Source: http://dashcamitalia.it/blog/privacy/targa-auto-privacy/
Timestamp: 2017-06-26 15:44:57+00:00
Document Index: 87899487

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 615', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 158', 'art. 188', 'art. 158', 'art. 159', 'art. 11', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 11', 'art. 2054', 'art. 5', 'art. 126']

Targa auto: è un dato personale?
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Video con targa auto leggibile: attenzione alla privacy!	18
on	09/12/2014
Privacy e targhe: riflessioni sulla sentenza della Cassazione
Ho deciso di pubblicare questo articolo dopo aver constatato sulla rete, ed in particolare su Youtube, la pericolosa abitudine di postare dei video che lasciano “in chiaro” la targa auto oppure i volti delle persone, video realizzati con telefonini, telecamere ma anche … dashcam, dimenticando che sull’argomento la Corte di Cassazione ben si è espressa.
Il problema di fondo è che chiunque posta sul web un video, contenente le targhe leggibili di veicoli o dei volti delle persone, è a rischio di sanzioni da parte del Garante della Privacy, perchè chi pubblica può avere trattato in maniera illecita i dati personali ed il Garante della Privacy in tema di sanzioni … non scherza!
Approfondiamo questa sentenza, comprendendo le motivazioni
La sentenza, di seguito indicata, della Corte di Cassazione nasce per motivazioni completamente diverse dalla circolazione stradale (la causa penale era relativa alla condanna di un investigatore e del relativo cliente), ma si basa sulla considerazione che il numero di targa di un veicolo, anche se è un elemento di dominio pubblico giacché è visibile a tutti, resta comunque un dato personale poichè si configura come “numero di identificazione personale“, come a titolo di esempio lo è il numero di telefono di una persona.
Per questo la Corte di Cassazione, con sentenza 44940 del 2 dicembre 2011 ,ha ritenuto dato personale “anche il numero di targa del veicolo, a nulla rilevando che esso sia visibile a tutti quando l’auto (ma vale anche per un motoveicolo, un ciclomotore, … ndr) circola per strada. Ciò che rileva, ovviamente non è il numero in sè, ma il suo abbinamento ad una persona. Del resto, in tal senso si è orientata la giurisprudenza di questa di Corte, ad es. con riferimento al numero di utenza cellulare di un soggetto. Anche in questo caso, per altro, soccorre la stessa lettera della legge (art. 4, comma 1, lettera b) che qualifica “dato personale” qualunque informazione relativa ad una persona (fisica), identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.
Per conoscere la definizione di dato personale è semplice: la troviamo all’art. 4 del Codice in materia di protezione dei dati personali (il c.d. Codice Privacy) e viene definito come “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.
Viene definito trattamento, qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati.
la targa dell’auto è considerata un numero di identificazione personale poichè con la targa è possibile risalire alle generalità della persona intestataria e proprietaria del veicolo, tramite visura al PRA (Pubblico Registro Automobilistico)
una fotografia od un video che contengono delle persone riconoscibili o la targa leggibile di un’auto sono considerati trattamento di dati personali.
Persone fisiche e privacy
Il Codice Privacy, all’art. 5 (Oggetto ed ambito di applicazione) comma 3, specifica che “il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.”
In pratica che una persona fisica (escludendo quindi tutte le imprese) che scatta fotografie e/o realizza video che riprendono persone in un luogo pubblico od accessibile NON è soggetto al rispetto integrale del Codice Privacy, dovendo comunque solo evitare di cagionare danni in conseguenza del trattamento dei dati e custodire i suddetti dati personali con diligenza.
In realtà no, perchè il Codice Privacy limita il campo di azione alle persone fisiche, specificando che il trattamento dei dati deve essere:
per fini esclusivamente personali
senza comunicazione sistematica
senza diffusione.
Di fatto la ripresa o la foto non deve avere finalità professionale e/o commerciale nè pretesa diversa dal fine personale (ad es. raccolta di fot per un proprio album, visione tra amici od in famiglia, …)
Per comunicazione sistematica il Codice Privacy intende il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi (ad es. familiari, amici, collaboratori) dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, dal responsabile e dagli incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, con azioni ripetute, programmate.
Per diffusione il Codice Privacy intende il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione; tipico esempio sono i video caricati su Youtube che possono essere visti da chiunque.
Se non si rispettano le 3 condizioni il Codice Privacy deve essere applicato integralmente, con tutte le conseguenze del caso.
Pubblicazione di video on line
Ma tutto questo cosa centra?
C’entra eccome … perchè se una persona carica in rete un video (od una fotografia) nel cui contenuto vi è la ripresa di un soggetto identificato o identificabile oppure la targa auto leggibile, di fatto sta facendo una diffusione di dati personali (il viso, la targa, …), ragion per cui non sta facendo trattamento dei dati per fini esclusivamente personali senza comunicazione sistematica o diffusione (art. 5, comma 3, del Codice Privacy), di conseguenza la persona che ha fatto il video deve ottemperare a tutte le norme stabilite nel Codice Privacy, tra cui l’informativa ai sensi dell’art. 13, il consenso esplicito al trattamento dei dati, le modalità di trattamento e conservazione, … con il rischio che il soggetto ripreso possa avanzare pretese risarcitorie per i danni cagionati alla sua immagine dovuti alla diffusione del video ovvero che il Garante della Privacy condanni la persona che ha postato il video a sanzioni dell’ordine di migliaia di euro.
E per i video ripresi delle dashcam?
In questo caso, se si utilizzano le dashcam come telecamera difesa automobilista, cioè con le finalità di aumentare la tutela e la sicurezza di chi guida (persona fisica), l’uso personale è evidente; se non si pubblicano on line i video oppure se vengono pubblicati “censurati” in corrispondenza di volti e della targa auto, così da evitare dati personali, non ci sono problemi. In caso di incidente stradale od altro evento significativo, che essendo casuali non possono essere considerati sistematici o programmabili, il video, che conterrà quasi sicuramente la targa auto della controparte e magari anche persone di passaggio estranee all’evento, può essere fatto visionare ai soggetti definiti della catena assicurativa (periti, Compagnie, liquidatori e giudice) ai fini del giusto risarcimento, non configurandosi la fattispecie della comunicazione sistematica; i soggetti della catena assicurativa sono tenuti comunque al segreto professionale del contenuto della comunicazione occasionale.
Ecco perchè nel nostro blog dashcamitalia.it procediamo sempre, per ottemperare alle norme sulla privacy, alla cancellazione delle targhe leggibili dei veicoli, dei volti delle persone riprese dai video ovvero alla trasformazione degli stessi dati in forma anonima, tramite mascheramento, rendendo i video privi di dati personali.
Per chi ha ancora intenzione di postare video con targa auto visibile dico solo … meditate prima di farlo!
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18 commenti	Claudio on 16/02/2016 16:28
Ho appena acquistato un dash cam 2.7″ Full HD 1080P CCTV in Dash Car DVR Camera Camcorder Recorder G-sensor IT che non ho capito come usare se dovessi recensirla farebbe piacere sopratutto per le funzioni
comunque volevo chiederle un dubbio sulla privacy abito in centro storico con anesso posto auto volevo sapere se accendo la dash cam al interno della corte che è acessibile a chiunque il portone è sempre stato spalancato perchè rotto rischio problemi con qualche inquilino del condominio.
Reply Gabriele on 18/02/2016 21:02
una dash cam, per la definizione stessa dell’apparecchio, è un dispositivo utilizzato per riprendere quanto succede sulla strada (definitiva dal Codice della Strada come “area aperta alla circolazione di veicoli, animali e pedoni”) per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica o diffusione a soggetti indeterminati (es. Youtube, Facebook, …). In questi casi il riprendere sulla pubblica via per fini personali non rientra nel campo di applicazione del Codice della Privacy ad eccezione di alcuni aspetti che, con un comportamento “normalmente” diligente, si rispettano tranquillamente (assicurare che i dati non possano essere sottratti, ….), per cui il campo di utilizzo è abbastanza libero.
Nel caso invece di una corte comune, che è comunque una proprietà privata, può venire meno l’esigenza di tutelare la propria sicurezza stradale (non è una strada); l’esigenza di sua sicurezza va bilanciata con gli interessi da tutelare degli altri inquilini, poichè viene invasa la sfera personale dell’abitazione e della vita privata.
Per tutelare i beni presso la propria residenza o domicilio esistono sistemi di videosorveglianza, che sono diversi dalle dashcam; in questo caso vanno bilanciati gli interessi in gioco, tenuto conto che esiste un reato che è l’interferenza nella vita privata (art. 615 c.p.); a tal fine le consiglio una lettura del provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, dove troverà interessanti informazioni in merito alla videosorveglianza in area comuni condominiali.
Personalmente eviterei un utilizzo difforme di una dash cam da quello per cui è stata progettata e venduta.
Reply rosario on 15/09/2016 11:15
Salve, ma la violazione della privacy vale anche nel caso in cui io faccio un filmato che tratta temi non inerenti alle auto che magari si vengono a trovare casualmente nel percorso mentre sto filmando? Mi hanno contestato un video dove io faccio vedere i marciapiedi rotti, ed inaccessibili alle sedie a rotelle, essendo io un disabile, nel fare questo filmato casualmente si intravedono macchine parcheggiate non tirate in causa, dove purtroppo casualmente si intravedono le targhe.
Reply Gabriele on 15/09/2016 20:47
Il trattamento illecito di dati personali si può configurare anche nel riprendere, in talune circostanze, la targa di un veicolo. Tale ipotesi si concretizza allorquando il proprietario del veicolo è una persona fisica, poichè nella definizione di “dato personale”, si indica “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.”. La targa diviene un numero di identificazione che tramite banca dati del PRA o del DTT consente di individuare in maniera univoca una persona fisica.
Viceversa se il veicolo è intestato ad una società, cioè ad una persona giuridica, la condizione viene meno e dunque riprendere la targa del veicolo e pubblicarlo poi ad esempio in Youtube (c.d. “diffusione”) non necessita di alcun preventivo consenso.
L’art. 24 del Codice Privacy cita i casi in cui il trattamento dei dati non richiede il consenso.
Nel Suo caso si tratta di valutare se esiste la fattispecie di cui agli artt. 136 e 137 del Codice ovvero il “trattamento temporaneo finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione artistica” che può essere effettuato anche senza il consenso dell’interessato previsto dagli articoli 23 e 26 del Codice.
Se non ricade questa ipotesi è lecita la contestazione di un trattamento dei dati personali senza consenso, con tutte le conseguenze del caso.
Reply Ugo on 16/09/2016 20:22
Dr. Gabriele
prendo spunto da quanto spiegato tempo fa da un avvocato penalista: se finalizzata a tutela di sè o di altri da comportamento illecito di terzi, in atto o anche solo ipotizzabile, la videoripresa e/o la registrazione sonora possono avvenire in modo occulto senza autorizzazioni, liberatorie ecc, ed essere eventualmente prodotte come prove. E’ il caso ad esempio di chi si reca ad una trattativa ove teme la controparte possa minacciarlo, fargli richieste scorrette, o cercare di imporre condizioni illegali; diverso è se si riprende/registra di nascosto soggetti terzi a insaputa dei medesimi mentre non stanno nè interagendo con noi nè provocando danno alcuno a noi o altri; in tal caso saremmo in torto persino senza diffondere le immagini (diversamente non si spiegherebbe l’obbligo di apporre i cartelli di zona videosorvegliata). Se anche lei mi conferma quanto in premessa le chiedo se, per fare un esempio legato alla circolazione stradale, siano legalmente attuabili i due seguenti livelli di “intervento” nel caso d’occupazioni di scivoli per carrozzine e stalli di sosta per disabili :
1-videoripresa/foto incorporanti date e ora nei tag del files e rapida consegna su qualsiasi supporto informatico alle autorità, a corredo di regolare denuncia, meglio se con indicazione di eventuali testimoni presenti, anche se non dovrebbero servire perché un’eventuale perizia può escludere la fotorielaborazione da parte dell’autore. Senza denuncia (mi corregga se sbaglio) foto e riprese non scattate da agenti in servizio non valgono quali prove.
2-videoripresa/foto come sopra, ma tassativamente in presenza di testimoni e successiva pubblicazione dei reprobi sul web. Lei dirà “Come, un’ipotesi del genere dopo la sentenza che abbiamo testè sviscerato?” D’accordo ma se questa operazione viene effettuata quale esplicita pubblica denuncia on line, corroborata da testimoni, di una violenza perpetrata a danno di alcuni membri della nostra società, non si rientra forse nel primo caso esposto dal penalista di cui sopra? E non si verifica quindi il caso in cui chi si sentisse “leso” da tale pubblicazione non può far nulla senza rischiare di incappare lui nella denuncia da parte delle autorità cui si rivolgesse? Lo chiedo constatndo che spesso, in presnza di reato/illecito conclamati, trasmissioni come le Iene e Striscia pubblicano i volti e i nomi dei truffatori, magari in fuga, che ben se ne guardano dal denunciare l’emittente.
Lieto di un suo parere la saluto.
Reply Gabriele on 18/09/2016 7:23
Buongiorno sig. Ugo,
l’argomento “dati personali” interessa contemporaneamente aspetti legati al Codice Privacy, al Codice Penale ed al Codice Civile.
Per l’aspetto privacy vale quanto già detto, ovvero dipende dalla finalità che se ne fa dei dati personali e da chi li utilizza.
Il fine strettamente personale senza comunicazione sistematica o diffusione non impone regole particolari se non quelle della conservazione (sicurezza) e responsabilità dei dati stessi (art. 5 comma 3 del Codice Privacy).
E’ evidente che la conformità a tale dettato non è sufficiente a non violare altri aspetti: riprendere con una dashcam sulla pubblica via uan persona che cammina è diverso dal riprendere lo stesso soggetto all’interno di casa sua magari con un teleobiettivo, in questo caso vi è un’interferenza nella vita privata anche se si rispettano i dettami del Codice Privacy.
Dunque ogni caso va soppesato sulla base anche di altri aspetti.
Tornando al tipo di “interventi” citati, il Codice della Strada, all’art. 158, comma 2 lettera g) indica:
“La sosta di un veicolo è inoltre vietata: […] g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;”
sanzionato ai sensi dell’art. 158, comma 5, con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro (p.m.r.) di 85 Euro (scontato del 30% 59.50 Euro) e la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del conducente (4 se neopatentato). E’ prevista la rimozione del veicolo ai sensi art. 159 C.d.S.
L’accertamento della violazione è a carico degli organi di polizia stradale di cui all’art. 11 del C.d.S..
Avvisare polizia, carabinieri, polizia locale, guardia di finanza, polizia penitenziaria, … segnalando questa violazione; l’accertamento de visu da parte degli stessi, con compilazione del relativo verbale di accertamento, ha fede privilegiata, dunque delazioni o segnalazioni di cittadini costituiscono una segnalazione mirata, magari anche corredata di foto, ma è il pubblico ufficiale che fa la differenza.
Personalmente Le sconsiglio di effettuare pubblicazione sul web in cui siano visibili persone, targhe e più in generale dati personali; l’uso illecito degli spazi asserviti alle persone diversamente abili è punito con una sanziona amministrativa e, come tale, chi sbaglia è soggetto a quella “punizione”, non è considerato dal Legislatore un reato e come tale va trattato, seppure sia un comportamento riprovevole e fastidioso; il resto rischia di diventare un boomerang per l’esponente/delatore.
Il diritto di cronaca da parte dei giornalisti è disciplinato nel Codice Privacy, con regole diverse rispetto al comune cittadino.
Reply Lucrezia on 17/09/2016 9:25
Ma se la targa è confusa perchè ripresa da lontano, e anche ingrandendo la foto si legge male, posso lo stesso essere denunciata per violazione della privacy?
Reply Gabriele on 18/09/2016 7:32
dalla definizione di “dato personale”, cioè qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale, si desume che:
1) se la targa è leggibile, cioè si riesce la leggerne la sequenza, seppure con difficoltà, quella è un dato personale;
2) se la targa non è leggibile non è un dato personale.
La norma parla infatti di persona fisica identificata o identificabile anche indirettamente; se la targa si legge male ma si legge, in assenza di consenso, ovvero al di fuori dei casi in cui non è necessario il consenso, costituisce un trattamento illecito di dati personali, sempre che Lei ne faccia una comunicazione sistematica od una diffusione.
Reply Gabriele on 18/09/2016 7:48
se la targa si legge od è possibile comunque risalire alla sequenza alfanumerica e dunque al proprietario allora, in assenza di consenso (art. 23 Codice Privacy), nel caso di filmato pubblicato, qualora non ricada nei casi nei quali il consenso non è richiesto (art. 24 Codice privacy), la persona “offesa” potrebbe segnalare il trattamento illecito dei dati al Garante della Privacy per la successiva irrogazione della sanzione prevista, fatto salvo il diritto al risarcimento danni.
Reply Marco on 24/11/2016 2:00
Quante regole assurde, il risultato e’ che la gente ha paura di registrare ed altri id…. (ipocriti) ti minacciano perche’ li registri, in un mondo dove le telecamere sono ovunque e la privacy non esiste. Io dico di combattere il piu’ possibile queste leggi oppenendosi.
Reply Gabriele on 24/11/2016 20:14
posso capire lo sfogo. Ricordo comunque che una ripresa sulla pubblica via con una dashcam non ha così tanti vincoli come qualcuno pensa, l’importante è ricordarsi sempre la finalità e l’utilizzo: fini esclusivamente personali, come la tutela della propria patente di guida e del proprio veicolo, assenza di comunicazione sistematica o diffusione sui social media.
Direi che la visione è meno “pessimista”, comunque c’è ancora molto da fare per migliorarla.
Reply enrico crisafulli on 16/12/2016 9:58
Siamo all’assurdo…Uno riprende una bella auto d’epoca e viene citato per richiesta danni per la visione della targa. Potrebbe essere un modo come un altro per taglieggiare dei poveri cristi che mai e poi mai pensano di incorrere in un’infrazione risarcitoria
Reply Rossano Gabrieli on 24/02/2017 14:44
se filmo un comportamento pericoloso da parte di un automobilista con la mia dash a chi posso darlo legalmente? in che modo?
Reply Gabriele on 25/02/2017 8:56
le dashcam sono telecamere che registrano immagini e dati personali; nascono come finalità per fini esclusivamente personali di colui che la utilizza, ovvero per proteggere e tutelare interessi personali come la propria patente di guida ed il veicolo.
Se nel filmato sono riprese persone e/o targhe di veicoli, siamo in presenza di dati personali e come tali il processo di acquisizione, trattamento e comunicazione deve avvenire nel rispetto del Codice Privacy D.Lvo 196/2003.
Nel caso di utilizzo per finalità personali, circostanza che non richiede particolari vincoli stringenti, non deve esserci comunicazione sistematica o diffusione del filmato.
Segnalare comportamenti pericolosi è un diritto/dovere di ogni automobilista, per tutelare sè e gli altri utenti della strada, ma questo può avvenire anche senza la presenza di filmati; in presenza di illeciti sarà facoltà degli organi di polizia di cui all’art. 11 del Codice della Strada poter acquisire il filmato come prova, secondo le modalità stabilite in base alla violazione, se amministrativa ovvero penale.
Reply Andrea on 07/03/2017 11:04
volevo chiedere un’informazione. Poniamo il caso che un’azienda decida di installare dash cam sui propri veicoli con la finalità di verificare la dinamica di eventuali sinistri e senza procedere ad alcuna diffusione delle immagini, volendo anche tutelare la sicurezza dei lavoratori. Rispetto a questa installazione, restano validi gli oneri di richiesta di installazione alla Direzione Territoriale del Lavoro o accordo sindacale?
La mia domanda nasce dal fatto che, potenzialmente, potrebbero essere coinvolti dalle riprese anche lavoratori e quindi penso entri in gioco anche questo aspetto. Ritengo quindi applicabili tutti gli oneri previsti dal Provvedimento in materia di Videosorveglianza, quali informativa al dipendente, incarichi e nomine per i soggetti che potranno accedere alle immagini, addirittura potrei ipotizzare l’installazione di una vetrofania informativa. Volevo quindi chiedere Sua opinione circa questi aspetti.
Reply Gabriele on 08/03/2017 22:53
il trattamento dei dati ha regole diverse a seconda della tipologia di persona (fisica o giuridica) e della finalità degli stessi.
Il ragionamento formulato appare corretto, poichè la finalità della dashcam sarebbe quella di tutelare il veicolo aziendale ed il lavoratore. Risulta altresì obbligatoria il pittogramma e quanto previsto dal Codice Privacy e dal decreto sulla videosorveglianza, dovendo per un’azienda applicare integralmente il D. Lvo 196/2003.
Volendo però è possibile altresì ribaltare la questione, rendendo meno “burocratica” la situazione.
E’ il caso di un’impresa che acquista le dashcam (con regolare fattura) e che le fornisce in comodato d’uso (od altra forma) al lavoratore (opportuno che il tutto sia scritto nero su bianco e firmato), il quale ne dispone l’utilizzo durante la propria attività lavorativa per fini esclusivamente personali quali tutelarsi in caso di incidente che lo vede coinvolto. Va da sè che ogni beneficio derivante dall’utilizzo della dashcam da parte del lavoratore ricade di conseguenza in favore dell’azienda: in caso di incidente se dimostra di aver ragione, l’impresa proprietaria del veicolo ottiene il completo risarcimento del danno, viceversa se non può dimostrare quanto realmente accaduto o non fornisce prova a sua discolpa (art. 2054 c.c.) può rischiare una sanzione (e ricordo che solidamente obbligato è comunque l’impresa proprietaria del veicolo) o la sospensione della patente, … ed il risarcimento svanisce, creando un danno anche all’impresa.
Nel caso di utilizzo, da parte di persona fisica, per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica ovvero diffusione, vengono meno quasi tutti i “cavilli” del D.Lvo 196/2003, eliminando le formalità previste ad eccezione di quelle previste dall’art. 5 comma 3 (“Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.”), ma sono ampiamente soddisfacibili, senza particolari problemi.
L’utilizzo nei 2 casi è lo stesso ma gli obblighi in capo all’impresa e alla persona fisica sono ben diversi.
Una corretta spiegazione al personale dipendente, informandolo della possibilità di essere più tutelati sulla strada in modo “concreto” ed efficace tramite una dashcam e non per essere controllati, unito al fatto che tutti i dati sono registrati sulla scheda di memoria nella loro disponibilità, può favorire l’utilizzo nella seconda ipotesi, con notevoli benefici e risparmi di tempo e denaro per l’impresa.
Oltretutto alcuni studi dimostrano che lo stesso conducente che usa una dashcam adotta una condotta di guida più prudente e rispettosa.
Reply eduardo capuanello on 07/05/2017 23:19
Quando arriva un verbale a casa magari per una infrazione acquisita da autovelox non viene inviata la foto per “rispetto della privacy”. Però nel verbale è indicato il luogo e l’ora del passaggio il che significa che se io ho detto a mia moglie che ero a Milano ed invece sulla contravvenzione risulta che ero a Roma e mia moglie lo legge la privacy è bella che violata. Non ha senso non mandare la foto. E’ ridicolo.
Reply Gabriele on 10/05/2017 16:07
Buongiorno Eduardo,
tralasciando gli aspetti legati al rapporto ed alla vita coniugale, una violazione alle norme del codice della strada può essere notificata presso la residenza del proprietario del veicolo, il quale viene avvisato quale “obbligato in solido”, cioè corresponsabile della violazione assieme al conducente (definito “trasgressore”). Su chi fosse alla guida del veicolo, come nel caso dell’autovelox, a priori non è possibile saperlo nè l’organo di polizia lo comunica, invitando anzi il proprietario, in base alla violazione commessa, a comunicare i dati della persona alla guida ai sensi dell’art. 126-bis del CdS.
La mancata trasmissione della foto è una disposizione prevista dal Ministero ma è sempre possibile per il proprietario del veicolo richiederne copia.