Source: http://www.legislazionetecnica.it/3504917/prd/approfondimento/rifiuti-non-rifiuti-e-sottoprodotti-definizione-classificazione
Timestamp: 2018-11-17 23:50:09+00:00
Document Index: 171653727

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 185', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 4', 'art. 184', 'art. 184']

Rifiuti, non rifiuti e sottoprodotti: definizione, classificazione, normativa di riferimento | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW4082
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RIFIUTI, NON RIFIUTI E SOTTOPRODOTTI
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La distinzione di ciò che è rifiuto da ciò che non lo è determina l’applicazione o meno della relativa normativa.
Ai sensi dell’art. 183 del D. Leg.
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Non rifiuti (esclusioni dal campo di applicazione della parte IV del D. Leg.vo 152/2006)
Anche quando astrattamente potrebbero essere considerate cose, sostanze o materiali di cui il produttore o detentore intendono disfarsi, e quindi da ricomprendere nel concetto di rifiuto secondo quanto appena visto, sono tuttavia escluse dalla disciplina dei rifiuti le sostanze indicate dall’art. 185 del D. Leg.vo 185/2006 (non rifiuto).
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Ancora, è considerata sottoprodotto, e non rifiuto - ed è quindi è esclusa dall’a
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CESSAZIONE DELLA QUALITÀ DI RIFIUTO, RECUPERO
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Condizioni per la cessazione della qualità di rifiuto
Ai sensi dell’art. 184-ter del D. Leg.vo 152/2006, un rifiuto cessa di essere tale, e quindi cess
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Normativa di riferimento per il recupero di rifiuti
L’operazione di recupero deve avvenire nel rispetto delle norme che lo regolano:
- il D.M. 05/02/1998 (Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22);
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LE CONDIZIONI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO
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Condizioni per la qualifica di sottoprodotto
Come detto, affinché una sostanza possa essere qualificata come sottoprodotto, occorre il rispetto contestuale di tutte le condizioni previste dall’
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Dimostrazione dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti (D.M. 264/2016)
Allo scopo di favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotto di sostanze e oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri, nonché di assicurare una maggiore uniformità nell’interpretazione e nell’applicazione della definizione di rifiuto e di sottoprodotto - di cui si è riscontrata negli anni una applicazione molto disomogenea - i
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CRITERI PER LA QUALIFICAZIONE COME SOTTOPRODOTTO DI SPECIFICHE TIPOLOGIE DI SOSTANZE
L’art. 184-bis del D. Leg.vo 152/2006 dispone che, con decreti ministeriali, possono essere adottate misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare affinché - sempre nell’ambito dei requisiti stabiliti in via generale e sopra indicati - specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti.
In attuazione di tale norma:
- il D.P.R. 13/06/2017, n. 120 (Regolamento recante la disciplina semplificata delle terre e
Circ. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 30/05/2017, n. 7619
L’articolo 184-bis, comma 1, del D. Leg.vo 152/2006, stabilisce le condizioni da rispettare per la qualificazione di un sottoprodotto. Il D.M. 264/2016 del Ministero dell’ambiente reca a sua volta criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.
Vista l’oggettiva complessità della disciplina e l’assenza di prassi interpretative consolidate concernenti l’utilizzazione dei sottoprodotti ed in considerazione dei molteplici quesiti pervenuti su diversi profili interpretativi ed operativi del D.M. 264/2016 del Ministero dell’ambiente, la Circolare in oggetto fornisce alcuni chiarimenti in modo da consentire un’applicazione uniforme del citato provvedimento.
La Circolare ribadisce che il D.M. 264/2016 non innova la disciplina sostanziale generale del settore e che l’utilizzazione degli strumenti indicati dal citato decreto rimane frutto di una adesione volontaria.
In particolare, l’Allegato tecnico-giuridico della Circolare fornisce chiarimenti concernenti lo scopo del D.M. 264/2016, i suoi effetti giuridici, l’onere della prova e responsabilità, la documentazione contrattuale e la scheda tecnica, la dimostrazione della natura di sottoprodotto, il deposito e la movimentazione, i controlli e le ispezioni, la piattaforma di scambio tra domanda e offerta ed elenco dei sottoprodotti e l’impiego di biomasse destinate ad uso energetico.
Inoltre, relativamente allo strumento probatorio costituito dalla scheda tecnica, la Circolare fornisce un utile schema di riferimento che riporta i campi della scheda tecnica da riempire per ogni requisito da dimostrare di cui all’articolo 184-bis, comma 1, lettere a), b), c) e d) del D. Leg.vo 152/2006.
Nota Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 03/03/2017, n. 3084
Articolo 10 del decreto ministeriale 13 ottobre 2016, n. 264, Regolamento recante Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti - elenco pubblico istituito presso le Camere di commercio territorialmente competenti - Chiarimenti interpretativi.
La Nota chiarisce, in particolare, che l’istituzione dell’elenco di cui all’art. 4, comma 3, del D.M. 13/10/2016, n. 264, recante “Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” non rappresenta un requisito abilitante per i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti, ma prevede la realizzazione di un contenitore delle generalità degli operatori interessati a cedere o acquistare residui produttivi da impiegare, utilmente e legalmente, nell’ambito della loro attività, con finalità conoscitiva e di mera facilitazione degli scambi.
L’iscrizione nell’elenco del produttore o dell’utilizzatore, quindi, non qualifica un residuo come sottoprodotto e la mancata iscrizione non comporta l’immediata inclusione del residuo nel novero dei rifiuti, essendo la qualifica di carattere oggettivo e legata alla dimostrazione della sussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 184-bis del D. Leg.vo 152/2006.
D. Min. Ambiente e Tutela Terr. e Mare 13/10/2016, n. 264
In attuazione dell’art. 184-bis del D. Leg.vo 152/2006 (Codice dell’ambiente), il presente regolamento reca i criteri indicativi e le modalità per agevolare la dimostrazione, da parte del detentore, della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti. Lo scopo del provvedimento è di favorire ed agevolare l’utilizzo come sottoprodotto di sostanze e oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri, nonché di assicurare una maggiore uniformità nell’interpretazione e nell’applicazione della definizione di rifiuto.
Oltre alle disposizioni di carattere generale (applicabili pertanto a tutte le categorie di residui produttivi) il presente regolamento reca i criteri per considerare sottoprodotti e non rifiuti la specifica categoria delle biomasse residuali destinate all’impiego per la produzione di biogas e delle biomasse residuali destinate all’impiego per la produzione di energia mediante combustione.
l'Allegato 1 riporta un elenco delle principali norme che regolano l’impiego di tali sostanze, oltre a una serie di operazioni e attività che possono costituire normali pratiche industriali;
l’Allegato 2, invece, reca la scheda tecnica che contiene, tra l'altro, le informazioni necessarie per dimostrare l’identificazione dei sottoprodotti dei quali è previsto l’impiego e l’individuazione delle caratteristiche tecniche degli stessi, nonché del settore di attività o della tipologia di impianti idonei ad utilizzarli. Vengono, inoltre, indicate le tempistiche e le modalità congrue per il deposito e la movimentazione dei sottoprodotti, dalla produzione del residuo fino all’utilizzo nel processo di destinazione. Si segnala che in caso di modifiche sostanziali del processo di produzione o di destinazione del sottoprodotto dovrà essere predisposta una nuova scheda tecnica.