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Timestamp: 2019-11-21 11:58:05+00:00
Document Index: 159933714

Matched Legal Cases: ['art. 2463', 'art. 9', 'art. 2463', 'art. 9', 'art. 44', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 2285', 'art. 2285']

diritto societario Archivi - Pagina 4 di 4 - Studio Legale Internazionale Iacovazzi Avvocati in Bari, Londra e New York
LE S.R.L. SEMPLIFICATE INGLOBANO A SÉ QUELLE A CAPITALE RIDOTTO
D.L. 28.06.2013, n. 76 – Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (Iva) e altre misure finanziarie urgenti. (G.U. n. 150 del 28.06.2013) Non solo rinvio dell’aumento dell’Iva a ottobre e misure di sostegno all’occupazione nel D.L. n. 76/2013, in vigore da subito, ma anche abolizione delle società a responsabilità limitata a capitale ridotto (s.r.l.c.r.), accesso aperto agli over 35 nelle s.r.l. semplificate (s.r.l.s.) e rivisitazione dei requisiti delle imprese start-up.
Cambia l’art. 2463-bis cod. civ. e tutte le “vecchie” s.r.l.c.r. si qualificano s.r.l.s. (D.L. n. 76/2013, art. 9, commi 13-14-15-16).
Scompaiono le società a responsabilità limitata a capitale ridotto modificandosi in tal senso l’art. 2463-bis cod. civ. Ad esse si sostituiscono in toto le società a responsabilità limitata semplificata, caratterizzate all’atto della costituzione da un capitale sociale compreso tra un euro e 9 mila 999 euro massimo.
Abolizione delle s.r.l. a capitale ridotto e apertura delle s.r.l. semplificate (art. 9, commi 13-14-15, D.L. n. 76/2013)
A queste possono accedere, d’ora in poi, anche soci persone fisiche che abbiano compiuto 35 anni di età.
Cade, di conseguenza, anche il divieto di cessione delle quote sociali a soci over 35 nonché quello di affidare l’amministrazione a persone esterne alla compagine societaria.
Le s.r.l. riqualificate semplificate, dopo essere state iscritte al registro imprese come s.r.l.c.r., acquisiscono i benefici propri delle s.r.l.s., quali dell’esenzione da imposta di bollo e di segreteria e da onorari notarili tutte le volte che adottino l’atto costitutivo standard di cui al D.M. n. 138/2012 (art. 44 D.L. n. 83/2012, conv. in legge n. n. 134/2012; art. 3, comma 3, D.L. n. 1/2012).
Agevolazioni più ampie alle imprese start-up innovative (art. 9, comma 16, D.L. n. 76/2013)
Agevolate ulteriormente le start-up innovative attraverso quattro step:
la rimozione dell’obbligo per i soci, persone fisiche, di mantenere per due anni dalla costituzione la maggioranza delle quote e delle azioni e dei diritti di voto (lett. a, art. 25, comma 2, D.L. n. 179/2012);
la riduzione al 15%, rispetto al 20, del tetto minimo delle spese di ricerca e sviluppo rapportato al maggor valore tra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa (lett. h, p. 1);
la riduzione a due terzi complessivi della forza lavoro in possesso di laurea magistrale (lett. h, p. 2);
l’inclusione nell’elenco delle imprese start-up delle aziende titolari di diritti relativi a programmi software originari registrati nel registro pubblico speciale (lett. h, p. 3).
Slittamento dell’Iva al 22% al 1°.10.2013. L’art. 11, comma 1, D.L. n. 76/2013 dispone lo slittamento dell’incremento dell’Iva di un punto percentuale al 1°.10.2013.
(Fonte Guide del Sole 24 Ore)
Categoria: Diritto SocietarioTag: diritto societario, S.r.l., socio
Sentenza Trib. Milano, Sez. spec. in materia d’impresa B-VIII, 10.06.2013, R.G. 45255/2011 (G.U. Consolandi)
Recesso del socio – Necessità di una giusta causa – Fatti gravi e concreti che rendano impossibilie il proseguimento in comune dell’attività d’impresa (art. 2285 cod. civ.)
Non costituiscono giusta causa di recesso ex art. 2285 cod. civ. il semplice disaccordo in merito alla gestione della società, l’indisponibilità all’acquisto dell’altrui quota o alla vendita della propria, l’invito a porre la società in liquidazione o l’indisponibilità a contribuire al finanziamento dei fornitori. Non integrano, cioè, la giusta causa le semplici liti o la soggettiva perdita di fiducia nell’altro socio. Devono sussistere, piuttosto, fatti gravi e concreti che rendano impossibile il proseguimento dell’esercizio in comune dell’attività d’impresa quali l’appropriazione di beni sociali o delle scritture contabili, il mancato rendiconto, lo stato di insolvenza di uno dei soci.
I soci al 50% di una s.n.c. costituita nel 2006 fino al 31.12.2050 lamentavano incomprensioni e dissapori tali nella condotta del negozio, a motivo degli orari di apertura dello stesso, che una parte chiedeva prima di recedere dalla società, poi di comprare la quota dell’altro, poi di volere cedere la propria, senza però manifestare chiaramente la volontà di abbandonare la società per una giusta causa. Nel frattempo, il 23 gennaio di quest’anno la s.n.c. andava in liquidazione giudiziale e neppure il piano di riparto predisposto dal liquidatore evidenziava responsabilità dei soci tali da avere danneggiato il patrimonio sociale. I giudici dell’VIII Sezione del Tribunale di Milano specializzata in materia d’impresa puntualizzano che non costituisce giusta causa di recesso dalla società né l’intenzione di recedere, né le semplici liti o anche una soggettiva perdita di fiducia, bensì devono sussistere fatti gravi e concreti che inducano oggettivamente a valutazioni diverse rispetto a quelle su cui la società è stata fondata (per esempio, l’appropriazione di beni sociali o delle scritture contabili, il mancato rendiconto, lo stato di insolvenza di uno dei soci). Viene perciò respinta la domanda attorea di liquidazione della metà del patrimonio sociale per un valore di 25 mila euro nonché del risarcimento del danno.
(Fonte Riviste 24Ore Sistema Società Luglio 2013)
Categoria: Diritto SocietarioTag: diritto societario, recesso socio, socio