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Timestamp: 2019-07-19 08:17:56+00:00
Document Index: 92868157

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 40', 'art. 46', 'art 43', 'art. 46', 'art. 29', 'art. 30', 'art.15', 'art. 15', 'art 5', 'art 5', 'art. 5', 'art 30', 'art. 5']

Trento, 13 maggio 2013 LM/lb CIRCOLARE N. 12/2013 Agli Enti Soci - LL.SS. - - PDF
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1 CCT_CAL REG_CCT 13/05/ P Trento, 13 maggio 2013 LM/lb CIRCOLARE N. 12/2013 Agli Enti Soci - LL.SS. - e p.c. Spett.le Agenzia delle Entrate Direzione provinciale di Trento Via Brennero, TRENTO OGGETTO: applicabilità della decertificazione amministrativa al certificato di destinazione urbanistica (CDU) e riflessi sulla disciplina fiscale per l uso successione L'art. 15 della legge n. 183/2011 ha modificato, come noto, l'art. 40 del D.P.R. n. 445/2000 prevedendo che le "certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della p.a. e gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorietà sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui art. 46 e 47". Dunque, dall entrata in vigore della legge di stabilità 2012 (L. n. 183/2011) e della cosiddetta decertificazione, le certificazioni del genere descritto sono valide ed utilizzabili solo nei rapporti tra i privati ed è apposta, a pena di nullità, la dicitura "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o gestori di pubblici servizi". Per completare il quadro, l'art 43, primo comma, prevede inoltre che le Amministrazioni ed i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui art. 46 e 47. Con circolare n. 3/2012 di data 17 aprile 2012 il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione ed il Ministro dell'interno hanno fornito alcuni chiarimenti sull'applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificazione, con particolare riferimento ai certificati relativi ai procedimenti regolati dalla disciplina sull'immigrazione, al procedimento relativo alla cittadinanza, nonché all'attestato di idoneità abitativa di cui all'art. 29 del d.lgs. n. 286/1998. Al punto 2) della circolare si specifica però che l'attestato o certificato di idoneità abitativa, al di là del nomen juris, non ha natura di certificato in senso stretto ma di un'attestazione di conformità tecnica resa dagli uffici tecnici comunali a seguito di un accertamento prettamente tecnico. Non si tratta dunque di un dato autocertificabile e pertanto, non rientrando nella decertificazione, non è necessario apporvi la dicitura "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o gestori di pubblici servizi". Ora, a fronte di una interpretazione di tal genere, sono sorte alcune perplessità rispetto alla natura giuridica del certificato di destinazione urbanistica (di seguito CDU) il cui rilascio compete al Comune ai sensi dell art. 30 del D.P.R. n. 380/2001. Il primo interrogativo a cui dare risposta riguarda il valore certificativo da attribuire al CDU ovvero se si tratti di un atto di certificazione interessato dalle previsioni della cosiddetta decertificazione oppure se sia una mera attestazione di competenza dell ufficio tecnico che traduce le previsioni del piano regolatore comunale. Sul punto è stato possibile rinvenire un primo suggerimento interpretativo tra le faqdomande frequenti pubblicate a cura del Dipartimento della funzione pubblica, ove sul CDU, in Via Torre Verde, Trento Tel fax P.IVA e C.F iscritta al Registro delle Imprese
2 relazione all'attuazione delle disposizioni dell'art.15 della legge 12 novembre 2011, n. 183 che modifica il d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445, si legge: Il certificato di destinazione urbanistica rientra nella categoria degli atti di certificazione, redatti da un pubblico ufficiale, aventi carattere dichiarativo o certificativo del contenuto di atti pubblici preesistenti (come già affermato da: Cons. St., Sez. V, Sent , n. 1328; TAR Lombardia (MI) Sez. IV n del 6 ottobre 2010; T.A.R. Toscana, I, 28 gennaio 2008, n. 55; TAR Napoli - 15 dicembre 2010 n ; T.A.R. Lazio Roma Sez. II bis, Sent., , n. 2241). Infatti, la situazione giuridica attestata nel certificato di destinazione urbanistica è determinata da provvedimenti precedenti. Di conseguenza, il certificato di destinazione urbanistica rientra nel campo d'applicazione dell'art. 15 della legge n. 183/2011 e pertanto può essere oggetto di autocertificazione e va rilasciato con la prescritta dicitura ("Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi ). Ancora, con nota di data 14 dicembre 2012 il Dipartimento della funzione pubblica in risposta ad un quesito puntuale posto dallo scrivente Consorzio precisa che il CDU rientra nella categoria degli atti di certificazione, redatti da pubblico ufficiale, aventi carattere dichiarativo o certificativo del contenuto di atti pubblici preesistenti (Consiglio di Stato sez V, 25 settembre 1998, n.1328), in quanto contiene l indicazione della vocazione (agricola o edificatoria) di un determinato terreno, in base alla strumentazione urbanistica vigente, con la specificazione di tutte le relative prescrizioni urbanistiche ed edilizie; esso è redatto e rilasciato dagli uffici tecnici comunali, a specifica richiesta di soggetto giuridicamente legittimato (di regola, proprietario, titolare di altro diritto reale, possessore dell entità immobiliare interessata alla richiesta). Esso va quindi rilasciato, pena la nullità, con la prescritta dicitura che ne limita la valenza all uso privato. Appurato pertanto che il CDU rilasciato al privato non può più essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione, ma saranno eventualmente questi ultimi a richiederlo al comune direttamente in fase di controllo delle dichiarazioni dei privati o per altre necessità, il secondo aspetto da chiarire riguarda la disciplina dell imposta di bollo per i certificati di destinazione urbanistica rilasciati ad uso successione ovvero da allegare alla dichiarazione di successione al fine di quantificare l imposta dovuta in ragione della destinazione d uso del bene (fabbricabile, agricolo etc..). Finora il CDU da allegare alla denuncia di successione è sempre stato esentato dall imposta di bollo in quanto documento da presentare all Amministrazione finanziaria ai fini dell applicazione dell imposta di successione (ai sensi dell art 5 della Tabella Allegato B al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642). Ora, premesso che l art 5 prevede l esenzione dell imposta di bollo, tra l altro, per le dichiarazioni, denunzie, atti, documenti e copie presentate ai competenti uffici ai fini dell applicazione delle leggi tributarie (..), in una recente interpretazione resa in risposta ad un interpello promosso dal Comune di Vigolo Vattaro, l Agenzia delle Entrate Direzione provinciale di Trento chiarisce quale sia la strada da seguire. Nel merito assume l Agenzia che: il caso in esame non sembra rientrare nelle ipotesi si cui al citato art. 5, considerato che il certificato di destinazione urbanistica non è annoverato tra i documenti da allegare alla dichiarazione di successione ai sensi dell art 30 del D.lgs. n. 346/1990 e che lo stesso, per effetto della Legge n. 183/2011 non può comunque essere più presentato agli organi della Pubblica Amministrazione. Ancora sul tema viene precisato che: la circostanza che l esenzione di cui all art. 5 sia collegata alla presentazione di un atto ai competenti uffici ai fini dell applicazione delle leggi tributarie, e non alla generica applicazione delle stesse svincolata da qualsivoglia presentazione, sembra trovare conferma anche nella RM 24/1/1996, n. 25 con la quale è stata esclusa l esenzione in esame alle attestazioni di edificabilità rilasciate dai Comuni ai fini dell applicazione
3 dell ICI. La citata RM afferma infatti: Le attestazioni oggetto del quesito, ad avviso della scrivente non possono essere considerate atti del procedimento di accertamento posti in essere dall ente impositore: le stesse, invero, vengono rilasciate su richiesta del contribuente e per esse non sussiste alcun obbligo di presentazione all ufficio tributario competente. La massima che se ne desume porta a concludere che il certificato di destinazione urbanistica, se richiesto dal privato, ancorché ad uso successione dovrà essere rilasciato dal Comune con la dicitura obbligatoria che ne inibisce l uso presso le pubbliche amministrazioni e dovrà scontare l imposta di bollo. Conseguenza della norma di semplificazione che vuole evitare al cittadino l incombenza di produrre documenti rappresentanti informazioni già in possesso dell autorità pubblica sarà, nel caso del CDU, da un lato l obbligo di acquisizione diretta da parte dell Agenzia delle entrate dei dati in possesso dei comuni e dall altra il rafforzamento degli strumenti della dichiarazione sostitutiva e dell atto di notorietà. Per le finalità descritte, in occasione della richiesta dei CDU da parte dei privati, si suggerisce pertanto di avvisare i cittadini delle novità introdotte dalla legge di stabilità circa l impossibilità di presentare i suddetti certificati alla p.a. e della possibilità di sostituire gli stessi con le corrispondenti dichiarazioni sostitutive. Nel caso in cui il cittadino decida di richiedere comunque il rilascio del certificato di destinazione urbanistica, nel tentativo di snellire le procedure operative, a titolo collaborativo e su richiesta della Direzione provinciale di Trento dell Agenzia delle Entrate, che ci legge per conoscenza, può essere utile da parte dell Amministrazione comunale, contestualmente al rilascio del CDU al privato, inoltrare copia del medesimo all Ufficio dell Agenzia delle Entrate competente per zona (tenuto conto però dell'ultima residenza del soggetto deceduto e non del Comune catastale ove è situato il terreno). In tal modo non solo si ritiene di rendere un servizio pratico al cittadino evitando inutili ulteriori passaggi di richieste di informazioni tra uffici pubblici con (altrettanto inutile) dispendio di tempo e di energie per le correlate necessarie attività istruttorie. Per comodità si allega (all. 1) un fac-simile di richiesta di rilascio del CDU in cui sono riportate tutte le informazioni anzidette. Forniamo altresì di seguito un elenco dei contatti degli Uffici competenti nelle diverse aree territoriali a cui inviare, di volta in volta, tramite posta elettronica certificata (PEC) copia del CDU con l indicazione che è stato rilasciato per uso successione. Si ricorda di specificare, nel testo della , che le informazioni contenute nel certificato, prodotto in copia, sono rese all Amministrazione ricevente al fine di permettere il corretto adempimento dell attività di controllo e verifica imposto ex lege. Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale BORGO VALSUGAN A T2D Indirizzo: PIAZZA BORDIGN ON 1 CAP: Fax: 06/ Bieno, Borgo Valsugana, Calceranica al Lago, Caldonazzo, Canal S. Bovo, Carzano, Castello Tesino, Castelnuovo, Cinte Tesino, F iera di Primiero, Grigno, Imer, Ivano Fracena, Levico Ter me, Mezzano, Novaledo, Ospedaletto, Pieve Tesino, Roncegno, Ronchi Valsugana, Sagron Mis, Samone, Scurelle, Siror, Spera, Strigno, Telve, Telve di Sopra, Tonadico, Torcegno, Transacqua, Villa Agendo.
4 Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale CAV ALES E T2E Indirizzo: PIAZZA VERDI 5 CAP: Fax: 06/ Campitello di Fassa, Canazei, Capriana, Carano, Castello-Molina di Fiemme, Cavalese, Daiano, Mazzin, Moena, Panchià, Pozza di Fassa, Predazzo, Soraga, Tesero, Valfloriana, Varena, Vigo di Fassa, Ziano di Fiemme. Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale CLES T2F Indirizzo: VIA DEGASPERI 19 CAP: Fax: 06/ Amblar, Bresimo, Brez, Cagnò, Caldes, Castelfondo, Cavareno, Cavizzana, Cis, Cles, Cloz, Commezzadura, Coredo, Croviana, Cunevo, Dambel, D imaro, Don, Flavon, Fondo, Livo, Malè, Malosco, Mezzana, Monclassico, Nanno, Ossana, Peio, Pellizzano, Rabbi, Revò, Romallo, Romeno, Ronzone, Ruffrè, Rumo, Sanzeno, Sarnonico, Sfruz, Smarano, Taio, Tassullo, Terres, Terzolas, Tres, Tuenno, Vermiglio, Vervò. Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale RIVA DEL GARD A T2G Indirizzo: VIALE LIBERAZIONE 7 CAP: Fax: 06/ Arco, Bezzecca, Concei, Drena, Dro, Molina di Ledro, Nago-Torbole, Pieve di Ledro, Riva del Garda, Tenno, Tiano di Sopra e Tiarno di Sotto.
5 Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale ROVER ETO T2H Indirizzo: CORSO BETTINI 39 CAP: Fax: 06/ Ala, Avio, Besenello, Brentonico, Calliano, Folgaria, Isera, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Ronzo-Chienis, Rovereto, Terragnolo, Trambileno, Vallarsa, Villa Lagarina, Volano. Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale TIONE DI TRENTO T2J Indirizzo: VIA TRENTO 13 CAP: Fax: 06/ Bersone, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Bocenago, Bolbeno, Bondo, Bondone, Breguzzo, Brione, Caderzone, Carisolo, Castel Condino, Cimego, Condino, Daone, Darè, Dorsino, Fiavè, Giustino, Lardaro, Lomaso, Massimeno, Montagne, Pelugo, Pieve di Bono, Pinzolo, Praso, Preore, Prezzo, Ragoli, Roncone, San Lorenzo in Banale, Spiazzo, Stenico, Storo, Strembo, Tione di Trento, Vigo Rendena, Villa Rendena, Zuclo. Direzione Provinciale di TREN TO - Ufficio Territoriale TREN TO T2K Indirizzo: VIA BRENNER O 133 CAP: Fax: 06/ mar tedì e giovedì dalle 8.30 alle (orario continuato). Albiano, Aldeno, Andalo, Baselga di Pinè, Bedollo, Bosentino, Calavino, Campodenno, Cavedago, Cavedine, Cembra, Centa San Nicolò, C imone, Civezzano, Denno, Faedo, Fai della Paganella, Faver, Fierozzo, Fornace, Frassilongo, Garniga Terme, Giovo, Grauno, Grumes, Lasino, Lavarone, Lavis, Lisignago, Lona Lases, Lucerna, Mezzo corona, Mezzolombardo, Molveno, Nave San Rocco, Padergnone, Palù del Fersina, Pergine Valsugana, Roverè della Luna, San Michele all Adige, Sant Orsola Terme, Segonzano, Sover, Spor maggiore, Spor minore, Tenna, Terlago, Ton, Trento, Valda, Vattaro, Vezzano, Vignola Falesina, Vigolo Vattaro, Zambana.
6 Ricordiamo che gli uffici del Consorzio sono a disposizione per ogni chiarimento che dovesse rendersi necessario. Cordiali saluti. Il Direttore dott. Alessandro Ceschi Il Presidente dott. Marino Simoni