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Timestamp: 2019-01-16 18:07:56+00:00
Document Index: 112544005

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 34', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21']

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Fatturazione elettronica - novità del dl 119/2018 convertito
A partire dall’1.1.2019, devono essere documentate mediante fattura elettronica, a norma dell’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia. Sono dunque compresi nell’ambito di applicazione del nuovo obbligo anche le stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri.
L’art. 15 co. 1 del DL 119/2018, in aderenza con quanto stabilito dal Consiglio dell’Unione europea con la decisione di esecuzione UE 2018/593, grazie alla quale l’Italia è stata autorizzata a introdurre l’obbligo di fatturazione elettronica in ambito B2B e B2C, derogando all’applicazione degli artt. 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE, ha modificato l’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, il quale prevede, nella sua nuova formulazione, che l’obbligo di adozione della fattura elettronica riguardi i soli soggetti “residenti o stabiliti” nel territorio dello Stato.
i soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime di vantaggio ex art. 27 del DL 98/2011;
i soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime forfetario ex art. 1 co. 54-89 della L. 190/2014;
le associazioni sportive dilettantistiche e gli altri soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91 e che non hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi superiori a 65.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente; nel caso in cui abbiano conseguito, nel periodo d’imposta precedente, un importo superiore a 65.000,00 euro, tali soggetti sono tenuti ad assicurare che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario o committente soggetto passivo d’imposta.
Per quanto riguarda le operazioni effettuate nell’ambito dei subappalti pubblici a partire dall’1.7.2018, si precisa che l’obbligo di emettere la fattura elettronica trova applicazione esclusivamente per i rapporti “diretti” tra il soggetto titolare del contratto di appalto e i soggetti di cui questi si avvale per la relativa esecuzione, con esclusione dei rapporti intercorrenti tra questi ultimi e soggetti terzi.
L’autofattura “elettronica” può essere utilizzata anche per procedere ad effettuare l’integrazione della fattura nelle ipotesi in cui si rende applicabile il regime di inversione contabile di cui all’art. 17 del DPR 633/72. Nella circ. 2.7.2018 n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, considerata la natura elettronica del documento transitato presso il SdI, l’integrazione può essere effettuata predisponendo un ulteriore documento, “da allegare al file della fattura in questione” e ad essa riferibile, che contenga i dati necessari per porre in essere l’inversione contabile.
Come chiarito dalla stessa Agenzia nelle risposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica, pubblicate sul proprio sito, tale documento, “per consuetudine viene chiamato «autofattura» poiché contiene i dati tipici di una fattura e, in particolare l’identificativo IVA dell’operatore tenuto all’integrazione, sia nel campo del cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente”. Esso potrà essere inviato al Sistema di Interscambio e, se l’operatore decide di aderire al servizio di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate, potrà essere portato automaticamente in conservazione.
Le autofatture possono essere utilizzate anche nel caso di operazioni prive di controparte, come, ad esempio, nel caso di autoconsumo da parte dell’imprenditore individuale o di passaggi interni di beni fra contabilità separate.
L’attivazione di questi ultimi canali risulta più onerosa rispetto all’attivazione degli altri strumenti menzionati e implica un preventivo processo di accreditamento al Sistema di Interscambio per impostare le regole tecniche di colloquio tra l’infrastruttura informatica del soggetto trasmittente e il Sistema di Interscambio (si veda il sito www.fatturapa.gov.it).
non si applichi la sanzione di cui all’art. 6 del DLgs. 471/97 se la fattura viene emessa in formato elettronico oltre il termine previsto dall’art. 21 del DPR 633/72, ma entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA periodica (mensile o trimestrale);
di soggetti passivi IVA che si avvalgono del regime forfetario ex L. 190/2014,
delle associazioni sportive dilettantistiche e degli altri soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91 e che non hanno conseguitodall’esercizio di attività commerciali proventi superiori a 65.000,00 euro nel periodo d’imposta precedente,
le modalità di messa a disposizione del documento sono analoghe a quelle previste per le operazioni effettuate nei confronti di privati consumatori.
Soggetto passivo IVA che ha comunicato un indirizzo PEC
Codice destinatario convenzionale “0000000” e indicazione dell’indirizzo PEC
Soggetto passivo IVA che ha comunicato un codice destinatario
Codice destinatario relativo a un sistema di colloquio con il SdI
Canale di ricezione prescelto (web service/FTP)
Soggetto passivo IVA che ha utilizzato il servizio di pre-registrazione dell’indirizzo telematico
Irrilevanza della compilazione dei campi per l’indirizzamento della fattura
Casella PEC o altro canale di ricezione pre-registrato
Soggetto passivo IVA che non ha comunicato alcun indirizzo telematico (e non ha utilizzato il servizio di pre-registrazione)
Associazioni sportive dilettantistiche e altri soggetti in regime L. 398/91
la data di presa visione del documento elettronico nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, se:
la data di messa a disposizione del documento nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, se il destinatario è un privato consumatore, un soggetto che si avvale del regime di vantaggio ex art. 27 del DL 98/2011 o del regime forfetario ex L. 190/2014, ovvero un produttore agricolo in regime di esonero ex art. 34 co. 6 del DPR 633/72; si ritiene che tale regola sia applicabile anche in relazione ai soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui alla L. 398/91.
Secondo i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, la data da cui decorre il termine per l’esercizio della detrazione deve essere individuato nel momento in cui si verifica, in capo al cessionario/committente, la duplice condizione: dell’avvenuta esigibilità dell’imposta (condizione sostanziale) e del formale possesso di una fattura redatta in conformità alle disposizioni di cui all’art. 21 del DPR 633/72 (condizione formale).
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione degli operatori alcuni servizi web gratuiti per agevolare la gestione del processo di fatturazione elettronica.
un software“stand alone” che può essere installato su PC per la predisposizione del file fattura;
un servizio web per generare un QR-Code contenente i dati di fatturazione e l’indirizzo telematico del cessionario o committente, nonché un’applicazione mobile (per ambienti IOS e Android) per la lettura del QR-Code e l’acquisizione automatica dei dati necessari all’emissione della fattura;
altri servizi web informativi, di assistenza e sperimentazione del processo di fatturazione elettronica.
Ai sensi dell’art. 10 co. 1-bis del DL 119/2018, è fatto divieto a Sogei S.p.A., partner tecnologico dell’Agenzia delle Entrate, di avvalersi di soggetti terzi per il servizio di conservazione gratuito delle fatture elettroniche offerto dall’Amministrazione Finanziaria per il tramite del portale “Fatture e Corrispettivi”.
L’art. 10-ter del DL 119/2018 introduce il co. 6-quater all’interno dell’art. 1 del DLgs. 127/2015, con il quale viene previsto che, al fine dipreservare i servizi di pubblica utilità, vengano definite specifiche regole tecniche per l’emissione di fatture elettroniche con riferimento ai soggetti che operano nel settore delle telecomunicazioni (DM 24.10.2000 n. 366) e nella gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed in quello di fognatura e depurazione (DM 24.10.2000 n. 370). Tali regole troveranno applicazione per le sole fatture elettroniche emesse nei confronti di consumatori finali con i quali sono stati stipulati contratti in data antecedente all’1.1.2005 e dei quali non è stato possibile identificare il codice fiscale.
le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese verso soggetti UE (art. 21 co. 4, terzo periodo, lett. c) del DPR 633/72);
le fatture emesse per documentare prestazioni di servizi rese a/ricevute da soggetti extra-UE (art. 21 co. 4, terzo periodo, lett. d) del DPR 633/72).
Resta ferma l’eccezione riguardante le fatture relative alle cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente (art. 21 co. 4, terzo periodo, lett. b) del DPR 633/72), che devono essere registrate “entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione, con riferimento al medesimo mese”.