Source: https://www.groupmr.it/obbligo-di-fattura-elettronica/
Timestamp: 2018-11-18 16:35:35+00:00
Document Index: 99800039

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6']

Obbligo di fattura elettronica | M&A Marcianesi & Associati
La legge di bilancio 2018 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2019, l’obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica sia nei confronti di soggetti passivi IVA che nei confronti di privati consumatori (in tale ultimo caso qualora ricorra l’obbligo di emissione di fattura).
Sono però previste alcune eccezioni per le quali l’obbligo di fatturazione elettronica è anticipata al 1 luglio 2018.
Obbligo fattura elettronica dal 1° Luglio 2018: i casi
Dal 1° luglio 2018 la fattura elettronica è obbligatoria:
per le cessioni di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori per uso autotrazione. Il DL n. 79/2018 ha previsto la proroga dell’obbligo di fattura elettronica dal 1 luglio 2018 al 1 gennaio 2019 con riferimento ai soli acquisti di carburante per autotrazione effettuate presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi IVA, mantenendo in vita fino al 31 dicembre 2018 la scheda carburante. Al riguardo si evidenzia chela proroga contenuta nel citato DL n. 79/2018 è stata trasferita all’interno del DL n. 87/2018 (c.d. Decreto Dignità convertito in Legge 9/8/2018, n. 96). Conseguentemente il DL n. 79/2018 è stato abrogato mantenendone in vigore gli effetti giuridici prodotti anteriormente dallo stesso;
per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con una amministrazione pubblica.
Obbligo di fattura elettronica dal 1° gennaio 2019: casistiche
Dal 1° gennaio 2019 la fattura elettronica è obbligatoria (Legge n. 205/2017):
tra soggetti passivi IVA residenti, stabiliti o identificati in Italia (operazioni B2B) da inviare attraverso il Sistema di Interscambio (c.d. SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate. La CM n. 13/E del 2 luglio 2018 , diversamente dal dettato letterale della disposizione normativa, ha previsto che i soggetti passivi meramente identificati ai fini IVA in Italia, e non ivi residenti o stabiliti, non sono obbligati all’emissione della fattura elettronica. Ciò in considerazione del fatto che l’art. 1, comma 909, della Legge di Bilancio 2018, nonostante li includa espressamente, va interpretato in senso conforme alla decisione di autorizzazione di cui al Regolamento di esecuzione n. 282/2011 della Direttiva comunitaria 2006/112/CE. Conseguentemente l’obbligo di fattura elettronica riguarda unicamente i soggetti passivi residenti ovvero stabiliti ai fini IVA in Italia. Sul punto il documento di prassi citato ha precisato che i soggetti non residenti identificati ai fini IVA in Italia possono essere destinatari di fatture elettroniche sempreché sia assicurata a loro la possibilità di ottenere copia cartacea della fattura qualora ne facciano richiesta;
nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C).
Da ultimo si evidenzia che il nuovo comma 2-bis dell’art. 11 del Decreto dignità, in sede di conversione in Legge, ha stabilito che non vi sarà l’obbligo di registrazione delle fatture elettroniche, inviate tramite Sistema di Interscambio (c.d. SDI), sia attive che passive nei registri IVA di cui agli artt. 23 e 25 del DPR n. 633/1972.
Fattura elettronica: sanzioni e casi particolari
In caso di emissione di fattura, tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con modalità diverse da quelle elettroniche, la fattura si intende non emessa e si applica la sanzione fra il 90% e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato (art. 6 D.Lgs. n. 471/1997).
Il cessionario e il committente, per non incorrere nella sanzione del 100% dell’imposta, con un minimo di 250 euro (art. 6, c. 8, D.Lgs. n. 471/1997), devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio.
Contestualmente all’avvio della fattura elettronica, a decorrere dal 1° gennaio 2019 è abrogato lo spesometro (art. 21 D.L. n. 78/2010).
La fattura elettronica deve essere trasmessa al Sdi entro le 24 ore dalla data di effettuazione dell’operazione dal soggetto obbligato ad emetterla (cedente/prestatore) oppure per suo conto da un intermediario.
Al riguardo sono irrilevanti i tempi di elaborazione del documento digitale. In caso di scarto dell’e-fattura la stessa deve essere ri-emessa, se possibile, con data e numero del documento originario.
Fattura Elettronica: Emissione dei documenti fiscali
I termini di emissione dei documenti fiscali, comprese le fatture elettroniche, sono individuati dal decreto IVA e, pertanto, legati al momento di effettuazione dell’operazione (ad esempio nel caso in esame, la cessione del carburante) e di esigibilità dell’imposta, ovvero entro le ore 24 del medesimo giorno della vendita (C.M. n. 42/1974 e n. 225/1996).
Sono state, comunque, normativamente previste delle eccezioni (es. le fatture c.d. “differite” ).
Considerata la particolarità della formazione della fattura elettronica la stessa si ritiene validamente emessa alla “data” di invio al Sdi, in assenza di un suo scarto, che comunque consente un nuovo inoltro nei 5 giorni successivi, mentre i tempi di elaborazione (consegna/messa a disposizione del cessionario/committente) diventano marginali ed irrilevanti. La data di emissione della fattura elettronica è quella riportata nel campo “Data” della sezione “ Dati Generali” del file della fattura elettronica” (provvedimento Agenzia delle Entrate prot. n. 89757 del 30 aprile 2018, punto 4.1).
In fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea di soggetti coinvolti, non verranno sanzionati (D.Lgs. n. 472/1997, art. 6, comma 5-bis) i file fattura, benché predisposti con le regole tecniche previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, che siano stati inviati con un minimo ritardo, tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta.
Il sistema Sdi, per ogni file della fattura elettronica o lotto di documenti digitali correttamente ricevuti, effettua successivi controlli ed in caso di esito negativo:
viene recapitata al soggetto trasmittente, entro 5 giorni, una “ricevuta di scarto” del file sul medesimo canale utilizzato inizialmente;
la fattura si considera non emessa.
Ad esempio anche una fattura formalmente corretta viene scartata laddove si utilizzi un codice destinatario inesistente. E’ necessario, pertanto, documentare correttamente l’operazione sottesa a fronte della mancata emissione della fattura elettronica, relativa al file scartato dal Sdi. Il documento “scartato” deve essere preferibilmente emesso (ossia nuovamente inviato tramite Sdi entro 5 giorni dalla notifica di scarto) con la data ed il numero del documento originario.