Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-414-cod-proc-penale-riapertura-delle-indagini
Timestamp: 2016-10-21 18:24:29+00:00
Document Index: 21581329

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'art. 414', 'art. 409', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 185', 'sentenza ', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 345', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 179', 'art. 414', 'sentenza ', 'art. 414', 'sentenza ']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli precedenti, il giudice autorizza con decreto motivato la riapertura delle indagini su richiesta del pubblico ministero motivata dalla esigenza di nuove investigazioni.
Giurisprudenza annotataRiapertura delle indagini
Quando la richiesta di archiviazione del p.m. non abbia investito la notizia di reato nella sua interezza ma abbia riguardato solo una parte di essa e segnatamente una parte delle prospettate qualificazioni giuridiche in relazione alle quali si sia proceduto alla iscrizione non sussiste la necessità dell'autorizzazione alla riapertura delle indagini, ex art. 414 c.p.p., per il reato che non aveva formato oggetto della predetta richiesta di archiviazione e per il quale lo stesso p.m. aveva, invece, ritenuto di esercitare l'azione penale. (Rigetta, App. L'Aquila, 13/07/2012 )
Cassazione penale sez. V 12 febbraio 2014 n. 14319 Il rigetto da parte del p.m. della sollecitazione della persona offesa a presentare una richiesta di riapertura delle indagini, ai sensi dell'art. 414 c.p.p., non preclude il diritto della medesima persona offesa a presentare il ricorso per cassazione contro il già adottato provvedimento di archiviazione, sussistendo le condizioni previste dall'art. 409 comma 6 c.p.p. (In motivazione la Corte ha precisato che la sollecitazione della parte offesa rivolta al p.m. non può essere considerata come rinuncia implicita a far valere eventuali nullità verificatesi nel procedimento che ha portato all'archiviazione). Annulla senza rinvio, G.i.p. Trib. Trani, 08/09/2010
Cassazione penale sez. VI 17 ottobre 2013 n. 44410 La sanzione di inutilizzabilità derivante dalla violazione dell'art. 414 c.p.p. colpisce solo gli atti che riguardano lo stesso fatto oggetto dell'indagine conclusa con il provvedimento di archiviazione, e non anche fatti diversi o successivi, benché collegati con i fatti oggetto della precedente indagine. Tale principio vale anche per i reati permanenti - come quello di lottizzazione abusiva oggetto del caso di specie - in relazione ai quali il provvedimento di archiviazione relativo ad indagini concernenti fatti od elementi temporalmente definiti non impone di richiedere il decreto di riapertura delle indagini, se queste riguardano fatti o elementi diversi o successivi. Rigetta, Trib. lib. Napoli, 12/11/2012
Cassazione penale sez. II 10 ottobre 2013 n. 3255 Difetta la condizione di procedibilità rappresentata dal provvedimento di riapertura delle indagini a norma dell’art. 414 c.p.p. e si deve dichiarare di non doversi procedere a carico dell’imputato in ordine al reato ascritto di calunnia, perché l’azione penale non doveva esser iniziata, laddove per il medesimo fatto, sia pure sotto l’imputazione di simulazione di reato, vi sia stata in precedenza l’archiviazione del g.i.p. su richiesta del p.m. e quest’ultimo non abbia proceduto alla riapertura delle indagini.
Ufficio Indagini preliminari Rovereto 27 febbraio 2013 n. 13 Difetta la condizione di procedibilità rappresentata dal provvedimento di riapertura delle indagini a norma dell'art. 414 c.p.p. e si deve dichiarare di non doversi procedere a carico dell'imputato in ordine al reato ascritto di calunnia, perché l'azione penale non doveva esser iniziata, laddove per il medesimo fatto, sia pure sotto l'imputazione di simulazione di reato, vi sia stata in precedenza l'archiviazione del g.i.p. su richiesta del p.m. e quest'ultimo non abbia proceduto alla riapertura delle indagini (Nella specie l'imputato aveva denunciato che un assegno di € 180,00 tratto sul proprio conto corrente postale era posto all'incasso senza che lui avesse mai provveduto ad emetterlo ed era poi risultato che detto assegno era stato emesso dalla ex fidanzata, che aveva regolare delega ad operare sul conto; l'archiviazione era stata motivata sull'impossibilità di risolvere il contrasto tra le due versioni date dai protagonisti, ed in particolare sul previo avviso dell'emissione dell'assegno da parte della donna al prevenuto.)
Ufficio Indagini preliminari Rovereto 23 febbraio 2013
E' abnorme l'atto di revoca del decreto di archiviazione ed il rimedio per annullarlo è il ricorso per cassazione.. La possibilità riconosciuta al G.I.P. di riapertura delle indagini non implica affatto la revoca del precedente decreto di archiviazione, ma solo l'autorizzazione a nuove indagini, tanto che si procede ad una nuova iscrizione nell'apposito registro da parte del P.M.. Quanto al potere-dovere di rinnovare l'atto nullo attribuito al giudice dall'art. 185 c.p.p. esso non può essere interpretato espansivamente in base al principio costituzionale di efficienza processuale e della ragionevole durata del processo, fino a ricomprendere situazioni definite. Come non è revocabile dal giudice che l'ha emessa una sentenza a causa di una nullità del processo così non è revocabile il decreto di archiviazione, posto che esso non è oggetto di revoca ex art. 414 c.p.p. ed ha un suo contenuto decisorio e preclusivo, sia pur rebus sic stantibus.
Cassazione penale sez. VI 09 ottobre 2012 n. 41393 Nell'ipotesi di reato permanente, l'archiviazione non seguita dalla riapertura delle indagini ai sensi dell'art. 414 c.p.p. non preclude la possibilità di valutare i comportamenti ed i fatti successivi all'archiviazione, che valgano a dimostrare la consumazione del reato anche alla luce delle condotte pregresse poste in essere dall'imputato. (Fattispecie in tema di partecipazione ad associazione mafiosa, in cui la s.c. ha ritenuto infondata l'eccezione di improcedibilità dell'azione penale).
Cassazione penale sez. VI 10 ottobre 2011 n. 6547 In caso di richiesta di archiviazione del p.m. si determina una preclusione endoprocedimentale all'agere del medesimo ufficio del p.m., che inibisce non solo la ripresa dell'attività investigativa o le iniziative cautelari ma lo stesso esercizio dell'azione penale, con riferimento allo stesso fatto oggetto del provvedimento di archiviazione, rimovibile solo attraverso il decreto ex art. 414 c.p.p.
Cassazione penale sez. un. 24 giugno 2010 n. 33885 Il provvedimento di archiviazione di una notizia di reato non consente (eccettuate le ipotesi di cui all'art. 345 c.p.p.) allo stesso p.m. (riferito al medesimo ufficio) di chiedere, senza che abbia chiesto ed ottenuto la necessaria autorizzazione alla riapertura delle indagini ex art. 414 c.p.p., l'applicazione di una misura cautelare nei confronti della stessa persona e per lo stesso fatto. La pendenza di altro proc. pen. presso lo stesso ufficio di P.M., contro gli stessi soggetti e per gli stessi fatti, impone l'accertamento dell'esistenza di un eventuale provvedimento di archiviazione che, come tale, verrebbe a costituire una preclusione all'emissione di misure cautelari personali.
Dopo l'emissione di un provvedimento di archiviazione, l'azione penale esercitata dal p.m. nonostante l'omessa richiesta di riapertura delle indagini ex art. 414 c.p.p., è inficiata da nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 comma 1 c.p.p., per cui ne va dichiarata l'improcedibilità.
Tribunale Teramo 09 aprile 2010
Per la configurabilità, sotto il profilo soggettivo, del reato di pubblica istigazione a delinquere (art. 414 c.p.p.) è necessario e sufficiente il dolo generico, consistente nella cosciente volontà di commettere il fatto in sé, con l'intenzione di istigare alla commissione concreta di uno o più delitti, nulla rilevando, per converso, il fine particolare perseguito dall'agente o i motivi del suo agire. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di merito con la quale era stato dichiarato non luogo a procedere nei confronti di un consigliere comunale cui era stato addebitato il delitto "de quo" per aver egli, secondo l'accusa, a fronte del fatto che un centinaio di persone avevano invaso l'aula consiliare per protestare contro l'avvenuta realizzazione di una tendopoli adibita a campo nomadi, invitato i manifestanti a spostare la protesta presso detta tendopoli, occupandola; il che era avvenuto, con degenerazione, però, della protesta costituita dall'incendio delle tende e dalla devastazione del campo).
Cassazione penale sez. I 16 ottobre 2008 n. 40684 Anche nel caso di procedimento iscritto nel registro relativo a fatti non costituenti notizia di reato per cui sia stata richiesta ed ottenuta l'emissione del decreto d'archiviazione, il pubblico ministero, per esercitare l'azione penale in merito agli stessi fatti, deve prima conseguire l'autorizzazione prevista dall'art. 414 c.p.p., in mancanza della quale l'azione risulta viziata da nullità assoluta e il giudice deve pronunziare sentenza di non doversi procedere.
Cassazione penale sez. IV 01 luglio 2008 n. 37086 Art. precedente
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