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Timestamp: 2018-04-23 23:59:00+00:00
Document Index: 122546997

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 60', 'art. 116', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 60', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 26', 'art. 92', 'sentenza ']

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Terza) SENTENZA - PDF
1 N /2014REG.PROV.COLL. N /2014 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA ai sensi degli artt. 38 e 60 c.p.a. sul ricorso numero di registro generale 5358 del 2014, proposto da: **, rappresentato e difeso dall Avv. Guido Savio, con domicilio eletto presso l Avv. Francesco Precenzano in Roma, Piazza Mazzini, n. 8; contro Ministero dell Interno, in persona del Ministro pro tempore, e Questura di Cuneo, in persona del Questore pro tempore, rappresentati e difesi ex lege dall Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, n. 12; per la riforma della sentenza del T.A.R. PIEMONTE TORINO: SEZIONE I n /2014, resa tra le parti, concernente diniego permesso di soggiorno per attesa occupazione
2 Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell Interno e della Questura di Cuneo; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 luglio 2014 il Cons. Massimiliano Noccelli e uditi per le parti l Avv. Barberio su delega dell Avv. Savio e l Avvocato dello Stato La Greca; Sentite le stesse parti ai sensi dell art. 60 c.p.a.; 1. Il sig. ** inoltrava alla Questura di Cuneo il rinnovo del proprio titolo di soggiorno per motivi familiari, pur avendo, per mero errore materiale, richiesto tale rinnovo a titolo di attesa occupazione. 2. La Questura di Cuneo, esaminata la documentazione presentata, con provvedimento del rigettava l istanza di rinnovo del tiolo ritenendo che lo straniero, anche se in Italia dal 1997 per ricongiungimento familiare, non si fosse integrato e dalla condotta, da questi tenuta, si deducesse la sua pericolosità sociale, poiché egli era stato condannato dal Tribunale di Genova per guida in stato di ebbrezza (art. 116, comma 13, del d. lgs. 285/1992) e dal G.I.P. del Tribunale di Cuneo per rapina. 3. Avverso tale provvedimento proponeva ricorso avanti al T.A.R. Piemonte l interessato, lamentandone la violazione di legge e l eccesso di potere, e ne chiedeva, previa sospensione, l annullamento. 4. Si costituiva l Amministrazione intimata, resistendo al ricorso. 5. Il T.A.R. Piemonte, con sentenza n. 801 del , rigettava il ricorso, ritenendo corretta la valutazione effettuata dall Amministrazione, e compensava le spese di lite.
3 6. Avverso tale sentenza ha proposto appello l interessato, deducendo la violazione dell art. 4, comma 3, e dell art. 5, comma 5, del d. lgs. 286/1998, e ne ha chiesto, previa sospensione, la riforma, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in prime cure. 7. Si è costituita l Amministrazione appellata, resistendo all avversario gravame. 8. Nella camera di consiglio del , fissata per l esame dell istanza di sospensione, il Collegio, ritenuto di poter decidere la controversia con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell art. 60 c.p.a., e sentite sul punto le parti, che nulla osservavano, ha trattenuto la causa in decisione. 9. L appello è fondato e va accolto. 10. È dirimente, ai fini del decidere, la censura dell appellante in ordine alla dedotta violazione dell art. 5, comma 5, del d. lgs. 286/ La sentenza impugnata ha ritenuto che, seppur per un errore materiale, il ricorrente ha presentato una domanda di permesso di soggiorno per attesa occupazione, sicché l Amministrazione si è attenuta a quanto indicato nell istanza Non risulterebbe per altro verso fondata, secondo il giudice di prime cure, la tesi del ricorrente secondo cui egli avrebbe dimostrato il possesso dei requisiti per permanere in Italia con un diverso titolo e, in particolare, per motivi familiari, poiché il provvedimento impugnato ha valutato i requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione, riportando una valutazione sulla pericolosità sociale dell interessato, alla luce della sussistenza, in capo al medesimo, della condanna per il reato di rapina Ciò sarebbe sufficiente, secondo il T.A.R., a respingere anche il secondo motivo di ricorso, proposto dal cittadino straniero, poiché la
4 Questura ha correttamente esaminato la richiesta di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, sicché la giurisprudenza invocata dal ricorrente in materia di soggiorno per permesso familiare non assumerebbe alcuna rilevanza. 12. Ritiene il Collegio che la motivazione del primo giudice non sia condivisibile proprio alla luce della giurisprudenza più recente, seguita dalla Sezione Deve in particolare essere sottolineato che questo Consiglio, anche sulla scorta delle indicazioni provenienti dalla sentenza additiva n. 202 del della Corte costituzionale, ha di recente precisato che l art. 5, comma 5, del d. lgs. 286/1998, siccome novellato dal d. lgs. 5/2007, debba applicarsi anche al cittadino che abbia di fatto esercitato il ricongiungimento familiare, in quanto tale ricongiungimento, nel quale il giudice delle leggi ha individuato uno degli elementi che l Autorità competente deve valutare allorché esamina l istanza di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno presentata da cittadino non appartenente all Unione europea, si intende riferito anche ai casi in cui esso si sia di fatto realizzato, ricorrendone le condizioni sostanziali, senza il ricorso alla specifica procedura prevista dalla legge Ciò per effetto, appunto, della declaratoria di incostituzionalità della disposizione nella parte in cui essa, con evidente irragionevole disparità di trattamento, limita il beneficio alle fattispecie in cui vi sia stata una formale procedura di ricongiungimento, senza estenderla a tutti i casi in cui lo straniero abbia legami familiari nel territorio dello Stato (v., ex plurimis, Cons. St., sez. III, , n. 1) Simile principio deve essere esteso e applicato, a più forte ragione, proprio ad un caso, come quello di specie, nel quale è evidente, per espressa ammissione del primo giudice, che l istanza di rinnovo del titolo, solo per un errore materiale, fu proposta per attesa occupazione
5 anziché per motivi familiari, poiché è evidente che, se anche l Amministrazione avesse dovuto esaminare la mera forma e non la sostanza della richiesta, attenendosi a quanto espressamente richiesto dall interessato, non avrebbe potuto e dovuto, comunque, trascurare tali legami familiari La stessa Amministrazione, ottemperando a quanto disposto dal T.A.R. con ordinanza n. 260 del , ha confermato che l odierno appellante ha ottenuto dal un permesso di soggiorno per motivi di famiglia, per ricongiungimento familiare con il padre, permesso rinnovato fino al , né ha mai contestato che egli viva con genitori e fratelli Ne discende che illegittimamente nel caso di specie, seppur di fronte ad un istanza di rinnovo del permesso formulata, per mero errore materiale, per attesa occupazione anziché per motivi familiari, l Amministrazione ha fatto applicazione dell automatismo espulsivo, senza considerare effettivamente i vincoli familiari e l inserimento sociale dell appellante, ricongiuntosi con i suoi parenti e da tempo radicato con essi nel territorio nazionale, essendo solo una motivazione stereotipa e priva di qualsivoglia effettivo apprezzamento valutativo quella secondo cui la pericolosità sarebbe in re ipsa, nella commissione stessa del reato per il quale è intervenuta condanna La violazione dell art. 5, comma 5, del d. lgs. 286/1998, indipendentemente dall errore materiale del ricorrente nel formulare l istanza, dunque sussiste e impone, in riforma dell impugnata sentenza, l annullamento del provvedimento questorile La natura e l effettività dei vincoli familiari, l esistenza di legami con il Paese di origine, la durata del soggiorno sul territorio nazionale, tutti criteri dettati dal cennato art. 5, comma 5, del d. lgs. 286/1998 per valutare la concreta pericolosità sociale dell interessato
6 alla luce del suo effettivo radicamento in Italia, non sono stati infatti debitamente e adeguatamente valutati e scandagliati dal Questore che, nel rideterminarsi sul punto, dovrà quindi effettuare una valutazione della pericolosità dello straniero, in concreto, in una ponderazione comparativa di questi con l effettiva gravità e il disvalore sociale del reato commesso, senza affermare aprioristicamente la sussistenza della pericolosità sociale in relazione alla tipologia del reato e sulla base di mere astrazioni o di inammissibili presunzioni legali, che non operano nella specifica materia di cui è causa. 13. Ne segue che per tale assorbente motivo, in accoglimento dell appello, l impugnata sentenza deve essere riformata, con conseguente annullamento del decreto del Questore gravato in prime cure, salvi gli ulteriori provvedimenti dell Amministrazione da adottarsi in conformità ai principi di diritto sopra espressi. 14. Le spese del doppio grado di giudizio, attesa la natura del vizio censurato e la necessità, da parte della Questura, di rivalutare la complessiva situazione alla luce di tali principi, possono essere interamente compensate tra le parti ai sensi del combinato disposto dell art. 26 c.p.a. e dell art. 92, comma secondo, c.p.c. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l effetto, in riforma dell impugnata sentenza, annulla il decreto gravato in prime cure, salvi gli ulteriori provvedimenti dell autorità amministrativa. Compensa interamente tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.
7 Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 17 luglio 2014 con l intervento dei magistrati: Giuseppe Romeo, Presidente Carlo Deodato, Consigliere Bruno Rosario Polito, Consigliere Dante D'Alessio, Consigliere Massimiliano Noccelli, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE IL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 01/08/2014 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)