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Timestamp: 2019-11-17 19:48:27+00:00
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Art. 1384 codice civile: Riduzione della penale | La Legge per tutti
Art. 1384 codice civile: Riduzione della penale
La penale può essere diminuita equamente dal giudice, se l’obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero se l’ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all’interesse che il creditore aveva all’adempimento.
Il creditore conserva nei confronti del debitore (parte inadempiente) il diritto all’esecuzione della prestazione principale, che potrà chiedere in luogo del pagamento della penale, ma non in aggiunta a quest’ultima (divieto di cumulo). Soltanto nel caso in cui la penale è stabilita per il ritardo nell’adempimento, è possibile cumulare le due prestazioni.
Il potere del giudice di ridurre l’entità della penale risponde all’esigenza di evitare che il creditore tragga dalla stessa un guadagno superiore all’effettivo danno economico derivante dall’inadempimento.
La clausola penale ha una duplice funzione: determinare preventivamente l’ammontare del danno economico derivante dall’inadempimento; incentivare le parti contrattuali all’esecuzione di quanto previsto nel contratto.
Il potere del giudice di riduzione della penale previsto dall'art. 1384 cod. civ. non può essere esercitato per la caparra confirmatoria. Cassa e decide nel merito, App. Roma, 04/10/2007
Cassazione civile sez. III 30 giugno 2014 n. 14776
Il giudice del merito, anche in assenza di istanza di parte può ridurre l'entità della clausola penale, nell'esercizio del potere previsto dall'art. 1384 c.c. Qualora, peraltro, lo stesso non sia stato sollecitato in tale senso, non è obbligato a motivare sul mancato esercizio di tale potere.
Cassazione civile sez. II 03 giugno 2014 n. 12408
Il potere che il giudice può esercitare d'ufficio ai sensi dell'art. 1384 del c.c. è subordinato all'assolvimento degli oneri di allegazione e di prova, incombenti sulla parte, in riferimento alle circostanze rilevanti per la valutazione della eccessività della penale, che deve risultare "ex actis" ossia dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo, senza che egli possa ricercarlo d'ufficio. (Nel caso di specie, ha osservato la S.C., il giudice del merito - correttamente - ha ritenuto che nessuna riduzione è possibile della somma oggetto dell'ingiunzione, anche perché nessuna specifica contestazione dell'importo stesso (liquidato proprio in relazione alla clausola contrattuale) in riferimento ai dati oggettivi è stata mossa dagli appellanti in tutto il corso del giudizio).
Cassazione civile sez. III 04 ottobre 2013 n. 22747
Il potere del giudice di ridurre l'importo della penale prevista in un contratto, ex art. 1384 cod. civ., può essere esercitato solo se la parte obbligata al pagamento abbia correttamente allegato e provato i fatti dai quali risulti l'eccessività della penale stessa. Rigetta, App. Napoli, 30/01/2009
Giustifica l'esercizio del potere equitativo di riduzione della penale, ai sensi dell'art. 1384 cod. civ., anche quando le parti l'abbiano escluso negozialmente, la sussistenza di elementi d'incertezza nei rapporti commerciali delle parti (nella specie, rapporti di agenzia reciproca), qualora gli aspetti d'ambiguità siano tali da incidere sull'equilibrio della regolazione negoziale. Rigetta, App. Milano, 16/01/2008
Cassazione civile sez. lav. 10 aprile 2013 n. 8768
In tema di clausola penale, il potere di riduzione ad equità ex art. 1384 c.c. è posto a tutela dell'interesse generale dell'ordinamento e può essere esercitato d'ufficio per ricondurre l'autonomia contrattuale nei limiti in cui essa appare meritevole di tutela, e ciò sia con riferimento alla penale manifestamente eccessiva, sia con riferimento all'ipotesi in cui la riduzione avvenga perché l'obbligazione principale è stata in parte eseguita, giacché in quest'ultimo caso la mancata previsione da parte dei contraenti di una riduzione della penale in cosa di adempimento di parte dell'obbligazione si traduce comunque in una eccessività della penale se rapportata alla sola parte rimasta inadempiuta (Nel caso di specie, a fronte della mancata restituzione di beni del valore di euro 80 complessivi, le parti avevano previsto una penale di oltre 7.000, che - in applicazione del principio di cui in massima - il giudice ha ridotto ad euro 80).
Tribunale Monza sez. I 10 dicembre 2012 n. 1885
Ai fini dell'esercizio del potere di ridurre d'ufficio, ai sensi dall'art. 1384 c.c., gli interessi moratori pattuiti in un'operazione creditizia, costituiscono parametri di riferimento il rapporto quantitativo intercorrente tra i tassi corrispettivi e quelli moratori convenzionalmente predefiniti e le rilevazioni di Banca d'Italia per la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento (nella specie, è stata considerata eccessiva la misura degli interessi fissati in corrispondenza del tasso soglia del tempo e stabiliti in misura tripla rispetto agli interessi corrispettivi).
Arbitro bancario finanziario sez. collegio di coordinamento 28 marzo 2014 n. 1875
A fronte della possibilità di ridurre d'ufficio gli interessi moratori eccessivi, non è configurabile la nullità parziale, per contrasto con i doveri inderogabili di solidarietà sanciti dall'art. 2 cost., delle clausole che comportino interessi di tale entità.