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Timestamp: 2020-05-27 03:42:30+00:00
Document Index: 53813014

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 299', 'art. 110', 'art. 382', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 382', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23367 del 19/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23367 del 19/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 19/09/2019, (ud. 14/05/2019, dep. 19/09/2019), n.23367
sul ricorso iscritto al n. 24360/2014 R.G. proposto da:
n. 1196/20/2014, depositata il 26 febbraio 2014.
1. L’Agenzia delle entrate notificava l’11-11-2008 due avvisi di accertamento nei confronti della Italcostruzioni s.t.l., già cancellata, con riferimento agli anni di imposta 2002 e 2003, determinando maggiore Irpeg, Irap ed Iva.
6. L’Agenzia delle entrate resisteva con controricorso.
Tale vizio è rilevabile d’ufficio e, non essendosi formato alcun giudicato sul punto, va dichiarato il difetto di legittimazione attiva del Ronchi, quale liquidatore della società estinta, sin dal primo grado di giudizio (Cass., 3 novembre 2011, n. 22863; Cass., sez. un., 10 aprile 2000, n. 108; Cass., 20252/2015).
Invero, è circostanza pacifica che la società è stata cancellata e si è, quindi, estinta il 4-3-2008, mentre gli avvisi di accertamento sono stati notificati l’11-11-2008.
Inoltre, per questa Corte, la cancellazione della società dal registro delle imprese, a partire dal momento in cui si verifica l’estinzione della società cancellata, priva la società stessa della capacità di stare in giudizio (con la sola eccezione della “fictio iuris” contemplata dalla L. Fall., art. 10);
pertanto, qualora l’estinzione intervenga nella pendenza di un giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo, disciplinato dall’art. 299 c.p.c. e ss., con eventuale prosecuzione o riassunzione da parte o nei confronti dei soci, successori della società, ai sensi dell’art. 110 c.p.c.; qualora l’evento non sia stato fatto constare nei modi di legge o si sia verificato quando farlo constare in tali modi non sarebbe più stato possibile, l’impugnazione della sentenza, pronunciata nei riguardi della società, deve provenire o essere indirizzata, a pena d’inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci, atteso che la stabilizzazione processuale di un soggetto estinto non può eccedere il grado di giudizio nel quale l’evento estintivo è occorso (Cass., sez. un., 2013/6070).
5. Per quanto concerne la legittimazione del liquidatore ad impugnare l’avviso di accertamento notificato alla società già estinta, il Collegio, pur consapevole del remoto ed isolato precedente citato dalla società (Cass.,17 dicembre 2013, n. 28187), ritiene di dare seguito alle decisioni successive.
6.Infatti, nelle pronunce successive si è ritenuto che l’accertamento del difetto di legitimatio ad causam sin da prima che venisse instaurato il primo grado di giudizio elimina in radice ogni possibilità di prosecuzione dell’azione e comporta, a norma dell’art. 382 c.p.c., comma 3, l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per cassazione (cass., 4853/2015; Cass., 21184/2014; Cass., 22863/2011; Cass., 14266/2006; Cass., 2517/2000).
In altra pronuncia si è statuito che l’impugnazione della cartella di pagamento da parte di un’associazione non riconosciuta già estinta al momento della notifica del precedente avviso di accertamento è improponibile, poichè l’inesistenza del ricorrente è rilevabile anche d’ufficio e nel giudizio legittimità la sentenza di merito impugnata va cassata senza rinvio ai sensi dell’art. 382 c.p.c., comma 3, secondo periodo, (Cass., sez. 5, 9 ottobre 2015, n. 20252).
Ricorre, dunque, un vizio insanabile originario del processo, che da subito avrebbe dovuto condurre a una pronuncia declinatoria del merito (Cass., 15844/2018; Cass., 5736/2016).
La sentenza impugnata deve, quindi, essere cassata senza rinvio perchè la causa non poteva essere proposta sin dal primo grado di giudizio.