Source: http://www.talmamax.it/leggefunghitartufi.htm
Timestamp: 2020-04-01 21:02:34+00:00
Document Index: 62449508

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art.4', 'art. 5', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 31', 'art. 15']

LEGGE REGIONALE 26 novembre 2001, n. 30 1 integrata con le modifiche apportate dalla L.R. 9/2009 (BUR n. 6 del 1 aprile 2009, supplemento straordinario n. 1 del 7 aprile 2009) e dalla L.R. 23 dicembre 2011, n. 47 art. 31 (BUR n. 23 del 16 dicembre 2011, supplemento straordinario n. 6 del 29 dicembre 2011)
«Normativa per la regolamentazione della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei freschi e conservati». *
«raccolta e commercializzazione dei funghi spontanei epigei freschi e conservati».
* come modificato dall’art. 1 L.R. 9/09
Per il raggiungimento delle finalità generali dell'ambiente e della biodiversità* di prevenzione della salute pubblica la presente legge detta norme per la difesa della flora spontanea e regolamenta la raccolta, la commercializzazione dei funghi spontanei epigei freschi e conservati nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalla legge 23 agosto 1993, n. 352, “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati” e dal DPR 14 luglio 1995, n. 376, “Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”.
* come aggiunto dall’art. 2 L.R. 9/09
a) - è vietato danneggiare e distruggere la flora fungina, indipendentemente dalle caratteristiche di commestibilità e velenosità della stessa e la flora spontanea di rilevante interesse floristico* ecologico e monumentale;
b) - nella raccolta dei funghi commestibili vanno osservate le norme di cui ai successivi articoli del presente titolo *
c) - è vietato raccogliere, asportare, danneggiare, detenere anche in parte, nonché commerciare sia allo stato fresco che secco la flora spontanea a protezione assoluta di cui all'allegato A);
d) - è altresì vietato ogni intervento che non abbia carattere di urgenza e non sia finalizzato alla tutela e alla conservazione dei biotopi, di cui all'allegato B);
e) - per ragioni di carattere ecologico e sanitario é vietata la raccolta dell'Amanita Caesarea allo stato di Ovolo*chiuso.
* come sostituite all’art. 3 L.R. 9/09
Come sostituito dall’art.4 LR 9/09
1. È consentita la raccolta di funghi epigei spontanei commestibili e maturi il cui diametro del cappello abbia raggiunto le dimensioni minime di seguito specificate per ciascuna specie, fatto salvo il caso di esemplari concresciuti in cui almeno un individuo del gruppo abbia raggiunto le dimensioni minime richieste:
1 L’articolo 3, comma 5; l’articolo 5 e l’articolo 14 entrano in vigore a decorrere dall’1/1/2003.
- per tutte le altre specie delle quali è consentita la raccolta, la dimensione minima è di cm 3 (tre). Il regolamento attuativo, di cui all'articolo 36 potrà prevedere modifiche ed aggiunte al presente comma.
5. È vietata la raccolta delle specie fungine dichiarate rare e/o in pericolo di estinzione, di cui all'allegato D) alla presente legge, salvo che per comprovate esigenze di ricerca scientifica, convegni di studio e mostre micologiche. Il Comitato tecnico di cui all'articolo 10 può chiedere alla Giunta regionale di vietare, per limitati periodi di tempo, la raccolta di una o più specie fungine dichiarate in pericolo di estinzione *
* come aggiunto dall’art. 5 L.R. 9/09
7. Su segnalazione del Comitato Tecnico di cui all'articolo 10, la Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore regionale all'Agricoltura può stabilire limiti quantitativi o divieti alla raccolta, anche differenziati per specie e per periodi temporali, più restrittivi rispetto a quelli di cui alla presente legge. In tal caso il limite o divieto alla raccolta è reso pubblico ed esecutivo dalla Regione con opportuna cartellonistica posta in modo visibile nelle aree a rischio.
a) tessera amatoriale: rilasciata dalla Regione, anche per il tramite delle Province, dei Comuni e delle Comunità montane, ai soggetti residenti in Calabria. A tale scopo, la Regione potrà prevedere la frequenza di apposito corso informativo-educativo, le cui modalità ed i programmi per l'organizzazione dei corsi didattici saranno definiti nel regolamento attuativo di cui all'articolo 36. la validità della tessera amatoriale è di cinque anni solari con obbligo di vidimazione annuale, a seguito dell'accertamento di avvenuto pagamento dell'importo annuale, a cura dell'ente che l'ha emessa. La tessera consente la raccolta nell'ambito dell'intero territorio regionale, entro il limite massimo di 3 (tre) kg. giornalieri*. Per i soggetti di cui all'articolo 5, comma 3, il limite quantitativo è fissato in 5 (cinque) Kg giornalieri. Il costo della tessera è di euro 11,00 (undici/00) annuali, ridotto del 50% se rilasciata a giovani di età compresa tra i 14 (quattordici) ed i 17 (diciassette) anni.
c) tessera per raccolta ai fini scientifici: viene rilasciata dalla Regione, a seguito di formale richiesta, a soggetti pubblici o privati per la raccolta di qualsiasi specie fungina e per comprovati motivi di studio e ricerca o in occasione di mostre, seminari ed altre manifestazioni aventi carattere scientifico. I divieti di cui al comma 1 e 2 dell'articolo 3, della presente legge, non si applicano ai possessori di tessera scientifica;
* come sostituito dall’art. 31 comma 1 L.R. 47/2011
3. La vendita di funghi freschi spontanei è soggetta ad autorizzazione comunale. Quest’ultima viene rilasciata esclusivamente agli esercenti che siano stati riconosciuti idonei alla identificazione delle specie fungine commercializzate da parte delle apposite Commissioni da istituire presso gli Ispettorati Micologici di cui al successivo articolo 12
4. I funghi spontanei freschi e conservati che vengono posti in vendita, sono sottoposti al controllo da parte dell'ispettorato micologico, di cui al successivo art. 12, territorialmente competente, che rilascia apposito certificato di commestibilità, dal quale risulti: a) la generalità e la residenza del venditore; b) la specie e la quantità posta in vendita; c) la data di scadenza del prodotto correttamente conservato.
5. È consentita la commercializzazione di funghi freschi spontanei e coltivati provenienti da altri Paesi, purché riconosciuti commestibili dalla competente Autorità del Paese di origine. A tal fine l'ispettorato Micologico competente per territorio effettua verifiche a sondaggio sulle partite poste in commercio.
7. Per l'esercizio dell'attività di vendita, lavorazione, conservazione e confezionamento delle diverse specie di funghi, è richiesta l'autorizzazione sanitaria prevista dalle norme vigenti
2. I titolari degli esercizi di cui al precedente comma, che utilizzano prodotti non preconfezionati all'origine, devono essere in possesso dell'attestato di idoneità alla identificazione delle specie fungine di cui all'articolo 7, comma 3 o, in mancanza, devono approvigionarsi esclusivamente da ditte autorizzate, ai sensi dell'articolo 7, commi 3 e 4, ovvero utilizzare esclusivamente prodotti certificati da un micologo di cui al DM 686/1996
abrogato dall’art. 11 l.r. 9/09
a)un Dirigente regionale delegato dall'Assessorato regionale all'Agricoltura;
b)un Dirigente regionale delegato dall'Assessorato regionale alle Foreste;
c)un Dirigente regionale delegato dall'Assessorato regionale all'Ambiente;
e) un rappresentante designato dalle Associazioni micologiche iscritte all'Albo regionale; *
5. Ai componenti il Comitato è riconosciuto il rimborso spese e un gettone di presenza fissato in lire 100.000 (euro 51,64 ) per ogni seduta. *
lettera abrogata dall’art. 31 comma 2 della LR 47/2011
2. La Regione promuove, altresì, corsi di formazione professionale in materia micologica, convegni di studio e iniziative tendenti ad approfondire la conservazione e la tutela ambientale in relazione alla raccolta dei funghi epigei, nonché alla tutela della flora fungina anche in riferimento all'articolo 10 della legge 352/93.
1. Ciascuna Azienda Sanitaria, entro 6 (sei) mesi dall'entrata in vigore della presente legge, istituisce un unico Ispettorato Micologico, strutturato in uno o più centri di controllo micologico e dotato di un proprio organico, costituito da personale dipendente in possesso della qualifica di tecnico della prevenzione e da personale in possesso dell'attestato di micologo, rilasciato ai sensi del decreto del Ministro della Sanità 29 novembre 1996 n. 686, di cui almeno 1 (uno) munito di una delle seguenti lauree: medicina e chirurgia; chimica; scienze agrarie e forestali; scienze biologiche; scienze naturali; scienze e tecnologie alimentari, scienze farmaceutiche. 2. I compiti dell'Ispettorato Micologico, da estrinsecarsi con continuità al fine di tutelare efficacemente la salute pubblica, sono i seguenti: a) interventi di educazione e sensibilizzazione rivolti a gruppi di popolazione per la prevenzione delle intossicazioni; b) organizzazione dei corsi per la preparazione finalizzata al conseguimento dell'attestato di idoneità alla identificazione delle specie fungine di cui all'articolo 7, comma 3. Le modalità ed i programmi per l'organizzazione di tali corsi sono definiti dalla Giunta regionale con apposito atto deliberativo, su proposta del Comitato Tecnico di cui all'articolo 10; c) svolgimento degli esami per il rilascio degli attestati di idoneità alla identificazione delle specie fungine; d) rilascio della certificazione di commestibilità di cui all'articolo 7, comma 4; e) consulenza gratuita sulla commestibilità dei funghi raccolti dai privati cittadini e destinati al consumo diretto; f) vigilanza e controllo dei funghi, dal momento della raccolta, alla commercializzazione e vendita al dettaglio, alle lavorazioni varie, alla somministrazione presso pubblici esercizi; g) consulenza mico-tossicologica per le strutture ospedaliere pubbliche e private e per i medici di Medicina Generale; h) servizio di supervisione organizzativa dei corsi e degli esami per il rilascio dell'attestato per il conseguimento della tessera professionale. 3. Al rilascio dell'attestato di idoneità alla identificazione delle specie fungine di cui all'articolo 7, comma 3, provvede apposita commissione esaminatrice nominata dai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie e formata da: - due micologi segnalati dall'Ispettorato Micologico dall'Azienda Sanitaria, di cui uno con funzioni di Presidente che abbia competenze in materia di mico-tossicologia; - un Tecnico della Prevenzione in servizio presso il SIAN dall'Azienda Sanitaria, su segnalazione del rispettivo Responsabile; - un dipendente dall'Azienda Sanitaria con qualifica amministrativa, su segnalazione del Responsabile del SIAN, con funzioni di segretario. 4. Il candidato che non viene riconosciuto idoneo non può sostenere un ulteriore esame prima che siano trascorsi 3 (tre) mesi e, comunque, solo dopo aver frequentato uno dei corsi organizzati dall'Azienda Sanitaria». 2. Il comma 1, dell’articolo 13 (Vigilanza) è sostituito dal seguente:
«1. La vigilanza sull'applicazione del presente titolo è affidata agli Agenti del Corpo forestale dello Stato, ai Tecnici della Prevenzione delle Aziende Sanitarie, ai Micologi delle Aziende Sanitarie in possesso della qualifica di polizia giudiziaria, ai Nuclei Antisofisticazione e Sanità dell'Arma dei Carabinieri, alle Guardie giurate micologiche volontarie nominate dal Prefetto su indicazione delle Associazioni micologiche iscritte all'Albo regionale, alle Guardie ecologiche, alle Guardie venatorie provinciali, agli Organi di polizia urbana e rurale, alle Guardie giurate campestri, agli Agenti di custodia dei consorzi forestali e delle Aziende speciali e della polizia provinciale
abrogato dall’art. 15 l.r. 9/09
«Disciplina della raccolta, coltivazione e commercio di tartufi freschi e conservati»
«Art. 17 (Finalità)
1. La Regione Calabria, in adempimento a quanto previsto dalla legge 16 dicembre 1985, n. 752, recante: «Normativa quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo» e successive modifiche ed integrazioni, disciplina la raccolta, la coltivazione, ed il commercio dei tartufi, promuovendo la tutela e la valorizzazione del patrimonio tartufigeno.
4. Le tabelle di cm. 20 x 30 con scritta nera su fondo bianco, poste ad almeno metri 2,50 di altezza dal suolo, devono risultare collocate lungo la perimetrazione del terreno destinato a tartufaia ad una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso e, in particolare, che da ogni cartello sia visibile il precedente ed il successivo. La scritta, a stampatello e ben leggibile da terra, dovrà specificare quanto segue: «Raccolta di tartufi riservata».
A. Il richiedente inoltra alla Comunità montana competente per territorio la domanda ai fini del riconoscimento della raccolta riservata. Alla domanda dovrà allegare un progetto esecutivo contenente la seguente documentazione:
b) documentazione idonea a comprovare il titolo della proprietà od altro diritto di legittimazione alla conduzione dell'area;
- durata presunta per l'esecuzione degli interventi previsti; - indicazione del vivaio di approvvigionamento delle piantine micorrizate;
3. La Commissione è composta da: - un rappresentante della Comunità montana che la presiede; - un rappresentante del Corpo Forestale dello Stato; - un rappresentante della Regione indicato dall'Assessorato all'Agricoltura e Foreste; - un rappresentante delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello provinciale; - un rappresentante delle associazioni micologiche iscritte all'Albo regionale di cui all'articolo 6; - un rappresentante delle associazioni dei raccoglitori riconosciute, se esistenti.
- a) la raccolta dei tartufi mediante lavorazione andante del terreno;
- b) la raccolta dei tartufi immaturi e comunque fuori dai periodi previsti dal calendario di cui al successivo articolo 27;
- c) la ricerca e la raccolta del tartufo nelle ore notturne, così come indicato al secondo comma del successivo articolo 27.
(Calendario di raccolta)
- a) Tuber magnatum: dal 10 settembre al 31 dicembre;
- b) Tuber melanosporum: dal 15 novembre al 15 marzo;
- c) Tuber brumale, var. moschatum: dal 15 novembre al 15 marzo;
- d) Tuber aestivum: dal 1 giugno al 30 novembre;
- e) Tuber uncinatum: dal 1 ottobre al 31 dicembre;
- f) Tuber brumale: dal 1 gennaio al 15 marzo;
- g) Tuber albidum: dal 10 gennaio al 30 aprile;
- h) Tuber macrosporum: dal 1 settembre al 31 dicembre;
- i) Tuber mesentericum: dal 1 settembre al 31 gennaio.
3. I «pezzi» ed il «tritume» di tartufo devono essere venduti separatamente, senza terra e materie estranee, distinti per specie e varietà.
4. Sono considerate «pezzi» le porzioni di tartufo di dimensione superiore a centimetri 0,5 di diametro e "tritume" quelle di dimensioni inferiore.
1. La lavorazione del tartufo, per la conservazione e successiva vendita, può essere effettuata: a) dalle ditte iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, nel settore delle industrie produttrici di conserve alimentari, e soltanto per le specie indicate nell'allegato 2 alla legge 16/12/1985, n. 752; b) dai consorzi di cui al precedente articolo 23; c) da cooperative di conservazione e commercializzazione del tartufo.
2. I tartufi conservati, così come classificati nell'allegato 2 alla legge 16/12/1985, n. 752, sono posti in vendita in recipienti ermeticamente chiusi muniti di etichetta portante il nome della ditta che li ha confezionati, la data di confezione, il termine minimo di conservazione, la località di cui ha sede lo stabilimento, il nome scientifico e italiano, se previsto, del tartufo secondo la denominazione indicata nell'allegato 1 alla legge 16/12/1985, n. 752, la località di provenienza, la classifica ed il peso netto in grammi dei tartufi sgocciolati, nonché l'indicazione di «pelati», quando i tartufi sono stati liberati dalla scorza.
(Commercializzazione dei tartufi
lavorati e conservati)
1. È vietato porre in commercio tartufi conservati in recipienti senza etichetta, o immaturi, o non sani, o non ben puliti, o di specie diverse da quelle indicate nell’etichetta o nella corrispondente classifica riportata nell'allegato 2 alla legge 16 dicembre 1985, n. 752. 2. Il contenuto dei barattoli e flaconi deve presentare le seguenti caratteristiche:
- a) liquido di governo o di copertura limpido, di colore scuro nei Tuber melanosporum, brumale, moschatum, e giallastro più o meno scuro nei Tuber magnatum, aestivuni, uncinatum e mesentericum;
- b) profumo gradevole e sapore appetitoso tipico della specie;
- c) assenza di terra, di sabbia, di vermi e di altre materie estranee;
- d) esatta corrispondenza con la specie e classifica indicata nell'etichetta.
(Importo relativo d'abilitazione)
- a) Il 60% alle Comunità montane in rapporto al numero di titolari di tesserini di idoneità inseriti negli elenchi di cui all'articolo 25 comma 5;
- b) Il restante 40% secondo i criteri stabiliti dall'articolo 5-ter, comma 3.
- a) per la violazione delle disposizioni di cui ai precedenti articoli 19, comma 6, 26 e 27, si applica la sanzione amministrativa da euro 100,00 (cento/00) ad euro 1.000,00 (mille/00);
- b) per la violazione alle disposizioni di cui all'articolo 25, si applica la sanzione amministrativa da euro 50,00 (cinquanta/00) ad euro 500,00 (cinquecento/00);
- c) per la violazione alle disposizioni di cui agli. articoli 20, comma 1, 21, comma 2, e 22, comma 4, si applica la sanzione amministrativa da euro 500,00 (cinquecento/00) ad euro 5.000,00 (cinquemila/00).
4. Per l'accertamento e la contestazione delle infrazioni si osservano le disposizioni della Legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le disposizioni di cui all'articolo 14, commi 3, 4, 5 e 6. 5. Le funzioni inerenti l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 14, sono delegate, ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ai sindaci dei comuni nel cui territorio sono commesse le violazioni.
1. Per quanto non espressamente previsto dal presente titolo valgono le disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1985, n. 752 e successive modificazioni ed integrazioni».
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, quantificati per l’esercizio finanziario 2009 in euro 178.382,26 si provvede con la disponibilità esistente al capitolo 22040830 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2009».
SPECIE PROTETTE Al SENSI DELL'ART. 2
- Gimnosperme: Taxus baccata, Pinus Leucodermis;
- Famiglia Gentianacee: Gentiana, tutte le specie; Gentianella crispata;
- Famiglia Asteracee: Achillea erba-rotta; Achillea rupestris;
- Famiglia Amarillidacee: Pancratium maritinum; Sternbergia, tutte le specie; Galanthus nivalis; narcissus, tutte le specie;
BIOTOPI PROTETTI Al SENSI DELL'ART. 2
6) Stazioni di.Woodwardia;
- 1) Bosco Gariglione;
- 2) Foresta di Basilicò-Gambarie;
- 3) Foresta del Timpone della Carcara;
- 4) Bosco al Corvo;
- 5) Bosco di Arnocampo;
- 6) Pineta di Cupone;
- 7) Bosco di Santa Maria;
- 8) Monte Pollino;
- 9) Bosco Fallistro;
- 10) Alto Aspromonte;
- 11) Isola di Cirella;
- 12) Isola di Dino;
- 13) Monti di Orsomarso e Verbicaro;
- 14) Foce del Neto.
Art 2 - disp. e divieti
Art 3 - raccolta funghi
Art 4 - modalità di raccolta
Art 5 - Quantitativo di raccolta
Art 5bis - divieti e limiti racc.
Art 5ter - permessi regionali
Art 6 - associazioni, albo reg.
Art 7 - commercio funghi
Art 8 - somministrazione funghi
Art 9 - abrogato
Art 10 - comitato tecnico
Art 11 - ricerca e corsi
Art 12 - Ispettorati micologici
Art 13 - vigilanza
Art 14 - sanzioni
REGOLAMENTAZIONE TARTUFI
Art 17 - finalità
Art 18 - tartufi freschi
Art 19 - disciplina tartufi
Art 20 - tartufaie controllate
Art 21 - tartufaie coltivate
Art 22 - raccolta riservate
Art 23 - consorzi
Art 24 - idoneità autorizzazione
Art 25 - tesserino
Art 26 - modalità raccolta
Art 27 - calendario
Art 28 - vendita tartufo fresco
Art 29 - lavorazione tartufo
Art 30 - conservazione tartufo
Art 31 - commercio tartufi
lavorati e conservati
Art 32 - importo abilitazione
Art 33 - vigilanza
Art 34 - sanzioni
Art 35 - norma finale
Art 36 - regolam.to attuativo
Art 37 - norma finanziaria
ALLEGATO "A"specie protette ai sensi dell'Art.2
ALLEGATO "B"biotipi protetti ai sensi dell'Art. 2
ALLEGATO "C" elenco specie funghi commercializzabili in Cal.
ALLEGATO "D" specie protette ai sensi dell'Art.4 comma 5