Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/fideiussione-antitrust-i-contratti-conservano-la-loro-validita-e-sono-soggetti-solo-ad-azione-risarcitoria
Timestamp: 2020-04-08 18:46:16+00:00
Document Index: 4414855

Matched Legal Cases: ['art.1955', 'art. 1955', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 140', 'art. 140', 'art. 33']

FIDEIUSSIONE-ANTITRUST: i contratti conservano la loro validità e sono soggetti solo ad azione risarcitoria -
Provvedimento segnalato dall’Avv. Urbano Fabio Cardarelli del Foro di Napoli
Questo il principio ribadito dal Tribunale di Napoli, Giudice Paolo Andrea Vassallo, con l’ordinanza del 17.10.2019.
Con opposizione a decreto ingiuntivo, due fideiussori hanno dedotto la nullità delle fideiussioni per violazione delle norme Antitrust e per violazione dell’art.1955 c.c., per fatto del creditore.
Con l’ordinanza in esame, il Giudice ha chiarito che il “fatto” del creditore, rilevante ai sensi dell’art. 1955 cod. civ., non può consistere in una mera inazione e deve costituire violazione di un dovere giuridico imposto dalla legge o nascente dal contratto.
Ancor più interessante appare la posizione dell’Organo Giudicante sulla tesi della nullità derivata come adombrata in obiter dictum da Cass. Civ. 12.12.2017 n. 29810.
Sulla dedotta nullità delle fideiussioni perché stipulate in conformità allo schema di contratto predisposto dall’Associazione Bancaria Italiana nel 2003, secondo un modello che la Banca d’Italia, con provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005, ritenne contrastante con il divieto di intese anticoncorrenziali di cui all’art. 2, comma 2, lett. a della L. 287/1990, la questione prospetta una questione di nullità negoziale che, come tale, è sempre soggetta al potere dovere di rilievo ufficioso, ferma restando la necessità di valutazione la questione sulla scorta dei documenti e degli elementi ritualmente acquisiti al giudizio.
Il Giudice non ritiene convincente la tesi della nullità derivata, stante il principio cardine del sistema, la non interferenza tra regole di comportamento e regole di validità degli atti, alla stregua della quale la violazione di regole comportamentali o di correttezza giustifica soltanto l’adozione di rimedi risarcitori.
Per cui, l’unica forma di tutela esperibile a fronte di intese anticoncorrenziali o di altre violazioni rilevanti ex art. 2 L. 287/1990 non è quella della nullità ma quella risarcitoria, attuabile sia nelle forme dell’iniziativa individuale – attraverso anche la estensione pretoria della legittimazione attiva all’azione ex art. 33 L. 287/1990 ad utenti e consumatori – sia nell’azione collettiva introdotta con l’entrata in vigore dell’art. 140 bis D.Lgs. 206/2005 la quale, non a caso, è espressamente limitata all’accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni” a ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori ed utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali (art. 140 bis D.Lgs. 6.9.2005 n. 206).
Per questi motivi, il Tribunale ha rigettato la richiesta di sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo.
L’INTESA RESTRITTIVA “A MONTE” NON CADUCA IL CONTRATTO “A VALLE”
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Tags : art. 33 L. 287/90, Fideiussione, fideiussione omnibus, nullità derivata