Source: http://www.dirittolavoro.org/2011/12/art-2120-cc.html
Timestamp: 2019-08-22 22:27:52+00:00
Document Index: 117818198

Matched Legal Cases: ['art. 2120', 'art. 2113', 'art. 2113', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 42']

Diritto del lavoro: Art. 2120 c.c. - Disciplina del trattamento di fine rapporto
Art. 2120 c.c. - Disciplina del trattamento di fine rapporto
Art. 2120 cc - In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.
Formulario: Modello richiesta anticipazione TFR
Giurisprudenza sull'art. 2120 c.c.
Cass., massima sent. n.4529 del 08-07-1988
Le norme inderogabili statuenti un diritto a favore del lavoratore possono essere violate sia da un atto dispositivo del diritto già acquisito dal titolare, nel qual caso la rinuncia o transazione è colpita dall'invalidità (configurabile come annullabilità) comminata dal primo comma dell'art. 2113 c.c. ed è impugnabile con le modalità e nei termini previsti dallo stesso articolo, sia da un atto che impedisca al lavoratore l'acquisizione del diritto, nel qual caso l'atto - incidente sul cosiddetto momento genetico del diritto stesso - è viziato da nullità assoluta ed è sottratto alla disciplina posta dalla norma suddetta. Pertanto, la transazione con la quale il lavoratore riconosca il carattere autonomo, anziché subordinato, del rapporto di lavoro intercorso con la controparte fino ad una certa data, dalla quale la controparte stessa si obbliga ad assumerlo, resta soggetta alla disciplina dell'art. 2113 cod. civ. solo per la parte risolventesi nella rinuncia del lavoratore a diritti già acquisiti e non anche per la parte risolventesi nella rinuncia a diritti non ancora maturati (come quello derivante, in tema d'indennità di fine rapporto, dalla continuità del rapporto stesso), riguardo ai quali, perciò, la transazione - colpita da nullità per contrarietà a norme imperative più che per frode alla legge - non preclude l'indagine sull'effettiva natura (autonoma o subordinata) del rapporto intercorso fra le parti nel periodo precedente l'accordo.
Cass., massima sent. n.8429 del 17-11-1987
Il sistema di liquidazione a scaglioni dell'indennità di anzianità, ferma l'infrazionabilità del rapporto di lavoro e cioè dell'anzianità di servizio, è consentito dall'art. 2120 c.c., sicché la sua applicabilità - eventualmente mediante utilizzazione, quanto alla determinazione dell'ammontare dell'indennità, dei criteri degli usi e dell'equità, richiamati (dopo la disciplina collettiva) dal citato art. 2120 c.c. - non può essere esclusa per la sola esistenza di una disposizione pattizia (come, nella specie, l'art. 42, parte generale, del contratto collettivo per i tessili del 1976) la quale stabilisca che, nel caso di passaggio di categoria, l'anzianità trascorsa come operaio o intermedio debba valere anche ai fini dell'indennità di anzianità, occorrendo invece, ai fini di detta esclusione, che il contratto collettivo (da interpretare anche alla stregua del comportamento delle parti successivo alla sua conclusione) detti una disciplina diversa da quella legale e tale da utilizzare per tutta la durata del rapporto la retribuzione percepita dal lavoratore nell'ultima categoria di appartenenza, come se il lavoratore fosse stato in questa inquadrato fin dall'inizio.