Source: https://www.ediesseonline.it/prodotto/anno-lxiii-2012-4/
Timestamp: 2018-11-15 18:42:16+00:00
Document Index: 3401252

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2103', 'art. 18', 'art. 18']

ANNO LXIII – 2012 – 4 – Ediesse
ANNO LXIII - 2012 - 4
Acli, Inas, Inca, Ital - Analisi degli effetti provocati dalle modifiche introdotte dall’art. 12 della legge n. 122/2010 >
1. L’origine della norma e la mancanza di un periodo transitorio. 2. Sulla soppressione della legge n. 322/1958. 3. Ulteriori riflessioni sull’istituto dell’annullamento della costituzione della posizione assicurativa. 4. Sulle posi zioni silenti. 5. Nessuna ricongiunzione o totalizzazione per il lavoratore inva- lido. 6. Nessuna pensione per l’inidoneo a proficuo lavoro. 7. Sulla possibi lità di ricongiunzione e di totalizzazione. 8. Ancora due parole sulla determi nazione dell’onere di ricongiunzione. 9. Perché il sistema previdenziale è più iniquo dopo la legge n. 122/2010
La successione dei contratti a termine con la p.a. e le supplenze scolastiche: diritto interno e diritto europeo >
Lo scritto vuole evidenziare come l’utilizzo sempre più massiccio di successivi contratti a tempo determinato con lo stesso lavoratore da parte delle amministrazioni pubbliche italiane, ed in particolare il pluridecennale abuso delle supplenze scolastiche su posti in organico privi di titolare, abbia destato l’attenzione critica della Commissione Europea, che ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, e sia stato sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia circa il rispetto dell’accordo-quadro europeo che regola la materia.
La giurisprudenza della Corte di Giustizia sui contratti di lavoro a termine e il suo rilievo per l’ordinamento italiano >
1. Le prime decisioni. La clausola di non regresso e l’inizio di attenzione per il settore pubblico. — 2. La a-causalità del primo e/o unico contratto a termine e le sue ricadute sulla parità di trattamento. — 3. Le specificità del settore pubblico. — 4. La sanzione della trasformazione in contratto «stabile». — 5. Il ruolo del giudice nazionale. — 6. La disapplicazione della normativa nazionale contrastante. — 7. Il principio di parità di trattamento tra lavoratori comparabili. — 8. La giustiziabilità. — 9. Ancora alcuni altri ambiti specifici. — 10. Il dialogo tra le Corti.
Scritto da: Donata_Gottardi
Quale tutela per i precari del pubblico impiego? Spunti per una riflessione >
La conversione del rapporto a termine nel pubblico impiego è possibile? E’ questa la domanda a cui cerca di rispondere l’A., per il quale la stabilizzazione del rapporto con le pp.aa., pur impedita, in caso di violazione di norme imperative, dall’art. 36 del D.Lgs. 165/2001, non lo sarebbe quando il lavoratore, ex art. 5, co. 4 bis, D. Lgs. 368/2001, presti servizio per più di 36 mesi. In caso di mancata conversione del rapporto, per la quantificazione del risarcimento del danno, l’A. propone l’estensione, anche al pubblico impiego, del meccanismo predisposto dall’art. 32 della L. 183/2010
Scritto da: Maria Antonietta La Notte Chirone
Il dialogo tra Corte di Giustizia e giudice nazionale n tema di precariato pubblico >
La situazione di precarietà lavorativa di centinaia di migliaa di persone che operano nel pubblico impiego, anche alle dipendenze delle Istituzioni dell’Ue, è stata già oggetto di numerose pronunzie della Corte di Giustizia. Il saggio analizza le ricadute della giurisprudenza dell'Unione sugli stati membri interessati alle relative pronunce, soprattutto in riferimento al caso italiano.
Scritto da: Vincenzo De Michele
Accordi e disaccordi sulle conseguenze risarcitorie dell’abuso del contratto a termine nel settore privato >
Scritto da: Veronica Papa
Il licenziamento discriminatorio o «per motivo illecito determinante» alla luce dei princìpi civilistici: la causa del licenz >
L'autore analizza i presupposti applicativi delle tutele poste dall'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, come riformulato recentemente dalla riforma cosiddetta "Fornero", al licenziamento quale atto uniltarale fra vivi a contenuto patrimoniale.
Scritto da: Maria Teresa Carinci
Le oscillazioni del pendolo: flessibilità e rigidità nell’accesso al lavoro subordinato dopo la legge Fornero >
Il saggio analizza le novità contenute nella legge n. 92, in materia di flessibilità in ingresso nell’area del lavoro subordinato. Le figure contrattuali flessibili prese in esame sono il contratto a tempo determinato, la somministrazione, il part-time, il lavoro intermittente e l’apprendistato. Ricorrendo all’immagine del pendolo, l’Autore ripercorre le continue oscillazioni legislative tra l’intento di affermare e realizzare l’egemonia del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e la spinta a facilitare il ricorso a modelli negoziali non standard, allentandone i vincoli.
Dubbi di costituzionalità su termine di decadenza e prescrizione in materia di riliquidazione delle pensioni >
Principio di non discriminazione e retribuzione dei dirigenti a tempo determinato nel lavoro pubblico >
La nota commenta una sentenza di merito in materia di contratto a termine nel lavoro pubblico, con particolare riferimento alla retribuzione e posizione di risultato spettante ai dirigenti (la fattispecie esamina un caso di accertamento d'indebito recupero di somme). La pronuncia statuisce che a parità di mansioni, ai lavoratori a termine spetta il medesimo trattamento economico e normativo che di fatto viene attribuito ai lavoratori a tempo in determinato, potendo escludersi soltanto emolumenti che siano incompatibili con un rapporto temporaneo.
Mancata promozione del lavoratore e discriminazione per motivi sindacali >
Nel caso in commento un dipendente della Regione Piemonte adisce il Tribunale di Torino lamentando di aver subito un trattamento discriminatorio:.non gli è stato riconosciuto l’inquadramento corrispondente alle superiori mansioni effettivamente svolte, promozione concessa a due colleghi, non dotati - a suo dire - di maggiore professionalità o anzianità. Mentre il Tribunale respinge il ricorso, la Corte d’Appello riconosce che la mancata promozione integra un atto discriminatorio nullo ai sensi dell’art. 15 St. lav. e condanna la Regione a concedere il superiore inquadramento all’appellante.
Il principio del pro rata temporis negli enti previdenziali privatizzati >
La Suprema Corte interviene nuovamente sull’interpretazione del principio del pro rata temporis contenuto nell’art. 3, co. 12, legge 335, stabilendo che detto principio impone, nel caso di modifiche dei criteri di determinazione della pensione durante il periodo dell'iscrizione, come pure nell’ipotesi di introduzione di un diverso sistema di calcolo della pensione agli enti di previdenza privatizzati di calcolare la pensione degli iscritti determinando tante quote di pensione, da calcolare - in relazione a ciascun periodo dell'anzianità maturata - secondo il sistema, rispettivamente in vigore.
Scritto da: Daniela Garreffa
Distacco dei lavoratori in Italia e disciplina previdenziale applicabile >
A pochi mesi di distanza una dall’altra le sentenze offrono due spunti di riflessione interessantissimi anche nel quadro del processo di armonizzazione del diritto dell’Unione Europea. In mancanza di accordi bilaterali tra Italia ed uno Stato extracomunitario, nel caso di impiego di lavoratori stranieri extracomunitari distaccati in Italia alle dipendenze di una collegata società italiana, quest’ultima è tenuta ai relativi obblighi contributivi previdenziali ed assistenziali in base al principio della territorialità a prescindere dal fatto che gli stessi lavoratori sono senza cittadinanza ital
Scritto da: Simona Vlad Ciubotariu
La giurisprudenza della Corte Europea dei Diritto dell'Uomo in relazione ai temi della previdenza e della protezione sociale >
L’articolo offre una rassegna della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo circa i temi della previdenza e la protezione sociale, e che la Corte, malgrado l’assenza di riferimenti precisi alla salvaguardia dei diritti economici e sociali, ha saputo mettere in relazione con un ampio ventaglio di disposizioni della Convenzione, a partire dall’articolo 1 del primo Protocollo addizionale agli articoli 2, 3, 8 e 14 della stessa Convenzione.
Scritto da: Gina Turatto
La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre luglio-settembre 2012. Rapporto di lavoro >
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, anno 2011 >
Scritto da: Fabrizio Miani Canevari
Controllo della posta elettronica e accertamento ex post degli abusi del dipendente >
Il controllo ex post della posta elettronica del lavoratore non cade nel divieto dell’art. 4 Stat. lav. qualora sia necessario per accertare l’infedeltà che abbia prodotto un danno al datore. La Cassazione ha ritenuta legittima l’indagine retrospettiva sulla posta elettronica individuale, come un mezzo per l’acquisizione della prova e non come una misura di tutela del patrimonio aziendale. In questo senso, il valore processuale delle risultanze acquisite dal datore, in carenza di procedure e dei principi di gradualità, proporzionalità, indispensabilità, si profila fortemente indebolito.
Licenziamenti collettivi e buona fede >
l’A. critica l’orientamento giurisprudenziale che svaluta il rilievo, ai fini della valutazione della legittimità dei licenziamenti collettivi, della fase dell'esame congiunto ed in particolare dell'obbligo a trattare in buona fede, obbligo che al contrario la prevalente dottrina riconosce in capo al datore e al soggetto sindacale. In questa prospettiva, l’A. indaga la tenuta del criterio funzionalistico, teso a salvaguardare la procedura qualora le parti abbiano raggiunto un accordo, e la sua possibile interazione con l'obbligo della buona fede.
Scritto da: Carla Ghitti
Repetita iuvant: ancora sulla validità degli accordi sindacali sul turn-over >
A margine di una vicenda giudiziaria già esaminata, conclusasi con il definitivo rigetto della richiesta del figlio di un dipendente dimissionario di essere assunto in virtù dell’apposita clausola contenuta in un accordo sindacale, la nota esamina la motivazione della sentenza del Supremo Collegio (resa alla luce dei recenti vincoli al reclutamento del personale nelle società con partecipazioni pubbliche) evidenziando un possibile nuovo orientamento della giurisprudenza, per tornare a soffermarsi sui rapporti fra libertà negoziale, vincoli pubblicistici e autonomia delle relazioni industriali.
Questioni in tema di qualificazione del rapporto di lavoro e onere della prova nel caso di asserite dimissioni >
La sentenza consente di esaminare una fattispecie particolare che riguarda due temi: la prima concernente la qualificazione di un rapporto di lavoro subordinato disciplinato dapprima con un contratto di lavoro occasionale e poi con contratto marittimo a termine, ove il lavoratore ha sempre svolto i medesimi compiti espletati in precedenza durante il periodo non regolarizzato; la seconda concernente l’onere prova con riferimento al momento conclusivo del rapporto interrotto prima della naturale scadenza, ove le parti hanno prospett. una diversa ricostruz. dei fatti: lic. verbale o dimissioni
Sul giustificato motivo oggettivo di licenziamento e sull’obbligo del datore di lavoro di dimostrare l’assenza di posti >
L’A. evidenzia i profili d’incertezza che possono derivare dall’inevitabile connessione esistente tra la spesso difficile definizione di equivalenza delle mansioni, ai sensi dell’art. 2103 c.c., soprattutto se intesa in chiave dinamico – evolutiva e l’assolvimento dell’onere di repechâge.
Sulla ritenuta sufficienza dell’accordo dei lavoratori in materia di videosorveglianza >
La nota commenta in modo critico la decisione della Corte di cassazione penale che ha ritenuto sufficiente il consenso dei lavoratori, in assenza di quello delle rsa, per l'installazione di un impianto di videosorveglianza.
La fragilità del vincolo fiduciario nel settore del credito >
L'autore esamina il rischio della dilatazione oltre misura dell’obbligo di diligenza del dipendente anche fuori dal contesto lavorativo: nel caso de quo, l’ente creditizio, quasi un’organizzazione di tendenza sui generis, mira a tutelare il valore del rapporto di lavoro attraverso «l’espulsione di chi appaia aver compromesso – con clamore negativo – la credibilità del datore di lavoro» sancendo al contempo «la sua inaffidabilità definitiva»
Alcune considerazioni sulla insussistenza del fatto addebitato e sulle incongruenze del nuovo art. 18 Stat. lav. >
La modifica dell’art. 18 St. introdotta con la L. 92/12 si incentra sul principio che il licenziam. disciplinare con reintegra può essere disposto qualora non vi siano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo e qualora ricorra l’insussistenza del fatto contestato ovvero esso rientri tra le condotte punibili con sanzione conservativa; l’insussistenza di cui sopra si riferisce al “fatto giuridico” costituito dalla componente oggettiva e da quella soggettiva: va cmq disposta la reintegra nel posto di lavoro e nelle mansioni svolte qualora si tratti di infrazioni di minore entità.