Source: http://noviolenzadonne.blogspot.com/2011/01/
Timestamp: 2017-12-15 21:29:17+00:00
Document Index: 41142500

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.333', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 3', 'art 3']

Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 13:58 Nessun commento:
Il malfunzionamento dei Tribunali dei Minori e dei Servizi di assistenza sociale sono all'origine di disastrose situazioni familiari. Da parte loro, molti genitori, nella maggior parte dei casi padri separati o in corso di separazione, prendono l'iniziativa e denunciano a loro volta le incompetenze e le errate interpretazioni che sono alla base di situazioni rovinose, fino a casi estremi che spingono addirittura al commettere reati in preda alla disperazione.
E' dell'agosto 2010 la denuncia contro il giudice Maria Rita Verardo, del Tribunale dei Minori di Lecce da parte di Maria Cristina Conte, a causa di una sentenza del febbraio 2007 che stabiliva un decreto provvisorio (ex art.333, 336 e 38 disp.Att.Cod.Civ) che disponeva la misura secondo la quale il figlio, minorenne, Kristian Marena venisse affidato al Consultorio Familiare di Gallipoli e al Servizio Sociale del Comune di San Nicola, senza alcuna motivazione che giustificasse tale provvedimento. Inoltre, il giudice Conte proibiva qualsiasi tipo di frequentazione del bambino con la famiglia originaria.
Già, di fatto, tale decisione è in aperta violazione della legge 149/01 sul Diritto dei Minori, nonché della legge 175/01 (Convenzione dei Diritti del Bambino) e della legge 848/55 (Ratifica della Carta Fondamentale dei Diritti dell'Uomo).
A volte pubblici ministeri, polizia giudiziaria e giudici per indagini preliminari omettono di indagare e non chiariscono la verità dei fatti, non agiscono in base delle richieste specifiche presentate dai cittadini (per esempio, richieste di acquisire tabulati telefonici o effettuare ispezioni negli atti). Molto spesso querele si mandano in archiviazione senza svolgere alcun tipo di attività investigativa o addirittura dopo acquisizione delle prove a carico degli querelati.
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 13:54 Nessun commento:
Quando si dice avere la coda di paglia... Ad Alessandria si è svolta, presso la Taglieria del Pelo (via Wagner), nell'ambito della rassegna culturale denominata librinpista, la presentazione del libro di Vittorio Vezzetti Nel nome dei figli, alla presenza dell'autore.
La presentazione è stata curata dal neonato Centro Etico Familiare, e ha visto gli interventi di numerosi operatori del settore tra avvocati, psicologi e professionisti, introdotti dal presidente della circoscrizione Mauro Remotti.
Evidentemente, la paura di ricevere critiche relative al proprio operato ha preso il sopravvento. Coda di paglia, appunto.
Etichette: adiantum, servizi sociali
CLASS ACTION, il CSM riscontra la diffida di ADIANTUM con un secco ´prendiamo atto´
Un segnale dall'Ultramondo della giustizia familiare. Se i raggi solari impiegano 8 minuti per compiere una distanza di 150 milioni di chilometri, il riscontro del Consiglio Superiore della Magistratura alla diffida collettiva di ADIANTUM ha impiegato 100 giorni per percorrere un tragitto di soli 12.700 metri, peraltro nella stessa città (da Piazza dell'Indipendenza a Via Trionfale).
C'è da dire, poi, che se le intenzioni fossero state buone, durante questi 100 giorni il CSM e il Ministero potevano anche convocarci, tendere una mano, aprire un dialogo. Noi ci saremmo andati volentieri, a confrontarci. Invece niente, silenzio assoluto e una letterina lunga cinque righe cinque.
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 13:07 Nessun commento:
Etichette: adiantum, affidamento condiviso, affido condiviso, class action, csm, magistrati
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 14:11 Nessun commento:
Finora quindi per pari opportunità si è sempre quindi inteso quell´insieme di attività orientate all´eliminazione delle disparità che hanno interessato per anni le donne.
Il principio di pari opportunità va però interpretato a 360 gradi. Bisogna tutelare ognuno dei due sessi nel caso in cui questo sia soggetto a forme di discriminazioni basate sul genere.
E in tal senso esistono forme di discriminazione verso l’uomo che sono venute alla luce, in maniera speculare, proprio grazie al processo di autodeterminazione della donna.
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 02:31 Nessun commento:
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 07:56 Nessun commento:
Peccato che a fargli eco, con la solita prosopopea, sia la nostra Ines Maria, ma tant'è: sono questi i personaggi con i quali il medico di Lecce ha un feeling piu' intenso.
Ecco qui a tutti la "RIVELATA" distinzione tra DISORDER E DISEASE.
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 00:53 Nessun commento:
C'è un medico pugliese che da un po' di tempo sta tentando in ogni modo di rispondere, avvalorandole con la propria appartenenza all'Ordine dei Medici di Lecce, alle istanze del mondo femminista estremo.
Quel che colpisce è lo stravolgimento prepotente delle conoscenze condivise dalla comunita' scientifica italiana, che egli capovolge per dimostrare cio' che egli, ormai senza alcun ritegno, ritiene doveroso affermare in difesa di un presunto e illimitato diritto materno sui figli. Immaginiamo che per il dr. Andrea Mazzeo la famiglia ideale sia quella monogenitoriale in dispregio di qualsiasi altro principio di genitorialita' condivisa e, piu' nello specifico, di bigenitorialita'.
Egli è pure specializzato in psichiatria e non si comprende come un esperto di malattie mentali possa affermare cio' se non DELEGITTIMANDO proprio sé stesso.
In ogni caso ci preme sottolineare che le affermazioni del dr. Mazzeo non stanno né in cielo né in terra e, anche allo scopo di chiarire i dubbi di chi abbia avuto la sfortuna di incontrarlo in rete, evidenziamo alcune caratteristiche delle malattie malattie mentali che talvolta, pur manifestandosi come disagio mentale possono non avere immediato RISCONTRO ORGANICO.
Ecco quanto il nostro medico afferma a proposito della pas e, piu' in generale, per i disturbi mentali.
"La PAS non è una malattia; le malattie esistono solo nella sfera somatica; in medicina è patologico solo ciò che ha le sue radici in alterazioni biologiche, fisiche, organiche. La PAS è solo una argomentazione che l'avvocato di una delle due... parti in causa getta sul piatto per far pendere la bilancia della Giustizia dalla parte del suo cliente. Per dare maggior valore a questa argomentazione la si maschera da "malattia". La stessa "terapia" proposta per "curarla", e cioè la "terapia della minaccia", vale a dire togliere il bambino al genitore da lui amato e consegnarlo a quello rifiutato, è la prova provata che la PAS non ha natura di malattia. Nessuna malattia si cura con un provvedimento del Giudice; la cura di tutti i disturbi mentali è o farmacologica o psicoterapeutica. La PAS è un mito, cioè, citando Galimberti, un'idea semplice, comoda, che non ci pone il problema di approfondire il perché del rifiuto espresso dal bambino verso un genitore. Ma la questione che non si vuole affrontare è proprio questa: perché un bambino rifiuta un genitore? Cosa è successo tra il bambino ed il genitore rifiutato? Chi sostiene la PAS praticamente dice: non ci interessa quello che è successo. Se un genitore è violento in famiglia può non interessarci? Se un genitore è arrivato ad abusare sessualmente dei suoi figli può non interessarci?"
Fonte: http://www.psicologi-italia.it/malattia_mentale.htm
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 12:11 Nessun commento:
Etichette: affido condiviso, disinformazione, donne, elezioni, italia dei valori, pas, sindrome di alienzazione genitoriale
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 12:12 Nessun commento:
Dopo avere strangolato l'animale gli ha dato fuoco. Rischia dai 180 giorni ai cinque anni di carcere se condannata
Roma, 25 gen. (TMNews) - Crudeltà sugli animali. Con questo capo d'accusa le autorità hanno incriminato una donna statunitense, che ha impiccato a un albero con un filo elettrico il cane del nipote perché aveva mangiato la sua Bibbia. La donna ha inoltre dato fuoco al corpo del molosso. L'Independent scrive che la 65enne Miriam Smith ha riconosciuto di aver ucciso Diamond, una femmina di pit bull, perché era un "cane-diavolo" ed era preoccupata che potesse far male ai bambini del vicinato. La donna rischia dai 180 giorni ai cinque anni di carcere se condannata. Fco-Cla-San
[Fonte http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/1_gennaio/25/cane_mangia_bibbia_donna_limpicca_con_filo_elettrico_in_usa,28020290.html]
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 11:53 Nessun commento:
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 01:17 Nessun commento:
Riportiamo uno stralcio del decreto emesso dal tribunale dei minori di Milano lo scorso 10 Dicembre 2010 relativamente alla vicenda che vede coinvolti i due bambini di Tobias Ritter e Marinella Colombo, i quali attualmente pare stiano effettuando un tentativo di conciliazione. In attesa di novità, e sopratutto in attesa di assistere al rientro dei due figli (occultati dalla madre da quasi un anno) dalla forzata clandestinità, questa minuziosa ricostruzione fa un pò di chiarezza sulla vicenda, e attribuirebbe precise responsabilità in capo alla signora Colombo.
Il decreto si conclude con l'ordine di rimpatrio dei due minori in Germania, presso il padre, e le sue disposizioni sono indubbiamente generose nei confronti della madre, in quanto dispongono che "...gli stessi (i bambini) siano collocati – in attesa dell’esecuzione del rientro in Germania, in idonea comunità educativa, il cui indirizzo dovrà essere mantenuto riservato, attivando un immediato sostegno psicologico per i due minori, ed una regolamentazione paritaria del diritto di visita dei due genitori...". In pratica, i giudici Zevola, Villa, Maggi e Deliberto hanno predisposto una sentenza "propedeutica" ad una salvaguardia del ruolo materno, prevedendo una fase di transizione che, formalmente utile ai bambini per riprendere la relazione affettiva con il padre, nei fatti consentirà anche una presenza effettiva e duratura della madre in suolo italiano. Sappiamo bene infatti, che queste attività di recupero della genitorialità possono durare anche degli anni. Difficilmente, pertanto, i minori faranno ritorno in Germania, almeno non nell'immediato futuro.
Per quanto riguarda le motivazioni della sentenza, rinviamo al testo integrale del decreto. Ecco i passaggi della vicenda, così come descritti nel provvedimento:
d) I fatti oggetti del provvedimento - (...) Si ritiene necessario ricostruire, alla luce della documentazione offerta dalle parti e dell’istruttoria svolta nell’udienza di rinvio, le vicende in esame seguendone l’ordine cronologico.
1. i genitori dei minori si sono sposati il 17.6.1997 e la convivenza si è protratta fino al febbraio 2007 quando prendevano un accordo libero relativamente all’esercizio del diritto di visita (con fine settimana alternati con pernottamento anche presso l’abitazione del padre). In realtà ben presto si sono manifestate delle difficoltà ed il 23.5.20074 doveva intervenire una prima pronuncia del Tribunale di Monaco di Baviera su ricorso del padre che disciplinava il diritto di visita per le vacanze di Pentecoste (26- 29 maggio 2007) prevedendo che in tali giorni i due minori stessero con il padre pernottando a casa sua. Nella motivazione si dà atto che la madre aveva tentato, con una lettera, di «accorciare di un giorno la durata della visita rispetto a quanto concordato». Si riferisce che la madre sosteneva che L. non voleva dormire dal padre ma il tribunale riteneva che ciò dipendesse dall’interruzione dei rapporti avvenuta per un mese consecutivo. Quanto a N. lo stesso pareva (dalle indagini dei servizi sociali) influenzato dal fratello. Si dava atto dell’importanza della frequentazione del padre, del desiderio del padre di trascorrere con i figli la “prima comunione di L.” evidenziando come per l’ordinamento tedesco (si cita una sentenza della Corte Costituzionale) l’esclusione dei pernottamenti per bambini che hanno più di tre anni, costituisca una limitazione della potestà e che era necessario procedere all’ascolto dei minori dopo aver consentito una regolare frequentazione («i bambini devono essere nuovamente ascoltati durante il contatto con il padre»). Il 21.5.2007 il Tribunale di Monaco disponeva invece che il padre fornisse le informazioni necessarie circa i propri redditi relativi agli ultimi 3 anni;
3. il 25.6.2007 la Pretura di Monaco deliberava che il R. era obbligato a pagare, da aprile 2007 gli alimenti per i minori (rispettivamente 257 e 199 euro) non ritenendo esaustiva la dichiarazione del padre di aver soddisfatto in precedenza tali obblighi versando le somme sul conto comune.
4. Il 27.11.2007 il «Kreisjugendamt» (corrispondenti ai nostri servizi sociali ma, parrebbe, non dipendente dall’ente locale e quindi maggiormente somigliante all’USSM che dipende dal nostro dipartimento per la giustizia minorile) rilasciava un primo parere socialpedagogico8 con il quale si concordava con il parere del perito. Si riteneva adeguato un regime che prevedesse fine settimana alternati con pernottamento per entrambi e una visita infrasettimanale solo per L.. Sia i servizi, che il perito ritenevano che entrambi i minori avessero un buon rapporto con il padre e che «il padre abbia buone capacità educative e di sviluppo». Vi era però un permanente conflitto tra i genitori ed il Tribunale riteneva necessario supportare i genitori con una consulenza;
5. il 21.1.2008 la madre depositava istanza per consentire di trasferire con provvedimento d’urgenza l’esclusivo diritto di determinare la dimora per entrambi i figli e tale istanza è stata rigettata con decreto 19.6.2008. La difesa R. ha allegato anche il verbale di udienza durante la quale i giudici tedeschi hanno proceduto all’ascolto dei minori. Nel decreto si ribadisce che la potestà genitoriale era “congiunta”, che la madre si voleva trasferire perché «le sarebbe stato offerto un posto di lavoro a Milano a partire dal giugno 2008 con uno stipendio lordo annuale di € 100.000», che il R. non le pagava il mantenimento. Il padre era contrario evidenziando che la madre parla 6 lingue e avrebbe trovato facilmente un nuovo lavoro e che i bambini sarebbero stati sradicati dal loro contesto di vita. Il Tribunale ha rigettato l’istanza della madre richiamando (sul punto si ritornerà in seguito) le dichiarazioni dei minori e le valutazioni del perito che consigliava di «rimandare il trasloco di un anno e di rendere più intenso il contatto con il padre». Evidenziava il tribunale come la madre non avesse documentato né la ricerca infruttuosa di un lavoro in Germania e di come il trasferimento in Italia avrebbe potuto pregiudicare il consolidamento del rapporto che si stava faticosamente costruendo con il padre (nella traduzione si riferisce che ancora non si era potuto «instaurare un buon rapporto»);
6. anche nel successivo processo d’appello avverso la citata decisione venivano sentiti all’udienza del 4.8.2008 i minori e i genitori (in tale occasione al madre dichiarava che se si fosse trasferita a Milano avrebbe portato i figli a Monaco 1 volta al mese), mentre il 2.9.200815 venivano sentiti dapprima i genitori, poi il perito. Con decreto 3-5.9.200816 il reclamo della madre veniva respinto. La corte d’appello evidenziava come la dichiarazione relativa al licenziamento ed ai motivi professionali che dettavano la necessità del trasferimento non fossero convincenti;
7. tra il 14.9.2008 e il 15.9.2008, al termine delle vacanze estive, la madre portava entrambi i bambini in luogo sconosciuto ed in seguito in Italia ove li iscriveva alla scuola elementare
8. il 16.9.2008 il padre avanzava istanza di rimpatrio;
9. il 17.9.201018 la Pretura di Monaco, in via d’urgenza, trasferiva in capo al padre il diritto di determinare la dimora di entrambi i figli vietando alla madre di asportare abbigliamento, oggetti personali e oggetti personali del bambini dalla casa di Taufekirchen e di portarli in Italia; In effetti nel verbale di udienza 2.9.2010 la C. era stata molto confusa e imprecisa e non risulta dalla lettura del verbale e del decreto (che sottolinea tale aspetto) che sia stato depositato alcun documento sull’intimato licenziamento o su una non meglio precisata causa di lavoro. Nel fascicolo odierno è stata invece depositato una copia del contratto di assunzione tra la madre e la SML 4.2.2008 (cfr doc 2 fasc C.) senza allegata traduzione giurata (sono state tradotte solo alcune righe a pagina 2 relativamente alla necessità di un trasferimento ad altra sede entro il giugno 2008). Anche nella presente causa – nonostante quanto affermato a pagina 4 del ricorso per riassunzione 14.9.2010, non è stato depositato alcun atto di licenziamento.
10. il 24.9.2008 veniva emesso un mandato d’arresto europeo per la sottrazione dei minori. La madre veniva arrestata a Milano il 27.10.201020 e la Corte d’appello, il giorno stesso, convalidava l’arresto applicando la misura dell’obbligo di presentazione
11. nel settembre 2008 la C. iscriveva i figli a scuola a Milano
12. il 12.11.2008 il PM presso il Tribunale per i Minorenni di Milano depositava ricorso ex art 7 l. 64/94;
13. il 20.11.2008 la Pretura di Monaco, su ricorso della madre, rigettava l’istanza di modifica dell’ordinanza 17.9.2008 con la quale si riteneva che per i minori l’unica soluzione trasferire in capo al padre la scelta della dimora;
14. il 10.12.2008 il tribunale per i Minorenni di Milano ha accolto l’istanza di rimpatrio dei minori;
15. il 19.12.2008 la Corte d’appello di Monaco rigettava il reclamo proposto dalla C. avverso il decreto 20.11.2088 della Pretura di Monaco, confermando il trasferimento in capo al padre del diritto di determinare la dimora di entrambi i figli. Nella sentenza si riserva alla fase di merito una decisione circa la concreta futura residenza dei bambini «solo dopo un chiarimento scrupoloso e coscienzioso» di tutte le circostanza connesse al diritto di affidamento, evidenziando che fino ad allora i Tribunali «non possono tollerare che una delle parti arbitrariamente forzi le decisioni a suo favore». Alla decisione è allegata relazione del Kreisjugendamt 19.12.2008 nella quale si sottolineava nelle conclusioni la necessità per i minori di mantenere comunque i rapporti con la madre anche se vi era la fondata ragione di temere un nuovo rapimento non parendo la madre disposta a accettare le altrui decisioni;
16. il 16.2.200930 con provvedimento di urgenza la Pretura di Monaco di Baviera trasferiva l’affidamento del diritto di determinare la residenza i minori in favore del padre. Si sottolineava nel provvedimento che la madre stava tenendo nascosti i figli dopo che in Italia era stato emesso il provvedimento da parte del TM e ciò «contrasta in maniera grave con il bene dei figli» ed anche se i figli fossero tornati a breve in Germania «attualmente non è possibile l’esercizio congiunto» e quindi si doveva trasferire al padre la potestà genitoriale;
17. nel marzo 2009 si sviluppano delle trattative tra le parti per definire stragiudizialmente la vicenda ma senza esito se non che il padre si rendeva disponibile a ritirare le querele e la madre a agevolare le visite
18. l’8.5.2009 i minori venivano prelevati dalla scuola e condotti in Germania;
19. il 19.5.2009 la Corte di Cassazione accoglieva con rinvio il ricorso proposto dalla madre;
20. il 19.6.2009 il Tribunale di Monaco emetteva un ordine di protezione che vietava alla madre di avvicinarsi a meno di 200 metri dai luoghi abitualmente frequentati dai minori
21. il 15.2.201033 la madre veniva obbligata a contribuire al mantenimento dei minori (334 e 272 euro). Per tale provvedimento è stato emesso anche il relativo certificato previsto dal regolamento CE 44/200134
22. il 19.2.2010 la madre si recava in Germania e sottraeva una seconda volta i minori prelevandoli all’esterno di una biblioteca e portandoli in località tuttora ignota (all’udienza odierna ha riferito di averli condotti in Polonia);
23. il 6.5.2010 il Pretore di Monaco emetteva sentenza definitiva relativamente alla responsabilità genitoriale che veniva affidata al padre. Si dà atto in tale sentenza che «dopo il rientro in Germania dei bambini si riambientavano bene presso il padre. N. frequentava la prima elementare e nonostante l’anno scolastico fosse già iniziato, riusciva a passare in seconda, L., che si trovava nel primo anno di ginnasio, dopo il cambio dell’anno scolastico ripeteva la quinta. Durante il periodo in cui i bambini abitavano con il padre, avevano regolari contatti telefonici con la madre. Alla madre non era possibile recarsi in Germania per il diritto di visita, in quanto pendeva un ordine di arresto nei suoi confronti. Da parte del padre dei bambini venivano però fatte diverse proposte di incontro all’estero, che non avevano però luogo. Dopo che agli inizi di febbraio 2010 l’ordine di arresto contro la madre veniva revocato, la madre dei bambini si recava in Germania e rapiva nuovamente i bambini il 19.2.2010». Tali comportamenti vengono severamente censurati e per tali ragioni la potestà veniva affidata esclusivamente al padre;
24. il 6.5.201037 il Pretore di Monaco emetteva altresì una “sentenza parziale, contumaciale e definitiva” con la quale è stato sciolto il matrimonio con conseguente assunzione di decisioni di natura patrimoniale (aspettative pensionistiche e regime patrimoniale). Anche tale decisione è munita del certificato CE 2201/2003
25. il 23.7.201039 la Pretura di Monaco di Baviera ha dichiarato l’illiceità del trasferimento dei minori effettuato il 19.2.2010, ai sensi dell’art 3 della Convenzione Aja 25.10.1980;
26. il 7.10.201040 la Pretura di Monaco di Baviera ha dichiarato l’illiceità del trasferimento dei minori effettuato il 14/15.9.2008, ai sensi dell’art 3 della Convenzione Aja 25.10.1980;
Fonte: adiantum.it - fonte decreto: http://www.avvocatoandreani.it/notizie-giuridiche/visualizza.asp?tribunale-per-minorenni-di-milano-sottrazione-internazionale-di-minori-ed-effettivita-dell-esercizio-dell-affidamento-e3af6f2a5697c758f68ab8c2e7f56b2c
Sorella e marito complice erano scappati in Spagna
(ANSA) - NOVARA, 21 GEN - Costringeva, d'accordo con il marito, la sorella diciassettenne a prostituirsi nelle vie di Milano e le aveva dato un passaporto falso da cui risultava che aveva gia' raggiunto la maggiore eta'. E' l'accusa rivolta a una novarese di 28 anni e un albanese arrestati dalla polizia di Torino con l'aiuto della Dda di Torino e dell'Interpol. Sorella e marito della minorenne, intuito il pericolo di essere scoperti, erano fuggiti in Spagna dove il loro rifugio e' stato scoperto, ad Almeria.(ANSA).
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 12:06 2 commenti:
PHILADELPHIA - Orrore negli Stati Uniti per i macabri delitti avvenuti in una clinica di Philadelphia.
Il dottor Kermit Gosnell, nella struttura 'sanitaria' in cui operava, ha fatto abortire donne incinte (soprattutto immigrate, minorenni e povere) in modo illegale, provocando la morte di una di esse, la 41enne Karnamaya Mongar, e quella di sette bambini nati vivi.
L'aborto 'dopo la nascita' avveniva uccidendo le creature in modo atroce, a forbiciate.
Il dottore lavorava di notte dopo che il suo staff aveva somministrato sostanze chimiche alle donne per indurre il parto durante il giorno.
Il medico killer è stato arrestato: il blitz delle forze dell’ordine ha fermato Gosnell, la cui clinica femminile è stata chiusa e la cui licenza medica è stata sospesa.
Gosnell e quattro lavoratori sono accusati di omicidio, mentre altri cinque di violazione delle leggi del farmaco e altri reati.
Quando sentiamo la parola "tradimento", pensiamo subito all'adulterio Nella nostra cultura infarcita di cattolicesimo di facciata, la slealtà più importante sembra essere quella sessuale tra due partner.
In realtà il Tradimento con la T maiuscola fu quello di Giuda nei confronti di Gesù e non aveva nulla di sessuale. Ma le religioni sono un noto collante sociale e vengono sempre usate per far rispettare regole di convivenza utili al mantenimento di un certo status quo, in cui la fedeltà sessuale è una parte importante perchè, soprattutto nel passato, quando non esisteva la prova del Dna , era l'unico modo per garantire l'autenticità delle paternità.
Detto questo, allarghiamo il significato della parola tradimento . Tradire significa non rispettare gli impegni importanti presi verso un'altra persona, farlo in modo ambiguo e non chiaramente dichiarato , non rispettare l'altro e mortificarne la dignità. In questo senso il tradimento sessuale diventa una sottospecie e solo nel caso in cui la dignità dell'altro sia davvero ferita, cioè quando al tradimento si somma il disprezzo, il sarcasmo,lo svilimento del partner.
E' tradimento quando siamo sleali verso le persone che fanno affidamento su di noi, per le quali il nostro affetto e la nostra affidabilità sono fondamentali per essere sereni. E queste persone sono i nostri figli, i nostri coniugi e compagni (sesso a parte) ,i nostri genitori, i nostri amici e le persone che dipendono da noi.
Verso gli amici ed i genitori, in condizioni normali, noi dobbiamo equilibrare lealtà e libertà. Dobbiamo rispettare gli impegni ma riservarci ampie aree di libertà. Amici veri e genitori aperti sapranno comprendere i nostri ritmi.
Con i figli è obbligatorio essere leali e rispettare gli impegni . Primo, perchè li renderemo più sereni e sicuri di sè , poi perchè insegneremo loro la lealtà con l'esempio.Perchè saper essere leali è un valore ?
Perchè i buoni comportamenti favoriscono tutti , chi li attua , perchè si sente migliore, e chi li riceve perchè non deve perdere tempo a guardarsi da mille nemici. Naturalmente il mondo , adesso, non gira così, spesso gli sleali vengono premiati dal destino, ma aspirare a valori alti permette di evolvere ed è necessario per uscire dalla palude della corruzione e dell'ipocrisia.
Se saremo leali con loro e non tradiremo la loro fiducia, il nostro rapporto si conserverà buono e forte nel tempo e questo è una ricchezza imperdibile per loro e per noi.E ciò significa capire i loro bisogni, promettere interesse, aiuto e assistenza, fornirla secondo le nostre possibilità oggettive e non mancare a questi impegni anche se siamo stanchi o stimolati da altre cose.
Fonte: genitoriprofessionisti.it
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 07:27 1 commento:
Pubblicato da NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE a 16:58 2 commenti: