Source: http://www.sindacatofsi.it/2015/05/15/congedo-parentale-tempo-parziale-licenziamento-illegittimo-indennita-calcolo/
Timestamp: 2018-07-22 08:24:51+00:00
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Congedo parentale, tempo parziale, licenziamento illegittimo, indennità, calcolo | Sindacato FSI
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Congedo parentale, tempo parziale, licenziamento illegittimo, indennità, calcolo
Sentenza 27 febbraio 2014, n. C-588/12
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Lyreco Belgium NV (in prosieguo: la «Lyreco») e la sig.ra R. in merito al calcolo dell’indennità forfettaria di tutela a lei dovuta a seguito del suo licenziamento illegittimo, che ha avuto luogo durante un congedo parentale a tempo parziale.
16 La sig.ra R. ha lavorato dal 3 gennaio 2005 come impiegata a tempo pieno presso la Lyreco in forza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
17 L’esecuzione di tale contratto di lavoro è stata sospesa per fruizione da parte della sig.ra R. di un congedo di maternità dal 9 gennaio al 26 aprile 2009.
18 Dal 27 aprile 2009 la sig.ra R. avrebbe dovuto riprendere la sua attività a metà tempo, nel quadro di un congedo parentale che le era stato concesso per una durata di quattro mesi.
19 Con raccomandata del 27 aprile 2009 la Lyreco risolveva il contratto di lavoro della sig.ra R., con un preavviso di cinque mesi, con decorrenza dal 1° maggio 2009. Secondo la decisione di rinvio, il contratto di lavoro di quest’ultima ha avuto termine il 31 agosto 2009.
20 La sig.ra R. ha presentato ricorso contro il suo licenziamento dinanzi all’arbeidsrechtbank te Antwerpen (Tribunale del lavoro di Anversa), contestando i motivi di tale licenziamento addotti dalla Lyreco, vale a dire, essenzialmente, da un lato, l’impossibilità di impiegarla tenuto conto della ridotta mole di lavoro e, dall’altro, del suo rifiuto di esercitare le altre funzioni che le erano state proposte a seguito della soppressione della funzione di «Recruitment Manager» da essa esercitata prima dell’inizio del suo congedo parentale.
21 Con sentenza del 21 settembre 2011, detto giudice ha condannato la Lyreco al pagamento dell’indennità forfettaria di tutela pari a sei mesi di retribuzione prevista dall’articolo 101 della legge di rettifica, a motivo della risoluzione unilaterale del contratto di lavoro della sig.ra R., senza motivo grave o adeguato, durante il periodo del suo congedo parentale. Secondo tale sentenza, l’importo di tale indennità doveva essere calcolato sulla base della retribuzione corrisposta alla sig.ra R. alla data del suo licenziamento, vale a dire il 27 aprile 2009, cioè lo stipendio corrispondente alle prestazioni di lavoro a metà tempo che lei effettuava a motivo del congedo parentale a tempo parziale di cui beneficiava.
22 Il 14 dicembre 2011, la Lyreco ha interposto appello contro tale sentenza dinanzi all’arbeidshof te Antwerpen (Corte d’appello del lavoro di Anversa). La sig.ra R. ha proposto un appello incidentale dinanzi a tale stesso giudice chiedendo che l’importo dell’indennità forfettaria di tutela che la Lyreco era stata condannata a versarle fosse calcolato sulla base della retribuzione di prestazioni lavorative effettuate a tempo pieno.
23 Con sentenza del 10 dicembre 2012, l’arbeidshof te Antwerpen ha confermato che la sig.ra R. era stata licenziata senza motivo grave o adeguato durante il periodo del suo congedo parentale e che, di conseguenza, aveva diritto al versamento di un’indennità forfettaria di tutela pari a sei mesi di retribuzione.
24 Detto giudice ha inoltre condiviso le osservazioni presentate nel parere espresso dinanzi ad esso dal pubblico ministero, il quale ha segnatamente definito «assurdo» il sistema di calcolo dell’indennità dovuta alla sig.ra R. come applicato nella sentenza del 21 settembre 2011, dal momento che, secondo la logica seguita da quest’ultima, la fruizione di un congedo parentale a tempo pieno, poiché implica una diminuzione delle prestazioni lavorative del 100%, dovrebbe condurre a calcolare l’indennità forfettaria di tutela sulla base di una retribuzione pari a zero, il che non avrebbe alcun senso. Quindi, tale giudice considera che i motivi presi in considerazione nella citata sentenza Meerts, relativi all’indennità compensativa di preavviso prevista dall’articolo 39 della legge del 1978, non possono assolutamente essere trasposti all’indennità forfettaria di tutela di cui trattasi nella controversia ad esso sottoposta.
28 È pacifico che si tratta del caso di una persona che si trova nella situazione della sig.ra R. nella controversia principale, di modo che quest’ultima rientra nell’ambito di applicazione dell’accordo quadro.
38 Tuttavia, è giocoforza constatare che una siffatta misura di tutela sarebbe privata di gran parte del suo effetto utile se, nell’ipotesi in cui un lavoratore assunto a tempo indeterminato e a tempo pieno, come la sig.ra R. nella causa principale, fosse illegittimamente licenziato durante la durata di un congedo parentale a tempo parziale, l’indennità forfettaria di tutela che spetta a tale lavoratore fosse determinata non sulla base della retribuzione relativa al suo contratto di lavoro a tempo pieno, bensì basandosi sulla retribuzione diminuita versatagli durante il suo congedo parentale a tempo parziale. Infatti, un siffatto metodo di determinazione dell’importo di tale indennità forfettaria potrebbe non produrre un effetto dissuasivo sufficiente ad impedire il licenziamento dei lavoratori che si trovano in un congedo parentale a tempo parziale (v., in tal senso, sentenza Meerts, cit., punti 46 e 47).
46 Quindi, è pacifico nella causa principale che un lavoratore come la sig.ra R., il quale, avendo lavorato per il suo datore di lavoro in forza di un contratto di lavoro per un periodo determinato, aveva diritto, secondo le norme stabilite dal diritto nazionale, a beneficiare di un congedo parentale, poteva far valere il diritto all’indennità forfettaria di tutela prevista dall’articolo 101 della legge di rettifica fin dall’inizio del suo congedo parentale. È privo di pertinenza a tale proposito il fatto che tale diritto vada realmente a beneficio del lavoratore interessato unicamente nell’ipotesi in cui il suo datore di lavoro proceda successivamente al licenziamento illegittimo di tale lavoratore durante il periodo del suo congedo parentale.
La clausola 2, punto 4, dell’accordo quadro sul congedo parentale, concluso il 14 dicembre 1995, contenuto nell’allegato della direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l’accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES, come modificata dalla direttiva 97/75/CE del Consiglio, del 15 dicembre 1997, esaminata alla luce tanto degli obiettivi perseguiti da tale accordo quadro quanto del punto 6 della medesima clausola, deve essere interpretata nel senso che essa osta a che l’indennità forfettaria di tutela dovuta ad un lavoratore che fruisce di un congedo parentale a tempo parziale, in caso di risoluzione unilaterale da parte del datore di lavoro, senza motivo grave o adeguato, del contratto di tale lavoratore assunto a tempo indeterminato e a tempo pieno, sia determinata sulla base della retribuzione diminuita percepita da quest’ultimo alla data del suo licenziamento