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Timestamp: 2020-08-03 21:24:47+00:00
Document Index: 74495373

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Sentenza Cassazione Civile n. 26009 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26009 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.16/12/2016), n. 26009
sul ricorso 20460-2015 proposto da:
B.M., elettivamente domiciliato in ROMA, LUNGOTEVERE DEI
rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO PERSIANI giusta
nomina in calce al rincorso;
D.G., DE.FR.GI., elettivamente domiciliati in
ROMA, VIA LIMA, 28 SC A, presso lo studio dell’avvocato MARCO
ALBANESE, che li rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente
all’avvocato GIUSEPPE TRAMONTI giusta procura speciale in calce al
nomina in calce al ricorso principale;
avverso la sentenza n. 184/2015 della CORIE D’APPELLO di GENOVA,
emessa il 19/01/2015 e depositata l11/02/2015;
21/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LOMBARDO LUIGI GIOVANNI;
udito l’Avvocato Marco Albanese, per il controricorrente e ricorrente
– B.M. convenne in giudizio D.G. e De.Fr.Gi., chiedendo la condanna dei medesimi ad arretrare i manufatti e le piante poste sul fondo limitrofo a quello attoreo, in quanto non osservanti le distanze legali;
– nella resistenza dei convenuti, il Tribunale di Massa (Sezione distaccata di Carrara) respinse la domanda attorea;
– sul gravame proposto dall’attore, la Corte di Appello di Genova, in parziale riforma della sentenza di primo grado, condannò i convenuti ad arretrate le piante esistenti nel loro terreno fino alla distanza di metri 1,5 dal confine col fondo dell’attore e compensò tra le parti le spese dei due gradi del giudizio;
– per la cassazione della sentenza di appello ricorre B.M. sulla base di due motivi;
– resistono con controricorso D.G. e De.Fr.Gi., che propongono altresì ricorso incidentale affidato a un motivo;
entrambi i motivi del ricorso principale (con i quali si deduce la omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza impugnata, ex art. 360 c.p.c., n. 5) risultano inammissibili, in quanto il vizio dedotto non più previsto dalla legge, a seguito del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, che ha sostituito il n. 5 dell’art. 360 c.p.c.; e peraltro le censure proposte sottintendono una inammissibile critica nel merito dell’interpretazione della scrittura privata di transazione prodotta in giudizio e della valutazione degli elementi di prova acquisiti;
– l’unico motivo del ricorso incidentale risulta parimenti inammissibile, in quanto con esso non viene dedotto alcuno dei motivi di ricorso tassativamente previsti dall’art. 360 c.p.c., comma 1;
Ritenuto che il ricorso principale e il ricorso incidentale possono essere avviati alla trattazione camerale, per essere ivi dichiarati inammissibili”;
– la memoria depositata dal difensore del ricorrente principale non offre argomenti nuovi che consentano di dissentire dalla proposta del Relatore, in quanto per un verso col ricorso principale si censura l’interpretazione della volontà dei contraenti che è sottratta al sindacato di legittimità, per l’altro la motivazione della sentenza impugnata sul punto non è manifestamente illogica nè apparente;
considerato, in ordine al ricorso incidentale, che, oltre a quanto rilevato nella relazione ex art. 380 bis c.p.c., manca l’esposizione sommaria dei fatti prescritta dall’art. 366 c.p.c., n. 3, a pena di inammissibilità del ricorso;
– il ricorso principale e quello incidentale devono essere dichiarati inammissibili;
– le spese del presente giudizio di legittimità vanno compensate tra le parti in ragione della soccombenza reciproca;
– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17) applicabile catione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte di entrambi i ricorrenti, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.
La Corte Suprema di Cassazione dichiara inammissibili il ricorso principale e quello incidentale; compensa interamente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, sia da parte del ricorrente principale che da parte dei ricorrenti in via incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.