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Timestamp: 2020-07-10 16:45:54+00:00
Document Index: 23996839

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2024', 'art. 1997', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1997', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 1588 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1588 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. I, 20/01/2017, (ud. 06/12/2016, dep.20/01/2017), n. 1588
sul ricorso 16976/2012 proposto da:
G.C., elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO VITTORIO
EMANUELE II 18, presso lo STUDIO GREZ, rappresentata e difesa
dall’avvocato PAOLO BASSANO, giusta procura a margine del ricorso;
B.M., B.U., BO.MA., M.G.,
V.A., BI.GI., ESAOM CESA S.P.A., in persona del legale
BOCCA DI LEONE 78, presso l’avvocato CURZIO CICALA, che li
rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIORGIO CONTI, giusta
MA.PI., EREDI MI.MA., P.R.,
avverso la sentenza n. 693/2011 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
udito, per la ricorrente, l’Avvocato P. BASSANO che si riporta;
udito, per i controricorrenti, l’Avvocato M. COLANTUONO, con delega
1. – Col primo motivo la ricorrente, deducendo falsa applicazione degli artt. 1992, 2021, 2022 e 2023 c.c. e del R.D. n. 239 del 1942, art. 2, censura la sentenza per aver negato la sua qualifica di legittimo possessore delle azioni, non avendo ottenuto l’iscrizione nel libro dei soci. In tal modo la corte d’appello avrebbe omesso di considerare il basilare principio di incorporazione del diritto nel titolo, stante che per i titoli azionari la legittimazione all’esercizio dei diritti va riconosciuta a chi sia, appunto, possessore.
2. – Possono essere esaminati congiuntamente, perchè tra loro connessi, i primi quattro motivi di ricorso.
3. – La tesi della corte d’appello è giuridicamente errata.
4. – Secondo la giurisprudenza di questa Suprema corte, l’attuazione sul titolo postula inoltre la corrispondente annotazione di cui all’art. 2024 c.c., che integra per i titoli nominativi il disposto generale del predetto art. 1997, regolante tutti i titoli di credito (v. già la lontana Sez. 1, n. 2024-53, per quanto relativa al vincolo dotale).
La conclusione va confermata anche in relazione al pignoramento, sebbene dovendosi integrare con la precisazione che non è di per sè decisiva la lettera del R.D. n. 239 del 1942, art. 3, comma 3, onde ritenere necessaria, in aggiunta allo spossessamento, la duplice annotazione sul titolo e nel registro. Questo perchè dalla lettera si desume solo la necessità (dello spossessamento ai fini) dell’annotazione sul titolo.
In sostanza, la norma speciale induce soltanto a escludere che, per i vincoli reali, ci si possa limitare a una mera annotazione nel libro dei soci. Il che peraltro già sarebbe sufficiente a ricusare il fondamento della conclusione sostenuta dalla corte d’appello di Firenze, essendo stato accertato che il pignoramento era nella specie avvenuto con mera annotazione nel libro dei soci.
Viceversa la necessità della duplice annotazione sul titolo e nel registro, per quanto non direttamente evincibile dall’art. 3 citato, si desume con nettezza proprio dagli artt. 1997 e 2024 c.c., giustappunto in quanto l’art. 1997 c.c., considera unitariamente i vincoli giudiziali e i vincoli convenzionali.
5. – Quanto esposto si riflette sul problema, esso pure dalla corte fiorentina incoerentemente vagliato, della posizione assunta dagli acquirenti in sede di vendita forzata.
6. – E allora è da ritenere priva di base giuridica la conseguenza dalla corte d’appello evinta dal profilo del pignoramento, in ordine alla mancanza di legittimazione dell’attrice.
7. – Restano assorbiti il quinto e il sesto motivo. L’impugnata sentenza va cassata con rinvio alla medesima corte d’appello di Firenze, diversa sezione, la quale provvederà a giudicare sulle domande proposte dall’attrice uniformandosi ai principi di diritto sopra esposti.