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Timestamp: 2020-05-31 16:38:12+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 117', 'art. 118', 'art. 119', 'art. 114']

Le Regioni e gli Enti Locali - Wikiversità
1.1 Le Caratteristiche delle Regioni
1.2 Tipologie delle Regioni
1.2.1 Le Regioni a Statuto Ordinario
1.2.2 Regioni a statuto speciale
1.2.3 Le Province Autonome
1.3 Gli Organi delle Regioni
1.4 L'Autonomia delle Regione
1.4.1 L'Autonomia Statutaria
1.4.2 L'Autonomia Legislativa
1.4.3 L'Autonomia Regolamentare
1.4.4 L'Autonomia Amministrativa
1.4.5 L'Autonomia Finanziaria
1.5 I Controlli sulle Regioni
1.5.1 I Controlli Statali
1.5.2 I Controlli Regionali
2 Gli Enti Locali
2.1 La Classificazione degli Enti Locali
Le Regioni[modifica]
Le regioni, secondo quanto indicato dall'art. 131 Cost., sono venti. Cinque di queste sono dotate di uno statuto speciale di autonomia ed una di queste (Trentino-Alto Adige/Südtirol), è costituita dalle uniche province autonome, dotate cioè di poteri legislativi analoghi a quelli delle regioni, dell'ordinamento italiano (Trento e Bolzano). Nel rispetto delle minoranze linguistiche, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta sono riportati con le denominazioni bilingui Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste all'art. 116, come modificato nel 2001.
Le Caratteristiche delle Regioni[modifica]
La Regione, nell'ordinamento giuridico italiano è:
Tipologie delle Regioni[modifica]
Le Regioni a Statuto Ordinario[modifica]
Quindici delle venti regioni italiane sono dotate di Statuto Ordinario. Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.
L'autonomia legislativa di queste regioni è stata notevolmente ampliata dalla riforma costituzionale del 2001.
Le regioni ordinarie furono istituite soltanto nel 1970.
Regioni a statuto speciale[modifica]
Cinque regioni sono dotate di uno Statuto Speciale approvato dal Parlamento nazionale con legge costituzionale, come previsto dall'art. 116 della Costituzione.
Lo statuto speciale garantisce un' ampia autonomia, soprattutto finanziaria. Il Friuli-Venezia Giulia trattiene per sé il 60% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio regionale, la Sardegna il 70%, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige il 90%, la Sicilia il 100% delle imposte. Tali regioni dispongono di notevoli poteri legislativi e amministrativi, come nei settori scuola, sanità, infrastrutture e di conseguenza debbono provvedere al relativo finanziamento con le proprie risorse, mentre nelle regioni ordinarie le spese sono a carico dello stato centrale.
Quattro regioni autonome furono istituite dalla stessa Assemblea costituente nel 1946 la Sicilia, nel 1948 la Sardegna, visti i forti movimenti autonomistici, se non addirittura indipendentisti come in Sicilia, la Valle d'Aosta per proteggere la minoranza francofona, il Trentino-Alto Adige, per la tutela dei germanofoni ai sensi dell'Accordo di Parigi.
Le Province Autonome[modifica]
Gli Organi delle Regioni[modifica]
L'Autonomia delle Regione[modifica]
L'Autonomia Statutaria[modifica]
Le sole regioni a statuto ordinario sono dotate di Autonomia Statutaria. Ciascuna regione ordinaria adotta con legge regionale uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa, del referendum su leggi, provvedimenti amministrativi della regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Le regioni autonome sono prive di tale autonomia (cioè del potere-dovere di darsi uno statuto), visto che gli Statuti speciali sono leggi costituzionali dello Stato. Tuttavia la legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, ha modificato gli statuti delle cinque regioni speciali, attribuendo a una legge statutaria autonoma la determinazione della forma di governo della regione e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Solo per la regione Trentino-Alto Adige la forma di governo continua a essere disciplinata dallo statuto regionale.
L'Autonomia Legislativa[modifica]
L'Autonomia Regolamentare[modifica]
L' Autonomia Regolamentare della regione è definita dall'art. 117 della Costituzione, 6° comma.
La regione ha potestà regolamentare nelle materie su cui ha competenza esclusiva e su quelle in cui la competenza tra Stato e regione è di tipo concorrente. Ha potestà regolamentare nelle materie di competenza esclusiva dello Stato se ad essa è delegata.
L'Autonomia Amministrativa[modifica]
L' Autonomia Amministrativa della regione è stabilita con l'art. 118 della Costituzione.
L'Autonomia Finanziaria[modifica]
L' Autonomia Finanziaria della regione è stabilita con l'art. 119 della Costituzione. Esso prevede il cosiddetto federalismo fiscale, ma finora non ha trovato attuazione (per le regioni a statuto ordinario).
I Controlli sulle Regioni[modifica]
I Controlli Statali[modifica]
I Controlli Regionali[modifica]
Gli Enti Locali[modifica]
Un Ente Locale è un ente pubblico territoriale dotato di un certo grado di autonomia statutaria, normativa, organizzativa, impositiva e finanziaria.
Il territorio nazionale, come abbiamo visto, è diviso in regioni; queste a loro volta sono suddivise in province, ulteriormente suddivise in comuni. Fa eccezione la Valle d'Aosta, dove la provincia è stata soppressa e la regione è direttamente suddivisa in comuni; formalmente anche la Sicilia ha soppresso le province, sostituendole con altrettante province regionali che hanno natura di liberi consorzi di comuni. I comuni delle aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Catania, Messina, Trieste, Cagliari e Sassari possono costituirsi in città metropolitana, che acquisisce le funzioni della provincia e svolge alcune funzioni spettanti ai comuni a livello sovracomunale.
Le città metropolitane, le province e i comuni, sono disciplinati dalla Costituzione e, per quanto attiene la legislazione elettorale, gli organi di governo e le funzioni fondamentali, dalla legge statale (attualmente il D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), nonché dai rispettivi statuti, che, nell'ambito dei principi fissati dal predetto testo unico, stabiliscono le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente. Tali enti sono dotati di autonomia statutaria e regolamentare. Fanno eccezione le province autonome di Trento e Bolzano che hanno la loro disciplina nello statuto regionale del Trentino-Alto Adige e dispongono di particolare autonomia, anche legislativa, come abbiamo visto.
Emerge la contrapposizione tra le regioni (e le province autonome di Trento e Bolzano), da una parte, e gli altri enti territoriali dall'altra, giacché solo le prime sono dotate di autonomia legislativa. Va peraltro rilevato che anche comuni, province e città metropolitane, pur mancando di autonomia legislativa, dispongono di una rilevante autonomia nel definire il proprio indirizzo politico (cosiddetta autonomia politica), che può quindi divergere da quello dello stato (o della regione); anch'essi, pertanto, come le regioni, appartengono alla categoria degli enti autonomi.
con un significato più specifico, derivato dall'uso che ne fa il legislatore, per riferirsi agli enti locali territoriali diversi dalla regione; in questo senso si parla anche di autonomie locali.
La Classificazione degli Enti Locali[modifica]
L'elenco contenuto nell'art. 114 della Costituzione, pur volendo non considerare in questo le Regioni per quanto sopra, difatti non esaurisce tutti gli enti locali dell'ordinamento italiano; ad essi, infatti, vanno aggiunti quelli non previsti dalla Costituzione ma solo a livello legislativo, quali:
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