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Timestamp: 2016-10-24 16:05:07+00:00
Document Index: 167608159

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.\n10', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art.\n10', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 216 del 04.07.2002
Interpello ai sensi dell'art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.
Società YJ S.n.c. - Applicazione degli artt. 10, primo comma, n. 1 e 12 del DPR 26
Con l'istanza presentata in data 11 marzo 2002, la
Società YJ S.n.c. ha chiesto il riesame della risposta fornita dalla Direzione Regionale ....
all'istanza di interpello concernente l'esatta applicazione degli articoli 10, primo comma, n.1, e 12 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Al riguardo si precisa che la richiesta di riesame dell'interpello non
è espressamente prevista né dalla legge n. 212/2000, né dal decreto ministeriale 26 aprile 2001, n.
Le risposte fornite direttamente dalle Direzioni Regionali
dell'Agenzia sono comunque monitorate da questa Direzione Centrale al fine di garantire la necessaria
omogeneità nell'interpretazione delle norme tributarie.
La richiesta di riesame formulata, pertanto, non
potrà essere considerata istanza di interpello formulata ai sensi dello Statuto del
Contribuente, né potrà conseguire gli effetti previsti dalla legge.
Tuttavia, considerata la particolarità della fattispecie
rappresentata, relativa all'inquadramento ai fini IVA di prestazioni che afferiscono ad operazioni esenti da imposta, la scrivente formula il
seguente parere nell'ambito dell'attività di consulenza giuridica come prevista dalla circolare 99/E del 18 maggio 2000.
La Società YJ riceve dalla WZ S.p.a. l'incarico di eseguire visure
ipocatastali da utilizzare nella fase istruttoria della concessione dei prestiti.
La società chiede se tali prestazioni di servizi siano esenti da
imposta in quanto concernenti operazioni creditizie e finanziarie ai sensi dell'art.
10, primo comma, n. 1, ovvero in quanto accessorie ai sensi
dell'art. 12 alle citate operazioni creditizie e finanziarie.
La società, pur ritenendo che i servizi svolti siano assoggettabili
ad aliquota ordinaria IVA, ha presentato l'istanza di riesame su sollecitazione della
WZ, che diversamente ritiene i servizi in questione esenti da IVA.
Nell'istanza di riesame la Società YJ cita la risoluzione n. 205 del 10 dicembre 2001, la quale, ispirandosi ai principi fissati nella sentenza 5
giugno 1997, causa C-2/95, della Corte di Giustizia della Comunità Europea, ha riconosciuto ai servizi telematici connessi alle
attività finanziarie l'inclusione tra le operazioni contemplate dall'art. 10, primo comma, n. 1) citato.
In particolare, l'Agenzia delle Entrate ha affermato che,
affinché una prestazione di servizi possa essere considerata esente da imposta in
quanto "relativa" ad un'operazione creditizia di cui all'art. 10, primo comma, n. 1, è necessario che ne svolga le stesse funzioni specifiche ed
essenziali e che sia idonea ad incidere direttamente sulle situazioni giuridiche ed economiche soggettive allo stesso modo dell'operazione
Non sono, quindi, esenti da iva i servizi concernenti la fornitura di
una semplice prestazione materiale o tecnica, strumentale rispetto all'operazione creditizia, la cui
responsabilità è limitata agli aspetti tecnici delle prestazioni fornite.
Nella fattispecie, l'esecuzione delle visure ipocatastali, pur
costituendo un'attività strumentale alla valutazione degli affidamenti, è una semplice
attività tecnica che non svolge le stesse funzioni specifiche ed essenziali delle operazioni di finanziamento effettuate dalle aziende di
credito e non è idonea a modificare direttamente le situazioni giuridiche ed economiche soggettive, condizioni, queste, richieste dalla Corte di
Giustizia della Comunità Europea nella sentenza sopraccitata.
Pertanto, le prestazioni di servizi di visure ipocatastali effettuate
nei confronti delle aziende di credito non rientrano nel regime di esenzione IVA di cui all'art.
10, primo comma, n. 1), del D.P.R. n. 633 del 1972. Resta da esaminare se le prestazioni in argomento possano essere
considerate esenti da IVA in quanto accessorie, ai sensi dell'art. 12 del D.P.R. n. 633 del 1972, all'operazione principale di finanziamento
effettuata dalla WZ.
Al riguardo l'art. 12, primo comma, del DPR 633/72 statuisce che le
"(...) prestazioni accessorie ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi, effettuati direttamente dal cedente o prestatore ovvero per suo
conto e sue spese, non sono soggetti autonomamente all'imposta nei rapporti tra le parti dell'operazione principale...".
Dal disposto normativo si evince che, affinché una operazione possa
definirsi "accessoria", è necessario:
- che vi sia un'operazione principale, cui collegarsi, al fine di
integrarla, completarla o renderla possibile;
- che avvenga tra gli stessi soggetti dell'operazione principale;
- che venga effettuata direttamente dal cedente o prestatore della
operazione principale, ovvero da altri soggetti, ma per suo conto ed a sue spese.
Inoltre, in base alla norma citata, la prestazione accessoria sconta
lo stesso trattamento IVA dell'operazione principale.
Nella fattispecie, la "Società YJ Snc", dotata di un'organizzazione
imprenditoriale autonoma, priva di legami partecipativi con la WZ, riceve da questa un incarico di eseguire le visure ipocatastali, necessarie per
valutare gli affidamenti alle imprese.
In tale contesto si ritiene che manchino i presupposti giuridici per
la qualificazione come "accessoria" dell'operazione in questione.
Le visure ipocatastali, diversamente da quanto richiesto dall'art. 12 citato, sono effettuate da un soggetto del tutto distinto dal prestatore
dell'operazione principale e sono rese non al soggetto finanziato, bensì all'azienda erogatrice del prestito.
Infatti, le medesime visure fanno parte della complessa
attività interna dell'azienda di credito, propedeutica all'erogazione del
finanziamento e non formano oggetto del rapporto contrattuale tra banca e cliente.
In proposito, anche nella risoluzione ministeriale 8 marzo 1988, n.
550145, con riferimento al trasporto effettuato da un vettore per conto del cedente in un'operazione di cessione di beni,
è stata evidenziata l'autonomia di tale prestazione rispetto alla cessione medesima, in quanto
il vettore è soggetto "terzo" rispetto alle parti coinvolte nella cessione medesima.
Pertanto, nei rapporti tra vettore e cedente la prestazione di
trasporto segue il proprio originario regime impositivo, mentre il successivo riaddebito delle spese, dal cedente al cessionario, segue il
medesimo trattamento previsto per la cessione del bene, sia in ordine
all'imponibilità o esenzione o esclusione, sia in ordine all'aliquota da applicare.
In conclusione, nella fattispecie prospettata non si ravvisa
l'esistenza dei presupposti giuridici per poter considerare i servizi di esecuzione delle visure ipocatastali come prestazioni accessorie, ai sensi
del citato art. 12, rispetto alle operazioni creditizie di cui all'art. 10, primo comma, n. 1.
Le prestazioni di servizi in esame, pertanto, sono soggette ad IVA
con l'aliquota ordinaria.
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