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Timestamp: 2019-04-25 06:57:24+00:00
Document Index: 7933251

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 28', 'Cass. Sez. ', 'art. 31', 'art. 20', 'art. 13']

Il nullaosta dell’Ente Parco dev’essere espresso. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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aprile 5, 2018 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Interessante pronuncia del T.A.R. Lazio in tema di autorizzazioni per gli interventi nelle aree naturali protette rilasciate dagli Organismi di gestione delle stesse.
La sentenza T.A.R. Lazio, Sez. I quater, 19 gennaio 2018, n. 673 ha ritenuto che il conseguimento del nullaosta per gli interventi da realizzarsi all’interno delle aree naturali protette non possa conseguirsi per silenzio – assenso, in virtù del decorso del termine di 60 giorni senza alcun pronunciamento dell’Ente di gestione (art. 13 della legge n. 394/1991 e s.m.i.).
In precedenza l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, aveva espresso diverso orientamento con sentenza 27 luglio 2016, n. 17, secondo cui non può considerarsi abrogato il detto silenzio – assenso dall’entrata in vigore della legge n. 80/2005, che, modificando l’art. 20 della legge n. 241/1990 e s.m.i., ha affermato l’inapplicabilità dell’istituto in materia paesaggistico-ambientale.
Ma il Giudice amministrativo laziale “ritiene che tale evento procedurale in caso di inerzia dell’ente parco non può far ritenere venuta meno la cura concreta dell’interesse ambientale, non essendo configurabile un sistema che sovverta i principi fondamentali in materia ambientale”. Nella fattispecie concreta, “giova rilevare come la vigenza di divieti normativi previsti dalla normativa regionale, l’inclusione dell’area interessata dall’intervento in zona di protezione speciale, in disparte dalla complessità dell’istruttoria foriera di richieste documentali integrative, non possano ritenersi superabili, nella prospettiva della tutela ambientale, dalla mancata espressione del succitato nulla osta entro i termini temporali invocati dalla parte ricorrente”.
Quindi, l’Ente Parco può esprimersi anche successivamente al decorso del termine, senza che si sia formato alcun silenzio – assenso.
Una decisione che, in ogni caso, non mancherà di far discutere.
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 26 febbraio 2018
TAR Lazio (RM) Sez. I-quater n. 673 del 19 gennaio 2018
Beni Ambientali. Silenzio e inerzia dell’ente parco.
Pur nella consapevolezza dell’insegnamento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato secondo cui il silenzio assenso previsto dall’art. 13, commi 1 e 4, l. 6 dicembre 1991 n. 394 (legge quadro sulle aree protette) non è stato implicitamente abrogato a seguito dell’entrata in vigore della l. n. 80 del 2005, che, nell’innovare l’art. 20, l. n. 241 del 1990, ha escluso che l’istituto generale del silenzio-assenso possa trovare applicazione in materia di tutela ambientale e paesaggistica, si ritiene che tale evento procedurale in caso di inerzia dell’ente parco non può far ritenere venuta meno la cura concreta dell’interesse ambientale, non essendo configurabile un sistema che sovverta i principi fondamentali in materia ambientale.
00673/2018 REG.PROV.COLL.
09652/2007 REG.RIC.
del diniego nulla-osta per ottenere il permesso di ricerca di acqua termominerale denominato Fonti di Vicarello nel Comune di Bracciano – risarcimento danni
b) Violazione degli artt. 14, 14 bis, 14 ter, 14 quater della legge n. 241 del 1990, violazione dell’art. 28, comma 1 della legge regionale n. 29/1997; eccesso di potere per difetto d’istruttoria e di motivazione, in quanto la Regione Lazio anziché procedere ad inoltrare la richiesta di rilascio di nulla osta all’Ente parco era tenuta ad indire la conferenza di servizi di cui al citato art. 28.
depositata in Segreteria il 19 gennaio 2018
(foto S.L., J.I., S.D., archivio GrIG)
maggio 17, 2018 alle 2:48 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 17 maggio 2018
Cass. Sez. III n. 20739 del 10 maggio 2018 (Cc 10 nov 2017)
Presidente: Cavallo Estensore: Cerroni Imputato: Sgrò
Beni Ambientali. interventi, opere e costruzioni in aree protette e autonomia dei titoli abilitativi
La realizzazione di interventi, opere e costruzioni in aree protette (parchi nazionali, regionali e riserve naturali) è subordinata al rilascio di tre distinti provvedimenti, quali il permesso di costruire, l’autorizzazione paesaggistica e, ove previsto, il nulla osta dell’Ente parco, con la conseguenza che questi ultimi due atti amministrativi mantengono la loro autonomia ad ogni effetto, ivi compreso quello sanzionatorio, anche quando siano attribuiti dalla legge regionale ad un organo unico, chiamato a compiere una duplice valutazione in ragione della pluralità degli interessi presidiati dalle rispettive norme penali e della piena autonomia, rispetto a quella paesaggistica ed urbanistica, della normativa sulle aree protette: http://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/145-cassazione-penale145/13702-beni-ambientali-interventi,-opere-e-costruzioni-in-aree-protettee-autonomia-dei-titoli-abilitativi.html
TAR Campania (NA) Sez. III n. 3533 del 29 maggio 2018
Beni Ambientali.Funzioni di vigilanza edilizia attribuiti al Comune e funzioni di protezione del vincolo paesistico attribuito all’ente gestore del Parco
Laddove, per la repressione degli abusi edilizi all’interno dei parchi naturali, vi sia un concorso tra le funzioni di vigilanza edilizia, ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001, di cui è titolare il Comune, e quelle di protezione del vincolo paesistico attribuito all’ente gestore del Parco, le valutazioni svolte dai due soggetti potrebbero divergere, poiché il Comune deve tener conto dei limiti e dei divieti di natura urbanistico-edilizia, mentre l’ente gestore del Parco considera la compatibilità paesistica dell’opera; di conseguenza, un nuovo volume potrebbe essere sanabile nella valutazione del Comune (ad esempio, perché gli indici edificatori non sono ancora esauriti), ma non nella valutazione paesistica del Parco: http://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/73-giurisprudenza-amministrativa-tar73/13734-beni-ambientali-funzioni-di-vigilanza-edilizia-attribuiti-al-comune-e-funzioni-di-protezione-del-vincolo-paesistico-attribuito-all%E2%80%99ente-gestore-del-parco.html
ottobre 23, 2018 alle 2:50 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 17 ottobre 2018
AR Campania (NA) Sez. VII n. 5468 del 12 settembre 2018
Beni Ambientali. Abusi edilizi in area naturale protetta
L’ordine di rimozione è atto vincolato e necessitato che non richiede nessun’altra motivazione se non l’accertamento del carattere abusivo dell’opera. Pertanto, l’Ente Parco non deve compiere alcuna particolare valutazione circa la concreta incidenza dell’intervento sull’assetto del territorio né una comparazione tra l’interesse del privato e quello pubblico che è in re ipsa, consistendo quest’ultimo nel ripristino dei valori naturalistici, paesaggistici ed ambientali violati; né infine sussiste la possibilità di adottare provvedimenti alternativi: http://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/73-giurisprudenza-amministrativa-tar73/13940-beni-ambientali-abusi-edilizi-in-area-naturale-protetta.html
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 27 dicembre 2018
TAR Campania (SA) Sez. II n.1694 del 23 novembre 2018
Beni ambientali.Aree protette e silenzio assenso
Il rapporto tra la disposizione contenuta nell’art. 20, comma 4, della l. n. 241/1990 e quella contenuta nell’art. 13, comma 1, della l. n. 394/1991 (secondo cui «il rilascio di concessioni o autorizzazioni relative ad interventi, impianti ed opere all’interno del parco è sottoposto al preventivo nulla osta dell’Ente Parco … il nulla osta è reso entro sessanta giorni dalla richiesta … decorso inutilmente tale termine il nulla osta si intende rilasciato»), va letto nel senso di annettere prevalenza alla prima e di escludere, quindi, l’operatività del silenzio assenso sulle richieste di nulla osta del competente Ente Parco nell’ambito dei procedimenti abilitativi edilizi: http://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/145-cassazione-penale145/14073-beni-ambientali-aree-protette-e-silenzio-assenso.html
aprile 5, 2018 alle 1:57 am
Il nullaosta dell’Ente Parco dev’essere espresso. – Fratello Albero
Demanio civico di Villasimius in mano a privati! Chiarezza e, soprattutto, legalità e sicurezza sulle vie ferrate.