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Timestamp: 2020-02-18 23:17:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.26']

Numero emissione: 903
Data emissione: 09/12/1977
Oggetto: Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 1977, n. 343)
La discriminazione di cui al comma precedente é vietata anche se attuata:
Le assenze dal lavoro, previste dagli articoli 4 e 5 della legge 30 dicembre 1971, n.1204, sono considerate, ai fini della progressione nella carriera, come attività lavorativa, quando i contratti collettivi non richiedano a tale scopo particolari requisiti.
Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti si applicano alle lavoratrici le disposizioni della legge 15 luglio 1966, n.604 , e successive modifiche ed integrazioni, in deroga all'articolo 11 della legge stessa.
Art. 5. ( Sostituito dall'art. 17 della Legge n. 25/1999 )
Le lavoratrici che abbiano adottato bambini, o che li abbiano ottenuti in affidamento preadottivo, ai sensi dell'articolo 314/20 del codice civile, possono avvalersi, sempreché in ogni caso il bambino non abbia superato al momento dell'adozione o dello affidamento i sei anni di età, dell'astensione obbligatoria dal lavoro di cui all'articolo 4, lettera c), della legge 30 dicembre 1971, n.1204 , e del trattamento economico relativo, durante i primi tre mesi successivi all'effettivo ingresso del bambino nella famiglia adottiva o affidataria.
Le stesse lavoratrici possono altresì avvalersi del diritto di assentarsi dal lavoro di cui all'articolo 7, primo comma, della legge di cui sopra, entro un anno dall'effettivo ingresso del bambino nella famiglia e sempreché il bambino non abbia superato i tre anni di età, nonché del diritto di assentarsi dal lavoro previsto dal secondo comma dello stesso articolo 7.
Art. 6-bis. ( Aggiunto dall'art. 13 della Legge n. 53/2000 )
Art. 6-ter. ( Aggiunto dall'art. 13 della Legge n. 53/2000 )
Il diritto di assentarsi dal lavoro e il trattamento economico previsti rispettivamente dall'articolo 7 e dal secondo comma dell'articolo 15 della legge 30 dicembre 1971, n.1204 , sono riconosciuti anche al padre lavoratore, anche se adottivo o affidatario ai sensi dell'articolo 314/20 del codice civile, in alternativa alla madre lavoratrice ovvero quando i figli siano affidati al solo padre.
A tal fine, il padre lavoratore presenta al proprio datore di lavoro una dichiarazione da cui risulti la rinuncia dell'altro genitore ad avvalersi dei diritti di cui sopra, nonché, nel caso di cui al secondo comma dell'articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n.1204, il certificato medico attestante la malattia del bambino.
Nel caso di cui al primo comma dello articolo 7 della legge 30 dicembre 1971, n.1204, il padre lavoratore, entro dieci giorni dalla dichiarazione di cui al comma precedente, deve altresì presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione del datore di lavoro dell'altro genitore da cui risulti l'avvenuta rinuncia.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano ai padri lavoratori, compresi gli apprendisti, che prestino la loro opera alle dipendenze di privati datori di lavoro, nonché alle dipendenze delle amministrazioni dello stato, anche ad ordinamento autonomo, delle regioni, delle province, dei comuni, degli altri enti pubblici, anche a carattere economico, e delle società cooperative, anche se soci di queste ultime. Sono esclusi i lavoratori a domicilio e gli addetti ai servizi domestici e familiari.
( Il 4° comma dell'art. 17 della legge n. 53/2000 così recita: "Sono abrogate le disposizioni legislative incompatibili con la presente legge ed in particolare l'articolo 7 della legge 9 dicembre 1977, n. 903")
Per i riposi di cui all'articolo 10 della legge 30 dicembre 1971, n.1204 , con effetto dall'1 gennaio 1978, é dovuta dall'ente assicuratore di malattia, presso il quale la lavoratrice é assicurata, un'indennità pari all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi.
L'indennità é anticipata dal datore di lavoro ed é portata a conguaglio con gli importi contributivi dovuti all'ente assicuratore.
Gli assegni familiari, le aggiunte di famiglia e le maggiorazioni delle pensioni per familiari a carico possono essere corrisposti, in alternativa, alla donna lavoratrice o pensionata alle stesse condizioni e con gli stessi limiti previsti per il lavoratore o pensionato. Nel caso di richiesta di entrambi i genitori gli assegni familiari, le aggiunte di famiglia e le maggiorazioni delle pensioni per familiari a carico debbono essere corrisposti al genitore con il quale il figlio convive.
Alla lettera b) dell'articolo 205 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del presidente della repubblica 30 giugno 1965, n.112 4 , le parole "loro mogli e figli" sono sostituite con le parole "loro coniuge e figli".
Le prestazioni ai superstiti, erogate dall'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, gestita dal fondo pensioni per i lavoratori dipendenti, sono estese, alle stesse condizioni previste per la moglie dello assicurato o del pensionato, al marito dell'assicurata o della pensionata deceduta posteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
Le prestazioni ai superstiti previste dal testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, approvato con decreto del presidente della repubblica 30 giugno 1965, n.1124 , e dalla legge 5 maggio 1976, n.248 , sono estese alle stesse condizioni stabilite per la moglie del lavoratore al marito della lavoratrice deceduta posteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
L'ultimo comma dell'articolo 15 della legge 20 maggio 1970, n.300 , é sostituito dal seguente:
Alle lavoratrici autonome che prestino lavoro continuativo nell'impresa familiare é riconosciuto il diritto di rappresentare l'impresa negli organi statutari delle cooperative, dei consorzi e di ogni altra forma associativa.
Qualora vengano posti in essere comportamenti diretti a violare le disposizioni di cui agli articoli 1 e 5 della presente legge, su ricorso del lavoratore o per sua delega delle organizzazioni sindacali, il pretore del luogo ove é avvenuto il comportamento denunziato, in funzione di giudice del lavoro, nei due giorni successivi, convocate le parti e assunte sommarie informazioni, se ritenga sussistente la violazione di cui al ricorso, ordina all'autore del comportamento denunziato, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.
Contro il decreto é ammessa entro quindici giorni dalla comunicazione alle parti opposizione davanti al pretore che decide con sentenza immediatamente esecutiva. Si osservano le disposizioni degli articoli 413 e seguenti del codice di procedura civile .
L'inottemperanza al decreto di cui al primo comma o alla sentenza pronunciata nel giudizio di opposizione é punita ai sensi dello articolo 650 del codice penale .
Ove le violazioni di cui al primo comma riguardino dipendenti pubblici si applicano le norme previste in materia di sospensione dell'atto dell'articolo 21, ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971, n.1034 .
Art. 16. ( modificato dall'art.26 del d.lgs. n. 758/1994 )
L'inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 1 , primo, secondo e terzo comma, 2, 3 e 4 della presente legge, é punita con l'ammenda da l.200.000 a l.1.000.000.
L'inosservanza delle disposizioni contenute nell'articolo 5 é punita con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni.
Per l'inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 si applicano le penalità previste dall'articolo 31 della legge 30 dicembre 1971, n.1204 .
Agli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 9 e 11 della presente legge, valutati, in ragione d'anno, rispettivamente in 10 ed in 18 miliardi di lire, si provvede per l'anno finanziario 1977 con un'aliquota delle maggiori entrate di cui al decreto-legge 8 ottobre 1976, n.691 , convertito nella legge 30 novembre 1976, n.786, concernente modificazioni al regime fiscale di alcuni prodotti petroliferi e del gas metano per autotrazione.
Il ministro per il tesoro é autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Il governo é tenuto a presentare ogni anno al parlamento una relazione sullo stato di attuazione della presente legge.