Source: https://www.laleggepertutti.it/230172_come-citare-le-fonti-delle-immagini-e-scaricarle-gratis
Timestamp: 2018-12-16 02:42:46+00:00
Document Index: 134436305

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Come citare le fonti delle immagini e scaricarle gratis
Scaricare le foto da internet senza citare l’autore è violazione del copyright. Anche citando tuttavia l’autore è necessario pagare l’equo compenso. Ecco i siti dove scaricare gratis le immagini.
La scrittura è una delle tue passioni. Ti capita spesso di realizzare articoli, editoriali, riflessioni e testi di varia natura, frutto della tua creatività e ingegno. Di volta in volta li pubblichi su internet: hai un sito dove gli utenti si collegano gratuitamente e leggono le tue creazioni letterarie. Per rendere graficamente più allettanti i testi e stimolare condivisioni e viralità sui social network, li corredi con una immagine sul frontespizio. Poiché però non sei un fotografo, sei solito scaricare i file da Google Immagini. «Se le fotografie sono pubbliche – ritieni – le posso utilizzare». Come? Non dirmi che non sai che prelevare immagini da internet è vietato anche quando sono liberamente accessibili! È proprio così e la conferma viene da una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea [1]. La Corte ha fornito un vademecum su come l’utente del web deve comportarsi quando si trova a utilizzare delle foto altrui. Alla luce di tale pronuncia, in questo articolo ti spiegherò cosa è lecito fare, come citare le fonti delle immagini e, soprattutto, da quali siti scaricare immagini gratis senza violare il diritto d’autore.
1 Si possono scaricare le immagini da internet?
2 Come riconoscere le opere fotografiche protette
3 Come citare le fonti delle immagini
4 Siti da cui prelevare immagini gratis
Si possono scaricare le immagini da internet?
Il fatto che una persona o un sito abbia pubblicato un’immagine non significa che questa sia utilizzabile da tutti. Anche laddove non dovesse essere presente il nome dell’autore dello scatto o la dicitura “riproduzione riservata”, si tratta comunque di un’opera tutelata dal diritto d’autore. Quindi, in tali casi, devi sempre chiedere il permesso sia al titolare del sito che al creatore dell’opera. Il quale potrebbe giustamente chiederti un indennizzo.
Non tutte le foto però sono tutelate dal diritto d’autore; alcune di esse infatti possono essere prelevate senza bisogno di consenso. Sono le immagini prive di valore creativo, sia pur minimo. Gli scatti a cui l’autore non ha impresso alcuna personalizzazione, le semplici riproduzioni meccaniche di un oggetto, non sono protette dal copyright. Così, ad esempio, se fotografi una strada o un palazzo e non usi filtri o non scegli una particolare angolatura, non potrai rivendicare un’esclusiva sulla pubblicazione della stessa. Tanto per essere più chiari, lo scatto fatto senza alcun tocco artistico può essere utilizzato da chiunque. Tutte le altre invece sono considerate “opere fotografiche” protette dalla legge a prescindere da una esplicita indicazione del creatore a margine della foto stessa; pertanto sono soggette alle restrizioni del diritto d’autore.
Come riconoscere le opere fotografiche protette
Come anticipato una fotografia può essere protetta dal diritto d’autore a condizione che essa costituisca una creazione intellettuale dell’autore, che ne rifletta la personalità e si manifesti attraverso le scelte libere e creative di quest’ultimo nella realizzazione di tale fotografia. Ma come riconoscere se un’immagine rientra nel concetto di “opera fotografica”?
Oggi si usano spesso i filtri e il fotoritocco. In questi casi sei senza dubbio davanti a un’opera fotografica, anche se si tratta di un effetto che chiunque altro potrebbe utilizzare (ad esempio quelli che trovi di default sugli smartphone).
Il problema si pone per tutte quelle foto che si collocano nella “zona grigia”, realizzate cioè senza filtri. A riguardo anche la scelta di un’angolatura potrebbe dare alla foto la personalizzazione sufficiente a considerarla protetta dal copyright. Pensa ad esempio a uno scatto realizzato a un fiore, da una particolare prospettiva o vicinanza, o alla panoramica di una città fatta da un affaccio.
Se prendi invece il cellulare e scatti una foto al primo paesaggio che ti viene davanti, senza pensarci due volte e facendolo senza particolari accorgimenti, è molto probabile che la tua non sia un’opera fotografica e, pertanto, non ne potrai rivendicare alcuna protezione.
Secondo la Corte di Giustizia Europea, la messa in rete su un sito internet di una fotografia, liberamente accessibile su un altro sito internet con l’autorizzazione dell’autore, necessita di una nuova autorizzazione da parte di tale autore. Infatti, con siffatta messa in rete, la fotografia viene messa a disposizione di un pubblico nuovo.
Come citare le fonti delle immagini
Vediamo ora come mettersi in regola se vuoi usare la foto di un altro sito.
Nel caso in cui ci si trovi dinanzi a una semplice “riproduzione meccanica” e non a un’opera fotografica è sufficiente citare la fonte ossia il sito da cui è stata prelevata l’immagine e, se indicato, anche l’autore. Una formula corretta potrebbe essere la seguente:
Immagine tratta da www.laleggepertutti.it; Autore dell’immagine Mario Rossi (se indicato).
Le cose si complicano invece se sei davanti a un’opera fotografica. In tale ipotesi dovrai innanzitutto chiedere l’autorizzazione al sito su cui hai trovato l’opera. Questa però non basta. È anche necessario il consenso dell’autore. Facciamo un esempio. Spesso, i portali internet utilizzano immagini acquistate da banche dati a pagamento. Ebbene, chi vuol utilizzarle non può limitarsi a chiedere il consenso a chi l’ha impiegata ma alla stessa società creatrice della raccolta la quale potrà imporre di citare anche il fotografo che ha materialmente realizzato l’opera.
Ti potrà essere chiesto un pagamento per l’utilizzo così come potrai ottenere una licenza gratuita. È necessario che la cessione del diritto d’autore sia per iscritto.
Una volta ottenuta l’autorizzazione ed eventualmente pagato l’indennizzo al titolare del diritto d’autore, potrai citare l’immagine come nel precedente modo:
Siti da cui prelevare immagini gratis
Le immagini che scarichi da Google sono quasi sempre tutelate dai diritti d’autore. Ti sconsiglio quindi di utilizzarle.
Esistono però diversi siti da cui puoi prelevare immagini gratuitamente senza porti il problema dell’esistenza di diritti d’autore. Ecco i più comuni:
[1] Corte Giustizia UE Causa C-161/17.
Corte di Giustizia, Seconda Sezione, sentenza 7 agosto 2018, causa C-161/17 (*)
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il Land Nordrhein-Westfalen (Land della Renania settentrionale-Vestfalia, Germania) e il sig. d. R., fotografo, in merito all’utilizzo non autorizzato di una fotografia realizzata dal sig. R., liberamente disponibile su un sito Internet, da parte di un’alunna di una scuola situata nella circoscrizione di tale Land, al fine di illustrare un progetto scolastico pubblicato da tale scuola su un altro sito Internet.
6 Il sig. R., parte ricorrente che ha adito il Landgericht Hamburg (Tribunale del Land, Amburgo, Germania), è un fotografo. La Stadt Waltrop (città di Waltrop, Germania), inizialmente convenuta in primo grado, ma non più parte nel procedimento principale, ha sotto la sua responsabilità la Gesamtschule di Waltrop (istituto di istruzione secondaria di Waltrop; in prosieguo: la «scuola»). Il Land della Renania settentrionale-Vestfalia (Germania), parimenti convenuto in primo grado, è incaricato del controllo sulla scuola ed è il datore di lavoro degli insegnanti di quest’ultima.
7 A partire dal 25 marzo 2009, sul sito Internet della scuola era possibile consultare un progetto redatto da una dei suoi alunni nell’ambito di un laboratorio linguistico proposto dalla stessa, che includeva, a titolo illustrativo, una fotografia realizzata dal sig. R. (in prosieguo: la «fotografia»), che detta alunna aveva scaricato da un sito Internet dedicato ai viaggi (in proseguo: il «sito Internet di viaggio»). La fotografia si trovava su quest’ultimo sito senza restrizioni atte a impedire che venisse scaricata. Sotto la stessa, l’alunno aveva inserito un riferimento a detto sito.
8 Il sig. R. sostiene di aver concesso un diritto d’uso solamente al gestore del sito Internet di viaggio e afferma che la messa in rete della fotografia sul sito Internet della scuola costituisce una violazione del suo diritto d’autore. Egli ha chiesto al giudice competente in primo grado di vietare al Land della Renania settentrionale-Vestfalia, a pena di sanzioni pecuniarie, di riprodurre o permettere la riproduzione e/o di mettere a disposizione o far mettere a disposizione del pubblico la foto e, in via subordinata, di consentire agli alunni la riproduzione della fotografia ai fini della pubblicazione su Internet. Altresì, ha reclamato il pagamento di una somma di EUR 400 da parte di detto Land a titolo di risarcimento danni.
9 Poiché il ricorso del sig. R. è stato parzialmente accolto, il Land della Renania settentrionale-Vestfalia è stato condannato a rimuovere la fotografia dal sito Internet della scuola e al pagamento di una somma di EUR 300, oltre agli interessi.
10 Le due parti hanno appellato tale sentenza dinanzi all’Oberlandesgericht Hamburg (Tribunale superiore del Land, Amburgo, Germania), il quale ha ritenuto, in particolare, che la fotografia fosse protetta dal diritto d’autore e che la sua messa in rete sul sito Internet della scuola costituisse una violazione dei diritti di riproduzione e di messa a disposizione del pubblico di cui il sig. R. è titolare. Tale giudice ha ritenuto che la circostanza per cui la fotografia fosse già accessibile a tutti su Internet senza restrizioni, prima degli atti in questione, fosse irrilevante, in quanto la riproduzione della fotografia sul server e la messa a disposizione del pubblico seguitane sul sito Internet della scuola ha comportato uno «sganciamento» con la pubblicazione iniziale sul sito Internet di viaggio.
14 In via preliminare, occorre ricordare che una fotografia può essere protetta dal diritto d’autore alla condizione, che spetta al giudice nazionale verificare in ogni caso di specie, che siffatta fotografia costituisca una creazione intellettuale dell’autore, che ne rifletta la personalità e si manifesti attraverso le scelte libere e creative di quest’ultimo nella realizzazione di tale fotografia (v., in tal senso, sentenza del 1° dicembre 2011, Painer, C 145/10, EU:C:2011:798, punto 94).
16 Ne deriva che, fatte salve le eccezioni e le limitazioni previste, in termini tassativi, dall’articolo 5 della direttiva 2001/29, qualsivoglia utilizzazione di un’opera effettuata da un terzo in assenza di un siffatto previo consenso deve essere considerata lesiva dei diritti dell’autore di detta opera (sentenza del 16 novembre 2016, Soulier e Doke, C 301/15, EU:C:2016:878, punto 34 e giurisprudenza ivi citata).
17 Poiché l’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29 non precisa la nozione di «comunicazione al pubblico», occorre determinare il senso e la portata di tale disposizione in considerazione degli obiettivi perseguiti dalla direttiva stessa ed in considerazione del contesto in cui la disposizione interpretata si colloca (sentenza del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 21 e giurisprudenza ivi citata).
18 In proposito, si deve rammentare che dai considerando 4, 9 e 10 della direttiva 2001/29 discende che quest’ultima persegue quale obiettivo principale la realizzazione di un livello elevato di protezione a favore degli autori, consentendo ai medesimi di ottenere un adeguato compenso per l’utilizzazione delle loro opere, in particolare in occasione di una comunicazione al pubblico. Ne consegue che la nozione di «comunicazione al pubblico» dev’essere intesa in senso ampio, come espressamente enunciato dal considerando 23 di tale direttiva (sentenza del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 22 e giurisprudenza ivi citata).
19 Come statuito a più riprese dalla Corte, dall’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29, risulta che la nozione di «comunicazione al pubblico» consta di due elementi cumulativi, vale a dire di un «atto di comunicazione» di un’opera e della comunicazione di quest’ultima a un «pubblico» (sentenze del 16 marzo 2017, AKM, C 138/16, EU:C:2017:218, punto 22, e del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 24 e giurisprudenza ivi citata).
20 Per quanto riguarda il primo di tali elementi, ossia l’esistenza di un «atto di comunicazione» come risulta dall’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29, perché vi sia un siffatto atto è sufficiente, in particolare, che l’opera sia messa a disposizione del pubblico in modo che coloro che compongono tale pubblico possano avervi accesso, senza che sia determinante che utilizzino o meno tale possibilità (sentenze del 13 febbraio 2014, Svensson e a., C 466/12, EU:C:2017:76, punto 19, e del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 31 e giurisprudenza ivi citata).
22 Per quanto riguarda il secondo degli elementi summenzionati, ossia che l’opera protetta sia effettivamente comunicata ad un «pubblico», dalla giurisprudenza della Corte risulta che la nozione di «pubblico» si riferisce ad un numero indeterminato di destinatari potenziali e comprende, peraltro, un numero di persone piuttosto considerevole (sentenze del 13 febbraio 2014, Svensson e a., C 466/12, EU:C:2017:76, punto 21, e del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 27 e giurisprudenza ivi citata).
24 Tuttavia, come risulta altresì da una giurisprudenza costante, per essere qualificata come «comunicazione al pubblico», è inoltre necessario che la comunicazione dell’opera protetta sia effettuata secondo modalità tecniche specifiche, diverse da quelle fino ad allora utilizzate o, in mancanza, sia rivolta ad un «pubblico nuovo», vale a dire a un pubblico che non sia già stato preso in considerazione dal titolare del diritto d’autore nel momento in cui ha autorizzato la comunicazione iniziale della sua opera al pubblico (sentenze del 13 febbraio 2014, Svensson e a., C 466/12, EU:C:2014:76, punto 24; dell’8 settembre 2016, GS Media, C 160/15, EU:C:2016:644, punto 37, e del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 28).
27 Il Land della Renania settentrionale-Vestfalia e il governo italiano, infatti, basandosi sulla sentenza del 13 febbraio 2014, Svensson e a. (C 466/12, EU:C:2014:76), fanno valere che non occorre stabilire una distinzione tra, da un lato, la comunicazione di un’opera mediante la sua messa in rete su un sito Internet e, dall’altro lato, la comunicazione di siffatta opera mediante l’inserimento, in un sito Internet, di un collegamento ipertestuale che rimanda ad un altro sito Internet sul quale tale opera è stata inizialmente comunicata, senza restrizioni e con l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore. Pertanto, in circostanze come quelle di cui al procedimento principale, l’opera non sarebbe stata comunicata ad un pubblico nuovo.
28 Per contro, il sig. R. e il governo francese, durante l’udienza, come pure la Commissione, nelle sue osservazioni scritte, hanno sostenuto, in sostanza, che la giurisprudenza di cui ai punti precedenti della presente sentenza non è applicabile nelle circostanze di cui al procedimento principale. In particolare, la comunicazione di un’opera mediante non già un collegamento ipertestuale, bensì una nuova messa in rete della medesima su un sito Internet differente rispetto al sito sul quale tale opera era già stata comunicata con l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore dovrebbe essere qualificata come «nuova comunicazione al pubblico», segnatamente riguardo alla circostanza per cui, a seguito di tale nuova messa in rete, detto titolare non è più in misura di esercitare il suo potere di controllo sulla comunicazione iniziale di tale opera.
29 A tale riguardo occorre ricordare, in primo luogo, che da una giurisprudenza costante della Corte risulta che, fatte salve le eccezioni e le limitazioni previste dall’articolo 5 della direttiva 2001/29, qualunque atto di riproduzione o di comunicazione al pubblico di un’opera da parte di un terzo richiede il previo consenso del suo autore e che gli autori dispongono, in forza dell’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29, di un diritto di natura precauzionale che consente loro di frapporsi tra eventuali utenti della loro opera e la comunicazione al pubblico che detti utenti potrebbero ritenere di effettuare, ciò al fine di vietarne la stessa (v., in tal senso, sentenze del 31 maggio 2016, Reha Training, C 117/15, EU:C:2016:379, punto 30; del 16 novembre 2016, Soulier e Doke, C 301/15, EU:C:2016:878, punto 33, e del 14 giugno 2017, Stichting Brein, C 610/15, EU:C:2017:456, punto 20 e giurisprudenza ivi citata).
31 Pertanto, quand’anche nell’ipotesi in cui il titolare del diritto d’autore decidesse di terminare la comunicazione della sua opera sul sito Internet sul quale essa è stata inizialmente comunicata con la sua autorizzazione, ne risulterebbe che tale opera resterebbe disponibile sul sito Internet sul quale è stata effettuata la nuova messa in rete. Orbene, la Corte ha già sottolineato che l’autore di un’opera deve poter porre fine all’esercizio, da parte di un terzo, dei diritti di sfruttamento in forma digitale che detenga su detta opera e vietargliene in tal modo qualsivoglia utilizzazione futura in siffatta forma, senza dover previamente affrontare altre formalità (v., per analogia, sentenza del 16 novembre 2016, Soulier e Doke, C 301/15, EU:C:2016:878, punto 51).
34 Oltre al fatto che essa sarebbe contraria alla formulazione dell’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2001/29, tale regola priverebbe detto titolare della possibilità, richiamata al considerando 10 di tale direttiva, di richiedere un adeguato compenso per l’utilizzo della sua opera, e ciò nonostante il fatto che, come ricordato dalla Corte, l’oggetto specifico della proprietà intellettuale mira, segnatamente, ad assicurare ai titolari dei diritti interessati la tutela della facoltà di sfruttare commercialmente la messa in circolazione o la messa a disposizione degli oggetti protetti, concedendo licenze dietro il pagamento di un compenso adeguato per ogni utilizzazione degli oggetti protetti (v., in tal senso, sentenza del 4 ottobre 2011, Football Association Premier League e a., C 403/08 e C 429/08, EU:C:2011:631, punti 107 e 108).
36 Il fatto che, come nel procedimento principale, il titolare del diritto d’autore non abbia posto restrizioni alle possibilità di utilizzo della fotografia da parte degli internauti non influisce sulle considerazioni obiettive di cui ai punti da 29 a 35 della presente sentenza. Infatti, la Corte ha già avuto modo di ricordare che il godimento e l’esercizio del diritto previsto dall’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29 non possono essere subordinati ad alcuna formalità (v., in tal senso, sentenza del 16 novembre 2016, Soulier e Doke, C 301/15, EU:C:2016:878, punto 50).
37 Peraltro, certo, la Corte, in particolare nella sua sentenza del 13 febbraio 2014, Svensson e a. (C 466/12, EU:C:2014:76, punti 25 e 26), e nella sua ordinanza del 21 ottobre 2014, BestWater International (C 348/13, non pubblicata, EU:C:2014:2315, punto 16), ha ritenuto, per quanto riguarda la messa a disposizione di opere protette mediante un collegamento cliccabile che rinvii ad un altro sito Internet sul quale era stata effettuata la comunicazione iniziale, che il pubblico cui la comunicazione iniziale era diretta era costituito dal complesso dei potenziali visitatori del sito considerato in quanto, essendo a conoscenza del fatto che l’accesso alle opere su tale sito non era assoggettato ad alcuna misura restrittiva, tutti gli internauti potevano avere liberamente accesso ad esse. Pertanto, essa ha statuito che la messa a disposizione delle opere di cui trattasi tramite un collegamento cliccabile, come quella in oggetto nelle cause che hanno dato luogo a tali sentenze, non portava a comunicare le opere di cui trattasi ad un pubblico nuovo.
40 Tuttavia, a differenza dei collegamenti ipertestuali che, secondo la giurisprudenza della Corte, contribuiscono segnatamente al buon funzionamento di Internet permettendo lo scambio di informazioni in tale rete caratterizzata dalla disponibilità di enormi quantità di informazioni (sentenza dell’8 settembre 2016, GS Media, C 160/15, EU:C:2016:644, punto 45), la messa in rete su un sito Internet senza l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore di un’opera precedentemente comunicata su un altro sito Internet con l’accordo di detto titolare non contribuisce, nella stessa misura, a siffatto obiettivo.
45 Infine, in terzo luogo, la Corte, nella sua sentenza del 13 febbraio 2014, Svensson e a. (C 466/12, EU:C:2014:76, punti 27 e 28), per ritenere che la comunicazione di cui trattasi nella causa all’origine di tale sentenza non era stata fatta ad un pubblico nuovo, ha sottolineato l’assenza dell’intervento del gestore del sito sul quale era stato messo il collegamento cliccabile, che permetteva di accedere alle opere in oggetto sul sito sul quale queste ultime erano state inizialmente comunicate, con l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore.