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Timestamp: 2017-12-17 09:44:28+00:00
Document Index: 159270568

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﻿ CORTE DI CASSAZIONE sentenza n. 2217 del 4 febbraio 2016 - INPS - RITARDATA CORRESPONSIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DI MATERNITA' - DANNO ESISTENZIALE - RISARCIMENTO - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE sentenza n. 2217 del 4 febbraio 2016 – INPS – RITARDATA CORRESPONSIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DI MATERNITA’ – DANNO ESISTENZIALE – RISARCIMENTO
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CORTE DI CASSAZIONE sentenza n. 2217 del 4 febbraio 2016
LAVORO – RAPPORTO DI LAVORO – INPS – RITARDATA CORRESPONSIONE DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DI MATERNITA’ – DANNO ESISTENZIALE – RISARCIMENTO
Non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria di danno esistenziale, inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona (nel caso in esame riguardava una lavoratrice che chiedeva il danno esistenziale per ritardata corresponsione di trattamento economico di maternità). Infatti, ove vi si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona, di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, deve darsi atto che essi sono già risarcibili ai sensi dell’art. 2059 c.c., interpretato in modo conforme a Costituzione, con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria.
Con sentenza depositata il 9.12.08 la Corte d’appello di Lecce, in riforma – per quel che rileva nella presente sede – della sentenza emessa il 26.1.06 dal Tribunale della stessa sede, rigettava la domanda di (…) dipendente della (…) S.r.l., volta ad ottenere la condanna dell’INPS al risarcimento del danno esistenziale da lei patito per effetto della ritardata corresponsione del trattamento economico di maternità (che era stato anch’esso oggetto di contestuale domanda, riguardo alla quale è stata poi dichiarata cessata la materia del contendere per essere sopravvenuto il pagamento).
Per la cassazione della sentenza ricorre (…) affidandosi a tre motivi.
La (…) S.r.l. – anche nei confronti della quale si sono celebrati i gradi di merito – non ha svolto attività difensiva.
Il motivo – ancor prima che inammissibile per difetto di autosufficienza in quanto non trascrive né allega l’appello dell’INPS né lo indica, in violazione dell’art. 366 co. 1° n. 6 c.p.c., tra gli atti su cui il ricorso si basa – è comunque infondato.
Invece, la giurisprudenza di questa S.C. (non diversamente dalla più avvertita dottrina), al fine di selezionare le questioni (di fatto e/o di diritto) suscettibili di devoluzione e, per converso, di giudicato interno se non censurate in appello, utilizza la locuzione di “minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno”, che consiste nella sequenza logica “fatto —> norma —> effetto giuridico”, cioè nella statuizione che affermi l’esistenza d’un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico (v., in motivazione, Cass. n. 14670/15; Cass. n. 4572/13; Cass. n. 16583/12; Cass. 29.7.2011 n. 16808; Cass. n. 27196/06; Cass. 29.10.98 n. 10832; Cass. 10.7.98 n. 6769).
Si muova, in primo luogo, dall’insegnamento di Cass. S.U. n. 26972/08, in forza del quale non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria di danno esistenziale, inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona.
La sentenza impugnata non merita censura perché si è attenuta a tale insegnamento giurisprudenziale, escludendo che il mero pregiudizio alla qualità della vita (su cui il Tribunale aveva basato l’accoglimento della domanda di (…) sia risarcibile e che possa considerarsi grave o intollerabile il danno (sempre non patrimoniale) conseguente al mero ritardo nell’adempimento d’una prestazione previdenziale.
Le spese del giudizio di legittimità in favore dell’INPS, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza. Non è dovuta pronuncia sulle spese riguardo alla (…) S.r.l., che non ha svolto attività difensiva.
Rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in euro 100,00 per esborsi e in euro 2.500,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge. Nulla per spese riguardo alla (…) S.r.l.
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 20807 depositata i
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 20814 depositata i
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