Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5598
Timestamp: 2019-03-24 10:05:19+00:00
Document Index: 73667163

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 38']

Parere n.161 del 9/10/2013
PREC 162/13/F
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Alcon Italia s.p.a. – “Fornitura di dispositivi medici per oculistica”. Importo a base di gara € 807.789,672 – S.A. Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Art. 38 D.Lgs. 163/2006. Omessa autodichiarazione di due amministratori in carica.
In data 18 giugno 2013 è pervenuta l’istanza indicata in epigrafe con la quale la Alcon Italia S.p.a. ha chiesto un parere in merito alla legittimità dell’esclusione disposta nei suoi confronti “in quanto due amministratori in carica della società non hanno reso la dichiarazione prescritta dall’art. 38, comma 2 primo periodo del d.lgs. n. 163/2006”.
La rilevata carenza ha riguardato il Sig. Sergio Bove, Presidente ed Amministratore Delegato, ed il Sig. Charles Wesley Brazell, amministratore munito di poteri di rappresentanza. Riferisce la stazione appaltante che “non è stato possibile rinvenire in alcun atto, né dell'impresa concorrente né dei su richiamati soggetti obbligati, anche solo come principio dichiarativo, di per sé legittimante il soccorso istruttorio, il rispetto delle prescrizioni normative di cui all'art. 38, comma 2, primo periodo, del d.lgs. n. 163/2006”. La Fondazione IRCCS specifica che il seggio di gara, ispirandosi al principio volto a favorire la più ampia partecipazione delle imprese concorrenti, di fronte all'evidente carenza della dichiarazione imposta dal citato articolo 38 relativamente agli amministratori, ha anche proceduto a verificare, ma con esito negativo, se, fra i documenti presentati in gara, compresi quelli tecnici, vi fossero gli atti mancanti ovvero ve ne fossero di utili a ritenere sussistente un "principio dichiarativo", nel caso legittimante l'esercizio del cd. potere di soccorso. La stazione appaltante fa poi presente che la Alcon Italia S.p.a ha utilizzato differenti moduli di autocertificazione del possesso dei requisiti di moralità, di differente contenuto dichiarativo, a seconda si trattasse del Dott. Daniele Mangia, procuratore sottoscrittore dell'istanza di partecipazione, ovvero dei propri attuali amministratori. In relazione al primo, ha impiegato il modulo di autocertificazione del possesso dei requisiti di moralità predisposto dall'amministrazione procedente quale ausilio a tutti i soggetti interessati alla partecipazione alla gara de qua. E con riguardo a tale dichiarazione, il seggio di gara ha dato atto della completezza ed esaustività della stessa. In relazione agli amministratori, invece, la Società esclusa ha utilizzato propri moduli dichiarativi, del tutto carenti della dichiarazione prescritta dall'articolo 38, comma 2, primo periodo sopra richiamato.
In riscontro all’istruttoria procedimentale, formalmente avviata in data 15 luglio 2013, non sono pervenute memorie.
La questione qui in rilievo concerne la legittimità dell’esclusione disposta nei confronti di Alcon Italia S.p.a. per non avere allegato, all’istanza di partecipazione alla gara, le dichiarazioni di due (Signori Sergio Bove e Charles Wesley Brazell) amministratori in carica della società, circa il possesso dei requisiti di moralità ex art. 38 D.Lgs. 163/2006.
I predetti amministratori non hanno rilasciato dichiarazioni utili. Le uniche certificazioni agli atti risultano pervenute alla stazione appaltante in data 9 maggio 2013 ossia in epoca successiva alla scadenza del termine utile per la presentazione dell’offerta (06.05.2013).
Dall’esame della documentazione prodotta, l’esclusione disposta nei confronti della società istante è legittima.
Il disciplinare di gara conteneva l’elenco dei soggetti obbligati, ai sensi dell’art. 38, a rendere la dichiarazione di sussistenza dei requisiti di idoneità morale e a tal fine indicava il sito dal quale scaricare il modello da compilare e sottoscrivere. Nel suddetto modello, poi, veniva specificato che il soggetto obbligato, tra cui gli amministratori muniti di potere di rappresentanza, avrebbero dovuto dichiarare anche l’eventuale assenza di condanne penali. Il comma 2, dell’art. 38 stabilisce che “2. II candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle previsioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 , in cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione. Ai fini del comma 1, lettera c), il concorrente non è tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa né le condanne revocate né quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione”
La disposizione sopra riportata impone quindi al candidato o concorrente di indicare alla stazione appaltante tutte le condanne penali riportate, senza lasciare al soggetto interessato discrezionalità alcuna nel discernere cosa indicare o meno, fatta eccezione per quanto stabilito al secondo periodo della medesima disposizione.
Ne deriva, come specificato nella determinazione dell’Autorità n. 4 del 10 ottobre 2012 che la dichiarazione di cui all’art. 38 comma 2, deve essere completa e, con particolare riferimento alla lettera c) del comma 1, dell’art. 38, la stessa deve contenere tutte le sentenze di condanna subite a prescindere dalla entità del reato e/o dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante. Pertanto, oltre all’ipotesi di falsità, l’omissione o l’incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell’art. 38, costituiscono per sé motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica, anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara (cfr parere AVCP 16 maggio 2012, n. 74 e Consiglio di Stato, sez III, 3 marzo 2011, n. 1371). Da quanto appena riportato emerge che la dichiarazione di cui all’art. 38, comma 2, per potersi dire completa deve essere resa anche nell’ipotesi di insussistenza di condanne. E nel caso di specie, le dichiarazioni rese dai Sig.ri Sergio Bove e Charles Wesley Brazell hanno comportato la legittima esclusione della società istante non avendo, i due amministratori, attestato l’assenza di condanne penali.
Sul punto si richiama la determinazione n. 1 del 12 gennaio 2010 nella quale l’Autorità chiarisce che al fine “ di evitare possibili incertezze applicative, appare necessario che le stazioni appaltanti non si limitino a richiedere agli operatori economici partecipanti di dichiarare in autocertificazione l’inesistenza di condanne incidenti sulla moralità professionale ovvero di dichiarare di non trovarsi in alcuna delle condizioni di cui alla lettera c) dell’art. 38, comma 1 del codice, ma prescrivano nei disciplinari di gara che la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti autocertificabili in merito alla lettera c), contenga l’attestazione circa l’assenza di sentenze di condanne, senza o con il beneficio della non menzione, e/o di irrogazione di pene patteggiate e/o di decreti penali di condanna ovvero, se presenti, l’elencazione di tali precedenti penali”. E, conformemente alle indicazioni fornite dall’Autorità, nel caso di specie la stazione appaltante aveva espressamente richiesto, seppure nel modello di autocertificazione da scaricare dal sito indicato nel disciplinare di gara, che la dichiarazione relativa al possesso dei requisiti di ordine generale contenesse l’attestazione circa l’assenza di condanne. Ne deriva, pertanto, che la società esclusa ha operato correttamente solo con riferimento al soggetto sottoscrittore dell’offerta, che ha reso la dichiarazione richiesta secondo le modalità indicate dalla stazione appaltante, ma la stessa è stata legittimamente esclusa per non aver prodotto la medesima dichiarazione da parte degli altri due amministratori. Né la stazione appaltante avrebbe potuto fare uso dei poteri di soccorso istruttorio previsti dall’art. 46 c. 1, d.lgs. 163/2006 secondo cui “1. Nei limiti previsti dagli articoli da 38 a 45, le stazioni appaltanti invitano, se necessario, i concorrenti a completare o a fornire chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati”. A tal proposito la stessa Autorità, con la determinazione da ultimo richiamata, ha specificato che l’incompletezza o la falsità delle dichiarazioni di cui all’art. 38, commi 1 e 2, e l’inosservanza degli adempimenti prescritti determinano, per il chiaro tenore della legge, l’esclusione dell’operatore economico, dunque nessuno spazio può avere il dovere di soccorso istruttorio (cfr Cons. Stato Sez.III, 16 marzo 2012, n. 1471).
ritiene, nei limiti di cui in motivazione, che l’esclusione disposta nei confronti della Alcon Italia S.p.A. sia legittima ai sensi dell’art. 46, comma 1 bis del D.Lgs n. 163/2006, per violazione dell’art. 38 del medesimo codice.