Source: https://www.diritto.it/indagini-bancarie-e-diritto-di-difesa/
Timestamp: 2018-11-15 19:28:02+00:00
Document Index: 152555291

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 11']

L’art. 11, commi 2, 3 e 4 del D.L. n. 201 del 06/12/2011 (in G.U. del 06/12/2011 n. 284- c.d. Decreto Salva Italia) ha modificato parzialmente le procedure in tema di indagini bancarie, disponendo: “A far data dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’art. 7, sesto comma, del “decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l’importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione”.
“Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono stabilite le modalità della comunicazione di cui al precedente periodo, estendendo l’obbligo di comunicazione anche ad ulteriori informazioni relative ai rapporti necessarie ai fini dei controlli fiscali”.
Di conseguenza, a partire dall’01 gennaio 2012, tutti gli operatori finanziari devono comunicare periodicamente all’anagrafe tributaria:
Infatti, l’art. 11, comma 4, cit. prevede testualmente che:
“Oltre che ai fini previsti dall’art. 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le informazioni comunicate ai sensi dell’art. 7, sesto comma, del predetto decreto e del precedente comma 2 sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate per la individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo”.
Il chiaro e tassativo riferimento all’art. 7, undicesimo comma, D.P.R. n. 605 cit. comporta che:
le comunicazioni all’anagrafe tributaria sopra citate sono utilizzate soltanto ai fini delle richieste e delle risposte in via telematica di cui all’art. 32, primo comma, n. 7, del DPR n. 600 del 29/09/1973 e successive modificazioni e all’art. 51, secondo comma, n. 7, del DPR n. 633/72 e successive modificazioni, disposizioni queste che prevedono tassativamente la preventiva autorizzazione del direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle entrate o del direttore regionale della stessa ovvero, per il corpo della Guardia di Finanza, del comandante regionale;
l’art. 11, comma 4, D.L. n. 201/11 cit. richiama l’art. 7, undicesimo comma, DPR n. 605/73 cit.;
il succitato art. 7, a sua volta, richiama tassativamente gli articoli 32, primo comma, n. 7 DPR n. 600/73 e 51, secondo comma, n. 7, DPR n. 633/72, che logicamente mantengono la loro attualità e fissano tassativamente le condizioni per l’utilizzo dei dati bancari nella particolare procedura di accertamento, con la relativa inversione dell’onere della prova a carico del contribuente.
Inoltre, poiché l’art. 11 D.L. n. 201/11 cit. avrà corso dall’01 gennaio 2012, l’Agenzia delle entrate, sempre previa e necessaria autorizzazione di cui sopra, potrà utilizzare i dati contabili relativi al periodo d’imposta 2012 e futuri, in quanto la norma non prevede alcun effetto retroattivo.