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Timestamp: 2019-12-14 16:37:03+00:00
Document Index: 146722691

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2']

Dlgs 10 dicembre 2010, n. 219 > ReteAmbiente
Parole chiave: Acque | Qualità | Sostanze pericolose | Linee guida / Norme tecniche | Limiti / Soglie | Scarichi
Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2008/105/Ce (15/07/2010)
Dm Ambiente 18 settembre 2002
(Gu 20 dicembre 2010 n. 296)
Attuazione della direttiva 2008/105/Ce relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/Cee, 83/513/Cee, 84/156/Cee, 84/491/Cee, 86/280/Cee, nonchè modifica della direttiva 2000/60/Ce e recepimento della direttiva 2009/90/Ce che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/Ce, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque
Vista la direttiva 2008/105/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive del Consiglio 82/176/Cee, 83/513/Cee, 84/156/Cee, 84/491/Cee e 86/280/Cee, nonché modifica della direttiva 2000/60/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla Comunità europea — Legge comunitaria 2009, ed in particolare l'articolo 1 e 3 e l'allegato B;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, e successive modificazioni, recante norme in materia ambientale, ed in particolare la parte terza, nonchè l'allegato 1 e l'allegato 3 alla medesima;
Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 17 luglio 2009, recante individuazione delle informazioni territoriali e modalità per la raccolta, lo scambio e l'utilizzazione dei dati necessari alla predisposizione dei rapporti conoscitivi sullo stato di attuazione degli obblighi comunitari e nazionali in materia di acque, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 203 del 2 settembre 2009;
Modificazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modificazioni
'z) buono stato chimico delle acque superficiali: lo stato chimico richiesto per conseguire, entro il 22 dicembre 2015, gli obiettivi ambientali per le acque superficiali fissati dalla presente sezione ossia lo stato raggiunto da un corpo idrico superficiale nel quale la concentrazione degli inquinanti non superi gli standard di qualità ambientali fissati per le sostanze dell'elenco di priorità di cui alla tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza;';
'uu-bis) limite di rivelabilità: il segnale in uscita o il valore di concentrazione al di sopra del quale si può affermare, con un livello di fiducia dichiarato, che un dato campione è diverso da un bianco che non contiene l'analita;
uu-ter) limite di quantificazione: un multiplo dichiarato del limite di rivelabilità a una concentrazione dell'analita che può ragionevolmente essere determinata con accettabile accuratezza e precisione. Il limite di quantificazione può essere calcolato servendosi di un materiale di riferimento o di un campione adeguato e può essere ottenuto dal punto di taratura piu' basso sulla curva di taratura, dopo la sottrazione del bianco;
uu-quinquies) materiale di riferimento: materiale sufficientemente omogeneo e stabile rispetto a proprietà specificate, che si è stabilito essere idonee per un determinato utilizzo in una misurazione o nell'esame di proprietà nominali.';
b) l'articolo 78 è sostituito dal seguente:
Standard di qualità ambientale per le acque superficiali
1. Ai fini della identificazione del buono stato chimico, di cui all'articolo 74, comma 2, lettera z), si applicano ai corpi idrici superficiali gli standard di qualità ambientale, di seguito denominati: "Squa", di cui alla lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza.
2. Per le finalità di cui al comma 1, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottano per la colonna d'acqua gli Squa di cui alla tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza, secondo le modalità riportate alla lettera A.2.8 del medesimo allegato.
3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, in alternativa alle disposizioni di cui al comma 2, possono identificare il buono stato chimico delle acque marino-costiere e delle acque di transizione, utilizzando le matrici sedimenti e biota limitatamente alle sostanze per le quali sono definiti Squa nelle suddette matrici.
a) applicano per il biota gli Squa riportati alla tabella 3/A della lettera A.2.6. dell'allegato 1 alla parte terza;
b) applicano per i sedimenti gli Squa riportati alla tabella 2/A della lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza;
c) rispettano le disposizioni di cui alla lettera A.2.6.1 dell'allegato 1 alla parte terza concernenti modalità di monitoraggio e classificazione;
4. Per le sostanze per le quali non sono definiti Squa per le matrici sedimenti e biota nelle acque marino-costiere e nelle acque di transizione, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano effettuano il monitoraggio nella colonna d'acqua applicando i relativi Squa di cui alla tabella 1/A dell'allegato 1 alla parte terza.
5. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano effettuano l'analisi della tendenza a lungo termine delle concentrazioni delle sostanze dell'elenco di priorità di cui alla tabella 1/A, lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza che tendono ad accumularsi nei sedimenti e nel biota, ovvero in una sola delle due matrici, con particolare attenzione per le sostanze riportate nella citata tabella ai numeri 2, 4, 7, 13, 14, 17, 18, 19, 20, 21, 23, 28, 30 e 34, conformemente al punto A.3.2.4 dell'allegato 1 alla parte terza.
7. Le disposizioni del presente articolo concorrono al raggiungimento entro il 20 novembre 2021 dell'obiettivo di eliminare le sostanze pericolose prioritarie indicate come PP alla tabella 1/A della lettera A.2.6. dell'allegato 1 alla parte terza negli scarichi, nei rilasci da fonte diffusa e nelle perdite, nonché al raggiungimento dell'obiettivo di ridurre gradualmente negli stessi le sostanze prioritarie individuate come P nella medesima tabella. Per le sostanze indicate come E l'obiettivo è di eliminare l'inquinamento delle acque causato da scarichi, rilasci da fonte diffusa e perdite.";
"Articolo 78-bis
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano possono designare zone di mescolamento adiacenti ai punti di scarico di acque reflue contenenti sostanze dell'elenco di priorità nel rispetto dei criteri tecnici stabiliti con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sulla base delle linee guida definite a livello comunitario, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, della direttiva 2008/105/Ce. Le concentrazioni di una o più sostanze di detto elenco possono superare, nell'ambito di tali zone di mescolamento, gli Squa applicabili, a condizione che il superamento non abbia conseguenze sulla conformità agli Squa del resto del corpo idrico superficiale.
Articolo 78-ter
Inventario dei rilasci da fonte diffusa, degli scarichi e delle perdite
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ciascuna per la parte di territorio di competenza ricadente in ciascun distretto idrografico, mettono a disposizione attraverso il sistema Sintai le informazioni di cui alla lettera A.2.8.-ter, sezione A "Stato delle acque superficiali", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici" dell'allegato 1 alla parte terza, secondo le scadenze temporali riportate nel medesimo allegato. Le informazioni sono ricavate sulla base dell'attività di monitoraggio e dell'attività conoscitiva delle pressioni e degli impatti di cui rispettivamente all'allegato 1 e all'allegato 3 — sezione C, alla parte terza.
2. L'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, di seguito: Ispra, rende disponibili attraverso il sistema Sintai i formati standard, aggiornandoli sulla base delle linee guida adottate a livello comunitario, nonché i servizi per la messa a disposizione delle informazioni da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
3. L'Ispra elabora l'inventario, su scala di distretto, dei rilasci derivanti da fonte diffusa, degli scarichi e delle perdite, di seguito "l'inventario", distinto in due sezioni: sezione A per le sostanze appartenenti all'elenco di priorità e sezione B per le sostanze non appartenenti a detto elenco di priorità. L'Ispra effettua ulteriori elaborazioni sulla base di specifiche esigenze del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
4. L'inventario è redatto sulla base della elaborazione delle informazioni di cui al comma 1, dei dati raccolti in attuazione del regolamento (Ce) n. 166/2006, nonché sulla base di altri dati ufficiali. Nell'inventario sono altresì riportate, ove disponibili, le carte topografiche e, ove rilevate, le concentrazioni di tali sostanze ed inquinanti nei sedimenti e nel biota.
5. L'inventario è finalizzato a verificare il raggiungimento dell'obiettivo di cui ai commi 1 e 7 dell'articolo 78, ed è sottoposto a riesami sulla base degli aggiornamenti effettuati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 118, comma 2.
6. L' Ispra, previa verifica e validazione da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, mette a disposizione di ciascuna autorità di distretto, tramite il sistema Sintai, gli inventari aggiornati su scala distrettuale ai fini dell'inserimento della sezione A dell'inventario nei piani di gestione riesaminati da pubblicare.
Articolo 78-quater
1. Qualora si verifichi un superamento di un Squa nei bacini idrografici transfrontalieri, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano interessate non si ritengono inadempienti se possono dimostrare che:
a) il superamento dell'Squa è dovuto ad una fonte di inquinamento al di fuori della giurisdizione nazionale;
b) a causa di tale inquinamento transfrontaliero si è verificata l'impossibilità di adottare misure efficaci per rispettare l'Squa in questione;
2. Qualora si verifichino le circostanze di cui al comma 1, le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e le autorità di distretto competenti forniscono le informazioni necessarie al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per il successivo inoltro alla Commissione europea e predispongono una relazione sintetica delle misure adottate riguardo all'inquinamento transfrontaliero da inserire rispettivamente nel piano di tutela e nel piano di gestione.
Articolo 78-quinquies
1. L'Ispra assicura che i metodi di analisi, compresi i metodi di laboratorio, sul campo e on line, utilizzati dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente , di seguito: "Arpa", e dalle agenzie provinciali per la protezione dell'ambiente, di seguito: "Appa", ai fini del programma di monitoraggio chimico svolto ai sensi dell'allegato 1 alla parte terza, siano convalidati e documentati ai sensi della norma Uni-En Iso/Cei — 17025:2005 o di altre norme equivalenti internazionalmente accettate.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo, agli articoli 78-sexies, 78-septies e 78-octies ed alla lettera A.2.8.-bis della sezione A "Stato delle acque superficiali" della parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici"dell'allegato 1 alla parte terza si applicano per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato dei corpi idrici superficiali e sotterranei.
Articolo 78-sexies
Requisiti minimi di prestazione per i metodi di analisi
1. L'Ispra verifica che i requisiti minimi di prestazione per tutti i metodi di analisi siano basati su una incertezza di misura definita conformemente ai criteri tecnici riportati alla lettera A.2.8.-bis, sezione A "Stato delle acque superficiali", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici" dell'allegato 1 alla parte terza.
Articolo 78-septies
1. Ai fini del calcolo dei valori medi si applicano i criteri tecnici riportati alla lettera A.2.8.-bis, sezione A "Stato delle acque superficiali", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici" dell'allegato 1 alla parte terza.
Articolo 78-octies
3. I programmi di prove valutative di cui al comma 2, lettera a), vengono organizzati dall'Ispra o da altri organismi accreditati a livello nazionale o internazionale, che rispettano i criteri stabiliti dalla norma Uni En Iso/Cei 17043:2010 o da altre norme equivalenti accettate a livello internazionale. L'esito della partecipazione a tali programmi viene valutato sulla base dei sistemi di punteggio definiti dalla norma Uni En Iso/Cei 17043:2010, dalla norma Iso-13528:2006 o da altre norme equivalenti internazionalmente accettate.";
e) al numero 18, lettera A.2.8 della parte A dell'allegato 1 alla parte terza l'ultimo periodo è soppresso;
1) i numeri 8, 9, 10, 12, 13, 14 e 15 della lettera A.2.8, sezione A "Stato delle acque superficiali", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici";
2) i numeri 2, 3, 4, 6 , 7, 8 e 9 della lettera A.2.1, Sezione B "Acque sotterranee", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici";
g) all'allegato 1 alla parte terza dopo la lettera A.2.8, sezione A "Stato delle acque superficiali", parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici" sono inserite le seguenti;
Requisiti minimi di prestazione per i metodi di analisi e calcolo dei valori medi
a) fattore di copertura: fattore numerico utilizzato come moltiplicatore dell'incertezza tipo composta per ottenere un'incertezza estesa 1 . [Uni 13005:2000]. Nel caso dei metodi utilizzati per le valutazioni riportate in questo decreto 'k' è stato scelto pari a 2;
c) incertezza tipo composta: incertezza del risultato 'y' di una misurazione allorquando il risultato è ottenuto mediante i valori di un certo numero di altre grandezze; essa è uguale alla radice quadrata positiva di una somma di termini, che sono le varianze o le covarianze di quelle grandezze pesate secondo la variazione del risultato della misurazione al variare di esse. [Uni 13005:2000];
d) incertezza estesa: grandezza che definisce intorno al risultato di una misurazione, un intervallo che ci si aspetta comprendere una frazione rilevante della distribuzione dei valori ragionevolmente attribuibili al misurando. 2 3 [Uni 13005:2000];
f) giustezza: grado di concordanza tra la media di un numero infinito di valori misurati ripetuti e un valore di riferimento.
a) alle concentrazioni dello standard di qualità (Squa-Ma ed Squa-Cma) l'incertezza estesa associata al risultato di misura non deve essere superiore al 50% del valore dello standard di qualità.
L'incertezza estesa sarà ottenuta dall'incertezza tipo composta ponendo il fattore di copertura k uguale a 2 per un intervallo di fiducia di circa il 95%;
b) il limite di quantificazione dei metodi deve essere uguale od inferiore al 30% dei valori dello standard di qualità (Squa-Ma).
2. Per quanto riguarda la valutazione dell'incertezza di misura è necessario distinguere i metodi che includono i dati di precisione (ripetibilità e riproducibilità) stimati alle concentrazioni prossime al valore dello standard di qualità (Squa-Ma ed Squa-Cma) da quelli che non sono caratterizzati da questi dati. Per i primi il laboratorio che li adotta deve:
a) verificare che l'incertezza estesa (k=2) ottenuta dal dato di riproducibilità del metodo sia inferiore al 50% del valore dello standard di qualità (Squa-Ma ed Squa-Cma);
b) valutare sperimentalmente la ripetibilità a concentrazioni prossime allo standard di qualità (Squa-Ma ed Squa-Cma);
c) verificare che la ripetibilità calcolata all'interno del laboratorio sia inferiore o uguale al valore di ripetibilità dato dal metodo;
d) calcolare l'incertezza estesa dai dati di riproducibilità del metodo.
3) Nel caso di metodi normati che non includano i dati di precisione, il laboratorio deve procedere alla convalida del metodo ai sensi della Uni En Iso/cei 17025:2005, stimando la ripetibilità intermedia del metodo stesso nonchè lo scostamento sistematico (giustezza) per mezzo di un appropriato materiale di riferimento certificato o una soluzione certificata. Questi principali contributi all'incertezza di misura, insieme ad altri se ritenuti necessari, devono essere combinati secondo le regole di propagazione dell'incertezza (vedi Uni 13005:2000). Dall'incertezza tipo composta così ottenuta si ottiene l'incertezza estesa moltiplicando per il fattore di copertura k=2.
1) Nel seguito sono riportati i criteri da utilizzare per il calcolo dei valori medi (Squa-Ma) e di misurandi rappresentati dalla somma totale di parametri chimico-fisici o di singole sostanze (Squa-Ma ed Squa-Cma) in presenza di valori inferiori ai limiti di quantificazione del metodo di analisi:
b) il valore medio (Squa-Ma), calcolato in conformità al punto precedente, che risulti inferiore al limite di quantificazione del metodo, è restituito come inferiore al limite di quantificazione (valore medio < Lq);
c) nel calcolo dei misurandi rappresentati dalla somma totale di parametri chimico-fisici o di singoli misurandi chimici (Squa-Ma ed Squa-Cma), che includono i principali metaboliti e prodotti di degradazione e di reazione, il risultato di misura delle singole sostanze inferiore al limite di quantificazione è considerato uguale a zero (risultato di misura=0).
b) il secondo invio è effettuato entro il 23 dicembre 2013 ed è rappresentativo delle rilevazioni effettuate nell'anno precedente rispetto all'anno dell'invio;
c) i successivi aggiornamenti sono inviati ogni 6 anni e sono sempre rappresentativi dell'anno precedente l'invio.
g) sostanze appartenenti all'elenco di priorità presenti nello scarico;
h) "altre sostanze" non appartenenti all'elenco di priorità presenti nello scarico.
1.2. Informazioni per le altre fonti (rilascio da fonti diffuse o perdite).
c) altre tipologie di fonti (discariche, stoccaggio di rifiuti, stoccaggio di materiali da attività di dragaggio, ecc).
c) le sostanze di cui all'elenco di priorità rilevate;
c) categoria del corpo idrico recettore 4
e) stato chimico del corpo idrico recettore (colonna d'acqua, sedimento e biota) 5 ;
f) stato ecologico del corpo idrico recettore (colonna d'acqua, sedimento e biota) 6 .
d) cloro alcani, C10-13 7 ;
Numero Ue (1) Denominazione Sostanza Prioritaria (2) Identificata come pericolosa prioritaria
240-110-8 Alaclor
204-371-1 Antracene X
217-617-8 Atrazina
(congeneri 28,47,99,100,153,154)
231-152-8 Cadmio e Composti X
287-476-5 Cloro alcani C10-13 (4) X
207-432-0 Clorfenvifos
220-864-4 Clorpirifos (Clorpirifos etile)
203-458-1 1,2-Dicloroetano
200-838-9 Diclorometano
204-211-0 Di(2etilesil)ftalato (Dehp)
206-354-4 Diuron
204-079-4 Endosulfan X
205-912-4 Fluorantene (5)
204-273-9 Esaclorobenzene X
201-765-5 Esaclorobutadiene X
210-158-9 Esaclorocicloesano X
251-835-4 Isoproturon
231-100-4 Piombo e Composti
231-106-7 Mercurio e Composti X
202-049-5 Naftalene
231-111-14 Nichel e Composti
(4-(1,1?,3,3?-tetrametilbutil)fenolo)
210-172-5 Pentaclorobenzene X
231-152-8 Pentaclorofenolo
(Indeno(1,2,3cd)pirene)
204-535-2 Simazina
Tributilstagno(composti)
(Tributilstagno-catione)
234-413-4 Triclorobenzeni
200-663-8 Triclorometano(cloroformio)
216-428-8 Trifluralin
4) Questi gruppi di sostanze in genere comprendono un numero consistente di singoli composti. Allo stato attuale non è possibile fornire parametri indicativi appropriati.
5) Il fluorantene è stato iscritto nell'elenco quale indicatore di altri idrocarburi policiclici aromatici più pericolosi.".
h) dopo il terzo capoverso della lettera A.3.5. della sezione A "Stato delle acque superficiali" della parte 2 "Modalità per la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici" dell'allegato 1 alla parte terza, è aggiunto il seguente:
"In particolare, qualora si verifichi nella colonna d'acqua il superamento dello standard di qualità ambientale per le sostanze dell'elenco di priorità e per le altre sostanze non appartenenti all'elenco di priorità sono applicate le misure necessarie per ripristinare il buono stato del corpo idrico conformemente alle disposizioni vigenti. In tal caso, a condizione che ci siano dati sufficienti a stabilire in maniera affidabile lo stato di qualità dei corpi idrici, il monitoraggio operativo nella colonna d'acqua può essere effettuato con frequenze ridotte, sufficienti per la verifica dell'efficacia delle misure intraprese per ripristinare il buono stato del corpo idrico. La riduzione delle frequenze del monitoraggio non è prevista per i corpi idrici destinati alla produzione di acqua potabile. Fermo restando i contenuti di cui all'allegato 4 , nei Piani di gestione e nei Piani di tutela delle acque sono altresì inserite le informazioni relative alla riduzione delle frequenze del monitoraggio operativo.";
i) alla nota 2 alla tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza è aggiunto il seguente periodo: "Se non altrimenti specificato lo standard di qualità ambientale si applica alla concentrazione totale di tutti gli isomeri.";
l) la nota 10 della tabella 1/A della lettera A.2.6 dell'allegato 1 alla parte terza è soppressa.".
2. Il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 6 novembre 2003, n. 367, è abrogato.
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri, nè minori entrate a carico della finanza pubblica.
2. Le autorità pubbliche provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui al presente decreto nell'ambito delle proprie attività istituzionali ed utilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
1. Ai fini dell'adempimento degli obblighi derivanti dalle direttive 2000/60/Ce e 2007/60/Ce, nelle more della costituzione delle autorità di bacino distrettuali di cui all'articolo 63 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni:
a) le autorità di bacino di rilievo nazionale, di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, provvedono all'aggiornamento dei piani di gestione previsti all'articolo 13 della direttiva 2000/60/Ce. A tale fine dette autorità svolgono funzioni di coordinamento nei confronti delle Regioni ricadenti nei rispettivi distretti idrografici;
b) le autorità di bacino di rilievo nazionale, di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183, e le Regioni, ciascuna per la parte di territorio di propria competenza, provvedono all'adempimento degli obblighi previsti dal decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49. Ai fini della predisposizione degli strumenti di pianificazione di cui al predetto decreto legislativo n. 49 del 2010, le autorità di bacino di rilievo nazionale svolgono la funzione di coordinamento nell'ambito del distretto idrografico di appartenenza.
2. Agli adempimenti di cui al comma 1, lettere a) e b), nel caso di distretti nei quali non è presente alcuna autorità di bacino di rilievo nazionale, provvedono le Regioni.
3. L'approvazione di atti di rilevanza distrettuale è effettuata dai comitati istituzionali e tecnici delle autorità di bacino di rilievo nazionale, integrati da componenti designati dalle Regioni il cui territorio ricade nel distretto idrografico a cui gli atti si riferiscono se non già rappresentate nei medesimi comitati.
Dato a Roma, addì 10 dicembre 2010
Il fattore di copertura k è tipicamente compreso nell'intervallo da 2 a 3.
La frazione può essere interpretata come la probabilità di copertura o livello di fiducia dell'intervallo.
Per poter associare uno specifico livello di fiducia all'intervallo definito dall'incertezza estesa è necessario fare ipotesi, esplicite o implicite, sulla distribuzione di probabilità caratterizzata dal risultato della misurazione e dalla sua incertezza tipo composta. Il livello di fiducia che può essere attribuito a questo intervallo può essere conosciuto solo nei limiti entro i quali quelle ipotesi siano giustificate.
Indicare se: lago, fiume, acque marino costiere, acque di transizione.;
Nel caso in cui lo stato chimico non risulti buono a causa di una o più sostanze dell'elenco di priorità e/o delle "altre sostanze" è indicata la concentrazione media annua delle sostanze che determinano tale classificazione. Riportare, ove rilevate ed indipendentemente dallo stato, la concentrazione delle sostanze prioritarie e delle altre sostanze nei sedimenti e nel biota.
Nel caso in cui il corpo idrico risulti classificato in stato ecologico sufficiente a causa del superamento degli standard fissati per uno o più delle altre sostanze non appartenenti all'elenco di priorità è indicata la concentrazione media annua delle sostanze che determinano tale classificazione. Riportare, ove rilevate ed indipendentemente dallo stato, la concentrazione delle sostanze prioritarie e delle altre sostanze nei sedimenti e nel biota.
Per questo parametro il monitoraggio si effettua allorché sarà disponibile il relativo metodo analitico.