Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/12/novita-fiscali-del-02-dicembre-2011.html
Timestamp: 2018-12-14 04:52:09+00:00
Document Index: 130641015

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 72']

Novità fiscali del 2 dicembre 2011, le istruzioni per il recupero dei maggiori acconti versati il 30 novembre | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 2 dicembre 2011, le istruzioni per il recupero dei maggiori acconti versati il 30 novembre
1) Istituiti i codici tributo per compensare la mancata riduzione degli acconti per Irpef, cedolare e minimi
2) Sanzioni per i comportamenti elusivi del contribuente
3) Varata la legge comunitaria 2010: Allineata la normativa Iva
4) Inps: Prolungato l’intervento di tutela del reddito ai lavoratori in mobilità
5) Accesso alla pensione di anzianità: Istruzioni sulla trattazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti
6) Lavoro con i voucher durante le vacanze di natale
7) CNDCEC: Pubblicata la guida alla gestione dei piccoli e medi studi professionali
Chi non ha potuto usufruire della riduzione degli acconti per Irpef, cedolare e minimi, adesso ha la possibilità di utilizzare il meccanismo della compensazione, ciò poiché, appunto ai fini della riduzione degli acconti per Irpef, cedolare e minimi, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 117/E del 30.11.2011, ha istituito i relativi codici tributo.
Sono pronti, dunque, i codici tributo necessari per recuperare con il Modello F24 l’eventuale eccedenza di versamento derivante dal differimento del pagamento di 17 punti percentuali degli acconti dell’Irpef e dell’imposta sostitutiva per contribuenti “minimi” e cedolare secca dovuti per il periodo d’imposta 2011.
Il rinvio, come previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2011, riguarda l’acconto dell’Irpef ma si applica anche al versamento dell’acconto della seconda o unica rata della “cedolare secca” sugli affitti e dell’imposta sostitutiva dovuta da coloro che hanno adottato il cosiddetto regime dei “minimi”.
In particolare, precisa l’Agenzia, i nuovi codici tributo potranno essere utilizzati da tutti i contribuenti che hanno già provveduto a versare l’acconto nella misura ordinaria, antecedentemente alla pubblicazione del decreto, e che potranno in questo modo usufruire d’un credito d’imposta apposito da utilizzare come compensazione con il modello F24, pari alla differenza pagata in eccesso.
Ecco di seguito, in particolare, l’elenco dei codici tributo:
– 1797 denominato “CONTRIBUENTI MINIMI – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, c. 3, DPCM 21/11/2011”;
– 1844 denominato “CEDOLARE SECCA- utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, c. 3, DPCM 21/11/2011”;
– l’Agenzia ha, inoltre, cambiato nome all’esistente codice tributo 4035, già istituito con la precedente risoluzione n. 234/E del 15.12.2009, denominato “IRPEF – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’art. 1, c. 3, DPCM 21/11/2011”;
L’Amministrazione finanziaria non è tenuta a dimostrare l’assenza di valide ragioni economiche per applicare le sanzioni in un comportamento elusivo.
Queste sono insite, infatti, nell’aggiramento della normativa tributaria volto a conseguire un indebito vantaggio fiscale.
Come nell’abuso del diritto l’onere di provare le valide ragioni economiche incombe sul contribuente.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25537 del 30.11.2011, si è così pronunciata a favore del fisco riguardo ad un caso di aggiramento degli obblighi tributari (ad una grande azienda era stata contestato un’operazione elusiva nell’ambito di una triangolazione societaria).
Quindi, la mancanza della valida ragione economica di un’operazione commerciale che fa scattare l’abuso del diritto può essere costituita esclusivamente da un vantaggio fiscale.
In particolare, nel caso di specie è emerso che l’unico motivo dell’acquisto di quote da parte delle controllate e del riacquisto da parte della controllante non aveva altra finalità se non quella di ottenere un risparmio d’imposta.
La tesi portata avanti dall’Amministrazione finanziaria è stata accolta, prima dai giudici di merito ed, infine, avallata definitivamente dalla Cassazione.
In materia di abuso del diritto, ad avviso dei giudici supremi, se è vero, infatti, che per ritenere verificata una ipotesi di abuso del diritto è necessario che gli atti diretti ad ottenere vantaggi fiscali con l’aggiramento di obblighi o divieti previsti dall’ordinamento tributario siano privi di valide ragioni economiche, questo ultimo requisito, a differenza dei primi due, può ritenersi implicitamente verificato, ove si assuma, come è avvenuto nel caso di specie, che l’unico motivo dell’aggiramento della norma tributaria sia il conseguimento di un vantaggio fiscale.
Il Senato ha definitivamente approvato il D.D.L. relativo alla Legge comunitaria 2010 contenente disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.
La definitività della Legge comunitaria comporta l’annullamento di 23 procedure d’infrazione aperte dalla Commissione europea contro l’Italia ed evita, quindi, che il nostro paese divenga destinatario di nuove pesanti sanzioni.
Tra le novità più importanti, l’adozione di modifiche al Decreto Iva, per allinearlo alla normativa comunitaria, riguardanti: Il momento di effettuazione delle prestazioni di servizi scambiate con soggetti esteri, l’importazione in sospensione d’imposta di beni destinati a proseguire verso altri stati membri, i criteri per il rimborso infrannuale dell’imposta.
In relazione al rimborso infrannuale, viene ampliato l’ambito soggettivo ammettendo al rimborso, oltre ai soggetti già previsti dalla norma vigente, anche i contribuenti che effettuano, verso soggetti passivi esteri, per un importo superiore al 50% dell’ammontare di tutte le operazioni effettuate, le seguenti operazioni:
– prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali;
– prestazioni di trasporto di beni e relative intermediazioni;
– prestazioni di servizi accessorie ai trasporti e relative intermediazioni;
– prestazioni di servizi quali operazioni creditizie, finanziarie, assicurative verso soggetti extracomunitari, o relative a beni destinati ad essere esportati fuori dell’Unione.
Prestazioni di servizi scambiate con l’estero
In adeguamento alla direttiva 117/2008, le prestazioni c.d. generiche scambiate da operatori italiani con operatori esteri si considerano effettuate non all’atto del pagamento del corrispettivo, ma nel momento in cui sono ultimate, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi, fermo restando l’effetto anticipatorio dell’eventuale pagamento anteriore.
Tali prestazioni, quando sono rese in via continuativa con durata ultrannuale e senza pagamenti nel relativo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino alla loro ultimazione.
Il nuovo criterio specifico, valido sia per i servizi resi che per quelli ricevuti, si applicherà alle prestazioni scambiate con soggetti passivi stabiliti all’estero, sia all’interno che all’esterno dell’Ue, dunque con un raggio d’azione più ampio di quello previsto dalla direttiva 117, che detta tale disciplina soltanto per le prestazioni generiche scambiate con operatori comunitari.
Viene inoltre previsto che per le prestazioni di servizi generiche acquisite presso fornitori comunitari, il committente soggetto passivo nazionale, tenuto ad applicare l’Iva con il meccanismo dell’inversione contabile, dovrà integrare la fattura ricevuta dal fornitore (non dovrà quindi formare l’autofattura).
Importazioni in sospensione Iva
Le importazioni in sospensione Iva possono essere effettuate qualora i beni importati siano destinati a proseguire verso un altro stato Ue.
Sotto l’aspetto procedurale, al fine di assicurare la tassazione a destinazione, viene previsto che per fruire della sospensione dell’Iva l’importatore dovrà fornire non soltanto il proprio numero di partita Iva, ma anche il numero di identificazione Iva attribuito al soggetto stabilito nell’altro stato membro al quale i beni sono destinati, nonché, a richiesta dell’autorità doganale, idonea documentazione che provi l’effettivo trasferimento dei beni nell’altro stato membro.
Cessioni di gas, calore e freddo
In recepimento delle disposizioni della direttiva n. 162 del 2009, in materia di territorialità delle cessioni di gas mediante sistemi di gas naturale e delle cessioni di calore e di freddo mediante reti, vengono estesi i criteri speciali di localizzazione già previsti fino dal 2005 per le cessioni di gas mediante reti di distribuzione e energia elettrica.
Gran parte delle novità scatteranno trascorsi 60 giorni dalla pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale.
Verrà concesso il prolungamento dell’intervento di tutela del reddito, con esclusione della contribuzione figurativa, in favore dei lavoratori che non rientrano nel contingente delle 10.000 unità di cui all’art. 12 comma 5 del D.L. n. 78 del 2010, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011 e comunque entro il periodo di fruizione delle prestazioni di tutela del reddito .
In particolare, il prolungamento sarà concesso per un numero di mensilità non superiore al periodo di tempo intercorrente tra la data computata con riferimento alle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del citato D.L. n.78 del 2010 e la data della decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla base di quanto stabilito dall’art. 12 dello stesso Decreto.
Al riguardo, visti i dati del monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto lavoro, delle domande di pensione dei lavoratori che intendono avvalersi della salvaguardia, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con decreto in corso di emanazione, concederà il prolungamento dell’intervento di tutela del reddito a tutti i lavoratori che si stima nell’anno 2011 non rientrino nel contingente di 10.000 unità di cui all’art. 12, comma 5.
A seguito dell’individuazione nominativa dei lavoratori beneficiari, che è in corso di elaborazione, seguirà a breve apposito messaggio contenente istruzioni operative sulle modalità di pagamento.
E’ quanto ha reso noto l’Inps, con il messaggio n. 22673 del 01.12.2011.
Ciò poiché la norma (l’art. 12, comma 5, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 convertito con modificazioni dalla legge n. 122 del 2010, integrato dall’art. 1, comma 37, della Legge n. 220 del 2010) stabilisce che le disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della entrata in vigore del decreto legge, continuano ad applicarsi, nel limite di 10.000 soggetti che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011, alle seguenti categorie di lavoratori:
– Lavoratori collocati in mobilità ordinaria, su tutto il territorio nazionale, sulla base di accordi stipulati anteriormente al 30.04.2010 che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’art. 7, commi 1 e 2, della Legge n. 223 del1991;
– lavoratori collocati in mobilità lunga, ai sensi delle leggi n. 176/1998, n. 81/2003 e n. 296/2006, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010 (nel computo dei potenziali beneficiari vanno considerati anche i lavoratori ultracinquantenni di cui all’art. 1 del D.L. n. 68/2006;
– lavoratori che al 31 maggio 2010 – data di entrata in vigore del decreto legge n. 78 del 2010 – risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore.
(Inps, messaggio n. 22673 del 01 dicembre 2011)
Istruzioni riguardo la trattazione delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti presentate nel 2011, al fine di conseguire il beneficio pensionistico previsto per l’accesso alla pensione di anzianità.
Su tale tema è incentrato il corposo messaggio dell’Inps n. 22647 del 30.11.2011.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 26.11.2011 è stato pubblicato il Decreto 20.09.2011 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, riguardante le disposizioni attuative del D.Lgs. n. 67 del 2011, entrato in vigore il 26.05.2011, recante disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.
Con i precedenti messaggi n. 12693 e n. 16762 del 25 agosto 2011, l’Inps aveva illustrato le tipologie di lavori particolarmente faticosi e pesanti e il periodo minimo di svolgimento delle suddette lavorazioni richiesto ai fini del riconoscimento del beneficio pensionistico in questione; è stata altresì precisata la misura del suddetto beneficio pensionistico sia per il periodo transitorio fino al 2013 che da tale anno in poi.
Inoltre, con il citato messaggio n. 16762, sono state precisate le modalità di presentazione della domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti per coloro che hanno maturato o maturino i requisiti pensionistici agevolati entro il 31.12.2011.
Nel fornire ulteriori chiarimenti interpretativi del D.Lgs. n. 67 del 2011, condivisi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota del 28.11.2011 (Prot. n. 4483), adesso l’Inps ha illustrato le modalità applicative recate dal neo Decreto Interministeriale con particolare riguardo al riconoscimento del beneficio pensionistico per coloro che hanno perfezionato il requisito agevolato di accesso alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2011.
Dal 1° dicembre è possibile utilizzare i voucher per remunerare il lavoro accessorio dei giovani studenti fino a 25 anni di età.
Il Ministero ha stabilito convenzionalmente la durata delle vacanze scolastiche di Natale da questa data e fino al 10 gennaio.
Il regime ampio riguarda i giovani studenti con meno di 25 anni che possono prestare lavoro occasionale a favore di datori di lavoro e imprese di ogni dimensione, per ogni tipologia di prestazione e settore produttivo, nei sabati, nelle domeniche e nei periodi di vacanza.
Tali prestazioni lavorative, tenendo conto del limite massimo di 5.000 euro presso ogni committente, esente da imposizione fiscale e che non incide sullo “status” di disoccupato, potrebbero trovare ampia applicazione facilitando l’incontro fra domanda ed offerta lavorativa sia pure nella fase di apprendimento e temporaneità.
La Finanziaria 2010 ha introdotto una distinzione sostanziale tra i giovani iscritti ad un ciclo di studi presso l’università rispetto a quelli che ancora frequentano gli istituti scolastici, eliminando per i primi la limitazione temporale.
Prima dell’inizio dell’attività di lavoro accessorio è sempre necessario inviare la comunicazione preventiva all’Inail con i dati del prestatore di lavoro con i consueti canali (contact center, fax o sito Inail), anche in ipotesi di richiesta telematica.
Tale precisazione è stata oggetto del messaggio inps n. 28791/2010 il quale, oltre a confermare le precedenti indicazioni Inail in tal senso, riepiloga anche le modalità di attivazione del lavoro occasionale accessorio e impartisce indicazioni interne per la corretta applicazione delle tre attuali procedure (cartacea, telematica e con acquisto dai tabaccai).
Solo nel caso di acquisito dal tabaccaio, invece, la comunicazione preventiva attivata con conctac center, sito Inps o sede Inps, assolve anche l’obbligo di comunicazione all’Inail.
Riepilogo della normativa che riguarda il lavoro occasionale accessorio con gli studenti
Così alle vacanze già previste, si aggiungono il sabato e la domenica.
Tali prestazioni lavorative, tenendo conto del limite massimo di 5.000 euro presso ogni committente, esente da imposizione fiscale e che non incide sullo “status” di disoccupato, come previsto dal comma 3 dell’art. 72 D.Lgs. n. 276/2003 potrebbero trovare ampia applicazione facilitando l’incontro tra domanda ed offerta lavorativa sia pure nella fase di apprendimento e temporaneità.
La Finanziaria 2010 ha introdotto una distinzione sostanziale tra i giovani iscritti ad un ciclo di studi presso l’università rispetto a quelli che ancora frequentano gli istituti scolastici, eliminando per i primi la limitazione temporale, resta pertanto possibile il lavoro accessorio in qualunque periodo dell’anno. Stesso ampio regime riguarda i pensionati e, per il periodo sperimentale 2009 e 2010, anche i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito
Per il cittadino extracomunitario, titolare del permesso di soggiorno per studio e formazione, è previsto un limite massimo di orario: Non più di 20 ore settimanali di lavoro, anche cumulabili per 52 settimane, fino ad un massimo di 1040 ore annuali.
Per prestazioni lavorative superiori è necessario convertire il permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro (circolare del Ministero dell’Interno del 30.01.2009).
Periodi convenzionali
Nei periodi convenzionali viene ammesso il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per tutte le atti:
– Vacanze natalizie dal 1° dicembre al 10 gennaio
– Vacanze pasquali: dalla domenica delle Palme sino al martedì dopo Pasqua
– Vacanze estive: dal 1° giugno al 30 settembre
– Sabato e domenica dalle ore 00 alle ore 24.00 di tali giornate.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota pubblicata il 01.12.2011)
Tradotta dal CNDCEC la guida per i Commercialisti.
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato ieri la Guida alla gestione dei piccoli e medi studi professionali, traduzione della Practice Management Guide predisposta dallo Small and Medium Practices Committee dell’Ifac.
Il documento (in formato PDF, di 582 pagine), consultabile sul sito del Cndcec, è stato realizzato per fornire ai professionisti una serie di indicazioni pratiche volte a migliorare la gestione dello studio professionale e, in ultima analisi, a svolgere la propria attività in modo efficace, remunerativo e professionale.
Le finalità sono quelle di aiutare gli studi ad operare con maggiore efficienza e professionalità, rafforzando la loro capacità di affrontare le sfide poste da un ambiente sempre più complesso e competitivo.
Tag Contribuenti minimi (ante 2014)Operazioni intracomunitarie