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Timestamp: 2020-08-05 02:20:36+00:00
Document Index: 81792434

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 3', 'art. 185', 'art. 19', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 112', 'art. 19', 'art. 19']

T.A.R. Archives - Pagina 2 di 2 - Dirittodautore.it
T.A.R. Lazio, sez. III-ter, Sentenza n. 8467 del 3 luglio 2003
Giovanni d'Ammassa 2 Luglio 2003
T.A.R. Lazio, sez. III-ter, Sentenza n. 640 del 28 novembre 2002
Giovanni d'Ammassa 28 Novembre 2002
T.A.R. Lazio sez. III-ter, Sentenza n. 4023 del 14 febbraio 2002
Giovanni d'Ammassa 14 Febbraio 2002
T.A.R. Lazio sez. III, Sentenza n. 4485 del 14 febbraio 2002
T.A.R. Lazio sez. I, Sentenza del 30 gennaio 2002
Giovanni d'Ammassa 30 Gennaio 2002
T.A.R. Lecce, sez. II, Sentenza del 24 maggio 2001
Giovanni d'Ammassa 24 Maggio 2001
La previsione dell'art. 7, comma 3, del d. lgs. 419/1999, se da un lato attribuisce senz'altro alla SIAE la possibilità di gestire i servizi di accertamento e riscossione di imposte, dall'altro non esclude affatto che detti servizi dabbano comunque essere affidati attraverso una procedura di gara ad evidenza pubblica, sicché la SIAE per ottenere l'affidamento della gestione del servizio dovrà concorrere al pari di tutti gli altri soggetti abilitati. Ne consegue che la norma de quo non costituisce a regime un fattore di alterazione della libera concorrenza.
T.A.R. Veneto sez. II, Sentenza n. 452 del 6 dicembre 2000
Giovanni d'Ammassa 6 Dicembre 2000
T.A.R. Roma, sez. I, Sentenza n. 1827 del 27 dicembre 1993
Giovanni d'Ammassa 27 Dicembre 1993
Le norme che prevedono l'esercizio di funzioni amministrative connesse alla registrazione di opere letterarie non sono preordinate solo alla tutela degli interessi degli autori e dei concessionari dei relativi diritti ma, più in generale, all'interesse pubblico ad una corretta ed adeguata pubblicità delle opere medesime; pertanto, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia inerente al diniego di registrazione di pubblicazioni nel rispetto delle modalità di cui alla l. 22 aprile 1941 n. 633. La tutela attribuita dagli art. 3, 7 e 8 l. 22 aprile 1941 n. 633 e 34 del regolamento di attuazione approvato con r.d. 18 maggio 1942 n. 1369 in ordine al deposito e alla registrazione delle opere collettive - tra le quali sono esplicitamente ricomprese le - ha per oggetto la scelta e il coordinamento di parti di opere o di opere altrui per conseguire un fine letterario, scientifico, didattico, ed è attribuita sia al coordinatore o direttore dell'opera collettiva che all'elaboratore, anche parziale, che sviluppi e colleghi parte o tutta l'opera collettiva in un "unicum" nuovo e distinto dall'opera base o da parti di essa. Rientrano nella nozione di "rivista" anche le pubblicazioni non legate all'attualità e prive di predeterminazione di durata, di cui sia programmata la periodicità, anche se sia prestabilito il momento conclusivo e qualunque sia il contenuto informativo.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 1080 del 10 agosto 1991
Giovanni d'Ammassa 10 Agosto 1991
L'attribuzione della qualità di socio della S.I.A.E. è subordinata al possesso di alcuni requisiti, tra i quali quello di aver riscosso, attraverso la S.I.A.E., determinati importi per diritto di autore; a tal fine le norme della tabella che indica i minimi di incasso prevedono che dal calcolo debbano escludersi i proventi liquidati dalla S.I.A.E. relativamente a periodi nei quali l'autore sia stato cointeressato nella esecuzione delle sue opere; la ratio della norma tende a prendere in considerazione i soli incassi che derivino dalla spontanea utilizzazione dell'opera da parte di terzi, senza interferenze o imposizioni, dirette o indirette dell'interessato.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 1345 del 20 luglio 1989
Giovanni d'Ammassa 20 Luglio 1989
La disparità di trattamento tra iscritti e soci in ordine all'assegno previdenziale di professionalità fra i soci della società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) posta dall'ordinamento dell'ente - i primi considerati, ai fini dei benefici previdenziali, come dilettanti, i secondi, come veri professionisti - non costituisce sintomo di alcuna illegittimità, scaturente dal differente status delle due categorie nella struttura sociale in ordine allo scopo istituzionale della società, che è quello di garantire la più efficiente tutela giuridica ed economica degli autori che ad essa partecipano. Legittimamente la società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) nega l'assegno previdenziale di professionalità agli iscritti non soci della società poiché gli stessi non contribuiscono al finanziamento del fondo di solidarietà da cui l'assegno viene prelevato.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza del 23 maggio 1989
Giovanni d'Ammassa 23 Maggio 1989
Le sanzioni disciplinari inflitte dalla società italiana degli autori ed editori a propri iscritti per inosservanza di obblighi statutari o regolamentari non sono censurabili allorquando seguono ad un procedimento logico-conseguenziale ragionevole e sorretto da idonei dati di fatto.
T.A.R. Lazio, sez. I, Sentenza n. 1112 del 21 luglio 1988
Giovanni d'Ammassa 21 Luglio 1988
Le norme che prevedono l'esercizio di funzioni amministrative connesse alla registrazione delle opere d'arte protette non sono preordinate solo alla tutela degli interessi degli autori e dei cessionari dei relativi diritti ma, più in generale, all'interesse pubblico ad una corretta ed adeguata pubblicità delle opere artistiche; pertanto, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia inerente al diniego di registrazione di opere musicali nel registro pubblico delle opere protette. Non sussiste alcun obbligo derivante da convenzioni internazionali di provvedere alla registrazione di opere di autori stranieri, al di fuori delle ipotesi di cui agli art. 185, 2° comma, e 189, 1° comma, l. 22 aprile 1941, n. 633.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 1654 del 28 aprile 1986
Giovanni d'Ammassa 28 Aprile 1986
È legittimo il diniego della società italiana autori ed editori, di attribuire la qualità di socio all'autore musicale il cui incasso, detratti tutti i proventi percepiti nel periodo nel quale era cointeressato alla esecuzione delle sue composizioni, era rimasto inferiore al minimo prescritto. In base al disposto cui alla lett. O) della tabella allegata allo statuto della società italiana autori ed editori (S.I.A.E.) prevista dall'art. 19 del medesimo statuto, non può essere ammesso come socio dell'ente chi, pur presentandosi nella qualità di autore di opere di indubbio valore artistico o letterario abbia percepito dalla società (nel periodo minimo richiesto) dei proventi per l'utilizzo delle opere stesse, avvenuto con la propria partecipazione nella loro esecuzione, non potendosi in tal modo stabilire quanto di tali proventi sia frutto dell'esclusivo utilizzo delle opere da parte dei terzi.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 635 del 28 febbraio 1986
Giovanni d'Ammassa 28 Febbraio 1986
La controversia con la quale si tende a contestare la qualità di socio della società degli autori ed editori, in quanto attiene a quelle concernenti l'acquisibilità di status, esula ex art. 8, 2° comma, l. 6 dicembre 1971, n. 1034, dalla giurisdizione del giudice amministrativo ed è riservata alla cognizione del giudice civile.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza del 20 giugno 1983
Giovanni d'Ammassa 20 Giugno 1983
è esente da vizi l'atto amministrativo con il quale la S.I.A.E. respinge una domanda di nomina a socio, motivando con l'accertato compimento da parte dell'iscritto richiedente di atti rivelatori di particolare disconoscimento dei doveri sociali (art. 19 statuto della S.I.A.E.), per irregolarità di programmazione di sue composizioni, incluse nei programmi ma non eseguite.
T.A.R. Lazio, sez. I, Sentenza n. 412 del 4 maggio 1983
Giovanni d'Ammassa 4 Maggio 1983
L'utilizzazione economica delle opere dell'ingegno, così come definita dalla l. 22 aprile 1941, n. 633, costituisce un diritto soggettivo pieno, di natura patrimoniale, di fronte al quale non sussiste alcun potere amministrativo di carattere autoritativo volto a disciplinare (salvo l'eccezione prevista dall'art. 112 l. cit.) le condizioni e le modalità per ottenere (o mantenere) un effettivo godimento del diritto stesso; pertanto, rientra nella giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria la controversia concernente un atto dell'ufficio della proprietà letteraria, artistica e scientifica con il quale si dichiara priva di effetti, a seguito della scadenza del termine di durata previsto dalla legge per l'utilizzazione economica dei diritti d'autore, una denuncia di rivelazione di nome di coautore. Sfugge alla giurisdizione del giudice amministrativo, e rientra in quella del giudice ordinario, il ricorso contro l'atto col quale l'ufficio per la proprietà letteraria, artistica e scientifica dichiara priva di effetti, in seguito alla scadenza del termine di durata previsto dalla legge per l'utilizzazione economica dei diritti di autore, la denuncia di rivelazione del nome di un co-autore di opere musicali.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 906 del 13 ottobre 1982
Giovanni d'Ammassa 13 Novembre 1982
L'attribuzione della qualità di socio della S.I.A.E., per la sezione Olaf (opere letterarie ed arti figurative), è per statuto, e non per discrezionale valutazione degli organi della S.I.A.E., limitata a coloro che abbiano prodotto opere nel settore letterario o scientifico; l'esclusione dal computo degli incassi minimi richiesti per la qualità di socio, a norma della tabella 1° relativa all'art. 19 dello statuto S.I.A.E., di opere non letterarie è esente da censura.
T.A.R. Lazio, sez. III, Sentenza n. 1231 del 23 novembre 1981
Giovanni d'Ammassa 23 Novembre 1981
La disposizione dell'art. 19, lett. b) dello statuto della S.I.A.E., per cui l'iscritto che richiede l'attribuzione della qualità di socio non deve essere stato colpito da sanzioni disciplinari nel quinquennio precedente la domanda, non può essere interpretata nel senso che, nell'istruttoria della domanda stessa, non si debba tener conto delle infrazioni disciplinari commesse dall'aspirante socio successivamente alla presentazione della domanda, fino al provvedimento di nomina; il termine quinquennale stabilito dalla norma deve intendersi fissato esclusivamente allo scopo di determinare la data dalla quale deve aver inizio l'indagine sulle eventuali sanzioni disciplinari dell'aspirante alla nomina a socio.