Source: https://renatodisa.com/2017/01/11/corte-di-cassazione-sezione-vi-penale-sentenza-9-gennaio-2017-n-645/
Timestamp: 2017-04-30 18:39:33+00:00
Document Index: 150177870

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 496', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 444', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 9 gennaio 2017, n. 645 – Avvocato Renato D'Isa
L’esibizione di un supporto materiale, qual è la tessera sanitaria, su cui risultino i dati anagrafici di un soggetto ed il suo codice fiscale vale quale comportamento concludente diretto ad integrare la condotta incriminata nella sostanziale identità dell’esibizione con la dichiarazione mendace. La natura del documento e la sua inidoneità a porsi come documento di identità diviene quindi del tutto irrilevante ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 496 cod. pen. e come tale la stessa è stata correttamente intesa dal Tribunale, per operato richiamo a giurisprudenza di questa Corte che si è formata su fattispecie in cui, la natura del documento esibito assume, nella struttura del contestato reato, carattere meramente accidentale nella rilevante ed evidenziata equivalenza della mera condotta di esibizione di documenti, per le indicazioni ivi contenute, con quella di verbale declinazione delle proprie generalità del soggetto Suprema Corte di Cassazione
sentenza 9 gennaio 2017, n. 645 Ritenuto in fatto 1. Il Tribunale di Gorizia, con la sentenza in epigrafe indicata, ha applicato a D.P. la pena concordata, ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen., di sette mesi e dieci giorni di reclusione, per i reati di cui agli artt. 337, 651, 496, 341-bis, cod. pen., per avere il prevenuto usato violenza e minaccia nei confronti di appartenenti al Corpo dei Carabinieri, nell’esercizio del loro ufficio, e per essersi loro rivolto, in presenza di più persone, con espressioni destinate ad offenderne l’onore ed il prestigio.
Considerato in diritto 1. II ricorso è inammissibile per genericità, non deducibilità e comunque manifesta infondatezza dei rilievi portati all’impugnata sentenza.
P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.500,00 alla cassa delle ammende.
Categorie:Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze	Con tag:Presidente PAOLONI Giacomo,Relatore SCALIA Laura	Navigazione articolo
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 9 gennaio 2107, n. 798