Source: http://www.sentenzeappalti.it/2017/01/25/nuovo-rito-appalti-impugnazione-dellesclusione-o-ammissione-con-rito-superspeciale-successiva-impugnazione-mediante-motivi-aggiunti-dellaggiudicazione-definitiva-riunione-o-separazione-dei/
Timestamp: 2019-03-26 19:18:30+00:00
Document Index: 157635408

Matched Legal Cases: ['art. 120', 'art.120', 'art.120', 'art.43', 'art.1', 'art. 103', 'art.39', 'art. 120', 'art. 204', 'art. 80', 'art. 93', 'art. 97', 'art. 88', 'art. 89']

Impugnazione dell’esclusione o dell’ammissione di un concorrente mediante rito superspeciale – Successiva impugnazione dell’aggiudicazione definitiva mediante motivi aggiunti – Ammissibilità o improcedibilità? – Riunione o separazione dei giudizi? – Contrasto giurisprudenziale – Tesi a confronto | Sentenzeappalti.it
Impugnazione dell’esclusione o dell’ammissione di un concorrente mediante rito superspeciale – Successiva impugnazione dell’aggiudicazione definitiva mediante motivi aggiunti – Ammissibilità o improcedibilità? – Riunione o separazione dei giudizi? – Contrasto giurisprudenziale – Tesi a confronto
SULLA POSSIBILITA’ DI RIUNIONE DEI GIUDIZI → TAR Napoli, 19.01.2017 n. 434
In primo luogo deve essere rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per motivi aggiunti, formulato avverso l’aggiudicazione definitiva della gara, e conseguente improcedibilità del ricorso principale.
SULLA NECESSITA’ DI SEPARAZIONE DEI GIUDIZI → TAR Roma, 20.01.2017 n. 1025
Il Collegio, condividendo in parte l’eccezione dell’Avvocatura, ritiene che sia irrituale un ricorso per motivi aggiunti avverso il provvedimento di aggiudicazione, proposto su un ricorso originariamente presentato ai sensi dell’art. 120, comma 2bis. Tuttavia, non ritiene che lo stesso debba essere, nella specie, dichiarato inammissibile, configurandosi un’ipotesi di errore scusabile;
– tenuto conto, infatti, della novità e particolarità del rito in esame (introdotto, come noto, dal d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50), che interviene sulla precedente prassi – ritenuta legittima col vecchio regime – della proposizione di motivi aggiunti avverso il successivo atto di aggiudicazione, allorché il ricorso originario era stato proposto avverso l’atto di esclusione (non essendo, all’epoca, prevista la possibilità di ricorrere avverso le ammissioni degli altri concorrenti);
– visto anche il precedente giurisprudenziale riportato dalla difesa ricorrente (Tar Bari, I, n. 1367/2016), il quale, decidendo su un ricorso presentato dalla medesima ditta, ha ritenuto possibile un’impugnativa congiunta dei provvedimenti di ammissione e di aggiudicazione definitiva (ove la successione temporale degli atti della procedura lo consenta), ovvero con motivi aggiunti, assoggettando l’intero giudizio al rito speciale appalti “ordinariamente applicato”, di cui all’art.120, comma 6;
– pur apprezzando il pregio delle argomentazioni svolte dal Tar Bari, che ha avuto inoltre il merito di affrontare funditus la questione per la prima volta, non si possa tuttavia condividerne le conseguenze, ritenendo, invece, opportuna la separazione delle due azioni, soggette a riti diversi, non convertibili tra loro, ciò in considerazione tanto del dato testuale, quanto di quello teleologico;
– sotto il primo profilo, si evidenzia, invero, che il comma 7, dell’art.120, nel prevedere la possibilità che gli atti successivi siano impugnati con motivi aggiunti, esclude quanto previsto dal comma 2bis, “Ad eccezione dei casi previsti al comma 2 bis, i nuovi atti attinenti la medesima procedura di gara devono essere impugnati con ricorso per motivi aggiunti”.
– tale previsione va coordinata con il precedente comma 6bis, laddove è data la possibilità di rinviare la camera di consiglio (ovvero l’udienza pubblica, richiesta dalle parti), fissata per la trattazione della causa, solo per esigenze istruttorie, proposizione di motivi aggiunti o di ricorso incidentale, intendendo per “motivi aggiunti” la facoltà di introdurre “nuove ragioni a sostegno delle domande già proposte” (art.43 c.p.a.);
– sotto il profilo teleologico, si rileva che il procedimento giurisdizionale “super accelerato” è ispirato dall’obiettivo di porre fine ad alcune distorsioni registratesi nella prassi del contenzioso sui contratti pubblici – verificatesi, in particolare, attraverso il massiccio utilizzo del ricorso incidentale “escludente” ed il proliferare di censure incrociate sulla fase iniziale del procedimento selettivo, una volta che questo era ormai giunto a conclusione – al precipuo fine, quindi, di deflazionare e semplificare il giudizio sull’atto conclusivo della procedura di gara, ovvero l’aggiudicazione, concentrando i motivi di censura solo su quest’ultimo, una volta consolidatisi gli effetti degli atti precedenti.
– se questo è l’intento del legislatore (v. legge delega 28 gennaio 2016, n. 11, art.1, comma 1, lett. bbb)), sebbene sia mancato poi, in sede di attuazione della delega, un coordinamento tra i tempi strettissimi dettati dal nuovo rito e le norme relative al procedimento di gara, specie se si consideri che tra l’ammissione e la successiva fase di valutazione e aggiudicazione possono trascorrere – come verificatosi nel caso in esame – anche solo pochi giorni, ammettere l’esame contestuale di censure dirette nei confronti tanto dei provvedimenti di ammissione, quanto di quello dell’aggiudicazione, non necessariamente coincidenti e proposte in un unico ricorso, ancorché integrato da motivi aggiunti, va, di fatto, ad esautorare e vanificare la portata della novella legislativa, ottenendo, appunto, il medesimo risultato che si verificava sotto il previgente regime, con la proposizione di un ricorso incidentale escludente avverso l’aggiudicazione; risultato che il legislatore ha, invece, voluto evitare;
– alla luce della considerazioni sopra fatte, il legislatore abbia inteso rinunciare ad avvalersi dello strumento dei motivi aggiunti per il rito “superspeciale”,
– tuttavia, nel caso in esame, la scelta ricorrente di promuovere tale strumento non possa comportare una decadenza dall’impugnazione dell’aggiudicazione, ricorrendo, invece, tutte le condizioni per riconoscere l’errore scusabile della parte, il cui ricorso, pur formalmente presentato come motivi aggiunti, ha tutti i requisiti, sostanziali e formali, per essere trattato come ricorso autonomo, secondo il principio di conservazione degli atti;
– debba, quindi, procedersi alla separazione dei ricorsi, in analogia a quanto disposto dall’art. 103, comma 2, c.p.c., applicabile al processo amministrativo in virtù del rinvio operato dall’art.39 c.p.a., con la conseguente iscrizione del ricorso per motivi aggiunti, secondo una numerazione autonoma, nel ruolo d’udienza del 1° marzo 2017, per la trattazione del merito in base al rito speciale appalti, di cui all’art. 120, comma 6, c.p.a., e l’iscrizione del ricorso RG. 13883/2016, nel ruolo della camera di consiglio del 1° febbraio 2017, già fissata per la trattazione degli analoghi ricorsi avverso le ammissioni presentati dalle altre ditte in gara, secondo il rito “super accelerato” di cui al comma 6 bis;
Ritenuto, infine, di sospendere, nelle more, gli effetti dell’aggiudicazione, al fine di pervenire alla definizione dei contenziosi re adhuc integra;
art. 204processo amministrativorito superacceleratorito superspeciale
Articolo precedente1) Raggruppamento temporaneo d’imprese – Cauzione provvisoria – Riferimento a tutte le imprese componenti il raggruppamento – Necessità – Mancanza – Soccorso istruttorio – Inapplicabilità – Comporta esclusione; 2) Anomalia – Verifica – Criterio del prezzo più basso – Gara con due concorrenti – Sorteggio (art. 80 , art. 93 , art. 97 d.lgs. n. 50/2016)Articolo successivo1) Avvalimento – Contenuto del contratto – Distinzione tra requisiti generali e risorse ai fini della “messa a disposizione”; 2) Vigenza dell’art. 88, comma 1, d.P.R. n. 207 del 2010 nelle more dell’entrata in vigore degli atti attuativi: specificità; 3) Responsabilità solidale tra concorrente ed ausiliaria – Mancata espressa previsione – Eterointegrazione normativa – Conseguenze (art. 89 d.lgs. n. 50/2016)