Source: http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/02-scelta-forma-impresa.aspx
Timestamp: 2019-04-24 17:54:38+00:00
Document Index: 90218975

Matched Legal Cases: ['art.2247', 'art. 1100', 'art. 230', 'art. 2159', 'art. 2295', 'art. 2295', 'art. 2265', 'art. 2361', 'art. 2463', 'art 2464', 'art. 2479', 'art 2467', 'art. 3', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 2325', 'art. 2397', 'art.2435', 'art. 2435', 'art. 2511', 'art.2511', 'art. 73', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 2474']

Quale forma d'impresa: come decidere
Bisogna chiarire che non esiste una forma d’impresa a priori più conveniente di un’altra: la valutazione di "convenienza" va fatta di volta in volta in relazione alla tipologia del progetto imprenditoriale e al tipo di scenari che si pensano realizzabili nel corso dell’attività. L'ampia alternativa di scelta richiede quindi un'attenta valutazione dei pro e dei contro di ciascuna soluzione.
La scelta della forma societaria è la sintesi fatta dai promotori delle condizioni operative, giuridiche, personali che pssono trovare proprio nell'insieme delle norme che prevedono e discendono da una specifica forma d'impresa la loro soddisfazione.
Infatti l'ampia alternativa di scelta richiede quindi un'attenta valutazione dei pro e dei contro di ciascuna soluzione.
Il primo rilevante bivio è se si desidera svolgere la propria attività in autonomia o in gruppo (con soci).
E utile a comprendere la quantità di scelte possibili il seguente schema, da seguire selezionando via via le opzioni possibili (i dettagli delle singole opzioni sono trattati nei paragrafi specifici, indicati a lato).
Nel caso del desiderio di operare in autonomia:
La prima possibilità con cui confrontarsi è generalmente quella delineata dall’impresa individuale, che è la forma più semplice ed è quella che richiede meno impegno dal punto di vista delle procedure amministrative necessarie per la costituzione. I costi infatti sono ridotti e l'imprenditore si trova nella possibilità di prendere con la massima libertà tutte le decisioni che ritiene opportune. Per contro il rischio imprenditoriale rimane in capo interamente al titolare che, specialmente dopo qualche anno di attività, con il conseguente sviluppo sul mercato e la maggiore articolazione della gestione interna a ciò conseguente, può pentirsi di non aver subito scelto lo strumento societario per la creazione della propria attività; uno strumento sicuramente più complesso ma che permette una gestione organizzativa e strutturale che meglio si adatta ad imprese di medio/grandi dimensioni
Nel caso del desiderio di svolgere attività di impresa con altri soci:
L’imprenditore che decide di svolgere l’attività economica in forma associata, può scegliere il tipo di società nell’ambito dei modelli organizzativi previsti dal legislatore (si parla di “tipicità” delle società), tenendo conto di diversi aspetti, tra cui la responsabilità personale dei soci, le dimensioni dell’impresa, le forme di finanziamento, ecc...
Tutti i diversi tipi societari previsti rientrano nella definizione generale di società dettata dall’art.2247 cod.civ., che delinea i caratteri fondamentali delle società individuandone tre specifici aspetti:
lo scopo di lucro.
I conferimenti di beni o servizi che costituiscono le prestazioni patrimoniali eseguite o promesse dai soci in favore della società, diventano il patrimonio della società a tutti gli effetti, con conseguente impossibilità di restituzione ai conferitari se non al momento dello scioglimento della società medesima. I beni conferiti sono assoggettati ad un vincolo di destinazione stabile verso il perseguimento dell’oggetto sociale, da cui consegue che:
il singolo socio non può servirsi liberamente (salvo consenso dei soci) dei beni che fanno parte del patrimonio societario;
i creditori personali dei singoli soci non possono aggredire “direttamente” il patrimonio della società;
il socio non può pretendere la restituzione del bene prima dello scioglimento della società.
È possibile conferire qualsiasi bene suscettibile di valutazione economica (beni in natura, denaro, rapporti giuridici), nonché prestazioni di attività lavorativa, trasferiti in proprietà o anche solo in godimento, alla società, che siano necessari per lo svolgimento in comune dell’attività economica. Vi sono tuttavia alcune limitazioni per i conferimenti nelle società di capitale, come indicato negli specifici paragrafi.
Il patrimonio sociale, che potrà variare in seguito alla gestione sociale, assolve alla funzione di garanzia verso i terzi creditori della società; garanzia esclusiva per le società di capitali, o garanzia principale, se rispondono anche i soci col proprio patrimonio personale (società di persone). Il patrimonio sociale assolve anche alla funzione produttiva, in quanto costituisce la dotazione necessaria per il conseguimento dell’oggetto sociale.
L’esercizio in comune dell’attività economica ( si intende tale una serie coordinata di atti diretta alla realizzazione di un unico fine, che può anche sussistere nell’esercizio di un unico affare) costituisce l’oggetto del contratto di società, e deve essere determinato nell’atto costitutivo. L’attività economica è finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi, destinati al mercato. Per questo si distingue la società dalla “Comunione” (art. 1100 cod.civ. e seguenti) la quale ha per oggetto la semplice conservazione e godimento di un determinato patrimonio comune in favore dei soli soci (società di mero godimento).
Lo scopo di lucro consiste nella destinazione ai soci dei vantaggi economici derivanti dall’attività svolta, e dunque nella divisione degli utili (lucro soggettivo). È lo scopo tipico delle società di persone e di capitali, dette appunto società lucrative, distinguendosi così dalle società mutualistiche, ossia quelle finalizzate a perseguire un vantaggio patrimoniale diretto ai propri soci (ad esempio fornire beni e/o servizi ai soci a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle rinvenibili sul mercato), senza la distribuzione di utili (società cooperative e società di mutua assicurazione).
Le informazioni sulle varie forme societarie sono nei paragrafi indicati a lato.
Svolgere un’attività sotto forma di impresa individuale è il modo più semplice e meno oneroso. La costituzione della ditta avviene senza particolari formalità (richiedendo un impegno burocratico veramente poco impegnativo), tramite l’attribuzione del numero di partita IVA e l’iscrizione presso il registro delle imprese e presso albi, registri o elenchi richiesti per l’esercizio dell’attività.
Svolgere un’attività sotto forma di impresa individuale è il modo più semplice e meno oneroso.
La costituzione della ditta avviene senza particolari formalità (tutte le domande vengono riunite nella richiesta di ComUnica), e comporta l’attribuzione del numero di partita IVA e l’iscrizione presso il registro delle imprese e presso albi, registri o elenchi richiesti per l’esercizio dell’attività.
L’imprenditore è l’unico promotore, coordinatore e responsabile dell’attività. Tutte le obbligazioni derivanti, essendo assunte in nome proprio, fanno riferimento alla sua persona, con la conseguenza dell’estensione del rischio di impresa a tutto il patrimonio personale dell’imprenditore.
Nel cao in cui l’imprenditore individuale si avvalga dei propri familiari come collaboratori l'impresa assume la definizione di "familiare" (art. 230 bis cod.civ.): alla stessa possono collaborare i familiari dell’imprenditore come il coniuge, i parenti entro il terzo grado (fino ai nipoti) e gli affini entro il secondo grado (fino ai cognati).
Per la collaborazione prestata in modo continuativo dai familiari sono riconosciuti, entro determinati limiti, dei diritti patrimoniali ed amministrativi. Sul piano patrimoniale il diritto più importante attribuito al familiare che collabora nell’impresa è il riconoscimento di una quota di partecipazione agli utili prodotti, fermo restando che l’impresa familiare rimane sempre un’impresa individuale in cui è solo il titolare, con il proprio patrimonio, a rispondere delle obbligazioni verso i terzi.
Per quanto riguarda l'operatività dei collaboratori familiari, questi possano prendere parte alle decisioni in merito alla gestione straordinaria dell’impresa stessa. Per dimostrare l’esistenza dell’impresa familiare la normativa fiscale richiede che la stessa sia costituita mediante la stipula di un atto costitutivo scritto che può tradursi con la redazione di un atto pubblico o, più semplicemente, attraverso una scrittura privata autenticata.
Per completezza di informazioni si ricorda che non è possibile essere titolare di più imprese individuali.
Lo schema della società semplice è riservato a tutte le attività economiche che non siano qualificabili come commerciali e che non trovino corretto inquadramento nell’istituto della comunione, in quanto preordinate al mero godimento dei beni.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 2159 cod.civ., sono considerate attività commerciali quelle soggette all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese che esercitano:
un’attività industriale, diretta alla produzione di beni o di servizi;
La società semplice è pertanto limitata a quelle società che hanno per oggetto l’esercizio di un’attività diversa da quella meramente commerciale quali, ad esempio, le attività agricole.
La costituzione della società semplice è improntata sulla massima semplicità formale e sostanziale, infatti il contratto può essere concluso anche verbalmente o può risultare da comportamenti concludenti. L’atto scritto a pena di nullità è richiesto eventualmente solo in base alla natura dei beni conferiti. La società semplice viene iscritta nella sezione speciale del registro Imprese, unicamente ai fini di pubblicità-notizia per la opponibilità ai terzi.
Per la sua costituzione non è richiesto un capitale minimo ed è esonerata dalla tenuta delle scritture contabili e dalla redazione del bilancio annuale. Tuttavia è necessario predisporre l’elaborazione di un rendiconto gestionale.
L’amministrazione è il potere di gestione dell’attività sociale e, salva diversa pattuizione, è attribuita a tutti i soci illimitatamente responsabili.
L’amministrazione della società può essere disgiunta – secondo il modello legale, che si applica in mancanza di diversa disposizione – o congiunta a seconda della diversa volontà espressa dai soci e risultante dai patti sociali al momento della costituzione della società. Se l’amministrazione spetta:
congiuntamente a più soci - è necessario il consenso di tutti i soci amministratori, all’unanimità o a maggioranza, per il compimento delle operazioni sociali. Tuttavia in caso di urgenza è possibile operare in via disgiunta onde evitare un danno alla società;
disgiuntamente a più soci - ciascun socio amministratore può operare liberamente salvo il diritto degli altri soci di opporsi (diritto di veto) all’operazione che un altro voglia compiere, prima che sia compiuta.
In mancanza di diversa pattuizione, il potere di rappresentanza sia negoziale sia processuale, trova perfetta concordanza con il modello di amministrazione adottato.
Nella società semplice i soci che hanno agito in nome e per conto della società, e salvo patto contrario, gli altri soci, sono illimitatamente e solidalmente responsabili delle obbligazioni sociali; il patto di limitazione della responsabilità affinché possa essere opposto ai terzi creditori, deve essere portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. Il creditore sociale potrà agire indifferentemente sul patrimonio sociale o su quello del singolo socio; sarà quest’ultimo, per evitare l’azione sul proprio personale patrimonio, a dover invocare il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale indicando espressamente al creditore i beni sui quali egli possa agevolmente soddisfarsi. Pertanto, la responsabilità dei soci che hanno agito in nome e per conto della società è:
illimitata, ossia anche superiore al conferimento apportato;
personale, in quanto si estende ai beni personali;
solidale, per cui il socio può essere chiamato a rispondere anche per gli altri soci, salvo il diritto di regresso ( cioè il diritto di agire contro il debitore principale per ottenere ciò che viene pagato per suo conto);
diretta, in quanto il creditore sociale potrà agire direttamente sul patrimonio del socio;
sussidiaria, se il socio invoca la preventiva escussione del patrimonio della società.
Le regole qui esposte per la società semplice, si applicano anche alla società in nome collettivo “irregolare” ossia quella s.n.c. che non abbia adempiuto all’obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese.
La costituzione della società in nome collettivo (s.n.c.) avviene tramite la stipula di un contratto sociale, che prende il nome di atto costitutivo, il quale deve avere un contenuto minimo stabilito per legge (art. 2295 c.c.), e che ha lo scopo di disciplinare il funzionamento della società. Non è previsto un capitale sociale minimo.
La costituzione della società in nome collettivo (s.n.c.) avviene tramite la stipula di un contratto sociale, che prende il nome di atto costitutivo, il quale deve avere un contenuto minimo stabilito per legge (art. 2295 cod.civ.), e che ha lo scopo di disciplinare il funzionamento della società. Non è previsto un capitale sociale minimo.
A seguito della iscrizione nel Registro delle Imprese, la società in nome collettivo costituisce un autonomo soggetto di diritto distinto dalla figura dei soci: essa può quindi, mediante i suoi rappresentanti, concludere contratti e contrarre obbligazioni. Questo tipo di società è dotata di un’autonomia patrimonialedefinita“non perfetta” dato che:
il creditore personale del singolo socio, per vedere soddisfatto il proprio credito, non può ottenere la liquidazione della società ma solo, e a determinate condizioni, la liquidazione della quota del medesimo;
il patrimonio della società costituisce la garanzia primaria dell'adempimento delle obbligazioni sociali, ed è quindi, a tutti gli effetti, distinto dal patrimonio personale dei soci (non è perciò intaccabile dai loro creditori personali);
i soci hanno una responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali: ciò significa che il creditore sociale, in via sussidiaria, ove il patrimonio della società risultasse insufficiente, può chiedere il pagamento delle obbligazioni, originariamente assunte dalla società, ad ogni singolo socio che, in questo caso, ne risponde con tutto il proprio patrimonio. È originariamente operativo il beneficio della preventiva escussione del patrimonio della società, vale a dire che il creditore sociale deve obbligatoriamente esperire tutte le azioni dirette al soddisfacimento del proprio credito verso la società e solo qualora tale azione si dimostrasse infruttuosa, potrà rivolgersi al patrimonio personale di uno dei soci.
A differenza della società semplice non è ammesso un patto che limiti la responsabilità del singolo socio, almeno nei rapporti con i terzi. È invece ammesso un patto di limitazione di responsabilità solo nei rapporti interni fra i soci, purchè non in contrasto con il c.d. “divieto di patto leonino” individuato dall’art. 2265 cod.civ. ( il “patto leonino” definisce nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite).
Quando la società esercita una attività commerciale, al verificarsi di determinate e ben precise situazioni, può essere soggetta alla procedura del fallimento, eventualità che implicherebbe, con quello della società, automaticamenteanche il fallimento di tutti i soci.
Il nuovo socio che entra a far parte della società è illimitatamente e solidalmente responsabile anche per le obbligazioni sociali sorte anteriormente all’acquisto della qualità di socio. Il socio uscente non è più responsabile per le obbligazioni sociali sorte successivamente allo scioglimento del suo rapporto sociale, purché tale scioglimento venga portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei.
La disciplina codicistica della società in nome collettivo, seppur flessibile, è più articolata rispetto a quella della società semplice. In particolare il legislatore detta misure per assicurare l’integrità del patrimonio sociale, vieta la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti e comunque nel caso in cui si realizzi una perdita; è invece previsto l’obbligo della tenuta delle scritture contabili e della redazione del bilancio annuale anche se non sono dettate regole specifiche per i criteri di valutazione delle diverse voci che lo compongono. Non ricorre poi l’obbligo di deposito del bilancio.
Nella società in nome collettivo tutti i soci, in quanto illimitatamente responsabili, sono amministratori(ma l’atto costitutivo può disporre diversamente), e il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente.
È opportuno anche evidenziare che, sebbene rivesta primaria importanza la qualità personale del socio, il legislatore ha ammesso l’attribuzione della qualità di socio di una s.n.c. anche ad una società di capitali (che risulterà illimitatamente responsabile con il proprio patrimonio societario e con le regole dettate dall’art. 2361 cod.civ.) o di altra società di persone.
In questo tipo di società si individuano due figure di soci, i soci accomandatari che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e ad essi è riservata l’amministrazione della società, e i soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita e che non possono compiere atti di amministrazione, ma possono prestare la loro opera nell’impresa.
Alla società in accomandita semplice si applicano le norme previste per le società in nome collettivo, con alcune distinzioni in merito:
alla diversa estensione della responsabilità derivante dalle obbligazioni societarie;
all’attribuzione di poteri di amministrazione e di controllo sull’attività sociale.
In questo tipo di società si individuano due figure di soci, i soci accomandatari che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e ad essi è riservata l’amministrazione della società, e i soci accomandanti che rispondono limitatamente alla quota conferita e che non possono compiere atti di amministrazione, ma possono prestare la loro opera nell’impresa. L’ingerenza nell’amministrazione, come pure l’inserimento del loro nome nella ragione sociale, produce come diretta conseguenza, e solo sotto il profilo dei rapporti con i terzi, la perdita del beneficio della responsabilità limitata per tutte le obbligazioni sociali (anche precedenti).
Generalmente, le ragioni che sono alla base di questo tipo societario si ricollegano alla opportunità offerta, a colui che intende conferire una somma di denaro nella società stessa, di poterlo fare senza assumere la responsabilità solidale e illimitata per le obbligazioni sociali (socio accomandante), pur avvalendosi di una società a base personalistica.
Nel caso venga dichiarato il fallimento della società che svolge attività commerciale, questo si estende ai soli soci accomandatari, mentre non coinvolge i soci accomandanti.
La società a responsabilità limitata (S.r.l.) è nel nostro paese il modello societario più diffuso e utilizzato per lo svolgimento di un’attività commerciale. Questo tipo di società rientra giuridicamente tra le società di capitali, pertanto per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio, salvo che non si tratti di una società a responsabilità limitata con socio unico.
La società a responsabilità limitata (S.r.l.) è nel nostro paese il modello societario più diffuso e utilizzato per lo svolgimento di un’attività commerciale.
Questo tipo di società rientra giuridicamente tra le società di capitali, pertanto per le obbligazioni sociali risponde - in condizioni normali - soltanto la società con il suo patrimonio.
La struttura organizzativa della S.r.l. è imperniata sulla ripartizione delle competenze tra
l’organo assembleare, titolare della funzione deliberativa, e
l’organo amministrativo, cui è devoluta la gestione dell’impresa; è inoltre prevista, sussistendo determinate condizioni, la presenza di un organo di controllo, il collegio sindacale/sindaco unico.
La normativa presenta un modello societario assai flessibile, capace di svolgere un’attività di impresa secondo schemi capitalistici, conservando (a seconda del numero dei soci) i tratti delle società personali.
E' suddiviso in quote per ogni socio; quote che a differenza delle azioni non possono essere incorporate in titoli di credito dels eguente ammontare:
non inferiore a 10.000 euro, versabile in denaro o in natura
oppure in misura inferiore a 10.000 euro (almeno 1 euro), ma in questo caso versato per intero in denaro in sede di costituzione, come previsto dall'art. 2463 4 comma cod.civ. .
I soci della S.r.l. possono adattare la struttura societaria alle proprie esigenze, prevedendo elementi organizzativi difformi rispetto allo schema proposto dal codice civile grazie anche alla potestà normativa degli statuti che consentono all’interno della S.r.l. l’adozione di una più diffusa serie di clausole atipiche, tra cui:
clausole limitative alla circolazione delle quote di partecipazione;
l’individuazione di qualità personali del socio di S.r.l. che possono così divenire elemento caratterizzante del modello societario;
la diversa rilevanza di ciascun socio all’interno della società dovuta ad una attribuzione delle quote non necessariamente proporzionale ai conferimenti apportati.
Nella nuova concezione della società a responsabilità limitata, dettata dalla Riforma del Diritto Societario (entrata in vigore nel 2004), i rapporti contrattuali tra i soci sono tutti contemplati nell’atto costitutivo, documento che rappresenta la base attorno alla quale si fonda l’esistenza della società stessa.
Responsabilità dei soci
La responsabilità dei soci è limitata ai conferimenti apportati, e possono partecipare in qualità di socio, sia persone fisiche sia persone giuridiche. Le uniche ipotesi di responsabilità illimitata (in via sussidiaria rispetto al patrimonio societario) riguardano l’unico socio quando i conferimenti siabno stati effettuati con modalità difformi da quelle previste dalla legge 8art 2464 cod.civ.) ovvero non sia stata data pubblicità alla presenza dell'unico socio.
Deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare:
i soci: cioè indicare il cognome e il nome o la denominazione, la data ed il luogo di nascita, o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza di ciascun socio e può prevedere, già in sede di costituzione, che possa essere socio unico anche una persona giuridica
la denominazione e l’indirizzo della sede: cioè definire la denominazione della società con l’indicazione che trattasi di società a responsabilità limitata; per l'individuazione delle sedi, principali e secondarie, è sufficiente l'indicazione del solo Comune ove queste sono collocate. L'indirizzo completo andrà obbligatoriamente indicato solo ed esclusivamente nella modulistica presentata alla Camera di Commercio e all’Ufficio IVA; ciò determina che, per una sua variazione all'interno del medesimo Comune, non sarà necessaria quindi una costosa delibera straordinaria dei soci, ma solo una pratica amministrativa presso gli uffici competenti
l’oggetto sociale: cioèindicare l’attività che costituisce l’oggetto sociale. Nello statuto devono essere individuate in modo chiaro ed analitico le attività economiche che la società svolge. In altre parole non viene ammesso il generico “oggetto sociale”, bensì la specifica “attività che costituisce l’oggetto sociale”. La principale conseguenza di ciò è che non sono accettate, nell’oggetto, le classiche dizioni tipo “...la società potrà compiere ogni altra attività commerciale...”
il capitale sociale: tale capitale deve essere interamente sottoscritto e deve essere riportato in atto l’ammontare versato
i conferimenti: cioè indicare i conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura. E’ infatti possibile conferire all’interno della S.r.l. qualsiasi bene suscettibile di una valutazione economica. Per tale ragione diventano quindi conferibili anche le prestazioni lavorative o di servizi da parte dei soci. Nell’ipotesi in cui il socio intenda conferire:
la propria opera o un servizio a favore della società - è necessaria, a garanzia del conferimento, presentare una polizza assicurativa, o una fideiussione bancaria, per l'importo a esso assegnato
un bene in natura - è previsto che il socio presenti una relazione giurata effettuata da un esperto il quale potrà essere nominato direttamente dalla parte interessata
le quote di partecipazione: cioè indicare la quota di partecipazione di ciascun socio. Lo statuto può prevedere che le partecipazioni non siano proporzionali ai conferimenti, o che ai soci spettino particolari diritti. E’ il caso, ad esempio, in cui, a fronte dell’attribuzione di uguali quote di partecipazione societarie, un socio sia chiamato ad effettuare un apporto in denaro maggiore rispetto all’altro che in cambio apporta un particolare e personale know-how all’interno nell’azienda
le norme di funzionamento: cioè indicare le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione e la rappresentanza. La normativa vigente consente ai soci un’ampia libertà di scelta , sia per quanto riguarda l’individuazione delle persone cui l’amministrazione medesima è affidata sia con riferimento al metodo secondo il quale agire
gli amministratori: cioè indicare le persone cui è affidata l’amministrazione e gli eventuali soggetti incaricati del controllo contabile.
L’amministrazione della società è affidata a uno o più soci nominati dall’assemblea, anche se è data comunque facoltà di prevedere nell’atto costitutivo forme diverse di nomina tra cui la possibilità di nominare amministratore una persona che non è socio della società. In mancanza di diversa pattuizione pertanto, l’amministrazione è affidata ai soci.
La gestione della società può essere affidata ad un amministratore unico o ad un organo pluripersonale. In quest’ultima ipotesi si ha il consiglio di amministrazione, che opera con metodo collegiale, e che può deliberare congiuntamente o disgiuntamente. Viene, anche in questo caso lasciata ampia facoltà di prevedere i termini e le modalità di funzionamento del consiglio di amministrazione nell’atto costitutivo; qualora l’atto costitutivo preveda l’amministrazione disgiuntiva, ogni amministratore potrà compiere da solo tutte le operazioni utili per l’attività sociale, salvo il diritto di opporsi esercitato in via preventiva, da parte degli altri amministratori.
Nel modello di amministrazione congiunta il compimento delle operazioni sociali potrà compiersi solo previa deliberazione, adottata a maggioranza, di tutti i componenti del consiglio di amministrazione, fatta salva la possibilità di poter agire anche individualmente in caso di urgenza per evitare un danno alla società. Previa espressa indicazione in atto costitutivo, è poi possibile istituire organi delegati all’interno del consiglio di amministrazione. In tal caso gli altri amministratori non esecutivi avranno il diritto di ottenere tutte le informazioni sul compimento delle operazioni gestionali. A prescindere dal modello di governo societario adottato, la legge attribuisce alcune funzioni esercitabili inderogabilmente da tutti gli amministratori; esempio tipico è la redazione del progetto di bilancio.
Gli amministratori hanno la rappresentanza generale della società e le eventuali limitazioni ai loro poteri che risultino dall’atto costitutivo o dall’atto di nomina, non sono opponibili ai terzi, salvo che si provi che questi hanno agito intenzionalmente a danno della società.
Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società per i danni causati alla stessa, se non osservano quanto previsto dalla legge e dall'atto costitutivo. Esclusi da tale fattispecie sono unicamente gli amministratori esenti da colpa, o coloro che hanno palesemente manifestato il proprio dissenso circa gli atti che hanno arrecato danno alla società. La sopra citata solidarietà è estesa inoltre ai soci che hanno ratificato o autorizzato l'operato degli amministratori responsabili.
L’assemblea deve essere convocata con mezzi che ne garantiscano l'effettiva e tempestiva informazione ai soci (strumenti anche diversi dalla tradizionale lettera raccomandata: telefax, posta elettronica, ecc.). E’ stata eliminata ogni specifica differenziazione tra l'assemblea ordinaria e quella straordinaria.
E’ necessario ricorrere al tradizionale procedimento assembleare quando lo statuto non prevede forme alternative. L’art. 2479 cod.civ. prevede che siano inderogabilmente riservate alla competenza dell’assemblea dei soci:
l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili
la nomina, se prevista nell’atto costitutivo, degli amministratori
la nomina dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del revisore, qualora ne ricorrano i presupposti di legge
la modificazione dell’atto costitutivo
la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.
Ogni socio che partecipa all’assemblea ha diritto di manifestare la propria decisione attraverso il voto il cui valore è proporzionale alla sua quota di sottoscrizione al capitale sociale. Se non è previsto diversamente nell’atto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale.
Le disposizioni normative consentono l’effettuazione di apporti da parte dei soci a favore della società, quando questi non siano destinati ad incrementare il patrimonio sociale. In tali casi:
il rimborso a favore dei soci dovrà essere postergato (art 2467 2 comma cod.civ.) rispetto al rimborso degli altri creditori e, quando avvenuto nell'anno precedente alla dichiarazione di fallimento, dovrà essere restituito
vengono considerati finanziamenti dei soci quelli, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati eseguiti in momenti in cui, anche in considerazione dell'attività svolta, risulti un eccessivo squilibrio tra l'indebitamento e il patrimonio netto, oppure “in una situazione finanziariadella società nella quale sarebbe stato ragionevole effettuare un conferimento”.
Per costituire la S.r.l. unipersonale valgono, sul piano formale, le medesime regole che caratterizzano la costituzione della S.r.l. pluripersonale. Le principali caratteristiche di questo tipo di società sono così riassumibili:
intero versamento del capitale sociale: affinché sia applicabile il principio della limitazione di responsabilità, deve essere interamente versato il conferimento in denaro relativo al capitale sociale;
indicazioni negli atti e nella corrispondenza: negli atti e nella corrispondenza deve essere indicato che si tratta di S.r.l. a unico socio;
trascrizione contratti tra società e unico socio: i contratti tra la società e l’unico socio e le operazioni a favore di quest’ultimo, devono essere trascritti nel libro adunanze del consiglio di amministrazione oppure risultare da atto scritto;
completo versamento dell’aumento di capitale: in caso di aumento di capitale quando la S.r.l. ha un unico socio, il conferimento in denaro relativo all’aumento deve essere interamente versato;
integrazione di capitale entro tre mesi se la S.r.l. diventa unipersonale: se una S.r.l. rimane con un unico socio, questi deve effettuare entro tre mesi l’eventuale integrazione affinché il capitale sociale risulti interamente versato.
A seguito della notevole riduzione della responsabilità dell’unico socio vi sono dei casi specifici in cui il socio stesso perde tale limitazione. In particolare la sua illimitata responsabilità potrà essere ora dichiarata unicamente quando ricorrono le seguenti condizioni:
la società è insolvente;
il capitale sociale non è stato versato per intero all’atto della costituzione o in caso di aumento di capitale sociale da parte dell’unico socio;
non sia stata effettuata la prescritta pubblicità nel registro delle imprese, contenente l’indicazione del cognome e nome o della denominazione, della data e del luogo di nascita o di costituzione, del domicilio o della sede e cittadinanza dell’unico socio.
L’art. 3 del Decreto Legge n. 1/2012 è stato introdotto nel codice civile il nuovo art. 2463-bis (in vigore dal 24 gennaio 2012) che prevede la possibilità di costituire la cosiddetta “società a responsabilità limitata semplificata” composta da soci che abbiamo meno di 35 anni d’età; il tutto con l’evidente intento di aiutare i giovani a creare nuovi posti di lavoro.
Il 24 gennaio 2012 è stato introdotta la previsione della cosiddetta “società a responsabilità limitata semplificata” nel codice civile il nuovo art. 2463-bis cod.civ..
Tale forma societaria può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche. Quindi tale modello può essere adottato anche per dare luogo a una Srl unipersonale; unica condizione posta è che i soci siano in ogni caso esclusivamente persone fisiche e prevede:
la notevole semplificazione della procedura di costituzione, che avviene tramite atto pubblico (nessun compenso è però dovuto al notaio) e l’utilizzo di uno statuto standard introdotto tramite decreto ministeriale;
la possibilità di far scendere il capitale sociale minimo da 10.000 euro a un euro;
che l’iscrizione della società nel registro delle imprese avvenga con una semplice comunicazione esente da imposte di bollo e di segreteria.
L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con il Dm 23 giugno 2012.
La denominazione sociale deve contenere l'indicazione di società a responsabilità limitata semplificata, quindi ad esempio la società avrà per denominazione ALFA Srl società a responsabilità limitata semplificata.
L'atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare:
il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio;
la denominazione sociale contenente l'indicazione di società semplificata a responsabilità limitata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie;
l'ammontare del capitale sociale non inferiore ad un euro sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Il conferimento deve farsi in denaro;
l’attività che costituisce l’oggetto sociale;
le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione e la rappresentanza;
le persone (che devono essere scelte tra i soci) cui è affidata l’amministrazione e gli eventuali soggetti incaricati del controllo contabile;
luogo e data di sottoscrizione.
Negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico devono essere indicati: la denominazione di società semplificata a responsabilità limitata, l'ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l'ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta. In generale, salvo quanto sopra, si applicano alla società semplificata a responsabilità limitata, in quanto compatibili, le disposizioni previste per la società a responsabilità limitata “ordinaria”.
In fase di costituzione della società va tenuto presente che le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili. Da ultimo il Ministero dello Sviluppo economico con parere del 15 gennaio 2014, n. 6404 ha confermato che il modello standard di atto costitutivo/statuto non può essere oggetto di modifiche (salvo quelle indispensabili per renderlo coerente con la legge notarile).
Il capitale sociale deve essere compreso fra un minimo di un euro e un massimo di 9.999,99 euro e deve essere sottoscritto ed interamente versato in denaro al momento della costituzione.
In fase di costituzione della società va tenuto presente che le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili. Da ultimo il ministero dello
Sviluppo economico con parere del 15 gennaio 2014, n. 6404 ha confermato che il modello standard di atto costitutivo/statuto non può essere oggetto
di modifiche (salvo quelle indispensabili per renderlo coerente con la legge notarile). Ovviamente rimane la più ampia libertà di definire l'oggetto
sociale, posto che la srls può operare in qualsiasi ambito (ad esempio può costituirsi in tale forma una società agricola, così come una società
Le agevolazioni della srls
Le agevolazioni sono l'esenzione dagli onorari notarili, dall'imposta di bollo e dai diritti camerali a fronte, tuttavia, dell'obbligo di versare l'imposta di registro e il diritto annuale della camera di commercio.
Successivamente alla costituzione la Srls non fruisce di particolari benefici, essendo soggetta a normali adempimenti, quali:
la tassa di concessione governativa sui libri sociali in misura ordinaria ed ugualmente ai diritti della camera di commercio.
l'obbligo di predisposizione e pubblicità del bilancio annuale Ce completo di nota integrativa,
la tenuta dei libri sociali previamente vidimati.
ai i fini fiscali si applica il normale regime previsto per le altre srl.
La società per azioni (S.p.a.) è caratterizzata: dalla limitazione della responsabilità dei soci (per le obbligazioni assunte della società) entro la misura di quanto da essi conferito, dal fatto che le quote di partecipazione sono rappresentate da azioni: ciò consente al socio di alienare più agevolmente le proprie partecipazioni ed alla società un più ampio e variegato accesso al risparmio.
La società per azioni (S.p.a.) è caratterizzata:
dalla limitazione della responsabilità dei soci (per le obbligazioni assunte della società) entro la misura di quanto da essi conferito;
dal fatto che le quote di partecipazione sono rappresentate da azioni: ciò consente al socio di alienare più agevolmente le proprie partecipazioni ed alla società un più ampio e variegato accesso al risparmio.
La società per azioni può:
emettere obbligazioni;
accedere alla quotazione dei titoli emessi nei diversi mercati mobiliari;
investire, entro determinati limiti, in azioni proprie.
Il codice civile disciplina le società per azioni, art. 2325 cod.civ.e seguenti; nel prosieguo ne analizziamo brevemente alcuni elementi caratterizzanti.
Il capitale minimo è fissato in 120.000 euro e nell’atto costitutivo dovrà essere rilevata la quota sottoscritta e quella versata. La società ha l’obbligo di inserire, negli atti e nella corrispondenza: il capitale sociale sottoscritto (che coincide con l’ammontare dei conferimenti che i soci si sono obbligati a versare) e versato (il totale dei conferimenti effettivamente corrisposti, di cui la società ha già acquisito la titolarità e che sono confluiti nel patrimonio sociale). Oggetto di conferimento possono essere il denaro e tutti i beni in natura, sia mobili che immobili, i crediti (con la dovuta garanzia contro eventuali insolvenze), tuttavia in queste ipotesi le azioni corrispondenti devono essere intermante liberate già al momento della sottoscrizione. A differenza delle società di persone non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni d’opera o di servizi, nonché tutti quei beni che non possono essere di immediata liberazione ed attribuzione in proprietà della società e immediatamente a disposizione della medesima (ad esempio i beni futuri o i beni generici o le prestazioni periodiche di beni). Le prestazioni d’opera possono, eventualmente, solo formare oggetto di prestazioni “accessorie” in aggiunta rispetto ai conferimenti promessi dai soci (in tal caso le azioni devono essere nominative e intrasferibili senza il consenso dei soci).
All’atto della sottoscrizione devono essere versati (liberati):
il 25% dei conferimenti in denaro;
il 100% dei conferimenti in denaro da parte dell’unico socio;
il 100% dei conferimenti di beni in natura o di crediti;
il restante 75% dei conferimenti in denaro, entro il termine di 90 giorni, se viene meno la pluralità dei soci.
Onde assicurare l’integrità del capitale sociale che assolve alla funzione di garanzia dei terzi ed impedire che il capitale sociale sia sovrastimato, il legislatore prevede che chi conferisce beni in natura o crediti in una società per azioni deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società, contenente: la descrizione dei beni o dei crediti conferiti, l'attestazione che il loro valore è almeno pari a quello a essi attribuito per determinare il capitale sociale e l'eventuale sovrapprezzo, nonché i criteri di valutazione seguiti. Il D.Lgs.142/08 ha introdotto una nuova normativa sui conferimenti diversi dal denaro in determinate ipotesi per le quali non si rende più necessaria l’apposita perizia valutativa. E’ cambiata notevolmente, quindi, anche la disciplina dei controlli che gli amministratori devono effettuare a valle del conferimento.
Nelle società per azioni la partecipazione sociale è rappresentata da azioni e l’atto costitutivo deve indicare il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo Stato di costituzione, il domicilio o la sede, la cittadinanza dei soci e degli eventuali promotori, nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi. La S.p.a. può emettere azioni prive di valore nominale; in tal caso, la partecipazione del socio sarà pari al numero delle azioni possedute rapportato al numero totale delle azioni emesse. Lo statuto sociale può prevedere che ad alcuni soci possano essere attribuite azioni in modo non proporzionale rispetto ai conferimenti da questi effettuati. Molto ampia è la possibilità di creare particolari categorie di azioni, corredate, ad esempio, di diritti diversi per quanto riguarda l’incidenza delle perdite, o di diritti correlati ai risultati dell’attività sociale di un particolare settore. L’autonomia statutaria può prevedere clausole alla libera trasferibilità delle azioni ma non può impedirne la totale circolazione.
La società per azioni, tipicamente rivolta alla raccolta di finanziamenti presso il mercato, può emettere titoli obbligazionari che conferiscono non già il diritto ad essere socio della società, ma rappresentano un prestito con obbligo al rimborso dietro un predeterminato piano di ammortamento e con corresponsione di interessi. Il legislatore prevede una normativa particolareggiata in relazione ai prestiti obbligazionari e ai limiti di emissione.
L'atto costitutivo deve indicare dettagliatamente "l'attività che costituisce l'oggetto sociale", mentre la società potrà destinare fino al 10% del proprio capitale ad un affare specifico, al cui rimborso (totale o parziale) possono essere destinati i proventi stessi dell'affare.
Metodo collegiale
Nelle S.p.a., diversamente che nelle società di persone e nelle s.r.l., non è possibile prescindere dal metodo collegiale per la formazione delle decisioni che attengono la vita societaria. Sono pertanto necessarie le seguenti fasi:
la convocazione, affinché i soci siano informati dell’ordine del giorno in discussione
l’intervento in assemblea, direttamente o per delega
la deliberazione, con l’espressione dei voti generalmente a maggioranza
infine la verbalizzazione ad opera del segretario nominato dall’assemblea ordinaria o dal notaio rogante.
L’assemblea è l’organo composto dalle persone dei soci. La sua funzione è quella di formare la volontà della società nelle materie riservate alla sua competenza dalla legge o dall’atto costitutivo. A differenza della S.r.l. in tale tipo di organizzazione vige ancora la differenza tra assemblea ordinaria e straordinaria, la differenza è determinata dal tipo di oggetto alla base della discussione. Le disposizioni normative, prevedono inoltre che siano attribuite competenze diverse all’assemblea ordinaria a seconda che vi sia o meno il consiglio di sorveglianza. Prerogativa dell’ assemblea straordinaria è quella di avere dei diversi quorum costitutivi e deliberativi. Le competenze alla deliberazione dell’assemblea ordinaria dei soci, ferme restando quelle inderogabilmente attribuite per legge, variano a seconda del tipo di governo societario adottato. Le competenze dell’assemblea straordinaria invece prescindono dal modello di organizzazione adottato (ad esempio le modifiche statutarie).
L’atto costitutivo dovrà riportare il sistemi di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri, indicando quali tra essi hanno la rappresentanza della società. Agli amministratori spetta la gestione dell’attività sociale e il compimento di tutte le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.
La S.p.a. è caratterizzata da un’organizzazione corporativa in cui si muovono l’organo amministrativo e l’organo di controllo affinché l’operato degli amministratori sia conforme all’interesse societario. Il legislatore ha previsto differenti modalità di verifica dell’operato discrezionale degli amministratori con controlli interni ed esterni, sia sotto il profilo del rispetto delle norme fissate dalla legge e dall’atto costitutivo, sia il controllo contabile.
Sostanzialmente sono previsti tre sistemi in cui si affiancano l’amministrazione ed il controllo:
il sistema ‘tradizionale’, in cui l’assemblea dei soci nomina l’organo amministrativo al quale affida la gestione societaria, e nomina anche il collegio sindacale con compiti di controllo;
il sistema 'dualistico', in cui l’assemblea dei soci nomina un consiglio di sorveglianza con funzioni sia di controllo, sia di gestione di talune deliberazioni che tradizionalmente spettano all’assemblea (salvo le attribuzioni inderogabili per legge); il consiglio di sorveglianza nomina un consiglio di gestione con funzioni amministrative;
il sistema che prevede la presenza di un unico organo o ‘monistico’ in cui l’assemblea dei soci nomina l’organo amministrativo (consiglio di amministrazione), il quale a sua volta istituisce, al suo interno, un comitato per il controllo sulla gestione.
il controllo contabile è affidato ad un organo di revisione esterno. Quest’ultimo non è necessario (nominando un collegio sindacale/sindaco unico) in caso di:
mancato ricorso al capitale di rischio
S.p.a. non tenute alla redazione del bilancio consolidato.
L’amministratore rappresenta la società di fronte ai terzi e deve adempiere ai doveri imposti dalla legge o dallo statuto, l’inosservanza dei quali determina la responsabilità solidale verso la società per i danni ad essa arrecati, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni attribuite a singoli amministratori. Inoltre la responsabilità degli amministratori, per gli atti o omissioni non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare, senza indugio, il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle delibere del consiglio di amministrazione.
Indipendentemente dall’esistenza o meno di un possibile conflitto, l'amministratore è tenuto a comunicare agli altri amministratori ed al collegio sindacale ogni interesse che, eventualmente, abbia nella conclusione di qualunque operazione. Gli amministratori, inoltre, se non autorizzati dall’assemblea, non possono assumere la qualità di soci illimitatamente responsabili in società concorrenti, né esercitare un’attività concorrente per conto proprio o di terzi, né essere amministratori o direttori generali in società concorrenti.
Il D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 ha introdotto, a decorrere dal 10 febbraio 2012, rilevanti novità in tema di “controllo nelle società per azioni”, andando a modificare l’art. 2397 cod.civ. Le nuove disposizioni prevedono che, in linea generale, il collegio sindacale si componga di tre o cinque membri effettivi, soci o non soci, ed abbia due sindaci supplenti. Almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro, i restanti membri, se non iscritti in tale registro, devono essere scelti fra gli iscritti negli albi professionali individuati con decreto del Ministro della giustizia, o fra i professori universitari di ruolo, in materie economiche o giuridiche. La principale novità consiste nel fatto che, se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'art.2435-bis cod.civ. (cfr capitolo XIII), le funzioni del collegio sindacale possano esercitate da un “sindaco unico”, che sostituisce quindi l’organo collegiale, (tale possibilità non viene prevista però per le società con le azioni quotate in borsa), scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro. Il codice civile prevede poi che, nel caso in cui vengano meno le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ex art. 2435-bis cod.civ., l'assemblea dei soci debba provvedere alla nomina del collegio sindacale entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno tali condizioni; scaduto tale termine alla nomina del collegio provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.
È possibile stipulare dei patti, definiti parasociali, che hanno il fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società. Per questo tipo di accordi è stato fissato un limite temporale, della durata massima di cinque anni, ed è prevista la possibilità di rinnovo dell'accordo. Se i soci si sono accordati a tempo indeterminato, ognuno di essi ha il diritto di recedere dal patto con preavviso di centottanta giorni.
È ammessa la costituzione o la sopravvenuta sussistenza di un unico socio, al quale si estende il regime della responsabilità limitata, ad eccezione di alcune ipotesi:
se non ha versato l’intero conferimento
se non è stata effettuata la prescritta pubblicità legale ( cioè il deposito della dichiarazione attestante l’unicità del socio presso il Registro delle Imprese, ma anche ove sia stata omessa l’evidenziazione, negli atti e nella corrispondenza con i terzi, del fatto che la società è “unipersonale” ).
Le società in accomandita per azioni
Alcune caratteristiche contraddistinguono la società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) dalle altre società di capitali: la previsione normativa sulla responsabilità illimitata degli amministratori, nella loro necessaria qualità di accomandatari, per i debiti della società, la stabilità gestionale che ne deriva è fondata sulla assunzione della responsabilità di amministrazione della società in conseguenza della adesione al contratto sociale e non per nomina assembleare, come invece avviene nella S.p.a.
La società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) si contraddistinguie dalle altre forme societarie di capitale per le seguenti principali ragioni:
la previsione normativa sulla responsabilità illimitata degli amministratori, nella loro necessaria qualità di accomandatari, per i debiti della società;
la stabilità gestionale che ne deriva è fondata sulla assunzione della responsabilità di amministrazione della società in conseguenza della adesione al contratto sociale e non per nomina assembleare, come invece avviene nella S.p.a.;
gli amministratori restano pertanto tali per tutta la durata della società, salvo specifiche limitazioni (ad esempio per l’età) stabilite dall’atto costitutivo;
in caso di sostituzione di un amministratore, per qualunque motivo cessato dalla carica, è necessaria la delibera dell’assemblea straordinaria e l’approvazione di tutti gli altri amministratori quali soci accomandatari.
Tale tipologia di società è regolata dall’art. 2511 e seguenti del codice civile; lo scopo mutualistico può ritenersi contraddistinto dai seguenti aspetti, tutti complementari ed essenziali tra di loro: produzione di beni e servizi per soddisfare immediatamente e direttamente i bisogni dei soci, contrattazione immediata e diretta con i soci, quali utenti dei servizi, ed in relazione ai beni prodotti dalla cooperativa, realizzazione di un profitto d’impresa come fatto eventuale e non essenziale, estensione delle utilità prodotte a chi non è socio come fenomeno marginale.
Tale tipologia di società è regolata dall’art.2511 cod.civ. e seguenti; lo scopo mutualistico può ritenersi contraddistinto dai seguenti aspetti, tutti complementari ed essenziali tra di loro:
produzione di beni e servizi per soddisfare immediatamente e direttamente i bisogni dei soci;
contrattazione immediata e diretta con i soci, quali utenti dei servizi, ed in relazione ai beni prodotti dalla cooperativa;
realizzazione di un profitto d’impresa come fatto eventuale e non essenziale;
estensione delle utilità prodotte a chi non è socio come fenomeno marginale.
La società cooperativa si differenzia dalle società di capitali relativamente:
ai requisiti dei soci;
alla funzionalità della società;
al patrimonio;
alla vigilanza governativa.
Uno dei caratteri propri della cooperativa è l’omogeneità dei soci rispetto all’oggetto sociale, infatti, tutti i soci necessitano di quei beni o servizi che la società intende fornire alla base sociale. Ecco che, quindi, sono introdotte norme che attuano il principio personalistico come segue:
i requisiti per l’ammissione dei nuovi soci e la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori coerenti con lo scopo mutualistico e l’attività economica svolta, devono essere stabiliti nell’atto costitutivo;
non possono in ogni caso divenire soci quanti esercitano in proprio imprese identiche o affini con quella della cooperativa;
l’atto costitutivo può prevedere, determinandone i diritti e gli obblighi, l’ammissione del nuovo socio cooperatore in una categoria speciale in ragione dell’interesse alla sua formazione ovvero del suo inserimento nell’impresa. I soci ammessi alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori. Al termine di un periodo comunque non superiore a cinque anni il nuovo socio è ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci cooperatori;
l’ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dell’interessato. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro dei soci. L’ingresso del nuovo socio pertanto, non comporta la modifica dell’atto costitutivo: si parla di società ”a capitale variabile”;
il diritto di voto spetta per ogni socio cooperatore, indipendentemente dal valore della quota o il numero delle azioni possedute
In linea generale il codice civile prevede, che, nei limiti della compatibilità, la disciplina della società cooperativa debba tenere conto delle norme emanate per le società di capitali, ma sempre nel rispetto del perseguimento della funzione sociale a loro spettante e dello scopo mutualistico da parte dei soci cooperatori. Per la costituzione di una società cooperativa sono comunque necessari almeno nove soci; mentre ne bastano solamente tre se la cooperativa adotta le regole previste per la S.r.l. ed i soci sono persone fisiche.
Spicca la distinzione tra le cooperative a mutualità prevalente e le altre. Solo le prime, infatti, possono usufruire dei vantaggi di carattere fiscale previsti per le cooperative, salvo l'obbligo di iscrizione nell'apposito albo predisposto dal Ministero delle Attività Produttive. In particolare vengono definite a mutualità prevalente le società che:
svolgono la loro attività principalmente in favore dei soci, siano essi consumatori o utenti di beni o servizi;
nello svolgimento dell’attività si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci;
nello svolgimento dell’attività si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni o servizi effettuati da parte dei soci.
E’ disciplinata la figura dei soci finanziatori che risulteranno possessori di strumenti finanziari emessi dalla cooperativa secondo la disciplina prevista per le società per azioni. A tali soci non potrà comunque essere attribuito più di un terzo dei voti spettanti all'insieme dei soci.
Viene sancito che hanno diritto di voto tutti coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni, ciascun socio ha un voto, qualunque sia il valore della quota o il numero delle azioni possedute; inoltre nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla società per azioni ciascun socio non può rappresentare in assemblea più di altri dieci soci.
Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese", convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, ha introdotto nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (le cosiddette “startup”).
Un regime speciale - anche civilistico e fiscale - è abbinato alle c.d. start up innovative, introdotto nel nostro Paese dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Legge chiamata "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese"), convertito con modifiche dalla L. 17 dicembre 2012 n. 221, ha proprio per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (le cosiddette “startup”).
Tali imprese godono ora di una disciplina di favore (detrazioni fiscali per chi investe, maggiore flessibilità nelle assunzioni, ecc..) nel caso soddisfino alcuni requisiti e si iscrivono alla sezione speciale del registro delle imprese. Possono essere startup innovative sia società nuove, sia società costituite da meno di 4 anni; quest’ultime sono chiamate all’iscrizione nell’apposita sezione del registro delle imprese entro 60 giorni dalla entrata in vigore della L. n. 221 del 2012, cioè entro il 17 febbraio 2013.
Quando una start up è "innovativa”
Una «start-up innovativa» è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'art. 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. La legge prevede poi una serie di requisiti particolari perché una società con questa forma giuridica possa qualificarsi come start-up innovativa:
i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci;
è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;
ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
Il riconoscimento di “start up innovativa”
Per le società già costituite l’iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese segue, nella sostanza, le modalità previste dalla regolamentazione vigente:
La domanda d’iscrizione si presenta in forma telematica con firma digitale tramite una Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, all’Agenzia delle Entrate, all’INPS e all’INAIL;
La totale esenzione dal pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo per gli adempimenti nel Registro delle Imprese opera dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale e dura non oltre il quarto anno di iscrizione. L’esenzione vale anche per la presentazione della domanda d’iscrizione alla sezione speciale;
L’iscrizione nella sezione speciale si aggiunge alla iscrizione già effettuata alla costituzione nella sezione ordinaria del registro delle imprese;
l’iscrizione nella sezione speciale prevede anche il deposito dell’autodichiarazione sul possesso dei requisiti quale “start up innovativa”.
La domanda di iscrizione alla sezione speciale si produce utilizzando il modello informatico “S5”, indicando le informazioni richieste per la startup nel quadro dell’attività prevalente dell’impresa.
Per le nuove società l’iscrizione al registro segue le modalità previste per la costituzione delle società, integrate con le nuove previsioni per la sezione speciale; in questo caso l’impresa avvia l’attività contestualmente alla costituzione. Se l’impresa non comunica l’inizio attività contestualmente alla costituzione non può chiedere l’iscrizione nella sezione speciale e quindi si procede alla mera iscrizione dell’atto costitutivo nella sezione ordinaria, con imposta di bollo e diritti di segreteria. Anche per le nuove società nel Modello “S5” vanno inserite le informazioni previste per la startup, limitatamente a quanto possibile al momento della costituzione, indicando nel testo che descrive l’ ”attività prevalente”:
l'attività svolta, comprese l'attività e le spese in ricerca e sviluppo;
l'indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale che lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati sensibili;
l'indicazione dell'esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;
l'elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale.
E’ previsto l’obbligo di aggiornare tali informazioni con cadenza non superiore a sei mesi. Inoltre l’impresa presenterà una nuova autodichiarazione contestualmente al deposito del bilancio.
“Start up innovative”: agevolazioni fiscali
Le agevolazioni fiscali previste per le start up innovative possono essere suddivise in tre gruppi: detassazione della remunerazione tramite strumenti finanziari, agevolazioni fiscali rivolte agli investimenti e deroga alla disciplina delle società di comodo.
Detassazione della remunerazione tramite strumenti finanziari
Le agevolazioni ex art. 27 del D.L. n. 179/2012 consistono in una defiscalizzazione, fiscale e contributiva, degli emolumenti riconosciuti sotto forma di piani di stock option ai propri amministratori, ai propri dipendenti anche se a tempo determinato o part-time, ai collaboratori continuativi compresi i lavoratori a progetto il cui reddito viene qualificato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente: in particolare le somme corrisposte sotto forma di strumenti finanziari o diritti di opzione nell’ambito di piani di incentivazione non concorrono alla formazione del reddito imponibile dei soggetti beneficiari sia ai fini fiscali, sia ai fini contributivi.
Si tratta di emolumenti premiali (di cui la relazione illustrativa precisa la necessità al fine di fidelizzare il management) tra cui devono essere ricompresi tutti gli incentivi attribuiti mediante assegnazione a titolo gratuito o oneroso di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi emessi o diritti assegnati dalle start-up innovative inclusi i piani di incentivazione.
L’esenzione in oggetto trova applicazione con riferimento a azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti emessi dalla start up innovativa in cui gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori prestano la propria attività , nonché a quelli emessi da società che direttamente sono controllate da start up innovative o da incubatori certificati.
L’esenzione opera con riferimento ai soli strumenti finanziari e diritti attribuiti e assegnati ovvero ai diritti di opzione attribuiti e esercitati dopo l’entrata in vigore della L. del 17 dicembre 2012, n. 221.
Inoltre per favorire l’accesso da parte delle start up a servizi di consulenza altamente qualificati compresi quelli professionali, è stato previsto che le azioni, le quote e gli strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start up innovative o di incubatori certificati non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l’apporto al momento della loro emissione. In sostanza si tratta di un regime di non imponibilità degli apporti di opere e servizi.
Agevolazioni fiscali rivolte agli investimenti
Le agevolazioni di cui all’art. 29 del D.L. n. 179/2012 previste per incoraggiare gli investimenti in start up da parte di privati e aziende. Le agevolazioni sono diverse a seconda che gli investitori siano:
e sono riconosciute limitatamente per gli anni 2013, 2014 e 2015.
Per le persone fisiche è prevista una detrazione IRPEF del 19% (25% se l’investimento è in imprese start up in ambito sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico) sulla somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative; l’investimento può avvenire direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investono prevalentemente in start up innovative.
L’investimento massimo agevolato è pari a 500.000 euro per periodo di imposta e deve essere mantenuto per almeno due anni. La detrazione non fruita nel corso dell’anno può essere, invece, fruita nei tre anni successivi
Per i soggetti IRES, sempre che siano diverse da start up innovative, è possibile dedurre dal proprio reddito imponibile il 20% (27% se l’investimento è in imprese start up a vocazione sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico) delle somme investite nel capitale sociale di una o più start up innovative. L’investimento massimo agevolato è di 1.800.000 milioni di euro per ciascun periodo di imposta e deve essere mantenuto per almeno due anni.
Anche per questo tipo di agevolazioni è stato previsto che non trovino applicazione nei confronti delle imprese start up innovative, né degli organismi di investimento collettivo del risparmio o di altre società che investano prevalentemente in imprese start up innovative; in sintesi le start up innovative possono solo essere destinatarie di fondi ma non possono beneficiare dell’agevolazione quali società investitrici.
Sia per le persone fisiche che per i soggetti IRES, in caso di decadenza dal beneficio, le somme detratte o dedotte, maggiorate degli interessi legali, devono essere recuperate a tassazione.
Deroga alla disciplina delle società di comodo e perdita sistemica
Ai sensi dell’art. 26 comma 6 del D.L. n. 179/2012 per le start up innovative è prevista la disapplicazione della disciplina in materia di:
“Start up innovative”: rapporti di lavoro
L’art. 28 del D.L. 179/2012, come modificato in sede di conversione nella L. 221/2012, prevede alcune semplificazioni in ordine alla possibilità di ricorrere a contratti di lavoro subordinato, o di somministrazione, a tempo determinato, nonché alla gestione di tali rapporti.
In termini operativi, la disposizione in commento agevola l’utilizzo di rapporti di lavoro a termine (anche in somministrazione) da parte della start-up innovativa. Il comma 2 dell’art. 28 prevede infatti che in relazione ai contratti a termine stipulati « per lo svolgimento di attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale » le motivazioni di cui all’art. 1, comma 1, D. Lgs. 368/2001, (il c.d. “causalone” previsto per il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato), ovvero quelle di cui all’art. 20, comma 4, D.Lgs. 276/2003 (previste per la somministrazione a tempo determinato), devono ritenersi sussistenti ex lege.
In tema di successione di contratti a termine, rileviamo la seconda importante agevolazione disposta per le start-up, consistente nel venir meno dell’obbligo di rispettare il c.d. periodo di “stacco” tra un contratto a termine ed il successivo.
Per ciò che attiene alla retribuzione dei lavoratori (a tempo determinato o indeterminato), il comma 7 dell’art. 28 prevede che questa sia composta da una quota fissa ed una variabile:
la quota fissa non può essere inferiore al minimo tabellare previsto dal contratto collettivo di lavoro di riferimento per il livello specifico di inquadramento
la quota variabile deve invece essere collegata ad obiettivi di efficienza e di incremento della produttività (dell’impresa, del lavoratore o del gruppo di lavoro) ovvero ad altri parametri di rendimento concordati tra le parti.
“Start up innovative”: altre agevolazioni
L’art. 26 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l'avvio) prevede una serie di agevolazioni in deroga alla disciplina civilistica per le start up innovative, e gli incubatori d’impresa certificati, costituite in forma di società a responsabilità limitata.
In virtù della peculiare natura e rischiosità dell’attività esercitata, l’art. 26 del decreto introduce una serie di deroghe al regime civilistico delle perdite (prescindendo dalla forma societaria) disciplinando l’estensione di dodici mesi del periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite, ovvero dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo così da consentire alla impresa start-up innovativa di completare l’avvio e di rientrare fisiologicamente dalle perdite maturate nelle primissime fasi. Nello specifico:
Perdite minori di 1/3
Qualora le perdite non siano tali da ridurre il capitale al di sotto del minimo legale, viene disposto un allungamento dei tempi, posticipando la convocazione dell’assemblea per la conseguente riduzione del capitale (in caso non vengano ripianate) al secondo esercizio successivo.
Perdite maggiori di 1/3
Qualora, invece, le perdite comportino una riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, viene disposto che l’assemblea possa rinviare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento al minimo legale alla data di chiusura dell’esercizio successivo (altrimenti convocata senza indugio, ex artt. 2446 cod.civ., comma secondo, e 2482-bis cod.civ, comma quarto).
Alla start-up innovativa è consentito, a seguito dell’apporto da parte di soci o di terzi anche di opera o servizi, anche l'istituto (ammesso nelle S.p.A.) dell’emissione di strumenti finanziari partecipativi non imputabili a capitale, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci, ex artt. 2479 e 2479-bis cod.civ.:
diritti partecipativi differenti
quote senza diritto di voto
quote con diritto di voto non proporzionale
Si opera una deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni (art. 2474 cod.civ.), consentendo l’attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote a dipendenti, collaboratori, amministratori o prestatori di opere e servizi, includendovi anche i professionisti. E' una deroga temporanea, in considerazione del limite massimo di 4 anni per l’applicazione del regime delle start-up operative: ne deriverebbe che la società non dovrà più essere proprietaria di proprie quote.
Oneri costitutivi
Esonero per le start up e, ugualmente, per gli incubatori d’impresa dal versamento dei diritti di bollo e di segreteria dovuti agli adempimenti per l’iscrizione al Registro delle Imprese.
Esonero stabilito, inoltre, dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.
Stampato il 24/04/2019 alle 19.54
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/02-scelta-forma-impresa.aspx