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Timestamp: 2019-03-25 22:05:36+00:00
Document Index: 33834630

Matched Legal Cases: ['art. 90', 'art. 5', 'art.145', 'art.25', 'art.87', 'art.2214']

Gli Enti sportivi dilettantistici – Riforma del Terzo Settore” degli Enti Sportivi Dilettantistici D.Lgs. 117/17 - Studio Ingrosso Dottore Commercialista - Consulente del Lavoro - Revisore Contabile - Servizi Commerciali a Cavallino, Lecce, Salento
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Gli Enti sportivi dilettantistici – Riforma del Terzo Settore” degli Enti Sportivi Dilettantistici D.Lgs. 117/17
Venerdì 16 Marzo 2018 18:10
A partire dal 1° gennaio 2018 l’attività sportiva dilettantistica, potrà essere svolta secondo le seguenti tipologie societarie:
- società sportiva dilettantistica “profit” (Legge di Bilancio 2018 n° 205/17);
- Ente Sportivo Terzo Settore (D.Lgs. n. 117/17);
- ASD e SSD (art. 90 Legge n° 289/02).
a. Attività sportinva Enti Terzo Settore attività di interesse generale articolo 5 D.Lgs. 117/2017
Gli Enti del Terzo Settore, diversi dalle imprese sociali, esercitano in via esclusiva e principale una o più attività di “interesse generale” per il perseguimento senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
L’art. 5 del comma 1 lett. t) annovera tra le attività di “interesse generale” l’organizzazione e/o gestione di attività sportiva dilettantistica e confermando di fatto che tali attività rientrano nel Codice Terzo Settore.
L’articolo 6 indica che gli ETS possono esercitare “attività diverse” da quelle di “interesse generale” a condizione che vengano elencate nell’atto costitutivo e nello Statuto e siano attività secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale.
b. Il regime fiscale
Gli articoli 79 – 83 D.Lgs. 117/2017 introducono un regime fiscale unitario per gli Enti del Terzo Settore.
Le attività non commerciali risultano essere:
- Attività di interesse generale a titolo gratuito o per corrispettivi non superiori ai costi effettivi;
- Ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta direttamente dagli ETS o affidata ad università o altri organismi di ricerca;
- Raccolte pubbliche di fondi effettuate occasionalmente;
- Contributi e apporti erogati dalla PA;
- Attività istituzionali degli ETS nei confronti di associati, familiari e conviventi degli stessi.
Le attività commerciali risultano essere:
- Attività svolte in forma d’impresa non conforme, attività di interesse generale svolte non a titolo gratuito e dietro corrispettivi specifici che superino i costi effettivi;
- Cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli associati verso pagamento di corrispettivi specifici.
b.1 I nuovi “regimi forfettari” secondo l’articolo 80 D.Lgs. 117/2017
Gli Enti del Terzo Settore “non iscritti” al Registro Unico Nazionale possono applicare il regime di cui all’art.145 del TUIR.
Gli enti non commerciale “iscritti” al Registro Unico Nazionale possono applicare il nuovo “regime forfettario opzionale” che prevede, per le attività di servizi, l’applicazione di un coefficiente di redditività pari al:
- 7% per ricavi fino a 130 mila euro;
- 10% per ricavi tra i 130.001 e 300.000 euro;
- 17% per ricavi oltre i 300.000 euro.
Altre attività, i coefficienti risultano essere pari al:
- 5% per ricavi fino a 130.000 euro;
- 7% per ricavi tra i 130.001 e 300.000 euro;
- 14% per ricavi oltre i 300.000 euro.
L’opzione è triennale da applicarsi nella dichiarazione riferibile al periodo di imposta di applicazione di tale regime.
c. Denominazione sociale articolo 12 D.Lgs. 117/2017
Ai sensi dell’articolo 12 la denominazione sociale deve contenere l’indicazione di Ente Terzo Settore e/o l’acronimo ETS. Di tale indicazione deve farsi uso negli atti, corrispondenze e nelle comunicazioni pubbliche.
d. Statuto Sociale – Atto costitutivo articolo 21 D.Lgs. 117/2017
Lo Statuto deve indicare:
- Le norme relative al funzionamento dell’Ente (regole per la CdA, assemblee, collegio sindacale o sindaco unico, approvazione del bilancio);
- Anche se forma oggetto di atto separato lo statuto di ETS costituisce parte integrante dell’atto costitutivo;
- In caso di contrasto fra le clausole dell’atto costitutivo e quello dello statuto prevalgono queste ultime.
L’atto costitutivo ETS deve indicare:
- La denominazione dell’ente, con indicazione di Ente del Terzo Settore;
- L’assenza dello scopo di lucro;
- Le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociali perseguite;
- L’attività di interesse generale che costituisce l’oggetto sociale;
- Il patrimonio sociale per l’eventuale riconoscimento della personalità giuridica;
- I diritti e gli obblighi degli associati dove presenti;
- I requisiti per l’ammissione dei nuovi associati ove presenti e la relativa procedura;
- La nomina dei primi componenti degli organi sociali obbligatori;
- La nomina del soggetto incaricato della revisione legale se previsto;
- Le norme sulla devoluzione del patrimonio sociale in caso di scioglimento o estinzione;
- La durata dell’ente se prevista.
e. Libri sociali articolo 15 D.Lgs 117/2017
Gli ETS devono tenere i seguenti libri sociali obbligatori:
- Il Libro degli associati o aderenti;
- Il Libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di amministrazione, dell’organo di controllo, e di eventuali altri libri sociali;
- Il Libro degli associati e delle adunanze e delle deliberazioni sono tenuti a cura dell’organo di amministrazione. I libri amministrativi sono tenuti a cura dell’organo cui si riferiscono.
f. Competenze assemblea art.25 D.Lgs 117/2017
L’assemblea dei soci degli ETS ha le seguenti competenze:
- Nomina e revoca i componenti degli organi sociali;
- Nomina e revoca quando previsto per il soggetto incaricato della revisione legale dei conti;
- Delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuove azione di responsabilità nei loro confronti;
- Delibera sull’esclusione degli associati, se l’atto costitutivo o lo Statuto non attribuiscono la relativa competenza ad altro organo eletto della medesima;
- Delibera sugli altri soggetti attribuiti dalla Legge, dall’atto costitutivo o dallo Statuto alla sua competenza.
g. Organo amministrativo articolo 26 D.Lgs 117/2017
Nelle associazioni riconosciute e/o non riconosciute nel Terzo Settore l’assemblea nomina un “organo di amministrazione”, fatta eccezione per i primi che sono nominati nell’atto costitutivo.
Per la nomina dell’organo amministrativo la maggioranza degli amministratori è scelta fra le persone fisiche associate oppure indicate dagli enti giuridici associati. Sembra esclusa la nomina di un amministratore unico.
h. Organo di controllo articoli 30-31 D.Lgs 117/2017
L’attività di controllo di ETS deve essere distinta in:
- Attività di vigilanza per monitorare il corretto funzionamento dell’attività dell’ENP attraverso controlli statutari e legali;
- Controlli sull’effettiva attività dell’ente, gli stessi non si devono limitare alla verifica del rispetto formale e sostanziale delle previsioni normative e statutarie.
I parametri per la “nomina obbligatoria” dell’organo di controllo (da superarsi 2 su 3 per 2 esercizi consecutivi):
- Totale attivo dello stato patrimoniale: 110.000 euro;
- Ricavi, rendite, proventi entrate comunque denominate: 220.000 euro;
- Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unità.
I parametri per l’obbligo di “nomina del revisore” (da superarsi 2 su 3 per 2 esercizi consecutivi):
- Totale dell’attività dello stato patrimoniale 1.100.000 euro;
- Ricavi, rendite, proventi entrate comunque denominate: 2.200.000 euro;
- Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 12 unità.
i. Bilancio e rendiconto articolo 13 D.Lgs. 117/2017
Gli Enti del Terzo Settore devono redigere:
- Il Bilancio d’esercizio formato dallo stato patrimoniale, rendiconto finanziario con indicazioni dei proventi e oneri;
- La “relazione di missione” che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.
Gli Enti del Terzo Settore che determinano “ricavi, rendite, proventi e/o entrate comunque denominate inferiori a 220.000 euro devono redigere il “rendiconto finanziario per cassa” e tenere la contabilità semplificata.
Gli Enti del Terzo Settore che determinano ricavi, rendite, proventi e/o Entrate comunque denominate superiori a 220.000 euro devono redigere rendiconto con il “criterio di competenza” tenuta contabilità ordinaria.
Gli Enti del Terzo Settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 100.000 euro annui devono pubblicare annualmente e tenere aggiornati nel proprio sito internet, o nel sito internet della rete associativa cui aderiscono.
Gli enti del Terzo Settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 1.000.000 di euro annui devono depositare presso il Registro Unico Nazionale del Terzo settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo le linee guida adottate con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Gli Enti del Terzo Settore che svolgono attività esclusivamente in forma di impresa commerciale devono redigere e depositare presso il Registro delle imprese il bilancio di esercizio redatto, a seconda dei casi, ai sensi degli articoli 2423 e seguenti, 2435-bis o 2435ter del Codice civile;
L’organo di amministrazione documenta il carattere secondario e strumentale dell’attività diverse nella relazione di al bilancio o nella relazione di missione.
l. Tenuta e conservazione scritture contabili articolo 87 D.Lgs. 117/2017
In relazione all’attività complessiva svolta da tutti gli “ETS non commerciali” gli stessi ai sensi dell’art.87 sono tenuti a redigere le scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni di gestione e relativa rappresentazione degli stessi in appositi documenti quali il bilancio sociale e/o rendiconto di gestione.
Gli ETS che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale devono tenere le scritture contabili di cui all’art.2214 del Codice civile
m. Registro Unico Nazionale Terzo Settore articoli 46-54
Presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali verrà istituito il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Nel Registro in questione devono risultare per ciascun ente:
- la forma giuridica;
- la sede legale (con l’indicazione di eventuali sedi secondarie);
- la data di costituzione;
- l’oggetto dell’attività di interesse generale;
- il possesso della personalità giuridica e il patrimonio minimo;
- le generalità dei soggetti che hanno la rappresentanza legale dell’ente;
- le generalità dei soggetti che ricoprono cariche sociali con indicazione di poteri e limitazioni.
Il Registro consentirà a tutti gli iscritti di godere di tutta una serie di benefici, soprattutto di
carattere fiscale, espressamente previsti a seguito delle iscrizioni allo stesso (per esempio):
- Tassazione dell’ente in base ai coefficienti di redditività forfettari;
- Detrazione al 30% delle erogazioni liberali dell’ente;
- Social bonus;
- Crediti d’imposta pari al 68%, gestione beni sottratti alla mafia e/o criminalità organizzata;
- Non assoggettamento a imposte di successione e donazione, ipotecarie e catastali per i trasferimenti a titolo gratuito effettuati a favore dell’ente.
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2018 18:13