Source: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2002/09/siste/00000553.htm
Timestamp: 2019-06-20 13:15:38+00:00
Document Index: 44272503

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 11']

Deliberazione della Giunta Regionale 18 febbraio 2002, n. 7-5295
Legge Regionale n. 56/77 e s.m.i.. Comune di Priocca (CN). Variante n. 2 al Piano Regolatore Generale Intercomunale vigente. Approvazione
Di approvare, ai sensi degli artt. 15 e 17 della Legge Regionale 5.12.1977 n. 56 e successive modificazioni, la Variante n. 2 al Piano Regolatore Generale Intercomunale vigente interessante unicamente il Comune di Priocca, in Provincia di Cuneo, adottata e successivamente modificata con deliberazioni consiliari n. 9 in data 26.2.1998, n. 30 in data 28.6.1999, n. 20 in data 13.9.2000, n. 19 in data 20.6.2001 e n. 32 in data 27.9.2001, subordinatamente allintroduzione ex officio, negli elaborati progettuali, delle ulteriori modifiche specificatamente riportate nellallegato documento A in data 22.1.2002, che costituisce parte integrante al presente provvedimento, fatte comunque salve le prescrizioni del D.L. 30.4.1992 n. 285 Nuovo Codice della Strada e del relativo Regolamento approvato con D.P.R. 16.12.1992 n. 495 e successive modificazioni.
La documentazione relativa alla Variante n. 2 al Piano Regolatore Generale Intercomunale vigente, adottata dal Comune di Priocca, debitamente vistata, si compone di:
- Deliberazione consiliare n. 9 in data 26.2.1998, esecutiva ai sensi di legge, con allegato:
- Elab. - Relazione illustrativa.
- Elab. - Controdeduzioni alle osservazioni sul Progetto Preliminare.
- Elab. - Norme Tecniche di Attuazione.
- Elab. - Relazione geologico-tecnica sulle nuove aree di
- Elab. - Relazione geologico-tecnica sullarea di
variante AH.
- Tav.3 - Localizzazione delle osservazioni al progetto preliminare, in scala 1:5.000.
- Tav.1 - Planimetria delle aree del P.R.G.I. Capoluogo e Frazioni, in scala 1:2.000.
- Tav.2 - Planimetria delle aree del P.R.G.I. Delimitazione del nucleo storico, in scala 1:1.000.
- Tav.3 - Planimetria delle aree del P.R.G.I. Intero territorio comunale, in scala 1:5.000.
- Deliberazione consiliare n. 30 in data 28.6.1999, successivamente integrata con deliberazioni consiliari n. 20 in data 13.9.2000, n. 19 in data 20.6.2001 e n. 32 in data 27.9.2001, tutte esecutive ai sensi di legge, con allegato:
- Elab. - Controdeduzioni alle osservazioni formulate dalla Regione Piemonte.
- Elab. - Controdeduzioni alle osservazioni formulate dalla Regione Piemonte. Integrazioni.
- Tav.3 - Planimetria delle aree del P.R.G.I. e dellidoneità allutilizzazione urbanistica in relazione alla pericolosità geomorfologica, in scala 1:5.000.
- Elab. - Relazione geologico-tecnica sulle aree di
- Elab. - Relazione geologico-tecnica.
- Tav.1 - Carta geolotologica, in scala 1:10.000.
- Tav.2 - Carta geomorfologica, dei dissesti, della dinamica fluviale e del reticolo idrografico minore, in scala 1:10.000.
- Tav.3 - Carta di sintesi della pericolosità geomorfologia e dellidoneità allutilizzazione urbanistica, in scala 1:10.000.
- Sulla Carta di sintesi della pericolosità geomorfologica e dellidoneità allutilizzazione urbanistica e, conseguentemente anche sulla tav. n. 3a di variante in scala 1:5.000 si operano le seguenti modifiche:
- in corrispondenza del rio Bieggio, larea ricadente entro la Classe III A1 viene estesa a monte sino allapice del corso dacqua per una distanza di m. 30 dalle sponde sia in destra che in sinistra idrografica;
- in corrispondenza del rio Mora (o Valle Priocca), la Classe III A1 viene estesa a monte sino allapice del corso dacqua per una distanza di m. 20 dalle sponde sia in destra che in sinistra idrografica;
- in corrispondenza del ramo laterale Est del Rio Valle di Priocca, al confine con il comune di Govone, larea di classe III A1 viene ampliata sino a coincidere con il limite della classe II adiacente;
- nella legenda della tavola la definizione: Classe III B3" viene rettificata in Classe III B2".
- Sulla tavola n. 3a
- la perimetrazione delle aree di classe III A individuate entro lambito di territorio situato lungo il confine con il Comune di Govone, presso la S.P. per Magliano Alfieri, poco a NE della località Roagna è da intendersi rettificata per quanto necessario a renderla coerente con la delimitazione prevista dalla Carta di Sintesi della pericolosità geomorfologica e dellidoneità allutilizzazione urbanistica.
- Sulle tavole n. 1 - 3 e 3a:
- i lotti di completamento art. 91 quinquies L.R. 56/77" individuati con le lettere: AG-E-F-G, sono da intendersi stralciati;
- larea AC è da intendersi ridefinita, secondo il perimetro originariamente previsto dalla Variante in oggetto ovvero escludendo il settore inserito in fase controdeduttiva;
- larea IC5 è da intendersi riperimetrata con esclusione del settore a forma triangolare che si sviluppa verso valle a confine col lotto R;
- lampia perimetrazione proposta per il nucleo frazionale rurale di Roagna è da intendersi ridefinita mediante lo stralcio dei settori inedificati ed a rischio gravitativo situati a valle della omonima strada comunale e della strada vicinale del Pometto e conferma dellarea a verde pubblico (area naturalistica di fontana Lesca);
- il perimetro del nucleo frazionale rurale di località Borbore è da intendersi ridotto al solo settore in destra idrografica del rio Bieggio già previsto dal vigente P.R.G.I. ed ai restanti ambiti individuati a valle della strada provinciale; questo anche al fine di escludere ulteriori addensamenti urbanisticamente ingiustificabili a ridosso dellinfrastruttura;
- l"Area con colture specializzate a vigneto" individuata in località Castellero ed i relativi riferimenti di legenda sono da intendersi stralciati;
- le definizioni delle fasce di rispetto stradale di mt. 20 riportate dalle tavole n. 1 e 3 sono da intendersi integrate per quanto necessario ad estenderle a tutti i fronti delle aree agricole ed A.S.A. posti in fregio alla viabilità comunale;
- per tutte le superfici corrispondenti alle predette aree o parti di aree stralciate o comunque escluse ex officio dalle perimetrazioni proposte dalla Variante n. 2 sono da intendersi ripristinate le originarie destinazioni duso e vincoli di P.R.G.I.;
- sulla legenda delle tavole n. 1-2-3 e 3a il testo che segue la simbologia relativa agli Edifici di valore ambientale viene integrato con la reintroduzione della precisazione: Ai sensi dellart. 24 L.R. 56/77 e s.m..
Modifiche alle relazioni geologico tecniche
- la Relazione Geologico Tecnica datata 12 giugno 2000 viene modificata mediante:
- la rettifica di tutte le classificazioni: Classe III-B-3" in: Classe III-B-2";
- lo stralcio, dal testo di pag. 40 relativo alle Deroghe ex art. 29 L.R. 56/77", del disposto che recita: Ulteriori e motivate deroghe ____ omissis ____ sulle tavole di piano."; in quanto inammissibile senza ricorso alle prescritte procedure di variante;
- la Relazione Geologico Tecnica sulle aree di Variante datata 12 agosto 2000 è da intendersi modificata mediante:
- linserimento, a conclusione della premessa di pag. 2, della precisazione: Le predette tavole 1-2-3 e 3a sono poi state sostituite con D.C. n. 19 del 20.6.2001 con altre sempre datate Giugno 2000 ma corrette nei contenuti;
- la rettifica di tutte le classificazioni: Classe III-B-3" in Classe II-B-2";
- la correzione del frontespizio della Scheda n. 23" con rettifica delle parole Classe II di idoneità urbanistica", in Classe II-IIIA e III-B-2";
- ladeguamento della classificazione e delle prescrizioni progettuali previste dalla predetta scheda n. 23 per lattività individuata come Lotto IC9" a quanto stabilito per le attività ora ricadenti in ambiti di classe III-B-2 (aree IC12-IC13-IC28).
- larticolo 1.2 è da intendersi modificato mediante lo stralcio del comma finale che recita: Le colture ____ omissis ____ Agricolo Comunale.;
- a conclusione dellarticolo 2.6 viene inserita la seguente precisazione: Per quanto attiene le prescrizioni e limitazioni duso gravanti sul territorio e sulle aree perimetrale si precisa che i contenuti della Relazione Geologico Tecnica di piano, dei relativi allegati cartografici, e della tavola n. 3a sono da intendersi in ogni caso prevalenti e vincolanti rispetto alle restanti previsioni cartografiche e normativa di P.R.G.I.;
- dopo il primo comma dellart. 3.4, ovvero dopo le parole mt. 5 da piccoli rii e balere, si inseriscono le seguenti precisazioni richieste dal Settore Prevenzione Territoriale del Rischio Geologico: La predetta distanza di mt. 5 dovrà essere applicata unicamente per i corsi dacqua a sedime non demaniale e pertanto non sottoposti alla regolamentazione del R.D. 523/04. Al fine della loro individuazione cartografica si impiegherà pertanto la Carta geomorfologia, dei dissesti della dinamica fluviale e del reticolo idrografico minore", che definisce tali corsi dacqua minori nel modo seguente:
- evidenze di erosione dovute allo scorrimento incanalato delle acque superficiali;
- settori di impluvio intracollinare dove si concentra maggiormente il drenaggio delle acque superficiali e sotterranee.
Si richiama lapplicazione del R.D. 523/04 per tutti i corsi dacqua con sedime demaniale".
- al secondo comma dellart. 3.4 il riferimento: L.R. 28/2/1989" viene sostituito con L.R. 3 aprile 1989, n. 20 e s.m.";
- il terzo comma dellarticolo 3.4, relativo alle fasce di rispetto ex L. 431/85, è da intendersi modificato mediante lo stralcio e sostituzione del testo che segue la prima virgola con la seguente precisazione: con lavvertenza che nelle zone perimetrale si applicano, ove ne ricorrano le condizioni, le esclusioni previste dalla vigente normativa;
- a conclusione dello stesso art. 3.4 viene inserita la seguente precisazione richiesta dal Settore Prevenzione Territoriale:
In merito alla possibilità di deroghe alle distanze previste dallarticolo 29 ex L.R. 56/77 si precisa quanto segue:
- su tutto il territorio, le deroghe alle distanze dai corsi dacqua previste dallarticolo 29 L.R. 56/77 devono seguire la procedura prevista dalla vigente normativa
- le distanze dai corsi dacqua entro le perimetrazioni del centro abitato sono regolamentate dal comma 4 dellart. 29 L.R. 56/77 e dalla Circolare P.G.R. n. 14/LAP/PET dell8.10.98
- nuovi edifici devono in ogni caso essere esclusi entro la classe di pericolosità IIIA1 della Carta di Sintesi della pericolosità geomorfologica e dellidoneità allutilizzazione urbanistica.
- il testo dellart. 4.4 è integrato con la seguente prescrizione: LA.C. definirà gli accessi e la specifica funzione dellarea a parcheggio pubblico n. 6 considerando la prevalente esigenza di non attivare flussi pedonali e veicolari con larea D.C.R. tali da creare situazioni di pericolo o di intralcio alla viabilità provinciale;
- allarticolo 6, relativamente alle distanze da osservarsi per nuove costruzioni ed ampliamenti, dopo la prescrizione: - distanze da rii e balere 5 mt., viene inserita la precisazione: (nel rispetto di quanto meglio precisato dallart. 3.4 e dalla relazione geologico-tecnica di piano).;
- a conclusione dellarticolo 6 è inserita la seguente prescrizione: Il Comune adotterà tutti i provvedimenti necessari per garantire le necessarie condizioni di sicurezza per gli edifici già realizzati su aree previste dalla Variante n. 2 al P.R.G.I. e risultate inidonee allutilizzazione urbanistica a seguito di ulteriori indagini geologiche.;
- allarticolo 6.1 il testo che può essere individuato come terzo comma (relativo alle altezze massime delle aziende IC) è da intendersi modificato, per motivazioni di carattere paesaggistico-ambientale, mediante la sostituzione del testo di variante che recita: non potrà superare i mt. 10.00,, con: non potrà superare i mt. 7.50 fatte salve le maggiori altezze per sovrastrutture tecniche documentatamene necessarie alle attività insediate e;
- dopo il predetto 3 c. dellart. 6.1 è da intendersi inserita, per le stesse motivazioni, la seguente precisazione: Nel caso di interventi in aree localizzate sulle dorsali collinari o in aderenza a contesti residenziali caratterizzati da edifici di altezza limitata lA.C. potrà comunque imporre il rispetto delle altezze in atto o di altezze che non si discostino in modo significativo da quelle circostanti, al fine di escludere fratture ambientali.;
- a conclusione del più volte citato art. 6.1 si inserisce la seguente prescrizione: Per quanto attiene gli interventi consentiti nellarea IC5 si precisa che lattuazione degli interventi di ampliamento ammessi dalla Variante n. 2 al P.R.G.C. è subordinata alla realizzazione di una idonea schermatura vegetale, con essenze ad alto fusto e cespugliame, lungo tutti i lati che prospettano verso valle ed alladozione di tutti gli accorgimenti progettuali necessari a favorire un corretto inserimento ambientale delintervento inteso come insieme delle preesistenze e delle previsioni di variante.; - nellart. 8.1 il disposto di pag. 40 che definisce le dimensioni massime dei piccoli locali per il ricovero di attrezzature agricole in: mq. 5 - _ da intendersi rettificato in: mq. 25.00", come previsto dal vigente P.R.G.I.;
- a conclusione della scheda tecnica n. 1 dellarticolo 11.6 sono inserite le seguenti prescrizioni:
La realizzazione degli interventi previsti sui lotti di completamento contraddistinti con le lettere A-B-C- è subordinata alla contemporanea realizzazione di un idoneo collegamento con la viabilità comunale che garantisca le necessarie condizioni di visibilità;
Relativamente al lotto di completamente R si stabilisce che potrà essere consentita la realizzazione di un unico edificio a corpi sfalsati con le seguenti caratteristiche:
- sviluppo parallelo alla strada provinciale;
- larghezza di manica non superiore a mt. 6.00;
- altezza massima mt. 4.50;
- tetto a capanna;
- utilizzo di materiali, particolari costruttivi e colori tradizionali atti a favorire un corretto inserimento ambientale dellintervento;
è inoltre prescritto il ricorso a recinzioni a giorno o con siepi ed il divieto di realizzazione di nuovi accessi sulla predetta viabilità provinciale."
- nel capoverso della successiva scheda tecnica n. 3 la sigla (Drc), viene rettificata in: (DCR);
- ad integrazione della predetta scheda tecnica n. 3" conclusiva dellart. 11.6, si inseriscono inoltre le seguenti prescrizioni richieste dal Settore Prevenzione del Rischio Geologico: Poiché la strada prevista tra le vie Berca e la viabilità provinciale risulta attraversare un corso dacqua, peraltro ricadente nella classe IIIa della Carta di sintesi della pericolosità geomorfologia e dellidoneità allutilizzazione urbanistica dovrà essere allestita una specifica scheda tecnica, mediante la quale si illustri la tipologia di attraversamento più idonea al fine di evitare eventuali allagamenti entro le aree circostanti. E escluso a priori limpiego di manufatti tubolari. Per quanto riguarda la realizzazione delle aree per servizi n. 5 (parcheggio) e n. 13 (verde pubblico), interne allarea DRC in oggetto, si richiamano gli obblighi di legge ed in particolare le distanze previste dal R.D. 523/04 per i corsi dacqua con sedime demaniale e si impone in ogni caso il divieto di realizzazione di fabbricati e di ricoprimento del corso dacqua interposto, il cui equilibrio risulta già peraltro compromesso dal posizionamento di un manufatto tubolare.