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Timestamp: 2017-01-16 23:23:26+00:00
Document Index: 50240234

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 18', 'art. 26', 'art. 43', 'art. 3', 'art. 18', 'art. 43', 'art. 33', 'art. 36', 'art. 50', 'art. 5', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 18', 'art.36', 'art.36', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15']

⭐Liceo classico Alessandro Manzoni
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Clementina Gabriela Pisano
1 Via Sapeto, Milano Tel PROGETTAZIONE INDUSTRIALE Fax: Liceo classico Alessandro Manzoni Via Orazio Milano PIANO DI EMERGENZA SICUREZZA ANTINCENDIO E GESTIONE DELLE EMERGENZE D.M. 26 agosto 1992 D.M. 10 marzo 1998 D.Lgs 81/2008 e s.m.i. STATO DEL DOCUMENTO Rev. Data Natura della Modifica A Marzo 2008 Prima emissione B Dicembre 2009 Revisione IL DATORE DI LAVORO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA CAPITALE SOCIALE: ,00 i.v.- iscritta alla C.C.I.A.A. n n. REA PARTITA IVA E CODICE FISCALE N2 pag. 23 SOMMARIO 1 DEFINIZIONI EMERGENZA Eventi che provocano emergenze PIANO D EMERGENZA SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA SQUADRA DI SOCCORSO SOCCORRITORI INTRODUZIONE OBIETTIVI DEL PIANO D EMERGENZA REQUISITI DEL PIANO D EMERGENZA AGGIORNAMENTI DEL PIANO D EMERGENZA LE CARATTERISTICHE DELL ISTITUTO NOTE DI CARATTERE GENERALE DESCRIZIONE DELLE PARTI COMUNI USCITE DI SICUREZZA E ITINERARI D EMERGENZA PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER LE VIE DI FUGA I PRESIDI ANTINCENDIO DELL ISTITUTO PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER I PRESIDI ANTINCENDIO ACCESSIBILITÀ DEI SOCCORSI ESTERNI PERSONE PRESENTI NELL EDIFICIO PERSONALE NELL ISTITUTO AZIENDE CHE EFFETTUANO LAVORI DI MANUTENZIONE E RISTRUTTURAZIONE GESTIONE DELL EMERGENZA PERSONALE NELL EDIFICIO LA SQUADRA DI SOCCORSO IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA LIVELLO DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE FORNITO AI LAVORATORI INFORMAZIONE ANTINCENDIO ESERCITAZIONI ANTINCENDIO PREPARAZIONE DEI SOCCORRITORI E LORO FORMAZIONE FASE OPERATIVA DEL PIANO D EMERGENZA pag. 34 7.1 EMERGENZA OCCORSA NELL ISTITUTO FALSO ALLARME PIANO DI EVACUAZIONE NOTE DI CARATTERE GENERALE GESTIONE DELL EMERGENZA E ATTUAZIONE DEL PIANO DI EVACUAZIONE DELLE AREE DELL ISTITUTO INTERESSATE DALL INCENDIO EVACUAZIONE TOTALE DELL'EDIFICIO EMERGENZE O EVENTI DISASTROSI IN EDIFICI LIMITROFI EMERGENZE CREATE DAGLI INFORTUNI SUL LAVORO INFORTUNI SUL LAVORO Classificazione degli infortuni ORGANIZZAZIONE DEL SOCCORSO NELLE EMERGENZE CAUSATE DAGLI INFORTUNI SUL LAVORO NOTE DI CARATTERE GENERALE Presidi sanitari Norme elementari d igiene Procedure per le iniezioni Intervento sul luogo dell infortunio Infortuni dovuti a fattori fisici Infortuni dovuti a fattori termici Infortuni dovuti all elettricità Malori improvvisi NORME DI LEGGE CONSULTATE NUMERI TELEFONICI DA CHIAMARE IN CASO DI EMERGENZA INTERVENTI DEL SOCCORRITORE TAVOLE ALLEGATE PROCEDURE DI EVACUAZIONE pag. 45 1 DEFINIZIONI 1.1 EMERGENZA Si definisce emergenza qualsiasi situazione di crisi o di pericolo che deve essere affrontata tempestivamente e con energia, secondo un piano preventivamente predisposto, per salvaguardare vite umane e per impedire o limitare danni eventuali EVENTI CHE PROVOCANO EMERGENZE Eventi interni - Incendio - Allagamenti - Fuga di gas - Esplosione - Crollo d impianti e di strutture - Spandimento di liquidi tossici o infiammabili - Mancanza improvvisa di energia elettrica - Fermata impianti di sollevamento - Infortuni sul lavoro o malore Eventi esterni - Calamità naturali - Attentati - Sommosse - Eventi che colpiscono edifici limitrofi mettendo a rischio la sicurezza dello stabile in questione pag. 56 1.2 PIANO D EMERGENZA Il Piano d Emergenza comprende la programmazione e l organizzazione dei soccorsi, degli interventi e dell esodo in circostanze di crisi. Esso si riferisce agli eventi dannosi, quali ad esempio l incendio, ed ai sinistri interni od esterni al liceo classico Alessandro Manzoni sito in via Orazio 3, interessanti il fabbricato medesimo nella sua globalità o circoscritti a determinati settori. 1.3 SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi, esterni od interni all istituto, finalizzati all attività di prevenzione dai rischi professionali nello stabile. 1.4 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Persona designata dal dirigente scolastico in possesso di attitudini e capacità adeguate. 1.5 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Persona o persone elette o designate per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e sicurezza durante il lavoro. 1.6 SQUADRA DI SOCCORSO La squadra di soccorso è composta da persone incaricate dell attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione delle persone presenti nello stabile in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza. 1.7 SOCCORRITORI I soccorritori sono coloro che compongono la squadra di soccorso. pag. 67 2 INTRODUZIONE La redazione del Piano d'emergenza risulta obbligatoria in base alle seguenti disposizioni: a) articoli 3 e 18 del D.Lgs 9 Aprile 2008 n 81 e s.m.i.. b) articoli 1 e 5 del Decreto del Ministero dell Interno 10 marzo Il piano d emergenza del liceo classico Alessandro Manzoni sito in via Orazio 3 è stato predisposto sulla base dell analisi dei rischi. Il piano gestisce l emergenza attraverso: - la predisposizione di misure di prevenzione incendi e di lotta antincendio, di evacuazione delle persone presenti nell istituto in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso; - l individuazione e la nomina del personale addetto alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, pronto soccorso; questo al fine di far fronte a situazioni di pericolo e di portare soccorso ai soggetti coinvolti da eventi disastrosi o da infortuni; - la predisposizione di procedure atte ad evitare l improvvisazione e l arbitrarietà durante situazioni di crisi e ad istruire il personale ad assumere comportamenti responsabili nelle diverse fasi di un'emergenza; - l individuazione delle vie di esodo da percorrere in caso di emergenza e dei luoghi sicuri in cui le persone si possono raccogliere in attesa di soccorso; - l informazione e la formazione fornite alle persone presenti nell istituto. pag. 78 2.1 OBIETTIVI DEL PIANO D EMERGENZA Il Piano d Emergenza si prefigge di raggiungere i seguenti due obiettivi, in ordine di priorità: - il salvataggio delle persone attraverso l evacuazione ed il pronto soccorso; - la difesa delle strutture. 2.2 REQUISITI DEL PIANO D EMERGENZA Il Piano d Emergenza, al fine di essere pienamente efficace, è strutturato in modo tale da presentare le seguenti caratteristiche: - facile applicazione; - rapida attuabilità; - validità per ogni possibile evento; - compatibilità con le attività che si svolgono all interno della sede; - allerta delle sole persone competenti circa il tipo d'emergenza previsto; - individuazione dei compiti e dei livelli di responsabilità; - intervento degli addetti in tutti i casi d'emergenza, compreso il falso allarme; - continuo riferimento alle norme di legge in tema di sicurezza ed igiene sul lavoro. 2.3 AGGIORNAMENTI DEL PIANO D EMERGENZA Oltre che attraverso le esercitazioni periodiche antincendio, il piano d emergenza sarà aggiornato per mutate situazioni all interno dell istituto, quali cambiamenti degli ambienti di lavoro e assunzione di nuovo personale. pag. 89 3 LE CARATTERISTICHE DELL ISTITUTO 3.1 NOTE DI CARATTERE GENERALE AFFOLLAMENTO: numero massimo ipotizzabile di persone presenti in istituto o in una determinata area dello stesso. LUOGO SICURO: spazio scoperto ovvero compartimento antincendio separato da altri compartimenti mediante spazi scoperti o filtri a prova di fumo avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone, dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio. PERCORSO PROTETTO: percorso caratterizzato da un adeguata protezione contro gli effetti di un incendio che può svilupparsi nella restante parte dell edificio. Esso può essere costituito da un corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala esterna. USCITA DI PIANO: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente esposte al rischio diretto degli effetti di un incendio e che può configurarsi come segue: uscita che immette direttamente in luogo sicuro; uscita che immette in percorso protetto attraverso il quale può essere raggiunta l uscita che immette in un luogo sicuro. VIA DI FUGA (da utilizzare in caso di emergenza): itinerari d emergenza prestabilito dal piano generale d emergenza che consente agli occupanti di un edificio di raggiungere un luogo sicuro. pag. 910 3.2 DESCRIZIONE DELLE PARTI COMUNI Il liceo classico Alessandro Manzoni si compone di: piano rialzato dove sono presenti: o ingresso / atrio; o portineria; o sala riservata al personale ATA o aule; o biblioteca per gli alunni; o spogliatoio personale ATA; o spogliatoio alunne; o spogliatoio alunni; o locali adibiti a deposito; o palestre; o appartamento del custode costituito da cucina, soggiorno, camera da letto, ripostiglio e bagno; o bagni; primo piano dove sono presenti: o presidenza; o vicepresidenza; o segreteria; o sportello psicologico; o uffici; o sale per il ricevimento dei parenti; o archivio o sala insegnanti; o aule; o aula magna o biblioteca; o sala medica; o zona bar; pag. 1011 o bagni; o deposito; piano rialzato dove sono presenti: o ufficio tecnico; o aule; o aule video; o sala stampa; o laboratori (di fisica, informatica, scienze e linguistico); o deposito; o sale strumenti; o magazzino; o bagni. 3.3 USCITE DI SICUREZZA E ITINERARI D EMERGENZA Le uscite d'emergenza del complesso immettono direttamente o nell area esterna o nel cortile interno dal quale è possibile raggiungere l area esterna tramite l ingresso principale. Inoltre tutte le uscite di sicurezza sono identificate da opportuna segnaletica. Le vie di fuga e le relative uscite di sicurezza sono indicate nelle tavole grafiche riportate in allegato III. 3.4 PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER LE VIE DI FUGA Le vie di uscita devono essere sicure e non presentare pericoli per le persone che vi transitano, dovranno pertanto essere protette da muri, parapetti o vetri antisfondamento fino ad un altezza di 110 cm. Le vie di uscita devono essere mantenute sgombere da materiali di deposito e da attrezzature che possono costituire pericoli potenziali di incendio. pag. 1112 Tutte le porte delle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il più presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa. pag. 1213 3.5 I PRESIDI ANTINCENDIO DELL ISTITUTO Il liceo classico Alessandro Manzoni sito in via Orazio 3 è protetto da diversi estintori a polvere di caratteristica di resistenza al fuoco come di seguito indicata: piano rialzato: o 13 estintori da 6 Kg polvere; primo piano: o 18 estintori da 6 Kg polvere; secondo piano: o 15 estintori da 6 Kg polvere; Ogni estintore è raggiungibile da qualsiasi punto con un percorso inferiore a 25 m. Le posizioni di ciascun estintore sono indicate nelle planimetrie riportate in allegato III. 3.6 PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER I PRESIDI ANTINCENDIO I mezzi di protezione antincendio devono essere mantenuti in efficienza. Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio devono essere effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, e delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione. In conformità a quanto richiesto dall art. 5 D.P.R /01/98, è stato predisposto il Registro Antincendio. La compilazione, a carico del responsabile dell attività, riguarda tutti i controlli e gli interventi di manutenzione sugli impianti e componenti con specifica funzione antincendio. 3.7 ACCESSIBILITÀ DEI SOCCORSI ESTERNI In caso d incendio o di qualsiasi altro sinistro è di primaria importanza che gli automezzi di soccorso (autopompe e ambulanze) possano avvicinarsi il più possibile allo stabile. pag. 1314 4 PERSONE PRESENTI NELL EDIFICIO 4.1 PERSONALE NELL ISTITUTO Il personale presente nel liceo classico Alessandro Manzoni è così suddiviso: Docenti Personale ATA Non docenti circa 19 persone circa 70 persone circa 835 persone 4.2 AZIENDE CHE EFFETTUANO LAVORI DI MANUTENZIONE E RISTRUTTURAZIONE Le aziende esterne che effettuano lavori di manutenzione nell istituto, sono tenute a comunicare ai Soccorritori presenti nell istituto il numero massimo di persone potenzialmente presenti e la loro esatta dislocazione. Tale comunicazione deve essere effettuata prima dell inizio dei lavori ed in caso di mutamenti nel numero di lavoratori o nella dislocazione degli stessi. pag. 1415 5 GESTIONE DELL EMERGENZA Per non essere impreparati al verificarsi di una situazione d emergenza, ed evitare dannose improvvisazioni, è necessario automatizzare le operazioni di sicurezza stabilendo preventivamente gli incarichi che spettano ad ogni persona presente nell istituto. 5.1 PERSONALE NELL EDIFICIO E' obbligo della direzione scolastica fornire ai propri lavoratori ed alle aziende appaltatrici di lavori di manutenzione un adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio (art. 18 comma 1, art. 26 e art. 43 D.Lgs. 81/2008 e art. 3 D.M. 10 marzo 1998). Le società presenti presso il liceo classico Alessandro Manzoni sito in via Orazio 3, in ottemperanza ai disposti di legge, forniranno ai propri dipendenti l informazione e la formazione obbligatoria e daranno in visione alle aziende appaltatrici di lavoro di manutenzione il presente piano, così che i responsabili delle stesse possano provvedere direttamente all adeguata informazione e formazione dei propri lavoratori. pag. 1516 5.2 LA SQUADRA DI SOCCORSO I Soccorritori, ai sensi del comma 1, lettera b) dell art. 18 del D. Lgs.81/2008 e s.m.i., sono designati dal dirigente scolastico. Ai sensi dell art. 43, comma 2, il numero dei Soccorritori viene determinato sulla base: - delle dimensioni dell edifici dell istituto classico Alessandro Manzoni; - del tipo di lavoro effettuato nei vari ambienti; - dei rischi che il suddetto lavoro comporta. La responsabilità della squadra di soccorso comprende: - la diffusione dell ordine di evacuazione: il personale incaricato ha il compito di diffondere tempestivamente, attraverso i mezzi convenuti preventivamente, il segnale di allarme; - il controllo delle operazioni di evacuazione; - le chiamate di soccorso: consultare l allegato; - l interruzione della corrente elettrica; - il controllo quotidiano della praticabilità delle uscite di sicurezza e dei percorsi per raggiungerle. I singoli Soccorritori designati non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. La squadra di soccorso ha i seguenti compiti: attua, in caso di pericolo grave ed immediato, le misure di pronto soccorso, evacuazione dei lavoratori e salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza descritte nell allegato 2; dovrà essere in grado di reagire positivamente al verificarsi di una emergenza, secondo le procedure prefissate e le proprie competenze; deve avere una presenza continua nell istituto durante le ore lavorative; deve recarsi sul luogo dove è stato segnalato l incendio o altro fattore di crisi al primo segnale d allarme, abbandonando rapidamente il proprio posto di lavoro. pag. 1617 5.3 IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, presso le società oggetto di questa relazione è l Ing. Fabio Collamati. Il servizio di prevenzione e protezione dell istituto, ai sensi dell art. 33 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i, ha i seguenti compiti: provvede all individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente; provvede a elaborare le misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo di tali misure; provvede a elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività; provvede a proporre i programmi di formazione e informazione dei lavoratori; provvede a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all art. 36; (le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e l evacuazione dei lavoratori). 5.4 IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per il liceo classico Alessandro Manzoni è il Sig.ra Ferrero Marina Giovanna. Il rappresentante per la sicurezza dell istituto, ai sensi del comma 1, lettera c) dell art. 50 del D. Lgs.81/2008 e s.m.i.: è consultato sulla designazione degli eletti al servizio di prevenzione, all attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, e all evacuazione dei lavoratori; promuove l elaborazione, l individuazione e l attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l integrità fisica dei lavoratori. pag. 1718 6 LIVELLO DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE FORNITO AI LAVORATORI 6.1 INFORMAZIONE ANTINCENDIO Ai sensi dell allegato VII del D.M. 10 marzo 1998 dirigente scolastico deve provvedere affinché ogni lavoratore riceva un adeguata informazione su: a) rischi di incendio legati all'attività svolta; b) rischi di incendio legati alle specifiche mansioni svolte; c) misure di prevenzione e di protezione incendi adottate nel luogo di lavoro con particolare riferimento a: osservanza delle misure di prevenzione degli incendi e relativo corretto comportamento negli ambienti di lavoro; modalità di apertura delle porte delle uscite; d) ubicazione delle vie di uscita; e) procedure da adottare in caso di incendio, ed in particolare: azioni da attuare in caso di incendio; procedure da attuare all'attivazione dell'allarme e di evacuazione fino al punto di raccolta in luogo sicuro; modalità di chiamata dei Vigili del Fuoco. f) i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze e pronto soccorso; g) il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell istituto. L'informazione deve essere basata sulla valutazione dei rischi, essere fornita al lavoratore all'atto dell'assunzione ed essere aggiornata nel caso in cui si verifichi un mutamento della situazione del luogo di lavoro che comporti una variazione della valutazione stessa. L'informazione deve essere fornita in maniera tale che il personale possa apprendere facilmente. Adeguate informazioni devono essere fornite agli addetti alla manutenzione e agli appaltatori per garantire che essi siano a conoscenza delle misure generali di sicurezza pag. 1819 antincendio nel luogo di lavoro, delle azioni da adottare in caso di incendio e delle procedure di evacuazione. Nei piccoli luoghi di lavoro l'informazione può limitarsi ad avvertimenti antincendio riportati tramite apposita cartellonistica ESERCITAZIONI ANTINCENDIO (Allegato VII del D.M. 10 marzo 1998 punto 7.4) Nei luoghi di lavoro ove, ai sensi dell'art. 5 del presente decreto, ricorre l'obbligo della redazione del piano di emergenza connesso con la valutazione dei rischi, i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio, effettuate almeno due volte l'anno, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. Nei luoghi di lavoro di piccole dimensioni, tale esercitazione deve semplicemente coinvolgere il personale nell'attuare quanto segue: percorrere le vie di uscita; identificare le porte resistenti al fuoco, ove esistenti; identificare la posizione dei dispositivi di allarme; identificare l'ubicazione delle attrezzature di spegnimento. L'allarme dato per esercitazione non deve essere segnalato ai vigili del fuoco. I lavoratori devono partecipare all'esercitazione e qualora ritenuto opportuno, anche il pubblico. Tali esercitazioni non devono essere svolte quando siano presenti notevoli affollamenti o persone anziane od inferme. Devono essere esclusi dalle esercitazioni i lavoratori la cui presenza è essenziale alla sicurezza del luogo di lavoro. Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, in genere, non dovrà essere messa in atto un'evacuazione simultanea dell'intero luogo di lavoro. In tali situazioni l'evacuazione da ogni specifica area del luogo di lavoro deve procedere fino ad un punto che possa garantire a tutto il personale di individuare il percorso fino ad un luogo sicuro. Nei luoghi di lavoro di grandi dimensioni, occorre incaricare degli addetti, opportunamente informati, per controllare l'andamento dell'esercitazione e riferire al datore di lavoro su eventuali carenze. Una successiva esercitazione deve essere messa in atto non appena: pag. 1920 una esercitazione abbia rivelato serie carenze e dopo che sono stati presi i necessari provvedimenti; si sia verificato un incremento del numero dei lavoratori; siano stati effettuati lavori che abbiano comportato modifiche alle vie di esodo. pag. 2021 6.2 PREPARAZIONE DEI SOCCORRITORI E LORO FORMAZIONE La formazione dei Soccorritori è prevista dal comma 3, dell art. 43 del D.Lgs. 81/2008, e s.m.i. ed è in modo esplicito richiesta dal comma 9 dell art. 37 del suddetto decreto legislativo che così recita: I lavoratori incaricati dell'attivita' di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico. Dal momento che le attività: 85: scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 presone presenti; 91: Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a Kcal/h (116 kw); svolte nell istituto classico Alessandro Manzoni rientrano nell elenco di cui al D.M. 16 febbraio In conformità a quanto indicato dall allegato I e dall allegato IX al D.M. 10 aprile 1998 il livello del rischio d incendio viene identificato come medio. Ai sensi dell art. 7 e dell allegato IX del D.M. 10 marzo 1998, i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendio o gestione delle emergenze, devono ricevere una specifica formazione antincendio della durata di 8 ore i cui contenuti minimi risultano i seguenti: Corso B: corso per addetti antincendio in attività a rischio di incendio medio (durata 8 ore). 1) L'incendio e la prevenzione incendi (2 ore). Principi sulla combustione e l'incendio; le sostanze estinguenti; triangolo della combustione; le principali cause di un incendio; rischi alle persone in caso di incendio; principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi. 2) Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio (3 ore). Le principali misure di protezione contro gli incendi; pag. 2122 vie di esodo; procedure da adottare quando si scopre un incendio o in caso di allarme; procedure per l'evacuazione; rapporti con i vigili del fuoco; attrezzature ed impianti di estinzione; sistemi di allarme; segnaletica di sicurezza; illuminazione di emergenza. 3) Esercitazioni pratiche (3 ore). Presa visione e chiarimenti sui mezzi di estinzione più diffusi; presa visione e chiarimenti sulle attrezzature di protezione individuale; esercitazioni sull'uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti. pag. 2223 7 FASE OPERATIVA DEL PIANO D EMERGENZA La fase operativa del Piano d Emergenza indica le procedure che devono essere seguite dalle persone presenti in sede e dalla squadra di soccorso. Le procedure operative possono considerarsi valide per tutti i possibili eventi identificati nel e, affinché il piano garantisca la necessaria efficacia, tutti dovranno rispettare le seguenti regole: - esatta osservanza di tutte le disposizioni riguardanti la sicurezza; - osservanza del principio che tutti gli operatori sono al servizio degli altri lavoratori presenti nell istituto per salvaguardarne l incolumità. In caso di emergenze che insorgono all interno dell istituto deve essere sempre avvertito il Soccorritore dell area interessata. 7.1 EMERGENZA OCCORSA NELL ISTITUTO La prima persona che si accorge dell emergenza prende i seguenti provvedimenti: avverte le persone presenti nella zona dell incidente che potrebbero correre pericolo; avverte il Soccorritore presente nell istituto comunicando chiaramente: o descrizione di quanto occorso (tipo di incidente, luogo ecc.) o gravità dell incidente o eventuale coinvolgimento di persone rimaste coinvolte o azioni intraprese per affrontare l emergenza pag. 2324 Il Soccorritore presente nell istituto, avvisato dell emergenza, prende i seguenti provvedimenti: avvisa, in caso di necessità, i servizi esterni di soccorso: Vigili del Fuoco e ambulanze Ai servizi esterni di soccorso saranno date telefonicamente come prima cosa le informazioni sul tipo di sinistro, sulla sua gravità e sull entità del coinvolgimento di persone e strutture. si reca sul posto per valutare la gravità della situazione e, nel caso sia necessario, fare evacuare la zona pag. 2425 caso I: GRAVITA BASSA: Il Soccorritore presente nell istituto, giunto sul luogo dell incendio constata che l emergenza può essere affrontata e risolta senza mettere a repentaglio la propria incolumità e quella altrui: affronta l incendio con estintori e con altri mezzi antincendio compresi quelli di difesa individuale e lo risolve in questa azione è assolutamente necessario tenere conto della natura dell incendio, del luogo in cui si è originato e delle sue immediate vicinanze, dei pericoli che possono incombere per un suo sviluppo a causa della presenza di materiale altamente combustibile o esplosivo o presenza di elementi elettrici in tensione dovrà usare mezzi di spegnimento idonei ad una determinata tipologia di incendio dovrà evitare l estendersi rapido e libero dell incendio adottando idonee misure di protezione attiva e passiva tutti coloro che sono presenti e che non partecipano all azione di spegnimento devono essere allontanati dal luogo dell incendio se vi sono lavoratori infortunati costoro saranno immediatamente soccorsi e, se del caso, inviati all ospedale darà il cessato allarme solo quando sarà accertato, anche tramite i Vigili del Fuoco, che l incendio è stato completamente domato e che l evento non si ripeterà terminata l emergenza dovrà agire tempestivamente con competenza e perizia ma anche con prudenza, secondo gli insegnamenti e le istruzioni ricevute durante i corsi d addestramento, senza mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri lavoratori presenti nel caso ritenga che le operazioni da effettuare siano rischiose perché esulano dalle proprie competenze e capacità o perché i mezzi di difesa a disposizione sono inadeguati, affiderà la lotta antincendio e i soccorsi ai Vigili del Fuoco e al pronto soccorso medico o ospedaliero, preoccupandosi di aiutare i lavoratori ad evacuare la zona dell incendio o di altro sinistro e di soccorrere i lavoratori infortunati con la prima assistenza. pag. 2526 caso II: GRAVITA ELEVATA: Il Soccorritore presente nell istituto, giunto sul luogo dell incendio constata che l incidente non è arginabile e potrebbe presentare dei rischi quali ad esempio l allargamento dell incidente ad altre parti o settori dell edificio o l esplosione: avverte, a seconda della gravità dell emergenza tutti i lavoratori di stare in allerta si accerta che tutte le persone con ordine di evacuare abbiano raggiunto un luogo sicuro una volta giunti sul posto i servizi esterni di soccorso si incarica di o dare le prime informazioni sull accaduto e sulle prime misure intraprese o comunicare l eventuale coinvolgimento di persone o condurre i soccorritori sul luogo del sinistro o informare i VVF sui mezzi antincendio e sulle eventuali riserve d acqua o consegnare le planimetrie dell edificio o coordinare gli interventi con il personale delle ambulanze per il soccorso e l eventuale ricovero delle persone infortunate pag. 2627 7.2 FALSO ALLARME Il Soccorritore presente nell istituto, giunto sul posto indicato come focolaio dell incendio o come centro di altro sinistro, constatato che non si è sviluppato l incendio o che non è avvenuto il sinistro segnalato, avverte della cessata emergenza tutto il personale. E opportuno, anche dopo il cessato pericolo, accertare le cause del falso allarme procedendo ad una accurata ricognizione dell ambiente di lavoro; in questo modo ci si assicurerà che, nel settore che è stato interessato dall allarme, non vi sono rischi o pericoli per la sicurezza e la salute dei lavoratori. pag. 2728 8 PIANO DI EVACUAZIONE Il piano di evacuazione prevede che il Soccorritore presente nell istituto che si accorge dell emergenza, seguendo le procedure espresse nella fase operativa di questo piano di emergenza, metta in atto le procedure pianificate di evacuazione. 8.1 NOTE DI CARATTERE GENERALE Il piano di evacuazione, che è parte integrante del piano generale d emergenza, detta istruzioni sul comportamento che le persone devono tenere in caso d incendio o di altro evento che renda necessario lo sgombero dell edificio. TIPI DI EVACUAZIONE L evacuazione può essere: evacuazione per evento pericoloso in atto; evacuazione precauzionale: viene effettuata a scopo di prevenzione, per evento pericoloso in atto in un luogo ancora distante o per possibilità che tale evento debba accadere in tempi ritenuti prossimi; evacuazione parziale: si evacua il settore colpito dall incendio, o da altro evento pericoloso, se non vi sono pericoli per gli altri settori; evacuazione totale dell edificio: si effettua in caso d incendio non circoscrivibile e non domabile con i mezzi e con le strutture aziendali. DEFLUSSO Il piano ha come obiettivo il regolare deflusso delle persone attraverso gli itinerari d emergenza e le uscite di sicurezza, in modo che l evacuazione sia ordinata e che non si formino intasamenti nei percorsi o ammassamenti di persone alle uscite di sicurezza. Questi itinerari e queste uscite costituiscono le vie di esodo o di fuga verso i punti di raccolta prefissati, situati in luogo sicuro, o verso le uscite di sicurezza. pag. 28 Vedere altro
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