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Timestamp: 2018-01-17 18:04:33+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2']

﻿ Imposta di bollo: atti notarili chiarimenti - Cassazione sentenza n. 21307 del 2013 - Studio Cerbone
Imposta di bollo: atti notarili chiarimenti – Cassazione sentenza n. 21307 del 2013
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La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 21307 depositata il 18 settembre 2013 intervenendo in materia di imposta di bollo su atti notarili ha statuito che l’imposta di bollo è dovuta con riferimento a ciascun atto e documento allegato della copia conforme all’originale degli atti notarili presentati per la registrazione e per la trascrizione all’Agenzia del Territorio.
Gli Ermellini nella sentenza in commento hanno trattato la questione concernente il pagamento dell’imposta di bollo con riferimento alla copia di un atto notarile, dichiarato conforme all’originale, al quale sono allegati altri documenti. La Commissione Tributaria Provinciale, in primo grado, e la Commissione Tributaria Regionale, in appello, hanno annullato l’avviso di irrogazione di sanzioni emesso nei confronti di un notaio per insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle copie conformi e sugli allegati degli atti notarili presentati all’Ufficio del Territorio. Per i giudici di merito si trattava di copia di singoli atti notarili corredati da documenti e non di copia di più atti, sicché l’imposta di bollo, contrariamente a quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, non era dovuta per ciascun allegato ai singoli atti, bensì solo in riferimento a ciascun atto.
I giudici della Corte Suprema evidenzia che per le copie di atti redatti dal notaio, dichiarate conformi all’originale, l’art. 5 D.P.R. n. 642/1972 prevede che “per copia si intende la riproduzione, parziale o totale, di atti, documenti e registri dichiarata conforme all’originale da colui che l’ha rilasciata” (lett. b), stabilendo, all’ultimo comma che “per le riproduzioni con mezzi meccanici, fotografici, chimici e simili il foglio si intende composto da quattro facciate sempre che queste siano unite o rilegate tra loro in modo da costituire un unico atto recante nell’ultima facciata la dichiarazione di conformità all’originale”.
Il sopra richiamato art. 5 esenta dall’imposta di bollo, tra gli altri, le copie presentate ai competenti uffici “ai fini dell’applicazione della delle leggi tributarie”; in quanto norma di esenzione, quindi eccezionale, risulta inapplicabile ai casi non espressamente previsti. Tale disposizione deve interpretarsi, secondo gli Ermellini, nel senso che l’indicata esenzione spetta solo quando funzione specifica della “copia” presentata sia quella di permettere l’espletamento della procedura di tassazione, dovendosi invece escludere nel caso di copia di atto notarile “certificata conforme” da presentarsi in sede di registrazione, mancando anche il requisito della “redazione in un unico contesto”, previsto dalla citata normativa. In questo caso, pertanto, trova applicazione l’art. 2 della tariffa all. A del citato decreto n. 642 del 1972, che assoggetta a bollo le copie di atti notarili dichiarate conformi all’originale dal notaio rogante.
Gli Ermellini hanno chiarito e precisato che nella circostanza in cui gli allegati degli atti conformi all’originale, risultano dotati ciascuno di propria autonomia in quanto trattasi di documenti autonomi, non redatti dal notaio, che hanno diversa provenienza (nel caso di specie, si è trattato di certificazioni rilasciate dal Comune) e autonoma consistenza al di fuori dell’atto notarile stesso. Sul punto, quindi, ha ragione l’Ufficio delle Entrate quando afferma che l’imposta di bollo è dovuta con riferimento a ciascun atto notarile e documento allegato della copia conferme all’originale dell’atto.
Per tutto quanto sopra evidenziato dalla Corte di Cassazione ha deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso introduttivo del contribuente al quale non resta che pagare le sanzioni irrogate dall’Ufficio finanziario, ma non le spese del giudizio che sono state compensate.
Illegittima la tassazione in misura proporzionale dei provvedimenti giudiziari relativi al solo grado di collocazione distributiva