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Timestamp: 2019-12-16 02:03:33+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.8', 'art.2', 'art. 97']

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Lunedì, 09 Giugno 2014 17:35
Comunicato Ufficiale della dott.ssa Randaccio sulla Convocazione del Prefetto.
In occasione della convocazione nella giornata di domani 10 giugno 2014 presso la Prefettura di Cagliari, la dott.ssa Randaccio chiede ai zonafranchisti e tutti coloro che vorranno essere presenti per supportare questa importante azione portata avanti dal Movimento Sardegna Zona Franca, di recarsi in Piazza L'Unione Sarda a Cagliari alle ore 11.00 circa per un primo incontro informativo relativo a quanto emergerà dalla sopra citata riunione.
Sarà l'occasione per spiegare le azioni intraprese e discutere su quelle future che il Movimento e chi vorrà sostenerlo dovranno intraprendere.
Chi non potrà essere presente potrà tenersi informato attraverso i comunicati in tempo reale del sito internet ufficiale.
Mercoledì, 04 Giugno 2014 21:58
Dott.ssa Randaccio: ciò che i commercialisti devono sapere sulla Dichiarazione d'Intento.
L’art. 2 della Legge n.28/97 - che ha recepito la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.97 del Parlamento e del Consiglio - prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA, i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83, convertito nella Legge n.17/84, ossia i soggetti che risiedono in territori titolari del diritto alla Zona Franca.
Il suddetto art. 1 del D.L. n.746/83, convertito nella Legge n.17/84, è stato integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004 che, oltre ad apportare modifiche all’art.8 del D.P.R. n.633/72, ha precisato che:
I soggetti residenti nelle zone franche, qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento di dazi doganali, Iva ed Accise, devono presentare all’Agenzia delle Entrate, apposita Dichiarazione d’Intento redatta in conformità al modello approvato dal Ministero dell’Economia e Finanze, contenente l’indicazione della partita IVA del dichiarante, dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, e che detta dichiarazione debba essere consegnata o spedita anche ai fornitori, ovvero presentata in Dogana prima della effettuazione di ogni singola operazione.
Modalità di compilazione della suddetta Dichiarazione d’Intento sono state individuate nella Risoluzione Ministeriale n.82/E del 1° Agosto 2012 (Agenzia delle Entrate Direzione Centrale servizi ai contribuenti) emanata a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art.2 comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 (vedi anche Disegno di Legge n.958 del 2013).
Lunedì, 19 Maggio 2014 09:33
Dott.ssa Randaccio: il piano dell'Agenzia delle Entrate per mandare in rovina l'Italia.
Cari amici zona franchisti,
per poterci difendere dalla guerra di predazione silenziosa, che le Banche d’affari di mezzo mondo stanno conducendo da anni contro lo Stato Italiano e quindi contro i cittadini di questo paese, è necessario che divulghiamo a tutti coloro che ci seguono le notizie che non potranno mai apprendere né dalla stampa né dalle televisioni, in particolare sul fatto che costoro (Banche d’Affari) stanno comprando a prezzi stracciati, tutti i beni del nostro patrimonio Storico-Archeologico, Artistico e persino Naturale (spiagge).
Patrimonio Pubblico che viene Venduto/Alienato/Valorizzato/Privatizzato (tutti sinonimi di Svendita) per pagare/ripianare il nostro Debito Pubblico, ossia quel debito che hanno fatto i Politici scellerati che hanno rubato dalle casse dello Stato a piene mani, magari con sistemi sofisticati come quello di attribuirsi stipendi, vitalizi , indennità e buonuscite milionarie in Euro e miliardarie in Lire, senza che per questo siano stati mai denunciati o condannati, e addossando a noi poveri cittadini inermi le conseguenze delle loro ruberie e malefatte, sicuramente configurabili come il reato penalmente rilevante.
Debito pubblico che anziché venire regolarmente ricontrattato, viene fatto crescere per poter giustificare la predazione del patrimonio pubblico, ossia quel patrimonio che tutto il mondo ci ha sempre invidiato, patrimonio che ora tramite i loro prestiti, le suddette Banche d’Affari sono riusciti a scipparci illegalmente e illecitamente, in quanto si tratta di vendite/alienazioni/valorizzazioni/privatizzazioni, che non potrebbero realizzarsi ai sensi delle norme sulla contabilità di Stato e del Codice Civile, in quanto si tratta di un Patrimonio che è stato classificato come “Patrimonio Indisponibili del Demanio Pubblico “, si tratta cioé, di quei beni che appartengono a tutti (NOI) cittadini Italiani, compresi, i nostri figli, nipoti e pronipoti, ossia i cittadini che nasceranno in futuro in questa magnifica terra!
E come abbiamo potuto verificare anche personalmente, nelle nostre ultime elezioni Regionali, costoro (Banche D’Affari) si intromettono, condizionando e manipolando i risultati elettorali, senza che nessuno si opponga a certi comportamenti palesemente illeciti e illegittimi.
Il loro condizionamento è rivolto contro tutti quelli che, come Noi Zonafranchisti, cercano di creare ricchezza per il Paese, mentre a loro (Banche) interessa solo che l’Italia venga governata male, possibilmente da chi è privo di senso morale, oppure dai ladri oppure da idioti e incapaci, ovviamente caldamente sponsorizzati e finanziati da queste Banche che detengono monopolisticamente anche la comunicazione, ossia la Stampa, i Giornali e le televisioni.
Abbiamo capito che chi viene mandato a governare è tenuto a sperperare allegramente i soldi pubblici, così che poi, quando le casse dello Stato saranno vuote e serviranno i soldi per pagare stipendi e pensioni, interverranno loro, le Banche, che ci presteranno altrettanto allegramente i soldi, tanto sanno che Noi i soldi che loro ci hanno prestato, non potremmo mai restituirli, dal momento che negli ultimi anni, abbiamo svenduto tutti i beni che procuravano entrate extrafiscali alle casse dello Stato, ossia le entrate che provenivano - per esempio - dagli affitti a terzi del patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali, e quindi ora, chi ci governa, con la scusa di non voler far aumentare ulteriormente le tasse (le più alte al mondo) al popolo messo definitivamente in ginocchio da Equitalia, impone come necessaria persino la svendita dei “gioielli di famiglia”, ossia di quei beni che fanno parte del Patrimonio Storico Artistico e Archeologico ovviamente Indisponibile, che per legge non potrebbero essere venduti-alienati-valorizzati-privatizzati.
Infatti dai tempi della nascita dello Stato Italiano, la custodia e la salvaguardia del Patrimonio del Demanio Pubblico era stata affidata alle cure agli Intendenti di Finanza, ossia la categoria più elevata dei Dirigenti Pubblici, ossia i Burocrati incorruttibili per eccellenza, figura di funzionari pubblici istituita sin dai tempi della monarchia Sabauda che gestiva attraverso gli Intendenti di Finanza, le entrate e le uscite dello Stato.
Ebbene questa figura apicale di Dirigenti Pubblici è stata decapitata attraverso una loro illecita e illegittima retrocessa in carriera, attuata con il loro inquadramento nella 9° qualifica Funzionale, retrocessione che è stata attuata ai sensi di una legge abrogata qualche anno più tardi, ma che nonostante questa abrogazione, che li aveva cosi gravemente penalizzati, gli stessi non sono stati mai più restituiti ai loro incarichi dirigenziali.
Il suddetto inquadramento (nella 9° qualifica) risulta ancora più assurdo se pensiamo che da una posizione apicale con poteri paragonabili a quelli del Ministro delle Finanze, i suddetti Intendenti di Finanza, sono stati degradati e retrocessi in carriera, con mansioni di semplici impiegati, mentre i loro poteri sono stati trasferiti in capo ai Politici corrotti.
Da allora, la figura dell’ Intendente di Finanza non è stata mai sostituita con analoga figura Dirigenziale avente prerogative analoghe.
Ma tutto questo non si è realizzato per caso, bensì in base ad un ben preciso progetto criminale, di cui solo ora siamo diventati consapevoli, e cioè quello di privare l’Italia della propria sovranità’, dopo averne svenduto ai saldi i suoi immensi Tesori.
Gli Intendenti di Finanza vengono infatti eliminati nel 1989 in concomitanza con la “Caduta del Muro di Berlino” e quindi con la perdita di efficacia di quanto sancito nella Conferenza di Yalta che aveva visto l’Europa divisa in due tronconi e aveva visto l’Italia affidata all’egemonia americana.
Nel 1989 con l’emanazione della Legge n.349/89 molti compiti e funzioni delle Intendenze di Finanza vengono trasferite alle Dogane, ma non le funzioni e i compiti degli Intendenti di Finanza, che passano in capo agli Uffici Centrali del Ministero del Tesoro e delle Finanze, che a loro volta li affidano non ai Dirigenti dello Stato - come previsto dall’art. 97 della Costituzione - ma ai politici i quali a loro volta trasferiscono questi poteri addirittura a personale straniero, esterno all’Amministrazione Pubblica come “Intermediatori Finanziari”, oppure a dei fantomatici “Immobiliaristi“ i quali sottoscrivono atti di alienazione del Patrimonio Pubblico, senza la preventiva e indispensabile “sdemanializzazione“ di quei Beni, ossia quel provvedimento dirigenziale che doveva venire sottoscritto esclusivamente e contestualmente dall’Intendente di Finanza e dal Prefetto, provvedimento in assenza del quale le suddette vendite-alienazioni-valorizzazioni-privatizzazioni sarebbero addirittura “inesistenti”.
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