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Timestamp: 2019-08-21 07:18:57+00:00
Document Index: 114329417

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

ADOTTARE UN BAMBINO: LA PRASSI DA SEGUIRE
fonte: http://www.italiaadozioni.it
Non potete avere figli biologici? Oppure siete già genitori e avete un forte desiderio di adottare un figlio? Fatevi subito una serie di domande:
1.Siamo determinati ad arrivare fino in fondo?
2. Saremo capaci di lottare per giungere al traguardo? Ci perderemo strada facendo? L’adozione assomiglia a una di quelle corse ad ostacoli, e chi riesce a superare mille imprevisti, ostacoli e difficoltà varie ce la farà.
Iniziamo a considerare la domanda di adozione per il Tribunale per i Minorenni (T.M.) che in realtà è una dichiarazione di disponibilità all’adozione. .
I requisiti per l’adozione internazionale sono gli stessi che valgono per l’adozione nazionale, e sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83 (come modificata dalla legge 149/2001) che disciplina l’adozione e l’affidamento e che riteniamo utile riportare perché il suo contenuto interessa più di ogni altro le coppie.
provare documentalmente o per testimonianza, ove il matrimonio sia stato contratto da meno di tre anni, la continua, stabile, perdurante convivenza antecedentemente alla celebrazione del matrimonio per un periodo almeno pari al complemento di 3 anni;
È chiaro che per questi ultimi requisiti occorre una valutazione più complessa “nel merito”, cioè nei contenuti e nelle modalità del rapporto di coppia, che viene espletata dai Tribunali per i minorenni e realizzata tramite i servizi socio-assistenziali degli Enti locali, anche in collaborazione con i servizi delle aziende sanitarie locali; e ciò perché l’interdisciplinarità è necessaria per un’osservazione corretta della relazione di coppia e della sua reale disponibilità ad accogliere un figlio, e delle sue risorse a fronteggiare le eventuali difficoltà di inserimento.
I coniugi sposati da almeno tre anni e non separati, neppure di fatto, i coniugi sposati da meno di tre anni ma conviventi da tre o più anni (la convivenza deve essere comprovata) possono proporre domanda di adozione nazionale, che in realtà è una dichiarazione di disponibilità all’adozione, al Tribunale per i Minorenni presso cui si intende procedere e che nella maggior parte dei casi i coniugi scelgono rispetto alla loro residenza anagrafica. L’adozione nazionale è volta all’accoglimento di un minore che sia in stato di abbandono in una struttura Italiana; esso può essere di qualsiasi etnia e/o origine.
Nulla vieta però ai coniugi, che anzi ne hanno la facoltà, di presentare la domanda di adozione in più di un Tribunale anche diverso da quello competente per residenza purché ne diano comunicazione scritta agli altri tribunali precedentemente consultati. Se la coppia è residente all’estero è competente il Tribunale per i Minorenni del distretto della loro ultima residenza, in mancanza è competente il Tribunale per i Minorenni di Roma.
Una verifica dei documenti indicati è indispensabile dato che vi possono essere delle variazioni e va fatta presso la cancelleria adozioni dei tribunali per i minorenni presso cui si intende presentare la domanda. La domanda di adozione nazionale ha una validità di tre anni ed è rinnovabile alla sua scadenza, per l’ipotesi in cui i coniugi intendessero percorrere la via dell’adozione nazionale, ma non avessero avuto alcun riscontro da parte del tribunale nel corso dei tre anni.
Il Tribunale per i Minorenni incarica i servizi sociali del compito di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali. I servizi sociali devono valutare attentamente le risorse, i limiti, le convinzioni, le attitudini degli aspiranti genitori, il desiderio di entrambi all’adozione, la loro situazione socio-economica.
La legge sull’adozione prevede che le indagini siano completate entro 120 giorni (prorogabili una sola volta) dall’invio della documentazione relativa alla coppia da parte del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’accertamento dell’idoneità. Al termine del periodo di accertamento, i servizi sociali devono redigere una relazione conclusiva che sarà inviata al Tribunale per i Minorenni di competenza.
Avverso la sentenza che dichiara se dare luogo o non dare luogo all’adozione (art. 26 L. 184/83) può essere proposta impugnazione davanti la sezione minorenni della Corte d’Appello da parte del Pubblico Ministero, degli adottanti e dal tutore del minore, entro 30 giorni dalla notifica della sentenza stessa. Avverso la sentenza della Corte d’Appello è proponibile ricorso in Cassazione, sempre entro 30 giorni dalla notifica della sentenza d’appello per i soli motivi di cui al primo comma, n. 3, dell’Art. 360 del codice di procedura civile.