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Timestamp: 2018-05-21 20:26:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art.6', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Naspi : la guida completa - Commesse Italiane
maggio 9th, 2016 admin I tuoi Diritti comments
Naspi : la guida completa alla nuova indennità di disoccupazione 2016-2017
La Naspi è la nuova indennità di disoccupazione che va a sostituire, a partire da Maggio 2015, la vecchia Assicurazione Sociale per l’Impiego. Il suo funzionamento è abbastanza complesso, ma in questo articolo vi spieghiamo il suo funzionamento. La normativa è molto articolata quindi vi consigliamo di leggere con molta attenzione.
La Naspi spetta a tutti i lavoratori subordinati che abbiano perso involontariamente (o volontariamente, in alcuni casi particolari) il proprio lavoro, a partire dal mese di Maggio 2015.
Possono ottenere la Naspi quindi queste categorie di lavoratori :
i dipendendi subordinati
i soci lavoratori di cooperative che abbiano un rapporto di lavoro subordinato
Sono sempre esclusi dalla Naspi :
i dipendenti a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione ;
gli operai agricoli sia a tempo determinato che indeterminato;
i lavoratori extracomunitari con permesso per lavoro stagionale (per loro è prevista una specifica normativa).
Per ottenere la Naspi sono necessari tre precisi requisiti, vediamoli uno per uno
Stato di disoccupazione involontario (o volontario in casi particolari)
Requisito 1 : lo stato di disoccupazione
Per ottenere la Naspi è necessario che il dipendente si trovi involontariamente disoccupato.
In caso di dimissioni volontarie o risoluzione consensuale non si ha diritto alla Naspi, salvo alcuni casi che elenchiamo qui sotto :
Dimissioni Volontarie durante il periodo di Maternità : si ha comunque diritto alla Naspi se ci si dimette durante il periodo tutelato di maternità, che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio.
Risoluzione Consensuale : si ha comunque diritto alla Naspi in questi casi di risoluzione consensuale
in caso di procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, secondo le modalità previste all’art. 7 della legge n. 604 del 1966, come sostituito dall’art. 1, comma 40 della legge di riforma del mercato del lavoro (Legge 28 giugno 2012 n.92);
in caso di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione nei casi previsti dall’art.6, comma 1, del decreto legislativo n.23 del 2015, proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento (sessanta giorni dalla comunicazione in forma scritta del licenziamento, ex art. 6 della legge n.604 del 1966);
in caso di rifiuto, da parte del lavoratore , di trasferirsi ad altra sede a più di 50 km dalla sua residenza e/o raggiungibile in 80 minuti o oltre usando i mezzi pubblici.
In caso di dimissioni per giusta causa si ha diritto alla Naspi : sono state individuati a questo proposito i casi specifici :
aver subito molestie di carattere sessuale sul luogo di lavoro ;
modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative svolte ;
in tutte le ipotesi di mobbing, intendendosi per tale le lesioni dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore, a causa di comportamenti vessatori da parte dei superiori e/o dei colleghi del lavoratore ( cfr. Corte di Cassazione, sentenza numero 143/00);
significative modifiche delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell’azienda (Corte di Giustizia Europea, sentenza del 24/01/02);
spostamento del lavoratore da una sede aziendale ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” (Corte di Cassazione, sentenza n. 1074/99).
comportamento offensivo ed ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente (cfr. Corte di Cassazione, sentenza n. 5977/85).
Requisito 2 : Il requisito contributivo
Vediamo adesso il secondo requisito per accedere alla Naspi, quello relativo ai contributi. Sono necessarie almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione versati nei quattro anni precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione. Anche eventuali contributi non versati sono considerati utili ai fini della Naspi. E’ importante che in queste 13 settimane risulti erogata (o dovuta, ma non erogata) una retribuzione non inferiore ai minimi settimanali. Sono escluse da queste regole gli addetti ai servizi domestici familiari, agli operai agricoli e – soprattutto – agli apprendisti. Per tutti loro continuano a valere le regole vigenti.
I periodi contributivi validi sono quelli relativi a :
contributi previdenziali comprensivi di quota DS, ASpI e NASpI versati durante il rapporto di lavoro subordinato, in questo caso rientra ovviamente la stragrande maggioranza dei casi;
contributi figurativi accreditati in caso di maternità obbligatoria, purchè all’inizio dell’astensione risulta già versata contribuzione, e per i periodi di congedo parentale, purché indennizzati regolarmente tramite la procedura INPS ed attivati in costanza di rapporto di lavoro.
periodi di lavoro nei paesi esteri comunitari o nei paesi esteri con i quali sia vigente una convenzione, qualora sia prevista la possibilità di totalizzazione (in assenza di una convenzione bilaterale tra il paese estero e l’Italia, non c’è validità)
fino a 5 giorni di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni di età
Non sono mai validi i seguenti periodi contributivi :
Requisito 3 : Il requisito Lavorativo
Indipendentemente dal minimale contributivo, saranno necessarie 30 giornate di lavoro effettivamente svolto nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. Per giornate di lavoro si intendono quelle di effettiva presenza sul luogo di lavoro, indipendentemente dall’orario svolto in quei giorni.
Attenzione, il periodo di 12 mesi nel quale devono essere ricomprese le 30 giornate effettive di lavoro, può allargarsi qualora, negli ultimi 12 mesi si siano verificate una o più di queste condizioni :
cassa integrazione straordinaria e/o ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
periodi coperti da contratti di solidarietà, risalenti nel tempo ed utilizzati in concreto a zero ore;
assenze per congedi e permessi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità ;
periodi di assenza dal lavoro dato da congedo obbligatorio di maternità, ove all’inizio dell’astensione risulti già versata o dovuta la contribuzione;
periodi di assenza per congedo parentale, in caso siano stati regolarmente indennizzati con procedura INPS e siano intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
Questi periodi infatti non saranno considerati nel computo dei 12 mesi. Se ad esempio siamo stati assenti dal lavoro un mese nell’ultimo anno per uno qualsiasi dei punti indicati, automaticamente le 30 giornate di lavoro effettivamente svolto saranno da ricercare nei 13 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione (12 + 1 mese di malattia sul lavoro).
Naspi : come presentare la domanda
Si hanno 68 giorni di tempo per presentare la domanda di Naspi. Questa va presentata tramite l’INPS nei seguenti modi :
Tramite Sito web Inps utilizzando il proprio Pin
Tramite Caf/Patronato abilitato
Utilizzando il Contact Center Integrato INPS
I 68 giorni decorrono a partire
dalla data di cessazione del lavoro
dalla data di cessazione della maternità/malattia/infortunio indennizzato
dalla data di definizione della vertenza sindacale
dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate
dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa
La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Se ad esempio negli ultimi 4 anni abbiamo 60 settimane di contribuzione valide, la nostra NASPI avrà un una durata di 30 settimane (poco meno di otto mesi).
L’importo corrisposto con la NASPI
La Naspi versata corrisponderà a :
75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore ad un importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00);
75% dell’importo stabilito (per l’anno 2015 pari ad € 1.195,00) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed euro 1.195,00 (per l’anno 2015), se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.
La Naspi non potrà mai avere un importo mensile maggiore della cifra stabilita per legge ogni anno. Il limite mensile Naspi per il 2016 è pari ad Euro 1.300 al mese.
Si perde il diritto alla Naspi, per decadenza, nei seguenti casi :
d) inizio di attività lavorativa autonoma senza comunicazione del reddito presunto entro un mese dal suo avvio;
e) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato (sono sufficienti i requisiti, anche se non si va in pensione si perde comunque il diritto);
NB : Gli aspetti legati alla decadenza dalla Naspi sono attualmente al vaglio delle istituzioni. Tutte le modifiche attualmente in esame saranno prontamente riportate non appena entreranno in vigore.
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