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Timestamp: 2017-12-14 17:59:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 14']

Varese, 8 aprile 2013 LA CRISI ECONOMICA E IL SOVRAINDEBITAMENTO - PDF
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Daniela Claudia Guglielmi
1 Associazione sindacale dei notai della lombardia Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di varese Varese, 8 aprile 2013 LA CRISI ECONOMICA E IL SOVRAINDEBITAMENTO L accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento - Alessandra Mascellaro, notaio in Como
2 Fonti normative L istituto è disciplinato dalla Legge 27 gennaio 2012 n. 3, come modificata dall art. 18 D.L. 18 ottobre 2012 n. 179 recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012 n. 221.
3 Cosa si intende per sovraindebitamento?
4 «SOVRAINDEBITAMENTO» La situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile che determina
5 Le cause del sovraindebitamento Il sovraindebitamento può essere influenzato da più variabili: - inflazione, stabilità economica e politica, coesione sociale; - tasso di crescita dei prestiti; - entità e struttura dell indebitamento, durata nel tempo; - eventi congiunturali.
6 I 5 sintomi del sovraindebitamento (*) Spesa mensile per ripagare il totale dei prestiti, superiore al 30% del reddito lordo mensile; superamento della soglia di povertà a causa del rimborso del prestito complessivo; impiego di più del 25% delle entrate mensili lorde per ripagare debiti non garantiti; arretrati di somme dovute, superiori a 3 mesi; cumulo di oltre 4 prestiti. L 8,2% delle famiglie italiane presenta almeno un sintomo. (*) Occasional Paper Banca d Italia, n. 149, G. D Alessio S. Iezzi, Household over-indebtedness: definition and measurement with Italian data, febbraio 2013.
7 I dati Da un indagine della Banca d Italia relativa all anno 2010 già emergeva che: famiglie italiane non riuscivano più a pagare i loro debiti; famiglie italiane erano sovraindebitate; nel 70% dei casi la condizione di sovraindebitamento derivava dalla conclusione di un contratto di credito al consumo o meno frequentemente dalla conclusione di un mutuo (c.d. sovraindebitamento attivo). (*) Fonte: 11 ottobre 2012
8 Sovraindebitamento e usura Nel 2012 l usura si è diffusa in tutto il paese e in particolare nel Mezzogiorno, a seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese. Il sovraindebitamento delle famiglie in Italia, nel marzo 2012, è cresciuto del 219,9% rispetto allo stesso mese del 2011 e l'usura è aumentata del 149,7%. Il debito medio delle famiglie italiane ha raggiunto la cifra di euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei euro. (* ) Fonte: del 15 aprile 2012
9 In Italia nel 2012 i dati consideravano a rischio d'usura famiglie e piccoli imprenditori. Ai primi posti fra le regioni maggiormente esposte all'usura troviamo Campania, Liguria, Valle d'aosta, Toscana e Sicilia. Seguono Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Veneto, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Trentino Alto Adige, Sardegna, Basilicata, Marche e Molise.
10 I dati Dal monitoraggio su un campione di 37 Tribunali risulta che: 75% è l aumento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari registrato tra il 2008 e il 2011; sono i pignoramenti stimati nel 2012 con un aumento di casi (pari al 22,8%) rispetto al 2011; 6130 i pignoramenti stimati nel 2012 solo a Milano con l aumento più alto in termini assoluti a livello nazionale (+981) seguita da Roma, Torino e Monza. (*) Fonte: Settimo rapporto ADUSBEF al 30/09/2012 con proiezioni stimate a fine dicembre
11 PERCHÉ UNA NUOVA LEGGE? Il debitore civile risponde delle proprie obbligazioni con tutti i propri beni, presenti e futuri (ex art C.C.) con il rischio di trovarsi a dover convivere per gran parte della propria esistenza con il peso dell indebitamento. L'imprenditore commerciale invece ha sempre avuto la possibilità di liberarsi dalle obbligazioni non soddisfatte mediante una proposta di concordato preventivo o di concordato fallimentare. La presente legge - innovativa rispetto al passato - attribuisce al soggetto in crisi (non assoggettabile alle ordinarie procedure concorsuali) la possibilità di concludere un accordo con i creditori che determini la finale esdebitazione.
12 A chi si rivolge? La procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento si applica ai soggetti in crisi non destinatari delle tradizionali procedure concorsuali e quindi: - all imprenditore commerciale sottosoglia - all imprenditore agricolo - al debitore civile (anche il professionista?) - al consumatore
13 COME QUALIFICARE IL PROCEDIMENTO? a) b) procedura concorsuale c) procedura speciale d) species degli accordi di ristrutturazione e) negozio plurisoggettivo a causa molteplice f) procedura ibrida (figura intermedia fra gli accordi di ristrutturazione e le procedure concordatarie)
14 I COMPOSITORI DELLA CRISI - Gli enti pubblici dotati chi di sono? requisiti di indipendenza e professionalità; - gli organismi di conciliazione presso le CCIAA; - il segretariato sociale di cui alla L. 328/2000; - gli ordini professionali dei notai, degli avvocati e dei commercialisti; - i professionisti o le società di professionisti con i requisiti previsti per i curatori fallimentari (es. avvocati, commercialisti); - i notai. In forza del D.L. 179/2012 la funzione attribuita a notai, avvocati e commercialisti non ha più carattere transitorio.
15 I COMPOSITORI DELLA CRISI quali funzioni? - coadiuvano il debitore/consumatore nella predisposizione dell accordo/piano; - presentano la proposta di accordo agli uffici fiscali e in caso di sovraindebitamento del consumatore, redigono la «relazione particolareggiata» indicante tra l altro le ragioni del sovraindebitamento e il giudizio sull attendibilità della documentazione depositata; - risolvono eventuali difficoltà insorte nell'esecuzione dell'accordo e vigilano sull'esatto adempimento dello stesso;
16 I COMPOSITORI DELLA CRISI quali funzioni? - assumono ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione e all esecuzione dello stesso; - verificano la veridicità dei dati contenuti nella proposta e attestano la fattibilità del piano; - eseguono le pubblicità ed effettuano le comunicazioni disposte dal giudice; - svolgono le funzioni di liquidatore (..) quando disposto dal giudice e nei casi ex art. 7, comma 1, le funzioni di gestore per la liquidazione. Svolgono attività in CONFLITTO DI INTERESSI?
17 ACCORDO DI ESDEBITAZIONE NOZIONE: è un contratto MAGGIORANZA NECESSARIA: l accordo si raggiunge con i creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti (ex art. 11, c.2, L. 3/2012 come modificata dal D.L. 179/2012) CAUSA: autonoma causa negoziale FORMA: forma libera
18 ACCORDO DI ESDEBITAZIONE quando si conclude? L accordo, laddove venga considerato un contratto plurilaterale con comunione di scopo ex art c.c., si conclude nel momento in cui l ultima accettazione viene a conoscenza di tutte le altre parti. In particolare, ex art. 11, c. 1, L. 3/2012 modificata dal D.L. 179/2012 «i creditori fanno pervenire (..) all organismo di composizione della crisi, dichiarazione sottoscritta del proprio consenso alla proposta come eventualmente modificata (..). In mancanza, si ritiene che abbiano prestato consenso alla proposta nei termini in cui è stata loro comunicata.»
19 ACCORDO DI ESDEBITAZIONE L accordo può essere:
20 ACCORDO DI ESDEBITAZIONE OGGETTO? Il patrimonio PRONTAMENTE liquidabile
21 PATRIMONIO PRONTAMENTE LIQUIDABILE
22 PATRIMONIO PRONTAMENTE LIQUIDABILE
23 ESECUZIONE DELL ACCORDO MODALITA = La proposta di accordo o di piano del consumatore prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma anche mediante cessione dei crediti futuri.
24 ESECUZIONE DELL ACCORDO L accordo può avere esecuzione mediante: - dismissione di singoli cespiti - novazione/ remissione/differimento della scadenza - costituzione di nuove garanzie/impegno a stipulare nuovi negozi (contratti di finanziamento) - aumento di capitale con emissione di azioni da destinare ai creditori - negoziazione di contratti volti a ridurre i costi di fornitura - costituzione di nuove società finalizzate all acquisto di una parte dei crediti da parte dell imprenditore - intervento di un terzo che conferisca redditi/beni sufficienti ad attuare l accordo (adempimento del terzo).
25 Per esempio CLAUSOLE clausole EARN OUT attribuiscono al debitore o agli altri creditori il diritto al pagamento di somme aggiuntive, subordinatamente al raggiungimento di determinati livelli di risultato economico sugli incassi dei crediti ceduti, qualora essi superino un certo livello concordato oppure nel caso di vendita di immobili a terzi o dell azienda o di rami di azienda o si partecipazioni societarie; l earn out può anche consistere nel pagamento di una parte di prezzo (ovvero di una somma aggiuntiva di prezzo) subordinatamente al raggiungimento di un determinato risultato economico della società acquisita in un periodo di tempo successivo al perfezionamento della cessione (closing).
26 PIANO DEL CONSUMATORE Il D.L. 179/2012 introduce per il solo consumatore la possibilità di proporre un «piano» in alternativa all accordo. Il piano si differenzia dall accordo perché non ha carattere negoziale (in quanto per la sua omologazione non è necessario il consenso dei creditori).
27 PIANO DEL CONSUMATORE Sotto il profilo contenutistico e degli effetti, il piano del consumatore è soggetto ad una disciplina analoga a quella dell accordo del debitore, ma il relativo procedimento: non è volto ad acquisire l'adesione o il dissenso dei creditori; prevede un giudizio di meritevolezza (controllo di merito?) della condotta d'indebitamento del consumatore perché il giudice omologa il piano «quando esclude che il consumatore ha assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere ovvero che ha colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali».
28 CAPACITA NEGOZIALE DEL DEBITORE Il debitore che accede al procedimento di composizione delle crisi: non è privato della facoltà di amministrare il proprio patrimonio può proseguire l attività imprenditoriale quali eccezioni?
29 - Accordo da sovraindebitamento - 1 limite: NULLITA o INEFFICACIA? Il giudice se la proposta soddisfa i requisiti richiesti dalla legge - fissa con decreto l udienza. Con il decreto di fissazione dell udienza, il giudice dispone che «sino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono sotto pena di NULLITA, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali ne' disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore». -
30 - Accordo da sovraindebitamento - 1 limite: NULLITA o INEFFICACIA? «(..) A decorrere dalla data del provvedimento di cui al comma 2 (decreto per fissazione udienza) sino alla data di omologazione dell accordo gli atti eccedenti l ordinaria amministrazione compiuti senza l autorizzazione del giudice sono INEFFICACI rispetto ai creditori anteriori al momento in cui è stata eseguita la pubblicità del decreto». - Il decreto di fissazione dell udienza per l approvazione dell accordo deve intendersi equiparato all atto di pignoramento.
31 - Accordo da sovraindebitamento - 1 limite: NULLITA o INEFFICACIA? «I pagamenti e gli atti dispositivi dei beni posti in essere in violazione dell'accordo o del piano del consumatore sono INEFFICACI rispetto ai creditori anteriori al momento in cui è stata eseguita la pubblicità»
32 2 limite: IL LIQUIDATORE ex art. 13, comma 1, L. 3/2012 modificata dal D.L. 179/2012 è obbligatoria la nomina da parte del giudice di un liquidatore: il liquidatore dispone "in via esclusiva" dei beni e delle somme oggetto dell'accordo: il debitore non può compiere atti dispositivi, ancorché meramente esecutivi del piano di distribuzione.
33 IL GESTORE ex art. 7, comma 1, L. 3/2012 come modificata dal D.L. 179/2012 «(..) il piano può anche prevedere l'affidamento del patrimonio del debitore ad un gestore per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori» (la L. 3/2012 prevedeva al posto del «gestore» la figura del «fiduciario»).
34 FUNZIONI DEL LIQUIDATORE e DEL GESTORE Al gestore vengono attribuiti i compiti di: - liquidazione - custodia - distribuzione del ricavato ai creditori In alcuni casi, non è chiara la differenza fra le funzioni attribuite al liquidatore e al gestore (ex fiduciario). Nella pratica potranno assumere carattere unitario.
35 LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO A sensi dell art. 14 ter e ss. L. 3/2012 come modificata dal D.L. 179/2012, è consentita - in alternativa alla proposta di composizione della crisi - una procedura di liquidazione dei beni del debitore, anche se consumatore, in presenza dei seguenti due presupposti: -che il debitore non sia assoggettabile alle ordinarie procedure concorsuali; -che il debitore non abbia fatto ricorso nei cinque anni precedenti alla procedura di composizione della crisi.
36 E consentita, anche su istanza del creditore, la conversione della procedura di composizione della crisi in quella di liquidazione quando: - l accordo è annullato o cessano gli effetti dell omologazione del piano del consumatore; - il debitore non esegue integralmente entro 90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle amministrazioni pubbliche o quando risultano compiuti durante la procedura (di composizione della crisi) atti diretti a frodare le ragioni dei creditori; - è risolto l accordo o cessano gli effetti del piano del consumatore perché il debitore non ha adempiuto agli obblighi derivanti dal piano o non ha costituito le garanzie promesse o perché l esecuzione del piano è divenuta impossibile per causa a lui imputabile. LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO
37 RIASSUMENDO: Ø Il debitore, in stato di sovraindebitamento, che non abbia fatto ricorso ai procedimenti di composizione della crisi nei precedenti 5 anni, può presentare un accordo di composizione della crisi; Ø Il debitore in possesso dei requisiti predetti, come consumatore, può in alternativa proporre un piano di composizione della crisi; Ø il debitore in stato di sovraindebitamento, non soggetto a fallimento e che non abbia fatto ricorso ai procedimenti di composizione della crisi nei precedenti 5 anni, può richiedere in alternativa la liquidazione del patrimonio.
38 Intervento negli atti. Quando la liquidazione quali autorizzazioni? ha ad oggetto beni sottoposti a pignoramento «Il giudice, sentito il liquidatore, verificata la conformità dell atto dispositivo all accordo o al piano del consumatore, -lo svincolo delle somme, autorizza -ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento, delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché di ogni altro vincolo, ivi compresa la trascrizione del decreto di cui agli articoli 10, comma 1 e 12 bis, comma 3, e la cessazione di ogni altra forma di pubblicità».
39 PUBBLICITA --- DELLA PROPOSTA E DEL DECRETO Con il decreto di fissazione dell udienza il giudice dispone idonea pubblicità della proposta e del decreto stesso èoltre, nel caso in cui il proponente svolga attività d'impresa, la pubblicazione nel registro delle imprese; èse il patrimonio del debitore comprende beni immobili, la pubblicità idonea sarà la trascrizione nei registri immobiliari.
40 PUBBLICITA --- DELL ACCORDO Il giudice omologa l accordo e ne dispone l immediata pubblicazione utilizzando tutte le forme di cui all articolo 10, comma 2 ( ) Quindi: REGISTRO DELLE IMPRESE REGISTRI IMMOBILIARI PUBBLICO REGISTRO AUTOMOBILISTICO
41 Effetti della pubblicità sull accordo L accordo omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al momento in cui è stata eseguita la pubblicità di cui all art. 10, c.2, L. 3/2012 come modificata dal D.L. 179/2012. I creditori con causa o titolo posteriore NON possono procedere esecutivamente sui beni oggetto del piano.
42 Regole analoghe si applicano: Ø al piano del consumatore: «il giudice omologa il piano, disponendo per il relativo provvedimento una forma idonea di pubblicità. Quando il piano prevede la cessione o l affidamento a terzi di beni immobili o di beni mobili registrati, il decreto deve essere trascritto, a cura dell organismo di composizione della crisi» - art. 12 bis, c. 3, L. 3/2012 modificata dal D.L. 179/2012 Ø nella procedura di liquidazione del patrimonio del debitore: Con il decreto di cui al comma 1 il giudice: stabilisce idonea forma di pubblicità della domanda e del decreto, nonché, nel caso in cui il debitore svolga attività d impresa, l annotazione nel registro delle imprese; ordina, quando il patrimonio comprende beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione del decreto, a cura del liquidatore» - art. 14 quinquies, c. 2, lettere c) e d) L. 3/2012 modificata dal D.L. 179/2012.
43 PUBBLICITA Registro delle imprese: tale adempimento indicato come «pubblicazione», posto il carattere costitutivo assegnato al medesimo, configura in ogni caso deposito per l iscrizione. Secondo alcuni, la proposta dell accordo di ristrutturazione dovrebbe essere autenticata dal notaio. L autentica notarile attribuisce all atto la funzione di titolo esecutivo in ordine alle obbligazioni ivi contenute con conseguente rafforzamento della tutela del creditore aderente all accordo.
44 Figure affini CESSIONE DEI BENI AI CREDITORI E il contratto col quale il debitore incarica i suoi creditori o alcuni di essi di alienare tutti o alcuni suoi beni e di ripartirne fra loro Il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti (art c.c.). La composizione della crisi nel suo complesso è una vera e propria procedura, mentre la cessione dei beni ai creditori è un contratto (v. cessione dei beni nella legge fallimentare stessa natura giuridica).
45 quanti procedimenti? (dati a aprile 2013) 3 a Roma - 1 a Como - 1 a Novara - 5 a Parma 2 a Milano - 3 a Brescia - 1 a Lodi - 1 a Macerata 1 a Messina - 1 a Catania - 4 a Arezzo - 2 a Trani 1 a Firenze - 4 a Taranto - 2 a La Spezia 1 a Bologna - 2 a Monza Brianza.. e quante nomine di OCC? 4 a Pistoia - 4 a Torino