Source: http://www.odgsicilia.it/Leggi-e-norme/Scheda.asp?M=36&SB=22&ID=40
Timestamp: 2019-01-22 17:23:27+00:00
Document Index: 86719868

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 686', 'art. 5']

1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona coni l diritto dei cittadini all'informazione e con la libertà di stampa.
2. In forza dell'art.21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l'esercizio del diritto-dovere di cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relative a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero, attuate nell'ambito dell'attività giornalistica e per gli scopi propri di tale attività, si differenziano nettamente perla loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano fondamento le necessarie deroghe previste dai paragrafi 17 e 37 e dall'art. 9 della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea del 24 ottobre l995e dalla legge n. 675/96.
1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni di cui all'art. 1,comma 2, lettera b) della legge n. 675/96 rende note la propria identità, la propria professione e le finalità della raccolta, salvo che ciò comporti rischi per la sua incolumità o renda altrimenti impossibile l'esercizio della funzione informativa;evita artifici e pressioni indebite. Fatta palese tale attività,il giornalista non è tenuto a fornire gli altri elementi dell'informativa di cui all'art. 10, comma 1, della legge n. 675/96.
2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al pubblico, mediante annunci,almeno due volte l'anno, l'esistenza dell'archivio e il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dalla leggen. 675/96. Le imprese editoriali indicano altresì fra idati della gerenza il responsabile del trattamento al quale lepersone interessate possono rivolgersi per esercitare i dirittiprevisti dalla legge n. 675/96.
3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali all'esercizio della professione e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità,sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle notizie, ai sensi dell'art. 2 della legge n.69/63 e dell'art. 13, comma 5della legge n. 675/96.
1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche,adesioni a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché dati atti a rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale,il giornalista garantisce il diritto all'informazione su fattidi interesse pubblico, nel rispetto dell'essenzialità dell'informazione,evitando riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.
1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l'informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell'originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari inc ui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti.
3. Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca; qualora, tuttavia,per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell'interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla «Carta di Treviso».
2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia,il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell'interessato.
1. Nell'esercitare il diritto-dovere di cronaca, il giornalista è tenuto a rispettare il diritto della persona alla non discriminazione per razza, religione,opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali.
1. Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona,identificata o identificabile, ne rispetta la dignità,il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico.
2. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del Codice di procedura penaleè ammesso nell'esercizio del diritto di cronaca, secondoi principi di cui all'art. 5.
2. Le sanzioni disciplinari,di cui al Titolo III della legge n. 69/63, si applicano solo ai soggetti iscritti all'albo dei giornalisti, negli elenchi o nel registro.