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Timestamp: 2020-07-05 09:55:18+00:00
Document Index: 17654195

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', '§ 3', 'art. 9', 'art. 9', '§ 4', 'art. 20']

Informativa 15/2019 Definizione delle irregolarità formali - Studio di Umberto Bono & Partners
By contabile@bcommstudio.com 24 Maggio 2019 Circolare
(art. 9 del DL 119/2018)
Riepilogo della disciplina e chiarimenti della
circolare Agenzia delle Entrate 15.5.2019 n. 11
L’art. 9 del DL 23.10.2018 n. 119, come sostituito in sede di conversione nella L. 17.12.2018 n. 136, prevede una sanatoria degli errori e delle ir­re­go­la­rità formali commessi sino al 24.10.2018.
Il perfezionamento si ha con il versamento degli importi, pari a 200,00 euro per tutte le violazioni com­­­messe in ciascun periodo d’imposta, da eseguirsi in due rate di pari ammontare entro il 31.5.2019 e il 2.3.2020 (con facoltà di effettuare il versamento in unica soluzione entro il 31.5.2019).
Dalla regolarizzazione sono escluse le violazioni contenute in atti di con­testazione o di irroga­zione delle sanzioni divenuti definitivi (per mancata impugnazione o formazione del giudicato) al 19.12.2018 (data di entrata in vigore della L. 136/2018 di conversione del DL 119/2018).
Le modalità di attuazione dell’art. 9 del DL 119/2018 sono state dettate dal provv. A­gen­zia delle En­tra­te 15.3.2019 n. 62274.
Ulteriori chiarimenti sono stati diramati con la circ. Agenzia delle Entrate 15.5.2019 n. 11, in cui sono elencate diverse violazioni che, secondo la versione dell’Erario, possono o meno rientrare nella definizione.
2 Ambito temporale
Così, prendendo come esempio la comunicazione circa la mancata presentazione dell’interpello per le società non operative, sarebbero sanabili le omissioni commesse nel modello REDDITI 2017, il cui termine di presentazione, al 24.10.2018, era spirato, ma non quelle relative al modello REDDITI 2018, il cui termine di presentazione è scaduto il 31.10.2018. In quest’ultimo caso, la violazione si ritiene perfezionata il 31.10.2018.
Potrebbero, in altri termini, ritenersi escluse le omissioni commesse nell’ambi­to del modello RED­DITI 2018, quand’anche tale modello sia stato inviato prima del 24.10.2018 (entro il 31.10.2018, seguendo questa tesi, l’omissione avrebbe potuto essere sanata senza il pagamento di alcuna sanzione, tramite “correttiva nei termini”).
Può tuttavia essere anche sostenuta la tesi contraria, secondo cui sono sanabili le violazioni commesse nell’ambito del modello REDDITI 2018, sempre che la dichiarazione sia stata trasmessa entro il 24.10.2018.
3 Violazioni oggetto di sanatoria
Non possono essere sanate le irregolarità com­messe in merito al quadro RW, inclusa la mancata compilazione dello stesso.
Inoltre, non possono essere definite le violazioni che incidono sulla deter­minazione della base im­po­nibile o sul versamento del tributo
Come puntualizzato nel provv. Agenzia del­le Entrate 15.3.2019 n. 62274, sono escluse le viola­zio­ni meramente formali. Dette violazioni, ai sen­si degli artt. 10 della L. 212/2000 e 6 co. 5-bis del DLgs. 472/97, non sono san­zio­nabili, non incidendo sull’attività di controllo fiscale.
La sanatoria non è inibita dal fatto che la violazione sia stata constatata in un processo verbale, dall’inizio della verifica fiscale, e nemmeno dalla notifica dell’atto di contestazione della sanzione e/o dalla pendenza della lite, salvo quest’ultimo atto, per mancata impugnazione o per giudicato, sia definitivo al 19.12.2018.
3.1 Violazioni oggetto di “remissione in bonis”
L’art. 2 co. 1 del DL 16/2012 disciplina una forma di ravvedimento (c.d. “remissione in bonis”) volto ad evitare che dimenticanze relative a comunica­zio­ni e ad adempimenti for­mali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente, che abbia i requisiti so­stanziali richiesti dalla norma, la pos­si­bi­li­tà di fruire di benefici fiscali o regimi op­zionali. Tale norma prevede, quin­di, la possibilità di mantenere benefici di natura fiscale e regimi opzionali che siano subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione o di altro adem­­pimento di carattere formale anche in caso di omissione di detto ob­bli­go presen­tan­do, ancorché tardivamente, la relativa comunicazione e versan­do un’ap­posita sanzione di 250,00 euro.
Il tutto deve però avvenire entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile.
Gli adempimenti che rientrano nella remissione in bonis sono, ad esempio, l’opzione per la cedolare secca e per il consolidato fiscale.
Secondo la circ. Agenzia delle Entrate 15.5.2019 n. 11 (§ 3), le violazioni che sono soggette alla remissione in bonis non rientrano nella definizione delle violazioni formali.
3.2 Comparti impositivi diversi da imposte sui redditi, iva e irap
L’art. 9 co. 1 del DL 119/2018 permette di sanare le violazioni formali che non hanno in­ciso sulla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e del­l’IRAP, nonché sul pagamento dei tributi.
Per questa ragione, nel provv. Agenzia delle Entrate 15.3.2019 n. 62274 si è sostenuto non solo che si tratta delle sanzioni la cui competenza all’ir­ro­ga­zio­ne spetta all’Agenzia delle Entrate (punto 1.2), ma pure che la sanatoria non opera per “violazioni formali di nor­­me tributarie concernenti ambiti impo­si­tivi diversi da quelli di cui al punto 1.2” (punto 1.3.1).
4 Adempimenti
Ai fini della definizione, è necessario versare 200,00 euro “per ciascun pe­riodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni”.
Pertanto, non rileva il numero di violazioni commesse ma il periodo d’im­posta: se diver­se vio­lazioni sono state commesse in un unico periodo d’im­posta, occorre pagare solo 200,00 euro.
La definizione non si perfeziona unicamente con il pagamento, posto che, ai sensi del­l’art. 9 co. 3 del DL 119/2018, è necessaria la rimozione delle irre­golarità o delle omis­sioni.
4.1 Versamenti
La ris. Agenzia delle Entrate 21.3.2019 n. 37 ha istituito il codice tributo “PF99”, da indicare nel modello F24. Il codice tributo va esposto nella se­zio­ne “Erario” del modello F24, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.
4.1.1 Anno da indicare nel modello F24
Nel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno solare a cui si rife­risco­no le violazioni oppure l’anno di commissione della violazione, e non l’anno della regolarizzazione.
Dun­que, per le viola­zioni commesse in ambito dichiarativo (tipo l’omessa indicazione dei costi black list, delle minusvalenze e così via), si indica l’anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione. Ad esempio, se i costi black list non sono stati indicati nel modello REDDITI 2017, nel modello F24 è corretto indicare l’anno 2016.
Per i soggetti “non solari”, si indica l’anno in cui termina il periodo d’im­posta per il quale sono regolarizzate le violazioni formali.
Per le altre violazioni (ad esempio quelle sui vari obblighi comunicativi, come la co­mu­nicazione delle liquidazioni IVA), si fa riferimento alla commissione della violazione stessa.
4.1.2 Divieto di compensazione
4.2 Rimozione della violazione
La definizione delle violazioni formali presuppone, ai fini del suo perfe­zio­namento, la ri­mozione della violazione.
È dunque necessario, a seconda delle ipotesi, effettuare l’adempimento omesso o rie­seguire l’adem­pi­mento errato, il che può consistere nell’invio o nel re-invio della co­mu­nicazione, o nella presen­ta­zione di una dichiarazione integrativa. Ove la violazione ri­guar­di i registri contabili o la fatturazione, è necessario procedere alla correzione dei registri e/o alla riemissione della fattura, e, se del caso, alla presentazione di una dichia­razione integrativa, ove l’inesattezza sia stata recepita in dichiarazione.
Il mancato perfezionamento della regolarizzazione non dà diritto alla re­sti­tuzione di quan­to versato.
4.2.1 Omessa rimozione della violazione
L’Agenzia delle Entrate, nel provv. 15.3.2019 n. 62274, al punto 2.7, spe­cifica che se il contri­buen­te, “per un giustificato motivo”, non rimuove tutte le vio­lazioni formali oggetto di sanatoria, “la stes­sa comunque produce effetto se la rimozione avviene entro un termine fissato dall’ufficio dell’A­gen­zia delle entrate, che non può essere inferiore a trenta giorni; la rimozione va in ogni ca­so effet­tuata entro il predetto termine del 2 marzo 2020 in ipotesi di violazione formale constatata o per la quale sia stata irrogata la sanzione o comunque fatta presente all’interessato”.
Per prudenza, è opportuno notiziare l’Agenzia delle Entrate circa la vo­lon­tà di rego­la­rizzare con istanza in carta libera inviata entro il 2.3.2020, dimostrando le ragioni per cui la regolarizzazione non può avvenire.
4.2.2 Rimozione “non necessaria”
L’Agenzia delle Entrate, nel punto 2.8 del provv. 15.3.2019 n. 62274, pre­ci­sa: “la rimo­zione non va effettuata quando non sia possibile o necessaria avuto ri­guardo ai profili della violazione formale”.
Si ritiene che il contribuente non debba mai fare affidamento su tale inciso, con l’ec­ce­zio­ne dei casi, in prosieguo elencati, specificamente trattati nella circ. Agenzia delle Entrate 15.5.2019 n. 11 (§ 4.3).
5 Proroga dei termini di contestazione
In merito alle violazioni commesse sino al 31.12.2015, oggetto del PVC, i termini dell’art. 20 del DLgs. 472/97 sono prorogati di 2 anni.
Secondo l’Agenzia delle Entrate (provv. 15.3.2019 n. 62274, punto 3.1), la proroga opera anche per i verbali con­se­gnati suc­cessivamente al 24.10.2018.