Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-viii/sezione-iii/art1685.html
Timestamp: 2020-03-31 10:36:39+00:00
Document Index: 114887384

Matched Legal Cases: ['art. 1685', 'art. 1685', 'art. 2725', 'art. 1685', 'art. 1689', 'art. 1691', 'art. 2761', 'art. 1691', 'art. 1685', 'sentenza ']

Art. 1685 codice civile - Diritti del mittente - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUARTO - Delle obbligazioni > Titolo III - Dei singoli contratti > Capo VIII - Del trasporto > Sezione III - Del trasporto di cose > Articolo 1685
Articolo 1685 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1685 Codice civile
Il mittente può sospendere il trasporto e chiedere la restituzione delle cose, ovvero ordinarne la consegna a un destinatario diverso da quello originariamente indicato o anche disporre diversamente, salvo l'obbligo di rimborsare le spese e di risarcire i danni derivanti dal contrordine [1671, 1734, 1738, 2227, 2237] (1).
(1) Si discute entro quali limiti può essere esercitato il diritto in questione, ad esempio se il diverso destinatario debba essere comunque situato lungo il percorso inizialmente previsto.
Il legislatore attribuisce al mittente un diritto di ripensamento (o c.d. diritto di contrordine), configurabile quale diritto di recesso ex lege (1373 c.c.), ma stabilisce anche che il suo esercizio non deve pregiudicare le ragioni del vettore.
Spiegazione dell'art. 1685 Codice civile
Diritto di contrordine
Non sono richieste particolari forme o condizioni per l'esercizio del diritto di contrordine. Solo per il caso che sia stato rilasciato il duplicato della lettera di vettura, o la ricevuta di carico, le variazioni devono essere annotate sul documento, esibito dal mittente e sottoscritte dal vettore, con l'effetto di limitare in materia la prova testimoniale (art. 2725).
L'ultimo comma dell'art. 1685 coordina il diritto di disposizione del mittente col diritto del destinatario alla riconsegna, previsto dall'art. 1689, statuendo che il diritto del primo cessa nello stesso momento in cui sorge il diritto del secondo. Naturalmente se è stato rilasciato dal vettore un duplicato della lettera di vettura o una ricevuta di carico « all'ordine », il diritto di disposizione spetta al legittimo possessore del documento, come tale, a norma dell'art. 1691.
Diritti sulle cose viaggianti estranei al contratto di trasporto
La disciplina del diritto di contrordine serve esclusivamente gli scopi dell'operazione di trasporto. Gli altri rapporti intercorrenti tra mittente e destinatario (vendita, commissione, ecc.), seguono la loro sorte secondo il diritto comune. Solo dove per l'esercizio di un diritto si richiede il possesso della cosa (es. privilegio per i crediti del mandatario verso il mandante, art. 2761), tale diritto non potrà essere fatto valere sulle cose viaggianti se non da colui che abbia, a norma dell'articolo 1685 o dell'art. 1691, il diritto di disponibilità sulle cose stesse (possesso mediato attraverso il vettore detentore immediato).
Per analoghe ragioni il diritto di disponibilità sulle cose viaggianti spettante al mittente o al destinatario, secondo la legge del trasporto, non impedisce che i terzi — aventi un diritto reale sulle cose oppure i creditori del proprietario delle cose stesse — possano fare valere i loro diritti secondo il diritto comune. In tale caso il vettore, terzo detentore delle cose, dovrà subire gli atti esecutivi o cautelari esperiti dagli aventi diritto sulle cose viaggianti, salvo il suo diritto agli eventuali danni verso il mittente o il destinatario avente di fronte a lui la disponibilità delle cose stesse.
Massime relative all'art. 1685 Codice civile
Cass. civ. n. 3054/1979
Nel contratto di trasporto di cose il mittente ha diritto di modificare, nel corso dell'esecuzione del contratto, le disposizioni già impartite al vettore in ordine alle modalità di pagamento da parte del destinatario dei crediti da cui è gravata la cosa trasportata. (Nella specie, pagamento per contanti o con assegno circolare invece dell'autorizzata accettazione di assegni di conto corrente).
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3054 del 25 maggio 1979)