Source: http://www.avvocatoaldovalentini.it/news?p=26
Timestamp: 2018-04-24 04:51:52+00:00
Document Index: 146247813

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 309', 'art. 307', 'sentenza ']

﻿ La Giurisprudenza - pag. 26
25/03/2011	La provincia di X realizzava una rete di comunicazione elettronica ad uso pubblico, affidandone la gestione a società terza. Il Ministero competente alla vigilanza, contestato che la Provincia di X era sprovvista della autorizzazione ex art. 25 D. Leg.vo 259/2003 intimava la disattivazione entro giorni 10. Impugnato il provvedimento il Giudice accoglieva la istanza cautelare. …” Rilevato e considerato, ad un sommario esame: …” …” Che, salvi gli approfondimenti tecnici riguardo all’effettivo ruolo della Provincia nella vicenda in esame, da rinviare alla opportuna sede di merito, pare condivisibile la deduzione difensiva secondo cui l’autorizzazione generale prevista dall’art. 25 del D. Lgs. n. 259/2003 debba essere posseduta da chi fornisce direttamente reti o servizi di comunicazione elettronica e non dal soggetto pubblico meramente proprietario degli impianti, quale ente locale soggetto al divieto di cui all’art. 6 comma 1 del citato Decreto Legislativo …”...
25/03/2011	S. datore di lavoro e M, cittadina straniera alle dipendenze del primo, ricorrevano avanti il TAR avverso il provvedimento di diniego della dichiarazione di emersione dal lavoro irregolare, motivata con la non continuativa presenza in Italia, nel periodo rilevante, della dipendente. Il TAR con un primo provvedimento cautelare, invitava l’ufficio a riesaminare la domanda, alla luce delle argomentazioni in ricorso e della allegata documentazione. L’ufficio confermava il diniego, con diversa motivazione, atto pure impugnato con motivi aggiunti. In via cautelare il Giudice ha così deciso: … “ l’Amministrazione concluderà provvisoriamente il procedimento di emersione, fino alla decisione di merito, fermo restando la sussistenza di tutti gli ulteriori presupposti …” .
TRIBUNALE DI PESARO – ORDINANZA – EST. PAGANELLI
RICORSO D’URGENZA – LICENZIAMENTO - INSUSSISTENZA DEL DIRITTO A RIASSUNZIONE
07/03/2011	Con ricorso il sig. F. dipendente della s.r.l. Y (società interamente partecipata dalla Provincia di Z), ha chiesto tutela urgente contro il licenziamento allo stesso intimato, motivato in base alla decisione della Provincia di “reinternalizzare le attività relative al suo contratto”. In punto di fumus boni iuris il ricorrente ha dedotto che, essendo egli stato assunto dalla convenuta sulla base di una procedura selettiva pubblica, conforme ai principi di cui all’art. 35 del D. Lgs. 165/2001, in caso di successiva reinternalizzazione del servizio in precedenza trasferito egli aveva diritto ad essere inserito nell’organico dell’ente Provincia. Tale conclusione era obbligata, secondo il ricorrente, in forza della direttiva comunitaria n. 77/187 e della successiva giurisprudenza comunitaria. Ha eccepito inoltre che la cessazione dell’attività della soc. Y era prevista per il 31.12.2011 e che quantomeno fino a tale data aveva diritto a continuare a lavorare per essa. Il...
03/03/2011	Il Tribunale di X cancellava dal ruolo per mancata comparizione delle parti ai sensi dell’art. 309 c.p.c., il giudizio di opposizione promosso da soc. M avverso il decreto ingiuntivo n. 14625/99 emesso su ricorso della soc. B. Ad istanza della società B, ai sensi dell’art. 307 c.p.c., veniva quindi dichiarato estinto il giudizio di opposizione. M proponeva appello per sentir revocare l’ordinanza di estinzione, contestando il credito asseritamente vantato da B, rispetto al quale era intervenuta una transazione che aveva portato all’abbandono del giudizio di opposizione, e rappresentando le ingiuste e dannose conseguenze derivanti dal provvedimento di estinzione. In esito al giudizio, nel quale si costituiva la società B, la Corte di Appello di Roma rigettava l’impugnazione. Avverso tale decisione M ha proposto ricorso per cassazione articolato in tre motivi. Resistono con controricorso la soc. B nonché la soc. C che interviene in giudizio quale successore a titolo...
02/03/2011	…” Rilevato: -	Che il giudizio introdotto con il ricorso di cui in epigrafe è stato riassunto dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 383/98; -	Che con il ricorso all’esame l’istante ha impugnato gli atti di carattere generale di cui in epigrafe e l’atto di approvazione delle operazioni concorsuali e della graduatoria relativa alla selezione per l’ammissione al corso di laurea di medicina e chirurgia, con relativo diniego di immatricolazione della ricorrente stessa per l’a.a. presso l’Università di F. -	Che con ordinanza n. 376/98 il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare, disponendo, l’iscrizione con riserva della ricorrente; -	Considerato che l’interessata documenta, di essere iscritta al predetto corso di laurea, del quale sta completando il relativo percorso di studi, e produce anche informale documento (peraltro non contestato dall’Amministrazione) da cui risulta cancellata la stessa “riserva” nell’iscrizione che pertanto, a seguito...
Tribunale di Pesaro – Sent. n. 113/2011 –Est. Storti –
Esce il 31 sulla ruota di Bari
24/02/2011	A, marito di B, lavorando nella ricevitoria della moglie, si era impegnato a giocare al Lotto per conto di C una somma a credito, puntandola su un numero ritardatario. All’uscita della combinazione vincente C riceveva una vincita inferiore alla puntata giocata, altresì depurata, secondo gli accordi, della somma giocata a credito (inferiore a quella sulla quale si erano in precedenza accordati A e C). C, sostenendo che l’impegno assunto da A di effettuare una puntata a credito era per somma maggiore, richiedeva il pagamento del residuo importo della vincita. la Sig.ra B, titolare della ricevitoria, dopo varie insistenze di C, pagava alla stessa una parte della somma, a mezzo rilascio di propri assegni di c/c con la promessa che avrebbe altresì provveduto, ratealmente ed entro l’anno, a versare alla stessa il saldo dovuto. Successivamente, B non pagava gli assegni ed anzi denunziava l’accaduto e C veniva condannata penalmente per tutela arbitraria delle proprie ragioni....