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Timestamp: 2018-04-20 06:38:48+00:00
Document Index: 86816229

Matched Legal Cases: ['art.  117', 'art.  29', 'art. 11', 'art.  14', 'art. 9', 'art.  19', 'art. 8']

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 - Regolamento concernente i criteri per l'esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) - (GU n. 72 del 29-3-2011 | Chimici.info
<MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 4 febbraio 2011
DIRETTIVA 2011/37/UE DELLA COMMISSIONE del 30 marzo 2011>
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 – Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) – (GU n. 72 del 29-3-2011
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 - Regolamento concernente i criteri per l'esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) - (GU n. 72 del 29-3-2011 - Suppl. Ordinario n.83) note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/04/2011
DECRETO 18 gennaio 2011 , n. 31
Regolamento concernente i  criteri  per  l’esecuzione  dei  controlli
metrologici successivi sugli strumenti  per  pesare  a  funzionamento
automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n.  22,
attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069)
Capo I   CRITERI
Visto  l’articolo   117,   secondo   comma,   lettera   r),   della
Visto il decreto  legislativo  2  febbraio  2007,  n.  22,  recante
attuazione della direttiva  2004/22/CE  relativa  agli  strumenti  di
misura;
Vista la legge 15 marzo 1997,  n.  59,  concernente  la  delega  al
Governo per il conferimento di funzioni e  compiti  alle  regioni  ed
enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e  per  la
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente  il
regioni ed agli enti locali, ed, in particolare, gli  articoli  20  e
50, relativi all’attribuzione delle  funzioni  degli  uffici  metrici
provinciali  alle  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  e
agricoltura, e l’articolo 47, comma 2, che  conserva  allo  Stato  le
funzioni amministrative concernenti la definizione, nei limiti  della
normativa comunitaria  di  norme  tecniche  uniformi  e  standard  di
qualita’ per prodotti e servizi;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999,  n.  300,  di  riforma
dell’organizzazione del Governo a norma dell’articolo 11 della  legge
15 marzo 1997, n. 59, e le successive modificazioni ed in particolare
l’articolo 29, comma 2, relativo alla facolta’ da parte del Ministero
dello sviluppo economico di avvalersi degli uffici  delle  Camere  di
Visto il decreto legislativo 5 settembre 2000,  n.  256,  che  reca
norme  di   attuazione   dello   statuto   speciale   della   regione
Friuli-Venezia Giulia concernente il  trasferimento  alle  Camere  di
commercio delle funzioni  e  dei  compiti  degli  uffici  provinciali
metrici;
Visto il decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113, che reca  norme
di attuazione dello  statuto  speciale  della  regione  Trentino-Alto
Adige concernente, tra  l’altro,  il  trasferimento  alle  Camere  di
Visto il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 143, che reca  norme
di  attuazione  dello  statuto  speciale  della   Regione   siciliana
concernente il trasferimento alle Camere di commercio delle  funzioni
e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Vista la legge regionale 20  maggio  2002,  n.  7,  concernente  il
riordino dei servizi camerali della Valle d’Aosta e che istituisce la
Camera  valdostana  delle  imprese  e  delle  professioni  –  Chambre
valdôtaine des entreprises et des activites liberales;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2003,  n.  167,  concernente
norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna per
il trasferimento alle  Camere  di  commercio  delle  funzioni  e  dei
compiti degli uffici metrici provinciali e degli  uffici  provinciali
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Vista la legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 18  maggio  2006,  n.  181,  recante
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio
1999, concernente l’individuazione dei beni  e  delle  risorse  degli
uffici metrici provinciali da trasferire alle Camere di commercio,  a
decorrere dal 1° gennaio 2000 ed in particolare l’articolo  5,  comma
2, che attribuisce le funzioni  e  le  risorse  dell’ufficio  metrico
provinciale di Aosta alla regione Valle d’Aosta, ai sensi del decreto
luogotenenziale del Capo Provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n.
532, a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto  il  decreto  29  agosto  2007  che  incarica  le  Camere  di
commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura  di  svolgere  la
vigilanza sul mercato di cui all’articolo 14 del decreto  legislativo
2 febbraio 2007, n. 22;
Visto in particolare l’articolo 19, comma  2,  del  citato  decreto
legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, secondo  cui  il  Ministro  dello
sviluppo economico stabilisce, con uno o piu’ decreti, i criteri  per
l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti  di
misura disciplinati dal predetto decreto legislativo;
Esperita la procedura  di  informazione  prevista  dalla  direttiva
98/34/CE che codifica la procedura di  notifica  83/189/CEE  recepita
con legge 21 giugno  1986,  n.  317,  e  successive  modificazioni  e
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 18 gennaio 2010;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei  Ministri,
a norma dell’articolo 17, comma 3 della citata legge n. 400/1988, con
nota n. 24774 dell’11 novembre 2010;
1. Il presente decreto si applica ai controlli successivi  relativi
agli  strumenti  per  pesare  a  funzionamento  automatico,  definiti
nell’allegato MI-006 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n.  22,
e conformi alle prescrizioni del medesimo decreto.
dicembre 1985,  n.1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la
– Si riporta il testo  dell’art.  117,  secondo  comma,
lettera r), della Costituzione:
«Lo Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti
a)-q) (omissis);
dell’ingegno;»
– Il  decreto  legislativo  2  febbraio  2007,  n.  22,
recante attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli
strumenti di misura, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
17 marzo 2007, n. 64, S.O.
– La direttiva 2004/22/CE relativa  agli  strumenti  di
misura, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 135 del
30 aprile 2004.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, concernente la  delega
al Governo per il conferimento di funzioni e  compiti  alle
amministrazione e per la semplificazione amministrativa, e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997,  n.  63,
– Si riporta il testo degli articoli 20, 50 e 47, comma
2,  del  decreto  legislativo  31  marzo   1998,   n.   112
capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59):
artigianato e  agricoltura).  –  1.  Sono  attribuite  alle
le funzioni esercitate dagli uffici metrici  provinciali  e
dagli uffici provinciali per l’industria,  il  commercio  e
l’artigianato, ivi comprese quelle relative ai  brevetti  e
alla tutela della proprieta’ industriale.
2.  Presso   le   camere   di   commercio,   industria,
artigianato e agricoltura e’  individuato  un  responsabile
delle attivita’ finalizzate alla tutela del  consumatore  e
in materia di  controllo  di  conformita’  dei  prodotti  e
strumenti di misura gia’ svolti  dagli  uffici  di  cui  al
comma 1.»
«Art. 50  (Accorpamenti  e  soppressioni  di  strutture
amministrative e statali e attribuzione di beni e risorse).
– 1. Sono soppressi gli uffici metrici  provinciali  e  gli
uffici  provinciali  per  l’industria,   il   commercio   e
l’artigianato.  Sono,   inoltre,   soppressi   gli   uffici
periferici gia’ appartenenti all’Agenzia per la  promozione
dello sviluppo per il Mezzogiorno  (Agensud),  a  decorrere
dalla conclusione delle operazioni previste per la gestione
4. Il personale e le dotazioni  tecniche  degli  uffici
metrici  provinciali  e  degli   uffici   provinciali   per
l’industria, il commercio e l’artigianato  sono  trasferiti
alle  camere  di  commercio,   industria,   artigianato   e
agricoltura.»
«2. Sono conservate, altresi’, allo Stato  le  funzioni
amministrative concernenti la definizione, nei limiti della
normativa  comunitaria,  di  norme  tecniche   uniformi   e
standard  di  qualita’   per   prodotti   e   servizi,   di
caratteristiche merceologiche dei  prodotti,  ivi  compresi
quelli alimentari e  dei  servizi,  nonche’  le  condizioni
generali di sicurezza negli impianti  e  nelle  produzioni,
ivi comprese le strutture ricettive.»
– Si riporta  il  testo  dell’art.  29,  comma  2,  del
decreto legislativo 30 luglio  1999,  n.  300,  di  riforma
dell’organizzazione del Governo a norma dell’art. 11  della
legge 15 marzo 1997, n. 59:
«2. Il Ministero delle attivita’ produttive  si  avvale
degli uffici territoriali di Governo, nonche’,  sulla  base
di  apposite  convenzioni,  delle  camere   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura.»
– Il decreto legislativo 5 settembre 2000, n. 256,  che
reca norme  di  attuazione  dello  statuto  speciale  della
regione Friuli-Venezia Giulia concernente il  trasferimento
alle Camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli
uffici provinciali metrici, e’  pubblicato  nella  Gazzetta
Ufficiale 15 settembre 2000, n. 216.
– Il decreto legislativo 1° marzo  2001,  n.  113,  che
regione Trentino-Alto Adige concernente,  tra  l’altro,  il
trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni e dei
compiti degli uffici  provinciali  metrici,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 12 aprile 2001, n. 86.
– Il decreto legislativo 16 marzo  2001,  n.  143,  che
Regione siciliana concernente il trasferimento alle  Camere
di commercio delle funzioni  e  dei  compiti  degli  uffici
provinciali metrici, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
23 aprile 2001, n. 94.
– La legge regionale 20 maggio 2002, n. 7,  concernente
il riordino dei servizi camerali della Valle d’Aosta e  che
istituisce la  Camera  valdostana  delle  imprese  e  delle
professioni – Chambre valdôtaine  des  entreprises  et  des
activites liberales, e’ pubblicata nel B.U.  Valle  d’Aosta
11 giugno 2002, n. 25.
– Il  decreto  legislativo  23  maggio  2003,  n.  167,
concernente norme  di  attuazione  dello  Statuto  speciale
della regione Sardegna per il trasferimento alle Camere  di
commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici metrici
provinciali e degli uffici provinciali dell’industria,  del
commercio e dell’artigianato, e’ pubblicato nella  Gazzetta
Ufficiale 11 luglio 2003, n. 159.
– La legge 17 luglio 2006, n. 233,  di  conversione  in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino
delle  attribuzioni  della  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri e dei  Ministeri,  e’  pubblicata  nella  Gazzetta
Ufficiale 17 luglio 2006, n. 164.
– Il decreto 29 agosto 2007 che incarica le  Camere  di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di svolgere
la vigilanza sul mercato di cui  all’art.  14  del  decreto
legislativo 2 febbraio 2007, n.  22,  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 27 settembre 2007, n. 225.
legislativo 2 febbraio 2007,  n.  22  di  Attuazione  della
direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura:
«Art. 14 (Vigilanza  sul  mercato).  –  1.  I  soggetti
individuati con successivo decreto ministeriale, diversi da
quelli di cui all’art. 9, svolgono attivita’  di  vigilanza
2. Il Ministero dello sviluppo economico e’ l’autorita’
competente per lo scambio di  informazioni  con  gli  altri
Stati membri e con la Commissione europea.»
– Si riporta  il  testo  dell’art.  19,  comma  2,  del
decreto legislativo 2 febbraio 2007, n.  22  di  attuazione
della  direttiva  2004/22/CE  relativa  agli  strumenti  di
«2. Il Ministro dello  sviluppo  economico  stabilisce,
con uno o piu’ decreti,  i  criteri  per  l’esecuzione  dei
controlli metrologici successivi sugli strumenti di  misura
disciplinati dal presente decreto dopo la  loro  immissione
in servizio.»
– La direttiva 98/34/CE che codifica  la  procedura  di
notifica 83/189/CEE sono pubblicate  rispettivamente  nella
Gazzetta Ufficiale n. L 204 del 21 luglio 1998  e  Gazzetta
Ufficiale n. L 109 del 26 aprile 1983.
–  La  legge  21  giugno  1986,   n.   317   (Procedura
d’informazione nel settore delle norme  e  regolamentazioni
tecniche e delle regole relative ai servizi della  societa’
dell’informazione in attuazione  della  direttiva  98/34/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno  1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento  europeo
e del Consiglio del 20 luglio 1998),  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.
– Per il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, si
a) «decreto»: il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22;
b) «allegato MI-006»: l’allegato MI-006 del decreto legislativo 2
febbraio 2007, n. 22;
c)  «bilance   automatiche»:   gli   strumenti   per   pesare   a
funzionamento automatico definiti nell’allegato  MI-006,  immessi  in
servizio nel rispetto delle prescrizioni del decreto;
d)  «funzione  di  misura  legale»:   la   funzione   di   misura
giustificata da  motivi  di  interesse  pubblico,  sanita’  pubblica,
sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell’ambiente, tutela
dei consumatori, imposizione di tasse e di diritti  e  lealta’  delle
transazioni commerciali;
e) «verificazione periodica di bilance automatiche»: il controllo
metrologico  legale  periodico  effettuato,  per  l’accertamento  del
rispetto di specifici requisiti  secondo  definite  procedure,  sulle
bilance  automatiche  dopo  la  loro  messa   in   servizio   secondo
periodicita’ definita in  funzione  del  tipo  di  appartenenza  o  a
seguito di riparazione per motivo qualsiasi, comportante rimozione di
etichette  o  di  ogni  altro  sigillo  di  garanzia  anche  di  tipo
f)  «controlli  metrologici  casuali»:  i  controlli  metrologici
legali effettuati su strumenti in servizio diversi  da  quelli  della
lettera e), ivi compresi quelli effettuati in sede  di  sorveglianza,
eseguiti su bilance automatiche in servizio intesi  ad  accertare  il
loro corretto funzionamento ed utilizzo;
g) «controlli successivi»: i controlli metrologici legali di  cui
alle lettere e) ed f), eseguiti sulle  bilance  automatiche  dopo  la
loro messa in servizio;
h)    «Raccomandazione    OIML»:    Raccomandazione    pubblicata
dall’Organizzazione internazionale di metrologia legale;
i)  «sigilli  legali»:  i   sigilli   applicati   sulle   bilance
automatiche dagli organismi notificati, dai fabbricanti che accertano
la conformita’ dei propri strumenti secondo gli allegati del decreto,
dai laboratori  autorizzati  dall’Unione  Italiana  delle  camere  di
commercio e dalle Camere stesse;
l) «Unioncamere»: l’Unione Italiana delle Camere di commercio.
1. Le bilance automatiche, qualora utilizzate per  le  funzioni  di
misura legali, sono sottoposte ai seguenti controlli successivi:
2. In sede di controlli successivi  alle  bilance  automatiche  non
possono essere aggiunti ulteriori sigilli legali  rispetto  a  quelli
gia’ previsti negli attestati di esame CE  del  tipo  o  di  progetto
rilasciati dagli organismi notificati.
Criteri per la verificazione periodica
1. La periodicita’ della verificazione delle bilance automatiche e’
fissata nell’allegato I.
2. Gli errori massimi tollerati nella verificazione periodica delle
bilance automatiche sono  pari  a  quelli  specificati  nell’allegato
MI-006 in sede di verificazione iniziale o di procedura  analoga  per
le classi di accuratezza e per i tipi corrispondenti.
3. In occasione della  prima  verificazione  periodica  le  bilance
automatiche sono dotate, senza onere per l’utente interessato, di  un
libretto  metrologico  a  cura  del  laboratorio  che  esegue   detta
verificazione, ove non vi abbia gia’ provveduto il fabbricante.
4. L’utente metrico esibisce, su  richiesta  degli  incaricati  dei
controlli metrologici legali, per ogni strumento il relativo libretto
metrologico che riporta cronologicamente gli interventi effettuati.
5.  Nell’allegato  III  sono  riportati  i   disegni   cui   devono
conformarsi:
a)   il   contrassegno   attestante   l’esito   positivo    della
b) il contrassegno da applicare sugli strumenti  riscontrati  non
conformi in sede di verificazione periodica o di controlli casuali.
6. Nel caso di strumenti gia’ in uso, il  libretto  metrologico  di
cui al comma  3  sara’  fornito  da  chi  effettua  la  verificazione
periodica successivamente alla data di entrata in vigore del presente
Criteri per i controlli metrologici casuali
1. Nei controlli casuali sono effettuate, secondo  i  casi,  una  o
piu’  prove  previste  per  la   verificazione   periodica   di   cui
2. Gli errori massimi tollerati nei controlli casuali delle bilance
automatiche dei vari tipi previsti dall’allegato MI 006 sono  pari  a
quelli fissati per le ispezioni in servizio, in  corrispondenza  alla
pertinente classe di accuratezza, dalla relativa Norma armonizzata  o
Raccomandazione OIML.
3.  Nei  casi  in   cui   le   pertinenti   Norme   armonizzate   o
Raccomandazioni  OIML  (documenti  normativi)  non  prevedono  errori
specifici per le verifiche sugli strumenti in  servizio,  gli  errori
massimi tollerati in sede di controlli casuali sono superiori del 50%
rispetto a quelli fissati nell’allegato MI-006.
Criteri per i soggetti incaricati dell’esecuzione
della verificazione periodica
1.  La  verificazione  periodica  delle  bilance   automatiche   e’
effettuata  da  idonei  laboratori  autorizzati  dall’Unioncamere,  a
seguito  dell’accertamento  dei  requisiti   gestionali   e   tecnici
desumibili dalla normativa tecnica internazionale  e  comunitaria  in
materia di laboratori di prova.
2. I laboratori gia’ abilitati ai sensi del decreto ministeriale 10
dicembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 febbraio  2002,
n. 39, per bilance automatiche  appartenenti  ai  tipi  definiti  nel
citato allegato MI-006 si intendono  abilitati  all’esecuzione  della
verificazione periodica prevista all’articolo 4 per gli  stessi  tipi
per i quali sono stati autorizzati, in  via  transitoria,  fino  alla
scadenza dell’autorizzazione e comunque per un periodo non  superiore
a due anni a decorrere  dalla  data  di  pubblicazione  del  presente
Criteri per i soggetti incaricati dei controlli casuali
1.  I  controlli  casuali  delle   bilance   automatiche   di   cui
all’articolo  2,  lettera  c),  sono  effettuati  dalle   Camere   di
2. Restano ferme le competenze degli organi di polizia  giudiziaria
abilitati dalle vigenti disposizioni di legge in materia  di  pesi  e
Capo II   VERIFICAZIONE PERIODICA
1. Le bilance automatiche utilizzate per  una  funzione  di  misura
legale sono  sottoposte  a  verificazione  periodica  entro  sessanta
giorni dall’inizio della loro messa  in  servizio  e  successivamente
secondo la periodicita’ fissata nell’allegato  I  che  decorre  dalla
data dell’ultima verificazione effettuata.
2. L’utente metrico  richiede  una  nuova  verificazione  periodica
entro la scadenza della precedente o  entro  5  giorni  dall’avvenuta
riparazione dei propri strumenti se tale riparazione ha comportato la
rimozione di etichette o di ogni altro sigillo di protezione anche di
tipo elettronico.
3. L’esito positivo  della  verificazione  periodica  e’  attestato
mediante il contrassegno di avvenuta verificazione periodica  di  cui
all’allegato III, punto 2, e il ripristino  degli  eventuali  sigilli
legali rimossi, mentre quello negativo e’ attestato dal  contrassegno
di cui al punto 1 del medesimo allegato.
4. Nel libretto metrologico di cui  all’articolo  4,  comma  3,  il
laboratorio  effettua,  in   occasione   dei   controlli   successivi
contemplati dal presente decreto, tutte le annotazioni previste.
5. L’allegato II riporta i disegni cui deve conformarsi il libretto
metrologico.
Obbligo del contrassegno
di avvenuta verificazione periodica
legale sono munite,  oltre  che  delle  marcature  CE  e  metrologica
previste dal decreto, anche  dei  sigilli  di  protezione  prescritti
dall’attestato di esame CE del tipo o di progetto e del  contrassegno
di avvenuta verificazione periodica di cui all’allegato III, punto 2.
Procedure per la verificazione periodica
1. Le  procedure  da  seguire  nella  verificazione  periodica  dei
singoli tipi di bilance automatiche  sono  rivolte  ad  accertare  il
rispetto  di  specifici  requisiti,  con  esclusione   di   qualsiasi
operazione che comporti la rimozione di sigilli di  protezione  o  lo
smontaggio di componenti e tenendo  presenti  i  principi  desumibili
dalle  prescrizioni  in  materia  di  verificazione  iniziale   della
pertinente  norma  armonizzata  europea  o,  in  sua  assenza,  dalla
relativa Raccomandazione OIML.  Si  applicano  inoltre  le  eventuali
procedure specificamente previste per controlli analoghi dai relativi
attestati di esame CE del tipo o di progetto.
2. Anche al fine di uniformare su tutto il territorio nazionale  le
procedure tecniche da seguire da parte dei laboratori autorizzati  e,
nel periodo transitorio, da parte delle  Camere  di  commercio  e  di
integrare le prescrizioni al riguardo  gia’  contenute  nel  presente
decreto possono essere definite dal Ministro dello sviluppo economico
apposite direttive per  effettuare  le  operazioni  di  verificazione
periodica sui singoli tipi di bilance automatiche.
3. Le masse campione utilizzate nella verifica periodica non devono
essere affette da un errore superiore ad un terzo dell’errore massimo
tollerato previsto per la tipologia di controllo che  si  esegue;  in
particolare l’incertezza estesa di taratura  del  campione  non  deve
essere superiore ad un terzo dell’errore ammesso sul campione stesso.
4. Per la taratura dei campioni di prima linea (di riferimento), il
laboratorio deve rivolgersi al servizio nazionale di taratura  di  un
Paese membro di EA (European Co-operation for Accreditation) o ad  un
laboratorio di taratura da esso accreditato per la grandezza massa.
5. Se il laboratorio dispone di  campioni  di  lavoro  questi  sono
inseriti in un sistema pianificato di controllo periodico annuale nel
rispetto degli errori e delle incertezze secondo quanto  previsto  ai
6. L’esito positivo  della  verificazione  periodica  e’  attestato
dall’operatore, mediante il contrassegno di cui all’allegato III. Nel
caso in cui tale contrassegno non puo’ essere applicato  direttamente
sullo strumento oggetto della verificazione, e’ apposto sul documento
di cui all’articolo 20, comma 2.
7. Nel contrassegno di cui al comma 6 sono  indicati  gli  elementi
identificativi, previsti all’articolo 18, comma  2,  del  laboratorio
autorizzato che ha effettuato la verificazione.
8. In caso di esito negativo della verificazione l’operatore appone
sullo  strumento  il  contrassegno  di  cui  all’allegato   III.   Il
contrassegno  e’  rimosso   all’atto   della   nuova   richiesta   di
verificazione periodica o della verificazione stessa.
Esecuzione della verificazione periodica
1. La verificazione periodica e’ eseguita da laboratori autorizzati
dall’Unioncamere,  che  offrono  garanzia  di   indipendenza   e   di
qualificazione   tecnico-professionale.    I    laboratori    possono
appartenere anche alle Camere di commercio.
2. Ai fini dell’autorizzazione Unioncamere  accerta  l’indipendenza
del laboratorio e di tutto  il  relativo  personale  riscontrando  la
sussistenza dei requisiti applicabili descritti nella norma  UNI  CEI
EN  ISO/IEC17025,  con   particolare   riferimento   al   punto   4.1
(Organizzazione),   nonche’   alla   dotazione   di    strumenti    e
apparecchiature idonei, anche in comodato d’uso o con altre forme  di
idonea  disponibilita’  rispondenti   alle   esigenze   delle   norme
3. Le condizioni e le modalita’ di autorizzazione dei laboratori di
cui al comma 1 sono riportate al Capo III.
4. L’Unioncamere forma l’elenco dei  laboratori  autorizzati.  Tale
elenco e’ reso pubblico e contiene almeno i seguenti dati:
a)  nome,  denominazione  o  ragione  sociale   del   laboratorio
b)  nome  e  cognome  del   responsabile   delle   attivita’   di
c) indirizzo completo della sede operativa del laboratorio;
d) elementi identificativi assegnati, compresi i  sigilli  legali
e)  tipi  di  strumenti  per  i   quali   e’   autorizzato   alla
f) recapito telefonico, di fax ed eventuale  indirizzo  di  posta
Verificazione periodica eseguita dai fabbricanti
di bilance automatiche
1. Il fabbricante puo’ eseguire la  prima  verificazione  periodica
delle  bilance  automatiche  contestualmente   all’esecuzione   delle
procedure di valutazione  della  conformita’  con  cui  garantisce  e
dichiara la conformita’ dei propri strumenti ai pertinenti  requisiti
della direttiva. Il fabbricante puo’ eseguire la prima  verificazione
periodica dello strumento presso il proprio stabilimento, o  la  sede
dell’organismo notificato o sul luogo di utilizzazione.
2. Nei casi in cui il fabbricante si avvale della facolta’  di  cui
al comma 1, il documento di cui all’articolo 4, comma 3,  e’  fornito
dallo stesso fabbricante.
Strumenti difettosi – Strumenti riparati
1. Gli strumenti che in sede di verificazione  periodica  risultano
non  conformi  ai  requisiti  prescritti,  possono  essere   detenuti
dall’utente nel luogo dell’attivita’ purche’ muniti del  contrassegno
previsto all’articolo 4, comma 5, lettera b) e  non  utilizzati.  Gli
stessi strumenti possono essere riutilizzati, previa richiesta di una
nuova verificazione periodica, purche’ muniti di  sigilli  provvisori
applicati, a richiesta dell’utente, dal riparatore in sostituzione di
quelli rimossi, fino all’esecuzione della verificazione periodica.
2. L’utente metrico richiede una nuova verificazione periodica  nei
casi  in  cui  provvede  a  riparazioni  dei  propri  strumenti   che
comportano la rimozione di etichette o di ogni altro  sigillo  legale
di protezione anche di tipo elettronico. Gli strumenti possono essere
utilizzati  con  i  sigilli   provvisori,   applicati   a   richiesta
dell’utente dal riparatore, fino all’esecuzione  della  verificazione
3. La verificazione periodica e’ eseguita  entro  30  giorni  dalla
data di ricezione della richiesta da parte del laboratorio.
Obblighi degli utenti metrici
1. Gli utenti  metrici  soggetti  all’obbligo  della  verificazione
a) comunicano alla Camera di  commercio  competente  la  data  di
inizio dell’utilizzo delle bilance automatiche;
b) garantiscono il  corretto  funzionamento  delle  loro  bilance
automatiche, conservando la documentazione a corredo dello  strumento
prevista dal decreto, il  libretto  metrologico  che  deve  contenere
almeno  gli  elementi  informativi  riportati  nel  modello  di   cui
all’allegato II;
c) mantengono l’integrita’  dell’etichetta  apposta  in  sede  di
verificazione periodica, nonche’ di ogni altro  marchio,  sigillo  di
garanzia anche di tipo elettronico o elemento di protezione;
d) eseguono le riparazioni  necessarie  ad  adeguare  le  bilance
automatiche alle norme regolamentari, qualora intendano continuare ad
utilizzarle;
e) curano l’integrita’ dei sigilli provvisori di  cui  richiedono
l’applicazione al riparatore.
1. Le Camere di commercio integrano l’elenco degli utenti  metrici,
previsto dall’articolo 8 del decreto ministeriale 28 marzo  2000,  n.
182, con i dati degli utenti  di  bilance  automatiche,  seguendo  le
stesse modalita’ e procedure fissate dal citato decreto  ministeriale
n. 182 del 2000. In esso sono indicati, oltre  le  generalita’  e  il
luogo  di  esercizio  di  ogni  utente,  l’attivita’  ed  ogni  altra
informazione in funzione delle scadenze della verificazione periodica
2. L’elenco e’ consultabile dal pubblico.  Con  successivo  decreto
del Ministro dello sviluppo economico, da adottarsi  entro  sei  mesi
dalla  pubblicazione  del  presente  regolamento,  sono  indicate  le
informazioni da rendere pubbliche e le modalita’ con  cui  sono  resi
accessibili i dati.
3.   I   dati   consultati   sono   utilizzabili   ai   soli   fini
dell’applicazione delle disposizioni del  presente  decreto  e  della
vigente normativa in materia di metrologia legale.
– Si riporta l’art. 8 del decreto ministeriale 28 marzo
2000, n. 182, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4  luglio
2000, n. 154:
«Art. 8 (Elenco degli utenti metrici). – 1.  Le  camere
di commercio formano l’elenco degli utenti metrici. In esso
sono  indicati,  oltre  le  generalita’  ed  il  luogo   di
esercizio  di  ogni  utente,  l’attivita’  ed  ogni   altra
informazione in funzione delle scadenze della verificazione
periodica degli strumenti.
2. Le informazioni contenute nell’elenco sono tenute  a
disposizione della  pubblica  amministrazione  e  di  altre
autorita’.
3.  L’elenco  puo’  essere  consultato   dagli   utenti
metrici.»
1. Le camere di commercio esercitano funzioni  di  vigilanza  sulla
corretta applicazione delle norme del presente decreto.
2. La vigilanza sulle bilance automatiche in  servizio  presso  gli
utenti metrici si esercita ad intervalli casuali,  senza  determinata
periodicita’ e senza preavviso.
Capo III   RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI
1. E’ consentito ai laboratori autorizzati  di  effettuare  sia  la
verificazione periodica, sia  l’assistenza  e  la  riparazione  delle
bilance automatiche alle condizioni di cui all’articolo 22.
2. I laboratori  sono  tenuti  ad  osservare  le  disposizioni  del
presente decreto ed attenersi ai requisiti gestionali e tecnici della
norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 – Requisiti generali per la competenza
dei laboratori di prova e di taratura, in quanto compatibili  con  le
3. Si intendono soddisfatti i requisiti generali di competenza  dei
laboratori di prova e taratura per i laboratori  che,  con  specifico
riferimento   all’attivita’   per   la    quale    viene    richiesta
l’autorizzazione, rispondono ad almeno uno dei seguenti requisiti:
a) sono accreditati da un Organismo aderente  all’E.A.  (European
Co-operation for Accreditation) firmatario dell’accordo multilaterale
di mutuo riconoscimento;
b)  dispongono  di  un  sistema  di   gestione   della   qualita’
certificato  da  organismi  accreditati   a   livello   nazionale   o
comunitario in base alla  norma  UNI  CEI  EN  ISO/IEC  17021:2006  o
equivalente nel quale sia presente l’attivita’ di prova di  strumenti
4. I laboratori di cui al comma  1  nominano  un  responsabile  per
l’attivita’ di  verificazione  periodica  disciplinata  dal  presente
Modalita’ di autorizzazione
1. Ai fini dell’autorizzazione, i laboratori interessati presentano
domanda  di  autorizzazione  a  Unioncamere  che,  per  il   relativo
procedimento di valutazione, si  avvale  di  norma  della  camera  di
commercio della provincia in cui i laboratori stessi  hanno  la  sede
operativa  dell’attivita’  di  verifica,  anche  sulla   base   delle
eventuali ulteriori indicazioni definite con apposita  direttiva  dal
Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Unioncamere. La  domanda
a) l’indicazione  delle  caratteristiche  metrologiche  dei  tipi
delle bilance automatiche per le quali si chiede l’autorizzazione  ad
effettuare la verificazione periodica;
b) l’elenco delle attrezzature e dei campioni di  cui  si  avvale
per l’esecuzione della verificazione;
c) la dichiarazione  con  cui  si  impegnano  ad  adempiere  agli
obblighi derivanti dall’autorizzazione;
d) l’indicazione del responsabile delle verificazioni  periodiche
e delle  eventuali  operazioni  di  riparazione  degli  strumenti  di
e)  l’impegno  a  conservare  per  almeno  5  anni  copia   della
documentazione,  anche  su  supporto  informatico,   comprovante   le
operazioni di verificazione  periodica  effettuate  con  le  relative
registrazioni dei  risultati  positivi  o  negativi  delle  verifiche
periodiche effettuate;
f) documentazione del possesso dei requisiti di cui  all’articolo
2. Unioncamere entro novanta  giorni  dalla  richiesta,  a  seguito
dell’accertamento documentale dei requisiti  prescritti  all’articolo
17, ed anche di un eventuale sopralluogo o dell’esito positivo  delle
ulteriori verifiche previste dal decreto ministeriale di cui al comma
1, emette il provvedimento di autorizzazione nel quale sono riportate
le caratteristiche metrologiche  delle  bilance  automatiche  per  le
quali  il   laboratorio   e’   autorizzato.   L’Unioncamere   assegna
contestualmente il numero identificativo, preceduto dalla sigla della
provincia in cui il laboratorio ha la sede operativa e comunica  alle
Camere di commercio il rilascio dell’autorizzazione ed  il  nome  del
3. Il provvedimento di diniego, da emettere  entro  novanta  giorni
dalla richiesta, e’ motivato e contiene l’indicazione del  termine  e
dell’organo cui l’eventuale ricorso deve essere presentato.
4. I  costi  relativi  alle  procedure  di  autorizzazione  e  alla
vigilanza sul laboratorio, di cui all’articolo 19, sono a carico  del
laboratorio richiedente l’autorizzazione.
5. Presso Unioncamere e ogni  camera  di  commercio  e’  tenuto  un
registro pubblico dei laboratori autorizzati consultabile  anche  per
via informatica e telematica.
6.  L’autorizzazione  di  ogni  laboratorio  ha  valenza  operativa
nazionale, validita’ triennale ed e’ rinnovabile.
Vigilanza sui laboratori
1. La  vigilanza  presso  la  sede  operativa  del  laboratorio  e’
esercitata da Unioncamere, che si avvale di  norma  della  camera  di
commercio competente per  territorio,  con  una  frequenza  di  norma
annuale,  ed  e’  finalizzata  a  verificare  nel  tempo  che   detto
laboratorio operi secondo quanto stabilito dal presente decreto.
2.  La  vigilanza  sugli  strumenti  in  servizio  verificati   dai
laboratori autorizzati viene effettuata  dalla  camera  di  commercio
competente per territorio, sul  5%  degli  strumenti  verificati  dai
laboratori computati su base annuale. I mezzi e le risorse  necessari
alla verifica sono messi a disposizione della camera di commercio dal
laboratorio che ha eseguito la verifica.
3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica nel caso in cui
il laboratorio abbia comunicato alla camera di  commercio  competente
per  territorio  l’utente  presso  cui  effettua   la   verificazione
periodica con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi.
4. I risultati  delle  operazioni  di  vigilanza  effettuate  dalle
camere di commercio sono trasmessi a Unioncamere.
Obbligo di registrazione e di comunicazione
1. I laboratori autorizzati trasmettono per  via  telematica  entro
sette giorni lavorativi dalla verifica, alla Camera di  commercio  di
ciascuna delle province in cui essi hanno  effettuato  operazioni  di
verificazione periodica e a Unioncamere, un  documento  di  riepilogo
degli strumenti verificati con i seguenti elementi:
a) i dati identificativi dell’utente ed il luogo di installazione
dello strumento;
b) categoria, marca, modello, numero di serie  e  caratteristiche
metrologiche dello strumento;
c) data dell’intervento della verifica;
d) l’esito della verifica e le eventuali anomalie riscontrate.
2.  Il  laboratorio  aggiorna  il  libretto  metrologico   di   cui
all’articolo 4, comma 3, e tiene un registro sul  quale  riporta,  in
ordine  cronologico,  le   richieste   di   verificazione   periodica
pervenute, la loro data di esecuzione con il relativo esito, positivo
1. Nel caso in cui una camera  di  commercio  riscontra  violazioni
alle disposizioni del presente decreto nell’operato di un laboratorio
autorizzato lo comunica immediatamente a Unioncamere.
2. L’autorizzazione  per  la  verificazione  periodica  e’  sospesa
dall’Unioncamere qualora siano accertate una o  piu’  delle  seguenti
a) violazioni alle disposizioni del presente decreto;
b) esecuzione, oltre  i  termini  previsti,  delle  richieste  di
c) difetto dei requisiti previsti all’articolo 17;
d) difetto delle condizioni alle quali  e’  stato  rilasciato  il
provvedimento di autorizzazione;
e) le accettazioni o i rifiuti indebitamente adottati in sede  di
verificazione periodica per una quantita’ superiore al  5%,  su  base
annuale, degli strumenti  di  misura  complessivamente  verificati  a
seguito della vigilanza prevista all’articolo 19, comma 2.
3. La sospensione dura fino alla cessazione della  causa  che  l’ha
determinata, e comunque non oltre sei mesi,  al  termine  dei  quali,
qualora non sia cessata la causa, e’ revocata l’autorizzazione.
4. L’autorizzazione viene altresi’ revocata qualora siano accertate
ripetute violazioni.
5. Il provvedimento di sospensione o di revoca e’ adottato, sentito
il laboratorio,  da  Unioncamere  e  contiene  le  motivazioni  della
decisione adottata nonche’, l’indicazione del termine  e  dell’organo
cui presentare l’eventuale ricorso.
6. La revoca viene comunicata a tutte le camere di commercio a cura
di Uniocamere.
Indipendenza del laboratorio
1. Nei casi in cui il laboratorio  esercita  anche  l’attivita’  di
assistenza o riparazione, la funzione di verificazione  periodica  e’
svolta in maniera distinta ed indipendente da quella di assistenza  e
di  riparazione;  il  responsabile  del  laboratorio  della  verifica
periodica dipende direttamente dal legale rappresentante dell’impresa
di cui fa parte il laboratorio.
2. I sigilli applicati  su  una  bilancia  automatica  in  sede  di
verificazione periodica da parte del laboratorio incaricato  al  fine
di ripristinare quelli rimossi a seguito di riparazione o  per  altra
qualsiasi causa gia’ posti a salvaguardia dell’inaccessibilita’  agli
organi interni e dei dispositivi di taratura,  sono  equivalenti,  ai
fini della legalizzazione dello strumento,  a  quelli  apposti  dagli
organismi notificati o dal fabbricante secondo le  procedure  di  cui
all’articolo 12, comma 1.
3. L’incaricato di effettuare la verificazione periodica, nei  casi
in cui svolge contestualmente  anche  le  funzioni  di  assistenza  o
riparazione, da’ evidenza delle operazioni svolte.
Capo IV   DISPOSIZIONI TRANSITORIE
1. Per un periodo di due  anni  dalla  data  di  pubblicazione  del
anche le Camere di commercio continuano, direttamente  o  avvalendosi
dei laboratori di cui all’articolo  6,  comma  2,  ad  effettuare  la
verificazione periodica delle bilance automatiche.
Il presente decreto, munito del sigillo di  Stato,  sara’  inserito
Registrato alla Corte dei conti il 7 marzo 2011
registro n. 1, foglio n. 256
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 – Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) – (GU n. 72 del 29-3-2011 redazione redazione 2015-05-19T06:34:29+00:00