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Timestamp: 2018-12-16 16:34:43+00:00
Document Index: 45253878

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 2386']

Comitato per la Corporate Governance CODICE DI AUTODISCIPLINA - PDF
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1 Comitato per la Corporate Governance CODICE DI AUTODISCIPLINA
2 CODICE DI AUTODISCIPLINA
3 2006 Comitato per la Corporate Governance Borsa Italiana S.p.A. I diritti di riproduzione, di adattamento totale o parziale e di memorizzazione elettronica, con qualsiasi mezzo (compresi microfilm, Floppy disk e CD), sono riservati per tutti i Paesi. I a edizione marzo 2006 a cura di Borsa Italiana S.p.A. Il Codice di Autodisciplina è disponibile all indirizzo internet:
4 A sette anni dalla prima edizione, si è deciso di sottoporre ad una profonda revisione i principi di governo societario applicabili alle società quotate italiane. Questa scelta risponde a un esigenza largamente avvertita da tutti i partecipanti al mercato. L evoluzione della best practice, maturata anche attraverso esperienze dolorose, si ricollega alla crescente consapevolezza, da parte degli attori del mercato, delle proprie responsabilità nei confronti degli investitori, del sistema Italia, degli operatori internazionali. Questa crescita culturale si alimenta nel confronto quotidiano con il mercato e con gli stakeholders, confronto che vede protagoniste le società emittenti: non solo quelle di grandi dimensioni, naturalmente portate a relazionarsi con gli investitori, ma anche quelle di dimensioni medio piccole, che sanno di trovare nella buona governance un efficace strumento di valorizzazione e di protezione dell investimento dei propri azionisti. Sullo sfondo, un contesto normativo in continua evoluzione, tra direttive e raccomandazioni comunitarie e riforme della legislazione nazionale in materia di diritto societario e tutela del risparmio. In questo scenario, si è proceduto alla elaborazione del nuovo Codice di Autodisciplina con l obiettivo di incrementare chiarezza e concretezza di figure e ruoli come quelli degli amministratori indipendenti e dei comitati interni al consiglio che negli anni si sono arricchiti di contenuti attraverso l esperienza applicativa. La trattazione di ciascun argomento è articolata in principi, criteri applicativi e commenti, in modo da agevolare l attuazione del principio comply or explain e la piena comprensione, da parte del mercato, del modello di governo societario applicato da ciascuna società. Al fine di evitare inutili appesantimenti della realtà operativa e amministrativa degli emittenti, sono stati introdotti elementi di flessibilità anche per tenere conto di diversità quali la dimensione della società, la composizione della compagine azionaria, il settore economico di appartenenza. Il Comitato per la Corporate Governance ha fortemente creduto nella possibilità di contribuire al mantenimento e al miglioramento di elevati standard qualitativi del nostro mercato azionario, aumentando il livello di interesse e di fiducia sia da parte di investitori e intermediari nazionali e internazionali, sia da parte delle aziende che intendono avvicinarsi al mercato dei capitali. Il Comitato ha raggiunto una forte e coerente condivisione delle raccomandazioni riportate nel Codice. Borsa Italiana, da parte sua, intende mantenere il proprio impegno di stimolo, sostegno e rafforzamento delle migliori pratiche al servizio del mercato. Borsa Italiana, secondo gli auspici del Comitato, seguirà l evoluzione dell applicazione del Codice da parte delle società quotate, segnalando le possibili aree di miglioramento. Questo Codice rappresenta il frutto di quasi un anno di lavoro del Comitato, degli Esperti e del Gruppo di lavoro. Al mercato, che ne è la fonte, lo affidiamo. Massimo Capuano 3
5 ESPERTI Guido FERRARINI Franzo GRANDE STEVENS Piergaetano MARCHETTI SEGRETARIO Michele MONTI 4
6 COMITATO Luigi ABETE Matteo ARPE Aureliano BENEDETTI Massimo CAPUANO Coordinatore Fedele CONFALONIERI Pier Luigi FABRIZI Attilio Piero FERRARI Dario FRIGERIO Gabriele GALATERI DI GENOLA Edoardo GARRONE Piero GNUDI Mario GRECO Giovanni LANDI Fausto MARCHIONNI Vittorio MERLONI Vittorio MINCATO Pietro MODIANO Corrado PASSERA Giovanni PERISSINOTTO Alessandro PROFUMO Paolo SCARONI Maurizio SELLA Angelo TANTAZZI Marco TRONCHETTI PROVERA Paolo VAGNONE 5
7 GRUPPO DI LAVORO Maurizia ANGELO COMNENO Massimo BELCREDI Fabio BONOMO Giuseppe CANNIZZARO Francesco CHIAPPETTA Alessandro CHIEFFI Coordinatore Carmine DI NOIA Angelo DONI Livia GASPERI Alberto GIUSSANI Enrico GRANATA Michele MONTI Pietro NEGRI Marcella PANUCCI Mario STELLA RICHTER Marco VENTORUZZO REDAZIONE SCIENTIFICA Alessandro CHIEFFI Michaela CASTELLI Francesco LA MANNO Si ringraziano tutti coloro studiosi, professionisti, associazioni che hanno voluto arricchire i lavori del Comitato con i loro contributi di esperienza e conoscenze. 6
10 Principio introduttivo Ruolo del consiglio di amministrazione Composizione del consiglio di amministrazione Amministratori indipendenti Trattamento delle informazioni societarie Istituzione e funzionamento dei comitati interni al consiglio di amministrazione Nomina degli amministratori Remunerazione degli amministratori Sistema di controllo interno Interessi degli amministratori e operazioni con parti correlate Sindaci Rapporti con gli azionisti Sistemi di amministrazione e controllo dualistico e monistico 47 9
12 PRINCIPIO INTRODUTTIVO L adesione al presente Codice di Autodisciplina è volontaria. La società con azioni quotate ( emittente ) che aderisce, in tutto o in parte, al Codice ne dà annualmente informazione al mercato, nei termini e con le modalità stabilite dalle disposizioni di legge e di regolamento applicabili, precisando quali raccomandazioni del Codice siano state effettivamente applicate dall emittente e con quali modalità. In alcuni casi, il Codice stesso chiarisce il contenuto delle informazioni da fornire al mercato. L obbligo informativo è riferito ai principi e ai criteri applicativi contenuti in ciascun articolo del Codice. Gli emittenti sono peraltro invitati a tenere conto delle indicazioni e degli auspici espressi nel commento riportato in calce a ciascun articolo. Con riferimento ai principi e ai criteri applicativi che contengono raccomandazioni rivolte agli emittenti, o ai loro amministratori o sindaci o azionisti ovvero ad altri organi o funzioni aziendali, ogni emittente fornisce informazioni accurate e di agevole comprensione, se pur concise, sui comportamenti attraverso i quali dette raccomandazioni sono state concretamente applicate nel periodo cui si riferisce la relazione annuale. Qualora l emittente non abbia fatto proprie, in tutto o in parte, una o più raccomandazioni, fornisce adeguate informazioni in merito ai motivi della mancata o parziale applicazione. Nel caso in cui i principi e i criteri applicativi contemplino comportamenti opzionali, è richiesta una descrizione dei comportamenti osservati, non essendo necessario fornire motivazioni in merito alle scelte adottate. Per quanto riguarda i principi e i criteri applicativi aventi contenuto definitorio, in mancanza di diverse indicazioni dell emittente, si presume che lo stesso vi si sia attenuto. Nel contesto del Codice l adempimento informativo annuale è definito come relazione sul governo societario. * * * Borsa Italiana monitora lo stato di applicazione del presente Codice da parte degli emittenti e l evoluzione del quadro normativo di riferimento. Un collegio di tre esperti, scelti tra persone autorevoli e di specchiata reputazione, dotate di specifica competenza ed esperienza con riguardo al funzionamento degli emittenti e dei mercati regolamentati, su segnalazione di Borsa Italiana, valuta se sia opportuno o necessario procedere ad un adeguamento del Codice. In caso positivo, Borsa Italiana investe il Comitato delle conseguenti determinazioni. Il presente Codice sostituisce quello redatto nel 1999, così come rivisitato nel Gli emittenti sono invitati ad applicare il presente Codice entro la fine dell esercizio che inizia nel 2006, informandone il mercato con la relazione sul governo societario da pubblicarsi nel corso del
14 1. RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Principi 1.P.1. 1.P.2. L emittente è guidato da un consiglio di amministrazione che si riunisce con regolare cadenza e che si organizza ed opera in modo da garantire un efficace svolgimento delle proprie funzioni. Gli amministratori agiscono e deliberano con cognizione di causa ed in autonomia, perseguendo l obiettivo prioritario della creazione di valore per gli azionisti. Coerentemente con tale obiettivo, gli amministratori, nello svolgimento dell incarico, tengono anche conto delle direttive e politiche definite per il gruppo di cui l emittente è parte nonché dei benefici derivanti dall appartenenza al gruppo medesimo. Criteri applicativi 1.C.1. Il consiglio di amministrazione: a) esamina e approva i piani strategici, industriali e finanziari dell emittente e del gruppo di cui esso sia a capo, il sistema di governo societario dell emittente stesso e la struttura del gruppo medesimo; b) valuta l adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale dell emittente e delle controllate aventi rilevanza strategica predisposto dagli amministratori delegati, con particolare riferimento al sistema di controllo interno e alla gestione dei conflitti di interesse; c) attribuisce e revoca le deleghe agli amministratori delegati ed al comitato esecutivo definendone i limiti e le modalità di esercizio; stabilisce altresì la periodicità, comunque non superiore al trimestre, con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l attività svolta nell esercizio delle deleghe loro conferite; d) determina, esaminate le proposte dell apposito comitato e sentito il collegio sindacale, la remunerazione degli amministratori delegati e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché, qualora non vi abbia già provveduto l assemblea, la suddivisione del compenso globale spettante ai membri del consiglio; e) valuta il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli programmati; 13
15 f) esamina e approva preventivamente le operazioni dell emittente e delle sue controllate, quando tali operazioni abbiano un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l emittente stesso, prestando particolare attenzione alle situazioni in cui uno o più amministratori siano portatori di un interesse per conto proprio o di terzi e, più in generale, alle operazioni con parti correlate; a tal fine stabilisce criteri generali per individuare le operazioni di significativo rilievo; g) effettua, almeno una volta all anno, una valutazione sulla dimensione, sulla composizione e sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati, eventualmente esprimendo orientamenti sulle figure professionali la cui presenza in consiglio sia ritenuta opportuna; h) fornisce informativa, nella relazione sul governo societario, sulle modalità di applicazione del presente art. 1 e, in particolare, sul numero delle riunioni del consiglio e del comitato esecutivo, ove presente, tenutesi nel corso dell esercizio e sulla relativa percentuale di partecipazione di ciascun amministratore. 1.C.2. 1.C.3. 1.C.4. Gli amministratori accettano la carica quando ritengono di poter dedicare allo svolgimento diligente dei loro compiti il tempo necessario, anche tenendo conto del numero di cariche di amministratore o sindaco da essi ricoperte in altre società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Il consiglio, sulla base delle informazioni ricevute dagli amministratori, rileva annualmente e rende note nella relazione sul governo societario le cariche di amministratore o sindaco ricoperte dai consiglieri nelle predette società. Il consiglio esprime il proprio orientamento in merito al numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco nelle società di cui al paragrafo precedente che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell incarico di amministratore dell emittente. A tal fine individua criteri generali differenziati in ragione dell impegno connesso a ciascun ruolo (di consigliere esecutivo, non esecutivo o indipendente), anche in relazione alla natura e alle dimensioni delle società in cui gli incarichi sono ricoperti nonché alla loro eventuale appartenenza al gruppo dell emittente; può altresì tenersi conto della partecipazione dei consiglieri ai comitati costituiti all interno del consiglio. Qualora l assemblea, per far fronte ad esigenze di carattere organizzativo, autorizzi in via generale e preventiva deroghe al divieto di concorrenza previsto dall art cod. civ., il consiglio di amministrazione valuta nel merito ciascuna fattispecie problematica e segnala alla prima assemblea utile eventuali criticità. A tal fine, ciascun amministratore informa il consiglio, all atto dell accettazione della nomina, di eventuali attività esercitate in concorrenza con l emittente e, successivamente, di ogni modifica rilevante. 14
16 Commento Il Comitato ritiene che il consiglio di amministrazione abbia la responsabilità primaria di determinare e perseguire gli obiettivi strategici dell emittente e del gruppo ad esso facente capo. Le decisioni di ciascun amministratore sono autonome nella misura in cui egli assume le proprie scelte con libero apprezzamento, nell interesse della generalità degli azionisti. Pertanto, anche quando le scelte gestionali siano state preventivamente vagliate, indirizzate o comunque influenzate, nei limiti e nel rispetto delle norme di legge applicabili, da chi esercita attività di direzione e coordinamento o dai soggetti che partecipano a un patto di sindacato, ciascun amministratore è tenuto a deliberare in autonomia, assumendo determinazioni che, ragionevolmente, possono portare quale obiettivo prioritario alla creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo. L indipendenza di giudizio è un requisito delle decisioni di tutti gli amministratori, siano essi esecutivi o non esecutivi, e siano, o meno, questi ultimi indipendenti ai sensi del successivo art. 3. La nomina di uno o più amministratori delegati o di un comitato esecutivo e la circostanza che l attività imprenditoriale sia esercitata attraverso una pluralità di società controllate non comportano la sottrazione al consiglio dei compiti ad esso spettanti ai sensi del presente articolo. Pur in assenza di precisi vincoli statutari in argomento, il consiglio è quindi chiamato a formulare le deleghe in modo tale da non risultare di fatto spogliato delle proprie prerogative. Inoltre gli emittenti adottano adeguate misure affinché le società controllate sottopongano al preventivo esame del consiglio della capogruppo le operazioni rilevanti per la stessa, salvo il principio di autonomia gestionale nei casi in cui la società controllata sia anch essa quotata. Tra le materie di competenza del consiglio l articolo in commento menziona la valutazione dell adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale dell emittente e delle controllate aventi rilevanza strategica: tale rilevanza può essere valutata con riferimento a criteri non solo dimensionali, di cui dare conto nella relazione sul governo societario. Nello svolgimento dei propri compiti, gli amministratori esaminano le informazioni ricevute dagli organi delegati, avendo peraltro cura di richiedere agli stessi ogni chiarimento, approfondimento od integrazione ritenuti necessari od opportuni per una completa e corretta valutazione dei fatti portati all esame del consiglio. Il presidente del consiglio di amministrazione si adopera affinché le informazioni e i documenti rilevanti per l assunzione delle decisioni di competenza del consiglio siano messi a disposizione dei suoi componenti con modalità e tempistica adeguate. Il consiglio di amministrazione può richiedere agli amministratori delegati che dirigenti dell emittente e del gruppo intervengano alle riunioni consiliari per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti all ordine del giorno. 15
18 2. COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Principi 2.P.1. 2.P.2. 2.P.3. 2.P.4. 2.P.5. Il consiglio di amministrazione è composto da amministratori esecutivi e non esecutivi. Gli amministratori non esecutivi apportano le loro specifiche competenze alle discussioni consiliari, contribuendo all assunzione di decisioni equilibrate e prestando particolare cura alle aree in cui possono manifestarsi conflitti di interesse. Il numero, la competenza, l autorevolezza e la disponibilità di tempo degli amministratori non esecutivi sono tali da garantire che il loro giudizio possa avere un peso significativo nell assunzione delle decisioni consiliari. È opportuno evitare la concentrazione di cariche sociali in una sola persona. Il consiglio di amministrazione, allorché abbia conferito deleghe gestionali al presidente, fornisce adeguata informativa nella relazione annuale sul governo societario in merito alle ragioni di tale scelta organizzativa. Criteri applicativi 2.C.1. Sono amministratori esecutivi: gli amministratori delegati dell emittente o di una società controllata avente rilevanza strategica, ivi compresi i relativi presidenti quando ad essi vengano attribuite deleghe individuali di gestione o quando essi abbiano uno specifico ruolo nell elaborazione delle strategie aziendali; gli amministratori che ricoprono incarichi direttivi nell emittente o in una società controllata avente rilevanza strategica, ovvero nella società controllante quando l incarico riguardi anche l emittente; gli amministratori che fanno parte del comitato esecutivo dell emittente, quando manchi l identificazione di un amministratore delegato o quando la partecipazione al comitato esecutivo, tenuto conto della frequenza delle riunioni e dell oggetto delle relative delibere, comporti, di fatto, il coinvolgimento sistematico dei suoi componenti nella gestione corrente dell emittente. L attribuzione di poteri per i soli casi di urgenza ad amministratori non muniti di deleghe gestionali non vale, di per sé, a configurarli come amministratori esecutivi, salvo che tali poteri siano, di fatto, utilizzati con notevole frequenza. 17
19 2.C.2. 2.C.3. Gli amministratori sono tenuti a conoscere i compiti e le responsabilità inerenti alla carica. Il presidente del consiglio di amministrazione cura che gli amministratori partecipino ad iniziative volte ad accrescere la loro conoscenza della realtà e delle dinamiche aziendali, avuto anche riguardo al quadro normativo di riferimento, affinché essi possano svolgere efficacemente il loro ruolo. Nel caso in cui il presidente del consiglio di amministrazione sia il principale responsabile della gestione dell impresa (chief executive officer), come pure nel caso in cui la carica di presidente sia ricoperta dalla persona che controlla l emittente, il consiglio designa un amministratore indipendente quale lead independent director, che rappresenti un punto di riferimento e di coordinamento delle istanze e dei contributi degli amministratori non esecutivi e, in particolare, di quelli che sono indipendenti ai sensi del successivo articolo 3. Commento Nella realtà italiana, il numero degli amministratori non esecutivi è normalmente superiore a quello degli amministratori esecutivi. Il Comitato raccomanda che gli azionisti, in sede di nomina degli amministratori, valutino il numero, le esperienze e le caratteristiche personali dei candidati in relazione alle dimensioni dell emittente, alla complessità e specificità del settore di attività in cui esso opera, nonché alle dimensioni del consiglio di amministrazione. Il fatto che le deleghe di gestione siano affidate solo ad alcuni amministratori non elimina l importanza che il consiglio, nello svolgimento dei suoi compiti di indirizzo strategico e di verifica, sia effettivamente in grado di esprimere giudizi autorevoli, frutto di autentiche discussioni tra persone professionalmente qualificate. La componente non esecutiva ha il ruolo primario di fornire un contributo significativo all esercizio di tali compiti. In particolare, gli amministratori non esecutivi arricchiscono la discussione consiliare con competenze formate all esterno dell impresa, di carattere strategico generale o tecnico particolare. Tali competenze permettono di analizzare i diversi argomenti in discussione da prospettive diverse e, perciò, contribuiscono ad alimentare la dialettica che è il presupposto distintivo di una decisione collegiale, meditata e consapevole. Il contributo degli amministratori non esecutivi risulta particolarmente utile sulle tematiche in cui l interesse degli amministratori esecutivi e quello degli azionisti potrebbero non coincidere, quali la remunerazione degli stessi amministratori esecutivi ed il sistema di controllo interno. Infatti, la componente non esecutiva del consiglio, per la sua estraneità alla gestione operativa dell emittente, può contribuire efficacemente alla valutazione delle proposte e dell operato degli amministratori esecutivi. 18
20 All interno del consiglio di amministrazione assume fondamentale importanza la figura del presidente, al quale la legge e la prassi affidano compiti di organizzazione dei lavori del consiglio e di raccordo tra amministratori esecutivi e amministratori non esecutivi. La best practice internazionale raccomanda di evitare la concentrazione di cariche in una sola persona senza adeguati contrappesi; in particolare, viene sovente raccomandata la separazione dei ruoli di presidente e di chief executive officer (CEO), quest ultimo inteso come amministratore che, in virtù delle deleghe ricevute e dell esercizio in concreto delle stesse, è il principale responsabile della gestione dell emittente. Il Comitato ritiene che, anche in Italia, la separazione dei predetti ruoli possa rafforzare le caratteristiche di imparzialità ed equilibrio che si richiedono al presidente del consiglio di amministrazione. Il Comitato, nel prendere atto che l esistenza di situazioni di cumulo dei due ruoli può rispondere, in particolare negli emittenti di minori dimensioni, ad apprezzabili esigenze organizzative, raccomanda che in tale eventualità sia istituita la figura, già nota alla prassi anche italiana, del lead independent director. Il Comitato raccomanda altresì la designazione di un lead independent director nel caso in cui il presidente sia la persona che controlla l emittente, circostanza che, di per sé, non assume connotazioni negative, ma richiede comunque la creazione di adeguati contrappesi. Al lead independent director fanno riferimento gli amministratori non esecutivi (ed, in particolare, gli indipendenti) per un miglior contributo all attività e al funzionamento del consiglio. Il lead independent director collabora con il presidente al fine di garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi. Al lead independent director è attribuita, tra l altro, la facoltà di convocare, autonomamente o su richiesta di altri consiglieri, apposite riunioni di soli amministratori indipendenti per la discussione dei temi giudicati di interesse rispetto al funzionamento del consiglio di amministrazione o alla gestione sociale. 19
22 3. AMMINISTRATORI INDIPENDENTI Principi 3.P.1. 3.P.2. Un numero adeguato di amministratori non esecutivi sono indipendenti, nel senso che non intrattengono, né hanno di recente intrattenuto, neppure indirettamente, con l emittente o con soggetti legati all emittente, relazioni tali da condizionarne attualmente l autonomia di giudizio. L indipendenza degli amministratori è periodicamente valutata dal consiglio di amministrazione. L esito delle valutazioni del consiglio è comunicato al mercato. Criteri applicativi 3.C.1. Il consiglio di amministrazione valuta l indipendenza dei propri componenti non esecutivi avendo riguardo più alla sostanza che alla forma e tenendo presente che un amministratore non appare, di norma, indipendente nelle seguenti ipotesi, da considerarsi come non tassative: a) se, direttamente o indirettamente, anche attraverso società controllate, fiduciari o interposta persona, controlla l emittente o è in grado di esercitare su di esso un influenza notevole, o partecipa a un patto parasociale attraverso il quale uno o più soggetti possano esercitare il controllo o un influenza notevole sull emittente; b) se è, o è stato nei precedenti tre esercizi, un esponente di rilievo dell emittente, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune controllo con l emittente, ovvero di una società o di un ente che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla l emittente o è in grado di esercitare sullo stesso un influenza notevole; c) se, direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia esponente di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di consulenza), ha, o ha avuto nell esercizio precedente, una significativa relazione commerciale, finanziaria o professionale: con l emittente, una sua controllata, o con alcuno dei relativi esponenti di rilievo; con un soggetto che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla l emittente, ovvero trattandosi di società o ente con i relativi esponenti di rilievo; ovvero è, o è stato nei precedenti tre esercizi, lavoratore dipendente di uno dei predetti soggetti; 21
23 d) se riceve, o ha ricevuto nei precedenti tre esercizi, dall emittente o da una società controllata o controllante una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto all emolumento fisso di amministratore non esecutivo dell emittente, ivi inclusa la partecipazione a piani di incentivazione legati alla performance aziendale, anche a base azionaria; e) se è stato amministratore dell emittente per più di nove anni negli ultimi dodici anni; f) se riveste la carica di amministratore esecutivo in un altra società nella quale un amministratore esecutivo dell emittente abbia un incarico di amministratore; g) se è socio o amministratore di una società o di un entità appartenente alla rete della società incaricata della revisione contabile dell emittente; h) se è uno stretto familiare di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai precedenti punti. 3.C.2. 3.C.3. 3.C.4. Ai fini di quanto sopra, sono da considerarsi esponenti di rilievo di una società o di un ente: il presidente dell ente, il rappresentante legale, il presidente del consiglio di amministrazione, gli amministratori esecutivi ed i dirigenti con responsabilità strategiche della società o dell ente considerato. Il numero e le competenze degli amministratori indipendenti sono adeguati in relazione alle dimensioni del consiglio e all attività svolta dall emittente; sono inoltre tali da consentire la costituzione di comitati all interno del consiglio, secondo le indicazioni contenute nel Codice. Qualora l emittente sia soggetto ad attività di direzione e coordinamento da parte di terzi ovvero sia controllato da un soggetto operante, direttamente o attraverso altre società controllate, nello stesso settore di attività o in settori contigui, la composizione del consiglio di amministrazione dell emittente è idonea a garantire adeguate condizioni di autonomia gestionale e quindi a perseguire prioritariamente l obiettivo della creazione di valore per gli azionisti dell emittente. Dopo la nomina di un amministratore che si qualifica indipendente e successivamente almeno una volta all anno, il consiglio di amministrazione valuta, sulla base delle informazioni fornite dall interessato o comunque a disposizione dell emittente, le relazioni che potrebbero essere o apparire tali da compromettere l autonomia di giudizio di tale amministratore. Il consiglio di amministrazione rende noto l esito delle proprie valutazioni, in occasione della nomina, mediante un comunicato diffuso al mercato e, successivamente, nell ambito della relazione sul governo societario, specificando con adeguata motivazione se siano stati adottati parametri differenti da quelli indicati nei presenti criteri applicativi. 22
24 3.C.5. 3.C.6. Il collegio sindacale, nell ambito dei compiti ad esso attribuiti dalla legge, verifica la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal consiglio per valutare l indipendenza dei propri membri. L esito di tali controlli è reso noto al mercato nell ambito della relazione sul governo societario o della relazione dei sindaci all assemblea. Gli amministratori indipendenti si riuniscono almeno una volta all anno in assenza degli altri amministratori. Commento L indipendenza di giudizio è un atteggiamento richiesto a tutti gli amministratori, esecutivi e non esecutivi: l amministratore consapevole dei doveri e dei diritti connessi alla propria carica opera sempre con indipendenza di giudizio. In particolare, gli amministratori non esecutivi, non essendo coinvolti in prima persona nella gestione operativa dell emittente, possono fornire un giudizio autonomo e non condizionato sulle proposte di deliberazione. Negli emittenti con azionariato diffuso l aspetto più delicato consiste nell allineamento degli interessi degli amministratori esecutivi con quelli degli azionisti. In tali emittenti, quindi, prevale un esigenza di autonomia nei confronti degli amministratori esecutivi. Negli emittenti con proprietà concentrata, o dove sia comunque identificabile un gruppo di controllo, pur continuando a sussistere la problematica dell allineamento degli interessi degli amministratori esecutivi con quelli degli azionisti, emerge altresì l esigenza che alcuni amministratori siano indipendenti anche dagli azionisti di controllo o comunque in grado di esercitare un influenza notevole. La qualificazione dell amministratore non esecutivo come indipendente non esprime un giudizio di valore, bensì indica una situazione di fatto: l assenza, come recita il principio, di relazioni con l emittente, o con soggetti ad esso legati, tali da condizionare attualmente, per la loro importanza da valutarsi in relazione al singolo soggetto, l autonomia di giudizio ed il libero apprezzamento dell operato del management. Nei criteri applicativi sono indicate alcune delle più comuni fattispecie sintomatiche di assenza di indipendenza. Esse non sono esaustive, né vincolanti per il consiglio di amministrazione, che potrà adottare, ai fini delle proprie valutazioni, criteri aggiuntivi o anche solo parzialmente diversi da quelli sopra indicati, dandone adeguata e motivata comunicazione al mercato. Il collegio sindacale, nell ambito della vigilanza sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario, è chiamato a verificare la corretta applicazione dei criteri adottati dal consiglio e delle 23
25 procedure di accertamento da esso utilizzate. Tali procedure fanno riferimento alle informazioni fornite dai singoli interessati o comunque a disposizione dell emittente, non essendo richiesta a quest ultimo un apposita attività di indagine volta ad individuare eventuali relazioni rilevanti. Quando il consiglio ritenga sussistere, in concreto, il requisito dell indipendenza pur in presenza di situazioni astrattamente riconducibili ad ipotesi considerate di non indipendenza ad esempio, definendo un rapporto commerciale come non significativo in relazione al suo valore economico sarà sufficiente comunicare al mercato l esito della valutazione, fermo restando il controllo dei sindaci sulla adeguatezza della relativa motivazione. La non tassatività delle ipotesi indicate nei criteri applicativi implica la necessità di prendere in esame anche ulteriori fattispecie, non espressamente contemplate, che potrebbero apparire comunque idonee a compromettere l indipendenza dell amministratore. Ad esempio, sebbene il mero emolumento di amministratore (non esecutivo) dell emittente, di una sua controllata o controllante, non infici di per sé il requisito dell indipendenza, appare peraltro necessario valutare caso per caso l entità degli eventuali compensi aggiuntivi ricevuti nell ambito di tali incarichi. D altronde, anche la titolarità di una partecipazione azionaria (diretta o indiretta) di entità tale da non determinare il controllo o l influenza notevole sull emittente e non assoggettata a un patto parasociale potrebbe essere ritenuta idonea a pregiudicare, in particolari circostanze, l indipendenza dell amministratore. Gli esponenti di rilievo di una società che controlla l emittente o da esso controllata (quanto meno se avente rilevanza strategica) o sottoposta a comune controllo sono di norma considerati non indipendenti a prescindere dall entità dei relativi compensi, in ragione dei compiti loro affidati. Anche in questo caso, peraltro, il consiglio di amministrazione è chiamato a una valutazione sostanziale: così, ad esempio, l amministratore che sia, o sia stato, investito della carica di presidente non esecutivo in una controllante o controllata potrebbe essere considerato indipendente, laddove egli avesse ricevuto tale incarico in quanto super partes ; viceversa, potrebbe risultare non indipendente un amministratore che, anche in assenza di formali deleghe, svolga di fatto un ruolo guida nella definizione delle strategie dell emittente, di una società controllante o di una società controllata avente rilevanza strategica. Per quanto riguarda le relazioni commerciali, finanziarie e professionali intrattenute, anche indirettamente, dall amministratore con l emittente o con altri soggetti ad esso legati, il Comitato non ritiene utile indicare precisi criteri quantitativi sulla base dei quali debba essere giudicata la loro rilevanza. In ogni caso, il consiglio di amministrazione dovrebbe valutare tali relazioni in base alla loro significatività, sia in termini assoluti che con riferimento alla situazione 24
26 economico-finanziaria dell interessato. Assume rilievo, inoltre, l eventuale pattuizione a favore dell amministratore (o dei soggetti ad esso legati) di condizioni economiche o contrattuali non allineate a quelle di mercato. Peraltro il fatto che la relazione sia regolata a condizioni di mercato non comporta di per sé un giudizio di indipendenza, essendo comunque necessario, come già detto, valutare la rilevanza del rapporto. Dovrebbero essere prese in considerazione anche quelle relazioni che, sebbene non significative dal punto di vista economico, siano particolarmente rilevanti per il prestigio dell interessato o attengano ad importanti operazioni dell emittente (si pensi al caso della società, o del professionista, che assuma un ruolo importante in un operazione di acquisizione o di quotazione). Sul piano soggettivo, possono venire in considerazione, oltre alle relazioni direttamente intrattenute con gli esponenti di rilievo (dell emittente, delle società dallo stesso controllate e dei soggetti controllanti), anche quelle intrattenute con soggetti comunque riconducibili a tali esponenti, come ad esempio le società da essi controllate. Il Comitato ritiene che, in particolari ipotesi, possa assumere rilevanza anche l esistenza di relazioni diverse da quelle economiche. Ad esempio, negli emittenti a controllo pubblico, l eventuale attività politica svolta in via continuativa da un amministratore potrebbe essere presa in considerazione ai fini della valutazione della sua indipendenza. Non rilevano, comunque, i cosiddetti rapporti di cortesia. Anche per la definizione dei rapporti di natura familiare è opportuno affidarsi al prudente apprezzamento del consiglio di amministrazione, che potrebbe considerare non rilevante, tenuto conto delle circostanze di fatto, l esistenza di un rapporto anche stretto di parentela o affinità. In linea di principio dovrebbero essere giudicati come non indipendenti i genitori, i figli, il coniuge non legalmente separato, il convivente more uxorio e i familiari conviventi di una persona che non potrebbe essere considerata amministratore indipendente. La struttura usuale degli organi amministrativi italiani comporta la possibilità che siano qualificati come non esecutivi ed indipendenti anche amministratori membri del comitato esecutivo dell emittente, in quanto ad essi non sono attribuiti poteri individuali di gestione. Una diversa valutazione risulta, tuttavia, opportuna quando manchi l identificazione di un amministratore delegato o quando la partecipazione al comitato esecutivo, tenuto conto della frequenza delle riunioni e dell oggetto delle relative delibere, comporti, di fatto, il coinvolgimento sistematico dei suoi componenti nella gestione corrente dell emittente o determini un notevole incremento del relativo compenso rispetto a quello degli altri amministratori non esecutivi. 25
27 Infine il Comitato ritiene che la presenza in consiglio di amministratori qualificabili come indipendenti sia la soluzione più idonea per garantire la composizione degli interessi di tutti gli azionisti, sia di maggioranza, sia di minoranza. In tal senso, nel corretto esercizio dei diritti di nomina degli amministratori, è possibile che gli amministratori indipendenti vengano proposti dagli stessi azionisti di controllo. D altra parte, la circostanza che un amministratore sia espresso da uno o più azionisti di minoranza non implica, di per sé, un giudizio di indipendenza di tale amministratore: questa caratteristica va verificata in concreto, secondo i principi e i criteri sopra delineati. 26
28 4. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE Principi 4.P.1. Gli amministratori e i sindaci sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello svolgimento dei loro compiti e a rispettare la procedura adottata dall emittente per la gestione interna e la comunicazione all esterno di tali documenti ed informazioni. Criteri applicativi 4.C.1. Gli amministratori delegati assicurano la corretta gestione delle informazioni societarie; a tal fine essi propongono al consiglio di amministrazione la adozione di una procedura per la gestione interna e la comunicazione all esterno di documenti ed informazioni riguardanti l emittente, con particolare riferimento alle informazioni privilegiate. Commento Gli emittenti, in considerazione della rilevanza dell informativa tanto per gli investitori quanto per la regolare formazione dei prezzi sui mercati finanziari ove sono quotati, devono dedicare particolare cura alla gestione interna e alla divulgazione delle informazioni che li riguardano, soprattutto quando si tratti di informazioni privilegiate. Il Comitato raccomanda che, anche in considerazione della valenza positiva di una corretta informazione al mercato, gli emittenti si dotino di una procedura interna per la gestione, in forma sicura e riservata, di queste informazioni. Tale procedura é anche volta ad evitare che la loro divulgazione possa avvenire in forma selettiva (cioè possa essere effettuata prima nei confronti di determinati soggetti, per esempio azionisti, giornalisti o analisti), intempestivamente, in forma incompleta o inadeguata. Gli amministratori delegati propongono al consiglio di adottare tale procedura e si prendono cura della gestione delle informazioni privilegiate e della loro comunicazione al pubblico. 27
30 5. ISTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DEI COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Principi 5.P.1. Il consiglio di amministrazione istituisce al proprio interno uno o più comitati con funzioni propositive e consultive secondo quanto indicato nei successivi articoli. Criteri applicativi 5.C.1. L istituzione e il funzionamento dei comitati all interno del consiglio di amministrazione rispondono ai seguenti criteri: a) i comitati sono composti da non meno di tre membri. Tuttavia, negli emittenti il cui consiglio di amministrazione è composto da non più di cinque membri, i comitati possono essere composti da due soli consiglieri, purché indipendenti; b) i compiti dei singoli comitati sono stabiliti con la deliberazione con cui sono costituiti e possono essere integrati o modificati con successiva deliberazione del consiglio di amministrazione; c) le funzioni che il Codice attribuisce a diversi comitati possono essere distribuite in modo differente o demandate ad un numero di comitati inferiore a quello previsto, purché si rispettino le regole per la composizione di volta in volta indicate dal Codice e si garantisca il raggiungimento degli obiettivi sottostanti; d) le riunioni di ciascun comitato sono verbalizzate; e) nello svolgimento delle proprie funzioni, i comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei loro compiti, nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal consiglio di amministrazione. L emittente mette a disposizione dei comitati risorse finanziarie adeguate per l adempimento dei propri compiti, nei limiti del budget approvato dal consiglio; f) alle riunioni di ciascun comitato possono partecipare soggetti che non ne sono membri su invito del comitato stesso, con riferimento a singoli punti all ordine del giorno; g) l emittente fornisce adeguata informativa, nell ambito della relazione sul governo societario, sull istituzione e sulla composizione dei comitati, sul contenuto dell incarico ad essi conferito e sull attività effettivamente svolta nel corso dell esercizio, precisando il numero delle riunioni tenutesi e la relativa percentuale di partecipazione di ciascun membro. 29
31 Commento Il consiglio di amministrazione svolge collegialmente i propri compiti. Una modalità organizzativa che può incrementare l efficienza e l efficacia dei suoi lavori è rappresentata dalla costituzione in seno allo stesso di specifici comitati aventi funzioni consultive e propositive; comitati che, come emerge dalla migliore prassi italiana ed internazionale, lungi dal sostituirsi al consiglio nell adempimento dei propri doveri, possono utilmente svolgere un ruolo istruttorio che si esplica nella formulazione di proposte, raccomandazioni e pareri al fine di consentire al consiglio stesso di adottare le proprie decisioni con maggiore cognizione di causa. Tale ruolo può essere particolarmente efficace in relazione alla gestione di materie che appaiono delicate anche in quanto fonte di potenziali conflitti di interesse. Per tale ragione, negli articoli che seguono il Codice raccomanda l istituzione di un comitato per la remunerazione (art. 7) e di un comitato per il controllo interno (art. 8), definendone altresì composizione e competenze; il Codice, inoltre, raccomanda di valutare l opportunità di istituire un comitato per le nomine (art. 6). Il presente articolo contiene indicazioni generali che riguardano tutti e tre i comitati appena menzionati e gli ulteriori comitati consultivi dei quali l emittente dovesse ritenere utile l istituzione. Tali indicazioni si ispirano ad un principio di flessibilità, che tiene conto delle peculiarità che caratterizzano ogni emittente, in relazione, ad esempio, alle dimensioni del proprio consiglio di amministrazione. Quanto, in particolare, al numero dei comitati, è chiarito che, in presenza di esigenze organizzative, il consiglio può raggruppare le funzioni assegnate ai comitati previsti dal Codice nel modo che ritiene più opportuno, nel rispetto delle regole relative alla composizione di ciascun comitato. In tal caso il consiglio è chiamato a spiegare nella relazione sul governo societario le ragioni che lo hanno indotto a scegliere un approccio alternativo ed il modo in cui tale approccio consente di conseguire comunque gli obiettivi fissati dal Codice per ciascun comitato. I poteri dei singoli comitati, in particolare quelli aventi ad oggetto l accesso diretto alle informazioni e alle funzioni aziendali, sono determinati dal consiglio stesso nell ambito dell incarico ad essi conferito. 30
32 6. NOMINA DEGLI AMMINISTRATORI Principi generali 6.P.1. 6.P.2. La nomina degli amministratori avviene secondo un procedimento trasparente. Esso garantisce, tra l altro, tempestiva e adeguata informazione sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati alla carica. Il consiglio di amministrazione valuta se costituire al proprio interno un comitato per le nomine, composto, in maggioranza, da amministratori indipendenti. Criteri applicativi 6.C.1. 6.C.2. Le liste di candidati alla carica di amministratore, accompagnate da un esauriente informativa riguardante le caratteristiche personali e professionali dei candidati, con indicazione dell eventuale idoneità dei medesimi a qualificarsi come indipendenti ai sensi dell art. 3, sono depositate presso la sede sociale almeno quindici giorni prima della data prevista per l assemblea. Le liste, corredate dalle informazioni sulle caratteristiche dei candidati, sono tempestivamente pubblicate attraverso il sito internet dell emittente. Ove costituito, il comitato per le nomine può essere investito di una o più delle seguenti funzioni: a) proporre al consiglio di amministrazione i candidati alla carica di amministratore nel caso previsto dall art. 2386, primo comma, cod. civ., qualora occorra sostituire un amministratore indipendente; b) indicare candidati alla carica di amministratore indipendente da sottoporre all assemblea dell emittente, tenendo conto di eventuali segnalazioni pervenute dagli azionisti; c) formulare pareri al consiglio di amministrazione in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso nonché, eventualmente, in merito alle figure professionali la cui presenza all interno del consiglio sia ritenuta opportuna. Commento Il Comitato raccomanda che per la nomina degli amministratori siano previste modalità che assicurino la trasparenza del procedimento ed una equilibrata composizio- 31
33 ne del consiglio, garantendo in particolare la presenza di un adeguato numero di amministratori indipendenti. A tal fine, gli emittenti sono chiamati a valutare se sia utile costituire, nell ambito del consiglio di amministrazione, un comitato per le nomine, composto in maggioranza da amministratori indipendenti, investito di una o più delle funzioni elencate nei criteri applicativi. Il Comitato riconosce, peraltro, che tale soluzione nasce storicamente in sistemi caratterizzati da un elevato grado di dispersione dell azionariato, al fine di assicurare un adeguato livello di indipendenza degli amministratori rispetto al management, e che soprattutto in presenza di assetti proprietari diffusi esso svolge una funzione di particolare rilievo nell identificazione dei candidati alla carica di amministratore. In ogni caso, il comitato per le nomine può svolgere un utile ruolo consultivo nella individuazione della composizione ottimale del consiglio, eventualmente indicando le figure professionali la cui presenza possa favorirne un corretto ed efficace funzionamento. Anche il voto di lista, ormai obbligatorio per la nomina degli amministratori, può risultare utile allo scopo di assicurare una procedura di nomina trasparente ed una equilibrata composizione del consiglio, che includa anche un adeguato numero di amministratori indipendenti. In proposito, il Comitato auspica che gli emittenti, nel recepire nei propri statuti le disposizioni legislative in tema di elezione alle cariche sociali, assicurino la trasparenza del processo di selezione e nomina degli amministratori. Il Comitato ritiene che, pur nel rispetto di quanto imposto dalla legge in ordine alle modalità di votazione per la nomina degli amministratori (scrutinio segreto), il presidente dell assemblea possa segnalare agli azionisti presenti che essi hanno la facoltà di dichiarare il proprio voto al fine di rendere il procedimento assembleare più trasparente e funzionale. È inoltre auspicabile che gli azionisti qualificati (tra i quali rientrano quelli di controllo e gli investitori istituzionali) dichiarino spontaneamente il loro voto nelle assemblee chiamate ad eleggere gli amministratori. In ogni caso, è interesse della generalità degli azionisti conoscere le caratteristiche personali e professionali dei candidati (nonché gli incarichi dagli stessi ricoperti) con l anticipo necessario per poter esercitare consapevolmente il diritto di voto, soprattutto da parte degli investitori istituzionali spesso rappresentati in assemblea per delega. 32
34 7. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI Principi 7.P.1. 7.P.2. 7.P.3. La remunerazione degli amministratori è stabilita in misura sufficiente ad attrarre, trattenere e motivare consiglieri dotati delle qualità professionali richieste per gestire con successo l emittente. La remunerazione degli amministratori esecutivi è articolata in modo tale da allineare i loro interessi con il perseguimento dell obiettivo prioritario della creazione di valore per gli azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo. Il consiglio di amministrazione costituisce al proprio interno un comitato per la remunerazione, composto da amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. Criteri applicativi 7.C.1. 7.C.2. 7.C.3. Una parte significativa della remunerazione degli amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche è legata ai risultati economici conseguiti dall emittente e/o al raggiungimento di obiettivi specifici preventivamente indicati dal consiglio di amministrazione ovvero, nel caso dei dirigenti di cui sopra, dagli amministratori delegati. La remunerazione degli amministratori non esecutivi è commisurata all impegno richiesto a ciascuno di essi, tenuto conto dell eventuale partecipazione ad uno o più comitati. La remunerazione stessa non è - se non per una parte non significativa - legata ai risultati economici conseguiti dall emittente. Gli amministratori non esecutivi non sono destinatari di piani di incentivazione a base azionaria, salvo motivata decisione dell assemblea dei soci. Il comitato per la remunerazione: presenta al consiglio proposte per la remunerazione degli amministratori delegati e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche, monitorando l applicazione delle decisioni adottate dal consiglio stesso; valuta periodicamente i criteri adottati per la remunerazione dei dirigenti con responsabilità strategiche, vigila sulla loro applicazione sulla base delle informazioni fornite dagli amministratori delegati e formula al consiglio di amministrazione raccomandazioni generali in materia. 33
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COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE DELLE SOCIETÀ QUOTATE CODICE DI AUTODISCIPLINA EDIZIONE RIVISITATA: LUGLIO 2002 INDICE CODICE DI AUTODISCIPLINA 1. Ruolo del consiglio di amministrazione 2. Composizione