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Timestamp: 2018-11-19 12:12:54+00:00
Document Index: 14551470

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 566', 'art. 495', 'art. 636', 'art. 635', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ', 'DTF ', 'art. 106', 'art. 636', 'art. 108', 'art. 64', 'art. 66']

5A_117/2018 07.02.2018
5A_117/2018
patrocinata dall'avv. Rosangela Locatelli.
certificato ereditario,
ricorso contro la sentenza emanata il 27 dicembre 2017 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del
Cantone Ticino (11.2016.84/85).
E.________ è deceduta il 13 maggio 2015. Il 2 giugno 2015 le figlie C.________ e D.________ hanno chiesto il rilascio del certificato ereditario a loro nome, dichiarando che il fratello F.________ e ra già stato tacitato della sua ragione ereditaria. L'istanza era firmata anche da F.________ " a conferma della rinuncia a pretese nella successione materna " e corredata dal verbale di un'udienza tenutasi il 30 settembre 2005 nell'ambito di una causa tra C.________ e F.________.
Non risultando disposizioni per causa di morte, il Pretore del Distretto di Bellinzona ha rilasciato il 9 giugno 2015 un certificato ereditario in cui figuravano quali unici eredi fu E.________ le figlie C.________ e D.________ e gli abiatici A.________ e B.________, figli (minorenni) di F.________. Con decisione 10 agosto 2016 il Pretore ha però accolto un'istanza di C.________, sostituendo il certificato ereditario 9 giugno 2015 con un nuovo certificato in cui A.________ e B.________ non sono più menzionati come eredi.
Con sentenza 27 dicembre 2017 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto l'appello introdotto da A.________ e B.________ avverso la decisione pretorile 10 agosto 2016. Per la Corte cantonale, a ragione essi non vanno inseriti nel certificato ereditario. Perlomeno ad un sommario esame risulta infatti che F.________ non ha rinunciato alla sua ragione ereditaria (né unilateralmente senza corrispettivo ai sensi dell'art. 566 cpv. 1 CC, né d'intesa con la madre ai sensi dell'art. 495 cpv. 1 CC), ma che l'ha ceduta alla sorella C.________ dietro compenso di fr. 50'000.--: anche se la cessione contenuta nel verbale d'udienza del 30 settembre 2005 era nulla e di nessun effetto in quanto priva del consenso di E.________ (v. art. 636 cpv. 1 CC), essa è poi stata validamente reiterata il 2 giugno 2015 da F.________ nell'istanza di emissione del certificato ereditario, quando la successione era ormai aperta (v. art. 635 cpv. 1 CC).
Con ricorso in materia civile 1° febbraio 2018 A.________ e B.________ hanno impugnato la sentenza cantonale dinanzi al Tribunale federale, chiedendo in via principale di riformarla respingendo l'istanza di C.________ e confermando il certificato ereditario 9 giugno 2015, in via subordinata di annullarla rinviando la causa all'autorità inferiore per nuovo giudizio. I ricorrenti postulano inoltre di essere posti al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
In virtù dell'art. 42 cpv. 1 LTF l'atto ricorsuale al Tribunale federale deve contenere le conclusioni ed i motivi. Giusta l'art. 42 cpv. 2 LTF, nei motivi il ricorrente deve spiegare, in modo conciso e confrontandosi con i considerandi della sentenza impugnata (DTF 140 III 86 consid. 2; 134 II 244 consid. 2.1), perché quest'ultima viola il diritto. Secondo l'art. 106 cpv. 2 LTF il Tribunale federale esamina la violazione di diritti fondamentali e di disposizioni di diritto cantonale e intercantonale soltanto se il ricorrente ha sollevato e motivato tale censura.
Nel caso concreto le censure ricorsuali non soddisfano tali esigenze di motivazione: i ricorrenti si limitano infatti a ripresentare gli stessi argomenti già esaminati dall'autorità inferiore (secondo i quali l'accordo del 30 settembre 2005 sarebbe nullo in virtù dell'art. 636 cpv. 1 CC poiché privo del consenso di E.________, mentre la dichiarazione di F.________ del 2 giugno 2015 andrebbe considerata quale rinuncia d'eredità "a favore dei figli") e a sostenere che "[n]on è dunque corretta l'interpretazione data dal Tribunale d'appello", senza però confrontarsi con i dettagliati ragionamenti contenuti nell'impugnato giudizio.
Da quanto precede discende che il ricorso, manifestamente non motivato in modo sufficiente, può essere deciso nella procedura semplificata dell'art. 108 cpv. 1 lett. b LTF.
Indipendentemente dalla loro pretesa indigenza, l'istanza di assistenza giudiziaria presentata dai ricorrenti va respinta, facendo difetto il requisito delle possibilità di esito favorevole del gravame (art. 64 cpv. 1 e 3 LTF). Le spese giudiziarie seguono la soccombenza e vanno pertanto poste a loro carico (art. 66 cpv. 1 LTF).
Le spese giudiziarie di fr. 200.-- sono poste a carico dei ricorrenti.