Source: https://www.lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/ruolo-e-funzioni-del-rup/
Timestamp: 2020-06-02 13:28:29+00:00
Document Index: 45486732

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 55', 'art. 55']

Ruolo e funzioni del RUP: l'atto di indirizzo ANAC inviato al Governo
Ruolo e funzioni del RUP: l’atto di indirizzo ANAC inviato al Governo
Ruolo e funzioni del RUP, inviato dall’ANAC a Governo e Parlamento l’Atto di segnalazione n. 5/2019 su questo tema. Ecco quali profili e criticità emergono secondo l’Autorità.
Ruolo e funzioni del RUP: l’ANAC ha inviato un Atto di segnalazione a Governo e Parlamento concernente possibili criticità relative appunto alla funzione di RUP quale progettista, verificatore, validatore del progetto e direttore dei lavori o dell’esecuzione.
Ruolo e funzioni del RUP
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) intende formulare alcune proposte di modifica normativa, con particolare riferimento ai possibili incarichi di progettazione, verifica della progettazione e validazione che possono essere assegnati al responsabile unico del procedimento (RUP).
Il successivo comma 5, nell’elencare il contenuto delle Linee guida ANAC (vincolanti), stabilisce a sua volta che:
«L’ANAC con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente codice, definisce una disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del RUP, sui presupposti e sulle modalità di nomina, nonché sugli ulteriori requisiti di professionalità rispetto a quanto disposto dal presente codice, in relazione alla complessità dei lavori. Con le medesime linee guida sono determinati, altresì, l’importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista, con il direttore dei lavori o con il direttore dell’esecuzione».
L’art. 26 del Codice Appalti è, invece, dedicato, nel mondo del ruolo e funzioni del RUP, all’attività di verifica preventiva (e validazione) dei progetti Si tratta di un corpo normativo molto più snello e sintetico rispetto a quello previsto dal previgente quadro regolamentare. In particolare:
al comma 4 si indica che nell’oggetto della verifica vi debba essere anche l’accertamento della completezza della progettazione;
al comma 7 si indica che «lo svolgimento dell’attività di verifica è incompatibile con lo svolgimento, per il medesimo progetto, dell’attività di progettazione, del coordinamento della sicurezza della stessa, della direzione lavori e del collaudo»;
Motivi della segnalazione e proposta di modifica normativa al ruolo e funzioni del RUP
Sulla base delle norme sopra citate, emergono evidenti contraddizioni tra gli articoli 26 e 31 del Codice che, almeno da un punto di vista formale, rendono gli stessi difficilmente attuabili e che non possono essere completamente superate dalle indicazioni fornite in atti di soft law.
Le contraddizioni riguardano gli affidamenti di lavori di importo minore, quelli inferiori ad un milione di euro, ovvero quei lavori che, secondo quanto previsto dagli artt. 37 e 38 del Codice (ancora non attuati), potrebbero essere affidati anche da stazioni appaltanti con un livello di qualificazione non elevato, ovvero caratterizzate da una ridotta struttura stabile dedicata alle procedure di affidamento.
L’art. 26 del Codice, a differenza di quanto contenuto negli artt. 47 e 48 del D.P.R. 207/2010 (abrogati con l’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016), prevede che sotto il milione di euro non vi siano alternative al RUP per l’attività di verifica.
L’attività di verifica, si ricorda, per espressa previsione del Codice, è incompatibile con quella di progettazione e direzione dei lavori (o dell’esecuzione).
Tuttavia, il successivo art. 31 prevede espressamente tra i compiti che possono essere affidati al RUP quelli di progettazione e di direzione dei lavori (e dell’esecuzione) per affidamenti di importo limitato, rimandando ad ANAC il compito di fissare l’importo massimo per tali attività. Poiché fino a un milione di euro il RUP deve svolgere la funzione di verificatore ne deriva che fino a quell’importo lo stesso non possa mai svolgere le funzioni di progettista o di direttore dei lavori (o dell’esecuzione), svuotando di contenuto la previsione di cui all’art. 31 del Codice. L’ANAC nelle proprie linee guida n. 3, per superare l’impasse, ha stabilito una soglia di 1,5 milioni per le attività di progettazione e di direzione dei lavori.
Si tratta, però, di una soluzione che produce esiti peculiari, rendendo di fatto possibile lo svolgimento delle funzioni di progettista o di direttore dei lavori per interventi di importo compreso tra un milione e un milione e mezzo di euro, senza superare la preclusione della coincidenza delle figure per gli affidamenti di importo fino ad un milione di euro per i quali sarebbe maggiormente giustificata una semplificazione procedurale.
Le riflessioni dell’ANAC
Come precedentemente rappresentato, l’art. 26, al comma 6, individua tassativamente i soggetti che possono svolgere, tra i ruoli e funzioni del RUP, le attività di verifica della progettazione. In particolare, è previsto che:
con lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, dai soggetti di cui alla lettera a) e di cui all’articolo 46, comma 1, che dispongano di un sistema interno di controllo della qualità;
con lavori di importo inferiore a un milione di euro, la verifica è effettuata dal responsabile unico del procedimento, anche avvalendosi della struttura di cui all’articolo 31, comma 9».
Criticità correlate
con i lavori di importo inferiore a venti milioni di euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, dai soggetti di cui alla lettera a) e di cui all’articolo 46, comma 1, che dispongano di un sistema interno di controllo della qualità;
con i lavori di importo inferiore a un milione di euro, la verifica può essere effettuata anche dal responsabile unico del procedimento, sempreché non abbia svolto le funzioni di progettista, anche avvalendosi della struttura di cui all’articolo 31, comma 9».
Nell’universo del ruolo e funzioni del RUP importante è l’attività di validazione. Come già evidenziato, l’attuale comma 8 dell’art. 26 del Codice, con la soppressione della previsione contenuta nell’art. 55, comma 2, del D.P.R. 207/2010, sembra aver voluto ridimensionare la funzione di validazione del progetto.
Tuttavia, nel Codice non è chiarito come debbano essere risolti eventuali conflitti tra verificatore e progettista. Considerato che il RUP è un soggetto dotato di adeguate competenze professionali sembrerebbe opportuno valutare l’opportunità di reintrodurre la previsione normativa contenuta nell’art. 55, comma 2, del D.P.R. 207/2010 o previsioni analoghe.
Sotto un diverso profilo, attesa l’importanza dell’attività di validazione, l’Autorità nelle Linee guida n. 3, relative a ruolo e funzioni del RUP, ha indicato l’incompatibilità della funzione di validatore con quella di progettista. Tuttavia, sul punto sembrerebbe opportuna una esplicita indicazione normativa, soprattutto nel senso di definire se l’incompatibilità riguarda l’attività di verifica e di validazione che, sotto al milione di euro, sono affidate entrambe al RUP, oppure l’attività di validazione e quella di progettazione.