Source: http://gazzette.comune.jesi.an.it/2003/174/1.htm
Timestamp: 2018-01-17 01:23:48+00:00
Document Index: 40304003

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 2', 'art.\n1', 'art. 55', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art.\n9', 'art.\n8', 'art. 1', 'art.\n8', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 117']

DECRETO LEGISLATIVO 23 giugno 2003, n.195 Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per l'individuazione delle capacita' e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione dei lavoratori, a norma dell'articolo 21 della legge 1° marzo 2002, n. 39.
Vista la legge 1° marzo 2002, n. 39, legge comunitaria per l'anno
2001, ed in particolare l'articolo 21;
adottata nella riunione del 31 gennaio 2003;
riunione del 19 giugno 2003;
Ministri dell'economia e delle finanze, degli affari esteri, della
giustizia, della salute, delle attivita' produttive, per la funzione
pubblica e per gli affari regionali;
1. Al comma 1, lettera e), dell'articolo 2 del decreto legislativo
19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, le parole:
«attitudini e capacita' adeguate» sono sostituite dalle seguenti:
«delle capacita' e dei requisiti professionali di cui all'articolo
8-bis».
2. Al comma 2 dell'articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni, le parole: «di attitudini e
capacita' adeguate» sono sostituite dalle seguenti: «delle capacita'
e dei requisiti professionali di cui all'articolo 8-bis».
3. Al comma 8, dell'articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626, e successive modificazioni, le parole: «attitudini e
capacita' adeguate» sono sostituite dalle seguenti: «le capacita' e i
requisiti professionali di cui all'articolo 8-bis».
fine, di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
- La legge 1° marzo 2002, n. 39, reca: «Disposizioni
dell'Italia alle Comunita' europee. Legge comunitaria 2001.
L'art. 21, cosi' recita:
«Art. 21 (Delega al Governo per l'esecuzione della
sentenza della Corte di giustizia delle Comunita' europee
del 15 novembre 2001, nella causa C-49/00 e parziale
attuazione). - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, nel
termine di cui al comma 1 dell'art. 1 della presente legge,
un decreto legislativo recante le modifiche al decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modificazioni, necessarie ai fini dell'adeguamento ai
principi e criteri affermati dalla sentenza della Corte di
giustizia delle Comunita' europee del 15 novembre 2001,
nella causa C-49/00. Il decreto legislativo e' emanato con
le modalita' di cui ai commi 2 e 3 dell'art. 1, e nel
rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nell'art. 2.
2. L'art. 4, comma 1, del citato decreto legislativo n.
626 del 1994, e' sostituito dal seguente: "1. Il datore di
lavoro, in relazione alla natura dell'attivita'
dell'azienda ovvero dell'unita' produttiva, valuta tutti i
rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi
compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a
rischi particolari, anche nella scelta delle attrezzature
di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici
impiegati, nonche' nella sistemazione dei luoghi di
3. All'art. 8, comma 6, del citato decreto legislativo
n. 626 del 1994, dopo la parola: "lavoro", la parola:
"puo'" e' sostituita dalla seguente: "deve".
4. Agli eventuali oneri derivanti dall'applicazione dei
commi 1, 2 e 3 si provvede ai sensi dell'art. 2, comma 1,
lettera d).».
reca: «Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE,
del lavoratori durante il lavoro». Il testo dell'art. 2,
cosi' come modificato dal decreto qui pubblicato, cosi'
«Art. 2 (Definizioni). - 1. Agli effetti delle
disposizioni di cui al presente decreto si intendono per:
a) lavoratore: persona che presta il proprio lavoro
alle dipendenze di un datore di lavoro, esclusi gli addetti
ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro
subordinato anche speciale. Sono equiparati i soci
lavoratori di cooperative o di societa', anche di fatto,
che prestino la loro attivita' per conto delle societa' e
degli enti stessi, e gli utenti dei servizi di orientamento
o di formazione scolastica, universitaria e professionale
avviati presso datori di lavoro per agevolare o per
perfezionare le loro scelte professionali. Sono altresi'
equiparati gli allievi degli istituti di istruzione ed
universitari e i partecipanti a corsi di formazione
professionale nei quali si faccia uso di laboratori,
macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere,
agenti chimici, fisici e biologici. I soggetti di cui al
precedente periodo non vengono computati ai fini della
determinazione del numero dei lavoratori dal quale il
presente decreto fa discendere particolari obblighi;
b) datore di lavoro: il soggetto titolare del
rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il
soggetto che, secondo il tipo e l'organizzazione
dell'impresa, ha la responsabilita' dell'impresa stessa
ovvero dell'unita' produttiva, quale definita ai sensi
della lettera i), in quanto titolare dei poteri decisionali
e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'art.
1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29,
per datore di lavoro si intende il dirigente al quale
spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non
avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui
quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia
insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni
all'azienda finalizzati all'attivita' di prevenzione e
protezione dai rischi professionali nell'azienda, ovvero
unita' produttiva;
d) medico competente: medico in possesso di uno dei
1) specializzazione in medicina del lavoro o in
medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in
tossicologia industriale o in igiene industriale o in
fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del lavoro o
in igiene e medicina preventiva o in medicina legale e
delle assicurazioni ed altre specializzazioni individuate,
ove necessario, con decreto del Ministro della sanita' di
concerto con il Ministro dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica;
2) docenza o libera docenza in medicina del lavoro
o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in
fisiologia ed igiene del lavoro;
3) autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto
e) responsabile del servizio di prevenzione e
protezione: persona designata dal datore di lavoro in
possesso delle capacita' e dei requisiti professionali di
cui all'art. 8-bis;
persona, ovvero persone, eletta o designata per
rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti
della salute e della sicurezza durante il lavoro, di
seguito denominato rappresentante per la sicurezza;
g) prevenzione: il complesso delle disposizioni o
misure adottate o previste in tutte le fasi dell'attivita'
lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali
nel rispetto della salute della popolazione e
dell'integrita' dell'ambiente esterno;
h) agente: l'agente chimico, fisico o biologico,
presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso per la
i) unita' produttiva: stabilimento o struttura
finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di
autonomia finanziaria e tecnico-funzionale».
- Il testo dell'art. 8 del decreto legislativo n.
626/1994, cosi' come modificato dal decreto qui pubblicato,
«Art. 8 (Servizio di prevenzione e protezione). - 1.
Salvo quanto previsto dall'art. 10, il datore di lavoro
organizza all'interno dell'azienda, ovvero dell'unita'
produttiva, il servizio di prevenzione e protezione, o
incarica persone o servizi esterni all'azienda, secondo le
regole di cui al presente articolo.
2. Il datore di lavoro designa all'interno dell'azienda
ovvero dell'unita' produttiva, una o piu' persone da lui
dipendenti per l'espletamento dei compiti di cui all'art.
9, tra cui il responsabile del servizio in possesso delle
capacita' e dei requisiti professionali di cui all'art.
8-bis previa consultazione del rappresentante per la
3. I dipendenti di cui al comma 2 devono essere in
numero sufficiente, possedere le capacita' necessarie e
disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento
dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire
pregiudizio a causa dell'attivita' svolta nell'espletamento
del proprio incarico.
4. Salvo quanto previsto dal comma 2, il datore di
lavoro puo' avvalersi di persone esterne all'azienda in
possesso delle conoscenze professionali necessarie per
integrare l'azione di prevenzione o protezione,
5. L'organizzazione del servizio di prevenzione e
protezione all'interno dell'azienda, ovvero dell'unita'
produttiva, e' comunque obbligatoria nei seguenti casi:
a) nelle aziende industriali di cui all'art. 1 del
175, e successive modifiche, soggette all'obbligo di
dichiarazione o notifica, ai sensi degli articoli 4 e 6 del
decreto stesso;
d) nelle aziende per la fabbricazione e il deposito
separato di esplosivi, polveri e munizioni;
e) nelle aziende industriali con oltre duecento
f) nelle industrie estrattive con oltre cinquanta
g) nelle strutture di ricovero e cura sia pubbliche
sia private.
6. Salvo quanto previsto dal comma 5, se le capacita'
dei dipendenti all'interno dell'azienda ovvero dell'unita'
produttiva sono insufficienti, il datore di lavoro deve far
ricorso a persone o servizi esterni all'azienda, previa
consultazione del rappresentante per la sicurezza.
7. Il servizio esterno deve essere adeguato alle
caratteristiche dell'azienda, ovvero unita' produttiva, a
favore della quale e' chiamato a prestare la propria opera,
anche con riferimento al numero degli operatori.
8. Il responsabile del servizio esterno deve possedere
le capacita' e i requisiti professionali di cui all'art.
8-bis.
9. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
con decreto di concerto con i Ministri della sanita' e
la commissione consultiva permanente, puo' individuare
specifici requisiti, modalita' e procedure, per la
certificazione dei servizi, nonche' il numero minimo degli
operatori di cui ai commi 3 e 7.
10. Qualora il datore di lavoro ricorra a persone o
servizi esterni egli non e' per questo liberato dalla
propria responsabilita' in materia.
11. Il datore di lavoro comunica all'ispettorato del
lavoro e alle unita' sanitarie locali territorialmente
competenti il nominativo della persona designata come
interno ovvero esterno all'azienda. Tale comunicazione e'
corredata da una dichiarazione nella quale si attesti con
riferimento alle persone designate:
a) i compiti svolti in materia di prevenzione e
b) il periodo nel quale tali compiti sono stati
svolti;
Inserimento dell'art. 8-bis dopo l'articolo 8
del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626
1. Dopo l'articolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.
626, e successive modificazioni, e' inserito il seguente:
«Art. 8-bis (Capacita' e requisiti professionali degli addetti e
dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni o
esterni). - 1. Le capacita' ed i requisiti professionali dei
responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione
interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi
presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivita' lavorative.
2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui
al comma 1, e' necessario essere in possesso di un titolo di studio
non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore ed essere
inoltre in possesso di un attestato di frequenza, con verifica
dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla
natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle
attivita' lavorative. In sede di Conferenza permanente per i rapporti
Bolzano sono individuati gli indirizzi ed i requisiti minimi dei
3. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle
regioni e province autonome, dalle universita', dall'ISPESL,
dall'INAIL, dall'Istituto italiano di medicina sociale, dal
difesa civile, dall'amministrazione della Difesa, dalla Scuola
superiore della pubblica amministrazione, dalle associazioni
sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi
paritetici. Altri soggetti formatori possono essere individuati in
e le province autonome di Trento e di Bolzano.
4. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio
prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al comma 2, e'
necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica
dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di
prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e
psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attivita' tecnico
amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di
5. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e
protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo
indirizzi definiti in sede di Conferenza permanente per i rapporti
Bolzano, con cadenza almeno quinquennale.
6. Coloro che sono in possesso di laurea triennale di "Ingegneria
della sicurezza e protezione" o di "Scienze della sicurezza e
protezione" o di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei
luoghi di lavoro" sono esonerati dalla frequenza ai corsi di
8. Gli organismi statali di formazione pubblici, previsti al comma
3, organizzano i corsi di formazione secondo tariffe, determinate
sulla base del costo effettivo del servizio, da stabilire, con le
relative modalita' di versamento, con decreto del Ministro competente
per materia, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
9. Le amministrazioni pubbliche di cui al presente decreto,
organizzano i corsi di formazione nei limiti delle risorse
finanziarie proprie o con le maggiori entrate derivanti
dall'espletamento di dette attivita' a carico dei partecipanti.
10. La partecipazione del personale delle pubbliche amministrazioni
ai corsi di formazione di cui al presente articolo e' disposta nei
limiti delle risorse destinate dalla legislazione vigente alla
formazione del personale medesimo.».
1. Possono svolgere l'attivita' di addetto o di responsabile del
servizio di prevenzione e protezione coloro che dimostrino di
svolgere l'attivita' medesima, professionalmente o alle dipendenze di
un datore di lavoro, da almeno sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto. Tali soggetti sono tenuti a conseguire
un attestato di frequenza al corsi di formazione di cui all'articolo
2, primo capoverso, comma 2, entro un anno dalla data di entrata in
2. Fino all'istituzione dei corsi di formazione di cui all'articolo
2, primo capoverso, comma 2, possono svolgere l'attivita' di addetto
o di responsabile del servizio di prevenzione e protezione coloro
che, in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di
istruzione secondaria superiore, abbiano frequentato corsi di
formazione organizzati da enti e organismi pubblici o da altri
soggetti ritenuti idonei dalle regioni. Tali corsi devono essere
rispondenti ai contenuti minimi di formazione di cui all'articolo 3
del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del
Ministro della sanita' in data 16 gennaio 1997, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 1997.
3. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, quinto comma
della Costituzione, le norme del presente decreto afferenti a materie
di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano, che non abbiano ancora provveduto ad adeguarsi,
con riferimento al requisiti e capacita' dei responsabili e degli
addetti ai servizi di prevenzione e protezione, alla sentenza della
Corte di giustizia della Comunita' europea del 15 novembre 2001,
nella causa n. 49/00, si applicano sino alla data di entrata in
vigore della normativa di adeguamento di ciascuna regione e provincia
autonoma, nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento
comunitario e dei principi fondamentali desumibili dal presente
- Il decreto del Ministro della sanita' 16 gennaio 1997
reca: «Definizioni dei casi di riduzione della frequenza
della visita degli ambienti di lavoro da parte del medico
- L'art. 117, quinto comma della Costituzione, cosi'
«Le regioni e le province autonome di Trento e di