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Timestamp: 2020-08-07 13:33:49+00:00
Document Index: 135666637

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 23', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 2', 'art. 6']

Sentenza Cassazione Civile n. 22452 del 09/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22452 del 09/09/2019
Cassazione civile sez. II, 09/09/2019, (ud. 22/05/2019, dep. 09/09/2019), n.22452
sul ricorso 18030-2018 proposto da:
F.F., domiciliato in ROMA presso la Cancelleria della
Corte di Cassazione e rappresentato e difeso dall’avvocato ELIO
TROMBETTA giusta procura in calce al ricorso;
La Corte d’appello di Roma, con decreto del 5/12/2017, ha dichiarato improponibile la domanda volta al riconoscimento dell’equo indennizzo avanzata da F.F., in ragione della irragionevole durata di un processo amministrativo intentato dinanzi al TAR Campania per il riconoscimento delle indennità contrattuali dovute in base all’Accordo Collettivo Nazionale, ma mai riconosciute dall’azienda Gestione Governativa Circumvesuviana di Napoli. La Corte distrettuale rilevava che il ricorso era stato iscritto in data successiva all’entrata in vigore del codice del processo amministrativo che aveva novellato il D.L. n. 112 del 2008, art. 54 conv. nella L. n. 133 del 2008, con la conseguenza che la domanda volta al riconoscimento dell’equo indennizzo doveva reputarsi improponibile ove nel giudizio presupposto non fosse stata presentata l’istanza di prelievo.
Avverso tale decreto F.F. propone ricorso articolato in due motivi.
Il primo motivo denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 71,81 ed 82 del codice del processo amministrativo (D.Lgs. n. 104 del 2010) e della L. n. 1034 del 1971, art. 23 nonchè dell’allegato 3 del codice del processo amministrativo. Si assume che l’istanza depositata nel giudizio presupposto in data 24/5/2011 non poteva essere ritenuta un’istanza di fissazione d’udienza, atteso che il relativo adempimento era stato già svolto contestualmente al deposito del ricorso dinanzi al TAR, dovendo invece essere considerata come una vera e propria istanza di prelievo.
Il secondo motivo lamenta la violazione e falsa applicazione del D.L. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2 conv., nella L. n. 133 del 2008, come modificato dal D.Lgs. n. 104 del 2010.
Ritiene il Collegio che il ricorso sia fondato, dovendo prendersi atto che nelle more del presente giudizio è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 34 del 6 marzo 2019, che ha dichiarato incostituzionale il D.L. n. 112 del 2008 e successive modifiche, art. 54, comma 2 qui rilevante, trattandosi nella specie di procedimento per il quale non risulta applicabile la previsione di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 1 come novellato dalla L. n. 208 del 2015 (attesa la specifica norma transitoria di cui alla stessa L. n. 89 del 2001, art. 6, comma 2 bis atteso che il processo presupposto alla data del 31 ottobre 2016 avrebbe già superato i termini di durata ragionevole).