Source: https://scommettitore.wordpress.com/2016/01/
Timestamp: 2017-09-19 20:33:31+00:00
Document Index: 146794159

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

gennaio | 2016 | lo scommettitore
Sanatoria Ctd: nuove delucidazioni dai Monopoli
31 gennaio 2016 31 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Sanatoria CTD
Creato Domenica, 31 Gennaio 2016 11:27
– Scommesse sportive a quota fissa: aggiornato protocollo comunicazione
I Monopoli di stato proseguono nel rispondere ai quesiti sollevati dagli operatori e relativi alla riapertura della sanatoria per i Ctd prevista dalla Stabilità 2016.
“A seguito della regolarizzazione fiscale per emersione, l’attività di raccolta delle scommesse può essere continuata con le modalità organizzative possedute dal punto. La dichiarazione di regolarizzazione deve essere sottoscritta dal soggetto emergente il quale deve indicare, se rientrante nel caso A) della domanda, il concessionario di Stato per conto del quale intende continuare la raccolta”. Lo sottolineano i Monopoli di Stato rispondendo ad alcuni dei quesiti posti dagli operatori sulla riapertura della sanatoria per i Ctd.
Il soggetto “che sottoscrive la dichiarazione di regolarizzazione fiscale per emersione, che intende continuare la raccolta tramite un Titolare di rete, acquisisce il diritto alla raccolta. Nel caso di Ctd che effettua la procedura di regolarizzazione fiscale per emersione tramite un Titolare di rete, la garanzia prestata da quest’ultimo viene ampliata per includere anche il punto di raccolta emerso, così come dichiarato e sottoscritto dal Titolare di rete nel relativo disciplinare di cui all’allegato 1″.
Nel caso di cessazione del Disciplinare sottoscritto dalle parti, qualora ne ricorrano i presupposti, la garanzia potrà essere ridotta dell’importo fisso derivante dalla cessazione della gestione del Ctd emerso”.
Inoltre è corretto ritenere il Ctd quale esclusivo responsabile del versamento dell’imposta unica “purchè la raccolta pregressa, per la quale il Ctd si regolarizza, non sia avvenuta per conto della società poi divenuta il Titolare di rete tramite il quale il Ctd intende continuare la raccolta”.
Il responsabile del versamento dell’imposta unica “derivante dalla raccolta effettuata successivamente alla stipula del Disciplinare è il titolare di rete tramite il quale il Ctd emergente ha dichiarato di voler continuare la raccolta. Nelle more dell’attivazione del collegamento al Totalizzatore nazionale del Ctd tramite il Titolare di rete, l’imposta unica viene versata sulla base dei dati che verranno comunicati tramite l’applicazione predisposta nell’area riservata del Titolare di rete, al quale sarà applicata la conseguente liquidazione automatizzata disposta dall’art. 24 – commi da 1 a 7 – del D.L. n. 98/2011”.
In caso di “cessazione del Disciplinare sottoscritto dal Ctd emerso e dal Titolare di rete indicato nella domanda di emersione, il diritto alla raccolta resta in capo al Ctd. Il Titolare di rete è responsabile degli obblighi economici derivati dalla gestione del Ctd fino alla data di cessazione del Disciplinare”.
“Nel caso in cui il soggetto X, che intende effettuare la procedura di regolarizzazione fiscale per emersione, indica un punto di raccolta Y che, sulla base delle informazioni possedute da ADM, risulta già
operante per un soggetto regolarizzato Z, la richiesta per quel punto non potrà essere accolta”.
http://www.gioconews.it/scommesse/66-generale/47197-sanatoria-ctd-nuove-delucidazioni-dai-monopoli
Norme in materia di gioco
1.  Avvalendosi  di  procedure   automatizzate, l'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato procede alla liquidazione dell'imposta
unica dovuta di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n.  504,
ed al controllo della tempestivita' e della rispondenza  rispetto  ai
versamenti effettuati dai concessionari abilitati alla  raccolta  dei
giochi sulla base delle informazioni residenti nella banca  dati  del
Ministero dell'economia e delle finanze di  cui  all'articolo  2  del
decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 2002, n. 66.
2. Nel caso in cui  risultino  omessi,  carenti  o  intempestivi  i
versamenti dovuti, l'esito del controllo automatizzato e'  comunicato
al  concessionario  per  evitare  la  reiterazione  di   errori.   Il
concessionario  puo'  fornire  i  chiarimenti  necessari  all'ufficio
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di  Stato  competente  nei
suoi confronti, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della
3. Se vi e' pericolo per la riscossione, l'Ufficio provvede,  anche
prima della liquidazione prevista dal comma  1,  al  controllo  della
tempestiva effettuazione dei versamenti dell'imposta unica di cui  al
citato decreto legislativo n. 504 del 1998.
4. Le somme che, a seguito dei controlli  automatizzati  effettuati
ai sensi del comma 1  risultano  dovute  a  titolo  d'imposta  unica,
nonche'  di  interessi  e  di  sanzioni  per  ritardato   od   omesso
versamento, sono iscritte direttamente nei  ruoli  resi  esecutivi  a
5. L'iscrizione a ruolo non e' eseguita, in tutto o in parte, se il
concessionario provvede a pagare le somme dovute,  con  le  modalita'
indicate nell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.
241, concernente le modalita' di versamento  mediante  delega,  entro
trenta giorni dal ricevimento della comunicazione prevista dal  comma
2   ovvero   della    comunicazione    definitiva    contenente    la
rideterminazione, in  sede  di  autotutela,  delle  somme  dovute,  a
seguito dei  chiarimenti  forniti  dallo  stesso  concessionario.  In
questi  casi,  l'ammontare  delle  sanzioni  amministrative  previste
dall'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1998 n.
504, e' ridotto  ad  un  terzo  e  gli  interessi  sono  dovuti  fino
6. Le cartelle di pagamento recanti i ruoli di cui al comma 4  sono
notificate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno
successivo a quello per il quale e'  dovuta  l'imposta  unica.  Fermo
quanto previsto dall'articolo 28 del decreto legge 29 novembre  2008,
n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009 n.
2, qualora il concessionario non provveda a pagare, entro  i  termini
di scadenza, le cartelle di pagamento previste  dal  presente  comma,
l'Amministrazione  autonoma  dei  monopoli  di  Stato  procede   alla
riscossione  delle  somme  dovute  anche  tramite  escussione   delle
garanzie presentate dal concessionario ai sensi della convenzione  di
concessione. In tale caso l'Amministrazione autonoma dei monopoli  di
Stato comunica  ad  Equitalia  l'importo  del  credito  per  imposta,
sanzioni ed interessi che e' stato estinto tramite l'escussione delle
garanzie   ed   Equitalia   procede   alla    riscossione    coattiva
dell'eventuale credito residuo secondo  le  disposizioni  di  cui  al
titolo II del decreto del Presidente della  Repubblica  29  settembre
1973, n. 602, e successive modificazioni. Resta fermo  l'obbligo,  in
capo ai concessionari, di  ricostruire  le  garanzie  previste  nella
relativa concessione di gioco, pena la revoca della concessione.
7.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo   3-bis   del   decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, si applicano alle somme  dovute
a norma del presente articolo.  Le  garanzie  previste  dal  predetto
articolo 3-bis del decreto legislativo  n.  462  del  1997  non  sono
dovute nel caso in cui l'Amministrazione  autonoma  dei  monopoli  di
Stato verifichi che la  fideiussione  gia'  presentata  dal  soggetto
passivo di imposta, a garanzia degli adempimenti dell'imposta  unica,
sia di importo superiore rispetto alla somma da rateizzare.
De Magistris: ‘Su gioco e ippica politiche d’avanguardia’
30 gennaio 2016 30 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Senza categoria
Creato Sabato, 30 Gennaio 2016 13:38
Il sindaco di Napoli ricorda le iniziative del comune su gioco e ippica e richiama l’esigenza di garantire la legalità.
Napoli – “Su gioco Napoli è stata all’avanguardia, dopo l’approvazione del regolamento stiamo entrando nel concreto evitando che queste attività siano svolte per esempio vicino alle scuole”. Così il sindaco della città, Luigi De Magistris, commenta a Gioconews.it le ultime iniziative del Comune sul gioco, a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo Superenalotto. “Non temiamo che questo favorisca il gioco illegale. Vogliamo che ci sia la legalità in questo settore. Non spetta a noi occuparci di tutto, ma alla magistratura”.
E non poteva mancare una domanda riguardante l’ippodromo di Agnano, di proprietà comunale: “In altre città gli ippodromi stanno chiudendo, noi abbiamo messo in campo un modello esportabile, con partnership tra pubblico e privato e all’ippodromo non ci sono solo corse, ma anche iniziative sociali e grandi eventi. Per questa estate abbiamo in programma un’iniziativa importante”, conclude.
http://www.gioconews.it/politica-generale/47195-de-magistris-su-gioco-e-ippica-politiche-d-avanguardia
30 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Processi e Sentenze
29 gennaio 2016 – 18:30
Sentenza Corte UE, Fiorentino (avv. dello Stato): “Sistema italiano non messo in discussione” | AgiproNews
29 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Processi e Sentenze
via Sentenza Corte UE, Fiorentino (avv. dello Stato): “Sistema italiano non messo in discussione” | AgiproNews.
Scommesse sentenza CGE, avv. Sbordoni: “entusiasmo ingiustificato da parte di chi annuncia vittorie. Non ci sono né vincitori né vinti”
29 gennaio 2016 29 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Processi e Sentenze
29 gennaio 2016 – 17:07
“Le sentenze della CGE sul settore gioco in Italia sono sempre più stringate: segno che anche loro ne hanno avuto abbastanza”. Così Stefano Sbordoni, avvocato esperto di gaming, commenta la sentenza di ieri della Corte di Giustizia sulla clausola che prevedeva la cessione gratuita della rete di raccolta. Una sentenza che secondo Sbordoni “ha come al solito suscitato un entusiasmo ingiustificato. Non ci sono né vincitori né vinti, e tantomeno vittime. È chiaramente statuito che la clausola in discussione non ha discriminato nessuno. La valutazione di un eventuale sproporzione è rimessa al giudice interno”.
In Europea, nell’arco di pochi anni, il numero di Paesi che ha regolamentato il settore è aumentato in maniera esponenziale. E lo hanno fatto Paesi di peso, come Francia e Spagna, e soprattutto la Gran Bretagna. Le istituzioni e i giudici comunitari stanno lasciando uno spazio sempre più ampio agli Stati Membri sulla regolamentazione del gioco?
Il clima di caccia alle streghe – che da noi è esasperato – lo stanno affrontando anche altri Paesi, anche se di molto mitigato. Vedi la Gran Bretagna sulle Fobt. Questo ha spinto molti Paesi a adottare una regolamentazione specifica sul gioco. Gli altri che ancora non si sono mossi in questo senso vedono comunque la regolamentazione come un’opportunità. A livello Comunitario, invece, la CGE nella sentenza di ieri ha ribadito ancora una volta che devono esere rispettati i principi di libera prestazione di servizi e di libertà di stabilimento, ma per assicurare determinate esigenze sono ammesse delle eccezioni.
Ma c’è una tolleranza via via crescente sulle eccezioni: qualche anno fa magari la Corte avrebbe bocciato in maniera più netta la clausola, e forse tutta la gara…
In effetti, l’affermazione di quel principio sembra che sia diventato ormai un passaggio obbligato. In ogni sentenza viene premesso che esiste il principio, e quindi che sono ammesse le eccezioni. A quel punto lo Stato deve rappresentare le eccezioni, e quindi si passa a definire i particolari. Il problema è che per giustificare un’eccezione bisogna ammettere che esistono dei problemi specifici, l’esempio classico è l’esigenza di contrastare la criminalità. Questo ovviamente aumenta l’allarme con cui viene visto il settore, e l’opinione pubblica spinge perché vengano adottate norme ancora più restrittive. Norme che poi finiscono di fronte alla Corte di Giustizia
E’ il caso della clausola sulla cessione della rete?
Esattamente. Secondo quanto ha detto l’Avvocatura, quella clausola serviva a impedire che un soggetto decaduto continuasse a operare illegalmente. All’inizio – quella clausola in realtà è sempre esistita – serviva a garantire la continuità del servizio: astrattamente i Monopoli dovevano essere in grado di gestire la raccolta autonomamente, o di affidarla a un altro operatore, se il rapporto con il concessionario originario si fosse interrotto. Inoltre si intendeva evitare che operatori illegali si espandessero negli spazi – in senso lato – lasciati vuoti dal concessionario cessato, o che si appropriasse degli strumenti di raccolta. Ma poi è stata appesantita. Non bisogna dimenticare però che nel nostro ordinamento lo Stato si riserva il monopolio sul gioco, e poi ne affida la gestione a soggetti privati. L’affidamento prevede che il concessionario allestisca una rete, ma di fatto il titolare resta lo Stato.
Quella clausola però si innesta su 15 anni di gare sbagliate
c’è stato un gap temporale tra mercato e norma, che ha causato un inseguimento sempre affannoso. Questo ha creato contenzioso e portato spesso i giudicanti a trarre conclusioni leggere. Ma in questo caso probabilmente, quella clausola è stata strumentalizzata: i candidati avevano a disposizione altri rimedi piuttosto che non partecipare alla gara. Il concessionario, nei cui confronti fosse stata attivata, avrebbe potuto eccepire che era sproporzionata. Probabilmente è la valutazione che hanno fatto i 2mila soggetti che si sono aggiudicati la concessione e che lavorano. lp/AGIMEG
29 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Sanatoria CTD
29 gennaio 2016 – 15:27
Scommesse, Stanleybet: “Applicata sentenza Laezza a centro Stanleybet di Firenze”
29 gennaio 2016 Riccardo Calantropio Processi e Sentenze, Stanleybet
29 gennaio 2016 – 15:01
Il Tribunale di Firenze ha acquisito la sentenza Laezza della Corte di Giustizia UE, ha disapplicato la sanzione penale per prevalenza dei principi del Trattato dell’Unione Europea così come interpretati dalla giurisprudenza della Corte di Lussemburgo e ha assolto l’imputato. Lo comunica la società in una nota, spiegando che si tratta della prima applicazione della sentenza resa ieri mattina dalla Corte dell’Unione Europea. La sentenza Laezza, così come le precedenti pronunzie sui centri Stanleybet: Gambelli del 2003, Placanica del 2007, Costa Cifone del 2012 rappresenta uno “ius superveniens di fonte comunitaria con applicazione obbligatoria e retroattiva, dotata di effetti diretti nell’ordinamento italiano”. dar/AGIMEG