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Timestamp: 2016-12-02 22:20:55+00:00
Document Index: 141833495

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 109', 'art. 9', 'art.\n92', 'art. 85']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 281 del 04.07.2008
Consulenza giuridica - Deduzione dal reddito d'impresa del costo dei valori
bollati cartacei - ALFA - Articolo 3, comma 1, del DPR 26 ottobre 1972, n.
ALFA chiede se sia deducibile dal reddito d'impresa il costo relativo
alle scorte dei valori cartacei (marche da bollo, concessioni governative,
marche per atti giudiziari) rimasti invenduti a seguito della modifica
apportata dall'art. 1, comma 80, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge
finanziaria 2007), all'art. 3 del DPR 26 ottobre 1972, n. 642, relativo alle modalità di pagamento dell'imposta di bollo.
L'istante ritiene che debba essere consentita la
deducibilità dal reddito d'impresa del costo sostenuto per l'acquisto dei valori bollati
rimasti invenduti in quanto dichiarati fuori corso per effetto della
modifica dell'art. 3 del DPR n. 642
L'art. 3 del DPR n. 642 del 1972, come riformulato dalla legge n. 296
del 2006, stabilisce che: "L'imposta di bollo si corrisponde secondo le indicazioni della tariffa allegata:
l'Agenzia delle entrate, il quale rilascia, con modalità telematiche,
dell'Agenzia delle entrate o ad altri uffici autorizzati o mediante versamento in conto corrente postale".
Per effetto della intervenuta modifica normativa è, dunque, venuta
meno la possibilità di corrispondere l'imposta di bollo in modo ordinario mediante l'impiego dell'apposita carta filigranata e bollata, ovvero in modo
straordinario mediante marche da bollo, visto per bollo o bollo a punzone.
Il decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze del 25 maggio
2007, relativo alla "Dichiarazione di fuori corso di valori bollati espressi
in lire, lire-euro ed euro" ha, di conseguenza, disposto che, con decorrenza
1 settembre 2007, i valori bollati con importi espressi in lire, in lire -
euro ed in euro, con esclusione dei foglietti bollati per cambiali e delle
marche da bollo per cambiali, sono dichiarati fuori corso.
Nel merito della questione posta dalla Federazione istante, si
ritiene, in via di principio, che l'onere finanziario sostenuto dai
tabaccai per l'acquisto delle marche da bollo rimaste invendute costituisca
un costo inerente all'attività svolta conformemente ai principi enunciati
dall'art. 109 del TUIR.
Della questione è stato interessato anche l'Ufficio...della Direzione
Centrale Amministrazione che, con nota .... 2008, ha fatto presente che non
sono state previste procedure per il cambio o la distruzione dei valori
bollati fuori corso in possesso dei rivenditori secondari. Si tratta,
dunque, di beni non più ordinariamente in commercio, per effetto di quanto
disposto dal decreto ministeriale soprarichiamato, non convertibili in beni
della stessa specie o similari.
E' necessario, pertanto, verificare come e in quale misura la messa
fuori corso dei suddetti valori possa incidere sulla determinazione del
reddito d'esercizio.
Sulla base delle circostanze oggettive rilevate e di quanto
rappresentato nell'istanza, e salvo ulteriori elementi riscontrabili anche
in seguito in fase di accertamento, si ritiene che il valore normale dei
valori bollati non più in commercio, determinato ai sensi dell'art. 9 del
TUIR, debba presumibilmente considerarsi pari a zero. A tale circostanza è possibile dare rilievo sulla base delle disposizioni contenute nel TUIR in
materia di reddito d'impresa. In particolare, nell'ipotesi in cui il
contribuente scelga di mantenere i beni in esame in regime d'impresa, troverà applicazione l'art.
92, comma 5, del TUIR, che riconosce la
possibilità di procedere alla svalutazione dei beni costituenti rimanenze
nei casi in cui il relativo valore normale risulti inferiore al valore
unitario medio. Nel caso di specie sarà, dunque, possibile dare rilievo
alla differenza tra il costo di acquisto e il valore normale dei valori bollati ai fini della determinazione del reddito relativo al periodo
d'imposta in corso alla data in cui gli stessi sono stati dichiarati fuori
corso (1 settembre 2007).
Nella diversa ipotesi in cui il contribuente ritenga di escludere i
valori bollati dal regime d'impresa, risulterà applicabile il disposto
dell'art. 85, comma 2, del TUIR, che disciplina le ipotesi di estromissione
dal regime d'impresa dei beni indicati nel comma 1 in conseguenza della loro
assegnazione ai soci ovvero della loro destinazione a finalità estranee
all'esercizio dell'impresa. La norma in parola dispone, al riguardo, che: "Si comprende tra i ricavi il valore normale dei beni di cui al comma 1
assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all'esercizio
Resta inteso che il contribuente sarà tenuto a rispettare le
ordinarie regole previste ai fini dell'accertamento in ordine agli obblighi
di tenuta e conservazione della documentazione contabile ed extracontabile obbligatoria, utile ai fini di eventuali controlli da parte
La risposta di cui alla presente nota è resa dalla scrivente
nell'ambito dell'attività di consulenza giuridica conformemente a quanto
disposto dalla circolare del 18 maggio 2000, n. 99.