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Timestamp: 2018-09-23 11:55:12+00:00
Document Index: 44432717

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 10']

D.P.R. 03/06/1998, n. 252 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN3754
Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazione antimafia.
G.U. 30/07/1998, n. 176
L'abrogazione decorre dal secondo mese successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del primo decreto legislativo contenente norme correttive del codice delle disposizioni antimafia e delle disposizioni sulla documentazione antimafia, da emanare ai sensi dell'articolo 1, comma 5 e 2, comma 4, della L. 136/2010
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Visto l'articolo 20 della L.
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1. Le disposizioni del presente regolamento disciplinano le modalità con le quali le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, nonché i concessionari di opere pubbliche possono acquisire la prescritta documentazione circa la sussistenza di una delle cause di decadenza, di divieto o di sospensione di
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Art. 2. - Validità e ambiti soggettivi della documentazione antimafia
1. La documentazione prevista dal presente regolamento è utilizzabile per un periodo di sei mesi dalla data del rilascio, anche per altri procedimenti riguardanti i medesimi soggetti. É consentito all'interessato di utilizzare la comunicazione di cui all'articolo 3, in corso di validità conseguita per altro procedimento, anche in copia autentica.
2. I soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, d'ora in a
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Capo II - Certificazioni e comunicazioni
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Sezione I - Comunicazioni della prefettura
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Art. 3. - Comunicazioni per iscritto
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, la documentazione circa la sussistenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 10 della L. 31 maggio 1965, n. 575, R su richiesta nominativa della stessa amministrazione, anche per elenchi, è effettuata mediante comun
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Art. 4. - Comunicazioni in via telematica
1. La documentazione circa la sussistenza delle cause di sospensione, di divieto o di decadenza previste dall'articolo 10 della L. 31 maggio 1965, n. 575, può essere conseguita mediante l'utilizzazione di collegamenti inf
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Art. 5. - Autocertificazione
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 10, i contratti e subcontratti relativi a lavori o forniture dichiarati urgenti e di provvedimenti di rinnovo conseguenti a provvedimenti già disposti, sono stipulati, autorizzati o adottati previa acquisizione
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Sezione II - Certificati camerali
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Art. 6. - Certificazioni o attestazioni delle camere di commercio, industria e artigianato
1. Le certificazioni o attestazioni delle camere di commercio, industria e artigianato, d'ora in avanti indicate come camere di commercio, recanti la dicitura di cui all'articolo 9, sono equiparate, a tutti gli effetti, alle comunicazioni delle prefetture che attestano l'insussistenza delle cause di decadenza, divieto o sospensione di cui all'articolo 10 della L. 31 maggio 1965, n.
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Art. 7. - Collegamento telematico
1. É attivato un collegamento telematico tra il sistema informativo delle camere di commercio e il sistema informativo del Ministero dell'interno messo a disposizione della prefettura di Roma.
2. Il sistema informativo delle camere di commercio è quello di cui agli articoli 21, comma 4, e 23, comma 2, del D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581,operante, tr
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Art. 8. - Procedure per l'interrogazione dell'archivio
1. L'interrogazione nominativa di cui all'articolo 7, comma 6, è effettuata da dipendenti delle camere di commercio addetti alle certificazioni e attestazioni previste dal presente regolamento, appositamente abilitati dal responsabile del procedimento individuato in base alle norme organizzative delle singole camere di commercio.
2. Il sistema di collegamento deve garantire la individuazione del dipendente che effettua ciascuna interrogazione.
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Art. 9. - Dicitura antimafia
1. Le certificazioni delle camere di commercio sono equiparate alle comunicazioni qualora riportino in calce la seguente dicitura: "Nulla osta ai fini dell'articolo 10 della
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Capo III - Informazioni del prefetto
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Art. 10. - Informazioni del prefetto
1. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, ed in deroga alle disposizioni dell'articolo 4 del D.L.vo 8 agosto 1994, n. 490,R fatto salvo il divieto di frazionamento di cui al comma 2 del predetto articolo, le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici e gli altri soggetti di cui all'articolo 1, devono acquisire le informazioni di cui al comma 2 del presente articolo, prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti, ovvero prima di rilasciare o consentire le concessioni o erogazioni indicati nell'articolo 10 della L. 31 maggio 1965, n. 575,R il cui valore sia:
a) pari o superiore a quello determinato dalla legge di attuazione delle direttive comunitarie in materia di opere e lavori pubblici, servizi pubblici e pubbliche forniture, indipendentemente dai casi di esclusione ivi indicati;
b) superiore a 300 milioni di lire per le concessioni di acque pubbliche o di beni demaniali per lo svolgimento di attività
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Art. 11. - Termini per il rilascio delle informazioni
1. Quando le verifiche disposte siano di particolare complessità, il prefetto ne dà comunicazione senza ritardo all'amministrazione interessata e fornisce le informazioni acquisite entro i successivi trenta giorni.
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Art. 12. - Disposizioni relative ai lavori pubblici
1. Se taluna delle situazioni indicate nell'articolo 10, comma 7, interessa un'impresa diversa da quella mandataria che partecipa ad un'associazione o raggruppamento temporaneo di imprese, le cause di divieto o di sospensione di cui all'articolo 10 della L. 31 maggio 1965, n. 575,R e quelle di divieto di cui all'articolo 4, comma 6, del D.L.vo n. 490 del 1994,
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Art. 13. - Abrogazioni
1. Ai sensi dell'articolo 20, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 59, e dell'articolo 17, comma 94, della L. 15 ma
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1. Il presente regolamento entra in vigore il sessantesimo giorno successivo a quello della sua pubbl
Prime linee guida antimafia di cui all'articolo 17-quater, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26.
Le linee guida in commento disciplinano le procedure di controlli antimafia sui contratti pubblici e sui successivi subappalti e subcontratti riguardanti la realizzazione degli interventi, previsti dall'art. 17-ter del D.L. 30/12/2009, n. 195, e destinati a superare le criticità determinate dal sovrappopolamento del sistema carcerario nazionale, attraverso la realizzazione di nuovi istituti di pena e l'ampliamento della capienza di quelli esistenti (cd. «Piano carceri»).
In particolare, l'art. 17-quater del medesimo D.L. 195/2009 prevede che i controlli antimafia sui contratti pubblici e sui successivi subappalti e subcontratti aventi ad oggetto i lavori, i servizi e le forniture ricomprese nel «Piano carceri» sono effettuati con l'osservanza delle linee-guida indicate dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, anche in deroga a quanto previsto dal regolamento recato dal D.P.R. 03/06/1998, n. 252.
Gli indirizzi forniti si pongono in linea di continuità con l'evoluzione delle metodologie di controllo stabilite nelle linee-guida varate in relazione ad alcune esigenze di massimo rilievo nazionale, quali il sisma in Abruzzo del 2009 e l'EXPO 2015 di Milano.
Il documento reca in allegato lo schema di protocollo di legalità. Le linee guida - come integrate da detto schema di protocollo, costituiscono primi indirizzi, calibrati su questa prima fase di attuazione del «Piano carceri» e potranno essere rivisti sulla base delle esigenze che potranno emergere dal graduale sviluppo dei diversi progetti.
Linee guida per i controlli antimafia, di cui all’art. 3-quinques del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, concernente «Disposizioni per garantire la trasparenza e la libera concorrenza nella realizzazione delle opere e degli interventi connessi allo svolgimento dell’Expo 2015».
Avv. Ass.R. Sicilia 01/04/2011
Avv.Ass.R. Sicilia 03/12/2010
Avviso pubblico per la realizzazione di interventi di recupero degli edifici situati nei centri storici.
Circ.Ass.R. Sicilia 31/01/2006, n. 593
Inserimento nei bandi e disciplinari di gara per i pubblici appalti delle clausole di autotutela previste nel Protocollo di legalità sottoscritto in data 12 luglio 2005.
Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia, approvato con D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252. Istruzioni applicative.
Sent.C. Stato 25/11/2008, n. 5780
1. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento antimafia - Informativa prefettizia - I tre tipi a cui può essere ricondotta 2. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento antimafia - Informativa prefettizia – Informativa atipica - Nozione 3. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento antimafia - Informativa prefettizia – Informativa atipica - Atto non vincolante 4. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento antimafia - Informativa prefettizia – Valutazione del prefetto in base a specifico quadro indiziario 5. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento antimafia - Informativa prefettizia - Prove – Non necessarie - Quadro indiziario sintomatico – Sufficienza
1. Le c.d. informazioni prefettizie (da acquisire dalla Stazione appaltante, dopo l’aggiudicazione provvisoria di appalto di lavori, ai fini dell’esercizio di eventuali atti di autotutela della P.A.) possono essere ricondotte a tre tipi: quelle ricognitive di cause di per sé interdittive di cui all’art. 4, c. 4, D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490; quelle relative ad eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa e la cui efficacia interdittiva discende da una valutazione del prefetto; quelle supplementari (o atipiche) la cui efficacia interdittiva scaturisce da una valutazione autonoma e discrezionale dell’Amministrazione destinataria dell’informativa prevista dall’art. 1 septies, D.L. 6 settembre 1982 n. 629, conv. dalla L. 12 ottobre 1982 n. 726, ed aggiunto dall’art. 2, L. 15 novembre 1988 n. 486. 2. Diversamente dall’informativa tipica, l’informativa atipica non ha carattere interdittivo, ma consente l’attivazione degli ordinari strumenti di discrezionalità nel valutare l’avvio o il prosieguo dei rapporti contrattuali alla luce dell’idoneità morale del partecipante alla gara di assumere la posizione di contraente con la P.A.; pertanto, essa non necessita di un grado di dimostrazione probatoria analogo a quello richiesto per dimostrare l’appartenenza di un soggetto ad associazioni di tipo camorristico o mafioso e si basa su indizi ottenuti con l’ausilio di particolari indagini che possono risalire anche a eventi verificatisi a distanza di tempo perché riguardano la valutazione sull’idoneità morale del concorrente e non producono l’esclusione automatica dalla gara. 3. Le informative prefettizie atipiche sono atti non vincolanti che lasciano spazio ad una discrezionale valutazione dell’Amministrazione aggiudicatrice che, per “ragione di pubblico interesse” può agire con un atto di autotutela. 4. Nel rendere le informazioni richieste dal Comune ai sensi dell’art. 10, c. 7, lett. c), D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252, il prefetto non deve basarsi su specifici elementi, ma deve effettuare la propria valutazione sulla scorta di uno specifico quadro indiziario, ove assumono rilievo preponderante i fattori induttivi della non manifesta infondatezza che i comportamenti e le scelte dell’imprenditore possano rappresentare un veicolo di infiltrazione delle organizzazioni criminali negli appalti delle P.A. L’ampiezza dei poteri di accertamento, giustificata dalla finalità preventiva sottesa al provvedimento, giustifica che il prefetto possa ravvisare l’emergenza di tentativi di infiltrazione mafiosa in fatti in sé e per sé privi dell’assoluta certezza - quali una condanna non irrevocabile, collegamenti parentali con soggetti malavitosi, dichiarazioni di pentiti - ma che, nel loro coacervo, siano tali da fondare un giudizio di possibilità che l’attività d’impresa possa, anche in maniera indiretta, agevolare le attività criminali o esserne in qualche modo condizionata per la presenza, nei centri decisionali, di soggetti legati ad organizzazioni malavitose. 5. L’informativa sulla sussistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa che, ai sensi dell’art. 4, D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490 e dell’art. 10, D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252, preclude la stipulazione di contratti con le P.A., non richiede la prova dell’intervenuta “occupazione” mafiosa, né presuppone l’accertamento di responsabilità penali in capo ai titolari dell’impresa sospettata, essendo sufficiente che dalle informazioni acquisite tramite gli organi di polizia si evinca un quadro indiziario sintomatico del pericolo di collegamento tra l’impresa e la criminalità organizzata.
Sent.C. Stato 17/07/2008, n. 3603
1. Appalti LSF - Gara - Procedimento - Informativa prefettizia antimafia - Presupposti - Responsabilità penale accertata e piena prova di infiltrazione mafiosa - Non necessarie
1. L’informativa prefettizia sui tentativi di infiltrazione mafiosa nell’impresa devono comunque sempre fondarsi su elementi di fatto riguardo al pericolo di collegamenti tra l’impresa e la criminalità organizzata, ma non presuppongono per quei fatti l’accertamento della responsabilità penale e non devono fornire la piena prova dell’intervenuta infiltrazione, essendo sufficiente che tali fatti abbiano carattere sintomatico e indizianti del pericolo del pregiudizio.
Sent.C. Stato 29/01/2008, n. 240
1. Appalti LSF - Gara - Procedimento - Appalto sotto soglia comunitaria, ma non inferiore a £ 300 milioni - Richiesta di informativa antimafia - Legittimità
1. Negli appalti pubblici LSF (cioè di lavori, servizi e forniture) anche di importo sotto soglia comunitaria (ma non inferiore a 300 milioni di lire), l’Amministrazione appaltante, previa motivata valutazione discrezionale, può richiedere per tutte le imprese ammesse l’informativa prefettizia antimafia prevista dall’art. 10 del D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Normativa antimafia - Informazione prefettizia - Possibilità di non revocare l’appalto - Condizioni. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Normativa antimafia - Informazione prefettizia - Valutazione - Sindacabilità sugli esiti della stessa. 3. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Normativa antimafia - Informazione prefettizia - Aggiornamento - Necessità.
1. Negli appalti ll.pp. è da ritenere che la possibilità considerata dall’art. 11, c. 3, D.P.R. 98/252, di non revocare l’appalto, sebbene il collegamento dell’impresa con organizzazioni malavitose sia stato accertato, sia prevista al fine di tutelare l’interesse pubblico attraverso una valutazione di convenienza in relazione al tempo dell’esecuzione del contratto ed alla difficoltà di trovare un altro contraente, se la causa di decadenza sopravviene ad esecuzione ampiamente inoltrata. È da escludere, pertanto, che la P.A. disponga della facoltà di sindacare il contenuto dell’informativa prefettizia, poichè la legge demanda a tale autorità in via esclusiva la raccolta degli elementi e la valutazione circa la sussistenza del tentativo di infiltrazione mafiosa. 2. La valutazione rimessa all’autorità prefettizia dalla normativa di riferimento, per la specifica natura del giudizio formulato, è connotata dall’utilizzo di peculiari cognizioni di tecnica investigativa e poliziesca, che esclude sì per molti versi la possibilità per il giudice amministrativo di svolgere un sindacato pieno e assoluto sugli esiti della stessa, ma non impedisce ad esso di rilevare se fatti riferiti dal Prefetto configurino o meno la fattispecie prevista dalla norma e di formulare un giudizio di logicità e congruità con riguardo sia alle informazioni assunte, sia alle valutazioni che il Prefetto ne abbia tratto. 3. L’art. 10, c. 8, D.P.R. 98/282 espressamente prevede che le informazioni antimafia del Prefetto, eventualmente positive, siano aggiornate, su richiesta documentata dall’interessato, ove vengano a cessare le circostanze che furono ritenute rilevanti. Se ne deve ricavare il principio che il rischio di infiltrazione deve trovare motivazione in circostanze di cui si possa apprezzare la attualità al momento della valutazione. (Nella specie invece è stata emessa una informativa sfavorevole in base a circostanze che non avevano dato luogo a rilievi in occasione delle certificazioni rilasciate nel 1997, nel 1999 e infine nel 2002, senza che siano stati addotti elementi nuovi di segno contrario).
Sent.C. Stato 17/05/2006, n. 2867
1. Appalti ll.pp. - Contratto - Informazioni prefettizie - Ex artt. 4 D. Lgs. 94/490 e 10 D.P.R. 98/252 - Contenuto.
1. Le informazioni del Prefetto circa la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa nell'impresa aggiudicataria di una gara d'appalto ll.pp. costituiscono - ai sensi dell'art. 4 del D. Lgs 8 agosto 1994 n. 490 e dell'art. 10 del D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252 - condizione per la stipulazione del contratto con la P.A.; tali informazioni devono provare non l'avvenuta ingerenza ma soltanto la sussistenza di elementi da cui si possa dedurre il tentativo di infiltrazione.
Sent.C. Stato 16/04/2003, n. 1979
1. Appalti ll.pp. - Mafia - Normativa antimafia - Art. 4 D.Lgs. 94/490 - Informazioni prefettizie - Informative interdittive e informativa supplementare atipica - Conseguente ritiro del Committente dal contratto - Ammissibilità. 2. Appalti ll.pp. - Mafia - Normativa antimafia - Art. 4 D.Lgs. 94/490 e art. 11 D.P.R. 98/252 - Ritardo nelle informazioni prefettizie - I pubblici committenti procedono egualmente - Facoltà di revoca o recesso dai contratti - Sussistenza.
1. I pubblici committenti (pubbliche amministrazioni, enti pubblici e gli altri soggetti di cui all'art. 1 D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490), prima di stipulare, approvare o autorizzare contratti di appalti (oltre a quelli elencati nell'Allegato 3 al D.Lgs. cit.) di importo superiore alla soglia comunitaria o subcontratti di appalto di importo superiore a £. 200.000.000, devono acquisire le informazioni prefettizie di cui all'art. 4 D.Lgs. cit. che possono consistere in una delle due possibili informative introduttive o in una informativa supplementare atipica; in base a quest'ultima - che è fondata sull'accertamento di elementi i quali, pur denotando il pericolo di collegamenti fra l'impresa e la criminalità organizzata, non raggiungono la soglia di gravità prevista dal suddetto art. 4 - l'amministrazione appaltante può ritirarsi dal contratto. 2. In caso di ritardo delle informazioni prefettizie di cui all'art. 4 del D.Lgs. 8 agosto 1994 n. 490 i pubblici committenti procedono egualmente alla stipula, approvazione o autorizzazione dei contratti o subcontratti a cui si riferisce il D.Lgs. cit., ma con facoltà di successiva revoca o recesso ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252.
Sent.C. Stato 27/11/2000, n. 6318
1. Appalti oo.pp. - Gara - Anche di rilevanza comunitaria - Documentazione - Certificato antimafia - Sostituzione con autocertificazione - Ammissibilità.
1. Nelle gare d'appalto di opere pubbliche anche di rilevanza comunitaria è possibile, ai sensi dell'art. 10, commi 3 e 4, del D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252, esibire l'autocertificazione invece del certificato antimafia, insieme con le informazioni prefettizie.
Certificato antimafia per ogni cantiere
Il Consiglio di Stato - pronunce dell’Adunanza Plenaria n. 33 (ordinanza 24 settembre 2012) e n. 34 (ordinanza 19 novembre 2012) - chiarisce che è necessaria, da parte della Prefettura della Provincia dove ha sede l'impresa, una certificazione antimafia per ogni lavoro che intende svolgere in appalto o subappalto.