Source: https://www.laleggepertutti.it/290554_inizio-attivita-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-09-15 08:29:44+00:00
Document Index: 28649263

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 31', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 10', 'art. 73', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 3']

Inizio attività: ultime sentenze
Leggi le ultime sentenze su: segnalazione certificata inizio attività; Scia e Dia; procedimento amministrativo; permesso di costruire; preavviso di rigetto; registro delle imprese; realizzazione di una tettoia; titolo abilitativo.
Che cos’è la Scia? Quali sono i termini entro cui effettuare le verifiche dopo la presentazione della Scia? La dichiarazione di inizio attività è un atto privato che non dà luogo ad un titolo costitutivo.
1 Segnalazione certificata inizio attività
2 Dichiarazione di inizio attività
3 Scia e documentazione richiesta dalla legge
4 Presentazione della Scia
5 Potere di controllo o inibitorio della Scia
6 Denuncia di inizio attività e segnalazione certificata d’inizio attività
7 Diritto alla provvigione
8 Paletti dissuasori di sosta
9 Realizzazione di una tettoia
10 Tettoia su terrazzo e permesso di costruire
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di l.c. del comma 6-ter dell’art. 19, l. n. 241 del 1990 (ai sensi del quale “La segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio attività non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l’esercizio delle verifiche spettanti all’amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l’azione di cui all’art. 31, commi 1, 2 e 3 del d.lg. 2 luglio 2010 n. 104”), per violazione degli artt. 3, 24, 103 e 113 Cost., nella misura in cui impedisce ai terzi lesi da una s.c.i.a. edilizia illegittima di ottenere dal giudice amministrativo una pronuncia di accertamento della fondatezza della pretesa dedotta in giudizio, con conseguente condanna o comunque effetto conformativo all’adozione dei corrispondenti provvedimenti, anche nel caso in cui sia decorso il termine concesso all’Amministrazione per azionare il potere inibitorio di cui al comma 3 dell’art. 19 l. n. 241 del 1990.
T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 22/01/2019, n.12
La dichiarazione di inizio attività è un atto privato, alla quale può seguire da parte dell’Amministrazione un silenzio di tipo significativo il quale, decorso il relativo termine, le preclude l’esercizio di poteri inibitori, ciò in quanto la denuncia d’inizio attività non è un provvedimento amministrativo e non dà luogo ad un titolo costitutivo, costituendo un atto privato finalizzato a comunicare l’intenzione di intraprendere un’attività direttamente ammessa dalla legge.
Consiglio di Stato sez. IV, 29/03/2019, n.2085
Scia e documentazione richiesta dalla legge
Ai sensi dell’art. 19, co. 1 della L. 241/1990, spetta a colui che presenta la segnalazione certificata di inizio attività l’onere di corredarla della documentazione richiesta dalla legge, potendo il Comune effettuare il controllo nel termine assegnato solo qualora vi sia tutta la documentazione richiesta.
T.A.R. Salerno, (Campania) sez. II, 28/03/2019, n.485
In caso di presentazione della segnalazione certificata d’inizio attività, le verifiche cui è chiamata l’amministrazione sono quelle già puntualmente disciplinate dall’art. 19, legge n. 241/1990, da esercitarsi entro i sessanta o trenta giorni dalla presentazione della SCIA (commi 3 e 6-bis) e, poi, entro i successivi diciotto mesi (comma 4, che rinvia all’art. 21-novies).
Corte Costituzionale, 13/03/2019, n.45
Potere di controllo o inibitorio della Scia
La natura giuridica della segnalazione certificata di inizio attività — che non è una vera e propria istanza di parte per l’avvio di un procedimento amministrativo poi conclusosi in forma tacita, bensì una dichiarazione di volontà privata di intraprendere una determinata attività ammessa direttamente dalla legge — induce ad escludere che l’autorità procedente debba comunicare al segnalante l’avvio del procedimento o il preavviso di rigetto ex art. 10-bis della legge n. 241 del 1990 prima dell’esercizio dei relativi poteri di controllo e inibitori; il denunciante la SCIA, infatti, è titolare di una posizione soggettiva originaria che rinviene il suo fondamento diretto ed immediato nella legge che non ha bisogno di alcun consenso della. p.a. e, pertanto, la segnalazione di inizio attività non instaura alcun procedimento autorizzatorio destinato a culminare in un atto finale di assenso, espresso o tacito, da parte dell’amministrazione; in assenza di procedimento, non c’è spazio per la comunicazione di avvio, per il preavviso di rigetto o per atti sospensivi da parte dell’Amministrazione.
Consiglio di Stato sez. V, 18/02/2019, n.1111
Denuncia di inizio attività e segnalazione certificata d’inizio attività
A seguito della presentazione di una D.I.A. (ovvero della S.C.I.A.), il decorso del tempo determina il consolidarsi del titolo, con conseguente necessità della sua preventiva rimozione, in vista dell’assunzione di iniziative sanzionatorie. Questo principio trova, però, applicazione sul presupposto della corrispondenza di quanto dichiarato alla situazione di fatto e di diritto esistente e con esclusivo riguardo alla tipologia di intervento che l’istante dichiara di voler realizzare. Ciò, in ragione della ratio stessa dell’istituto della denuncia di inizio attività, la quale consente una semplificazione procedimentale sulla base di una diretta assunzione di responsabilità da parte del cittadino. Tale assunzione di responsabilità costituisce – a ben vedere – il perno stesso dell’istituto, ponendosi come fondamento e, al contempo, come limite degli effetti che l’ordinamento riconnette alla D.I.A.
Deve escludersi, pertanto, che la presentazione della denuncia possa produrre un effetto legittimante alla realizzazione di opere edilizie (ovvero all’intrapresa di attività) laddove essa rechi dichiarazioni incomplete o addirittura non conformi alla situazione di fatto e di diritto esistente.
Inoltre, l’efficacia abilitante non può che prodursi con riferimento alla qualificazione dell’intervento dichiarata dallo stesso istante nella propria denuncia e nei limiti di tale qualificazione, dovendo parimenti negarsi che dalla D.I.A. possano discendere effetti diversi e ulteriori rispetto a quanto in essa dichiarato.
T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 10/01/2019, n.143
L’art. 73 del D.Lvo n. 59/2010 non ha fatto venire meno la preclusione alla corresponsione del corrispettivo per effetto della mancata iscrizione del mediatore al ruolo – la disposizione avendo sì soppresso il ruolo dei mediatori, ma senza abrogare la L. n. 39/1989, prescrivendo invece che l’attività sia soggetta a dichiarazione di inizio di attività, da presentare alla Camera di Commercio territorialmente competente, la quale, previa verifica dei requisiti autocertificati, iscrive i mediatori nel registro delle imprese, se esercitano l’attività in forma di impresa, e, altrimenti, nel repertorio delle notizie economiche e amministrative assegnando la qualifica di intermediario per le diverse tipologie di attività previste dalla L. n. 39 del 1989, di guisa che la L. n. 39 del 1989, art. 6, secondo cui hanno diritto alla provvigione soltanto coloro che sono iscritti nei ruoli, va interpretata nel senso che, anche per i rapporti di mediazione sottoposti alla normativa prevista dal D.Lgs. n. 59 del 2010, hanno diritto alla provvigione solo i mediatori che siano iscritti nei registri delle imprese o nei repertori tenuti dalla Camera di Commercio.
Tribunale Ragusa, 09/05/2019, n.459
Paletti dissuasori di sosta
Al fine di evitare la sosta selvaggia, il condominio può installare i paletti dissuasori senza il permesso di costruire. Tali opere ricadono nella disciplina dell’art. 22 d.P.R. n. 380/2001, per le quali si chiede solo la s.c.i.a. (segnalazione certificata di inizio attività).
T.A.R. Napoli, (Campania) sez. III, 05/03/2019, n.1255
Realizzazione di una tettoia
Le tettoie che incidono sull’assetto edilizio preesistente, non potendo essere considerate quali meri interventi di manutenzione straordinaria ai sensi dell’art. 3, co 1, lett. b), D.P.R. 380/2001, necessitano del permesso di costruire, non essendo sufficiente, per la loro costruzione, una semplice denuncia di inizio di attività.
T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 26/02/2019, n.2583
Tettoia su terrazzo e permesso di costruire
La realizzazione di una tettoia appoggiata a una parete perimetrale per un lato e a parapetti per altri due, tale da chiudere un terrazzo solo parzialmente con infissi di alluminio e vetro, configura un intervento di ristrutturazione edilizia “leggera”, ovvero che non crea volumetria, né incide sui prospetti; il titolo abilitativo necessario è, pertanto, costituito dalla segnalazione certificata di inizio attività, con conseguente illegittimità dell’applicazione della sanzione consistente nell’ordine di demolizione.
T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 25/02/2019, n.117