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Timestamp: 2020-01-26 21:56:53+00:00
Document Index: 31115293

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 640', 'sentenza ', 'sentenza ']

Omesso versamento delle ritenute d’acconto: la Cassazione esercita il “power to overulling”
Nel reato di omesso versamento di ritenute certificate di cui all’art. 10 – bis, d.lgs. n. 74/2000 la condotta si realizza in parte attraverso un comportamento omissivo, costituito dal mancato versamento entro il termine previsto delle ritenute, ed in parte attraverso un comportamento commissivo, evidenziato nella consegna delle certificazioni (ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti). Essendo entrambe le condotte elementi costitutivi del reato deve affermarsi che, ai fini della sussistenza del reato, è necessario che il soggetto attivo non soltanto abbia omesso di versare all’erario l’importo delle ritenute operate quale sostituto di imposta sui compensi effettivamente versati ai sostituti, superando la soglia minima di punibilità attualmente fissata in 50.000,00 euro, ma abbia anche materialmente rilasciato ai sostituiti la relativa certificazione e che ciò sia avvenuto anteriormente alla scadenza del termine entro il quale il sostituto di imposta deve presentare la relativa dichiarazione. Spetta all’accusa fornire la prova dell’elemento costitutivo rappresentato dal rilascio ai sostituti delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate e tale prova non può essere costituita dal solo contenuto della dichiarazione modello 770 proveniente dal datore di lavoro.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 10475/15; depositata il 12 marzo)
reati tributari | 24 Febbraio 2015
Verbale di constatazione delle Entrate, non c’è un obbligo di avvisare della possibilità di assistenza
Considerata la natura di documento extraprocessuale ricognitivo di natura amministrativa del verbale di constatazione redatto dal personale dell’Agenzia delle entrate, esso non presuppone l’obbligo di avviso al soggetto sottoposto a verifica fiscale della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 7930/15; depositata il 23 febbraio)
Reati tributari | 18 Febbraio 2015
Prestazione fatturata in acconto, l’affare andato poi male non salva dalla pena
L’emissione di fatture per operazioni inesistenti è un delitto di pericolo astratto, per la cui configurazione è sufficiente il mero compimento dell’atto. Per l’individuazione del momento di consumazione del reato, rileva il momento dell’emissione della fattura, trattandosi di un reato istantaneo. In più, la presenza di un’ulteriore finalità nell’azione delittuosa non incide sull’integrazione della fattispecie di reato, attesa la natura di reato di pericolo astratto, per la cui configurabilità è sufficiente il mero compimento dell’atto.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 6842/15; depositata il 17 febbraio)
reati tributari | 12 Febbraio 2015
L’accordo tra il contribuente e l’Erario per la rateizzazione del debito influisce sulla determinazione del sequestro per equivalente?
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, qualora sia stato perfezionato un accordo tra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria per la rateizzazione del debito tributario, non può essere mantenuto sull’intero ammontare del profitto derivante dal mancato pagamento dell’imposta evasa, ma deve essere ridotto in misura corrispondente ai ratei versati per effetto della convenzione.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 6203/15; depositata l’11 febbraio)
Reati tributari | 29 Gennaio 2015
Fatture false, liquidatore “preso per il naso”, ma l’ingannatore non pensi di averla fatta franca
Chi annota delle fatture false in contabilità, traendo in inganno il rappresentante legale che sottoscrive poi una dichiarazione fraudolenta, può rispondere del reato in qualità di autore mediato.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 3931/15; depositata il 28 gennaio)
Reati tributari | 27 Gennaio 2015
Aggravanti, recidiva e prescrizione: un rapporto intricato
In tema di reato per omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, il momento della consumazione deve essere individuato nel giorno 16 del mese successivo a quello a cui si riferiscono i tributi. In caso di recidiva, ed in assenza di specifici riferimenti nel capo d’imputazione, si ritiene applicabile il comma 4 dell’art. 99, c.p. e, di conseguenza, il periodo di tempo per l’intervento della prescrizione deve essere computato in riferimento alla pena edittale massima, su cui sia operato l’aumento per recidiva, in quanto aggravante speciale.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 3391/15; depositata il 26 gennaio)
Reati tributari | 15 Gennaio 2015
Le ragioni del sequestro svaniscono solo con il completamento rateale concordato
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato corrispondente all’ammontare dell’imposta evasa nei reati tributari può legittimamente permanere fino a quando permane l’indebito arricchimento derivante dall’azione illecita, che cessa con l’adempimento dell’obbligazione tributaria.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, ordinanza n. 1364/15; depositata il 14 gennaio)
reati tributari | 14 Gennaio 2015
L’omessa dichiarazione dei redditi non può concorrere con la truffa aggravata in danno dello Stato
In tema di reati tributari, e segnatamente di omissione della dichiarazione dei redditi (art. 5 d.lgs. n. 74/2000), va riconosciuto il principio di assorbimento della truffa nella fattispecie tributaria. Tale ipotesi di reato risulta incompatibile con il concorrente reato di truffa aggravata in danno dello Stato. Peraltro, ove fosse possibile un concorso fra il delitto di cui all’art. 5 d.lgs. n. 74/2000 e quello di cui all’art. 640 bis c.p., quest’ultimo non potrebbe che ritenersi consumato nel momento in cui il soggetto agente ha conseguito il profitto, momento che coinciderebbe con quello di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 981/15; depositata il 13 gennaio)
reati tributari | 22 Dicembre 2014
Non basta un vantaggio fiscale a fare un reato tributario
La prova del dolo specifico passa per l’inesistenza di vantaggi d’imposta acquisibili per vie alternative. Ad ogni modo, il danno fiscale – invocabile dall’Agenzia delle Entrate parte civile costituita – non coincide sempre con l’imposta evasa.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 52752/14; depositata il 19 dicembre)