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Timestamp: 2017-12-16 15:50:05+00:00
Document Index: 27464509

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 87', 'art. 87', 'art. 1']

CONTRATTO DI INVESTIMENTO INDUSTRIA, SERVIZI E ARTIGIANATO - PDF
CONTRATTO DI INVESTIMENTO INDUSTRIA, SERVIZI E ARTIGIANATO
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Fabiano Orlandi
1 Unione Europea REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA Repubblica Italiana CONTRATTO DI INVESTIMENTO INDUSTRIA, SERVIZI E ARTIGIANATO DIRETTIVE DI ATTUAZIONE (allegato alla Delib.G.R. n. 13/23 del 4 marzo 2008) TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI ARTICOLO 1 (Oggetto e Finalità) 1. Il Contratto di Investimento è uno strumento di incentivazione innovativo finalizzato a sostenere la competitività dei sistemi produttivi e delle filiere esistenti o in via di formazione sul territorio regionale attraverso processi di collaborazione e di integrazione interaziendali (tecnici, organizzativi, produttivi e commerciali). Attraverso il Contratto di Investimento, si realizza un iniziativa imprenditoriale, eventualmente attuata da più imprese, ma delle quali il soggetto proponente è responsabile, finalizzata alla produzione di beni e/o servizi e per la cui realizzazione sono necessari uno o più programmi di investimenti produttivi e eventualmente servizi reali, formazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale strettamente connessi e funzionali tra loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali. I Contratti di Investimento devono pertanto perseguire uno o più dei seguenti obiettivi: 1A. completare e potenziare l integrazione dei sistemi e delle filiere produttive presenti sul territorio con la creazione e/o il potenziamento di specifiche unità di produzione/servizio; 2B. migliorare il livello di cooperazione delle imprese dei sistemi e delle filiere produttive presenti sul territorio attraverso la messa a sistema e la condivisione di specifiche funzioni e servizi aziendali (servizi per la produzione, logistica, commercializzazione, etc.); 3C. sviluppare il livello di cooperazione tra le imprese più competitive e le altre imprese delle filiere produttive presenti sul territorio attraverso la condivisione di standard di qualità dei processi di produzione e dei prodotti/servizi, il potenziamento dei sistemi di sub-fornitura, il trasferimento di specifiche competenze tecniche e organizzative; 4D. sviluppare la capacità di innovazione delle imprese dei sistemi e delle filiere produttive presenti sul territorio attraverso la realizzazione di progetti comuni di ricerca industriale e sviluppo sperimentale anche con università e centri di ricerca pubblici e privati, la formazione continua delle risorse umane. Il Contratto di Investimento può, inoltre, prevedere la realizzazione di opere infrastrutturali materiali ed immateriali, funzionali al programma che si intende realizzare, da attuare con le procedure previste dalla legge regionale n. 14 del 26 febbraio 1996 e successive modifiche e integrazioni. 2. I Contratti di Investimento devono essere presentati da gruppi di imprese dello stesso settore/comparto ovvero di settori/comparti differenti ma che hanno relazioni di cooperazione. 3. I Contratti di Investimento devono essere articolati in:
2 1A. Un Piano di Sviluppo Interaziendale, proposto da gruppi di imprese dello stesso settore/comparto ovvero di settori/comparti differenti ma che hanno relazioni di cooperazione, finalizzati a: 1- Condividere specifiche infrastrutture e servizi aziendali, anche attraverso la creazione di strutture comuni, costituite direttamente dalle imprese. Le tipologie di investimenti devono riguardare prioritariamente la realizzazione ovvero l ampliamento, l ammodernamento, la riconversione, la riattivazione e il trasferimento di: 2- infrastrutture e servizi per la localizzazione delle imprese, incluso il ripristino di facilities primarie e secondarie comuni; 3- incubatori di impresa, centri e sportelli di promozione aziendale, strutture per il trasferimento e l innovazione tecnologica; 4- piattaforme logistiche integrate per le materie prime e i prodotti (magazzini, sistemi di movimentazione e di confezionamento, etc.); 5- sistemi ed impianti comuni di depurazione e smaltimento ecologico dei residui delle lavorazioni, inclusi i sistemi di monitoraggio per il controllo dei carichi inquinanti; 6- impianti di produzione combinata e di distribuzione di energia elettrica e di calore in regime di autoproduzione; 7- infrastrutture ICT e di connettività a larga banda. 8- Acquisire i necessari servizi reali per sostenere l integrazione e la cooperazione tra le imprese. I servizi devono riguardare prioritariamente la progettazione, realizzazione, gestione e sviluppo dei sistemi e delle filiere produttive, con l obiettivo di: 9- realizzare sistemi informativi per la gestione delle reti di impresa e a supporto della cooperazione tra le imprese; 10- analizzare e implementare possibili integrazioni produttive verticali (catene di fornitura di beni e servizi intermedi) e orizzontali (gruppi di acquisto, vendita ed export, etc.) tra le imprese; 11- effettuare le analisi mercato sulle filiere (stato della concorrenza e prospettive di mercato), la ricognizione operativa sui canali e le problematiche di penetrazione commerciale, il sostegno alla promozione e alla commercializzazione delle produzioni delle imprese con particolare riferimento ai mercati nazionali ed esteri; 12- progettare e realizzare servizi logistici comuni alle imprese per l acquisizione delle materie prime (inclusi gruppi di acquisto), l acquisizione degli ordini e l immissione sul mercato dei prodotti; 13- progettare e implementare servizi comuni alla produzione (sistemi di qualità aziendali, gestione ambientale, tecnologie di produzione, etc.). 14- Sviluppare la capacità di innovazione delle imprese per realizzare programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale attraverso la realizzazione di un insieme di azioni strettamente correlate tra di loro e in grado di: 15- intercettare, anticipare e stimolare la domanda di innovazione da parte delle imprese; 16- migliorare le condizioni di accesso delle imprese alle fonti della conoscenza scientifica e tecnologica di interesse industriale; 17- favorire la circolazione delle conoscenze tecnologiche e lo sviluppo di servizi ad alto contenuto di conoscenza necessari per promuovere l adozione dell innovazione da parte delle imprese; 18- sensibilizzare le imprese e stimolare la sperimentazione innovativa, a livello di prodotti realizzati, tecniche di produzione e modelli organizzativi; 19- favorire lo scambio e i rapporti di collaborazione con le università e i centri di ricerca pubblici e privati.
3 20- Adeguare le competenze delle risorse umane delle imprese per: 21- la realizzazione di specifiche analisi dei fabbisogni di competenze e professionalità comuni alle imprese; 22- la definizione dei percorsi formativi per le specifiche figure professionali (contenuti, modalità di erogazione/fruizione, personale interessato, etc.); 23- l organizzazione e l erogazione dell offerta formativa (voucher formativi, corsi interaziendali, ecc.). 2B. Uno o più Piani di Sviluppo Aziendali, proposti dalle singole imprese dei sistemi e delle filiere produttive presenti sul territorio, finalizzati a: 1- realizzare Investimenti Produttivi Aziendali per la creazione e/o il potenziamento di specifiche unità di produzione/servizio e necessari a migliorare la competitività dell impresa e a favorirne l integrazione con le altre imprese; 2- acquisire servizi reali specifici non compresi nei Piani Interaziendali; 3- realizzare programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale non compresi nei Piani Interaziendali; 4- realizzare eventuali Piani di Formazione Aziendali specifici non compresi nei Piani Interaziendali. 4. I Piani di Sviluppo Interaziendali e Aziendali sono finanziati attraverso lo strumento del Contratto di Investimento con una procedura unificata di accesso, di istruttoria e di concessione. 5. Ciascun Piano Integrato deve essere organico e funzionale, da solo idoneo, cioè, a conseguire gli obiettivi produttivi ed economici prefissati dalle imprese proponenti. ARTICOLO 2 (Riferimenti Normativi) 1. Le presenti Direttive sono adottate dalla Regione Autonoma della Sardegna in attuazione dell articolo 11 della Legge Regionale 21 aprile 2005, n Le presenti Direttive sono esentate dalla notifica alla Commissione Europea in quanto emanate in applicazione dei seguenti Regolamenti Comunitari: 1- Regolamento (CE) N. 68/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 10 del 13 gennaio 2001; 2- Regolamento (CE) N. 1998/2006 della Commissione del 15 Dicembre 2006, pubblicato nella GU.C.E. serie L N. 379 del 28 Dicembre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d importanza minore de minimis ; 3 - Regolamento (CE) N. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 10 del 13 gennaio 2001; 4- Regolamento (CE) N. 1628/2006 della Commissione del 24 ottobre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato per gli investimenti a finalità regionale pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 302/29 del 1 novembre 2006; 5- Disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 323/1 del 30 dicembre 2006; 6- Regolamento (CE) N. 363/2004 della Commissione del 25 febbraio 2004 recante modifica del Regolamento (CE) n. 68/2001 della Commissione, relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti destinati alla formazione; 7- Regolamento (CE) N. 364/2004 della Commissione del 25 febbraio 2004 recante modifica del
4 Regolamento (CE) n. 70/2001 per quanto concerne l estensione del suo campo di applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 63 del 28 febbraio 2004; 8- Regolamento (CE) N. 1976/2006 del 20 dicembre 2006 che modifica i regolamenti (CE) N. 2204/2002, (CE) N. 70/2001 e (CE) N. 68/2001 per quanto riguarda la proroga del periodo di applicazione fino al 30 giugno Le presenti Direttive sono adottate dalla Regione Autonoma della Sardegna in coerenza ed attuazione dei seguenti Documenti di Programmazione: 9- Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) , approvato dalla Commissione Europea con Decisione C 2000 del 1 agosto 2000, modificato con Decisione C(2004) 4689 del 30 novembre 2004, a seguito della riprogrammazione di metà percorso; 10- Programma Operativo Regionale (POR) Sardegna , approvato dalla Commissione Europea in data 8 agosto 2000 decisione C(2000) 2359, e successive modifiche (Decisione C(2004) 5191 del a seguito della riprogrammazione di metà percorso, Decisione C(2005) 4820 del , Decisione C(2007) 1991 del ); 11- Complemento di Programmazione nella versione approvata dal Comitato di Sorveglianza il e successivamente modificato con le procedure previste dall art. 34 del Regolamento n. 1260/1999; 12- Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale (2006/C 54/08) della Commissione Europea, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'unione europea C 54/13 del ; 13- Regolamento (CE) N. 448/2004 del 10 marzo 2004 che modifica il Regolamento (CE) N del 28 luglio 2000 recante disposizioni di applicazione del Regolamento (CE) N. 1260/1999, per quanto concerne l ammissibilità delle spese riguardanti le operazioni cofinanziate dai Fondi Strutturali e che revoca il Regolamento (CE) N del 27 giugno 2003; 14- Carta degli Aiuti a Finalità Regionale vigente alla data di approvazione della graduatoria e conforme alla Decisione della Commissione Europea di approvazione dell Aiuto di Stato n. 324/ Italia; 15- Legge regionale n. 14 del 25 febbraio 1996 e successive modifiche e integrazioni; 16- Legge n. 488 del 19 dicembre 1992 Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 22 ottobre 1992, n. 415, recante modifiche alla legge 1 marzo 1986, n. 64, in tema di disciplina organica dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno e norme per l'agevolazione delle attività produttive e successive modifiche e integrazioni, comprensiva della circolare del ministero delle attività produttive n del 23 marzo 2006; ARTICOLO 3 (Soggetti Beneficiari e Condizioni di Ammissibilità) 1. Sono ammissibili alle agevolazioni previste dai Contratti di Investimento i Soggetti indicati nei successivi punti 2 e 3, operanti nei settori di attività di cui al successivo Articolo 4, che intendono realizzare uno o più dei Programmi Integrati di Investimenti di cui al successivo articolo 5 nell ambito di proprie unità produttive locali ubicate nel territorio della Regione Sardegna. Per unità produttiva si intende la struttura, anche articolata su più immobili fisicamente separati ma prossimi, finalizzata allo svolgimento dell attività ammissibile alle agevolazioni, dotata di autonomia produttiva, tecnica, organizzativa, gestionale e funzionale. 2. Possono presentare domanda di accesso al Contratto di Investimento per l agevolazione dei Piani di Sviluppo Interaziendali di cui al punto 3, lettera A del precedente Articolo 1: 1a) i consorzi e le società consortili (soggetti consortili) costituiti fra Grandi, Piccole e Medie Imprese industriali e di servizi, così come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea del 6 maggio 2003, costituite anche in forma cooperativa, aventi lo scopo di fornire servizi, anche nell'ambito del
5 terziario avanzato, diretti a promuovere lo sviluppo, anche tecnologico, e la realizzazione della produzione, della commercializzazione e della gestione delle imprese consorziate. Come previsto dalla Raccomandazione citata, dei soggetti consortili possono far parte anche università e centri di ricerca pubblici o privati senza scopo di lucro; 2b) i consorzi e le società consortili fra imprese artigiane di produzione di beni e servizi costituiti ai sensi dell'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443, nonché i consorzi e le società consortili costituiti dalle predette imprese e dalle imprese di cui al precedente punto a). I consorzi o le società consortili di cui al presente punto devono: 1- rispettare comunque le condizioni di cui al precedente punto 1; 2- essere costituiti da almeno 3 imprese e avere un fondo consortile o un capitale sociale non inferiore a La quota consortile di ciascuna impresa non può superare il 35% del fondo consortile o del capitale sociale. Qualora il soggetto consortile realizzi un piano interaziendale per investimenti produttivi o servizi reali nelle Sezioni Censuarie non ammesse ai benefici degli aiuti a finalità regionale ai sensi dell art. 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato, il soggetto consortile deve avere le caratteristiche per essere considerato una PMI ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea del 6 maggio Ai soggetti consortili non possono essere distribuiti utili o avanzi di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma, e tale divieto deve risultare da espressa disposizione dello statuto. 3. Possono presentare domanda di agevolazione per i Piani di Sviluppo Aziendali di cui al punto 3, lettera B del precedente Articolo 1, nell ambito della domanda di accesso al Contratto di Investimento: 1a) le Piccole e le Medie imprese industriali e di servizi; 2b) le Grandi imprese, con la limitazione ai soli piani di innovazione e formazione qualora realizzino un programma nelle Sezioni Censuarie non ammesse ai benefici degli aiuti a finalità regionale ai sensi dell art. 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato; 3c) le imprese iscritte all Albo delle imprese artigiane di cui alla Legge 8 agosto 1985, n. 443 e successive modificazioni, costituite in forma di impresa individuale, societaria e cooperativa o in forma consortile o di associazioni tra imprese artigiane;che, all atto della presentazione della domanda di agevolazione, risultano essere iscritte nel libro dei soci dei consorzi o delle società consortili di cui al precedente punto 2; 4d) le università e i centri di ricerca pubblici e privati, limitatamente a programmi di innovazione collegati a piani aziendali o per i quali è prevista una successiva fase di industrializzazione da parte del soggetto consortile o delle imprese partecipanti al Contratto di Investimento. 4. Inoltre, i Piani di Innovazione interaziendali e aziendali finalizzati a realizzare programmi di sviluppo sperimentale e ricerca industriale, nei quali l attività di sviluppo sperimentale sia preponderante in termini di costi agevolabili rispetto alla ricerca industriale, possono essere realizzati dai soggetti consortili e dalle imprese di cui ai punti 2 o 3 del presente articolo singolarmente o in forma congiunta tra loro e con università e centri di ricerca pubblici e privati attraverso accordi specifici di collaborazione, formalizzati da appositi contratti e/o la costituzione di consorzi e di altre forme di associazione anche temporanea. Anche in tal caso, le università e i centri di ricerca possono essere destinatari delle agevolazioni. 5. Le imprese proponenti il Contratto di Investimento non devono trovarsi tra di loro nelle condizioni di controllo così come definite dall articolo 2359 del codice civile e rispettare i requisiti di indipendenza previsti dalla normativa comunitaria vigente. 6. Alla data di presentazione della domanda di agevolazione le imprese proponenti il Contratto di Investimento devono essere già iscritte al registro delle imprese e devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di scioglimento o liquidazione e non essendo sottoposte a procedure di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione controllata. 7. Le domande presentate, nell ambito del Contratto di Investimento, dalle imprese di nuova costituzione e/o non ancora operanti, inclusi i consorzi e le società consortili di cui al precedente punto 2, alla predetta data possono essere istruite e proposte per le agevolazioni anche in assenza dell iscrizione al registro delle imprese purché costituite e titolari di partita IVA. Le modalità di partecipazione e i termini dell iscrizione sono indicati dal bando e devono essere rispettati a pena di decadenza.
6 8. Tutti i soggetti che richiedono le agevolazioni, in considerazione della particolare procedura concorsuale, devono trovarsi in regime di contabilità ordinaria. 9. Le imprese iscritte all Albo delle imprese artigiane di cui alla Legge 8 agosto 1985, n. 443 e successive modificazioni e le imprese di minori dimensioni (i limiti sono individuati dal bando) sono ammissibili alle agevolazioni anche se operano in regime di contabilità semplificata entro i limiti previsti dalla normativa nazionale vigente. 10. Le imprese operanti per essere ammissibili devono essere in regola con gli adempimenti contributivi Il bando definisce le i tempi e le modalità di controllo per tutti i partecipanti. 11. Per beneficiare delle agevolazioni il Soggetto consortile deve proporre un Programma Integrato di Investimenti costituito da un Piano integrato di Sviluppo Interaziendale che può essere corredato da uno o più Piani di Sviluppo Aziendali; per le università e i centri di ricerca, partecipanti al soggetto consortile, dal solo Piano di Innovazione. Ciascuno piano, da realizzare nell'ambito delle unità produttive partecipanti al Contratto (o nelle sedi delle università e centri di ricerca) per lo svolgimento di una delle attività ammesse, deve essere organico e funzionale nonché tecnicamente, economicamente e finanziariamente valido. 12. Con il Programma integrato interaziendale il soggetto consortile può proporre la realizzazione di funzionali opere infrastrutturali, materiali ed immateriali, da attuare con le procedure previste dalla legge regionale n. 14 del 26 febbraio 1996 e successive modifiche e integrazioni. 13. Possono beneficiare dell agevolazione solo i Piani di Sviluppo Interaziendali e Aziendali di cui all art. 1, i cui lavori sono stati avviati successivamente alla data del provvedimento con cui l Amministrazione Regionale abbia confermato per iscritto che il progetto di investimento è conforme e coerente al regime d aiuto come previsto dal punto 38 1, articolo 4, degli Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale (2006/C 54/08) della Commissione Europea ovvero alla data di adozione del provvedimento di concessione provvisoria. A tal proposito si precisa che un Piano si considera ammissibile in linea di principio quando dalla domanda di agevolazione è desumibile il possesso dei requisiti previsti dalle direttive, in particolare in ordine alla tipologia del soggetto beneficiario, al settore di attività e ai massimali di investimento previsti dal regime di aiuto. In ogni caso non è considerato avvio del programma l aver effettuato studi di fattibilità (qualunque sia la data anteriore) i cui costi, in tal caso, non sono ammissibili ad agevolazioni. 16. Le agevolazioni non possono essere concesse ad imprese in difficoltà come definite dagli Orientamenti Comunitari per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GUCE C 244/2 del ). Tutti i valori richiesti dal bando si intendono in euro e al netto di IVA e di ogni altro onere accessorio. Le spese in valuta estera possono essere ammesse alle agevolazioni per un controvalore in euro pari all imponibile ai fini IVA. ARTICOLO 4 (Settori di Attività Ammissibili) 1. Le agevolazioni possono essere concesse per le imprese operanti nei settori di seguito indicati sulla base della classificazione delle attività economiche ISTAT ATECO 2002: 1- Sezione C Estrazione di minerali. 2- Sezione D Attività manifatturiere con le seguenti esclusioni: 1 È importante garantire che gli aiuti a finalità regionale determinino un reale effetto di incentivazione a realizzare investimenti che non sarebbero altrimenti realizzati nelle zone assistite. Gli aiuti possono pertanto essere solamente concessi nell'ambito di regimi di aiuto qualora il beneficiario ne abbia fatto domanda e l'autorità responsabile della gestione del regime abbia successivamente confermato per iscritto (vedi nota 39) che il progetto, con riserva di una verifica particolareggiata, soddisfa in linea di principio le condizioni di ammissibilità stabilite dal regime prima dell'avvio dei lavori del progetto (vedi nota 40). Un riferimento esplicito a queste due condizioni deve essere inserito in tutti i regimi di aiuto (vedi nota 41). In caso di aiuti ad hoc, l'autorità competente deve aver rilasciato una dichiarazione di intenti circa la concessione degli aiuti prima dell'avvio dei lavori sul progetto, fatta salva l'approvazione della misura da parte della Commissione. Se i lavori iniziano prima che siano soddisfatte le condizioni stabilite nel presente punto, l'intero progetto non sarà ammissibile ad aiuti. Note del testo degli orientamenti (39) Nel caso di aiuti soggetti a notifica individuale e all'approvazione da parte della Commissione, la conferma dell'ammissibilità deve essere subordinata alla decisione di approvazione dell'aiuto da parte della Commissione. (40) Per «inizio dei lavori» si intende l'inizio dei lavori di costruzione o il primo fermo impegno ad ordinare attrezzature, esclusi gli studi preliminari di fattibilità (qualunque sia la data anteriore). (41) L'unica eccezione a queste regole è il caso di regimi di aiuti fiscali approvati nei quali un'esenzione o una riduzione fiscale sono concesse automaticamente per le spese ammissibili senza potere discrezionale da parte delle autorità. [Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale (2006/C 54/08) della Commissione Europea - articolo 4, punto 38 Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'unione europea C 54/13 del ]
7 1- Fabbricazione prodotti di cokeria: tutto il gruppo 23.1; 2- Produzioni siderurgiche: tutta la classe e le categorie e (limitatamente ai tubi con diametro superiore a 406,4 mm); 3- Costruzioni e riparazioni navali: le categorie e ; 4- Produzione fibre artificiali: tutta la classe 24.70; 5- Sottosezione DA ad eccezione dei codici: 15.81, 15.82, 15.84, 15.85, 15.88, 15.89, 15.96, ; 3- Sezione I divisione 63 limitatamente ai gruppi 63.1 e 63. 2; 4- Sezione K (attività immobiliari, noleggio, informatica) limitatamente alle divisioni K72 (informatica e attività connesse), K73 (ricerca e sviluppo) e K74 (attività di servizi alle imprese, esclusivamente per il gruppo 74.3, la classe e le categorie e ); 5- Sezione O limitatamente alla divisione 90. Sono in ogni caso escluse le attività connesse con la produzione primaria (agricoltura e allevamento) e di trasformazione e commercializzazione dei prodotti di cui all allegato I del trattato. 2. Per i Consorzi e le Società consortili, ai fini dell ammissibilità alle agevolazioni del Piano di Sviluppo Interaziendale e si farà riferimento, per le agevolazioni richieste negli specifici Piani dei Servizi Reali, Piani di Innovazione e Piani della Formazione, alle attività economiche delle imprese socie partecipanti e ai relativi codici ISTAT ATECO Sono escluse dai finanziamenti le imprese operanti nei settori sensibili previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie (siderurgico, industria carboniera, costruzioni navali, fibre sintetiche e industria automobilistica). 4. Gli aiuti non verranno concessi a favore di attività connesse all esportazione, vale a dire gli aiuti direttamente connessi ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse all attività di esportazione. Non verranno altresì concessi aiuti condizionati all impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti d importazione. 7. Le imprese che operano all interno delle aree della Rete Natura 2000 possono richiedere le agevolazioni esclusivamente per attività coerenti con gli indirizzi dei rispettivi Piani di Gestione. ARTICOLO 5 (Contratto di Investimento) 1. Il Contratto di Investimento deve riferirsi ad uno specifico Programma Integrato di Investimento articolato in: 1- un Piano di Sviluppo Interaziendale, proposto dal Consorzio o dalla Società Consortile di cui al punto 2 del precedente Articolo Piani di Sviluppo Aziendali, proposti dalle singole imprese di cui al punto 3 del precedente Articolo 3. Non sono ammissibili Programmi Integrati di Investimenti costituiti esclusivamente da Piani di Sviluppo Aziendali. 2. Il Piano di Sviluppo Interaziendale del Soggetto consortile è articolato in uno o più dei seguenti Piani specifici: 1- A Piano di Investimenti Produttivi Interaziendale. 2- B Piano di Servizi Reali Interaziendale. 3- C Piano di Innovazione Interaziendale. 4- D Piano di Formazione Interaziendale. Il Piano di Sviluppo Interaziendale è ammissibile all agevolazione anche nel caso in cui si preveda la realizzazione di un solo Piano specifico interaziendale tra quelli riportati. 3. Il Piano di Sviluppo Aziendale delle singole imprese partecipanti è articolato in uno o più dei seguenti Piani
8 specifici: 1- A Piano di Investimento Produttivo Aziendale. 2- B Piano di Servizi Reali Aziendale. 3- C Piano di Innovazione Aziendale. 4- D Piano di Formazione Aziendale. Le università e i centri di ricerca pubblici e privati partecipanti al consorzio possono presentare solo il Piano di Innovazione. Il Piano di Sviluppo Aziendale è ammissibile all agevolazione anche nel caso in cui preveda la realizzazione di un solo Piano specifico tra quelli riportati. TITOLO II PIANI DI INVESTIMENTI PRODUTTIVI INTERAZIENDALI E AZIENDALI ARTICOLO 6 (Investimenti Produttivi Ammissibili) 1. Gli investimenti produttivi ammissibili alle agevolazioni previste dal Contratto di Investimento devono riguardare: 1- le unità produttive del consorzio o della società consortile di cui al punto 2 del precedente Articolo 3 per gli investimenti produttivi di cui al punto 3, punto A del precedente Articolo 1; 2- l unità produttiva delle singole imprese di cui al punto 3 del precedente Articolo 3 per gli investimenti di cui al punto 3, punto B del precedente Articolo Gli investimenti produttivi non possono essere ammessi alle agevolazioni se avviati prima della presentazione del modulo di domanda di partecipazione e prima del rilascio dell autorizzazione prevista dall art. 3, punto 13. Relativamente agli investimenti previsti per una data unità produttiva, il Piano degli Investimenti Produttivi Aziendali non può essere suddiviso in più Domande di Agevolazione. 3. Gli investimenti produttivi devono essere finalizzati: 1a) alla realizzazione di nuove unità produttive; 2b) all ampliamento di unità produttive esistenti; 3c) alla diversificazione della produzione di un unità produttiva con prodotti nuovi aggiuntivi; 4d) alla diversificazione della produzione di un unità produttiva con il cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo; 5e) l acquisizione di attivi direttamente connessi con uno stabilimento, nel caso in cui lo stabilimento sia stato chiuso o sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato rilevato e gli attivi vengano acquisiti da un investitore indipendente. 4. Non sono ammissibili alle agevolazioni del presente Titolo i programmi costituiti da investimenti di mera sostituzione. ARTICOLO 7 (Spese Ammissibili per gli investimenti produttivi) 11. Sono ammissibili le spese relative all acquisto, all acquisizione mediante locazione finanziaria o alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli artt e seguenti del Codice Civile, nella misura in cui queste ultime sono necessarie alla finalità del programma oggetto della domanda di agevolazioni. 22. Tali spese riguardano:
9 1a) studi preliminari di fattibilità, connessi al programma di investimento delle sole PMI, ai sensi dell articolo 5, lett. a) del Regolamento CE n. 70/2001, pubblicato sulla GUCE L 10 del 13 gennaio 2001 e successive modificazioni ed integrazioni; 2b) suolo aziendale; 3c) sistemazioni del suolo e indagini geognostiche; 4d) opere murarie e assimilate, comprensive delle spese per progettazioni ingegneristiche, direzione dei lavori, valutazione di impatto ambientale, oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge; 5e) infrastrutture specifiche aziendali; 6f) macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all'attività amministrativa dell'impresa, ed esclusi quelli relativi all'attività di rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell'impianto oggetto delle agevolazioni; per il settore dei trasporti sono escluse le spese relative all acquisto del materiale di trasporto; 7g) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell impresa. Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50% dell investimento complessivo ammissibile; 8h) brevetti, licenze e know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi per la parte in cui sono utilizzati per l attività svolta nell unità produttiva interessata dal programma. Per le grandi imprese, tali spese sono ammissibili solo fino al 50% dell investimento complessivo ammissibile. 33. Con riferimento alle spese indicate nel precedente articolo si applicano i seguenti limiti, divieti e condizioni: 1 le spese relative agli studi preliminari di fattibilità non possono eccedere lo 0,50% dell investimento ammissibile, fino ad un massimo di euro; 2 le spese relative all acquisto del suolo aziendale, di cui alla lettera b), sono ammesse nel limite del 10% dell investimento complessivo ammissibile; 3 l ammontare relativo delle spese per progettazioni ingegneristiche, direzione dei lavori, valutazione di impatto ambientale, oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge, sono ammesse nel limite del 5% della categoria di cui alla lettera d), limitatamente alle sole opere murarie e assimilate; 4 in relazione alle spese di cui alle lettere d) ed e), si precisa che: un programma consistente solo nella realizzazione o nell acquisto di immobili e/o altre opere murarie non è agevolabile. Nel caso che il programma preveda l acquisto di un immobile esistente comprensivo del relativo suolo, al fine di verificare il rispetto dei relativi predetti limiti previsti per il suolo aziendale e per le opere murarie, l impresa deve produrre una perizia giurata attestante il valore del suolo stesso; le spese per opere murarie e assimilate sono ammissibili al 100% del totale delle stesse solo qualora si tratti di opere strettamente necessarie al ciclo produttivo; le spese relative alla parte degli immobili adibita ad uffici, ad uso amministrativo e direzionale, possono essere ammesse alle agevolazioni nel limite massimo del 30% del totale delle spese e comunque nella misura massima di 25 mq per addetto; per le imprese del settore dei servizi le spese per opere murarie ed assimilabili sono ammissibili, con i medesimi limiti di cui ai punti precedenti esclusivamente per unità produttive localizzate in aree industriali; la spesa relativa all acquisto di un immobile esistente e già agevolato è ammissibile purché siano già trascorsi, alla data di presentazione del Modulo di domanda, dieci anni dalla data di ultimazione del precedente programma agevolato; tale limitazione non ricorre nel caso in cui l Amministrazione concedente abbia revocato e recuperato totalmente le agevolazioni medesime; a tal fine va acquisita una specifica dichiarazione del legale rappresentante dell impresa richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale resa ai sensi e per gli effetti degli artt. 47 e 76 del D.P.R. n. 445 del 28
10 dicembre 2000; 5 in relazione alle spese di cui alla lettera f), si precisa che per beni nuovi di fabbrica si intendono quelli mai utilizzati e fatturati direttamente dal costruttore (o dal suo rappresentante o rivenditore); qualora vi siano ulteriori giustificate fatturazioni intermedie, fermo restando che i beni non devono essere mai stati utilizzati, dette fatturazioni non devono presentare incrementi del costo del bene rispetto a quello fatturato dal produttore o suo rivenditore; 6 le spese di cui alle lettere d) ed f) possono comprendere anche quelle relative alla realizzazione, nell ambito dell unità produttiva, di asili nido; 7 le spese di cui alle lettere b), g) e h), che per loro natura possono essere riferite all attività dell impresa nel suo complesso, sono ammesse alle agevolazioni limitatamente alla parte utilizzata per l attività svolta nell unità produttiva interessata dal programma agevolato e nei limiti ritenuti congrui in relazione alle condizioni di mercato; 8 le spese di cui alle lettere f) e g) e relative progettazioni sono ammesse alle agevolazioni anche se sostenute con commesse interne di lavorazione, da imprese in regime di contabilità ordinaria, purché capitalizzate. A queste tipologie di spese si applicano le disposizioni attuative previste per la legge 488/92; 9 il bando può prevedere che le spese di cui alla lettera f), relative alle attrezzature facenti parte del programma di investimenti da agevolare del soggetto consortile, la cui installazione non è prevista presso l unità produttiva interessata dal programma medesimo, bensì presso altre unità, della stessa impresa o di altre dello stesso gruppo o di terzi, possano essere ammesse alle agevolazioni purché: siano relative ad attrezzature utilizzate per lavorazioni effettivamente connesse al completamento del ciclo produttivo da agevolare; dette attrezzature siano accessorie all iniziativa da agevolare, nel senso che la relativa spesa ammissibile deve essere contenuta nel limite del 20% dell intero capitolo Macchinari, impianti e attrezzature ; vengano ubicate presso unità produttive localizzate nel territorio regionale; siano singolarmente identificabili mediante immatricolazione ed iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o, nel caso di utilizzo presso altre unità produttive della stessa impresa, nel libro dei cespiti ammortizzabili; in ogni caso la loro ubicazione deve risultare dai documenti di trasporto tenuti ai sensi del DPR n. 627 del e del D.M e successive modifiche e integrazioni; vengano forniti, per ciascun bene, gli elementi utili di conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere (modalità, durata, ecc.); la cessione in uso avvenga a titolo gratuito; i beni non vengano destinati a finalità produttive estranee a quelle dell impresa cedente; a tal fine quest ultima deve acquisire e trasmettere all Amministrazione Regionale, appena possibile, una dichiarazione di impegno in tal senso del legale rappresentante delle imprese cessionarie sottoscritta con le modalità di cui all articolo 38 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000; il legale rappresentante dell impresa cedente sottoscriva ed alleghi alla domanda di agevolazione una dichiarazione di impegno al rispetto dei predetti vincoli e condizioni sottoscritta con le modalità di cui all articolo 38 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000; 10 tra le spese relative ai programmi informatici, di cui alla lettera g), anche se realizzati con commesse interne di lavorazione, sono incluse quelle relative ai servizi per la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni informatiche. Si precisa, altresì, che le spese relative al software di base, indispensabile al funzionamento di una macchina o di un impianto, non rientrano tra le suddette spese ma sono da considerare in uno con la spesa relativa alla macchina governata dal software medesimo; 11 le spese relative all'acquisto del suolo, di immobili o di programmi informatici o di brevetti, di cui alle lettere b), d), g) e h), di proprietà di uno o più soci dell impresa richiedente le agevolazioni o, nel caso di soci persone fisiche, dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado, sono ammissibili in proporzione alle quote di partecipazione nell'impresa medesima degli altri soci; la rilevazione della sussistenza delle predette condizioni, con riferimento sia a quella di socio che a quella di proprietario, che determinano la parzializzazione della spesa, va effettuata a partire dai ventiquattro mesi precedenti la
11 data di presentazione del Modulo di domanda. Le predette spese relative alla compravendita tra due imprese non sono ammissibili qualora, a partire dai ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione del Modulo di domanda, le imprese medesime si siano trovate nelle condizioni di cui all'articolo 2359 del codice civile o siano state entrambe partecipate, anche cumulativamente, per almeno il venticinque per cento, da medesimi altri soggetti; tale ultima partecipazione rileva, ovviamente, anche se determinata in via indiretta. A tal fine va acquisita una specifica dichiarazione del legale rappresentante dell impresa richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale resa ai sensi e per gli effetti degli artt. 47 e 76 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000; 12 non sono ammesse le spese per mezzi di trasporto targati (ad eccezione dei mezzi all interno dei quali si svolge una fase del ciclo di produzione), le spese notarili, quelle relative a scorte di materie prime e ausiliarie, macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento in generale, ivi comprese quelle di pura sostituzione, e tutte le spese non capitalizzate; non sono altresì ammissibili le spese relative a imposte e tasse, fatte eccezione per gli oneri doganali relativi ai beni ammissibili in quanto costi accessori dei beni stessi e, in quanto tali, capitalizzati. Non sono ammesse le spese relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria già di proprietà dell'impresa beneficiaria delle agevolazioni, ad eccezione del suolo aziendale, purché l'impresa stessa l'abbia acquistato successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione. 13 non sono altresì ammessi i titoli di spesa nei quali l importo complessivo imponibile dei beni agevolabili sia inferiore a 500 euro. I pagamenti dei titoli di spesa non possono essere regolati per contanti, pena l esclusione del relativo importo dalle agevolazioni. 6. Per quanto non espressamente previsto nelle presenti direttive, per la parte relativa agli investimenti produttivi, l impresa richiedente deve attenersi alle Disposizioni attuative della Legge n. 488/ Si precisa, inoltre, che qualora il Piano di Investimenti produttivi Interaziendale e Aziendale sia riconducibile ai risultati del Piano di Innovazione Interaziendale e Aziendale, rappresentando lo sfruttamento industriale dei risultati derivanti dai Piani di Innovazione, l investimento produttivo può essere agevolato solo se rappresenta l industrializzazione dei risultati della ricerca. ARTICOLO 8 (Forma e Intensità dell Aiuto) 1. Le agevolazioni per gli investimenti produttivi sono concesse in conformità a quanto previsto dai seguenti regolamenti comunitari: Regolamento (CE) N. 1998/2006 della Commissione del 15 Dicembre 2006, pubblicato nella GU.C.E. serie L N. 379 del 28 Dicembre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d importanza minore de minimis ; Regolamento (CE) N. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 10 del 13 gennaio Regolamento (CE) N. 1628/2006 della Commissione del 24 ottobre 2006 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato per gli investimenti a finalità regionale pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 302/29 del 1 novembre 2006; L importo degli aiuti, non può in ogni caso superare i massimali di intensità dell agevolazione previsti dalla Carta degli Aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione Europea vigente alla data di approvazione della graduatoria, per ciascuna impresa partecipante al Contratto di Investimento, in riferimento alla Sezione Censuaria di appartenenza su cui ricadono gli investimenti. Con la Decisione del 28 novembre 2007 n. 324, la Commissione Europea ha approvato la Carta degli Aiuti a finalità regionale per il periodo (art c del Trattato CE), ammettendo all intensità massima parte del territorio regionale. Sono pertanto ammessi integralmente all intensità massima dell aiuto di stato, 345 comuni e ammessi parzialmente 31 comuni. Per l individuazione delle aree ammesse in questi ultimi, occorre fare riferimento alle Sezioni Censuarie ISTAT. La Carta degli aiuti a finalità regionale è pubblicata sul sito Internet all indirizzo: In tutto il territorio regionale può esser erogato l agevolazione massima come prevista dal regolamento de
12 minimis per un importo massimo di euro nel triennio. Le agevolazioni possono essere concesse nella forma del contributo in conto impianti (con modalità diretta e/o locazione finanziaria) o nella forma di contributo in conto interessi, ovvero in una combinazione di entrambe le forme. La misura delle agevolazioni è definita in termini di intensità massime rispetto alle spese ammissibili, calcolate in equivalente sovvenzione lordo che esprime il valore attualizzato dell aiuto inteso come percentuale del valore attualizzato delle spese ammissibili. Le spese ammissibili e le agevolazioni erogabili in diverse rate sono attualizzati al momento delle concessione al tasso di riferimento applicabile al momento della concessione, fissato dalla Commissione Europea e pubblicato sul sito Internet all indirizzo: 2. Le agevolazioni concedibili possono essere erogate secondo le seguenti modalità: a) programmi realizzati nelle Sezioni Censuarie non ammesse ai benefici degli aiuti a finalità regionale ai sensi dell art. 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato. Sono concesse agevolazioni alle sole PMI nei limiti consentiti dal Regolamento (CE) N. 70/2001, nella forma del contributo in conto impianti nella nei limiti di: - piccole imprese 15% (ESL); 1- medie imprese 7,5% (ESL). b) programmi realizzati nelle Sezioni Censuarie ammesse ai seguenti benefici degli aiuti a finalità regionale ai sensi dell art. 87, paragrafo 3, lettera c), del Trattato. Sono concesse agevolazioni nei limiti consentiti dal Regolamento (CE) N. 1628/2006, nella forma del contributo in conto impianti nei limiti di: 2- piccole imprese 40% (ESL); 3- medie imprese 35% (ESL); 4- grandi imprese 25% (ESL); 5oppure 6 - un contributo in conto impianti e/o un contributo in conto interessi sui finanziamenti a medio e lungo termine ottenuti a complemento del piano di copertura degli investimenti, nel rispetto dei limiti massimi previsti per ciascuna tipologia di impresa. Il contributo in conto interessi è concesso in relazione ad un finanziamento bancario ordinario stipulato dal soggetto beneficiario a tasso di mercato e destinato alla copertura del programma. Il contributo è determinato in misura percentuale del tasso di riferimento indicato al punto 1 del presente articolo in misura massima dell 80% dello stesso. La sommatoria del finanziamento agevolabile, del valore del contributo in conto impianti e dei mezzi propri apportati non può eccedere il valore degli investimenti ammissibili ad agevolazione. Il finanziamento deve avere una durata non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci anni, comprensiva di un periodo di preammortamento ed utilizzo massimo di due anni. Nel bando sono stabilite le modalità operative e può essere individuata una specifica ripartizione tra contributo in conto impianti e contributo in conto interessi. 3. I costi relativi all acquisizione di attivi diversi rispetto ai terreni e agli immobili in locazione vengono presi in considerazione solo se il contratto di locazione ha la forma di leasing finanziario e contiene l obbligo di rilevare l attivo alla scadenza del contratto di locazione. Per quanto riguarda la locazione di terreni e di immobili, essa deve proseguire per almeno cinque anni dopo la data prevista di completamento del progetto d investimento o per tre anni nel caso di PMI o maggior termine previsto dal bando. 4. In alternativa alle precedenti forme di agevolazione, per le spese ammissibili ad agevolazione fino al valore di euro può essere erogata un agevolazione sugli investimenti nella misura massima del 50% e, comunque, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento de minimis vigente alla data di approvazione della graduatoria. L intensità dell agevolazione può essere ulteriormente graduata nel bando in funzione del valore degli investimenti e della tipologia del soggetto proponente. 5. Il beneficiario deve apportare un contributo finanziario pari almeno al 25 % dei costi ammissibili, o attraverso risorse proprie o mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi sostegno pubblico. 6. Qualora l eventuale finanziamento bancario, che costituisce mezzo di copertura finanziaria degli investimenti
13 ammissibili, sia supportato da garanzie da parte dei Consorzi fidi, assistite esclusivamente da risorse e/o garanzie private, questo costituisce elemento di valutazione della sostenibilità finanziaria. 7. Gli aiuti concessi non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, né con altre misure di sostegno comunitario in relazione agli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo ad un'intensità d'aiuto superiore a quella stabilita dalla Carta degli Aiuti a Finalità Regionale approvata dalla Commissione Europea e vigente alla data di approvazione della graduatoria. Inoltre, gli aiuti concessi non possono essere cumulati con aiuti de minimis concessi sugli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo ad un intensità d aiuto superiore al livello fissato dai regolamenti applicati e dalla Carta degli Aiuti a finalità regionale. 8. L ammontare delle agevolazioni calcolato in via provvisoria viene rideterminato a conclusione del programma di investimenti, sulla base delle spese ammissibili effettivamente sostenute e della verifica relativa al rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla disciplina comunitaria. L ammontare delle agevolazioni così definitivamente determinato non può in alcun modo essere superiore a quello individuato in via provvisoria. 9. Il totale delle spese ammissibili per l insieme dei Piani di Investimenti Produttivi Interaziendali e Aziendali non può superare l importo di di euro. Il totale delle spese ammissibili per la singola impresa e/o per il soggetto consortile deve essere inferiore a euro. 10. Qualora l impresa benefici del contributo previsto per la produzione di energia fotovoltaica (D.M e s. m. e i., c.d. conto energia ), l agevolazione attribuita non può superare il 20% delle spese ammissibili ad agevolazione relative agli specifici investimenti per la produzione dell energia fotovoltaica (Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del ). Si applicano, inoltre, gli ulteriori limiti previsti dalla normativa nazionale vigente. 11. Qualora le spese prevedano un importo superiore a quanto previsto nei precedenti punti, lo stesso viene ricondotto dall Amministrazione regionale al valore massimo ammissibile ai soli fini del calcolo dell agevolazione. ARTICOLO 9 (Criteri di Valutazione) 1. La valutazione del singolo Piano di Investimento Produttivo interaziendale e aziendale proposto viene effettuata assegnando un punteggio calcolato sulla base dei seguenti criteri: a) Cofinanziamento inteso come rapporto percentuale di contributo richiesta su quella massima concedibile; b) Grado di efficacia rispetto all attuazione del principio di pari opportunità e di non discriminazione e sostegno a categorie di lavoratori svantaggiati; c) Livello di sostenibilità ambientale relativamente al miglioramento delle performance ambientali attraverso la riduzione dei consumi, la riduzione dell inquinamento, la certificazione ambientale, il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, ecc.; d) Tipologia di investimento sulla base delle priorità regionali; e) Innovatività del progetto sulla base dell introduzione di innovazioni tecnologiche di processo e/o di prodotto in particolare supportate da brevetto; f) Riutilizzo di strutture industriali e artigianali preesistenti, non utilizzate; g) Fattibilità amministrativa e velocità della spesa; h) Sostenibilità finanziaria del Piano di Sviluppo; i) Capacità di perseguire l obiettivo. 2. Per investimenti innovativi, tecnologie dell informazione e della comunicazione si intendono le spese relative all introduzione di macchinari, impianti ed attrezzature idonei ad introdurre nel processo produttivo aziendale una rilevante innovazione capace di diversificare la produzione in nuovi prodotti aggiuntivi e/o realizzare un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo dell unità produttiva esistente, distinguendo tra:
14 1a) «innovazione del processo» 2 : l'applicazione di un metodo di produzione o di distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato (inclusi cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature e/o nel software). Non costituiscono innovazione cambiamenti o miglioramenti minori, l'aumento delle capacità di produzione o di servizio attraverso l'aggiunta di sistemi di fabbricazione o di sistemi logistici che sono molto simili a quelli già in uso, la cessazione dell'utilizzazione di un processo, la mera sostituzione o estensione dell'impianto, i cambiamenti derivanti puramente da cambiamenti di prezzo dei fattori, la produzione personalizzata, le normali modifiche stagionali o altri cambiamenti ciclici, la commercializzazione di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati; 2b) «innovazione organizzativa» 3 : l'applicazione di un nuovo metodo organizzativo nelle pratiche commerciali dell'impresa, nell'organizzazione del luogo di lavoro o nelle relazioni esterne dell'impresa. Non costituiscono innovazione i cambiamenti nelle pratiche dell'impresa, nell'organizzazione del luogo di lavoro, nelle relazioni esterne che si basano su metodi organizzativi già utilizzati nelle imprese, i cambiamenti nelle pratiche commerciali, le fusioni e le acquisizioni, la cessazione dell'utilizzazione di un processo, la mera sostituzione o estensione dell'impianto, i cambiamenti derivanti puramente da variazioni del prezzo dei fattori, la produzione personalizzata, le normali modifiche stagionali e altri cambiamenti ciclici e la produzione di prodotti nuovi o sensibilmente migliorati; 3A titolo esemplificativo, rientrano nella categoria degli investimenti innovativi: 4a) apparecchiature, macchinari e impianti robotizzati connessi al ciclo produttivo, gestiti da sistemi digitali basati su piattaforme software e correlati servizi per la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni informatiche a supporto dell utilizzo dei sistemi succitati; 5b) piattaforme e tecnologie digitali funzionali alla gestione della produzione e finalizzate alla reingegnerizzazione ed integrazione dei processi organizzativi, aziendali e interaziendali e correlati servizi per la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni informatiche a supporto delle predette piattaforme tecnologiche; 6c) acquisizione di brevetti, know-how e conoscenze tecniche non brevettate funzionali all esercizio delle attività oggetto del Piano; 7d) apparecchiature scientifiche destinate a laboratori ed uffici di Ricerca e Sviluppo aziendali; 8e) piattaforme e tecnologie digitali per la gestione dei sistemi di interfaccia e transazione con clienti e fornitori e correlati servizi per la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni informatiche a supporto dell utilizzo delle predette piattaforme e tecnologie. 9f) realizzazione o acquisizione di impianti destinati al riciclo delle acque di processo; 10g) realizzazione o acquisizione di impianti per la produzione di energia termica o elettrica da fonti rinnovabili (esclusi gli impianti eolici). In ogni caso per investimento innovativo si intende il macchinario inteso come sistema completo senza distinzione della componente elettronica e/o di software. 3. Nei bandi di gara potranno essere definiti ulteriori e specifici criteri di valutazione sulla base di quanto previsto dai documenti della programmazione comunitaria. 4. I punteggi da attribuire agli indicatori relativi a ciascun criterio di valutazione e i pesi relativi tra i criteri di valutazione sono definiti nel Bando di gara. Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti. Sono ritenute ammissibili le domande di agevolazione relative a ciascun piano di investimento produttivo interaziendali e aziendale che, a seguito della valutazione, avranno riportato un punteggio uguale o superiore a 35 punti. TITOLO III PIANI DI SERVIZI REALI INTERAZIENDALI E AZIENDALI ARTICOLO 10 2 V. la definizione nel manuale OSLO, Guidelines for Collecting and Interpreting Innovation Data, 3e edizione, OCSE, 2005, pag Vedi nota precedente.
15 (Servizi Reali Ammissibili) 1. Le agevolazioni previste sono finalizzate alla realizzazione di Piani di Servizi Reali Interaziendali e Aziendali, da parte dei Soggetti di cui al precedente Articolo 3 operanti nell ambito dei settori di cui al precedente Articolo 4, che consentano la risoluzione di problematiche di tipo gestionale, tecnologico, organizzativo, commerciale, produttivo e finanziario delle imprese. In particolare i Piani di Servizi Reali sono finalizzati a: - sostenere la competitività dei sistemi produttivi e delle filiere esistenti o in via di formazione sul territorio regionale attraverso processi di collaborazione e di integrazione interaziendali (tecnici, organizzativi, produttivi e commerciali) secondo le modalità di cui al punto 3, punto A del precedente Articolo 1; - supportare lo start up delle imprese di cui al punto 3, punto B del precedente Articolo 1; - accrescere la competitività e a sostenere lo sviluppo delle imprese esistenti attraverso il miglioramento degli assetti gestionale, tecnologico e/o organizzativo; - sostenere e favorire le imprese che intendano proporsi o rafforzare la propria presenza sui mercati esterni a quello regionale. 2. I Piani di Servizi Reali Interaziendali e Aziendali, costituiti da uno o più servizi coerenti tra loro, devono essere definiti in base alle autodiagnosi aziendali e devono individuare le criticità sulle quali si ritiene prioritario intervenire. I Piani sono attuati attraverso l acquisizione di un insieme di servizi reali individuati tra quelli di cui al successivo Punto I servizi reali interaziendali e aziendali sono relativi alle seguenti aree di attività: 11a) Strategia, general management e supporto alle funzioni aziendali. Tale area comprende i servizi finalizzati: all elaborazione di piani di sviluppo aziendale; al potenziamento per il consolidamento di attuali aree di business o lo sviluppo di nuove aree di business; all affiancamento al management aziendale. 12b) Marketing e vendite. Tale area comprende i servizi finalizzati: al marketing strategico, operativo e vendite; all assistenza all internazionalizzazione ed all esportazione; alla predisposizione di piani di comunicazione. 13c) Produzione e supply chain. Tale area comprende i servizi finalizzati al miglioramento delle attività connesse all approvvigionamento, alla produzione e alla logistica. 14d) Organizzazione e risorse umane. Tale area comprende i servizi finalizzati: alla predisposizione di piani di formazione interaziendali e aziendali, al miglioramento/cambiamento del sistema organizzativo, alla gestione dei sistemi informativi, alla certificazione di qualità, ambientale e sociale delle imprese e alla predisposizione di sistemi di gestione di qualità e ambientale.. 15e) Finanza d impresa. Tale area comprende i servizi finalizzati alla realizzazione di interventi di ottimizzazione della struttura finanziaria. Tutti i servizi possono prevedere al loro interno azioni specifiche, realizzate presso l azienda, di consulenza accompagnamento per sostenere operativamente l implementazione dei Piani di Sviluppo Aziendali. 3. Le imprese, di cui ai punti 2 e 3 del precedente Articolo 3, potranno accedere ad uno o più servizi in relazione alle criticità emerse e ai fabbisogni evidenziati. Nel Piano Integrato di Servizi Interaziendali, i servizi dovranno essere diretti a favore del soggetto consortile e/o per l attività comune a favore dei soci partecipanti al Contratto di Investimento. 4. Qualora in sede di istruttoria si rilevi una sovrapposizione nei contenuti di uno o più dei servizi richiesti dalla stessa impresa si procede ad un adeguamento del costo ammesso per il singolo servizio o all eliminazione dello stesso. 5. L impresa incaricata di fornire i servizi dovrà realizzarli utilizzando la propria struttura organizzativa; ad essa non è pertanto consentito di esercitare forme di intermediazione dei servizi verso altre imprese di consulenza attraverso l affidamento della realizzazione di tutto o di parte del lavoro del quale è stata incaricata. Il Soggetto beneficiario ed i fornitori di servizi non devono avere alcun tipo di partecipazione reciproca a livello societario. Inoltre, non viene riconosciuta, ai fini della determinazione del contributo, la consulenza specialistica rilasciata da amministratori, soci e dipendenti del soggetto beneficiario del contributo nonché di eventuali partner, sia nazionali che esteri.
16 6. La Regione Autonoma della Sardegna ha istituito un Repertorio autoreferenziato di consulenti e società di consulenza con l obiettivo di favorire lo sviluppo di un sistema integrato e qualificato d offerta di servizi reali capace di sostenere lo sviluppo e la crescita competitiva del sistema produttivo regionale. I Soggetti beneficiari hanno facoltà di individuare i fornitori dei servizi reali tra i consulenti e le società di consulenza inseriti nel Repertorio autoreferenziato. ARTICOLO 11 (Spese Ammissibili per i servizi reali) 1. I costi dei servizi reali sono ammissibili con le seguenti limitazioni: 14- i servizi non devono essere continuativi o periodici; 15- i servizi non devono essere connessi alle normali spese di funzionamento dell'impresa, come la consulenza fiscale ordinaria, i servizi regolari di consulenza legale e le spese di pubblicità; 16- le prestazioni di servizi che riguardano le attività di promozione dell azienda possono riguardare esclusivamente la fase di consulenza relativa allo studio e progettazione dell intervento; 17- in nessun caso verranno ammessi costi che riguardino la realizzazione fisica dei materiali promozionali progettati o l acquisto degli spazi, mezzi o passaggi pubblicitari programmati; 18- nel caso di partecipazione a fiere ed esposizioni, l ammontare lordo dell aiuto non deve superare il 50% dei costi aggiuntivi sostenuti per la locazione, installazione e gestione dello stand. Tale esenzione si applica solo alla prima partecipazione di un'impresa ad una determinata fiera o esposizione. 4. In relazione alle diverse tipologie di spesa, non sono in nessun caso considerate spese ammissibili: 19- le spese per servizi per le quali si è già usufruito di altra agevolazione pubblica; 20- le imposte e tasse. ARTICOLO 12 (Forme e Intensità dell Aiuto) 1. Le agevolazioni per l acquisizione di servizi reali sono concesse in conformità a quanto previsto dai seguenti regolamenti comunitari: Regolamento (CE) N. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 10 del 13 gennaio Regolamento (CE) N. 364/2004 della Commissione del 25 febbraio 2004 recante modifica del Regolamento (CE) n. 70/2001 per quanto concerne l estensione del suo campo di applicazione agli aiuti alla ricerca e sviluppo pubblicato nella G.U.C.E. serie L n. 63 del 28 febbraio La misura concedibile del contributo in conto impianti, non può superare il 50% dell investimento ammissibile ad agevolazione dello specifico Piano di Servizi. 3. Ogni intervento dovrà essere contenuto nell ambito dei massimali di costo stabiliti nel Catalogo dei Servizi Reali della Regione Autonoma della Sardegna allegato al bando. 4. Le agevolazioni concesse non possono essere cumulate con altre agevolazioni di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del Trattato, né con altre misure di sostegno comunitario in relazione agli stessi costi ammissibili, quando tale cumulo darebbe luogo ad un'intensità d'agevolazione superiore a quella stabilita dalla Carta degli Aiuti a Finalità Regionale approvata dalla Commissione Europea e vigente alla data di approvazione della graduatoria. ARTICOLO 13 (Criteri di Valutazione)
17 1. La valutazione del singolo Piano di Servizi Reali interaziendale e aziendale proposto viene effettuata assegnando un punteggio calcolato sulla base dei seguenti criteri: - Miglioramento del livello di competitività attraverso il miglioramento dell assetto gestionale, tecnologico e/o organizzativo delle imprese; - Coerenza, efficacia e congruità del Piano di Servizi proposto; - Contributo del piano dei servizi in termini di sostegno all innovazione, miglioramento del sistema di qualità ambientale e promozione dell internazionalizzazione; - Qualificazione del fornitore dei servizi 2. Nei bandi di gara potranno essere definiti ulteriori e specifici criteri di valutazione sulla base di quanto previsto dai documenti della programmazione comunitaria. 3. I punteggi da attribuire agli indicatori relativi a ciascun criterio di valutazione e i pesi relativi tra i criteri di valutazione sono definiti nel Bando di gara. Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti. Sono ritenute ammissibili le domande di agevolazione che, a seguito della valutazione, avranno riportato un punteggio uguale o superiore a 35 punti. TITOLO IV PIANI DI INNOVAZIONE INTERAZIENDALI E AZIENDALI ARTICOLO 14 (Programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale) 1. Le agevolazioni previste sono finalizzate alla realizzazione di un Piano di Innovazione Interaziendale del soggetto consortile e/o di un Piano di Innovazionedei soggetti di cui al precedente articolo 3, operanti nell ambito dei settori di cui al precedente articolo 4, finalizzati ad incrementare la capacità delle imprese di adottare innovazioni di processo e di prodotto e per migliorare il loro livello di competitività sui mercati extraregionali. In particolare i Piani di Innovazione riguardano specifici programmi di ricerca industriale e e sviluppo sperimentale, come di seguito definiti, nei quali l attività di sviluppo sperimentale sia preponderante in termini di costi agevolabili rispetto alla ricerca industriale. Inoltre, i Piani di Innovazione interaziendali e aziendali possono essere realizzati dai soggetti consortili e dalle imprese di cui ai punti 2 o 3 con il ruolo di proponente in forma congiunta tra loro e/o con università e centri di ricerca pubblici e privati attraverso accordi specifici di collaborazione, formalizzati da appositi contratti e/o la costituzione di consorzi e di altre forme di associazione anche temporanea. Anche in tal caso, le università e i centri di ricerca possono essere destinatari delle agevolazioni. Per programma di ricerca industriale si intende: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui al paragrafo seguente. Per programma di sviluppo sperimentale si intende: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Tali attività possono comprendere l'elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale. Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L'eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili. Sono inoltre ammissibili aiuti alla produzione e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non possano essere impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.
18 Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti; Un programma può essere ammesso ad agevolazione solo se realizzato sulla base di uno studio di fattibilità esistente o da elaborare e, in quest ultimo caso, lo studio può essere ammesso ad agevolazione. La durata del programma non può superare i 24 mesi. ARTICOLO 15 (Spese Ammissibili) 1. Con riferimento alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale sono agevolabili, nella misura congrua e pertinente, i costi riguardanti: 1a) il personale, limitatamente a ricercatori, tecnici ed altro personale ausiliario, adibito alle attivitàà del programma di ricerca e sviluppo, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali; 1b) gli strumenti e le attrezzature di nuova acquisizione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzabili per il programma di ricerca e sviluppo nei limiti delle quote di ammortamento ordinarie; 2c) i fabbricati, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzabili per il programma di ricerca e sviluppo nei limiti delle quote di ammortamento ordinarie; 3c) i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l attività del programma, inclusa l acquisizione dei risultati di ricerca, brevetti, know-how, diritti di licenza, nell'ambito di un'operazione effettuata alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione. 4g) le spese generali, altri costi d'esercizio, inclusi costi di materiali, forniture e prodotti analoghi, supplementari derivanti direttamente dal programma di ricerca e sviluppo dal determinare forfetariamente in misura non superiore al 30% dell importo dei costi agevolabili di cui alla lettera a). 5. Nel bando potranno essere determinati gli importi massimi per le differenti tipologie di voci di costo. ARTICOLO 16 (Forma e Intensità dell Aiuto) 1. Le agevolazioni sono concesse nei limiti e in conformità a quanto previsto dalla Disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione pubblicata nella G.U.C.E. serie L n. 323/1 del 30 dicembre Le agevolazioni possono essere concesse nella forma del contributo in conto impianti o nella forma di contributo in conto interessi, ovvero in una combinazione di entrambe le forme. Il contributo in conto interessi viene calcolato sui finanziamenti a medio e lungo termine ottenuti a complemento del piano di copertura degli investimenti, nel rispetto dei limiti massimi previsti per ciascuna tipologia di impresa. Il contributo in conto interessi è concesso in relazione ad un finanziamento bancario ordinario stipulato dal soggetto beneficiario a tasso di mercato e destinato alla copertura del programma. Il contributo è determinato in misura percentuale del tasso di riferimento indicato al punto 1 del presente articolo in misura massima dell 80% dello stesso. La sommatoria del finanziamento agevolabile, del valore del contributo in conto impianti e dei mezzi propri apportati non può eccedere il valore degli investimenti ammissibili ad agevolazione. Nel bando sono stabilite le modalità operative e può essere individuata una specifica ripartizione tra contributo in conto impianti e contributo in conto interessi. 3. La misura delle agevolazioni è definita in termini di intensità massime rispetto alle spese ammissibili, calcolate in equivalente sovvenzione lordo che esprime il valore attualizzato dell aiuto inteso come percentuale del valore attualizzato delle spese ammissibili. Le spese ammissibili e le agevolazioni erogabili in diverse rate sono attualizzati al momento delle concessione al tasso di riferimento applicabile al momento della concessione, fissato dalla Commissione Europea e pubblicato sul sito Internet all indirizzo:
19 4. L intensità lorda dell aiuto, calcolata in ESL in base ai costi agevolabili, non può superare: 2a) il 50% dei costi agevolabili relativi alla ricerca industriale; 3b) il 25% dei costi agevolabili relativi allo sviluppo sperimentale. L intensità di aiuto deve essere stabilita per ciascun beneficiario, anche quando si tratta di un progetto di collaborazione, in misura corrispondente alle attività svolte e documentate dai singoli partecipanti. I massimali stabiliti per la ricerca industriale e per lo sviluppo sperimentale possono essere maggiorati come segue: 4a) le intensità possono essere maggiorate fino a 10 punti percentuali per le medie imprese e fino a 20 punti percentuali per le piccole imprese; 5b) a concorrenza di un'intensità massima dell'80 %, può essere applicata una maggiorazione di 15 punti percentuali: 21i) se il progetto comporta la collaborazione effettiva fra almeno due imprese indipendenti l'una dall'altra. Si ritiene che esista siffatta collaborazione quando: - nessuna impresa deve sostenere da sola più del 70 % dei costi ammissibili del progetto di collaborazione; - il progetto prevede la collaborazione di almeno una PMI, ovvero ha carattere transfrontiere, ossia le attività di ricerca e sviluppo sono effettuate in almeno due Stati membri diversi; 22ii) se il progetto comporta un'effettiva collaborazione fra un'impresa e un organismo di ricerca, in particolare nel contesto del coordinamento delle politiche nazionali di R&S e sussistano le seguenti condizioni: - l'organismo di ricerca sostiene almeno il 10 % dei costi ammissibili del progetto e - l'organismo di ricerca ha il diritto di pubblicare i risultati dei progetti di ricerca nella misura in cui derivino da ricerche da esso svolte; 23iii) unicamente nel caso della ricerca industriale, se i risultati del progetto sono ampiamente diffusi attraverso convegni tecnici o scientifici oppure pubblicati in riviste tecniche e scientifiche o inseriti in banche dati di libero accesso (in cui i dati della ricerca, non elaborati, possono essere consultati da tutti) o divulgati tramite software gratuito od open source. Ai fini dei punti i) e ii), il subappalto non è considerato come una collaborazione effettiva. In caso di collaborazione tra un'impresa e un organismo di ricerca, le intensità massime di aiuto e le maggiorazioni precisate nella presente disciplina non si applicano all'organismo di ricerca. 5. Il totale delle spese ammissibili per l insieme del Piano di Innovazione Interaziendale e dei Piani di Innovazione deve essere inferiore a di euro. Nel bando possono essere indicati limiti di spesa inferiori. 6. Qualora l eventuale finanziamento bancario, che costituisce mezzo di copertura finanziaria degli investimenti ammissibili, sia supportato da garanzie da parte dei Consorzi fidi, assistite esclusivamente da risorse e/o garanzie private, questo costituisce elemento di valutazione della sostenibilità finanziaria. 7. Gli aiuti concessi non possono essere cumulati con altri aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 1, del trattato, né con altre misure di sostegno comunitario in relazione agli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo ad un'intensità d'aiuto superiore a quella stabilita dalla Carta degli Aiuti a Finalità Regionale approvata dalla Commissione Europea e vigente alla data di approvazione della graduatoria. Inoltre, gli aiuti concessi non possono essere cumulati con aiuti de minimis concessi sugli stessi costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo ad un intensità d aiuto superiore al livello fissato dalla Carta degli aiuti a finalità regionale L ammontare delle agevolazioni calcolato in via provvisoria viene rideterminato a conclusione del programma di investimenti, sulla base delle spese ammissibili effettivamente sostenute e della verifica relativa al rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla disciplina comunitaria. L ammontare delle agevolazioni così definitivamente determinato non può in alcun modo essere superiore a quello individuato in via provvisoria. 4 Cfr punto 75 degli Orientamenti: Gli aiuti a finalità regionale a favore degli investimenti non possono essere cumulati con il sostegno de minimis a favore delle stesse spese ammissibili onde evitare che vengano eluse le intensità massime di aiuto stabilite nei presenti orientamenti. [Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale (2006/C 54/08) della Commissione Europea, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'unione europea C 54/13 del ]
20 ARTICOLO 17 (Criteri di Valutazione) 1. La valutazione del singolo Piano di Innovazione Interaziendale o Aziendale viene effettuata assegnando un punteggio calcolato sulla base della valutazione complessiva del programma. Il punteggio finale sarà compreso tra il valore minimo di 35 punti e il valore massimo di 100 punti. 2. La valutazione viene effettuata sulla base dei seguenti criteri: 0- Validità ed utilità del Programma, sulla base delle prospettive di mercato, l avanzamento delle conoscenze e la trasferibilità dei risultati; 1- Contenuti e articolazione del Programma in relazione alla coerenza degli obiettivi e dei contenuti, all approccio metodologico, al lavoro previsto e alle modalità di diffusione dei risultati; 2- Giustificazione economica della realizzazione del Programma; 3- Qualità della proposta progettuale in relazione alla prospettiva di miglioramento dei prodotti/servizi e/o definizione di nuovi prodotti/servizi 4- Qualificazione del proponente e dei partner e competenza ed esperienza del gruppo di lavoro 5 Capacita di favorire lo scambio e i rapporti di collaborazione con le università e i centri di ricerca pubblici e privati. 5. Nei bandi di gara potranno essere definiti ulteriori e specifici criteri di valutazione sulla base di quanto previsto dai documenti della programmazione comunitaria. 6. I punteggi da attribuire agli indicatori relativi a ciascun criterio di valutazione e i pesi relativi tra i criteri di valutazione sono definiti nel Bando di gara. Il punteggio massimo attribuibile è pari a 100 punti. Sono ritenute ammissibili le domande di agevolazione relative a ciascun piano di innovazione interaziendale e aziendale che, a seguito della valutazione, avranno riportato un punteggio uguale o superiore a 35 punti. TITOLO V PIANI DI FORMAZIONE INTERAZIENDALI E AZIENDALI ARTICOLO 18 (Tipologie di Attività Ammissibili) 1. I Piani di Formazione Interaziendali e Aziendali devono essere coerente con i Piano di Sviluppo Interaziendali e Aziendali e possono prevedere la formazione dei nuovi assunti e/o la qualificazione, l aggiornamento e la specializzazione del personale già dipendente dell impresa, prioritariamente nei seguenti ambiti di intervento: 6- strategie aziendali, promozione e commercializzazione dei prodotti/servizi, reti di cooperazione; 7- organizzazione e gestione aziendale (assetti organizzativi, sistemi informativi aziendali, controllo di gestione, gestione del personale, finanza aziendale, etc.) 8- processi di produzione (pianificazione della produzione, innovazione tecnologica dei processi di produzione, progettazione di nuovi prodotti/servizi, certificazione della qualità dei prodotti/servizi, miglioramento delle prestazioni ambientali, sistemi di gestione ambientale o marchi di qualità ambientale specifici nei processi di produzione e nei servizi turistici, logistica, etc.). Sia il Piano di Formazione Interaziendale che ciascun Piano di Formazione Aziendale deve contenere l accordo tra le Parti Sociali, Datoriali e Sindacali (regionali, territoriali o aziendali) nelle forme previste dagli accordi confederali e categoriali. 2. I Piani di Formazione Interaziendale e Aziendali sono definiti sulla base dei fabbisogni di competenze per le specifiche figure professionali delle imprese e sono finalizzati a: 9- sviluppare le competenze professionali già presenti nell impresa attraverso percorsi di aggiornamento professionale;
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