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Timestamp: 2020-04-06 19:45:04+00:00
Document Index: 173521182

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8']

Ordinanza del 26 novembre 2007 emessa dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia sul ricorso proposto da El Bouchibti Mohammed contro Comune di Sondrio Telecomunicazioni - Regione Lombardia - Norme per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa - Riconduzione della normativa stessa 'nel quadro delle competenze... - 19 Marzo 2008 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 36592068
Ordinanza del 26 novembre 2007 emessa dal Tribunale amministrativo regionale della Lombardia sul ricorso proposto da El Bouchibti Mohammed contro Comune di Sondrio Telecomunicazioni - Regione Lombardia - Norme per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa - Riconduzione della normativa stessa 'nel quadro delle competenze...
Ha pronunziato la seguente ordinanza sul ricorso iscritto al R.G. 2201/2007, proposto dal sig El Bouchibti Mohammed, rappresentato e difeso dall'avv. Cristian Balatti, ed elettivamente domiciliato presso la segreteria del T.a.r., in Milano via del conservatorio, 13;
Contro il Comune di Sondrio, in persona del Sindaco pro tempore per l'annullamento dell'ordinanza di cessazione dell'attivita' n. 123 del 4 giugno 2007 del centro di telefonia fisso in Sondrio, via Vanoni n. 7, impresa individuale El Bouchirti Mohammed, emessa ai sensi e per gli effetti della l.r. n. 6/2006 dal Comune di Sondrio - settore gestione dei territorio, con la quale e' stata ordinata "l'immediata cessazione dell'attivita' di centro di telefonia in sede fissa sita in Sondrio, via Vanoni n. 7, con l'avvertenza che l'attivita' medesima potra' essere eventualmente ripresa solo dopo aver interamente regolarizzato le violazioni riscontrate durante il sopralluogo citato in premessa ed ottenuto regolare autorizzazione ai sensi dell'art. 4 della citata legge regionale n. 6/2006
Viste le memorie prodotte dal ricorrente;
Udita la parte alla Camera di consiglio del 6.novembre 2007 (relatore dott. Paolo Passoni);
Vista l'ordinanza cautelare n. 1666/07 di accoglimento a termine, relativa al ricorso in epigrafe, deliberata dalla Sezione alla medesima Camera di consiglio in riferimento alla presente questione costituzionalita'
Visto l'articolo 23 della legge 11 marzo 1953 a 87;
Il ricorrente e' titolare in Sondrio di phone center preesistente all'entrata in vigore della legge della regione Lombardia 3 marzo 2006, n. 6, con la quale sono state emanate apposite norme "per l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa"
Con l'ordinanza impugnata, il comune di Sondrio ha disposto la chiusura dell'attivita' di phone center gestita dal ricorrente, per mancata conformazione ai nuovi requisiti (in prevalenza igienico-sanitari e di sicurezza dei locali) disposti dalla predetta legge regionale; quanto sopra, in vincolata applicazione di quest'ultima, la quale - nel disporre per gli esercizi preesistenti un termine di adeguamento annuale ha altresi' previsto, nei casi di infruttuosa scadenza di tale termine, la cessazione definitiva dell'attivita' senza possibilita' di proroghe, come da combinato disposto dell'art. 9 primo comma lettera c) e secondo comma, con 1'art. 12.
In particolare, fra le piu significative e restrittive novita in tema di requisiti igienico-sanitari e di sicurezza dei locali, che il Collegio ritiene sospette sul piano costituzionale, si segnalano le seguenti testuali prescrizioni dell'articolo 8 primo comma: un servizio igienico in uso esclusivo del personale dipendente (lett. e); un servizio igienico riservato al pubblico, anche prossimo al locale nel caso di esercizi gia' attivi all'entrata in vigore della presente legge, ma ad uso esclusivo dello stesso per il locale con superficie fino a 60 metri quadrati (...); un ulteriore servizio igienico per il locale di dimensioni superiori (lett. i); spazio di attesa all'interno del locale di almeno 9 metri quadrati, fino a 4 postazioni telefoniche, provvisto di idonei sedili posizionati in modo da non ostruire le vie di esodo; la sala di attesa dovra' essere aumentata di 2 metri quadrati ogni postazione aggiuntiva (lett. h); ogni postazione deve avere una superficie minima di 1 metro quadrato ed essere dislocata in modo da garantire un percorso di esodo, libero da qualsiasi ingombro ed avere una larghezza minima di 1,20 metri (lett.i).
Alla camera di consiglio del 6 novembre 2007 la Sezione ha accolto - a termine, sino alla pronuncia della Corte costituzionale sulla questione oggetto della presente ordinanza - l'istanza incidentale di sospensiva, ritenendo non manifestamente infondata (nei sensi che verranno specificati con la presente ordinanza) la questione di costituzionalita' prospettata dal ricorrente, nei confronti della citata legge regionale n. 6/2006.
Oggetto della presente questione di' costituzionalita' sono alcune disposizioni della legge della regione Lombardia n 6/2006 (gia' indicate in narrativa) che ha regolato l'insediamento e la gestione di centri di telefonia in sede fissa, con disposizioni applicabili anche agli esercizi (come nel caso dell'odierna ricorrente) preesistenti all'entrata in vigore della legge stessa.
Le norme sospettate di incostituzionalita', che assumono rilevanza nelle vertenze in esame, riguardano:
l'articolo 1, nella parte in cui riporta la materia oggetto di trattazione alla legislazione residuale regionale sul commercio;
l'articolo 4, che introduce un sistema generalizzato di autorizzazione civica per l'esercizio dell'attivita';
l'articolo 8, nella parte (comma 1, lettere e, f, h, i, e comma 2) in cui introduce - con immediata modifica dei regolamenti vigenti i nuovi requisiti igienico-sanitari e di sicurezza dei locali, in connessione agli artt. 9, primo comma, lett. c) e secondo comma, nonche' 12, disposizioni queste ultime che regolano il regime transitorio per i vecchi esercizi; cio' in quanto l'ordinanza civica impugnata ha disposto "con effetto immediato" la chiusura dell'esercizio di phone center per mancato tempestivo adeguamento ai nuovi requisiti di cui sopra la difformita' rispetto a questi ultimi e' poi a sua volta di impedimento al rilascio della specifica autorizzazione richiesta dall'art. 3 gia' citato, giusta il disposto dell'art. 4, terzo comma, lett. c), con riguardo al rilascio del certificato igienico sanitario di cui al successivo art. 8.
Le norme costituzionali di cui si sospetta la violazione riguardano (l'articolo 117, in relazione ai vincoli dell'ordinamento comunitari ed al sistema di riparto delle competenze legislative Stato-Regione; g1i artt. 3 e 41 in relazione, in particolare, ai rilevanti ostacoli che le restrittive prescrizioni in materia igienico-sanitaria- introdotte dalla legge regionale di cui trattasi, da applicare anche retroattivamente alle preesistenti gestioni di...