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Timestamp: 2019-10-17 17:34:07+00:00
Document Index: 177143171

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 8', 'art. 57', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 14 dicembre 2017 [7450772] - Garante Privacy
Parere su una istanza di accesso civico - 14 dicembre 2017 [7450772]
[doc. web n. 7450772]
Parere su una istanza di accesso civico - 14 dicembre 2017
n. 528 del 14 dicembre 2017
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Cascina, ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego del «Comitato Unico di garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni» (CUG) del predetto Comune in relazione a un´istanza di accesso civico a propri atti.
Nello specifico, il predetto accesso civico aveva a oggetto «la pratica lavorata dal CUG nell´anno 2015» e «le relazioni annuali previste dall´art. 8 del regolamento del CUG».
Il citato Comitato unico di garanzia, nella nota di riscontro all´istanza di accesso civico, ha rappresentato che:
- «Il CUG, quale organo collegiale con compiti propositivi, consultivi e di verifica ha, tra le sue finalità, quello di rilevare eventuali problemi sul lavoro per poi promuovere azioni tese a migliorare quanto più possibile il benessere dell´ambiente lavorativo. Contribuisce, altresì, a ottimizzare la produttività del lavoro pubblico, migliorando l´efficienza delle prestazioni collegate alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dai principi di pari opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto da qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale e/o psichica dei lavoratori»;
- «In virtù di tali compiti assegnati al Comitato l´eventuale accesso ai verbali potrebbe:
1. ingenerare un pregiudizio concreto e conseguente derivanti dalla conoscibilità del dato o del documento richiesto quale, ad esempio, l´esposizione dei controinteressati a ipotetiche ritorsioni e/o vessazioni;
2. danneggiare ulteriormente il clima lavorativo, rendendolo più teso e stressante, trattandosi di colleghi facenti parte del medesimo Ente;
3. peggiorare la produttività del lavoro pubblico;
4. violare l´interesse privato alla protezione dei dati personali»;
- «Il CUG non ha funzioni repressive, di giudizio o decisionali su eventuali segnalazioni o denunce, né poteri di intervento sui singoli casi, pertanto, proprio perché non rientranti nelle funzioni istituzionali di questo organo, non possono essere adottati provvedimenti pregiudizievoli; viceversa se fosse concesso il diritto di accesso si creerebbe un pregiudizio nei confronti dei controinteressati per il verificarsi di un "malessere ambientale" e l´esposizione degli stessi ad eventuali vessazioni e ritorsioni».
Il Comune di Cascina ha istituito, ai sensi dell´art. 57 del d. lgs. 30/32001 n. 165, il «Comitato unico di garanzia delle pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni» (CUG), che «abroga e riunisce in un solo organismo, i Comitati per le pari opportunità e il comitato paritetici sul fenomeno del mobbing previsti dalla contrattazione collettiva nazionale, dei quali assume tutte le funzioni» (art. 1, comma 1, del «Regolamento di istituzione e funzionamento del Comitato Unico di garanzia (CUG) per le Pari Opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni», approvato con delibera di Giunta comunale n. 161 del 29/9/2011).
È rilevante che fra le finalità del CUG ci sia quella di contribuire «all´ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, migliorando l´efficienza delle prestazioni collegate alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei principi di pari opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori» (art. 1, comma 2, del Regolamento cit.).
Nel caso sottoposto all´attenzione dei Garante è stata presentata un´istanza di accesso civico a documenti redatti dal predetto CUG quali: 1) «la pratica lavorata dal CUG nell´anno 2015»; 2) «le relazioni annuali previste dall´art. 8 del regolamento del CUG».
Dagli atti risulta che il CUG abbia emesso un provvedimento di diniego dell´accesso civico, sul complesso della documentazione richiesta, per motivi attinenti, fra l´altro, alla protezione del dati personali dei soggetti interessati.
Alla richiesta di parere al Garante è stata, inoltre, allegata la documentazione, di cui si è negata l´ostensione, che consta esclusivamente di una serie di verbali delle riunioni del CUG relative all´anno 2015.
Tali verbali risultano contenere dati e informazioni personali di dipendenti, anche dettagliati e di natura delicata, legati all´attività e all´ambiente lavorativo nonché alla ricezione di segnalazioni e all´adozione di provvedimenti disciplinari.
Per tali motivi, si ritiene che, ai sensi della normativa vigente e delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico – considerando anche il particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetti di accesso civico (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013) – l´amministrazione abbia correttamente rifiutato accesso civico, evidenziando la possibile «esposizione dei controinteressati a ipotetiche ritorsioni e/o vessazioni», con ulteriore danneggiamento del «clima lavorativo, rendendolo più teso e stressante, trattandosi di colleghi facenti parte del medesimo Ente», violando «l´interesse privato alla protezione dei dati personali».
In tale contesto, infatti, l´ostensione dei documenti prodotti al Garante, unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare ai soggetti interessati, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Le predette considerazioni impediscono, altresì, di accordare un eventuale accesso civico parziale ai documenti in questione, tramite oscuramento dei nominativi delle persone interessate, in quanto il predetto accorgimento tecnico non eliminerebbe completamente la possibilità che i soggetti menzionati possano essere re-identificati attraverso il complesso delle vicende descritte e le ulteriori informazioni contenute nei documenti di cui è stata negata l´ostensione, considerato che nell´ambito del Comune in questione, di ridotte dimensioni, gli interessati potrebbero facilmente essere identificati.