Source: https://www.giustiziadipace.it/consentito-luso-del-cellulare-alla-guida-solo-in-caso-di-necessita-sentenza-n-14556-del-16-giugno-2010/
Timestamp: 2019-06-24 15:41:19+00:00
Document Index: 15836625

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 172', 'art. 345', 'art. 4', 'art. 2697', 'art. 54']

Consentito l’uso del cellulare alla guida solo in caso di necessità – Sentenza n. 14556 del 16 giugno 2010 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza n. 14556 del 16 giugno 2010
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 11 gennaio 2010, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “In data 14 giugno 1005 l’Avv. A.G. depositava ricorso al Giudice di pace di Torino avverso il verbale di contestazione n. (…..) elevato dai Carabinieri di Torino “Borgo San Donato” in data 12 aprile 2005 per violazione degli artt. 172 e 173 C.d.S., (mancato uso delle cinture di sicurezza ed uso del telefono cellulare).
Premesso il difetto di legittimazione passiva della Prefettura, con conseguente invalidità del rapporto processuale, ma in ogni caso prescindendo dal problema della legittimazione, il Tribunale subalpino, nel merito, ha rilevato che, in rapporto alle violazioni accertate, il verbale è privo di fede privilegiata, giacché, “dal momento e dal punto in cui l’autovettura del carabiniere P. ebbe ad avvistare quella dell’appellante e sino al momento dell’affiancamento, l’autovettura dei Carabinieri si trovò sempre dietro quella del medesimo ed in movimento, ovvero nella peggiore condizione per poter stabilire se chi preceda indossi o meno la cintura di sicurezza e, in quanto tale, inevitabilmente produttiva di indicazioni perlomeno incerte e rispetto alle quali… non è certamente a parlarsi di fede privilegiata”.
Il Tribunale ha inoltre osservato che, secondo quanto immediatamente riferito dall’avv. A. al momento del fermo, egli non aveva la cintura perché impegnato in una manovra di parcheggio: e là dove il veicolo si trovi ad accedere ad un parcheggio, non trova applicazione l’art. 172 C.d.S., tanto più nel caso di specie, nel quale l’appellante ha prodotto specifica documentazione sanitaria attestante la sussistenza di una precisa, patologia vertebrale rispetto alla quale la cintura di sicurezza risulta controindicata. Quanto, poi, al telefono cellulare durante la guida, il Tribunale ne ha ritenuto giustificato l’uso, essendo l’A. un avvocato penalista, impegnato, per sua stessa dichiarazione, ad effettuare una telefonata con un collega del foro di Milano in relazione ad un cliente in stato di detenzione.
Il terzo motivo – con cui, denunciandosi violazione e falsa applicazione dell’art. 345 c.p.c., ci si duole che il Tribunale abbia accolto un motivo di gravame nuovo – è inammissibile, perché privo di autosufficienza. Non viene infatti trascritto il contenuto del libello introduttivo dinanzi al Giudice di pace, e cosi non si consente a questa Corte di accertare, già sulla base del testo del ricorso, la fondatezza o meno della violazione processuale denunciata.
Il sesto motivo (violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 4, e dell’art. 2697 c.c.) è manifestamente fondato, perché l’uso del telefono cellulare durante la guida non è giustificato, a meno che non risulti integrato lo stato di necessità, configurabile ogni qualvolta sussista l’immediatezza dell’esigenza di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona (Cass., Sez. 2^, 26 aprile 2007, n. 9940).
Nella specie, la situazione addotta (colloquio telefonico con un collega di altra città in relazione alla situazione di un cliente detenuto), quand’anche veridica, sarebbe comunque manifestamente inidonea ad integrare gli estremi di cui all’art. 54 c.p., non essendo all’evidenza configurabili l’immediatezza dell’esigenza di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona e, soprattutto, l’inevitabilità della condotta contraria al precetto sanzionato, posto che alla, pur urgente chiamata, l’avvocato avrebbe potuto dare riscontro non durante la guida, con pericolo per sé e per gli altri utenti della strada, ma dopo avere opportunamente arrestato la marcia in posizione tale da non impegnare la circolazione stradale”.