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Timestamp: 2016-10-24 09:01:43+00:00
Document Index: 129994482

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 8']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 103 del 29.03.2002
Interpello 954-2/2002 ai sensi dell'art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212.
Articolo 30, comma 4 del DPR n. 633/72. Fallimento XX S.p.A.
applicazione dell'art. 30, comma 4, del decreto del Presidente della
Il curatore della XX S.p.A. ha chiesto se sia possibile, anche nel
corso della procedura fallimentare, ottenere tramite conto fiscale il rimborso della minore eccedenza IVA detraibile del triennio, ai sensi della
Il curatore ritiene che nel caso esposto non esistano vincoli
normativi per la richiesta del rimborso, neanche nell'ipotesi in cui il fallimento
è ancora aperto.
La scrivente concorda con la soluzione prospettata nell'istanza.
Né dal tenore letterale dell'art. 30
del DPR n. 633/72, né da altre norme dello stesso decreto, emerge alcuna limitazione in relazione alla
possibilità che il rimborso della minore eccedenza del triennio possa essere richiesto anche nel corso di una procedura concorsuale.
Ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, il legislatore - come
già rilevato nella risoluzione n. 181 del 12 luglio 1995, richiamata anche dal
curatore nell'istanza - ha implicitamente riconosciuto la continuità dell'impresa fallita.
La disciplina IVA, infatti, non discrimina la fase di gestione
dell'impresa da quella di liquidazione, anche concorsuale, ma prevede l'assoggettamento dell'impresa a tutti gli obblighi connessi
all'applicazione dell'imposta, anche durante la fase di liquidazione.
Di conseguenza, il curatore fallimentare, anche nel corso della
procedura, potrà, al pari degli altri contribuenti, richiedere il rimborso del credito IVA che emerge dalla dichiarazione annuale, alle condizioni
previste dall'art. 30 del D.P.R. n. 633/72, compresa l'ipotesi disciplinata
dal quarto comma.
Si ricorda, inoltre, che l'eccedenza detraibile cui si riferisce
l'art. 30 è solo quella derivante dalle dichiarazioni annuali.
Come già indicato nella risoluzione n. 181 citata, nessun rilievo
assume invece, l'eventuale eccedenza a credito o a debito che emerge dalla "apposita dichiarazione" relativa alle operazioni registrate nella parte di
anno solare anteriore alla dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, da presentare ai sensi dell'art. 8 del D.P.R. 22
luglio 1998, n. 322, come modificato dall'art. 8 del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435.
Tale dichiarazione è finalizzata, infatti, solo all'eventuale
insinuazione al passivo della procedura da parte dell'erario.