Source: https://www.diritto.it/la-pena-pecuniaria-non-eseguita-insolvibilita-del-condannato/
Timestamp: 2019-09-17 08:45:12+00:00
Document Index: 101284800

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 55', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 660', 'art. 660', 'art. 660', 'sentenza ', 'art. 102', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 53', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 677', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55']

La pena pecuniaria a cui il condannato non può far fronte
La pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato
Spetta al giudice di pace che ha emesso la sentenza in esecuzione e non al magistrato di sorveglianza la competenza a disporre la conversione ex art. 55 d. lgs. 274/2000 della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato.
letta la retroestesa richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria intesa ad ottenere ex art. 55 d. lgs. 274/2000 la conversione della pena pecuniaria per impossibilità di esazione nei confronti
DI J., nato a Casablanca (Marocco) l’8 luglio 1980,
poiché nella fattispecie è stata richiesta la conversione ex 55 d. lgs. 28 agosto 2000 n. 274 di una pena pecuniaria applicata con sentenza del Giudice di pace di Alessandria, la competenza a provvedere spetta a quest’ultimo ai sensi dell’art. 40, 1° comma, stesso d. lgs. (“Salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell’esecuzione di un provvedimento è il giudice di pace che l’ha emesso”);
trattandosi di norma speciale, quest’ultima disposizione prevale su quella generale contenuta nell’art. 660 c.p.p.;
irrilevante è la circostanza che la “sopravvivenza” dell’art. 660 c.p.p. è conseguita alla declaratoria di illegittimità costituzionale “degli artt. 237, 238 e 299 (nella parte in cui abroga l’art. 660 c.p.p.) del d. lgs. 30 maggio 2002 n. 113”;
tale dichiarazione di incostituzionalità, invero, è stata fatta dalla Corte costituzionale con la sentenza 18 giugno 2003 n. 212 solo per vizio di eccesso di delega (recte: “perché il legislatore delegato … era sicuramente privo del potere di dettare una disciplina del procedimento di conversione delle pene pecuniarie che comportasse – come quelle impugnata – una radicale modifica delle regole di competenza”: come si legge nella motivazione della predetta sentenza) e non sulla base di una ipotetica (ed inesistente) competenza “naturale” ed inderogabile in subiecta materia della magistratura di sorveglianza;
la competenza del giudice di pace nella fattispecie trova conferma nel fatto che la conversione ex 55 d. lgs. 274/2000 comporta la sostituzione della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato (non nella libertà controllata o nel lavoro sostitutivo ex art. 102 l. 24 novembre 1981 n. 689, ma) in una delle altre sanzioni applicabili dal giudice di pace [recte: se il condannato lo richiede, nel lavoro di pubblica utilità ex art. 54 d. lgs. 274/2000 (v. art. 55, 1° comma); oppure, in mancanza di tale richiesta, nell’obbligo di permanenza domiciliare ex art. 53 d. lgs. 274/2000 (v. art. 55, 5° comma)]: di guisa che sarebbe assolutamente illogico che la competenza (sia funzionale che territoriale) a provvedere sull’esecuzione di tali (ed identiche) sanzioni dipenda dal loro momento applicativo (per essere attribuita al giudice di pace che ha emesso la sentenza, se applicate con la sentenza stessa; e invece al magistrato di sorveglianza del luogo di residenza o di domicilio del condannato ex art. 677, comma 2, c.p.p., se applicate in sede di conversione per insolvibilità del condannato); mentre, di contro, risulta pienamente ragionevole la concentrazione di tale competenza nello stesso organo (cfr. Cass. pen., Sez. I, sentenza 2 luglio 2013 n. 29227, Confl. comp. in proc. Kharraf., Rv. 256800: “In tema di esecuzione della pena, appartiene al giudice dell’esecuzione, e non al magistrato di sorveglianza, la competenza a decidere sull’istanza relativa alla modifica delle modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunciata dal giudice della cognizione”);
infine, il suindicato art. 55 (che prevede la sostituzione con le predette sanzioni della pena pecuniaria non eseguita per insolvibilità del condannato) è collocato (al pari degli artt. 53 e 54) nel titolo II della l. 274/2000, che reca l’intestazione “sanzioni applicabili dal giudice di pace”: di guisa che pure quelle “sostitutive” ex 55 sono applicabili e devono essere applicate da tale organo;
dichiara la propria incompetenza per materia e dispone la trasmissione degli atti al Giudice di pace di Alessandria.
Alessandria, 24 marzo 2018
di Di Tullio D'Elisiis Antonio 23 luglio 2018