Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1319-codice-civile-diritto-di-esigere-lintero
Timestamp: 2019-07-20 04:35:52+00:00
Document Index: 151090486

Matched Legal Cases: ['art. 1494', 'art. 1319', 'art. 1319', 'art. 1815', 'art. 1', 'art. 1319', 'art. 1', 'art. 58', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1419', 'art. 1339']

Art. 1319 codice civile: Diritto di esigere l'intero | La Legge per tutti
Ciascuno dei creditori può esigere l’esecuzione dell’intera prestazione indivisibile (1). Tuttavia l’erede del creditore, che agisce per il soddisfacimento dell’intero credito, deve dare cauzione a garanzia dei coeredi (2).
Creditore: [v. 1174]; Prestazione indivisibile: [v. 1317]; Erede: [v. 457].
Cauzione: deposito di una somma di denaro o di altri beni (es.: titoli) a garanzia dell’osservanza di un obbligo.
Coerede: chi è erede insieme con altri.
(1) Si ritiene che la presente frase sia del tutto superflua.
(2) Si ritiene che debbano essere gli altri coeredi, e non il giudice, ad esigere che l’erede che agisce per ottenere il credito presti cauzione.
Con riguardo al risarcimento del danno dovuto a norma dell'art. 1494 c.c. il credito dei comproprietari di un bene unico ed invisibile (nella specie, impianto di riscaldamento condominiale) per il rimborso delle spese occorrenti alla sua riparazione, deve considerarsi indivisibile perché essendo indivisibile, per finalità e funzione, la prestazione che ne è oggetto, indivisibile è anche il fatto ed il risultato del ripristino; tale credito può essere pertanto fatto valere da ciascuno dei comproprietari per l'intero, ai sensi dell'art. 1319 c.c. (salva la successiva definizione del rapporto all'interno della contitolarità).
Cassazione civile sez. II 17 maggio 1994 n. 4804
Valide le clausole vessatorie dei mutui siglati prima dell'entrata in vigore della l. 108/96 (legge anti usura) che impongono un tasso d'interesse all'11,75%, mentre, per le rate successive a tale data, le quote d'interessi, eccedenti tale limite, saranno eliminate tramite il meccanismo sostitutivo dell'art. 1319 c.c. Non si applicano le sanzioni ex art. 1815 c.c. e 644 c.p..
Tribunale Napoli sez. V 08 luglio 2013 n. 8740
La disciplina di cui alla l. 7 marzo 1996, n. 108 si applica ai contratti (nella specie, conto corrente con tasso d'interesse superiore a quello legale) contenenti tassi usurari, anche se stipulati prima della sua entrata in vigore, ove i rapporti non siano esauriti. Ne consegue che, in applicazione dell'art. 1 l. n. 108 del 1996 e degli art. 1319 e 1419, comma 2, c.c., opera la sostituzione automatica dei tassi convenzionali con i tassi soglia applicabili in relazione ai diversi periodi. Cassa con rinvio, App. Milano, 04/02/2005
Cassazione civile sez. I 11 gennaio 2013 n. 602
In tema di divisione di beni ereditari le porzioni devono essere formate comprendendo una quantità di mobili, immobili e crediti di eguale natura e qualità, in proporzione dell'entità di ciascuna quota. I crediti non si dividono automaticamente ma vengono ripartiti tra i coeredi con la divisione di tutta la massa ereditaria, per cui è vietato al singolo partecipe di compiere gli atti individuali dispositivi dei crediti ed è perciò necessario che qualsiasi atto che a essi si riferisca sia posto in essere congiuntamente da tutti i coeredi.
Cassazione civile sez. II 25 maggio 2007 n. 12192
La limitazione di responsabilità prevista dal comma 1 dell'art. 1 della legge n. 450 del 1985 si applica ai trasporti di merci su strada "soggetti al sistema di tariffe a forcella", mentre, correlativamente, il comma 2 della norma citata prevede una diversa normativa per i trasporti "esenti dall'obbligo delle tariffe a forcella". La complessiva disciplina della responsabilità da trasporto è, pertanto, conseguente al regime applicabile al trasporto delle merci secondo la normativa dettata dalla l. 6 giugno 1974 n. 298 che, nel titolo III, ha istituito per i trasporti su strada un sistema di tariffe a forcella che, sussistendone i necessari presupposti, deve ritenersi obbligatorio (tant'è che è punito con sanzione amministrativa pecuniaria, ex art. 58 della citata legge n. 298 del 1974, "il vettore che pratica prezzi di trasporto non conformi alle tariffe in vigore", mentre la stessa sanzione comminata per l'inosservanza delle tariffe di trasporto è applicabile anche "ai committenti che concorrono nelle violazioni, ex art. 7 del d.l. n. 16 del 1987). Ne consegue che la limitazione di responsabilità prevista dal comma 1 del ricordato art. 1 della legge n. 450 del 1985 non presuppone che sia stata in concreto applicata la tariffa a forcella, atteso che, se tale tariffa doveva essere applicata nell'osservanza obbligatoria della disciplina legale, risulta irrilevante che le parti del contratto di trasporto abbiano convenuto un prezzo diverso, essendo tale pattuizione nulla per difformità da quella legale (art. 1419 c.c.), e sostituita di diritto dall'applicazione della tariffa legale (art. 1339 c.c.).
Cassazione civile sez. III 03 agosto 2004 n. 14820