Source: http://www.studiofrosini.it/category/newsprevidenza/page/66/
Timestamp: 2020-06-05 21:28:20+00:00
Document Index: 21601714

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 4']

29 giugno 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
17 giugno 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
3 giugno 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Determinata la misura massima percentuale della retribuzione di 2° livello oggetto dello sgravio contributivo previsto in relazione alle somme erogate nell’anno 2014
Con effetto dal 1° gennaio 2015, è concesso ai datori di lavoro privati uno sgravio contributivo sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, corrisposte nell’anno 2014, nel limite dell’1,60% della retribuzione contrattuale percepita. Nello specifico, lo sgravio è concesso nella misura di 25 punti percentuali dell’aliquota a carico del datore di lavoro e sulla intera aliquota a carico del lavoratore, applicate alle erogazioni di secondo livello. Ai fini della fruizione dello sgravio, i contratti collettivi aziendali o territoriali devono:
– essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, qualora il deposito non sia già avvenuto, a cura dei medesimi datori di lavoro o dalle associazioni a cui aderiscono, presso la DTL entro 30 giorni dalla data del 13 giugno 2015;
– prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale. Peraltro, nel caso di contratti territoriali, qualora non risulti possibile la rilevazione di indicatori a livello aziendale, sono ammessi i criteri di erogazione legati agli andamenti delle imprese del settore sul territorio.
La concessione del beneficio è chiaramente subordinata al possesso, da parte dei datori di lavoro, della regolarità contributiva ed al rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Ai fini dell’ammissione allo sgravio, i datori di lavoro, anche per il tramite degli intermediari abilitati, inoltrano in via telematica apposita domanda all’Inps, anche con riferimento ai lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali, contenente.
Ferma restando l’ammissione di tutte le domande trasmesse, l’accoglimento avviene comunque nel limite delle risorse stanziate per l’anno 2015, sicché in caso di sforamento l’Inps provvede all’eventuale riduzione delle somme richieste da ciascuna azienda e lavoratore, in misura percentuale pari al rapporto tra la quota complessiva eccedente il limite di spesa ed il limite medesimo.
I datori di lavoro che indebitamente beneficino dello sgravio sono tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni civili; fatta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
27 maggio 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
In Gazzetta il decreto con le disposizioni urgenti in materia di pensioni, ammortizzatori sociali e Qu.I.R
22 maggio 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge contenente le misure in materia di perequazione delle pensioni, ma anche altre disposizioni tra cui il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e l’esonero fiscale in caso di finanziamento per la liquidazione della Qu.I.R.
Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70/2015, ma comunque nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, relativa agli anni 2012 e 2013, è ora riconosciuta:
a) nella misura del 100% per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo Inps; per le pensioni di importo superiore a 3 volte il trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione spettante, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
b) per i trattamenti pensionistici il cui importo complessivo è compreso tra 3 e 4 volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 40%, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi; per le pensioni di importo superiore a 4 volte il predetto trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
c) nella misura del 20% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps e pari o inferiori a 5 volte il predetto trattamento minimo, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a 5 volte il trattamento minimo, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione, quest’ultima è comunque attribuita fino a concorrenza del limite maggiorato;
d) nella misura del 10% per i trattamenti pensionistici complessivamente di importo compreso tra 5 e 6 volte il trattamento minimo Inps, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti. Anche in questo caso, le pensioni di importo superiore, ma entro il limite di 6 volte incrementato della quota di rivalutazione, l’aumento è attribuito fino a concorrenza;
e) per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a 6 volte il trattamento minimo Inps, con riferimento all’importo complessivo, non è riconosciuta la perequazione.
Anche per anni 2014 e 2015, la rivalutazione delle pensioni di importo complessivo superiore a 3 volte il trattamento minimo Inps è riconosciuta in misura ridotta, pari al 20%; mentre a decorrere dall’anno 2016, questa è fissata nella misura del 50%.
Le somme arretrate sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015.
A decorrere dal 1° giugno 2015, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Inail sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, eccezion fatta per il mese di gennaio 2016 in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile. A decorrere dall’anno 2017, detti pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese.
I datori di lavoro aventi alle dipendenze un numero di addetti inferiore a 50 e non tenuti al versamento del Tfr al Fondo di tesoreria Inps, i quali non intendano provvedere con risorse proprie alla liquidazione del Tfr e che invece accedano al finanziamento, sono esonerati per tale finanziamento e per le formalità ad esso connesse nell’intero svolgimento del rapporto, dal versamento dell’imposta di registro, dell’imposta di bollo e di ogni altra imposta indiretta nonché di ogni altro tributo o diritto.
Approvato decreto legge in materia di pensioni e ammortizzatori sociali
20 maggio 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
Il Consiglio dei Ministri, in data 18 maggio 2015, ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni attraverso il quale, tra l’altro, provvede all’attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale sull’indicizzazione delle pensioni.
Con la sentenza n. 70/2015, il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, co. 25, del DL 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv. con mod. dall’art. 1, co. 1, L. 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui prevede che “In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento”. Trattasi di di una pronuncia con la quale la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale della disposizione di legge nella parte in cui il suo testo non prevede qualcosa che invece avrebbe dovuto essere considerato.
Stabilita l’avvenuta violazione dell’”an debeatur”, è necessario adeguarsi alla statuizione della sentenza, determinando il “quantum debeatur”.
Al fine, dunque, di dare attuazione ai principi enunciati dalla Corte costituzionale e nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni. Il provvedimento riconosce, per il 2012-13, ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all’inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015.
Gli arretrati invece saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso.
Per quanto concerne invece gli ammortizzatori sociali sono previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.
Riduzione contributi assicurativi dei lavoratori agricoli, al via i controlli sulla regolarità contributiv
18 maggio 2015 da RSS TeleConsul Editore S.p.A.
18 MAG 15 Le attività istruttorie dell’Inps al fine dell’applicazione della riduzione contributiva per l’assicurazione dei lavoratori agricoli di cui all’art. 1, co. 60, della L. n. 247/2007.
Come noto, l’Inail applica una riduzione in misura non superiore al 20% dei contributi versati all’Inps per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori agricoli, dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività, le quali:
– siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro previsti dal TU in materia di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, dalle specifiche normative di settore, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– abbiano adottato, nell’ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
– non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio o siano state destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 5 della Legge n. 123/2007.
Il biennio di osservazione è quello che immediatamente precede l’annualità cui si riferisce lo sconto e sono pertanto escluse le aziende con data inizio attività successiva al 1° gennaio del biennio. Non devono essere presenti infortuni “denunciati” sia a seguito di certificato medico che di denuncia del datore di lavoro, mentre sono irrilevanti gli infortuni in itinere od in franchigia, ovvero glii infortuni definiti negativamente nel biennio di attività e non successivamente. Ugualmente, la presenza di malattia professionale, stante le particolari caratteristiche che ne tipizzano tempi di emersione ed accertamento, non esclude l’applicabilità dello sconto.
L’applicazione del beneficio è subordinata alla presentazione di apposita richiesta, nel periodo intercorrente tra il 1° giugno e il 30 giugno di ogni anno, tramite il servizio telematico realizzato dall’Inail (Inps, circolare 13 novembre 2012, n. 130). Orbene, conclusa l’attività di competenza dell’Inail che ha provveduto a scartare le ditte che presentano infortuni denunciati nel biennio precedente, sono state trasferite all’Inps le liste delle posizioni delle aziende che, risultando in possesso dei requisiti soggettivi, devono essere sottoposte alla verifica della regolarità contributiva. Le posizioni da verificare sono riferite all’elenco relativo alle domande:
– per l’anno 2012 per i periodi contributivi 2008 – 2011;
– per l’anno 2013 per il periodo contributivo 2012.
Su tali posizioni si è provveduto ad effettuare centralmente il controllo di regolarità contributiva con le seguenti modalità:
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2013, per l’anno 2012;
– verifica della situazione debitoria alla data del 31 luglio 2014, per l’anno 2013.
Le posizioni irregolari saranno oggetto, da parte delle Sedi, di emissione dell’invito a regolarizzare (preavviso di accertamento negativo) entro il termine di 15 giorni dalla notifica del medesimo al contribuente o al suo intermediario o delegato.
Ulteriori chiarimenti Inps sulla NASpI
Si forniscono chiarimenti sulla NASpI, la nuova indennità mensile di disoccupazione che sostituisce le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° maggio 2015.
In particolare, sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.
Le disposizioni relative alla NASpI non si applicano ai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.
La categoria dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione sono invece destinatari di una specifica e distinta tutela denominata DIS-COLL introdotta in via sperimentale per il 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015.
La nuova indennità è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che:
L’indennità è rapportata ad una nuova base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta nella predetta dichiarazione mensile uni-emens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.
Nelle ipotesi di pagamento dell’indennità relativa a frazione di mese, l’Istituto precisa che il valore giornaliero dell’indennità è determinato dividendo l’importo così ottenuto per il divisore 30. Ai fini del calcolo sono considerate tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che esse siano interamente o parzialmente retribuite (in uni-emens settimane di tipo “X” o “2.
Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, l’indennità mensile è pari al 75 per cento della retribuzione.
La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche nei casi in cui dette prestazioni siano state fruite in unica soluzione in forma anticipata.
Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (WEB, Enti di Patronato o Contact center).
– data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.
Nel caso di evento di maternità indennizzabile insorto entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/05/2015 – inizio maternità 01/07/2015 fine periodo di maternità 01/12/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 2° dicembre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade l’8 gennaio 2016).
Nel caso di evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL insorto entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine di presentazione della domanda rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale e riprende a decorrere, al termine del predetto evento, per la parte residua (Esempio: data di cessazione del rapporto di lavoro 31/07/2015 – inizio malattia o infortunio sul lavoro/malattia professionale 1/09/2015 fine periodo di malattia o infortunio 30/09/2015 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 1° ottobre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade il 6 novembre 2015);
– data di cessazione del periodo di maternità indennizzato quando questo sia insorto durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale quando siano insorti durante il rapporto di lavoro successivamente cessato;
– data di definizione della vertenza sindacale o data di notifica della sentenza giudiziaria (si precisa che il riferimento deve essere sempre inteso alla sentenza di un giudizio di merito nulla influendo al nostro fine eventuali ordinanze in esito ad azioni cautelari intentate dal lavoratore);
– data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
– trentesimo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa.
– dall’ottavo giorno successivo alle date di fine dei periodi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o di mancato preavviso, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge;
– dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione a seguito di licenziamento per giusta causa, qualora la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma, comunque, nei termini di legge.
L’erogazione della prestazione NASpI è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti.
Il beneficiario decade dalla fruizione della NASpI, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, in caso di:
– inizio di un’attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle apposite comunicazioni;
– acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;
– violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7 del D. Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, e all’art. 4, co. 41 e co. 42, della L. 28 giugno 2012 n. 92.