Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20749-del-04-09-2017
Timestamp: 2020-06-07 00:18:01+00:00
Document Index: 56555821

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Sentenza Cassazione Civile n. 20749 del 04/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20749 del 04/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 04/09/2017, (ud. 18/05/2017, dep.04/09/2017), n. 20749
sul ricorso 18033/2016 proposto da:
G.L., personalmente ed in rappresentanza della figlia minore,
F.E., FA.EL. già rappresentato dalla madre G.L.
e qui intervenuto avendo raggiunto la maggiore età, F.L.,
presso lo studio dell’avvocato STEFANO GIOVE, rappresentati e difesi
dagli avvocati PAOLO SARDOS ALBERTINI, MATTEO ANGELILLIS;
ROMA, VIA TEULADA 52, presso lo studio dell’avvocato ANGELO SCARPA,
avverso la sentenza n. 198/2016 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,
depositata l’11/04/2016;
la sentenza impugnata ha dichiarato l’inammissibilità dell’atto di appello per difetto delle indicazioni previste dall’art. 342 c.p.c., affermando che “se si confrontano le (…) ampie e articolate motivazioni della sentenza appellata con le contestazioni solevate nell’atto di appello emerge, con tutta evidenza, che lo stesso non è stato redatto in modo conforme alla disposizione del novellato art. 342 c.p.c.”;
hanno proposto ricorso per cassazione G.L., in proprio e in rappresentanza della figlia minore F.E., nonchè Fa.El. e F.L., denunciando, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione dell’art. 342 c.p.c., l’omesso esame di un fatto decisivo e la nullità della sentenza ex art. 132 c.p.c.;
ha resistito l’Allianz s.p.a..
è infondata la censura relativa al difetto di motivazione in ordine al rilievo della non rispondenza dell’atto di appello al dettato dell’art. 342 c.p.c., in quanto la motivazione è materialmente presente e dà atto – seppur sinteticamente – della non conformità dell’impugnazione al modello legale;
è inammissibile – per difetto di autosufficienza – la censura relativa alla violazione dell’art. 342 c.p.c., in quanto il ricorso non trascrive l’atto di appello in misura idonea a consentire alla Corte di rilevare – sulla base della sola lettura del ricorso – se il gravame contenesse le indicazioni richieste (cfr. Cass. n. 86/2012 e Cass. n. 12664/2012); invero, il ricorso si limita ad illustrare (a pagg. da 12 a 16) i contenuti dell’atto di appello, senza tuttavia porre la Corte in condizione di verificare se l’appello contenesse la specifica indicazione delle parti della sentenza di primo grado sottoposta a gravame e delle modifiche richieste alla ricostruzione del fatto, come pure delle circostanze comportanti “violazione della legge” e della loro rilevanza ai fini della decisione, secondo il paradigma del novellato art. 342 c.p.c.;
la censura relativa all’omesso esame di un fatto decisivo resta assorbita;
il ricorso va pertanto rigettato, con condanna alle spese di lite;
la Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna i ricorrenti, in solido, a rifondere alla controricorrente le spese di lite, liquidate in Euro 7.800,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge.