Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20040580/200905310000/comparison.html
Timestamp: 2019-12-10 01:18:48+00:00
Document Index: 180717278

Matched Legal Cases: ['art. 309', 'art. 305', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 305', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 305', 'art. 308', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 153', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 171', 'art. 174', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 170', 'art. 11', 'art. 153', 'art. 3', 'art. 170', 'art. 159', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 155', 'art. 314', 'art. 155', 'art. 314', 'art. 155', 'art. 144', 'art. 5', 'art. 151', 'art. 162', 'art. 165', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 151', 'art. 160', 'art. 162', 'art. 164', 'art. 171', 'art. 173', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 160', 'art. 172', 'art. 162']

Sezione 1: Costi per gli Stati contraenti e assetto istituzi...
Sezione 2: l’Impresa
Campo d’applicazione il 22 febbraio 2019
Accordo relativo all’attuazione della Parte XI della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982
riconoscendo l’importante contributo della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 19822 (d’ora in poi «la Convenzione») al mantenimento della pace, alla giustizia e al progresso di tutti i popoli del mondo;
confermando che i fondi marini e oceanici e il loro sottosuolo oltre i limiti della giurisdizione statale (d’ora in poi «l’Area»), come anche le risorse dell’Area sono patrimonio comune dell’umanità;
consapevoli dell’importanza della Convenzione per quanto riguarda la protezione e la preservazione dell’ambiente marino e del crescente interesse per l’ambiente mondiale;
tenendo conto dei cambiamenti politici ed economici compresi gli approcci rivolti al mercato che influiscono sull’attuazione della Parte XI;
ritenendo che un accordo in merito all’attuazione della Parte XI sarebbe il modo migliore di raggiungere questo obiettivo;
2. L’allegato è parte integrante del presente Accordo.
Il presente Accordo è aperto alla firma presso la sede delle Nazioni Unite da parte degli Stati e dei soggetti di cui all’articolo 305 numero 1 lettere a), c), d), e) ed f) della Convenzione per 12 mesi a partire dalla data della sua adozione.
1. In seguito all’adozione del presente Accordo, qualsiasi strumento di ratifica o conferma formale o adesione alla Convenzione rappresenterà nello stesso tempo il consenso ad essere obbligati dal presente Accordo.
3. Gli Stati o i soggetti di cui all’articolo 3 possono consentire ad essere obbligati dal presente Accordo mediante:
firma non soggetta a ratifica, a conferma formale o alla procedura disposta nell’articolo 5;
firma soggetta alla procedura di cui all’articolo 5; o
4. La conferma formale da parte dei soggetti di cui all’articolo 305 numero 1 lettera f) della Convenzione avverrà conformemente all’allegato IX della Convenzione.
1. Gli Stati o i soggetti che abbiano depositato uno strumento di ratifica, conferma formale o adesione relativo alla Convenzione prima della data di adozione del presente Accordo e che abbiano firmato il presente Accordo conformemente all’articolo 4 numero 3 lettera c), si riterrà che abbiano consentito ad essere obbligati dal presente Accordo 12 mesi dopo la data della sua adozione, a meno che tali Stati o soggetti non notifichino per scritto al depositario prima di quella data che non stanno utilizzando la procedura semplificata disposta nel presente articolo.
2. Nel caso che venisse fatta tale notifica, il consenso ad essere obbligati dal presente Accordo è determinato conformemente all’articolo 4 numero 3 lettera b).
1. Il presente Accordo entrerà in vigore 30 giorni dopo la data in cui 40 Stati hanno consentito ad obbligarsi, conformemente agli articoli 4 e 5, sempre che tra questi Stati siano compresi almeno sette degli Stati di cui al numero 1 lettera a) della risoluzione II della terza Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare (d’ora in poi «risoluzione II»), dei quali almeno cinque devono essere Stati industrializzati. Se tali condizioni per l’entrata in vigore vengono soddisfatte prima del 16 novembre 1994, il presente Accordo entrerà in vigore il 16 novembre 1994.
Stati che hanno consentito alla sua adozione nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tranne gli Stati che prima del 16 novembre 1994 notificano per scritto al depositario che non applicheranno in tal modo il presente Accordo o che consentiranno a tale applicazione solo in seguito a successiva firma o notifica per scritto;
3. L’applicazione provvisoria terminerà alla data dell’entrata in vigore del presente Accordo. In ogni caso, l’applicazione provvisoria terminerà il 16 novembre 1998 se a quella data non sarà stata soddisfatta la condizione di cui all’articolo 6 numero 1, che richiede il consenso ad essere obbligati dal presente Accordo di almeno sette degli Stati di cui al numero 1 lettera a) della risoluzione II (dei quali almeno cinque devono essere Stati industrializzati).
2. Il presente Accordo si applica, mutatis mutandis, ai soggetti di cui all’articolo 305 numero 1 lettere c), d), e) ed f) della Convenzione, che diventano parti del presente Accordo conformemente alle condizioni che li riguardano e nei limiti in cui «Stati contraenti» si riferisce a tali soggetti.
L’originale del presente Accordo, i cui testi arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo sono ugualmente autentici, è depositato presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.
1. L’Autorità internazionale dei fondi marini (d’ora in poi «l’Autorità») è l’organizzazione mediante la quale gli Stati contraenti della Convenzione, conformemente al regime dell’Area disposto nella Parte XI e nel presente Accordo, organizzano e controllano le attività nell’Area, in special modo allo scopo di amministrare le risorse dell’Area. I poteri e le funzioni dell’Autorità sono quelli espressamente a essa conferiti dalla Convenzione. L’Autorità ha quei poteri sussidiari compatibili con la Convenzione che sono impliciti o necessari per l’esercizio dei poteri e delle funzioni che riguardano le attività nell’Area.
3. L’istituzione ed il funzionamento degli organi e degli organi sussidiari dell’Autorità si basano su di un approccio evolutivo, tenendo conto delle necessità funzionali degli organi e degli organi sussidiari interessati, affinché essi possano effettivamente adempiere ai propri obblighi ai vari stadi dello sviluppo delle attività nell’Area.
4. Le prime funzioni dell’Autorità in seguito all’entrata in vigore della Convenzione sono svolte dall’Assemblea, dal Consiglio, dal Segretariato, dalla Commissione giuridica e tecnica e dal Comitato finanziario. Le funzioni della Commissione di pianificazione economica sono svolte dalla Commissione giuridica e tecnica fino a quando il Consiglio non decida altrimenti o fino all’approvazione del primo piano di lavoro di sfruttamento.
5. Tra l’entrata in vigore della Convenzione e l’approvazione del primo piano di lavoro di sfruttamento, l’Autorità si concentra su:
l’esame delle domande di approvazione di piani di lavoro di esplorazione conformemente alla Parte XI e al presente Accordo;
l’attuazione delle decisioni della Commissione Preparatoria per l’Autorità dei fondi internazionali e il Tribunale internazionale per il diritto del mare (d’ora in poi «Commissione Preparatoria») relative agli investitori pionieri registrati e ai loro Stati patrocinanti, compresi i loro diritti ed obblighi, conformemente all’articolo 308 numero 5 della Convenzione e alla risoluzione II, numero 13;
il controllo e il riesame delle tendenze e degli sviluppi relativi alle attività minerarie dei fondi marini, compresa un’analisi periodica delle condizioni del mercato mondiale dei metalli e dei loro prezzi nonché delle tendenze e delle prospettive in materia;
lo studio dell’impatto potenziale della produzione mineraria dell’Area sulle economie dei produttori terrestri in via di sviluppo di quei minerali che probabilmente saranno più seriamente interessati, allo scopo di minimizzare le loro difficoltà e di assisterli nel loro riassetto economico, tenendo conto del lavoro svolto a questo riguardo dalla Commissione Preparatoria;
l’adozione di norme, regolamenti e procedure necessari per la continuazione delle attività nell’Area. Nonostante le disposizioni dell’allegato III, articolo 17 numero 2 lettere b) e c) della Convenzione, tali norme, regolamenti e procedure tengono conto dei termini del presente Accordo, del prolungato ritardo nelle attività commerciali minerarie dei fondi marini e del probabile ritmo delle attività nell’Area;
l’adozione di norme, regolamenti e procedure che includano standard applicabili per la protezione e preservazione dell’ambiente marino;
la promozione e l’incoraggiamento della conduzione di ricerca scientifica marina riguardo alle attività nell’Area e la raccolta e distribuzione dei risultati, quando disponibili, di tale ricerca e analisi, con particolare riguardo alla ricerca collegata all’impatto ambientale delle attività nell’Area;
l’acquisizione di conoscenze scientifiche e il controllo del progresso della tecnologia marina riguardo alle attività nell’Area, in particolare della tecnologia relativa alla protezione e preservazione dell’ambiente marino;
la valutazione dei dati disponibili relativi alla prospezione e all’esplorazione; e
la tempestiva elaborazione di norme, regolamenti e procedure per lo sfruttamento, comprese quelle che riguardano la protezione e preservazione dell’ambiente marino.
Un piano di lavoro di esplorazione presentato a nome di uno Stato o di un altro soggetto, o parte di tale soggetto, come considerato nella risoluzione II, numero 1 lettera a) punto ii) o iii), diverso da un investitore pioniere registrato, che abbia già intrapreso attività sostanziali nell’Arca prima dell’entrata in vigore della Convenzione, o dei loro aventi causa, viene ritenuto conforme ai requisiti finanziari e tecnici necessari per l’approvazione se lo Stato o gli Stati patrocinanti attestano che il richiedente ha speso una somma non inferiore a 30 milioni di dollari statunitensi in attività di ricerca ed esplorazione e ha speso non meno del 10 2 % di quella cifra per individuare, ispezionare e valutare l’area cui si riferisce il piano di lavoro. Se il piano di lavoro soddisfa altrimenti le condizioni poste dalla Convenzione e dalle norme, dai regolamenti e dalle procedure adottati in sua applicazione, esso viene approvato dal Consiglio sotto forma di contratto. Le disposizioni della sezione 3 numero 11 del presente allegato vengono interpretate ed applicate di conseguenza.
Nonostante le disposizioni della risoluzione II, numero 8 lettera a), gli investitori pionieri registrati possono chiedere l’approvazione di un piano di lavoro di esplorazione entro 36 mesi dall’entrata in vigore della Convenzione. Il piano di lavoro di esplorazione comprende i documenti, i rapporti e gli altri dati presentati alla Commissione Preparatoria prima e dopo la registrazione, ed è accompagnato da un certificato di conformità che consiste in un rapporto sui fatti, che descrive lo stato di adempimento degli obblighi esistenti in regime di investitori pionieri, rilasciato dalla Commissione Preparatoria conformemente alla risoluzione II, numero 11 lettera a). Tale piano di lavoro viene valutato per l’approvazione. Il piano di lavoro approvato assume la forma di un contratto concluso tra l’Autorità e l’investitore pioniere registrato, conformemente alla Parte XI e al presente Accordo. L’imposta di 250 000 dollari statunitensi, pagata conformemente alla risoluzione II, numero 7 lettera a), viene considerata essere l’imposta relativa alla fase di esplorazione di cui alla sezione 8 numero 3 del presente allegato. La sezione 3 numero 11 del presente allegato è interpretata e applicata di conseguenza.
Conformemente al principio di non discriminazione, il contratto con uno Stato, o soggetto, o parte di tale soggetto di cui alla lettera a) punto i) comprende clausole simili e non meno favorevoli di quelle concordate con uno qualsiasi degli investitori pionieri registrati di cui alla lettera a) punto ii). Se a uno degli Stati, soggetti o parti di tali soggetti di cui alla lettera a) punto i) sono concesse condizioni più favorevoli, il Consiglio concede condizioni simili e non meno favorevoli in relazione ai diritti e obblighi assunti dagli investitori pionieri registrati di cui alla lettera a) punto ii), sempre che tali condizioni non tocchino o pregiudichino gli interessi dell’Autorità.
Lo Stato patrocinante di una domanda di piano di lavoro secondo le disposizioni della lettera a) punto i) o ii) può essere uno Stato contraente, o uno Stato che applica il presente Accordo in via provvisoria conformemente all’articolo 7, o uno Stato provvisoriamente membro dell’Autorità, conformemente al numero 12.
L’approvazione di un piano di lavoro di esplorazione avviene conformemente all’articolo 153 numero 3 della Convenzione.
7. Le domande di approvazione dei piani di lavoro sono accompagnate da una valutazione dei potenziali impatti ambientali delle attività proposte e dalla descrizione di un programma di studi oceanografici e ambientali di base, conformemente alle norme, regolamenti e procedure adottati dall’Autorità.
9. I piani di lavoro di esplorazione sono approvati per un periodo di 15 anni. Alla scadenza di un piano di lavoro di esplorazione, il contraente presenta domanda per un piano di lavoro di sfruttamento, a meno che non l’abbia già presentata o non abbia ottenuto una proroga del piano di lavoro di esplorazione. I contraenti possono presentare domanda per tali proroghe per periodi non più lunghi di cinque anni ciascuno. Tali proroghe sono approvate se il contraente ha tentato in buona fede di attenersi alle disposizioni del piano di lavoro, ma per ragioni che sfuggono al suo controllo non ha potuto completare il lavoro preparatorio necessario per passare alla fase di sfruttamento oppure se le prevalenti circostanze economiche non giustificano il passaggio alla fase di sfruttamento.
10. La designazione di un’area riservata all’Autorità, conformemente all’allegato III, articolo 8 della Convenzione, avviene in concomitanza con l’approvazione di una domanda di piano di lavoro di esplorazione o con l’approvazione di una domanda per un piano di lavoro di esplorazione e sfruttamento.
12. All’entrata in vigore del presente Accordo, gli Stati e i soggetti di cui all’articolo 3 del presente Accordo che lo hanno applicato in via provvisoria conformemente all’articolo 7 e per i quali esso non è in vigore possono continuare a essere membri dell’Autorità in via provvisoria in attesa della sua entrata in vigore nei confronti di tali Stati e soggetti, conformemente a quanto segue:
Se il presente Accordo entra in vigore prima del 16 novembre 1996, tali Stati e soggetti possono continuare a essere membri dell’Autorità in via provvisoria mediante la notifica, da parte di tale Stato o soggetto, al depositario dell’Accordo della propria intenzione di partecipare come membro su base provvisoria. Tale partecipazione termina il 16 novembre 1996 o prima, se nei confronti di tale membro entrano in vigore il presente Accordo e la Convenzione. Il Consiglio, su richiesta dello Stato o del soggetto interessato, può estendere tale partecipazione oltre il 16 novembre 1996 per un ulteriore periodo o ulteriori periodi che non superino in tutto i due anni, sempre che il Consiglio sia convinto che lo Stato o il soggetto interessato abbia tentato in buona fede di diventare parte dell’Accordo e della Convenzione.
Se il presente Accordo entra in vigore dopo il 15 novembre 1996, tali Stati e soggetti possono richiedere al Consiglio di consentire una partecipazione continua all’Autorità in via provvisoria per un periodo o periodi che non si protraggano oltre il 16 novembre 1998. Il Consiglio consente tale partecipazione provvisoria a partire dalla data della richiesta se è convinto che lo Stato o soggetto abbia fatto tentativi in buona fede di diventare parte dell’Accordo e della Convenzione.
Gli Stati ed i soggetti che sono membri dell’Autorità in via provvisoria conformemente alla lettera a) o b) applicano le norme della Parte XI e il presente Accordo conformemente alle loro leggi, regolamenti e stanziamenti di bilancio nazionali o interni e hanno gli stessi diritti ed obblighi degli altri membri, inclusi:
l’obbligo di contribuire al bilancio amministrativo dell’Autorità, conformemente alla scala dei contributi stabiliti;
13. Il riferimento, nell’allegato III, articolo 10 della Convenzione, alla condotta che non è stata soddisfacente viene interpretato nel senso che il contraente non ha agito conformemente alle disposizioni del piano di lavoro approvato, nonostante uno o più avvisi scritti dell’Autorità al contraente che gli ingiungevano di applicare il piano.
14. L’Autorità ha il suo bilancio. Le spese amministrative dell’Autorità sono coperte dal bilancio delle Nazioni Unite, in seguito ad una decisione dell’Assemblea generale, fino alla fine dell’anno successivo a quello di entrata in vigore del presente Accordo. Da allora in poi le spese amministrative dell’Autorità sono coperte dai contributi stabiliti a carico dei suoi membri, inclusi tutti i membri provvisori, conformemente agli articoli 171 lettera a) e 173 della Convenzione e al presente Accordo, fino al momento in cui l’Autorità non abbia da altre fonti fondi sufficienti a coprire tali spese. L’Autorità non esercita il potere di prendere in prestito fondi per finanziare il suo bilancio amministrativo, potere previsto dall’articolo 174 numero 1 della Convenzione.
15. L’Autorità elabora e adotta, conformemente all’articolo 162 numero 2 lettera o) punto ii) della Convenzione, norme, regolamenti e procedure basati sui principi contenuti nelle sezioni 2, 5, 6, 7 e 8 del presente allegato e tutte le altre norme, regolamenti e procedure necessari a facilitare l’approvazione dei piani di lavoro di esplorazione o sfruttamento, conformemente a quanto segue:
Il Consiglio può intraprendere tale elaborazione ogni volta che ritiene che alcune o tutte tali norme, regolamenti o procedure siano necessari per la conduzione di attività nell’Area, o quando stabilisce che lo sfruttamento commerciale è imminente, o su richiesta di uno Stato i cui aventi la nazionalità intendono presentare domanda per l’approvazione di un piano di lavoro di sfruttamento.
Se è fatta richiesta da uno Stato di cui alla lettera a), il Consiglio, conformemente all’articolo 162 numero 2 lettera o) della Convenzione, completa l’adozione di tali norme, regolamenti e procedure entro due anni dalla richiesta.
Se il Consiglio non ha completato l’elaborazione delle norme, regolamenti e procedure relativi allo sfruttamento entro il tempo prescritto ed è in corso una domanda per l’approvazione di un piano di lavoro di sfruttamento, esso prende lo stesso in considerazione e approva in via provvisoria tale piano di lavoro basato sulle disposizioni della Convenzione e tutte le norme, regolamenti e procedure che il Consiglio può avere adottato in via provvisoria o sulla base delle norme contenute nella Convenzione e dei termini e principi contenuti nel presente allegato e del principio di non discriminazione tra contraenti.
16. I progetti di norme, regolamenti e procedure e tutte le raccomandazioni che si riferiscono alle disposizioni della Parte XI, contenuti nei rapporti e nelle raccomandazioni della Commissione Preparatoria, sono presi in considerazione dall’Autorità nell’adozione di norme, regolamenti e procedure conformemente alla Parte XI e al presente Accordo.
1. Il Segretariato dell’Autorità svolge le funzioni dell’Impresa finché essa non comincia a operare indipendentemente dal Segretariato. Il Segretario generale dell’Autorità nomina tra il personale dell’Autorità un Direttore generale provvisorio per sovrintendere allo svolgimento di queste funzioni da parte del Segretariato. Si tratta di funzioni di:
controllo e riesame delle tendenze e degli sviluppi relativi alle attività minerarie dei fondi marini, inclusa un’analisi periodica delle condizioni del mercato mondiale dei metalli e i prezzi, le tendenze e le prospettive riguardo ai metalli;
valutazione dei risultati della ricerca scientifica marina riguardo alle attività svolte nell’Area, prestando particolare attenzione alla ricerca relativa all’impatto ambientale delle attività nell’Area;
valutazione degli sviluppi della tecnologia riguardo alle attività nell’Area, in particolare della tecnologia relativa alla protezione e preservazione dell’ambiente marino;
valutazione di informazioni e dati relativi alle aree riservate all’Autorità;
studio di opzioni di politica gestionale per l’amministrazione dell’Impresa ai diversi stadi delle sue operazioni.
2. L’Impresa conduce le sue iniziali operazioni minerarie nei fondali per mezzo di azioni in compartecipazione. Al momento dell’approvazione di un piano di lavoro di sfruttamento presentato da un soggetto diverso dall’Impresa, o quando il Consiglio riceve una domanda per un’azione in compartecipazione con l’Impresa, il Consiglio si occupa della questione del funzionamento dell’Impresa indipendentemente dal Segretariato dell’Autorità. Se le azioni in compartecipazione con l’Impresa sono informate a sani principi commerciali, il Consiglio emana una direttiva, ai sensi dell’articolo 170 numero 2, della Convenzione, disponendo tale funzionamento indipendente.
3. Gli obblighi degli Stati contraenti di finanziare un sito minerario dell’Impresa previsti nell’allegato IV, articolo 11 numero 3, della Convenzione non si applicano e gli Stati contraenti non hanno alcun obbligo di finanziare alcuna delle operazioni in alcuno dei siti minerari dell’Impresa o nel quadro delle sue azioni in compartecipazione.
4. Gli obblighi applicabili ai contraenti si applicano all’Impresa. Nonostante le disposizioni dell’articolo 153 numero 3 e l’allegato III, articolo 3 numero 5, della Convenzione, un piano di lavoro dell’Impresa al momento della sua approvazione assume la forma di un contratto concluso tra l’Autorità e l’Impresa.
5. Un contraente che abbia attribuito all’Autorità un’area specifica quale area riservata, ha il diritto di priorità per concludere con l’Impresa un accordo di azione in compartecipazione per l’esplorazione e lo sfruttamento di quell’area. Se l’Impresa non presenta una domanda per un piano di lavoro relativo alle attività in tale area riservata entro 15 anni dall’inizio del suo funzionamento in modo indipendente dal Segretariato dell’Autorità, o entro 15 anni dalla data in cui quell’area è stata riservata all’Autorità, valendo tra i due termini l’ultimo, il contraente che ha attribuito l’area ha il diritto di presentare domanda per un piano di lavoro in quell’area, sempre che offra in buona fede di includere l’Impresa come socia nel quadro di un’azione in compartecipazione.
6. L’articolo 170 numero 4, l’allegato IV e le altre disposizioni della Convenzione che riguardano l’Impresa sono interpretate e applicate conformemente alla presente sezione.
1. Le politiche generali dell’Autorità sono decise dall’Assemblea di concerto con il Consiglio.
2. Come regola generale, le decisioni negli organi dell’Autorità dovrebbero essere adottate per consenso.
3. Se si è in ogni modo tentato di raggiungere una decisione per consenso, le decisioni messe ai voti nell’Assemblea su questioni di procedura sono adottate dalla maggioranza dei membri presenti e votanti e le decisioni su questioni sostanziali sono adottate a maggioranza di due terzi dei membri presenti e votanti, come disposto dall’articolo 159 numero 8 della Convenzione.
4. Le decisioni dell’Assemblea su tutte le questioni per le quali è competente anche il Consiglio o su tutte le questioni amministrative, di bilancio o finanziarie, si basano sulle raccomandazioni del Consiglio. Se l’Assemblea non accetta la raccomandazione del Consiglio in merito a una qualsiasi questione, essa rimanda la questione al Consiglio per un’ulteriore esame. Il Consiglio riesamina la questione alla luce dei pareri espressi dall’Assemblea.
5. Se si è in ogni modo tentato di raggiungere una decisione per consenso, le decisioni messe ai voti nel Consiglio su questioni di procedura sono adottate dalla maggioranza dei membri presenti e votanti e le decisioni su questioni sostanziali, tranne quando la Convenzione dispone che il Consiglio debba decidere per consenso, sono adottate a maggioranza dei due terzi dei membri presenti e votanti, sempre che a tali decisioni non si opponga la maggioranza in una qualsiasi delle camere di cui al numero 9. Nell’adottare le decisioni il Consiglio tenta di promuovere gli interessi di tutti i membri dell’Autorità.
6. Il Consiglio può rimandare l’adozione di una decisione allo scopo di agevolare ulteriori negoziati se sembra che non si sia tentato in ogni modo di raggiungere il consenso sulla questione.
7. Le decisioni che presentano implicazioni finanziarie o di bilancio adottate dall’Assemblea o dal Consiglio si basano sulle raccomandazioni del Comitato finanziario.
8. Le disposizioni dell’articolo 161 numero 8 lettere b) e c) della Convenzione non sono applicabili.
a) Ciascun gruppo di Stati eletto in base al numero 15 lettere da a) a c), è considerato come una camera ai fini delle votazioni nel Consiglio. Gli Stati in via di sviluppo eletti in base al numero 15 lettera d) ed e) sono considerati come un’unica camera ai fini delle votazioni nel Consiglio.
Prima dell’elezione dei membri del Consiglio, l’Assemblea istituisce degli elenchi di Stati che corrispondono ai criteri di appartenenza ai gruppi di Stati di cui al numero 15 lettere da a) a d). Se uno Stato risponde ai criteri di appartenenza in più di uno dei gruppi, può essere proposto per l’elezione al Consiglio soltanto da uno dei gruppi e rappresenta soltanto quel gruppo nelle votazioni del Consiglio.
Il Consiglio approva ciascuna raccomandazione della Commissione giuridica e tecnica favorevole all’approvazione di un piano di lavoro salvo che non decida di disapprovare tale piano di lavoro a maggioranza dei due terzi dei suoi membri presenti e votanti, inclusa la maggioranza dei membri presenti e votanti in ciascuna delle camere del Consiglio. Se il Consiglio non adotta una decisione su di una raccomandazione favorevole all’approvazione di un piano di lavoro nel termine prescritto, la raccomandazione si ritiene approvata dal Consiglio alla scadenza di tale termine. Il termine prescritto è normalmente di 60 giorni, a meno che il Consiglio non fissi un termine più lungo. Se la Commissione raccomanda la disapprovazione di un piano di lavoro o non adotta alcuna raccomandazione, il Consiglio può comunque approvare il piano di lavoro conformemente alle disposizioni del suo regolamento interno che disciplinano l’adozione di decisioni su questioni sostanziali.
Le disposizioni dell’articolo 162 numero 2 lettera j) della Convenzione non sono applicabili.
15. Il Consiglio è composto da 36 membri dell’Autorità eletti dall’Assemblea nell’ordine seguente:
quattro membri tra gli Stati contraenti, ciascuno dei quali, durante gli ultimi cinque anni per i quali siano disponibili statistiche, o abbia consumato più del 2 %, in termini di valore del consumo totale mondiale, o abbia avuto importazioni nette superiori al 2 % in termini di valore delle importazioni totali mondiali dei prodotti di base derivati dalle categorie di minerali che saranno estratti dall’Area, sempre che i quattro membri comprendano uno Stato della regione dell’Europa orientale che abbia la più consistente economia in quella regione in termini di prodotto interno lordo e lo Stato che abbia la più consistente economia in termini di prodotto interno lordo alla data di entrata in vigore della Convenzione, se tali Stati desiderano essere rappresentati in tale gruppo;
quattro membri tra gli otto Stati contraenti che hanno effettuato i maggiori investimenti nella preparazione e conduzione di attività nell’Area, sia direttamente sia mediante gli aventi la loro nazionalità;
quattro membri tra gli Stati contraenti che, sulla base della produzione nelle aree di loro giurisdizione, sono tra i maggiori esportatori netti delle categorie di minerali che verranno estratti dall’Area, inclusi almeno due Stati in via di sviluppo le cui esportazioni di tali minerali rivestano un’importanza fondamentale per le loro economie;
sei membri tra gli Stati contraenti in via di sviluppo che rappresentino interessi particolari. Gli interessi particolari da rappresentare comprendono quelli degli Stati con popolazione numerosa, degli Stati che non hanno accesso al mare o sono geograficamente svantaggiati, degli Stati-isola, degli Stati che sono tra i maggiori importatori delle categorie di minerali che saranno estratti dall’Area, degli Stati che sono produttori potenziali di tali minerali e degli Stati meno sviluppati;
18 membri eletti seguendo il principio di assicurare un’equa distribuzione geografica dei seggi nel Consiglio globalmente considerato, sempre che ciascuna regione geografica abbia almeno un membro eletto in base alla presente lettera. A questo scopo, le regioni geografiche sono l’Africa, l’America latina ed i Caraibi, l’Asia, l’Europa orientale, l’Europa occidentale ed altri Stati.
16. Le disposizioni dell’articolo 161 numero 1, della Convenzione non si applicano.
Le disposizioni relative alla Conferenza di revisione di cui all’articolo 155 numeri 1, 3 e 4 della Convenzione non sono applicabili. Nonostante le disposizioni dell’articolo 314 numero 2, della Convenzione, l’Assemblea, su raccomandazione del Consiglio, può intraprendere in qualsiasi momento una revisione delle questioni di cui all’articolo 155 numero 1, della Convenzione. Gli emendamenti relativi al presente Accordo e alla Parte XI sono sottoposti alle procedure contenute negli articoli 314, 315, e 316 della Convenzione, a condizione che siano mantenuti i principi, il regime e gli altri termini di cui all’articolo 155 numero 2, della Convenzione e non vengano pregiudicati i diritti cui si riferisce il numero 5 di tale articolo.
1. In aggiunta alle disposizioni dell’articolo 144 della Convenzione, il trasferimento della tecnologia, ai fini della Parte XI, è disciplinato dai seguenti principi:
L’Impresa e gli Stati in via di sviluppo che desiderano ottenere la tecnologia mineraria dei fondi marini tentano di ottenerla a termini e condizioni commerciali giusti e ragionevoli sul libero mercato, o mediante accordi di azioni in compartecipazione.
Se l’Impresa o gli Stati in via di sviluppo non sono in grado di ottenere la tecnologia mineraria dei fondi marini, l’Autorità può invitare tutti o alcuni dei contraenti ed il loro rispettivo Stato o Stati patrocinanti a cooperare con lei nell’agevolare l’acquisizione della tecnologia mineraria dei fondi marini da parte dell’Impresa o della sua impresa in compartecipazione, o di uno o più Stati in via di sviluppo che cercano di acquisire tale tecnologia a termini e condizioni commerciali giusti e ragionevoli, compatibili con l’efficace protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Gli Stati contraenti si impegnano a cooperare pienamente ed efficacemente con l’Autorità a questo scopo e ad assicurare che anche i contraenti da loro patrocinati cooperino pienamente con l’Autorità.
Come regola generale, gli Stati contraenti promuovono la cooperazione internazionale tecnica e scientifica relativamente alle attività nell’Area sia tra le parti interessate, sia mediante programmi di formazione, assistenza tecnica e cooperazione scientifica nella scienza e tecnologia marina e la protezione e preservazione dell’ambiente marino.
2. Le disposizioni dell’allegato III, articolo 5 della Convenzione non si applicano.
1. La politica della produzione dell’Autorità si basa sui seguenti principi:
Lo sfruttamento delle risorse dell’Area avviene conformemente a sani principi commerciali.
Le disposizioni dell’Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio, i suoi codici pertinenti e gli accordi successivi o sostitutivi, si applicano per quanto riguarda le attività nell’Area.
In particolare, non vi sono sovvenzioni delle attività nell’Area salvo quanto può essere autorizzato dagli accordi di cui sopra alla lettera b). Ai fini di tali principi, le sovvenzioni sono definite dagli accordi di cui alla lettera b).
Non sussistono discriminazioni tra i minerali estratti dall’Area e quelli provenienti da altre fonti. Non vi è un accesso preferenziale ai mercati per tali minerali o per l’importazione dei prodotti di base derivati da tali minerali. In particolare:
con l’utilizzazione di barriere tariffarie o non tariffarie; e
Il piano di lavoro per lo sfruttamento approvato dall’Autorità con riferimento a ciascuna zona mineraria, indica un programma preventivo di produzione che comprende la quantità massima stimata di minerali che verrebbe prodotta annualmente in base al piano di lavoro.
3. L’accettazione da parte di un contraente di sussidi diversi da quelli che possono essere autorizzati dagli accordi di cui al numero 1 lettera b), comporta una violazione delle clausole fondamentali del contratto che costituisce un piano di lavoro per lo svolgimento delle attività nell’Area.
5. Uno Stato contraente può in qualsiasi momento portare all’attenzione del Consiglio attività che dal suo punto di vista sono incompatibili con i requisiti di cui al numero 1, lettere da b) a d).
6. L’Autorità sviluppa norme, regolamenti e procedure per assicurare l’attuazione delle disposizioni della presente sezione. Ciò comprende anche le norme, i regolamenti e le procedure pertinenti che disciplinano l’approvazione dei piani di lavoro.
7. Le disposizioni dell’articolo 151, numeri da 1 a 7 e 9, dell’articolo 162 numero 2 lettera q), dell’articolo 165 numero 2 lettera n), e dell’allegato III, articolo 6 numero 5, ed articolo 7, della Convenzione non sono applicabili.
1. La politica dell’Autorità di assistere i Paesi in via di sviluppo che subiscano dei pesanti effetti negativi sulla loro economia o sulle loro entrate dovute all’esportazione, derivanti dalla riduzione del prezzo di un minerale che figura tra quelli estratti dall’area, o del volume delle esportazioni di quel minerale, nell’ambito in cui tali riduzioni siano causate da attività condotte nell’Area, si basa sui seguenti principi:
L’Autorità costituisce un fondo di assistenza economica con la parte delle sue risorse che supera l’importo necessario a coprire le sue spese amministrative. L’importo accantonato per questo scopo è periodicamente determinato dal Consiglio, su raccomandazione del Comitato finanziario. Solo le somme ricevute in pagamento dai contraenti, inclusa l’Impresa, ed i contributi volontari sono utilizzati per la costituzione del fondo di assistenza economica.
Gli Stati in via di sviluppo produttori terrestri le cui economie si ritiene siano state seriamente danneggiate dalla produzione dei minerali estratti dai fondi marini sono assistiti con il fondo di assistenza economica dell’Autorità.
L’Autorità fornisce assistenza con il fondo agli Stati in via di sviluppo produttori terrestri danneggiati, se del caso in cooperazione con le esistenti istituzioni mondiali o regionali di sviluppo che sono dotate delle infrastrutture e dell’esperienza per portare avanti tali programmi di assistenza.
L’ampiezza e la durata del periodo di assistenza sono fissate con riferimento ai casi specifici. Così agendo opportuna considerazione è data alla natura ed alla gravità dei problemi incontrati dai Paesi in via di sviluppo produttori terrestri danneggiati.
2. L’articolo 151 numero 10, della Convenzione è attuato attraverso le misure di assistenza economica di cui al numero 1. L’articolo 160 numero 2 lettera 1), l’articolo 162 numero 2 lettera n), l’articolo 164 numero 2 lettera d), l’articolo 171 lettera f) e l’articolo 173 numero 2 lettera c) della Convenzione sono interpretati di conseguenza.
Il sistema dei pagamenti all’Autorità deve essere equo sia per il contraente che per l’Autorità e deve fornire strumenti adeguati per garantirne l’osservanza da parte del contraente.
Il sistema non dovrebbe essere complesso e non dovrebbe imporre gravosi costi amministrativi a carico dell’Autorità o del contraente. Dovrebbe essere prevista l’adozione di un sistema di tasse indirette o di un sistema che combina la tassazione indiretta con la divisione dei profitti. Se vengono scelti dei sistemi alternativi, il contraente ha il diritto di scegliere il sistema applicabile al suo contratto. Ogni successivo cambiamento nella scelta tra sistemi alternativi, tuttavia, è concordato tra l’Autorità ed il contraente.
Si paga un’imposta annuale fissa a partire dalla data di inizio della produzione commerciale. Tale imposta può essere dedotta dagli altri pagamenti dovuti in base al sistema adottato conformemente alla lettera c). L’importo di tale imposta è determinato dal Consiglio.
Il sistema dei pagamenti può essere periodicamente rivisto alla luce delle mutate circostanze. Qualsiasi cambiamento viene effettuato in modo non discriminatorio. Tali cambiamenti possono essere applicati ai contratti già esistenti solo al momento della scelta del contraente. Ogni successivo cambiamento nella scelta tra sistemi alternativi è concordato tra l’Autorità ed il contraente.
Le controversie relative all’interpretazione o all’applicazione delle norme e dai regolamenti che si basano su tali principi sono sottoposte alle procedure di risoluzione delle controversie disposte nella Convenzione.
2. Le disposizioni dell’allegato III, articolo 13, numeri da 3 a 10 della Convenzione non sono applicabili.
3. Con riferimento all’attuazione dell’allegato III, articolo 13 numero 2 della Convenzione, l’imposta dovuta per l’esame delle domande per l’approvazione di un piano di lavoro limitato ad una sola fase, o la fase dell’esplorazione o quella dello sfruttamento, ammonta a 250 000 dollari statunitensi.
1. E’istituito un Comitato finanziario. Il Comitato è composto da 15 membri con opportune qualifiche in materia finanziaria. Gli Stati contraenti nominano candidati del più alto livello di competenza ed integrità.
3. I membri del Comitato finanziario sono eletti dall’Assemblea e particolare rilevanza è data alla necessità di una equa distribuzione geografica ed alla rappresentanza di interessi particolari. Ogni gruppo di Stati di cui alla sezione 3 numero 15 lettere a), b), c) e d) del presente allegato è rappresentato nel Comitato finanziario da almeno un membro. Fino a quando l’Autorità non avrà risorse sufficienti, diverse dai contributi stabiliti, per coprire le sue spese amministrative, la partecipazione al Comitato includerà i rappresentanti dei cinque maggiori contribuenti al bilancio amministrativo dell’Autorità. Successivamente, l’elezione di uno dei membri di ogni gruppo avverrà sulla base della nomina da parte dei membri del rispettivo gruppo, senza alcun pregiudizio alla possibilità che altri membri siano eletti dallo stesso gruppo.
5. In caso di morte, incapacità o dimissioni di un membro del Comitato finanziario prima della scadenza del mandato, l’Assemblea elegge per il restante periodo un membro della stessa regione geografica o dello stesso gruppo di Stati.
6. I membri del Comitato finanziario non devono avere alcun interesse economico in alcuna attività connessa con quei settori rispetto ai quali il Comitato è competente ad emettere raccomandazioni. Essi non devono far conoscere, anche dopo la cessazione dalle loro funzioni, alcuna informazione confidenziale di cui siano venuti a conoscenza in ragione dei loro incarichi per l’Autorità.
7. Le decisioni dell’Assemblea e del Consiglio nelle seguenti questioni tengono conto delle raccomandazioni del Comitato finanziario:
progetti di norme, regolamenti e procedure finanziarie degli organi dell’Autorità e gestione finanziaria ed amministrazione finanziaria interna dell’Autorità;
valutazione dei contributi dei membri in favore del bilancio amministrativo dell’Autorità conformemente all’articolo 160 numero 2 lettera e), della Convenzione;
tutti le rilevanti questioni finanziarie, compresa la proposta di bilancio annuale, preparati dal Segretario generale dell’Autorità conformemente all’articolo 172 della Convenzione e gli aspetti finanziari dell’attuazione dei programmi di lavoro del Segretariato;
gli obblighi finanziari degli Stati contraenti che derivano dall’attuazione del presente Accordo e della Parte XI, così come le implicazioni amministrative e di bilancio delle proposte e delle raccomandazioni che comportano delle spese sui fondi dell’Autorità;
le norme, i regolamenti e le procedure sull’equa distribuzione dei benefici finanziari o di altri benefici economici derivati dalle attività nell’Area e le decisioni da adottare in merito.
9. Si ritiene che il requisito di cui all’articolo 162 numero 2 lettera y) della Convenzione, che contempla l’istituzione di un organo sussidiario che si occupi delle questioni finanziarie, sia soddisfatto dall’istituzione del Comitato finanziario conformemente a questa sezione.
3RU 2009 3411, 2011 5147, 2016 623 e 2019 849. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
in Anerkennung des bedeutenden Beitrags, den das Seerechtsübereinkommen der Vereinten Nationen vom 10. Dezember 19822 (im Folgenden als «Seerechtsübereinkommen» bezeichnet) zur Erhaltung von Frieden, Gerechtigkeit und Fortschritt für alle Völker der Welt leistet;
unter Berücksichtigung des Berichts des Generalsekretärs der Vereinten Nationen über die Ergebnisse der informellen Beratungen zwischen den Staaten, die von 1990–1994 über offene Fragen betreffend Teil XI und damit zusammenhängende Bestimmungen des Seerechtsübereinkommens (im Folgenden als «Teil XI» bezeichnet) stattgefunden haben;
2. Die Artikel 309–319 des Seerechtsübereinkommens finden auf dieses Übereinkommen ebenso Anwendung wie auf das Seerechtsübereinkommen.
2. Alle diese Staaten und Rechtsträger wenden dieses Übereinkommen in Übereinstimmung mit ihren innerstaatlichen oder internen Gesetzen und sonstigen Vorschriften mit Wirkung vom 16. November 1994 oder – falls dieser Zeitpunkt später liegt – vom Tag der Unterzeichnung, der Notifikation der Zustimmung oder des Beitritts vorläufig an.
5. Ein Vertragsnehmer, welcher der Behörde ein bestimmtes Feld als reserviertes Feld überlassen hat, hat Anrecht auf das erste Angebot, mit dem Unternehmen eine Vereinbarung über eine gemeinschaftliche Unternehmung zur Erforschung und Ausbeutung dieses Feldes zu schliessen. Liegt das Unternehmen nicht innerhalb von 15 Jahren nach seinem vom Sekretariat der Behörde unabhängigen Tätigwerden oder – sofern dies später ist – nicht innerhalb von 15 Jahren nach dem Zeitpunkt, zu dem das Feld für die Behörde reserviert wurde, einen Antrag auf einen Arbeitsplan für Tätigkeiten in diesem reservierten Feld vor, so ist der Vertragsnehmer, der das Feld überlassen hat, berechtigt, einen Arbeitsplan für dieses Feld zu beantragen, sofern er nach Treu und Glauben anbietet, das Unternehmen als Partner in eine gemeinschaftliche Unternehmung einzubeziehen.
Jede nach Absatz 15 Buchstaben a–c gewählte Staatengruppe wird für die Zwecke der Abstimmung im Rat als eine Kammer behandelt. Die nach Absatz 15 Buchstaben d und e gewählten Entwicklungsstaaten werden für die Zwecke der Abstimmung im Rat als eine einzige Kammer behandelt.
Vor der Wahl der Mitglieder des Rates erstellt die Versammlung Listen der Länder, welche die Kriterien für eine Mitgliedschaft in den Staatengruppen nach Absatz 15 Buchstaben a–d erfüllen. Erfüllt ein Staat die Kriterien für eine Mitgliedschaft in mehr als einer Gruppe, so kann er nur von einer Gruppe zur Wahl in den Rat vorgeschlagen werden und darf bei Abstimmungen im Rat nur diese Gruppe vertreten.
10. Jede in Absatz 15 Buchstaben a–d vorgesehene Staatengruppe wird im Rat durch die von ihr vorgeschlagenen Mitglieder vertreten. Jede Gruppe schlägt nur so viele Kandidaten vor, wie sie Sitze zu besetzen hat. Übersteigt die Anzahl der möglichen Kandidaten in jeder der in Absatz 15 Buchstaben a–e genannten Gruppen die Anzahl der in jeder dieser Gruppen zur Verfügung stehenden Sitze, so wird in der Regel das Rotationsprinzip angewendet. Die Staaten, die Mitglieder dieser Gruppen sind, bestimmen, wie dieses Prinzip in der jeweiligen Gruppe angewendet wird.
4. Jeder Vertragsstaat, der Grund zu der Annahme hat, dass ein Verstoss gegen die Vorschriften des Absatzes 1 Buchstaben b–d oder des Absatzes 3 vorliegt, kann nach Absatz 1 Buchstabe f oder g Streitbeilegungsverfahren einleiten.
5. Ein Vertragsstaat kann den Rat jederzeit auf Tätigkeiten aufmerksam machen, die nach seiner Auffassung mit den Vorschriften des Absatzes 1 Buchstaben b–d nicht vereinbar sind.
7. Artikel 151 Absätze 1–7 und 9, Artikel 162 Absatz 2 Buchstabe q, Artikel 165 Absatz 2 Buchstabe n sowie Anlage III Artikel 6 Absatz 5 und Anlage III Artikel 7 des Seerechtsübereinkommens finden keine Anwendung.
2. Anlage III Artikel 13 Absätze 3–10 des Seerechtsübereinkommens findet keine Anwendung.
Geltungsbereich am 22. Februar 20193
1 Art. 1 Abs. 1 des BB vom 19. Dez. 2008 (AS 2009 3207).
3AS 2009 3411, 2011 5147, 2016 623, 2019 849. Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/vertraege).
Conclu à New York le 28 juillet 1994
Instrument de ratification déposé par la Suisse le 1er mai 2009
Entré en vigueur pour la Suisse le 31 mai 2009
reconnaissant que la Convention des Nations Unies sur le droit de la mer du 10 décembre 19822 (ci-après dénommée «la Convention») constitue une contribution importante au maintien de la paix, à la justice et au progrès pour tous les peuples du monde,
réaffirmant que les fonds marins et leur sous-sol au-delà des limites de la juridiction nationale (ci-après dénommés «la Zone»), et les ressources de la Zone, sont le patrimoine commun de l’humanité,
conscients de l’importance que revêt la Convention pour la protection et la préservation du milieu marin, et de la préoccupation croissante que suscite l’environnement mondial,
ayant examiné le rapport du Secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies sur les résultats des consultations officieuses entre Etats qui ont eu lieu de 1990 à 1994 sur les questions en suspens touchant la partie XI et les dispositions connexes de la Convention (ci-après dénommées «la partie XI»),
notant les changements politiques et économiques, y compris les orientations fondées sur l’économie de marché, qui affectent l’application de la partie XI,
considérant que le meilleur moyen d’atteindre cet objectif est de conclure un accord relatif à l’application de la partie XI,
Art. 1 Application de la partie XI
1. Les Etats Parties au présent Accord s’engagent à appliquer la partie XI conformément au présent Accord.
2. L’Annexe fait partie intégrante du présent Accord.
Art. 2 Relation entre le présent Accord et la partie XI
1. Les dispositions du présent Accord et de la partie XI doivent être interprétées et appliquées ensemble comme un seul et même instrument. En cas d’incompatibilité entre le présent Accord et la partie XI, les dispositions du présent Accord l’emportent.
2. Les art. 309 à 319 de la Convention s’appliquent au présent Accord comme ils s’appliquent à la Convention.
Le présent Accord restera ouvert, au Siège de l’Organisation des Nations Unies, à la signature des Etats et entités visés à l’art. 305, par. 1, let. a), c), d), e) et f) de la Convention pendant douze mois à compter de la date de son adoption.
Art. 4 Consentement à être lié
1. Après l’adoption du présent Accord, tout instrument de ratification ou de confirmation formelle de la Convention ou d’adhésion à celle-ci vaudra également consentement à être lié par ledit Accord.
2. Un Etat ou une entité ne peut établir son consentement à être lié par le présent Accord s’il n’a préalablement établi ou n’établit simultanément son consentement à être lié par la Convention.
3. Tout Etat ou toute entité visé à l’art. 3 peut exprimer son consentement à être lié par le présent Accord par:
signature non soumise à ratification ou à confirmation formelle ou à la procédure prévue à l’art. 5;
signature sous réserve de ratification ou de confirmation formelle, suivie d’une ratification ou d’une confirmation formelle;
signature assujettie à la procédure prévue à l’art. 5; ou
4. La confirmation formelle par les entités visées à l’art. 305, par. 1, let. f) de la Convention sera faite conformément à l’annexe IX de la Convention.
5. Les instruments de ratification, de confirmation formelle ou d’adhésion sont déposés auprès du Secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies.
Art. 5 Procédure simplifiée
1. Un Etat ou une entité ayant déposé avant la date d’adoption du présent Accord un instrument de ratification, de confirmation formelle ou d’adhésion concernant la Convention et ayant signé le présent Accord conformément à l’art. 4, par. 3, let. c), est réputé avoir établi son consentement à être lié par le présent Accord douze mois après la date de son adoption, à moins que cet Etat ou cette entité ne notifie par écrit au dépositaire avant cette date qu’il ne souhaite pas se prévaloir de la procédure simplifiée prévue par le présent article.
2. Si une telle notification est faite, le consentement à être lié par le présent Accord est établi conformément à l’art. 4, par. 3, let. b).
1. Le présent Accord entrera en vigueur 30 jours après la date à laquelle 40 Etats auront établi leur consentement à être liés conformément aux art. 4 et 5, étant entendu qu’au nombre de ces Etats doivent figurer au moins sept des Etats visés au par. 1, let. a) de la résolution II de la troisième Conférence des Nations Unies sur le droit de la mer (ci-après dénommée «la résolution II») et qu’au moins cinq d’entre eux doivent être des Etats développés. Si ces conditions d’entrée en vigueur sont remplies avant le 16 novembre 1994, le présent Accord entrera en vigueur le 16 novembre 1994.
2. Pour chaque Etat ou entité établissant son consentement à être lié par le présent Accord après que les conditions énoncées au par. 1 auront été remplies, le présent Accord entrera en vigueur le trentième jour suivant la date à laquelle ledit Etat ou ladite entité aura établi son consentement à être lié.
Art. 7 Application à titre provisoire
1. Si le présent Accord n’est pas entré en vigueur le 16 novembre 1994, il sera appliqué à titre provisoire jusqu’à son entrée en vigueur par:
les Etats qui ont consenti à son adoption au sein de l’Assemblée générale des Nations Unies, à l’exception de ceux qui avant le 16 novembre 1994 notifieront par écrit au dépositaire soit qu’ils n’appliquent pas l’Accord à titre provisoire soit qu’ils ne consentent à une telle application que moyennant une signature ou notification écrite ultérieure;
les Etats et entités qui signent le présent Accord, à l’exception de ceux qui notifieront par écrit au dépositaire au moment de la signature qu’ils n’appliquent pas l’Accord à titre provisoire;
les Etats et entités qui consentent à son application à titre provisoire en adressant au dépositaire une notification écrite à cet effet;
les Etats qui adhèrent au présent Accord.
2. Tous ces Etats et entités appliquent l’Accord à titre provisoire conformément à leurs lois et règlements nationaux ou internes à compter du 16 novembre 1994 ou de la date, si celle-ci est postérieure, de la signature, de la notification, du consentement ou de l’adhésion.
3. L’application à titre provisoire du présent Accord cessera le jour où celui-ci entrera en vigueur. Dans tous les cas, l’application à titre provisoire prendra fin le 16 novembre 1998 si à cette date la condition énoncée à l’art. 6, par. 1, selon laquelle au moins sept des Etats visés au par. 1, let. a) de la résolution II (dont au moins cinq doivent être des Etats développés) doivent avoir établi leur consentement à être liés par le présent Accord, n’est pas satisfaite.
Art. 8 Etats Parties
1. Aux fins du présent Accord, on entend par «Etats Parties» les Etats qui ont consenti à être liés par le présent Accord et à l’égard desquels celui-ci est en vigueur.
2. Le présent Accord s’applique mutatis mutandis aux entités visées à l’art. 305, par. 1, let. c), d), e) et f) de la Convention, qui y deviennent parties conformément aux conditions qui concernent chacune d’entre elles et, dans cette mesure, le terme «Etats Parties» s’entend de ces entités.
Art. 9 Dépositaire
Art. 10 Textes faisant foi
L’original du présent Accord, dont les textes anglais, arabe, chinois, espagnol, français et russe font également foi, est déposé auprès du Secrétaire général de l’Organisation des Nations Unies.
En foi de quoi, les Plénipotentiaires soussignés, à ce dûment autorisés, ont signé le présent Accord.
Fait à New York, le vingt-huit juillet mil neuf cent quatre-vingt-quatorze.
Section 1 Coûts pour les Etats parties et arrangements institutionnels
1. L’Autorité internationale des fonds marins (ci-après dénommée «l’Autorité») est l’organisation par l’intermédiaire de laquelle les Etats Parties à la Convention, conformément au régime établi pour la Zone dans la partie XI et le présent Accord, organisent et contrôlent les activités menées dans la Zone, en particulier aux fins de l’administration des ressources de celle-ci. L’Autorité détient les pouvoirs et exerce les fonctions qui lui sont expressément conférés par la Convention. Elle est investie des pouvoirs subsidiaires, compatibles avec la Convention, qu’implique nécessairement l’exercice de ces pouvoirs et fonctions quant aux activités menées dans la Zone.
2. Afin de réduire au minimum les coûts à la charge des Etats Parties, tous les organes et organes subsidiaires devant être créés en application de la Convention et du présent Accord devront répondre à un souci d’économie. Ce principe s’applique également à la fréquence, à la durée et à la programmation des réunions.
3. La création et le fonctionnement des organes et organes subsidiaires de l’Autorité sont basés sur une approche évolutive, compte tenu des besoins fonctionnels des organes et organes subsidiaires concernés, afin qu’ils puissent s’acquitter efficacement de leurs responsabilités respectives aux différentes étapes du développement des activités menées dans la Zone.
4. Lors de l’entrée en vigueur de la Convention, les fonctions initiales de l’Autorité seront exercées par l’Assemblée, le Conseil, le Secrétariat, la Commission juridique et technique et la Commission des finances. Les fonctions de la Commission de planification économique seront assurées par la Commission juridique et technique jusqu’à ce que le Conseil en décide autrement ou jusqu’à l’approbation du premier plan de travail relatif à l’exploitation.
5. Entre l’entrée en vigueur de la Convention et l’approbation du premier plan de travail relatif à l’exploitation, l’Autorité s’attache à:
étudier les demandes d’approbation de plans de travail relatifs à l’exploration conformément à la partie XI et au présent Accord;
appliquer les décisions de la Commission préparatoire de l’Autorité internationale des fonds marins et du Tribunal international du droit de la mer (ci—après dénommée «la Commission préparatoire») concernant les investisseurs pionniers enregistrés et les Etats certificateurs, y compris leurs droits et obligations, conformément aux dispositions de l’art. 308, par. 5 de la Convention et du par. 13 de la résolution II;
veiller au respect des plans de travail relatifs à l’exploration approuvés sous la forme de contrats;
suivre et étudier les tendances et l’évolution touchant les activités d’exploitation des ressources des fonds marins, notamment en analysant régulièrement la situation du marché mondial des métaux ainsi que les cours des métaux et les tendances et perspectives en la matière;
étudier l’impact potentiel de la production de minéraux provenant de la Zone sur les économies des pays en développement producteurs terrestres de ces minéraux qui sont susceptibles d’être le plus gravement affectés afin de réduire au minimum leurs difficultés et de les aider dans leurs efforts d’ajustement économique, compte tenu des travaux réalisés à cet égard par la Commission préparatoire;
adopter les règles, règlements et procédures nécessaires à la conduite des activités menées dans la Zone au fur et à mesure de leur avancement. Nonobstant les dispositions de l’art. 17, par. 2, let. b) et c) de l’annexe III de la Convention, ces règles, règlements et procédures tiennent compte des dispositions du présent Accord, des longs délais dans la production commerciale des minéraux marins et du rythme probable des activités menées dans la Zone;
adopter des règles, règlements et procédures incorporant les normes applicables de protection et de préservation du milieu marin;
promouvoir et encourager la conduite de la recherche scientifique marine relative aux activités menées dans la Zone ainsi que la collecte et la diffusion des résultats des recherches et analyses, lorsqu’ils sont disponibles, en mettant l’accent en particulier sur les recherches touchant l’impact sur l’environnement des activités menées dans la Zone;
acquérir les connaissances scientifiques et suivre le développement des technologies marines en rapport avec les activités menées dans la Zone, et en particulier des technologies relatives à la protection et à la préservation du milieu marin;
évaluer les données disponibles concernant la prospection et l’exploration;
élaborer en temps voulu des règles, règlements et procédures applicables à l’exploitation, y compris en ce qui concerne la protection et la préservation du milieu marin.
a) Une demande d’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploration est examinée par le Conseil après réception d’une recommandation de la Commission juridique et technique y relative. Elle est étudiée conformément aux dispositions de la Convention, y compris son annexe III, ainsi qu’au présent Accord, étant entendu que:
un plan de travail relatif à l’exploration soumis au nom d’un Etat ou d’une entité, ou d’une composante d’une entité, visés au par. 1, let. a) ii) ou iii) de la résolution II, autre qu’un investisseur pionnier enregistré, ayant déjà entrepris des activités substantielles dans la Zone avant l’entrée en vigueur de la Convention, ou ses ayants cause, est réputé répondre aux conditions financières et techniques de qualification auxquelles est subordonnée l’approbation si l’Etat ou les Etats qui patronnent la demande certifient que le demandeur a investi l’équivalent d’au moins 30 millions de dollars des Etats-Unis dans des activités de recherche et d’exploration et a consacré 10 % au moins de ce montant à la localisation, à l’étude topographique et à l’évaluation du secteur visé dans le plan de travail. Le plan de travail, s’il répond à tous autres égards aux exigences de la Convention ainsi qu’aux règles, règlements et procédures adoptés en application de la Convention, est approuvé par le Conseil sous forme de contrat. Les dispositions de la section 3, par. 11 de la présente annexe sont interprétées et appliquées en conséquence;
nonobstant les dispositions du par. 8, let. a) de la résolution II, un investisseur pionnier enregistré peut demander l’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploration dans les 36 mois qui suivent l’entrée en vigueur de la Convention. Le plan de travail relatif à l’exploration devra comprendre les documents, rapports et autres données présentés à la Commission préparatoire tant avant qu’après l’enregistrement et être accompagné d’un certificat de conformité, consistant en un rapport factuel décrivant l’état de l’exécution des obligations incombant aux investisseurs pionniers, délivré par la Commission préparatoire en application du par. 11, let. a) de la résolution II. Un tel plan de travail sera réputé avoir été approuvé. Il revêtira la forme d’un contrat conclu entre l’Autorité et l’investisseur pionnier enregistré conformément à la partie XI et au présent Accord. Le droit de 250 000 dollars des Etats-Unis versé conformément au par. 7, let. a) de la résolution II est réputé être le droit dû pour la phase d’exploration conformément à la section 8, par. 3 de la présente annexe. La section 3, par. 11 de la présente annexe est interprétée et appliquée en conséquence;
conformément au principe de non-discrimination, les contrats conclus avec les Etats ou entités, ou les composantes des entités, visés au sous-al. i) de la let. a), doivent comprendre des dispositions similaires à celles convenues avec les investisseurs pionniers enregistrés visés au sous-al. ii) de la let. a) et non moins favorables à celles-ci. Si des dispositions plus favorables sont accordées à un Etat ou une entité, ou à une composante d’une entité, visés au sous-al. i) de la let. a), le Conseil prend des dispositions similaires et non moins favorables en ce qui concerne les droits et obligations des investisseurs pionniers enregistrés visés au sous-al. ii) de la let. a), sous réserve que lesdites dispositions n’affectent pas les intérêts de l’Autorité ou ne leur soient pas préjudiciables;
l’Etat qui patronne une demande d’approbation d’un plan de travail conformément aux dispositions des sous-al. i) ou ii) de la let. a) peut être un Etat Partie, un Etat qui applique le présent Accord à titre provisoire en vertu de l’art. 7 ou un Etat qui est membre de l’Autorité à titre provisoire en vertu du par. 12;
le par. 8, let. c) de la résolution II est interprété et appliqué conformément au sous-al. iv) de la let. a).
Les plans de travail relatifs à l’exploration sont approuvés conformément aux dispositions de l’art. 153, par. 3 de la Convention.
7. La demande d’approbation d’un plan de travail est accompagnée d’une évaluation de l’impact potentiel sur l’environnement des activités proposées, et d’une description d’un programme d’études océanographiques et écologiques conformément aux règles, règlements et procédures adoptés par l’Autorité.
8. Sous réserve des dispositions du par. 6, let. a), sous-al. i) ou ii), la demande d’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploration est étudiée selon les procédures énoncées à la section 3, par. 11 de la présente annexe.
9. Les plans de travail relatifs à l’exploration sont approuvés pour quinze ans. A l’expiration d’un tel plan, le contractant doit, s’il ne l’a déjà fait et si ledit plan n’a pas été prorogé, présenter une demande d’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploitation. Le contractant peut demander la prorogation d’un plan de travail relatif à l’exploitation pour des périodes ne dépassant pas cinq ans chacune. Ces prorogations sont accordées si le contractant s’est efforcé de bonne foi de se conformer aux stipulations du plan de travail mais n’a pas pu, pour des raisons indépendantes de sa volonté, mener à bien les travaux préparatoires nécessaires pour passer à la phase d’exploitation ou si les circonstances économiques du moment ne justifient pas le passage à la phase d’exploitation.
10. Un secteur réservé à l’Autorité est désigné conformément à l’art. 8 de l’annexe III de la Convention lors de l’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploration ou relatif à l’exploration et l’exploitation.
11. Nonobstant les dispositions du par. 9, un plan de travail approuvé relatif à l’exploration, qui est patronné par au moins un Etat appliquant le présent Accord à titre provisoire, cesse d’être valable si ledit Etat cesse d’appliquer ledit Accord à titre provisoire et s’il n’est pas devenu membre à titre provisoire conformément au par. 12 ou Etat Partie.
12. Lors de l’entrée en vigueur du présent Accord, les Etats et entités visés à l’art. 3 dudit Accord qui l’appliquaient à titre provisoire conformément à l’art. 7 et vis-à-vis desquels il n’est pas en vigueur peuvent demeurer membres de l’Autorité à titre provisoire jusqu’à l’entrée en vigueur de l’Accord à leur égard, conformément aux alinéas suivants:
Si le présent Accord entre en vigueur avant le 16 novembre 1996, lesdits Etats et entités peuvent continuer à participer à l’Autorité en qualité de membres à titre provisoire en notifiant au dépositaire de l’Accord leur intention de participer à l’Autorité en qualité de membre à titre provisoire. Le statut de membre à titre provisoire prend fin le 16 novembre 1996 ou à la date à laquelle le présent Accord et la Convention entrent en vigueur à l’égard du membre concerné si celle-ci est antérieure. Le Conseil peut, à la demande de l’Etat ou de l’entité intéressé, proroger son statut de membre à titre provisoire au-delà du 16 novembre 1996 pendant une ou plusieurs périodes ne dépassant pas deux ans au total s’il considère que ledit Etat ou ladite entité s’est efforcé de bonne foi de devenir partie à l’Accord et à la Convention.
Si le présent Accord entre en vigueur après le 15 novembre 1996, lesdits Etats et entités peuvent demander au Conseil à demeurer membres de l’Autorité à titre provisoire pour une ou plusieurs périodes ne s’étendant pas au-delà du 16 novembre 1998. S’il considère que l’Etat ou l’entité intéressé s’est efforcé de bonne foi de devenir partie à l’Accord et à la Convention, le Conseil fait droit à cette demande avec effet à la date de celle-ci.
Les Etats et entités qui sont membres de l’Autorité à titre provisoire en vertu des let. a) ou b) appliquent les dispositions de la partie XI et du présent Accord conformément à leurs lois et règlements nationaux ou internes et à leurs allocations budgétaires annuelles et ont les mêmes droits et obligations que les autres membres, et notamment:
l’obligation de contribuer au budget d’administration de l’Autorité conformément au barème convenu;
le droit de patronner des demandes d’approbation de plans de travail relatifs à l’exploration. Dans le cas d’entités dont les composantes sont des personnes physiques ou morales ayant la nationalité de plus d’un Etat, un plan de travail relatif à l’exploration n’est approuvé que si tous les Etats dont les personnes physiques ou morales constituent lesdites entités sont des Etats Parties ou des membres à titre provisoire.
Nonobstant les dispositions du par. 9, un plan de travail relatif à l’exploration approuvé sous la forme d’un contrat qui était patronné par un Etat membre à titre provisoire en vertu du sous-al. ii) de la let. c) cesse d’être valable si ce statut de membre à titre provisoire prend fin sans que l’Etat ou l’entité soit devenu Etat Partie.
Si un tel membre à titre provisoire n’a pas versé ses contributions ou ne s’est pas, à d’autres égards, acquitté de ses obligations conformément au présent paragraphe, son statut de membre à titre provisoire prend fin.
13. La référence à l’exécution non satisfaisante d’un plan de travail approuvé figurant à l’art. 10 de l’annexe III de la Convention est interprétée comme signifiant que le contractant n’a pas respecté les stipulations du plan de travail malgré l’avertissement ou les avertissements écrits que l’Autorité lui a adressés à cet effet.
14. L’Autorité a son propre budget. Jusqu’à la fin de l’année suivant celle où le présent Accord entrera en vigueur, les dépenses d’administration de l’Autorité seront imputées sur le budget de l’Organisation des Nations Unies. Par la suite, les dépenses d’administration de l’Autorité seront financées au moyen des contributions versées par ses membres, y compris le cas échéant les membres à titre provisoire, conformément aux art. 171, let. a) et 173 de la Convention et au présent Accord, jusqu’à ce que l’Autorité dispose afin de faire face auxdites dépenses de recettes suffisantes provenant d’autres sources. L’Autorité n’exerce pas la capacité de contracter des emprunts que lui confère l’art. 174, par. 1 de la Convention pour financer son budget d’administration.
15. L’Autorité élabore et adopte les règles, règlements et procédures prévus à l’art. 162, par. 2, let. o) ii) de la Convention, en se fondant sur les principes énoncés aux sections 2, 5, 6, 7 et 8 de la présente annexe, ainsi que tous autres règles, règlements et procédures nécessaires pour faciliter l’approbation des plans de travail relatifs à l’exploration ou l’exploitation, conformément aux alinéas suivants:
Le Conseil peut entreprendre l’élaboration de ces règles, règlements ou procédures lorsqu’il juge qu’ils sont nécessaires pour la conduite des activités menées dans la Zone, ou lorsqu’il détermine que l’exploitation commerciale est imminente, ou encore à la demande d’un Etat dont un ressortissant entend présenter une demande d’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploitation.
Si une demande est faite par un Etat visé à la let. a), le Conseil adopte ces règles, règlements et procédures dans les deux ans qui suivent la demande, conformément à l’art. 162, par. 2, let. o) de la Convention.
Si le Conseil n’a pas achevé l’élaboration des règles, règlements et procédures relatifs à l’exploitation dans le délai prescrit et si une demande d’approbation d’un plan de travail relatif à l’exploitation est en instance, il doit néanmoins examiner et approuver provisoirement ce plan de travail sur la base des dispositions de la Convention ainsi que des règles, règlements et procédures qu’il a pu adopter à titre provisoire, ou sur la base des normes énoncées dans la Convention ainsi que des conditions et principes figurant dans la présente annexe et du principe de la non-discrimination entre contractants.
16. Les projets de règles, règlements et procédures ainsi que toutes recommandations concernant les dispositions de la partie XI qui figurent dans les rapports et les recommandations de la Commission préparatoire sont pris en considération par l’Autorité lorsqu’elle adopte des règles, règlements et procédures conformément à la partie XI et au présent Accord.
17. Les dispositions pertinentes de la section 4 de la partie XI de la Convention sont interprétées et appliquées conformément au présent Accord.
Section 2 L’Entreprise
1. Le Secrétariat de l’Autorité s’acquitte des fonctions de l’Entreprise jusqu’à ce que celle-ci commence à fonctionner indépendamment du Secrétariat. Le Secrétaire général de l’Autorité nomme parmi le personnel de celle-ci un Directeur général par intérim pour superviser l’exercice de ces fonctions par le Secrétariat. Il s’agit des fonctions suivantes:
suivre et étudier les tendances et l’évolution touchant les activités d’exploitation des ressources des fonds marins, notamment en analysant régulièrement la situation du marché mondial des métaux ainsi que les cours des métaux et les tendances et les perspectives en la matière;
évaluer les résultats de la recherche scientifique marine relative aux activités menées dans la Zone, en mettant l’accent en particulier sur les recherches touchant l’impact sur l’environnement des activités menées dans la Zone;
évaluer les données disponibles concernant les activités de prospection et d’exploration, notamment les critères applicables auxdites activités;
évaluer les innovations technologiques intéressant les activités menées dans la Zone, et en particulier les techniques relatives à la protection et la préservation du milieu marin;
évaluer les informations et données relatives aux secteurs réservés à l’Autorité;
évaluer les approches en matière d’entreprises conjointes;
rassembler des informations sur la disponibilité de main-d’oeuvre qualifiée;
étudier les politiques de gestion pouvant être appliquées à l’administration de l’Entreprise aux différentes étapes de ses opérations.
2. L’Entreprise mène ses premières opérations d’exploitation des ressources des fonds marins dans le cadre d’entreprises conjointes. Lorsqu’un plan de travail relatif à l’exploitation présenté par une entité autre que l’Entreprise sera approuvé ou lorsque le Conseil recevra une demande pour une opération d’entreprise conjointe avec l’Entreprise, le Conseil examinera la question du fonctionnement de l’Entreprise indépendamment du Secrétariat de l’Autorité. S’il estime que les opérations d’entreprise conjointe sont conformes aux principes d’une saine gestion commerciale, le Conseil adopte une directive autorisant le fonctionnement indépendant de l’Entreprise, conformément à l’art. 170, par. 2 de la Convention.
3. L’obligation des Etats Parties de financer un site minier de l’Entreprise prévu à l’annexe IV, art. 11, par. 3, de la Convention ne s’applique pas et les Etats Parties ne sont tenus de financer aucune opération sur un site minier de l’Entreprise ou dans le cadre de ses accords d’entreprise conjointe.
4. Les obligations qui incombent aux contractants incombent à l’Entreprise. Nonobstant les dispositions de l’art. 153, par. 3, et de l’annexe III, art. 3, par. 5 de la Convention, tout plan de travail de l’Entreprise revêt, lorsqu’il est approuvé, la forme d’un contrat conclu entre l’Autorité et l’Entreprise.
5. Le contractant ayant remis un secteur spécifique à l’Autorité en tant que secteur réservé a un droit de priorité pour conclure avec l’Entreprise un accord d’entreprise conjointe en vue de l’exploration et de l’exploitation dudit secteur. Si, dans les quinze ans qui suivent la date à laquelle elle aura commencé à fonctionner indépendamment du Secrétariat de l’Autorité ou dans les quinze ans de la date à laquelle ledit secteur a été réservé à l’Autorité, si cette date est plus tardive, l’Entreprise ne présente pas de demande d’approbation d’un plan de travail en vue d’activités dans ce secteur réservé, le contractant ayant remis ledit secteur peut présenter une demande d’approbation d’un plan de travail pour ce secteur, à charge pour lui d’offrir de bonne foi d’associer l’Entreprise à ses activités dans le cadre d’une entreprise conjointe.
6. L’art. 170, par. 4, l’annexe IV et les autres dispositions de la Convention relatives à l’Entreprise sont interprétés et appliqués conformément à la présente section.
Section 3 Prise de décisions
1. Les politiques générales de l’Autorité sont arrêtées par l’Assemblée en collaboration avec le Conseil.
2. En règle générale, les organes de l’Autorité s’efforcent de prendre leurs décisions par consensus.
3. Si tous les efforts pour aboutir à une décision par consensus ont été épuisés, les décisions mises aux voix à l’Assemblée sur les questions de procédure sont prises à la majorité des membres présents et votants, et celles sur les questions de fond à la majorité des deux tiers des membres présents et votants, comme prévu à l’art. 159, par. 8 de la Convention.
4. Les décisions de l’Assemblée sur toute question qui relève également de la compétence du Conseil ou sur toute question administrative, budgétaire ou financière sont fondées sur les recommandations du Conseil. Si l’Assemblée n’accepte pas la recommandation du Conseil sur une question quelconque, elle renvoie celle-ci au Conseil pour un nouvel examen. Le Conseil réexamine la question à la lumière des vues exprimées par l’Assemblée.
5. Si tous les efforts pour aboutir à une décision par consensus ont été épuisés, les décisions mises aux voix au Conseil sur les questions de procédure sont prises à la majorité des membres présents et votants, et celles sur les questions de fond, sauf lorsque la Convention dispose que le Conseil doit décider par consensus, à la majorité des deux tiers des membres présents et votants, à condition que ces décisions ne suscitent pas l’opposition de la majorité au sein de l’une quelconque des chambres mentionnées au par. 9. Lorsqu’il prend des décisions, le Conseil s’attache à promouvoir les intérêts de tous les membres de l’Autorité.
6. Le Conseil peut décider de surseoir à une décision pour faciliter la poursuite des négociations chaque fois qu’il apparaît que tous les efforts pour aboutir à un consensus sur une question n’ont pas été épuisés.
7. Les décisions de l’Assemblée ou du Conseil qui ont des incidences financières ou budgétaires sont fondées sur les recommandations de la Commission des finances.
8. Les dispositions de l’art. 161, par. 8, let. b) et c) de la Convention ne sont pas applicables.
a) Chaque groupe d’Etats élus conformément au par. 15, let. a) à c) est considéré comme une chambre pour les votes au Conseil. Les Etats en développement élus conformément au par. 15, let. d) et e) sont considérés comme une seule chambre pour les votes au Conseil.
Avant d’élire les membres du Conseil, l’Assemblée établit des listes de pays répondant aux critères d’appartenance aux groupes d’Etats visés aux let. a) à d) du par. 15. Si un Etat répond aux critères d’appartenance de plus d’un groupe, il ne peut être présenté que par un groupe pour les élections au Conseil et ne représente que ce groupe lors des votes au Conseil.
10. Chacun des groupes d’Etats visés au par. 15, let. a) à d), est représenté au Conseil par les membres dont il a présenté la candidature. Chaque groupe ne peut présenter qu’autant de candidats qu’il doit pourvoir de sièges. En règle générale, le principe de la rotation s’applique lorsque le nombre de candidats potentiels dans chacun des groupes visés au par. 15, let. a) à e) dépasse le nombre de sièges à pourvoir dans le même groupe. Les Etats appartenant à ces groupes déterminent comment ce principe s’applique dans leurs groupes respectifs.
Le Conseil approuve toute recommandation de la Commission juridique et technique favorable à l’approbation d’un plan de travail sauf s’il décide de rejeter celui-ci à la majorité des deux tiers de ses membres présents et votants, dont la majorité des membres présents et votants au sein de chacune de ses chambres. Si le Conseil ne statue pas dans le délai prescrit sur une recommandation favorable à l’approbation d’un plan de travail, cette recommandation est réputée approuvée par le Conseil à l’expiration dudit délai. Le délai prescrit est normalement de 60 jours, à moins que le Conseil ne fixe un délai plus long. Si la Commission recommande le rejet d’un plan de travail ou ne fait pas de recommandation, le Conseil peut néanmoins approuver le plan de travail conformément aux dispositions de son règlement intérieur régissant la prise de décisions sur les questions de fond.
Les dispositions de l’art. 162, par. 2, let. j) de la Convention ne sont pas applicables.
12. Tout différend qui pourrait surgir concernant le rejet d’un plan de travail est soumis aux procédures de règlement des différends prévues dans la Convention.
13. Les décisions mises aux voix à la Commission juridique et technique sont prises à la majorité des membres présents et votants.
14. Les sous-sections B et C de la section 4 de la partie XI de la Convention sont interprétées et appliquées conformément à la présente section.
15. Le Conseil se compose de 36 membres de l’Autorité, élus par l’Assemblée dans l’ordre suivant:
quatre membres choisis parmi les Etats Parties dont la consommation ou les importations nettes de produits de base relevant des catégories de minéraux devant être extraits de la Zone ont dépassé, au cours des cinq dernières années pour lesquelles il existe des statistiques, plus de 2 % en valeur du total mondial de la consommation ou des importations de ces produits de base, à condition que, parmi les quatre membres, figurent un Etat de la région de l’Europe orientale qui a l’économie la plus importante de la région en termes de produit intérieur brut et l’Etat qui, au moment de l’entrée en vigueur de la Convention, a l’économie la plus importante en termes de produit intérieur brut, si lesdits Etats souhaitent être représentés dans ce groupe;
quatre membres choisis parmi les huit Etats Parties qui ont effectué, directement ou par l’intermédiaire de leurs ressortissants, les plus gros investissements pour la préparation et la réalisation d’activités menées dans la Zone;
quatre membres choisis parmi les Etats Parties qui, sur la base de la production provenant des zones soumises à leur juridiction, sont parmi les principaux exportateurs nets des catégories de minéraux devant être extraits de la Zone, dont au moins deux Etats en développement dont l’économie est fortement tributaire de leurs exportations de ces minéraux;
six membres choisis parmi les Etats Parties en développement et représentant des intérêts particuliers. Les intérêts particuliers devant être représentés comprennent ceux des Etats à populations nombreuses, des Etats sans littoral ou géographiquement désavantagés, des Etats insulaires, des Etats qui figurent parmi les principaux importateurs des catégories de minéraux devant être extraits de la Zone, des Etats potentiellement producteurs de tels minéraux et des Etats les moins avancés;
18 membres élus suivant le principe d’une répartition géographique équitable de l’ensemble des sièges du Conseil, étant entendu qu’au moins un membre par région géographique est élu membre en application de la présente disposition. A cette fin, les régions géographiques sont: l’Afrique, l’Amérique latine et les Caraïbes, l’Asie, l’Europe orientale ainsi que l’Europe occidentale et autres Etats.
16. Les dispositions de l’art. 161, par. 1 de la Convention ne sont pas applicables.
Section 4 Conférence de révision
Les dispositions relatives à la Conférence de révision figurant à l’art. 155, par. 1, 3 et 4 de la Convention ne sont pas applicables. Nonobstant les dispositions de l’art. 314, par. 2 de la Convention, l’Assemblée peut à tout moment, sur la recommandation du Conseil, entreprendre un examen des questions visées à l’art. 155, par. 1 de la Convention. Les amendements relatifs au présent Accord et à la partie XI sont soumis aux procédures prévues aux art. 314, 315 et 316 de la Convention, étant entendu que les principes, régime et autres dispositions visés à l’art. 155, par. 2 de la Convention doivent être maintenus et que les droits visés au par. 5 dudit article ne doivent pas être affectés.
Section 5 Transfert des techniques
1. Le transfert des techniques, aux fins de la partie XI, est régi par les dispositions de l’art. 144 de la Convention et par les principes suivants:
L’Entreprise et les Etats en développement désireux d’obtenir des techniques d’exploitation minière des fonds marins s’efforcent de les obtenir selon des modalités et à des conditions commerciales justes et raisonnables sur le marché libre, ou par le biais d’accords d’entreprise conjointe.
Si l’Entreprise ou les Etats en développement ne peuvent obtenir de techniques d’exploitation minière des fonds marins, l’Autorité peut prier les contractants, ainsi que l’Etat ou les Etats qui les ont patronnés, à coopérer avec elle pour permettre à l’Entreprise, à son entreprise conjointe ou à un ou plusieurs Etats en développement désireux d’acquérir ces techniques de les acquérir plus facilement selon des modalités et à des conditions commerciales justes et raisonnables, compatibles avec la protection effective des droits de propriété intellectuelle. Les Etats Parties s’engagent à coopérer pleinement et efficacement avec l’Autorité à cette fin et à faire en sorte que les contractants qu’ils patronnent coopèrent eux aussi pleinement avec l’Autorité.
En règle générale, les Etats Parties s’emploient à promouvoir la coopération scientifique et technique internationale en ce qui concerne les activités menées dans la Zone soit entre les parties intéressées, soit en élaborant des programmes de formation, d’assistance technique et de coopération scientifique en matière de sciences et techniques marines et dans le domaine de la protection et de la préservation du milieu marin.
2. Les dispositions de l’art. 5 de l’annexe III de la Convention ne sont pas applicables.
Section 6 Politique en matière de production
1. La politique de l’Autorité en matière de production est fondée sur les principes suivants:
La mise en valeur des ressources de la Zone doit se faire conformément aux principes d’une saine gestion commerciale.
Les dispositions de l’Accord général sur les tarifs douaniers et le commerce, ses codes pertinents et les accords destinés à leur succéder ou à les remplacer s’appliquent s’agissant des activités menées dans la Zone.
En particulier, les activités menées dans la Zone ne sont pas subventionnées, sauf dans la mesure où les accords visés à la let. b) l’autorisent. Aux fins des présents principes, les subventions sont définies comme dans les accords visés à la let. b).
Il n’est pas fait de discrimination entre les minéraux extraits de la Zone et ceux provenant d’autres sources. Ces minéraux et les importations de produits de base obtenus à partir de ces minéraux ne bénéficient d’aucun accès préférentiel aux marchés, en particulier:
par l’utilisation de barrières tarifaires ou non tarifaires; et
par l’octroi par les Etats Parties d’un traitement préférentiel à ces minéraux ou aux produits de base obtenus à partir de ces minéraux par leurs entreprises d’Etat ou par des personnes physiques ou morales qui ont leur nationalité ou qui sont contrôlées par eux ou leurs ressortissants;
Le plan de travail approuvé par l’Autorité pour l’exploitation de chaque secteur minier comprend un calendrier de production qui indique les quantités maximales de minéraux qui seraient extraites chaque année en application de ce plan.
Les différends concernant les dispositions des accords visés à la let. b) sont réglés comme suit:
si les Etats Parties concernés sont parties auxdits accords, ils ont recours aux procédures de règlement des différends qui y sont prévues;
si un ou plusieurs des Etats Parties concernés ne sont pas parties auxdits accords, ils ont recours aux procédures de règlement des différends prévues dans la Convention.
Lorsqu’il est établi, en vertu des accords visés à la let. b), qu’un Etat Partie a accordé des subventions qui sont interdites ou qui ont eu pour effet de léser les intérêts d’un autre Etat Partie et que l’Etat Partie ou les Etats Parties intéressés n’ont pas adopté les mesures adéquates, tout Etat Partie peut demander au Conseil de prendre des mesures appropriées.
2. Les principes énoncés au par. 1 n’affectent pas les droits et obligations découlant des dispositions des accords visés à la let. b) du par. 1, ou des accords de libre-échange ou d’union douanière pertinents, dans les relations entre Etats Parties qui sont parties auxdits accords.
3. L’acceptation par un contractant de subventions autres que celles qui peuvent être autorisées par les accords visés à la let. b) du par. 1 constitue une violation des clauses fondamentales du contrat constituant un plan de travail pour l’exécution d’activités dans la Zone.
4. Tout Etat Partie qui a des raisons de croire que les dispositions des let. b) à d) du par. 1 ou du par. 3 ont été enfreintes peut engager des procédures de règlement des différends conformément aux let. f) ou g) du par. 1.
5. Les Etats Parties peuvent à tout moment porter à l’attention du Conseil des activités qu’ils jugent incompatibles avec les dispositions des let. b) à d) du par. 1.
6. L’Autorité élabore des règles, règlements et procédures propres à assurer l’application des dispositions de la présente section, et notamment des règles, règlements et procédures régissant l’approbation des plans de travail.
7. Les dispositions de l’art. 151, par. 1 à 7 et par. 9, de l’art. 162, par. 2, let. q), de l’art. 165, par. 2, let. n), ainsi que de l’art. 6, par. 5, et de l’art. 7 de l’annexe III de la Convention ne sont pas applicables.
Section 7 Assistance économique
1. La politique mise en oeuvre par l’Autorité pour venir en aide aux pays en développement dont l’économie et les recettes d’exportation se ressentent gravement des effets défavorables d’une baisse du cours d’un minéral figurant parmi ceux extraits de la Zone ou d’une réduction du volume de leurs exportations de ce minéral, pour autant que cette baisse ou réduction est due à des activités menées dans la Zone, est fondée sur les principes suivants:
L’Autorité établit un fonds d’assistance économique avec la part de ses ressources qui dépasse le montant nécessaire pour couvrir ses dépenses d’administration. Le montant réservé à cette fin est périodiquement déterminé par le Conseil sur la recommandation de la Commission des finances. Seuls les fonds reçus en paiement des contractants, y compris l’Entreprise, et les contributions volontaires peuvent être utilisés pour établir ce fonds d’assistance économique.
Les Etats en développement producteurs terrestres dont il a été établi que l’économie a été gravement affectée par la production de minéraux de fonds marins bénéficient de l’assistance du fonds d’assistance économique de l’Autorité.
Au moyen de ce fonds, l’Autorité fournit une assistance aux Etats en développement producteurs terrestres affectés, le cas échéant en coopération avec les institutions mondiales ou régionales de développement existantes qui disposent de l’infrastructure et des compétences requises pour mener à bien de tels programmes d’assistance.
L’étendue et la durée de cette assistance sont déterminées au cas par cas. Ce faisant, il est tenu dûment compte de la nature et de l’ampleur des problèmes rencontrés par les Etats en développement producteurs terrestres affectés.
2. Il est donné effet à l’art. 151, par. 10 de la Convention au moyen des mesures d’assistance économique prévues au par. 1. L’art. 160, par. 2, let. l), l’art. 162, par. 2, let. n), l’art. 164, par. 2, let. d), l’art. 171, let. f) et l’art. 173, par. 2, let. c) de la Convention sont interprétés en conséquence.
Section 8 Clauses financières des contrats
1. Les principes suivants servent de base à l’établissement des règles, règlements et procédures relatifs aux clauses financières des contrats:
Le système de paiements à l’Autorité doit être équitable tant pour le contractant que pour l’Autorité et prévoir des moyens adéquats pour déterminer que le contractant s’y conforme.
Les taux des paiements appliqués dans le cadre de ce système doivent être comparables à ceux en vigueur en ce qui concerne la production terrestre des mêmes minéraux ou de minéraux similaires afin d’éviter de donner aux producteurs de minéraux extraits des fonds marins un avantage artificiel ou de leur imposer un désavantage, au regard de la concurrence.
Le système ne devrait pas être compliqué ni imposer de lourdes dépenses d’administration à l’Autorité ou aux contractants. L’adoption d’un système de redevances ou d’un système associant redevances et partage des bénéfices devrait être envisagée. S’il est établi différents systèmes, le contractant a le droit de choisir le système applicable à son contrat. Tout changement ultérieur dans le choix du système exige néanmoins un accord entre l’Autorité et le contractant.
Un droit annuel fixe est payable dès le démarrage de la production commerciale. Ce droit peut être déduit des autres paiements dus en application du système adopté conformément à la let. c). Le montant de ce droit est fixé par le Conseil.
Le système de paiements peut être révisé périodiquement compte tenu des changements de circonstances. Toute modification est appliquée de façon non discriminatoire. Elle ne peut s’appliquer aux contrats existants que si le contractant le souhaite. Tout changement ultérieur dans le choix entre les systèmes exige un accord entre l’Autorité et le contractant.
Les différends concernant l’interprétation ou l’application des règles et règlements fondés sur les présents principes sont soumis aux procédures de règlement des différends prévues dans la Convention.
2. Les dispositions de l’art. 13, par. 3 à 10 de l’annexe III de la Convention ne sont pas applicables.
3. En ce qui concerne l’application de l’art. 13, par. 2 de l’annexe III de la Convention, le droit à acquitter pour l’étude des demandes d’approbation d’un plan de travail limité à une seule phase, qu’il s’agisse de l’exploration ou de l’exploitation, est de 250 000 dollars des Etats-Unis.
Section 9 La Commission des finances
1. Il est constitué une Commission des finances composée de quinze membres ayant les qualifications voulues en matière financière. Les candidats proposés par les Etats Parties doivent posséder les plus hautes qualités de compétence et d’intégrité.
2. La Commission des finances ne peut comprendre plus d’un ressortissant du même Etat Partie.
3. Les membres de la Commission des finances sont élus par l’Assemblée compte dûment tenu de la nécessité d’assurer une répartition géographique équitable ainsi que la représentation des intérêts spéciaux. Chacun des groupes d’Etats visés à la section 3, par. 15, let. a), b), c) et d) de la présente annexe est représenté à la Commission des finances par au moins un membre. Jusqu’à ce que l’Autorité dispose de ressources suffisantes provenant de sources autres que les contributions pour faire face à ses dépenses d’administration, la Commission doit comprendre un représentant de chacun des cinq Etats versant les contributions les plus importantes au budget d’administration de l’Autorité. Par la suite, l’élection d’un membre de chaque groupe se fait sur la base des candidatures présentées par les membres de ce groupe, sans préjudice de la possibilité que d’autres membres de chaque groupe soient élus.
4. Les membres de la Commission des finances sont élus pour cinq ans et sont rééligibles une fois.
5. En cas de décès, d’empêchement ou de démission d’un membre de la Commission des finances avant l’expiration de son mandat, l’Assemblée élit pour achever le terme du mandat un membre appartenant à la même région géographique ou au même groupe d’Etats.
6. Les membres de la Commission des finances ne doivent avoir d’intérêt financier dans quelque activité que ce soit liée à des questions à propos desquelles la Commission doit formuler des recommandations. Même après que leurs fonctions ont pris fin, ils ne divulguent aucune information confidentielle dont ils ont eu connaissance en raison des fonctions qu’ils ont accomplies au service de l’Autorité.
7. L’Assemblée et le Conseil tiennent compte des recommandations de la Commission des finances lorsqu’ils prennent des décisions sur les questions ci-après:
les projets de règles, règlements et procédures applicables en matière financière aux organes de l’Autorité ainsi que la gestion financière et l’administration financière interne de l’Autorité;
le calcul des contributions des membres au budget d’administration de l’Autorité conformément à l’art. 160, par. 2, let. e) de la Convention;
toutes les questions financières pertinentes, y compris le projet de budget annuel établi par le Secrétaire général de l’Autorité conformément à l’art. 172 de la Convention, ainsi que les aspects financiers de l’exécution des programmes de travail du Secrétariat;
le budget d’administration;
les obligations financières découlant pour les Etats Parties de l’application du présent Accord et de la partie XI ainsi que les incidences administratives et budgétaires des propositions et des recommandations entraînant des dépenses devant être financées au moyen des ressources de l’Autorité;
les règles, règlements et procédures applicables au partage équitable des avantages financiers et autres avantages économiques tirés des activités menées dans la Zone ainsi que les décisions à prendre à ce sujet.
8. Les décisions de la Commission des finances sur les questions de procédure sont prises à la majorité des membres présents et votants. Les décisions sur les questions de fond sont prises par consensus.
9. Les dispositions de l’art. 162, par. 2, let. y) de la Convention prévoyant la création d’un organe subsidiaire chargé des questions financières sont réputées avoir reçu effet par la création de la Commission des finances conformément à la présente section.
Champ d’application le 22 février 20193
Réserves, déclarations et objection.
Les réserves, déclarations et objection ne sont pas publiées au RO. Les textes en français et en anglais peuvent être consultés à l’adresse du site Internet des Nations Unies: http://treaties.un.org/ ou obtenus à la Direction du droit international public (DDIP), Section des traités internationaux, 3003 Berne.
RO 2009 3411; FF 2008 3653
1 Art. 1 al. 1 de l’AF du 19 déc. 2008 (RO 2009 3207)
3RO 2009 3430, 2011 5147, 2016 623, 2019 849. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).