Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-4630-del-15-02-2019
Timestamp: 2020-04-01 15:00:32+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 4630 del 15/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4630 del 15/02/2019
Cassazione civile sez. VI, 15/02/2019, (ud. 05/02/2019, dep. 15/02/2019), n.4630
sul ricorso 6583-2018 proposto da:
M.W., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
ANTONINO CIAFARDINI;
RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI ANCONA, in persona
PROCURATORE GENERALE PRESSO IL TRIBUNALE DI L’AQUILA;
avverso la sentenza n. 1908/2017 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
partecipata del 5/2/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO
Che M.W. ha proposto ricorso per cassazione avverso sentenza della Corte d’appello di L’Aquila, in data 19 ottobre 2017, che aveva rigettato la sua domanda di riconoscimento della protezione internazionale.
Che il ricorso è inammissibile, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, a causa della mancata esposizione dei fatti di causa, essendosi il ricorrente limitato a trascrivere il dispositivo della sentenza impugnata e a riferire di avere impugnato il diniego della protezione da parte della Commissione territoriale e dell’esito negativo dell’impugnazione nel primo e secondo grado di giudizio, senza alcuna narrazione della vicenda sostanziale che ha dato origine alla controversia;
il ricorso per cassazione deve contenere la chiara esposizione dei fatti di causa, dalla quale devono risultare le posizioni processuali delle parti con l’indicazione degli atti con cui sono stati formulati causa petendi e petitum, nonchè degli argomenti dei giudici dei singoli gradi, non potendo tutto questo ricavarsi da una faticosa o complessa opera di distillazione del successivo coacervo espositivo dei singoli motivi, perchè tanto equivarrebbe a devolvere alla S.C. un’attività di estrapolazione della materia del contendere, che è riservata invece al ricorrente (Cass. n. 16628/2018);
una simile modalità non soddisfa quindi il requisito della esposizione sommaria dei fatti, che deve garantire alla Corte di cassazione di avere una chiara e completa cognizione del fatto sostanziale che ha originato la controversia e del fatto processuale, senza dover ricorrere ad altre fonti o atti in suo possesso, come la stessa sentenza impugnata (Cass. Sez. un n. 11653/2006);
non è dovuto il raddoppio del contributo, essendo la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile; condanna il ricorrente alle spese, liquidate in 2050,00, oltre SPAD.