Source: https://www.almacordis.it/news/4-diritto%20lavoro
Timestamp: 2018-11-14 19:23:32+00:00
Document Index: 57123351

Matched Legal Cases: ['art. 2739', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 51', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 1', 'sentenza ']

Diritto del Lavoro - Rassegna di Alma Cordis
Riposi per allattamento e assegno di maternità dallo Stato, applicazione del regime telematico
Riposi per allattamento e assegno di maternitа dallo Stato, applicazione del regime telematico
Con il messaggio n. 3014/18 del 27 luglio l’INPS ha reso nota l’applicazione del regime telematico ai fini della presentazione della domanda per i riposi giornalieri per allattamento e per l’assegno di maternità dello Stato, finora disponibile in modalità cartacea.
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Il necessario accertamento della malattia come giustificazione del mancato rientro in servizio
L’attribuibilità dell’assenza del lavoratore ad una condotta volontaria e ingiustificata, come la mancata accettazione della proposta di trasferimento, configura un’ipotesi diversa dalla malattia (nella quale rileva il periodo di conservazione del posto di lavoro) e, in particolare, un’ipotesi di illecito disciplinare che opera su un piano diverso dal comporto.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - L, ordinanza n. 19927/18; depositata il 27 luglio)
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L'onere probatorio del datore di lavoro per resistere all' accusa di demansionamento
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Da Palazzo Chigi il decreto dignità a sostegno di lavoratori e imprese
Da Palazzo Chigi il decreto dignitа a sostegno di lavoratori e imprese
Migliorare i rapporti di lavoro, contrastare la delocalizzazione delle aziende, disincentivare il gioco d’azzardo e introdurre misure di semplificazione fiscale. Questi sono i principali obbiettivi del decreto dignità, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 2 luglio 2018.
La formula vincente del giuramento decisorio
Il giuramento può dirsi decisorio quando abbia ad oggetto circostanze tali da comportare che il giudice debba soltanto accogliere o rigettare la domanda o singoli capi di essa e, ai sensi dell’art. 2739 c.c., può essere deferito sulla sola conoscenza diretta che il giurante ha dei fatti altrui.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 17197/18; depositata il 2 luglio)
È consentito il controllo a distanza del lavoratore, ma solo in presenza di determinate condizioni
Il Tribunale di Roma, con ordinanza n. 57668/18 del 13 giugno, affronta – tra gli altri – il tema della nuova disciplina dei controlli a distanza e della utilizzabilità delle informazioni raccolte dopo la novella apportata all'art. 4, l. n. 300/1970, dall’art. 23, comma 1, d.lgs. n. 151/2015.
Controlli a distanza. Secondo il Tribunale, dal nuovo testo dell'art. 4, l. n. 300/1970, non risulta più essere vietato, in termini assoluti, effettuare controlli a distanza sui lavoratori, sicché non appare più necessario (ove mai lo sia stato) appellarsi a “finalità difensive” per superare un divieto totalitario di controllo a distanza che non esiste più.Per converso, sul come “si fa il controllo”, la novella ha posto limiti chiari e rigorosi, la cui osservanza non può più apparire eludibile in base al criterio per cui una volta che sì è scoperto “ex post” che il lavoratore ha commesso un illecito, l'esito del controllo risulta “ex post” “difensivo”. sicché non conta più come il datore ha acquisito quella informazione.In buona sostanza il legislatore sembra ormai aver superato la logica per cui il lavoratore non può essere controllato a distanza salvo che non si dimostri che ci si è dovuti difendere perché è un delinquente, affermando l'opposto principio, che realizza normativamente il contemperamento tra interesse al controllo e protezione della dignità e riservatezza dei lavoratori sottraendola alle oscillazioni della giurisprudenza in materia, per cui il lavoratore può ben essere controllato con mezzi a distanza, ma nel rispetto di precise condizioni.
Regole per il controllo a distanza. Secondo il Tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 4, l. n. 300/1970, come novellato dall'art. 23, comma 1, d.lgs. n. 151/2015, i lavoratori possono essere controllati con mezzi a distanza ma in presenza delle seguenti cumulative condizioni:- a) l'impianto deve essere stato previamente autorizzato con accordo sindacale o dall'INL;- b) l'impianto deve avere una o più delle finalità (diverse da quelle di controllare i lavoratori) previste dal primo comma dell'art. 4, l. n. 300/1970;- c) il datore deve aver previamente informato il lavoratore che l'impianto è stato installato, e che vi si potranno esperire controlli (comma 3);- d) il controllo deve essere esperito in conformità al Codice della privacy, il che comporta essenzialmente che esso va fatto secondo i principi di trasparenza, scopo legittimo e determinato, non invasività, ricavabili dall'art. 11, d.lgs. n. 196/2003 e s.m..Le regole sub a) e sub b) che dettano, rimodulandolo, il regime procedurale autorizzatorio, non valgono per gli «strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa», quali, evidentemente la email aziendale.Le regole sub c) e sub d) valgono invece sempre, alla sola condizione che si tratti di «strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori». La posta elettronica rientra in tale categoria trattandosi di strumento che pur non avendo finalità di controllo ma finalità lavorative consente il controllo a “distanza” dell'operato del lavoratore.Ne segue che per poter esperire il controllo del lavoratore su tale strumento il datore di lavoro deve, ai sensi del novellato terzo comma dell'art. 4, l. n. 300/1970, previamente «dare al lavoratore adeguata informazione delle modalità […] di effettuazione dei controlli», ossia avrebbe dovuto previamente avvisare il lavoratore: a) che la sua attività avrebbe potuto essere controllata mediante tale strumento; b) su come sarebbe stato esperito il controllo.
In G.U. il decreto sugli sgravi contributivi per l'assunzione delle donne vittime di violenze
In G.U. il decreto sugli sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenze
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2018, n. 147 il decreto del Ministero del Lavoro del 11 maggio 2018 relativo agli «sgravi contributivi per l’assunzione delle donne vittime di violenza di genere».
Limiti reddituali e diritto all'assegno sociale per il coniuge effettivamente separato
Limiti reddituali e diritto all’assegno sociale per il coniuge effettivamente separato
L’INPS denuncia l’insussistenza dei requisiti di reddito per l’accoglimento della domanda dell’interessata volta ad ottenere l’assegno sociale sul presupposto che la stessa, rinunciando all’assegno di mantenimento dopo la separazione dal marito, si fosse volontariamente posta in una situazione di autosufficienza economica. I Giudici di merito, al contrario, avevano ritenuto che la separazione effettiva della richiedente dal marito era sufficiente per considerare, ai fini della fruizione del beneficio, il solo reddito individuale. La questione è risolta dalla Suprema Corte.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16852/18; depositata il 26 giugno)
L'attività giornalistica rimane tale, qualunque sia il mezzo di comunicazione utilizzato per la divulgazione delle notizie
L’attivitа giornalistica rimane tale, qualunque sia il mezzo di comunicazione utilizzato per la divulgazione delle notiziedi Roberto Dulio - Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.
La qualificazione dell'attività giornalistica, per la sua rilevanza pubblicistica con riflessi costituzionali (art. 21 cost.) non può desumersi in via primaria ed esclusiva dalla contrattazione collettiva, ma trova gli elementi per la sua qualificazione e regolamentazione in un complesso normativo costituito, oltre che dalla disposizione costituzionale citata, dalla l. 3 febbraio 1963 n. 69 e dal suo regolamento di esecuzione emanato con d.P.R. 19 luglio 1976 n. 649, nonché dal contratto collettivo 19 gennaio 1959, reso efficace erga omnes con d.P.R. 16 gennaio 1961 n. 153.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16691/18; depositata il 25 giugno)
Link originaleOriginal autore: Roberto Dulio Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.
Direttive e rimproveri: il rapporto di lavoro è subordinato
Direttive e rimproveri: il rapporto di lavoro и subordinato
Il lavoratore ha operato per oltre vent’anni come contabile per una società, senza però mai un accordo scritto. Ora i Giudici riconoscono l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato. Decisiva l’analisi delle caratteristiche della prestazione da lui offerta nel corso del tempo.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 16690/18; depositata il 25 giugno)
Trasferta e trasfertismo: la differenza la fa la sede di lavoro
Trasferta e trasfertismo: la differenza la fa la sede di lavorodi Mario Scofferi - Orrick, Herrington & Sutcliffe
E’ estranea alla disciplina dell’art. 51, comma 6, TUIR l’ipotesi dei lavoratori che non svolgano fuori sede «in via continuativa» la loro prestazione ovvero che non ricevano «in misura fissa» un’indennità o maggiorazione di retribuzione, in ragione delle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, a prescindere dall’effettività della trasferta ed indipendentemente dal luogo ove essa si è svolta.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16579/18; depositata il 22 giugno)
Link originaleOriginal autore: Mario Scofferi Orrick, Herrington e Sutcliffe
Natura recettizia del licenziamento e applicabilitа del principio della scissione degli effetti della notificazione
Assegno familiare: sì al cittadino extracomunitario
Assegno familiare: sм al cittadino extracomunitario
Accolta la richiesta presentata da un uomo, presente in Italia con un permesso di lungo soggiorno. Irrilevante il fatto che essa riguardi un periodo precedente alla legge con cui si è stabilito che il beneficio doveva riguardare anche i cittadini non appartenenti all’Unione Europea.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 16593/18; depositata il 22 giugno)
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 142/2018 il decreto legislativo n. 72 del 18 maggio scorso, in attuazione della Riforma antimafia, volto a tutelare il lavoro nelle imprese sequestrate e confiscate.
Anche nel caso di amministrazione straordinaria spetta al giudice del lavoro decidere sulla legittimitа del licenziamentodi Ilaria Leverone
Qualora risulti l’interesse del lavoratore all’accertamento del diritto di credito risarcitorio in via non meramente strumentale alla partecipazione al concorso nella procedura di amministrazione straordinaria, bensì effettivo alla tutela della propria posizione all’interno dell’impresa, spetta al giudice del lavoro la cognizione delle domande di impugnazione del licenziamento, di reintegrazione nel posto di lavoro e di accertamento, nel vigore del testo dell’art. 18 l n. 300/1970, come novellato dall’art. 1,comma 42, l. n. 92/2012, della misura dell’indennità risarcitoria dovutagli.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16443/18; depositata il 21 giugno)
Link originaleOriginal autore: Ilaria Leverone
Nel tardo pomeriggio di ieri, 20 giugno 2018, la direttiva europea sulla previdenza complementare 2014/50/UE è passata al vaglio del Consiglio dei Ministri n. 5 che ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che recepisce i requisiti minimi per accrescere la mobilità dei lavoratori tra Stati membri migliorando l’acquisizione e la salvaguardia di diritti pensionistici complementari.