Source: https://www.studioconsulenzaromano.net/fisco-e-leggi/293799/quando-si-applica-la-marca-da-bollo-sulle-fatture-emesse.html
Timestamp: 2020-06-05 19:47:04+00:00
Document Index: 7804166

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 41', 'art. 17', 'art. 74', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 8', 'art. 1199']

10/03/2017 Vincenzo Romano Fisco e Leggi 3 commenti
La marca da bollo è un tributo, è un tipo di carta-valori simile a un francobollo, usato come strumento di pagamento per la convalida di atti e documenti pubblici (quali atti notarili, dichiarazioni, passaporti, etc.) e va applicata esclusivamente per le fatture emesse esenti Iva ovvero fatture senza iva. In Italia le marche da bollo sono utilizzate fin dall’anno 1863 e vengono vendute generalmente nelle tabaccherie o in esercizi pubblici autorizzati.
Dal 2005 alle marche da bollo tradizionali sono stati affiancati i contrassegni telematici autoadesivi, rilasciati per via telematica dall’Agenzia delle Entrate e stampati presso i punti di rivendita al momento della richiesta del cliente. Dall’anno 2007 tali contrassegni hanno sostituito in maniera definitiva le marche da bollo rendendole fuori corso: per alcuni atti pubblici, come i certificati anagrafici cumulativi, la marca da bollo è stata surrogata da un timbro, il quale attesta il pagamento in contanti dell’importo direttamente al soggetto emittente l’atto. Il 19 settembre 2014 è stata battezzata definitivamente la marca da bollo digitale, emessa elettronicamente attraverso siti web connessi all’Agenzia delle Entrate.
Il meccanismo di funzionamento generale dell’apposizione della marca da bollo sulle fatture è il seguente:
sulle fatture esenti da iva con importi superiori ad € 77.47 la marca da bollo va applicata sia se sono in formato cartaceo che in formato elettronico,
sulle fatture senza iva con importi inferiori a € 77.47 la marca da bollo non va mai applicata,
se le fatture presentano contemporaneamente importi soggetti ad IVA ed importi non soggetti, la marca da bollo va applicata solo qualora gli importi esenti da IVA siano superiori a € 77.47.
Quando deve essere apposta sulle fatture di importo superiore a € 77,47, l’importo della marca da bollo è di € 2.00. Oltre a questa regola generale, ci sono molte casistiche “discostanti” e specifiche rispetto alla regola generale. Iniziamo dai casi in un cui non è necessario apporre la marca da bollo su fatture.
le fatture, note di credito e addebito e documenti simili che concernono operazioni soggette ad IVA;
le fatture riguardanti operazioni non imponibili relative ad esportazioni di merci (art. 8 lett. a) e b) DPR 633/1972 ed a cessioni intracomunitarie di beni (art. 41, 42 e 58 DL 331/1993);
fatture soggette al “reverse charge” o inversione contabile (art. 17, comma 6 lett. a), a-bis) e a-ter) DPR 633/1972) e cessione dei rottami (art. 74 comma 7 e 8 DPR 633/1972).
Sono soggette alla disciplina della marca da bollo e quindi dell’applicazione della marca da bollo tutte le fatture di importo superiore ad € 77.47 che abbiano ad oggetto:
operazioni fuori campo IVA per mancanza del presupposto soggettivo o oggettivo (art. 2, 3, 4 e 5 DPR 633/1972), territoriale (art. da 7 a 7-septies DPR 633/1972) – Marca da bollo su fattura;
operazioni escluse dalla base imponibile dell’IVA (art. 15 DPR 633/1972) – ;
operazioni non imponibili perché espletate in operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali (esportazioni indirette art. 8 lett. c) DPR 633/1972);
La marca da bollo sulla fattura è a carico del soggetto debitore come previsto dall’art. 1199 codice civile, sebbene per il pagamento dell’imposta e per eventuali sanzioni amministrative siano obbligatamente solidali entrambe le parti: chi emette la fattura e chi la riceve. Se nella fattura manca la marca da bollo, chi la riceve è esente da responsabilità solo se la presenta entro 15 giorni all’Agenzia delle Entrate e provvede ad adempiere al pagamento della sola imposta. In questo caso la sanzione colpisce solo chi era responsabile nell’applicare l’imposta. La marca da bollo deve essere apposta sulla copia originale della fattura consegnata al cliente. Sulle copie sarà necessario riportare la dicitura “imposta di bollo assolta sull’originale”.
Per quanto concerne le sanzioni derivanti dall’omissione della marca da bollo sulle fatture e l’apposizione con data marca da bollo su fattura posteriore a quella della fattura, è prevista una sanzione amministrativa, per ogni singola fattura irregolare, di importo pari al doppio o al quintuplo dell’imposta o della maggiore imposta evasa. La marca da bollo è deducibile o detraibile ai fini IRPEF. La marca da bollo sulle fatture cartacee va assolta tramite l’acquisto e l’apposizione del contrassegno telematico acquistato presso una ricevitoria o tabacchino. Per le fatture elettroniche la marca da bollo va assolta in modo virtuale mediante il versamento con il modello F24. I contribuenti che assolvono in maniera virtuale la marca da bollo sulle fatture elettroniche, sono tenuti a versarla entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, cioè entro e non oltre il 30 aprile dell’anno successivo d’imposta. Le copie conformi delle fatture rilasciate per causa di smarrimento dell’originale, seguono il medesimo trattamento fiscale ai fini dell’apposizione della marca da bollo prevista per le fatture originali.
Per domande sulle marche da bollo per fatture, su importo minimo marca da bollo, sulla marca da bollo per fatture esenti o sulla data della marca da bollo sulle fatture, non esitate a contattarci tramite commenti.
Giovanni 24/06/2017
Vincenzo Romano 24/06/2017
Ciao Giovanni, a mio avviso nel tuo caso specifico, la marca da bollo è comunque necessaria, in quanto il contributo integrativo del 4%, nel caso in cui avessi fatturato con iva, farebbe comunque imponibile ai fini iva, quindi teoricamente, la base imponibile sulla quale non è stata applicata l’iva non è 75 euro bensì 78 euro, raggiungendo il limite di 77,47..
Giovanni 25/06/2017