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Timestamp: 2018-05-27 11:56:44+00:00
Document Index: 115184920

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2049', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 132', 'art. 36', 'art. 2', 'art. 194', 'art. 375', 'sentenza ']

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 26171 del 2013, ha affermato che nel caso di violazione del codice della strada d aparte di un minore, la contravvenzione sarà in capo al genitore che ne esercita la potestà.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 4 ottobre – 21 novembre 2013, n. 26171 - Presidente Goldoni – Relatore Petitti
Ritenuto che con ricorso depositato il 5 agosto 2006 T.A. proponeva opposizione dinanzi al Giudice di Pace di Catania al fine di ottenere l'annullamento del verbale emesso nei suoi confronti dalla Guardia di Finanza di Pachino per violazione degli artt. 2 e 171, commi 1, 2 e 3, del codice della strada, nonché l'annullamento del relativo provvedimento di sequestro amministrativo del ciclomotore;
che avverso la predetta sentenza, il Ministero dell'Economia e delle Finanze proponeva gravame, ritenendo corretta la contestazione della violazione effettuata nei confronti del genitore;
che il Tribunale di Catania rigettava l'appello, confermando la sentenza di primo grado;
che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha quindi proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi;
che con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 14, 171, 201 C.d.S., in combinato disposto con l'art. 2 della legge 689 del 1981 e con l'art. 2049 cod. civ., dolendosi del fatto che il Tribunale abbia ritenuto nullo il verbale di contestazione, non considerando che esso era stato contestato all'odierno intimato in quanto genitore esercente la potestà sul figlio minore conducente il veicolo;
che con il secondo motivo parte ricorrente lamenta la nullità della sentenza d'appello per violazione dell'art. 111, comma sesto, Cost., dell'art. 132, comma secondo, n. 4), cod. proc. civ., dell'art. 36, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992, poiché il provvedimento impugnato sarebbe privo di motivazione o, al limite, conterrebbe una mera motivazione per relationem;
che l'intimato non ha svolto attività difensiva;
[(...) Il primo motivo di ricorso è fondato.
Il giudice d'appello, conformemente a quanto deciso in primo grado, ha ritenuto nullo il verbale in oggetto poiché indicante quale trasgressore il sig. T.A. , invece del trasgressore effettivo, il minore Tu.Al. .
Al fine di decidere sulla questione, va preliminarmente osservato che la legge n. 689 del 1981, all'art. 2 (applicabile anche in tema di violazioni al C.d.S. ex art. 194 C.d.S.), dispone che non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento del fatto, non aveva compiuto gli anni diciotto: in tal caso, della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, salvo che provi di non avere potuto impedire il fatto.
L'accoglimento del primo motivo di ricorso comporta l'assorbimento dei restanti motivi.
Per questi motivi, si ritengono sussistenti le condizioni per la trattazione del ricorso in camera di consiglio, per essere ivi dichiarato manifestamente fondato ai sensi dell'art. 375, n. 5) cod. proc. civ.”;
che, pertanto, accolto il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio al Tribunale di Catania, perché in diversa composizione, proceda a nuovo esame dell'appello;
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15 apr 2016 0 658