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Timestamp: 2017-12-14 10:21:08+00:00
Document Index: 82328790

Matched Legal Cases: ['art.171', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 45', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 23', 'e contrario', 'art. 3', 'art. 34']

LA RETE DI IMPRESE Istruzioni per l uso - PDF
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1 LA RETE DI IMPRESE Istruzioni per l uso MARZO 2013 Con la collaborazione scientifica di
2 La presente pubblicazione* è frutto dell attività di un gruppo di lavoro composto da: Massimiliano Di Pace, Riccardo Tiscini, Amedeo Del Principe, Pierluigi Sodini e Patrizia Tanzilli. Il Testo è stato redatto da Massimiliano Di Pace. * Aggiornamenti consultabili al sito IV edizione marzo 2013 copyright 2011 by Universitas Mercatorum, Roma Realizzazione editoriale: Università Telematica Universitas Mercatorum, Roma ISBN ISBN A /03 Riproduzione vietata ai sensi di legge (art.171 della legge 22 aprile 1941, n.633) Senza regolare autorizzazione, è vietato riprodurre questo volume anche parzialmente e con qualsiasi mezzo
3 InDIcE 1. IL CONCETTO E LA DEFINIZIONE GIURIDICA DI RETE DI IMPRESE LE CONSIDERAZIONI SULLA NATURA E SULLE POTENZIALITÀ DELLE RETI DI IMPRESE LE CONDIZIONI PER CREARE UNA RETE DI IMPRESE DI SUCCESSO IL CONTRATTO DI RETE DI IMPRESE box La rete di imprese agricola LA PROCEDURA PER LA COSTITUZIONE DI UNA RETE DI IMPRESE I VANTAGGI DELLA RETE DI IMPRESE GLI INCENTIVI PER LE RETI DI IMPRESE LA DIFFUSIONE DELLE RETI DI IMPRESE APPENDICE: LA NORMATIVA SULLE RETI DI IMPRESE
5 1. IL concetto E LA DEfInIzIonE giuridica DI RETE DI IMPRESE La rete di imprese si basa su un contratto La rete di imprese è un accordo, o meglio un contratto, che consente alle imprese di mettere in comune delle attività e delle risorse, allo scopo di migliorare il funzionamento di quelle attività, il tutto nell ottica di rafforzare la competitività dell attività imprenditoriale. La disciplina della rete di imprese è stata introdotta nel 2008, e modificata più volte, di cui l ultima nel dicembre 2012 Il concetto di rete di imprese è stato introdotto per la prima volta dall art. 6-bis della legge 133/ Questo articolo rinviava ad un decreto del Ministro per lo Sviluppo economico la definizione delle caratteristiche e delle modalità di individuazione delle reti di imprese, pur anticipandone la logica, che era quella di promuovere lo sviluppo del sistema delle imprese attraverso azioni di rete che ne rafforzino le misure organizzative, l integrazione per filiera, lo scambio e la diffusione delle migliori tecnologie, lo sviluppo di servizi di sostegno e forme di collaborazione tra realtà produttive anche appartenenti a regioni diverse. Inoltre si provvedeva (con il comma 2 dell art. 6-bis) a fornire una prima definizione della rete di imprese, ovvero libere aggregazioni di singoli centri produttivi coesi nello sviluppo unitario di politiche industriali, anche al fine di migliorare la presenza nei mercati internazionali. Quel decreto ministeriale però non uscì mai, per cui si è dovuto attendere la legge 33/ per vedere disciplinata per la prima volta la rete di imprese, ed in particolare il contratto di rete, le cui disposizioni si trovavano nell art Questa prima disciplina è stata poi modificata varie volte, e precisamente dalle leggi 99/ (art. 1), 122/ (art. 42), 134/ (art. 45), e 221/ (art. 36), che hanno però mantenuto fermo il riferimento normativo della disciplina delle reti di imprese, che è contenuta 1 La legge 6 agosto 2008, n. 133, ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto La legge 9 aprile 2009, n. 33, ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5, recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi (c.d. decreto incentivi). Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 85 dell 11 aprile Più precisamente, nei commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies. 4 La Legge 23 luglio 2009, n. 99, reca disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia. Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio La legge 30 luglio 2010, n. 122, ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio La legge 7 agosto 2012, n. 134, ha convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (cd. Decreto Sviluppo). Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto La Legge 17 dicembre 2012, n. 221 convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (cd. Decreto Sviluppo-bis). Essa è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 18 dicembre
6 essenzialmente nei commi 4-ter e 4-quater, dell art. 3, della legge 33/2009. Queste modifiche hanno avuto l obiettivo di precisare sempre meglio le regole da applicare alle Reti, e un assetto molto vicino a quello attuale si ottenne già con la legge 122/2010, mentre la legge 134/2012 puntò principalmente ad introdurre il principio della soggettività giuridica delle Reti, ribaltando quindi l impostazione precedente, la cui acquisizione diventava automatica in presenza di un fondo patrimoniale e di un organo comune incaricato di attuare il programma di rete, ossia di un soggetto esecutore del contratto di rete 8. La successiva legge 221/2012 è però intervenuta per rendere solo opzionale tale soggettività, che è dunque acquisita se le imprese partecipanti lo desiderano, pur avendo previsto fondo e soggetto esecutore. Le reti di imprese oggi esistenti si basano su norme diverse, non essendoci l obbligo di adeguamento alla nuova disciplina Il risultato di questa continua produzione di norme è che oggi esistono reti di imprese basate su contratti ispirati a norme differenti. D altronde le regolamentazioni via via uscite non hanno imposto nessun adeguamento dei contratti esistenti, e dunque se da una parte non è necessario cambiare il contratto di rete (per effetto del cambiamento delle regole), dall altra è bene tenere presente che qualche problema giuridico può sorgere per le Reti basate su una disciplina superata, in caso di controversia tra le imprese partecipanti. Inoltre può capitare che le imprese aderenti ad una Rete considerino la nuova disciplina più adeguata alle proprie esigenze, per esempio, volendo attribuire alla Rete soggettività giuridica, e quindi in questi casi occorre rifare il contratto, o, nel caso in cui esso fosse rispondente anche alla nuova regolamentazione (es. perché già prevede una sede della Rete), ridepositarlo per l iscrizione nel registro delle imprese (questa volta nella sezione ordinaria), per poter ottenere il diverso status giuridico che l attuale disciplina consente di attribuire alle reti di imprese. In questo volume non si evidenzieranno le differenze tra le varie discipline che si sono succedute nel tempo, pur non essendo esse di poco conto, preferendo invece attirare l attenzione del lettore sulle disposizioni attualmente vigenti, che disciplinano le reti di imprese, circostanza che ci permetterà di chiarire bene le caratteristiche di questa forma di aggregazione di operatori economici, che è in continua diffusione nel nostro Paese 9. 8 Il motivo della preferenza del termine soggetto esecutore a quello di organo comune sta nel fatto che l esperienza ha dimostrato come il termine organo comune viene spesso confuso con l organo decisionale, il quale deve decidere, ma non necessariamente attuare il contratto di rete, essendo opportuno affidare questo compito a qualcuno ben determinato (persona fisica o giuridica). La prassi notarile è stata invece basata sull attribuzione del ruolo di organo comune ad un comitato di gestione, che svolgeva sia il ruolo decisionale che quello esecutivo, con il risultato che alcune Reti costituite da piccole e microimprese trovavano difficile passare alla fase operativa, non essendo chiaro chi dovesse (e potesse) fare cosa. Vedi al riguardo anche le considerazioni nel par. 4 sul contenuto del contratto di rete. 9 Vedi al riguardo il par. 8. 6
7 Per conoscere la disciplina delle Reti occorre fare una ricostruzione normativa Dunque, per conoscere le attuali regole sulle reti di imprese, bisogna effettuare un lavoro di ricostruzione della disciplina, partendo dalle disposizioni contenute nell art. 3 della legge 33/2009, che tuttora costituiscono il riferimento normativo, per sostituirle integralmente con quelle contenute nell art. 42 della legge 122/2010, che ha riscritto completamente la regolamentazione delle Reti, per infine apportarvi le modifiche introdotte dalle leggi 134/2012 (art. 45), e 221/2012 (art. 36). Il risultato di questa operazione è riportato nell appendice normativa. Certamente, per il lettore poco avezzo alle tecniche giuridiche la comprensione del testo potrebbe sembrare piuttosto ardua, ma non bisogna farsi spaventare dall articolazione del testo in tanti commi, per di più resi misteriosi da numeri che sono seguiti da terminazioni bizzarre, quali bis, ter, quater, e tanto meno dal rinvio ad altre norme 10. Vediamo quindi di capire l essenza di questo contratto, riflettendo sulle disposizioni così ricostruite, per trarre indicazioni pratiche sulle condizioni che occorre rispettare per costituire una Rete. La rete di imprese può essere istituita da due o più imprese qualsiasi La prima indicazione della norma è che non c è un numero minimo di imprese per la costituzione della Rete. Infatti, si afferma semplicemente che Con il contratto di rete più imprenditori. Pertanto, per fare una Rete possono bastare anche solo due aziende. Il numero ottimale di imprese aderenti alla Rete dipenderà però dall oggetto della Rete stessa. Per esempio, se l oggetto della Rete è la realizzazione congiunta di un prodotto, non potranno partecipare alla Rete più aziende di quelle necessarie per realizzarlo. In questi casi, dunque, è ragionevole ritenere che il numero di imprese debba essere relativamente contenuto. Se invece la rete di imprese ha per scopo lo scambio di informazioni commerciali (es. i clienti che ciascuna impresa ha nel proprio mercato estero di riferimento, ai quali le altre imprese delle Rete possono proporre i propri prodotti complementari, dando in cambio i nominativi dei propri clienti situati in altri Paesi), può risultare vantaggiosa una compagine piuttosto ampia di imprese, almeno fino a quando le informazioni, che ciascun partner della Rete può dare, possono risultare di interesse per gli altri. 10 La tecnica legislativa italiana non è certo semplice. Per quanto riguarda la numerazione di articoli e commi, va tenuto presente che le leggi di conversione dei decreti legge, modificando, o addirittura riscrivendo, il testo del decreto legge predisposto dal governo, sottoposto all approvazione del parlamento, mantengono comunque la numerazione degli articoli che si trovano nel decreto legge. Il risultato è che, invece di rinumerare articoli e commi, i nuovi articoli ed i nuovi commi introdotti dal parlamento prendono la numerazione dell articolo o del comma che precede, e l aggiunta delle terminazioni bis, ter, quater, che vengono apposte in funzione della posizione degli articoli o commi aggiunti. Per quanto concerne il rinvio alle norme, questa è una tecnica legislativa in realtà molto diffusa, che pur offrendo il vantaggio della sinteticità, presenta però il difetto di dover costringere a ricostruire i testi normativi aggiornati. Ed in effetti vi sono editori che vendono le banche dati normative, che contengono le leggi sempre aggiornate, in funzione delle norme che via via si sovrappongono a quelle precedenti. 7
8 In secondo luogo non vi sono limiti di natura territoriale (a differenza dei Distretti). Per cui alla Rete possono partecipare aziende situate in diverse parti del territorio italiano. Inoltre, come ha specificato la circolare dell Agenzia delle Entrate 15/E del 14/4/2011, possono partecipare anche le filiali in Italia di società estere. In terzo luogo non vi sono neppure limiti merceologici (così come avviene nei Distretti, che sono specializzati in una specifica produzione), per cui alla medesima Rete possono partecipare aziende operanti in settori diversi. Questa grande libertà associativa non è però illimitata. Una condizione ineliminabile è data dall obbligo per tutti i partecipanti alla Rete di essere iscritti al registro delle imprese, in quanto occorre depositare il contratto di rete nel registro, adempimento senza il quale il contratto di rete non acquisisce efficacia, come specifica il comma 4-quater, dell art. 3, della legge 33/2009. Ne consegue che alla Rete non possono partecipare soggetti pubblici, né operatori esteri. Infatti, entrambi non sono iscritti nel registro delle imprese, e dunque non possono adempiere all obbligo di iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese 11. Detto questo, si può trovare però un escamotage, consistente nel fatto che il soggetto esecutore del contratto di rete può, ai fini della realizzazione delle attività di rete, sottoscrivere con queste tipologie di soggetti degli accordi, sulla base dei quali tali soggetti (pubblici ed esteri) possono partecipare alle attività di rete. Un ulteriore limite posto dalla disciplina è dato dal fatto che le attività della Rete devono rientrare nell oggetto sociale delle imprese aderenti. Pertanto, il contratto di rete non può essere sottoscritto da quelle imprese il cui oggetto non ha nulla a che vedere con le attività e gli obiettivi della Rete. La rete di imprese mira a migliorare l innovazione e la competitività delle imprese aderenti, e quindi ad aumentarne la loro redditività La seconda tematica che la norma affronta è lo scopo della Rete. La norma spiega che lo scopo deve essere quello di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. La finalità che il legislatore pone a questo strumento giuridico, e che deve quindi costituire la ragion d essere dell iniziativa, è quella di incrementare la capacità innovativa e la competitività delle imprese che partecipano alla Rete. Questa maggiore capacità innovativa e competitiva dovrebbe consentire alle imprese, che fanno parte della Rete, di incrementare i propri ricavi, e/o di ridurre i propri costi, e pertanto di ottenere maggiori profitti. In realtà l esperienza dimostra che questi obiettivi generali vanno poi calati nella realtà operativa delle imprese aderenti alla Rete, con la conseguenza logica che nel contratto andranno definiti anche degli obiettivi specifici, che dovranno costituire il punto di partenza per l individuazione delle attività di rete, che costituiscono parte del cosiddetto programma di rete. 11 Vedi al riguardo il par. 4, pag
9 Nel contratto di rete vanno indicate le modalità concrete per raggiungere gli obiettivi di innovazione e competitività Quali debbano essere questi obiettivi specifici che consentono di conseguire innovazione e competitività, la norma, giustamente, non dice nulla. Spetta quindi alle aziende, caso per caso, individuare sia questi obiettivi specifici, e sia le conseguenti modalità concrete per raggiungerli, ossia le attività di rete che possono consentire anche il raggiungimento delle finalità generali di incremento dell innovazione e della competitività. Queste modalità di attuazione degli obiettivi, ovvero le attività di rete, dovranno poi essere esplicitate nel contratto di rete, in quanto assumono una valenza fondamentale, ed un riferimento necessario per l avvio e lo svolgimento dell attività della Rete stessa. Esempi di queste modalità possono essere tutte quelle attività che, per le singole imprese, potrebbero risultare eccessivamente onerose, o semplicemente difficili da eseguire da sole, non avendo le competenze o le risorse necessarie. Questo è il caso probabilmente della realizzazione di prodotti complessi, oppure della penetrazione in mercati esteri, o ancora dell offerta di servizi impossibili da offrire individualmente, in quanto troppo impegnativi (es. assistenza in aree lontane). Di conseguenza, dal punta di vista pratico, la Rete potrebbe occuparsi di attività di realizzazione di prodotti (beni e servizi), o di offerta dei soliti prodotti delle varie imprese aderenti, ma nell ambito di un catalogo unico, o venduti con un marchio collettivo, o tramite un nuovo sito internet, così come di attività propedeutiche a quelle produttive e commerciali, come la ricerca tecnologica e di mercato, e le azioni di marketing, inclusa la commercializzazione dei prodotti nei mercati esteri. In alternativa, la Rete potrebbe occuparsi di servizi di interesse comune come la logistica o i trasporti, i servizi professionali, quali quelli contabili, fiscali, legali, o ancora di rapporti con banche o istituzioni. La Rete comporta un impegno per le imprese aderenti Una terza indicazione che emerge dalla norma, e che è tutto sommato scontata, trattandosi di un contratto, è la previsione di obblighi a carico delle imprese che formano una Rete. Infatti la legge dice a tal fine [gli imprenditori] si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell oggetto della propria impresa. In sostanza, il contratto di rete di imprese deve prevedere inevitabilmente: 1) un programma comune (alle imprese che costituiscono la Rete); 2) una collaborazione tra le imprese della Rete. Inoltre, il contratto può prevedere anche: 3) lo scambio di informazioni; 4) lo scambio di prestazioni (industriali, commerciali, tecniche, tecnologiche); 9
10 5) l esercizio in comune di una o più attività (ovviamente, funzionali all operatività di ciascuna azienda della Rete, dovendo rientrare nell oggetto dell impresa). In pratica la rete di imprese comporta la condivisione di alcune attività, che vanno definite nel contratto, e la realizzazione di tali attività in collaborazione. Su come debba essere realizzata tale collaborazione la legge, ancora una volta, lascia aperta la scelta, limitandosi a dire solo che le forme e gli ambiti di tale collaborazione andranno indicati nel contratto, e ponendo l unica condizione che tali attività gestite dalla Rete debbano essere attinenti all esercizio dell impresa. L indicazione di alcuni esempi (scambio di informazioni, di prestazioni, esercizio in comune di attività) non va inteso in senso restrittivo, ritenendosi utile semplicemente per dare delle indicazioni concrete, anche al fine di sottolineare la finalità dell istituto del contratto di rete. Dopo aver indicato i possibili contraenti (due o più imprese), lo scopo (incrementare l innovazione e la competitività), l oggetto (collaborazione in vari ambiti), la norma indica anche gli strumenti che consentono di perseguire le finalità e l oggetto del contratto di rete. La rete di imprese può avere un fondo patrimoniale e un soggetto esecutore Infatti, una quarta indicazione che la norma propone riguarda il fondo patrimoniale e gli organi di gestione, che non costituiscono però elementi obbligatori del contratto di rete di imprese. In effetti la norma testualmente afferma Il contratto può anche prevedere l istituzione di un fondo patrimoniale comune e la nomina di un organo comune incaricato di gestire, in nome e per conto dei partecipanti, l esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Dato che nella norma si scrive il contratto può, e non il contratto deve, si deve desumere che tali elementi siano opzionali. Tale opzionalità va considerata come un elemento di flessibilità, ed anche di possibile attrattività dello strumento della Rete in termini di riduzione dei costi, in quanto è noto che la presenza di organi sociali, e tanto più il conferimento di fondi, aumentando l onerosità della Rete, potrebbero costituire motivi di freno per l utilizzo di questo nuovo strumento di aggregazione di imprese. D altronde vi sono casi in cui non sarebbe necessario un soggetto esecutore e un fondo, in quanto l attività della Rete potrebbe basarsi esclusivamente nello scambio di informazioni, o di prestazioni; tutte circostanze che non richiedono appunto quegli elementi. Non c è dubbio però che se la rete di imprese deve diventare uno strumento efficace di messa in comune di iniziative, per perseguire obiettivi strategici, attraverso una serie di obiettivi specifici e quindi di attività, la disponibilità di risorse proprie, e la presenza di centri decisionali, in grado di gestire le attività e di avviare le iniziative, risulta del tutto necessaria, e per nulla opzionale. 10
11 In sostanza, il legislatore non ha voluto determinare l intensità della collaborazione delle imprese che appartengono ad una medesima Rete, lasciando aperta la possibilità che vi siano reti di imprese leggere, ossia dedicate ad attività non impegnative, o comunque non assorbenti risorse, e neppure richiedenti l attivazione di specifici processi decisionali ed operativi, per le quali non è necessario, né un fondo, né organi decisionali ed esecutivi propri della Rete. Ma la presenza contestuale di un fondo patrimoniale e di un soggetto esecutore determina numerose conseguenze La presenza contestuale del fondo patrimoniale e del soggetto esecutore determina però una serie di conseguenze, previste dalla legge, che è importante conoscere, in modo da impostare poi correttamente la Rete stessa. In sintesi le conseguenze sono le seguenti: 1) possibilità (ma non obbligo) di attribuire alla Rete soggettività giuridica (mediante indicazione di una sede, e iscrizione del contratto di rete nella sezione ordinaria del registro delle imprese del luogo dove ha sede la Rete) 12 ; 2) applicazione al fondo patrimoniale della Rete, in caso di attività commerciale della Rete, delle disposizioni dei fondi consortili, contenute negli artt e 2615, comma 2, c.c. 13, circostanza che determina un autonomia patrimoniale della Rete, che fa salvi i partecipanti da eventuali obbligazioni sorte per effetto delle attività della Rete 14 ; 3) obbligo di redigere, entro 2 mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, in caso di attività commerciale della Rete, una situazione patrimoniale, osservando, in quanto compatibili, le disposizioni relative al bilancio delle Spa 15, e di depositare questa sorta di bilancio presso l'ufficio del registro delle imprese del luogo dove la Rete ha sede; 4) conseguente obbligo (logico) di adempimenti fiscali (dichiarativi e di versamento delle imposte dirette e indirette), sebbene al 1 marzo 2013 l Agenzia delle Entrate non si fosse ancora pronunciata al riguardo 16 ; 12 Va segnalata l anomalia derivante dalla lettura combinata dei commi 4-ter e 4-quater. In effetti, la prima disposizione sottopone la possibilità di acquisizione della soggettività giuridica ad una duplice condizione, ossia la presenza sia del fondo patrimoniale, sia dell organo comune, mentre la seconda disposizione (comma 4-quater) indica, come condizione per l acquisizione della soggettività giuridica, solo la presenza del fondo patrimoniale. Questa anomalia è probabilmente dovuta ad una dimenticanza del legislatore della legge 134/2012, il quale non ha provveduto a rimuoverla in occasione della legge 221/2012, precisando che la soggettività è subordinata alla presenza di entrambi gli elementi, che sono poi quelli tipici del modello societario. 13 L art c.c., relativo al fondo consortile, stabilisce che i contributi dei consorziati ed i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo consortile, e che per la durata del consorzio i consorziati non possono chiedere la divisione del fondo, ed i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo medesimo. L art c.c., concernente la responsabilità verso i terzi del consorzio, precisa con il comma 2, che per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi ultimi solidalmente con il fondo consortile. In caso d'insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito dell'insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote. 14 Per considerazioni su questa regola vedi la fine di questo paragrafo. 15 Contenute negli artt e seguenti del codice civile. 16 D altronde non si vede come sia possibile che nel caso in cui una Rete, svolgendo attività commerciale, e dovendo predisporre una sorta di bilancio, per effetto della presenza di fondo patrimoniale e organo comune, che può dar luogo all evidenziazione di utili, possa poi evitare di effettuare gli adempimenti fiscali. 11
12 5) obbligo di indicare negli atti e nella corrispondenza la sede della Rete, l'ufficio del registro delle imprese presso il quale essa è iscritta, e il numero di iscrizione, ai sensi dell'art bis, comma 3, c.c., come previsto per i consorzi. Spetta alle imprese aderenti alla Rete valutare se tali conseguenze siano da considerare un vantaggio o uno svantaggio, o in quest ultimo caso, controbilanciato dai vantaggi attesi, derivanti dalla soggettività giuridica, e/o dalla presenza di un fondo patrimoniale. E evidente però che se si vogliono ridurre gli adempimenti, potrebbe essere opportuno evitare di prevedere un fondo patrimoniale, stabilendo un meccanismo di ripartizione di costi e ricavi in modo analogo a quanto avviene nei condomini, dove vi è un amministratore (che ha lo stesso ruolo del soggetto esecutore), che svolge delle attività, che determinano uscite (e raramente entrate), da ripartire tra i condomini (che sono nella stessa posizione di un impresa aderente alla Rete). Per contro, se le imprese sentono la necessità che la Rete si affacci sul mercato con una sua precisa soggettività, allora potrebbe essere opportuno cogliere l opportunità offerta dalla disciplina di dare alla Rete soggettività giuridica, prevedendo a questo fine, oltre al soggetto esecutore, anche il fondo patrimoniale. Deve essere però chiaro fin dall inizio che una Rete può benissimo operare nei confronti dei terzi anche senza soggettività giuridica, dato che i contratti, e le conseguenti fatture e i connessi pagamenti, derivanti dalle attività di rete, possono essere intestati in capo al soggetto esecutore, che naturalmente avrà necessariamente una soggettività giuridica, essendo l impresa leader della Rete, o una persona fisica esperta delle attività di rete (dotata di partita Iva), oppure una società terza, incaricata di svolgere le attività di rete (es. una ditta di trasporti per i servizi di logistica di interesse comune alle imprese della Rete) 17. Il contratto di rete deve avere specifici contenuti Una quinta indicazione normativa in merito alle reti di imprese riguarda i contenuti del contratto di rete di imprese. Tali contenuti sono stati riportati nello schema 1, e saranno oggetto di approfondimento nel paragrafo 4, al quale si rinvia. Il contratto di rete deve essere redatto per atto pubblico, o scrittura privata autenticata, o per atto firmato digitalmente Un sesto tema affrontato dalla norma concerne le procedure da seguire per assicurare la validità del contratto di rete di imprese. A questo riguardo la legge prescrive innanzitutto la forma del contratto, stabilendo che è possibile scegliere tra: 1) redazione per atto pubblico (come per gli atti costitutivi delle società di capitali), circostanza che richiede l intervento di un notaio, o di altro pubblico ufficiale 18, che redige l atto 19 ; 2) scrittura privata autenticata 20, circostanza che richiede sempre la pre- 17 Per maggiori dettagli vedi il par. 4, pag Pubblici ufficiali possono essere i segretari comunali ed il personale comunale preposto ai servizi anagrafici dei Comuni. 19 E l art del codice civile (c.c.) che definisce le modalità di formazione dell atto pubblico, mentre l art ricorda che l atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, che può aver luogo con precisi limiti. 20 E l art c.c. che specifica l efficacia della scrittura privata, che fa piena prova, salvo querela di falso, che è sottoposta ad alcune condizioni. 12
13 senza di un notaio o di altro pubblico ufficiale, ma in questo caso solo per l autenticazione delle firme 21 ; 3) atto firmato digitalmente, a norma degli artt. 24 o 25 del Codice dell amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005) 22. Dal punto di vista normativo un contratto di rete non richiede la presenza obbligatoria del notaio, anche se molti uffici del registro delle imprese, di fatto, lo richiedono, ai fini dell accettazione dell atto. Su questo punto è bene quindi informarsi preventivamente con l ufficio del registro delle imprese. Non va considerata ancora operativa (alla data del 1 marzo 2013) la possibilità di firmare digitalmente il contratto di rete, in quanto manca il Decreto del Ministero della Giustizia che ne regolamenta l attuazione. Al di là della modalità di sottoscrizione, il comma 4-ter precisa che il contratto va firmato da ciascun imprenditore, o legale rappresentante dell impresa aderente. Il contratto di rete deve essere depositato nel registro delle imprese secondo modalità che variano a seconda dell impostazione del contratto e delle modalità di firma Relativamente al deposito per l iscrizione nel registro delle imprese, la disciplina prevede varie possibilità, che dipendono dalle modalità di sottoscrizione del contratto, e dalla volontà di attribuire o meno soggettività giuridica alla Rete. Se le imprese aderenti desiderano che la Rete abbia soggettività giuridica (e a questo scopo hanno previsto sia il fondo patrimoniale, sia il soggetto esecutore), allora è sufficiente depositare il contratto di rete nella sezione ordinaria del registro delle imprese dove ha sede la Rete. Se invece non si vuole dare soggettività giuridica alla Rete (pur in presenza di fondo e soggetto esecutore), occorre che ciascuna impresa aderente alla Rete provveda a iscrivere il contratto di rete nel registro delle imprese dove è registrata. Per l iscrizione al registro delle imprese occorre utilizzare, fino a nuova disposizione, la modulistica come definita dal decreto direttoriale del 21 La sottoscrizione autenticata è disciplinata dall art c.c., il quale prevede l intervento del notaio, o di altro pubblico ufficiale, che autentica la firma, in quanto apposta in sua presenza, verificando un documento di identità del firmatario. 22 L art. 24, che disciplina la firma digitale, afferma che la firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento, o all'insieme di documenti, cui è apposta, o associata. L'apposizione di firma digitale integra e sostituisce l'apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere, ad ogni fine previsto dalla normativa vigente. Per la generazione della firma digitale deve adoperarsi un certificato qualificato che, al momento della sottoscrizione, non risulti scaduto di validità, ovvero non risulti revocato, o sospeso. Attraverso il certificato qualificato si devono rilevare, secondo le regole tecniche stabilite dall Autorità, la validità del certificato stesso, nonché gli elementi identificativi del titolare e del certificatore, e gli eventuali limiti d'uso. L art. 25, in materia di firma autenticata, statuisce che si ha per riconosciuta, ai sensi dell'art c.c., la firma elettronica o qualsiasi altro tipo di firma avanzata autenticata dal notaio, o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato. L'autenticazione della firma elettronica, anche mediante l'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, o di qualsiasi altro tipo di firma elettronica avanzata, consiste nell'attestazione, da parte del pubblico ufficiale, che la firma è stata apposta in sua presenza dal titolare, previo accertamento della sua identità personale, della validità dell'eventuale certificato elettronico utilizzato, e del fatto che il documento sottoscritto non è in contrasto con l'ordinamento giuridico. L'apposizione della firma digitale da parte del pubblico ufficiale ha l'efficacia, di cui all'art. 24, comma 2, del codice. Se al documento informatico autenticato deve essere allegato altro documento formato in originale su altro tipo di supporto, il pubblico ufficiale può allegare copia informatica autenticata dell'originale, secondo le disposizioni dell'art. 23, comma 5, del codice. 13
14 Ministro per lo Sviluppo economico del 29 novembre 2011 (entrato in vigore nel mese di maggio 2012). Tale modulistica può essere compilata solo da un impresa della Rete (che occorre quindi scegliere), fermo restando che tutte le altre imprese devono depositare il contratto di rete in formato Pdf presso il proprio registro delle imprese. In quest ultimo caso l efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori. Se però il contratto di rete è stato firmato dagli imprenditori con firma digitale, allora esso va trasmesso ai competenti uffici del registro delle imprese, attraverso un modello standard, definito con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e con il Ministro dello Sviluppo economico (non ancora emanato il 1 marzo 2013). In assenza di tale decreto sarebbe opportuno evitare di formalizzare un contratto di rete con firma digitale, stante l impossibilità di depositarlo per l iscrizione nel registro delle imprese, adempimento che costituisce il presupposto per dare efficacia al contratto. Prima di concludere questo primo paragrafo è il caso di spendere qualche parola di riflessione sugli adempimenti formali richiesti per la costituzione di una rete di imprese e sul tema della soggettività giuridica della Rete. Il formalismo derivante dal coinvolgimento di un pubblico ufficiale (quale è il notaio, la cui firma è, in generale, richiesta dagli uffici del registro delle imprese, finora, per qualsiasi atto da depositare nel registro delle imprese) ha lo scopo di rendere praticabile l esecuzione delle formalità dell iscrizione presso il registro delle imprese. D altronde, in difetto di iscrizione, il contratto, dice la norma, è inefficace. Solo dopo aver effettuato l adempimento dell iscrizione, il contratto di rete inizia ad avere efficacia. Insomma, occorre attendere che tutte le imprese effettuino l iscrizione del contratto di rete nel proprio registro delle imprese, presso la Camera di commercio competente per territorio. Si tratta di un punto debole della normativa, in quanto basta il ripensamento di una sola impresa, dopo la firma del contratto, che non provvede all adempimento dell iscrizione, per rendere inefficace l intera costituzione della Rete 23. Ne consegue che l eventuale attività effettuata dal soggetto esecutore, per conto della Rete, prima dell esecuzione dell iscrizione del contratto da parte dell ultima impresa della Rete, ricadrà esclusivamente su tale soggetto esecutore. Quindi, per evitare di incorrere in responsabilità personali, il soggetto esecutore dovrebbe richiedere e ricevere la ricevuta dell avvenuta iscrizione del contratto da parte di ciascuna impresa aderente alla Rete. 23 Il condizionamento della validità del contratto all adempimento dell iscrizione è inoltre contrario alla logica dell iscrizione nel registro delle imprese, che ha finalità pubblicitarie, e dunque di opponibilità ai terzi dei fatti iscritti (ex art c.c.), e non di validazione degli effetti del contratto. 14
15 Queste considerazioni invece non valgono quando la Rete ha soggettività giuridica, poiché in tal caso l efficacia del contratto scatta dal momento dell unica iscrizione del contratto nel registro delle imprese competente (individuato in funzione della sede della Rete). Per quanto riguarda il tema della soggettività giuridica, è bene precisare, per i lettori meno esperti di diritto, che essa non va confusa con la personalità giuridica. Quest ultimo concetto viene riferito solo alle società di capitali (Spa, Srl, e di fatto cooperative), mentre le società di persone (es. Snc, Sas), pur avendo soggettività giuridica, non hanno personalità giuridica. Qual è la differenza? Quando si ha personalità giuridica i soci delle società non rispondono dei debiti della società, mentre quando non vi è personalità giuridica, i soci rispondono delle obbligazioni assunte dalla società. Dato che la legge fa riferimento esplicito, per quanto riguarda la Rete, al termine di soggettività giuridica, e non a quello di personalità giuridica, ne consegue che le imprese aderenti alla Rete dovrebbero rispondere per gli atti di chi agisce per conto della Rete. Questa conseguenza logica è però contraddetta dalla disposizione (comma 4-ter, dell art. 3, della legge 33/2009), secondo la quale, pur in assenza di soggettività giuridica, la presenza di un fondo patrimoniale e di un soggetto esecutore fa sì che i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo comune. Va sottolineato come questa esenzione di responsabilità sia indipendente, secondo una lettura letterale della norma, dalla soggettività giuridica della Rete, dipendendo solo dalla presenza del fondo patrimoniale e del soggetto esecutore. E difficile ritenere che una regola sistemica dell ordinamento giuridico possa essere contraddetta da una specifica norma di legge. Bisognerà vedere, in caso di controversie, come i giudici decideranno sulla effettiva limitazione di responsabilità riconosciuta dalla disciplina della Rete alle imprese partecipanti. In questo contesto si inserisce una ulteriore problematica, derivante dal fatto che per i terzi può essere difficile capire se un atto effettuato da un soggetto esecutore, che può essere un impresa leader della Rete, oppure un professionista, o ancora un azienda terza, sia attribuibile alla Rete (con la conseguenza che i terzi si potranno rivalere solo sul fondo patrimoniale), oppure alla normale attività di business del soggetto esecutore (con la conseguenza che in questo caso si potranno rivalere sul patrimonio di quest ultimo), visto che la Rete, in assenza di soggettività giuridica, potrebbe non essere nota ai terzi. Dunque per i terzi, la disposizione che limita la responsabilità di chi opera per la Rete al valore del fondo patrimoniale potrebbe costituire un ostacolo al normale svolgimento degli affari, in quanto sarebbe difficile per i terzi indagare se l operazione (es. la sottoscrizione di un contratto), dalla quale derivano delle obbligazioni, non ricadono su chi la ha attivata (come era lecito attendersi), bensì su un fondo patrimoniale di una Rete (di cui sarebbe normale ignorare l esistenza), per il quale non è neppure prevista una misura minima legale di capitalizzazione. In conclusione, sarà la giurisprudenza a determinare l effettiva validità di queste specifiche disposizioni della disciplina sulle reti di imprese Questo argomento sarà ulteriormente sviluppato a pag
16 SchEMA 1 LA RETE DI IMPRESE In SInTESI Natura Potenziali partecipanti Finalità Oggetto Strumenti Contenuti del contratto Procedure Contratto Due o più imprese Aumentare la capacità innovativa e competitiva delle imprese partecipanti 1) programma comune; 2) modalità di collaborazione tra imprese, quali, ad esempio: a) lo scambio di informazioni; b) lo scambio di prestazioni; c) l esercizio in comune di una o più attività. 1) fondo patrimoniale; 2) organo comune, ovvero soggetto esecutore del contratto di rete. 1) denominazione delle imprese aderenti alla Rete; 2) denominazione e sede della Rete, se si prevede un fondo patrimoniale; 3) obiettivi di innovazione e di competitività; 4) modalità per misurare l avanzamento verso tali obiettivi; 5) programma di rete, ovvero: a) diritti e doveri dei partecipanti; b) modalità di realizzazione dello scopo comune, ossia le attività di rete; c) eventuale fondo patrimoniale e relative regole di gestione, nonché natura e criteri di valutazione dei conferimenti; 6) durata del contratto; 7) eventuali modalità di adesione di altre imprese; 8) eventuali cause e condizioni per il recesso; 9) eventuale soggetto esecutore (cd. organo comune), ed i suoi poteri; 10) procedure decisionali delle imprese partecipanti. 1) atto pubblico, o scrittura privata autenticata, o atto firmato digitalmente; 2) iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese. 16
17 2. LE considerazioni SuLLA natura E SuLLE PoTEnzIALITà DELLE RETI DI IMPRESE Alla luce delle indicazioni normative sopra esposte, si possono svolgere alcune considerazioni che potrebbero essere utili per chiarire il significato e le potenzialità del nuovo istituto basato sul contratto di rete di imprese. La Rete è una forma di aggregazione di imprese che si aggiunge a quelle esistenti e presenta particolari caratteristiche Una prima considerazione riguarda le differenze tra l istituto della Rete e le altre forme di aggregazione di imprese. Al riguardo è bene sottolineare che la rete di imprese è una modalità di collaborazione tra operatori economici che non sostituisce quelle già esistenti, ma si aggiunge ad esse. Infatti le caratteristiche della Rete si differenziano, come si spiegherà nelle righe successive, da quelle delle altre forme di integrazione imprenditoriale, che sono principalmente: 1) l Ati; 2) il Consorzio; 3) il Distretto; 4) la subfornitura; 5) il Geie. La Rete è diversa dall Ati, in quanto gli obiettivi non sono limitati ad una specifica iniziativa (es. la partecipazione ad una gara), essendo invece più strategici e di lunga durata Un primo esempio di aggregazione di imprese, che potrebbe sembrare piuttosto simile alla Rete, è l Ati (Associazione temporanea di impresa). L Ati viene istituita prevalentemente per la partecipazione ad un bando di gara, sia per raggiungere i requisiti dimensionali minimi richiesti dal bando, sia per suddividersi il lavoro (o la fornitura), spesso non realizzabile da parte di una sola azienda. A questo riguardo è il caso di segnalare che la legge 221/2012 ha inserito, nell elenco dei soggetti a cui possono essere affidati i contratti pubblici (art. 34, D.Lgs. 163/2006, noto come Codice degli appalti), anche le reti di imprese, le quali, nel caso in cui abbiano acquisito la soggettività giuridica, possono presentare un offerta, a condizione di disporre dei requisiti richiesti 25. Indipendentemente dalla possibilità di partecipare a gare, la Rete si distingue dall Ati per il fatto che essa è finalizzata ad un alleanza tra le imprese più strutturale, quindi non episodica, essendo focalizzata su iniziative che hanno l esplicito obiettivo di incrementare la competitività delle aziende aderenti, circostanza che, tra l altro, richiede tempo. Volendo fare un parallelo, che farà forse sorridere, ma che può risultare illuminante, la Rete sta all Ati, come il fidanzamento sta ad una avventura sentimentale. 25 Si presume che la Rete potrà presentare una proposta per un appalto solo se avrà soggettività giuridica, sebbene questo, ed altri aspetti (es. le modalità di quantificazione dei requisiti in possesso alla Rete), dovranno essere chiariti da una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che al momento (1 marzo 2013) non è ancora uscita. 17
18 La Rete si differenzia anche dal Consorzio per il fatto che non si unifica una parte della propria attività imprenditoriale, ma ci si limita a svolgere attività comuni ad altre imprese Una seconda forma di aggregazione di imprese è il Consorzio, dove i soci mettono in comune alcune attività del proprio processo produttivo. Un esempio noto riguarda i produttori di uva, che creano un consorzio per trasformare congiuntamente l uva in vino e venderlo. L elemento chiave del Consorzio è l unificazione di una fase della propria attività produttiva, o commerciale (es. il Consorzio export), o comunque la realizzazione in comune di specifiche fasi dell attività imprenditoriale. La Rete è invece una forma di aggregazione meno impegnativa, dove non è richiesta l unificazione di una parte del proprio business, con la conseguente rinuncia all autonomia imprenditoriale per quel ramo dell attività. In altre parole, le imprese aderenti alla Rete possono continuare a svolgere il loro business, essendo la Rete solo un opportunità in più per migliorare la propria performance economica. Per esempio, un impresa della Rete continua ad emettere fatture, anche quando il soggetto esecutore, per conto della Rete, emette esso stesso fattura. In effetti, con la Rete non si crea necessariamente un nuovo soggetto giuridico ed economico, bensì un alleanza che fa salva l autonomia e l indipendenza dei singoli partecipanti. Va però riconosciuto che le ultime riforme (leggi 134/2012 e 221/2012) avvicinano lo strumento della Rete a quello dei consorzi, prevedendo non solo l applicabilità di diverse norme previste per i consorzi (artt. 2614, 2615, 2615-bis c.c.), e l obbligo di predisporre una sorta di bilancio in caso di presenza di un fondo patrimoniale, ma anche consentendo l acquisizione di una vera soggettività giuridica. Riconosciuto questo avvicinamento tra i due modelli di aggregazione, restano comunque le differenze sopra ricordate, tanto che si potrebbe affermare, ricorrendo al parallelo riportato sopra per l Ati, che mentre un Consorzio è piuttosto simile ad un matrimonio, la rete di imprese mantiene un approccio non troppo impegnativo, come è appunto il fidanzamento (nel senso oggi attribuito a questo termine). La Rete si distingue dal Distretto, potendo coinvolgere imprese di luoghi e specializzazione diverse 18 Una terza modalità di aggregazione imprenditoriale è il Distretto industriale, che è un agglomerazione informale di imprese, dedite tutte ad una specifica attività, o meglio, specializzate in un determinato prodotto, situate in una ben precisa area, la quale è oggetto di un provvedimento di riconoscimento da parte di un autorità pubblica (spesso la Regione). Nel Distretto le eventuali forme di collaborazione tra imprese non sono regolamentate in modo preciso da un contratto, essendo invece spontanee, e comunque non strutturali. L appartenenza al Distretto può risultare utile in termini di accesso a servizi (es. dei trasporti) e personale specializzato, oltre che ad agevolazioni previste dalle autorità pubbliche, ma non può sicuramente offrire la certezza di collaborazione da parte di altre imprese, come avviene nella Rete, che si basa su un contratto, il quale può coinvolgere, come già ricordato, operatori di settori diversi, situati in zone anche molto lontane
19 le une dalle altre, sebbene le prime esperienze di Rete in Italia sembrano propendere per una certa concentrazione territoriale e settoriale delle imprese aderenti 26. La Rete non può essere ricondotta ad un semplice contratto di subfornitura La Rete è invece simile al Geie, una forma di integrazione prevista dal diritto comunitario La Rete è destinata alle Pmi che intendono sviluppare la loro competitività, senza procedere a fusioni o incorporazioni Una ulteriore tipologia di collaborazione istituzionalizzata tra imprese è il contratto di subfornitura, il quale lega due imprese secondo il normale schema cliente-fornitore. Il contratto di rete, pur potendo riguardare operatori di una stessa filiera (cd. Rete verticale), pone le imprese aderenti su un piano di parità, basandosi su una collaborazione contrattualizzata, che consente di lavorare insieme in un ottica almeno di medio-termine. La Rete presenta invece qualche similitudine al Geie (Gruppo europeo di interesse economico), disciplinato dal regolamento comunitario 2137/85. Il Geie, che può essere costituito da società ed altri soggetti di diritto pubblico o privato di diversi paesi europei, ha per obiettivo quello di facilitare o sviluppare le attività economiche dei suoi membri, mettendo in comune risorse, attività ed esperienze, con il potenziale risultato di consentire il raggiungimento migliori risultati rispetto a quelli possibili per i singoli membri. Vi sono però alcuni limiti posti dalle norme, quali l obbligo che almeno 2 membri provengano da due paesi dell Ue diversi, un numero massimo di persone impiegate dal Geie (500), e la necessità che le attività del Geie siano collegate a quelle dei suoi membri, senza sostituirle. A differenza della rete di imprese, il Geie ha sempre personalità giuridica, ed il suo obiettivo può essere anche diverso dal miglioramento della competitività. Inoltre, la disciplina del Geie non lascia molto spazio alla volontà delle parti, come nel caso della struttura organizzativa, e delle procedure decisionali, che sono disegnati dalla norma comunitaria. Una seconda considerazione concerne la natura del rapporto di collaborazione tra imprese della stessa Rete. A questo riguardo si può affermare che le reti di imprese rappresentano una forma di coordinamento, di natura contrattuale, tra operatori economici, destinata in particolare alle Pmi che vogliono incrementare la loro capacità competitiva, senza ricorrere a fusioni o ad incorporazioni/acquisizioni da parte di un unico soggetto. Un coordinamento di cui c è decisamente bisogno, tanto più che la cultura imprenditoriale italiana non sempre è stata molto propensa alla collaborazione. 26 Vedi al riguardo il par
20 La Rete permette di coniugare autonomia imprenditoriale e superamento dei limiti della piccola dimensione La grande innovazione della rete di imprese è in effetti la possibilità di coniugare indipendenza e autonomia imprenditoriale con la capacità di acquisire una massa critica di risorse finanziarie, tecniche e umane, o di know how, in grado di consentire il raggiungimento di obiettivi strategici, altrimenti fuori portata per una piccola impresa. L idea non è nuova, se si pensa che nel programma Industria 2015, elaborato nel 2007, era prevista già l'adozione di misure legislative per definire nuove forme di coordinamento stabile tra imprese, di natura contrattuale, idonee a costituire una sorta di gruppo paritetico, idea che poi trovò una prima formulazione nella legge 133/2008. La necessità di processi aggregativi da parte delle piccole imprese è oggetto di discussione da anni in Italia. D altronde, la piccola dimensione delle imprese italiane, se da una parte presenta diversi vantaggi in termini di flessibilità ed adattabilità all evoluzione dei mercati, dall altra pone indubbie difficoltà sul fronte della capacità di competere in mercati sempre più globalizzati, dove la disponibilità di risorse adeguate rappresenta spesso un fattore critico di successo. Ecco dunque che l istituzione di una Rete, dotata di un organizzazione snella (e quindi poco costosa) e di adeguate risorse tecniche, umane e finanziarie (sufficienti per la realizzazione delle attività previste dal programma di rete), potrebbe effettivamente costituire una soluzione in grado di superare i limiti posti dalle piccole dimensioni degli operatori economici del Bel Paese, e diventare pertanto uno strumento efficace per l innovazione e la crescita delle piccole e medie imprese. D altro canto, si è più volte osservato che gli strumenti del diritto societario non sono più sufficienti per favorire processi di aggregazione e di innovazione tra le piccole imprese, che rappresentano oltre il 95% del sistema produttivo italiano. La Rete non è un nuovo modello societario, ma solo un contratto, per la cui attuazione si possono prevedere strumenti simili a quelli del modello societario Una terza considerazione importante che merita di essere evidenziata origina dal fatto che la rete di imprese non è una persona giuridica, e neppure un nuovo modello societario, sebbene la presenza eventuale di un fondo patrimoniale (equivalente per funzione al capitale sociale) e di un soggetto esecutore (con un ruolo simile all amministratore), nonché la previsione di procedure decisionali che regolamentano l espressione della volontà dei partecipanti (come avviene nell assemblea dei soci), potrebbero indurre a pensare il contrario. Tanto più che è prevista l iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese, la possibilità di acquisizione di una soggettività giuridica, nonché l obbligo di predisposizione di una situazione patrimoniale, in caso di presenza del fondo patrimoniale. Ma è proprio l opzionalità del fondo patrimoniale e del soggetto esecutore che consente di escludere che la rete di imprese sia un nuovo modello societario. 20