Source: http://impiego.formez.it/content/pa-stop-ai-furbetti-personale
Timestamp: 2020-08-07 10:18:03+00:00
Document Index: 175067084

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 76', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 16']

"PA, stop ai furbetti del personale" | Servizi per l'impiego
Inviato da sfiaschi il 2 Agosto, 2011 - 13:22
Articolo di Francesco Verbaro
Niente più furbetti sulle spese per il personale. La manovra fa cadere il velo di ipocrisia che da anni copriva le spese delle pubbliche amministrazioni. Non sarà più possibile utilizzare le esternalizzazioni per aggirare i tetti di spesa anche se l'effetto è il blocco totale delle assunzioni per il superamento della soglia del 40%.
Il DL 98/2011 completa di fatto un percorso normativo avviato con il dl 112/2008, diretto a intercettare e a contenere le spese più rilevanti effettuate sui bilanci che concorrono al conto consolidato delle pubbliche amministrazioni a prescindere dalla natura giuridica dell'ente pagatore.
Da un lato il legislatore interviene per ricomprendere nel concetto di "spesa per il personale" tutte le tipologie contrattuali utilizzate dalle pubbliche amministrazioni, con le modifiche al comma 557 dell'art. 1 della legge 296/2006, con le disposizioni contenute all'art. 76 del dl 112/2008, nonché con quelle previste dall'art. 14 del dl 78/2010, fino a vietare i «contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione» in caso di mancato rispetto del patto di stabilità. Dall'altro comincia a far riferimento ad un ambito soggettivo di pubbliche amministrazioni, che include tra le amministrazioni destinatarie pure i soggetti e società controllate o partecipate, che sulla base del Regolamento Ue Sec 95 (Sistema europeo dei conti), sono inseriti nell'elenco Istat richiamato da ultimo dall'art. 1 della legge 196/2009.
Un percorso inevitabile con il fiorire delle partecipate, come la stessa banca dati del Dipartimento della funzione pubblica ci conferma, che porta oggi ad avere una disposizione di modifica dell'art. 76 del citato dl 112/2008, contenuta all'art. 20 del dl 98/2011, al fine di ricomprendere tra i tetti sulla spesa per il personale, sempre più stringenti, anche la spesa effettuata dalle società partecipate e controllate. Il comma 9 dell'art. 20 infatti prevede che ai fini del computo del tetto di spesa del 40% della spesa corrente si calcolano anche «le spese sostenute dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale, né commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica».
La nuova disposizione pone certamente alcuni problemi di applicazione, in merito alla comparazione dell'aggregato spesa corrente dei bilanci delle partecipate rispetto a quello definito negli enti locali. Qualche amministrazione sta procedendo in via prudenziale ad applicare intanto il tetto del 40% separatamente ai soggetti partecipati, per la difficoltà nell'effettuare un consolidato unico su tale rapporto di spesa. Ovviamente la nuova norma va coordinata con le norme precedenti in materia riassunzioni di partecipate e dovrebbe consentire di spostare personale da una partecipata ad un'altra senza computarlo come nuova assunzione. Molte amministrazioni soprattutto al centro sud per i costi eccessivi di personale rischiano di non poter assumere per i prossimi anni e di dover accelerare processi severi di riorganizzazione con numerosi casi di eccedenza di personale.
Il nuovo quadro normativo imporrà comunque nuovi comportamenti in capo agli enti, che dovranno necessariamente monitorare l'andamento della spesa, al fine di evitare che eccessi di spesa delle società impediscano di far assumere all'ente partecipante e porre attenzione ad operazioni elusive del divieto di assunzione quali il distacco e l'assegnazione di personale tra i soggetti dell'holding.
Gli effetti positivi di questa norma potranno essere diversi. Certamente aumenterà il controllo sulle vigilate e sulle spese per il personale, si dovrà avere una visione di insieme delle attività e funzioni svolte all'interno dell'ente e di quelle affidate alle partecipate; le amministrazioni pubbliche inoltre prenderanno seriamente in considerazione la possibilità di razionalizzare il sistema delle partecipate sia perché considerato parametro di virtuosità ai sensi dell'art. 20, comma 2, della manovra sia perché oggetto di processi virtuosi di razionalizzazione così come previsto dall'art. 16 dello stesso decreto.
(Consigliere giuridico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e Docente stabile presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione)
[Fonte: ItaliaOggi, 30/07/2011]