Source: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/12399.aspx
Timestamp: 2018-07-16 02:47:21+00:00
Document Index: 164258698

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art.45', 'art. 34', 'art.2', 'art.35', 'art.1', 'art.12', 'art.12', 'art.45', 'art. 48']

Direttiva servizi e professioni - di Enrico Milone - Dlgs 59/2010
Dall'8 maggio è entrato in vigore il decreto legislativo n. 59 del 22.3.2010 (GU 23.4.2010 n.94) che recepisce la Direttiva Europea sui servizi 2006/123/CE.
Il nuovo decreto si applica ai servizi per tutte le attività economiche, imprenditoriali, alle professioni e ai servizi collegati con l'edilizia, compresa l'attività degli architetti.
Non mi sembra che l'importanza del decreto sia stata percepita dai professionisti e dagli Ordini. D'altronde il decreto non è stato discusso in Parlamento perché la Legge comunitaria 2008 art. 41 ha delegato il Governo ad elaborare ed approvare il decreto per il recepimento della direttiva 2006/123/CE. Le commissioni di Camera e Senato hanno espresso un semplice parere. La "Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni" che avrebbe dovuto esprimere il parere, inaspettatamente non ha trovato il tempo di farlo.
Alcune norme del DLgs 59 si applicano direttamente alle professioni regolamentate come quella dell'architetto. Tale è il silenzio-assenso per le domande di iscrizione all'Ordine (art.45).
Ma la maggioranza delle disposizioni (pubblicità professionale, associazioni multidisciplinari, tariffa) costituiscono il riferimento per la stesura di regolamenti che dovranno essere emanati.
Le norme relative ai requisiti per l'accesso e per l'esercizio delle attività fanno salve le disposizioni per le professioni regolamentate e per gli ordini professionali, nonché le disposizioni della direttiva 206/2007 per il riconoscimento delle qualifiche professionali.
Pubblicità professionale. L'Unione Europea, con la direttiva 2006/123/CE, ha stabilito che la pubblicità deve essere liberamente consentita e che vanno soppressi i divieti esistenti per le professioni regolamentate. Però ha considerato la possibilità di eccezioni. Eventuali restrizioni del diritto di pubblicità sono ammissibili solo se servono a salvaguardare interessi essenziali come il segreto professionale, nel rispetto però dei principi di non discriminazione e proporzionalità.
Invece il DLgs 59 art. 34, pur facendo riferimento anche all'art.2 della legge Bersani 248/2006, considera normali le limitazioni alla pubblicità. Pur ponendo condizioni. E rinvia al codice deontologico la regolamentazione dei limiti della pubblicità.
Studi e società multidisciplinari. Nel campo delle associazioni fra professionisti vige la legge 1815/1939 che impone la formazione di studi tecnici e quindi limitati all'architettura e all'ingegneria. Di fatto lo studio tecnico non può includere soggetti di altre professioni giuridiche, economiche ecc. Invece la attuale organizzazione degli studi professionali di architettura richiede la partecipazione di soci esperti in altre discipline.
La direttiva U.E. impone la eliminazione dei divieti relativi alla costituzione di studi multidisciplinari, salvo ristrette eccezioni. Inopportunamente, il DLgs 59 con l'art.35, invece di recepire con chiarezza la direttiva, si esprime con una formulazione confusa che consente di mantenere il divieto di multidisciplinarità qualora ciò "sia giustificato per garantire il rispetto di norme di deontologia diverse in ragione della specificità di ciascuna professione, di cui è necessario garantire l'indipendenza e l'imparzialità".
Tariffa. L'art.1 comma 2 del decreto 59 stabilisce il fine primario di "garantire la libertà di concorrenza".
In evidente contrasto con tale assunto, all'art.12 viene stabilito che - nei casi in cui sussistono motivi imperativi di interesse generale - l'accesso e l'esercizio di un'attività di servizio possono essere subordinati al rispetto di tariffe obbligatorie minime o massime.
Ne consegue che l'art.12 potrebbe consentire, con una interpretazione forzata, di reintrodurre i minimi di tariffa, almeno per gli incarichi di lavori pubblici. La situazione tuttavia sarebbe assoggettabile alla stessa procedura di infrazione alla Direttiva U.E. che costrinse Bersani nel 2006 ad abrogare il minimo inderogabile.
Risulta però che in Germania il Governo ha reintrodotto una tariffa per architetti e ingegneri dotata di una certa obbligatorietà. Occorre studiare la soluzione tedesca e cercar di capire se sarà accettata a livello di Unione Europea.
Silenzio-assenso per l'iscrizione all'Ordine. I professionisti singoli o associati di altro Stato UE possono presentare domanda all'Ordine territoriale italiano per l'iscrizione. Dopo 60 giorni scatta il silenzio-assenso in caso di mancata risposta (art.45). La domanda deve contenere il titolo professionale riconosciuto nello Stato di appartenenza e il decreto di riconoscimento del titolo ai sensi del DLgs 206/2007.
Regolamenti. Ai sensi dell'art. 48, su proposta del Ministro della giustizia, sono adottati regolamenti, per adeguare le norme vigenti in materia di esercizio delle professioni regolamentate, in particolare con riferimento all'ordinamento professionale degli assistenti sociali, dei chimici, degli ingegneri e degli architetti, ai principi contenuti nel presente decreto legislativo, in particolare agli articoli 45 e 46.
Modifiche ad ordinamenti professionali. Per altre professioni, dall'articolo 49 in poi, lo stesso DLgs 59 apporta modifiche agli ordinamenti delle seguenti professioni: avvocato, dottore agronomo e forestale, agrotecnico, attuario, perito agrario, giornalista, dottore commercialista e esperto contabile, biologo, consulente del lavoro, geologo, geometra, perito industriale ed assistente sociale.
Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno. (10G0080) (GU n. 94 del 23-4-2010 - Suppl. Ordinario n.75)
07/07/2010 16.45: Speriamo negli avvocati
Nessuno costrinse bersani ad abrogare i minimi professionali anche per le oo.pp. L'abolizione dei minimi professionali fu una decisione politica presa contro una categoria, i liberi professionisti, che si ritieneva "poco vicina" al PD. Poi, per ironia della sorte, tra tutti i liberi professionisti, chi sta pagando di più per quella decisione sono proprio gli architetti che da decenni sono tutti di sinistra. Se possiamo sperare in un cambiamento è solo grazie agli avvocati, visto che siamo così autolesionisti da anteporre la posizione politica ai nostri leggittimi interessi personali.
data pubblicazione: mercoledì 12 maggio 2010
Architettura sul web Direttiva servizi e professioni