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Timestamp: 2018-11-19 22:35:20+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art.10', 'art. 54', 'art. 50', 'art. 54', 'art. 54']

Novità fiscali del 24 luglio 2008: professionisti: deduzione software in ammortamento o per cassa? Accertamento da studi di settore: trasformazione società; prescrizione dei termini di accertamento fiscale: salta la proroga biennale; fatturazione nelle ATI; fondi immobiliari; archivio dei rapporti finanziari; fusione per incorporazione con effetti contabili e fiscali retrodatati | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 24 luglio 2008: professionisti: deduzione software in ammortamento o per cassa? Accertamento da studi di settore: trasformazione società; prescrizione dei termini di accertamento fiscale: salta la proroga biennale; fatturazione nelle ATI; fondi immobiliari; archivio dei rapporti finanziari; fusione per incorporazione con effetti contabili e fiscali retrodatati
1) Fondi immobiliari e familiari: Le modifiche fiscali non riguardano i vecchi proventi
2) Prescrizione dei termini di accertamento fiscale: Salta la proroga biennale introdotta a seguito del condono
3) Accertamento da studi di settore: Trasformazione società
4) Fatturazione nelle ATI
5) IRES dei “poveri” ancora inattuata
6) Professionisti: Deduzione software in ammortamento o per cassa ?
7) Manovra finanziaria 2009 – Decreto Legge: Maxiemendamento
8) Aliquota IVA applicabile alle cessioni di aceto da fermentazione
9) IVA applicabile alla cessione di “focaccia genovese all’olio con olive”
10) Comunicazione cumulativa all’Archivio dei rapporti finanziari
11) Comunicazioni tardive all’Archivio dei rapporti finanziari
12) Fusione per incorporazione con effetti contabili e fiscali retrodatati
Il Decreto Legge 112/2008, nella versione in corso di approvazione oggi (24/07/2008) dalla Camera, rivede le disposizioni sui fondi “familiari” e ritocca quelle sui fondi immobiliari in generale.
Il D.L., eleva dal 12,50% al 20% la ritenuta alla fonte sui proventi derivanti dalla partecipazione a ogni tipo di fondo immobiliare di diritto italiano.
La ritenuta si applica sull’ammontare dei proventi riferibili a ciascuna quota risultanti dai rendiconti periodici del fondo distribuiti in costanza di partecipazione nonché sulla differenza sul valore di riscatto o liquidazione delle quote e il costo di sottoscrizione o acquisto, documentato dal partecipante.
La ritenuta è “d’acconto” nei confronti dei soggetti operanti nell’esercizio d’impresa (imprenditori individuali, nell’esercizio d’impresa, società in nome collettivo e in accomandita semplice, società di capitale ed enti commerciali, stabili organizzazioni di società ed enti non residenti).
Per questi soggetti, l’aumento della ritenuta assume solo rilievo finanziario, poiché è scomputabile da Irpef o Ires in sede di dichiarazione dei redditi.
Il provento concorre in misura integrale alla formazione del reddito d’impresa imponibile ai fini Ires, ma non è imponibile ai flni Irap giacché non è contabilizzato tra le voci rilevanti ai fini del tributo.
Per le banche, invece, il provento concorre a formare il margine di intermediazione imponibile ai fini Irap (inoltre, non beneficia dell’esenzione del 50% ai fini lrap prevista solo sui dividendi).
Nel rispetto del principio dell’affidamento viene stabilito, con un emendamento, che in caso di rimborso di quote continua a operarsi la ritenuta del fino a concorrenza della differenza positiva tra il valore della quota risultante dall’ultimo rendiconto periodico redatto prima del 25 giugno 2008 (rendiconto al 31 dicembre 2007) e il costo di sottoscrizione o acquisto.
In altri termini, la parte di proventi maturata fino all’ultimo rendiconto precedente al D.L. resta indenne dall’aumento dell’aliquota.
Resta, altresì, invariata l’imposta sostitutiva del 12,50% applicabile confronti dei soggetti non esercenti imprese commerciali sulle plusvalenze emerse in occasione della cessione delle quote, plusvalenze che sono influenzate dall’entità dei proventi del fondo non distribuiti. Ma se oggetto della cessione sono i cosiddetti fondi immobiliari familiari, anche la sostitutiva sulle plusvalenze sale al 20%.
La sentenza della Corte Ue sul condono Iva dovrebbe fare saltare la proroga di due anni dei termini dell’accertamento per chi non ha aderito al condono o ha presentato un’istanza ritenuta non regolare dall’Ufficio.
Infatti, gli accertamenti emessi dal Fisco dopo il termine ordinario di decadenza, sfruttando la proroga biennale, potrebbero essere ritenuti illegittimi dai giudici tributari.
C’è anche questa tra le possibili ricadute della bocciatura europea della sanatoria (pronunciata il 17/07/2008): Se, da un lato, è probabile che non ci sia alcun effetto immediato per i contribuenti (nessuna disposizione normativa interna è stata dichiarata illegittima), dall’altro la Corte Ue ha dichiarato che l’Italia è venuta meno agli obblighi comunitari.
Così, la pronuncia potrebbe avere effetti sulla disposizione (art. 10, legge 289/2002) che proroga di due anni il termine di decadenza entro cui il Fisco può emettere accertamenti e rettifiche Iva nei confronti di chi non ha presentato istanza di condono.
La sentenza della Corte non ha affrontato direttamente questo problema, ma ha smontato la legittimità del condono, perché contrario alla sesta direttiva comunitaria sull’Iva (77/388, articoli 2 e 22) e all’art.10 del Trattato Ce.
E l’illegittimità del condono dovrebbe riguardare anche la proroga di due anni, oltre il termine ordinario di decadenza, degli accertamenti.
Infatti, i giudici tributari potrebbero ritenere la proroga illegittima e annullare gli avvisi di accertamento.
Potrebbe così cadere, ad es. la scadenza del 31 dicembre 2008, fissata – con la proroga biennale – per l’accertamento dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva relativa al 2001 e non hanno effettuato il condono.
Infine, per chi ha presentato il condono, invece, i termini di accertamento sono già comunque scaduti.
Termini di prescrizione ai fini IVA:
Anno presentazione della dichiarazione
Termine di accertamento dichiarazione presentata
(che salterebbe)
Termine di accertamento dichiarazione omessa
Termine prorogato (che salterebbe)
Come noto la trasformazione è operazione a tutti gli effetti neutrale che, peraltro, dal punto di vista giuridico non comporta affatto l’estinzione del soggetto trasformando.
Pur tuttavia la Circolare n. 31 del 22 maggio 2007, a tutto vantaggio della trasformando, ha
chiarito che se “una snc, si trasforma, in data 31 luglio 2006, in una srl, senza modificare il codice di attività esercitata, non sarà soggetta all’applicazione degli studi di settore, rimanendo tuttavia obbligata alla presentazione del modello mentre la neo costituita S.r.l., per il periodo 1/08/2006 – 31/12/2006, dovrà applicare gli studi di settore, indicando nell’allegato studi di settore, nell’apposita sezione, il codice 3 ed un numero di mesi di attività pari a 5.”.
Si tratta di una conclusione che appare in aperta contraddizione con la sostanza della operazione e con la connotazione giuridica della medesima.
Accertamento da studi di settore – trasparenza dei dati
Resta a tutti sconosciuto come siano costruiti gli studi di settore nonché il significato e le fonti sulla base delle quali sono costruiti gli algoritmi che presiedono alla individuazione dei ricavi congrui.
Tale dogma rende impossibile difendersi nel merito laddove non si è congrui ed anche i pochi tentativi di esemplificazione dell’agenzia non risolvono il problema perché partano dal presupposto che il contribuente possa eccepire che i risultati dello studio, di per se corretti, non sono nel suo caso utilizzabili per cause particolari.
E se, invece, come peraltro rilevato dalla Commissione Rey, qualche studio dovesse dare
risultati del tutto inattendibili in quanto costruito in modo incoerente?
(Libro bianco contribuenti/fisco del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro di luglio2008)
L’associazione temporanea d’impresa è spesso formula necessaria per accedere agli appalti pubblici, oggi regolati dalla figura del General Contractor.
Ad ogni modo non sempre le ATI realizzano commesse solo pubbliche.
Su tale fattispecie, vengono segnalate contraddittorie e datate interpretazioni in materia di Iva.
In particolare, la RM n. 9/2147 del 13/8/82 aveva chiarito che se l’opera da realizzare è unica e inscindibile le imprese non possono singolarmente fatturare alla stazione appaltante poiché si configura una società di fatto tra le stesse con obbligo in capo a quest’ultima di fatturare.
Al contrario la RM n. 550231 del 26/6/88 ha fatto presente che la circostanza che l’opera abbia il carattere della indivisibilità oggettiva e funzionale è irrilevante potendosi validamente realizzare, in una ripartizione percentuale dell’opera, la divisibilità contabile, tecnica e gestionale, dunque, le imprese devono fatturare singolarmente.
A tal fine, viene richiesto un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate.
Riguardo la disciplina introdotta dalla Finanziaria 2008, circa la possibilità di assoggettare gli utili non distribuiti delle imprese individuali e delle società di persone ad una imposta sostitutiva del 27,5%, è stato rilevato che per quanto in linea di principio sia condivisibile, in via di fatto è concretamente impossibile attuarla talchè è da ritenersi che il previsto decreto attuativo non sia stato ad oggi emanato a causa delle sostanziali difficoltà di gestione della disposizione.
In definitiva occorre riscrivere la norma.
L’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 117/E del 12 aprile 2002, emanata in risposta ad un interpello di un notaio che, dovendo sostenere ingenti costi per il rinnovo del software di studio ha risposto chiarendo che il costo del software non è deducibile per intero nel periodo d’imposta in cui il costo è sostenuto ma è deducibile mediante ammortamento.
In particolare l’Agenzia così si esprime: “Nel contesto dell’articolo 50 (ora art. 54 ndr), rileva il principio secondo cui i componenti di reddito che ricadono sotto il concetto di spesa si determinano con il principio di cassa, mentre per i costi di acquisto dei beni strumentali la deducibilità è regolata dal principio di competenza” ed ancora “ove si volesse privilegiare peraltro una interpretazione strettamente letterale della disposizione recata dal menzionato art. 50 (ora art. 54 ndr), si perverrebbe alla conseguenza – sicuramente insostenibile – di escludere la deducibilità del costo dei beni immateriali per il semplice fatto che manca una espressa affermazione normativa in tal senso”.
Su tale problematica è stata fatta la seguente critica:
Tale conclusioni sono non condivisibili nei principi e, peraltro, contraddittorie: se, infatti, si dovesse effettivamente distinguere tra spesa e costo, allora gli acquisti di cancelleria (trattasi di beni e non certo servizi) dovrebbero essere ammortizzati. Inoltre, se fosse vero come affermato dall’Agenzia che il professionista non può dedurre nulla se non espressamente indicato nell’art. 54 del TUIR, non potrebbe dedurre neanche il costo dei dipendenti.
Dopo il voto di fiducia del 21/07/2008, con il quale è stato approvato il maxiemendamento del governo (disponibile sul sito www.governo.it) interamente sostitutivo dell’articolato, è previsto per giovedì 24/07/2008 il voto finale della Camera dei deputati sul decreto legge n. 112 del 25/06/2008.
Poi, il provvedimento sarà esaminato dal Senato e dovrà essere votato prima della scadenza stabilita per la conversione (24 agosto 2008) e, quindi, in concreto nei primi giorni di agosto, prima della pausa estiva.
Queste le maggiori novità introdotte dalla Camera dei Deputati:
Viene mantenuta l’addizionale Ires del 5,5% alle imprese che operano nel settore dei prodotti petroliferi e dell’energia elettrica che hanno conseguito, nel periodo d’imposta precedente, un volume di ricavi superiore a 25 milioni di euro. Sono però soppresse le royalty a carico delle compagnie che estraggono idrocarburi e il conferimento allo Stato di una quota, espressa in barili, pari all’1% delle produzioni annue, a partire da luglio 2008. L’addizionale non andrà ad alimentare il Fondo per i meno abbienti e la “carta prepagata” sarà concessa solo ai residenti di cittadinanza italiana.