Source: https://emanueledoria.it/2020/03/27/il-datore-di-lavoro-ha-lobbligo-di-salvaguardare-la-salute-dei-lavoratori/
Timestamp: 2020-05-28 07:16:16+00:00
Document Index: 61183461

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 2087', 'art. 25', 'art. 589', 'art. 590']

SMART WORKING: OBBLIGO DEL DATORE DI LAVORO DI PRESERVARE LA SALUTE DEI LAVORATORI (ART. 2087 C.C.) - Avv. Emanuele Doria
da Avv. Emanuele Doria | Mar 27, 2020 | Diritto Civile, Diritto del Lavoro, Uncategorized | 0 commenti
Diritto del Lavoro Labor Law
Sino a quando sarà in corso l’emergenza, il lavoro in modalità “Agile” rappresenterà una vera e propria misura di prevenzione che il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare per evitare di esporre al contagio il proprio personale.
Occorre infatti tener presente che in capo al datore di lavoro sussiste un preciso obbligo di protezione della salute psico-fisica del prestatore di lavoro, che trova la propria fonte nell’art. 2087 c.c.: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
L’obbligo di prevenzione di cui all’art. 2087 c.c. impone al datore di lavoro di adottare: a) le misure tassativamente imposte dalla legge in relazione allo specifico tipo di attività esercitata; b) le misure generiche dettate dalla comune prudenza; c) tutte le altre misure che in concreto si rendano necessarie per la tutela del lavoratore secondo la particolarità del lavoro, dell’esperienza e della tecnica.
Dunque, ai sensi dell’art. 2087 c.c. la responsabilità per violazione di obblighi è configurabile nel caso in cui il comportamento del datore di lavoro costituisca inadempimento di una regola di condotta preesistente al fatto lesivo e, quindi, quando il datore di lavoro ha violato una misura di sicurezza espressamente prevista dalla legge e/o ragionevolmente individuata e/o individuabile prima del verificarsi dell’evento dannoso; non ha adottato le misure di prevenzione e di sicurezza volte a tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore anche tenuto conto di particolari e persistenti situazioni concrete che influenzino il corso dell’attività aziendale (come nel nostro caso, con il diffondersi della pandemia del Covid-19).
Ne consegue che la violazione di questo obbligo comporta il rischio che sia imputata al datore di lavoro la responsabilità in questo caso (i) di un eventuale contagio di un lavoratore per effetto della frequentazione degli uffici, (ii) della diffusione del COVID-19 in considerazione del contatto tra più soggetti presso la sede di lavoro, con la conseguenza che possa essere chiamato a risarcire il lavoratore o i soggetti contagiati per l’eventuale danno patito e a rispondere dei reati che danno origine alla responsabilità amministrativa della società.
Da ultimo si sottolinea che la rilevanza della previsione contenuta nell’art. 2087 c.c. emerge soprattutto nella lettura combinata con la disposizione contenuta nell’art. 25 septies, D. Lgs. n. 231/2001 che prevede tra i reati che danno origine alla responsabilità amministrativa della società, l’omicidio colposo (art. 589 c.p.) e le lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) quali conseguenze della violazione della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione;
prevedere un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione;
nel caso in cui vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni;
utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili (par, rol, banca ore)
nel caso in cui l’utilizzo dei predetti istituti non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti;
annullare tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali.
Avv. Emauele Doria
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