Source: http://www.newlaw.it/Documentazione_e-commerce/Cir%201-6-00%20n.%203487c.html
Timestamp: 2017-11-23 11:14:44+00:00
Document Index: 128173470

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 15']

CIRCOLARE 1° giugno 2000, n. 3487/c del Min. Industria Commercio e artigianato
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. Disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico. Commercio elettronico).
In via preliminare, va sottolineato che i termini della nozione di "commercio elettronico" sono assai più articolati, come risulta dalla definizione data nella comunicazione della Commissione UE "un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico", in base alla quale per tale deve intendersi lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica; la distribuzione online di contenuti digitali; l'effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa; gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle pubbliche amministrazioni".
Il predetto decreto n. 114 contiene un esplicito riferimento al commercio elettronico solo nell'art. 21.
A tal fine la norma prevede, infatti, che l'amministrazione sviluppi azioni volte a sostenerne una crescita equilibrata, favorisca campagne d'informazione ed apprendimento per gli operatori del settore; incentivi l'uso di strumenti e tecniche di gestione di qualità atte
a garantire l'affidabilità degli operatori al fine di migliorare la competitività complessiva delle imprese, soprattutto piccole e medi.
Ai sensi dell'art. 5, comma 1, del citato decreto "l'attività commerciale può essere esercitata con riferimento al seguenti settori merceologici: alimentare e non alimentare".
L'art. 4, comma 1, denomina quale commercio all'ingrosso "l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci per nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti all'ingrosso e al dettaglio o ad utilizzatori professionali o ad utilizzatori in grande ( ... ) e dispone che detta attività "può assumere la forma di commercio interno, di importazione e di esportazione" (cfr. lettera a).
Il medesimo articolo denomina, altresì, quale commercio al dettaglio "Fattività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione direttamente al consumatore finale" (cfr. lettera b).
Al fini dell'attività commerciale, pertanto, la disciplina individua due tipologie di attività, all'ingrosso e al dettaglio, quali definite dal predetto art. 4, comma 1, lettere a) e b).
L'attività di commercio al dettaglio rivolta, al consumatore finale può essere esercitata su aree private in sede fissa, su area pubblica o mediante le forme speciali di, vendita indicate all'art. 4, comma 1, lettera h).
Per forme speciali di vendita s'intendono, a norma del predetto art. 4, comma 1, le "vendite a favore di dipendenti da parte di enti, imprese, pubblici o privati, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita nelle scuole, negli ospedali e nelle strutture militari esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi" (cfr. punto I); la "vendita per mezzo di apparecchi autornatici" (cfr. punto 2); la "vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione" e le "vendite presso il domicilio di consumatori" (cfr. punto 4).
Il punto 3 della lettera h), del predetto art. 4, comma 1, indica, pertanto, tra le forme speciali di vendita quella effettuata "tramite altri sistemi di comunicazione".
l'attività in discorso è soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l'esercente ha la residenza, se persona fisica, o, nel caso di società, la sede legale (cfr. comma I);
l'attività può essere iniziata decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte dei comune (cfr. comma I);
nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività prescritti dall'art. 5 del decreto n. 114, nonché il settore merceologico di attività (cfr. comma I);
nel caso di attività relativa al settore merceologico alimentare, il soggetto deve essere in possesso di uno dei requisiti professionali indicati alle lettere a), b) e c) del comma 5 dell'art. 5. Il possesso del requisito professionale prescritto è necessario anche qualora lo stoccaggio dei prodotti avvenga in un magazzino distante dal luogo dove è in uso il mezzo elettronico;
in caso di società si richiama l'attenzione sul comma 6 dei predetto art. 5 il quale dispone che il "possesso di uno dei requisiti di cui al comma 5 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta all'attività commerciale";
è vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta (cfr. comma 2);
è consentito l'invio di campioni di prodotti o di omaggi al consumatore solo se non vi siano spese o vincoli a carico del medesimo (cfr. comma 2);
Va evidenziato, altresì, che le violazioni alle disposizioni di cui all'art. 18 sono punite con la sanzione amministrativa prevista dall'art. 22, comma 1, del decreto n. 114 [4].
Ne consegue, pertanto, che tale disciplina non si applica alla figura degli intermediari come gli agenti di commercio, ovvero gli agenti di affari in mediazione, i quali sono tenuti al rispetto delle regole civilistiche, amministrative e fiscali che concernono lo svolgimento di dette attività, a cominciare dall'obbligatoria iscrizione ai relativi ruoli tenuti dalla camera di commercio e all'apertura della partita I.V.A.
Tutto ciò premesso, in caso di esercizio congiunto di commercio all'ingrosso e al dettaglio per via elettronica, la scrivente, relativamente al divieto di cui all'art. 26, comma 2, precisa quanto segue.
Ai fini della tutela del consumatore si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, in materia di contratti negoziati fuori dei locali commerciali (cfr. art. 15, comma 7). Si applicano, altresì le intervenute disposizioni contenute nel decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, recante l'attuazione della direttiva n. 97/7CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza.
Detti decreti, infatti, contengono specifiche disposizioni relative ai termini per l'esercizio del diritto di recesso e alle modalità dell'esercizio, ivi comprese spese e rimborsi; all'esecuzione del contratto; al pagamento mediante carta; agli aspetti sanzionatori, alle informazioni per il consumatore ed al foro competente per le controversie civili inderogabilmente stabilito nel luogo di residenza o di domicilio del consumatore.
Informazioni per il consumatore: nella presentazione dell'offerta devono essere fornite al consumatore informazioni chiare e comprensibili, in particolare con riferimento all'identità del fornitore e alle caratteristiche essenziali del bene, del suo prezzo, delle spese di consegna, delle modalità di pagamento, del diritto di recesso;
Conferma scritta delle informazioni: prima o al momento dell'esecuzione del contatto, le informazioni sopra elencate vanno confermate per iscritto o, su richiesta dei consumatore, su altro supporto duraturo. In questa fase il consumatore ha diritto di ottenere informazioni sulle condizioni e sulle modalità del diritto di recesso, nonché sulle garanzie commerciali esistenti e i connessi servizi di assistenza;
Modalità di esercizio del diritto di recesso, spese e rimborsi: il diritto di recesso si esercita (entro il termine indicato dal decreto legislativo n. 185 del 1999) con una comunicazione scritta e il consumatore deve conservare l'avviso di ricevimento della lettera raccomandata con cui comunica o conferma l'esercizio del proprio diritto di recesso. Le sole spese dovute per l'esercizio di tale diritto sono quelle di restituzione del bene.
Il fornitore è tenuto, dal canto suo, a rimborsare le somme versate dal consumatore a titolo di corrispettivo per la vendita del bene;
Esecuzione del contratto: Il contratto concluso va eseguito entro trenta giorni dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l'ordinazione.
Gli uffici provinciali dell'industria, del commercio e dell'artigianato sono pregati di trasmettere la presente circolare a tutti i comuni della loro circoscrizione.
Il testo della presente circolare è disponibile al seguente indirizzo Internet: www.minindustria.it/ dgcas /commercio/ indice.htm