Source: https://www.paefficace.it/area-tecnica/giurisprudenza
Timestamp: 2020-08-09 23:23:15+00:00
Document Index: 82822242

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 35', 'art. 97', 'art. 167']

Decreti, sentenze e procedimenti giuridici per il settore tecnico delle PA - PAefficace.it
Permalink 17/07/2020
Le scelte di pianificazione urbanistica sono caratterizzate da un’ampia discrezionalità
Le scelte di pianificazione urbanistica sono caratterizzate da un’ampia discrezionalità e costituiscono apprezzamento di merito sottratti al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità e, in occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le decisioni dell'amministrazione riguardo alla destinazione di singole aree non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali, di ordine tecnico discrezionale, seguiti nell'impostazione del piano stesso
In un piano attuativo il privato può assumere obblighi di fare e/o di dare ulteriori ed eccedenti rispetto a quelli discendenti dalla legge
Nulla osta a che il privato proponente un piano attuativo, nell'esercizio della propria autonomia negoziale, assuma in sede di convenzione urbanistica obblighi di fare e/o di dare ulteriori ed eccedenti rispetto a quelli discendenti dalla legge
L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi e della relativa area di sedime è conseguenza automatica della mancata ottemperanza all'ordine di demolizione
L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale degli immobili abusivi e della relativa area di sedime costituisce effetto automatico della mancata ottemperanza all'ordine di demolizione, che si verifica, pertanto, ope legis, a seguito dell'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione dopo il decorso del termine di novanta giorni dalla sua notifica
L’adozione dell’ordinanza di demolizione non richiede l’invio di comunicazione di avvio del procedimento
Vertendosi in materia di abusivismo edilizio, il potere di vigilanza dell’Amministrazione costituisce espressione di attività doverosa, i cui relativi provvedimenti, quale l’ordinanza di demolizione, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l’invio di comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell’atto.
Permalink 14/07/2020
Il sequestro non impedisce la demolizione dell’immobile abusivo
La pendenza della misura penale non inibisce di per sé la possibilità di procedere all’abbattimento delle opere sequestrate, essendo sempre fatta salva la possibilità di chiedere all’Autorità penale il dissequestro delle opere abusive al fine di procedere alla relativa demolizione.
Permalink 13/07/2020
Secondo la giurisprudenza amministrativa, il vincolo imposto sulle aree site nella fascia di rispetto stradale o autostradale è di inedificabilità assoluta, traducendosi in un divieto assoluto di costruire che rende inedificabili le aree site nella fascia di rispetto, indipendentemente dalle caratteristiche dell’opera realizzata e dalla necessità di accertamento in concreto dei connessi rischi per la circolazione stradale. Il vincolo derivante dalla fascia di rispetto si traduce in un divieto di edificazione che rende le aree medesime legalmente inedificabili, trattandosi di vincolo di inedificabilità che è sancito nell'interesse pubblico da apposite leggi - art. 41septies L. n. 1150 del 1942 aggiunto dall'art. 19 della L. n. 765 del 1967; art. 9 L. n. 729 del 1961 - e dai relativi regolamenti di attuazione - D.M. 1 aprile 1968 (Cons. Stato, Sez. IV, 13 giugno 2017, n. 2878).
Nel caso di sanzioni conseguenti ad abusi edilizi realizzati su suolo demaniale, è legittimo il provvedimento sanzionatorio di demolizione che contenga in sé anche la diffida
Nel caso di sanzioni conseguenti ad abusi edilizi realizzati su suolo demaniale, è legittimo il provvedimento sanzionatorio di demolizione che contenga in sé anche la diffida, posto che il primo comma dell’art. 35 d.p.r. n. 380/2001 non indica un lasso temporale minimo tra il primo e la seconda, cosicché “ne consegue che alla diffida può seguire immediatamente l’ordinanza di demolizione senza che il destinatario possa trarre alcun beneficio dalla sua preventiva notificazione né alcuna concreta lesione dalla sua mancanza” (Cons. Stato, Sez. II. 5.07.2019, n. 4662; Cons. Stato, Sez. VI, 31.05.2017, n. 2618).
Quando una strada vicinale può dirsi pubblica?
Per giurisprudenza consolidata, una strada vicinale pubblica può essere qualificata come tale solo quando sussistano determinati elementi di fatto, consistenti nell'esistenza di un effettivo passaggio esercitato iure servitutis publicae da una collettività di persone qualificate dall'appartenenza ad un gruppo territoriale, dalla concreta idoneità del bene a soddisfare esigenze di carattere generale (anche per il collegamento con la pubblica via), nonché dalla esistenza di un titolo valido a fondamento del diritto di uso pubblico, che può identificarsi nella protrazione dell'uso stesso da tempo immemorabile
Il rigetto delle osservazioni deve essere assistito da una motivazione che sia congrua rispetto agli elementi di fatto e di diritto posti alla base delle osservazioni stesse e che abbia tenuto presente il loro apporto critico e collaborativo in comparazione con gli interessi pubblici coinvolti in vista dell’adozione di soluzioni urbanistiche, oltre che legittime, anche opportune e razionali
Secondo un condivisibile orientamento giurisprudenziale, le osservazioni presentate dai privati nei confronti di un piano regolatore in itinere sono finalizzate a consentire che il punto di vista del soggetto potenzialmente leso assuma rilevanza e venga adeguatamente considerato, in modo che l’Amministrazione si determini correttamente e compiutamente in omaggio ai principi di imparzialità e di buon andamento (art. 97 Cost.) che devono presiedere all’esercizio dell’azione amministrativa.
Il divieto di incremento di volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, preclude qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico e di altro tipo, costituendo opera valutabile anche la realizzazione di un garage interrato con accesso all'esterno tramite rampa in zona sottoposta a vincolo paesaggistico
L’art. 167 comma 4 del D. Lgs. 42/2004 prevede il possibile accertamento postumo della compatibilità paesaggistica solo nei seguenti tassativi casi: a) per i lavori, realizzati in assenza o difformità dell'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati; b) per l'impiego di materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica; c) per i lavori comunque configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.