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Timestamp: 2020-08-08 03:58:29+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 14', 'art. 156']

Sentenza Cassazione Civile n. 25599 del 27/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25599 del 27/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 27/10/2017, (ud. 27/02/2017, dep.27/10/2017), n. 25599
sul ricorso 19531-2013 proposto da:
B.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
rappresentato difeso dall’avvocato GIANCARLO MUROLO;
PREFETTURA REGGIO CALABRIA, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
avverso la sentenza n. 1174/2013 del TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA,
27/02/2017 dal Consigliere Dott. CHIARA BESSO MARCHEIS;
Nei confronti del ricorrente è stata emessa ordinanza-ingiunzione a pagare 3.000 Euro per aver emesso quattro assegni bancari privi di provvista.
B.M. ha presentato opposizione al Giudice di pace di Reggio Calabria facendo tra l’altro valere il difetto di notificazione dell’originaria contestazione; l’opposizione è stata rigettata.
La sentenza è stata impugnata da B. davanti al Tribunale di Reggio Calabria, che – con pronuncia del 18 giugno 2013 – ha rigettato l’impugnazione e confermato la sentenza impugnata.
B. propone ricorso in cassazione.
La Prefettura di Reggia Calabria resiste con controricorso.
Il ricorso – articolato in due motivi, che rispettivamente lamentano la violazione della L. n. 386 del 1990, art. 8-bis, comma 3 e della L. n. 689 del 1981, art. 14 – prospetta un’unica doglianza, già formulata in sede di opposizione e di appello:
– la notificazione della contestazione della violazione è nulla ovvero inesistente in quanto è stata effettuata non presso la residenza del ricorrente, ma presso la sede del “Consorzio Fata Morgana”, obbligato in solido rispetto alla sanzione, ma soggetto distinto dal ricorrente, sia pure legale rappresentante dello stesso Consorzio;
– il vizio non è stato sanato dalla tempestiva proposizione della opposizione, in quanto tale sanatoria vale per la notificazione dell’ordinanza-ingiunzione, ma non per la notificazione della violazione.
La doglianza è priva di fondamento. Precisato che il vizio comporta la nullità e non l’inesistenza dell’atto (circa la delimitazione della categoria dell’inesistenza della notificazione cfr. la pronuncia delle sezioni unite 14917/2016), esso è da ritenersi sanato a seguito della, tempestiva, proposizione della opposizione all’ordinanza ingiunzione: la L. n. 386 del 1990, art. 8-bis, comma 3, prescrive infatti che la notificazione degli estremi della violazione avvenga secondo la L. n. 689 del 1981, art. 14 che a sua volta, circa la notificazione, al comma 4 richiama le modalità previste dal codice di procedura civile, rendendo quindi applicabile l’art. 156 c.p.c. circa la sanatoria della nullità nel caso di raggiungimento dello scopo dell’atto (cfr. Cass. n. 20975/2014).
Le spese, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza (dato che la condanna è pronunciata a favore di un’amministrazione dello Stato – nei cui confronti vige il sistema della prenotazione a debito dell’imposta di bollo dovuta sugli atti giudiziari e dei diritti di cancelleria e di ufficiale giudiziario riguardo alle spese vive la condanna è limitata al rimborso delle spese prenotate a debito, cfr. Cass. 5028/2000).
La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio in favore di parte controricorrente che si liquidano in Euro 700 per compensi, oltre spese prenotate a debito.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della seconda Sezione Civile, il 27 febbraio 2017.