Source: http://www.decreto-legislativo-81-08.it/obblighi/datore-di-lavoro.html
Timestamp: 2015-03-28 23:47:13+00:00
Document Index: 153764574

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 64', 'art. 71', 'art.77', 'art.80', 'art.163', 'art.174', 'art.175', 'art.176', 'art. 235', 'art. 236', 'art. 237', 'art. 238', 'art. 239', 'art. 240', 'art. 241', 'art. 248', 'art. 249', 'art. 250', 'art. 251', 'art. 252', 'art. 253', 'art. 254', 'art. 255', 'art. 256', 'art. 257', 'art. 258', 'art. 259', 'art. 260', 'art. 271', 'art. 272', 'art. 273', 'art. 274', 'art. 275', 'art. 276', 'art. 277', 'art. 278', 'art. 289']

Testo unico sicurezza i diritti e i doveri del datore di lavoro - Dlgs 81
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Obblighi » Il datore di lavoro nel decreto legislativo 81 08 Il TU sulla sicurezza sul lavoro – decreto legislativo 81/08, è la normativa di riferimento per ogni azienda per ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro. In questo decreto, che deriva dal D.Lgs. 626/94 e che è stato integrato dal D.Lgs. 106/09, vengono elencate e descritte tutte le figure che si occupano della sicurezza sul lavoro.
Fra queste, in primis, c’è il datore di lavoro che viene menzionato, nello specifico, negli artt. 17, 18, 34, 64, 71, 77, 80, 163, da 174 a 176, da 235 a 241, da 248 a 260, da 271 a 278, 289 e in più nell’Allegato II vengono elencati i casi in cui il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi.
Obblighi del datore di lavoro non delegabili – Art. 17 D.Lgs. 81/08
a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo
Obblighi del datore di lavoro e del dirigente – Art.18
r) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni; l’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi – art. 34
Luoghi di lavoro – obblighi del datore di lavoro – art. 64
Attrezzature – obblighi del datore di lavoro – art. 71.
1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di cui all’articolo precedente, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devono essere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimento delle direttive
14.Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui all’articolo 6, vengono apportate le modifiche all’allegato VII relativamente all’elenco delle attrezzature di lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.
Dispositivi di protezione individuale (DPI) – obblighi del datore di lavoro – art.77
Impianti e apparecchiature elettriche – obblighi del datore di lavoro – art.80
Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro – obblighi del datore di lavoro – art.163
Attrezzature munite di videoterminali – obblighi del datore di lavoro – art.174
1. Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’articolo 28, analizza i posti di lavoro con
Attrezzature munite di videoterminali – lo svolgimento quotidiano del lavoro – art.175
4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale
ove il medico competente ne evidenzi la necessità.
7. La pausa é considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di lavoro e, come tale, non é riassorbibile all’interno di accordi che prevedono la riduzione dell’orario complessivo di lavoro.
Attrezzature munite di videoterminali – la sorveglianza sanitaria – art.176
3. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo é biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi.
5. Il lavoratore é sottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta, secondo le modalità previste all’articolo 41, comma 2, lettera c).
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – sostituzione e riduzione – art. 235
2. Se non é tecnicamente possibile sostituire l’agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinché la produzione o l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile.
3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non é tecnicamente possibile il datore di lavoro provvede affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile. L’esposizione non deve comunque superare il valore limite dell’agente stabilito nell’allegato XLIII.
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – valutazione del rischio – art. 236
2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche delle lavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, dei quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, della loro concentrazione, della capacità degli stessi di penetrare nell’organismo per le diverse vie di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione e, qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o in forma polverulenta e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o ne impedisce la fuoriuscita. La valutazione deve tener conto di tutti i possibili modi di esposizione, compreso quello in cui vi é assorbimento cutaneo.
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – Misure tecniche, organizzative, procedurali – art. 237
b) limita al minimo possibile il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, anche isolando le lavorazioni in aree predeterminate provviste di adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza, compresi i segnali «vietato fumare», ed accessibili soltanto ai lavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o con la loro funzione. In dette aree é fatto divieto di fumare;
c) progetta, programma e sorveglia le lavorazioni in modo che non vi é emissione di agenti cancerogeni o mutageni nell’aria. Se ciò non é tecnicamente possibile, l’eliminazione degli agenti cancerogeni o mutageni deve avvenire il più vicino possibile al punto di emissione mediante aspirazione localizzata, nel rispetto dell’articolo 18, comma 1, lettera q). L’ambiente di lavoro deve comunque essere dotato di un adeguato sistema di ventilazione generale;
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – Misure tecniche – art. 238
2. Nelle zone di lavoro di cui all’articolo 237, comma 1, lettera b), é vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare cosmetici.
Protezione da agenti cancerogeni – Informazione e formazione – art. 239
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – esposizione non prevedibile – art. 240
2. I lavoratori devono abbandonare immediatamente l’area interessata, cui possono accedere soltanto gli addetti agli interventi di riparazione ed ad altre operazioni necessarie, indossando idonei indumenti protettivi e dispositivi di protezione delle vie respiratorie, messi a loro disposizione dal datore di lavoro. In ogni caso l’uso dei dispositivi di protezione non può essere permanente e la sua durata, per ogni lavoratore, é limitata al tempo strettamente necessario.
Protezione da agenti cancerogeni e mutageni – operazioni lavorative particolari – art. 241
1. Per le operazioni lavorative, quale quella di manutenzione, per le quali é prevedibile, nonostante l’adozione di tutte le misure di prevenzione tecnicamente applicabili, un’esposizione rilevante dei lavoratori addetti ad agenti cancerogeni o mutageni, il datore di lavoro previa consultazione del rappresentante per la sicurezza:
2. La presenza nelle aree di cui al comma 1 dei lavoratori addetti é in ogni caso ridotta al tempo strettamente necessario con riferimento alle lavorazioni da espletare.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – Individuazione della presenza di amianto – art. 248
2. Se vi é il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, si applicano le
disposizioni previste dal presente capo.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – valutazione del rischio – art. 249
2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione all’amianto non é superato nell’aria dell’ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 250, 251, comma 1, 259 e 260, comma 1, nelle seguenti attività:
Protezione dai rischi connessi all’amianto – notifica – art. 250
1. Prima dell’inizio dei lavori di cui all’articolo 246, il datore di lavoro presenta una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – misure di prevenzione e protezione – art. 251
e) i processi lavorativi devono essere concepiti in modo tale da evitare di produrre polvere di amianto o, se ciò non é possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell’aria;
Protezione dai rischi connessi all’amianto – misure igieniche- art. 252
a) i luoghi in cui si svolgono tali attività siano: 1) chiaramente delimitati e contrassegnati da appositi cartelli; 2) accessibili esclusivamente ai lavoratori che vi debbano accedere a motivo del loro lavoro o della loro funzione; 3) oggetto del divieto di fumare;
g) l’equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione: siano prese misure per riparare o sostituire l’equipaggiamento difettoso o deteriorato prima di ogni utilizzazione.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – controllo dell’esposizione – art. 253
6. Il conteggio delle fibre di amianto é effettuato di preferenza tramite microscopia a contrasto di fase, applicando il metodo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1997 o qualsiasi altro metodo che offra risultati equivalenti.
Protezione dai rischi connessi all’amianto –valore limite- art. 254
1. Il valore limite di esposizione per l’amianto é fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell’aria superiore al valore limite.
4. In ogni caso, se l’esposizione non può essere ridotta con altri mezzi e per rispettare il valore limite é necessario l’uso di un dispositivo di protezione individuale delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo tale da garantire tutte le condizioni previste dall’articolo 251, comma 1, lettera b); l’utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodi di riposo adeguati all’impegno fisico richiesto dal lavoro; l’accesso alle aree di riposo deve essere preceduto da idonea decontaminazione di cui all’articolo 256, comma 4, lettera d).
Protezione dai rischi connessi all’amianto – operazioni lavorative particolari – art. 255
1. Nel caso di determinate operazioni lavorative in cui, nonostante l’adozione di misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amianto nell’aria, é prevedibile che questa superi il valore limite di cui all’articolo 254, il datore di lavoro adotta adeguate misure per la protezione dei lavoratori addetti, ed in particolare:
Protezione dai rischi connessi all’amianto – lavori di demolizione o rimozione dell’amianto – art. 256
5. Copia del piano di lavoro é inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori. L’obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell’inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell’orario di inizio delle attività.
6. L’invio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti di cui all’articolo 50 di cui 122 all’articolo 250.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – informazione dei lavoratori – art. 257
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 36, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che essi siano adibiti ad attività comportanti esposizione ad amianto, nonché ai loro rappresentanti, informazioni su:
Protezione dai rischi connessi all’amianto – formazione dei lavoratori – art. 258
e) le procedure di lavoro sicure, i controlli e le attrezzature di protezione;
f) la funzione, la scelta, la selezione, i limiti e la corretta utilizzazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
g) le procedure di emergenza;
h) le procedure di decontaminazione;
i) l’eliminazione dei rifiuti;
l) la necessità della sorveglianza medica.
Protezione dai rischi connessi all’amianto – sorveglianza sanitaria – art. 259
Protezione dai rischi connessi all’amianto – registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio – art. 260
1. Il datore di lavoro, per i lavoratori di cui all’articolo 246, che nonostante le misure di contenimento della dispersione di fibre nell’ambiente e l’uso di idonei DPI, nella valutazione dell’esposizione accerta che l’esposizione é stata superiore a quella prevista dall’articolo 251, comma 1, lettera b), e qualora si siano trovati nelle condizioni di cui all’articolo 240, li iscrive nel registro di cui all’articolo 243, comma 1, e ne invia copia agli organi di vigilanza ed all’ISPESL. L’iscrizione nel registro deve intendersi come temporanea dovendosi perseguire l’obiettivo della non permanente condizione di esposizione superiore a quanto indicato all’articolo 251, comma 1, lettera b).
2. Il datore di lavoro, su richiesta, fornisce agli organi di vigilanza e all’ISPESL copia dei documenti di cui al comma l.
3. Il datore di lavoro, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, trasmette all’ISPESL, per il tramite del medico competente, la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato, unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1.
4. L’ISPESL provvede a conservare i documenti di cui al comma 3 per un periodo di quaranta anni dalla cessazione dell’esposizione.
Obblighi del datore di lavoro – valutazione del rischio- art. 271
d) della conoscenza di una patologia della quale é affetto un lavoratore, che é da porre in correlazione diretta all’attività lavorativa svolta;
4. Nelle attività, quali quelle riportate a titolo esemplificativo nell’allegato XLIV, che, pur non comportando la deliberata intenzione di operare con agenti biologici, possono implicare il rischio di esposizioni dei lavoratori agli stessi, il datore di lavoro può prescindere dall’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 273, 274, commi 1 e 2, 275, comma 3, e 279, qualora i risultati della valutazione dimostrano che l’attuazione di tali misure non é necessaria.
5. Il documento di cui all’articolo 17 é integrato dai seguenti dati:
6. Il rappresentante per la sicurezza é consultato prima dell’effettuazione della valutazione di cui al comma 1 ed ha accesso anche ai dati di cui al comma 5.
Obblighi del datore di lavoro – misure tecniche, organizzative, procedurali – art. 272.
1. In tutte le attività per le quali la valutazione di cui all’articolo 271 evidenzia rischi per la salute dei lavoratori il datore di lavoro attua misure tecniche, organizzative e procedurali, per evitare ogni
esposizione degli stessi ad agenti biologici.
Obblighi del datore di lavoro – misure igieniche – art. 273.
2. Nelle aree di lavoro in cui c’é rischio di esposizione é vietato assumere cibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette a bocca e applicare cosmetici.
Obblighi del datore di lavoro – misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie – art. 274.
3. Nelle strutture di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4, le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono scelte tra quelle indicate nell’ ALLEGATO XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell’agente biologico.
Obblighi del datore di lavoro – misure specifiche per i laboratori e gli stabulari – art. 275.
Obblighi del datore di lavoro – misure specifiche per i processi industriali – art. 276.
2. Nel caso di agenti biologici non ancora classificati, il cui uso può far sorgere un rischio grave per la salute
dei lavoratori, il datore di lavoro adotta misure corrispondenti almeno a quelle del terzo livello di contenimento.
Obblighi del datore di lavoro – misure di emergenza – art. 277.
Obblighi del datore di lavoro – informazione e formazione – art. 278.
Obblighi del datore di lavoro – prevenzione e protezione contro le esplosioni – art. 289.
Allegato I – Casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi (articolo 10)
La legge prevede che in alcuni casi il datore di lavoro possa svolgere il ruolo di RSPP all’interno della propria azienda. Tali casi vengono elencati nell’Allegato I del D.Lgs. 81/08. Tale allegato può essere scaricato in formato pdf dalla banca dati del sito INAIL al seguente link.
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