Source: http://astratto.info/ed-e--commi-e-2-e-4-comma-1-lettera.html
Timestamp: 2018-10-18 19:44:35+00:00
Document Index: 155648741

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 798', 'art. 2209', 'art. 4', 'art. 1243', 'art. 2', 'art. 930', 'art. 13', 'art. 3']

Ed e, , commi e 2, e 4, comma 1, lettera
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Schema di decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di personale militare e civile del Ministero della difesa, nonché misure per la funzionalità della medesima amministrazione, a norma degli articoli 2, comma 1, lettere c) ed e), 3, commi 1 e 2, e 4, comma 1, lettera e), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.”
La legge 31 dicembre 2012, n. 244, ha inteso disporre una profonda revisione dello strumento militare nazionale, per realizzare un sistema di difesa di elevato livello qualitativo e tecnologico e, soprattutto, sostenibile sotto il profilo finanziario, senza tuttavia mai trascurare il fattore umano.
Preliminarmente va chiarito in maniera inequivocabile che gli interventi previsti dalla legge di delega non sono volti a realizzare la “riforma” del vigente modello di difesa, bensì hanno l’obiettivo di attuare una revisione in senso incisivamente riduttivo delle dimensioni strutturali e organiche dello strumento militare nazionale, resa indispensabile dalla congiuntura di finanza pubblica.
La citata legge ha demandato a uno o più decreti legislativi l’esatta definizione degli interventi normativi necessari per conseguire l’obiettivo sopra indicato, fissandone principi e criteri direttivi.
Il presente schema di decreto legislativo costituisce uno dei provvedimenti conseguentemente predisposti, il cui fine ultimo è, come noto, il riequilibrio generale, nel tempo, del bilancio della “funzione difesa”, ripartendolo tendenzialmente in 50 per cento per il settore del personale, 25 per cento per il settore dell’esercizio e 25 per cento per il settore dell’investimento. Attualmente, invece, oltre il 70 per cento delle risorse è assorbito dalle spese per il personale, mentre quelle relative all'operatività dello strumento militare e all'investimento si attestano, rispettivamente, sulle percentuali di circa il 12 per cento e il 18 per cento, con un rilevante sbilanciamento rispetto alla proporzione ottimale.
In tale quadro, nel presente provvedimento sono contenute norme volte, principalmente, a revisionare, in continuità con le disposizioni, già in fase di attuazione, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 (cosiddetta “Spending review”):
le dotazioni organiche complessive del personale militare dell'Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell'Aeronautica militare, riducendole a complessive 150.000 unità entro l’anno 2024, fermo restando che il termine per il conseguimento degli obiettivi di riduzione potrà essere prorogato secondo il meccanismo di verifica e di adeguamento dei tempi di attuazione di cui all’articolo 5, comma 2 della legge 244/2012;
le dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa, riducendole a 20.000 unità entro l’anno 2024, ferma la sopra indicata possibilità di proroga.
per il personale militare, la “Spending review” aveva già disposto una riduzione in misura non inferiore al 10 per cento rispetto alle dotazioni organiche complessive, pari a 190.000 unità, previste dall’articolo 798 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare, di seguito denominato “Codice”). L’applicazione di tale riduzione ha comportato la determinazione delle nuove dotazioni in circa 170.000 unità (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 gennaio 2013), da conseguire entro il 1° gennaio 2016 attraverso le misure attuative stabilite dal decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 2013, n. 29. Con il presente provvedimento si persegue, pertanto, un’ulteriore riduzione nei termini sopra indicati (da 170.000 a 150.000 unità), in sostanziale continuità rispetto alla “Spending review”;
per il personale civile, la “Spending review” aveva invece disposto una riduzione delle dotazioni organiche da oltre 30.000 a circa 27.800 unità (determinata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 gennaio 2013), attraverso misure attuative in corso di perfezionamento. Anche in questo caso, con il presente provvedimento, si persegue un’ulteriore riduzione nei termini sopra indicati (da circa 27.800 a 20.000 unità), in sostanziale continuità rispetto alla “Spending review”, in un’ottica di valorizzazione delle relative professionalità.
Con la “Spending review”, tra l’altro, è stata attuata, sia per il personale militare che per quello civile, una riduzione della dirigenza rispettivamente pari al 20 per cento del generali ed ammiragli e al 10 per cento dei colonnelli (e gradi equivalenti) nonché al 20 per cento dei dirigenti civili, come previsto per l’intero comparto del pubblico impiego. Si è inoltre dato corso, per il triennio 2013-2015, a una riduzione delle risorse finanziarie per oltre 500 milioni di euro strutturali. Ciò ha richiesto una revisione del documento programmatico pluriennale della Difesa, presentato al Parlamento nel mese di aprile 2013, laddove sono stati rivisitati tutti i programmi attuativi di approvvigionamento, talvolta anche in cooperazione internazionale, di mezzi, sistemi e equipaggiamenti, operando riduzioni, rimodulazioni, rallentamenti e riorientamenti tendenziali che, sia pure con qualche difficoltà, permettono di fare salvo il progetto complessivo della L. n. 244/2012, che tiene conto delle sole risorse attualmente rese disponibili. Con tali risorse si vuole comunque corrispondere agli impegni assunti in chiave atlantica ed europea, riconfigurando uno strumento militare qualitativamente migliorato benché ridotto in termini quantitativi. Uno strumento flessibile, agile, proiettabile, tecnologicamente avanzato, efficace e sempre integrabile sia a livello interforze che multinazionale. La nuova configurazione offrirà infatti livelli capacitivi coerenti sia con le esigenze di difesa e protezione degli spazi nazionali ed alleati, sia con quelle di concorso alla sicurezza internazionale. In sostanza, si vuole evitare il rischio di sacrificare l’efficacia e l’operatività delle Forze Armate sull’altare di una più ampia struttura delle stesse, ormai palesemente non più sostenibile, che se prorogata provocherebbe la paralisi operativa.
È necessario, tuttavia, sottolineare come la revisione oggetto del presente provvedimento, pur producendo positivi effetti sin dal momento del suo perfezionamento, è articolata sullo sviluppo di processi graduali, al fine di evitare effetti traumatici. Esprimerà pertanto in crescendo la sua efficacia fino al 2024, quando si renderà manifesto l’avvicinamento al riequilibrio tendenziale dei settori di spesa nella virtuosa proporzione individuata. Durante tali processi, potranno essere riutilizzati in favore dell’esercizio solo i risparmi strutturali certificati e tendenzialmente crescenti a partire dal 2016 (ovvero dal termine della “Spending review”) e fino al 2026, che dovrebbero successivamente stabilizzarsi, a regime, su un valore pari a oltre un miliardo di euro. Con tali disponibilità è ragionevole pensare di riuscire a migliorare progressivamente anche il settore dell’ esercizio, oggi profondamente inciso dalle manovre di contenimento della spesa degli ultimi anni ed in profonda sofferenza, nonostante sia indispensabile per sostenere la concreta operatività delle Forze armate. Nel contesto delineato, come accennato, occorre anche considerare che la “Spending review”, per il superiore interesse del miglioramento dei saldi di finanza pubblica, fino al 1° gennaio 2016 non permette che i risparmi rinvenienti dalla riduzione del personale siano utilizzati per bilanciamenti interni alla Difesa.
Tra gli elementi qualificanti, si segnala anche che, nel presente schema di decreto legislativo, per arginare il progressivo invecchiamento del personale dei ruoli iniziali delle Forze armate, ed anche di quelli delle Forze di polizia, è stata prevista, da un lato, la possibilità per i volontari in ferma prefissata di un anno di ottenere un ulteriore anno di rafferma, oltre a quello già contemplato, per un totale di tre anni di servizio, allo scopo di poter contemporaneamente disporre di un maggior numero di volontari opportunamente addestrati e in grado di meglio espletare incarichi ad elevata connotazione operativa, e, dall’altro lato, l’immissione nelle Forze di polizia, dal 2016, dei volontari in ferma prefissata vincitori di concorso, senza necessità che abbiano svolto preventivamente un servizio quadriennale nelle Forze armate. Circa l’invecchiamento delle Forze armate, è bene tener presente che in ambito internazionale il nostro personale agisce costantemente a fianco dei corrispondenti dispositivi dei Paesi alleati, il cui personale è, invece, destinatario di limiti di età per il pensionamento inferiori - in quanto collocati fra i 53 ed i 55 anni - a quelli attualmente previsti per i nostri militari. Inoltre l’articolato introduce norme volte a:
consentire il progressivo conseguimento dei citati obiettivi organici, individuando istituti ritenuti idonei, nel loro complesso, a gestire gli esuberi (per il personale militare, attraverso transiti in altre amministrazioni, riserve dei posti nei concorsi pubblici, misure di ricollocamento sul mercato del lavoro anche a seguito di corsi formativi, estensione dell’aspettativa per riduzione quadri ai non dirigenti, esenzioni dal servizio; per il personale civile, attraverso mobilità interna, trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, forme di lavoro a distanza ovvero trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni);
razionalizzare e omogeneizzare in vista del conseguimento degli obiettivi fondamentali della revisione alcuni specifici aspetti della normativa vigente (in materia di reclutamento, formazione, stato, avanzamento e trattamento delle varie categorie di personale);
innestarsi armonicamente sulle disposizioni della “Spending review”, acquisendo efficacia, di massima, a partire dalla naturale scadenza di quest’ultima, fissata alla data 1° gennaio 2016;
semplificare le procedure per la definizione delle cause di servizio;
assicurare una maggiore flessibilità di bilancio e un miglior utilizzo delle risorse finanziarie.
Per l’efficacia di tali interventi risulterà ovviamente essenziale la convinta partecipazione del “sistema Paese”, qui inteso come Ministeri, amministrazioni, sia centrali sia periferiche, organismi sindacali e rappresentativi, diversi attori del mondo dell’imprenditoria e del lavoro.
Scendendo nel dettaglio dei contenuti dello schema di decreto legislativo, si evidenzia che lo stesso interviene essenzialmente sul Codice, facendo ampio ricorso alla tecnica della novellazione, allo scopo di mantenere l’unicità del corpus normativo riguardante le Forze armate. Esso è strutturato sui 14 articoli di seguito indicati, in relazione alla tematica trattata e ai vari principi di delega attuati. Alla presente relazione, per consentirne una più agevole lettura, è allegato un prospetto nel quale, per ciascuna disposizione, è riportato il testo novellato.
L’articolo 1, comma 1, dà attuazione al principio di delega di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a), della legge n. 244/2012 e riguarda la riduzione delle dotazioni organiche complessive dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare. In particolare:
- alla lettera a), sostituisce l’articolo 582 del Codice, che disciplina gli oneri per la progressiva riduzione dell’organico complessivo delle Forze armate, unificando in un’unica disposizione, ai fini di una maggiore chiarezza e immediata consultabilità, gli stanziamenti precedentemente previsti dagli articoli 582, 583 e 584 del Codice;
- alla lettera b), abroga, per effetto dell’unificazione prevista dalla lettera a), gli articoli 583 e 584 del Codice;
- alla lettera c), sostituisce l’articolo 798 del Codice, riportando l’obiettivo primario fissato dall’art. 3, comma 1, lettera a) della legge delega, ossia la riduzione delle dotazioni organiche complessive del personale militare di Esercito italiano, Marina militare (escluso il Corpo delle capitanerie di porto) e Aeronautica militare a 150 mila unità;
- alla lettera d), inserisce nel Codice l’articolo 798-bis, mirato a ripartire per Forza armata e per categoria i nuovi volumi organici a regime. I sottufficiali vengono suddivisi in primi marescialli, marescialli e sergenti, mentre la categoria dei volontari è ripartita in personale in servizio permanente e personale in ferma prefissata;
- alla lettera e), modifica l’articolo 803, comma 1, del Codice, allo scopo di ripristinare, aggiornandoli, i riferimenti normativi per la determinazione con legge di bilancio delle unità del personale da reclutare in qualità di allievi delle Accademie, delle Scuole sottufficiali delle Scuole militari di Esercito italiano, Marina militare e Aeronautica militare; tanto a integrazione del riassetto a suo tempo operato con il Codice.
L’articolo 2, comma 1, dà attuazione al principio di delega di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), della legge n. 244/2012 e riguarda la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare dirigente di Esercito italiano, Marina militare, escluso il Corpo delle Capitanerie di porto, e Aeronautica militare. In particolare:
alla lettera a), inserisce nel Codice l’articolo 809-bis, fissando le nuove, ridotte dotazioni organiche complessive per i gradi di generale e colonnello dell’Esercito italiano;
alla lettera b), inserisce nel Codice l’articolo 812-bis, fissando le nuove, ridotte dotazioni organiche complessive per i gradi di ammiraglio e capitano di vascello della Marina militare, incluso il Corpo delle capitanerie di porto;
- alla lettera c), inserisce il comma 1-bis all’articolo 814 del Codice, precisando per doverosa completezza quali siano, nell’ambito delle dotazioni organiche complessive della Marina militare, le dotazioni organiche complessive dei gradi di ammiraglio e capitano di vascello del Corpo delle capitanerie di porto, in quanto non interessate da riduzioni;
- alla lettera d), inserisce nel Codice l’articolo 818-bis, fissando le nuove, ridotte dotazioni organiche complessive per i gradi di generale e colonnello dell’Aeronautica militare.
L’articolo 3, comma 1, riguarda la riduzione delle dotazioni organiche e la revisione dei profili di carriera dei ruoli degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare, nonché la semplificazione delle disposizioni in materia, compresi il Corpo delle Capitanerie di porto e l’Arma dei carabinieri. In particolare, alle lettere a), b), c) e d), inserisce nel Codice rispettivamente gli articoli 1099-bis, 1136-bis, 1185-bis e 1226-bis, ai quali sono allegate tabelle che riportano le dotazioni organiche e i profili di carriera degli ufficiali, con contestuale soppressione dei corrispondenti articoli e delle Sezioni in cui essi sono al momento riportati, allo scopo di aggiornare e rendere più agevolmente consultabile la disciplina in materia. A seguito del riassetto della preesistente normativa effettuato dal Codice, infatti, tale normativa, che prima era riportata in tabelle sinottiche di facile lettura allegate al decreto legislativo n. 490/1997 e al decreto legislativo n. 298/2000, è stata trasposta in più di cento articoli, raccolti in diverse Sezioni del Codice. La novella, in sostanza, a fini di semplificazione, ripristina le tabelle (allegati 1, 2, 3 e 4 al Codice).
L’articolo 4, comma 1, riguarda le disposizioni transitorie per la riduzione delle dotazioni organiche complessive dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare. In particolare:
alla lettera a), modifica l’articolo 2204, comma 1, del Codice, al fine, per un verso, di indicare la durata del periodo transitorio e, per altro verso, di tener conto, nei riferimenti interni, della contestuale unificazione degli articoli 2207 e 2215 (quest’ultimo viene abrogato dalla successiva lettera f)), volta alla semplificazione dei riferimenti normativi relativi al decreto annuale con cui si determinano le dotazioni organiche e le consistenze del personale interessato al processo di professionalizzazione delle Forze armate;
alla lettera b), inserisce nel Codice l’articolo 2206-bis, inteso a coordinare nel testo normativo gli effetti, in materia di riduzione delle dotazioni organiche, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (“Spending review”) con quelli della legge 31 dicembre 2012, n. 244, onde evitare soluzioni di continuità;
alla lettera c), modifica l’articolo 2207, comma 1, del Codice, al fine, per un verso, di indicare la durata del periodo transitorio e, per altro verso, di riportare i corretti riferimenti normativi, come modificati dallo stesso decreto legislativo;
alla lettera d), modifica il comma 1 dell’articolo 2208 del Codice e aggiunge il comma 1-bis, riportando il periodo transitorio e coordinando gli effetti del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (“Spending review”), con quelli della legge 31 dicembre 2012, n. 244, al fine di evitare soluzioni di continuità e consentire la compensazione tra Forze armate delle eccedenze e delle carenze organiche;
alla lettera e), inserisce nel Codice gli articoli 2209-bis, 2209-ter, 2209-quater, 2209-quinquies, 2209-sexies, 2208-septies e 2209-octies. In dettaglio:
. l’articolo 2209-bis coordina gli effetti del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (“Spending review”) con quelli della legge 31 dicembre 2012, n. 244, al fine di evitare soluzioni di continuità;
. l’articolo 2209-ter disciplina il raggiungimento degli organici dell’Esercito italiano, della Marina militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare, così come stabiliti dal presente decreto, entro l’anno 2024, prevedendo norme per la determinazione nel periodo transitorio degli organici, delle promozioni nei vari gradi della dirigenza e delle eccedenze, ai fini del graduale conseguimento degli obiettivi di delega, nonché per la definizione dell’anno di decorrenza delle promozioni cicliche;
. l’articolo 2209-quater introduce il piano di programmazione triennale scorrevole per il progressivo raggiungimento degli organici indicati all’art. 798, a partire dall’anno 2016 e sino all’anno 2024, prevedendo che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e la semplificazione e della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, tale piano sia adottato allo scopo di definire le modalità di attuazione: dei transiti di personale militare nei ruoli civili; delle riserve di posti nei concorsi pubblici, estese anche al personale militare in servizio permanente; dei contingenti massimi di personale militare in servizio permanente da ammettere alla esenzione dal servizio. Si evidenzia che a monte dell’articolo vi è la individuazione delle eventuali eccedenze (ai sensi del precedente articolo 2209 ter, comma 1), con determinazione del Ministro della difesa;
. l’articolo 2209-quinquies disciplina il transito nei ruoli civili del personale militare che dovesse risultare in esubero a seguito del processo di riduzione dei volumi organici. Il transito è uno dei strumenti di gestione delle eccedenze previsti. In particolare viene stabilito che il Ministro della difesa comunichi alla Presidenza dei Consiglio dei Ministri i contingenti di appartenenti alle Forze armate interessati alle riduzione. Al citato organismo dev’essere anche comunicato, da parte delle altre amministrazioni, il numero dei posti disponibili nel triennio. Da tali dati, opportunamente incrociati, scaturisce il piano di programmazione triennale. Il personale militare può in tal modo aderire al ricollocamento secondo l’ordine di priorità indicato. Viene altresì previsto: un assegno ad personam riassorbibile, a carico della Difesa, per il personale transitato in altre amministrazioni, onde evitare un immediato decremento del trattamento economico nella nuova posizione; un possibile percorso di formazione professionale affinché i ricollocati siano preparati ad affrontare le nuove attività lavorative; un sistema che consente il ricongiungimento dei contributi versati nel fondo previdenziale di provenienza a quello di destinazione, qualora diverso (l’assenza di tale ultima previsione comporterebbe la necessità per gli interessati dai processi di ricollocamento di provvedere a proprie spese a tale adempimento);
. l’articolo 2209-sexies prevede che, durante il periodo transitorio, il personale militare non soggetto a vincoli di ferma possa essere esentato dal servizio, a domanda, nei dieci anni precedenti alla data di raggiungimento dei limiti di età ordinamentali previsti per la cessazione dal servizio permanente, nei limiti dei contingenti massimi fissati con la programmazione triennale di cui all’articolo 2209-quinquies, contestualmente introdotto. Il trattamento economico complessivamente goduto dal personale militare corrisposto dal Ministero della difesa durante il periodo di esenzione, ivi comprese le competenze fondamentali fisse, continuative ed accessorie, è pari al 50 per cento di quello del pari grado in servizio. La riduzione non opera ai fini previdenziali;
. l’articolo 2209-septies prevede le linee guida da seguire per i ricongiungimenti familiari tra coniugi entrambi appartenenti alla Difesa. In particolare, fissa una corsia preferenziale per la trattazione delle istanze di trasferimento in presenza di prole in minore età, sancendo, in caso di coniugi entrambi militari, che ne sia evitato il contestuale impiego in attività operative continuative fuori dall’ordinaria sede di servizio. Inoltre stabilisce i criteri per il ricongiungimento all’estero e quelli per i casi di personale appartenente a Forze armate diverse;
. l’articolo 2209-octies, ricalcando quanto già previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 29/2013, di attuazione della “Spending review”, estende l’applicazione dell’istituto dell’aspettativa per riduzione quadri (ARQ), originariamente prevista per il solo personale dirigente, anche al personale militare non dirigente interessato ai processi di riduzione per il quale non è comunque possibile il ricollocamento con le misure di cui all’art. 2209-quinquies;
alla lettera f), abroga l’articolo 2215 del Codice, le cui disposizioni sono unificate nell’articolo 2204 ai sensi della precedente lettera a);
alla lettera g), modifica l’articolo 2209, commi 1 e 2, del Codice in materia di regime transitorio del collocamento in ausiliaria, allo scopo di rendere coerenti i riferimenti ivi contenuti con il nuovo quadro normativo;
alla lettera h), modifica l’articolo 2231-bis, comma 1, del Codice, che disciplina le modalità di transito del personale militare nei ruoli civili della pubblica amministrazione sino all’anno 2014, ai sensi della legge 12 novembre 2011 n. 183 (art. 4, comma 96). La modifica si rende necessaria al fine di allineare le disposizioni sul transito del personale militare in eccedenza nei ruoli civili previste dalla citata disposizione con quelle stabilite dal presente decreto legislativo a decorrere dal 2016, per assicurare che il sistema di gestione delle eccedenze funzioni senza soluzione di continuità. Ciò comporta il prolungamento della possibilità di transito prevista dalla L. n. 183/2011 sino al 2019.
L’articolo 5, comma 1, riguarda le disposizioni transitorie per la riduzione delle dotazioni organiche dei ruoli degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare. In particolare:
alla lettera a), inserisce nel Codice l’articolo 2196-bis, inteso a precisare che, nel periodo transitorio previsto per il conseguimento delle nuove dotazioni organiche, per il reclutamento degli ufficiali dei ruoli speciali (di cui all’articolo 655 del Codice), possono essere stabiliti per ciascuna Forza armata: particolari limiti di età, comunque non superiori ai 45 anni; titoli di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria di secondo grado, con esclusione dei concorsi per l’accesso ai Corpi sanitari; estensione delle selezioni anche ai volontari in servizio permanente; permanenza minima nel ruolo di provenienza sino ad un massimo di 5 anni;
alla lettera b), sostituisce l’articolo 2223 del Codice, allo scopo di mantenere sino alla naturale scadenza della “Spending review” (1° gennaio 2016) le disposizioni al momento vigenti riguardanti le modalità di collocamento in aspettativa per riduzione di quadri degli ufficiali. In sostanza, sino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, non si applicheranno le novità introdotte a regime attraverso le modifiche apportate in materia dal presente provvedimento;
alla lettera c), inserisce nel Codice l’articolo 2232-bis. Tale disposizione è intesa a escludere che la nuova disciplina in materia di formazione dei quadri di avanzamento introdotta, novellando l’articolo 1067, comma 2, del Codice, dal presente provvedimento (articolo 7, comma 1, lettera gg)), produca effetti nel periodo transitorio relativo all’attuazione della riduzione delle dotazioni organiche a 170.000 unità, stabilita dalle disposizioni discendenti dalla “Spending review”. Infatti la disposizione in esame consente che, in tale periodo, i quadri di avanzamento degli ufficiali con i gradi di generale continuino a essere formati secondo la pregressa disciplina, che prevedeva, per tutti i generali di Esercito italiano, Marina militare e Aeronautica militare e per i generali di divisione e corpo d’armata dell’Arma dei carabinieri, l’inserimento seguendo l’ordine ordine di ruolo, laddove invece il nuovo sistema prevede che si segua la graduatoria di merito;
alla lettera d), modifica la rubrica e il comma 1 dell’articolo 2233 del Codice, che riguarda le modalità di determinazione delle promozioni nei vari gradi della dirigenza sino al 2015. La modifica è intesa ad attualizzare tale disciplina transitoria, originariamente prevista per consentire il riassestamento dei ruoli degli ufficiali conseguente alla revisione dei profili di carriera operata dal D.Lgs. n. 490/1997, eliminando talune disposizioni ormai prive di effetti ai fini dell’ulteriore applicazione di detta disciplina fino all’anno 2015;
alla lettera e), inserisce nel Codice gli articoli 2233-bis e 2233-ter, volti a disciplinare il numero delle promozioni degli ufficiali nel periodo transitorio per il raggiungimento delle dotazioni organiche determinate dalla legge delega;
alla lettera f), inserisce nel Codice l’articolo 2236-bis, volto ad adeguare, nel periodo transitorio, i requisiti di avanzamento al nuovo iter formativo degli ufficiali della Marina militare, senza che ciò comporti modifiche al sistema di avanzamento o alle permanenze nei gradi;
alla lettera g), inserisce nel Codice gli articoli 2238-bis e 2238-ter. Il primo costituisce una disposizione transitoria collegata alle modifiche apportate dal presente provvedimento alla composizione della Commissione superiore di avanzamento della Marina militare di cui all’articolo 1038 del Codice. Il secondo è inteso a prorogare di tre anni, per i soli generali di divisione aerea dell’Arma aeronautica ruolo naviganti normale, il regime transitorio per la formazione delle aliquote previsto dalla normativa preesistente alla “Spending review”;
alla lettera h), sostituisce l’articolo 2243 del Codice, che disciplina il regime transitorio per le aliquote di valutazione dei tenenti colonnelli del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri. Si tratta di una norma di coordinamento conseguente alla soppressione dell’avanzamento cosiddetto “a fasce” per i tenenti colonnelli del ruolo normale, nonché all’inserimento nel Codice delle tabelle per l’Arma dei carabinieri. Essa riproduce la parte residuale dell’articolo 2243 che rimane in vigore, la quale stabilisce che, sino all’inserimento in aliquota dei tenenti colonnelli del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri aventi anzianità di nomina a ufficiale uguale o anteriore al 30 agosto 1994, le aliquote di valutazione sono fissate annualmente con decreto del Ministro della difesa in modo da includere, oltre agli ufficiali già valutati l'anno precedente e giudicati idonei e non iscritti in quadro, i tenenti colonnelli non ancora valutati che abbiano anzianità di grado anche inferiore a quella indicata nella tabella 4, quadro I, allegata al Codice dal presente provvedimento;
alla lettera i), abroga l’articolo 2244 del Codice, in materia di regime transitorio per le promozioni al grado di colonnello del ruolo normale dell’Arma dei carabinieri;
alla lettera l), inserisce nel Codice l’articolo 2250-bis, inteso a consentire, per la Marina militare, l’applicazione retroattiva delle disposizioni di cui all’art. 1243, comma 3, lettera a) del Codice, che hanno diminuito da 8 a 5 anni l’anzianità di grado necessaria per l’avanzamento al grado superiore dei tenenti ufficiali piloti e navigatori di complemento.
L’articolo 6, comma 1, riguarda la revisione delle disposizioni comuni in materia di stato giuridico del personale delle Forze armate e misure di assistenza. In particolare:
alla lettera a), modifica l’articolo 911, comma 1, del Codice, in materia di concessione dell’aspettativa al personale militare ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, al fine di rendere conformi le relative disposizioni a quelle dettate dall’art. 2 della L. n. 476/1994, come modificato nel 2011, per tutti i pubblici dipendenti;
alla lettera b), modifica l’articolo 923, comma 1, del Codice, che disciplina le cause di cessazione dal servizio permanente, inserendovi la lettera m-bis). Secondo le disposizioni vigenti il militare non dirigente che sia giudicato inidoneo al servizio militare incondizionato ed idoneo all’impiego civile può chiedere di transitare nelle aree funzionali civili ai sensi dell’art. 930 del Codice. Egli è collocato in aspettativa (articolo 884 del Codice) fino alla definizione del procedimento di transito. Secondo prassi consolidata, il militare permanentemente inabile, qualora successivamente rinunci al transito nell’impiego civile ovvero non veda accolta l’istanza, è collocato in congedo, per infermità, con effetto “ex tunc”, vale a dire a decorrere dalla data del provvedimento medico legale. Nei confronti del medesimo è, inoltre, sanzionato il periodo di aspettativa fruito in attesa dell’esito della domanda di transito. Tale prassi è stata adottata a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato (decisione n. 6825/2007 del 31 dicembre 2007) - condivisa da numerosi T.A.R. (Liguria n. 01392/2007 del 12 luglio 2007 e n. 01620/2012 del 28 settembre 2012; Campania n. 03508/2011 del 22 giugno 2012) - secondo cui era illegittimo l’operato dell’Amministrazione, allorché, in fase di prima applicazione della normativa, disponeva, in caso di rinuncia/diniego, la sola cessazione retroattiva del militare dalla data del provvedimento medico legale, con effetto “caducatorio retroattivo dell’intero procedimento di transito e del tempo trascorso dal militare in aspettativa”. Al riguardo, la giurisprudenza afferma, in via di principio, che il periodo di aspettativa in attesa del transito, secondo quanto previsto dalla legge, è utile ai fini previdenziali e del trattamento di fine servizio e deve, quindi, configurarsi come una effettiva prosecuzione del rapporto fino all’assunzione in qualità di dipendente civile. D’altra parte, osserva in particolare il Consiglio di Stato, “in assenza di una espressa previsione legislativa, la rinuncia al transito non può qualificarsi come revoca della domanda di transito…”, per cui la conseguente cessazione non può che decorrere dalla rinunzia stessa. In sostanza non può essere adottato un provvedimento retroattivo. Senonché, la retrodatazione della cessazione così come operata è stata, da ultimo, oggetto di osservazioni da parte dell’Ufficio Centrale del Bilancio presso il Ministero della difesa, che, nel ritenerla confliggente con la posizione di aspettativa - in quanto si determinerebbe la sovrapposizione di una posizione del congedo (la prima) con una tipica del servizio permanente (la seconda) - e, per tale ragione, causa di possibili risvolti negativi sul piano previdenziale dell’interessato, non ha ammesso a registrazione un significativo numero di atti amministrativi. La modifica dell’articolo 923, comma 1, è quindi volta ad adeguare la norma di stato giuridico in tema di cessazioni dal servizio alle statuizioni della consolidata giurisprudenza, prevedendo, tra le cause di cessazione del rapporto, la fattispecie connessa alla “rinuncia al transito da parte del personale già riconosciuto non idoneo e collocato in aspettativa in attesa della definizione della procedura di transito” (lettera m-bis);
alla lettera c), modifica l’articolo 929, comma 2, del Codice, allo scopo di raccordarlo con la modifica dell’articolo 923 dalla precedente lettera b);
alla lettera d), sostituisce il comma 1 dell’articolo 976 del Codice, per chiarire la previsione secondo la quale la prima assegnazione di sede di servizio per il militare, al termine della fase di formazione, è stabilita secondo l’ordine della graduatoria di merito, precisando che ciò avviene sulle base delle direttive d’impiego di ciascuna Forza armata;
alla lettera e), integra l’articolo 981, comma 1, lettera b), del Codice, che recepisce le disposizioni di cui all’articolo 33, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di precisare che:
. per i militari che assistono un congiunto disabile e perciò hanno diritto di scegliere, ove possibile, la sede più vicina al domicilio di quest’ultimo, tale beneficio è riconosciuto nel limite delle posizioni organiche previste per il grado, la categoria e la specialità di appartenenza e vacanti nella sede di richiesta destinazione;
. i militari che fruiscono di detto istituto non sono impiegabili in operazioni in ambito internazionale o in attività addestrative propedeutiche alle stesse.
Ciò anche al fine di evitare che l’applicazione della menzionata disciplina nell’ambito delle Forze armate comporti gravi ripercussioni sull’attività, sull’organizzazione e sulla funzionalità dello strumento militare, soprattutto in quelle particolari realtà in cui ogni componente risulta fondamentale e la continuità nel rapporto di lavoro costituisce la condizione basilare per l’efficienza e l’efficacia;
alla lettera f), aggiunge il comma 4-bis all’articolo 1025 del Codice, volto a precisare che il procedimento di redazione della documentazione caratteristica va condotto attraverso procedure di informatizzazione dei dati e l’apposizione della firma digitale. La previsione, che è anche mirata ad agevolare e rendere trasparenti le procedure di avanzamento in un ottica di riconoscimento e valorizzazione della professionalità del personale militare, tiene conto dei princìpi contenuti in materia nel Codice dell’amministrazione digitale e del conseguente progetto di informatizzazione della redazione della documentazione caratteristica in corso di sviluppo;
alla lettera g), interviene sull’articolo 1493 del Codice, apportando una variante al comma 1 e l’aggiunta del comma 1-bis. In particolare, con la modifica al comma 1, s’intende precisare che dall’applicazione della normativa vigente in materia di maternità e paternità sono esclusi i militari impiegati in modo continuativo in operazioni o in attività addestrative propedeutiche alle stesse, in ambito nazionale o internazionale. Con l’inserimento del comma 1-bis, invece, si vuole prevedere che l’istituto della assegnazione temporanea di cui all’articolo 42-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in linea con quanto previsto dalla stessa disciplina (“sussistenza di un posto vacante disponibile di corrispondente posizione retributiva”), è applicato ai militari nel limite delle posizioni organiche previste per il grado, la categoria e la specialità di appartenenza e vacanti nella sede di richiesta destinazione. Ciò per considerazioni analoghe a quelle illustrate alla lettera e);
alla lettera h), interviene sull’articolo 1506 del Codice, aggiungendo la lettera h-bis) al comma 1 (al fine di recepire nel Codice il diritto del militare che assiste un congiunto disabile a fruire, ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, dei permessi mensili ivi previsti, precisando che in tal caso non è impiegabile in operazioni in ambito internazionale o in attività addestrative propedeutiche alle stesse), nonché inserendo i commi 1-bis e 1-ter (per eliminare ogni dubbio circa l’applicazione anche ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate e al personale in ferma dell’Arma dei carabinieri delle disposizioni che considerano i giorni di assenza per terapie salvavita come servizio prestato, previste dai provvedimenti di concertazione);
alla lettera i), inserisce nel Codice l’articolo 1805-bis, dando attuazione al principio di delega di cui all’articolo 3, comma 1, lettera f), della legge n. 244/2012, al fine di prevedere il versamento nell’apposito fondo destinato a retribuire la produttività del personale civile di quota parte delle risorse strutturali dei fondi per il miglioramento dell’efficienza dei servizi istituzionali, comunque denominati, con riferimento a ciascun militare che transita nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa. La quota da versare è pari al 25 per cento della quota media pro capite delle risorse strutturali dei fondi per l’efficienza dei servizi istituzionali comunque denominati;
alla lettera l), sostituisce l’articolo 1836 del Codice, in cui sono state riassettate alcune disposizioni della legge finanziaria 1995, per modificare la disciplina del cosiddetto “fondo casa” per l’erogazione di mutui agevolati al personale delle Forze armate (esclusa l’Arma dei carabinieri) e ai dipendenti civili della difesa, alimentato per una parte dal 15 per cento dei canoni degli alloggi e per l’altra parte dalle rate di ammortamento dei mutui concessi. In sostanza, si intende modificare il citato fondo casa nel senso di trasformarlo da un fondo di erogazione diretta di mutui in un fondo di garanzia, seguendo il modello del fondo istituito, per le giovani coppie e con priorità per i nuclei familiari i cui componenti non risultino occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della gioventù, dall’art. 13, comma 3-bis, del decreto-legge n. 112 del 2008, la cui disciplina di funzionamento di dettaglio è fissata dal regolamento adottato con decreto interministeriale n. 256 del 2010. La ragione per cui si rende indispensabile operare tale trasformazione risiede nel fatto che l’esiguità delle risorse derivanti dalla percentuale del 15 per cento dei canoni di locazione degli alloggi di servizio, unita alle particolari condizioni del mercato finanziario, non hanno consentito fino ad oggi l’avvio del fondo casa, come fondo di erogazione diretta dei mutui, anche per la mancanza di interesse degli istituti di credito a gestire un numero molto limitato di operazioni creditizie. Infatti, le risorse annuali derivanti dai citati canoni consentirebbero di erogare non più di dieci mutui all’anno, ciascuno di valore pari a 150.000 euro. Contestualmente, dovrà ovviamente procedersi alla modifica delle disposizioni regolamentari che attualmente disciplinano tale fondo e che sono recate negli articoli 387-397 del testo unico regolamentare, coinvolgendo previamente gli organismi di rappresentanza del personale militare e civile del Ministero della difesa. In dettaglio, l’articolo 1836 riformulato contiene le seguenti disposizioni:
. il comma 1, definisce il fondo casa come un fondo di garanzia, conservando come fonte di alimentazione la sola quota percentuale dei canoni di locazione degli alloggi di servizio ed eliminando, ovviamente, quella relativa ai ratei dei mutui che non sono più concessi da fondo ma dagli istituti di credito che aderiranno all’accordo quadro da siglare tra l’Amministrazione e l’ABI, secondo le modalità da definirsi nel regolamento, come già previsto per il citato fondo di garanzia istituito presso il Dipartimento della gioventù;
. il comma 2, conserva la precedente disciplina secondo la quale le risorse del fondo casa affluiscono in apposita contabilità speciale, peraltro già costituita con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, prevedendo inoltre il trasferimento delle stesse alla società a capitale interamente pubblico (Gestore) cui sarà affidata la gestione del fondo;
. il comma 3, disciplina il meccanismo in base al quale si limita il volume finanziario posto nella disponibilità del Gestore alle effettive esigenze di garanzia dei crediti vantati dagli istituti di credito che hanno concesso i mutui al personale della difesa, aderendo all’accordo quadro sottoscritto con l’ABI, prevedendo il versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle risorse che risultino eccedenti, ai fini della loro integrale riassegnazione al pertinente capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa, per il loro utilizzo nella costruzione di alloggi di servizio per il personale del Ministero della difesa;
. il comma 4, conferma che la disciplina del funzionamento del fondo casa, anche nella nuova configurazione di fondo di garanzia, è recata dal testo unico regolamentare di cui al d.P.R. n. 90 del 2010.
La disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, limitandosi a modificare la natura e le modalità di funzionamento del fondo casa, ferme restando le modalità e i limiti di alimentazione dello stesso;
alla lettera m), inserisce nel Codice l’articolo 1837-bis, volto ad attuare il principio di delega di cui all’art. 3, comma 1, lettera i) della legge n. 244/2012, che prevede, nell’ambito dei risparmi di cui all’articolo 4, comma 1, della legge stessa, misure di assistenza in favore delle famiglie dei militari impegnati in attività operative o addestrative prolungate. L’intervento consente a tali famiglie, sulla scorta di criteri e modalità da fissare con decreto del Ministro della difesa, di accedere prioritariamente alle strutture di sostegno logistico (circoli, stabilimenti montani o balneari), come pure di fruire temporaneamente di altre strutture o mezzi dell’amministrazione, ove i loro congiunti siano nell’impossibilità di fornire la necessaria assistenza.
L’articolo 7 riguarda la revisione delle disposizioni comuni in materia di reclutamento, stato giuridico, avanzamento e formazione degli ufficiali delle Forze armate. In particolare:
il comma 1:
alla lettera a), inserisce il comma 2-bis all’articolo 118 del Codice, al fine di enfatizzare la denominazione degli appartenenti ai Corpi della Marina militare e così sottolinearne la storia e la professionalità;
alla lettera b), modifica l’articolo 647, comma 1, lettera a), del Codice, in materia di reclutamento degli ufficiali dei ruoli normali delle Forze armate. Allo stato attuale l’ammissione ai corsi dell’Accademia militare dell’Esercito, dell’Accademia navale e dell’Accademia aeronautica è subordinata al superamento di prove concorsuali altamente selettive. I vincitori di concorso per il reclutamento nei Corpi sanitari (quali ufficiali medici) debbono frequentare i corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia e, pertanto, sarebbero destinatari, in astratto, delle relative disposizioni in materia di accesso programmato di cui alla legge 2 agosto 1999, n. 264 e al decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21 e successive modificazioni, che prevedono prove di ammissione per i candidati nonché, a decorrere dall’anno accademico 2013-2014, la valutazione dei risultati conseguiti nel percorso scolastico. Invero le citate disposizioni mal si conciliano con le procedure concorsuali previste per gli arruolandi ufficiali delle aree sanitarie, atteso che le stesse debbono concludersi entro il mese di settembre, per consentire alle Accademie di dar inizio ai corsi entro i primi giorni di ottobre. È, quindi, evidente l’incongruenza della situazione in cui può venirsi a trovare un allievo ufficiale che, dopo aver vinto un concorso altamente selettivo e iniziato a frequentare l’Accademia, non sia ammesso al corso di laurea previsto dal bando. Una tale evenienza contrasterebbe anche con l’interesse pubblico che l’amministrazione è tenuta sempre a perseguire. In base a tali considerazioni, il MIUR, che annualmente definisce con decreto ad hoc le modalità delle prove di ammissione ai corsi universitari, ha costantemente ritenuto che la somministrazione ai candidati di quesiti individuati dalla Difesa con riferimento ai programmi individuati dallo stesso MIUR e inseriti nelle procedure concorsuali soddisfacesse di per sé le condizioni per l’accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia. Il citato decreto legislativo n. 21 del 2008, tuttavia, precede l’attribuzione di un punteggio non solo sulla base del risultato del test di ingresso, ma anche dei risultati scolastici, ai fini dell’accesso ai corsi di laurea. Prossimamente, dunque, non sarà più sufficiente inserire test specifici finalizzati all’ammissione ai corsi universitari nelle prove di concorso per gli arruolandi medici militari, essendo prevista una procedura complessa che non potrebbe concludersi prima dell’ingresso degli allievi in Accademia e che, in ogni caso, assoggetterebbe gli stessi a una sovrapposizione di prove concorsuali ingiustificata. Pertanto la necessità di indire i nuovi bandi di concorso per le Accademie rende opportuno, per assicurare la regolarità dello svolgimento delle relative procedure, prevedere con norma primaria una disciplina ad hoc per le Forze armate, e tale esigenza risulta ancor più cogente alla luce dell’invito operato dalla legge delega alla valorizzazione delle professionalità. La modifica, essendo avulsa dalla “Spending review”, può entrare in vigore immediatamente;
alla lettera c), modifica l’articolo 654, comma 1, del Codice, che disciplina le condizioni per il reclutamento straordinario degli ufficiali appartenenti ai ruoli normali. In particolare, aumenta la percentuale di personale reclutabile tramite nomina diretta. La necessità di disporre di strumenti reclutativi più flessibili e attagliati alle esigenze di ciascuna Forza Armata nonché alla variegata e potenziale “audience” in un mercato del lavoro sempre più complesso, rende infatti indispensabile un ricorso più frequente all’istituto del reclutamento a “nomina diretta”, riducendo le restrizioni attualmente previste;
alla lettera d), modifica, variando il comma 1 e inserendo il comma 5-bis, l’articolo 655 del Codice, relativo ai reclutamenti degli ufficiali dei ruoli speciali. La variante al comma 1 è volta a precisare che il titolo di studio richiesto per la partecipazione alle selezioni non può essere inferiore al diploma di scuola media superiore di secondo grado. L’introduzione del comma 5-bis è invece mirata a stabilire che gli ufficiali dei ruoli speciali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare sono tratti anche dai rispettivi ruoli normali, ai sensi e per gli effetti degli articoli 726, 728, 729, 732, 833, comma 1-ter, 1100 e 1137-bis del Codice. Si tratta di una norma ricognitoria, che si rende opportuna per ragioni di sistematicità, al fine di richiamare tutte le disposizioni del Codice che prevedono fattispecie di transito dal ruolo normale al ruolo speciale;
alla lettera e), modifica l’articolo 658, comma 1, del Codice, che prevede la possibilità per le Forze armate di indire concorsi straordinari per i giovani muniti di laurea per il reclutamento di ufficiali dei ruoli speciali dei Corpi sanitari. La modifica è volta a estendere tale possibilità ai restanti ruoli speciali delle Forze armate;
alla lettera f), sostituisce l’articolo 667 del Codice, per armonizzare tra le Forze armate la disciplina dei concorsi per il reclutamento di capitani nei ruoli speciali delle Armi di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio, trasmissioni dell'Esercito, del Corpo di stato maggiore della Marina, del Corpo delle capitanerie di porto, dei naviganti dell'Arma aeronautica e dell’Arma dei carabinieri, riservati ai piloti e navigatori di complemento. In particolare, l’eliminazione del limite delle vacanze nell’organico per la definizione del numero dei posti da mettere a concorso (previsto dal comma 3 della norma vigente) consente che il personale vincitore possa essere reclutato nei ruoli speciali senza soluzione di continuità rispetto al termine della ferma. Il temporaneo soprannumero viene riassorbito nell’anno successivo. Ciò non comporta comunque oneri in quanto tale personale viene conteggiato nell’ambito del decreto annuale di determinazione delle consistenze, nel limite delle risorse annualmente disponibili;
alla lettera g), abroga l’articolo 671 del Codice, in materia di concorsi straordinari per il reclutamenti nei ruoli speciali riservati ai piloti e navigatori di complemento, essendo la relativa disciplina confluita nella nuova formulazione dell’articolo 667, di cui alla lettera f);
alla lettera h), modifica la rubrica, sostituisce il comma 1 e inserisce il comma 2-bis all’articolo 676 del Codice, in materia di reclutamento di ufficiali piloti e navigatori di complemento nell’Aeronautica militare, per le stesse ragioni di armonizzazione illustrate con riferimento alla lettera f);