Source: https://www.laleggepertutti.it/168303_guida-in-stato-di-ebbrezza-come-non-essere-processati
Timestamp: 2018-07-17 17:46:14+00:00
Document Index: 70915567

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 114', 'art. 356', 'sentenza ', 'art. 114', 'art. 186', 'art. 379', 'art. 114', 'art. 114']

Guida in stato di ebbrezza: come non essere processati
Lo sai che? Guida in stato di ebbrezza: come non essere processati
Se il tasso di alcol nel sangue è di poco superiore alla soglia e la guida non era pericolosa l’automobilista in stato di ebbrezza non va processato: niente sanzione penale.
Con due interessanti sentenze emesse da poco, la Cassazione è tornata sul ricorrente problema della guida in stato di ebbrezza. Sposando ancora una volta un’interpretazione garantista più per il conducente che non per la sicurezza delle strade, i giudici hanno indicato due diverse vie per poter essere perdonati o assolti dal reato. La Suprema Corte non è nuova a tale tipo di interpretazione e, anzi, si può dire che il suo orientamento sia ormai consolidato alla luce dei precedenti emessi negli scorsi anni che hanno riconosciuto sempre la possibilità di farla in qualche modo franca tutte le volte in cui il tasso di alcol nel sangue è superiore ai limiti previsti dalla legge (leggi Guida in stato di ebbrezza: come essere assolti). Ma procediamo con ordine e vediamo, in caso di guida in stato di ebbrezza, come non essere processati.
1 Particolare tenuità del fatto
1.1 Quando ottenere il perdono
1.2 Cosa comporta il perdono per particolare tenuità del fatto
2 Obbligatorio avvisare il conducente della facoltà di nominare un avvocato
la condotta di guida non è tale da risultare pericolosa (ad esempio sbandamenti, incidenti, eccesso di velocità, passaggio col rosso, controsensi, ecc.). Ad esempio, se la pattuglia ferma il conducente per un normale controllo e solo a seguito del test dell’alcol si accorge dello stato di ebbrezza, e non prima ancora per via di una guida spericolata, allora ci sono tutti i presupposti per parlare di un danno esigui e di una condotta non grave;
la non abitualità della condotta: se il conducente non è stato già condannato in passato per lo stesso reato, può sperare nell’applicazione del perdono;
il tasso alcolemico riscontrato è di poco superiore alla soglia di rilevanza penale. A riguardo bisogna ricordare che: a) fino da 0,5 a 0,8% di alcol nel sangue non si commette reato, ma scattano solo una sanzione amministrativa; b) da 0,8% a 1,5% siamo nell’ambito del reato di guida in stato di ebbrezza, ma scatta una sanzione penale più lieve; c) da 1,5% in su scatta la sanzione penale più grave. Ebbene, anche in quest’ultimo caso, se lo sforamento del limite è minimo si può ottenere l’archiviazione del procedimento penale.
Per ottenere l’applicazione del trattamento di favore per «particolare tenuità» non è fondamentale solo «l’entità dello stato di ebbrezza», ma anche «le modalità della condotta e l’entità del pericolo o degli eventuali danni cagionati» vanno presi in esame. E in questa ottica i giudici sottolineano che «il comportamento di guida tenuto dal conducente quando del tutto conforme alle regole del Codice della strada, tanto da non rappresentare alcun pericolo per l’incolumità del conducente stesso e degli altri studenti della strada, è un presupposto necessario per garantire il beneficio in commento.
Con la seconda sentenza in commento [2], la Cassazione ha detto che, in caso di controllo del conducente con l’alcoltest, la polizia, prima di procedere all’accertamento, deve avvertirlo della facoltà di farsi assistere da un avvocato.
[1] Cass. sent. n. 34377/17 del 13.07.2017.
[2] Cass. sent. n. 34383/17 del 13.07.2017.
Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 30 maggio – 13 luglio 2017, n. 34377
Presidente Blaiotta – Relatore Costantini
1. Con la sentenza in epigrafe indicata il Tribunale di Asti assolveva Tr. Tr. dal reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, aggravato dall’orario notturno, ritenendo configurabile la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis cod. pen. A sostegno della rilevata tenuità del fatto, il Tribunale poneva: le non gravi modalità della condotta, tali da escludere collegamenti con forme di criminalità; l’esiguità del danno, in considerazione della occasionalità del controllo, non conseguito ad uno spericolato comportamento di guida dell’imputato; la non abitualità della condotta contestata. Il giudice di merito valorizzava, altresì, ai fini della esclusione della punibilità, la circostanza che il tasso alcolemico riscontrato era di poco superiore alla soglia di rilevanza penale essendo risultato pari a 0,2 g/l, alla prima prova e 0,5 g/l alla seconda prova.
2. Avverso la pronuncia ha proposto ricorso immediato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti denunciando inosservanza o erronea applicazione della legge penale e processuale.
1. Il Procuratore ricorrente deduce che la ragione prevalente su cui si fonda il giudizio di non punibilità risiede nel leggero scostamento del tasso alcolemico riscontrato rispetto al limite legale, elemento che, se esclusivo, non consentirebbe l’applicazione della causa di non punibilità dovendo sempre farsi riferimento, in ossequio ai principi affermati da Sez. U., n. 13681 del 26/2/2016, Tu., ad altri elementi concreti della condotta. Il Tribunale, viceversa, non avrebbe fatto corretta applicazione degli insegnamenti elaborati dalle Sezioni Unite di questa Corte, fondando la pronuncia su affermazioni non idonee a soddisfare l’onere di adeguata motivazione ed in contrasto con la norma incriminatrice.
2. Il motivo di doglianza è manifestamente infondato e, pertanto, non può trovare accoglimento.
3. Con la sentenza “Tu.” le Sezioni unite della Suprema Corte hanno ritenuto applicabile il nuovo istituto previsto dall’art. 131 bis cod. pen. anche alle fattispecie, come quella in esame, caratterizzate da una soglia quantitativa che segna l’ambito di rilevanza penale del fatto, precisando che “il giudice che ritiene tenue una condotta collocata attorno all’entità minima del fatto conforme al tipo (…), non si sostituisce al legislatore, ma anzi ne recepisce fedelmente la valutazione”. Le condotte contrassegnate, dunque, da un minimo tasso alcolemico presentano già di per sé caratteri di marginalità mentre, quanto più ci si allontana dal valore-soglia, tanto più è verosimile che ci si trovi in presenza di un fatto non specialmente esiguo. La Corte ha, tuttavia, anche rilevato che, in ogni caso, nessuna conclusione circa la tenuità del fatto può essere tratta in astratto, imponendosi da parte del giudice una valutazione che riguarda la fattispecie concreta nel suo complesso e quindi tutti gli aspetti che afferiscono alla condotta, alle conseguenze del reato ed alla colpevolezza.
4. Orbene, nel caso in esame la pronuncia impugnata risulta del tutto conforme ai richiamati principi di legittimità. La motivazione si presenta, infatti, adeguata e completa non pervenendo a conclusioni astratte, senza cioè considerare le peculiarità del caso concreto, ma esaminando la fattispecie concreta nel suo complesso in relazione a tutti gli aspetti che afferiscono alla condotta, alle conseguenze del reato ed alla colpevolezza.
5. Il Tribunale, infatti, non si è limitato a valorizzare esclusivamente l’entità dello stato di ebbrezza, ma ha considerato anche le modalità della condotta e l’entità del pericolo o degli eventuali danni cagionati, evidenziando che il comportamento di guida tenuto dall’imputato era del tutto conforme alle regole del codice della strada, tanto che la verifica era stata effettuata nel corso di ordinari controlli di polizia, ed era risultato tale da non rappresentare alcun pericolo per l’incolumità del conducente stesso e degli altri utenti della strada.
6. Il giudizio espresso dal giudice territoriale risulta, pertanto, del tutto compatibile con il riconoscimento della “particolare tenuità del fatto”, sia in relazione alle modalità della condotta, ritenute particolarmente esigue, che alle conseguenze del reato, non essendo da esso derivato alcun danno o pericolo, e considerata, altresì, la non abitualità della condotta essendo il Tr. incensurato. Tali circostanze si presentano certamente idonee a condurre ad una valutazione della azione del conducente in termini di minore riprovevolezza.
7. Per tali considerazioni il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Così deciso in Roma, 30.05.2017
Questa Corte non ignora quanto già affermato, in ipotesi di accertamento strumentale mediante etilometro, a proposito dell’insussistenza di un obbligo di avviso al conducente della facoltà dí assistenza difensiva, nel caso di rifiuto del medesimo di sottoporsi a tale accertamento (cfr. sez. 4 n. 34470 del 13/05/2016, Rv. 267877; n. 43845 del 26/09/2014, Rv. 260603), ma rileva come, più di recente, tali principi siano stati oggetto di una rivisitazione, con specifico riferimento all’ambito di operatività del sistema di garanzie che discende dal disposto di cui all’art. 114 disp. att. cod. proc. pen. (ove è stabilito che “Nel procedere al compimento degli atti indicati nell’art. 356 del codice, la polizia giudiziaria avverte la persona sottoposta alle indagini, se presente, che ha facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia”), anche alla luce dell’insegnamento rinvenibile nella sentenza delle Sezioni Unite n. 5396 del 29/01/2015, Bianchi, Rv. 263025.
Con tale arresto, in particolare, si è precisato che l’avvertimento ex art. 114 cit. deve essere dato solo quando l’organo di polizia, sulla base delle specifiche circostanze del fatto, ritenga di desumere un possibile stato di alterazione del conducente, indicativo dello stato di ebbrezza; e, segnatamente, “prima di procedere” all’accertamento mediante etilometro. Tali indicazioni di ordine sistematico, rispetto all’ambito di operatività dell’avvertimento del diritto all’assistenza difensiva, appaiono rilevanti ai presenti fini, poiché – dopo aver rilevato che gli avvisi in questione non devono essere dati al conducente all’atto del compimento di accertamenti preliminari e meramente esplorativi – il Supremo Collegio ha però chiarito che “prima” di procedere all’accertamento mediante etilometro, al conducente deve essere dato avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia.
Sulla scorta di tali principi, quindi, si è di recente affermato, con riferimento all’ipotesi di cui all’art. 186 co. 7 C.d.S. (cfr. in motivazione sez. 4 n. 9236 del 2016 non massimata), che il sistema delle garanzie, delineato dal combinato disposto degli artt. 114 disp. att. cod. proc. pen. e 354 cod. proc. pen., scatta nel momento in cui la polizia giudiziaria procede all’accertamento, per via strumentale – che ha natura indifferibile ed urgente – del tasso alcolemico, invitando il conducente a sottoporsi alle due prove spirometriche, secondo le modalità indicate dall’art. 379, reg. es. cod. strada. Tale sistema introduce, in sostanza, una verifica tecnica che prende avvio con la richiesta di sottoporsi al test strumentale e, in tale scansione, l’avvertimento del diritto all’assistenza del difensore costituisce presupposto necessario della relativa procedura, indipendentemente dall’esito della stessa e dalle modalità con le quali il test venga concretamente effettuato.
In conclusione, deve essere ribadito, anche in questa sede, il seguente principio di diritto: “l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen., deve essere rivolto dagli organi di Polizia stradale al conducente del veicolo, nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia, con la richiesta di sottoporsi al relativo test; tale avvertimento deve essere dato anche in caso di rifiuto alla effettuazione dell’accertamento da parte dell’interessato”, da ritenersi valido anche per il caso di accertamento riguardante il reato di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, stante l’identità della ratio delle due distinte previsioni e l’applicabilità del disposto di cui all’art. 114 disp. att. cit. ad entrambe.
17/07/2017 alle 22:24
Come è possibile per il conducente dimostrare che non è stato avvisato della facoltà di farsi assistere da un avvocato? Grazie in anticipo
GINO CAVALIERE ha detto:
10/06/2018 alle 09:34
NEL 2012 HO FATTO UN INCIDENTE DA SOLO CONTRO DEI PALETTI EROI IN STATO DI EBRZZA MI È STATA CONFISCATA L’ AUTO E SONO STATO CONDANNATO ALLA REVOCA DELLA PATENTE PER 3 ANNI E A 1 ANNO ARRESTI DOMICILIARI DALLE ORE 20 ALLE 8 ADESSO HO GIÀ SCONTATO TUTTO MA ADESSO SONO ANDATO PER RINNOVARE I DOCUMENTI È NON VOGLIONO DARMELI VALIDI PER L’ESPATRIO COSA POSSO FARE ? GRAZIE