Source: https://www.uniteis.com/normative/2011/06/libera-circolazione-in-europa/
Timestamp: 2020-07-03 17:05:48+00:00
Document Index: 131528223

Matched Legal Cases: ['§ 248', 'art. 1', '§ 1', '§ 14', '§ 16', 'e contrario']

Libera circolazione in Europa – Uniteis e.V.
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Libertà di circolazione dei lavoratori degli otto Paesi entrati in Europa nel 2004
Dal 1° maggio 2011 vige anche in Germania la completa libertà di circolazione dei lavoratori degli otto Paesi dell’Europa centrale ed orientale che sono entrati a far parte dell’UE nel 2004: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria. E’ terminato così il periodo di 7 anni dei regolamenti di transizione. La presente guida intende dare esaurienti informazioni sulle regole per l’occupazione di lavoratori dipendenti provenienti dai suddetti Paesi.
Libertà di circolazione dei lavoratori
Con l’entrata in vigore della totale libertà di circolazione dei lavoratori sono venute a cadere tutte le restrizioni rimaste per i prestatori d’opera di questi Paesi nei settori dell’agricoltura, della gastronomia e dell’edilizia per quanto riguarda il distacco di personale in Germania. Per i cittadini della Romania e della Bulgaria e per certe aree settoriali, le restrizioni permarranno fino al 31.12.2011 o, al più tardi, fino al 31.12.2013.
La libertà di circolazione dei lavoratori permette ai cittadini comunitari, indipendentemente dal luogo della loro residenza, di assumere e svolgere un’occupazione in qualsiasi Stato Membro alle stesse condizioni dei lavoratori appartenenti a questi Stati.
Con il decadere dei regolamenti di transizione, i cittadini dei Paesi entrati nell’UE nel 2004, ottengono l’accesso incondizionato al mercato del lavoro tedesco. Non è, quindi, più necessario un permesso di lavoro comunitario ai sensi del § 248 comma 1 del Codice Sociale III (SGB III). Questo vale per tutti gli occupati, indipendentemente dalla qualifica, dalla durata dell’ingaggio e dal settore. Anche l’iscrizione presso l’Agenzia del lavoro regionale non è più richiesta. In base alla Legge europea sulla libera circolazione dei lavoratori (Freizügigkeitsgesetz), viene semplicemente rilasciato, da parte dell’Ufficio Stranieri, un attestato dichiaratorio sul diritto al soggiorno.
Nota: Possibile senza riserve è anche un’occupazione ai fini della formazione professionale. Dal 1° maggio 2011, perciò, i richiedenti possono essere avviati alla formazione professionale come personale specializzato qualificato nelle professioni artigianali riconosciute. Inoltre, è senz’altro ammesso l’impiego di stagisti e di studenti.
La pratica per il riconoscimento di diplomi scolastici stranieri, su richiesta del nuovo cittadino comunitario, viene svolta, nella maggior parte dei Länder, presso un competente ufficio centrale (per es. l’Amministrazione provinciale). Questo valuterà se la qualifica può essere parificata ad un diploma tedesco del livello di base, medio o superiore.
Per il riconoscimento del diploma di direttore aziendale o di lavoratore autonomo di certe professioni artigianali per le quali è richiesta una licenza (pasticciere, fornaio, macellaio), sono le Camere dell’Artigianato che svolgono le pratiche di controllo. D’altronde, per esercitare in Germania la professione acquisita all’estero, la legge non impone alcun riconoscimento del diploma artigiano straniero e, finora, questo non è stato nemmeno regolamentato – fatta eccezione per gli oriundi tedeschi (Spätaussiedler). Quello che è determinante è il riconoscimento da parte del datore di lavoro. Per facilitare agli immigrati un accesso al mercato del lavoro tedesco adeguato alla loro formazione, il governo federale sta attualmente elaborando una legge sul riconoscimento che dovrà contemplare il pieno diritto alla verifica e al confronto di qualifiche professionali straniere con le qualifiche nazionali di riferimento.
Nota: Per la formazione e l’occupazione, i datori di lavoro possono richiedere gli stessistrumenti di promozione dell’integrazione nel mercato del lavoro previsti dal Codice Sociale III, come per i dipendenti nazionali.
Dal 1° maggio 2011 è poi anche possibile assumere un’attività presso un’Agenzia di Lavoro interinale tedesca. Inoltre, le Agenzie di Lavoro interinale in altri Paesi comunitari possono collocare cittadini stranieri comunitari, superando i confini, presso datori di lavoro tedeschi se sono in possesso di una licenza di fornitura di manodopera dell’Agenzia federale del Lavoro ai sensi dell’art. 1 della Legge sulla cessione di manodopera (AÜG = Arbeitnehmerüberlassungsgesetz).
Lo scadere dei termini di transizione, tuttavia, non invalida i regolamenti speciali vigenti per la fornitura di manodopera sul territorio nazionale e oltreconfine nel ramo dell’edilizia, secondo il § 1b AÜG. In questo contesto si deve segnalare che è attualmente in discussione l’inserimento del settore del lavoro interinale nella Legge sui Lavoratori distaccati (AentG = Arbeitnehmerentsendegesetz), affinché in questo settore valgano condizioni di lavoro unitarie a livello federale, in particolare per quanto riguarda l’ammontare del salario minimo. Se il settore entrerà nella Legge sui Lavoratori distaccati, queste condizioni dovranno essere osservate da tutte le Agenzie di Lavoro interinale nazionali e straniere che occupano manodopera a tempo parziale in Germania.
Diritto del lavoro per i lavoratori provenienti da altri Paesi della Comunità Europea
Per l’occupazione presso datori di lavoro nazionali fa fede il diritto del lavoro e della previdenza sociale tedesco. Il contratto di lavoro viene pattuito direttamente tra il candidato e il datore di lavoro e non deve più essere autorizzato dall’Agenzia del Lavoro.
Nota: Se le parti intendono stipulare un contratto di lavoro limitato nel tempo, tale limitazione deve essere in ogni caso messa per iscritto, come da § 14 comma 4 della Legge sui rapporti di lavoro a tempo parziale e determinato (TzBfG = Teilzeit- und Befristungsgesetz). Laddove manca la forma scritta, il contratto di lavoro a tempo limitato vale, secondo il § 16 TzBfG, come contratto concluso a tempo illimitato.
Nei contratti di lavoro stipulati con i lavoratori provenienti da questi otto Paesi, si applicano le stesse norme (assolutamente obbligatorie), che si devono osservare per i dipendenti nazionali, in particolare per quanto riguarda l’orario di lavoro, le ferie, la tutela del lavoro e del licenziamento. Se per il settore interessato esiste un salario contrattuale e il datore di lavoro e il dipendente sono associati alle parti contraenti che hanno sottoscritto il contratto collettivo, tale salario rappresenta la soglia minima. Il livello del salario può anche essere fissato da un contratto collettivo dichiarato come generalmente vincolante. Se, invece, gli emolumenti sono pattuiti liberamente, il loro ammontare non può essere contrario alle usanze, il che significa che deve corrispondere almeno a due terzi del salario sindacale normalmente pagato nel settore della regione economica interessata. Secondo la Legge sui lavoratori distaccati, i salari minimi contrattuali dichiarati come generalmente vincolanti devono in ogni caso essere rispettati.
Nota: Tutti i cittadini comunitari che lavorano presso datori di lavoro tedeschi hanno diritto già ora ai benefici aziendalicome per es. all’assicurazione pensionistica aziendale, alla tredicesima o alla Direktversicherung allo stesso modo come i cittadini tedeschi.
I rapporti di lavoro tra un datore di lavoro con sede all’estero e dipendenti temporaneamente distaccati in Germania per l’esecuzione di un incarico sono, regolarmente, soggetti al diritto vigente nel paese d’origine del datore di lavoro nella misura in cui le parti contraenti non si siano accordate su una diversa scelta del diritto applicabile, come da Regolamento CE Nr. 593/2008 del 17 giugno 2008, sulla Legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I). Il datore di lavoro è, però, vincolato alle direttive della Legge sui lavoratori distaccati. Di queste fanno parte in particolare il pagamento del salario minimo lordo, comprese le indennità di straordinario, l’osservanza del regolamento sul congedo ordinario e il versamento dei contributi nelle casse di prevenzione sociale.
Se il candidato è impiegato presso un datore di lavoro nazionale, in materia di previdenza sociale si applica il diritto tedesco. Se il dipendente, invece, è un frontaliero (e cioè risiede in un altro paese membro dell’UE), si applica in aggiunta il Regolamento CE 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di previdenza sociale. Dopo di che vigono, come prima, i regolamenti dello Stato in cui il dipendente lavora. Anche nel caso deldistacco in Germania da un altro Paese Membro, resta fondamentale il fatto che il dipendente è soggetto alla normativa di previdenza sociale dello Stato che lo distacca, se si prevede che il suo lavoro all’estero non superi i 24 mesi. I dipendenti distaccati devono portare con sé la documentazione comprovante l’assicurazione sociale che hanno nel Paese d’origine. Il relativo modulo E101 è già stato sostituito dal 1° maggio 2010 con il modulo A1. Per il settore dell’edilizia si possono scaricare ulteriori informazioni al link www.posting-workers.eu
Per il resto, continuano ad essere validi i termini resi noti dalle Assicurazioni di previdenza sociale che regolano i versamenti dei contributi assicurativi.
Libertà di circolazione dei servizi
La libertà di circolazione dei servizi garantisce al prestatore del servizio di poter operare temporaneamente in un altro Stato Membro al fine di effettuare il suo servizio, e ciò alle medesime condizioni che vengono applicate per i residenti.
Con lo scadere, al 1° maggio 2011, dei regolamenti di transizione, vengono anche a cadere le restrizioni transitorie fino ad allora vigenti, riguardo alla libertà di circolazione dei servizi per i cittadini dei nuovi Stati Membri nei seguenti settori economici:
edilizia, compresi i settori affini
pulizia degli stabili, mezzi di trasporto
attività di decoratori d’interni.
Di conseguenza, in futuro, gli appartenenti ai nuovi Stati Membri potranno svolgere servizi transfrontalieri anche in questo settore con personale proprio originario di quegli Stati, senza che ciò sia soggetto all’obbligo del permesso di lavoro. Devono, tuttavia, essere rispettate le condizioni commerciali e di diritto artigianale, in particolare l’obbligo di segnalazione di una prestazione d’opera svolta per la prima volta nel ramo artigianale soggetto a licenza (le professioni di cui all’allegato A del Codice dell’Artigianato tedesco) che ha lo scopo di dimostrare una sufficiente qualificazione professionale.
Regolamenti del contratto d’opera
Gli accordi bilaterali di contratto d’opera e le quote e procedure, da questo stabilite, per il distacco di personale in Germania decadono a partire dal 1° maggio 2011. I rimanenti accordi con la Bulgaria, la Romania e Stati terzi restano invariati.