Source: https://www.anc-mantova.org/statuto/
Timestamp: 2019-12-10 02:58:02+00:00
Document Index: 179880251

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 9', 'art. 29']

Statuto – ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI
FOTO ANNI PRECENTI
N 535 – DISPOSIZIONI VARIE – Decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1956,
n. 1286, col quale, sulla proposta del Ministro per la difesa, la “Associazione Nazionale del Carabiniere in Congedo” assume la denominazione di “Associazione Nazionale Carabinieri” e, tra l’altro, ne viene approvato il nuovo statuto organico. – (Direzione generale personali civili e affari generali). – (Gazzetta ufficiale n. 298, del 24 novembre 1956.
Visto l’art. 16 del Codice civile; Udito il parere del Consiglio di Stato;
E’ approvato l’accluso nuovo statuto organico della predetta Associazione Nazionale, formato da
n. 46 articoli, firmato dal Ministro proponente.
L’Associazione Nazionale Carabinieri, eretta in ente morale con regio decreto 16 febbraio 1928,
n. 461, allorché denominavasi “Federazione Nazionale del Carabiniere Reale” ha sede centrale in Roma.
Presidente onorario è il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.
I soci sono autorizzati ad usare in ogni occasione il distintivo sociale, quale risulta dal disegno di cui all’allegato n. 3 del già menzionato decreto del Presidente della Repubblica 2 febbraio 1950, n. 162.
Sono soci d’onore gli ufficiali generali già comandanti generali dell’Arma ed il Vice Comandante generale dell’Arma in carica.
Con analogo provvedimento e anche su proposta dei dirigenti periferici, possono essere nominati soci benemeriti persone, enti o soci di altre categorie, che abbiano procurato all’Associazione considerevoli benefici o vantaggi.
Possono essere soci collettivi i comandi dell’Arma che costituiscono comandi di corpo o reparto autonomo, nonché le sale convegno unificate dei vari reparti dell’Arma.
Possono essere soci familiari gli appartenenti al “nucleo familiare” di coloro che abbiano prestato o prestino servizio militare nell’Arma.
L’iscrizione dei soci viene fatta presso le Sezioni; peraltro, qualora particolari situazioni lo consiglino, il Presidente Nazionale può autorizzare l’iscrizione direttamente presso la Sede centrale dell’Associazione.
siano stati rimossi dai ruoli dell’Arma;
inosservanza del dettato dell’art. 2 del presente Statuto nonché delle disposizioni legittimamente impartite degli organi statutari ANC;
richiamo per infrazioni di lieve entità. Può essere verbale o scritto;
sospensione da tre a sei mesi per infrazioni gravi;
mancanze di particolare gravità;
comportamenti che hanno dato luogo a ripetute irrogazioni delle precedenti sanzioni con riflessi sull’andamento delle attività sociali o risonanza in pubblico e negative ripercussioni sull’immagine dell’Arma o dell’ANC;
manifestazioni o atteggiamenti di cui al secondo comma lettera b).
il richiamo, dal Presidente di Sezione, dall’Ispettore regionale e dal Presidente nazionale;
la sospensione e l’espulsione, dall’Ispettore regionale, direttamente o su proposta del Coordinatore Provinciale o del Presidente di Sezione, nei confronti dei soci dell’area di rispettiva competenza nonché dal Presidente nazionale per gli iscritti alla sede centrale o in sede di ricorso;
Ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui alle precedenti lettere b) e c) deve essere acquisito il parere della Commissione di disciplina di cui al successivo art. 27 se la competenza è dell’Ispettore regionale e del Comitato centrale se è competente il Presidente nazionale.
Per i soci iscritti alla sede centrale dell’Associazione, i provvedimenti disciplinari vengono adottati dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
all’Ispettore regionale per i provvedimenti adottati dal Presidente di Sezione;
al Presidente nazionale per quelli adottati dall’Ispettore.
I ricorsi dei soci iscritti alla Sede centrale dell’Associazione vengono decisi dallo stesso Presidente Nazionale, su conforme parere del Comitato centrale.
I soci possono cessare di far parte dell’Associazione per volontaria rinuncia.
Il socio moroso, rinunciatario, sospeso, radiato o espulso perde il diritto all’uso del distintivo sociale e della tessera – che deve essere ritirata – nonché la possibilità di fruire di ogni beneficio morale, assistenziale ed economico connesso all’appartenenza all’Associazione.
Il Presidente nazionale rappresenta l’Associazione ed emana tutte le disposizioni di carattere generale che ritenga opportune per la migliore applicazione dello statuto e del regolamento.
dal Presidente nazionale che lo presiede;
dagli Ispettori regionali quali membri di diritto;
dal Segretario nazionale che è nominato dal Presidente nazionale fra i soci effettivi residenti a Roma, senza diritto a voto;
delibera sulla gestione amministrativa e sui bilanci preventivo e consuntivo della Sede centrale dell’Associazione, nonché in materia organizzativa ed operativa a livello generale;
decide preventivamente sulle iniziative che importino modifiche al bilancio o implichino impegni morali per l’Associazione;
dà parere sulle questioni ad esso sottoposte dal Presidente;
Il Consiglio nazionale è convocato dal Presidente nazionale, ogni qualvolta lo ritenga necessario, e in ogni caso almeno una volta all’anno, non oltre il mese di maggio, per l’approvazione dei bilanci. Deve essere altresì convocato quando ne faccia richiesta un terzo dei suoi componenti.
Consiglieri nazionali;
amministra i beni della Sede centrale dell’Associazione;
coadiuva il Presidente nazionale;
compila i bilanci annuali, preventivo e consuntivo, che sono, poi, presentati al Consiglio nazionale, per l’approvazione, non oltre il mese di maggio di ciascun anno, dal Presidente nazionale, sentito il Comitato centrale.
Il Collegio elegge nel suo seno il Presidente. Detto collegio controlla almeno ogni sei mesi i registri ed i documenti contabili, nonché i bilanci dell’Associazione redigendo una relazione da rimettere al Comitato centrale, che ne darà comunicazione al Consiglio nazionale per la prescritta autorizzazione ai sensi del precedente art. 15.
partecipano alle riunioni del Consiglio nazionale;
curano in ogni campo l’attuazione delle direttive del Presidente nazionale da parte delle Sezioni;
concorrono alla organizzazione, allo sviluppo e potenziamento delle Sezioni e vigilano sulla osservanza dello statuto e del regolamento dell’Associazione, anche nel settore del Volontariato;
mantengono relazioni con i Comandi dell’Arma e con le autorità militari e civili nella sede dell’Ispettorato;
eseguono, per incarico del Presidente nazionale o d’iniziativa, motivate ispezioni ed inchieste;
informano di ogni situazione degna di rilievo il Presidente nazionale.
In caso di indisponibilità dell’Ispettore competente il Presidente nazionale può affidare incarichi ispettivi a soci particolarmente qualificati.
cura lo sviluppo della Sezione secondo le direttive generali dell’Associazione;
promuove nelle forme migliori l’assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica dei soci;
attua le direttive degli Ispettori e facilita questi nell’assolvimento delle loro attribuzioni;
può avvalersi di apposito Comitato sezionale nominato dal Consiglio e da lui presieduto, per un più efficace sviluppo dell’attività organizzativa, assistenziale, ricreativa e culturale;
E’ in facoltà del Presidente di sentire il parere del consiglio di Sezione su tutte le questioni sulle quali ritenga interpellarlo.
revisiona i bilanci preventivo e consuntivo della Sezione;
dà pareri su tutte le questioni sulle quali il Presidente ritenga di sentirlo;
è convocato dal suo Presidente ogni qualvolta questi lo ritenga opportuno e, comunque, possibilmente almeno una volta ogni trimestre.
coadiuva il Presidente nell’opera di organizzazione e sviluppo della Sezione;
Rimuovere un Coordinatore provinciale o Presidente di Sezione – anche in via cautelare e sentito il Comitato centrale – per gravi fatti riconducibili alle ipotesi di cui all’art. 9, comma 2°, per irregolarità di carattere amministrativo o per inattività;
In caso di scioglimento del Consiglio di Sezione, il Presidente nazionale, su proposta dell’Ispettore regionale, nominerà un Commissario straordinario, il quale provvederà alla ordinaria amministrazione e disporrà per le nuove elezioni, entro tre mesi dalla data dello scioglimento.
Qualora la gravità dei fatti lo esiga, il Presidente nazionale, previo parere del Comitato centrale, può, in attesa del parere del Consiglio nazionale, sospendere senz’altro dalle funzioni un Ispettore regionale, nominando per sostituirlo un Ispettore ad interim.
In caso di rimozione o di dimissioni del Presidente di Sezione, il Consiglio sezionale, chiamando nel suo seno altro membro secondo il disposto dell’art. 29, provvede alla elezione del nuovo Presidente.
L’Amministrazione centrale dell’Associazione e quelle delle Sezioni sono autonome. L’anno finanziario coincide con l’anno solare.
La Sede centrale dell’Associazione deve compilare il bilancio preventivo dell’anno in corso e quello consuntivo dell’anno precedente non oltre il mese di aprile di ogni anno e sottoporli all’approvazione del Consiglio nazionale entro il mese di maggio.
Il Presidente nazionale deve trasmettere, per conoscenza, non oltre il mese di maggio, al Comandante generale dell’Arma, copia del bilancio consuntivo dell’Associazione.
Le Sezioni devono inviare i propri bilanci alla Sede centrale dell’Associazione, per la definitiva approvazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno.
Ogni sezione deve convocarsi in assemblea ordinaria almeno una volta l’anno, non oltre il mese di marzo, per l’approvazione dei bilanci consuntivo dell’anno precedente e preventivo dell’anno in corso, nonché per l’esame di tutte le questioni interessanti la vita e lo sviluppo della Sezione.
Gli Ispettori devono far tenere alla Presidenza dell’Associazione, non oltre il mese di marzo di ogni anno, la contabilità relativa alle somme da questa ricevuta per il funzionamento dei loro uffici.
dalla percentuale sulle quote annuali dei soci delle Sezioni, una parte della quale è devoluta al funzionamento degli uffici degli Ispettori regionali e rimborso spese degli Ispettori e Coordinatori provinciali;
dalle quote annuali dei soci iscritti direttamente alla Sede centrale dell’Associazione;
dalla quote volontariamente versate dai militari in servizio;
da eventuali donazioni, lasciti, elargizioni ed oblazioni;
dai proventi di attività varie, preventivamente autorizzare dal Presidente nazionale;
dalle somme assegnate dalla Presidenza nazionale per lo svolgimento delle funzioni loro devolute;
dalle quote annuali dei soci dedotta la percentuale prevista dalla lettera a) dell’articolo 35;
dai contributi suppletivi dei soci, eventualmente determinati dall’assemblea degli stessi, anno per anno, in aggiunta alle quote annuali;
dagli eventuali contributi volontari dei soci;
dai proventi in attività varie, preventivamente autorizzate dal Presidente nazionale;
La misura delle quote previste dalle lettere a) e b) dell’articolo 35 e dalla lettera a) dell’articolo 37 è annualmente stabilita dal Consiglio nazionale che definisce anche la percentuale di cui alla lettera a) dell’articolo 35.
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