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Timestamp: 2018-07-22 21:48:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2948', 'art. 633', 'art. 414', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 2120', 'art. 2120']

122 | Quattro chiacchiere per ragionare
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Incentivo straordinario per la stabilizzazione di rapporti di lavoro
I datori di lavoro che entro il 31 marzo 2013 stabilizzano rapporti di lavoro a termine, di collaborazione coordinata (anche in modalità progetto) e di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, possono essere ammessi ad un incentivo pari a 12mila euro. Incentivi di importo minore possono essere riconosciuti a chi instaura, sempre entro il 31 marzo 2013, rapporti di lavoro a tempo determinato di durata minima di 12 mesi.
L’incentivo riguarda uomini con meno di 30 anni o donne di qualunque età, ed è autorizzato dall’Inps nei limiti delle risorse appositamente stanziate dall’apposito decreto del ministero del lavoro.
Le modalità di invio della domanda di ammissione all’incentivo sono illustrate nella circolare n° 122 del 17 ottobre 2012.
Questo articolo è stato pubblicato in Economia, Lavoro, Sindacato e taggato come 122, inps, internet, Lavoro il 27 ottobre 2012 da Gino
Conferenza stampa INCA e CGIL su legge 122/2010
Dal sito di ADN KRONOS – Roma, 21 feb. (Adnkronos/Labitalia) – La legge 122 del 2010 del precedente governo, che ha eliminato la possibilita’ di trasferire gratuitamente all’Inps la contribuzione versata nei fondi esclusivi e sostitutivi, rendendo onerosa la ricongiunzione verso l’Istituto della contribuzione versata dalle lavoratrici e dai lavoratori in fondi diversi, ha “creato una situazione drammatica, con lavoratori che hanno avuto una carriera in aziende private e pubbliche diverse, e che oggi per avere la loro pensione devono pagare ulteriori oneri, oltre i contributi versati”.
Per Cgil e Inca, che oggi a Roma hanno tenuto una conferenza stampa, questa e’ una situazione che va sanata, e “non si tratta di privilegi, come ha detto il ministro Fornero”. “Sappiamo -ha detto Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil che insieme a Cisl e Uil ha scritto al ministro Fornero per chiedere interventi – che la norma e’ stata fatta per impedire alle lavoratrici iscritte all’Inpdap di passare all’Inps. Ma la congiunzione dei contributi era gratuita perche’ le lavoratrici avevano un trattamento pensionistico inferiore all’Inps. E cosi’ adesso si colpisce indistintamente, abbiamo lavoratori e lavoratrici che si sono viste chiedere per la ricongiunzione cifre improponibili, fino a 200-300mila euro, con la ‘comoda’ possibilita’ di ‘rateizzare’ a 1.600 euro al mese”.
E’ una situazione insostenibile, secondo Morena Piccinini, presidente dell’Inca: “Si dice alle persone che per avere la pensione se la devono ‘ripagare’ dando di nuovo i contributi che hanno dato negli anni. Le persone che si trovano in questa condizione sono tante e saranno sempre di piu’. E non possiamo permettere che si parli privilegi, come ha detto il ministro Fornero in un’intervista, questa affermazione e’ destituita di ogni fondamento. E -aggiunge- non si puo’ dire che costa troppo, perche’ qui non si parla di costi ma di rimediare a delle speculazioni sulla testa della gente”.
Sindacati e patronato chiedono un confronto al ministro Fornero: “Non ci ha mai voluto incontrare su questo -ha detto Lamonica- ha parlato solo con i giornali e in commissione, vorremmo che si rendesse conto della realta’ che crea la legge”.
Il sindacato lascia aperta la strada per delle cause individuali contro la norma: “Purtroppo la class action, per la visione restrittiva in cui e’ stata impostata in Italia, non e’ praticabile in questo caso, ed e’ un peccato per il peso che la causa collettiva avrebbe potuto avere”. E il sindacato, se non avra’ le risposte giuste dal ministro Fornero: “Lavoreremo per una mobilitazione che vogliamo unitaria -spiega Lamonica- con Cisl e Uil”.
Questo articolo è stato pubblicato in Economia, Lavoro, Politica, Sindacato e taggato come 122, 122/2010, cgil, cisl, governo, inps, lavoratori, pensione, Sindacato, uil il 21 febbraio 2012 da Gino
Ecco alcuni informazioni basilari inerenti il TFR o Trattamento di Fine Rapporto tratte da wikilabour.
Il Trattamento di fine rapporto (TFR) è un elemento della retribuzione il cui pagamento viene differito al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Esso matura durante lo svolgimento del rapporto ed è costituito dalla somma di accantonamenti annui di una quota di retribuzione rivalutata periodicamente.
Il TFR deve essere corrisposto al lavoratore in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro (e quindi indipendentemente dalle motivazioni che l’hanno determinata), fatto salvo il caso di integrale destinazione alla previdenza complementare. La legge prevede alcune ipotesi tassative nelle quali parte del TFR accantonato può essere anticipato nel corso del rapporto.
Fino al 31 dicembre 2006, il TFR non destinato alla previdenza complementare restava in azienda fino alla cessazione del rapporto, salvo le eventuali anticipazioni richieste dal dipendente; inoltre la gestione del trattamento era completamente demandata al datore di lavoro. A decorrere dal 1° gennaio 2007, il TFR ha assunto la finalità prevalente di strumento di finanziamento previdenziale: è cambiata la disciplina del conferimento del trattamento alle forme pensionistiche complementari, con l’obbligo per i lavoratori di decidere al momento dell’assunzione la destinazione del TFR maturando.
Il TFR che i lavoratori di aziende con almeno 50 dipendenti decidono di mantenere presso il datore di lavoro e di non destinare a forme di previdenza complementare viene gestito da un apposito fondo istituito presso l’Inps (Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto, c.d. Fondo Tesoreria).
Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore potrà effettuare una verifica circa l’esattezza dell’importo corrisposto a titolo di TFR. Il diritto a percepire il TFR si prescrive in 5 anni (art. 2948, c. 5 c.c.), che decorrono dal momento in cui cessa il rapporto di lavoro (Cass. 18.11.1997, n. 11470). In caso di mancata corresponsione dell’importo in questione, oppure nel caso in cui l’importo corrisposto non dovesse essere corretto, il lavoratore potrà agire giudizialmente nei confronti dell’ex datore di lavoro proponendo o un decreto ingiuntivo ex art. 633 c.p.c., nel caso in cui disponga di un documento dal quale risulti l’esatto ammontare del TFR (busta paga, CUD, ecc.), ovvero un ricorso ex art. 414 c.p.c. nel caso in cui manchi la prova scritta del credito.
Secondo l’art. 2120 Codice Civile, come modificato della L. 297/1982, il TFR si calcola sommando per ciascun anno di servizio una quota pari, e comunque non superiore, all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5 (art. 2120 c.c., c. 1).
In caso di sospensione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno per infortunio, malattia, gravidanza e puerperio, nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l’integrazione salariale, deve considerarsi quale base per il calcolo del TFR da accantonare l’equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto stesso (art. 2120 c.c., c. 3).
La quota di TFR accantonata, ad eccezione di quella maturata nell’anno in corso, deve essere incrementata al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5 % in misura fissa e dal 75 % dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo accertato dall’Istat (art. 2120 c.c., c. 4). Continua a leggere →
Questo articolo è stato pubblicato in Lavoro, Sindacato e taggato come 122, accordo, infortunio, inps, lavoratore, lavoratori, Lavoro, pensione il 23 maggio 2011 da Gino
Legge 122 (ricongiungimenti contributi pensionistici): lettera congiunta SLC-FILCTEM
Alle strutture Filctem‐Cgil e Slc‐Cgil
Oggetto: Legge 122/2010 – Fondi speciali elettrici e telefonici
nel ritenere utile continuare a darvi “informazioni” in merito alla situazione legata alle modifiche apportate
dalla L. 122/2010 sui Fondi Speciali elettrici e telefonici, vi riportiamo un estratto del verbale del 17 febbraio
2011 della Commissione Lavoro della Camera, dove ancora una volta si affronta, purtroppo senza trovare
una soluzione adeguata, il problema della ricongiunzione onerosa.
A tal riguardo vi informiamo che il Gruppo del PD alla Camera ripresenterà gli emendamenti in aula anche se è un atto più formale che sostanziale in quanto al Senato, come è noto, gli emendamenti non sono risultati ammissibili e quindi esclusi dal Decreto Milleproroghe.
Grazie all’opera dei Gruppi della minoranza ma anche di parte della maggioranza, si conferma la piena consapevolezza del problema e dell’idea, da parte del Ministero, di trovare una soluzione che francamente fino ad oggi ci sembra solo una pia intenzione e null’altro. C’è da segnalare un’attività da parte delle nostre controparti nei confronti del Ministero e del Ministro di cui per il momento non abbiamo concreti riscontri. La strada della modifica legislativa per noi rimane prioritaria, fermo restando comunque, l’esigenza di mettere in piedi elementi di contenzioso ravvicinati per tutelare quei lavoratori già adesso senza diritto alla pensione.
Risulta evidente che il lavoro realizzato unitariamente sia con Flaei e Uilcem che con Fistel e Uilcom per noi
rimane un patrimonio e una garanzia per tutti i lavoratori e le lavoratrici di entrambi i settori e la strada che
continueremo a perseguire.
A tal riguardo nei prossimi giorni proporremo alle altre organizzazioni sindacali una riunione per fare il punto sulla situazione, per decidere come andare avanti e quali iniziative intraprendere.
p. La Segreteria Nazionale di FILCTEM‐CGIL p. SLC‐CGIL Nazionale‐AREA TLC
Delia Nardone Riccardo Saccone
Questo articolo è stato pubblicato in Economia, Fondo pensione, Lavoro, Politica, Sindacato e taggato come 122, 122/2010, cgil, fistel, gara, lavoratori, Lavoro, pensione, Rete, slc, tlc, uil, uilcom il 22 febbraio 2011 da Gino
Comunicato del 14-2-11 su ricongiungimenti pensionistici
Relativamente alla questione dei contributi da riscattare per chi ha versato i propri soldi per la pensione in altri fondi pensione (tipo elettrico, ma non solo) e che ora DEVE PAGARE per farli confluire con l’INPS ecco la risposta del Governo ed il relativo comunicato sindacale.
Un’autentica vergogna, un danno economico importantissimo per tanti lavoratori col Governo Berlusconi ed il suo codazzo parlamentare, quello “del fare” che ha fatto una legge (la 122/2010) e che davanti ai danni economici che essa comporta non ha fatto altro che scappare ……. forse impegnato in cose più frivole e simpatiche.
Durante la discussione al Senato del decreto “Milleproroghe” sono stati bocciati gli emendamenti, presentati da alcuni parlamentari, che avrebbero potuto porre rimedio
ai gravi danni provocati dalla Legge 122 alle pensioni dei lavoratori elettrici e telefonici.
A nulla è valso il lavoro profuso in questi mesi dal sindacato;a nulla sono valse le migliaia di testimonianze inviate al Parlamento dai lavoratori che, grazie a questo
provvedimento iniquo, vedono gravemente pregiudicato il loro diritto ad una pensione giusta; a nulla è servito il coinvolgimento delle organizzazioni datoriali di Confindustria
che, congiuntamente al sindacato, hanno richiesto un incontro per verificare i correttivi da apportare; a nulla è valso l’aver evidenziato come, senza le opportune
modifiche, gli effetti della Legge 122 rischiano di mettere a repentaglio importanti accordi sottoscritti a salvaguardia dei posti di lavoro (accordo Telecom italia).
Sconcertante è stato il silenzio del Governo che, in 5 mesi, non ha trovato il tempo di incontrare ufficialmente le parti sociali per affrontare il problema.
A questo punto per il Sindacato si apre la seconda fase: contrasteremo in tutti i modi, a cominciare anche dalla verifica dell’apertura di un ampio contenzioso legale, gli
effetti di questa legge, a tutela degli interessi di migliaia di lavoratrici e lavoratori che rivendicano nient’altro che il diritto ad una pensione giusta.
Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uilcem-Uil
Questo articolo è stato pubblicato in Fondo pensione, Lavoro, Politica, Sindacato e taggato come 122, 122/2010, accordo, berlusconi, cgil, cisl, fistel, governo, inps, lavoratori, Lavoro, Parlamento, pensione, Rete, Sindacato, slc, soldi, telecom, uil, uilcom il 15 febbraio 2011 da Gino
Ricongiunzione contributi onerosa verso AGO
Vi informiamo che il 4 febbraio, una delegazione dei sindacati nazionali elettrici e telefonici, è stata ricevuta al Ministero del lavoro.
L’incontro ha permesso di illustrare le motivazioni che da mesi vedono impegnati le OO.SS. di categoria sugli effetti negativi introdotti con la legge 122/2010.
Un incontro interlocutorio nel quale si è invitato il Ministero a seguire con attenzione le proposte di modifica che sono state presentate con gli emendamenti nel decreto Milleproroghe attualmente in esame al Senato.
Il punto chiave su cui è stata posta l’attenzione da parte del Ministero del lavoro è la copertura finanziaria del provvedimento. Su nostra richiesta il Ministero si è impegnato a realizzare uno studio specifico, in tempi rapidissimi, sugli effetti economici di questi dispositivi e sulla platea di lavoratori coinvolti.
Stante l’avvicinarsi della discussione in sede parlamentare relativamente al decreto Milleproroghe, invitiamo tutte le strutture sindacali ad intensificare gli sforzi per dare massima visibilità alle ragioni dei lavoratori elettrici e telefonici.
Questo articolo è stato pubblicato in Fondo pensione, Lavoro, Politica, Sindacato, Wind e taggato come 122, 122/2010, cgil, cisl, fistel, lavoratori, Lavoro, Rete, slc, uil, uilcom il 7 febbraio 2011 da Gino