Source: https://www.gazzettaitalia.pl/pl/la-responsabilita-dei-membri-del-cda-nelle-sp-z-o-o-parte-1/
Timestamp: 2020-08-15 05:26:00+00:00
Document Index: 82649258

Matched Legal Cases: ['arte 1', 'arte 1', 'art. 299', '§ 1', '§ 2', '§ 1', '§ 3', '§ 1', '§ 2', 'art. 299']

La responsabilità dei membri del CdA nelle Sp. Z o.o. (Parte 1) | Gazzetta Italia
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La responsabilità dei membri del CdA nelle Sp. Z o.o. (Parte 1)
Fino a non molto tempo fa la forma preferita dagli investitori italiani per la costituzione di una società in Polonia era la forma a responsabilità limitata, Spó?ka z ograniczona odpowiedzialno?ci?, che corrisponde alla ben nota Srl nel sistema giuridico commerciale italiano.
Non tutti però sono consapevoli del fatto che vi sono sostanziali differenze nelle norme che regolano sia i poteri che le responsabilità tra i sistemi giuridici dei due Paesi in tal materia, nell’articolo di oggi tratteremo delle responsabilità civili dei membri del CdA nei confronti dei terzi creditori della Sp. z o.o.. Le seguenti considerazioni non riguardano i debiti a titolo di imposta o oneri sociali in quanto essi sono regolati dall’Ordinamento Tributario che sarà oggetto di discussone in prossimi articoli.
A differenza di quanto previsto nell’ordinamento italiano i membri del CdA di una Sp. z o.o. possono essere chiamati a rispondere in solido con i debiti della società che rappresentano, tale possibilità è data dall’art. 299 del Codice delle Società Commerciali (KSH) il quale recita:
Art. 299. § 1. Qualora l’esecuzione nei confronti della società si rivelasse inefficace, i membri del CdA rispondono in solido con i suoi (della società ndr) obblighi.
§ 2. Il membro del CdA si potrà liberare della responsabilità di cui al § 1, qualora dimostri, che al momento opportuno ha presentato istanza di fallimento o intrapreso la procedura di concordato, oppure che la mancanza di presentazione dell’istanza di fallimento oppure non aver intrapreso la procedura di concordato è avvenuto non per propria colpa, oppure che nonostante non aver presentato istanza di fallimento o non aver intrapreso la procedura di concordato il creditore non ha subito un danno.
§ 3. Le disposizioni dei § 1 e § 2 non alterano le disposizioni di Legge che prevedono ulteriori responsabilità dei membri del CdA.
Commentiamo quanto prima esposto, in base al par.1 è chiaro che la responsabilità scatta nel momento in cui la società è oramai insolvente, infatti l’esecuzione del credito è inefficace, per esecuzione qui intendiamo una esecuzione fatta da un ufficiale giudiziario (komornik), il par.2 invece dà la possibilità di liberarsi da tale responsabilità tramite la presentazione di una istanza di fallimento o di concordato preventivo che, però deve essere fatta „nel momento opportuno” quindi prima che lo stato di insolvenza sia tale che evidentemente la società non sia in grado di pagare i propri debiti.
Se è difficile dimostrare che quanto previsto nel primo capoverso del par.2 (ovvero che tutto sia stato fatto nel momento opportuno), ancora di più lo è dimostrare quanto previsto nei successivi due capoversi (ovvero l’impossibilità di presentare le istanze o l’assenza del danno arrecato al creditore).
Il paragrafo 3 semplicemente precisa che la responsabilità prevista dall’art. 299 non esclude altre responsabilità derivanti dallo stato di dissesto, per dover di completezza quelle derivanti dagli artt. in materia tributaria, previdenziale o penale.
Nella pratica giornaliera la procedura che il creditore intraprende è la seguente:
Passo nr. 1 – decreto ingiuntivo nei confronti della società
Passo nr. 2 – reso definitivo il decreto si procede alla esecuzione da parte dell’ufficiale giudiziario.
Passo nr. 3 – se l’ufficiale giudiziario dichiara l’esecuzione come inefficace allora il creditore chiede al Tribunale l’estensione della responsabilità ai membri del CdA.
Passo nr. 4 – qualora non vi siano i presupposti previsti dal par. 2 il Tribunale dà ordine esecutivo per procedere all’esecuzione sul patrimonio dei membri del CdA.
Passo nr. 5 – l’ufficiale giudiziario procede all’esecuzione sul patrimonio dei membri del CdA fino a soddisfacimento del debito.
Concludendo possiamo dire che essere membro del CdA di una Sp. z o.o. non è poi così semplice e che vi sono rischi superiori a quelli che si incontrerebbero nella stessa posizione in una srl italiana, però dobbiamo anche dire che, una volta consapevoli delle possibilità previste dalla Legge, è possibile premunirsi in modo tale da minimizzare i rischi, il sistema giuridico polacco, in materia di CdA, non prevede che il membro sia soggetto passivo che non si interessa alla vita societaria, se così si comporta lo fa a proprio rischio e pericolo in quanto legato patrimonialmente alla Società che rappresenta.
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