Source: https://www.laleggepertutti.it/276713_infortunio-sul-lavoro-ultime-sentenze
Timestamp: 2019-03-20 20:37:04+00:00
Document Index: 104088946

Matched Legal Cases: ['art. 2087', 'art 1218', 'art. 1223', 'art. 2110', 'art. 2087', 'art. 2087', 'sentenza ', 'art. 66']

Infortunio sul lavoro: ultime sentenze
> L’esperto Pubblicato il 15 Marzo 2019
Infortunio sul lavoro e malattia professionale; riparto dell’onere probatorio tra datore di lavoro e lavoratore danneggiato; incidente nel tragitto casa-lavoro; danno biologico e lesione all’integrità psico-fisica.
1 Controversia promossa contro il datore di lavoro e possibilità di competenza di un giudice straniero
2 Deviazione dal tragitto casa – lavoro più breve e incidente stradale: niente indennizzo
3 Danno da infortunio sul lavoro: riparto dell’onere probatorio tra datore di lavoro e lavoratore danneggiato
4 Infortunio sul lavoro ed onere probatorio
5 La tutela assicurativa Inail non ha finalità risarcitoria, ma previdenziale
6 Procedimento penale e richiesta di rimborso
7 Assenza del lavoratore dovuta a infortunio su lavoro e computabilità nel periodo di conservazione del posto
8 Tutela delle condizioni di lavoro: riparto onere della prova in caso di danno alla salute
9 Prevenzione degli infortuni sul lavoro: individuazione della posizione di garante della sicurezza
10 Infortunio sul lavoro: natura e criteri di indennizzo del danno biologico
Controversia promossa contro il datore di lavoro e possibilità di competenza di un giudice straniero
Il datore di lavoro domiciliato nel territorio di uno Stato membro può essere convenuto davanti ai giudici dello Stato membro in cui è domiciliato o, qualora il lavoratore non svolga o non abbia svolto abitualmente la propria attività in un solo paese, davanti al giudice del luogo in cui è o era situata la sede di attività presso la quale è stato assunto (fattispecie relativa ad un infortunio sul lavoro occorso a un dipendente italiano di una ditta italiana che effettuava lavori in Francia).
Cassazione civile sez. lav., 21/02/2019, n.5187
Deviazione dal tragitto casa – lavoro più breve e incidente stradale: niente indennizzo
Non è indennizzabile l’incidente subìto dal lavoratore nel recarsi al lavoro se l’infortunio non si è verificato durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, ma si sia verificata una irragionevole deviazione, non dipesa da causa di forza maggiore né da esigenze improrogabili o dall’attuazione di una direttiva del datore di lavoro.
Cassazione civile sez. VI, 05/02/2019, n.3376
Danno da infortunio sul lavoro: riparto dell’onere probatorio tra datore di lavoro e lavoratore danneggiato
Infortunio sul lavoro ed onere probatorio
In tema di risarcimento danni da violazione delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, la responsabilità datoriale va prospettata come di natura contrattuale perché la lesione della salute si configura come conseguenza di un comportamento già ritenuto illecito sul piano contrattuale e deriva dalla violazione dell’obbligo di cui all’art. 2087 c.c. Giacché l’illecito deriva dalla violazione di un obbligo contrattuale, il datore di lavoro versa in una situazione di inadempimento contrattuale regolato dall’art 1218 c.c. con conseguente esonero da parte del lavoratore, dell’onere della prova sulla sua imputabilità che va regolata in connessione con l’art. 1223 c.c. Ciò che il lavoratore deve provare è il fatto materiale, il danno patito e il nesso di causalità tra il danno e fatto verificatosi nel corso del rapporto di lavoro, spettando invece al datore di lavoro di provare di aver adottato tutti gli accorgimenti possibili per evitare il danno.
La tutela assicurativa Inail non ha finalità risarcitoria, ma previdenziale
La tutela assicurativa indennitaria non mira all’integrale ristoro del danno subito dal lavoratore, ma assolve ad una funzione di natura previdenziale, costituita dalla esigenza di assicurare al lavoratore colpito dalle conseguenze di un infortunio o di una malattia professionale una somma di denaro per far fronte alle esigenze di vita. La tutela risarcitoria ha quindi una natura ed una funzione diverse e più ampie. Essa non prescinde dalla responsabilità dell’autore dell’illecito e, soprattutto, per quello che qui rileva, ha lo scopo di assicurare un integrale ristoro del danno subito. La tutela risarcitoria mira, in sostanza, ad assicurare il pieno e integrale ristoro del danno alla salute in quanto tale.
Corte appello Roma sez. lav., 30/11/2018, n.4490
Procedimento penale e richiesta di rimborso
Assenza del lavoratore dovuta a infortunio su lavoro e computabilità nel periodo di conservazione del posto
Le assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale, in quanto riconducibili alla generale nozione di infortunio o malattia contenuta nell’art. 2110 c.c., sono normalmente computabili nel previsto periodo di conservazione del posto, mentre, affinché l’assenza per malattia possa essere detratta dal periodo di comporto, non è sufficiente che la stessa abbia un’origine professionale, ossia meramente connessa alla prestazione lavorativa, ma è necessario che, in relazione ad essa ed alla sua genesi, sussista una responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c..
Cassazione civile sez. lav., 19/10/2018, n.26498
Tutela delle condizioni di lavoro: riparto onere della prova in caso di danno alla salute
L’art. 2087 c.c. non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro – di natura contrattuale – va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l’onere di provare, oltre all’esistenza di tale danno, la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l’una e l’altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l’onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente non è ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la pretesa risarcitoria della lavoratrice – caduta in ufficio scivolando su di una carpetta di plastica trasparente portadocumenti – sul presupposto che non era stata provata la nocività dell’ambiente di lavoro, non emergendo quale misura organizzativa fosse adottabile per evitare l’infortunio).
Prevenzione degli infortuni sul lavoro: individuazione della posizione di garante della sicurezza
Infortunio sul lavoro: natura e criteri di indennizzo del danno biologico
L’articolo 13 del Decreto legislativo n. 38/2000, dopo aver definito – ai fini dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali – il danno biologico come la lesione all’integrità psico-fisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona, ha stabilito che la menomazione (e cioè l’invalidità permanente) conseguente a quella lesione sia indennizzata con una nuova prestazione economica che sostituisce la rendita per inabilità permanente di cui all’art. 66, n. 2, del Testo Unico. Tale nuova prestazione indennizza sempre il danno biologico fino al 100%, salvo che per le menomazioni di grado inferiore al 6%, ritenute, per la loro lieve entità, non rilevanti in un sistema di tutela sociale. L’indennizzo del danno biologico è reddituale, e cioè è determinato senza alcun riferimento alla retribuzione dell’infortunato, e viene erogato sotto forma di capitale per gradi di invalidità pari o superiori al 6% ed inferiori al 16%, ed in rendita a partire dal 16%, considerato che, a partire da quest’ultima soglia, la gravità della menomazione rende necessaria la corresponsione di una prestazione economica che garantisca il sostegno nel tempo.
Tribunale Latina sez. lav., 01/10/2018, n.835
Autore immagine: infortunio sul lavoro di Andre Marcelo Santa Maria