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Timestamp: 2020-02-17 09:46:06+00:00
Document Index: 28045972

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 17', 'art.18', 'art.1']

Esame di avvocato 2010 - 14,15,16 dicembre 10 - (G.U. - IV Serie Speciale del G.U. n. 58 del 23 luglio 2010 )
Materia: Attualità - Fonte: Ministero della Giustizia - 26.07.2010
Abstract: Come ogni anno a luglio vengono fissate l'esame per l'esame
Visti il regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito con modificazioni nella legge 22 gennaio 1934, n. 36, relativo all’ordinamento delle professioni di avvocato; il regio decreto 22 gennaio 1934, n. 37 contenente le norme integrative e di attuazione del predetto; la legge 23 marzo 1940, n. 254, recante modificazioni all’ordinamento forense; il decreto legislativo C.P.S. 13 settembre 1946, n. 261, contenente norme sulle tasse da corrispondersi all’Erario per la partecipazione agli esami forensi, come da ultimo modificata dal D.P.C.M. 21 dicembre 1990, art. 2 – lettera b); l’art. 2 della legge 24 luglio 1985, n. 406, recante modifiche alla disciplina del patrocinio alle preture e degli esami per la professione di procuratore legale; la legge 27 giugno 1988, n. 242, recante modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale; la legge 20 aprile 1989, n. 142, recante modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale e di avvocato; il D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101, relativo al regolamento alla pratica forense per l’ammissione dell’esame di procuratore legale; la legge 24 febbraio 1997, n. 27, relativa alla soppressione dell’albo dei procuratori legali e a norme in materia di esercizio della professione forense; il decreto-legge 21 maggio 2003, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 18 luglio 2003, n. 180, recante modifiche urgenti alla disciplina degli esami di abilitazione alla professione forense;
Ritenuta la necessità di indire una sessione di esami di abilitazione alla professione forense presso le sedi delle Corti di Appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata di Bolzano della Corte di Appello di Trento per l’anno 2010;
È indetta per l’anno 2010 una sessione di esami per l’iscrizione negli albi degli Avvocati presso le sedi di Corti di Appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste, Venezia e presso la Sezione distaccata in Bolzano della Corte di Appello di Trento.
1. L’esame ha carattere teorico-pratico ed è scritto ed orale.
1. la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
2. la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
3. la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo;
1. nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario;
2. nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.
- 14 dicembre 2010: parere motivato in materia regolata dal codice civile (si veda supra art. 2, n. 2), lett. a);
- 15 dicembre 2010: parere motivato in materia regolata dal codice penale (si veda supra art. 2, n. 2), lett. b);
- 16 dicembre 2010: atto giudiziario in materia di diritto privato o di diritto penale o di diritto amministrativo (si veda supra art. 2, n. 2), lett. c).
1. La domanda di ammissione agli esami di cui all’art. 1, redatta su carta da bollo, dovrà essere presentata, entro l’ 11 novembre 2010, alla Corte di Appello indicata dall’art. 9, comma 3, D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101.
3. Nelle domande dovranno essere indicate le cinque materie scelte tra quelle indicate nel precedente art. 2, n. 3 lett. a).
4. Le domande stesse dovranno essere corredate dai seguenti documenti soggetti all’imposta di bollo (euro 14,62):
1. diploma originale di laurea in giurisprudenza o copia autentica dello stesso ovvero documento sostitutivo rilasciato dalla competente autorità scolastica attestante l’avvenuto conseguimento della laurea;
2. certificato di compimento della pratica prescritta, ai sensi del combinato disposto dell’art. 10 del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37 e degli artt. 9 del D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101, come sostituito dall’art. 1 legge 18 luglio 2003, n. 180 e 11 del D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101;
Dovrà essere altresì allegata la ricevuta della tassa di euro 12,91 (dodici/novantuno) per l’ammissione agli esami versata direttamente ad un concessionario della riscossione o ad una Banca o ad una agenzia postale, utilizzando il Modulario F/23, indicando per tributo, la voce 729/T. Allo scopo si precisa che per “Codice Ufficio” si intende quello dell’Ufficio delle Entrate relativo al domicilio fiscale del candidato.
5. I candidati potranno avvalersi del diritto di cui all’art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (autocertificazione) limitatamente alla certificazione del conseguimento della laurea in giurisprudenza.
6. I candidati hanno facoltà di produrre dopo la scadenza del termine stabilito per la presentazione delle domande, ma non oltre i venti giorni (24 novembre 2010) precedenti a quello fissato per l’inizio delle prove scritte, il certificato di cui al n. 4 lett. b) del presente articolo.
Il termine perentorio di cui sopra sarà da considerarsi osservato solo se il certificato perverrà -e non sarà meramente spedito- alle Corti di Appello entro il termine stesso, al fine di consentire alle commissioni il rispetto del termine previsto dall’art. 17 R.D. 22 gennaio 1934, n. 37.
7. Coloro che si trovano nelle condizioni previste nell’art.18, comma secondo, del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578 debbono presentare, in luogo del documento di cui al n. 4 lett. b) del presente articolo un certificato dell’Amministrazione presso la quale hanno prestato servizio, che comprovi il requisito prescritto.
8. Per coloro che abbiano ricoperto la carica di vice pretori onorari, per i vice procuratori onorari e per i giudici onorari di tribunale, nel certificato saranno indicati le sentenze pronunciate, le istruttorie e gli altri affari trattati.
1. Ciascuno dei cinque commissari d’esame dispone di dieci punti di merito per ogni prova scritta e per ogni materia della prova orale e dichiara quanti punti intende assegnare al candidato.
1. I candidati portatori di handicap devono indicare nella domanda l’ausilio necessario in relazione all’handicap nonchè l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi.
Con successivo decreto ministeriale saranno nominate la Commissione e le Sottocommissioni esaminatrici di cui all’art.1-bis del decreto legge 21 maggio 2003 n. 112, convertito in legge 18 luglio 2003 n. 180.
26.07.2010 - Renato Savoia - Fonte: Ministero della Giustizia
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