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Timestamp: 2020-07-11 18:08:40+00:00
Document Index: 41249673

Matched Legal Cases: ['art. 2777', 'art. 101', 'sentenza ', 'art. 115', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 115', 'sentenza ', 'art. 8']

Fondo di garanzia L. 662/96 - Forum FALLIMENTI - PASSIVO E RIVENDICHE
Alessandro Cottica
Buongiorno, chiedo cortesemente il vostro parere su quanto di seguito esposto.
Società fallisce ad aprile 2017 e lo stato passivo viene reso esecutivo in data 19.12.2017.
Un istituto di credito chiede - e ottiene - l'ammissione al passivo del fallimento in via chirografaria per l'importo di Euro 27.000 circa quale residuo di mutuo chirografario erogato nel 2011.
Il finanziamento in esame è garantito dal Fondo di garanzia ex L. 662/96 (ma questo non risulta dalla domanda di ammissione della banca), e in data 1.10.2018 Mediocredito Centrale comunica al fallimento la surroga del credito vantato dall'istituto di credito in quanto in data 3.8.2018 ha liquidato alla banca l'importo della perdita, pari a Euro 16.000 circa. Con altra comunicazione di fine settembre 2019, Mediocredito precisa al fallimento lo scopo del fondo, informa nuovamente che la banca ha escusso la garanzia e che il credito vantato è assistito da privilegio generale per espressa disposizione di legge.
Prosegue MCC la propria nota precisando che "l'operatività del fondo pubblico di garanzia, in base alla normativa che ne regola l'intero meccanismo, prevede che sia la stesa banca finanziatrice a presentare insinuazione al passivo/dichiarazione di credito, dando atto che il credito è coperto da garanzia pubblica e che, successivamente, a seguito della liquidazione della perdita, il fondo provvederà a surrogarsi per la parte di credito erogata alla banca, informando gli organi della procedura concorsuale che la riscossione del credito pubblico verrà affidata all'agente della riscossione". Ancora MCC riferisce che "sarà pertanto il curatore a rettificare lo stato passivo, tenendo altresì conto della peculiare natura del credito pubblico, assistito ex lege da diritto di prelazione".
Agenzia delle Entrate riscossione notifica quindi al fallimento in data 21.3.2019 cartella di pagamento per il credito vantato da MCC (ruolo reso esecutivo il 30.11.2018), e con domanda di credito del 2.9.2019 (ultratardiva perché ricordo che l'esecutività dello stato passivo risale al 19.12.2017) chiede l'ammissione al passivo del fallimento per i crediti del fondo, in via privilegiata ex art. 2777 C.C., precisando che il credito è portato dai ruoli trasmessi ad agenzia entrate riscossione nel 2018, che il provvedimento di liquidazione della perdita da parte di MCC è intervenuto dopo il fallimento (è del 27.6.2018) e quindi non si applica, nel caso di specie, il termine decadenziale di 12 mesi previsto dall'art. 101, trattandosi di credito sopravvenuto alla dichiarazione di fallimento (cass. 16218/2015).
Quanto premesso, nel progetto di passivo che sto preparando ritengo di escludere il credito perché:
- è già stato ammesso in favore della banca in chirografo (e la banca, in difformità alle norme che regolano l'operatività del fondo, non ha dato atto che il credito è coperto da garanzia pubblica). E' lo stesso MCC, nella propria nota, che precisa che "il fondo provvederà a surrogarsi...";
- in ogni caso la domanda è stata proposta oltre il termine di 12 mesi dall'esecutività dello stato passivo, e non trova applicazione nel caso di specie quanto previsto dalla Cassazione con la sentenza n. 16218/2015, richiamata dall'Agenzia delle Entrate, perché non si tratta di credito sopravvenuto alla dichiarazione di fallimento (il credito esisteva già a tale data). Faccio rilevare inoltre che la perdita è stata accertata dal fondo a giugno 2018 e il pagamento alla banca è stato fatto il 3.8.2018, per cui c'era tutto il tempo per proporre domanda tardiva nei termini;
- inviterei quindi MCC/Agenzia Entrate a formulare istanza di surroga ex art. 115 l.f. al credito chirografario vantato dalla banca, senza possibilità di invocare il privilegio invocato nella domanda ultratardiva.
Antonia Simona Terlizzi
RE: Fondo di garanzia L. 662/96
anche io ho la medesima situazione, pertanto attendo con impazienza il Vostro parere sulla questione.
La sua tesi della inammissibilità della domanda ultra tardiva e per mancata prova della incolpevolezza del ritardo offre qualche motivo di critica perché la sentenza della S. Corte 31/07/2015, n.16218 è chiara nell'affermare che l'insinuazione al passivo dei crediti sorti nel corso della procedura fallimentare non è soggetta al termine di decadenza previsto dall'art. 101, commi primo ed ultimo, l.fall., ed è difficile sostenere che il credito di MCC non sia sorto in pendenza del fallimento visto che la sua garanzia è stata escussa proprio dopo il fallimento del finanziato.
Ma, a parte questo dato processuale, in realtà, a nostro avviso, non sarebbe proprio necessaria una domanda di insinuazione al passivo dal momento che, come lei stesso afferma, MMC potrebbe chiedere- come in effetti aveva chiesto con la prima comunicazione- di essere ammessa al passivo al posto della banca già ammessa per l'importo dell'esborso da lei sostenuto, surrogandosi alla banca stessa, a norma dell'art. 115. Pertanto la stessa domanda dell'Agenzia potrebbe essere interpretata come domanda di surroga nella posizione della banca, per cui già ora può porsi il problema della natura di tale credito.
Lei ritiene che debba essere ammesso in chirografo in quanto si surroga nella posizione di un creditore chirografario, e così dovrebbe essere, ma il fatto è che il credito che MCM può far valere, dopo essere stato escusso dalla banca, è espressamente qualificato come privilegiato dalla legge; e questa è una evidente anomalia in quanto MCM, a seguito del pagamento dovrebbe surrogarsi nella medesima posizione della banca, nel mentre chiaramente la legge dice che può far valere il suo credito quale privilegiata ante primo grado. A fronte di questa situazione i giudici si sono trovati in difficoltà ma di recente la Cassazione ha avallato questa situazione. Abbiamo tardato qualche giorno a rispondere per ricercare detta sentenza del gennaio o febbraio 2019, ma, pur nella sicurezza dell'esistenza per averla letta, in questo momento facciamo fatica a reperirla.
Ammettere peraltro il credito in via privilegiata svuoterebbe di significato quanto previsto nelle disposizioni operative del fondo che impongono alla banca erogatrice il finanziamento, in sede di presentazione della domanda di ammissione al passivo del fallimento, di precisare che l'operazione è assistita dalla garanzia del fondo pubblico e che, a seguito dell'escussione della stessa, il fondo acquisirà automaticamente il diritto di rivalersi sull'impresa inadempiente (precisazione non contenuta nella domanda di credito).
Se al credito spetta il privilegio, indipendentemente dal contenuto della domanda di ammissione al passivo, che senso avrebbe questa indicazione?
RE: RE: Fondo di garanzia L. 662/96
L'art. 8bis del d.l. n. 3 del 2015 stabilisce che "Il diritto alla restituzione, nei confronti del beneficiario finale e dei terzi prestatori di garanzie, delle somme liquidate a titolo di perdite dal Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, costituisce credito privilegiato e prevale su ogni altro diritto di prelazione, da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti dall'articolo 2751-bis del codice civile, fatti salvi i precedenti diritti di prelazione spettanti a terzi. La costituzione e l'efficacia del privilegio non sono subordinate al consenso delle parti. Al recupero del predetto credito si procede mediante iscrizione a ruolo, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, e successive modificazioni". Questa è la norma, le altre sono disposizioni operative del Mediocredito, utili per realizzare il credito, ma non vincolanti.