Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2012/gennaio/schema-lezione-roma-2011.html
Timestamp: 2019-01-20 03:27:03+00:00
Document Index: 153468000

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 11', 'art. 39', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 42', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 80', 'art. 9', 'art. 80', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 28', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 407', 'art. 407', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 407', 'CGUE ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 14', 'CGUE ', 'CGUE ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 28', 'CGUE ', 'CGUE ', 'CGUE ', 'art. 38', 'CGUE ', 'art. 1', 'art. 8', 'CGUE ', 'CGUE ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2']

(Sergio Briguglio 15/1/2012)
SCHEMA DEI PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE E ASILO
(Provincia di Roma, Gennaio 2012)
� Ingressi
� Soggiorno
� Diritti
� Immigrazione illegale
� Asilo
� Cittadini comunitari
� Cittadinanza
� Appendice:
riforma auspicabile
I. Ingressi
1. Politica dei flussi
Diritto e interesse legittimo all'ingresso
� Ingressi per "interesse legittimo" all'inserimento (concorrenziale o non concorrenziale) o per "diritto":
o interesse legittimo (ricorso al TAR)
� all'inserimento concorrenziale: lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, formazione professionale; quote, requisiti
� all'inserimento non concorrenziale: turismo, affari, motivi religiosi, etc.; non limitati numericamente, autosufficienza
o diritto (ricorso al giudice ordinario): asilo e protezione sussidiaria, unita' familiare (ricongiungimento); non limitati numericamente, requisiti
� Numeri:
o lavoro subordinato non stagionale: circa 25.000 per anno fino al 2005, circa 470.000 nel 2006, 170.000 nel 2007, 150.000 nel 2008, 100.000 nel 2010
o lavoro subordinato stagionale: circa 50.000 per anno fino al 2005, 80.000 per anno nel 2006-2010
o lavoro autonomo: circa 4.000 nel 2010
o studio: circa 54.000 nel 2010
o religiosi: circa 10.000 nel 2010
o turismo: circa 1.015.000 nel 2010
o affari: circa 191.000 nel 2010
o invito: circa 22.000 nel 2010
o missione: circa 20.000 nel 2010
o cure mediche: circa 3.000 nel 2010
o residenza elettiva: circa 1.000 nel 2010
o ricongiungimento: circa 50.000 per anno fino al 2005, circa 100.000 nel 2006, circa 90.000 nel 2007, circa 123.000 nel 2008, circa 107.000 nel 2009, circa 87.000 nel 2010
richiesta asilo: circa 14.000 nel 2007 (riconoscimenti: circa 10%; permessi umanitari: circa 47%); circa 30.000 nel 2008 (riconoscimenti: circa 8%; protezione sussidiaria: 30%; protezione umanitaria: 10%); circa 17.000 nel 2009 (riconoscimenti: circa 9%; protezione sussidiaria: 21%; protezione umanitaria: 9%); circa 8.000 nel 2010 (riconoscimenti: circa 14%; protezione sussidiaria: 13%; protezione umanitaria: 10%)
� Decreto flussi:
1999: 58.000
2000: 83.000
2001: 80.000
2002: 79.500
2003: 79.500
2004: 79.500 + 36.000 neocomunitari
2005: 99.500 + 79.500 neocomunitari
2006: 550.000 + 170.000 neocomunitari
2007: 250.000 (nessun limite per neocomunitari)
2008: 230.000 (nessun limite per neocomunitari)
2009: 80.000 (nessun limite per neocomunitari)
2010: 166.000 (nessun limite per neocomunitari)
� Interferenze tra flussi:
requisiti meno stringenti per gli ingressi di breve durata (turismo, affari) => numeri alti => interferenza tra flusso per turismo e flusso per lavoro (overstayers)
problematico, per il perseguitato, l'ingresso formalmente legale (passaporto, requisiti); l'ammissione al riconoscimento del diritto d'asilo prescinde, d'altra parte, da un tale ingresso => interferenza tra flusso per asilo e immigrazione clandestina
2. In generale...
� Requisiti per il visto:
condizione di alloggio
mezzi per soggiorno (direttiva Mininterno) o sponsorizzazione
mezzi per viaggio
ulteriori requisiti (decreto MAE 11/5/2011)
assenza di motivi ostativi
� Esonero dal visto:
o soggiorni brevi (fino a 90 gg) per stranieri provenienti da alcuni paesi (Andorra, Argentina, Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Brasile, Brunei Darussalam, Canada, Cile, Corea del sud, Costa Rica, Croazia, El Salvador, Ex repubblica jugoslava di Macedonia, Giappone, Guatemala, Honduras, Israele, Malesia, Mauritius, Messico, Monaco, Montenegro, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, San Marino, Stato della Citta' del Vaticano, Seychelles, Serbia, Singapore, Stati Uniti d'America, Uruguay, Venezuela, Hong Kong, Macao, British Overseas, Albania, Bosnia ed Erzegovina)
o richiesta di protezione internazionale
o titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o di suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro
o titolare di un permesso di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro che si trasferisca in Italia per proseguire o integrare gli studi
o titolare ammesso per ricerca scientifica in altro Stato membro che si trasferisca in Italia per completare il programma di ricerca
� Per soggiorni di durata inferiore a 90 gg. validi anche visti o titoli di soggiorno (indicati da ciascun paese in apposito elenco) rilasciati da Paesi Schengen (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera; ingresso di Romania e Bulgaria nell'Area Schengen rinviato a dopo il 2011 per il veto di Olanda e Finlandia), a condizione di possesso di documento di viaggio valido, disponibilita' di risorse per soggiorno e viaggio (nella misura indicata da ciascun paese), insussistenza di pericolosita' e assenza di segnalazioni per la non ammissione in area Schengen; nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)
� Ingresso: non ammesso lo straniero
o pericoloso per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato
o che non soddisfi requisiti Schengen (mancanza di passaporto o di risorse; minaccia per la sicurezza degli Stati; espulsioni pregresse con divieto di reingresso), salvo deroghe per motivi umanitari, costituzionali o internazionali
o condannato (anche patteggiamento) reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione
o condananto (defintivamente) per vendita marchi contraffatti o violazione delle norme sul diritto d'autore
� In caso di ricongiungimento, rileva solo pericolo per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o di Stato Schengen
� Diniego di visto (escluso famiglia, lavoro, cura, studio) per ordine pubblico o sicurezza Stato senza obbligo motivazione (prassi: assenza di motivazione per qualsiasi motivo); nota: disposizione immediatamente disapplicabile perche' in contrasto con Reg. CE 810/2009, che impone l'obbligo di motivazione di ogni rifiuto (le motivazioni relative alla sicurezza degli Stati Schengen sono espresse pero' in modo sintetico e privo di riferimenti alla situazione specifica)
� Deroga al divieto di ingresso in caso di presentazione di domanda di asilo o di applicazione del regime di protezione temporanea
3. Lavoro subordinato
Programmazione dei flussi
� Uno o piu' decreti annuali (mancata pubblicazione: DPCM < quote precedenti, salvo stagionali, per i quali la quota puo' essere superata)
� Le Regioni possono trasmettere un rapporto annuale su flussi sostenibili
� Possibilita' di quote riservate, per
paesi che abbiano stipulato accordi
discendenti da italiani < 3 grado ascendente (iscritti in liste istituite in ogni rappresentanza)
iscritti in liste di lavoratori formati all'estero (possibile prevedere lo sforamento su richiesta)
� Possibilita' di limitazioni per paesi che non collaborano
� Liste (accordi, formati all'estero, discendenti da italiani)
� Richiesta di nulla-osta al lavoro da parte del datore di lavoro (per via telematica) per lavoratore residente all'estero allo Sportello unico presso l'UTG:
reddito congruo (soglia non determinata per lavoro in impresa; doppio del costo del lavoro per domestici; non richiesto in caso di assunzione di badante da parte di datore invalido)
garanzia alloggio idoneo (allentamento dei requisiti in alcuni Comuni), con eventuale partecipazione alla spesa e limitata decurtazione del salario
spese rimpatrio (solo coattivo)
comunicazioni variazioni
� Lo Sportello Unico
verifica il rispetto della quota e dei minimi stabiliti dal CCNL e la sussistenza dei requisiti relativi al reddito del datore di lavoro
effettua poi un accertamento non vincolante di indisponibilita' nazionale, comunitaria o straniera (se censita come disoccupata) per 20 gg.
� La Questura verifica l'assenza di motivi ostativi in capo a datore di lavoro e lavoratore
Ingressi extra-quota
� Ingressi extra-quota:
traduttori, interpreti, ricercatori, lettori, professori universitari, dirigenti, spettacolo, circensi, marittimi, dipendenti da appaltatore estero (per opere o servizi), colf di italiani all'estero, giornalisti, dipendenti da imprese estere (per compiti specifici), lavoratori in addestramento, infermieri professionali, docenti di scuole straniere;
permesso rinnovabile di norma solo per lo stesso rapporto in corso; eccezione (anche con altri rapporti, ma stessa qualifica; > 6 mesi di disoccupazione garantita): traduttori, interpreti, colf, infermieri
permesso non convertibile (nulla esclude, pero', che possa essere rilasciato il permesso CE slp)
� Semplice comunicazione allo Sportello unico da parte del datore di lavoro convenzionato, in luogo della richiesta di nulla-osta, per l'assunzione extra-quota di dirigenti o personale altamente specializzato, professori universitari e per l'ingresso di lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano (L. 94/2009)
� Scaduto il 19/6/2011 il termine per l'attuazione della Direttiva 2009/50/CE ("Carta blu"), su ingresso e soggiorno di lavoratori altamente qualificati
Ingressi con quota specifica
� Ingresso con quota specifica per sportivi professionisti (DPCM su proposta del CONI)
� Osservazioni:
programmazione dei flussi = definizione di tetti massimi
limitazione attiva solo se piu' restrittiva dei criteri
o criterio piu' restrittivo: residenza all'estero del lavoratore (non realistico)
programmazione gia' prevista dalla legge Martelli (criteri restrittivi; tetti infiniti, ma non sempre): analoga formazione di bacino di irregolarita'
restrittivita' dei criteri allentata dall'aggiramento (rapporti nati illegalmente) => irregolarita' forzata
soluzione pratica: uso improprio della richiesta di nulla-osta e sanatorie (1987, 1990, 1995, 1998, 2002, 2009)
in tempi recenti: minor ricorso a sanatorie; uso di decreti integrativi per recepire tutte le domande presentate (2006; 2008)
casi interessanti: Tunisia 1998 e Sri Lanka 2003 (quote privilegiate non usate); Albania 2000 (liste per chiamata, usate per autosponsorizzazione); "esperimento" OIM: 1200 ingressi, 400 contatti; 300 gia' occupati; 100 partecipanti al corso; 70 occupati; 30 fallimenti
programmazione transitoria: meno burocratica, ma con quote limitate superiormente da quelle stabilite per l'anno precedente
4. Lavoro stagionale
� Programmazione dei flussi e modalita' analoghe a quelle previste per lavoro subordinato ordinario
� Abbreviazione dei termini per la procedura
� Accelerazione dell'istruttoria delle domande in caso di inizio imminente dell'attivita' lavorativa o di rientro di lavoratore gia' autorizzato nell'anno precedente
� Diritto di precedenza sui connazionali mai entrati in Italia per lavoro, a condizione di rimpatrio nei termini, per le richieste da parte degli stessi datori di lavoro o per chiamate numeriche
Nulla-osta e permesso triennali
� Dopo due anni consecutivi (a partire dal 2008), possibile rilascio di nulla-osta triennale (anche su richiesta di nuovo datore di lavoro)
� Visto rilasciato ogni anno, previa conferma della richiesta da parte del datore, a prescindere dalla pubblicazione del decreto flussi;
� Permesso triennale; revocato in caso di mancato rispetto termini
5. Lavoro autonomo
� Requisiti:
o dichiarazione di assenza di motivi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio (es.: licenza o iscrizione ad albo, ordine o collegio); iscrizione ad albo subordinata al rispetto della quota fissata dal decreto-flussi e al riconoscimento del titolo (extra-quota)
o nulla-osta della questura all'ingresso
o attestazione delle risorse necessarie allo svolgimento dell'attivita', da parte dell'autorita' competente (Camera di commercio, ordine professionale, etc.); per attivita' per le quali non e' richiesto titolo autorizzatorio, risorse pari a capitalizzazione su base annua assegno sociale
o reddito > esenzione ticket (in sede di rilascio di visto)
o risorse > risorse indicate dall'attestazione (in sede di rilascio di visto)
o disponibilita' alloggio (in sede di rilascio di visto)
Requisiti in casi particolari
� Casi particolari:
o attestazione delle risorse non richiesta per liberi professionisti
o per soci e/o amministratori di cooperative, prestatori d'opera o consulenti: in luogo di dichiarazione e risorse, compenso superiore alla soglia di reddito, garantito dal rappresentante della cooperativa o dal committente
� Non richiesta la condizione di reciprocita'
� Certificazione requisiti rilasciata da Rappresentanza italiana (salvo conversione da studio, per la quale provvede lo Sportello Unico; nota: certificazione non richiesta per conversione da altri permessi)
Quote riservate per formati all'estero
� Quota riservata per iscritti in liste di lavoratori formati all'estero
� Nota: la co.co.pro. e' un rapporto di lavoro autonomo
6. Famiglia
Titolari del diritto
� Titolari del diritto: permesso CE slp, lavoro subordinato o autonomo, asilo, protezione sussidiaria, studio, motivi religiosi, motivi familiari, di durata > 1 anno; permesso per ricerca scientifica di qualsiasi durata
Familiari ammessi
� Familiari:
coniuge di eta' > 18 anni, non separato (purche' non soggiorni in Italia altro coniuge del richiedente); condizione ulteriore: che il titolare del diritto non soggiorni in Italia regolarmente con altro coniuge
figli minori (al momento della richiesta) del richiedente o del coniuge, anche adottati; minori affidati o sottoposti a tutela equiparati a figli
genitori a carico (anche del coniuge, in quanto titolare di permesso per motivi familiari), se privi di altri figli nel paese d'origine o di provenienza ovvero se hanno piu' di 65 anni e gli altri figli sono impossibilitati a mantenerli per gravi e documentati motivi di salute (nota: incomprensibile la ratio della soglia di eta'); condizione ulteriore: che il coniuge del genitore non soggiorni in Italia regolarmente con altro coniuge
figli maggiorenni (anche del coniuge, in quanto titolare di permesso per motivi familiari) a carico, se non possono provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione di uno stato di salute che ne comporti l'invalidita' totale
genitore naturale del minore convivente in Italia con l'altro genitore (questi ultimi, entrambi regolari)
ascendenti diretti di I grado del minore non accompagnato rifugiato
Familiari di comunitari o italiani
� Familiari di comunitari e italiani: diritto di soggiorno (D. Lgs. 30/2007); applicabili, se piu' favorevoli, le disposizioni per stranieri (art. 28, co. 2 T.U.)
� Inespellibile, se non per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, il coniuge o familiare entro il II grado di italiano (Cass. 19464/2011: anche minore), con questi convivente
Ingresso al seguito
� Possibilita' di ingresso al seguito del titolare di permesso CE slp o di permesso per lavoro subordinato (> 1 anno), lavoro autonomo, studio, religiosi, attivita' scientifica e, verosimilmente, ricerca scientifica
� Richiesta di nulla-osta presso lo Sportello unico (per ingresso al seguito: procuratore); termine per il nulla osta: 180 gg. (non vale piu' il "silenzio-assenso")
� Requisiti (non per rifugiato):
o reddito (rilevano anche redditi di familiari gia' conviventi)
� assegno sociale per il richiedente + 0.5 x assegno sociale x numero membri ulteriori del nucleo familiare
� per figli di eta' < 14 anni, quota specifica comunque limitata da assegno sociale
� per titolare di protezione sussidiaria, quota complessiva limitata da 2 x assegno sociale
o alloggio, anche in comodato o in altra forma di disponibilita', in possesso dei requisiti igienico-sanitari e di idoneita' abitativa, accertati dai competenti uffici comunali (criteri: Decr. Sanita' 5/7/1975; es.: altezza minima interna: m. 2.70, soggiorno di almeno 14 mq., illuminazione diretta in tutte le camere da letto, presenza del bidet, etc.)
o assicurazione sanitaria o iscrizione SSN (contributo fisso, da determinare con DM, non ancora emanato; fissato, transitoriamente, da Regione Emilia Romagna) per genitori a carico di eta' > 65 anni
� Al soddisfacimento dei requisiti (da dimostrare, comunque, prima dell'ingresso) per il genitore naturale puo' contribuire l'altro genitore regolarmente soggiornante
� Motivi ostativi sono limitati al caso di pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell'Area Schengen
� Allo straniero espulso per ingresso o soggiorno illegale per il quale sia successivamente rilasciato il nulla-osta al ricongiungimento non si applica il divieto di reingresso
� Ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo di residenza del ricorrente; si applica il rito sommario di cognizione; il giudice puo' ordinare il rilascio del visto anche in assenza del nulla-osta
7. Studio e formazione
Tipi di studio o formazione consentiti
� Consentito ingresso per
studio superiore o istruzione tecnico-professionale (maggiorenni)
studio secondario (minori > 14 anni, entro accordi di scambio; minori > 15 anni, a condizione di adeguata tutela)
assegnatari di borse di studio
formazione professionale o tirocini formativi, entro quota apposita; circ. Minlavoro: tirocini per stranieri non sottoposti alle restrizioni (durata < 6 mesi; attivabili solo per neo-laureati o neo-diplomati) di cui all'art. 11 L. 148/2011
� Studio universitario:
decreto MAE annuale: numero massimo di visti rilasciabili, sulla base della disponibilita' degli atenei
� domanda di preiscrizione ad un corso per il quale vi sia disponibilita' di posti
� titolo di studio idoneo
� mezzi di sostentamento > assegno sociale; rilevano anche garanzie fornite da enti affidabili (non fideiussioni di privati: violazione di art. 39 T.U.), borse, servizi alloggiativi, prestiti d'onore
� indicazione di alloggio
� disponibilita' di somma per il rimpatrio o biglietto di ritorno
� assicurazione per cure mediche e ricoveri ospedalieri o iscrizione al SSN
8. Reingresso
Casi di reingresso
� Consentito in caso di
esibizione di permesso valido
esibizione di ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso (attraversamento di un unico valico di frontiera esterna; transitoriamente, in determinati periodi, anche con attraversamento frontiere Schengen) e permesso in scadenza
esibizione di ricevuta della richiesta di rilascio del permesso per lavoro o motivi familiari (senza attraversamento frontiere Schengen) e visto corrispondente; nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)
esibizione di passaporto con visto di reingresso, rilasciato
� in caso di permesso di soggiorno smarrito o rubato
� in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 60 gg. (se chiesto il rinnovo); nota: senza vincoli relativi a valichi di frontiera da attraversare
� in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 6 mesi e in presenza di gravi motivi di salute (anche di coniuge e familiari I grado), purche' sussistano i requisiti per il rinnovo
� in caso di permesso di soggiorno scaduto per assolvimento di obblighi militari
straniero parte offesa o sottoposto a procedimento penale, al solo fine di partecipare al giudizio o al compimento di atti per i quali e' necessaria la sua presenza; autorizzazione rilasciata, su richiesta dell'interessato o del difensore, dal questore, anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare italiana
Limiti al rinnovo del permesso e al mantenimento di permesso CE slp
� Rinnovo del permesso non consentito allo straniero che si assenti per > 6 mesi continuativi (se il permesso e' di durata < 2 anni) o per > meta' della durata (se il permesso e' di durata > 2 anni), salvo gravi motivi o adempimento obblighi militari
� Revoca del permesso CE slp per assenza dalla UE > 12 mesi consecutivi o dall'Italia > 6 anni (verosimilmente, consecutivi)
II. Soggiorno legale
1. Permesso di soggiorno
Richiesta e rilascio
� Richiesta entro 8 gg. (da ciascun ingresso); rilascio (lavoro subordinato e familiari: Sportello unico) entro 20 gg. (ordinatorio; accolti pero' dai TAR alcuni ricorsi contro il silenzio-inadempimento; il ricorso contro il silenzio dell'Amministrazione va presentato entro un anno dalla scadenza del termine previsto per il procedimento)
� Contributo per il rilascio del permesso:
non si applica per permessi di durata fino a 3 mesi, per minori, per stranieri entrati per cure mediche e loro accompagnatori, per permessi per asilo, richiesta d'asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari, per conversioni del permesso
80 euro per durata superiore a 3 mesi, fino a 1 anno
100 euro per durata superiore a 1 anno, fino a 2 anni
200 euro per dirigenti e personale altamente specializzato entrati extra-quota
� Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); lavoro subordinato e motivi familiari: prima istanza predisposta da Sportello Unico
� Ricevuta di spedizione + passaporto: regolarita' del soggiorno
� Convocazione in questura per impronte e consegna foto; appuntamento per comunicazione esito
� Problema nella prassi: nel caso del lavoro subordinato, appuntamento anche per la presentazione presso lo Sportello Unico (vanificata la previsione di diritti per chi abbia richiesto il rilascio del permesso)
� Sottoscrizione di accordo di integrazione ai fini del rilascio del permesso
si applica allo straniero di eta' superiore a 16 anni, che faccia ingresso in Italia per la prima volta dopo il 10/3/2012 e chieda un permesso di durata > 1 anno
esonero per straniero affetto da patologie che ne limitino la capacita' di apprendimento o l'autosufficienza
per minori non accompagnati e per vittime di tratta l'accordo e' sostituito dal completamento del progetto o programma di integrazione
acquisto di crediti a seguito del raggiungimento di determinati livelli di conoscenza della lingua e dell'educazione civica, dell'ottenimento di titoli o benemerenze, dell'assolvimento di adempimenti, etc.
perdita di crediti per violazione di obblighi (inclusi l'obbligo di istruzione per i figli e quello di frequenza al corso di educazione civica) o per irrogazione di sanzioni amministrative o penali
verifica dopo due anni
in caso di punteggio negativo o nullo, espulsione, salvo titolare di permesso per asilo, richiesta di asilo, protezione sussidiaria, motivi umanitari, motivi familiari, permesso CE slp, carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino UE e straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare
in caso di punteggio positivo, ma inferiore a una certa soglia ovvero, mancato raggiungimento di un determinato livello di conoscenza della lingua (A2) o dell'educazione civica: proroga dell'accordo di un anno
in caso di ulteriore insufficienza, possibile influenza su decisioni discrezionali su immigrazione (dubbia applicabilita')
possibile sospendere l'efficacia dell'accordo per gravi motivi di salute o di famiglia, per motivi di lavoro, per frequentazione di corsi di formazione o di tirocini, per motivi di studio all'estero
nota: facile che si verifichi l'inadempimento parziale; se pero' lo straniero non subisce perdita di crediti da inadempimenti e raggiunge i prescritti livelli di conoscenza della lingua (A2) e dell'educazione civica, e' sufficiente, per l'adempimento pieno, che scelga il medico di base! Ne segue che per lo straniero normale (nessuna sanzione) si risolve tutto nel raggiungimento del livello di conoscenza di lingua ed educazione civica
Facolta' e diritti nelle more del rilascio
� Nelle more del rilascio di permesso
� avvio del rapporto lavorativo autorizzato (L. 214/2011: fino a eventuale notificazione, al datore di lavoro, dell'esistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso)
� iscrizione anagrafica
� iscrizione al SSN
� esami di guida e ottenimento patente e libretto di circolazione
� reingresso da frontiera esterna
� avvio dell'attivita' lavorativa
� Nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)
� Turismo, visite, affari e studio < 3 mesi:
solo dichiarazione di presenza: alla frontiera esterna (ingresso da frontiera esterna), ovvero in questura o mediante comunicazione albergo entro 8 gg dall'ingresso (ingresso da frontiera Schengen)
ricevuta dichiarazione (per ingresso da frontiera esterna: timbro su passaporto) e passaporto (con eventuale timbro Schengen, in caso di ingresso da frontiera interna; nota: interpretazione basata su Reg. CE/562/2006): regolarita' fino a 3 mesi o scadenza visto, se previsto
Adempimenti per altri soggiorni brevi
� Altri soggiorni < 30 gg. (es.: lavoro per < 30 gg.): ai fini della regolarita' del soggiorno, sufficienti la ricevuta di richiesta permesso e il passaporto
Durata massima dei permessi
� Durata massima:
asilo: 5 anni
protezione sussidiaria: 3 anni
lavoro autonomo: 2 anni
lavoro subordinato tempo indeterminato: 2 anni
lavoro subordinato tempo determinato: minimo tra durata rapporto e 1 anno
familiari: minimo tra durata del permesso del familiare e 2 anni (salvo figlio ultra-14-enne: durata fino ai 18 anni); nel caso di familiare di titolare di permesso per ricerca scientifica: durata del permesso del familiare, senza limite di 2 anni
studio: 1 anno
lavoro stagionale: 9 mesi
ricerca scientifica: durata del programma di ricerca
giustizia: 3 mesi
volontariato: 18 mesi
altri motivi (es.: cure mediche): documentate esigenze, < durata visto (applicato?)
Altri permessi non corrispondenti a visto di ingresso
� Altri permessi rilasciabili: motivi umanitari (anche per protezione sociale), minore eta', integrazione minore, assistenza minore (art. 31, co. 3 T.U.), cure mediche, sicurezza pubblica, richiesta asilo, attesa riconoscimento status di apolide, acquisto cittadinanza, etc.
Affidamento preadottivo ad italiano
� Non richiesto permesso per affidamento preadottivo ad italiano
Variazione di domicilio
� Obbligo segnalazione variazione di domicilio entro 15 gg. (esclusi soggiorni < 30 gg.), salvo iscrizione anagrafica
� Richiesta: 60 gg. prima; non oltre 60 gg. dopo (Cassazione: anche dopo, purche' il ritardo non sia finalizzato alla maturazione dei requisiti)
� Contributo per il rinnovo del permesso:
non si applica per permessi di durata fino a 3 mesi, per minori, per stranieri entrati per cure mediche e loro accompagnatori, per permessi per asilo, richiesta d'asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari, per conversioni e aggiornamenti del permesso
� Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); la busta contiene copia del permesso in scadenza
� Ricevuta e originale permesso in scadenza: regolarita' del soggiorno
� Licenziamento o dimissioni (anche rapporto a tempo determinato, per giusta causa) => mantenimento del permesso; alla scadenza, se necessario, il permesso e' rinnovato per attesa occupazione in modo da consentire il completamento di 6 mesi di iscrizione nelle liste di mobilita' o nelle liste per il collocamento obbligatorio o nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, previa dichiarazione di disponibilita' al Centro per l'impiego entro 40 gg.; anche piu' volte, a seguito di recesso da successivi rapporti
� Ulteriore rinnovo condizionato a stipulazione di nuovo contratto di soggiorno (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto: UNILAV o, per lavoro domestico, comunicazione all'INPS)
� Mantenimento diritti permesso per lavoro subordinato (prassi?)
� Reddito (salvo disoccupazione tollerata; autocertificazione), anche per familiari a carico (come per ricongiungimento); giurisprudenza:
per lavoro subordinato, rilevanti redditi sopravvenuti nelle more della decisione; maggior rilievo, cioe', al reddito atteso
per lavoro autonomo, l'amministrazione non puo' fare pronostici sui profitti; rilievo, cioe', al solo reddito maturato (TAR Piemonte: in caso di conversione da permesso che non richieda produzione di reddito, pero', rileva il reddito atteso)
� Per lavoro subordinato: richiesta l'esistenza di contratto di soggiorno, salvo periodo di disoccupazione garantita
� Durata del permesso rinnovato < durata al rilascio, salvi i casi di diversa durata esplicitamente prvista da T.U. o Regolamento (es.: per lavoro subordinato)
Facolta' e diritti nelle more del rinnovo
� Mantenimento di tutti i diritti nelle more del rinnovo (Direttiva Mininterno 5/8/2006); in particolare:
svolgimento attivita' lavorativa (anche nuovo rapporto; L. 214/2011: fino a eventuale notificazione, al datore di lavoro, dell'esistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso)
rilascio del nulla-osta al ricongiungimento (anche richiesta?)
reingresso da frontiera esterna (o, transitoriamente, Schengen)
esami di guida e ottenimento patente e libretto di circolazione
rilascio dell'attestato di conducente da parte della DPL
assunzione di altro straniero
Rilevamento impronte
� Per rilascio o rinnovo (esclusi cure, < 3 mesi diversi da lavoro, stagionali < 30 gg)
� Permessi utilizzabili per motivi diversi da quello di rilascio:
o lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, asilo, protezione sussidiaria, affidamento, integrazione minore: per studio e lavoro subordinato o autonomo
o motivi umanitari: per lavoro subordinato o autonomo; verosimilmente anche per studio (in caso contrario, sarebbe distinguibile il permesso per motivi umanitari rilasciato per protezione sociale)
o ricerca scientifica: per insegnamento collegato al programma di ricerca
o richiesta asilo: per lavoro subordinato o autonomo, dopo 6 mesi dalla presentazione della domanda (anche se in fase di ricorso); per formazione (a condizione di inserimento nei servizi di accoglienza)
o protezione sociale: per studio e lavoro subordinato
o assistenza minore: per lavoro subordinato o autonomo
o minore eta': per studio
o studio o formazione: per lavoro subordinato (< 1040 ore annuali)
o acquisto cittadinanza: per lavoro subordinato o autonomo (giurisprudenza e orientamenti di DPL Modena; in senso opposto, Mininterno)
o attesa adozione: per lavoro subordinato o autonomo (DPL Modena) e, verosimilmente, per studio
� Nota: stipula di contratto di soggiorno nei casi in cui e' consentito il lavoro subordinato richiesta solo a fini di conversione (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto)
� Art. 5, co. 9 T.U. (disatteso)
� Extra quote (o entro quote anno sucessivo):
familiari, lavoro autonomo => lavoro subordinato
familiari, lavoro subordinato => lavoro autonomo
familiari (cessazione vincoli o morte familiare o maggiore eta') => lavoro o studio
studio => lavoro autonomo (certificazione requisiti Sportello unico) o lavoro subordinato (contratto di soggiorno), entro quote anno successivo, dopo laurea in Italia (incluso specializzazione e master I livello) o, secondo circ. Mininterno, per stranieri che abbiano ottenuto il permesso per studio ai 18 anni convertendo il permesso per motivi familiari
dottorato o master II livello => lavoro subordinato o autonomo o attesa occupazione (un anno)
protezione sussidiaria (e verosimilmente, asilo) => lavoro subordinato o autonomo (utile per accedere a permesso CE slp, fino a recepimento della Direttiva 2011/51/CE, che consente l'accesso diretto)
motivi umanitari => lavoro subordinato o autonomo
protezione sociale => lavoro subordinato (entro quote anno successivo) o studio
affidamento (anche di fatto o tutela; previo parere positivo del Comitato minori, per minore individuato come minore non accompagnato) => lavoro subordinato o autonomo (entro quote anno successivo), studio, accesso al lavoro, cure
qualunque permesso per minore non accompagnato, ai 18 anni => lavoro subordinato o autonomo (entro quote anno successivo), studio o accesso al lavoro (attesa occupazione), cure; a condizione che sia soddisfatta una delle seguenti circostanze:
� il minore e' stato affidato ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o sottoposto a tutela, e il Comitato minori abbia dato parere favorevole
� il gestore del programma di integrazione, attuato da ente con rappresentanza nazionale iscritto registro art. 42 T.U., certifichi con idonea documentazione
- presenza in Italia > 3 anni
- inserimento > 2 anni programma integrazione
- disponibilita' di alloggio
- regolare attivita' di studio o lavoro in corso, o contratto di lavoro
studio => motivi religiosi
lavoro subordinato o autonomo, famiglia, religiosi => residenza elettiva (condizione: risorse cospicue; in particolare, da pensione)
� Entro quote (giurisprudenza: salvo attivita' sottratte alle quote; nota: previste, negli ultimi decreti-flussi, quote riservate):
lavoro stagionale (dalla seconda stagione; parte della giurisprudenza, in contrasto con DPR 394/1999: anche dalla prima) => lavoro subordinato
studio o formazione (anche per tirocinio formativo) => lavoro autonomo (certificazione requisiti Sportello unico) o lavoro subordinato (contratto di soggiorno); in caso di formazione o tirocinio, solo a conclusione corso o tirocinio
Rifiuto o revoca: presupposti, elementi rilevanti
� Mancanza requisiti per ingresso e soggiorno (anche in relazione ad altri Stati Schengen)
� Reati ostativi:
art. 380 c.p.p., stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento di migrazione clandestina, reclutamento di minori per attivita' illecite o di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento prostituzione (anche primo grado, anche patteggiamento)
vendita marchi contraffatti e violazione delle norme sul diritto d'autore (solo condanne definitive)
� Rilevano:
nuovi elementi (la valutazione dei mezzi di sostentamento va fatta al momento in cui l'amministrazione si pronuncia)
sanabilita' di irregolarita' amministrative
obblighi costituzionali o internazionali o motivi umanitari
requisiti per altro permesso (generalmente disatteso)
ai fini del rifiuto di rinnovo (e, verosimilmente, della revoca), in presenza di condanne, condotta e inserimento (orientamento minoritario della giurisprudenza)
Caso particolare: titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare
� Titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare (Cons. Stato: chiunque abbia un familiare regolarmente soggiornante in Italia):
ai fini di rifiuto, diniego di rinnovo o revoca si tiene conto di legami familiari e sociali, durata del soggiorno pregresso e legami con il paese d'origine
ai fini del diniego di rinnovo o della revoca del permesso per motivi familiari motivati da pericolosita' dello straniero, rileva solo la pericolosita' per ordine pubblico o sicurezza dello Stato o di Stato Schengen, valutata anche (verosimilmente, principalmente) sulla base di condanne per i reati di cui all'art. 380 o 407 co. 2 lettera a) c.p.p., o per i reati di favoreggiamento della migrazione illegale
diniego o revoca in caso di matrimonio o adozione che abbiano avuto luogo al solo fine di consentire l'ingresso o il soggiorno dello straniero in Italia (circ. Mininterno: matrimonio di comodo da valutare sulla base di molti elementi)
revoca del permesso rilasciato, a seguito di matrimonio in Italia, allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno, quando al matrimonio non sia seguita convivenza (salvo che dal matrimonio sia nata prole)
rifiuto o revoca, in caso di ingresso come coniuge o genitore a carico, quando sia presente in Italia coniuge dell'interessato regolarmente soggiornante con altro coniuge
Caso particolare: titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suo familiare
� Titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suoi familiari: ai fini di rifiuto o revoca fondati su motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato si tiene conto di eta', durata del soggiorno pregresso, conseguenze dell'allontanamento per lo straniero e per i familiari, legami familiari e sociali, soggiorno pregresso e legami con il paese d'origine
Conseguenze dei provvedimenti negativi
� Rifiuto => espulsione (ma, verosimilmente, solo se non si aderisce all'invito a lasciare l'Italia entro un termine < 15 gg)
� Annullamento o revoca => espulsione
Iscrizione anagrafica: parita' con l'italiano
� Parita' con l'italiano (domicilio; verosimilmente, anche senza fissa dimora; es.: lavoratore autonomo che abbia perso l'alloggio) per lo straniero regolarmente soggiornante
� Dimora abituale: richiesto un permesso di durata > 3 mesi o rinnovabile; requisito integrato anche in caso di ospitalita' in centro di accoglienza > 3 mesi
� Possibile la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio (esito negativo: senza fissa dimora?)
� Possibilita' di iscrizione nelle more del rilascio di permesso per lavoro subordinato o familiari, o nelle more del rinnovo di qualunque permesso
Iscrizione anagrafica e rinnovo del permesso
� L'iscrizione non decade in fase di rinnovo
� Necessario rinnovo dichiarazione di dimora entro 60 gg. dal rinnovo del permesso; cancellazione per irreperibilita' in seguito a censimento o ripetuti controlli ovvero, previo avviso da parte dell'ufficio con invito a provvedere in 30 gg., per mancato rinnovo della dichiarazione, trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso
Residenza e iscrizione anagrafica
� Nota: ai sensi del codice civile, la residenza e' nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale, dove l'abitualita' della dimora e' da intendersi come stabilita' della permanenza nel luogo; l'iscrizione anagrafica non ha di per se' valore costitutivo, presumendosi, solo fino a prova contraria, la coincidenza fra residenza anagrafica e residenza effettiva della persona; e' consentito provare con ogni mezzo che l'effettiva residenza non coincide con quella anagrafica (Cassazione)
Iscrizione anagrafica e cittadinanza
� Iscrizione anagrafica continuativa (oltre a regolarita' del soggiorno) necessaria per acquisto cittadinanza
� In caso di discendente di ex cittadino italiano che intenda riacquistare la cittadinanza, si prescinde, per l'iscrizione anagrafica dalla durata del permesso; sufficiente anche la ricevuta di dichiarazione di presenza
Obbligo e onere di esibizione del permesso
� Obbligo di esibizione all�autorita� di pubblica sicurezza, salvo giustificato motivo, del passaporto o altro documento identificativo e (L. 94/2009) del permesso di soggiorno o altro documento attestante la regolarita' del soggiorno in Italia; ammenda di 2.000 euro e arresto fino a un anno per mancata esibizione (SS.UU. Cassazione: parziale abolitio criminis, dal momento che il reato e' integrato dalla mancata esibizione di entrambi i documenti e lo straniero illegalmene soggiornante, per definizione privo del permesso, non e' incriminabile)
� Onere di esibizione del permesso di soggiorno per provvedimenti della pubblica amministrazione di interesse dello straniero, esclusi quelli relativi a sanita' e prestazioni scolastiche obbligatorie; note:
si applica ai fini dell'adozione di un provvedimento (atto impugnabile)
non si tratta di obbligo, ma di onere: in mancanza, il provvedimento non e' adottato, ma non si da' luogo a sanzioni
"prestazioni obbligatorie" include quelle che l'istituzione pubblica e' obbligata ad erogare (inclusa scuola d'infanzia; cosi', Comuni di Torino e di Firenze)
interpretazione restrittiva della disposizione: soli provvedimenti nell'interesse esclusivo dello straniero che li richiede (cosi', circ. Mininterno 7/8/2009: non e' richiesta l'esibizione del permesso ai fini della dichiarazione di nascita e riconoscimento figlio naturale, essendo provvedimenti nell�interesse del minore e della collettivita�)
non e' richiesta l'esibizione del permesso ai fini della visita a familiare detenuto: esercizio di un diritto, non fruizione di un servizio (circ. DAP 21/12/2009); nota: il principio potrebbe applicarsi ad altri casi
� Esibizione del permesso richiesta in occasione di trasferimento di denaro; in mancanza, comunicazione dei dati al commissariato di P.S.
� Imposta di bollo del 2% sui trasferimenti in denaro verso paesi non appartenenti alla UE effettuati da soggetti privi di matricola INPS o di codice fiscale
� Sent. Corte Cost. 245/2011: illegittima l'imposizione, ai fini della celebrazione del matrimonio dello straniero in Italia, della presentazione di un documento che dimostri la regolarita' del soggiorno; nello stesso senso, in precedenza, Sent. CEDU O'Donoghue c. UK
2. Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno)
o 5 anni continuativi di soggiorno legale; non rilevano soggiorni con permessi brevi (< 3 mesi?) o per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o per volontariato; sono incluse assenze < 6 mesi consecutivi e 12 mesi complessivi (anche piu', per motivi gravi)
o titolarita', al momento della richiesta, di permesso di durata > 3 mesi, diverso da studio o formazione (o ricerca scientifica per il titolare di borsa), motivi umanitari, protezione temporanea, asilo, protezione sussidiaria, richiesta asilo (nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE, che include i titolari di protezione internazionale); escluso anche il caso di soggiorno per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o in attesa di una decisione sulla richiesta di permesso per protezione temporanea o per motivi umanitari; nota: non rileva l'eventuale tipo di rapporto di lavoro
o reddito > assegno sociale (incluso potenziale trattamento pensionistico per invalidita')
o assenza di pericolo per ordine pubblico o sicurezza dello Stato: si tiene conto, per la valutazione, anche di applicabilita' di misure di prevenzione, esistenza di condanne, anche non definitive, artt. 380 e 381 (non colposi) c.p.p., durata del soggiorno, inserimento sociale, familiare e lavorativo
o superamento di un test di conoscenza della lingua italiana (su richiesta dello straniero; effettuato con modalita' informatiche o, comunque, per iscritto; richiesto livello A2); esonero per infra-14-enni, titolari di attestati di conoscenza, studenti universitari, dirigenti, professori universitari, traduttori e interpreti, giornalisti, soggetti con gravi limitazioni della capacita' di apprendimento per eta', patologie o handicap
Rilascio ai familiari
� La richiesta puo' riguardare anche i familiari inclusi nel novero di quelli ricongiungibili (anche quelli entrati successivamente al rilascio del permesso CE slp al soggiornante di lungo periodo?); requisiti ulteriori: reddito e alloggio come per ricongiungimento; si prescinde dalla durata del soggiorno pregresso (lettera della disposizione e giurisprudenza (nota: la Direttiva 2003/109/CE garantisce il diritto all'unita' familiare del soggiornante di lungo periodo, non il rilascio di un permesso CE slp ai familiari a prescindere dalla durata del soggiorno pregresso; in questo senso, prassi di alcune questure)
� Richiesta presentabile tramite Poste in qualunque momento dopo la maturazione dei requisiti
� Contributo per il rilascio: 200 euro; non si applica per minori ne' per aggiornamenti del permesso
Durata del permesso CE slp; rinnovo
� Durata del permesso CE slp: tempo indeterminato; rinnovo ogni 5 anni (dati e foto, non verifica requisiti) quale documento di identita'
Provvedimenti negativi
� Espulsione:
gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato; applicazione di una misura di prevenzione
si tiene conto di eta', soggiorno pregresso, conseguenze per titolare e familiari, legami sociali e familiari in Italia e nel paese d'origine
� Revoca:
� espulsione o sopravvenuta pericolosita'
� assenza dalla UE > 12 mesi consecutivi o dall'Italia > 6 anni (verosimilmente, consecutivi)
� conferimento permesso CE slp da altro Stato membro UE
possibile il riacquisto (dopo 3 anni di soggiorno) in caso di revoca per assenza o per conferimento da altro Stato membro UE
nota: la revoca non puo' essere adottata per il coniuge in caso di rottura del vincolo matrimoniale (circ. Mininterno)
revoca => altro permesso (salvo espulsione)
Diritti e facolta' del titolare
� Accesso a tutte le attivita' lavorative non vietate allo straniero ne' riservate all'italiano (esercizio di pubblici poteri, tutela sicurezza nazionale, certi posti o funzioni di vertice; nota: il fatto che il comunitario e il rifugiato accedano al pubblico impiego, salve le preclusioni esplicite, esclude che le altre attivita' del pubblico impiego siano vietate allo straniero o riservate all'italiano)
� Esonero dal contratto di soggiorno
� Accesso a tutte le prestazioni assistenziali (giurisprudenza recente: anche assegno per famiglie numerose) e all'edilizia popolare; nota: non prevista esplicitamente l'iscrizione obbligatoria al SSN (desumibile per via interpretativa)
Circolazione in ambito UE
� Possibilita' di stabilirsi in Italia, per i titolari di permesso CE slp rilasciato da altro Stato UE, per studio, lavoro (entro quote) o (purche' in possesso di assicurazione sanitaria e di mezzi > 2 x soglia esenzione ticket) altro motivo
� Simmetricamente, consentito il soggiorno per titolari di permesso CE slp rilasciato dall'Italia in altro Stato UE, esclusi UK, Irlanda, Danimarca
III. Diritti:
1. Sanita'
Iscrizione obbligatoria; eccezioni; disposizioni applicabili
� Iscritti obbligatoriamente:
o regolare lavoro in corso o iscrizione al collocamento
o titolari di permesso CE slp (non citati esplicitamente; si desume da art. 9, co. 12)
o regolarmente soggiornanti per
� lavoro subordinato o autonomo
� motivi familiari (escluso genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)
� asilo (anche art. 19, co.1)
� protezione sussidiaria
� asilo umanitario (art. 18; minori inespellibili, donne incinte o puerpere inespellibili e marito convivente; art. 20; nota: non citato art. 5, co. 6)
� richiesta asilo (non si applica ai trattenuti in CIE o ospitati obbligatoriamente in CARA)
� attesa adozione (anche senza permesso, per affidamento preadottivo a italiano)
� affidamento (a comunita' familiare o istituto di assistenza)
� acquisto cittadinanza
o detenuti (anche in semiliberta' o misure alternative)
� Non obbligatoria l'iscrizione, salvo che siano obbligati a corrispondere l'IRPEF in Italia, per dirigenti o personale altamente specializzato, dipendenti di appaltatore con sede all'estero, giornalisti di testate estere
� Disposizioni applicabili agli iscritti obbligatoriamente:
o parita' con gli italiani per assistenza in Italia (all'estero, solo assistenza indiretta), contribuzione, validita' temporale, assistenza protesica e riabilitativa
o iscrizione alla ASL del luogo di dimora (residenza legale o domicilio da permesso di soggiorno)
o iscrizione (definitiva in caso di permesso per lavoro subordinato; provvisoria negli altri casi?) nelle more del rilascio del primo permesso (requisito necessario per il rilascio)
o l'iscrizione permane in fase di rinnovo (cessa per espulsione, mancato rinnovo, revoca o annullamento definitivi)
o retroattivita' (diritto) dalla data di ingresso in Italia, a condizione di regolare richiesta di permesso
o copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)
o il 18-enne gia' titolare di permesso per motivi familiari conserva l'iscrizione (senza pagamento contributo) anche in caso di rilascio di permesso per studio
Iscrizione facoltativa; eccezioni; disposizioni applicabili
� Iscritti facoltativamente: altri regolarmente soggiornanti per > 3 mesi; in particolare: per studio, alla pari, residenza elettiva, religiosi, personale rappresentanze diplomatiche e simili, permesso CE slp rilasciato da altro Stato (?); genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni
� Iscrizione facoltativa preclusa ai titolari di permesso per motivi di cura (eccezione: inespellibilita' per gravidanza o puerperio)
� Disposizioni applicabili agli iscritti facoltativamente:
o contribuzione: proporzionale a reddito, ma > minimo fissato con DM; studio, alla pari e genitore a carico ultra-65-enne: contribuzione forfetaria; per il genitore ultra-65-enne, contributo da fissare con DM (non emanato; nelle more, fissato da Regione Emilia Romagna)
o dimora e parita', come per iscritti obbligatoriamente
o durata: 1 anno, rinnovabile
o assenza di retroattivita'
o copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009; per studio, previo pagamento del contributo forfetario)
� Assicurati obbligatoriamente (infortunio, malattia, maternita'): tutti i regolari (anche soggiorni < 3 mesi; es.: turismo, affari)
Prestazioni per non iscritti al SSN
� Prestazioni per i non iscritti:
cure urgenti immediate
altre prestazioni, previo pagamento
Prestazioni per irregolari
� Prestazioni per gli irregolari:
cure urgenti o essenziali, anche continuative; in particolare, prestazioni a tutela di minori, gravidanza, maternita', vaccinazioni, profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive, cura della tossicodipendenza
in caso di indigenza (dichiarata dallo straniero): prestazioni senza oneri a carico, salvo partecipazione alla spesa a parita' con l'italiano (esenzioni per prestazioni ambulatoriali, urgenze, gravidanza, patologie, eta', invalidita', reddito, terapia del dolore; Decr. Mineconomia 17/3/2008: esenzione, limitata alla singola prestazione, per prestazioni ambulatoriali urgenti o comunque essenziali per straniero irregolare incapace di pagare il ticket)
codice STP (condizionato a indigenza?): anonimato, prescrizioni, validita' nazionale, durata 6 mesi, rinnovabile
divieto di segnalazione (salvo obbligo di referto per indizio di delitto perseguibile d'ufficio, a parita' con gli italiani; nota: referto non obbligatorio, quando possa discenderne un procedimento penale per l'assistito; l'introduzione del reato di soggiorno illegale lo rende sempre vietato); prevale su obbligo di denuncia per reato di soggiorno illegale (circ. Mininterno 27/11/2009)
� Sent. Corte Cost. 252/2001: l'espulsione dello straniero che ha bisogno di cure urgenti o essenziali deve essere sospesa (giurisprudenza contrastante riguardo alle cure di matenimento o di controllo, ancorche' indispensabili per la vita; Cons. Stato 5286/2011 e giurisprudenza prevalente: diritto al rilascio di permesso)
� Ingresso e soggiorno per cure mediche
due possibilita':
� nell'ambito di interventi umanitari (Minsanita' o Regioni)
� a condizione di dichiarazione da parte della struttura sanitaria che indichi il tipo di cura e la durata, pagamento anticipato del 30% del costo previsto, disponibilita' di mezzi di sostentamento (per convalescenza, accompagnatore e rimpatrio; anche sponsorizzazione), certificazione patologia, rilasciata all'estero nel rispetto della privacy
permesso per accompagnatore
2. Previdenza
Parita' con gli italiani; eccezioni
� Parita' con italiani (eccezione: allo stagionale non spettano assegno per il nucleo familiare e trattamento di disoccupazione)
Diritti in caso di rimpatrio
� In caso di rimpatrio:
diritti maturati conservati anche in assenza di accordo di reciprocita'; godimento dei diritti a 65 anni, anche in deroga (per regime puramente contributivo) al requisito di almeno 5 anni di contribuzione; reversibilita' solo in caso di morte successiva ai 65 anni
in presenza di accordo, trasferimento dei contributi all'ente previdenziale del paese di provenienza (diritto alla ricostruzione della posizione contributiva per lo stagionale in caso di reingresso)
� Accordi o convenzioni con Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Isole di Capo Verde, Jersey e Isole del Canale, Croazia, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Principato di Monaco, San Marino, USA, Svizzera, Tunisia, Uruguay, Venezuela, Turchia
3. Assistenza sociale
Accesso alle prestazioni che costituiscano diritto sogettivo
� Assegno sociale (L. 133/2008: richiesti dieci anni di soggiorno legale continuativo, anche remoto) e provvidenze che siano diritti soggettivi in base a normativa assistenza sociale (per la pensione di invalidita' richiesta anche residenza) riservati a
titolari di permesso CE slp e minori iscritti nel permesso (L. 388/2000); possibile computo del futuro trattamento pensionistico di invalidita' ai fini del requisito di reddito per l'accesso al permesso CE slp per l'invalido in possesso degli altri requisiti per tale permesso (DPR 394/1999)
titolare di permesso per asilo o protezione sussidiaria (incluso permesso per motivi umanitari rilasciato su istanza della Commissione territoriale prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007) e suoi familiari
cittadini di Tunisia, Marocco, Algeria e Turchia residenti o legalmente impiegati e loro familiari (accordi euromediterranei; Cass. 17966/2011: si applica, in particolare, ai trattamenti di carattere non contributivo inclusi nell'Allegato X al al Reg. CE 883/2004: pensioni sociali per persone sprovviste di reddito, pensioni, assegni e indennita' per i mutilati e invalidi civili, pensioni e indennita' per i sordomuti, pensioni e indennita' per i ciechi civili, integrazione delle pensioni al trattamento minimo, integrazione dell�assegno di invalidita', assegno sociale, maggiorazione sociale)
familiari stranieri di cittadini comunitari con diritto di soggiorno (esclusi primi 3 mesi di soggiorno o prima ricerca di lavoro, salvo diritto per altra norma) o di cittadini italiani
Accesso alle altre prestazioni
� Parita' con gli italiani per le altre prestazioni erogate discrezionalmente (es.: reddito minimo di inserimento, assunzioni obbligatorie, sussidi erogati dai comuni), per titolare di permesso > 1 anno e minore iscritto nel permesso
� Sent. Corte Cost. 306/2008 e 11/2009: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 e art. 9, co. 1 D. Lgs. 286/1998 nella parte in cui impongono un requisito di reddito superiore a una determinata soglia ai fini del godimento di indennita' di accompagnamento (condizionato a inabilita' al lavoro totale) e di pensione di inabilita' (condizionato alla disponibilita' di un reddito inferiore a una certa soglia)
� Estensione per via giurisprudenziale alle altre prestazioni (es.: Trib. Bari, a proposito di assegno di invalidita', prima ancora di Sent. Corte Cost. 187/2010)
� Sent. Corte Cost. 187/2010: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'assegno mensile di invalidita' alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni): il godimento di una misura mirata al sostentamento essenziale deve essere assicurato senza distinzione di nazionalita', in base ad art. 14 CEDU e art. 1 Prot. add. n.1, come interpretati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (cosi' pure Sent. Corte Cost. 61/2011, in relazione alla fruizione dei servizi sociali); estensione per via giurisprudenziale all'assegno di maternita' erogato dai Comuni (Trib. Firenze); nota: il requisito di soggiorno pregresso di 5 anni potrebbe sopravvivere per misure di pura integrazione del reddito
� Sent. Corte Cost. 329/2011: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'indennita' di frequenza per minori alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni): non e' ammessa discriminazione rispetto a misure mirate al soddisfacimento di bisogni primari (come Sent. Corte Cost. 187/2010) ne' una compressione quinquennale della tutela di diritti fondamentali di un minore invalido
� Sent. Corte Cost. 61/2011: legittimi gli interventi delle Regioni mirati ad attuare la parita' delle persone in materia di diritti fondamentali, a prescindere dalla regolarita' del soggiorno
Accoglienza per irregolari
� Accoglienza irregolari (sindaco, fino a completamento rete CIE)
Accesso agli alloggi di edilizia popolare
� Edilizia popolare, servizi di intermediazione e credito agevolato: parita' con gli italiani per
titolare di permesso CE slp
titolare di permesso > 2 anni con lavoro regolare
titolare di permesso per asilo o protezione sussidiaria (anche disoccupati?) e suoi familiari
Accesso ai contributi integrativi per i locatari
� Ai fini del riparto del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, i requisiti minimi (fissati con decreto Minlavori-pubblici; nota: il Decr. Minlavori-pubblici 4/8/2011 non li fissa) necessari perche' il locatario benefici dei contributi integrativi devono prevedere per gli immigrati la residenza > 10 anni in Italia o > 5 anni nella regione (L. 133/2008; nota: discriminazione diretta - potenzialmente legittima secondo la Corte Costituzionale, illegittima secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia - e contrasto, per titolari di permesso CE slp o protezione internazionale, con Direttive 2003/109/CE e 2004/83/CE)
Corte Cost.: diritto all'alloggio
� Sent. Corte Cost. 61/2011: il diritto ad una sistemazione alloggiativa, sia pur precaria e temporanea, e' da ritenersi incluso tra i diritti inviolabili dell'uomo
5. Scuola
Accesso dei minori stranieri alla scuola
� Minori, anche irregolari, titolari del diritto e soggetti all'obbligo di istruzione e formazione, e ammessi alla scuola di ogni ordine e grado (inclusi esami; problemi al compimento dei 18 anni per minori ancora irregolari)
� Circ. Miur 8/1/2010: limite (indicativo) del 30% alla percentuale di alunni stranieri in ogni calsse
� Trib. Milano: l'istruzione include la scuola d'infanzia
� Nota: verosimilmente incluso l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione
� Esonero dall'esibizione del titolo di soggiorno ai fini dell'adozione di provvedimenti nell'interesse dello straniero quando si tratti di provvedimenti in materia di prestazioni scolastiche obbligatorie (obbligo in capo all'istituzione pubblica); nota: se l'onere sussiste solo in caso di interesse esclusivo dello straniero, l'esonero si estende ai provvedimenti in materia di asili nido
6. Studio universitario
Misure a sostegno del diritto allo studio
� Parita' con gli italiani per le misure a sostegno del diritto allo studio
� Borse anche da anni successivi al primo (non disciplinato dal Regolamento)
� Rinnovo del permesso:
� 1 esame, primo anno; 2 esami, anni successivi, salvo motivi di forza maggiore
� < 3 anni fuori corso
consentito anche per
� proseguire gli studi, con iscrizione ad un corso di laurea diverso (non corsi privati o corsi singoli, salvo che questi siano necessari per accedere a scuole di specializzazione, master o dottorati), prima o dopo il conseguimento del titolo per il quale e' stato autorizzato l'ingresso (previa autorizzazione della prima Universita', in caso di trasferimento ad altra sede); TAR Toscana: gli anni fuori corso si cumulano ai fini dell'applicazione del limite al rinnovo
� conseguire specializzazione o dottorato (fino a un anno oltre la durata dei corsi)
� Rinnovo consentito, anche in caso di assenza di durata > 6 mesi, per lo studente che rientri in Italia dopo aver svolto una parte degli studi in altro Stato membro
� Riconoscimento titoli ai fini della prosecuzione degli studi: Universita'; esito possibile: equipollenza totale, equipollenza parziale (con abbreviazione del corso di studi), esito negativo
� In caso di inerzia o di esito negativo, appello a MIUR, TAR o Capo dello Stato
Abilitazione in Italia
� Visto e permesso per esami di abilitazione per laureati in Italia
� Abilitati in Italia, con soggiorno pregresso > 5 anni: precedenza per l'iscrizione agli albi professionali (entro quote)
Accesso allo studio universitario extra-quota
� Accesso a parita' con gli italiani (incluse specializzazioni) per
regolarmente soggiornanti in Italia con permesso
� CE slp
� motivi familiari
� motivi umanitari (certamente in caso di permesso rilasciato per protezione sociale o, prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007, su richiesta della Commissione territoriale)
� religiosi
regolarmente soggiornanti in Italia da > 1 anno e titolo di scuola superiore conseguito in Italia
ovunque soggiornanti e titolo conseguito in scuole italiane all'estero o straniere riconosciute
� Permesso utilizzabile per lavoro subordinato (< 1040 ore in un anno); verosimilmente, utilizzabile anche per lavoro autonomo (Direttiva 2004/114/CE)
� Conversione in lavoro, dopo corso di laurea (laurea triennale, laurea specialistica/magistrale, diploma di specializzazione, master universitario di I livello o attestato o diploma di perfezionamento di durata annuale) completo in Italia, entro quote anno successivo
� A seguito del consegumento di dottorato o il master universitario di II livello (verosimilmente, anche se non tutto il corso e' stato frequentato in Italia), alla scadenza del permesso per studio, consentita la conversione in permesso per lavoro o l'iscrizione nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, per un periodo < 12 mesi (L. 94/2009) e il conseguente rilascio di permesso per attesa occupazione
Titolare di permesso rilasciato da altro Stato membro
� Consentito l'ingresso senza visto di straniero in possesso di un titolo di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro, per proseguire o integrare gli studi in Italia
7. Professioni
� Definizione di professione regolamentata: quella il cui svolgimento richiede una delle seguenti condizioni:
iscrizione in albi e simili, subordinata al possesso di qualifica professionale o all'accertamento di specifica professionalita'
possesso di qualifiche professionali
possesso di un titolo professionale, il cui uso e' subordinato al possesso di qualifica professionale
Accesso allo svolgimento della professione: passi tipici
� Passi successivi tipici:
o titolo di studio (es.: laurea)
o titolo abilitante (es.: esame di Stato) o riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero
o iscrizione nell'albo (es.: iscrizione all'ordine dei medici) o, in mancanza, in elenco speciale, e svolgimento della professione
Riconoscimento del titolo conseguito in Stato extra-UE
� Riconoscimento titoli abilitanti conseguiti in uno Stato extra-UE
condizionato a esame, da parte di una conferenza di servizi, della qualifica professionale posseduta o dell'esperienza professionale maturata ed eventuale misura compensativa (tirocinio o prova attitudinale, a scelta della conferenza di servizi)
decisione entro 4 mesi
entro quote (dubbio; esonero almeno per titolari di permesso per asilo o protezione sussidiaria e loro familiari? e per professioni di cui all'art. 27 T.U.? nella prassi, extra quota per titolari di soggiorno che consenta lavoro autonomo)
possibile richiesta dall'estero
per l'espletamento dell'eventuale misura compensativa, rilasciabile visto per studio
� Iscrizione agli albi: entro quote (precedenza per abilitati in Italia soggiornanti da almeno 5 anni), salvo che per titolari di permesso per asilo o protezione sussidiaria e loro familiari; nella prassi: extra quota per titolari di soggiorno che consenta lavoro autonomo
� Iscrizione agli albi (e riconoscimento) extra quota per ingressi ex art. 27 (traduttori, interpreti, infermieri)?
� L'abilitazione, in Italia, per professioni sanitarie non e' sufficiente per iscrizione in albo e svolgimento professione: necesario preventivo benestare Minsalute (nota: la disposizione contrasta con quanto previsto, anche per medici, ostetrici, infermieri e farmacisti, dalla Direttiva 2005/36/CE in materia di riconoscimento automatico di titoli conseguiti in un paese UE ai fini dello svolgimento di professione sulla base del coordinamento UE delle condizioni minime di formazione)
� Il riconoscimento del titolo professionale sanitario perde valore in mancanza di iscrizione nell'albo e svolgimento professione entro 2 anni
Deroga per sanitari al seguito di delegazioni sportive o gruppi organizzati
� Consentito a medici e sanitari al seguito di delegazioni sportive (in caso di manifestazione sportiva ufficiale) e gruppi organizzati (in casi da determinare con DM) lo svolgimento della professione a vantaggio della delegazione o gruppo in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli (L. 183/2010)
8. Discriminazione
� Norme di riferimento:
o art. 43 T.U.: divieto di discriminazione fondata su razza, colore, origine nazionale o etnica, religione o cittadinanza
o D. Lgs. 215/2003 (modificato da L. 101/2008): parita' di trattamento tra persone indipendentemente da razza e origine etnica (nota: non da nazionalita'!) in materia di accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, formazione e riqualificazione professionale, appartenenza a organizzazioni di lavoratori o datori di lavoro, protezione e sicurezza sociale, assistenza sanitaria, prestazioni sociali, istruzione, accesso a beni, servizi e alloggio
o D. Lgs. 216/2003: parita' di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, indipendentemente da religione (nonche' convinzioni personali, handicap, eta', orientamento sessuale)
o CEDU: divieto di discriminazione (anche rispetto a nazionalita') in materia di diritti fondamentali
o art. 44 T.U. e art. 28 D. Lgs. 150/2011: tutela giurisdizionale
Divieti di discriminazione diretta e indiretta; limiti
� Divieto di discriminazione
diretta: per l'appartenenza ad un determinato gruppo, una persona e' trattata meno favorevolmente di un'altra, non appartenente a quel gruppo, in situazione analoga
indiretta: disposizioni, criteri, atti o comportamenti apparentemente neutri che mettono le persone appartenenti a un determinato gruppo in una posizione di particolare svantaggio rispetto a coloro che non appartengono a quel gruppo
� Sono considerate discriminazioni anche le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo
� Legittime le differenze di trattamento del lavoratore dovute a caratteristiche che costituiscano un requisito essenziale e determinante (D. Lgs. 216/2003)
� Legittime le differenze di trattamento sulla base della razza o dell'origine etnica giustificate oggettivamente da finalita' legittime perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari
� Impregiudicate le differenze di trattamento basate sulla nazionalita' e le disposizioni sulle condizioni relative a ingresso, soggiorno, accesso all'occupazione, assistenza e previdenza di stranieri e apolidi; impregiudicato anche il trattamento, basato sulla legge, derivante dalla condizione giuridica di stranieri e apolidi
� Corte Cost.: legittime le differenze di trattamento (anche direttamente discriminatorie) giustificate oggettivamente da finalita' legittime perseguite attraverso mezzi proporzionati; CGUE: legittime, a queste condizioni, solo le discriminazioni indirette
� Azione civile, ricorso al giudice del luogo di domicilio del ricorrente (anche da parte di associazioni iscritte in apposito elenco o, in caso di discriminazioni collettive, di sindacati); si applica il rito sommario di cognizione
� In caso di discriminazione indiretta,
spetta al ricorrente dimostrare l'esistenza dell'effetto (anche sulla base di dati statistici)
spetta al convenuto l'onere di provare l'insussistenza della discriminazione (o, se si tratta di rapporti di lavoro, l'essenzialita' del requisito)
� Il giudice puo' condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale e ordinare la cessazione del comportamento o dell'atto discriminatorio, adottando, anche nei confronti della pubblica amministrazione, ogni provvedimento idoneo a rimuoverne gli effetti
Requisito di residenza e discriminazione indiretta
� Giurisprudenza prevalente: l'imposizione di un requisito di residenza pregressa pluriennale per il godimento di un beneficio erogato dalla pubbica amministrazione da' luogo, in genere, a discriminazione indiretta illecita (la finalita' del contenimento della spesa pubblica non e' atta a giustificarla)
Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione
� Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione (controverso); certamente riservati agli italiani
attivita' che comportino esercizio di pubblici poteri o che attengano alla sicurezza nazionale
posti di vertice dell'amministrazione, di magistrato e di avvocato dello Stato
funzioni relative a provvedimenti autorizzativi e coercitivi e quelle di controllo di legittimita' e di merito
� Certamente consentito, per le attivita' non esplicitamente precluse, ai cittadini comunitari (D. Lgs 165/2001), ai rifugiati (D. Lgs. 251/2007: a parita' con comunitari; omessa l'inclusione, imposta dalla Direttiva 2004/83/CE dei destinatari di protezione sussidiaria)
� Non essendo le attivita' non esplicitamente precluse riservate all'italiano o vietate allo straniero, l'accesso deve essere consentito ai titolari di permesso CE slp (art. 9, co. 12 T.U.: attivita' non riservate al cittadino nazionale o vietate allo straniero; ancora piu' forte, Direttiva 2003/109/CE: escluse solo attivita' che comportino esercizio di pubblici poteri) e, verosimilmente, a qualunque lavoratore straniero legalmente soggiornante (art. 2, co. 3 T.U e artt. 10 e 14 Conv. OIL 143/1975: parita' di diritti e di opportunita' lavorative; restrizioni solo se nell'interesse dello Stato); in questo senso, la giurisprudenza di merito prevalente e, implicitamente, Ord. Corte Cost. 139/2011; in senso contrario, fino ad oggi, la giurisprudenza della Cassazione
Tutela dell'unita' familiare
� Deroga ingresso e soggiorno familiare del minore soggiornante a tutela dello sviluppo psicofisico (Tribunale minorenni): permesso per motivi di assistenza minore (lavoro; non convertibile; iscrizione al SSN se lavoratore); Sent. Cass. SS.UU.Civ. 21799/2010: non si richiede necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, ma e' sufficiente qualsiasi rischio di danno grave (ambiguita' rispetto alla durata della situazione di rischio: situazioni non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi tendenziale stabilita')
� Tutela delle unioni di fatto (ricongiungimento genitore naturale, purche' il minore soggiorni legalmente in Italia con l'altro genitore)
� Ricongiungimento anche per i figli del coniuge
� Minori affidati o sottoposti a tutela equiparati a figli ai fini della tutela dell'unita' familiare
Tutela relativa al permesso di soggiorno
� Rilascio di autonomo permesso per motivi familiari al compimento dei 14 anni, valido fino ai 18 anni (prassi?)
� Conversione del permesso per motivi familiari al compimento dei 18 anni, o in caso di cessazione vincoli o morte familiare; conversione del permesso per i minori affidati al compimento dei 18 anni (entro quote anno successivo; Sent. Corte Cost. 198/2003: anche affidamento di fatto o tutela); in caso di minore non accompagnato, necessari, in base a L. 129/2011, affidamento ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o tutela e parere favorevole del Comitato minori (circ. Mininterno: il parere del Comitato minori va prodotto al momento della presentazione dell'istanza di conversione), oppure, in alternativa, 3 anni di soggiorno pregresso e 2 anni di inserimento in progetto autorizzato
� Consentito anche il rinnovo del permesso (per una sola volta) per motivi familiari al compimento dei 18 anni in caso di neo-maggiorenne ancora a carico di genitore in possesso dei requisiti di reddito e alloggio (circ. Mininterno 28/3/2008); nota: ulteriori rinnovi effettuabili in base ad art. 5, co. 5 T.U.
Inespellibilita'
� Divieto di espulsione, salvo motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato; rimpatrio col familiare espulso; iscrizione minore irregolare < 14 anni permesso genitore o affidatario (o permesso per motivi familiari per > 14 anni); permesso per minore eta' negli altri casi (incluso minore non accompagnato, fino a completamento indagini sui familiari in patria)
� Nelle more dell'accertamento dell'eta' o in caso di dubbio, si presume la minore eta'
� Divieto di respingimento non previsto esplicitamente; anzi, L. 129/2011 prescrive l'adozione di modalita' idonee in caso di respingimento di minore; in precedenza, circ. Mininterno 9/7/2007 sembrava escluderlo
Minore non accompagnato: rimpatrio assistito; permesso per integrazione minore
� Definizione: minore privo di assistenza e rappresentanza (simultaneamente?) da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili secondo la legge italiana (DPCM 535/99)
� Rimpatrio assistito del minore non accompagnato deciso da Comitato minori
� Permesso per integrazione minore al minore non accompagnato inserito in progetto gestito da ente autorizzato; utilizzabilita' per lavoro
� Convertibilita' del permesso (verosimilmente, qualunque sia il titolo) entro quote anno successivo, a condizione di 3 anni di presenza in Italia, 2 anni di inserimento, o, in alternativa, provvedimento di affidamento o tutela e parere favorevole del Comitato minori (circ. Mininterno: il parere del Comitato minori va prodotto al momento della presentazione dell'istanza di conversione)
Interesse superiore del fanciullo
� Interesse superiore del fanciullo in tutti i provvedimenti relativi a unita' familiare (incluso rimpatrio assistito)
10. Protezione sociale e regime premiale per giustizia o sicurezza pubblica
Protezione sociale: presupposti; permesso; facolta'
� Rischio per l'incolumita' (anche a seguito di eventuale rimpatrio) derivante da dichiarazioni rese in indagini o nel giudizio relativi a determinati delitti, o dal tentativo di sottrarsi al condizionamento criminale (anche in caso di violenza o grave sfruttamento in ambito lavorativo), ovvero condanna per reato commesso in eta' minore e partecipazione a un programma di integrazione sociale:
il rischio puo' emergere nel corso di indagini o di interventi assistenziali dell'ente locale
rilascio di permesso "per motivi umanitari" (distinguibile solo per gli uffici competenti); durata: 6 mesi, rinnovabile per 1 anno o piu' (se permangono i motivi che ne hanno richiesto il rilascio)
condizione: inserimento con associazione convenzionata
in caso di rischio, non richiesta denuncia ne' collaborazione; notitia criminis trasmessa comunque alla Procura (parere di questa possibile, ma non obbligatorio)
rilascio anche senza passaporto e altri requisiti
sospensione o revoca dell'eventuale espulsione pregressa
accesso a lavoro subordinato o studio
revoca in caso di sottrazione agli impegni o cessazione dei motivi
conversione: lavoro (entro quote anno successivo) o studio
disposizioni applicabili anche a comunitari in situazione di grave pericolo (escluso il caso di persona condannata nella minore eta'?)
Collaborazione anti-terrorismo
� Collaborazione in indagini o procedimenti relativi a delitti di natura terroristica:
rilascio di permesso di 1 anno, rinnovabile, o permesso CE slp (per collaborazione eccezionale in indagini o procedimenti relativi a delitti di natura terroristica) su iniziativa del questore o su richiesta delle Forze di polizia, dei Servizi o del Procuratore della Repubblica
revoca in caso di condotta incompatibile o di cessazione delle condizioni
IV. Immigrazione illegale
1. Controllo e sanzioni
� Possibile per i sindaci avvalersi di associazioni non armate per la segnalazione alla polizia locale o di Stato di eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o disagio sociale (Sent. Corte Cost. 226/2010: illegittima la segnalazione di stuazioni di disagio sociale); le associazioni sono iscritte in apposito elenco, previa verifica del possesso dei requisiti stabiliti con decreto Mininterno[1] (L. 94/2009)
� Il sindaco segnala alle competenti autorita' la condizione di soggiorno irregolare dello straniero ai fini dell'allontanamento dall'Italia; gli agenti di polizia municipale accedono alle banche dati sui permessi (L. 125/2008)
� Reato di ingresso e/o soggiorno illegale:
ammenda da 5.000 a 10.000 euro o, a discrezione del giudice, ma solo se immediatamente eseguibile, espulsione (nota: in pratica, il caso puo' verificarsi se allo straniero e' stato concesso un termine per il rimpatrio volontario)
procedimento sospeso in caso di presentazione di domanda di protezione internazionale
non si applica in caso di respingimento al valico di frontiera autorizzato, ne' in caso di straniero intercettato durante i controlli in uscita dal territorio nazionale dalla polizia di frontiera (nota: consacrazione dell'overstaying)
non luogo a procedere in caso di espulsione amministrativa eseguita o di avvenuto rimpatrio a seguito di concessione di un termine per il rimpatrio volontario
reato perseguibile d'ufficio: conseguente obbligo di denuncia per pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; per la sanita', pero', prevale il divieto di segnalazione
Cass. 19393/2009: permesso per motivi umanitari associato a diritto preesistente (in senso opposto, Cass. 38157/2010: punibile con l'ammenda la donna incinta che chieda il permesso); Gip Bari: il minore non commette reato
sollevata la questione di legittimita' costituzionale (irragionevolezza; violazione del principio di uguaglianza; impossibilita' di tutelare diritti fondamentali e di ottemperare a obblighi di legge); finora la Corte Cost. ha respinto tutte le censure, spesso per mancata indicazione della rilevanza della questione nel procedimento
� Reclusione da 6 mesi a 3 anni (e possibile confisca dell'immobile) per chi dia alloggio a titolo oneroso a straniero irregolare (al momento della stipula o del rinnovo del contratto) al fine di trarne un ingiusto profitto (condizioni vessatorie rispetto a quelle di mercato)
� Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5000 euro per ogni lavoratore per il datore di lavoro che occupi alle proprie dipendenze lo straniero non autorizzato (purche' vi sia il dolo); nota: il reclutamento di manodopera o la sua organizzazione in condizioni di grave sfruttamento, messe in atto approfittando dello stato di bisogno o di necessita' dei lavoratori e' punito con reclusione fino a 8 anni e multa fino a 2.000 euro (art. 12 L. 148/2011)
� Reclusione fino a 15 anni (piu' possibile aumento fino alla meta') per il favoreggiamento dell'ingresso illegale
� Reclusione fino a 4 anni per il favoreggiamento della permanenza illegale finalizzato all'ottenimento di un ingiusto profitto; non costituiscono reato le attivita' di soccorso e assistenza umanitaria
� Sent. Corte Cost. 249/2010: illegittima la disposizione (L. 125/2008) in base alla quale il soggiorno illegale e' considerato circostanza aggravante comune
2. Respingimento alla frontiera
� Adottato per straniero
che si presenti al valico di frontiera sprovvisto dei requisiti per l'ingresso o il reingresso (incluso il requisito di assenza di motivi ostativi e di segnalazione per la non ammissione in area Schengen)
che sia fermato all'atto dell'ingresso in elusione dei controlli, o subito dopo
che sia temporaneamente ammesso per la necessita' di prestargli soccorso
� In caso di impossibilita' di esecuzione immediata a causa di impedimenti (inclusi necessita' di prestare soccorso, mancanza documenti, incertezze sull'identita' o nazionalita', indisponibilita' di un vettore, rischio di fuga; nota: il rischio di fuga di per se' non e' un impedimento all'esecuzione immediata), trattenimento in CIE (di recente, si e' dato luogo al trattenimento di migranti a bordo di navi)
Oneri e sanzioni per il vettore
� Oneri (rimpatrio respinti) e sanzioni (per mancato controllo documenti o - "e"? - mancata segnalazione documenti irregolari) per il vettore
� Deroga in caso di applicazione di un regime di protezione temporanea o di presentazione di domanda di asilo: non si applicano le disposizioni su presupposti (inclusi assenza di condanne e pericolosita') ed esecuzione del respingimento, ne' su oneri a carico del vettore (nota: al momento dell'imbarco, il vettore pero' non sa se verra' presentata domanda d'asilo)
� Divieto assoluto di respingimento, anche indiretto, verso un paese in cui vi sia rischio di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali
� Assistenza alla frontiera allo straniero respinto
� Il respingimento di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, sono effettuati con modalita' adatte al caso particolare; nota: sembra escluso che sussista un implicito divieto di respingimento del minore (come si evinceva, invece, da circ. Mininterno 9/7/2007)
� Stranieri respinti in alto mare verso la Libia:
non consentito l'accesso alla procedura di richiesta di protezione internazionale a persone comunque sotto il controllo di fatto dell'Italia (o, addirittura, se trasportati a bordo di navi italiane, in territorio italiano)
possibile violazione del principio di non refoulement (art. 33 Conv. Ginevra): la Libia non ha ratificato la Convenzione di Ginevra e non si obbliga a non rinviare lo straniero in un paese in cui possa subire persecuzione
possibile violazione art. 3 CEDU (in Libia i respinti rischiano concretamente di subire trattamenti inumani o degradanti); nota: sent. CEDU Hussun et al. c. Italia ha respinto il ricorso di alcuni respinti, ma per ragioni formali (mancato contatto con gli avvocati)
approvate dalla Camera mozioni che impegnano il Governo a fare pressioni sulla Libia per la tutela di migranti e richiedenti asilo
firmata, dopo l'inizio del conflitto in Libia, un'intesa con il Consiglio Nazionale Transitorio Libico, che conferma il contentuto degli accordi stipulati in precedenza
� Non prevista convalida per il respingimento: possibile assenza di controllo giurisdizionale effettivo su misure limitative della liberta' in caso di respingimento differito per meno di 48 ore
� Non si applicano le tutele previste per l'espulsione da L. 129/2011
� Ricorso al TAR (tuttavia, Gdp Agrigento: illegittimo il respingimento adottato a distanza di giorni dall'intercettazione dello straniero; competenza del giudice ordinario, in questo caso)
� Non previsto divieto di reingresso a seguito di respingimento
3. Espulsione
� Motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o sospetto coinvolgimento o agevolazione attivita' terroristiche
� Misura di sicurezza (380, 381 o condanna > 2 anni o a misura restrittiva per delitto contro la personalita' dello Stato; effettiva pericolosita'; non irrogabile per pena < 2 anni patteggiata ne' in caso di sospensione condizionale)
� Misura alternativa alla pena residua < 2 anni per straniero che sarebbe da espellere comunque per irregolarita' (salvo divieto di espulsione o reati art. 407 co. 2a c.p.p., o reati T.U.); provvedimento obbligatorio
� Sanzione sostitutiva della pena: per straniero da espellere comunque per irregolarita' e da condananre a reclusione < 2 anni (senza possibilita' di sospensione) o per straniero da condannare ad ammenda per ingresso o soggiorno illegale o per mancato ottemperamento al'ordine del questore; provvedimento discrezionale; si applica solo se lo straniero e' immediatamente allontanabile; non si applica in caso di divieto di espulsione o reati art. 407 co. 2a c.p.p., o reati T.U. con massimo edittale > 2 anni; nota: se il giudice non applica l'espulsione quale misura sostitutiva della pena, in casi in cui essa non sia esclusa a priori ne' come misura sostitutiva ne' come misura alternativa, il magistrato di sorveglianza sara' tenuto ad adottare, dal primo giorno di detenzione, un provvedimento di espulsione come misura alternativa
� Misura di prevenzione (straniero ritenuto dal questore dedito ad attivita' delittuose o indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa)
� Soggiorno illegale:
ingresso in elusione dei controlli di frontiera
mancata richiesta del permesso entro 8 gg dall'ingresso
annullamento o revoca del permesso
mancata richiesta di rinnovo entro 60 gg (Sent. Cass. 7892/2003: la richiesta tardiva va comunque valutata, e accolta, in presenza dei requisiti, se il ritardo non e' stato strumentale alla maturazione di essi; Ord. Cass. 18480/2011: i 60 gg vanno concessi anche in caso di permesso formalmente non rinnovabile)
rifiuto di rilascio o rinnovo del permesso (verosimilmente, solo in caso di mancato rispetto del termine, non superiore a 15 gg, indicato dal questore, e in caso di richiesta fraudolenta o manifestamente infondata)
mancata dichiarazione di presenza per soggiorni brevi per visite, affari, turismo, studio, ovvero prolungamento illegale del soggiorno oltre il termine di 3 mesi (verosimilmente, dall'ingresso in Area Schengen) o quello piu' breve indicato nel visto di ingresso
mancata comunicazione allo Sportello Unico per dipendenti da appaltatore con sede in altro Stato UE (nota: comunicazione propedeutica alla richiesta di permesso e indipendente dal comportamento dello straniero; verosimilmente, l'espulsione e' adottata solo in mancanza di tale richiesta)
mancata dichiarazione di soggiorno per oltre 60 gg., da parte dello straniero in possesso di un titolo di soggiorno rilasciato da altro Stato Schengen (salvo titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato Schengen o di suoi familiari), o cessazione delle condizioni di soggiorno di breve durata di cui all'art. 5 co. 1, lettere a), c) ed e), del Reg. CE/562/2006 (documento di viaggio valido; risorse adeguate per soggiorno e viaggio; assenza di pericolosita' e di segnalazione per la non ammissione nell'Area Schengen)
violazione del termine per il rimpatrio volontario
elusione degli obblighi previsti da un programma di rimpatrio volontario
violazione di una delle misure limitative della liberta' personale adottate dal questore in caso di concessione del termine per il rimpatrio volontario o in luogo del trattenimento in CIE
violazione, senza giustificato motivo, dell'ordine del questore, in caso di trattenimento impossibile, di lasciare l�Italia entro 7 gg.
violazione del divieto di reingresso
� Pendenza di un provvedimento di espulsione o respingimento adottato da altro Stato membro (possibile anche la previa revoca dell'eventuale permesso)
� Nessun provvedimento e' applicato a carico dell'irregolare intercettato in uscita ai controlli di frontiera esterna (consacrazione dell'overstaying; nota: e se il controllo ha luogo nell'attraversamento di una frontiera Schengen?)
� Concessione (su richiesta; schede informative) di un termine tra 7 e 30 gg (prorogabile in base al caso specifico) per il rimpatrio volontario (salvo che esistano i presupposti per l'accompagnamento coattivo):
imposizione di una o piu' misure limitative (consegna del documento di viaggio, obbligo di dimora, obbligo di firma):
� convalida del giudice di pace
� violazione: multa da 3.000 a 18.000 euro (giudice di pace) ed espulsione coattiva
non luogo a procedere per il reato di soggiorno illegale in caso di avvenuto rimpatrio (nota: se la sentenza arriva prima del rimpatrio, rischio di espulsione coattiva)
� Espulsione coattiva in caso di
mancata richiesta del termine per il rimpatrio volontario
rigetto di richiesta di permesso fraudolenta o manifestamente infondata
espulsione per pericolosita' (ordine pubblico, sicurezza dello Stato, terrorismo, prevenzione)
espulsione adottata dal giudice (inclusa quella per violazione dell'ordine del questore; nota: a rigore, anche quella per soggiorno illegale)
rischio di fuga:
� assenza di documento di viaggio valido
� incapacita' di dimostrazione di disponibilita' di alloggio (e di risorse da fonti lecite?)
� dichiarazione di false generalita'
� violazione del termine per il rimpatrio volontario o del divieto di reingresso o dell'ordine del questore o delle misure limitative
elusione del programma di rimpatrio assistito
� L'espulsione di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, e' effettuata con modalita' adatte al caso particolare
� Ai fini dell'espulsione per soggiorno illegale di titolare di diritto al ricongiungimento o di familiare ricongiunto (e, verosimilmente, di familiare nato o acquisito in Italia) si tiene conto di vincoli familiari, durata del soggiorno pregresso e legami socio-familiari con il paese d'origine
Convalida dell'accompagnamento immediato; sospensione
� Convalida da parte del giudice di pace entro 48 ore per l'accompagnamento immediato; nelle more, sospensione dell'esecuzione
� Diritto dello straniero ad essere assistito dal difensore di fiducia o, in mancanza, d'ufficio, e ad essere ammesso al gratuito patrocinio
� Diritto ad essere assistito da interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)
Trattenimento in CIE
� Trattenimento nel CIE
- quando e' impossibile eseguire immediatamente l'espulsione con accompagnamento alla frontiera o il respingimento, a causa di impedimenti, inclusi
� necessita' di soccorrere lo straniero
� necessita' di accertamenti su identita' o nazionalita'
� necessita' di acquisire documenti per il viaggio
� mancanza di vettore
� rischio di fuga (nota: improprio includerlo tra gli impedimenti)
- in attesa della convalida dell'accompagnamento (se e' impossibile il trattenimento in questura)
possibile alternativa (salvo pericolosita' o mancanza di documento di viaggio valido; nota: dovrebbe essere escluso anche il caso in cui vi sia rischio di fuga): misura limitativa (procedura e sanzioni come nel caso di misure imposte in corrispondenza alla concessione del termine per il rimpatrio volontario)
- prorogabile per altri 30 gg in caso di gravi difficolta' nell'accertamento di identita' o nazionalita' o nell'acquisizione dei documenti di viaggio
- possibili due proroghe ulteriori di 60 gg ciascuna, se permangono le condizioni che lo hanno reso necessario
- possibili ulteriori proroghe, di non piu' di 60 gg ciascuna, per un massimo di ulteriori 12 mesi, in caso di perdurante impossibilita' di allontanamento, nonostante sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo, a causa della mancata cooperazione al rimpatrio da parte dello straniero o di ritardi nell'ottenimento della necessaria documentazione dai Paesi terzi
- in caso di allontanamento indebito: ripristino della misura, senza azzeramento del computo del tempo
convalida del giudice di pace entro 48 ore (verifica dei requisiti per i provvedimenti di espulsione e di trattenimento)
consentiti visite di
� familiari conviventi
� difensore
� ministri di culto
� personale della rappresentanza diplomatica o consolare
� persone regolarmente soggiornanti (Carta dei diritti), previa autorizzazione da parte del prefetto
� rappresentante ACNUR (Carta dei diritti)
� associazioni convenzionate (Carta dei diritti)
consentito (da Direttiva Mininterno 24/4/2007; Direttiva 13/12/2011: salvo motivi di ordine pubblico o, in caso di lavori di ristrutturazione, motivi di sicurezza) accesso di
� rappresentanti di organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali
� Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di Giunta e Consiglio regionale (previsione soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, ma ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011)
� giornalisti e fotocineoperatori (previsione soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, ma ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011)
tutela dello straniero trattenuto:
� diritti garantiti:
- piena informazione relativa ai diritti su trattenimento, convalida e ricorso contro il provvedimento di espulsione o di respingimento
- comunicazione all'autorita� consolare del Paese di appartenenza (salvi i casi di rinuncia esplicita) e segnalazione del trattenimento, su richiesta, a familiari o conoscenti
- tutela della salute psico-fisica
- liberta' di colloquio riservato anche con visitatori provenienti dall'esterno e con membri degli organismi ammessi al CIE (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)
- liberta' di corrispondenza riservata anche telefonica
- possibilita' di esprimersi nella propria lingua o in altra a lui nota e di avvalersi di servizi di interpretariato (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)
- tutela dell'unita' familiare: il nucleo familiare sottoposto a trattenimento deve essere ospitato nello stesso CIE e con godimento di spazi propri; in mancanza, si procede a trasferimento ad altro CIE adeguato
- diritti del minore: il minore puo' essere trattenuto solo a tutela del suo diritto all�unita' familiare, su richiesta di un genitore o su decisione del Tribunale per i minorenni; negli altri casi il minore e' affidato a struttura protetta indicata dal Tribunale per i minorenni
- liberta' di culto, assistenza religiosa e rispetto delle specifiche esigenze relative al culto stesso, nei limiti imposti dalle esigenze della vita collettiva
- rispetto delle caratteristiche personali, di razza o di abitudini di vita la cui compressione puo' determinare una lesione dell'identita'
- tutela dal rischio di pregiudizio derivante dall'identita' sessuale
- recupero degli effetti e dei risparmi personali
� se gli organismi ammessi al CIE non sono in grado di garantire tutte le forme di assistenza previste, il prefetto ne affida l'attuazione al gestore, che puo' avvalersi di operatori professionali qualificati
� deve essere assicurata, se possibile, la presenza quotidiana, nel centro, di operatori esterni
trattenimento impossibile o non prorogabile (anche a seguito di provvedimento di respingimento):
� ordine del questore di lasciare l'Italia entro 7 gg; giurisprudenza: provvedimento legittimo se l'impossibilita' e' motivata e se le cause che hanno impedito l'allontanamento non costituiscono impedimento per lo straniero
� il questore puo' consegnare allo straniero documentazione utile a raggiungere la rappresentanza consolare e il biglietto di viaggio
� Possibile l'attivazione di programmi di rimpatrio assistito da parte del Mininterno, anche in collaborazione con organizzazioni internazionali e intergovernative, enti locali, associazioni
� Esclusa l'ammissione di stranieri
che ne abbiano gia' fruito
espulsi per pericolosita' (ordine pubblico, sicurezza dello Stato, terrorismo, prevenzione)
espulsi a seguito di sentenza
che abbiano violato il termine per il rimpatrio volontario o il divieto di reingresso o l'ordine del questore o una misura limitativa
� Nota: puo' essere ammesso lo straniero espulso coattivamente per rischio di fuga, ma non e' chiaro in quale contesto possa chiederlo
� Condizione necessaria per l'ammissione: avvenuta identificazione dello straniero (nota: incentiva la collaborazione)
� In caso di ammissione, sospesi il provvedimento di respingimento o espulsione (anche per motivi di prevenzione?), l'ordine del questore e le misure limitative (non il trattenimento in CIE)
� Ammissione al programma di rimpatrio assistito in base alle seguenti priorita' (Decr. Mininterno 27/10/2011):
vittime di tratta, soggetti affetti da gravi patologie, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale o umanitaria
stranieri che non soddisfino piu' le condizioni per il rinnovo del permesso
stranieri trattenuti nei CIE, destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento; nota: dimenticata la categoria degli espulsi coattivamente, immediatamente allontanabili
stranieri cui sia stato concesso un termine per il rimpatrio
� Il programma puo' prevedere la corresponsione di un contributo economico e/o la cooperazione con il paese di destinazione a sostegno dell'inserimento dello straniero (Decr. Mininterno 27/10/2011)
� In caso di rimpatrio effettuato, interrotto il procedimento per reato di soggiorno illegale
� Espulsione coattiva in caso di sottrazione al rimpatrio assistito
Tutela giurisdizionale rispetto all'espulsione
� Ricorso
TAR per
� ordine pubblico o sicurezza dello Stato
� sospetto coinvolgimento o agevolazione attivita' terroristiche (non ammessa la sospensione cautelare)
giudice ordinario per
� misura di sicurezza (possibile anche la revoca da parte del magistrato o del Tribunale di sorveglianza)
� sostitutiva della pena
Tribunale di sorveglianza per alternativa alla pena (opposizione)
giudice di pace del luogo dove ha sede l'autorita' che ha adottato il provvedimento, negli altri casi; ricorso inammissibile se proposto oltre 30 gg dalla notificazione del provvedimento (60 gg. se presentato dall'estero); decisione inappellabile entro 20 gg. (possibile ricorso per cassazione); si applica il rito sommario di cognizione; competenza del tribunale in composizione monocratica, se risulta pendente un giudizio in materia di diritto all'unita' familiare o un giudizio di cui all'art. 31, co. 3, T.U. (L. 271/2004; sopravvive a D. Lgs. 150/2011?)
� Difensore di fiducia o, in mancanza, difensore d'ufficio per ricorso e convalide
� Assistenza interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)
� Accesso al gratuito patrocinio per ricorso e convalide; necessaria la certificazione di reddito < 10.628,16 euro; in caso di impossibilita', consentita l'autocertificazione (solo per straniero regolare? Se si', accesso possibile, di fatto, solo per ricorso)
Divieto di reingresso; violazione
� Divieto di reingresso:
da 3 a 5 anni (o piu', in caso di pericolosita'), salvo autorizzazione del Ministro dell'interno
al termine, lo straniero deve documentare l'effettivo rispetto del divieto
possibilita' di revoca in caso di rimpatrio volontario eseguito nei termini
nessun divieto per l'espulso per soggiorno illegale per il quale sia rilasciato il nulla-osta al ricongiungimento
� Reato di reingresso non autorizzato dell'espulso: reclusione 1-4 anni; reiterazione: reclusione 1–5 anni
Reato di mancato ottemperamento dell'ordine del questore
� Mancato ottemperamento:
multa da 10.000 a 20.000 euro (da 15.000 a 30.000 per recidiva) sostituibile con espulsione coattiva solo se immediatamente eseguibile
ai fini della condanna, si tiene conto della consegna di documentazione e biglietto
competenza: giudice di pace
adozione di un nuovo provvedimento di espulsione coattiva e, se necessario, di trattenimento in CIE
allontanamento non intralciato dal procedimento; in caso di allontanamento eseguito, non luogo a procedere per il reato di mancato ottemperamento
possibile iterazione senza limiti (nota: permane il sospetto di violazione della Direttiva 2008/115/CE)
Carente recepimento della Direttiva 2008/115/CE
� Elementi di residuo contrasto con la Direttiva 2008/115/CE:
lo straniero irregolarmente soggiornante titolare di un permesso valido (o di altra analoga autorizzazione) in altro Stato membro dovrebbe avere la possibilita' di recarsi immediatamente in tale Stato (verosimilmente, immediatamente dopo che il suo soggiorno irregolare e' stato rilevato) prima che si proceda all'allontanamento, salvo che si tratti di straniero pericoloso (art. 6, co. 2)
per il divieto di reingresso non dovrebbe essere prevista una durata minima, (eventuale divieto commisurato alle esigenze proprie del caso particolare)
assenza di deroghe al divieto di reingresso per chi sia stato autorizzato a soggiornare in quanto vittima di tratta (art. 11, co. 3)
mancata previsione della possibilita' di sospensione del provvedimento di espulsione da parte del giudice competente per il ricorso (art. 13, co. 2)
mancata previsione di misure per garantire il diritto allo studio per i minori, nelle more dell'allontanamento dei genitori (art. 14, co. 1, lettera c); il rispetto dei diritti dei minori e' previsto solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000
mancata previsione di un riesame periodico della legittimita' del trattenimento, ne' su richiesta dell'interessato, ne' d'ufficio (art. 15, co. 3)
mancata previsione della cessazione del trattenimento quando non vi siano piu' prospettive di eseguire l'allontanamento o siano venuti meno i presupposti, quali, ad esempio, gli ostacoli frapposti dallo straniero (art. 15, co. 4)
mancata previsione di misure per la tutela delle persone vulnerabili trattenute (art. 16, co. 3)
mancata previsione di accesso ai centri di trattenimento di rappresentanti di organismi (art. 16, co. 4), attualmente disciplinato solo da Direttive del Ministro dell'interno; il DPR 394/1999 prevede la possibilita' di accesso per enti e associazioni solo nell'ambito di progetti autorizzati o di affidamento di servizi
mancata previsione del diritto dello straniero di essere informato riguardo ai propri diritti (art. 16, co. 4), attualmente sancito solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000
mancata previsione del fatto che il trattenimento di una famiglia sia subordinato all'assenza soluzioni alternative (art. 17, co. 1)
mancata previsione del rispetto dei diritti dei minori (art. 17, co. 3), attualmente previsto solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000
� Divieto di espulsione
o rischio, anche a seguito di rinvio indiretto, di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali
salvo ordine pubblico o sicurezza dello Stato
� minori
� gravide e puerpere (che provvedono al figlio < 6 mesi), e marito convivente (Sent. Corte Cost. 376/2000)
� coniuge e familiari di italiani < II grado conviventi (revoca dell'espulsione in seguito a successivo matrimonio; ulteriore rispetto al diritto di soggiorno; Cass. 19464/2011: anche familiari di minore italiano)
� permesso CE slp (espulsione possibile solo per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato)
necessita' di cure urgenti o essenziali (Sent. Corte Cost. 252/2001)
V. Asilo
1. Destinatari della protezione
Definizione dello status
� Protezione internazionale:
status di rifugiato per chi, trovandosi fuori dallo Stato di cui e' cittadino, abbia un fondato timore di persecuzione (atti che di per se' costituiscano una violazione grave di diritti umani fondamentali o che ne producano l'effetto come somma di diverse misure) per razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un gruppo sociale o opinioni politiche, e per tale timore non voglia chiedere la protezione di tale Stato, ovvero l'apolide che trovandosi fuori dallo Stato di domicilio non voglia tornarvi per detto timore
protezione sussidiaria per straniero o apolide che, in caso di ritorno nel paese di appartenenza o, rispettivamente, di dimora abituale, corra un rischio effettivo di subire un danno grave: condanna a morte, tortura o trattamento inumano o degradante, minaccia alla vita di un civile in situazioni di conflitto armato interno o internazionale
Agente statale e non statale
� Ai fini della protezione internazionale, rilevanti le persecuzioni o i danni gravi che ricadono sotto la responsabilita' dello Stato o dei partiti o organizzazioni che controllano lo Stato o una parte consistente del suo territorio, ovvero da agenti non statali, se ne' i soggetti precedenti ne' le organizzazioni internazionali possono o vogliono fornire sufficiente protezione contro persecuzioni o danni gravi
Cause di esclusione, cessazione, diniego e revoca per lo status di rifugiato
� Esclusione dallo status di rifugiato per
o responsabilita' in crimini contro la pace o l'umanita', crimini di guerra
o condanne all'estero per reati gravi (pena prevista in Italia: minimo > 4 anni o massimo > 10 anni)
o atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite
� Diniego dello status di rifugiato per
mancanza dei presupposti
esistenza di una causa di esclusione
pericolo per ordine pubblico o sicurezza pubblica (a seguito di condanna per delitto di cui all'art. 407, co. 2, lettera a, c.p.p.)
pericolo sicurezza dello Stato
� Cessazione dello status di rifugiato per
o ricorso alla protezione del paese nel quale vi era rischio di persecuzione
o acquisizione della cittadinanza di un paese che fornisca protezione
o cessazione del rischio di persecuzione
� Revoca dello status di rifugiato
esistenza di una delle clausole di diniego (nota: include il caso di erronea valutazione dell'esistenza dei presupposti; unica differenza sostanziale rispetto ai provvedimenti negativi relativi a protezione sussidiaria)
riconoscimento determinato da comportamento fraudolento del richiedente
Cause di esclusione, cessazione, diniego e revoca per la protezione sussidiaria
� Esclusione dalla protezione sussidiaria per
o pericolo per ordine pubblico, sicurezza pubblica o sicurezza dello Stato
� Diniego della protezione sussidiaria per
esistenza di una causa di cessazione (rientra nella mancanza dei presupposti)
� Cessazione della protezione sussidiaria per cessazione del rischio di subire un danno grave; cessazione non dichiarata in presenza di gravi motivi umanitari che impediscano il rimpatrio
� Revoca della protezione sussidiaria in presenza di una delle clausole di esclusione o in caso di riconoscimento determinato da comportamento fraudolento del richiedente
Tutela dal respingimento
� Deroga alle disposizioni sul respingimento quando si applichino quelle su protezione temporanea o asilo: non contano i requisiti di disponibilita' di mezzi, ne' i divieti di ingresso; non si respinge lo straniero privo di requisiti (inclusa assenza di condanne e di pericolosita'); non si applicano oneri al vettore
� Nota: il vettore non sa se verra' presentata domanda d'asilo => nega comunque l'imbarco allo straniero che fugge senza requisiti per l'ingresso => necessario il ricorso ai trafficanti
Presentazione della domanda; verbalizzazione
� La domanda e' presentata alla polizia di frontiera o alla questura
� La domanda non puo' essere respinta o esclusa dall'esame per il solo fatto di non essere stata presentata tempestivamente
� La domanda e' verbalizzata comunque in questura; il verbale e' approvato e sottoscritto dal richiedente, cui viene rilasciata copia del verbale e della documentazione allegata
Trattenimento in CIE e ospitalita' obbligatoria in CARA
� Trattenimento in CIE per il richiedente condannato per reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione o che sia destinatario di espulsione o respingimento (D. Lgs. 159/2008)
� Ospitalita' obbligatoria in CARA (con uscita nelle ore diurne) per il richiedente
per il quale debbano essere accertate identita' o nazionalita' (< 20 gg)
che abbia presentato domanda dopo essere stato intercettato in condizioni di ingresso o soggiorno illegale (< 35 gg)
� Allontanamento ingiustificato del richiedente ospitato obbligatoriamente in CARA: decisione sulla domanda sulla base degli elementi in possesso della Commissione
� Nota: prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 159/2008, era previsto che il richiedente gia' destinatario di un provvedimento di espulsione per soggiorno illegale fosse ospitato comunque in CARA; era quindi possibile l'iterazione illimitata del seguente meccanismo elusivo: intercettazione di straniero irregolare => richiesta di asilo => ospitalita' in CARA => abbandono del CARA => rigetto dell'istanza => presentazione di nuova richiesta (inammissibile, ma non irricevibile) in caso di nuova intercettazione => nuova ospitalita' in CARA, etc.
Attestato e permesso per richiesta asilo
� Attestato nominativo al richiedente trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA; permesso per richiesta asilo, di 3 mesi rinnovabile, negli altri casi (non richiesti passaporto e mezzi per rimpatrio; possibile limitazione della circolazione)
Applicazione del Regolamento Dublino II
� L'Italia puo' dichiararsi competente per l'esame della domanda in caso di trattenimento in CIE o di ospitalita' obbligatoria in CARA a seguito di presentazione della domanda successiva all'intercettazione in condizioni di ingresso o soggiorno illegali; negli altri casi, la questura avvia le procedure per la determinazione dello Stato competente in base al Regolamento Dublino II
� Determinazione dello Stato competente, in base all'applicazione successiva dei seguenti criteri:
se il richiedente e minore non accompagnato, competente lo Stato membro nel quale si trovi un familiare; in mancanza, lo Stato in cui e' stata presentata la domanda
se un familiare e' stato riconosciuto rifugiato in uno Stato membro, questo e' competente (se gli interessati lo desiderano)
se un familiare e' in attesa della prima decisione di merito su una domanda di asilo in uno Stato membro, questo e' competente (se gli interessati lo desiderano)
se il richiedente ha un titolo di soggiorno valido e' competente lo Stato membro che l'ha rilasciato
se il richiedente ha un visto valido e' competente lo Stato membro che l'ha rilasciato
se il richiedente ha piu' titoli di soggiorno o piu' visti, e' competente lo Stato membro che ha rilasciato il titolo di soggiorno o, in subordine, il visto con validita' piu' lunga o, in subordine, con scadenza piu' lontana; se i titoli sono scaduti da oltre 2 anni e i visti da oltre 6 mesi, e' competente lo Stato membro nel quale e' stata presentata la domanda
se il richiedente e' entrato illegalmente e' competente, per 12 mesi, lo Stato membro la cui frontiera esterna e' stata attraversata illegalmente
se il richiedente ha trascorso piu' di 5 mesi illegalmente in uno o piu' Stati membro, e' competente lo Stato membro nel quale cio' si e' verificato piu' recentemente
se il richiedente ha fatto ingresso in uno Stato membro nel quale e' esonerato dal visto, questo e' competente, a meno che sia esonerato anche nello Stato in cui e' stata presentata la domanda, nel qual caso la competenza e' di quest'ultimo
se la domanda e' presentata nella zona di transito di un aeroporto di uno Stato membro, tale Stato e' competente
se nessun criterio e' applicabile, e' competente lo Stato di presentazione della prima domanda
in caso di procedimenti per la determinazione dello Stato competente contemporanei per diversi membri di una famiglia, e' competente per tutte le domande lo Stato al quale ne toccherebbe il maggior numero o, in subordine, quello competente in relazione al familiare piu' anziano
� Sent. CGUE C-411/10: se lo Stato determinato in base a questi criteri non risulta uno Stato sicuro (anche per carenze del suo sistema di asilo), si procede nella ricerca e, in mancanza di uno Stato formalmente competente sicuro, lo Stato in cui e' stata presentata la domanda e' tenuto ad assumere la responsabilita' dell'esame
Commissioni territoriali e Commissione nazionale
� Commissioni territoriali: Gorizia (con sezione a Verona), Milano, Torino (con sezione a Bologna), Roma (con sezione a Firenze), Caserta, Foggia, Bari, Crotone, Trapani, Siracusa (con sezione a Mineo); competenza per l'esame delle domande presentate nella circoscrizione o da richiedenti trattenuti in CIE o ospitati in CARA nella circoscrizione): composte da
o un funzionario di carriera prefettizia, con funzioni di presidente
o un funzionario della polizia di Stato
o un rappresentante dell'ente territoriale
o un rappresentante dell'ACNUR
o un funzionario del MAE (su richiesta del Presidente della Commissione nazionale)
� Commissione nazionale per il diritto d'asilo, competente in materia di revoca e cessazione dello status di protezione internazionale, con compiti di indirizzo, formazione e aggiornamento delle Commissioni territoriali; presieduta da un prefetto e composta da
o un dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
o un funzionario della carriera diplomatica
o un funzionario di carriera prefettizia in servizio presso il Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Mininterno
o un dirigente del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mininterno
� Alle riunioni della Commissione nazionale partecipa un rappresentante del delegato ACNUR, con funzioni consultive
� Garantiti al richiedente: contatti con l'ACNUR, assistenza di un interprete, assistenza di un avvocato (a spese del richiedente in sede di esame della Commissione; accesso al gratuito patrocinio, in sede di ricorso)
� Domanda inammissibile (ma non irricevibile; decisione presa dalla Commissione)
se il richiedente e' gia' riconosciuto rifugiato in altro Stato firmatario della Convenzione di Ginevra e ancora disposto ad accordare protezione
se la domanda e' reiterata senza fatti nuovi
� Colloquio con la Commissione:
o entro 7 gg. dal ricevimento della documentazione in caso di trattenimento in CIE, 30 gg. negli altri casi
o in seduta non pubblica, con garanzia di riservatezza
o rinviabile per motivi di salute o altri gravi motivi (in caso di mancata presentazione e mancata richiesta di rinvio, la Commissione decide comunque sulla base degli elementi in suo possesso)
o possibile chiedere la presenza di un solo membro della Commissione e, per esigenze particolari del richiedente, l'ammissione di personale di sostegno
o redatto verbale, sottoscritto dal richiedente (il rifiuto di sottoscrizione non preclude la decisione della Commissione) e a lui consegnato in copia
Decisione della Commissione territoriale
� Decisione (entro 2 gg dal colloquio per trattenuti in CIE, 3 gg per gli altri):
o riconoscimento di status di rifugiato o protezione sussidiaria
o rigetto per (nota: due definizioni diverse dei motivi di diniego tra D. Lgs. 251/2007 e D. Lgs. 25/2008)
� mancanza presupposti
� sussistenza clausola di cessazione o di esclusione
� provenienza da paese di origine sicuro senza che il richiedente abbia addotto gravi motivi per non ritenere sicuro quel paese nel suo caso specifico
� manifesta infondatezza (palese insussistenza dei presupposti o presentazione strumentale della domanda per evitare o ritardare allontanamento)
� In caso di rigetto, se sussistono gravi motivi umanitari, trasmissione degli atti al questore per eventuale rilascio di permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6 T.U. (il questore valuta solo l'esistenza degli altri presupposti per il rilascio); Sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso per motivi umanitari corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo
� Nel 2007 (prima dell'istituzione della protezione sussidiaria)
o domande presentate: 14.055
o domande esaminate: 13.509
o riconoscimento dello status di rifugiato: circa 10%
o diniego dello status, con protezione umanitaria: circa 47%
o dinego dello status, senza protezione: circa 36%
o altro esito (rinunce; casi Dublino; irreperibili): circa 6%
� Nel 2008
domande presentate: 30.145
domande esaminate: 21.150
riconoscimento dello status di rifugiato: circa 9%
diniego dello status, con protezione sussidiaria: circa 30%
diniego dello status, con protezione umanitaria: circa 10%
diniego senza protezione o altro esito: circa 50%
� Nel 2009
domande presentate: 17.469
domande esaminate: 22.663
diniego dello status, con protezione sussidiaria: circa 21%
diniego dello status, con protezione umanitaria: circa 9%
diniego senza protezione o altro esito: circa 60%
� Nel 2010 (dati provvisori)
domande presentate: 8.200
domande esaminate: 11.325
riconoscimento dello status di rifugiato: circa 14%
diniego dello status, con protezione sussidiaria: circa 13%
diniego senza protezione o altro esito: circa 63%
Conseguenze della decisione negativa
� In caso di rigetto o di ritiro o di inammissibilita' della domanda, salvo il caso di rilascio di altro permesso e trascorso il termine per l'eventuale impugnazione, si procede
o ad allontanamento con accompagnamento alla frontiera, se il richiedente e' trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA
o ad eventuali concessione di un termine per il rimpatrio volontario (o, in mancanza delle condizioni, ad accompagnamento immediato alla frontiera) ed ammissione ad un programma di rimpatrio assistito, se al richiedente e' stato rilasciato un permesso per richiesta asilo
Nota: non e' chiaro se si tratti di provvedimenti di espulsione, potenzialmente gravati da divieto di reingresso
Ricorso contro la decisione di I grado
� Si applica il rito sommario di cognizione
� Il ricorso e' presentato al tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte d'appello in cui ha sede
la Commissione territoriale che ha adottato il provvedimento impugnato o quello di riconoscimento della protezione di cui la Commissione nazionale ha poi dichiarato la revoca o la cessazione impugnate
il centro ove il ricorrente e' accolto o trattenuto, nei casi di accoglienza obbligatoria o trattenimento in CIE
� Il ricorso e' ammissibile solo se presentato entro 30 gg dalla notificazione del provvedimento (60 gg, in caso di presentazione del ricorso dall'estero); termini dimezzati se il richiedente e' stato trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in un CARA; nota: dubbia la legittimita' di un termine per il ricorso in materia di diritti soggettivi
� Il ricorso sospende l'allontanamento, salvo che nei casi seguenti:
o la decisione e' stata assunta sulla base della sola documentazione presentata, essendosi il richiedente allontanato ingiustificatamente dal CARA
o il richiedente e' ospitato obbligatoriamente in CARA avendo presentato la domanda dopo essere stato intercettato in fase di ingresso illegale o in condizioni di soggiorno illegale
o il richiedente e' trattenuto in CIE
o la domanda e' stata giudicata inammissibile
o la domanda e' stata rigettata per manifesta infondatezza
� In mancanza di effetto sospensivo automatico, il richiedente puo' chiedere la sospensione del provvedimento al giudice competente per il ricorso; in caso di accoglimento dell'istanza, al richiedente e' rilasciato un permesso per richiesta asilo e se ne dispone l'accoglienza in un centro di accoglienza per richiedenti asilo
� Il ricorso e' trattato in ogni grado in via d'urgenza
Condizioni per l'accesso alle misure di accoglienza
� Il titolare di permesso per richiesta asilo privo di mezzi sufficienti per se' e per i familiari (come per turismo, per 6 mesi: 5.227 euro, per una persona; 3.186 euro a persona, in caso di nucleo familiare) accede con i familiari alle misure di accoglienza (D. Lgs. 140/2005)
� Accesso garantito a condizione che il richiedente abbia presentato la domanda di asilo entro 8 gg. dall'ingresso (dal verificarsi dei motivi di persecuzione, in caso di richiedente gia' soggiornante legalmente nel territorio nazionale)
� Giurisprudenza: le disposizioni sull'assistenza si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente
� In caso di indisponibilita' di posti, contributo assistenziale (attualmente: 27,89 euro al giorno a persona) per il tempo necessario (ma comunque < 35 gg) ad acquisire la disponibilita' presso un centro di accoglienza
Strutture di accoglienza: dimensioni; diritti; accesso a istruzione e formazione professionale
� Predisposti servizi di accoglienza territoriali per richiedenti asilo; per il 2008, 2.541 posti da parte dello SPRAR e 1.847 da parte degli enti locali, con 8.412 beneficiari; per il 2009, 3.694 posti da parte dello SPRAR, con 7.845 beneficiari; per il 2010, 3.000 posti da parte dello SPRAR, di cui 501 per le categorie vulnerabili, e 146 per le categorie vulnerabili finanziati dall'8 per mille, con 6.975 bemeficiari
� Le strutture di accoglienza garantiscono, nei limiti del possibile, la tutela della vita familiare e della sua integrita' e il rispetto delle esigenze delle persone vulnerabili
� Nei centri di accoglienza sono ammessi gli avvocati e i rappresentanti dell'ACNUR e delle associazioni o degli enti di tutela autorizzati
� I minori richiedenti asilo o figli di richiedenti asilo sono soggetti all'obbligo scolastico
� I richiedenti asilo inseriti nei servizi di accoglienza possono frequentare i corsi di formazione professionale eventualmente previsti dal programma dell'ente locale dedicato all'accoglienza del richiedente asilo
Rinnovo del permesso per richiesta asilo; accesso al lavoro
� Se la decisione sulla domanda di asilo non e' adottata entro 6 mesi dalla presentazione della domanda il permesso per richiesta asilo e' rinnovato per la durata di 6 mesi
� Salvo il caso di ritardo addebitabile al richiedente (documenti falsi, reticenza su identita' e nazionalita', mancata presentazione all'audizione senza valida giustificazione), il permesso rinnovato consente di svolgere attivita' lavorativa fino alla conclusione della procedura; il permesso non puo' essere convertito in permesso per lavoro
� Il richiedente asilo che svolge attivita' lavorativa puo' continuare ad usufruire dell'accoglienza a condizione di contribuire alle spese
� Giurisprudenza: le disposizioni sull'accesso al lavoro si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente
Richiedente che abbia presentato ricorso: accesso al lavoro, alla formazione e all'accoglienza
� In caso di ricorso contro la decisione della Commissione territoriale o contro la sentenza del tribunale, si applicano le disposizioni su accesso al lavoro (trascorsi 6 mesi dalla presentazione della domanda originale) e alla formazione professionale
� L'accoglienza del ricorrente e' consentita solo
per i 6 mesi dalla presentazione della domanda in cui non gli e' consentito il lavoro (nota: dovrebbe essere consentita anche per piu' tempo, a condizione di partecipazione alla spesa; inoltre, il richiedente passera' di improvviso da una condizione in cui e' privo di denaro ma ha vitto e alloggio garantiti a una in cui non ha piu' vitto e alloggio e non dispone ancora di denaro)
nel caso in cui le condizioni fisiche non gli consentano il lavoro
Tutela rispetto all'espulsione
� Il titolare dello status di protezione internazionale e' espulso solo quando rappresenti un pericolo
o per la sicurezza dello Stato
o per l'ordine e la sicurezza pubblica, essendo stato condannato con sentenza definitiva per un reato per il quale e' prevista la pena della reclusione > 4 anni nel minimo o > 10 anni nel massimo
� Nota: si tratta di motivi di revoca dello status; interpretazione: l'espulsione e' adottabile anche prima che sia stata adottata la revoca
� Ricongiungimento familiare con il rifugiato senza vincolo di dimostrazione dei requisiti di reddito e alloggio
� Rilassamento, per il ricongiungimento con destinatario di protezione internazionale, delle disposizioni che prevedono la produzione di certificati attestanti l'esistenza di vincoli familiari (sostituibili e non strettamente indispensabili)
� Consentito l'ingresso per ricongiungimento degli ascendenti diretti di primo grado del rifugiato minore non accompagnato
� Il titolare di protezione sussidiaria ha diritto al ricongiungimento familiare come gli altri stranieri; la soglia di reddito non eccede, pero', 2 x assegno sociale, anche se il numero di familiari ricongiunti e' > 2
� Possibile coesione familiare con il rifugiato per il familiare (per il quale si potrebbe chiedere il ricongiungimento) presente in Italia, anche illegalmente (art. 30, co. 1, lettera c, T.U.)
� Ai familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, gia' presenti in Italia al momento della richiesta di asilo) del titolare dello status di protezione sussidiaria presenti sul territorio nazionale che individualmente non hanno diritto a tale status e' rilasciato un permesso per motivi familiari
� I familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, gia' presenti in Italia al momento della richiesta di asilo; in pratica, verosimilmente, anche gli altri ricongiungibili) del titolare dello status di protezione internazionale che non hanno individualmente diritto allo status godono degli stessi diritti riconosciuti al titolare dello status (verosimilmente, non in modo autonomo)
� Al titolare dello status di rifugiato e' rilasciato un permesso di soggiorno per asilo della durata di 5 anni, rinnovabile (e verosimilmente convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti)
� Al destinatario di protezione sussidiaria e' rilasciato un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria della durata di 3 anni, rinnovabile previa verifica (da parte di chi?) della permanenza delle condizioni che hanno consentito il riconoscimento dello status, utilizzabile per lavoro e studio e convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti
� Accesso al permesso CE slp, dopo 5 anni di soggiorno legale, ma solo dopo conversione del permesso per asilo o per protezione sussidiaria in permesso che consenta il rilascio del permesso CE slp, essendo precluso il rilascio diretto; nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE (da recepire entro il 20/5/2013), che include i titolari di protezione internazionale tra coloro che possono ottenere il permesso CE slp
� Accesso alla cittadinanza per naturalizzazione dopo 5 anni di residenza legale per il rifugiato, dopo 10 anni per il titolare di protezione sussidiaria
Accesso a lavoro, professioni, riconoscimento titoli, assistenza, studio
� Il titolare dello status di protezione internazionale e' equiparato al cittadino italiano in materia di
o lavoro subordinato o autonomo
o iscrizione agli albi professionali
o formazione professionale e tirocinio sul luogo di lavoro (nota: in contrasto con circ. Minlavoro 24/2011, che dichiara non applicabili le restrizioni di cui alla L. 148/2011)
o accesso al riconoscimento di diplomi, certificati ed altri titoli stranieri (di studio o anche professionali?)
o assistenza sociale
o assistenza sanitaria
� Il titolare dello status di rifugiato e' equiparato al cittadino comunitario riguardo all'accesso al pubblico impiego (esclusi esercizio di pubblici poteri, tutela sicurezza nazionale, determinati posti e funzioni di vertice); nota: omessa l'inclusione, imposta dalla Direttiva 2004/83/CE dei destinatari di protezione sussidiaria
� L'accesso ai corsi universitari per il titolare di permesso di soggiorno per asilo, protezione sussidiaria o asilo umanitario (verosimilmente il riferimento e' al permesso per motivi umanitari) e' condizionato al solo possesso del titolo di studio necessario, con dichiarazione di equipollenza se conseguito all'estero (art. 39, co. 5, T.U.)
� Predisposti servizi di accoglienza territoriali per titolari di protezione internazionale; la permanenza assistita e' di durata
o < 6 mesi, prorogabili eccezionalmente per < 6 mesi (9 mesi per nuclei familiari; anche ulteriormente per categorie vulnerabili), per i destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)
o fino a 6 mesi dopo il compimento della maggiore eta', per i minori non accompagnati destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)
Equiparazione del titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione con il titolare di protezione sussidiaria
� Al titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 251/2007 e' rilasciato, al momento del rinnovo del permesso, un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria; al titolare sono comunque riconosciuti da subito gli stessi diritti riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria
� Nota: se il permesso per motivi umanitari era stato rilasciato per ragioni diverse da quelle che consentono di accordare la protezione sussidiaria, l'ulteriore rinnovo per protezione sussidiaria non sara' possibile
5. Altre forme di protezione
Deroghe alle norme restrittive su ingresso e soggiorno
� Divieto di allontanamento (art. 19, co. 1, T.U.; senza considerazione delle clausole di esclusione, di diniego, di cessazione o di revoca della protezione internazionale) verso un paese in cui lo straniero
o possa essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali, condizioni sociali
o rischi di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione
� Deroga alle restrizioni Schengen per rilascio o rinnovo del permesso, per motivi umanitari, obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6, T.U.); sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo
� Permesso per motivi umanitari in caso di impossibilita' di allontanamento (in applicazione di art. 5, co. 6 e art. 19, co. 1, T.U.), previa acquisizione dall'interessato di documentazione relativa ai gravi motivi che impediscono l'allontanamento
Diritto d'asilo costituzionale
� Diritto d'asilo costituzionale (art. 10 Cost.): lo straniero al quale sia effettivamente impedito l'esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione (quelle della I Parte Cost.) ha diritto d'asilo nel territorio dello Stato alle condizioni stabilite dalla legge
� Immediata precettivita' del diritto costituzionale (Sent. Cass. 19/2/1997): categoria dei rifugiati piu' ristretta; L. 39/1990 non applicabile, in mancanza di legge attuativa, alle richieste di asilo costituzionale, ma non incostituzionale perche' non pretende di disciplinare tale diritto
� Conseguenze della sentenza:
o la legge non puo' essere considerata attuativa di art. 10 Cost. se pone restrizioni al diritto ivi sancito
o competenza del giudice ordinario per il riconoscimento del diritto d'asilo (diritto soggettivo perfetto), anche per il ricorso nell'ambito del riconoscimento della protezione internazionale e di quella umanitaria (sent. Cass. 19393/2009); non vi sono termini di prescrizione ne' di decadenza (Trib. Catania, in probabile contrasto con D. Lgs. 25/2008 e D. Lgs. 150/2011)
� Necessaria la richiesta di permesso di soggiorno, al fine di evitare l'espulsione, non essendo sufficiente la proposizione della domanda di asilo costituzionale (Sent. Cass. 8423/2004; in senso contrario, Trib. Catania)
� Possibile protezione temporanea, per motivi umanitari, in caso di conflitti, disastri o altri eventi di particolare gravita'
� Disposizioni adottate con DPCM, anche in deroga alle altre disposizioni di legge
� Adottata
nel 1999 per dare protezione ai profughi in fuga dal conflitto in Kossovo
nel 2011 (DPCM 5/4/2011) per dare condizioni di regolarita' alle persone sbarcate dal Nord Africa dall'1/1/2011 al 5/4/2011:
� permesso per motivi umanitari della durata di 6 mesi (automaticamente rinnovato per altri 6 mesi)
� titolo di viaggio a chi ne e' sprovvisto (necessario per la libera circolazione di breve periodo in Area Schengen), rinnovato, su richiesta, per l'ulteriore periodo di 6 mesi autorizzato
� esclusione in caso di pericolosita' sociale
� necessaria la rinuncia all'eventuale richiesta di protezione internazionale; possibile invece la richiesta di protezione internazionale successiva al rilascio del permesso per motivi umanitari
� facolta' di svolgimento di attivita' di lavoro subordinato o autonomo (verosimilmente, con possibilita' di conversione in permesso per lavoro)
� accoglienza
� iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione temporanea
� rimpatrio assistito (biglietto aereo e 200 euro), su richiesta, per i destinatari della protezione (entro un limite di 600 persone)
Protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati
� Adozione del DPCM per la protezione temporanea in caso di accertamento, da parte del Consiglio europeo, di afflusso massiccio di sfollati, ai sensi della Direttiva 2001/55/CE (D. Lgs. 85/2003): protezione accordata, nei limiti della disponibilita' dichiarata dal Governo italiano ai sensi della Direttiva, per un anno, prorogabile per un secondo anno in base a decisione del Consiglio europeo
� Nei casi in cui la decisione sulle domande di asilo presentate da sfollati non sia differita, sulla base del DPCM, al termine del periodo di protezione, lo sfollato richiedente asilo puo' godere del regime di protezione solo se rinuncia alla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato (verosimilmente, "della protezione internazionale") o in caso di esito negativo dell'esame
� Uno sfollato
o puo' essere escluso dal regime di protezione quando lo si possa ritenere responsabile di un crimine contro la pace, o un crimine di guerra o un crimine contro l'umanita', di un reato grave non politico commesso all'estero, di un atto contrario ai principi e alle finalita' delle Nazioni Unite
o e' escluso quando sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche in seguito a patteggiamento, per reati ostativi all'ingresso (esclusi quelli relativi al diritto d'autore e alla vendita di marchi contraffatti)
VI. Comunitari
1. Norme di riferimento e ambito di applicazione
� Stati membri dell'UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria
� Riferimento normativo: D. Lgs. 30/2007 (modificato da D. Lgs. 32/2008, L. 129/2011 e D. Lgs. 150/2011), che recepisce la Direttiva 2004/38/CE; le disposizioni si applicano anche
ai familiari stranieri di cittadini italiani, se piu' favorevoli
ai cittadini di Norvegia, Islanda e Liechtstein (Spazio Economico Europeo), Svizzera e Repubblica di San Marino (circ. Mininterno 18/7/2007), e ai loro familiari
� Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 si applicano ai cittadini comunitari se cosi' previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario (art. 1, co. 2 T.U., modificato da L. 133/2008) o se si tratta di disposizioni piu' favorevoli in materia di familiari (art. 28, co. 2 T.U.)
� Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 in materia di familiari si applicano, se piu' favorevoli, anche a quelli di cittadini italiani (art. 28, co. 2 T.U.)
� Parita' di trattamento degli italiani rispetto ai comunitari residenti o stabiliti nel territorio nazionale: inapplicabili norme o prassi che producano un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani (art. 14 bis, co. 1 e 2 L. 11/2005)
Titolari del diritto di circolazione; nozione di familiare
� Titolari: comunitario e familiare anche straniero (coniuge; discendenti del comunitario o del coniuge di eta' < 21 anni o a carico; ascendenti diretti, del comunitario o del coniuge, a carico)
� Com. Comm. UE COM(2009) 313/4: la nozione di familiari ascendenti e discendenti diretti include le relazioni adottive e di affidamento di minori a un affidatario permanente; in caso di affidamento temporaneo, il diritto di soggiorno dipende dall'intensita' del legame; nota: orientamento non esplicitamente recepito dalla normativa italiana, ma condiviso da Cass. per l'affidato all'italiano ex L. 184/1983
� Direttiva 2004/38/CE: facilitazione di ingresso e soggiorno per altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata da uno Stato membro) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario; nota: recepito in modo inadeguato da D. Lgs. 30/2007
2. Diritto di ingresso e di soggiorno fino a tre mesi
� Requisiti: documento di identita' valido per l'espatrio, per il cittadino comunitario; passaporto valido e visto, se richiesto, per il familiare straniero
� In caso di mancanza di requisiti, non si respinge alla frontiera l'interessato se dimostra entro 24 ore (termine censurato informalmente dalla Commissione UE) il suo status
� Nota: non disciplinata la facilitazione dell'ingresso per altri familiari stranieri
Diritto di soggiorno di durata < 3 mesi
� Requisiti: documento di identita' valido per l'espatrio, per il cittadino comunitario; passaporto valido, per il familiare straniero (L. 129/2011: non richiesto il visto)
� Nota: non disciplinata la facilitazione del soggiorno breve per altri familiari stranieri
Perdita del diritto di soggiorno di durata < 3 mesi
� Il diritto di soggiorno viene meno in caso di onere (effettivamente) eccessivo per l'assistenza pubblica (desunto, in contrasto con Direttiva 2004/38/CE, da disponibilita' di mezzi inferiore a quella prevista per il ricongiungimento degli stranieri) o per pericolosita' per ordine pubblico o sicurezza pubblica
Dichiarazione facoltativa di presenza
� Possibilita' di presentare dichiarazione di presenza all'ingresso (con modalita' da definirsi con DM, a tutt'oggi non adottato); in mancanza, si presume, fino a prova contraria che il soggiorno sia durato piu' di 3 mesi
� Nota: una volta fissato il termine per la presentazione di dichiarazione di presenza (che non potrebbe essere inferiore a quello, di 8 gg, previsto per il turista straniero), impossibile dimostrare che sia scaduto tale termine
3. Diritto di soggiorno oltre i tre mesi
Requisiti per il soggiorno di durata > 3 mesi
� Requisiti: una delle condizioni seguenti
essere lavoratori subordinati o autonomi nel territorio dello Stato
disporre, per se' e per i familiari, di risorse economiche come per ricongiungimento (quantificazione, certamente in contrasto con Direttiva 2004/38/CE per gli studenti, criticata dalla Commissione UE) e di un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi in materia di salute nel territorio nazionale
essere familiari (anche stranieri) di titolare di diritto di soggiorno
� Nota:
la disponibilita' di alloggio non e' condizione necessaria; va pero' tenuta in considerazione (verosimilmente, a vantaggio del cittadino comunitario) nel valutare la disponibilita' di risorse (L. 129/2011)
le risorse possono essere periodiche o nella forma di capitale accumulato; possono anche essere elargite da terzi; in mancanza, va effettuata una valutazione complessiva della situazione personale (L. 129/2011); Com. Comm. UE COM(2009) 313/4: la sufficienza delle risorse deve considerarsi dimostrata se il loro ammontare supera la soglia, ma non vale il viceversa, occorrendo, per negare il diritto di soggiorno, la prova che gli interessati costituiscano effettivamente un onere eccessivo per l'assistenza pubblica
consentita la verifica della legittimita' delle risorse, se necessaria
� Giurisprudenza della CGUE: deve essere considerato lavoratore ogni persona che svolga attivita' reali ed effettive, ad esclusione di attivita' talmente ridotte da porsi come puramente marginali ed accessorie, fornendo, per un certo periodo di tempo, a favore di un'altra e sotto la direzione di quest'ultima, prestazioni in cambio di retribuzione
� CGUE C-127/08: ai fini del diritto di ingresso e di soggiorno del familiare si prescinde dalle sue modalita' di ingresso, dal fatto che abbia previamente soggiornato legalmente in altro Stato membro prima del suo arrivo nello Stato membro ospitante, dalla data e dal luogo in cui si e' costituito il legame familiare
� CGUE C-200/02: il comunitario minorenne in tenera eta', con assicurazione sanitaria e a carico di genitore straniero con risorse sufficienti per evitare oneri eccessivi per l'assistenza pubblica ha diritto di soggiorno di durata indeterminata nello Stato membro ospitante; il genitore, benche' non sia "ascendente a carico", ha anch'egli diritto di soggiornare con il minore (se cosi' non fosse, risulterebbe svuotato di ogni effetto il diritto di soggiorno in capo al minore)
� La qualita' di titolare di diritto di soggiorno puo' essere dimostrata in qualunque modo consentito dalla legge; il possesso del relativo documento non costituisce condizione necessaria per l'esercizio di un diritto (L. 129/2011)
Mantenimento del diritto di soggiorno di durata > 3 mesi
� Il cittadino comunitario e i suoi familiari non possono essere allontanati quando il cittadino sia in fase di disoccupazione iniziale (fino a 6 mesi di iscrizione al Centro per l'impiego o, una volta resa dichiarazione di disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa, finche' non sia stato escluso dalla condizione di disoccupazione)
� Il diritto di soggiorno si mantiene in caso di
disoccupazione sopravvenuta (a condizione di iscrizione al Centro per l'impiego o di dichiarazione di disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa; fino a 1 anno, in caso di disoccupazione sopravvenuta prima di 1 anno di soggiorno o dopo un contratto a termine di durata < 1 anno); nota: disposizione criticata dalla Commissione UE per il mancato riferimento al mantenimento dello status di lavoratore
infortunio o malattia; nota: disposizione criticata dalla Commissione UE per il mancato riferimento al mantenimento dello status di lavoratore
iscrizione a un corso di formazione professionale; la qualita' di lavoratore e' mantenuta se il corso di formazione e' collegato con l'attivita' lavorativa precedentemente svolta
partenza del familiare titolare a titolo principale, in caso di iscrizione scolastica del figlio (CGUE C-480/08: fino alla maggiore eta' del figlio, salvo ulteriore necessita')
morte del familiare titolare a titolo principale, purche' sia soddisfatta una di queste condizioni:
� acquisizione del diritto di soggiorno permanente in conseguenza del decesso del familiare comunitario lavoratore in attivita'
� iscrizione scolastica del figlio
� soggiorno pregresso di almeno un anno, unitamente a svolgimento di attivita' lavorativa o capacita' di mantenimento per se' e per i familiari
divorzio o annullamento del matrimonio, a condizione di svolgimento attivita' lavorativa o capacita' di mantenimento per se' e per i familiari, e di soddisfacimento di certi requisiti relativi al rapporto coniugale (durata, affidamento dei figli o diritto di visita a questi, l'essere parte offesa in procedimenti penali in corso o conclusi con sentenza di condanna)
� In caso di morte o divorzio o annullamento del matrimonio, ove manchino i requisiti per il mantenimento del diritto di soggiorno, il familiare straniero puo' ottenere un permesso per lavoro o studio
Perdita del diritto di soggiorno di durata > 3 mesi
� Il diritto di soggiorno viene meno per il venir meno delle condizioni o per pericolosita' per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o pubblica sicurezza
� La verifica della sussistenza delle condizioni puo' essere effettuata solo in presenza di ragionevoli dubbi sulla loro persistenza (L. 129/2011)
� Il ricorso al sistema di assistenza sociale non costituisce automaticamente causa di allontanamento, ma deve essere valutato caso per caso (L. 129/2011
Obbligo di iscrizione anagrafica (cittadino comunitario) o richiesta di carta di soggiorno (familiare straniero)
� Dopo 3 mesi di soggiorno, il comunitario e' tenuto a chiedere l'iscrizione anagrafica; il familiare straniero, la carta di soggiorno (richiesta in questura o tramite Poste)
� Nota: superamento della soglia dei 3 mesi presunto (in teoria) in mancanza di dichiarazione di presenza (facoltativa e non disciplinata)
Condizioni per l'iscrizione anagrafica; casi particolari
� Iscrizione anagrafica subordinata, oltre che alle normali condizioni, alla dimostrazione del possesso di documento di identita' o passaporto valido e dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno o l'appartenenza ad una delle categorie il cui soggiorno e' facilitato (inclusi, eventualmente, il legame familiare con il titolare di autonomo diritto di soggiorno o l'appartenenza al suo nucleo familiare, le condizioni di vivenza a carico, le condizioni di salute, da certificare con documento rilasciato dall'autorita' del paese d'origine o di provenienza)
� Condizioni facilitate per l'iscrizione anagrafica di comunitari che siano religiosi (assunzione oneri da parte della comunita'), minori non accompagnati (decisione dell'autorita' giudiziaria minorile) o genitori di minore italiano (senza verifica requisiti)
� Iscrizione (di 1 anno) nelle liste della popolazione temporanea per i lavoratori stagionali
� Iscrizione (anche > 1 anno) nelle liste della popolazione temporanea per il comunitario che non intenda trasferire la propria residenza (es.: studente o lavoratore distaccato); ai fini dell'assicurazione sanitaria, sufficiente la tessera TEAM
Carta di soggiorno: condizioni; durata
� Ai fini del rilascio della carta di soggiorno, necessario il possesso di passaporto valido e la presentazione di un documento rilasciato dall'autorita' del paese d'origine o di provenienza che attesti la qualita' di familiare con diritto di soggiorno o l'appartenenza ad una delle categorie il cui soggiorno e' facilitato (inclusi, eventualmente, il legame familiare con il titolare di autonomo diritto di soggiorno o l'appartenenza al suo nucleo familiare, le condizioni di vivenza a carico, le condizioni di salute)
� Durata della carta di soggiorno: 5 anni; decade per assenze > 6 mesi in un anno (limite di 12 mesi consecutivi, se l'assenza e' dovuta a seri motivi; nessun limite se e' dovuta all'assolvimento di obblighi militari; onere dell'interessato documentare la sussistenza di tali motivi)
Altri familiari comunitari o stranieri
� Altri familiari comunitari possono iscriversi in anagrafe a condizione di mantenimento economico da parte del titolare di diritto di soggiorno
� Altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata dallo Stato membro di appartenenza del cittadino comunitario; nota: la Direttiva 2004/38/CE fa riferimento a un qualunque Stato membro) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario possono essere ammessi a soggiornare in Italia per residenza elettiva (nota: di fatto, non sono previste facilitazioni); e' rilasciata loro la carta di soggiorno (L. 129/2011)
� Nota: il D. Lgs. 30/2007 ha abrogato l'art. 30, co. 4, T.U., che disponeva il rilascio di una carta di soggiorno al familiare straniero ricongiunto con cittadino italiano o comunitario; resta cosi' non disciplinato esplicitamente il caso in cui tale familiare non rientri tra quelli con diritto di soggiorno o ammessi per residenza elettiva, ma sia ammesso ai sensi dell'art. 28, co. 2 T.U. (applicabilita' ai cittadini italiani o comunitari delle disposizioni del T.U. se piu' favorevoli; es.: il genitore naturale straniero di minore comunitario soggiornante in Italia con l'altro genitore); verosimilmente, in tali casi, deve essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari
4. Diritto di soggiorno permanente
comunitario titolare di diritto di soggiorno: 5 anni di soggiorno legale continuativo (CGUE C-325/09 e CGUE C-424/10: in possesso dei requisiti che conferiscono un diritto di soggiorno) o condizioni particolari (meno stringenti), relative a pensionamento o raggiungimento dell'eta' pensionabile, sopravvenuta invalidita', svolgimento di attivita' lavorativa in altro Stato UE, acquisto anticipato da parte del familiare comunitario convivente, decesso del familiare lavoratore
familiare straniero: 5 anni di soggiorno legale con il cittadino comunitario, o condizioni particolari (meno stringenti), relative ad acquisto anticipato da parte del cittadino comunitario, di decesso di questo o di divorzio o annullamento del matrimonio; nota: in caso di cittadino comunitario che acquisiti il diritto permanente in modo ordinario, non e' detto che il familiare lo acquisti simultaneamente
� Rilevano positivamente, ai fini del computo, le assenze < 6 mesi in un anno, o per obblighi militari, o < 12 mesi consecutivi per motivi seri, nonche', per i neocomunitari, i soggiorni pregressi legali in qualita' di stranieri (circ. Mininterno 18/7/2007: sufficiente il titolo di soggiorno valido; in contrasto con CGUE C-424/10: solo se in possesso dei requisiti che conferiscono un diritto di soggiorno)
� La continuita' del soggiorno si considera comunque interrotta in caso di adozione di un provvedimento di allontanamento dal territorio dello Stato
Attestato di diritto di soggiorno permanente e carta di soggiorno permanente
� Ai titolari e' rilasciato un attestato (per il comunitario) o una carta di soggiorno permanente (per il familiare straniero)
Perdita del diritto di soggiorno permanente
� Il diritto di soggiorno permanente (e, per il familiare straniero, la validita' della carta di soggiorno permanente) si perde per assenze di durata > 2 anni consecutivi
5. Attivita' economiche, assistenza sociale, previdenza
Diritto di esercitare attivia' economiche non riservate al cittadino italiano
� I titolari di diritto di soggiorno (temporaneo o permanente) hanno diritto di esercitare in Italia qualunque attivita' economica, in forma autonoma o subordinata, che non sia riservata per legge al cittadino italiano (attivita' che comportino l'esercizio di pubblici poteri o che attengano alla tutela dell'interesse nazionale, da art. 38 D. Lgs. 165/2001; sono anche riservati al cittadino italiano i posti di vertice dell'amministrazione, di magistrato e di avvocato dello Stato e le funzioni relative a provvedimenti autorizzativi e coercitivi e quelle di controllo di legittimita' e di merito)
Parita' di trattamento con l'italiano per le materie del Trattato CE; deroghe
� Il cittadino comunitario con diritto di soggiorno gode di parita' di trattamento con il cittadino italiano per le materie previste dal Trattato CE e dal diritto derivato (es.: sicurezza sociale), salve le eccezioni previste dallo stesso Trattato o dal diritto derivato; il beneficio di tale parificazione si estende (CGUE C-316/85: indirettamente; solo, cioe', se essi sono a carico del cittadino comunitario) ai familiari stranieri con diritto di soggiorno; nota: il beneficio e' conservato dal familiare straniero che acquista un diritto di soggiorno autonomo (es.: diritto di soggiorno permanente acquisito successivamente al decesso del cittadino comunitario o a divorzio da questi), ma verosimilmente non e' utilizzabile per soddisfare un requisito cui il diritto e' condizionato
� In deroga al principio di parita' trattamento, il cittadino comunitario e i suoi familiari stranieri non hanno diritto alle prestazioni di assistenza sociale (escluse quelle finanziarie destinate a facilitare l'accesso al mercato del lavoro) durante i primi 3 mesi di soggiorno in Italia ne', in caso di cittadino comunitario venuto in Italia in cerca di lavoro, durante tutta la fase di prima ricerca di lavoro, salvo che tale diritto derivi loro autonomamente per l'attivita' esercitata o per altre disposizioni di legge
� In materia di sicurezza sociale (prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali corrispondenti a diritti soggettivi) si applica il coordinamento dei sistemi nazionali (Reg. CE 883/2004) a comunitari residenti in uno Stato membro, che sono o sono stati soggetti alla legislazione di almeno uno Stato membro, ai loro familiari o superstiti, e ai superstiti comunitari residenti in uno degli Stati membri delle persone di qualunque cittadinanza che siano state soggette alla legislazione di almeno uno Stato membro
� Il coordinamento si applica alle seguenti prestazioni:
le prestazioni di malattia
le prestazioni di maternita' e paternita' assimilate
le prestazioni di invalidita'
le prestazioni di vecchiaia
le prestazioni per i superstiti
le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali
gli assegni in caso di morte
le prestazioni di disoccupazione
le prestazioni di pensionamento anticipato (senza totalizzazione, pero', dei periodi assicurativi, dato che si tratta di prestazioni di tipo prevalentemente pensionistico, in alcuni Stati membri, e di prestazione per disoccupazione, in altri)
i regimi di sicurezza sociale generali e speciali, contributivi e non contributivi
� Se uno Stato membro richiede determinati periodi di assicurazione, occupazione, lavoro autonomo o residenza ai fini del godimento delle prestazioni, si cumulano gli analoghi periodi trascorsi sotto la legislazione di altri Stati membri
� Le prestazioni di sicurezza sociale di carattere contributivo sono esportabili: si prescinde, per il godimento, dal requisito di residenza nello Stato membro erogante, salve certe condizioni
� Le prestazioni speciali in danaro di carattere non contributivo non sono esportabili; per l'Italia sono le seguenti (allegato X del Reg. CE 883/2004):
� pensioni sociali per persone sprovviste di reddito
� pensioni, assegni e indennita' per i mutilati e invalidi civili
� pensioni e indennita' per i sordomuti
� pensioni e indennita' per i ciechi civili
� integrazione delle pensioni al trattamento minimo
� integrazione dell�assegno di invalidita'
� assegno sociale
� maggiorazione sociale
Assistenza per soggiorni di durata < 3 mesi
� Soggiorni < 3 mesi:
iscrizione al SSN: stagionali e titolari di attestato E106 (in futuro, S1; lavoratori distaccati da ditte/istituzioni estere e loro familiari, studenti, familiari di disoccupati)
prestazioni programmate per titolari di attestato E112 (in futuro, S2)
prestazioni necessarie a continuare il soggiorno per titolari di TEAM (rilasciata, a chi sia assicurato o coperto dal SSN in uno Stato membro, dallo stesso Stato)
Assistenza per soggiorni di durata > 3 mesi; assistenza per irregolari
� Soggiorni > 3 mesi:
iscrizione al SSN:
� lavoratori e loro familiari
� disoccupati e iscritti a corsi di formazione, con diritto di soggiorno
� titolari di attestati E106, E109 (familiari), E120 (in attesa di pensione in altro Stato UE), E121 (pensionati in altro Stato UE); nota: in futuro, tutti questi attestati saranno sostituiti dal documento S1
� titolare di diritto di soggiorno permanente
� vittime di tratta e destinatari di protezione sociale
� familiari di cittadino italiano
assicurazione sanitaria per i titolari di diritto di soggiorno non lavoratori (iscrizione facoltativa al SSN? certamente si', in alcune Regioni; es.: Marche, Piemonte, Lazio e Campania); sufficiente la tessera TEAM per il comunitario che non intenda trasferire la propria residenza (es.: studente o lavoratore distaccato)
prestazioni urgenti e indifferibili (prestazioni a tutela di minori, gravidanza, maternita', vaccinazioni, profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive; altre prestazioni essenziali? certamente si', in Marche, Piemonte, Toscana, Lazio, Friuli, Puglia, Liguria), gratuite (salvo partecipazione alla spesa; esenzione dal ticket a parita' con l'italiano), per comunitari presenti e non assistiti dal Paese di provenienza; note:
� disposizione a rischio in base a modifica art. 1, co. 2 T.U. (L. 133/2008); tuttavia, circ. Minsalute 19/2/2008 fa riferimento all'obbligo costituzionale di tutela della salute, e Sent. Corte Cost. 299/2010 la cita, consacrandola: le norme sul soggiorno dei comunitari devono essere armonizzate con quelle costituzionali, che garantiscono la tutela della salute e cure gratuite agli indigenti
� la copertura riguarda anche i cittadini comunitari e i loro familiari durante la fase di prima ricerca di lavoro nella quale non sono allontanabili per mancanza di requisiti
7. Allontanamento
Presupposti dell'allontanamento
� Presupposti:
motivi di sicurezza dello Stato (inclusa l'appartenenza ad associazioni terroristiche o l'agevolazione di tali associazioni); si tiene conto anche di condanne per delitti contro la personalita' dello Stato (L. 129/2011)
motivi imperativi di pubblica sicurezza (comportamenti che compromettono la tutela dei diritti fondamentali della persona ovvero l'incolumita' pubblica); si tiene conto, se ricorrono tali motivi (L. 129/2011), di
� condanne (anche patteggiate), in Italia o all'estero, per
- delitti non colposi, consumati o tentati contro vita o incolumita' della persona
- delitti di cui all'art. 8 L. 69/2005 (delitti per i quali, nell'ambito delle norme su mandato di arresto europeo, e' prevista la consegna obbligatoria)
� appartenenza a categorie per cui possano essere disposte misure di prevenzione
� avvenuta adozione di misure di prevenzione
� avvenuta adozione di provvedimenti di allontanamento da parte di autorita' straniere
applicazione di misura di sicurezza a seguito di condanna a oltre 2 anni di reclusione o di pena restrittiva della liberta' personale per un delitto contro la personalita' dello Stato (L. 125/2008)
altri motivi di ordine pubblico o pubblica sicurezza; tra i motivi di ordine pubblico e' incluso (L. 129/2011) il non aver ottemperato all'ordine di allontanamento adottato per mancanza di requisiti e l'essere rintracciati nel territorio dello Stato oltre il termine fissato col provvedimento di allontanamento, senza aver provveduto alla presentazione dell'attestazione al consolato italiano
pericolo per sanita' pubblica (malattie epidemiche gravi insorte prima dell'ingresso)
mancanza (anche sopravvenuta) dei requisiti per il diritto di soggiorno
Criteri per l'allontanamento per pericolosita'
� Ai fini dell'allontanamento per pericolosita',
si rispetta il principio di proporzionalita'
� di comportamenti individuali, che costituiscano minaccia concreta effettiva e sufficientemente grave per ordine pubblico o sicurezza pubblica (non sufficienti condanne)
� di segnalazioni motivate del Sindaco
� di soggiorno pregresso, eta', situazione familiare ed economica, salute, integrazione, legami con il paese d'origine
titolari di diritto di soggiorno permanente allontanabili solo per motivi di sicurezza dello Stato, motivi imperativi di pubblica sicurezza o gravi motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza
titolari di diritto di soggiorno soggiornanti da > 10 anni allontanabili solo per motivi di sicurezza dello Stato o motivi imperativi di pubblica sicurezza
titolari di diritto di soggiorno minorenni allontanabili solo per motivi di sicurezza dello Stato o motivi imperativi di pubblica sicurezza, o quando sia necessario a tutela del loro interesse; rimpatrio assistito (solo se nell'interesse del minore) in caso di minore non accompagnato dedito alla prostituzione (L. 94/2009)
� Note (Commissione UE):
i comportamenti individuali, per essere rilevanti, devono essere puniti dalla legge o effettivamente contrastati con apposite misure
comportamenti pregressi possono essere tenuti in considerazione solo quando vi sia concreta possibilita' di reiterazione
la sospensione della pena suggerisce che la minaccia non sia attuale
la buona condotta tenuta in prigione e' elemento rilevante
la commissione continuata di piccoli crimini puo' rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico; si deve tener conto, comunque, della frequenza dei crimini, della loro natura, del danno causato (CGUE C-349/06)
la mancata registrazione non puo' essere considerata di per se' minaccia alla sicurezza pubblica o all'ordine pubblico (CGUE C-48/75)
Competenza per l'allontanamento per motivi di pericolosita'
� Provvedimento di allontanamento adottato
o dal Ministro dell'interno,
� per motivi di sicurezza dello Stato
� per motivi imperativi di pubblica sicurezza a carico di titolari di diritto di soggiorno soggiornanti da > 10 anni o minorenni (nota: previsione meno favorevole che per il minore straniero)
o dal Prefetto, negli altri casi
Termini per l'allontanamento per motivi di pericolosita'
� Termine per lasciare l'Italia: di norma, > un mese o, in caso urgente, > 10 gg.
� Accompagnamento immediato (previa convalida del giudice ordinario)
o nel caso in cui l'allontanamento risulti urgente perche' l'ulteriore permanenza sul territorio e' incompatibile con la civile e sicura convivenza (L. 129/2011)
o in caso di violazione del termine concesso per lasciare l'Italia
o in caso di allontanamento (per motivi di ordine pubblico) di persona che non abbia ottemperato all'ordine di allontanamento e sia individuato sul territorio dello Stato dopo la scadenza del termine per l'allontanamento senza aver provveduto alla presentazione dell'attestazione al consolato (L. 129/2011; discrezionale)
Divieto di reingresso in caso di allontanamento per motivi di pericolosita'
� Durata massima del divieto di reingresso:
o 10 anni, per motivi di sicurezza dello Stato
o 5 anni, negli altri casi
� Violazione del divieto di reingresso: reclusione < un anno (< 2 anni per motivi di sicurezza dello Stato) o allontanamento con accompagnamento immediato, con divieto di reingresso da 5 a 10 anni
� Violazione del divieto di reingresso applicato in sostituzione della pena detentiva: reclusione < 3 anni
� Violazione del divieto di reingresso in caso di applicazione della misura di sicurezza a seguito di condanna a > 2 anni di reclusione ovvero a pena restrittiva della liberta' per delitti contro la personalita' dello Stato: reclusione da 1 a 4 anni
� Possibile chiedere la revoca del divieto dopo meta' periodo (o, comunque, dopo 3 anni) sulla base di documentazione che dimostri il mutamento della situazione
Allontanamento per mancanza di requisiti
� In caso di allontanamento per mancanza di requisiti,
provvedimento applicato dal Prefetto
termine > un mese per lasciare l'Italia
divieto di reingresso non applicabile
obbligo di consegna di attestazione presso un consolato italiano, a dimostrazione dell'avvenuto allontanamento
possibile allontanamento coattivo per motivi di ordine pubblico per la persona che non abbia ottemperato all'ordine di allontanamento e sia individuato sul territorio dello Stato dopo la scadenza del termine per l'allontanamento senza aver provveduto alla presentazione dell'attestazione al consolato (L. 129/2011)
� Ai fini dell'allontanamento per mancanza di requisiti si tiene conto
di segnalazioni motivate del Sindaco
di soggiorno pregresso, eta', situazione familiare ed economica, salute, integrazione, legami con il paese d'origine
al TAR Lazio, per motivi di sicurezza dello Stato o di ordine pubblico; il ricorso si puo' proporre anche dall'estero
al giudice ordinario (competenza del tribunale del luogo di dimora abituale dell'interessato), con applicazione del rito sommario di cognizione, per gli altri motivi; ricorso da proporre, a pena di inammissibilita', entro 30 gg. dalla notificazione del provvedimento (60 gg., se presentato dall'estero)
� Possibile presentare istanza di sospensione:
esecuzione automaticamente sospesa fino all'esito dell'istanza, in caso di motivi di ordine pubblico, motivi ordinari di pubblica sicurezza o mancanza requisiti
esecuzione non sospesa automaticamente, in caso di motivi di sicurezza dello Stato o motivi imperativi di pubblica sicurezza, o per allontanamento basato su precedente decisione giudiziale (in particolare: allontanamento quale misura di sicurezza in seguito a determinate condanne o quale misura sostitutiva della detenzione per violazione del divieto di reingresso)
in caso di allontanamento per motivi (ordinari o imperativi) di pubblica sicurezza o per mancanza requisiti (e, verosimilmente, per allontanamento basato su decisione giudiziale), se i tempi del procedimento eccedono il termine per lasciare l'Italia, il giudice decide sull'istanza prima della scadenza; note:
� sembra si tratti di uno stimolo all'azione tempestiva del giudice, dal momento che sono inclusi casi in cui la sospensione dell'esecuzione e' automatica
� nei casi in cui e' previsto l'accompagnamento immediato, il giudice deve decidere immediatamente?
Conseguenze dell'allontanamento
� L'allontanamento interrompe la continuita' del soggiorno ed e' motivo di cancellazione anagrafica
VII. Cittadinanza
� Cittadino per nascita:
chi nasce da genitore italiano (ius sanguinis)
chi nasce in Italia da genitori ignoti (es.: assenza di riconoscimento) o apolidi o impossibilitati a trasmettergli la cittadinanza
� E' considerato cittadino italiano per nascita chi e' trovato in Italia come figlio di ignoti, se non puo' essere provato il possesso di altra cittadinanza
� Nota: L. 555/1912 prevedeva
la trasmissione della cittadinanza iure sanguinis da parte del solo padre; Sent. Corte Cost. 30/1983: disposizione illegittima nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina; Sent. Cass. S.U. n. 12061/1998: la cittadinanza italiana in derivazione materna si puo' attribuire nei casi di nascita successiva all'1/1/1948 (entrata in vigore della Costituzione)
la perdita della cittadinanza della donna italiana a seguito di matrimonio con lo straniero; Sent. Corte Cost. 75/1975: illegittima questa disposizione, nella parte in cui prevede la perdita anche in mancanza di una volonta' in tal senso della donna; Sent. Cass. S.U. 4466/2009: diritto allo status di cittadino italiano per la donna che l'abbia perduta per essersi coniugata con cittadino straniero anteriormente all'1/1/1948, per il figlio di tale donna, anche se nato prima di tale data, e per i discendenti diretti, anche in caso di morte dell'ascendente da cui deriva il riconoscimento (l'effetto dell'illegittima privazione della cittadinanza perdura dopo l'1/1/1948); nota: in base a questo orientamento, deve verosimilmente essere attribuita la cittadinanza anche a chi sia nato da cittadina italiana prima dell'1/1/1948
Riconoscimento e acquisto della cittadinanza
� Riconoscimento o acquisto della cittadinanza (nota: residenza legale significa soggiorno legale e iscrizione anagrafica):
adozione nella minore eta' da parte di cittadino italiano (sufficiente che il procedimento di adozione sia iniziato nella minore eta'; il riconoscimento, pero', decorre dalla sentenza di adozione)
matrimonio con cittadino italiano (L. 94/2009: discrezionalita'?); condizioni:
� essere stato legalmente residente in Italia per 2 anni successivamente al matrimonio (L. 94/2009), ovvero aver celebrato il matrimonio da almeno 3 anni; tempi dimezzati in presenza di figli nati o adottati dalla coppia; in caso di separazione seguita da riconciliazione, il periodo di residenza o di coniugio va computato a partire dalla riconciliazione espressa (circ. Mininterno 17/5/2011); si applica anche al caso in cui il matrimonio sia stato celebrato quando entrambi i coniugi erano stranieri (circ. Mininterno 7/10/2009; circ. Mininterno 2/11/2009: il periodo di residenza o di coniugio va computato pero' da quando uno dei coniugi possiede il requisito di cittadinanza)
� assenza di motivi ostativi relativi alla sicurezza dello Stato (valutazione discrezionale)
� assenza di condanne (ovvero successiva riabilitazione) per determinati reati (delitti contro la personalita' dello Stato o contro l'esercizio dei diritti politici dei cittadini italiani; reati non colposi per i quali la legge preveda una pena massima > 3 anni di reclusione; reati non politici, con condanna all'estero ad una pena detentiva > 1 anno e sentenza riconosciuta in Italia)
� assenza di separazione legale e di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (es.: per morte del coniuge), al momento dell'adozione del decreto
discendenza da ex cittadini italiani; condizioni:
� avere un genitore o un nonno che sia stato cittadino italiano per nascita
� soddisfare una delle seguenti condizioni ulteriori:
- aver prestato effettivamente (salvo il caso di interruzione dipendente da cause di forza maggiore) servizio militare o civile in Italia e aver dichiarato preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana
- ricoprire un impiego statale, anche all'estero, e aver dichiarato preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana
- essere, al compimento dei 18 anni, legalmente residente in Italia da almeno 2 anni e dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana entro il compimento dei 19 anni
ius soli; condizioni:
� essere nato in Italia
� essere stato legalmente residente in Italia ininterrottamente fino al compimento dei 18 anni (circ. Mininterno 7/11/2007: l'iscrizione anagrafica tardiva del minore e brevi interruzioni della regolarita' del soggiorno non sono motivi ostativi, purche' sia documentata l'effettiva presenza del minore, l'iscrizione anagrafica sia ragionevolmente ricollegabile al momento della nascita e la stessa nascita sia stata regolarmente denunciata presso un Comune italiano da almeno uno dei genitori legalmente residenti in Italia)
� dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento dei 18 anni
provenienza da Istria, Fiume o Dalmazia; condizioni:
� essere stati cittadini italiani residenti in quei territori, in possesso dei requisiti per il diritto di opzione ex Trattato di pace di Parigi e Trattato di Osimo, ovvero essere di lingua e cultura italiane e discendere da tali cittadini
� presentare istanza documentata al Comune o al consolato italiano
provenienza dai territori appartenuti all'Impero Austro-ungarico e successivamente ceduti all'Italia; condizioni:
� essere nati e aver risieduto in quei territori ed essere emigrati all'estero (Austria esclusa) prima del 16/7/1920, ovvero discendere da tali soggetti
� aver presentato, entro il 20/12/2010, dichiarazione all'Ufficiale di stato civile del comune o al consolato italiano
discendenza da cittadini di origine ebraica divenuti italiani dopo l'1/1/1919, privati della cittadinanza nel 1938 e che, avendo acquisito quella del paese di emigrazione, non l'abbiano riacquistata nel 1944:
� riconoscimento automatico, salvo esplicita rinuncia dell'ascendente
� Concessione della cittadinanza per naturalizzazione (nota: residenza legale significa soggiorno legale e iscrizione anagrafica):
allo straniero (maggiorenne) nato in Italia, o che abbia un genitore o un nonno che sia stato cittadino italiano per nascita, e che sia legalmente residente in Italia da almeno 3 anni
allo straniero maggiorenne adottato da un cittadino italiano, che risieda legalmente in Italia, successivamente all'adozione, per almeno 5 anni (nonche' al figlio maggiorenne di straniero che acquisiti la cittadinanza italiana, dopo 5 anni di residenza legale successivi all'acquisto)
allo straniero che abbia prestato servizio alle dipendenze dello Stato italiano, anche all'estero, per almeno 5 anni
al cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea che risieda legalmente in Italia da almeno 4 anni
all'apolide o allo straniero rifugiato che risiedano legalmente in Italia da almeno 5 anni
allo straniero che risieda legalmente in Italia da almeno 10 anni
allo straniero che abbia reso servizi di particolare valore all'Italia
nei casi in cui sussista un particolare interesse per lo Stato italiano
Limiti per il rigetto dell'istanza di acquisto per matrimonio
� L'emanazione del decreto di rigetto dell'istanza di acquisto di cittadinanza per matrimonio e' preclusa se dalla data di presentazione dell'istanza corredata della prescritta documentazione sono trascorsi 2 anni (TAR Lazio: salvo il caso di responsabilita' del richiedente); possibilita' di adire il giudice per la dichiarazione relativa, previa verifica dei requisiti (nota: l'esistenza di condanne preclusive e' comunque ostativa, essendo la valutazione discrezionale dell'Amministrazione limitata a valutare la presenza di pericoli per la sicurezza dello Stato)
Norme transitorie relative all'istanza di acquisto per matrimonio
� La normativa vigente prima della data di entrata in vigore della L. 94/2009 (6 mesi di residenza legale dopo il matrimonio e assenza di scioglimento al momento della maturazione dei requisiti) si applica solo alle istanze per le quali, a quella data, sia trascorso il termine biennale per la conclusione del procedimento
Cittadinanza per discendenza: iscrizione anagrafica e permesso per acquisto cittadinanza
� Tipico percorso per l'acquisto della cittadinanza nei casi in cui rilevano insieme la discendenza e la residenza legale in Italia:
o ingresso per turismo
o presentazione della dichiarazione di presenza ex L. 68/2007
o iscrizione anagrafica a condizioni semplificate (anche in assenza di permesso di soggiorno di durata > 3 mesi), previa dimostrazione dei requisiti relativi alla discendenza
o ottenimento, ai sensi di art. 11, co. 1, lettera c, DPR 394/1999 (verosimilmente, per lo straniero che ha effettuato dichiarazione di presenza ex L. 68/2007, a dispetto dell'assenza di altro permesso), di un permesso per acquisto cittadinanza, che consente il prolungamento legale del soggiorno e, quindi, la maturazione del requisito di residenza
� Il documento di viaggio e la documentazione relativa a mezzi per il rimpatrio, mezzi di sostentamento e alloggio non sono richiesti per il rilascio, allo straniero gia' regolarmente soggiornante, del permesso per acquisto cittadinanza
� Iscrizione obbligatoria al SSN, possibilita' di svolgere attivita' lavorativa (giurisprudenza; prassi controversa) e diritto al ricongiungimento familiare (giurisprudenza) per titolare di permesso per acquisto cittadinanza
Cittadinanza per naturalizzazione; criteri
� Istanza di naturalizzazione presentata al Prefetto o, per lo straniero residente all'estero, al consolato italiano
� La concessione della cittadinanza e' atto pienamente discrezionale, basato su una valutazione complessiva e insindacabile della persona dello straniero e della sua integrazione nella comunita' nazionale, che tiene conto dell'autosufficienza economica, dell'assenza di precedenti penali, dell'affidabilita' dal punto di vista fiscale, etc.; illegittimo tener conto di scelte e convinzioni personali (giurisprudenza)
� Requisiti di reddito (orientamento del Consiglio di Stato e circ. Mininterno 5/1/2007): > soglia per l'esenzione dal ticket (8.300 euro per anno circa; 2.800 in piu' per il coniuge a carico; 516 euro in piu' per ogni figlio a carico) da valutare con riferimento all'intero nucleo familiare (possibile soddisfacimento del requisito, quindi, anche nel caso in cui il richiedente sia a carico del coniuge; es.: casalinga); in senso piu' indulgente, Sent. Cons. Stato 1175/2009: illegittima l'imposizione di una precisa soglia di reddito ai fini della naturalizzazione, dovendosi valutare l'inserimento complessivo
� Il requisito di residenza legale ultradecennale ininterrotta deve essere posseduto al momento della presentazione dell'istanza di naturalizzazione
� Ai fini della concessione della cittadinanza rilevano anche la commissione di reati o il verificarsi di situazioni di irregolarita' del soggiorno successivi alla presentazione dell'istanza
� Giurisprudenza relativa all'ostativita' dei reati:
diniego illegittimo se fondato su denunce a carico di un familiare
irrilevanti reati contravvenzionali
riabilitazione pronunciata dall'autorita' giudiziaria rilevante ai fini dell'accoglimento (non automatico)
diniego non automatico per semplice denuncia, ne' per sospetto di pericolosita' contraddetto da altri elementi positivi
diniego non automatico per condanna non grave, estinta
diniego non automatico, ma legittimo, per una sentenza di patteggiamento
diniego legittimo se fondato su comportamento violento non troppo risalente nel tempo, anche se privo di conseguenze penali, o su elementi che evidenzino una personalita' non affidabile sotto il profilo dell'ordine pubblico
procedimenti penali pendenti possono essere rilevanti
� Ai fini dell'applicazione della L. 241/1990, il termine per la definizione dei procedimenti relativi all'esame delle istanze di concessione della cittadinanza per naturalizzazione e' fissato in 730 gg. (Regolamento, DPR 362/94)
� Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza, presentate dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009, sono soggette al pagamento di un contributo di 200 euro (L. 94/2009); il contributo non e' dovuto
in caso di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis
nei casi di acquisto automatico:
� persona nata in Italia da ignoti o apolidi o genitori che non trasmettano la cittadinanza
� persona trovata sul territorio dello Stato, senza che sia provato il possesso di altra cittadinanza
� riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione nella minore eta'
� minore adottato da italiano
� riacquisto a seguito di ristabilimento della residenza in Italia da un anno
� figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza
� All�istanza o dichiarazione deve essere allegata la certificazione (anziche' autocertificazione) comprovante il possesso dei requisiti (L. 94/2009)
� Non piu' richiesto lo svincolo dalla cittadinanza d'origine (Decreto Mininterno 7/10/2004)
Giuramento di fedelta' alla Repubblica
� Il DPR di concessione della cittadinanza per naturalizzazione o di conferimento della cittadinanza per matrimonio non ha effetto se l'interessato non presta, entro 6 mesi dalla notifica del Decreto, giuramento di fedelta' alla Repubblica
� Avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di acquisto della cittadinanza e' possibile il ricorso al TAR del Lazio
� Nel caso (ed entro i limiti) in cui l'acquisto o il riconoscimento di configuri come un diritto (es.: discendenza da italiani o ius soli o matrimonio, salvo il caso di pericolosita' per la sicurezza dello Stato), il riconoscimento dello status di cittadino puo' essere chiesto, in seguito a rigetto da parte dell'autorita' amministrativa, al giudice ordinario; e' invece di competenza del TAR del Lazio il ricorso contro il rigetto dell'istanza di acquisto per matrimonio per motivi di sicurezza dello Stato
� Il ricorso per l�annullamento del silenzio-inadempimento serbato dall'amministrazione sull'istanza di acquisto della cittadinanza italiana e' di competenza del TAR del Lazio; va presentato, a pena di inammissibilita', entro un anno dalla scadenza del termine previsto per il procedimento
� Il cittadino perde la cittadinanza
o se decide di rinunciarvi, essendo in possesso di altra cittadinanza ed avendo stabilito la residenza all'estero; la riacquista
- se ristabilisce per almeno un anno la residenza in Italia
- se dichiara di volerla riacquistare e, entro un anno dalla dichiarazione, ristabilisce la residenza in Italia o presta servizio militare o assume un impiego pubblico (anche all'estero) per lo Stato italiano
o se, avendo accettato un impiego pubblico o una carica pubblica da uno Stato estero, da un ente pubblico estero o da un ente internazionale cui l'Italia non partecipi, o prestando servizio militare per uno Stato estero, non obbedisce all'eventuale intimazione, da parte del Governo italiano, a lasciare l'impiego o la carica o il servizio militare; la riacquista se dimostra di aver abbandonato l'impiego o la carica o il servizio militare e se ha ristabilito da almeno 2 anni la residenza in Italia
o se, in caso di guerra tra l'Italia e uno Stato estero, accetta o mantiene un impiego pubblico o una carica pubblica o se presta, senza esservi costretto, servizio militare per quello Stato, o ne acquista volontariamente la cittadinanza (la perdita della cittadinanza decorre dalla cessazione dello stato di guerra); in questo caso non e' possibile riacquistare la cittadinanza
o se l'ha acquistata in quanto minore adottato da italiano e l'adozione e' revocata per sua responsabilita', sempre che abbia o riacquisti altra cittadinanza
� La perdita della cittadinanza da parte del genitore non comporta analoga perdita per il figlio
VIII. Appendice
1. Quale politica?
Illegalita' obbligata
� Criterio della residenza all'estero del lavoratore all'atto dell'assunzione irragionevole
� Ricerca del lavoro sul posto (indispensabile) possibile solo nell'illegalita': overstaying e, in misura minore, ingresso illegale
� L'overstaying mescola il canale del lavoro con quello del turismo; l'ingresso illegale, data l'ineludibile intercettazione, il canale del lavoro con quello dell'asilo (che dell'ingresso illegale e' costretto ad avvalersi)
Reazione politica: restrizione ulteriore
� Reazione della politica: inasprire la disciplina delle espulsioni (accompagnamento coattivo, detenzione); detenzione dei richiedenti asilo
� Compressione dei diritti; costi; tasso di illegalita' invariato
Soluzione pratica: sanatorie; sanatorie mascherate
� Periodiche sanatorie, esplicite o implicite (decreto-flussi): dal momento in cui acquista il soggiorno legale lo straniero non e' piu' considerato una minaccia
Ulteriore elemento: onere per il welfare
� In tempi di recessione, pero', viene additato come onere eccessivo per il welfare, benche' vi contribuisca, sul lungo periodo, piu' di quanto non attinga
Perturbazione dei luoghi comuni: allargamento UE
� La libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari destabilizza molti luoghi comuni: ricerca di lavoro sul posto legittima, irregolarita' difficile da provare, disciplina dell'allontanamento relativamente blanda
2. Riforme recenti
� In Italia, il numero di delitti e' in netto calo rispetto alla meta' degli anni '90
� Gli stranieri sono responsabili di una porzione minoritaria dei delitti commessi
� Il tasso di criminalita' degli stranieri e' molto piu' alto di quello degli italiani
� Entrambi i tassi (per stranieri e italiani) sono in calo (con tempi di dimezzamento simili): quello degli italiani, per diminuzione dei delitti a popolazione pressocche' costante; quello degli stranieri, per aumento della popolazione a numero di delitti pressocche' costante
� A dispetto di questi dati, il senso di insicurezza tra gli italiani e' in crescita, alimentato da stampa e politica
� Con chi prendersela? Lo straniero, a differenza dell'italiano, e' allontanabile
� L'immigrazione e' caratterizzata, da sempre (meta' anni '80), da un alto tasso di irregolarita'
� Tesi-scorciatoia: l'insicurezza ci viene dal clandestino; guerra al clandestino!
� Ragione vera dell'alto tasso di illegalita': il lavoratore deve essere richiesto dal datore di lavoro quando ancora risiede all'estero
� Fatto scatenante: uccisione della Sig.ra Reggiani (31/10/2007); colpevole, in realta', rumeno (comunitario)
� Scorsa legislatura:
o Pacchetto sicurezza (30/10/2007), D.L. 181/2007, D.L. 249/2007, Schema di D. Lgs. "comunitari", decaduti, abbandonati o confluiti nel
o D. Lgs. 32/2008: allontanamento dei comunitari (motivi imperativi di pubblica sicurezza; competenza del prefetto per motivi di pubblica sicurezza; accompagnamento coattivo per motivi imperativi; obbligo di presentazione in un qualunque consolato italiano del paese di appartenenza in caso di allontanamento per mancanza dei requisiti); dichiarazione di presenza
� Legislatura in corso:
� L. 125/2008 (decreto-legge 92/2008)
� D. Lgs. 159/2008 (procedure asilo)
� D. Lgs. 160/2008 (ricongiungimento)
� L. 94/2009 ("ddl sicurezza")
� D. Lgs. "comunitari" (ritirato in seguito alle osservazioni della Commissione UE; prevedeva, in particolare, allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza per mancata iscrizione anagrafica o richiesta carta di soggiorno oltre 3 mesi e 10 gg di soggiorno)
L. 133/2008 (finanziaria)
L. 7/2009 (ratifica del Trattato Italia-Libia)
L. 102/2009 (regolarizzazione colf e badanti)
L. 129/2011 (decreto-legge 89/2011)
3. Una riforma auspicabile
� PDL Bobba et al.
permettere la ricerca di lavoro legale in Italia:
� ingresso per ricerca di lavoro (mezzi di sostentamento; spese di rimpatrio; impronte; copia del passaporto; limiti numerici?)
� conversione turismo-lavoro
sostenere la forza contrattuale del lavoratore straniero:
� rinnovo del permesso anche in pendenza di vertenza o di accertamento giudiziario dell'esistenza di un rapporto di lavoro o della legittimita' di un licenziamento
graduare le sanzioni per lo straniero irregolare:
� modulazione del divieto di reingresso in base all'efficacia e alla prontezza della collaborazione
� sostegno al reinserimento in patria
� PDL Granata-Sarubbi
cittadinanza per nascita anche per
� chi nasce in Italia da genitore legalmente soggiornante da almeno 5 anni e attualmente residente
� chi nasce in Italia da genitore nato in Italia e residente legalmente da almeno un anno
acquisto della cittadinanza a 18 anni anche per
� chi sia arrivato in Italia entro il quinto anno d�eta� e vi sia stato legalmente residente fino ai 18 anni
acquisto della cittadinanza per completamento (nell�eta� minore?) di un corso di istruzione in un istituto scolastico nazionale o un corso di formazione idoneo al conseguimento di una qualifica professionale
acquisto della cittadinanza per il maggiorenne adottato, dopo 2 anni di residenza legale (anziche� 5)
attribuzione della cittadinanza:
� allo straniero che soggiorni legalmente da 5 anni, abbia i requisiti di reddito per il rilascio di permesso CE slp, risieda legalmente e soddisfi i requisiti di integrazione linguistica e sociale
� al cittadino comunitario che risieda legalmente da almeno 3 anni
� al rifugiato che soggiorni da almeno 3 anni successivi al riconoscimento
concessione della cittadinanza (senza condizioni di reddito):
� all�apolide legalmente residente da almeno 3 anni
� al neo-maggiorenne che nell�eta� minore che abbia frequentato un ciclo di studi in Italia
riacquisto (o acquisto) della cittadinanza per
� la donna, cittadina italiana per nascita, che ha perduto la cittadinanza per effetto del matrimonio con cittadino straniero contratto prima dell�1/1/1948
� il figlio di tale donna, anche se nato anteriormente all�1/1/1948, anche qualora la madre sia deceduta
� il figlio di padre o madre cittadini, anche se nato anteriormente all�1/1/1948
[1] Decr. Mininterno 8/8/2009; tra le altre disposizioni:
� le associazioni di osservatori non possono essere emanazione di partiti o movimenti politici, ne' di organizzazioni sindacali (art. 1, co. 2, lettera b del decreto in questione) o tifoserie (art. 1, co. 2, lettera c), ne' possono ricevere da tali soggetti risorse economiche (art. 1, co. 2, lettera e)
� gli osservatori operano in nuclei formati da non piu' di tre elementi, non troppo giovani (almeno diciotto anni; art. 5, co. 1, lettera b) ne', verosimilmente, troppo vecchi (richiesta buona salute fisica e mentale; art. 5, co. 1, lettera b); indossano casacche giallo-fluorescente (art. 2, co. 3), con la scritta "osservatore volontario"
� sono esclusi i daltonici (art. 5, co. 1, lettera b)
� sono esclusi coloro che fanno uso di stupefacenti, delinquenti e quanti presentino o abbiano presentato in passato sintomi di malattia mentale (art. 5, co. 1, lettere c e d)
� gli ossevatori non possono usare cani ne' altri animali (art. 2, co. 2)
� gli osservatori devono avere integre capacita' olfattive e uditive (art. 5, co. 1, lettera b) e una adeguata capacita' di espressione visiva (art. 5, co. 1, lettera b)
� quando sia necessario effettuare una segnalazione, gli osservatori devono fare uso di cellulare o, se autorizzati preventivamente, di radio rice-trasmittenti (art. 2, co. 4)
� il sindaco che voglia impiegare gli osservatori deve curare che i vigili urbani rispondano alle chiamate effettuate dagli osservatori (art. 2, co. 5)