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Timestamp: 2018-08-22 00:13:03+00:00
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Sentenza n. 1787 del 27 marzo 2012 Consiglio di Stato - Tutto Stranieri
Home Sentenze Consiglio di Stato Sentenza n. 1787 del 27 marzo 2012 Consiglio di Stato
Rigetto istanza regolarizzazione rapporto di lavoro – assenza di un periodo di occupazione per la durata dei tre mesi antecedenti alla data del 10 settembre 2002
sul ricorso numero di registro generale 1031 del 2006, proposto dal Ministero dell’Interno – -Ufficio territoriale del Governo di Treviso, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12;
*****, non costituitosi in giudizio;
della sentenza del T.A.R. VENETO – VENEZIA: SEZIONE III n. 04133/2004, resa tra le parti, concernente RIGETTO ISTANZA REGOLARIZZAZ. RAPPORTO LAVORO SUBORDIN. CITTADINO EXTRACOMUNIT.
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 marzo 2012 il consigliere Bruno Rosario Polito e udito per il Ministero appellante l’ avvocato dello Stato Urbani Neri;
1. Con decreto in data 25 giugno 2004 il Prefetto di Treviso respingeva, ai sensi degli artt. 1, comma 1, del d.l. n. 195 del 2002, convertito con legge n. 222 del 2002 , e 33 della legge n. 189 del 2002, la domanda presentata dal sig. ***** per regolarizzazione del rapporto di lavoro del cittadino algerino *****.
A motivazione della pronunzia negativa era posto il rilevo dell’assenza di un periodo di occupazione per la durata dei tre mesi antecedenti alla data del 10 settembre 2002.
Con sentenza n. 4143 del 2004 il T.A.R. per il Veneto accoglieva il ricorso proposto dal sig. ***** avverso il menzionato decreto del 24 giugno 2004, assumendo che l’interpretazione corretta dell’art. 33 della legge n. 189 del 2002 non impone la sussistenza di un rapporto continuativo di lavoro per tutta la durata dei tre mesi presi in considerazione dalla norma.
Appella il Ministero dell’Interno che ha contrastato le conclusioni del T.A.R. ed ha dedotto che la normativa sulla regolarizzazione va interpretata nel senso che il beneficio della regolarizzazione può essere concesso solo in presenza di un rapporto di lavoro irregolare di cui si domanda la sanatoria che abbia avuto corso per l’intero periodo di riferimento.
Il sig. ***** non si è costituito in giudizio.
All’udienza del 9 marzo 2012 il ricorso è stato trattenuto per la decisione.
2. L’appello è fondato
2.1. Con decisione n. 4 del 31 marzo 2006 l’Adunanza Plenaria si è pronunzia nel senso che, in materia di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, l’art. 1, comma 1, del d.l. n. 195 del 2002, così come il precedente art. 33 della legge n. 189 del 2002 (relativo al solo lavoro domestico), recano disposizioni di natura eccezionale, in quanto intese a consentire, in deroga al normale regime contingentato degli ingressi dei lavoratori extracomunitari medesimi, la legalizzazione delle posizioni di lavoro irregolare,attraverso l’agevolato rilascio del permesso di soggiorno (di validità pari ad un anno, come indicato dal successivo comma 4 dello stesso art. 1).
Alla luce dei criteri ermeneutici dettati dall’art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale, la disciplina in esame è di stretta interpretazione e può trovare applicazione per i soli casi ed i tempi in essa considerati.
Il carattere eccezionale della cennata disciplina comporta che la regolarizzazione di rapporti di lavoro dipendente già instaurati può trovare corretta applicazione soltanto nei casi in cui l’attività lavorativa abbia avuto almeno la durata minima continuativa di un trimestre (come fissato dalla norma di legge), trattandosi di lasso temporale che offre un sufficiente affidamento in ordine all’ esistenza di un serio impegno lavorativo ed all’ effettiva prosecuzione e possibile successiva stabilizzazione del rapporto medesimo.
Con riguardo alla fattispecie di cui è controversia non ricorrono gli estremi di un rapporto di lavoro, ancorché irregolare, di durata pari almeno a tre mesi, essendo lo stesso iniziato, come accertato dalla Direzione provinciale del lavoro alla data del 29 luglio 2002, mentre la legge di sanatoria è entrata in vigore il 10 settembre 2002.
L’appello va quindi accolto e, per l’ effetto, in riforma della sentenza impugnata, va respinto il ricorso si primo grado.
In relazione alla oscillazioni in giurisprudenza in ordine alla questione controversia, che hanno comportato il deferimento della stessa all’Adunanza plenaria, spese ed onorari del giudizio possono essere compensati fra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata respinge il ricorso di primo grado..
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 marzo 2012
Il 27/03/2012
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