Source: https://studiobugamelli.it/circolari-tributarie/2015/circolare-numero-3
Timestamp: 2018-12-13 22:59:28+00:00
Document Index: 86368737

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 37', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 3']

Studio Bugamelli | Circolare Tributaria numero 3 del 2015
La C.T.P. di Bologna (Sent. 375/11/15) ha stabilito che la proposizione dei motivi aggiunti nel processo amministrativo non richiede il versamento di un ulteriore contributo unificato rispetto a quello già assolto al momento del deposito del ricorso introduttivo, poiché unica è la fase giudiziale e unico il bene della vita di cui si chiede la tutela giurisdizionale.
L&apos;art. 16-bis, D.P.R. 917/86, individua le tipologie di interventi agevolabili e rinvia all&apos;art. 3, co. 1, DPR 380/01 (T.U. edilizia). A seguito della modifica ad opera dell&apos;art. 30, co. 1, lett. a), D.L. 69/2013, le detrazioni per il recupero edilizio (50&percnt;) e per la riqualificazione energetica degli immobili (65&percnt;) si estendono agli interventi di “demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria”, a prescindere dal mantenimento della sagoma del fabbricato. La detrazione non spetta invece in caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento di volumetria, che configura una nuova costruzione.
Deve ritenersi che se l&apos;edificio viene soltanto ampliato (ma non demolito) la detrazione opera per le spese relative alla parte già esistente; con la conseguenza che sarà cura del committente farsi rilasciare dalla impresa esecutrice una fattura analitica che distingua tra le varie opere.
Cessione di azienda e successiva risoluzione
Nell&apos;ambito del contratto di cessione di azienda, l&apos;art. 14, co. 1, D.Lgs. 472/97, prevede la responsabilità solidale del cessionario, nei limiti del valore dell&apos;azienda, per i debiti tributari e le sanzioni relative alle violazioni commesse nell&apos;anno della cessione e nei due precedenti, nonché per quelle contestate in tale lasso di tempo riferite a condotte precedenti. La Corte di Cassazione ha statuito che tale responsabilità in solido non viene meno neanche nel caso in cui, pochi mesi dopo la cessione, il contratto si risolva consensualmente a causa dell&apos;inadempimento di una delle parti (Cass. civ., sez. trib, 09/06/2015 n. 11972).
La detrazione Irpef nella misura del 19&percnt; delle spese sportive affrontate per i figli spetta al ricorrere congiunto delle seguenti condizioni:
che si tratti di spese di iscrizione annuale e abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica;
rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell&apos;Economia e delle Finanze;
per ragazzi di età compresa tra cinque e diciotto anni. L&apos;Agenzia delle Entrate ha stabilito che il requisito dell&apos;età della prole (5-18 anni) è rispettato anche nel caso in cui sussista per una parte del periodo di imposta (Circolare n. 34/E/2008) .
L&apos;ammontare massimo della spesa detraibile è stabilito in €210,00 per ogni figlio fiscalmente a carico, da intendersi quale limite massimo di spesa complessivamente sostenuta da entrambi i genitori per lo svolgimento della pratica sportiva dei figli (Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 50/E/2009).
Detrazione spese odontoiatriche:
Tenuto conto della Circolare n. 17/E/15 dell&apos;Agenzia delle Entrate, al fine di poter detrarre la spese odontoiatriche è consigliabile che la fattura del medico precisi che si tratta di prestazioni rivolte alla cura della persona e non di interventi di natura estetica. Ove la fattura fosse carente di simile specificazione, sarà bene chiedere al proprio medico l&apos;integrazione della descrizione.
Rateizzazione, rimessione in bonis
I contribuenti che hanno perso il beneficio della rateizzazione alla data del 31/12/2015 possono chiedere un nuovo piano di rientro fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando una nuova domanda entro il 31/07/2015 (art. 10, co. 12-quinquies, L. 192/14, conv. L. 11/15).
Secondo l&apos;opinione dell&apos;Agenzia delle Entrate, espressa nella Risoluzione n. 57/E/15, il raddoppio dei termini di decadenza per procedere all&apos;accertamento in caso di violazione che comporta obbligo di denunzia penale (art. 37, D.L. 223/06) opererebbe solamente a favore dell&apos;Agenzia delle Entrate. Pertanto, ai fini fiscali, non sarebbe possibile correggere gli errori del bilancio di esercizio relativi a periodi di imposta suscettibili di accertamento entro il termine “lungo”, neppure se rispetto a tali errori emergesse l&apos;obbligo di denunzia penale.
Sul nuovo assetto per ravvedere le violazioni tributarie passibili di sanzioni amministrative si segnala l&apos;emanazione da parte dell&apos;Agenzia delle Entrate della Circolare n. 23/E/15, intervenuta sull&apos;innovato art. 13, D.Lgs. 47/97.
Notificazione curatore fallimentare
In caso di revoca del fallimento, è valida la notificazione dell&apos;atto impositivo al curatore fallimentare sin quando la sentenza di revoca non divenga definitiva (Cass. civ., sez. trib., 27/05/2015 n. 10899).
Patteggiamento per reati fiscali
La Corte ha confermato la legittimità costituzionale dell&apos;art. 13, comma 2-bis, D.lgs. 74/00, che subordina, per i reati tributari ivi disciplinati, la possibilità di ricorrere al patteggiamento della pena all&apos;estinzione dei debiti con il Fisco (Corte Cost. Sent. n. 95 del 28/05/2015).
Dichiarazione fraudolenta mediante artifizi
Integra il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ex art. 3, D.Lgs. 74/00, la condotta dell&apos;amministratore di una società il quale fa accreditare sul conto corrente di una fiduciaria, nel caso in specie la propria figlia, una parte dei bonifici bancari relativi ai corrispettivi della società, omettendo di annotare nelle relative scritture contabili e, successivamente, di indicare in dichiarazione i relativi elementi attivi di reddito, ancorché l&apos;ammontare dei ricavi pattuiti e corrisposti risulti negli estratti conto trasmessi alla cliente, poiché la condotta rappresenta comunque un ostacolo all&apos;attività accertatrice (Cass. pen., sez. III, 02/12/2014 n. 50308).