Source: http://www.laprevidenzacomplementare.it/pagina_primo_piano.asp?id=68
Timestamp: 2014-07-24 22:59:17+00:00
Document Index: 22355601

Matched Legal Cases: ['art 2116', 'art 8', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 102', 'art. 2946']

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Opuscolo sul tfr
Per chi volesse iniziare la lettura ecco il primo capitolo.
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Relazione del presidente (2012)
Relazione CIV Inpdap 2011 Relazione COVIP 2010
Relazione del presidente (2010)
Fondi pensione: le garanzie per gli aderenti in caso di mancato versamento dei contributi
Per le forme di previdenza complementare non � vigente il principio della automaticit� delle prestazioni, secondo il quale il diritto alla prestazione matura anche in assenza dei versamenti contributivi (art 2116 c.c.)previsto per la previdenza obbligatoria. Pertanto assume particolare importanza la tutela degli iscritti alla previdenza complementare quando il datore di lavoro omette di versare i relativi contributi e le quote del Tfr oppure si verifica la malaugurata ipotesi del suo fallimento.
In genere i l lavoratore iscritto ad una forma di previdenza complementare pu� venire a conoscenza del mancato versamento attraverso gli estratti conto e le comunicazioni informative, oppure se decide di chiedere un�anticipazione sul montante accumulato, o semplicemente vuole farsi predeterminare l�importo della presunta pensione spettante sulla base dei contributi accumulati. In questo caso pu� avere l�amara sorpresa che i contributi siano inferiori a quelli trattenutigli in busta paga. Che fare allora? Nei fondi pensione negoziali , negli statuti o nei regolamenti , c�� sempre una specifica disposizione in cui si prevede che in caso di mancato o ritardato versamento contributivo, il datore di lavoro � tenuto a reintegrare la posizione individuale dell�aderente secondo modalit� operative stabilite. Poich� questo non sempre � sufficiente, il Consiglio delle Comunit� Europee con direttiva 80/987/CEE del 20 ottobre 1980, art 8, ha voluto garantire ai lavoratori subordinati una tutela minima in caso di insolvenza del datore di lavoro, obbligando gli Stati membri ad adottare le misure per tutelare �gli interessi dei lavoratori subordinati� in materia di prestazioni di vecchiaia previste dai regimi complementari di previdenza.
L�Inps con circolare n. 23 del 22 febbraio 2008 ha reso operativa questa direttiva dopo il recepimento della stessa nell�ordinamento italiano, con il dlgs 80/92 assimilando in pratica le tutele previste per il TFR.Il Fondo di garanzia.Per rendere concreta la tutela prevista dall�art. 5 del d.lgs. 80/92 presso l�INPS � stato istituito un apposito Fondo di garanzia contro il rischio derivante dal mancato o insufficiente versamento dei contributi alle forme di previdenza complementare da parte del datore di lavoro. Il fondo � finanziato da una quota dell�1% del gettito derivante dal contributo di solidariet�. I soggetti assicurati. Possono richiedere l�intervento del Fondo di garanzia i lavoratori subordinati che, al momento della presentazione della domanda, risultino iscritti ad una delle forme pensionistiche complementari collettive o individuali iscritte nell�apposito albo tenuto dalla COVIP o ad una forma pensionistica complementare individuale attuata mediante stipula di un contratto di assicurazione sulla vita con imprese di assicurazioni autorizzate dall�ISVAP, cos� come previsto dall�art. 13, comma 1 lett. b) del d.lgs. 252/05. Le forme pensionistiche complementari non possono in nessun caso richiedere direttamente al Fondo di garanzia l�integrazione dei contributi.
Le prestazioniSono garantiti dal Fondo: a) il contributo del datore di lavoro; b) il contributo del lavoratore che il datore di lavoro abbia trattenuto e non versato; c) la quota di TFR conferita al fondo che il datore di lavoro abbia trattenuto e non versato. Tale quota pertanto, divenuta contribuzione alla previdenza complementare, non potr� pi� esser richiesta al Fondo di garanzia per il TFR di cui all�art. 2 della L. 297/82.
Sono esclusi gli interessi di mora e la corresponsione diretta ai lavoratori del dovuto. Il Fondo provveder� a rivalutare i contributi versati utilizzando, per ciascun anno, l�indice di rendimento del TFR.
Procedure che danno titolo all�intervento.Danno titolo all�intervento del Fondo le procedure concorsuali: fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa ed amministrazione straordinaria; inoltre, qualora il datore di lavoro non sia assoggettabile a procedura concorsuale, il Fondo potr� intervenire previo esperimento da parte del lavoratore di una procedura esecutiva individuale a seguito della quale il credito del lavoratore per i contributi omessi sia rimasto in tutto o in parte insoddisfatto. Nel caso di concordato preventivo sono soggetti al concorso solo i crediti sorti prima e il Fondo potr� corrispondere solo i contributi alla previdenza complementare relativi a periodi precedenti la data del citato decreto. Il lavoratore pu� chiedere l�intervento del Fondo, qualora il suo credito sia rimasto in tutto o in parte insoddisfatto a seguito di una procedura concorsuale. Invece, diversamente da quanto previsto per il Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro, il Fondo potr� intervenire anche quando il Tribunale non procede all�accertamento del passivo prevedendo un insufficiente realizzo (art. 102 L.F.- all.10) purch� il credito sia stato in ogni caso accertato giudizialmente ed il lavoratore produca copia autentica del decreto di chiusura del fallimento per insufficienza dell�attivo. In caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale, i presupposti per l�intervento del Fondo occorre l� accertamento giudiziale del mancato versamento dei contributi alla previdenza complementare e l� insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro a seguito dell�esperimento dell�esecuzione forzata.In assenza della previsione di uno specifico termine di prescrizione, il diritto a chiedere l�intervento del Fondo � soggetto al termine ordinario di prescrizione decennale previsto dall�art. 2946 c.c., decorrente dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
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