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Timestamp: 2018-05-20 15:51:03+00:00
Document Index: 6991033

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 263', 'art. 42', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 87', 'art. 38', 'art. 47', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 125', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 38', 'art. 4', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 40', 'art. 44', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 86', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 72', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 31', 'art. 38', 'art. 46', 'art. 42', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 77', 'art. 8', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 71', 'art. 77', 'art. 77']

- D. Leg.vo 22/01/2002, n. 10
- Avviso di rettifica in G.U. 3.7.2003, n. 152
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N23 1. Ai fini del presente testo unico si intende per:
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CAPO II - DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA Sezione I - Documenti amministrativi e atti pubblici
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“Art. 15-bis - Notificazioni di atti e documenti, comunicazioni ed avvisi
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1. Al fine di tutelare la riservatezza dei dati personali di cui agli articoli 22 e 24 della legge 31 dicembre 1996,
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CAPO III - SEMPLIFICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA Sezione I - Istanze e dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione
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N3 “2. Le istanze e le dichiarazioni
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“Art. 40 (L) - Certificati” N11
N12 N19 “01. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordi
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N14 N19 “1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare
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“Art. 43-bis. - Certificazione e documentazione d’impresa
N10 N14 1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acqui
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“Art. 44-bis. (L) - Acquisizione d'ufficio di informazioni
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f) stato di fam
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CAPO IV - SISTEMA DI GESTIONE INFORMATICA DEI DOCUMENTI Sezione I - Disposizioni sulla gestione informatica dei documenti
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a) garantire la sicurezza e l'integrit
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b) data di registrazione di protocollo assegnata automaticamente dal sistema e registrata in form
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a) il progressivo di protocollo, secondo i
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1. Le pubbliche amministrazioni che, mediante proprie applicazioni informatiche, accedono al sistema di gestione informatica dei documenti delle grandi aree organizzative omogenee di cui al comma 4 dell'articolo 50, adottano le modalità di interconnessione stabilite nell'ambito delle norme e dei criteri t
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2. Al servizio è preposto un dirigente ovvero un funzionario, comunque in possesso di idonei requisiti profess
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“Art. 72. (L) (Responsabilità in materia di accertamento d'ufficio e di esecuzione dei controlli
N16 1. Ai fini dell'accertamento d'ufficio di cui all'articolo 43, dei controlli di cui all'articolo 71 e della predisposizione delle conve
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1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico è punito ai sensi del codice penale e delle leggi
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1. Dalla data di entrata in vigore del presente testo unico sono abrogati: la legge 4 gennaio 1968 n. 15; l'artic
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a) le vigenti disposizioni legislative e regolamentari in materia di trasmissione delle dichiarazioni fiscali di cui al D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, al D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, al D.P.R. 10 marzo 2000, n. 100, al decreto direttoriale 31 luglio 1998, al decreto d
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Articolo 17 (Segretezza della corrispondenza trasmessa p
Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione delle firme.
Regolamento recante disposizioni di coordinamento in materia di firme elettroniche a norma dell’articolo 13 del decreto legislativo 23 gennaio 2002, n. 10.
Il provvedimento, che si propone di adeguare l’ordinamento italiano al quadro comunitario in materia di firme elettroniche (direttiva 1999/93/CE), introduce importanti modifiche al D.P.R. 445/2000, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.
Di particolare importanza segnaliamo l’introduzione delle nuove definizioni di “Firma elettronica”, “Firma elettronica avanzata” e “Firma elettronica qualificata”. La Firma elettronica semplice è definita come l'insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autentificazione informatica. La Firma elettronica avanzata è quella ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario e la sua univoca identificazione, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati. La Firma elettronica qualificata è infine la firma elettronica avanzata che sia basata su un certificato qualificato e creata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma.
D. Leg.vo 23/01/2002, n. 10
Articoli 10; 28-bis; 36, comma 1, 3, lett. e), 4, 5; 38, comma 2
Con il Comunicato in oggetto, riferito alle gare esperite con la modalità di "richiesta di offerta", viene chiarito che:
spetta a Consip la verifica in ordine al possesso dei requisiti di carattere generale rese dagli operatori economici in fase di abilitazione;
spetta invece alla singola stazione appaltante la verifica in ordine al possesso dei requisiti di ordine generale nei confronti dell'aggiudicatario della singola RDO.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Tre Effeci di Frau Valter & C snc – “Promozione di interventi di valorizzazione a fini turistici dell’attrattività dei sistemi produttivi identitari e tradizionali dei centri minori – Lavori di ristrutturazione e riadattamento del Giardino Calamida” – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso - Importo a base di gara euro 351.340,00 - S.A.: Comune di Oliena.
Omessa allegazione all’offerta economica di copia di un documento di identità - Esclusione
L’avvenuta esclusione del candidato dalla procedura di gara per mancanza di copia del documento di identità allegato alla lista delle categorie di lavoro e forniture per l’esecuzione dell’appalto (formalità, peraltro, non indicata nel disciplinare di gara né come obbligatoria né come causa di esclusione) appare non conforme alla normativa vigente. Infatti, come da consolidato orientamento giurisprudenziale (cfr. T.A.R. Lombardia, Milano, sez. III, 23 maggio 2012, n. 1397 - AVCP determinazione n. 4/2012; pareri di precontenzioso nn. 21 e 183/2011) in ordine alla sottoscrizione dell’offerta (economica e/o tecnica) e della domanda di partecipazione, si ritiene che la sottoscrizione sia lo strumento mediante il quale l’autore fa proprie le dichiarazioni rese e serve a renderne nota la paternità ed a vincolare l’autore alla manifestazione di volontà in esse contenuta. Detta sottoscrizione costituisce, pertanto, un elemento essenziale, perché ha la funzione di ricondurre al suo autore l’impegno di effettuare la prestazione oggetto del contratto verso il corrispettivo richiesto ed assicurare, contemporaneamente, la provenienza, la serietà e l’affidabilità dell’offerta stessa. Per altro verso, non può essere richiesta, a pena di esclusione, l’allegazione del documento di identità per la parte economica e tecnica dell’offerta, sia perché quest’ultima non ha valore giuridico di “autocertificazione” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (si veda, ex multis, Cons. St., Sez III, 16 marzo 2012, n. 1524) sia perché l’allegazione di copia del documento di identità è, di norma, già prescritta dal disciplinare di gara all’interno della busta contenente la documentazione amministrativa.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 - Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa.
Servizi esclusi All. II B, D.Lgs. n. 163/2006. Art. 38, D.Lgs. n. 163/2006
Il principio espresso dall'art. 38, del D.Lgs. n. 163/2006, secondo il quale la partecipazione alle gare pubbliche richiede, in capo ai partecipanti, il possesso di inderogabili requisiti di moralità, rappresenta un principio di carattere generale che si applica anche alle gare tese all'affidamento di servizi di cui all’Allegato II B. Si tratta, infatti, di un fondamentale principio di ordine pubblico economico che soddisfa l'esigenza che il soggetto che contrae con l'amministrazione sia "affidabile" e, quindi, in possesso dei requisiti di ordine generale e di moralità che la norma tipizza (cfr. Cons. Stato, VI, 21 maggio 2013, n. 2725). Pertanto, seppure nei servizi esclusi non possa esigersi il medesimo rigore formale di cui all’art. 38, D.Lgs. n. 163/2006 e gli stessi vincoli procedurali, resta inderogabile il principio che i soggetti debbano avere i requisiti morali, e che il possesso di tali requisiti vada verificato. Alla stazione appaltante deve essere sempre consentito di accertare l’affidabilità del soggetto con cui contrae, e tale soggetto, anche se il contratto sia escluso, deve rendere le dichiarazioni che consentono alla stazione di verificare la sua affidabilità morale.
Art. 12, D.Lgs. n. 81 /2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito relativo alla richiesta di chiarimenti in merito ai documenti che l'impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente.
Per il rispetto degli adempimenti previsti dal comma 1 dell'art. 26 del D. Leg.vo 81/2008, l'acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato e dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, sono elementi sufficienti a soddisfare la valutazione dell'idoneità tecnico professionale.
Inoltre il datore di lavoro committente non può chiedere copia del DUVRI, dal momento che la redazione del suddetto documento, ove previsto, ricade in capo a lui.
1. La semplice sottoscrizione da parte dei soggetti facenti parte di un costituendo raggruppamento, apposta a margine di ogni pagina della dichiarazione resa dal mandatario, non appare possa assolvere alla funzione costitutiva di una dichiarazione necessaria, e non appare corredata degli elementi essenziali richiesti dalla legge e dal D.P.R. n. 445 del 2000 per la sua imputazione giuridica a ciascun membro del raggruppamento. Infatti, ad ogni dichiarazione deve corrispondere un proprio autore, con relativa sottoscrizione e conseguente assunzione di responsabilità in ordine a quanto dichiarato.
2. La dichiarazione sostituiva deve avere i caratteri della completezza, correttezza e veridicità, deve essere debitamente sottoscritta dal suo autore, in quanto la sottoscrizione costituisce fonte di responsabilità anche penale in conseguenza della eventuale falsità dell’atto. Una dichiarazione così intesa e completa di tutti gli elementi sufficienti a dimostrare il possesso degli specifici requisiti di gara, consente il controllo da parte della stazione appaltante.
3. Un appalto riconducibile all’ambito dei servizi attinenti all’urbanistica, di cui all’Allegato II-A al D. Lgs. n. 163/2006, è sottratto all’applicazione della disciplina speciale degli artt. 90 e ss. del Codice e degli artt. 252 e ss. del D.P.R. n. 207/2010, dettata per i servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria (cfr. su fattispecie analoghe AVCP parere precontenzioso 20 ottobre 2011 n. 181; Id., parere precontenzioso 23 marzo 2011 n. 54). Quindi non può trovare diretta applicazione il disposto dell’art. 263, secondo comma, del Regolamento, né potrebbe ipotizzarsi, nella fattispecie, una sua applicazione in via analogica.
3. In un appalto di servizi di urbanistica, appare congruo e non irragionevole selezionare i professionisti sulla base del numero minimo di incarichi svolti nell’ultimo decennio, in quanto consente la partecipazione sulla base delle esperienze curriculari maturate in un lasso temporale sufficientemente ampio (e di gran lunga superiore a quello triennale prescritto in via generale per gli appalti di servizi dall’art. 42, primo comma, D. Lgs. n. 163/2006), e se detta selezione tenga adeguatamente conto della specificità dei servizi attinenti alla pianificazione urbanistica, della durata media dei rapporti contrattuali di consulenza e della complessità dei procedimenti di formazione dei piani regolatori generali ed attuativi.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla (… omissis …) - “Fornitura in opera, comprensiva di servizi di assistenza e garanzia on-site, di apparecchiature di calcolo, di rete e di storage, per le esigenze del progetto (… omissis …)”- Importo a base di gara € (… omissis …) – S.A.: Università degli Studi di (… omissis …).
Art. 38, comma 1, lett. c) del D. Lgs. n. 163/2006. Dichiarazione dei soggetti cessati dalla carica nell'anno precedente
1. La mancata dichiarazione in ordine ai requisiti di cui all'art. 38, comma 1, lett. c) del D. Lgs. n. 163/2006, da parte degli amministratori cessati dalla società, determina l’esclusione automatica dalla gara, giusto il disposto della norma "In ogni caso l'esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell'anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l'impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata".
2. Le clausole della lex specialis che contengono oneri per i concorrenti a pena di esclusione costituiscono un auto vincolo per l'amministrazione la quale non può ad esso sottrarsi, pena la lesione del principio della par condicio.
3. Oltre all'ipotesi di falsità, l'omissione o incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell'art. 38 da parte di tutti i soggetti ivi previsti costituiscono, di per sé, motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara (ex multis, parere AVCP 16 maggio 2012, n. 74 e Cons. St., sez. III, 3 marzo 2011, n. 1371). Le dichiarazioni sul possesso dei prescritti requisiti, pertanto, non possono essere prodotte ex post, qualora mancanti (cfr., AVCP Determinazione n. 4/2012; Determinazione n. 1/2012), dunque nessuno spazio può avere il dovere di soccorso istruttorio (cfr. Consiglio di Stato, sez. III, 16 marzo 2012, n. 1471).
Non è conforme l’operato di una Commissione di gara che abbia omesso di rispettare la lex specialis di gara nella parte in cui imponeva alla commissione di effettuare il controllo dei requisiti generali dichiarati dai concorrenti prima dell’apertura delle buste contenenti l’offerta economica. Tale verifica non solo risulta atto dovuto in virtù dell’espressa previsione del disciplinare di gara (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 2746/2012), ma rappresenta anche una fase particolarmente rilevante del procedimento di aggiudicazione, in considerazione del fatto che la stazione appaltante si è avvalsa della facoltà di esclusione automatica delle offerte anomale. Di conseguenza, l’esatta osservanza delle fasi della procedura di aggiudicazione avrebbe potuto portare ad un diverso numero di offerte ammesse e, quindi, ad una diversa soglia di anomalia ed, in ultima analisi, ad un differente aggiudicatario. Né risulta fondata l’eccezione dell’aggiudicataria, secondo cui ai sensi dell’art. 48, comma 2, del D.Lgs. n. 163/2006 e di quanto previsto dal disciplinare di gara, la commissione avrebbe dovuto controllare solo il primo ed il secondo in graduatoria ed astenersi, quindi, dall’assumere qualsiasi provvedimento nei confronti degli ulteriori concorrenti; ciò poiché il controllo che è stato omesso è quello espressamente disposto dal disciplinare, che è diverso dalle verifiche prescritte dall’art. 48, comma 2.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Società Agliardi Traslochi srl – “Procedura di cottimo fiduciario con sistema informatico di negoziazione SinTel, in forma aggregata per l’acquisto di servizio traslochi apparecchiature ed arredi per le Aziende Sanitarie A.O. Spedali Civili di Brescia e ASL della Provincia di Cremona per un periodo di 24 mesi” – Data di pubblicazione del bando: 3.9.2012 – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – Importo a base d’asta: euro 143.810,00 – S.A.: Azienda Ospedaliera Ospedali Civili di Brescia.
Art. 89, D.Lgs. n. 163/2006 - Congruità dell’importo a base d’asta e scostamento dalle tariffe ministeriali
L’art. 87, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006, impone che i costi per la sicurezza del lavoro devono essere specificamente indicati nell’offerta tuttavia tale prescrizione non può estendersi sic et simpliciter alle procedure economali di cottimo fiduciario di tipo informatico. Pertanto, l’obbligo discendente dalla suddetta previsione normativa può eccezionalmente applicarsi ai suddetti affidamenti quando, in considerazione di particolari e specifiche esigenze, la lettera di invito contempli espressamente un richiamo in tal senso. Si ritiene ammissibile l'offerta che si discosti dai dati numerici delle tabelle ministeriali - che non costituiscono parametri assoluti e inderogabili, ma rappresentano in ogni caso un metro di valutazione - a patto che il divario non sia eccessivo e vengano salvaguardate le retribuzioni dei lavoratori, così come stabilito in sede di contrattazione collettiva. Data l'elasticità della procedura di cottimo fiduciario prescelta nella fattispecie e l'esigenza di un suo contemperamento con le imprescindibili ragioni di congruenza del costo del lavoro, la stazione appaltante è tenuta a verificare la congruità dell'offerta dell'impresa aggiudicataria, senza che ciò costituisca per l'impresa istante, che non ha partecipato alla gara, una pretesa meritevole di tutela all'annullamento dell'esito della stessa, o al ristoro della sua posizione dichiaratamente lesa dall'operato della stazione appaltante.
Richiesta di parere – Selex ES S.p.A. – Modalità della dichiarazione ex art. 38 co. 1 lett. b), c) e m-ter) del D.Lgs. 163/2006 per i procuratori speciali.
1. Non è compatibile con la normativa di settore utilizzare un’unica dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ex art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, al fine di rendere le dichiarazioni sul possesso dei requisiti di cui all’art. 38, comma 1, lett. b), c) e m-ter) del D. Lgs. 163/2006 in capo ai procuratori speciali della società ed effettuare, in tal modo, una deroga all’obbligo dichiarativo personale da parte di tutti i soggetti muniti di poteri di rappresentanza.
2. In relazione agli obblighi dichiarativi di cui all’art. 38, comma 1, lett. b), c), m-ter) del D.Lgs. n. 163/2006, i procuratori speciali della società muniti di potere di rappresentanza non rientrano nel novero dei soggetti tenuti alle dichiarazioni sostitutive, a meno che non siano titolari di poteri gestori generali e continuativi ricavabili dalla procura; a tal fine, non può ritenersi sufficiente il conferimento del mero potere di rappresentare la società, ivi compresa la facoltà di partecipare alle gare e stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 12 gennaio 2011, n. 134, AVCP determinazione n. 1/2012).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Azienda Ospedaliera “Luigi Sacco” Polo Universitario di Milano – Procedura aperta per l’affidamento della fornitura ed installazione di n. 8 tavoli operatori per sale operatorie dell’A.O. Luigi Sacco – Importo a base d’asta: euro 800.000,00 – S.A.: Azienda Ospedaliera “Luigi Sacco” Polo Universitario-Milano.
Artt. 38, comma 1, lett. c) e comma 2, D.Lgs. 163/2006: obbligo di dichiarare tutti i precedenti penali a proprio carico – Applicabilità ai procuratori speciali
La dichiarazione da rendere ai fini dell’attestazione del possesso dei requisiti di ordine generale deve essere completa e, con particolare riferimento alla lettera c) del comma 1 dell’art. 38, del D. Lgs. n. 163/2006, deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla entità del reato e/o dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale. Pertanto, oltre all’ipotesi di falsità, l’omissione o l’incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell’art. 38, costituiscono di per sé motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica, anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara, non configurandosi in capo alla stazione appaltante l’ulteriore obbligo di vagliare la gravità del precedente penale di cui è stata omessa la dichiarazione (cfr. AVCP, determinazione n. 4/2012). L’esclusione dalla gara non si applica in caso di omessa dichiarazione da parte dei procuratori speciali muniti di potere di rappresentanza, a meno che non siano titolari di poteri gestori generali e continuativi ricavabili dalla procura; al tal fine non può essere considerato sufficiente il conferimento del mero potere di rappresentare la società, ivi compresa la facoltà di partecipare alle gare e stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 12 gennaio 2011, n. 134, AVCP, determinazione n. 1 del 16.5.2012).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla società TRENORD srl – Affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi - Importo a base d’asta € 390.000,00 - S.A.: Società TRENORD srl.
Art. 46, comma 1 bis, D.Lgs. 163/2006 - Partecipazione in ATI - Possesso certificazione OHSAS 18001
La certificazione OHSAS 18001, che attesta l’applicazione volontaria, all’interno di un’organizzazione, di un sistema di regole che permette di garantire un adeguato controllo riguardo alla sicurezza e alla salute dei lavoratori, si connota, in analogia con il requisito della certificazione di qualità ISO 9001, di una intrinseca natura soggettiva, in quanto attiene ad uno specifico “status” dell’imprenditore (cfr. AVCP, pareri n. 206 del 19.12.2012 e n.97 del 19.5.2011). Ne consegue che, in caso di raggruppamento temporaneo di imprese, deve essere posseduta singolarmente da ciascuna delle imprese riunite in raggruppamento. In particolare, nell’affidamento di un servizio di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti anche pericolosi, il requisito della certificazione OHSAS 18001, in caso di ATI, sia verticale che orizzontale, deve essere posseduto da tutti gli operatori economici facenti parte dell’ATI stessa, e non dalla sola mandataria, qualora la formulazione della richiesta di offerta non riferisca la certificazione di che trattasi a singole prestazioni eseguibili soltanto da talune imprese (cfr. Cons. Stato, Sez. V n.4668 del 27.7.2006).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da [… omissis …] – Affidamento ex art. 125, comma 11, D.Lgs. 163/2006 del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di rilevazione incendi e porte REI installati presso [… omissis …] – Importo a base di gara € [… omissis …] – S.A. [… omissis …].
Artt. 38, comma 2, D.Lgs. 163/2006 - Obbligo di dichiarare tutte le condanne per le quali si è beneficiato della non menzione
Il legale rappresentante di un’impresa concorrente è tenuto, sotto il profilo soggettivo, a dichiarare l’inesistenza nei propri confronti delle clausole di esclusione di cui all’art. 38, del D.Lgs. 163/2006. Sotto il profilo oggettivo, tale dichiarazione deve essere conforme al dettato dell’art. 38, comma 2, e, pertanto, il medesimo è tenuto ad indicare le condanne subite, anche quelle per le quali ha beneficiato della non menzione nel casellario giudiziario. L’omissione o l’incompletezza delle dichiarazioni da rendersi ai sensi dell’art. 38, del D.Lgs. n. 163/2006, costituiscono di per sé motivo di esclusione dalla procedura ad evidenza pubblica, anche in assenza di una espressa previsione del bando di gara.
Obbligo di richiesta d'ufficio da parte delle stazioni appaltanti diverse dalle amministrazioni aggiudicatrici.
Il Ministero del Lavoro torna sulla questione dell'acquisizione d'ufficio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), fornendo chiarimenti in merito alla possibilità di ricomprendere o meno tutte le stazioni appaltanti diverse dalle pubbliche amministrazioni nel novero dei soggetti che sono tenuti alla richiesta d'ufficio del documento medesimo.
Il Ministero ricorda che le richiesta d'ufficio del DURC non possono non riguardare tutti i soggetti comunque interessati alle procedure di cui al D. Leg.vo 163/2006 e del relativo regolamento, D.P.R. 207/2010.
Per quanto riguarda, ad esempio, le società autostradali, alcune sentenze hanno affermato che queste rivestono la natura giuridica di organismo di diritto pubblico e, come tali, rientrerebbero nel novero delle amminstrazioni aggiudicatrici, tenute ad applicare le disposizioni delle parti I, III, IV e V del D. Leg.vo 163/2006. Tali dispositivi portano dunque a ritenere che il DURC vada acquisito d'ufficio anche delle predette società.
Il Ministero ritiene dunque che il DURC vada altresì acquisito dai soggetti sopra indicati e, in particolare, anche dagli enti e dai soggetti aggiudicatori (compresi i concessionari di lavori pubblici) che operano ai sensi del D. Leg.vo 163/2006, nonché dai gestori di pubblici servizi.
Avv. Dirig.R. Abruzzo 08/06/2012
Aggiornamento dell’Elenco regionale dei tecnici professionisti specializzati nella realizzazione degli studi di MZS ai sensi dell’OPCM n. 4007 del 29.02.2012.
Qualora più dichiarazioni vengano rese dalla medesima persona e facciano parte di un medesimo insieme probatorio, non può costituire causa di esclusione la circostanza che queste non siano accompagnate, ciascuna, da una copia del documento di identità, giacché, in tal caso, la prova del nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione alla determinata persona fisica da cui proviene emerge oggettivamente dal riscontro del contesto documentale (cfr. Avcp parere n. 21/2011). Pertanto, nel caso in cui venga inserita nel plico almeno una copia fotostatica del documento di identità, ciò è sufficiente a conseguire lo scopo della identificazione del rappresentante che ha reso le dichiarazioni sostitutive, e instaura un nesso biunivocamente rilevante tra dichiarazione e responsabilità personale del sottoscrittore (cfr. Cons. St., sez. V, 20 ottobre 2008, n. 5109; id., 26 gennaio 2012, n. 337).
1. E’ illegittimo prevedere in un avviso pubblico di gara una clausola di esclusione dalla partecipazione alla procedura concorsuale per la esistenza di un contenzioso in atto con la stazione appaltante in quanto la discrezionalità dell’Amministrazione in sede di predisposizione dei requisiti di ammissione delle imprese alle gare d’appalto, per quanto ampia, è pur sempre limitata da riferimenti logici e giuridici che derivano dalla garanzia del rispetto di principi fondamentali, quali quelli della più ampia partecipazione e del buon andamento dell’azione amministrativa. La predetta considerazione è rafforzata dal quadro giuridico modificato dal comma 1-bis dell’art. 46 del D.Lgs. n. 163/2006, introdotto dall’articolo 4, comma 2, lettera d), del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, che elenca le diverse ipotesi tassative di esclusione: l’esclusione dell’impresa che versi in una situazione di contenzioso con la stazione appaltante si configura come introduttiva di una condizione generale preclusiva dell’accesso alla gara, non prevista dal citato comma 1-bis dell’art. 46.
2. Non è pienamente conforme alla normativa di settore la clausola del bando di gara nella parte in cui richiede, a pena di esclusione, la dichiarazione del concorrente “di non avere in corso contenziosi con la Pubblica Amministrazione”. Considerata la finalità, sottesa a tale clausola, di acquisire, oltre alle dichiarazioni circa il possesso dei requisiti di ordine generale ex art. 38 del D.lgs. n. 163/2006, ulteriori elementi conoscitivi e di valutazione dei concorrenti, non preordinati all’automatica esclusione degli stessi, sarebbe stata meglio conferente una espressione di tale clausola di segno marcatamente ed esclusivamente esplorativo, richiedente cioè una dichiarazione circa “i contenziosi eventualmente pendenti con la P.A.”. Al riguardo, va rilevato che la richiesta di siffatto ulteriore tipo di informazione non sia in sé da considerare irragionevole, ferma ed impregiudicata restando la piena tutela della posizione del dichiarante rispetto alle conseguenti determinazioni della stazione appaltante, imponendo ai concorrenti unicamente di chiarire la propria posizione, al fine di permettere alla P.A. di verificare, in un successivo momento, l’eventuale idoneità delle azioni legali in corso a incidere sull’affidabilità del partecipante o sul rapporto di fiducia che deve comunque intercorrere tra le parti (in questo senso, ancorché in differente fattispecie, si veda: C. S. n. 3440/09).
Il possesso della certificazione del sistema di qualità, per gli appalti di lavori pubblici, deve essere provato attraverso l’attestazione S.O.A., restando viceversa precluso il ricorso a forme alternative di dimostrazione del requisito, ivi compresa l’allegazione all’offerta della stessa certificazione del sistema di qualità. Si è infatti ritenuto che l’art. 4, terzo comma, del D.P.R. n. 34 del 2000 non dia adito a dubbi sulla insostituibilità dell’attestazione S.O.A. ai fini della dimostrazione del possesso del sistema di qualità certificato: la ratio della previsione è stata individuata nell’esigenza che l’organismo di attestazione non si limiti a rappresentare la presenza della certificazione di qualità rilasciata da un ente a ciò competente, bensì provveda a certificare che quel documento sia stato rilasciato da soggetti accreditati ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, a loro volta dotati di precisa qualificazione ( l’accreditamento ad opera del Sincert, fino all’istituzione del sistema accentrato di Accredia oggi vigente per l’Italia ). La circostanza, nel caso di specie, che nell’attestazione S.O.A. fosse riportata, per la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008, una data di scadenza ormai spirata, non costituisce ragione sufficiente per giustificare l’esclusione, dato che la stessa concorrente ha tempestivamente inviato al Comune copia della nuova certificazione di qualità aziendale triennale, conseguita in data precedente alla suddetta scadenza.
Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) - art. 44 bis, D.P.R. n. 445/2000 - non autocertificabilità.
Con la Nota n. 619 del 16/01/2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si esprime in merito alle recenti novità in tema di semplificazione amministrativa introdotte dalla L. 12/11/2011, n. 183 (Legge di Stabilità 2012), che ha introdotto l'art. 44-bis nell'articolato del D.P.R. 28/12/2000, n. 445 (T.U. documentazione amministrativa).
Il documento in esame tende a chiarire la disciplina del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ed in particolare esclude la presentazione del DURC mediante autocertificazione.
Ricordando che ai sensi dell'art. 40 del D.P.R. 445/2000 sono oggetto di certificazione ed autocertificazione «stati, qualità personali e fatti», il documento afferma che l'art. 44-bis, prevedendo l'acquisizione d'ufficio da parte delle P.A. delle informazioni relative alla regolarità contributiva o la verifica delle stesse in caso di dichiarazione sostitutiva, si limita a stabilire la modalità di acquisizione e gestione del DURC, senza intaccare il principio secondo cui le valutazioni effettuate da un Organismo tecnico (Istituti previdenziali, assicuratore, Casse edili) non possono essere sostituite da una autodichiarazione, che non insiste evidentemente su stati, qualità personali o fatti.
A tal proposito è opportuno ricordare che il comma 14-bis, dell'art. 4, del D.L. 70/2011 consente l'autocertificazione del DURC per i contratti di forniture e servizi fino a 20.000 euro.
1. Per concorrere all’affidamento di un contratto misto di servizi, ed in particolare servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria, e lavori, l’operatore economico deve possedere i requisiti di qualificazione e capacità prescritti per ciascuna prestazione (art. 15, D.Lgs. n. 163/20006), fermo restando che al fine di determinare correttamente questi ultimi, la stazione appaltante è tenuta a indicare la classe e la categoria o le classi e le categorie a cui l’intervento si riferisce (cfr. determinazione AVCP n. 5 del 27 luglio 2010) ed a distinguere, nell’ambito del prezzo posto a base di gara, il corrispettivo per la progettazione e quello per l’esecuzione. Se tale specificazione non si riscontra, i requisiti speciali risultano indeterminati.
2. Le disposizioni di cui all’art. 38, lett. b) e c) del Codice dei contratti pubblici impongono, a pena di esclusione dalla gara, a tutti i soggetti ivi previsti (tra cui i direttori tecnici cessati dalla carica nel triennio antecedente la pubblicazione del bando), di dichiarare l’assenza a proprio carico di tutti gli elementi ostativi alla partecipazione alla gara espressamente ed analiticamente ivi indicati. Tale obbligo sussiste anche nell’ipotesi in cui non sia esplicitato espressamente dal bando di gara, attesa la natura di ordine pubblico dell’art. 38 cit. (cfr. determinazione AVCP n. del 12.1.2010; TAR Lazio, Sez. II, n. 7072, del 9.8.2011).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’Impresa Tomassini Style S.r.l. – “Procedura aperta per la fornitura di uno scuolabus per trasporto alunni della scuola dell’obbligo e materna con obbligo di ritiro in permuta o per rottamazione di due scuolabus usati” – Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – Importo a base d’asta: euro 90.000,00 – S.A.: Comune di San Giovanni Rotondo (Foggia).
Esigere che “più dichiarazioni rese dalla stessa persona in un medesimo procedimento e facenti parte di un medesimo insieme probatorio (inserite in una stessa busta, contenente la documentazione amministrativa per la gara), debbano necessariamente essere accompagnate, ciascuna, da una copia del documento” si tramuta “in un formalismo senza scopo” (Cons. Stato, Sez. V, 3 gennaio 2006, n. 25; cfr. anche Sez. IV, 5 marzo 2008, n. 949), poiché la prova del nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione alla persona fisica determinata da cui proviene, emerge oggettivamente dal riscontro del contesto documentale, risultando raggiunta la finalità della normativa in materia e con ciò della legge di gara, che ne costituisce applicazione (v. parere di questa Autorità n. 21 del 9 febbraio 2011). L’allegazione del documento di identità si traduce in una formalità eccessiva e superflua quando viene estesa alla parte economica dell’offerta, sia perché quest’ultima non ha valore giuridico di “autocertificazione” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 sia perché l’allegazione di copia del documento di identità è già stata prescritta dal disciplinare di gara all’interno della busta contenente la documentazione amministrativa, ed è stato previsto l’inserimento sia di tale busta sia di quella contenente l’offerta economica in un unico plico generale, e per tutti e tre i plichi è stato prescritto che dovranno essere sigillati e controfirmati sui lembi di chiusura, sicché risulta scongiurata ogni incertezza sull’attribuibilità delle dichiarazioni e degli altri atti ivi acclusi.
1. Quando il numero di imprese ammesse è inferiore a dieci, la stazione appaltante non può procedere all’esclusione automatica delle offerte, applicandosi, in tal caso, il comma 3, dell’art. 86 del D.Lgs. n. 163 del 2006. L’erronea indicazione del numero di imprese necessario per non procedere all’esclusione automatica delle offerte non vale ad inficiare la procedura di gara.
2. A prescindere da quanto stabilisce la lex specialis di gara, le lettere b) e c) del secondo comma dell’articolo 49 del D.Lgs. n. 163 del 2006, richiedono che entrambe le imprese (ausiliata e ausiliaria) presentino una dichiarazione con cui si attesti il possesso dei requisiti generali di cui all’art. 38 del Codice. La necessaria riferibilità diretta di tali requisiti tanto all’impresa avvalsa quanto a quella ausiliaria è pacifica in quanto, trattandosi di requisiti inerenti qualità “personali” del concorrente, non avrebbe senso la possibilità di avvalersene.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla R.C. Restauro Conservativo s.n.c. – “Gara per l’affidamento dell’attività di progettazione definitiva, nonché esecuzione dei lavori per la conservazione e il recupero dell’impianto decorativo esterno di Villa Nigra in Comune di Miasino (NO)” – Procedura ristretta, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa – Importo a base d’asta: euro 240.011,60 – S.A.: Comune di Miasino (NO).
1. La funzione della sottoscrizione dei documenti di gara quali il bando, il capitolato, la lettera d’invito, etc. è quella di rendere riferibili le prescrizioni di gara al dichiarante che resta così vincolato al rispetto degli impegni assunti e l’omissione di tale adempimento è tanto più sostanziale e insanabile, se prevista a pena di esclusione. La previsione dell’obbligo di produrre copia della lettera d’invito debitamente sottoscritta corrisponde ad una esigenza specifica dell’Amministrazione di presa d’atto di avvenuta accettazione delle condizioni ivi previste e dunque la mancata produzione di copia integrale di tale documento sottoscritto costituisce omissione non irrilevante, tanto più ove le disposizioni di gara siano assolutamente inequivoche nel prevedere tanto la doverosità dell’allegazione di parte quanto le conseguenze sanzionatorie dell’eventuale inadempimento. Pertanto, in presenza di documentazione del tutto mancante o fisicamente incompleta, o assolutamente inidonea, o non corrispondente a quella prevista, ovvero ancora, in caso di mancanza delle prescritte sottoscrizioni, non è consentita la regolarizzazione o l’integrazione della documentazione, atteso che, in caso contrario, si verrebbe a realizzare una palese violazione della par condicio rispetto alle imprese concorrenti che abbiano invece puntualmente rispettato la disciplina prevista dalla lex specialis.
2. La previsione della lex specialis circa la necessità di dimostrare il possesso della certificazione di qualità, ai fini del dimezzamento della cauzione provvisoria versata, attraverso la produzione di copia autenticata della suddetta certificazione, appare in contrasto con la giurisprudenza amministrativa secondo cui “le copie delle certificazioni di qualità potrebbero cadere sotto il disposto dell’art. 19, D.P.R. 445/2000 in materia di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, giacchè gli organismi deputati a tale certificazione, sebbene di natura di privata, rilascerebbero attestazioni aventi contenuto vincolato e rilievo pubblicistico” (Cons. Stato, sez. VI, 19 gennaio 2007, n.121). Aderendo a tale indirizzo si può dunque affermare che il possesso della certificazione di qualità può documentarsi mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000 ovvero con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da rendersi ai sensi del combinato disposto degli artt. 47, comma 1 e 38, comma 3 del D.P.R. 445/2000. E’ dunque consentito, salva ogni successiva verifica, dichiarare il possesso della certificazione di qualità (quale titolo di “qualificazione tecnica” ai sensi e per gli effetti dell’art. 46, comma 1, lett. n) senza dover produrre anche la copia della relativa certificazione; peraltro, qualora la certificazione di qualità non si ritenga qualificabile come “titolo” di “qualificazione tecnica” ai sensi dell’art. 46 cit., il possesso della stessa è comunque certificabile attraverso dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47, cit.
Istanze di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentate dalle imprese SELF SIME ITALIA s.r.l. e P&P s.r.l. Automazioni e Sicurezza – Fornitura e posa in opera di un sistema di videosorveglianza nell’ambito del territorio comunale – Importo a base d’asta: € 806.384,53 – S.A.: Comune di Rapallo (GE).
L’esigenza di rispettare la breve tempistica imposta dall’Ente finanziatore del progetto, ossia evitare il pericolo di perdere i finanziamenti regionali, costituisce una valida motivazione per introdurre nella procedura di gara una disciplina restrittiva in materia di dimostrazione dei requisiti di partecipazione, richiedendo di dimostrare e quindi produrre già nella prima fase della gara idonea documentazione dimostrativa del possesso dei requisiti di partecipazione. È necessario che tanto la suddetta esigenza quanto le particolari modalità di dimostrazione siano chiaramente indicate nel bando di gara.
1. Il DURC è qualificato dalla giurisprudenza come una dichiarazione di scienza, resa però con riguardo al periodo considerato, per cui lo stesso non può essere inteso che come attestante la regolarità contributiva soltanto fino alla propria scadenza, senza alcuna possibilità di essere considerato valido al di là del termine in esso espressamente stabilito (si veda, in tal senso Cons. Stato, Sez. V, 26 febbraio 2010, n. 1141). Come ritenuto anche da questa Autorità (parere n. 112 del 16 giugno 2010), il DURC privo di un requisito intrinseco, ossia l’essere in corso di validità, è per ciò stesso inidoneo a comprovare il possesso della regolarità contributiva.
2. Se è vero che rientra nella discrezionalità amministrativa l’individuazione dei criteri di valutazione e la ponderazione relativa attribuita a ciascuno di essi, nel rispetto della proporzionalità e della ragionevolezza (parere di questa Autorità del 20 aprile 2008 n. 93), è anche vero che, una volta effettuata tale scelta discrezionale, attribuendo un massimo di 60 punti all’offerta tecnica ed un massimo di 40 punti all’offerta economica, la stazione appaltante non può adottare una formula matematica che, nella sostanza finisca, per rendere totalmente ininfluente l’offerta economica, riducendo da 40 a 13 punti il possibile scarto tra il minimo ribasso e il massimo ribasso.
3. Il possesso della certificazione di qualità può documentarsi mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell’art. 46 del DPR 445/2000 ovvero con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da rendersi ai sensi del combinato disposto degli artt. 47 co. 1 e 38 co. 3 del DPR 445/2000. E’ dunque consentito, salva ogni successiva verifica, dichiarare il possesso della certificazione di qualità (quale titolo di “qualificazione tecnica” ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 co. 1 lett. n) senza dover produrre anche la copia della relativa certificazione; peraltro, qualora la certificazione di qualità non si ritenga qualificabile come “titolo” di “qualificazione tecnica” ai sensi dell’art. 46 cit., il possesso della stessa è comunque certificabile attraverso dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 cit. La certificazione di qualità non rientra tra le ipotesi per le quali l’articolo 49 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445, ha esplicitamente previsto dei limiti di utilizzo delle misure di semplificazione. In concreto i “certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti” non possono essere sostituiti da altro documento. La certificazione di qualità è riconducibile alla lettera n) dell’art. 46 co. 1 del DPR 445/2000. In conseguenza, in quanto rientrante tra i titoli di qualificazione tecnica, la certificazione di qualità ben può essere documentata con una dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell’art. 46 cit. del cit. del DPR 445 (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 19 aprile 2007, n. 1790; Cons. Stato, Sez. VI, 19 gennaio 2007, n. 121) (TAR Lazio, sez. III-quater, 1° febbraio 2008, n. 899).
4. In materia di appalti pubblici, la ratio del differimento del diritto di accesso è da individuarsi nella necessità di mantenere la competizione indenne da meccanismi di collusione, di impedire intese tra operatori economici volte a concordare i rispettivi comportamenti per influenzare l’esito della selezione, di evitare flussi informativi (anche involontari) tra potenziali concorrenti, e di eliminare il rischio di condizionamenti commerciali, economici e tecnici nella formulazione e presentazione delle offerte. Ciò premesso, la giurisprudenza amministrativa evocata dall’impresa istante – e dalla stessa stazione appaltante – ha coerentemente escluso la possibilità di applicare il principio del differimento, quando la richiesta di accesso abbia ad oggetto i documenti attestanti i requisiti di ammissione, i verbali di gara e i provvedimenti della stazione appaltante nella parte in cui sanciscono l’esclusione dalla procedura delle imprese concorrenti, ovvero la loro riammissione (TAR Puglia, Bari, Sez. I, 18 novembre 2008, n. 2612; TAR Puglia, Lecce, Sez. II, 31 gennaio 2009, n. 178); trattasi, invero, di atti che, non potendo affatto minare gli equilibri concorrenziali e la correttezza dell’andamento del procedimento, non giustificano il differimento.
In sede di sub procedimento di verifica di cui all'articolo 48, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, è necessario che l'operatore economico dimostri con la documentazione di supporto esclusivamente quanto dichiarato in sede di partecipazione alla gara, relativamente al possesso dei requisiti minimi, non potendo presentare nuovi e diversi elementi rispetto a quelli già indicati in gara, a prescindere dalla circostanza che la documentazione prodotta supporti l'effettivo possesso dei requisiti minimi richiesti dal bando. Infatti, il legislatore, nel prevedere espressamente la corrispondenza fra quanto dichiarato e quanto dimostrato, ha voluto garantire la par condicio dei partecipanti alla procedura di gara e tutelare la stazione appaltante sul fatto che il concorrente interessato dal procedimento di verifica sia in possesso dei requisiti richiesti per la partecipazione alla gara alla data della pubblicazione del bando di gara (cfr. determinazione dell’Autorità del 21 maggio 2009, n. 5).
Le copie delle certificazioni di qualità potrebbero cadere sotto il disposto dell’art. 19 d.P.R. 445/2000 in materia di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, giacché gli organismi deputati a tale certificazione, sebbene di natura privata, rilascerebbero attestazioni aventi contenuto vincolato e rilievo pubblicistico (CdS, VI, 19 gennaio 2007, n. 121). Di conseguenza, il certificato di qualità potrebbe essere prodotto in gara sia tramite una autocertificazione (CdS, V, 17 aprile 2007, n. 1790 e 11 maggio 2007, n. 2355), sia mediante una copia conforme all’originale. Pertanto, la modalità di presentazione del certificato ISO 9001 tramite la produzione di copia del certificato di qualità con l’attestazione della veridicità dello stesso da parte del rappresentante legale della concorrente, unitamente alla copia del proprio documento d’identità, risulta costituire comportamento conforme alla citata normativa di settore in materia.
La stazione appaltante può, in ragione della preminente tutela dell’interesse pubblico alla selezione di un concorrente moralmente e professionalmente affidabile, chiedere ai partecipanti una dichiarazione sostitutiva, resa dagli stessi sotto la loro responsabilità, molto più ampia rispetto alla dichiarazione di insussistenza delle specifiche condizioni previste dal comma 1, lett. c) dell’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006, onerando i concorrenti ad una dettagliata elencazione di tutte le condanne subite, senza eccezione alcuna, compresi i reati estinti e depenalizzati, con l’ulteriore specificazione delle condanne contenenti il beneficio della non menzione (cfr. parere 9 luglio 2009, n. 75).
Il DURC è qualificato dalla giurisprudenza come una dichiarazione di scienza, resa però con riguardo al periodo considerato, per cui lo stesso non può essere inteso che come attestante la regolarità contributiva soltanto fino alla propria scadenza, senza alcuna possibilità di essere considerato valido al di là del termine in esso espressamente stabilito (si veda, in tal senso Consiglio di Stato, Sez. V, 26 febbraio 2010, n. 1141).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa [omissis], in qualità di mandante dell’A.T.I. con l’impresa capogruppo [omissis]– Lavori per il risanamento della sede viaria e opere di corredo sulla strada provinciale [omissis] – Importo a base d’asta € 2.370.000,00 – S.A.: [omissis].
La previsione del bando di gara, secondo la quale i concorrenti devono dichiarare “sentenze, ancorché non definitive, relative a reati che precludono la partecipazione alle gare di appalto”, non è conforme al disposto dell’art. 38, comma 1, lettera c) del D.Lgs. n. 163/2006 e, inoltre, appare in contrasto con i principi, sia generali che propri delle procedure concorsuali, di presunzione di innocenza e di tassatività delle cause di esclusione dalle procedure di gara.
1. L’omessa allegazione della fotocopia del documento di identità comporta l’esclusione dalla gara, rappresentando tale documento un elemento costitutivo dell’autocertificazione.
2. La mancata pubblicità delle sedute di gara rileva sempre come vizio della procedura, senza che occorra dimostrare una effettiva lesione della par condicio tra i concorrenti, trattandosi di un aspetto della selezione posto a tutela non solo della parità di trattamento dei partecipanti alla competizione ma ancor prima dell’interesse pubblico all’imparzialità e alla trasparenza dell’azione amministrativa.
Istanze di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’impresa TEKNE S.r.l. – Lavori di sistemazione della rete viabile da “Promiod” al “Col Portola” del Comune di Chatillon – Importo a base d’asta euro 417.130,08 – Lavori di sistemazione della rete viabile rurale da “Nissod” a “Chenè” del Comune di Chatillon – Importo a base d’asta euro 205.001,21 – S.A.: Consorzio di Miglioramento Fondiario Ru Des Gagneurs.
Non è conforme alla normativa di settore la previsione del bando di gara che imponga ai partecipanti di allegare all’offerta la ricevuta in originale del versamento del contributo di gara all’Autorità, ovvero fotocopia dello stesso corredata da dichiarazione di autenticità e copia di un documento di identità in corso di validità. Come chiaramente indicato dalle “Istruzioni relative alle contribuzioni dovute, ai sensi dell’art. 1, comma 67, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dai soggetti pubblici e privati”, reperibili sul sito istituzionale, “A riprova dell'avvenuto pagamento, l’operatore economico deve allegare all'offerta copia stampata dell'e-mail di conferma, trasmessa dal Servizio riscossione contributi e reperibile in qualunque momento mediante la funzionalità di Archivio dei pagamenti”.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dalla Società MI.AM. s.n.c. – Appalto di lavori di ricostruzione edificio scolastico di via Diaz – Polo scolastico di Faiano – 1° Lotto funzionale – Importo a base d’asta: € 1.269.948,86 – S.A.: Comune di Pontecagnano Faiano (SA).
La scelta adottata dalla Commissione di gara di procedere alla rideterminazione della soglia di anomalia, per il solo fatto che alcuni concorrenti sorteggiati non abbiano dimostrato di possedere i requisiti generali richiesti, si pone in contrasto con il disposto dell’articolo 48 del D.Lgs. 12 aprile 2006, che prevede l’obbligo in capo alla S.A. di rideterminare la soglia di anomalia solo quando, a seguito della verifica dei requisiti speciali posseduti dall’aggiudicatario provvisorio e dall’impresa seconda qualificatasi, entrambi i concorrenti siano risultati sprovvisti di tali requisiti; mentre, qualora la carenza emersa sia limitata all’impresa aggiudicataria, il contratto spetta al concorrente che segue in graduatoria. Solo nell’ipotesi in cui anche costui non dovesse comprovare il possesso dei requisiti dichiarati in gara si procede alla rideterminazione della soglia di anomalia e alla conseguente nuova aggiudicazione (cfr. determinazione 21 maggio 2009, n. 5).
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’impresa Commerciale Sicula s.r.l. - Servizio di noleggio, trasporto, ritiro, attività di pulizia, manutenzione e smaltimento rifiuti di WC chimici - Importo stimato euro 1.500.000,00 - S.A.: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile.
1. In base alla lettera dell’art. 72, il capitolato d’oneri e la documentazione complementare, nella specifica ipotesi di procedura ristretta, devono essere acclusi dalla stazione appaltante alla lettera di invito a presentare offerta, che apre la fase successiva a quelle di presentazione delle domande di partecipazione da parte dei concorrenti e di prequalifica degli stessi. Con tale comunicazione l’amministrazione invita alla presentazione di un’offerta le imprese ritenute idonee, fra quelle che ne abbiano fatto istanza, in quanto giudicate in possesso dei requisiti tecnici ed economico-finanziari individuati dal bando, necessari a garantire il livello delle prestazioni oggetto del contratto.
2. In materia di autocertificazione dei requisiti di cui all’art. 38 del d. lgs. 12 aprile 2006, è conforme alla ratio legis che le dichiarazioni siano rese dagli stessi interessati, dal momento che il genere di dichiarazioni richieste costituisce frutto di informazioni su qualità personali e sulle relative vicende professionali e/o individuali che non sono necessariamente a conoscenza del rappresentante legale dell’impresa. Le persone fisiche dotate di potere di rappresentanza rispetto alle quali, nell’ambito del rapporto societario, assume rilievo la causa di esclusione e, dunque, i soggetti tenuti alla dichiarazione sostitutiva richiesta, devono essere individuati attraverso l’analisi nello statuto della persona giuridica.
3. La stazione appaltante può fissare discrezionalmente i requisiti di partecipazione, anche superiori rispetto a quelli previsti dalla legge, purché essi non siano manifestamente irragionevoli, irrazionali, sproporzionati, illogici, nonché lesivi della concorrenza. La ragionevolezza dei requisiti non deve essere valutata in astratto, ma in correlazione al valore dell’appalto ed alle specifiche peculiarità dell’oggetto della gara. In caso di affidamento, ad esempio, di un servizio di noleggio, trasporto, ritiro, attività di pulizia, manutenzione e smaltimento rifiuti di WC chimici, la richiesta di un fatturato, nel triennio pregresso, sino al doppio dell’importo posto a base della stessa, appare del tutto coerente, logico ed adeguato, tenuto anche conto che il richiesto fatturato è posto a garanzia dell’affidabilità dell’operatore economico.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’Istituto Trentino per l’Edilizia abitativa S.p.A. (ITEA S.p.A.) – Lavori per il recupero dell’area “Ex Bimac” per la realizzazione di n. 30 alloggi, centro sanitario e autorimessa pubblica interrata in C.C. Rovereto (TN), cant. 485.
Considerata la natura sanzionatoria della norma contenuta nell’articolo 48 del d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163, in ossequio al principio di legalità e al divieto di estensione analogica, la fattispecie da questa prevista non può essere estesa ad altre ipotesi. Ne consegue che, in caso di false dichiarazioni concernenti i requisiti di ordine generale, trattandosi di requisiti di natura diversa da quelli di carattere speciale, non sono applicabili le specifiche sanzioni di cui all’articolo 48, bensì si applica la sanzione dell’esclusione dalla procedura di gara, espressamente prevista dall’articolo 38. In forza dell’art. 6, comma 11, secondo periodo del d. lgs. 163/2006, tuttavia, sussiste l’obbligo in capo alle stazioni appaltanti di comunicare all’Autorità le false dichiarazioni prodotte in sede di gara in relazione al possesso dei requisiti di ordine generale, affinché le stesse possano essere rese pubbliche attraverso il Casellario Informatico.
Com.Ass.R. Sicilia 29/02/2008
Comunicato relativo al decreto 15 gennaio 2008, relativo alle modifiche al decreto 24 febbraio 2006, concernente modalità attuative della disposizione di cui al comma 12 bis dell'art. 19 della L. 11 febbraio 1994, n. 109.
Art. 38, comma 1, lett. g), D. Leg.vo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture) - Requisito di regolarità fiscale.
L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle modalità per la certificazione, da parte dei soggetti che prendono parte a procedure di appalti di lavori, servizi e forniture, del rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, alla luce delle disposizioni introdotte dal nuovo Codice dei Contratti, di cui al D. Leg.vo 163/2006.
In particolare l'art. 38, comma 1, lettera g), del D. Leg.vo 163/2006 prevede l'esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, dall’affidamento dei relativi subappalti e dalla stipula dei relativi contratti, dei soggetti che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Il successivo comma 2 dell'art. 38 stabilisce inoltre che il possesso dei suddetti requisiti di regolarità fiscale può essere attestato mediante una dichiarazione sostitutiva redatta in conformità al DPR 445/2000.
Può dunque accadere che, relativamente ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, venga richiesto al competente Ufficio locale il rilascio
dell’attestazione di regolarità fiscale, in sede di controllo da parte della stazione appaltante dell’autocertificazione prodotta dall’interessato.
A tale proposito l'Agenzia delle Entrate conferma la perdurante validità del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate in data 25.6.2001, recante il modello di «Certificazione dei carichi pendenti risultanti al sistema informativo dell’anagrafe tributaria».
In conformità al predetto provvedimento gli Uffici indicheranno separatamente, nel richiesto certificato, anche le violazioni che non risultano
ancora definitivamente accertate. Ciò in quanto la valutazione della sussistenza del requisito della regolarità fiscale nell'ambito dei contratti pubblici spetta comunque alla stazione appaltante, alla quale l’Agenzia delle Entrate deve fornire tutte le informazioni utili alla verifica dello stesso, sia in
relazione alla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti, nonché dei subappalti, sia in relazione alla successiva stipula dei relativi contratti.
Documento Unico di Regolarità Contributiva - Precisazioni e chiarimenti.
Circ.Ass.R. Sicilia 20/01/2005, n. 2
Impiego dei finanziamenti alle cooperative edilizie incluse nei piani di utilizzazione degli stanziamenti di cui alle LL.RR. 20.12.1975, n. 79 e 5.12.1977, n. 95. Termini e requisiti per la proroga dei programmi costruttivi prevista dall’art. 31 della L.R. 5.11.2004, n. 15.
Sipari di sicurezza dei teatri: procedure per il rilascio del benestare alla singola installazione.
Per l'impugnazione da parte del terzo del titolo edilizio rilasciato ad altri occorre, da parte sua, la conoscenza cartolare dello stesso e dei suoi allegati progettuali o, in alternativa, il completamento dei lavori, che disveli in modo certo e univoco le caratteristiche essenziali dell'opera, l'eventuale non conformità della stessa rispetto alla disciplina urbanistica, l'incidenza effettiva sulla posizione giuridica del terzo. La dichiarazione di fine lavori sostitutiva rilasciata dal direttore dei lavori, ai sensi degli artt. 47 e 76 del D.P.R. n. 445/2000, sebbene non costituisca elemento probatorio dirimente in ordine alla data di ultimazione dei lavori, rappresenta un importante elemento di valutazione che, unitamente ad altri elementi, anche indiziari, possono indurre a determinare la data di decorrenza del termine per l'impugnazione del titolo edilizio da parte del terzo.
È valida la previsione della lettera di invito che preveda, a pena di esclusione dalla procedura di gara, la necessità di dichiarare di «non aver subito la risoluzione anticipata di contratti da parte di enti pubblici negli ultimi tre anni per inadempimento contrattuale e di non aver subito revoche di aggiudicazione per mancata esecuzione di contratti», in quanto conforme al disposto dall’art. 38, comma 1, lett. f), del D.Leg.vo 163/2006 e non in contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione dalle gare di appalto di cui all'art. 46, comma 1 bis, del D.Leg.vo 163/2006.
In sede di procedure di gara d'appalto, mentre nella fase di presentazione delle domande di partecipazione e delle offerte, è consentito, per ragioni di speditezza del procedimento, il ricorso alle autocertificazioni - giusta il disposto dell'art. 42, comma, 4, del Codice dei contratti pubblici - nella fase di verifica del possesso dei requisiti è invece necessario che i concorrenti forniscano la documentazione probatoria vera e propria, proveniente da enti pubblici e privati, non essendo più sufficiente la semplice autocertificazione.
L’impresa resta in gara anche se manca il Durc: è compito dell’amministrazione acquisire in forma ufficiosa un documento di cui è in possesso. È pertanto illegittima la clausola di un bando che preveda l’esclusione in caso di mancato rispetto del termine per la consegna del Durc da parte del partecipante alla gara. (Nel caso in esame un’impresa aveva presentato domanda per la partecipazione ad un bando regionale finalizzato all’erogazione di incentivi per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. L’impresa, avvalendosi della possibilità prevista dal bando, aveva allegato alla domanda la richiesta del Documento unico di regolarità contributiva inoltrata allo Sportello unico previdenziale dell’Inps-Inail, riservandosi di trasmettere il certificato nel termine indicato nella lex specialis di gara. Acquisito l’originale cartaceo del Durc l’impresa provvedeva ad inviarlo tramite il servizio postale, ma il plico non perveniva nel termine utile al destinatario. La Regione, quindi, disponeva l’archiviazione della domanda, in considerazione del fatto che la mancata ricezione del Durc nei termini prescritti era prevista della lex specialis come causa di esclusione. L’impresa impugnava la decisione e l’impugnazione viene accolta sia dal Tar che dal Consiglio di Stato).
1. Appalti LSF - Gara - Documentazione - Dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà ex D.P.R. 00/445 - Puntualizzazione «per quanto a nostra conoscenza» - Inammissibilità
1. La puntualizzazione «per quanto a nostra conoscenza» rende del tutto priva di valore e «tamquam non esset» la dichiarazione rilasciata, ponendosi in contrasto con le norme in materia di dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà di cui al D.P.R. 28.12.2000 n. 445, venendo a mancare una vera e propria assunzione di responsabilità insita, invece, in tale tipo di dichiarazione e che è alla base dell’affidamento dell’Amministrazione. (Nella specie si trattava della dichiarazione sulla inesistenza di condanne penali per amministratori cessati dalla carica).
1. Appalti LSF - Gara - Documentazione - Polizza RCT - Sostituzione con dichiarazione sostitutiva - Esclusione
1. Nelle gare per l’aggiudicazione di appalti LSF con la P.A., la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, richiesta dal bando a pena di esclusione, non può essere sostituita dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà atteso che la polizza, in quanto scrittura privata, non rientra fra i documenti per i quali l’art. 19, T.U., D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 prevede l’utilizzo della dichiarazione sostitutiva.
1. Appalto LSF - Gara - Documentazione - Dichiarazione sostitutiva - Allegazione di fotocopia documento d’identità – Necessità
1. In una gara d’appalto LSF, l’impresa, qualora debba presentare una dichiarazione sostitutiva dei documenti ai sensi degli artt. 21, c. 1 e 38, c. 2 e 3, T.U., D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, ha l’obbligo di allegare copia fotostatica del documento d’identità; tale allegazione, lungi dal rappresentare un mero formalismo, costituisce un fondamentale onere dell’impresa, conferendo legale autenticità alla sua sottoscrizione e configurandosi come elemento della fattispecie normativa diretta a comprovare, oltre alle generalità del dichiarante, l’imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica.
1. Appalti ll.pp. - Gara - A.T.I. - Polizza fideiussoria - Impegno a favore di tutte le partecipanti o alla capogruppo - Necessità 2. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Autocertificazione - In conformità di copia al documento originale - Ammissibilità
1. In una gara d’appalto ll.pp., è inammissibile l’impegno alla emanazione della polizza fideiussoria che non sia rilasciata a favore di tutte le società partecipanti alla A.T.I. o della capogruppo nella qualità. 2. In una gara d’appalto ll.pp., ai sensi dell’art. 19, D.P.R. 2000/445 è ammissibile l’autocertificazione sulla conformità di un documento all’originale conservato dalla P.A.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Ammissione - Obbligo di presentare attestazione SOA - Produzione di dichiarazione sostitutiva - Esclusione
1. La previsione degli atti di gara secondo cui i concorrenti avrebbero dovuto produrre l’attestazione SOA ( in originale o in fotocopia) e non una dichiarazione sostitutiva, non sembra incompatibile con la normativa di settore (in particolare con gli artt. 46, 47, 48, 74 e 77 bis del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445) né illogica. La produzione dell’attestato infatti da un lato assume una funzione garantistica di genuinità, di esattezza e di completezza e dall’altro non reca alcun aggravio al concorrente. È evidente in particolare che la richiesta attestazione SOA (in originale o in fotocopia) non comportava alcuna maggiore difficoltà per il partecipante rispetto alla dichiarazione sostitutiva. Tali difficoltà se mai si ricollegavano alla produzione di detta dichiarazione, ove si consideri il contenuto complesso della attestazione SOA.
1. Appalti LSF - Gara - Documentazione - Certificato casellario giudiziale e certificato carichi pendenti - Dichiarazioni sostitutive - Ammissibilità
1. Le imprese concorrenti alle gare d’appalto sono autorizzate - e lo erano anche prima dell’introduzione dell’art. 77 bis del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 - a produrre dichiarazioni sostitutive dei certificati del Casellario giudiziale e dei carichi pendenti.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Esclusione - Per mancata allegazione di valido documento di identità a dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà - Legittimità.
1. In una gara d'appalto, le disposizioni degli artt. 38 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 le quali prescrivono che deve essere allegato un valido documento di identità alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, costituiscono un fondamentale onere dell'impresa diretto a comprovare non soltanto le generalità del dichiarante ma, e soprattutto, l'imputabilità della dichiarazione ad una determinata persona fisica; pertanto, qualora alla dichiarazione sostitutiva ed ai documenti presentati in fotocopia autocertificata l'impresa non alleghi la fotocopia del documento di riconoscimento, è legittima la sua esclusione dalla gara.
1. Appalti ll.pp. - Cauzione provvisoria - Riduzione 50 % ex art. 8, c. 11 quater e art. 30, c. 1 e 2 L.94/109 e art. 4, c. 3 D.P.R. 2000/34 - In base a certificazione di qualità. 2. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Autocertificazione di possesso di documenti e di conformità al documento originale di copia prodotta - Ammissibilità - Condizioni.
1. Nelle gare d'appalto di lavori pubblici, le imprese concorrenti, per ottenere la riduzione del 50% della cauzione e della garanzia fideiussoria ex artt. 8, comma 11 quater e 30 commi 1 e 2 L.11 febbraio 1994 n. 109 e dell'art. 4, comma 3 D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34, devono essere in possesso della certificazione di qualità aziendale, ovvero della dichiarazione di presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale rilasciate dalla SOA. 2. In tema di appalto di lavori pubblici, ai sensi degli artt. 19 e 47 T.U., D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, le imprese concorrenti possono autocertificare il possesso di un certificato (nella specie, certificazione di qualità) e la conformità al documento originale della copia prodotta soltanto se si tratti di un documento riservato o rilasciato da una Pubblica amministrazione e non di documento rilasciato o conservato da un soggetto privato.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Procedimento - Documento identità da allegare a ciascuna dichiarazione sostitutiva - Esclusione.
1. La disposizione dell'art. 38 D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 va applicata senza un formalismo privo di scopo; e in una gara d'appalto non deve essere perciò richiesto che più dichiarazioni rese dalla stessa impresa nello stesso procedimento e inserite nella stessa busta contenente la «documentazione amministrativa» debbano necessariamente essere accompagnate, ciascuna, dalla copia di un documento d'identità.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Bando - Documentazione prescritta - Presentazione di documenti diversi - Inammissibilità.
1. Qualora in una gara d'appalto ll.pp., il bando prescriva che il possesso di un dato requisito sia dimostrato attraverso una determinata documentazione, non è possibile darne la dimostrazione attraverso documenti diversi né l'amministrazione appaltante è tenuta a far regolarizzare e integrare la documentazione presentata.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Documento d'identità scaduto - Esclusione - Illegittimità.
1. In una gara d'appalto ll.pp. deve ritenersi illegittima, ai sensi dell'art. 38, c. 3 del T.U., D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445, l'esclusione di un'impresa la quale abbia presentato - insieme con la domanda di partecipazione e con le relative attestazioni e dichiarazioni sostitutive - la fotocopia di un documento di identità scaduto di validità.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Dichiarazioni irregolari - Art. 71 T.U. 2000 n. 445 - Applicabilità.
1. In una gara d'appalto, qualora le dichiarazioni di cui agli artt. 46 e 47 del T.U. 28 dicembre 2000 n. 445 presentino irregolarità rilevabili d'ufficio, non costituenti falsità, il funzionario competente ne dà comunicazione all'impresa; questa è tenuta a regolarizzare la dichiarazione; se non lo fa il procedimento non ha seguito. Questa regola, ai sensi dell'art. 71, comma 3 dello stesso T.U., opera anche negli appalti di lavori pubblici.
1. Appalti ll.pp. - Gara - Documentazione - Certificato casellario giudiziale - Autocertificazione sostitutiva - Ammissibilità ex art. 77 bis T.U. 2000 n. 445 con efficacia retroattiva.
1. Negli appalti di lavori pubblici è ammissibile l'autocertificazione in sostituzione di documentazione richiesta per l'ammissione, come espressamente previsto dall'art. 77 bis del T.U. 28 dicembre 2000 n. 445, che ha efficacia retroattiva.