Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/massimari/finanziario/2-2/Doveri+informativi+-+Adeguatezza+dell%27operazione
Timestamp: 2019-11-19 10:25:01+00:00
Document Index: 123025965

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 28', 'art. 26', 'art. 28', 'art. 29', 'art. 28', 'art. 19']

Doveri informativi - Adeguatezza dell'operazione
Contratti finanziari – Acquisto di titoli non quotati – Consulenza della banca – Adeguatezza e appropriatezza dell’investimento – Insufficienza delle informazioni date dalla banca – Vizio del giudizio di adeguatezza – Sussiste – Vizio del giudizio di appropriatezza – Consequenzialità – Affermazione – Grave inadempimento – Sussiste – Risolubilità del contratto – Sussiste
Il giudizio di adeguatezza che l'intermediario compie nella consulenza consiste nell'analisi delle informazioni fornite dal cliente e nella valutazione dell'idoneità del prodotto finanziario a soddisfare le esigenze concrete del cliente. il giudizio di appropriatezza si inserisce in un servizio di natura esecutiva al fine di verificare che il cliente abbia il livello di esperienza e conoscenza necessario per comprendere i rischi del servizio proposto chiesto. L’appropriatezza è pertanto un minus rispetto all’adeguatezza, per cui in caso di assolvimento dell'obbligo di informazione riguardo all'adeguatezza può ritenersi assolto anche quello relativo all'appropriatezza, così come ogni vizio relativo alla valutazione di adeguatezza si protrae nel eventuale successiva fase dell'ordine impartito per iniziativa del cliente. Pertanto la dichiarazione del cliente circa la consapevolezza dell'inappropriatezza non può salvare la banca qualora già il precedente giudizio di inadeguatezza non fosse sufficiente. L’omissione di informazioni sufficienti si configura come inadempimento grave, in quanto in assenza di elementi contrari si deve desumere che proprio la violazione di questo obbligo della banca non ha permesso al cliente di operare una scelta informata e quindi di evitare l'investimento. [Nella fattispecie, il Tribunale ha dichiarato risolto il contratto di acquisto di azioni della banca – azioni non quotate su mercato regolamentato – operato dal cliente dietro consulenza della stessa banca.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 10 Maggio 2019. Segue...
Negoziazione titoli - Obblighi di informazione - Contenuto - Inadempimento - Acquisto di titoli ad alto rischio - Risarcimento del danno - Individuazione - Quantificazione del danno - Criteri
Intermediazione finanziaria - Obbligo ex art. 29, comma 3, del reg. Consob n. 11522 del 1998 - Adempimento - Sottoscrizione della clausola contenente la segnalazione di inadeguatezza dell'operazione – Adempimento dell’obbligo informativo - Sufficienza - Limiti
In tema di intermediazione finanziaria, nel quadro di applicazione dell'articolo 29 del regolamento Consob n. 11522 del 1998, la segnalazione di inadeguatezza ivi contemplata al terzo comma, laddove si riferisce ad "esplicito riferimento alle avvertenze ricevute", non richiede l'indicazione del contenuto delle informazioni al riguardo somministrate dall'intermediario; in tal caso, e cioè in mancanza di indicazione del contenuto delle informazioni omesse, la sottoscrizione da parte del cliente della segnalazione di inadeguatezza non incide sul riparto del relativo onere di allegazione e prova, né tantomeno costituisce prova dell'adempimento, da parte dell'intermediario, dell'obbligo informativo posto a suo carico, ma fa soltanto presumere che l'obbligo sia stato assolto, sicché, ove il cliente alleghi quali specifiche informazioni siano state omesse, grava sull'intermediario l'onere di provare, con ogni mezzo, che invece quelle informazioni siano state specificamente rese, ovvero non fossero dovute. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Aprile 2018, n. 10111. Segue...
In tema di servizi di investimento mobiliare, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l’obbligo di fornire all’investitore un’informazione adeguata in concreto, tale da soddisfare le esigenze del singolo rapporto in relazione alle caratteristiche personali ed alla situazione finanziaria del cliente, potendo dar corso ad un’operazione non adeguata solo a seguito di ordine scritto dell’investitore, sicché la semplice clausola “rischio Paese”, per di più apposta solamente sugli ultimi ordini di acquisto, è inidonea a provare l’adempimento dei suddetti obblighi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 Marzo 2017, n. 8314. Segue...
La circostanza per cui il cliente avesse acquistato, in epoca precedente, altri titoli a rischio, non consente di attribuirgli automaticamente un profilo di rischio alto, perché, non avendo mai rilasciato le informazioni di profilatura, nulla esclude che la banca abbia adottato la stessa prassi decettiva anche nelle operazioni precedenti (acquisto di titoli Cirio ed Argentina in epoca prossima ai rispettivi crac). (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 16 Marzo 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Inversione dell’onere della prova ai sensi dell’art. 23 TUF – Limiti dell’inversione dell’onere della prova ed oneri probatori a carico dell’investitore
L’art. 23, 6° comma, TUF (“Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta”) prevede un’inversione dell’onere della prova, limitatamente appunto ai giudizi di risarcimento dei danni, ponendo a carico dell’intermediario l’onere di dimostrare di aver agito con la specifica diligenza richiesta, mentre ogni altro elemento fattuale, posto dall’investitore a sostegno della domanda risarcitoria, deve essere da costui provato, in base a conferente allegazione, secondo le disposizioni comuni (Cass. SU 13533/2001). (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Marzo 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria - Doveri informativi - Segnalazione di inadeguatezza dell'operazione - Idoneità a far presumere assolto l'obbligo informativo dell'intermediario - Contestazione del cliente - Onere della prova
La sottoscrizione, da parte del cliente, della clausola in calce al modulo d'ordine, contenente la segnalazione d'inadeguatezza dell'operazione sulla quale egli è stato avvisato, è idonea a far presumere assolto l'obbligo previsto in capo all'intermediario dall'art. 29, comma 3, reg. Consob n. 11522 del 1998; tuttavia, a fronte della contestazione del cliente, il quale alleghi quali specifiche informazioni furono omesse, grava sulla banca l'onere di provare, con qualsiasi mezzo, che invece quelle informazioni essa aveva specificamente reso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Giugno 2016, n. 11578. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Clausola di stile – Prova dell’adempimento dell’obbligo informativo – Esclusione
La frase "si conferma l'operazione non adeguata, come da voi comunicato", contenuta nel modello di ordine predisposto dalla banca e sottoscritto dal cliente si risolve in mera clausola di stile, che non dà sufficiente contezza di ciò che è stato effettivamente riferito al cliente in rapporto all'operazione domandata e che non è di per sé idonea a provare di aver fornito all'investitore un'informazione adeguata in concreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2016. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto – Prova dell’adempimento dell’obbligo informativo – Esclusione – Indicazioni specifiche delle avvertenze ricevute sulla mancata quotazione del titolo e sulla non rispondenza alla scelta prudenziale degli investimenti fino ad allora effettuati
La dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, della propria consapevolezza, in virtù delle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento, inadeguato rispetto al suo stesso profilo di investitore, può acquisire efficacia esimente, attestando l'avvenuto assolvimento dell'obbligo di informazione incombente sull'intermediario, solo quando l'investitore abbia sottoscritto un testo recante indicazioni specifiche delle avvertenze ricevute, sia sulla mancata quotazione del titolo, sia sulla non rispondenza alla scelta prudenziale degli investimenti fino ad allora effettuati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2016. Segue...
La dichiarazione resa dai cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, non può - di certo - costituire dichiarazione confessoria, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo (Cass. 6142/2012). Tale dichiarazione può, al più, comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione incombenti sull'intermediario, sempre che, però, sia corredata da una, sia pure sintetica, indicazione delle caratteristiche dei titolo, in relazione al profilo dell'investitore ed alla sua propensione al rischio, tali da poterne sconsigliare l'acquisto, come nel caso in cui venga indicato nella dichiarazione che si tratti di titolo non quotato o emesso da soggetto in gravi condizioni finanziarie (Cass. 4620/2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2016. Segue...
Nel caso di specie, l’investitore aveva sottoscritto una prima "scheda profilo cliente", nella quale dichiarava di avere un'esperienza "alta" in investimenti in titoli di Stato, fatta eccezione per "quelli esteri, prodotti derivati, pronti contro termine, titoli azionari ed eccezione di quelli esteri e fondi comuni", ed una propensione di rischio "medio-alta" con riferimento ad obiettivi di investimento caratterizzati dalla "compresenza di redditività e di rivalutabilità con il rischio dell'andamento dei corsi", e si era rifiutato di fornire notizie sulla sua situazione finanziaria. Meno di un mese dopo, il cliente aveva sottoscritto una seconda "scheda profilo clienti", con la quale aveva dichiarato alla banca di avere un'esperienza "alta" solo "riguardo ai titoli di Stato, ai prodotti derivati ed ai titoli azionari non esteri”, rifiutandosi ancora una volta di fornire notizie in ordine alla propria situazione economica, ed omettendo di compilare le sezioni relative ai suoi obiettivi di investimento ed alla sua propensione al rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2016. Segue...
Le informazioni fornite dalla banca al cliente non possono reputarsi sufficienti quando sono riferite non alla specifica tipologia dei titoli in relazione alla propensione al rischio dell’investitore, bensì, del tutto genericamente, al "valore di mercato del contratto", o ai "contratti futures" ed alle "attività finanziarie oggetto delle options". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2016. Segue...
Un concorso di colpa dell'investitore, può ravvisarsi, pertanto, nella sola peculiare ipotesi In cui questi tenga un contegno significativamente anomalo ovvero, sebbene a conoscenza (in quanto investitore qualificato) del complesso "iter" funzionale alla sottoscrizione dei programmi di investimento, ometta di adottare comportamenti osservanti delle regole dell'ordinaria diligenza od avalli condotte dei promotore devianti rispetto alle ordinarie regole del rapporto professionale con il cliente e alle modalità di affidamento dei capitali da investire, così concorrendo al verificarsi dell'evento dannoso per inosservanza dei più elementari canoni di prudenza ed oneri di cooperazione nel compimento dell'attività di investimento (Cass. 13259/2009; 18613/2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Maggio 2016. Segue...
Va dichiarata la risoluzione contrattuale del singolo ordine di acquisto di titoli, quale atto avente al contempo natura negoziale ed esecutiva del mandato ricevuto con il contratto quadro, per violazione dell’art. 29 del regolamento Consob n. 11522/1998 (vigente ratione temporis), ogni qualvolta detto ordine di acquisto reca quale unico avvertimento l’inadeguatezza dell’operazione per tipologia, ossia con riferimento allo specifico titolo oggetto di acquisto, e non anche per dimensione, ove si è in presenza di un ingente esborso concentrato su un singolo titolo ad alto rischio di insolvenza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03 Marzo 2016. Segue...
Gli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario, discendenti dalle norme ex artt. 21 T.U.F. e 26-31 del regolamento CONSOB adottato con deliberazione CONSOB n. 11522 del 1998, possono ritenersi concretamente adempiuti soltanto quando l’investitore abbia pienamente compreso le caratteristiche essenziali dell’operazione non solo con riguardo ai suoi rischi patrimoniali ma anche con riferimento alla sua adeguatezza. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08 Gennaio 2016. Segue...
L’inadeguatezza dell’operazione era riscontrabile sotto plurimi profili: a) in ordine alla tipologia di prodotto, trattandosi di titoli altamente speculativi e pertanto adatti ad investitori con un elevato profilo di rischio; b) in ordine all’oggetto, essendo la banca quale soggetto professionale in possesso di sufficienti informazioni in merito alla situazione economica dello Stato argentino tali da poter ritenere elevato il rischio di perdita del capitale investito; c) in ordine alla frequenza essendo tale investimento il primo e l’unico compiuto dalla cliente in ambito finanziario, non avendo la stessa pregressa operatività; d) in ordine alla dimensione rappresentando la cifra investita in bond argentini l’intero importo del deposito titoli di cui godeva all’epoca la risparmiatrice. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 16 Settembre 2015. Segue...
La pregressa operatività dell’investitore manifesta la sua passata propensione al rischio e costituisce solo un elemento indiziario del suo generale profilo di rischio, che deve essere valutato unitamente alle altre circostanze note all’intermediario, e che non può valere a modificare il profilo di rischio dell’investitore per tutte le future operazioni, in presenza di elementi di prova di segno contrario. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Settembre 2015. Segue...
Quando si verte in materia di risarcimento del danno causato dall’inadempimento prospettato a carico dell’intermediario, è corretto determinare l’entità del danno tenendo conto, a favore del danneggiante, delle utilità comunque percepite dalla parte danneggiata in nesso di causalità con il comportamento causativo del danno, perché si tratta di utilità di cui, senza la condotta ritenuta inadempiente, la parte danneggiata non avrebbe potuto beneficiare. (In applicazione di tale principio, il Tribunale liquidava a titolo di risarcimento del danno l’importo corrispondente all’esborso sostenuto per l’acquisto dei titoli, detratta la somma corrispondente alle cedole maturate e percepite sugli stessi). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Luglio 2015. Segue...
Servizi di investimento finanziari - Dichiarazione resa su modulo prestampato dalla banca circa la consapevolezza della rischiosità di un investimento - Confessione - Esclusione - Prova dell'adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari - Sussistenza - Fattispecie
In tema d'intermediazione finanziaria, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza circa le informazioni ricevute sulla rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, pur non costituendo dichiarazione confessoria (in quanto rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo), può comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione incombenti sull'intermediario. (Nella specie, è stata ritenuta idonea a comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione la circostanza che il cliente, in occasione dell'acquisto di "bond" argentini, abbia fatto riferimento alle avvertenze ricevute circa l'inadeguatezza dell'ordine, sia per la mancata quotazione del titolo sia per la sua non rispondenza alla scelta prudenziale di investimenti operata fino ad allora, sottoscrivendo la seguente dichiarazione: "Prendiamo atto delle indicazioni sotto riportate e tuttavia vi autorizziamo comunque ad eseguire l'operazione: titolo non quotato-operazione non allineata alla linea di investimento concordata"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Marzo 2015, n. 4620. Segue...
Operazione finanziaria - Dichiarazione resa su modulo prestampato dalla banca - Contenuto - "Operazione non adeguata" - Valore confessorio - Esclusione - Prova dell'adempimento degli obblighi informativi da parte della banca - Insufficienza
In tema di prova civile, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza circa la natura di "operazione non adeguata" rispetto al suo profilo d'investitore dell'investimento effettuato dalla banca, non costituisce dichiarazione confessoria, né è sufficiente a far ritenere dimostrato, da parte dell'intermediario, l'adempimento degli obblighi informativi imposti dall'art. 29 del regolamento CONSOB. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25 Settembre 2014, n. 20178. Segue...
Con un profilo di rischio prudenziale caratterizzato dalla "protezione del capitale" la vendita di obbligazioni Lehman Brothers effettuata nel mese di luglio 2008 deve considerarsi inadeguata. (Luciano Fanti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 04 Giugno 2014. Segue...
La valutazione di adeguatezza o meno di un'operazione deve essere condotta sulla scorta di tutti i criteri indicati dall'art. 29. Qualora l'operazione si presenti inadeguata, ciascuna delle ragioni di inadeguatezza deve essere specificamente posta all'attenzione dell'investitore e dettagliatamente illustrata. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15 Marzo 2013. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario - Censura di inadeguatezza dell'operazione - Indicazione specifica del profilo di inadeguatezza - Necessità.
È generica ed inaccoglibile la doglianza in merito alla violazione delle norme che prescrivono l'informazione in tema di inadeguatezza dell'operazione di cui all’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98 che non contenga l'indicazione del profilo (tipologia, oggetto, frequenza, dimensione) sotto il quale l'operazione è ritenuta inadeguata, con la precisazione che l'onere di allegazione circa i profili di inadeguatezza incombe sull’investitore, mentre incomberà all’intermediario dimostrare di aver assolto alle prescrizioni circa l’avvenuto avvertimento e la ricevuta autorizzazione che dia conto delle avvertenze ricevute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06 Febbraio 2013. Segue...
L’estensione dell’obbligo di informazione e l’adeguatezza dell’operazione devono essere rapportate alle caratteristiche soggettive dell’investitore. Il rifiuto del cliente di fornire dati sull’esperienza in investimenti in valori mobiliari e sugli obiettivi di investimento comporta per la banca l’obbligo di attestarsi, nella valutazione del proprio investitore e dell’adeguatezza dell’operazione, sul livello minimo di esperienza e di rischio e su criteri di massima cautela, a meno che, da altri elementi in suo possesso, la banca non ricavi la prova di un diverso profilo di esperienza e di rischio. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 15 Novembre 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria – Bond Argentina – Conferma Corte d’Appello di Genova – Riconoscimento degli interessi dalla data dell’investimento – Correttezza. Dichiarazione dell’inadeguatezza dell’operazione e della rischiosità dell’investimento – Valore confessorio – Esclusione.
In tema di prova civile, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca (nella specie in "bond" argentini) e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, non costituisce dichiarazione confessoria, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo. (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Aprile 2012, n. 6142. Segue...
L’eventuale rifiuto del cliente - che deve risultare da atto scritto - di fornire all’intermediario tutte le notizie utili circa la sua esperienza in materia, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento e la sua propensione al rischio, non esclude, in ogni caso, l’obbligo dell’intermediario di valutare l’adeguatezza dell’operazione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
In tema di obblighi informativi della banca nel caso di acquisto di strumenti finanziari, l’eventuale rifiuto del cliente di fornire all’intermediario tutte le notizie utili cica la sua esperienza in materia, non esclude bensì intensifica l’obbligo informativo in capo all’intermediario, dovendo quest’ultimo assumere prudenzialmente a riferimento una propensione al rischio minima, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, salvo il caso in cui quelle informazioni sia univocamente desumibili dalle precedenti scelte di investimento e, in generale, dal comportamento in precedenza tenuto dall’investitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
L’esecuzione pregressa di operazioni su titoli di rischio non è di per sé tale da attribuire al cliente caratteristiche personali corrispondenti a quelle dell’operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare Consob. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
L’ingente emissione di obbligazioni a fronte della dichiarazione in bilancio di rilevanti disponibilità liquide, la rilevazione da parte della Centrale Rischi di un’esposizione debitoria superiore a quanto esposto dai bilanci e l’immissione attraverso consociate estere di obbligazioni della società capogruppo - al fine di aggirare i limiti imposti dalla normativa nazionale ex artt. 2410 e ss. - sebbene non siano elementi volti a preconizzare un fallimento, certamente sono significativi di una particolare rischiosità degli investimenti in titoli emessi dalla capo gruppo medesima e, come tali, rilevabili dall’intermediario. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
La mancata esplicitazione delle concrete ragioni che rendono inadeguato un investimento inficia il consenso all’esecuzione di un ordine d’acquisto prestato al cliente, in ragione dell’esistenza di un contesto legislativo che consente all’intermediario di dare ugualmente corso all’operazione soltanto dopo che il cliente sia stato reso compiutamente edotto di tutti i profili di inadeguatezza specificamente ravvisabili sul piano oggettivo e soggettivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10 Aprile 2012. Segue...
Non può ritenersi adeguato un investimento ad alto rischio da parte di un soggetto che al rischio non è mai stato propenso e che sia stato di recente incoraggiato ad altri investimenti speculativi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 28 Marzo 2012. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – dicitura prestampata contenuta nell'ordine di acquisto.
La dicitura “operazione inadeguata – titolo a rischio” contenuta nell’ordine di acquisto non è idonea a dimostrare l’assolvimento, da parte dell’intermediario, degli obblighi informativi di cui agli artt. 21 Tuf e 26,28 Reg. Consob 11522/98. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Settembre 2011. Segue...
L'adeguatezza della operazione al profilo del cliente va valutata sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'art. 28 del reg. Consob 11522/98 e "di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati"; l'intermediario deve quindi tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, che delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza mettendo in rapporto le une con le altre. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 01 Luglio 2011. Segue...
La circostanza che l'investitore, nei rapporti con l'intermediario, si sia dimostrato particolarmente propositivo nell'acquisto di titoli ad alto rendimento non è sufficiente a dedurne un elevato profilo di rischio ed una specifica esperienza in strumenti finanziari. (Paola Pontanari) (riproduzione riservata) Appello Milano, 26 Maggio 2011. Segue...
Qualora l'avvertimento dell'intermediario relativo alla inadeguatezza dell'operazione sia generico e non faccia riferimento a specifici profili (tipologia, oggetto, frequenza, dimensione), l'investitore che intenda contestare la violazione del dovere informativo in questione, ha l'onere di contestare l'inadeguatezza dell'operazione sono tutti i profili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Maggio 2011. Segue...
La dichiarazione dell'investitore di essere stato avvertito della inadeguatezza dell'operazione può essere reso in forma sintetica anche mediante una crocetta apposta sulla corrispondente casella, tenuto anche conto del fatto che la doppia sottoscrizione (dell'ordine di negoziazione e della dichiarazione di inadeguatezza) consente comunque di ritenere sufficientemente richiamata l'attenzione dell'investitore, analogamente a quanto avviene nelle ipotesi previste dagli articoli 1342 e 1341, comma due, c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 Maggio 2011. Segue...
Le ragioni di inopportunità e inadeguatezza di cui all'art. 29 del Reg. Consob n. 11522/98 non possono essere sufficientemente chiarite sottoponendo al cliente un testo prestampato, non evidenziato graficamente nè personalizzato nella modulistica, ove sia definiti inadeguata “... l'operatività oggetto di incarico ... sulla base delle informazioni in possesso sul conto dei clienti ... con riferimento agli investimenti effettuati”; l'intermediario cui incombe l’onere di provare l'assolvimento degli obblighi informativi deve dimostrare di avere rappresentato al cliente le ragioni dell'inadeguatezza, illustrando tutte quelle caratteristiche del prodotto. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Maggio 2011. Segue...
In considerazione del fatto che l’adeguatezza e l’informazione operano su piani diversi, e che la valutazione sulla prima deve essere rinnovata in occasione di ogni investimento – potendo essere mutato il profilo di rischi dell’investitore – non può ritenersi adeguato un acquisto di strumenti finanziari per il solo fatto che il cliente abbia “capito i rischi” in ragione di precedenti ed analoghe operazioni di acquisto. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 16 Febbraio 2011. Segue...
Poiché ogni operazione di acquisto di strumenti finanziari, a norma dell’art. 29, I comma, del Reg. Consob, può essere inadeguata per tipologia, per oggetto e per dimensione, ognuna delle cause per le quali l’operazione medesima può stimarsi, appunto, inadeguata, deve essere specificamente posta all’attenzione dell’investitore e spiegata nel suo contenuto, onde porre l’investitore nella condizione di valutare al meglio l’opportunità di procedere o meno all’investimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 16 Febbraio 2011. Segue...
Tribunale Piacenza, 30 Novembre 2010. Segue...
Non assolve all'onere imposto all'intermediario dall'articolo 29 del reg. Consob 11522 del 1998 l'informazione relativa alla inadeguatezza dell'operazione espressa in termini generici o meramente ipotetici che non fornisca specifiche indicazioni in ordine ai singoli strumenti finanziari oggetto di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02 Novembre 2010. Segue...
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, ai sensi dell'art. 29, comma 3, della Delibera Consob del 1 luglio 1998 n. 11522) applicabile "ratione temporis", prima di dare attuazione ad un ordine, ancorché scritto, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata, può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di questa regola non è di ostacolo il fatto che il cliente abitualmente investa in titoli finanziari, perché ciò non basta a renderlo investitore qualificato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Ottobre 2010. Segue...
In presenza di un offering circular che definisca le obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina come “adatte ad investitori speculativi in grado di valutare e sostenere rischi speciali” sono inadeguate le operazioni di investimento effettuate dalla clientela retail, risultando irrilevante il pregresso acquisto di titoli ad alto rischio emessi da altri paesi emergenti. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13 Ottobre 2010. Segue...
La dichiarazione con la quale gli investitori dichiarino “in base ai nostri obiettivi di investimento e alle risorse finanziarie a nostra disposizione riteniamo tali investimenti pienamente adeguati” non dimostra l’adempimento della banca al dovere di astenersi dal dare esecuzione ad operazioni non adeguate e di aver quindi sconsigliato l’operazione al cliente. La non adeguatezza delle operazioni di investimento deve essere segnalata per iscritto con l’indicazione specifica delle ragioni per le quali l’operazione non è ritenuta adeguata. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13 Ottobre 2010. Segue...
Qualora il cliente, mediante il compimento di frequenti operazioni sui mercati finanziari dia prova di avere una discreta conoscenza in materia di investimenti, non può ritenersi inadempiente ai propri obblighi informativi l'intermediario che segnali come inadeguata un'operazione senza, però, indicare le specifiche ragioni di tale inadeguatezza (fattispecie in tema di obbligazioni argentine acquistate da investitore non classificabile quale operatore qualificato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 06 Ottobre 2010. Segue...
Mercati finanziari – Acquisto di strumenti finanziari – Adeguatezza dell’operazione – Contenuto.
La valutazione circa l’adeguatezza dell’operazione costituisce un quid pluris rispetto al generale obbligo informativo di cui all’art. 28, II comma, regolamento Consob e, per tale ragione, deve essere più penetrante e raggiungere in modo più incisivo la sfera cognitiva del cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20 Maggio 2010. Segue...
Mercati finanziari – Acquisto di strumenti finanziari – Rifiuto del cliente di fornire informazioni – Obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione – Sussistenza.
L’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20 Maggio 2010. Segue...
L'acquisto di obbligazioni Lehman Brothers, strumento finanziario che - sino al 15 settembre 2008 - i dati a disposizione delle banche permettevano di considerare come titolo a basso rischio e a basso rendimento, deve essere valutato come adeguato ad un portafoglio diversificato contenente titoli di stato, quote di fondi comuni e titoli azionari. (Claudio Trenti e Claudio Maradei) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 18 Maggio 2010. Segue...
La dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante di società ai sensi dell’art. 31 del reg. Consob n. 11522 del 1998, in ordine alla competenza ed esperienza richieste in materia di operazioni in valori mobiliari non esonera l’intermediario diligente dal tenere in debito conto le informazioni in suo possesso e dal verificare in concreto l’adeguatezza delle operazioni poste in essere dal cliente, dovendo sempre confrontarsi tale adeguatezza con la concreta operatività del cliente stesso. (Nel caso di specie, la società ha dimostrato di non avere in realtà competenza ed esperienza tale da potersi definire operatore qualificato e che tale condizione era a conoscenza dell’intermediario che l’avrebbe potuta ricavare dalla documentazione in suo possesso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 13 Aprile 2010, n. 0. Segue...
Negoziazione al grey market – Compravendita di cosa futura – Validità – Sussistenza.
Adeguatezza dell’informazione – Consapevolezza dell’investitore – Necessità – Informazione generica sull’inadeguatezza dell’operazione – Contraddittorietà.
Il rischio derivante da una operazione finanziaria può essere addossato all’investitore solo nel caso in cui questi ne abbia compreso la portata e sia stato quindi adeguatamente informato. In proposito, va tenuto presente che non è sufficiente l’avvertenza che si limiti fare generico riferimento all’inadeguatezza dell’operazione rispetto alle informazioni fornite, specialmente qualora emerga in modo evidente che l’investitore non ha fornito informazione alcuna e la pregressa operatività attesti la mancata conoscenza degli strumenti oggetto dell’operazione contestata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Gennaio 2010. Segue...
Profilo di rischio – Indicazione di livello medio – Intenti speculativi – Esclusione – Accettazione del rischio di perdita dell’investimento – Esclusione. (06/05/2010)
L’indicazione, nell’ambito del profilo di rischio, di una “media” propensione al rischio non è assolutamente indicativa di intenti fortemente speculativi né può essere interpretata come accettazione del rischio di perdita dell’investimento. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 17 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Il mantenimento da parte delle agenzie di rating di una valutazione di categoria “A” fino a poco prima della dichiarazione di fallimento dell’emittente le obbligazioni (nella specie Lehman Brothers) esclude che il mercato finanziario e quindi l’intermediario possano aver avuto sentore dell’imminente default. Il rating sopra indicato, unitamente al tasso di interesse pagato dall’emittente, di poco superiore a quello dei titoli di stato italiani, consentono di ritenere che la tipologia delle obbligazioni emesse da Lehman Brothers fosse compatibile con un portafoglio caratterizzato dalla presenza di altri titoli obbligazionari classificati in analoga categoria di rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05 Novembre 2009, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Disinvestimento e reinvestimento – Natura speculativa dell’operazione – Sussistenza.
Costituisce investimento non conservativo, ma apprezzabilmente speculativo, l'acquisto di obbligazioni della Provincia di Buenos Aires effettuato con il ricavato del disinvestimento in obbligazioni Argentina già in portafoglio dell'investitore, dato il livello di rischio di entrambi gli strumenti finanziari al momento dell'operazione. (dm) Tribunale Milano, 28 Settembre 2009, n. 0. Segue...
Il fatto che il cliente abbia dichiarato di possedere un’alta propensione al rischio non esonera la banca dal dare l’avvertimento di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98 relativo alla inadeguatezza dell’operazione, posto che l’esenzione dagli obblighi informativi ricorre solo nei riguardi degli operatori qualificati. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 08 Luglio 2009, n. 0. Segue...
Non può ritenersi clausola di stile la sottoscrizione da parte dell’investitore di dicitura, connotata da netta evidenziazione grafica, contenente l’avviso della banca secondo cui l’ordine di acquisto di strumento finanziario (nel caso di specie obbligazioni argentine) non era adeguato alle indicazioni fornite dal cliente sulla sua situazione finanziaria e sui suoi obiettivi perseguiti. (mb) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 19 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
L’intermediario è tenuto a comunicare per iscritto al cliente la non adeguatezza delle operazioni di investimento e le ragioni per cui non è opportuno procedere alla loro esecuzione. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 17 Febbraio 2009, n. 3773. Segue...
Adeguatezza dell’operazione – Valutazione – Pregressa sporadica operatività in titolo di maggior rischio – Irrilevanza – Mutamento della strategia di investimento e del coefficiente di rischio del portafoglio – Rilevanza.
Nella valutazione della adeguatezza dell’operazione, non rileva tanto il fatto che l’investitore abbia in precedenza effettuato sporadiche operazioni in titoli azionari, quanto il tipo di investimenti che lo stesso era solito effettuare e la valutazione se l’acquisto di un titolo particolarmente rischioso (nella specie obbligazioni Cirio) si configuri come una vera e propria svolta nella strategia personale di investimento e conversione di un portafoglio sicuro in uno ad altissimo rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27 Novembre 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Aggiornamento del profilo di rischio del cliente – Mutamento della normativa - Necessità.
La valutazione di adeguatezza di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98 presuppone che l’intermediario abbia a disposizione informazioni aggiornate sul profilo di rischio del cliente ed ha, quindi, l’obbligo, in presenza di nuovi acquisti, di aggiornare le informazioni, tanto più nel caso in cui la normativa di settore sia nel frattempo cambiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Novembre 2008, n. 0. Segue...
La necessità di fornire “informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio”, prescritta dell’art. 28 reg. Consob 11522/98, assume particolare rilievo nei casi in cui l’unico documento sui rischi generali degli investimenti consegnato all’investitore sia quello previsto dalla normativa in vigore all’epoca della conclusione del contratto quadro e non quello previsto da quella, nel frattempo mutata, vigente al momento dell’ordine di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Novembre 2008, n. 0. Segue...
La correlazione fra rischio e redditività dell’investimento in strumenti finanziari è un elemento di valutazione utile al fine di valutare la concreta consapevolezza dell’investitore del reale livello di rischio relativo allo strumento negoziato (Nel caso di specie, l’elemento in questione è stato ritenuto rilevante in considerazione del fatto che l’investitore era un avvocato che aveva una esperienza per avere in precedenza effettuato operazioni in titoli azionari). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08 Novembre 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Oggetto del contratto di negoziazione – Attività informativa circa l’inadeguatezza dell’operazione – Obbligo di consulenza per tutto lo svolgimento del rapporto – Sussistenza – Avvertimento dell’aggravamento del rischio – Necessità.
Qualora il contratto di negoziazione e trasmissione ordini preveda che l’intermediario sia tenuto alla prestazione di un’attività informativa circa l’adeguatezza dell’operazione, l’impegno assunto dall’intermediario è di vera e propria consulenza per tutto lo svolgimento del rapporto e quindi anche nel periodo successivo all’acquisto dei titoli, con conseguente obbligo di avvertire il cliente dell’aggravamento del rischio (nella specie obbligazioni argentine). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Oristano, 23 Agosto 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Avvertimento dell’intermediario – Contenuto – Specificità – Richiamo alle categoria di inadeguatezza – Necessità.
L’avvertimento all’investitore relativo ad una operazione inadeguata che si presenti eccessivamente generico in quanto non richiama espressamente le categorie di inadeguatezza disciplinate dalla normativa vigente non è tale da porre il cliente in grado di comprendere l’effettiva portata dell’operazione posta in essere e la sua inadeguatezza rispetto al proprio profilo di rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 20 Giugno 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Diligenza professionale dell’intermediario – Adeguatezza dell’operazione – Contenuto del giudizio – Criteri.
In tema di valutazione dell’adeguatezza dell’operazione, il carattere professionale dell’attività esercitata dall’intermediario determina uno standard qualificato di diligenza il cui assolvimento non può riconoscersi per il solo fatto che risulti barrata un’apposita voce contenuta nella modulistica. L’intermediario ha il dovere di esaminare con attenzione l’operazione richiesta, ponderandone i rischi e di valutarne la compatibilità con i profili soggettivi del richiedente. L’intermediario deve compiere attività di indagine, previsione e giudizio, mediante valutazione comparativa delle caratteristiche intrinseche del titolo con l’esperienza, gli obiettivi di investimento, la capacità patrimoniale e finanziaria e la propensione al rischio del richiedente: solo in tal modo è possibile infatti valutare compiutamente l’adeguatezza dell’operazione, secondo la terminologia utilizzata dall’art. 29 del reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 10 Giugno 2008. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Valutazione discrezionale circa il contenuto degli obblighi informativi – Obbligo dell’intermediario di calibrare tali obblighi in base alla particolarità del rapporto – Sussistenza.
Il concetto di adeguatezza delle informazioni consente valutazioni discrezionali circa il contenuto degli obblighi informativi: l’informazione deve essere elastica, ritagliata sul profilo e sui desideri del cliente, calibrata rispetto alle particolarità del rapporto. Alla luce di questo criterio debbono essere valutate le clausole di stile sovente riportate nei moduli sottoscritti dal cliente al quale deve comunque essere sempre fornita una dettagliata informazione sullo strumento oggetto di negoziazione. (fb) Tribunale Rovigo, 23 Aprile 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Esecuzione di operazione inadeguata – Necessaria autorizzazione scritta del cliente – Violazione – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno.
L’intermediario può procedere all’esecuzione di una operazione inadeguata solo in presenza di esplicita autorizzazione del cliente e la violazione di tale norma comportamentale importa responsabilità contrattuale per inadempimento con conseguente obbligo di risarcire il danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17 Marzo 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Elementi esistenti alla data dell’ordine – Acquisti successivi – Irrilevanza.
La valutazione dell’adeguatezza dell’operazione deve fondarsi sugli elementi esistenti alla data dell’ordine, non potendo a tal fine avere rilievo gli acquisti effettuati successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05 Marzo 2008. Segue...
In ordine alle dimensioni dell’operazione, va affermato il principio per il quale ove vengano impugnate una pluralità di operazioni compiute in un certo arco di tempo, la percentuale di titoli speculativi da considerarsi come base per stabilire l’adeguatezza di ogni successiva operazione non coincide necessariamente con quella esistente precedentemente al primo acquisto ma può variare ed aggiornarsi in relazione alle caratteristiche dei successivi acquisti dell’investitore, il quale può cambiare il suo profilo di rischio nel corso del rapporto di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28 Febbraio 2008, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertenza con specifica sottoscrizione sull’ordine – Idoneità.
In caso di operazione inadeguata, deve ritenersi idonea, ai fini di quanto prescritto dall’art. 29 reg. Consob n. 11522, l’avvertenza costituita dalla dicitura “non adeguata per tipologia” specificamente sottoscritta dall’investitore sull’ordine di acquisto. (mb) Tribunale Foggia, 13 Novembre 2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Avvertenza – Requisiti di forma – Violazione – Nullità del singolo contratto di negoziazione – Sussistenza.
Ha natura imperativa la norma di cui all’art. 29 del reg. Consob 11522/98 che prescrive la forma scritta per l’avvertenza relativa all’operazione inadeguata e tale requisito di forma costituisce un elemento intrinseco alla fattispecie negoziale in quanto attiene alla struttura o al contenuto del singolo contratto di negoziazione con la conseguenza che la sua violazione importa nullità del contratto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 22 Ottobre 2007. Segue...
Mancata indicazione ragioni non adeguatezza – Conflitto di interessi – Violazione.
La mancata indicazione delle ragioni di non adeguatezza dell’operazione e della portata e dell’estensione del conflitto di interessi comportano un’informazione incompleta ed integrano una violazione degli artt. 28 e 29, 3° co. Reg. Consob. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19 Ottobre 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni Cirio ed Argentina - Inadeguatezza dell'operazione per dimensioni - Pregressa operatività in obbligazioni per ingenti importi - Insussistenza.
La banca che abbia avvertito i clienti della inadeguatezza dell'operazione di acquisto di obbligazioni a carattere speculativo (Cirio ed Argentina) in relazione alla loro situazione finanziaria, esperienza in materia di investimenti, propensione al rischio ed obiettivi di investimento non è tenuta ad avvertire i medesimi clienti della inadeguatezza "per dimensioni" qualora gli stessi abbiano in passato investito in obbligazioni per oltre 900 milioni di lire e chiesto informazioni per accedere alla stipula di contratti di "swap domestico". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 11 Luglio 2007. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Soggetto con propensione al rischio medio-alta – Risoluzione per inadempimento – Gravità – Nesso di causalità – Esclusione.
Qualora l’investitore abbia dichiarato di possedere una propensione al rischio medio-alta, una discreta esperienza in strumenti finanziari ed un patrimonio di significativa consistenza, è possibile che le inadempienze dell’intermediario in ordine alla carente informazione sulle caratteristiche del titolo e sulla sua denominazione non siano di gravità tale da determinare la risoluzione del contratto e che non risulti quindi provato il nesso di causalità tra omessa informazione e la conclusione del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 27 Giugno 2007, n. 0. Segue...
Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Propensione al rischio – Rifiuto di fornire informazioni – Adeguatezza dell’ordine – Verifica in concreto – Necessità.
L’assenza di informazioni circa la propensione al rischio del risparmiatore non può certo rendere adeguata qualsiasi operazione, anzi deve vincolare chi propone l’investimento a maggiore cautela e a maggiore diligenza nelle proposte e nell’assolvere gli obblighi informativi in relazione al rischio connesso ad ogni singola operazione, avuto riguardo al profilo concretamente ravvisabile nel cliente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Giugno 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Esperienza dell’investitore – Elevato rendimento di titoli obbligazionari – Rischio direttamente correlato – Informazione del documento generale sui rischi di investimento.
Investitori soliti ad operare in prodotti speculativi ad alto rischio quali obbligazioni emesse da paesi emergenti al fine evidente di conseguire rendimenti più elevati di quelli associati ai titoli di stato italiani, non possono con tutta probabilità ignorare il dato di comune esperienza, evidenziato dal documento generale sui rischi di investimento, che a rendimenti progressivamente più elevati si accompagna un maggior rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 02 Marzo 2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Informazioni sulla natura dell’operazione – Prova testimoniale e documentale – Profilo di rischio – Reiezione della domanda.
Tribunale Busto Arsizio, 13 Febbraio 2007. Segue...
L’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno, né è attenuato nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria, prima della stipulazione del contratto quadro, come previsto dall’art. 28, reg. CONSOB n. 11522/98. A tale proposito, va ricordato che la CONSOB, pur avendo sottolineato che il regolamento non impone alcuna specifica modalità di assolvimento dell’obbligo, con comunicazione n. 30396 del 21 aprile 2000, ha raccomandato agli intermediari di “non sollecitare in alcun modo il rifiuto dell’investitore di fornire le informazioni richieste”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Gennaio 2007, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione e adeguatezza dell’operazione – Negoziazione di obbligazioni argentine in prossimità del default -Rilevanza della personalità e del profilo culturale dell’investitore – Dichiarazioni di consapevolezza sul rischio – Irrilevanza.
Eventuali sottoscrizioni circa presunte consapevolezze della rischiosità dell’investimento o il diniego di fornire informazioni sul proprio profilo di rischio non possono ritenersi significativi qualora la personalità ed il livello culturale del soggetto sia manifestamente incompatibile con il tipo di investimento (nella specie obbligazioni argentine acquistate in prossimità del default). Tribunale Prato, 18 Dicembre 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Dicitura apposta sull’ordine di acquisto – Genericità dell’informazione – Ammissione di inadeguatezza dell’operazione.
La dicitura “operazione inadeguata” apposta dalla banca sull’ordine di acquisto se da un lato non è idonea, per la sua genericità, a provare l’osservanza degli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario ai sensi dell’art. 29, comma 3° Reg. Consob, dall’altro lato costituisce pur sempre un’ammissione da parte della banca dell’inadeguatezza dell’operazione in questione. Tribunale Genova, 03 Novembre 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni – Informazione scritta sulla natura rischiosa dell’investimento – Responsabilità dell’intermediario – Esclusione.
Non è censurabile il comportamento dell’intermediario che dia corso all’ordine di acquisto di un titolo di natura speculativa qualora il cliente si sia rifiutato di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria e sia stato debitamente informato per iscritto dell’inadeguatezza dell’operazione e del fatto che il prodotto negoziato non offre alcuna garanzia di mantenere invariato il valore dell’investimento. Tribunale Trani, 28 Settembre 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Profilo di rischio – Valutazione – Acquisti in precedenza effettuati in titoli rischiosi – Indice di propensione al rischio – Esclusione.
L’acquisto da parte dell’investitore di titoli speculativi non è di per sé solo indicativo di esperienza in materia finanziaria e di investimento nonchè della capacità di valutare i rischi specifici delle singole operazioni intraprese soprattutto ove l’attività lavorativa dell’investitore medesimo sia del tutto avulsa dal settore finanziario e borsistico e tra gli acquisti in precedenza effettuati vi siano anche titoli sicuramente affidabili emessi dallo stato italiano e da istituti di credito. Tribunale Vigevano, 07 Agosto 2006, n. 0. Segue...
Adeguatezza dell’operazione – Acquisto mediante conto cointestato – Profilo di rischio del cointestatario.
Deve considerarsi adeguata l’operazione di acquisto di titoli particolarmente rischiosi operato su conto cointestato qualora anche il cointestatario che non ha materialmente impartito l’ordine di negoziazione sia aduso ad operazioni speculative finalizzate al perseguimento di un profitto maggiore rispetto a quello conseguibile attraverso l’acquisto di titoli di stato. Tribunale Trani, 20 Luglio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Profilo di rischio – Informazioni raccolte in epoca precedente – Valenza per tutte le successive operazioni – Esclusione.
Le informazioni necessarie alla individuazione del profilo di rischio del cliente che siano state acquisite in epoca precedente non possono dispiegare i loro effetti su tutte le operazioni successive, ove appena si consideri che la propensione al rischio soggiace a mutevoli scelte individuali dipendenti dalle disponibilità finanziarie, dal loro modo di acquisto, dalla natura del prodotto, dalle prospettive di investimento, dall’opportunità di impiego del denaro a breve, medio o lungo termine in funzione di necessità contingenti o differibili nel tempo. Tribunale Trani, 30 Maggio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio – Media propensione al rischio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza.
L’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio Fin può ritenersi adeguata per un investitore che abbia dichiarato una esperienza in prodotti finanziari ed una propensione al rischio di livello medio, specialmente ove il conto dello stesso risulti movimentato per importi di un certo rilievo e nei contatti con l’intermediario abbia manifestato l’intenzione di ottenere una costante rivalutazione del patrimonio nonché l’aspirazione ad un rendimento dell’11/12%. Tribunale Padova, 17 Maggio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni - Utilizzo di ogni altra informazione disponibile – Necessità.
Nel caso in cui l’investitore abbia rifiutato di fornire le informazioni di cui all’art. 28, comma 1, lett. a) REG, l’intermediario di prodotti finanziari è comunque tenuto a valutare l’adeguatezza dell’operazione ex art. 29 REG, norma che impone allo stesso di astenersi dal compiere per conto degli investitori operazioni non adeguate e prevede che l’intermediario utilizzi ogni altra informazione disponibile, anche diversa da quella fornita dai clienti, e quindi tenga conto di tutte le informazioni in suo possesso, quali ad esempio l’età, la professione, la pregressa ed abituale operatività nel mercato finanziario, etc. Tribunale Catania, 05 Maggio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Operazioni con determinato coefficiente di rischio – Dovere specifico di informazione – Sussistenza.
Le operazioni che presentino un rischio superiore a quello dell’investitore con profilo conservativo devono essere sempre evidenziate e ciò anche quando vengano eseguite da investitori con adeguato profilo di rischio. Tribunale Milano, 26 Aprile 2006, n. 0. Segue...
Informazione dell’intermediario sullo specifico strumento finanziario oggetto di investimento – Adeguatezza dell’operazione – Informazione successiva – Irrilevanza.
La ratio della norma che impone all’intermediario di informarsi sulla situazione finanziaria del cliente, sui suoi obiettivi di investimento e sulla sua propensione al rischio è quella di consentire allo stesso intermediario di valutare l’adeguatezza dell’operazione di investimento. Da ciò consegue che l’acquisizione delle informazioni in un momento successivo all’esecuzione dell’ordine di acquisto diventa del tutto inutile ed irrilevante ad escludere l’eventuale inadempimento dell’intermediario. Tribunale Foggia, 21 Aprile 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Acquisto di titoli speculativi - Adeguatezza dell’operazione – Avvertenza scritta e verbale dell’intermediario – Composizione del portafoglio.
Non possono ritenersi violati i doveri informativi dell’intermediario nell’ipotesi di acquisto di obbligazioni ad alto rischio da parte di investitori che abbiano dichiarato una propensione al rischio media e che siano stati debitamente avvertiti per iscritto e verbalmente dell’inadeguatezza dell’operazione; ciò vale a maggior ragione ove l’investimento contestato costituisca una quota inferiore ad un quarto dell’intero portafoglio e, alla luce dei citati elementi, la scelta appaia compatibile con quella di differenziare gli investimenti con una quota di titoli speculativi idonei a compensare il rischio dell’investimento con la prospettiva di una maggiore redditività. Tribunale Mantova, 11 Aprile 2006, n. 0. Segue...
Da tale rifiuto si deve desumere “una propensione al rischio minima o ridotta, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, piuttosto che alla massimizzazione della redditività” ciò in quanto dalla interpretazione della disciplina regolamentare citata “non possono discendere conseguenze sfavorevoli al cliente” (così Trib. Monza 16.12.2004 e Trib. Mantova 01.12.2004). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Marzo 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Informazione circa l’adeguatezza dell’operazione – Specificità – Necessità – Mera compilazione del modulo di propensione al rischio – Insufficienza.
La valutazione circa l’adeguatezza dell’operazione, proprio in considerazione della maggiore rischiosità del prodotto richiesto o presentato, costituisce un quid pluris rispetto al generale obbligo informativo di cui all’art. 28, II comma reg. CONSOB e, per tale ragione, deve essere più penetrante e raggiungere in modo più incisivo la sfera cognitiva del cliente. Ne deriva che l’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno né è attenuato nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria, prima della stipulazione del contratto di gestione e di consulenza. Nè tale obbligo è attenuato dalla mera apposizione di una crocetta relativa alle conoscenze personali in ambito finanziario e con espressione così sintetica degli obiettivi di investimento, espressione del tutto disancorata dalla valutazione dell’operazione in concreto effettuata. (Nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto la violazione dei doveri informativi nel rapporto con un investitore che aveva indicato con la crocetta una propensione al rischio medio-alta.) Tribunale Milano, 15 Marzo 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Collocamento o sollecitazione solo a favore di operatori specializzati – Offerta a clientela retail – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza.
Qualora determinati prodotti finanziari non possano, in sede di collocamento o sollecitazione, essere offerti alla clientela retail è opportuno che gli stessi non vengano proposti a soggetti non esperti ma solo ad operatori specializzati in grado di valutarne appieno le caratteristiche ed i rischi. Tribunale Torino, 09 Febbraio 2006, n. 0. Segue...
Deve ritenersi inadeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine che impegnino tutte le risorse dell’investitore nonostante la banca all’epoca dell’operazione fosse già a conoscenza del rischio solvibilità connesso all’emittente del titolo in quanto proprietaria di una delle tre banche più importanti della Repubblica Argentina. Tribunale Milano, 08 Febbraio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria - Inadeguatezza dell’operazione – Suitability rule – Violazione – Sussistenza.
La presenza sul contratto di acquisto dei titoli della dicitura “operazione inadeguata per dimensione” costituisce una vera e propria confessione stragiudiziale sulla inadeguatezza (oggettiva) della operazione, quanto meno sotto il profilo della “dimensione”. Qualora, poi, l’intermediario affermi che tale l’informazione non sia aggiornata e non corrisponda alla reale valutazione del titolo, si deve ritenere che non si sia puntualmente adempiuto al dovere di consentire al cliente di valutare se l’operazione sia compatibile con le sue capacità economiche. Tribunale Trani, 31 Gennaio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nullità e inadempimento – Obbligazioni Cirio e Argentina - Profilo di rischio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza.
. Tribunale Novara, 10 Gennaio 2006, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Specifica diligenza richiesta – Riferimento al caso concreto – Necessità.
Il richiamo contenuto nell’art. 23 del T.U.I.F. alla “specifica diligenza richiesta” comporta un necessario riferimento al caso concreto non potendosi individuare un comportamento standard sempre e comunque uguale. I criteri di adeguatezza e correttezza enunciati dall’art. 21 sono volutamente ampi ed a carattere generale che, come tali, non possono che sostanziarsi, volta per volta, in base alle caratteristiche del risparmiatore e del regolamento negoziale prescelto (intermediazione mobiliare, gestione patrimoniale ecc.) Tribunale Modena, 14 Ottobre 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Italtractor - Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Sussistenza.
Si deve ritenere che l’intermediario abbia violato i propri obblighi informativi anche sotto il profilo di essere stato egli stesso adeguatamente informato sulla natura e tipologia dei prodotti negoziati (know your merchandise rule), qualora, sulla base di una propria valutazione, proponga all’investitore l’acquisto di obbligazioni prive di rating emesse da società estera non quotata alla borsa italiana e come tale non soggetta ai penetranti controlli delle società quotate. Tribunale Brindisi, 04 Ottobre 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Know your customer rule – Operazione suggerita dal cliente – Irrilevanza.
L’obbligo di informare il cliente della inadeguatezza dell’operazione al suo profilo di rischio, richiede preliminarmente e necessariamente la raccolta dal medesimo di tutte le informazioni utili per procedere a tale valutazione, sicchè, ove l’intermediario ometta tali comportamenti, assume scarso rilevo la circostanza se l’operazione sia stata suggerita dal cliente o proposta dall’intermediario. Tribunale Brindisi, 04 Ottobre 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Obbligo di informazione – Sussistenza.
La circostanza che una determinata operazione in strumenti finanziari si riveli adeguata al profilo di rischio dell’investitore non esime l’intermediario dal fornire al cliente tutte le informazioni necessarie per consentire allo stesso di effettuare consapevoli scelte di investimento o di disinvestimento. Tribunale Alba, 04 Luglio 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Propensione al rischio – Valutazione – Modalità.
Le caratteristiche di idoneità soggettiva dell’operazione al profilo dell’investitore non professionale prescindono dal tipo di attività o dal grado di istruzione dello stesso. Tali caratteristiche devono pertanto essere valutate in concreto avendo riguardo principalmente alla propensione al rischio manifestata in precedenza ed alle modalità di approccio all’investimento. Tribunale Alba, 04 Luglio 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Valutazione del profilo di rischio – Comportamento dell’investitore successivo – Attivazione di servizio di trading on line – Irrilevanza.
Deve ritenersi irrilevante, ai fini della valutazione della propensione al rischio, il comportamento dell’investitore successivo alla negoziazione dei titoli oggetto di contestazione. (Nella specie è stato ritenuto irrilevante il fatto che gli investitori, la cui bassa propensione al rischio è stata accertata con riferimento alla composizione del portafoglio nel periodo precedente l’acquisto di obbligazioni Cirio, abbiano successivamente attivato un servizio di trading on line) Tribunale Rimini, 11 Maggio 2005, n. 0. Segue...
Negoziazione di obbligazioni Cirio – Inadeguatezza dell’investimento – Avvertenza mediante dicitura stampata sull’ordine – Adeguatezza – Clausola di stile – Esclusione.
Qualora l’ordine impartito dal cliente riporti in maniera evidente la volontà di procedere all’acquisto del prodotto finanziario anche contro le indicazioni della banca, tale ordine non solo ha una efficacia deterrente e comunque responsabilizzante, ma serve a lasciare una inequivoca traccia di una avvertenza che altrimenti si presterebbe alle tante incertezze insite nella ricostruzione testimoniale degli accadimenti. (Nella specie, si è ritenuto che la banca avesse informato il cliente della inadeguatezza dell’operazione in base alla dicitura a stampa presente sull’ordine “Prendiamo atto delle indicazioni sotto riportate e tuttavia vi autorizziamo comunque ad eseguire l’operazione. Operazione non allineata alla linea di inv. concordata”). Tribunale Venezia, 05 Maggio 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Doveri degli intermediari – Execution only – Insussistenza.
La sola ipotesi in cui l’intermediario non è tenuto a valutare l’adeguatezza dell’operazione è quella in cui il servizio prestato si limita alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell’investitore, senza che sia fornita dall’intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare (c.d. execution olny). Nel caso in cui, invece, il servizio prestato consegua ad una consulenza anche solo illustrativa o strumentale, l’intermediario svolge un ruolo attivo nel processo formativo della volontà dell’investitore e, pertanto, sussiste a carico del primo l’obbligo di valutazione. Tribunale Genova, 22 Aprile 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Obbligazioni prive di rating – Solvibilità dell’emittente – Rilevanza.
Va ravvisata la violazione degli artt. 21 lett. a) e b) del d. lgs. 24-2-1998 n. 58 e 28 del regolamento Consob 1-7-1998 n. 11522 nel caso di cessione a risparmiatori non esperti di titoli obbligazionari privi di rating in mancanza di prova che essi siano stati adeguatamente informati del rischio dell’operazione, costituendo il grado di solvibilità del debitore dato essenziale onde poter effettuare una scelta consapevole di investimento. Tribunale Mantova, 05 Aprile 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Dovere di astensione – Documento relativo al profilo di rischio – Insufficienza.
L'acquisizione delle notizie previste dall'art. 28 lett. a) non è decisiva per stabilire se l'intermediario debba o meno astenersi dall’effettuare un’operazione inadeguata. La Consob, con comunicazione n. DI/30396 del 21.4.2000, ha precisato che: "...in nessun caso gli intermediari sono esonerati dall'obbligo di valutare l'adeguatezza dell'operazione disposta dai clienti, neanche nel caso in cui l'investitore abbia rifiutato di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale o finanziaria, obiettivi di investimento e propensione al rischio; nel caso la valutazione andrà condotta in ossequio dei principi generali di correttezza, diligenza e trasparenza, tenendo conto di tutte le notizie di cui l'intermediario sia in possesso (es. età, professione, presumibile propensione al rischio anche alla luce dalla pregressa ed abituale operatività, situazione del mercato...)". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15 Marzo 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Obbligo di astensione – Execution only – Insussistenza.
La sola ipotesi in cui gli obblighi di valutazione dell'adeguatezza e di correlata astensione dall'agire non si applicano è quella in cui il servizio prestato si limiti alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell'investitore, senza che sia fornita dall'intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare e sempre che vi sia stata da parte dell'intermediario una preventiva individuazione scritta dei limiti quantitativi e delle tipologie di strumenti finanziari, di operazioni e di ordini entro i quali le operazioni sono considerate automaticamente adeguate (ed. execution only). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15 Marzo 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Informazione – Contenti – Specificità – Necessità.
L’informazione dell’inadeguatezza dell’operazione non può essere generica, dovendo riportare le specifiche ragioni dell’inadeguatezza in rapporto alle caratteristiche dell’investitore per cui non può a tal fine ritenersi sufficiente un generico avviso di inadeguatezza dell’operazione stampato sul modulo dell’ordine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15 Marzo 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Obbligo di valutazione del livello di rischio – Contenuti.
L’obbligo dell’intermediario di astenersi dal dare esecuzione ad una operazione inadeguata senza aver previamente avvertito l’investitore e ottenuto dal medesimo l’espressa autorizzazione a darvi corso è funzionale alla realizzazione del miglior risultato possibile per il cliente, risultato che non deve essere inteso in modo assoluto ma, come specificato nell’art. 26 lett. f) del Regolamento, in relazione al livello di rischio prescelto per sé da ciascun investitore. Tribunale Roma, 11 Marzo 2005, n. 0. Segue...
Ove l’investitore sia stato avvertito, mediante informazione scritta sull’ordine di acquisto, dell’inadeguatezza dell’operazione, non è sostenibile la mancanza di autodeterminazione all’acquisto, specialmente qualora l’investitore sia un imprenditore ed abituale investitore con elevata propensione al rischio, desumibile dalla composizione del portafoglio e dall’operatività. Tribunale Milano, 09 Marzo 2005, n. 0. Segue...
La nozione di inadeguatezza dell’investimento costituisce una informazione di “rango superiore” ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario. Tribunale Milano, 09 Marzo 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Profilo di rischio – Valutazione – Pregressa operatività in titoli di maggior rischio – Irrilevanza.
Il profilo a carattere conservativo ed a basso rischio dell’investitore risultante dalla compilazione della scheda informativa nonché dalla pregressa operatività in titoli del debito pubblico italiano con l’obiettivo - dichiarato - di costituire la provvista necessaria all’acquisto di una abitazione, non può ritenersi cambiato per il solo fatto che poco tempo prima dell’acquisto dei titoli dei quali lamenti l’eccessiva rischiosità e quindi l’inadeguatezza abbia negoziato, con esito favorevole, obbligazioni di un paese emergente connotati da un elevato grado di rischio. Tribunale Palermo, 17 Gennaio 2005, n. 0. Segue...
Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni - Conseguenze.
Dal rifiuto dell’investitore di fornire all’intermediario informazioni sulla propria situazione finanziaria e propensione al rischio non possano discendere conseguenze sfavorevoli all’investitore stesso, nel senso che dall'assenza di informazioni, l'intermediario autorizzato non può che desumere una propensione al rischio minima o ridotta, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obbiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, piuttosto che alla massimizzazione della redditività, con l'unica salvezza dell'eventualità che le informazioni in argomento non siano desumibili aliunde, dalle scelte di investimento ed, in generale, dal comportamento in precedenza tenuto dall'investitore nel rapporto con la Banca. Tribunale Monza, 16 Dicembre 2004, n. 0. Segue...
L’intermediario non è esonerato dall’obbligo di valutare l’adeguatezza dell’operazione anche ove (come nel caso di specie) i clienti abbiano rifiutato di fornire le informazioni di cui all’art. 28 I co. lett a) del regolamento Consob n. 11522/98 dovendo in tal caso tenere conto di tutte le informazioni comunque in suo possesso (ad esempio “età, professione, presumibile propensione al rischio anche alla luce della pregressa ed abituale operatività, situazione del mercato”: in tal senso vedasi comunicazione Consob n. DI/30396 del 21-4-2000 dettata in tema di trading on line): tanto si desume sia dai principi generali in tema di correttezza, diligenza e trasparenza dei comportamenti negoziali imposti dalla normativa generale e speciale (cfr. artt. 1175 e 1176 II co. c.c., 21 d. lgs. 58/98) ma anche dal testo l’art. 29 del citato regolamento Consob che impone all’intermediario finanziario di astenersi dal compiere per conto degli investitori operazioni non adeguate e prevede che lo stesso utilizzi ogni altra informazione disponibile anche diversa da quella fornita, ex art. 28 reg. cit., dai clienti, autorizzandolo solo in caso di conferma scritta dell’ordine d’acquisto a darvi (correttamente) esecuzione (la diversa regola contenuta nell’art. 19 co. V della direttiva europea 2004/39/CE del 21-4-2004 non può trovare applicazione al caso di specie sia ratione temporis sia perché le direttive non attuate -e purchè ricorrano gli altri requisiti- non hanno efficacia nei rapporti interprivati: cfr. Cass. 25-2-2004 n. 3762; Corte Giust. CE 29-5-2004 n. 194). Tribunale Mantova, 12 Novembre 2004, n. 0. Segue...
La sola ipotesi in cui non si applicano gli obblighi di valutazione dell'adeguatezza e di correlata astensione dall'agire è quella in cui il servizio prestato si limiti alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell'investitore, senza che sia fornita dall'intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare e sempre che vi sia stata da parte dell'intermediario una preventiva individuazione scritta dei limiti quantitativi e delle tipologie di strumenti finanziari, di operazioni e di ordini entro i quali le operazioni sono considerate automaticamente adeguate (c.d. execution only). Se invece il servizio di negoziazione o quello di ricezione e trasmissione di ordini sono abbinati ad una consulenza anche solo illustrativa o strumentale, l'intermediario svolge comunque un ruolo attivo nel processo formativo della volontà dell'investitore e risorge perciò nella sua pienezza l'obbligo di valutazione dell'adeguatezza e di conseguente astensione, pena, altrimenti, la violazione di una regola di diligenza prescritta dall'ordinamento. Tribunale Roma, 08 Ottobre 2004, n. 0. Segue...
L’intermediario ha l’obbligo di informare l’investitore con scarsa esperienza in strumenti finanziai e con bassa propensione al rischio qualora l’operazione sia inadeguata per la sua dimensione in rapporto al patrimonio del cliente ed abbia ad oggetto titoli altamente rischiosi. Tribunale Mantova, 18 Marzo 2004, n. 0. Segue...
La norme in materia di intermediazione mobiliare non vietano all’intermediario di dar corso ad una operazione inadeguata, ma si limitano ad imporre la più rigorosa formalità della conferma scritta dell’ordine. Tribunale Mantova, 18 Marzo 2004, n. 0. Segue...