Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/ProcCivile/ultime_pubblicate/2
Timestamp: 2020-02-21 00:08:26+00:00
Document Index: 36833612

Matched Legal Cases: ['art. 380', 'art. 390', 'art. 380', 'art. 380', 'art. 112', 'art. 1414', 'art. 112', 'art. 630', 'sentenza ', 'art. 187', 'art. 617', 'art. 156', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 83', 'art. 669']

Termine utile per la rinuncia al ricorso nel giudizio di cassazione in camera di consiglio.
Giudizio di cassazione - Procedimento in camera di consiglio ex art. 380 bis.1 c.p.c. - Termine utile per la rinuncia al ricorso - Individuazione.
In tema di giudizio di cassazione, la previsione dell'art. 390, comma 1, ultima parte, c.p.c. si deve intendere riferibile, quanto alla tempestività dell'atto di rinuncia, esclusivamente al caso in cui la decisione venga adottata con il rito previsto dall'art. 380 ter c.p.c., mentre, allorquando tale decisione abbia luogo con il rito di cui all'art. 380 bis 1 c.p.c., il termine utile per la rinuncia va individuato nel passaggio in decisione del ricorso, non potendosi istituire una analogia tra la notificazione delle conclusioni del P.M. e la notificazione della relazione di cui al medesimo 380 bis c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 December 2019, n. 34432.
Liquidazione delle spese relative al procedimento per la determinazione delle modalità di attuazione del provvedimento possessorio.
La liquidazione delle spese processuali sostenute dal ricorrente per l’attuazione forzata del provvedimento possessorio, se effettuata in sede sommaria ed in assenza del prosieguo della causa per la fase di merito, è da ritenersi priva del carattere della decisorietà ed è pertanto liberamente contestabile, sia sotto il profilo dell’an che del quantum debeatur, in sede di opposizione a precetto o all’esecuzione, se iniziata, trattandosi di giudizio a cognizione piena in cui la condanna alle spese può essere ridiscussa senza limiti, come se l'ordinanza emessa dal giudice della fase sommaria costituisse, sul punto, un titolo esecutivo stragiudiziale. (Nicola Fabrizio Solimini) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 20 December 2019.
Simulazione assoluta e simulazione relativa, differenze tra le due azioni.
Simulazione assoluta - Azione di simulazione relativa - Differenze - Declaratoria giudiziale di simulazione assoluta a fronte di domanda di simulazione relativa - Violazione dell'art. 112 c.p.c. - Sussistenza.
L'azione intesa a far dichiarare la simulazione relativa è diversa da quella diretta a ottenere la declaratoria di simulazione assoluta, sia con riferimento al "petitum" che alla "causa petendi", comportando le due domande l'accertamento di fatti differenti e tendendo, soprattutto, al conseguimento di effetti diversi, secondo la differenziazione generale prevista nei primi due commi dell'art. 1414 c.c.; ne consegue che si configura la violazione dell'art. 112 c.p.c., in tema di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, qualora il giudice di merito abbia rilevato e ritenuto d'ufficio che fosse stata proposta una domanda di simulazione assoluta anziché relativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 December 2019, n. 34024.
Il Giudice dell’esecuzione non è incompatibile a comporre il collegio giudicante del reclamo ai sensi dell’art. 630 c.p.c..
(Nel caso di specie, il Tribunale di Como ha respinto la eccezione di incompatibilità del giudice dell’esecuzione a comporre il collegio giudicante del reclamo). (Marika Ruggiero) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 18 December 2019.
Opposizione all’esecuzione e domanda riconvenzionale subordinata volta ad ottenere un nuovo accertamento.
In sede di opposizione all'esecuzione, ove l'opposto abbia formulato una domanda riconvenzionale subordinata, volta ad ottenere, nel caso di esito positivo dell'opposizione, un nuovo accertamento sulla situazione sostanziale consacrata nel titolo esecutivo, la controversia è soggetta alla sospensione feriale dei termini soltanto se la sentenza abbia accolto tale opposizione e, quindi, abbia deciso sulla menzionata riconvenzionale; al contrario, la detta sospensione non opera nell'ipotesi di rigetto dell'opposizione, in quanto esclusivamente l'esito positivo dell'impugnazione della relativa decisione può comportare il successivo ingresso dell'esame della domanda riconvenzionale davanti al giudice d'appello od a quello di rinvio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 December 2019, n. 33728.
Rimedio impugnatorio in caso di estinzione atipica del processo esecutivo.
(Nel caso di specie, il Tribunale di Como ha dichiarato inamissibile il reclamo proposto avverso una ordinanza espressamente qualificata espressamente dal giudice dell’esecuzione quale provvedimento di estinzione atipica, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c.). (Marika Ruggiero) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 18 December 2019.
Condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità e diritto del creditore ad ottenere il pagamento dell'equivalente monetario.
Esecuzione forzata - Condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità - Diritto del creditore all’equivalente in denaro dei beni - Azionabilità in via esecutiva a tal fine del titolo di condanna alla consegna - Esclusione - Fondamento .
In caso di condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità, il diritto del creditore ad ottenere il pagamento dell'equivalente monetario di tali beni va fatto valere in un nuovo processo di cognizione che ne accerti la sussistenza e ne liquidi l'importo, non potendo essere azionato direttamente in via esecutiva sulla base del titolo di condanna alla consegna, di per sé non idoneo a fondare l'esecuzione per espropriazione, ma solo quella in forma specifica ai sensi degli artt. 605 ss. c.p.c., ancorché si assuma esistere un prezzo ufficiale di mercato dei beni perduti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 18 December 2019, n. 33723.
Opposizione all’esecuzione, domanda riconvenzionale subordinata e sospensione dei termini.
Ambito della legittimazione del liquidatore del concordato preventivo con cessione dei beni.
Concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori - Liquidatore - Legittimazione processuale - Limiti - Conseguenze.
In caso di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, la legittimazione a disporne viene attribuita al commissario liquidatore, che agisce nella veste di mandatario dei creditori, mentre il debitore mantiene, oltre che la proprietà dei beni, anche la legittimazione processuale; ne consegue che la legittimazione processuale del liquidatore è ancorata e circoscritta al perimetro delle prerogative liquidatorie e distributive che fanno capo allo stesso e, quindi, ai rapporti che nel corso ed in funzione della liquidazione vengono in essere. Ove, pertanto, l'omologazione del concordato e la nomina del liquidatore siano intervenute dopo che l'imprenditore è stato convenuto in giudizio da un creditore con domanda di condanna, non è necessario provvedere all'integrazione del contraddittorio nei confronti del liquidatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 17 December 2019, n. 33422.
Nullità della notificazione dell'atto di pignoramento e opposizione quale indice della conoscenza dell'esecuzione.
Nullità della notificazione del pignoramento – Opposizione – Effetti – Sanatoria – Fondamento.
Qualora l'esecutato denunci con opposizione ex art. 617 c.p.c. la nullità della notificazione dell'atto di pignoramento, la proposizione di tale opposizione, in quanto indice della conoscenza dell'esecuzione, dimostra l'avvenuto raggiungimento dello scopo cui era preordinata la detta notificazione e comporta, quindi, la sanatoria della sua nullità, in applicazione dell'art. 156, ultimo comma, c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 17 December 2019, n. 33466.
Accertamenti tecnici irripetibili (autopsia): inutilizzabilità nel dibattimento penale per violazione del contraddittorio e uilizzabilità nel processo civile.
Accertamenti tecnici irripetibili (autopsia) ex art. 360 c.p.p. - Inutilizzabilità nel dibattimento penale per violazione del contraddittorio - Utilizzabilità nel processo civile - Condizioni e limiti - Fattispecie.
Gli accertamenti tecnici irripetibili disposti ai sensi dell'art. 360 c.p.p. (nella specie, esame autoptico), ancorché inutilizzabili nel dibattimento penale per violazione del contraddittorio, una volta prodotti nel processo civile entrano a far parte del "thema probandum" e sono soggetti alle regole del rito civile sull'acquisizione della prova; pertanto, il mancato rispetto del contraddittorio nel procedimento penale di provenienza non determina effetti sulla consulenza tecnica d'ufficio che tali accertamenti abbia considerato, a meno che il contraddittorio non sia stato garantito neanche nel processo civile dove la prova è acquisita e che la nullità relativa derivante da tale vizio sia stata eccepita dalla parte interessata nella prima difesa successiva al deposito della relazione. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso l'utilizzabilità della c.t.u. fondata su un esame autoptico disposto in sede penale in difetto di previo avviso agli indagati, sebbene la parte interessata non ne avesse tempestivamente eccepito la nullità, limitandosi a svolgere contestazioni sulla legittimità dell'acquisizione della prova nel processo di provenienza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 December 2019, n. 32784.
La procura generale ad litem della società resta valida finché non venga revocata.
La procura generale "ad litem", espressamente prevista dall'art. 83, comma 2, c.p.c., se proveniente dall'organo della società abilitato a conferirla, resta valida ed imputabile all'ente finché non venga revocata, indipendentemente dalle vicende modificative dell'organo che l'ha rilasciata, trattandosi di atto dell'ente e non della persona fisica che lo rappresentava. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 13 December 2019, n. 32880.
Il termine per il versamento del saldo del prezzo da parte dell'aggiudicatario del bene staggito è perentorio e non prorogabile.
In tema di espropriazione immobiliare, il termine per il versamento del saldo del prezzo da parte dell'aggiudicatario del bene staggito va considerato perentorio e non prorogabile, attesa la necessaria immutabilità delle iniziali condizioni del subprocedimento di vendita, da ritenersi di importanza decisiva nelle determinazioni dei potenziali offerenti e, quindi, del pubblico di cui si sollecita la partecipazione, perché finalizzata a mantenere - per l'intero sviluppo della vendita forzata - l'uguaglianza e la parità di quelle condizioni tra tutti i partecipanti alla gara, nonché l'affidamento di ognuno di loro sull'una e sull'altra e, di conseguenza, sulla trasparenza assicurata dalla coerenza ed immutabilità delle condizioni tutte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 10 December 2019, n. 32136.
Provvedimenti cautelari in materia di proprietà industriale e applicazione delle norme del modello cautelare uniforme.
Procedimento cautelare – Provvedimento concesso inaudita altera parte – Notifica – Termine – Natura – Correzione di errore materiale – Rimessione in termini.
L'inosservanza del termine di cui all'art. 669 sexies co. 2 c.p.c. comporta la caducazione dell'ordinanza che ha definito il procedimento in prima istanza unitamente agli atti conseguenti". (Fabio Filomeno) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05 December 2019.
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