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Timestamp: 2019-05-26 03:34:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2135']

﻿ Le agevolazioni contributive per i lavoratori del comparto agricolo | lavoropiu.info
27 Novembre 2018 | Giulio D'Imperio Lavoratori agricoli
Introduzione | L’esonero contributivo previsto per i coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali under 40 | Le riduzioni contributive di cui possono beneficiare le aziende agricole per i lavoratori dipendenti | Gli esoneri contributivi per le aziende agricole nei casi di calamità naturali |
In tema di agevolazioni contributive previste per i lavoratori agricoli è necessario distinguere quelle previste per i lavoratori autonomi e quelle previste per i lavoratori subordinati.
Per quanto riguarda i lavoratori agricoli autonomi, le agevolazioni contributive, sotto forma di sgravi, si riferiscono ai coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali under 40. Tale opportunità è stata possibile applicarla, per la prima volta, dal 1° gennaio 2017, ai sensi dall’art. 1, co. 344 e 345, L. n. 232/2016 (Legge di stabilità 2017). Successivamente il legislatore ha riproposto tale misura per gli stessi lavoratori, rivedendola, attraverso l’art. 1, co. 117 e 118, L. n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018).
Diverse sono le agevolazioni di natura contributiva previste per i lavoratori agricoli dipendenti. È opportunità consolidata quella legata alle agevolazioni contributive previste per chi opera in zone montane e svantaggiate. Interessante diventa anche la possibilità per le aziende agricole di assumere giovani di età compresa tra 18 e 35 anni di età, così come quella prevista nel caso di assunzioni di over 50 e di donne che si trovino in particolari condizioni.
Sia con Legge di Bilancio 2015 (art. 1, co. 119, L. n. 190/2014) sia con Legge di Bilancio 2016 (art. 1, co. 179, L. n. 208/2015) è stata concessa alle aziende agricole di beneficiare di uno sgravio triennale.
Infine, è riconosciuto un beneficio contributivo sia ai lavoratori agricoli autonomi che ai subordinati operanti in territori in cui si sono verificate calamità naturali, così come chiarito dall’Inps con il messaggio n. 2082 del 22 maggio 2018.
L’esonero contributivo previsto per i coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali under 40
Ad oggi i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali under 40 possono beneficiare dell’esonero contributivo, sia che si attengano a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2017, che a quanto disciplinato dalla Legge di Bilancio 2018.
In entrambi i casi, l’esonero contributivo viene applicato soltanto sulla quota contribuiva corrispondente all’IVS. Sia che si stia beneficiando dell’esonero contributivo previsto dalla legge di Bilancio 2017, sia che si stia beneficiando di quella del 2018, i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali under 40 non possono cumulare tale beneficio con altri esoneri o riduzioni contributive.
Inoltre, in entrambi i casi, il beneficio dell’esonero contributivo è strettamente legato al rispetto del “de minimis”, che per il settore della produzione primaria dei prodotti agricoli è pari ad €15.000,00.
Per beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2017, gli interessati avrebbero dovuto iscriversi alla previdenza agricola nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2017; mentre per beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2018 occorre iscriversi alla previdenza agricola nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 ed il 31 dicembre 2018.
Solamente la legge di Bilancio 2017 aveva previsto la possibilità di far usufruire dell’esonero contributivo anche a coloro che, operando in territori definiti svantaggiati o montani, avevano iniziato l’attività imprenditoriale nel 2016.
Condizioni imprescindibili perché un coltivatore diretto od un imprenditore agricolo professionale possa beneficiare sia dell’esonero contributivo previsto dalla legge di Bilancio 2017 che di quella del 2018, sono:
- aver necessariamente adempiuto agli obblighi contributivi;
- aver rispettato le norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
- aver rispettato gli obblighi di legge;
- aver rispettato gli accordi ed i contratti collettivi sottoscritti e stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
- aver rispettato il limite del regime “de minimis” che per il settore della produzione primaria dei prodotti agricoli è pari ad €15.000,00.
Immutata resta la misura dell’esonero contributivo, sia che si stia usufruendo dell’esonero contributivo previsto dalla legge di Bilancio 2017 che della legge di Bilancio 2018:
- per i primi trentasei mesi l’esonero contributivo è pari al 100%;
- per i successivi dodici mesi l’esonero contributivo si riduce al 66%;
- per gli ulteriori dodici mesi l’esonero contributivo si riduce ulteriormente al 55%.
Infine, occorre precisare che per beneficiare dell’esonero contributivo previsto dalla legge di Bilancio 2017, è stato possibile inoltrare le domande entro il 31 marzo 2018, così come chiarito dal messaggio Inps n.195 del 17 gennaio 2018.
Le riduzioni contributive di cui possono beneficiare le aziende agricole per i lavoratori dipendenti
Il primo beneficio contributivo è destinato a tutti i datori di lavoro agricolo che operano in territori montani o svantaggiati, che si concretizza nel seguente modo:
- riduzione contributiva del 75% per chi assume lavoratori agricoli in territori montani;
- riduzione contributiva del 68% per i datori di lavoro agricolo che assumono in territori definiti svantaggiati.
Altra opportunità per le aziende agricole è lo sgravio triennale in vigore ancora per il tutto il 2018, disciplinato dall’art. 1, co. 915, L. n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016). La possibilità di usufruire del beneficio contributivo è strettamente legata agli importi stanziati per il triennio 2016-2018, così stabiliti:
- € 8.300.000,00 per il 2016;
- € 7.900.000,00 per il 2017;
- € 8.000.000,00 per il 2018.
È possibile usufruire di tale beneficio se sono stati assunti lavoratori agricoli anche a tempo determinato aventi una età compresa tra 18 e 35 anni di età, che si trovarsi in una delle seguenti situazioni:
- essere privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
- non aver conseguito un diploma di istruzione superiore di secondo grado.
In merito alle caratteristiche della persona da assumere diventa opportuno effettuare alcune precisazioni. La prima riguarda l’età dei giovani lavoratori agricoli da assumere per ottenere il beneficio: i giovani al momento della assunzione devono aver compiuto 18 anni e non devono averne compiuti 35.
L’altra puntualizzazione riguarda la locuzione “essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi” per quanto attiene gli operai agricoli a tempo determinato.
Questo significa che le persone da assumere dovranno trovarsi in una delle seguenti situazioni:
- non aver svolto attività lavorativa nel semestre precedente l’assunzione, per la quale si richiede il beneficio;
- aver lavorato un numero di giornate inferiore a 100 nei 12 mesi precedenti all’assunzione.
INCENTIVO PER OTI A TEMPO PIENO
PERIODO MASSIMO INCENTIVO
IMPORTO MASSIMO PER LAVORATORE
MODALITA’ PER USUFRUIRNE
1/3retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali
compensazione contributi dovuti dal datore di lavoro
INCENTIVO PER OTD A TEMPO PIENO
6 mesi per ogni anno per il quale è stata formulata la richiesta
L’incentivo verrà usufruito quando si assume un OTD (operaio a tempo determinato), se sono state rispettate le seguenti condizioni:
- il contratto deve essere stato stipulato in forma scritta;
- avere una durata triennale;
- garantire al lavoratore una occupazione minima di 102 giornate per ogni anno.
Una altra opportunità di riduzione contributiva prevista per il datore di lavoro agricolo è quella legata all’assunzione dei seguenti soggetti, così come stabilito dall’art. 4, co. 8-11, L. n. 92/2012 e chiarito dalla circolare Inps n. 139 del 27 settembre 2013:
- uomini di età superiore a 50 anni che siano disoccupati da almeno dodici mesi;
- donne di qualunque età che risultino disoccupate da almeno ventiquattro mesi;
- donne prive di impiego da almeno sei mesi ed appartenenti a particolari aree.
Il datore di lavoro agricolo ha diritto al beneficio, da usufruire attraverso il DMAG, purché l’assunzione per cui si richiede lo sgravio rappresenti un incremento netto occupazionale, da verificare concretamente rispetto alla media dei 12 mesi precedenti, dovuto a causa di assunzioni, proroghe e trasformazioni.
In questo caso il beneficio contributivo consiste nella riduzione del 50% della quota a carico del datore di lavoro per la durata massima di:
- 18 mesi per un contratto a tempo indeterminato e nel caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato;
- 12 mesi per un contratto a tempo determinato e nel caso di proroga dello stesso contratto.
Gli esoneri contributivi per le aziende agricole nei casi di calamità naturali
Altra opportunità di beneficiare di esoneri contributivi è quella legata ad eventi in cui si verificano calamità naturali. A tal proposito l’Inps con il messaggio n. 2082/2018 ha evidenziato che dal 20 maggio 2008 possono beneficiare dell’esonero contributivo, previsto nei casi di calamità naturali, le aziende del comparto agricolo identificate dall’art. 2135 c.c., oltre alle cooperative che svolgono attività di produzione agricola iscritte nel registro imprese o nell’anagrafe delle imprese agricole esistente presso le Province Autonome.
Per richiedere l’esonero contributivo a seguito di calamità naturali occorrerà presentare telematicamente specifica domanda attraverso il sito dell’Inps andando poi alla sezione “Servizi on line” – “Domanda esonero calamità naturali”, compilando l’apposita modulistica.
La domanda dovrà essere presentata dalle aziende agricole interessate entro l’ultimo giorno del dodicesimo mese successivo all’evento calamitoso, sempre che tale evento risulti pubblicato in Gazzetta Ufficiale con decreto autorizzativo emanato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
La misura dell’esonero contributivo è la seguente:
- 17% per le aziende che hanno subito danni in misura superiore al 30% ed inferiore o pari al 70% della produzione lorda vendibile;
- 50% per le aziende che hanno subito danni in misura superiore al 70% della produzione lorda vendibile
Viene concesso un 10% di esonero contributivo in più quando la calamità dovesse verificarsi:
- entro 365 giorni dalla data finale della precedente calamità;
- dopo 365 giorni dalla data finale della precedente calamità, purché l’evento si sia verificato nell’anno solare consecutivo alla prima calamità.
In base a quanto disposto dalla circolare Inps n. 36 del 6 marzo 2006, l’azienda agricola potrà usufruire dell’esonero contributivo a partire dalla data finale dell’evento calamitoso. Nel caso di più eventi calamitosi verificatesi nello stesso periodo, si dovrà considerare la percentuale di danno più alta.
Possono beneficiare dell’esonero contributivo anche i coltivatori diretti, coloni, mezzadri, ed IAP, regolarmente iscritti alla relativa gestione previdenziale, sia per quanto attiene gli importi dei loro contribuiti che per quello riferiti ai loro dipendenti.
Infine, di tale beneficio possono usufruirne anche le cooperative di imprenditori agricoli e loro consorzi che svolgono le seguenti attività:
- coltivazione del fondo, selvicoltura ed allevamento di animali;
- manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali;
- fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.
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