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Timestamp: 2017-07-27 18:33:49+00:00
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Dichiarazioni sostitutive rese da terzi in sede extra processuale | Articoli e Commenti
Leggi...	Dichiarazioni sostitutive rese da terzi in sede extra processuale 24 Gennaio 2017	Ciro Tadicini	Visite: 428	компоненты для Joomla 2.5
La Corte di Cassazione, Sez. V, con la recentissima sentenza n. 22413 del 04 novembre 2016, ha espresso un principio generale relativo alla questione dell'utilizzabilità nel processo tributario delle dichiarazioni sostitutive di terzi. Il principio di diritto affermato dalla Suprema Corte si pone in contrapposizione all'orientamento giurisprudenziale che ritiene non utilizzabili nell'ambito del contenzioso tributario, le dichiarazioni sostitutive rese da terzi, stante il divieto di prova testimoniale previsto dall'art. 7, comma 4, D.Lgs. 546/1992.
Al fine di meglio comprendere il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione è necessario fare un breve cenno alla normativa di riferimento che vieta l'utilizzo della prova testimoniale nell'ambito del contenzioso tributario.
In particolare, l'art. 7, comma 4, D.Lgs. 546/1992, rubricato “Poteri delle Commissioni Tributarie”, dispone, nell'ambito del processo tributario, il divieto del giuramento e della prova testimoniale.
Tale divieto trova la sua ratio sia nella spiccata specificità dello stesso rispetto a quello civile ed amministrativo, correlata alla configurazione dell'organo decidente e al rapporto sostanziale oggetto del giudizio, sia nella circostanza che esso è ancora, specie sul piano istruttorio, in massima parte scritto e documentale; sia, infine, nella stessa natura della pretesa fatta valere dall'amministrazione finanziaria attraverso un procedimento di accertamento dell'obbligo del contribuente che mal si concilia con la prova testimoniale.
La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Firenze n. 3 del 22.01.2009.
L'Ufficio ha eccepito, tra gli altri motivi, la violazione dell'art. 7, coma 4, D.Lgs. 546/1992, in quanto il giudice di secondo grado aveva ammesso la prova costituita della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà conferendo, a tale atto, valenza di prova piena anziché di prova indiziaria.
La Suprema Corte, in accoglimento del motivo di ricorso eccepito dall'Ufficio, da un lato ha ribadito il divieto disposto dall'art. 7 D.Lgs. 546/1992, secondo cui, nel processo tributario, non sono ammessi giuramento e prova testimoniale, dall'altro non ha escluso l'utilizzabilità delle dichiarazioni sostitutive nell'ambito del processo tributario.
Nel caso sottoposto all'attenzione dei giudici di legittimità, la sentenza impugnata si è discostata da tale regola di valutazione probatoria, omettendo di indicare quali siano stati gli ulteriori elementi idonei a conferire valenza di prova alle dichiarazioni extraprocessuali utilizzate nel processo.
Lecce, 10 gennaio 2017 Avv. Leonardo Leo
Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2017 11:20	портал недвижимости