Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-125-del-07-01-2019
Timestamp: 2019-10-23 03:05:36+00:00
Document Index: 84306019

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 1414', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 125 del 07/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 125 del 07/01/2019
Cassazione civile sez. II, 07/01/2019, (ud. 13/04/2018, dep. 07/01/2019), n.125
sul ricorso 28949/2014 proposto
M.A., M.G., M.R., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA DEGLI SCIALOJA 6, presso lo studio
dell’avvocato LUIGI OTTAVI, rappresentati e difesi dall’avvocato
GIUSEPPE COLIVA;
M.V., MO.LU., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA G B VICO 31, presso lo studio dell’avvocato GIOVAN CANDIDO DI
GIOIA, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato
FRANCESCO DAMIANI;
avverso la sentenza n. 1821/2014 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
13/04/2018 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.
Il Tribunale di Bologna, con sentenza non definitiva del 3.5.2006, per quanto qui rileva, rigettava la domanda riconvenzionale di simulazione nei confronti di M.V. e la dichiarava prescritta nei confronti del Mo..
L’appello interposto da M.G., A. e R., veniva rigettato dalla Corte d’Appello di Bologna con sentenza del 29.7.2014. Quanto alla declaratoria di prescrizione, la corte territoriale muoveva dall’assunto che gli attori avevano agito in qualità di eredi, poichè avevano proposto domanda di simulazione al solo fine di recuperare il bene nell’asse ereditario, senza svolgere domanda di riduzione; riteneva quindi che il termine decorresse dal compimento dell’atto, e, conseguentemente che l’azione fosse prescritta nei confronti del Mo.. Qualificava la domanda non come di simulazione assoluta ma relativa e, non avendo gli attori dato la prova del negozio simulato attraverso la controdichiarazione, la rigettava nei confronti di M.V..
Per la cassazione della sentenza di appello propongono ricorso M.G., A. e R. sulla base di sei motivi, illustrati con memoria ex art. 378 c.p.c.; resistono con controricorso M.V. e Mo.Lu..
Con il primo motivo di ricorso si deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 1414,1415 e 1422 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la corte ritenuto che l’azione di simulazione fosse soggetta a prescrizione decennale, mentre, nella specie, essendo l’atto simulato nullo per difetto di forma, l’azione sarebbe imprescrittibile.
– 4.2.1970 n. 231, dove si afferma che “quando l’azione tenda all’accertamento della nullità, non solo del negozio apparente (perchè non voluto), ma anche di quello dissimulato (perchè illecito), l’imprescrittibilità di essa discende dal combinato disposto degli artt. 1414 e 1422 c.c., dato che in tal caso è irrilevante la distinzione tra simulazione assoluta e relativa, essendo l’azione volta ad accertare che nè il contratto simulato, nè quello dissimulato producevano effetto tra le parti”;
Risulta dall’impugnata sentenza che M.G., A. e R. agirono per l’accertamento della simulazione dell’atto di vendita per notar A. del 24.3.1969, con il quale il de cuius aveva trasferito alla figlia V. ed al genero Mo.Lu. una porzione del podere (OMISSIS), perchè simulante una donazione. Risulta altresì che l’atto dissimulato, la donazione, era privo dei requisiti di forma ad substantiam, poichè la vendita non era avvenuta alla presenza di testimoni come richiesto dalla Legge Notarile 16 febbraio 1913, n. 89, art. 48, comma 1.
Con il quarto motivo di ricorso si deduce la violazione dell’art. 1414 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la corte territoriale errato
nell’attribuire a M.G., A. e R. la qualità di eredi e non di legittimari, e, quindi, di terzi ai fini della prova della simulazione.
Solo l’erede che agisce in riduzione è terzo rispetto al negozio asseritamente simulato, sicchè nel relativo giudizio la prova testimoniale e per presunzioni è ammissibile senza limiti (Cass. n. 19912/14). Al riguardo sembra opportuno ricordare che ai fini della prova della simulazione di una vendita posta in essere dal de cuius per dissimulare una donazione, l’erede legittimario può ritenersi terzo rispetto agli atti impugnati, con conseguente ammissibilità senza limiti della prova della simulazione, solo quando, contestualmente all’azione volta alla dichiarazione di simulazione, proponga anche una espressa domanda di riduzione della donazione dissimulata, facendo valere la sua qualità di legittimario e fondandosi sulla specifica premessa che l’atto dissimulato comporti una lesione del suo diritto personale alla integrità della quota di riserva spettantegli, in quanto solo in questo caso egli si pone come terzo nei confronti della simulazione (in tal senso Cass. n. 7465/02).
Questa Corte, pertanto, pronunciando nel merito in ordine ai due motivi di ricorso accolti, rigetta la domanda riconvenzionale proposta dai convenuti nei confronti di Mo.Lu..