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Timestamp: 2019-11-17 13:13:23+00:00
Document Index: 28053373

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 107', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 15', 'sentenza ', 'art. 16']

La costituzione e la difesa dell’ente locale nel processo tributario - Legali.com
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martedì 22 maggio 2007, di Maurizio Villani
Per quanto riguarda la forza normativa attribuita allo Statuto degli enti locali, la giurisprudenza affermava che, in base al combinato disposto dagli artt. 6, 50 e 107 del D.Lgs. 267/2000, gli statuti ed i regolamenti comunali si sarebbero dovuti uniformare al principio - vincolante per la normativa secondaria, ai sensi del citato art. 6 - della riserva sindacale della rappresentanza giudiziale del Comune e non potendo attribuire ad altri soggetti tale rappresentanza, pena la loro disapplicazione "in parte qua" ad opera del giudice ordinario, ex art. 5 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all.E.
Da siffatta impostazione discendeva che "i modi di esercizio della rappresentanza legale dell’ente , anche in giudizio, che il menzionato art. 6 consentiva di disciplinare mediante statuto, non attenevano all’individuazione del soggetto legittimato a rappresentare in giudizio l’ente, ma ad aspetti diversi, posto che competeva esclusivamente al Sindaco, quale capo dell’amministrazione comunale, poter conferire al difensore del Comune la procura alla lite. Doveva, pertanto, escludersi che il sindaco potesse altresì derogare a tale riserva di attribuzioni, delegando ad altri (dirigenti) il potere di rappresentanza processuale, atteso che il citato D.Lgs. 267/2000 esigeva una netta separazione tra detto potere, di esclusiva competenza del Sindaco, e la sfera di attribuzioni dei dirigenti delineata dal citato art. 107.
Con l’importantissima sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, (sent., n. 12868 del 16/06/2005), si è definitivamente superato il suesposto prevalente indirizzo giurisprudenziale, volto a riservare esclusivamente in capo al Sindaco la rappresentanza in giudizio dell’ente locale e, quindi, a disapplicare le disposizioni statutarie che avessero esteso, anche ai dirigenti, il potere rappresentativo. Le Sezioni Unite hanno, così, stabilito che lo Statuto comunale "ha valore di norma fondamentale dell’organizzazione dell’ente locale, che non trova altri limiti che quelli imposti da principi espressamente connotati da inderogabilità" . In altri termini, la legge dello Stato, nell’ambito organizzativo dei Comuni, non costituisce più, secondo la sentenza, "un limite invalicabile all’attività statutaria" , se non per i principi inderogabili.
Sull’onda degli interventi normativi intervenuti sull’art. 11 D.Lgs. 546/1992 e della succitata pronuncia delle Sezioni Unite, la giurisprudenza si è, ulteriormente, spinta affermando che "anche il funzionario può assistere nel giudizio tributario il Comune ed è anche legittimato a firmare tutti gli atti occorrenti per la difesa dell’ente, ovvero la costituzione in giudizio ed il ricorso in appello" .
Siffatto intervento dei funzionari comunali, previsto dalla legge processuale, risponde all’esigenza di evitare il sistematico e costoso ricorso ad avvocati del libero foro e trova esplicita sanzione nell’art. 15, comma 2 bis D. Lgs. n. 546/92 cit., secondo cui "nella liquidazione delle spese a favore dell’ente locale, se assistito da propri dipendenti, si applica la tariffa vigente per gli avvocati e procuratori, con la riduzione del 20% degli onorari ivi previsti" .
Con la recentissima sentenza n. 685/2007, la Cassazione ha, ulteriormente, ribadito che il Comune nell’esercizio dei poteri statutari può - nell’ambito dei settori di competenza - affidare direttamente la rappresentanza a stare in giudizio ad esponenti apicali della struttura burocratica amministrativa, senza necessità di delega del Sindaco. I Supremi giudici hanno chiarito che non sussiste, pertanto, alcuna nullità del procedimento svoltosi in tema ICI, innanzi alle Commissioni tributarie, ove gli atti del Comune siano stati sottoscritti, non già dal sindaco, ma da un funzionario comunale.
Tale nuova impostazione della giurisprudenza di legittimità e di merito ha ridisegnato il rapporto tra legge statale e statuto nel sistema della gerarchia delle fonti, definendo lo statuto "come atto normativo atipico, con caratteristiche specifiche, di rango paraprimario o subprimario, posto in posizione di primazia rispetto alle fonti secondarie dei regolamenti e al di sotto delle leggi di principio."
Ed infatti, proprio in virtù della facoltà riconosciuta all’ente locale di farsi assistere dai propri funzionari, si determina la legittimità anche della sottoscrizione dell’atto processuale di costituzione da parte dello stesso funzionario, in quanto, ai sensi dell’articolo 18, comma 3, del Dlgs 546/92 "il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore" e, pertanto, al funzionario delegato dell’assistenza devono essere riconosciuti tutti i poteri che la legge processuale tributaria attribuisce al difensore tecnico.
Sul punto è importante (e condivisibile) la precisazione dell’Agenzia delle Entrate che, ai fini del computo dei termini processuali, in mancanza di una specifica previsione normativa a riguardo, ritiene che vada applicata in via analogica la disposizione in materia comunicazioni e notificazioni di cui all’art. 16, c. 5, dello stesso D.Lgs. 546/1992 secondo cui "qualunque comunicazione o notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione o dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l’atto è ricevuto."
ï ¶	in caso di trattazione in camera di consiglio, entro il termine previsto per il deposito delle repliche (fino a 5 giorni liberi prima della data della camera di consiglio);
ï ¶	nel caso di discussione in pubblica udienza, fino all’inizio della discussione.
Tale circostanza comporta che, per essere utilizzati nel processo, i documenti devono essere elencati negli atti di parte cui sono allegati (ad es., nel ricorso o nelle controdeduzioni). In alternativa, possono essere prodotti anche separatamente con un’apposita nota, chiamata "Nota di deposito documenti" , da firmare e depositare in segreteria.
Lecce, lì 30 aprile 2007