Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/178
Timestamp: 2020-04-06 17:39:54+00:00
Document Index: 84686639

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.178', 'sentenza ', 'art. 306', 'art. 178', 'art. 186', 'art. 5', 'art. 186']

I. Le parti, senza bisogno di mezzi d'impugnazione, possono proporre al collegio, quando la causa è rimessa a questo a norma dell'articolo 189, tutte le questioni risolute dal giudice istruttore con ordinanza revocabile.
II. L'ordinanza del giudice istruttore, che non operi in funzione di giudice unico, quando dichiara l'estinzione del processo è impugnabile dalle parti con reclamo immediato al collegio.
III. Il reclamo deve essere proposto nel termine perentorio di dieci giorni, decorrente dalla pronuncia della ordinanza se avvenuta in udienza, o altrimenti decorrente dalla comunicazione dell'ordinanza medesima.
IV. Il reclamo è presentato con semplice dichiarazione nel verbale d'udienza, o con ricorso al giudice istruttore.
V. Se il reclamo è presentato in udienza, il giudice assegna nella stessa udienza, ove le parti lo richiedano, il termine per la comunicazione di una memoria, e quello successivo per la comunicazione di una replica. Se il reclamo è proposto con ricorso, questo è comunicato a mezzo della cancelleria alle altre parti, insieme con decreto, in calce, del giudice istruttore, che assegna un termine per la comunicazione dell'eventuale memoria di risposta. Scaduti tali termini, il collegio provvede entro i quindici giorni successivi.
Processo civile – Estinzione del giudizio per rinuncia – Dichiarazione di estinzione – Natura dichiarativa – Forma di sentenza – Affermazione.
La pronuncia del Giudice che dichiara l’estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio non ha natura costitutiva, bensì dichiarativa, ossia di mero accertamento della regolarità formale della rinuncia e dell’accettazione.
L’estinzione del processo dev’essere dichiarata con sentenza, in quanto nelle controversie davanti al Tribunale in composizione monocratica vi è sovrapposizione nella medesima persona fisica del Giudice istruttore e dell’organo decidente, per cui non è configurabile il reclamo previsto dall’art.178 c.p.c.; nelle altre ipotesi si rende invece necessaria la pronuncia di una sentenza al fine di consentire l’eventuale impugnazione mediante appello. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15 Gennaio 2019. Segue...
Tribunale in composizione monocratica – Rinuncia agli atti del giudizio – Declaratoria di estinzione del processo – Natura di sentenza.
L’estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio ai sensi dell’art. 306 c.p.c. dev’essere dichiarata con sentenza, sulla base delle considerazioni che seguono: nelle controversie davanti al Tribunale in composizione monocratica vi è sovrapposizione nella medesima persona fisica del Giudice istruttore e dell’organo decidente, per cui non è più configurabile il reclamo previsto dall’art. 178 c.p.c.; si rende quindi necessaria la pronuncia di una Sentenza al fine di consentire l’eventuale impugnazione mediante appello.
Del resto, la Cassazione suole ritenere che il provvedimento dichiarativo dell’estinzione del processo adottato dal giudice monocratico del tribunale ha natura sostanziale di sentenza, ancorché sia pronunciato in forma di ordinanza o decreto e, dunque, quando sia stato pronunciato in primo grado, è impugnabile con l’appello. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12 Febbraio 2016. Segue...
Fallimento - Apertura (dichiarazione) di Fallimento - Stato d'insolvenza - Definitivo accertamento del credito - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Credito portato da ordinanza ex art. 186 bis cod. proc. civ. - Sufficienza - Fondamento.
In tema di fallimento, poiché, ai sensi dell'art. 5 legge fall., lo stato d'insolvenza non presuppone il definitivo accertamento del credito in sede giudiziale né l'esecutività del titolo, per poter chiedere il fallimento è sufficiente un'ordinanza adottata ai sensi dell'art. 186 bis cod. proc. civ., la quale costituisce valido titolo esecutivo per la somma per la quale è emessa, conserva la sua efficacia in caso di estinzione del giudizio e definisce direttamente una parte del merito. Cassazione civile, sez. I, 15 Gennaio 2015, n. 576. Segue...