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Timestamp: 2017-11-19 21:27:44+00:00
Document Index: 134657756

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 59', 'art 25', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 15']

Glossario sociale
Assistenza Domiciliare - SAD
Servizio di assistenza erogato dal Comune a persone parzialmente non autosufficienti, o a rischio di emarginazione che richiedono interventi di sostegno psicosociale, di cura, igiene della persona e di aiuto nella gestione della abitazione al fine di consentire il consolidamento di un livello di autonomia e la permanenza nel loro ambiente familiare e sociale.
E' l'integrazione del servizio di assistenza domiciliare con interventi di natura sanitaria forniti dall'ASL. E' rivolto a persone non autosufficienti o di recente dismissione ospedaliera, che richiedono, oltre a prestazioni di natura socio-assistenziale, prestazioni infermieristiche, riabilitative, mediche o specialistiche. E' un tipo di assistenza a media e alta intensità che si propone di evitare ricoveri impropri e mantenere il paziente nel suo ambiente di vita.
ASUR: Azienda Sanitaria Unica Regionale
Strumento che permette di monitorare e misurare processi e risultati di una impresa sociale, e di ogni ente che persegua finalità pubbliche nel campo delle politiche di cura alla persona e delle politiche di inclusione sociale, di rappresentare in forma di dati quantitativi e di informazioni descrittive, comportamenti e impatti su interlocutori in relazione con l'impresa, allo scopo di valutare e orientare le strategie in ragione del sistema degli obiettivi e dei valori e di comunicare a soggetti coinvolti il percorso intrapreso. Il bilancio sociale può essere utilizzato per quattro percorsi interni ed esternial soggetto che sceglie di dotarsene: come leva organizzativa e gestionale,come strumento di verifica istituzionale, come strumento di comunicazione, come base di elaborazione delle strategie sociali. In generale, per quanto attiene al contenuto di un bilancio sociale, sono quasi presenti sempre uno stato patrimoniale, riclassificato secondo criteri finanziari, un conto economico riclassificato al valore aggiunto, una dichiarazione di missione, un codice etico o carte dei valori, una mappa degli stakeholders, un piano dei conti, il resoconto dei risultati sociali conseguiti con indicatori di risultato (output) e di impatto sociale (outcome).
Si dice di un processo che inizia dal basso e prosegue verso l'alto, ovvero nel contesto del rapporto, dal livello locale al livello nazionale oppure dal contesto più decentrato a quello più ampio, vice versa top-down.
Letteralmente donatore di cura. Con questo termine si intende la figura di chi è debito in generale alla cura di persone non autosufficienti.
Le Regioni istituiscono centri di servizio per il volontariato che hanno la funzione di sostegno, promozione e sviluppo delle organizzazioni di volontariato esistenti.
Letteralmente significa accordare tra loro le parti strumentali o vocali di un brano musicale; il significato figurativo è stabilire qualcosa d'accordo con altri e, nel contesto socio politico attuale, il processo attraverso cui un soggetto istituzionale procede a delle scelte accogliendo e conciliando le indicazioni che arrivano da soggetti diversi, istituzionali e non, raccolti in un luogo di confronto. Nel processo di costruzione del Piano di Zona indica la fase in cui vengono concordati obiettivi e priorità tra i soggetti istituzionali gli attori sociali coinvolti nel processo di programmazione.
L'art. 34, comma 3, D.L. 267/2000 prevede che per verificare la possibilità di un accordo di programma, il presidente della Regione, il presidente della Provincia o il Sindaco, convoca una conferenza tra tutti i rappresentanti delle amministrazioni interessate. La conferenza dei servizi è quindi una riunione di più soggetti al fine di esaminare e discutere un problema di interesse comune.
E' un processo che convolge due persone: una che chiede aiuto, l'altra, adeguatamente formata all'ascolto, capace di fornirle un sostegno. Il counselling prevede un intervento non sul problema in sè, ma sulla persona, nella prospettiva di migliorare la capacità di utilizzare le proprie risorse.
D.S.M.: Distretto Medico Sanitario
Il rapporto tra i risultati ottenuti e gli obiettivi posti.
Il rapporto tra le prestazioni fornite e le risorse assorbite.
Empowerment è un processo di rafforzamento della capacità di autogestione da parte di un soggetto individuale o collettivo mediante il miglior uso delle proprie risorse o l'acquisizione di altre potenziali, in funzione del miglioramento della qualità della vita. E' un processo di aumento dell'autoefficienza tra i membri di una organizzazione/comunità attraverso l'identificazione delle cause alla base della condizione di powerlessness e, quindi, la loro eliminazione.
Gli interventi degli enti locali in materia di politiche sociali sono finanziati a valere sulle risorse loro assegnate da un fondo nazionale istituito dall'art. 59, comma 44 L. 449/99.
Indicatore della Situazione Economica (ISE)
Previsto dal D.L. 109/1998 l'ISE individua i criteri in base ai quali un soggetto può chiedere di usufrire di alcune prestazioni sociali, assistenziali e sanitarie rese dalle pubbliche amministrazioni, non destinate alla generalità dei cittadini o che prevedono tariffe agevolate o esenzioni.
L'insieme di caratteristiche empiriche osservabili o calcolabili mediante le quali si vuole cogliere un certo fenomeno. Per essere affidabile un indicatore deve essere: pertinente, specifico, preciso, comparabile, trasmissibile.
Il rapporto tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e più) e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplcato per 100.
Indice di dipendenza strutturale degli anziani
Il rapporto tra la popolazione di età 65 anni e più e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per 100.
Il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di 0-14 anni, moltiplicato per 100.
Dall'inglese letteralmente: "metter dentro". Indica genericamente tutti quei fattori che, dall'esterno, interagiscono con un'oganizzazione e/o la condizionano (risorse umane, tecnologiche, finanziarie, etc..)
Strumento che consente di selezionare i potenziali utilizzatori del servizio in ordine alle condizioni reddituali, familiari e/o di far compartecipare, proporzionalmente alle proprie risorse, i potenziali utilizzatori, al fine di garanire l'universalità, o almeno l'allargamento di accesso alle prestazioni. Lo strumento consente di omogeneizzare la base informativa necessaria a definire i criteri di selettività e/o grado di compartecipazione nell'accesso alle prestazioni agevolate, consentendo un miglior utilizzo delle risorse pubbliche (D. Lgs. 109/98, D. Lgs. 130/00, art 25 L 328/00).
Gli istituti comprensivi di scuole di diverso ordine e grado: materne, elementari e medie. Sono stati introdotti a seguito del D.P.R. 233 del 18 giugno 1998, al fine di garantire "la permanenza negli ambiti territoriali in cui è ripartito il territorio provinciale, di scuole che non raggiungono, da sole o unificate con scuole dello stesso grado, dimensioni ottimali". Uno dei passaggi cruciali della programmazione curriculare degli istitui comprensivi si fonda sull'idea di continuità didattica tra i diversi cicli.
Basato principalmente su contributi sociologici e antropologici che hanno dato corpo alla network analysis (Barnes, Mitchel, Granovetter) può essere definito come l'insieme degli interventi diretti a facilitare le sinergie fra i principali attori coinvolti nel miglioramento del livello di benessere delle persone e della comunità. La qualità di un sistema (ad es. una famiglia) può migliorare se il sistema stesso ha la possibilità di interconnettersi con altri in un processo di scambio di risorse e reciproci stimoli al cambiamento, questa prospettiva viene detta di community care. Un esempio di lavoro di rete è costituito dalle sperimentazioni relative ai programmi territoriali per alcolopatie, dove l'intervento è caratterizzato dal coivolgimento della comunità circostante le famiglie interessate, dalla promozione di iniziative di sensibilizzazione verso la comunità, favorendo contatti con e tra gli operatori dei servizi socio-sanitari.
Livelli Essenziali di prestazioni Assistenziali
La legislazione socio-sanitaria recente (D. Lgs. 229/99 e L. 328/00) e la modifica al titolo V della Costituzione hanno introdotto un compito nuovo ed impegnativo allo stato: la definizione dei livelli essenziali di assistenza in campo sanitario (LEA) e socio-assistenziale (LIVEAS), ovvero quali sono le prestazioni (socioali e sanitarie) che devono essere garantite a tutti i cittadini in tutte le Regioni italiane:
-LEA (Livell Essenziali di Assistenza Sanitaria): comunemente detti LEA, chiariscono quali sono le prestazioni sanitarie, le cure mediche, che devono essere garantite dal Servizio Sanitario Nazionale a tutti i cittadini in tutte le Regioni italiane, quali devono essere gratuite e quali invece a pagamento. Le prestazioni, cioè le cure mediche, inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza, sono quelle cure che devono essere garantite su tutto il territorio italiano. I livelli devono soddisfare gli obiettivi di salute indicati nel Piano Sanitario Nazionale e sono state scelte in base ai principali di efficacia e di appropriatezza: deve essere dimostrato che quella cura sia efficace, utile per ridurre o eliminare la malatia, ed appropriata per quella determinata patologia.Se più metodi di cura soddisfano entrambe le condizioni, alloa deve essere assicurata la cura più economica. Le Regioni possono decidere di inserire nell'elenco ulteriori prestazioni, previo accordi interregionali.
- LIVEAS (Livelli Essenziali di Assistenza socio-assistenziale): la Legge 328 (art. 22) assegna allo Stato il compito di definire i livelli essenziali di assistenza che devono, sull'intero territorio nazionale, essere garantiti a tutti i cittadini sulla base di standard comuni. L'art. 22 della L.328/2000 prevede che il sistema integrato di interventi e servizi sociali garantisca al cittadino, nell'ambito del Distretto socio-sanitario, l'erogazione di alcune prestazioni essenziali che rappresentano i livelli essenziali delle prestazioni di assistenza sociale, i cosiddetti LIVEAS. Questi livelli essenziali garantiscono un sistema di prestazioni e servizi sociali idonei a garantire, alle persone, ed alle famiglie, qualità della vita e cittadinanza sociale, nonchè pari opportunità e tutela ai soggetti più deboli.
Finalità ultime che un attore collettivo si pone, in relazione a cui esso stabilisce i propri obiettivi strategici, i propri obiettivi specifici e i propri programmi. La Mission può essere dunque definita come "il progetto d'impresa sociale" poichè permette di esplicitare scopo, attività e visione della cooperativa, elementi assolutamente essenziali per:
- Chiarire le finalità;
- Indirizzare le decisioni operative;
- Individuare in quali settori produttivi incanalare risorse e sforzi;
- Definire i clienti/utenti delle attività svolte.
Prestazioni e attività prodotte dal servizio.
Il Piano i generale è uno strumento necessario per la definizione di politiche generali, integrate, o specifiche e settoriali, attraverso il quale si definiscono le finalità, gli obiettivi, i criteri per le azioni, l'uso delle risorse, i soggetti coinvolti, i tempi necessari. Nello specifico, in base all'art. 19 della L. 328/2000, è lo strumento che ogni Ambito territoriale deve predisporre per definire gli interventi sociali e socio-sanitari a tutela dei diritti della popolazione.
La somma delle persone occupate, di quelle disoccupate alla ricerca di nuova occupazione e delle persone in cerca di prima occupazione.
La serie di atti interconnessi necessari per ottenere un prodotto specifico. Sequenza che collega in senso logico e temporale le attività necessarie per realizzare una prestazione o un servizio.
In generale è un documento attestante un accordo tra parti, avente prevalentemente natura politica più che giuridica, ance se vincola i contraenti ad assumere e rispettare i rispettivi impegni in esso contenuti. Nello specifico del Piano di Zona è la forma giuridica scelta per coinvlgere il privato sociale anche nella fase di conferma ufficiale e formale del Piano di Zona, con uno strumento che possa reciprocamente impegnare gli enti pubblici e i soggetti collettivi firmatari per la sua attuazione: è per questo che il protocollo di intesa previsto dalle presenti Linee Guida si configura come accordo, tra soggetti pubblici e parti private, ai sensi dell'art. 15 della L. 241/1990.
Scuole dell'Obbligo: Scuole Elementari e Medie
Self Help (gruppi di)
I gruppi di auto-aiuto sono piccole strutture volontarie, per il mutuo-aiuto ed il raggiungimento di obiettivi particolari. Sono di solito formati da pari, che si sono uniti per assistersi reciprocamente e soddisfare un bisogno comune, superando comuni handicap o problemi inabilitanti e puntando ad un cambiamento personale e/o sociale desiderato. Gli iniziatori e i membri di tali gruppi percepiscono che i loro bisogni non possono essere riconosciuti e risolti attraverso le istituzioni sociali esistenti. Spesso offrono sia assistenza materiale sia supporto emotivo.
Servizi pubblici per le tossicodipendenze. Oltre 50 in tutt'Italia, svolgono compiti di prevenzione, cura e riabilitazione della tossicodipendenza. Ogni struttura è composta da un'èquipe di medici, assietnti sociali, infermieri, psicologi, sociologi, educatori.
Speranza di vita alla nascita (o vita media)
Il numero medio di anni di vita attesa per un neonato.
Speranza di vita libera da disabilità all'età X
Il numero medio di anni che restano mediamente da vivere in assenza di disabilità. Si calcola sottraendo dalla speranza di vita all'età x gli anni di vita che si stima saranno vissuti con disabilità.
Letteralmente significa "portatore di interessi". Indica tutte le categorie di soggetti privati o pubblici, individuali o collettivi, che in un qualche modo sono legati da un livell di condivisione e di attaccamento all'organizzazione, alla sua mission ed alle sue attività. Poichè il livello di impegno (commitment) è diverso da categoria a categoria e all'interno della stessa categoria, tra soggetto e soggeto, si usa parlare di "mappa degli stakeholder" che rappresenta attraverso i livelli di stakeholder primario, secondario ed esterno, proprio il livello di coinvolgimento. Se gli stakeholder ritirassero la loro fiducia, interrompessero le relazioni di collaborazione, di sotegno, di controllo, difficilmente l'organizzazione continuerebbe ad esistere.
SWOT (Strengths Weakness Opportunites Threats) Analysis
Tecnica decisionale, più che valutativa, in cui le informazioni sul programma o intervento vengono analizzate come elementi di forza e di debolezza, e quelle sul contesto come opportunità e vincoli, dal cui incrocio viene costruita quindi una matrice a quattro celle entro cui vengono riportate le condizioni che si sono costituite.
Lo strumento di supporto al lavoro del Coordinatore d'Ambito e dell'Ufficio di Piano. E' un luogo di conoscenza, confronto, collaborazione tra soggetti individuali e collettivi con competenze, professionalità e titolarità diverse (del pubblico e del privato), impegnati congiuntamente nell'acquisizione di dati e informazioni, nell'approfondimento e nella produzione di documenti, materiali, atti utili alla progettazione, alla gestione, al monitoraggio e alla verifica del Piano di Zona.
UMEE: Unità Multidisciplinare per l'Età Evolutiva
UMEA: Unità Multidisciplinare per l'Età Adulta
U.P.S.: Ufficio Promozione Sociale
U.R.P.: Ufficio Relazioni col Pubblico (è presente in ogni Comune)
L'attività complessa connessa al metodo della programmazione, attraverso la quale si verificano i benefici raggiunti, rispetto alle risorse impiegate e agli obiettivi posti, nonchè l'adeguatezza delle strategie attuate per il raggiugimento dei risultati stessi. Può fare riferimento a standards, scale qualitative e oggettive ed usa tecniche e strumenti vari.
Il rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14 anni.
Modello di società solidale che si auto-organizza promuovendo essa stessa erogazione di servizi, anche in assenza di input della Pubblica Amministrazione. L'affermazione del principio di sussidiarietà, attuato attraverso le sinergie fra tutti gli attori sociali, pubblici e privati, sancisce infatti ilpassaggio dal vecchio modello di Welfare State, basato sul principio di pubblico (D.P.R. n. 616/1977) al nuovo modello di Welfare Mix, basato su di un sistema di interventi a rete per promuovere un'etica della responsabilità capace di identificare e mettere in rete tutti i tipi di risorse: da quelle private a quelle pubbliche, da quelle umane e familiari a quelle organizzative e finanziarie.
Modelli innovativi sorti per rispondee alla crisi dei sistemi, l'allocazione delle risorse è defiito ex ante, sulla base dei bisogni e della tradizionali di welfare. generalmente tali modelli, anche se con modalità differenti, sono incentrati sulla separazione tra le fasi di promozione e di finanziamento del sistema dei servizi e quella della loro produzione. Mentre le prime due rimangono saldamente nelle mani del soggetto pubblico, l'ultima vede il coinvolgimento oltre che delle pubbliche amministrazioni, di altri soggetti (imprese profit o non profit, organizzazioni del volontariato).
Insieme di interventi pubblici connessi al processo di modernizzazione, che forniscono protezione sociale sotto forma di assistenza, assicurazione, sicurezza sociale, introducendo specifici diritti nel caso di eventi prestabiliti nonchè specifici doveri di contribuzione finanziaria. Richard Titmuss, sociologo inglese e tra i più importanti studiosi dei sistemi di Wefare, ha proposto una tipologia di modelli: l'intervento delle pubbliche istituzioni è prevsito solo ex post, ove falliscano i canali sociali naturalmente preposti alla soddisfazione dei bisogni essenziali (famiglia, associazioni volontarie, mercato); aziendale (particolaristico - meritocratico - occupazionale): collega le prestazioni ai livelli di reddito e alla posizione sociale conseguita attraverso il lavoro; istituzionale - redistributivo: produzione di interventi di tipo universalistico, garantiti a tutti i cittadini in una logica di cittadinanza. La politica sociale deve provvedere ad una redistribuzione delle risorse e delle opportuità di vita combinando il sistema fiscale, la previdenza ed i servizi sociali alla persona.