Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/category/rinuncia-al-lavoro/
Timestamp: 2018-03-20 11:29:10+00:00
Document Index: 137436484

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2118', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 148']

rinuncia al lavoro «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Moglie risarcita per danno “castità forzata” mercoledì, Nov 12 2008
avvocato and coniuge divorziato and diritto civile and diritto di famiglia and divorzi and giurisprudenza and processo civile and rinuncia al lavoro and sentenza and separazioni and studi legali mgraziamei 2:18 pm
Marito della donna spezzina rimasto impotente dopo incidente.
LA SPEZIA, 12 NOV – Un giudice spezzino ha riconosciuto il danno per ‘castita’ forzata’ a una donna il cui marito e’ rimasto impotente dopo un incidente.
La sentenza le ha riconosciuto il ‘diritto ad avere rapporti con il proprio partner’, tra i diritti inviolabili previsti dalla stessa Costituzione, che riconosce la famiglia come societa’ naturale fondata dal matrimonio.
Il giudice le ha cosi’ riconosciuto 50mila euro di risarcimento per essere stata costretta a rinunciare al sesso negli ultimi 8 anni.
Recesso ad nutum ex art. 2118 cod. civ. martedì, Giu 19 2007
avvocato and Cassazione and cessazione del rapporto di lavoro and contratto di lavoro and diritti del lavoratore and diritto del lavoro and forma del contratto and giurisprudenza and indennità sostitutiva di preavviso and lavoro and processo del lavoro and rapporto di lavoro and rinuncia al lavoro and sentenza and studi legali mgraziamei 8:07 am
(Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21 maggio 2007, n. 11740 – Avv. Giuseppe Salvi).
Se il figlio inizia a lavorare e poi rinuncia, non ha diritto al mantenimento. venerdì, Mag 25 2007
avvocato and Cassazione and diritto di famiglia and giurisprudenza and mantenimento dei figli and rinuncia al lavoro and sentenza and studi legali mgraziamei 7:59 am
Cass. civ. 4102/2007
L’obbligo dei genitori di concorrere tra loro al mantenimento dei figli secondo le regole dell’art. 148 c.c. non cessa, “ipso facto”, con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, ma perdura, immutato, finché il genitore interessato alla declaratoria della cessazione dell’obbligo stesso non dia la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero che il mancato svolgimento di un’attività economica dipende da un atteggiamento di inerzia ovvero di rifiuto ingiustificato dello stesso, il cui accertamento non può che ispirarsi a criteri di relatività, in quanto necessariamente ancorato alle aspirazioni, al percorso scolastico, universitario e post-universitario del soggetto ed alla situazione attuale del mercato del lavoro, con specifico riguardo al settore nel quale il soggetto abbia indirizzato la propria formazione e la propria specializzazione.
Il mantenimento del figlio maggiorenne convivente è da escludere quando quest’ultimo, ancorché allo stato non autosufficiente economicamente, abbia in passato espletato attività lavorativa, così dimostrando il raggiungimento di un’adeguata capacità e determinando la cessazione del corrispondente obbligo di mantenimento da parte del genitore, atteso che non può avere rilievo il successivo abbandono dell’attività lavorativa da parte del figlio, trattandosi di una scelta che, se determina l’effetto di renderlo privo di sostentamento economico, non può far risorgere un obbligo di mantenimento i cui presupposti erano già venuti meno, ferma restando invece l’obbligazione alimentare, fondata su presupposti affatto diversi e azionabile direttamente dal figlio e non già dal genitore convivente.