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Timestamp: 2019-01-16 13:04:21+00:00
Document Index: 91612654

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 11']

Studio Bettini Commercialisti Associati | Archivi categoria: News | Pagina 5
Le comunicazioni sui beni d’impresa ai soci e familiari e sui finanziamenti e capitalizzazioni da parte di soci o familiari
Il prossimo 30 ottobre 2014, scade il termine per l’invio della comunicazione dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari, e dei dati relativi ai finanziamenti e capitalizzazioni effettuati alla società o ditta individuale da parte dei soci o familiari. L’adempimento è finalizzato a consentire all’Agenzia delle Entrate di acquisire le informazioni utilizzabili per la determinazione sintetica del reddito in capo ai predetti soggetti. Con il provvedimento del 16 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate ha modificato, i termini per le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria dei beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari e dei loro finanziamenti o capitalizzazioni a favore della società o ditta individuale.
I nuovi termini riguardano le comunicazioni sulla base delle dichiarazioni 2014, relative all’anno di imposta 2013;
vecchia scadenza: al 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura dell’anno fiscale durante il quale sono state effettuate le operazioni;
nuova scadenza: entro il 30esimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i beni sono concessi o permangono in godimento, oppure di quella relativa al periodo d’imposta in cui i finanziamenti e le capitalizzazioni sono stati ricevuti.
Con il provvedimento del 16 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato le motivazioni alla base del cambiamento: agevolare l’adempimento, prevedendo una tempistica successiva alla dichiarazione annuale dei redditi in cui possono essere utilizzati elementi che hanno già concorso alla tassazione del reddito diverso per i soci beneficiari e determinato l’indeducibilità dei relativi costi sostenuti dall’impresa. La scelta tiene conto dell’ulteriore esigenza di evitare la concentrazione un’unica scadenza dell’adempimento comunicativo e dichiarativo.
Comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati dei soci – comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente – e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento, con riferimento all’anno 2013. La Comunicazione deve essere effettuata per i beni concessi in godimento dall’impresa ai soci, o familiari di questi ultimi, o ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.
Comunicazione all’Anagrafe Tributaria dei dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, nell’anno 2013, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a euro 3.600.
Tasi 2014, il 16 ottobre scade l’acconto
La scadenza del 16 ottobre interessa gli immobili situati nei comuni che non erano riusciti ad inviare le delibere di approvazione entro il 23 maggio scorso, ma che l’hanno fatto entro il 10 settembre.
Per maggiore chiarezza è utile ricordare che la scadenza del 16 ottobre non riguarda:
- coloro che hanno già versato a giugno, per essi resta fermo l’appuntamento del saldo di dicembre;
- gli immobili situati nei comuni che non hanno pubblicato le delibere né entro il 23 maggio, né entro il 10 settembre. In tal caso il versamento della TASI avverrà in un’unica soluzione entro il 16.12.2014
La base imponibile della TASI è la stessa di quella prevista per l’IMU, ossia il valore che si ottiene applicando alla rendita catastale rivalutata del 5% i moltiplicatori catastali.
Alla base imponibile bisogna poi applicare l’imposta, stabilita in misura percentuale da ogni singolo comune, e le eventuali detrazioni. A tal fine occorre consultare il portale del federalismo fiscale, oppure rivolgersi all’ufficio tributi del proprio comune. I Comuni, infatti, hanno avuto la possibilità di decidere in autonomia la misura dell’imposta, con un limite massimo fissato dalla legge (3,3‰ per le abitazioni principali), ma senza alcun limite minimo.
Il valore da versare il 16 ottobre è la metà dell’imposta calcolata, in quanto si tratta di un acconto. Il saldo dovrà essere poi versato a dicembre.
La TASI si versa con modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:
- 3958: abitazione principale e relative pertinenze;
- 3959: fabbricati rurali ad uso strumentale;
- 3960: aree fabbricabili;
- 3961: altri fabbricati;
oppure con l’apposito bollettino di c/c/p, approvato con DM 23.5.2014, pubblicato sulla G.U. n. 122 del 28.5.2014. Il bollettino è disponibile gratuitamente presso gli uffici postali, e può essere pagato tramite gli uffici stessi oppure telematicamente attraverso il servizio telematico offerto dalle Poste. Nel bollettino è indicato il numero di c/c “1017381649”, valido per tutti i Comuni ed è obbligatoriamente intestato a “PAGAMENTO TASI”. Occorre ricordare, inoltre che:
- il versamento va effettuato distintamente per ogni Comune di ubicazione degli immobili. Sul bollettino è presente, infatti, un solo campo per l’indicazione del codice catastale;
- se il contribuente possiede più immobili assoggettati a TASI nello stesso Comune “il versamento li deve comprendere tutti”;
- gli importi di ogni singolo rigo, indicati in corrispondenza delle varie tipologie di immobili, vanno arrotondati all’euro secondo le ordinarie regole (per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo);
- la TASI dovuta per l’abitazione principale va riportata al netto della relativa detrazione, che va indicata nello specifico campo “Detrazione per abitazione principale”.
Attenzione alle nuove regole se si sceglie il mod. F24
Può essere conveniente utilizzare il Modello F24 nel caso in cui si possiedano più immobili in comuni diversi, in quanto con il bollettino ci si troverebbe costretti a compilarne uno per ogni comune. L’altro vantaggio del Modello F24 è che consente di utilizzare in compensazione eventuali crediti d’imposta. Se si sceglie il modello F24 bisogna però ricordare che dal 1° ottobre sono entrate in vigore nuove regole. Si ricorda in particolare che è possibile presentare il modello F24 cartaceo solo se l’importo da versare è inferiore a 1.000 Euro, è eseguito da un privato, e non vi sono compensazioni. Negli altri casi è obbligatoria la via telematica.
In tutti gli altri casi è necessario utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o delle banche/Poste (Home banking o Cbi); l’uso dei servizi telematici di banche o poste è inibito nel caso in cui il modello presenti un saldo a zero per effetto di compensazioni (si potranno utilizzare solo i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate).
Tali soggetti, inoltre, se intendono effettuare la compensazione orizzontale di crediti IVA per importi superiori a € 5.000,00 hanno l’obbligo di utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo dei servizi di home banking messi a disposizione dalle banche e da Poste Italiane, ovvero dei servizi di remote banking (CBI) offerti dalle banche/Poste, è consentito esclusivamente a coloro che effettuano compensazioni di crediti IVA inferiori a € 5.000,00.
Il modello cartaceo potrà essere dunque presentato presso le banche, le Poste o un sportello di Equitalia solo se lo stesso comprende un saldo pari o inferiore a € 1.000,00, senza la presenza di alcuna compensazione e solo dai soggetti non titolari di partita IVA.
Locazioni, deduzioni Irpef per l’acquisto di immobili da affittare
Una deduzione dal reddito complessivo Irpef per l’acquisto o la costruzione di immobili residenziali da destinare, entro 6 mesi dall’acquisto, alla locazione a canone “libero” per un periodo di almeno 8 anni. È quanto previsto dal c.d. Decreto Sblocca Italia (n. 133/2014, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 agosto scorso e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2014, Serie Generale, n. 212), nella parte dedicata alle “Misure per il rilancio dell’edilizia”.
In particolare, l’art. 21 del Decreto (“Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione”) riconosce al contribuente persona fisica, non esercente un’attività commerciale, una deduzione dal reddito complessivo: per l’acquisto, effettuato dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di immobili a destinazione residenziale, di nuova costruzione o oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. n. 380/2001, ceduti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie; per le spese sostenute per la costruzione di immobili a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori.
La deduzione riconosciuta è pari al 20% del prezzo d’acquisto risultante dall’atto di compravendita (o delle spese di costruzione attestate dall’impresa che esegue i lavori), nel limite massimo complessivo di spesa di 300 mila euro, e spetta a condizione che: l’immobile acquistato o costruito sia destinato, entro 6 mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori, alla locazione per un periodo continuativo di almeno 8 anni (il diritto alla deduzione si conserva se il contratto di locazione si risolve prima per motivi non imputabili al locatore, purché venga stipulato un nuovo contratto entro un anno dalla risoluzione del contratto); il canone di locazione non sia superiore a quello definito dagli appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge n. 431/1998 (c.d. canone concordato), ovvero a quello indicato nelle convenzioni-tipo comunali ai fini del rilascio del permesso di costruire (art. 18 del D.P.R. n. 380/2001), ovvero a quello stabilito per i contratti di locazione a canone speciale (art. 3, comma 114, legge n. 350/2003); non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario.
La deduzione è ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta nel quale avviene la stipula del contratto, e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre norme per le stesse spese. Il comma 4 dell’art. 21 del Decreto in esame prevede, poi, specifici requisiti per gli immobili oggetto dell’agevolazione. Sempre in materia di locazioni, va segnalato che l’art. 19 del Decreto dispone l’esenzione dalle imposte di bollo e di registro per la registrazione dell’atto con il quale le parti dispongono – esclusivamente – la riduzione del canone del contratto di locazione ancora in essere.
Attenzione alle finte email “Le Linee Guida”. L’allegato contiene un virus pericoloso per il pc.
L’email “Le Linee Guida” che sta circolando in queste ore, e che riporta all’interno il logo delle Entrate, è un falso. Inoltre il file allegato, in formato word, contiene un virus e, se aperto, può compromettere la sicurezza del computer del destinatario. L’Agenzia invita quindi i contribuenti che stanno ricevendo questo messaggio a non inoltrarlo ad alcuno e a eliminarlo senza aprire l’allegato, che conterrebbe presunte istruzioni utili a evitare i controlli legati al redditometro. Le Entrate sottolineano di essere completamente estranee a questi messaggi, che sono spesso volti a ottenere illecitamente dati personali dei cittadini.
Fonte: www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home
Dal “decreto competitività”, bonus per chi investe in beni strumentali,.
Recentemente è stata pubblicata sulla G.U. la legge di conversione del c.d. “Decreto Competitività” contenente, tra l’altro, un credito d’imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi (c.d. “Tremonti-quater”). L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza, rispetto ai cinque periodi d’imposta precedenti, per nuovi macchinari e impianti.
È una delle misure per il rilancio e lo sviluppo delle imprese contenute nel Dl 91/2014 (Articolo 18): l’incentivo per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno dell’anno prossimo e destinati a strutture produttive situate in Italia. Tra i beneficiari, anche chi ha iniziato l’attività da meno di cinque anni e chi l’avvia dopo l’entrata in vigore della norma. Si tratta di un’agevolazione fiscale (articolo 18, Dl 91 del 25 giugno 2014) destinata agli imprenditori che rinnovano i propri strumenti produttivi nelle strutture ubicate sul territorio italiano.
Potenziali fruitori del credito d’imposta sono gli imprenditori che acquistano beni strumentali nuovi (macchinari e apparecchiature), inseriti nella divisione 28 della tabella Ateco 2007. L’agevolazione è riconosciuta per gli investimenti, di importo superiore a 10mila euro, effettuati dal 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del “decreto competitività”) al 30 giugno 2015. Si tratta di un credito d’imposta, pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. Anche le imprese che hanno iniziato l’attività da meno di cinque anni rientrano tra i beneficiari: basterà fare una media aritmetica degli investimenti realizzati in tutti i periodi di imposta precedenti a quello di entrata in vigore del decreto, escludendo, anche in questo caso, il valore più alto. Per le imprese costituite dopo l’entrata in vigore del decreto, infine, rileverà il valore complessivo degli investimenti effettuati in ciascun periodo d’imposta.
Il bonus, come accennato, spetta esclusivamente per gli investimenti in beni strumentali nuovi ricompresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007 (macchinari e apparecchiature nca). Sono pertanto esclusi gli investimenti che riguardano beni usati.
Un credito diviso in tre quote
La norma agevolativa riconosce un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, la prima delle quali è utilizzabile dall’1 gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento (quindi, per quelli del 2014, dall’1 gennaio 2016). Il bonus non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap e va indicato nella dichiarazione dei redditi riguardante il periodo d’imposta in cui è riconosciuto e in quelle relative ai periodi nei quali è utilizzato.
Revoca per gli inadempienti
Il bonus viene revocato se l’imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalità estranee all’esercizio di impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto o se i beni oggetto degli investimenti vengono trasferiti – entro il termine di accertamento (31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione) – in strutture produttive fuori del territorio italiano, anche se appartenenti al beneficiario dell’agevolazione. In caso di indebita fruizione del credito, l’Agenzia delle Entrate provvederà al recupero dell’importo, maggiorato di interessi e sanzioni.
Fonte “Agenzia delle Entrate”
Rateazione cartelle per i contribuenti decaduti: online il modulo
Equitalia, con un comunicato stampa diffuso ieri 3 luglio 2014, ha reso noto di aver reso disponibile sul proprio sito (nella sezione “Rateizzare”) il modulo per poter richiedere, entro il 31 luglio 2014, una nuova rateazione dei ruoli. L’opportunità, offerta dall’art. 11-bis del D.L. n. 66/2014 (Decreto Irpef, convertito nella Legge n. 89/2014) riguarda quei contribuenti che sono decaduti dal beneficio della rateizzazione perché non in regola con i pagamenti alla data del 22 giugno 2013. Tali contribuenti potranno richiedere una nuova rateazione fino ad un massimo di 72 rate (6 anni). Il nuovo piano di rateazione può essere solo ordinario (quindi fino a 72 rate, non 120), non è prorogabile e si decade nel caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive.
Dichiarazioni: le faq dell’Agenzia delle Entrate sulle spese sanitarie
Sono pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate le faq relative alla detraibilità delle spese sanitarie. Le spese per i parafarmaci sono sempre indetraibili, anche nel caso in cui vi sia prescrizione medica; altresì indetraibili sono le spese per l’iscrizione in palestra, anche se prescritta da un certificato medico; sono detraibili le spese sostenute per la visita medica necessaria per il rinnovo della patente di guida, e quelle sostenute per ottenere certificati di idoneità; sono detraibili le spese per l’acquisto di farmaci omeopatici, le prestazioni sanitarie rese da psicologi e psicoterapeuti, le spese per le sedute di musicoterapia (nel rigo riservato alle spese mediche e di assistenza specifica ai disabili). Tra le spese di istruzione sono detraibili: le spese per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari, le spese per l’iscrizione ai master post universitari, a condizione che il master sia assimilabile, per durata e struttura di insegnamento, a un corso universitario o di specializzazione; non sono detraibili le spese scolastiche per l’iscrizione alla scuola materna.
La proroga a settembre dell’acconto TASI riguarda solo gli immobili diversi dall’abitazione principale siti nei Comuni che non deliberano in tempo l’aliquota
La proroga della Tasi dal 16 giugno a settembre comunicata lunedì dal ministero dell’Economia per i Comuni che non deliberano in tempo (cioè entro il 23 maggio), riguarda gli immobili diversi dall’abitazione principale. Nel caso dell’abitazione principale, invece, il rinvio del Governo non modifica le regole: se la delibera del Comune è pubblicata in tempo (31 maggio) sul sito del dipartimento delle Finanze, l’acconto si paga entro il 16 giugno sulla base dell’aliquota deliberata, altrimenti si versa tutto entro il 16 dicembre.