Source: https://www.ilccnl.it/ccnl_Dirigenti_-_Magazzini_Generali.html
Timestamp: 2019-11-16 22:23:37+00:00
Document Index: 101638572

Matched Legal Cases: ['art. 2094', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 28', 'art. 34', 'art. 39', 'art. 2112', 'art.35', 'art. 21', 'art. 412', 'art. 412', 'art.2113', 'art. 4', 'art. 429', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 412', 'art. 412', 'art. 412', 'art. 2113', 'art. 31', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 38', 'art. 35', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3']

﻿ Dirigenti Settore Privato - Dirigenti - Magazzini Generali - Dirigenti - Magazzini Generali
Provvedimenti - Dirigenti - Magazzini Generali
L'anno 2014, il giorno 8 gennaio in Milano
l'ASSOLOGISTICA - Associazione Italiana Imprese di Logistica, Magazzini Generali, Magazzini Frigoriferi, Terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali, rappresentata dal
Presidente, con l'assistenza del Segretario Generale
1. Sono dirigenti i prestatori di lavoro per i quali sussistano le condizioni di subordinazione di cui all'art. 2094 del c.c. e che abbiano nell'azienda un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale ed esplichino le loro funzioni al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi della impresa.
2. Rientrano sotto tale definizione, ad esempio, i direttori, condirettori, coloro che sono posti con ampi poteri direttivi a capo di importanti servizi o uffici, gli institori ed i procuratori ai quali la procura conferisca in modo continuativo poteri di rappresentanza e di decisione per tutta o per una notevole parte dell'azienda.
3. L'esistenza di fatto delle condizioni di cui sopra comporta l'attribuzione della qualifica e quindi l'applicabilità del presente contratto.
4. Le eventuali controversie in merito al riconoscimento della qualifica di dirigente sono sottoposte alla procedura di cui al successivo art. 27 ed il riconoscimento che ne consegue comporta l'applicazione del contratto con effetto dalla data di attribuzione delle mansioni oggetto della controversia.
Le organizzazioni stipulanti e le aziende del settore, nell'ambito delle azioni positive raccomandate dal Governo dirette al conseguimento della effettiva parità, dichiarano il proprio intendimento a porre in atto tutte le misure dirette ad eliminare eventuali discriminazioni nei piani di carriera e nella promozione, direttamente o indirettamente collegati all'appartenenza all'uno o all'altro sesso, al fine di creare le condizioni necessarie a che unico metro di valutazione e di scelta per la promozione a superiori posizioni sia la professionalità, il merito e la capacità di gestione.
1. L'assunzione o la nomina a dirigente debbono essere effettuate per iscritto con indicazione delle funzioni attribuite, del trattamento economico, dell'eventuale applicazione del trattamento previdenziale previsto per i DPN dai successivi artt. 25 e 26 e delle eventuali condizioni di miglior favore rispetto alle clausole del presente contratto.
2. L'eventuale fissazione del periodo di prova, limitatamente ai dirigenti di nuova assunzione e comunque per una durata non superiore ai sei mesi, potrà essere concordata fra le parti e dovrà risultare da atto scritto.
3. In quest'ottica le parti si impegnano a promuovere all'interno delle imprese l'adozione di comportamenti e di atteggiamenti dei fornitori di servizio nei confronti degli utenti, coerenti con i valori etici di comune ispirazione, anche tramite la valorizzazione dell'impegno deontologico del dirigente, con riferimento alle funzioni attribuitegli ed alle responsabilità ed autonomie delegategli, avuto riguardo alle nuove realtà produttive ed alle sempre maggiori esigenze di efficienza e di competitività cui le aziende devono fare riferimento.
1. La prestazione lavorativa del dirigente non è quantificabile, ma si effettua, di massima, in correlazione temporale con l'orario normale stabilito per l'unità produttiva cui lo stesso è preposto, ma con ampia discrezionalità.
2. La retribuzione globale del dirigente dovrà comunque essere superiore a quella dell'impiegato o quadro meglio retribuito appartenente alla stessa azienda.
1. L'istituto degli scatti di anzianità è abrogato a decorrere dal 1o febbraio 2000.
Ai dirigenti in servizio al 1o febbraio 2000, data di stipula dell'accordo abrogativo, quanto già maturato a tale titolo sarà ulteriormente incrementato, a partire dal 1o febbraio 2000 e per tutto il biennio 1o febbraio 2000-31 gennaio 2002, di un importo di lire 540.000 mensili (pari a due scatti di anzianità), equivalenti a euro 278,89, non assorbibile da alcuna voce retributiva, da corrispondersi dal momento di quella che sarebbe stata la maturazione dell'abrogato scatto di anzianità. Tale importo viene ridotto a lire 270.000, equivalenti a euro 139,44, per i dirigenti che nel suddetto biennio avrebbero maturato l'ultimo scatto di anzianità.
Per la determinazione degli importi maturati prima del 1o febbraio 2000, a titolo di scatti di anzianità, valgono le disposizioni previste dall'art. 6 del CCNL 21 luglio 1995, che qui di seguito si riportano integralmente:
"1. A decorrere dal 1o luglio 1992, per ogni bienni o di anzianità di servizio maturata con tale qualifica presso la stessa azienda o gruppo aziendale, i dirigenti hanno diritto ad una maggiorazione dello stipendio nella misura di Lire 270.000 per 11 bienni.
3. I dirigenti assunti prima del 1o luglio 1992 conserveranno "ad personam" il diritto a completare i 14 bienni di anzianità previsti dalla precedente normativa contrattuale.
4. L'applicazione di tale norma non potrà comportare in alcun modo la riduzione dell'anzianità di servizio riconosciuta, spettante al 31 dicembre 1975, agli effetti degli scatti biennali.
6. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, il biennio in corso di maturazione, ove sia superato l'anno, sarà calcolato per intero ai fini del computo del TFR".
1. I dirigenti assunti o nominati successivamente alla data del 1o settembre 1995 non percepiranno l'elemento di maggiorazione.
Per la determinazione dell'importo dovuto a tale titolo ai dirigenti in servizio al 30 agosto 1995, valgono le disposizioni previste dall'art. 7 del del CCNL 21 luglio 1995, che qui di seguito si riportano integralmente:
"1. Con decorrenza dal 1o aprile 1995, l'elemento d i maggiorazione istituito con accordo 14 luglio 1981 viene corrisposto come segue: (1)
a) ai dirigenti con anzianità di servizio fino al 10o anno, 12% della retribuzione globale considerata utile ai fini del computo del trattamento di fine rapporto;
2. L'importo derivante dalla maggiorazione di cui al primo comma rimane congelato in cifra fissa, a far data dal 31 dicembre 1995.
3. Se il dirigente è retribuito in tutto o in parte con provvigioni, premi di produzione, partecipazioni agli utili, il congelamento avverrà con le cadenze relative alla corresponsione dei predetti elementi retributivi, afferenti al periodo 1o gennaio 1995/31 dicembre 1995.
4. L'importo complessivo derivante dal precedente comma sarà corrisposto, su base annua, suddiviso per il numero di mensilità previste dal presente contratto".
(1) Con decorrenza dal 1o luglio 1981 e fino al 31 dicembre 1984 l'elemento di maggiorazione è stato rispettivamente dell'8% fino al 10o anno di anzianità di servizio e del 14% oltre i 10 anni di servizio; con decorrenza dal 1o gennaio 1985 e fino al 31 marzo 1995 l'elemento di maggiorazione è stato rispettivamente del 10% fino al 10o anno di anzianità di servizio e del 16% oltre i 10 anni di servizio.
2. Le parti convengono di istituire una apposita Commissione Paritetica Nazionale con l'incarico di esaminare il tema delle erogazioni economiche strettamente correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi aziendali, aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità, altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività, nonché ai risultati legati all'andamento economico dell'impresa.
La Commissione ha anche il compito di analizzare, in base all'evoluzione del mercato ed in particolare di questo settore, le forme di mobilità interna ed esterna proprie del ruolo e della funzione dirigenziale.
2. Le ferie sono irrinunciabili e, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro, non possono essere sostituite, se non per la frazione eccedente il periodo minimo di quattro settimane di cui all'art. 10 del Decreto legislativo n. 66 del 8 aprile 2003 e successive modificazioni ed integrazioni, dalla relativa indennità per ferie non godute. A tal fine al dirigente è fatto obbligo di segnalare all'azienda il periodo di ferie eccezionalmente non fruite e l'azienda darà atto di ricezione della comunicazione. In tal caso, qualora il dirigente non avanzi per iscritto diversa richiesta, gli verrà corrisposta per il periodo non goduto un'indennità pari alla normale retribuzione di fatto da versarsi entro il secondo semestre dell'anno successivo a quello di spettanza delle ferie. Per coloro che sono retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o altri elementi variabili, la retribuzione sarà computata, per la parte variabile, sulla media degli emolumenti corrisposti nei dodici mesi precedenti o comunque nel minor periodo di servizio prestato.
3. In caso di rientro anticipato dalle ferie per necessità aziendali, le spese sostenute dal dirigente sono a carico dell'azienda.
4. Il decorso delle ferie resta interrotto nel caso di sopravvenienza, durante il periodo stesso, di malattia comunicata all'azienda.
6. In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto alle ferie in proporzione ai mesi di servizio prestati.
7. L'assegnazione delle ferie non può avvenire durante il periodo di preavviso. Pertanto, in caso di preavviso lavorato, si darà luogo al pagamento dell'indennità sostitutiva.
1. Al dirigente che ne faccia richiesta per giustificati motivi, sarà concesso un periodo di aspettativa non superiore a mesi sei, con facoltà da parte dell'azienda di trattenere in tutto o in parte la retribuzione.
1. A decorrere dal 1o gennaio 1998, a favore dei di rigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto, le parti concordano di aderire alle attività del Centro di formazione management del terziario, allo scopo di offrire alle aziende ed ai dirigenti opportunità di formazione ed aggiornamento particolarmente mirate alle problematiche peculiari del settore e alla loro evoluzione in riferimento alla nuova realtà dell'Europa unita.
7. La copertura degli oneri derivanti dall'attuazione di quanto fissato dal presente articolo viene finanziata, a decorrere dal 1o gennaio 1998, mediante contributi pari a euro 129,12 annui a carico dell'azienda e a euro 129,12 annui a carico del dirigente, trattenute dall'azienda sulla retribuzione.
c) rimborso delle spese di vitto e alloggio a "piè di lista", o l'equivalente da convenire, e delle piccole spese non documentabili;
4. A far data dal 1o agosto 1995, nel caso di uso autorizzato di autovettura di proprietà del dirigente, il rimborso chilometrico sarà determinato in base alle tabelle stabilite dall'azienda.
1. Nel caso di interruzione del servizio dovuta a malattia od a infortunio non dipendente da causa di servizio, l'azienda conserverà al dirigente non in prova il posto per un periodo di dodici mesi, durante i quali gli corrisponderà l'intera retribuzione.
5. Se, scaduto il periodo di conservazione del posto, il dirigente non chiede la risoluzione del rapporto e l'azienda non procede al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salvo la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso e del TFR.
1. Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da infortunio verificatosi in occasione di lavoro, l'azienda conserverà il posto al dirigente e gli corrisponderà l'intera retribuzione fino ad accertata guarigione o fino a quando sia accertata una invalidità permanente totale o parziale.
3. In ogni caso il periodo di corresponsione della retribuzione non potrà superare trenta mesi dal giorno in cui è sorta la malattia o si è verificato l'infortunio.
4. Nel caso di infortunio verificatosi in occasione di lavoro, sono a carico dell'azienda le spese di spedalità nonché quelle mediche e farmaceutiche che il dirigente incontrerà in conseguenza dell'infortunio stesso.
- infortunio: l'evento che, come tale, è previsto dalla legge sulla assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali;
- retribuzione: coacervo dei compensi di cui all'art. 36 del presente contratto.
2. Per effetto del Legge 24 febbraio 2006 n. 104, il trattamento retributivo previsto al comma precedente è costituito da una indennità pari all'80% della retribuzione - posta a carico dell'INPS e anticipata dal datore di lavoro - e da una integrazione della suddetta indennità a carico del datore di lavoro, in modo da raggiungere il 100% della retribuzione mensile di fatto cui la lavoratrice madre o, nelle situazioni previste dall'art. 28 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151, il lavoratore padre, avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.
3. Ai sensi dell'art. 34 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151, alla lavoratrice madre e al lavoratore padre, fino al terzo anno di vita del bambino, per i periodi di congedo parentale è dovuta - a carico dell'INPS - un'indennità pari al 30 % della retribuzione suddetta, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi.
4. Nel caso in cui la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, si avvalgano dei permessi di cui all'art. 39 del decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151, il datore di lavoro è tenuto ad anticipare l'indennità dovuta dall'INPS, corrispondente all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi.
1. Fermo restando quanto disposto dall'art. 2112 del c.c., in caso di trasferimento di proprietà dell'azienda, ivi compresi i casi di concentrazioni, fusioni, scorpori, non debbono in alcun modo essere pregiudicati i diritti a qualsiasi titolo acquisiti dal dirigente. Le conclusioni di detti cambiamenti debbono essere comunicate per iscritto a tutti i dirigenti in servizio.
2. Il dirigente che non sia disposto a prestare servizio nella mutata situazione aziendale può, entro sei mesi dalla formale comunicazione del mutamento, chiedere la risoluzione del rapporto di lavoro con diritto alla indennità sostitutiva del preavviso di cui all'art.35, comma 1.
6. Qualora il dirigente abbia compiuto il 50o anno di età, il trasferimento può avvenire solo previo consenso dell'interessato. Analogamente, l'azienda non può unilateralmente disporre il trasferimento del dirigente in un Paese estero situato in una delle aree geografiche dichiarate, al momento del trasferimento, "zone a rischio" o anche, per il dirigente con familiari a carico, "zone di cautela" dall'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri.
10. L'azienda corrisponderà inoltre, per una durata da convenirsi tra le parti, e comunque non inferiore ad un anno, l'eventuale differenza di canone, esistente all'atto dell'insediamento, in alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di provenienza, tenuto conto delle condizioni medie di mercato.
1. Ogni responsabilità civile verso terzi conseguente all'esercizio delle funzioni del dirigente è a carico dell'azienda.
2. Ove si apra procedimento penale o amministrativo nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuitegli, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda.
3. È in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia con onere a carico dell'azienda.
4. Il rinvio a giudizio del dirigente per fatti attinenti all'esercizio delle funzioni attribuitegli, non costituisce di per sé giustificato motivo di licenziamento: in caso di privazione della libertà personale il dirigente avrà diritto alla conservazione del posto e della retribuzione.
7. Le garanzie e le tutele di cui ai commi precedenti possono essere assicurate anche attraverso la stipula di apposita polizza, con onere a totale carico dell'azienda.
1. Il dirigente che, a seguito di mutamento delle proprie mansioni, sostanzialmente incidente sulla sua posizione, risolva, entro quarantacinque giorni, il rapporto di lavoro, avrà diritto, oltre al TFR anche ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento.
2. Il Fondo "Mario Negri" rappresenta la forma pensionistica complementare applicabile ai dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal operators portuali, interportuali ed aeroportuali o, comunque, dipendenti da aziende che rientrano nel campo di applicazione del presente contratto. L'iscrizione al Fondo è dovuta per tutti i dirigenti cui si applichi il presente CCNL e, comunque, i dirigenti di aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, per tutta la durata del rapporto di lavoro con detta qualifica.
4. A decorrere dal 1o gennaio 2003 il contributo do vuto per ogni dirigente iscritto a tale Fondo è composto da un contributo ordinario ed un contributo integrativo.
5. Il contributo ordinario è dato dalla somma del contributo a carico del datore di lavoro e del contributo a carico del dirigente pari rispettivamente al 10,14% e 1% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8. Il contributo a carico del datore di lavoro è fissato al 10,60% a decorrere dal 1o gennaio 2007, all'11,15% a decorrere dal 1o gennaio 2008, all'11,35% a decorrere dal 1o gennaio 2009 ed all'11,65% a decorrere dal 1o gennaio 2010.
6. Il contributo integrativo, comprensivo della quota di cui all'accordo specifico a titolo di contributo sindacale, a carico del datore di lavoro, è pari all'1,48% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8 e confluisce nel conto generale. Ferma restando la retribuzione convenzionale, il contributo integrativo è pari all'1,50% a decorrere dal 1o gennaio 2004, all'1,52% a decorrere dal 1o gennaio 2005, all'1,54% a decorrere dal 1o gennaio 2006, all'1,74% a decorrere dal 1o gennaio 2007 ed all'1,76% a decorrere dal 1o gennaio 2008, all'1,78% a decorrere dal 1o gennaio 2009, all'1,80% a decorrere dal 1o gennaio 2010, all'1,84% a decorrere dal 1o gennaio 2011, all'1,87% a decorrere dal 1o gennaio 2012, all'1,91% a decorrere dal 1o gennaio 2013 ed all'1,95% a decorrere dal 1o gennaio 2014.
7. Fermo restando il contributo ordinario a carico del dirigente indicato al comma 5, il contributo ordinario a carico del datore di lavoro per i dirigenti di prima nomina come definiti al successivo articolo 25, a decorrere dall'anno 2004, è pari al 2,84% della retribuzione convenzionale annua di cui al comma 8. Ferma restando la retribuzione convenzionale, il suddetto contributo a decorrere dall'anno 2007 è pari al 3,00%, a decorrere dall'anno 2008 è pari al 3,30%, a decorrere dall'anno 2009 è pari al 3,60% ed a decorrere dall'anno 2010 è pari al 3,90%, mentre il contributo integrativo viene confermato nelle medesime misure indicate al comma 6.
10. Accordi aziendali stipulati, a decorrere dal 1o luglio 2004, tra dirigenti e datori di lavoro, potranno destinare alla previdenza integrativa contributi addizionali alla contribuzione integrativa ed ordinaria, sulla base di criteri stabiliti dal consiglio di amministrazione del Fondo "Mario Negri".
3. A decorrere dal 1o ottobre 1997 verrà versato un contributo del 10% a carico del datore di lavoro riferito ad una retribuzione convenzionale annua di euro 38.734,27, elevata a euro 48.030,49, a decorrere dal 1o luglio 2000 ed un con tributo del 10% a carico del dirigente, riferito ad una retribuzione convenzionale annua di euro 4.648,11.
4. Ai Dirigenti di prima nomina (DPN) di cui al successivo articolo 25, saranno assicurate le medesime garanzie sul rischio riservate alla generalità dei dirigenti in base alla Convenzione Antonio Pastore. A tale fine è dovuto dalle aziende un contributo annuo sufficiente a coprire il premio relativo alle garanzie assicurative previste nella citata convenzione. La suddetta contribuzione dovrà essere versata all'Associazione Antonio Pastore per la predisposizione delle relative convenzioni assicurative.
1. A favore dei dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto è previsto un Fondo di assistenza sanitaria (Fondo "Mario Besusso") integrativo del Servizio Sanitario Nazionale, finanziato mediante un contributo che a decorrere dal 1o gennaio 2007 è fissato nelle seguenti misure, riferite ad una retribuzione convenzionale annua di euro 45.940,00:
4. Sono iscritti al Fondo, in presenza dei requisiti previsti dal regolamento, i dirigenti titolari di pensione a carico di forme di previdenza obbligatoria, i superstiti beneficiari di pensione di reversibilità o indiretta INPS (o di altre forme obbligatorie sostitutive, esclusive o esonerative) nonché i dirigenti che intendano proseguire volontariamente l'iscrizione in caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro.
6. A decorrere dal 1o gennaio 2002 la contribuzione annua a carico dei dirigenti pensionati è fissata in euro 877,98. A decorrere dal 1o ottobr e 2011, la contribuzione annua a carico dei dirigenti pensionati è fissata in euro 1.985,13, elevata a 2.008,10 euro a decorrere dal 1o gennaio 2014. Tale importo è soggetto a rivalutazione tenendo conto anche delle esigenze di equilibrio tecnico del Fondo.
7. A decorrere dal 1o luglio 2004, si stabilisce l'introduzione di un contributo a carico dei superstiti che beneficiano dell'assistenza sanitaria ai sensi del regolamento del Fondo, pari al 60% - con gli opportuni arrotondamenti - di quello previsto a carico dei dirigenti pensionati.
1. Il dirigente ha diritto ad un giorno di congedo retribuito ogni biennio per l'utilizzo dei voucher di medicina preventiva secondo il programma attuato dal Fondo Mario Besusso.
1. Le parti convengono che, in applicazione del primo comma degli artt. 20, 21 e 22, il contributo ai fondi previdenziali ed assistenziali integrativi si adeguerà automaticamente al contributo stabilito nei rinnovi del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti del terziario della distribuzione e dei servizi e/o dell'industria, a seconda dell'inquadramento.
4. Le disposizioni relative ai dirigenti di età non inferiore a 50 anni compiuti non possono essere attuate nei casi di licenziamento e successiva riassunzione del dirigente nell'ambito della stessa società o di società ad essa collegate, salvo il caso in cui siano decorsi almeno sei mesi dalla cessazione della precedente attività lavorativa.
5. I nuovi requisiti fissati con il presente articolo si applicheranno alle assunzioni decorrenti dal 1o gennaio 2013 in avanti. I Fondi potranno accettare le richieste di nomina/assunzione di DPN riferite al periodo 1o gennaio - 31 dicembre 2012, sulla base dei requisiti previsti dal precedente CCNL.
2. Nelle ipotesi di cui al comma precedente, le aziende possono optare per l'applicazione del trattamento agevolativo previsto per il DPN, di cui all'art. 21bis del CCNL, anche non in presenza dei requisiti di età ivi previsti e per un periodo corrispondente al 50% della durata del contratto, fino ad un massimo di un anno.
3. I nuovi requisiti fissati con il presente articolo si applicheranno alle assunzioni decorrenti dal 1o gennaio 2013 in avanti. I Fondi potranno accettare le richieste di nomina/assunzione di DPN riferite al periodo 1o gennaio - 31 dicembre 2012, sulla base dei requisiti previsti dal precedente CCNL.
1. A decorrere dal 1o luglio 2004, fatti salvi gli accordi territoriali già in atto, possono essere istituite Commissioni Paritetiche Territoriali di conciliazione delle controversie individuali di lavoro di cui all'art. 412 ter del codice di procedura civile, come modificato dalla Legge 24 novembre 2010, n. 183.
4. L'organizzazione imprenditoriale, ovvero l'associazione sindacale dei dirigenti che rappresenta la parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia alla Commissione Paritetica Territoriale di conciliazione per mezzo di lettera raccomandata AR, trasmissione a mezzo fax o consegna a mano in duplice copia o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.
6. Il termine di giorni 60 di cui al comma precedente decorre dalla data di ricevimento della richiesta da parte dell'organizzazione imprenditoriale o dell'associazione sindacale a cui il lavoratore conferisce mandato.
2. l'indicazione dei rappresentanti sindacali le cui firme risultino essere depositate presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
3. l'indicazione delle parti personalmente o correttamente rappresentate.
9. Qualora le parti abbiano già trovato la soluzione della controversia tra loro insorta, possono richiedere, attraverso spontanea comparizione, che la Commissione, ai sensi dell'art. 412 ter c.p.c., certifichi la conciliazione con le rinunzie e le transazioni di cui all'art.2113 cod. civ., a conferma della volontà abdicativa o transattiva delle parti medesime.
10. La Commissione di conciliazione di cui al presente articolo costituisce altresì sede di convalida delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali, in adempimento della previsione di cui all'art. 4, comma 17, Legge 92/2012.
2. Il Collegio è composto da tre membri, di cui uno designato da ciascuna delle organizzazioni stipulanti, ed uno, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle rispettive organizzazioni. In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo sarà sorteggiato tra i nominativi compresi in apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata, o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di entrambe le organizzazioni predette, dal Presidente del competente tribunale.
3. Alla designazione del supplente del Presidente si procederà con gli stessi criteri sopra indicati per la scelta di quest'ultimo.
8. Ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia al Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo, ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, secondo quanto previsto dalla Legge 11 agosto 1973 n. 533.
Il Collegio Arbitrale sarà investito della vertenza su istanza, a mezzo di raccomandata A.R., dell'organizzazione territoriale competente aderente a Manageritalia ovvero dell'organizzazione datoriale. La citata organizzazione trasmetterà al Collegio il ricorso, sottoscritto dalla parte, entro i trenta giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso.
11. La competenza territoriale, fatto salvo eventuale diverso accordo, è stabilita con riferimento all'ultima sede di lavoro del dirigente.
14. Ove non si raggiunga la conciliazione, il Collegio, tenendo conto dell'eventuale assenza immotivata di una delle parti nonché, in caso di licenziamento, anche dell'eventuale carenza di motivazione, emetterà il proprio lodo entro sessanta giorni dalla data di riunione della prima riunione, dandone tempestiva comunicazione alle parti interessate, salva la facoltà del Presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori trenta giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura. Nella pronuncia del lodo si applica l'art. 429, 3o comma, del codice di procedura civile.
15. Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente articolo, compreso quello di cui al comma 4 dell'articolo 34.
16. Ove il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente ai termini dell'articolo 34, disporrà contestualmente, a carico dell'azienda, una indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, graduabile in relazione alle valutazioni del Collegio circa gli elementi che caratterizzano il caso in esame, con particolare riferimento all'anzianità di servizio ed all'età del dirigente fra:
- un minimo pari alle mensilità di preavviso spettanti al dirigente ai sensi dell'art. 35, comma 1;
- un massimo pari al doppio delle mensilità di preavviso spettanti al dirigente ai sensi dell'art. 35, comma 1.
17. Nel caso il dirigente ricorra alla autorità giudiziaria ordinaria, a seguito dell'opposizione del datore di lavoro alla procedura arbitrale, ed il licenziamento venga riconosciuto ingiustificato, in luogo dell'indennità prevista al comma sedicesimo spetterà, a favore del dirigente ed a carico del datore di lavoro, a titolo risarcitorio, un'indennità supplementare pari al corrispettivo di ventiquattro mesi di preavviso.
18. Il Collegio provvederà alla liquidazione delle spese di procedura arbitrale come disposto dall'art. 412-quater, penultimo comma, del codice di procedura civile.
a) il Collegio di Conciliazione ed Arbitrato ha natura irrituale ed è istituito ai sensi dell'art. 412-ter del codice di procedura civile. Al lodo arbitrale si applica quanto previsto dall'art. 412, commi 3 e 4, del codice di procedura civile.
b) nel caso in cui l'eventuale tentativo di conciliazione previsto dal presente articolo abbia esito positivo, l'accordo intervenuto non è impugnabile ai sensi dell'art. 2113, 4o comma del codice civile, come modificato dall'art. 31, comma 7, legge n. 183/2010.
Le parti, in considerazione della rilevanza sociale assunta dalle problematiche derivanti dalla pratica del cd. "mobbing", concordano sulla necessità di operare congiuntamente, istituendo una Commissione composta, oltre che dalle parti stipulanti il presente accordo, dalle organizzazioni datoriali facenti capo ad altri settori produttivi con cui Manageritalia è firmataria di CCNL. Tale Commissione avrà l'incarico di monitorare il clima nelle aziende e porre in atto iniziative utili a prevenire la sussistenza delle condizioni di mobbing.
2. Tali attività affidate a CFMT saranno finanziate con un contributo una tantum a carico delle aziende pari a euro 40,00 per ciascun dirigente in servizio alla data di sottoscrizione dell'accordo del 12 dicembre 2012 e un equivalente contributo a carico del dirigente, da versarsi entro il 31 dicembre 2012.
Le Parti, anche in considerazione dell'attuale congiuntura economica, convengono di sollecitare congiuntamente il Governo affinché dia attuazione alle disposizioni di cui all'art. 6 del D.Lgs. 10 settembre 2003 n. 276, relative allo svolgimento dell'attività di intermediazione nel mercato del lavoro per il tramite delle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro.
2. In caso di risoluzione ad iniziativa dell'azienda quest'ultima è tenuta a specificarne contestualmente la motivazione, per i dirigenti che non abbiano raggiunto l'anzianità massima contributiva.
3. Ferma restando la possibilità di ricorrere alla Commissione paritetica territoriale di conciliazione di cui all'art. 27, il dirigente, ove non ritenga giustificata la motivazione addotta dall'azienda, ovvero nel caso in cui detta motivazione non sia stata fornita contestualmente alla comunicazione del recesso, potrà ricorrere al Collegio arbitrale di cui all'art. 28. Il Collegio arbitrale è competente in ogni caso di licenziamento.
4. Il ricorso dovrà essere inoltrato all'Organizzazione territoriale di Manageritalia a mezzo raccomandata a.r., che costituirà prova del rispetto dei termini, entro 30 giorni dal deposito del verbale di mancata conciliazione di cui all'art. 27. In ogni caso, il ricorso dovrà essere inoltrato entro 6 mesi dalla data di ricevimento della comunicazione di licenziamento da parte del dirigente.
3. Il dirigente dimissionario deve dare al datore di lavoro un preavviso, in relazione all'anzianità di servizio globalmente prestato nell'azienda, pari a:
4. È in facoltà della parte che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da ciò gli derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.
5. L'eventuale insorgere di malattia o il verificarsi di infortunio durante il periodo di preavviso effettuato in servizio, sospendono per la loro durata i termini dello stesso e subentrano le norme di cui agli artt. 13 e 14.
7. L'indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a tutti i contributi previdenziali ed assistenziali; i contributi predetti saranno versati agli enti e/o fondi previdenziali ed assistenziali di categoria con l'indicazione separata e distinta dei mesi di competenza nei quali avrebbero dovuto essere pagati.
a) fino al 31 maggio 1982, il dirigente avrà diritto ad un'indennità riferita all'anzianità maturata in servizio comprese le anzianità convenzionali di cui all'art. 38 nella misura di trenta trentesimi per ogni anno di servizio prestato, riferita alla retribuzione mensile di fatto percepita al 31 maggio 1982.
Fa parte della retribuzione anche l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente goduti dal dirigente. Se il dirigente è retribuito in tutto od in parte con provvigioni, premi di produzione, partecipazione agli utili, complementi di stipendio, gratificazioni, etc., questi emolumenti variabili sono determinati sulla media dell'ultimo triennio di servizio, o se il triennio non è stato compiuto, sull'effettivo periodo di servizio prestato.
Il dirigente avrà diritto a che l'indennità di licenziamento venga integrata da quelle maggiorazioni che risultassero comunque a suo favore in seguito a nuovi accordi sul trattamento normativo ed economico stipulati ed aventi applicazione o decorrenza anche durante il periodo di preavviso, come previsto dall'art. 35.
Nel caso di trasferimento ad altra impresa consociata o collegata, il dirigente conserva il diritto all'anzianità maturata a tutti gli effetti, salvo sua diversa richiesta.
b) Dal 1o giugno 1982, in base alla legge 29 maggio 1982, n. 297 (1).
Per i dirigenti in servizio al 30 giugno 1981 per l'anzianità maturata fino a detta data, si procederà a quantificare la maggiore indennità spettante in base all'art. 23 del CCNL 8 giugno 1976 limitatamente alla prima mezza mensilità eccedente i 30/30, traducendola in corrispondenti mensilità o frazioni che saranno erogate all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro e con il valore dell'ultima retribuzione al quale fanno riferimento i criteri di computo dell'indennità di anzianità.
Per l'ulteriore mezza mensilità spettante ai dirigenti con anzianità di servizio oltre il decimo anno (punto 2, art. 23 del CCNL 8 giugno 1976) si procederà alla liquidazione della stessa alla data del 30 giugno 1981 con i criteri dell'art. 23 stesso, entro il 31 ottobre 1981.
1. In caso di morte del dirigente l'azienda corrisponderà agli aventi diritto l'indennità di anzianità e quella sostitutiva del preavviso e ciò indipendentemente da quanto possa loro spettare a titolo integrativo per fondi di previdenza e assistenza, per assicurazione infortuni e per ogni altra causa.
3. L'anzianità convenzionale non può essere fatta valere che una sola volta.
3. In particolare, le rappresentanze aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica di dirigente ai sensi dell'art. 1 del presente contratto.
1. Per la soluzione delle controversie che eventualmente potessero sorgere per l'interpretazione e l'applicazione del presente contratto viene istituita una Commissione paritetica composta da rappresentanti dell'Associazione Italiana Imprese di Logistica, Magazzini Generali, Magazzini Frigoriferi, Terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali (ASSOLOGISTICA) e della Federazione Nazionale dei Dirigenti, Quadri e Professional del Commercio, Trasporti, Turismo, Servizi, Terziario Avanzato (MANAGERITALIA).
2. Per tutto ciò che non è diversamente regolato dal presente contratto valgono in quanto compatibili con la figura del dirigente le norme contrattuali collettive e le norme legislative in vigore per gli impiegati di massima categoria dipendenti dall'azienda cui il dirigente appartiene.
1. Il presente contratto decorre dal 1o gennaio 201 2, fatte salve eventuali diverse decorrenze previste da singole norme, ed ha scadenza il 31 dicembre 2014.
1. A decorrere dal 1o luglio 2004, il minimo contrattuale mensile è fissato in euro 2.221,00 lordi, per i dirigenti assunti o nominati dal 1o dicembre 1997 in avanti, ed in euro 3.064,00 lordi, per i dirigenti assunti o nominati precedentemente a tale data.
2. Tali misure sono comprensive dell'importo di euro 816,52 mensili lordi maturati, alla data del luglio 1991, a titolo di adeguamento automatico delle retribuzioni (indennità di contingenza) soppresso ai sensi dell'art. 4 dell'accordo 7 luglio 1992.
3. Fermi restando i minimi di cui al comma 1 del presente articolo e le previsioni di cui ai successivi articoli 2 e 3, per i dirigenti assunti o nominati successivamente al 19 ottobre 2007 la retribuzione minima mensile di fatto non potrà essere inferiore a euro 2.320,00 lordi nel 2007 ed a euro 2.450,00 a decorrere dal 1o gennaio 2008, mentre per i dirigenti assunti o nominati successivamente al 6 ottobre 2010, non potrà essere inferiore a 2.700,00 euro mensili lordi a decorrere dal 1o gennaio 2010 e a 3 .000,00 euro mensili lordi a decorrere dal 1o gennaio 2011; infine, per i dirigenti assunti o nominati successivamente al 12 dicembre 2012, non potrà essere inferiore a 3.500,00 euro a decorrere dal 1o gennaio 2013.
Gli accordi economici del 3 dicembre 1997, del 1o febbraio 2000, del 20 novembre 2001, del 29 giugno 2004, del 19 ottobre 2007 e del 6 ottobre 2010 hanno previsto incrementi retributivi che non incidono sul minimo contrattuale mensile e che vengono conferiti a titolo di superminimo contrattuale ai dirigenti in base alla decorrenza della loro nomina.
dal 1o dicembre 1997
dal 1o aprile 1998
dal 1o gennaio 2000
dal 1o luglio 2000
dal 1o gennaio 2002
dal 1o luglio 2004
dal 1o gennaio 2005
dal 1o gennaio 2006
dal 1o gennaio 2007
dal 1o gennaio 2010
dal 1o gennaio 2011
Dall'1.7.2004
Dall'1.1..2010
1. A decorrere dal 1o gennaio 1992, l'indennità di funzione, prevista per il dirigente cui è affidata l'intera responsabilità della gestione dell'azienda, è elevata a Lire 250.000.
2. A decorrere dal 1o gennaio 1993 la stessa indennità è elevata a Lire 300.000, equivalenti a euro 154,94.
1o febbraio 2000, art. 3
Gli importi una tantum, non sono utili agli effetti del computo del trattamento di fine rapporto né di alcun istituto contrattuale, ad eccezione dell'eventuale preavviso o indennità sostitutiva dello stesso.
1. Ai dirigenti compresi nella sfera di applicazione del presente contratto compete, sulla retribuzione di fatto e a titolo di superminimo contrattuale, un aumento pari a euro 80,00 mensili lordi dal 1o luglio 2017, un aumento pari a euro 100,00 mensili lordi dal 1o gennaio 2018 e un aumento pari a euro 170,00 mensili lordi dal 1o dicembre 2018.
A decorrere dal 1o gennaio 2017, l'Art. 13 del CCNL 8 gennaio 2014 viene sostituito dal seguente:
Le previsioni di cui agli artt. 13 e 13 bis entrano in vigore dal 1o gennaio 2017. Per i dirigenti che alla suddetta data abbiano in corso un evento di malattia e che abbiano già superato gli 8 mesi di periodo di comporto, continuerà ad applicarsi la normativa precedentemente in vigore, fatta sala la possibilità del prolungamento del periodo di comporto prevista dall'Art. 13 bis, per un totale complessivo di 14 mesi".
1. Il contributo ordinario a carico del datore di lavoro di cui al comma 5 dell'Art. 20 del CCNL 8 gennaio 2014 è pari all'11,88% a decorrere dal 1o gennaio 2016, al 12,11% a decorrere dal l° gennaio 2017 e al 12,35% a decorrere dal 1o gennaio 2018.
2. Il contributo integrativo di cui al comma 6 dell'Art. 20 del CCNL 8 gennaio 2014 è pari all'1,99% a decorrere dal 1o gennaio 2015, al 2,03% a decorrere dal 1o gennaio 2016, al 2,07% a decorrere dal 1o gennaio 2017 e al 2,11% a decorrere dal 1o gennaio 2018.
1. A decorrere dal 1o gennaio 2016 il contributo di cui alla lettera b) del comma 1 dell'Art. 22 del CCNL 8 gennaio 2014 è fissato nella misura del 2,51% in ragione d'anno, elevato al 2,56% in ragione d'anno a decorrere dal 1o gennaio 2018.
Dati Tabellari - Dirigenti - Magazzini Generali