Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2014/02/la-nuova-procedura-di-mediazione-tributaria.html
Timestamp: 2018-11-17 08:23:13+00:00
Document Index: 185343579

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 17', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 111', 'art. 17', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 22', 'sentenza ', 'art. 17', 'art. 111']

La nuova procedura di mediazione tributaria | Commercialista Telematico
La nuova procedura di mediazione tributaria
la presentazione del reclamo è condizione di procedibilità e non più di ammissibilità del ricorso;
a prescindere da una richiesta di parte, sono sospese ex lege sia la riscossione che il pagamento delle somme dovute in relazione all’atto impugnato;
è prevista l’applicazione “delle disposizioni sui termini processuali” (ad esempio la sospensione feriale o le regole per il computo dei termini);
la mediazione tributaria si applica anche alle controversie aventi ad oggetto contributi previdenziali e assistenziali, per i quali non sono dovuti né sanzioni né interessi.
Con un rinvio a quanto già specificato con la prima circolare introduttiva della mediazione tributaria (n. 9/E del 19 marzo 2012),
l ‘Agenzia afferma che si tratta di “primi chiarimenti” sulla nuova procedura.
L’improcedibilità.
Solo dopo 150 giorni (di cui 90 per la mediazione e 60 per la costituzione in giudizio della parte resistente) il Giudice potrà fissare la data di trattazione, in caso contrario l’eventuale sentenza emessa (anche a seguito dell’eccezione di improcedibilità formulata dall’ufficio), potrà essere impugnata per violazione dell’art. 17 bis cit..
La circolare specifica, infatti, che “qualora il Giudice non accolga l’eccezione di improcedibilità e da ciò derivi un ostacolo alla difesa dell’ufficio, la sentenza emessa sull’esito del giudizio può essere impugnata anche per violazione dell’art. 17 bis.”.
Si impone ancora una volta una riflessione da parte dei tecnici di settore, che sono ormai, da anni, spettatori impotenti del fare e del disfare dei contraenti più forti, che sembrano non avere nessun tipo ti interesse costituzionale di “giusto processo” (ex art. 111 della Costituzione Italiana).
Anche in questa circostanza, la circolare precisa, con estrema ludicità, che “Se il contribuente, costituitosi prematuramente, chiede la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato ai sensi dell’articolo 47 del D. Lgs. n. 546 del 1992 e il Presidente fissa la trattazione dell’istanza di sospensione anteriormente al decorso dei 90 giorni, l’Ufficio, con memoria, deduce preliminarmente che, a fronte di un ricorso improcedibile, non può essere svolta alcuna attività processuale, neppure cautelare, e chiede il rinvio della trattazione.”.
La legge di stabilità 2014 ha aggiunto nella formulazione dell’art. 17 bis, il comma 9 bis: “La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo sono sospesi fino alla data dalla quale decorre il termine di cui all’articolo 22, fermo restando che in assenza di mediazione sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta. La sospensione non si applica nel caso di improcedibilità di cui al comma 2”.
non procederà all’affidamento del carico (nei casi di accertamento esecutivo o successiva intimazione di pagamento);
Dovrà comunicare la sospensione all’agente della riscossione(qualora vi sia un ruolo);
In ogni caso, non procederà all’iscrizione a ruolo.
È importante ricordare che la sospensione opera solo limitatamente ai novanta giorni previsti per la procedura di mediazione, al termine dei quali verrà meno; restano comunque dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta e la possibilità di avvalersi delle disposizioni speciali in materia di riscossione straordinaria (art. 29, comma 1, lett. c) del D.L. 78/2010 e art. 15 bis del DPR 602/73).
I termini processuali.
Cambiano anche i termini previsti per l’instaurazione del giudizio; ovvero, la nuova formulazione del comma 9 è costituita unicamente dal primo periodo: “Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. I termini di cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data”; questo significa che, diversamente da quanto stabilito nella precedente formulazione della norma (da cui è stato eliminato il periodo successivo), ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti rileva solo la fine dei 90 giorni previsti dalla procedura e non un eventuale accoglimento dell’istanza o diniego.
In questo caso, sembra che vi sia un avvicinamento – tanto voluto, oltre che dovuto – al processo civile, in quanto matrice del processo tributario per anagrafica e per espressa previsione normativa (art. 1, comma 2 del D. Lgs. 546/92).
Gli effetti sui contributi previdenziali e assistenziali.
La legge di stabilità ha inserito nel comma 8 dell’art. 17 bis, un nuovo periodo: “l’esito del procedimento rileva anche per i contributi previdenziali e assistenziali, la cui base imponibile è riconducibile a quella delle imposte sui redditi. Sulle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non si applicano sanzioni e interessi.”.
Interessante il punto in cui la circolare precisa che la sospensione non opera nei casi di improcedibilità della domanda; ricordiamo che tutte le procedure giudiziali attivate al di fuori del perimetro segnato dall’art. 17 bis, saranno da intendersi improcedibili, motivo per cui, repentina dovrà essere l’informativa che l’ufficio farà al contribuente per permettergli di rimediare alla corretta instaurazione della mediazione prima e dell’eventuale ricorso poi.
Curioso anche, come nella circolare si precisi che la sospensione sarà interrotta qualora il contribuente presenti il ricorso prima del decorso dei novanta giorni; la norma, invece, dice che “la riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’oggetto di reclamo sono sospesi fino alla data dalla quale decorre il termine di cui all’art. 22 (…)”.
Inoltre, viene da sorridere, se si pensa che la circolare dovrebbe fornire indicazioni per l’applicazione dell’istituto, e non, invece, fornire agli addetti degli uffici norme di comportamento che fanno da catarifrangente per gli operatori del settore (ad esempio, specificando che “qualora il Giudice non accolga l’eccezione di improcedibilità e da ciò derivi un ostacolo alla difesa dell’Ufficio, la sentenza emessa all’esito del giudizio può essere impugnata anche per violazione dell’art. 17 bis del D. Lgs. 546/92.”.)
Confidiamo, in ogni caso, nella tanto attesa “giustizia”, in nome dell’art. 111 della Costituzione Italiana.