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Timestamp: 2019-08-21 22:53:54+00:00
Document Index: 90921333

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 99', 'art. 110', 'art. 144']

Tremonti ter: il calcolo dell'agevolazione | Commercialista Telematico
Tremonti ter: il calcolo dell'agevolazione
escluso dall’imposizione sul reddito d’impresa il 50% del valore degli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007
L’art. 5 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, rubricato “Detassazione degli investimenti in macchinari”, esclude dall’imposizione sul reddito d’impresa il 50% del valore degli investimenti in nuovi macchinari e in nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, fatti a decorrere dal 1° luglio 2009 – data di entrata in vigore del decreto – e fino al 30 giugno 2010.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
La nuova agevolazione (c.d. Tremonti-ter), pur operando in modo analogo alle agevolazioni previste dall’art. 4 della legge n. 383 del 18 ottobre 2001 (c.d. Tremonti-bis) e dall’art. 3 del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1994, n. 489 (c.d. Tremonti), ha tuttavia ha ambiti e meccanismi di applicazione che la differenziano dalle precedenti agevolazioni sopra richiamate.
Le principali caratteristiche distintive dell’agevolazione, indicate nella premessa della circolare n. 44/E del 27 ottobre 2009, riguardano:
– per l’ambito soggettivo, l’attribuzione del beneficio ai titolari di reddito d’impresa anche se iniziano l’attività a partire dalla data di entrata in vigore del decreto (1° luglio 2009);
– per l’ambito oggettivo, la focalizzazione sugli investimenti effettuati in nuovi macchinari e nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007;
– per il meccanismo di applicazione, la determinazione dell’importo dell’investimento agevolabile in modo semplificato in quanto, a differenza delle precedenti agevolazioni, non rileva né l’ammontare medio degli investimenti effettuati nei periodi d’imposta precedenti né l’ammontare dei disinvestimenti.
Rimane comunque fermo che la fruizione dell’agevolazione non è subordinata all’assenso preventivo dell’Agenzia delle entrate.
L’art. 5, comma 1, del decreto esclude da imposizione sul reddito d’impresa “il 50 per cento del valore degli investimenti”.
Il valore degli investimenti, su cui applicare l’aliquota del 50 per cento, va determinato secondo i criteri ordinari per l’individuazione del costo dei beni rilevante ai fini fiscali previsti dall’art. 110, comma 1, lettere a) e b) del TUIR, indipendentemente dalle modalità (ordinarie, forfetarie, sostitutive) di determinazione del reddito da parte del contribuente.
Qualora la certezza del diritto a percepire i predetti contributi si verifichi in un esercizio successivo a quello in cui si è effettuato l’investimento agevolabile, la circolare n. 44/E del 27 ottobre 2009 prevede che si dovrà rideterminare l’agevolazione spettante sul relativo bene acquistato, considerando il valore dell’investimento realizzato al netto dei contributi stessi. Il recupero della maggiore agevolazione fruita avverrà attraverso una variazione in aumento da operare in sede di dichiarazione dei redditi del medesimo periodo d’imposta in cui si verifica la certezza del diritto a percepire il contributo.
Il documento di prassi precisa che si dovrà tener conto anche dell’eventuale successiva revoca degli stessi contributi contabilizzati in diminuzione degli investimenti agevolati al fine di rideterminare l’effettivo beneficio spettante ai sensi della normativa in commento e di conseguenza effettuare, nel periodo d’imposta in cui si è verificata la revoca del contributo, una corrispondente variazione in diminuzione.
Ai sensi del citato art. 110, comma 1, lett. b) del TUIR il valore degli investimenti comprende “anche gli oneri accessori di diretta imputazione” che l’impresa deve sostenere affinché il bene possa essere utilizzato (ad es. spese di trasporto, installazione, ecc.).
Costituisce una componente del costo l’eventuale IVA, relativa alle singole operazioni di acquisto, totalmente indetraibile ai sensi dell’art. 19-bis1 del DPR n. 633/72, ovvero per effetto dell’opzione prevista dall’art. 36-bis del medesimo DPR n. 633 del 1972.
Non rileva, invece, ai fini della determinazione del valore degli investimenti, l’IVA parzialmente indetraibile in misura corrispondente al rapporto tra l’ammontare delle operazioni che conferiscono il diritto alla detrazione ed operazioni esenti ai sensi del predetto art. 19, comma 5, del DPR n. 633 del 1972. In quest’ultima ipotesi l’IVA indetraibile, infatti, non può essere considerata come costo afferente le singole operazioni d’acquisto ma è una massa globale determinata a fine anno in relazione al complesso delle operazioni poste in essere nell’esercizio che si qualifica come costo generale ai sensi dell’art. 99 del TUIR (cfr. risoluzione n. 9/869 del 19 gennaio 1980). Resta salva, ovviamente, la possibilità di computare nel valore degli investimenti l’IVA totalmente indetraibile derivante dal pro-rata di detraibilità pari a zero.
Nel valore dell’investimento in nuovi macchinari e nuove apparecchiature strumentali all’esercizio dell’impresa vanno computati anche gli interessi passivi che, ai sensi dell’art. 110, comma 1, lett. b), del TUIR sono “iscritti in bilancio ad aumento del costo stesso per effetto di disposizioni di legge”.
Il valore degli investimenti così determinato, cui applicare l’aliquota del 50 per cento, dovrà essere rapportato all’attività produttiva di reddito d’impresa.
Per gli enti non commerciali l’agevolazione relativa ai beni adibiti promiscuamente all’esercizio di attività commerciali e di altre attività va commisurata alla quota degli investimenti riferibili all’attività produttiva di reddito d’impresa, secondo i criteri forfetari indicati all’art. 144, comma 4, del TUIR.
Con un esempio pratico proviamo a calcolare il vantaggio fiscale.
Bene acquistato a ottobre 2009
Costo di acquisto complessivo
€ 100.000 + Iva 20% (detraibile)
Valore dell’investimento agevolabile
Detassazione spettante nel 2009
€ 50.000 (50% di € 100.000)
Reddito imponibile Ires
27.5 % di € 50.000
Nel bilancio del 2009 ciò costituirà una riserva da detassazione Tremonti ter.