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Timestamp: 2019-03-24 15:30:50+00:00
Document Index: 47155422

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 10']

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Il DL Giustizia rafforza l'obbligo di Mediazione
Mancata partecipazione sanzionata con ordinanza del giudice non impugnabile
Articolo tratto da Eutekne.info, visibile direttamente qui.
Il DL sulla giustizia civile rafforza l’obbligo di mediazione
Per la mancata partecipazione al procedimento, sanzione disposta con ordinanza del giudice non impugnabile
Il DL n. 212/2011 in materia di giustizia civile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 di ieri, introduce alcune modifiche alla disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
Nello specifico, all’art. 12 del Decreto, vengono previste modifiche al DLgs. 28/2010.
All’art. 5 del DLgs. 28/2010 viene inserito il nuovo comma 6-bis, ai sensi del quale il capo dell’ufficio giudiziario vigila sull’applicazione di quanto previsto nel caso di mediazione obbligatoria (comma 1) e adotta ogni iniziativa necessaria a favorire l’espletamento della mediazione su invito del giudice (comma 2), riferendone, con frequenza annuale, al Consiglio Superiore della Magistratura e al Ministero della Giustizia.
A tal proposito, si ricorda che le parti sono vincolate a esperire il procedimento di mediazione prima di adire le vie giudiziali per la risoluzione delle controversie vertenti su alcune materie tassativamente previste dal Legislatore. In questi casi, il tentativo di mediazione è obbligatorio, più precisamente costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale: l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice non oltre la prima udienza. Il giudice, ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine per la conclusione della medesima. In ugual modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione.
Si tratta delle controversie in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.
L’obbligatorietà del preventivo tentativo di mediazione per le controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti è stata rinviata dal DL 225/2010 a marzo del prossimo anno.
Premesso quanto sopra, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, può invitare le parti a procedere alla mediazione per la risoluzione delle controversie. Il giudice non è obbligato a formulare l’invito alla mediazione, dovendo piuttosto valutare in concreto se ve ne sono gli estremi, tenuto conto della natura della causa, dello stato dell’istruzione e del comportamento delle parti.
Il DL sembra favorire il ricorso alla mediazione su invito del giudice
All’art. 8 comma 5 del DLgs. 28/2010 viene, poi, aggiunto che la condanna della parte costituita al versamento della sanzione, corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio, per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione di cui all’art. 5 del decreto stesso, senza giustificato motivo, avviene mediante ordinanza non impugnabile e che quest’ultima è pronunciata nel corso della prima udienza di comparizione delle parti ovvero in quella successiva alla sospensione disposta ai sensi del primo comma dell’art. 5, in caso di mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria.
Si rileva a tal proposito che, già nella formulazione originaria dell’art. 8 citato, dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice poteva desumere argomenti di prova nel successivo giudizio.
Infine, viene prevista all’art. 10, comma 4, del DL 212/2011 la possibilità per gli Organismi di mediazione costituiti presso le Camere di Commercio – oltre agli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai – di assumere anche le funzioni di organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento nella nuova procedura di composizione della crisi destinata ai soggetti diversi dagli imprenditori fallibili, introdotta sempre dal decreto in oggetto.