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Timestamp: 2018-12-11 05:14:26+00:00
Document Index: 175670844

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 80', 'art. 9', 'art. 29', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 122', 'art. 122', 'DTF ', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 127', 'sentenza ']

6B_89/2016 07.04.2016
6B_89/2016
Sentenza del 7 aprile 2016
Da sempre senza alcuna autorizzazione a esercitare una professione sanitaria nel Cantone Ticino, A.________ ha praticato presso la sua abitazione l'ozonoterapia e la terapia neurale. Egli ha inoltre prescritto ai suoi pazienti ingenti quantitativi di capsule dimagranti, contenenti benzodiazepina e amfepramone.
Con sentenza del 1° dicembre 2014, la Corte delle assise criminali ha riconosciuto A.________ autore colpevole di truffa aggravata per i due periodi indicati nell'atto d'accusa, infrazione aggravata alla LStup e lesioni gravi. Lo ha prosciolto dall'accusa di abbandono e ha abbandonato il procedimento penale per l'imputazione di falsità in certificati. A.________ è stato condannato alla pena detentiva di 28 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, parzialmente sospesa condizionalmente in ragione di 22 mesi per un periodo di prova di 3 anni. Quale norma di condotta gli è stato imposto, per la durata del periodo di prova, il divieto assoluto di esercitare qualsivoglia attività medica, paramedica, sanitaria e/o affine su qualsiasi paziente a titolo sia oneroso sia gratuito, con l'avvertenza che in caso di mancato rispetto sarà ordinata l'esecuzione effettiva della pena sospesa. La Corte delle assise criminali ha infine ordinato la confisca, rispettivamente il dissequestro, rispettivamente la distruzione dei beni e degli oggetti sequestrati durante il procedimento, nonché la liberazione della cauzione, dedotte la tassa di giustizia e le spese poste a carico dell'imputato.
Adita con appello di A.________ e appello incidentale del Procuratore pubblico, con sentenza del 27 novembre 2015 la Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) ha accolto parzialmente il primo e integralmente il secondo. Accertata la crescita in giudicato del proscioglimento [recte: abbandono del procedimento] per l'accusa di falsità in certificati, A.________ è stato riconosciuto autore colpevole di infrazione aggravata alla LStup, lesioni gravi e abbandono. Per quanto concerne le imputazioni di truffa aggravata, la CARP ha abbandonato il procedimento in relazione ai fatti del primo periodo preso in considerazione, mentre ha prosciolto l'imputato in relazione a quelli del secondo periodo. A.________ è quindi stato condannato alla pena detentiva di 28 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, parzialmente sospesa condizionalmente in ragione di 22 mesi per un periodo di prova di 3 anni, nonché al versamento in favore dello Stato di fr. 201'070.-- a titolo di risarcimento compensatorio, a garanzia del quale è stato mantenuto il sequestro conservativo di alcuni conti bancari. La CARP ha inoltre confermato la norma di condotta pronunciata in prima istanza e ordinato la confisca rispettivamente il dissequestro dei beni sequestrati, nonché la liberazione della cauzione. Ha infine posto parte degli oneri processuali a carico dell'imputato, tenuto pure a rimborsare allo Stato parte della retribuzione riconosciuta al suo difensore d'ufficio.
A.________ insorge al Tribunale federale con un ricorso in materia penale. Postula, in via principale, la derubricazione dell'imputazione di infrazione alla LStup da aggravata a semplice e conseguentemente l'accertamento dell'intervenuta prescrizione del reato e del diritto di pronunciare un risarcimento compensatorio, subordinatamente, la riduzione di tale risarcimento di fr. 100'000.--, il proscioglimento dalle accuse di lesioni gravi e di abbandono, la rifusione degli onorari versati ai suoi difensori di fiducia, l'assunzione integrale da parte dello Stato della retribuzione riconosciuta al suo difensore d'ufficio, come pure delle spese giudiziarie e peritali, nonché il riconoscimento di fr. 150'000.-- a titolo di riparazione del torto morale e di fr. 3'500.-- per le spese di traduzione del ricorso in materia penale. In via subordinata, chiede l'annullamento della sentenza di ultima istanza cantonale e il rinvio dell'incarto alla CARP per nuovo giudizio.
Il ricorrente sostiene che la procedura a suo carico non abbia rispettato i principi di un processo equo e questo essenzialmente in ragione della grande eco mediatica scaturitane. Sennonché, non si capisce cosa intenda dedurne nella misura in cui critica essenzialmente l'operato del pubblico ministero. Le sue vaghe critiche esulano dunque dall'oggetto di impugnazione in questa sede, costituito unicamente dalla sentenza della CARP (art. 80 LTF), risultando inammissibili.
Invocando gli art. 9 e 325 cpv. 1 lett. f CPP, gli art. 29 cpv. 2 e 32 cpv. 2 Cost., nonché l'art. 6 n. 1 e 3 CEDU, il ricorrente rimprovera alla CARP di averlo condannato per l'imputazione di infrazione aggravata alla LStup "sulla base di un atto di accusa irregolare", perché fondato su supposizioni e non su fatti e costruito sui numerosi rapporti del Farmacista cantonale "infarciti di supposizioni e deduzioni". Si duole inoltre della disgiunzione del procedimento a suo carico da quelli avviati contro la moglie e il dott. B.________ e della conseguente violazione dei suoi diritti alla difesa, non avendo mai avuto la possibilità di contestare in contraddittorio le loro affermazioni.
In questa sede, il ricorrente non nega più di aver saputo che le capsule dimagranti contenessero sostanze stupefacenti, né sostiene di aver avuto l'autorizzazione a vendere medicamenti contenenti simili sostanze. Contesta la sussistenza degli estremi di un caso grave ai sensi dell'art. 19 cpv. 2 lett. c LStup, nella misura in cui avrebbe venduto un numero di trattamenti sensibilmente inferiore a quello stabilito in modo arbitrario dalla CARP e l'indebito profitto realizzato non raggiungerebbe quindi la soglia del caso grave.
In merito alla condanna per titolo di lesioni gravi, l'insorgente contesta l'utilizzabilità della deposizione di C.________, assunta senza contraddittorio. Nessuna autorità, dall'istruzione fino all'appello, avrebbe ovviato a tale lacuna. Più volte avrebbe chiesto ai suoi patrocinatori un contraddittorio, senza esito. Avrebbe dunque anche beneficiato di una difesa inefficace e lesiva dei suoi diritti costituzionali. Critica poi la valutazione delle dichiarazioni della stessa e del rapporto peritale operata dalla CARP. Ribadisce di non aver trattato la vittima e nega la sussistenza di un nesso causale tra il trattamento per ipotesi prodigato, comunque con il consenso dell'interessata, e le lesioni al di lei ginocchio, che peraltro non sarebbero durevoli come invece richiesto dall'art. 122 CP. Contesta infine la realizzazione dell'aspetto soggettivo del reato.
5.3.2. Vi è perdita dell'uso dell'arto giusta l'art. 122 CP, quando la sua funzione fondamentale è significativamente compromessa (DTF 129 IV 1 consid. 3.2 pag. 3). Tra gli arti importanti ai sensi di questa norma la dottrina annovera anche il ginocchio (ANDREAS DONATSCH, Delikte gegen den Einzelnen, 10 aed. 2013, pag. 48; ROTH/BERKEMEIER, in Basler Kommentar, Strafrecht, vol. II, 3 aed. 2013, n. 12 ad art. 122 CP; MICHEL DUPUIS ET AL., Code pénal, petit commentaire, 2012, n. 12 ad art. 122 CP; BERNARD CORBOZ, Les infractions en droit suisse, vol. I, 3 aed. 2010, n. 9 ad art. 122 CP).
Il ricorrente censura pure i fatti posti a fondamento della condanna per abbandono giusta l'art. 127 CP. Le sue critiche si riducono di nuovo a contestare in modo meramente appellatorio la valutazione delle prove agli atti, segnatamente in punto alla valenza del rapporto peritale. Omette di confrontarsi compiutamente con le considerazioni della sentenza impugnata, opponendovi semplicemente le proprie. Disattende peraltro che la Corte cantonale non ha ignorato le dichiarazioni a lui favorevoli di alcuni suoi clienti, ma ha evidenziato che la maggior parte di loro ha confermato sia la mancata disinfezione della cute prima di ogni iniezione sia l'assenza di una raccolta dei dati anamnestici e di un'approfondita valutazione clinica, presupposti indispensabili all'applicazione delle terapie da lui praticate. La CARP ha poi rilevato che tali dichiarazioni sono comprovate da riscontri oggettivi: la mancata tenuta di cartelle cliniche, riconosciuta dallo stesso insorgente, nonché la circostanza che i disinfettanti si trovavano in fondo a un armadio e verosimilmente non erano stati utilizzati di recente. Quanto all'apparecchio per l'ozonoterapia sporco di sangue, i precedenti giudici hanno spiegato perché non hanno creduto al ricorrente, quando ha preteso di averlo prestato ad altri medici. Invece di confrontarsi con tali ragioni, egli si limita a ribadire la propria tesi, richiamando nuovi documenti inammissibili in questa sede (v. consid. 1.2). Anche in merito alla mancanza delle necessarie garanzie igieniche e di sterilità dell'ambiente in cui praticava, l'argomentazione ricorsuale risulta priva di consistenza. Dimentica che tale accertamento non si fonda esclusivamente sul rapporto di ispezione dell'Ufficio del medico cantonale, ma pure sulle dichiarazioni di alcuni suoi pazienti, che hanno definito il suo studio "una vera e propria lozza". Le censure risultano quindi inammissibili.
Infine l'insorgente lamenta una violazione del principio della celerità, rimproverando alla CARP di non averne tratto le debite conseguenze. Ancora una volta il gravame non soddisfa le esigenze di motivazione: non si ravvede quali conseguenze avrebbero dovuto trarre al proposito i giudici dell'ultima istanza cantonale. Constatata una lieve violazione del principio di celerità, la CARP ha ridotto la pena da 2 anni e 6 mesi a 28 mesi. Il ricorrente non contesta che la violazione sia di lieve entità e nemmeno spiega quali altre implicazioni avrebbe dovuto comportare. In particolare, non illustra quali effetti concreti o pregiudizi avrebbe subito a causa dei ritardi, comunque lievi, nello svolgimento del procedimento. La censura non merita ulteriore disamina.
Ne segue che, nella limitata misura della sua ammissibilità, il ricorso è infondato e va pertanto respinto.