Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2011/11/
Timestamp: 2018-04-24 04:30:48+00:00
Document Index: 122286582

Matched Legal Cases: ['art 4', 'art. 2118', 'art. 1', 'sentenza ', 'art.1', 'art.1', 'art.22', 'art.5', 'art.3', 'art.3', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art.31']

novembre | 2011 | Francesco Colaci's BLOG
INPS:VERBALE INFORMATICO VISITE DOMICILIARI CONTROLLO
Si segnala la circolare Inps n.150 del 28.11.2011 contenente indicazioni ed istruzioni per la compilazione e trasmissione del verbale informatico relativo alle visite domiciliari di controllo ai lavoratori assenti per malattia ,il cui testo si riporta di seguito:
– un dispositivo sim-card per la connessione alla rete dell’Istituto integrato nel “netbook”.
. elencare le visite ambulatoriali previste per la giornata, in seguito ad invito lasciato dal medico di controllo in caso di assenza alla visita domiciliare o in caso di contestazione dell’esito della visita effettuata;
RATIFICATO ACCORDO RINNOVO CCNL STUDI PROFESSIONALI
Il 29 NOVEMBRE 2011 , i rappresentanti di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil e Confprofessioni hanno firmato definitivamente il rinnovo del contratto nazionale degli studi professionali siglato il 27 settembre scorso.
L’intesa troverà applicazione con decorrenza dal 1° ottobre del 2010 ed interesserà anche i praticanti/stagisti del comparto, per i quali è stato introdotto il criterio del giusto compenso che verrà successivamente individuato dalle parti.
I firmatari che già aveva espresso soddisfazione per una intesa che recepisce integralmente la riforma del modello contrattuale in ordine alla durata triennale ed all’avvio della contrattazione decentrata con l’introduzione di un elemento economico di garanzia, commentano positivamente l’approvazione definitiva del contratto nazionale che definisce un aumento economico quantificato in 87,50 euro al 3° livello ,da riparametrare per gli altri livelli.
-il recepimento della normativa sull’apprendistato che nel contratto definisce anche i tempi, la durata e le retribuzioni delle diverse tipologie dell’istituto.
-la rivisitazione della normativa esistente sul Welfare esistente con particolare riferimento all’aumento del contributo a carico del datore di lavoro alla cassa di assistenza sanitaria integrativa Cadiprof ed all’estensione delle norme anche alle figure professionali cosiddette non regolamentate.
-il consolidamento del sistema della bilateralità
-l’attenzione al ruolo della formazione continua attraverso la valorizzazione dell’attività del fondo interprofessionale per i dipendenti degli studi professionali e delle aziende collegate Fondoprofessioni.
BANDO ITALIA LAVORO INCENTIVI ASSUNZIONI CON APPRENDISTATO
Si richiama l’attenzione sul comunicato sottoi riportato di Italia Lavoro riguardante il bando che prevede incentivi ai datori di lavoro che procedono ad assunzioni a tempo indeterminato con rapporto di apprendistato
OPPORTUNITÀ PER I CITTADINI E PER LE IMPRESE – AMVA: Avviso pubblico a sportello rivolto alle imprese per la richiesta di contributi finalizzati all’inserimento occupazionale con contratto di apprendistato
Data Apertura: 30 novembre 2011 – Data Chiusura: 31 dicembre 2012
Italia Lavoro, in qualità di organismo di assistenza tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è soggetto attuatore del Programma AMVA – “Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale” la cui finalità è, tra le altre, la promozione del contratto di apprendistato, attraverso un’azione integrata tra politiche per lo sviluppo delle imprese, politiche per il lavoro e politiche per la formazione. Il programma è promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per le politiche attive e passive del lavoro, e attuato da Italia Lavoro con il contributo dei Programmi Operativi Nazionali del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 “Azioni di sistema” e “Governance e azioni di sistema”.
AMVA_Avviso Apprendistato
Errata Corrige all’Avviso (28/11/2011)
Riferimento: AMVA
Per rispondere a detto quesito, occorre preliminarmente tener presente che per i licenziamenti da parte delle imprese ammesse al beneficio della CIGS necessita riportarsi all’ art 4 della legge 223/1991 ,secondo cui l’ impresa che ritiene di non essere in grado di richiamare al lavoro tutti o una parte dei lavoratori in cigs
e che intende procedere alla collocazione in mobilità del proprio personale dipendente ,anche per il tramite dell’associazione datoriale a cui aderisce o conferisce mandato , deve darne comunicazione scritta ai rappresentanti sindacali aziendali ed alle organizzazioni sindacali provinciali di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale , precisando :
In caso di mancato accordo, l l’istituzione pubblca competente , convoca le parti al fine di esperire un esame della situazione e pervenire ad un’intesa fra le parti e tale procedimento deve esaurirsi entro ulteriori 30 giorni dalla comunicazione da parte dell’impresa dell’eventuale esito negativo dell’esame congiunto.
Solo a seguito di questa procedura,per scadenza dei termini previsti ovvero per raggiungimento di un accordo l’azienda , può collocare i lavoratori in mobilità rispettando i termini del preavviso. Se gli esiti dell’esame congiunto terminano con l’accertamento dell’impossibilità di continuare l’attività dell’impresa e la messa in mobilità riguarda la totalità dei lavoratori, la comunicazione di recesso essendo intervenuta in costanza del rapporto di lavoro svolge la funzione di preavviso di licenziamento come le altre fattispecie di recesso disciplinate dall’art. 2118 del codice civile.
RAPPORTO TRA DURC E INTEGRAZIONE SALARIALE
Il Durc – Documento unico di regolarità contributiva – è il certificato che attesta contestualmente la regolarità di un operatore economico per quanto concerne i versamenti dovuti a INPS, INAIL, nonché Cassa Edile per i lavori dell’edilizia, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento .
Secondo la previsione dell’art. 1 del Decreto del Ministro del Lavoro del 24 ottobre 2007 , il Durc , e’ richiesto :
1) ai datori lavoro ed ai lavoratori autonomi nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia ;
2) ai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento nonche’ ai fini della fruizione dei benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria.
d) le SOA
In virtù del principio della tendenziale parificazione dei soggetti privati e pubblici, deve essere accertata la regolarità contributiva anche degli Enti pubblici appaltatori.
f) il nominativo del responsabile del procedimento
Nella determinazione n. 1/2010 l’Avcp-Autorita’ Vigilanza Contratti Pubblici- ha effettuato nuove valutazioni sull’efficacia del Durc ed aderendo all’orientamento del Tar Puglia-Lecce (sezione III, sentenza 2304/2009) ,ha modificatpo il proprio parere 31/2009, nel quale riconosceva al Durc validità mensile in un’ottica di semplificazione delle procedure di gara.
Non sussiste l’obbligo di acquisizione del DURC per gli acquisti al dettaglio o per le forniture e i servizi non incardinati in procedure negoziali
Il DURC deve essere richiesto anche per le società che non hanno dipendenti , a condizione che abbiano l’obbligo di assicurarsi sia presso l’INAL, che presso l’INPS. Ad esempio, le società non artigiane senza dipendenti devono assicurare i soci all’INAIL se ricorrono i presupposti previsti dalle leggi in vigore.
L’articolo 9 del Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007 stabilisce che la violazione, da parte del datore di lavoro o del dirigente responsabile, delle disposizioni penali e amministrative in materia di tutela delle condizioni di lavoro indicate nell’allegato A del medesimo Decreto, accertata con provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi, è causa ostativa al rilascio del DURC per i periodi indicati, con riferimento a ciascuna violazione prevista dallo stesso allegato.
e) o, comunque, “uno scostamento inferiore ad Euro 100,00”, fermo restando un obbligo di pagamento di tali importi entro 30 giorni dal rilascio del DURC
Per “pendenza di ricorso giurisdizionale o amministrativo”, quale condizione affinché la sussistenza di crediti dell’Istituto previdenziale non osti al rilascio del DURC regolare è necessario che sia stato presentato ricorso, in sede giurisdizionale o amministrativa, sul quale si attende una decisione (Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007). Non è sufficiente ai fini del rilascio del DURC regolare che l’operatore economico abbia manifestato, sia pure in modo serio e circostanziato, la volontà di proporre ricorso o di opporsi alla notifica di pagamento.
del DURC? ( circolare del ministero del Lavoro 35/2010)
Il periodo di validità del Durc costituisce l’arco di tempo entro il quale l’impresa può far valere il DURC ed in proposito l’Autorità vigilanza contratti pubblici con determinazionen.1/2010 ha precisato che negli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, il DURC ha validità trimestrale e decorre dalla data di rilascio, e non già da quella in cui è stata accertata la regolarità dei versamenti.
Oltre tale termine, non vi è più alcuna possibilità di considerare il documento
Il periodo di copertura rappresenta, invece, il periodo per il quale gli enti previdenziali abbiano accertato la regolarità contributiva (si veda anche la circolare dell’INAIL n. 5/2008).
Si evidenzia che le irregolarita’ inmateria di sicurezza ,mentre escludono dai benefici normativi e contributivi, non bloccano l’attività di impresa (comunque in regola con gli obblighi contributivi).
Come gia’ precisato sopra, il Durc è richiesto anche ai fini dei benefici contributivi e normativi , ricordando che oltre tutto riguardo agli stessi opera l’art.1 comma1175 della legge n.296/2006 ,secondo cui :”1175. A decorrere dal 1o luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarita’ contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonche’ di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale ”
Tali benefici sono stati identificati dal Ministero del Lavoro nella circolare n.5/2008,prevedendo quanto segue :
A) Benefici contributivi .
Sono da individuare in quelli sgravi colegati alla costituzione e gestione del rapporto di lsvoro ,che rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo,deroga che però non configura un’ipotesi agevolativa nel caso in cui lo sgravio non sia costituito come “abbattimento”di una aliquota piu’ onerosa ,calcolata secondo i normali parametri statistico-attuariali,ma rappresenta la “regola2 per un determinato settore o categoria di lavoratori.
Di conseguenza non rientrano nella nozione in esame quei regimi di sotocomntribuzione che caratterizzano interi settori( agricoltura,navvigazione maritima,ecc),torritori zone montane,zone a declino u8industriale,ecc.ovvero specifiche tipologie contrattuali((apprendiststo) con una speciale aliuota contributiva prevista dalla legge ,ambiti nei quali il totale abbattimento o la riduione dell’onere econonmico-patrimoniale nei confronti della platea dei destinatari costituisce l’ipotesi ordinaria ,in quant l’inervento a carico del bilancio statale,dettato da ragioni di carattere politico conomico ,prescinde da specifiche ed ulteriori condizioni richieste al soggetto beneficiario.
Detta categoria di benefici è stata dunque individuata ,sia pure a titolo esemplificativo e nobn esaustivo ,nella tabella allegata ala circolare ministeriale n.5/08,a cui si fa riferimento e rinvio.
B) Benefici normativi,
Gli stessi si possono identificare in tutte quelle agevolazioni che operano su un piano iverso da quello della contribuzione prvideniale ,m sempre di natura patrimoniale e comunqu sempre in “materiadi lvoo e legislazione sociale”.
In tale nozione pertano sembrano rientrare quelle agevolazionidi carattere fiscale nonchè i contributi e le sovvenzioni previste dalla normativa statale,regionale a da atti a valenza comunque normativa connesse alla costituzione e gestione dei rapporti di lavoro(ad es.cuneofiscale ,credito d’imposta per nuove asunzioni rffettuate in ambito territoriale o settoriali determinati.
Si tratta ora di veriicare se , tra i benefici di cui sopra,per i quali è richiesta la disponibilita’ del Durc,rientrano pure l’integrazione salariale,ricordando peraltro che essistono le sehuenti tipologie di tale intervento previdenzuiale :
-cassa integrazione guadagni ordinaria -cigo
-cassaintegrazione guadagni straordinaria ,che interessa anche i contrati di solidarieta’ ex legge n.863/84
-cassa integrazione in deroga
Rispetto a tali tipologie la questione dell’esigenza di disorre del Durc risulta sinora posta e risolta soltano per la cigo.
Infatti ,in relazione alla disposizione introdotta dall’art.1 comma 1175 della legge n.296/06 , a far data dal 01 .12,2007 , i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (il Durc), fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi.
In relazione a quanto precede ,il Ministero del lavoro con la nota n.5089/2011,rispondendo a corrispondente quesito dell’ANCE,ha precisato che la Cig non è beneficio normativo e contributivo e pertanto non può essere subordinata al rilascio del Durc
Il dubbio dell’Ance è sorto a seguito dell’operato di alcune commissioni provinciali dell’Inps (gli uffici deputati ad autorizzare l’erogazione dei trattamenti d’integrazione salariale), le quali piuttosto ritengono la Cigo «un beneficio normativo ai sensi del comma 1175 dell’articolo 1 della legge n. 296/2006».
Il ministero ha chiarito che la Cigo non può farsi rientrare nell’ambito dei cosiddetti benefici normativi e contributivi ,i quali, ai sensi della predetta legge n. 296/2006 ,sono subordinati (anche) al rilascio del Durc .
Nel richiamare quanto già sostenuto nella circolare n. 5/2007 per definire il campo di applicazione del Durc nelle ipotesi della fruizioni di benefici, il ministero ha evidenziato il rapporto fra «regola ed eccezione», spiegando che in questo rapporto l’eccezione va a rappresentare un «beneficio». Da tale assunto, quindi, ne ha fatto scaturire il principio per cui i benefici contributivi soggetti al Durc sono da individuare negli sgravi collegati alla costituzione e gestione del rapporto di lavoro in quanto rappresentano una deroga all’ordinario regime contributivo; i benefici «normativi» in tutte quelle agevolazioni che operano su un piano diverso da quello della contribuzione previdenziale. Tra questi, i contributi e le sovvenzioni statali, regionali o da atti a valenza normativa connessi alla costituzione e alla gestione di rapporti di lavoro (per esempio cuneo fiscale, credito d’imposta per nuove assunzioni).
Per certezza operativa sarebbe opportuno che il Ministero del Lavoro intervenga in proposito e si pronunci pure sulla necessita’ del Durc per la cigs ,i contratti di solidarieta’ e la cig in deroga ,pur propendendosi per la sua esclusione ,in con riferimento alla riscontrata analogia tra i trattamenti previdenziali interessati e soprstutto ,perche’ in effetti dagli organi istituzionaili competenti(Ministero Lavoro ed Inps) non è stato mai sollevata negli enti di applicazione della integrazione salariale straordinaria ed in deroga .
MAGGIORE FLESSIBILITA’ PER LAVORO PART TIME
Tra le disposizioni della legge di stabilita’ n.183/2011,che prevedono modifiche ed integrazioni in materia di lavoro ,figura l’art.22 , comma 4 ,cheintroduce una maggiore flessibilita’ circa la disciplina dal rapporto di lavoro a tempo parziale.
Infatti , dalla predetta norma viene che, al fine di incentivare l’uso del contratto di lavoro a tempo
parziale, le lettere a) e b) del comma 44 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, sono abrogate. Dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni in
materia di contratto di lavoro a tempo parziale di cui all’articolo 3, commi 7 e 8, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, nel testo recato dall’articolo 46 del decreto legislativo 10 settembre
All’articolo 5, comma 1, secondo periodo, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, le parole: «, convalidato dalla direzione provinciale del lavoro competente per territorio,» sono soppresse.
L’aplicazione di quanto sopra disposto comporta che dal 1° GENNAIO 2012 .
a)sono abrogate le lettere a) e b) del comma 44 dell’art .1 legge n.247/07 ,ricordando che le stesse rispettivamente stabiliscono :
– lett.a) che : all’articolo 3, comma 7 (del dec.legvo n.61/00) :
– lette.b) che : all’articolo 3,(del dec.legvo n.61/00) il comma 8 è sostituito dal seguente:
«8. L’esercizio, ove previsto dai contratti collettivi di cui al comma 7 e nei termini, condizioni e modalità ivi stabiliti, da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonchè di modificare la collocazione temporale della stessa, comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese fra le parti, di almeno cinque giorni lavorativi, nonchè il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all’articolo 1, comma 3» .
Pertanto .a seguito della suddetta abrogazione, dell’inizio del nuovo anno, tornano ad applicarsi le disposizioni in
2003, n. 276. e quindi nel testo precedente alle modifiche apportate dalla legge n.247/07 .
In proposito si ritiene confacente riportare di seguito il testo dei commi predetti ,che tornano ad essere applicabili :
-comma 7.
Fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma 2, le parti del contratto di lavoro a tempo parziale, nel rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9,possono concordare clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della
prestazione lavorativa. I contratti collettivi, stipulati dai soggetti indicati nell’articolo 1, comma 3, stabiliscono :
-comma 8.
L’esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa, nonché di modificare la collocazione temporale della stessa comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso, fatte salve le intese tra le parti, di almeno due giorni lavorativi, nonché il diritto a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all’articolo 1, comma 3.
Infine si segnala che risulta pure disposto il venir meno ,sempre dall’inizio del 2012 ,dell’obbligo della convalida da parte della Direzione del Lavoro della trasformazione dal rapporto da tempo pieno a tempo parziale, secondo quanto stabilito dall’art.5 coma 1 dec .leg.vo n.61/oo. e di conseguenza le parti possono provvedere direttamente a formalizzare in apposito documento detta trasformazione .Pertanto con il venir mebo del provvedimento di convalida dell’accordo di trasformazione alla Direzione del Lavoro territorialmente competente,cessa la prassi di convocazione presso la stessa del/la lavoratrice interessato/o ,affinche’ ,previa dichiarazione di essersi determinato/a alla trasformazione del rapporto a full a part time in modo autonomo e libero ,provveda alla sottoscrizione dell’attestazione di convalida.
“Chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un periodo
all’Autorità di Pubblica Sicurezza, entro 48 ore dalla consegna dell’immobile la sua esatta
deve richiedere al cessionario
Sanzioni: per l’omissione o la presentazione in ritardo della comunicazione è prevista la sanzione
amministrativa pari a € 206,58.
A frante di quanto sopra ,si segnala l’art.3,comma 3 del dec.legvo n.23/2011 relativo alla disciplina della cedolare secca,secondo cui:
“3. Fermi gli obblighi di presentazione della dichiarazione dei
Presidente della Repubblica n. 131 del 1986.”
Da qui discende che se interviene la registrazione non risultane cessario effettuare la comunicazione alla questura in ogni caso di locazione abitativa,che si opti o meno per la cedolare secca.
Si aggiunge che il riferimento all’art.3, comma 3 ,della legge n.191/78 risulta a titolo esemplificativo ,il che comporta per conseguenza che va ritenuto assorbito ogni altro obbligo di comunicazione previsto dalla normtiva vigente nel’ipote di fitto di un immobile ,tra cui ad esempio quella riguardante la cessione di immobili a cittadini di stati extracomunitari
PRIME ISTRUZIONI MINISTERO LAVORO COMPILAZONE MODELLO LAV.US.
Si richiama il provvedimento del Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Econ0mia del 15.9.2011,relativo al pensionamento per gli addetti i lavori usurantidi cui sul blog si è data comunicazione con post publicato il 27 scorso ,per evidenziare che con la nota n.39/000474 del 28.11.2011 la Direzione Generale Politiche Servizi Lavoro (gia’ Dir.Gen.Mercato Lavoro) del Ministero del lavoro fornisce le prime istruzioni operative per la compilazione del Modello LAV.US. ,a seguito delle novita’ riportate dal sopra citato decreto.
Si ricorda che il modello LAV_US ,che i datori di lavoro devono compilare per adempiere all’obbligo comunicazione è disponibile on line sul sito del Ministero del Lavoro e su Cliclavoro. Il sistema metterà poi i modelli compilati a disposizione delle Direzioni Territoriali del Lavoro e degli Istituti previdenziali competenti.
Per ulteriori informazioni si può andare alla sezione dedicata del sito Cliclavoro ,mentre di seguito si riporta il testo della nota ministeriale in questione
Con circolare n. 15 del 20 giugno 2011, in attesa della definizione del D.M. 20 settembre 2011 citato in oggetto, sono state anticipate le modalità di comunicazione disciplinate dall’articolo 5 del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, predisponendo il modello “LAV-US” pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (. i t).
Tale modello ha permesso ai datori di lavoro interessati di inviare in un unico punto di accesso le informazioni richieste e indicate nell’allegato n. 1 della citata circolare, lasciando a questo Ministero il compito di mettere a disposizione la comunicazione alle Direzioni territoriali del lavoro competenti per territorio nonché agli Istituti previdenziali, secondo quanto previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 67/2011.
Con la presente nota si forniscono i primi indirizzi operativi per la compilazione del modello “LAV-US”, alla luce delle novità introdotte dal citato D.M. 20 settembre 2011.
Le comunicazioni di cui all’articolo 6, comma 1, lett. a) e b), del D.M. 20 settembre 2011… riguardano tutti i datori di lavoro che – a partire dall’anno 2011 – svolgono le lavorazioni faticose e pesanti di cui all’articolo 1, comma 1, lett. da a) a d), del decreto legislativo n. 67/2011.
Tali comunicazioni possono essere effettuate direttamente dai datori di lavoro o, “anche per il tramite dell’associazione cui aderisca o conferisca mandato, o dei soggetti di cui all’articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12”.
a) i datori di lavoro privati, quando effettuino direttamente o a mezzo di propri dipendenti le comunicazioni;
b) le imprese utilizzatrici, con riguardo a lavoratori “somministrati”, impegnati nel “lavoro a catena” e nel “lavoro notturno”;
c) i consulenti del lavoro e gli altri soggetti abilitati, ai sensi della legge 11 gennaio 1979, n. 12, a compiere per conto di qualsiasi datore di lavoro tutti gli adempimenti previsti da norme vigenti per l’amministrazione del personale dipendente;
d) gli altri soggetti abilitati dalle vigenti disposizioni di legge alla gestione e all’amministrazione del personale dipendente del settore agricolo, quali gli agrotecnici e gli agrotecnici laureati in relazione alle imprese che abbiano conferito loro un incarico di direzione, amministrazione o gestione, secondo quanto chiarito dalla Direzione generale per l’Attività Ispettiva con nota 6 maggio 2011 prot 25/11/0007234
Per la compilazione del modello on-line e gli adempimenti previsti dall’articolo 6 del D.M. 20 settembre 2011, i datori di lavoro e gli altri soggetti abilitati dalla legge ad agire in nome e per conto devono accreditarsi al sistema, con le modalità indicate dal questo Ministero nell’apposita sezione del portale cliclavoro, raggiungibile attraverso il seguente link: .
Al momento dell’accreditamento gli stessi devono autocertificare il possesso dei prerequisiti, fatte salve le verifiche in ordine alla veridicità di quanto dichiarato da parte dell’Amministrazione.
In un apposito Quadro denominato “DATI INVIO”, presente nel modello “LAV_US”, il soggetto che effettua la comunicazione, se diverso dal datore di lavoro, deve indicare la categoria di appartenenza tra quelle sopra indicate, nonché il proprio codice fiscale.
Secondo l’art. 6 del D.M. 20 settembre 2011, con riferimento alle attività lavorative svolte a decorrere dall’anno 2011, il datore di lavoro è tenuto a comunicare in via telematica, attraverso la compilazione del modello LAV-US:
a) ai fini del monitoraggio (articolo 2, comma 5, del d.lgs. n. 67/2011) dei lavoratori impegnati nelle lavorazioni cd. usuranti, con periodicità almeno annuale, il periodo o i periodi nei quali ogni dipendente ha svolto le lavorazioni di cui all’articolo 1, comma 1, lettere da a) a d), del decreto legislativo (lavori di cui al D.M. 19 maggio 1999, lavoro notturno, lavoro “a catena”, conduzione di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo).In caso di svolgimento di lavoro notturno, detta comunicazione deve indicare, per ogni dipendente, il numero dei giorni di lavoro rientranti in tale tipologia e può valere anche ai fini di cui alla sottostante lettera b), numero 1. In assenza di specifiche indicazioni da parte del legislatore, si ritiene di individuare, quale termine massimo per l’effettuazione degli adempimenti appena descritti il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento;
b) ai fini di cui all’articolo 5, commi 1 e 2, del d.lgs. 67/2011:
1) con periodicità annuale, l’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici. Tale comunicazione può non essere dovuta qualora il datore di lavoro abbia effettuato l’analogo adempimento previsto alla precedente lettera a), indicando, per ogni dipendente, il numero dei giorni di lavoro notturno svolti;
2) entro trenta giorni dall’inizio, lo svolgimento delle lavorazioni indicate dall’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto legislativo (cd. lavoro “a catena”).
Si sottolinea che, a norma dell’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 67/2011, in caso di omissione delle comunicazioni di cui alla lettera b), si applicano le sanzioni amministrative da euro 500 ad euro 1500, previa diffida ad adempiere.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 6, comma 3, del DM 20 settembre 2011, modalità diverse di esecuzione degli adempimenti sopra descritti potranno essere introdotte con apposite convenzioni tra il Ministero del lavoro e gli Enti previdenziali interessati.
Compilazione Modello “LAV_US”
Come sopra ricordato, il modello permette di effettuare tutte le comunicazioni previste dall’articolo 6 del D.M. 20 settembre 2011.. Pertanto, saranno previste cinque tipologie di comunicazione::
– “Inizio lavoro a catena (art. 5, comma 2, d.lgs. n. 67/2011);
– “Lavoro usurante D.M. 1999” (art. 2, comma 5, d.lgs. n. 67/2011);
– “Lavoro usurante notturno” (art. 2, comma 5, d.lgs. n. 67/2011 e art. 5, comma 1, d.lgs.67/2011);
– “Lavoro usurante a catena” (art. 2, comma 5, d.lgs. n. 67/2011);
– “Lavoro usurante autisti” (art. 2, comma 5, d.lgs. n. 67/2011).
La Sezione – Datore di lavoro permette di indicare i riferimenti dell’azienda che effettua le attività. Per riempire i campi obbligatori (contrassegnati da un asterisco *) relativi all’indirizzo della sede legale, è necessario compilare il campo Comune sede legale, ricercandolo e selezionandolo tramite l’apposito tasto.
– Nella Sezione – INPS il datore di lavoro deve inserire la o le matricole INPS e i codici relativi all’inquadramento assegnati dall’INPS all’azienda all’atto di iscrizione.
– Nella Sezione – INAIL il datore di lavoro deve inserire il codice cliente attribuito dall’INAIL al momento dell’iscrizione all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.
– Nella Sezione – Altri enti il datore di lavoro deve indicare l’ente previdenziale al quale l’azienda risulta iscritta e il rispettivo codice ad esso attribuito. Nella medesima sezione occorre inoltre indicare il numero di iscrizione alla Camera di commercio o all’Albo delle imprese artigiane, indicando altresì il settore di attività con il quale l’azienda risulta iscritta, secondo la classificazione Ateco 2007.
La Sezione – Elenco delle unità produttive in cui si svolgono le attività consente di inserire tutte le sedi territoriali nelle quali l’azienda svolge le attività oggetto della comunicazione.
– la data in/zio attività in caso di tipologia modulo “Inizio lavoro a catena”
– il N. giorni di effettivo svolgimento di lavoro usurante/intero anno lavorativo nelle altre casistiche di tipologia.
Il sistema permette di salvare le informazioni e l’inserimento verrà confermato da un riepilogo dei dati sotto forma di tabella riassuntiva. In caso di errore, sarà possibile eliminare i dati erroneamente inseriti.
Purtuttavia, nel caso di modello erroneamente compilato ma inviato al sistema, il soggetto che ha effettuato la comunicazione potrà inviare un nuovo modulo (che sostituisce l’invio precedente) esclusivamente entro la data di scadenza indicata per ciascuna tipologia di comunicazione. Si sottolinea che non sarà possibile inviare l’annullamento di modelli già inviati né tantomento inviare tardivamente gli stessi.
La Sezione Dati di invio, compilata automaticamente dal sistema sulla base dei dati inseriti in fase di accreditamento, consente di individuare il soggetto che ha effettuato la comunicazione, se diverso dal datore di lavoro, e la tipologia di comunicazione tra quelle previste dalla legge e disciplinate dall’articolo 6 del più volte citato decreto ministeriale.
Per completare la procedura di invio occorre cliccare su “invia modulo”. Tutti i modelli saranno archiviati e saranno consultabili nella pagina personale di accesso.
Ogni richiesta di chiarimento può essere inoltrata al servizio di assistenza attivato dalla Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro raggiungibile all’indirizzo .
RINVIATA SCADENZA COMUNICAZIONE SOCIETA’ PEC
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n.0224402 del 25 novembre, ha disposto che non sono da sanzionare le società che comunicheranno il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata al Registro delle Imprese, quantomeno entro il 1° gennaio prossimo.
Come è noto,il 29 novembre prossimo, in base a normativa del 2008, scadeva infatti l’obbligo della comunicazioned per le società iscritte al Registro Imprese alla medesima data del 2008.
Varie circostanze hanno portato ad una situazione per cui, in data imminente rispetto alla scadenza, solo una bassa percentuale di società, sia a livello provinciale che nazionale, abbiano ottemperato a tale obbligo.
Tale adempimento infatti probabilmente non era in questo periodo la prima preoccupazione per le aziende ed ora, con una massiccia concentrazione delle richieste di attivazione degli indirizzi di posta elettronica certificata ai vari provider abilitati, si sono create situazioni di sovraccarico che inevitabilmente rallentano i tempi.
E’ da osservare che il Ministero dello Sviluppo Economico, con una circolare del 3 novembre, in modo tardivo aveva sancito la sanzionabilità del mancato adempimento in capo ai rappresentanti legali delle società.
Con la nuova circolare si pone rimedio alla situazione critica, che avrebbe penalizzato le imprese in modo pesante.
Si evidenzia che nella circolare n.3645/c/2011 il MSE ha precisato le societa’ tenute a comunicare la Pece cioe’le seguenti:
-societa’ di capitali
-societa’ di persone
-societa’ di cooperative
-societa’ in liquidazione
-societa’ estere con sede in Italia
-societa’ in concordato
-Per le societa’ fallite la comunicazione della Pec è facoltativa
Infine il Ministero ha evidenziato che all’adempimento deve provvedere il rappresentantelegale dellasocieta’ ,pure tramite incarico ad un professionista a norma dell’art.31 ,comma 2 quinquies ,dellalegga n.340/2000