Source: https://it.scribd.com/document/149318310/21-gen-2013-deroghe-rev4-1-1
Timestamp: 2019-10-22 15:10:27+00:00
Document Index: 34901628

Matched Legal Cases: ['art.21', 'art.6', 'art.7', 'art.7', 'art. 3', 'art(1']

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Le deroghe di prevenzione incendi
Descrizione del procedimento e valutazioni sul concetto di sicurezza equivalente
Possibilit di applicare misure di sicurezza alternative a quelle previste dalla norma nel caso di insediamenti o impianti soggetti al rispetto di una regola tecnica di prevenzione incendi*
* prima del DPR 151/2011 tale procedura era prevista solo per attivit che fossero soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi e comprese nel campo di applicazione di una regola tecnica
DPR 29/07/1982 n. 577 - art.21 Introduzione del concetto di deroga Competenza degli organi centrali del CNVVF sentiti i pareri di: Comando* Ispettorato regionale CCTS
*Il Comando accerta la consistenza dei motivi della richiesta
DPR 12/01/1998 n.37 art.6 Competenza dellIspettore regionale VVF (oggi Direttore regionale) sentiti i pareri di:
Comando CTR
Introduzione di tempi: Comando 30 giorni Direzione regionale 60 giorni
DPR 01/08/2011 n.151 art.7 Competenza del Direttore regionale sentiti i pareri di:
tempi: Comando 30 giorni Direzione regionale 60 giorni
Condizioni per la richiesta di deroga
attivit per la quale esista una regola tecnica di prevenzione incendi* esistenza di caratteristiche che impediscano il rispetto di uno o pi punti della norma** valutazione del rischio aggiuntivo misure tecniche idonee a compensare il rischio aggiuntivo
* compresa o meno nell'elenco allegato al DPR 151/2011 **vedere nota ministeriale 8269 del 20/05/2010
Iter procedurale vigente
rif. DPR 1/08/2011 n.151 e DM 7/08/2012 Presentazione di istanza motivata da parte dellinteressato al Comando VV.F. (mod. PIN 4 - 2012) esame della pratica da parte del Comando e trasmissione alla Direzione regionale con proprio motivato parere entro 30 giorni esame dellistanza da parte della Direzione regionale, sentito il parere del C.T.R., entro 60 giorni dal ricevimento e comunicazione dellesito finale allinteressato ed al Comando
La documentazione tecnica, a firma di professionista antincendio, da allegare allistanza, deve essere conforme a quanto previsto allallegato I del D.M. 7/8/2012 ed integrata da una valutazione sul rischio aggiuntivo conseguente alla mancata osservanza delle disposizioni cui si intende derogare e dalle misure tecniche che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo. Ulteriori specificazioni in caso di utilizzo FSE
DPR 01/08/2011 n.151 art.7 richiesta di deroga anche per attivit soggette al rispetto della regola tecnica ma non comprese nellallegato I
es.: impianti termici 35kW<Q<116kW alberghi fino a 25 posti letto edifici civili h<24m autorimesse <300 m2
* gi previsto dalla regola tecnica
scuole fino a 100 presenze uffici < 300 persone*
caratteristiche/vincoli
vincoli strutturali mancanza di possibilit, di locali, o di strutture alternative edifici di pregio soggetti a tutela territori soggetti a vincoli ambientali interfaccia con altre attivit
criteri ammissibilit
valutare il rischio aggiuntivo
Sono stabiliti allart. 3 del DPR 577/82, ma trovano una esplicitazione pi funzionale nella direttiva sui prodotti da costruzione (DPR 246/93) ed in particolare nel documento interpretativo n.2 (G.U.C.E. 62/63 del 28/2/94):
minimizzazione delle occasioni di incendio stabilit delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti limitata produzione e propagazione del fuoco e dei fumi allinterno delle opere e limitata propagazione del fuoco alle opere vicine possibilit che gli occupanti lascino lopera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo possibilit per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza
le misure di prevenzione e protezione stabilite da una regola tecnica sono sempre associabili ad uno o pi obiettivi di sicurezza antincendio le regole tecniche (recenti) stabiliscono gli obiettivi
METODI quantitativi/probabilistici
semiquantitativi qualitativi
CARATTERISTICHE Modelli matematici di incendio Analisi statistiche Albero degli eventi Albero dei guasti Metodi ad indice Matrici di rischio Check-list Raccomandazioni What-if Albero dei concetti della sicurezza antincendio (NFPA 550:2007)
compensazione del rischio aggiuntivo
1. Comprendo l'obiettivo (o gli obiettivi) associati ai punti della regola tecnica che non possono essere rispettati 2. Valuto l'impatto delle difformit sull'attivit 3. Propongo misure di sicurezza alternative che consentano il raggiungimento dei medesimi obiettivi (a compensazione del rischio aggiuntivo)
normativa obiettivi ventilazione favorire evacuazione naturale 1/25 fumo e calore; assicurare lavaggio aria ambiente ai fini sanitari rischio aggiuntivo misure alternative maggiore ventilazione sollecitazione meccanica ai fini strutture; antincendio; minore visibilt; impianto di difficolt operazioni di spegnimento soccorso; automatico; lavaggio aria ventilazione ambiente pi lento meccanica ai fini sanitari
normativa obiettivi rischio aggiuntivo misure alternative altezza di piano realizzare un volume aumento velocit di maggiorazione libero dai fumi in caso crescita temperature; superficie di 2,40 m di incendio; minore visibilt; aerazione; favorire l'evacuazione difficolt operazioni di maggiorazione % degli occupanti soccorso; superficie aerazione permanente; riduzione lunghezza percorsi d'esodo
normativa obiettivi numero uscite; garantire sicure larghezza uscite; condizioni di esodo lunghezza percorsi; rischio aggiuntivo misure alternative maggiori di difficolt sistema di controllo nell'esodo dei fumi; impianti di rivelazione incendio; altezza piano; compartimentazioni illuminazione di sicurezza
Impianti termici gas
Normativa attestazione parete esterna 15% perimetro; obiettivi rischio aggiuntivo garantire l'ubicazione maggiori difficolt di periferica della CT accesso; rispetto all'edificio; minori possibilit di favorire realizzazione realizzare aperture di di aperture di aerazione aerazione permanente misure alternative rivelazione gas/elettrovalvola; accesso dall'esterno; valvola di intercettazione esterna
Normativa altezza locale; obiettivi assicurare idoneo volume in relazione alla potenza termica; garantire sicure condizioni di accesso e manutenzione rischio aggiuntivo velocit raggiugimento concentrazioni pericolose in caso di rilascio di gas; maggiori difficolt di accesso e manutenzione; misure alternative maggiorazione superficie di aerazione; garantire altezza idonea in corrispondenza organi regolazione
Normativa numero uscite; lunghezza percorsi obiettivi facilitare l'esodo attraverso: - percorsi alternativi - aduguate distanze per il raggiungimento del luogo sicuro rischio aggiuntivo maggiori difficolt nell'esodo dovute a: - eccessiva lunghezza dei percorsi; - mancanza di percorsi alternativi misure alternative reazione al fuoco dei materiali; impianti di rivelazione automatica d'incendio; caratteristiche dei vani scala; potenziamento misure organizzative e gestionali
Normativa obiettivi rischio aggiuntivo misure alternative resistenza al garantire la cedimenti strutturali in riduzione del carico fuoco strutture resistenza strutturale tempi non idonei in d'incendio; portanti/separanti dell'edificio e le relazione alla impianti automatici di compartimentazioni in gestione spegnimento; caso di incendio per dell'emergenza; impianti di rivelazione un tempo congruo propagazione incendio e dell'incendio potenziamento servizio di sicurezza; schemi strutturali che evitino cedimenti generalizzati
Deroghe non necessarie
rampe scoperte comunicazioni con attivit non soggette al controllo VVF Box > 40 m2
Chiarimento con Nota ministeriale prot. nr. P310/4108 Sott. 22(44) del 08/05/01 : sono ammessi box con superficie oltre i 40 m2 a condizione che sia "valutata la necessit di disporre di aperture indipendenti, o verso la corsia di manovra, di superficie non inferiore a 1/25 del locale, in relazione alla distribuzione e alla distanza reciproca delle aperture nellautorimessa, che non dovr comunque essere superiore a 40 m".
Deroghe ricorrenti
Superficie di aerazione Superficie compartimenti Caratteristiche rampe Altezza piani Larghezza U.S. Lunghezza percorsi d'esodo
au to rim
(L.C. P 1563/4108 del 29 agosto 1995)
Per autorimesse private, sino a 40 autovetture, ed ubicate non oltre il 1 interrato, consentito che l'altezza del piano sia inferiore a ml 2,40 con un minimo di ml 2,00, a condizione che: a) l'autorimessa sia dotata di un sistema di ventilazione naturale con aperture di aerazione prive di serramenti e di superficie non inferiore ad 1/20 della superficie in pianta dell'autorimessa. Almeno il 50% della suddetta superficie di ventilazione deve essere ricavata su pareti contrapposte; b) l'altezza minima di ml 2,00 deve essere rispettata nei confronti di qualsiasi sporgenza dell'intradosso del solaio di copertura, compresi eventuali impianti e tubazioni a soffitto; c) il percorso massimo per raggiungere le uscite deve essere non superiore a ml 30. Tale lunghezza deve essere osservata anche per le autorimesse di cui al punto 3.10.6, 2 capoverso.
3.6.3 corsie di manovra
Nel caso in cui le corsie di manovra risultino di larghezza inferiore al minimo prescritto, ammesso che le corsie stesse, per tratti limitati, abbiano larghezza non inferiore a ml 3,00 a condizione che sia installata apposita segnaletica che evidenzi i restringimenti di corsia, integrata, in corrispondenza dei cambi di direzione delle corsie stesse, da idonei sistemi ottici (p.e. specchi parabolici).
Non sono previste limitazioni sulla tipologia dell'autorimessa
3.7.2 ampiezza delle rampe
Per autorimesse oltre 15 e sino a 40 autovetture consentita una sola rampa di ampiezza non inferiore a ml 3,00, a condizione che venga installato un impianto semaforico idoneo a regolare il transito sulla rampa medesima a senso unico alternato.
3.7.2 accesso da montauto
Nel caso di autorimesse interrate, con capacit di parcamento non superiore a 30 autoveicoli, consentito che l'accesso avvenga da montauto alle seguenti condizioni: - il locale per il ricevimento degli autoveicoli annesso al montauto sia ubicato su spazio scoperto; qualora non sia garantito tale requisito il locale ricevimento sia di tipo protetto con stesse caratteristiche del vano montauto; - il vano montauto sia protetto rispetto all'area destinata a parcheggio con strutture di separazione REI 90 e porte di caratteristiche non inferiori a RE 90; - il sistema del montauto sia dotato di dispositivo ausiliario automatico per l'alimentazione di energia elettrica in caso di mancanza di energia di rete. Il relativo generatore abbia potenza sufficiente per l'alimentazione di tutti gli impianti di sicurezza; - l'autorimessa sia dotata di impianto di illuminazione di emergenza con autonomia di almeno 30 minuti; - la movimentazione degli automezzi nel vano montauto avvenga senza persone a bordo; - sia esposto all'esterno, in corrispondenza del vano di caricamento in luogo idoneo e facilmente visibile, il regolamento di utilizzazione dell'impianto, con le limitazioni e prescrizioni di esercizio: - l'area destinata al parcamento degli autoveicoli sia dotata di impianto fisso di spegnimento automatico del tipo a pioggia (sprinkler).
non si tratta si montauto si applicano le disposizioni specifiche del DM 01/02/1986 deroghe ricorrenti: superfici di ventilazione passaggi comunicazioni
Lunghezza parete attestata su spazio a cielo libero Altezza locale Modalit di accesso
Separazione con attivit non pertinenti/accesso alloggio custode Resistenza al fuoco strutture Larghezza percorsi d'esodo/uscite Affollamento refettori
(L.C. P 2244/4122 del 30 ottobre 1996)
A) 5.0 affollamento
Nel caso di refettori e palestre, qualora le persone effettivamente presenti siano numericamente diverse dal valore desunto dal calcolo effettuato sulla base delle densit di affollamento indicate al punto 5.0, l'indicazione del numero di persone deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilit del titolare dell'attivit
B) 5.2 sistemi di vie di uscita
B1) Edifici a tre piani fuori terra: limitatamente agli edifici a tre piani fuori terra ammesso che, in luogo della scala esterna o a prova di fumo, sia realizzata una scala protetta a condizione che tutte le scale siano protette e che adducano, attraverso percorsi di esodo, all'esterno. Nella gestione dell'emergenza si deve tenere conto della realt dei predetti percorsi. Ai fini del computo della lunghezza del percorso di cui al punto 5.4, si chiarisce che non deve essere considerato il percorso interno ai vani scala protetti.
B2) Edifici a due piani fuori terra: ammessa la realizzazione di una sola scala, protetta, alle seguenti condizioni: - il numero di persone complessivamente presenti al secondo piano sia commisurato alla larghezza della scala, considerando la capacit di deflusso non superiore a 50; - il percorso di piano non sia superiore a 15 m. Sono ammessi percorsi di lunghezza non superiore a 25 m se corridoi e scale sono provvisti di rivestimenti ed arredi di classe 1 di reazione al fuoco in ragione di non pi del 50% della loro superficie totale (pavimenti, pareti, soffitti e proiezione orizzontale delle scale) e di classe 0 per le restanti parti e ove ritenuto necessario, di impianto automatico di rivelazione e allarme incendio; - il percorso da ogni punto dell'edificio fino a luogo sicuro non superi i 45 m.
caratteristiche vie di esodo compartimentazioni il DM 06/10/2003 ha ridotto il ricorso alla deroga
Adeguamenti non richiesti
Locali di pubblico spettacolo Centrali termiche Uffici Strutture sanitarie
Misure alternative - esempi
deroghe 2001-2009 sub-title sub-title
300 251 200 199 207
direzione regionale vvf lombardia
Sicurezza equivalente ed ingegneria antincendio
Il procedimento di deroga, attraverso lindividuazione delle misure di sicurezza equivalenti, favorisce un approccio di tipo ingegneristico alla sicurezza antincendio. Lingegneria antincendio si basa sullutilizzo di metodologie ingegneristiche per determinare i requisiti di sicurezza e progettare i sistemi necessari per realizzare il previsto livello di sicurezza.
Si interessa di quantificare i seguenti sei aspetti di un incendio in un edificio:
ignizione e sviluppo di un incendio rivelazione dellincendio ed allarme evacuazione occupanti fino al luogo sicuro propagazione del fumo e del fuoco allinterno delledificio propagazione dellincendio allesterno delledificio controllo dellincendio
Strumenti per lapproccio ingegneristico
Per lU.E. la sicurezza delle costruzioni potr essere valutata sulla base delle norme esistenti, ammettendo scostamenti da queste o progettazioni alternative solo secondo i metodi della fire engineering. Lo stato dellarte a livello internazionale in materia di fire engineering rappresentato dal documento ISO TR 13387. Il rapporto tecnico ISO TR 13387, pubblicato nel 1999, un documento in corso di elaborazione tecnica, per cui non rappresenta ancora un International Standard
Direttive sullapproccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (DM 9/05/2007)
Possibilit di utilizzo FSE:
insediamenti di tipo complesso o a tecnologia avanzata edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva edifici pregevoli per arte o storia o in ambiti urbanistici di particolare specificit
Finalit utilizzo FSE
individuazione provvedimenti ai fini del rilascio del cpi per attivit non normate individuazione misure di sicurezza equivalenti nellambito di una richiesta di deroga
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