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Timestamp: 2020-06-04 22:02:12+00:00
Document Index: 157129493

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Sentenza Cassazione Civile n. 8943 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8943 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/04/2017, (ud. 15/02/2017, dep.06/04/2017), n. 8943
sul ricorso 1G77-2012 proposto da:
D.C.F. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ANGELIS, rappresentato e difeso dagli avvocati ANTONIO DE ANGELIS,
DANIELE PORENA, CRISTIANA ZANELLA;
avverso la sentenza n. 330/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 30/06/2011 R.G.N. 120/2010.
che con sentenza in data 30.6.2011 la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, che aveva parzialmente accolto il ricorso, ha ritenuto la legittimità dei termini apposti ai contratti di lavoro intercorsi fra l’appellante e D.C.F., collaboratrice scolastica, e ha respinto le domande di conversione del rapporto e di risarcimento del danno;
che avverso tale sentenza D.C.F. ha proposto ricorso affidato a quattro motivi, articolati in più punti, al quale ha opposto difese il MIUR con controricorso;
che sono state depositate memorie dal MIUR.
che con il primo motivo la parte ricorrente denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, nonchè della Direttiva Europea 70/99/CE (lett. a) e b) del motivo) sul rilievo che dovrebbe farsi applicazione congiunta delle disposizioni contenute nei D.Lgs. n. 165 e n. 368 del 2001, al fine di rendere conforme alla Direttiva Europea la disciplina dei contratti a termine del personale scolastico, che non contiene alcuna disposizione volta a reprimere la reiterazione delle supplenze; che con il secondo motivo la D., lamentando violazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36 e il D.Lgs. n. 368 del 2001, artt. 1 e 5, (lett. c) e d) del motivo), deduce che il legislatore, nel modificare il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36, ha consentito alle pubbliche amministrazione di fare ricorso al lavoro flessibile solo in presenza di esigenze temporanee ed eccezionali, in difetto delle quali la clausola appositiva del termine deve ritenersi illegittima, con obbligo per la P.A. di convertire il rapporto ovvero di risarcire il danno, senza che la conversione potrebbe ritenersi impedita dalla regola imposta dall’art. 97 Cost., in quanto anche l’assunzione a termine presuppone una previa procedura selettiva;
che, peraltro, rileva nella fattispecie la sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 11, perchè la D., come risulta dalla motivazione della sentenza impugnata, è stata destinataria di supplenze su organico di diritto senza sostanziale soluzione di continuità a partire dall’anno scolastico 2000/2001, sicchè la reiterazione deve ritenersi abusiva in quanto protrattasi oltre il limite dei trentasei mesi e finalizzata alla copertura di posti vacanti della pianta organica;
che il Ministero, nella memoria ex art. 380 bis c.p.c., comma 1, ha dedotto che la ricorrente è stata definitivamente immessa nei ruoli con decorrenza dal 1 settembre 2011 ma la circostanza, non confermata dalla D., è stata solo allegata e non documentata;
che l’accertamento di fatto si impone, ai fini della decisione della controversia, perchè la stabilizzazione del rapporto, seppure avvenuta in corso di causa, rende operanti i principi di cui alle lettere e) ed f) (cfr. in tal senso Cass. 24038/2016) che pertanto la sentenza deve essere cassata con rinvio alla Corte di Appello di Perugia, in diversa composizione, che statuirà sulle domande proposte dalla D. attenendosi ai principi di diritto sopra richiamati e pronunciando anche sulle spese del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso nei limiti indicati in motivazione. Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte di Appello di Perugia in diversa composizione.