Source: http://difendersidalfisco.diritto.it/docs/38323-rimborsi-fiscali-e-processo-tributario-basta-gestione-del-mef
Timestamp: 2017-04-28 08:24:34+00:00
Document Index: 16988689

Matched Legal Cases: ['art. 69', 'art. 67', 'art. 9', 'art. 69', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 69', 'art. 69']

Rimborsi fiscali e processo tributario. Basta gestione del MEF!!!!!! :: Difendersi dal fisco :: Diritto & Diritti
Pubblicato dal 13/06/2016
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- però, fino all’approvazione del decreto previsto dall’art. 69, comma 2, citato restano applicabili le disposizioni previgenti; in sostanza, il MEF decide l’entrata in vigore o meno della suddetta disposizione a favore dei contribuenti. Le nuove norme processuali sono entrate in vigore il 1° gennaio 2016 per cui c’era tutto il tempo di predisporre il succitato decreto, eppure sono passati inutilmente sei mesi ed il MEF non ha fatto nulla bloccando, in tal modo, l’entrata in vigore della norma agevolativa.
Il primo giugno di quest’anno doveva essere un giorno di festa dei contribuenti perché, finalmente, doveva entrare in vigore la norma che rende immediatamente esecutive le sentenze tributarie. Infatti, il nuovo art. 67-bis D.Lgs. n. 546 del 31/12/1992, introdotto dall’art. 9 del D.Lgs. n. 156 del 24/09/2015, dispone testualmente: “Le sentenze emesse dalle commissioni tributarie sono esecutive secondo quanto previsto dal presente capo”. Di conseguenza, il D.Lgs. n. 156/2015 ha totalmente modificato l’art. 69 D.Lgs. n. 546/1992, il cui primo comma, parte prima, ora testualmente dispone: “Le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell’articolo 2, comma 2, sono immediatamente esecutive”, con la possibilità di attivare subito il giudizio di ottemperanza, senza attendere, come prima, il passaggio in giudicato della sentenza (artt. 69, comma 5, e 70 D.Lgs. n. 546/1992 citato). Le suddette disposizioni, che hanno quasi integralmente ripreso il mio progetto di legge n. 1593 presentato al Senato il 06 agosto 2014 dalla Senatrice Gambaro, sono a favore del contribuente, che può ottenere subito i rimborsi fiscali senza dover attendere il passaggio in giudicato della sentenza, che richiede molti anni di defatiganti attese. Il problema, però, è che, all’ultimo momento, il MEF che, purtroppo, continua a gestire ed organizzare il processo tributario , all’art. 12, commi 1 e 2, delle disposizioni transitorie del D.Lgs. n. 156/2015 cit. ha fatto inserire le seguenti disposizioni: - gli artt. 67-bis e 69 entrano in vigore a decorrere dal 1° giugno 2016; - però, fino all’approvazione del decreto previsto dall’art. 69, comma 2, citato restano applicabili le disposizioni previgenti; in sostanza, il MEF decide l’entrata in vigore o meno della suddetta disposizione a favore dei contribuenti. Le nuove norme processuali sono entrate in vigore il 1° gennaio 2016 per cui c’era tutto il tempo di predisporre il succitato decreto, eppure sono passati inutilmente sei mesi ed il MEF non ha fatto nulla bloccando, in tal modo, l’entrata in vigore della norma agevolativa. Oltretutto, il 16 marzo 2016 c’era stata un’interrogazione urgente da parte del Senatore Buccarella ed altri in cui si chiedeva:
chiedeva: “di sapere se il MEF non ritenga opportuno provvedere alla pronta emanazione del decreto, entro e non oltre il 31 maggio 2016, sia per porre rimedio ad una situazione a giudizio degli interroganti iniqua nei confronti dei contribuenti onesti, ma vessati da meccanismi dilatori proditoriamente messi in atto dalle pubbliche amministrazioni, sia perché il 01 giugno 2016 entreranno definitivamente in vigore altre importanti disposizioni processuali tributarie”. Eppure, nonostante le suddette sollecitazioni, il MEF non solo non ha fatto nulla ma, cosa ancora più assurda, non ha previsto alcuna data, tanto è vero che il Consiglio dei Ministri del 31 maggio 2016 ha rinviato sine die il problema (Il Sole 24 Ore dell’01 giugno 2016). Oltretutto, non bisogna dimenticare che le Commissioni riunite II giustizia e VI finanze della Camera dei Deputati avevano segnalato al Governo “l’opportunità di eliminare il differimento dell’entrata in vigore della suddetta disposizione”. Non è dato perciò comprendere con esattezza quale sia stata l’effettiva ratio dell’accoglimento del particolare regime di decorrenza all’01 giugno 2016, se non quella di bloccare ingiustificatamente l’entrata in vigore di una norma a favore dei contribuenti. Oltretutto, il decreto ministeriale che ha bloccato tutto è previsto dall’art. 69, comma 2, cit. che testualmente dispone: “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emesso ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono disciplinati il contenuto della garanzia sulla base di quanto previsto dall’articolo 38-bis, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, la sua durata nonché il temine entro il quale può essere escussa, a seguito dell’inerzia del contribuente in ordine alla restituzione delle somme garantite protrattasi per un periodo di tre mesi”. E’ sfuggito al legislatore che altro è il regime della garanzia per l’esecuzione
Villani Maurizio, AR redazione - (02/07/2015) - Delega Fiscale e riforma del processo tributario