Source: http://be2010.gruppohera.it/schemi_bilancio/stato_patrimoniale_passivita/pagina17-081-301.html
Timestamp: 2020-04-05 04:43:10+00:00
Document Index: 58825934

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 20']

32 Fondi per rischi ed oneri
Fondo ripristino beni di terzi 69.905 7.423 4.495 -491 81.332
Fondo spese chiusura e post-chiusura discariche 85.357 7.691 7.104 -6.449 1.325 95.028
Fondo cause legali e contenzioso del personale 16.423 7.662 -3.374 20.711
Altri fondi rischi e oneri 14.515 7.910 -8.528 13.897
Totale 186.200 30.686 11.599 -18.842 1.325 210.968
Il fondo ripristino beni di terzi, pari a 81.332 migliaia di euro, include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti su Hera Spa e sulle società del Gruppo che risultano affittuarie delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base alle aliquote di ammortamento previste per i cespiti in questione al fine di indennizzare le società locatrici del deperimento dei beni utilizzati per l’attività d’impresa. Il fondo, in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37, riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le Autorità di ambito, per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall’attualizzazione dei flussi per competenza.
Il fondo spese chiusura e post-chiusuradiscariche, pari a 95.028 migliaia di euro, rappresenta quanto stanziato per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in uso. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati in ottemperanza al disposto dello Ias 37. Gli incrementi del fondo comprendono la componente finanziaria desunta dal procedimento di attualizzazione, mentre gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell’anno.
Gli “utilizzi e altri movimenti”, registrano complessivamente un decremento di 6.449 migliaia di euro, così composto:
“utilizzi ”, 13.036 migliaia di euro dei quali 6.502 migliaia di euro sono stati contabilizzati con contropartita “altri ricavi” (si veda in particolare la nota 5 del conto economico),
“ altri movimenti” , 7.623 migliaia di euro in incremento del fondo dovuto alla variazione dei costi di chiusura e post-chiusura stimati in sede di aggiornamento delle perizie di alcuni impianti,
“altri movimenti”, 1.035 migliaia di euro in decremento del fondo determinato dall’allocazione puntuale della voce “avviamento” al valore dei beni conferiti nell’esercizio 2009 da parte della Comunità Montana Alto e Medio Metauro in Marche Multiservizi Spa, (impianti di compostaggio e discarica).
Il fondo cause legali e contenzioso del personale,pari a 20.711 migliaia di euro, riflette le valutazioni sull’esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente. Il fondo è comprensivo di 8, 071 milioni di euro, relativi al contenzioso in essere con l’Inps in merito al preteso pagamento dei contributi sugli ammortizzatori sociali (Cig, Cigs, mobilità), sulla riduzione delle aliquote di contribuzione per assegni familiari al nucleo familiare (Cuaf) e per il contributo di maternità in relazione al personale regolato dal Ccnl del settore elettrico nell’ambito del territorio di Modena.
In relazione ai contributi sulla Cig, Cigs e mobilità il Gruppo Hera non ritiene dovuta la contribuzione, in base a specifiche norme di legge e alla considerazione che tali ammortizzatori sociali sono in concreto inutilizzabili in quanto il Gruppo gestisce servizi essenziali che devono essere assicurati costantemente.
L’Inps d’altro canto ritiene che la trasformazione in società per azioni e la cessione a privati anche di una sola parte del capitale azionario, valga a far ritenere dovuta l’obbligazione contributiva.
Con messaggio n. 18089 del 10 luglio 2007 l’Inps ha però fissato la decorrenza dell’obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità, secondo i principi delineati dalla circolare n. 63/2005, dalla data di emissione della circolare stessa, cioè maggio 2005. Ciò in ossequio all’orientamento espresso dal Consiglio di Stato (parere n. 65 dell’8/2/2006, riferito a Enel Spa) in ordine alla non retroattività degli obblighi contributivi richiamati dalla circolare. In realtà, nonostante il tenore letterale del messaggio sembri riguardare senza dubbio anche le imprese industriali degli enti pubblici (ex municipalizzate), l’Inps ha ritenuto, sostenendolo anche in giudizio, che il messaggio, agganciandosi alla circolare 63/2005, ne riprende l’ambito di applicazione riferendosi perciò solo a Enel Spa. In data 5 febbraio 2008, è intervenuto il Ministero del Lavoro che, con comunicazione indirizzata alla Direzione Generale Inps, ha ritenuto che le conclusioni cui giunge il Consiglio di Stato in ordine alla non retroattività ante maggio 2005 dell’obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità rivestano necessariamente carattere univoco e generale, al fine di tutelare l’imprescindibile principio della “par condicio” tra operatori del mercato e sono pertanto applicabili anche alle imprese industriali degli enti pubblici (di cui fa parte anche il Gruppo Hera).
La tesi del Gruppo sul mancato obbligo di versamento della contribuzione Cig e Cigs era stata confermata nel 2004 con sentenza del tribunale di Genova, poi però riformata in appello nel novembre 2005. Nel dicembre 2006 il giudice del lavoro di Ravenna ha accolto due ricorsi per Hera Ravenna Srl ed Hera Spa dichiarando non dovuta, oltre alla contribuzione per disoccupazione involontaria, anche la contribuzione di Cig, Cigs e mobilità, diversamente da quanto preteso dall’Inps. Anche questa sentenza è stata riformata in appello, ma ad oggi non si conoscono ancora le motivazioni. Avverso la sentenza Hera proporrà ricorso in Cassazione.
A seguito di un’azione di accertamento da parte di Amir Spa nel 2000, è stato promosso ricorso in Cassazione da parte di Hera spa, concluso con sentenza 14847/09 di rigetto del ricorso per la contribuzione Cig, e con rinvio al Giudice di appello per la contribuzione di Mobilità. Tuttavia, bisogna tener conto che risulta pendente in Cassazione un ulteriore processo, non del gruppo Hera, proveniente dalla Corte d’Appello di Genova. La Cassazione potrebbe pertanto rivedere l’orientamento, con riflessi anche sui giudizi di primo grado. Quanto meno, dovrebbe risultare fondato l’esonero dei contributi di Cassa integrazione dei periodi precedenti al maggio 2005, secondo l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato.
Nonostante ciò, negli ultimi mesi dell’anno 2010 alcuni giudizi di primo grado sono stati definiti con sentenza di rigetto delle domande aziendali relativamente ai contributi cig, cigs e mobilità. Le sentenze saranno appellate. Tale situazione ha portato alla determinazione di integrare il fondo di ulteriori 3,7 milioni di euro, tenuto conto dell’entità dei contributi cig, cigs e mobilità in giudizio ancora sospesi.
Peraltro, è opportuno precisare che non potranno esserci da parte dell’Inps nuove pretese in materia di Cig, Cigs e Mobilità a seguito del nuovo inquadramento nel settore Terziario a partire dal 2010 della quasi totalità delle società del Gruppo (la contribuzione in oggetto è applicabile al solo settore Industria).
Per quanto riguarda la contribuzione per assegni per nucleo familiare (Cuaf) e il contributo maternità, questa tipologia di contenzioso è relativa al solo personale Inpdap regolato dal Ccnl del settore elettrico, e consegue all’interpretazione dell’art. 41 della legge 488/1999 (legge finanziaria anno 2000); in particolare è relativo al solo territorio di Modena, derivando dalla ex Meta Spa. A seguito di un confronto condotto a suo tempo con l’Ufficio Gestione Posizioni Assicurative dell’Inps di Modena, a far data dal 2001, la ex Meta Spa aveva applicato la riduzione delle aliquote contestualmente alla richiesta di rimborso dei maggiori contributi versati, ma non dovuti, relativi all’esercizio 2000 (rimborso poi effettivamente avvenuto tra il 2001 e il 2002).
A partire dal novembre 2003, però, l’Inps ha notificato gli avvisi con i quali richiedeva il pagamento dei contributi ad aliquota piena, modificando completamente la posizione interpretativa precedentemente assunta, ritenendo che la riduzione delle aliquote Cuaf e Maternità dovute dal settore elettrico non spettasse per i lavoratori iscritti all’Inpdap. Tale riduzione, invece, è pacificamente applicata per le società del Gruppo Enel Spa. Il differenziale contributivo per Cuaf e Maternità che le imprese di servizi hanno dovuto versare per il personale iscritto all’Inpdap fino al 31/12/2008 era pari al 4,29% complessivo in più rispetto a quanto devono versare per il personale Inps; dall’1/1/2009, con l’equiparazione dell’aliquota di Maternità, continua però a sussistere il differenziale Cuaf del 3,72%.
Tale maggiore aliquota costituisce una grave penalizzazione per le imprese “ex municipalizzate” rispetto ad altri operatori del mercato. Questa mancata armonizzazione contributiva, conseguente alla L. 335/1995, è stata più volte portata dalla Confservizi all’attenzione del Ministero del Lavoro, che ha interpellato il Consiglio di Stato, il quale ha ritenuto necessaria (circ. n. 88 del 31/05/2004) un’apposita iniziativa legislativa, escludendo la possibilità di una soluzione amministrativa. Nonostante gli sforzi della Confservizi per sollecitare tale iniziativa legislativa, non si è a oggi pervenuti ad alcun risultato. Anche per tale tipologia di contribuzione, è opportuno precisare che non potranno esserci da parte dell’Inps nuove pretese in materia, a seguito del nuovo inquadramento nel settore Terziario a partire dal 2010 della quasi totalità delle società del Gruppo.
Da ultimo un accenno alla evoluzione normativa in materia di contribuzione di disoccupazione e malattia. Il D.L. 112/2008 – art. 20 ha fatto decadere per il passato ogni pretesa dell’Inps in materia di contribuzione di disoccupazione e malattia. La parte di contribuzione contenuta nelle cartelle a tale titolo non costituisce più un rischio. Né d’altronde potranno esserci nuove pretese dell’Inps in quanto tutte le società del Gruppo Hera versano regolarmente la contribuzione di malattia dal 2005 e quella di disoccupazione dal 2009.
Tenuto conto di quanto più sopra, è stato appostato un fondo di complessivi 8 milioni di euro per far fronte alle passività derivanti dalle cartelle fino a oggi pervenute e sospese pari a circa 20,7 milioni di euro. Tale importo si riferisce alla contribuzione contenuta nelle cartelle a titolo di Cig, Cigs, Mobilità, Cuaf e Maternità; non comprende invece la parte a titolo di contributi di disoccupazione e malattia per i motivi sopra esposti. Il fondo, costituito con criterio prudenziale, è da considerarsi congruo tenuto conto della presumibile evoluzione del contenzioso e sentito anche il parere dei legali incaricati.
Gli altri fondi per rischi ed oneri, pari a 13.897 migliaia di euro, accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una sintetica composizione delle principali voci:
2.574 migliaia di euro, “mis e oneri di continuità e perequazione “ del servizio elettrico;
2.158 migliaia di euro, spese di ripristino di beni gratuitamente devolvibili del sistema acquedottistico in concessione del fiume Rosola e ulteriori fondi rischi di importo sostanzialmente modesto legati a problematiche ambientali;
1.267 migliaia di euro, relativi agli accantonamenti al “fondo fughe” del servizio idrico per indennizzi a clienti;
376 migliaia di euro, “fondo Valle Savio”costituito per far fronte a opere da eseguire a favore della comunità adiacente la discarica Busca, nel comune di Cesena, come previsto dal contratto di concessione;
1.044 migliaia di euro, accantonamenti per costi di smaltimento di rifiuti stoccati presso impianti del Gruppo;
1.392 migliaia di euro, accantonamenti per oneri futuri relativi alla discarica di una controllata;
2.212 migliaia di euro si riferiscono all’accantonamento effettuato in relazione ai possibili effetti della delibera AEEG 89/08 (ec79/07), che prevede l’obbligo, da parte delle società di vendita gas, di un riconoscimento economico ai clienti finali ex OTB (opzione tariffaria base) per il periodo riferito al primo semestre 2006. L’importo che residua, alla data del 31 dicembre 2010 corrisponde allo scenario più prudenziale in relazione a quanto potrà essere riconosciuto ai clienti finali.