Source: http://criminologiaicis.it/sito/it/news-del-sito/item/95-facciamo-ordine-sui-criminologi-una-norma-uni-regolamentera-la-professione
Timestamp: 2019-05-24 17:53:40+00:00
Document Index: 84171161

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1']

FACCIAMO ORDINE SUI CRIMINOLOGI: UNA NORMA UNI REGOLAMENTERA' LA PROFESSIONE.
FACCIAMO ORDINE SUI CRIMINOLOGI: UNA NORMA UNI REGOLAMENTERA' LA PROFESSIONE. In evidenza
(Ugo Terracciano) Ci fosse un ordine professionale (Ente Pubblico posto che, sotto l'alta vigilanza del Ministero della Giustizia garantisce il cittadino della professionalità e della competenza dei professionisti che svolgono attività nei campi della tecnica, della salute e della legge), quella del Criminologo sarebbe una professione riconosciuta per legge e tutto sarebbe più chiaro e disciplinato. Per legge l'accesso alla professione richiederebbe un esame di Stato, i professionisti iscritti dovrebbero attenersi ad un unico codice deontologico e l'Ordine deterrebbe il monopolio della professione, al punto che l'esercizio di chi non fosse iscritto sarebbe sanzionato penalmente.
L'Ordine dei Criminologi però non esiste. Possono esistere ed esistono, invece, associazioni – più o meno professionali – che si ispirano a questa figura. Sono enti privati che associano volontariamente soggetti che si qualificano come criminologi. E' una possibilità data dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4 intitolata “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”. La legge, in attuazione dell'art. 117, comma 3, della Costituzione e nel rispetto dei principi dell'Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.
Tradotto: visto che non esiste un ordine professionale del Criminologo, essendo tale professione non disciplinata, coloro che la esercitano (ai sensi dell'art. 2 della citata legge) possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Quindi, prima avvertenza: non fidatevi di quelli che dicono siamo gli unici, perchè per legge nessuna associazione può esercitare una rappresentanza in via esclusiva.
Diffidate anche di quelli che dicono siamo gli unici legittimati dalla legge 4/2013, perchè l'art. 2 della legge 4/2013 non prevede nessuna sorta di autorizzazione, essendo l'iscrizione all'elenco del Ministero finalizzata all'assunzione di responsabilità da parte del legale rappresentante circa il possesso dei requisiti previsti dalla legge medesima, ergo si tratta di una forma di pubblicità.
Sintetizziamo:1) la professione del Criminologo rientra – non esistendo un ordine professionale – tra le professioni non riconosciute; 2) gli esercenti della professione possono (non è obbligatorio) costituire proprie associazioni private, per la tutela dei clienti rispetto all'esercizio professionale dei propri associati; 3) solo gli ordini professionali - e non le associazioni di cui alla legge 4/2013, sia pure iscritte all'elenco ministeriale - possono agire in regime di monopolio;
A questo punto sorge una domanda: può esercitare la professione del Criminologo anche chi non è iscritto ad alcuna assoociazione professionale costituita ai sensi della legge 4/2013? La risposta è sì, a condizione che esista una norma tecnica di riferimento. Lo sancisce la stessa legge 4/2013 all'art. 6, sotto la rubrica “autoregolamentazione volontaria”. La norma a tale proposito recita: “La presente legge promuove l'autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell'attivita dei soggetti che esercitano le professioni di cui all'art. 1 (quelle non regolamentate), anche indipendentemente dall'adesione degli stessi ad una delle associazioni di cui all'art. 2 (associazioni professionali)”. In questo caso, però, continua la norma: “La qualificazione della prestazione professionale si basa sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO, UNI EN e UNI, di seguito denominate «normativa tecnica UNI», di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010. I requisiti, le competenze, le modalita' di esercizio dell'attivita' e le modalita' di comunicazione verso l'utente individuate dalla normativa tecnica UNI costituiscono principi e criteri generali che disciplinano l'esercizio autoregolamentato della singola attività professionale e ne assicurano la qualificazione. Il Ministero dello sviluppo economico promuove l'informazione nei confronti dei professionisti e degli utenti riguardo all'avvenuta adozione, da parte dei competenti organismi, di una norma tecnica UNI relativa alle attivita' professionali di cui all'art. 1”.
L'Associazione Italiana Criminologi per l'Investigazione e la Sicurezza (AICIS) si è data esattamente il compito di realizzare lo spirito della legge.
Non ha scelto la strada della “autorefenzialità” nel rappresentare solo gli interessi professionali dei propri associati, ma ha promosso una norma UNI (organismo terzo di carattere tecnico) valida per tutti coloro che intendano abbracciare questa professione a prescindere dall'adesione ad una delle (potrebbero essere mille) associazioni costituite a norma della legge n. 4/2013.
E' un obbiettivo più alto, come volevasi dimostrare, per mettere ordine in un mondo di Criminologi fai da te, di associazioni che si credono ordini professionali ed anche di professionisti seri alla ricerca di un paradigma univoco per la loro professione. Ed ai Criminologi diciamo: diffidate da chi diffida di una regolamentazione valida per tutti perché questa professione merita di più.
Redazione Letto 799 volte	Ultima modifica il Domenica, 30 Dicembre 2018 13:34