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Timestamp: 2017-12-11 10:55:30+00:00
Document Index: 69543229

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 11']

PPT - I prodotti a qualità regolamentata nel settore agroalimentare PowerPoint Presentation - ID:871667
I prodotti a qualità regolamentata nel settore agroalimentarePowerPoint Presentation
I prodotti a qualità regolamentata nel settore agroalimentare
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Corso di Legislazione alimentare Modulo di Qualità, igiene e controlli nel settore alimentare. I prodotti a qualità regolamentata nel settore agroalimentare. Maria Severina Liberati. Maria Severina Liberati. I prodotti a qualità regolamentata. Qualità nella UE.
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Corso di Legislazione alimentare
Modulo di Qualità, igiene e controlli nel settore alimentare
I prodotti a qualità regolamentata
Qualità nella UE
La politica della qualità in ambito comunitario nasce negli anni ’60 per conferire un riconoscimento particolare a specifici prodotti agroalimentari (formaggi e vini);
Una vera e propria regolamentazione si concretizza solo all’inizio degli anni ’90, sulla scorta della nuova sensibilità dei consumatori nei confronti dei prodotti ottenuti con metodo biologico e con una produzione legata ai luoghi di origine.
Libro Verde sulla qualità dei prodotti agricoli – COM(2008) 641 del 15/10/08:
- necessità di differenziazione sul mercato per creare vantaggio competitivo;
Misure e sistemi qualità a livello UE (tra gli altri):
- puntare sui prodotti di “qualità superiore”;
- tutelare le indicazioni geografiche (DOP – IGP);
- disciplinare il comparto biologico;
- registrare le denominazioni dei prodotti tradizionali
10 marzo 2009: il Parlamento europeo approva una relazione sul Libro Verde Qualità in cui raccomanda l’indicazione dell’origine delle materie prime in etichetta, l’istituzione di un’agenzia europea per la qualità e il rafforzamento della tutela UE e internazionale per DOP (Denominazione di origine protetta) e IGP (Indicazione geografica protetta).
Differenziazione dei prodotti alimentari
I prodotti alimentari convenzionali sono quelli che vengono immessi nel circuito commerciale secondo gli standard di sicurezza definiti a livello internazionale (Codex Alimentarius);
I prodotti alimentari che, oltre al prerequisito della sicurezza, presentano caratteristiche qualitative peculiari (sia intrinseche che di processo produttivo) sono detti a qualità regolamentata (es. Reg. 510/06/CE: DOP-IGP) e vengono certificati in base al rispetto di un disciplinare.
Disciplina specifica tramite Regolamenti CE (riconoscimento marchio es. DOP tramite disciplinare o riconoscimento metodo produttivo BIO);
Certificazione e controllo ad opera di Organismi privati (elenco comunitario);
Vigilanza di Mipaaf, Regioni e PP.AA.
Qualità regolamentata	Convenzionalees. Reg. CE 510/06 (DOP-IGP)
Immessi in commercio secondo standard di sicurezza definiti a livello internazionale (Codex Alimentarius Commission);
Normati in modo orizzontale (pacchetto igiene, etichettatura,…);
Sottoposti al sistema pubblico dei controlli (ICQ,CCPA,NAS, Regioni e PP.AA.,…)
Adesione inizialmente volontaria, poi obbligatoria; marchio es. DOP tramite disciplinare o riconoscimento metodo produttivo BIO);
DOP-IGP: rapporto qualità-tradizionalità-legame territoriale (origine geografica);
Metodo biologico: biodiversità, tutela ambiente e salvaguardia cicli produttivi stagionali, uso limitato concimi chimici.
Innovata impostazione dell’attuale regolamentazione comunitaria :
responsabilizzazione dei produttori (1° livello );
controllo da parte degli Stati membri ( 2° livello );
Verifica della Commissione UE ( 3° livello ).
Nuovi strumenti: tracciabilità, accordi e intese di filiera
Maria Severina Liberati marchio es. DOP tramite disciplinare o riconoscimento metodo produttivo BIO);
DM 16 giugno 2008: ottava revisione elenco nazionale prodotti agroalimentari tradizionali
Prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo (D.M. 350/99 art. 1);
L’elenco nazionale registra oltre 9700 prodotti agroalimentari tradizionali distribuiti in tutte le regioni e province autonome.
Politiche di sviluppo rurale e agrobiodiversità, armonizzazione a livello internazionale degli standard di sicurezza alimentare e di miglioramento di prodotto/servizio
È una raccolta di standards, codici di buone prassi e linee guida concernenti un alimento o una categoria alimentare: può riguardare la definizione e i requisiti di un prodotto, di un processo o di un sistema di regolamentazione con lo scopo di garantire la sicurezza alimentare, la protezione dei consumatori e la facilitazioone degli scambi commerciali (WTO);
La Commissione del Codex Alimentarius (FAO+OMS) segue procedure rigorose per l’armonizzazione, organizzandosi in Comitati (mondo scientifico e parti interessate) specializzati nei rispettivi ambiti di competenza – es. Codex Committee on Fish and fishery Products.
Cogenza per tutti i prodotti alimentari immessi in commercio
È un’organizzazione non governativaa che collega i settori pubblici e privati, con un network di istituti nazionali di standardizzazione in 157 paesi (per l’Italia è l’UNI, per l’Europa l’EN);
Lo scopo è di fornire standards per caratteristiche desiderabili di prodotti e servizi al fine di contribuire all’efficienza operativa, al miglioramento degli scambi commerciali e all’innovazione;
Le norme UNI-EN-ISO sono di carattere volontario (es. ISO 22005:08 “Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari”).
LIVELLO LEGISLATIVO
DG Pesca
Autorità competenti Stati membri
- Definizione delle politiche comunitarie in materia agricola, della pesca e alimentare
Ministero ambiente, tutela territorio e mare
Ministero sviluppo economico (e commercio internaz.)
- Legge 241/1990: trasparenza atti amministrativi, Conferenza di servizi in caso di vari interessi pubblici coinvolti.
Mipaaf-Regioni
- Attuazione delle politiche comunitarie e formulazione di quelle nazionali
Reg. CEE 2092/91 “relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo su prodotti e derrate alimentari”;Reg. 1804/99 “che completa per le produzioni animali il Reg. 2092/91”; Reg. 834/2007/CE relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici (in vigore dal 1° gennaio 2009, abroga il Reg. 2092/91);Reg. 889/2008 “recante modalità di applicazione del Reg. 834/07/CE”.Reg.710/09 recante modalità applicative relative alla produzione di animali e alghe marine dell’acquacoltura biologica
Produzioni a qualità regolamentata (biologico): quadro normativo
Il percorso del biologico
Reg.2092/91/CEEReg.1804/99/CE  Reg.834/07/CE
Reg.889/08/CEReg.710/09/CE
Art. 15(Reg.834/07): primo riconoscimento esplicito dei prodotti ittici all’interno dei “regolamentati” a livello comunitario
Reg.(CE)710/09 che modifica il reg.(CE)889/08 recante modalità applicative del reg.(CE)834/07 per quanto riguarda l’introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell’acquacoltura biologica.
E’ in corso di predisposizione il D.M. di attuazione del Reg.710/09/CE in marito a quanto previsto dall’art. 15 Reg. 834/07/CE “Norme di produzione per animali d’acquacoltura”:
- origine degli animali d’acquacoltura;
pratiche zootecniche specifiche dirette a garantire il benessere animale;
alimentazione dei pesci e dei crostacei;
molluschi bivalvi e alle altre specie che non sono alimentate dall’uomo ma si nutrono di plancton naturale;
prevenzione delle malattie e alle cure veterinarie;
Il decreto di attuazione del Reg.710/09/CE concerne principalmente le seguenti aree tematiche:
Produzione alghe marine e animali di acquacoltura
Norme di conversione per animali di acquacoltura
Requisiti di controllo specifici per alghe marine
Requisiti di controllo specifici per la produzione di animali di acquacoltura
Piani di monitoraggio ambintale
Protocolli relativi alle diverse fasi del ciclo produttivo
Importanza di fornire al consumatore, oltre alle indicazioni obbligatorie su tracciabilità ed etichettatura, informazioni aggiuntive sul metodo di produzione offrendo in tal modo un ulteriore strumento di garanzia per effettuare acquisti consapevoli
Allestimento di un efficace sistema di controllo – fiducia dei consumatori
Reg. CEE 2081/92 che ha istituito il riconoscimento delle denominazioni di origine controllata (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP) – sostituito dal Reg. 510/2006/CE;Reg. CEE 2082/92 che ha istituito il riconoscimento delle specialità tradizionali garantite (STG) – sostituito dal Reg. 509/2006/CE.D.M. 21 maggio 2007 “recante la procedura a livello nazionale per la registrazione delle DOP e IGP ai sensi del Reg. 510/06/CE”.
Produzioni a qualità regolamentata (DOP-IGP-STG): quadro normativo
DOP-IGP anche per i vini
Recuperare vecchi mercati e conquistarne di nuovi;
Istituire un regime vitivinicolo basato su regole chiare, semplici ed efficaci;
Salvaguardare le migliori tradizioni della produzione vitivinicola comunitaria, rafforzando il tessuto sociale di molte zone rurali.
Specifiche caratteristiche attribuibili all’origine geografica del vino
I consumatori possono individuare tali vini grazie alle denominazioni di origine protette e alle indicazioni geografiche protette
Come nasce il Reg. 510/2006/CE
Applicazione a prodotti agricoli e alimentari per i quali esiste un legame fra le caratteristiche e l’origine geografica;
I prodotti con riferimenti geografici DOP e IGP devono soddisfare le condizioni elencate in un disciplinare;
Necessaria registrazione delle DOP e IGP per usufruire della protezione negli Stati membri (registro comunitario);
Possibilità di opposizione alla registrazione da parte di qualsiasi persona fisica o giuridica in uno Stato membro o Paese terzo
Sistema di controlli ufficiali in linea con il Reg. 882/04/CE + sistema di controlli diretto ad assicurare il rispetto del disciplinare.
Reg. 510/2006/CE art. 1
Esclusione dei prodotti del settore vitivinicolo dal campo d’applicazione;
Evoluzione con il Reg. 479/08/CE che li include nel campo di applicazione.
Reg. 510/2006/CE art. 2 c. 1 a): “Denominazione di origine”
- come originario di tale regione,luogo determinato o paese;
- le cui qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali o umani;
Reg. 510/2006/CE art. 2 c. 1 b): “Indicazione geografica”
- del quale una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuite a tale origine geografica;
Reg. 510/2006/CE art. 4
Necessità di conformarsi a un disciplinare comprendente almeno:
Delimitazione zona geografica
Elementi che comprovano l’origine dalla zona geografica delimitata
Descrizione del metodo di ottenimento del prodotto
Elementi che giustificano il legame fra la qualità e l’origine geografica
Nome e indirizzo degli organismi di controllo che verificano il rispetto del disciplinare
Reg. 510/2006/CE art. 5
La domanda di registrazione può essere presentata da un’associazione o da persona fisica/giuridica equiparata e comprende almeno:
- nome e indirizzo del richiedente
- documento unico che riporta gli elementi principali del disciplinare e la descrizione del legame del prodotto con l’origine geografica
c. 4 istruttoria: la domanda è inviata allo Stato membro sul cui territorio è situata la zona geografica;
c. 5: lo Stato membro assicura che la decisione favorevole sia resa pubblica ad ogni persona avente interesse legittimo e che il disciplinare oggetto della decisione sia pubblicato e accessibile elettronicamente;
Reg. 510/2006/CE
art. 6 c. 2: la Commissione rende pubblico ogni mese l’elenco delle denominazioni oggetto di una domanda di registrazione;
art. 7 c. 1-2: Stati membri, Paesi terzi e persone fisiche/giuridiche con interesse legittimo possono opporsi alla domanda di registrazione mediante dichiarazione debitamente motivata;
art. 7 c. 6: la Commissione tiene un registro aggiornato delle DOP e delle IGP.
art. 8 c. 1: una denominazione registrata può essere utilizzata da ogni operatore che commercializza prodotti agricoli e alimentari conformi al disciplinare corrispondente;
art. 8 c. 2-3: le diciture e i simboli associati devono figurare sull’etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari anche originari dei Paesi terzi commercializzati con denominazione registrata.
art. 10: gli Stati membri designano le autorità competenti incaricate dei controlli a norma del Reg. 882/04/CE relativo ai controlli ufficiali su alimenti e mangimi, salute e benessere degli animali;
“Organismo di controllo: un terzo indipendente cui l’autorità competente ha delegato certi compiti di controllo” (Reg. 882/04/CE art. 2).
Gli organismi di certificazione sono conformi alla norma europea EN 45011 o ISO/CEI 65
art. 11 c. 1: i costi relativi alla verifica del rispetto del disciplinare sono a carico degli operatori soggetti a tale controllo;
art. 11 c. 4: le autorità che verificano il rispetto del disciplinare devono fornire garanzie di obiettività e imparzialità, disporre di personale qualificato e di risorse adeguate allo svolgimento delle funzioni.
Art. 13 c. 1: le denominazioni registrate sono tutelate contro (tra gli altri):
- qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se l’origine vera del prodotto è indicata o se la denominazione protetta è una traduzione o è accompagnata da espressioni quali “genere”, “tipo”, “metodo”, “alla maniera”, “imitazione” o simili;
- qualsiasi altra prassi che possa indurre in errore il consumatore sulla vera origine dei prodotti (richiamo Direttiva 2000/13/CE).
Reg. 509/2006/CE relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari
La promozione di prodotti tradizionali aventi precise specificità può essere uno strumento per accrescere il reddito degli agricoltori e per mantenere la popolazione rurale in zone svantaggiate o periferiche;
È opportuno mettere a disposizione degli operatori strumenti per la valorizzazione dei loro prodotti e al contempo per la tutela dei consumatori e per garantire la lealtà delle transazioni commerciali.
NON PUÓ SUSSISTERE UN SISTEMA DI QUALITA’ SE NON SI ALLESTISCE UN ADEGUATO, EFFICACE SISTEMA DI CONTROLLO, MONITORAGGIO E VIGILANZA
Per i prodotti a qualità regolamentata è previsto già dal 1991 (Reg. CEE 2092/91 sul biologico) il Sistema Qualità articolato sui tre livelli: Produttore – Organismo di controllo – Vigilanza;
Anche per i prodotti convenzionali si sta introducendo un sistema articolato su tre livelli di responsabilità (Reg. 178/2002/CE), che rende centrale il produttore nel tutelare proprio il consumatore;
Organismi pubblici di controllo
Sistema dei controlli Mipaaf a tutela del consumatore
Ispettorato centrale per il Controllo della Qualità dei prodotti agroalimentari – ICQ;
Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura – AGEA;
Corpo Forestale dello Stato – CFS;
Comando Carabinieri Politiche Agricole – CCPA;
Audit Commissione UE
Stato membro: autorizzazione e vigilanza sul corretto operato degli Organismi di controllo privati (requisiti)
Operatori che aderiscono al sistema dei prodotti regolamentati
Elenco della normativa di riferimento in vigore
Reg. 834/2007/CE relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici;Reg. 1804/1999/CE che completa per le produzioni animali il Reg. 2092/91; Reg. 889/2008/CE recante modalità di applicazione del Reg. 834/07/CE;Reg.710/09 che introduce modalità di applicazione alla produzione di animali e alghe marine dell’acquacoltura biologicaReg. 510/2006/CE relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari;Reg. 1898/2006/CE recante modalità di applicazione del Reg. 510/2006/CE;Reg. 509/2006/CE relativo alle specialità tradizionali garantite dei prodotti agricoli e alimentari;Reg. 1216/2007/CE recante modalità di applicazione del Reg. 509/2006/CE;Reg. 479/2008/CE relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo.
E-mail: mariaseverina@libero.it
Cell. 340.0714483
http://foodsci.unibo.it/liberati/
Campagne d am lioration de la qualit du diagnostic des bact ri mies
Rivi re Gatineau
les crit res qualit de la polypectomie bertrand napol on, lyon fmc-hge 2010
Le applicazioni attuali delle biotecnologie NON OGM nel settore alimentare
Biodiversite et pollution
Comment conduire une d marche qualit
Software Assurance 2006: valore per le imprese
Anesth sie En Chirurgie Bariatrique
Il CAF 2006 e Il Premio Qualit per le PP.AA. 2007 - 2008
Studiare Ottica
Qualit tsmanagement an beruflichen Schulen in Baden-W rttemberg nach Q2E Susanne Thimet, Kultusministerium Stuttgart P
Conf rence de Presse du 19 mars 2007 de Monsieur Lucien LUX, Ministre de l Environnement et des Transports