Source: https://www.asmrescalda.it/piano-triennale-dellofferta-formativa-2019-2022/
Timestamp: 2020-08-06 07:09:26+00:00
Document Index: 20907585

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 12']

PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA 2019–2022 - Scuola Materna Don Antonio Arioli
Scuola Materna “Don Antonio Arioli”
Tel. 0331- 576.524 – C.F. 10600800154 – E-Mail: materna.rescalda@libero.it
La scuola dell’infanzia Don Antonio Arioli
Appartenenza al sistema nazionale dell’istruzione
Scuola di ispirazione cattolica
Rete scolastica Fism
Analisi domanda – offerta
GLI ORGANI GESTIONALI DELLA SCUOLA
GLI ORGANI COLLEGGIALI DELLA SCUOLA
TRAGUARDI ED OBIETTIVI
FATTORI DI REALIZZAZIONE
LO STILE DELL’ACCOGLIERE
ISCRIZIONE ANTICIPATARI
AMPLIMANENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
RISORSE: ORGANICO
Criteri per il diritto alla formazione del personale
Il ruolo della Pedagogista
anni scolastici 2019/20 2020/21 2021/22
il Piano Triennale dell’Offerta Formativa – PTOF- è il “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche”, esplica la progettazione curriculare, educativa e organizzativa che le singole scuole attuano nell’ambito della loro autonomia, coerentemente con le direttive ministeriali e tenendo conto del contesto storico, geografico, socio-culturale del territorio e dell’esigenze formative della realtà scolastica.
Costituisce una direttiva per l’intera comunità scolastica, delinea l’uso delle risorse della Scuola e la pianificazione dell’attività scolastica. Il PTOF è quindi uno strumento di pianificazione che si propone obiettivi su base pluriennale che trovano progressiva
realizzazione nelle progettazioni annuali mantenendo la sua caratteristica di flessibilità, pertanto, nel corso del triennio, saranno possibili integrazioni e modifiche annuali, in base:
agli esiti di autovalutazione;
ai cambiamenti che interessano la scuola;
ai nuovi bisogni che emergono dall’utenza;
ai nuovi bisogni che emergono dal territorio in cui la scuola svolge la sua funzione educativa e formativa;
ad eventuali nuove proposte.
La sede della scuola materna di Rescalda nasce nel 1903 per iniziativa dell’allor Parroco Don Antonio Repetti fu costruita nel novembre del 1903 dall’allor parroco Don Antonio Repetti per dare accoglienza ai bambini lasciati soli in casa o per strada dai genitori impegnati nei campi o nelle fabbriche dei paesi limitrofi.
Tale progetto, voluto e sostenuto da Don Repetti, fu inizialmente portato avanti con l’aiuto economico di ricchi possidenti di Rescalda.
Nel 1910, il Comune intervenne economicamente rilevando l’immobile, lasciando al Parroco la direzione, ma, già dal 1906 l’insegnamento venne affidato alle suore della Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo”, servizio tuttora offerto e garantito da una religiosa in qualità di coordinatrice, supportata da tre insegnanti laiche.
All’inizio del ‘900 l’economia di Rescaldina e della sua frazione, Rescalda, era prevalentemente agricola e, le aziende dei paesi limitrofi, soprattutto i cotonifici assorbivano prevalentemente la mano d’opera operaia dal nostro comune. E’ negli anni 60’ che Rescaldina si arricchisce di piccole imprese nel settore meccanico, tessile, ma è la Bassetti a dare una svolta decisiva all’economia del paese con l’inaugurazione, nel 1964, di uno dei più grandi impianti tessili europei con un alto livello occupazionale, attingendo gran parte della mano d’opera fra gli abitanti del paese.
Negli anni ’90 la crisi del tessile e della meccanica favorisce il fenomeno del pendolarismo soprattutto verso il capoluogo. Nel contempo, con l’espansione edilizia, significativo è l’aumento degli abitanti anche grazie alle Ferrovie Nord, mezzo veloce di trasporto pubblico che consente di raggiungere velocemente Milano, sempre più meta di lavoratori e studenti. Attualmente il paese conta circa 15 mila abitanti.
Appartenenza al sistema nazionale di istruzione
La scuola Materna di Rescalda Don Antonio Arioli appartiene al sistema nazionale di istruzione, soddisfa tutti i requisiti per la parità, in particolare, il rispetto dei principi di libertà stabiliti dalla Costituzione, è quindi una scuola pubblica facendo proprie le finalità e le istanze della scuola delineate dal MIUR.
La scuola dell’infanzia “Don A. Arioli” è riconosciuta paritaria con decreto ministeriale n° 488/3046 del 28 febbraio 2001.
Le Legge 62 del 2000 ha stabilito (comma 7 dell’art. 1) che dopo tre anni dalla sua entrata in vigore, le varie tipologie di scuole non statali previste dall’ordinamento allora vigente autorizzate, legalmente riconosciute, parificate, pareggiate, sarebbero state ricondotte a scuole paritarie e scuole non paritarie.
La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta e che sono in possesso dei seguenti requisiti:
Un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione e un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti;
L’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali improntati alle indicazioni ministeriali;
Contratti individuali di lavoro per personale ATA e insegnanti che rispettino i contratti collettivi nazionali di settore.
Ogni anno la nostra scuola dell’infanzia è tenuta a riconfermare, tramite inoltro dati informatici al Ministero della Pubblica Istruzione, il mantenimento dei requisiti per la parità.
Nel presentare i tratti che riteniamo essenziali e distintivi per una scuola paritaria
sembra doveroso attingere direttamente ad alcuni passi significativi della Nota pastorale della
Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università della CEI “La scuola cattolica risorsa educativa della chiesa locale per la società”, pubblicata l’11 luglio 2015.
Per tale motivo la proposta culturale della scuola cattolica ha la sua originalità nel fatto che,
partendo dalla visione cristiana della persona e dell’educazione, intende far sintesi tra fede e cultura e tra fede e vita.
presente e chiaramente pensata nella mente di chiunque lavora all’interno della nostra scuola
presentata e condivisa con le famiglie che scelgono la nostra scuola;
Nel 1973 la C.E.I. ha promosso la costituzione della FISM, e nell’ottobre 1974, sulla base di esperienze associative provinciali già operanti, si tenne il Congresso di fondazione.
La nostra scuola fa parte della FISM provinciale di Milano –AMISM.
Attualmente alla FISM fanno riferimento circa 8.000 scuole dell’infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana, che si qualificano autonome e orientano la loro attività all’educazione integrale della personalità del bambino, in una visione cristiana dell’uomo, del mondo e della vita.
L’impegno prioritario della FISM consiste nel sostegno alle scuole nel loro sforzo di garantire una proposta educativa e formativa di qualità, assicurando servizi adeguati e innovativi in un ambito delicato e strategico quale è quello dell’educazione infantile. Tale impegno si traduce nella capacità di elaborare e realizzare una progettualità pedagogica ancorata a riferimenti teorici e metodologici validati sul piano scientifico e coerenti con l’idea di persona e di educazione cristiana a cui il Progetto Educativo delle singole scuole deve fare riferimento.
appartenenza alla rete scolastica territoriale
La nostra scuola è in rete con le scuole cattoliche aderenti alla FISM del territorio legnanese. Periodicamente, per coordinatori e gestori si tengono incontri per momenti di aggiornamento, riflessioni e individuazione di linee di intervento condivisi.
La scuola dell’Infanzia non obbligatoria e di durata triennale, concorre all’educazione e allo
sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei
bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, crescita e di apprendimento. Nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, contribuisce alla formazione integrale e realizza il profilo educativo e la continuità educativa con il complesso dei Servizi all’infanzia e la Scuola Primaria.
La scuola, promuove l’integrazione dei bambini portatori di handicap, (legge 517/77
“Abolizione delle classi differenziate e istituzione dell’insegnante di sostegno”, legge 104/92
“Istituzione del piano didattico individualizzato P.E.I”) e di bambini con bisogni educativi
speciali, (legge 170/2001 “Riconoscimento dei disturbi specifici dell’apprendimento e istituzione del piano didattico personalizzato P.D.P.”) mediante una metodologia educativa-didattica appropriata e favorisce l’inserimento di bambini appartenenti a culture, razze, religioni diverse, facendo leva sui punti di incontro tra le specifiche esigenze ed il progetto educativo della scuola (Art.3/33/34 della Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono eguali davanti alla legge”).
La scuola è luogo di “accoglienza”, terreno ideale per un’esperienza educativa ben precisa, in cui i bambini e i genitori si sentono protagonisti di un progetto comune, finalizzato alla crescita integrale di ognuno.
La scuola è luogo di “partecipazione e di coinvolgimento”. E’ importante che i genitori si sentano parte del tessuto vivo della scuola, partecipi della vita stessa e corresponsabili di essa.
La scuola è luogo di “collaborazione con enti territoriali e associazioni locali” attraverso attività
extrascolastiche con le quali si realizza la funzione della scuola come centro di promozione culturale,
Le attese formative dei genitori esprimono le seguenti richieste:
formazione ai valori umani, quali il rispetto, l’ascolto, l’accettazione delle prime regole, la socializzazione, l’amicizia con i compagni, la responsabilità
apprendimenti specifici per accedere con successo alla Scuola Primaria.
La scelta della nostra scuola da parte dei genitori ha le seguenti motivazioni:
la condivisione di valori religiosi, cristiani e del Progetto Educativo
l’organizzazione educativo-didattica e la funzionalità della struttura
la proposta di un ambiente fortemente socializzante
l’attenzione alla crescita di ogni bambino
L’ampliamento dell’orario scolastico per i genitori che lavorano
fratelli o sorelle che hanno frequentano la nostra Scuola
Secondo lo Statuto sono Soci fondatori tutti coloro che hanno sottoscritto ed approvato l’atto costitutivo, sono Soci ordinari coloro che condividendo le finalità della scuola ed aderendo ai suoi principi intendono collaborare alla realizzazione delle finalità stesse, presentando domanda di ammissione al Consiglio Direttivo e impegnandosi al versamento della quota associativa.
L’Assemblea dei Soci concorre, con il presidente dell’associazione, alla formazione e alla realizzazione degli scopi dell’ente, secondo i compiti e gli incarichi previsti dallo statuto dell’Associazione.
Il Comitato Direttivo è un organo di gestione nominato dall’Assemblea Soci, ha potere decisionale in tutti gli ambiti organizzativi delle attività svolte all’interno della Scuola.
Ad oggi la Scuola è guidata da un Comitato Direttivo composto dalle seguenti figure:
– 4 membri eletti dall’Assemblea Soci.
E’ garante dell’identità culturale e del Progetto Educativo della scuola.
Esercita funzioni direttive nell’ambito della Scuola dell’Infanzia Paritaria, assumendo le conseguenti responsabilità.
Nelle scuole dell’infanzia paritarie FISM, la “dirigenza gestionale fa capo al Legale rappresentante/gestore” della scuola.
Il Presidente della Scuola Materna Don Antonio Arioli, per Statuto, è il parroco pro-tempore.
La segreteria amministrativa e didattica.
L’attività di segreteria amministrativa è direttamente a supporto del Presidente e della Scuola
verifica il pagamento delle rette scolastiche
si occupa della gestione delle forniture della scuola
cura gli atti finanziari e quelli riguardanti il personale scolastico
Per la parte didattica:
cura i rapporti con gli Enti locali interessa, gli Uffici del MIUR e dell’Ufficio Scolastico Regionale
cura gli atti riguardanti gli alunni
predispone e controlla tutti gli atti, documenti e moduli della scuola
segue e coordina l’organizzazione delle proposte extracurriculari
tiene i rapporti con l’utenza.
E’ composto da tutte le insegnanti della scuola ed è presieduto dalla coordinatrice.
Si riunisce in via ordinaria con cadenza mensile secondo il piano di lavoro definito a inizio anno
definisce e attuata il curriculum della scuola
esplicita e attua la programmazione educativa e didattica della scuola
approva le attività extrascolastiche proposte dalla coordinatrice
definisce e approva il piano di aggiornamento
sceglie i quaderni operativi a supporto dell’attività didattica
cura la stesura del P.T.O.F.
verifica e valuta la realizzazione di quanto indicato dal P.T.O.F;
predispone il R.A.V.
E’ composto dal legale rappresentante o un suo delegato, dalla coordinatrice delle scuola, da tutte e insegnanti e da due rappresentanti dei genitori per ciascuna sezione.
approva il calendario scolastico;
agevola ed estende i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni
organizza iniziative a supporto dell’attività didattica.
E’ composta da tutti i genitori dei bambini frequentanti la nostra scuola, collabora alla vita della scuola, nomina i componenti al Consiglio di Intersezione e le rappresentanti di sezione. E’ convocata dal Legale rappresentante o da un suo delegato.
Poiché la scuola attribuisce grande importanza alla relazione educativa e ai metodi didattici capaci di attivare pienamente le energie e le potenzialità del bambino, si sceglierà uno stile educativo il più possibile non coercitivo, fondato sull’osservazione e sull’ascolto, che tende a promuovere la libera iniziativa dei bambini, il rapporto con i coetanei, lo sviluppo del senso delle regole sociali e comportamentali.
valorizzerà una progettazione aperta e flessibile, la vita di relazione, la cura del singolo e del gruppo, l’apprendimento cooperativo, la mediazione didattica, il dialogo e l’esplorazione, le uscite all’aperto, il gioco strutturato e cognitivo, la libera espressione e la creatività, l’organizzazione degli spazi, dei tempi e dei materiali a disposizione.
riguarderà l’esperienza educativa e i percorsi di crescita di ciascun bambino (osservazione iniziale, intermedia e finale); la struttura organizzativa ( spazi, tempi, materiali…); il clima relazionale.
La nostra scuola dell’infanzia paritaria intende il bambino persona unica e si propone come luogo dove il bambino:
può costruire una base “sicura” in ambito cognitivo, affettivo ed emotivo-relazionale;
prende coscienza, fa esperienza delle cose, delle situazioni, degli eventi, delle persone, dei sentimenti, delle emozioni; dei sentimenti, delle emozioni;
l’osservazione e l’ascolto rappresentano i punti centrali e qualificanti da cui partire con la
progettazione per restituire al bambino l’esperienza in forma più ricca e chiara, attraverso i
codici dei sistemi simbolico culturali, il bambino gioca quindi un ruolo attivo perché protagonista.
Tutte le proposte didattiche sono finalizzate a valorizzare l’autonomia, l’identita’ e le
competenze e partono dall’esperienza attiva e quotidiana del bambino.
mete educative: programmazione triennale dell’offerta formativa
Per dare “risposta al diritto dei bambini all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea” ( Indicazioni Nazionali per il Curricolo, 2012), il PTOF si traduce in azioni attraverso la programmazione educativa e didattica che viene predisposta ogni anno e successivamente presentata alle famiglie. Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini:
La maturazione delle competenze
La prima esperienza della cittadinanza
Tutto ciò è perseguito attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità. Partendo dalle competenze stilate in sede europea , nelle singole sezioni della nostra scuola, dunque, l’azione ruota attorno ai cinque campi di esperienza ( il sé e l’altro, il corpo e il movimento, immagini suoni e colori, i discorsi e le parole, la conoscenza del mondo) e relativi traguardi di sviluppo delle competenze; accanto ad essa rivestono un ruolo fondamentale per noi gli obiettivi relativi all’educazione alla religiosità.
• gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini
• sviluppa il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato.
• Sa di avere una storia personale e familiare , conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con le altre.
• Riflette, si confronta, discute con gli adulti con gli altri bambini e comincia a riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.
• Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, è bene o male, sulla giustizia e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.
• Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.
• Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.
• Superare con serenità il momento del distacco;
• orientarsi nell’ambiente scolastico;
• rispettare le regole della scuola;
• saper stare a tavola;
• riordinare i propri oggetti;
• essere autonomo nelle situazioni di vita quotidiana;
• imparare i nomi dei compagni, delle insegnanti e del personale della scuola;
• sviluppare il senso di appartenenza alla scuola e alla famiglia;
• giocare rispettando le regole;
• accettare e confrontarsi con la diversità;
• aiutare i compagni in difficoltà;
• organizzare autonomamente gli spazi ;
• riconoscere gli oggetti personali;
• Sviluppare il senso dell’identità personale;
• manifestare e controllare le proprie emozioni;
• porre domande su temi esistenziali e religiosi;
• collaborare alle attività di routine;
• rispettare e ordinare i materiali;
• consolidare e condividere i valori della comunità;
• seguire regole di comportamento e assumersi responsabilità;
• vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola.
• Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo , le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.
• Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.
• Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva.
• Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.
• Riconoscere i segnali del corpo: cosa fa bene e cosa fa male;
• muoversi nell’ambiente scolastico con serenità;
• imitare semplici posture;
• camminare e correre con sicurezza;
• eseguire giochi liberi;
• riconoscere le principali parti del corpo su se stesso;
• sperimentare movimenti di specifiche parti del corpo;
• rispettare semplici regole di cura personale.
• Eseguire percorsi ed esercizi su comando;
• arrampicarsi, saltare, scivolare,fare capriole ecc;
• lanciare e afferrare la palla;
• rappresentare e ricomporre lo schema corporeo;
• acquisire norme igieniche per la cura e la salute del corpo ;
• conoscere le norme di una corretta alimentazione;
• sviluppare la coordinazione oculo-manuale e oculo- podalica;
• discriminare percezioni sensoriali;
• Conoscere la funzione delle varie parti del corpo;
• riprodurre in maniera analitica le parti del corpo;
• saper correre, saltare, stare in equilibrio e coordinarsi nei giochi individuali e di gruppo;
• inventare movimenti seguendo la musica
• riconoscere le varie espressioni del viso;
• raggiungere una buona autonomia personale;
• adottare pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di alimentazione;
• riconoscere la parte destra e sinistra del corpo;
• tagliare, infilare, modellare ecc.;
Il bambino….
· Comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente.
· Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione,il disegno, la pittura e altre attività manipolative.
· Utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative.
· Esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.
· Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo ( teatrali, musicali, visivi, di animazione ecc…)
· Sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di opere d’arte.
· Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.
· Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoro-musicali.
· Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.
· Individuare i colori primari: giallo,rosso e blu;
· Stendere i colori a dita
· Memorizzare e cantare semplici canti
· Riprodurre semplici ritmi con le mani e i piedi
· Esprimersi con il disegno
· Riconoscere suoni e rumori dell’ambiente circostante
· Avvicinarsi al mondo dell’arte
· Manipolare vari materiali
· Drammatizzare semplici storie o azioni
· Sperimentare in modo creativo diverse tecniche espressive
· Utilizzare i colori (primari e derivati) in modo corrispondente alla realtà
· Esprimersi attraverso forme di drammatizzazione
· Produrre semplici ritmi con il corpo e con la voce
· Descrivere un’immagine, un’opera d’arte
· Ascoltare suoni e musiche di vario genere.
· Utilizzare e rielaborare secondo uno stile personale diverse tecniche e materiali
· Verbalizzare i propri disegni
· Riconoscere e usare i colori primari e derivati
· Cantare da soli e in coro
· Sperimentare elementi musicali di base
· Avvalersi delle nuove tecnologie per giocare o fruire informazioni
· Acquisire un atteggiamento critico verso i prodotti artistici e massmediali
· Rappresentare graficamente, con simboli, il suono, il rumore e il silenzio
L’IRC, l’insegnamento della religione cattolica è parte integrante del curriculum della nostra scuola d’infanzia. Le attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi sono portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalità.
Di in anno in anno la scuola dell’infanzia elabora una progettazione curricolare ad hoc per i bambini che vivono in essa quotidianamente e lo fa tenendo ben presenti i bisogni cui occorre dare risposta. Il tema cambia ogni anno e viene scelto a partire dall’osservazione della realtà delle diverse sezioni: in seguito vengono strutturate le adeguate attività che conducono i bambini allo sviluppo di specifiche competenze. In particolare nella nostra scuola l’accento è posto su:
– la vita di relazione.
I percorsi formativi e i progetti operativi sono comuni a tutte le sezioni, così come alcuni cammini quali il “progetto accoglienza” e il “progetto continuità” sia con il nido che con la scuola primaria; all’interno delle singole realtà, invece, vengono declinati in modo differente le varie esperienze proprio per essere più aderenti possibili alla quotidianità emergente dai bambini. In tale ottica la valutazione è un elemento di grande importanza poichè consente di delineare uno specifico quadro iniziale (valutazione di inizio anno), di tenere monitorato l’andamento degli apprendimenti e di modificare strategie e attività laddove necessario (valutazione formativa in itinere), di raccogliere informazioni utili per un bilancio finale in merito allo sviluppo delle competenze (valutazione sommativa).
Le attività coinvolgono dunque sempre il gruppo classe con un’attenzione costante ai gruppi di livello e nel profondo rispetto dei tempi e dei modi di ciascuno, riconoscendo e valorizzando le diversità, evitando che le differenze si trasformino in disuguaglianze.
Al termine del percorso dei tre anni è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base relative ai vari campi di esperienza che strutturano la sua crescita personale.
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO:
Lo spazio e il tempo della scuola sono il contesto quotidiano nel quale l’insegnante e i bambini
L’organizzazione degli spazi è quindi un momento pedagogico. Gli spazi si presentano accoglienti e ben organizzati, governati da regole chiare che tutelano la sicurezza dei bambini e danno punti di riferimento, belli perché non impersonali, da rispettare e conservare con ordine, invitanti per fare esperienze di apprendimento.
Uno spazio che promuove l’autonomia e favorisce l’apprendimento.
La consapevolezza dell’importanza della relazione che si costruisce tra individuo e ambiente ha portato ad interrogarsi sulle modalità con cui l’organizzazione degli spazi può favorire la fruizione autonoma di ambienti e materiali e la scelta di percorsi e modalità di apprendimento.
Uno spazio che favorisce le relazioni:
L’organizzazione degli spazi educativi, in quanto elemento che interagisce dinamicamente con la qualità dei processi e delle relazioni, è oggetto di verifiche periodiche sia in riferimento alla sua coerenza con l’intenzionalità espressa in sede progettuale, sia in relazione all’utilizzo che ne fanno i bambini.
La scuola è ubicata in una zona al centro del paese. È situata all’interno di un edificio storicamente dedicato ad attività di assistenza ed educative in cui la scuola dell’infanzia ha trovato un’adeguata sistemazione logistica accanto alla chiesa Parrocchiale santa Maria Assunta all’oratorio della parrocchia.
I bambini potranno disporre di luoghi accoglienti e rassicuranti, quali l’atrio, l’ingresso e lo spogliatoio; di spazi comuni dedicati alla conoscenza e allo sviluppo della socialità; dello spazio aula che verrà organizzato secondo i gusti e i bisogni del bambino, in continuità con gli spazi familiari. Giochi simbolici n piccoli gruppi potranno essere svolti in alcuni angoli strutturati: angolo della casa, della lettura, del calendario, della conversazione, della manipolazione e dei travestimenti. Per il libero movimento e il gioco è previsto uno spazio attrezzato con specchio e materiale strutturato. Specifiche attività, inoltre, potranno essere svolte nei laboratori, in quanto luoghi di ricerca ma anche di socializzazione, di sviluppo del dialogo, di condivisione delle competenze e conoscenze. I bambini potranno naturalmente disporre dei servizi igienici come luoghi dell’autonomia e dell’autocontrollo; della sala da pranzo come momento di convivialità.
Gli ambienti utilizzati dalla scuola al piano terra e sono cosi suddivisi:
– un ampio ingresso
– una sala con armadietti adibita a spogliatoio
– un ampio spazio dedicato all’accoglienza, per accogliere momentaneamente i bambini al mattino
– Il salone principale utilizzato per momenti comunitari, di svago e gioco libero
– Tre ampie classi, dotate di tavolini e sedie, in cui lo spazio è organizzato con piccoli angoli gioco
– Una sala mensa utilizzata esclusivamente per il pranzo dei bambini
– Una palestra situata al primo piano
– due spaziosi bagni.
La scuola dispone inoltre di un ampio spazio esterno, arredato con giochi e panchine utilizzato per i momenti di svago e gioco libero.
Anche l’organizzazione del tempo scolastico è un momento pedagogico. L’accoglienza, il momento del gioco, la cura di sé, il pranzo e le diverse proposte dell’adulto sono tutti momenti educativi importanti ed essenziali; l’insegnante è tesa a valorizzare ogni circostanza e momento della giornata.
Un tempo che rassicura:
A scuola il bambino sperimenta anche il “tempo” nello scorrere della giornata: un tempo dato dalla successione di momenti, ognuno dei quali collegati all’altro: ogni giornata tende a ripetere con metodicità gli stessi momenti per creare così punti stabili di riferimento. In questa dimensione la routine quotidiana diventa per il bambino l’incontro con un tempo conosciuto e sicuro, un tempo atteso e previsto che, garantendo la sicurezza stimola l’esplorazione e la scoperta. Il tempo del bambino, come sostiene Piaget, è fatto di gesti conosciuti, ritmi, transizioni da situazioni note a situazioni che devono essere accuratamente pensate e prospettate in modo da permetterne loro il riconoscimento con i propri tempi e dar ai bambini la possibilità di ritrovarvisi.
Un tempo come opportunità di apprendimento, un tempo disteso, nel quale è possibile per il bambino giocare, esplorare, dialogare osservare capire ascoltare crescere con sicurezza e nella tranquillità, sentendosi padrone di sé e delle attività che sperimenta e in cui si esercita.
Il tempo, in linea con le indicazioni nazionali per il curricolo, sarà “disteso”, così da consentire al bambino di vivere con serenità la propria giornata, affrontando le varie attività didattiche con il gusto dell’esplorazione e della ricerca. Le attività ricorrenti di vita quotidiana e quelle più specificatamente didattiche, opportunamente programmate e agite, offrono ai bambini la possibilità di interiorizzare la scansione del tempo e di sviluppare gradualmente le proprie competenze.
La scuola è aperta da settembre a giugno secondo quanto definito dal calendario regionale
La scuola è organizzata con il seguente orario:
II servizio di estensione oraria sono attivi già dall’inizio dell’anno scolastico con il seguente orario:
pre-scuola dalle 7.30 alle 8.30
In caso di necessità o imprevisti è possibile, previa richiesta alla direzione della scuola, poter
usufruire del servizio di pre e post scuola anche per singole settimane.
A scuola il bambino sperimenta il “tempo” nello scorrere della giornata: un “tempo” dato dalla
successione di momenti, ognuno dei quali collegato all’altro; ogni giornata tende a ripetere con
metodicità gli stessi momenti così da creare punti stabili di riferimento.
La scansione della giornata a scuola può in modo sintetico essere così riassunta:
07.30 – 08.30 Pre-scuola – lettura fiabe – gioco libero
08.30 – 09.00 Ingresso – accoglienza – canti
09.00 – 11.15 Attività didattiche e/o intersezione e laboratori
11.15 Bagno – preparazione pranzo
11.40 – 12.30 pranzo
13.00 Prima uscita
12.30 – 14.00 Gioco libero
14.00 – 15.15 Attività didattica
15.15 – 15.30 Riordino – uscita
15.30 – 19.00 Post-scuola
Com’è possibile osservare i momenti della giornata sono attentamente scanditi in ritmi e rituali volti a favorire nel bambino un senso di sicurezza e serenità, dato dalla comprensione del tempo che scorre favorendo l’alternanza di:
Momenti di routine: l’entrata, il bagno, il pranzo, l’uscita costituiscono momenti di
routine che si ripetono tutti i giorni secondo tempi e modalità relativamente omogenei.
Attività di gioco libero: l’insegnante predispone materiali di gioco adatti alle caratteristiche dei
bambini ma non interviene e non dà suggerimenti: interviene solo su richiesta dei bambini o per necessità. Tale comportamento fa si che il bambino si misuri e sperimenti le sue competenze, le relazioni con gli altri bambini e con gli oggetti; nel fare ciò ha la possibilità di ricercare l’adulto che però non deve condizionare l’attività del bambino.
Attività di gioco guidato: tale modalità richiede la regia dell’insegnante e la sua partecipazione
diretta. L’insegnate divide i bambini in sottogruppi, stabilisce l’inizio del gioco, seleziona i
materiali da proporre ai bambini osserva e stimola la loro partecipazione, stabilisce la durata del gioco in base al coinvolgimento dei bambini. Le attività svolte mirano a favorire lo sviluppo
cognitivo, sociale e relazionale del bambino e per raggiungere ciò è necessario il coinvolgimento dell’adulto che diviene co-attore con i bambini.
Per la promozione e il mantenimento di un clima scolastico sereno e laborioso si ritiene opportuno elencare una serie di norme relative a un corretto comportamento e a un buon uso del materiale.
Tali norme si riferiscono schematicamente a persone momenti, ambienti, materiali relativi alla vita della scuola.
La scuola offre un servizio di accoglienza per bambini dai tre ai cinque anni.
La finalità dei docenti è quella di:
. Affiancare i genitori sostenendoli nel processo educativo dei loro bambini e attraverso l’educazione personalizzata.
. Favorire un equilibrato sviluppo fisico e psichico dei bambini facilitando, attraverso gli adeguati stimoli e l’attività ludica, la socializzazione con gli adulti e con i loro coetanei.
. La scuola dell’infanzia funzionerà dai primi di settembre alla fine di giugno.
. I bambini potranno essere accolti dalle ore 7:30.
. Le attività ludico ricreative e didattiche inizieranno alle 9:00 e termineranno alle 15:30.
. Gli alunni saranno accompagnati a scuola non oltre le ore 9.00.
. La chiusura della scuola è prevista alle 19:00.
. Nel mese di luglio la scuola dell’infanzia effettuerà il suo servizio per le famiglie che lo desiderino, previa prenotazione nei tempi previsti dalla scuola.
. All’uscita da scuola il bambino potrà essere prelevato da un famigliare o da altre persone delegate per iscritto.
Una volta prelevati i bambini dalla classe, la scuola non è più responsabile della loro custodia.
L’ingresso alla scuola dell’infanzia costituisce l’inizio di un nuovo cammino, che vede il bambino il più delle volte alla sua prima esperienza nel sociale, in un nuovo ambiente e in relazione con persone che non appartengono al suo contesto familiare e nel quale si attiva quindi una nuova percezione dell’io.
L’accoglienza, quindi:
– pone le basi per una fattiva collaborazione scola-famiglia
– facilita il processo di separazione dal familiare, particolarmente delicato per i più piccoli
– consolida il processo di distanziamento, che è condizione indispensabile e preliminare per l’avvio del processo di socializzazione.
ISCRIZIONE BAMBINI ANTICIPATARI
Il MIUR, salvo diverse indicazioni con propria circolare sulle iscrizioni, consente, ove vi siano bambini in età 3-6 anni in lista di attesa e posti disponibili, di accogliere anche le iscrizioni di bambini che compiono i 3 anni entro il 30 di aprile dell’anno scolastico di riferimento.
Un approfondito colloquio con la famiglia deve accertare se il bambino sia realmente in “anticipo di sviluppo”.
La nostra scuola dell’infanzia propone ogni settimana attività di laboratorio strutturate per gruppi omogenei di bambini della stessa fascia di età. Tali esperienze sono condotte o dalle insegnanti stesse oppure avvalendosi della collaborazione di esperti esterni alla scuola e preparati in particolare in una data disciplina: in particolare:
Laboratorio di lingua inglese (per i bambini di 4 e 5 anni)
Laboratorio di giochi motori (per tutti i bambini)
Laboratorio Ritmia (per tutti i bambini)
Laboratori di intersezione che variano negli anni (per i bambini di 4 e 5 anni)
Progetto continuità con nido e scuole primarie (per i bambini di 4 e 5 anni)
Acquaticità (per tutti i bambini).
Il Centro Estivo è un servizio alle famiglie che ne hanno necessità e si svolge nel mese di luglio. I bambini sono seguiti dal personale insegnante della Scuola a turno e le giornate sono organizzate con attività educative, ludiche, espressive, ricreative e anche con uscite didattiche e ricreative.
La Scuola propone un corso di approccio e avvicinamento all’acquaticità per tutti i bambini.
l’acquaticità è la base per il galleggiamento e l’apprendimento delle basi per lo stile natatorio.
Le lezioni hanno la durata di 45 minuti tutti svolti in acqua.
L’attività, di 45 minuti, in acqua è programmata al mattino, una volta a settimana, per un numero minimo di 10 lezioni presso la Piscina Gestisport di Gorla Minore.
Ritmia è un approccio ludico per avvicinare i bambini alla musica e alla pratica motoria in modo spontaneo, efficace e divertente a partire dalla prima infanzia. I piccoli scoprono strumenti musicali durante il gioco e iniziano a manipolare i suoni che si creano dandogli lo stesso valore simbolico che attribuiscono spontaneamente ai loro gesti.
Le uscite didattiche integrano la progettazione educativa-didattica annuale e triennale, curricolare. Sono programmate con mete scelte dal Collegio Docenti e approvate dal Consiglio della Scuola. Sono proposte a tutti i bambini/e, oppure a una determinata fascia di età, i quali possono partecipare previa autorizzazione scritta, ed eventuale pagamento, dei genitori. Il calendario delle uscite didattiche per l’anno scolastico viene comunicato alle famiglie nell’Assemblea di inizio anno scolastico e concretizzato in itinere.
Secondo quanto previsto dall’art. 11 della legge 12/02/1998 n.21 “la continuità educativa e didattica
ha lo scopo di promuovere un percorso formativo unitario in grado di contribuire ad uno sviluppo
organico dell’esperienza educativa dell’alunno…”
A tale proposito la scuola dell’infanzia Don Antonio Arioli attua e progetta azioni di continuità con
gli asili nido comunali e la scuola primaria comunale.
Il passaggio dal nido alla scuola d’infanzia e dalla scuola d’infanzia a quella primaria sono per i
bambini momenti molto delicati per le implicazioni sul piano psicologico, affettivo, relazionale e
sociale. Interrompere rapporti significativi con l’ educatrice e i compagni per intraprenderne dei
nuovi, modificare le proprie abitudini per inserirsi in un contesto relazionale ed educativo nuovo
può creare nei bambini momenti d’ansia e di disorganizzazione.
Un buon passaggio si gioca tutto sulla presenza di condizioni che permettano ai sentimenti
insoddisfacenti di essere tollerati e alla curiosità di essere sostenuta e alimentata.
Uno degli obiettivi è quello di rendere più famigliare al bambino la sua futura scuola, annullando
progressivamente la paura dell’ignoto che il nuovo ambiente comunica, sostenendo la curiosità e la
tensione aperta alle novità in sintonia con le premesse espresse in precedenza.
Una di tali condizioni è la “continuità” tra i diversi contesti che si curano del bambino: se lo scarto
tra i contesti non è eccessivo, se esistono delle costanti che il bambino ritrova nel passaggio
dall’uno all’altro e riconosce, il nuovo acquista senso di familiarità e la storia prosegue; la curiosità
può attivarsi e il nuovo contesto diventare ambiente di apprendimento. La continuità si realizza
attraverso strategie di familiarizzazione con lo “sconosciuto” a diversi livelli di profondità: con incontri settimanali a partire da marzo, come ad esempio come e a cosa si gioca, chi è la maestra.
Il concetto è che gli scambi, le comunicazioni e le relazioni tra bambini di età diversa, soprattutto se adeguatamente sostenuti e supportati dagli adulti di riferimento, possono rappresentare non solo un valido elemento di crescita e di sviluppo per entrambe le parti, ma anche una valida risorsa educativa. L’accoglienza di un nuovo bambino alla scuola d’infanzia e alla scuola primaria riguarda sempre, senza eccezioni, anche la sua famiglia, con la sua storia e le sue peculiarità, le sue emozioni, le sue fatiche e le sue risorse. Porre le basi e coltivare la fiducia nel servizio facilita infatti il benessere, il dialogo, la possibilità di affrontare direttamente i problemi, sciogliendo insieme le fatiche, le incertezze e le paure.
Pensare a un progetto di continuità significa dunque progettare “riti di passaggio” comprensibili,
significativi e stimolanti per i bambini e le famiglie che sono coinvolte.
RISORSE: DETERMINAZIONE DELL’ORGANICO
Per il triennio 2019-2021 si prevede la seguente strutturazione dell’organico della scuola:
-a.s. 2019/20 sezioni n.3 eterogenee con 3 fasce d’età docenti curricolari n.3
-a.s. 2020/21 sezioni n. 3 eterogenee con 3 fasce d’età docenti curricolari n.3
-a.s. 2021/22 sezioni n. 3 eterogenee con tre fasce d’età docenti curricolari n.3
-Assistente educativa (pre-post scuola)
-Personale specializzato
-Personale ausiliario
Laddove ci fosse disponibilità di posti la nostra scuola dell’infanzia accoglie i bambini anticipatari nati entro il 30 aprile garantendo un inserimento pensato appositamente per le esigenze dei più piccoli.
Criteri per il diritto alla formazione del personale docente in vigore nella scuola:
1) Partecipazione obbligatoria del personale docente alle iniziative del Piano di formazione e aggiornamento dei docenti/ATA deliberate dal Collegio Docenti in riferimento al c. 124 dell’art. 1 della legge 107/2015:
2) in riferimento all’art. 64 CCNL/2007: fruizione di 5 giorni nel corso dell’anno scolastico per partecipazione ad iniziative di formazione;
3) momenti formativi, corsi e seminari in orario non coincidente con le ore di attività didattica da privilegiare in quanto consentono la partecipazione di tutti i docenti;
4) si favorirà la partecipazione a corsi attinenti con gli obiettivi previsti nel piano di miglioramento d’Istituto e in sintonia con gli obiettivi formativi previsti nel PTOF.
Il gruppo di lavoro per l’inclusività è composto dalla insegnante di classe e dalla Pedagogista e ha
come specifico compito quello di definire le azioni strategiche finalizzate ad incrementare, anno per
anno, il livello di inclusione della scuola.
Il gruppo di lavoro per l’inclusività svolge le seguenti funzioni:
– raccolta e documentazione degli interventi didattico – educativi posti in essere in funzione di
– azioni di apprendimento;
focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai docenti sulle strategie e sulle metodologie
di gestione della classe;
La figura della pedagogista all’interno della scuola dell’infanzia riveste un’importanza rilevante ed un valore aggiunto per la scuola, perchè sottolinea la volontà e la capacità della scuola di
reinventare offerte che hanno l’obiettivo di sostenere e valorizzare la complementarietà di figure e
di esperienze che il bambino compie nei suoi vari ambiti di vita, collocandole in una prospettiva di
Parafrasando Winnicott, se la madre “sufficientemente buona” non è tanto un’immagine precisa di
madre ma uno scenario favorevole alla crescita, una scuola “sufficientemente buona” dovrà pensare
a proposte e servizi educativi contestualizzati come opera d’incastro tra l’azione educativa degli
operatori, quella dei genitori e quella della comunità in cui si vive. Solo così tale azione partecipata
potrà diventare terreno fertile per la creazione di condizioni favorevoli per la crescita e lo sviluppo
All’interno dell’azione educativa, l’osservazione occasionale o sistematica consente di valutare le
esigenze del singolo bambino e riequilibrare le proposte educative in base alle sue risposte.
L’osservazione è quindi uno strumento essenziale per condurre la verifica della validità e
dell’adeguatezza del processo educativo. In particolare si propongono interventi della pedagogista
svolti a sostenere le insegnanti nel delicato compito di osservazione dello sviluppo dei bambini con:
– osservazioni nelle singole classi
– osservazione a piccolo gruppo con progetti specifici
– colloqui con le docenti di sezione
Il servizio è ampliato dallo sportello di consulenza psicologica dedicato ai genitori e da un itinerario
formativo per condividere la genitoriale sempre tenuto in ambiente scolastico.
Il Piano educativo individualizzato, indicato con il termine P.E.I. è il documento nel quale vengono
descritti gli interventi predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo
di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione, di cui ai primi quattro
commi dell’art. 12 della legge n. 104 del 1992.
Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12, congiuntamente dagli operatori sanitari
individuati dalla NPI di riferimento e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della
scuola, in collaborazione con i genitori.
Il PEI contiene:
– le informazioni generali dell’alunno;
– l’analisi della situazione di partenza;
– il progetto educativo con le finalità e i traguardi di competenza da raggiungere;
– le metodologie, le tecniche e le verifiche; –
– gli eventuali adeguamenti;
Il PEI viene condiviso entro la fine del mese di ottobre e si verifica con frequenza Trimestrale o con
verifiche straordinarie, in caso di necessità.
La scuola riconosce alla famiglia la primaria funzione educativa rispetto al bambino, integrandosi
con essa, nel condividere il patto educativo. Il bambino ha la radice e il principale riferimento nella
famiglia. Essa è il primo luogo nel quale il bambino impara a vivere e a stare di fronte alla realtà.
All’ingresso alla scuola dell’infanzia ha già una storia personale che gli consente di possedere un
patrimonio di atteggiamenti e capacità; egli è un soggetto attivo, curioso, interessato a conoscere e
capire, capace di interagire con coetanei ed adulti al di fuori dei legami parentali.
Perché tale presupposto si concretizzi la scuola mette a disposizione delle famiglie diversi strumenti
– permettere una partecipazione attiva dei genitori alla quotidianità della scuola
– supportare e agevolare la gestione dei tempi famigliari e del lavoro
– affiancare le famiglie di fronte a problematiche che possono coinvolgere l’ambiente familiare.
Tutto questo si concretizza in due ambiti specifici:
– il rapporto diretto e quotidiano con le famiglie
– l’individuazione di momenti di partecipazione dei genitori
– il rapporto diretto e quotidiano con le famiglie.
Perché la scuola venga vissuta dalle famiglie non solo come luogo istituzionale ma anche come
ambiente capace di accoglierle in modo professionale e attento, partecipe alle scelte educative
relative ai loro bambini ma non invasivo, è fondamentale che fin dal primo momento si instauri un
rapporto di dialogo sereno e trasparente. Grande attenzione viene quindi riservata alle riunioni di
inizio e fine anno come agli incontri individuali, ai colloqui di ritorno giornaliero e alle modalità di
Ampio spazio all’interno della struttura viene dato alle riunioni con i genitori. Solitamente sono
previsti due incontri annuali con le famiglie, uno per i genitori dei nuovi iscritti.
Nel mese di maggio di ogni anno viene organizzata una riunione per i nuovi genitori che
vedranno i propri bambini frequentare, da settembre, la scuola per il primo anno. In tale
riunione due sono le attenzioni fondamentali: presentare l’organizzazione istituzionale e
amministrativa della struttura precisando regole interne e organizzazione giornaliera. Gli
anni di esperienza ci hanno inoltre permesso di cogliere come tale riunione sia essenziale per
far chiarezza sulla linea educativa utilizzata.
-Nel mese di ottobre viene effettuata una riunione con tutti i genitori focalizzata sulla presentazione della proposta didattica annuale.
Durante tutto l’anno la pedagogista della scuola con le maestre sono disponibili per colloqui individuali con i genitori per affrontare insieme le piccole difficoltà che ogni bambino o nucleo famigliare può incontrare in questo nuovo ciclo di vita.
Durante l’anno scolastico le insegnanti si mettono a disposizione per incontrare singolarmente
ciascuna famiglia attenendosi al seguente calendario:
– Entro metà novembre: colloqui famiglie bambini medi
– Entro metà febbraio: colloqui famiglie bambini piccoli
– Entro fine maggio colloqui con le famiglie bambini grandi e lettura della scheda di
Momenti di partecipazione alla vita scolastica
All’interno della scuola, oltre ai momenti di confronto con i genitori previsti dal progetto educativo
sarà data grossa importanza al coinvolgimento diretto nelle iniziative della struttura attraverso
l’organizzazione di iniziative quali
La tombola con i nonni
La Scuola offre ai bambini il pranzo completo veicolato dalla Ditta Refectio, secondo il menù estivo o invernale, suddiviso nelle 4 settimane, ed è esposto ai genitori. Per la preparazione degli alimenti e la distribuzione del pasto, a garanzia dell’igiene dei cibi (D.L. n. 155 del 13/06/97) si applica il sistema di autocontrollo H.A.C.C.P.
Nella realizzazione del proprio compito istituzionale la scuola deve garantire la sicurezza degli alunni, del personale e delle strutture.
A tal fine è stato redatto il documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro della nostra scuola.
Vengono previste nel corso dell’anno due prove di evacuazione dei bambini e del personale, come da normativa vigente.
Sono previsti aggiornamenti per i docenti e per il personale scolastico per quanto riguarda emergenza, antincendio e primo soccorso.
Le società di consulenza per la sicurezza e l’incendio, effettuano sopralluoghi, due volte all’anno, per verificare la congruità del materiale, delle attrezzature e della struttura scolastica alle norme di sicurezza vigenti.
Tutti i bambini e il personale dell’Istituto sono assicurati presso Generali Italia spa. In caso di infortunio la scuola espone denuncia. La procedura richiede la consegna dei certificati medici del Pronto Soccorso, entro tre giorni dall’infortunio.
Piano il Ptof 2019-2021 in formato .pdf