Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp200212194.html
Timestamp: 2018-03-25 01:42:42+00:00
Document Index: 177777125

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 52', 'art. 10']

Diritto di accesso - Corrispondenza del defunto nella casella postale: come regolarsi?
Il ricorrente espone di non aver ricevuto un riscontro idoneo ad un'istanza formulata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 in data 5 novembre 2002 presso l'Ufficio postale di Pordenone, con la quale, in qualit� di erede, aveva chiesto di conoscere "i mittenti e le relative date di spedizione della corrispondenza" relativa alla casella postale intestata al genitore defunto YZ, nonch� ogni altra informazione contenente dati riguardanti il ricorrente medesimo.
Ad una sua prima richiesta dell'8 ottobre 2002, il direttore del predetto Ufficio aveva risposto invitando senza esito il ricorrente a concordare con un altro erede - il fratello WK - le modalit� di utilizzo della corrispondenza pervenuta alla casella postale.
In data 7 novembre 2002 il medesimo Ufficio ha pertanto constatato l'assenza di una dichiarazione congiunta dei due eredi e si � dichiarato impossibilitato a soddisfare qualsiasi altra richiesta presentata singolarmente da un solo erede.
Nel ricorso proposto ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996, l'interessato ha ribadito la propria richiesta di accesso ai dati specificamente richiesti.
All'invito ad aderire formulato da questa Autorit� in data 3 dicembre 2002, ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998, Poste Italiane S.p.A. ha risposto con nota anticipata via fax in data 17 dicembre 2002 formulando varie eccezioni con le quali ha sostenuto che:
la prima richiesta dell'8 ottobre 2002 sarebbe stata formulata dal ricorrente anche a nome dell'altro erede, per conoscere "i mittenti e la data di arrivo dell'eventuale posta giacente nella casella postale o comunque custodita" (�)";
con successivo fax del 17 ottobre 2002 il fratello del ricorrente aveva invece chiesto la chiusura della casella postale al medesimo Ufficio postale di Pordenone;
"con nota in pari data il Direttore dell'Ufficio Postale di Pordenone comunicava al ricorrente di aver ricevuto due richieste discordanti (�)" e che occorreva "una dichiarazione congiunta o quantomeno due dichiarazioni congruenti su ci� che gli eredi intendano fare di tale corrispondenza";
"essendo la casella stata chiusa per morosit�, la corrispondenza sarebbe stata trattenuta in ufficio fino al 23 novembre 2002 (�) e poi ritrasmessa ai mittenti";
l'utilizzo della casella postale � regolamentato dalle norme sul contratto di locazione di casella postale che ne prevedono l'esclusivo utilizzo da parte del locatario dotato di una chiave per la sua apertura;
i dati personali oggetto di trattamento nel caso di specie sono, quindi, solo quelli (non oggetto di istanza di accesso da parte del ricorrente) forniti dal locatario della casella e necessari alla stipula del contratto;
"una volta stipulato il contratto, gli unici obblighi di Poste consistono nell'immettere giornalmente nella casella locata gli invii postale diretti al locatario (�)";
da questo momento "la corrispondenza (�) diventa di propriet� esclusiva (�) di quest'ultimo, come si desume dall'art. 7 delle Condizioni generali del servizio postale approvate con decreto del Ministero delle comunicazioni del 9 aprile 2001 (�)" e che in base al medesimo articolo il titolare della casella deve "tenere indenne Poste italiane S.p.A. da ogni tipo di responsabilit� nascente da danni, richieste o azioni derivanti o, comunque, connesse all'uso dello spazio locato";
presso l'Ufficio postale di Pordenone (pure tenuto ad immettere la corrispondenza in arrivo nella casella) non � effettuato "alcun trattamento ex lege 675/96 sulla corrispondenza privata contenuta nella casella postale, che � di sola ed esclusiva propriet� dell'intestatario e la cui libert� e segretezza (�) costituiscono diritti costituzionalmente garantiti (�)";
conseguentemente, il ricorrente non rivestirebbe la qualit� di interessato anche in ragione del fatto che i dati richiesti "costituiscono una propriet� esclusiva dell'intestatario della casella (�) e, in quanto tali, confluiranno (�) nella massa ereditaria";
Poste Italiane S.p.A. non � n� titolare, n� responsabile ai sensi della legge n. 675/1996 relativamente alle specifiche informazioni oggetto della odierna richiesta di accesso, anche in ragione del fatto che una casella potrebbe essere aperta dopo la morte del titolare solo con l'accordo degli eredi legittimi.
Il ricorso verte su una richiesta di accesso ad alcune informazioni (mittenti e date di spedizione di missive dirette al defunto genitore del ricorrente) desumibili solo provvedendo all'apertura di una casella postale presso l'Ufficio postale di Pordenone per la quale gli eredi non risultano aver ancora concordato una soluzione per l'utilizzazione della posta giacente.
La richiesta di accesso riguarda anche eventuali altri dati personali concernenti direttamente la persona del ricorrente, richiesta alla quale la societ� non ha fornito puntuale ed espresso riscontro sebbene dalle deduzioni formulate � sembrata affermare nel corso del procedimento di non detenere tali dati.
Rispetto alle prime due istanze, relative alla posta giacente nella casella, vanno distinte le problematiche relative all'accesso a dati personali ai sensi della legge n. 675/1996 da quelle (estranee all'oggetto della presente decisione) inerenti alla legittima destinazione finale della corrispondenza indirizzata al de cuius, una volta aperta la casella, in presenza di non convergenti indicazioni degli eredi aventi diritto.
Tali istanze riguardano informazioni di carattere personale riferibili al defunto genitore del ricorrente (mittenti e date di spedizione di missive a questo dirette) rispetto alle quali, vivente il de cuius, non pu� ritenersi che Poste italiane S.p.A. abbia effettuato un trattamento di dati personali di cui essa sia titolare o responsabile e, quindi, passibile di richieste ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 come quella presentata nel caso di specie. Ci�, quantomeno, per ci� che riguarda il momento temporale successivo all'avvenuto deposito della corrispondenza nella casella postale.
Nel rapporto giuridico relativo alla disponibilit� esclusiva della casella gli eredi del de cuius sono subentrati acquisendo anche la titolarit� del diritto, specificamente regolato sul piano normativo, di poter prendere visione o di ottenere copia della corrispondenza in qualit�, appunto, di eredi (art. 10 d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, contenente norme in materia di "Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di banco posta e di telecomunicazioni").
Questo diritto pu� essere esercitato, ma ai sensi di quest'ultima disposizione (e, inoltre, in una sede diversa da quella del Garante), anzich� in relazione all'invocato art. 13 della legge n. 675/1996 che non � utilmente applicabile alle specifiche richieste formulate nel caso di specie.
Infatti, le informazioni oggetto di richiesta di accesso assumono la natura di dati personali ai sensi della legge n. 675/1996, riferibili alla persona del de cuius.
In termini generali, rispetto a dati di tal genere ciascun erede pu� esercitare disgiuntamente il diritto di accesso ai sensi dell'art. 13, comma 3, della citata legge, essendo l'erede persona che vi ha "interesse" in base a tale disposizione.
Tuttavia, nel caso di specie il diritto di accesso non � esercitatile, in quanto non pu� ritenersi che le informazioni desumibili solo dalla consultazione della corrispondenza inclusa nella casella postale siano, al momento, oggetto di un "trattamento" ai sensi della legge n. 675/1996 da parte della societ� resistente.
Le caselle postali, ai sensi dell'art. 52 del decreto del Ministero delle comunicazioni del 9 aprile 2001, costituiscono un "servizio di Poste italiane che mette a disposizione (�) l'uso di caselle collocate presso gli uffici postali a ci� abilitati (�)".
Tale servizio � regolato dalle disposizioni che disciplinano il contratto di locazione di casella postale, in base al quale il locatario assume l'esclusiva disponibilit� della casella e di tutto quanto in essa contenuto.
Gli unici dati personali del defunto allo stato trattati da Poste italiane S.p.A. sono le informazioni raccolte per la stipula e la gestione del contratto di locazione della casella postale, informazioni che non sono oggetto della richiesta di accesso in esame.
L'odierna istanza di accesso presentata presuppone il compimento di operazioni da parte di Poste Italiane S.p.A. (identificazione, raccolta e comunicazione dei mittenti e delle date di spedizione della corrispondenza indirizzata al de cuius contenuta all'interno della casella postale dallo stesso aperta) che sono possibili solo in presenza di una apertura della casella la quale va fatta ai sensi della pertinente disciplina (e, in particolare, del citato art. 10 del d.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 in applicazione del quale, come si � detto, il ricorrente potr� comunque prendere visione in altro modo della corrispondenza in questione).
Invero, in caso di morte del conduttore, l'apertura della casella postale deve essere effettuata con l'accordo di tutti gli aventi diritto o secondo le modalit� stabilite dall'autorit� giudiziaria e una difforme condotta di Poste Italiane S.p.A. (che, come si � detto, non � n� titolare, n� responsabile del trattamento dei dati personali eventualmente contenuti in atti e documenti custoditi nella casella) potrebbe costituire fonte di responsabilit�.
Come premesso, deve essere invece accolta la richiesta del ricorrente volta a conoscere tutte le informazioni che lo riguardano direttamente, eventualmente possedute dalla societ� resistente.
Poste italiane S.p.A. dovr� pertanto ottemperare a tale richiesta entro il termine indicato nel dispositivo, dando contestuale conferma dell'avvenuto adempimento anche a questa Autorit�.
a) accoglie il ricorso limitatamente alla richiesta di conoscere i soli dati personali riferiti al ricorrente e ordina a Poste italiane S.p.A. di dare conferma della loro esistenza o meno e, in caso positivo, di comunicarne il contenuto all'interessato, entro quindici giorni dalla data di ricezione della comunicazione della presente decisione, dando conferma dell'avvenuto adempimento a questa Autorit� entro la medesima data;
b) dichiara infondato il ricorso per ci� che riguarda le istanze relative ai mittenti e alla data di spedizione delle missive, nei termini di cui in motivazione.