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Timestamp: 2018-07-19 06:22:47+00:00
Document Index: 15761661

Matched Legal Cases: ['art. 249', 'art. 249', 'art. 249', 'art. 212', 'art. 249', 'art.21', 'art. 249', 'art. 249', 'art.249', 'art. 258', 'art. 252']

A seguire le Osservazioni metodologiche prodotte al riguardo dalla Commissione Consultiva permanente presso il Ministero del Lavoro. - PDF
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1 SALUTE E SICUREZZA Esposizione sporadica e di debole intensità all amianto Considerando che, in particolare in materia di DUVRI e di valutazione dei rischi connessi, problematiche relative anche a sporadiche esposizioni (ESEDI) alle fibre di amianto possono essere oggetto di approfondimento e di analisi, riteniamo utile pubblicare di seguito la comunicazione pervenutaci sull argomento da parte dell INCA Nazionale. A seguire le Osservazioni metodologiche prodotte al riguardo dalla Commissione Consultiva permanente presso il Ministero del Lavoro. INCA CGIL NAZIONALE Il 25 gennaio il Ministero del Lavoro ha diffuso con Circolare gli Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità all amianto stilati dalla Commissione consultiva permanente sulla sicurezza sul lavoro, le cosidette attività ESEDI, nell ambito delle attività previste dall art. 249 commi 2 e 4, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, La circolare, indirizzata a tutti gli enti pubblici preposti, alle confederazioni di categoria, istituti sanitari e sindacati, contiene linee guida riguardanti la definizione delle attività saltuarie che hanno un possibile contatto con l amianto che non superi le sessanta ore l anno, non più di 4 ore consecutive per ogni singolo intervento e per non più di due interventi al mese. Nel documento della Commissione, frutto di oltre 6 anni di lavoro, vengono chiariti le modalità per identificare le categorie ESEDI, soggette a obblighi in sicurezza meno serrati. Il documento definisce chiaramente quali siano gli ambiti e i parametri di calcolo per definire un opera capace di rientrare nella categoria ESEDI, far questi parametri è compresa la valutazione del rischio preliminare, finalizzata a scongiurare la possibilità di contrazione di malattie da amianto, ma, anche la registrazione dei lavoratori che possono essere chiamati a svolgere attività di rimozione dell'amianto. Il tema della registrazione è stato uno dei putni su cui come Patronato abbiamo maggiromente insistito, in questi anni di lavoro della Commissione, affinchè non venisse meno per il lavoratore la possibilità di dimostrare, in presenza di patologie asbesto correlate, l'avvenuta esposizione. Il D.Lgs 81 all'articolo 249 facente parte della Sezione II Obblighi del datore di lavoro. Testualmente la legge riporta: Nella valutazione di cui all articolo 248, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell esposizione e le misure preventive e protettive da attuare. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensità e a condizione che risulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore limite di esposizione all amianto non è superato nell aria dell ambiente di lavoro, non si applicano gli articoli 250, 259 e 260, riguardanti notifica, sorveglianza sanitaria, registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio.
2 La Commissione consultiva permanente provvede a definire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole La Commissione consultiva e la la Circolare 25 gennaio 2011 che ne ha diramato le indicazioni ritiene rientranti nelle categorie soggette a eposizioni sporadiche e di debole intensità: Attività non continuative di manutenzione su materiali non friabili Rimozione senza deterioramento di materiali non degradanti in cui le fibre di amianto sono legate alla matrice Incapsulamento di materiali in amianto in buono stato sorveglianza e Campionamento di aria e materiali per sospetta presenza amianto A queste attività si aggiungono poi nel caso si trovino a contatto con amianto lavoratori quali: Meccanici Idraulici Lattonieri Elettricisiti Muratori In ognuno dei suddetti casi la circolare ricorda di assicurare le misure igieniche previste dall articolo 252 del D.Lgs 81/08 con particolare riguardo per Dispositivi di Protezione Individuale delle vie respiratorie. COMMISSIONE CONSULTIVA PERMANENTE Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all amianto nell ambito delle operazioni previste dall art. 249 comma 2 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 Considerando che: amianto è una sostanza cancerogena classificata in categoria 1 secondo i criteri dell Unione Europea per la classificazione delle sostanze pericolose; anche per le attività Esposizioni sporadiche e di debole intensità all amianto (di seguito denominate ESEDI) il datore di lavoro ha l obbligo di rispettare quanto disposto dal Titolo IX, Capo III del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 (chiamato in seguito D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.), ad eccezione di quanto previsto dall art. 249, comma 2; le attività di smaltimento e rimozione dell amianto e di bonifica delle aree interessate devono essere effettuate da imprese iscritte all Albo Nazionale dei Gestori Ambientali di cui all art. 212 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale ; le aziende iscritte alla categoria 10 dell Albo nazionale dei gestori ambientali non possono usufruire delle facilitazioni previste dall art. 249, comma 2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.; le linee guida dell Organizzazione Mondiale della Sanità (denominata di seguito OMS) per la qualità dell aria in Europa (WHO, 2000) evidenziano che un esposizione continuativa per l intera vita della popolazione generale a 1 F/L (una fibra per litro) di amianto, misurata
3 mediante microscopia elettronica a scansione (SEM), comporta un eccesso di rischio cancerogeno compreso tra 1 e 100 casi per milione di esposti; il parametro migliore per definire le esposizioni sporadiche e di debole intensità é la dose cumulata annua, riferita a uno scenario di esposizione professionale (1920 ore annue: 240 giornate lavorative di 8 ore ciascuna); le stime di rischio indicate dall OMS, sulla base delle quali è stato elaborato il presente documento, garantiscono una adeguata protezione della salute; per determinare quali attività lavorative possano rientrare nelle definizioni di ESEDI si devono verificare le condizioni di sporadicità dell attività svolta sulla base della frequenza degli interventi compiuti e di contestuale debole intensità dei livelli di esposizione inalatoria del singolo lavoratore o dei lavoratori, ivi compresi quelli di cui all art.21 del D.Lgs.81/2008 e s.m.i., nelle diverse attività svolte in presenza di amianto. Fatto salvo: quanto disposto dalla Normativa vigente in materia di cessazione dell impiego dell amianto e smaltimento dei rifiuti; che anche per le attività lavorative ESEDI, l obbligo per il datore di lavoro di indicare chiaramente nella documentazione relativa alla valutazione del rischio di cui agli artt. 28 e 29 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., che lavoratori ben identificati possano essere adibiti ad attività lavorative conformi alle definizioni ESEDI. Premesso che: la Commissione Consultiva Permanente per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro ha richiesto al Comitato n. 9 istituito dalla Commissione stessa di proporre, come prescritto all art. 249, comma 4, orientamenti pratici per la determinazione delle ESEDI, le quali consentono di non applicare gli artt. 250, 251, comma 1, 259 e 260, comma 1 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. a condizione che le attività lavorative che oggettivamente possano essere considerate sporadiche, espongano i lavoratori a concentrazioni molto basse di fibre di amianto, le cui condizioni espositive risultano generare un rischio il cui livello medio è dello stesso ordine di grandezza di quello medio definito accettabile per la popolazione generale, come stabilito dall OMS (WHO, 2000). Le attività ESEDI di cui all art. 249, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. vengono identificate nelle attività che vengono effettuate per un massimo di 60 ore l anno, per non più di 4 ore per singolo intervento e per non più di due interventi al mese, e che corrispondono ad un livello
4 massimo di esposizione a fibre di amianto pari a 10 F/L calcolate rispetto ad un periodo di riferimento di otto ore. La durata dell intervento si intende comprensiva del tempo per la pulizia del sito, la messa in sicurezza dei rifiuti e la decontaminazione dell operatore. All intervento non devono essere adibiti in modo diretto più di 3 addetti contemporaneamente, e, laddove ciò sia non possibile, il numero dei lavoratori esposti durante l'intervento deve essere limitato al numero più basso possibile... A titolo indicativo e non esaustivo, nei punti a), b), c) e d) dell Allegato 1 al presente documento si riporta un primo elenco di attività che, sulla base delle attuali conoscenze e nel rispetto delle limitazioni temporali ed espositive sopra descritte, possono rientrare nelle attività ESEDI. Da quanto su esposto si ritiene che le attività ESEDI riportate nell Allegato 1, possano essere svolte anche da meccanici, idraulici, lattonieri, elettricisti, muratori e operatori, che si trovino nella condizione di svolgere attività con materiali contenenti amianto (MCA) come previsto dall art.249 comma 2 del D.Lgs.81/2008 e s.m.i. e che abbiano ricevuto prevalentemente una formazione sufficiente ed adeguata, a intervalli regolari secondo il dettato normativo previsto dall art. 258 D.Lgs 81/08 e s.m.i.. Si ritiene utile sottolineare che, in ogni caso, durante l effettuazione delle attività ESEDI, dovrà essere assicurato il rispetto delle misure igieniche dell art. 252 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. con particolare riguardo ai Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) delle vie respiratorie, che dovranno avere un fattore di protezione operativo non inferiore a 30. ALLEGATO 1: ELENCO ATTIVITÀ ESEDI a) Brevi attività non continuative di manutenzione durante le quali il lavoro viene effettuato solo su materiali non friabili: 1) interventi di manutenzione riguardanti il fissaggio di lastre in MCA compatto in buono stato di conservazione senza intervento traumatico sulle stesse;
5 2) riparazione di una superficie ridotta (massimo di 10 m 2 ) di lastre o mattonelle in vinil-amianto mediante applicazione di collanti, impregnanti, sigillanti o con limitati riporti di guaine ricoprenti, o prodotti similari; 3) applicazione di prodotti inertizzanti in elementi di impianto contenenti MCA non friabile in buone condizioni (ad es. rivestimenti di tubature); 4) spostamento non traumatico di lastre di MCA compatto non degradate abbandonate a terra, previo trattamento incapsulante; 5) interventi conseguenti alla necessità di ripristinare la funzionalità, limitatamente a superfici ridotte (massimo di 10 m 2 ), di coperture o pannellature in MCA non friabile mediante lastre non contenenti amianto; 6) interventi di manutenzione a parti di impianto (ad eccezione degli impianti frenanti), attrezzature, macchine, motori, ecc., contenenti MCA non friabile, senza azione diretta su MCA; 7) attività di conservazione dell incapsulamento con ripristino del ricoprente; 8) inserimento, all interno di canne fumarie in MCA non friabile, di tratti a sezione inferiore senza usura o rimozione di materiale; 9) interventi di emergenza per rottura, su condotte idriche solo finalizzati al ripristino del flusso e che non necessitino l impiego di attrezzature da taglio con asportazione di truciolo. b) Rimozione senza deterioramento di materiali non degradati in cui le fibre di amianto sono fermamente legate ad una matrice:
6 1) rimozione di vasche e cassoni per acqua, qualora questi manufatti possano essere rimossi dalla loro sede senza dover ricorrere a rotture degli stessi; 2) rimozione di una superficie limitata (massimo di 10 m 2 ) di mattonelle in vinil-amianto, lastre poste internamente ad edificio o manufatti simili in MCA non friabile, qualora questi manufatti possano essere rimossi dalla loro sede senza dover ricorrere a rotture degli stessi; 3) raccolta di piccoli pezzi (in quantità non superiore all equivalente di 10 m 2 ) di MCA non friabile, caduto e disperso a seguito di eventi improvvisi ed imprevisti, previo trattamento con incapsulante. c) Incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovano in buono stato: 1) interventi su MCA non friabile in buono stato di conservazione volti alla conservazione stessa del manufatto e/o del materiale ed attuati senza trattamento preliminare; 2) messa in sicurezza di materiale frammentato (in quantità non superiore all equivalente di 10 m 2 ), con posa di telo in materiale plastico (ad es. polietilene) sullo stesso e delimitazione dell area, senza alcun intervento o movimentazione del materiale stesso. d) Sorveglianza e controllo dell aria e prelievo dei campioni ai fini dell individuazione della presenza di amianto in un determinato materiale: 1) campionamento ed analisi di campioni aerei o massivi ed attività di sopralluogo per accertare lo stato di conservazione dei manufatti installati.
7 Gli elenchi sopra riportati potranno essere periodicamente aggiornati dalla Commissione Consultiva Permanente in base all evoluzione delle conoscenze.