Source: http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=18&seduta=55&intervento=463433
Timestamp: 2020-05-28 13:06:51+00:00
Document Index: 74728383

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Mercoledì 03 Ottobre 2018 ore 11:00
AULA, Seduta 55 - Approvata la pdl recante: Disposizioni in materia di azione di classe
https://webtv.camera.it/evento/13025
In Aula iIl seguito della discussione della proposta di legge: Disposizioni in materia di azione di classe (C. 791-A); il seguito della discussione delle mozioni Lollobrigida ed altri n. 1-00033, Ascani ed altri n. 1-00053 e Molinari e D'Uva n. 1-00054 concernenti iniziative per la celebrazione del centesimo anniversario della vittoria della prima guerra mondiale; il seguito della discussione delle mozioni Carfagna ed altri n. 1-00045, Fiano ed altri 1-00050, Lollobrigida ed altri n. 1-00051 e Carbonaro, Belotti ed altri n. 1-00052 concernenti iniziative volte al contrasto dell'antisemitismo.
Alla ripresa pomeridiana della seduta la Camera, con votazione segreta, ha approvato la seguente lista di nove componenti effettivi e nove componenti supplenti della Delegazione presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa: componenti effettivi Deborah Bergamini, Simone Billi, Maria Elena Boschi, Sabrina De Carlo, Carlo Fidanza, Paolo Grimoldi, Alvise Maniero, Andrea Orlando e Filippo Scerra e componenti supplenti Marina Berlinghieri, Francesco Berti, Pino Cabras, Piero Fassino, Roberto Paolo Ferrari, Augusta Montaruli, Alberto Ribolla, Francesco Scoma e Simona Suriano.
Successivamente la Camera ha approvato la proposta di legge: Salafia ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe (C. 791-A). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
Intendimenti in ordine al potenziamento delle risorse umane e strumentali presso il distaccamento dei vigili del fuoco di Genova – PASTORINO (LEU); Iniziative per contrastare le violenze di gruppi neofascisti, anche a seguito dell’aggressione verificatasi a Bari il 21 settembre 2018 – FIANO (PD); Iniziative volte a contrastare l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani –MOLINARI (LEGA); Iniziative volte all’istituzione di centri sorvegliati per migranti irregolari, anche in relazione alle conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 – LOLLOBRIGIDA (FDI); Orientamenti del Governo in merito alla realizzazione del Terzo Valico – CATTANEO (FI); Iniziative volte a garantire la sicurezza sui tratti autostradali della A24 L’Aquila-Roma e della A25 Pescara-Roma, con particolare riferimento a ponti e viadotti – GRIPPA (M5S); Intendimenti in merito alla realizzazione di infrastrutture autostradali nel territorio dell’Emilia-Romagna – LORENZIN (MISTO-CP-A-PS-A).
Per il Governo sono intervenuti: il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini e il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli.
55^ SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 3 ottobre 2018 - Ore 11
(ore 11 e al termine del punto 5)
SALAFIA ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe. (C. 791-A)
2.	Seguito della discussione delle mozioni Lollobrigida ed altri n. 1-00033, Ascani ed altri n. 1-00053 e Molinari e D'Uva n. 1-00054 concernenti iniziative per la celebrazione del centesimo anniversario della vittoria della prima guerra mondiale (vedi allegato).
3.	Seguito della discussione delle mozioni Carfagna ed altri n. 1-00045, Fiano ed altri 1-00050, Lollobrigida ed altri n. 1-00051 e Carbonaro, Belotti ed altri n. 1-00052 concernenti iniziative volte al contrasto dell'antisemitismo (vedi allegato).
5.	Votazione per l'elezione di nove componenti effettivi e nove componenti supplenti della delegazione presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
http://webtv.camera.it/evento/13025
Deputato ROTONDI Gianfranco (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE)
Deputato RUSSO Giovanni (MOVIMENTO 5 STELLE)
La seduta e' sospesa, riprenderà alle 11,30
Proposta di legge: Salafia ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe (A.C. 791-A) (Seguito della discussione ed approvazione)
Intendimenti in ordine al potenziamento delle risorse umane e strumentali presso il distaccamento dei vigili del fuoco di Genova – n. 3-00207
Iniziative per contrastare le violenze di gruppi neofascisti, anche a seguito dell'aggressione verificatasi a Bari il 21 settembre 2018 – n. 3-00208
Iniziative volte a contrastare l'immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani – n. 3-00209
Iniziative volte all'istituzione di centri sorvegliati per migranti irregolari, anche in relazione alle conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018- n. 3-00210
Orientamenti del Governo in merito alla realizzazione del Terzo Valico – n. 3-00211
Iniziative volte a garantire la sicurezza sui tratti autostradali della A24 L'Aquila-Roma e della A25 Pescara-Roma, con particolare riferimento a ponti e viadotti– n. 3-00212
Intendimenti in merito alla realizzazione di infrastrutture autostradali nel territorio dell'Emilia-Romagna – n. 3-00213
Votazione per l'elezione della delegazione al Consiglio d'Europa
Si riprende la discussione della proposta di legge n. 791-A
SALAFIA ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe. (C. 791-A) Relatrici: SALAFIA, per la maggioranza; BARTOLOZZI, di minoranza.
La seduta e' sospesa, riprenderà alle 17
Votazione Articolo 1 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 2 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 3 - A.C. 791-A
Esame Articolo 4 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 4 - A.C. 791-A
Esame Articolo 5 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 5 - A.C. 791-A
Esame Articolo 6 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 6 - A.C. 791-A
Votazione Articolo 7 - A.C. 791-A
Esame degli ordini del giorno - A.C. 791-A
Votazione ordine del giorno - A.C. 791-A
Dichiarazioni di voto finale - A.C 791-A
Intervento a titolo personale - A.C. 791-A
Coordinamento formale - A.C.791-A
Votazione finale - A.C. 791-A
Nella ricorrenza della giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Ascari, Battelli, Bonafede, Brescia, Colucci, Comaroli, Covolo, Delrio, Ferraresi, Gregorio Fontana, Gallo, Gebhard, Gelmini, Giaccone, Giachetti, Guidesi, Invidia, Liuzzi, Lorefice, Lorenzin, Losacco, Lupi, Molinari e Schullian sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
I deputati in missione sono complessivamente ottantasette, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto della seduta odierna .
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento. Sospendo pertanto la seduta che riprenderà alle ore 11,30.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge n. 791-A: Disposizioni in materia di azione di classe.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'emendamento 1.270 Bartolozzi e sono stati accantonati gli emendamenti 1.58 e 1.271 Zanettin.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate .
Chiedo alla relatrice, onorevole Salafia, come intenda procedere nell'esame del provvedimento.
ANGELA SALAFIA(M5S).. Grazie, Presidente. Riprendiamo dall'esame dell'emendamento 1.271 Zanettin.
PRESIDENTE. Quindi, resta accantonato l'emendamento 1.58 Zanettin e passiamo al secondo accantonato, l'emendamento 1.271 Zanettin.
Prima di chiedere se ci sono interventi sull'emendamento 1.271 Zanettin, avverto che su questo emendamento è stato chiesto, dal gruppo di Forza Italia, ai sensi dell'articolo 51, comma 2, del Regolamento, lo scrutinio segreto.
La proposta emendativa in questione, modificando il meccanismo dell'adesione all'azione di classe previsto dal provvedimento, incide sul diritto di difesa di cui all'articolo 24 della Costituzione, richiamato dall'articolo 49 del Regolamento, tra quelli in relazione ai quali è ammesso lo scrutinio segreto.
La richiesta, pertanto, è accolta.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.271 Zanettin, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.272 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.273 Bartolozzi, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.274 Bartolozzi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bartolozzi. Ne ha facoltà.
GIUSI BARTOLOZZI(FI). Grazie, Presidente. Accolgo con piacere, abbiamo iniziato bene e spero che la seduta dell'Aula continui in questo modo.
L'intervento, Presidente, è un intervento tecnico perché la norma che andiamo a modificare prevede - fatto sopravvenuto, quarto comma - che ci sia la possibilità di attivare di nuovo il giudizio quando sopraggiungono fatti diversi. Allora, noi chiediamo, con l'emendamento, che sia sostituita la dicitura con “fatti sopravvenuti”, perché io mi chiedo: ma se l'aderente è in ospedale e non ha potuto proporre l'azione - faccio un esempio pratico per essere più concreta - quello è un fatto che legittima l'adesione postuma? A mio giudizio no, perché deve essere un fatto sopravvenuto rispetto alla proposizione che c'era prima.
Quindi, il fatto che dipende dalla volontà dell'aderente non dovrebbe rientrare, ma con la dicitura che c'è adesso nel testo normativo invece rientrerebbe. Quindi, io auspico, anche in questo caso, che la relatrice lo accantoni per una migliore valutazione, veramente nell'ottica di contribuire al miglioramento del testo normativo.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). Presidente, questa norma si inquadra già in quelle precedenti sull'adesione che praticamente superano ogni principio di diritto e sostanzialmente significa “piatto ricco mi ci ficco”. Questo è il nuovo esito di questa normativa ed è evidente che in questo caso, se non si sottolinea che sono fatti sopravvenuti, sul piano processuale noi abbiamo la possibilità di riproporre l'azione, soprattutto se chi non ha partecipato al giudizio vede che c'è una sentenza di carattere positivo o un orientamento positivo, non sulla base di un principio o di un orientamento ma sulla base dell'avvalersi della stessa fattispecie processuale nella quale, però, non è stato parte e lo fa non per fatti sopravvenuti ma per qualsiasi giustificazione, come dire, eterogenea. Invece, è chiaro che bisogna consentire di stabilirlo solo per fatti sopravvenuti. È un principio processuale. Non ci può essere un intervento infinito e una riproposizione della stessa azione per chiunque non abbia fatto parte del giudizio. Bisogna che ci sia la dimostrazione di un fatto sopravvenuto ed è un principio processuale fondamentale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Silli. Ne ha facoltà.
GIORGIO SILLI(FI). Grazie, Presidente. Al di là dei tecnicismi faccio una riflessione politica, perché francamente a me sembra folle che ancora si stia non solo riflettendo ma addirittura intervenendo su una cosa che è folle in partenza, cioè l'adesione sentenza in una . Di fatto, metà di questo Governo, in quanto le politiche economiche e certe politiche di giustizia sono interamente appaltate ai 5 Stelle, sta rendendo la Repubblica italiana totalmente inappetibile agli imprenditori e alle imprese. Il nostro Paese sta diventando repulsivo nei confronti dell'impresa . La Repubblica italiana con questo Governo sta diventando lo zampirone per l'impresa e io spero veramente che a un certo punto di questa traversata nel deserto la maggioranza di Governo vorrà ravvedersi e cominciare a riflettere che senza impresa non c'è neppure ricchezza da distribuire .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.274 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Salutiamo gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Marcello Mastroianni - Plesso Duca d'Aosta” di Roma, che assistono ai nostri lavori dalla tribuna .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.277 Colletti, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e con il parere contrario della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.278 Bartolozzi.
GIUSI BARTOLOZZI(FI). Presidente, ritorno, soprattutto dopo avere sentito ieri la relatrice di maggioranza, sulla questione dell'applicazione della sospensione feriale ai termini, ricordando non le mie parole, ma citando una sentenza della Cassazione, perché se la minoranza non ha voce, forse la Cassazione ce ne ha un po' di più. La Cassazione, sentenza n. 5624 del 2017, che dice che tutti i giudizi scanditi da una prima fase necessaria che, a seconda dei casi, può essere sommaria o cautelare, a cui segue una fase eventuale a cognizione piena, solo per la prima fase sussistono le ragioni di urgente definizione che la sottraggono all'applicabilità della sospensione feriale.
Che cosa vuol dire? Vuol dire che noi abbiamo introdotto un rito che seguirebbe le norme del 702 e seguenti, cioè sarebbe un rito a cognizione sommaria, cioè vuol dire ad istruttoria ristretta, ma che nei fatti, come bene ci aveva detto la relatrice professoressa Pagni, è un rito che segue nella sua modalità esplicativa le norme del procedimento cautelare, quindi fase inibitoria e fase di merito. È la Cassazione che dice che tutte le domande che azionano la fase cautelare caratterizzate dall'urgenza vedono applicarsi la sospensione dei termini. Quindi, quanto alla constatazione detta dalla relatrice che il termine è processuale, è tecnicamente scorretto. Almeno i termini previsti per l'inibitoria, per l'adesione, secondo me anche quelli che introducono la domanda di ammissibilità, sono termini sostanziali. In merito, Presidente, le formalizzo una richiesta di accantonamento, perché veramente il tema non è da poco. Noi costringiamo i giudici a dover interpretare norme che scriviamo male, e io, da ex giudice, vorrei che il legislatore, invece, mi desse delle norme chiare. Siccome un principio ce l'abbiamo e viene dalla Corte di Cassazione, vorrei che il legislatore, prendendo atto di quello che è un pronunciamento costante, si pronunci in maniera corretta. Quindi, invoco veramente, per il suo tramite, la relatrice ad accantonare per un approfondimento.
PRESIDENTE. Quindi c'è una richiesta formale di accantonamento avanzata dall'onorevole Bartolozzi. Chiedo il parere della relatrice.
ANGELA SALAFIA, . Parere negativo sulla richiesta di accantonamento, perché, come detto anche in precedenza ieri, per noi sono termini processuali. E poi, inoltre, in questa fase si fa riferimento alla fase di ammissibilità, non alla fase cautelare.
ANDREA COLLETTI(M5S). Presidente, vorrei specificare che il precedente di Cassazione testé descritto riguardava una misura cautelare ex articolo 669, e quindi appare ovvio che noi stiamo ragionando su una ordinanza di ammissibilità di un'azione che non è un atto di tipo cautelare. Il cautelare richiede speditezza, l'ordinanza di ammissibilità non richiede quei requisiti, perché non è una misura cautelare. ma è semplicemente un'ordinanza che apre un possibile giudizio di merito. Oltretutto, faccio altresì presente che questo rito, il rito dell'azione di classe, è previsto dal 702-, che è il procedimento sommario di cognizione. Questo procedimento sommario di cognizione, in realtà, non è un procedimento cautelare, perché è inserito oltretutto tra i procedimenti speciali.
Potremmo dibattere sul fatto che avrebbe dovuto essere inserito da chi ha previsto il 702- e seguenti in un diverso capo, ma viene alla luce chiaramente parlando di un giudizio di tipo ordinario alternativo al procedimento classico ordinario dinanzi al tribunale in composizione monocratica, perché, oltretutto, siamo dinanzi alla sezione delle imprese.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). È evidente che l'onorevole Colletti legge le sentenze per e non per l'intero svolgimento di quello che è l'orientamento. Qui si tratta di un richiamo a un termine decadenziale, quindi di natura sostanziale, che riguarda la fase di ammissibilità. Ma anche in questo caso sul piano politico queste norme dimostrano che voi state costruendo questo sistema come un sistema del “piatto ricco, mi ci ficco”, ve lo continuerò a dire per tutta questa seduta. Non vi rendete conto dello stravolgimento che state facendo di principi che sono basilari sul piano processuale; non distinguete il termine di decadenza dai termini processuali. Termine di decadenza da un punto di vista sostanziale, perché si tratta di un'adesione, non si tratta di un termine di sospensione o di un termine che interviene nel processo. Siamo nella fase precedente alla fase di merito, questo è il punto che non riuscite a comprendere; ma è tutto lo spirito di questa vostra iniziativa che ha portato a modificare in maniera che troverà contenziosi disastrosi nell'ambito dell'attuazione pratica.
Infatti, avete messo una serie di norme che si sovrappongono una all'altra e che non dialogano fra loro, perché voi in mente avente quello che diceva l'amico Silli, cioè far spaventare le imprese e mandarle via da questo Paese .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.278 Bartolozzi, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.68 Zanettin, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.69 Zanettin.
FRANCESCO PAOLO SISTO(FI). In stretta continuità e, perché no, contiguità con gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto a difesa dell'economia di questo Paese e nel tentativo disperato di non vedere trasformata una garanzia in una indicibile pressione nei confronti del sistema delle imprese, questo emendamento cerca disperatamente, perché mi sembra che la razionalità, la ragionevolezza, la sistematicità delle norme non abbiano nessuna possibilità di fare presa su questa maggioranza soltanto numerica, che grida rosso su questi emendamenti indipendentemente dal loro contenuto, questo è un emendamento che ha un solo scopo: evitare una catastrofe probatoria.
Cari colleghi, se avete la pazienza di leggere questo articolo, e vi prego di leggerlo, il giudice diventa uno strumento addirittura impositivo del regime di prova, cioè può costringere l'impresa a provare contro di sé. Un principio che definire inaccettabile, in qualsiasi logica democratica, è minimo. Ma è mai pensabile che noi possiamo immaginare una macchina da tortura processuale, in cui qualcuno sia costretto a provare contro di sé, sulla scorta di mere illazioni e di mere valutazioni di carattere, ma neanche, che cosa devo dire, impossibile da definire, indefinibile.
Presidente, credo che davvero noi stiamo ponendo in essere, con questo Governo in stato di necessità, perché solo così si può definire, un terremoto del minimo dei rapporti nell'ambito del processo penale e civile indifferentemente, che comporterà delle conseguenze terribili; e non soltanto sul piano economico, della capacità delle imprese di stare sul nostro territorio. Diceva bene Giorgio Silli: volete farle scappare. Ma quando le imprese fuggono dal territorio, che cosa vi resterà? Vi resteranno le piattaforme informatiche? Non so se con le piattaforme informatiche si riesce a sostenere l'economia, senza le piccole, medie e grandi imprese.
Ma io sono molto preoccupato del sistema giudiziario , al di là di quello economico: perché quando nel sistema giudiziario tu sconvolgi le categorie probatorie…E se Chiovenda potesse ascoltare ed assistere a questo spettacolo si rivolterebbe nella tomba 270 volte, tutti coloro che hanno informato il processo civile, ma anche il processo penale, al rispetto delle garanzie del contraddittorio.
Voi pensate di rivoluzionare e sovvertire senza colpo ferire…Guardate, non è così. L'Aula si vendica, la Costituzione si vendica, non consente questo scempio. E vedete, i cittadini comprenderanno che, nell'inseguire disperatamente un programma scelleratamente contrario ai principi, questo sarà un inevitabile.
Allora, che cosa volete fare voi, caro Presidente; ovviamente, mi rivolgo al Presidente per rintuzzare alcune argomentazioni che sono state svolte. Ma pensate in questa maniera di poter davvero perseguire gli interessi collettivi? Voi state perseguendo degli interessi che sono contrari alle imprese: è ancora una volta una scelta contro e non una scelta a favore, e con le scelte contro non si va da nessuna parte. Noi siamo abituati a tutelare, non a torturare, non a mettere in difficoltà, non ad inibire.
Da questo punto di vista, Forza Italia non ha dubbi: noi siamo fieri di condurre questa battaglia, Presidente, e siamo in Aula e la condurremo nell'interesse di ciascun cittadino che vuole vedersi tutelato, nella misura in cui il tessuto connettivo delle imprese, dell'economia di questo Paese…E sono di ieri le notizie terrificanti, terrificanti sul europeo di quanto sta accadendo. E questo provvedimento conferma, si dice in gergo penalistico “è un riscontro ineluttabile”, quanto voi state cercando di fare di questo Paese: un luogo di consenso istantaneo e momentaneo, ma che non ha nessun futuro, meno che mai nel breve, medio e lungo termine. Voteremo a favore .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.69 Zanettin, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre la relatrice di minoranza ha espresso parere favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.312 Bartolozzi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanettin. Ne ha facoltà.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, questo emendamento riguarda i compensi aggiuntivi, ai quali noi siamo assolutamente contrari. Il compenso premiale al rappresentante della classe costituisce a nostro giudizio uno degli aspetti più negativi del testo al nostro esame: questo istituto ha come effetto quello di aumentare la litigiosità e di sviluppare un contenzioso opportunistico abnorme e parassitario. In effetti, questo istituto - quello dei compensi aggiuntivi - costituisce l'incentivo economico a promuovere azioni che, per l'esiguità del nessuno avrebbe interesse a coltivare. Si pone, questa norma, in contrasto con tutta una condivisibile politica deflattiva che tutti i Governi, di tutti i colori, hanno applicato negli ultimi anni in materia di giustizia, tesa a diminuire l'aumento delle cause anziché ad aumentare il loro numero. Avrà anche un ulteriore effetto deprecabile, perché consentirà il radicarsi nel nostro Paese di organizzazioni di tipo professionale che avranno come unico oggetto sociale quello di promuovere cause a carattere speculativo. Si pone inoltre questa normativa sui compensi aggiuntivi in contrasto frontale con la direttiva europea in materia, che invita invece i Paesi membri ad evitare normative che alimentino la litigiosità. Per questo motivo, Presidente, noi siamo contrari a questi compensi aggiuntivi, e chiediamo di sopprimere i relativi commi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pittalis. Ne ha facoltà.
PIETRO PITTALIS(FI). Ha ragione il collega Zanettin, nel mettere in evidenza come si tratti di un compenso ulteriore rispetto alle somme che eventualmente il convenuto dovrà pagare a ciascun aderente come risarcimento; è chiaro che rappresenta un onere economico a carico delle imprese del tutto ingiustificato, e connota la con caratteri punitivi nei confronti delle stesse. E siccome molte volte a pensar male, diceva qualcuno, ci si azzecca, forse la ragione la troviamo anche nel testo delle audizioni che la Commissione giustizia ha svolto il 21 aprile 2015, quando, in qualità di componente di quella Commissione, l'onorevole Bonafede dice molto candidamente: io da avvocato…
PIETRO PITTALIS(FI). …ho portato avanti azioni di classe. Cioè non vorremmo che qui, siccome interessa agli studi ai quali probabilmente l'onorevole Bonafede guarda con interesse,…
PIETRO PITTALIS(FI). …e non all'avvocatura che dal Nord al Sud ha tanti problemi, si voglia creare privilegio per quegli avvocati che fanno questo tipo di azione, e non è assolutamente ammissibile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferri. Ne ha facoltà.
COSIMO MARIA FERRI(PD). Presidente, intervengo solo per motivare il voto di astensione su questo emendamento, perché è ampio e tocca diversi punti. Uno dei quali però ci trova d'accordo, e sarà oggetto di un emendamento successivo che ha presentato il Partito Democratico; quindi colgo l'occasione per motivare l'astensione su questo emendamento, ma sottolineare l'importanza di accogliere l'emendamento successivo, che è ripreso in parte anche da questo, per quanto riguarda la quota lite. Eliminare, quindi, il concetto di danno punitivo, anche con riferimento al fatto di riconoscere un premio economico quantificato come danno; la voce del danno punitivo, che, come voi mi insegnate, la Corte di cassazione ha riconosciuto solo in determinati casi, è una voce già di per sé difficile da inserire in questo contesto, e che si aggiunge al risarcimento del danno, alle restituzioni, nonché alle spese del procedimento. Un premio quantificato in danno, equiparato a un danno che si riconosce al rappresentante comune e all'avvocato, è molto pericoloso, perché è un istituto che non esiste nel nostro ordinamento giuridico, e che quindi si aggiunge.
Segnaliamo su questo davvero l'attenzione dell'Aula. Pertanto, ci asteniamo, ma con forza riprenderemo questo concetto del danno punitivo da espungere dal testo, sperando che, sul nostro emendamento, vi sia il consenso di tutte le forze politiche. Si tratta di una mediazione per eliminare un tecnicismo, un errore giuridico e, nello stesso tempo, mantenere invece l'impianto del provvedimento.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). Presidente, anche con questa norma viene inserito un nuovo concetto, rendendolo ordinario, all'interno di una disciplina relativa al risarcimento del danno. È chiaro che il danno punitivo, così come è stato detto dal collega Ferri, è una fattispecie nuova, però voi coniate un nuovo istituto, mettendolo alla base non di una valutazione dell'ingiustizia del danno ma del torto subito. Se lo fate in base al torto e non al danno effettivo, questo danno deve essere parametrato a qualche criterio; nel momento in cui lo inserite, create una nuova fattispecie, ma soprattutto impedirete le transazioni, perché se uno dice: “tu non mi devi dare solo il danno ingiusto che ho subito, ma anche l'eventuale danno punitivo”, non si troveranno mai d'accordo, quindi non troverete nemmeno il modo di poter conciliare. Non andate nell'interesse dei consumatori ed utenti, e impedite anche la fase transattiva, perché uno dice: “io voglio da te anche il danno punitivo”; cioè quale? Tanto vale che vado a sentenza, così vedo se prendo anche quello, casomai faccio la transazione dopo. State creando una serie di elementi di confusione assoluta, non a tutela dei consumatori, ma anche contro i consumatori e gli utenti .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.312 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Avverto che il gruppo di Forza Italia ha esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame. La Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo pari a un terzo di quello originariamente previsto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.70 Bartolozzi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto Zanettin. Ne ha facoltà.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, molto brevemente, perché non vogliamo abusare del tempo a nostra disposizione. In questo emendamento, noi abbiamo posto il tema molto importante del costo della CTU. Nel testo originario il costo della CTU, della consulenza tecnica in corso di causa, veniva sempre posto, a prescindere dall'esito della causa, a carico della parte convenuta. Su questo principio abbiamo poi trovato effettivamente anche adesione da parte della relatrice di maggioranza, per cui noi manteniamo questo nostro emendamento, però accetteremo successivamente la riformulazione di un nostro emendamento, che è stato accolto dalla maggioranza e che rimodula, applicando i principi da noi esposti, il tema del costo della causa.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.70 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.279 Bartolozzi, sul quale vi è un parere favorevole con richiesta di riformulazione.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, noi accettiamo la riformulazione e evidenziamo il fatto che se alla fine tutti conveniamo che le spese della CTU siano poste a carico di chi soccombe nella causa, applicando un principio generale del processo civile, è questo un successo che riteniamo di ascrivere al nostro gruppo. Tale elementare principio, basato direi sul buonsenso, non era affatto scontato in questa materia, perché il testo originario che si voleva licenziare in tutta fretta, perché approvato nella scorsa legislatura, prevedeva invece che le spese di causa e di CTU rimanessero di regola a carico della impresa convenuta, a prescindere dall'esito della causa. Quel testo, a nostro giudizio aberrante ed in contrasto anche con il buonsenso, nella scorsa legislatura era stato votato da questa Assemblea all'unanimità: è la prova che il tatticismo esasperato della politica rischia di portare fuori strada anche i moderati, che però, forti del senso di responsabilità, della competenza e dei loro valori si rifiutano di seguire populisti e demagoghi. Ciò perché la stella polare del nostro agire rimane il buonsenso guidato dalla certezza del diritto, e non ci piegheremo pertanto mai al dilettantismo e alla superficialità .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.279 Bartolozzi, così come riformulato, con il parere favorevole della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.280 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.407 della Commissione, con il parere favorevole del Governo e della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.73 Bartolozzi, con il parere contrario di Commissione e Governo, e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
L'emendamento 1.281 Bartolozzi è assorbito dall'1.277. Passiamo, quindi, alla votazione dell'emendamento 1.282 Bartolozzi.
FEDERICO MOLLICONE(FDI). Presidente, non voglio interrompere i lavori, ma soltanto sottolineare quanto segnalato, qualche giorno fa, dal collega Butti e da altri colleghi. Io faccio parte anche dell'intergruppo innovazione, circa l'obsolescenza degli apparati di voto che rallentano le votazioni. Quindi, sollecito l'Ufficio di Presidenza ad affrontare il tema, perché siamo costretti a ripetere il voto almeno tre o quattro volte, quando funzionano. Quindi, siccome vogliamo tutti votare velocemente e accelerare i lavori d'Aula, io chiedo ufficialmente che l'Ufficio Presidenza metta all'ordine del giorno il problema dell'obsolescenza del sistema di votazione, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Naturalmente riferirò al Presidente della Camera e lavoreremo per non deluderla, onorevole Mollicone.
GIUSI BARTOLOZZI(FI). Grazie, Presidente. Allora, accantoniamolo. Allora, ritorniamo sul discorso sospensione feriale, termine per aderire. Se c'è un termine per aderire, l'ha detto bene il professore, il collega D'Ettore, se c'è un termine che è previsto a fine decadenza il termine ha natura sostanziale.
Vi prego, accantoniamo tutte le tematiche che attengono a questo tema, ci ritiriamo, ve lo studiate, lo approfondiamo, e poi ci ritroviamo in un consesso. Non pretendiamo di avere ragione, ma vi invito veramente, Presidente, ribadisco di nuovo la richiesta di accantonamento, la formalizzo, sperando che almeno questa volta…
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Bartolozzi, lei sta avanzando una richiesta formale di accantonamento del suo emendamento 1.282. Chiedo alla relatrice di esprimersi.
ANGELA SALAFIA, . Confermo, come prima, il parere negativo sull'accantonamento.
PRESIDENTE. Considerato l'orientamento dell'Aula sulle proposte di accantonamento, io andrei avanti. Quindi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.282 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo all'emendamento 1.79 Varchi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maschio. Ne ha facoltà.
CIRO MASCHIO(FDI). Presidente, colleghi, questo emendamento aveva lo scopo di tentare di limitare i danni, dal momento in cui non è stato accolto il precedente emendamento che proponeva la soppressione integrale della lettera e, quindi, l'eliminazione della possibilità di adesione post-sentenza, che è uno dei principali nodi negativi di questa proposta di legge. Ma, a un'analisi più approfondita, ritenendo che solo quella era una misura sufficiente a realizzare questa riteniamo che non sia più opportuno mettere in votazione questo emendamento e, quindi lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento 1.79 Varchi è ritirato. Passiamo, quindi, alla votazione dell'emendamento 1.81 Vitiello. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vitiello. Ne ha facoltà.
CATELLO VITIELLO(MISTO-MAIE). Presidente, grazie. Soltanto per rappresentare all'Aula che io ho presentato quattro emendamenti segnalati e il motivo di questo emendamento è dettato dal fatto che ho tentato, sin dalla Commissione, di cercare di migliorare il prodotto legislativo, almeno secondo il mio modestissimo punto di vista. In Commissione ne avevo presentati ventitré e, devo dire la verità, tanti sono stati recepiti. Alcuni erano addirittura sovrapponibili e, quindi, preclusi dagli stessi emendamenti di alcuni colleghi della maggioranza. Io, fin dal primo momento, ho semplicemente rappresentato la perplessità di inserire questa azione all'interno di un codice di procedura civile che si ritiene, secondo le direttive programmatiche del Ministro, di voler in qualche misura cambiare e addirittura ridurre. Quindi, ero perplesso soltanto per questo motivo, dopodiché mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di dare il mio contributo. Prenderò la parola soltanto rispetto all'ultimo emendamento, il 6.1, perché mi sembra particolarmente importante e significativo. Per quanto riguarda gli altri, sono semplicemente il mio punto di vista, migliorativo, del prodotto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.81 Vitiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.283 Zanettin.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, il testo al nostro esame prevede che, con la sentenza di accoglimento dell'azione di classe, il tribunale nomini il rappresentante comune degli aderenti tra i soggetti aventi i requisiti per la nomina a curatore fallimentare. Ecco, noi contestiamo, sul piano strettamente tecnico, non c'è niente di politico in questo nostro emendamento, l'espressione “curatore fallimentare” che è utilizzata in costanza di procedure concorsuali fallimentari che nulla hanno a che fare, ovviamente, con la questione e con la . Trovandoci, invece, in una fase successiva a una sentenza che accoglie l'azione di classe, noi riteniamo più appropriata la figura del commissario liquidatore nominato dal giudice e in tal senso abbiamo predisposto un emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.283 Zanettin, con il parere contrario di Commissione e Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
L'emendamento Colletti 1.284 è ritirato.
Passiamo, quindi alla votazione degli identici emendamenti 1.90 Bazoli e 1.91 Bartolozzi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bazoli Ne ha facoltà.
ALFREDO BAZOLI(PD). Grazie, Presidente. Come dicevo ieri, noi, condividendo gli obiettivi e anche l'impianto di questa proposta di legge, abbiamo deciso di fare pochi, mirati e qualificati emendamenti su punti sui quali noi riteniamo che sia opportuno intervenire per migliorare decisamente il testo della legge. Questo è uno di quelli. Qui si punta a eliminare una previsione, che è contenuta nel testo, che deroga decisamente ai principi generali di formazione della prova nel procedimento di adesione successivo alla sentenza.
Sull'adesione successiva alla sentenza abbiamo già sentito, nella discussione precedente, molte critiche e molte riserve che noi comprendiamo, perché, effettivamente, consentire di aderire, successivamente alla sentenza, a soggetti che vantano diritti che sono stati riconosciuti da quella sentenza, è una vistosa eccezione alle regole generali di funzionamento del processo civile che vorrebbe che i diritti vengano riconosciuti a cognizione piena nell'ambito di un procedimento di cognizione nel contraddittorio tra le parti. Quindi, è una vistosa eccezione che giustifica alcune riserve.
Tuttavia, noi abbiamo ritenuto che questa eccezione si giustifichi per la particolarità dei diritti che vengono tutelati con l'azione di classe che sono diritti degli utenti, dei consumatori che non trovano adeguata tutela, oggi, nell'ordinamento e che necessitano, per avere una piena tutela, anche di un procedimento in parte eccezionale rispetto al procedimento ordinario di cognizione.
In questo senso, si pone la scelta fatta dalla proposta di legge che, peraltro, ricalca quella approvata nella scorsa legislatura di consentire l'-in, cioè l'adesione successiva alla sentenza, entro un tempo limitato, e che, quindi, non va a scardinare eccessivamente i principi, perché sappiamo bene che in altri ordinamenti è addirittura previsto il cosiddetto , cioè se uno fa parte della classe dei diritti tutelati con l'azione di classe, automaticamente ha diritto a avvantaggiarsi della sentenza, senza neanche un'adesione successiva.
Questa, quindi, è una scelta mediana che, secondo noi, bilancia adeguatamente la necessità di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti, che, altrimenti, non troverebbero tutela nell'ordinamento, con l'esigenza di garantire comunque il rispetto del principio del contraddittorio.
Ora, se questo è - e noi condividiamo questa impostazione -, però, bisogna stare molto attenti a non rompere questo bilanciamento di interessi, introducendo ulteriori eccezioni ai principi generali del funzionamento del processo civile nella fase procedimentale di adesione successiva. E questo è proprio il punto che riguarda il nostro emendamento, perché, con questo emendamento, noi puntiamo a eliminare una previsione che è una vistosissima eccezione al principio di formazione della prova, perché si consente di provare il diritto, per chi aderisce successivamente alla sentenza, attraverso testimonianze rese da terzi ad avvocati, cioè fuori da ogni principio di contraddittorio tra le parti, con dichiarazioni rese in modo del tutto unilaterale, senza il controllo del giudice. E questa è una eccezione al principio di formazione della prova che giustifica il riconoscimento del diritto che, secondo noi, mal si concilia col fatto che noi già abbiamo fatto una vigorosa eccezione ai principi generali che riguardano, appunto, l', cioè l'adesione successiva.
Allora, noi riteniamo che questo sia un eccesso che va modificato, perché, in questo modo, si rischia di pregiudicare quel delicato equilibrio tra i diritti da tutelare e i diritti anche del convenuto che, invece, in questa legge, secondo noi, si ritrova a condizione che questi eccessi vengano eliminati. Quindi noi chiediamo, fortemente, che ci sia un ripensamento su questo emendamento, perché eliminando questa previsione, si elimina un eccesso, senza pregiudicare il funzionamento del meccanismo processuale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
FEDERICO CONTE(LEU). Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole a questo emendamento. Il tema della possibilità di aderire alla sentenza successivamente ha creato non poche perplessità anche a me e al mio gruppo, evidentemente per la possibilità di intaccare gli articoli 3 e 24 della Costituzione, rispetto all'esercizio pieno del diritto di difesa in condizioni di eguaglianza. Tant'è che, insieme al collega Ferri, avevo articolato due emendamenti che immaginavano di modulare prima della sentenza, nella fase di trattazione e nella fase di precisazioni delle conclusioni, una possibilità di ingresso ante sentenza.
La scelta di seguire, però, l'impianto normativo già licenziato dalla scorsa legislatura e più sentito dalle associazioni dei consumatori ha bisogno di essere ponderata secondo un criterio di ragionevolezza. Si può derogare a principi costituzionali di eguaglianza e di piena difesa se il legislatore adduce motivazioni ragionevoli. Allora, è ragionevole irrigidire il sistema di formazione della prova, impedendo, come questo emendamento vuole fare, la formazione di una prova differita presso lo studio di un avvocato, seppur si tratta di prassi che, sia nel codice di procedura civile che, addirittura, nel codice di procedura penale, sono previste con dovute garanzie; è il caso, invece, in questo caso, di irrigidire questa possibilità, necessitando la formazione della prova in contradditorio, soprattutto trattandosi di azioni collettive e, quindi, prevedibilmente coltivate da moltissime persone, per ragioni di evidente necessità di maggiore trasparenza e certezza di formazione del mezzo.
Per questa ragione, appunto, sottoscrivo a nome del mio gruppo questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pittalis. Ne ha facoltà.
PIETRO PITTALIS(FI). Presidente, anche l'emendamento presentato dal gruppo di Forza Italia prevede la soppressione di un regime probatorio agevolato che consente agli aderenti di soddisfare il proprio onere probatorio mediante dichiarazioni rese da terzi, senza che il giudice o il convenuto possano verificarne l'attendibilità. Nei fatti, tali circostanze si traducono in un alleggerimento dell'onere della prova che va, a nostro avviso, evitato, in quanto renderebbe la una sorta di giudizio agevolato, con una grave violazione del diritto al contraddittorio del convenuto. E non vi sono ragioni legate alla natura dell'azione di classe, la quale semplicemente intende rendere più efficiente l'iniziativa giudiziale, nel caso in cui più soggetti siano titolari di diritti omogenei, che giustifichino la deroga a uno dei principi cardine del nostro sistema processuale, quello secondo cui, come è stato osservato dai colleghi che mi hanno preceduto, l'onere della prova è in capo all'attore. Inoltre, sotto altro verso non è chiaro perché l'attore individuale debba trovarsi in situazione meno agevole dal punto di vista dell'onere della prova rispetto all'aderente a una .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Grazie, Presidente. Intervengo solo per chiarire che c'è un emendamento, a mia prima firma e che verrà posto in votazione proprio subito dopo l'emendamento adesso in discussione, che è volto a rassicurare un po' i colleghi che sono intervenuti sinora e intende chiarire che le dichiarazioni di cui si sta parlando saranno valutate dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento. Che cosa vuol dire? Vuol dire che saranno solamente un elemento indiziario, non configureranno piena prova e, quindi, saranno da valutare nel quadro complessivo probatorio che si verrà a definire all'interno del procedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ferri. Ne ha facoltà.
COSIMO MARIA FERRI(PD). Presidente, mi riporto anch'io alle argomentazioni dell'onorevole Bazoli e aggiungo una cosa proprio prendendo spunto da quest'ultimo intervento, cioè che non bisogna confondere il principio di formazione della prova dalla valutazione del giudice, dal suo libero apprezzamento. Quindi, quello che noi contestiamo con questo emendamento è, invece, il principio di formazione della prova. Quindi, quest'ultima argomentazione dell'onorevole del MoVimento 5 Stelle che è intervenuto non confonde i piani.
Inoltre, penso che un tema come quello dell', oggetto comunque di discussione e che caratterizza questo provvedimento che è stato votato anche nella precedente legislatura, inviti tutti a una riflessione nel temperare quegli istituti come questo, che vuole finalizzare questo emendamento, per creare dei criteri più rigidi anche di adesione e anche, quindi, in tema di formazione della prova.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.90 Bazoli e 1.91 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.285 D'Orso.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bazoli. Ne ha facoltà.
ALFREDO BAZOLI(PD). Presidente, solo per annunciare il voto favorevole del Partito Democratico su questo emendamento nell'ottica, diciamo, della riduzione del danno, nel senso che noi riteniamo sia un errore lasciare nel testo la previsione che il nostro emendamento precedente puntava a cancellare. Diciamo che questo emendamento, dando al giudice semplicemente la facoltà di valutare prudentemente l'acquisizione documentale, che noi invece riteniamo indebita in questa fase, in qualche modo circoscrive la portata probatoria di quella dichiarazione. Però - ripeto - io sono molto convinto che l'eliminazione di questa previsione non avrebbe in nulla modificato l'efficacia dell'azione di classe, così come prevista dal procedimento e dal testo di legge, e avrebbe rassicurato le parti che si sentono, invece, più colpite, in qualche modo, nel loro diritto di difesa. Quindi, io credo sia un errore, però voteremo - lo ripeto -, nell'ottica della riduzione del danno, a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Varchi. Ne ha facoltà.
MARIA CAROLINA VARCHI(FDI). Grazie, Presidente. Intervengo solo per rappresentare delle forti perplessità in ordine all'atteggiamento di una maggioranza che se da un lato cerca di rassicurare sulla non necessità degli emendamenti precedenti, con riferimento a questo emendamento, in realtà, non entra nel merito del problema, ossia sulla formazione della prova, ma soltanto sulla valutazione della prova. Ciò nonostante, riteniamo che questo emendamento, pur frutto di una certa schizofrenia legislativa di un partito che non riesce nemmeno a trovare accordo tra i suoi stessi componenti, vada sostenuto nell'ottica di riparare i danni enormi che deriveranno da questo procedimento.
Quindi, Fratelli d'Italia voterà a favore su questo emendamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.285 D'Orso, con il parere favorevole della Commissione e del Governo e con il parere contrario della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.309 Bartolozzi.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Grazie, Presidente. Anche questo è un emendamento meramente tecnico e politicamente neutro sul quale noi richiamiamo l'attenzione dell'Assemblea. A nostro giudizio pare proprio tecnicamente sbagliato che il della rubrica sia: “Progetto dei diritti individuali”. A nostro giudizio “Progetto dei diritti individuali” nulla dice ed è qualcosa di assolutamente sbagliato. Noi proponiamo, invece, che molto più correttamente e rispettosamente di quelli che sono i principi generali del nostro modo di legiferare il della rubrica sia: “Progetto di liquidazione delle somme spettanti agli aderenti”. Si capisce meglio, ha un senso, non deroga a principi generali e credo che possa essere tranquillamente approvato in una logica di collaborazione leale fra le forze politiche presenti in questo Parlamento.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.309 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e con il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 1.97 Varchi e 1.98 Ferri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Varchi. Ne ha facoltà.
MARIA CAROLINA VARCHI(FDI). Grazie, Presidente. Il nostro emendamento è finalizzato ad evitare quella presunzione di acquiescenza che questo provvedimento tende ad inserire laddove non ci si difenda punto per punto dalle contestazioni. Ciò che può apparire un mero tecnicismo, in realtà, per chi ha nella propria vita compilato atti di civile, e credo che anche al Comitato dei nove ve ne sia qualcuno di collega, sa che spesso si ricorre a delle formule generiche, come tutto quanto si contesta, tutto quanto dedotto si respinge. In questo modo si vorrebbe introdurre, invece, una presunzione di acquiescenza anche a fronte di una moltitudine di motivi che in realtà saranno perfettamente sovrapponibili, perché probabilmente comune sarà la difesa, probabilmente comune sarà il rappresentante. Quindi, il senso di questo emendamento è di non comprimere il diritto di difesa dietro presunzioni che nel nostro ordinamento non dovrebbero trovare accoglimento .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bazoli. Ne ha facoltà.
ALFREDO BAZOLI(PD). Noi abbiamo un emendamento di contenuto analogo e siamo nello stesso ordine di ragionamento di prima, cioè siamo nella fase dell', cioè in quella fase che molti hanno contestato, ma che noi riteniamo ragionevole, purché circondata di cautele. In questo caso noi riteniamo che ci sia uno scivolamento verso uno sbilanciamento del rapporto tra le parti in questa fase, che rende l' più critico, perché si onera il convenuto di prendere posizione specificatamente sulle richieste di qualunque aderente, e potrebbero essere anche centinaia o migliaia, e, addirittura, si prevede che i fatti dedotti dall'aderente e non specificamente contestati dal convenuto si considerano ammessi.
Allora qui c'è un'inversione dell'onere della prova che, se in certi procedimenti può essere giustificabile, in un procedimento come quello dell', cioè in un procedimento che già è eccezionale rispetto alle regole ordinarie del processo, in questa fase, secondo noi, crea uno sbilanciamento che non è giustificabile. L'eliminazione di questo inciso, e cioè il ritorno della valutazione dei diritti degli aderenti secondo le regole e i meccanismi processuali e di formazione della prova ordinari, restituirebbe a questo procedimento, secondo noi, una maggiore ragionevolezza. Così, invece, lo sbilanciamento rischia di essere evidente ed eccessivo.
COSIMO MARIA FERRI(PD). Si vuole in questo modo rafforzare il diritto di difesa e evitare una lesione del diritto di difesa. È un onere che è troppo gravoso per la parte, in considerazione anche del numero elevato di aderenti, e quindi c'è un termine breve e degli aderenti in numero eccessivo, e quindi è chiaro che si lede il diritto di difesa perché mettiamo un paletto che indebolisce tale diritto, soprattutto in ragione dell'onere di presentare delle specifiche controdeduzioni, che quindi rendono ancora più difficoltoso l'esercizio di tale diritto.
ANGELA SALAFIA(M5S). . Chiedo di parlare.
ANGELA SALAFIA(M5S). . Presidente, formulo una richiesta di accantonamento degli identici emendamenti 1.97 Varchi e 1.98 Ferri.
PRESIDENTE. Bene, quindi accantoniamo gli identici emendamenti 1.97 Varchi e 1.98 Ferri.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.310 Bartolozzi, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.100 Vitiello, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 1.105 Ferri e 1.106 Varchi.
MARIA CAROLINA VARCHI(FDI). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, come anche quello che segue a mia firma, si intende intervenire sul tema delle spese, perché riteniamo francamente esasperata questa previsione normativa, laddove sia forte il rischio di atteggiamenti speculativi, e non vorremmo che questo Governo, che inopinatamente si è proposto di punire la dei difensori d'ufficio, in realtà finisca per creare l'altra dei rappresentanti degli aderenti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.105 Ferri e 1.106 Varchi, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.107 Varchi, con il parere contrario di Commissione e Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti 1.111 Bartolozzi e 1.110 Bazoli.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, anche in questo caso torniamo sul tema dei compensi premiali all'attore (ne abbiamo già trattato in precedenza). Questo emendamento tende ad eliminare l'obbligo dell'impresa condannata a pagare un compenso di natura premiale all'avvocato che ha difeso l'attore, addirittura direttamente al soggetto interessato. Come abbiamo già esplicitato, è un modo per incentivare le liti inutili, le liti che non hanno un sostanziale; e come tale, si pone in contrasto con la direttiva europea, quella del 2013, che appunto questi incentivi scoraggia e ci invita ad eliminare. Il nostro è quindi un parere assolutamente contrario a questo tipo di incentivi all'azione.
ALFREDO BAZOLI(PD). Noi abbiamo formulato un emendamento analogo. Anche noi riteniamo che l'eliminazione di questa previsione non modificherebbe in nulla l'efficacia della legge, della nuova azione di classe, e anzi probabilmente eliminerebbe un elemento che rischia effettivamente di incentivare la litigiosità, di disincentivare le transazioni, perché è chiaro che se all'avvocato si fa balenare l'ipotesi di una sorta di patto di quota lite per pagare le sue competenze in caso di vittoria di causa, è chiaro che questo è un forte disincentivo a cercare anche conciliazioni e transazioni, è un forte incentivo alla litigiosità, ed è anche un forte aggravio dei costi della procedura a carico dell'impresa convenuta, che noi riteniamo non giustificabile, non ragionevole. Riteniamo quindi che non ci sarebbe alcun pregiudizio sull'efficacia della procedura della con l'eliminazione di una previsione che invece desta, credo, in maniera giustificata molte perplessità da parte dei soggetti che vedono in questa procedura un rischio di compressione dei loro diritti, o comunque di compressione dell'equilibrio, del bilanciamento tra le parti all'interno del procedimento. Quindi, anche qui io ritengo che sarebbe una scelta saggia accogliere il nostro emendamento, eliminando questa previsione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maschio. Ne ha facoltà.
CIRO MASCHIO(FDI). Anche Fratelli d'Italia è assolutamente contraria al concetto del meccanismo premiale, sia come nei precedenti emendamenti quando è rivolto al rappresentante degli aderenti, sia al difensore, perché una misura inutile ai fini del procedimento, e dannosa in quanto incentiva la litigiosità e altera l'equilibrio tra le parti. Per questo, anche Fratelli d'Italia sarà assolutamente favorevole a votare questo emendamento.
COSIMO MARIA FERRI(PD). Presidente, si tratta di un emendamento davvero importante, perché si introduce, come dicevo prima, il concetto di danno punitivo anche in questa circostanza. Non solo si riconosce giustamente risarcimento del danno e restituzioni, che sono poi l'oggetto e quindi quello che caratterizza l'azione di classe, e quindi rimane l'impianto dell'istituto, ma si vuole aggiungere una voce, un ulteriore danno che il nostro ordinamento non riconosce, che la stessa Corte di cassazione ha stigmatizzato con la sentenza delle sezioni unite n. 16601, delineando i paletti del concetto di danno punitivo e restringendo. In questo caso si introduce un premio alla lite, si incentiva il contenzioso, si riducono le possibilità di transazione, e si crea anche una voce di danno che la giurisprudenza invece indica e limita.
E quindi fa capire come questo danno punitivo e la condanna al pagamento di una somma ulteriore rispetto a quella necessaria…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ferri.
COSIMO MARIA FERRI(PD). …per ristabilire lo cioè il risarcimento punitivo è configurabile solo e soltanto a seguito di una nuova configurazione del paradigma risarcitorio dell'articolo 2043 del codice civile.
VALENTINA D'ORSO(M5S). Presidente, intervengo solo per chiarire che per quanto riguarda il rappresentante comune non si parla di compenso premiale: i criteri che vengono indicati sono criteri di quantificazione del compenso, quindi dei parametri che saranno utilizzati dal giudice per provvedere alla quantificazione del compenso nei riguardi del rappresentante comune. Quindi non si tratta di compenso premiale. È questo il primo punto.
Per quanto riguarda il compenso premiale invece previsto per l'avvocato di colui che promuove l'azione di classe, devo dire che i rilievi dei colleghi fanno venir fuori una certa diffidenza nei confronti della categoria forense, come se appunto gli avvocati si avvantaggiassero comunque, cercassero un tornaconto. In realtà vogliamo vedere noi da un altro punto di vista questo compenso premiale: dal punto di vista deflattivo, potremmo dire così. Ovvero: siccome questo compenso premiale è ancorato alla definizione in via giudiziale della controversia, quindi dell'azione di classe, in realtà potrà essere un incentivo per invitare la parte che subisce l'azione a transigere, a conciliare la lite, prima di arrivare alla definizione in via giudiziale dell'azione stessa.
FELICE MAURIZIO D'ETTORE(FI). Molto rapidamente, io mi domando su queste norme che vengono inserite, non mi meraviglia che possa acconsentire il Ministro Bonafede, la cui cultura giuridica è nota, ma mi domando se il Premier Conte, noto giurista e privatista, quel contratto del cambiamento, che ha sottoscritto, se è un contratto di comodato, di uso gratuito del balcone di Palazzo Chigi. All'amico Giuseppe Conte, quando avrò il caso di vederlo, gli chiederò se ha letto questo provvedimento, perché quello che egli ha scritto in questa materia è esattamente il contrario di quello che c'è scritto in queste norme. Qui possiamo scrivere di tutto. Ebbene, sarebbe anche da scrivere, ormai potremmo dire pure “banzai”, andiamo avanti, facciamo un attacco, tutto è possibile, chi ha le orecchie intenda . Cioè veramente qui siamo oltre il limite del diritto, siamo - come dire? - al divertimento, siamo sul balcone di Palazzo Chigi .
MARIA CAROLINA VARCHI(FDI). Presidente, solo per ricordare a me stessa che prima di essere stata deputato sono stata avvocato, che l'avvocato ha diritto sempre e comunque al suo compenso, indipendentemente dal risultato raggiunto, perché l'impegno che assume è quello di difendere con onestà intellettuale nel miglior modo possibile gli interessi del cliente. Quindi, francamente l'introduzione di un compenso premiale all'americana in un ordinamento come il nostro, credo sia francamente molto pericoloso; e non già perché io abbia diffidenza nei confronti della mia categoria, ma perché credo che vada rispettata e tutelata a prescindere, e non in considerazione del raggiungimento di una buona transazione, perché è un sistema che al nostro ordinamento non appartiene e non può appartenere .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 1.111 Bartolozzi e 1.110 Bazoli, con il parere contrario della Commissione e del Governo, mentre la relatrice di minoranza ha espresso parere favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.301 Colletti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.
ANDREA COLLETTI(M5S). Presidente, ho presentato questo emendamento con due motivazioni, la prima era per una evidente motivazione di sistematizzazione del testo, perché in realtà l'ultimo comma dell'articolo 840- prevede un pagamento di un compenso ad un avvocato dell'aderente. Il problema è che questi compensi sono previsti dal successivo articolo, che si chiama alla rubrica “spese del procedimento”, e non nel progetto dei diritti individuali omogenei, che riguarda invece solo i diritti degli aderenti. Quindi, anche da un punto di vista sistematico, questo comma dovrebbe essere trasposto all'interno dell'articolo 840-. Oltretutto, ritengo sia un po' inutile un altro decreto ministeriale adottato a norma della legge professionale forense per la difesa dell'aderente, quando in realtà già esiste il decreto ministeriale, che viene anche modificato ogni due anni dal Ministro della Giustizia. Cioè, noi andiamo a fare un decreto solo sui compensi dell'aderente, che è una parte comunque, e sui compensi dell'avvocato, quando già abbiamo il decreto ministeriale sui parametri forensi. Quindi, tutta questa parte di un nuovo decreto, dal mio punto di vista, tecnicamente è ultroneo, e non servirebbe, pertanto il mio emendamento cerca di rimediare sia ad un errore di sistematizzazione dell'articolato sia ad un errore dell'indicazione di un decreto totalmente inutile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanettin. Ne ha facoltà.
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). Presidente, volevo dichiarare il voto contrario di Forza Italia a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sisto. Ne ha facoltà.
FRANCESCO PAOLO SISTO(FI). Presidente, credo che mai come in questo emendamento vi sia un interesse personale in atto parlamentare: chi ha proposto questo emendamento vorrebbe che l'avvocato che assiste colui che aderisce ad un giudizio già positivo sia pagato con spese a carico di chi in qualche maniera ha subito. È veramente una cosa indegna! Cioè, io so che tu hai vinto, partecipo, aderisco e l'altro paga, dopo. Dopo! Per quale attività? Una vergogna professionale che penso debba essere respinta al mittente! Non è possibile che con tanta disinvoltura si propongano norme per poi poterne usufruire personalmente ! Non è possibile! È una vergogna! Una vergogna! Questo è un emendamento che se dovesse passare grida vendetta agli occhi del diritto di difesa. Voteremo molto pacatamente contro .
PRESIDENTE. Fermo restando il rispetto delle opinioni di tutti, invito tutti i colleghi a utilizzare un linguaggio rispettoso degli altri colleghi e consono a quest'Aula. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Varchi. Ne ha facoltà.
MARIA CAROLINA VARCHI(FDI). Presidente, ancora una volta registro la buona volontà dell'onorevole Colletti che cerca di mettere ordine in questo provvedimento, però probabilmente questo emendamento non è sufficiente a superare tutte quelle criticità che noi a più riprese, durante i lavori di Commissione e anche dopo, abbiamo cercato di evidenziare e di eliminare anche con i nostri emendamenti. Condividendo parte delle preoccupazioni di chi mi ha preceduto, credo che il dato sistematico che il proponente dell'emendamento ha voluto evidenziare non basti di per sé a superare il timore di condotte speculative che potrebbero sorgere all'esito dell'entrata in vigore di questa norma.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sgarbi. Ne ha facoltà.
VITTORIO SGARBI(FI). Presidente, in ordine alle considerazioni accalorate ma precise dall'onorevole Sisto, gentile Presidente, intendo che votare questo emendamento vuol dire legittimare una truffa allo Stato da parte dello Stato.
È un atto criminale che questo Parlamento stabilisce come un'azione di vantaggio privato sulla base di una legge che impone o stabilisce una responsabilità e una successiva adesione soltanto per lucro. Quindi credo che vada guardato con attenzione ciò che ha detto l'onorevole Sisto e che la Camera debba essere molto prudente nel legittimare una truffa contro lo Stato .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.301 Colletti, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza…
GIUSI BARTOLOZZI, . Presidente, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Quindi è cambiato il parere della relatrice di minoranza, che è contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.301 Colletti, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.311 Bartolozzi, con il parere contrario della Commissione e del Governo e il parere favorevole della relatrice di minoranza.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.302 Colletti.
ANDREA COLLETTI(M5S). Presidente, questo è un emendamento molto particolare, ma dal mio punto di vista necessita di essere perlomeno discusso in quest'Aula, poiché ad esempio, una normativa che è presente in altri ordinamenti, in special modo in negli ordinamenti di che è quella dei danni punitivi. Già nel 2017 le Sezioni Unite della Cassazione hanno permesso la delibazione delle sentenze straniere in ordine ai danni punitivi nell'ordinamento italiano. Fino a quella data la Cassazione affermava che il principio dei danni punitivi andasse contro un principio generale del nostro ordinamento, che è quello dell'ordine pubblico. Invece dal 2017, proprio le Sezione Unite ci hanno detto che, visto che l'ordine pubblico è un principio che viene modificato nel tempo e dipende anche dalla sensibilità dei consociati, tali danni punitivi non confliggono più con i principi informativi dell'ordinamento giuridico italiano, allora è necessario inserire una normativa anche di tipo sperimentale ed esclusivamente all'interno della proprio per i danni punitivi. Ciò perché con la se vogliamo darle significato, dobbiamo, da un certo punto di vista, incentivare le persone che subiscono danni molto limitati, di pochi euro, ad aderire a quella perché altrimenti non aderirebbero, qualora le spese dell'adesione fossero superiori ad un eventuale risarcimento.
Ma soprattutto, il sistema dei danni punitivi è un sistema di regolazione del mercato, ovvero quello di favorire le imprese che agiscono legittimamente e legalmente contro le imprese che agiscono in maniera illegittima e illegale, che non solo fanno un danno ai consumatori agli utenti e ai cittadini, ma fanno dando anche alle imprese sane, che sono la maggior parte del nostro territorio e mi ricollego con quello che ho ascoltato dai colleghi di Forza Italia: non capisco perché i colleghi di Forza Italia vogliano per forza tutelare le aziende che agiscono in maniera illegale o illegittima piuttosto che tutelare il buon andamento del mercato e della concorrenza, tutelando in questo modo, attraverso i danni punitivi, le imprese che agiscono legalmente e correttamente nel mercato interno italiano. In realtà, è un principio che sì confà specificatamente per queste azioni di classe, le potrebbe portare a una promozione ancora maggiore e quindi, grazie a questo emendamento, io spero che si possa fare una discussione nel merito di questo principio dei danni punitivi, che tutela i più deboli contro i più forti che agiscono illegalmente.
VITTORIO SGARBI(FI). Chiedo di parlare.
VITTORIO SGARBI(FI). Gentile Presidente, volevo semplicemente dire che al voto numero 26, per il quale ho fatto la dichiarazione contraria, non è partita questa macchina diabolica che serve per mettere le dita, quindi chiedo che venga registrata, ma esiste, d'altra parte, la registrazione.
PRESIDENTE. Lo faremo sicuramente. Grazie, onorevole Sgarbi.
VITTORIO SGARBI(FI). Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole. Resta a verbale, naturalmente.
FEDERICO FORNARO(LEU). Signora Presidente, io credo che qui stiamo assistendo a un'innovazione nelle tecniche di voto parlamentare francamente inaccettabile. Il collega Coletti ha fatto molti emendamenti, ha portato un contributo credo anche importante, però non è accettabile - e io chiedo che questa cosa venga, per il suo tramite, segnalata al Presidente della Camera e si trovino gli organismi in cui su questo prendere delle decisioni -, non esiste, nella prassi parlamentare, un emendamento che non viene ritirato e non ottiene neanche il voto del suo presentatore .
È inaccettabile, è un problema di decoro del Parlamento, è un problema di rispetto dei colleghi, lo dico al collega Colletti, è un problema di rispetto dei colleghi. Nella giornata di ieri, il collega Crosetto per due volte ha salvato, tra virgolette, la forma, dando lui il voto favorevole. Io credo che questa cosa sia inaccettabile e leda l'autorevolezza di questa Aula e quindi chiedo che venga presa un una decisione al riguardo, e chiedo anche al collega presidente del gruppo MoVimento 5 Stelle che si adoperi affinché, all'interno del gruppo, non avvengano situazioni di questo genere. C'è la libertà, c'è il voto in dissenso, c'è il ritiro, ci sono tutta una serie di strumenti che i Regolamenti consentono, ma questa cosa non è assolutamente accettabile , , .
PRESIDENTE. Grazie. Raccolgo le sue osservazioni, che trasferirò al Presidente della Camera.
EMANUELE FIANO(PD). Presidente, intervengo ai sensi dell'articolo 8, in particolare dopo il primo punto, ma anche citando l'articolo 67 della Costituzione. L'articolo 8 perché lei, come sicuramente sta facendo, deve assicurare il buon andamento dei lavori e, come hanno detto i colleghi prima di me, il collega Fornaro, questo, quello di un voto nel quale il presentatore dell'emendamento non si vota e tutta la Camera si oppone al contenuto dell'emendamento, cosa già successa altre volte, sempre sugli emendamenti del collega Colletti, non è un buon andamento dei lavori. Se io fossi un esponente del MoVimento 5 Stelle potrei chiederle di fare sapere a quest'Aula il costo delle votazioni inutili sugli emendamenti Colletti che questa istituzione ha sostenuto in queste ore . Sono inutili perché l'opposizione ad un emendamento il cui presentatore non lo difenda con il suo voto, per l'esercizio della democrazia, è inutile.
Ma io direi che c'è qualcosa di più delle cose, già che condivido, che ha detto il collega Fornaro ed è il contenuto dell'articolo 67 della Costituzione, perché noi siamo chiamati, dal testo costituzionale, ad esercitare la nostra funzione senza vincolo di mandato. Allora, io vorrei investire, per il suo tramite, il Presidente della Camera per sapere se il deputato Colletti, in quest'Aula, è libero o meno di esercitare il suo mandato
Ce lo dica lui o ce lo dica il capogruppo del MoVimento 5 Stelle. Noi vogliamo sapere: ma se l'onorevole Colletti esercitasse, in coerenza con il testo degli emendamenti che presenta, il suo libero mandato di votare a favore di quel testo, che cosa succederebbe? Succederebbe qualcosa che viene deciso qui dentro, o magari viene deciso in una società che è fuori da questo palazzo e che amministra, magari le loro decisioni ? Dobbiamo porcelo, Presidente, questo quesito, è fondamentale essere certi che ognuno di noi, qui dentro, è libero di esercitare la sua funzione senza vincolo di mandato, come ci obbliga la Costituzione. Ed è evidente che gli altri 629 parlamentari qui presenti pensano dell'onorevole Colletti – Presidente, mi rivolgo ovviamente a lei – che lui non sia libero, che lui, invece, abbia sopra la sua testa un vincolo, perché è evidente di fronte a tutti che non può esercitare liberamente la sua opinione , e questo è grave, è un'offesa alla Carta costituzionale, oltre che un'offesa a tutti noi che compiamo ore di discussioni per opporci a un contenuto che non è difeso da chi lo presenta .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fiano. Lei ha sollevato naturalmente delle questioni molto alte, che trasferirò alla Presidente della Camera. Ha ricordato che la Presidenza è tenuta a garantire il buon andamento dei lavori, questo però non significa che io possa costringere fisicamente il deputato Colletti a votare e a esercitare i suoi diritti .
PRESIDENTE. Onorevole Fornaro lei è già intervenuto… no, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
FEDERICO FORNARO(LEU). No, brevissimamente, non per entrare in contraddizione, ma in un dialogo costruttivo con la Presidenza. È vero quello che lei ha detto, però lei è nel pieno delle facoltà per stigmatizzare questo comportamento, e le chiedo formalmente di stigmatizzare il comportamento del collega Colletti.
PRESIDENTE. Ho già detto, onorevole Fornaro, che si tratta di una questione di cui la Presidenza naturalmente prende atto, a tal punto da sentire il dovere di riferire e di trasferirla al Presidente della Camera. Questo credo che basti.
PRESIDENTE. A che titolo, onorevole Baldelli?
SIMONE BALDELLI(FI). Sempre su questo tema, Presidente.
SIMONE BALDELLI(FI). Semplicemente per sottolineare la correttezza della sua posizione, Presidente. La Presidenza non ha il diritto di impedire a nessun deputato di presentare un emendamento, non ha il diritto di impedire a nessun deputato di intervenire e non ha il diritto di impedire a nessun deputato di fare le figuracce che crede, in quest'Aula .
Sulla base di questo, io difendo il diritto dell'onorevole Colletti di presentare qualunque emendamento rispetto al quale io posso avere una posizione diametralmente contraria e votare contro e dire le ragioni per cui voto contro, ma non posso pensare che la Presidenza, in qualche misura, si senta in dovere di obbligare il collega Colletti a ritirare un suo emendamento, perché questa sarebbe una violazione del diritto dell'onorevole Colletti di presentare, discutere e votare o meno i suoi emendamenti, fermo restando che poi la questione politica è tutt'altra e che se uno, in questo Parlamento, fa la figuraccia di non votare neanche lui un emendamento che magari presenta e illustra, beh, questa figuraccia se la porta a casa, col beneplacito di tutti. Grazie .
PIERANTONIO ZANETTIN(FI). È una dichiarazione di voto contrario a questo emendamento, Presidente.
PIETRO PITTALIS(FI). Come preannunciato dal collega Zanettin, voteremo contro perché, vedete, il danno punitivo è un istituto che, per quanto almeno mi riguarda, in astratto, in via generale potrebbe essere anche introdotto nel nostro ordinamento, anche perché son convinto che costituirebbe un efficace incentivo alle transazioni delle cause civili. Però, considero davvero scellerata l'idea di introdurlo surrettiziamente, come intendete fare voi, poiché, almeno per l'intenzione che avete manifestato finora voi della maggioranza - dovrebbe avere anche efficacia retroattiva. Questo emendamento, in realtà, colleghe e colleghi, nasconde una logica giacobina, una logica punitiva e sanzionatoria nei confronti delle imprese, che abbiamo più volte denunciato nel corso di questo dibattito.
PIETRO PITTALIS(FI). È la stessa logica che porta il Ministro Di Maio a promettere di farla pagare alle banche e ai funzionari italiani che hanno negoziato il CETA e Rocco Casalino a minacciare di tagliare i finanziamenti a per farlo chiudere e una mega vendetta nei confronti dei tecnici del MEF.
PIETRO PITTALIS(FI). È la stessa logica - e chiudo, Presidente - che ispira tutte le vostre proposte di legge in tema di giustizia, con aumenti di pena indiscriminati per tutti i reati, l'esclusione generalizzata dei benefici carcerari…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha terminato il tempo a sua disposizione, mi dispiace. Il Regolamento vale per tutti.
CIRO MASCHIO(FDI). Presidente, onorevoli colleghi, anche noi voteremo contro questo emendamento e, se un risarcimento va chiesto a titolo di danni punitivi, andrebbe chiesto all'onorevole Colletti il quale, con dolo o colpa grave, insiste nel presentare emendamenti, sapendo perfettamente che poi non andrà a votarli.
L'onorevole Colletti potrebbe dimostrarci che non c'è questo suo dolo nel presentare questi emendamenti, solo se ci spiegasse perché non vota a favore dei propri emendamenti. Infatti, qualora egli fosse costretto a non votare da qualche vincolo o da qualche regolamento, questo interesserebbe i profili di costituzionalità e di democrazia parlamentare che già altri colleghi le hanno sottoposto .