Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/06/il-nuovo-accertamento-esecutivo-una-normativa-da-modificare.html
Timestamp: 2018-07-20 21:43:16+00:00
Document Index: 122528788

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 8', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 47']

Accertamenti fiscali da subito esecutivi: una normativa da modificare | Commercialista Telematico
Accertamenti fiscali da subito esecutivi: una normativa da modificare
Il legislatore fiscale, con l’assillante preoccupazione d’incassare nel più breve tempo possibile, ha sensibilmente modificato gli istituti dell’accertamento e della riscossione, nel senso di unificarli per creare un nuovo atto amministrativo complesso per il recupero delle somme richieste.
In un primo momento, con il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 122 del 30 luglio 2010, il legislatore all’art. 29 ha previsto che l’avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi,dell’IRAP e dell’IVA emesso dall’Agenzia delle Entrate è immediatamente esecutivo se notificato a partire dall’1 luglio 2011 e relativo ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.
dell’art. 8, c. 3-bis, del D.Lgs. n. 218 del 19 giugno 1997 (responsabilità patrimoniale del garante);
La suddetta procedura, eccessivamente penalizzante per i contribuenti soprattutto per la tempistica del processo tributario, è stata più volte criticata e per questo, ultimamente, il legislatore con il decreto legge sullo sviluppo (n. 70 del 13/05/2011 in G.U. n. 110 del 13/05/2011, entrato in vigore il 14/05/2011) ha cercato di attenuarne gli effetti negativi stabilendo all’art. 7, c. 1, lett. m, e c. 2, lett. n, quanto segue:
“Attenuazione del principio del ‘solve et repete’. In caso di richiesta di sospensione giudiziale degli atti esecutivi, non si procede all’esecuzione fino alla decisione del giudice e comunque fino al centoventesimo giorno”;
“La sanzione amministrativa prevista dall’articolo 13 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 471 non si applica nei casi di omesso, carente o tardivo versamento delle somme dovute, nei termini di cui ai periodi precedenti, sulla base degli atti ivi indicati”;
“In caso di richiesta, da parte del contribuente, della sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato ai sensi dell’articolo 47 del Decreto Legislativo 31 dicembre 1992 n. 546, l’esecuzione forzata di cui alla lett. b) è sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento che decide sull’istanza di sospensione e, in ogni caso, per un periodo non superiore a cento venti giorni dalla data di notifica dell’istanza stessa”;
innanzitutto, rinviare l’entrata in vigore all’1 luglio 2012, per una maggiore ponderazione del problema;
impedire all’agente della riscossione l’attivazione di qualsiasi procedura cautelare sino alla pronuncia del giudice tributario; inoltre, anche in vista della riforma fiscale, è opportuno che il legislatore preveda tassativamente il preavviso al contribuente nelle ipotesi di ipoteca, pignoramento dei conti e blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione (oggi, purtroppo, non previsto);
ridurre sensibilmente l’aggio esattoriale del 9% (almeno in misura proporzionale all’attività di recupero effettivamente svolta), tenuto conto che nelle ipotesi sopraesposte non dovrà più essere redatta e notificata la relativa cartella esattoriale ed inoltre l’aggio non deve essere totalmente a carico del contribuente; oltretutto, con la nuova normativa, l’agente della riscossione non dovrà più rischiare gli errori nelle notifiche e questo penalizza ulteriormente il diritto di difesa dei contribuenti, che sino ad oggi hanno potuto eccepire la nullità o l’inesistenza delle notifiche delle cartelle esattoriali (come le notifiche per posta, CTP di Lecce – Sez. 5 – sentenza n. 533/05/10 del 29/12/2010); per esempio, può capitare che un curatore fallimentare, oggi, si veda notificare una cartella che, in realtà, l’agente della riscossione avrebbe dovuto consegnare nelle mani del responsabile della società fallita (per altri errori di notifica, ultimamente, si citano CTR di Bari – Sez. 8 – sentenza n. 36/2010; Tribunale di Genova – Sez. 2 – sentenza n. 14212 del 03/12/2010; Tribunale di Roma, sentenza del 09/12/2010);
che, in sede giudiziaria, i contribuenti sollevino eccezioni di incostituzionalità della norma con riferimento agli artt. 24 secondo comma, 41, 76 e 111 secondo comma, della Costituzione; a tal proposito, si precisa che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 281 del 07/07/2010 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, c. 3, terzo periodo, del D.L. 08 aprile 2008 n. 59, convertito, con modificazioni, dalla Legge 06 giugno 2008 n. 101, nella parte in cui stabiliva la perdita di efficacia del provvedimento di sospensione, adottato o confermato dal giudice, dopo il decorso di 150 giorni; infatti, se è fuori di dubbio che il legislatore gode di ampia discrezionalità nella conformazione degli istituti processuali, è pur vero che il diritto di difesa, al pari di ogni altro diritto garantito dalla Costituzione, deve essere regolato dalla legge ordinaria in modo da assicurarne il carattere effettivo, senza alcuna limitazione temporale;
che il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria solleciti i giudici tributari ad emettere immediatamente i decreti di sospensione ex art. 47, c. 3, D.Lgs. n. 546/92, tenuto conto del mutato assetto legislativo, fortemente lesivo dei diritti di difesa;
Nella relazione sull’Amministrazione della Giustizia Tributaria nella Regione Puglia dall’1 luglio 2009 al 30 giugno 2010, il Dott. Ennio Attilio Sepe, Presidente della Commissione Tributaria Regionale della Puglia, ha chiarito che:
le istanze di sospensione cautelare presentate alle CTP sono notevolmente aumentate, passando dalle precedenti 8.625 alle attuali 13.178, con un incremento del 152%: 7.071 sono state accolte, 6.107 rigettate;
la soccombenza media presso le CTP è passata dal 64,83% al 59,12% per l’ufficio e dal 35,17% al 40,88% per il contribuente.