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Timestamp: 2020-07-12 23:00:01+00:00
Document Index: 67860115

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 45', 'art.36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Reato in prescrizione per abuso edilizio. | PAOLIN COSTRUZIONI
Reato in prescrizione per abuso edilizio.
In questa notizia forniamo una breve guida sull'abuso edilizio: quando si configura, le sanzioni penali e amministrative, la confisca e i termini di prescrizione (che riguardano solo il reato, mentre l'ordine di demolizione non si prescrive mai).
- in assenza di autorizzazione amministrativa;
- in mancanza di dichiarazione dell’inizio di attività;
- su suolo non edificabile.
Quando una costruzione è abusiva si dà luogo contemporaneamente ad un reato di abuso edilizio e ad un illecito amministrativo. Una precisazione molto importante perché mentre il reato è soggetto a prescrizione, l’illecito amministrativo no: in quest’ultimo caso il Comune può pertanto disporre la demolizione del manufatto abusivo anche qualora siano decorsi i termini di prescrizione del reato edilizio.
I soggetti responsabili dell’abuso edilizio (committente, costruttore e direttore dei lavori) sono definiti nell’art. 29 comma 1 del D.P.R. 380/2001 che prevede:
"Il titolare del permesso di costruire, il committente e il costruttore sono responsabili, ai fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo, della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonché, unitamente al direttore dei lavori, a quelle del permesso e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo. Essi sono, altresì, tenuti al pagamento delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle spese per l’esecuzione in danno, in caso di demolizione delle opere abusivamente realizzate, salvo che dimostrino di non essere responsabili dell’abuso”.
Sanzioni per abuso edilizio
Nel caso di reati in materia edilizia sono previste sanzioni di carattere sia amministrativo che penale (quest’ultime però scattano solo alla fine dell’iter amministrativo).
L’art. 45 “Norme relative all’azione penale”, comma 1 del D.P.R. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia) recita:
"L’azione penale relativa alle violazioni edilizie rimane sospesa finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria di cui all’art.36”.
"Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:
- l’ammenda fino a € 10.329,00 per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;
- l’arresto fino a due anni e l’ammenda da € 5.164,00 a € 51.645,00 nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;
- l’arresto fino a due anni e l’ammenda da € 15.493,00 a € 51.645,00 nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell’articolo 30. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso".
Lo stesso articolo 44 T.U. Edilizia comma 2 regola anche la confisca dei terreni prevista nelle ipotesi di lottizzazione abusiva accertata con sentenza definitiva.
In questo caso i terreni vengono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione.
Come confermato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 49/2015, è ormai consolidato l’orientamento della giurisprudenza a ritenere la confisca una sanzione amministrativa reale che il giudice penale deve disporre anche quando rilevi che il reato di prescrizione abusiva è prescritto, essendo sufficiente la sola materialità dell’illecito.
- 4 anni dal compimento dell’illecito se, da tale momento, non ci sono stati atti interruttivi della prescrizione;
- 5 anni dal compimento dell’illecito se c’è stato un atto interruttivo (ad esempio in caso di decreto di citazione a giudizio). In questo caso, il termine da cui decorre la prescrizione è quello dell’accertamento o dell’avvenuto sequestro o, in assenza di tali interventi, dalla sentenza di primo grado.
Con la sentenza n. 9949/2016, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’ordine di demolizione del manufatto abusivo ha natura di sanzione amministrativa volta a ripristinare lo stato del bene giuridico leso e configura un obbligo di fare, imposto per ragioni di tutela del territorio, senza dunque avere alcuna finalità punitiva.