Source: http://www.visionedioggi.it/index.php/2018/08/23/ecco-il-testo-e-le-motivazioni-della-mozione-di-sfiducia/
Timestamp: 2019-05-21 19:10:16+00:00
Document Index: 31132928

Matched Legal Cases: ['art. 52', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 97', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 48', 'art.127']

Ecco il testo e le motivazioni della mozione di sfiducia - Visione di Oggi - quotidiano gela notizie, news sicilia
19:10:15 21/05/2019
Gela – I consiglieri non hanno fatto alcuna conferenza stampa ma hanno tenuto secratato il contenuto della mozione che oggi rendono pubblico. Sono stati troppo impegnati a raccogliere firme, l’unico argomento fondamentale per la riuscita del progetto. Questo è il testo della mozione di sfiducia:
“I sottoscritti Consiglieri Comunali, in carica presso il Comune di Gela, trasmettono la presente mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco ai sensi dell’art. 52 D.LGS N. 267/00, ai sensi dell’art. 10 della legge regionale della Regione Siciliana n. 35 del 15/09/1997 così come sostituito dall’art. 2 comma 1 della L. R. n. 25/2000 e modificato dall’art. 7 della legge elettorale n. 6 del 05/04/2011 pubblicata nella G.U.R.S. n. 16 del 11/04/2011 (come esplicitata nella circolare assessoriale n. 6 del 12 marzo 2012 Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Dipartimento delle Autonomie Locali) , nonché ai sensi dello Statuto Comunale.
La normativa citata in oggetto prevede che la mozione di sfiducia al Sindaco deve essere “motivata e sottoscritta” da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati (nel caso del Comune di Gela, quindi, da almeno 12 Consiglieri Comunali) ed è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Per essere approvata, la mozione deve essere votata favorevolmente da almeno i due terzi dei consiglieri assegnati (nel caso del Comune di Gela da almeno venti Consiglieri) e, in caso di approvazione, ne consegue l’immediata cessazione degli Organi del Comune. E’ bene precisare che la Corte Costituzionale ha ritenuto legittima la presentazione e l’approvazione della mozione di sfiducia presentata dai Consiglieri Comunali nei riguardi del Sindaco eletto direttamente, rigettando le richieste avanzate per la dichiarazione d’illegittimità costituzionale della normativa suddetta, per asserito contrasto con gli articoli 1, 48 e 97 della Costituzione, precisando che, riguardo l’art. 1, non può dirsi in contrasto con il principio che la sovranità appartiene al popolo, per la previsione che il Consiglio Comunale, mediante voto di sfiducia, possa far cessare dalla carica il Sindaco direttamente eletto dal popolo, poiché dalla sua approvazione ne consegue anche lo scioglimento del medesimo Consiglio ed il ricorso ad una nuova consultazione popolare che ristabilisca le forme della necessaria collaborazione fra i due Organi di Governo del Comune. Non viola nemmeno l’art. 97 perché in un sistema in cui è anche previsto il voto disgiunto “la governabilità dell’ente locale non è assunta come valore assoluto” (sentenza n. 107 del 1996), ma anche perché detta previsione non può essere riferita ai rapporti tra gli Organi di Governo del Comune, i quali assumono, relativamente all’ambito di applicazione dell’Ente Locale, valenza intrinsecamente politica e quindi non possono essere valutati alla luce di un principio che si riferisce invece all’attività dell’Amministrazione, che si svolge “senza distinzioni di parti politiche, al fine del perseguimento delle finalità pubbliche obbiettivate dall’ordinamento” (sentenza n. 453, del 1990). Infine il riferimento all’art. 48 della Costituzione è stato ritenuto dalla Corte priva di qualsiasi pur minima motivazione. Con riguardo invece alla giurisprudenza amministrativa in merito alla qualificazione sostanziale ed al contenuto giuridico della motivazione richiesta dalla normativa citata in oggetto, ai fini della corretta e legittima approvazione della mozione di sfiducia, è stato più volte e correttamente rilevato che la legge prevede, quale condizione di legittimità della mozione di sfiducia al Sindaco, solamente che essa sia “motivata” ma che non contiene ulteriori precisazioni sulle modalità di questa motivazione. Di conseguenza, è stato giustamente ritenuto, che la motivazione della sfiducia al Sindaco può essere non soltanto di natura giuridico-amministrativa, cioè riferita alle sue conclamate inadempienze e violazioni rispetto al programma amministrativo di governo, depositato dallo stesso Sindaco al Comune al momento della presentazione della propria candidatura, ma anche di carattere esclusivamente politico. Può legittimamente basarsi sulla diversità di orientamento politico tra Sindaco e Maggioranza Consiliare, nonché alle conflittualità tra gli Organi Comunali, con il dissenso da parte dell’Organo Assembleare sulla gestione adottata dal Sindaco; ancora alla “frantumazione” della Maggioranza dei Consiglieri nell’approvazione degli atti dell’Amministrazione, mediante bocciature o mancanza del numero legale. Per dette ragioni, la mozione di sfiducia al Sindaco è caratterizzata da una elevatissima discrezionalità, sindacabile solamente in caso di manifesta illogicità o evidente travisamento dei fatti (TAR Sicilia Catania, sez. III, 12 maggio 2011– in senso conforme – Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, 28 settembre 2007, n. 886). In altri termini, la mozione di sfiducia al Sindaco, adottata dal Consiglio Comunale, rientra fra i provvedimenti caratterizzati da un’elevatissima discrezionalità, la cui motivazione può essere anche incentrata su una diversità di orientamenti politici fra Sindaco e Maggioranza Consiliare, per cui non deve essere motivata in riferimento a precise inadempienze del Sindaco rispetto al programma in base al quale è stato eletto (TAR Sicilia Palermo sez. I, 20 agosto2007, n. 1955 – nonché, con riferimento alla normativa nazionale, TAR Lombardia Milano, sez. I, 5 febbraio 2009, n.1145). Sicché, di fronte ad una “motivazione politica”, (sussistente nel caso specifico), le eventuali ed ulteriori “aggiunte” di considerazioni e contestazioni di ripetute inadempienze e violazioni da parte del Sindaco rispetto al programma in base al quale è stato eletto risulterebbero “irrilevanti ed inutili” ai fini della legittimità dell’approvazione della mozione di sfiducia, nella quale vengono esplicitate le ragioni politiche della sfiducia stessa, sfuggono alla cognizione del Giudice Amministrativo, alla luce della giurisprudenza sopra richiamata.
Tuttavia, nella presente mozione, verranno passate in rassegna non solo le “motivazioni politiche” della sfiducia al Sindaco, ma anche quelle “giuridico-amministrative”, che non mancano ma anzi abbondano, rispetto al suo programma elettorale ed agli specifici obblighi che la legge impone al suo ruolo.
L’attuale amministrazione viene eletta nel 2015 con una rappresentanza minima (solo 5 consiglieri comunali) e senza alcuna possibilità di avere una maggioranza stabile. A soli sei mesi dall’elezione il Sindaco revoca le nomine assessoriale espressione diretta del movimento 5 stelle, ponendosi, di fatto fuori dal movimento di appartenenza.
A quel punto viene meno il sostegno anche dei cinque consiglieri, rimanendo del tutto privo di ogni riferimento all’interno dell’organo consiliare.
Il Sindaco ed i suoi assessori si sono arroccati nelle loro posizioni in maniera a volte anche arrogante, senza tener conto e senza coinvolgere il consiglio, sminuendo in maniera poco democratica il ruolo dei consiglieri comunali. Questo è avvenuto in diversi modi, tra i quali si ricordano:
la quasi totalità degli atti di indirizzo deliberati da questo Consiglio Comunale sono stati sempre disattesi da questa Amministrazione;
sono state disattese quasi tutte le interrogazioni e le mozioni votate da questo Consiglio Comunale, tra i quali si citano: lotta al randagismo, risoluzione problemi raccolta differenziata, decoro urbano, attuazione del protocollo d’intesa, mancata condivisione col consiglio della scelta delle opere di compensazione (ENI);
sulla vicenda dell’Ospedaleil Sindaco non ha fatto altro che utilizzare i suoi interventi in Consiglio Comunale e le passerelle da capopopolo per incensarsi agli occhi della cittadinanza senza, di fatto, ottenere alcun risultato per migliorare l’offerta sanitaria dell’Ospedale di Gela;
In soli tre anni il Sindaco ha defenestrato ben 16 assessori, senza mai riferire in aula le motivazioni politico-amministrative;
Settori strategici, quali lavori pubblici, manutenzione, Bilancio ed affari legali sono rimasti privi di assessori e, quindi, di una guida politica per oltre sei mesi;
In tre anni, disattendendo le indicazioni dei consiglieri comunali, sono stati interrotti servizi essenziali, quali trasporto disabili, assistenza anziani e disabili, strisce blu, e chiuso strutture importanti quali palazzetto dello sport, stadio, parcheggi, anagrafe canina. Da registrare l’assenza totale di controllo del territorio che ha causato un aumento incontrollato dell’abusivismo commerciale e del degrado urbano;
Nonostante il consiglio comunale abbiarespinto la proposta di aumento della Tari, l’amministrazione ha, di fatto, attuato un sistema di gestione dei rifiuti che ha prodotto un aumento dei costi del servizio privi di copertura finanziaria, producendo con scienza e coscienza milioni di debiti fuori bilancio, in totale contrasto con l’indirizzo politico dell’assise civica;
Nella primavera del 2018 la Giunta ha creato una grave emergenza igienico-sanitaria decidendo arbitrariamente di lasciare, per settimane, i rifiuti lungo le strade, con grave danno d’immagine della città e della salute dei cittadini, al punto tale che si ipotizzano responsabilità penali;
A dispetto della deliberazione n. 113 del 16.05.2018 della Corte dei Conti cheimponeva all’amministrazione comunale di attuare misure correttive alla grave situazione finanziaria riscontrata in occasione del controllo del consuntivo 2015 e 2016 e del bilancio di previsione 2016, entro 60 giorni dalla richiesta, il Sindaco, in dispregio della normativa vigente e delle sollecitazione dell’assiste civica, non ottemperava nei termini, con grave danno per l’Ente;
Il Sindaco, nonostante più volte sollecitato dall’organo consiliare, portava in maniera sistematica oltre i termini previsti dalla legge, le proposte di deliberazione del consuntivo, del bilancio di previsione, del piano triennale, del piano delle alienazioni, al punto da far commissariare il Comune di Gela per l’approvazione dei relativi atti;
Dall’inizio della consiliatura, abbiamo assistito ad una sistematica “frantumazione” dei gruppi consiliari nell’approvazione degli atti dell’Amministrazione, mediante bocciature, continue mancanze del numero legale, ritiro degli atti deliberativi da parte dell’Amministrazione Comunale;
Ad oggi la quasi totalità del consiglio ha espresso in modo palese il diverso orientamento politico rispetto alla giunta municipale, comportando, di fatto, un’elevata conflittualità tra l’organo amministrativo e quello politico.
Sin dall’insediamento, il sindaco ha disatteso il mandato politico popolare senza realizzare neanche una minima parte del programma elettorale che ad oggi risulta essere totalmente disatteso.
In particolare si evidenzia che a tre anni dalle elezioni risultano disattese i principali punti del programma elettorale.
Non mancano, infine, le inadempienze degli obblighi previsti dalla legge a carico del sindaco, solo per citarne uno, il primo cittadino ha omesso di presentare la relazione annuale per tutti gli anni di sindacatura finora svolta, relazione sullo stato di attuazione del programma elettorale prevista e imposta dallo statuto comunale, nonché dalla legge regionale 7/92 così come modificata dall’art.127, comma 22, della legge regionale 17/2004.
In conclusione, si ritiene che il Consiglio Comunale non può ulteriormente assistere passivo ad un così grave degrado politico amministrativo, senza farsi complice di una inaccettabile inerzia delle Istituzioni, a tutto danno della comunità e dei cittadini che in noi hanno riposto le proprie naturali esigenze ed aspettative per una crescita culturale e sociale.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri Comunali, consapevoli della responsabilità assunta nel 2015 a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i cittadini e consci dell’impossibilità di adempiere ai doveri derivanti dal proprio mandato
al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dell’apposita seduta del Consiglio Comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al Sindaco;
a tutti i Consiglieri Comunali l’invito ad approvarla, guardando solo ed esclusivamente agli interessi generali e collettivi della nostra Comunità, per scrivere anticipatamente la parola FINE a questa disastrosa Sindacatura.
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