Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P000110.HTM
Timestamp: 2020-03-30 08:18:11+00:00
Document Index: 153926409

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 110 del 2000
Gruppo XV /110.00.11
OGGETTO: Interpretazione art. 3 bis undicesimo comma D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502.
1. Con la lettera in riferimento codesto Assessorato pone all'Ufficio un quesito - sollevato dall'Ente parco XXXX - in ordine al collocamento in aspettativa, per l'espletamento dell'incarico di direttore amministrativo di una azienda ospedaliera, richiesto da un proprio dipendente ai sensi dell'art. 3, ottavo comma del D.Lgs. n. 502/1992 prima della novella (art. 3 bis, undicesimo comma dello stesso D.Lgs.) introdotta dall'art. 3 del D.Lgs. 19 giugno 1999, n. 229.
In particolare vien chiesto se il "collocamento in aspettativa senza assegni" e il "diritto al mantenimento del posto" - previsti dalla citata norma statale per i lavoratori dipendenti chiamati all'incarico di direttore generale, amministrativo e sanitario delle aziende U.S.L. ed ospedaliere - costituiscano un "atto dovuto" ovvero discrezionale dell'Amministrazione.
Anche se la vicenda dalla quale trae origine la richiesta di parere (nomina del dott. F.L. a direttore amministrativo dell'Azienda ospedaliera HHHH di YYYY) ha avuto inizio sotto l'impero dell'art. 3, ottavo comma del D.Lgs. n. 502/1992, poi abrogato dall'art. 3, secondo comma del D.Lgs. 29 giugno 1999, n. 229 e sostituito dall'art. 3 bis, undicesimo comma, aggiunto dall'art. 3, terzo comma dello stesso decreto legislativo n. 229, entrato in vigore il 31 luglio 1999, tale evoluzione normativa è nella fattispecie irrilevante, atteso che non ha inciso sul punto in discussione.
Sia l'art. 3, ottavo comma che l'art. 3 bis, undicesimo comma - già vigente alla data della delibera dell'ente allegata in copia alla richiesta di parere - appaiono orientati a statuire il carattere automatico dei provvedimenti di cui trattasi (collocamento in aspettativa e mantenimento del posto) rispetto alla nomina che li determina; inducendo per ciò ad escludere qualsiasi margine di discrezionalità per l'amministrazione tenuta ad adottare i predetti provvedimenti.
A tale conclusione porta infatti la struttura grammaticale della norma de qua, in entrambe le versioni tutta imperativamente formulata ("determina"; "è concessa"; "è utile"; "provvedono", etc.), nonchè, da un punto di vista logico-interpretativo, la previsione (nell'undicesimo comma dell'art. 3 bis del D.Lgs. n. 502/1992) di un termine (sessanta giorni dalla richiesta) entro il quale l'aspettativa deve essere concessa da parte delle amministrazioni di provenienza dei nominati.
Le considerazioni sopra svolte non lasciano spazio agli argomenti extragiuridici addotti nell'ultima parte della nota in riferimento.