Source: https://iisap.edu.it/crediti-e-debiti/
Timestamp: 2020-04-09 07:03:11+00:00
Document Index: 130564965

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Crediti e Debiti - I.I.S. Rita Levi Montalcini
Il credito scolastico viene attribuito in base al dettato del D.M. n. 42 del 22 maggio 2007, solo nelle classi terze, quarte e quinte.
Il Collegio dei Docenti ha deliberato di attribuire il credito, tenendo conto, oltre che della media dei voti (concorre alla media anche il voto di condotta), anche dei seguenti elementi:
frequenza delle lezioni;
partecipazione alle attività integrative;
esperienze concorrenti al credito formativo;
partecipazione ad attività extra curriculari (patente ECDL, Trinity, avviamento alla pratica sportiva, attività ludico-espressive);
partecipazione agli stage linguistici o ai progetti di alternanza scuola/lavoro.
Alla delibera di attribuzione del credito scolastico partecipa anche il docente di Religione che esprime il suo giudizio riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica e il profitto che ne ha tratto (O.M. 90/2001).
L’attribuzione del credito scolastico ad ogni alunno va deliberata e verbalizzata, con l’indicazione degli elementi giustificativi della valutazione.
Per gli alunni che non conseguono la promozione alla classe successiva non si procede all’attribuzione del credito scolastico, ai sensi dell’art. 11, comma 3, del DPR 23 luglio 1998, n. 323.
Si ricorda che il C.d C. della V classe, in occasione dello scrutinio finale e fermo restando il massimo dei 25 punti complessivamente attribuibili, può motivatamente integrare il punteggio complessivo conseguito dall’alunno in considerazione del particolare impegno e merito scolastico dimostrati nel recupero di situazioni di svantaggio presentatesi negli anni precedenti in relazione a situazioni familiari o personali dell’alunno stesso, che hanno determinato un minor rendimento. Tale integrazione non può superare i due punti.
Credito formativo﻿
“Il credito formativo viene attribuito a qualificate esperienze debitamente documentate, dalle quale derivino competenze coerenti con il tipo di corso cui si riferisce l’esame di Stato; la coerenza, che può essere individuata nell’omogeneità con i contenuti tematici del corso, nel loro approfondimento, nel loro ampliamento, nella loro concreta attuazione, è accertata per i candidati interni e per i candidati esterni, rispettivamente, dai C.d.C. e dalle commissioni di esame”
(art. 12 del DPR 23.07.98, n. 323).
“le esperienze che danno luogo all’acquisizione dei crediti formativi di cui all’art. 12 del regolamento citato sopra, sono acquisite, al di fuori della scuola di appartenenza, in ambiti e settori della società civile legati alla formazione della persona ed alla crescita umana, civile e culturale quali quelli relativi, in particolare, alle attività culturali, artistiche e ricreative, alla formazione professionale, al lavoro, all’ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport” (art. 1 del D.M. 24.02.00, n. 49);
“la partecipazione ad iniziative complementari ed integrative non dà luogo all’acquisizione dei crediti formativi, ma rientra tra le esperienze acquisite all’interno della scuola di appartenenza, che concorrono alla definizione del credito scolastico” (art. 1 del D.M. 24.02.00, n. 49);
“per i candidati esterni si tiene conto anche del possesso di altri titoli conseguiti al termine di corsi di studio di livello pari o superiore” (art. 1 del D.M. 24.02.00, n. 49).
Quando uno studente alla fine dell’anno scolastico non riesce a raggiungere la sufficienza in una determinata materia, ottiene quello che viene definito un “debito scolastico o debito formativo”.
Il debito formativo viene istituito al posto dell’esame di riparazione dal ministro Francesco D’Onofrio nel 1995. Dopo aver ricevuto un’insufficienza in una materia scolastica, veniva assegnato un debito, che andava colmato entro il termine dell’anno scolastico successivo.
Il ministro Giuseppe Fioroni nel 2007 ha riformato il sistema, obbligando lo studente a colmare il debito prima dell’inizio dell’anno successivo.
Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il mancato conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un immediato giudizio di non promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della formulazione del giudizio finale. La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali l’alunno non ha raggiunto la sufficienza.
Contestualmente vengono comunicati gli interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola è tenuta a portare a termine entro la fine dell’anno scolastico, le modalità e tempi delle relative verifiche. A conclusione dei suddetti interventi didattici, di norma entro il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento, salvo particolari esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche, e comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, il Consiglio di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei risultati conseguiti e alla formulazione del giudizio definitivo che, in caso di esito positivo, comporta l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva.
Il primo consiglio è quello di seguire l’insegnante e studiare il programma man mano che viene spiegato. Non restare indietro con gli argomenti spiegati, altrimenti sarà sempre più difficile recuperare. Se non avete capito un determinato argomento, chiedete spiegazioni all’insegnante. Fate esercizi a casa e cercate di approfondire ogni argomento, per ottenere una preparazione necessaria al raggiungimento della sufficienza. Un buon metodo di studio può essere quello di ripetere ad alta voce la lezione, per “ascoltarsi” e comprendere meglio cosa si è capito e cosa non si è ancora appreso bene. Può anche essere utile studiare con un compagno di classe per confrontarsi insieme sui vari argomenti ed aiutarsi su quelli più difficili. Se ci si rende conto di essere rimasti indietro, non bisogna avere timore a chiedere aiuto. Farsi aiutare da un fratello o da una sorella maggiore, da un vicino di casa universitario o dai genitori può servire a comprendere i propri limiti e a cercare di colmare le lacune. Se da soli non si riesce a studiare, nei casi più gravi, occorre farsi aiutare da un insegnante privato, che potrà rispiegare gli argomenti più difficili e farli comprendere con più facilità. L’importante è comunque riuscire a trovare il proprio metodo di studio e seguire un programma di studio senza rimandare al giorno dopo perché tanto “il prof mi ha già interrogato”. Molto spesso uno studente che resta indietro col programma, ha più difficoltà a recuperare nel momento in cui, magari, si trova con più materie da studiare o da preparare per una interrogazione o un compito in classe. Invece studiando un po’ tutti i giorni, sarà più semplice mantenere il “passo” del professore.
Debiti scolastici: cosa fare per superarli
Gli alunni che hanno ottenuto dei debiti devono seguire i corsi di recupero organizzati dalla scuola, per riuscire a “saldare il debito” prima della fine dell’anno scolastico o dell’inizio dell’anno scolastico successivo, attraverso una o più prove orali o scritte, che servono per dimostrare il superamento del debito. Se ci riescono, il debito viene cancellato; se non ci riescono, gli studenti ottengono in quell’anno scolastico il punteggio minimo di crediti a cui hanno diritto a seconda della “banda di oscillazione”, che viene determinata dalla media dei voti allo scrutinio finale.
Esiste la possibilità che la scuola abbia difficoltà ad organizzare i corsi di recupero, arrivando magari a prediligere soltanto le materie professionalizzanti a seconda del tipo di scuola. In questo caso, se uno studente ha un debito in una materia per la quale non può seguire il corso di recupero a scuola, dovrà comunque impegnarsi per colmare le lacune in quella determinata materia, studiando da solo a casa o facendosi seguire da un’insegnante privato. E’ indispensabile avere una preparazione di base e può essere utile svolgere ricerche per approfondire i vari argomenti. Gli alunni che non riescono a raggiungere gli obiettivi minimi in ogni materia, possono ugualmente essere promossi se il Consiglio di Classe ritiene che le eventuali lacune possano essere recuperate durante il successivo anno scolastico. Dal regolamento non è stato stabilito un numero massimo di materie nelle quali lo studente può mantenere lacune ed essere promosso lo stesso, ma in genere al massimo di parla di 3 materie, oltre le quali scatta la bocciatura.