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Timestamp: 2020-03-31 13:01:20+00:00
Document Index: 110934943

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 5']

Sentenza Cassazione Civile n. 21159 del 19/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21159 del 19/10/2016
Cassazione civile sez. trib., 19/10/2016, (ud. 08/09/2016, dep. 19/10/2016), n.21159
sul ricorso 22023-2011 proposto da:
avverso la sentenza n. 24/2011 della COMM. TRIB. REG. di POTENZA,
F. e P.M., in qualità di eredi di C.G. ved. P., propongono quattro motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 24/3/11 del 27 gennaio 2011, con la quale la commissione tributaria regionale di Potenza, a conferma della prima decisione, ha affermato la legittimità dell’avviso di accertamento notificato dal Comune di Rionero in Vulture per omesso versamento dell'(OMISSIS) su alcuni terreni in proprietà della contribuente (iscritti in catasto al fg. (OMISSIS), particelle (OMISSIS) e (OMISSIS)).
La commissione tributaria regionale ha ritenuto nella specie dovuta VICI in ragione del fatto che l’area in oggetto – in tutte le particelle catastali di riferimento – aveva natura edificabile, in quanto inserita come tale nel PRG.
Si è in proposito affermato che: “l’occupazione di urgenza, per il suo carattere coattivo, non priva il proprietario del possesso dell’immobile, in quanto il bene, finchè non interviene il decreto di esproprio o comunque l’ablazione, continua ad appartenere a lui – tanto che per tal motivo gli si riconosce un’indennità per l’occupazione – mentre nell’occupante, che riconosce la proprietà in capo all’espropriando, manca “l’animus rem sibi habendi”, onde lo stesso è un mero detentore. Ne consegue che il proprietario è soggetto passivo dell’ICI ed è, quindi, obbligato a presentare la relativa dichiarazione, anche se l’immobile è detenuto da terzi” (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 21433 del 12/10/2007; così Cass 10686/05; Cass. 4753/10).
Non si disconosce che questa corte di legittimità (Cass. 5626/15) ha più recentemente ritenuto di esprimere un orientamento apparentemente divergente da quello poc’anzi menzionato, affermando – nella dichiarata consapevolezza di quest’ultimo – che “nel caso in cui, come quello di specie, a seguito dell’immissione in possesso, la cui legittimità non è contestata, da parte della P.A., la società proprietaria del terreno ha perso la disponibilità dell’area, con l’irreversibile trasformazione del fondo, a seguito della realizzazione dell’opera pubblica, si verifica lo spossessamento del bene a favore della P.A. (cfr Cass., sez. 1, 273.2014, n. 7248) non solo sotto il profilo materiale, ma anche sotto il profilo dell’animus, in quanto “in tema di conservazione del possesso o della detenzione “solo animo”, è necessario che il possessore (o il detentore) abbia la possibilità di ripristinare il contatto materiale con la cosa quando lo voglia, con la conseguenza che qualora tale possibilità sia di fatto preclusa da altri o da un’obiettiva situazione dei luoghi, il solo elemento intenzionale non è sufficiente per la conservazione del possesso (o della detenzione) (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 9226 del 04/05/2005). Le stesse Sezioni Unite di questa Corte hanno, al riguardo, affermato che “in tema di occupazione temporanea e d’urgenza di un immobile espropriando, il periodo di occupazione legittima decorre dal momento della effettiva immissione in possesso del beneficiario dell’occupazione, che si verifica, di regola, in conseguenza del c.d. “dimensionamento” – consistente nell’individuazione dell’area mediante infissione di picchetti e nell’affermazione degli incaricati dell’operazione che da quel momento il possesso dell’area s’intende trasferito all’amministrazione espropriante costituendosi, per effetto di tali comportamenti, una impossibilità giuridica dell’ulteriore godimento dell’immobile da parte del proprietario (cfr Cass. Sez. U, Sentenza n. 18077 del 07/08/2009)”.
p. 2.1 Con il secondo motivo di ricorso si lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 1 e 2. Per avere la commissione tributaria regionale erroneamente ritenuto l’edificabilità dell’intera area, anche nella particella (OMISSIS), nonostante che quest’ultima ricadesse in zona catalogata V15 destinata in maggior parte a “verde pubblico attrezzato” e, nella minor parte, a “fascia di rispetto ferroviaria”; così come emergente dai certificati di destinazione urbanistica prodotti in giudizio.
Orbene, fermo restando il principio per cui: “In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), un’area compresa in una zona destinata dal PRG a verde pubblico attrezzato, è sottoposta ad un vincolo di destinazione che preclude ai privati tutte quelle trasformazioni del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione. Ne deriva che un’area con tali caratteristiche non può essere qualificata come fabbricabile, ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 1, comma 2, e, quindi, il possesso della stessa non può essere considerato presupposto dell’imposta comunale in discussione” (Cass. n. 25672 del 24/10/2008), è qui dirimente osservare come il giudice di appello (come già quello di primo grado) abbia in concreto escluso, dopo aver preso espressamente in considerazione il problema, la destinazione della particella in questione a “verde pubblico attrezzato” ovvero a “fascia di rispetto ferroviario”; dal che consegue la correttezza della soluzione giuridica apprestata, nel senso della non esenzione dal versamento dell’ICI.
Non vale obiettare, coni ricorrenti, che la commissione regionale non avrebbe fatto buon governo del compendio probatorio e, in particolare, del certificato di destinazione urbanistica relativo alla particelle in esame; dal quale, al contrario, risulterebbe la destinazione esente.
Da un lato, la presente censura è stata formulata per far valere non già una carenza motivazionale e di ricostruzione della fattispecie materiale ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, bensì la sola asserita violazione o falsa applicazione di legge ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Profilo, quest’ultimo, che in tanto potrebbe avere ingresso, in quanto risultasse pacifica la ricostruzione fattuale della vicenda mediante individuazione della suddetta destinazione esente; là dove, all’opposto, il giudice di merito ha argomentatamente escluso, anche con la citazione dei documenti presi a tal fine in esame, la riscontrabilità nella specie di quest’ultima.
Ciò induce a senz’altro escludere la violazione normativa, avendo la commissione tributaria regionale fatto corretta applicazione del disposto per cui, ai fini ICI, l’area deve ritenersi edificabile anche quando risulti utilizzabile a scopo edificatorio secondo uno strumento urbanistico di natura “generale” (PRG), ed indipendentemente dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo (D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, lett. b, come interpretato alla luce del D.L. n. 203 del 2005, art. 11 quaterdecies, comma 16, conv. in L. n. 248 del 2005; così SSUU 25506/06; Cass 25676/08; Cass. 11433/10 ed altre).
Ciò, nonostante che la stessa sentenza, nella parte dedicata allo svolgimento del giudizio, dia espressamente atto che – tra i motivi di contestazione proposti dalla contribuente avverso l’avviso di accertamento – vi fosse anche quello relativo “al valore attribuito al cespite contraddistinto dalla particella (OMISSIS)”. Si trattava, del resto, di profilo fatto oggetto specifico anche di un motivo di appello secondo), appunto relativo all’omesso rilievo dell’incongruo ed illegittimo valore attribuito alla particella n. (OMISSIS).
Sul punto, la commissione di merito ha omesso di verificare – così come le era stato richiesto – la rispondenza del valore determinato dal Comune nell’avviso di accertamento ai criteri previsti dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5, (valore venale in comune commercio al 1 gennaio dell’anno di imposizione, avuto riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree con analoghe caratteristiche).