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Timestamp: 2020-08-13 17:44:20+00:00
Document Index: 74413104

Matched Legal Cases: ['§ 2', '§ 3', '§ 1', '§ 1', '§ 1', '§ 2']

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COSTITUZIONE APOSTOLICA DI PIO XII
1. Con quanta cura e materno affetto la Chiesa Madre provvida,[1] si sia sforzata di rendere sempre più degni del loro celeste proposito ed angelica vocazione[2] e di ordinare sapientemente la vita dei figli della sua predilezione che, consacrando tutta la loro vita a Cristo Signore, liberamente lo seguono per l'ardua via dei consigli evangelici, lo attestano i frequentissimi documenti e monumenti dei Sommi Pontefici, dei Concili e dei Padri, e lo dimostra abbondantemente tutto il corso della storia della disciplina canonica fino ai nostri giorni.
2. E' certo che fin dai primordi del Cristianesimo, la Chiesa si preoccupò di illustrare col suo magistero, la dottrina e gli esempi di Cristo[3] e degli Apostoli[4] che incitavano alla perfezione, insegnando con sicurezza come si debba condurre e rettamente ordinare la vita dedicata alla perfezione. Con la sua opera poi e col suo ministero favorì e propagò così in¬tensamente la piena dedizione e consacrazione a Cristo, che nei primi tempi, le comunità cristiane offrivano per il seme dei consigli evangelici un terreno buono e ben preparato, che permetteva con sicurezza ottimi frutti;[5] e poco più tardi, come è facile provarlo dai Padri Apostolici e dagli antichi Scrittori ecclesiastici,[6] la professione della vita di perfezione in diverse Chiese fiorì così rigogliosamente, che coloro che vi si dedicavano, cominciarono già a costituire in seno alla società ecclesiastica, come un ordine e una classe sociale propria, chiaramente riconosciuta con nomi diversi (asceti, continenti, vergini ecc.), e da molti approvata ed onorata.[7]
6. Dopo che il Codice Piano-Benedettino, nella parte seconda, libro II, dedicata ai religiosi, aveva diligentemente raccolta, riveduta e perfezionata la legislazione dei religiosi ed in molti modi confermato lo stato canonico di perfezione anche sotto l'aspetto pubblico; e, sapientemente portando a termine l'opera incominciata da Leone XIII di f.m. con la immortale costituzione Conditae a Christo[9] aveva ammesso le Congregazioni di voti semplici fra le Religioni strettamente dette, sembrava che null'altro vi fosse da aggiungere nella disciplina dello stato canonico di perfezione. Tuttavia la Chiesa nella sua grande larghezza d'animo e di vedute, con tratto veramente materno, credette bene di aggiungere alla legislazione religiosa come complemento molto opportuno, un breve titolo. In esso (tit. XVII, lib. II) la Chiesa, allo stato canonico di perfezione, volle equiparare in modo abbastanza completo le Società. di essa e spesso anche della società civile molto benemerite, le quali sebbene siano prive di alcuni elementi giuridici necessari per lo stato canonico completo di perfezione, quali per es. i voti pubblici (can. 488, 1 e 7; 487), tuttavia, negli altri elementi che vengono ritenuti essenziali per la vita di perfezione, si avvicinano con somiglianza e relazione molto stretta alle vere Religioni.
Fecondità degli Istituti Secolari
12. Tutte queste cose Noi ripetutamente siamo andati meditando, spinti dalla coscienza del Nostro ufficio e dal paterno affetto che Ci porta a quelle anime, che stando nel mondo tendono alla perfezione con tanta generosità. Spesso Ci siamo soffermati su queste cose con l'intento di dare una oculata e severa discriminazione di queste società, affinché fossero riconosciute come veri Istituti, quelle che professano una vita di autentica perfezione; affinché fossero evitati i pericoli di sempre nuovi Istituti, che spesso vengono fondati imprudentemente e sconsigliatamente; mentre, invece, conseguissero quella particolare costituzione giuridica che rispondesse pienamente alla loro natura, al loro scopo e al loro ambiente, quegli Istituti che meritassero l'approvazione. E' così che abbiamo pensato e decretato di fare per gli Istituti Secolari quello che il Nostro antecessore di f. m. Leone XIII fece, tanto prudentemente e sapientemente, per le Congregazioni di voti semplici con la Costituzione Apostolica Conditae a Christo.[15] Pertanto con la presente Lettera Noi approviamo lo Statuto generale degli Istituti Secolari; Statuto che fu esaminato, per quello che ad essa compete, dalla suprema Sacra Congregazione del S. Officio, e che per Nostro comando e sotto la Nostra guida, fu accuratamente ordinato e completato dalla Sacra Congregazione dei Religiosi; e tutto quello che qui segue, noi lo dichiariamo, lo decretiamo e costituiamo con la Nostra Autorità Apostolica.
1° - Dalle norme generali della presente Costituzione Apostolica, che costituiscono come lo Statuto proprio di tutti gli Istituti Secolari.
3° - Dalle Costituzioni particolari approvate a norma degli articoli seguenti (art. V-VIII), che adattino prudentemente le norme generali e particolari di diritto sopra descritte (ai nn. 1° e 2°), agli scopi dei singoli Istituti, alle loro necessità, e alle circostanze tra loro tanto diverse.
§ 2. Le Associazioni che non hanno la natura o non perseguono un fine come descritto nell'art. I, come anche quelle che mancano di qualche elemento stabilito nella presente Costituzione Apostolica agli art. I e III, sono rette dal diritto delle Associazioni dei fedeli di cui al can. 684 e seguenti, e dipendono dalla Sacra Congregazione del Concilio, salvo il prescritto del can. 252, § 3, circa i territori di missione.
Art. V - § 1. I Vescovi, e non i Vicari Capitolari o Generali, possono fondare o erigere in persona morale, a norma del can.100, §§ 1 e 2, gli lstituti Secolari.
Art. VI - § 1. Affinché la Sacra Congregazione dei Religiosi conceda ai Vescovi che ne avranno fatto domanda a norma dell'art. V, § 2, la licenza di erigere questi Istituti, essa deve essere informata circa quanto si richiede secondo le Norme date dalla stessa Sacra Congregazione (nn. 3-5) per la erezione delle Congregazioni e delle Società di vita comune di diritto diocesano - facendo però le dovute applicazioni del caso - e circa tutti gli altri elementi che sono stati stabiliti dallo stile e dalla prassi della stessa Sacra Congregazione, o che saranno in seguito stabiliti.
1° - Si farà una prima discussione della causa, preparata al modo solito ed illustrata dallo studio e dal voto di almeno un consultore, nella Commissione dei consultori, sotto la guida dell'eccellentissimo Segretario della Sacra Congregazione o di altro che ne faccia le veci.
Art. IX - Il governo interno degli Istituti Secolari, può essere ordinato gerarchicamente a guisa del governo delle Religioni e delle Società di vita comune con le dovute applicazioni del caso a giudizio della Sacra Congregazione dei Religiosi, secondo richiedano la natura, i fini e le circostanze degli Istituti medesimi.
Art. X - Riguardo ai diritti e agli obblighi degli Istituti che già sono stati fondati dai Vescovi, col permesso della Santa Sede, oppure dalla Santa Sede stessa furono approvati, la presente Costituzione Apostolica nulla cambia.
Queste cose decretiamo, dichiariamo, sanzioniamo; decretando inoltre che questa Costituzione Apostolica è e deve sempre rimanere ferma, valida ed efficace, avere e conseguire pienamente tutti i suoi effetti, nonostante qualunque cosa contraria, anche degna di specialissima menzione. A nessuno sia lecito violare o temerariamente contravvenire a questa Costituzione da Noi promulgata.
[6] Ignatius. Ad Polycarp., V (PG, V, 724); Polycarpus, Ad Philippen., V, 3 (PG. V, 1009). Iustinus Philosophus. Apologia I Pro christianis (PG. VI, 349); Clemens Alexandrinus, Stromata (PG, VIII, 24); Hypopolitus. In Proverb. (PG, X, 628); Id. De Virgine Corinthiaca (PG, X, 871-874); Origenes, In Num hom., II, 1 (PG, XII. 590); Methodius, Convivium decem virginum (PG, XVIII, 27-220); Tertullianus, Ad uxorem lib., I, c. VII-VIII (PL, I, 1286-1287); Id., De resurrectione carnis, c. VIII (PL II, 806); Cyprianus, Epistola XXXVI (PL. IV. 327); Id., Epist. LXIII, 11 (PL, IV, 366), Id., Testimon. Adv. Iudeos., lib. III, c. LXXIV (PL, IV, 771); Ambrosius, De Viduis, II, 9 et sqq. (PL, XVI, 250-251); Cassianus, De tribus generibus monachorum, V (PL, XLIX. 1094); Athenagoras, Legatio pro christianis (PG, VI, 965)
[15] Cfr. Leonis XIII, Acta, vol. XX, p. 317-327.