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Timestamp: 2019-08-22 13:31:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'sentenza ']

Le sentenze sul FIP della Cassa di Risparmio di Firenze - Studio Iacoviello
12 Giugno 2019 31 Gennaio 2014 di Michele Iacoviello
La Corte d’ Appello di Firenze, con sentenza del 16 gennaio 2014, ha stabilito che un Accordo Sindacale non può trasferire un Fondo Pensioni, nè può abolire la reversibilità e la perequazione automatica.
La sentenza è stata resa in causa patrocinata dal nostro Studio ed è stata promossa dall’ Associazione Pensionati di Firenze.
La sentenza ha così motivato:
“Nel merito, già si è osservato che tutti gli odierni appellati hanno conseguito il diritto a pensione complementare in data anteriore al luglio 2009 (o sono aventi causa di pensionati in detta condizione).
“…….In presenza di squilibri finanziari delle relative gestioni le fonti istitutive di cui all’art. 3 (“contratti e accordi collettivi anche aziendali” n.d.r.) possono rideterminare la disciplina delle prestazioni e del finanziamento per gli iscritti che alla predetta data non abbiano maturato i requisiti previsti dalle fonti istitutive medesime per i trattamenti di nature pensionistica”.
“….a norma dell’ articolo 18, comma 7, del decreto legislativo numero 124 del 1993, in presenza di squilibri finanziari della gestione di fondi di previdenza complementare costituiti per contratto collettivo, la stessa contrattazione può rideterminare la disciplina delle prestazioni e del finanziamento per gli iscritti al fondi che, alla data di entrata in vigore del citato provvedimento, non abbiano maturato i requisiti prima previsti per i trattamenti pensionistici integrativi. Pertanto la disciplina collettiva successiva, peggiorativa di quella precedente, non può incidere negativamente sulla posizione di coloro che avendo maturate i requisiti ed esercitato il relativo diritto, hanno ormai conseguito il trattamento pensionistico, né sulla posizione di coloro che, avendo maturato i requisiti, non hanno ancora esercitato il relativo diritto…” (Cass. 19.3.2003, n. 6361, F.L. a altri c. Fondo Pensioni Credito Agrario Bresciano).
“… la salvezza non soltanto dei diritti quesiti propri della previdenza obbligatoria ma anche di quelli della previdenza complementare di natura convenzionale e la non estensione del divieto di modificazioni peggiorative a tutti indistintamente gli iscritti risponde, in prima luogo, a principi costituzionali, quali si possono evincere dagli art. 2, 36 e 38 Cost., e, poi, al cennato principio di intangibilità dei diritti quesiti anche in terra di successione nel tempo dei contratti collettivi….”.
Ritiene pertanto il Collegio che sia immune da censure la decisione del giudice del lavoro fiorentino che ha ritenuto non opponibile ai pensionati ricorrenti in prime grado sia il recesso del 27.7.2009 sia il successivo accordo 4.11.2009 e quindi illegittima sia la soppressione della perequazione della pensione sia la soppressione del trattamento di riversibilità a favore dei coniugi di soggetti pensionati da epoca anteriore al ricordato atto di recesso. Per conseguenza, anche l’iscrizione coattiva degli appellati al Fondo Banco, senza il loro consenso, comporta la indebita e non consentita sostituzione dell’ obbligato principale della prestazione pensionistica in capo ad un soggetto diverso dotato di distinta personalità giuridica (“ …il Fondo Banco assicura la continuità delle prestazioni all’ attualità percepite dai pensionati….”; punto 4.7 dell’ Accordo).
In definitiva, tutti i motivi di gravame devono essere rigettati”.
Anche in primo grado il Tribunale di Firenze aveva condannato la Banca. La relativa sentenza può essere scaricata da questo link.
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