Source: http://www.scadenzeprocessuali.it/diritto-del-lavoro/216-lesclusione-del-socio-di-cooperativa-quale-tutela.html
Timestamp: 2019-04-20 19:01:49+00:00
Document Index: 153493044

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art 2533', 'art 2533', 'art 7', 'art. 2527', 'art. 2533', 'art 18']

Mercoledì 31 Agosto 2011 19:13 | Scritto da dott.ssa Daniela Castaldi
Da un lato il socio versa la quota sociale di capitale e concorre alla gestione dell'impresa, partecipa all'elaborazione di programmi di sviluppo, contribuisce alla formazione del capitale sociale partecipando al rischio d'impresa, mette a disposizione della Società le proprie capacità professionali. Questo insieme di diritti e doveri del socio lavoratore viene definito in modo dettagliato nel regolamento che ciascuna cooperativa deve redigere e depositare presso la Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente.
Dall’altro lato il socio presta la sua opera nelle forme di un contratto di lavoro subordinato, autonomo o in altra veste.
Le società cooperative sono tenute a garantire un trattamento economico complessivo non inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva. Dall’instaurazione di tale rapporto derivano quindi tutti gli effetti di natura fiscale e previdenziale accordati agli altri lavoratori.
La legge 30/2003 ha configurato poi il rapporto di lavoro come ancillare rispetto al rapporto societario; infatti la risoluzione del rapporto associativo per recesso o esclusione del socio comporta l’automatica estinzione del rapporto di lavoro.
Viene cancellato l’art 5 comma 2 della legge 142/2001 che scindeva le due competenze in materia di controversie tra socio e cooperativa, competenza ora del solo giudice ordinario.
Fonte primaria del rapporto è il contratto sociale e il regolamento.
Pertanto le cause di estinzione sono ben più numerose. Oltre ai casi di giustificato motivo soggettivo, oggettivo e giusta causa si configurano le gravi inadempienze delle obbligazioni derivanti da contratto, regolamento o rapporto mutualistico ex art 2533 c.c., nonché quelle previste dalle parti in sede di regolamento.
Non tutte le cause possono rilevare per entrambi i rapporti: ad esempio, il mancato pagamento della quota associativa rileva soltanto per il rapporto mutualistico, mentre il ridimensionamento dell’attività produttiva rileva solo sul versante del rapporto di lavoro.
L’art 2533 c.c. prevede che nel contratto sociale si possa statuire il mantenimento del rapporto di lavoro pur dopo lo scioglimento del rapporto associativo.
Si applica l’art 7 dello Statuto nel senso che non si può adottare l’atto di esclusione senza previa contestazione degli addebiti eccetto il caso di cause soggettive proprie del solo rapporto associativo.
La tutela prevista, a favore del socio-lavoratore di cooperativa, in caso di esclusione è quella disciplinata dall’art. 2527 c.c. e, a partire dal 1° gennaio 2004 dal novellato art. 2533 c.c.
Il socio deve impugnare la delibera di esclusione tramite azione giudiziale a pena di decadenza entro il termine perentorio di sessanta giorni. L’annullamento della delibera di esclusione comporta la ricostituzione della situazione anteriore e il risarcimento del danno, che nel caso di socio-lavoratore è pari al compenso-retribuzione (oltre che agli eventuali utili distribuiti) fino alla data di rientro nella compagine sociale.
Non si applica l’art 18 dello Statuto dei lavoratori per il primario interesse della cooperativa a un’armoniosa gestione.