Source: https://www.consorziforestali.net/archivio/news-1/notadileonardolippa
Timestamp: 2020-07-04 17:57:39+00:00
Document Index: 36333172

Matched Legal Cases: ['art 23', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 45']

CONSORZI FORESTALI - Lippa scrive alla Regione: i Consorzi forestali non possono essere bloccati da una legge da delirio burocratico
Post date: Sep 20, 2016 5:11:29 PM
Pubblichiamo la nota che Leonardo Lippa, Sindaco di Villavallelonga e presidente del Consorzio Forestale Le Valli dell'Orso, ha inviato ai decisori politici e tecnici della Regione Abruzzo per chiedere di sbloccare la situazione venutasi a creare a seguito della applicazione della L.R. 3/2014.OGGETTO: Situazione settore forestale – Richiesta interventi urgenti per lo sblocco del settore
Cogliamo l’occasione della nota n° RA/155526 dello STA Abruzzo ovest di Avezzano con cui viene bloccato il progetto per la costruzione di un serbatoio a servizio di un fontanile utilizzato per l’abbeveraggio degli animali al pascolo e con funzioni antincendio boschivo utilizzando i fondi accantonati per migliorie boschive.
La motivazione del blocco del progetto è evidenziata nella nota dal fatto che l’attuazione del progetto risulta affidato al Consorzio Forestale Le Valli dell’Orso, che, peraltro, cofinanzia il costo dello stesso progetto.
Preliminarmente ci permettiamo quindi di far presente alle autorità in indirizzo che Legge Regionale attualmente vigente n° 3 del 4 gennaio 2014 all'art 23 nel 1° comma afferma che "la Regione e gli Enti Locali promuovono la costituzione del Consorzi Forestali"
Questo Comune, anticipando le indicazioni strategiche della Regione, ha promosso il Consorzio forestale Le Valli dell’Orso ben prima della legge Regionale, nel 2008, e quindi ben 8 anni fa. Il Consorzio ha operato in questi anni di concerto con il Comune ottenendo significativi risultati nello sviluppo del settore forestale e non solo.
La citata Legge Regionale, al comma 2 dello stesso articolo, prevede che "con proprio atto la Giunta regionale disciplina le procedure e le modalità per la costituzione e per il riconoscimento dei consorzi..."
In verità ci risulta sorprendente del perché la Regione dovrebbe "riconoscere" delle associazioni privatistiche quali sono i consorzi, frutto della libera aggregazione fra Enti proprietari e operatori del settore, visto che tale procedura non è prevista in nessuna altra Regione, se non nella Regione Lombardia, regione nella quale, però, sono a carico del bilancio regionale i costi di gestione dei Consorzi.
Ma comunque, da gennaio 2014 ad oggi, questo atto non è stato emanato dalla Regione.
Al comma 3 dello stesso articolo la legge poi afferma "La Regione approva piani, interventi o lavori... soltanto se presentati o effettuati da consorzi regolarmente riconosciuti"
Inoltre si ricorda che l'art. 86 della stessa legge afferma che "i piani di gestione e di assestamento forestale, i piani dei tagli, i piani di coltura ed ogni altro piano operativo regolarmente approvati, mantengono la loro validità fino alla rispettiva scadenza, comprese le norme eventualmente in contrasto con la presente legge"
Ci permettiamo di ricordare a tal proposito che questo comune ha inoltre presentato alla Regione in data 31 dicembre 2009, oltre 7 anni fa, il piano di gestione, a cui, ad oggi la regione non ha dato alcuna risposta.
Come ricordato sopra, oggi lo STA regionale blocca l'approvazione di un progetto perché redatto ed affidato al Consorzio forestale.
A termini di questo blocco il Comune dovrebbe prendere atto che la Regione, che nei principi afferma di promuovere i Consorzi Forestali, per le proprie inadempienze distrugge i Consorzi che i comuni, senza la promozione della regione, avevano liberamente costituito prima dell’entrata in vigore della legge.
Infatti se la Regione avesse emanato l'atto di "procedure e modalità" il Consorzio avrebbe potuto richiedere il riconoscimento o, anche, se la Regione avesse approvato il piano di Gestione presentato 7 anni fa oggi si potrebbe continuare ad applicare quello.
Questo, di fatto, blocca l'attività forestale nel comune con gravi ripercussioni sull'ente e sui cittadini bloccando persino un progetto per l'utilizzo di fondi delle migliorie boschive, fondi quindi di proprietà del comune destinati ad un'opera di rilevante interesse pubblico.
È evidente che la situazione evidenzia rilevanti responsabilità regionali che devono trovare soluzioni sia immediate che definitive.
Ci permettiamo quindi di suggerire un atto amministrativo temporaneo URGENTE che, prendendo atto delle inadempienze regionali evidenziate, autorizzi lo STA ad applicare per tutte le attività la clausola di salvaguardia di cui all’art. 86, trattandosi di attività derivanti dalla costituzione del consorzio (11 marzo 2008) e relativa convenzione di gestione fra comune e consorzio stesso (11 aprile 2011) e comunque con il Piano di gestione presentato alla regione (nota 3890 del 31.12.2009), avvenuti tutti con atti antecedenti alla entrata in vigore della Legge Regionale, di cui la Regione era a piena conoscenza avendoli, ad esempio, approvati di fatto finanziando al Consorzio attività con il PSR 2007-2013.
Ciò per permettere al Consorzio Forestale, che si ricorda essere stato promosso da questo Comune e che dovrebbe trovare il sostegno regionale, di continuare ad operare sostenendo l’attività forestale del Comune.
Siamo inoltre a richiedere una MODIFICA SOSTANZIALE della legge regionale 3/2014 che ha evidenziato nella concreta applicazione criticità gravi ed evidenti che stanno paralizzando l’intero comparto.
Fra le criticità da rimuovere ci sono certamente le anacronistiche e cervellotiche regolamentazioni previste dall’art. 23 “Consorzi forestali ed altre forme di associazioni”, a partire dall’inutile e dannoso "riconoscimento regionale".
Ma altre modifiche dovrebbero essere apportate all’art. 35 (comunicazioni, dichiarazioni ed autorizzazioni per interventi selvicolturali) ampliando le fattispecie della comunicazione fino a 5 ettari, come già realizzato in altre regioni, o all’art. 45 sulla viabilità forestale, ecc.
Parimenti dovrebbe essere modificato l’Art. 16 punto b) L.R. n° 25 del 1988 (Norme in materia di usi civici e gestione delle terre civiche - Esercizio delle funzioni amministrative) così come riformulato dalla Legge Regionale 9 giugno 2015 n° 14 eliminando, anche qui, l’anacronistico e cervellotico: “Tali forme di gestione necessitano di autorizzazione da parte dell’Amministrazione regionale”. Non si comprende infatti perché la gestione associata dovrebbe essere autorizzata dalla Regione e in base poi a quali criteri questa autorizzazione verrebbe concessa o negata.
Ci riserviamo di inviare ulteriori proposte che, semplificando la normativa regionale, portino ad un rilancio del settore.
Restando disponibile ad un incontro e in attesa, distinti saluti