Source: https://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/vid/140
Timestamp: 2017-09-26 09:02:25+00:00
Document Index: 62625193

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 53', 'art. 41', 'art. 55', 'art. 39', 'art. 79', 'art. 11', 'art. 79']

CAN - Raccolta delle leggi vigenti del Cantone Ticino - 5.1.1.1 Legge della scuola
EDUCAZIONE CULTURA SPORT E TEMPO LIBERO
L della scuola - 1° febbraio 1990
R della legge della scuola - 19 maggio 1992
R sul credito a disposizione degli istituti scolastici - 8 luglio 1992
R concernente l'entità e le modalità di assegnazione del monte ore - 15 gennaio 2002
R per l'uso degli spazi scolastici e degli impianti sportivi dello Stato -16 giugno 2009
L sulla pedagogia speciale - 15 dicembre 2011
R della pedagogia speciale - 14 giugno 2017
R sui corsi di lingua italiana e le attività di integrazione - 31 maggio 1994
R del Centro di risorse didattiche e digitali – 3 dicembre 2014
5.1.2.6.1
R dell’assicurazione scolastica – 12 luglio 2016
L sugli aiuti allo studio (LASt)- 23 febbraio 2015
R della legge sugli aiuti allo studio – 15 aprile 2015
Accordo intercantonale sull’armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio – 18 giugno 2009
5.1.3.1.4
DL concernente la ratifica del Cantone Ticino all’Accordo intercantonale sull’armonizzazione dei criteri per la concessione delle borse di studio del 18 giugno 2009 - 27 settembre 2011
5.1.3.1.5
DE sulle basi di calcolo 2017/2018 della legge sugli aiuti allo studio (LASt) – 26 aprile 2017
R sulle supplenze dei docenti - 13 febbraio 1996
L sulla formazione continua dei docenti - 19 giugno 1990
5.1.4.3.2
R sulla formazione continua dei docenti – 9 giugno 2015
5.1.4.3.3
R concernente l'onere d’insegnamento dei docenti - 20 agosto 1997
Convenzione sull'organizzazione dell'insegnamento religioso e sullo statuto dell'insegnante di religione – 12 aprile 2017
L sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola elementare - 7 febbraio 1996
R delle scuole comunali - 3 luglio 1996
DE conc. il contributo cantonale per sezione di scuola comunale per l’anno 2017 - 8 febbraio 2017
L sulla scuola media - 21 ottobre 1974
5.1.6.1.1
R della scuola media - 18 settembre 1996
L sulle scuole medie superiori - 26 maggio 1982
5.1.7.1.1
R delle scuole medie superiori - 15 giugno 2016
Concordati scolastici
Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria (HarmoS) – 14 giugno 2007
DL concernente la ratifica dell’Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria del 14 giugno 2007 – 17 febbraio 2009
Convenzione sulla frequenza delle scuole medie superiori e delle scuole professionali di base e specializzate superiori del Ticino da parte di allievi provenienti dal Grigioni Italiano – 11/18 dicembre 2007
5.1.8.3.1
DL concernente la ratifica della Convenzione dell’11 dicembre 2007, rispettivamente del 18 dicembre 2007, tra il Cantone Ticino e il Cantone dei Grigioni sulla frequenza delle scuole medie superiori e delle scuole professionali di base e specializzate superiori del Ticino da parte di allievi provenienti dal Grigioni Italiano – 5 maggio 2008
Accordo intercantonale sulla collaborazione nel settore della pedagogia speciale – 25 ottobre 2007
5.1.8.6.1
DL concernente la ratifica dell’Accordo intercantonale sulla collaborazione nel settore della pedagogia speciale – 16 dicembre 2009
Art. 1 1La scuola pubblica è un’istituzione educativa al servizio della persona e della società.
Art. 2 1La scuola promuove, in collaborazione con la famiglia e con le altre istituzioni educative, lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella società e di realizzare sempre più le istanze di giustizia e di libertà.
a)	educa la persona alla scelta consapevole di un proprio ruolo attraverso la trasmissione e la rielaborazione critica e scientificamente corretta degli elementi fondamentali della cultura in una visione pluralistica e storicamente radicata nella realtà del Paese;
b)	sviluppa il senso di responsabilità ed educa alla pace, al rispetto dell’ambiente e agli ideali democratici;
c)	favorisce l’inserimento dei cittadini nel contesto sociale mediante un’efficace formazione di base e ricorrente;
d)	promuove il principio di parità tra uomo e donna, si propone di correggere gli scompensi socio-culturali e di ridurre gli ostacoli che pregiudicano la formazione degli allievi.
Art. 3[1]
1Le componenti della scuola sono i docenti e gli operatori scolastici specializzati, gli allievi e i genitori e, nelle scuole professionali, i formatori.
Art. 4 1La scuola è ordinata nei seguenti gradi:
a)	la scuola dell’infanzia;
b)	la scuola elementare;
c)	la scuola media;
d)	le scuole postobbligatorie.
a)	le scuole medie superiori;
b)	…;[3]
c)	le scuole professionali.[4]
Art. 5 I diversi gradi e i principali servizi scolastici sono retti, oltre che dalla presente legge, da leggi speciali.
Art. 6[6]
1La frequenza della scuola è obbligatoria per tutte le persone residenti nel Cantone, dai quattro ai quindici anni di età.
Art. 7 1La frequenza delle scuole pubbliche è gratuita per gli allievi residenti nel Cantone e per gli allievi delle scuole professionali che sono a tirocinio o fanno pratica presso un’azienda con sede nel Cantone.[7]
Art. 8[9]
Il Consiglio di Stato esercita, per mezzo del Dipartimento competente (detto in seguito Dipartimento), la direzione generale della scuola ed emana le disposizioni di applicazione della presente legge.
Art. 9 1Le Autorità comunali e consortili in materia scolastica sono il municipio rispettivamente la delegazione scolastica consortile. Esse possono nominare una commissione scolastica con funzione consultiva.[10]
Art. 10 1Il Dipartimento esercita, nei termini di cui all’art. 8, la direzione generale della scuola.
a)	promuove lo studio e l’esecuzione di iniziative che concorrano al perseguimento delle finalità della scuola;
b)	può svolgere a tal fine compiti di monitoraggio, tramite rilevamento statistico delle attività scolastiche;[12]
c)	assicura il coordinamento dell’attività dei diversi settori scolastici e dei loro organi;
d)	esercita la vigilanza sulla scuola e sull’insegnamento;
e)	provvede all’organizzazione amministrativa generale della scuola;
f)	cura l’informazione in materia scolastica;
g)	organizza la consultazione delle componenti della scuola sui progetti di riforma e ogni qualvolta lo ritenga opportuno;
h)	riforma o annulla, su istanza o d’ufficio, le decisioni di autorità comunali o consortili e degli organi scolastici cantonali non conformi ai principi fondamentali del diritto, alle leggi e ai regolamenti scolastici.
Art. 11[14]
1Per l’adempimento delle funzioni di promovimento, di coordinamento, di vigilanza e di organizzazione amministrativa nei diversi gradi e ordini di scuola, il Dipartimento si avvale anche degli organi scolastici cantonali e degli organi preposti alla conduzione degli istituti di cui al Titolo secondo.
a)	nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari, gli ispettorati, il collegio degli ispettori e la conferenza cantonale dei direttori degli istituti comunali;
b)	nella scuola media, gli esperti di materia, il collegio degli esperti e il collegio dei direttori;
c)	nelle scuole medie superiori, gli esperti di materia e il collegio dei direttori;
d)	nelle scuole professionali e nelle altre scuole, gli esperti di materia e il collegio dei direttori;
e)	nelle scuole speciali, i direttori di istituto e il collegio dei direttori;
f)	nei servizi di sostegno pedagogico, i capigruppo e i collegi dei capigruppo.[15]
Art. 12[17]
Il Consiglio di Stato approva i piani di studio per ogni grado e ordine di scuola elaborati dal Dipartimento con la partecipazione degli organi scolastici, degli esperti e dei docenti. Sono riservate le disposizioni federali.
Art. 13[18]
1La scuola, attraverso processi di sperimentazione, promuove e controlla le opportune innovazioni in materia di organizzazione, di piani di studio, di metodi e di tecniche di insegnamento.
a)	il Consiglio di Stato qualora s’imponga la deroga temporanea a disposizioni legali;
b)	il Dipartimento, qualora s’imponga la deroga temporanea a disposizioni di applicazione, ivi compresi i piani di studio e i metodi;
c)	gli organi scolastici cantonali e gli organi di conduzione degli istituti, negli altri casi, con l’obbligo d’informarne il Dipartimento.
Art. 14 Le norme circa i libri di testo e il materiale scolastico sono stabilite dal Dipartimento.
Art. 15[19]
1La durata dell’anno scolastico, per gli allievi di ogni grado di scuola, è di trentasei settimane e mezzo effettive; l’apertura dell’anno scolastico ha luogo verso fine agosto o inizio settembre e la chiusura verso la metà di giugno.
Art. 15a[20]
1Nelle scuole cantonali la durata dell’ora-lezione è di 50 minuti.
Art. 16[21]
Il Dipartimento fissa i comprensori di frequenza delle singole sedi scolastiche cantonali.
Art. 17 1Gli spazi scolastici, di proprietà del Cantone, possono essere messi a disposizione di terzi, compatibilmente con l’attività scolastica.
Art. 17a[22]
Per le collette tenute nelle scuole e per quelle per le quali è richiesta la collaborazione degli allievi è necessaria un’espressa autorizzazione del Dipartimento o, per delega, delle direzioni scolastiche.
Art. 18[25]
1Gli allievi delle scuole pubbliche dell’infanzia, elementari, medie, speciali e postobbligatorie non universitarie, nonché delle scuole obbligatorie private, beneficiano di una copertura per la responsabilità civile e di una copertura per gli infortuni scolastici.
a)	le conseguenze degli infortuni subiti da tutti gli allievi durante la loro attività scolastica, dentro e fuori gli edifici scolastici, come pure degli infortuni occorsi durante il percorso casa-scuola;
b)	la responsabilità civile dello Stato, dei Comuni e dei Consorzi nella loro qualità di proprietari di edifici, piazzali e mobili scolastici nei confronti delle persone incluse nelle coperture dei capoversi precedenti e dei terzi, come pure la responsabilità civile delle persone incluse nelle coperture dei capoversi precedenti nei confronti dei terzi.
Art. 18a[26]
1Per quanto riguarda gli infortuni scolastici, le coperture comprendono:
a)	in caso di decesso, un’indennità di fr. 10’000.–;
b)	nel caso in cui, a seguito di una diminuzione durevole e verosimilmente permanente delle capacità lavorative della persona si giunga alla determinazione di una invalidità, viene accordata un’indennità massimale di fr. 50’000.–. Fa stato il grado d’invalidità accertato conseguente all’infortunio. Il limite di fr. 50’000.– è estendibile dal Consiglio di Stato.
Art. 18b[27]
1Per gli infortuni scolastici i premi sono interamente a carico dello Stato.
Art. 18c[28]
1Il Consiglio di Stato definisce per regolamento le norme inerenti all’amministrazione dell’assicurazione.
Art. 19-22 …[30]
Art. 23[32]
1L’insegnamento della religione cattolica e della religione evangelica è impartito in tutte le scuole elementari, medie e postobbligatorie a tempo pieno e nel rispetto delle finalità della scuola stessa e del disposto dell’art. 15 della Costituzione federale.[33]
2La frequenza degli allievi all’insegnamento religioso è accertata all’inizio di ogni anno dall’autorità scolastica mediante esplicita richiesta alle autorità parentali, rispettivamente agli allievi se essi hanno superato i sedici anni d’età.
3La designazione degli insegnanti, la definizione dei piani di studio, la scelta dei libri di testo, del materiale scolastico e la vigilanza didattica competono alle autorità ecclesiastiche.[34]
4La vigilanza amministrativa compete alle autorità scolastiche.
5Lo stipendio degli insegnanti di religione delle scuole cantonali è a carico dello Stato.
6Con riserva dei tre precedenti capoversi, convenzioni fra il Consiglio di Stato e le autorità ecclesiastiche regolano:
- lo statuto dell’insegnante di religione;
- l’organizzazione dell’insegnamento religioso.
Istruzione civica e educazione alla cittadinanza
Art. 23a[36]
1Nelle scuole medie, medie superiori e professionali devono essere assicurati l’insegnamento della civica e l’educazione alla cittadinanza.
2I piani di studio, le modalità d’insegnamento e le relative valutazioni sono stabiliti dai regolamenti che disciplinano i singoli ordini di scuola.[37]
3Il principio della neutralità dell’insegnamento deve essere garantito.
Art. 24 1L’istituto è l’unità scolastica in cui si organizzano la vita e il lavoro della comunità degli allievi e dei docenti, con il concorso di altri agenti educativi, segnatamente dei genitori, al fine di conseguire gli obiettivi specifici del proprio ordine o grado.
3Per lo svolgimento di attività didattiche e culturali all’istituto è assegnato un credito annuale da gestire in modo autonomo. Per attività finalizzate, segnatamente nel campo della ricerca, dell’innovazione e della sperimentazione, all’istituto è assegnato un monte ore annuale da gestire in modo autonomo.[38]
4L’entità e le modalità di assegnazione del credito annuale e del monte ore sono stabilite dal Consiglio di Stato con un regolamento.[39]
5Una scuola costituisce un solo istituto scolastico o è affiliata ad un istituto unitamente ad altre. Le scuole elementari e le scuole dell’infanzia di uno stesso comune o consorzio o dei comuni convenzionati sono riunite in un solo istituto.[40]
6La costituzione degli istituti scolastici è di competenza del Consiglio di Stato per le scuole cantonali e dei municipi o delle delegazioni consortili per le scuole comunali.[41]
Art. 25 1La conduzione dell’istituto è assicurata dalla direzione con la partecipazione delle componenti della scuola.
a)	la direzione;
b)	il collegio dei docenti.
a)	l’assemblea degli allievi;
b)	l’assemblea dei genitori;
c)	il consiglio d’istituto.
Art. 26[42]
1Il consiglio d’istituto può essere istituito in ogni ordine di scuola.
a)	dai membri del consiglio di direzione;
b)	da tre rappresentanti del collegio dei docenti;
c)	da tre genitori di allievi minorenni;
d)	da tre allievi;
e)	dai rappresentanti dei Comuni interessati, tre al massimo.
3Le modalità di elezione e di funzionamento sono stabilite dal regolamento.[43]
a)	discute i problemi concernenti i rapporti tra scuola, allievi, genitori e ambiente sociale;
b)	elabora il programma generale delle iniziative culturali dell’istituto e della utilizzazione delle infrastrutture scolastiche;
c)	esprime il proprio parere nelle procedure di consultazione;
d)	discute la relazione annuale del consiglio di direzione e esprime eventuali osservazioni;
e)	esprime il proprio parere sull’utilizzazione del credito annuale.
Art. 27 1Negli istituti cantonali la direzione è affidata al direttore, coadiuvato da uno o più vicedirettori, e al consiglio di direzione.
2Il regolamento fissa il numero dei vicedirettori e dei membri del consiglio di direzione e può eccezionalmente, per rispondere a particolari esigenze dell’istituto, ripartire tra essi diversamente le competenze fissate dalla legge.[44]
a)	a uno o più direttori, eventualmente coadiuvato/i dal consiglio di direzione;
b)	a uno o più direttori, coadiuvato/i da uno o più vicedirettori ed eventualmente dal consiglio di direzione.[45]
Art. 28 1Il direttore e il vicedirettore degli istituti cantonali sono nominati dal Consiglio di Stato in base a pubblico concorso per un periodo di quattro anni.
Art. 29 1Il direttore ha i seguenti compiti specifici:
a)	rappresenta l’autorità scolastica nell’istituto e l’istituto di fronte all’autorità scolastica e verso terzi;
b)	presiede il consiglio di direzione e ne coordina il lavoro;
c)	svolge opera di vigilanza e di consulenza pedagogico-didattica nei confronti dei docenti e degli operatori scolastici specializzati e presenta al Dipartimento una relazione annuale sull’insegnamento impartito nell’istituto;[46]
d)	redige il rapporto sui docenti al primo anno di nomina, sui docenti incaricati e supplenti e, qualora sia necessario, sui docenti nominati;
e)	richiama o, secondo i casi, segnala all’autorità di nomina il docente o l’operatore scolastico specializzato nel cui comportamento egli ravvisi un’infrazione delle leggi o delle disposizioni di applicazione;[47]
f)	prende in caso di urgenze le decisioni necessarie, informando tempestivamente il consiglio di direzione.
2Al direttore e al vicedirettore è assegnato un onere di insegnamento compatibile con le loro funzioni.[48]
Art. 30[49]
1Il direttore e il vicedirettore degli istituti comunali o consortili sono nominati dalla competente autorità di nomina in base a pubblico concorso.
Art. 31[50]
Il direttore ha i seguenti compiti specifici:
a)	rappresenta l’autorità di nomina nell’istituto e l’istituto di fronte alle autorità scolastiche e verso terzi;
b)	presiede il consiglio di direzione, laddove esiste, e ne coordina il lavoro;
c)	assolve tutti i compiti del consiglio di direzione, laddove quest’ultimo non esiste;
d)	svolge opera di vigilanza e di consulenza pedagogico-didattica nei confronti dei docenti e presenta all’autorità di nomina e all’ispettorato una relazione annuale sull’insegnamento impartito nell’istituto;
e)	collabora con l’ispettorato nella funzione di promozione, vigilanza e consulenza pedagogico-didattica;[51]
f)	redige il rapporto sui docenti al primo anno di nomina, sui docenti incaricati e supplenti e, qualora sia necessario, sui docenti nominati;
g)	richiama o, secondo i casi, segnala all’autorità di nomina e all’ispettorato il docente o l’operatore scolastico specializzato nel cui comportamento egli ravvisi un’infrazione delle leggi o delle disposizioni di applicazione;[52]
h)	prende, in caso di urgenza, le decisioni necessarie, informando tempestivamente il consiglio di direzione laddove esiste;
i)	supplisce, per brevi periodi, i docenti titolari assenti, compatibilmente con gli impegni di direzione.
Art. 32 …[53]
Art. 33 …[54]
Art. 34 1Il consiglio di direzione si compone del direttore, che lo presiede, del vicedirettore e di almeno un membro designato dal collegio dei docenti. Negli istituti comunali o consortili l’autorità di nomina può prescindere dalla designazione del vicedirettore; in tal caso il consiglio di direzione si compone del direttore e di almeno due membri designati dal collegio dei docenti.[55]
2Il numero dei membri designati dal collegio è stabilito dalle disposizioni di applicazione.[56]
4I membri designati dal collegio beneficiano di una riduzione dell’onere d’insegnamento o, laddove ciò non è possibile, di un adeguato compenso.[57]
Art. 35 Il consiglio di direzione:
a)	cura l’esecuzione e il rispetto delle leggi, dei regolamenti, delle direttive emanate dall’autorità scolastica e dei criteri definiti dal collegio dei docenti;
b)	coordina e anima le attività pedagogiche e didattiche tenendo conto delle indicazioni fornite dagli altri organi dell’istituto;
c)	procede alla formazione delle classi nelle scuole cantonali e alla ripartizione degli allievi per sezione nelle scuole elementari e dell’infanzia;[58]
d)	risponde alle osservazioni dei genitori e degli allievi e, nelle scuole cantonali, statuisce sui ricorsi contro le valutazioni scolastiche;[59]
e)	cura la gestione amministrativa attribuita dall’autorità scolastica all’istituto;
f)	cura le relazioni con i servizi pedagogici, sanitari e sociali;
g)	redige all’intenzione del Dipartimento la relazione annuale sull’andamento dell’istituto;
h)	decide sull’ammissione degli allievi;
i)	assegna ai docenti le classi e la docenza di classe;
l)	allestisce l’orario settimanale delle lezioni.
Art. 36[60]
1Il collegio dei docenti è la riunione plenaria di tutti i docenti, nominati, incaricati e supplenti, nonché delle altre figure scolastiche operanti in un istituto.[61]
Art. 37 1Nel rispetto delle leggi, dei regolamenti e dei piani di studio vigenti, il collegio dei docenti:[62]
a)	definisce i criteri di funzionamento dell’istituto per quanto attiene agli aspetti pedagogici, didattici, culturali e organizzativi e ne verifica l’applicazione;
b)	procede allo studio e all’esame di proposte innovative nell’ambito della politica scolastica cantonale;
c)	promuove le sperimentazioni di cui all’art. 13, cpv. 3, lett. c);
d)	definisce l’uso del credito annuale e del monte ore assegnati all’istituto;
e)	si pronuncia sulla pianificazione delle attività di formazione continua;[63]
f)	elegge i membri di propria spettanza nel consiglio di direzione e nel consiglio d’istituto;
g)	discute e approva la relazione annuale sull’andamento dell’istituto presentata dal consiglio di direzione;
h)	ha la facoltà di affrontare problemi politici e sindacali connessi con la professione.
Art. 38 1Nelle scuole cantonali i docenti che insegnano nella stessa classe formano il consiglio di classe.[64]
3I compiti del consiglio di classe e del docente di classe sono definiti dal regolamento.[65]
Art. 39 1L’assemblea degli allievi, con le riserve di cui ai capoversi seguenti, è la riunione plenaria di tutti gli allievi iscritti in un istituto; essa è l’organo rappresentativo degli allievi.
Art. 40 1L’assemblea degli allievi:
a)	formula all’attenzione degli altri organi dell’istituto le richieste degli allievi;
b)	esprime l’opinione degli allievi nelle consultazioni;
c)	delibera sugli oggetti che le leggi e le disposizioni di applicazione le deferiscono;
d)	designa i propri rappresentanti negli organi scolastici aperti agli allievi.
Art. 41 1L’assemblea dei genitori è la riunione di tutti i detentori dell’autorità parentale sugli allievi iscritti in un istituto.
Art. 42 L’assemblea dei genitori:
a)	formula all’attenzione degli altri organi dell’istituto le richieste dei genitori;
b)	esprime l’opinione dei genitori nelle consultazioni;
d)	designa i propri rappresentanti negli organi scolastici aperti ai genitori.
Art. 43 1I genitori degli allievi di una classe o di gruppi di classi sono convocati almeno una volta all’anno nell’intento di favorire:
a)	la conoscenza reciproca tra docenti, operatori scolastici specializzati e genitori;[66]
b)	l’informazione sui piani di studio e sui metodi d’insegnamento;[67]
c)	l’esame di particolari problemi della classe e la collaborazione dei genitori all’attività educativa e didattica.
Art. 44 Per tutti gli organi di rappresentanza delle componenti previste dalla presente legge valgono le seguenti disposizioni:
a)	la convocazione deve avvenire almeno 10 giorni prima della seduta salvo che in caso di urgenza;
b)	le deliberazioni possono avvenire soltanto su oggetti indicati nell’avviso di convocazione;
c)	gli organi possono deliberare soltanto se è presente la maggioranza assoluta dei loro membri, ad eccezione dell’assemblea degli allievi, per la quale è richiesta la presenza di almeno 1/4 dei membri, e dell’assemblea dei genitori, per la quale è richiesta la presenza di almeno 1/5 dei membri, con possibilità di riconvocare lo stesso giorno e senza limiti di presenza;
d)	le decisioni sono prese a maggioranza semplice dei membri presenti; le elezioni sono effettuate secondo il sistema della proporzionale;
e)	a richiesta anche di un solo membro le elezioni devono essere effettuate a scrutinio segreto.
Art. 45 1Il docente è incaricato, nello spirito delle finalità della scuola, dell’istruzione e dell’educazione degli allievi ed è chiamato a partecipare alla conduzione dell’istituto in cui opera.
3L’insegnamento è una professione fondata sullo studio, sulla ricerca, sulla didattica e sulla trasmissione del sapere, indissolubilmente legata alla costante formazione culturale, scientifica e umana del docente.[68]
Art. 46 1Al docente sono riconosciute la libertà d’insegnamento e l’autonomia didattica, nel rispetto delle leggi, delle disposizioni esecutive e dei piani di studio.[69]
Art. 47[70]
1L’abilitazione all’insegnamento è il riconoscimento da parte dell’autorità cantonale o federale della capacità a esercitare la professione di docente nelle scuole pubbliche del Cantone.
2Il Dipartimento formazione e apprendimento (di seguito DFA) della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (di seguito SUPSI) ha il compito di conferire l’abilitazione all’insegnamento, nei termini definiti dal mandato da parte del Consiglio di Stato.[71]
Art. 47a[72]
1Il Dipartimento, rispettivamente i municipi e le delegazioni consortili con il supporto del Dipartimento, tenuto conto del fabbisogno di docenti e della disponibilità di docenti abilitati che hanno superato la prova di assunzione, decidono annualmente la parte di ore d’insegnamento da attribuire ai candidati ammessi all’abilitazione presso il DFA della SUPSI.
Art. 48 …[73]
Art. 49 - 50 - 51 ...[74]
Art. 52[75]
Il rapporto d’impiego dei docenti cantonali, comunali e consortili, dei direttori e dei vicedirettori delle scuole cantonali è disciplinato dalla legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15 marzo 1995.
Art. 53 1I genitori sono tenuti a collaborare con la scuola nello svolgimento dei suoi compiti educativi.
Art. 54[76]
1In caso di inadempienza agli obblighi di cui all’art. 53 cpv. 2, i municipi sono tenuti a intervenire nell’ambito delle loro attribuzioni secondo la legge organica comunale del 10 marzo 1987.
Art. 55[77]
I genitori hanno il diritto:
a)	di essere informati sulla situazione scolastica dei propri figli;
b)	di essere compiutamente informati sull’ordinamento dell’Istituto;
c)	di presentare osservazioni al singolo docente o operatore scolastico specializzato, rispettivamente agli organi dell’Istituto, i quali sono tenuti a rispondere direttamente;
d)	di proporre istanza d’intervento agli organi scolastici o alle autorità scolastiche immediatamente superiori contro le decisioni o l’operato dei singoli docenti, operatori scolastici specializzati o organi scolastici subordinati;
e)	di partecipare alla vita dell’Istituto secondo le modalità stabilite dagli art. 41 e segg. della presente legge.
Art. 56 Gli allievi hanno il dovere:
a)	di adempiere agli obblighi di frequenza;
b)	di tenere un comportamento corretto e conforme ai regolamenti scolastici;
c)	di dedicarsi con impegno alle attività scolastiche.
Art. 57 1Le sanzioni disciplinari a carico degli allievi e la relativa procedura sono stabilite dalle disposizioni di applicazione delle leggi speciali.
3Le assenze imputabili all’allievo nelle scuole dell’obbligo devono essere, nei casi gravi, segnalate al municipio, il quale può chiedere l’intervento del magistrato dei minorenni.[78]
Art. 58[79]
1Gli allievi hanno il diritto di ricevere un insegnamento conforme alle finalità della scuola e alle loro caratteristiche individuali nel rispetto della loro personalità e della loro libertà di coscienza e di credenza.
a)	di essere informati sulla loro situazione scolastica;
b)	di ottenere una valutazione corretta e motivata del loro profitto;
c)	di ricevere informazioni su leggi e regolamenti che li concernono;
d)	di chiedere informazioni e presentare osservazioni o istanze di riesame al singolo docente o operatore scolastico specializzato, rispettivamente agli organi dell’istituto, i quali sono tenuti a rispondere direttamente;
e)	inoltre, limitatamente agli allievi delle scuole postobbligatorie, di proporre istanza d’intervento come all’art. 55 lett. d);
f)	di partecipare alla vita dell’istituto secondo le modalità stabilite dagli art. 39 e segg. della presente legge.
Art. 59 …[80]
Art. 60-62 …[81]
Art. 62a …[82]
Servizi di sostegno pedagogico[83]
Art. 63[84]
1Sono istituiti il servizio di sostegno pedagogico della scuola dell’infanzia e della scuola elementare e il servizio di sostegno pedagogico della scuola media.[85]
a)	intervenire a favore degli allievi con importanti difficoltà di apprendimento e nelle situazioni di disadattamento, nell’intento di favorire una frequenza scolastica regolare;
b)	coadiuvare gli istituti scolastici, e in particolare i docenti, nelle loro funzioni educative e d’insegnamento;
c)	collaborare nella promozione del benessere a scuola.
Art. 64-65 ...[86]
Art. 66[87]
1Ogni istituto, di regola, deve possedere una biblioteca scolastica, primariamente destinata agli allievi.
Art. 67 1È istituito un centro cantonale predisposto alla raccolta, alla produzione e alla diffusione di documentazione pedagogico-didattica, di mezzi d’insegnamento e di materiale scolastico a destinazione dei docenti e degli istituti.
Art. 68 ...[88]
Rapporti con la RSI[89]
Art. 69[90]
1Il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento, promuove la collaborazione con la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) per quanto concerne la messa a disposizione del settore scolastico di documentazione audiovisiva archiviata presso la RSI.
Educazione fisica e sport[92]
Art. 70 Il Cantone promuove l’educazione fisica secondo le prescrizioni della legislazione federale e secondo le norme di applicazione contenute in una legge speciale.
Art. 71 …[93]
Art. 72 1Nelle scuole di ogni ordine e grado possono essere organizzati corsi di lingua italiana per allievi di altra lingua che non sono in grado di seguire normalmente l’insegnamento e, in particolare, iniziative per favorire l’integrazione scolastica degli allievi provenienti da paesi non italofoni, nella salvaguardia della loro identità culturale.[94]
2…[95]
3Le modalità organizzative dei corsi e delle attività sono disciplinate dal Consiglio di Stato.[96]
Art. 73-79 ...[97]
Finanziamento cantonale delle scuole comunali[98]
Art. 79a[99]
1Il Cantone riconosce ai Comuni un contributo annuo per sezione di scuola comunale che considera le diverse attività di insegnamento. L’importo di riferimento del contributo è definito annualmente dal Consiglio di Stato ed è diverso:
a)	per le sezioni di scuola dell’infanzia con refezione;
b)	per le sezioni di scuola dell’infanzia senza refezione;
c)	per le sezioni di scuola elementare.
Art. 79b[100]
1I contributi di cui all’art. 79a sono calcolati in base ai disposti dell’art. 11 della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale del 25 giugno 2002.
Art. 79c[101]
I contributi calcolati in base agli art. 79a e 79b sono ridotti linearmente di una quota fissa per tipo di contributo determinata annualmente dal Consiglio di Stato ritenuto che l’insieme delle quote fisse di riduzione corrisponde al 22% del totale del finanziamento cantonale delle scuole comunali prima della riduzione lineare.
TITOLO IX[102]
Art. 80 1L’insegnamento privato è libero nei limiti della Costituzione federale.
e scuole medie private parificate e non parificate[103]
Art. 81 1Le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie private possono avere lo
statuto di scuola parificata o di scuola non parificata.[104]
Art. 82 1Le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie private devono perseguire
le finalità della scuola pubblica e devono conferire ai propri allievi una formazione generale di livello equivalente a quello conseguibile nei corrispondenti gradi di scuola pubblica.[105]
2L’apertura e l’esercizio di scuole dell’infanzia, di scuole elementari e di scuole medie private sono subordinati all’autorizzazione del Consiglio di Stato, previo accertamento dei requisiti.[106]
4Chi intende aprire una scuola dell’infanzia, una scuola elementare o una scuola media privata deve presentare al Consiglio di Stato un’istanza accompagnata dai seguenti documenti: atto d’origine, atto di nascita, certificato di sanità ed estratto del casellario giudiziale.[107]
6L’edificio e i locali in cui l’insegnamento è impartito devono rispettare le norme della legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario del 18 aprile 1989.[108]
Art. 83 1I titoli d’idoneità dei docenti devono essere quelli richiesti per l’insegnamento nelle scuole pubbliche.
2Per quanto riguarda l’idoneità dei docenti, il piano di studi, gli orari, le valutazioni, gli stabili, gli arredi didattici e le prescrizioni igieniche, l’insegnamento privato deve uniformarsi alla presente legge, alle leggi speciali e ai rispettivi regolamenti.[109]
3L’insegnamento privato nella scuola dell’infanzia, nella scuola elementare e nella scuola media è sottoposto alla vigilanza generale e didattica dello Stato.[110]
Art. 84 …[111]
Art. 85[112]
1Le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie non parificate sono sottoposte alla vigilanza generale dello Stato.
b) passaggio alle scuole dell’obbligo pubbliche[113]
2Il passaggio di allievi dalle scuole dell’infanzia, dalle scuole elementari o dalle scuole medie non parificate alle scuole dell’obbligo pubbliche o private parificate è subordinato ad una prova di accertamento.[114]
3Il passaggio di allievi dalle scuole medie non parificate alle scuole medie superiori pubbliche è subordinato al superamento di esami d’ammissione.[115]
Art. 86 1L’apertura e l’esercizio di scuole medie superiori private sono subordinati all’autorizzazione del Consiglio di Stato.
2Chi intende aprire una scuola media superiore privata deve presentare al Consiglio di Stato un’istanza accompagnata dai seguenti documenti: atto d’origine, atto di nascita, certificato di sanità e estratto del casellario giudiziale. Tale obbligo si estende a tutti i docenti e al direttore della scuola i quali devono inoltre presentare i titoli di idoneità alla professione.[116]
3L’edificio e i locali in cui l’insegnamento è impartito devono rispettare le norme della legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario del 18 aprile 1989.[117]
Art. 87 L’istituzione e l’esercizio di scuole professionali private, così come il riconoscimento degli esami finali, sono disciplinati dalla legislazione federale sulla formazione professionale.
Art. 88 …[118]
Art. 89 Gli allievi delle scuole private beneficiano gratuitamente dei servizi scolastici previsti per le scuole pubbliche:
a)	orientamento scolastico e professionale;
b)	…;[119]
c)	servizio medico scolastico;
d)	servizio dentistico scolastico.
Art. 89a[120]
1Agli allievi domiciliati nel Cantone in età d’obbligo scolastico, che frequentano gli ultimi
due anni di scuola dell’infanzia, le scuole elementari e le scuole medie private in Ticino, il Cantone versa un contributo annuale per il materiale scolastico.[121]
2Per il riconoscimento del contributo annuale - interamente a carico del Cantone - fa stato il domicilio dell’allievo in Ticino al 1° novembre.[122]
Art. 90[123]
Per ragioni particolari d’ordine psichico o fisico il Dipartimento può eccezionalmente autorizzare l’insegnamento obbligatorio impartito presso le famiglie, accertando e vigilando che esso corrisponda alle esigenze della Costituzione federale, della presente legge, delle disposizioni esecutive e dei piani di studio.
Art. 91[124]
Chi contravviene alle disposizioni del presente titolo, in particolare senza autorizzazione fa impartire od impartisce l’insegnamento privato, è punito dal Consiglio di Stato con una multa da fr. 1’000.– a fr. 10’000.–, secondo la legge di procedura per le contravvenzioni del 20 aprile 2010. Resta riservata l’azione penale.
TITOLO X[125]
Banche dati scolastiche
Sistemi d’informazione per la gestione amministrativa
delle scuole e degli allievi e degli istituti
Art. 91a[126]
1Il Dipartimento competente, tramite le unità amministrative definite dal regolamento, gestisce le seguenti banche dati:
a)	«Gestione amministrativa scuole cantonali» (GAS cantonale), per la gestione amministrativa dei docenti delle scuole cantonali, in particolare per quanto riguarda la gestione dei concorsi, della carriera professionale, delle procedure interne, delle assenze e degli orari;
b)	«Gestione amministrativa scuole comunali» (GAS comunale), per la gestione amministrativa dei docenti delle scuole comunali, in particolare per quanto riguarda la gestione della carriera professionale, delle procedure interne, delle assenze e degli orari;
c)	«Gestione allievi gestione istituti» (GAGI), per la gestione amministrativa e del curricolo formativo degli allievi, nonché per la gestione amministrativa degli istituti scolastici e dei relativi servizi centrali.
2Le banche dati GAS cantonale, GAS comunale e GAGI contengono i dati personali necessari all’adempimento dei compiti legali degli organi interessati, inclusi dati meritevoli di particolare protezione, segnatamente relativi allo stato di salute, alle sanzioni penali limitatamente all’iscrizione a casellario giudiziale e amministrative, ai provvedimenti disciplinari, nonché alla sfera famigliare se strettamente necessari per la gestione ordinaria della scuola.
3Le banche dati GAS e GAGI possono servire all’allestimento di statistiche.
Art. 91b[127]
Mediante procedura di richiamo, gli organi responsabili possono rendere accessibili i seguenti dati personali alle seguenti categorie di persone:
a.	quelli necessari all’adempimento dei compiti di gestione dei docenti e degli allievi ai membri di organi scolastici e di conduzione degli istituti nonché al loro personale amministrativo;
b.	quelli necessari all’adempimento dei compiti di gestione degli allievi ai docenti e ai supplenti;
c.	quelli necessari all’adempimento dei compiti di gestione dei docenti e degli allievi ai singoli servizi dipartimentali;
d.	quelli necessari all’adempimento dei compiti di ricerca o di manutenzione del sistema ai servizi interni ed esterni incaricati di queste incombenze.
Art. 91c[128]
1I dati personali inerenti ad allievi e docenti possono essere trasmessi a organi pubblici solo se l’autorità competente è autorizzata dalla legge e se i dati nel caso specifico sono indispensabili all’organo richiedente per l’adempimento dei suoi compiti legali oppure se la persona interessata o il suo rappresentante legale, nel singolo caso, hanno dato il loro consenso libero e informato.
2La trasmissione a privati di dati personali di allievi, liste di classe comprese, o di docenti è possibile solo se l’autorità competente è autorizzata dalla legge, oppure se la persona interessata o il suo rappresentante legale hanno dato il loro consenso libero e informato.
Art. 91d[129]
1I dati degli allievi possono essere conservati al massimo fino a 4 anni a partire dalla fine della carriera scolastica e in seguito solo in forma anonimizzata ai fini della statistica e della ricerca educativa; quelli meritevoli di particolare protezione possono essere conservati al massimo fino a 4 anni dalla conclusione del rispettivo ciclo scolastico e in seguito solo in forma anonimizzata ai fini della statistica e della ricerca educativa; quelli di carattere penale possono essere conservati al massimo fino alla cancellazione dal casellario giudiziale.
2I dati riguardanti il personale scolastico possono essere conservati al massimo fino 10 anni dalla fine del rapporto d’impiego e in seguito solo in forma anonimizzata ai fini della statistica e della ricerca educativa; quelli di carattere penale possono essere conservati al massimo fino alla cancellazione dal casellario giudiziale.
Art. 91e[130]
1Per la protezione e la sicurezza dei dati sono applicabili, oltre alle disposizioni del diritto federale e della presente legge, le norme della legge sulla protezione dei dati del 9 marzo 1987.
TITOLO XI[131]
Art. 92[132]
1Contro le decisioni degli organi scolastici cantonali e degli organi preposti alla conduzione degli istituti è dato ricorso al Consiglio di Stato.
2Il ricorso non ha effetto sospensivo.[133]
Art. 93[134]
1Contro le decisioni del Dipartimento è dato ricorso al Consiglio di Stato.
Art. 94 1Contro le decisioni dei municipi e delle delegazioni scolastiche consortili è dato ricorso al Consiglio di Stato.
2Il ricorso non ha effetto sospensivo.[135]
Art. 95[136]
1Contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo.
Art. 95a[137]
Contro le decisioni delle autorità cantonali inerenti alle prestazioni ed ai premi dell’assicurazione scolastica è dato ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni entro il termine di 30 giorni dall’intimazione di tali decisioni.
Art. 96[138]
1In materia di valutazioni il ricorso è proponibile soltanto contro quelle finali o d’esame.
Norme applicabili[139]
Art. 97[140]
Ai ricorsi è applicabile la legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; il termine di ricorso è di quindici giorni.
Art. 97a[141]
1Le leggi speciali o i regolamenti scolastici possono prevedere una procedura di reclamo, che è gratuita.
TITOLO XII[142]
Art. 98 …[143]
TITOLO XIII[144]
Art. 99 La Legge della scuola del 29 maggio 1958, la Legge sulla scuola media del 21 ottobre 1974, la Legge sulle scuole medie superiori e sulla Scuola tecnica superiore, del 26 maggio 1982, il decreto legislativo concernente l’istituzione, con sede a Bellinzona, di una scuola tecnica media per la formazione dei tecnici elettromeccanici, del 21 febbraio 1973, il decreto legislativo concernente l’istituzione di scuole commerciali d’attesa, del 22 marzo 1983, il decreto legislativo concernente l’istituzione di una Scuola cantonale preparatoria alle carriere dell’aviazione civile, del 15 marzo 1983, il decreto legislativo concernente l’istituzione della Scuola cantonale propedeutica per le professioni sanitarie e sociali di Lugano, del 2 febbraio 1976, il decreto legislativo sulla Scuola cantonale dei tecnici dell’abbigliamento di Lugano, del 18 giugno 1984, il decreto legislativo concernente l’istituzione della Scuola cantonale di segretariato d’albergo di Bellinzona, del 5 novembre 1984, il decreto legislativo concernente l’istituzione del Corso di formazione per programmatore-analista in informatica di gestione presso la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, del 23 giugno 1986, sono modificati come segue:
A. Legge della scuola, del 29 maggio 1958[145]
B. Legge sulla scuola media[146]
C. Legge sulle scuole medie superiori e sulla scuola tecnica superiore[147]
D. Decreto legislativo concernente l’istituzione, con sede a Bellinzona, di una scuola tecnica media per la formazione dei tecnici elettromeccanici[148]
E. Decreto legislativo concernente l’istituzione di scuole commerciali d’attesa[149]
F. Decreto legislativo concernente l’istituzione di una scuola cantonale preparatoria alle carriere dell’aviazione civile[150]
G. Decreto legislativo concernente l’istituzione della scuola cantonale propedeutica per le professioni sanitarie e sociali di Lugano[151]
H. Decreto legislativo sulla scuola cantonale dei tecnici dell’abbigliamento di Lugano[152]
I. Decreto legislativo concernente l’istituzione della scuola cantonale di segretariato d’albergo di Bellinzona[153]
L. Decreto legislativo concernente l’istituzione del Corso di formazione per programmatore-analista in informatica di gestione presso la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona[154]
Art. 100 Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, la presente legge è pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.
Il Consiglio di Stato fissa la data dell’entrata in vigore.[155]