Source: http://www.studiolegalecova.com/1/il_concordato_preventivo_11527512.html
Timestamp: 2019-01-23 23:44:45+00:00
Document Index: 141732853

Matched Legal Cases: ['art. 160', 'art. 186', 'art. 173', 'art. 160', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 152', 'art. 161', 'art. 170', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 2399', 'art. 163', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 161', 'art. 43', 'art. 173', 'art. 172', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 161', 'art. 82', 'art. 168', 'art. 161']

Il Concordato Preventivo | Avvocato a Bologna
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E' possibile salvare le imprese in crisi.
L'ordinamento mette a disposizone vari mezzi giuridici, tra i quali il concordato preventivo.
I requisiti per l'ammissione al concordato preventivo
- presupposto soggettivo
Ai sensi dell'art. 160 L.F.. l'ammissione alla procedura concordataria presuppone innanzitutto la qualità di imprenditore commerciale, collettivo o individuale, del debitore che superi i limiti dimensionali di cui all'articolo 1 della legge fallimentare. Sono dunque esclusi dalla procedura di concordato preventivo come pure dal fallimento gli imprenditori che:
- hanno avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza o dall'inizio dell'attività un attivo patrimoniale annuo non superiore a 300mila Euro;
- hanno realizzato nello stesso periodo ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a 200mila euro;
- hanno un ammontare di debiti non superiore a 500mila euro.
Secondo il tenore letterale della norma l'imprenditore che si trova in stato di crisi o in uno stato di insolvenza può proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che può prevedere:
- la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma;
- l'attribuzione delle attività ad un assuntore;
- la suddivisione dei creditori in classi con trattamenti differenziati tra le diverse classi ma senza alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione.
La proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il 20% dell'ammontare dei crediti chirografari salvo il caso di concordato con continuità aziendale previsto dall'art. 186-bis della legge fallimentare.
Non sono più richiesti come un tempo i cd. requisiti di meritevolezza soggettiva dell'imprenditore ricorrente e dunque l'iscrizione nel registro delle imprese del ricorrente, la regolare tenuta della contabilità nel biennio precedente, l'assenza di procedure concorsuali a proprio carico nei cinque anni precedenti, il non essere stato condannato per bancarotta o per delitto contro il patrimonio, fede pubblica.
Tuttavia l'art. 173 L.F. prevede che il compimento di attività consapevolmente dirette ad alterare il soddisfacimento dei creditori, come l'occultamento o la dissimulazione di parte dell'attivo comunque il compimento di atti finalizzati a frodare le ragioni creditorie, possano comportare l'apertura d'ufficio del procedimento per la revoca dell'ammissione al concordato con conseguente declaratoria di fallimento (se ne sussistono i presupposti).
La presentazione della proposta concordataria presuppone che l'imprenditore si trovi in stato di crisi o in stato di insolvenza.
La formulazione attuale dell'art. 160 L.F.., non prevede più che il concordato possa essere richiesto fino a che non sia intervenuta sentenza di fallimento.
Si è posto pertanto il problema del rapporto intercorrente tra domanda di concordato preventivo e procedimento per la dichiarazione di fallimento. A seguiti di difformi orientamenti giurisprudenziali e dottrinali è poi stato ritenuto da numerose pronunce di merito che la presentazione della domanda di concordato, pur non comportando l'improcedibilità delle istanze di fallimento, ne comporti solo la sospensione fino al momento in cui non sia intervenuta una valutazione di ammissibilità del presentato concordato. Si è perciò parlato di coordinamento organizzativo. Le Sezioni Unite con sentenza 1521 del 2013 hanno parlato di rapporto di conseguenzialità.
La domanda di concordato si propone con ricorso sottoscritto dal debitore stesso meglio se assistito da un legale munito di apposita procura.
Per ciò che attiene alle condizioni di legittimazione l'art. 161 L.F. , con il suo richiamo all'art. 152 prevede particolari condizioni di legittimazione che concernono il ricorrente in forma societaria:
B) nelle società di capitali o cooperative la competenza è rimessa all'organo amministrativo salva diversa disposizione statutaria.
In ogni caso, tanto nelle società di persone, quanto nelle società di capitali la delibera con la quale viene approvata la presentazione della domanda di concordato e nel quale devono essere indicati i principali profili della proposta e del piano, sia per le società di persone, sia per le società di capitali e cooperative, deve risultare da verbale redatto da notaio e, successivamente depositata e iscritta presso il registro delle imprese.
Le allegazioni da presentare unitamente al ricorso oltre al piano ed alla attestazione del professionista a norma dell'art. 161 L.F. sono:
1. Una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della impresa. L'orientamento dominante ritiene che tale relazione sia un vero e proprio bilancio;
2. Lo stato analitico ed estimativo delle attività e l'elenco nominativo dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione, così da rendere i creditori edotti circa la consistenza del patrimonio del debitore;
3. L'elenco dei titolari di diritti reali o personali sui beni di proprietà o in possesso del debitore;
5. Un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta.
Nessuna prescrizione normativa impone il deposito delle scritture contabili, tuttavia in considerazione della previsione di cui all'art. 170 L.F.. si ritiene debbano essere depositati anche se una omissione non potrebbe comportare alcuna declaratoria di inammissibilità
Il Tribunale esamina la domanda di concordata in sede collegiale e a norma dell'art. 162 L.F. può richiedere al debitore di apportare entro quindici giorni, integrazioni al piano e/o produrre nuovi documenti. La domanda originaria può poi essere integrata con il deposito di nuovi documenti.
L'art. 162 L.F.. prevede la possibilità di integrare l'originaria domanda mediante il deposito di nuovi documenti. Tribunale ha poi il potere di disporre una consulenza d'ufficio al fine di valutare la relazione sulla fattibilità del piano.
Il ruolo del debitore nell'ambito della procedura
Il debitore non si limita alla mera sottoscrizione della proposta concordataria. L'art. 162 L.F. dispone infatti che "Il Tribunale può concedere al debitore un termine non superiore a quindici giorni per apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti". Dispone inoltre che il Tribunale, se all'esito del procedimento verifica che non ne ricorrono i presupposti, dopo aver sentito il debitore in camera di consiglio, dichiara inammissibile la proposta di concordato con decreto non soggetto a reclamo. In tali casi il Tribunale, su istanza del creditore o del pubblico ministero, accertane l'esistenza dei presupposti di legge dichiara il fallimento del debitore.
Gli interventi normativi che si sono susseguiti nel tempo hanno configurato sempre di più il concordato preventivo come strumento principe atto a conseguire il superamento della situazione di crisi in cui versi una attività produttiva. In questa ottica devono perciò essere visti gli interventi normativi che, da un lato hanno teso a privilegiare l'aspetto privatistico e dunque il raggiunto accordo tra creditori e debitori e dall'altro lato hanno fatti del Tribunale un organo preposto essenzialmente ad un controllo di legittimità sull'attività dell'impresa debitrice, si è parlato perciò di cd. Gestione negoziata dell'insolvenza. Ciò però non ha posto il ruolo dell'organo giurisdizionale in una posizione assolutamente secondaria.
Vediamo quali sono gli organi della procedura e quale il loro ruolo.
IL PROFESSIONISTA ATTESTATORE A partire dal d.l 83/2012 cd. Decreto sviluppo è stato notevolmente rafforzata la figura ed il ruolo riconosciuto al professionista attestatore. L'art. 161 comma terzo L.F.. dispone che il piano di risanamento della crisi e tutta la documentazione prodotta dall'imprenditore, unitamente alla domanda di ammissione al concordato preventivo, siano accompagnati da una relazione redatta da un professionista indipendente, designato dal debitore, che certifichi la veridicità dei dato aziendali forniti dal proponente e fornisca un giudizio prognostico sulla effettiva idoneità del piano di assolvere la funzione cui tende l'intera procedura di risanamento. Il professionista sarà perciò chiamato ad accertare ed attestare che i dati siano reali.
Il professionista attestatore deve essere indipendente, deve avere i requisiti di cui all'art. 2399cc e non deve avere legami di natura personale o professionale tali da compromettere la sua capacità di giudizio, né con l'impresa in crisi, né con coloro che hanno interesse al risanamento egli infatti negli ultimi cinque anni non deve aver prestato attività di lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore, né deve aver partecipato ad organi di amministrazione e controllo dell'impresa.
Dal deposito della domanda il tribunale fallimentare è l'organo di riferimento dell'intera procedura, dotato di potere di controllo sull'intero svolgimento della procedura esso:
Giudica sull'inammissibilità od ammissibilità al concordato preventivo
Con decreto di fissazione del termine per il deposito della proposta e del piano deve disporre gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e l'attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, che il debitore deve assolvere con periodicità almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale, se nominato, fino alla scadenza del termine fissato.
Emette provvedimenti ordinatori per la convocazione dei creditori, per il deposito delle somme necessarie per l'amministrazione, per la sostituzione del giudice delegato e quella del commissario giudiziale, nonché per la evoca di quest'ultimo
Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all'art. 163 L.F.. autorizza il debitore al compimento degli atti urgenti di straordinaria amministrazione.
10.Nel caso in cui il debitore presenti una domanda di concordato con suddivisione in classi il tribunale è chiamato a valutare la correttezza dei criteri di formazione delle classi.
11.Verifica la sussistenza dei presupposti sostanziali della qualifica di imprenditore assoggettabile alle procedure concorsuali dello stato di crisi e di fattibilità del piano concordatario.
12.Può concedere al debitore un termine di quindici giorni per apportare integrazioni al piano o nuovi documenti.
13.Può stabilire un limite al di sotto del quale il debitore non ha l'obbligo di richiedere l'autorizzazione del giudice delegato per il compimento di atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
14.Dichiara improcedibile la domanda nel caso in cui il commissario accerti il compimento di atti di frode o autorizzati, ovvero vengano meno le condizioni di ammissibilità alla procedura.
A seguito della riforma del 2005 l'art. 167 L.F. il ruolo del giudice delegato ha subito importanti modifiche essendo essenzialmente dotato di funzioni di controllo , volte alla verifica della regolarità della procedura, mentre le valutazioni di opportunità economica sono riservate ai creditori. Tuttavia occorre ricordare come il compimento di taluni atti, risulti subordinato alla autorizzazione del giudice delegato. Pena la loro inefficacia.
Disporre, su proposta del Commissario giudiziale, l'investimento della somma depositata per le spese di procedura
Autorizzare con decreto gli atti di straordinaria amministrazione del debitore ai sensi dell'art. 167 L.F.
Annotare il decreto di ammissione sotto l'ultima scrittura dei libri contabili del debitore.
Esercitare un'attività di controllo sull'adempimento del concordato.
Svolgere la funzione di Giudice dell'esecuzione qualora il liquidatore dei beni scelga per l'adozione della modalità di vendita previste dal codice di rito, sospendendo le operazioni nei casi previsti dalla'rt. 108 comma 1 L.F.. la cancellazione delle iscrizioni, delle trascrizioni e di ogni altro vincolo sui beni immobili venduti e sugli atti iscritti nei pubblici registri.
10.Presiede l'adunanza dei creditori, verifica la legittimazione e la regolarità degli interventi di tutti i soggetti che partecipano all'adunanza e di dirigerne la successiva discussione avvalendosi della collaborazione del cancelliere, nonché di regolare le operazioni di voto e controllarne l'esito.
L'art. 161 comma sesto L.F.. prevede che il Tribunale ha la facoltà di nominare fin da subito un commissario giudiziale che ha la funzione di ausiliario. Il commissario è una figura meno penetrante rispetto al curatore fallimentare e non è configurabile una estensione analogica di quanto previsto all'art. 43 L.F. perché non rappresenta il debitore nella procedura che è sottoposto ad uno spossessamento attenuato, dato che mantiene l'amministrazione e la disponibilità dei suoi beni e la legittimazione processuale
L'art. 173 L.F.. ha devoluto a tale organo un potere di controllo sulla legittima prosecuzione del piano, in qualunque momento della procedura.
Sulla base delle scritture contabili presentate dal debitore il commissario deve redigere un elenco dei creditori, in vista della convocazione dell'adunanza.
Nel caso in cui il commissario accerti che "il debitore ha occultato o dissimulato parte dell'attivo, dolosamente omesso di denunciare uno o più crediti, esposto passività insussistenti o commesso altri atti di frode, deve riferirne immediatamente al tribunale, il quale apre d'ufficio il procedimento per la revoca dell'ammissione al concordato, dandone comunicazione al pubblico ministero e ai creditori"
L'art. 172 L.F. prevede che le funzioni del commissario giudiziale siano quelle di:
Redigere l'inventario del patrimonio del debitore "e una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quarantacinque giorni prima dell'adunanza dei creditori.
La norma dispone altresì: "Nella relazione il commissario deve illustrare le utilità che, in caso di fallimento, possono essere apportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie che potrebbero essere promosse nei confronti di terzi. Nello stesso termine la comunica a mezzo posta elettronica certificata a norma dell'articolo 171, secondo comma. Qualora nel termine di cui al quarto comma dell'articolo 163 siano depositate proposte concorrenti, il commissario giudiziale riferisce in merito ad esse con relazione integrativa da depositare in cancelleria e comunicare ai creditori, con le modalità di cui all'articolo 171, secondo comma, almeno dieci giorni prima dell'adunanza dei creditori. La relazione integrativa contiene, di regola, una particolareggiata comparazione tra tutte le proposte depositate. Le proposte di concordato, ivi compresa quella presentata dal debitore, possono essere modificate fino a quindici giorni prima dell'adunanza dei creditori. Analoga relazione integrativa viene redatta qualora emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini dell'espressione del voto.
- IL LIQUIDATORE
In caso di concordato con cessio bonorum il Tribunale ha l'onere di nominare, con il decreto di omologa uno o più liquidatori e un comitato dei creditori con la funzione di assistere alla liquidazione, determinandone le modalità.
e) coloro che abbiamo svolto funzioni di amministrazione e controllo in società per azione, purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.
Il Liquidatore è chiamato a espletare le proprie funzioni con la diligenza richiesta per l'incarico assunto; deve tenere un registro preventivamente vidimato da almeno un componente del comitato dei creditori ed annottarvi le operazioni relative alla sua amministrazione.
Può cessare la sua funzione per revoca presentata dal Giudice delegato dal comitato dei creditori o d'ufficio.
3. Informa il comitato dei creditori dell'avvenuta nomina;
4. Prende in consegna i beni ceduti e conseguentemente redige l'inventario alla presenza del legale rappresentante della società concordataria
5. Procede alla formazione dell'elenco dei creditori entro e non oltre sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di omologa, sulla scorta della scritture contabili;
6. Deposita in cancelleria l'elenco dei creditori, e comunicare l'avvenuto deposito a mezzo raccomandata ar a tutti i creditori
7. Presentare annualmente una relazione dalla quale risulti l'attività svolta
9. Ogni anno presenta un prospetto delle somme disponibili e un progetto di riparto delle stesse, riservando quelle occorrenti alla procedura.
L'art. 161 L.F. consente all'imprenditore di depositare il ricorso per l'ammissione al concordato preventivo con l'unico supporto documentale dei bilanci degli ultimi tre esercizi e dell'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare in un secondo momento la proposta ai creditori, il piano concordatario, l'attestazione sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano nonché tutta la ulteriore documentazione prescritta secondo l'art. 161 L.F.
Il debitore che richieda l'ammissione alla procedura concordataria minore ha la possibilità di depositare la sola domanda, con conseguenti effetti prenotativi, differendo ad un secondo momento la presentazione dell'ulteriore documentazione, si parla di concordato in bianco.
Esso premette al debitore di beneficiare prima della protezione che consegue alla procedura concorsuale evitando che il proprio patrimonio venga aggredito dai creditori nel periodo necessario per redigere l'ulteriore documentazione.
A tal proposito è stato sostenuto che debbano essere allegati: 1) i bilanci degli ultimi tre esercizi e l'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti; 2) una situazione patrimoniale aggiornata per consentire al giudice di verificare l'esistenza dello stato di crisi; 3) una visura del registro delle imprese per verificare la competenza del tribunale.
La giurisprudenza ha ritenuto che, nel caso di presentazione della domanda in bianco a norma del 161 comma sesto L.F. il collegio sia chiamato a valutare la sussistenza della competenza per territorio e l'accessibilità dell'imprenditore alla procedura concorsuale da un punto di vista oggettivo e soggettivo.
In caso di domanda con riserva il Tribunale deve valutare i presupposti della domanda stessa, eventualmente anche espletando un'attività istruttoria al fine di acquisire documenti ed informazioni.
A fronte di una domanda di concordato priva di documentazione il Tribunale ragionevolmente non potrà autorizzare il compimento di atti che accedano l'ordinaria amministrazione.
Il giudice inoltre, a norma dell'art. 161, comma 8 L.F.. come modificato dall'art. 82 del d.l. 69/2013, cd. Decreto del fare, ha previsto precipui obblighi informativi statuendo che "Con il decreto che fissa il termine di cui al sesto comma, primo periodo, il tribunale deve disporre gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e all'attivita' compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, che il debitore deve assolvere, con periodicità almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale se nominato, sino alla scadenza del termine fissato. Il debitore, con periodicità mensile, deposita una situazione finanziaria dell'impresa che, entro il giorno successivo, è pubblicata nel registro delle imprese a cura del cancelliere. In caso di violazione di tali obblighi, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Quando risulta che l’attività compiuta dal debitore è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, il tribunale, anche d'ufficio, sentito il debitore e il commissario giudiziale se nominato, abbrevia il termine fissato con il decreto di cui al sesto comma, primo periodo. Il tribunale può in ogni momento sentire i creditori.".
A norma dell'art. 168 L.F.. dalla data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese, i creditori per titolo o causa anteriore alla pubblicazione stessa non possono iniziare o proseguire azione esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. A partire da tale momento il debitore può contare sulla protezione della procedura per il tempo necessario per predisporre il proprio piano. Per evitare in ricorso ad un utilizzo surrettizio dello strumento concordatario sono stati perciò introdotti gli obblighi informativi periodici con cadenza, almeno mensile, di cui si diceva precedentemente, capaci di tenere il Tribunale adeguatamente informato in ordine alla gestione finanziaria dell'impresa in crisi a norma dell'ottavo comma dell'art. 161 L.F..
Avv. Elisa Barsotti
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