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Timestamp: 2019-07-17 01:24:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 98', 'art. 89', 'art.29']

Sull’asseverazione dei modelli le interpretazioni CNCPT/UNI per il settore dell’edilizia
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 24/07/2013
In sede di correzione del D.Lgs. n. 81/2008, avvenuta a opera del D.Lgs. n. 106/2009, il legislatore ha introdotto l’istituto dell’asseverazione dell’adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e digestione della sicurezza. Per comprendere al meglio questo istituto occorre effettuare una ricostruzione sistematica della disposizione anche alla luce della pubblicazione, avvenuta il 19 febbraio 2013, degli «Indirizzi operativi per l’asseverazione nel settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile» da parte dell’UNI e della Commissione nazionale dei Comitati paritetici territoriali (CNCPT). Questo documento ha assunto una particolare rilevanza avendo definito una prassi di riferimento per il processo di asseverazione per i SGSL delle imprese di un settore ad alto rischio come quello dell’edilizia.
Dal "decreto del fare" alcune semplificazioni tra rinvii e criticità
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 10/07/2013
DAL DECRETO DEL FARE ALCUNE SEMPLIFICAZIONI TRA RINVVI E NUOVE CRITICITA'.
Dopo un controverso iter il Governo ha finalmente messo a punto, con decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia», un primo pacchetto di misure urgenti finalizzate al rilancio del “sistema Italia” agendo su varie leve tra le quali quella della semplificazione degli adempimenti gestionali di carattere formale da parte delle imprese.
Inevitabilmente, quindi, anche la materia della salute e della sicurezza sul lavoro è stata attratta da questi interventi emergenziali in quanto, com’è stato da più parti evidenziato, con l’avvento del D.Lgs. n. 81/2008 è stato registrato un aumento, a tratti abnorme, del carico degli obblighi di ogni tipo andando paradossalmente anche in contrasto con gli stessi principi ispiratori della riforma contenuti nella legge delega n. 123/2007.
La visita medica preventiva nei confronti di stagisti e allievi minorenni: le indicazioni della commissione interpelli
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 25/06/2013
LA VISITA MEDICA PREVENTIVA NEI CONFRONTI DI STAGISTI E ALLIEVI MINORENNI: LE INDICAZIONI DELLA COMMISSIONE INTERPELLI.
Con l’interpello 2 maggio 2013, n. 1, la Commissione presso il Ministero del Lavoro e Politiche sociali ha fornito un’unica risposta ad alcuni quesiti presentati da FEDERCASSE (Federazione italiana delle banche di credito cooperativo) e dal Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, in materia di controllo sanitario degli studenti minorenni partecipanti agli stage formativi.
Infatti, la prima ha chiesto di sapere se una banca che impegni in stage o tirocini formativi soggetti minori di età sia tenuta a sottoporre gli stessi alla visita medica preventiva ai sensi dell'art. 41, D.Lgs. n. 81/2008.
Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, invece, ha presentato due istanze d’interpello; nella prima a chiesto di sapere se, per quanto riguarda gli allievi minorenni, equiparati ai lavoratori dall’art. 2, comma 1, lettera a), D.Lgs n. 81/2008, in quanto seguono corsi di formazione professionale nei quali è fatto uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici e fisici, comprese le apparecchiature fornite di videoterminali, sia applicabile la disciplina protettiva dall’art. 8, legge n. 977/1967.
Nella seconda, viceversa, ha chiesto un parere circa l’assoggettabilità alla visita preventiva prevista dal D.Lgs. n. 81/2008, per quanto riguarda gli stagisti minorenni.
Con una risposta unica la Commissione ha preliminarmente osservato che lo stage, o tirocinio formativo e di orientamento, rappresenta una forma d'inserimento temporaneo all'interno dell'azienda (regolata da un’apposita convenzione) non costituente rapporto di lavoro, finalizzato a consentire ai soggetti coinvolti di conoscere e di sperimentare in modo concreto il mondo del lavoro, attraverso una formazione e un addestramento pratico direttamente in azienda.
Si tratta, pertanto, d’ipotesi, sia quello dell’allievo che dello stagista, in cui non si configura un rapporto di lavoro; per questo motivo, quindi, secondo la Commissione è necessario operare una distinzione tra la disciplina del D.Lgs. n. 81/2008 e quella speciale della legge n. 977/1967.
Infatti, qualora l’allievo o lo stagista sia equiparabile al lavoratore secondo la previsione dell’art. 2, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 81/2008, lo stesso dovrà essere sottoposto al controllo sanitario da parte del medico competente e, quindi, anche alla visita preventiva, prevista dall’art. 41, solo nei casi in cui è espressamente prevista dalla vigente normativa (per esempio, agenti cancerogeni e mutageni, rumore e vibrazioni oltre una certa soglia, agenti biologici ecc.).
Occorre osservare che, però, il controllo sanitario in questi casi è obbligatorio sempre che l’allievo o lo stagista nelle proprie attività sia effettivamente esposto a dei rischi per i quali è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, secondo quanto ha previsto il D.Lgs. n. 81/2008.
Pertanto, la Commissione ha concluso sottolineando che «l’obbligatorietà della visita di cui all’art. 8 della legge 977/1967 vige solo nei casi in cui vi sia un rapporto di lavoro, anche speciale, circostanza che non sussiste per “l’adolescente stagista” e “lo studente minorenne” che dovranno pertanto essere sottoposti a sorveglianza sanitaria solo nei casi previsti dalla normativa vigente».
Infortuni mortali sul lavoro: i dati del triennio 2010-2012
di Federico Maritan e Mauro Rossato, Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering -Mestre (VE)
INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO:
Nel triennio 2010-2012 l’Osservatorio sicurezza sul lavoro ha registrato complessivamente 1.588 casi di infortuni mortali sul lavoro. La regione con il maggior numero di casi di morte è la Lombardia, con il 13,5%, seguono l’Emilia Romagna, il Veneto e la Campania. La principale causa di morte sul lavoro è la caduta di persone dall’alto, seguita dal ribaltamento del veicolo/mezzo in movimento e dalla caduta dall’alto di gravi/schiacciamento, mentre i settori economici più colpiti sono l’agricoltura e le costruzioni. Le fasce d’età più coinvolte sono dai 45 ai 54 anni e dai 65 anni in su. Quasi tutti gli infortunati sono uomini e la maggior parte dei lavoratori stranieri provengono dalla Romaniaedall’Albania.
I chiarimenti della commissione: interpelli sui requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 11/06/2013
I chiarimenti della commissione interpelli sui requisiti professionali del coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori
La disciplina in materia di cantieri temporanei e mobili contenuta nel Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008, ha continuato ancora a tenere banco a causa di numerose incertezze interpretative legate sia alla sua complessità che a una formulazione con diverse zone d’ombre; infatti, con l’interpello 2 maggio 2013, n. 2, la Commissione presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha fornito, in attuazione di quanto previsto dall’art. 12, D.Lgs. n. 81/2008, una risposta al quesito posto dal Consiglio nazionale degli ingegneri per quanto riguarda la documentazione che il coordinatore, per la progettazione o l’esecuzione dei lavori, deve possedere per comprovare il periodo di attività lavorativa nel settore delle costruzioni, ai sensi dell’art. 98, comma 1, lettera a), b) e c), D.Lgs. n. 81/2008.
Si tratta della documentazione rilasciata da parte dei datori di lavoro o dei committenti attestante l’esperienza professionale nel settore delle costruzioni da uno a tre anni a seconda del titolo di studio posseduto, che deve essere accompagnata dalla frequenza ai corsi di formazione previsti dai commi 2 e seguenti.
In merito erano sorti diversi dubbi sulle attività svolte “attestabili” e il Consiglio nazionale degli Ingegneri nell’istanza ha proposto un elenco che, per esempio, ha compreso le attività di direttore di cantiere, di capo cantiere, di capo squadra, di direttore dei lavori, di direttore operativo di cantiere ecc.
La Commissione ha ritenuto questo elenco coerente con le finalità della disciplina contenuta nel Titolo IV, D.Lgs. n. 81/2008, pur se lo stesso non è esaustivo, sottolineando che il principio generale è quello in base al quale «Le attività svolte devono fare riferimento ai cantieri temporanei e mobili, così come definiti dell’art. 89, comma. 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2008».
I PRIMI CHIARIMENTI MINISTERIALI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CON LE NUOVE PROCEDURE
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con FAQ pubblicate sul proprio sito ufficiale il 31maggio 2013, ha fornito numerose risposte a una serie di interessanti quesiti sull’applicazione delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi e la redazione del relativo documento (cosiddetto DVRS), contenute nel D.M. 30 novembre 2012, che hanno interessato principalmente i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori e che fino a oggi hanno potuto accedere al regime dell’autocertificazione e ora sono tenuti a redigere il documento di valutazione dei rischi (DVR), sia pure potendosi avvalere delle stesse procedure (art.29,comma 5,D.Lgs.n.81/2008).