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Timestamp: 2019-11-16 23:32:26+00:00
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NEWS LUGLIO-DICEMBRE 2015
Tribunale di Roma: i motori di ricerca non hanno l’obbligo di de-indicizzare i link attinenti a notizie recenti e di interesse pubblico.
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 23771 del 3 dicembre 2015, ha rigettato la richiesta di rimozione dai risultati di ricerca di Google di alcuni link che, immesso un nome di persona, rinviavano a notizie recenti attinenti un’indagine giudiziaria in corso in cui era coinvolta la persona stessa.
La pronuncia è la prima in ambito nazionale in materia di diritto all’oblio dopo la pronuncia della Corte di giustizia Ue del 13 maggio 2014, che ha riconosciuto il diritto di chiedere a Google la rimozione di link a notizie obsolete dagli indici del motore di ricerca.
Il Tribunale di Roma ha affermato che l’interesse a rinvenire sul web informazioni è prevalente rispetto al “diritto all’oblio” del singolo se sussiste un interesse alla pubblicazione della notizia (giustificato dal ruolo pubblico ricoperto dalla persona) e una vicinanza cronologica ai fatti.
Nell’occasione il Tribunale ha chiarito che, ai fini dell’esercizio del “diritto all'oblio”, non rileva la falsità delle notizie riportate sui siti web ai quali i risultati di ricerca rinviano, in quanto il gestore del motore di ricerca non ha alcuna responsabilità in relazione al contenuto delle notizie indicizzate.
(Tribunale di Roma, sentenza n. 23771 del 3 dicembre 2015)
Corte Costituzionale: dichiarate inammissibili le ordinanze del TAR del Lazio con le quali era stata sollevata la questione di legittimità costituzionale in merito al regolamento AGCOM per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 247 pubblicata il 9 ottobre 2015, ha dichiarato inammissibili le due diverse ordinanze con cui il TAR del Lazio aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale circa il potere regolamentare in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
La Consulta ha dichiarato l’inammissibilità ravvisando nelle ordinanze di rimessione “profili di contraddittorietà, ambiguità e oscurità nella formulazione della motivazione e del petitum”.
La stessa Corte Costituzionale, tuttavia, ha evidenziato che “nessuna delle disposizioni impugnate, in sé considerata, dispone specificamente l’attribuzione all’autorità di vigilanza di un potere regolamentare qual è quello esercitato con l’approvazione del regolamento impugnato nei due giudizi davanti al TAR”.
(Corte Costituzionale, sentenza n. 247 del 9 ottobre 2015)
Laboratorio Formentini per l’editoria – Ciclo di incontri "Copy&Rights".
Le tecnologie per la lettura di contenuti digitali hanno cambiato le abitudini del lettore, permettendogli di scegliere con un solo gesto tra centinaia di e-book, senza costrizioni di spazio e tempo. L’evoluzione è però incessante: l’esperienza del “lettore” viene oggi integrata e ampliata attraverso la fruizione incrociata di contenuti digitali, da leggere e da “sentire”, personalizzati anche grazie all’interazione fra l’utente e la sua posizione geografica.
Le opportunità sono dirompenti nei più diversi ambiti editoriali, da quello turistico e delle belle arti, a quello medico-scientifico, senza tralasciare quello professionale.
L’incontro è dedicato a fare il punto sulle norme che disciplinano i nuovi strumenti per la fruizione di realtà allargate, aumentate, digitalmente arricchite. Fornirà lo spunto per discuterne l’esperienza maturata da Vidiemme nel progetto per l’app Google Glass “OK Venice!”, guida interattiva per la visita della città di Venezia.
E-BOOK SENZA E-READER
Il futuro della fruizione individuale di contenuti
Giovedì 17 dicembre 2015 ore 17.30-19.30
L’avv. Claudio Di Cocco (InfoTech Law Firm) ne discute con Laura Faedda (Vidiemme) che presenta il progetto OK Venice!
Le tecnologie digitali hanno radicalmente mutato lo scenario in cui le informazioni personali sono destinate a circolare. La necessità di fare fronte alle mutate esigenze e alle crescenti sfide della società dell’informazione hanno indotto il legislatore europeo a una profonda revisione della disciplina in materia di privacy: l’iter di approvazione della riforma giunge in queste settimane alla fase finale.
Partendo dalle riflessioni di Debora Guma (Carrefour Italia) e Anna Daminato (Yoox Net-A-Porter Group) sulle ripercussioni della nuova regolamentazione, l’incontro è dedicato a esaminare come il regolamento di prossima emanazione impatterà nelle attività di commercio elettronico, nei servizi di cloud, nei rapporti fra aziende UE ed extra-UE e quali opportunità introdurrà per le attività on-line.
Scenari e opportunità nel contesto telematico
Giovedì 10 dicembre 2015 ore 15.00-19.00
L’avv. Claudio Di Cocco (InfoTech Law Firm) ne discute con Debora Guma (Carrefour Italia) e Anna Daminato (Yoox Net-A-Porter Group).
Tribunale di Milano: illecita l'installazione dei c.d. mod chip e game copier.
Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 12508/2015, ha statuito che l'installazione sulle consolle dei c.d. mod chip e game copier è da ritenersi illecita nel caso in cui la loro principale funzione sia di consentire all'utente di utilizzare videogiochi contraffatti superando efficaci misure tecnologiche di protezione.
La questione era stata in via pregiudiziale sottoposta alla Corte di giustizia la quale, con la sentenza del 23 gennaio 2014 causa C-355/12, aveva statuito che la nozione di “efficace misura tecnologica” può comprendere misure tecnologiche dirette prevalentemente ad equipaggiare con un dispositivo di riconoscimento non solo il supporto che contiene l’opera protetta, come il videogioco, ma anche le consolle destinate all'utilizzo di tali videogiochi.
(Tribunale di Milano, sentenza n. 12508/2015)
(Corte di giustizia, 23 gennaio 2014, causa C-355/12)
Alle straordinarie opportunità offerte dalle tecnologie digitali per la valorizzazione dei contenuti creativi fa da contraltare il diffuso fenomeno della pirateria. Questo ha spinto i legislatori di molti paesi a introdurre norme a tutela degli stessi strumenti tecnologici di identificazione e di protezione dei contenuti.
Sulla scorta dell’esperienza internazionale di mEDRA nell’ambito della gestione delle informazioni sui diritti e alla luce della giurisprudenza europea più recente, l’incontro è dedicato a fare il punto sullo stato dell’arte delle tecnologie per l’identificazione e la gestione dei diritti sui contenuti digitali in rete e sull’applicazione delle norme in materia di protezione tecnologica.
Identificazione, gestione e protezione tecnologica dei contenuti digitali in rete
Giovedì 26 novembre 2015 ore 17.30-19.30
L’avv. Claudio Di Cocco (InfoTech Law Firm) ne discute con Paola Mazzucchi (mEDRA - Agenzia DOI).
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo rsvp@laboratorioformentini.it.
Garante privacy: annullata l’autorizzazione al trasferimento dei dati personali dall’Italia verso gli U.S.A.
Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento n. 564 del 22 ottobre 2015, ha disposto la “caducazione” dell’autorizzazione del 10 ottobre 2001 al trasferimento dei dati personali dall’Italia verso organizzazioni aventi sede negli Stati Uniti d’America aderenti al c.d. Safe Harbor.
La decisione è diretta conseguenza della sentenza della Corte di Giustizia del 6 ottobre 2015 che ha invalidato la decisione con cui la Commissione europea ha affermato l’adeguatezza del livello di protezione dei dati personali garantito dagli Stati Uniti d’America nel contesto del c.d. Safe Harbor.
Il Garante si è pertanto riservato il diritto di svolgere in qualsiasi momento controlli sulla liceità e correttezza del trasferimento dei dati personali dall’Italia verso gli U.S.A.
Decaduta l’autorizzazione generale, i soggetti che intendono trasferire (o continuare a trasferire) dati personali negli U.S.A. possono avvalersi solo di altri strumenti quali, ad esempio, le clausole contrattuali standard o le regole di condotta adottate all’interno di un medesimo gruppo (le cosiddette BCR, Binding Corporate Rules).
(Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento 22 ottobre 2015 n. 564)
La capacità d’istaurare una relazione diretta con il cliente cambia il modo in cui l’azienda agisce nel mercato. Le tecnologie digitali permettono non solo di superare barriere spaziali, linguistiche e temporali, ma di raggiungere e interagire con i singoli utenti “interessati”.
L’incontro è dedicato all’influenza che le relazioni digitali hanno sul mondo della comunicazione commerciale. Prendendo spunto dalle molte sollecitazioni emerse nei precedenti incontri del ciclo Copy&Rights, si discuterà degli aspetti legali del tracciamento dei gusti, delle preferenze e delle necessità dei clienti al fine di selezionare il target dei destinatari dei messaggi promozionali, il loro contenuto e di adeguare i prodotti stessi.
DALLA FIDELIZZAZIONE ALLA PROFILAZIONE
Evoluzione della pubblicità e della comunicazione commerciale on-line
Giovedì 12 novembre 2015 ore 17.30-19.30
Corte di Giustizia: il servizio di messa a disposizione di filmati fornito da un quotidiano on-line in alcune circostanze rientra nell'ambito di applicazione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi.
La Corte di Giustizia, con la sentenza del 21 ottobre 2015 relativa alla causa C-347/14, ha stabilito che le norme in materia di servizi di media audiovisivi – comprese quelle sull’obbligo di notifica preventiva – deve essere applicata anche alla messa a disposizione di filmati sul sito web di un quotidiano, nel caso in cui il contenuto e la funzione di tale servizio siano considerati autonomi rispetto a quelli dell’attività giornalistica. Tale modalità di fruizione dei contenuti “corrisponde a quella espressamente prevista nella definizione del servizio di media audiovisivo a richiesta” e occorre esaminare il singolo servizio per valutare se esso “abbia, in quanto tale e indipendentemente dal contesto nel quale viene proposto, come obiettivo principale di fornire un programma al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico”.
(Corte di Giustizia, sentenza 21 ottobre 2015, causa C-347/14)
Corte di Cassazione: la notificazione è “inesistente” in caso di mancata produzione della ricevuta di avvenuta consegna della notifica a mezzo pec.
La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 7 ottobre 2015, n. 20072, ha ritenuto “inesistente” la notificazione del ricorso introduttivo a causa della mancata produzione in giudizio – “neppure nel previsto supporto analogico” – della ricevuta di avvenuta consegna della notifica a mezzo posta elettronica certificata.
La notificazione a mezzo pec – secondo la Corte – non si esaurisce con l’invio telematico dell’atto, ma “si perfeziona con la consegna del plico informatico nella casella di posta elettronica del destinatario, e la prova di tale consegna è costituita dalla ricevuta di avvenuta consegna”.
(Cassazione civile, Sez. lavoro, sentenza 7 ottobre 2015 n. 20072)
Statuto dei lavoratori: modifiche alla disciplina del controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.
Il decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 151 ha disposto la modifica dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori in materia di impianti audiovisivi utilizzati per il controllo a distanza dei lavoratori.
Il primo comma del novellato articolo prevede in particolare che “[g]li impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali”. Il secondo comma esclude dall’ambito di applicazione della disciplina gli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e quelli di registrazione degli accessi e delle presenze.
La novella costituisce una evoluzione significativa della norma che oggi autorizza un più largo utilizzo degli strumenti tecnologici in ambito lavorativo.
(Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 – Legge 20 maggio 1970, n. 300 “Statuto dei lavoratori”)
Nei giorni di chiusura di Expo, l'incontro propone il tema del cibo che nutre la mente e delle opportunità del suo commercio globale via rete telematica. L’e-commerce è infatti decisivo anche quando si tratta di libri e cultura. Non a caso i dati dell'ultimo anno mostrano che si acquista sempre più nelle librerie on-line e in digitale.
E-commerce dei cibi per la mente made in Italy
Giovedì 29 ottobre 2015, ore 17,30
Corte di giustizia: le autorità garanti nazionali hanno pieni poteri d’indagine e decisione in materia di trasferimento di dati personali in un paese extra-UE, anche se la Commissione europea ne ha dichiarato adeguato il livello di protezione offerto.
La Corte di giustizia, con la sentenza del 6 ottobre 2015 relativa al caso C-362/14, ha stabilito che l’adozione da parte della Commissione europea di una decisione che constati l’adeguatezza delle garanzie offerte da un paese terzo – ai fini del trasferimento sul territorio di questo di dati personali raccolti in UE – “non può impedire alle persone i cui dati personali sono stati o potrebbero essere trasferiti in un paese terzo di presentare un reclamo alle autorità nazionali di vigilanza”, le quali devono “esaminare, in piena indipendenza, se il trasferimento di tali dati è conforme ai requisiti” stabiliti dalla normativa europea in tema di trattamento dei dati personali.
La Corte di giustizia ha, inoltre, dichiarato invalida la decisione della Commissione circa l’adeguatezza delle garanzie in materia privacy offerte dagli Stati Uniti in quanto detta decisione: a) non soddisfa i requisiti stabiliti alla direttiva sulla protezione dei dati personali; b) prevedendo una limitazione dei poteri delle autorità garanti nazionali, oltrepassa i poteri conferiti alla Commissione.
(Corte di giustizia, sentenza 6 ottobre 2015, C-362/14)
Crossmedialità e nuovi prodotti. Declinare i contenuti attraverso più media e creare prodotti capaci di soddisfare e attrarre il pubblico.
L’obbiettivo cui muove ogni progetto strategico è sempre più veicolare i contenuti in App, avvantaggiarsi di Software complessi, arricchire l’offerta con i Videogame, ampliare il proprio pubblico attraverso Web site e, al contempo, usare questi stessi strumenti per creare più salde relazioni con il cliente. Opportunità inedite e in continuo sviluppo che necessitano di un’attenta valutazione sin dalla fase di progettazione.
L’incontro è dedicato a fare il punto sulla protezione e le implicazioni legali della realizzazione e diffusione di App, Software, Videogame e Web site. Spunto per discuterne saranno l’esperienza di Ebooks&Kids nell’ambito delle App didattico-educative e di Ducati Motor Holding nella realizzazione del progetto Multistrada Link App.
APP, SOFTWARE, VIDEOGAME, WEB SITE
Protezione legale ed evoluzione del mercato
Giovedì 22 ottobre 2015, ore 15,00
Garante privacy: è illegittima l’acquisizione delle conversazioni Skype dei dipendenti.
L’Autorità garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 4 giugno 2015 n. 345, ha ritenuto illegittima la condotta di un datore di lavoro che aveva acquisito, attraverso l’installazione di un software sul computer aziendale assegnato a una dipendente, le conversazioni da questa scambiate via Skype con alcuni clienti/fornitori, poste poi alla base di un provvedimento di licenziamento.
Secondo il Garante, l’eventuale trattamento dei dati personali riferiti a comunicazioni di posta elettronica o assimilabili, inviate e ricevute dal dipendente nello svolgimento dell’attività lavorativa, deve essere garantito da un elevato livello di tutela atto ad impedire “un’interferenza ingiustificata sui diritti e sulle libertà fondamentali di lavoratori, come pure di soggetti esterni che ricevono o inviano comunicazioni elettroniche di natura personale o privata”.
(Autorità garante per la protezione dei dati personali, provvedimento 4 giugno 2015 n. 345)
Corte di Cassazione: gli inquirenti possono utilizzare i “captatori informatici” come strumenti per le intercettazioni solo entro determinati limiti.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27100 del 26 maggio 2015, ha delineato i limiti entro i quali gli inquirenti possono adoperare per le intercettazioni i c.d. “captatori informatici” ovvero software autoinstallanti che consentono l’attivazione, da remoto, del microfono o della telecamera dello smartphone dell’indagato.
La captazione di conversazioni tra presenti è da ritenersi legittima solo qualora l’attivazione del microfono avvenga “in luoghi ben circoscritti e individuati ab origine e non in qualunque luogo si trovi il soggetto”. Le videoregistrazioni sono invece utilizzabili solo se non effettuate “all’interno di luoghi di privata dimora o, comunque, tali da imporre la necessità di tutelare la riservatezza personale”.
(Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, sentenza 26 maggio 2015, n. 27100)
Le possibilità offerte dall’innovazione tecnologia per creare e reinterpretare le opere tridimensionali e la loro fruizione sono il tema del secondo incontro del ciclo Copy&Rights. Le tecnologie basate sulla campionatura in alta definizione per la successiva proiezione olografica e stampa 3D permettono infatti di realizzare prodotti creativi assolutamente inediti e riscrivono le regole stesse del merchandising e della distribuzione. L’impatto nel settore delle opere d’arte e dei beni museali è di immediata evidenza.
L’incontro è dedicato alle norme che sovrintendono la creazione, la diffusione e lo sfruttamento commerciale di ologrammi e stampe 3D di beni culturali e opere visive tridimensionali. Fornirà lo spunto per discuterne l’esperienza maturata dal CINECA nella realizzazione del progetto “Il Sarcofago degli Sposi”, il cui originale è custodito al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma.
LE NUOVE FRONTIERE DELLA CREATIVITÀ: OLOGRAMMI E STAMPE 3D
Realizzazione, merchandising e distribuzione di prodotti editoriali e beni museali
L’avv. Beatrice Cunegatti (InfoTech Law Firm) ne discute con Giacomo Scillia (CINECA) e Antonella Guidazzoli (CINECA) che presentano il progetto “Il Sarcofago degli Sposi”.
Tribunale di Roma: Wikimedia non è responsabile dei contenuti pubblicati dai propri utenti in quanto “hosting provider”.
Il Tribunale di Roma, con sentenza del 10 luglio 2015, ha rigettato una richiesta di risarcimento danni per diffamazione nei confronti di Wikimedia Foundation poiché questa – nella gestione dell’enciclopedia online Wikipedia – svolge attività di “hosting”.
Secondo il giudice, infatti, Wikimedia si limita a offrire ospitalità sui propri server alle informazioni fornite dai propri utenti senza effettuare alcun tipo di controllo preventivo o successivo, ponendosi in una posizione di “neutralità” rispetto ai contenuti e alla formazione/modifica delle voci enciclopediche. Per questo motivo è ad essa applicabile l’esenzione di responsabilità prevista dall’ordinamento per gli “hosting provider”.
(Tribunale di Roma, sentenza 10 luglio 2015)
Parlare di norme dell’information technology discutendo casi di innovazione. È questo l’obiettivo del ciclo di incontri organizzati da InfoTech Law Firm, che ospiterà esperienze imprenditoriali come spunto per approfondire aspetti legali di interesse per l’industria culturale. Negli incontri "Copy&Rights" si parlerà di diritto partendo dalle case editrici, ma non solo. Il leitmotiv è infatti la contaminazione di conoscenze.
Il primo incontro è dedicato alla gestione della proprietà intellettuale e dei rapporti con autori e partner nei progetti editoriali innovativi volti ad approdare al libro come fase intermedia di più evoluti servizi personalizzati per i lettori. La piattaforma digitale Pandoracampus per lo studio superiore e universitario è lo spunto per parlarne.
Tutelare idee e progetti in casa editrice
Giovedì 1° ottobre 2015, ore 17,30
L’avv. Beatrice Cunegatti (InfoTech Law Firm) ne discute con Maria Elisa Pesaresi (Società editrice il Mulino - Digital publishing) che presenta l’esperienza di Pandoracampus.
Garante privacy: illegittime le comunicazioni sullo stato del pagamento dei clienti mostrate sullo schermo del televisore.
Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento n. 319 del 28 maggio 2015, ha ritenuto illecito l'invio da parte di Sky Italia S.r.l. ai propri abbonati di comunicazioni sullo stato dei loro pagamenti attraverso messaggi visualizzati sullo schermo del televisore.
L'Autorità garante ha evidenziato come detto messaggio non sia conforme al principio di liceità previsto dal Codice privacy in quanto “si presta, per le modalità utilizzate, ad essere conosciuto da un numero indeterminato di soggetti diversi dall’interessato, dal momento che il tasto del telecomando che consente la lettura o meno del messaggio può essere azionato da chiunque si trovi davanti allo schermo”.
(Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento n. 319 del 28 maggio 2015)
Editech 2015 – Digital marketing day (Fiesole, 17/18 settembre 2015).
Lo Studio Legale Cunegatti Di Cocco e Associati sarà presente al “Digital marketing day” che si terrà a Fiesole il 17 e il 18 settembre prossimi per discutere degli aspetti legali, contrattuali e di privacy legati al mondo dell’editoria, dell’innovazione e della tecnologia.
Corte di giustizia: quando l’utente può stampare o salvare le condizioni generali del contratto concluso online, il requisito della forma scritta richiesto per la validità della “clausola attributiva di competenza” è soddisfatto.
La Corte di giustizia, con la sentenza del 21 maggio 2015 relativa al caso C-322/2014, ha stabilito che la clausola attributiva di una specifica competenza giurisdizionale, contenuta in un contratto online approvato mediante il c.d. “clickwrapping”, soddisfa il requisito della forma scritta, richiesto ai fini della sua validità dalla disciplina europea in materia di competenza giurisdizionale, quando all’acquirente sia data la possibilità di registrare in maniera durevole (i.e. salvare o stampare) le condizioni generali di contratto.
(Corte di Giustizia, sentenza 21 maggio 2015, C-322/14)
Corte di giustizia: la comunicazione da parte di un professionista di una informazione non veritiera è da ritenersi “pratica commerciale ingannevole” anche qualora sia diretta ad un singolo consumatore.
La Corte di Giustizia, con la sentenza del 16 aprile 2015 relativa alla causa C-388/13, ha affermato che la condotta decettiva di un professionista è qualificabile come “pratica commerciale ingannevole” anche quando è tenuta una sola volta e diretta ad un solo consumatore.
La direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori non contiene, infatti, alcuna indicazione “secondo cui l’azione o l’omissione da parte del professionista dovrebbe presentare carattere reiterato o riguardare più di un consumatore”, essendo invece richiesta la sola idoneità a indurre un consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
(Corte di Giustizia, sentenza 16 aprile 2015, C-388/13)
Corte di giustizia: secondo l’Avvocato generale ai portali Internet di informazione con contenuti video non dovrebbe applicarsi la disciplina sui servizi di media audiovisivi.
L’Avvocato generale della Corte di Giustizia, dott. Maciej Szpunar, nelle conclusioni rassegnate il 1° luglio 2015 nella causa C-347/14, afferma che la disciplina dei servizi di media audiovisivi (direttiva 2010/13/CE) non dovrebbe applicarsi ai portali Internet di informazione che pubblicano contenuti video.
Il servizio prestato da tali portali non dovrebbe ritenersi compreso nella nozione di “servizio di media audiovisivo” in quanto la comparsa dei portali Internet multimediali non rappresenta “il risultato dello sviluppo tecnologico della televisione, ma piuttosto un fenomeno del tutto nuovo, connesso principalmente alla crescita della capacità delle reti di telecomunicazioni”. L’Avvocato generale evidenzia, inoltre, come “la natura multimediale dei portali (…) non consente di analizzare i contenuti audiovisivi ivi pubblicati in modo avulso dal resto del portale, anche nel caso in cui siffatto materiale audiovisivo sia raccolto in una sezione separata del portale”; la stessa direttiva esclude peraltro dal proprio ambito di applicazione “le versioni elettroniche di quotidiani e riviste” (considerando 28), di cui il portale Internet multimediale “rappresenta una forma attuale”.
(Conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia, 1° luglio 2015, causa C-347/14)
Corte europea dei diritti dell’uomo: l’editore di un portale di news può essere sanzionato per la mancata tempestiva rimozione dei commenti diffamatori pubblicati dagli utenti.
La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, con la sentenza del 16 giugno 2015 relativa alla controversia 64569/09, nel confermare la precedente decisione adottata il 10 ottobre 2013 dalla Prima Sezione, ha ritenuto che non costituisce una limitazione della libertà di espressione tutelata dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sanzionare l’editore di un portale di news per non aver rimosso tempestivamente i commenti offensivi pubblicati dagli utenti, qualora il sito abbia finalità commerciali e la sanzione sia moderata.
La Corte ha sottolineato come ciò valga per “i grandi portali di news gestiti professionalmente e su base commerciale” dove i commenti degli utenti sono relativi a notizie pubblicate dal gestore, e non anche per i portali – come blog, forum o social media – dove gli utenti “possono pubblicare liberamente le loro idee su ogni argomento” senza alcun input da parte di chi gestisce il sito.
(Corte europea dei diritti dell'uomo, sentenza 16 giugno 2015, causa 64569/09)