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Timestamp: 2018-08-21 09:53:36+00:00
Document Index: 123423330

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La mancata partecipazione in mediazione costituisce condotta grave sanzionabile ex art.96 comma 3cpc
Tribunale di Roma, sentenza 13.7.2016
Letto 2262 dal 11/09/2016
La mancata partecipazione senza una valida giustificazione al procedimento di mediazione (obbligatoria o demandata), costituisce condotta di per sé grave perché idonea a determinare la introduzione ovvero, se già pendente, l’incrostazione ed il prolungamento di una controversia in un contesto giudiziario, quello italiano, già ampiamente saturo nei numeri e troppo dilatato nella durata.
Nel caso della mediazione demandata la violazione dell'ordine del giudice dà luogo alla applicazione dell’art.96 co.III° cpc, sia nell'interesse dell’istituto della mediazione, ma ben di più e prima, nell'interesse al rispetto del processo e della condotta processuale, che si qualifica scorretta e sanzionabile proprio nella misura in cui senza valida ragione viene disatteso un ordine legalmente dato dal giudice.
2) L’ordinanza del 15.12.2014 e l’invio in mediazione demandata
3) La (in)sussistenza di un giustificato motivo per non aderire, non presentandosi, all’incontro di mediazione, da parte dell’ente convenuto e della sua assicurazione
4) Le conseguenze previste dall’art.8 del decr.lgsl.28/10 per la mancata partecipazione del soggetto ritualmente convocato al procedimento di mediazione attivato dalle attrici su disposizione del giudice ex art.5 co.II° comma
5) Le conseguenze, sul merito della causa, della mancata partecipazione di Roma Capitale senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione demandata dal giudice: l’art.116 cpc
6) Le risultanze probatorie
7) La responsabilità di Roma Capitale e dell’appaltatore XXX .srl
8) Le conseguenze sanzionatorie derivanti dalla mancata ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione previste dal decr.lgsl.28/2010 – La sanzione del pagamento a favore dell’erario di una somma pari al contributo unificato
9) Le conseguenze ulteriori per la inottemperanza alla disposizione del giudice ex art.5 co.II° – 10) La responsabilità aggravata di cui all’art.96 III° comma cpc Presupposti e ragioni della sua applicabilità alla mediazione – A) L’art.8 comma quarto bis del decr.lgsl.28/10 non esaurisce gli strumenti sanzionatori posti a presidio dell’effettivo svolgimento della mediazione – B) Le condotte dei soggetti coinvolti nel procedimento di mediazione sono sussumibili nell’area di applicazione dell’art.96 cpc – C) L’art.96 cpc in combinato disposto con l’art. 3 Cost. in funzione riequilibratrice del sistema sanzionatorio apprestato per l’effettivo svolgimento della mediazione
11) Il contenuto dell’art. 96 III° – Il dolo o la colpa grave – L‘inottemperanza, ingiustificata, delle parti all’ordine del giudice ex art. 5 comma II° decr.lgsl.28/10, di attivare e di partecipare alla mediazione, costituisce grave inadempienza, dalla quale può discendere l’applicazione della sanzione di cui al terzo comma dell’art.96 cpc.
12) La quantificazione della somma al cui pagamento va condannata Roma Capitale ai sensi dell’art.96 co.III° cpc
13) Il danno erariale – Trasmissione degli atti alla Procura Generale della Corte dei Conti
La - srl contestava ogni sua responsabilità pur non negando di avere l’obbligo di manutenzione di quel tratto di strada e chiamava in causa l’assicurazione spa F..
il pagamento a favore di G.M. della complessiva somma di €.4.000,00 di cui €.2000,00 a carico di Assicurazioni …. (per Roma Capitale) ed €.2000,00 a carico di srl XXX ; nonché della somma di €.600,00 a favore di P.T. nella stessa proporzione. Oltre al pagamento, a carico delle stesse parti, di un contributo alle spese di causa a favore delle attrici per l’importo di €.1.300,00 oltre IVA CAP e spese generali; nonché spese di consulenza tecnica di ufficio
ritenuto altresì che la velocità urbana deve essere particolarmente moderata da parte dei conducenti di ciclomotori e motocicli in una città come quella di Roma notoriamente affetta da un endemico problema di dissesto del manto viario, e che il mantenimento di una condotta di guida prudente accorto e consapevole può ridurre o eliminare del tutto il pericolo di cadute ed incidenti causati da tale problema;
Per la - era presente un procuratore speciale (dott. …così si legge nel verbale del mediatore) in virtù di procura speciale, anche quale sostituto dell’avv. S.M. (così nel verbale)
Per la spa altra Assicurazione era presente solo un procuratore speciale, NON assistito da alcun avvocato. Il procuratore speciale dichiarava di accettare la proposta del giudice.
- 3 - La (in)sussistenza di un giustificato motivo per non aderire, non presentandosi, all’incontro di mediazione da parte dell’ente convenuto e della sua assicurazione
I - E’ viziato da manifesta miopia logico-giuridica il tentativo di giustificare il rifiuto alla partecipazione alla mediazione, affermando e ribadendo, come fa l’ente territoriale (e la sua assicurazione), la ragione del Comune appaltante ed il torto della ditta appaltatrice (-- srl), e ciò in quanto addurre la pretesa ragione contro l’altrui torto per non aderire alla mediazione è un’aporia: se questa fosse infatti una valida ragione per non partecipare al procedimento di mediazione, la mediazione non potrebbe esistere tout court, e comunque mai procedere, posto che alla base della sua ragione d’essere vi è, immancabilmente, la divergenza di vedute fra le parti in conflitto, divergenza che è precisamente alla base e causa del conflitto stesso;
nella fattispecie, il Comune di Roma e la sua Assicurazione avrebbero ben potuto partecipare al procedimento di mediazione che conteneva più di un rapporto giuridico: il primo riguardante la domanda dell’attrice contro Roma Capitale in ordine alla quale l’ente territoriale avrebbe potuto addivenire ad un accordo con la danneggiata senza alcun pregiudizio della sua eventuale rivalsa facendo espressamente salvo ed impregiudicato ogni suo diritto nei confronti della società appaltatrice (ove fra questa ed il Comune non fosse stato raggiunto un accordo in mediazione). Il secondo, Comune - srl) in ordine al quale non è stata neppure allegata dall’Ente territoriale e dalla sua Assicurazione alcuna ragionevole motivazione – al di là dell’apodittica e tautologia pretesa di aver ragione a trecentosessanta gradi – per la quale un qualche conveniente accordo non avrebbe potuto emergere all’esito del confronto e dialogo fra le parti con l’ausilio del mediatore.
2- Non può essere obliterato che a monte del provvedimento di invio in mediazione vi è la valutazione del giudice che ha esaminato gli atti, studiato le posizioni delle parti, ed infine adottato un provvedimento che, in relazione alle circostanze tutte indicate dal secondo comma dell’art.5 decr.lgsl.28/2010, testimonia il convincimento maturato dal magistrato circa l’utilità di un percorso di mediazione nell’ambito del quale le parti avrebbero potuto approfondire e discutere liberamente le rispettive posizioni fino al raggiungimento di un accordo per entrambe vantaggioso.
3- Vale ricordare che la partecipazione al procedimento di mediazione demandata è obbligatoria per legge e che proprio in considerazione di ciò NON è giustificabile una negativa e generalizzata scelta aprioristica di rifiuto e di non partecipazione al procedimento di mediazione. Neppure ove tale condotta muova dal timore di incorrere in danno erariale a seguito della conciliazione. Va infatti considerato che in tale timore è insita un’aporia. A prescindere che esiste la possibilità di un autorevole e rassicurante ausilio nel percorso conciliativo in mediazione, sta di fatto che la legge, nel disciplinare la mediazione, sia dal punto di vista attivo che passivo, non fa alcuna eccezione per quanto riguarda l’ente pubblico.
-5- Le conseguenze, sul merito della causa, della mancata comparizione del Comune di Roma, senza giustificato motivo, l’art.116
E d’altra parte è impensabile che una buca di tali enormi dimensioni potesse essersi formata all’istante. Sicché, che fosse stata già segnalata (non certo dalle attrici che non lo hanno mai affermato, cfr. dichiarazione della M. alla Polizia Municipale) è possibile.
E’ importante indicare la data del fatto in quanto dal marzo 2001 (l.5.3.2001 n.57) è in vigore il sistema del punto legale al quale il giudice in virtù della legge 12.12.2002 n.273 e successive può derogare in aumento, per le micropermanenti, solo nella misura di un quinto.
il danno biologico (temporaneo e permanente) relativo ad aree diverse da quella dei danni derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti (precisamente come in questo caso) ed il danno biologico permanente derivante da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti per il quale i postumi delle lesioni sono superiori al nove per cento,
Premesso che il fatto in sé costituisce reato di lesioni colpose, non v’è dubbio che debba essere riconosciuto all’attrice (a prescindere dall’esistenza o meno di querela) la voce di danno non patrimoniale relativa alla sofferenza ed al patimento che ne sono derivati (descrittivamente danno morale) con applicazione, per la quantificazione, dei criteri, scaglioni e range elaborati a tale proposito dal tribunale capitolino.
-7- La responsabilità di Roma Capitale e dell’appaltatore X srl
Va ricordato che in tema di appalto è di regola l’appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi ed eventualmente anche dell’inosservanza della legge penale durante l’esecuzione del contratto, attesa l’autonomia con cui egli svolge la sua attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzandone i mezzi necessari, curandone le modalità’ ed obbligandosi a fornire alla controparte l’opera o il servizio cui si era obbligato, mentre il controllo e la sorveglianza del committente si limitano all’accertamento e alla verifica della corrispondenza dell’opera o del servizio affidato all’appaltatore con quanto costituisce l’oggetto del contratto. In tale contesto, pertanto, una responsabilità del committente nei riguardi dei terzi risulta configurabile solo allorquando si dimostri che il fatto lesivo sia stato commesso dall’appaltatore in esecuzione di un ordine impartitogli dal direttore dei lavori o da altro rappresentante del committente stesso – tanto che l’appaltatore finisca per agire quale nudus minister privo dell’autonomia che normalmente gli compete – o allorquando risultino presenti gli estremi della culpa in eligendo, il che si verifica se il compimento dell’opera o del servizio sono stati affidati ad un’impresa appaltatrice priva della capacità e dei mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto del contratto senza che si determinino situazioni di pericolo per i terzi (così fra le tante Cassazione civile sez. lav., 23 marzo 1999, n. 2745)
La X srl deve indennizzare Roma Capitale dell’importo dovuto dall’ente locale per il risarcimento alla parte danneggiata. Non le spese di causa (dovute alle attrici) che derivano da condotta processuali di Roma Capitale (inadeguata) la cui scelta di resistere in giudizio ad oltranza, articolando una difesa non fondata e non partecipando alla mediazione, comporta anche le relative conseguenze.
Occorre rispondere ad alcuni interrogativi attinenti al dubbio che l’art.8 comma quarto bis del decr.lgsl.28/10 possa esaurire, delimitandoli in modo non estensibile, gli strumenti legali latu sensu sanzionatori posti a presidio dell’effettivo svolgimento della mediazione;
alla pertinenza o meno delle condotte dei soggetti coinvolti nel procedimento di mediazione a quelle sussumibili nell’area di interesse dell’art.96 cpc, alla sussistenza della colpa grave
il collegamento, già insito nell’essere la mediazione condizione di procedibilità, fra procedimento giudiziario (causa) e procedimento esterno (mediazione) è strettissimo e sincronico nella mediazione demandata. Nella quale si radicano più che altrove, molteplici punti di contatto e di interferenza con la causa (le indicazioni offerte alle parti ed al mediatore da parte del giudice nell’ordinanza di invio in mediazione demandata; la proposta del mediatore – che il giudice può propiziare nell’ordinanza- con i suoi possibili riflessi nella causa in caso di mancato accordo; la consulenza in mediazione con gli effetti della producibilità ed utilizzabilità nella causa in caso di mancato accordo, alla stregua dei requisiti, con i limiti e per gli effetti indicati dalla giurisprudenza); la doverosità della partecipazione delle parti al procedimento di mediazione, se è predicata in modo diretto dalla legge per quanto riguarda la parte onerata dalla condizione di procedibilità, e solo indiretto, come si argomenta dal contenuto dell’art. 8 co.4 bis decr.lgsl.28/10, per quanto riguarda il convenuto, acquista ben più pregnante spessore e cogenza, quanto a quest’ultimo, a seguito della mediazione demandata riformata, nella quale l’ordine (e non come nel testo previgente un mero invito), del giudice si rivolge direttamente a tutte le parti, nessuna esclusa, rendendo manifesta ed esplicita la doverosità della partecipazione al procedimento di mediazione. In entrambi i casi la circostanza che siano state previste delle sanzioni per la mancata partecipazione attesta formalmente ciò che è ovvio sostanzialmente, vale a dire che l’attivazione della procedura di mediazione non afferisce solo ad un onere, in quanto a seguito dell’istanza nascono obblighi – sanzionati- di partecipazione a carico di tutte le parti in conflitto (istante e chiamato)
Tale sbilanciamento non è poca cosa, per l’ovvia considerazione che l’accordo non si fa con una parte sola, sicché in definitiva a serve l’esistenza (nella legge 28) di un forte spinta a mediare – la sanzione di improcedibilità della domanda – a carico di uno solo dei contendenti.
-10- Il contenuto dell’art. 96 III°. Il dolo o la colpa grave – L‘inottemperanza, ingiustificata, della parte all’ordine del giudice ex art. 5 comma II° decr.lgsl.28/10, di partecipare alla mediazione, costituisce grave inadempienza, dalla quale può discendere l’applicazione della sanzione di cui al terzo comma dell’art.96 cpc.
Come pure consistere in sanzioni penali come nel caso dell’art.388 del codice penale.
puramente di stile e reiterabile all’infinito (come dire che Roma Capitale predica che NON intende partecipare in questo genere di cause alla mediazione benché obbligatoria); ed erronea, non essendo, come dimostrato supra, la divergenza di opinioni nel merito (in particolare, dell’allocazione delle responsabilità nei rapporti fra committente-appaltatore) un buon motivo per non partecipare alla mediazione, trattandosi di una precondizione (logica prima ancora che giuridica) della stessa ragione d’essere dell’istituto mediazione (peraltro obliterante il segmento della causa: danneggiata-ente territoriale, in tesi autonomamente mediabile senza pregiudizio delle ragioni del Comune).
Per la concreta determinazione della somma si ritiene di adottare, quale valido ed obiettivo parametro di riferimento, una somma di ammontare multiplo di quella liquidata a titolo di sorte.
-12- Il danno erariale – Trasmissione degli atti alla Procura Generale della Corte dei Conti Come da ordinanza che segue.
CONDANNA la X srl in persona del legale rappresentante pro tempore al rimborso in favore di Roma Capitale di ogni somma erogata nei confronti delle attrici, in dipendenza del punto 1) ;
CONDANNA la spa altra assicurazione a manlevare la srl X di ogni esborso;
COMPENSA le spese di causa fra la X srl e Roma Capitale e spa ….Assicurazioni ….;