Source: https://www.codiceappalti.it/DLGS_82_2005/Art__23__Copie_analogiche_di_documenti_informatici_/7666
Timestamp: 2019-11-21 05:14:30+00:00
Document Index: 127653175

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 75', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 47']

Art. 23. Copie analogiche di documenti informatici. (DLGS_82/2005)
POLIZZA TELEMATICA CON FIRMA DIGITALE- MANCATA SOTTOSCRIZIONE COPIA CARTACEA DA PARTE DEL GARANTE - IRRILEVANTE
Il Collegio ritiene, in primis, che la situazione di fatto che risulta essersi concretamente verificata ( e cioè la stipulazione del contratto di fideiussione per via telematica con conseguente firma digitale del fideiussore e trasmissione in allegato all’offerta della copia cartacea dello stesso senza che la firma del garante – apposta per via telematica e quindi senza sottoscrizione del cartaceo – risultasse autenticata da pubblico ufficiale) non si possa assimilare ad un’ipotesi di inesistenza del contratto di fideiussione. Infatti il contratto esiste dal momento del perfezionamento dell’accordo con l’apposizione della firma in via digitale e nemmeno dagli artt. 23-25 del d.lgs 82/2005 si può in qualche modo inferire l’inesistenza del contratto firmato in via digitale ma riprodotto su carta senza l’autentica della firma digitale.
Ritiene quindi di partire anzitutto dalla riscontrata esattezza di quanto asserito dalla giuria di gara nel corso della seduta del 20.6.2011, nel senso di ritenere che la polizza fideiussoria non fosse mancante e ciò, non perché sia stato possibile tener buona la copia digitale inviata via Pec in data successiva all’intervenuta esclusione, ma perché la mancata autenticazione della firma digitale del garante non ne ha mai determinato l’inesistenza.
Quindi la polizza c’era da prima ed era stata prodotta, ma non in copia dotata di efficacia probatoria e, in buona sostanza, tale modalità di presentazione rientrava appieno nella più volta citata clausola di esclusione contenuta nel bando al punto 11.1.4. del bando per il mancato rispetto dei requisiti di autentica della firma della polizza fideiussoria.
Il Collegio peraltro ritiene che, come esattamente ritenuto dalla stazione appaltante, tale clausola sia nulla, per contrasto con la nuova formulazione dell’art. 46 del d.lgs 163/2006 relativa alla tassatività e tipicità delle cause di esclusione, già in vigore al momento della pubblicazione del bando della gara in discussione, dato che, nel caso di specie, la sanzione di esclusione poteva essere comminata esclusivamente in forza della clausola suddetta non potendosi desumere da alcuna norma primaria.
L’art. 75 del d.lgs 163/2006, infatti, disciplina le garanzie a corredo dell'offerta, ma non contempla - in alcun modo - quale specifica causa di esclusione la presentazione della cauzione provvisoria in difformità da particolari prescrizioni di tipo formale e prevede, come unica causa di esclusione, la mancata presentazione dell'impegno - di indubbia natura sostanziale- a presentare la cauzione definitiva. Nel caso di specie, come si è già chiarito, la fideiussione esisteva e la scorrettezza formale relativa alle modalità di presentazione della stessa – non essendo passibile di comportarne l’esclusione – legittimava l’amministrazione ad esercitare il c.d. dovere di soccorso chiedendone la regolarizzazione entro termini perentori o comunque accettando – come avvenuto nel caso di specie – la spontanea produzione nel frattempo intervenuta.
Le medesime argomentazioni valgono per le norme del D. Lgs. n. 82/2005, che, disciplinano esclusivamente l'efficacia probatoria delle copie analogiche di documenti informatici nonché dei duplicati e le copie informatiche dei medesimi documenti e non contengono alcuna previsione di esclusione.
POLIZZA GENERATA IN VIA INFORMATICA - MODALITA' DI PRESENTAZIONE
Ai fini della legittima partecipazione ad una pubblica gara per l’affidamento di un appalto, la polizza generata in via informatica e sottoscritta dalle parti con “firma digitale” o “firma elettronica qualificata”, contenente la cauzione provvisoria, o viene prodotta in formato informatico, ossia in originale, secondo le prescrizioni di cui agli artt. 20-22 del citato D.lgs. n. 82/2005, ovvero può essere prodotta su supporto cartaceo necessariamente con l’attestazione di un pubblico ufficiale all’uopo autorizzato della sua conformità all’originale secondo le prescrizioni di cui all’art. 23, comma 2-bis del medesimo decreto, non essendo sufficiente la semplice copia su documento cartaceo, derivando direttamente tale obbligo dallo schema di polizza tipo (1.1) approvato dal Ministero delle attività produttive con decreto 12 marzo 2004, n. 123.
Nel caso di specie la copia cartacea della polizza fideiussoria - versata in atti - risulta priva dell’attestazione di cui all’art. 23, comma 2-bis cit., alla quale non può essere ritenuta giuridicamente equipollente la dichiarazione di conformità all’originale informatico resa ai sensi degli articoli 46, 47 e 76 del D.P.R. 445/2000 dal titolare della predetta Agenzia assicurativa - ed allegata alla polizza stessa con firma autografa-, che “conferma, pertanto, la piena validità ed efficacia di tale atto di fideiussione ad ogni effetto di legge e, in particolare, ai fini previsti dal bando di gara cui si riferisce”, poiché: a) questi non possiede la qualifica di pubblico ufficiale a ciò autorizzato ex art. 23, comma 2-bis cit.; b) la polizza assicurativa quale documento di natura contrattuale (tra privati) che riveste la forma della scrittura privata, non rientra tra quelli previsti dall’art. 19 del D.P.R. 445/2000 e per i quali è prevista la possibilità di ricorrere alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all' art. 47 - allorché si tratti di “un atto o di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione, la copia di una pubblicazione ovvero la copia di titoli di studio o di servizio…. Tale dichiarazione può altresì riguardare la conformità all'originale della copia dei documenti fiscali che devono essere obbligatoriamente conservati dai privati” -, non trattandosi né di documento rilasciato o conservato da una p.a. né, tanto meno, di un titolo di studio, di servizio o di documento fiscale (cfr., in termini, Cons. Stato, IV, 17 settembre 2007, n. 4848).