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Timestamp: 2020-08-06 13:27:59+00:00
Document Index: 115290447

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 30', 'art. 64', 'art. 30', '§13', '§ 4', 'art. 67', 'art. 21']

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Credito di Imposta per sanificazione in attesa di regole
by eAssociati Staff with No Comment AgevolazioniFiscalitàNormative
Anche se la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’utilizzo generalizzato dei dispositivi di protezione avrà rilievo generalizzato solo nella cosiddetta fase 2, le molte imprese che in queste settimane hanno continuato a lavorare hanno dovuto affrontare in modo sistematico questo tipo di spese.
Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro è tuttavia ancora in attesa del decreto attuativo, nonostante l’art. 64 comma 2 del DL 18/2020, a cui rimanda anche l’art. 30 del DL 23/2020, ne avesse prevista la pubblicazione entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL 18/2020 (quindi entro il 16 aprile, posto che il DL è entrato in vigore il 17 marzo), prevedendo che lo stesso decreto stabilisse criteri e modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta, anche per assicurare il rispetto di specifici limiti di spesa a carico dello Stato.
Il credito d’imposta, previsto dall’art. 64 del DL 18/2020, in favore degli esercenti attività d’impresa, arte e professione, è riconosciuto nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 (si veda “Credito d’imposta per sanificare gli ambienti di lavoro” del 23 marzo). Il beneficio in esame è stato esteso, ad opera dell’art. 30 del DL 23/2020, anche alle spese per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro. Tale estensione non è però stata accompagnata da un incremento né al tetto massimo (20.000 euro per ciascun beneficiario) né al complesso delle risorse stanziate (pari a 50 milioni per l’anno 2020).
Le uniche indicazioni fornite finora dall’Agenzia delle Entrate riguardano proprio l’ampliamento dell’oggetto dell’agevolazione. Nella circolare n. 9/2020 (§13), relativa alle novità del DL 23/2020, l’Agenzia – riprendendo in sostanza quanto affermato nella Relazione illustrativa al DL 23/2020 – ha chiarito che sono agevolate anche le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari) e per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi); sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti (si veda “Credito d’imposta per la sanificazione esteso all’acquisto di mascherine” del 10 aprile).
Il decreto resta quindi fondamentale per definire quali attività rientrino nella locuzione “sanificazione” utilizzata dalla disposizione agevolativa e non ancora codificata.
La questione è oggettivamente delicata e, in assenza di specifiche normative, si possono generare dubbi applicativi sull’ambito di applicazione della norma. Ad esempio, il famoso protocollo FCA per la ripresa dell’attività individua come attività di sanificazione le “procedure e operazioni che hanno come finalità la sanificazione di spazi chiusi e aree pertinenziali attraverso pulizia, disinfezione e sanificazione qualora sia accertato un caso confermato di COVID-19. Una superficie può essere considerata sanificata quando tramite l’utilizzazione di prodotti atti a garantire l’eliminazione della presenza di germi, non c’è evidenza di sporcizia, la superficie non è grassa al tocco, non c’è odore sgradevole, un fazzoletto di carta passato sulla superficie mantiene il suo colore originale, l’acqua passata sulla superficie scorre in maniera uniforme”.
In questo specifico caso sembra che si debba ricorrere alla sanificazione soltanto in presenza di un caso di coronavirus e lasciando quindi il dubbio che un’intervento attuato in assenza di contagio non configuri una sanificazione.
Il protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020 prevede invece specifiche disposizioni sulla pulizia e sanificazione in azienda a prescindere dall’esistenza o meno di un caso di persona infetta (si veda “Protocolli anti contagio COVID-19 obbligatori per l’azienda” del 16 marzo). In particolare, secondo il citato protocollo (§ 4), l’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago; deve, inoltre, essere garantita la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse, con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, viene poi previsto che si proceda alla pulizia e sanificazione dell’area secondo le specifiche disposizioni della circolare del Ministero della Salute del 22 febbraio 2020 n. 5443.
Con riferimento a un diverso aspetto, si rileva che la norma agevolativa non prevede espressamente che il credito d’imposta non concorra alla formazione del reddito d’impresa e dell’IRAP; pertanto, in assenza di una modifica in tal senso, il credito d’imposta dovrebbe essere tassato in capo al soggetto beneficiario.
Sostegno alla liquidità delle piccole e medie imprese
by eAssociati Staff AgevolazioniNormative
l decreto legge ‘Cura Italia’ prevede una moratoria per le micro (le partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali
OGGI ALLA CASSA TUTTI I SOSTITUTI PER LE RITENUTE SUI REDDITI DI LAVORO AUTONOMO
by eAssociati Staff FiscalitàNormative
Nessuna proroga per le ritenute operate nel mese di febbraio, anche per i settori più colpiti dall’emergenza e i soggetti con ricavi non superiori a 2 milioni.
Tutti i contribuenti, a prescindere dal settore di attività e dai ricavi/compensi, sono chiamati a effettuare i versamenti in scadenza il 16 marzo non espressamente menzionati dal DL 18/2020. Si tratta di versare, ad esempio:
– le ritenute alla fonte operate nel mese di febbraio sui redditi di lavoro autonomo e sui redditi diversi ex art. 67 comma 1 lett. l) del TUIR;
– le ritenute alla fonte operate nel mese di febbraio sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari;
– le ritenute del 21% operate nel mese di febbraio sui corrispettivi lordi dovuti per i contratti di locazione breve, stipulati dal 1° giugno 2017 da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, comprese le sublocazioni e le concessioni in godimento a terzi a titolo oneroso da parte del comodatario;
– le ritenute alla fonte operate nel mese precedente sugli interessi e altri redditi di capitale (esclusi i dividendi, che hanno una periodicità trimestrale);
– la tassa di concessione governativa per la numerazione e bollatura iniziale di libri e registri.
DECRETO CURA-ITALIA: pubblicato in Gazzetta Ufficiale
by eAssociati Staff AgevolazioniFiscalitàNormative
Dopo la firma del presidente della Repubblica, il decreto legge Cura Italia è stato pubblicato in gazzetta ufficiale. Il testo contiene le misure sanitarie ed economiche per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Di seguito riassumiamo le principali misure a sostegno dell’economia.
ESPORTATORI ABITUALI: NOVITÀ 2020 IN TEMA DI LETTERE D’INTENTO
by eAssociati Staff with No Comment FiscalitàNormative
Con l’articolo 12-septies, D.L. 34/2019 convertito nella L. 58/2019 (il cosiddetto Decreto Crescita) sono state introdotte rilevanti novità nella disciplina delle lettere di intento che l’esportatore abituale emette al fine di ottenere la non imponibilità sulle fatture ricevute dai propri fornitori.
Il MEDICO E’ OBBLIGATO AD AVERE IL POS?
by Pierpaolo Baldinato FiscalitàNormativeNotizie
A decorrere dall’01/01/2020 per poter godere della detrazione Irpef del 19% prevista per il sostenimento di alcune spese sanitarie il relativo pagamento deve avvenire con mezzi tracciabili.
Nuovi soggetti obbligati all’invio dei dati al Sistema Tessera sanitaria 2019
by eAssociati Staff Normative
Ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle entrate, è stata ampliata la platea dei soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema tessera sanitaria, dei dati delle spese sanitarie
Sanzione fissa per l’invio della fattura immediata entro il 15 del mese dopo
La trasmissione delle fatture elettroniche in un termine superiore a quello, di 12 giorni, definito dall’art. 21 comma 4 primo periodo del DPR 633/72, ma comunque entro la data prevista per l’effettuazione della liquidazione periodica IVA, è soggetta a sanzione in misura fissa (da 250 a 2.000 euro). Questo, in estrema sintesi, uno dei principi richiamati nella risposta a interpello n. 528 pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate. Il documento di prassi presenta peraltro altri profili di interesse, già oggetto di analisi in precedenti chiarimenti (si vedano in particolare la risposta a interpello 24 settembre 2019 n. 389 e il principio di diritto 11 novembre 2019 n. 23).
Reverse charge passivo senza obblighi SdI
by Pierpaolo Baldinato FiscalitàNormative
La fattura passiva in reverse charge, opportunamente integrata, “non deve essere obbligatoriamente inviato al SdI” né (non trattandosi di autofattura) al fornitore. In buona sostanza, ferma restando in ogni caso la doppia annotazione vendite/acquisti, è finalmente chiaro che l’Agenzia delle Entrate, in luogo dell’invio di un documento integrativo al sistema SdI (dallo stesso conservato a norma per chi ha attivato l’apposito servizio), accetta la possibilità di stampare la fattura elettronica per procedere all’integrazione alla “vecchia maniera”.
MMG e pediatri convenzionati: il cedolino ASL dei compensi rimane cartaceo
by Pierpaolo Baldinato with No Comment FiscalitàNormative
L’Agenzia delle Entrate, con risposta di interpello N. 54 del 13/02/2019, ha confermato che il cedolino mensile dei compensi erogati dall’ASL nel rapporto di convenzione non deve essere certificato da fattura elettronica.
PER I FINANZIAMENTI FINO A 25.000 EURO ISTRUTTORIE SEMPLIFICATE MA NON IMMEDIATE