Source: https://www.finpromoter.it/chi-siamo/documenti-societari/statuto.html
Timestamp: 2019-01-23 05:38:32+00:00
Document Index: 101126889

Matched Legal Cases: ['art. 2437', 'art. 11', 'art. 2443', 'art. 2441', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 2382', 'art. 2387', 'art. 36', 'art. 2397', 'art. 36']

Statuto • Fin.Promo.Ter
Fin.Promo.Ter Chi siamo Documenti Societari Statuto
FIN.PROMO.TER. – FINANZIARIA PROMOZIONE TERZIARIO
SOC. CONSORTILE PER AZIONI
Promosso dalla Confederazione Generale del Commercio, Turismo, Servizi (Confcommercio) è costituito un Confidi di secondo grado in forma di società consortile per azioni denominato “FINANZIARIA PROMOZIONE TERZIARIO SOCIETA’ CONSORTILE PER AZIONI” e, in forma abbreviata, “FIN.PROMO.TER. S.C.P.A.”.
La società ha sede legale in Roma. Succursali ed uffici di rappresentanza possono essere istituiti in Italia, nell’Unione Europea o all’estero.
La società ha durata fino al 31 dicembre 2100.
Tale durata può essere prorogata, anche prima della scadenza, con deliberazione dell’Assemblea straordinaria.
La società ha scopo consortile e mutualistico e svolge la propria attività senza fini di lucro a favore dei confidi soci e delle imprese consorziate o socie di questi ultimi, salvo i casi in cui sia diversamente consentito dalla legge.
Al Confidi si applicano tutte le leggi speciali in materia e, in particolare, le disposizioni previste dall’articolo 13 del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326.
Al Confidi si applicano, inoltre, le disposizioni di cui al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2 aprile 2015 n. 53 e le previsioni contenute nella Circolare di Banca d’Italia del 3 aprile 2015 n. 288.
Il Confidi svolge l’attività di garanzia collettiva dei fidi, cogaranzia e controgaranzia nonché i servizi connessi o strumentali all’esercizio dell’attività di garanzia, ivi comprese – se e strettamente nei limiti in cui ciò sia compatibile con la normativa di tempo in tempo vigente in materia – le attività previste:
– dall’articolo 24 del D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 e del relativo regolamento di attuazione del 30 marzo 2001 n. 400;
– dall’articolo 13 comma 20 del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326.
Ai sensi e nei limiti consentiti dalla normativa applicabile nell’esercizio della propria attività, possono essere prestate garanzie personali e reali, stipulati contratti volti a realizzare il trasferimento del rischio, nonché utilizzati in funzione di garanzia depositi indisponibili costituiti presso istituti di credito.
Il Confidi potrà inoltre svolgere, con le preventive iscrizioni eventualmente imposte dalle vigenti disposizioni di legge, ogni altra attività che la legge, anche per il futuro, gli consenta.
Unicamente al fine di realizzare l’oggetto sociale, nel rispetto rigoroso di tutti i limiti e delle condizioni di legge, il Confidi potrà, infine, compiere tutte le operazioni finanziarie, bancarie, industriali, commerciali, mobiliari, immobiliari, di garanzia e controgaranzia, incluse fideiussioni, avalli, ipoteche, pegni ed altre garanzie reali e personali, nonché effettuare e consentire iscrizioni, trascrizioni ed annotazioni necessarie al conseguimento dell’oggetto sociale.
Il Confidi può esercitare tutte le attività connesse e strumentali consentite dalle disposizioni di vigilanza anche nei confronti di soggetti diversi dai soci, a condizione che le attività rivolte a questi soggetti rimangano funzionali allo sviluppo delle attività prevalente.
Possono essere soci della società i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva fidi di primo o secondo grado facenti parte del sistema organizzativo dell’ente promotore (Confcommercio) nonché le imprese, come definite dalla normativa comunitaria, socie dei confidi soci.
I soci devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
avere il bilancio certificato o comunque revisionato;
avere un patrimonio netto non inferiore a Euro 500.000,00 o avere iscritti a libro soci non meno di 500 (cinquecento) operatori;
avere una operatività riferita alle operazioni assistite dalla propria garanzia non inferiore a Euro 1.000.000,00 annui.
L’Organo con funzione di supervisione strategica e di gestione (di seguito anche “Consiglio di Amministrazione”), in relazione ad esigenze di natura organizzativa e di copertura territoriale, può derogare ai parametri sopra indicati consentendo la partecipazione al Confidi anche a soggetti non in possesso di tutti i requisiti previsti.
L’accertamento e la verifica periodica della sussistenza dei predetti requisiti sono demandati al Consiglio di Amministrazione, sulla base della documentazione che i soci sono tenuti annualmente ad inviare. La mancanza di uno o più dei previsti requisiti deve essere comunicata dal Consiglio di Amministrazione al socio a mezzo di posta elettronica certificata o lettera raccomandata A.R..
I soci non in regola con i requisiti di cui al presente articolo non possono continuare ad usufruire dei servizi della società, ivi inclusi il rilascio di nuove garanzie/controgaranzie e la richiesta di liquidazione di quelle già rilasciate dalla Società, né esercitare il diritto di voto sino a che il Consiglio di Amministrazione non abbia accertato il ripristino dei requisiti stessi.
Ove il ripristino dei requisiti di cui al presente articolo non intervenga entro centottanta giorni dalla ricezione da parte del socio della comunicazione di cui al comma 4 che precede, gli amministratori provvedono all’esclusione con le modalità di cui all’articolo 10.
Il domicilio dei soci, per tutti i rapporti con la società, è quello risultante dal Registro delle Imprese.
E’ onere del socio comunicare il cambiamento del proprio domicilio, nonché dei propri riferimenti telefonici, di telefax e di posta elettronica certificata (PEC).
Chi desidera divenire Socio deve presentare domanda al Consiglio di Amministrazione specificando la ragione sociale o la denominazione e sede sociale nonché nome, cognome, data e luogo di nascita, domicilio, professione, cittadinanza del legale rappresentante o del Presidente pro-tempore.
La domanda deve contenere esplicitamente l’obbligo da parte del richiedente di osservare lealmente le disposizioni dell’Atto Costitutivo, dello Statuto e della normativa interna.
Gli enti pubblici e privati e le imprese, di cui al comma 10 dell’articolo 13 del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326, con fini istituzionali che siano ritenuti, a giudizio del Consiglio di Amministrazione, coerenti con quelli perseguiti dal Confidi, ne possono sostenere l’attività attraverso contributi e garanzie non finalizzate a singole operazioni.
Tali enti assumono la denominazione di enti sostenitori in forza di apposita delibera del Consiglio di Amministrazione.
Gli enti sostenitori non divengono consorziati né fruiscono delle attività sociali, ma i loro rappresentanti possono partecipare agli organi elettivi del Confidi con le modalità di seguito stabilite dal presente Statuto purché la nomina della maggioranza dei componenti di ciascun organo resti riservata all’Assemblea.
(Esclusione dei soci)
Oltre che nei casi previsti dalla Legge e dal precedente articolo 6, il Consiglio di Amministrazione delibera l’esclusione del socio:
per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti e dalle deliberazioni dei competenti organi;
qualora, previa intimazione scritta del Consiglio di Amministrazione con termine di almeno trenta giorni, il socio non effettui i pagamenti di somme dovute alla società a qualsiasi titolo;
qualora il socio, a giudizio del Consiglio di Amministrazione, in qualunque modo abbia arrecato danno materiale o morale alla società;
qualora il socio prenda parte in imprese che abbiano interessi o svolgono attività concorrenti con quelli della società a giudizio del Consiglio di Amministrazione;
per comportamenti contrari agli interessi ed all’immagine della società;
per fallimento del socio.
In tali ipotesi, l’esclusione potrà aver luogo se, trascorsi trenta giorni dall’intimazione a rimuovere l’inadempienza fattagli dal Consiglio di Amministrazione a mezzo di posta elettronica certificata o lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, il socio si manterrà inadempiente.
(Delibere di ammissione ed esclusione)
Le deliberazioni prese dal Consiglio di Amministrazione a norma degli Articoli 7 e 9 devono essere comunicate con posta elettronica certificata o lettera raccomandata all’interessato, il quale può ricorrere entro trenta giorni dalla comunicazione al Presidente del Tribunale.
L’esclusione del socio diviene effettiva in assenza di sua opposizione nel termine di cui al precedente comma.
In caso di esclusione del socio:
– cessa definitivamente la possibilità di avanzare richieste di liquidazione della perdita in relazione a controgaranzie pendenti;
– la cessione delle azioni avverrà con la stessa procedura di cui al successivo articolo 11;
– la determinazione del valore delle azioni avverrà sulla base dell’importo effettivamente versato dal socio a titolo di capitale sociale, tenendo conto delle eventuali perdite esistenti nell’ultimo bilancio approvato e di quello in corso di formazione alla data della delibera di esclusione, ed al netto di eventuali posizioni debitorie del socio stesso esistenti, a qualsiasi titolo, nei confronti del confidi;
– la liquidazione sarà effettuata solo successivamente all’estinzione di ogni rapporto societario in essere con il Confidi.
(Cessione delle azioni)
Il socio può cedere le proprie azioni solo qualora non abbia in corso operazioni di garanzia, cogaranzia o controgaranzia.
Il socio che intende cedere le proprie azioni deve offrirle in prelazione agli altri soci in proporzione al capitale sociale sottoscritto. Il valore di cessione delle azioni è stabilito dal Consiglio di Amministrazione con i criteri di cui al precedente articolo 9.
Il socio che intende cedere le proprie azioni ne dà comunicazione alla società a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata A.R.. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ne darà comunicazione, con l’indicazione del valore di cessione delle azioni, agli altri soci inviando loro una posta elettronica certificata o raccomandata A.R. entro 10 (dieci) giorni dal ricevimento della comunicazione del socio. I soci interessati all’acquisto dovranno comunicare al Presidente a mezzo posta elettronica certificata o lettera raccomandata A.R. la volontà di accettare l’offerta entro il 15 (quindicesimo) giorno dal ricevimento della posta elettronica certificata o raccomandata. Nel caso in cui più soci accettino l’offerta, le accettazioni saranno ripartite tra di essi in proporzione alle azioni già da ciascuno possedute.
Nel caso in cui non venga esercitato il diritto di prelazione, ovvero venga esercitato parzialmente, il socio potrà cedere le azioni a terzi purché si tratti di soggetti in possesso dei requisiti previsti dal presente Statuto.
In caso di esercizio del diritto di prelazione il corrispettivo della vendita verrà depositato presso la società che procederà a trasferirlo al socio cedente, previa compensazione di eventuali posizioni debitorie nei confronti della società stessa. In ogni caso la liquidazione del corrispettivo non potrà avvenire in presenza di rapporti in essere con la società.
Il diritto di recesso spetta a ciascun socio nei casi previsti dall’art. 2437, comma 1 del Codice Civile e negli altri casi inderogabilmente previsti dalla Legge. Il recesso è esercitato nei termini e alle condizioni stabilite dalla legge e il valore di liquidazione delle azioni è determinato con le modalità ed i criteri previsti dall’articolo 9, del presente Statuto. Non si applica l’articolo 2437- ter del Codice Civile per effetto di quanto previsto dall’articolo 13, comma 18, del D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n.326.
Le azioni dei soci receduti, non cedute a norma del precedente art. 11 del presente statuto, saranno acquisite dalla società nel rispetto delle modalità e termini di legge e previa approvazione preliminare dell’autorità di vigilanza.
Il capitale sociale è di Euro 4.018.000 (quattromilionidiciottomila) ed è diviso in 2.870 (duemilaottocentosettanta) azioni del valore nominale di Euro 1.400 (millequattrocento) ciascuna.
La quota di partecipazione di ciascun socio non può essere superiore al 20% del Capitale sociale né inferiore a Euro 250.
L’Assemblea riunitasi in sede straordinaria in data 12 (dodici) ottobre 2018 (duemiladiciotto) ha conferito al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2443 del cod. civ., la facoltà di aumentare – in una o più volte ed entro il 30 settembre 2023 – il capitale sociale a pagamento, in denaro, in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’art. 2441, commi 5 e 6 del cod. civ., per un importo massimo di nominali Euro 301.000,00 (trecentounmila virgola zero zero), mediante emissione di massimo numero 215 (duecentoquindici) azioni ordinarie da riservare in sottoscrizione a nuovi soci per un quantitativo minimo pari a 10 (dieci) azioni per ciascun nuovo socio e a un prezzo determinato conformemente ai criteri di legge, comunque non inferiore al valore nominale delle azioni già in circolazione, il tutto comunque nel rispetto dell’importo massimo dell’operazione di Euro 301.000,00 (trecentounmila virgola zero zero).
Ai fini dell’esercizio della delega di cui sopra, al Consiglio di Amministrazione è altresì conferito ogni potere per (a) fissare, per ogni singola tranche, il numero, il prezzo unitario di emissione (comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo) e il godimento delle azioni ordinarie da emettersi di volta in volta, nel rispetto dei limiti di legge e di quanto previsto al comma che precede; (b) stabilire il termine per la sottoscrizione delle azioni ordinarie di nuova emissione (c) dare esecuzione alle deleghe e ai poteri di cui sopra, ivi inclusi, a mero titolo esemplificativo, quelli necessari per apportare le conseguenti e necessarie modifiche allo statuto di volta in volta necessarie.
Le azioni sono nominative.
Le azioni non possono essere sottoposte a vincoli senza l’autorizzazione del Consiglio di Amministrazione; esse non possono essere cedute a terzi con effetto verso la società, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 11 del presente Statuto.
(Patrimonio Netto)
Il patrimonio netto del Confidi, ai sensi dell’art. 13, comma 14 D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326, non può essere inferiore al limite minimo ivi previsto ed è formato dal capitale sociale, dalla riserva legale, dall’eventuale sovrapprezzo delle azioni, dalle riserve comunque costituite ai sensi di Legge e del presente Statuto, dai fondi rischi indisponibili nonché da ogni eventuale avanzo di gestione.
Il Confidi può, inoltre, in quanto e nei limiti in cui ciò è consentito dalla Legge, ricevere finanziamenti da parte dei soci, finalizzati al perseguimento dell’oggetto sociale.
Il patrimonio netto deve essere costituito da apporti dei soci o da avanzi di gestione almeno nella misura imposta dalla normativa di tempo in tempo vigente.
Qualora, in occasione dell’approvazione del bilancio d’esercizio, risulti che il patrimonio netto sia diminuito per oltre 1/3 (un terzo) – o nella diversa misura di tempo in tempo indicata dalla legge – al di sotto del minimo stabilito dalla Legge, il Consiglio di Amministrazione sottopone all’Assemblea gli opportuni provvedimenti.
Se entro l’esercizio successivo la diminuzione del patrimonio netto non si è ridotta a meno di 1/3 (un terzo) – o della diversa misura di tempo in tempo indicata dalla legge – di tale minimo, l’Assemblea che approva il bilancio deve deliberare l’aumento del capitale sociale e/o disporre a carico dei soci il pagamento di contributi straordinari a fondi rischi indisponibili, in misura tale da ridurre la perdita nei limiti consentiti dalla legge, ovvero deliberare lo scioglimento del Confidi.
(Esercizio sociale. Bilancio)
Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio di Amministrazione provvede alla compilazione del bilancio.
Gli utili netti risultanti dal bilancio dovranno essere così destinati:
nella misura prescritta dalla legge, fino al raggiungimento del limite minino da essa imposta, alla riserva legale;
il rimanente, secondo deliberazione dell’Assemblea, su proposta del Consiglio di Amministrazione.
(Divieto di distribuzione di avanzi)
A norma dell’art. 13 comma 18 D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003 n. 326 è vietata la distribuzione di avanzi di gestione di ogni genere e sotto qualsiasi forma alle imprese socie neppure in caso di scioglimento del Confidi ovvero di recesso, decadenza, esclusione del socio.
L’Assemblea è convocata dal Consiglio di Amministrazione ai sensi di legge.
L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all’anno entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale o entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale nel caso in cui la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato e quando lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della società da esplicitarsi a cura dell’organo amministrativo nella relazione di cui all’articolo 2428 del Codice Civile.
– discutere ed approvare il bilancio;
– determinare il numero e nominare i componenti del Consiglio di Amministrazione e stabilirne il compenso;
– determinare il numero e nominare i componenti dell’Organo con funzione di controllo (di seguito anche “Collegio sindacale”), nominare il suo Presidente e stabilirne il compenso;
– affidare la revisione legale dei conti ad un revisore contabile o ad una società di revisione nominati tra gli iscritti nel relativo registro istituito presso il competente ministero;
– trattare tutti gli argomenti che le sono sottoposti dal Consiglio di Amministrazione nonché quelli di sua competenza per statuto o per disposizione di Legge.
(Convocazioni. Rappresentanza)
L’Assemblea tanto ordinaria che straordinaria sarà convocata con avviso contenente l’elenco degli argomenti da trattare, il luogo, la data e l’ora della prima e della seconda convocazione, che non potranno essere fissate nello stesso giorno. Tale avviso è inviato ai soci con qualsiasi mezzo di comunicazione, ivi espressamente compresi la posta elettronica certificata e il telefax, che garantisca la prova dell’avvenuto ricevimento almeno otto giorni prima dell’assemblea.
Anche in mancanza di regolare convocazione l’Assemblea si reputa regolarmente costituita quando è rappresentato l’intero capitale sociale e partecipa all’Assemblea la maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo e la maggioranza dei componenti dell’organo di controllo. Tuttavia, in tale ipotesi, ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato. Delle deliberazioni assunte dovrà essere data tempestiva comunicazione ai componenti non presenti dell’organo amministrativo e di controllo.
I confidi soci possono essere rappresentati in Assemblea esclusivamente dal legale rappresentante o da un suo delegato munito di delega rilasciata dal legale rappresentante.
Ciascun socio può rappresentare per delega un massimo di tre soci.
Per la costituzione dell’assemblea e la validità delle deliberazioni si applicano le disposizioni di legge.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in assenza di quest’ultimo, dal Vice Presidente e, in assenza di ambedue, dal consigliere designato dalla stessa Assemblea.
L’Assemblea può svolgersi anche con interventi dislocati in più luoghi, ciascuno dei quali potrà essere indifferentemente audio o video collegato, e ciò alle seguenti condizioni, delle quali deve essere dato atto nel relativo verbale:
– che siano presenti nello stesso luogo il Presidente e il segretario della riunione che provvederanno alla stesura e sottoscrizione del verbale;
– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;
– che siano indicati nell’avviso di convocazione (salvo che si tratti di Assemblea totalitaria) i luoghi audio e/o video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti potranno affluire.
Verificandosi tali presupposti, l’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente.
In caso di Assemblea ordinaria, lo stesso Presidente deve farsi assistere da un Segretario, che può essere persona estranea alla società, con l’incarico di redigere il verbale; nel caso di Assemblea Straordinaria il verbale deve essere redatto da un Notaio.
B) ORGANO CON FUNZIONE DI SUPERVISIONE STRATEGICA E GESTIONE
La società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 9 (nove) componenti, di cui un terzo in rappresentanza degli enti sostenitori. Gli Amministratori possono essere scelti anche tra i non soci.
Nel caso in cui venissero a mancare uno o più Amministratori, gli Amministratori in carica potranno provvedere a sostituirli con propria deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, purché la maggioranza sia sempre costituita da Amministratori nominati dall’Assemblea.
Qualora il o i consiglieri venuti a cessare fossero stati designati da uno o più enti sostenitori, la sostituzione spetterà, invece che ai restanti consiglieri, all’ente o agli enti che avevano designato il consigliere cessato, sempre a condizione che la maggioranza del consiglio risulti comunque di nomina assembleare.
Gli Amministratori, così eletti, durano in carica sino alla prima Assemblea.
Se venisse a mancare la maggioranza degli Amministratori, si intenderà cessato l’intero Consiglio di Amministrazione e si procederà secondo quanto previsto dall’articolo 2386 – comma 4 – Codice Civile.
Per l’elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione si potrà procedere mediante liste di candidati, sempreché siano proposte da un minimo di dieci soci e risultino depositate presso la sede sociale almeno tre giorni prima della data dell’Assemblea.
Risultano eletti i nominativi che abbiano riportato il maggior numero di voti indipendentemente dalla lista di appartenenza.
Il Consiglio di amministrazione, nella sua prima riunione, elegge tra i propri componenti, su indicazione degli enti sostenitori, il Presidente ed il Vice Presidente oltre al Segretario, anche in via permanente ed anche estraneo al Consiglio stesso. Spetta al Consiglio di Amministrazione la nomina dei dirigenti e del Direttore Generale.
(Requisiti dei membri del Consiglio di Amministrazione)
Oltre alle cause di ineleggibilità e decadenza previste dall’art. 2382 Cod. Civ., gli amministratori non possono essere dipendenti e sindaci della società; devono possedere inoltre i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza con riferimento a quanto previsto dall’art. 2387 Cod. Civ., e dalle disposizioni di riferimento di cui al D.lgs. 385/1993 e dalle norme applicabili tempo per tempo vigenti. Deve, inoltre, essere rispettata l’insussistenza delle cause di incompatibilità e decadenza di cui all’art. 36 del D.L. 6.12.2011 n. 201 e successive modifiche.
In aggiunta ai requisiti richiamati nel precedente comma la maggioranza dei soggetti facenti parte del Consiglio di Amministrazione deve aver maturato esperienza professionale in attività di amministrazione e controllo in società vigilate da Banca d’Italia.
I soggetti facenti parte del Consiglio di Amministrazione durano in carica per tre esercizi sociali e comunque fino alla approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio e sono rieleggibili.
(Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione)
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione sociale e potrà quindi compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che rientrino nell’oggetto sociale, fatta soltanto eccezione di quelli che per disposizione di Legge sono riservati all’Assemblea.
Sono attribuiti al Consiglio di Amministrazione i compiti e le responsabilità assegnati dalla Circolare di Banca d’Italia del 3 aprile 2015 n. 288 all’Organo con funzione di supervisione strategica e all’Organo con funzione di gestione. Il Consiglio di Amministrazione è inoltre competente ad assumere le deliberazioni concernenti:
– la fusione, nei casi previsti dagli articoli 2505 e 2505 bis del Codice Civile;
– il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale.
(Convocazioni. Deliberazioni)
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte che lo riterrà utile o ne sia fatta richiesta da un terzo dei suoi componenti o dal Collegio Sindacale.
La convocazione è fatta a mezzo fax o posta elettronica con preavviso di almeno tre giorni.
Nei casi di urgenza la convocazione può essere fatta a mezzo fax o posta elettronica con preavviso di un giorno. In ogni caso le riunioni stesse saranno ritenute valide, anche senza preventiva convocazione quando sono presenti tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.
Il Consiglio di Amministrazione può riunirsi validamente e deliberare anche con interventi dislocati in più luoghi, ciascuno dei quali potrà essere indifferentemente audio o video collegato. In tale caso, tutti i partecipanti dovranno essere identificati, dovrà loro essere consentito di seguire la discussione e di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti trattati, esprimendo in forma palese il proprio voto nei casi in cui si proceda a votazione, e dovrà essere ad essi consentito di poter visionare o ricevere documentazione e di poterne trasmettere. Verificandosi tali presupposti, la riunione del Consiglio di Amministrazione si considera tenuta nel luogo in cui si trova chi presiede l’adunanza e dove deve trovarsi anche il segretario della riunione, se nominato, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale.
Egli è pertanto autorizzato a riscuotere somme da Pubbliche Amministrazioni, Enti Finanziari, Enti creditizi e privati, qualunque ne sia l’ammontare e la causale, rilasciandone liberatoria quietanza.
Ha anche la facoltà di stare in giudizio nelle liti attive e passive, di nominare Avvocati e Procuratori davanti a qualsiasi Autorità Giudiziaria ed Amministrativa ed in qualunque grado di giurisdizione; può anche effettuare compromessi e transazioni.
Le funzioni del Presidente in caso di sua assenza o di impedimento sono svolte dal Vice Presidente ovvero dall’Amministratore più anziano.
Il Consiglio di Amministrazione può delegare parte dei suoi poteri ad un Comitato Esecutivo composto da 3 (tre) membri. Il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione possono partecipare, su invito, alle riunioni del Comitato Esecutivo. Il Direttore Generale partecipa di diritto alle riunioni del Comitato Esecutivo con voto consultivo.
Tra le altre, possono essere delegate al Comitato Esecutivo tutte le funzioni che non siano di competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione ai sensi di norme imperative o per previsione del presente Statuto.
Per la convocazione, la costituzione e il funzionamento del Comitato Esecutivo, valgono le norme previste per il Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione può nominare un Amministratore Delegato, al quale spettano il coordinamento e la direzione delle iniziative della società volte alla realizzazione degli obiettivi statutari, in sintonia con le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sia nell’attività interna che nei rapporti con i terzi. Sovrintende inoltre al funzionamento dei servizi, coordinando nel contempo le mansioni del personale dipendente ed assicurando in tal modo la conduzione unitaria delle iniziative della Società.
L’Amministratore Delegato potrà inoltre esercitare le attribuzioni in materia di rilascio delle garanzie eventualmente delegategli.
Qualora non venga nominato un Amministratore Delegato, il Consiglio di Amministrazione può nominare un Direttore Generale, al quale spettano il coordinamento e la direzione delle iniziative della società volte alla realizzazione degli obiettivi statutari, in sintonia con le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sia nell’attività interna che nei rapporti con i terzi. A tal fine prende parte, con parere consultivo, alle adunanze del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo. Sovrintende inoltre al funzionamento dei servizi, coordinando nel contempo le mansioni del personale dipendente ed assicurando in tal modo la conduzione unitaria delle iniziative della Società.
Allo scopo di rendere più agevole lo svolgimento delle mansioni affidategli, in particolare per la gestione dell’attività corrente, il Consiglio di Amministrazione, nell’esercizio delle sue funzioni, potrà rilasciare al Direttore Generale apposita procura operativa limitata a specifici atti ed operazioni, nel rispetto peraltro delle competenze proprie dell’Assemblea dei soci e del Consiglio di Amministrazione. Il Direttore Generale potrà inoltre esercitare le attribuzioni in materia di rilascio delle garanzie eventualmente delegategli.
(Normativa interna)
Il Consiglio di Amministrazione può deliberare la normativa interna con la maggioranza dei due terzi degli Amministratori in carica.
C) ORGANO DI CONTROLLO E REVISIONE LEGALE DEI CONTI
Il Collegio Sindacale si compone di tre membri Effettivi, e di due Supplenti, nominati dall’Assemblea, aventi i requisiti di cui all’art. 2397 Codice Civile.
I membri del Collegio Sindacale durano in carica tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. I sindaci sono rieleggibili.
I membri del Collegio Sindacale debbono possedere i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza di cui all’articolo 26 del Testo Unico Bancario. Deve, inoltre, essere rispettata l’insussistenza delle cause di incompatibilità e decadenza di cui all’art. 36 del D.L. 6.12.2011 n. 201.
Le adunanze del Collegio Sindacale possono svolgersi anche con interventi dislocati in più luoghi, ciascuno dei quali potrà essere indifferentemente audio o video collegato, a condizione che:
– sia consentito al Presidente di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti e regolare lo svolgimento dell’adunanza;
– sia consentito agli intervenuti di scambiarsi documentazione e comunque di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno.
In tale caso la riunione si riterrà svolta nel luogo in cui si trova il Presidente.
La revisione legale dei conti della Società può essere esercitata da un Revisore Contabile o da una società di revisione iscritti presso l’apposito Registro dei revisori legali istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’assemblea, su proposta motivata del Collegio Sindacale, delibererà in ordine all’affidamento della revisione legale dei conti ad un Revisore o ad una società di revisione.
L’Assemblea, nel nominare il Revisore o la società di revisione deve anche determinarne il corrispettivo per l’intera durata dell’incarico.
(Scioglimento. Liquidazione)
In qualunque caso di scioglimento o di messa in liquidazione della società, affinché la delibera sia valida, occorre anche in seconda convocazione, la rappresentanza all’Assemblea straordinaria della metà più uno del capitale sociale.
Spetta all’Assemblea, validamente costituita, la nomina di uno o più liquidatori, dei relativi compensi e la determinazione dei poteri.
Il patrimonio residuo, dedotto il capitale versato, deve essere devoluto a norma di legge.