Source: http://www.sportnazionale.it/index.asp?page=associazione-volontariato
Timestamp: 2018-07-20 05:13:18+00:00
Document Index: 165943883

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 31', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2']

Le organizzazioni di volontariato sono enti non commerciali che rientrano nella categoria delle associazioni.
Come le associazioni, le organizzazioni di volontariato presentano le seguenti caratteristiche:
- sono enti diversi dalle società;
- non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale;
- in esse è determinante l'opera degli associati, che aderiscono agli scopi statutari e si pongono, di fronte ai terzi, come unitario centro di interessi.
Inoltre, le organizzazioni di volontariato presentano, quale condizione essenziale e distintiva, l'operatività volontaria e senza interessi economici nel settore della solidarietà sociale.
Preso atto dell'importanza di queste associazioni, la legge-quadro sul volontaria­to (legge 11 agosto 1991, n. 266) ha dettato una serie di principi generali per definire, con particolare attenzione, questo specifico gruppo di enti.
In base alla suddetta normativa, i principi cardine delle organizzazioni di volontariato sono i seguenti:
- l'attività di volontariato,
consiste nell'attività pre­stata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui ilvolontario fa parte, senza fine di lucro, anche indiretto, ed esclusivamente per fini di solidarietà (art. 21. n. 266/1991);
- l'organizzazione di volontariato,
è ogni organismo, liberamente costituito, al fine di svolgere l'attività di volontariato, avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti (art. 31. n. 266/91).
La configurazione giuridica delle organizzazioni di volontariato è quella delle associazioni di cui all'art. 14 e segg. cc.
L'attività di volontariato, alla quale, come afferma la stessa legge-quadro, la Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzio­ne come espressione di solidarietà e pluralismo, non può essere confusa in alcun modo con quella svolta dagli altri enti di tipo associativo.
Dall'art. 1 della legge-quadro risulta evidente la volontà di conferire alle organizzazioni di volontariato uno status particolare consono al riconoscimento del valo­re sociale e della finizione da esse svolta con finalità esclusivamente solidaristi­che, individuate dallo Stato, dalle regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali.
Si tratta di disposizioni sostanziali ed inderogabili, impartite per disciplinare i rapporti con le organizzazioni in esame.
Si fa riferimento, nella norma, ai rapporti intercorrenti fra istituzioni pubbliche e organizzazioni di volontariato (che devono essere disciplinati dalle regioni e dalle province autonome), e si afferma categoricamente che, a detti rapporti "debbono uniformarsi le amministrazioni statali e gli enti locali", tenendo conto dei criteri stabiliti dalla stessa legge-quadro.
A tal fine veniva stabilito che ciascuna regione o provincia autonoma dovesse provvedere "ad emanare o adeguare le norme per l'attuazione dei principi conte­nuti nella legge quadro”.
Tutte le leggi regionali, nel disciplinare i rapporti con le organizzazioni iscritte, prevedono puntualmente le modalità per "verificare l'effettivo svolgimento dell'attività di volontariato".
Particolare attenzione è riservata ai requisiti richiesti per l'iscrizione nel Registro delle organizzazioni di volontariato, tenuto presso ogni regione o provincia auto­noma.
Oltre all'atto costitutivo e allo statuto sono richiesti: indicazione del settore di attività; elenco nominativo delle persone che ricoprono le cariche associative; numero degli aderenti; dettagliata relazione sull'attività che l'organizzazione svolge o intende svolgere nell'ambito del territorio regionale.
Ai sensi dell'art. 6, comma 4, della legge-quadro nazionale, le leggi regionali prevedono la revisione periodica del Registro.
Sono rilevanti le sostanziali differenze fra le organizzazioni di volontariato e gli altri enti di tipo associativo, che possono essere così indicate:
a)l'organizzazione di volontariato svolge attività esclusivamente per fini di soli­darietà (art. 2 legge-quadro), mentre l'ente di tipo associativo svolge la sua attività (sportiva, culturale, ricreativa, assistenziale, ecc.) per soddisfare i bi­sogni personali degli stessi associati;
b) il volontario presta la sua opera gratuitamente, senza ricevere o pretendere alcunché in cambio e ha solo diritto al rimborso delle spese sostenute (art. 2 legge-quadro). L'associato può ricevere anche prestazioni di servizi o cessioni di beni verso pagamento dì corrispettivi e partecipa all'attività associativa per soddisfare i propri ideali o interessi sportivi, culturali, ricreativi, ecc.;
e) la qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto avente contenuto patrimoniale, mentre l'associato è pienamente partecipe di tutti i diritti, anche patrimoniali;
c)in caso di scioglimento, i beni che residuano dopo l'esaurimento della liquida­zione, sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato. In caso di sciogli­mento dell'associazione, i beni patrimoniali e il fondo comune sono devoluti in conformità alle disposizioni previste nell'atto costitutivo e nello statuto ', salvo precise limitazioni o devoluzioni vincolate stabilite dalla legge a carico di deter­minate associazioni (ad esempio, associazioni sportive dilettantistiche).
La legge 11 agosto 1991, n. 266 individuando le caratteristiche delle organizzazioni di volontariato destinatarie delle agevolazioni fiscali, ha stabilito i tratti distintivi delle suddette organizza­zioni meritevoli dell'attenzione da parte dello Stato.
Il godimento delle agevolazioni fiscali è pertanto subordinato al verificarsi di alcune condizioni.
a) iscrizione nei Registri generali del volontariato,
La prima condizione è l'iscrizione nel Registro generale del volontariato. L'iscri­zione comporta una sorta di "controllo" delle organizzazioni di volontariato edi verifica del loro operato;
b) il fine di solidarietà,
La seconda condizione è il fine di solidarietà rivolta a vantaggio dei terzi e della collettività, prestata senza secondi fini, ma volontariamente dai soggetti associati all'ente stesso. I servizi offerti dall'organizzazione di volontariato non devono essere rivolti ad esclusivo vantaggio dei soci, ma bensì devono essere rivolti ai terzi;
c) divieto della costituzione in forma societaria.
Lo scopo solidaristico delle organizzazioni di volontariato è incompatibile con la struttura giuridica societaria, che presuppone, per contro, il fine di lucro. Benché le moderne organizzazioni di volontariato siano strutturate come "aziende" non profit, deve comunque prevalere lo spirito solidaristico e la finalità di pubblico interesse.