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Timestamp: 2016-10-26 02:16:43+00:00
Document Index: 36599749

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 34', 'art. 47', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 409', 'art. 409']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 36 del 05.02.2002
Interpello 954 - 161/2001 - Articolo 11, legge 27-7-2000, n. 212. Provincia
di ...... Codice Fiscale ....... residente in ........ Risoluzione Agenzia Entrate n. 36 del 05.02.2002
Con l'istanza di interpello presentata il 16 ottobre 2001, protocollo
n. 33701 - 2001, ai sensi dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 e del decreto del Ministro delle Finanze 26 aprile 2001, n.
209, la Provincia di ...... espone il seguente
fa presente di stipulare numerosi contratti di lavoro costitutivi di
rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ex art. 47, comma 1,
lettera c-bis), del TUIR e di corrispondere i relativi emolumenti.
Chiede, pertanto, se i suddetti contratti, nonché le quietanze
relative ai corrispondenti emolumenti, rientrino tra gli atti e scritti esenti dall'imposta di bollo in modo assoluto ai sensi, rispettivamente,
degli artt. 25 e 26 della Tabella, allegato B, annessa al d.P.R. 26 ottobre
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DEL CONTRIBUENTE
La Provincia di ..... ritiene che al quesito possa essere data
risposta affermativa, anzitutto in virtù della definizione di lavoro parasubordinato contenuta nel Glossario allegato alle istruzioni per la
compilazione del modello di dichiarazione "Unico 2000 - Persone fisiche" (approvato con D.M. 16 marzo 2000). Nel Glossario si legge, infatti, che il
lavoro parasubordinato "è lavoro autonomo ma caratterizzato da una
collaborazione coordinata e continuativa all'attività altrui, che produce di fatto una situazione di subordinazione e di dipendenza economica".
Secondo l'amministrazione provinciale un altro argomento a favore
dell'esenzione dall'imposta di bollo dei contratti e delle quietanze di cui si tratta
è rappresentato dall'assimilazione dei redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ai redditi di lavoro
dipendente - operata dall'art. 34 della Legge 21 novembre 2000, n. 342,
attraverso l'introduzione della lettera c-bis) nell'art. 47, comma 1, del
TUIR. Inoltre, ritiene rilevanti l'art. 5 del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38
(concernente l'obbligo assicurativo INAIL dei lavoratori in argomento) e la Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n.
5/25019/70/DOC del 4 gennaio 2001 (concernente l'obbligo d'iscrizione dei predetti lavoratori sui libri matricola e paga).
Questa Direzione centrale condivide quanto affermato dalla Direzione
regionale per la ...... che ritiene esente dall'imposta di bollo i contratti costitutivi di un rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e
continuativa, perché riconducibili all'articolo 25
della Tabella allegato B al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 (disciplina dell'imposta di bollo), che
esenta in modo assoluto da tale imposta i contratti di lavoro e di impiego, sia individuali che collettivi, di qualsiasi specie ed in qualunque forma
redatti, senza che assuma alcun rilievo la qualità del datore di lavoro o la natura della prestazione convenuta.
Condivide altresì la tesi secondo la quale le quietanze relative ai
compensi corrisposti ai lavoratori per le prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa sono soggette all'imposta di bollo nella misura
di  1,29 (lire 2.500) per il disposto dell'articolo 13 della Tariffa
allegato A al d.P.R. n. 642 del 1972.
Secondo la direzione regionale della ......, infatti, non
è sufficiente l'assimilazione di tali compensi ai redditi di lavoro dipendente per
superare la formulazione letterale dell'articolo 26 della Tabella citata, che esenta dall'imposta di bollo le "quietanze degli stipendi, pensioni,
paghe, assegni, premi, indennità e competenze di qualunque specie relative a rapporti di lavoro subordinato". In altri termini, come sostenuto dalla direzione regionale, con la
disposizione dell'art. 26
della Tabella il legislatore ha "inteso esentare gli atti liberatori per compensi ed altre competenze, anche se a carico di
terzi, rilasciati dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale
qualità" (risoluzione Direzione generale tasse e ii.ii.aa. prot.
351319 del 30 gennaio 1988).
Non vi è dubbio che il rapporto di lavoro parasubordinato - in quanto
"prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale"
(art. 409,comma 1, n. 3, c.p.c.) - possa determinare una situazione di squilibrio economico del prestatore nei confronti della controparte.
Appaiono quindi ampiamente giustificati quegli interventi legislativi che
hanno esteso alla categoria in esame alcune delle garanzie tradizionalmente riconosciute ai lavoratori subordinati, non soltanto sotto il profilo
processuale (v. art. 409 cit.) ma anche sotto quello sostanziale (basti pensare all'estensione del regime delle assicurazioni sociali, operata dalla
legge n. 335 del 1995).
In ogni caso l'assenza del vincolo di subordinazione - inteso come assoggettamento del lavoratore al potere organizzativo, gerarchico e
disciplinare del datore di lavoro - tipico del lavoro dipendente, non consente, al di
là degli interventi legislativi esplicatisi in talune circoscritte materie, di invocare un generico criterio ermeneutico di
estensione della disciplina propria del lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.
L'assenza del vincolo di subordinazione è espressamente riportata nel
testo dell'articolo 47, comma 1, lettera c-bis) del TUIR che dispone "le
somme e i valori in genere (...) percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di
attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di
un rapporto unitario e continuativo...".
interpello presentata alla Direzione regionale della ....., viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26
- Olgiate Comasco, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.