Source: http://forumista.it/viewtopic.php?f=33&t=1476550
Timestamp: 2018-07-20 14:36:30+00:00
Document Index: 23183929

Matched Legal Cases: ['art.7', 'art. 8', 'art.1', 'art.8', 'art. 7', 'sentenza ', 'art.2', 'art. 6']

Il forumista • Leggi argomento - Terre e rocce da scavo nel Dlgs 22/97
Oggi è ven lug 20, 2018 16:36 pm
Terre e rocce da scavo nel Dlgs 22/97
Oggetto del messaggio: Terre e rocce da scavo nel Dlgs 22/97
Inviato: lun mar 03, 2008 10:37 am
Con l’entrata in vigore del c.d. decreto Ronchi, i rifiuti inerti derivanti da demolizione, costruzione , nonché i rifiuti pericolosi che derivano da attività di scavo vengono classificati ( art.7 comma 3 ) rifiuti speciali; subito dopo l’art. 8 – Esclusioni – comma 2 lett c) prevedeva l’esclusione dalla normativa rifiuti per i materiali non pericolosi che derivano dall’ attività di scavo;
Pertanto le terre da scavo erano escluse dalla normativa rifiuti.
Tale esclusione fu contestata dalla Commissione Europea, che obbligò il legislatore Italiano ad emanare il Dlgs 389/97, che, con l’art.1, abrogava la lettera c) comma 2 dell’art.8 del Dlgs 22/97; Le terre e rocce da scavo tornarono così ad essere assoggettate alla normativa sui rifiuti .
La confusione sorge nel momento in cui ci si accorge che, il legislatore ha abrogato la prevista esclusione, riassoggettando così le terre da scavo (pericolose e non ) alla normativa rifiuti, lasciando però in vigore (e lo era sin dalla prima versione) la lettera b) comma 3° dell’art. 7 (Classificazione), nel quale sono presenti, unitamente ai rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, (nonché) i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo;
una veloce interpretazione indurrebbe a pensare che solo i rifiuti pericolosi che derivano da attività di scavo siano assoggettati alla normativa rifiuti, mentre i rifiuti non pericolosi provenienti da una attività di scavo non siano sottoposti alla normativa rifiuti, per la semplice ragione che non sono classificate, o meglio, non sono elencate tra le attività di provenienza dei rifiuti, provenienza che determina la sola classificazione del rifiuto in speciale o urbano, anche se l’elenco dei rifiuti (trasposto dalla decisione europea 94/3/CE del 20/12/1993 ) di cui all’allegato A al Dlgs 22/97 riporta le terre e rocce da scavo al gruppo 17 05 (2) terra (compreso il terreno proveniente da siti contaminati), rocce e fanghi di dragaggio;
è pur vero che, come più volte ribadito dalla Corte di Giustizia Europea e riportato per trasposizione della direttiva 94/3/CE, nell’allegato A2 - nota introduttiva (catalogo) del Dlgs 22/97, un materiale non può essere considerato rifiuto per la semplice appartenenza nell’elenco, ma dovrà soddisfare la definizione di rifiuto, ovvero dovrà trattarsi di un materiale di cui il produttore-detentore se ne disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi(3); per inverso una sostanza, ancorché non figurante dell’elenco, potrà essere qualificato giuridicamente un rifiuto in quanto abbandonato o destinato ad operazioni di smaltimento o di recupero.
Non si è fatta aspettare la prima sentenza della cassazione ( sez. 3 11 febbraio 1998 n 1654 Verrastro ) - I materiali provenienti da demolizioni e scavi costituiscono rifiuti speciali a norma dell’art.2 comma 4 n 3 DPR 915/82 e scaricarli in un’area determinata attraverso una condotta ripetuta anche se non abituale e protratta per lungo tempo, configura quella realizzazione o gestione di discarica, per la quale è richiesta l’autorizzazione di cui all’art. 6 dett. d)- cit. decreto . ( massima in banca dati Jus-Lex CELT ) .