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Timestamp: 2019-08-23 13:44:15+00:00
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I delitti contro la Pubblica Amministrazione | StudioPenalista.it
Codice Penale: Delitti contro la Pubblica Amministrazione
12 gennaio 2016 Codice Penale Avv. Marco Cesetti
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi.
Uso di carta di credito aziendale per ragioni private: è peculato, Cass. Penale, sez. VI, sentenza 3 ottobre 2013, n. 40954;
Uso del telefono dell’ufficio per fini privati? Sezioni Unite: è solo peculato d’uso, Cass. Penale, SS.UU., sentenza 22 maggio 2013, n. 19054.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 24 luglio 2007, n. 30154, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 21 maggio 2008, n. 20326, Cassazione Penale, sez. VI,sentenza 30 aprile 2008, n. 17616, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 26 agosto 2008, n. 34157, Cassazione Penale, sez. II, sentenza 15 maggio 2009, n. 20515, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 20 maggio 2009, n. 21165, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 18 giugno 2009, n. 25541, Cassazione Penale, SS.UU.,sentenza 6 ottobre 2009, n. 38691 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 15 gennaio 2010, n. 1938
(1) L’articolo è stato abrogato dall’art. 20, L. 26 aprile 1990, n. 86.
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 11 dicembre 2008, n. 45845
(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. a), L. 27 maggio 2015, n. 69.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 2 gennaio 2009, n. 12, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 28 gennaio 2009, n. 3869, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 3 marzo 2009, n. 9528, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 14 aprile 2009, n. 15690, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 19 ottobre 2009, n. 40502 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 19 luglio 2010, n. 28110
La condanna per il reato di cui agli articoli 314 e 317, 319 e 319 ter importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nondimeno, se per circostanze attenuanti viene inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, la condanna importa l’interdizione temporanea.
Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sè o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da uno a sei anni. (1)
(1) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. e), L. 27 maggio 2015, n. 69.
Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da sei a dieci anni.
Se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da sei a quattordici anni; se deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all’ergastolo, la pena è della reclusione da otto a venti anni. (1)
(1) Articolo così modificato dall’art. 1, comma 75, lett. h), L. 6 novembre 2012, n. 190 e, successivamente, dall’art. 1, comma 1, lett. g), L. 27 maggio 2015, n. 69.
L’intimidazione di esercitare attività legittime integra reato di induzione indebita, Cass. Penale, sez. VI, sentenza 21 marzo 2013, n. 13047.
2) a persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio nell’ambito di altri Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali ovvero al fine di ottenere o di mantenere un’attività economica finanziaria.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 30 luglio 2007, n. 30966, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 2 agosto 2007, n. 31692, Cassazione Penale, sez. II,sentenza 29 ottobre 2008, n. 40425, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 9 aprile 2009, n. 15549, Cassazione Penale, sez. I, sentenza 11 novembre 2009, n. 42894, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 4 dicembre 2009, n. 46830 e Cassazione Penale, sez. III, sentenza 9 dicembre 2009, n. 46855
Art. 322-quater
Riparazione pecuniaria (1)
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 7 novembre 2007, n. 40891, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 21 febbraio 2008, n. 7973, Cassazione Penale, sez. VI,sentenza 17 giugno 2008, n. 24663, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 19 giugno 2008, n. 25162, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 8 luglio 2008, n. 27936, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 1 ottobre 2008, n. 37354, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 25 giugno 2009, n. 25537, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 1 luglio 2009, n. 26699 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 8 febbraio 2010, n. 4979
Circostanze attenuanti (2)
Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 321, 322 e 322-bis, per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove dei reati e per l’individuazione degli altri responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità trasferite, la pena è diminuita da un terzo a due terzi. (1)
(1) Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. i), lett. a), L. 27 maggio 2015, n. 69.
(2) Rubrica così sostituita dall’art. 1, comma 1, lett. i), lett. b), L. 27 maggio 2015, n. 69.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 24 luglio 2007, n. 30148, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 30 luglio 2007, n. 30968, Cassazione Penale, sez. VI,sentenza 11 ottobre 2007, n. 37559 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 12 ottobre 2009, n. 39706
Medico obiettore di coscienza deve comunque assistere paziente dopo l’aborto, Cass. Penale, sez. VI, sentenza 2 aprile 2013, n. 14979.
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 15 settembre 2008, n. 35344, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 30 dicembre 2008, n. 48379 e Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 3 dicembre 2009, n. 46512
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 28 settembre 2009, n. 38119
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 1 ottobre 2007, n. 44287, Tribunale di Torre Annunziata, sentenza 9 novembre 2007 e Cassazione Penale, sez. VI,sentenza 15 gennaio 2008, n. 2168
Cfr. Cassazione penale, sez. II, sentenza 20 settembre 2007, n. 35178 e Tribunale di Montepulciano, sentenza 20 febbraio 2009, n. 74
Chiunque offende l’onore o il prestigio di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso, o di una pubblica autorità costituita in collegio, al cospetto del corpo, della rappresentanza o del collegio, è punito con la con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
Art. 343-bis.
Art. 346-bis.
Traffico di influenze illecite. (1)
Cfr. Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 6 settembre 2007, n. 34200, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 giugno 2008, n. 22144 e Cassazione Penale, sez. IV,sentenza 30 gennaio 2009, n. 4294
Cfr. Cassazione Penale, sez. III, sentenza 17 gennaio 2008, n. 2461 Vedi anche Simone Marani, Fermo amministrativo: custode usa l’auto? E’ violazione dei sigilli, nota a Cass. Pen., sez. III, sent. 18 luglio 2012, n. 28979.
abuso di ufficio concussione corruzione esercizio abusivo di professione interruzione di sevizio pubblico malversazione millantato credito minaccia a pubblico ufficiale oltraggio oltraggio a pubblico ufficiale peculato persona incaricata di pubblico servizio persone esercenti servizio di pubblica necessità pubblico ufficiale resistenza a pubblico ufficiale rifiuto atti di ufficio rivelazioni segreti violenza a pubblico ufficiale
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