Source: http://blog.studiosavia.com/
Timestamp: 2017-11-18 19:36:23+00:00
Document Index: 51319613

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 74', 'art. 74', 'art. 5', 'art. 25', 'art. 36', 'art. 40']

Studio Savia Blog | Il commercialista facileStudio Savia Blog | Il commercialista facile
Il regime dei minimi (detto anche “forfettino), in vigore dal 1/1/2008, viene istituito con la legge finanaziaria del 2008 (legge 244/2007) con la quale viene data la possibilità ai contribuenti (persone fisiche) di svolgere l’attività semplificando al massimo gli adempimenti relativi I contribuenti che aderiscono a questo regime non sono più
tenuti a versare l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali, l’IVA e l’IRAP.
Il nuovo regime prevede l’applicazione solo di un’imposta sostitutiva del 20 per cento (5% a partire dal 1/1/2012 per i contribuenti che rispettano alcuni nuovi requisiti di cui si tratta in appresso) sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi, spese sostenute, plusvalenze e minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione.
Ai contribuenti aderenti al regime dei minimi si applica il “principio di cassa” ovvero i ricavi ed i costi hanno rilevanza nel periodo d’imposta in cui vengono incassati o pagati, novità di rilievo per i redditi d’impresa che hanno sempre rilevato costi e ricavi in base al “principio di competenza”. Questo comporta un’immediata ed integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali.
– dall’applicazione degli studi di settore;
– dagli adempimenti IVA: niente versamenti, dichiarazioni, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri. Le fatture devono essere emesse senza l’addebito dell’IVA e l’imposta sugli acquisti non può essere detratta, trasformandosi così in un costo deducibile dal reddito. Ovviamente questo esige un’attenta analisi preventiva prima di aderire a questo regime. Il contribuente che acquista beni e li rivende a soggetti passivi IVA è obbligato a ricaricare i beni rivenduti del costo dell’IVA senza poter consentire all’acquirente la deducibilità della stessa e questo pone un limite importante; Esempio:
Acquisto bene a 100+ IVA 20; Totale costo 120. La cessione deve avvenire almeno a 120 per pareggiare il costo d’acquisto e tale importo diventa costo per l’acquirente. Ora, l’acquirente in regime normale IVA, preferirà acquistare il bene a 100 più IVA da un contribuente in regime normale anzichè da un contribuente che ha adottato il regime dei minimi in quanto il costo che andrà a sostenere è pari a 100 nel primo caso (acquisto da contribuente in regime normale) e a 120 nel secondo (contribente minimo). In buona sostanza il regime non è mai consigliabile ad esempio per i commercianti che rivendono beni ad utilizzatori professionali perchè normalmente questi perdono in termini di competitività almeno l’importo dell’IVA (che può variare dal 4% sino al 20%). Attenzione le fatture di importo superiore ad € 77,47 devono essere assoggettate all’imposta di bollo (€ 1,81)
– dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili e dall’invio degli elenchi
clienti e fornitori. Gli unici obblighi per i contribuenti minimi sono quelli relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, alla certificazione dei corrispettivi, e alla conservazione dei documenti emessi e ricevuti.
– in caso di acquisti intracomunitari i contribuenti minimi devono però versare l’IVA relativa al reverse charge conseguente all’acquisto intracomunitario e sono comunque soggetti alla presentazione dell’elenco INTRASTAT.
﻿Per esser contribuenti minimi occorre avere un volume d’affari inferiore a 30.000 euro ragguagliati ad anno.
Altra condizione è riferita al valore di acquisto di beni strumentali che non deve superare l’importo di 15.000 nei tre anni precedenti.
Le nuove condizioni stabilite a partire dal 2012 sono le seguenti:
a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’ artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
c) qualora venga proseguita un’attivita’ d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.
Sempre a partire dal 2012 sono ammessi al regime solo coloro i quali hanno iniziato l’attività dopo il 31/12/2007 e solo per i primi cinque anni d’attività od entro il compimento del 35esimo anno di età.
Una interessante nuova disposizione che è stata emanata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate solo il 23 dicembre 2011 è che i nuovi minimi possono evitare l’applicazione della ritenuta d’acconto semplicemente dichiarando al sostituto d’imposta che i redditi corrisposti sono soggetti ad imposta sostitutiva.
Esistono diverse attività che sono escluse dal regime dei minimi: ﻿Agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633/1972)
Vendita sali e tabacchi (art. 74, primo comma del D.P.R. n. 633/1972)
Commercio dei fiammiferi
Gestione di servizi di telefonia pubblica
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 (art. 74, sesto comma del D.P.R. n. 633/1972)
Agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter del D.P.R. n. 633/1972)
Agriturismo (art. 5, comma 2, della legge 413/1991)
Vendite a domicilio (art. 25-bis, comma 6, del D.P.R. n. 600/1973)
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione (art. 36 del D.L. n. 41/1995)
Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione (art. 40-bis del D.L. n. 41/1995)
La scelta del regime dei minimi deve essere attentamente valutata per non incorrere in sorprese durante lo svolgimento dell’attività o al momento della compilazione dalla dichiarazione dei redditi. Per questo il nostro studio è a tua completa disposizione per offrirti un parere gratuito in merito alla valutazione di convenienza, inoltre possiamo assisterti nell’inizio di attività e nella completa gestione contabile. Clicca qui per richiederci un preventivo ed approfondire le possibilità che ti vengono offerte dal nostro studio.
Pubblicato in Società	| Contrassegnato dei debiti e crediti o di alcuni di essi, nel conferimento d'azienda in una Società Srl, Possibilità di esclusione	| Commenti disabilitati su Conferimento azienda in Srl – Possibile escludere debiti e crediti
La Srl, società a responsabilità limitata è la più semplice delle societa cosidette di “capitali”.
la Srl è un tipo di società che permette di limitare la responsabilità per le obbligazioni della stessa al solo patrimonio della società senza che i beni dei soci possano essere coinvolti per garantire i debiti della stessa. Questo ovviamente dipende dalla corretta gestione della società e dalla sua autonomia patrimoniale.
Sovente si incorre in un grave errore: costituire una Srl e poi andare a rilasciare garanzie personali da parte dei soci o degli amministratori alle banche o ad altri creditori. Quanto sopra è assolutamente da evitare, se possibile, in caso contrario potrebbe essere utile analizzare altre tipologie di società.
La gestione della società non comporta grandi complicazioni e i benefici che si possono ottenere dalla costituzione di una Srl sono molteplici:
– la Srl può avere un unico socio
– la Srl sconta imposte in percentuale fissa indipendentemente dal reddito (da 1 euro a 100.000.000 sconta sempre la stessa aliquota.
– la Srl è una società che consente in modo piuttosto semplificato il passaggio della proprietà mediante la cessione di quote.
– La Srl è obbligata al deposito del bilancio che consente ai terzi con i quali si hanno dei rapporti di poter conoscere la situazione patrimoniale ed economica che, ovviamente se positive, sono un ottimo biglietto da visita per poter concludere ottimi affari
. La Srl può essere costituita con il versamento di un capitale sociale minimo (10.000 euro). Se la società ha più soci, all’atto della costituzione è sufficiente versare in un conto vincolato presso una banca solo 2.500 euro di capitale, mentre i restanti 7.500 dovranno essere versati su richiesta degli amministratori. Se la società è unipersonale il capitale deve essere versato interamente in un conto vincolato prima della costituzione. Dopo l’iscrizione della società nel registro delle imprese sarà possibile svincolare le somme.
I soci, con la Srl sono quindi responsabili solo per il loro apporto pari al capitale sociale (nelle società più piccole quindi 10.000 euro) ed il loro patrimonio non può essere aggredito dai creditori in caso di difficoltà della societa. Per questo occorre però che l’amministrazione sia corretta e vengano rispettate tutte le norme che regolano la società (convocazione assemblea senza indugio in caso di perdite che vadano ad intaccare il capitale della società, Corretta tenuta della contabilità, etc.) altrimenti i soci o coloro che hanno la carica di ammintratore potrebbero essere coinvolti, in caso di dissesto della società, personalmente ma mai come soci ma come amministratori per eventuali “azioni di responsabilità”.
– La Srl di piccole dimensioni non necessita di organi di controllo quali revisori contabili o Collegio sindacale, che sono obbligatori per tutte le altre forme di società di capitali, per cui anche i costi relativi sono evitati;
– Con le ultime modifiche la Srl può essere artigiana (quindi vantare ad esempio privilegi per i crediti vantati ottenendo il pagamento prima di altri creditori);
– La Srl consente anche di poter inquadrare contributivamente i soci lavoratori nelle gestioni commercianti od artigiani dell’INPS con un abbattimento delle aliquote, rispetto ad altri inquadramenti quali ad esempio la gestione separata;
– La Srl deve assolvere a diversi adempimenti cui altre forme di impresa non devono sottostare quali: Obbligo di contabilità ordinaria, obbligo del deposito del bilancio d’esercizio, obbligo della tenuta di libri sociali, obbligo della chiusura passando dalla fase di liquidazione.
– Maggiori oneri fissi quali: assoggettamento alla tassa di Concessione Governativa per la vidimazione dei libri sociali, un maggior onere per i diritti camerali annuali;
– Maggiori costi di gestione conseguenti al maggior numero di adempimenti (il nostro studio permette comunque di potersi permettere di avere un Srl con costi ridotti e per questo puoi visitare il nostro sito cliccando qui)
– In termini d’imposte occorre conseguire un reddito annuale superiore ad un certo limite per poter ottenere un beneficio (l’importo che determina il limite di cui sopra deve essere calcolato sulla base di una comparazione su dati effettivi ma, a titolo puramente indicativo, variano dai 35.000 ai 45.000 euro annui per socio)
Concludendo la Srl (Società a responsabilità limitata) è un’ottima forma societaria per iniziare un’attività che permette a chi possiede un patrimonio personale, aggredibile da parte di terzi, di limitare il rischio d’impresa al solo apporto nella società senza doversi preoccupare di rischiare tutti i propri beni.
Per approfondimenti operativi, gestionali e di consulenza puoi visitare il nostro sito cliccando qui.
Modello 730 Compilazione
Il modello 730 è compilabile, nella maggior parte dei casi, da parte di contribuenti che possiedono redditi da lavoro dipendente, di pensione od assimilato (es. Soci di coop., Sacerdoti della chiesa cattolica, lavoratori che percepiscono indennità sostitutive (mobilità), giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, Co.Co.Pro. etc.)
Possono utilizzare quindi il Mod. 730 i contribuenti che nel 2010 hanno percepito oltre a quelli sopra indicati:
– redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
– redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
– alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.
– entro il 2 maggio (in quanto il 30 aprile è sabato e il 1° maggio è festivo) se il modello è presentato al sostituto d’imposta;
– entro il 31 maggio se il modello è presentato al Caf o a un professionista abilitato.
Il modello 730 può essere compilato con diversi software gratuiti messi a disposizione su internet, in modo manuale utilizzando i moduli che trovate ai link qui sotto indicati oppure la compilazione può essere demandata ad uno studio professionale che si occuperà di analizzare e verificare la conformità della documentazione ed a risolvere tutti i problemi che può incontrare colui che deve occuparsi unicamente della propria dichiarazione. Il nostro studio offre un servizio on line che permette di risolvere ogni problematica a prezzi contenutissimi. Per info e prezzi puoi cliccare qui.
Istruzioni Modello 730/2011
Pubblicato in Irpef	| Lascia un commento
Modello intrastat o elenco intrastat
Il modello intrastat deve essere presentato, da parte dei soggetti IVA, eslusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle dogane od a quella delle Entrate con cadenza mensile o trimestrale (volumi superiori od inferiori a 50.000 euro/anno) e si riferisce agli acquisti o cessioni di beni, acquisti o prestazioni di servizi effettuati con operatori intracomunitari (ovvero domiciliati nei territori dell’Area Schengen.
Non esistono esenzioni per alcun importo minimo.
Attenzione dal 28/2/2011 occorrerà verificare, per poter effettuare operazioni intracomunitarie, se si è inseriti nell’archivio dei soggetti autorizzati ad effettuare le stesse oppure no, nel cui caso occorrerà presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate. Chirichiede la partita IVA dovrà ricordarsi di comunicarlo in sede di comunicazione d’inizio attività (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 29 dicembre 2010, Prot. n. 2010/188381)
Operatori mensili: Entro il giorno 25 del mese successivo per le operazioni del mese precedente
Operatori trimestrali: Entro il giorno 25 del trimestre successivo per le operazioni del mese precedente
Decreto-legge del 30 agosto 1993 n. 331
Modelli ed istruzioni
1) Adesione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Dogane od a quella delle Entrate.
2) Utilizzo di programmi messi a disposizione dalle Agenzie: intraweb stand alone o procedure on line
I nostri servizi INTRASTAT
Pubblicato in IVA	| Lascia un commento
Il blog dello studio Savia ha lo scopo di comunicare in termini, il più semplificati possibile, alcune novità, d’interesse comune ai navigatori, in materia fiscale, societaria, contabile. Non abbiamo la presunzione di sostituirci agli organi d’informazione e neppure ai tanti teorici del fisco e delle materie “commercialistiche” ma il nostro scopo è quello di semplificare gli adempimenti elencando in maniera pratica cosa occorre fare per assolvere ai vari obblighi di legge.