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Timestamp: 2019-10-24 01:39:09+00:00
Document Index: 19750389

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ROCCA DI CESENA 03.09.1944
Località Rocca di Cesena, sferisterio, Cesena, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna
Descrizione: Nella seconda metà di agosto del 1944 le Brigate nere riuscirono, grazie alla collaborazione di alcuni delatori, tra cui un ex partigiano catturato (secondo alcuni testimoni poteva trattarsi di un infiltrato), a individuare un gruppo di marinai disertori che volevano unirsi alle formazioni partigiane (uccisi a Ponte Ruffio: v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e numerosi membri dei Gap della zona di Cesenatico (FC). Nei giorni attorno al 20 agosto 1944 i fascisti arrestarono Urbano e Gino Sintoni nella loro abitazione di Villalta di Cesenatico. Sebastiano Sacchetti, Oberdan Trombetti, Gino Quadrelli e Gino Cecchini furono catturati nella casa di quest’ultimo a Bagnarola di Cesenatico: i quattro uomini erano fra i responsabili dell’affondamento di due barconi nel porto canale di Cesenatico, risalente al luglio 1944, congegnato ed attuato per evitare che i nazisti prendessero i barconi e li affondassero all’entrata del porto con lo scopo di impedire agli Alleati l’ingresso a Cesenatico. Urbano Fusconi fu invece catturato a San Giorgio (FC) il 22 agosto 1944, quando i fascisti irruppero a casa del colono Colombo Barducci dove si era da poco conclusa una riunione di antifascisti tra cui il responsabile del Cln di Cesena Ernesto Barbieri (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944): Fusconi riuscì a fuggire e a nascondersi, ma fu trovato e arrestato. Tra gli arrestati di quei giorni vi erano anche Adamo Argangeli, Dino Ricci, Dario e Clara Sintoni, fratello e sorella di Gino e Urbano, Iris Casadio, cognata dei Sintoni. Antonio Sintoni, marito di Iris e fratello di Gino e Urbano riuscì a fuggire. In una relazione del settembre 1944 per il capo della provincia di Forlì stesa dal segretario del Fascio di Cesena Guido Garaffoni, alla testa delle Brigate nere nelle operazioni di agosto 1944, si nominano tra gli arrestati grazie alle delazioni Maria Di Lorenzo, Afra Montanari, Giovanna Brandolini, Giuseppina Manuzzi, Pia Battistini, Mario Lumini, Giulio Pellicciari, Quinta Buccelli, Ester Buccelli, Armando Faraoni, Elmo Farnedi, Romeo Motta deportati in Germania.
Estremi e note penali: Sulla banda Garaffoni, e sul suo operato che danneggiava la Rsi in termini di consenso, fu avviata un’inchiesta interna alla Repubblica sociale affidata al battaglione Venezia Giulia della Gnr di stanza a Cesena (anch’esso non privo di responsabilità per rastrellamenti e violenze). Nonostante il giudizio negativo emerso la banda Garaffoni continuò ad operare a Cesena forse con la protezione dei tedeschi. Negli ultimi mesi della Rsi i brigatisti neri di Cesena, come numerosi altri dell’Emilia-Romagna, si trasferirono a Fara Vicentina e a Thiene in provincia di Vicenza e qui furono arrestati e rinchiusi nelle carceri di Thiene dopo la fine della guerra. Nel maggio 1945 una squadra di partigiani forlivesi si recò a Thiene, prelevò dal carcere diversi brigatisti neri attivi nella zona di Forlì e Cesena, tra cui Garaffoni, e li uccise per vendetta a Covolo e ad Arsiero (VI).
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Belli Agostino (nato a Cesena il 25/08/1903), Matassoni Bruno (nato a Cesena il 20/04/1897), Strada Nello (nato a Cesena il 10/02/1907), Briganti Urbano (nato a Cesena l’08/05/1897), Tafani Amos (nato a Rocca Strada (GR) il 31/12/1914) e Verani Ezio (nato a Cesena il 07/10/1903), tutti fascisti delle Brigate nere di Cesena, imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca, l’eccidio di Ponte Ruffio (FC) (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio (FC) (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati solo Belli e Briganti. Con sentenza del 04/01/1947, per l’episodio specifico della Rocca, il primo fu assolto per non aver commesso il fatto (ma fu condannato per l’eccidio di Ponte Ruffio a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena) e il secondo per insufficienza di prove. Per quanto riguarda il collaborazionismo il reato fu dichiarato estinto per amnistia. Degli altri imputati, per i fatti loro contestati, Matassoni fu giudicato colpevole per Ponte Ruffio e condannato a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena, Tafani per San Giorgio all’ergastolo sostituito con trent’anni di reclusione, Strada e Verani furono assolti per non aver commesso il fatto. La Cassazione il 10/11/1948 annullò la sentenza contro Belli, Matassoni e Tafani e quella del 27/02/1947 contro Valzania Attilio per mancanza di motivazione e rinviò gli atti alla Corte d’Assise di Perugia per nuovo esame.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Battistini Augusto (nato a Cesena il 14/08/1900), Calboli Giovanni (nato a Bertinoro (FC) il 16/06/1911), Guerrini Vincenzo (nato a Torre dei Passeri (PE) il 22/02/1920, residente a Cesena), Mazzocchi Mario (nato a Cesena il 24/03/1910), Pieri Emilio (nato in Lussemburgo il 16/04/1907, residente a Cesena), Valentini Marino (nato a Cesena il 16/10/1910, processato in contumacia), tutti accusati, fra l’altro, della strage del 03/09/1944; Mazzocchi e Battistini anche di aver partecipato agli arresti degli uomini uccisi e di altri. Con loro furono processati Drudi Primo (nato a Montiano (FC) il 30/01/1889) e Foschi Primo (nato a Cesena il 26/06/1897), accusati di aver partecipato agli arresti di alcuni dei partigiani uccisi a Cesena allo sferisterio il 03/09/1944. Inoltre fu processato Fariselli Giordano (nato a Cesenatico (FC) il 29/10/1912) per collaborazionismo e delazione. Tutti gli imputati, ad eccezione di Fariselli (ex partigiano catturato e sfruttato per le sue informazioni come delatore) erano fascisti repubblicani. Furono tutti imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca del 03/09/1944, il rastrellamento e le uccisioni di Bagnile e Martorano (v. Episodi di Bagnile (FC) e Martorano (FC), 29 aprile 1944), l’eccidio di Ponte Ruffio del 18/08/1944 (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio del 22/08/1944 (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati Battistini, Calboli, Guerrini, Mazzocchi, Valentini, Pieri. Battistini, nel primo interrogatorio dopo il suo arresto da parte dei carabinieri di Cesena il 30 giugno 1945, ammise di essere stato presente alle uccisioni dello sferisterio e di aver bruciato la corda con la quale erano state legate le vittime, che gli fu consegna dal fascista repubblicano Aldo Sibirani. In quello e in interrogatori successivi parlò anche della strage di Ponte Ruffio e dell’uccisione di Barbieri e Barducci facendo i nomi di altri fascisti presenti, tra cui gli altri imputati e il segretario del fascio di Cesena Guido Garaffoni. Con sentenza del 10/01/1947, per il fatto specifico dello sferisterio, Battistini fu ritenuto colpevole e condannato all’ergastolo (fu condannato anche per l’uccisione di Barbieri e Barducci e per le uccisioni di Ponte Ruffio, oltre che per collaborazionismo, saccheggio e devastazione). Gli altri imputati furono condannati per l’eccidio di Ponte Ruffio, tranne Primo Foschi che fu assolto dalle accuse di omicidio per insufficienza di prove. Per tutti la Corte dichiarò di non doversi procedere per collaborazionismo e per gli altri reati rientranti sotto la definizione di collaborazionismo per intervenuta amnistia. I condannati presentarono ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione nel 1948 dichiarò che il procedimento contro Battistini, Calboli, Foschi, Drudi, Fariselli, Guerrini, Valentini, Mazzocchi e Pieri dovesse essere unito a quello contro Battistini, Aldo Sibirani e Guido Garaffoni celebrato sempre davanti alla Corte d’Assise di Forlì e annullò la sentenza del 10/01/1947 per nullità del dibattimento, per irregolare costituzione del contraddittorio. Annullò inoltre la sentenza del 30/01/1947 contro Battistini, Sibirani e Garaffoni per mancanza di motivazione e rinviò entrambi i procedimenti alla Corte d’Assise di Perugia per un nuovo esame.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise di Perugia conclusosi nel 1948 contro 19 fascisti, accusati di collaborazionismo e altri reati tra cui le uccisioni della Rocca di Cesena, il rastrellamento di Ronta e Martorano (v. Episodi di Bagnile e Martorano (FC), 29 aprile 1944), la strage di Ponte Ruffio (FC) (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944), le uccisioni di San Giorgio (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Battistini fu condannato a 24 anni di reclusione, 16 dei quali furono condonati. Fu scarcerato nel 1952. Non conosciamo nel dettaglio le decisioni della Corte relativamente agli altri imputati.
Annotazioni: Secondo la lettera del capo della provincia di Forlì al ministero dell’Interno del 14 settembre 1944, conservata in ACS, MI, Gabinetto RSI, la fucilazione sarebbe avvenuta il 4 settembre 1944 anziché il 3. Anche la lapide collocata a Cesenatico indica il 4 settembre come data della fucilazione allo sferisterio. Probabilmente la fucilazione avvenne nella notte fra il 3 e il 4 settembre 1944.
- Episodio di Ponte Ruffio, (FC), 18 agosto 1944.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-30 21:23:05
- Arcangeli Adamo, nato a Cesenatico (FC) il 18/02/1920. Fu arrestato come renitente alla leva e rinchiuso nella Rocca Malatestiana di Cesena. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 01/04/1944 al 03/09/1944.
- Cecchini Gino, nato a Cesenatico (FC) il 10/10/1911, barbiere. La sua casa e la sua bottega fungevano da base partigiana e luogo di incontro per i membri della Resistenza. Partecipò con altri all’operazione per affondare due barconi nel porto canale di Cesenatico il 22/07/1944 per impedire ai tedeschi di utilizzarli per sbarrare l’accesso al porto in caso di sbarco alleato. Fu arrestato con Gino Quadrelli, Oberdan Trombetti e Sebastiano Sacchetti dalle Brigate nere in seguito ad una delazione. Fu rinchiuso alla Rocca Malatestiana di Cesena e torturato. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 01/01/1944 al 04/09/1944.
- Fusconi Urbano, nato a Cesena (FC) il 17/06/1923, meccanico. Arrestato dai fascisti in seguito ad una delazione, fu rinchiuso nella Rocca Malatestiana di Cesena. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 28/01/1944 al 03/09/1944.
- Quadrelli Gino, nato a Rimini il 26/04/1913, residente a Cesenatico (FC), marinaio. Partecipò con altri all’operazione per affondare due barconi nel porto canale di Cesenatico il 22/07/1944 per impedire ai tedeschi di utilizzarli per sbarrare l’accesso al porto in caso di sbarco alleato. Fu arrestato con Gino Cecchini, Oberdan Trombetti e Sebastiano Sacchetti dalle Brigate nere in seguito ad una delazione. Fu rinchiuso alla Rocca Malatestiana di Cesena e torturato. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 01/10/1943 al 04/09/1944.
- Sacchetti Sebastiano, nato a Cesenatico (FC) il 30/09/1912, operaio. Partecipò con altri all’operazione per affondare due barconi nel porto canale di Cesenatico il 22/07/1944 per impedire ai tedeschi di utilizzarli per sbarrare l’accesso al porto in caso di sbarco alleato. Fu arrestato con Gino Quadrelli, Gino Cecchini e Oberdan Trombetti dalle Brigate nere in seguito ad una delazione. Fu rinchiuso alla Rocca Malatestiana di Cesena e torturato. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 01/02/1944 al 04/09/1944.
- Sintoni Gino, nato a Cesena (FC) il 12/01/1912, colono. Fratello di Urbano. Gino e il fratello Urbano furono arrestati dai fascisti in seguito ad una delazione e rinchiusi nella Rocca Malatestiana di Cesena. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 01/01/1944 al 03/09/1944.
- Sintoni Urbano, nato a Cesena (FC) il 23/11/1907, manovale. Fratello di Gino. Urbano e il fratello Gino furono arrestati dai fascisti in seguito ad una delazione e rinchiusi nella Rocca Malatestiana di Cesena. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 15/01/1944 al 04/09/1944.
- Trombetti Oberdan, nato a Bologna il 06/01/1909, responsabile di una squadra Gap. Partecipò con altri all’operazione per affondare due barconi nel porto canale di Cesenatico il 22/07/1944 per impedire ai tedeschi di utilizzarli per sbarrare l’accesso al porto in caso di sbarco alleato. Fu arrestato con Gino Quadrelli, Gino Cecchini e Sebastiano Sacchetti dalle Brigate nere in seguito ad una delazione. Fu rinchiuso alla Rocca Malatestiana di Cesena e torturato. Riconosciuto partigiano della 29ª brigata Gap dal 15/04/1944 al 03/09/1944.
- Arcangeli Adamo,
- Cecchini Gino,
- Fusconi Urbano,
- Quadrelli Gino,
- Sacchetti Sebastiano,
- Sintoni Gino,
- Sintoni Urbano,
- Trombetti Oberdan
Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Belli Agostino (nato a Cesena il 25/08/1903), Matassoni Bruno (nato a Cesena il 20/04/1897), Strada Nello (nato a Cesena il 10/02/1907), Briganti Urbano (nato a Cesena l’08/05/1897), Tafani Amos (nato a Rocca Strada (GR) il 31/12/1914) e Verani Ezio (nato a Cesena il 07/10/1903), tutti fascisti delle Brigate nere di Cesena, imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca, l’eccidio di Ponte Ruffio (FC) (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio (FC) (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati solo Belli e Briganti. Con sentenza del 04/01/1947, per l’episodio specifico della Rocca, il primo fu assolto per non aver commesso il fatto (ma fu condannato per l’eccidio di Ponte Ruffio a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena) e il secondo per insufficienza di prove. Per quanto riguarda il collaborazionismo il reato fu dichiarato estinto per amnistia. Degli altri imputati, per i fatti loro contestati, Matassoni fu giudicato colpevole per Ponte Ruffio e condannato a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena, Tafani per San Giorgio all’ergastolo sostituito con trent’anni di reclusione, Strada e Verani furono assolti per non aver commesso il fatto. La Cassazione il 10/11/1948 annullò la sentenza contro Belli, Matassoni e Tafani e quella del 27/02/1947 contro Valzania Attilio per mancanza di motivazione e rinviò gli atti alla Corte d’Assise di Perugia per nuovo esame. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Battistini Augusto (nato a Cesena il 14/08/1900), Calboli Giovanni (nato a Bertinoro (FC) il 16/06/1911), Guerrini Vincenzo (nato a Torre dei Passeri (PE) il 22/02/1920, residente a Cesena), Mazzocchi Mario (nato a Cesena il 24/03/1910), Pieri Emilio (nato in Lussemburgo il 16/04/1907, residente a Cesena), Valentini Marino (nato a Cesena il 16/10/1910, processato in contumacia), tutti accusati, fra l’altro, della strage del 03/09/1944; Mazzocchi e Battistini anche di aver partecipato agli arresti degli uomini uccisi e di altri. Con loro furono processati Drudi Primo (nato a Montiano (FC) il 30/01/1889) e Foschi Primo (nato a Cesena il 26/06/1897), accusati di aver partecipato agli arresti di alcuni dei partigiani uccisi a Cesena allo sferisterio il 03/09/1944. Inoltre fu processato Fariselli Giordano (nato a Cesenatico (FC) il 29/10/1912) per collaborazionismo e delazione. Tutti gli imputati, ad eccezione di Fariselli (ex partigiano catturato e sfruttato per le sue informazioni come delatore) erano fascisti repubblicani. Furono tutti imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca del 03/09/1944, il rastrellamento e le uccisioni di Bagnile e Martorano (v. Episodi di Bagnile (FC) e Martorano (FC), 29 aprile 1944), l’eccidio di Ponte Ruffio del 18/08/1944 (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio del 22/08/1944 (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati Battistini, Calboli, Guerrini, Mazzocchi, Valentini, Pieri. Battistini, nel primo interrogatorio dopo il suo arresto da parte dei carabinieri di Cesena il 30 giugno 1945, ammise di essere stato presente alle uccisioni dello sferisterio e di aver bruciato la corda con la quale erano state legate le vittime, che gli fu consegna dal fascista repubblicano Aldo Sibirani. In quello e in interrogatori successivi parlò anche della strage di Ponte Ruffio e dell’uccisione di Barbieri e Barducci facendo i nomi di altri fascisti presenti, tra cui gli altri imputati e il segretario del fascio di Cesena Guido Garaffoni. Con sentenza del 10/01/1947, per il fatto specifico dello sferisterio, Battistini fu ritenuto colpevole e condannato all’ergastolo (fu condannato anche per l’uccisione di Barbieri e Barducci e per le uccisioni di Ponte Ruffio, oltre che per collaborazionismo, saccheggio e devastazione). Gli altri imputati furono condannati per l’eccidio di Ponte Ruffio, tranne Primo Foschi che fu assolto dalle accuse di omicidio per insufficienza di prove. Per tutti la Corte dichiarò di non doversi procedere per collaborazionismo e per gli altri reati rientranti sotto la definizione di collaborazionismo per intervenuta amnistia. I condannati presentarono ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione nel 1948 dichiarò che il procedimento contro Battistini, Calboli, Foschi, Drudi, Fariselli, Guerrini, Valentini, Mazzocchi e Pieri dovesse essere unito a quello contro Battistini, Aldo Sibirani e Guido Garaffoni celebrato sempre davanti alla Corte d’Assise di Forlì e annullò la sentenza del 10/01/1947 per nullità del dibattimento, per irregolare costituzione del contraddittorio. Annullò inoltre la sentenza del 30/01/1947 contro Battistini, Sibirani e Garaffoni per mancanza di motivazione e rinviò entrambi i procedimenti alla Corte d’Assise di Perugia per un nuovo esame. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise di Perugia conclusosi nel 1948 contro 19 fascisti, accusati di collaborazionismo e altri reati tra cui le uccisioni della Rocca di Cesena, il rastrellamento di Ronta e Martorano (v. Episodi di Bagnile e Martorano (FC), 29 aprile 1944), la strage di Ponte Ruffio (FC) (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944), le uccisioni di San Giorgio (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Battistini fu condannato a 24 anni di reclusione, 16 dei quali furono condonati. Fu scarcerato nel 1952. Non conosciamo nel dettaglio le decisioni della Corte relativamente agli altri imputati.
Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Belli Agostino (nato a Cesena il 25/08/1903), Matassoni Bruno (nato a Cesena il 20/04/1897), Strada Nello (nato a Cesena il 10/02/1907), Briganti Urbano (nato a Cesena l’08/05/1897), Tafani Amos (nato a Rocca Strada (GR) il 31/12/1914) e Verani Ezio (nato a Cesena il 07/10/1903), tutti fascisti delle Brigate nere di Cesena, imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca, l’eccidio di Ponte Ruffio (FC) (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio (FC) (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati solo Belli e Briganti. Con sentenza del 04/01/1947, per l’episodio specifico della Rocca, il primo fu assolto per non aver commesso il fatto (ma fu condannato per l’eccidio di Ponte Ruffio a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena) e il secondo per insufficienza di prove. Per quanto riguarda il collaborazionismo il reato fu dichiarato estinto per amnistia. Degli altri imputati, per i fatti loro contestati, Matassoni fu giudicato colpevole per Ponte Ruffio e condannato a trent’anni di reclusione con il condono di un terzo della pena, Tafani per San Giorgio all’ergastolo sostituito con trent’anni di reclusione, Strada e Verani furono assolti per non aver commesso il fatto. La Cassazione il 10/11/1948 annullò la sentenza contro Belli, Matassoni e Tafani e quella del 27/02/1947 contro Valzania Attilio per mancanza di motivazione e rinviò gli atti alla Corte d’Assise di Perugia per nuovo esame.
Ezio Verani
Cognome Verani
Giovanni Calboli
Cognome Calboli
Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Battistini Augusto (nato a Cesena il 14/08/1900), Calboli Giovanni (nato a Bertinoro (FC) il 16/06/1911), Guerrini Vincenzo (nato a Torre dei Passeri (PE) il 22/02/1920, residente a Cesena), Mazzocchi Mario (nato a Cesena il 24/03/1910), Pieri Emilio (nato in Lussemburgo il 16/04/1907, residente a Cesena), Valentini Marino (nato a Cesena il 16/10/1910, processato in contumacia), tutti accusati, fra l’altro, della strage del 03/09/1944; Mazzocchi e Battistini anche di aver partecipato agli arresti degli uomini uccisi e di altri. Con loro furono processati Drudi Primo (nato a Montiano (FC) il 30/01/1889) e Foschi Primo (nato a Cesena il 26/06/1897), accusati di aver partecipato agli arresti di alcuni dei partigiani uccisi a Cesena allo sferisterio il 03/09/1944. Inoltre fu processato Fariselli Giordano (nato a Cesenatico (FC) il 29/10/1912) per collaborazionismo e delazione. Tutti gli imputati, ad eccezione di Fariselli (ex partigiano catturato e sfruttato per le sue informazioni come delatore) erano fascisti repubblicani. Furono tutti imputati per collaborazionismo e per vari reati, tra cui le uccisioni dello sferisterio della Rocca del 03/09/1944, il rastrellamento e le uccisioni di Bagnile e Martorano (v. Episodi di Bagnile (FC) e Martorano (FC), 29 aprile 1944), l’eccidio di Ponte Ruffio del 18/08/1944 (v. Episodio di Ponte Ruffio (FC), 18 agosto 1944) e l’eccidio di San Giorgio del 22/08/1944 (v. Episodio di San Giorgio (FC), 22 agosto 1944). Non a tutti gli imputati furono contestati i medesimi capi di imputazione: per l’eccidio del 03/09/1944 nella Rocca Malatestiana di Cesena furono accusati Battistini, Calboli, Guerrini, Mazzocchi, Valentini, Pieri. Battistini, nel primo interrogatorio dopo il suo arresto da parte dei carabinieri di Cesena il 30 giugno 1945, ammise di essere stato presente alle uccisioni dello sferisterio e di aver bruciato la corda con la quale erano state legate le vittime, che gli fu consegna dal fascista repubblicano Aldo Sibirani. In quello e in interrogatori successivi parlò anche della strage di Ponte Ruffio e dell’uccisione di Barbieri e Barducci facendo i nomi di altri fascisti presenti, tra cui gli altri imputati e il segretario del fascio di Cesena Guido Garaffoni. Con sentenza del 10/01/1947, per il fatto specifico dello sferisterio, Battistini fu ritenuto colpevole e condannato all’ergastolo (fu condannato anche per l’uccisione di Barbieri e Barducci e per le uccisioni di Ponte Ruffio, oltre che per collaborazionismo, saccheggio e devastazione). Gli altri imputati furono condannati per l’eccidio di Ponte Ruffio, tranne Primo Foschi che fu assolto dalle accuse di omicidio per insufficienza di prove. Per tutti la Corte dichiarò di non doversi procedere per collaborazionismo e per gli altri reati rientranti sotto la definizione di collaborazionismo per intervenuta amnistia. I condannati presentarono ricorso in Cassazione. La Corte di Cassazione nel 1948 dichiarò che il procedimento contro Battistini, Calboli, Foschi, Drudi, Fariselli, Guerrini, Valentini, Mazzocchi e Pieri dovesse essere unito a quello contro Battistini, Aldo Sibirani e Guido Garaffoni celebrato sempre davanti alla Corte d’Assise di Forlì e annullò la sentenza del 10/01/1947 per nullità del dibattimento, per irregolare costituzione del contraddittorio. Annullò inoltre la sentenza del 30/01/1947 contro Battistini, Sibirani e Garaffoni per mancanza di motivazione e rinviò entrambi i procedimenti alla Corte d’Assise di Perugia per un nuovo esame.
Cognome Mazzocchi
Nello Strada
Cognome Strada
Cognome Briganti
Descrizione: Strade sono intitolate a Arcangeli, Quadrelli e ai fratelli Sintoni.
Descrizione: Una via è intitolata ai fratelli Sintoni.
lapide a Cesena, sferisterio della Rocca Malatestiana (pressi di via Cia degli Ubaldini)
Ubicazione: Cesena, sferisterio della Rocca Malatestiana (pressi di via Cia degli Ubaldini)
Descrizione: Lapide che ricorda gli avvenimenti del 03/09/1944.
Descrizione: Nel lapidario dedicato ai martiri della Resistenza sono ricordati i fucilati allo sferisterio il 03/09/1944.
lapide a Cesenatico (FC), cimitero
Ubicazione: Cesenatico (FC), cimitero
Descrizione: Sacrario dei caduti partigiani; compaiono i fucilati allo sferisterio il 03/09/1944 tranne Trombetti Oberdan.
Descrizione: Lapide che ricorda i caduti di Ronta nel 1943-1944; vi compare Urbano Fusconi.
Descrizione: Lapide che ricorda i «compagni» caduti nel 1943-44; vi compare Urbano Fusconi.
- Vladimiro Flamigni, Massimo Lodovici, Mario Proli (a cura di), Luoghi e memorie. Guida per riconoscere segni e testimonianze della Resistenza e della lotta di Liberazione nel Forlivese e nel Cesenate, Comune di Forlì, Comune di Cesena, Provincia di Forlì-Cesena, Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria, Comitato per le celebrazioni del sessantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione Regione Emilia-Romagna, Forlì, 2005, pp. 62-63.
- Adler Raffaelli, Guerra e Liberazione. Romagna 1943-1945, vol. II, Epigrafia, Comitato regionale per le celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza e della Liberazione Emilia-Romagna, Bologna, 1995, pp. 112, 117-118, 134.
- ACS, Gabinetto RSI (1943-1945), b. 20, cat. K16, fasc. 418 K16/34, lettera del capo della provincia di Forlì al Gabinetto del ministero dell’Interno e alla Direzione generale di PS, 14/09/1944, Esecuzioni capitali.
- AISRFC, Eccidi, b. 10, fasc. Cesena 3 settembre 1944.
- Tribunale di Forlì, Sezione, Penale, Sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Forlì (1945-1947), vol. 1946-47, sentenze nn. 1/47, 2/47.