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Timestamp: 2018-06-24 16:55:18+00:00
Document Index: 77442579

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 360', 'art. 1223', 'art. 1223', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

28/04/2018 free
E' confermata la esclusione della validità del consenso prestato verbalmente.
La Corte ha escluso la validità del consenso prestato verbalmente affermando, con orientamento al quale intende dare seguito, che: "In tema di attività medico-chirurgica, il medico viene meno all'obbligo di fornire idonea ed esaustiva informazione al paziente, al fine di acquisirne un valido consenso, non solo quando omette del tutto di riferirgli della natura della cura prospettata, dei relativi rischi e delle possibilità di successo, ma anche quando ne acquisisca con modalità improprie il consenso, sicchè non può ritenersi validamente prestato il consenso espresso oralmente dal paziente".
Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 22-12-2017) 23-03-2018, n. 7248
P.G., C.A., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA ELEONORA DUSE N. 35, presso lo studio dell'avvocato MARCO ALDO CORSARO, che li rappresenta e difende giusta procura speciale a margine del ricorso;
GENERALI ITALIA SPA, già TORO ASSICURAZIONI SPA a mezzo della propria mandataria e rappresentante GENERALI BUSINESS SOLUTIONS, in persona dei procuratori speciali C.P. e P.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE FERRARI 35, presso lo studio dell'avvocato MARCO VINCENTI, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato FRANCESCO ZUCCARELLO giusta procura speciale in calce al controricorso;
FALLIMENTO I.C., CASA DI CURA (OMISSIS) SDF DI D.F. E L., LIGURIA ASSICURAZIONI SPA;
CURATERA DEL FALLIMENTO I. in persona del Curatore pro tempore Avv. F.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PO, 25, presso lo studio dell'avvocato ALFREDO SAMENGO (STUDIO PESSI), rappresentato e difeso dall'avvocato GIOVANNI INGRASCI' giusta procura speciale a margine del controricorso e ricorso incidentale;
avverso la sentenza n. 1067/2013 della CORTE D'APPELLO di CATANIA, depositata il 27/05/2013;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FRESA Mario, che ha concluso per l'inammissibilità e in subordine rigetto del ricorso principale, assorbimento del ricorso incidentale condizionato, inammissibilità e in subordine rigetto del ricorso incidentale non condizionato;
Con il primo motivo, proposto ex art. 360, n. 3, in relazione agli artt. 2, 13 e 32 Cost., e art. 1223 c.c., i ricorrenti deducono la violazione delle norme sul consenso informato: assumono, al riguardo, che pacifica l'assenza di informazioni fornite alla paziente sui rischi connessi al trattamento terapeutico intrapreso, la Corte d'Appello aveva reso, sulla specifica doglianza ed in presenza di circostanziata domanda, una motivazione ambigua, meramente fondata sull'esclusione che dall'omessa informazione fossero derivate le drammatiche conseguenze verificatesi, ascrivendole ad un "evento anomalo".
Con la prima censura, i ricorrenti, con chiaro riferimento al passaggio motivazionale della Corte d'Appello che (pag. 12) esclude sia il risarcimento del danno "in se" per la mancata acquisizione del consenso, sia l'esistenza del danno conseguente alla omessa informazione dei possibili rischi collegati (nel caso specifico) alla induzione farmacologica del parto, lamentano la violazione degli artt. 2, 13 e 32 Cost., e dell'art. 1223 c.c.: al riguardo, precisato che la domanda era stata espressamente proposta in relazione ad entrambe le fattispecie (cfr. pag. 3 del ricorso, primo punto; pag. 11 della sentenza di primo grado; pag. 12 della sentenza impugnata sopra richiamata che ha respinto la domanda sul punto), si rileva che la Corte di Catania, pur statuendo che non era stata fornita adeguata informazione sui rischi esistenti nè era stato acquisito un valido consenso della paziente in ordine alla terapia farmacologico/induttiva alla quale sarebbe stata sottoposta (pag. 9-10 ed 11 della sentenza impugnata), ha escluso, in relazione alla specifica domanda, la sussistenza della violazione del diritto all'autodeterminazione come fattispecie autonoma, nonchè l'esistenza del nesso etiologico fra il trattamento cui C.A. era stata sottoposta (senza consenso) e la vicenda patologica che si era successivamente sviluppata.
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