Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/634
Timestamp: 2018-05-28 10:00:37+00:00
Document Index: 183265543

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'art. 99', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 634', 'art. 382', 'art. 186', 'art. 633', 'art. 634', 'art. 186', 'art. 633', 'art. 634', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 9', 'art. 634', 'art. 9']

I. Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.
II. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seguenti del codice civile, purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture.
Fallimento - Revoca della dichiarazione di fallimento - Opposizione allo stato passivo - Improcedibilità.
La sopravvenuta revoca della dichiarazione di fallimento, passata in giudicato, rende improcedibile il giudizio di opposizione allo stato passivo, attesa la natura endofallimentare di detto giudizio, inteso all'accertamento del credito con effetti limitati al concorso allo stato passivo.
["la legge fallimentare … ha inteso strutturare il giudizio di opposizione allo stato passivo come un procedimento strettamente connesso alla procedura fallimentare, inteso ad accertare il credito ai soli fini dell'ammissione al passivo, come chiaramente evincibile alla stregua dell'espressa disposizione di cui all'art. 96, u.c. L. Fall., che dispone che il decreto che rende esecutivo lo stato passivo e le decisioni assunte all'esito dei giudizi di cui all'art. 99 L. Fall. producono effetti soltanto ai fini del concorso, così rendendo palese l'inscindibile collegamento tra il procedimento fallimentare e l'accertamento del passivo che ivi si compie.
E la bontà della tesi assunta si coglie chiaramente, come evidenziato dalla difesa dei ricorrenti, nel disposto di cui all'art. 120, u.c. L. Fall., che prevede che il decreto o la sentenza con la quale il credito è stato ammesso al passivo costituisce prova scritta per gli effetti di cui all'art. 634 c.p.c.
Ne consegue che il creditore, che intenda agire nei confronti del debitore tornato in bonis, dovrà munirsi di un titolo esecutivo, potendo avvalersi della pronuncia di ammissione al passivo solo come prova scritta, ai fini del conseguimento del decreto ingiuntivo, così chiaramente rimanendo preclusa all'accertamento del credito effettuato nella procedura fallimentare la piena efficacia ultrafallimentare.
Su dette basi si giustifica il convincimento dello stretto ed ineludibile rapporto tra il giudizio di opposizione al passivo e la procedura fallimentare, sì da dover concludere per l'improcedibilità del primo a ragione della revoca del fallimento, passata in giudicato.
Nè rileva il fatto che non vi sia stata anche la chiusura del fallimento, che si pone quale fase di appendice conseguente alla revoca, che ha già pertanto esplicato i suoi effetti sul giudizio di opposizione allo stato passivo, nè possono incidere sull'effetto processuale che si è così determinato in relazione al procedimento fallimentare ormai definito con la revoca la nuova istanza di fallimento e la nuova domanda di ammissione al concordato preventivo.
Deve pertanto conclusivamente pronunciarsi la cassazione senza rinvio della pronuncia impugnata ai sensi dell'art. 382, comma 3 ultima parte, L. Fall., sulla base del seguente principio di diritto: La sopravvenuta revoca della dichiarazione di fallimento, passata in giudicato, rende improcedibile il giudizio di opposizione allo stato passivo, attesa la natura endofallimentare di detto giudizio, inteso all'accertamento del credito con effetti limitati al concorso allo stato passivo."] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2018, n. 3957. Segue...
Istanza ex art. 186-ter c.p.c. avente ad oggetto il rilascio di un immobile – Insussistenza dei presupposti di di cui all'art. 633 comma 1 n. 1 e comma 2 c.p.c. e di cui all'art. 634 c.p.c. – Inammissibilità.
E’ inammissibile la domanda di ingiunzione ex art. 186 ter c.p.c. avente ad oggetto il rilascio di un immobile, non ricorrendo i presupposti di cui all'art. 633 comma 1 n. 1 e comma 2 c.p.c. e di cui all'art. 634 c.p.c. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12 Luglio 2016. Segue...
Art. 50 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 s. m. e i. (T.U.B.) – Applicabilità dell’art. 50 T.U.B. anche agli intermediari finanziari – L’estratto conto conforme alle scritture contabili sottoscritto dal legale rappresentante della finanziaria è prova scritta idonea alla concessione del decreto ingiuntivo.
L’art. 50 T.U. bancario si applica anche agli intermediari finanziari, come tutta la restante disciplina, per cui l’estratto conto conforme alle scritture contabili sottoscritto dal legale rappresentante della finanziaria è prova scritta idonea alla concessione del decreto ingiuntivo. (Alessandro Nember) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 29 Maggio 2014. Segue...
Ingiunzione di Pagamento – Art. 633 c.p.c. – Credito del professionista iscritto in Albo (nella specie: commercialista) – Visto dell’Ordine di appartenenza insieme alla parcella – Art. 634 c.p.c. – Abrogazione – Sussiste – Art. 9 comma V l. 27/2012 – Effetti – Prova del credito – Contratto, preventivo, accorso..
L’art. 9, comma V, della l. 27/2012 ha comportato l’abrogazione dell’art. 634 c.p.c. nella parte in cui prevede, per il credito del professionista, che la domanda “deve essere corredata dal parere della competente associazione professionale”. Ne consegue che, ai fini del procedimento monitorio, il professionista potrà avvalersi, quale prova per l’ingiunzione, dell’accordo con il cliente di cui all’art. 9, comma IV, l. 27/2012 oppure il preventivo di cui discute sempre la medesima norma: si tratta di documenti che testimoniano il rapporto professionale ed il suo contenuto “economico”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Ottobre 2012. Segue...