Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-9159-del-02-04-2019
Timestamp: 2020-07-08 12:20:27+00:00
Document Index: 29160177

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1117', 'sentenza ', 'art. 132', 'art. 360', 'art. 54']

Sentenza Cassazione Civile n. 9159 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9159 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. II, 02/04/2019, (ud. 22/01/2019, dep. 02/04/2019), n.9159
sul ricorso 14650-2017 proposto da:
P.R., C.R., C.G., elettivamente domiciliate in
PLACIDI, rappresentate e difese dagli avvocati MARIA PAOLA MARANI,
ALBERTO DELLA FONTANA;
S.A.M., F.G., elettivamente domiciliati in
ROMA, VIA G. PISANELLI 2, presso lo studio dell’avvocato STEFANO DI
MEO, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato FRANCO
avverso la sentenza n. 958/2017 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
22/01/2019 dal Consigliere Dott. VINCENZO CORRENTI;
MISTRI CORRADO, che ha concluso per l’inammissibilità e in
subordine rigetto del ricorso; udito l’Avvocato DI MEO Stefano,
difensore dei resistenti che si riporta agli atti.
P.R., C.R. e Giovanna propongono ricorso per cassazione, illustrato da due memorie, contro F.G. e S.A.M., che resistono con controricorso, illustrato da memoria,avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna del 12.4.2017, che ha rigettato il loro appello ad ordinanza del Tribunale di Modena, la quale aveva accertato e dichiarato che l’immobile di proprietà F. e S. sito in (OMISSIS) non era gravato da servitù di scarico di acque nere a favore degli immobili delle convenute P. e C., condannate alle spese.
La Corte di appello, sul presupposto che oggetto della lite era un tubo di scarico che divide la cucina dal soggiorno nell’appartamento dei F.- S. e scarica il bagno dell’appartamento superiore, di proprietà di P.R. e delle figlie, chiamate in causa con la stessa domanda di negatoria servitutis già accolta nei confronti dei danti causa, affermata la legittimità del rito sommario e l’utilizzabilità della ctu non contestata, ha statuito che l’essere lo scarico strutturalmente al servizio esclusivo del bagno dell’appartamento del piano di sopra era elemento certo per escludere che fosse parte condominiale ed era dato oggettivo che il muro dentro il quale era lo scarico non fosse portante ed era interno all’unità immobiliare degli appellati.
Le ricorrenti denunziano: 1) violazione dell’art. 1117 c.c. per l’esistenza di uno spazio, ricavato dall’originario costruttore, destinato al passaggio di una pluralità di condotte poste al servizio di distinti appartamento di proprietà di più condomini; 2) assoluto difetto di motivazione; 3) nullità della sentenza per illogicità e contraddittorietà per la mancata ammissione della ctu e della prova testimoniale nonchè per violazione dell’art. 132 c.p.c. e dei principi del giusto processo.
Il secondo e terzo motivo trascurano che, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, come riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 conv. in L. n. 134 del 2012, è ammissibile il motivo di ricorso solo per l’omesso esame di fatto decisivo.
La complessiva ratio decidendi sopra riportata non viene congruamente attaccata.
Non è decisivo nè il riferimento al capitolo di prova sulle spese di spurgo nè quello ad una colonna contenente altra condotta.
La Corte rigetta il ricorso, condanna le ricorrenti alle spese, liquidate in Euro 3200, di cui 200 per esborsi, oltre accessori e spese forfettarie nel 15%, dando atto dell’esistenza dei presupposti ex D.P.R. n. 115 del 2002 per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.