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Timestamp: 2019-06-24 14:41:05+00:00
Document Index: 101391270

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 31', 'art. 26', 'art. 173', 'art. 1', 'art. 173']

Interessi buoni fruttiferi postali: ultime sentenze
> L’esperto Pubblicato il 5 Marzo 2019
Buoni fruttiferi postali: natura contrattuale, tasso d’interesse da applicare e come evitare un’illegittima duplice imposizione sugli interessi.
1 Buoni postali: quale tasso d’interesse applicare?
2 Imposizione fiscale
3 Tfr corrisposto mediante buoni postali
4 Interessi dei buoni postali fruttiferi
5 Natura contrattuale dei buoni postali fruttiferi
6 Variazione dei tassi di interesse
7 Poste Italiane: servizi di bancoposta e altri servizi finanziari
Buoni postali: quale tasso d’interesse applicare?
Va rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione avente ad oggetto la corretta determinazione del tasso di interesse applicabile ai buoni fruttiferi di Poste Italiane s.p.a.
Cassazione civile sez. I, 31/08/2018, n.21543
L’art. 1 del Decreto Legge 19 settembre 1986, n. 556, convertito con modificazioni in legge 17 novembre 1986, n. 759, stabilisce che: “Agli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e degli altri titoli indicati nell’art. 31 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ed equiparati, emessi successivamente alla entrata in vigore del presente decreto, non si applica l’esenzione ivi prevista, salvo quelli emessi all’estero.
Sugli interessi e altri proventi di cui al comma 1 deve essere operata una ritenuta ai sensi dell’art. 26, commi primo e quarto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ridotta alla metà relativamente agli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e degli altri titoli emessi fino al 30 settembre 1987…”.
La norma, dunque, ha assoggettato i buoni postali fruttiferi, che in precedenza ne erano esenti (in applicazione dell’articolo 31 del d.P.R. numero 601 del 1973), alla prevista ritenuta erariale (successivamente sostituita dalla relativa imposta sostitutiva): ed il legislatore ha stabilito che detta imposizione fiscale debba applicarsi in misura ridotta della metà soltanto in relazione ad obbligazioni e titoli emessi fino al 30 settembre 1987, e dunque debba applicarsi per intero per i buoni postali fruttiferi emessi a far data dal 1° ottobre 1987, quali quelli oggetto del contendere.
Cassazione civile sez. VI, 28/11/2018, n.30746
Tfr corrisposto mediante buoni postali
In tema di imposte sui redditi e nell’ipotesi in cui, sui buoni postali emessi dopo il 20 settembre 1986 – soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta, introdotta dal d.l. n. 556 del 1986, conv., con modif., dalla l. n. 759 del 1986 – e consegnati al dipendente a titolo di indennità di fine rapporto, siano maturati interessi, non riscossi dal datore di lavoro e ricompresi nel conteggio complessivo di detta indennità, senza aver scontato la ritenuta a titolo di imposta, al fine di evitare un’illegittima duplice imposizione sugli interessi (a titolo di ritenuta di imposta e di tassazione sul trattamento di fine rapporto), la tassazione in sede di liquidazione di detto trattamento va limitata all’eventuale differenza tra l’aliquota applicata su tutta l’indennità e quella relativa alla ritenuta a titolo di imposta operata sugli interessi dei buoni postali fruttiferi – direttamente nei confronti del dipendente, a cui i titoli sono stati consegnati dal datore di lavoro in adempimento dell’obbligo di corresponsione della indennità medesima – al momento dell’incasso dei titoli e della riscossione degli interessi stessi.
Cassazione civile sez. trib., 20/01/2017, n.1522
Nella disciplina dei buoni postali fruttiferi dettata dal testo unico approvato con il D.P.R. n. 156 del 1973, il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti; ne deriva che il contrasto tra le condizioni, in riferimento al saggio degli interessi, apposte sul titolo e quelle stabilite dal D. M. che ne disponeva l’emissione deve essere risolto dando la prevalenza alle prime, essendo contrario alla funzione stessa dei buoni postali – destinati ad essere emessi in serie, per rispondere a richieste di un numero indeterminato di sottoscrittori – che le condizioni alle quali l’amministrazione postale si obbliga possano essere, sin da principio, diverse da quelle espressamente rese note al risparmiatore all’atto della sottoscrizione del buono.
Cassazione civile sez. I, 31/07/2017, n.19002
Natura contrattuale dei buoni postali fruttiferi
Il rapporto di diritto privato che nasce dalla sottoscrizione di titoli quali buoni fruttiferi ed in forza del quale Poste Italiane è tenuta a restituire il capitale con gli interessi (artt. 171, 178, d.p.r. 29 marzo 1973, n. 156) è di natura contrattuale ed in linea di principio è regolato secondo le condizioni stabilite al momento della emissione di titoli stessi e richiamate nel documento.
Tribunale Bologna sez. II, 19/05/2017, n.881
I buoni postali fruttiferi disciplinati dal D.P.R. n. 156 del 1973 (approvazione del T.U. delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni) non sono titoli di credito, bensì meri titoli di legittimazione, ha fatto riferimento alla prevalenza, sul loro tenore letterale, delle successive determinazioni ministeriali in tema di interessi, ai sensi dell’art. 173 del predetto T.U., come modificato dall’art. 1 D.L. n. 460 del 1974, convertito nella L. n. 588 del 1974. Le stesse Sezioni Unite della Cassazione, inoltre, alla stregua del quadro normativo sopra delineato, ha convenuto circa la possibilità che, il contenuto dei diritti spettanti ai sottoscrittori dei buoni postali fruttiferi subisse, medio tempore, variazioni per effetto di eventuali sopravvenuti decreti ministeriali volti a modificare il tasso degli interessi originariamente previsto e, conseguentemente, sulla necessità, in tali casi, di un’integrazione extratestuale del rapporto.
Corte appello Palermo sez. III, 08/03/2016, n.437
Poste Italiane: servizi di bancoposta e altri servizi finanziari
Ai sensi dell’art. 173 del testo unico delle disposizioni in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, il tasso di interesse dei buoni postali fruttiferi era soggetto a variazione, con effetto sui rapporti pendenti, in forza di determinazione del ministro per il Tesoro, di concerto con quello per le poste e le telecomunicazioni; tuttavia, poiché il rapporto giuridico intercorrente tra l’amministrazione postale e il sottoscrittore di buoni fruttiferi si instaurava sulla base dell’offerta di quella, alle condizioni risultanti dal titolo, il maggior tassodi interesse lì indicato prevaleva sulle difformi previsioni ministeriali adottate prima della sua emissione.
Cassazione civile sez. un., 15/06/2007, n.13979
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