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Timestamp: 2019-02-18 14:34:48+00:00
Document Index: 21182278

Matched Legal Cases: ['§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 4', '§ 5', '§ 6', '§ 7', '§ 8', '§ 9', '§ 10', '§ 11', '§ 12', '§ 13', '§ 14', '§ 15', '§ 16', '§ 17', '§ 18', '§ 19', '§ 20', '§ 21', '§ 22', '§ 23', '§ 24', '§ 25', '§ 26', '§ 27', '§ 28', '§ 29', '§ 30', '§ 31', '§ 32', '§ 33', '§ 34', '§ 35', '§ 36', '§ 37', '§ 38', '§ 39', '§ 40', '§ 41', '§ 42', '§ 43', '§ 44', '§ 45', '§ 46', '§ 47', '§ 48', '§ 49', '§ 50', '§ 51', '§ 52', '§ 53', '§ 54', '§ 55', '§ 56', '§ 57', '§ 58', '§ 59', '§ 60', '§ 61', '§ 62', '§ 63', '§ 64', '§ 65', '§ 66', '§ 67', '§ 68', '§69', '§ 70', '§ 71', '§ 73', '§ 73', '§ 74', '§ 75', '§ 76', '§ 77', '§ 78', '§ 79', '§ 80', '§ 81', '§ 82', '§ 83', '§ 84', '§ 85', '§ 86', '§ 87', '§ 88', '§ 89', '§ 90', '§ 91', '§ 92', '§ 93', '§ 94', '§ 95', '§ 96', '§ 97', '§ 98', '§ 99', '§ 100', '§ 101', '§ 103', '§ 103', '§ 104', '§ 105', '§ 106', '§ 107', '§ 108', '§ 109', '§ 110', '§ 111', '§ 112', '§ 113', '§ 114', '§ 115', '§ 116', '§ 1', '§ 2', '§ 3', '§ 4', '§ 5', '§ 6', '§ 7', '§ 8', '§ 9', '§ 10', '§ 11', '§ 12', '§ 13', '§ 14', '§ 15', '§ 16', '§ 17', '§ 18', '§ 19', '§ 20', '§ 21', '§ 22', '§ 23', '§ 24', '§ 25', '§ 26', '§ 27', '§ 28', '§ 29', '§ 30', '§ 31', '§ 32', '§ 33', '§ 34', '§ 35', '§ 36', '§ 37', '§ 38', '§ 39', '§ 40', '§41', '§ 42', '§ 43', '§ 44', '§ 45', '§ 46', '§ 47', '§ 48', '§ 49', '§ 50', '§ 51', '§ 52', '§ 53', '§ 54', '§ 49', '§ 55', '§ 56', '§ 57', '§ 58', '§ 59', '§ 60', '§ 61', '§ 62', '§ 63', '§ 64', '§ 65', '§ 66', '§ 67', '§ 68', '§ 62', '§ 69', '§ 70', '§ 71', '§ 72', '§ 73', '§ 74', '§ 75', '§ 76', '§ 77', '§ 78', '§ 79', '§ 80', '§ 81', '§ 82', '§ 83', '§ 84', '§ 85', '§ 86', '§ 87', '§ 88', '§ 89', '§ 90', '§ 91', '§ 92', '§ 93', '§ 94', '§ 95', '§ 96', '§ 97', '§ 98', '§ 99', '§ 100', '§ 101', '§ 102', '§ 100', '§ 103', '§ 104', '§ 105', '§ 106', '§ 107', '§ 108', '§ 109', '§ 73', '§ 110', '§ 111', '§ 112', '§ 100', '§ 98', '§ 113', '§ 114', '§ 115', '§ 116', '§ 117', '§ 118', '§ 119', '§ 120', '§121', '§ 122', '§ 4', '§ 123', '§ 124', '§ 105', '§ 125', '§ 126', '§ 127', '§ 128', '§ 129', '§ 130', '§ 131', '§ 132', '§ 133', '§ 134', '§ 135']

La Sicilia nel 1876 - Indice generale - IntraText CT
Statistiche e grafici (Occorrenze: 228673. Parole: 18066)
LIBRO PRIMO CONDIZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE DELLA SICILIA
«Non ci è altro modo a guardarsi dalle adulazioni se non che gli uomini intendino che non ti offendono a dirti il vero».
CONDIZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE Capitolo I. CONDIZIONI GENERALI
I. PALERMO E I SUOI DINTORNI
§ 1. — Primo aspetto.
§ 2. — Le prepotenze.
§ 3— Associazioni per l’esercizio della prepotenza.
§ 4. — Pazienza dell’universale.
§ 5. — Caratteri della classe dominante.
§ 6. — Importanza della violenza nelle relazioni sociali.
§ 7. — Le fazioni e i loro mezzi di azione.
§ 8. — L’autorità pubblica.
§ 9. — Suo isolamento morale.
§ 10. — Prevalenza dell’autorità dei prepotenti sopra quella del Governo.
§ 11. — Impotenza dell’Autorità pubblica a reprimere gli abusi.
§ 12. — Inefficacia e danni del sistema degli arbitrii illegali.
§ 13. — Arbitrii legali. Ammonizione e domicilio coatto. Loro riuscita.
§ 14. — Inefficacia degli istrumenti usati dall’Autorità pubblica contro i malfattori.
§ 15 — Forza di polizia indigena. I militi a cavallo.
§ 16. — Manca nell’autorità pubblica unità d’indirizzo. Il personale.
§ 17. — Il Governo centrale non sostiene i suoi funzionari.
II. LE PROVINCE INFESTATE DAI MALFATTORI
§ 18. — Aspetto generale delle campagne nell’interno dell’Isola.
§ 19. — Ospitalità.
§ 20. — Potenza dei briganti e dei malfattori in genere.
§ 21. — Carattere e modi di procedere dei malfattori.
§ 22. — Impotenza dei carabinieri e della truppa contro i malfattori.
§ 23. — La generale impotenza della classe abbiente contro i malfattori, non si può spiegare con la mancanza dei mezzi per resistere. Nè con la generale complicità. La semplice osservazione delle relazioni fra cittadini e malfattori non fornisce gli elementi per sciogliere questo problema.
§ 24. — Propensione quasi generale per i mezzi di repressione arbitrari.
§ 25. — Manca nella generalità dei Siciliani il sentimento della Legge superiore a tutti ed uguale per tutti.
§ 26. — Indole esclusivamente personale delle relazioni sociali in Sicilia. Clientele.
§ 27. — La Mafia.
§ 28. — Amministrazioni locali.
§ 29. — Autorità pubblica. Suoi mezzi di azione.
§ 30. — Carabinieri.
§ 31. — Militi a cavallo. Loro modo di procedere.
§ 32. — Guardie di pubblica sicurezza. Truppa.
§ 33. — Funzionari di pubblica sicurezza. Difficoltà che incontrano per scuoprire i malfattori e per radunare elementi atti a farli condannare in giudizio.
§ 34. — Indole del personale.
§ 35.— Prefetti e sottoprefetti. Loro impotenza contro gli abusi.
III. LE PROVINCE TRANQUILLE
§ 36. — La pubblica sicurezza nelle provincie orientali dell’Isola.
§ 37. — Condizioni sociali delle provincie orientali uguali a quelle del rimanente dell’Isola.
Capitolo II. CENNI STORICI
§ 38. — Il feudalismo e i Parlamenti Siciliani.
§ 39. — La Deputazione del Regno.
§ 40. — La rappresentanza del Terzo Stato negli antichi Parlamenti Siciliani era illusoria.
§ 41. — Tentativo di riforme del vicerè Caracciolo (1785).
§ 42. — Costituzione politica del 1812. Sua mala riuscita.
§ 43. — Condizioni economiche e sociali della Sicilia dopo la Costituzione del 1812.
§ 44. — Effetti delle sopraddette condizioni. Prevalenza dell’autorità privata.
§ 45. — Opera ed effetti del regime Borbonico dopo il 1815.
§ 46. — Effetti della sovrapposizione del sistema di governo italiano sulle condizioni della Sicilia.
Capitolo III. LA PUBBLICA SICUREZZA
I. CAUSE E CARATTERI GENERALI
§ 47. — Cagioni generali e divisione della quistione.
§ 48. — Perchè i violenti abbiano, in quella parte della Sicilia dove dominano, autorità non solo materiale, ma anche morale.
§ 49. — Cagioni dell’importanza acquistata dalla classe dei malfattori per mestiere.
§ 50. — Le condizioni sono specialmente favorevoli in Sicilia per l’esercizio dell’industria dei malfattori.
§ 51.— La mafia.
II. I MALFATTORI A PALERMO E NEI SUOI DINTORNI
§ 52. — Caratteri speciali dell’industria del delitto a Palermo e suoi dintorni. Loro cagioni.
§ 53. — Caratteri speciali delle relazioni fra facinorosi a Palermo e dintorni.
§ 54. — Facinorosi della classe media.
§ 55. — L’omertà.
§ 56. — La classe dominante è cagione prima e fondamento dello stato della pubblica sicurezza in Palermo e dintorni.
§ 57. — Come sia generalmente possibile in parte della Sicilia valersi dell’aiuto dei malfattori senza dar mandati per delitti.
§ 58. — Come il predominio della violenza rechi danno alla maggioranza, e nonostante non possa da questa venire distrutto.
§ 59. — Come la classe dominante sia fatalmente portata a proteggere i malfattori.
III. I MALFATTORI IN PROVINCIA
§ 60. — Condizioni speciali dell’industria dei malfattori in provincia.
§ 61. — I Briganti.
§ 62. — I malandrini.
§ 63. — Speculazioni dei briganti e malandrini.
§ 64. — La mafia nelle province.
§ 65. — Relazioni fra i malfattori di mestiere e le classi agiate e ricche della popolazione.
§ 66. — Come il Governo non possa usare l’opera dei Siciliani per distruggere i malfattori in Sicilia.
IV. I RIMEDI
§ 67. — Come si presenti in Sicilia il problema del ristabilimento della sicurezza pubblica.
§ 68. — La Polizia.
§69. — Dualità nell’attuale ordinamento di polizia in Italia.
§ 70. — I Militi a cavallo.
§ 71. — I sindaci ufficiali di Polizia. Le guardie campestri.
§ 73. — Il personale addetto alla polizia in Sicilia.
§ 73. — Necessità di una stretta unità d’azione fra la magistratura inquirente e il personale di polizia.
§ 74. — L’ordinamento della polizia giudiziaria in Sicilia dovrebbe fondarsi sul pretore.
§ 75. — Come convenga porre in Sicilia il personale di polizia sotto una stretta dipendenza dell’autorità giudiziaria.
§ 76. — Come debba mantenersi più rigorosamente il segreto delle denunzie ricevute dall’autorità, e quello delle istruzioni penali.
§ 77. — La giustizia. — Il giurì.
§ 78. — Reticenza dei testimoni al dibattimento pubblico.
§ 79. — Arbitrio del giudice istruttore per l’arresto e la libertà provvisoria. — Legge del 30 giugno 1876.
§ 80. — Invio delle cause criminali alle corti di Assise del Continente.
§ 81. — Carceri.
§ 82. — Ammonizione e domicilio coatto.
§ 83. —È necessario in Sicilia un personale giudiziario e di polizia con qualità eccezionali.
Capitolo IV. RELAZIONI ECONOMICHE E AMMINISTRAZIONI LOCALI
§ 84. — Scarsa influenza della legislazione posteriore al 1860 sulla distribuzione della proprietà.
§ 85. — Aumento negli affari. Suoi effetti.
§ 86. — Gli avvocati, loro influenza.
§ 87. — Amministrazioni locali.
§ 88. — Come la legislazione italiana sancisca e ribadisca nelle province meridionali il potere illimitato ed assoluto della classe abbiente su quella povera.
§ 89. — Come la legislazione e la pratica amministrativa in Italia siano impotenti ad impedire un numero ristrettissimo di persone dall’assicurarsi un predominio assoluto e durevole sulle amministrazioni locali.
§ 90. — Come in Sicilia sia per regola generale inefficace e dannoso il controllo o la tutela esercitati sulle amministrazioni locali da corpi composti essi stessi di elementi locali.
§ 91. — Come il Governo sia, coll’attuale sistema amministrativo italiano, impotente a conoscere e reprimere gli abusi nelle amministrazioni locali.
§ 92. — Perchè il migliorare la legislazione e la pratica di Governo sia insufficente ad impedire i soprusi non violenti a danno delle classi inferiori, e gli abusi nelle amministrazioni locali.
§ 93. — Dei mezzi che si potrebbero usare colla speranza di diminuire il numero dei disordini nelle amministrazioni locali, e dei soprusi non violenti a danno dei deboli.
§ 94. — Come la diffidenza e l’antipatia che ispirano i rappresentanti del governo a molti Siciliani, si possano vincere, e con quali mezzi.
§ 95. — Conviene che i funzionari siano assicurati dell’appoggio del Governo.
§ 96. — Le opere pubbliche.
Capitolo V. IL GOVERNO E LE INFLUENZE LOCALI IN SICILIA
§ 97. —Come, per il sistema di governo in vigore in Italia, la classe dominante sia considerata quale interprete dei bisogni dell’intera popolazione.
§ 98. — Come in Sicilia il fatto non risponda alla teoria di governo ricevuta in Italia.
§ 99. — Effetti della contradizione fra la teoria e il fatto, sui procedimenti del Governo italiano in Sicilia.
§ 100. — Come sia impossibile al Governo nelle condizioni attuali, di conoscere i veri bisogni della Sicilia.
§ 101. — Di che cosa sia costituita l’opinione pubblica in Sicilia.
§ 103. — Partiti politici. Gli autonomisti.
§ 103. — Come l’opinione pubblica siciliana non possa in niun caso servir di guida al Governo italiano.
Capitolo VI. RIMEDI
§ 104. — Riassunto degli effetti delle condizioni generali siciliane. Doveri che da queste condizioni risultano per il Governo italiano.
§ 105. — Lo Stato italiano se vuol rimediare ai mali della Sicilia, deve valersi per governarla degli elementi che gli fornisce la Nazione ad esclusione dei Siciliani.
§ 106. — Come lo Stato in Sicilia debba, prima di qualunque altro scopo, prefiggersi quello di sostituire alla forza privata quella della Legge.
§ 107. — Quali effetti immediati debba prima ottenere lo Stato italiano, per poter poi raggiungere il fine del predominio del Diritto moderno in Sicilia.
§ 108. — Del personale da adoperarsi dallo Stato in Sicilia.
§ 109. — Difficoltà di trovare in Italia un personale sufficentemente numeroso colle qualità necessarie per la Sicilia.
§ 110. — Il tentar di reprimere una sola categoria di disordini non può dare in Sicilia risultato alcuno.
§ 111. — Della politica parlamentare del Governo.
§ 112. — Come sia infondata l’asserzione che i Siciliani sieno più difficili a governare che altri popoli.
§ 113. — Dei provvedimenti eccezionali di pubblica sicurezza.
§ 114. — Come l’Italia sia tenuta a fare grandissimi sacrifizi pecuniari per migliorare le condizioni materiali della Sicilia.
§ 115. — Come il Governo abbia obbligo di studiare nelle province meridionali ancora più che altrove gli effetti sulla ricchezza delle sue tasse.
§ 116. — Come la repressione dei disordini descritti nel presente volume sia atta a render possibile e preparar un miglioramento stabile delle condizioni della Sicilia, ma non ad operarlo.
APPENDICE LE OPERE PUBBLICHE IN SICILIA ESTRATTO DELLA RELAZIONE DELLA GIUNTA PER L’INCHIESTA SULLE CONDIZIONI DELLA SICILIA NOMINATA SECONDO IL DISPOSTO DELL’ARTICOLO 2 DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1875.
Le linee future.
Effetti della scarsa viabilità.
Circoscrizioni amministrative e giudiziarie.
La legge del 30 agosto 1868.
La Cassa di soccorso per le opere pubbliche.
Il quarto dei beni ecclesiastici.
LIBRO SECONDO I CONTADINI
I CONTADINI IN SICILIA INTRODUZIONE
PARTE PRIMA CONDIZIONI ATTUALI
Capitolo I. DIVISIONE GEOGRAFICA — ZONA INTERNA E MERIDIONALE —REGIONE MONTANA
§ 1. — Divisione geografica.
§ 2. — Caratteri generali della prima zona.
§ 3. — Regione montana.
§ 4. — Associazioni pastorali.
§ 5. — Mandre a spese sapute, e pel frutto.
§ 6. — I pastori.
Capitolo II. ZONA INTERNA E MERIDIONALE
§ 7. — I latifondi.
§ 8. — Divisione delle colture.
§ 9. — Il terratico.
§ 10. — Le metaterìe.
§ 11. — Le retrometatere.
§ 12. — Estensione dei poderi.
§ 13. — Impiegati dei feudi.
§ 14. — Piana di Catania.
§ 15. — Piana di Terranova.
§ 16. — Terreni prossimi alle città.
§ 17. — Contratti nei fondi seminativi.
§ 18. — Mezzadrìe presso le Petralìe.
§ 19. — Forme eccezionali di partecipazione.
§ 20. — I piccoli affitti.
§ 21. — I fondi alberati.
§ 22. — Condizioni dei contadini nella prima zona.
§ 23. — I giornalieri.
§ 24. — Case.
§ 25. — Metatieri e terraggieri.
§ 26. — Obblighi del metatiere.
§ 27. — Terratichieri.
§ 28. — Paragone tra giornalieri e borgesi.
§ 29. — Censuari.
§ 30. — Donne.
Capitolo III. ZONA ALBERATA — DA MAZZARA A CATANIA
§ 31. — Zona alberata.
§ 32. — Marsala.
§ 33. — Trapani e Monte San Giuliano.
§ 34. — Censuari.
§ 35. — La Conca d’Oro.
§ 36. — I contadini della Conca d’Oro.
§ 37. — Termini.
§ 38. — Valle di Castelbuono.
§ 39. — Contratto misto.
§ 40. — Circondario di Patti.
§41. — Castroreale e Barcellona.
§ 42. — Condizioni generali.
§ 43. — Milazzo.
§ 44. — Messina e la Costa Orientale.
§ 45. — Colonie perpetue.
§ 46. — Da Linguaglossa ad Acireale.
§ 47. — Da Acireale a Catania e Adernò.
§ 48. — Contratti a migliorìa.
Capitolo IV. PROVINCIA DI SIRACUSA
§ 49. — Caratteri generali.
§ 50. — I fondi seminativi.
§ 51. — Enfiteusi temporanee e fitti lunghi.
§ 52. — Condizione del contadino.
Capitolo V. CONDIZIONI GENERALI DEI CONTADINI
§ 53. — Proprietà grande e piccola.
§ 54. — Relazioni tra le diverse classi.
§ 49, il salario dei braccianti per antica consuetudine vien loro pagato per la massima parte in generi, e consiste principalmente in un tumolo di grano a settimana e pochi soldi in denaro. Tre anni fa vi fu grande carestia nel Modicano, e il grano andò a prezzi altissimi. Or bene, in quell’anno i proprietari, non saprei dire se con accordo tacito o espresso, convertirono in denaro quel tumolo di grano, calcolandolo al prezzo medio degli altri anni, cioè a 5 lire, e pagarono i salari in contanti. Ciò mentre d’altra parte tesaurizzavano spietatamente il grano per farne alzare il prezzo, e non vendevano che quando non potevano sperare ulteriori aumenti.
§ 55. — L’usura.
§ 56. — Amministrazioni comunali.
§ 57. — Diritti promiscui.
§ 58. — Zona alberata.
§ 59. — Vitto.
PARTE SECONDA CARATTERI ECONOMICI DEI CONTRATTI AGRICOLI SICILIANI
Capitolo I. LA PARTECIPAZIONE DEL LAVORANTE AL PRODOTTO
§ 60. — Argomento e divisione della 2a parte.
§ 61. — Partecipazione del lavorante al prodotto.
§ 62. — Inconvenienti della partecipazione.
§ 63. — Condizioni per la riuscita.
§ 64. — Necessità della consuetudine come barriera alla concorrenza.
§ 65. — Partecipazione alla rendita fondiaria.
§ 66. — Condizioni all’impero della consuetudine.
§ 67. — Durata del contratto.
§ 68. — Metaterìe della 1a zona.
§ 62, cioè: 1° necessità continua e normale di soccorsi, e come naturale conseguenza uno stato continuo di dipendenza; 2° esposizione a tutti i rischi dell’industria agricola, senza capitali per farvi fronte, e 3° difficoltà di smaltire i suoi prodotti, dovendo perciò subire passivamente tutto il despotismo delle camorre locali. Questo ultimo inconveniente è in Sicilia reso tanto più grave dalla scarsezza e difficoltà, e in alcuni mesi dell’anno dall’assoluta impraticabilità delle vie di comunicazione tra luogo e luogo.
§ 69. — Mezzadrìe presso le Petralìe.
§ 70. — Mezzadrìe del Messinese.
§ 71. — Contratti a migliorìa.
§ 72. — Colonìe perpetue.
Capitolo II. IL FITTO
§ 73. — Fitto dei latifondi.
§ 74. — Danni dei grandi affitti.
§ 75. — Fitti piccoli.
§ 76. — Piccolo fitto in denaro.
§ 77. — Censi.
Capitolo III. IL SALARIO
§ 78. — Categorie di salariati.
§ 79. — I braccianti.
§ 80. — Impiegati dei feudi.
§ 81. — Guardiani delle vigne.
PARTE TERZA RIMEDI E PROPOSTE
Capitolo I. L’AZIONE DELLO STATO
§ 82. — Divisione dell’argomento.
§ 83. — Azione dello Stato.
§ 84. — Alienazione delle proprietà demaniali ed ecclesiastiche.
§ 85. — Censimento dell’Asse ecclesiastico.
§ 86. — Vendita dei beni demaniali ed ecclesiastici.
§ 87. — Tutela sulle amministrazioni locali.
§ 88. — Finanza.
§ 89. — Perequazione dell’imposta fondiaria.
§ 90. — L’imposta fondiaria e la piccola proprietà.
§ 91. — Imposta fondiaria sulle case rurali.
§ 92. — Ricchezza mobile.
§ 93. — Esazione delle imposte.
§ 94. — La mezzadrìa secondo il Codice Civile.
§ 95. — L’enfiteusi secondo il Codice.
§ 96. — Disposizioni limitatrici della libertà di contrattare.
§ 97. — Risaie.
§ 98. — Norme legislative pei contratti.
§ 99. — Disposizioni intese a prolungare i termini degli affitti.
§ 100. — Del diritto ai miglioramenti introdotti nel fondo.
§ 101. — Credito agricolo e fondiario.
§ 102. — Opere pie.
§ 100, sulla scorta del Jacini, il quale anzi nella sua proposta non ebbe altro in mira che di evitare questi speciali danni che presenta il sistema delle aste per l’affittanza dei fondi dei corpi tutelati. Egli così consiglia di procedere: «Un anno prima della scadenza del contratto verrebbe invitato il fittabile di dichiarare se sia o non sia disposto a rinnovare la locazione, e in caso che lo sia, se acconsenta o no ad offrire un aumento; ottenuta la dichiarazione del fittabile si passerebbe ad invitare pubblicamente chiunque abbia desiderio di aspirare allo stesso fondo, di presentare un’offerta in iscritto, e di aggiungere però le prove della propria idoneità ad assumere le condizioni richieste dal capitolato. Riunite tutte le proposizioni avanti che scada il primo semestre dell’ultimo anno, siano esse comunicate al fittabile che sta per cessare, nel caso che egli abbia offerto di rinnovare il contratto al prezzo di prima, o nel caso che gli aumenti da lui proposti siano ancora meno vantaggiosi al locatore di qualcuna delle proposizioni insinuate da altri concorrenti; e decida allora il fittabile stesso se sia disposto di accrescere ancora la sua offerta in modo da meritare la preferenza. Prima che termini il penultimo semestre, se acconsente, sia con lui rinnovato il contratto, altrimenti sia questo stipulato col miglior offerente». Ciò tenendo fermo, che in quest’ultimo caso al primo affittuario si dovrà pagare una somma eguale a 10 o 15 volte l’aumento da lui offerto sul primitivo affitto.
§ 103. — Strade.
§ 104. — Istruzione.
§ 105. — Emigrazione.
§ 106. — Autorità provinciali e comunali.
Capitolo II. L’AZIONE DEI PROPRIETARI
§ 107. — Azione dei proprietari.
§ 108. — Abitazioni rurali.
§ 109. — Modificazioni nei contratti agricoli.
§ 73 e 74. Siccome poi ammettiamo che vi siano dei casi eccezionali in cui possa essere inevitabile l’affitto dei latifondi, ci rivolgiamo nelle seguenti pagine, in cui discorriamo delle riforme nei contratti, oltrechè ai proprietari anche ai grandi gabellotti, almeno per quei casi in cui sia ammissibile che un affittuario possa, dietro la stipulazione di un affitto lungo, o di patti simili a quello da noi raccomandato per i miglioramenti, mutare radicalmente l’economia agricola nel fondo locato, senza incorrere in perdite gravissime.
§ 110. — Introduzione della mezzadrìa.
§ 111. — Obiezioni alla introduzione della mezzadrìa.
§ 112. — Affitti delle grandi aziende rurali.
§ 100) nel trattare dell’azione dello Stato, assicurare l’esecuzione nei loro fondi di tutti quei lavori che potessero migliorarli, e più specialmente la costruzione di convenienti caseggiati rurali tanto per scopi agricoli, come per abitazione dei lavoranti. Tali miglioramenti si potrebbero stipulare espressamente nei contratti di affitto. Agli affittuari in questo caso spetterebbe di mutare i sistemi attuali di coltivazione, sostituendovi la lavorazione del fondo a economia, con salariati fissi o giornalieri. Di questi diremo or ora.
§ 98).
§ 113. — Le grandi aziende condotte direttamente dai proprietari.
§ 114. — I salariati fissi.
§ 115. — Partecipazione agli utili.
§ 116. — I giornalieri.
§ 117. — Istruzione.
§ 118. — Progressi dell’agricoltura.
§ 119. — Regolamento delle acque.
§ 120. — L’opinione pubblica.
Capitolo III. MEZZI D’AZIONE DEI CONTADINI
§121. — I mezzi d’azione dei contadini.
§ 122. — Associazioni cooperative di produzione.
§ 4 e 5). Non ripeteremo qui quanto già dicemmo allora, ma ricordiamo al lettore come le società pastorali dette alla mistrettese o per le spese, prendano talvolta in affitto per conto sociale intiere proprietà, riconcedendo poi quella parte che va coltivata a grano ai villani, coi soliti patti di metaterìa o di terratico. Qui dunque la cooperazione vi è soltanto nella costituzione della società per l’affitto del feudo, e nella industria pastorale, ma per quanto riguarda la coltivazione dei campi i contratti sono i soliti. Lo stesso si dica della forma ora disusata di associazione pastorale detta mandra della perfetta società, la quale differiva dalla mandra alla mistrettese in ciò che ogni azione sociale, invece di essere costituita da ogni capo di animale, era calcolata sul valore degli animali che ogni socio contribuiva al fondo comune.
§ 123. — Trades’ Unions di contadini.
§ 124. — L’emigrazione.
§ 105) quale ci pare essere l’ufficio dello Stato e il limite della giusta sua ingerenza di fronte all’emigrazione. Quanto poi alla questione se questa giovi o no alla condizione dei contadini in Italia, già dall’anno scorso avemmo occasione di dichiararci in tèsi generale per l’affermativa.
§ 125. — Emigrazione dalla Sicilia.
§ 126. — Associazioni di previdenza.
Capitolo IV. CONCLUSIONE
§ 127. — Argomento.
§ 128. — Effetto delle istituzioni libere dopo il 1860.
§ 129. — Doveri della classe agiata.
§ 130. — La questione sociale in Italia.
§ 131. — L’Economia politica e le questioni Siciliane.
Capitolo supplementare. IL LAVORO DEI FANCIULLI NELLE ZOLFARE SICILIANE
§ 132. — Argomento.
§ 133. — Il lavoro dei carusi.
§ 134. — La questione industriale del lavoro dei carusi.
§ 135. — Lavoro di mezza giornata.
Fonte a stampa "La Sicilia nel 1876", di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino; comprende: 1. Condizioni politiche e amministrative della Sicilia / Leopoldo Franchetti 2. Contadini in Sicilia / Sidney Sonnino; collezione di studi meridionali; 2. edizione; Vallecchi, stampa; Firenze, 1925
[2007 07 02]