Source: https://www.exeo.it/free/piano-paesaggistico-normative-di-regioni-e-province
Timestamp: 2018-10-20 11:30:34+00:00
Document Index: 18744413

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 144', 'art. 144', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 11']

Piano paesaggistico: normative di Regioni e Province
Alcune delle Leggi regionali che disciplinano l'ampiezza e le caratteristiche proprie del piano paesaggistico in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Veneto.
Deve essere considerata incostituzionale una legislazione regionale di carattere derogatorio rispetto alle prescrizioni dei piani paesaggistici, rientrando la tutela paesaggistica nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117 comma 2 lett s) Cost.
L'art. 5 delle norme tecniche del Piano regionale paesistico della Regione Abruzzo approvato dal Consiglio regionale con atto 141/21 del 21 marzo 1990 non disciplina una data porzione di territorio, ma si limita a fornire esclusivamente il concetto delle varie classi d'uso e tipologie di intervento che poi, a seconda dei territori, nella giusta sede potranno essere qualificati come astrattamente compatibili nell'ambito delle categorie di tutela e valorizzazione: tra questi usi viene indicato, oltre agli usi agricoli, forestali, pascolivo, turistico, insediativo e tecnologico, l'uso estrattivo, ma nelle singole zone tale ultimo uso sarà ammissibile soltanto se espressamente menzionato.
La funzione di tutela generale e preventiva che presiede al Piano paesa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla Regione Abruzzo laddove tratta dettagliatamente delle compatibilità degli usi, resa evidente dalla formulazione letterale delle sue prescrizioni, è di consentire soltanto gli usi specificante elencati: diversamente, sarebbe privo di senso indicare espressamente usi qualificati come compatibili.
La L.R. Campania 35 del 1987 ha dato luogo a una pianificazione di valenza sia urbanistica che ambientale, ossia di una programmazione della zonizzazione del territorio comunale agli effetti dell'edificazione con contestuale imposizione dell'osservanza dei valori paesistici ed ambientali.
L'art. 9 della L.R. Campania 19 del 2001 (secondo cui "le disposizioni della presente legge trovano applicazione anche nei territori sottoposti alla disciplina di cui alla L.R. 27 giugno 1987 n. 35, fatti salvi tutti i vincoli previsti dalla legge stessa") va inteso nel senso che non possono più ammettersi deroghe alle disposizioni del P.U.T., laddove – precedentemente – queste ultime erano – per contro – dichiaratamente affermate come recessive rispetto a quelle della L.R. 19 del 2001 ( "in caso di cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lgono le norme della L.R.r. 19 del 2001 su quelle recate dalla L.R. 35 del 1987", ossia su quelle del Piano).
Nella Regione Lazio, ai sensi dell'art. 27, L.R. 6 luglio 1998, n. 24, il piano paesaggistico costituisce uno strumento sovraordinato rispetto allo strumento comunale che lo condiziona e lo vincola con la conseguenza che, in sede di esame di una domanda di autorizzazione edilizia, spetta all'autorità comunale il potere di accertare se il progetto è conforme non solo alle previsioni urbanistiche, ma anche a quelle del piano paesaggistico, avente un rilievo preminente.
Nel vigore della l.r. Lombardia n. 93/1980, se il piano territoriale comprensoriale (strumento rimasto inattuato, salvo che per la provincia di Lodi) avrebbe potuto introdurre nuovi, diversi, anche più ampliativi, limiti e parametri, non per questo ai comuni era precluso, nell'esercizio del potere di pianificazione, l'enucleazione di limiti e parametri più restrittivi, e ciò anche in vista di esigenze... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lato sensu ambientale e paesistica.
L'art. 4, comma 2, della l.r. Sardegna n. 8 del 2004 va interpretato nel senso che l'intervento nell'ambito territoriale protetto, realizzato prima del piano paesaggistico, è consentito qualora abbia comportato cumulativamente (così deve intendersi il lemma "ovvero") la formazione del reticolo stradale, una irreversibile trasformazione, nonché un equilibrato dimensionamento delle volumetrie a destinazione turistica.
La Regione Sardegna, nell'esercizio della propria competenza primaria in materia di edilizia e urbanistica, che comprende anche il potere di intervenire in relazione ai profili di tutela paesaggistico-ambientale, ben può intervenire sulla regolamentazione paesaggistica delle zone umide diverse da quelle inserite nell'elenco previsto dal D.P.R. 448/1976, anche attraverso norme di interpretazione autentica, non essendo vincolata a coinvolgere, né in via preventiva, né in via successiva, i competenti organi statali.
È incostituzionale l'art. 1, co. 1, L.R. Sardegna 20/2012, che impone alla Giunta regionale di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a deliberazione di interpretazione autentica con la quale stabilire, con effetto ricondotto all'entrata in vigore del predetto piano paesaggistico regionale, che l'art. 17, co. 3, lett. g), N.T.A. del piano paesaggistico deve essere inteso nel senso che la fascia di profondità di 300 metri dalla linea di battigia non si applica alle zone umide, ma solo ai laghi naturali ed agli invasi artificiali, con conseguente esclusione della predetta fascia dal regime di autorizzazione paesaggistica: tale norma, infatti, non è riconducibile a quella delle norme retroattive volte a rimediare ad una imperfezione tecnica della legge interpretata, ristabilendo un'interpretazione più aderente all'originaria volontà del legislatore, in quanto la ratio del piano paesaggistico è quella di salvaguardare il paesaggio, mentre la norma in questione ne riduce la tutela.
L'art. 17 delle N.T.A. del P.P.R. della Regione Sardegna deve essere interpretato nel senso che la fascia di rispetto prevista dal co. 3 lett. g) si estenda anche alle zone umide e non solo al mare e ai laghi.
Ai sensi dell'art. 1 L.R. Sardegna 13/2008 soltanto le prescrizioni relative ai beni paesaggistici individuati e tipizzati sono immediatamente efficaci e prevalenti s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mi discipline dei piani urbanistici.
La L.R. Sardegna 13/2008 ha voluto limitare l'operatività dei vincoli paesaggistici a casi ben precisi e individuati, nel senso che - laddove non scattino i meccanismi di protezione "a monte" cui fanno riferimento le lett. a) e b) dell'art. 1 - solo l'esplicito inserimento nella cartografia del Piano può determinare la nascita di vincoli ad hoc, secondo il modello delineato dalla lett. c) del citato art. 1.
In Sardegna, ai sensi dell'art. 2 L.R. 8/2004, competente all'approvazione dei Piani Paesaggistici Regionali è la Giunta Regionale.
L'art. 2 L.R. Sardegna 8/2004 ha sostituito integralmente l'art. 11 L.R. Sardegna 45/1989: di conseguenza nella sua formulazione attuale quest'ultima disposizione non prevede più che dalla data di adozione e fino all'approvazione del piano paesistico regionale trovino applicazione le misure di salvaguardia di cui alla legge 1902/1952; tuttavia, l'applicazione delle misure di salvaguardia può comunque essere fondata sull'art. 144 d. lgs. 42/2004.
L'art. 144 d. lgs. 42/2004, che fissa il primato gerarchico del piano paesaggistico sui piani urbanistici, è applicabile anche in Sardegna ed è idoneo a fondare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del piano paesaggistico a prevedere misure di salvaguardia.
L'art. 4 L.R. Sardegna 8/2004 e l'art. 15 delle n.t.a. del P.P.R. Sardegna richiedono non solo che le opere di urbanizzazione siano state legittimamente avviate, ma anche che si sia determinato un mutamento consistente ed irreversibile dello stato dei luoghi: trattasi di presupposti concorrenti e non alternativi, sicché la mancanza anche di uno solo di essi impedisce l'applicazione del regime transitorio di deroga.
L'art. 6 L.R. Sardegna 8/2004 pone un limite massimo di volumetria assentibile, ma non impedisce ai Comuni di assentire una volumetria inferiore rispetto a quella massima assentibile.
È manifestamente infondata la q.l.c. della L.R. 8/2004 sotto il profilo che il dimezzamento delle volumetrie assentibili nelle zone F, anche per le lottizzazioni in corso, violerebbe gli artt. 3, 9, 41, 42, 97 e 118 Cost. in quanto tale previsione trova piena giustificazione nell'esigenza di salvaguardare un paesaggio di che ha già subito alterazioni a causa dell'edificazione indiscriminata.
In base al combinato disposto dell'art. 2, comma 1, della L.R. n. 8/2004 e dell'art. 11 della L.R. n. 45/89 nella parte non abrogata, alla Regione Sardegna &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uita la facoltà di introdurre misure di salvaguardia a tutela dei Piani Paesistici adottati.
La Regione Sicilia non ha disciplinato la tutela del paesaggio e continua, quindi, ad utilizzare in tale materia la legislazione nazionale, integrata da eventuali disposizioni regionali.
Nella Regione Sicilia, la competenza all'adozione del Piano Paesaggistico spetta all'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana e non al dirigente.