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Timestamp: 2016-12-07 14:22:19+00:00
Document Index: 69753403

Matched Legal Cases: ['art. 734', 'art. 181', 'art. 734', 'art. 181', 'art. 734', 'art. 734', 'art. 734', 'art. 734', 'art. 181', 'art. 181', 'art. 1', 'art. 734']

Art. 734 codice penale: Distruzione o deturpamento di bellezze naturali
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Chiunque, mediante ostruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell’Autorità, è punito con l’ammenda da euro 1.032 a euro 6.197.
Giurisprudenza annotataDistruzione o deturpamento di bellezze naturali
La contravvenzione di cui all'art. 734 c.p., in quanto reato "a forma libera", è integrata da qualsiasi condotta, commissiva od omissiva, dolosa o colposa, che distrugga o alteri le bellezze naturali. (Dichiara inammissibile, Trib. Messina, 22/05/2013 )
Cassazione penale sez. III 17 settembre 2014 n. 48004 Il reato, formale e di pericolo, previsto dall'art. 181 d.lg. n. 42 del 2004, che, indipendentemente dal danno arrecato al paesaggio, sanziona la violazione del divieto di intervento in determinate zone vincolate senza la preventiva autorizzazione amministrativa, può concorrere con la contravvenzione punita dall'art. 734 c.p., la quale, invece, presuppone l'effettivo danneggiamento delle aree sottoposte a protezione. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib.Torre Annunziata, 02/04/2013)
Cassazione penale sez. III 06 maggio 2014 n. 37472 Il reato, formale e di pericolo, previsto dall'art. 181 D.Lg. 22 gennaio 2004, n. 42, che, indipendentemente dal danno arrecato al paesaggio, sanziona la violazione del divieto di intervento in determinate zone vincolate senza la preventiva autorizzazione, può concorrere con la contravvenzione punita dall'art. 734 c.p., che presuppone l'effettivo danneggiamento delle aree sottoposte a protezione
Cassazione penale sez. III 06 maggio 2014 n. 24854 Non sussiste nemmeno la fattispecie di cui all'art. 734 c.p. poiché ai fini della sussistenza dell'illecito penale non è sufficiente la semplice alterazione dello stato naturale delle cose ma occorre che tale alterazione abbia effettivamente determinato la distruzione o il deterioramento delle bellezze naturali.
Tribunale Taranto 20 settembre 2013 n. 175 Lo sversamento di liquami direttamente in un fiume dovuto al blocco del funzionamento di un depuratore, causato da un guasto per carenza di manutenzione determina la sussistenza degli elementi costitutivi del reato di cui all'art. 734 c.p., qualora l'evento muti in modo rilevante, anche sotto il profilo temporale, le caratteristiche ambientali del corso d'acqua. (Conferma Trib. Chieti 24 maggio 2012 )
Cassazione penale sez. III 19 marzo 2013 n. 20737 Il reato di distruzione o deturpamento di bellezze naturali è un reato di danno e a forma libera che si realizza con l’effettiva distruzione e depauperamento dei luoghi soggetti a speciale protezione (Nel caso di specie si trattava di un manufatto, non autorizzato, con aumento di cubatura nel comune di Anacapri in cui il piano regolatore stabiliva che la zona fosse “a verde agricolo” e il piano paesistico “ a protezione integrale”).
Tribunale Napoli 19 giugno 2012 n. 9146 La contravvenzione di cui all'art. 734 c.p. si configura come un reato di danno, e non di pericolo, richiedendo per la sua punibilità che si verifichi in concreto la distruzione o l'alterazione delle bellezze protette. Non è sufficiente, pertanto, per integrare gli estremi del reato, la mera esecuzione di un'opera o la semplice alterazione dello stato naturale delle cose sottoposte a vincolo, ma occorre che tale alterazione abbia effettivamente determinato la distruzione o il deturpamento della bellezza naturale. (Conferma App. Palermo 19 gennaio 2011)
Cassazione penale sez. III 17 aprile 2012 n. 35792 L'accertamento della distruzione o deturpamento di bellezze naturali, che costituisce il nucleo della corrispondente fattispecie criminosa, continua ad essere demandato, anche successivamente alle modifiche all'art. 181 del d.lg. n. 42 del 2004 apportate dalla l. n. 308 del 2004, al giudice penale, indipendentemente da ogni valutazione di compatibilità paesaggistica da parte dell'autorità amministrativa, rilevante, infatti, unicamente con riguardo all'elemento psicologico o alla gravità del reato. (In motivazione la Corte ha precisato che detta valutazione amministrativa ha efficacia scriminante con riguardo al solo reato di esecuzione di lavori non autorizzati su beni paesaggistici di cui all'art. 181 cit., fatta eccezione per i fatti commessi entro e non oltre il 30 settembre 2004, per i quali, ex art. 1, comma trentasette, l. n. 308 del 2004, è prevista l'estinzione anche del reato di cui all'art. 734 c.p.). Rigetta, Trib. Aosta, 06/10/2009
Cassazione penale sez. III 17 giugno 2010 n. 34205
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