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Timestamp: 2018-05-25 11:51:59+00:00
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IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI UNI dove, quando, 15/09/2013. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco - PDF
IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI UNI dove, quando, 15/09/2013. Ing. Luigi Ferraiuolo Corpo Nazionale Vigili del Fuoco
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1 IMPIANTI EVACUAZIONE FUMO e CALORE UNI UNI dove, quando,. come 1
2 LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO D.M. 19 agosto 1996 articolo 5.3 :"... la sala deve essere dotata di un efficace sistema di evacuazione fumi... LOCALI DI ESPOSIZIONE E VENDITA D.M. 27 luglio SISTEMA DI CONTROLLO DEI FUMI NATURALE O MECCANICO Le aree adibite alla vendita devono essere provviste di un sistema di controllo dei fumi finalizzato a garantire un altezza libera dal fumo pari almeno a 2,00 metri. 2
3 LOCALI DI ESPOSIZIONE E VENDITA D.M. 27 luglio SISTEMA DI CONTROLLO DEI FUMI NATURALE O MECCANICO Gli ambienti di edifici pluripiano che si affacciano sulla mall devono presentare compartimentazioni fisse o mobili sugli affacci stessi per evitare la propagazione dei fumi verso i vari piani dell edificio. Tale obiettivo può essere raggiunto con [ omissis ] sistema di controllo dei fumi con l ausilio di evacuatori di fumo e calore (EFC) a funzionamento naturale o con l ausilio di estrattori meccanici, dimensionato e realizzato in conformità alle vigenti norme tecniche di impianto e di prodotto. e ancora in tutte le attività soggette, laddove è stata inserita come misura di protezione al fine della determinazione delle prestazioni di resistenza al fuoco richieste alle strutture (D.M. 9/3/2007) q f,d = d q1 d q2 d n q f MJ/m 2 d n = Π i d i è il fattore che tiene conto delle differenti misure di protezione adottate d n3 = 0, 90 Sistemi di evacuazione automatica di fumo e calore 3
4 . e ancora In tutte le attività soggette, laddove venga adottato un approccio prestazionale (DM 9/5/2007) e l adozione di un sistema di «evacuazione fumo e calore» sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza definiti D.Lgs 81/
5 UNI : Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 1 progettazione e installazione dei Sistemi di Evacuazione Naturale di fumo e calore (SENFC) 2012 UNI : Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 2: progettazione e installazione dei Sistemi di Evacuazione Forzata di fumo e calore (SEFFC) Fumo Fiamma - Calore Gas 5
6 Il calore rappresenta il pericolo principale per le persone che si trovino nelle immediate vicinanze del punto di origine dell incendio Fumo e gas prodotti dalla combustione minacciano la sicurezza delle persone presenti anche in zone più lontane dalla sede dell evento 6
7 I Sistemi di evacuazione forzato di fumo e calore (SEFC) creano in poco tempo uno strato libero da fumi nella parte bassa degli ambienti incendio. SEFC 7
8 mantenere le vie di esodo e gli accessi liberi da fumo agevolare le operazioni di lotta contro l incendio creando uno strato libero da fumo ritardare e/o prevenire il flash over e quindi lo sviluppo generalizzato dell incendio limitare i danni agli impianti e alle merci ridurre gli effetti termici sulle strutture ridurre i danni provocati dai gas di combustione e dalle sostanze tossiche e/o corrosive originate dalla combustione Scopo e Campo di Applicazione Criteri di progettazione e installazione dei Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) dei Sistemi di Evacuazione Naturale di Fumo e Calore (SENFC) in caso d incendio 8
9 Sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC) NON rientra nel DM 22 gennaio 2008 n. 37 9
10 Entrata in vigore il (90 gg pubblicazione) Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151 art. 3 Istanza di valutazione dei progetti (rif. art. 3 DPR 151/2011) a) documentazione tecnica, a firma di tecnico abilitato, conforme a quanto previsto dall Allegato I al decreto; ALLEGATO I DOCUMENTAZIONE TECNICA ALLEGATA ALL'ISTANZA DI VALUTAZIONE DEI PROGETTI A DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITA' NON REGOLATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI ANTINCENDIO B DOCUMENTAZIONE RELATIVA AD ATTIVITA' REGOLATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI ANTINCENDI 10
11 relativamente agli impianti di protezione attiva: la norma tecnica di progettazione applicata, le prestazioni dell impianto, le sue caratteristiche, le caratteristiche dei componenti da impiegare e l idoneità dell impianto in relazione al rischio presente nell attività Fase preliminare del progetto descritta nella UNI 9494 Documentazione di progetto Fase preliminare una relazione tecnico-descrittiva sulla tipologia e consistenza degli impianti comprensiva, dello schema a blocchi. La relazione deve includere tutti gli elementi necessari per il corretto dimensionamento del sistema Nota - Le informazioni devono essere coerenti con l analisi del rischio dell attività un insieme di tavole grafiche del(i) fabbricato(i). 11
12 si applica ad ambienti da proteggere con una superficie minima di 600 m 2 e un altezza minima di 3 m edifici monopiano ultimo piano di edifici multipiani piano intermedio di edifici multipiani collegabile alla copertura ambienti a rischio di esplosione corridoi corridoi con scale 12
13 Sistemi di evacuazione di fumo e calore (SEFC) componenti selezionati per lavorare congiuntamente al fine di evacuare fumo e calore in modo da creare uno strato in sospensione di gas caldi al di sopra di aria più fredda e più pulita Norme tecniche richiamate UNI 9795 UNI EN UNI EN UNI EN UNI EN UNI EN Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme di incendio - Progettazione, installazione ed esercizio Sistemi per il controllo di fumo e calore Parte 1: Specifiche per le barriere al fumo Sistemi per il controllo di fumo e calore Parte 1: Specifiche per gli evacuatori naturali di fumo e calore Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 3: Specifiche per gli evacuatori forzati di fumo e calore Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 7: Condotte per il controllo dei fumi Sistemi per il controllo di fumo e calore - Parte 8: Serrande per il controllo dei fumi UNI EN Sistemi per il controllo del fumo e del calore Parte 10: Apparecchiature di alimentazione.. 13
14 Sistema Evacuazione Naturale di Fumo e Calore La stratificazione di fumi e gas caldi è la normale situazione che si viene a sviluppare nei primi istanti dell incendio I sistemi di controllo del fumo accelerano e mantengono la situazione di equilibrio tra pressione di aria calda in espulsione e aria in ingresso Il sistema rimarrà efficiente fintanto che l equilibrio verrà mantenuto e l energia sviluppata dall incendio verrà espulsa attraverso l uscita dei gas caldi Componenti principali di un SENFC ENFC installato su tetto (UNI EN ) Barriere al fumo (UNI EN ) Aperture per l afflusso di aria esterna Compartimento a soffitto (serbatoio fumo) Ambiente da proteggere 14
16 Altezza del locale Distanza fra il livello più alto del pavimento e la media delle altezze del punto più alto e del punto più basso del tetto Negli ambienti, con pavimenti con pendenze di rilievo, per esempio locali di pubblico spettacolo, gradinate con posti a sedere a quote diverse ecc., il punto zero per la misura della altezza (h) è quello dell ingresso d aria a quota più alta Altezza dello strato di aria libera da fumo, altezza delle barriere al fumo y m 2,5 Y 4 m h bo m 1,0 z h bo Y > 4 m 16
17 Superficie del compartimento a soffitto Superficie dei locali da proteggere m oppure Suddivisa in Compartimenti a Soffitto (As) m Barriere al fumo Barriere al fumo devono essere conformi alla UNI EN
18 Nota: Le superfici dei compartimenti a soffitto sono delimitati sui 4 lati da barriere al fumo aggiunte o da elementi strutturali idonei. Superficie Utile Totale di apertura (SUT ) SUT = Superfici utile di apertura degli ENFC (Aa) installati in uno stesso compartimento a soffitto Gruppo Dimensionamento Potenza Incendio calcolo Altezza Libera da fumo 18
19 t (min) durata convenzionale di sviluppo dell incendio (t ) t (min) durata convenzionale di sviluppo dell incendio (t ) t 1 tempo d allarme + t 2 tempo d intervento min 5 oppure min Criteri Appendice C 19
20 Il tempo convenzionale di sviluppo dell incendio tempo che intercorre tra lo scoppio dell incendio e il momento dell allarme Tempo di allarme 0 min 5 min in presenza di un sistema automatico di rivelazione che aziona il SEFC o con allarme trasmesso ad un locale presidiato h 24 con personale in grado di intervenire adeguatamente nel caso di edificio con presenza di persone h min in tutti gli altri casi Il tempo convenzionale di sviluppo dell incendio Tempo di allarme Tempo di intervento Tempo che intercorre tra l allarme e l inizio delle operazioni di estinzione 5 min nel caso di presenza h 24 di squadra di soccorso interno 10, 15, 20 min o maggiore nel caso di squadra di soccorso esterna a definire in funzione delle condizioni locali e comunque non minore di 10 min 20
21 APPENDICE C (informativa) LINEE GUIDA PER LA DETERMINAZIONE DEL GRUPPO DI DIMENSIONAMENTO Il progettista può altresì utilizzare valori basati su dati statistici più recenti pubblicati in via ufficiale dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco o concordare con il comando locale dei VVF il valore più corretto Velocità di propagazione dell'incendio Velocità di avanzamento del fuoco all interno della zona interessata dall incendio indice della possibilità di propagazione delle fiamme dal punto d innesco alle zone limitrofe 21
22 La velocità di propagazione dell incendio dipende dal tipo di materiale e dalla sua configurazione e disposizione Valutazione del rischio incendio La scelta deve comunque essere giustificata nella relazione in cui si fa la valutazione del rischio d incendio. Velocità di propagazione dell'incendio APPENDICE C In mancanza di informazioni specifiche è possibile valutare la velocità di propagazione riferendosi alla classificazione dei pericoli tipici indicata nella norma UNI EN Gruppi di pericolo e corrispondenti velocità di propagazione dell incendio 22
23 Calcolo SUT Il valore è in funzione dell altezza del locale (h in metri), dell altezza libera da fumo (y in metri) e dal gruppo di dimensionamento GD. Superficie per l afflusso di aria fresca La sezione delle aperture da realizzare nell ambiente è quella necessaria per garantire l afflusso di aria in uno solo dei compartimenti a soffitto ed in particolare quello avente il massimo valore di SUT. Superficie Totale Corretta delle aperture di afflusso aria (SCT) Superficie Utile Totale di Evacuazione (SUT) = R s 1, 5 23
24 Superficie Totale Corretta delle aperture di afflusso aria (SCT) fattore c z Superficie Totale delle aperture di afflusso aria Dimensionamento e selezione dei componenti I componenti fanno parte di un SENFC progettato in modo appropriato e sono selezionati in base alle prestazioni richieste e alle norme di riferimento I componenti principali sono i seguenti: - ENFC; - alimentazioni; - quadri di comando e controllo; - barriere al fumo; - linee di collegamento; - aperture per l afflusso di aria fresca 24
25 norme di riferimento ENFC conformi alla UNI EN L apparecchiatura è schematizzabile in: basamento e suoi organi di fissaggio alla copertura; elementi mobili di chiusura; dispositivi di apertura. ENFC ENFC devono essere posizionati in modo omogeneo nei singoli compartimenti a soffitto coperture piane o con pendenza non maggiore del 20% uno ogni 200 m 2 coperture con pendenza maggiore del 20% uno ogni 400 m 2 25
26 ENFC coperture piane o con pendenza non maggiore del 20% 5 20 m coperture con pendenza maggiore del 20% ENFC devono essere posti, nella parte più alta della copertura stessa Il centro di ogni singolo apparecchio non deve comunque trovarsi al disotto dell altezza di riferimento h del locale. prestazioni richieste Deve essere garantita l apertura degli ENFC nelle probabili condizioni climatiche più gravose che possono manifestarsi in caso d incendio 26
27 APERTURA SOTTO CARICO AFFIDABILITA 27
28 BASSA TEMPERATURA AMBIENTE CARICO VENTO 28
29 RESISTENZA AL CALORE ENFC ENFC devono essere posizionati in modo da evitare che le loro prestazioni (Aa) non siano influenzate negativamente dal vento Appendice E 29
30 ENFC Particolare cura deve essere posta nella realizzazione di tali installazioni al fine di evitare che esse stesse possano aggravare il pericolo di propagazione di incendio da un fabbricato ad un altro, nel fabbricato stesso e da un compartimento all altro Gli ENFC devono essere muniti di un comando esterno, sull apparecchio o remoto, che permetta di svolgere agevolmente le operazioni di sorveglianza, controllo e manutenzione 30
31 Ogni ENFC deve essere munito di: un dispositivo di apertura individuale un dispositivo di apertura a distanza manuale o automatico linee di collegamento Elettrico linee di collegamento Pneumatico Azionamento EFC Il dispositivo termico individuale deve funzionare alla temperatura di 68 C, se non diversamente indicato 31
32 Linee di collegamento Azionamento EFC I dispositivi di apertura a distanza devono essere realizzati in modo da aprire contemporaneamente soltanto gli EFC posti nel compartimento interessato da incendio. I dispositivi di apertura a distanza manuale, devono essere progettati in modo che ne sia garantito il funzionamento anche in caso d incendio; devono essere azionabili da posizioni sicure e che non presentino pericolo d incendio I dispositivi di apertura a distanza automatici, devono essere comandati da impianti rilevazione incendi conforme alla UNI 9795 Elettrico 32
33 Pneumatico Linee di collegamento Azionamento EFC Gli ENFC installati in locali dotati di impianto di protezione antincendio a gas devono essere pilotati solo con dispositivi di sgancio manuale posti in luogo accessibile e ben identificabili 33
34 Linee di collegamento Azionamento EFC Nei locali protetti con impianti di estinzione automatici a pioggia o ad acqua frazionata entrambi devono essere realizzati in modo da non compromettere il loro funzionamento reciproco DOCUMENTAZIONE (MANUALE) DELL IMPIANTO Alla fine della realizzazione del SENFC deve essere approntata una documentazione comprendente le informazioni che permettono di controllare e successivamente gestire l impianto, in modo da garantirne il mantenimento della conformità e l efficienza documenti di progetto (All.A) aggiornati verbale di verifica di primo funzionamento documentazione dei componenti conformi alle norme e le specifiche di riferimento manuale di uso e manutenzione con istruzioni di funzionamento, controlli periodici e manutenzione del SENFC 34
35 Principi di funzionamento degli impianti SEFFC 35
36 rilascio termico Soluzioni SEFFC 36
37 Soluzioni SEFFC Soluzioni SEFFC 37
38 Soluzioni SEFFC Soluzioni SEFFC 38
40 Progettazione - Principi gruppo di dimensionamento Il dimensionamento dei SEFFC dall altezza dello strato libero da fumo che si desidera raggiungere nel locale Il gruppo di dimensionamento definito secondo il prospetto può essere ridotto di una unità in presenza di un impianto di estinzione automatico (per esempio impianti sprinkler, impianti a schiuma) se nel compartimento sono immagazzinati materiali con altezza maggiore di 1,5 m, il gruppo di dimensionamento deve essere aumentato di una unità 40
41 Portata volumetrica di aspirazione e temperature medie dei fumi I valori indicati sono compatibili con un rilascio termico di 300 kw/m 2 41
43 Punti di estrazione del fumo e calore In tutti i sistemi SEFFC (siano essi ad aspirazione diretta, canalizzata o centralizzata), per ciascun compartimento a soffitto deve essere verificata l'equazione Verifica 43
44 Afflusso/Alimentazione dell'aria esterna L attivazione dell immissione deve essere contestuale all attivazione dell impianto SEFFC e può avvenire automaticamente, tramite intervento del personale di emergenza, oppure tramite dispositivi speciali Afflusso/Alimentazione dell'aria esterna Punti di afflusso dell'aria esterna dovranno essere collocate all interno dello strato libero da fumo aperture installate su una o più pareti del compartimento antincendio e che confinano con l'ambiente esterno aperture installate su canali destinati all'afflusso dell'aria esterna tramite un apposito ventilatore 44
45 Aperture per sistemi ad immissione aria naturale serrande automatizzate o altri dispositivi simili porte o finestre minima superficie efficacie A EF (m 2 ) Portata aspirata dal compartimento a soffitto velocità massima ammissibile per l'ingresso dell aria di ricambio 2 m/s 1 m/s Aperture per sistemi ad immissione aria naturale A AE - superficie geometrica delle aperture di afflusso dell aria Per le aperture costituite da serrande automatizzate o dispositivi simili, il valore di superficie efficace A EF deve essere desunto dai cataloghi del produttore; in mancanza viene ricavato utilizzando un fattore di correzione c z = 0,5. 45
46 Aperture per sistemi ad immissione aria forzata minima superficie (m 2 ) Portata aspirata dal compartimento a soffitto velocità massima ammissibile per l'ingresso dell aria di ricambio Con l'immissione forzata, essendo indotta da un ventilatore che garantisce la portata desiderata, non sono necessari fattori correttivi per il calcolo delle superfici Aperture per sistemi ad immissione aria forzata Nel caso di immissione forzata va evitata la pressurizzazione dei locali oggetto di evacuazione di fumo e calore; a tal fine è necessario correggere la portata di mandata in funzione della densità dei fumi estratti in modo da avere il bilanciamento in massa delle portate fluenti. ρ t = 20 C è la densità dell aria valutata a 20 C (= 1,2041 kg/m3) 46
47 Aperture per sistemi ad immissione aria forzata semplici aperture realizzate sulle condotte di immissione dell'aria esterna griglie o diffusori (a scopo estetico o funzionale) installate sulle medesime condotte serrande per il controllo dell'immissione dell'aria esterna (per singolo compartimento o compartimenti multipli) installate sulla superficie delle condotte predisposte I componenti di un impianto SEFFC - ventilatore per SEFFC; - punti o aperture di estrazione fumo e calore; - aperture per l'afflusso dell'aria esterna; - condotte di controllo del fumo; - serrande di controllo del fumo; - barriere al fumo; - condotte per l'immissione dell'aria esterna; - serrande di controllo dell'immissione dell'aria esterna; - ventilatori di immissione dell'aria esterna; - impianto di alimentazione elettrica; - sistemi di controllo; - supporti. 47
48 Classe di temperatura dei componenti dell impianto SEFFC Alcuni dei componenti dell impianto SEFFC, per poter operare alle condizioni indicate nel prospetto precedente, devono soddisfare le classi minime di temperatura riassunte nel seguente prospetto. classe EI xxx S, il termine "xxx" indica la durate di resistenza al fuoco (da 15 min a 240 min) del compartimento antincendio nel quale il prodotto è installato 48
49 Soluzioni e componenti Marchiatura CE e Documentazione Informazioni su ambito di applicazione consentito (verticale, orizzontale, portate.) Istruzioni di installazione (posa, fissaggio ) Istruzioni di manutenzione ordinaria (periodicità, check-list, registro) 49
50 DOCUMENTAZIONE (MANUALE) DELL IMPIANTO Alla fine della realizzazione del SENFC deve essere approntata una documentazione comprendente le informazioni che permettono di controllare e successivamente gestire l impianto, in modo da garantirne il mantenimento della conformità e l efficienza documenti di progetto (All.A) aggiornati verbale di verifica di primo funzionamento documentazione dei componenti conformi alle norme e le specifiche di riferimento manuale di uso e manutenzione con istruzioni di funzionamento, controlli periodici e manutenzione del SENFC 50