Source: https://damianorama.wordpress.com/2008/05/19/il-processo-andreotti-la-sentenza/
Timestamp: 2017-07-28 06:41:21+00:00
Document Index: 110913544

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Il processo Andreotti – la sentenza | Revolution will not be televised
Il processo Andreotti – la sentenza
(la sentenza di appello, confermata in cassazione con alcune modifiche è riportata in forndo all’articolo, dopo una introduzione sulla complessa vicenda processuale)
Il processo Andreotti rappresenta il culmine della storia italiana. C’è dentro la miseria, la ferocia, la voglia di riscatto di un popolo. C’è l’ambiguità, la rarefazione della logica, gli arcana imperii.
C’è l’uomo la cui vita politica è più lunga dell’esistenza della Repubblica in cui questa vita si è esplicata. Andreotti ha cominciato la sua attività di politica, governativa ovviamente!, nel Governo Provvisorio di Salerno nel 1943. Insomma politicamente ha due anni più della Repubblica, cinque più della Costituzione.
Visto che i mezzi di comunicazione non hanno badato a spese per far passare il messaggio che Andreotti fosse stato assolto, cominciamo da qui un brevissimo riassuntino nel merito di questo processo per mafia uno dei Padri della Patria, sette volte Presidente del Consiglio, innumerevoli volte Ministro.
Andreotti è stato riconosciuto colpevole di associazione a delinquere “con mafiosi” fino alla primavera del 1980. Reato commesso ma prescritto.
(Il reato di “associazione di stampo mafioso” è una fattispecie giuridica che risale al 1982, dunque rimasta fuori dal periodo di attribuzione del reato. Per A. quindi era associazione a delinquere “semplice”, pur se con persone che da lì a due anni si sono potute giuridicamente chiamare “mafiosi”. Detto questo fate voi…)
Il Primo Grado fini con un’assoluzione per non aver commesso il fatto.
La Procura di Palermo fece ricorso, mostrando come il Tribunale avesse dato una valutazione delle prove “atomizzante”, cioè prese e valutate autonomamente senza che queste potessero concorrere a creare un quadro generale di significato. Io l’ho detto in tre righe loro ci hanno messo 80 pagine, ma l’idea è questa.
La corte di Appello, con una motivazione di 1500 pagine, risponde: “cacchio, mi sa che avete ragione voi”.
Andreotti viene condannato per associazione a delinquere. Ma viene ristretto il periodo di contestazione del reato alla primavera del 1980 (quando cambiarono i vertici di Cosa Nostra ed a Bontade subentrarono i Corleonesi). Si permette così l’intervento della prescrizione, poichè la fattispecie giudirica della “associazione per delinquere di stampo mafioso” risale solo al 1982 ed ha tempi di prescrizione assai più lunghi.
La Cassazione infine giudica ripetutamente “non illogica”, “non irrazionale” e “priva di fratture logiche e di omissioni” la sentenza di Appello, pur sottolineando che possono esistere interpretazioni alternative.
Dunque alla fine del lungo percorso viene confermata dalla Cassazione la statuizione di 2° grado:
“(viene) ravvisata la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità ma in quelli più ampi e significativi di una più concreta collaborazione ”
pag 211 Sentenza di Cassazione
(ringrazio unoetrino che mi ha fatto notate la grossa confusione che avevo creato nel post, pur avendo letto diffusamente entrambe le sentenze. Me ne scuso.)
Gli episodi più significativi contestati ad Andreotti sono (estratti dalla sentenza di Cassazione):
gli incontri con Stefano Bontade, capo di Cosa nostra. Due incontri sono stati provati, uno prima e uno dopo l’assassinio di Pierasanti Mattarella, il Presidente della Regione Sicilia, incongruamente onesto e fastidioso.
Alcuni favori richiesti alla mafia da Gelli, tramite Andreotti, per spianare la strada alla candidatura di Gelli stesso in Calabria, poi fallita.
La relazione strettissima di Salvo Lima, proconsole andreottiano in Sicilia, con i fratelli Salvo, potentissimi industriali mafiosi, oltre che con Vito Ciancimino, poi condannato. I fratelli Salvo risultano poi avere il numero di telefono personale di Andreotti.
L’omicidio di Carmine Pecorelli, giornalista legato ai Servizi, diventato fastidioso dopo il caso Moro. Nella tesi di accusa, basata sulle rivelazioni di alcuni pentiti, l’omicidio fu un favore di Cosa Nostra al Nostro.
Una torbida connessione con il Golpe Borghese del 1970, mai pienamente provata. È certo tuttavia che la Mafia fu contattata da ambienti golpisti legati alla P2.
Le comprovate relazioni personali con vari Boss mafiosi. Tra questi quasi certamente anche Totò Riina e Provenzano, che si sono vantati in molte occasioni dei loro agganci politici. Il tribunale non ha ritenuto provata quest’ultima connessione, nonostante varie risultanze.
Ecco in sintesi l’indicibile, ciò che in Italia alcuni sanno ma non può detto ad alta voce:
cioè che in una maniera o in un’altra, abbiamo avuto alla guida della nazione, almeno per quattro volte anche nell’interpretazione finale di “entro il 1980”, un uomo che ha trattato direttamente e personalmente con la Mafia per obiettivi diversi che quello di sconfiggerla.
Ecco qua lo stralcio conclusivo della Sentenza di Appello, poi confermata dalla Cassazione.
~ di damianorama su maggio 19, 2008.
Pubblicato su Potere, Politica e Società	Tag: andreotti, italia, mafia, politica, processo, sentenza	14 Risposte to “Il processo Andreotti – la sentenza”
E’ incredibile come ancora si sappia pochissimo di questa vicenda e la gente ritenga ancora che Andreotti sia stato prosciolto…
Federico said this on	maggio 20, 2008 a 4:10 pm | Rispondi Ma che bel sito! Proprio bello
virus said this on	maggio 22, 2008 a 10:57 am | Rispondi grazie per aver riportato la sentenza: è un servizio prezioso d’informazione
Vivian said this on	maggio 23, 2008 a 9:38 pm | Rispondi […] Ottobre 2008 · Nessun Commento https://damianorama.wordpress.com/2008/05/19/il-processo-andreotti-la-sentenza/ … “In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla […]
Ho visto cose che voi umani… said this on	ottobre 17, 2008 a 1:42 pm | Rispondi […] Ottobre 2008 · Nessun Commento https://damianorama.wordpress.com/2008/05/19/il-processo-andreotti-la-sentenza/ … “In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla […]
La sentenza del processo Andreotti « Ho visto cose che voi umani… said this on	ottobre 17, 2008 a 6:34 pm | Rispondi …la gente crede di vivere in un paese democratico…e se tutto va male si ricercano le cause altrove piuttosto che in questo sistema corrotto fatto di gente che si gestisce il potere in modo privato, disposto ad ammazzare quando gli si intralcia la strada. e tutto questo è possibile con la compiacenza dei media. E’ uno schifo che non accetterò mai e mi unisco nelle intenzioni e anche nei fatti a tutti colore che rivendicano uno stato libero dalla corruzione. Evviva Caselli Evviva Falcone Evviva Borsellino
francesca said this on	marzo 30, 2009 a 2:34 pm | Rispondi […] pubblicato precedentemente su questo blog le sentenze di Andreotti (Cassazione) e Dell’Utri (primo […]
Lettera a Berlusconi dalla Mafia « Revolution will not be televised said this on	luglio 6, 2009 a 9:09 pm | Rispondi non entro nel merito…ma forse sarebbe il caso di leggere la sentenza della Corte di Cassazione e farvi un idea!Dico solo che la corte suprema non conferma la corte di appello ma semplicemente se ne lava le mani!
“il Collegio ritiene di dover riprendere l’osservazione
iniziale: i giudici dei due gradi di merito sono pervenuti a soluzioni diverse; non rientra tra i compiti
della Corte di Cassazione, come già reiteratamente precisato, operare una scelta tra le stesse perché
tale valutazione richiede l’espletamento di attività non consentite in sede di legittimità; in presenza
dell’intervenuta prescrizione, poi, questa Corte ha dovuto limitare le sue valutazoni a verificare se le
prove acquisite presentino una evidenza tale da conclamare la manifesta illogicità della motivazione
della sentenza in ordine all’insussistenza del fatto o all’estraneità allo stesso da parte dell’imputato;
7) ne deriva che, mancando tali estremi, i ricorsi vanno rigettati.
Al rigetto del ricorso dell’imputato consegue per il medesimo l’onere delle spese ai sensi dell’art.
616 c.p.p..
Rigetta il ricorso del Procuratore Generale e dell’imputato e condanna quest’ultimo al pagamento
Roma, 15 ottobre 2004.
Si da atto che la presente motivazione è stata letta e approvata dal Collegio, ai sensi dell’art. 617
c.p.p., nelle camere di consiglio del 21 e 28 dicembre 2004.
DEPOSITATO IN CANCELLERIA il 28 dicembre 2004
unoetrino said this on	settembre 11, 2009 a 8:14 pm | Rispondi (ho modificato questo mio commento poichè riportava gravi inesattezze, che ho corretto anche nel post. Ciò che segue rimane invece valido, per me.)
infine, forse sarebbe bene entrare nel merito, sai?
aldilà della valutazione penale degli atti, sono stati considerati PROVATI eventi politicamente gravissimi, come l’acclarata disponibilità di Andreotti nei confronti della mafia, i suoi incontri con Stefano Bontade, prima e dopo l’assassino di Piersanti Mattarella e parecchie altre cose.
in uno che era stato PRIMA DEL 1980 5 volte presidente del consiglio, ti sembra poco?
o poco significativo?
damianorama said this on	settembre 17, 2009 a 3:36 pm | Rispondi ciao damianorama quella tu ripori è la sentenza della
Corte di Appello…la corte di cassazione non si esprime nel merito in quanto non la ritiene manifestamente illogica unitamente a quella di primo grado e per l’intervenuta prescrizione. Tutto qui.
Se la corte di appello avesso condannato Andreotti per aver incontrato Bontade su Marte allora poteva cassare la sentenza…
unoetrino said this on	settembre 29, 2009 a 8:31 pm | Rispondi Hai perfettamente ragione, me ne scuso. Correggo subito il post.
Le MOTIVAZIONI che riporto sono quelle della sentenza di Cassazione. Lo stralcio finale che io riporto (in grassetto) è della sentenza di Appello, confermata in Cassazione.
In APPELLO il periodo di contestazione del reato viene ristretto al 1980. Così la corte di fatto concesse l’estizione per prescrizione. (grazie alla circostanza che la fattispecie giuridica di “associazione di stampo mafioso” inizia nel 1982. Dunque la sua è “associazione per delinquere”, associazione con mafiosi ovviamente!)
La Cassazione giudica ripetutamente “non illogica”, “non irrazionale” e “priva di fratture logiche e di omissioni” la sentenza di Appello, pur sottolineando che possono esistere interpretazioni alternative.
Dunque alla fine del lungo percorso viene: ” ravvisata la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità ma in quelli più ampi e significativi di una più concreta collaborazione ”
pag 211 Cassazione
ringrazio unoetrino che mi ha fatto notate la grossa confusione che avevo creato nel post, pur avendo letto diffusamente entrambe le sentenze.
damianorama said this on	ottobre 1, 2009 a 9:02 am | Rispondi Figurati lo faccio per passione…!ci sarebbero altre precisazioni da fare ma mi fermo qua! tanto non ho alcuna intenzione di fare cambiare idea ai lettori di questo interessante sito!Ciao.
unoetrino said this on	ottobre 2, 2009 a 7:39 pm | Rispondi ciao,
Non penso che chi legge il mio sito abbia “un’opinione” specifica. Almeno, io non l’ho di certo. Informarsi è un preliminare indispensabile al costruirsi opinioni! Non potrai negare che il messaggio, comunemente diffuso, che Andreotti sia stato “assolto” sia gravemente scorretto e che falsifichi una realtà grave e densa di implicazioni, di rapporti e connivenze tra Stato e le varie criminalità organizzate.
Penso che tutto questo sia una cornice di legalità che DEVE precedere qualunque dibattito di argomento politico.
Che i servizi segreti appoggino convenienze politiche, nazionali e internazionali, che i politici siano uniti da interessi di lobby economiche, industriali, mafiose, che l’informazione non riesca più a compiere il suo ruolo di vigilanza e di controllo, che i cittadini stessi siano tanto ignoranti e analfabeti da essere incapaci di informarsi in merito a ciò che li riguarda, sono tutti fatti che svuotano di senso la democrazia rendendola un puro “istituto formale”.
Questo è ciò che va combattuto. Con la passione e la disponibilità a fare sempre un passo in più.
damianorama said this on	ottobre 2, 2009 a 9:19 pm | Rispondi Andreotti è stato ASSOLTO da entrambe le corti di merito, totalmente dal Tribunale e dall’80 in poi dalla Corte d’Appello. Quest’ultima ha invece dichiarato il NON LUOGO A PROCEDERE per i fatti anteriori al 1980. Il non luogo a procedere non è né assoluzione né condanna. Quindi continuare a dire che Andreotti è stato ritenuto colpevole sino al 1980 NON E’ VERO, non corrisponde alle sentenze. Il non luogo a procedere, anzi, pur non essendo un’assoluzione, fa rivivere in pieno la presunzione di innocenza. Quindi Andreotti E’ INNOCENTE.
Italo Sgrò said this on	dicembre 24, 2014 a 9:44 am | Rispondi Rispondi Annulla risposta	Scrivi qui il tuo commento...