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Timestamp: 2019-12-09 13:26:47+00:00
Document Index: 19329680

Matched Legal Cases: ['art. 2748', 'art. 2748', 'art. 2748', 'art. 2747', 'art. 1153', 'art. 2777', 'art. 2772', 'art. 2773', 'art. 2747']

Art. 2748 codice civile - Efficacia del privilegio speciale rispetto al pegno e alle ipoteche - Brocardi.it
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Articolo 2748 Codice civile
Efficacia del privilegio speciale rispetto al pegno e alle ipoteche
Dispositivo dell'art. 2748 Codice civile
Se la legge non dispone altrimenti, il privilegio speciale sui beni mobili non può esercitarsi in pregiudizio del creditore pignoratizio [2777, 2781] (1).
I creditori che hanno privilegio sui beni immobili sono preferiti ai creditori ipotecari se la legge non dispone diversamente [2770, 2774].
(1) L'ordine di preferenza che vede il pegno preferito rispetto al privilegio speciale mobiliare, viene però ribaltato qualora il creditore pignoratizio risulti essere in mala fede ed abbia di conseguenza notizia dell'esistenza del privilegio.
La norma pone la regola generale che il privilegio speciale immobiliare prevalga sull'ipoteca, mentre quello mobiliare soccomba rispetto al pegno. Tuttavia, in entrambi i casi sono contemporaneamente previste deroghe da diverse disposizioni di legge.
Spiegazione dell'art. 2748 Codice civile
Conflitto fra privilegi mobiliari e crediti pignoratizi
L'art. 2748 prevede e risolve i conflitti fra i privilegi speciali ed i diritti di garanzia reale : pegno ed ipoteca. Occupiamoci anzi­tutto del pegno, che viene preso in considerazione nel primo comma.
La legge non distingue tra pegno acquistato anteriormente e quello acquistato posteriormente al privilegio, mostrando così di volere dare in ogni caso la preferenza al primo : il che potrebbe sembrare in con­trasto col principio accolto nel secondo comma dell'art. 2747 che, come si è visto, accorda al privilegio un diritto di preferenza sui diritti acqui­stati dai terzi sulla cosa posteriormente al sorgere del privilegio stesso. Ma il contrasto non esiste ove si pensi che il principio suddetto trova una limitazione nel caso in cui l'acquisto del diritto sia accompagnato dal possesso di buona fede ; poiché è da presumere che il creditore pignoratizio versi precisamente in buona fede ; che se fosse diversa­mente, se cioè egli avesse notizia dell'esistenza del privilegio, allora la norma dell'art. 1153 sarebbe di ostacolo all'esercizio del diritto di pegno in pregiudizio del creditore privilegiato.
Il primo comma dell'articolo in esame prevede però il caso che la stessa legge disponga diversamente ; ed allora la regola in esso enun­ciata non troverebbe applicazione. Ciò avviene, per esempio, per il privilegio delle spese di giustizia, che viene preferito sempre al pegno (art. 2777).
Conflitto fra privilegi immobiliari e crediti ipotecari
Il secondo comma dell'articolo, che prevede il conflitto dei privilegi con le ipoteche, dà sempre la preferenza ai primi, senza ri­guardo alla data d'iscrizione dell'ipoteca. E questo del resto era anche il sistema del codice del 1865. Ben vero che anche qui viene fatta espressa salvezza per il caso che la legge disponesse diversamente, ed alcuni di tali casi sono contemplati negli articoli successivi di questo capo (art. 2772, primo e secondo comma, art. 2773), mentre altri sono previsti da leggi speciali.
Conflitto fra privilegi ed altri diritti reali sulle cose immobili
Abbiamo già accennato nel commento dell'art. 2747 che le sue disposizioni devono intendersi esclusivamente riferite ai conflitti fra più diritti su beni mobili ; ed abbiamo visto come l'articolo in esame preveda, per quel che riguarda gli immobili, solo il conflitto con le ipoteche. Vien fatto ora di domandarsi quale sarà il criterio da seguire per i casi di conflitto dei privilegi speciali con gli altri diritti sulle cose, per i quali la legge non detta alcuna norma.
Ora, che anche nel silenzio della legge il privilegio debba potere esercitarsi in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi non sembra potersi dubitare di fronte al principio tradizionale, già ricordato, che regola il conflitto fra più diritti reali, della priorità della costituzione del diritto. Esso rappresenta anche nel sistema del nuovo codice un principio di ragione che non potrebbe venire disconosciuto senza giungere a conclusioni assurde, quale sarebbe quella di consentire al debitore di mala fede di frustrare gli effetti del privilegio con un atto di disposizione sulla cosa.
Dubbio invece può sorgere nei confronti dei diritti acquistati ante­riormente. Ma in proposito è da notare anzitutto che in molti casi il conflitto è previsto, in relazione ai singoli privilegi, dallo stesso codice, in varie disposizioni nelle quali viene negato al privilegio l'effetto di prevalere sui diritti reali dei terzi (articoli 2772, 2773, 2774). Da ciò si potrebbe forse essere indotti a ricavare, argomentando a contrariis, la conseguenza che negli altri casi, non previsti, il diritto anteriore del terzo dovesse venir sacrificato al privilegio. Ma sarebbe questa una conseguenza erronea, in contrasto col principio tradizionale sopra ricordato : né ciò può essere stato nelle intenzioni del legislatore. La verità si è che l'ipotesi di conflitto fra privilegi immobiliari e diritti di godimento dei terzi, oltre i casi previsti in modo espresso dalla legge, sono molto rare, ed il codice ha ritenuto per esse inutile la formula­zione di una regola speciale, dovendo riprendere applicazione in detti casi il principio generale che dà la preferenza ai diritti anteriori legal­mente acquistati e resi pubblici nei modi di legge.