Source: http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/medico-competente-C-77/guida-alla-collaborazione-col-medico-competente-AR-15642/
Timestamp: 2016-10-27 08:52:18+00:00
Document Index: 105380691

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art.7', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 41', 'art. 35', 'art. 38', 'art. 41', 'art. 6', 'art. 41', 'art. 7']

Guida alla collaborazione col medico competente
18 febbraio 2016 - Cat: Medico competente
Un Piano di Prevenzione dell’ATS Brianza si sofferma sul contributo del sistema prevenzionistico aziendale all’attività del medico competente. La guida per le imprese, la definizione e i compiti del medico competente.
Monza, 18 Feb – I Piani Mirati di Prevenzione (PMP) elaborati dal Comitato Provinciale ex. Art.7 DLgs 81/08 dell’ Azienda sanitaria locale della provincia di Monza e Brianza (dal primo gennaio 2016 ATS Brianza) hanno sempre avuto il merito in questi anni di centrare alcune delle problematiche, degli aspetti centrali e, a volte, delle carenze nelle strategie di prevenzione aziendali. È stato così per il PMP sulla formazione dei lavoratori, tema su cui anche il nostro giornale si è soffermato con diversi articoli in questi mesi, ed è così anche per il nuovo Piano Mirato che affronta il ruolo del medico competente nelle aziende.
Sappiamo che il medico competente dovrebbe rivestire all’interno del sistema prevenzionistico aziendale un ruolo molto importante. Un ruolo che non si ferma alla sorveglianza sanitaria e ai giudizi di idoneità, ma che dovrebbe riguardare anche – come ricordato nella presentazione ufficiale del nuovo PMP – una “collaborazione a tutto campo per la valutazione dei rischi, la predisposizione e attuazione delle misure per la tutela della salute e dell’integrità psicofisica dei lavoratori, la loro formazione e informazione, l’organizzazione del primo soccorso e la valorizzazione di programmi di promozione della salute”.
Ma tutto questo avviene effettivamente nelle aziende? E il datore di lavoro e gli altri attori della sicurezza (ad esempio i componenti del servizio di prevenzione e protezione e il rappresentante dei lavoratori) forniscono un adeguato supporto e stimolo all’attività del medico competente per garantirgli una partecipazione attiva ed efficace al sistema di prevenzione aziendale?
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Per rimarcare l’importanza e le
funzioni del medico competente il Comitato Provinciale ex art. 7 DLgs 81/08
del’’ASL Monza e Brianza ha dunque attivato il Piano Mirato di Prevenzione “Contributo del sistema prevenzionistico
aziendale all’attività del medico competente”. Un piano che si è
concretizzato anche in una lettera alle aziende del territorio, in una scheda
di autovalutazione, in un incontro pubblico che si è tenuto il 15 dicembre 2015
e nell’elaborazione della guida “Contributo
del sistema prevenzionistico aziendale all’attività del medico competente.
Guida per le imprese”. Ci soffermiamo oggi su questa guida
che rappresenta la sintesi condivisa del lavoro svolto dal gruppo “Contributo
del sistema prevenzionistico aziendale all’attività del medico competente”
costituito nell’ambito del Comitato di Coordinamento Provinciale ex art.7 DLgs
81/08 di Monza e Brianza. Rimandando ad altri articoli
l’eventuale approfondimento di altri aspetti della guida, rispondiamo oggi a
due domande di base. Chi è il medico competente? La guida, con riferimento a
quanto contenuto nel D.Lgs. 81/2008 (art. 2, comma 1, lettera h), indica che il medico competente è ‘un medico in possesso di uno dei titoli e
dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38, che collabora,
secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai
fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la
sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto’.
Riportiamo per chiarezza
l’articolo 38, come modificato dal D. Lgs. n. 106/2009:
Articolo 38 - Titoli e
requisiti del medico competente 1. Per svolgere le funzioni di
medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:
a) specializzazione in medicina
del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; b) docenza in medicina del
lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in
tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del
lavoro o in clinica del lavoro; c) autorizzazione di cui
all’articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277; d) specializzazione
in igiene e medicina preventiva o in medicina legale; d-bis) con esclusivo
riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze Armate, compresa l’Arma dei
carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, svolgimento
di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni.
2. I medici in possesso dei
titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti a frequentare appositi
percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del
Ministero dell’Università e della ricerca di concerto con il Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali. I soggetti di cui al precedente periodo i
quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le
attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per
almeno un anno nell’arco dei tre anni anteriori all’entrata in vigore del
presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni.
A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro
comprovante l’espletamento di tale attività.
3. Per lo svolgimento delle
funzioni di medico competente è altresì necessario partecipare al programma
di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno
1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, a partire dal
programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto
legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere
conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella
disciplina “medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro”.
4. I medici in possesso dei
titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nell’elenco
dei medici competenti istituito presso il Ministero del lavoro, della salute
La guida, che vi invitiamo a
leggere integralmente, ricorda inoltre che:
- “ai sensi dell’articolo 39
comma 1 del D.Lgs 81/08, l’attività di medico
competente è svolta secondo i principi della medicina del lavoro e del
codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale (ICOH);
- ai sensi dell’articolo 39 comma
3 del D.Lgs 81/08,il dipendente di una struttura pubblica, che svolge attività
di vigilanza, non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio
nazionale, attività di medico competente;
4 del D.L.gs 81/08, il datore di lavoro assicura al medico competente le
condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone
l’autonomia”.
La seconda domanda a cui è
necessario preventivamente rispondere riguarda invece la funzione del medico
La guida, sempre con riferimento
al contenuto del Testo Unico in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro (art. 25), riporta gli obblighi del medico competente: a) “collabora con il datore di
lavoro e il servizio di prevenzione e protezione alla:
- valutazione dei rischi, anche
ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza
- alla predisposizione
dell’attuazione delle misure per la tutela della salute e dell’integrità
psico-fisica dei lavoratori;
- all’ attività
di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di
- all’organizzazione del servizio
di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione
e le peculiari modalità organizzative;
- all’attuazione e valorizzazione
di programmi volontari di ‘promozione della salute’, secondo i principi della
b) programma ed effettua la
sorveglianza sanitaria attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei
c) istituisce, aggiorna e
custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio,
per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria;
d) consegna al datore di lavoro,
alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel
rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs 196/2003 (Codice in materia di protezione
dei dati personali, ndr) e con salvaguardia del segreto professionale;
e) consegna al lavoratore, alla
cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio,
e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della
g) fornisce informazioni ai
lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e,
nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità
di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione della attività
che comporta l’esposizione a tali agenti;
h) informa ogni lavoratore
interessato dei risultati della sorveglianza
sanitaria di cui all’art. 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia
copia della documentazione sanitaria;
i) comunica per iscritto, in
occasione delle riunioni di cui all’art. 35, al datore di lavoro, al RSPP, ai
RLS, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e
fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini dell’attuazione
delle misure per la tutela della salute e dell’integrità psico-fisica dei
l) visita gli ambienti di lavoro
almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla
valutazione dei rischi; l’indicazione di una periodicità diversa dall’annuale
deve essere comunicata al datore di lavoro ai fini della sua annotazione nel
m) partecipa alla programmazione
del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti
con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza
n) comunica, mediante
autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti di cui all’art. 38 al
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali entro il termine
di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.
Concludiamo questa prima
presentazione generale delle figura e del ruolo del medico competente
ricordando che la sorveglianza sanitaria
è “un’attività clinica complessa e articolata effettuata dal medico competente,
specialista in medicina del lavoro” (o in discipline equipollenti), “finalizzata
alla tutela della salute dei lavoratori. Consiste nella valutazione
dell’idoneità del lavoratore alla mansione lavorativa specifica attraverso
visita medica e accertamenti ematochimici e strumentali, identificati sulla
base dei rischi lavorativi”. E la sorveglianza sanitaria (art. 41) è effettuata
dal medico competente ‘nei casi previsti
dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva
di cui all’art. 6’. Ricordiamo che l'obbligo di sorveglianza sanitaria non
dipende dal numero di lavoratori occupati, ma dai fattori di rischio presenti
nell'attività svolta.
E (art. 41) la sorveglianza
sanitaria può essere effettuata ‘qualora il
lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente
correlata ai rischi lavorativi’.
2. DEFINIZIONE DI MEDICO
3. OBBLIGHI DEL MEDICO COMPETENTE
4. RAPPORTO TRA DATORE DI LAVORO
E MEDICO COMPETENTE
4.1. Contenuti del contratto di
lavoro del medico competente
5. COLLABORAZIONE DEL MEDICO
COMPETENTE CON LE ALTRE FIGURE DEL SISTEMA PREVENZIONISTICO
5.1. Il sopralluogo del medico
5.2. Riunione periodica
6. RUOLO DEL MEDICO COMPETENTE
PER LA FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTO DEI LAVORATORI
7. QUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE E
GESTIONE IDONEITÀ LAVORATIVA
7.1. Rapporto tra sorveglianza
sanitaria e giudizio di idoneità
7.2. Tipologie di giudizio
espresso dal medico competente
7.3. Giudizio idoneità in
relazione alla possibilità di svolgimento della mansione specifica
7.4. Gestione delle idoneità con
prescrizioni e/o limitazioni
7.5. Idoneità a mansione
specifica con rischi per terzi
7.6. Certificati di idoneità e
possibile ricorso alla ASL
8. COERENZA DELLA RACCOLTA E
DELLA GESTIONE DEI DATI BIOSTATISTICI
9. IMPORTANZA DEL MEDICO
COMPETENTE NELLE AZIENDE CHE PROMUOVONO SALUTE
Azienda sanitaria locale della
provincia di Monza e Brianza, Comitato Provinciale ex art. 7 DLgs 81/08
dell’ASL Monza Brianza, “ Contributo del sistema prevenzionistico aziendale all’attività
del medico competente. Guida per le imprese”, documento correlato al Piano
Mirato di Prevenzione “Contributo del sistema prevenzionistico aziendale
all’attività del medico competente” dell’ASL Monza Brianza, versione dicembre
2015 (formato PDF, 1.57 MB).
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