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Timestamp: 2019-01-17 08:58:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Consiglio comunale di S. Margherita a Roma: ecco il probabile ordine del giorno - L'Araldo: periodico di attualità, cultura e sport - Santa Margherita di Belice (Ag)
Consiglio comunale di S. Margherita a Roma: ecco il probabile ordine del giorno
L’iniziativa del 15 gennaio vuole scuotere il Parlamento e l’opinione pubblica sul mancato completamento della ricostruzione di S. Margherita di Belice a 51 anni dal sisma del 1968
admin - sabato, 12 gennaio, 2019
Chissà cosa avrà messo nella sua borsa da viaggio il sindaco di Santa Margherita di Belice, Franco Valenti, per la sua trasferta a piazza Montecitorio, in Roma.
Avrà messo soltanto la richiesta del fabbisogno finanziario per completare la ricostruzione post terremoto di Santa Margherita di Belice? O pensa di portare anche la richiesta di chiarimenti necessari per fare funzionare regolarmente la speciale commissione edilizia prevista dall’art. 5 della legge 178 del 1976?
Nel primo caso dovrà denunciare il comportamento omissivo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quest’ultimo, infatti, secondo le previsioni legislative sul terremoto del Belìce, è tenuto a presentare al Parlamento una relazione semestrale sull’attuazione della legge 178 del 1976. Norma, questa, (emanata dopo otto anni dal sisma) che detta operativamente come deve avvenire la ricostruzione delle case private dei terremotati.
I fabbisogni dei singoli Comuni sarebbero dovuti arrivare al Ministro, dopo il parere per il Governo espresso dalle competenti Commissioni parlamentari (fino al 2004 tale parere era espresso dalla Commissione bicamerale sul Belìce). Le Commissioni competenti dovrebbero essere: la VIII Commissione Ambiente della Camera dei deputati e la VIII Commissione Lavori pubblici e telecomunicazioni del Senato.
Il Coordinamento dei sindaci della Valle del Belice, già nel 2006, aveva evidenziato – come risulta dagli atti parlamentari - un fabbisogno, per i progetti già presentati dai soggetti privati, pari a 446 milioni di euro, e, per il completamento degli interventi di edilizia pubblica, di circa 133 milioni di euro. Tolti gli ultimi stanziamenti (15 milioni per il triennio 2006-2008 previsti dal Governo Berlusconi; 100 milioni previsti dal Governo Prodi per il triennio 2007-2009, e 10 milioni previsti dal Governo Monti nella finanziaria 2013) ed indicizzati i valori, il conto è bello e fatto.
Ma basta solo questo per completare la ricostruzione a Santa Margherita di Belice e recuperare il ritardo rispetto allo stato dell’arte degli altri 20 Comuni belicini? O c’è dell’altro.
Possibile che non sia necessario sapere che fine ha fatto il milione e mezzo di euro stanziato per la ricostruzione della Casa di Riposo Scaminaci? Che fine ha fatto il mezzo milione di euro, originariamente destinato alle urbanizzazioni primaria della zona Pasotti e poi transitati sotto la gestione della Protezione Civile della Regione Siciliana? Che fine hanno fatto i 160 mila euro, destinati al completamento dei portici di via Libertà e da sette anni a disposizione del Comune? Perché non si collaudano i lavori di urbanizzazione primaria della zona a monte di via Collegio?
Possibile che il sindaco Franco Valenti non senta la necessità – nella sua visita romana – di chiedere anche un chiarimento su come va gestita la speciale commissione edilizia ex art. 5 L. 178/76 (che si occupa della ricostruzione dell’edilizia privata fin dal 1987) che presiede per legge?
Il legislatore era stato lungimirante nel prevedere, già nel 1976, una commissione con funzioni di “conferenza di servizi” permanente per le pratiche edilizie connesse con il terremoto del 1968: tutti i pareri e nulla-osta propedeutici al rilascio della concessione edilizia ed all’emissione del decreto di finanziamento dovevano essere acquisiti in un unico contesto.
Ma mentre la normativa ordinaria si è evoluta (regolamentazione della “conferenza di servizi”, trasparenza amministrativa, rispetto dell’ordine cronologico, responsabilità del procedimento, utilizzo dell’informatica, sportello unico dell’edilizia), la “speciale commissione edilizia per la ricostruzione privata” è rimasta statica nella sua forma originaria. Cioè non ha tenuto conto della “dinamicità” delle leggi.
Succede così che i provvedimenti della commissione ex art. 5 L. 178/76 sono sottratti alla trasparenza amministrativa e all’accesso civico: siano essi atti di indirizzo e/o modificazioni discrezionali dell’ordine cronologico delle istanze presentate dai terremotati.
Succede anche che non risulta mai individuato un responsabile del procedimento. E, in caso di inerzia, il Responsabile Antiritardo non può intervenire perché – viene detto - figura non prevista dalle leggi speciali sul Belìce.
Succede anche che la Soprintendenza ai beni culturale si rifiuti di partecipare alle sedute della “commissione ex art. 5 L. 178/76” malgrado l’obbligo previsto dalla legge istitutiva della speciale commissione per la ricostruzione privata. Ovvero che non si ritiene vincolata al rispetto delle leggi speciali sulla ricostruzione post sisma del 1968.
Lo sportello unico per l’edilizia (S.U.E.), poi, sembra essere cosa avulsa dall’opera di ricostruzione dell’edilizia privata post sisma del 1968.
Succede così che progetti di interventi edilizi di ricostruzione post terremoto (anche per interventi di variante in corso d’opera), che magari non richiedono impegni finanziari, restano fermi per anni sulla scrivania della speciale commissione edilizi. E l’applicazione dell’istituto del silenzio assenso, vigente in tutta Italia, diventa materia discrezionale per la “speciale commissione edilizia ex art. 5 L. 178/76”.
Ecco perché sarebbe opportuno che il sindaco Franco Valenti, in piazza Montecitorio, a Roma, porti anche la richiesta di chiarimenti su come gestire la “commissione ex art. 5 L. 178/76”: se continuare ad usarla come una clava politica o come le ordinarie “conferenze di servizi”, senza se e senza ma.
Il sindaco di Santa Margherita di Belice potrebbe anche approfittare dell’occasione per chiedere al Parlamento una modifica legislativa sulla composizione della speciale commissione ex art. 5 L. 178/76: fuori i componenti politici. Eletti dal consiglio comunale secondo il manuale Cencelli, questi componenti politici detengono la maggioranza ed il loro voto può mettere in minoranza i rappresentanti delle istituzioni: Genio Civile, Soprintendenza, che partecipano alla “conferenza di servizi”.
Ma siamo sicuro che il sindaco Franco Valenti non si pone questi problemi. Basta qualche selfie in piazza Montecitorio ed appuntamento al prossimo 15 gennaio.
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