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Timestamp: 2019-04-22 16:00:04+00:00
Document Index: 111376565

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 169', 'art. 659']

Portale www.campanologia.it: Area I Arte Tecnico Scientifica - ATS.C03.02: Suono delle campane - Normativa Italiana
Capitolo ATS.C03: "Giurisprudenza - Deroga Decibel" - Pagina 02
Suono delle campane - Normativa Italiana (2009)
La Normativa Italiana e le Campane
Frequentemente si ha notizia di torri zittite o di qualche sacerdote multato per violazione della Legge 447 / 1995 o Legge Quadro sullâ€™inquinamento acustico. Eppure oltre alla legislazione coercitiva sul suono delle campane, esiste anche la normativa italiana che tutela i â€œsacri Bronziâ€� in termini di oggetto intrinseco di valore storico o architettonico e, per quanto riguarda la Regione Lombardia, anche come â€œpaesaggio sonoroâ€�.
Il Decreto Giunta Regionale della Lombardia del 8/11/2002 n. 7/11045 stabilisce, tra i Criteri e parametri per determinare il grado di incidenza paesistica di un progetto, di valutarne lâ€™incidenza ambientale espressa dallâ€™alterazione delle possibilitÃ di fruizione uditiva complessiva del contesto paesistico-ambientale. Ossia si chiede ad un progetto di natura edilizia di rispettare il â€œpaesaggio sonoroâ€� esistente, di cui fanno parte anche le campane.
Dal canto opposto quando lâ€™involucro edilizio da restaurare Ã¨ il campanile (e/o le campane), occorre presentare alle AutoritÃ preposte unâ€™opportuna relazione di valutazione paesistica da cui si comprenda chiaramente se il tipo di intervento da effettuare Ã¨ (o sarÃ , nel caso di aggiunte) congruente con la natura del paesaggio sonoro intrinseco (torre stessa) e circostante.
Il Testo Unico dei Beni Culturali Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni ed integrazioni, sancisce le caratteristiche che devono avere gli oggetti (campane comprese) per essere dichiarati â€œbeni culturaliâ€� ed essere automaticamente protetti dal vincolo di Sovrintendenza.
Eâ€™ fondamentale considerare che il vincolo imposto dalla Sovrintendenza altro non Ã¨ che una garanzia di corretta conservazione che lo Stato emette a favore dei proprietari e dei fruitori del bene stesso. Lâ€™autorizzazione concessa dalla Soprintendenza per effettuare un determinato intervento, comunica al Proprietario (o al fruitore) che esso Ã¨ compatibile con la garanzia suddetta di cui gode lâ€™oggetto su cui si interviene.
Allâ€™art. 2, comma 2 si legge: Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltÃ . Le campane rientrano per lâ€™interesse artistico, storico, etnoantropologico (ovvero le tecniche di suono e la tradizione locale) e come testimonianza avente valore di civiltÃ .
Le campane come ogni altro bene culturale sono valorizzate dallo Stato che sostiene coloro che le valorizzano. Infatti allâ€™art. 6 si puÃ² cosÃ¬ leggere:
1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attivitÃ dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad asicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale.
2. La valorizzazione Ã¨ attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.
Contemporaneamente lo Stato garantisce la corretta salvaguardia di unâ€™opera di natura religiosa concordemente alle disposizioni della Chiesa Cattolica cosÃ¬ come si legge allâ€™art. 9:
1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze di culto, d'accordo con le rispettive autoritÃ .
2. Si osservano, altresÃ¬, le disposizioni stabilite dalle intese concluse ai sensi dell'articolo 12 dell'Accordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della Costituzione.
In qualsiasi caso, come si apprende dallâ€™art. 20 comma 1, i beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
E allâ€™art. 21 si prescrive che: l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali Ã¨ subordinata ad autorizzazione del soprintendente.
5. L'autorizzazione Ã¨ resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e puÃ² contenere prescrizioni.
Eâ€™ fondamentale rammentare che per effettuare qualsiasi lavorazione di manutenzione straordinaria o di restauro sulle campane intese come oggetto intrinseco ovvero come oggetto architettonico dislocato sul campanile, si deve realizzare un progetto firmato da tecnico abilitato e domandare lâ€™autorizzazione al Soprintendente.
In particolare, qualora lâ€™intervento da realizzarsi fosse costituito da una mutazione della dislocazione sulla torre (in caso di spostamenti o aggiunta di bronzi) Ã¨ necessaria lâ€™autorizzazione della Soprintendenza per i beni Artistico Architettonici; se lâ€™operazione riguardasse una qualsiasi lavorazione posta in opera direttamente sul bronzo (pulizia a raschiatura, a sabbiatura, accordatura, modifiche di aggancio al ceppo, modifiche strutturali come la saldatura, ecc.) lâ€™autorizzazione Ã¨ di competenza della Direzione Generale e della Soprintendenza per i Beni Artistici.
La realizzazione di interventi simili senza autorizzazione Ã¨ un illecito penale cosÃ¬ come recita lâ€™art. 169: 1. E' punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734,50:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell'articolo 10.
Infine la Legge 447 / 1995 o Legge Quadro sullâ€™inquinamento acustico Ã¨ causa, insieme allâ€™art. 659 Codice Penale (Disturbo della quiete pubblica), della maggioranza delle sentenze di sigillatura dellâ€™impianto di un campanile.
Di fronte a tali leggi occorre essere sempre molto cauti prima di ingrandire o modificare la tessitura sonora di un concerto e/o la frequenza dei rintocchi lungo la giornata, senza prendere le opportune precauzioni. Infatti non sempre gli agglomerati urbani odierni costituiscono un habitat ideale per le campane.
Secondo la Legge, ogni Comune Ã¨ obbligato a suddividere il territorio in Zone acustiche omogenee per poter realizzare il Piano di zonizzazione acustica che prevede per qualsiasi agglomerato urbano residenziale il tetto massimo di 55 dB (deciBel) nelle zone residenziali durante le ore diurne e quello di 45 dB in quelle notturne.
CosÃ¬ ogni Comune, ha effettuato il monitoraggio acustico di tutto il territorio ad opera dei tecnici dellâ€™A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protenzione Ambiente) opportunamente abilitati, con lâ€™ausilio di Fonometri che rivelano la potenza acustica delle piÃ¹ svariate fonti sonore.
Si osservi che la Legge non cita mai espressamente le campane, eppure proprio per la generalitÃ con cui sono indicate le sorgenti sonore, le campane costituiscono sempre ed in ogni caso enâ€™emissione sonora rilevante.
Eâ€™ raro trovare torri con potenza complessiva minore di 78 dB nel raggio di 1 km, va da seâ€™ che fintanto che le campane vengono tollerate non vi sono particolari problemi. Al primo esposto scritto al Comune per disturbo della quiete pubblica, entrano in azione i tecnici dellâ€™A.R.P.A. che rilevano le campane (suonate al massimo) e dopo lâ€™accertamento del superamento dei limiti, scatta lâ€™infrazione e la chiusura della torre.
La Giurisprudenza italiana osserva che di fronte alla tutela della salute pubblica, qualsiasi argomentazione di carattere culturale, storico o tradizionale non ha alcun effetto sulla revoca della sanzione e del sigillo, a meno che non si riesca a dimostrare che il promotore della denuncia iniziale non sia prevenuto o in malafede.
Allora onde evitare possibili rischi di chiusura della torre sarebbe opportuno che ogni parrocchia situata in qualche quartiere o cittÃ a rischio per la sopravvivenza delle proprie campane effettuasse uno studio acustico sui propri bronzi a partire dalle informazioni che si possono ricavare giÃ in via preliminare dal Piano di zonizzazione acustica del Comune di pertinenza.
Si tratta cioÃ¨ di verificare lâ€™esistenza di eventuali monitoraggi giÃ effettuati dal Comune, e in base ai valori trovati realizzare unâ€™opportuna relazione tecnica che quantifichi la potenza della torre. Con questo documento si percorrono quindi due vie:
a) si richiede al Comune e allâ€™A.R.P.A. con notifica agli organi di Polizia Locale, il permesso in deroga alla Legge succitata ed al Piano di zonizzazione per tutti i casi di superamento dei limiti oltre la normale tollerabilitÃ , secondo le esigenze parrocchiali.
b) si procede ad intervento di attenuazione dei decibel emessi attraverso opportuni dispositivi specifici per lâ€™intervento richiesto, facilmente rimovibili.
Si ricorda che qualsiasi intervento effettuato sulle campane, anche in materia acustica, deve essere adeguatamente studiato, progettato ed affidato a tecnico professionalmente abilitato.