Source: https://www.dirittieuropa.it/blog/16767/senza-categoria/le-sentenze-della-corte-europea-dei-diritti-delluomo-del-09062016/
Timestamp: 2017-09-23 14:48:52+00:00
Document Index: 121017711

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.6', '§2', 'art 6', 'art.8', 'art.8', 'art.1', 'art 8', 'art 8', 'art.12', 'sentenza ', 'art.6', 'art.3', 'art.5', 'sentenza ']

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 09/06/2016 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/06/2016
Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea, Senza categoria 9 giugno 2016
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 9 giugno 2016, si è inserito per l’unica decisione:
Pilav c. Bosnia-Erzegovina 41939/07 Ilijaz Pilav e' un cittadino della Bosnia-Erzegovina che ha ricoperto numerose cariche politiche nella Republica Srpska (una delle due entita' costitutive della Bosnia-Erzegovina). Nel 2006 la sua candidatura per le elezioni per la Presidenza della Bosnia-Erzegovina e' stata respinta dal comitato elettorale facendo leva sul fatto che il candidato rappresentate della Republica Srpska doveva essere un serbo; i successivi ricorsi sono stati respinti. Nel 2010 ha ripresentato la candidatura ma e' stata ancora una volta respinta. Invocando l'articolo 1 del Protocollo n. 12 (divieto generale di discriminazione) della Convenzione, il signor Pilav lamenta il fatto che il divieto costituzionale gli impedisce di presentarsi alle elezioni alla Presidenza discriminandolo sulla base dell’etnia; inoltre sostiene l’impossibilita' di votare per un membro della propria comunita' etnica per quella carica. Articolo 1 Protocollo n.12
Eccezione preliminare unita al meritoÂ respinta (articolo 34 - vittima)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n Â° 12 - divieto generale di discriminazione Danno patrimoniale - reclamo respinto (Articolo 41 - danno patrimoniale; equa soddisfazione ), danno non patrimoniale - accertamento di violazione sufficiente (articolo 41 - danni non patrimoniali; Equa soddisfazione)
Gyuleva c. Bulgaria 38840/08 3 Valentina Gyuleva e' una cittadina bulgara che e' stata citata in giudizio dai signori P. per non aver ottemperato all’ordine di rilasciare l’immobile che occupava nel 2002. Nel 2003 la signora Gyuleva si e' trasferita presso un villaggio dove possedeva una casa e i signori P. hanno avviato un altro giudizio per ottenere il risarcimento per aver occupato illegalmente il loro immobile per 1 anno. L’atto di citazione non e' mai stato notificato alla ricorrente, il cui indirizzo risultava sconosciuto; il processo si e' svolto ugualmente tramite l’assegnazione di un avvocato d’ufficio e si e' concluso con la condanna al pagamento di 4.000 Euro. La signora Gyuleva e' venuta a conoscenza della condanna solo nel 2008 tramite notifica dell’ufficiale giudiziario ed ha pagato interamente la somma. Invocando l'articolo 6 (diritto ad un equo processo) della Convenzione, la signora Gyuleva lamenta di non esser stata debitamente informata del procedimento contro di lei e che a causa di cio' non e' stata in grado di partecipare o appellarsi alla sentenza.
Articolo 1 Protocollo n.1
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimenti civili
Articolo 6-1 - Processo equo
Popovi. c. Bulgaria 39651/11
Il signor Popov ex Segretario generale del Ministero della Difesa viene arrestato il 1Â° aprile del 2010 a seguito di un’indagine che lo vedeva coinvolto per cattiva gestione dei fondi pubblici destinati al mistero della Difesa. Tali fatti hanno scatenato un vero e proprio caso mediatico per via delle grande attenzione riservata dai media bulgari: persino il filmato dell’arresto diviene di pubblico dominio. In realta' la vicenda riscuote tanto interesse anche a causa della denuncia da parte del giudice inquirente che era stato avvicinato proprio dal ricorrente per un tentativo di corruttela. Alla gogna mediatica, stando all’ipotesi del ricorrente, partecipano anche il Ministro dell’Interno ed il Procuratore capo. Â Â Il 9 maggio del 2011 il procuratore avvia un’indagine circa i fatti avvenuti durante l’arresto ad opera della polizia: l’indagine viene poi archiviata poiche' le leggere ferite provocate durante l’arresto da parte di un poliziotto ai danni del ricorrente, non sono altro che un legittima difesa. Popov ricorre in appello contro l’archiviazione, ma viene tuttavia si conclude in un nulla di fatto: la nuova istruttoria non garantisce una base probatoria solida per individuare una responsabilita' penale del poliziotto. Tuttavia grazie all’esito del procedimento penale le autorita' bulgare procedono alla confisca dei beni sia del ricorrente sia di sua moglie. Quest’oggi Popov denuncia ex art.3 CEDU i trattamenti inumani e degradanti subiti durante l’arresto; poi denuncia ex art.6Â§2 la mancata garanzia della presunzione di innocenza in forza delle dichiarazioni a lui sconvenienti rilasciate dalla procuratore e dal Ministro; poi ancora ex art 6 CEDU in combinato disposto con l’art.8 CEDU lamentano il sequestro di effetti personali quale interferenza nella loro vita privata e familiare. Riguardo i filmati diffusi del suo arresto egli lamenta la violazione dell’art.8 (trattamenti inumani e degradanti); denuncia la violazione anche dell’art.1 Protocollo n.1 il rispetto della proprieta'.
Violazione dell' Articolo 3 - Divieto di tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione del Articolo 3 - Divieto di tortura (Articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto a un equo processo (articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto a un equo processo (articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Rispetto del domicilio)
Violazione del Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Chapin e Charpentier c. Francia 40183/07
Nel 2004 due cittadini francesi inoltrano una domanda di matrimonio agli uffici competenti del comune di Begles. Nonostante si trattasse di persone dello stesso sesso, l'ufficilale giudiziario affigge le pubblicazioni; a tale scelta corrisponde immediata la risposta del Pubblico ministero di Bordeaux il quale notifica l'opposizione al matrimonio dei ricorrenti.Tuttavia il sindaco celebra il matrimonio ed esegue l'iscrizione nell'apposito registro. Il pubblco ministero allora avvia un procedimento a carico del signor Chapin e del signor Charpentier al fine di dichiarare nulla tale unione: infatti il 22 due maggio viene ne viene decretata la nullita'. I ricorrenti propongono sia l'appello, grado in cui vi e' una conferma della sentenza, e nel 2007 il ricorso in cassazione viene respinto. Quest'oggi Chapin e Charpentier denunciano senza successo in Corte edu la violazione dell'art.12 (diritto al matrimonio) in combinato disposto con l'articolo 14 (divieto di discriminazione) in forza del divieto discriminatorio per le coppie omosessuali di contrarre matrimonio; mentre denunciano, sempre senza ottenere gli esiti sperati, la violaione l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) in combinato disposto con l'articolo 14 CEDU a causa la discriminazione deribi'vante dall'orientamento sessuale.
Violazione dell'articolo 14 + 12 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 12 - Diritto al matrimonio) Nessuna violazione dell'articolo 14 + 8 - Divieto di discriminazione (articolo 8-1 - Rispetto per rispetto della vita familiare della vita privata ; Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare)
Madaus c. Germania 44164/14 2
Il ricorrente nel 2006 ricorre contro una sentenza del tribunale amministrativo che aveva disposto delle espropriazioni nel 1947 nei confronti del padre defunto, ritenuto un criminale nazista che aveva tratto profitto dal conflitto mondiale. Il tribunale di Dresda fissa due ann dopo un'udienza pubblica, ed il ricorrente chiede attraverso i suoi avvocati di poter essere ascoltato; tuttavia il giudice annulla l'udienza e richiede al ricorrente di presentare dele osservazioni scritte, in quaanto rendere oralmente tali dichiarazioni non avrebbe prodotto benefici maggiori. Il ricorso in appello innazi la Corte Costituzionale vengono entrambi respinti. Oggi egli ottien giustizia dal giudice di Strasburgo rispetto alla violazione da parte dello Stato tedesco dell'art.6 CEDU (diritto ad un equo processo).
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento civile
Articolo 6-1 - Audizione pubblica)
Mekras c. Grecia 12863/14 2
Il signor Mekras viene arrestatoe per traffico di droga posto in custodia cautelare in attesa di giudizio il 23 ottobre del 2012 e detenuto in varie stazioni di polizia sino al 28 aprile del 2013. Nel momento in cui viene trasferito nel carcere di Salonicco, il giorno successivo, da una visita medica emergono le condizioni di salute assai precrie del ricorrente: egli soffriva di una pancreatite acuta, di un'ernia ombelicale. Dopo aver subito un intervento egli, a causa di vertigini ed intorpidimento viene ricoverato in una clinica neurologica; Il signor Macras aveva avuto un ictus, per tali motivi rimane in clinica per quattro mesi e due mesi dopo necessita ancora di cure specialistiche, dunque entra ancora una volta in clinica. Egli chiede alle autorita' di rimanerre in ospedale per scongiurare peggioramenti per le sue condizioni di salute; nel dicembre del 2013 anche il Pubblico minitero chiede un regime di detenzione preventiva piu' consono al ricorrente ma la richiesta viene respinta. Infine il signor Mekras l'anno successivo viene dichiarato clpevole e condannato a otto anni di carcere ed al pagamento d i 10000 euro . Oggi invoca la violazione del''art.3 CEDU (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti), in quanto le autorita' greche non hanno rispettato alla lettera le indicazioni fornite dai medici riguardo le cure; denuncia inoltre la violazione del diritto alla liberta' e alla sicurezza ex art.5 CEDU per il respingimento della richiesta di ottenere misure meno restrittive della liberta' vite le condizioni di salute.
Violazione dell'Articolo 3 - Divieto di tortura (Articolo 3 - trattamento degradante
trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-3 - Lunghezza della custodia cautelare
Fondatezza della custodia cautelare)
Sismanidis e Sitaridis c. Grecia
66602/09,71879/12
3 Christoforos Theofilos Sismanidis e Spyridon Sismanidis sono due cittadini greci processati per due episodi distinti di contrabbando ed infine entrambi assolti. In parallelo col processo penale, ambedue hanno subito un processo amministrativo culminato con l'irrogazione di consistenti sanzioni pecuniarie: 70.433,00 euro per il sig. Sismanidis; 24.902,00 per il sig. Sitaridis. Essi hanno impugnato le sanzioni davanti alle piÃÂ¹ alte giurisdizioni greche, lamentando che erano giÃÂ stati giudicati, in sede penale, per gli stessi fatti e sucessivamente assolti, ma ciononostante le sanzioni vennero confermate.
Articolo 4 Protocollo n Â° 7
Violazione dell'articolo 4 del Protocollo n Â° 7 - Diritto di non essere giudicato o punito due volte- {} generale (articolo 4 del Protocollo n Â° 7 - Diritto di non essere giudicato o punito due volte)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo
Saranchov c. Ucraina 2308/06 3
Oggi i sig.ri Sismanidis e Sismanidis, con due ricorsi distinti ma riuniti dalla C.E.D.U., lamentano di essere stati processati due volte per lo stesso fatto - la condotta di contrabbando - e di essere stati giudicati colpevoli in sede amministrativa anche se erano stati assolti in quella penale. Sergey Saranchov ÃÂ¨ un cittadino ucraino condannato a 6 anni e mezzo di reclusione, poi incrementati a 12 anni in appello, per un episodio violento di furto. Egli fu estradato dalla Russia ed in Ucraina fu detenuto in via cautelare. Egli rinunciÃÂ² in piÃÂ¹ occasioni, oralmente e per iscritto, alla difesa di un avvocato, chiedendo di difendersi da solo. Tuttavia egli lamenta che di essere stato costretto a rinunciare ad un avvocato: mentre si trovava in stato di arresto, gli agenti di polizia gli avevano riferito che comunque non gli sarebbe stato nominato alcun avvocato. All'udienza, invece, i verbali riportano che il sig. Saranchov chiese di difendersi personalmente e si dichiarÃÂ² colpevole; tuttavia, il sig. Saranchov lamenta che egli inizialmente non si era dichiarato colpevole, ma lo fece sulla promessa da parte del giudice di una sentenza di condanna lieve.
Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo
Articolo 6-3-c - Difesa mediante l'assistenza legale
assistenza legale gratuita)
AA. c. Austria (n. 44944/15), Murdzhev e altri c. Bulgaria (n. 20314/11), Kacic Bartulovic c. Croazia (n. 28126/15), Lukic e altri c. Croazia (nn. 67464/12 e 70462/12), Société Oxygène In più c. Francia (n. 76959/11), Falato e altri c. Italia (nn. 68789/11, 75889/11, 75895/11 e), Foiadelli e altri c. Italia (nn. 17803/10, 17804/10, 17805/10, 17806/10, 17807/10 e), Puzella e altri c. Italia (nn. 8534/09, 56945/09, 5422/10 e 17677/10), Apsa v. Lettonia (n. 1634/12), Muncitorul Grosul v. la Repubblica di Moldova (n. 19854 / 06), Vega SRL v. la Repubblica di Moldova (n. 24233/07), Castelijns c. Paesi Bassi (n. 7599/15), Lacroix c. Paesi Bassi (n. 47367/09), S.M.H. c. Paesi Bassi (n. 5868/13), Smetsers c. Paesi Bassi (n. 7603/15), Van Velzen c. Paesi Bassi (n. 21496/10), Piekarska e altri c. Polonia (nn. 8585 / 13, 13512/13, 42258/13, 44773/13, 49800/13, 50041/13, 52143/13, 52591/13, 55666/13, 63957/13, 14891/14, 14934/14, 22059/14, 28482/14, 28531/14, 36799/14, 47538/14, 54240/14, 56980/14, 70263/14, 78040/14, 18939/15, 20670/15, 20818/15, 21667/15, 24271/15, 41154/15, 45573/15, 45619/15, 48023/15, 36350/13, 31089/14 e 46099/14), Szczepura c. Polonia (n. 62427 / 13), Szczepura c. Polonia (n. 18825/14), Tomczak c. Polonia (n. 80690/12), Wyzga c. Polonia (n. 72193/10), Pestana Campos c. Portogallo (n. 8632/13 ), Ghitea c. Romania (n. 703/08), Ionita e altri c. Romania (nn. 13932/09, 16639/12 e 41919/13) Istrate c. Romania (n. 61295/10) Militaru e altri c . Romania (nn. 78651/13, 17334/14, 18295/14, 19150/14, 31428/14, 40420/14, 43144/14, 54945/14, 69646/14, 76758/14, 3530/15, 10069 / 15, 19625/15, 20044/15, 22252/15, 25153/15, 30298/15, 32123/15, 32950/15, 33152/15, 33765/15, 33949/15, 34652/15 e 38132/15 ), Muller e altri c. Romania (nn. 34562/08 e 49520/13), Trofin e altri c. Romania (nn. 27029/06, 34004/08 e 29193/09), Buchinchik c. Russia (n. 44900/12 ), Felishkan c. Russia (n. 3683/13), Krotov c. Russia (n. 41114/09), Lem c. Russia (n. 30411/14), Akin c. Turchia (n. 58289/10), Bestas e Baran c. Turchia (n. 16857/12), Dagli c. Turchia (n. 18386/07), Gok c. Turchia (n. 60485/10), Guner c. Turchia (n. 72785/10), Ozcan e altri c. Turchia (nn. 27852/06, 32299/07 e 17553/08), Suer c. Turchia (n. 6426/12)
Bosnia-Erzegovina Bulgaria Chapin e Charpentier c. Francia Francia Germania Grecia Gyuleva c. Bulgaria Madaus c. Germania Mekras c. Grecia Pilav c. Bosnia-Erzegovina Popovi. c. Bulgaria Saranchov c. Ucraina Sismanidis e Sitaridis c. Grecia Ucraina	2016-06-09
Tagged with: Bosnia-Erzegovina Bulgaria Chapin e Charpentier c. Francia Francia Germania Grecia Gyuleva c. Bulgaria Madaus c. Germania Mekras c. Grecia Pilav c. Bosnia-Erzegovina Popovi. c. Bulgaria Saranchov c. Ucraina Sismanidis e Sitaridis c. Grecia Ucraina
Previous: Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 07/06/2016
Next: La crisi del potere legislativo delle assemblee elettive