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Timestamp: 2018-07-18 16:42:55+00:00
Document Index: 146040867

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 135', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 135', 'art. 22', 'art. 135', 'art. 135']

Nuove costruzioni digitalizzate. I titoli abilitativi necessari
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Martedì 11 Agosto 2015 09:43
L'art. 6-ter, comma 2 D.L. 133/2014 (conv. L. 164/214) ha introdotto nel D.P.R. 380/2001 (c.d. Testo Unico dell'Edilizia) il nuovo art. 135 bis. Tale disposizione prevede, per quanto qui interessa, che è necessario realizzare “installazioni presenti all'interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l'accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell'edificio con il punto terminale di rete” (c.d.infrastrutture fisiche multiservizio passiva interna all'edificio):
- in tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015;
- nelle opere che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. c) D.P.R. 380/2001.
L'art. 10, comma 1, lettera c) sopra citato riguarda “gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni”.
Pertanto, così come chiarito dal dossier (n. 117/2014) del Servizio Studi del Senato l'obbligo ex art. 135-bis, comma 1, si applica “anche agli edifici preesistenti, quando siano oggetto di interventi per i quali venga comunque richiesto un permesso di costruire successivamente al 1° luglio 2015”. L'art. 135-bis, comma 2, inoltre, dispone che “devono essere equipaggiati con un punto fisico, situato all'interno o all'esterno dell'edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l'infrastruttura interna all'edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga” (c.d. punto di accesso):
- tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015;
- le opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell'articolo 10 del d.p.r. 380/2001.
Anche in questo caso l’obbligo riguarda, quindi, sia gli edifici di nuova costruzione, sia gli edifici preesistenti, quando siano oggetto di interventi per i quali venga comunque richiesto un permesso di costruire successivamente al 1° luglio 2015, tuttavia, sottolinea il Servizio Studi del Senato, “in tale caso l'obbligo appare limitato agli interventi di ristrutturazione per i quali è necessario il permesso di costruire”.
In merito all'interpretazione della norma dell'art. 135-bis l'ANCE ha dichiarato che “Per garantire una applicazione conforme al sistema normativo delineato dal Testo Unico edilizia, si ritiene, inoltre, che l'art. 135-bis trovi applicazione anche agli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia realizzati mediante Denuncia di inizio attività alternativa al permesso di costruire ai sensi dell'art. 22 del D.P.R. 380/2001.
In questa stessa ottica la nuova disposizione dovrebbe trovare applicazione anche agli interventi di ristrutturazione edilizia che comunque portino ad un organismo edilizio ''di fatto'' nuovo e quindi a tutti quelli realizzati mediante demolizione e ricostruzione con il rispetto della volumetria preesistente sebbene previa presentazione di Scia.
Una interpretazione ''restrittiva'' dell'art. 135 bis non solo non appare in linea con la ragione della nuova norma, ma creerebbe disparità di trattamento fra interventi uguali sebbene realizzati in base a titoli diversi”.
Si ritiene, tuttavia, che alla luce della formulazione della disposizione dell'art. 135-bis (e delle indicazioni fornite dal dossier del Servizio Studi del Senato) la norma si debba, purtroppo, interpretare in modo restrittivo.
(Gian Luca Ballabio, Il Sole 24 Ore, Tecnici24, 17 luglio 2015)