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Timestamp: 2020-05-30 22:19:04+00:00
Document Index: 164603299

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1123', 'art. 1123', 'art. 4', 'art. 6', 'sentenza ']

Bidoni differenziata in condominio, dove metterli?
Cosa succede se non si esegue correttamente la raccolta differenziata? Quali sono le regole da applicare per il condominio?
L'obbligo della raccolta differenziata e la sua normativa
Ormai la raccolta differenziata dei rifiuti è obbligatoria , la sua violazione è sanzionata dal Comune che è l'ente gestore della raccolta. Ogni Comune ha proprie regole in merito ai provvedimenti disciplinari prevedendo diversi importi di multe e sanzioni, anche in ragione del comportamento illegittimo posto in essere.
In generale si può dire che chi non provvede ad una puntuale raccolta differenziata può imbattersi in una multa dall'importo compreso tra i 25,00 e i 620,00 euro, sulla base del tipo di violazione. Normalmente con specifica ordinanza del sindaco e con i regolamenti comunali vengono determinati i giorni e le ore in cui i bidoni devono essere esposti onde permetterne lo svuotamento.
La normativa italiana sulla raccolta differenziata risale al 1975, in ragione della promulgazione della direttiva Cee 75/442, che imponeva agli Stati membri di adottare misure idonee per promuovere il recupero dei rifiuti mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo o ogni altra azione intesa a ottenere materie prime secondarie.
Da questa data, con diversi e successivi interventi normativi, l'Italia ha posto in essere le disposizioni legislative in materia giungendo al Decreto Legge 3 aprile 2006, n. 152 per regolamentare la raccolta differenziata.
Importante sottolineare che con questo decreto anche i condomini hanno l'obbligo del rispetto normativo, disponendo appositi cassonetti per la raccolta differenziata, distinti in ragione dei tipi di materiali di raccolta.
La divisione dei rifiuti deve essere eseguita correttamente, altrimenti, anche per lievi irregolarità commesse da un singolo, a pagare le eventuali sanzioni sono tutti i condomini.
Risulta infatti estremamente difficile trovare il vero trasgressore quando la struttura è condominiale, come tale abitato da una collettività di individui.
Tra i soggetti deputati a rispettare questa attività vi è quindi anche il condominio.
Il condominio soggetto passivo della normativa
Il condominio è obbligato a collocare all'interno dei propri spazi comuni i bidoni comunali dedicati alla raccolta dei rifiuti differenziati e a esporli di conseguenza alle ore stabilite.
Chi provvede a portarli in strada onde farli svuotare è il custode, se vi è, o colui -condomino o terzo- al quale è stato dato questo incarico (Tar Piemonte, 10 luglio 2015, n. 1169)
Non si può accampare scuse per evitare il posizionamento negli spazi pertinenziali dell'edificio, quali la difficoltà degli spazi di manovra in caso di parcheggio, l'eventuale disagio di carattere igienico ed olfattivo nei periodi estivi, e così via, perché i bidoni della differenziata hanno la precedenza su tutte le questioni, compresi i patti condominiali stabiliti durante le assemblee.
Proprio sotto il profilo dell'allocazione dei bodini condominiali è intervenuta la decisione del TAR Sicilia n. 571 del 6 marzo 2020.
Si legge nella parte relativa alla motivazione della sentenza che quando il condominio è dotato di spazi aperti , in essi possono ben essere alloggiati i cassonetti, anche se si tratta di palazzo non di costruzione recente e munito di androne aperto.
Con il termine «locale » si indica «un luogo chiuso che appartiene a una costruzione, ancorché non edilizia, e non uno spazio aperto», da qui la conseguenza che «se il condominio dispone di spazi aperti, in essi possono ben esser alloggiati i "carrellati", anche nel caso di vecchi edifici che dispongano di un androne aperto».
Le esigenze di sicurezza «non possono spingersi sino al punto di inibire la possibilità di accesso degli operatori agli spazi aperti dell' edificio», altrimenti verrebbe eliso lo scopo della norma e dell'attività contemplata.
Per quanto poi concerne l'aspetto estetico o igienico-sanitario: «posto che, da un lato, nessuna disposizione normativa consente di attribuire rilievo ai primi e che, per i secondi, occorre tener conto che la raccolta e il deposito dei rifiuti sono già organizzati in modo tale che la permanenza dei rifiuti nei "carrellati" è ridotta al tempo minimo indispensabile e che spetta ai condomini preoccuparsi della pulizia e delle condizioni igieniche dei "carrellati" stessi.
La scelta del posizionamento dei bidoni
La scelta di dove posizionare i bidoni spetta in prima battuta all'assemblea. Tra i compiti dell'amministratore rientra la disciplina dell'uso delle cose comuni.
E' quindil'assemblea dell'edificio a deliberare dove i contenitori per la raccolta differenziata debbano essere posizionati, ma, ove non si raggiunga o non venga presa questa delibera, deve interviene l'amministratore.
Questi è poi tenuto a informare i condomini in merito ai criteri applicati nella scelta di un luogo piuttosto che un altro dottati per la collocazione dei contenitori, dovendo anche determinare le norme per l'utilizzo, la cura e la manutenzione degli stessi.
Nel rispetto delle disposizioni comunali, la disciplina dell'uso dei cassonetti comporta per il mandatario dell'edificio di dover porre in essere determinate attività e fornire una specifica informativa, meglio se per iscritto.
Ciò comporta: la: specificazione della ripartizione della raccolta in base a giorni della settimana a seconda della raccolta dei rifiuti; l'indicazione ai condomini del luogo dove depositare i rifiuti;controllare che tutti i condomini rispettino le regole;evitare che la raccolta dei rifiuti crei disagio al condominio (per la presenza di topi o altri animali); la cura della manutenzione e del lavaggio dei contenitori assegnati, che sono a carico del condominio e che devono essere organizzati dall'amministratore.
I costi che conseguono a tutta la relativa attività si ripartiscono fra i condomini in ragione dei millesimi di proprietà ex art. 1123 primo comma c.c. tenendo presente che se all'interno del palazzo vi sono unità immobiliari che non si servono di questo servizio, esse sono escluse dall'onere economico (art. 1123 secondo comma c.c.).
Si riportano alcune fattispecie di multa al condominio, che si pongono su piani diametralmente opposti.
Il Tribunale di Milano con la decisione del 13 febbraio 2018 ha osservato che "(…) L'ingiunzione opposta prende le mosse, come si evince dalla lettura della stessa, dal rapporto n. (omissis) di A. spa pervenuto al Comune di Milano ai sensi della L. n. 689 del 1981, dal quale emerge che in data 11.5.2012, alle ore 8,10 in M., alla Via (omissis) civico 57/a, "all'interno del cassonetto per la raccolta della carta si è riscontrato la presenza di imballaggi e sacchetti di plastica" condotta che integra la violazione dell'art. 4 Regolamento comunale sul decoro urbano per inosservanza delle norme sulla raccolta dei rifiuti urbani. Tanto premesso vale osservare altresì come la sanzione sia stata all'evidenza irrogata al Condominio non tanto in qualità di trasgressore persona fisica quanto piuttosto, essendo rimasto ignoto il trasgressore persona fisica, quale responsabile solidale ex art. 6 L. n. 689 del 1981.Infatti il Condominio pur non sostituendo i singoli condomini ne cura gli interessi, sia con riguardo alla gestione delle parti comuni sia alla gestione delle esigenze dei singoli condomini ma da gestire cumulativamente sulla base di regole interne fissate nel regolamento di Condominio".
In senso contrario , la sentenza del Tribunale di Torino n. 1027/2018 del 1 marzo 2018 ha accolto il ricorso del condominio escludendo l'esistenza di una sua posizione di garanzia per la raccolta differenziata, affermando che "la responsabilità di chi commette un'infrazione è personale e il condominio non è obbligato a vigilare sui bidoni e su cosa vi viene conferito all'interno" e quindi la multa fu annullata.
Scarica TAR Sicilia Sezione di Catania, ordinanza n. 571 del 6 marzo 2020
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