Source: https://www.exeo.it/free/cosap-per-impianti-pubblicitari
Timestamp: 2018-05-21 17:01:40+00:00
Document Index: 116004742

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 63', 'art. 63', 'art. 31', 'art. 63', 'art. 9']

Il C.O.S.A.P. (Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per i cartelli pubblicitari
Se la pubblicità viene effettuata su impianti installati su beni appartenenti al Comune, l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l'occupazione spazi ed aree pubbliche (C.O.S.A.P.), nonché il pagamento di canone di locazione o di concessione (art.9 D.Lgs.507/1993).
Sintesi: E' legittimo assoggettare i teli pubblicitari ad un COSAP maggiore rispetto ad altri mezzi pubblicitari, in considerazione degli effetti negativi di particolare spessore cagionati sull'estetica cittadina da rispetto ad altri mezzi, meno impattanti sull'ordine urbanistico, valutati anche alla luce della remunerazione perseguita dal privato esercente.
Estratto: «L'art. 33 del Regolamento sulla pubblicità comunale prescrive l'obbligo di pagare un corrispettivo in caso di uso di un bene pubblico per installazioni pubblicitarie, demandando la determinazione della misura del corrispettivo alla Giunta Comunale, individuato nel caso in esame in somme di denaro commisurate alla tipologia del mezzo installato, alle sue dimensioni, nonché ai tempi di durata dell'installazione.In tale ambito risulta esente da censure di manifesta illogicità o irragionevolezza la scelta, operata dall'Amministrazione, di applicare canoni di importo maggiore anche allo scopo di incentivare o disincentivare determinate attività private in relazione ad altre, scelta fondata -come dedotto da parte convenuta- sulla considerazione degli effetti negativi di partic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore cagionati sull'estetica cittadina da alcuni mezzi, quali i teli pubblicitari, rispetto ad altri, meno impattanti sull'ordine urbanistico, valutati anche alla luce della remunerazione perseguita dal privato esercente.Pare dunque sottrarsi alla censura di irragionevolezza la differenziazione attuata all'interno delle varie categorie dei mezzi di istallazione utilizzati, rispondendo la stessa al necessario bilanciamento degli interessi pubblici e privati in gioco.»
Sintesi: Non sussiste alcuna alternatività tra l'imposta sulla pubblicità ed il canone Osap.
Estratto: «Il tributo comunale imposto sulla pubblicità e i diritti applicati sulle pubbliche affissioni è disciplinato dall'art. 9, comma 7, D.Lgs. n. 507 del 1993 che recita: "qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti al Comune, l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l'occupazione spazi ed aree pubbliche, nonché il pagamento di canone di locazione o di concessione"; si osserva, per inciso, che trattasi di tribut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a parte attrice e non contestati in questa sede.Il Comune di Milano, con delibera del Consiglio Comunale n.11 del 21/2/2000, avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 63 D.Lgs. n. 446 del 1997, aveva adottato il Regolamento per l'applicazione del canone Osap con decorrenza 1/1/2000.In accordo a quanto statuito dalla giurisprudenza di legittimità in tema, deve affermarsi che "il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, istituito dall'art. 63, D.Lgs. n. 446 del 1997, come modificato dall'art. 31, L. n. 448 del 1998, è stato concepito dal legislatore come una debenza ontologicamente diversa, sotto il profilo strettamente giuridico, dalla tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche; essa è, infatti, configurata come il corrispettivo di una concessione, reale o presunta (nel caso di occupazione abusiva), dell'uso esclusivo o speciale di beni pubblici ed è dovuto non in base alla limitazione o sottrazione all'uso ordinario o collettivo di parte del suolo, mai in relazione all'utilizzazione particolare (o eccezionale) che ne trae il singolo" (cfr. Cass. n. 18037/2009).Ne consegue che, mentre il canone ricognitorio trova la sua giustificazione nella necessità dell'ente pubblico proprietario del terreno o del diver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...obile di trarre un corrispettivo per l'uso e l'occupazione del bene pubblico concesso, contrattualmente o in base ad un atto amministrativo di natura concessoria/autorizzativa in favore di terzi, la tassa di occupazione applicata su spazi ed aree pubbliche presenta natura tributaria ed ha ad oggetto somme dovute al Comune quale ente impositore al verificarsi di determinati presupposti ritenuti dal legislatore indici, seppure indiretti, di capacità contributiva (cfr. Cass. n. 18037/2009).L'istituzione del canone Osap ex art. 63 D.Lgs. n. 446 del 1997 ha provveduto ad unificare il corrispettivo precedentemente dovuto per l'occupazione di suolo pubblico (il cd. canone ricognitorio) e la tassa Osap (cd. Tosap).Questa ultima non è ex sé identificabile od equiparabile con l'imposta sulla pubblicità di cui al D.Lgs. n. 507 del 1993, risultando entrambe imponibili, come espressamente previsto all'art. 9 del medesimo D.Lgs. n. 507 del 1993.Nessuna alternatività sussiste quindi tra l'imposta sulla pubblicità ed il canone in discussione.»