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Timestamp: 2019-01-22 18:27:52+00:00
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QUANDO IL CONTROLLORE COINCIDE CON IL CONTROLLATO - 17/11/11
Novit� in questi giorni sull�Organismo di Vigilanza previsto dal decreto legislativo 231/01, a seguito rispettivamente della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di stabilit� e del deposito delle motivazioni della sentenza del Tribunale di Torino sul caso ThyssenKrupp.
La LEGGE 12 NOVEMBRE 2011 nr 183 ha inserito all�interno dell�articolo 6 del decreto 231/01 il comma 4-bis che prevede che �Nelle societ� di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell�organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b)�.
All�interno del decreto 231 � definita l�idoneit� di un soggetto a svolgere le funzioni di Organismo di Vigilanza, in quel caso con riferimento all�organo dirigente nell�ambito degli �enti di piccole dimensioni�. Il decreto 231/01 prevede infatti che in tali enti, definiti �di piccole dimensioni� senza ulteriori precisazioni, i compiti attribuiti all�Organismo di Vigilanza � consistenti nel �vigilare sul funzionamento e l�osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento� - �possono essere svolti direttamente dall�organo dirigente� (art. 6 comma 4 D.Lgs. 231/01).
Per quanto riguarda la nuova previsione sulle societ� di capitali inserita dalla legge di stabilit� nel decreto 231/01, ci si limita ad osservare che le stesse Linee Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231/2001 di Confindustria (vers. 31 marzo 2008) (par. 2.2 �Compiti, requisiti e poteri dell�Organismo di Vigilanza�) si erano cos� espresse con riferimento al Collegio Sindacale: �Sotto il profilo della professionalit� quest�organo sembra ben attrezzato per adempiere efficacemente al ruolo di vigilanza sul modello. Per contro, appare pi� arduo riscontrare la necessaria continuit� di azione che il legislatore ha inteso attribuire all�Organismo.
Ricordiamo che in molte realt� societarie di minori dimensioni quest�organo non � obbligatorio per legge e, ancora, che l�attivit� di esso pu� essere oggetto di controllo (in particolare con riferimento al delitto di false comunicazioni sociali) ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001.
E� evidente, peraltro, che il Collegio sindacale, per l�affinit� professionale e per i compiti che gli sono attribuiti dalla Legge, sar� uno degli interlocutori �istituzionali� dell�Organismo.
In ogni caso, al di l� delle singole normative, ai sensi dell�art. 6 su citato, se il reato � stato commesso dai soggetti in posizione apicale �l�ente non risponde se prova che: �d) non vi � stata omessa o insufficientevigilanza da parte dell�Organismo di cui alla lettera b� (accanto ovviamente all�ottemperanza altri requisiti: cio� l�adozione ed efficace attuazione di un modello organizzativo, l�istituzione di un OdV dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo e l�elusione fraudolenta del modello da parte della persona fisica responsabile del reato. Il punto focale diventa il collegamento, a monte, tra l�autonomia dell�OdV e l�operativit� del modello, cio� l�efficace attuazione dello stesso. Appare cos� fondamentale la sentenza del tribunale di Torino (sentenza THYSSENKRUPP) di cui sono state da pochi giorni rese note le motivazioni a proposito del coinvolgimento nell�OdV dell�Ing X, membro deputato ad efficacemente vigilare sull�adozione del �modello� in materia antinfortunistica era lo stesso dirigente del settore ecologia, ambiente e sicurezza; in sostanza l�Ing. X, come membro dell�organo di vigilanza, doveva controllare il suo stesso operato.�.
E la sentenza conclude sul punto: �La Corte ritiene che � il modello adottato, nel periodo preso in considerazione,non poteva essere stato reso operativo, tanto meno in modo efficace, sottolineando che l�OdV deve essere dotato, secondo il citato art. 6, di �autonomi poteri di iniziativa e controllo�: non � necessario spendere ulteriori parole sulla �autonomia� del controllore quando � la stessa persona fisica del controllato�.
In buona sostanza, indipendentemente dallo stato normativo attuale e dalla composizione dell�OdV il CARATTERE ESIMENTE del modello di gestione � assicurato dalla corretta applicazione dei seguenti punti:
� adottare preventivamente un modello idoneo ad individuare e prevenire i reati considerati dal legislatore, tra i quali l�omicidio colposo e le gravi lesioni colpose;
� affidare ad un organismo di controllo (OdV) dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo il compito di vigilare sul funzionamento e sull�osservanza del modello;
� poter provare che l�autore del reato abbia commesso una violazione delle regole e dei comportamenti richiesti;
� verificare che gli incaricati di effettuare i controlli li abbiano effettivamente esercitati;
� provare che i comportamenti tenuti dai singoli non siano ascrivibili ad azioni a vantaggio dell�azienda.