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Timestamp: 2018-06-23 18:37:35+00:00
Document Index: 73516304

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 26', 'art. 17', 'art. 26', 'sentenza ']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. Roma - Prima Sezione SENTENZA - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Roma - Prima Sezione nelle persone dei Magistrati: Dott. Giorgio Giovannini Dott. Antonino Savo Amodio Dott. Roberto Caponigro Presidente Componente Componente, relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n del 2008, proposto da Confederazione Italiana della Proprietà Edilizia (Confedilizia) in persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, Avv. Corrado Sforza Fogliani e da Elisabetta Grelli rappresentate e difese dagli Avv.ti Vittorio Angiolini, Marco Cuniberti e Paolo Panariti ed elettivamente domiciliate presso lo studio di quest ultimo in Roma, Via Celimontana n. 38 contro Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche Comunitarie, Ministero della Giustizia e Ministero per le Politiche Comunitarie in persona dei legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall Avvocatura Generale dello Stato presso cui ope legis domiciliano in Roma, Via dei Portoghesi n. 12
2 per l annullamento del decreto 28 aprile 2008 del Ministero della Giustizia, recante Requisiti per la individuazione e l annotazione degli enti di cui all articolo 26 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, nell elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi non intellettuali e delle professioni non regolamentate. Procedimento per la valutazione delle istanze e per la annotazione nell elenco. Procedimento per la revisione e gestione dell elenco, come pubblicato in G.U. n. 122 del Visto il ricorso con i relativi allegati; Vista la costituzione in giudizio dell Avvocatura dello Stato; Viste le memorie prodotte dalle parti; Visti gli atti tutti della causa; Uditi alla udienza pubblica dell 11 febbraio 2009, relatore il dott. Roberto Caponigro, gli avvocati di cui al relativo verbale; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: FATTO E DIRITTO 1. Le ricorrenti impugnano il decreto 28 aprile 2008 del Ministero della Giustizia in quanto attinente alla individuazione delle associazioni rappresentative sul territorio nazionale di professionisti, con specifico riferimento alla professione, in Italia non regolamentata, di amministratore di condomini e di immobili. La Confedlizia ricorre quale organizzazione a tutela dei proprietari immobiliari che ha tra i suoi confederati, oltre al CORAM (Coordinamento Registri Amministratori), anche la GESTICOND, costituita come libera 2
3 associazione nazionale degli amministratori condominiali e immobiliari e gestori di edifici, mentre la sig.ra Elisabetta Grelli ricorre come amministratore di condominio e come associata della GESTICOND. Il D.Lgs. 6 novembre 2007, n. 206, ha dettato norme per l attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. L impugnato decreto interministeriale del 28 aprile 2008 ha ad oggetto i requisiti per l individuazione e l annotazione degli enti di cui all art. 26 D.Lgs. 206/2007 nell elenco delle associazioni rappresentative a livello nazionale delle professioni regolamentate per le quali non esistono ordini, albi o collegi, nonché dei servizi intellettuali e delle professioni non regolamentate e l art. 1 dello stesso individua i requisiti di rappresentatività a livello nazionale, il possesso dei quali consente l inserimento, a domanda, degli enti di cui all art. 26 D.Lgs. 206/2007 nell elenco tenuto dal Ministero della Giustizia. Le ricorrenti, lamentando che il decreto impugnato imporrebbe requisiti illegittimamente gravosi e restrittivi alla GESTICOND per rientrare fra le associazioni rappresentative nel territorio nazionale, hanno proposto il presente ricorso, articolato nei seguenti motivi: Violazione e falsa applicazione dell art. 26 del D.Lgs. 206/2007, in relazione all art. 17 L. 400/1988 ed all art. 23 Cost. Incompetenza ed eccesso di potere. Il decreto impugnato, avente natura di atto regolamentare, violerebbe sia il terzo sia il quarto comma dell art. 17 L. 400/1988 in quanto non recherebbe la denominazione regolamento, non sarebbe stato 3
4 sottoposto al parere del Consiglio di Stato e, soprattutto, sarebbe stato emesso in carenza di una specifica disposizione di legge che lo preveda. L art. 26 D.Lgs. 206/2007 avrebbe dettato una disciplina in sé compiuta ed autosufficiente dei criteri di valutazione della rappresentatività. Violazione e falsa applicazione dell art. 26 D.Lgs. 206/2007. Irragionevolezza, contraddittorietà ed illogicità. Sviamento ed eccesso di potere. L art. 1 del decreto avrebbe dettato in materia una propria autonoma disciplina sovrapposta a quella di legge; la difformità ed il contrasto tra i criteri per l individuazione delle associazioni rappresentative previsti dalla legge e dal decreto del 28 aprile 2008 sarebbero manifesti. L impugnato decreto del 28 aprile 2008 devierebbe dalle finalità assegnate alla verifica di rappresentatività dall art. 26 D.Lgs. 206/2007, vale a dire la corretta rappresentanza delle professioni non regolamentate, da parte di libere associazioni private, in relazione all elaborazione di piattaforme comuni europee. L Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio per resistere al ricorso. All udienza pubblica dell 11 febbraio 2009, la causa è stata trattenuta per la decisione. 2. Il ricorso è fondato. La direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio dell Unione europea n. 2005/36/CE è relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. 4
5 L art. 15 della direttiva, indicato che per piattaforme comuni si intende l insieme dei criteri delle qualifiche professionali in grado di colmare le differenze sostanziali individuate tra i requisiti in materia di formazione esistenti nei vari Stati membri per una determinata professione, ha stabilito che le piattaforme comuni possono essere sottoposte alla Commissione dagli Stati membri o da associazioni o organismi professionali rappresentativi a livello nazionale ed europeo. L art. 26 D.Lgs. 206/2007 ha di conseguenza previsto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, al fine di elaborare proposte in materia di piattaforme comuni, da sottoporre alla Commissione europea, convoca apposite conferenze di servizi cui partecipano le autorità competenti. Sulla ipotesi di piattaforma vengono sentiti, se si tratta di professioni regolamentate, gli ordini, i collegi o gli albi, ove esistenti, e, in mancanza, le associazioni rappresentative sul territorio nazionale, se si tratta di professioni non regolamentate in Italia, le associazioni rappresentative sul territorio nazionale; all elaborazione di piattaforme comuni, proposte da altri Stati membri, partecipano le autorità competenti, sentiti, se si tratta di professioni regolamentate, gli ordini, i collegi o gli albi, ove esistenti, e, in mancanza, le associazioni rappresentative sul territorio nazionale, se si tratta di professioni non regolamentate in Italia, le associazioni rappresentative sul territorio nazionale. L art. 26, co. 3, D.Lgs. 206/2007 ha ancora stabilito che, al fine della valutazione in ordine alla rappresentatività a livello nazionale delle 5
6 professioni non regolamentate, si tiene conto di una serie di requisiti predeterminati. L impugnato decreto del 28 aprile 2008 ha infine individuato i requisiti di rappresentatività che gli enti di cui all art. 26 D.Lgs. 206/2007 devono possedere per essere inseriti, a domanda, nell elenco tenuto dal Ministero della Giustizia. Il Collegio ritiene che il D.M. 28 aprile 2008, sebbene non ne rechi la denominazione, abbia natura regolamentare in quanto presenta i caratteri della generalità, che si traduce nella non determinabilità dei soggetti cui si riferiscono le norme, dell astrattezza, che si traduce nell attitudine delle norme all applicazione ripetuta nel tempo, e della innovatività. Il decreto, infatti, non si è limitato a chiarire le modalità per la individuazione dei criteri per la valutazione della rappresentatività a livello nazionale delle associazioni delle professioni regolamentate, ove non siano esistenti ordini, albi o collegi, delle professioni non regolamentate o delle attività nell area dei servizi non intellettuali, ma ha integrato una disciplina legislativa già di per sé autosufficiente. In particolare: la lett. a) dell art. 26, co. 3, D.Lgs. 206/2007 prevede la costituzione dell ente, con determinate modalità da almeno quattro anni, mentre il DM 28 aprile 2008 amplia la previsione richiedendo che da quattro anni sia posseduto non solo detto requisito, ma tutti i requisiti di cui alle lett. da a) ad f); la lett. b) della legge prevede che lo statuto sancisca un ordinamento a base democratica, laddove il decreto prevede che lo statuto assicuri 6
7 garanzie di democraticità anche attraverso la previsione della durata degli incarichi e di un limite alla loro reiterazione; la lett. e) della legge prevede l obbligo della formazione permanente, mentre il decreto prevede anche la predisposizione di strumenti idonei ad accertare l effettivo assolvimento di tale obbligo; la lett. f) della legge prevede la diffusione su tutto il territorio nazionale, laddove il decreto aggiunge che l associazione deve essere diffusa su tutto il territorio dello Stato con proprie articolazioni. Inoltre, mentre l art. 26, co. 3, D.Lgs. 206/2007 si riferisce alle sole professioni non regolamentate, il DM 28 aprile 2008 comprende anche le professioni regolamentate per le quali non siano istituiti ordini, albi o collegi. In definitiva, il DM 28 aprile 2008 non si è limitato a chiarire le modalità per la individuazione dei criteri per la valutazione della rappresentatività a livello nazionale delle associazioni, ma ha integrato la previsione legislativa attraverso norme destinate, con carattere di generalità ed astrattezza, ad innovare l ordinamento giuridico. L art. 17, co. 3, L. 400/1988 stabilisce che con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di autorità sottordinate al ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere; tali regolamenti, per materie di competenza di più ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessità di apposita autorizzazione da parte della legge. 7
8 Nel caso di specie, l atto normativo regolamentare è stato emanato in assenza della necessaria previsione legislativa, atteso che l art. 26 D.Lgs. 207/2006 non ha conferito tale potere. Di qui, la fondatezza della censura con cui le ricorrenti hanno dedotto la violazione dell art. 17, co. 3, L. 400/1998 e dell art. 26 D.Lgs. 207/2006, che, assorbite le altre censure, determina l accoglimento del ricorso e, per l effetto, l annullamento dell impugnato D.M. 28 aprile Sussistono giuste ragioni, considerata la peculiarità della fattispecie, per disporre la compensazione delle spese del giudizio tra le parti. P.Q.M. il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Prima Sezione di Roma, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l effetto, annulla l impugnato DM 28 aprile 2008 del Ministero della Giustizia. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio dell 11 febbraio Dott. Giorgio Giovannini Dott. Roberto Caponigro Presidente Estensore 8
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