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Timestamp: 2019-11-21 05:10:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.9', 'art.9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 7']

Pagina di stampa - L'affitto di ramo d'azienda integra la fattispecie del trasferimento art.9 L.21?
Approfondimenti di diritto => SUAP => TAXI, NCC => Topic aperto da: Barbara Messere - 30 Agosto 2019, 10:59:05
Titolo: L'affitto di ramo d'azienda integra la fattispecie del trasferimento art.9 L.21?
Inserito da: Barbara Messere - 30 Agosto 2019, 10:59:05
Titolo: Re:L'affitto di ramo d'azienda integra la fattispecie del trasferimento art.9 L.21?
Inserito da: Mario Maccantelli - 30 Agosto 2019, 21:37:27
In via generale posso dirti che hai toccato un problema mai risolto della legge 21/92.
Spesso ho suggerito alle Amministrazioni comunali di dettagliare nel regolamento locale il significato del “trasferimento” nell’accezione dell’art. 9 della legge n. 21/92.
In sintesi, il trasferimento posto sotto le condizioni dell’art. 9 citato riguarda solo la vendita di azienda o anche l’affitto? Normalmente, nel commercio e in altri ambiti, il c.d subingresso si verifica in entrambi i casi (affitto o vendita, senza considerare altre ipotesi residuali). Di fronte alla vendita o all’affitto si avvia la stessa identica procedura.
Nel caso dell’art. 9 della legge 21/92, tuttavia, si potrebbe ritenere che le condizioni ostative possano riguardare solo la vendita e non l’affitto. Purtroppo, non ho mai trovato sentenze né circolari sul punto specifico e, quindi, resta alla discrezionalità applicativa della PA competente, equiparare o meno i due presupposti (vendita e affitto). Considerando una certa ratio si potrebbe ritenere che anche l’affitto non sia ammesso prima dei 5 anni rilevando che quelle condizioni sono poste come salvaguardia verso azioni lucrative da parte di chi, avendo maggiore anzianità di altri, potrebbe acquisire tramite bando molte autorizzazioni al fine poi di tranne solo un vantaggio economico senza esercitare. Per contro si potrebbe argomentare che la ratio dell’art. 9 sembrerebbe riferirsi solo alla definitiva vendita vedendo il “raggiungimento del 60° anno! e la “inabilità permanente”.
Qua mi fermo e rimando alla discrezionalità della PA competente.
Il riferimento all’art. 7 della legge 21/92, a parere mio, non coglie nel segno.
Un conto è trasferite (vendere o affittare) l’azienda e un conto è “partecipare” ad uno sfruttamento collettivo della licenza tramite il conferimento verso un soggetto plurimo di cui anche il conferente fa parte. Con il conferimento si attua uno sfruttamento collettivo di un bene del conferente. Con il trasferimento, invece, l’azienda passa da Tizio a Caio (in materia di NCC si parla sempre di trasferimento della licenza anche se sarebbe più corretto parlare di azienda)
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In conclusione (a parere mio) puoi accogliere le osservazioni del privato discernendo fra affitto o vendita nel senso che ti ho detto ma non perché puoi applicare l’art. 7.
Concludo dicendo che l’osservazione n. 1 mi sembra del tutto fuori luogo. La volontà del ritenimento di una nuova autorizzazione non interseca la questione sanzionatoria che hai proposto.