Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/20176
Timestamp: 2020-08-08 15:50:18+00:00
Document Index: 44661041

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 38', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 16', 'art. 16']

Numero 6 8 febbraio 2017
Unico PF, Iva, Irpef e Certificazione unica
Gruppo Iva nazionale
L’ art. 1, co. da 24 a 31, L. 11.12.2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017), introduce nel panorama fiscale nazionale l'istituto del «Gruppo Iva», previo inserimento all’interno del D.P.R. 26.10.1972, n. 633 del nuovo Titolo V-bis (artt. dal 70-bis al 70-duodecies). Come verrà argomento nel prosieguo, il «Gruppo Iva» costituisce un soggetto passivo autonomo rispetto ai suoi componenti i quali, pur rimanendo indipendenti sul piano giuridico, perdono la propria autonomia agli effetti dell’ Iva . Ciò implica che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi « infragruppo » sono estranee al campo di applicazione dell' imposta e tutte le cessioni e le prestazioni effettuate o ricevute da un appartenente al «Gruppo Iva» sono considerate effettuate o ricevute dalla medesima aggregazione . La costituzione di un «Gruppo Iva» è effettuata previa apposita opzione , che deve essere esercitata da tutti i soggetti passivi per i quali sussistono i vincoli di carattere finanziario , economico ed organizzativo (criterio all in - all out ). L'opzione per l’istituzione del «Gruppo Iva» potrà essere esercitata a decorrere dall'1.1.2018 (con concreta operatività dell’aggregazione a partire dal 2019 ) ed è vincolante per un triennio , restando valida di anno in anno, fino a revoca .
Rimborso del credito Iva
L’art. 30, co. 2 e 3, D.P.R. 633/1972 [CFF230] prevede che, nel caso in cui dalla dichiarazione annuale Iva emerga un saldo a credito , tale credito possa essere computato in detrazione nell’ anno successivo (e, pertanto, utilizzato nelle relative liquidazioni periodiche nel corso dell’anno, senza limiti di importo), utilizzato in compensazione nell’ F24 , a partire dal primo giorno del periodo d’imposta successivo, oppure essere chiesto a rimborso (in tutto o in parte), qualora sia cessata l’ attività o sussistano le condizioni previste dai co. 2, 3 e 4 dell’art. 30 o dall’art. 34, co. 9, D.P.R. 633/1972 [CFF¶234]. L’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972 [CFF238a] contiene la disciplina relativa all’ esecuzione dei rimborsi Iva (annuali e trimestrali) previsti nell’art. 30, D.P.R. 633/1972. Il D.L. 193/2016, conv. con modif. dalla L. 225/2016 («Collegato alla Legge di Bilancio 2017»), in vigore dal 3.12.2016 , ha modificato l’art. 38-bis, elevando da € 15.000 a € 30.000 il valore dei rimborsi Iva subordinati a prestazione di apposita garanzia da parte del beneficiario.
Disciplina dell'Ace
L’ agevolazione Ace - Aiuto alla crescita economia - cambia veste per i soggetti Irpef già a partire dal periodo d’imposta 2016 . La Legge di Bilancio per l’anno 2017 ha, infatti, previsto, in concomitanza con l’introduzione dell’ Iri , l’adeguamento del metodo di computo dell’ agevolazione per gli imprenditori individuali e per le società di persone in contabilità ordinaria, secondo la metodologia prevista per le società di capitali . Inoltre, la norma in questione individua l’ aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del capitale proprio nella misura del 2,3% per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2017 . L’ aliquota aumenta al 2,7% dal periodo d’imposta successivo ( 2018 ), ma rimane invariata al 4,75% per il 2016 . Viene, inoltre, prevista una disposizione antielusiva , per evitare che siano agevolate quelle società che utilizzano le somme derivanti dalla ricapitalizzazione per investimenti finanziari in titoli e, dunque, senza reimpiegare i mezzi propri in effettive attività produttive.
Tassazione per l'attrazione degli "ultraricchi" in Italia
L’art. 1, co. 152, L. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), in vigore dall’ 1.1.2017 , prevede una serie di agevolazioni fiscali e finanziarie con lo scopo di attrarre investimenti esteri in Italia . Il nuovo art. 24-bis, D.P.R. 917/1986 (introdotto da tale provvedimento), introduce un’ imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’ estero riservata a soggetti persone fisiche che trasferiscono in Italia la propria residenza fiscale . In particolare, il nuovo articolo 24-bis D.P.R. 917/1986 introdotto dalla suddetta Legge di Bilancio, istituisce l’ingresso nel nostro ordinamento di un regime di favore per coloro che hanno l’obiettivo di investire in Italia richiedendo la residenza fiscale italiana . Si tratta di un regime di tassazione riservato ai soggetti con un alto patrimonio ( high net worth individual ) e prende spunto dal regime resident not domiciled inglese e da altri regimi presenti in altri Paesi comunitari, come Portogallo e Malta. In sostanza, tale manovra agevola l’ingresso di potenziali investitori portando ricchezza che altrimenti non sarebbe mai arrivata nel territorio italiano.
Con l’approvazione della L. 11.12.2016, n. 232 (Legge di Bilancio 2017) si è completato il quadro delle agevolazioni per le nuove assunzioni fruibili nel prossimo anno . Nel 2017 , infatti, ci saranno nuove misure di sostegno rivolte alle assunzioni di giovani che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro percorsi di alternanza scuola-lavoro e alle assunzioni nel Mezzogiorno per contratti a tempo indeterminato stipulati con soggetti disoccupati giovani ovvero anche meno giovani disoccupati da almeno 6 mesi. Le agevolazioni saranno limitate alle assunzioni in unità produttive ubicate nelle Regioni meno sviluppate e in transizione , caratterizzate da un elevato tasso di disoccupazione . È doveroso puntualizzare, inoltre, che a fine 2016 si è concluso il periodo di decontribuzione totale per i contratti di apprendistato professionalizzante stipulati dai datori di lavoro che occupano meno di 10 lavoratori ai sensi della L. 12.11.2011, n. 183, e che cesseranno altresì le agevolazioni nel caso di assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi dell’art. 8, L. 23.7.1991, n. 223.
La L. 1.12.2016, n. 225, di conversione del D.L. 26.10.2016, n. 193, ha introdotto significative modifiche alla disciplina dei depositi Iva , con effetto dal prossimo 1.4.2017 . In particolare, è stato previsto che tutte le cessioni di beni potranno essere effettuate senza pagamento dell’ imposta , introducendo i beni in un deposito Iva , a prescindere dal luogo di stabilimento o di identificazione del cessionario e dalla tipologia di beni oggetto dell’operazione: l’ estrazione dei beni dal deposito potrà essere effettuata da tutti i soggetti passivi Iva . È stato altresì disposto il riordino del regime autorizzativo dei depositi fiscali nel settore dei prodotti alcolici e la previsione, nel sistema delle accise , dell'istituto della rateizzazione del debito d'imposta per i titolari del deposito fiscale di prodotti energetici , alcole e bevande alcoliche , in condizioni di difficoltà economica .
Ristrutturazioni e acquisto del box auto
Ai sensi della lett. d) del comma 1 dell'art. 16-bis, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5116a] , la detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta, nella misura del 50% (per effetto dell'ennesima proroga prevista dalla Legge di Stabilità 2017), anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali ad immobili residenziali, anche a proprietà comune, nonché per l' acquisto di autorimesse e posti auto pertinenziali , limitatamente ai costi di realizzo, costi che devono essere comprovati da apposita attestazione rilasciata dal costruttore . In tale ambito, l'Agenzia delle Entrate con la C.M. 18.11.2016, n. 43/E espressamente riconosce che devono considerarsi superate precedenti interpretazioni della normativa emanate dalla stessa Agenzia, con particolare riferimento alla dimostrazione del vincolo pertinenziale del box auto all'immobile residenziale per cui si beneficia delle detrazioni ex art. 16-bis, D.P.R. 917/1986, nonché alle modalità di pagamento delle spese necessarie per il realizzo del box auto pertinenziale. In particolare, l'Agenzia in un certo senso « liberalizza» le modalità di pagamento non solo al pagamento del box pertinenziale ma anche al pagamento delle spese per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica .