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Timestamp: 2018-03-24 10:17:05+00:00
Document Index: 141554566

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art.30', 'art.15', 'sentenza ', 'art. 154', 'art. 7']

Referendum 12 e 13 Giugno 2011: Quando, come e cosa si vota - il Portale Internet di Decollatura
Referendum 12 e 13 Giugno 2011: Quando, come e cosa si vota
Il 12 e 13 giugno 2011 i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto su 4 quesiti referendari che riguardano: il legittimo impedimento, la privatizzazione di fatto dell’acqua previsto dal decreto “Ronchi” (due quesiti) e il ritorno all’energia nucleare.
Il referendum è valido se supera il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.
Domenica 12 giugno 2011, dalle 8 alle 22 e Lunedì 13 giugno 2011, dalle 7 alle 15.
E’ possibile scegliere quali referendum votare, ritirando solo le schede che interessano. Il raggiungimento del quorum infatti, viene calcolato per ogni singolo quesito.
I QUESITI REFERENDARI:
Quesito n. 1 – referendum acqua pubblica – abrogazione affidamento servizio ad operatori privati
“Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.
Votando SÌ si è contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati.
Votando NO si è a favore della legislazione attuale.
“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”.
Votando SÌ si è contro la norma che permette il profitto nell’erogazione del bene Acqua potabile.
Votando NO si è a favore della legislazione attuale che ammette tale guadagno.
“Volete voi che sia abrogato il decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”.
"Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare".
"Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del d.l. 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?"
Votando SÌ si è contro la costruzione di Centrali Nucleari in Italia.
Votando NO si è a favore della legislazione attuale che le prevede.
Referendum popolare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO
Votando SÌ si è contrari al principio che Presidente del consiglio o ministro possano decidere di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano.
Votando NO si è a favore della legislazione attuale che prevede questo “scudo” nei confronti del sistema giudiziario.
I cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali e residenti all’estero votano, di norma, per corrispondenza, a meno che non abbiano esercitato il diritto di opzione per il voto in Italia. Coloro che non hanno esercitato tale opzione, anche se in Italia nei giorni delle votazioni, non possono in alcun modo essere ammessi al voto.
Il voto per corrispondenza non è possibile, comunque, per i cittadini che risiedono in stati che non hanno sottoscritto con l’Italia una apposita convenzione. In questo caso, quindi, per esercitare il loro diritto di voto, devono rientrare in Italia.
I cittadini italiani residenti all’estero, che votano per corrispondenza, ricevono, al proprio domicilio estero, un plico contenente le quattro schede relative ai quattro quesiti referendari, un certificato elettorale, una busta bianca, una busta preaffrancata con l’indirizzo del Consolato ed un libretto contenente il testo della Legge recante “Norme sul diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”.
I cittadini italiani temporaneamente all’estero che appartengono alle seguenti categorie:
militari o appartenenti a forze di polizia in missione internazionale;
dipendenti di amministrazioni pubbliche per motivi di servizio qualora la durata prevista della loro permanenza all’estero sia superiore a tre mesi, e loro familiari conviventi;
professori e ricercatori universitari, e i rispettivi familiari conviventi, che si trovano all’estero per una durata di almeno sei mesi e che alla data del decreto di indizione delle consultazioni si trovano all’estero da almeno tre mesi.
possono esprimere il voto per corrispondenza solo dopo averne fatto richiesta per i punti 1 e 2 al comando o alla amministrazione di appartenenza, e per il punto 3 al Consolato di appartenenza.
Chi si trova temporaneamente all’estero e non appartiene alle categorie sopra indicate, può votare per i referendum solamente rientrando in Italia, nelle liste elettorali del Comune presso cui sono iscritti.
Gli elettori che devono recarsi nel Comune nelle cui liste sono iscritti hanno diritto, in alcuni casi, ad alcune agevolazioni di viaggio.
Sono previste riduzioni del 60% per l’acquisto di biglietto ferroviario e sui traghetti. Inoltre, sono previste anche alcune agevolazioni per l’acquisto del biglietto aereo di andata alla sede elettorale di iscrizione e ritorno. Per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale, la legge introduce un’agevolazione di viaggio nella misura del 40 per cento del prezzo del biglietto. L’importo massimo rimborsabile, comunque, non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e di ritorno per ogni elettore (Legge 26 mag­gio 1969, n. 241 e successive modifiche).
Gli elettori che soffrono di una menomazione fisica tale da impedire loro di votare autonomamente (ad esem­pio i ciechi, gli amputati di entrambe le mani, ecc.) possono farsi assistere in cabina da un altro elettore.
Per usufruire di questo diritto è sufficiente presentare al presidente del seggio un certificato rilasciato da un medico dirigente dell’Ulss o, per i non vedenti, il libretto nominativo rilasciato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), oppure richiedere all’Ufficio Elettorale l’apposizione di un timbro speciale sulla tessera elettorale, presentando la seguente documentazione:
la carta di identità o altro documento di riconoscimento (patente, passaporto, ecc.);
la tessera elettorale rilasciata dal Comune;
certificato medico che attesti l’invalidità fisica permanente. Gli elettori non vedenti, per essere ammessi al voto assistito, è sufficiente che esibiscano il libretto nominativo rilasciato dall’Inps.
La tessera con il timbro del Comune esonera l’elettore dall’esibire al presidente di seggio il certificato medico in tutte le elezioni.
La richiesta del certificato medico per avere diritto ad essere accompagnati in cabina va fatta presso una delle sedi degli ambulatori medici, senza bisogno di appuntamento.
Durante le giornate di sabato 11 giugno e di domenica 12 giugno non sono aperti gli ambulatori; in caso di assoluta necessità la richiesta della certifizione deve essere rivolta direttamente al medico reperibile di pronta disponibilità – tramite il centralino dell’Azienda Ospedaliera della propria città.
L’accompagnatore deve essere in possesso della tessera elettorale, e non può svolgere questa funzione di sostegno per più di una persona.
Sulla tessera elettorale, all’interno dei uno degli spazi per la certificazione del voto, il presidente del seggio vi appone una apposita annotazione (“accompagnatore”, con data e firma del presidente, senza apporre il timbro della sezione elettorale).