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Timestamp: 2018-02-22 15:02:46+00:00
Document Index: 10382637

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 27']

Osservazioni al disegno di legge regionale “contenitore” sulla gestione del territorio sardo. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Osservazioni al disegno di legge regionale “contenitore” sulla gestione del territorio sardo.
maggio 3, 2017 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
Su invito della IV Commissione permanente “Governo del territorio” del Consiglio regionale della Sardegna, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato (2 maggio 2017) uno specifico atto di “osservazioni” al disegno di legge regionale n. 408 del 17 marzo 2017 (“Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia. Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985, alla legge regionale n. 45 del 1989, alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 22 del 1984, alla legge regionale n. 28 del 1998 e alla legge regionale n. 24 del 2016”).
Il disegno di legge regionale, d’iniziativa della Giunta Pigliaru, è una “proposta – contenitore”, dove trovano spazio, per l’ennesima volta, norme disparate, talvolta correttivi, talvolta aggravio di produzione normativa e conseguente complicazione del quadro normativo, di tutt’altro segno della proclamata volontà di semplificazione, per giunta a breve distanza temporale dalle leggi regionali n. 8/2015 e n. 24/2016 che vanno a modificare. Inoltre, appare l’ennesimo intervento legislativo con scarsa logica e lungimiranza in materia di diritti di uso civico.
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Ecco le “osservazioni” più rilevanti:
* si manifesta assoluta contrarietà al disposto di cui all’art. 11 del disegno di legge regionale che prevede l’esclusione dal regime di salvaguardia integrale di cui all’art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.: la predisposizione di parcheggi e servizi per le attività connesse alla balneazione e al turismo nautico anche entro le aree a conservazione integrale significa il loro sostanziale snaturamento, con la conseguente perdita di valori naturali e paesaggistici in palese aggiramento della vigente normativa di salvaguardia costiera e dell’interpretazione costituzionalmente corretta. Infatti, La sentenza Corte cost. n. 189 del 20 luglio 2016, infatti, ha affermato ancora una volta che le norme di tutela paesaggistica (e quelle del piano paesaggistico, in particolare) prevalgono sulle disposizioni regionali urbanistiche, visto che “gli interventi edilizi ivi previsti non possono essere realizzati in deroga né al piano paesaggistico regionale né alla legislazione statale”, in quanto “si deve escludere, proprio in ragione del principio della prevalenza dei piani paesaggistici sugli altri strumenti urbanistici (sentenza n. 11 del 2016), che il piano paesaggistico regionale sia derogabile”. La disciplina del P.P.R. afferma testualmente riguardo la fascia costiera (“risorsa strategica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio sardo“, art. 19 delle N.T.A. del P.P.R.) fuori dai centri abitati: “nelle aree inedificate è precluso qualsiasi intervento di trasformazione” (art. 20 delle N.T.A. del P.P.R.), mentre è consentita solo la “riqualificazione urbanistica e architettonica degli insediamenti turistici o produttivi esistenti“;
* si manifesta contrarietà alle disposizioni di cui agli articoli 16 e 17 del disegno di legge regionale, in quanto gli incrementi volumetrici costituiscono aggravi del carico urbanistico slegati da qualsiasi contemperamento di qualità ambientale o mitigazione degli effetti negativi sui contesti territoriali;
* in primo luogo, l’art. 27 del disegno di legge regionale contiene un errore materiale: il “trasferimento dei terreni” deve correttamente leggersi “trasferimento dei diritti di uso civico”. A giudizio del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ogni sclassificazione, rectius sdemanializzazione, dev’esser connessa al contestuale trasferimento dei relativi diritti di uso civico per mantenere il patrimonio civico della collettività locale e il connesso valore ambientale del singolo demanio civico. In proposito è stata allegata la Proposta di legge regionale “Trasferimento dei diritti di uso civico e sdemanializzazione di aree compromesse appartenenti ai demani civici”, già consegnata anche al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e resa disponibile gratuitamente dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per chiunque volesse utilizzarla in sede di iniziativa legislativa.
L’Associazione si augura che la Commissione consiliare tenga conto delle “osservazioni” per migliorare una proposta legislativa con poche luci e molte ombre.
Categorie:aree urbane, beni culturali, biodiversità, coste, difesa del territorio, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale, zone umide Tag:ambiente, aree urbane, Consiglio regionale, coste, demani civici, difesa del territorio, diritti di uso civico, disegno di legge sulla gestione del territorio, edilizia, Gruppo d'Intervento Giuridico, P.P.R., paesaggio, pianificazione, piano paesaggistico regionale, Sardegna, sdemanializzazioni, trasferimenti di diritti di uso civico, urbanistica, usi civici
maggio 4, 2017 alle 10:47 pm
da Sardinia Post, 4 maggio 2017
Urbanistica, consiglio regionale approva semplificazione per piccoli interventi: http://www.sardiniapost.it/politica/urbanistica-consiglio-regionale-approva-semplificazione-piccoli-interventi/
Da semplice cittadino posso solo osservare che, come al solito , a denunciare questi smaccati tranelli normativi e giuridici sono solo le associazioni ambientaliste e ,in modo puntuale il GRIG. Anche un bambino capisce cosa nasconde la nuova legge urbanistica: l’ennesimo sacco dei beni incommensurabili di questa terra unica. Dispiace ,ancora una volta , che un’intera classe politica (si fa per dire) Regionale sia complice e strumento di questo disegno. Potrei ,come molti , tracciare una mappa preventiva dei beneficiari di questa legge, così si capirebbe meglio chi le scrive
I procedimenti di valutazione di impatto ambientale dei progetti estrattivi devono coinvolgere tutte le amministrazioni pubbliche competenti. L’abusivismo edilizio prospera, perché I Comuni e la Regione Sardegna “dormono”, per non dire altro.