Source: https://confartigianato.pt.it/index.php/finanziaria-2019-2020/item/529-manovra-di-bilancio-le-nostre-proposte?tmpl=component&print=1
Timestamp: 2020-08-14 04:18:51+00:00
Document Index: 135964259

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 76', 'art. 4', 'art. 25', 'art. 75', 'art. 79', 'art. 5', 'art. 41', 'art. 5', 'art. 41', 'art. 11', 'art. 79']

Confartigianato Pistoia - Manovra di bilancio: le nostre proposte
Lunedì, 18 Novembre 2019 19:29
Manovra di bilancio: le nostre proposte Featured
La Commissione Finanze della Camera questa settimana avvierà l’esame e le votazioni sugli emendamenti al DL fiscale che erano scaduti lunedì 11 novembre.
I relatori in Commissione sono l’On.le Gianmario Fragomeli (PD) e l’On.le Carla Ruocco (M5S), Presidente della Commissione.
Entra così nel vivo l’esame da parte del Parlamento della Manovra di Bilancio per il 2020.
Confartigianato ha promosso la presentazione di emendamenti (Confartigianato, Rete Imprese Italia) – anche attraverso la piattaforma Lobbying Web che consente l’invio delle nostre proposte ai parlamentari con in copia i territori che li hanno segnalati e con i quali hanno rapporti costanti – sui diversi aspetti di interesse del Dl fiscale.
Ed in particolare, tra quelli prioritari:
1 - all’art. 3 – che ha introdotto alcune limitazioni per rafforzare il contrasto alle indebite compensazioni che, di fatto, determinerebbero un posticipo (almeno semestrale) della effettiva possibilità di utilizzo dei crediti IVA, ed ha previsto sanzioni di 1.000 euro per ciascuna delega non eseguita – proponendo l’abrogazione dell’obbligo di presentare la dichiarazione delle imposte sui redditi e dell’IRAP prima della possibilità di utilizzare il credito di imposta che emerge dalla stessa dichiarazione e l’eliminazione della sanzione di 1.000 euro prevista per ogni delega scartata;
2 - all’art. 4 – che introduce ritenute e compensazioni su appalti e sub-appalti – abbiamo proposto di: limitare l’applicazione agli appalti di valore superiore a 500.000 euro; eliminare l’obbligo di versamento delle ritenute da parte del committente per conto delle imprese appaltatrici e sub-appaltatrici; permettere alle imprese che presentano determinati requisiti, che ne possano attestare la “bontà fiscale”, di continuare a compensare i propri debiti per contributi previdenziali e assistenziali; permettere alle imprese di avvalersi della possibilità di compensazione delle ritenute se risultano in attività da almeno 2 anni, invece dei 5 anni previsti dal decreto;
3 - all’art. 16 relativo alle semplificazioni fiscali sono stati proposti una serie di emendamenti tesi ad alleggerire il carico burocratico sulle micro e piccole imprese in considerazione dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica. In particolare: abrogare la disciplina del reverse charge in edilizia e dello split payment; di incrementare il limite dal quale scatta l’obbligo per l‘apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti Iva da 5.000 a 50.000 euro; di ridurre dall’8% al 4% le ritenute sui bonifici che danno diritto a detrazioni; di eliminare le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA; o abrogare il meccanismo dello sconto in fattura per i lavori relativi all’ecobonus ed al sismabonus introdotto dall’art. 10 del DL Crescita.
4 - Sono stati presentati quasi 1.000 proposte di modifica al provvedimento e quelle da noi promosse, anche se talvolta con qualche riformulazione, sono state presentate da parlamentari di tutte le forze politiche
Da quanto emerge dai primi confronti ufficiosi, sembrerebbe ci siano possibilità per modificare sia l’art. 3 – quello che introduce una stretta sulle indebite compensazioni – sia l’art. 4 – che, di fatto, reintroduce peggiorandola la responsabilità solidale degli appalti, prevedendo l’obbligo per il committente al versamento (senza possibilità di utilizzare in compensazione proprie posizioni creditorie). E’ stata, al momento, esclusa la soppressione e sono allo studio alcune modifiche tese alla revisione degli adempimenti e rimodulazioni della platea dei soggetti obbligati.
Per quello che riguarda la proposta di sopprimere lo sconto in fattura, la questione, in base a quanto dichiarato dal Ministro Patuanelli, sarà affrontata nel ddl di bilancio che è all’esame del Senato.
Il Ddl di Bilancio
La Commissione Bilancio del Senato ha avviato, la scorsa settimana, l’esame del DDL di Bilancio per il 2020. Dopo le audizioni – Testo audizione Confartigianato – è stata avviata la discussione generale (relatori i Sen. Dario Stefano – PD – e Rossella Accoto – M5S).
Confartigianato, in vista della scadenza fissato per le ore 15 di lunedì 18 novembre, ha promosso la presentazione di numerosi emendamenti alla manovra, evidenziando quelli prioritari.
1 - L’abrogazione del meccanismo dello sconto in fattura per i lavori relativi all’ecobonus ed al sismabonus, introdotto dall’art. 10 del decreto legge Crescita. Tale meccanismo – che prevede, in alternativa alla detrazione fiscale in 10 anni, la possibilità per chi effettua i lavori di ottenere uno sconto in fattura immediato da parte dell’impresa che li ha realizzati – penalizza circa mezzo milione di piccole imprese del “Sistema Casa” che non sono in condizione di praticare lo sconto in ragione della scarsa liquidità finanziaria e dell’insufficiente capienza fiscale per compensare il credito di imposta;
2 - L’estensione del credito di imposta per la Formazione 4.0 anche ai titolari di micro imprese (fino a 9 dipendenti);
3 - La reintroduzione dello sgravio contributivo totale per i primi tre anni del contratto di apprendistato per i datori di lavoro con un numero di dipendenti pari o inferiore a 9;
4 - La soppressione dell’art. 76 del ddl che esclude i veicoli pesanti di categoria euro 3 ed euro 4 dal beneficio del rimborso parziale delle accise sul gasolio;
5 - La possibilità di usufruire del credito di imposta aggiuntivo del 10% anche per gli investimenti in macchinari e software che hanno caratteristiche tecniche tali da perseguire gli obiettivi ambientali previsti pur non essendo ricompresi nell’allegato A e B dell’elenco “Impresa 4.0”; o la soppressione della Plastic Tax;
6 - Alcuni emendamenti in materia di semplificazione fiscale (abrogazione del reverse charge in edilizia; incremento del limite per l’apposizione del visto di conformità; riduzione dall’8% al 4% della ritenuta sui bonifici che danno diritto a detrazioni; abrogazione delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA; abrogazione della disciplina dello split payment) finalizzati a ridurre gli adempimenti tributari e migliorare la competitività delle imprese in considerazionedell’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria tra le imprese dallo scorso 1° gennaio;
7 - La proroga del Bonus Verde, già previsto nelle ultime leggi di bilancio e che ha consentito di detrarre il 36% delle spese fino a 5.000 euro per interventi relativi alla “sistemazione a verde” di aree private; o il ripristino del regime della flat tax per le imprese con volume d’affari tra i 65.000 euro ed i 100.000 euro di fatturato; o la proposta di unificare la scadenza di transizione al mercato libero dell’energia ed al relativo superamento della tutela per famiglie e partite IVA in coerenza con i tempi previsti dal recepimento della Direttiva europea UE 2019/944 relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica.
Confartgianato, emendamenti prioritari. Emendamenti da Rete Imprese Italia
Confartigianato ha definito la manovra “Timida contro la grande evasione”, ‘svuotata’ di 3,5 miliardi in tre anni destinati a ridurre la pressione fiscale sulle piccole imprese, è una manovra poco espansiva, condizionata pressoché unicamente dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia.
Tra le misure bocciate da Confartigianato:
1 - Sul fronte fiscale, l’abrogazione delle disposizioni che prevedono la tassazione ad imposta sostitutiva del 20% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 65.000 e 100.000 euro che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2020 e la mancata semplificazione degli adempimenti, tanto più necessaria in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi e, più in generale, del crescente utilizzo delle tecnologie digitali e del processo di comunicazione telematica dei dati e delle informazioni da parte delle imprese nei confronti del fisco.
Tra le misure apprezzate:
2 - In tema di incentivi, la proroga per il 2020 delle agevolazioni fiscali per il ‘sistema casa’ (misure, tuttavia, che è indispensabile rendere strutturali e stabili almeno per tre anni); riproposizione degli incentivi a ricerca e sviluppo, proroghe dei crediti d’imposta per gli investimenti nel Sud e nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma, proroga del credito di imposta per la formazione 4.0, accompagnata dalla conferma delle graduazioni a favore delle piccole e medie imprese; proroga del Piano Impresa 4.0 (si sottolinea la necessità di garantire un respiro pluriennale alle disposizioni, funzionale ad una consapevole programmazione degli investimenti da parte di micro e piccole imprese).
Con lo svolgimento dell’illustrazione del ddl da parte dei relatori – i senatori Dario Stefano (Pd) e Rossella Accoto (M5s) – si è svolta la discussione generale sulla manovra in commissione Bilancio al Senato. In conclusione è intervenuto il vice Ministro Misiani che ha evidenziato come, in relazione a specifiche misure, ad esempio la plastic tax e le automobili aziendali, vi è la volontà del Governo di alleggerire e rimodulare tali imposte, secondo modalità da specificare in fase emendativa.
Il parere delle altre commissioni
La scorsa settimana tutte le Commissioni parlamentari in sede consultiva hanno espresso il proprio parere sulla Manovra di Bilancio, approvando, in alcuni casi, osservazioni per la Commissione Bilancio. Molte delle osservazioni hanno recepito le nostre proposte.
Per quanto di nostro maggiore interesse:
Richiesta di valutare, assieme alla riduzione della cedolare secca per i contratti a canone concordato (art. 4), una proroga per il 2020 del regime agevolato della cedolare secca per i contratti relativi ai locali commerciali. o in relazione all’art. 25, Bonus facciate, relativo alla previsione di una nuova spesa fiscale mediante la quale si prevede la detraibilità dall’IRPEF del 90 % delle spese
documentate relative ad interventi edilizi effettuati nel 2020 per il recupero o il restauro della facciata degli edifici, si richiede di valutare l’opportunità di riformulare il testo dell’articolato per garantire maggior chiarezza ed evitare possibili incertezze interpretative fra gli operatori.
In relazione alla rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito (art. 75), si rileva che la mancata detraibilità di una percentuale delle erogazioni liberali rischia di determinare una riduzione delle risorse a settori importanti della società civile; o per quanto riguarda la Plastic Tax – specifica imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi), art. 79 – si chiede di modificare il testo per favorire una più rapida conversione delle imprese operanti nel settore alle attività di produzione di manufatti biodegradabili e compostabili al fine di accelerare l’immissione sul mercato e alla commercializzazione di tali prodotti.
Nel suo parere la Commissione Industria chiede, in primis:
Di valutare l’opportunità di apportare i necessari correttivi alla disciplina degli incentivi introdotta dall’articolo 10 del decreto- legge 30 aprile 2019, n. 34 (sconto in fattura), al fine di superarne le criticità.
Di prorogare anche per il 2020 l’agevolazione fiscale inerente la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo; o di introdurre specifiche misure atte a promuovere l’efficientamento energetico e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento alla possibilità di prevedere la cumulabilità degli incentivi concessi ai sistemi di accumulo connessi ad impianti di energia rinnovabile.
Relativamente alla Plastic Tax di introdurre specifiche iniziative volte a garantire una trasformazione graduale e sostenibile delle produzioni e dei consumi e che tenga conto degli effetti che si producono nell’economia reale, valutando al contempo l’opportunità di prevedere delle riduzioni dell’imposta proporzionalmente alla quantità di materiale riciclato impiegato nella produzione di manufatti aventi funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari.
In relazione all’art. 5 – riduzione del cuneo fiscale – si evidenzia che rimanda al “carico fiscale sui lavoratori dipendenti”, mentre le finalità del Fondo si sostanziano in una riduzione che riguardi tutte le persone fisiche. Per questo si auspica che i provvedimenti normativi ai quali viene demandata l’attuazione di tale riduzione non operino differenze tra forme di lavoro, se non giustificate dalla preventiva adesione a regimi fiscali speciali, e valutino l’opportunità di utilizzare le risorse finanziarie stanziate in via prioritaria per l’occupazione giovanile e femminile. o relativamente all’art. 41 – “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” – si auspica che il Fondo in questione sia solo l’avvio di un percorso che mobiliti ulteriori risorse finanziarie da qui alla prossima legge di bilancio con lo scopo di attuare una riforma strutturale che introduca un assegno universale, unico per tutte le famiglie con figli a carico, superi la frammentazione degli attuali strumenti di sostegno alla genitorialità e sostenga le spese familiari per servizi all’infanzia, servizi di cura e di educazione.
Relativamente agli artt. 56 e 57 – proroga dell’APE sociale e Opzione donna – si auspica che vengano realizzati al più presto interventi strutturali in materia pensionistica, volti a garantire un reddito in età vicina alla maturazione della pensione di vecchiaia per tutti i disoccupati, le persone con disabilità, i loro familiari e i lavoratori impiegati in occupazioni gravose, sia come dipendenti, sia come autonomi.
Tra le richieste si segnala la proroga e messa a regime del “bonus verde”.
Nel suo parere ha evidenziato:
Apprezzamento per le misure dell’art. 5- Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti – e dell’art. 41 – sostegno alla famiglia e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Ha evidenziato che l’Unione europea ha chiesto al Governo italiano di ridurre la tassazione sul lavoro e sostenere l’occupazione femminile attraverso una strategia globale, in particolare garantendo l’accesso a servizi di assistenza all’infanzia; o in riferimento all’art. 11 – Green New Deal italiano – tali misure si pongono pienamente in linea con la politica volta al contrasto dei cambiamenti climatici e al percorso verso un Green New Deal europeo, preannunciata dalla Presidente designata della Commissione europea Ursula Von der Leyen nelle sue linee programmatiche da cui emerge chiaramente la volontà di varare una normativa europea sul clima volta a sancire l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, attraverso investimenti in innovazione, ricerca e una transizione economica e industriale.
In riferimento all’art. 79 – Plastic tax – l’Italia si allinea al nuovo corso ambientale europeo che, nell’ambito dell’economa circolare che mira a limitare l’utilizzo della plastica. Al riguardo nelle proposte normative relative al nuovo bilancio pluriennale europeo 2021-2027, la Commissione europea ha disposto l’introduzione di un paniere di nuove risorse proprie dell’Unione, tra cui figura un contributo nazionale calcolato in base alla quantità di rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica di ciascuno Stato membro (0,80 euro al chilogrammo) che, si stima, potrebbe generare ricavi annuali per 6,6 miliardi di euro. In un comunicato stampa del 7 ottobre 2019, la Finlandia, Presidente di turno dell’Unione europea, ha evidenziato come nei negoziati in corso per l’adozione del bilancio pluriennale, l’introduzione di una tassa europea sulla plastica non riciclata stia raccogliendo un ampio sostegno. Inoltre, in uno studio dell’OCSE pubblicato il 12 luglio 2019 si evidenzia come in diversi Stati membri europei siano già in vigore forme differenziate di tassazione su determinati tipi di plastica o su determinati usi della plastica come quella destinata agli imballaggi. Il Belgio, la Danimarca, l’Estonia, la Lettonia, i Paesi Bassi, la Slovenia, la Finlandia nonché la Gran Bretagna, la Francia e il Portogallo hanno scelto la leva fiscale per modificare il comportamento dei produttori e dei consumatori verso l’utilizzo della plastica in diverse forme.
Decreco fiscale
Plastix Tax
Ecobonus. Abrogare lo sconto in fattura: penalizza i piccoli imprenditori
Decreto crescita “squilibrato”, allarme di Confartigianato