Source: https://www.diritto.it/il-risarcimento-danni-da-sinistro-stradale-e-il-coordinamento-con-la-negoziazione-assistita-obbligatoria-gli-aspetti-pratici-dell-invito-alla-negoziazione/
Timestamp: 2018-01-18 07:50:17+00:00
Document Index: 65060407

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 249', 'art. 96', 'art. 642', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 3', 'art. 148', 'art. 163', 'art. 126']

Accoti Paolo - Trebisacce (CS), 10 aprile 2015
Come oramai noto, l’obbligo della negoziazione assistita vige in anche materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, oltre per chi intenda proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo (ad eccezione dei crediti di lavoro) di somme non eccedenti cinquantamila euro (art. 3 co. I D.L. 132/2014) e, inoltre, con la legge di stabilità 2015, anche in materia di contratti di trasporto o di sub-trasporto (art. 249 L. 190/2014).
Degli aspetti sostanziali della procedura abbiamo già parlato in precedenza (La mediazione e la negoziazione assistita. I casi di obbligatorietà e gli aspetti procedurali.), in questa sede, basta brevemente ricordare che nella procedura di negoziazione le parti devono farsi assistere necessariamente da un avvocato.
Il procedimento viene avviato con l’invito alla controparte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. L’invito, redatto per iscritto a pena di nullità, sottoscritto dalla parte personalmente con firma autenticata dal difensore e deve specificare l’oggetto della controversia con l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro trenta giorni dalla ricezione, o il suo rifiuto, può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio, della responsabilità aggravata (art. 96 cpc) e dell’esecuzione provvisoria (art. 642 cpc).
La controparte, nei trenta giorni dalla ricezione, può rifiutare l’invito, non aderire o aderire allo stesso. Se l’invito è rifiutato o non accettato nel termine sopra detto, la domanda giudiziale deve essere proposta nel medesimo termine di 30 giorni decorrente dal rifiuto, dalla mancata accettazione o dalla dichiarazione di mancato accordo certificata dagli avvocati.
La fase stragiudiziale del risarcimento danni da sinistro stradale risulta regolamentata dal Codice delle Assicurazioni, tanto è vero che: “Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve recare l’indicazione degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili, per non meno di cinque giorni non festivi, per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione, l’impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento, ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni è ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro ….” (art. 148 co. 1 Cod. Assicurazioni), mentre, nei sinistri con lesioni fisiche l’offerta risarcitoria, o il suo diniego, deve giungere al danneggiato entro novanta giorni: “L’impresa di assicurazione è tenuta a provvedere all’adempimento del predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione” (art. 148 co. 2 Cod. Assicurazioni).
Da un lato, infatti, vi è l’obbligo imposto dall’art. 148 Cod. Assicurazioni di attendere almeno sessanta giorni, novanta in caso di lesioni fisiche, prima dell’avvio dell’azione giudiziaria, dall’altro, l’art. 3 D.L. 132/2014 ritiene assolto detto obbligo decorsi (soli) trenta giorni dal rifiuto o non adesione alla negoziazione assistita.
Come appare evidente, quindi, le tempistiche per l’avveramento delle due condizioni di procedibilità ovvero proponibilità non coincidono affatto, ciò anche in considerazione del fatto che l’impresa di assicurazioni ben potrebbe richiedere documentazione aggiuntiva (“In caso di richiesta incompleta l’impresa di assicurazione richiede al danneggiato entro trenta giorni dalla ricezione della stessa le necessarie integrazioni; in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 decorrono nuovamente dalla data di ricezione dei dati o dei documenti integrativi.” Art. 148 co. 5 Cod. Assicurazioni), evenienza che dilaterebbe ancor di più i termini per l’eventuale avvio dell’azione giudiziaria.
In alternativa, se proprio dovessero sussistere ragioni di particolare urgenza, dopo l’inutile spirare del termine dettato dall’art. 148 (60 o 90 giorni), si potrebbe comunque predisporre e notificare l’atto di citazione e, quindi, nelle more del decorso dei “termini liberi” tra la notificazione e l’udienza fissata per la comparizione delle parti (ex art. 163 bis cpc), inviare l’invito alla negoziazione assistita con la conseguenza che, alla predetta udienza la condizione di procedibilità risulterebbe debitamente assolta.
Ciò comunemente avviene per strategia processuale o per necessità economica, si pensi al caso di danneggiamento che supera il massimale assicurato e, pertanto, si intende rivalersi personalmente sul danneggiante – conducente non proprietario, nei cui confronti non vi è un litisconsorzio necessario, ma solo eventuale.
Tuttavia, emerge una particolarità, atteso che il menzionato art. 126, al comma 2, lett. b), stabilisce che l’UCI “assume, …., ai fini del risarcimento dei danni cagionati dalla circolazione in Italia dei veicoli a motore e natanti, la qualità di domiciliatario dell’assicurato, del responsabile civile e della loro impresa di assicurazione”.
Ciò significa che la notificazione della citazione in giudizio del proprietario dell’autovettura antagonista e dell’assicurato (se diverso dal proprietario), della relativa compagnia di assicurazioni e ovviamente dello stesso UCI, deve essere fatta per tutti i soggetti, presso la sede dell’UCI (attualmente in Milano, Corso Sempione 39), siccome espressamente ritenuto “domiciliatario” degli stessi.
Conseguentemente, ritengo che l’invito alla negoziazione assistita per tutti i soggetti sopra detti debba parimenti effettuarsi, per ognuno di loro, presso il domicilio eletto, ex lege, nella sede dell’Ufficio Centrale Italiano (UCI), al fine di assolvere compiutamente alla condizione di procedibilità propedeutica all’azione giudiziale.