Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-secondo/titolo-vi/art173.html
Timestamp: 2020-01-20 09:19:33+00:00
Document Index: 171070921

Matched Legal Cases: ['art. 173', 'art. 404', 'art. 305', 'art. 173', 'sentenza ', 'art. 173', 'sentenza ', 'art. 173', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 173 codice di procedura penale - Termini a pena di decadenza. Abbreviazione - Brocardi.it
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Articolo 173 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 173 Codice di procedura penale
1. I termini si considerano stabiliti a pena di decadenza soltanto nei casi previsti dalla legge [21, 79, 80, 85, 86, 95, 175 3, 182, 309, 458, 461 4, 468, 493 3, 585, 646] (1).
2. I termini stabiliti dalla legge a pena di decadenza non possono essere prorogati, salvo che la legge disponga altrimenti (2).
(1) Si considerano da ricondurre alla decadenza le fattispecie caratterizzate da un identico trattamento.
(2) Un esempio sono la proroga dei termini per le indagini preliminari (art. 404) e quella dei termini della custodia cautelare (art. 305).
Spiegazione dell'art. 173 Codice di procedura penale
La norma in oggetto sancisce il principio di tassatività delle ipotesi di decadenza. La necessità di restringere alle sole ipotesi previste dalla legge i casi in cui i soggetti decadano dal potere di attivarsi è sorta sulla base della considerazione secondo cui il soggetto titolare dell'interesse può perdere un relativo potere solo se ciò è espressamente comminato, dato il notevole nocumento che ne può derivare (si pensi ad esempio alla decadenza del potere di impugnare la sentenza di primo grado, con conseguente passaggio in giudicato di quest'ultima).
Sono detti ordinatori i termini per cui le conseguenze sono prive di rilevanza di natura processuale, salvo eventualmente l'instaurarsi di un procedimento disciplinare per il soggetto responsabile, mentre sono perentori quei termini la cui scadenza determina la perdita del potere di compiere l'atto cui si riferiscono, oppure la cessazione degli effetti del medesimo.
I termini stabiliti dalla legge a pena di decadenza non possono di regola essere prorogati, salvi i casi previsti.
Il comma 3 enuclea il principio di disponibilità del termine di decadenza, nel senso che la parte a favore della quale è stabilito un termine può chiedere o consentirne l'abbreviazione, tramite dichiarazione ricevuta nella cancelleria o nella segreteria dell'autorità che procede.
Massime relative all'art. 173 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 39778/2014
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39778 del 25 settembre 2014)
Cass. pen. n. 4851/1998
I termini per la proposizione della domanda di oblazione, previsti dagli artt. 162 e 162 bis c.p., sono da considerare perentori, pur in presenza della innovativa disposizione (rispetto al codice di rito previgente), contenuta nell'art. 173, comma 1, c.p.p., secondo cui «i termini si considerano stabiliti a pena di decadenza soltanto nei casi stabiliti dalla legge», giacché tale disposizione non impedisce di far derivare la perentorietà dalla natura stessa dei termini quando, come nella specie, essi, pur avendo natura processuale, siano stabiliti non dal codice di procedura penale (nella cui stesura il legislatore delegato ha avuto cura di indicare espressamente i casi in cui la loro inosservanza dava luogo a decadenza), ma da disposizioni contenute in altre leggi, sulle quali il medesimo legislatore delegato non aveva poteri d'intervento.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4851 del 24 aprile 1998)
Cass. pen. n. 2090/1992
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2090 del 7 luglio 1992)