Source: http://docplayer.it/1861542-Deliberazione-della-giunta-regionale-calabria-7-giugno-2000-n-314-criteri-requisiti-e-caratteristiche-delle-aree-per-poter-installare-impianti.html
Timestamp: 2016-10-23 20:32:16+00:00
Document Index: 82347786

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art, 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 4', 'art.71']

⭐DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE Calabria 7 giugno 2000, n. 314 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per poter installare impianti
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE Calabria 7 giugno 2000, n. 314 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per poter installare impianti
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1 DGR(18) 314_00.doc Pag: 1 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE Calabria 7 giugno 2000, n. 314 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per poter installare impianti di distribuzione carburanti per autotrazione (art. 2 comma 1 del D.L.gs 32/98, modificato dal D.L.gs. 346/99 e dal D.L. 383/99, così come modificato dalla L. 496/99. «Intervento sostitutivo regionale».. in B.U.R.C.n. 46 del sommario RELAZIONE... 2 Allegato alla deliberazione della G.R. d. 314 del 7 giugno RIPARTIZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE IN ZONE OMOGENEE... 2 Art PRINCIPI GENERALI... 3 Art Art Art Art Art TUTELA DEI BENI AMBIENTALI - ARCHITETTONICI... 3 Art SUPERFICIE MINIMA... 4 Art Art SUPERFICI E VOLUMI EDIFICABILI... 4 Art DISTANZE MINIME... 4 Art Art Art Art ATTIVITÀ ACCESSORIE NELLE FASCE DI RISPETTO STRADALE... 5 Art Art Art ABBATTIMENTO DI PIANTAGIONI E MANOMISSIONE DI PERTINENZE STRADALI... 5 Art Art Art Art INSEGNE... 5 Art Art Art Art SMANTELLAMENTO E RIMOZIONE... 5 Art PRESCRIZIONI A TUTELA AMBIENTALE PER GLI IMPIANTI PER USO PRIVATO... 6 Art Art Art IMPIANTO PER NATANTI... 6 Art DOCUMENTAZIONE E NORME GENERALI... 6 Art DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 7 giugno 2000, n. 314 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per poter installare impianti di distribuzione carburanti per autotrazione (art. 2 comma 1 del D.L.gs 32/98, modificato dal D.L.gs. 346/99 e dal D.L. 383/99, così come modificato dalla L. 496/99. «Intervento sostitutivo regionale». LA GIUNTA REGIONALE VISTO l'art, 2 comma 1 del D.L.gs 32/98 che prevede l emanazione da parte dei Comuni dei criteri, requisiti e caratteristiche delle aree dove installare gli impianti di distribuzione carburanti per autotrazione; VISTO l art. 1 del D.L.gs. 346/99 che modifica ed integra l'art. 2, comma 1 del D.L.gs 32/98, dove si stabilisce che, qualora i Comuni, entro 120 gg. dalla sua entrata in vigore, non abbiano provveduto ad emanare detti criteri, subentrino le Regioni nei successivi 120 gg.; VISTA la Legge 496/99 di modifica e conversione del Decreto legge 383/99, che riduce a 60 gg, il termine per gli adempimenti comunali, decorso il quale, è previsto che siano le Regioni a provvedervi in via sostitutiva nei successivi 60 gg.. DATO atto che, per quanto sopra esposto, occorre procedere alla fissazione dei criteri, per come risulta dall'allegato atto parte integrante della presente deliberazione, per quei Comuni che non abbiano in tal senso ancora provveduto, che restano in vigore nelle2 Pag: 2 DGR(18) 314_00.doc more che ogni singolo Comune provveda a ciò autonomamente; Su conforme proposta dell'assessore al ramo Ing. Pietro Fuda, formulata alla stregua dell'istruttoria compiuta dalle strutture interessate, nonché dell'espressa dichiarazione di regolarità dell'atto resa dal Dirigente preposto al competente settore, nonché della positiva verifica effettuata dal Dirigente Generale del 7.mo Dipartimento, che si è espresso anche sulla non assoggettabilità dell'atto a controllo ai sensi della Legge 15/5/1997, n. 127, a voti unanimi. DELIBERA Per le considerazioni esposte in premessa che qui si intendono integralmente riportate: - fino all'approvazione da parte di ciascun Comune dei criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per l'insediamento di impianti di carburanti per autotrazione di cui ai decreti Lgs. 32/98 e 346/99 ed alla legge 496/99 di conversione del D.L. 383/99, si applicano i «criteri regionali» di cui al testo allegato che forma parte integrante del presente provvedimento, unitamente alla relativa relazione; - quanto stabilito al punto precedente, non si applica nei Comuni che, alla data di pubblicazione nel BUR del presente provvedimento, abbiano già provveduto all'adozione dei propri criteri; - dare mandato al Settore «Commercio» per l'esecuzione del presente provvedimento; - dare atto che il presente provvedimento sarà pubblicato nel BUR, - dare atto che la presente deliberazione ai sensi della legge n. 127/97, non è soggetta a controllo. Il Segretario Il Presidente F.to Mirante F.to: Chiaravalloti Allegato alla deliberazione della G.R. n. 314 del 7 giugno 2000 REGIONE CALABRIA ASSESSORATO ALL'INDUSTRIA,COMMERCIO ED ARTIGIANATO SETTORE COMMERCIO RELAZIONE Con il Decreto legislativo n, 32/1998. sono state introdotte importanti novità in materia di razionalizzazione della rete di distribuzione di carburanti, tra le quali quella che faceva obbligo ai Comuni di fissare criteri, requisiti e caratteristiche delle aree dove poter installare nuovi impianti stradali di carburanti per autotrazione entro il 18 giugno Constatato che, entro detto termine, solo pochissimi Comuni avevano a ciò provveduto, al fine di evitare ritardi nella razionalizzazione del settore, con Decreto legislativo n. 346/99, di modifica del citato 32/98, è stato fissato un nuovo termine, 120 gg. dalla sua entrata in vigore ossia il 20 febbraio 2.000, entro il quale il Comune inadempiente doveva definire i criteri, nonché nuove procedure per l'adeguamento delle normative degli strumenti urbanistici generali. Trascorso tale periodo senza che il Comune abbia emanato alcun provvedimento in materia, è previsto che debbano provvedervi le regioni entro i successivi 120 giorni. La Legge n. 496/99, di conversione e modifica del D.L. n. 383/99, riduce tali termini da 120 a 60 giorni, decorsi i quali la Regione deve intervenire con un proprio provvedimento per quei Comuni che non abbiano ancora proceduto a definire tali criteri. Il provvedimento della Giunta, pertanto, fissa i criteri per quei Comuni che non hanno provveduto ad emanare i propri e resta in vigore fino a quando ogni singolo Comune non avrà provveduto autonomamente. Tale provvedimento chiarisce, inoltre che, ai sensi dell'articolo 1, comma 1 bis del Decreto legislativo n. 346/99, la localizzazione degli impianti di carburanti, costituisce un mero adeguamento degli strumenti urbanistici in tutte le zone e sottozone del P.R.G. non sottoposte a particolari vincoli paesaggistici, ambientali ovvero monumentali e non comprese nelle zone territoriali omogenee A). I criteri, ripartiscono il territorio comunale in zone, prevedendo la realizzazione di vari tipi di impianto, la superficie edificabile e le attività accessorie che possono essere esercitate all'interno dei distributori stradali di carburante. Sono previste, inoltre, norme sulla superficie minima, distanza minima ed il rinvio al nuovo codice della strada, concernente la disciplina degli accessi, delle distanze interne, delle insegne e della segnaletica. Sono state inoltre fissate le zone in cui non è possibile installare i nuovi impianti. Il Dirigente Dott. Carlo Tanferna Allegato alla deliberazione della G.R. d. 314 del 7 giugno 2000 Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree per l'installazione di impianti per la distribuzione di carburanti per uso autotrazione (art. 2, comma 1 del D.L.gs n. 32/98, modificato dal D.L.gs n. 346/99 e dalla Legge 486/99 di modifica e conversione del D.L. n. 383/99 - «Intervento Sostitutivo Regionale» RIPARTIZIONE DEL TERRITO- RIO COMUNALE IN ZONE O- MOGENEE Art. 1 Il territorio comunale, così come risulta dall'allegato B) del piano regionale, in rapporto ai tipi di impianti stradali di distribuzione carburanti ad uso autotrazione, viene suddiviso nelle seguenti quattro zone omogenee: a) Zona 1, caratterizzata come centro storico, ai sensi dell'articolo 2 del D.M. 2 aprile 1968 n (zona A). All'interno di detta area non possono essere installati nuovi impianti stradali di distribuzione di carburanti ma possono essere conservati impianti esistenti di tipologia «Chiosco», purché non vadano a Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop-3 DGR(18) 314_00.doc Pag: 3 deturpare il particolare pregio storico-artistico e ambientale della zona; b) Zona 2, caratterizzata come zona residenziale di completamento e/o di espansione, ai sensi dell'articolo 2 del D.M. 2 aprile 1968 n (zone B e C). All'interno di detta area, possono essere installate tutte le tipologie di impianti stradali (Chioschi- Self Service post pagamento - Stazione di rifornimento e di Servizio), con prevalente dotazione di servizi per autoveicoli, deposito olio lubrificante, gommista, grassaggio, elettrauto, officina e simili; c) Zona 3, caratterizzata come zona per insediamenti produttivi e commerciali, ai sensi dell'articolo 2 del D.M, 2 aprile 1968 n (zona B e F), All'interno di detta zona possono essere installate tutte le tipologie di impianti stradali (Chioschi - Self Service post pagamento, Stazioni di servizio e di rifornimento), con annessi spazi commerciali per prodotti rivolti, prevalentemente, al mezzo o esercizi commerciali integrati, rivolti al veicolo e alla persona, tipo deposito olio lubrificante, lavaggio, grassaggio, gommista, officina, elettrauto e locali con possibilità di apertura di negozi, bar, edicole e simili; d) Zona 4, caratterizzata da zone agricole, ai sensi dell'articolo 2 del D.M. 2 aprile 1968 n (zona E). All'interno di detta zona possono essere installati impianti di distribuzione del tipo Stazione di rifornimento e di Servizio, con la presenza di attrezzature per i servizi alle persone (negozi, edicole, bar, ristorante e simili), anche se non vengono esclusi servizi all'automezzo (deposito olio lubrificante, grassaggio, lavaggio, gommista, elettrauto, officina e simili. PRINCIPI GENERALI Art. 2 L'installazione di nuovi impianti per la distribuzione di carburanti per uso autotrazione, è consentita nel rispetto della normativa vigente in materia. La localizzazione degli impianti, costituisce un mero adeguamento degli strumenti urbanistici, in tutte le zone e sottozone del piano regolatore che non siano sottoposte a particolari vincoli paesaggistici, ambientali o monumentali con esclusione della zona omogenea A», così come previsto dall'articolo 1, comma 1 bis del D.L.gs n. 346/99. Art. 3 Competente al rilascio delle autorizzazioni per l'installazione ed esercizio degli impianti è l'amministrazione comunale. I nuovi impianti o i potenziamenti degli stessi, sono autorizzati dal Comune senza ulteriori adempimenti da parte della Regione o della Commissione regionale carburanti, nel rispetto dei presenti criteri e della normativa nazionale e regionale vigente. I Comuni, ai fini del monitoraggio, ai sensi dell'articolo 3, comma 9 del D.L.gs 32/98, provvedendo a comunicare costantemente alla Regione, settore Commercio, ogni variazione alla rete dei carburanti. Art. 4 I nuovi impianti, in fregio a tutte le strade comunali, statali e provinciali, devono avere le caratteristiche di Chioschi, impianti di tipo Self-Service post pagamento, delle Stazioni di rifornimento e delle Stazioni di Servizio, così come definite dalla normativa nazionale e regionale. Art 5 I nuovi impianti devono essere dimensionati in modo da prevedere la installazione delle benzine e del gasolio e, dove possibile, perché consentito dalla programmazione regionale, anche il G.P.L. ed il metano. Art. 6 L'installazione degli impianti deve essere effettuata nel rispetto del nuovo codice della strada - D.L.gs 285/92 e D.P.R. 495/92 e successive modificazioni, in modo particolare; a) non devono impegnare la carreggiata stradale; b) la localizzazione degli impianti deve essere tale da non impedire la visuale, anche parziale, dei beni di interesse storico, artistico, architettonico e non devono costituire elemento di sovrapposizione e/o interferenze con particolari aggregati urbani di pregio ambientale; c) non è consentita l'installazione di nuovi impianti su tratti stradali che costituiscono situazioni di intreccio di flussi di traffico o in zone di incanalamento di manovre veicolari; d) deve essere rispettata la distanza minima dai dossi, curve ed incroci, secondo la normativa succitata; e) qualora per la realizzazione o la ristrutturazione di un impianto sia necessaria l'occupazione, in via provvisoria, di aree di proprietà comunale, l'occupazione è soggetta a concessione del suolo pubblico e dovrà essere corrisposto il canone previsto; f) l'impianto deve essere installato su un'area avente una superficie minima non inferiore a quella prevista nel successivo articolo 8. Nell'area sono installate le colonnine di erogazione con la presenza, altresì, di un punto aria e un punto acqua; g) nei casi di installazione di impianti di lavaggio automatico, il piazzale deve essere idoneo a ricevere tale impianto e a garantire la manovra e la sosta degli autoveicoli; h) gli impianti devono essere conformi alle vigenti normative ambientali; i) gli scarichi, compresi quelli degli autolavaggi, devono essere autorizzati dall'autorità competente; j) i serbatoi di stoccaggio per l'immagazzinamento dei carburanti devono essere dotati, oltre che di doppia parete, anche del sistema di rilevazione di eventuali perdite. TUTELA DEI BENI AMBIENTA- LI - ARCHITETTONICI Art. 7 Non possono essere installati impianti di distribuzione carburanti nei seguenti casi; a) nelle aree di pertinenza o limitrofe ad edifici tutelati ai sensi della Legge 1089/39;4 Pag: 4 DGR(18) 314_00.doc b) nei siti indicati dal P.R.G. di pregio paesaggistico, perché non sia limitata la visuale, anche parziale di beni di interesse storico-architettonico; c) nelle aree di tutela paesaggistica ed ambientale (parchi-riserve) ed in quelle di interesse paesaggistico (L. 1497/39), sono autorizzati soltanto impianti della tipologia «Chioschi» o «Self-Service postpagamento», realizzati in modo tale da mitigare l'impatto visivo. In dette aree possono essere autorizzati impianti della tipologia «impianti di rifornimento», purché gli stessi siano situati in fregio a strade statali e provinciali. SUPERFICIE MINIMA Art. 8 Le superfici minime (espresse in mq) sulle quali dovranno essere installati i nuovi impianti, in relazione alla loro tipologia ed alla loro ubicazione nelle zone omogenee comunali, sono quelle prescritte dall'articolo 6 del piano regionale. Art. 9 La superficie da destinare alle attività complementari dell'impianto, ad esclusione di quella coperta dalle pensiline, non può superare il 10% della superficie complessiva dell'area dell'impianto, ad e- sclusione dell'area occupata dalle corsie di accelerazione e decelerazione. SUPERFICI E VOLUMI EDIFI- CABILI Art. 10 Non sono considerati volumi edificabili e superfici coperte le pensiline per la copertura della zona di distribuzione né i volumi tecnici necessari alla attività. Le strutture dell'impianto, ad esclusione delle pensiline, non possono superare i 5 (cinque) metri d'altezza né, per distinta tipologia d'impianto, i seguenti parametri; a) Chiosco ed impianto self-service postpagamento: locale per ricovero addetti con relativi servivi igienici - La struttura, pertanto, non può superare mc 30 di volumetria; b) Stazione di rifornimento: le strutture non possono superare gli indici di edificabilità fissati per la zona all'interno della quale ricade l'impianto e, comunque, devono avere un rapporto di copertura non superiore al 10% dell'area di pertinenza. Nella Zone E), invece, le strutture non possono superare l'indice di fabbricabilità di 0,3 mc/mq ed un rapporto di copertura non superiore al 10%; c) Stazione di servizio: le strutture non possono superare gli indici di edificabilità fissati per la zona all'interno della quale ricade l'impianto e, comunque, devono avere un rapporto di copertura non superiore al 10% dell'area di pertinenza. Nella Zona E), invece, le strutture non possono superare l'indice di edificabilità di 0,5 mc/mq ed un rapporto di copertura non superiore al 10%; d) deve essere rispettata la distanza minima dai dossi, curve ed incroci, secondo la normativa succitata; e) qualora per la realizzazione o la ristrutturazione di un impianto, sia necessaria l'occupazione, in via provvisoria di aree di proprietà comunale, l'occupazione è soggetta a concessione del suolo pubblico e dovrà essere corrisposto il canone previsto; f) l'impianto deve essere installato su un'area avente una superficie minima non inferiore a quella prevista dall'articolo 8. Nell'area saranno installate le colonnine di erogazione con idoneo spazio per l'effettuazione del rifornimento, in relazione alla semplice o multipla erogazione e la presenza di almeno un punto aria e di un punto acqua; g) nei casi di installazione di impianti di lavaggio automatico, il piazzale deve essere idoneo a ricevere tale impianto e a garantire la manovra e la sosta degli autoveicoli; h) gli impianti devono essere conformi alle vigenti normative ambientali; i) gli scarichi, compresi quelli degli autolavaggi, devono essere autorizzati dall'autorità competente; j) i serbatoi di stoccaggio per l'immagazzinamento dei carburanti, devono essere dotati, oltre che di doppia parere, anche del sistema di rilevazione di eventuali perdite. DISTANZE MINIME Art. 11 La distanza minima tra impianti eroganti benzina e gasolio è quella fissata dall'articolo 7 del piano regionale. Art. 12 I Comuni sede di possibili localizzazioni di nuovi impianti eroganti G.P.L. sono quelli elencati nella tabella 5 allegata al piano regionale, con la procedura dell'articolo 30 e ss. dello stesso piano. Art. 13 I Comuni sede di possibili localizzazioni di nuovi impianti eroganti metano sono quelli di cui alla tabella 7 allegata al piano regionale. La rete base potrà essere ampliata, altresì, mediante il rilascio di autorizzazioni nei Comuni indicati nella tabella 8 allegata al piano regionale (art. 35 così come integrato e modificato con delibera del C.R. n. 280/98). Art. 14 Le attività di commercio al dettaglio in sede fissa, di edicole e di pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande, sono esercitate all'interno delle aree di servizio, nel rispetto del D.L.gs 114/98, della L. 287/91 e della Legge 67/87 nonché della normativa di programmazione comunale di settore. ATTIVITÀ ACCESSORIE NELLE FASCE DI RISPETTO STRADALE Art. 15 Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop-5 DGR(18) 314_00.doc Pag: 5 Ai sensi dell'art. 2, comma 3 del D.L.gs 32/98, nelle aree di pertinenza degli impianti, situati all'interno di fasce di rispetto stradale, sono ammissibili le seguenti attività accessorie: a) attività di assistenza all'automezzo, deposito di o- lio lubrificante e negozi che pongono in vendita prodotti in prevalenza per il veicolo; b) attività per la persona, tipo bar, ristorante, tavola calda, edicola nonché negozi di vendita di generi a- limentari e non alimentari. Art. 16 Per area di pertinenza si intende quella su ci insiste l'impianto. Art. 17 Ove non sia oggettivamente possibile l'ampliamento dell'area per la realizzazione di strutture a servizio dell'automezzo e dell'utente, si può considerare area pertinente all'impianto anche quella posta ai lati o antistante l'impianto, purché le attività site nelle aree interessate formino un complesso funzionalmente unitario. ABBATTIMENTO DI PIANTA- GIONI E MANOMISSIONE DI PERTINENZE STRADALI Art. 18 L'abbattimento delle piantagioni è disciplinato dalle norme contenute nella circolare del Ministero LL.PP. - Ispettorato Generale Circolazione 8321/96. Art. 19 L'abbattimento di alberature e piantagioni è ammessa, accertata l'assoluta necessità per realizzare gli accessi e, ove non sia possibile spostare altrove l'accesso. Art. 20 In tale ipotesi, la richiesta di abbattimento, dovrà essere comunque sottoposta alla procedura di cui ai punti b) e c) della precitata circolare. Art 21 Il Comune può prescrivere la reintegrazione delle piantagioni abbattute a spese del richiedente, in altro luogo. INSEGNE Art. 22 Il titolare dell'autorizzazione dell'impianto, può e- sporre, nell'ambito del medesimo, l'insegna ed il nominativo della Ditta alle seguenti condizioni: a) le insegne parallele alla carreggiata o su pensiline, devono avere dimensione massima di mq. 10; b) le insegne su palina, devono avere dimensione massima di mq 3 se non sono collocate parallelamente all'asse della carreggiata; c) le insegne devono essere poste lungo il fronte stradale, lungo le corsie di accelerazione e decelerazione ed in corrispondenza degli accessi; d) per ogni senso di marcia, deve essere posizionato un solo cartello, insegna o impianto fisso, riproducente il marchio di fabbrica e la ragione sociale; e) le insegne vanno posizionate ad almeno 2 metri dal margine della carreggiala ed in presenza di un ostacolo naturale vanno allineate con esso; f) l'insegna, se luminosa, non può essere a luce intermittente e non può superare l'intensità di 150 candele per mq e, comunque, non deve provocare abbagliamento o ingenerare confusione per l'uso dei colori adottati, specie se posta in prossimità di semafori, g) l'insegna deve avere sagoma regolare che, comunque, non può essere quella di disco o triangolo; h) l'insegna deve rispettare una distanza minima rispetto agli altri cartelli non inferiore a metri 20. Art. 23 Il mancato rispetto di quanto stabilito all'articolo 22, comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 24 del D.L.gs 507/93. Art. 24 Gli impianti devono essere dotati di idonea segnaletica stradale, come previsto dal nuovo codice stradale. Detta segnaletica deve indicate il percorso ai rifornimenti, individuare l'accesso e l'uscita, impedendo le manovre di svolta a sinistra. MODIFICHE POTENZIAMENTI E RISTRUTTU- RAZIONI IMPIANTI ESISTENTI Art. 25 Gli impianti possono essere potenziati nel rispetto della normativa di cui all'articolo 26 del piano regionale, così come integrato e modificato con la delibera del Consiglio Regionale n. 280/98. Qualora le modifiche riguardano la ristrutturazione completa dell'impianto, è necessario sottoporre l'impianto stesso a collaudo da parte della commissione di cui all'articolo 13 del piano regionale. SMANTELLAMENTO E RIMO- ZIONE Art. 26 Per lo smantellamento e la rimozione dell'impianto, deve essere richiesta l'autorizzazione la quale deve prevedere: a) la cessazione delle attività complementari dell'impianto; b) il ripristino dell'area alla situazione originaria; c) la rimozione di tutte le attrezzature costituenti l'impianto sopra e sotto suolo, secondo la normativa vigente; d) la bonifica del suolo e documentazione attestante l'assenza di episodi, anche pregressi, di inquinamento del suolo.6 Pag: 6 DGR(18) 314_00.doc PRESCRIZIONI A TUTELA AM- BIENTALE PER GLI IMPIANTI PER USO PRIVATO Art. 27 L'installazione degli impianti ad uso privato per uso autotrazione, è subordinato al rispetto di quanto previsto dall'articolo 41 e ss. del piano regionale. Art 28 I serbatoi di contenimento degli impianti ad uso privato, devono avere le stesse caratteristiche di quelli ad uso pubblico. La norma si applica per i nuovi impianti e per la sostituzione dei serbatoi esistenti. Art. 29 Le aree di rifornimento dei mezzi, devono essere provviste di sistemi di protezione dall'inquinamento della falda idrica, attraverso l'impermeabilizzazione del piazzale, la raccolta delle acque meteoriche ed eventuali sistemi di contenimento di versamento di idrocarburi. IMPIANTO PER NATANTI Art. 30 L'installazione di impianti per natanti, è subordinala al rispetto di quanto previsto dall'articolo 44 e ss del piano regionale. La tipologia di detti impianti, deve essere quella prevista per impianti indicati come «Chiosco». DOCUMENTAZIONE E NORME GENERALI Art 31 La documentazione da allegare per il rilascio dell'autorizzazione e della concessione edilizia è la seguente: a) relazione tecnica particolareggiata che indica l'esatta progressiva chilometrica del progetto dell'impianto e la descrizione delle opere che si intendono realizzare e delle loro caratteristiche costruttive nonché il numero ed il tipo di erogatori, la capacità dei serbatoi; b) analitica certificazione, corredata da perizia giurata, redatta da tecnico iscritto all'albo professionale, attestante che, la richiesta rispecchia le prescrizioni urbanistiche, fiscali e quelle concernenti la sicurezza ambientale e stradale, la tutela dei beni storici ed artistici, nonché le norme di indirizzo programmatico della Regione ed il rispetto dei criteri, requisiti e caratteristi che di cui alla presente normativa; c) certificazione concernente: 1 ) la sicurezza sanitaria (ASL); 2) la sicurezza antincendio (VV.FF); 3) gli adempimenti fiscali (UTF); 4) il rispetto del codice della strada e delle prescrizioni (Ente proprietario della strada); d) planimetrie in scala catastale che consideri una zona adeguatamente estesa rispetto al punto di intervento che consenta una corretta visualizzazione dell'inserimento, con indicata la toponomastica; e) planimetrie dello stato del lotto sul quale deve sorgere l'impianto, complete delle quote orizzontali e verticali, atte ad individuare l'andamento planimetrico, compresi fabbricati, anche accessori, esistenti nei lotti limitrofi quotati, sia dei fabbricati che delle recinzioni e la larghezza delle strade prospettanti il lotto, nonché le servitù ed i vincoli di qualsiasi genere, relativi all'area in esame; f) planimetrie di eventuali locali, destinati alle attività complementari; g) planimetria, con riportate le indicazioni quotate dalla planivolumetrica di progetto, nonché la sistemazione dell'area, con particolare riferimento agli accessi, agli spazi per il parcheggio e la manovra dei veicoli, alle aree a verde ed alla recinzione, per la quale sono anche richiesti, sezione di prospetto quotata in scala dell'eventuale spazio pubblico sulla quale la recinzione prospetta. Nella stessa planimetria o in altra separata, devono essere indicati In rete e gli impianti di smaltimento delle acque usate e meteoriche; h) planimetria per gli interventi di segnaletica orizzontale e verticale, riportante anche l'indicazione dei principali percorsi veicolari ed, eventualmente, pedonali, previsti all'interno dell'area; i) qualora l'edificio sia aderente ad altri fabbricati, i prospetti esterni e i disegni dei prospetti, devono comprendere anche quelli delle facciate adiacenti; j) almeno una sezione verticale quotata in scala 1:100, con indicata la quota di riferimento per le altezze; k) i dati metrici relativi alla superficie fondiaria ed alla superficie coperta, al volume, all'altezza dei fabbricati o attrezzature, all'area destinata a parcheggio ed agli indici di fabbricazione. Tale documentazione e, l'eventuale altra prevista dal regolamento edilizio comunale, deve essere redatta e firmata da un tecnico abilitato, nei modi e nei termini di Legge e controfirmata dal richiedente il rilascio dell'autorizzazione. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente normativa, valgono le norme statali e regionali vigenti. note Id 581 Sinfgiuno Sistema informativo giuridico - normativo by Prassicoop- Documenti analoghi
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