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Timestamp: 2018-03-18 08:01:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 16', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 17']

D. L. 31 agosto 2013 n. 101 - Principali disposizioni per gli Enti Locali - Quotidiano LegaleQuotidiano Legale D. L. 69/2013 – Principali disposizioni per gli Enti Locali
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Scritto da: Carlo Rapicavoli Scritto il: settembre 01, 2013 In: Enti Locali e P.A.
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 agosto il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 101 – Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.
Fino al 31 dicembre 2015, al fine di favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e, al contempo, ridurre il numero dei contratti a termine, le amministrazioni possono bandire, nel rispetto dei vincoli assunzionali previsti dalla legislazione, procedure concorsuali, per titoli ed esami, per assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale riservate esclusivamente a coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che ha conseguito tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore;
b) personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che ha conseguito tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore;
c) personale non dirigenziale che alla data del 1° settembre 2013 decreto ha maturato, negli ultimi cinque anni, almeno tre anni di servizio con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alle dipendenze dell’amministrazione che emana il bando.
d) Sono esclusi dall’ambito di applicazione di queste disposizioni, i servizi prestati presso uffici di diretta collaborazione degli organi politici.
Le procedure selettive possono essere avviate solo a valere sulla programmazione delle assunzioni, relative agli anni 2013, 2014 e 2015, anche complessivamente considerate, in misura non superiore al 50 per cento.
Le graduatorie definite in esito a dette procedure sono utilizzabili per assunzioni nel triennio 2013-2015 a valere sulle predette risorse.
Le amministrazioni pubbliche che, nella programmazione triennale del fabbisogno di personale relativa al periodo 2013-2015, prevedono di effettuare procedure concorsuali riservate, possono prorogare, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia, i contratti di lavoro a tempo determinato dei soggetti che hanno maturato, alla data del 1° settembre 2013, almeno tre anni di servizio alle proprie dipendenze.
La proroga può essere disposta, in relazione al proprio effettivo fabbisogno, alle risorse finanziarie disponibili ed in coerenza con i requisiti relativi alle tipologie di professionalità da assumere a tempo indeterminato, indicati nella programmazione triennale, fino al completamento delle procedure concorsuali e comunque non oltre il 31 dicembre 2015.
Al fine di favorire l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in progetti di lavori socialmente utili, e che abbiano effettivamente maturato dodici mesi di permanenza in tali attività nel periodo dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999, ed in lavori di pubblica utilità attivati nei settori dei servizi alla persona, della salvaguardia e della cura dell’ambiente e del territorio, dello sviluppo rurale e dell’acquacoltura, del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali, le regioni predispongono un elenco regionale dei suddetti lavoratori secondo criteri di priorità volti a favorire l’anzianità anagrafica.
A decorrere dal 1°settembre 2013 e fino al 31 dicembre 2015, gli enti territoriali che hanno vuoti in organico per il personale da inquadrare nei livelli retributivo-funzionali per i quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo, nel rispetto del loro fabbisogno e dei vincoli finanziari, procedono, in deroga alle disposizioni vigenti, all’assunzione a tempo indeterminato, anche con contratti di lavoro a tempo parziale, dei soggetti collocati nell’elenco regionale indirizzando una specifica richiesta alla Regione competente.
L’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, ancora in essere, è prorogata fino al 31 dicembre 2015.
Per quanto riguarda le Province, va ricordato che è ancora formalmente vigente l’art. 16, comma 9, del D. L. 6 luglio 2012 n. 95, convertito in Legge 7 agosto 2012 n. 135 che così prevede: “Nelle more dell’attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle Province è fatto comunque divieto alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato”.
Le disposizioni sul riordino delle Province, cui fa riferimento la norma, verosimilmente sono quelle contenute negli articoli 17 e 18 dello stesso decreto legge, com’è noto dichiarati costituzionalmente illegittimi con sentenza della Corte Costituzionale 220/2013 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 luglio 2013 e pertanto non più in vigore.
Tuttavia l’art. 16, comma 9, è rimasto in vigore in quanto non impugnato.
Le norme contenute nel D. L. 101/2013 non fanno alcun riferimento a deroghe all’art. 16, comma 9; un’espressa deroga ai divieti di assunzione è prevista soltanto dall’art. 7, comma 6, con riferimento alle categorie protette.
E’ ragionevole ritenere non più applicabile l’art. 16, comma 9, per effetto della sentenza, ma sarebbe necessaria un’indicazione espressa, almeno a livello ministeriale.
Un’indicazione positiva in tal senso è rinvenibile nel parere n. 44/2013 del 13 febbraio 2013, peraltro precedente alla sentenza della Corte Costituzionale, espresso dalla Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti, in cui si legge tra l’altro che:
“Il vincolo assunzionale, e la sua particolare cogenza, si giustificava allora in relazione al dato che, nell’incertezza del futuro assetto istituzionale delle Province, il dato normativo mira ad evitare che nuove risorse siano immesse nell’ente e destinate a funzioni destinate a non essere più esercitate.
Sennonché, il riferito anelito legislativo a un complessivo ridimensionamento dell’istituto provinciale sembra essersi al momento arrestato; da un lato, infatti, anche a seguito del prematuro esito della legislatura, non è stato convertito il d.l. 88/2012; per altro verso, nella legge 24 dicembre 2012 , n. 228 (legge di stabilità 2013) è stato prorogato di un anno il periodo “transitorio” di entrata a regime delle innovazioni “qualitative” prima apportate dal d.l. 201/2011 (sintomatico al riguardo è il dato che il tenore lessicale dell’art. 17, comma 10 del d.l. 95/2012 sia stato trasformato da “all’esito della procedura di riordino” in “in attesa del riordino”).
E’ opinione della scrivente Sezione che le suddette sopravvenienze non possano in alcun modo reputarsi irrilevanti in relazione al vincolo sopra riferito.
Da un lato, infatti, risulterebbe irragionevole e non proporzionata la reiterazione sine die di un divieto di assunzione assoluto posto dal legislatore nazionale in vista di un prossimo processo di riordino, che però lo stesso ha ritenuto di abbandonare; sotto il profilo letterale, inoltre, si è visto che detto vincolo risultava espressamente adottato in vista di un processo di riordino all’epoca effettivamente in corso, ma che risulta essersi arrestato”.
Le società controllate possono, sulla base di un accordo tra di esse e senza necessità del consenso del lavoratore, realizzare processi di mobilità di personale, in relazione al proprio fabbisogno, previa informativa alle rappresentanze sindacali operanti presso la società ed alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo dalla stessa applicato, in coerenza con il rispettivo ordinamento professionale e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.
La mobilità non può comunque avvenire tra le società e le pubbliche amministrazioni.
Gli enti che controllano le società adottano, in relazione ad esigenze di riorganizzazione delle funzioni e dei servizi esternalizzati, nonché’ di razionalizzazione delle spese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi piani industriali, atti di indirizzo volti a favorire, prima di avviare nuove procedure di reclutamento di risorse umane da parte delle medesime società l’acquisizione di personale mediante le procedure di mobilità.
A decorrere dall’anno 2014, le amministrazioni pubbliche che non adempiono, ai fini del censimento permanente delle autovetture di servizio, all’obbligo di comunicazione, non possono effettuare, spese di ammontare superiore all’80 per cento del già ridotto limite di spesa previsto per l’anno 2013.
La spesa annua per studi e incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a incarichi conferiti a pubblici dipendenti, non può essere superiore al 90 per cento del limite di spesa per l’anno 2013 (non superiore al 20 per cento di quella sostenuta nell’anno 2009).
Le funzioni in materia di misurazione e valutazione della performance, già svolti dalla CIVIT, sono trasferite all’ARAN.
La CIVIT mantiene le funzioni su trasparenza e prevenzione della corruzione.
Il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) è obbligatorio soltanto per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori.
a) Dal 1° ottobre 2013 per gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori;
b) Dal 3 marzo 2014 per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi.
Gli altri produttori e gestori dei rifiuti possono aderire al SISTRI su base volontaria.
Entro il 3 marzo 2014 dovrà essere adottato un decreto ministeriale per individuare, eventuali ulteriori categorie di soggetti a cui è necessario estendere SISTRI.
Sempre con decreto ministeriale possono essere introdotte semplificazioni tecniche, riduzione di costi, scambi di informazioni.
Le sanzioni per le violazioni di cui all’articolo 260-bis del d.lgs. n. 152 del 2006, comma 3. per informazioni incomplete o inesatte, o nel caso in cui il trasportatore omette di accompagnare il trasporto dei rifiuti con la copia cartacea della scheda SISTRI – AREA MOVIMENTAZIONE e, ove necessario sulla base della normativa vigente, con la copia del certificato analitico che identifica le caratteristiche dei rifiuti, commesse fino al 31 marzo 2014 dai soggetti per i quali il SISTRI è obbligatorio dal 1° ottobre 2013, e fino al 30 settembre 2014 dai soggetti per i quali il SISTRI è obbligatorio dal 3 marzo 2014, sono irrogate soltanto nel caso di più di tre violazioni nel medesimo rispettivo arco temporale.Tweet
Scritto da: Carlo Rapicavoli il 1 settembre 2013.