Source: http://www.meltingpot.org/articolo9827.html
Timestamp: 2017-11-18 19:24:59+00:00
Document Index: 85359512

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art.29', 'art.29', 'art. 29', 'art. 29', 'art.29', 'art. 29', 'art. 49']

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Direzione Centrale per l’Immigrazione e Polizia delle
- è stato esteso il diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare anche agli stranieri in possesso di un permesso per motivi familiari, recependo in tal modo un’interpretazione estensiva già adottata da questo Dipartimento con circolare n. 2768/2.2. del 25.10.2005 (art. 28 del T.U.);
- sono esclusi dalla possibilità di richiedere il ricongiungimento familiare gli stranieri in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato nonché quelli destinatari di misure di protezione temporanea o titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari (art. 29 T.U. comma 10).
- per il coniuge viene eliminato l’inciso ‘non legalmente separato’: tale previsione non amplia la sfera dei soggetti per i quali può essere esercitato il diritto al ricongiungimento familiare, ma si limita ad una modifica di carattere formale, in quanto la condizione non corrisponde ad un istituto della disciplina del diritto matrimoniale dei paesi di provenienza degli stranieri (art. 29 comma 1 lett. a);
- per i figli minori non è più prevista la condizione di familiari ‘a carico’, potendosi tale requisito considerare implicito. Inoltre viene confermato espressamente che il requisito della minore età va riferita al momento della presentazione dell’istanza al ricongiungimento (art. 29 comma 1 lett. b) e comma 2);
- per i figli maggiorenni a carico non è più richiesta l’invalidità totale bensì l’impossibilità permanente a “provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute”(art.29,comma 1, lett.c);
- per i genitori è stata eliminata la necessità dell’accertamento dell’esistenza di altri figli nel Paese di origine limitandosi a richiedere per la condizione di “a carico”, conformemente alla direttiva recepita, la mancanza di un adeguato sostegno familiare nel paese d’origine o di provenienza. A tale ultimo riguardo si evidenzia che il Ministero degli Affari Esteri sta provvedendo all’individuazione di parametri obiettivi di riferimento a cui potersi riferire nel valutare tali condizioni (art.29 comma 1 lett. d).
Con specifico riguardo alle modalità di presentazione della richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare la nuova disciplina - che deve intendersi applicabile con l’entrata in vigore del decreto in oggetto in quanto la procedura finora disciplinata dal regolamento di attuazione viene modificata da una norma di rango primario - introduce delle sostanziali modifiche che mirano ad una razionalizzazione e conseguente semplificazione delle procedure stabilendo che (art. 29 comma 7):
- lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per il luogo di dimora del richiedente procede alla verifica del possesso per lo straniero richiedente il ricongiungimento familiare del titolo di soggiorno che lo abiliti all’esercizio del diritto, nonché alla verifica dell’esistenza dei requisiti oggettivi (alloggio e reddito) rilasciando, acquisito il parere della Questura, il relativo nulla osta o un provvedimento di diniego;
- l’autorità consolare italiana con sede nel Paese dove il familiare da ricongiungere richiede il visto provvede all’accertamento dell’autenticità della documentazione comprovante i requisiti soggettivi (presupposti di parentela, coniugio, minore età o stato di salute).
- il rilascio, al familiare del minore che sia autorizzato dal tribunale dei minorenni ad entrare o permanere sul territorio nazionale per gravi motivi connessi allo sviluppo psicofisico del minore, di un permesso di soggiorno “per assistenza minore” che abilita all’attività lavorativa per la durata dell’autorizzazione a permanere sul territorio nazionale e non è convertibile in un permesso per lavoro (art. 29 comma 6);
- il diniego del ricongiungimento familiare, nel caso in cui il matrimonio o l’adozione abbiano avuto luogo al solo fine di consentire allo straniero l’ingresso nel territorio dello stato (art.29 comma 9).
- il ricongiungimento familiare può essere richiesto per le stesse categorie di familiari e con lo stesso procedimento previsto per i restanti cittadini stranieri, secondo le modalità stabilite dallo stesso art. 29 bis. Qualora il rifugiato sia un minore non accompagnato, è consentito l’ingresso, per il ricongiungimento familiare, degli ascendenti diretti di primo grado;
- la domanda di ricongiungimento presentata da un rifugiato non può essere rigettata unicamente per l’assenza di documenti probatori del vincolo. In proposito per quanto concerne la prova per accertare l’esistenza del vincolo familiare viene previsto che le Rappresentanze diplomatiche italiane possano far ricorso alla norma di cui all’art. 49 del DPR 5.1.1967, n.200 che consente ai consolati l’emissione di certificati sulla base degli elementi di fatto riscontrati direttamente.