Source: https://ilfieroequino.wordpress.com/2011/05/09/compravendita-i-vizi-redibitori/
Timestamp: 2017-11-21 22:57:06+00:00
Document Index: 116937507

Matched Legal Cases: ['art. 1496', 'art. 1476', 'art. 1490', 'art. 1487', 'art. 1490', 'art. 1492']

Compravendita – i Vizi redibitori | il fiero equino
Compravendita – i Vizi redibitori
State per acquistare un fiero equino?
Bravissimi, ma prima di procedere, dobbiamo sapere cosa dice la legge a riguardo!La compravendita dei beni viene disciplinata dal Codice Civile (C.C.) e viene definita come la manifestazione della volontà bilaterale o plurime, per cui una delle parti (venditore) promette all’ altra (compratore) di cederle la proprietà di una cosa ovvero di trasmetterle qualsiasi diritto, sempre dietro promessa di ricevere un corrispettivo di denaro. Un riferimento specifico alla “vendita di animali” si trova nell’ art. 1496 C.C. che, però, è riferito soltanto ad un aspetto particolare della compravendita, quello relativo alla garanzia per vizi, che si vedrà a seguito. Risulta pertanto che la compravendita degli animali rientra nelle disposizioni generali del C.C.
Premesso quanto sopra, il C.C. impone determinati obblighi sia al venditore sia al compratore. Se quest’ ultimo è tenuto a pagare il prezzo convenuto, tra le obbligazioni principali del venditore (art. 1476 C.C.), si sottolinea che il venditore garantisce sempre l’ animale da vizi, salvo patto contrario. L’ art. 1490 C.C. ribadisce tale obbligo in quanto dispone che “Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’ uso a cui è destinata o ne diminuisca in modo apprezzabile il valore”. Ma, cosa s’ intende per vizio in materia di contenzioso civile?
Lo scopo fondamentale della vendita consiste nel fare acquistare al compratore la titolarità del diritto trasferito e la libera disponibilità della cosa compravenduta; pertanto, la legge tutela il compratore nel caso in cui venga disturbato nel godimento del bene acquistato.
La garanzia è un patto offerto a tutela del compratore che afferisce naturalmente al contratto di cui si parla nell’ art. 1487 C.C. : “I contraenti possono aumentare o diminuire gli effetti della garanzia e possono altresì pattuire che il venditore non sia soggetto a garanzia alcuna”.
Bisogna tener presente che la garanzia per vizi nell’ animale è tacita e quindi, anche se non è stata espressamente dichiarata al momento della stipulazione del contratto, è dovuta da parte del venditore. Nulla vieta che le parti, al momento del contratto possano aumentare, diminuire o escludere la garanzia per vizi della cosa. In questi casi dovrà essere espressamente dichiarata, non necessariamente anche per scritto, ma documentata.
Inoltre, si deve ricordare che “Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”
(art. 1490 C.C., secondo comma).
In presenza di vizio redibitorio nell’ animale, il compratore può, a sua scelta, e non del venditore, in base all’ art. 1492 C.C., chiedere
• la risoluzione del contratto (azione redibitoria) che consiste nella restituzione dell’ animale nelle stesse condizioni in cui si trovava all’ atto della compravendita da parte del compratore, mentre il venditore dovrà restituire la somma pagata oppure
• la riduzione del prezzo (azione quanti minoris o estimatoria) consistente in una riduzione del prezzo pattuito a fronte della diminuzione della funzionalità che ne è derivata.
Tuttavia il legislatore stabilisce i termini temporali entro i quali il compratore può far valere i suoi diritti in presenza di vizio redibitorio. In tema di compravendita in generale il C.C. stabilisce che la denuncia al venditore deve essere fatta entro 8 giorni dalla scoperta del vizio (termine di decadenza) e comunque entro un anno dalla consegna dell’ animale (termine di prescrizione).
La mancata o intempestiva denuncia dei vizi dell’ animale, nel termine di 8 giorni dalla scoperta (e comunque prima del decorso dell’ anno della consegna, termine di prescrizione) è configurata dalla legge come una causa di decadenza del diritto del compratore alla garanzia. Il termine decorre, in ogni caso, dal giorno della loro scoperta. In riferimento a questo ultimo aspetto esiste giurisprudenza contrastante: alcune sentenze affermano che il termine inizia dal momento in cui il compratore acquisisce la certezza obiettiva dell’ esistenza completa del vizio e non dal semplice sospetto, mentre altre sentenze dispongono che parte dalla data in cui semplicemente si comincia a manifestare il vizio e non già alla individuazione del rapporto causa-effetto. È consigliabile però che l’ acquirente denunci il vizio appena abbia il sospetto; di fatto egli non è tenuto a fare una denuncia analitica e precisa del difetto, ma può limitarsi ad una denuncia generica che valga a mettere sull’ avviso il venditore, salvo precisare in un secondo momento la natura e l’ entità del vizio riscontrato.
Per quanto riguarda le modalità di comunicazione della denuncia può essere effettuata con qualsiasi mezzo idoneo di trasmissione, anche via telefonica. Sarebbe opportuno però che venisse effettuata attraverso mezzi che lascino al denunciante la prova dell’ avvenuta comunicazione (raccomandata, telegramma, fax, ecc.). La tempestività nella denuncia è riferita al momento in cui essa è emessa, se effettuata per posta, e non a quello in cui è ricevuta dal destinatario.
Non c’ è dubbio che il momento della stipulazione del contratto di compravendita di animali, verbale o scritto che sia, rappresenta uno dei punti cruciali in quanto tale dichiarazione dimostra la volontà delle parti al trasferimento della proprietà dell’ animale (venditore) verso il corrispettivo di un prezzo (compratore) nelle condizioni fissate nel contratto.
Normalmente i contratti di compravendita di animali sono di tipo verbale. In tali casi bisogna sempre ricordarsi che la garanzia legale per vizio è tacita e, cioè, a meno che i contraenti oralmente non dispongano in maniera diversa, esiste sempre. Nel caso di contratti di compravendita scritti, l’ acquirente deve stare molto attento a quello che c’ è scritto in quanto, in qualche occasione, il venditore sottopone alla sua firma dichiarazioni che escludono o limitano fortemente la garanzia per vizi, oppure riportano clausole che giocano a suo favore, ad esempio proponendo la sostituzione dell’ animale viziato con un altro animale invece della restituzione del prezzo pagato, venendo così a cadere il diritto alla azione redibitoria o estimatoria. Infatti, sebbene questa ultima soluzione sembri offrire una maggiore garanzia a tutela del compratore, bisogna tener presente il rapporto affettivo che si instaura tra il proprietario ed il cane acquistato, essendo poco probabile che il compratore sia disposto a restituire il proprio animale in cambio di un altro.
Sarebbe auspicabile che sia l’ allevatore, sia il commerciante, sia il compratore attuassero dei comportamenti ben precisi e chiari prima di arrivare alla firma del contratto in modo di evitare oppure limitare il contenzioso. Sicuramente l’ allevatore che si sforza di migliorare la produzione dei propri cani, ad esempio sottoponendoli a diagnosi di malattie ereditarie ed eliminando dalla riproduzione i soggetti portatori, oltre a migliorare la sanità degli animali eviterebbe una dispersione di risorse finanziarie in campo legale. Il commerciante che propone al suo cliente le garanzie più convenienti previste dalla norma, amplificazione della garanzia per determinate malattie, invece di limitarla o escluderla, dimostra la sua buona fede oltre a riflettersi positivamente sui comportamenti di lealtà commerciale. Il compratore, oltre al dovere di avere un minimo di diligenza nella osservazione dell’ animale che si propone acquistare, in modo da poter rilevare difetti di facile percezione, potrebbe farsi dichiarare dal venditore l’ assenza di vizi nell’ animale oppure aumentare il termine di garanzia al fine di autotutelarsi in caso di controversia.
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