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Timestamp: 2019-07-18 11:03:52+00:00
Document Index: 6705155

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2056', 'art. 1227', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1227', 'art. 2056', 'art. 2054']

IL CONDUCENTE E’ RESPONSABILE IN CONCORSO PER I DANNI SUBITI DAL TRASPORTATO CHE NON HA INDOSSATO LE CINTURE DI SICUREZZA - Cass. civ., sez. III, 30 gennaio 2019 n. 2531 - Studio Legale Torino
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La sentenza in commento riguarda il caso di un sinistro con lesioni al trasportato che non indossava le cinture di sicurezza.
In primo grado il trasportato veniva risarcito integralmente stante la responsabilità del conducente nella causazione dell’evento.
In secondo grado atteso che la ctu aveva dimostrato l’incompatibilità tra le lesioni riportate dalla danneggiata e l’uso delle cinture di sicurezza e, ritenuto tale comportamento rilevante ai sensi dell’art. 2056 c.c. e art. 1227 c.c., comma 2, la corte di appello aveva ridotto proporzionalmente il risarcimento, in ragione dell’entità del contributo causale della danneggiata alla produzione del danno ed aveva escluso il danno patrimoniale derivante dalla terapia ortodontica e protesica, riconducibile all’esclusivo comportamento della medesima.
Quindi, secondo la corte di appello, la condotta del trasportato, che per negligenza e inosservanza del CdS, non aveva indossato le cinture di sicurezza, aveva causato l’interruzione del nesso causale tra la condotta del conducente e la produzione del danno.
Il danneggiato era ricorso in Cassazione denunciando l’erroneità in cui era incorso il giudice di secondo grado nell’escludere il nesso causale tra la condotta del conducente ed il danno, come pure l’elemento soggettivo della colpa, intesa quale omissione di diligenza e prudenza.
La Corte di cassazione, con la sentenza in commento, ha ritenuto fondato il motivo di ricorso assumendo che la condotta colpevole del danneggiato non interrompe mai il nesso di causa tra l’azione del responsabile civile e danno; la Corte ha poi precisato che la condotta colposa del danneggiato non può neppure configurarsi quale consenso alla lesione ricevuta, in quanto il diritto all’integrità del proprio corpo non è un diritto disponibile.
Il giudice di legittimità ha poi affermato che la presenza di concause (che dipendono dalla combinata condotta del danneggiante e del danneggiato) non comporta l’esclusione del nesso di causa, ma, casomai, la riduzione del risarcimento per la vittima che, con la sua condotta, ha reso in parte possibile il verificarsi del danno o ne ha aggravato l’entità.
La Corte ha poi richiamato la propria giurisprudenza (Cass.Civ.18177/2007)[1] in punto concorso di colpa tra conducente e trasportato, assumendo che, se pur il passeggero accetta il rischio della circolazione non premurandosi di allacciare le cinture, il conducente deve comunque controllare che la marcia avvenga in conformità delle normali norme di prudenza e sicurezza.
Un precedente significativo è costituito dalla sentenza Cass.civ.sez.III, 7533/2012[2] con la quale la Cassazione aveva censurato la pronuncia di merito che aveva negato la responsabilità del conducente dell’autoveicolo, per i danni subiti dal trasportato il quale, sporgendosi con tutto il busto fuori dal finestrino, aveva sbattuto violentemente il capo contro un palo.
[1] “In materia di responsabilità civile, in caso di mancata adozione delle cinture di sicurezza da parte di un passeggero, poi deceduto, di un veicolo coinvolto in un incidente stradale, verificandosi un’ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell’azione produttiva dell’evento, è legittima la riduzione proporzionale del risarcimento del danno in favore dei congiunti della vittima”. Conformemente: “In tema di concorso del fatto colposo del danneggiato nella produzione dell’evento dannoso, a norma dell’art. 1227, comma 1, c.c. – applicabile, per l’espresso richiamo contenuto nell’art. 2056 c.c., anche nel campo della responsabilità extracontrattuale – la prova che il creditore-danneggiato avrebbe potuto evitare i danni dei quali chiede il risarcimento usando l’ordinaria diligenza, deve essere fornita dal debitore-danneggiante che pretende di non risarcire, in tutto o in parte, il creditore. Se non vi sono elementi per accertare l’esistenza di un apporto causale ad opera del comportamento colposo del creditore-danneggiato (nella fattispecie, mancato uso delle cinture di sicurezza da parte del trasportato), non rimane che l’incidenza causale del comportamento del danneggiante, tenuto conto che la posizione del passeggero è assistita dalla presunzione di colpa nella causazione dell’evento dannoso a carico del conducente a norma dell’art. 2054, comma 1, c.c” . Cassazione civile , sez. III , 03/04/2014 , n. 7777
[2] “Il conducente del veicolo è responsabile dei danni subiti dal trasportato a causa del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza; la messa in circolazione dell’autoveicolo in condizioni di insicurezza, infatti, è ricollegabile all’azione od omissione non solo del trasportato, ma anche del conducente, il quale prima di iniziare e proseguire la marcia deve controllare che essa avvenga in conformità delle normali norme di prudenza e sicurezza” Cassazione civile , sez. III , 13/05/2011 , n. 10526
LA PERSONALIZZAZIONE DEL DANNO ED IL DECALOGO DEL DANNO NON PATRIMONIALE (Cassazione civile sez. III, 27/03/2018, (ud. 18/12/2017, dep. 27/03/2018), n.7513.RISARCIMENTO DANNI – SINISTRO IN ITINERE – IL CALCOLO DEL DANNO DIFFERENZIALE NON PATRIMONIALE E PATRIMONIALE