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Timestamp: 2020-07-04 09:26:40+00:00
Document Index: 26012859

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 59', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 4']

Pianeta PSR - Psr: A Roma giornata di confronto tra Commissione, Mipaaf e Regioni
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Un momento di studio e di analisi dello stato di attuazione della politica di sviluppo rurale in Italia e di confronto tra la Commissione Europea, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le Regioni sulle principali problematiche riscontrate nell'attuazione stessa con uno sguardo sulla PAC post 2020. È stato questo e molto altro l'incontro che si è tenuto il 4 maggio scorso presso il Nh Collection Hotel di Roma.
Ad aprire il lavori sono stati il direttore per lo Sviluppo Rurale II della Dg Agri Josefine Loriz-Hoffmann e il Capo Dipartimento per il Coordinamento delle Politiche Europee e Internazionali e dello Sviluppo Rurale Giuseppe Blasi che hanno sottolineato l'intento operativo dell'incontro, inserito in una serie di riunioni che la Dg Agri sta organizzando in tutti i Paesi Ue. Loriz-Hoffmann ha evidenziato come la volontà sia quella di verificare che l'Italia stia percorrendo la strada giusta verso il raggiungimento degli obiettivi ed eventualmente di capire come correggere i processi nei quali si riscontrino alcune problematiche.
Obiettivi e avanzamento dei PSR
Il capo dell'Unità Analisi della Dg Agri per l'Italia Filip Busz è quindi intervenuto effettuando una panoramica sugli obiettivi dei PSR italiani e il loro stato di attuazione. In termini di programmazione, Busz ha evidenziato come, dal punto di vista finanziario, l'Italia abbia nel suo complesso programmato più della media UE sulla priorità P3 (filiere e gestione del rischio, 19% dei fondi contro il 10 % della media UE), mentre ha programmato di meno sulla P4 (tutela ambiente) dove ha messo il 34% delle risorse programmate contro il 44% della media UE.
Nel corso dell'intervento sono stati poi mostrati vari indicatori target, che quantificano gli obiettivi al 2023, ossia gli indicatori finali. Si può notare che l'Italia ha un target T1 più alto (a cui contribuiscono le misure 1, 2 e 16), ma più basso su altri indicatori.
Nel complesso i target italiani relativi alla percentuale di beneficiari che si prevede di finanziare sul totale delle aziende agricole risultano più bassi rispetto alla media UE. Questo vale sia per la Focus area 2A che per la 2B.
Anche il target relativo alla percentuale di popolazione rurale che beneficia delle infrastrutture realizzate con il PSR è più basso della media UE (53% Italia contro il 76%).
Per quanto attiene all'avanzamento finanziario, la dichiarazione di spesa relativa al Q1 2017 presenta un avanzamento finanziario dell'8%, a livello globale, contro il 16% circa della media UE.
Su questo punto è intervenuto il Direttore Generale dello Sviluppo Rurale Emilio Gatto che ha sottolineato come la Rete Rurale Nazionale stia analizzando le cause di questo ritardo, frutto di variabili specifiche, sulle quali sarà indispensabile un confronto che abbia l'obiettivo di individuare le strategie più adeguate per migliorare il livello di attuazione.
Regolamento "Omnibus"
L'intervento successivo è stato quello di Guido Castellano, Vice Capo dell'Unità della Dg Agri, che ha illustrato i contenuti e il percorso legislativo del regolamento "Omnibus", che ha come obiettivo principale quello di avviare un processo di semplificazione di alcuni aspetti legati all'attuazione. Castellano ha posto l'accento su alcuni aspetti della proposta avanzata dalla Commissione, e già sottoposta all'esame del Consiglio, a partire dallo snellimento dell'attuazione degli "strumenti finanziari" (SF) eliminando alcune regole di ammissibilità stringenti dai casi in cui gli investimenti sono sostenuti con gli SF (v. regole di ammissibilità di cui all'art. 45 del reg. 1305/2013), passando per la possibilità di consentire di raggiungere il 100% di tasso di aiuto per SF attuati ai sensi dell'art. 59 del reg. cit., per arrivare alla volontà di agevolare l'applicazione delle opzioni di costo semplificato , ad esempio tramite la previsione di pagamenti legati al risultato, oppure il massimale. Inoltre la proposta della Commissione, nell'ambito della gestione del rischio, introduce un nuovo strumento che ha l'obiettivo di favorire la stabilizzazione del reddito degli agricoltori. Novità sono previste anche per i giovani agricoltori e i criteri di selezione, ad esempio attraverso l'abolizione di questi ultimi dalle misure di ripristino a seguito di eventi calamitosi e nel caso di attuazione degli SF. Sul tema delle calamità, inoltre, si prevede che la data di ammissibilità degli interventi per il ripristino decorra dalla data della calamità stessa.
Le previsioni, se verrà rispettata la tabella di marcia attuale, sono che il regolamento entri in vigore a partire dal 1° maggio 2018.
Modifiche Psr
È stata quindi la volta di Gianfranco Colleluori, della DG Agri della Commissione, che ha dedicato il suo intervento alle modifiche dei Psr, partendo dalla base giuridica per le modifiche, costituita dagli articoli 30 del reg. 1303/13, 11 del reg. 1305/13 e 4 del reg. 808/14. Il primo di questi classifica I vari tipi di modifiche, che sostanzialmente si distinguono in modifiche strategiche (art. 11 a), modifiche sostanziali ma non strategiche (art. 11 b) e modifiche di errori materiali o comunque elementi desumibili dall'evidenza di altre parti del programma (art. 11 c).
L'art. 4 del reg. 808/14 definisce, invece, il numero massimo di modifiche per singola tipologia, alle quali si aggiungono quelle per circostanze eccezionali che non sono computate nel limite annuo.
La procedura prevede che, dopo una discussione informale delle modifiche con la CE, l'AdG sottoponga la modifica al CdS. Ottenuto il parere del CdS, l'AdG procede alla trasmissione formale (via SFC) della modifica alla CE, eventualmente integrata degli apporti del CdS, se l'AdG lo ritiene opportuno. La CE si attiene al reg. 1303/13 per effettuare le proprie valutazioni entro le scadenze ivi previste. Peraltro ovviamente, il conteggio dei giorni è interrotto dal momento in cui la CE invia le proprie osservazioni formali all'AdG fino alla risposta di quest'ultima.
Colleluori ha poi presentato una serie di raccomandazioni alle Regioni per facilitare il processo, sottolineando l'importanza di programmare con grande attenzione il numero di modifiche e di farlo in maniera accurata, indicando valide e puntuali motivazioni per i cambiamenti proposti.
Riserva di Perfomance
Il tema successivo posto all'attenzione è stato quello della Riserva di Performance e del Quadro di riferimento dell'efficacia di attuazione, illustrato da Castellano. Per ogni priorità sono presenti due o più indicatori, di cui uno è finanziario (totale della spesa pubblica erogata connessa alla priorità) e uno fisico, detto anche di output, costituito dal numero di aziende o altri beneficiari finanziati.
Il dirigente della Commissione ha sottolineato che sia per l'indicatore finanziario che per quello fisico è necessario fare riferimento a progetti conclusi e completamente saldati, cioè pagati a saldo dall'Organismo pagatore. È importante ricordare che il quadro di efficacia non include le risorse programmate con fondi esclusivamente regionali (top-up). In casi debitamente giustificati, ha evidenziato, è possibile cambiare le quantificazioni degli indicatori del quadro di efficacia. Non esiste una lista strettamente chiusa di tale casistica, tuttavia i casi che certamente la Commissione non ammette sono la carenza del livello di attuazione, l'adattamento a un rendimento di livello inferiore, la riduzione dell'allocazione per disimpegno, la sospensione dei pagamenti intermedi o le eventuali rettifiche finanziarie.
La CE ricorda che in alcuni casi è possibile, inoltre, sostituire alcuni indicatori di prodotto con le fasi di attuazione (Key implementation steps).
Si tratta di alcune fasi procedurali precedenti al saldo del progetto che ha senso considerare nei casi di misure di aiuto che prevedono la realizzazione di opere ad un livello provinciale o regionale, ossia di portata considerevole, e che pertanto non possono essere completate ragionevolmente entro il 2018.
Il dibattito si è quindi spostato sul tema dei requisiti di condizionalità ex-ante, un principio introdotto con l'attuale periodo di programmazione. L'adempimento dei requisiti di partenza è condizione sine qua non che ogni Stato Membro deve garantire effettuando una serie di azioni pianificate entro dicembre 2016, legate alle tematiche prioritarie dei fondi e descritte nei diversi piani di sviluppo. Il rispetto delle condizionalità sarà verificato dagli uffici della Commissione con l'analisi dei rapporti annuali inviati dalle Regioni nel giugno 2017. Per tale data Bruxelles si aspetta la predisposizione e il soddisfacimento di azioni, sia regionali che nazionali, volte all'adempimento di tutte le condizionalità.
Qualora infatti non vi fosse un soddisfacimento delle condizionalità vi sarebbero delle possibili sospensioni dei pagamenti dei fondi sullo sviluppo rurale come previsto dal Regolamento (UE) n.1303/2013.
Federica Tarducci, in rappresentanza dell'Agenzia per la coesione territoriale, ha fornito aggiornamenti sullo stato dell'arte della situazione italiana, descrivendo una situazione piuttosto rassicurante. L'azione di coordinamento pregressa tra i Ministeri e le Regioni ha infatti portato alla definizione di un quadro normativo stabile e definitivo. Molti adempimenti sono stati già soddisfatti in sede di accordo di partenariato (come la condizionalità sulla prevenzione e la gestione dei rischi rispettata grazie all'attuazione del Piano d'Azione sulla Gestione dei Rischi), altri invece hanno richiesto un maggior sforzo da parte delle autorità nazionali e regionali.
Grande attenzione è stata data in particolar modo alla condizionalità relativa al FEASR e riguardante la gestione delle risorse idriche. Il quadro d'insieme mostra a tal proposito una difficoltà di adempimento dovuta alla necessità di una valutazione puntuale del costo ambientale della risorsa acqua, nonché di misure in grado di garantire una quantificazione dei volumi irrigui e una successiva definizione di una tariffazione omogenea. Un problema tecnico che le varie autorità di gestione, in concertazione con il Mipaaf, hanno valutato con grande impegno e sul quale seguito dei notevoli passi in aventi compiuti, la situazione appare complessivamente soddisfacente.
Ampio spazio è stato poi dato alle procedure degli aiuti di Stato per le operazioni non comprese nell'Allegato I del TFUE, illustrate dal Dott. Hendrickx della DG Agri, che ha voluto chiarire degli aspetti legati agli investimenti che, non rientrando nell'allegato I del TFUE comprendente l'elenco dei prodotti agricoli, soggiacciono al rispetto della regolamentazione UE sugli Aiuti di Stato.
Le Autorità di Gestione sono particolarmente sensibili all'argomento, soprattutto per quanto riguarda le misure Forestazione (M8), Cooperazione (M16) e Leader (M19).
La massima attenzione, ha sottolineato Hendrickx, deve essere posta dai programmatori che devono avere bene a mente come gli investimenti non agricoli siano sottoposti a due valutazioni parallele; approvazione del PSR e validazione alla luce delle regole degli Aiuti di Stato.
Particolare attenzione deve essere posta, infine, nell'utilizzo della corretta intensità di aiuto nel caso di percentuali diverse previste dal FEASR e dagli Orientamenti sugli aiuti di Stato.
Valutazione intermedia PSR
Il tema successivo è stato quello dell'attività di valutazione intermedia dei PSR, con particolare riferimento agli obblighi di valutazione per i Gruppi di Azione Locale. Colleluori ha fornito delucidazioni sulle modalità di valutazione delle misure dello sviluppo rurale afferenti ai GAL precisando che solamente la valutazione della strategia deve essere effettuata internamente. Al contrario, la valutazione del contributo dei PSR alla M19 Leader resta un'attività di pertinenza delle Autorità di Gestione. Entro maggio comunque la Commissione europea inoltrerà delle linee guida che supporteranno i GAL nella compilazione delle loro valutazioni.
Pianificazione misure e sottomisure
Lo stesso Colleluori ha quindi approfondito la questione relativa alla pianificazione delle misure e sottomisure "call for tender" e "call for proposal"
Ancora una volta la Commissione ha rimarcato come una programmazione temporale e finanziaria dei bandi PSR sarebbe auspicabile. Il cronoprogramma, che non necessariamente deve riportare la dotazione finanziaria precisa e vincolante per ogni singolo bando, rappresenta un utile strumento sia per il beneficiario, in grado di progettare al meglio i propri interventi senza la pressione delle prime scadenze utili, sia per gli uffici della Commissione che così potrà avere una visione olistica degli interventi. Il dirigente Ue, inoltre, ha sottolineato come sia particolarmente importante che anche al Piano di comunicazione debba essere implementato al meglio da ogni Regione. La pubblicità dei bandi è uno strumento di fondamentale importanza, indispensabile per poter raggiungere tutti i soggetti interessati allo sviluppo rurale.
Sistema SFC
È stato quindi introdotto il tema del miglioramento del SFC2014, di cui si sono sottolineati i passi avanti fatti sul campo dell'informatizzazione con il miglioramento dei servizi offerti dal sistema di scambio elettronico. D'ora in avanti le Autorità di Gestione potranno inviare informazioni, dati, modifiche PSR potendo contare su uno spazio di archiviazione maggiorato che consentirà di raddoppiare il numero di caratteri previsti per ogni spazio e caricare tabelle non più in formato immagine. Un aggiornamento che risponde soprattutto alle esigenze dei PSR italiani, da sempre più pesanti dei corrispettivi programmi europei.
Prima dei saluti finali Loriz-Hoffmann è intervenuta analizzando contenuti e prospettive della dichiarazione di Cork 2.0, che nel settembre scorso ha lanciato ufficialmente il dibattito per il post 2020. Le sfide dello sviluppo rurale futuro sono state raccolte in 10 orientamenti politici che devono essere perseguiti guardando alla semplificazione e modernizzazione. Il tema della promozione e il miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali resta il nodo focale da cui partire con le consultazioni che, dallo scorso autunno, si protrarranno fino a tutto il 2017 e oltre.
Le prospettive già emerse? Una sempre maggiore richiesta della società civile di giustificazione della spesa pubblica in agricoltura. Obiettivo da perseguire con un nuovo approccio basato più sui risultati da ottenere nelle sfide sulla sicurezza alimentare, la protezione dell'ambiente e il cambiamento climatico.
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Ismea/Mipaaf