Source: https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=1065
Timestamp: 2019-02-19 16:34:04+00:00
Document Index: 76779599

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ']

La coerenza… della Cassazione: lecito sequestrare le pornoriviste, sbaglia l’Ordine a radiare i direttori delle pornoriviste!!!
La coerenza… della Cassazione:
sbaglia l’Ordine a radiare
i direttori delle pornoriviste!!!
1) Cassazione penale: legittimo il sequestro di riviste e siti internet con annunci di contenuto pornografico. “Non rientrando nella tutela accordata dall'art. 21, comma 2, Cost., è legittimo il sequestro preventivo di riviste e dei collegati siti internet, su cui siano pubblicati annunci di prestazioni sessuali” (Cassazione penale Sentenza, Sez. III, 24/10/2007, n. 39354). La sentenza è pubblicata in coda.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
2) Cassazione ciile: i giornalisti possono dirigere riviste pornografiche. La terza sezione civile della Cassazione ha confermato la nullità della radiazione inflitta a Florence Odette Fabre dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (17 febbraio 2004). Contro la sanzione disciplinare la giornalista aveva fatto ricorso alla magistratura ordinaria che le aveva dato ragione con sentenza emessa dal tribunale di Roma il 10 novembre 2004, confermata successivamente anche dalla Corte di Appello (31 gennaio 2006).
Contro l’annullamento della radiazione il Consiglio nazionale, nella persona del presidente Lorenzo Del Boca, ha reclamato davanti alla Suprema Corte, ma i giudici hanno sottolineato che “si deve escludere allo stato del vigente assetto costituzionale, la legittimità di un potere di censura rivendicato dall’Ordine”, rigettando così il ricorso. Il Consiglio nazionale aveva motivato la sua decisione di radiazione affermando che “l’attività svolta da Florence Odette non può essere configurata in produzione giornalistica”; allo stesso modo “la direzione di riviste pornografiche non può essere considerata attività giornalistica”. Inoltre la produzione fotografica e di scritti che vi compare lede il decoro e la dignità della professione.
Ma nella sentenza la Corte ha replicato che “la pretesa dell’Ordine di esprimere un giudizio in ordine alla qualità della stampa periodica e di sanzionare i giornalisti iscritti che prestano la loro attività di periodici aventi, a suo insindacabile giudizio, un contenuto non degno, si risolve chiaramente nella pretesa di esercitare, mediante l’apparente controllo sul comportamento dei propri iscritti, una censura preventiva sul contenuto della stampa periodica”.
Il Consiglio dell’Ordine non può radiare il direttore di una rivista pornografica perché l’incarico “non è conforme alla dignità professionale”.
In considerazione della testuale previsione contenuta nell'art. 21 comma secondo, Cost., in base alla quale "la stampa non può essere soggetta a autorizzazione o censure", deve escludersi, perché non costituzionalmente orientate, il ricorso a tutte quelle interpretazioni della normativa sulla professione dei giornalisti volte ad attribuire, in sede disciplinare, al Consiglio dell'Ordine del giornalisti il potere di discriminare le pubblicazioni periodiche degne di essere edite, e per le quali è conforme alla dignità professionale del giornalista assumerne la direzione, dalle altre che siano, dai detti Consigli, ritenute prive di creatività sul piano dell'informazione e della critica e che possano, perciò, configurarsi in produzione giornalistica. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha rilevato la correttezza della sentenza impugnata, a sua volta confermativa di quella di primo grado, con la quale era stata accolta l'impugnativa avverso la sanzione disciplinare della radiazione dall'albo dei giornalisti irrogata dal competente Consiglio dell'Ordine, perciò annullata, a carico del direttore responsabile di riviste pornografiche, sul presupposto che era precluso a detto Consiglio, in sede disciplinare, ogni giudizio etico sul contenuto della stampa periodica dovendo i relativi profili eventualmente rilevanti in tale sede essere valutati alla sola stregua della disciplina positiva di cui agli artt. 48 e 55 della legge professionale, risultando, altresì, ininfluente che le suddette riviste fossero prive di alcuna struttura redazionale e non utilizzassero altri giornalisti, al di fuori del direttore). (Rigetta, App. Roma, 31 Gennaio 2006) (Cass. civ. Sez. III Sent., 05-06-2007, n. 13067; Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti c. F.F.O.; FONTI Mass. Giur. It., 2007; CED Cassazione, 2007; RIFERIMENTI GIURISPRUDENZIALI Conformi Cass. civ. Sez. III, 23-02-2006, n. 4009).
Sentenza della Cassazione penale.
Internet, stampa e sequestro preventivo:
differenza tra stampa vera e propria
e mero veicolo del messaggio pubblicitario
avverso l’ordinanza del 28/05/2007 del Tribunale della Libertà di Rovigo;