Source: https://www.studiotrinchera.com/tag/studiotrincherainforma/
Timestamp: 2020-08-15 13:38:38+00:00
Document Index: 127655833

Matched Legal Cases: ['art. 119', 'art. 14', 'art.13', 'art. 28', 'art. 65', 'art. 176', 'art. 177', 'art. 5', 'art. 181', 'art. 38', 'art. 38']

#studiotrincherainforma Archivi - Studio TRINCHERA
Tag: #studiotrincherainforma
Super detrazione fiscale 110% per spese su immobili Interventi “trainanti” e “trainati”
Particolare interesse ha destato – presso buona parte dei cittadini italiani e la stampa anche non specializzata – l’introduzione, con il D.L. 34/2020 “Rilancio” (convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020), di una detrazione d’imposta pari al 110% delle spese sostenute per interventi di recupero, miglioramento ed “efficientamento” del patrimonio edilizio, nonché degli impianti di utilizzo e delle connesse strutture di “servizio”.
Se apparentemente semplice e di immediata “lettura” sono la citata quantificazione percentuale del beneficio (110% di un valore di spesa ammessa e da individuare attraverso vari parametri) e le finalità dell’intervento agevolato (risparmio energetico eco-sostenibile e difesa del patrimonio edilizio da eventi tellurici), ben più laboriosa appare oggi la pratica applicazione di un insieme di norme – fiscali, urbanistiche, tecniche e amministrative – che tra loro si intersecano in modo interdipendente, per le molteplici “soglie” poste, la non sempre agevole individuazione degli aventi diritto al beneficio, la ricerca della più idonea e specifica tipologia di intervento e – non ultima – la precisa osservanza delle modalità “tecniche” e “burocratiche” da seguire, con il rischio di vedersi disconoscere il “bonus fiscale” e di incorrere in sanzioni sia amministrative che penali: queste ultime nel caso di attestazioni che dovessero essere ritenute “non veritiere”, con il conseguente coinvolgimento di tutti gli “attori” dell’operazione ( beneficiario, professionisti “attestatori”, appaltatori dei lavori, ed eventuali cessionari del credito d’imposta in quanto – con le varie modalità previste – esso è trasmissibile a terzi acquirenti).
Gli interventi “direttamente” interessati sono:
– Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti
– Isolamento termico con “materiali isolanti” di strutture opache verticali, orizzontali e inclinate
– Interventi su edifici unifamiliari o unità immobiliari ricomprese in edifici plurifamiliari ma funzionalmente indipendenti con accesso autonomo (p.es. c.d. “villette a schiera”).
A questi si aggiungono gli interventi “antisismici” con esclusione di quelli eseguiti in zona sismica 4 (di basso rischio sismico).
Con un “neologismo” in campo tributario, le citate categorie di interventi sono stati definiti “trainanti”, in quanto – se congiuntamente ad essi – vengono effettuati anche altri interventi qualificanti (già previsti da precedente normativa), anche questi ultimi possono godere del
“Bonus 110%”, e pertanto detti “trainati” quali, in via esemplificativa: impianti fotovoltaici, correlati sistemi di accumulo, punti di ricarica per veicoli elettrici, buona parte degli interventi previsti per l’” Eco bonus” (infissi, schermature solari, etc.), adeguamento antisismico con relativi sistemi di monitoraggio strutturale continuo; per i comuni montani l’allaccio a impianti di teleriscaldamento.
Nell’ambito dei condomini, per effetto del “trascinamento”, sono ammessi anche tutti gli interventi di riqualificazione energetica effettuati dai condòmini sulle proprie singole unità immobiliari.
In specifici casi, sono anche consentiti interventi di demolizione e ricostruzione.
Recita il comma 2 dell’art. 119 del D.L. in argomento:
“… l’aliquota prevista al comma 1 (110%)… si applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’art. 14 del decreto- legge 4 giugno 2013 n. 63…nei limiti di spesa previsti, per ciascun intervento di efficienza energetica, dalla legislazione vigente, a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi si cui al citato comma 1…”
Da ultimo, il 24 luglio u.s., l’Agenzia delle Entrate (A.d.E.) ha pubblicato una propria guida relativa alla normativa di cui è argomento.
Si auspicano comunque ulteriori conferme ufficiali e la formulazione di Regolamenti di attuazione, atti questi anch’essi necessari per il confronto con i provvedimenti e le istruzioni di competenza dell’Agenzia delle Entrate, del MISE e altri enti interessati.
Decisiva – per una positiva concreta attuazione dei vari interventi- sarà la collaborazione tra esperti fiscali e tecnici del settore edile, urbanistico ed energetico.
Focalizzazione: l’occasione, molto interessante, non è “golosa” sino in fondo… per ogni tipologia di intervento sono previsti massimi importi di spesa ammissibili: l’eventuale maggior valore di quanto realizzato non potrà godere delle agevolazioni citate.
Conclusivamente, un’opportunità comunque da non perdere ma da approcciare “…cum grano salis…”
Lo Studio – con un’adeguata organizzazione per la particolare normativa – rimane a disposizione per l’esame di ogni specifico caso concreto.
Pubblicato il 21 Luglio 2020 25 Luglio 2020
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese, ivi incluse le ditte individuali, che presso la sede oggetto di intervento esercitano o intendono esercitare l’attività:
• ricettiva alberghiera ai sensi del capo II della legge regionale n. 27/2015 (alberghi o ho-tel; residenze turistico-alberghiere; alberghi diffusi; condhotel);
alberghi o hotel: offrono alloggio prevalentemente in camere;
residenze turistico alberghiere: offrono alloggio prevalentemente in unità abitative ed eventuale capacità residuale in camere;
alberghi diffusi: i servizi di ricevimento e accoglienza sono centralizzati, mentre gli altri servizi, le sale comuni, il ristorante e le camere o alloggi sono dislocati in uno o più edifici separati;
condhotel: alberghi composti da uno o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale.
• ricettiva non alberghiera all’aria aperta ai sensi del capo V della legge regionale n. 27/2015 (villaggi turistici, campeggi e aree di sosta).
I suddetti soggetti, ivi comprese le ditte individuali, devono possedere, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando, i seguenti requisiti:
a) essere PMI secondo i criteri riportati nell’allegato I del Regolamento (UE) n. 651/2014;
b) essere regolarmente iscritte al registro delle imprese.
Ogni soggetto richiedente può presentare una sola domanda per una sola sede e per una sola struttura ricettiva oggetto di intervento.
L’agevolazione massima per beneficiario, concessa è pari a 200.000,00 euro.
L’intensità d’aiuto massima richiedibile è pari al 50% della spesa complessiva ammissibile e l’investimento minimo totale ammissibile non deve essere inferiore a 80.000,00 euro.
Sono ammissibili al bando progetti di realizzazione e riqualificazione di strutture ricettive alberghiere (alberghi o hotel; residenze turistico-alberghiere; alberghi diffusi; condhotel) e non alberghiere (villaggi turistici, campeggi e aree di sosta) che si riferiscono ad una o più delle seguenti tipologie di intervento:
• realizzazione, ristrutturazione e riqualificazione degli immobili/aree destinati all’attività ricettiva e/o delle strutture ed infrastrutture complementari direttamente connesse;
• acquisto e installazione di arredi, macchinari e/o attrezzature anche di carattere tecno- logico.
I progetti per essere dichiarati ammissibili devono avere le seguenti caratteristiche:
a) laddove siano previste spese per opere edili-murarie e impiantistiche che il fabbricato o il terreno interessati da tali opere abbiano destinazione urbanistica compatibile con la destinazione d’uso delle attività (indicare foglio, particella catastale e Comune del fabbricato o del terreno interessati);
b) essere realizzati presso una sede operativa in Lombardia attiva alla presentazione della domanda o da attivare entro e non oltre la richiesta di erogazione dell’agevolazione;
c) Laddove siano previste spese per opere edili murarie e impiantistiche il progetto dovrà essere obbligatoriamente corredato da relazione tecnica e da elaborati grafici dello stato di fatto, intermedio e di progetto realizzati in adeguata scala.
I progetti ammessi devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL del decreto dirigenziale di concessione dell’agevolazione al beneficiario.
1. sono proprietarie degli immobili oggetto di intervento presso cui esercitano o intendono esercitare l’attività
2. gestiscono o intendono gestire, in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto riconosciuta nell’ordinamento giuridico, attività in immobili di proprietà di persone fisiche che non svolgono attività economica
3. gestiscono o intendono gestire, in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto riconosciuta nell’ordinamento giuridico, attività ricettiva in immobili di proprietà di persone fisiche che svolgono attività economica o di persone giuridiche
c) spese generali forfettarie per un valore del 7% delle spese ammissibili di cui alle lettere a) e b) determinate in maniera automatica dal sistema informativo.
Relativamente alla voce di spesa a) arredi, macchinari e attrezzature è ammesso l’acquisto di beni usati e la locazione finanziaria.
Non sono ammesse a contributo le spese relative a:
a) adeguamenti ad obblighi di legge;
b) manutenzione ordinaria e revamping di impianti, macchinari e attrezzature;
c) servizi continuativi o periodici comunque connessi alle normali spese di funzionamento;
d) qualsiasi forma di autofatturazione;
e) suppellettili, complementi di arredo, alberi, fiori e piante.
È richiesto che, nell’affidamento di incarichi e nell’acquisto di materiali al di sopra dell’importo di 20.000,00 euro, i soggetti beneficiari valutino almeno 3 preventivi forniti da soggetti con specifiche competenze relative ai beni e servizi richiesti. Tali preventivi devono essere conservati presso la sede del soggetto beneficiario e resi disponibili e consultabili, su richiesta di Regione Lombardia e degli organi competenti per i controlli.
CARATTERISTICHE DELLE SPESE
• le spese sono ammissibili solo se riferite a progetti avviati successivamente alla data di presentazione della domanda; l’avvio del progetto è comprovabile dal primo giustificativo emesso e/o, laddove sono previste opere edili, dall’avvio dei lavori;
• tutti i giustificativi di spesa devono essere emessi successivamente alla data di presentazione della domanda ed entro il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria sul BURL, salvo proroga;
• tutti i giustificativi di spesa devono contenere i costi unitari dei beni e/o dei servizi acquisiti;
Tutte le spese ammissibili devono:
– essere debitamente sostenute e quietanziate esclusivamente dal beneficiario;
– per i servizi di progettazione e direzione lavori, derivare da atti giuridicamente vincolanti (contratti, convenzioni, lettere d’incarico, ecc.) da cui risultino chiaramente l’oggetto della prestazione o fornitura, l’importo, la pertinenza e connessione al progetto, i termini di consegna, le modalità di pagamento;
Le spese non attestabili tramite fatture/documenti giustificativi devono essere riscontrabili nella contabilità ed essere chiaramente riferibili al progetto in base ad apposita documentazione che ne attesti l’imputazione percentuale alle attività finanziate.
Non sono ammesse fatture di importo imponibile complessivo inferiore a 500,00 euro.
Le spese devono aver dato luogo a un’effettiva uscita di cassa da parte del soggetto beneficiario, comprovata da titoli attestanti l’avvenuto pagamento.
✓ le spese devono essere pagate tramite titoli idonei a garantire la tracciabilità dei pagamenti (a titolo esemplificativo tramite bonifico bancario o postale, Sepa/Ri.Ba/SDD, oppure tramite assegno non trasferibile, bancomat, carta credito aziendale,
✓ il conto corrente, gli assegni non trasferibili, le carte (carta di credito, bancomat) devono essere intestati al beneficiario (nel caso di pagamenti tramite carta, saranno ammesse esclusivamente le spese sostenute con carte aziendali intestate al soggetto beneficiario);
I soggetti beneficiari sono tenuti alla predisposizione di un sistema di contabilità separata o di una codificazione contabile adeguata a tutte le transazioni relative al progetto.
Le domande possono essere presentate dalle ore 12.00 del 21 luglio 2020 fino alle ore 12.00 del 15 ottobre 2020
L’agevolazione viene erogata al soggetto beneficiario al massimo in due tranche:
a) anticipo facoltativo pari al 50% dell’agevolazione ammessa a fronte di presentazione di regolare fideiussione bancaria o assicurativa
b) saldo dell’agevolazione ammessa a seguito della conclusione del progetto e della presentazione della relazione finale sull’esito del progetto corredata dalla rendicontazione finale delle spese effettivamente sostenute e quietanzate.
È possibile l’erogazione in un’unica soluzione a seguito della conclusione del progetto.
Pubblicato il 10 Luglio 2020 10 Luglio 2020
Finanziamenti “Decreto Liquidità” (art.13 D.L. 23/2020) per PMI: concretizzata la possibilità di richiesta di incremento del limite erogabile, del prolungamento dei tempi di rimborso e garanzia automatica.
Il “Decreto Liquidità” (D.L. 8 aprile 2020 n .23) prevedeva, originariamente, a favore del PMI, la possibilità di accedere a finanziamenti non superiori al 25% del “fatturato” 2019 – fino ad un importo massimo di €. 25.000,00
Perplessità erano peraltro sorte in ordine alla effettiva possibilità di godere del c.d. “credito bancario” e della totale garanzia da parte dell’apposito Fondo pubblico.
Con le modifiche apportate in sede di conversione in legge del predetto D.L., il limite finanziabile è stato portato (anche con effetto retroattivo) a € 30.000, purché – alternativamente- non superiore a:
“… il doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l’ultimo anno disponibile.
Nel caso di imprese costituite a partire dal 1° gennaio 2019, l’importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
… il 25 per cento del fatturato totale del beneficiario nel 2019;
… il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499… “
…per le imprese caratterizzate da cicli produttivi ultrannuali di cui alla parte IX, lettera A, sezioni A.1.d) e A.1.e), dell’allegato al decreto del Ministro dello sviluppo economico 12 febbraio 2019, di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 27 febbraio 2019, i ricavi delle vendite e delle prestazioni, sommati alle variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti per l’anno 2019…”
Mancava l’ultimo “tassello”: la concretizzazione attuativa delle citate provvidenze.
Con recentissima comunicazione del Mediocredito Centrale, viene dato il via alla possibilità di
“…inviare al Gestore le richieste di adeguamento in aumento di durata e/o di importo delle operazioni già ammesse al Fondo di Garanzia…”
Inoltre, il periodo di rimborso, dagli originari 6 anni, oggi può essere prolungato a 10 anni.
Infine, viene confermato che la garanzia del Fondo viene concessa automaticamente, a titolo gratuito, senza valutazione e l’istituto finanziatore può avviare la procedura di “incremento” degli importi e dei tempi di rimborso senza alcun preventivo assenso del Gestore : l’unico adempimento è il riscontro formale del possesso – da parte delle imprese interessate -dei requisiti voluti dalla legge.
La richiesta di adeguamento verrà attuata tramite il Portale del Fondo di Garanzia (FdG/Flussi Elettronici/Flussi Variazioni ML).
Il sito internet interessato è www.fondidigaranzia.it nel quale è pubblicata la specifica guida “Tracciato per l’invio massivo della richiesta di variazione in aumento”.
I maggiori importi (e il più ampio termine di rimborso) possono essere richiesti mediante tre procedure informatiche relative alle seguenti ipotesi:
– adeguamento di quanto già erogato
– assegnazione di un importo aggiuntivo
– esame da parte dell’istituto finanziatore non ancora completato
Le modalità di riconoscimento degli ulteriori benefici possono essere:
– nuovo finanziamento non superiore a 30.000 € (e utilizzato anche per l’estinzione del precedente)
– modifica del contratto originario con incremento della maggiore cifra oggi spettante e dei tempi di rimborso
– ulteriore contratto di finanziamento (indipendente dal precedente) per la sola maggiore somma spettante, con correlata nuova domanda di ammissione ai benefici
Sarà l’istituto bancario interessato a comunicare al Gestore:
– l’adeguamento del contratto alle nuove condizioni ove la pratica originaria non sia ancora definita
– nel caso di pratica già definita, la comunicazione riguarderà soltanto il maggior importo riconosciuto.
Nel raccomandare l’attenta valutazione delle varie provvidenze offerte dalle plurime normative emanate (finanziamenti, crediti d’imposta, contributi, etc.), lo Studio resta a disposizione per ogni
singolo particolare approfondimento.
Pubblicato il 8 Luglio 2020 16 Luglio 2020
Cessione del credito d’imposta su canoni di locazione e comunicazione all’Agenzia delle Entrate – Adempimenti delle parti
Vari interventi normativi (DL 18/2020 Decreto Cura Italia – e DL 34/2020 Decreto Rilancio)
prevedono importanti benefici fiscali, sotto forma di credito d’imposta, a favore di determinate categorie di soggetti economici che hanno in corso contratti di locazione per la conduzione o comunque per l’utilizzo di beni immobili non abitativi.
I soggetti interessati sono così sinteticamente individuabili:
imprese o professionisti con ricavi/compensi non superiori a cinque milioni di euro ( limite non applicabile per strutture turistiche) e perdita minima del 50% di fatturato nel periodo marzo-maggio 2020 rispetto al pari periodo 2019.
Nell’arco temporale tra il 13 luglio p.v. e il 31 dicembre 2021, nel caso in cui il soggetto beneficiario non ritenga di utilizzare direttamente il credito in questione e provveda alla sua cessione, questa va comunicata all’Agenzia delle Entrate, mediante l’utilizzo dell’apposito modello telematico: attualmente, è soltanto il cedente che può provvedere direttamente a tale adempimento;
si attendono le opportune disposizioni per l’effettuazione della comunicazione anche da parte
di un intermediario abilitato.
Come anticipato, i crediti ceduti e attualmente interessati agli adempimenti in questione sono quelli riferibili ai canoni dipendenti da contratti di locazione di botteghe, negozi, immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda (con immobili aziendali), leasing (secondo parere dell’Agenzia delle Entrate soltanto quello operativo), concessione, servizi complessi (utilizzo spazi attrezzati, condivisione di spazi e servizi, etc.)
La cessione del credito può essere effettuata nei confronti del locatore o altri soggetti (Istituti bancari, altri intermediari finanziari, imprese, etc.); i cessionari potranno usufruire del credito sia utilizzandolo in compensazione o cedendolo a loro volta.
Formalità da osservare è la stesura di un accordo in forma scritta: o per contratto o per scambio di corrispondenza (con data certa).
Autorevole interpretazione sistematica delle norme vigenti in tema di registrazione di atti, conduce a ritenere – salvo diverso parere (non ancora espresso) dell’Agenzia delle Entrate – che sia da escludere l’obbligo di registrazione del previsto atto scritto.
Tale considerazione valga anche ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo.
Dopo la stesura dell’accordo, il beneficiario cedente dovrà comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’avvenuta cessione del credito e il cessionario comunicherà alla stessa Agenzia – sempre telematicamente, nella propria area di riferimento del sito dell’Agenzia – l’accettazione della cessione stessa.
Presupposto essenziale per beneficiare del credito è aver effettivamente corrisposto il dovuto all’affittuario. Nel caso in cui la cessione avvenga nei confronti del locatore, il pagamento si dà per avvenuto con la redazione dell’accordo di trasferimento del credito e il contestuale versamento della differenza del canone.
Reciproche responsabilità delle parti: il cedente è responsabile della corretta quantificazione del credito e della concreta esistenza soggettiva dei presupposti che determinano il beneficio;
Il cessionario risponde della regolarità di utilizzo del credito e del rispetto del limite quantitativo, non superiore all’originario valore pervenutogli.
La parte di credito ceduta e che non venga impiegata entro il 31 dicembre dello stesso anno di cessione non potrà più essere utilizzata nei successivi anni.
Attesa la specificità della particolare materia e i vari corollari legati alla pratica attuazione della normativa di riferimento, restiamo a disposizione per ogni eventuale approfondimento che dovesse occorrere.
Pubblicato il 27 Giugno 2020 8 Luglio 2020
Pubblicato il 18 Giugno 2020 8 Luglio 2020
CREDITO D’IMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE E DI AFFITO D’AZIENDA
L’art. 28 D.L. 34/2020 prevede un nuovo credito d’imposta sui canoni di locazione, leasing o affitto d’azienda di immobili ad uso non abitativo corrisposti relativamente ai mesi di marzo, aprile e maggio (o aprile, maggio, giugno per le strutture turistiche con attività solo stagionale) da imprese, professionisti ed enti no profit. Le condizioni per usufruirne sono le seguenti:
ricavi/compensi 2019 inferiori ad € 5 milioni (requisito non richiesto per strutture alberghiere e agrituristiche);
calo del fatturato/corrispettivi pari almeno al 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente;
il canone di locazione/leasing/affitto d’azienda deve comprendere almeno un immobile ad uso non abitativo destinato allo svoglimento dell’attività;
il canone di locazione/leasing/affitto d’azienda deve essere stato corrisposto, anche se in ritardo, entro il 31/12/2020.
60% dell’ammontare mensile dei canoni di locazione o leasing;
30% dell’ammontare mensile dei canoni relativi a contratti di affitto d’azienda.
Il suddetto credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e può essere utilizzato in dichirazione dei redditi, in compensazione nel mod. F24 o ceduto ad altri soggetti; inoltre non è cumulabile con il credito d’imposta di cui all’art. 65 del D.L. 34/2020 “Cura Italia” previsto per il mese di marzo sulle locazioni di immobili appartenenti alla categoria C/1.
Per l’utilizzo del credito d’imposta è necessario attendere ulteriori informazioni dall’Agenzia Entrate in merito al codice tributo.
Fino al 31/12/2021 i beneficiari del credito d’imposta precedentemente descritto, possono optare in luogo all’utilizzo diretto del credito, alla cessione, anche parziale, dello stesso ad altri soggetti, tra i quali istituti di credito e altri intermediari finanziari.
REVISIONE DEI CANONI DI LOCAZIONI
A causa dell’emergenza sanitaria in corso, molti operatori economici si trovano in difficoltà a corrispondere alle scadenze prefissate il canone di locazione degli immobili in cui viene esercitata l’attività. In accordo con il proprietario (locatore) è possibile valutare le seguenti opzioni:
temporanea sospensione dei pagamenti, da rinviare ad una data stabilita, senza alcuna maggiorazione a titolo di penalità o interessi;
revisione (temporanea o definitiva) del contratto di locazione, con introduzione di nuovi accordi relativi alla misura del canone, ai tempi del suo pagamento, o altri patti e oneri originariamente a carico di una delle parti;
risoluzione consensuale del contratto.
Per le descritte ipotesi è opportuno, per entrambe le parti, formare un atto scritto da sottoporre a regolare registrazione affinché esso sia opponibile a terzi o quantomeno darne data certa anche per mezzo di strumenti informatici.
Nel caso di mancato accordo il locatario, ove non ritenga di continuare l’esercizio di impresa, potrà recedere dal contratto, con comunicazione formalmente notificata alla proprietà con un preavviso di sei mesi, dimostrando i gravi ed insuperabili motivi di “forza maggiore imprevedibili e inevitabili” che lo inducono al recesso dal contratto.
In mancanza di tali adempimenti, oltre al pagamento di sei canoni, dovrà risarcire il locatore dei danni da questi subiti e la cui esistenza sia effettiva e dimostrata.
Misure in sostegno del turismo
CREDITO D’IMPOSTA PER VACANZE
L’art. 176 D.L. 34/2020 “Decreto Rilancio” introduce, per l’anno d’imposta 2020, un credito, utilizzabile dalle famiglie per le vacanze c.d. “tax credit vacanze”. Tutte le disposizioni attuative verranno definite con un provvedimento dell’Agenzia Entrate di prossima emanazione, ma l’articolo in esame fornisce le linee guida.
In particolare il credito spetta ai nuclei familiari con ISEE non superiore ad € 400.000 ed è utilizzabile dal 1/07/2020 al 31/12/2020 per il pagamento dei servizi offerti da strutture turistico-ricettive (alberghi, case vacanza, agriturismi, bed & breakfast ecc.) nazionali. L’importo varia in base ai componenti del nucleo familiare:
€ 500 per i nuclei formati da 3 o più persone;
€ 300 per i nuclei formati da 2 persone;
€ 150 per i nuclei formati da una sola persona;
ed è fuibile nella misura dell’80% sottoforma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore, previo accordo tra le parti, e per il restante 20% sottoforma di detrazione di imposta in dichiarazione.
Lo sconto viene rimborsato al fornitore sottoforma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite F24, oppure cedendo lo stesso ai propri fornitori, istituti di credito o intermediari finanziari.
Il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’intervento di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
ATTENZIONE: si ricorda che l’ISEE valuta la situazione economica complessiva familiare ed ai fini del calcolo non influisce soltanto il reddito, ma anche altri elementi, quali, ad esempio il patrimonio immobiliare, gli investimenti finanziari, i conti correnti. Per il conteggio è consigliabile rivolgersi ad un patronato.
L’art. 177 D.L. 34/2020 al fine di sostenere le attività maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria COVID-19 ha previsto l’abolizione della prima rata IMU in scadenza il 16/06/2020 per:
Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali, fluviali e termali;
Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori dell’attività ivi esercitata
Immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanza, dei deb & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori delle attività ivi esercitate.
ESONERO TOSAP IMPRESE DI PUBBLICO ESERCIZIO
Le imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 L. 287/1991, tra cui bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, tavole calde, birrerie, titolari di concessioni o autorizzazioni concernenti l’utilizzo del suolo pubblico, ai sensi dell’art. 181 D.L. 34/2020 sono esonerate nel periodo intercorrente tra il 1/05/2020 e il 31/10/2020 dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico (TOSAP)
Pubblicato il 27 Maggio 2020 3 Giugno 2020
Pubblicato il 22 Maggio 2020 26 Maggio 2020
“ Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative”
E’ questo il titolo dato all’art. 38 del DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 , entrato in vigore il 19/05/2020: in un recente nostro blog abbiamo trattato delle “start up” innovative, evidenziando il potenziale e importante peso che tali imprese potranno avere nell’evoluzione economica e sociale del nostro Paese; l’aver inserito – da parte dell’attuale Governo – l’art. 38 nel D.L. 34/2020, pur nell’attuale limitatezza di risorse assegnate allo specifico settore delle “start up”, è un positivo segnale di voler creare un più favorevole “humus” per lo sviluppo di questi particolari tipi di impresa: attento favore viene rivolto alla “sollecitazione” ad investimenti da parte di privati, anche quale mezzo di diffusione della cultura di impresa e di diversificazione nell’ impiego di capitali.
Scorrendo l’articolato e denso contenuto del citato articolo rileviamo e sintetizziamo – qui di seguito – i principali provvedimenti assunti a favore delle start up innovative (trattandosi di Decreto Legge, la normativa potrà, lungo l’iter di sua conversione in Legge, essere oggetto di modifiche).
– Integrazione dei fondi per finanziamenti agevolati.
– Agevolazioni a fondo perduto per l’acquisizione di servizi di assistenza tecnica e gestionale da parte delle start-up (da incubatori, acceleratori, centri di innovazione, tutor gestionali, specializzati nelle problematiche di sviluppo delle start-up). Le modalità e i limiti sono quelli dettati dalla normativa dell’U.E. in tema di “aiuti de minimis”.
– Sono assegnate ulteriori risorse al Fondo di sostegno al “ventur capital ”: tale fondo favorisce investimenti nel capitale delle start-up, mediante finanziamenti agevolati, sottoscrizione di quote societarie, obbligazioni convertibili o altre forme di finanziamento che ne prevedano il rimborso.
– Le start-up vengono affiancate alle università e istituti di ricerca per “incentivare le attività di ricerca e sviluppo per fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19”.
– Vengono prorogati di 12 mesi i tempi di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative e quelli per l’accesso (e per eventuale revoca) a incentivi pubblici.
– Per favorire l’intervento di privati sarà detraibile, dall’imposta lorda IRPEF, “…un importo pari al 50% della somma investita…” nel capitale sociale di start-up o in fondi di investimento indirizzati a start up innovative, regolarmente iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. L’importo massimo di investimento che godrà dell’agevolazione, per ogni periodo d’imposta, non potrà essere superiore a € 100.000 e mantenuto per almeno tre anni.
– Per cittadini stranieri che intendono investire- per almeno due anni- in “strumenti rappresentativi del capitale” di una società start-up innovativa, regolarmente iscritta alla competente Sezione del Registro delle Imprese, “…costituita e operante in Italia…”, l’importo minimo di investimento è stato ridotto a € 250.000. (Altri i limiti per gli investimenti in titoli di stato emessi dal Governo Italiano o in titoli partecipativi di altre forme societarie non “innovative”).
– Per lo sviluppo dell’intrattenimento digitale viene istituito un apposito fondo – denominato “First Playable Fund”- teso a sostenere la realizzazione di prototipi di “videogames”: è previsto un contributo a fondo perduto, nel limite del 50% delle spese ammissibili sostenute tra 10.000 e 200.000 euro. A tale agevolazione sono ammesse imprese che abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo e rispondano a precisi requisiti di assoggettabilità a tassazione, di capitale minimo e di oggetto sociale.
Queste, in estrema sintesi, le ulteriori agevolazioni – pur limitate nelle attuali disponibilità finanziarie – fin qui riconosciute alle start-up innovative dal decreto legge 34/2020.
Da non dimenticare, nel contesto di “nuova economia”, la normativa vigente a favore degli Italiani non residenti in territorio nazionale e che intendono rientrare in Italia: di tale importante argomento tratteremo in un prossimo “Blog”.
Per ogni specifico approfondimento, lo Studio rimane a disposizione dei lettori di questo blog che volessero intraprendere una nuova iniziativa imprenditoriale indirizzata a nuove e promettenti frontiere di sviluppo sociale ed economico della nostra Nazione.