Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-208-del-06082007.html
Timestamp: 2016-10-28 06:36:59+00:00
Document Index: 50842318

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 48', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'art.\n19']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 208 del 06.08.2007
incentivo all'esodo - articolo 19, comma 4-bis, del testo unico delle
Alcune Direzioni regionali hanno chiesto chiarimenti in merito al
trattamento tributario da riservare alle somme erogate in occasione della cessazione del rapporto di lavoro subordinato a titolo di incentivo
all'esodo volontario dei lavoratori dipendenti.
In particolare, è stato chiesto se tali somme, che si aggiungono
all'ordinario trattamento di fine rapporto, debbano considerarsi
integralmente assoggettabili a tassazione.
omnicomprensività dei redditi di lavoro dipendente, contenuto nel comma 1 dell'articolo 51 (fino al 31 dicembre 2003, articolo
48) del testo unico
delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in base al quale: "Il reddito di lavoro
dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque
Le deroghe a tale principio, di carattere generale, sono previste
dallo stesso articolo 51, il quale, al comma 2, individua determinati casi
di totale non imponibilità ovvero di parziale assoggettamento ad imposta
In proposito si ritiene che nessuno dei casi individuati nella
richiamata disposizione può rilevare nella fattispecie in esame e, in particolare, neanche quella relativa alle erogazioni liberali eccezionali.
La suddetta conclusione è confermata anche dalla Corte di cassazione,
la quale, con la sentenza n. 16125 del 18 agosto 2004, ha ribadito che "per consolidata giurisprudenza di questa Corte, la somma corrisposta dal datore
di lavoro a titolo di incentivo alle dimissioni, in aggiunta alle spettanze
di fine rapporto, trova giustificazione nell'ambito del rapporto lavorativo
e della sua risoluzione consensuale e non presenta i requisiti dell'erogazione liberale eccezionale e non ricorrente a favore della
generalità dei dipendenti ... (v., tra le molte, Cass., nn. 51, 669, 670,
5774 e 5775 del 2000; n. 864 del 2001; n. 2817 del 2002)".
Ciò posto, la Suprema Corte ha precisato che "non ha senso
distinguere, ai fini dell'imponibilità in esame, tra indennità definite <<di prepensionamento>> o <<di incentivo alle dimissioni>> o <<di incentivo
all'esodo>>: lo stesso art. 48, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986 (nella
formulazione dell'epoca) accomuna <<tutti i compensi in denaro o in natura
percepiti>>".
In merito alla imponibilità o meno delle somme, con la stessa
sentenza, i Giudici di legittimità hanno affermato che "alla evidente
natura incentivante alle dimissioni e, dunque, sostanzialmente reddituale
(in funzione del ristoro di un lucro cessante) della somma in discorso
consegue la sua assoggettabilità ad IRPEF".
Questo principio è stato ulteriormente confermato dalla Suprema Corte
con la sentenza n. 20056 del 15 settembre 2006.
Appare opportuno richiamare anche la recente sentenza della Corte di
cassazione n. 8199 del 2 aprile 2007, che, in ordine ad una questione
analoga a quella in trattazione (liquidazione del fondo di previdenza per il
personale Isveimer), afferma principi valevoli anche nel caso di specie.
Più esattamente, i Giudici di legittimità, richiamando la sentenza
delle sezioni unite n. 974 del 1 febbraio 1997, hanno ribadito "il
carattere retributivo in senso ampio dei trattamenti integrativi erogati dal
datore di lavoro, il cui obbligo doveva essere perciò riguardato come un
debito di lavoro pur se esigibile soltanto dopo la cessazione del rapporto".
Per quanto concerne le corrette modalità di tassazione occorre fare
riferimento all'istituto della tassazione separata di cui agli articoli 17 e 19 del TUIR.
Il comma 1 dell'articolo 17 elenca tutte le casistiche per le quali
è applicabile l'istituto della tassazione separata; in particolare, alla
lettera a), dispone che l'IRPEF si applica separatamente per l'indennità di
fine rapporto così come per ogni altra ipotesi di erogazione di somme o di
valori effettuata in occasione della cessazione del rapporto di lavoro
In definitiva, dalla normativa fin qui analizzata emerge che in via di
principio le somme erogate in occasione della cessazione del rapporto di lavoro subordinato devono essere integralmente assoggettate ad imposta,
anche se con l'applicazione della tassazione separata.
Con specifico riferimento alle somme percepite a titolo di "incentivo
all'esodo", la riforma dei redditi di lavoro dipendente, effettuata ad opera
del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314, ha previsto un'ulteriore
forma di tassazione agevolata.
In particolare, per quanto qui interessa, si evidenzia che l'articolo
5 del D.Lgs. n. 314 del 1997 ha, tra l'altro, inserito nell'articolo
19 del TUIR (all'epoca articolo 17) il comma 4-bis, secondo cui "Per le somme
corrisposte in occasione della cessazione del rapporto al fine di
incentivare l'esodo dei lavoratori che abbiano superato l'età di 50 anni se
donne e di 55 anni se uomini, di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a),
l'imposta si applica con l'aliquota pari alla metà di quella applicata per
la tassazione del trattamento di fine rapporto e delle altre indennità e
somme indicate alla richiamata lettera a) del comma 1 dell'articolo 17".
Pertanto, soltanto nel caso in cui ricorressero tutti i requisiti di
cui al comma 4-bis dell'articolo
19 del TUIR, era possibile per il contribuente accedere alla forma agevolata di tassazione che, come
detto, prevedeva l'applicazione dell'aliquota stabilita per la tassazione
separata ridotta al 50%.
Benché non rilevi ai fini della soluzione della questione in esame,
si fa presente per completezza che il comma 23 dell'articolo 36 del
legge 4 agosto 2006, n. 248, ha abrogato il citato comma 4-bis dell'articolo
19 del TUIR.
Con tale abrogazione è venuta meno l'indicata agevolazione. In merito
all'ambito temporale di operatività di tale modifica normativa, al punto 34 della circolare n. 28 del 4 agosto 2006 è stato precisato che "Al fine di
salvaguardare i diritti di coloro che hanno già contrattato un piano
incentivato di esodo, la norma prevede un regime transitorio applicabile ai
piani d'incentivo all'esodo concordati prima dell'entrata in vigore del
decreto. Più precisamente, la disciplina di cui al comma 4-bis dell'art.
19 del TUIR continua ad applicarsi con riferimento alle somme corrisposte in
relazione a rapporti di lavoro cessati prima della data di entrata in vigore
del decreto (4 luglio 2006), nonché con riferimento alle somme corrisposte
in relazione a rapporti di lavoro cessati anche successivamente all'entrata
in vigore del decreto medesimo, purché in attuazione di accordi o atti che
abbiano data certa anteriore alla data di entrata in vigore del decreto".
nello svolgimento dell'attività di controllo, nell'esame delle istanze di rimborso e nella gestione del contenzioso pendente in materia.
- Fondi, 19 ore fa	AteneoWeb s.r.l.