Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/99/R*99-11
Timestamp: 2019-09-16 02:44:28+00:00
Document Index: 35335907

Matched Legal Cases: ['art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 183', 'art. 2697', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 99', 'art. 6']

Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Onere della prova - Indicazione dei documenti già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l'opponente, a pena di decadenza ex art. 99, comma 2, n. 4), della legge fallimentare, deve soltanto indicare specificatamente i documenti, di cui intende avvalersi, già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato, sicchè, per altro, in difetto della produzione di uno di essi, il tribunale deve disporre l'acquisizione dal fascicolo d'ufficio della procedura fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2018, n. 6524. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei documenti prodotti - Produzione ex novo dei documenti già allegati alla domanda di ammissione
La prescrizione di cui all’art. 99, comma 2, legge fall., secondo la quale il ricorso in opposizione allo stato passivo deve contenere, a pena di decadenza, l'indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei documenti prodotti, non comporta l'onere per l'opponente di produrre ex novo i documenti già allegati alla domanda di ammissione, ma richiede unicamente che i documenti in questione siano fra quelli indicati nell'atto introduttivo, sui quali il creditore mostri di voler fondare la propria pretesa anche nel giudizio di impugnazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 08 Marzo 2018, n. 5570. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Produzione di documenti a mezzo PEC – Acquisizione alla sfera di cognizione del giudice – Necessità di produzione in sede di opposizione – Eslcusione
L'art. 99, comma 2, n. 4, allorchè fa riferimento ai "documenti prodotti" dal creditore, va adesso coordinato con le nuove disposizioni che non prevedono più la formazione, nella fase sommaria, di un apposito fascicolo di parte, ma semplicemente la trasmissione dei documenti alla PEC del curatore (che successivamente provvede, tramite la cancelleria, a renderli disponibili, sempre mediante il sistema informatico, al giudice delegato per il successivo esame), la locuzione contenuta nell'art. 99, comma 2, n. 4, l.fall. deve dunque intendersi riferita ai documenti trasmessi a mezzo PEC al curatore (oltre che ai titoli di credito depositati in originale presso la cancelleria del tribunale ed a quelli "nuovi" depositati al momento della presentazione del ricorso in opposizione).
Ne consegue che, una volta trasmesso alla PEC del curatore e successivamente inserito nel sistema telematico, il documento probatorio appartiene ormai al fascicolo informatico della procedura (interamente sostitutivo del tradizionale sistema cartaceo, articolato sulla distinzione materiale tra fascicolo della procedura e fascicolo di parte), definito ai sensi del D.M. 11 febbraio 2011, n. 44, art. 9, comma 1, come il fascicolo destinato a raccogliere "gli atti, i documenti, gli allegati, le ricevute di posta elettronica certificata e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati, ovvero le copie informatiche dei medesimi atti quando siano stati depositati su supporto cartaceo" e dunque, come si ricava dalla lettura dei successivi artt. 12 e ss., destinato a ricomprendere anche i documenti probatori (ivi compresi gli allegati non informatici, per i quali la cancelleria provvede comunque ad effettuare copia informatica e ad inserirla nel fascicolo informatico).
Il documento probatorio, dunque, una volta "depositato" dal creditore, entra a far parte dell'unico fascicolo della procedura e unitamente ad esso è destinato ad essere necessariamente acquisito, alla stregua di qualsiasi atto contenuto nel fascicolo d'ufficio, nella sfera cognitiva del giudice dell'impugnazione, alla sola condizione che sia stato specificamente indicato nel ricorso in opposizione.
E' in questo senso, allora, che può e deve essere inteso il richiamo al principio di non dispersione della prova, atteso che l'automatica migrazione dei documenti probatori all'interno del sistema del fascicolo informatico, secondo le nuove forme dell'ammissione al passivo di cui al D.L. n. 179 del 2012, reca con sè la necessità che quei documenti restino nella sfera di cognizione del giudice anche nella fase dell'opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Ottobre 2017, n. 25513. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Art. 345, comma 3, c.p.c., nel testo previgente alla novella di cui al d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012 - Prova nuova indispensabile - Nozione - Prova decisiva - Colpevole decadenza della parte nella richiesta della prova nel giudizio di primo grado - Irrilevanza - Fattispecie
Fallimento – Accertamento del passivo – Onere della prova – Appartenenza al fascicolo dei documenti prodotti – Fascicolo informatico – Unicità del fascicolo – Documenti prodotti nella fase tempestiva dell’accertamento del passivo – Domanda di acquisizione del fascicolo di parte in sede di opposizione
Una volta trasmesso alla Pec del curatore e successivamente inserito nel sistema telematico, il documento probatorio appartiene ormai al fascicolo informatico della procedura (interamente sostitutivo del tradizionale sistema cartaceo, articolato sulla distinzione materiale tra fascicolo della procedura e fascicolo di parte), definito ai sensi dell'art. 9, comma 1, del d.m. 11.2.2011 n. 44 come il fascicolo destinato a raccogliere "gli atti, i documenti, gli allegati, le ricevute di posta elettronica certificata e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati, ovvero le copie informatiche dei medesimi atti quando siano stati depositati su supporto cartaceo" e dunque, come si ricava dalla lettura dei successivi artt. 12 e ss., destinato a ricomprendere anche i documenti probatori (ivi compresi gli allegati non informatici, per i quali la cancelleria provvede comunque ad effettuare copia informatica e ad inserirla nel fascicolo informatico).
Il documento probatorio, dunque, una volta "depositato" dal creditore, entra a far parte dell'unico fascicolo della procedura e unitamente ad esso è destinato ad essere necessariamente acquisito alla stregua di qualsiasi atto contenuto nel fascicolo d'ufficio nella sfera cognitiva del giudice dell'impugnazione, alla sola condizione che sia stato specificamente indicato nel ricorso in opposizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2017, n. 12548. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Indicazione specifica in seno al ricorso dei documenti già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo, l'opponente è tenuto, a pena di decadenza, solo ad indicare specificatamente in seno al ricorso i documenti già prodotti nel corso della verifica dello stato passivo innanzi al giudice delegato; ne consegue che, in difetto di produzione del documento indicato specificatamente in ricorso, il tribunale deve disporne l'acquisizione dal fascicolo della procedura fallimentare ove esso è custodito (Principio di diritto enunciato dalla Corte). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2017, n. 12549. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Richiesta dei termini di cui all'art. 183, comma 6, n. 2, c.p.c. - Inammissibilità - Mancata concessione del termine per il deposito di memorie conclusive - Violazione del diritto di difesa - Esclusione
Fallimento – Accertamento del passivo – Opposizione allo stato passivo – Prova del credito – Onere della prova
Il preteso creditore che proponga opposizione allo stato passivo, dolendosi dell'esclusione di un credito del quale aveva chiesto l'ammissione, è onerato dalla prova dell'esistenza del credito medesimo, secondo la regola generale di cui all'art. 2697 c.c. Qualora il fallimento dinanzi alla pretesa creditoria in tal modo azionata nei suoi confronti, riferita ad una somma dovuta in forza di un contratto a prestazioni corrispettive, formuli eccezione di inadempimento, il riparto degli oneri probatori segue le regole ordinarie. Di talché, mentre il creditore che agisce per l'adempimento (la risoluzione o il risarcimento del danno) deve provare solo la fonte del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione dell'altrui inadempimento, sul debitore grava l'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento. Il medesimo criterio di riparto dell'onere della prova deve ritenersi applicabile anche nel caso in cui il debitore si avvalga dell'eccezione di inesatto adempimento. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Settembre 2016, n. 18705. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Impugnazione dei crediti ammessi - Creditore già ammesso - Onere di provare i fatti costitutivi del credito - Mezzi di prova - Prove costituende - Indicazione nella memoria difensiva ex art. 99, comma 6, l.fall. - Sufficienza - Documenti - Previa produzione nel corso della verifica del passivo - Necessità
Nel giudizio di impugnazione dei crediti, il creditore già ammesso deve costituirsi, ai sensi dell'art. 99, comma 6, l.fall., con una memoria difensiva contenente, a pena di decadenza, oltre alla deduzione delle eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio, anche la specifica indicazione dei mezzi di prova dei fatti costitutivi del credito controverso, dovendosi ritenere tale indicazione sufficiente solo per la deduzione di prove costituende, non espletabili nella fase sommaria, restando ammissibile l'indicazione dei documenti solo se già prodotti nel corso della verifica del passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Luglio 2016. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Regime riformato - Deposito dei documenti da parte del ricorrente - Termine di decadenza - Individuazione - Rilevabilità d'ufficio - Fondamento - Fattispecie
In materia di opposizione allo stato passivo fallimentare, nel regime riformato, il ricorrente deve produrre i documenti di cui intenda avvalersi nel termine stabilito, a pena di decadenza, dall'art. 99, comma 2, n. 4, l.fall., la cui inosservanza è rilevabile di ufficio inerendo a materia sottratta alla disponibilità delle parti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che, nella contumacia del curatore, aveva rilevato d'ufficio il difetto di legittimazione attiva della parte opponente, la quale, pur avendo dichiarato di agire in nome e per conto di una banca, non aveva prodotto in giudizio la relativa procura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Luglio 2016, n. 15037. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Onere della prova - Riferimento "per relationem" a quanto già prodotto avanti al giudice delegato
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Onere della prova - Produzione in sede di opposizione della documentazione versata in sede di verifica dello stato passivo - Necessità
Opposizione allo stato passivo - Onere dell'opponente di produrre la documentazione già prodotta nel corso della verifica del passivo
Nel processo di opposizione allo stato passivo del fallimento, il creditore opponente ha l’onere di produrre nel giudizio di opposizione la documentazione già prodotta nel corso della verifica del passivo, non essendo sufficiente avanzare col ricorso introduttivo istanza per la loro acquisizione (nello stesso senso, Cass. 493/2012; contra, Cass. 16101/2014). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 15 Dicembre 2014. Segue...
In tema di opposizione allo stato passivo del fallimento, è fatto onere al creditore opponente, la cui domanda sia stata respinta dal giudice delegato, di produrre anche nel giudizio di opposizione avanti al tribunale la documentazione, già prodotta nel corso della verifica del passivo, a sostegno della propria domanda; in difetto, al tribunale, che non può prendere visione dei documenti non prodotti (come prescritto alla parte, ai sensi dell’art. 99, comma 4, l. fall., a pena di decadenza) è precluso l’esame nel merito dell’opposizione, non potendo nemmeno essere disposta una consulenza tecnica su un materiale documentario non agli atti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Ottobre 2014. Segue...
Il deposito degli atti introduttivi del giudizio di opposizione allo stato passivo costituisce per il creditore il termine per l’fornire la prova dell’esistenza, entità e rango del credito insinuato e per il curatore e gli eventuali creditori intervenienti per proporre le potenziali eccezioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 23 Ottobre 2014. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Principio dispositivo - Onere del creditore opponente di produrre la documentazione depositata nel corso della verifica del passivo
Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato dal principio dispositivo per cui, al pari di qualunque giudizio ordinario di cognizione di natura contenziosa, il materiale probatorio utilizzabile ai fini della decisione è solo quello prodotto dalle parti o acquisito dal giudice ai sensi degli articoli 210 e 213 c.p.c.; ne consegue che il creditore, la cui domanda di insinuazione al passivo sia stata respinta dal giudice delegato, ha l’onere di riprodurre dinanzi al tribunale, in sede di opposizione, la documentazione già depositata nel corso della fase di verifica del passivo, non potendo il giudice provvedere d’ufficio all’acquisizione di detta documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 14 Luglio 2014. Segue...
Opposizione lo stato passivo - Principio dispositivo - Produzione della documentazione depositata nel corso della verifica del passivo avanti al giudice delegato - Istanza di acquisizione dei documenti formulata nel ricorso introduttivo
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Onere probatorio.
Opposizione allo stato passivo - Prova del credito - Produzione di documenti in sede di verifica dei crediti - Successivo mancato deposito in sede di opposizione - Conseguenze - Preclusione per il giudice dell'opposizione di esame dei documenti e di disporre consulenza tecnica
In tema di opposizione allo stato passivo del fallimento, è fatto onere al creditore opponente, la cui domanda sia stata respinta dal giudice delegato, di produrre anche nel giudizio di opposizione avanti al tribunale la documentazione, già prodotta nel corso della verifica del passivo, a sostegno della propria domanda; ne consegue che, in difetto, al tribunale è precluso l'esame nel merito dell'opposizione, senza poter prendere visione dei documenti non prodotti (come prescritto alla parte, ai sensi dell'art. 99, comma secondo, n. 4 legge fall., a pena di decadenza), nè può essere disposta una consulenza tecnica su un materiale documentario non agli atti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 16 Gennaio 2012, n. 493. Segue...
Opposizione allo stato passivo - Onere di produzione dei documenti prodotti in sede di verifica dello stato passivo - Acquisizione d'ufficio o su istanza di parte - Esclusione.
La parte che propone l'opposizione allo stato passivo ha l'onere di versare in causa i documenti di cui si è avvalsa nella fase di impugnazione, non potendo, in difetto, il tribunale acquisire detta documentazione d'ufficio o su istanza di parte. Deve, pertanto, essere dichiarata la tardività e quindi la inammissibilità della produzione documentale che l'opponente effettui all'udienza di comparizione delle parti, trattandosi di documenti idonei a fornire la prova della pretesa azionata che avrebbero potuto e dovuto essere depositati unitamente al ricorso in opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 06 Luglio 2011. Segue...
Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Produzione di documenti non prodotti in sede di domanda di ammissione al passivo – Ammissibilità.
In sede di opposizione allo stato passivo il creditore potrà integrare la prova del proprio credito eventualmente producendo i documenti che non abbia provveduto a produrre in sede di domanda di insinuazione al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 11 Maggio 2010. Segue...
Fallimento – Giudizio di opposizione allo stato passivo – Regime giuridico successivo al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007 – Documenti nuovi – Produzione – Autorizzazione del tribunale – Condizioni – Indispensabilità e impossibilità della tempestiva produzione – Fondamento – Mancato esercizio – Sindacabilità in Cassazione – Esclusione. (28/09/2010)
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo - che, nella disciplina introdotta con il d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, ha natura impugnatoria ed è fondato sul principio dispositivo, nonché sulle ordinarie regole di ripartizione dell'onere della prova - il potere del tribunale di autorizzare la produzione di ulteriori documenti, diversi da quelli prodotti con il ricorso in opposizione, secondo quanto previsto dall'art. 99, ottavo comma, della legge fall., nel testo stabilito dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, anteriormente alle modifiche apportate dall'art. 6, quarto comma, del d.lgs. 12 settembre 2007 n. 169, è funzionale alla loro eventuale indispensabilità per la decisione, e può trovare giustificazione solo nella precedente provata impossibilità di produrli, non potendo essere invocato dalla parte per supplire alla decadenza derivante dal proprio precedente comportamento omissivo. Ne consegue che, di regola, è insindacabile, in sede di legittimità, il mancato esercizio da parte del tribunale del potere officioso di autorizzare la produzione di nuovi documenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, 18 Marzo 2010, n. 6621. Segue...