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Timestamp: 2020-07-08 05:07:34+00:00
Document Index: 22355358

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 87', 'art. 22', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 4', 'art.1', 'art. 33', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 33', 'art. 23', 'art. 33', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Consiglio di Stato, sez. V, sent. n. 2835 del 22 maggio 2001, sulla giurisdizione in caso di controversie concernenti la costituzione di una società a responsabilità limitata da parte di un’Azienda Speciale del Comune
sul ricorso in appello n. 3055/2000 proposto dalla Lombardi Ecologia, s.r.l., in persona dell’amministratore unico Ing. Pietro Lombardi, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Giuseppe Guarino e Silvestro Lazzari, ed elettivamente domiciliata nello studio del primo in Roma, Piazza Borghese, n. 3;
La C.I.S.A., S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., Sig. Antonio Albanese, rappresentata e difesa dall’Avv. Franco Giampietro, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, Via Franco Sacchetti, n. 114;
della S.M.A.L., in persona del legale rappresentante p.t. e dell’A.M.I.U. (Azienda Municipalizzata Igiene Urbana) di Taranto, non costituiti,
per l'annullamento della sentenza del T.A.R. della Puglia, Sede di Lecce, II Sezione del 19.1.2000, n. 108;
Vista l’ordinanza n. 2250/2000 con la quale è stata respinta la richiesta di sospensione della esecuzione della sentenza appellata;
Data per letta, alla pubblica udienza del 19.12.2000, la relazione del Consigliere Claudio Marchitiello;
Nessuno è comparso.
La C.I.S.A., S.p.A., ha proposto ricorso al T.A.R. della Puglia, Sezione di Lecce, chiedendo l’accertamento della nullità del contratto costitutivo della S.M.A.L., s.r.l., per contrarietà a norme imperative ex artt. 1518 e 1421 c.c., nonché in considerazione dell’illegittimità dell’intera procedura seguita per la scelta del socio privato da parte dell’A.M.I.U. – Azienda Municipale Igiene Urbana di Taranto e, in particolare, dell’illegittimità della deliberazione autorizzativa della Giunta Municipale del Comune di Taranto del 12.7.1997, n. 1894.
La società ricorrente chiedeva anche l’accertamento dell’obbligo dell’A.M.I.U. di scegliere il socio privato attraverso l’esperimento della procedura di evidenza pubblica, con conseguente affermazione del diritto della ricorrente a parteciparvi.
La C.I.S.A. chiedeva anche il risarcimento del danno per la mancata partecipazione alla gara.
La C.I.S.A. premesso che l’impugnazione concerne “i criteri e le modalità con le quali si è addivenuti alla individuazione della partenership della società mista”, deduceva: violazione dell’art. 97 Cost.; del Titolo II del R.D. 23.5.1927, n. 827; dell’art. 87 del R.D. 3.3.1934, n. 383; dell’art. 22 della legge n. 142 del 1990; dell’art. 3 della legge n. 241 del 1990; del D. Lgs. N. 157 del 1995.
Il T.A.R. della Puglia, Sede di Lecce, Sezione II, con la sentenza del 19.1.2000, n. 108, accoglieva il ricorso dichiarando “la nullità delle determinazioni adottate dall’A.M.I.U. in ordine alla costituzione della S.M.A.L. s.r.l. e dell’atto costitutivo della S.M.A.L. s.rl. sottoscritto il 22.10.1997”. Respingeva, invece, la domanda di risarcimento del danno.
Appella la Lombardi Ecologia s.r.l. chiedendo la riforma della sentenza, reiterando le eccezioni in rito e nel merito già formulate in primo grado, con l’aggiunta di nuove argomentazioni.
Resiste la C.I.S.A., S.p.A., chiedendo la conferma della sentenza.
All’udienza pubblica del 19.12.2000 il ricorso è stato ritenuto per la decisione.
1.- Giova premettere brevi note in ordine al giudizio di primo grado.
La C.I.S.A., s.r.l., impresa di smaltimento di r.s.u., ha impugnato gli atti con i quali l’A.M.I.U., Azienda Municipalizzata per l’Igiene Urbana di Taranto (Azienda Speciale, ai sensi dell’art. 23 della legge n. 142 del 1990), ha costituito con la Lombardi Ecologia, s.r.l., una società a responsabilità limitata, la S.M.A.L., riservandosi il 51 per cento delle quote sociali.
Con il ricorso originario, la C.I.S.A. ha impugnato anche altri provvedimenti del Comune di Taranto e dell’A.M.I.U., attinenti a fasi anteriori e successive alla costituzione della nuova società, ma ha dedotto censure unicamente avverso le modalità con le quali l’A.M.I.U., nella costituzione della S.M.A.L., ha scelto come socio la Lombardi Ecologia.
La Sezione ritiene che la controversia rientri nella giurisdizione amministrativa.
L’art. 33, comma 1, del D.Lgs. n. 80 del 1998 (vigente al momento della proposizione del ricorso originario e sostituito, dopo la sentenza della Corte Costituzionale 17.7.2000, n. 292, dall’art. 7 della legge 21.7.2000, n. 205, che ne ha confermato il contenuto, nel profilo che interessa la presente decisione) devolve alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo “tutte le controversie in materia di pubblici servizi”.
Il comma 2, lettera a), della disposizione citata, infatti, indica fra le vertenze rimesse alla giurisdizione esclusiva quelle relative “alla istituzione, modificazione o estinzione di soggetti gestori di pubblici servizi”.
La costituzione della S.M.A.L., cioè di una persona giuridica, che ha, come oggetto sociale (art. 4 dello Statuto), lo svolgimento di tutte le attività delineate dall’art.1 del D.P.R. n. 915 del 1982 che ineriscono allo smaltimento dei rifiuti, s’inquadra perfettamente nella previsione dell’art. 33, comma secondo, lett. a), in quanto con essa l’A.M.I.U. ha istituito un nuovo soggetto agente nel settore dello smaltimento dei rifiuti, in un settore che la stessa legge definisce come servizio pubblico e colloca tra i compiti obbligatori dei comuni da esercitarsi in regime di privativa ( art. 21 del D.Lgs. n. 22 del 1997; art. 5 della legge regionale n. 17 del 1993).
4.- Per la società appellante, invece, l’art. 33 del D.Lgs. n. 80 del 1998, non sarebbe applicabile alla fattispecie.
Questo Consiglio ha già avuto modo di affermare ( V, 15.5.2000, n. 2735; IV Sez., 26.1.1999, n. 78) che l’Azienda Speciale, definita dall’art. 23, primo comma, della legge n. 142 del 1990, come ente strumentale del comune, è un ente istituzionalmente dipendente dal predetto ente locale.
Non esula, quindi, dalla giurisdizione amministrativa la cognizione della legittimità della fase costitutiva della S.M.A.L. e, in particolare, la fase della scelta del socio della costituenda società.
V’è da dire, anzi, che inerendo tale fase alla formazione della volontà dell’ente, la cognizione della sua legittimità, ossia della legittimità degli atti amministrativi che ne realizzano il procedimento di formazione, essa sarebbe ugualmente rientrata nell’ambito della giurisdizione amministrativa, nella sede della più generale giurisdizione di legittimità, anche in mancanza dell’art. 33 del D.lgs. n. 80 del 1998, che l’ha assegnata alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
5.- Nell’esame degli altri profili di rito della controversia, deve dichiararsi inammissibile il ricorso originario nella parte in cui è stata impugnata la deliberazione della Giunta Municipale di Taranto del 22.7.1997, n.1894 (di affidamento all’A.M.I.U. della costruzione e gestione della discarica dei rifiuti solidi urbani del bacino TA 2, secondo il progetto approvato dal Commissario prefettizio con deliberazione del 9.7.1996, n. 376, e della conseguente convenzione tra il Comune di Taranto e la stessa A.M.I.U.).
In identica situazione di inammissibilità verte l’impugnativa della deliberazione del Consiglio di amministrazione del 29.8.1997, n. 175 (con la quale l’A.M.I.U., ha dato mandato al suo Presidente di ricercare le soluzioni più appropriate per l’esecuzione della deliberazione della Giunta Municipale del 22.7.1997, n. 1894, consentendo, se necessario, l’assunzione da parte dell'A.M.I.U. di “partecipazioni in altre Aziende, Società ed enti, sia mediante acquisto delle corrispondenti quote di azioni o di partecipazioni, sia mediante sottoscrizioni di capitali, nei limiti di legge”) e della deliberazione del Presidente del Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. del 10.10.1997, ratificata dal Consiglio di amministrazione con la deliberazione del 30.10.1997, n. 189 (relativa al versamento dei tre decimi di capitale sociale, per la quota di competenza dell’A.M.I.U., di una costituenda società a responsabilità limitata, con un capitale sociale di un miliardo sottoscritto per il 51 per cento dall’A.M.I.U. e per il 49 per cento da altri soci).
La C.I.S.A., pur avendo impugnato formalmente le anzidette deliberazioni, non ha formulato censure per contestarne la legittimità.
Tale deliberazione, infatti, è stata sostituita con l’altra deliberazione dell’A.M.I.U. del 26.10.1998, n. 245, non impugnata dalla C.I.S.A.
6.- Da quanto precede risulta che la controversia è delimitata, quanto al suo oggetto, alla legittimità della deliberazione del Consiglio di amministrazione del 5.1.1998, n. 21, con la quale l’A.M.I.U. ha ratificato l’atto costitutivo della S.M.A.L., s.r.l., sottoscritto dal Presidente del Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. e dell’amministratore unico e rappresentante legale della Lombardi Ecologia, s.r.l. (per atto notarile del 22.10.1997) e il relativo Statuto.
La C.I.S.A., infatti, con il ricorso di primo grado, ha proposto censure esclusivamente avverso tale deliberazione, contestando le modalità con le quali è avvenuta la scelta del socio privato.
Ma la C.I.S.A. non ha chiesto l’invalidazione dell’atto costitutivo della nuova società bensì l’annullamento della deliberazione con la quale il Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U., ratificando l’operato del suo presidente, ha fatto propria l’intera fattispecie contrattuale e convalidato anche le modalità con le quali è avvenuta la scelta del socio privato.
Tale convalida era necessaria attenendo ad una fase del processo di formazione del contratto (propedeutica alla conclusione di questo) di esclusiva competenza dell’organo deliberativo dell’ente nell’esercizio dei suoi poteri pubblicistici.
Rispetto a tale deliberazione, dunque, occorreva che le appellanti fornissero la prova della intempestività del ricorso di primo grado.
Va respinta, poi, l’eccezione di inammissibilità della impugnativa della deliberazione n. 21 per l’omessa tempestiva impugnazione della deliberazione della Giunta Municipale di Taranto del 22.7.1997, n. 1894.
Il Comune di Taranto, con tale deliberazione, ha affidato all’A.M.I.U. la costruzione e la gestione della discarica dei rifiuti solidi urbani del bacino TA 2, secondo il progetto approvato dal Commissario prefettizio con deliberazione del 9.7.1996, n. 376. Essa non riguarda, quindi, l’interesse della C.I.S.A. ad infirmare la scelta del socio nella costituzione della S.M.A.L. né è in rapporto di presupposizione rispetto a tale interesse.
Non è fondata, infine, l’ulteriore eccezione di inammissibilità del ricorso, secondo cui la C.I.S.A. avrebbe dovuto impugnare tempestivamente lo Statuto dell’A.M.I.U., nella disposizione che autorizza l’Azienda Speciale a gestire il servizio attraverso una società di diritto comune.
8.- Il ricorso originario, contrariamente a quanto sostenuto dalle appellanti, è da ritenere ammissibile risultando la C.I.S.A. legittimata alla sua proposizione.
Se tale obiettivo si fosse concretizzato come unico scopo della nuova società, la C.I.S.A., che non è un’impresa di costruzioni, certamente non sarebbe stata legittimata ad impugnare gli atti relativi alla sua formazione.
La C.I.S.A., impresa del settore, che svolge l’attività di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani (iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese Esercenti Servizi di Smaltimento Rifiuti, per varie categorie ed importi), è pertanto legittimata ad impugnare gli atti relativi alla scelta del socio della nuova società, se non altro perché dall’annullamento di questi conseguirebbe il soddisfacimento del proprio interesse strumentale ad un eventuale rinnovo della procedura mediante una pubblica gara alla quale potrebbe partecipare. In quella sede, poi, a seconda del programma societario, potrà valutarsi se la C.I.S.A., per la sua specializzazione, per mezzi tecnici ed economici, risponda ai requisiti che l’A.M.I.U. riterrà necessari per la scelta del socio privato.
Deve, innanzitutto, osservarsi che il dispositivo di accoglimento della sentenza appellata implicitamente ma erroneamente dichiara la nullità di tale deliberazione.
La Sezione ritiene che non sia necessario tale sforzo interpretativo e che il caso in esame possa essere definito in base al diritto positivo.
La società appellante ha solo sostenuto che l’Azienda speciale non configura una pubblica amministrazione e che, quindi, godeva di una libertà di scelta nella stipulazione del contratto di società pari a quella rinvenibile nelle manifestazioni negoziali di un soggetto privato e che, comunque, sarebbero inapplicabili nella specie i principi che impongono il ricorso a criteri concorsuali nella scelta del socio privato, in quanto la S.M.A.L. è una società a prevalente capitale pubblico.
In conclusione, la illegittimità delle modalità con le quali si è operata la scelta del socio privato nella costituzione della S.M.A.L. va confermata e va annullata la deliberazione del consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. del 5.1.1998, n. 21.
10.- Il T.A.R. non poteva dichiarare nullo il contratto di società stipulato fra l’A.M.I.U. e la Lombardi Ecologia, per le ragioni alle quali si è accennato più indietro.
Può solo aggiungersi che l’annullamento della deliberazione n. 21 del 1998, determina l’inefficacia di tale contratto per l’Azienda pubblica.
11.- Concludendo, l’appello deve essere accolto per quanto di ragione e la sentenza appellata deve essere integralmente riformata sulla scorta e nei limiti delle considerazioni che precedono.
12.- Le spese dei due gradi di giudizio sono poste, per un terzo, a carico della Lombardi Ecologia, s.r.l., e in favore della C.I.S.A., S.p.A., nella misura stabilita in dispositivo, e sono compensate per il resto fra tutte le parti costituite.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione, accoglie l’appello per quanto di ragione e, in totale riforma della sentenza appellata, così provvede: a) dichiara inammissibile il ricorso originario per quanto concerne l’impugnativa della deliberazione della Giunta Municipale del Comune di Taranto del 22.7.1997, n. 1894, della deliberazione del Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. del 29.8.1997, n. 175, della deliberazione del Presidente dell’A.M.I.U. del 10.10.1997, ratificata dalla deliberazione del Consiglio di amministrazione del 30.10.1997, n. 189; dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse il ricorso di primo grado per quanto concerne l’impugnativa della deliberazione del Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. del 5.9.1998, n. 201; accoglie il capo dell’originario ricorso diretto avverso la deliberazione del Consiglio di amministrazione dell’A.M.I.U. del 5.1.1998, n. 21, e, per l’effetto, annulla tale deliberazione; nulla in ordine ai diritti soggettivi investiti dalla controversia.
Condanna la Lombardi Ecologia, S.r.l., al pagamento in favore della C.I.S.A., S.p.A., di L. 15.000.000* (quindicimilioni) corrispondenti ad un terzo delle spese complessive dei due gradi del giudizio. Compensa i restanti due terzi.
Così deciso, in Roma, presso la sede del Consiglio di Stato, Palazzo Spada, nella Camera di Consiglio tenutasi il 19.12.2000, con l'intervento dei signori: