Source: http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/1998/lr98086.htm
Timestamp: 2017-10-19 21:36:08+00:00
Document Index: 152166257

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 20', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 15', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 21', 'art. 29', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26']

L.R. 16 settembre 1998, n. 86 || Ordinamento della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
L.R. 16 settembre 1998, n. 86 ([1]).
Ordinamento della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo ([2]).
TITOLO I Guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante guida alpina
Art. 2 Figura professionale della guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante guida alpina.
Art. 3 Albo professionale regionale.
Art. 4 Condizioni di iscrizione all'albo.
Art. 5 Trasferimento ed aggregazione temporanea.
Art. 6 Validità dell'iscrizione all'albo regionale ed aggiornamento professionale.
Art. 7 Abilitazione professionale.
Art. 8 Prove d'esame.
Art. 9 Corsi propedeutici e promozione.
Art. 10 Ammissione ai corsi di abilitazione per aspirante guida alpina.
Art. 11 Corsi di abilitazione per guide alpine-maestri di alpinismo.
Art. 12 Corsi di specializzazione.
Art. 13 Formazione ed aggiornamento degli istruttori nazionali per guide alpine.
Art. 14 Comitato Tecnico.
Art. 15 Commissioni d'esame.
TITOLO II Accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo
Art. 16 Figura professionale dell'accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
Art. 17 Elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo.
Art. 18 Condizioni di iscrizione nell'elenco speciale.
Art. 19 Validità dell'iscrizione nell'elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo. Aggiornamento professionale.
Art. 20 Abilitazione professionale.
Art. 21 Prove d'esame.
Art. 22 Corsi propedeutici e promozione.
Art. 23 Ammissione ai corsi di abilitazione per accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
Art. 24 Corsi di specializzazione.
Art. 25 Formazione ed aggiornamento degli istruttori regionali degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo.
Art. 26 Comitato Tecnico.
Art. 27 Commissioni d'esame.
Art. 28 Organizzazione e gestione delle attività formative.
Art. 29 Collegio regionale delle guide alpine.
Art. 30 Doveri della guida alpina-maestro di alpinismo e dell'accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
Art. 31 Sanzioni disciplinari e ricorsi.
Art. 32 (Scuole di escursionismo naturalistico, scuole di montagna, scuole di alpinismo e scuole di sci-alpinismo)
Art. 33 Tariffe professionali.
Art. 34 Sanzioni amministrative.
Art. 35 Divieti.
Art. 36 Vigilanza.
Art. 37 Interventi a favore delle scuole di escursionismo naturalistico, di alpinismo e di sci-alpinismo, di montagna.
Art. 38 Interventi a favore del collegio regionale delle guide alpine.
Art. 39 Norme transitorie.
Art. 40 Norme finanziarie.
Art. 41 Abrogazione.
Art. 42 Urgenza.
1. La presente legge disciplina nella Regione Abruzzo l'ordinamento della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo, in attuazione della legge 2 gennaio 1989, n. 6.
Figura professionale della guida alpina-maestro di alpinismo e aspirante guida alpina.
1. È guida alpina-maestro di alpinismo chi svolge professionalmente, anche in modo non esclusivo e non continuativo, le seguenti attività:
a) accompagnamento di persone in ascensione sia su roccia che su ghiaccio o in escursioni in montagna, nei parchi nazionali, regionali e nelle riserve naturali montane;
Albo professionale regionale.
1. Coloro che intendono esercitare stabilmente la professione di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina nel territorio regionale devono essere iscritti nell'apposito Albo regionale. ([3])
1bis. L'albo regionale è tenuto dal Collegio regionale delle guide alpine, sotto la vigilanza della Regione Abruzzo. ([4])
4. È considerato esercizio stabile della professione, ai fini di quanto previsto dal precedente comma 1, l'attività svolta dalla guida alpina-maestro di alpinismo o dall'aspirante guida, che abbia un recapito, anche stagionale, nel territorio della Regione Abruzzo, ovvero che in essa offre le proprie prestazioni ai clienti.
Condizioni di iscrizione all'albo.
1. Ai sensi dell'art. 19, comma 2, ultimo periodo della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), così come modificato dall'art. 9 delle legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile), sono iscritti all'albo regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida della Regione Abruzzo, coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
b) età minima di anni ventuno per le guide alpine-maestri di alpinismo, di anni diciotto per gli aspiranti guida;
c) idoneità psicofisica attestata da certificato rilasciato dalla Azienda sanitaria locale;
d) licenza della scuola dell'obbligo vigente al momento dell'abilitazione;
f) abilitazione all'esercizio della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, aspirante guida alpina;
g) domicilio in un Comune della Regione Abruzzo. ([5])
Trasferimento ed aggregazione temporanea.
2. L'iscrizione nell'albo è disposta dal collegio regionale delle guide alpine della Regione Abruzzo, a condizione che l'interessato abbia il proprio domicilio ([6]) in un comune della Regione Abruzzo.
3. La guida alpina-maestro di alpinismo, iscritta nell'albo di altra Regione o Provincia autonoma, che svolge temporaneamente, anche in forma saltuaria, l'attività di insegnamento in scuole di alpinismo o di sci-alpinismo nella Regione Abruzzo, può richiedere l'aggregazione temporanea al relativo albo, conservando l'iscrizione nell'albo della regione di appartenenza. ([7])
5. Il Collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo provvede all'iscrizione nell'albo regionale, ai sensi dell'art. 4, dandone comunicazione al Collegio di provenienza. ([8])
7. Le guide alpine, gli aspiranti guide alpine iscritti negli albi di altre Regioni o Province autonome, che intendono esercitare la professione temporaneamente nella Regione Abruzzo, anche in forma saltuaria, ne danno preventiva comunicazione al Collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo, indicando le località nelle quali intendono esercitare il periodo di attività, il recapito in Abruzzo e la loro posizione fiscale. Essi sono tenuti a praticare le tariffe nel rispetto dei limiti massimi determinati dal Collegio regionale e rispettare gli altri adempimenti indicati dallo stesso relativi alla tutela professionale. ([9])
8. Alle guide alpine di altri Stati membri dell'Unione Europea, non iscritti negli albi di altre Regioni o Province autonome, che intendano esercitare stabilmente o temporaneamente in Abruzzo, anche in forma saltuaria, la professione di guida alpina - aspirante guida alpina, si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE, che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell'adesione di Bulgaria e Romania). ([10])
8bis Ai cittadini dei Paesi Terzi, che vogliono esercitare stabilmente l'esercizio della professione di guide alpine, si applicano le disposizioni di cui al DPR 31 agosto 1999, n. 394 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'art. 1, comma 6, del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286). ([11])
Validità dell'iscrizione all'albo regionale ed aggiornamento professionale.
1. L'iscrizione nell'albo ha efficacia per tre anni ed è conservata per pari periodo su presentazione del certificato di idoneità psicofisica per la professione di guida alpina, rilasciato dalla Azienda Sanitaria Locale ([12]), unitamente all'attestato di frequenza del corso di aggiornamento professionale, di cui al successivo comma. In caso di comprovata impossibilità a frequentare il corso di aggiornamento, la guida alpina-maestro di alpinismo e l'aspirante guida alpina sono tenuti a frequentare quello immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento. L iscrizione in tal caso è conservata per pari periodo ed è comunque sospesa dopo due anni. Gli istruttori nazionali per guide alpine possono presentare come titolo equivalente l'attestato di frequenza di corso tenuto dal collegio nazionale delle guide per il loro aggiornamento nel corrispondente periodo. Sono parimenti equivalenti le attestazioni di frequenza di corsi di specializzazione, se svolti dalle regioni, province autonome, dal collegio nazionale.
3. I corsi di aggiornamento sono istituiti dalla Giunta regionale, di intesa con il collegio regionale delle guide alpine-maestri di, alpinismo ed anche in compartecipazione con altre regioni.
3. I corsi di formazione professionale prevedono i seguenti insegnamenti fondamentali: tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche, didattica, nozioni di medicina, di pronto soccorso ed antinfortunistica, psicologia e pedagogia, preparazione psicofisica nella pratica dell'alpinisino, tracciatura percorsi ed itinerari, preparazione attrezzi ed equipaggiamento, pericoli della montagna, orientamento topografico, meteorologia neve e valanghe, organizzazione del soccorso alpino, ambiente e territorio montani della Regione Abruzzo, elementi di fisica e biomeccanica nell'alpinismo, diritti doveri e responsabilità professionale delle guide, leggi e regolamenti professionali, storia dell'alpinismo, organizzazione e sviluppo turistico. Altri insegnamenti, possono essere programmati, d'intesa con il collegio regionale, dalla Giunta regionale.
1. Gli esami finali dei corsi di formazione professionale per aspirante guida e guida alpina-maestro di alpinismo comprendono tre sezioni:
- tecnica, consistente nell'esecuzione pratica di prove previste dalla progressione tecnica elaborata nel rispetto dei criteri e delle tecniche alpinistiche definiti in campo nazionale ed internazionale;
- didattica, consistente nella descrizione dell'impostazione di lezioni pratiche, con evidenziazione degli aspetti pedagogici, metodologici e tecnici;
- culturale, consistente in un colloquio su nozioni di medicina, pronto soccorso ed antinfortunistica, psicologia e pedagogia, preparazione psicofisica nella pratica dell'alpinismo, tracciatura percorsi ed itinerari, preparazione attrezzi ed equipaggiamento, pericoli della montagna, orientamento topografico, meteorologia neve e valanghe, organizzazione del soccorso alpino, ambiente e territorio montani della Regione Abruzzo, elementi di fisica e di biomeccanica dell'alpinismo, diritti doveri e responsabilità professionali delle guide, leggi e regolamenti professionali, storia dell'alpinismo, organizzazione e sviluppo turistico.
4. È ammesso alla prova di didattica chi ha superato quella tecnica; è ammesso alla prova culturale chi ha superato quella di didattica.
6. Gli allievi che non superano gli esami, avendo avuto regolare ammissione, non sono obbligati a rifrequentare nel successivo corso le lezioni delle relative materie.
7. L'allievo può ripetere ciascuna sezione di prova d'esame una sola volta.
Corsi propedeutici e promozione.
1. La Giunta regionale ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 94 del 1990, d'intesa con il collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo, al fine di sostenere le attività vocazionali dei territori montani, quando nelle aree con potenzialità alpinistica la partecipazione alle prove dimostrative attitudinali di cui all'art. 10 della presente legge sia inadeguata, può istituire corsi propedeutici di breve durata con modulazioni pluriennali, finalizzati all'acquisizione, per i giovani residenti in dette aree, delle conoscenze di base delle tecniche alpinistiche, richieste per il superamento delle prove stesse, oltre che per un corretto orientamento professionale. Dette attività vengono effettuate d'intesa con il collegio regionale delle guide alpine, avvalendosi della collaborazione delle scuole di alpinismo e di sci-alpinismo.
Ammissione ai corsi di abilitazione per aspirante guida alpina.
1. Per essere ammessi ai corsi di aspirante guida alpina, di cui all'art. 7, comma 2, occorre presentare domanda alla Direzione regionale competente, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo dell'istituzione degli stessi, dichiarando, sotto la propria personale responsabilità di:
a) essere in possesso della cittadinanza italiana o di altro Stato membro della Unione Europea;
b) essere in possesso della licenza di scuola media;
c) aver compiuto diciotto anni entro la data di scadenza per la domanda;
d) essere in possesso di attestazione di idoneità psicofisica per la professione di guida alpina, rilasciata dalla Azienda Sanitaria Locale;
e) non aver riportato condanne penali, che comportino l'interdizione, anche se temporanea, dall'esercizio delle professioni, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
f) essere in possesso di un curriculum vitae che evidenzi l'esperienza maturata in un periodo di almeno tre anni di alpinismo e scialpinismo;
g) di avere il domicilio in un Comune della Regione Abruzzo. ([13])
Corsi di abilitazione per guide alpine-maestri di alpinismo.
c) altre specializzazioni riferibili alla pratica, all'organizzazione e all'insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche.
4. Per la professione di guida speleologica, di cui all'art. 11 della legge n. 217 del 1983, con l'atto che la disciplina, la Giunta regionale stabilisce le condizioni di accesso per le guide alpine-maestri di alpinismo.
Formazione ed aggiornamento degli istruttori nazionali per guide alpine.
1. La Giunta regionale, su proposta del collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo, ai sensi dell'art. 16 della legge n. 6 del 1989, al fine di commisurare la disponibilità al reale fabbisogno per le attività formative, di aggiornamento e di specializzazione da realizzare per le guide alpine-maestri di alpinismo, promuove iniziative formative e di aggiornamento per istruttori nazionali guide alpine.
6. Il Club Alpino Italiano, ai sensi delle lettere d) ed e) dell'art. 2 della legge n. 91 del 1963, come sostituito dall'art. 2 della legge n. 776 del 1985, conserva la facoltà di organizzare scuole e corsi di addestramento a carattere non professionale per le attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche e per la formazione dei relativi istruttori. Gli istruttori del C.A.I. svolgono la loro opera a carattere non professionale e non possono ricevere retribuzioni. Le attività degli istruttori e delle scuole del C.A.I. sono disciplinate dai regolamenti del C.A.I.
b) criteri di valutazione per le singole prove.
Nella formulazione dei programmi didattici e delle prove d’esame garantisce la rispondenza dei contenuti e dei criteri definiti in campo nazionale ed internazionale.
a) [due esperti in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna, ai sensi della L.R. n. 94 del 1990, su designazione della stessa;] ([14])
b) due dipendenti regionali della Direzione competente ([15]) esperti di norme amministrative, che regolano l'attività della guida alpina, su designazione del dirigente la Direzione competente ([16]);
f) due tecnici in possesso di titolo di laurea nelle discipline naturalistiche connesse alla professione di guida alpina, in rappresentanza di associazioni ambientalistiche, su segnalazione delle stesse e su designazione del Servizio della Direzione regionale competente ([17]);
g) due medici esperti in medicina dello sport, pronto soccorso, rianimazione, alimentazione ed ambientamento in montagna, su designazione del Servizio della Direzione regionale competente ([18]);
h) due esperti di topografia, meteorologia, orientamento e del territorio montano regionale, su designazione del Servizio della Direzione regionale competente ([19]);
1) due esperti del C.A.I. per le materie connesse alla professione di accompagnatore di media montagna e guida alpina;
4. Svolgono le funzioni di segreteria del Comitato due dipendenti della Direzione competente, di categoria non inferiore alla C, come da CCNL vigente, dei quali uno ha mansione di segretario e l'altro di vice segretario; quest'ultimo collabora con il segretario e lo sostituisce in caso di assenza. La loro nomina è effettuata dal dirigente del Servizio della Direzione regionale competente. ([20])
7. Il Comitato Tecnico può suddividersi in gruppi di lavoro tematico, a garanzia di una maggiore funzionalità e snellezza nelle procedure. È validamente costituito, quando è presente oltre al componente la Giunta regionale o suo delegato, la maggioranza assoluta dei suoi componenti, per le sedute a carattere generale, e di quelli delle aree tematiche, per le trattazioni relative alle stesse.
a) [un esperto in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna;] ([21])
b) un dipendente regionale della Direzione competente ([22]);
1) un esperto del C.A.I. per le materie connesse alla professione di accompagnatore di media montagna e guida alpina;
a) [un esperto in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna, per il coordinamento organizzativo senza espressione di voto;] ([23])
Accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo
Figura professionale dell'accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
3. Nell'ambito della professione di accompagnatore di media montagna sono istituite le seguenti specializzazioni:
- guida ambientale escursionistica, guida esclusiva del parco, ai sensi dell'art. 14, comma 5 della legge n. 394 del 1991.
L'accompagnamento su percorsi impervi che richiedono per la progressione l'uso di corda, piccozza e ramponi non rientra fra le attività della guida ambientale escursionistica.
Elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo.
1. L'esercizio della professione di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo è subordinato all'iscrizione nell'apposito elenco speciale, tenuto dal collegio regionale delle guide alpine, sotto la vigilanza della Regione Abruzzo, Direzione regionale competente ([24]), che allo scopo tiene costantemente aggiornata una copia del suddetto elenco.
Condizioni di iscrizione nell'elenco speciale.
1. Ai sensi dell'art. 19, comma 2, ultimo periodo della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), così come modificato dall'art. 9 delle legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile), sono iscritti nell'elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo della Regione Abruzzo, coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
b) età minima di anni diciotto;
g) domicilio in un Comune della Regione Abruzzo. ([25])
2. L'esercizio della professione di accompagnatore di media montagna non è incompatibile con gli impieghi pubblici o privati né con l'esercizio di altre attività di lavoro autonomo.
Validità dell'iscrizione nell'elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo. Aggiornamento professionale.
1. L'iscrizione nell'elenco speciale ha efficacia per tre anni ed è conservata per pari periodo su presentazione del certificato di idoneità psicofisica per la professione di accompagnatore di media montagna, rilasciato dalla Azienda Sanitaria Locale ([26]), unitamente all'attestato di frequenza del corso di aggiornamento professionale, di cui al successivo comma. In caso di comprovata impossibilità a frequentare il corso di aggiornamento, l'accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo è tenuto a frequentare quello immediatamente successivo alla cessazione dell'impedimento. L'iscrizione in tal caso è conservata per pari periodo ed è comunque sospesa dopo due anni.
1. Gli esami finali dei corsi di formazione professionale per accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo comprendono tre sezioni:
- tecnica, consistente nella progettazione ed effettuazione di escursione con operazione di soccorso, prevenzione incendi, di orientamento, di superamento di elementari difficoltà alpinistiche;
- didattica, consistente nella descrizione dell'impostazione di un'escursione, con evidenziazione degli aspetti pedagogici, metodologici e tecnici;
- culturale, consistente in un colloquio su nozioni di elementi di pedagogia e psicologia, diritti doveri e responsabilità dell'accompagnatore di media montagna, leggi e regolamenti professionali e tecnici, storia dell'alpinismo, Statuto della Regione Abruzzo, statuto AGAI, CAI, CNSA e sua organizzazione; elementi di storia, arte, cultura e tradizioni locali, organizzazione e sviluppo turistico, elementi di geologia e geomorfologia, ecologia, flora e fauna, interventi di prevenzione conservazione e ripristino ambientale, normative relative ai parchi, profilo scientifico-culturale-ecologico dell'ambiente montano della Regione Abruzzo, approntamento di itinerari e tracciati, preparazione attrezzi ed equipaggiamento, elementi di medicina, pronto soccorso ed antinfortunistica, rianimazione, alimentazione ed ambientamento in montagna, soccorso in montagna, preparazione psicofisica nella pratica dell'escursionismo, lettura ed interpretazione delle carte topografiche, orientamento, meteorologia, precipitazioni, neve e valanghe.
1. La Giunta regionale, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 94 del 1990, d'intesa con il collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo, al fine di sostenere le attività vocazionali dei territori montani, quando nelle aree con potenzialità escursionistiche la partecipazione alle prove dimostrative attitudinali di cui all'articolo seguente, sia inadeguata, può istituire corsi propedeutici di breve durata con modulazioni pluriennali, finalizzati all'acquisizione, per i giovani residenti in dette aree, delle conoscenze di base delle tecniche escursionistiche, richieste per il superamento delle prove stesse, oltre che per un corretto orientamento professionale. Dette attività vengono effettuate d'intesa con il collegio regionale delle guide alpine, avvalendosi della collaborazione delle scuole di escursionismo e di quelle di montagna.
Ammissione ai corsi di abilitazione per accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
1. Per essere ammessi ai corsi di accompagnatore di media montagna, di cui all'art. 20, comma 1 della presente legge, occorre presentare domanda ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445 ([27]) alla Giunta regionale, entro 30 gg. dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo dell'istituzione degli stessi, dichiarando, sotto la propria personale responsabilità di:
a) essere in possesso della cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione Europea ([28]);
b) essere in possesso del diploma di scuola media dell'obbligo;
d) essere in possesso di attestazione di idoneità psicofisica per la professione di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo rilasciato dalla USL ([29]);
f) avere domicilio nella Regione Abruzzo ([30]).
Formazione ed aggiornamento degli istruttori regionali degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo.
- valutare le prove dimostrative attitudinali;
- programmi e contenuti didattici per le attività formative, per quelle di aggiornamento e di specializzazione;
- criteri di valutazione per le singole prove.
a) [due esperti in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna, ai sensi della L.R. n. 94 del 1990, su designazione della stessa;] ([31])
b) due dipendenti regionali della Direzione competente ([32]) esperti di norme amministrative, che regolano l'attività degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo, su designazione del dirigente del Servizio competente ([33]);
d) quattro accompagnatori-maestri di escursionismo di cui almeno due istruttori, iscritti all'elenco speciale del collegio regionale delle guide, su designazione del collegio stesso;
e) due guide alpine, su designazione del collegio regionale delle guide, in rappresentanza dello stesso;
f) due tecnici in possesso di titolo di laurea nelle discipline naturalistiche connesse alla professione di accompagnatore di media montagna, in rappresentanza di associazioni ambientalistiche, su segnalazione delle stesse e su designazione della Direzione regionale competente ([34]);
g) quattro docenti universitari di aree connesse alla professione di accompagnatore di media montagna, su designazione della Direzione regionale competente ([35]);
h) due medici esperti in medicina dello sport, pronto soccorso, rianimazione, alimentazione ed ambientamento in montagna, su designazione della Direzione regionale competente ([36]);
i) due esperti di topografia, meteorologia, orientamento e del territorio montano regionale, su designazione della Direzione regionale competente ([37]);
m) due rappresentanti tecnici del CNSA abruzzese designati dallo stesso.
4. Svolgono le funzioni di segreteria del Comitato due dipendenti regionali del Servizio competente ([38]), di livello non inferiore al VI, dei quali uno ha mansione di segretario e l'altro di vice segretario; quest'ultimo collabora con il segretario e lo sostituisce in caso di assenza. La loro nomina è effettuata dal dirigente del Servizio competente ([39]).
a) [un esperto in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna;] ([40])
b) un dipendente regionale della Direzione regionale competente ([41]);
d) due accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo;
e) due guide alpine-maestri di alpinismo;
g) due docenti universitari;
h) un medico;
i) un esperto di topografia, meteorologia, orientamento e del territorio montano regionale;
l) un esperto del C.A.I. per le materie connesse alla professione di accompagnatore di media montagna e guida alpina.
a) [un esperto in rappresentanza della scuola regionale delle professioni di montagna, per il coordinamento organizzativo senza espressione di voto;] ([42])
b) due accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo, istruttori di accompagnatori;
c) due guide alpine-maestri di alpinismo.
9. Ai componenti il Comitato Tecnico, le commissioni e le sottocommissioni, istituite per la valutazione delle attività formative per gli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo, previste dalla presente legge, che non siano dipendenti regionali, sono corrisposti, per i giorni di partecipazione alle sedute, i gettoni di presenza, il rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio, oltre all'indennità di missione, nelle misure previste dalla legislazione della Regione Abruzzo vigente in materia. Quando i componenti guide alpine-maestri di alpinismo e gli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo, della sottocommissione di cui al precedente comma 5, sono impegnati nelle uscite in montagna per la valutazione delle prove tecniche, in sostituzione del gettone di presenza, riceveranno un indennità pari al compenso di sette ore di insegnamento previsto per i corsi di abilitazione.
10. Nell'esercizio delle funzioni contemplate nella presente legge, tutti i componenti degli organismi di cui al precedente comma, compresi i dipendenti regionali in esse impegnati, sono assicurati per i rischi derivanti da responsabilità civile verso terzi e per infortuni. La Giunta regionale è autorizzata a stipulare le relative polizze di assicurazione stabilendo modalità e massimali.
Organizzazione e gestione delle attività formative.
1. I corsi relativi alle attività formative di cui alla presente legge sono organizzati e svolti dal Collegio Regionale delle Guide Alpine. La quota di partecipazione ai corsi è stabilita dalla Giunta regionale su proposta del Collegio regionale delle guide alpine ed è commisurata agli obblighi previsti per lo svolgimento degli stessi. ([43])
3. Le nomine dei docenti per i diversi tipi di attività vengono effettuate dal Direttore del Centro regionale di F.P. di Sulmona:
- per le guide alpine ed aspiranti guide alpine, nello spirito dell'art. 23 della legge n. 81 del 1991, rispettivamente con istruttori guida alpina, o per particolari aspetti con tecnici specifici, con esperti in possesso di idonea professionalità per le discipline teorico-didattiche e culturali;
- per gli accompagnatori di media montagna con istruttori regionali, di cui all'art. 25 della presente legge, o per particolari aspetti con tecnici specifici per le materie tecnico-didattiche, con esperti in possesso di idonea professionalità per le discipline teorico-didattiche e culturali.
Per l'individuazione delle professionalità possono esprimere pareri consultivi il Comitato tecnico, di cui al precedente art. 26, e il collegio regionale delle guide alpine della Regione Abruzzo.
4. [La scuola regionale per le professioni della montagna, sentito il parere del Comitato Tecnico, di cui ai precedenti artt. 14 e 26, ottimizza le procedure didattico-organizzative per la formazione, l'aggiornamento e la specializzazione delle guide alpine-maestri di alpinismo, degli aspiranti guide alpine, degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo, anche attraverso opportune metodologie di formazione a distanza, la ristrutturazione e il potenziamento del centro audiovisivi e delle strutture informatiche operanti nella scuola stessa.] ([44])
5. Per il raggiungimento dei fini formativi, di documentazione e di informazione, previsti dalla presente legge, la Giunta regionale, ove se ne determini l'opportunità è autorizzata, con le modalità stabilite dalla L.R. n. 52 del 1986, a conferire l'incarico professionale ad un esperto esterno, in possesso delle necessarie competenze, per collaborare con il direttore del CRFP di Sulmona - scuola regionale delle attività di montagna, anche per quanto dettato dalla L.R. n. 94 del 1990.
1. È istituito, come organo di autodisciplina e di autogoverno delle professioni disciplinate dalla presente legge, il Collegio regionale delle guide alpine. Del collegio fanno parte tutte le guide alpine-maestri di alpinismo, gli aspiranti guida alpina e gli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo iscritti nell'albo e nell'elenco speciale della Regione.
b) il consiglio direttivo, composto da rappresentanti eletti fra tutti i membri del Collegio, nel numero e secondo le modalità previste dai regolamenti di cui alla lett. d) del successivo comma e scelti per almeno 3/4 fra le guide alpine-maestri di alpinismo, integrato da un rappresentante eletto dagli accompagnatori di media montagna che assume la carica di vice presidente;
c) il Presidente eletto dal consiglio direttivo nel proprio seno, scegliendolo fra le guide alpine-maestri di alpinismo;
d) due vice presidenti di cui uno eletto, come nel precedente punto b), dagli accompagnatori di media montagna, iscritti nell'elenco speciale, e uno eletto nel seno del consiglio direttivo, scelto fra le guide alpine-maestri di alpinismo.
3. Alla elezione del consiglio direttivo e all'attribuzione delle cariche, sarà presente un rappresentante della Giunta regionale con funzioni di controllo e di verifica sul regolare funzionamento delle elezioni.
c) eleggere i membri del collegio nazionale delle guide alpine di cui alla legge n. 6 del 1989, art. 15, comma 2 per le guide alpine e art. 22, comma 8 per gli accompagnatori;
e) pronunciarsi su ogni questione che le venga Sottoposta dal consiglio direttivo o sulla quale una pronuncia dell'assemblea venga richiesta da almeno 1/3 dei componenti.
h) esprime pareri a richiesta della Regione o di altre autorità amministrative sull'ordinamento, sull'attività delle guide e degli accompagnatori;
n) proporre il limite massimo per le tariffe professionali ([45]);
Doveri della guida alpina-maestro di alpinismo e dell'accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo.
Sanzioni disciplinari e ricorsi.
1. Le guide alpine, gli aspiranti guide alpine, gli accompagnatori di media montagna, iscritti nell'albo professionale, che si rendano colpevoli di violazione delle norme di deontologia professionale, ovvero di quelle di comportamento previste dalla presente legge e dalla legge n. 6 del 1989, sono passibili delle seguenti sanzioni disciplinari:
4. L'esercizio abusivo di scuole di alpinismo, di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico, di scuole di montagna ed in ogni caso l'apertura e l'esercizio per dette attività, in difetto di autorizzazione, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.500,00 a € 3.000,00 ([46]).
5. Chiunque usi il nome di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo, di scuola di alpinismo, di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico, di scuola di montagna, senza esserne abilitato o autorizzato, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000,00 a € 3.000,00 ([47]).
(Scuole di escursionismo naturalistico, scuole di montagna, scuole di alpinismo e scuole di sci-alpinismo)
1. Agli effetti della presente legge per scuola si intende l'organizzazione a base associativa, cui fanno capo più accompagnatori di media montagna, aspiranti guida alpina, guide alpine, per esercitare in modo coordinato la loro attività professionale.
a) di escursionismo naturalistico;
b) di alpinismo e di sci-alpinismo. L'attività di insegnamento, può essere svolta anche da aspiranti guida alpina;
c) di montagna. L'attività di insegnamento può essere svolta da aspiranti guida alpina.
3. La Giunta regionale, per il tramite della Direzione competente in materia, autorizza l'apertura di scuole, valutando la richiesta in relazione alla salvaguardia degli interessi turistici delle località interessate, purché ricorrano le seguenti condizioni:
b) che la scuola sia retta da statuti-regolamenti ispirati a criteri di democraticità e di effettiva partecipazione di tutti gli associati, deliberati dall'assemblea dei componenti che ne fanno parte;
c) che la scuola sia in grado di funzionare durante l'intera stagione e che sia dotata di insegna esterna "SCUOLA....";
d) che si dichiari di collaborare con le autorità scolastiche per favorire la più ampia diffusione della pratica dell'alpinismo e dello sci-alpinismo, dell'escursionismo naturalistico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché di collaborare con enti ed operatori turistici nelle azioni promozionali, pubblicitarie ed operative intese ad incrementare l'afflusso turistico montano della Regione Abruzzo; per tali funzioni ed adempimenti le scuole sono ritenute strutture di pubblica utilità;
e) che la scuola dimostri di avere stipulato un'adeguata polizza di assicurazione contro i rischi di responsabilità civile verso terzi, conseguenti all'esercizio dell'insegnamento;
f) che la scuola sia tenuta il più possibile a garantire un'offerta ampia di servizi ai diversi livelli tecnici e per tutte le specializzazioni;
g) che la scuola sia gestita in modo da promuovere gli interessi generali dello sport e del turismo montani, la sicurezza della loro pratica, da attivare forme di collaborazione con enti, autorità scolastiche, imprese turistiche, organizzazioni per favorire la diffusione della pratica dell'alpinismo e dello sci-alpinismo, dell'escursionismo naturalistico fra giovani.
4. L'autorizzazione è revocata, qualora vengano a mancare uno o più requisiti previsti dal presente articolo e nel caso di violazione alle norme della presente legge.
5. L'autorizzazione è altresì revocata nel caso in cui, trascorso un anno dal suo rilascio, la scuola non abbia ancora iniziato la propria attività oppure nel caso di interruzione di attività della scuola, che si protragga per oltre una stagione, o qualora non si dia attuazione alle disposizioni previste nel provvedimento autorizzativo.
6. La domanda per il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2 deve essere presentata, ai sensi di legge, alla Direzione regionale competente in materia, corredata di:
a) elenco dei componenti la scuola con i relativi dati anagrafici;
b) verbale della riunione in cui è stato nominato il direttore che assume la funzione di rappresentante legale;
c) atto costitutivo, statuto-regolamento della scuola deliberato a norma del comma 3;
d) indicazione della sede o delle sedi della scuola, nonché gli eventuali recapiti;
e) denominazione della scuola;
f) assicurazione sui contenuti degli altri punti di cui al comma 3.
7. Ai sensi dell'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, il silenzio dell'Amministrazione regionale equivale a provvedimento di accoglimento della domanda di rilascio dell'autorizzazione.
8. Le scuole autorizzate sono tenute a comunicare, entro e non oltre il trenta giugno di ciascun anno, alla Direzione regionale competente in materia, le segnalazioni di variazioni che interessano l'organico della scuola, lo statuto-regolamento, la sede ed il recapito, gli estremi della polizza rinnovata con le garanzie adeguate; inoltre, congiuntamente va inviata la dichiarazione del direttore che tutti gli associati, che operano nella scuola, sono in regola con la normativa sull'insegnamento. In mancanza degli adempimenti di cui sopra, alle scuole è revocata l'autorizzazione.
9. È istituito dalla Direzione regionale competente in materia, l'elenco delle scuole di montagna, di alpinismo e di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico. ([48])
1. Le tariffe massime delle prestazioni professionali, nell'ambito della Regione Abruzzo, delle guide alpine - maestri di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo sono fissate annualmente dal Collegio regionale delle guide alpine. ([49])
1. Chiunque, pur in possesso dell'abilitazione all'esercizio delle professioni di guida alpina, aspirante guida alpina, accompagnatore di media montagna, eserciti stabilmente nella Regione Abruzzo, senza essere iscritto né temporaneamente aggregato all'albo professionale regionale o elenco speciale degli accompagnatori, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 100,00 a € 300,00 ([50]).
2. La violazione degli obblighi previsti dai commi 7 e 8 del precedente art. 5, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 100,00 a € 300,00 ([51]).
3. L'esercizio abusivo di scuole di alpinismo e di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico, di scuole di montagna e in ogni caso l'apertura e l'esercizio di dette attività, in difetto di autorizzazione, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.500,00 a € 3.000,00 ([52]).
4. Chiunque usi il nome di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo, di scuola di alpini­smo e di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico, di scuola di montagna, senza esserne abilitato o autorizzato, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000,00 a € 3.000,00 ([53]).
1. È fatto divieto a chiunque, alle agenzie turistiche e di viaggio, alle organizzazioni di servizi turistici, agli esercizi alberghieri ed extralberghieri, agli enti ed ai pubblici esercizi di proporre, di promuovere o di avvalersi per i servizi di cui agli artt. 2 e 16, comma 1 della presente legge, di soggetti privi dell'abilitazione per l'esercizio della professione di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo, e dell’iscrizione ai rispettivi albo ed elenco speciale. Lo stesso divieto vige verso le scuole di alpinismo e di sci alpinismo, di escursionismo naturalistico e scuole di montagna.
2. L'inosservanza delle disposizioni previste dal precedente comma comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.000,00 a € 2.000,00 ([54]); in caso di recidiva le somme vengono raddoppiate.
Interventi a favore delle scuole di escursionismo naturalistico, di alpinismo e di sci-alpinismo, di montagna.
1. La Giunta regionale, tenendo conto degli indirizzi e dei criteri fissati nel programma di sviluppo regionale, concede sovvenzioni alle scuole di escursionismo naturalistico, di alpinismo e di sci-alpinismo, di montagna, riconosciute ed operanti nella regione, per le seguenti iniziative:
a) promozione della pratica dell'alpinismo e dell'escursionismo montano tra i giovani, anche con la partecipazione a manifestazioni fieristiche;
b) valorizzazione del ruolo della guida alpina, dell'aspirante guida, dell'accompagnatore di media montagna nell'attività turistica montana;
c) miglioramento della qualifica professionale dei propri associati, con particolare approfondimento delle tematiche sulla sicurezza e sulle operazioni di soccorso in montagna;
d) acquisizione, costruzione, ristrutturazione, ampliamento e miglioramento della sede della scuola;
e) acquisizione di attrezzature per l'esercizio della professione, con particolare riguardo alla prevenzione ed al soccorso.
2. La Giunta regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, determina con propria deliberazione le modalità di attuazione delle disposizioni previste dal precedente comma. Con la deliberazione di concessione dei benefici fissa i termini per l'ultimazione delle iniziative, per l'accertamento della regolare esecuzione dell’iniziativa e per l'erogazione delle sovvenzioni.
Interventi a favore del collegio regionale delle guide alpine.
a) la piccola manutenzione degli itinerari alpinistici, il controllo e il monitoraggio dello stato della chiodatura degli stessi, alfine di tutelare il patrimonio alpinistico delle montagne abruzzesi;
b) promozione della pratica dell'alpinismo dell'escursionismo montano tra i giovani., anche attraverso manifestazioni fieristiche;
c) valorizzazione del ruolo della guida alpina, dell'aspirante guida alpina, dell'accompagnatore di media montagna nell'attività turistica montana;
d) miglioramento della qualifica professionale degli iscritti nei propri albo ed elenco speciale, anche attraverso la promozione di seminari e di studi, particolarmente mirati alla sicurezza;
e) operazioni di soccorso in montagna, con la corresponsione di un'indennità giornaliera di importo pari a quello stabilito dal tariffario professionale;
f) tutelare ed agevolare la professione di guida alpina, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna, anche per la partecipazione nelle operazioni di soccorso, erogando contributi in misura non superiore all'80% dell'onere complessivo dei premi delle assicurazioni da sostenere dagli iscritti ai propri albo ed elenco speciale per: rischi di morte, invalidità permanente e temporanea, infortunio e rischi di responsabilità civile nell'esercizio della professione.
1. In sede di prima applicazione della presente legge fanno parte di diritto dell'albo professionale e dell'elenco speciale del collegio regionale abruzzese delle guide alpine, tutte le guide alpine-maestri di alpinismo, gli aspiranti guida, gli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo che a se­guito della legge n. 6 del 1989, si sono iscritti all'albo o all'elenco speciale del collegio regionale delle guide, costituito dall'assemblea delle guide, su convocazione del Presidente della Giunta regionale d'Abruzzo.
5. Le iniziative formative approvate e finanziate con l'esercizio finanziario 1995, ai sensi della L.R. n. 15 del 1984, osserveranno le norme previste dalla presente legge dalla data della sua pubblicazione.
6. Possono essere ammessi a sostenere gli esami di abilitazione all'esercizio della professione di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo coloro che alla data di pubblicazione della presente legge, muniti di diploma di scuola dell'obbligo, abbiano svolto, per almeno 3 anni, attività lavorativa nelle mansioni previste nell'art. 21, comma 2 della legge n. 6 del 1989 nelle aree protette nazionali e regionali istituite ai sensi di legge, anche alle dipendenze di strutture convenzionate. Per l'ammissione agli esami gli interessati, entro 6 mesi dalla pubblicazione della presente legge dovranno presentare relativa domanda con firma autenticata, dichiarando il possesso dei contenuti dei punti del comma 1 dell'art. 23 della presente legge, allegando una certificazione, a firma autenticata del responsabile dell'ente di gestione dell'area protetta nella quale hanno prestato l'attività lavorativa sopra richiamata, con l'evidenziazione del periodo e delle mansioni svolte. Le domande vanno inoltrate alla direzione del Centro regionale di Formazione Professionale - V.le Mazzini, 54 Sulmona. Le prove d'esame si svolgeranno secondo quanto stabilito dai commi 1, 2, 3 e 4 del precedente art. 21, senza possibilità di ripetizione.
1. Alla copertura dell'onere derivante dall'applicazione della presente legge, valutato in L. 15.000.000, si provvede introducendo le seguenti variazioni in termini di competenza e cassa nello stato di previsione della spesa del bilancio per il medesimo esercizio finanziario:
- Cap. 51621 denominato "Contributi per l'organizzazione ed il funzionamento dei corsi di formazione professionale legge n. 264 del 1949 e successive modificazioni e legge n. 25 del 1955 modificata dalla legge n. 706 del 1956, L.R. n. 111 del 1995 e L.R. n. 63 del 1984 - in diminuzione L. 15.000.000;
- Cap. 51412 (di nuova istituzione ed iscrizione al Sett. 5, Tit. 1, Sez. 6, Ctg. 4) denominato: Finanziamento delle attività della scuola regionale delle professioni di montagna di Sulmona - L.R. n. 94 del 1990 - in aumento L. 15.000.000.
2. L'elenco n. 2 allegato al bilancio per l'esercizio 1997 è integrato con il Cap. 51412 ai sensi dell'art. 29 della L.R. n. 13/1996.
3. Per gli esercizi successivi gli stanziamenti saranno determinati dalle leggi annuali di bilancio, ai sensi dell'art. 10 della L.R. n. 81 del 1977.
1. Alla data di entrata in vigore della presente legge è abrogata la L.R. n. 15 del 1984.
([1]) Pubblicata nel BURA 9 ottobre 1998, n. 24.
([2]) Con Delib.G.R. 28 dicembre 2002, n. 1186 e con Delib.G.R. 19 dicembre 2003, n. 1249 è stato approvato il programma delle attività formative della montagna, rispettivamente, per l’anno 2002 e per l’anno 2003. Con Delib.G.R. 26 novembre 2004, n. 1197, è stato approvato, ai sensi della presente legge, il programma integrativo attività - anno 2004 - per guide alpine ed accompagnatori di media montagna. Con Delib.G.R. 12 novembre 2007, n. 1092, pubblicata nel BURA 19 dicembre 2007, n. 103 Speciale è stato approvato il programma di attività formative anno 2007 per Maestri di sci, per aspiranti guide alpine, guide alpine ed accompagnatori di media montagna, maestri di escursionismo. Con Delib.G.R. 20 novembre 2008, n. 1128, pubblicata nel BURA 9 gennaio 2009, n. 2, è stato approvato il programma di attività formative anno 2008 per maestri di sci, per aspiranti guide alpine, guide alpine ed accompagnatori di media montagna, maestri di escursionismo.
([3]) Comma così sostituito dall'art. 11, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. L'esercizio stabile della professione di guida alpina-maestro di alpinismo e dell'aspirante guida alpina è subordinato all'iscrizione nell'apposito albo professionale, tenuto dal rispettivo collegio regionale delle guide alpine, sotto la vigilanza della Giunta regionale d'Abruzzo, Settore Formazione Professionale, che allo scopo tiene costantemente aggiornata una copia del suddetto albo.».
([4]) Comma inserito dall'art. 11, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge).
([5]) Comma così sostituito dall'art. 12, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. Possono essere iscritti, a domanda, all'albo professionale delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida della Regione Abruzzo coloro, che siano in possesso dei seguenti requisiti:
b) età minima di anni 21 per le guide alpine-maestri di alpinismo, di 18 anni per gli aspiranti guida;
g) residenza o domicilio o stabile recapito in un Comune della Regione Abruzzo.».
([6]) Le parole "abbia il proprio domicilio" sono state introdotte dall'art. 13, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "abbia la propria residenza o il proprio domicilio o stabile dimora". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([7]) Comma così sostituito dall'art. 13, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «3. La guida alpina-maestro di alpinismo, iscritta nell'albo di altra regione o provincia autonoma, che intenda svolgere per periodi determinati, della durata massima di sei mesi, l'attività di insegnamento in scuole di alpinismo o di sci-alpinismo nella Regione Abruzzo, può richiedere l'aggregazione temporanea al relativo albo, conservando l'iscrizione nell'albo della regione di appartenenza.».
([8]) Comma così sostituito dall'art. 13, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «5. Il collegio regionale delle guide alpine-maestri di alpinismo provvede all'iscrizione di coloro che abbiano superato l'esame di cui al comma 2, previa presentazione di certificazione da parte del richiedente di iscrizione nell'albo professionale della regione o provincia autonoma di provenienza e dei requisiti soggettivi prescritti per l'iscrizione all'albo di cui al precedente art. 4, dando comunicazione del trasferimento al collegio della regione di provenienza.».
([9]) Comma così sostituito dall'art. 13, comma 4, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «7. Le guide alpine, gli aspiranti guide alpine, iscritti negli albi regionali di altre regioni o province autonome, che intendono esercitare temporaneamente nella Regione Abruzzo, per periodi non superiori a 15 gg. anche non consecutivi, devono dare preventiva comunicazione al collegio regionale abruzzese delle guide alpine ed averne successiva autorizzazione, indicando la o le località nelle quali intendono esercitare, il periodo di attività, il recapito in Abruzzo e la loro posizione fiscale. Essi sono tenuti a praticare le tariffe determinate dal collegio regionale delle guide alpine; devono inoltre attenersi al rispetto di altri adempimenti indicati dal collegio regionale relativi alla tutela professionale.».
([10]) Comma così sostituito dall'art. 13, comma 5, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «8. Le guide alpine, gli aspiranti guide alpine stranieri, non iscritti in alcun albo professionale italiano, che intendono esercitare in Abruzzo per periodi non superiori a 15 gg. anche non consecutivi, devono darne preventiva comunicazione al collegio regionale delle guide alpine ed averne successiva autorizzazione. Qualora intendano esercitare stabilmente, devono richiedere l'iscrizione nell'albo professionale della Regione Abruzzo. L'iscrizione è concessa subordinatamente al riconoscimento da parte del collegio nazionale delle guide alpine dell'equivalenza del titolo professionale rilasciato nello stato di provenienza e della reciprocità di trattamento, nonché al superamento in lingua italiana della prova d'esame culturale orale concernente la conoscenza dell'ambiente e del territorio montani della Regione, di cui al precedente comma 2, oltre al possesso dei requisiti soggettivi di cui all'art. 4 della presente legge.».
([11]) Comma aggiunto dall'art. 13, comma 6, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge).
([12]) Le parole "Azienda Sanitaria Locale" sono state introdotte dall'art. 14, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione dell'originaria parola "USL". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([13]) Comma così sostituito dall'art. 15, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. Per essere ammessi ai corsi di aspirante guida alpina, di cui all'art. 7, comma 2 della presente legge, occorre presentare domanda con firma autenticata alla Giunta regionale, entro 30 gg. dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo dell'istituzione degli stessi, dichiarando, sotto la propria personale responsabilità di:
b) essere in possesso della licenza di scuola media (scuola dell'obbligo vigente);
c) aver compiuto 18 anni entro la data di scadenza per la domanda;
d) essere in possesso di attestazione di idoneità psicofisica per la professione di guida alpina, rilasciata dalla USL;
f) avere residenza nella Regione Abruzzo al momento dell'entrata in vigore della presente legge;
g) essere in possesso di un curriculum vitae che evidenzi l'esperienza maturata in un periodo di almeno tre anni di alpinismo e scialpinismo.».
([14]) Lettera abrogata dall'art. 21, comma 1, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([15]) Le parole "della Direzione competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([16]) Le parole "la Direzione competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "il Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([17]) Le parole "del Servizio della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([18]) Le parole "del Servizio della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([19]) Le parole "del Servizio della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([20]) Comma così sostituito dall'art. 16, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «4. Svolgono le funzioni di segreteria del Comitato due dipendenti regionali del Settore F.P., di livello non inferiore al VI, dei quali uno ha mansione di segretario e l'altro di vice segretario; quest'ultimo collabora con il segretario e lo sostituisce in caso di assenza. La loro nomina è effettuata dal dirigente del Settore F.P.».
([21]) Lettera abrogata dall'art. 22, comma 1, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([22]) Le parole "della Direzione competente" sono state introdotte dall'art. 16, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([23]) Lettera abrogata dall'art. 22, comma 2, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([24]) Le parole "della Regione Abruzzo, Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 17, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "della Giunta regionale d'Abruzzo, Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([25]) Comma così sostituito dall'art. 18, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. Possono essere iscritti, a domanda, nell'elenco speciale degli accompagnatori di media montagna-maestri di escursionismo della Regione Abruzzo, coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti:
([26]) Le parole "Azienda Sanitaria Locale" sono state introdotte dall'art. 14, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione dell'originaria parola "USL". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([27]) Le parole "ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445" sono state introdotte dall'art. 19, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "con firma autenticata". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([28]) Le parole "Stato membro dell'Unione Europea" sono state introdotte dall'art. 19, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "stato appartenente alla Comunità Economica Europea". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([29]) Le parole "Azienda Sanitaria Locale" sono state introdotte dall'art. 19, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione dell'originaria parola "USL". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([30]) Le parole "domicilio nella Regione Abruzzo" sono state introdotte dall'art. 19, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "residenza nella Regione Abruzzo al momento dell'entrata in vigore della presente legge". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([31]) Lettera abrogata dall'art. 23, comma 1, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([32]) Le parole "della Direzione competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([33]) Le parole "del Servizio competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "il Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([34]) Le parole "della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([35]) Le parole "della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([36]) Le parole "della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([37]) Le parole "della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([38]) Le parole "del Servizio competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([39]) Le parole "del Servizio competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([40]) Lettera abrogata dall'art. 24, comma 1, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([41]) Le parole "della Direzione regionale competente" sono state introdotte dall'art. 20, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "del Settore F.P.". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([42]) Lettera abrogata dall'art. 24, comma 2, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([43]) Comma già sostituito dall'art. 6, comma 1, L.R. 9 agosto 2013, n. 24 e poi così sostiuito dall'art. 25, comma 1, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59. Il testo originario era così formulato: "1. I corsi relativi alle attività formative, previste dalla presente legge, sono inclusi nei piani annuali della formazione professionale della Regione Abruzzo e di norma svolti dal Centro regionale di F.P. di Sulmona - Scuola per le professioni della montagna ai sensi della L.R. n. 94 del 1990.".
([44]) Comma abrogato dall'art. 25, comma 2, L.R. 30 dicembre 2013, n. 59.
([45]) Le parole "il limite massimo per le tariffe professionali" sono state introdotte dall'art. 21, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "il minimo ed il massimo per le tariffe professionali". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([46]) Le parole "€ 1.500,00 a € 3.000,00" sono state introdotte dall'art. 22, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 3.000.000 a L. 6.000.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([47]) Le parole "€ 1.000,00 a € 3.000,00" sono state introdotte dall'art. 22, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 2.000.000 a L. 6.000.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([48]) Articolo così sostituito dall'art. 23, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «Art. 32 (Scuole di escursionismo naturalistico, scuole di montagna, scuole di alpinismo e scuole di sci-alpinismo). 1. Agli effetti della presente legge per scuola si intende l'organizzazione a base associativa, cui fanno capo più accompagnatori di media montagna, aspiranti guida alpina, guide alpine, per esercitare in modo coordinato la loro attività professionale. Di norma ogni scuola raccoglie tutti gli accompagnatori di media montagna, gli aspiranti guida alpina, le guide alpine, operanti in quella località, fermo restando la libertà di esercizio autonomo della professione nel rispetto delle leggi vigenti.
a) di escursionismo naturalistico, se costituite da almeno tre accompagnatori, uno dei quali assume l'incarico di direttore;
b) di alpinismo e di sci-alpinismo, se costituite da almeno tre guide alpine, una delle quali assume l'incarico di direttore; l'attività di insegnamento, può essere svolta anche da aspiranti guida alpina, purché il loro numero sia inferiore a quello delle guide alpine (iscritte ed aggregate);
c) di montagna, se costituite da almeno tre accompagnatori, e da almeno due guide alpine, una delle quali assume l'incarico di direttore; l'attività di insegnamento può essere svolta da aspiranti guida alpina, purché il loro numero sia inferiore a quello delle guide alpine (iscritte ed aggregate).
g) che la scuola disponga di sede adeguata al di fuori di strutture ricettive o di altre strutture non adeguate all'immagine tipica della scuola di montagna, che sia in grado di funzionare durante l'intera stagione e che sia dotata di insegna esterna “SCUOLA....”
h) che si affermi, che nella località ove già opera una scuola autorizzata, non possono operare scuole autorizzate in altre località, salva la possibilità di insegnare ad allievi della propria scuola, o concordare forme di collaborazione con la scuola locale, oppure in forma autonoma;
5. L'autorizzazione è revocata, qualora vengano a mancare uno o più requisiti previsti dal presente articolo e nel caso di infrazioni alle norme della presente legge delle
c) atto costitutivo, statuto-regolamento della scuola deliberato a norma del precedente comma 3;
f) assicurazione sui contenuti degli altri punti di cui al precedente comma 3.
9. È istituito dalla Giunta regionale - Servizio Formazione professionale - l'elenco delle scuole di montagna, di alpinismo e di sci-alpinismo, di escursionismo naturalistico.».
([49]) Comma così sostituito dall'art. 24, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5 (vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge). Il testo originario era così formulato: «1. Le tariffe minime e massime delle prestazioni professionali, nell'ambito della Regione Abruzzo, delle guide alpine-maestri di alpinismo, di aspirante guida alpina, di accompagnatore di media montagna-maestro di escursionismo sono fissate annualmente dal collegio regionale delle guide alpine.».
([50]) Le parole "€ 100,00 a € 300,00" sono state introdotte dall'art. 25, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 100.000 a L. 500.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([51]) Le parole "€ 100,00 a € 300,00" sono state introdotte dall'art. 25, comma 2, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L.100.000 a L. 500.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([52]) Le parole "€ 1.500,00 a € 3.000,00" sono state introdotte dall'art. 25, comma 3, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 3.000.000 a L. 6.000.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([53]) Le parole "€ 1.000,00 a € 3.000,00" sono state introdotte dall'art. 25, comma 4, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 2.000.000 a L. 6.000.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.
([54]) Le parole "€ 1.000,00 a € 2.000,00" sono state introdotte dall'art. 26, comma 1, L.R. 18 febbraio 2010, n. 5, in sostituzione delle originarie parole "L. 2.000.000 a L. 4.000.000". Vedi, anche, le disposizioni finali e transitorie contenute nel Capo VIII della medesima legge.