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Timestamp: 2019-02-23 00:48:50+00:00
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 18 giugno 2012, n. 24086. L’installazione senza permesso di costruire di pannelli a messaggi variabili integra il reato previsto dall’art. 95 T.U. edilizia, per il quale rispondono sia il committente sia l’esecutore dei lavori. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza 18 giugno 2012, n. 24086. L’installazione senza permesso di costruire di pannelli a messaggi variabili integra il reato previsto dall’art. 95 T.U. edilizia, per il quale rispondono sia il committente sia l’esecutore dei lavori.
Sentenza 18 giugno 2012, n. 24086
1. V.P. e D.N.B., il primo nella qualità di Direttore del 7^ Tronco “Autostrade per l’Italia Spa” e committente della ditta D.N.B. ed il secondo in quanto titolare della omonima ditta, propongono ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe con la quale il tribunale di Chieti, sezione distaccata di Ottona, lo ha condannato alla pena dell’ammenda per il reato di cui all’articolo 95 d.p.r. 380/2001, contestato per avere, in concorso con altri, nella qualità di committente responsabile della ditta D.N.B., esecutrice materiale dei lavori, in assenza della prescritta autorizzazione del competente ufficio della regione, realizzato opere di installazione di pannelli a messaggi variabili, in zona sismica Z3.
2. Deduce in questa sede il ricorrente D.N.:
3. Il ricorrente V., dopo avere evidenziato che la notifica dell’estratto contumaciale è irregolare e che, pertanto, deve essere ritenuto ancora in termini per l’impugnazione, deduce la violazione degli artt. 161 e 157 co. 8 bis cpp per quanto concerne la notifica ed, inoltre, anch’egli l’erronea applicazione di legge con riferimento agli artt. 93 e 95 DPR 380/01 con considerazioni analoghe a quelle del D.N. richiamando il precedente di questa Corte n. 28514 del 2007 che circoscrive la disciplina in questione agli edifici.
Le ragioni esposte dal V. sulla notifica dell’estratto contumaciale della sentenza ad un indirizzo diverso da quello del domicilio dichiarato e presso cui era stato notificato anche il decreto di citazione inducono a ritenere in termini il ricorso per cui può procedersi all’esame ulteriore del ricorso esaminando la doglianza di merito, che, per la comunanza del contenuto e delle argomentazioni può essere trattata congiuntamente al primo motivo di ricorso del D.N.
In particolare le disposizioni in questione sono state già ritenute da questa Sezione applicabili anche per cartelloni per la gestione di spazi pubblicitari su pilastri metallici con basamento in cemento (sentenza n. 12201/2010). E ciò proprio sulla premessa che, come anche in altre occasioni affermato, la normativa antisismica – a differenza della disciplina relativa alle opere in conglomerato cementizio armato – deve essere applicata a tutte le costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, a nulla rilevando la natura dei materiali usati e delle strutture realizzate, in quanto l’esigenza di maggior rigore nelle zone dichiarate sismiche rende ancor più necessari i controlli e le cautele prescritte, quando si impiegano elementi strutturali meno solidi e duraturi del cemento armato (Sez. 3, n. 38142 del 24/10/2001, Tucci, Rv 220269).
3.1 Si appalesa invece fondato il secondo motivo di ricorso del D.N.
Nella specie, pur sostanziandosi la condanna nella sola pena dell’ammenda, manca in motivazione qualsiasi motivazione circa il vantaggio per l’imputato derivante per l’imputato – che non ne aveva fatto richiesta e che anzi se ne duole – dalla concessione del beneficio.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla sospensione condizionale della pena in favore di D.N.B. che elimina.
Corte di Cassazione, sezione IV, sentenza del 01 ottobre 2012, n....