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Timestamp: 2018-12-11 17:47:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 258', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 190', 'art. 193', 'art. 4']

registro di carico e scarico Archives - Blog di Ingegneria Ambientale
Sistri. Sanzioni per mancata o inesatta compilazione dei registri
Il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 14 aprile 2006, n. 88 – Supplemento Ordinario, n. 96) recante “Norme in materia ambientale”, anche noto come “Codice dell’ambiente”, prevede che ciascun soggetto obbligato garantisca e assicuri una corretta, attenta e puntuale gestione dei rifiuti, tanto più se pericolosi.
Nella Parte IV (Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e in particolare al Titolo VI (Sistema sanzionatorio e disposizioni transitorie e finali), sono riportate le sanzioni previste a carico delle Organizzazioni che non ottemperino fedelmente e puntualmente agli obblighi formali consistenti nella compilazione del registro di carico e scarico, del formulario di identificazione dei rifiuti e del Modello Unico di Dichiarazione, che dovrebbero a breve essere sostituiti – per i rifiuti pericolosi – con l’inizio dell’operatività del Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lett. a) del D.Lgs. 152/2006 di recente previsto per il 1 ottobre 2013 (cfr. D.M. 20/03/2013).
In particolare, l’articolo 258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari), comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., prevede che i soggetti di cui all’articolo 190 (Registri di carico e scarico), comma 1, del D.Lgs. 152/2006 che non abbiano aderito al SISTRI, e che omettano di tenere ovvero tengano in modo incompleto il registro di carico e scarico di cui al medesimo articolo, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 € (diconsi duemilaseicento euro) a 15.500 € (diconsi quindicimilacinquecento euro). Il Legislatore precisa, relativamente alle sanzioni comminabili in caso di omessa o inesatta tenuta dei registri di carico e scarico, che nel caso di imprese che occupino un numero di unità lavorative inferiore a 15 dipendenti, che le misure minime e massime di cui all’art. 258, comma 1 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. sono ridotte rispettivamente da 1.040 € (diconsi millequaranta euro) a 6.200 € (diconsi seimiladuecento euro). II numero di unità lavorative è calcolato con riferimento al numero di dipendenti occupati mediamente a tempo pieno durante un anno, mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli stagionali rappresentano frazioni di unita lavorative annue; ai predetti fini l’anno da prendere in considerazione è quello dell’ultimo esercizio contabile approvato, precedente il momento di accertamento dell’infrazione da parte dell’Organo di Vigilanza e Controllo (NOE, ecc.).
Occorre altresì precisare che ai sensi e per gli effetti dell’art. 258, comma 5, primo periodo, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., se le indicazioni di cui all’art. 258, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 sono riportate formalmente incomplete o inesatte ma i dati riportati nella comunicazione al catasto, nei registri di carico e scarico, nei formulari di identificazione dei rifiuti trasportati e nelle altre scritture contabili tenute per legge consentono di ricostruire le informazioni dovute, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 260 € (diconsi duecentosessanta euro) a 1.550 € (diconsi millecinquecentocinquanta euro).
Il Legislatore ha anche considerato la possibilità che uno o più soggetti coinvolti nella filiera della gestione dei rifiuti possa omettere o non compilare debitamente i formulari di identificazione dei rifiuti che accompagnano gli stessi (siano essi pericolosi o non pericolosi) dal luogo di produzione sino all’impianto di smaltimento o recupero ovvero che rilascino dichiarazioni false sulla natura dei rifiuti. Vale la pena, a riguardo, rammentare che si tratta di fattispecie di reato – presupposto che possono coinvolgere l’Organizzazione sul piano della responsabilità amministrativa disciplinata dal D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.
In particolare l’articolo 258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari), comma 4, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., prevede che le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 212, comma 8, del D.Lgs. 152/2006 (leggi: trasporto in conto proprio di rifiuti non pericolosi prodotti durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, essendo pertanto esclusi i rifiuti prodotti da terzi) che non aderiscono, su base volontaria, al SISTRI di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lettera a), del D.Lgs. 152/2006 ed effettuano il trasporto di rifiuti senza il formulario di cui all’articolo 193 del D.Lgs. 152/2006 ovvero indicano nel formulario stesso dati incompleti o inesatti sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.600 € (diconsi milleseicento euro) a 9.300 € (diconsi novemilatrecento euro). Il Legislatore, all’art. 258, comma 5, secondo periodo, prima parte, precisa tuttavia che se le indicazioni di cui all’art. 258, comma 4 del D.Lgs. 152/2006 sono formalmente incomplete o inesatte ma contengono tutti gli elementi per ricostruire le informazioni dovute per legge si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 260 € (diconsi duecentosessanta euro) a 1.550 € (diconsi millecinquecentocinquanta euro).
Nei casi di mancato invio alle autorità competenti e di mancata conservazione dei registri di carico e scarico di cui all’articolo 190, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 o mancata conservazione del formulario di identificazione dei rifiuti di cui all’articolo 193 del D.Lgs. 152/2006 da parte dei soggetti obbligati, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 260 € (diconsi duecentosessanta euro) a 1.550 € (diconsi millecinquecentocinquanta euro), ai sensi e per gli effetti di quanto recato dall’art. 258, comma 5, secondo periodo, ultima parte, del D.Lgs. 152/2006.
Inoltre, l’art. 258, comma 4, secondo periodo, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., prevede che si applichi la pena di cui all’articolo 483 del codice penale a chi, nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico – fisiche dei rifiuti e a chi fa uso di un certificato falso durante il trasporto.
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Il Ministero dell’Ambiente ha fissato per il 1 ottobre 2013 il nuovo termine di operatività del SISTRI per i rifiuti pericolosi
Rifiuti pericolosi e SISTRI
Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con proprio Decreto del 20 marzo 2013, ha previsto che il Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI), a suo tempo sospeso affinché se ne potessero verificare l’efficienza, l’efficacia e l’affidabilità, ridivenga operativo in due scaglioni, il primo dei quali fissato il 1 ottobre 2013.
Nelle intenzioni del Ministro Corrado Clini, firmatario del provvedimento, l’operatività del SISTRI a far data dal 01/10/2013 interessa esclusivamente i seguenti soggetti, a norma dell’art. 1 del D.M. 20/03/2013:
a) produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 (dieci) dipendenti;
b) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. c) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento di rifiuti);
c) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. d) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: i commercianti e gli intermediari di rifiuti);
d) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. e) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: i consorzi istituiti per il recupero o il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati);
e) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. f) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: le imprese e gli enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale; nel caso di trasporto navale, l’armatore o il noleggiatore che effettuano il trasporto o il raccomandatario marittimo di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, delegato per gli adempimenti relativi al SISTRI dall’armatore o noleggiatore medesimo);
f) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. g) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: nel caso di trasporto intermodale marittimo di rifiuti, il terminalista concessionario dell’area portuale di cui all’articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e l’impresa portuale di cui all’articolo 16 della citata legge n. 84 del 1994, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco, in attesa del successivo trasporto);
g) enti e imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi individuati dall’art. 3, comma 1, lett. h) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. (leggi: nel caso di trasporto intermodale ferroviario di rifiuti, i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto).
L’operatività del SISTRI a far data dal 03/03/2014 interessa, invece, in via esclusiva, a norma dell’art. 2 del D.M. 20/03/2013, gli altri enti o imprese obbligati all’iscrizione al Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti, così come previsto dal D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i.
È fatta salva, dall’art. 3 del D.M. 20/03/2013, la facoltà per Enti e Imprese di aderire su base volontaria al SISTRI a far data dal termine di operatività di cui all’art. 1, comma 1 del D.M. 20/03/2013, ovverosia dal 1 ottobre 2013.
Al fine di riallineare i dati già trasmessi dalle imprese già iscritte al SISTRI – fermo restando l’obbligo di farlo entro il termine iniziale di operatività applicabile per le Imprese e gli Enti obbligati di cui all’art. 3, comma 1, lett. da a) a i) del D.M. 18/02/2011, n. 52 e s.m.i. – gli Enti e le Imprese a suo tempo iscrittesi al SISTRI devono procedere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2 del D.M. 20/03/2013, alla verifica dell’attualità dei dati e delle informazioni già trasmesse e all’eventuale aggiornamento e modifica delle stesse. Per gli Enti e le Imprese per i quali il termine di operatività del SISTRI decorre a far data dal 1 ottobre 2013, le procedure di verifica e allineamento dovranno essere condotte nell’arco temporale compreso fra il 30 aprile 2013 e il 30 settembre 2013, mentre per tutte le altre Imprese ed Enti, per i quali il termine di operatività del SISTRI è fissato al 3 marzo 2014, le procedure di verifica e allineamento dovranno essere condotte nell’arco temporale compreso fra il 30 settembre 2013 e il 28 febbraio 2014.
Il D.M. 20/03/2013 prevede, ad ogni modo, un regime transitorio: per 30 (trenta) giorni dall’inizio di operatività del SISTRI per ciascuno dei due scaglioni più sopra indicati, i soggetti obbligati continuano ad applicarsi le modalità di gestione dei rifiuti e i relativi obblighi e adempimenti previsti dall’art. 190 del D.Lgs. 152 del 3/4/2006 e s.m.i. (leggi: registri di carico e scarico) e dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. (leggi: formulario di identificazione dei rifiuti).
Vale infine la pena sottolineare che ai sensi dell’art. 4 del D.M. 20/03/2013, gli Enti e le Imprese già iscritti alla data del 30/04/2013 non dovranno provvedere al versamento del contributo per l’anno 2013, che è da intendersi sospeso.
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