Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/07/la-sospensione-feriale-dei-termini-2011.html
Timestamp: 2018-02-23 14:43:40+00:00
Document Index: 180818474

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 83', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 2', 'art.19', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 92']

Tag: Accertamenti esecutivi Accertamento con adesione Accertamento induttivo Accertamento sintetico Controlli formali Indagini finanziarie P.V.C. Statuto del contribuente
LA NOVITA’ DELLA CHIUSURA DELLE LITI PENDENTI
Al fine di ridurre il numero delle pendenze giudiziarie e concentrare le risorse sulla proficua e spedita gestione del procedimento relativo al nuovo istituto del reclamo, il comma 12, dell’articolo 39, del D.L. n.98 del 6 luglio 2011, convertito in Legge n. 111 del 15 luglio 2011 – Manovra correttiva 2011 – ha previsto che le liti fiscali di valore non superiore ad € 20.000, in cui è parte l’Agenzia delle entrate, pendenti alla data del 1° maggio 2011 dinanzi alle commissioni tributarie od al giudice ordinario in ogni grado del giudizio ed anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento delle somme determinate ai sensi dell’articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Le liti fiscali che possono essere definite ai sensi della norma sopra indicata sono sospese fino al 30 giugno 2012. Per le stesse sono altresì sospesi, sino al 30 giugno 2012 i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, controricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio.
eventuali adempimenti conseguenti ad avvenimenti che possono causare l’interruzione o sospensione del processo, secondo quanto previsto dagli artt. 39 e 40 del D.Lgs. 546/1992.
Invece, per effetto di quanto disposto dall’art. 3 della legge 742/1996, la sospensione non si applica per i procedimenti cautelari1.
Infatti almeno una sezione, nel periodo di sospensione feriale dei termini processuali, assicurerà lo svolgimento delle udienze sulle domande relative alla concessione di ipoteca o l’autorizzazione al sequestro conservativo, a garanzia del credito fiscale emergente in base al p.v.c. , all’atto di contestazione delle violazioni o al provvedimento di irrogazione della sanzione.
Si tratta di effetti di sospensione automatica, i quali si verificano a prescindere dall’esito del contraddittorio e dell’eventuale perfezionamento o meno dell’adesione, così come confermato dall’Agenzia delle Entrate con la circ. 65/2001, con la quale è stato precisato che il periodo di sospensione di 90 giorni non costituisce termine di riferimento per la conclusione del procedimento di accertamento con adesione, dato che la sottoscrizione dell’atto può “… validamente intervenire entro il termine ultimo d’impugnazione“, comprensivo sia dei 90 concessi dal D.Lgs. 218/1997, sia dei 45 giorni per la sospensione feriale.
Sul punto si rileva, che con sentenza n. 2682 del 4 febbraio 2011 (ud. del 4 giugno 20100) la Corte di Cassazione ha legittimato il cumulo dei sessanta giorni previsti per la proposizione del ricorso introduttivo con il termine dei novanta giorni disposto per la sospensione dei termini previsti dall’accertamento con adesione, ai quali vanno aggiunti i quarantasei giorni previsti dalla sospensione dei termini per il periodo feriale, e la sospensione dei termini previsti sino al 16 aprile 2003 per gli accertamenti notificati nel 2002, i cui termini per l’impugnazione scadevano il 31 dicembre 2002.
E da ultimo, con ordinanza n. 140 del 15 aprile 2011 (ud. del 6 aprile 2011) la Corte Costituzionale ha ritenuto sempre sussistente la sospensione dei 90 giorni, una volta presentata l’istanza di accertamento adesione, anche se anteriormente è stato formalizzato il mancato accordo, rigettando la questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento al principio di ragionevolezza di cui all’art. 3 della Costituzione, dell’art. 6, c. 3, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.
L’art. 83, c. 18, del D.L. n. 112/2008, ha introdotto, nell’ambito del D.Lgs. n. 218/97, dopo l’art. 5, l’art. 5-bis, titolato “Adesione ai verbali di constatazione”, col quale “Il contribuente può prestare adesione anche ai verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto redatti ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, che consentano l’emissione di accertamenti parziali previsti dall’articolo 41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall’articolo 54, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”.
Il beneficio si applica solo nel caso di integraledefinizione del verbale che deve intervenire entro 30 giorni dalla consegna del verbale medesimo.
E pertanto il contribuente se ha ricevuto un pvc il 16 luglio non potrà beneficiare della sospensione dei termini per la presentazione dell’istanza.
Strettamente dipendenti e connessi alla sospensione dei termini processuali sono anche gli istituti della definizione agevolata delle sanzioni e della rinuncia all’impugnazione, rispettivamente disciplinati dall’art. 17, c. 2, del D.Lgs. 472/1997 e dall’art. 15 del D.Lgs. 218/1997, norme che riconnettono gli effetti premiali ivi contenuti alla circostanza che il pagamento intervenga “entro i termini di proposizione del ricorso”.
Vale la pena di rammentare che la definizione agevolata (art. 17 D.Lgs. 472/1997) è riferita esclusivamente alle sanzioni e non comporta acquiescenza rispetto al tributo mentre la rinuncia all’impugnazione (art. 15 D.Lgs. 218/1997) comporta – oltre la riduzione ad 1/3 delle sanzioni ovvero ad 1/6 nelle ipotesi espressamente previste – la definitività del provvedimento di accertamento e gli ulteriori effetti previsti dall’art. 2, cc. 3, 4 e 5 dello stesso decreto.
A mente del comma 7 dell’articolo 12 della Legge n. 212/2000, il contribuente sottoposto a verifica ha il diritto di formulare osservazioni e richieste entro 60 giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione da parte degli organi di verifica: le osservazioni formulate saranno oggetto di valutazione da parte degli uffici dell’amministrazione finanziaria, imponendo all’attività di accertamento dell’ufficio una battuta d’arresto della durata di almeno 60 giorni.
In deroga all’art.19, c. 7, del medesimo decreto legislativo n. 472 del 1997, il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo. Se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di € 50.000 la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi.
Le disposizioni di cui all’art. 12, cc. da 2 a 2-quater, del D.Lgs. n.471/1997, si applicano alle violazioni constatate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (29 novembre 2006).
In questi giorni i contribuenti stanno ricevendo varie comunicazioni di irregolarità, definibili, col pagamento, e sanzione ridotta (ove prevista), entro 30 gg. dalla notifica.
Per esempio, se un contribuente ha ricevuto una comunicazione il 15 luglio, per potere dei vantaggi previsti, deve versare entro 30 gg., non potendosi applicare la sospensione dei termini.
1Si rileva che con sentenza n. 7854 del 6 aprile 2011 (ud. del 23 febbraio 2011) la Corte di Cassazione ha ricordato che “le opposizioni all’esecuzione o agli atti esecutivi sono escluse dalla sospensione feriale…”. Infatti, prosegue la sentenza, “l’esclusione dalla sospensione feriale dei – termini (dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno), prevista dalla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 3, per tali opposizioni (Cass. 30 gennaio 1978, n. 431, Cass. 16 settembre 1980, n. 5273, Cass. 14 febbraio 1981, n. 929, Cass. 26 ottobre 1981, n. 5592, Cass. 21 dicembre 1998, n. 12768, Cass. ord. 6 dicembre 2002, n. 17440, Cass. 15 giugno 2004, n. 11271, Cass. 22 ottobre 2004, n. 20594, Cass. 10 febbraio 2005, n. 2708; tra le più recenti, v.: Cass., ord. 9998/10; in motivazione, Cass. sez. un. 10617/10; Cass., ord. 28 gennaio 2011, n. 2120; Cass. 1 febbraio 2011 n. 2345), si applica anche al termine per proporre ricorso per cassazione: il principio sancito dalla L. n. 742 del 1969, art. 3, secondo cui talune cause, quali quelle di opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, non sono sottoposte a sospensione durante il periodo feriale, deve intendersi riferito all’intero corso del procedimento, sicchè esso ha indiscutibilmente riferimento anche ai termini per proporre ricorso per cassazione; la norma citata, invero, anche nella parte in cui richiama l’art. 92 dell’ordinamento giudiziario, si riferisce pur sempre a controversie che abbiano una determinata natura (tale, cioè, da giustificare l’esigenza di una sollecita trattazione), e non già all’organo giudiziario presso il quale pende la controversia medesima (giurisprudenza consolidata; in materia di opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi, v., tra le altre: Cass., ord. 6 febbraio 2004, n. 2342; Cass., ord. 18 gennaio 2006, n. 818; Cass., ord. 18 gennaio 2006, n. 817; Cass. 2 marzo 2010, n. 4942; Cass. 1 febbraio 2011, n. 2345; per altre tipologie di cause sottratte alla sospensione: Cass. 4 dicembre 1991 n. 13055, Cass. 20 giugno 1994, n. 5932, Cass. 24 marzo 1995, n. 3478, Cass. 4 marzo 2000, n. 2450, Cass. 26 luglio 1996, n. 6753, Cass. 4 novembre 1997, n. 10823, Cass. 8 aprile 1998, n. 3629, Cass. 3 gennaio 2001, n. 44)”.