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Timestamp: 2020-08-09 15:07:02+00:00
Document Index: 72687932

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 1227', 'art. 83', 'art. 1227']

Sentenza Cassazione Civile n. 22015 del 03/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22015 del 03/09/2019
Cassazione civile sez. I, 03/09/2019, (ud. 16/04/2019, dep. 03/09/2019), n.22015
sul ricorso 3580/2013 proposto da:
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via M. Mercati n. 51,
presso lo studio dell’avvocato Luponio Ennio, che la rappresenta e
difende unitamente all’avvocato Silimbani Maurizio, giusta procura
difesa dagli avvocati Cataldi Rossana, Chiappinelli Giuseppina,
avverso la sentenza n. 1792/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
udito, per la ricorrente, l’Avvocato Silimbani che si riporta;
udito, per la controricorrente, l’Avvocato Ursino Anna Maria Rosaria,
con delega orale, che ha chiesto il rigetto.
Viene proposto ricorso, sulla base di tre motivi, avverso la sentenza pronunciata il 12 dicembre 2011 dalla Corte d’appello di Torino, la quale, in riforma della decisione di primo grado, ha condannato Poste Italiane s.p.a. al risarcimento del danno nella misura di Euro 2.565,00, oltre rivalutazione ed interessi legali, corrispondente alla metà della somma portata da un assegno di traenza illegittimamente incassato presso un ufficio postale da soggetto non legittimato.
La corte territoriale ha ritenuto che: a) la negoziatrice risponde del pagamento per responsabilità contrattuale oggettiva, ai sensi dell’art. 43 l.a., nella specie avendo pagato a persona prima di allora non conosciuta, cui contestualmente ha aperto un libretto di deposito nominativo, previo controllo formale della patente e del tesserino di codice fiscale privo di fotografia; b) fu imprudente l’invio dell’assegno per posta ordinaria, anzichè con posta raccomandata con avviso di ricevimento, la sola che permetta di avere un riscontro della consegna corretta, dunque senza un minimo di cautela esigibile, tale da costituire concausa dell’evento, secondo il criterio della cd. causalità adeguata di regolarità statistica, donde il concorso di colpa nella misura del 50% a carico della compagnia di assicurazione, ai sensi dell’art. 1227 c.c., comma 1, rilevabile d’ufficio.
2) violazione e falsa applicazione degli artt. 40 e 41 c.p., oltre a motivazione inesistente, essendo l’identificazione del beneficiario di titolo intrasferibile il momento centrale dell’adempimento dell’obbligo della banca, mentre il concorso commissivo mediante omissione esige una norma preesistente, la quale imponga il comportamento omesso; nè costituisce fatto notorio che la spedizione per posta ordinaria conduca ad eventi illeciti, indicando le statistiche semmai il contrario;
Il D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, prevede all’art. 83: “Divieto di includere valori nelle corrispondenze ordinarie e raccomandate. E’ vietato d’includere nelle corrispondenze ordinarie, in quelle raccomandate e nei pacchi ordinari denaro, oggetti preziosi e carte di valore esigibili al portatore. Le corrispondenze ed i pacchi, riconosciuti, per segni esterni, in contravvenzione a tale divieto, sono sottoposti d’ufficio, a carico del destinatario, al doppio della tassa di raccomandazione e di quella minima di assicurazione, se trattasi di corrispondenze ordinarie, od al doppio della tassa minima di assicurazione se trattasi di corrispondenze raccomandate e di pacchi. I destinatari saranno esonerati dal pagamento di tali tasse se, prima di ritirare le corrispondenze o i pacchi, faranno constatare l’inesistenza di valori. (…)”.
5.1. – L’art. 1227 c.c.. In generale, la norma prevede il concorso causale della condotta dello stesso danneggiato, ora nella produzione del danno (comma 1), ora nell’aggravamento delle conseguenze dannose dell’altrui comportamento (comma 2), che rileva solo allorchè sia possibile rimproverare alcunchè in termini di colpa al danneggiato medesimo.