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Timestamp: 2017-01-23 12:36:05+00:00
Document Index: 125380983

Matched Legal Cases: ['art. 76', 'art. 11', 'art. 76', 'art. 52', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 52', 'art. 76']

Prima casa non di lusso e pignoramento immobiliare di Equitalia. Cass. civ. 19270/2014. | propit.it - Forum per la Casa
Discussione in 'Ipoteche, Pignoramenti, CRIF e Banche Dati' iniziata da StLegaleDeValeriRoma, 7 Febbraio 2015.
Poichè alcuni lettori mi chiedono chiarimenti sulla sorte della prima casa quando si hanno posizioni debitorie con Equitalia è opportuno ricordare lo stato dell'arte, precisare a quali condizioni la prima casa è inespropriabile e la giurisprudenza di legittimità applicabile.
L'art. 76 alla lettera g) del D.P.R 602/1973 modificato dal D.L. 69/2013 dispone:
b) residenza anagrafica del debitore; La norma non si applica alle abitazioni di lusso e ai fabbricati delle categorie catastali A/8 e A/9.
I debitori proprietari della sola prima casa dormivano sonni tranquilli ? No !
Il Ministero dell’Economia con una successiva nota a maggio del 2014, ha ritenuto che la norma in questione non avesse effetto retroattivo e che, pertanto, tutti i pignoramenti effettuati prima del 22 giugno 2013 dovevano considerarsi validi ed efficaci.
La norma entrata in vigore il 22 giugno 2013 ha dunque effetto retroattivo ?
Nella decisione della terza sezione civile, che va letta integralmente, tra l'altro leggiamo che "dal momento che la norma disciplina il processo esecutivo esattoriale immobiliare, e non introduce un’ipotesi di impignorabilità ‘‘sopravvenuta’’ del suo oggetto, la mancanza di una disposizione transitoria comporta che debba essere applicato il principio per il quale nel caso di successione di leggi processuali nel tempo, ove il legislatore non abbia diversamente disposto, in ossequio alla regola generale di cui all’art. 11 delle preleggi, la nuova norma disciplina non solo i processi iniziati successivamente alla sua entrata in vigore ma anche i singoli atti, ad essa successivamente compiuti, di processi iniziati prima della sua entrata in vigore, quand’anche la nuova disciplina sia più rigorosa per le parti rispetto a quella vigente all’epoca di introduzione del giudizio (così Cass. n. 3688/11)."
Pertanto "in tema di espropriazione immobiliare esattoriale, qualora sia stato eseguito il pignoramento immobiliare mediante la trascrizione e la notificazione dell’avviso di vendita ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, ed il processo sia ancora pendente alla data del 21 agosto 2013 (di entrata in vigore dell’art. 52, comma 1, lett. g), del D.L. 21 giugno 2013 n. 69, l’azione esecutiva non può più proseguire e la trascrizione del pignoramento va cancellata, su ordine del giudice dell’esecuzione o per iniziativa dell’agente della riscossione, se l’espropriazione ha ad oggetto l’unico immobile di proprietà del debitore, che non sia bene di lusso e sia destinato ad abitazione del debitore, il quale vi abbia la propria residenza anagrafica."
Ergo il debitore esecutato che si trova nelle condizioni riportate potrà far valere questo principio.
L'art. 76 alla lettera g) del D.P.R 602/1973 modificato dal D.L. 69/2013 disponeClicca per allargare...
L'art. 76 del D.P.R. n. 602/1973 non ha una lettera g). Né nel suo primo comma, né nel secondo.
La lettera g) è quella del primo comma dell'art. 52 del D.L. n. 69/2013, che ha sostituito il comma 1 dell'art. 76 del D.P.R. n. 602/1973.
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