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Timestamp: 2018-03-24 23:36:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 209', 'art. 327', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 152', 'art. 36', 'art. 458', 'art. 1', 'art. 50', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2901', 'art. 2901']

Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: ottobre 2008
FALLIMENTO ED ALTRE PROCEDURE CONCORSUALI - LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA - DEPOSITO IN CANCELLERIA DELLO STATO PASSIVO
La S.C. ha affermato, in tema di liquidazione coatta amministrativa, che lo stato passivo formato dal commissario liquidatore non acquista carattere giurisdizionale con il deposito in cancelleria, per cui alla relativa opposizione “ex” art. 209 legge fall., non è applicabile il termine annuale di cui all’art. 327 cod. proc. civ., avente sì valenza generale, ma pur sempre soltanto nell’ambito delle impugnazioni di provvedimenti giurisdizionali.
Sentenza n. 25714 del 15 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore R. Rordorf)
PREVIDENZA – SANZIONI - OPPOSIZIONE INGIUNZIONE – DECADENZA - EFFETTI
In tema di sanzioni pecuniarie derivanti da violazioni amministrative, la decadenza dal potere di proporre opposizione preclude non solo la contestazione dell’efficacia di titolo esecutivo ma anche l’accertamento dell’inesistenza del credito dell’amministrazione.
Sentenza n. 20375 del 24 luglio 2008(Sezione Lavoro, Presidente G. Sciarelli, Relatore P. Picone)
GIURISDIZIONE - CARTELLA PAGAMENTO TRIBUTI - ANNULLAMENTO - SOMME PROVVISORIAMENTE VERSATE - GIUDICE TRIBUTARIO
Spetta al giudice tributario, e non a quello ordinario, la cognizione della controversia per la restituzione di tributi provvisoriamente versati sulla base di cartella di pagamento annullata con sentenza passata in giudicato dal giudice tributario, atteso che tale sentenza costituisce solo titolo per fondare la pretesa di restituzione e non titolo giudiziario per ottenerla.
Sentenza n. 24774 dell'8 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore M. D'Alonzo)
PROCESSO CIVILE - RICORSO PER CASSAZIONE - DECISIONI ADOTTATE IN TEMA DI TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI
La Corte, in tema di trattamento dei dati personali, interpretando per la prima volta l’art. 152 del d.lgs. n. 196 del 2003 con riferimento alla diretta ricorribilità in cassazione delle decisioni emesse in materia dal giudice ordinario, ha stabilito che è esperibile l’ordinario rimedio dell’appello, con conseguente esclusione del ricorso diretto per cassazione, avverso le decisioni processuali, attinenti all’ammissibilità del ricorso – con l’eccezione (comma 4) della inammissibilità per tardiva proposizione dello stesso – o alla competenza territoriale o (come nella specie) alla giurisdizione.
Sentenza n. 24708 del 7 ottobre 2008(Sezioni Unite Civili, Presidente R. Corona, Relatore G. Settimj)
LAVORO PUBBLICO- SCUOLE- GRADUATORIE PERMANENTI – RISERVISTI INVALIDI
In tema di reclutamento del personale docente, l’amministrazione scolastica è obbligata per coprire i posti riservati agli invalidi ad attingere dalle graduatorie permanenti a prescindere dall’operatività dei vari scaglioni della graduatoria.
Sentenza n. 23112 del 9 settembre 2008(Sezione Lavoro, Presidente G. Ianniruberto, Relatore P. Picone)
PREVIDENZA – ACCOMPAGNAMENTO – CAPACITA’ LAVORATIVA
Sentenza n. 22878 del 9 settembre 2008(Sezione Lavoro, Presidente S. Senese, Relatore A. De Matteis)
LAVORO - GIUSTA RETRIBUZIONE - ANZIANITA’
La Corte, con nuovo orientamento, ha affermato che la giusta retribuzione ex art. 36 Cost. deve essere adeguata anche in proporzione all'anzianità di servizio acquisita, in considerazione del miglioramento qualitativo nel tempo della prestazione.
Sentenza n. 18584 del 7 luglio 2008(Sezione Lavoro, Presidente M. De Luca, Relatore G. Bandini)
PREVIDENZA – DIFFERENZE CONTRIBUTIVE- EFFETTIVO INQUADRAMENTO DEL LAVORATORE – ONERE DELLA PROVA
Il diritto dell’INPS a differenze contributive previdenziali, basate su differenze retributive del lavoratore per un inquadramento diverso da quello pattuito, presuppone la prova a carico dell’INPS dell’attività svolta in concreto dal lavoratore, senza che la richiesta di avviamento al lavoro presentata dal datore di lavoro possa far presumere il diverso inquadramento invocato.
Sentenza n. 22873 del 9 settembre 2008(Sezione Lavoro, Presidente S. Senese, Relatore A. Lamorgese)
ESECUZIONE FORZATA - VENDITA IMMOBILIARE - AGGIUDICAZIONE - VIZI RELATIVI - RIMEDI IMPUGNATORI
Una volta delegate le operazioni di vendita al notaio, i vizi dell’aggiudicazione dichiarata dallo stesso notaio devono essere prima fatti valere con il reclamo e poi contro l’ordinanza del giudice che, rigettando il reclamo, assume a contenuto del proprio atto esecutivo l’aggiudicazione notarile. Ne consegue che i detti vizi, se non fatti valere nelle forme suindicate, non possono più essere dedotti mediante l’impugnazione del successivo decreto di trasferimento.
Sentenza n. 24810 dell'8 ottobre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente e Relatore P. Vittoria)
TRIBUNALE PER I MINORENNI - GIUDIZIO ABBREVIATO A SEGUITO DI GIUDIZIO IMMEDIATO - COMPETENZA - E' DEL G.I.P.
La Corte di Cassazione ha ritenuto che competente alla celebrazione del giudizio abbreviato nei confronti di imputati minorenni, nel caso in cui la richiesta sia stata presentata a seguito dell’emissione di decreto di giudizio immediato, è, ai sensi dell’art. 458 cod. proc. pen. (norma generale applicabile, in difetto di diversa previsione speciale, ai sensi dell’art. 1, comma 1, d.P.R. n. 448 del 1988) il giudice per le indagini preliminari. Nel processo penale minorile, il g.i.p. (diversamente dal giudice dell’udienza preliminare, organo collegiale composto da un magistrato togato e da due giudici onorari, un uomo ed una donna, “esperti” del settore minorile) è un organo monocratico togato (cfr. art. 50-bis ord. giud.); la tutela della personalità e delle esigenze educative del minore risulta comunque affidata alla particolare professionalità settoriale del g.i.p.
Sentenza n. 38481 del 16 settembre 2008 - depositata il 9 ottobre 2008(Sezione Quarta Penale, Presidente A. Morgigni, Relatore R. Bricchetti)
REATO - REATO CIVILE - RESPONSABILITA' DELLA A.S.L. DI APPARTENENZA PER DANNI CAGIONATI DA MEDICO CONVENZIONATO - ESCLUSIONE
La Corte di cassazione, richiamando un precedente orientamento (cfr. Cass. pen. sez. IV, 16.4.14.8.2003, n. 34460, rv. 227765), ha ribadito che la ASL di appartenenza non è responsabile per i danni (nella specie, derivanti dall’accertato omicidio colposo) cagionati al paziente da un medico convenzionato, poiché tra quest’ultimo e la A.S.L. non ricorre né un rapporto di immedesimazione organica, né di ausiliarietà, e la A.S.L. non assume il rischio dell’attività del sanitario, pur sempre libera sia nella predisposizione dell’organizzazione che mette a disposizione del paziente, sia nella scelta delle cure da praticare. Il medico non è dipendente della A.S.L., e tra quest’ultima ed il paziente (diversamente da quanto accade tra il paziente e la Casa di cura: cfr. Cass. civ. Sez. U., 1.7.2002, n. 9556) non intercorre il c.d. contratto di spedalità: per tali ragioni, non è configurabile alcuna responsabilità dell’ente ex artt. 1228 e 2049 cod. civ.; né è configurabile una responsabilità dell’A.S.L. ex artt. 1218 e 2043 cod. civ., in difetto di relazioni dirette tra il paziente e l’ente (che non fornisce direttamente la prestazione sanitaria), in quanto l’unico “debitore” della prestazione sanitaria è il medico.
Sentenza n. 36502 dell'11 aprile 2008 - depositata il 23 settembre 2008(Sezione Quarta Penale, Presidente G. Campanato, Relatore S. G. Iacopino)
IMPUGNAZIONI - RICORSO PER CASSAZIONE DEL P.M. AVVERSO SENTENZA DI CONDANNA PRONUNCIATA ALL'ESITO DI GIUDIZIO ABBREVIATO - APPELLO DELL'IMPUTATO
La S.C. ha affermato che il ricorso per cassazione del pubblico ministero avverso una sentenza di condanna pronunciata all'esito di giudizio abbreviato si converte in appello qualora la sentenza stessa sia oggetto di appello da parte dell’imputato, non rilevando la successiva rinuncia a quest’ultima impugnazione.
Sentenza n. 38437 del 1° ottobre 2008 - depositata il 9 ottobre 2008(Sezione Prima Penale, Presidente P. Mocali, Relatore P. Piraccini)
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - I.V.A. - ABUSO DEL DIRITTO - LOCAZIONE FINANZIARIA
In tema di IVA, la Suprema Corte, facendo applicazione dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia CE nella recente sentenza 21 febbraio 2008, in causa C-425/06, Part Service S.r.l., ha ritenuto che possa configurare un abuso del diritto (o di forme giuridiche), in quanto avente come scopo principale il conseguimento di un risparmio d'imposta, il frazionamento di un contratto di leasing in una pluralità di contratti distinti, aventi ad oggetto rispettivamente la concessione dell'utilizzazione di un bene, il procacciamento della provvista finanziaria necessaria e l'assicurazione contro i rischi della perdita o del deperimento economico del bene fornito, affermando che tale frazionamento, in quanto volto a ridurre l'importo del corrispettivo soggetto ad imposta, è inopponibile all'Amministrazione finanziaria, la quale può pertanto qualificare la fattispecie come un'unica operazione, as-sumendo come base imponibile la sommatoria dei corrispettivi contrattuali pagati dall'utilizzatore. Al riguardo, è stato tuttavia precisato che l'onere di individuare l'impiego abusivo di forme giuridiche incombe all'Amministrazione, la quale non può limitarsi a generiche affermazioni, ma è tenuta a precisare gli aspetti e le particolarità che inducono a ritenere l'operazione priva di un reale contenuto economico.
Sentenza n. 25374 del 17 ottobre 2008(Sezione Quinta Civile, Presidente e Relatore E. Altieri)
PREVIDENZA - TRATTAMENTO ECONOMICO DI MALATTIA EROGATO DAL DATORE DI LAVORO
La S.C., statuendo che la corresponsione del trattamento economico di malattia da parte del datore di lavoro, per contratto collettivo di diritto comune, esonera dall'obbligo di versare la contribuzione previdenziale a favore dell'INPS, ha applicato la norma di interpretazione autentica recentemente introdotta con d.l.n.112 del 2008, convertito in legge n.133 del 2008, escludendone censure di illegittimità costituzionale alla stregua dei principi di ragionevolezza e solidarietà.
Sentenza n. 25047 del 13 ottobre 2008(Sezione Lavoro, Presidente e Relatore M. De Luca)
RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE - REVOCATORIA ORDINARIA – DOLO GENERICO – SUFFICIENZA - PROVA
Nel ribadire che la costituzione del fondo patrimoniale può essere dichiarata inefficace nei confronti dei creditori a mezzo di azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c., con riferimento a costituzione di fondo patrimoniale in epoca anteriore all’assunzione di garanzia fideiussoria nei confronti di istituto bancario la S.C. afferma che ad integrare l’animus nocendi richiesto dall’art. 2901, 1° co. n. 1, c.c. è sufficiente il mero dolo generico, non essendo pertanto necessaria la ricorrenza del dolo specifico, come viceversa richiesto nel precedente in termini costituito da Cass., 27/2/1985, n. 1716. Trattandosi di un atteggiamento soggettivo, siffatto elemento psicologico va provato, precisa la Corte di legittimità, dal soggetto che lo allega, e può essere accertato anche mediante il ricorso a presunzioni, il cui apprezzamento è devoluto al giudice di merito, ed è incensurabile in sede di legittimità in presenza di congrua motivazione.
Sentenza n. 24757 del 7 ottobre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente P. Vittoria, Relatore L. A. Scarano)
CONTRATTI – APPALTO - CONTRATTO A FAVORE DI TERZI - ASSICURAZIONE FIUDEIUSSORIA O CAUZIONALE - APPARENZA DEL DIRITTO
La Corte ha ritenuto che il beneficiario di un’assicurazione fideiussoria o cauzionale, stipulata dall’appaltatore su richiesta del committente e in favore di questi, può invocare a suo vantaggio i principi in tema di rappresentanza apparente per tener fermi gli effetti del contratto di garanzia, qualora questo sia stato stipulato, per il promittente, da un rappresentante senza poteri, evidenziando che il terzo beneficiario della polizza non solo subentra nella stessa posizione giuridica dello stipulante, quanto alla validità e all’efficacia della prestazione promessa in suo favore, ma é anche l’unico soggetto economicamente interessato alla stipulazione del contratto, potendo lo stipulante appaltatore anche non avere interesse all’effettiva validità ed efficacia dell’assicurazione, essendone sufficiente la mera apparenza ai fini che egli persegue, che sono quelli di condizionare in suo favore il comportamento del committente.
Sentenza n. 23708 del 16 settembre 2008(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore R. Lanzillo)
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – CONTRATTI – VENDITA DI IMMOBILE MINISTERIALE SOTTOPOSTA A CONDIZIONE RISOLUTIVA
La Corte ha escluso la responsabilità contrattuale e precontrattuale di un Ministero che, dopo avere stipulato un contratto di vendita di un proprio complesso immobiliare con una società privata, sottoposto alla condizione risolutiva della mancata approvazione della variante di destinazione urbanistica da parte dell’autorità comunale, aveva adottato un decreto di diniego di approvazione del contratto, per la sopravvenuta mancanza delle condizioni per l’accoglimento della richiesta di mutamento di destinazione urbanistica, essendo intervenuta una risoluzione del consiglio comunale contraria all’approvazione. In particolare, la S.C. ha chiarito che la presa di posizione del consiglio, pur non vincolando il potere deliberativo della giunta comunale, costituiva espressione del potere d’indirizzo politico-amministrativo generale, indice questo idoneo a ingenerare la prevedibile aspettativa dell’impossibilità di conseguimento della variante, tenuto conto altresì che la determinazione consiliare era seguita alla contrarietà espressa dall’opinione pubblica, anche per mezzo di organi di stampa, sull’opportunità del mutamento di destinazione dell’immobile. La condizione risolutiva non poteva, quindi, ritenersi meramente potestativa, essendo il potere discrezionale di assentire alla variante di spettanza di un’autorità amministrativa diversa dalla P.A. contraente.
Sentenza n. 24957 del 10 ottobre 2008(Sezione Seconda Civile, Presidente L. A. Rovelli, Relatore L. Piccialli)