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Timestamp: 2017-12-18 15:42:58+00:00
Document Index: 26162002

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 39', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art.41', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 41', 'art. 50', 'art. 8', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50']

PPT - I depositi IVA PowerPoint Presentation - ID:556996
I depositi IVAPowerPoint Presentation
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I depositi IVA - PowerPoint PPT Presentation
I depositi IVA. A cura di Giorgio Confente Parma, 22 Novembre 2006 Convegno Studio TOSCANO . Norme di riferimento. Art. 16 della VI direttiva UE (dir. 388/77) Legge n.28 del 18.12.1997 Decreto Ministeriale n. 419 del 18.12.1997. Art. 50 bis DL 331/1993. Caratteri dei depositi IVA.
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A cura di Giorgio Confente
Parma, 22 Novembre 2006
Art. 16 della VI direttiva UE (dir. 388/77)
Legge n.28 del 18.12.1997
Decreto Ministeriale n. 419 del 18.12.1997
Art. 50 bis DL 331/1993
Caratteri dei depositi IVA
Sono dei veri e propri luoghi “fisici” in cui le merci devono entrare o quantomeno transitare
Possono essere introdotti beni nazionali o comunitari non destinati alla vendita al dettaglio
Nella norma non esiste un termine minimo di permanenza della merce nel deposito…
Tuttavia con circolare n. 16/D del 28 aprile 2006 è stato ribadito che i beni devono essere materialmente introdotti nei depositi non essendo sufficiente la “presa in carico” documentale degli stessi nell'apposito registro
I depositi IVA e l’azione di controllo
l'Agenzia delle entrate ha emanato, nel primo semestre 2006, una circolare (n. 9 del 3 marzo 2006) che contiene le linee guida dell'attività di accertamento dell'anno in corso
Fra le priorità ci sono anche i controlli sui depositi IVA:
“Per individuare eventuali percorsi evasivi ed elusivi nella gestione dei depositi medesimi “
Abuso del diritto e sentenza “Halifax”Corte di Giustizia UE del 21 febbraio 2006 – causa C-255/02)
Sono state poste all’attenzione dei giudici comunitari le seguenti questioni pregiudiziali
si possono configurare come cessioni di beni o prestazioni di servizi le operazioni realizzate al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale, senza un autonomo obiettivo economico?
è possibile negare i diritti derivanti dall’applicazione della sesta direttiva qualora le operazioni che hanno fatto sorgere tale diritto integrano un comportamento abusivo?
Sulle questioni pregiudiziali la Corte ha stabilito che
le nozioni che definiscono le operazioni imponibili, ai sensi della sesta direttiva, hanno tutte un carattere obiettivo e si applicano indipendentemente dagli scopi e dai risultati perseguiti dalle parti
la sesta direttiva deve essere interpretata come contraria a concedere l’esercizio di un diritto se le operazioni che fondano tale diritto integrano un comportamento abusivo
Nella definizione del comportamento abusivo la Corte ha chiarito che
perché possa parlarsi di un comportamento abusivo, le operazioni controverse devono procurare un vantaggio fiscale la cui concessione sarebbe contraria all’obiettivo perseguito dalla VI direttiva
non si può invocare il divieto di comportamenti abusivi se le operazioni “sospette” possono spiegarsi per ragioni diverse dal mero conseguimento di vantaggi fiscali
Abuso del diritto e utilizzo dei depositi IVA
benché la Corte impieghi il termine abuso del diritto, la definizione che ne dà è simile all’ elusione fiscale come conosciuta nel nostro ordinamento interno, anche se le due definizioni non sono completamente sovrapponibili
in ogni caso - sulla base del percorso logico giuridico seguito dalla sentenza Halifax - non pare che si possa qualificare come elusivo l’utilizzo di un deposito al fine di evitare l’anticipazione finanziaria per il pagamento dell’IVA sulle importazioni
depositi IVA: la natura delle operazioni
Non limitano il diritto alla detrazione (circolare n. 328 del 24.12.1997)
Le operazioni effettuate nei depositi non concorrono a formare il plafond
deve essere emessa fattura indicando l’art. 50 bis come titolo di non imponibilità
Le condizioni per ottenere l’autorizzazione ad istituire un deposito IVA
Non essere sottoposti a procedimento penale e non aver subito condanne per reati “finanziari”
Non aver commesso violazioni gravi e ripetute in materia l’ IVA
Non essere in fallimento, in concordato preventivo, in amministrazione controllata o in stato di liquidazione
L’istanza deve essere presentata alla:
Direzione Regionale delle Entrate del luogo del deposito;
e, per conoscenza, all’Ufficio competente in base al domicilio fiscale del contribuente
La comunicazione prevista dal collegato alla finanziaria 2007 (DL 262/2007)
L’art. 1 del DL 262/06 ha introdotto un nuovo comma 2 bis nell’art. 50 bis del DL 331/1993 (cfr. nota dell’Agenzia delle dogane del 4 ottobre 2006)
“I soggetti esercenti le attività di cui al comma 1, anteriormente all'avvio della operatività quali depositi IVA presentano agli uffici delle dogane e delle entrate, territorialmente competenti, apposita comunicazione anche al fine della valutazione, qualora non ricorrano i presupposti di cui al comma 2, quarto periodo, della congruità della garanzia prestata in relazione alla movimentazione complessiva delle merci”
Obblighi del depositario 2007
Tenuta di un registro ai sensi dell’art. 39 DPR 633/72 e conservazione dei documenti relativi alla movimentazione dei beni
Responsabilità solidale del depositario che coinvolge gli aspetti procedurali e sostanziali
Cura degli adempimenti relativi a:
introduzione dei beni
estrazione dei beni
acquisti INTRA con introduzione dei beni nel deposito da soggetto italianoart. 50 bis, comma quarto, lettera a)
È tenuto a:
integrare la fattura senza imposta (art. 50 bis)
registrarla in acquisti e vendite
indicare l’operazione in dichiarazione
presentare modello INTRA 2 bis
Depositante acquirente
acquisire copia della fattura
registrarla nel registro del deposito previsto dall’art. 50 bis
introduzione dei beni nel deposito da parte di operatore UE soggetto italianoart. 50 bis, comma quarto, lettera a)
integra la fattura senza imposta
conserva la fattura ricevuta
compila il mod. INTRA 2 e 2 bis
Rappresentante fiscale leggero
acquisisce copia della fattura
la registra nel registro del deposito previsto dall’art. 50 bis
Depositi e consignment stock soggetto italianoart. 50 bis, comma quarto, lettera a)
È il contratto con il quale il fornitore mette a disposizione del cliente un determinato quantitativo di merce: l’acquisto si perfeziona solo al momento del prelievo
nessun obbligo al momento della consegna dei beni
fatturazione quando la merce è prelevata dal cliente
depositante non residente
istituzione di un registro “merce in conto deposito”
comunicazione al fornitore del prelievo della merce
registrazione in acquisti e vendite della fattura di vendita per la merce prelevata
Introduzione nel deposito di beni extra UE soggetto italianoart. 50 bis, comma quarto, lettera b)
In questi casi il deposito IVA offre indubbi vantaggi sotto il profilo finanziario in quanto consente di effettuare l’importazione senza pagare l’imposta in dogana
dichiarazione in dogana di immissione il libera pratica con destinazione della merce in un deposito IVA
cauzione se richiesta dalla dogana
annotazione sul registro acquisti della bolletta doganale per il solo imponibile
depositante importatore
presa in carico delle merci sul registro
restituzione di copia del documento doganale nel quale attesta la presa in carico delle merci nel deposito
Cessione a operatore UE di beni introdotti nel deposito IVA soggetto italianoart. 50 bis, comma quarto, lettera c)
emette una fattura senza imposta (art.41 e 50 bis)
indica sulla stessa la partita IVA comunitaria del cessionario
introduce fisicamente i beni nel deposito IVA
Cedente nazionale
acquisisce una copia della fattura
la annota sul registro del deposito previsto dall’art. 50 bis
Cessioni di beni elencati nella tabella A bis allegata al DL 331/1993 art. 50 bis, comma quarto, lettera d)
fattura senza imposta ex 50 bis, comma 4, lettera d)
introduce i beni nel deposito
cessionario ITA: registra la fattura nel registro acquisti
cessionario extra UE: non deve porre in essere alcun adempimento se non estrae i beni
Cessionario ITA o extra UE
la annota nel registro del deposito previsto dall’art. 50 bis
Cessioni su beni in deposito: adempimenti 331/1993 art. 50 bis, comma quarto, lettera e)
emissione di fattura senza IVA con indicazione della P. Iva del cessionario
indicazione in dichiarazione (rigo VE 32)
fornitore ITA
emissione di auto fattura art. 17 DPR 633/72 senza IVA
registrazione in acquisti e vendite
indicazione in dichiarazione (VF 12)
cliente ITA -fornitore estero
emissione di documento commerciale con indicazione di:
natura, qualità e quantità della merce
soggetti dell’operazione
corrispettivo pattuito
consegna di copia del documento al depositario
fornitore estero
Prestazioni di servizi 331/1993 art. 50 bis, comma quarto, lettera h)
Di ogni tipo purché relative a beni custoditi in deposito
Es. prestazioni di trasporto per introdurre i beni nel deposito (no) o per la loro lavorazione successiva all’introduzione (si)
Possono essere effettuate in locali limitrofi ed in questo caso non possono superare 60 giorni
(per locali “limitrofi”: risoluzione n. 149/E del 02.10.2000)
Luogo delle lavorazioni
Estrazione dei beni per il 331/1993 mercato nazionale(art. 50 bis, comma 6, DL 331/1993)
estrazione deve essere fatta da un soggetto passivo identificato in Italia
I beni estratti possono essere materie prime, semilavorati o beni finiti
Estrazione dei beni per il mercato nazionale: base imponibile(art. 50 bis, comma 6, DL 331/1993)
Beni che nel deposito hanno subito operazioni
Beni che nel deposito non hanno subito operazioni
Corrispettivo dell’ultima cessione + spese di deposito + prestazioni di servizi se non già comprese nel valore del bene ceduto
corrispettivo pattuito al momento dell’introduzione dei beni + spese di deposito
estrazione dei beni per il mercato nazionale: adempimenti imponibileart. 50 bis, comma 6 DL 331/1993
Nell’ipotesi in cui non ci sia, a monte un documento fiscale, rilevante sotto il profilo IVA
Es. immissione dei beni in libera pratica e successiva estrazione
Emissione di autofattura
Nei casi in cui ci si limita ad integrare il valore della fattura ricevuta in precedenza e non assoggettata ad IVA
Es. acquisto intracomunitario con introduzione dei beni nel deposito IVA
estrazione dei beni per cessione intra imponibileart. 50 bis, comma quarto, lettera f)
emissione fattura non imponibile (art. 41 e 50 bis DL 331/1993)
registrazione “distinta” della fattura
indicazione in dichiarazione (rigo VE 30)
compilazione INTRA 1 e 1 bis
Cedente non residente
Può nominare il rappresentante fiscale leggero
estrazione dei beni per esportazione imponibileart. 50 bis, comma quarto, lettera g)
emissione fattura non imponibile (art. 8 DPR 633/72 e 50 bis DL 331/1993)
predisposizione del DAU
Non è possibile in questo caso nominare un rappresentante fiscale leggero
Estrazione dei beni verso deposito imponibileart. 50 bis, comma quarto, lettera i)
consentire la visione dei beni a determinati soggetti
sottoporre i beni ad alcune lavorazioni particolari
trasferire i beni a causa di revoca dell’autorizzazione di un deposito
Finalità dell’operazione
Emissione del DDT, che rileva anche per la presunzione di cessione
introduzione dei beni imponibilenel deposito
Un operatore italiano provvede ad introdurre in un deposito IVA beni, immessi in libera pratica nel territorio comunitario: i documenti di trasporto indicano come destinazione finale della merce il magazzino della società mentre la dichiarazione di importazione indica, come luogo di destinazione della merce, il deposito IVA.
L’amministrazione finanziaria in sede di verifica, rilevata quest’anomalia, può contestare la legittimità dell’operazione?
Premesso che , come chiarito da circolare n. 16/2006, l'introduzione fisica dei beni all'interno dei depositi IVA è requisito necessario per fruire del particolare regime agevolativo all'importazione di beni extra UE previsto dall‘’art. 50 bis del Dl 331/93:
in caso di mancata introduzione, ma di mera annotazione sui registri del depositario, quali sanzioni sono applicabili;
l'eventuale Iva recuperata all'importazione, potrà essere poi riconosciuta "a credito“?
Una società che gestisce un deposito IVA in Italia:
può introdurre i beni nel deposito in qualità di rappresentante fiscale di un operatore francese che effettua acquisti da altri fornitori comunitari o da fornitori residenti?
per queste operazioni è tenuta a presentare il modello INTRA?
Operazioni su beni imponibilenel deposito
Una società residente in Germania (DE) ha introdotto dei beni in un deposito IVA in Italia per evitare di assumere una posizione IVA.
Nel caso in cui, successivamente, venda la merce ad un operatore italiano che, tuttavia non la estrae, deve nominare un rappresentante fiscale o identificarsi direttamente?
Quali adempimenti devono porre in essere il tedesco e l’italiano?
L’amministrazione finanziaria … in sede di verifica presso una società italiana che utilizza un deposito IVA ha constatato che vengono fatturate senz’IVA anche le provvigioni dell’intermediario per le vendite dei beni custodite nei depositi.
In sede di verbale l’AF contesta alla società cui sono state addebitate le provvigioni la mancata emissione dell’autofattura per quella che ritengono un’operazione che non può essere considerata prestazione “relativa ai beni beni custoditi nel deposito”
Estrazione di beni da depositi IVA imponibile
Una società provvede ad estrarre, con frequenza quasi quotidiana, i beni, di sua proprietà, custoditi in un deposito IVA per utilizzarli nella propria attività produttiva
Contabilmente emette un DDT per ogni operazioni di prelievo e, settimanalmente, provvede ad emettere autofattura ex art. 50 bis, comma 6, DL 331/93,
E’ corretta la procedura utilizzata per l’estrazione dei beni dal deposito?
Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA
a cura di Paolo Forti coordinatore
Glomerulonefriti a depositi mesangiali di IgA o MALATTIA DI BERGER (il caso clinico) Annalisa Noce
Convergence and Divergence in Growth Regressions
LOGISTICA PETROLIFERA
Il mercato monetario