Source: https://www.icsoftware.it/2019/02/18/benefici-contributivi-per-lassunzione-di-persone-detenute-o-internate/
Timestamp: 2019-03-18 19:29:37+00:00
Document Index: 96766658

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8']

Benefici contributivi per l’assunzione di persone detenute o internate - IC Software Srl
Con il decreto 24 luglio 2014, n. 148 (“Regolamento recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti”), adottato dal Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze e con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali[1] (Allegato n. 1), è stato modificato il beneficio contributivo già introdotto e disciplinato dalle leggi 8 novembre 1991, n. 381, e 22 giugno 2000, n. 193, destinato alle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché alle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.
Il citato decreto, al titolo II “Sgravi contributivi”, modifica la misura del beneficio contributivo introdotto dalla legge n. 193/2000, per la cui fruizione l’Istituto ha già fornito le relative istruzioni con la circolare n. 134 del 25 luglio 2002, stabilendo, inoltre, così come previsto dalla delega contenuta nell’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, gli importi massimi fruibili annualmente.
Il predetto decreto n. 148/2014 contiene previsioni che non hanno consentito la tempestiva attuazione delle relative disposizioni, in quanto non in linea con le regole di instaurazione dei rapporti di lavoro, sorretti, come in questo caso, da forme di agevolazione contributiva.
Le predette criticità applicative hanno richiesto un’attività di analisi, condotta dall’Istituto con la collaborazione del Ministero di Giustizia, finalizzata ad individuare soluzioni applicative che comunque garantissero il conseguimento delle finalità fissate dalla legge n. 193/2000.
Ci si riferisce, in particolare, alla previsione di riconoscimento delle agevolazioni contributive, anche per periodi precedenti all’emanazione del decreto ministeriale, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte dei datori di lavoro interessati. Analoghe difficoltà attuative sono state riscontrate in considerazione della circostanza che gli importi stanziati per ogni singolo anno possono, a seguito di appositi provvedimenti emanati dal Ministero della Giustizia, subire modifiche e che, pertanto, non risulta possibile assicurare il finanziamento di agevolazioni contributive che si estendono su più anni.
Con riferimento ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, risulta difficoltoso, in particolare, individuare anche il presunto termine di risoluzione degli stessi.
Pertanto, al fine di ovviare alla criticità descritta, in accordo con il Ministero della Giustizia – e analogamente a quanto previsto per il procedimento di accesso al credito d’imposta riconosciuto alle imprese a fronte delle medesime assunzioni[2] – a decorrere dall’annualità 2019, ai fini del riconoscimento dell’agevolazione contributiva, i datori di lavoro interessati dovranno presentare per ogni singolo anno un’istanza di ammissione al beneficio, sia per i rapporti di lavoro già in essere – anche se già autorizzati per gli anni precedenti – che per quelli che verranno instaurati; l’ammissione al beneficio, ricorrendo tutti gli altri presupposti di legge, avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Con la presente circolare vengono illustrate nel dettaglio le modifiche contenute nel decreto interministeriale citato e le modalità di accesso al beneficio contributivo, secondo le linee guida condivise con il Ministero della Giustizia.
Come accennato in premessa, la legge n. 193/2000, al fine di promuovere l’attività lavorativa da parte dei detenuti, ha introdotto un’agevolazione contributiva in favore dei datori di lavoro che impiegano persone detenute o internate, anche ammesse al lavoro esterno, nonché ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari.
Più in particolare, l’articolo 1 della legge citata ha modificato l’articolo 4 della legge n. 381/1991, includendo, tra le persone svantaggiate che possono essere assunte dalle cooperative sociali, anche gli ex degenti di istituti psichiatrici giudiziari, i detenuti e gli internati negli istituti penitenziari, nonché i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno. Inoltre, la legge n. 193/2000, introducendo all’articolo 4 della legge n. 381/1991 il comma 3-bis, ha previsto che l’assunzione di tali soggetti comporta una riduzione dell’aliquota contributiva dovuta nella misura stabilita ogni due anni con apposito decreto e che l’agevolazione si applica anche durante i sei mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo.
L’articolo 2 della medesima legge n. 193/2000 ha, inoltre, esteso l’agevolazione appena descritta anche alle aziende pubbliche e private che organizzino attività produttive e di servizi all’interno degli istituti penitenziari impiegando persone detenute e internate.
In attuazione della citata delega contenuta all’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, secondo cui la misura dello sgravio deve essere stabilita ogni due anni con apposito decreto, il decreto interministeriale 9 novembre 2001 ha, pertanto, delineato la riduzione contributiva nella misura dell’80 per cento dei contributi totali.
Successivamente, l’articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 1 luglio 2013, n. 78, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 94, ha ampliato la durata del beneficio ai diciotto e ventiquattro mesi susseguenti alla cessazione dello stato detentivo, superando il precedente limite dei sei mesi inserito nella norma originaria.
Infine, sempre in attuazione della delega contenuta nell’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, è stato adottato il regolamento contenuto nel decreto n. 148/2014, che ha innalzato al 95 per cento la misura della riduzione contributiva spettante a fronte delle retribuzioni corrisposte ai detenuti e internati, agli ex degenti degli ospedali psichiatrici giudiziari e ai condannati ed internati ammessi al lavoro all’esterno.
3. Datori di lavoro che possono accedere al beneficio
Il decreto n. 148/2014 non innova in merito ai destinatari del beneficio, che continua a essere rivolto, come già precisato, ai datori di lavoro di seguito elencati:
cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, che assumono persone detenute e internate negli istituti penitenziari o persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari (art. 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991);
aziende pubbliche e private che, organizzando attività di produzione o di servizio all’interno degli istituti penitenziari, impiegano persone detenute e internate (art. 2 della legge n. 193/2000).
Si ribadisce, pertanto, che solo le cooperative sociali possono fruire del beneficio per i lavoratori occupati per attività svolta al di fuori dell’istituto penitenziario[3].
Le convenzioni, ai sensi dell’articolo 20 della legge 26 luglio 1975, n. 354, così come modificato dall’articolo 5, comma 2, della legge n. 193/2000, disciplinano l’oggetto e le condizioni di svolgimento dell’attività lavorativa, la formazione e il trattamento retributivo.
4. Lavoratori per i quali spetta lo sgravio contributivo
ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, oggi REMS[4];
Si precisa, al riguardo, che le cooperative sociali di cui all’articolo 4, comma 1, della legge n. 381/1991, relativamente all’assunzione degli altri soggetti svantaggiati non espressamente elencati nel comma 3-bis del medesimo articolo, ma comunque ritenuti tali dal comma 1, possono beneficiare dell’azzeramento totale delle aliquote contributive relative alla retribuzione corrisposta agli stessi, come previsto dal comma 3 del suddetto articolo.
Analogamente, si precisa, considerata la tassativa elencazione prevista nell’articolo 2 della legge n. 193/2000, che per i datori di lavoro privati e le aziende pubbliche, in ipotesi di assunzione di condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione – come ad esempio per chi si trova agli arresti domiciliari – non è possibile accedere al beneficio in trattazione[5].
5. Rapporti agevolati
Lo sgravio contributivo spetta per le assunzioni con contratto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato, anche a tempo parziale, ivi compresi i rapporti di apprendistato.
È possibile, invece, usufruire dell’agevolazione con riferimento ai rapporti di lavoro intermittente e alle assunzioni effettuate a scopo di somministrazione.
6. Misura e durata dell’agevolazione
L’articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale n. 148/2014 modifica la misura dell’agevolazione, disponendo che lo sgravio è pari al 95 per cento dell’aliquota contributiva complessivamente dovuta (quota a carico del datore di lavoro e del lavoratore), calcolata sulla retribuzione corrisposta al lavoratore.[6]
La nuova percentuale di sgravio decorre dall’anno 2013 e si applica fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale in materia.
Ai fini delle determinazione dello sgravio, l’agevolazione non trova applicazione sul contributo dello 0,30 per cento previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (integrativo NASpI), destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua.
Con riferimento al contributo aggiuntivo IVS, previsto dall’articolo 3, comma 15, della legge n. 297/1982 e destinato al finanziamento dell’incremento delle aliquote contributive del Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti in misura pari a 0,50 per cento della retribuzione imponibile, si precisa che lo stesso rientra nell’ambito di applicazione dell’agevolazione.
Il beneficio spetta per la durata del rapporto e fintanto che i lavoratori si trovano nella condizione di detenuti e internati; inoltre, in base alla previsione già contenuta nell’articolo 1, comma 2, della legge n. 193/2000, lo sgravio contributivo può essere applicato anche nei sei mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione.
Al riguardo, si sottolinea, come chiarito in premessa, che il decreto-legge n. 78/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 94/2013, con l’articolo 3-bis, comma 1, ha modificato l’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, prolungando la durata di tale ultima previsione e diversificandone i presupposti.
Infatti, a decorrere dall’entrata in vigore di tale disposizione di legge, ossia dal 20 agosto 2013, lo sgravio contributivo spetta anche per i diciotto mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, a condizione che l’assunzione del detenuto e internato sia avvenuta mentre lo stesso era ammesso al regime di semilibertà o al lavoro esterno.
Il prolungamento della durata del beneficio trova applicazione solo in riferimento ai rapporti incentivati in cui le cessazioni dello stato detentivo siano intervenute a partire dal 20 agosto 2013. In tali casi la riduzione contributiva spetterà nella misura dell’80 per cento dei contributi totali fino al giorno antecedente l’entrata in vigore del regolamento contenuto nel decreto n. 148/2014; a decorrere dal 6 novembre 2014, invece, data di entrata in vigore del suddetto regolamento, la riduzione contributiva spetterà nella misura del 95 per cento.
Nelle ipotesi di cessazioni dello stato detentivo verificatesi prima del 20 agosto 2013, invece, continuerà a operare la previsione di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 193/2000 (incentivo per ulteriori sei mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo).
Il beneficio è riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate in riferimento a ogni singolo anno; a tal fine, il decreto n. 148/2014 aveva previsto uno stanziamento di 8.045.284 euro per l’anno 2013 e di 4.045.284 euro per gli anni a decorrere dal 2014, fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale.
A seguito di successivi atti adottati dal Ministero della Giustizia, gli importi disponibili per l’anno 2015 sono stati ridotti a 3.906.500,00 euro, per l’anno 2016 a 3.717.390,21 euro, per l’anno 2017 a 3.717.390,21 euro, per l’anno 2018 a 5.211.872,03 euro e per l’anno 2019 a 5.989.867,21 euro[7].
7. Condizioni di spettanza dello sgravio
Lo sgravio in oggetto è subordinato alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, inerente le seguenti condizioni:
Per quanto riguarda, invece, i principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti, da ultimo, dall’articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, in virtù della specialità della norma, delle finalità che la stessa persegue e delle particolarità legate alle fruizione del beneficio, si ritiene che gli stessi non siano applicabili allo sgravio contributivo in esame, fatta eccezione per quanto stabilito all’articolo 31, comma 3, del medesimo decreto legislativo, in forza del quale “l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione”.
Nell’eventualità in cui sussistano sia i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto per l’assunzione di detenuti e internati, sia i presupposti di applicazione di incentivi previsti da altre disposizioni di legge sotto forma di riduzione contributiva in senso stretto, il datore di lavoro non può fruire, per il medesimo lavoratore, di entrambi i benefici, ma, ricorrendone i presupposti di legge, è sua facoltà decidere quale incentivo applicare.
Al riguardo si precisa che, una volta attivato, mediante comportamenti univoci, il rapporto di lavoro sulla base dello specifico regime agevolato prescelto, non sarà possibile applicarne un altro.
l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI di cui all’articolo 2, comma 10-bis, della legge 28 giugno 2012, n. 92, pari, a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 24, comma 3, del decreto legislativo n. 150/2015 (cfr. la circolare n. 194/2015), al 20 per cento dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto per la durata residua del trattamento;
l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili di cui all’articolo 13, della legge 12 marzo 1999, n. 68, come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151.
Ai fini dell’applicabilità dell’incentivo economico è necessario, ovviamente, che ricorrano tutti i requisiti previsti per la singola fattispecie.
Inoltre, l’ulteriore beneficio economico eventualmente spettante potrà essere fruito solo fino al limite massimo della contribuzione effettivamente dovuta.
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI-arr”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
I sistemi informativi dell’Istituto, effettuati alcuni controlli circa i requisiti di spettanza dell’incentivo[8], provvederanno a definire le domande pervenute nei termini indicati, attribuendo alle stesse un esito positivo o negativo; l’esito è visualizzabile all’interno della procedura, in calce al modulo trasmesso.
In caso di insufficienza delle risorse, in considerazione del fatto che la modifica normativa è intervenuta con efficacia retroattiva, l’ordine di priorità nell’accesso al beneficio sarà rappresentato dalla data evento – assunzione, proroga o trasformazione a tempo indeterminato – riferita alla singola richiesta.
A tal fine, i datori di lavoro invieranno una domanda di ammissione avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
V3 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2013”;
V4 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2014”;
V5 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2015”;
V6 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2016”;
V7 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2017”;
V8 “Incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014 – anno 2018”.
nel campo della retribuzione, l’importo dell’incentivo autorizzato a recuperare.