Source: http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=1177&cat=9
Timestamp: 2020-08-06 18:26:49+00:00
Document Index: 10241526

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'art. 49', 'art. 495', 'art. 495', 'art. 495', 'art. 76', 'art. 414', 'art. 414', 'art. 49', 'art. 49']

Da quando il nostro Paese si è trovato improvvisamente a vivere l'emergenza sanitaria dovuta al COVID-19, molto si è scritto in merito all'argomento qui trattato.
Si tenterà adesso di riordinare sinteticamente la tematica, introducendo ulteriori spunti di riflessione che potranno aiutare a chiarire come:
a) Non vi sia un obbligo legale di Autocertificazione;
b)In alcuni casi il Soggetto Dichiarante, rilasciando e firmando l'Autocertificazione, incorre in gravi rischi di natura penale con la conseguenza di essere punibile con la reclusione da uno a sei anni;
c) L'emanazione da parte del Ministero dell'Interno dell'Autocertificazione -come formulata nel testo corrente- potrebbe integrare gli estremi di cui all'art. 414 cp;
d) L' Autocertificazione viola l'art. 49 D.P.R. 445/2000 ("Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa");
e) L'Autocertificazione viola le norme in tema di Privacy laddove non sia preceduta da apposita Informativa rilasciata dai Pubblici Ufficiali. Con la conseguenza che il Soggetto Dichiarante potrà non solo proporre reclamo e ricorso giurisdizionale, ma -in caso di danni- potrà agire per il relativo risarcimento.
A) L'AUTOCERTIFICAZIONE NON E' OBBLIGATORIA
B)I RISCHI DELLA AUTOCERTIFICAZIONE
Tralasciando i modelli precedenti di Autocertficazione, si concentra l'esame su quello in vigore che testualmente chiede (tra le altre cose) di DICHIARARE SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA' quanto segue: Ø di non essere sottoposto alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al COVID-19
In poche parole si invita il Soggetto Dichiarante a confermare una circostanza relativa al proprio stato di salute di cui -nella stragrande maggioranza dei casi e non per sua colpa- non è in grado di avere nessuna piena conoscenza. Infatti la affermazione richiesta dal modulo "di non essere risultato positivo al COVID-19" presuppone una azione di accertamento della positività al virus che in realtà il Soggetto Dichiarante nella stragrande maggioranza dei casi non ha compiuto e non può compiere e non per sua colpa.
- Violazione dell'art. 495 cp 1° comma e dell'art. Art. 76 D.P.R. 445/2000
E' noto che la popolazione non è stata (e tutt'ora non è) sottoposta ad un screening sanitario completo di accertamento del contagio in quanto l'analisi medica diretta ad accertare il contagio di un soggetto, o la presenza di anticorpi già presenti nell'organismo, fino ad ora è stata eseguita molto parzialmente. Pertanto, fatte pochissime eccezioni localizzate, la maggior parte della Popolazione italiana non è stata sottoposta a verifica delle proprie condizioni di salute ed anzi parte della Popolazione (soprattutto in considerazione della sintomaticità che spesso il virus COVID-19 comporta) potrebbe essere affetta dalla malattia e non saperlo.
Sebbene questo dato sia a tutti noto e non contestato, a chi circola e viene sottoposto al controllo, si chiede di dichiarare sotto la propria responsabilità ad un Pubblico Ufficiale di non essere risultati positivi al COVID-19, rilasciando quindi una dichiarazione spontanea che -in assenza di alcuna verifica di natura sanitaria- rischia di indurre il dichiarante a violare l'art. 495 cp comma 1 che prevede come sanzione la reclusione "da uno a sei anni".
A questo si aggiunga come proprio in tema di Autocertificazioni l'art. Art. 76 del D.P.R. 445/2000 recita "Norme penali 1. Chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal presente testo unico e punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia. 2. L'esibizione di un atto contenente dati non piu' rispondenti a verita' equivale ad uso di atto falso. 3. Le dichiarazioni sostitutive rese ai sensi degli articoli 46 e 47 e le dichiarazioni rese per conto delle persone indicate nell'articolo 4, comma 2, sono considerate come fatte a pubblico ufficiale."
Chiaro è dunque che chiamando il Soggetto Dichiarante a confermare sotto la propria responsabilità una circostanza di cui non può essere a conoscenza (non, come detto per sua colpa, ma per una inefficienza o forse –e peggio- per una scelta del sistema statale che non ha predisposto il controllo sanitario a tappeto sul territorio) lo Stato spinge alla commissione del reato di Falsa attestazione o dichiarazione a un Pubblico Ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri punito dall'art. 495 1° comma cpc e dall'art. 76 del D.P.R. 445/2000.
Si potrebbe però sostenere che non essendoci nelle norme contingenti all'emergenza l'obbligo di Autocertificazione -obbligo che lo Stato (a parere di chi scrive) per ovvi motivi si è guardato bene dal prevedere- questa induzione alla commissione di un reato non sussisterebbe. In realtà la emanazione da parte del Ministero dell'Interno del Modello di Autocertificazione corrente (che contiene l'invito a farsi carico di una falsa dichiarazione in ordine ai risultati di un test valutativo che non si è in concreto in grado di effettuare e che rivela lo stato di salute personale) rappresenta comunque un passo falso degli Organi Statali che ne denotano la totale inadeguatezza e scarsa conoscenza delle norme e che potrebbe in extremis integrare la fattispecie di cui all'art. 414 cp. fattispecie che sanziona l'istigazione a delinquere. Tutto andrebbe poi valutato in sede giudiziale in relazione alla presenza di dolo, o meno, ma non è sbagliato a parere di chi scrive affermare come l'invito fatto alla Popolazione diretto a dichiarare il falso, induca comunque il Soggetto Dichiarante a commettere un reato (non si dimentichi che la Autocertificazione viene rilasciata su base volontaria, non essendoci obblighi di legge in merito come prima rilevato) e –quindi- tale invito rischia di integrare a sua volta (anche solo in astratto) la fattispecie di cui all'art. 414 cp da parte del Ministero dell'Interno. Con conseguenze e valutazioni ulteriori che in questa sede si tralasciano per motivi di economia di trattazione del tema principale.
- Violazione dell'art. 49 D.P.R. 445/2000 e inefficacia dei dati sanitari rivelati
Per effetto di tale norma, quindi, la Autocertificazione non può sostituire la certificazione medica e sanitaria che è l'unica via attraverso ( per effetto dell'art. 49 D.P.R. 445/2000) può certificarsi un dato sanitario rappresentato in questo caso dalla positività o meno al virus Covid-19
AUTOCERTIFICAZIONE E PRIVACY: I DIRITTI DEL CITTADINO E GLI OBBLIGHI DELLA PUBBLICA AUTORITA'
i) l'Autocertificazione non è obbligatoria;
ii) l'Autocertificazione (limitatamente al proprio stato di salute) non va rilasciata se non si è perfettamente certi di non essere risultati positivi al COVID-19 (ed ovviamente di non essere in quarantena);
iii) l'Autocertificazione viola le norme sulla Privacy ed il Soggetto Dichiarante potrà azionare reclamo e ricorso giurisdizionale, oltre che eventuale richiesta di risarcimento del danno.
A questo punto si può concludere richiamando tutti a prestare la massima cautela nel rilasciare l'Autocertificazione vigente durante il periodo di emergenza COVID-19.
Non senza pensare che lo Stato ha dimostrato di non sapersi muovere in maniera coordinata nell'ambito delle sue stesse norme e che, terminata la contingente emergenza, non pochi saranno gli scenari giuridici che si apriranno all'esito della stessa.
Autore: Claudia Blandamura - Avvocato del Foro di Milano