Source: http://movimentostatale.forumattivo.com/t135-occupazioni-studentesche-norme-e-sentenze-da-conoscere
Timestamp: 2018-10-23 08:13:47+00:00
Document Index: 69103410

Matched Legal Cases: ['art. 633', 'art. 340', 'sentenza ', 'art. 633', 'art. 47', 'Cass. Sez. ', 'sentenza ']

Occupazioni studentesche - Norme e Sentenze da conoscere
Admin il Dom Feb 01, 2009 5:19 pm
Da:Rifondazione Comunista dove potrete trovare l'intero testo.
Sull'arbitrarietà nelle c.d. “occupazioni scolastiche” da parte di studenti, il ministro degli interni ha recentemente dichiarato che “chi occupa le scuole sarà denunciato”
Di Italo Di Sabato, Responsabile naz. Osservatorio Repressione
I reati configurabili, o che solitamente vengono contestati, in questi casi, sono l' “invasione di terreni o edifici”, art. 633 c.p., e l' “interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”, art. 340 c.p..
1. Sulla "invasione di terreni o edifici"
Con sentenza del 30 marzo 2000 la II sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul punto statuendo che: “ Non è applicabile l'art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l'arbitraria invasione di edifici e non qualsiasi occupazione illegittima. .... L'edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non si ritiene che sia configurato un loro limitato diritto di accesso all'edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l'attività scolastica in senso stretto.”
La Corte regolatrice sottolinea che ai sensi del D.P.R. 21.5.74 n. 416 la scuola costituisce una realtà non estranea agli studenti che contribuiscono e concorrono alla sua formazione e al suo mantenimento, con un potere-dovere di collaborare alla protezione e alla conservazione della stessa, per cui non sembra configurabile un loro limitato diritto d'accesso nelle sole ore in cui è prevista l'attività didattica in senso stretto.
In tale disposto la Corte regolatrice stabilisce che nel reato di cui al 633 c.p. il termine invasione va interpretato come “una qualunque intromissione dall'esterno con modalità violente “
Altra pronuncia di legittimità soccorre nella ricostruzione dei contorni del reato in esame stabilendo che: “Il reato in questione costituisce una delle ipotesi di illiceità speciale: il fatto oggettivo dell'arbitrarietà del comportamento, essendo elemento costitutivo di fattispecie, deve riversarsi nell'elemento soggettivo del reato e costituire oggetto di rappresentazione e volizione da parte del soggetto agente,con la conseguenza che qualora il soggetto agente cada in errore sull'effettiva portata di una norma extrapenale, ritenendo legittimo il proprio comportamento, deve essere esente da responsabilità per mancanza di dolo ex art. 47 III comma c.p. dal momento che non si è rappresentato un elemento positivo della fattispecie”( così Cass. Sez. II, 17.5.1988, Oliva).
2. Sulla "interruzione di pubblico servizio"
“Se la c.d. "occupazione" della scuola da parte degli studenti avviene senza modalità invasive, e cioè consentendo lo svolgersi delle lezioni e l'accesso degli addetti, non è configurabile il reato di interruzione di pubblico servizio , neanche se l'attività didattica si svolge con difficoltà ed in mezzo a confusione. Tribunale Siena, 29 ottobre 2001”.
Da ultimo, per gli insegnati si evidenzia che, con una recente pronuncia, il Consiglio di Stato ha così statuito: “situazioni di c.d. occupazione di un Istituto scolastico per lo stato di agitazione degli studenti non esplicano un effetto esonerativo o di attenuazione degli obblighi di presenza, intervento e controllo del corpo del personale docente ed amministrativo della scuola, che tanto più devono garantire la loro presenza per evitare degenerazioni delle iniziative assunte dagli studenti all'interno dell'istituzione scolastica” (Cons. Stato, Sez. VI, 17/10/2006, n.6185). Pertanto, anche in caso di occupazione, continua a gravare sui docenti l'obbligo di presenza, intervento e controllo esistente anche in situazioni di normale svolgimento delle lezioni.
Comunque, ricordo a tutti che in Italia i processi non si vincono tramite precedenti penali, come in Inghilterra, ad esempio.
Cioè: noi non possiamo portare davanti al giudice una vecchia sentenza che a conti fatti ci darebbe ragione. Noi abbiamo delle leggi scritte che non si possono cambiare; di volta in volta esse vengono interpretate.
Il nostro ordinamento è detto di "Civil Law" = Ossia, le leggi sono scritte, non si cambiano, nè con sentenze nè con pronunce.
Le sentenze delle Corti non creano precedenti, dunque possono essere portate come "suggerimento" in tribunale, ma non creano un precedente su cui la Corte si deve rifare.
Ogni caso è gestito in modo unico.
Queste sentenze, sopracitate, possono anche essere totalmente ignorate dal giudice.
C'è chi ai tempi, si è espresso scandalosamente
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?cat=politica&id_video=18181
La data/ora di oggi è Mar Ott 23, 2018 11:13 am