Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/05/19/01/comunic.htm
Timestamp: 2020-06-04 02:52:15+00:00
Document Index: 101840989

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﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - giovedì 19 maggio 2016
Giovedì 19 maggio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Angelo Rughetti.
Schema di decreto legislativo recante norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi.
Atto n. 293.
La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto in oggetto, rinviato nella seduta del 3 maggio 2016.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame da altra seduta.
Giovedì 19 maggio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Intervengono la sottosegretaria di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Sesa Amici, il sottosegretario di Stato per l'interno, Domenico Manzione e il sottosegretario di Stato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Angelo Rughetti.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, avverte che non sono Pag. 12pervenuti emendamenti al disegno di legge in oggetto. Pertanto il provvedimento sarà inviato alle Commissioni competenti per il parere. Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni II, V e IX e il parere favorevole con una condizione della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Paolo COPPOLA (PD), relatore, si riserva di valutare per l'esame in Assemblea la condizione espressa dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali, tesa ad estendere alle regioni le previsioni del comma 1 e del comma 2, lettere a) e c) dell'articolo 1 della proposta di legge, in quanto va coordinata con la previsione della lettera d) del medesimo comma 2. Tale lettera, infatti, già comprende le regioni nel perimetro di inchiesta della Commissione.
La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore, deputato Paolo Coppola, di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame.
Testo unificato C. 2839 Marco Meloni, C. 3004 Fontanelli, C. 3006 Formisano, C. 3147 Lorenzo Guerini, C. 3172 Palese, C. 3438 Roberta Agostini, C. 3494 Zampa, C. 3610 D'Alia, C. 3663 Roccella, C. 3693 Centemero, C. 3694 Carloni, C. 3708 Gigli, C. 3709 Parrini, C. 3724 Quaranta, C. 3731 Mazziotti Di Celso, C. 3732 Toninelli, C. 3733 D'Attorre, C. 3735 Mucci, C. 3740 Vargiu, C. 3788 Cristian Iannuzzi, C. 3790 Misuraca e C. 3811 Pisicchio.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 18 maggio 2016.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che sono stati ritirati gli emendamenti Mazziotti Di Celso 6.67 e 6.66. Comunica, altresì, che il relatore ha presentato gli emendamenti 6.81, 6.82, 7.12 e 8.6 e ricorda che il termine per la presentazione di subemendamenti è fissato alle ore 11 della giornata odierna.
Danilo TONINELLI (M5S) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 3.10, volto a sopprimere il riferimento ai collegi plurinominali. Dichiara la posizione favorevole del suo gruppo in quanto nel testo si fa riferimento alla legge elettorale vigente che potrebbe benissimo essere modificata.
Francesco SANNA (PD) non concorda con quanto affermato dal collega Toninelli in quanto ritiene che un testo debba intervenire sulla disposizione di legge attualmente vigente.
La Commissione respinge l'emendamento Invernizzi 3.10.
Emanuele FIANO (PD) sottoscrive l'emendamento Misuraca 3.30 e lo riformula nei termini indicati dal relatore (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, riformula il proprio emendamento 3.19, nei termini indicati dal relatore (vedi allegato 1).
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Misuraca 3.30 (nuova formulazione) e Mazziotti Di Celso 3.19 (nuova formulazione).
La Commissione approva gli identici emendamenti Misuraca 3.30 (nuova formulazione) e Mazziotti Di Celso 3.19 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Misuraca 3.27 e D'Alia 3.7: si intende vi abbiano rinunciato.
Cristian IANNUZZI (Misto) illustra il proprio emendamento 3.12, volto a sopprimere la previsione della dichiarazione di trasparenza, rendendo così obbligatoria la presentazione dello statuto. Ritiene infatti necessarie norme stringenti per favorire la partecipazione democratica dei cittadini e per dare effettività alla legge.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, concorda con il principio espresso dal deputato Cristian Iannuzzi, ma osserva che è molto più efficace chiedere elementi di trasparenza che possono far capire ai cittadini il grado di democraticità o meno di un gruppo politico. In base a questo, sarà il cittadino elettore a fare le sue valutazioni. Ritiene che questo sia l'unico modo per contrastare l'opacità.
Danilo TONINELLI (M5S) condivide quanto detto dal relatore, ma ritiene per il cittadino più rilevante conoscere cosa fa una forza politica, quali sono i suoi finanziamenti. In questo senso, non comprende perché non debbano essere soggette al principio di trasparenza le fondazioni.
La Commissione respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 3.12.
Andrea CECCONI (M5S) illustra l'emendamento D'Ambrosio 3.3, di cui è cofirmatario, teso a chiarire che il Ministero dell'interno non ha nessuna possibilità di sindacare il contenuto della dichiarazione di trasparenza. Ritiene infatti discriminatorio che ciò non sia previsto per lo statuto, ma appunto per la sola dichiarazione di trasparenza.
Emanuele FIANO (PD) non comprende la posizione del gruppo del Movimento 5 Stelle che nel corso del dibattito ha mostrato di ritenere lesivo di un principio costituzionale qualsiasi controllo sullo statuto, mentre adesso sembra ritenere che la mancanza di controllo sia un vulnus del testo unificato. Osserva infine che il testo tiene conto del giudizio dei costituzionalisti ascoltati, per cui lo Stato non può intervenire sui fini, ma lo può fare sulla necessità di trasparenza. Il testo è una mediazione in questo senso.
Danilo TONINELLI (M5S) precisa che l'emendamento 3.3 vuole eliminare la discrezionalità del Ministero dell'interno e non estenderla anche allo statuto. Richiama un emendamento del presidente Mazziotti Di Celso 3.20 che va nello stesso senso dell'emendamento in discussione.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, in relazione a quanto da ultimo affermato dal deputato Toninelli, osserva che la norma è chiara e condivide l'invito del relatore a trasformare il suo emendamento 3.20 in un ordine del giorno in Assemblea. Il suo intento era quello di ottenere un impegno del Governo nell'escludere qualsiasi valutazione di merito del Ministero dell'interno. Anticipa che ritirerà il suo emendamento 3.20 per ripresentarlo in Assemblea e valutare in quella sede, a seconda della posizione del Governo, se trasformarlo in ordine del giorno.
Gregorio FONTANA (FI-PdL) non comprende perché, verificata l'esistenza di una larga condivisione, non si possa esplicitare nel testo l'esclusione della possibilità di una valutazione del Ministero dell'interno sul merito della dichiarazione di trasparenza.
La sottosegretaria Sesa AMICI rileva che il testo è chiaro ed esclude la discrezionalità del Ministero dell'interno, lasciando a questo il solo controllo della formalità dell'atto. Ritiene che un ordine del giorno in Assemblea possa essere utile nell'evidenziare quanto è già scritto nel testo e anticipa una posizione favorevole del Governo.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, sottolinea che la discussione in corso mostra una sensibilità condivisa su cosa debba fare il Ministero dell'interno e osserva che nel testo è stato eliminato qualsiasi riferimento a una valutazione di merito, lasciando solo il controllo sulla completezza della documentazione presentata. Ritiene inoltre che un eccesso di specificazione può creare confusione invece di portare a un chiarimento. Informa infine che prima dell'elaborazione del testo ha effettuato una ricognizione sul comportamento del Ministero dell'interno rispetto agli obblighi di presentazione attualmente esistenti.
Giuseppe LAURICELLA (PD) ritiene che l'intervento del Governo e del relatore hanno chiarito la portata della norma. Il Ministro dell'interno può solo effettuare una valutazione di legittimità e non entrare nel merito. Osserva infine che la ricusazione non spetta al Ministero dell'interno.
Cristian IANNUZZI (Misto) chiede al relatore se nel caso in cui lo statuto non sia stato registrato dal partito politico ma depositato presso il Ministero dell'interno divenga in qualche modo pubblico.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fa presente che il testo del provvedimento in discussione all'articolo 4 prevede proprio tale pubblicità.
Cristian IANNUZZI (Misto), nel preannunciare il suo voto contrario all'emendamento in discussione, trova grottesco che un movimento che caccia un sindaco per mancanza di trasparenza stia facendo in questa sede una battaglia proprio contro la garanzia della trasparenza.
Danilo TONINELLI (M5S) ritiene che si stia discutendo del cuore della democrazia poiché si prevede per la prima volta la ricusazione di una lista elettorale da parte del Ministero dell'interno. Se è vero che il Ministero farà una mera valutazione di legittimità, si chiede se anche in futuro vi sia garanzia che l'Esecutivo non operi un controllo nel merito dell'organizzazione della vita dei partiti.
Mara MUCCI (Misto) concordando con il collega Iannuzzi, sottolinea che il Ministero dell'interno dovrà verificare che la trasparenza sia effettiva e reale, giungendo a ricusare liste elettorali che siano carenti di elementi minimi di trasparenza. Sottolinea, peraltro, che il Ministero può attribuire un termine di quarantotto ore ai partiti per integrare la dichiarazione di trasparenza in caso di elementi mancanti.
Andrea CECCONI (M5S) evidenzia che il legislatore ha il compito di legiferare per la generalità dei cittadini e sottolinea che attribuire al Governo la possibilità di sindacare se una lista può partecipare o meno alle elezioni è sbagliato e pericoloso.
Gregorio FONTANA (FI-PdL) fa presente che, al di là della discussione di merito sull'emendamento D'Ambrosio 3.3, il dibattito in corso servirà a fare chiarezza su un punto cardine del testo in esame.
La sottosegretaria Sesa AMICI, replicando al collega Toninelli, osserva che lo strumento della ricusazione di una lista elettorale esiste già nel nostro ordinamento e ricorda, al riguardo, l'ampia discussione svolta proprio in I Commissione riguardo alle liste elettorali contenenti norme discriminatorie nei confronti delle donne. Sottolinea, inoltre, che si tratta di un tema di competenza degli uffici circoscrizionali dove le liste vengono effettivamente depositate e non del Ministero dell'interno.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, rileva che il primo criterio interpretativo di una legge è costituito proprio dall'intenzione del legislatore. Nel caso dell'emendamento in discussione, è chiaro che, fatte salve le posizioni pro o contro tale proposta emendativa, tutti condividono l'interpretazione della norma ad essa sottesa che esclude un controllo di merito dell'Esecutivo sul contenuto della dichiarazione di trasparenza depositata dai partiti politici.
Cristian IANNUZZI (Misto) chiede al relatore cosa il Ministero dell'interno debba controllare in relazione ai tre punti che costituiscono il contenuto della dichiarazione di trasparenza.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, ribadisce che il controllo del Ministero dell'interno non è un controllo sul merito dell'informazione contenuta nella dichiarazione di trasparenza.
La Commissione respinge l'emendamento D'Ambrosio 3.3.
Dore MISURACA (AP) ritira i suoi emendamenti 3.28 e 3.29.
Cristian IANNUZZI (Misto) sottoscrive l'emendamento Misuraca 3.29 e insiste per la sua votazione.
La Commissione respinge l'emendamento Misuraca 3.29.
Dore MISURACA (AP), intervenendo sul suo emendamento 3.26, insiste per la sua votazione e segnala la finalità dell'emendamento volta a evitare che esistano organi di controllo esterni al partito.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fa presente che, ove si approvasse l'emendamento Misuraca 3.26, si potrebbe permettere al Governo di effettuare un controllo di merito dell'organizzazione della vita dei partiti che la proposta di legge in esame intende evitare.
La Commissione respinge l'emendamento Misuraca 3.26.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Vargiu 3.18 e Centemero 3.4: si intende che vi abbiano rinunciato.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL), intervenendo sul suo emendamento 3.24, ne illustra la finalità, sottolineando che occorre inserire nella dichiarazione di trasparenza elementi che testimonino l'autonomia del soggetto politico rispetto al Governo, poiché l'unico modo di incoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita politica, in primis quella dei partiti, è quella di garantire l'incompatibilità tra cariche di vertice dei partiti politici e cariche di vertice istituzionali o governative.
La Commissione respinge l'emendamento D'Attorre 3.24.
Cristian IANNUZZI (Misto), intervenendo sul suo emendamento 3.17, ne illustra le finalità, sottolineando che gli elementi che aggiunge alla dichiarazione di trasparenza scongiurano la possibilità che nei partiti politici e nei movimenti vi sia mancanza di democrazia interna.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL) ritiene inutile continuare a discutere, a fronte dell'indisponibilità del relatore e della maggioranza ad interloquire sui nodi fondamentali relativi al tema della partecipazione politica dei cittadini. Ritiene che si sia di fronte ad una sorta di «pantomima» tra il gruppo del PD e il gruppo del M5S, che non contribuisce ad un arricchimento di un testo, che giudica irrilevante e molto debole sotto il profilo del merito. Fa presente che il suo gruppo si riserva, nel prosieguo dell’iter, di valutare iniziative connesse all'andamento dei lavori.
Francesco SANNA (PD) ritiene ingeneroso l'atteggiamento del deputato D'Attorre nei confronti del relatore, giudicando Pag. 16paradossale esprimere rilievi molto critici sul lavoro svolto, solamente perché non si condivide l'impostazione giuridica data ad un testo normativo, magari con l'auspicio che si affermi la propria visione. Ritiene, peraltro, che il tema posto dal deputato D'Attorre avrebbe dovuto essere posto in sede di discussione generale, affrontando questioni di sistema piuttosto complesse. Condivide, al contrario, l'impianto del testo unificato in esame, dal momento che corrisponde ad una idea di diritto mite e non invasivo, che non può quindi entrare dettagliatamente a disciplinare il contenuto di uno statuto di un partito.
Emanuele FIANO (PD) giudica sgradevole e offensivo nei confronti del relatore il comportamento del deputato D'Attorre, sottolineando come il testo in esame sia il risultato di un lungo approfondimento, che ha contemplato anche l'audizione di esperti della materia. Ricorda che proprio questi ultimi hanno rilevato come suscettibile di rilievo di incostituzionalità un'eventuale scelta del legislatore di entrare dettagliatamente nel merito del contenuto di uno statuto di un partito. Ritiene, quindi, che alcune questioni, come quella posta relativamente alla disciplina dell'incompatibilità tra cariche di vertice del partito e cariche di Governo, vadano affrontate in altra sede, non rientrando nelle finalità del testo in esame. Evidenzia che non è in corso alcuna «messa in scena» tra il gruppo del PD e quello del M5S, essendo in corso una normale dialettica che si articola democraticamente attraverso l'espressione delle proprie idee politiche.
Stefano QUARANTA (SI-SEL), nel ricordare che il suo gruppo aveva già anticipato in sede di discussione generale le proprie posizioni, fa notare che, rispetto alle premesse iniziali che erano state sbandierate dai gruppi di maggioranza sul tema della partecipazione politica, il testo in esame, peraltro oggetto di una discussione che definisce stucchevole e surreale, appare deludente, poiché non affronta i veri nodi della questione che interessano al Paese. Esprime un giudizio critico, quindi, sulla debolezza dell'impianto del testo su aspetti fondamentali connessi al metodo democratico, ai diritti degli iscritti ai partiti, alle incompatibilità e al finanziamento, facendo notare che il compromesso raggiunto tra il Partito democratico – sensibile al tema del finanziamento dei partiti e delle fondazioni – e il M5S – preoccupato dal tema della democrazia interna – appare esclusivamente volto a stabilire regole minime di non belligeranza tra tali gruppi.
Giuseppe LAURICELLA (PD), nel definire imbarazzante la discussione in corso, tenuto conto della serietà della materia trattata, ritiene corretta l'impostazione giuridica conferita al testo in esame, che appare rispettosa del grado di libertà di partecipazione alla vita politica. Pur giudicando opportuna la scelta di intervenire sul tema della trasparenza, avrebbe giudicato come eccessivo e invasivo un testo volto ad incidere in termini restrittivi su talune libertà fondamentali.
Matteo RICHETTI (PD) si dichiara amareggiato dall'intervento del deputato D'Attorre, facendo notare che il lavoro del relatore è stato improntato al confronto con i gruppi, compreso il gruppo di SI-SEL, il cui contributo, attraverso le osservazioni del deputato Quaranta, è stato costruttivo ai fini dell'elaborazione del testo in esame. Sottolinea la sua massima disponibilità a fornire chiarimenti rispetto alle questioni poste nel corso dell’iter e, dopo aver ricordato di aver recepito alcune delle osservazioni provenienti dal gruppo di SI-SEL, fa presente che sull'emendamento relativo al tema dell'incompatibilità tra cariche di vertice del partito e cariche di Governo non è intervenuto semplicemente perché ritiene che tale questione vada affrontata in altra sede, non certo nell'ambito di una discussione che ha ad oggetto la dichiarazione di trasparenza.
Mara MUCCI (Misto) non ritiene giusto criticare così aspramente il lavoro svolto Pag. 17dal relatore – che peraltro, a suo avviso, ha mostrato massima disponibilità al confronto – solo perché si è portatori di una opinione diversa. Nel ritenere che ognuno sia libero di esprimere la propria posizione, fa presente che lei stessa sarebbe stata a favore di una impostazione giuridica più incisiva sul metodo della democrazia interna ai partiti, ma non per questo non riconosca lo sforzo compiuto fino ad ora dalla Commissione per migliorare il testo.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL), nel far notare che il suo precedente intervento non era connotato da alcuna vena offensiva, sottolinea che non ha alcuna intenzione di imporre il proprio punto di vista, intendendo piuttosto attirare l'attenzione della Commissione su un tema delicato, sul quale il relatore avrebbe dovuto interloquire con più consapevolezza. Ritiene che il testo in esame miri solamente a preservare un fragile equilibrio tra il Pd e il M5S, sottraendosi dal disciplinare aspetti fondamentali, come quelli legati alla democrazia interna ai parti e al finanziamento dei partiti stessi e delle fondazioni. Ribadendo il suo giudizio fortemente critico sul testo e sulle stesse modalità di discussione, rileva che il provvedimento rechi lacune importanti, che, ad esempio, potrebbero emergere in modo palese, come già da lui richiamato nella seduta precedente, in caso di presentazione di liste di coalizione.
Danilo TONINELLI (M5S) ritiene un grande successo per il suo gruppo il fatto che sia venuta meno la motivazione alla base della proposta di legge Guerini di attuazione dell'articolo 49, che rovesciava il rapporto tra partiti e cittadini. Nel testo attuale, invece, i cittadini ritornano al centro con i loro diritti, tra i quali quello di sapere chi finanzia anche occultamente i partiti.
Cristian IANNUZZI (Misto) osserva che l'intervento del deputato Toninelli conferma la soddisfazione del Movimento 5 Stelle nei confronti di questo testo e conferma, nel contempo, che il testo non cambia nulla relativamente alla democrazia interna dei partiti.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cristian Iannuzzi 3.17 e 3.16.
Cristian IANNUZZI (Misto) illustra il proprio emendamento 3.15, volto a prevedere un limite massimo di mandati per cariche e ruoli nei partiti. Osserva che il gruppo del Movimento 5 Stelle votando contro questo emendamento, vota contro se stesso e contro la sua storia.
Danilo TONINELLI (M5S) osserva che il suo gruppo è ovviamente favorevole a quanto previsto dall'emendamento 3.15, ma voterà contro perché non ritiene possibile imporre a tutti delle norme come il limite di due mandati che sono valide per la propria organizzazione. Nel merito è altresì contrario alla previsione di quattro mandati che, a suo avviso, sono troppi.
Mara MUCCI (Misto) evidenzia come il Movimento 5 Stelle sembra diventato un partito liberale e non quel partito che, con la proposta di legge cosiddetta «Parlamento pulito» e con gli emendamenti alla riforma costituzionale, prevedeva di inserire per legge il limite dei due mandati.
La Commissione respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 3.15.
Dore MISURACA (AP) ritira il proprio emendamento 3.25.
La Commissione respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 3.13.
Danilo TONINELLI (M5S) illustra l'emendamento 3.5 di cui è primo firmatario, volto ad aumentare i giorni a disposizione per l'integrazione della dichiarazione di trasparenza. Chiede al relatore quale sia il criterio usato per stabilire il termine di 48 ore.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fa osservare che si tratta del termine indicato dalla legislazione vigente per l'integrazione della documentazione attualmente richiesta.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 3.5.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ritira il proprio emendamento 3.20. Constata l'assenza della presentatrice dell'emendamento Roccella 3.6: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cristian Iannuzzi 3.21 e 3.22.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, desidera spiegare la motivazione dell'invito al ritiro dell'emendamento Quaranta 3.9. Tale emendamento è infatti superfluo, perché la normativa per l'elezione del Senato richiama l'articolo 14 del testo unico per le elezioni della Camera novellato dal testo in discussione.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL) preso atto del chiarimento del relatore, in qualità di cofirmatario, ritira l'emendamento Quaranta 3.9.
La Commissione passa all'esame delle proposte emendative dell'articolo 4.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, nell'esprimere i pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo 4, invita al ritiro dell'emendamento Mazziotti Di Celso 4.1, in quanto ricompreso nella riformulazione dell'emendamento Misuraca 4.2. Esprime parere favorevole sull'emendamento Misuraca 4.2, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1) e sull'emendamento Misuraca 4.4. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sulle restanti proposte emendative.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ritira il proprio emendamento 4.1.
Dore MISURACA (AP) riformula il proprio emendamento 4.2 nei termini indicati dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Misuraca 4.2 (nuova formulazione).
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Misuraca 4.2 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 4.3.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL), intervenendo sull'emendamento Misuraca 4.4, osserva che con la sua approvazione si introduce nel testo il riferimento al capo della forza politica indicato dall’Italicum, che ha modificato nei fatti la forma di Governo. Non comprende il parere favorevole del relatore.
Roberto SIMONETTI (LNA) si chiede se tale previsione sarà estesa anche all'articolo 6, come chiede un emendamento del suo gruppo, in modo che siano trasparenti i finanziamenti del capo della forza politica che potrebbe non essere né un parlamentare né un consigliere regionale.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, desidera sottolineare che nell'indicazione degli elementi da indicare nella dichiarazione si è rifatto alla normativa vigente, non modificando gli adempimenti. Quanto espresso dal deputato D'Attorre attiene, a suo avviso, al merito dell’Italicum. Anticipa al deputato Simonetti un parere favorevole sull'emendamento da lui richiamato.
Francesco SANNA (PD) dichiara il voto favorevole all'emendamento 4.4, in quanto estende gli elementi di trasparenza offrendo all'elettore un quadro preciso del governo di un partito.
Enzo LATTUCA (PD) suggerisce che, per evitare future contraddizioni nella normativa, si potrebbe far riferimento direttamente all'articolo 14 del testo unico per le elezioni della Camera. In questo modo non sussisterebbe problema nel caso di modifica del medesimo testo unico.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL) si associa alle considerazioni del deputato Lattuca.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, in base a quanto emerso dal dibattito, ritiene che l'emendamento 4.4 potrebbe essere riformulato, nel senso di aggiungere le parole: «ai sensi dell'articolo 14-bis del testo unico per le elezioni della Camera dei deputati».
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, osserva che quanto proposto dal relatore non risolve il problema sollevato dal collega Lattuca, perché il riferimento all'articolo 14-bis, a suo avviso, non aggiunge portata normativa all'emendamento 4.4.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, sottolinea che la sua proposta va nel senso di superare un dato altrimenti generico.
Giuseppe LAURICELLA (PD) ritiene che le parole: «ai sensi» potrebbero essere sostituite dalle seguenti: «in quanto previsto dal medesimo».
Enzo LATTUCA (PD) ritiene positiva la proposta del relatore, ma si riserva per l'esame in Assemblea di presentare un emendamento che vada nel senso da lui prima indicato.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL), intervenendo sull'emendamento Misuraca 4.4, ritiene che potrebbe essere riformulato inserendo tutti gli elementi previsti dall'articolo 14-bis del testo unico delle elezioni della Camera.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, ritiene che quanto evidenziato dal collega D'Attorre possa essere oggetto di un approfondimento nel corso dell'esame del provvedimento in Assemblea. Propone, quindi, al relatore di riformulare il proprio emendamento, aggiungendo infine le parole «in quanto previsto dal medesimo articolo 14-bis», come suggerito dal deputato Lauricella.
Dore MISURACA (AP) riformula il proprio emendamento 4.4 nei termini proposti dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Misuraca 4.4 (nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Misuraca 4.4 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL), intervenendo sull'emendamento Quaranta 4.5, di cui è cofirmatario, fa presente che la legge in discussione costituisce un compromesso al ribasso poiché, da un lato, si rinuncia a dettare norme per garantire la democrazia interna dei partiti come voluto dal Movimento 5 Stelle, dall'altro il Partito democratico ottiene di non regolamentare in modo rigoroso i finanziamenti dei privati ai partiti.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, replicando al collega D'Attorre, fa presente che il tema della trasparenza dei finanziamenti è trattato in modo «rivoluzionario» dal provvedimento in discussione. Basti pensare che ogni singolo partito è obbligato a prevedere sul proprio sito internet una sezione «trasparenza». Sottolinea che, poiché questa legge interviene sulla trasparenza nel momento della presentazione delle liste elettorali, il tema della trasparenza dei finanziamenti alle forze politiche andrebbe affrontato in altra sede.
La Commissione respinge l'emendamento Quaranta 4.5.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Vargiu 4.6 e Invernizzi 4.8: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento Nuti 4.9, di cui è cofirmatario, ne raccomanda l'approvazione, segnalando che realizza un importante obiettivo di trasparenza poiché, senza in alcun modo voler prevedere ipotesi di ricusazione, garantisce ai cittadini di conoscere curriculum vitae e certificati penali dei candidati alle elezioni politiche rendendo, come peraltro evidenziato anche dal presidente Cantone e dalla Commissione antimafia, più consapevole il voto.
Emanuele FIANO (PD), pur comprendendo lo spirito della proposta del collega Toninelli, ritiene che sia necessario evitare che tale emendamento apra le porte a possibili giudizi morali sui candidati. Se l'intento è quello di inasprire i contenuti della legge Severino in tema di ineleggibilità e incandidabilità, si deve, a suo avviso, intervenire modificando quella legge.
Andrea CECCONI (M5S) fa presente che, poiché la rubrica dell'articolo parla di elezioni trasparenti, è importante che i cittadini abbiano una sede istituzionale dove siano raccolti i dati dei curricula dei candidati e le notizie circa le loro eventuali condanne penali.
Giuseppe LAURICELLA (PD), nel dichiararsi contrario all'emendamento in discussione, si chiede cosa accadrebbe nel caso in cui un soggetto non avesse un curriculum, segnalando che paradossalmente, in tal caso, tale soggetto non si potrebbe candidare alle elezioni.
Cristian IANNUZZI (Misto) ritiene che l'emendamento in discussione sia ragionevole, poiché non si tratta di un giudizio morale da esprimere sui candidati, bensì della necessità di garantire al massimo la trasparenza.
Federica DIENI (M5S) osserva che la previsione di un curriculum costituisce uno strumento in più per i cittadini per conoscere i candidati, restando salva per i cittadini medesimi la possibilità di votare anche un disoccupato.
Mara MUCCI (Misto), nel dichiararsi a favore dell'emendamento Nuti 4.9 in discussione, fa presente che già a livello locale si sta sperimentando la pubblicazione di curriculum vitae dei candidati.
Danilo TONINELLI (M5S) chiede al presidente che il dibattito si limiti al merito delle proposte emendative in discussione e si stupisce che parlare di curricula possa costituire un problema poiché, si tratta di una questione di trasparenza, trasparenza che costituisce il cuore del provvedimento.
Alfredo D'ATTORRE (SI-SEL) ritiene singolare far derivare l'opinione dei cittadini su un candidato dalla conoscenza di un curriculum vitae, giudicando, al contrario, condivisibile la parte dell'emendamento in esame relativa al certificato penale.
Danilo TONINELLI (M5S) chiede al relatore di accantonare l'emendamento Nuti 4.9.
Matteo RICHETTI (PD), non condivide la proposta di accantonare l'emendamento in esame, confermando il parere precedentemente espresso. Ritiene che tale proposta emendativa rischi di svilire la stessa campagna elettorale, che dovrebbe essere fondata su elementi di confronto più ampi e articolati.
Danilo TONINELLI (M5S) fa notare che la proposta emendativa in esame introduce solo una facoltà aggiuntiva a tutela della trasparenza. Auspica che tale elemento di conoscenza possa essere previsto quantomeno nell'ambito dei siti web dei partiti.
Emanuele FIANO (PD), fatto notare che la cosiddetta legge Severino già prevede fattispecie specifiche di incandidabilità per taluni reati penali, ritiene scontato che la proposta emendativa in esame intende semplicemente sottoporre al vaglio morale dei cittadini talune fattispecie di reato non ritenute dal legislatore preclusive di una candidatura. Ritiene pertanto che, a prescindere dalla condivisione o meno di tale emendamento, vada fatta chiarezza sulla sua finalità, che sembrerebbe essere quella di introdurre una valutazione più di tipo moralistico, che di carattere giuridico penale. Evidenzia che, in ogni caso, sarebbe stato preferibile intervenire con una modifica della legge Severino.
Federica DIENI (M5S), pur dichiarandosi a favore di una eventuale modifica della cosiddetta legge Severino, ritiene che la proposta emendativa in esame risponda a motivazioni di opportunità politica che dovrebbero spingere a sottoporre al giudizio dei cittadini eventuali precedenti penali del candidato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, fatto notare che la legge Severino è già intervenuta in materia, osserva che qualsiasi norma penale va valutata sotto il principio della ragionevolezza e della proporzionalità. Giudica poi inopportuno introdurre, in materia elettorale, regole di trasparenza facoltative, che peraltro, potrebbero risultare poco efficaci dal punto di vista della completezza delle informazioni, visto che il certificato penale riporta solo l'indicazione della condanna penale.
Danilo TONINELLI (M5S), intervenendo per una precisazione, evidenzia che l'indicazione del certificato penale, pur non fornendo una informazione esaustiva, spingerebbe comunque il candidato a fornire chiarimenti in sede di campagna elettorale.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 4.9.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Vargiu 4.10 e Centemero 4.7: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Mucci 4.11.
Paolo COPPOLA (PD) fa notare che l'articolo aggiuntivo Mucci 4.02 prevede modalità di voto informatiche, sulle quali, tuttavia, nutre alcuni dubbi in relazione alle certezza della segretezza del voto.
Mara MUCCI (Misto), nel far notare che nessuna modalità di voto garantisce in pieno dal rischio testé prospettato, evidenzia che una sperimentazione delle modalità di voto elettronico, ad esempio nel campo delle primarie, consentirebbe di conseguire importanti obiettivi in termini di semplificazione del voto, ampliando la platea dei votanti. Fa notare che, peraltro, tali modalità di voto informatiche sono state già sperimentate nel campo delle nomine presso gli atenei.
Paolo COPPOLA (PD), intervenendo per una precisazione, si dichiara scettico circa la possibilità di una simile sperimentazione nel campo delle elezioni politiche, dove la posta in palio è più alta e i rischi di brogli sarebbero più elevati.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Mucci 4.02.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli articoli aggiuntivi D'Alia 4.01 e 4.03: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La seduta, sospesa alle 12.15, riprende alle 12.30.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che è stato ritirato l'emendamento Sisto 5.3. Ricorda che il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti del relatore è scaduto alle ore 11 della giornata odierna e comunica che sono stati presentati subemendamenti Pag. 22all'emendamento del relatore 6.82 (vedi allegato 2).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, comunica che è stato ritirato l'emendamento Sisto 5.3.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti De Menech 5.1 e Famiglietti 5.2. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento Dieni 5.4. Esprime parere favorevole sull'emendamento Gasparini 5.12. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Nuti 5.7, Centemero 5.5, sugli identici emendamenti Centemero 5.6 e Invernizzi 5.9, sull'emendamento Misuraca 5.11; esprime parere favorevole sull'emendamento Mazziotti Di Celso 5.14, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Mucci 5.10 e D'Alia 5.8. Esprime parere favorevole sull'emendamento Ferrari 5.13. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'articolo aggiuntivo Gregorio Fontana 5.01.
Luigi FAMIGLIETTI (PD) sottoscrive l'emendamento De Menech 5.1.
La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti De Menech 5.1 e Famiglietti 5.2 (vedi allegato 1).
Federica DIENI (M5S) illustra l'emendamento 5.4, di cui è prima firmataria, volto a sopprimere il comma 2 dell'articolo 5, che prevede una serie di obblighi, ad avviso del suo gruppo troppo onerosi, per i partiti non iscritti al registro. In questo modo, si tende a trasformare partiti che non vogliono avere una struttura in partiti organizzati.
Andrea CECCONI (M5S) precisa, a supporto di quanto affermato dalla deputata Dieni, che nel comma 2 sono previsti requisiti analoghi a quelli richiesti dal decreto-legge n. 149 del 2013, cosa che non ritiene equa. Concorda sulla necessità di trasparenza, ma ribadisce che i requisiti richiesti dal comma 2 sono eccessivi.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, osserva che la trasparenza non è un onere solo dei partiti che accedono al meccanismo del 2 per mille e che i requisiti richiesti dal comma 2 sono in realtà molto meno ampi di quelli richiesti per i partiti iscritti al registro dal decreto-legge n. 149 del 2013. Sottolinea inoltre che la disposizione si applica ai partiti che hanno almeno un eletto alla Camera e che quindi hanno una dimensione nazionale e una continuità politica.
Danilo TONINELLI (M5S) ritiene che quanto previsto dal comma 2 sia una complicazione per i singoli cittadini che si vogliono associare. Andrebbe coordinato con il comma 2 dell'articolo 2, così come modificato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, fa osservare ai colleghi del Movimento 5 Stelle che il suo emendamento approvato nella seduta di ieri indica, per i partiti che non volessero pubblicare lo statuto, il richiamo agli articoli del codice civile. In questo modo, non viene assolutamente limitata la libertà associativa dei cittadini.
Emanuele FIANO (PD) fa osservare al deputato Toninelli che è singolare che chi si batte per il massimo di trasparenza riferito a una persona, non abbia lo stesso atteggiamento per la vita collettiva di un organismo politico. Lo ritiene sbagliato sotto il profilo politico.
Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) concorda con il deputato Fiano.
Federica DIENI (M5S) ribadisce che il suo gruppo è favorevole alla trasparenza, ma che i requisiti contenuti nell'articolo 2 sono eccessivi.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Dieni 5.4, approva l'emendamento Gasparini 5.12 (vedi allegato 1) e respinge l'emendamento Nuti 5.7.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Centemero 5.5, degli identici emendamenti Centemero 5.6 e Invernizzi 5.9 e dell'emendamento Misuraca 5.11: si intende che vi abbiano rinunciato.
Riformula il proprio emendamento 5.14 nei termini indicati dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Mazziotti Di Celso 5.14 (nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Mazziotti Di Celso 5.14 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Mara MUCCI (Misto) illustra il proprio emendamento 5.10.
La Commissione respinge l'emendamento Mucci 5.10.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento D'Alia 5.8: si intende che vi abbia rinunciato.
La Commissione approva l'emendamento Ferrari 5.13 (vedi allegato 1).
Gregorio FONTANA (FI-PdL) illustra il proprio articolo aggiuntivo 5.01, volto ad estendere ai partiti presenti nei consigli comunali la possibilità di non richiedere alcuna sottoscrizione per la presentazione delle liste, a patto di essere iscritti al registro dei partiti. Preso atto della contrarietà del relatore e auspicando un'ulteriore riflessione per l'esame in Assemblea, ritira l'articolo aggiuntivo 5.01.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ritira i propri emendamenti 6.19 e 6.77. Ricorda che sono stati presentati subemendamenti riferiti all'emendamento 6.82 del relatore. Avverte che l'emendamento Mucci 9.2 deve intendersi riferito all'articolo 6 ed assume la numerazione 6.83
Matteo RICHETTI (PD), relatore, esprime il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 6. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento Sisto 6.8. Esprime parere favorevole sull'emendamento Francesco Sanna 6.2, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Invernizzi 6.5 e Dadone 6.1. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Invernizzi 6.6 e Centemero 6.9, se riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento D'Alia 6.4. Esprime parere favorevole sull'emendamento Ferrari 6.3. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Cristian Iannuzzi 6.7 e 6.27, D'Attorre 6.10, D'Ambrosio 6.12, Parisi 6.73, 6.72, 6.71, 6.70, 6.69 e 6.68, Cozzolino 6.15, Dieni 6.13, Toninelli 6.14, D'Alia 6.11; esprime parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 6.16 e sull'emendamento D'Alia 6.21, se riformulato come identico all'emendamento Famiglietti 6.16 (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Invernizzi 6.18, sugli identici emendamenti Invernizzi 6.23 e Centemero 6.28. Esprime parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 6.22, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento Invernizzi 6.24, sugli identici emendamenti Centemero 6.29 e Invernizzi 6.20, sugli identici emendamenti Mucci 6.25 e Quaranta 6.26, sugli emendamenti Nuti 6.31, Cozzolino 6.30 e Invernizzi 6.32. Esprime parere favorevole sull'emendamento Pag. 24Marco Di Maio 6.33. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Centemero 6.35, Invernizzi 6.78, Cecconi 6.37, Gregorio Fontana 6.34, Sisto 6.38 e 6.36. Esprime parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 6.40, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento Cozzolino 6.39, sugli identici emendamenti Misuraca 6.44 e Gregorio Fontana 6.45, sugli emendamenti Cozzolino 6.42 e Cristian Iannuzzi 6.47. Esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Mazziotti Di Celso 6.43 e Cristian Iannuzzi 6.46. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Roccella 6.52, Cristian Iannuzzi 6.57, Mucci 6.83 (ex 9.2) e Sisto 6.54. Esprime parere favorevole sugli emendamenti Naccarato 6.50 e Cecconi 6.49. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Cecconi 6.48, Parisi 6.53, Cristian Iannuzzi 6.56, sugli identici emendamenti Quaranta 6.58 e Dadone 6.62. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 6.81. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Lattuca 6.79 e Misuraca 6.55. Esprime parere favorevole sull'emendamento Fabbri 6.51. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Cristian Iannuzzi 6.60, Cecconi 6.63, D'Alia 6.59, Quaranta 6.61. Esprime parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 6.64. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Toninelli 6.65 e Dadone 6.80. Esprime parere favorevole sul subemendamento Gasparini 0.6.82.1, mentre invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, del subemendamento Gregorio Fontana 0.6.82.2. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 6.82. Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, dell'emendamento Roccella 6.74. Esprime parere favorevole sull'emendamento Cecconi 6.75, se riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sull'emendamento Dieni 6.76 e sugli articoli aggiuntivi D'Alia 6.02, Quaranta 6.07, D'Attorre 6.03 e Cozzolino 6.01.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere conforme a quello del relatore e parere favorevole sugli emendamenti 6.81 e 6.82 del relatore.
La seduta, sospesa alle 13, riprende alle 13.10.
Gregorio FONTANA (FI-PdL) sottoscrive l'emendamento Sisto 6.8 e lo ritira.
Francesco SANNA (PD) riformula il suo l'emendamento 6.2 nei termini proposti dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Francesco Sanna 6.2 (nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Francesco Sanna 6.2 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Invernizzi 6.5: s'intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Dadone 6.1.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 6.6 e lo riformula nei termini proposti dal relatore.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, sottoscrive l'emendamento Centemero 6.9, identico all'emendamento 6.6 e lo riformula nei termini proposti dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sugli identici emendamenti Invernizzi 6.6 (nuova formulazione) e Centemero 6.9 (nuova formulazione).
La Commissione approva gli identici emendamenti Invernizzi 6.6 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e Centemero 6.9 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento D'Alia 6.4: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione approva l'emendamento Ferrari 6.3 (vedi allegato 1).
Cristian IANNUZZI (Misto) interviene sul suo emendamento 6.7, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cristian Iannuzzi 6.7 e 6.27, D'Attorre 6.10 e D'Ambrosio 6.12.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Parisi 6.73, 6.72, 6.71, 6.70, 6.69 e 6.68: s'intende vi abbia rinunciato.
Emanuele COZZOLINO (M5S), intervenendo sul suo emendamento 6.15, ne illustra la finalità, volta ad agevolare materialmente il rilascio del consenso in un'ottica di facilitazione della trasparenza.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, conferma il proprio parere contrario sull'emendamento Cozzolino 6.15.
Emanuele COZZOLINO (M5S) insiste per l'approvazione del suo emendamento che faciliterebbe la realizzazione degli obiettivi di trasparenza alla base della presente legge.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cozzolino 6.15, Dieni 6.13 e Toninelli 6.14.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento D'Alia 6.11: s'intende vi abbia rinunciato.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) sottoscrive l'emendamento D'Alia 6.21 e lo riformula nei termini proposti dal relatore che rendono tale emendamento identico all'emendamento Famiglietti 6.16.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento D'Alia 6.21 (nuova formulazione).
La Commissione approva gli identici emendamenti Famiglietti 6.16 (vedi allegato 1) e D'Alia 6.21 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Invernizzi 6.18 e degli identici Invernizzi 6.23 e Centemero 6.28: s'intende vi abbiano rinunciato.
Mara MUCCI (Misto) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 6.22 e lo riformula nei termini proposti dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Invernizzi 6.22 (nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Invernizzi 6.22 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Emanuele COZZOLINO (M5S) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 6.24.
La Commissione respinge l'emendamento Invernizzi 6.24.
Emanuele COZZOLINO (M5S) e Danilo TONINELLI (M5S) sottoscriveranno, rispettivamente, gli identici emendamenti Centemero 6.29 e Invernizzi 6.20.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Centemero Pag. 266.29 e Invernizzi 6.20, gli identici emendamenti Mucci 6.25 e Quaranta 6.26, nonché l'emendamento Nuti 6.31.
Emanuele COZZOLINO (M5S) interviene sul suo emendamento 6.30, volto a garantire la massima trasparenza nel caso in cui vi sia un finanziamento estero.
La Commissione respinge l'emendamento Cozzolino 6.30.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Invernizzi 6.32: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione approva l'emendamento Marco Di Maio 6.33 (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Centemero 6.35 e Invernizzi 6.78: s'intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Cecconi 6.37 e Gregorio Fontana 6.34.
Gregorio FONTANA (FI-PdL) sottoscrive gli emendamenti Sisto 6.38 e 6.36.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sisto 6.38 e 6.36.
Emanuele FIANO (PD) sottoscrive l'emendamento Famiglietti 6.40 e lo riformula nei termini proposti dal relatore.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fornisce alcune precisazioni sulla proposta di riformulazione dell'emendamento Famiglietti 6.40.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Famiglietti 6.40 (nuova formulazione).
La Commissione approva l'emendamento Famiglietti 6.40 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento Famiglietti 6.40 (nuova formulazione) l'emendamento Cozzolino 6.39 è da considerarsi precluso.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Misuraca 6.44: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Gregorio Fontana 6.45 e Cozzolino 6.42.
Cristian IANNUZZI (Misto), intervenendo sul suo emendamento 6.47, ne illustra le finalità e ne raccomanda l'approvazione.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fa presente che il provvedimento in discussione interviene sull'allegato B, di cui all'articolo 8, della legge 2 gennaio 1997, inserendo un obbligo di riferire le modalità con cui i partiti percepiscono erogazioni inferiori a 5.000 euro.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, fa presente che nell'ordinamento esiste già una norma che prescrive ai partiti di raccogliere le identità di chi fornisce quel tipo di erogazioni.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 6.47 e approva gli identici emendamenti Mazziotti Di Celso 6.43 e Cristian Iannuzzi 6.46 (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Roccella 6.52: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 6.57.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che si passerà ad esaminare l'emendamento Mucci 6.83 (ex 9.2).
Mara MUCCI (Misto) illustra il suo emendamento 6.83 (ex 9.2), volto a tutelare la riservatezza dei finanziatori che contribuiscano a una cifra superiore a 5.000 euro.
La Commissione respinge l'emendamento Mucci 6.83 (ex 9.2).
Gregorio FONTANA sottoscrive l'emendamento Sisto 6.54.
Enzo LATTUCA (PD) sottoscrive l'emendamento Naccarato 6.50.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che per un mero errore materiale nella parte conseguenziale dell'emendamento Naccarato 6.50, la parola «degli» deve intendersi come «dagli».
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Sisto 6.54 e approva gli emendamenti Naccarato 6.50 e Cecconi 6.49 (vedi allegato 1).
La Commissione respinge l'emendamento Cecconi 6.48.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Parisi 6.53: s'intende vi abbia rinunciato.
Cristian IANNUZZI (Misto) illustra il suo emendamento 6.56 raccomandandone l'approvazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cristian Iannuzzi 6.56 e gli identici emendamenti Quaranta 6.58 e Dadone 6.62.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, illustra il suo emendamento 6.81 raccomandandone l'approvazione.
Danilo TONINELLI (M5S) dichiara di astenersi sull'emendamento 6.81 del relatore.
La Commissione approva l'emendamento 6.81 del relatore (vedi allegato 1).
Enzo LATTUCA (PD) ritira il suo emendamento 6.79, riservandosi di ripresentarlo in Assemblea.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Misuraca 6.55: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Fabbri 6.51 (vedi allegato 1) e respinge gli emendamenti Cristian Iannuzzi 6.60 e Cecconi 6.63.
Emanuele COZZOLINO (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento D'Alia 6.59.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Alia 6.59 e Quaranta 6.61.
Danilo TONINELLI (M5S), intervenendo sull'emendamento Famiglietti 6.64 non ne condivide l'impostazione, atteso che esso rende meno prescrittivi gli impegni del testo.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, fa notare che lo scopo dell'emendamento è quello di garantire la pubblicazione di dati più veritieri, armonizzando le scadenze anche rispetto alla presentazione dei rendiconti e dei bilanci.
Danilo TONINELLI (M5S) intervenendo per una precisazione, non condivide quanto testé affermato dal relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Famiglietti 6.64 Pag. 28(vedi allegato 1) e respinge gli emendamenti Toninelli 6.65 e Dadone 6.80. Approva quindi il subemendamento Gasparini 0.6.82.1 (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, prende atto che il deputato Gregorio Fontana ritira il subemendamento 0.6.82.2.
La Commissione approva l'emendamento 6.82 del relatore, così come risultante dall'approvazione del subemendamento Gasparini 0.6.82.1 (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Roccella 6.74: s'intende vi abbia rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S), pur apprezzando lo sforzo del relatore, ritiene che la riformulazione dell'emendamento Cecconi 6.75 non sia pienamente soddisfacente, atteso che mantiene il collegamento tra il partito e più fondazioni.
Emanuele FIANO (PD) ritiene che la riformulazione proposta dal relatore dell'emendamento Cecconi 6.75 abbia recepito in modo sostanziale le richieste del gruppo del Movimento 5 Stelle, giacché prevede che le fondazioni si conformino ai principi di trasparenza, autonomia finanziaria e separazione contabile. Non comprende il motivo per il quale un partito debba essere necessariamente collegato ad una sola fondazione, potendo verificarsi l'ipotesi che siano costituite più fondazioni, con scopi diversi, che si uniformino ai principi di trasparenza.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, riterrebbe paradossale una mancata condivisione da parte del gruppo del Movimento 5 Stelle sulla sua riformulazione dell'emendamento Cecconi 6.75, facendo notare che sarebbe imputabile alla responsabilità di tale gruppo un'eventuale mancanza nel testo del riferimento alle fondazioni. Ritiene di aver compiuto il massimo sforzo nel recepire quanto era stato sollevato nel corso del dibattito su tale argomento, non comprendendo ora le perplessità sul numero di fondazioni da collegare ai partiti. Ritiene infatti che sia più costruttivo ragionare intorno ad elementi più essenziali che riguardano ad esempio la trasparenza, l'autonomia finanziaria e la separazione contabile.
Danilo TONINELLI (M5S), pur accettando di riformulare l'emendamento Cecconi 6.75 nei termini proposti dal relatore, ritiene che la strada da seguire sul tema delle fondazioni sia quella tracciata dai suoi successivi articoli aggiuntivi all'articolo 7 ovvero dagli articoli aggiuntivi 7.05 e 7.06.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'emendamento Cecconi 6.75, così come riformulato.
La Commissione, con distinte votazioni, approva l'emendamento Cecconi 6.75 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respinge l'emendamento Dieni 7.76.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo D'Alia 6.02: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Quaranta 6.07 e D'Attorre 6.03.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra il suo articolo aggiuntivo 6.01.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Cozzolino 6.01.
Giovedì 19 maggio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene il viceministro dell'interno, Filippo Bubbico.
Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla guardia costiera e di frontiera europea e che abroga il regolamento (CE) n. 2007/2004, il regolamento (CE) n. 863/2007 e la decisione 2005/267/CE del Consiglio.
(COM(2015) 671 final).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente e relatore, presenta una proposta di documento finale (vedi allegato 3).
La Commissione approva la proposta di documento finale del presidente e delibera di trasmettere il documento approvato anche al Parlamento europeo, alla Commissione europea e al Consiglio dell'Unione europea.
Giovedì 19 maggio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno, Gianpiero Bocci.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso.
5-08714 Invernizzi e Gianluca Pini: Sulla situazione del Palazzo degli Specchi a Ferrara.
Gianluca PINI (LNA) illustra l'interrogazione in titolo, volta a conoscere dal Governo la situazione reale del Palazzo degli Specchi a Ferrara e le iniziative che lo stesso Governo intende adottare.
Gianluca PINI (LNA), replicando, ringrazia il Governo per la puntuale illustrazione della situazione del Palazzo degli Specchi a Ferrara. Nel contempo, desidera però sottolineare che episodi di spaccio di stupefacenti e di prostituzione sono in realtà presenti all'interno o nelle immediate vicinanze dell'immobile in questione. Pag. 30Prende atto con soddisfazione del piano di riqualificazione che dovrebbe terminare nel 2018 e, quindi, in tempi ragionevoli, ma sollecita, nel rispetto delle competenze, all'adozione di un provvedimento prefettizio di chiusura dello stabile che possa dare avvio ai lavori.
5-08711 Nuti e altri: Sui centri di accoglienza cosiddetti hotspot.
Giuseppe BRESCIA (M5S) illustra l'interrogazione in titolo, volta a conoscere dal Governo la situazione sull'accoglienza dei migranti e in particolare sui cosiddetti hotspot che il Governo ha messo in cantiere senza informare il Parlamento. È vero che si segue una strada tracciata dall'Europa, ma questa non è certamente una legge dello Stato. Sottolinea la continua violazione di diritti all'interno di questi centri.
Giuseppe BRESCIA (M5S), replicando, si dichiara completamente insoddisfatto della risposta del rappresentante del Governo. In qualità di componente della Commissione parlamentare di inchiesta sui CIE, ha avuto modo di verificare che la volontà di superare l'emergenza è totalmente falsa. Si tratta, infatti, di centri straordinari. Sottolinea come negli hotspot sia violato sia il diritto di non respingimento che il divieto di trattenimento oltre le ventiquattro ore senza che ci sia un provvedimento del giudice.
5-08713 Quaranta e altri: Sull'emanazione del decreto del Ministro dell'interno, di cui al comma 754 della Legge di stabilità 2016.
Donatella DURANTI (SI-SEL) rinuncia a illustrare l'interrogazione in titolo.
Donatella DURANTI (SI-SEL), nel dichiararsi totalmente insoddisfatta della risposta, a suo avviso vaga, del rappresentante del Governo, osserva che il decreto interministeriale sarebbe dovuto essere adottato entro il 28 gennaio 2016. Il sottosegretario ha fatto una ricostruzione della situazione senza dare una risposta su quando sarà emanato il decreto interministeriale.
5-08712 Gigli: Sulla relazione di fine mandato ex articolo 4 del decreto legislativo n. 149 del 2011 del Comune di Roma.
Gian Luigi GIGLI (DeS-CD) illustra l'interrogazione in titolo. Ricorda che la legge n. 208 del 2015 ha stabilito l'obbligatorietà della relazione di fine mandato dei sindaci anche in caso di scioglimento del comune. Ritiene che tale previsione debba riferirsi anche ai commissari straordinari. Osserva che per il comune di Roma questa relazione non è stata ancora redatta e trasmessa. Chiede quindi al Governo quali iniziative intenda intraprendere in proposito.
Gian Luigi GIGLI (DeS-CD), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo. Osserva che conoscere i dati sull'attività dell'amministrazione uscente è indispensabile sia per gli elettori che per i nuovi eletti. Rileva infine come la situazione si sia potuta sbloccare anche grazie alla presentazione della sua interrogazione.
Giovedì 19 maggio 2016. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene la sottosegretaria di Stato per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Sesa Amici.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Gasparini 7.01, se riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sulle restanti proposte emendative. Raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 7.12.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere conforme a quello del relatore e parere favorevole sull'emendamento 7.12 del relatore.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Invernizzi 7.1 e Centemero 7.3: si intende vi abbiano rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 7.2.
La Commissione respinge l'emendamento Invernizzi 7.2.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Parisi 7.5 e Centemero 7.4: si intende vi abbiano rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S) sottoscrive l'emendamento Invernizzi 7.6.
La Commissione respinge l'emendamento Invernizzi 7.6.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Roccella 7.8 e Sisto 7.7: si intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Nuti 7.9.
Emanuele COZZOLINO (M5S) illustra l'emendamento 7.10, di cui è primo firmatario, volto ad estendere anche ai partiti non iscritti nel registro la possibilità di usufruire di spazi concessi dai comuni.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Cozzolino 7.10 e Pag. 32approva l'emendamento 7.12 del relatore (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento D'Alia 7.11: si intende vi abbia rinunciato.
Danilo TONINELLI (M5S) chiede la votazione, per parti separate e per singoli commi, dell'articolo aggiuntivo 7.06, di cui è primo firmatario.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, fa presente che tale richiesta non può essere accolta in quanto i singoli commi non hanno una portata normativa autonoma.
Danilo TONINELLI (M5S), nel riservarsi di riformulare per l'esame in Assemblea l'articolo aggiuntivo in modo che possa essere votato per parti separate, passa ad illustrarlo. Al comma 1, si riprende un analogo testo presentato al Senato dalla senatrice Lanzillotta, che equipara ai partiti politici tutte le fondazioni. Sottolinea la rilevanza del comma 2 che è teso ad evitare che le cooperative contribuiscano a finanziare i partiti, in quanto si tratta, a suo avviso, di un meccanismo non trasparente. Con l'articolo aggiuntivo si vuole dare un segnale concreto sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Sottolinea, infine, che con l'emendamento approvato all'articolo 6 non si è fatto un gran passo in avanti su questa strada.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, nel ritenere legittima la preoccupazione del deputato Toninelli, non condivide il suo giudizio sull'emendamento approvato nel corso della seduta. Infatti, a suo avviso, l'obbligo della separazione della contabilità e del bilancio di fondazioni e partiti è un rilevante segnale di trasparenza, anche se limitato alle fondazioni finanziate dai partiti. Osserva che l'articolo aggiuntivo del deputato Toninelli non risolve il problema. Inoltre, a suo avviso, il divieto ivi previsto rischia di limitare fondazioni che hanno un carattere culturale e di studio di supporto ai partiti. Infine, non comprende chi potrebbe stabilire la riferibilità di un partito a una fondazione.
Celeste COSTANTINO (SI-SEL) concorda solo in parte con il deputato Richetti, in quanto esistono ad esempio cooperative di carattere sociale che hanno una loro rilevanza, ma il problema non è quello di dare finanziamenti pubblici, ma è se tali finanziamenti dalle fondazioni ritornano ai partiti. Questo non è altro che puro clientelismo ed è questo circolo vizioso che si vuole normare.
Francesco SANNA (PD) segnala che l'approvazione dell'articolo aggiuntivo Nuti 7.06 comporterebbe l'abrogazione implicita di una norma penale della legge sul finanziamento pubblico del 1974 che vieta a società partecipate per una quota elevata di finanziare i partiti. Questa previsione, a suo avviso, è sufficiente per motivare il voto contrario all'articolo aggiuntivo Nuti 7.06.
Riccardo NUTI (M5S) rileva come ogni volta che si manifesta condivisione su alcuni temi sensibili, su un altro verso si trovano motivazioni più o meno valide per bocciare le proposte emendative senza neanche proporre riformulazioni.
Emanuele FIANO (PD) fa notare al deputato Nuti che la riformulazione dell'emendamento Cecconi 6.75 nasce proprio dalla condivisione dell'obbligo di trasparenza e della separazione tra fondazioni e partiti. Osserva che tutto il testo ha alla sua base il criterio della trasparenza. Ricorda che esistono varie norme che riguardano la trasparenza delle fondazioni, come l'articolo 5, comma 4, del decreto-legge n. 149 del 2013, peraltro superato dalle norme dell'articolo 6 del testo che sono riconducibili alle fondazioni medesime. Infine, ritiene errato equiparare le fondazioni ai partiti, cosa che inoltre sarebbe una modifica di rango costituzionale.
Danilo TONINELLI (M5S) osserva che il suo articolo aggiuntivo 7.06 garantisce maggiore trasparenza in materia di fondazioni, dal momento che pone un espresso divieto di finanziamento a carico di enti, aziende e società partecipate da enti pubblici, ovvero che siano titolari di concessioni pubbliche.
Emanuele FIANO (PD) fa notare che in base alla legge vigente il divieto di finanziamento a carico delle società partecipate già esiste.
Riccardo NUTI (M5S), intervenendo per una precisazione, fa presente che nel suo precedente intervento intendeva far riferimento ad un atteggiamento tenuto dalla maggioranza nel corso degli ultimi anni, non riferendosi quindi al dibattito svoltosi in mattinata. Evidenzia che lo scopo dell'articolo aggiuntivo Toninelli 7.06 è quello di equiparare le fondazioni ai partiti politici esclusivamente ai fini dell'applicazione del decreto-legge n. 149 del 2013.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Toninelli 7.06.
Danilo TONINELLI (M5S), nell'illustrare il suo articolo aggiuntivo 7.05, precisa che lo scopo non è quello di vietare il finanziamento da parte delle fondazioni ma di garantirne maggiore trasparenza.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Toninelli 7.05.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Parisi 7.04: s'intende vi abbia rinunciato.
Daniela Matilde Maria GASPARINI (PD) riformula il suo articolo aggiuntivo 7.01 nei termini proposti dal relatore.
La sottosegretaria Sesa AMICI esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Gasparini 7.01, così come riformulato.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo Gasparini 7.01 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli articoli aggiuntivi Parisi 7.03 e 7.02: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione passa ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 8.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, dopo aver raccomandato l'approvazione del suo emendamento 8.6, invita al ritiro di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 8, precisando che altrimenti il parere sarebbe contrario.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 8.6 (vedi allegato 1).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Centemero 8.1, Invernizzi 8.4, Centemero 8.2 e Invernizzi 8.5: s'intende vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Cecconi 8.3.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo D'Alia 8.01: s'intende vi abbia rinunciato.
La Commissione passa ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 9.
Matteo RICHETTI (PD), relatore, invita al ritiro di tutte le proposte emendative riferite all'articolo 9, sulle quali altrimenti il parere sarebbe contrario.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Invernizzi 9.1: s'intende vi abbia rinunciato.
Dore MISURACA (AP) ritira il suo articolo aggiuntivo 9.02.
Mara MUCCI (Misto) illustra il suo articolo aggiuntivo 9.01.
La Commissione respinge l'articolo aggiuntivo Mucci 9.01.
Cristian IANNUZZI (Misto) illustra il suo articolo aggiuntivo 9.04, precisando che esso, al pari del successivo articolo aggiuntivo 9.03, a sua prima firma, riproduce il contenuto di una proposta di legge che ha presentato sulla materia.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli articoli aggiuntivi Cristian Iannuzzi 9.04 e 9.03.