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Timestamp: 2017-03-25 00:37:58+00:00
Document Index: 30505665

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 54', 'art.1']

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE CARUSO, CHAOUKI - PDF
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1 Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 653 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI CARUSO, CHAOUKI Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, concernenti la riforma della disciplina in materia di adozione internazionale Presentata il 4 aprile 2013 ONOREVOLI COLLEGHI! Dopo anni caratterizzati da una tendenza positiva, a partire dal 2006 le idoneità all adozione internazionale dichiarate dai tribunali per i minorenni sono drasticamente diminuite: da nel 2006 a nel 2011, rivelando una condizione di crisi per l intero settore. I costi dell adozione internazionale e la crisi economica in corso non sono l unica ragione: c è una generale sfiducia nelle adozioni internazionali perché si è creata una cultura negativa intorno all adozione. Le procedure sono complicate e troppo lunghe. Le coppie disponibili ad accogliere un bambino abbandonato non vengono considerate come una preziosa risorsa. Se il calo continuasse secondo il trend evidenziato si assisterebbe in breve alla fine delle adozioni internazionali, con un numero ridottissimo di adozioni già a partire dal Eppure, l abbandono dei minori è in crescita: dai 145 milioni di bambini abbandonati nel 2004 ai 168 milioni del 2009 (stime UNICEF). Dinanzi a questo disarmante quadro è d obbligo trovare le soluzioni per il rilancio delle adozioni. Di questa crisi delle adozioni internazionali ha preso atto anche la Commissione bicamerale per l infanzia e l adolescenza che, nel documento conclusivo dell indagine conoscitiva sull attuazione della normativa in materia di adozione e di affido, presentato il 22 gennaio 2013, al termine della scorsa legislatura, ha raccolto le testimonianze delle associazioni e ha lanciato proposte per una riforma della legge sulle adozioni internazionali. Alcuni dei punti critici del sistema attuale sono peraltro stati affrontati anche dal comitato delle Nazioni unite sui diritti dell infanzia e dell adolescenza il quale, nelle raccomandazioni indirizzate all Italia il 6 ottobre 2011, ha, fra le altre cose,2 Atti Parlamentari 2 Camera dei Deputati 653 segnalato l eccessivo numero di enti autorizzati e la necessità di un maggiore controllo delle procedure. In questo scenario appare auspicabile avviare un percorso di rinnovamento del sistema normativo, organizzativo e culturale che disciplina e sottende le dinamiche connesse all adozione di minori: cambiare la cultura, snellire il sistema per valorizzare le persone disponibili all adozione e rendere l adozione gratuita per le famiglie meno abbienti. Tutto questo appare fattibile attraverso una riforma della legge 4 maggio 1983, n. 184, per giungere a un numero sempre maggiore di famiglie accoglienti e di adozioni internazionali. Il punto di partenza per il rinnovamento del settore va rintracciato nell introduzione di facilitazioni alle famiglie orientato all aumento del numero delle famiglie disponibili all accoglimento. Infatti servono più adottanti e per questo le famiglie devono essere incentivate ad adottare. Occorrono dunque alcune riforme culturali e procedurali che consentano, da un lato, di ridare fiducia a chi desidera adottare e, dall altro, di rendere l adozione più veloce e meno costosa e perfino gratuita per alcune categorie di famiglie. La coppia che decide di adottare un bambino straniero abbandonato è una risorsa che non va selezionata ma accompagnata: è però una coppia che non è a conoscenza delle difficoltà e dei problemi insiti in questo atto di accoglienza. Va quindi «presa per mano» e accompagnata da chi ha vissuto la stessa esperienza in collaborazione con gli esperti dell adozione internazionale. Oggi, invece, tutta la fase di selezione è concentrata sul «prima», per l ottenimento dell idoneità. Inoltre l idoneità viene rilasciata in modo anacronistico dai tribunali per i minorenni che non hanno le risorse necessarie per essere costantemente informati sulla realtà delle adozioni internazionali nei Paesi di provenienza dei minori. Nella presente proposta di legge l idoneità deve essere il risultato di un processo di accompagnamento che vede coinvolti insieme i servizi sociali e gli enti autorizzati. I servizi sociali e non più i tribunali saranno responsabili del procedimento, come avviene già negli altri Paesi europei. Si tratterà dunque di un idoneità sostanziale e non solo formale. Servizi sociali ed enti saranno un punto di riferimento costante della coppia e non avranno l obiettivo della «selezione» basata su criteri astratti ma piuttosto quello della valorizzazione delle risorse delle persone che hanno deciso di accogliere un figlio non loro. Questa stretta collaborazione dovrà continuare anche dopo l ottenimento dell idoneità, durante tutto il percorso di accompagnamento della coppia e soprattutto dopo l adozione per il sostegno della nuova famiglia. È necessario, infine, uniformare l iter a livello nazionale: agli adottanti sono dovuti parità di trattamento, trasparenza e celerità del servizio pubblico e dunque limitare per legge il numero di incontri psicosociali. I corsi di formazione saranno svolti in questa fase, quindi assolutamente prima dell ottenimento dell idoneità. Appare altrettanto prioritario intervenire sui costi connessi alla disciplina delle adozioni, che purtroppo al momento sembrano accostare questa pratica di accoglienza a un lusso, derogabile in tempi di crisi. Il costo delle adozioni può essere ridotto, aumentando allo stesso tempo la qualità dei servizi resi alle coppie. Questo è possibile innalzando gli standard di efficienza e di qualità per gli enti autorizzati e stabilendo costi standard per i loro servizi. Attraverso le seguenti fasi si giungerà a un sistema caratterizzato da economie di scala in cui un numero di enti inferiore a quello attuale sarà in grado di realizzare un numero elevato di adozioni a costi più bassi e con un accompagnamento delle coppie qualitativamente elevato. Si partirà da una prima fase: elevare i requisiti degli enti autorizzati. È necessario definire i requisiti qualitativi degli enti autorizzati per aumentarne la solidità e il livello di assistenza prestato alle coppie. Dovrà dunque procedersi con l introduzione di nuovi requi-3 Atti Parlamentari 3 Camera dei Deputati 653 siti sia in Italia (regionalizzazione, cioè una sede in ogni regione in cui operano; certificazione del bilancio; qualifica di ente morale; numero minimo di mandati e di adozioni) sia all estero (sede effettiva con personale dipendente; tracciabilità dei trasferimenti monetari; obbligatorietà delle attività di cooperazione internazionale e status di organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli affari esteri) e prevedere controlli effettivi sul possesso di tali requisiti. Successivamente occorrerà stabilire i costi standard necessari per l espletamento delle procedure in Italia e nei singoli Paesi esteri. Occorrerà poi definire costi standard per i servizi forniti dagli enti autorizzati per dare a ogni procedura adottiva, dato il livello qualitativo richiesto, un esborso certo, congruo e inferiore a quello attuale. La combinazione dei requisiti qualitativi richiesti e dei costi standard fissati per raggiungerli obbligherà gli enti a un percorso virtuoso di ricerca dell efficienza, che finirà con il premiare quelli più organizzati e capaci di realizzare un numero elevato di adozioni, rendendoli polo di aggregazione per quelli meno efficaci. In questi casi accade, infatti, che solo le organizzazioni capaci di conseguire economie di scala significative (al crescere del numero delle adozioni fatte diminuisce, infatti, il costo medio per adozione che l ente sostiene) riescano a rispettare i requisiti richiesti in termini di costi e di qualità dei servizi. Al termine di questo processo avremo un numero minore di enti più grandi in grado di fornire alle coppie un servizio migliore e a costi inferiori. In questo scenario sarà necessario introdurre un regime di convenzione tra enti autorizzati e pubblica amministrazione fino alla totale gratuità dell adozione internazionale. Attraverso la riduzione dei costi delle adozioni tramite l introduzione di costi standard e i risparmi pubblici derivanti dalle razionalizzazioni della procedura adottiva descritte (maggiori sinergie tra servizi sociali ed enti autorizzati, eliminazione dei tribunali per i minorenni, eliminazione delle agenzie regionali per l adozione e snellimento nella composizione della Commissione per le adozioni internazionali), l adozione internazionale potrebbe diventare, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico, un servizio offerto dagli enti autorizzati in un regime di convenzione con la pubblica amministrazione, il cui pagamento sarebbe commisurato al reddito degli adottanti fino alla totale gratuità per le persone meno abbienti (criteri basati sull indicatore della situazione economica equivalente). Abbiamo la priorità di incrementare il numero di adozioni ma occorre che siano di qualità. I minori abbandonati nei Paesi stranieri sono sempre più numerosi ma restano per anni negli istituti. Solo se le adozioni internazionali verranno incluse nella politica estera del nostro Paese sarà possibile rafforzare il sistema delle adozioni all estero rispettando anche il principio di sussidiarietà, secondo cui le adozioni internazionali sono ammesse solo se si è cercata una famiglia per il minore nel Paese di origine (Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a L Aja il 29 maggio 1993, ratificata ai sensi della legge 31 dicembre 1998, n. 476). Servono inoltre nuovi strumenti che, superando le incompatibilità fra diversi sistemi giuridici, consentano di accogliere i minori stranieri in situazioni di emergenza umanitaria o in condizioni particolari nel loro superiore interesse. Ecco le soluzioni proposte: l adozione internazionale non può continuare ad essere trattata come un affare privato delle famiglie ma deve essere inquadrata tra gli obiettivi della politica estera; la Commissione per le adozioni internazionali dovrà essere trasferita presso il Ministero degli affari esteri e la sua presidenza dovrà essere affidata a un ambasciatore per le adozioni internazionali. Questo passaggio consentirà anche un coordinamento delle attività svolte dagli enti autorizzati all estero attraverso un funzionario ad hoc presso ogni ambasciata, oltre all attivazione di specifiche linee di finanziamento per i progetti di4 Atti Parlamentari 4 Camera dei Deputati 653 cooperazione, con lo scopo di garantire la sussidiarietà delle adozioni di minori nei Paesi in cui l Italia adotta. Si rende dunque necessaria la modifica della norma che prevede la composizione della Commissione per le adozioni internazionali, in occasione della quale il numero dei commissari sarà ridotto fino a 7 dagli attuali 16. Inoltre con la presente proposta di legge si intende introdurre un quadro normativo specifico per le adozioni di minori con «bisogni speciali». Consentire ai minori con «bisogni speciali» (definizione della Conferenza de L Aja del 2008: minori affetti da problemi di comportamento o che hanno subìto traumi; minori con incapacità fisica o mentale; minori che hanno compiuto i 7 anni di età, minori appartenenti a fratrie) di essere adottati anche da persone singole e da adottanti con età superiore ai limiti stabiliti dalla legge in vigore. La presente proposta di legge vuole disciplinare nell ordinamento italiano le formule di accoglienza innovativa già riconosciute dall ordinamento internazionale al fine di consentire un urgente quanto opportuna armonizzazione tra norma ed esigenze sociali e culturali che subiscono una costante evoluzione. Le proporzioni dell abbandono minorile in moltissimi Paesi stranieri e il verificarsi di calamità naturali o di altre situazioni particolari, più o meno transitorie, in cui i minori si trovano senza protezione rendono necessaria l attivazione di nuovi strumenti legislativi che consentano di accogliere in via più o meno stabile, a seconda delle necessità del caso, questi bambini stranieri senza famiglia. Tra le situazioni giuridiche che non sono regolamentate in Italia rientra quella dei minori in kafala, istituto dei Paesi islamici che non ha un corrispondente nella nostra legge. La previsione di idonee disposizioni per l affidamento di minori provenienti da Stati i cui ordinamenti non prevedano l istituto dell azione consentirà anche ai minori orfani originari di Paesi con legge coranica di diventare figli, aprendo la strada alla pronuncia di un adozione nazionale. L introduzione dell istituto dell affidamento internazionale avrà invece lo scopo di accogliere i minori dei Paesi in emergenza umanitaria e, quindi, di togliere i minori dagli istituti sia come misura temporanea che in vista di un successivo progetto adottivo laddove in seguito se ne accertassero le condizioni. Per i bambini stranieri adottabili più grandi, e quindi con un età tale da rendere più difficoltoso trovare una famiglia adottiva, dovranno invece essere introdotti dei soggiorni a scopo adottivo. Si tratterà della possibilità di trovare accoglienza per gruppi di minori accompagnati in Italia per brevi periodi rinnovabili, anche nell ottica di creare un legame e di aprire la strada a un progetto di adozione. Esiste inoltre la necessità di accrescere e di rafforzare le azioni di lotta contro l aborto laddove usato come strumento di regolazione delle nascite. Per questo si potrebbe introdurre in Italia l istituto dell adozione del nascituro e, contestualmente, consentire alle coppie residenti in Italia di adottare all estero minori appena nati e sfuggiti all aborto grazie alla legge che consente di trovare una famiglia adottiva già nel corso della gestazione. In questa seconda direzione si dovrebbero riconoscere i provvedimenti, pronunciati in Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L Aja del 1993, che prevedono, come misura di prevenzione dell aborto, il mantenimento e l adozione del nascituro durante la gestazione, sotto il controllo dell autorità giudiziaria (ad esempio gli Stati Uniti d America).5 Atti Parlamentari 5 Camera dei Deputati 653 PROPOSTA DI LEGGE ART. 1. (Provvedimento di idoneità all adozione). 1. L articolo 29-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184, è sostituito dal seguente: «ART. 29-bis. 1. Le persone residenti in Italia, che si trovano nelle condizioni prescritte dall articolo 6 e che intendono adottare un minore straniero residente all estero, presentano dichiarazione di disponibilità al servizio socio-assistenziale nel comune in cui hanno la residenza e chiedono che lo stesso dichiari la loro idoneità all adozione con provvedimento motivato al termine della procedura indicata dal presente articolo. A tale scopo, ciascun comune individua il servizio socioassistenziale, nell ambito del proprio territorio, autorizzato a svolgere le funzioni di cui al presente capo. 2. Nel caso di cittadini italiani residenti in uno Stato straniero fatto salvo quanto stabilito nell articolo 36, comma 4, è competente il tribunale per i minorenni del distretto in cui si trova il luogo della loro ultima residenza; in mancanza, è competente il tribunale per i minorenni di Roma. 3. Il servizio socio-assistenziale, se non ritiene di dover pronunciare immediatamente il provvedimento di inidoneità per manifesta carenza dei requisiti, indirizza gli aspiranti genitori adottivi agli enti autorizzati ai sensi dell articolo 39-ter e trasmette, entro quindici giorni dalla presentazione, copia della dichiarazione di disponibilità all ente autorizzato scelto dagli istanti per le attività di cui ai commi 4, 5 e 6. La scelta dell ente è sempre modificabile. 4. Gli enti autorizzati, in collaborazione con le aziende sanitarie locali e ospedaliere per quanto di loro competenza e sulla base di appositi protocolli ai sensi6 Atti Parlamentari 6 Camera dei Deputati 653 dell articolo 39-bis, svolgono le seguenti attività obbligatorie: a) informazione sull adozione internazionale e sulle relative procedure, sugli enti autorizzati e sulle altre forme di solidarietà nei confronti dei minori in difficoltà; b) preparazione degli aspiranti all adozione; c) acquisizione di elementi sulla situazione personale, familiare e sanitaria degli aspiranti genitori adottivi, sul loro ambiente sociale, sulle motivazioni che li determinano, sulla loro attitudine a farsi carico di un adozione internazionale, sulla loro capacità di rispondere in modo adeguato alle esigenze di più minori o di uno solo, sulle eventuali caratteristiche particolari dei minori che essi sarebbero in grado di accogliere, nonché acquisizione di ogni altro elemento utile per la valutazione della loro idoneità all adozione; d) redazione di una relazione completa con tutti gli elementi raccolti. 5. Le valutazioni psicologiche sono effettuate sulla base di un numero complessivo di tre incontri. 6. L ente autorizzato trasmette al servizio socio-assistenziale competente, in esito all attività svolta, una relazione completa di tutti gli elementi indicati ai commi 4 e 5, entro i quattro mesi successivi alla trasmissione della dichiarazione di disponibilità. 7. I termini indicati nel presente articolo sono obbligatori e non sono suscettibili di proroghe. Il loro mancato rispetto da parte degli enti autorizzati determina un grave inadempimento rilevante, ai fini del mantenimento dell autorizzazione e, in ogni caso, l obbligo di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura di 500 euro da versare a beneficio degli adottanti. In caso di mancato rispetto dei termini da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali, gli enti autorizzati incaricati della formazione emettono in via ecce-7 Atti Parlamentari 7 Camera dei Deputati 653 zionale il provvedimento che deve essere vidimato dai citati servizi nelle quarantotto ore successive. In ogni caso il mancato rispetto dei termini è fonte di responsabilità civile e amministrativa». 2. L articolo 30 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è sostituito dai seguenti: «ART Il servizio socio-assistenziale, ricevuta la relazione di cui all articolo 29-bis, comma 6, sente gli aspiranti all adozione, dispone se necessario gli opportuni approfondimenti e adotta, entro i due mesi successivi, un provvedimento motivato attestante la sussistenza o meno dei requisiti per adottare. 2. Il provvedimento di idoneità ad adottare assunto ai sensi dell articolo 29-bis, comma 6, ha di regola natura generale e astratta e mantiene efficacia per tutta la durata della procedura, che deve essere promossa dagli interessati entro sei mesi dalla data di comunicazione del provvedimento. 3. Il provvedimento è trasmesso immediatamente, con copia della relazione e della documentazione esistente negli atti, alla Commissione di cui all articolo 38, al pubblico ministero presso il tribunale competente in materia di minori e all ente autorizzato di cui all articolo 39-ter scelto dagli aspiranti all adozione secondo quanto disposto dal comma 3 dell articolo 29-bis oppure ad altro ente autorizzato indicato dagli interessati. 4. Qualora il provvedimento di idoneità, previo ascolto degli interessati, sia revocato per cause sopravvenute che incidono in modo rilevante sul giudizio di idoneità, il servizio socio-assistenziale competente comunica immediatamente il relativo provvedimento alla Commissione e all ente autorizzato indicato dagli aspiranti genitori adottivi. 5. Il provvedimento di idoneità o di non idoneità e quello di revoca sono sempre modificabili e sono reclamabili da parte del pubblico ministero e degli interessati ai sensi dell articolo 30-bis. 6. I termini indicati nel presente articolo sono obbligatori e non sono suscet-8 Atti Parlamentari 8 Camera dei Deputati 653 tibili di proroghe. Il loro mancato rispetto da parte degli enti autorizzati determina per gli enti una grave responsabilità da valutare ai fini del mantenimento dell autorizzazione e, in ogni caso, il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura di 500 euro da versare a beneficio degli adottanti. In caso di mancato rispetto dei termini da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali, gli enti autorizzati adottano ogni provvedimento necessario. In ogni caso il mancato rispetto dei termini è fonte di responsabilità civile e amministrativa. ART. 30-bis. 1. I procedimenti di opposizione ai provvedimenti amministrativi in materia di adozione internazionale hanno carattere speciale e ad essi non si applicano le norme ordinarie sulle impugnazioni dei provvedimenti amministrativi. 2. Competente a conoscere i procedimenti di cui al comma 1 è il tribunale ordinario del distretto territorialmente competente in base al luogo in cui si trova l autorità amministrativa che ha emesso il provvedimento. 3. L opposizione si propone con ricorso entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento. Alla trattazione si applicano gli articoli 739 e 740 del codice di procedura civile. Il tribunale decide con decreto entro sessanta giorni». ART. 2. (Adozione di minori stranieri). 1. Al comma 3 dell articolo 31 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo la lettera a) è inserita la seguente: «a-bis) fornisce agli adottanti una formazione specifica sulla procedura, sugli usi e sui costumi dei Paesi stranieri, necessaria prima della partenza degli adottanti per il Paese estero di destinazione»;9 Atti Parlamentari 9 Camera dei Deputati 653 b) la lettera f) è sostituita dalla seguente: «f) riceve dall autorità straniera l attestazione della sussistenza delle condizioni di cui all articolo 4 della Convenzione e concorda con la stessa, qualora ne sussistano i requisiti, previa acquisizione di un parere motivato da parte dei servizi socioassistenziali dell ente locale che seguono gli adottanti da trasmettere all ente autorizzato entro quindici giorni dalla data della richiesta, in merito all opportunità di procedere all adozione ovvero, in caso contrario, prende atto del mancato accordo e ne dà immediata informazione alla Commissione di cui all articolo 38 comunicandone le ragioni; ove sia richiesto dal Paese di origine, approva, in ogni caso previa acquisizione di un parere motivato da parte dei servizi socio-assistenziali dell ente locale da trasmettere all ente autorizzato entro quindici giorni dalla richiesta, la decisione di affidare il minore o i minori ai futuri genitori adottivi; i termini di cui alla presente lettera sono obbligatori»; c) alla lettera g) le parole: «, il tribunale per i minorenni» sono soppresse; d) alla lettera i) le parole: «al tribunale per i minorenni e alla Commissione» sono sostituite dalle seguenti: «ai servizi socio-assistenziali dell ente locale e alla Commissione di cui all articolo 38»; e) la lettera m) è sostituita dal seguente: «m) svolge in collaborazione con i servizi socio-assistenziali dell ente locale attività di sostegno del nucleo adottivo fin dall ingresso del minore in Italia, su specifico incarico ricevuto in adempimento dell obbligo di cui all articolo 34, comma 2». ART. 3. (Assistenza). 1. Il comma 2 dell articolo 34 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è sostituito dai seguenti: «2. Dal momento dell ingresso in Italia, ai fini di una corretta integrazione fami-10 Atti Parlamentari 10 Camera dei Deputati 653 liare e sociale e per l adempimento delle richieste delle autorità dei Paesi di origine dei minori, i servizi socio-assistenziali degli enti locali, collaborando con l ente autorizzato che ha curato la procedura adottiva all estero, assistono gli affidatari, i genitori adottivi e il minore. Essi in ogni caso riferiscono al pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni sull andamento dell inserimento, segnalando le eventuali difficoltà per gli opportuni interventi. 2-bis. Le attività di cui al comma 2 del presente articolo sono svolte dai servizi socio-assistenziali in collaborazione con gli enti autorizzati sulla base di appositi protocolli da stipulare ai sensi dell articolo 39-bis». ART. 4. (Adozione pronunciata all estero). 1. I commi 2e3dell articolo 35 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono sostituiti dai seguenti: «2. Qualora l adozione sia stata pronunciata nello Stato estero prima dell arrivo del minore in Italia, la sentenza straniera è riconosciuta in applicazione della legge 31 maggio 1995, n Se sussistono la certificazione di conformità alla Convenzione e l autorizzazione previste, rispettivamente dalle lettere i) e h) del comma 1 dell articolo 39, il provvedimento di adozione è immediatamente trascrivibile nei registri dello stato civile». ART. 5. (Qualità e organizzazione. Requisiti e controlli per gli enti autorizzati). 1. All articolo 39-ter della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera c) del comma 1 è sostituita dalla seguente: «c)disporre di un adeguata sede operativa in ciascuna delle regioni o province autonome per le quali sono autorizzati a11 Atti Parlamentari 11 Camera dei Deputati 653 operare in Italia e nei Paesi stranieri in cui intendono operare»; b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «1-bis. Oltre ai requisiti stabiliti nel comma 1, gli enti autorizzati devono essere in possesso degli ulteriori seguenti requisiti: a) avere la personalità giuridica riconosciuta ai sensi dell articolo 12 del codice civile; b) avvalersi all estero di collaboratori legati agli enti stessi da rapporti professionali stabili e remunerati sulla base di criteri svincolati dal numero di procedure adottive concluse; c) farsi certificare annualmente in bilancio da un ente o persona a ciò preposti; d) fornire contestualmente i servizi di formazione e di accompagnamento degli adottanti previsti dagli articoli 29- bis commi 4, 5 e 6, 31, comma 3, e 34, comma 2. 1-ter. A decorrere dal 1 o gennaio 2014 gli enti autorizzati devono altresì avere almeno cinque sedi regionali in Italia ed essere operativi in almeno dieci Paesi all estero. A partire dalla medesima data le attività di cooperazione devono essere svolte in proprio dagli enti autorizzati riconosciuti come organizzazioni non governative dal Ministero competente. 1-quater. Per la verifica della permanenza dei requisiti di cui ai commi 1, 1-bis e 1-ter gli enti sono sottoposti a controlli e a eventuali ispezioni con cadenza biennale». 2. Al comma 1 dell articolo 39 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: «l-bis) vigila sul funzionamento degli enti autorizzati, anche disponendo eventuali ispezioni, per la verifica del mante-12 Atti Parlamentari 12 Camera dei Deputati 653 nimento dei requisiti di cui all articolo 39-ter». ART. 6. (Soppressione delle agenzie regionali per l adozione). 1. All articolo 39-bis della legge 4 maggio 1983, n. 184, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera c) del comma 1 è sostituita dalla seguente: «c) promuovono la definizione di protocolli operativi e di convenzioni tra enti autorizzati e servizi»; b) i commi 2 e 3 sono abrogati. ART. 7. (Commissione per le adozioni internazionali). 1. All articolo 38 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: «1. Ai fini indicati dall articolo 6 della Convenzione è costituita presso il Ministero degli affari esteri la Commissione per le adozioni internazionali. 2. La Commissione è composta da: a) il presidente nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri nella persona di un ambasciatore; b) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri; c) un rappresentante del Ministero dell interno; d) un rappresentante del Ministero della giustizia specializzato sulle tematiche minorili;13 Atti Parlamentari 13 Camera dei Deputati 653 e) un rappresentante del Ministero della salute; f) un rappresentante del Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca; g) un rappresentante del Ministero degli affari esteri; h) un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; i) un rappresentante del Ministero dell economia e delle finanze; l) un rappresentante della Conferenza unificata di cui all articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni; m) due rappresentanti degli enti autorizzati designati dal Presidente della Commissione; n) tre rappresentanti designati, sulla base di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da associazioni familiari a carattere nazionale almeno uno dei quali designati dal Forum delle associazioni familiari»; b) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. La Commissione svolge la propria attività all interno di un dipartimento specializzato sulle tematiche minorili istituito presso il Ministero degli affari esteri con apposito regolamento di attuazione e si avvale di personale dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri e di altre amministrazioni pubbliche. Presso ogni ufficio delle rappresentanze italiane all estero è designato un funzionario quale referente per le attività di adozione internazionale che collabora con gli enti autorizzati e svolge le attività proprie della Commissione di cui ha ricevuto specifica delega. A garanzia del principio di sussidiarietà delle adozioni internazionali, la Commissione ha cura di promuovere l attivazione di specifiche linee di finanziamento da impiegare per il rafforzamento dei sistemi di protezione dell infanzia nei Paesi da cui provengono i minori adottati da persone residenti in Italia».14 Atti Parlamentari 14 Camera dei Deputati 653 ART. 8. (Adozione dei minori con bisogni speciali). 1. All articolo 6 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. I limiti di cui al comma 3 possono essere derogati ai fini dell adozione nazionale qualora il tribunale per i minorenni accerti che dalla mancata adozione derivi un danno grave e non altrimenti evitabile per il minore»; b) il comma 8 è sostituito dal seguente: «8. Nel caso di adozione di minori con handicap accertato ai sensi dell articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o che appartengono a una delle categorie con bisogni speciali ai sensi delle linee guida della Conferenza de L Aia di diritto internazionale privato del 2009, i requisiti di cui ai commi 1 e 3 del presente articolo non si applicano. L adozione, in questi casi, è altresì consentita a una persona singola. Lo Stato, le regioni e gli enti locali devono intervenire, nell ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie e dei rispettivi bilanci, in favore di tali minori con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all inserimento sociale, fino all età di diciotto anni degli adottati». ART. 9. (Affidamento di minori provenienti da Stati in cui non è prevista l adozione). 1. Al titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, dopo il capo I è inserito il seguente: «CAPO I DELL INGRESSO IN ITALIA E DELLA PROTEZIONE DEI MINORI STRANIERI PROVENIENTI DA15 Atti Parlamentari 15 Camera dei Deputati 653 STATI CHE NON RICONOSCONO GLI ISTITUTI DEL- L ADOZIONE NÉ DELL AFFIDAMENTO PREADOTTIVO ART. 39-quinquies. 1. Fermo restando il rispetto delle norme che regolano l ingresso in Italia degli stranieri, per l ingresso e il soggiorno in Italia dei minori stranieri provenienti da Paesi che non riconoscono l adozione e l affidamento a scopo preadottivo è necessaria l autorizzazione della Commissione di cui all articolo 38 che è rilasciata nel rispetto delle disposizioni di cui al presente capo. ART. 39-sexies. 1. Nel caso di minore di cui la competente autorità straniera ha accertato lo stato di abbandono, l ingresso e la permanenza del minore in Italia sono ammessi a condizione che: a) il minore sia accompagnato da almeno un adulto che eserciti su di lui la potestà genitoriale, in base a un provvedimento dell autorità giudiziaria competente del Paese di origine del minore; b) il provvedimento della competente autorità straniera abbia autorizzato l espatrio del minore e la residenza in Italia in maniera permanente; c) il minore sia originario di Paesi con cui l Italia ha concluso un accordo internazionale in base al quale alle autorità del Paese di nuova residenza del minore sono trasferite la giurisdizione e la competenza ad adottare le misure necessarie per la protezione del minore in conformità al suo superiore interesse; d) gli accordi di cui alla lettera c) contengano le condizioni di cui al presente articolo; e) siano stati rispettati i requisiti e le procedure di cui al capo I; f) il provvedimento straniero sia corredato di una copia certificata e conforme dell atto di nascita del minore, del certificato di decesso dei genitori o dell atto in cui è accertato lo stato di abbandono del minore;16 Atti Parlamentari 16 Camera dei Deputati 653 g) il minore di età superiore a dodici anni abbia prestato il proprio consenso al trasferimento all estero; h) entro sei mesi dall ingresso in Italia sia richiesta la pronuncia di adozione del minore al tribunale per i minorenni territorialmente competente che, sussistendone le condizioni, emette una sentenza agli effetti di cui all articolo 27. Nel caso in cui l adozione sia richiesta da un parente del minore si applica l articolo Per le richieste fondate su provvedimenti stranieri emessi in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente articolo, l autorizzazione può essere rilasciata anche in assenza dei requisiti di cui al comma 1, purché il requisito di cui alla lettera c) del medesimo comma 1 sussista al momento della richiesta e sia chiesto al tribunale per i minorenni territorialmente competente un provvedimento ai sensi dell articolo 22 nel termine di cui alla lettera h) del citato comma 1, sempre che ciò corrisponda all interesse del minore, avuta considerazione per i legami già instauratisi. ART. 39-septies. 1. Nel caso di minore la cui misura di protezione disposta all estero abbia carattere temporaneo e funzione assimilabile alla misura di protezione di cui al titolo I-bis, l ingresso e la permanenza del minore in Italia sono ammessi a condizione che: a) il provvedimento straniero che autorizza l espatrio e la residenza all estero del minore sia emesso od omologato dalla pubblica autorità; b) gli adulti che richiedono l autorizzazione all ingresso del minore abbiano entrambi la medesima nazionalità del minore ovvero, in difetto, abbiano rispettato le condizioni e le procedure di cui al titolo IV-bis; c) gli adulti che richiedono l autorizzazione all ingresso del minore siano uniti a questo da vincolo di parentela entro il quarto grado ovvero, in difetto, abbiano17 Atti Parlamentari 17 Camera dei Deputati 653 rispettato le condizioni e le procedure di cui al titolo IV-bis; d) il provvedimento straniero sia corredato di un progetto che illustra lo scopo della misura di protezione del minore e la prevedibile durata della stessa; e) entro sei mesi dall ingresso in Italia sia richiesta la pronuncia di adozione in casi particolari del minore, ai sensi dell articolo 44, al tribunale per i minorenni territorialmente competente. 2. Per le richieste fondate su provvedimenti stranieri emessi in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente articolo, l autorizzazione può essere rilasciata anche in assenza dei requisiti di cui alle lettere b) e c) del comma 1, sempre che ciò corrisponda all interesse del minore, avuta considerazione per i legami già instauratisi. ART. 39-octies. 1. Il minore che ha fatto ingresso nel territorio dello Stato ai sensi dell articolo 39-quinquies gode, dal momento dell ingresso, di tutti i diritti attribuiti al minore italiano in affidamento familiare». 2. Al comma 1 dell articolo 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è aggiunta, in fine, la seguente lettera: «d-bis) quando il minore straniero abbia fatto ingresso in Italia ai sensi dell articolo 39-quinquies ed esistano legami familiari il cui mantenimento risponde all interesse del minore stesso». ART. 10. (Affidamento internazionale e soggiorni a scopo adottivo). 1. Dopo il titolo IV della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è inserito il seguente: «TITOLO IV-BIS DELL AFFIDAMENTO FAMILIARE INTERNAZIONALE DI MINORI STRANIERI ART. 57-bis. 1. L affidamento familiare internazionale è finalizzato al com-18 Atti Parlamentari 18 Camera dei Deputati 653 pimento di uno specifico progetto di carattere familiare, umanitario, sanitario, di studio o di formazione professionale, tale da consentire il miglioramento delle condizioni di vita del minore straniero, nonché ad assicurare il suo diritto a vivere, crescere ed essere educato nell ambito di una famiglia, nel rispetto dei princìpi di cui all articolo 1. Il progetto ha una durata massima di ventiquattro mesi e può essere prorogato qualora le particolari esigenze del progetto stesso lo richiedano. Il progetto deve indicare le modalità di mantenimento delle relazioni con la famiglia di origine, ove possibile, e con il Paese di origine, tramite periodici rientri nello stesso o, comunque, l insieme delle azioni idonee a facilitare il mantenimento dei rapporti del minore con il Paese di origine, con la sua cultura e con la sua lingua. 2. I progetti di cui al comma 1 sono predisposti dagli enti autorizzati di cui all articolo 57-quater, comma 2, nei confronti di minori stranieri residenti nei Paesi con i quali sono stati stipulati specifici accordi internazionali ai sensi dell articolo 57-quinquies. 3. Possono accedere ai progetti di cui al comma 1 i minori che si trovano in accertate condizioni di disagio presso la propria famiglia o che sono ricoverati in istituti o in comunità di assistenza nel Paese di origine, anche qualora la condizione di difficoltà derivi da calamità naturali o da una particolare situazione di conflitto armato. 4. L affidamento familiare internazionale è disposto dalle autorità del Paese di origine, sentiti i genitori o il genitore esercente la potestà genitoriale, o, in mancanza, il legale rappresentante nonché, ove risulti possibile, il minore che ha compiuto gli anni dodici o di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. ART. 57-ter. 1. L affidamento familiare internazionale è consentito a coppie coniugate, preferibilmente con figli minori, o a persone singole, cittadini italiani o stranieri residenti in Italia, in grado di assicurare il mantenimento, l educazione,19 Atti Parlamentari 19 Camera dei Deputati 653 l istruzione e il soddisfacimento dei bisogni affettivi del minore straniero. 2. Le persone che desiderano ottenere l affidamento familiare di minori residenti all estero presentano un apposita dichiarazione di disponibilità a uno degli enti autorizzati di cui all articolo 57-quater, comma L affidatario deve aderire al progetto di carattere familiare, umanitario, sanitario, di studio o di formazione professionale, di cui all articolo 57-bis, comma 1, e assicurare il mantenimento delle relazioni del minore con la sua famiglia di origine, ove possibile, e con il Paese di origine, con la sua cultura e con la sua lingua, tramite periodici rientri nello stesso o, comunque, ponendo in essere tutte le azioni idonee al mantenimento delle predette relazioni, avvalendosi dei servizi sociali competenti e dell ente autorizzato che gestisce il progetto. ART. 57-quater. 1. All autorità centrale competente per gli affidamenti internazionali sono attribuite le seguenti funzioni: a) valutare le richieste di autorizzazione degli enti di cui al comma 2 e, se del caso, autorizzarli iscrivendoli nell apposito albo; b) autorizzare l ingresso e il soggiorno temporaneo dei minori stranieri accolti mediante affidamento internazionale e deliberare in ordine al rimpatrio dei medesimi; c) cooperare e raccordarsi con le amministrazioni pubbliche interessate anche al fine di stipulare appositi accordi internazionali; d) vigilare sulle modalità di affidamento dei minori; e) provvedere all istituzione e alla tenuta dell elenco dei minori accolti; f) svolgere compiti di impulso e di ricerca al fine di promuovere l accoglienza dei minori affidati in Italia nei loro Paesi di origine, avvalendosi a tal fine della collaborazione delle competenti ammini-20 Atti Parlamentari 20 Camera dei Deputati 653 strazioni pubbliche e di idonei organismi nazionali e internazionali. 2. Gli enti che possiedono i requisiti indicati nell articolo 39-ter inclusi quelli già autorizzati ai sensi dell articolo 39, comma 1, lettera c), ai fini dell adozione internazionale possono essere autorizzati a operare nell ambito delle attività riguardanti l affidamento familiare internazionale. Gli enti autorizzati sono iscritti a un apposito albo tenuto dell autorità centrale competente. ART. 57-quinquies. 1. L affidamento familiare internazionale è consentito in favore di minori stranieri provenienti da Paesi con i quali sono stati stipulati specifici accordi internazionali ed è compiuto nell interesse superiore del minore e nel rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti dal diritto internazionale. Il provvedimento di affidamento è disposto dalla competente autorità del Paese straniero solo quando è accertato che il minore si trova in stato di difficoltà familiare, temporanea o prolungata, e non è possibile procedere a un affidamento familiare nel Paese di origine, ma solo al ricovero in un istituto assistenziale. 2. Il provvedimento che dispone l affidamento internazionale deve contenere: a) le motivazioni che giustificano il ricorso all affidamento familiare internazionale, con riferimento al progetto sanitario, di studio o di formazione professionale predisposto dall ente autorizzato di cui all articolo 54-quater, comma 2; b) la durata dell affidamento, che non può essere superiore a due anni, salvo un eventuale proroga; c) le modalità di mantenimento delle relazioni con i genitori o con il genitore esercente la potestà genitoriale nel Paese di origine; d) le facoltà attribuite agli affidatari dell esercizio dei poteri connessi alla potestà genitoriale; Vedere altro
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