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Matched Legal Cases: ['art.51', 'art.53', 'art. 2', 'art. 2', 'art.2', 'art.32', 'art.41', 'art.2', 'art. 18', 'art.2', 'art. 19', 'art. 2', 'art.36', 'art.36', 'art.37', 'art.37', 'art.37', 'art.37', 'art.36', 'art.2', 'art.2', 'art.32', 'art.33', 'art. 2', 'art.2', 'art. 25', 'art. 55', 'art. 56', 'art. 59', 'art. 58']

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dott.ssa Simona Castiello
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Presentazione sul tema: "dott.ssa Simona Castiello"— Transcript della presentazione:
1 dott.ssa Simona Castiello
SICUREZZA E SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO Analisi della Normativa nella sua evoluzione e gli attori della sicurezza 21 febbraio 2014 dott.ssa Simona Castiello
2 Nuova concezione organizzativa e sistematica dell’azienda
D.Lgs. 626/94 Attuazione di una norma comunitaria -Direttiva quadro 89/391/CEE Nuova concezione organizzativa e sistematica dell’azienda PRINCIPI BASE: PREVENZIONE; - INTERVENTO PREVENTIVO/INFORMATIVO; - SISTEMA DI SICUREZZA; - SISTEMA DI PERSONE; - VALUTAZIONE DEI RISCHI; - INFORMAZIONE/FORMAZIONE.
3 D.Lgs.81/08 TESTO UNICO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO IL T.U. è una normativa ricognitiva e/o integrativa del diritto vigente su di un determinato tema con la funzione di raccogliere tutte le disposizioni vigenti relative al tema che ne costituisce l’oggetto.
4 CAPISALDI: Ampliamento campo di applicazione delle disposizioni salute/sicurezza(artt. 2-3) Rafforzamento rappresentanze aziendali(artt.47-50) Aumento ore formazione(artt.36-37) Valorizzazione degli organismi paritetici(art.51) Semplificazione o eliminazione aspetto burocratico(art.53) Principio dell’effettività
5 D.Lgs.106/09 decreto correttivo Integrazione tra le attività del servizio sanitario nazionale ed INAIL Valorizzazione del ruolo degli enti bilaterali Miglioramento dell’efficacia dell’apparato sanzionatorio Reintroduzione della visita medica all’ assunzione
6 626/94 81/08 106/09 VALORIZZAZIONE PROTEZIONE INTEGRITA’ FISICA
Intervento riparatorio Intervento preventivo Misure meno aspre Misure più aspre 626/94 81/08 106/09 Centro di interesse: macchine Centro di interesse: lavoratore VALORIZZAZIONE PROTEZIONE INTEGRITA’ FISICA PERSONALITA’ MORALE BENESSERE DEL LAVORATORE
7 PRINCIPI BASE COSTITUZIONE (1948) CODICE CIVILE (1942)
CODICE PENALE(1930)
8 COSTITUZIONE Art.2 : Riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come individuo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità; Art.4 : La Repubblica riconosce il diritto al lavoro; Art.32 : La Repubblica tutela la salute come diritto dell’individuo ed interesse della collettività; Art.35 : La Repubblica tutela il lavoro; Art. 38 : I lavoratori hanno diritto di disporre di mezzi adeguati al soddisfacimento delle esigenze di vita in caso di infortunio e malattia.
9 CODICE CIVILE Art.2087 : Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire al lavoratore la massima sicurezza tecnologicamente fattibile; Art.2050 : Chiunque esercita un’attività pericolosa è tenuto ad adottare ogni tipo di precauzione atta ad evitare danni a terzi.
11 Direttiva Quadro 89/391/CEE
Accordo Conferenza permanente Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano 2012 Codice penale 1930 D.Lgs. 81/2008 Costituzione 1948 D.Lgs. 106/2009 Codice civile 1942 Direttiva Quadro 89/391/CEE D.Lgs. 626/1994 Lettera Circolare 18/11/2010 Lettera Circolare 11/7/2011 Procedure standardizzate
12 Lettera Circolare 18 novembre 2010
Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato Art. 28, comma 1-bis D.Lgs. 81/2008 in vigore il 31/12/2010
13 Direttiva Quadro 89/391/CEE
14 Tabella di correlazione tra
Lettera Circolare 11 luglio 2011 Tabella di correlazione tra -Art.30 .D.Lgs. 81/2008 -Linee guida UNI INAIL -BS OHSAS 18001:2007
15 LINEE GUIDA UNI INAIL(2001)
BS OHSAS 18001:2007 Art. 30 D.lgs. 81/08 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica della salute e sicurezza sul lavoro 4.3.1 Identificazione dei pericoli, valutazione dei rischi e determinazione dei controlli 4.3.2 Prescrizioni legali e di altro tipo 4.3.3 Obiettivi e programmi 4.4.4 Documentazione 4.4.6 Controllo operativo 4.5.2 Valutazione della conformità C.1 LETT. A: RISPETTO DEGLI STANDARD TECNICO STRUTTURALI DI LEGGE RELATIVI A ATTREZZATURE, IMPIANTI, LUOGHI DI LAVORO, AGENTI CHIMICI, FISICI E BIOLOGICI. A. Finalità B. Sequenza ciclica di un SGSL C. La politica per la sicurezza e salute sul lavoro D. Pianificazione E.1 Il sistema di gestione E.6 Documentazione E.7 Integrazione della salute e sicurezza sul lavoro nei processi aziendali e gestione operativa
16 LINEE GUIDA UNI INAIL(2001)
BS OHSAS 18001:2007 Art. 30 D.lgs. 81/08 4.5.1 Controllo e misura delle prestazioni 4.5.2 Valutazione della conformità 4.5.3 Indagine su incidenti, non conformità, azioni correttive e azioni preventive 4.5.5 Audit interno C.4: IL MODELLO ORGANIZZATIVO DEVE ALTRESÌ PREVEDERE UN IDONEO SISTEMA DI CONTROLLO SULL’ATTUAZIONE DEL MEDESIMO MODELLO E SUL MANTENIMENTO NEL TEMPO DELLE CONDIZIONI DI IDONEITÀ DELLE MISURE ADOTTATE F.1 Monitoraggio interno della sicurezza F.2 Caratteristiche e responsabilità dei verificatori F.3 Piano del Monitoraggio
17 LINEE GUIDA UNI INAIL(2001)
BS OHSAS 18001:2007 Art. 30 D.lgs. 81/08 LINEE GUIDA UNI INAIL(2001) C 4 IL RIESAME E L’EVENTUALE MODIFICA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO DEVONO ESSERE ADOTTATI, QUANDO SIANO SCOPERTE VIOLAZIONI SIGNIFICATIVE DELLE NORME RELATIVE ALLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E DELL’IGIENE DEL LAVORO, OVVERO IN OCCASIONE DI MUTAMENTI NELL’ORGANIZZAZIONE E NELL’ATTIVITÀ IN RELAZIONE AL PROGRESSO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO. A. Finalità B. Sequenza ciclica di un SGSL C. Politica E.1 Il sistema di gestione F.4 Riesame della Direzione Introduzione 4.1 Requisiti generali 4.2 Politica della sicurezza sul lavoro 4.6 Riesame della direzione
18 Organo di vigilanza LINEE GUIDA UNI INAIL(2001) BS OHSAS 18001:2007
Art. 30 D.lgs. 81/08 Organo di vigilanza ……………… ……………….
19 Direttiva Quadro 89/391/CEE
20 Accordo Conferenza permanente Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano 2012
Contenuti minimi e modalità della formazione, e aggiornamento degli ATTORI DELLA SICUREZZA
21 Direttiva Quadro 89/391/CEE
22 PROCEDURE STANDARDIZZATE
1 GIUGNO 2013 le aziende fino a 10 lavoratori NON POSSONO AUTOCERTIFICARE l’ avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi, necessitando quindi di un vero e proprio documento di valutazione dei rischi utilizzando le procedure di cui all’articolo 29, comma 5, del d.lgs. n. 81/2008.
23 I Destinatari delle Norme di Sicurezza
24 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
DATORE DI LAVORO; DIRIGENTE; PREPOSTO; LAVORATORE; RSPP e ASPP; RLS; MEDICO COMPETENTE.
25 DATORE DI LAVORO (art. 2 lett. b) d.lgs. 81/08)
26 DATORE DI LAVORO (art. 2 lett. b) d.lgs. 81/08)
Primo garante dell’obbligo di sicurezza Scopo : Adottare misure dettate dalla: Particolarità del lavoro Esperienza Tecnica Neutralizzare i pericoli derivanti dall’esercizio delle proprie attività che comportano dei rischi per i lavoratori. MASSIMA SICUREZZA TECNOLOGICAMENTE FATTIBILE
27 BASI COSTITUZIONALI Dovere di solidarietà(art.2).
Diritto all’integrità psicofisica del lavoratore(art.32). Tutela della sicurezza,libertà,dignità(art.41).
28 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
29 IL DIRIGENTE PERSONA CHE, IN RAGIONE DELLE COMPETENZE
(art.2 d) d.lgs.81/08) PERSONA CHE, IN RAGIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI E DI POTERI GERARCHICI E FUNZIONALI ADEGUATI ALLA NATURA DELL’INCARICO CONFERITOGLI, ATTUA LE DIRETTIVE DEL DATORE DI LAVORO, ORGANIZZANDO L’ATTIVITA’ LAVORATIVA E VIGILANDO SU DI ESSA.
30 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE
art. 18 comma 1 d.lgs. 81/08
31 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE
Articolo 18 - Obblighi del Datore di lavoro e del Dirigente. - nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria; - nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; - fornire ai lavoratori i necessari ed idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente; prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
32 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE
Articolo 18 - Obblighi del Datore di lavoro e del Dirigente. richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione; adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
33 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE
Articolo 18 - Obblighi del Datore di lavoro e del Dirigente. - adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; - consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del dvr (il documento è consultato esclusivamente in azienda);
34 OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO E DEL DIRIGENTE
Articolo 18 - Obblighi del Datore di lavoro e del Dirigente. nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e indicazione del datore di lavoro; aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione.
35 DELEGA: ESPRESSA-UNIVOCA-SPECIFICA -ACCETTATA- PUBBLICIZZATA.
Delegato:Persona idonea per competenze tecniche che abbia manifestato il proprio consenso; Delegante : Compito di vigilanza.
36 IL DATORE DI LAVORO PUO’ DELEGARE TUTTI GLI OBBLIGHI.
TRANNE : - La Nomina Rspp; - La Valutazione Dei Rischi; - La Redazione Del Documento Di Valutazione Dei Rischi.
37 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
38 IL PREPOSTO (art.2 e) d.lgs. 81/08)
39 Preposto Subordinato al dirigente o direttamente al datore di lavoro;
Controlla l’attività lavorativa; Impartisce opportuni ordini ed istruzioni; Vigila sul rispetto delle disposizioni normative; Si assume la responsabilità della sicurezza dei dipendenti;
40 Fornisce adeguate istruzioni sulla sicurezza;
Preposto Fornisce adeguate istruzioni sulla sicurezza; Controlla che il personale sia provvisto dei necessari DPI; Si mostra sempre come esempio; E’ l’organizzatore della sicurezza concreta.
41 Obblighi del Preposto art. 19 d.lgs. 81/08 sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge; - verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico; - richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
42 Obblighi del preposto informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato; -astenersi, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; -segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo; -frequentare appositi corsi di formazione.
43 Diritti del Preposto • Essere ascoltato dall’azienda ed esigere che essa adotti i provvedimenti necessari al miglioramento della sicurezza nell’area di propria competenza. • Disporre con libertà nell’organizzazione dei propri uomini (uomo giusto al posto giusto) e di essere supportato dall’azienda nel processo di formazione e di sensibilizzazione dei lavoratori in materia di sicurezza ed igiene sul lavoro. • Poter disporre di tutti i DPI necessari per garantire la massima sicurezza dei lavoratori.
44 Il Datore di lavoro I Dirigenti FUNZIONI DIRETTIVE esercita
(capigruppo) I preposti (responsabili dei servizi) esercita organizzano sovrintendono l’attività hanno il dovere di attuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza hanno il dovere di vigilanza sull’attuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza (c.d. vigilanza oggettiva) sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori (c.d. vigilanza soggettiva) 44
45 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
46 Primo soggetto attivo dell’obbligo di prevenzione
LAVORATORE Primo soggetto attivo dell’obbligo di prevenzione
47 DEFINIZIONE art. 2 a) d.lgs. 81/08
48 Articolo 20 - Obblighi dei lavoratori
- prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro; - contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonché i dispositivi di sicurezza;
49 Articolo 20 - Obblighi dei lavoratori
utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione; - segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi; - non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; - non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro.
50 INFORMAZIONE (art.36 d.lgs. 81/08)
Complesso di attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione,alla riduzione e gestione dei rischi di lavoro. RISCHI INFORMAZIONE Ambientali Particolari Specifica Completa
51 INFORMAZIONE (art.36) Il datore di lavoro deve
provvedere affinchè ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione; Richiedere che il medico competente informi i lavoratori sui processi e i rischi connessi all’attività lavorativa; Informare tutti i lavoratori circa i pericoli e i rischi .
52 MODALITA’ DI EROGAZIONE DELL’INFORMAZIONE
La legge lascia la libertà di scelta Informazione ADEGUATA PARTICOLARE SPECIFICA
53 FORMAZIONE (art.37 d.lgs. 81/08)
Processo educativo attraverso il quale si trasferiscono conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento di sicurezza nei rispettivi compiti aziendali.
54 FORMAZIONE (art.37 d.lgs. 81/08)
DATORE DI LAVORO Organizza le attività e garantisce una formazione sufficiente ed adeguata DESTINATARI Preposti; RSPP e ASPP; Lavoratori; Lavoratori con l’incarico di pronto soccorso, anti-incendio,evacuazione.
55 FORMAZIONE (art.37 d.lgs. 81/08)
OBIETTIVI: Fornire tutti gli strumenti per prendersi cura della propria (ed altrui) sicurezza e salute. I TEMPI: Assunzione; Trasferimento o cambiamento di mansione; Introduzione di nuove attrezzature di lavoro e nuove tecnologie;
56 FORMAZIONE (art.37 d.lgs. 81/08)
QUANDO: Durante l’orario di lavoro I COSTI: Gratis per chi deve essere formato
57 ARGOMENTI Concetti di rischio; Danno; Prevenzione; Protezione;
Rischi riferiti alle mansioni; Procedure di prevenzione e protezione.
58 ADDESTRAMENTO (art.36 e 37 d.lgs. 81/08)
Complesso di attività diretto a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti,sostanze,dispositivi di protezione individuale. SOGGETTI RESPONSABILI: Datore di lavoro; Dirigenti; Preposti; Medico competente.
59 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
60 SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori RSPP + ASPP
61 RSPP (art.2 lett. f d.lgs. 81/08) Persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali designata dal datore di lavoro a cui risponde per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione. FUNZIONE CONSULTIVA E PROPOSITIVA
62 ASPP (art.2 lett. g d.lgs. 81/08) persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32, facente parte del servizio di prevenzione e protezione FUNZIONE DI SATELLITI
63 RSPP DATORE DI LAVORO LAVORATORE SOGGETTO ESTERNO ALL’AZIENDA La sua condotta non è direttamente sanzionabile e collaborare con il datore di lavoro non vuol dire dividere la responsabilità.
64 Requisiti Rspp/ASPP D.Lgs. 195/2003
Formazione Accordo Stato Regioni e Province autonome Trento e Bolzano del Gennaio 2012 Modulo A-B-C
65 Modulo A (28ore) Il sistema legislativo: esame delle normative di riferimento Soggetti, compiti, obblighi e responsabilità civili e penali del Sistema di Prevenzione aziendale Criteri e strumenti per la individuazione dei rischi Documento di valutazione dei rischi La classificazione dei rischi
66 Modulo B (settori ATECO)
Rischi legati alla presenza di agenti cancerogeni o mutageni Rischi chimici Rischi biologici Rischi fisici Rischi legati alla organizzazione del lavoro Rischio infortuni Rischio esplosioni Sicurezza antincendio Dispositivi protezione individuale – DPI
67 Modulo C (24ore) Organizzazione e sistemi di gestione
Sistema delle relazioni e della comunicazione Rischi di natura psicosociale Rischi di natura ergonomica Ruolo dell’Informazione e della Formazione Stress- lavoro correlato
68 PRINCIPALI REQUISITI (art.32)
Diploma di Scuola Media Superiore; Corso di Formazione adeguato alla natura dei Rischi (modulo A-B); Capacita’ di Organizzazione e Gestione dell’Attività Tecnica ed Amministrativa(modulo C);
69 RSPP INTERNO a) nelle aziende industriali;
b) nelle centrali termoelettriche; c) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.
70 Datore di lavoro -RSPP Aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori Aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori Aziende della pesca fino a 20 lavoratori Altre aziende fino a 200 lavoratori
71 PRINCIPALI COMPITII (art.33)
Individuare i Fattori di Rischio e Valutare il Rischio; Elaborare le Misure Preventive e Protettive; Proporre i Programmi di Informazione e Formazione; Partecipare alla Consultazione in Materia di Tutela della Salute
72 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
73 RLS (art. 2 lett.i) d.lgs. 81/08) Persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e sicurezza durante il lavoro. FUNZIONE CONSULTIVA
74 RLS è eletto dai lavoratori
Azienda fino a 15 dipendenti Eletto tra i lavoratori Nominato tra le rappresentanze sindacali Aziendali Azienda con più di 15 dipendenti
75 RLS IN AZIENDA 1 RLS nelle aziende fino a 200 dipendenti;
3 RLS nelle aziende da 201 a 1000 dipendenti; 6 RLS nelle aziende oltre i 1000 dipendenti.
76 FUNZIONI Accesso ai luoghi di lavoro;
Consultazione in merito alla formazione; Consultazione in merito alla Valutazione dei Rischi; Formulazione osservazioni sulla sicurezza; Partecipazione alle riunioni periodiche; Promozione -elaborazione -attuazione misure di prevenzione.
77 GLI ATTORI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
78 MEDICO COMPETENTE (art.2 lett.h) d.lgs. 81/08)
Medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali richiesti, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria.
79 Ruolo primario nella sicurezza
MEDICO COMPETENTE Ruolo primario nella sicurezza Requisiti: Specializzato in medicina del lavoro o Docente in Medicina del lavoro o Specializzato in igiene e medicina preventiva; Continua formazione ed educazione.
80 OBBLIGHI art. 25 Collabora con il datore di lavoro alla valutazione dei rischi, alla predisposizione di misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori; - istituisce, aggiorna e custodisce una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore; -consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso; consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio; informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria.
81 QUANDO???? movimentazione manuale di carichi, movimenti ripetuti degli arti superiori (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato un rischio effettivo); attività a unità video (ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato lavoratori che utilizzano il pc per un tempo superiore alle 20 ore complessive settimanali); esposizione ad agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima, atmosfere iperbariche); sostanze pericolose (chimiche, cancerogene, mutagene); agenti biologici ; Lavori usuranti.
82 Il sistema sanzionatorio nel nuovo testo unico
83 SANZIONI MODALITA’ DI APPLICAZIONE PENALI INTERDITTIVE AMMINISTRATIVE
SINGOLARMENTE (solo arresto o solo ammenda) CUMULATIVE (arresto e ammenda) ALTERNATIVE (arresto o ammenda)
84 PRESCRIZIONE OBBLIGATORIA
Solo per ammenda o pena alternativa ISPEZIONE COMUNICAZIONE AL LEGALE RAPPRESENTANTE COMUNICAZIONE (notizia reato) AL PM PRESCRIZIONE OBBLIGATORIA RICHIESTA DI PROROGA per impossibilità di adempiere Termine congruo SOSPENSIONE AZIONE PENALE RIATTIVAZIONE AZIONE PENALE VERIFICA (entro 60 gg scad) CONCESSIONE PROROGA di non oltre 6 m PROCESSO PENALE OBLAZIONE 162 bis * ADEMPIMENTO INADEMPIMENTO AMMISSIONE AL PAGAMENTO di ¼ massimo in via amministrativa entro 30 gg COMUNICAZIONE ALL’INADEMPIENTE entro 90 gg COMUNICAZIONE AL PM (entro 90 gg scad) COMUNICAZIONE AL PM entro 120 gg * Possibilità di pagare metà del massimo dell’ammenda ARCHIVIAZIONE
85 SANZIONI A CARICO DEL DATORE DI LAVORO E DIRIGENTE (art. 55 d. lgs
OBBLIGHI SANZIONI DVR-Autocertificazioni –procedure standardizzate Ammenda 2000/ 4000 € Analisi valutazione rischio(polveri,vibrazioni,…) Ammenda 2000/4000 € Nomina RSPP(interno e esterno) Arresto 3/6 mesi o Ammenda 2500/6400 € Fornire DPI Arresto 2/4 mesi o Ammenda 1500/6000 € Formazione lavoratori Arresto 2/4 mesi o Ammenda 1200/5200 € Informazione lavoratori Arresto 4/8 mesi o Ammenda 1500/6000 € Designazione addetti anti-incendio e primo soccorso Arresto 2/4 mesi o Ammenda 750/4000 € Informazione,Formazione,Addestramento addetti anti-incendio e primo soccorso Nomina medico competente Effettuare riunione periodica per decidere i programmi di sicurezza(+ 15 lavoratori) Sanzione amministrativa pecunaria da 500 a 6600 €
86 PRINCIPALI SANZIONI A CARICO DEL PREPOSTO(art. 56 d.lgs.81/08)
OBBLIGHI SANZIONI Sovraintendere e vigilare sui lavoratori Arresto fino a 2mesi o ammenda 400/ 1200 € Richiedere l’osservanza delle disposizioni per gestire le situazioni di rischio Segnalazione tempestiva al datore di lavoro delle deficienze dei mezzi Astenersi dal richiedere la ripresa del’attività in caso di pericolo Verificare che i lavoratori abbiano avuto adeguata formazione Arresto fino a 1mese o con ammenda da €200 a €800 Informare i lavoratori Partecipare a corsi di formazione
87 PRINCIPALI SANZIONI A CARICO DEL LAVORATORE (art. 59 dlg. 81/08)
INOSSERVANZE SANZIONI Mancate disposizioni ed istruzioni impartite dal datore di lavoro Arresto fino ad 1 mese o Ammenda 200/600 € Utilizzo scorretto delle attrezzature di lavoro Utilizzo non appropriato dei DPI Segnalazione non immediata di qualsiasi condizione di pericolo conosciuto Rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi Compiere di propria iniziativa operazione o manovre non competenti Non partecipare ai programmi di formazione e addestramento Non sottoporsi ai controlli sanitari previsti Utilizzo attrezzature DPI(lavoratore autonomo) Sanzione amministrativa pecuniaria 300/2000€
88 PRINCIPALI SANZIONI A CARICO DEL RSPP/ ASPP E DEL RSL
Nessuna sanzione penale o amministrativa (La natura consultiva non comporta responsabilità) Responsabile solo se induce in errore il datore di lavoro nella Valutazione dei rischi
89 PRINCIPALI SANZIONI A CARICO DEL MEDICO COMPETENTE (art. 58 d. lgs
INOSSERVANZE SANZIONI Mancata consegna al DL a fine incarico della documentazione sanitaria Arresto fino a 1 mese o Ammenda 200/800€ Mancata Programmazione della Sorveglianza Sanitaria Arresto fino a 2 mesi o Ammenda 300/1200 € Mancata informazione ai lavoratori interessati dei risultati della sorveglianza sanitaria Sanzione Amministrativa Pecuniaria 600/2000 € Violazione dell’ obbligo di collaborare con il DL alla Valutazione dei Rischi Arresto fino a 3 mesi o Ammenda 400/1600€
90 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
91 La valutazione dei rischi
L’insieme di tutte le operazioni conoscitive e operative che devono essere attuate per ottenere una STIMA DEL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ai fattori di pericolo per la salute e sicurezza dei lavoratori in relazione allo svolgimento delle lavorazioni Cosa si intende per valutazione dei rischi
92 Obiettivo: consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori
93 Metodologia della Valutazione dei Rischi “Le tre leggi”
- Non esistono norme fisse riguardo alle modalità di realizzazione della valutazione dei rischi - La valutazione deve comunque tener conto di tutti i rischi degni di nota - Per ogni rischio che si valuta occorre anzitutto chiedersi se non sia possibile eliminarlo completamente
94 CRITERI DI RIFERIMENTO
Le leggi Le norme di buona tecnica e gli standards scientifici Le linee guida I PRINCIPI GERARCHICI della prevenzione dei rischi
95 Principi gerarchici della prevenzione
Evitare Sostituire Controllare Privilegiare Adeguarsi Garantire
96 Quali rischi devono essere oggetto di valutazione?
Quelli derivanti dall’attività lavorativa Non solo quelli legati in modo diretto al ciclo produttivo Che siano tali da avere riflessi significativi sullo stato di salute e sicurezza del lavoratore Che siano ragionevolmente prevedibili e in quanto tali prevenibili
97 La valutazione dei rischi
fonte: Docum. CEE modificato fase preliminare definizione programma valutazione definizione criterio di orientamento (reparto, mansione, ecc.) raccolta informazioni necessarie i pericoli fase analitica identificare le situazioni pericolose identificare le persone esposte rischi i loro modelli di esposizione provvedimenti già in atto valutare no si i provvedimenti sono adeguati? studiare la possibilità di eliminare o ridurre i rischi obiettivo raggiunto fase operativa definire le priorità e le relative misure di controllo porre in atto le misure e valutarne l'efficacia
98 PERICOLO Il pericolo è una proprietà intrinseca non legata a fattori esterni RISCHIO Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone
99 RISCHIO PROBABILITA’ R > 8 Azioni correttive indilazionabili
4 ≤ R ≤ 8 Azioni correttive necessarie da programmare con urgenza 2 ≤ R ≤ 3 Azioni correttive e/o migliorative da programmare nel breve medio termine R = 1 Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione PROBABILITA’ Priorità alta Non conformità identificabile con una precisa violazione normativa che implica la sussistenza di una condizione di rischio grave ed imminente per i lavoratori.Le non conformità classificate come P1 richiedono interventi di adeguamento urgenti poiché oltre a creare i presupposti per l’accadimento di un possibile infortunio prefigurano per il Datore di Lavoro sanzioni penali di carattere detentivo o pecuniario. Priorità Medio alta Non conformità identificabile con una precisa violazione normativa che non implica la sussistenza di una condizione di rischio grave ed imminente per i lavoratori.Le non conformità classificate come P2 richiedono interventi di adeguamento a medio termine poiché pur non implicando l’insorgere di condizioni di pericolo grave ed immediato rappresentano comunque una grave violazione alle norme di sicurezza con conseguente responsabilità del Datore di Lavoro sanzionabili penalmente.. Priorità Medio Non conformità di carattere tecnico/documentale derivante dall'aggiornamento e dall'evoluzione della normativa tecnica di riferimento e non implicante l’insorgere di particolari condizioni di rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Gli interventi di adeguamento corrispondenti al presente livello di priorità possono essere programmati nel tempo in funzione della fattibilità degli stessi. Priorità Medio basso Il seguente indice di priorità corrisponde più che ad una non conformità specifica ad uno stato di fatto che, pur rispondente alla normativa di igiene e sicurezza, evidenzia la necessità di essere migliorato ed ottimizzato.Gli interventi di adeguamento corrispondenti, di tipo organizzativo e tecnico, verranno programmati nel tempo con il fine di elevare il livello di prevenzione e ottimizzare lo stato dei luoghi e le procedure di lavoro.
100 Probabilità di presentazione di un evento considerato
Rischi oggetto della valutazione Quelli derivanti dall’attività lavorativa Che siano tali da avere riflessi significativi sullo stato di salute e sicurezza del lavoratore Che siano ragionevolmente prevedibili e in quanto tali prevenibili R = P x D Probabilità di presentazione di un evento considerato Rischio ampiezza delle conseguenze, grandezza del Danno considerato = x
101 Metodo INDUTTIVO DEDUTTIVO
si ipotizza il guasto e successivamente si analizzano gli eventi che questo può causare si ipotizza il risultato finale e successivamente si ricercano le cause che lo hanno generato
102 Metodi per la valutazione dei rischi
identificare i pericoli e valutare tutte le situazioni pericolose si può evitare il pericolo ? adottare misure necessarie si vengono generati altri pericoli? no si può almeno ridurre il rischio? obiettivo raggiunto ora la sicurezza è adeguata? è almeno possibile adottare delle protezioni? formulare procedure e indicazioni precise e garantite ora la sicurezza fonte UNI EN 292 (11/92 modificata)
103 Metodi per la valutazione dei rischi
CHECKLIST CARATTERISTICHE è una lista di voci di controllo basata sulle esperienze precedenti; è da utilizzare per analizzare situazioni già verificatesi; serve a confrontare la rispondenza di apparecchiature, procedure, ecc con standard di buona tecnica ingegneristica e normative vigenti; è assicurato il livello minimo richiesto nella valutazione dei rischi per qualsiasi tipo di lavoro; può essere applicato ad ogni livello di sviluppo o progettazione dell’impianto; VANTAGGI metodo semplice; poco costoso; adatto a quelli con poca esperienza; SVANTAGGI dipende dall’esperienza di chi l’ha predisposto; non identifica rischi non esplicitamente previsti; APPLICAZIONE semplice e frequente; può mettere in evidenza situazioni che richiedono valutazioni più dettagliate; COMMENTI ne esistono più tipi; devono essere regolarmente verificate e aggiornate;
104 Metodi per la valutazione dei rischi
ETA (Event Tree Analysis) CARATTERISTICHE costruisce le possibili evoluzioni di una condizione potenzialmente pericolosa; individua un percorso evolutivo per ogni fase considerata; il risultato è un numero di scenari incidentali proporzionale alle proposizioni inserite; VANTAGGI evidenzia lo “sviluppo cronologico” degli incidenti susseguenti un evento iniziale, in base alle risposte dei dispositivi di sicurezza; è utile per identificare le scelte critiche che incidono sullo sviluppo dell’evento iniziatore; SVANTAGGI nel caso di sviluppi paralleli e contemporanei o cause comuni di guasto, si presentano difficoltà di elaborazione; la valutazione di alcune opzioni rischia di essere soggettiva; l’incertezza dei risultati ottenuti dipende dalla incertezza presente in ogni opzione introdotta; APPLICAZIONE limitata; un numero elevato di opzioni può complicare eccessivamente l’albero; le “cause comuni di guasto”, devono essere considerate attentamente; COMMENTI può essere utilizzata come struttura diagnostica e decisionale; può essere eseguita anche da un analista; un’unità di processo di piccole dimensioni richiede pochi giorni mentre sono necessarie settimane per quelle più grandi e complesse.
105 Metodi per la valutazione
FMECA (Failure Modes Effects and Criticality Analysis) CARATTERISTICHE metodologia altamente strutturata; consiste in una tabulazione dei singoli componenti dell’impianto, delle relative modalità di guasto e dei corrispondenti effetti; per ogni componente studia gli eventi iniziatori del “peggior caso” verificabile; VANTAGGI metodo completo e rigoroso; si presta allo studio di impianti di tipo componentistico; dà informazioni utili all’applicazione di metodologie sistemistiche; SVANTAGGI non è sufficiente ad identificare le interazioni di guasto tra i vari sistemi dell’impianto; non è adatto alla identificazione di cause di processo; la valutazione dei vari livelli è complessa; il risultato soggettivo; APPLICAZIONE rara; viene eseguita sia da un gruppo di professionisti che da due analisti; applicata dettagliatamente risulta onerosa; ad ogni analista è sufficiente poco tempo per operazioni. COMMENTI non vengono considerati gli errori umani; i risultati sono dipendenti dall’esperienza (tecnica) dell’analista;
106 Metodi per la valutazione
HAZOP (Hazard and Operability Study) CARATTERISTICHE identifica gli eventi iniziatori del “caso peggiore” ipotizzabile; il risultato consiste nell’identificazione dei rischi e dei problemi operativi; nel corso dell’analisi si usano “parole guida” riferite ai punti cruciali del disegno dell’impianto; VANTAGGI metodologia molto articolata che garantisce un alto livello di completezza conservando i pregi della Safety Review; rispetto all’FMECA mantiene un margine di vantaggio perchè non studia solo i singoli items, ma anche le interrelazioni di ciascuno di essi con il resto della struttura; SVANTAGGI richiede un team dotato di una grande conoscenza nel campo processistico-impiantistico; non è idoneo per l’identificazione degli errori umani; APPLICAZIONE relativamente frequente; particolarmente adatta all’industria di processo ed ottima dal punto di vista economico se riferita ad un nuovo impianto; il team deve essere preferibilmente costituito da 5-7 professionisti; COMMENTI risultati di tipo semi-quantitativo; i costi e i tempi sono correlati alle dimensioni e al tipo di impianto.
107 Metodi per la valutazione
SAFETY REVIEW CARATTERISTICHE è la revisione degli aspetti tecnici e/o operativi di un impianto sotto l’aspetto della sicurezza; comprende una serie di interviste rivolte al personale dell’impianto; è adottata in fase di progettazione di nuovi impianti simili ad altri già installati; VANTAGGI risulta molto efficace nell’impiego dell’esperienza; si basa sul contributo di gruppi di persone nell’ambito dello stesso impianto; dà la possibilità di ottenere un controllo preciso sotto vari punti di vista; SVANTAGGI non è garante né di completezza né di sistematicità; non prende in considerazione i rischi probabili legati all’ingrandimento dell’impianto o all’utilizzo di nuove tecnologie; APPLICAZIONE relativamente frequente; si applica ai processi operativi degli impianti, ai laboratori, alle attrezzature di immagazzinamento, agli impianti pilota, ecc.; una analisi completa richiede un gruppo di 2-5 persone esperte; COMMENTI le persone designate al lavoro devono avere una buona esperienza; raramente il procedimento e i risultati vengono formalizzati; nel corso della revisione può essere utilizzata la tecnica di valutazione dei rischi come la “Checklists”.
108 Metodi per la valutazione
METODI INDICIZZATI CARATTERISTICHE l’indice di rischio è un numero che rappresenta la misura del rischio di conseguenze dannose provocate da eventi o situazioni particolari vengono assegnati accrediti e penalità. Gli accrediti sono associati a ciò che riduce la magnitudo delle conseguenze o ne diminuisce la frequenza, le penalità agli elementi che sono in grado di contribuire alla creazione di un incidente o ad incrementarne la pericolosità le penalità e gli accrediti vengono combinati per fornire un indice che rappresenti una misura relativa e globale del rischio presentato dall’impianto VANTAGGI utili nello studio di concezione di un progetto per ottenere una stima di massima del rischio e per indicare su quali aspetti deve essere posta particolare attenzione SVANTAGGI di nessuna utilità per l’identificazione delle specifiche cause ingeneranti il rischio può non ricoprire tutte le situazioni di pericolosità associate con un nuovo processo APPLICAZIONE in fase di concezione come valutazione di massima, o per stabilire il grado di approfondimento per successive analisi e priorità d’azione in Italia metodo obbligatorio (DPCM 31/3/89) da inserire nella notifica per le aziende di classe A come definite nel DPR 175/88 (a rischio di incidente rilevante) COMMENTI attualmente esistono diverse tabelle di indici, utilizzate per lo più dalle assicurazioni. La prima è stata elaborata dalla Dow Chemical per l’esplosione e l’incendio, la ICI-Mond l’ha elaborata per le sostanze tossiche. Attualmente l’indice Dow-Mond fornisce un metodo di comparazione dei rischi tra diversi impianti
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