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Timestamp: 2018-10-15 09:26:09+00:00
Document Index: 45985594

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ']

Contributi previdenziali deducibilità ai fini fiscali - Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense
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di Roberto Bigi
Nel periodo di compilazione della dichiarazione dei redditi (quest’anno “Modello Redditi Persone fisiche”), torna di attualità il tema della deducibilità dei contributi previdenziali effettivamente pagati.
Al fine di illustrare compiutamente l’argomento, seppur in modo sintetico, si ritiene opportuno preliminarmente puntualizzare quanto segue:
I costi che producono effetti ai fini della determinazione dell’IRPEF, si distinguono in:
Oneri deducibili: vengono sottratti dal reddito prima di procedere al calcolo dell'imposta da pagare;
Oneri detraibili: una percentuale dei costi sostenuti determina una detrazione direttamente dalle imposte da pagare.
L’art. 10, lettera e), del TUIR dispone che i contributi versati ad una forma di gestione di previdenza obbligatoria, quale la Cassa Forense, sono deducibili dal reddito: “Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: e) i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonche' quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. …”;
Ai fini dell’IRPEF, vige il “principio di cassa”: in sede di compilazione del Modello Redditi Persone Fisiche 2018, quindi, potranno essere esposti i soli contributi effettivamente pagati nel corso dell’anno 2017, indipendentemente dall’anno di riferimento cui si riferiscono;
L’articolo 10, lettera e) del TUIR, quindi, consente di identificare quali oneri deducibili tutti i contributi previdenziali forensi pagati dal singolo professionista, indipendentemente dalla circostanza che questi siano riconducibili ad istituti obbligatori o facoltativi.
Unica eccezione deve essere fatta in riferimento al contributo integrativo per il quale la previsione della rivalsa sul cliente non ne consente la deducibilità, salvo il caso in cui il volume d’affari Iva prodotto non abbia oggettivamente consentito di addebitare ai clienti, a titolo di contributo integrativo, una somma complessiva almeno corrispondente a quella del contributo minimo, se e in quanto previsto (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 69 del 18/05/2006).
A tal proposito, si ricorda che il Comitato dei Delegati della Cassa, con delibera approvata dai Ministeri Vigilanti (G.U. n. 143 del 22/06/2018), ha disposto la sospensione della previsione del contributo minimo integrativo per il quinquennio 2018-2022 a favore di tutti gli iscritti. Conseguentemente, per la dichiarazione dei redditi di quest’anno (anno di produzione 2017) la fattispecie sopra esposta potrebbe ancora concretizzarsi.
Nel prospetto che segue, viene rappresentato schematicamente quanto sopra esposto con l’indicazione del rigo del “Modello Redditi Persone Fisiche 2018” nel quale esporre i contributi previdenziali forensi pagati nel corso dell’anno 2017, secondo le istruzioni impartite dall’Agenzia delle Entrate:
Per completezza, si ritiene opportuno segnalare che la deducibilità dei contributi previdenziali dal reddito complessivo (art. 10 lettera e del TUIR) piuttosto che dal reddito di lavoro autonomo (art. 54 del TUIR), è oggetto di continue controversie: l’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 79/2002 e 77/2007) e parte della giurisprudenza di merito (Commissione Tributaria Regionale della Puglia – sentenza 661/7/2017) affermano, in sostanza, che i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito complessivo ex art. 10 del TUIR in quanto costituiscono un onere dovuto in “… conseguenza del reddito prodotto e non già una spesa necessaria per la produzione del reddito deducibile …” ; viceversa, parte della giurisprudenza di merito (Commissione tributaria provinciale di Vicenza – sentenza 222/2017) e la Corte di Cassazione (sentenza n. 2781/2001 e ordinanza n. 1939/2009 della Sezione Tributaria Civile), affermano che i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili direttamente dal reddito di lavoro autonomo, in quanto l’articolo 54 del TUIR (prima articolo 50 del TUIR) rimanda al principio “dell’inerenza”.
In sostanza, a parere della Suprema Corte, i costi della professione non sono solo quelli necessari alla produzione del reddito, ma anche quelli che da esso derivano.
Rag. Roberto Bigi - Responsabile Accertamenti Contributivi e Dichiarativi Cassa Forense