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Timestamp: 2020-05-25 01:31:21+00:00
Document Index: 136259236

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'sentenza ', 'art. 46', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art.\n10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 10', 'art.\n13', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 3']

Circolare numero 99 del 13 06 2016 - File PDF .it
Circolare numero 99 del 13 06 2016 .pdf
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Articolo 10, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151. Modifica
dell’articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68. Nuovo incentivo per
l’assunzione di lavoratori con disabilità. Indicazioni operative. Istruzioni
contabili. Variazioni al piano dei conti.
SOMMARIO A seguito delle modifiche introdotte all’articolo 13 della legge 12
marzo 1999, n. 68 dall’articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre
2015, n. 151, a decorrere dal 1° gennaio 2016 l’incentivo per
l’assunzione di lavoratori con disabilità è gestito dall’INPS. La richiesta
di fruizione deve essere inviata all’Istituto mediante apposite
procedure telematiche. Il beneficio può essere autorizzato fino
all’esaurimento delle risorse specificamente stanziate. Si forniscono le
precisazioni normative e le indicazioni operative per il godimento
dell’incentivo.
Misura e durata dell’incentivo.
Le condizioni di regolarità previste dall’articolo 1, commi 1175 e 1176,
della legge 296/2006 (rinvio).
Le condizioni derivanti dai principi generali di fruizione degli incentivi
previsti dall’articolo 31 del decreto legislativo 150/2015.
Le condizioni di compatibilità con il mercato interno.
L’articolo 10 del decreto legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 (all. n. 1) ha modificato l’articolo 13
della legge 12 marzo 1999, n. 68, prevedendo - per le assunzioni delle persone con disabilità
effettuate a partire dal 1° gennaio 2016 – un nuovo incentivo che varia, rispetto a quanto
precedentemente previsto, sia in entità che per le modalità di richiesta.
Più specificamente, al fine di realizzare una concreta promozione dell’inserimento e dell’integrazione
lavorativa delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, la nuova formulazione dell’articolo 13,
legge 68/1999 (all. n. 2), prevede, a favore dei datori di lavoro, un incentivo di tipo economico,
rapportato alla retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, che varia in funzione del grado e
della tipologia di riduzione della capacità lavorativa del soggetto assunto.
La domanda di fruizione dell’incentivo deve essere trasmessa, mediante apposite procedure
telematiche, all’INPS. L’Istituto, a seguito dell’inoltro delle domande di autorizzazione alla fruizione del
beneficio effettua, mediante i propri sistemi informativi centrali, i controlli circa i requisiti di spettanza
dell’incentivo, verificando, in particolare, la natura privatistica del datore di lavoro che procede alla
richiesta di riconoscimento dell’incentivo, l’esistenza del rapporto di lavoro con il lavoratore e la
disponibilità di risorse. Superati i suddetti controlli, alle istanze inviate è attribuito un esito positivo
comportante l’autorizzazione alla fruizione del beneficio. A seguito dell’autorizzazione, l’incentivo può
essere fruito dal datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili o, nel caso di
datori di lavoro agricoli che operano con il sistema DMAG, trimestrali.
Per i datori di lavoro che operano con il sistema UniEmens, il conguaglio afferente ai periodi correnti
decorre dal periodo di competenza di giugno 2016. Il recupero del beneficio relativo ai mesi pregressi
(gennaio 2016 – maggio 2016) per assunzioni incentivate già effettuate potrà essere operato mediante esposizione nelle denunce contributive - entro il giorno 16 del terzo mese successivo alla
data di pubblicazione della presente circolare, come disposto da Consiglio di Amministrazione
dell’Istituto con delibera n. 5 del 25 marzo 1993, approvata con D.M. del 7 ottobre 1993 (cfr. par.
Per i datori di lavoro agricoli la compensazione afferente i periodi di competenza del primo trimestre
2016 sarà effettuata attraverso la presentazione di DMAG di tipo V (variazione) con le modalità
meglio illustrate al paragrafo 8.2.
L’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, soggetti o meno all’obbligo di
assunzione di cui alla legge n. 68/1999, a prescindere dalla circostanza che abbiano o meno la natura
Rientrano tra i datori di lavoro ammessi a godere del beneficio di cui all’art. 13 della legge n. 68/1999
anche gli enti pubblici economici (EPE), tenuto conto che, come previsto dall’articolo 3, comma 6,
della medesima legge 68/1999, agli stessi si applica la disciplina prevista per i datori di lavoro privati.
Ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo n. 151 del 14 settembre 2015, l’incentivo può essere
legittimamente fruito per l’assunzione delle seguenti categorie di lavoratori:
1. lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o
minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle
norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23
2. lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per
cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle
annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del
3. lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa
superiore al 45 per cento.
In considerazione della circostanza che il dettato normativo limita espressamente la possibilità di
fruire delle agevolazioni alle sole assunzioni di lavoratori disabili, non si può godere dell’incentivo per
le altre categorie protette di lavoratori che, pur avendo diritto al collocamento obbligatorio, non
rientrano nelle condizioni sopra elencate.
L’incentivo spetta per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni a tempo
indeterminato di un rapporto a termine, anche a tempo parziale, decorrenti dal 1° gennaio 2016.
Per i lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa
superiore al 45 per cento, inoltre, l’incentivo può essere riconosciuto - per tutta la durata del contratto
- anche per le assunzioni a tempo determinato, purché tali rapporti abbiano una durata non inferiore
a dodici mesi.
rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una
rapporti di lavoro a domicilio che, ai sensi dell’art. 1 della legge 18 dicembre 1973, n. 877,
devono essere qualificati come rapporti di lavoro subordinato in cui la prestazione lavorativa viene
svolta presso il domicilio del lavoratore o in un altro locale di cui abbia disponibilità;
assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sia nell’ipotesi in cui l’invio in
missione sia a tempo determinato che nelle ipotesi in cui sia a tempo indeterminato.
Con riferimento ai contratti di somministrazione, si precisa che, come espressamente previsto
dall’articolo 31, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, i benefici
economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro sono trasferiti in capo
Inoltre, in considerazione del fatto che l’incentivo è finalizzato a promuovere l’occupazione di
lavoratori con disabilità e che la sua misura - come è illustrato più ampiamente nel paragrafo seguente
- è determinata in riferimento alla retribuzione imponibile, l’agevolazione non spetta durante i periodi
in cui il lavoratore non sia somministrato ad alcun utilizzatore. Al riguardo, si precisa che l’indennità di
disponibilità che percepisce il lavoratore non costituisce retribuzione in senso proprio, in quanto non è
il corrispettivo di alcuna prestazione lavorativa e, conseguentemente, manca la base di
commisurazione dell’incentivo stesso.
L’avvio di una nuova somministrazione dopo un periodo di disponibilità consente all’agenzia di godere
nuovamente del beneficio fino all’originaria sua scadenza.
La misura del beneficio varia in base alle caratteristiche del lavoratore assunto e del rapporto di lavoro
instaurato:
1. per i lavoratori disabili assunti a tempo indeterminato che abbiano una riduzione della capacità
lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui
alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive modificazioni,
l’incentivo è pari al 70 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali;
2. per i lavoratori disabili che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per
Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive modificazioni, la misura
dell’incentivo è, invece, pari al 35 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini
3. per i lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità
lavorativa superiore al 45 per cento, l’incentivo è pari al 70 per cento della retribuzione mensile
lorda imponibile ai fini previdenziali.
Anche la durata del beneficio varia in base alle caratteristiche del lavoratore assunto e alla tipologia di
rapporto di lavoro instaurato :
1. in caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili che abbiano una riduzione della
capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza
categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive
modificazioni, così come per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori disabili che
abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o
minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico
delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915 e successive modificazioni, l’incentivo spetta per trentasei
2. per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che
comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, l’incentivo spetta per
sessanta mesi;
3. per la medesima categoria di lavoratori da ultimo citata (lavoratori con disabilità intellettiva e
psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento), nelle
ipotesi di assunzione a tempo determinato, l’incentivo spetta per tutta la durata del rapporto,
fermo restando che, ai fini del riconoscimento dell’incentivo, questi deve avere una durata non
Come chiarito al paragrafo precedente, in caso di assunzione o trasformazione a tempo indeterminato
a scopo di somministrazione, l’incentivo non può essere fruito durante i periodi in cui il lavoratore non
è somministrato ad alcun utilizzatore, né è commisurabile all’indennità di disponibilità; tali eventuali
periodi non determinano, però, uno slittamento della scadenza del beneficio.
L’incentivo può essere riconosciuto nei limiti di risorse specificamente stanziate, presenti nel Fondo per
il diritto al lavoro dei disabili e definite con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’autorizzazione alla fruizione dell’incentivo
segue l’ordine cronologico di presentazione delle istanze.
Si fa, al riguardo, presente che, come previsto dall’articolo unico, comma 160, della legge n. 190 del
23 dicembre 2014, la dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili di cui all’articolo 13,
comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68 è incrementata di 20 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2015. Inoltre, l’articolo 1 del decreto del 24 febbraio 2016 del Ministro del Lavoro e delle
Politiche Sociali, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze - registrato dalla
Corte dei Conti in data 23 marzo 2016 (all. n. 4), ha confermato che, a decorrere dall’anno finanziario
2016, all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) sono trasferite, per la corresponsione degli
incentivi, risorse annuali pari ad euro 20.000.000; per l’anno finanziario 2016 sono altresì trasferite
all’INPS risorse pari ad euro 915.742.
Allo scopo di consentire al datore di lavoro di conoscere con certezza la residua disponibilità delle
risorse, il decreto legislativo 151/2015 all’art. 10, comma 1-ter, prevede un particolare procedimento
per la presentazione dell’istanza, di seguito illustrato (cfr. par. 7).
il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o
aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei
lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
alle condizioni generali in materia di fruizione degli incentivi, come specificato al successivo
paragrafo 5.2;
c) alla realizzazione dell’incremento netto dell’occupazione, rispetto alla media della forza occupata
nell’anno precedente l’assunzione o la trasformazione;
d) alle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno, previste dall’articolo 33 e dal capo
primo del Regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.
Le condizioni di regolarità previste dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge
296/2006 (rinvio).
Con riferimento alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006 si
rinvia alle circolari ed ai messaggi già pubblicati e si ribadisce che, in caso di somministrazione, la
condizione di regolarità contributiva riguarda l’agenzia di somministrazione, in quanto l’agenzia è in
via principale gravata degli obblighi contributivi; diversamente, la condizione di osservanza delle
norme poste a tutela delle condizioni di lavoro riguarda sia l’agenzia di somministrazione che
l’utilizzatore, in quanto su entrambi incombono obblighi di sicurezza nei confronti del lavoratore
Le condizioni derivanti dai principi generali di fruizione degli incentivi previsti
dall’articolo 31 del decreto legislativo 150/2015.
Con riferimento ai principi generali in materia di fruizione degli incentivi all’occupazione, previsti
dall’articolo 31 del decreto legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, si precisa che per le assunzioni
effettuate per assolvere all’obbligo di cui all’articolo 3 della legge n. 68 del 1999 questi non possono
Difatti, mentre gli ordinari incentivi all’assunzione intendono orientare la scelta del datore di lavoro
verso l’assunzione di un lavoratore svantaggiato, sul presupposto che il datore di lavoro sia libero di
scegliere se assumere e con quale lavoratore eventualmente instaurare il rapporto, la previsione
legale di cui all’articolo 13 della legge 68/1999 intende per lo più rendere meno gravoso
l’adempimento di un obbligo di assunzione, previsto dalla medesima legge in considerazione della
speciale condizione di svantaggio, costituita dalla disabilità[1].
La suddetta deroga deve considerarsi legittima solo nelle ipotesi di assunzioni obbligatorie; pertanto,
nell’ipotesi di assunzioni di lavoratori disabili effettuate oltre la cosiddetta “quota di riserva” di cui
all’art. 3 della legge 68/1999, devono trovare applicazione i medesimi principi enunciati nell’art. 31
del decreto legislativo n. 150 del 2015 e che qui si riassumono:
1) l’incentivo non spetta se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da
norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto
all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione;
l’incentivo non spetta se l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal
contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo
indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un
lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la
riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente
licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di
somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione
aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate
all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o
da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione (art. 31, comma 1,
lettera c)[2];
l’incentivo non spetta se l’assunzione riguarda lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da
parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il
datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari
ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento (art. 31, comma 1, lettera d);
5) ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui
il lavoratore ha prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o
somministrato (art. 31, comma 2);
6) l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica
di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo
relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva
comunicazione (art. 31, comma 3).
L’incentivo spetta a condizione che l’assunzione (ovvero la trasformazione a tempo indeterminato di
un rapporto a termine) determini un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori
occupati nei dodici mesi precedenti.
Come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria (cfr. Corte di giustizia UE, Sezione II, sentenza 2 aprile
2009, n. C-415/07), nell’operare la valutazione dell’incremento dell’occupazione “si deve porre a
raffronto il numero medio di unità lavoro – anno dell’anno precedente all’assunzione con il numero
medio di unità lavoro - anno dell’anno successivo all’assunzione”.
Ai fini della determinazione dell’incremento occupazionale il numero dei dipendenti è calcolato in Unità
di Lavoro Annuo (U.L.A.), secondo il criterio convenzionale proprio del diritto comunitario.
L’incentivo, in forza del disposto dell’articolo 33, paragrafo 3, del Regolamento (CE) n. 651/2014 (all.
n. 3), è comunque applicabile qualora l’incremento occupazionale netto non si realizzi in quanto il
posto o i posti di lavoro precedentemente occupati si siano resi vacanti a seguito di:
Il requisito dell’incremento occupazionale netto deve, invece, essere rispettato nel caso in cui il posto
o i posti di lavoro prima occupati si siano resi vacanti a seguito di licenziamenti per riduzione di
Come espressamente previsto dall’articolo 31, comma 1, lettera f) del decreto legislativo n. 150 del
14 settembre 2015, il calcolo della forza lavoro mediamente occupata si effettua mensilmente,
confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno del mese di riferimento con
quello medio dei dodici mesi precedenti, avuto riguardo alla nozione di “impresa unica” di cui
all’articolo 2, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre
L’incremento deve, pertanto, essere valutato in relazione all’intera organizzazione del datore di lavoro
e non rispetto alla singola unità produttiva presso cui si svolge il rapporto di lavoro. Per la valutazione
dell’incremento occupazionale è necessario considerare le varie tipologie di lavoratori a tempo
determinato e indeterminato, salvo il lavoro cosiddetto accessorio. Il lavoratore assunto - o utilizzato
mediante somministrazione - in sostituzione di un lavoratore assente non deve essere computato nella
base di calcolo, mentre va computato il lavoratore sostituito.
L’incentivo, già nella sua astratta disciplina legale, è conforme alle prescrizioni del capo I, nonché
dell’articolo 33 del Regolamento comunitario 651/2014.
alla circostanza che il datore di lavoro non rientri tra coloro che hanno ricevuto e,
successivamente, non rimborsato o depositato in conto bloccato, gli aiuti individuali definiti come
illegali o incompatibili della Commissione Europea (art. 46 legge 24 dicembre 2012, n. 234);
alla circostanza che il datore di lavoro non sia un’impresa in difficoltà, come definita dall’articolo
2, paragrafo 18, del Regolamento (CE) 651/2014.
In ragione della più volte richiamata finalità di realizzare una concreta promozione dell’inserimento e
della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro, nell’eventualità in cui
sussistano sia i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto per l’assunzione di disabili, sia i
presupposti di applicazione di incentivi previsti da altre disposizioni sotto forma di riduzione
contributiva in senso stretto, il datore di lavoro può godere per il medesimo lavoratore di entrambi i
benefici purché la misura complessiva degli incentivi non superi la misura del 100% dei costi salariali.
Il limite alla possibilità di cumulare due diversi benefici va ricercato nella normativa comunitaria in
In particolare, l’articolo 33, paragrafo 5, del Regolamento (CE) 651/2014 prevede che l’intensità
massima di aiuto concesso ai lavoratori con disabilità non può superare il 75% dei costi ammissibili,
consistenti, come previsto dal medesimo articolo, nei costi salariali relativi al periodo in cui il
lavoratore con disabilità è impiegato. Inoltre, l’articolo 8, paragrafo 6, precisa che gli aiuti a favore dei
lavoratori con disabilità, di cui agli articoli 33 e 34, possono essere cumulati con altri aiuti esentati in
virtù del medesimo regolamento relativamente agli stessi costi ammissibili oltre la soglia massima
applicabile prevista, purché tale cumulo non si traduca in un’intensità di aiuto superiore al 100% dei
costi salariali in qualsiasi periodo in cui i lavoratori in questione siano stati impiegati.
Alla luce di quanto sopra esposto, la possibilità di cumulo tra il beneficio ex articolo 13 della legge n.
68/1999 e le agevolazioni contributive trova un limite nel 100% dei costi salariali per ciascun periodo
Ribadendo ciò che è stato previsto, tra gli altri, dall’articolo 2, paragrafo 31, del Regolamento (CE)
651/2014, si precisa che per costi salariali devono intendersi la retribuzione lorda e la contribuzione
dovuta, comprendente gli oneri previdenziali e i contributi assistenziali.
Pertanto, assumendo a riferimento le forme di incentivo all’assunzione maggiormente diffuse, la
predetta agevolazione è, a titolo esemplificativo, cumulabile, laddove sussistano i presupposti
legittimanti - e nel limite del 100% dei costi salariali – con l’incentivo all’assunzione di lavoratori con
più di 50 anni di età disoccupati da oltre dodici mesi e di donne prive di impiego regolarmente
retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei
mesi e appartenenti a particolari aree o impiegate in particolari settori produttivi o professioni, di cui
all’art. 4, commi 8-11, della legge n. 92/2012.
Con riferimento al nuovo incentivo previsto dall’articolo 1, commi 178-181, della legge n. 208 del
2015 per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso dell’anno 2016, il cumulo con il
beneficio previsto dall’articolo 13 della legge n. 68/1999 è possibile senza limitazioni, in quanto
l’espressa previsione del Regolamento (CE) n. 651/2014 sopra citata fa riferimento alla possibilità di
cumulo nei limiti del 100% dei costi salariali solo con riferimento ad altri aiuti esentati in forza del
L’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili di cui all’art. 13 della legge n. 68/1999 non è,
invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali:
l’incentivo per l’assunzione di giovani genitori di cui al decreto del Ministro della gioventù 19
novembre 2010, pari a euro 5.000,00 fruibili, dal datore di lavoro, in quote mensili non superiori alla
misura della retribuzione lorda, per un massimo di cinque lavoratori;
b) l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI di cui all’art. 2, comma 10-bis, della
Legge n. 92/2012, pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe spettata al lavoratore se
non fosse stato assunto.
Con riferimento, infine, al bonus occupazionale previsto dal Programma “Garanzia Giovani”, di cui al
decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 8 agosto 2014 e successive
modifiche e integrazioni, si specifica che, in considerazione della natura speciale della normativa
comunitaria che disciplina gli incentivi all’assunzione dei lavoratori disabili, il limite di cumulo previsto
dal Regolamento (CE) n. 651/2014 prima citato, prevale sul disposto del decreto direttoriale n. 11 del
23 gennaio 2015, per il quale il bonus occupazionale deve considerarsi cumulabile con altri incentivi
all’assunzione di natura economica o contributiva aventi natura selettiva, nei limiti del 50 per cento
dei costi salariali. Pertanto, l’incentivo per l’assunzione di disabili è cumulabile con il bonus
occupazionale previsto dal Programma “Garanzia Giovani” nel limite del 100% dei costi salariali.
Il datore di lavoro deve inoltrare a questo Istituto una domanda preliminare di ammissione
all’incentivo, indicando:
i dati identificativi del lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire
l’assunzione ovvero la trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine;
La richiesta può essere inviata sia per le assunzioni in corso – con data di decorrenza dall’1 gennaio
2016 - che per i rapporti di lavoro non ancora iniziati.
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “1512015”, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul
sito internet www.inps.it. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “servizi on line”, “per tipologia
di utente”, “aziende, consulenti e professionisti”, “servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione
con codice fiscale e pin), “dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Entro cinque giorni dall’invio dell’istanza, l’Istituto - mediante i propri sistemi informativi centrali verifica la disponibilità residua della risorsa e, in caso positivo, comunica – esclusivamente in modalità
telematica - che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo massimo dell’incentivo,
proporzionato alla retribuzione indicata, per il lavoratore segnalato nell’istanza preliminare. La
comunicazione è accessibile all’interno dell’applicazione “DiResCo”.
Entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva dell’Istituto, il datore di
lavoro – per accedere all’incentivo – deve, se ancora non lo ha fatto, stipulare il contratto di
assunzione ovvero di trasformazione.
Entro quattordici giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione di prenotazione positiva
dell’Istituto, il datore di lavoro ha l’onere di comunicare l’avvenuta stipulazione del contratto di lavoro,
chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore.
I termini previsti per la stipulazione del contratto e per la presentazione dell’istanza definitiva di
conferma della prenotazione - con contestuale domanda di ammissione all’incentivo - sono perentori;
la loro inosservanza determina la perdita degli importi precedentemente prenotati.
Si invita, pertanto, a prestare la massima attenzione nel compilare correttamente la modulistica e le
comunicazioni telematiche obbligatorie (Unilav/Unisomm) inerenti il rapporto per il quale si chiede la
Si evidenzia, in particolare, che le procedure informatiche non accetteranno una domanda di conferma
contenente dati diversi da quelli già indicati nell’istanza di prenotazione né potrà essere accettata una
domanda di conferma cui è associata una comunicazione Unilav/Unisomm non coerente (ai fini della
valorizzazione di alcuni campi dell’istanza di conferma fanno fede i valori inseriti nell’Unilav/Unisomm,
con cui è stato comunicato il rapporto per cui si intende confermare il beneficio prenotato).
il codice fiscale del datore di lavoro (deve corrispondere a quello con cui il datore di lavoro è
identificato negli archivi anagrafico-contributivi dell’Inps);
la tipologia dell’evento per cui spetterebbero i benefici (assunzione o trasformazione);
Si riepilogano, di seguito, i vari stati/esiti che possono essere attribuiti alle istanze ed il loro
APERTA: istanza di prenotazione inviata dall’interessato ma non ancora elaborata dai sistemi
informativi centrali dell’Inps;
ACCOLTA: istanza di prenotazione elaborata dai sistemi informativi centrali e accolta per
disponibilità dei fondi;
RIFIUTATA PRELIMINARE: istanza di prenotazione elaborata dai sistemi informativi centrali e
rifiutata per indisponibilità dei fondi; l’istanza sarà comunque rielaborata, mantenendo la
precedenza cronologica, per un tempo limite di 30 giorni;
RIFIUTATA DEFINITIVA: dopo 30 giorni l’istanza “rifiutata preliminare” si trasforma in “rifiutata
definitiva”;
SCADUTA: istanza di prenotazione precedentemente accolta dai sistemi informativi centrali, cui
non ha fatto seguito la comunicazione di conferma dell’interessato;
CONFERMATA: istanza di prenotazione accolta, cui ha fatto seguito la domanda definitiva del
Lo stato/esito delle istanze di prenotazione e di conferma è visualizzabile all’interno dell’applicazione
“DiResCo”. L’istanza di conferma costituisce domanda definitiva di ammissione al beneficio.
Come in precedenza richiamato, questo Istituto, mediante i propri sistemi informativi centrali, effettua
i controlli automatizzati circa i requisiti di spettanza dell’incentivo, verificando la natura del datore di
lavoro che procede alla richiesta di riconoscimento dell’incentivo, l’esistenza del rapporto con il
lavoratore e la disponibilità di risorse sufficienti e, successivamente, attribuisce un esito positivo o
negativo all’istanza definitiva di ammissione al beneficio.
Le somme definitivamente accantonate corrispondono alla misura dell’incentivo spettante in base alla
tipologia di disabilità e alla stima dell’imponibile lordo annuo dichiarato nell’istanza di ammissione al
beneficio. Per favorire il rispetto del tetto di spesa fissato dalle vigenti norme, all’atto dell’elaborazione
dell’istanza telematica, l’imponibile lordo dichiarato dal datore di lavoro viene incrementato in misura
pari al 5% allo scopo di tenere conto di possibili variazioni della retribuzione lorda nel corso del
periodo di incentivo.
A seguito dell’autorizzazione, l’incentivo può essere fruito in quote mensili dal datore di lavoro
mediante conguaglio nelle denunce contributive.
L’Inps e gli Organi ispettivi in materia di lavoro effettueranno gli ulteriori controlli in ordine alla
sussistenza dei presupposti di legge per la fruizione dell’incentivo di cui si tratta.
Indicazioni per la fruizione dell’incentivo.
dal codice di autorizzazione “2Y”, che, a decorrere dal 01.01.2016, assume il nuovo significato di
“datore di lavoro ammesso all’incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato
dall’art. 10, d.lgs. 151/2015”.
Il codice di autorizzazione sarà attribuito automaticamente dai sistemi
contestualmente all’attribuzione dell’esito positivo al modulo di conferma.
informativi centrali
Si precisa, al riguardo, che nell’ipotesi in cui l’operatore di Sede competente, su istanza del datore di
lavoro interessato - inviata tramite la funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende - o
dopo aver verificato la mancanza dei presupposti legittimanti, dovesse annullare la conferma
dell’istanza, dovrà provvedere anche ad effettuare l’eliminazione del codice di autorizzazione.
Con riferimento alle modalità di conguaglio dell’incentivo, si fa presente che i datori di lavoro che
hanno assunto lavoratori disabili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento
o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle
dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni e che sono stati autorizzati a fruire dell’incentivo,
per esporre nel flusso UniEmens le quote mensili dell’incentivo da porre a conguaglio, valorizzeranno
all’interno di &lt;DenunciaIndividuale&gt; &lt;DatiRetributivi&gt;, elemento &lt;Incentivo&gt; i seguenti elementi:
nell’elemento &lt;TipoIncentivo&gt; dovrà essere inserito il valore “DI79” avente il significato di
“incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per
l’assunzione di lavoratori con disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al
79 per cento”;
nell’elemento &lt;CodEnteFinanziatore&gt; dovrà essere inserito sempre il valore “H00” (Stato);
nell’elemento &lt;ImportoCorrIncentivo&gt; dovrà essere indicato l’importo posto a conguaglio
relativo al mese corrente;
nell’elemento &lt;ImportoArrIncentivo&gt; dovrà essere indicato l’eventuale importo del beneficio
spettante per periodi pregressi. Si sottolinea che la valorizzazione del predetto elemento può essere
effettuata esclusivamente entro il giorno 16 del terzo mese successivo alla data di emanazione della
presente circolare, relativamente all’arretrato dei precedenti periodi compresi tra gennaio e maggio
I dati sopra esposti nell’UniEmens saranno poi riportati, a cura dell’Istituto, nel DM2013 “VIRTUALE”
ricostruito dalle procedure con:
il codice “L450” avente il significato di “conguaglio incentivo di cui all’art. 13, della legge
68/1999, come modificato dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di lavoratori con disabilità che
abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento”;
il codice “L451” avente il significato di “conguaglio arretrato incentivo di cui all’art. 13, della
legge 68/1999, come modificato dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di lavoratori con
disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento”.
nell’ elemento &lt;CausaleADebito&gt; dovrà essere inserito il codice causale “M307” avente il
significato di “Restituzione incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato dall’art.
10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di lavoratori con disabilità che abbiano una riduzione della
capacità lavorativa superiore al 79 per cento;
nell’elemento &lt;ImportoADebito&gt;, dovrà essere indicato l’importo da restituire.
I datori di lavoro che hanno assunto lavoratori disabili con una riduzione della capacità lavorativa
compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria
di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni e che
sono stati autorizzati a fruire dell’incentivo, per esporre nel flusso UniEmens le quote mensili
dell’incentivo da porre a conguaglio, valorizzeranno all’interno di &lt;DenunciaIndividuale&gt;
&lt;DatiRetributivi&gt;, elemento &lt;Incentivo&gt; i seguenti elementi:
nell’elemento &lt;TipoIncentivo&gt; dovrà essere inserito il valore “DI67” avente il significato di
l’assunzione di lavoratori con disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa
tra il 67 per cento e il 79 per cento;
il codice “L452” avente il significato di “conguaglio incentivo di cui all’art. 13, della legge
abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento”;
il codice “L453” avente il significato di “conguaglio arretrato incentivo di cui all’art. 13, della
disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per
Nel caso in cui debbano restituire importi non spettanti, i datori di lavoro valorizzeranno all’interno
di&lt;DenunciaIndividuale&gt;, &lt;DatiRetributivi&gt;, &lt;AltreADebito&gt;, i seguenti elementi:
nell’ elemento &lt;CausaleADebito&gt; dovrà essere inserito il codice causale “M308” avente il
capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento;
I datori di lavoro che hanno assunto lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una
riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento, che sono stati autorizzati a fruire
dell’incentivo, per esporre nel flusso UniEmens le quote mensili dell’incentivo da porre a conguaglio,
valorizzeranno all’interno di &lt;DenunciaIndividuale&gt; &lt;DatiRetributivi&gt;, elemento &lt;Incentivo&gt; i
nell’elemento &lt;TipoIncentivo&gt; dovrà essere inserito il valore “DI45” avente il significato di
l’assunzione di lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità
lavorativa superiore al 45 per cento;
il codice “L454” avente il significato di “conguaglio incentivo di cui all’art. 13, della legge
68/1999, come modificato dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di lavoratori con disabilità
intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento”;
il codice “L455” avente il significato di “conguaglio arretrato incentivo di cui all’art. 13, della
disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per
nell’ elemento &lt;CausaleADebito&gt; dovrà essere inserito il codice causale “M309” avente il
10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di lavoratori con disabilità intellettiva e psichica che comporti una
riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento;
I datori di lavoro che non hanno fruito del beneficio e che hanno sospeso o cessato l’attività, ai fini
della fruizione dell’incentivo spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni
contributive (UniEmens/vig).
A seguito dell’ammissione al beneficio, i datori di lavoro agricoli potranno beneficiare dell’incentivo a
decorrere dalla denuncia DMAG di competenza II trimestre 2016.
“D1” avente il significato di “incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato
dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di Operai a tempo indeterminato (OTI) con
disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento”;
“D2” avente il significato di “incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato
disabilità che abbiano una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79
“D3” avente il significato di “incentivo di cui all’art. 13, della legge 68/1999, come modificato
dall’art. 10, d.lgs. 151/2015 per l’assunzione di Operai a tempo indeterminato (OTI) e Operai a
tempo determinato (OTD) con disabilità intellettiva e psichica che comporti una riduzione della
capacità lavorativa superiore al 45 per cento”.
Il codice di autorizzazione sarà attribuito automaticamente sulla posizione anagrafica aziendale dai
sistemi informativi centrali contestualmente all’attribuzione dell’esito positivo al modulo di conferma,
in considerazione della percentuale di disabilità del lavoratore che viene assunto ed al tipo di rapporto
instaurato (rapporto a tempo determinato o indeterminato), così come indicato nel modulo.
Nelle denunce DMAG principali (P) o sostitutive (S) con riferimento al lavoratore agevolato, oltre ai
consueti dati retributivi, il datore di lavoro dovrà indicare:
nel campo CODAGIO, a seconda del rapporto di lavoro istaurato e della percentuale di disabilità,
il C.A.:
Qualora il beneficio spetti per periodi pregressi per i quali la retribuzione del lavoratore agevolato sia
stata già denunciata con DMAG relativo al I trimestre 2016, la fruizione dello stesso potrà avvenire
attraverso la presentazione di un DMAG di Variazione (V), con le medesime modalità sopra descritte.
La denuncia DMAG contenente l'agevolazione in esame sarà sottoposta, nella fase della trasmissione
telematica, ad una verifica di coerenza tra i dati contenuti nella denuncia e quelli della richiesta
datoriale di ammissione all'incentivo.
La modalità di validazione sarà la medesima già utilizzata per il codice CIDA (cfr. circolare Inps n.
46/2011) e, pertanto, l’eventuale “scarto” della denuncia sarà motivato con opportuno messaggio
L’importo indicato a titolo d’incentivo sarà detratto, in sede di tariffazione, dalla contribuzione dovuta
complessivamente dall’azienda. Eventuali eccedenze derivanti dall’operazione suddetta potranno
essere portate in compensazione su contributi anche futuri. In tal caso il datore di lavoro ammesso
all’incentivo straordinario dovrà, pertanto, presentare istanza telematica di compensazione
specificando, nel campo note, che si tratta di “Incentivo per assunzione lavoratori con disabilità”.
Ai fini dell’imputazione contabile dell’onere a carico dello Stato, derivante dalla fruizione dell’incentivo
da parte dei datori di lavoro e mediante conguaglio nelle denunce contributive, in ragione
dell’assunzione di lavoratori disabili, nel rispetto delle diverse percentuali di riduzione della capacità
lavorativa previste dall’art. 10, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, di modifica dell’art.
13, della legge 12 marzo 1999, n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, si istituisce il
seguente conto della Gestione sgravi degli oneri sociali ed altre agevolazioni contributive (contabilità
separata GAW), nell’ambito della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni
GAW32153 – Incentivo ai datori di lavoro per l’assunzione di lavoratori disabili con capacità lavorative
ridotte, ai sensi dell’art. 13, della legge n. 68/1999, come modificato dall’art. 10, del decreto
legislativo n. 151/2015.
Al nuovo conto, movimentabile in via automatizzata da parte della procedura informatica di
ripartizione contabile DM, andranno registrate le somme conguagliate dai datori di lavoro e valorizzate
nel flusso UNIEMENS con i nuovi codici “L450” (per i lavoratori
lavorativa superiore al 79 per cento) e “L451” (per gli arretrati),
riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79 per
“L454” (per i lavoratori con disabilità intellettiva e psichica e
superiore al 45 per cento) e “L455” (per gli arretrati).
disabili con riduzione della capacità
“L452” (per i lavoratori disabili con
cento) e “L453” (per gli arretrati),
Per rilevare il recupero dell’incentivo conguagliato indebitamente dai datori di lavoro, esposto nel
flusso UNIEMENS con i codici “M307”, “M308” e “M309”, si istituisce l’ulteriore conto della citata
gestione GAW:
GAW24153 – Entrate varie – recuperi e reintroiti dell’incentivo ai datori di lavoro per l’assunzione di
lavoratori disabili con capacità lavorative ridotte, ai sensi dell’art. 13, della legge n. 68/1999, come
modificato dall’art. 10, del decreto legislativo n. 151/2015.
La rilevazione contabile dell’incentivo spettante ai datori di lavoro agricoli che operano con il sistema
DMAG avverrà, altresì, al nuovo conto GAW32153, mentre eventuali recuperi andranno imputati al
conto GAW24153.
Conseguentemente, verrà aggiornata la procedura automatizzata di contabilizzazione riferita ai datori
di lavoro agricoli in argomento.
La Direzione generale curerà direttamente i rapporti finanziari con lo Stato, ai fini del rimborso degli
oneri conseguenti alla corresponsione dell’incentivo oggetto della presente circolare, nel rispetto dello
specifico stanziamento previsto dall’art. 1, del Decreto interministeriale 24 febbraio 2016, di
attuazione dell’art. 13, comma 5, della legge n. 68/1999, come sostituito dall’art. 10, comma 1,
lettera f), del citato decreto legislativo n. 151/2015.
Nell’allegato n. 5 si riportano le variazioni al piano dei conti.
[1] Si precisa, al riguardo, che nelle ipotesi in cui il datore di lavoro, per adempiere agli obblighi di
assunzione imposti dall’art. 3 della legge 68/1999, scelga di assumere un lavoratore disabile in luogo
di un altro lavoratore disabile che abbia diritto al collocamento obbligatorio ed abbia maturato un
diritto di precedenza alla riassunzione, trova applicazione il disposto di cui all’articolo 31, comma 1,
lettera b), del decreto legislativo n. 150 del 2015, secondo cui l’incentivo non spetta se l’assunzione è
effettuata in violazione del diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da
un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.
[2] Si fa presente, in proposito, che l’articolo 3, comma 5, della legge n. 68/1999 così prevede: “Gli
obblighi di assunzione sono sospesi nei confronti delle imprese che versano in una delle situazioni
previste dagli articoli 1 e 3 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, ovvero
dall’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19
dicembre 1984, n. 863; gli obblighi sono sospesi per la durata dei programmi contenuti nella relativa
ambito provinciale. Gli obblighi sono sospesi inoltre per la durata della procedura di mobilità
disciplinata dagli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, e, nel
caso in cui la procedura si concluda con almeno cinque licenziamenti, per il periodo in cui permane il
diritto di precedenza all'assunzione previsto dall'articolo 8, comma 1, della stessa legge”.
Cliccare sull'icona &quot;ALLEGATI&quot;
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