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Timestamp: 2019-04-24 03:06:32+00:00
Document Index: 84384582

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 2', 'art. 89', 'sentenza ', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 35', 'art. 65']

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Titolo I - Degli organi giudiziari - Articoli 1 - 68
Art. 1.(Giurisdizione dei giudici ordinari)
Art. 2. (1)[(Inderogabilita' convenzionale della giurisdizione)
La giurisdizione italiana non puo' essere convenzionalmente derogata a favore di una giurisdizione straniera, ne' di arbitri che pronuncino all'estero, salvo che si tratti di causa relativa ad obbligazioni tra stranieri o tra uno straniero e un cittadino non residente ne' domiciliato nella Repubblica e la deroga risulti da atto scritto.]
(1) Articolo abrogato dall'art. 73, L. 31 maggio 1995, n. 218.
Art. 3. (1)[(Pendenza di lite davanti a giudice straniero)
La giurisdizione italiana non e' esclusa dalla pendenza davanti a un giudice straniero della medesima causa o di altra con questa connessa.]
Art. 4. (1)[(Giurisdizione rispetto allo straniero)
Lo straniero puo' essere convenuto davanti ai giudici della Repubblica: 1) se quivi e' residente o domiciliato, anche elettivamente, o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dell'articolo 77, oppure se ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all'estero; 2) se la domanda riguarda beni esistenti nella Repubblica o successioni ereditarie di cittadino italiano o aperte nella Repubblica, oppure obbligazioni quivi sorte o da eseguirsi; 3) se la domanda e' connessa con altra pendente davanti al giudice italiano, oppure riguarda provvedimenti cautelari da eseguirsi nella Repubblica o relativi a rapporti dei quali il giudice italiano puo' conoscere; 4) se, nel caso reciproco, il giudice dello Stato al quale lo straniero appartiene puo' conoscere delle domande proposte contro un cittadino italiano.]
Art. 5. (1)(Momento determinante della giurisdizione e della competenza)
(1) Articolo cosi' sostituito dall'art. 2, Legge 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 6.(Inderogabilita' convenzionale della competenza)
La competenza non puo' essere derogata per accordo delle parti, salvo che nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 7. (1)(Competenza del giudice di pace)
Art. 8. (1)[(Competenza del pretore)
(1) Articolo abrogato dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 9. (1)(Competenza del tribunale)
Il tribunale e' competente per tutte le cause che non sono di competenza di altro giudice.Il tribunale e' altresi' esclusivamente competente per tutte le cause in materia di imposte e tasse, per quelle relative allo stato e alla capacita' delle persone e ai diritti onorifici, per la querela di falso, per l'esecuzione forzata e, in generale, per ogni causa di valore indeterminabile.
Art. 10.(Determinazione del valore)
Art. 11.(Cause relative a quote di obbligazione tra piu' parti)
Art. 12.(Cause relative a rapporti obbligatori, a locazioni e a divisioni)
Il valore delle cause relative all'esistenza, alla validita' o alla risoluzione di un rapporto giuridico obbligatorio si determina in base a quella parte del rapporto che e' in contestazione.[Nelle cause per finita locazione d'immobili il valore si determina in base all'ammontare del fitto o della pigione per un anno, ma se sorge controversia sulla continuazione della locazione, il valore si determina cumulando i fitti o le pigioni relativi al periodo controverso.] (1) Il valore delle cause per divisione si determina da quello della massa attiva da dividersi.
(1) Comma abrogato dall'art. 89, L. 26 novembre 1990, n. 353.
Art. 13.(Cause relative a prestazioni alimentari e a rendite)
Art. 14.(Cause relative a somme di danaro e a beni mobili)
Art. 15. (1)(Cause relative a beni immobili)
Art. 16. (1)[(Esecuzione forzata)
Art. 17.(Cause relative all'esecuzione forzata)
Il valore delle cause di opposizione all'esecuzione forzata si determina dal credito per cui si procede: quello delle cause relative alle opposizioni proposte da terzi a norma dell'articolo 619, dal valore dei beni controversi; quello delle cause relative a controversie sorte in sede di distribuzione, dal valore del maggiore dei crediti contestati.
Art. 18.(Foro generale delle persone fisiche)
Art. 19.(Foro generale delle persone giuridiche e delle associazioni non riconosciute)
Art. 20.(Foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione)
Art. 21.(Foro per le cause relative a diritti reali e ad azioni possessorie)
Per le cause relative a diritti reali su beni immobili, per le cause in materia di locazione e comodato di immobili e di affitto di aziende, nonche` per le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi, e`competente il giudice del luogo dove e` posto l'immobile o l'azienda. (1) Qualora l'immobile sia compreso in piu` circoscrizioni giudiziarie, e` competente il giudice della circoscrizione nella quale e` compresa la parte soggetta a maggior tributo verso lo Stato; quando non e` sottoposto a tributo, e` competente ogni giudice nella cui circoscrizione si trova una parte dell'immobile.Per le azioni possessorie e per la denuncia di nuova opera e di danno temuto e' competente il giudice del luogo nel quale e' avvenuto il fatto denunciato.
(1) Periodo così sostituito dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 22.(Foro per le cause ereditarie)
Art. 23.(Foro per le cause tra soci e tra condomini)
Art. 24.(Foro per le cause relative alle gestioni tutelari e patrimoniali)
Art. 25.(Foro della pubblica amministrazione)
Art. 26.(Foro dell'esecuzione forzata)
Art. 27.(Foro relativo alle opposizioni all'esecuzione)
Art. 28.(Foro stabilito per accordo delle parti)
Art. 29.(Forma ed effetti dell'accordo delle parti)
L'accordo delle parti per la deroga della competenza territoriale deve riferirsi ad uno o piu' affari determinati e risultare da atto scritto.L'accordo non attribuisce al giudice designato competenza esclusiva quando cio' non e' espressamente stabilito.
Art. 30.(Foro del domicilio eletto)
Art. 30-bis. (1)(Foro per le cause in cui sono parti i magistrati)
Le cause in cui sono comunque parti magistrati, che secondo le norme del presente capo sarebbero attribuite alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto di corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte d'appello determinato ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale. (2)Se nel distretto determinato ai sensi del primo comma il magistrato e' venuto ad esercitare le proprie funzioni successivamente alla sua chiamata in giudizio, e' competente il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d'appello individuato ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale con riferimento alla nuova destinazione.
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 12 novembre 2002, n. 444 ha dichiarato la illegittimita' costituzionale, nella parte in cui si applica ai processi di esecuzione forzata promossi da o contro magistrati in servizio nel distretto di corte d'appello comprendente l'ufficio giudiziario competente ai sensi dell'art. 26 del codice di procedura civile.(2) La Corte Costituzionale con sentenza 25 maggio 2004, n. 147 ha stabilito l'illegittimità costituzionale dell'art. 30-bis, comma 1, c.p.c., il quale prevede una deroga alla competenza territoriale del giudice civile per le cause riguardanti magistrati, salvo che nella parte relativa alle azioni civili concernenti le restituzioni e il risarcimento del danno da reato, nei termini di cui all'art. 11 c.p.p.
Art. 31.(Cause accessorie)
La domanda accessoria puo' essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinche' sia decisa nello stesso processo, osservata, quanto alla competenza per valore, la disposizione dell'art. 10 secondo comma.[Puo' tuttavia essere proposta allo stesso giudice anche se eccede la sua competenza per valore, qualora la competenza per la causa principale sia determinata per ragione di materia.] (1)
(1) Comma abrogato dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 32. (1)(Cause di garanzia)
Art. 33.(Cumulo soggettivo)
Art. 34.(Accertamenti incidentali)
Art. 35.(Eccezione di compensazione)
Art. 36.(Cause riconvenzionali)
Art. 37.(Difetto di giurisdizione)
Il difetto di giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della pubblica amministrazione o dei giudici speciali e' rilevato, anche d'ufficio, in qualunque stato e grado del processo. [Il difetto di giurisdizione del giudice italiano nei confronti dello straniero e' rilevato dal giudice d'ufficio in qualunque stato e grado del processo relativamente alle cause che hanno per oggetto beni immobili situati all'estero; in ogni altro caso e' rilevato, egualmente d'ufficio, dal giudice se il convenuto e' contumace, e puo' essere rilevato soltanto dal convenuto costituito che non abbia accettato espressamente o tacitamente la giurisdizione italiana.] (1)
Art. 38. (1)(Incompetenza)
Art. 39. (1)(Litispendenza e continenza di cause)
Art. 40.(Connessione)
Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con ordinanza alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria, davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito. (1)
Nei casi previsti negli artt. 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate e decise col rito ordinario, salva l'applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli artt. 409 e 442. (2)
Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene determinata la competenza o, in subordine, col rito previsto per la causa di maggior valore. (2)
Se la causa e' stata trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli artt. 426, 427 e 439. (2)
Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza [del pretore o] (3) del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi [al pretore o] (3) al tribunale affinche' siano decise nello stesso processo. (4)
Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e [al pretore o] (3) al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d'ufficio la connessione a favore [del pretore o] (3) del tribunale. (4)
(1) Comma aggiornato con le modifiche introdotte dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.(2) Comma aggiunto dall'art. 5, L. 26 novembre 1990, n. 353. (3) Parole soppresse dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.(4) Comma aggiunto dall'art. 19, comma 1, L. 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 41.(Regolamento di giurisdizione)
Art. 42. (1)(Regolamento necessario di competenza)
Art. 43. (1)(Regolamento facoltativo di competenza)
Art. 44. (1)(Efficacia della sentenza che pronuncia sulla competenza)
Art. 45. (1)(Conflitto di competenza)
Art. 46.(Casi di inapplicabilita' del regolamento di competenza)
Art. 47.(Procedimento del regolamento di competenza)
Il ricorso deve essere notificato alle parti che non vi hanno aderito entro il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della ordinanza che abbia pronunciato sulla competenza o dalla notificazione dell’impugnazione ordinaria nel caso previsto nell’articolo 43 secondo comma. L’adesione delle parti può risultare anche dalla sottoscrizione del ricorso. (1)
(1) Comma aggiornato con le modifiche introdotte dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69.
Art. 48.(Sospensione dei processi)
Art. 49. (1)(Sentenza di regolamento di competenza)
Art. 50. (1)(Riassunzione della causa)
Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente avviene nel termine fissato nella ordinanza dal giudice e in mancanza in quello di tre mesi dalla comunicazione dell’ordinanza di regolamento o dell’ordinanza che dichiara l’incompetenza del giudice adito il processo continua davanti al nuovo giudice.
Sezione VI-bis: DELLA COMPOSIZIONE DEL TRIBUNALE (1)
(1) Sezione inserita dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 50-bis.(Cause nelle quali il tribunale giudica in composizione collegiale)
Il tribunale giudica in composizione collegiale:1) nelle cause nelle quali e` obbligatorio l'intervento del pubblico ministero, salvo che sia altrimenti disposto;2) nelle cause di opposizione, impugnazione, revocazione e in quelle conseguenti a dichiarazioni tardive di crediti di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, [al decreto legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito con modificazioni dalla legge 3 aprile 1979, n. 95] (1) e alle altre leggi speciali disciplinanti la liquidazione coatta amministrativa;3) nelle cause devolute alle sezioni specializzate;4) nelle cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo;5) nelle cause di impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea e del consiglio di amministrazione, nonche` nelle cause di responsabilita` da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari (2) e i liquidatori delle società, delle mutue assicuratrici e società cooperative, delle associazioni in partecipazione e dei consorzi;6) nelle cause di impugnazione dei testamenti e di riduzione per lesione di legittima;7) nelle cause di cui alla legge 13 aprile 1988, n. 117.7-bis) nelle cause di cui all'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (3)Il tribunale giudica altresì in composizione collegiale nei procedimenti in camera di consiglio disciplinati dagli articoli 737 e seguenti, salvo che sia altrimenti disposto.
(1) Parole abrogate dal Dlgs. 8 luglio 1999, n. 270.(2) Le parole "i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari" sono state inserite dalla Legge 28 dicembre 2005, n. 262.(3) Numero inserito all'articolo 2, comma 448, Legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Art. 50-ter.(Cause nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica)
Art. 50-quater.(Inosservanza delle disposizioni sulla composizione collegiale o monocratica del tribunale)
Art. 51.(Astensione del giudice)
Il giudice ha l'obbligo di astenersi: 1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto; 2) se egli stesso o la moglie e' parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione (1), o e' convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori; 3) se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inamicizia o rapporti di credito o debito con una delle parti o alcuno dei suoi difensori; 4) se ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, o ha deposto in essa come testimone, oppure ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente tecnico; 5) se e' tutore, curatore, amministratore di sostegno (2), procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, e' amministratore o gerente di un ente, di un'associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una societa' o stabilimento che ha interesse nella causa. In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice puo' richiedere al capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi; quando l'astensione riguarda il capo dell'ufficio, l'autorizzazione e' chiesta al capo dell'ufficio superiore.
(1) La Legge 4 maggio 1983, n. 184 ha soppresso l'istituto dell'affiliazione.(2) Le parole "amministratore di sostegno" sono state inserite dalla Legge 9 gennaio 2004, n. 6.
Art. 52.(Ricusazione del giudice)
Nei casi in cui e' fatto obbligo al giudice di astenersi, ciascuna delle parti puo' proporne la ricusazione mediante ricorso contenente i motivi specifici e i mezzi di prova.Il ricorso, sottoscritto dalla parte o dal difensore, deve essere depositato in cancelleria due giorni prima dell'udienza, se al ricusante e' noto il nome dei giudici che sono chiamati a trattare o decidere la causa, e prima dell'inizio della trattazione o discussione di questa nel caso contrario.La ricusazione sospende il processo.
Art. 53.(Giudice competente)
Sulla ricusazione decide il presidente del tribunale se e' ricusato un giudice di pace; il collegio se e' ricusato uno dei componenti del tribunale o della corte. (1)La decisione e' pronunciata con ordinanza non impugnabile, udito il giudice ricusato e assunte, quando occorre, le prove offerte.
Art. 54. (1)(Ordinanza sulla ricusazione)
La ricusazione è dichiarata inammissibile, se non è stata proposta nelle forme e nei termini fissati nell’articolo 52.
Dell’ordinanza è data notizia dalla cancelleria al giudice e alle parti, le quali debbono provvedere alla riassunzione della causa nel termine perentorio di sei mesi.
Art. 55. (1)[(Responsabilità civile del giudice)]
Art. 56. (1)[(Autorizzazione)]
Art. 57.(Attivita' del cancelliere)
Art. 58.(Altre attivita' del cancelliere)
Art. 59.(Attivita' dell'ufficiale giudiziario)
Art. 60.(Responsabilita' del cancelliere e dell'ufficiale giudiziario)
Il cancelliere e l'ufficiale giudiziario sono civilmente responsabili: 1) quando, senza giusto motivo, ricusano di compiere gli atti che sono loro legalmente richiesti oppure omettono di compierli nel termine che, su istanza di parte, e' fissato dal giudice dal quale dipendono o dal quale sono stati delegati; 2) quando hanno compiuto un atto nullo con dolo o colpa grave.
Art. 61.(Consulente tecnico)
Art. 62. (Attivita' del consulente)
Art. 63.(Obbligo di assumere l'incarico e ricusazione del consulente)
Art. 64.(Responsabilita' del consulente)
Si applicano al consulente tecnico le disposizioni del codice penale relative ai periti. In ogni caso, il consulente tecnico che incorre in colpa grave nell'esecuzione degli atti che gli sono richiesti, e' punito con l'arresto fino a un anno o con l'ammenda fino a € 10.329. Si applica l'art. 35 del codice penale. In ogni caso e' dovuto il risarcimento dei danni causati alle parti. (1)
(1) Comma così sostituito dalla Legge 4 giugno 1985, n. 281.
Art. 65.(Custode)
La conservazione e l'amministrazione dei beni pignorati o sequestrati sono affidate a un custode, quando la legge non dispone altrimenti. Il compenso al custode e' stabilito, con decreto, dal giudice dell'esecuzione nel caso di nomina fatta dall'ufficiale giudiziario e in ogni altro caso dal giudice che l'ha nominato.
(1) Comma così sostituito dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
Art. 66.(Sostituzione del custode)
Il giudice, d'ufficio o su istanza di parte, puo' disporre in ogni tempo la sostituzione del custode. Il custode che non ha diritto a compenso puo' chiedere in ogni tempo di essere sostituito; altrimenti puo' chiederlo soltanto per giusti motivi.Il provvedimento di sostituzione e' dato, con ordinanza non impugnabile, dal giudice di cui all'art. 65, secondo comma. (1)
Art. 67. (1)(Responsabilita' del custode)
Art. 68.(Altri ausiliari)
Nei casi previsti dalla legge o quando ne sorga necessita', il giudice, il cancelliere o l'ufficiale giudiziario si puo' fare assistere da esperti in una determinata arte o professione e, in generale, da persona idonea al compimento di atti che non e' in grado di compiere da se' solo. Il giudice puo' commettere a un notaio il compimento di determinati atti nei casi previsti dalla legge. Il giudice puo' sempre richiedere l'assistenza della forza pubblica.