Source: https://www.exeo.it/Articoli/10036/giusto-procedimento-controdeduzioni-10036.aspx
Timestamp: 2019-08-23 20:55:31+00:00
Document Index: 95037676

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 107', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 16']

Il principio di adeguata partecipazione richiede che i destinatari sui cui terreni sia possibile l'apposizione di un vincolo, possano interloquire prima della dichiarazione di pubblica utilità, ma non è certo necessario che essi siano sentiti anche successivamente all’accoglimento, sia pure parziale, delle loro istanze.
Il dovere di esame delle memorie prodotte dall'interessato a seguito della comunicazione di avvio del procedimento non comporta la confutazione analitica delle allegazioni presentate dall'interessato, purché il provvedimento finale sia corredato da una motivazione che renda nella sostanza percepibili le ragioni del mancato adeguamento dell'azione amministrativa a quelle osservazioni.
Nel provvedimento amministrativo non è necessaria l’analitica confutazione delle ragioni addotte dal privato, risultando sufficiente unicamente che l’amministrazione le abbia prese in considerazione e valutate.
L’esame delle memorie e dei documenti prodotti dagli interessati nel corso del procedimento amministrativo non impone all’Amministrazione una specifica ed analitica confutazione di tutte le singole argomentazioni esposte, in quanto è sufficiente che il provvedimento finale sia corredato da una motivazione che renda nella sostanza percepibili le ragioni del mancato adeguamento dell'azione amministrativa a quelle osservazioni.
Nel provvedimento amministrativo la motivazione per relationem corrisponde ad una tecnica motivazionale ammessa dall'art. 3, l. 7 agosto 1990, n. 241, specie allorquando il provvedimento sia preceduto da atti istruttori o da pareri, e purché l'interessato sia messo in grado di prenderne visione, non incidendo siffatto modus operandi sull'essenza dell'operazione valutativa che non ne risulta minimamente sminuita.
Il potere di pronuncia sulle osservazioni allo strumento urbanistico generale... _OMISSIS_ ...si dell’articolo 9 della legge n. 1150/1942 spetta al Consiglio comunale, il quale può pronunziarsi motivatamente sul loro accoglimento o sulla loro reiezione. L’articolo 10, comma 2, della legge n. 1150/1942 limita il potere di intervento d'ufficio della Regione, prevedendo le ipotesi in cui con il decreto di approvazione possono apportarsi modifiche. La predetta elencazione non comprende espressamente (a differenza di quelle accolte ed accettate dal Consiglio comunale), quelle conseguenti ad un riesame (in termini di accoglimento) delle osservazioni presentate dai privati e respinte dall’ente comunale. Il silenzio della legge sul punto evidenzia, dunque, che in relazione a queste ultime, una volta intervenuta la determinazione negativa dell’organo comunale non vi è, da parte della Regione, un obbligo di riesame.
Legittimamente possono essere delegati all'organo dirigenziale poteri meramente istruttori concernenti l’esame e la valutazione delle osservazioni presentate dagli interessati, volti all’acquisizione e alla predisposizione di una proposta di controdeduzioni e tali controdeduzioni siano quindi successivamente riprodotte nella motivazione del provvedimento con cui è approvato il progetto e quindi formalmente approvate dalla competente giunta, a cui, pertanto, va imputato, nella forma e nella sostanza, il provvedimento conclusivo della sequenza procedimentale.
Ciò che conta per la legittimità della motivazione in ordine alle osservazioni private è che la manifestazione reiettiva provenga/sia fatta propria dall’Ente e che l’osservazione sia stata vagliata: a queste condizioni, la incertezza “soggettiva” (nella specie dovuta alla carenza di intestazione e sottoscrizione della nota reiettiva) è del tutto priva di rilievo, né dalla stessa può trarsi una carenza motivazionale.
Non appare rilevante che la comunicazione relativa alle controdeduzioni sia stata trasmessa a firma del Sindaco, qualora le stesse siano state fatte proprie, in sede di dichiarazione della pubblica utilità, dall’organo competente all’adozione del progetto definitivo-esecutivo.
Poiche l'art. 32, II comma, lett. b) della legge n. 142/1990 attribuisce espressamente al Consiglio comunale la competenza in materia di approvazione dei piani territoriali ed urbanistici, rientra parimenti nella competenza dello stesso organo, essendone elemento funzionalmente costitutivo, la formulazione delle controdeduzioni alle osservazioni proposte dagli interessati ai sensi dell'art. 9 della legge n. 1150 del 1942.
L'art. 11 d.P.R. n. 327/2001, comma 2, prevede che le osservazioni del proprietario del bene sul quale si intende apporre il vincolo preordinato all'esproprio "vengono valutate dall'autorità espropriante ai fini delle d... _OMISSIS_ ....
Il richiamo, contenuto nella delibera, alle valutazioni dei tecnici progettisti sulle osservazioni presentate ex art. 11 DPR 327/2001, non preclude la riferibilità al Consiglio Comunale delle sue controdeduzioni. Non sussiste pertanto alcun profilo di incompetenza, essendo le controdeduzioni comunali pienamente riferibili all’organo deliberante.
Alla stregua del comune riparto delle attribuzioni tra organi di indirizzo politico-amministrativo e dirigenza, ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 165 del 2001 e dell’art. 107 del d.lgs. n. 267/2000, rientrano nella competenza dei dirigenti degli enti locali l’approvazione dei progetti di opere pubbliche e l’occupazione d’urgenza delle relative aree; in tale contesto non può non spettare agli stessi dirigenti il vaglio delle osservazioni dei soggetti espropriandi, in funzione dell’adozione dei provvedimenti di loro pertinenza.
La risposta alle osservazioni formulate ex art. 16 DPR 327/2001, non compete al dirigente ma all'organo competente all'approvazione del progetto comportante dichiarazione di pubblica utilità; diversamente opinando non avrebbe alcun senso la disposizione di cui all’art. 16 secondo cui l’eventuale accoglimento delle osservazioni comporta la modifica del progetto, modifica che non può che competere allo stesso organo che ne ha deliberato l’approvazione.
La risposta alle osservazioni formulate ex art. 16 DPR 327/2001 se può essere predisposta dal responsabile dell’ufficio tecnico o dal progettista deve essere fatta propria dall’organo competente all’approvazione del progetto ed alla conseguente dichiarazione di pubblica utilità.
La fase di apposizione del vincolo e quella di emissione del decreto di espropriazione appartengono alla competenza di organi diversi, essendo la prima di pertinenza del Consiglio comunale e la seconda del dirigente. Giammai, pertanto, il dirigente competente a controdedurre alle osservazioni presentate dai privati nella fase finale, potrebbe procedere al riesame della decisione urbanistica relativa alla localizzazione dell’opera.
La sufficienza di una motivazione, pur succinta, allegata per giustificare il rigetto delle osservazioni mosse dai privati al piano, presuppone che la reiezione stessa sia congrua rispetto al contenuto concreto dell'osservazione e che si dimostri che si è tenuto presente l’apporto critico e collaborativo dei privati, in comparazione con gli interessi pubblici coinvolti.
Nell'ambito del procedimento teso all'approvazione della variante urbanistica appositiva di ... _OMISSIS_ ... è tenuto a riscontrare le osservazioni formulate dai soggetti interessati; tale obbligo non può dirsi soddisfatto in ipotesi in cui il Consiglio si sia limitato in sede di approvazione della variante, a dar conto, in forma del tutto acritica, della relazione del R.U.P. e della presa d’atto del Settore Espropri.
La valutazione delle osservazioni formulate in sede di variante urbanistica, è attività la quale non involge esclusivamente aspetti o questioni di tipo tecnico e/o progettuale, ma, anche, profili di ordine più generale e di carattere, per così dire, politico, riconnessi cioè alla comparazione ed al bilanciamento dei diversi interessi coinvolti dall’azione della p.a.; detta valutazione, dunque, non può in alcun modo prescindere dal giudizio del Consiglio Comunale, che in ipotesi ben potrebbe discostarsi dalle indicazioni di natura solo “burocratica” formulate dai tecnici.
Legittimamente le controdeduzioni alle osservazioni formulate sul progetto preliminare e sul progetto definitivo- esecutivo, sono elaborate dal dirigente dell’area tecnica, quale organo tecnico che formula una proposta all’Amministrazione, e fatte proprie dalla Giunta comunale che così imputa a se stessa il relativo effetto provvedimentale.
Per rigettare le osservazioni dell'interessato non è sufficiente il mero richiamo a un “contrasto” con gli obiettivi dello strumento urbanistico generale, non potendo ritenersi che esso renda le ragioni del diniego chiaramente intuibili sulla base della parte dispositiva del provvedimento impugnato.
Nell’ambito del procedimento volto all’adozione dello strumento urbanistico (per il quale non è prevista comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto di pianificazione, come tale escluso dall’art. 13 l. n. 241/1990), non occorre controdedurre singolarmente e puntualmente a ciascuna osservazione e opposizione.
Secondo la costante giurisprudenza, le osservazioni formulate dai privati non possono obbligare l’Amministrazione ad una puntuale confutazione delle stesse o una loro espressa presa in carico; infatti l’Amministrazione procedente non ha un dovere di analitica e minuziosa disamina di ciascun apporto pervenuto, essendo sufficiente una motivazione, anche succinta, non riferita a tutte le osservazioni, desumibile pure attraverso gli atti istruttori, che dia in ogni caso conto delle assorbenti ragioni per le quali le stesse non sono state condivise.
Noto è l’indirizzo giurisprudenziale che attribuisce alle osservazioni ai piani urbanistici il carattere di mero apporto collaborativo all&rsq... _OMISSIS_ ...Amministrazione, sicché le controdeduzioni alle stesse non richiedono specifica e particolare motivazione. Soltanto in particolari situazioni (esistenza di una precedente convenzione urbanistica, di un giudicato favorevole per il privato o di un fondo “intercluso”), le scelte di piano dell’Amministrazione richiedono una specifica motivazione, a fronte dell’aspettativa qualificata del privato.
Secondo l’insegnamento giurisprudenziale formatosi in materia, non sussiste a carico dell’amministrazione un dovere di analitica disamina motivata di ciascun apporto inoltrato dagli interessati in ordine al tracciato ed alle caratteristiche di un’opera pubblica, essendo sufficiente una motivazione anche succinta e non riferita a tutte le osservazioni, di talché laddove le osservazioni presentate dai privati siano acquisite al procedimento e tenute presenti dall’amministrazione ai fini del processo decisionale, non può riconoscersi alcun rilievo invalidante alla mancata confutazione analitica dei singoli punti oggetto di contraddittorio.
Le osservazioni presentate dagli interessati all’interno del procedimento di approvazione degli strumenti urbanistici assumono il valore di semplice apporto collaborativo, il cui rigetto non richiede una particolare motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Per giurisprudenza consolidata l’amministrazione non ha alcun dovere di esaminare analiticamente e confutare ciascuna delle osservazioni formulate dagli interessati in ordine al tracciato e alla caratteristiche di un'opera pubblica, essendo sufficiente anche una motivazione succinta che dimostri come le osservazioni siano state acquisite al procedimento e tenute presenti dall'Amministrazione ai fini delle proprie scelte.
E’ principio condiviso quello per cui non sussiste alcun dovere per l'Amministrazione di analitica disamina motivata di ciascun apporto pervenuto dagli interessati in ordine al tracciato e alla caratteristiche di un'opera pubblica, essendo sufficiente la motivazione anche succinta e non riferita a tutte le controdeduzioni, sicché, laddove le osservazioni presentate dai privati siano acquisite al procedimento e tenute presenti dall'Amministrazione ai fini del processo decisionale, non può riconoscers... _OMISSIS_ ...la mancanza di una confutazione analitica dei singoli punti oggetto del contraddittorio.
Non è necessario controdedurre singolarmente e puntualmente a ciascuna osservazione e opposizione presentata dai privati nell’ambito del procedimento volto all’adozione dello strumento urbanistico. Al contrario, ciò che risulta necessario è che il Comune abbia effettivamente esaminato e preso atto delle osservazioni formulate. Inoltre, poiché le osservazioni devono estrinsecare un apporto collaborativo dei cittadini in funzione di interessi generali e non individuali, il loro rigetto può essere soltanto l’effetto di un contrasto con gli interessi e le considerazioni generali sottese allo strumento urbanistico.
La giurisprudenza qualifica le osservazioni quali semplici apporti procedimentali, il che implica la non necessità che le stesse siano puntualmente controdedotte laddove dal contesto complessivo dello strumento urbanistico siano evincibili le ragioni delle scelte operate dall’amministrazione.
Per giurisprudenza costante, le osservazioni dei privati ai progetti di strumenti urbanistici sono un mero apporto collaborativo alla formazione di detti strumenti e non danno luogo a peculiari aspettative. Da ciò consegue che il rigetto dell’osservazioni non richiede una specifica motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano. Non è, in particolare, necessaria una puntuale ed analitica confutazione da parte dell’amministrazione in merito ad ogni specifica questione in cui l’osservazione è articolata.
A fronte della natura di mero apporto collaborativo delle “osservazioni”, è sufficiente che le controdeduzioni dell’Amministrazione locale, ancorché sintetiche, siano idonee a dimostrare che le osservazioni sono state esaminate e ragionevolmente ritenute in co... _OMISSIS_ ... considerazioni generali poste a base della formazione dello strumento urbanistico, non risultando insomma necessaria una specifica e analitica confutazione delle argomentazioni dedotte dal privato.
A fronte della natura di mero apporto collaborativo delle “osservazioni”, non occorre una approfondita motivazione, essendo notorio che in simili casi è sufficiente che le controdeduzioni dell’Amministrazione locale, ancorché sintetiche, siano idonee a dimostrare che le osservazioni sono state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione dello strumento urbanistico, non risultando insomma necessaria una specifica e analitica confutazione delle argomentazioni dedotte dal privato.
Nell’ambito del procedimento volto all’adozione dello strumento urbanistico, non occorre controdedurre singolarmente e puntualmente a ciascuna osservazione e opposizione.
Le osservazioni dei privati ai progetti di strumenti urbanistici sono un mero apporto collaborativo alla formazione di detti strumenti e non danno luogo a peculiari aspettative. Da ciò consegue che il rigetto dell’osservazioni non richiede una specifica motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Il profilo dei “costi” in senso lato è, spesso, determinante al fine di valutare se la soluzione alternativa alla localizzazione dell'opera formulata dal privato sia non solo materialmente possibile, ma anche sostenibile.
Le... _OMISSIS_ ...ivati si pongono come apporti collaborativi nella fase di formazione dello strumento di pianificazione, senza che possa configurarsi a carico dell’Ente un pregnante onere motivazionale in sede di reiezione delle osservazioni stesse, risultando sufficienti al riguardo le ragioni di carattere generale contenute nell’impostazione generale posta a base dell’adottanda variante.
Costituendo le osservazioni formulate dai proprietari interessati un mero apporto collaborativo alla formazione degli strumenti urbanistici che non da luogo a peculiari aspettative, il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano regolatore o della sua variante.
L’osservazione nella materia urbanistica si differenzia dall’intervento procedimentale disciplinato dall’art. 9 della 241/1990, poiché costituisce una forma di collaborazione e di apporto del privato alla formazione dello strumento pianificatorio. L’Amministrazione, se intende respingere l’osservazione, è soggetta ad un onere motivazionale più limitato di quello previsto in via generale e che viene sufficientemente assolto con il richiamo ai criteri generali di impostazione del piano.
Le osservazioni dei privati in ordine ai progetti di strumenti urbanistici sono un mero apporto collaborativo alla formazione di detti strumenti, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una specifica motivazione, essendo necessario ma anche sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Le osservazioni presentate dai privati nel corso dell’iter di approvazione dello strumento urbanistico costituiscono un mero apporto collaborativo del privato alla formazione del piano; pertanto la loro presentazione non fa insorgere un obbligo di puntuale motivazione oltre a quella evincibile dai criteri desunti dalla relazione illustrativa del piano stesso in ordine alle scelte discrezionali assunte per la destinazione delle singole aree, salvo il caso del ricorrere di particolari affidamenti.
Il rigetto della proposta alternativa formulata in sede di osservazioni non può avvenire tout... _OMISSIS_ ...ne del fatto che, ab initio, si è individuato un tracciato destinato a intaccare una certa proprietà, rendendo così intoccabili altre proprietà private anche se la traslazione dell’opera potrebbe comportare, all’esito della comparazione delle caratteristiche e dell’utilizzazione delle proprietà, una minore lesività della sua realizzazione.
L'obbligo di esame delle osservazioni e dei documenti presentati dagli interessati, nel corso dell'iter procedimentale d’esproprio, non impone un'analitica confutazione di ogni argomento utilizzato dagli stessi, essendo sufficiente uno svolgimento motivazionale che renda, nella sostanza, percepibile la ragione del mancato o parziale adeguamento dell'azione della p.a. alle deduzioni difensive dei privati, posto che le garanzie partecipative non devono essere considerate un simulacro convenzionale, da rispettarsi per dovere formalistico ed astratto, essendo rilevante l’esame della sostanza delle allegazioni addotte dal soggetto che partecipi al procedimento.
Ai sensi dell'art. 16, comma 12, del D.P.R. n. 327 del 2001 l’autorità espropriante è tenuta a pronunciarsi sulle osservazioni presentate dal proprietario dell’area “con atto motivato”. L'affermare che “l’osservazione si ritiene non accoglibile in quanto non apporta alcun elemento migliorativo”, significa ribattere alle osservazioni con un’espressione palesemente inidonea a spiegare adeguatamente le ragioni per cui le stesse osservazioni non possono essere condivise.
In merito alla localizzazione dell'opera pubblica, le puntuali osservazioni in merito alle diverse opzioni praticabili su aree libere e non edificabili ovvero già vincolate, se non priva l’amministrazione del potere finale di scelta, non può nemmeno consentire di omettere una ponderata valutazione delle possibili alternative, ove non si voglia vanificare la portata della prescrizione procedurale (art. 16.12 DPR 327/2001).
L'obbligo di esame delle memorie e dei documenti difensivi presentati dagli interessati, nel corso del procedimento amministrativo (riconducibile, in via generale, all’art. 10 della Legge n. 241/1990), non impone all'amministrazione una formale e analitica confutazione di ogni argomento ivi esposto, essendo sufficientemente adeguata, alla luce dell'art. 3 della stessa Legge, un'esternazione motivazionale che renda, nella sostanza, percepibile la ragione del mancato adeguamento dell'azione amministrativa alle loro deduzioni partecipative.
L’eventualità della plurima partecipazione dello stesso soggetto o centro di interesse a procedimenti aventi il medesimo oggetto (come nell'ipotesi di cui all'art. 11 commi 2 e 5 DPR 327/2001), dev’essere risolta, riguardo alla congruità delle controdeduzion... _OMISSIS_ ...;ottica sostanzialistica che soddisfi le necessità partecipative degli espropriandi senza indulgere in vuoti formalismi.
La reiezione delle osservazioni presentate dai privati allo strumento urbanistico in itinere non richiede, di norma e salvi particolari casi, una diffusa ed analitica motivazione, in quanto, pur essendo esse proposte per il soddisfacimento dell’interesse di colui che le ha presentate, tale risultato resta conseguibile solo attraverso la mediazione della pianificazione urbanistica nel perseguimento delle finalità d’interesse pubblico cui il piano è ispirato.
Le memorie ed osservazioni prodotte dal privato nel corso del procedimento vanno effettivamente valutate dall'amministrazione ed è necessario che di tale valutazione resti traccia nella motivazione del provvedimento finale, ma ciò non comporta la necessità di confutare puntualmente tutte le argomentazioni svolte dalla parte privata, essendo sufficiente una motivazione sintetica al fine di giustificarne il rigetto.
La motivazione del rigetto dell’osservazione con la quale è richiesta l’attribuzione della potenzialità edificatoria sul fondo in modo equivalente ai fondi finitimi, è del tutto adeguata, qualora il suo accoglimento comporti la perdita delle aree destinate a standards con conseguente alterazione del contenuto del piano.
Le osservazioni proposte dai cittadini nei confronti degli atti di pianificazione urbanistica non costituiscono veri e propri rimedi giuridici, ma semplici apporti collaborativi e, pertanto non danno luogo ... _OMISSIS_ ...guentemente il loro rigetto o il loro accoglimento non richiede una motivazione analitica, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e confrontate con gli interessi generali dello strumento pianificatorio.
Il rilievo che l'immobile interessato dall'apposizione di vincolo espropriativo localizzativo dell'opera pubblica, non è soggetto né a vincoli storico­ artistici, né paesaggistici e di per sé il mancato intervento di uno specifico pronunciamento da parte delle autorità preposte alla tutela dei beni di interesse storico – artistico, esime il Comune dalla necessità di approfondire in alcun modo le diverse allegazioni di parte, prodotte in sede di osservazioni, tese ad asserire il particolare pregio culturale che caratterizzerebbe il complesso immobiliare, risolvendosi quest'ultime in una inammissibile critica alle scelte pubbliche rientranti nel merito dell'azione amministrativa.
L’obbligo di esame, ai sensi dell’art. 10, co. 1, lett. b), della legge n. 241 del 1990, delle memorie procedimentali presentate dal privato, non impone un’analitica confutazione in merito ad ogni argomento utilizzato dalle parti stesse, essendo sufficiente un iter motivazionale che renda nella sostanza percepibile la ragione del mancato adeguamento dell’azione amministrativa alle deduzioni difensive del privato stesso.
L’onere di motivare specificamente in ordine a osservazioni provenienti dall’interessato o da terzi grava sulla pubblica amministrazione in misura differente a seconda della complessità della situazione e del grado di fondatezza delle osservazioni stesse; perciò, così come non sussiste l’obbligo della P.A. di pronunziarsi con provvedimento espresso su un'istanza palesemente infondata, allo stesso modo non sussiste, a carico di essa, l’obbligo di indicare in modo puntuale le ragioni per cui ritiene di dover disattendere osservazioni palesemente destituite di fondamento o generiche.
L’obbligo di esame delle memorie e dei documenti non impone all’Amministrazione procedente un’analitica confutazione in merito ad ogni argomento utilizzato dall’interessato, essendo sufficiente una motivazione che renda percepi... _OMISSIS_ ...coglimento delle deduzioni difensive.
La reiezione delle osservazioni formulate al piano regolatore non possono essere del tutto prive di motivazione; al fine di rappresentare le opposte ragioni, si deve far riferimento alla relazione illustrativa dello strumento urbanistico e comunque alle linee portanti del piano.
Riguardo alle osservazioni formulate nel corso del procedimento di variante urbanistica, non è ragionevolmente sostenibile l’esistenza di un obbligo di specifica confutazione, risultando sufficiente che ciascuna delle osservazioni del privato risulti esaminata e che siano espresse considerazioni specifiche rispetto ad ognuna di esse.
Secondo un indirizzo giurisprudenziale consolidato, il rigetto delle osservazioni proposte dai privati in sede di formazione del piano regolatore non richiede una particolare motivazione, essendo esse meri apporti collaborativi dati dai cittadini alla formazione dello strumento urbanistico, con la conseguenza che è sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Le finalità sottese alla facoltà dei privati interessati di proporre osservazioni ed il conseguente obbligo dell'Amministrazione di pronunziarsi motivatamente sulle medesime, sono certamente frustate ove l'interessato proponga soluzioni alternative e quest’ultima proceda nella sua azione senza nemmeno preoccuparsi di spiegare per quali ragioni le soluzioni prospettate non consentano di soddisfare adeguatamente il pubblico interesse; ciò con ancor più evidenza laddove la soluzione alternativa consenta un risparmio economico di non poco conto per le casse comunali.
L'onere di cui al citato art. 10 della l.241/90 non comporta la confutazione analitica dei rilievi pr... _OMISSIS_ ...nto, essendo sufficiente ai fini della giustificazione del provvedimento adottato la motivazione complessivamente e logicamente resa a sostegno dell'atto stesso.
Sull’Amministrazione non grava alcun onere di specifica confutazione degli argomenti addotti dagli interessati, in sede di formulazione delle osservazioni, essendo sufficiente che risulti che tali argomenti siano stati presi in considerazione ai fini dell’adozione della decisione finale.
Con riferimento all’iter procedurale di approvazione dello strumento urbanistico, il raggruppamento e rappresentazione delle osservazioni per argomenti, rappresenta la modalità e l’ordine con cui è avvenuta l’illustrazione delle osservazioni stesse ma non è, affatto, indicativa di una mancata specifica illustrazione delle singole osservazioni.
La reiezione delle osservazioni presentate dagli interessati nell'ambito del procedimento di formazione degli strumenti urbanistici non richiede un’analitica confutazione, essendo esse qualificabili come apporto collaborativo del privato; ad assolvere l’onere motivazionale è sufficiente il richiamo ai criteri generali del piano.
Ai fini di un’adeguata controdeduzione alle osservazioni formulate al piano regolatore non è necessaria un’analitica e specifica confutazione di tutte le argomentazioni proposte con le osservazioni; è invece necessario che dagli atti risulti che le osservazioni siano state esaminate, nonché l’indicazione dei motivi dell’eventuale reiezione, restando, peraltro, a tal fine sufficiente l&rsq... _OMISSIS_ ...o con le linee portanti del piano regolatore.
L’Amministrazione, pur non dovendo confutare espressamente quanto dedotto dai soggetti interessati in sede di formazione del piano regolatore, deve dare atto di aver esaminato e di aver tenuto conto delle osservazioni presentate.
Non vi è alcuna lesione delle facoltà procedimentali dell'interessato laddove quest'ultimo, dopo essersi visto assegnare espressamente dall’amministrazione comunale il termine di quindici giorni per controdedurre all’avviso di avvio del procedimento, produca le proprie deduzioni dopo un mese, nonostante la questione oggetto del procedimento non risulti di complessità tale da imporre un termine più ampio di quello concesso dall’amministrazione.
L’adozione del decreto comportante la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera prima ancora della scadenza del termine concesso con la comunicazione di avvio del procedimento per la formulazione delle osservazioni, impedisce ai soggetti interessati la possibilità di chiedere l’espropriazione delle frazioni residue dei beni e l’obbligo per l’Amministrazione di pronunciarsi espressamente sulle osservazioni proposte, con atto motivato, al fine di rendere effettiva la partecipazione dell’espropriando e renderlo edotto, con adeguata motivazione, delle ragioni che inducono l’Amministrazione a disattendere eventualmente tali osservazioni.
L’obbligo sancito dall’art. 10 legge 241/1990 concerne le deduzioni di parte sviluppate nel corso del procedimento amministrativo tramite la produzione di apposite memorie, e non le argomentazioni dedotte in sede processuale che, ovviamente, trovano nel processo il luogo in cui si deve formare il contraddittorio attorno ad esse.
Attesa l'intima connessione logico-giuridica tra le osservazioni e la scelta pianificatoria, non urta con alcun principio che le due valutazioni avvengano congiuntamente, essendo sufficiente che dagli atti risulti che quella inerente le prime (le osservazioni) non sia posteriore alla seconda. A tal fine irrilevante è la numerazione dei provvedimenti qualora gli stessi rechino comunque la stessa data, il che autorizza solo a dedurre che l’esame delle osservazioni &egra... _OMISSIS_ ...quello della delibera di approvazione.
La tardiva pronuncia sulle osservazioni non può avere altro effetto che quello di posticipare la produzione degli effetti propri della dichiarazione di pubblica utilità, benché contenuta in precedente deliberazione, al successivo momento dell’approvazione della stessa deliberazione contenente la risposta alle osservazioni. Può ritenersi che la sopravvenienza di tale atto abbia sostanzialmente “sanato” l’irregolarità sul piano procedimentale qualora tutti i successivi atti, attuativi della dichiarazione di pubblica utilità siano stati adottati solo dopo la formale valutazione delle osservazioni e la sostanziale riapprovazione del progetto ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, ancorché non formalmente esplicitata.
Il termine perentorio per la presentazione delle osservazioni al piano, previsto dall'art. 11 DPR 327/2001, è rivolto all’espropriato, a nulla rilevando il fatto che l’amministrazione abbia provveduto ad esaminare le sue osservazioni (tempestivamente presentate) prima dell’intero decorso del termine stesso, salvo che l’espropriato dimostri di aver prodotto, tra la delibera di esame delle osservazioni ed il termine, ulteriori tempestivi rilievi, non esaminati in ragione del non completamento del termine stesso.
Nel caso in cui il ricevimento delle osservazioni formulate ex art. 16 DPR 327/2001 sia comunque intervenuto prima del giorno fissato per l’approvazione del progetto, un’applicazione della norma che assicuri alla partecipazione gli effetti concreti che la legge le ha voluto attribuire, dovrebbe comportare il rinvio dell’approvazione o comunque l'obbligo dell'Amministrazione di motivare l’approvazione del progetto facendo riferimento alle osservazioni medesime.
L’approvazione di un’osservazione a variante urbanistica presentata in ritardo rientra pienamente nei poteri del consiglio comunale.
Una volta trascorso il termine previsto dalla legge, non può giocare a favore della tesi della mancanza della volontà dell’Amministrazione di attendere e tener conto delle osservazioni, il fatto che la stessa abbia tempestivamente proceduto al perfezionamento della fase successiva, consistente nella redazione degli atti riguardanti il progetto definitivo di opera pubblica, essendo stata comunque assicurata al privato la partecipazione al pro... _OMISSIS_ ...EDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> OSSERVAZIONI E CONTRODEDUZIONI --> CONTRODEDUZIONI --> MOTIVAZIONE
Seppure l’Amministrazione è tenuta ad esaminare le osservazioni presentate in occasione dell’adozione di un nuovo strumento di pianificazione del territorio, non può però essere obbligata ad una analitica confutazione di ciascuna di esse, essendo sufficiente per la loro reiezione il mero contrasto con i principi ispiratori del piano.
L’art. 10-bis della legge n. 241 del 1990 stabilisce l'obbligo per l'amministrazione nei procedimenti ad istanza di parte di inviare il c.d. preavviso di rigetto nonché il dovere della stessa di esaminare le memorie prodotte dall'interessato a seguito di tale comunicazione, ma ciò non impone nel provvedimento finale la puntuale e analitica confutazione delle singole argomentazioni svolte dalla parte privata, essendo sufficiente ai fini della sua giustificazione una motivazione complessivamente e logicamente resa a sostegno dell'atto stesso e che renda, nella sostanza, percepibile la ragione del mancato adeguamento dell'azione amministrativa alle deduzioni partecipative.
Le osservazioni ai piani urbanistici presentano carattere di mero apporto collaborativo all'attività dell’amministrazione, sicché le controdeduzioni alle stesse non richiedono specifica e particolare motivazione.
Non è necessario che il provvedimento conclusivo, a comprova dell’effettività del principio di partecipazione procedimentale, si prenda carico di contemplare nominativamente lo scritto difensivo di parte, essendo sufficiente che dal suo tenore si evinca, anche in via implicita, come le tesi del privato esposte nello scritto difensivo non siano state condivise dalla P.A. e comunque non avrebbero potuto trovare ingresso, per palese contraddittorietà, avuto riguardo alla ratio decidendi sottesa alla determinazione amministrativa conclusiva.
Seppure non sussiste, in capo alla P.A. procedente, uno specifico onere di analitica confutazione di tutte le argomentazioni svolte nelle memorie difensive, essendo sufficiente che dall’apparato motivazionale del provvedimento possano emergere le ragioni del mancato accoglimento delle motivazioni addotte dall’interessato, assume rilievo invalidante del provvedimento amministrativo quando sia provato che la P.A. non abbia neppure esaminato le osservazioni e le controdeduzioni formulate dall’interessato, a seguito della rituale comunicazione dell’avviso di avvio del procedimento.
Le osservaz... _OMISSIS_ ...ozione e di approvazione dello strumento urbanistico generale hanno carattere meramente collaborativo, sicché esse non fondano peculiari aspettative, ed il loro rigetto - anche in sede di esame regionale- non richiede una specifica motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Stante il ridotto onere motivazionale che grava sull’Amministrazione, deputata ad esprimersi sulle osservazioni, essa in teoria potrebbe respingerle facendo riferimento ad una molteplicità di dati (ad esempio, ed a puro scopo esemplificativo: anche richiamando una pagina di un manuale di urbanistica che evidenziasse la pacifica inaccoglibilità della soluzione progettuale proposta, etc) senza che per ciò solo la reiezione sia censurabile.
Le osservazioni dei privati al piano regolatore generale adottato dal Comune costituiscono meri apporti collaborativi alla formazione dello strumento urbanistico e non danno luogo a peculiari aspettative, per cui la loro reiezione, ovvero un loro accoglimento parziale, non richiede una specifica motivazione, e ciò quand'anche esse siano state accettate con deliberazione del Consiglio comunale.
E' legittima la controdeduzione alle osservazioni presentate ad una variante urbanistica che dà conto delle essenziali esigenze di pubblico interesse che giustificano la prescelta configurazione di un vincolo cimiteriale e chiariscono le ragioni di necessità che fanno prevalere l’opera pubblica sui contrapposti interessi privati, evidenziando l’avvertita esigenza di bilanciato contemperamento degli interessi imprenditoriali privati con i fabbisogni primari della comunità locale.
Le osservazioni presentate dai privati nel procedimento di approvazione dello strumento urbanistico hanno natura di mero apporto collaborativo; pertanto, per il loro rigetto, è sufficiente che le controdeduzioni dell'amministrazione, ancorché sintetiche, siano idonee a dimostrare che le osservazioni sono state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione dello strumento urbanistico.
Le osservazioni presentate ai sensi dell'art. 9 della legge n. 11... _OMISSIS_ ...ri apporti collaborativi, onde la loro reiezione non richiede una specifica motivazione.
Non sussiste alcun obbligo di specifica disamina e confutazione, in capo all’Amministrazione procedente, delle singole osservazioni e controdeduzioni rassegnate dalla parte nell’ambito della partecipazione procedimentale, bastando che sia dimostrata, tramite la motivazione del provvedimento, l’intervenuta acquisizione, cognizione e valutazione di tali apporti partecipativi.
Anche alla luce della disposizione di cui all'art. 16 comma 12 DPR 327/2001, non può essere motivazione idonea ad escludere automaticamente la proposta alternativa formulata in sede di osservazioni al progetto, il solo fatto che essa comporti l’esproprio o l’asservimento di soggetti diversi.
Il mero riferimento al potenziale interessamento della proprietà di altri soggetti non appare motivazione sufficiente ad escludere la puntuale proposta alternativa formulata in sede di osservazioni; ciò nemmeno in ragione del preteso rallentamento connesso alla necessità di riattivare il procedimento per coinvolgere soggetti originariamente non interessati. L’eventuale rallentamento dell’attività amministrativa non può rappresentare, infatti, di per sé, in assenza di ulteriori, specifiche, più complesse e generali, valutazioni, una ragione idonea ad escludere l’obbligo dell’Amministrazione di intervenire per rimediare alle conseguenze negative di una non corretta omissione dell’attività comparativa delle diverse posizioni giuridiche da raffrontarsi nell’ambito dell’attività istruttoria.
Le osservazioni ad una determinazione con la quale si adotta uno strumento urbanistico non costituiscono un meccanismo di tutela delle personali aspettative degli interessati, bensì una forma di collaborazione data dai cittadini alla formazione degli strumenti urbanistici stessi, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del Piano.
La presentazione di una memoria determina, per espressa previsione legislativa, uno specifico obbligo di valutazione da parte dell’Amministrazione, con l’effetto c... _OMISSIS_ ...o del generale obbligo motivazionale di cui all’art. 3 della legge n. 241 del 1990, imponendosi una motivazione rafforzata, in quanto deve prendere in esame i rilievi mossi dal soggetto interessato in seno alla memoria stessa.
L'obbligo di esame delle memorie e dei documenti difensivi presentati dagli interessati nel corso del procedimento, non impone alla P.A. una formale e analitica confutazione in merito ad ogni argomento esposto, essendo sufficientemente adeguata un'esternazione motivazionale che renda percepibile la ragione del mancato adeguamento dell'azione amministrativa alle loro deduzioni partecipative.
E' sicuramente viziato da difetto di motivazione il provvedimento che, a fronte della presentazione di un piano di eliminazione delle incompatibilità prospettate nell’atto pianificatorio, si limita a richiamare genericamente quanto riportato in esso, senza esame concreto delle concrete soluzioni proposte (risolvendosi ciò, in definitiva, in una petizione di principio).
L'esame delle osservazioni svolte dal privato nel corso del procedimento non impone all’Amministrazione una motivazione estremamente analitica e minuziosa, essendo sufficiente che sia dato atto dell’intervenuto esame e delle ragioni del rigetto eventuale delle osservazioni.
L'obbligo procedimentale dell'amministrazione inerente al contraddittorio partecipativo non implica la confutazione puntuale di tutte le osservazioni svolte dall'interessato, essendo invece sufficiente che il provvedimento amministrativo sia corredato da una motivazione che renda nella sostanza percepibile la ragione del mancato adeguamento dell'azione dell'amministrazione alle deduzioni difensive del privato.
A motivazione del non accoglimento delle osservazioni formulate comportanti una variante progettuale ed espropriazione di beni di terzi, del tutto insu... _OMISSIS_ ...nto ai maggiori costi che potrebbero derivare dall’accoglimento dell’osservazione proposta se non comparati con il minor importo dell'indennità di espropriazione dovute ai proprietari interessati dalla originaria soluzione per effetto della variante proposta.
L'obbligo di prendere in considerazione il contributo partecipativo pervenuto nel corso del procedimento non comporta la necessità di una puntuale confutazione delle argomentazioni svolte, essendo sufficiente, ai fini della giustificazione del provvedimento adottato, la congruità della decisione in rapporto alle risultanze istruttorie complessivamente acquisite, in relazione all'ampiezza dei poteri esercitati.
In presenza di apporti procedimentali da parte del privato l’Amministrazione ha l’obbligo di valutarli e dare conto di tale valutazione nel provvedimento finale tramite un iter motivazionale che, seppure non imponga un'analitica confutazione in merito ad ogni argomento utilizzato dalle parti stesse, renda nella sostanza percepibile la ragione del mancato adeguamento dell'azione dell'Amministrazione alle deduzioni difensive del privato.
L’obbligo di esame delle memorie procedimentali non impone una analitica confutazione in merito ad ogni argomento utilizzato dalle parti, essendo sufficiente che l’iter motivazionale renda nella sostanza percepibile la ragione del mancato adeguamento dell’azione amministrativa alle deduzioni difensive del privato, circostanza questa verificatasi nel caso di specie.
Quando il privato offre alla P.a. una soluzione alternativa che risulta percorribile addirittura con minor costo complessivo per la P.a medesima, il dovere di motivare le ragioni che hanno indotto l’amministrazione ad insistere nella scelta originariamente compiuta si accentua.
La partecipazione al procedimento non deve essere solo formale, ma deve introdurre un effettivo contradditorio tra le parti che culmina con la valutazione dell’Amministrazione sulle osservazioni del privato, al fine di una comparazione dei contrapposti interessi coinvolti; detta valutazione, come espressamente previsto al comma 12 dell’ articolo 16 DPR 327/2001, deve essere espressa “con atto motivato”.
Il procedimento ablatorio si costruisce, a livello strutturale, sullo schema predisposto dalla L. n. 24171990 e quest’ultima impone, com’è noto, che l’amministrazione procedente dia conto, anche replicando alle osservazioni dei partecipanti alla procedura, degli argomenti che ... _OMISSIS_ ...un certo modo. L'Amministrazione procedente non può pertanto disinteressarsi delle osservazioni formulate, a maggior ragione ove si tratti di osservazioni (rectius: doglianze) contro le scelte dell’Amministrazione che si appalesano fondate.
Inficia, in parte qua, la delibera di approvazione dello strumento urbanistico la mancata controdeduzione alle osservazione presentate da soggetti interessati (anche in caso di vizio meramente formale per avere l’amministrazione controdedotto ad osservazioni identiche presentate per aree confinanti), non potendo trovare applicazione l’art. 21 octies, l. n. 241/1990 stante il carattere discrezionale del provvedimento.
In termini generali, la facoltà dei privati di proporre osservazioni e il conseguente obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi sulle medesime a conclusione di una vera e propria fase del procedimento svolta in contraddittorio, sono intesi ad offrire elementi di valutazione non marginali ai fini del buon andamento e funzionalità dell'azione amministrativa, con la conseguenza che, ove fosse consentito all'Ente pubblico di disattendere immotivatamente l'apporto procedimentale degli interessati, risulterebbe violata la finalità di tutela sostanziale delle posizioni giuridiche dei soggetti coinvolti dall'esplicazione del pubblico potere cui si ispirano le norme in materia.
La facoltà dei privati di proporre osservazioni ed il conseguente obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi sulle medesime a conclusione di una vera e propria fase del procedimento svolta in contraddittorio, sono intesi ad offrire elementi di valutazione non marginali ai fini del buon andamento e funzionalità dell’azione amministrativa. Con riferimento alla localizzazione dell'opera pubblica, l’Amministrazione è tenuta a dare conto dell’avvenuto esame di ciascuna osservazione e, nell’ipotesi di rigetto, a giustificare concretamente (e non indiscriminatamente rispetto a pluralità di osservazioni eterogenee), la non accessibilità delle singole richieste di modifica.
Non sussiste in capo all’Amministrazione procedente uno specifico onere di analitica confutazione di tutte le argomentazioni svolte nelle memorie difensive, essendo sufficiente che dall’apparato motivazionale del provvedimento possano emergere le ragioni del mancato accoglimento delle motivazioni addotte dall’interessato; di conseguenza, un rilievo invalidante del provvedimento amministrativo può riconoscersi solo quando sia pr... _OMISSIS_ ...one non abbia neppure esaminato le osservazioni e le controdeduzioni formulate dall’interessato a seguito della rituale comunicazione dell’avviso di avvio del procedimento.
L'omessa considerazione dell’apporto partecipativo fornito dal privato in sede di osservazioni si risolve senz’altro in un vizio invalidante del procedimento espropriativo posto in essere dalla P.a. resistente.
Sussiste l’obbligo per l’Amministrazione di valutare le “soluzioni alternative” proposte dal privato soggetto ad espropriazione attraverso gli apporti partecipativi ed idonee a meglio contemperare l’interesse pubblico con il minor sacrificio possibile dell’interesse privato.
È illegittima l’intervenuta approvazione del progetto senza aver previamente provveduto a dare conto delle osservazioni presentate, dato anche solo atto della presunta tardività, ma semplicemente omettendone l’esame e quindi incorrendo nei vizi di eccesso di potere e carenza di istruttoria e motivazione.
L’obbligo di motivazione di cui all’art. 16, c. 12, d.p.r. n. 327/2001 prescinde dalla natura e dal contenuto delle osservazioni formulate dal soggetto da espropriare, ferma restando la discrezionalità della p.a. nel redigere la motivazione stessa alla luce di quanto prospettato dal soggetto che quelle osservazioni ha presentato.
Se è vero che le osservazioni dei privati presentate in riferimento ad atti riguardanti la procedura espropriativa costituiscono apporti collaborativi che l'amministrazione prende in considerazione e rispetto ai quali non occorre, ai fini del rigetto, una diffusa confutazione, la mancata valutazione di tali osservazioni da parte dell'organo espropriante, che è sempre dovuta in termini esaustivi ancorché sinteticamente espressi, vizia il procedimento e determina l'illegittimità della dichiarazione di pubblica utilità.
La reiezione delle osservazioni mosse dai privati allo strumento urbanistico deve essere motivata e, al fine di soddisfare il requisito di una adeguata rappresenta... _OMISSIS_ ...o, è necessario quantomeno far riferimento al fatto che le osservazioni stesse contrastano con le linee portanti del Piano.
Non è censurabile l’omessa specifica e puntuale pronuncia su ciascuna delle singole argomentazioni contenute nelle memorie formulate dai partecipanti al procedimento, che è giustificata dall’economicità dell’azione amministrativa e dal dovere di osservare i termini di conclusione del procedimento, soprattutto allorché il terzo reiteri la presentazione di plurimi esposti, ripetitivi per oggetto e contenuto, in danno della sollecita e tempestiva definizione del procedimento promosso ad istanza dell’avente diritto.
In sede di formazione degli strumenti urbanistici le osservazioni formulate dai proprietari interessati costituiscono un mero apporto collaborativo e non danno luogo a peculiari aspettative, con la conseguenza che il loro rigetto non richiede una dettagliata motivazione, essendo sufficiente che siano state esaminate e ragionevolmente ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.
Nel corso di un procedimento volto alla realizzazione di un’opera pubblica, l’Amministrazione è tenuta a dare conto dell’avvenuta valutazione e considerazione di tutti gli interessi coinvolti e, segnatamente, di quelli sacrificati, mentre sotto il profilo dell’adeguato apprezzamento delle posizioni interessate dall’ubicazione dell’opera le delibere che ne approvano il progetto risultano sicuramente sindacabili.
L’ampia discrezionalità dell'Amministrazione in sede di scelte pianificatorie, non può comportare un'assoluta e totale irrilevanza delle osservazioni presentate dai soggetti interessati da un procedimento volto all'adozione di un provvedimento che possa incidere sulla loro posizione, essendo comunque consentito al giudice amministrativo rilevare eventuali aspetti di irragionevolezza o di travisamento dei fatti che possano aver indotto ad una non corretta determinazione da parte dell'amministraz... _OMISSIS_ ...