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Timestamp: 2020-08-04 03:40:48+00:00
Document Index: 30449216

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2697', 'art. 860', 'art. 360', 'art. 18', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 6', 'art. 112', 'art. 360', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 24360 del 29/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24360 del 29/11/2016
Cassazione civile sez. VI, 29/11/2016, (ud. 05/10/2016, dep. 29/11/2016), n.24360
sul ricorso 14840/2015 proposto da:
all’avvocato GIUSEPPE CONOSCENTI, usta procura in calce al ricorso;
S.M., in persona del procuratore generale
P.G. – (figlia), elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato FLAVIO
NUTI, usta procura speciale in calce al controricorso e ricorso
avverso la sentenza n. 2313/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE del 3/11/2014, depositata l1/12/2014;
udito l’Avvocato Conoscenti Giuseppe, difensore del ricorrente, che
La CTR della Toscana, con sentenza n. 2313, depositata il 1 dicembre 2014, non notificata, rigettò l’appello proposto dall’allora Unione Montana Alta Val di Cecina avverso la decisione della CTP di Pisa, che aveva accolto il ricorso proposto dalla sig.ra S.M. avverso avviso di pagamento per contributi di bonifica relativi all’anno 2008.
Il giudice di secondo grado disattese il gravame, ritenendo che, avendo la contribuente fatto oggetto di specifica contestazione il piano di classifica, relativamente alla legittimità ed al suo intrinseco contenuto, spettava all’ente provare che gli immobili inseriti nel perimetro di contribuenza fossero stati interessati negli anni in oggetto da lavori di bonifica, che avessero apportato ai fondi benefici diretti e specifici.
Avverso detta sentenza il Consorzio di Bonifica n. 5 Toscana Costa, succeduto, ai sensi della Legge Regione Toscana 27 dicembre 2012 n. 79, all’Unione Montana Alta Val di Cecina dal 27 febbraio 2014, ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.
L’intimata resiste con controricorso e ricorso incidentale condizionato affidato a due motivi.
Con il primo motivo il Consorzio denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., con riferimento all’art. 860 c.c., R.D. n. 215 del 1933, artt. 10, 11, 58 e 59 e della L.R. Toscana n. 34 del 1994, artt. 3, 4, 15, 16, 18 e 33, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
A sostegno della censura assume che la decisione della CTR sarebbe incorsa in error in indicando allorchè ha affermato che la contribuente avrebbe fatto oggetto di specifica contestazione il piano di classifica, donde l’insussistenza, nella fattispecie, della presunzione di benefici diretti e specifici agli immobili ricadenti nel perimetro di contribuenza e la necessità per il Consorzio di provare gli interventi che ne abbiano assicurato i predetti benefici fondiari, onere probatorio ritenuto nella fattispecie non soddisfatto.
Ciò avuto riguardo al fatto che almeno in relazione ad uno dei profili di specifica doglianza dovesse ritenersi integrata la sussistenza della suddetta specifica contestazione. In particolare, sgombrato il campo dalle contestazioni sulla legittimità del piano di classifica che in corso di giudizio risultavano essere state superate dalla documentazione allegata dall’ente (come la mancata delimitazione del perimetro di contribuenza) o alle quali comunque non erano riconducibili gli effetti paventati dalla contribuente, come la mancata dotazione di uno specifico catasto consortile secondo la previsione della citata L.R. Toscana n. 34 del 1994, art. 18, stante la finalità repertoriale dello stesso, o come la dedotta mancata trascrizione del piano, essendo demandata ad essa l’effetto di mera pubblicità – notizia, restava la specifica contestazione da parte della contribuente della mancata previa elaborazione del piano generale di bonifica di cui all’art. 8 della citata L.R. Toscana, applicabile, ratione temporis.
A seguito, quindi della disposta acquisizione del fascicolo d’ufficio del doppio grado di merito, disposta con ordinanza interlocutoria del 16 giugno 2016, il Collegio è in grado di verificare la fondatezza dell’eccezione del Consorzio ricorrente, atteso che detta questione risulta essere stata introdotta per la prima volta solo nelle controdeduzioni depositate dalla contribuente in grado d’appello.
Ogni ulteriore questione come la contestazione da parte della contribuente, peraltro in relazione al motivo inerente alla denuncia della pretesa carenza motivazionale dell’atto impugnato, dell’esecuzione, da parte del Consorzio, di opere di difesa idraulica, assumendosi che non sia stato posto in essere da parte dell’ente alcun intervento che non fosse di manutenzione ordinaria – non integra contestazione specifica del piano di classifica.
L’accoglimento del primo motivo del ricorso principale comporta l’assorbimento del secondo e la necessità di esaminare il ricorso incidentale condizionato proposto dalla contribuente, pur esso affidato a due motivi.
Con il primo di essi la contribuente denuncia nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per omessa pronuncia sull’eccezione di illegittima iscrizione a ruolo per omessa notifica del primo avviso bonario in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 6.
Con il secondo motivo, analogamente, la contribuente lamenta violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per omessa pronuncia sull’eccezione di difetto di motivazione dell’avviso di pagamento, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 e della L. n. 241 del 1990, art. 3.
Invero, ciascuna delle questioni in relazione alle quali la contribuente lamenta l’omessa pronuncia risulta essere stata oggetto degli originari motivi addotti a sostegno dell’impugnazione dinanzi alla CTP di Pisa avverso l’avviso di pagamento, e, seppur entrambe riproposte, come previsto del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56, nelle controdeduzioni depositate dalla contribuente dinanzi alla CTR all’avverso ricorso in appello, ciò è avvenuto con atto non depositato nei termini (essendo avvenuto il deposito delle controdeduzioni il 2 maggio 2013, oltre il termine di 60 giorni dalla notifica del ricorso in appello avvenuta il 29 ottobre 2012), essendo state poi le eccezioni ribadite nell’ulteriore memoria depositata in grado d’appello dinanzi alla CTR.
Ne deriva che la tardiva riproposizione in grado d’appello delle eccezioni rimaste assorbite preclude l’esame nel merito delle questioni medesime fatte oggetto da parte della contribuente di ricorso incidentale dinanzi a questa Corte.
La sentenza impugnata va dunque cassata in accoglimento del primo motivo di ricorso principale, assorbito il secondo, con rigetto del ricorso incidentale e la causa rimessa per nuovo esame a diversa sezione della CTR della Toscana che si uniformerà, quanto alla verifica della sussistenza o meno in capo al contribuente dell’obbligo di pagamento dei contribuenti consortili richiesti per l’annualità in questione, al principio di diritto sopra esposto in punto di riparto dell’onere della prova relativamente alla sussistenza dei benefici diretti e specifici ai fondi inclusi nel perimetro di contribuenza.
Ricorrono i presupposti di legge, come indicato in dispositivo, per il raddoppio del contributo unificato a carico della ricorrente incidentale.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso incidentale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.