Source: http://divorzio.ch/taxonomy/term/1
Timestamp: 2017-10-18 13:06:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 217', 'art. 217', 'DTF ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 93', 'sentenza ', 'DTF ']

Alimenti | divorzio.ch
Caso 382, 1 luglio 2016 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 1 luglio 2016
Data modifica: 1 luglio 2016
Caso 377, 16 aprile 2016 << caso precedente | caso successivo >>
Data creazione: 16 aprile 2016
Data modifica: 15 agosto 2016
Caso 354, 16 aprile 2015 << caso precedente | caso successivo >>
Conclusioni (subordinate) sul mantenimento fra coniugi nella procedura di misure a tutela dell'unione coniugale
Caso 342, 16 ottobre 2014 << caso precedente | caso successivo >>
Data modifica: 16 ottobre 2014
Valutazione del reddito di un indipendente - prelevamenti privati
Caso 333, 16 maggio 2014 << caso precedente | caso successivo >>
Come si calcola il reddito di un lavoratore indipendente? Come vengono considerati gli eventuali prelevamenti privati?
In una sentenza del 26 febbraio 2014, il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
I coniugi, entrambi di cittadinanza straniera, si sono sposati a Vevey nel 2011. Dal matrimonio non sono nati figli. Ciascun coniuge è già genitore di figli nati da precedenti matrimoni. I coniugi si sono definitivamente separati nell'agosto 2013.
Dal gennaio 2011 il marito ha ripreso un'attività indipendente. Per l'anno 2012 dalla sua contabilità si evince un utile di ca. CHF 42'000.00. L'autorità cantonale ha per contro considerato un reddito mensile di CHF 12'000.00. Su tale base il giudice ha stabilito gli alimenti a favore della moglie nell'ambito di una procedura di misure a protezione dell'unione coniugale. Dopo la via del ricorso a livello cantonale, il marito si è rivolto al Tribunale federale con un ricorso in materia civile, contestando tra l'altro di dovere alimenti alla moglie.
Il reddito di un lavoratore indipendente si calcola tenendo in considerazione l'utile netto, vale a dire la differenza tra i ricavi e i costi. In caso di redditi variabili nel tempo, occorre prendere in considerazione il risultato di più anni (sentenza TF 5A_246/2009 del 22 marzo 2010, consid. 3.1; sentenza TF 5A_687/2011 del 17 aprile 2012, consid. 5.1.1); più il risultato varia negli anni e più occorre prendere in considerazione un periodo più lungo (sentenza TF 5A_246/2009 già citato, consid. 3.1. e riferimenti).
Se le allegazioni relativamente all'importo del reddito non sono verosimili e le prove assunte non convincono, i prelevamenti privati permettono di determinare il tenore di vita dell'interessato e questo elemento può allora essere utile per fissare il contributo di mantenimento dovuto (sentenza TF 5A_246/2009 già citata, consid. 3.1). Per sovvenire ai suoi bisogni correnti, un indipendente di regola effettua dei prelevamenti privati regolari durante tutto l'esercizio contabile, anticipando così l'utile netto che risulterà poi dai conti alla fine del periodo di riferimento. Prelevamenti inferiori all'utile permettono la creazione di riserve, mentre prelevamenti superiori implicano lo scioglimento di riserve; non si può ritenere che il reddito dell'indipendente sia diminuito se egli ha effettuato prelevamenti inferiori all'utile netto, ma non si può neppure affermare che il suo reddito non è diminuito, paragonando due esercizi contabili, semplicemente se, indipendentemente dagli utili conseguiti, i prelevamenti privati sono comparabili (sentenza TF 5P.330/2006 del 12 marzo 2007, consid. 3.3).
La determinazione del reddito di un indipendente può essere effettuata sia riferendosi all'utile netto, sia ai prelevamenti privati, ma i due criteri si escludono l'un l'altro: non si può concludere che il reddito di un indipendente sia costituito dall'utile netto sommato ai prelevamenti privati (sentenza TF 5A_259/2012 del 14 novembre 2012, consid. 4).
Nel caso concreto i giudici cantonali hanno scelto il metodo di calcolo del reddito del marito, indipendente, in base ai suoi prelevamenti privati, siccome la contabilità è stata considerata un documento interno della ditta non verificato dall'ufficio di revisione, ciò che il Tribunale federale ha giudicato corretto. Dato che il conto privato del marito era alimentato con CHF 12'000.00 mensili, questo è stato l'importo considerato quale suo reddito.
Data creazione: 16 maggio 2014
Data modifica: 16 maggio 2014
Trascuranza degli obblighi di mantenimento - possibilità economica effettiva del coniuge debitore
Caso 331, 16 aprile 2014 << caso precedente | caso successivo >>
Quando il coniuge che non adempie l'obbligo alimentare deciso dal giudice civile può essere punito penalmente per il reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento se versa in difficoltà economiche?
In una sentenza del 29 luglio 2013 il Tribunale federale di Losanna ha stabilito quanto segue:
Si può rimproverare all'autore di avere violato il suo obbligo alimentare solo se aveava i mezzi per adempierlo o avrebbe potuto averli.
Con decisione del 31 maggio 2012 l'ex marito è stato ritenuto colpevole del reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento ex art. 217 CP, siccome per il periodo da novembre 2008 a settembre 2011 non avea versato alla ex moglie alimenti per CHF 7'500.00 mensili.
L'art. 217 cpv. 1 CP prevede che chiunque non presta gli alimenti o i sussidi che gli sono imposti dal diritto di famiglia, benché abbia o possa avere i mezzi per farlo, è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
Il giudice penale è vincolato dal contributo alimentare stabilito dal giudice civile (DTF 106 IV 36; sentenza TF 6B_264/2011 del 19 luglio 2011, consid. 2.1.3). Per contro il fatto di sapere quali siano i mezzi finanziari che potrebbe avere il debitore all'alimento deve essere deciso dal giudice penale: egli deve stabilire concretamente la situazione finanziaria del debitore, rispettivamente quella che avrebbe potuto avere facendo gli sforzi che possono essere da lui ragionevolmente pretesi.
Da un punto di vista oggettivo, l'obbligo alimentare è violato quando il debitore non versa integralmente e tempestivamente il contributo alimentare che deve in virtù del diritto di famiglia. Per contro si può rimproverare all'autore di avere violato il suo obbligo alimentare solo se aveva i mezzi per adempierlo o avrebbe potuto averli (ad es. se non ha i mezzi per pagare, ma non coglie le occasioni di guadagno che gli vengono offerte e che avrebbe potuto accettare).
Nel caso concreto la pena è stata di 120 aliquote giornliere di CHF 1'000.00.
Da notare che nella sentenza TF 6B_573/2013 del 1° ottobre 2013 il Tribunale federale ha ricordato che per poter valutare i mezzi finanziari a disposizione del debitore alimentare, il giudice penale deve agire per analogia con la determinazione del minimo esistenziale ai sensi dell'art. 93 LEF. Se lo stipendio del debitore è variabile ed è a volte al di sotto del minimo esistenziale, ciò implica la possibilità di compensare la differenza di quanto non pagato con le eccedenze degli altri periodi. Si può dunque considerare che il debitore ha avuto i mezzi per adempiere al proprio obbligo alimentare solo se l'importo disponibile non serva a coprire il minimo esistenziale dei mesi precedenti.
Nella sentenza TF 6B_608/2014 del 6 gennaio 2015 il Tribunale federale ha affrontato la conseguenza della deduzione dai contributi alimentari degli interessi ipotecari, dei costi della scuola, dell’assicurazione cassa malati e di altre diverse spese relative al minore mediante pagamento direttamente al terzo, ma non autorizzato dal beneficiario dell’alimento. Punibilità di chi esegue il pagamento in maniera diversa rispetto a quanto previsto dal giudice civile (DTF 106 IV 36). Nel caso concreto punibilità per il fatto che né il giudice civile, né la parte beneficiaria hanno acconsentito alla compensazione (salvo per il pagamento degli interessi ipotecari).
Data creazione: 16 aprile 2014
Data modifica: 14 giugno 2015