Source: https://www.scuolainforma.it/2017/01/31/scrutini-intermedi-finali-guida-utile-docenti-dirigenti-scolastici.html
Timestamp: 2020-08-03 09:17:29+00:00
Document Index: 10491296

Matched Legal Cases: ['art. 79', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 77', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 88']

Scrutini intermedi e finali: guida utile per docenti e Dirigenti Scolastici
Supplenze docenti precari
Scrutini intermedi nella scuola secondaria, la guida per non commettere errori formali.
Guida agli scrutini: come evitare di commettere errori
A breve sarà tempo degli scrutini intermedi, vi forniamo una guida per evitare di commettere errori. Scrutini intermedi e consiglio di classe per la scuola secondaria di primo e di secondo grado: riepilogo delle disposizioni in materia. Consiglio di classe come “collegio perfetto”, sostituzione dei docenti assenti e altro. Utile sia per i docenti che per i dirigenti scolastici.
La valutazione degli apprendimenti spetta al consiglio di classe, con delibera assunta e ove previsto a maggioranza.
Infatti il D.P.R. n. 122/2009 dice chiaramente all’articolo 2/1 per la secondaria di primo grado “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.
Per quanto riguarda invece la secondaria di secondo grado, l’articolo 4/1 spega che “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe, formato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni e presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”.
Il Consiglio di classe riunito per lo scrutinio, intermedio e finale, è un organo collegiale giudicante perfetto che esige la presenza di tutti i suoi componenti per la validità delle deliberazioni da assumere. Deve quindi operare con la partecipazione di tutti i suoi componenti. L’art. 79 del R.D. 653/1925 tuttora in vigore stabilisce che “I voti si assegnano, su proposta dei singoli professori, in base ad un giudizio brevemente motivato desunto da un congruo numero di interrogazioni e di esercizi scritti, grafici o pratici fatti in casa o a scuola, corretti e classificati durante il trimestre o durante l’ultimo periodo delle lezioni”. Il docente è dunque tenuto a dare motivazione della sua proposta di voto in base anche ai criteri valutativi indicati dal Collegio dei docenti. Ciò risponde al principio di trasparenza, che è il principio cardine della valutazione, e nello stesso tempo se le valutazioni espresse all’interno del Consiglio di classe sono debitamente motivate si ritengono insindacabili. In caso contrario, i relativi atti sono impugnabili davanti al TAR e suscettibili di annullamento. Precisiamo comunque il principio secondo il quale in sede di scrutinio, intermedio e finale, la valutazione non è del singolo docente e che tutti i voti si ritengono “proposti” e “di consiglio”. In caso di deliberazioni da assumere a maggioranza non è ammessa l’astensione. Tutti i docenti devono votare compreso il presidente il cui voto prevale in caso di parità (art. 37/3 DLgs 297/94). Il Presidente del Consiglio di classe (generalmente il Dirigente Scolastico), non vota due volte ma, in caso di parità, il suo voto prevale, senza però apportare alcuna modifica al numero dei voti assegnati a ciascuna proposta.
Sempre per il principio del “collegio perfetto” già espresso, nel caso un docente sia assente per malattia o per collocamento in altra situazione di “status”che ne giustifichi l’assenza (permesso per gravi motivi personali o familiari; congedo per maternità ecc.) dev’essere sostituito da un altro docente della stessa materia in servizio presso la stessa scuola. Nel verbale va menzionato l’assenza del docente titolare. Se nell’Istituto non vi è un docente della stessa materia o comunque avente titolo ad insegnarla si deve necessariamente ricorrere ad una nomina per scorrimento delle graduatorie. Il Dirigente Scolastico può delegare un docente del Consiglio di classe (generalmente il coordinatore di classe) a presiedere lo scrutinio intermedio o finale e, ai sensi dell’art. 5/5 del DLgs 297/94, attribuisce le funzioni di segretario a uno dei docenti membro del consiglio stesso.
L’art. 77 del R.D. n. 653/1925 (modificato dall’art. 2 del R.D. n. 1929/2049) prescrive: “Alla fine dei due primi trimestri e al termine delle lezioni i consigli di classe si adunano sotto la presidenza del preside o di un suo delegato per l’assegnazione dei voti”.
L’art. 5/8 del DLgs 297/94 indica: “I consigli di intersezione, di interclasse e di classe sono presieduti rispettivamente dal direttore didattico e dal preside oppure da un docente, membro del consiglio, loro delegato.”
La delega è quindi prevista in via ordinaria. Un docente può svolgere contemporaneamente e senza nessuna incompatibilità di funzione l’incarico di segretario e quello di coordinatore all’interno dello stesso consiglio di classe. Le due invece figure devono essere distinte quando il coordinatore viene delegato dal Dirigente a svolgere le funzioni di presidente del CdC. In questo caso, infatti, la funzione di segretario e quella di presidente non possono essere svolte dalla stessa persona e di conseguenza dovrà nominare un segretario.
Se il DS è assente può delegare il collaboratore vicario a presidere lo scrutinio solo se il vicario è un componente del Consiglio di classe o se il Dirigente Scolastico è assente dal servizio perché situazioni particolari (assenza per malattia, ferie, ecc.) gli impediscono di svolgerne i compiti. Nel secondo caso, infatti, il collaboratore vicario assume “ipso facto” le funzioni del Dirigente e quindi anche quella di Presidente del Consiglio di classe in sede di scrutinio.Non è ammessa la delega al vicario, pena nullità dello scrutinio, se questi non fa parte dello stesso consiglio di classe e nello stesso tempo il Dirigente è “presente” a scuola.
La partecipazione dei docenti agli scrutini intermedi
La partecipazione agli scrutini è per il docente un obbligo di servizio e quindi non rientra nel conteggio delle 40 ore annue di cui all’art. 29/3 del CCNL/2007.
Il docente che partecipa agli scrutini, non della propria classe, in sostituzione dei colleghi assenti debba essere retribuito. Ai sensi dell’art. 29, comma 3, del CCNL/2007, le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da: a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti fino a 40 ore annue; b) partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione per un massimo di 40 ore; c) svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti di valutazione. Questi ultimi impegni (scrutini ed esami), come già detto, non rientrano nelle 40+40 ore perché sono attività obbligatorie connesse con la funzione docente e riguardano soltanto le classi assegnate al docente. Se quindi un docente è nominato dal Dirigente in sostituzione dei colleghi assenti per lo svolgimento degli scrutini, non della propria classe, a lui spetta il compenso per attività aggiuntive funzionali all’insegnamento – a carico del fondo di istituto – di cui all’art. 88 comma 2 lett. d) del CCNL/2007.
I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”.
Gli artt. 2/5 e 4/1 del DPR 122/2009 prevedono che: “I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni,avendo come oggetto del proprio giudizio, relativamente agli alunni disabili, i criteri a norma dell’articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un unico voto”.
I docenti di sostegno partecipano al processo educativo di tutti gli allievi della classe e quindi fanno parte a pieno titolo del Consiglio di classe con diritto di voto per tutti gli allievi della classe. Nel caso in cui ci fossero più docenti di sostegno per lo stesso allievo disabile, questa partecipazione deve “confluire” su un’unica posizione e quindi il loro voto all’interno del Consiglio di classe è univoco. Questa posizione vale per tutti gli alunni della classe.
L’insegnante di Religione Cattolica, fa parte, al pari degli altri insegnanti. Partecipa alle valutazioni periodiche e finali, ma soltanto per gli allievi che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione cattolica. Non esprime un voto numerico, limitandosi a compilare una speciale nota, da consegnare assieme al documento di valutazione.
Il docente di attività alternativa alla religione partecipa ai consigli di classe, gli scrutini periodici e finali ad anche all’attribuzione del credito scolastico per gli studenti di scuola secondaria di II grado, ma soltanto per gli alunni che seguono le attività.