Source: https://www.pianocasa-sardegna.it/category/novita-piano-casa-sardegna
Timestamp: 2020-06-02 10:38:55+00:00
Document Index: 94681408

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 20', 'art. 22', 'sentenza ']

Novità Piano Casa Sardegna - News e Informazioni
Novità Piano Casa Sardegna. Aggiornamenti e informazioni. Rimani aggiornato sulle ultime novità sul Piano Casa della Regione Sardegna.
28 Maggio 2020 28 Maggio 2020 di Ing. Enrico Craboledda
A circa un mese dalla scadenza dell’attuale norma sul Piano Casa in Sardegna, tutto tace sulla possibilità che il DL approvato in Giunta il 23 dicembre 2019 si trasformi in legge entro la fine di giugno.
Se da una parte, sui giornali, l’approvazione del DL era stato promesso e annunciato per febbraio, ad oggi (ultimi giorni di maggio) tutto tace.
Covid-19 a parte, il DL del 23 dicembre 2019 contiene al suo interno temi molto complessi da discernere, la cui approvazione non potrà prescindere da un iter lungo e complesso.
Se vi ricordate, tra i tanti argomenti, si parlava di:
revisione su alcuni concetti del PPR, con maggiori permissioni
perequazione urbanistica anche per il piano casa (cessione volumetrie)
costruzioni in agro, con 1 ettaro, anche per non imprenditori agricoli, e con corpi aziendali separati
ampliamenti fino al 40%
Che cosa aspettarci entro fine giugno?
La proroga “secca” della legge, così come la conosciamo oggi, è quotata a 0,9.
Che nel gergo delle scommesse calcistiche, significa che per ogni euro che scommetti, in caso di vittoria, ti vengono restituiti 90 centesimi. Ovvero, perdi 10 centesimi.
Tradotto: è praticamente certa una proroga della legge attuale senza le promesse, attese e annunciate modifiche contenute nel DL del 23 dicmbre.
Terza proroga, tout-court.
Lo possiamo desumere anche dell’Ordine del Giorno della Commissione Urbanistica, che è stata convocata per il giorno 28 maggio (oggi):
Quali sono gli articoli in scadenza?
Le disposizioni a carattere termporale previste dalla L.R. 8/2015 sono quelle che vanno dagli articoli dal 30 al 37.
Gli interventi “in scadenza” sono :
ampiamenti volumetrici
ampliamenti strutture ricettive
riuso e recupero sottotetti
recupero spazi con i soppalchi
Gli articolo dal 38 al 40, che disciplinano gli interventi di demolizione e ricostruzione e lo spostamento di volumi per il recupero di aree di pregio, non hanno nessuna scadenza.
Se si vuole approfittare delle possibilità offerte del piano casa, è opportuno che si proceda entro i termini di giugno.
Negli anni ne abbiamo visto succedere di ogni tipo, pandemie comprese.
Se la proroga arriva, bene. Se la proroga arriva con le modifiche, tanto meglio.
Se però non dovesse arrivare?
12 Aprile 2020 12 Aprile 2020 di Ing. Enrico Craboledda
13 Febbraio 2020 di Ing. Enrico Craboledda
Nel precedente articolo ho illustrato come sarebbe potuto essere il Piano Casa Sardegna 2020.
Le tante novità indicate derivano dal testo del Disegno di Legge che la Giunta Regionale ha approvato in data 23 dicembre 2019.
Fino a qualche giorno fa, tuttavia, il testo non era ancora disponibile ufficialmente; ora è possibile visionare il testo del Disegno di Legge approvato, e allegato alla Delibera del 23 dicembre 2019, n. 52/40.
Ecco il testo del Disegno di Legge, che potete anche scaricare in PDF in fondo alla pagina.
Disegno di Legge – Piano Casa Sardegna 2020
TITOLO I Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio
Capo I Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015.
1. Nel comma 3, dell’articolo 26 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), le parole “gli strumenti urbanistici comunali disciplinano la possibilità di raggiungere la superficie minima di intervento con l’utilizzo di più corpi aziendali che, in caso di edificazione a fini residenziali, devono essere contigui” sono sostituite dalle seguenti: “si può raggiungere la superficie minima di intervento con l’utilizzo di più corpi aziendali, anche non contigui, ed anche ubicati in comuni limitrofi; l’asservimento perdura finché permane l’edificio ed anche in caso di alienazione dei corpi separati”.
“3-bis. L’area dove è realizzato l’intervento non può comunque avere superficie inferiore ad un ettaro;
3-ter. Nel caso di utilizzo di più corpi aziendali ubicati in comuni limitrofi il permesso di costruire è rilasciato dal comune dove è ubicato l’intervento. I diversi comuni dove sono ubicati gli altri corpi aziendali si esprimono nell’ambito della conferenza di servizi di cui all’articolo 38 della legge regionale 20 ottobre 2016, n. 24 (Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi).
3-quater. L’asservimento degli altri corpi aziendali a quello oggetto di edificazione forma oggetto di trascrizione nei registri immobiliari ai sensi dell’articolo 2643, comma 2 bis, primo comma, numero 2-bis) del codice civile nonché dell’articolo 2645-quater del codice civile”.
3. All’art. 26, il comma 5 è abrogato.
1. Nel secondo periodo, del comma 2, dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole: “20 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “25 per cento” e le parole: “70 metri cubi” sono sostituite dalle seguenti: “90 metri cubi”.
2. Dopo il comma 3 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, sono inseriti i seguenti:
3. Nel comma 4 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “dal comma 3” sono sostituite dalle seguenti: “dai commi 3 e 3-bis” e le parole “5 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “10 per cento”.
4. Nel comma 4 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “nelle seguenti ipotesi alternative” sono sostituite dalle seguenti: “nel caso in cui si verifichino almeno due delle seguenti ipotesi”.
5. Nel comma 4 dell’articolo 30, nell’elencazione dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti:
6. Dopo il comma 4 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, è inserito il seguente:
7. Dopo il comma 5 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, è inserito il seguente:
8. Dopo il comma 6 dell’articolo 30 della legge regionale n. 8 del 2015, è inserito il seguente:
2. Nella lettera a) del comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “25 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “30 per cento”.
3. Dopo la lettera c) del comma 2 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, è aggiunta la seguente:
3) ricadenti in lottizzazioni limitrofe, purché site nella stessa zona omogenea
4. Al comma 3 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo la parola “integrazioni”, sono aggiunte le seguenti: “e nella zona F nella misura massima del 25 per cento per le strutture ricadenti nelle aree individuate ai sensi dell’art. 10-bis, comma 2, lettera b), della legge regionale n. 45 del 1989”.
5. Dopo il comma 3 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, è inserito il seguente:
a) l’intervento determini l’efficientamento energetico dell’intera unità immobiliare, nel rispetto dei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005;
b) l’intervento includa soluzioni finalizzate alla riduzione degli effetti delle «isole di calore», inclusa la realizzazione di tetti verdi e di giardini verticali;
c) l’intervento includa soluzioni per il riutilizzo delle acque meteoriche e delle acque reflue;
6. Nel comma 5 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “commi 1 e 2” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1, 2, 3 e 3-bis”.
7. Dopo il comma 5-bis dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, è inserito il seguente:
“5-ter. Le strutture destinate ad ospitare servizi turistici ed attività ad essi complementari possono usufruire di incrementi volumetrici nella misura massima del 25 per cento del volume urbanistico esistente fino ad un massimo di 120 metri cubi. Per “servizi turistici ed attività ad essi complementari” si intende l’equivalente, in zona urbanistica F, dei servizi connessi alla residenza previsti nelle zone residenziali.
8. All’articolo 31, il comma 6 è abrogato.
9. Nel comma 7 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole “al comma 3” sono aggiunte le seguenti: “e 3-bis”.
1. Nel comma 2 dell’articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “A, B e C” sono sostituite dalle seguenti: “A, B, C ed F”.
2. Nel comma 4 dell’articolo 32 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “B e C” sono sostituite dalle parole “B, C ed F”.
3. All’articolo 32, nel comma 8, la lett. “b)” dell’elencazione è abrogata.
1. Dopo l’articolo 32 della legge regionale n. 8 del 20158, è inserito il seguente: “Art. 32-bis Interventi di recupero dei seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra
a) seminterrati, i piani siti al piede dell’edificio e parzialmente interrati, quando la superficie delle pareti perimetrali comprese al di sotto della linea di terra è superiore al 50 per cento della superficie totale delle stesse pareti perimetrali;
3. Il recupero dei seminterrati è consentito ad uso residenziale e/o direzionale, commerciale e socio-sanitario ed a condizione che abbiano, alla data di entrata in vigore della presente legge, un’altezza minima non inferiore a metri 2,40, previo ottenimento di idoneo titolo abilitativo e nel rispetto delle seguenti condizioni:
b) le aperture per la ventilazione naturale non siano inferiori ad 1/8 della superficie utile, oppure si prevede la realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d’aria almeno pari a quello richiesto per la ventilazione naturale;
1. Nel comma 1 dell’articolo 33 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “A, B e C” sono sostituite dalle seguenti: “A, B, C, E ed F, in queste ultime oltre la fascia dei 300 metri dalla battigia marina”.
2. Nel comma 2, dell’articolo 33 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “a 2,40 metri e per la parte soprastante una altezza media non inferiore a 2,00 metri” sono sostituite dalle seguenti: “a 2,00 metri”.
1. Il comma 1 dell’articolo 35 della legge regionale n. 8 del 2015 è sostituito dal seguente: “1. Gli interventi previsti negli articoli 30, 32 e 33 sono regolati dell’articolo 10-bis della legge regionale n. 23 del 1985. Gli interventi previsti nell’articolo 31 sono regolati dell’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 1985.
2. All’articolo 36, nel comma 4, la lett. “c)” dell’elencazione è abrogata.
3. Nel comma 6 dell’articolo 36 della legge regionale n. 8 del 2015 dopo le parole “da trascriversi nei registri immobiliari” sono aggiunte le seguenti: “ai sensi dell’articolo 2645-quater del codice civile”.
5. Nel comma 8 dell’articolo 36 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole “è trascritto nei registri immobiliari” sono aggiunte le seguenti “ai sensi dell’articolo 2645-quater del codice civile”.
6. Il comma 11 dell’articolo 36 della legge regionale n. 8 del 2015, è sostituito dal seguente: “11. L’incremento volumetrico non è subordinato al reperimento degli spazi per parcheggi previsti dall’articolo 41-sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), e successive modifiche ed integrazioni, ma al pagamento di una somma equivalente alla monetizzazione delle aree per parcheggi, da determinarsi con deliberazione del consiglio comunale. I relativi introiti costituiscono entrate vincolate per la realizzazione di nuove aree da destinare a parcheggio pubblico, da individuarsi con deliberazione del consiglio comunale.
1. Nel comma 1 dell’articolo 37 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole: “31 dicembre 2019” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2021”.
1. Nel comma 3 dell’articolo 38 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole “in sede di redazione dello strumento urbanistico generale o di una sua variante” sono soppresse e dopo le parole “trasferimento dei volumi” sono aggiunte le seguenti: «con la procedura di cui al comma 25 dell’articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989».
3. Nella lettera c) del comma 9 dell’articolo 38 della legge regionale n. 8 del 2015 la parola “due” è sostituita dalla seguente: “tre”. 4. Nel comma 11 dell’articolo 38 della legge regionale n. 8 del 2015, alla fine, sono aggiunte le seguenti parole: “da rendersi nell’ambito della conferenza di servizi di cui all’articolo 37 della legge regionale n. 24 del 2016”.
1. Dopo l’articolo 38 della legge regionale n. 8 del 2015, è aggiunto il seguente: “Art. 38-bis Trasferimento dei volumi realizzabili ricadenti nelle Zone HI-4, HI-3, HG4 ed HG3 del piano stralcio per l’assetto idrogeologico (PAI)”
7. Le opere di urbanizzazione per le cubature trasferite dalla zona urbanistica B a quella C si considerano già esistenti, a condizione che l’area a rischio sia interamente ceduta gratuitamente al comune. Gli oneri di urbanizzazione per tali cubature sono corrisposti al comune nella misura prevista per l’area a rischio.
8. I volumi possono essere realizzati in deroga agli indici previsti dagli strumenti urbanistici generali e dalle vigenti disposizioni regionali, eccezion fatta per le distanze tra fabbricati o pareti finestrate. È consentita l’applicazione del secondo periodo dell’ultimo comma dell’articolo 9 del decreto del ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge n. 765 del 1967) anche se non prevista o non consentita dallo strumento urbanistico.
9. I volumi previsti come realizzabili nelle zone urbanistiche B ricadenti nelle zone Hi3, Hi4, Hg3 ed Hg4 del PAI. possono essere trasferiti in altre aree libere nelle zone urbanistiche B del territorio comunale al di fuori dalle aree a rischio idraulico o geologico, nei limiti dell’indice massimo di 7 mc/mq. Detti volumi possono essere realizzati in deroga agli indici previsti dagli strumenti urbanistici generali e dalle vigenti disposizioni regionali, eccezion fatta per le distanze tra fabbricati o pareti finestrate.
10. Il comune può denegare l’autorizzazione al trasferimento delle cubature da zona B ad altra zona B nel caso di insufficienza delle opere di urbanizzazione primaria presenti nell’area di destinazione, con particolare riferimento alla viabilità ed ai servizi essenziali (energia, acqua potabile, fognatura, telecomunicazioni), a meno che l’istante non si offra di integrarli a scomputo degli oneri di urbanizzazione, prescindendo dal loro costo reale.
11. Ai trasferimenti di cubatura di cui al presente articolo si applica la seguente procedura: a. il titolare delle aree a rischio idraulico o geologico manifesta al comune la sua intenzione di trasferire le cubature; b. il comune, in sede di accordo preliminare ai sensi dell’articolo 11 legge 7 agosto 1990 n. 241 (Nuove norme sul procedimento amministrativo), contenente tutti gli elementi della proposta, rilascia all’istante i crediti volumetrici corrispondenti; c. successivamente l’istante presenta al comune la proposta di localizzazione delle cubature, cui si applica il comma 11 dell’articolo 38; d. previa istruttoria, disciplinata, sotto il profilo procedurale, dagli articoli 29 e seguenti della legge regionale n. 24 del 2016 e dalle direttive in materia previste dall’articolo 29, comma 4 della legge regionale n. 24 del 2016, tra l’istante ed il comune si stipula un accordo definitivo ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale n. 241 del 1990, equivalente ad una variante non sostanziale di cui ai commi 26 e 28 e seguenti dell’articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989, di cui segue l’iter di approvazione.
1. Nel comma 5 dell’articolo 39 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole: “nel medesimo lotto urbanistico”, sono inserite le seguenti: “o in diverso lotto urbanistico, purché all’interno della stessa lottizzazione”.
2. Nella lettera c) del comma 10 dell’articolo 39 della legge regionale n. 8 del 2015, la parola: “due” è sostituita dalla seguente: “tre”. Art. 14 Misure di promozione dei programmi integrati per il riordino urbano. Modifiche all’articolo 40 della legge regionale n. 8 del 2015 1. Nel primo periodo del comma 2 dell’articolo 40 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole: “pubblica o privata,” sono inserite le seguenti: “può essere esteso ad areali, urbani e non, di complessa configurazione, può interessare comparti a diversa destinazione urbanistica, e”. 2. Nel secondo periodo del comma 2 dell’articolo 40 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole “valore di 3 metri” sono inserite le seguenti: “, per le destinazioni residenziale, turisticoricettiva, direzionale e socio-sanitaria, ed al valore di 4,50 metri per le destinazioni artigianale e industriale, commerciale e agricolo-zootecnica”.
3. All’articolo 40, nel comma 7, le parole “Sono esclusi dall’ambito di intervento i centri di antica e prima formazione e le zone urbanistiche omogenee E e H.” sono soppresse.
2. Nel secondo periodo del comma 2 dell’articolo 40 della legge regionale n. 8 del 2015, dopo le parole “valore di 3 metri” sono inserite le seguenti: “, per le destinazioni residenziale, turisticoricettiva, direzionale e socio-sanitaria, ed al valore di 4,50 metri per le destinazioni artigianale e industriale, commerciale e agricolo-zootecnica”.
1. Nel comma 4 dell’articolo 41 della legge regionale n. 8 del 2015, le parole: “Nei comuni dotati di piano urbanistico comunale ai sensi della legge regionale n. 45 del 1989, e successive modifiche ed integrazioni,” sono soppresse
1. All’articolo 43, il comma 2 è abrogato.
2. Il comma 2 dell’articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015 è sostituito dal seguente: “2. Il posizionamento delle strutture di facile rimozione al servizio della balneazione è ammesso per l’intero anno solare, al fine di favorire la destagionalizzazione della stagione turistica. L’efficacia delle autorizzazioni edilizie e paesaggistiche relative a strutture precarie al servizio della balneazione, ubicate nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, ha durata pari a quella della concessione demaniale marittima e, al di fuori del demanio e comunque, fino al perdurare della relativa esigenza”.
3. Il primo periodo del comma 9 dell’art. 22 bis L.R. 22.12.1989 n. 45, fino alle parole “abilitativi, autorizzatori e concessori.”, è abrogato.
TITOLO II Disposizioni derogatorie al decreto del ministero dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444
1. Nelle zone inedificate esistenti o successivamente risultanti libere in seguito a demolizione, contenute in un tessuto urbano già definito o consolidato, che si estendono sul fronte stradale o in profondità per una lunghezza inferiore a mt 24 per i comuni con oltre 10.000 abitanti, e a mt 20 per quelli con popolazione inferiore, nel caso di impossibilità di costruire in aderenza, il comune può consentire la riduzione delle distanze, nel rispetto delle disposizioni del codice civile, se il rispetto delle distanze tra pareti finestrate comporti l’inutilizzabilità dell’area o una soluzione tecnica inaccettabile.
2. Il comune può consentire la riduzione delle distanze, nel rispetto delle disposizioni del Codice civile, qualora la realizzazione dell’incremento volumetrico, previsto dagli artt. 30, 31, 32 e 33, della legge regionale n. 8 del 2015, nel rispetto delle distanze tra pareti finestrate, comporti l’inutilizzabilità del beneficio o una soluzione tecnica inaccettabile.
3. Il comune autorizza le deroghe di cui ai commi 1 e 2 con modifica allo strumento urbanistico generale seguendo la procedura di cui al comma 25 dell’articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989.
4. Per la misurazione della distanza tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti non parallele tra di loro al fine di determinare il rispetto delle distanze legali, è ammesso l’utilizzo del criterio della distanza media, purché la distanza così determinata, nel punto più stretto, non sia inferiore di più di un quarto a quella legale e quella minore distanza sia integralmente compensata nel punto più largo.
TITOLO III Modifiche alla legge regionale n. 45 del 1989
1. Al comma 2 dell’articolo 22-bis della legge regionale n. 45 del 1989, dopo le parole: “Il PUL”, sono inserite le seguenti: “anche in variante al piano urbanistico comunale,”. Nell’art. 20 bis comma 2 L.R. 22.12.1989 n. 45, dopo la lett. “i)”, è inserita la seguente lettera:
l) aventi per oggetto la pianificazione dell’utilizzo del litorale (PUL), come definiti dall’art. 22 bis comma 1.
TITOLO IV Modifiche alla legge regionale n. 16 del 2017
DA questo indirizzo potete scaricare il testo del Disegno di Legge
27 Gennaio 2020 di Ing. Enrico Craboledda
19 Dicembre 2019 di Ing. Enrico Craboledda
Nuova Scadenza per il Piano Casa Sardegna al 30 giugno 2020
E’ ufficiale. Il nuovo termine per la presentazione dei progetti per il Piano Casa è fissato al 30 giugno 2020
La proroga di sei mesi è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale.
Anche se non è ancora stata pubblicata sul Bollettino della Regione Sardegna, possiamo passare un natale meno frenetico.
Vi aggiorno quando sarà pubblicata sul BURAS.
16 Dicembre 2019 di Ing. Enrico Craboledda
24 Ottobre 2019 di Ing. Enrico Craboledda
Terra! (griderebbe qualcuno sulle Caravelle): oggi vediamo il secondo progetto di legge di modifica al piano casa.
La proposta di legge sostituirebbe, se approvata, l’attuale piano casa con una nuova legge, senza scadenza, con tante novità e possibilità.
In realtà, come anticipato nell’articolo precedente, si tratta di una vera e propria proposta per un nuovo Piano Casa Sardegna 2020 che abroga l’attuale norma di ampliamento volumetrico, per riscriverne le regole.
Mi sono preso qualche giorno in più, prima di scrivere questo articolo, per leggere con calma il progetto di legge presentato. Dopo averlo lasciato sedimentare e decantare il tanto necessario, vi illustro i cambiamenti che ci sarebbero nel caso venisse approvato.
Le modifiche sono tante, quindi, mettetevi comodi e iniziamo.
La proposta di legge si compone di un unico Capo costituito da 15 articoli, più due di abrogazioni ed entrata in vigore.
I settori su cui interviene la norma sono tanti: edilizia residenziale, turistico ricettivo alberghiero, industriale, commerciale, artigianale, agricolo e servizi.
Insomma. Di tutto, un po’.
Il primo articolo riporta i presupposti della norma, con l’indicazione degli obiettivi che si intendono perseguire.
Primo aspetto da non sottovalutare è il carattere “economico” della norma, finalizzata al sostegno dell’economia mediante il settore edilizio.
Articolo 2 – Interventi di Riqualificazione in ambiti urbani (Zone omogenee A, B, C, D, G, AT)
La riqualificazione degli ambiti urbani avviene mediante ristrutturazione o risanamento, anche con ampliamento volumetrico del 35%.
Un primo concetto interessante viene inserito con la possibilità di cedere il credito volumetrico del 35% alle altre unità immobiliari dello stesso organismo edilizio.
Per le zone D e G in ambito urbano, si arriva fino al 25%.
Articolo 3 – Interventi di riqualificazione in ambiti extraurbani (Zone omogenee D e G)
Ampliamenti ammessi fino al 25%, o al 20% per la destinazione d’uso commerciale
Articolo 4 – Interventi di riqualificazione in ambiti extraurbani (Zone omogenee F)
L’articolo 4 re-introduce gli incrementi volumetrici per le residenze in zona Turistica F.
Le percentuali sono del 15% entro i 300 m, e fino al 35% per gli immobili oltre la fascia dei 300 m dalla linea di battigia marina.
Per le strutture turistico ricettive, un 35% di ampliamento, senza distinzione di distanza dal mare, mentre per i servizi connessi fino al 25%.
Articolo 5 – Interventi di riqualificazione in ambiti extraurbani (Zone omogenee E)
Ampliamento del 30% per le residenze, o del 20% per le strutture edilizie destinate all’attività produttiva.
Articolo 6 – Rinnovo del patrimonio edilizio esistente con
Il credito volumetrico ammesso arriva al 35% del volume demolito.
La demolizione e ricostruzione è ammessa anche nelle zone E, F ed H ricadenti nei 300 m, ma in questi casi l’ampliamento è fino al 15%.
E’ ammessa anche la demolizione parziale degli edifici.
Articolo 7 – Interventi di trasferimento volumetrico per la riqualificazione paesaggistico-ambientale
Attraverso questo articolo, la Regione promuove ed incentiva il trasferimento di volumetrie degli edfici ricadenti in aree di particolare interesse (paesaggistico, emergenze ambientali, pericolo idro-geologico, ecc…) in lotti differenti, consentendo un credito volumetrico che arriva fino al 40% del volume demolito.
Articolo 8 – Interventi di trasferimento dei volumi previsti nelle zone B-C-D-G-F ed F ricadenti nelle zone Hi4 e Hi3 del PAI
Il concetto è simile a quello dell’articolo 7.
Ma si differisce per il fatto che, mentre l’articolo 7 si applica ai volumi esistenti, quest’articolo 8 che riguarda solo i volumi delle zaree Hi4 e Hi3, riguarda i volumi “previsti”, quindi ancora non realizzati.
In questo caso, si consente il trasferimento dei volumi previsti in altre zone omogenee, senza credito volumetrico, ma con la possibilità di sommare la volumetria prevista e trasferita, a quella del lotto ricevente, in deroga ad altezze e volumi.
Articolo 9 – Programmi integrati per il rinnovo e riordino urbano
Con l’articolo 9, si dettano le regole per la predisposizione di programmi integrati, di iniziativa pubblica o privata, con crediti volumetrici che possono arrivare fino al 40%, interessando (all’interno del piano) anche zone urbanistiche differenti.
Articolo 10 – Salvaguardia dei territori rurali e disposizioni relative
Si ritorna alle Direttive per le zone Agricole.
Superficie minima di un ettaro, anche per chi non è imprenditore agricolo a titolo principale o coltivatore diretto.
Viene esplicitata la deroga al PPR.
Articolo 11 – Interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti
L’impianto che disciplina i sottotetto ricalca molto quello della norma attuale.
Riuso per i sottotetti esistenti (quindi senza incremento volumetrico) per quelli con determinate caratteristiche, o recupero con incremento se altezze di gronda e pendenza delle falde ne rispettano delle altre.
Articolo 12 – Interventi per il riuso degli spazi di grande altezza
Anche per i soppalchi, la disciplina è simile a quella attuale. Possibilità di realizarli a condizione che l’altezza libera di interpiano minima sia di 4,60 m. Forse un passo indietro rispetto alla possibilità introdotta dalla Legge 1/2019 sulla possibilità di realizzare i soppalchi a condizione che l’altezza minima sia di 4,10 m.
Articolo 13 – Mutamenti di destinazione d’uso
Questo articolo esplicita che gli interventi previsti da questa proposta di legge possono esser oggetto di cambio di destinazione d’uso, se coerenti e conformi alla norma sui cambi d’uso esistente, previsto dall’articolo 11 della L.R. 23/85
Articolo 14 – Piani di risanamento
Tale articolo, costituito da un unico comma dice che “è permessa la sostituzione dei lotti destinati a standard urbanistici con lotti, edificabili, a condizione che il lotto edificabile da sostituire come standard abbia maggiore e/o uguale superficie e che tale sostituzione non comporti aumento di volumetria rispetto a quanto previsto dal piano attuativo.”
Articolo 15 – Disposizioni Comuni
Qui vediamo alcune novità interessanti.
Le strutture turistico-ricettive possono essere ampliate fino al 25% anche se hanno già usufruito di alcuni bonus previsti dalle norme pregresse.
Gli incrementi volumetrici derivanti da questa norma non rientrano nel dimensionamento previsto dalle volumetrie nelle coste.
Le unità immobiliari derivanti dalla L.R. 4/09 possono essere frazionate se la più piccola è non inferiore a 40 mq lordi (con la legge attuale 8/2015 sono 50 mq).
I volumi oggetto di condono non sono più penalizzati: concorrono al calcolo su cui calcolare l’incremento volumetrico, senza penalizzazioni rispetto ai volumi ordinari.
Il procedimento, per molti interventi, ritorna ad essere una SCIA. Non essendo richiesto un parere espresso, è possibile che il procedimento ritorni ad essere autocertificato e non in conferenza di servizi.
Ampliamento per garantire una migliore fruibilità degli spazi per le abitazioni principali di disabili fino a 150 mc per ciascun disabile facente parte del nucleo familiare.
Deroghe: distanza da fabbricati e pareti finestrate fino ai limiti del Codice Civile e del DM 1444/68 (quindi, di fatto, nessuna deroga alle pareti finestrate!)
Sempre nell’ambito delle deroge, si precisa che questa norma di caratatere economico e straordinario per il sostegno dell’economia, prevale sugli atti di pianificazione settoriale, sugli strumenti urbanistici generali e attuativi, e sulle disposizioni normative regionali (PPR?)
Articolo 16 – Abrogazioni
a) gli articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 8 della legge regionale n. 4 del 2009;
b) gli articoli 26, 26 bis, 29 bis, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 41 della legge regionale n. 8 del 2015, e successive modifiche ed integrazioni;
c) gli articoli 35, 36, 37, 38 e 39 della legge regionale n. 1 del 2019.
Articolo 17 – Disposizioni finali, di entrata in vigore e di redazione di un testo coordinato
Entrata in vigore il giorno della pubblicazione sul BURAS e 60 gg per i testi coordinati.
Per riassumere, vorrei riportare alcuni aspetti interessanti e più permissivi della nuova proposta di Piano Casa Sardegna 2020 rispetto alla normativa attuale:
non mi pare di aver letto da nessuna parte vincoli di non divisione e alinenazione degli incrementi, pertanto mi pare di capire che sia possibile frazionare anche subito.
ritornano gli ampliamenti in zona F anche per le residenze, in deroga ai dimensionamenti volumetrici
i volumi oggetto di condono possono essere ampliati
non viene chiesto un parere espresso di inserimento architettonico all’ufficio tecnico comunale, pertanto il procedimento dovrebbe tornare ad essere autocertificato e non più in conferenza di servizi
il carattere economico della norma è importante, e indirizzerà la giurisprudenza che si andrà a creare
l’intento di deroga al PPR è chiaro e si legge in tanti articoli che non potranno essere realizzati se non derogando al Piano Paesaggistico Regionale; eppure a mio avviso è un po’ debole il richiamo alla “deroga alle disposizioni legislative regionali”, che durante l’applicazione della norma si tradurrà in contenziosi tra uffici di tutela e cittadini. Considerato l’intento derogatorio del PPR, sarebbe opportuno e auspicabile che il Legislatore desse indicazioni corrette agli uffici, in modo che tutti (cittadini, tecnici e uffici comunali e regionali) non si trovino a dover interpretare e dis-applicare una norma (come già avviene oggi: uffici di tutela che diniegano per inderogabilità tout-court al PPR, e TAR che puntualmente smentisce)
Anche le deroghe alle pianificazioni urbanistiche sono molto generiche: negli strumenti urbanistici sono contenuti sia i parametri costruttivi (indici di zona, distacchi, distanze ecc…) che tante altre regole (dimensioni scale, superfici minime ambienti, ecc…). Senza una chiara indicazione di cosa può essere derogato e che cosa no, si lascia troppo margine discrezionale, generando una differente applicazione del piano casa da comune a comune
Non si dice nulla sul frazionamento degli immobili che hanno usufruito della L.R. 8/2015. La domanda che nascerà è: avendo abrogato l’articolo che impediva il frazionamento se l’unità più piccola non avesse avuto dimensioni minime di 70 mq, significa che questo si applica perchè il volume è stato generato in vigenza di questa norma, oppure la sua abrogazione apre alla possibilità di frazionamento a prescindere dai 70 mq ?
gli ampliamenti si applicano agli edifici realizzati all’entrata in vigore della legge. Non ho letto limitazioni sull’applicazione agli edifici che hanno già usufruito dei precedenti piano casa
Insomma. Tante novità. Alcune molto ambiziose. Altre meno.
Spero che non si perda l’occasione per dare una norma di chiara e facile applicazione che permetta ai privati (cittadini e professionisti) e agli uffici comunali e regionali di avere regole che non siano oggetto di dubbio interpretativo.
Le norme poco chiare non raggiungono il risultato sperato, e, cosa ancora peggiore, diventano un generatore di contenziosi tra pubblico e privato.
16 Ottobre 2019 di Ing. Enrico Craboledda
Sono due i nuovi progetti di legge che contengono modifiche, anche sostanziali, al piano casa attuale.
In realtà, il primo è una modifica all’attuale piano casa. Il secondo, decisamente più incisivo, è un nuovo piano casa a tutti gli effetti.
Oggi vi illustro la prima proposta di modifica all’attuale, mentre nei prossimi giorni vi racconterò del secondo.
Vediamo, per sommi capi, che cosa bolle in pentola.
Piano Paesaggistico – Indirizzi Interpretativi
In questa prima parte della proposta di legge viene indicato che il Piano Paesaggistico si applica solo nei 27 ambiti costieri, e che le rappresentazioni cartografiche per le zone interne sono indicative.
In realtà questa indicazione era già presente nelle NTA del PPR, ma la sua applicazione non è mai stata chiarissima, portandola anche laddove non doveva essere portata. Da qui la necessità, dopo soli 23 anni dalla sua approvazione del 2006!, di fornire indirizzi interpretativi.
Aspetto interessante è, in vista di una nuova revisione del PPR, la possibilità per i comuni ricadenti negli ambiti costieri di revisionare il perimetro dei centri di antica e prima formazione.
Piano Paesaggistico – Misure di Salvaguardia
Si mettono una scadenza: entro tre anni sarà approvato anche per gli ambiti interni.
Fino a tale data, vengono fornite misure di salvaguardia per i centri matrice e per i beni paesaggistici e identitari.
Modifiche al Piano Casa – Articolo 30
Per certi versi sembra un passo indietro: si riportano principi discrezionali in funzione dell’adeguamento del PUC al PPR. Per altri, questa chiave di lettura può rappresentare un’apertura, perchè rappresenta una indicazione chiara in quei casi in cui l’intervento poteva essere “bloccato” (in modo illegittimo, secondo me) per una non piena conformità alle NTA del PPR.
Per le zone E Agricole si abbassa al 20% la possibilità per gli immobili ricadenti entro i 2000 m, ma viene aperta la possibilità a tutti quelli realizzati fino al 31 marzo 2019.
Oltre la fascia dei 2000, si parla sempre del 30%. Aspetto interessante è che non si parla di tetto massimo di 120 mc.
Se per la fascia tra 300 e 2000 si parla di 20%, entro i 300 m si parla di 30% ma solo per le volumetrie esistenti al 31 marzo 2009.
Salvaguardia dei territori rurali
Si precisa che negli ambiti interni si applicano le Direttive per le zone Agricole, con prevalenza su strumenti comunali.
Nelle zona agricole ricadenti in ambiti costieri, si distinguono due casi:
per i comuni non dotati di PUC adeguato al PPR, si applica l’articolo 83 del PPR
per i comuni dotati di PUC adeguato al PPR, si applica il DPGR 228/1994, con prevalenza sul PUC.(!?!?!?!?)
Superamento del degrado in agro
Viene modificato anche l’attuale articolo 26bis della L.R. 8/2015, sempre con la distinzione di PUC adeguato o non adeguato
Frazionamento degli ampliamenti
Finalmente viene aperta la possibilità di frazionare gli ampliamenti volumetrici derivanti dall’attuale piano casa se superano i 50 mq lordi (e non più i 70 mq attualmente previsti), adeguandolo a quanto già previsto dagli ampliamenti derivanti dal vecchio piano casa, ad eccezione degli ampliamenti in agro (che comunque, secondo me, devono rispettare già altre disposizioni come superfici minime del lotto, ecc…)
Si propone di sistemare qualche aspetto per la demolizione e ricostruzione degli immobili nei 300 m ricadenti nelle zone E, F ed H
Con l’approvazione di questa norma, si prorogherebbe la scadenza di altri due anni, dall’attuale 31/12/2019 al 31/12/2021
Si danno 180 giorni per fare un testo coordinato.
Non preoccupatevi, il nostro sarà disponibile molto prima 🙂
29 Settembre 2019 di Ing. Enrico Craboledda
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20 Giugno 2019 di Ing. Enrico Craboledda
E alla fine è arrivata.
La tanto attesa proroga, a 10 giorni dal termine, è stata approvata.
La nuova scadenza del piano casa è fissata per il 31 dicembre 2019
Questa mattina è stata approvata dal Consiglio Regionale la Proposta di legge n. 18.
Tale proposta recita
Art. 1 – Modifiche all’articolo 1 della legge regionale n. 26 del 2017 (Proroga di termini) 1. Il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 21 dicembre 2017, n. 26 (Modifiche alla legge regionale 7 dicembre 2016, n. 33 (Proroga di termini di cui alla legge regionale n. 8 del 2015) è così sostituito: “1. La lettera a) del comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 7 dicembre 2016, n. 33 (Proroga di termini di cui alla legge regionale n. 8 del 2015), è così sostituita: “a) al comma 1 dell’articolo 37 le parole “e comunque non oltre il 30 giugno 2019” sono sostituite dalle seguenti: “e comunque non oltre il 31 dicembre 2019“”.
Rispetto alla precedente proposta annunciata (e di cui abbiamo parlato in questo articolo) il Consiglio Regionale ha scelto di portare a casa una proroga “tecnica” sicura di 6 mesi, e di affrontare la discussione su temi particolari (come la revisione delle costruzioni in agro, e altre modifiche che conteneva la proposta di legge 11) con i giusti tempi.
Nella relazione del proponente e della commissione si legge
“Il termine dei sei mesi di proroga consentirebbe l’approvazione da parte del Consiglio regionale di una nuova disciplina dei bonus volumetrici“
Ora che è stata ufficializzata una nuova proroga di sei mesi, portando l’attuale termine per la presentazione delle istanze al 31 dicembre 2019, è importante non perdere la nuova opportunità rinnovata.
Se sei tra quelle persone che pensavano di avere perso il treno, è giunto il momento di non lasciarsi sfuggire la nuova occasione.