Source: https://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/archivio/nove-mesi-dal-sisma/la-ricostruzione
Timestamp: 2018-04-20 12:29:55+00:00
Document Index: 20836931

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 3', 'art. 3', 'art.12', 'art.11', 'art.11', 'art. 17']

Rifiuta La ricostruzione — Regione Emilia-Romagna
La ricostruzione Gli obiettivi e le priorità https://www.regione.emilia-romagna.it/terremoto/archivio/nove-mesi-dal-sisma/la-ricostruzione https://www.regione.emilia-romagna.it/@@site-logo/logo_rer.png
La transizione verso il ritorno completo alla normalità ha messo al centro la sicurezza e il benessere delle persone e il ripristino delle condizioni essenziali di ripresa della vita delle comunità locali.
Gli obiettivi e le scelte condivisi dalla Regione, dal sistema degli enti locali e dalle associazioni e rappresentanze della società civile sono stati:
una immediata e pronta risposta a tutte le persone e le famiglie colpite, con una pluralità di mezzi: attraverso l’allestimento di campi tenda, l’individuazione di strutture coperte, di alberghi, perché nessuno fosse lasciato solo, nei limiti della primissima caotica fase di emergenza;
la realizzazione del maggior numero di opere provvisionali, già in un’ottica di riparazione del danno, per mettere in sicurezza situazioni di criticità e per favorire il rientro nelle abitazioni dei cittadini con abitazioni gravate da rischi esterni;
la riparazione delle scuole o l’allestimento di soluzioni provvisorie o temporanee nel caso di edifici scolastici danneggiati in modo grave, al fine di garantire l’apertura regolare dell’anno scolastico 2012 / 2013;
l’offerta di una proposta agli oltre 40mila cittadini con le abitazioni lesionate ed evacuati, sia monetaria, attraverso l’erogazione del contributo per l’autonoma sistemazione (CAS) nel caso i nuclei familiari avessero le possibilità per organizzarsi autonomamente, sia attraverso la messa a disposizione di alloggi di proprietà di privati;
il rientro nelle case e la soluzione del problema dell’alloggio attraverso l’erogazione di finanziamenti per la ricostruzione;
la sicurezza, innanzitutto delle attività produttive, con le misure dell’art. 3 del DL74/L122 e gli interventi provvisionali.
il sostegno alla celere ripartenza delle attività economiche e conseguentemente il ritorno al lavoro di oltre 37mila lavoratori attualmente in cassa integrazione, attraverso misure per la delocalizzazione temporanea e la ricostruzione;
la programmazione degli interventi a favore dei beni culturali, articolata in distinte fasi e caratterizzata da significativa complessità;
il ripristino dei municipi non solo per garantire l’azione amministrativa, ma anche come luogo di incontro e servizio tra Amministrazione e comunità locale;
la destinazione “mirata” e condivisa delle numerose donazioni ricevute, sia in occasione di importanti eventi, sia frutto degli SMS solidali, sia derivanti dai versamenti sul conto corrente della Regione, verso interventi di grande utilità e significato per le comunità locali (ricostruzione delle scuole, ospedali, municipi, beni storici e culturali, centri civici, pinacoteca, impianti sportivi, alloggi per anziani, asili nido);
la messa in sicurezza e ripristino delle funzionalità delle opere idrauliche per la difesa del suolo per garantire un adeguato livello di messa in sicurezza del territorio;
il sostegno per la ripresa delle attività agricole, attraverso contributi e la predisposizione di soluzioni alloggiative temporanee in moduli rimovibili agli operatori agricoli presso le proprie aziende;
il ripristino dei servizi sociosanitari, dando la massima continuità dell’assistenza sanitaria e dei servizi socio-assistenziali provvedendo al tempestivo ripristino delle strutture e dei reparti ospedalieri;
la chiusura dei campi tenda in tempi rapidi, per ridurre al minimo possibile il disagio per le popolazioni colpite ed il progressivo svuotamento delle strutture alberghiere;
la realizzazione di soluzioni abitative temporanee per i nuclei familiari che non hanno trovato altra soluzione (i moduli temporanei) in alcuni dei comuni maggiormente colpiti, e moduli prefabbricati temporanei in area agricola a servizio degli operatori agricoli con danni alle abitazioni per permettergli di rimanere presso l’azienda e continuare l’attività;
l’avvio di un articolato programma di recupero urgente degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per la ricomposizione del patrimonio e il contestuale avvio di un programma di acquisto di alloggi da destinare alle famiglie terremotate per un incremento di tale patrimonio, anche in considerazione dell’importante aumento del numero di famiglie in condizioni di fragilità.
Per la prima volta è stata colpita una zona non solo densamente popolata e sono stati feriti i luoghi, gli edifici e i monumenti dell’identità storica e culturale del territorio, ma è stata colpita una zona con una altissima industrializzazione, una agricoltura fiorente e un alto tasso di occupazione. Nell’area del cratere si produce circa il 2% del PIL nazionale.
Di conseguenza la ricostruzione presenta una complessità che supera i pur rilevanti temi dell’edilizia e dell’urbanistica, nel senso che il rilancio economico è un interesse stringente delle comunità locali e della comunità nazionale e che nell’economia globale bisogna evitare che il territorio sia spogliato di capitali e competenze, che potrebbero essere attratti altrove se non ci fosse una strategia di sostegno in grado di tenere insieme la ricostruzione e l’innovazione, una strategia come quella che si è cercato di predisporre con i finanziamenti alla ricerca. La preoccupazione è stata quella di concepire una continuità fra l’emergenza, la transizione e la ricostruzione e cioè di gestire le diverse fasi avendo già di fronte un disegno del dopo sisma, che fissa alcuni obiettivi e principi molto netti: no alle new town, no allo sprawl nel territorio agricolo, sì al recupero dei beni storici e culturali e della identità dei luoghi.
Leggi i capitoli sui danni
Le strategie e gli obiettivi della ricostruzione fanno leva sul protagonismo dei cittadini e delle istituzioni democratiche locali. Il presupposto è che una visione d’insieme, le regole e gli obiettivi comuni si devono costruire insieme alla società civile e alle sue rappresentanze democratiche; presupposto è che il consenso è anche un fattore di efficienza, di trasparenza e di controllo. La governance così concepita è anche la condizione per salvare le radici e l’identità storica del territorio, muovendosi al contempo nella direzione della innovazione e del miglioramento della sicurezza, dell’ambiente e del benessere dei singoli e delle comunità.
Il Governo ha nominato Commissario delegato alla ricostruzione il Presidente della Regione, Vasco Errani.
La strada scelta dal Commissario delegato, per la gestione dell’emergenza e della fase di transizione e per il varo di questa prima fase di ricostruzione, è stata quella della concertazione con il sistema delle autonomie locali, in ottemperanza ai dettami del DL 74/2012 così come convertito con la L.122/2012, agendo per corresponsabilizzare i vari livelli di governo al fine di assumere decisioni e di operare sul territorio con le modalità più efficaci possibile. Dal punto di vista operativo è stato istituito il Comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni colpite dal sisma, la piena ripresa delle attività economiche e il ripristino dei servizi pubblici essenziali, presieduto dal Presidente della Regione Emilia-Romagna e composto dai Presidenti delle Province di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia, nonché dai Sindaci dei Comuni interessati dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012.
Il Comitato si è riunito con periodicità settimanale per la programmazione delle attività e la condivisione degli indirizzi e delle scelte in materia di interventi per la transizione e ricostruzione.
Il DL 174 del 5 ottobre ha poi specificato che il Commissario può delegare le funzioni di cui al DL74/L122 ai Sindaci e Presidenti di Provincia.
Il Commissario è ricorso al costante confronto con il Tavolo Regionale per la Crescita Intelligente Sostenibile e Inclusiva per condividere tutte le tappe e questioni salienti del processo di ricostruzione e dell’evoluzione del quadro normativo nazionale.
La cifra prevalente del comportamento degli emiliani è stata quella di rimboccarsi immediatamente le maniche. Il “fai da te” dei cittadini ha agevolato lo straordinario lavoro dei sindaci, della protezione civile, della pubblica amministrazione in genere e dei volontari. Il dialogo del Commissario e della Regione con le istituzioni locali, le associazioni e i cittadini è stato ed è costante.
Per aiutare gli enti locali nella difficile opera di ricostruzione il DL95/L135 (art 3 bis) ha concesso la possibilità di assunzione di personale in deroga a favore dei comuni colpiti dal sisma (170 unità) e della Regione Emilia-Romagna (50 unità) . In Regione, dal 1 ottobre 2012 è attivo il numero verde 800.407407, dedicato ai cittadini e imprese per rispondere a dubbi e necessità legate al terremoto ed alla ricostruzione.
La grande generosità mostrata dalla comunità nazionale (e non solo) nei confronti delle popolazioni colpite ha portato a destinare risorse vincolate direttamente su progetti ed interventi mirati di ricostruzione. Inoltre sono stati recentemente programmati interventi, individuati con un’attenta procedura che ha visto:
dapprima i Comuni stimolati a segnalare interventi di rilevo per la comunità locale, ed al contempo di urgenza;
successivamente la redazione di un elenco di opere ed interventi di interesse per i donatori, per i quali verrà garantita una costante e periodica informazione circa lo stato dell’impiego delle risorse e l’avanzamento dell’intervento di ripristino e/o di ricostruzione a valere su importanti fonti di entrata, per complessivi 28 milioni di euro.
Segnatamente a valere sulle erogazioni liberali provenienti dal numero 45500 con gli “SMS solidali” (oltre 14,35 milioni di Euro per una trentina di progetti), dal concerto di Campovolo (4,3 milioni di euro), dal concerto del 25 giugno 2012 di Bologna (1,2 milioni di euro), dal Conto Corrente regionale e conto corrente postale appositamente aperti per raccogliere le donazioni a favore delle popolazioni terremotate (9,6 milioni di euro).
I fondi raccolti dal concerto del 22 settembre a Campovolo sono stati destinati alla ricostruzione di diversi istituti scolastici. I fondi raccolti con il Concerto per l’Emilia dello scorso 25 giugno allo stadio Dall’Ara di Bologna andranno a due ospedali colpiti gravemente e situati nell’epicentro del terremoto: l’ospedale di Mirandola e quello di Carpi.
Le donazioni sul conto corrente della Regione e postale finanzieranno oltre una ventina di interventi, distribuiti nei territori maggiormente colpiti, sulla base delle segnalazioni dei Comuni.
Complessivamente si tratta di 58 progetti ripartiti tra le quattro province, che interessano 46 Comuni dell’Emilia-Romagna.
Sul sito OpenRicostruzione è possibile seguire e analizzare le donazioni, i progetti finanziati e il loro stato di avanzamento.
Nei primi nove mesi di emergenza sisma seguiti alle scosse del 20 e 29 maggio sono stati impegnati in totale 7mila volontari della Colonna mobile dell’Emilia-Romagna e circa 14mila della Colonna mobile nazionale. I volontari dell’Emilia‐Romagna hanno messo a disposizione 68.000 giornate di lavoro, quelli delle altre regioni 132.000 giornate.
Dal primo giorno, fino al 30 ottobre, tantissimi Comuni e Unioni hanno donato il proprio personale tecnico, amministrativo, dei servizi sociali, contabile, informatico, per garantire la “continuità amministrativa” dei Comuni colpiti. In totale sono state garantite oltre 4.500 giornate/uomo a supporto delle Amministrazioni terremotate con questa operazione di gemellaggio.
Oltre 9.000 giornate uomo della Polizia Locale sono state garantite dal sistema degli Enti Locali regionali e del resto d’Italia, presso i Comandi di Polizia Locale.
Infine, per dare supporto a quei Comuni con un altissimo numero di edifici che hanno dovuto emanare centinaia di Ordinanze sindacali, la Rappresentanza ANCI ed UPI ha proposto l’attivazione delle Associazioni di Geometri Volontari Regionali (AGV-ER) e nazionali (A.Ge.Pro.) per l’affiancamento degli uffici comunali nell’istruttoria delle Ordinanze.
Questo è il primo caso in cui personale di Volontariato tecnico viene inserito in supporto a procedure amministrative pubbliche.
A queste risorse si sono aggiunte altre persone (537) con competenze specialistiche (assistenti sociali, sanitari, mediatori culturali, educatori, ecc) i cui dati sono stati segnalati alla sala operativa della Protezione Civile, ai COC (Centri operativi comunali) e all’Azienda USL, come da accordi con le autorità competenti.
Grazie alla collaborazione instaurata tra l’Assessorato politiche sociali e il Centro di Servizio per il Volontariato di Modena si sono coordinate le candidature ricevute tramite il sito “Terremoto/Volontariamo” con le richieste pervenute dai territori e si è potuto inviare nelle aree colpite dal sisma 302 volontari impiegati in varie mansioni (dall’aiuto cuoco alla distribuzione dei pasti, dalla gestione del magazzino all’autista) e segnalare ai COC 438 persone immediatamente attivabili. Oltre a queste vanno considerate le centinaia di volontari delle organizzazioni di volontariato riconosciute dalla L.266/91 provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero che a vario titolo anno partecipato ad attività di animazione sociale a fianco degli stessi volontari residenti nelle zone del sisma.
Nel mese di gennaio 2013 è stato aperto un bando speciale, intitolato “Per Daniele: straordinario come voi” per la selezione di 450 volontari a favore delle zone colpite dal terremoto. E’ stato raggiunto un ottimo risultato per i comuni colpiti dal sisma che insieme agli enti del terzo settore hanno partecipato alla progettazione del bando che diventerà operativo già nel mese di marzo. E' infatti già iniziata la selezione delle candidature che si è conclusa, con esito più che soddisfacente, il 13 febbraio: nei quindici giorni di apertura del bando (dal 15 al 31 gennaio 2013) sono state presentate quasi 2.400 domande di partecipazione, distribuite nelle quattro province interessate - Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna - a fronte dei 450 posti disponibili (350 del Servizio civile nazionale a disposizione dei cittadini italiani e 100 del Servizio Civile regionale per cittadini provenienti da altri Paesi). Questo dimostra l’elevata reattività dei ragazzi ed è sinonimo di partecipazione attiva alla cittadinanza ed elevata sensibilità alla causa.
Pochi giorno dopo la chiusura di questo bando, è stato aperto un ulteriore bando speciale, articolato in tre progetti in ambito culturale e artistico, per la selezione di complessivamente 100 volontari da avviare al Servizio Civile nel 2013 nelle zone terremotate dell’Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. In particolare il progetto “Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico” prevede il coinvolgimento di 50 giovani in Emilia-Romagna; mentre gli altri due progetti, intitolati “Restare uniti un imperativo per la comunità” (per la selezione di 35 giovani) e “Polesine solidale” (per 15 giovani) si svolgeranno in Lombardia e in Veneto.
Il 15 febbraio tale bando si è avviato con la pubblicazione sul sito del Servizio Civile nazionale e nella sezione “Servizio Civile” del portale E-R sociale; il termine di scadenza per la presentazione delle domande era il 4 marzo 2013.
La pubblicazione di questi bandi sta a indicare il completamento del percorso dell’intervento straordinario del Servizio Civile nelle zone colpite dal sisma.
L’obiettivo che sottende questa importantissima linea di azione è di realizzare il maggior numero di interventi provvisionali e di somma urgenza per riaprire completamente le zone rosse, ripristinare la piena viabilità, facilitare il rientro nelle abitazioni di coloro che hanno la propria esposta ad un rischio di crollo esterno.
Quando la struttura Commissariale è subentrata alla Di.Coma.C, al fine di mitigare gli effetti negativi prodotti dagli eventi del 20 e 29 maggio 2012, ha proseguito e coordinato tutte le attività necessarie ad assicurare l’attuazione degli interventi provvisionali e di messa in sicurezza, già avviati efficacemente nei primi 70 giorni dell’emergenza. In particolare i sopracitati criteri di ammissibilità degli interventi provvisionali sono stati ampliati al fine di dare una risposta più integrale e più rispondente alle criticità e allo scenario determinato dagli eventi. Nel passaggio dalla gestione Di.Coma.C alla gestione Commissariale si transita quindi dall’attuazione di interventi provvisionali senso stretto a carattere indifferibile e urgente verso interventi di messa in sicurezza e di ripristino funzionale conservando nel contempo per la maggior parte dei casi il carattere di indifferibilità ed urgenza.
Più specificatamente, così come indicato nelle premesse dell'Ordinanza n. 27 del 23 agosto 2012, sono stati finanziati 174 interventi, per una spesa complessiva di 4 milioni di euro, sulla base dei seguenti criteri:
interventi provvisionali indifferibili ed urgenti di messa in sicurezza,
interventi per il ripristino urgente delle funzionalità dei servizi essenziali compromessa dagli eventi sismici in parola;
interventi atti a evitare la compromissione irreversibile di un bene pubblico o di funzione pubblica tenuto conto anche della funzione sociale del bene stesso;
interventi atti a salvaguardare il valore intrinseco del bene, tenuto conto anche della funzione sociale del bene stesso.
Nel periodo che va da settembre 2012 a ottobre 2012 con l’emanazione delle Ordinanze n. 37, n. 47 e n. 55, sono stati programmati 256 interventi per le finalità su citate, per una spesa totale di 10 milioni di euro.
I mesi successivi, dopo l’Ordinanza n. 71, di circa 7,6 milioni di euro per il finanziamento di 82 interventi, sono state emanate le ordinanze n. 90/2012, n. 2/2013 (testo coordinato all’ord. di rettifica 3/2013), n. 9/2013 e la n. 16/2013, per un finanziamento totale delle opere provvisionali di circa 111 milioni di euro, per l’implementazione di 657 progetti di messa in sicurezza degli edifici, tra cui spiccano per entità le riparazioni dell’Ospedale Maggiore e del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, il Polo sanitario di Crevalcore e il servizio dialisi di San Giovanni in Persiceto, l’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, la Rsa di San Felice sul Panaro, l’Ospedale e il Duomo di Carpi, lo smaltimento macerie in numerosi comuni. Complessivamente, dalla data del sisma, sono stati predisposti 1.295 interventi, per un finanziamento complessivo di 140,7 milioni di euro. Queste risorse sono state suddivise tra le Province danneggiate dal sisma e, nello specifico:
-	Bologna → 75 interventi per un importo di 13,8 milioni di euro;
-	Ferrara → 183 interventi per 12 milioni di euro;
-	Modena → 928 interventi per 102,3 milioni di euro;
-	Reggio Emilia → 96 interventi per 3,4 milioni di euro;
-	Mantova → 12 interventi per 9,3 milioni di euro;
Si tratta di interventi urgenti che riguardano i beni culturali, i beni pubblici, i cimiteri, la sicurezza idraulica, le scuole, le strutture socio-sanitarie, la viabilità, gli impianti sportivi.
Ad oggi, inoltre, è in corso di avvio un programma per il ripristino delle aree e delle strutture impiegate nell’emergenza per l’accoglienza della popolazione o come centri di coordinamento, così come previsto dall’Ordinanza commissariale n. 52/2012.
Entro inizio marzo 2013, ulteriori 20 milioni di euro sono stati stanziati per l’implementazione di ulteriori 150 interventi circa. Molto probabilmente si tratterà dell’ultima ordinanza in materia di opere provvisionali, cui susseguirà una fase di verifica dello stato di avanzamento dei lavori delle liquidazioni e di controlli a campione previsti dall’ Ordinanza Commissariale n. 82/2012.
A seguito degli eventi sismici almeno 45-50mila persone hanno subito dei danni alle abitazioni. La gran parte “si è arrangiata, tenendo botta”.
Secondo le stime fornite dai rilevatori Aedes, le persone evacuate dalle loro abitazioni sono state 40-41mila, corrispondenti a circa 18-19mila nuclei familiari.
Sono state oltre 16mila le persone direttamente assistite ed ospitate in campi tenda, alberghi o strutture al coperto. I campi di emergenza allestiti in una primissima fase
sono stati 36, di cui ben 29 nei comuni del modenese, ed approntate 53 strutture al coperto. Ecco l’evoluzione dei numeri dell’assistenza:
2 giugno 2012: oltre 15.000 persone assistite
19 luglio ‘12: circa 7.000 persone assistite
3 ottobre ‘12: circa 4.100 persone assistite
Nei giorni della chiusura dei campi, a fine ottobre ‘12 erano ospitate 2.900 persone.
Dopo le chiusure dei campi di San Felice, i primi giorni di ottobre sono seguite tutte le altre fino alla chiusura negli ultimi giorni di ottobre di Carpi. La chiusura è stata permessa poiché è stata trovata una soluzione alloggiativa in albergo per tutte le persone sfollate e che non avevano altre possibilità, in attesa che venissero realizzati i moduli abitativi prefabbricati o trovate soluzioni alternative.
Se a novembre 2012 le persone in albergo, in concomitanza con la chiusura di tutti i campi tenda, erano 2.200, all’inizio di gennaio le persone in albergo si sono assestate sulle 1.355 unità.
Il 14 gennaio 2013 sono calate a 897
Il 28 gennaio sono calate a 659
Al 25 febbraio le persone ospitate in albergo sono 378 a cui vanno aggiunte una trentina di persone in strutture di accoglienza a Ferrara.
Per la quasi totalità si tratta di citttadini delle province di Modena (la metà ovvero 190) e Ferrara (145). In poco meno di due mesi si sono ridotte ad un terzo le ospitalità.
Questa costante, continua ed importante riduzione è frutto di due azioni combinate:
la predisposizione dei prefabbricati abitativi rimovibili (che si vedrà meglio in seguito) in 7 comuni, i più colpiti dagli eventi sismici;
il continuo impegno delle Amministrazioni locali a trovare altre soluzioni abitative, maggiormente congrue, come gli alloggi in affitto ai sensi dell’Ordinanza 25.
Per ridurre al più breve tempo ed al minimo possibile il disagio alla popolazione, derivato dall’aver perduto (temporaneamente o definitivamente) la propria abitazione, sono stati emanati provvedimenti per dare soluzioni alloggiative alternative ed è stato favorito, ove possibile, il celere rientro nelle case. Tali provvedimenti compongono il cosiddetto “Programma casa per la transizione e l’avvio della ricostruzione” (Ordinanza 23/2012):
Contributi per l'autonoma sistemazione (Cas)
La prima misura messa in campo per sostenere le persone colpite dal sisma nel trovare sistemazioni alternative è stato il Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) gestito dal Dipartimento della Protezione civile fino alla fine di luglio e passato alla gestione del Commissario delegato per la ricostruzione della Regione Emilia-Romagna dal 1 agosto 2012, il Nuovo CAS.
Oggi oltre 13.400 famiglie ne beneficiano
Giugno – luglio Dip.Protezione civ.
ago-nov.
gen-febbr
Bologna (16 comuni)
Ferrara (7 comuni)
Modena (19 comuni)
Reggio Emilia (10 comuni)
A questi nuclei, che corrispondono a circa 40mila persone, per avere il “peso” esatto del terribile impatto dei due terremoti occorre aggiungere tutti coloro che in quel periodo avevano trovato altra soluzione o nei giorni successivi avevano ripristinato il danno.
Il programma alloggi per l'affitto
L’Ordinanza 25 prevede che i Comuni individuino gli alloggi disponibili e formino la graduatoria dei beneficiari del provvedimento, favorendo in particolare le categorie più fragili come le famiglie numerose, le famiglie con disabili, anziani o persone con patologie gravi, se interessate a questa soluzione abitativa, e successivamente, direttamente o attraverso l’attività delle ACER, stipulino con i proprietari e gli assegnatari degli alloggi appositi contratti (a tre) di affitto temporaneo in relazione ai quali i Comuni o le ACER provvedono al pagamento del canone. E’ stata prevista una durata massima del contratto di locazione di 18 mesi. Naturalmente i beneficiari non devono disporre di altra soluzione abitativa alternativa nel territorio della provincia di residenza o di domicilio, e dovranno rinunciare ad altre forme di assistenza a carico della pubblica amministrazione. Il provvedimento comporta un costo stimato di 6 milioni di euro per l’anno 2012. Attualmente sono stati stipulati oltre 400 contratti di locazione, moltissimi sia nel modenese che nel ferrarese. Un altro centinaio è previsto nelle prossime settimane.
Soluzioni abitative temporanee: i moduli prefabbricati
I moduli prefabbricati richiesti ammontano complessivamente a poco meno di un migliaio. Questa soluzione si è resa necessaria per garantire continuità alla vita di comunità anche nelle zone in cui la seconda scossa è stata di tale intensità che l’alto livello di danneggiamento ha reso impossibile reperire abitazioni ordinarie.
Purtroppo la Legge 134/2012 consente di utilizzare i fondi stanziati unicamente per l’emergenza e per la realizzazione di soluzioni temporanee e rimovibili, così come il fondo di solidarietà costituito dall’Unione Europea.
Sono complessivamente 760 i moduli prefabbricati abitativi modulari (PMAR) realizzati o in corso di ultimazione in aree appositamente allestite, che ospiteranno oltre 3.000 persone e sono ubicati a :
Cavezzo 72
Cento 44
Concordia sulla Secchia 95
Mirandola	264
Novi di Modena	125
San Felice sul Panaro 84
San Possidonio 73
Il numero nel corso delle settimane e dei mesi è andato significativamente diminuendo grazie all’entrata in attuazione dei provvedimenti per la soluzione del problema alloggiativo come l’Ordinanza 24 del nuovo CAS, l’Ordinanza 25 per la messa a disposizione di alloggi in affitto e le Ordinanze che si sono succedute nei mesi per l’erogazione di contributi per il ripristino o ricostruzione delle abitazioni danneggiate.
La gara per l’aggiudicazione della fornitura dei moduli si è chiusa a metà ottobre 2012. A seguire è stata espletata la gara per la fornitura degli arredi.
Sono stati realizzati e consegnati oltre il 90% dei prefabbricati richiesti. Solo a San Felice e Cavezzo ne è stata consegnata la metà (una quarantina, entro il 22 febbraio).
I primi ad essere consegnati sono stati la settantina di San Possidonio, Cento, Mirandola (primo lotto), poi a stretto giro Mirandola, Novi di Modena e Concordia (entro la prima metà di gennaio 2013).
Il costo dei lavori è ammontato a circa 34 milioni di euro, a cui vanno aggiunti imprevisti ed oneri aggiuntivi per una cinquantina di milioni complessivi. Metà di questi sono stati spesi per realizzare le opere di urbanizzazione, la restante metà per la costruzione, installazione e manutenzione dei moduli prefabbricati. Si stima in circa 30mila euro il costo medio per modulo, per la costruzione, installazione e manutenzione (che hanno superfici variabili, a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare, da 30 a 75 mq). Le imprese fornitrici hanno sottoscritto una clausola che prevede che dopo due anni dovranno riacquisirli, restituendo per ognuno circa 6 mila euro. Le aree urbanizzate, una volta finita l’emergenza, saranno liberate dai moduli e rimarranno nella disponibilità delle amministrazioni locali come aree di protezione civile.
I Prefabbricati Modulari Rimovibili Rurali (PMRR)” richiesti da agricoltori ed aziende del settore sono circa 180, in prevalenza da collocare in aziende del modenese (120, il 75% del totale), una ventina nel reggiano e altrettanti nel ferrarese. La gara per presentare le offerte si è chiusa il 10 ottobre e successivamente è stata aggiudicata la fornitura, articolata in 4 lotti. Le installazioni sono state realizzate a partire dalla fine di ottobre 2012. Ospitano circa 600 persone, tra agricoltori, loro familiari e dipendenti o di aziende agricole che hanno manifestato la necessità di restare in loco per continuare l’attività economica, e magari nel frattempo seguire direttamente i lavori di ristrutturazione della propria abitazione.
Sono state continue le nuove richieste di prefabbricati, sempre accettate dalla Struttura commissariale; le ultime ad oggi pervenute risalgono alla prima metà di febbraio 2013.
A febbraio 2013 sono stati realizzati e consegnati tutti i prefabbricati richiesti.
È stato attuato anche il Programma per il ripristino, la riparazione ed il potenziamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica (Ordinanza 49, nuova ordinanza in uscita entro febbraio 2013), che prevede finanziamenti per il ripristino dei danni di edifici ed alloggi classificati B, C ,E, oltre che il rimborso dei costi sostenuti per i ripristini realizzati in somma urgenza nelle settimane successive agli eventi sismici. Il programma è articolato nelle seguenti misure:
riparazione e ripristino immediato di edifici e unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 (classificati “B” e “C”);
riparazione e ripristino immediato di edifici e unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e inagibili (“E” LEGGERO”);
Riparazione e ripristino edifici e unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, già realizzati;
riparazione e ripristino immediato di edifici e unità immobiliari ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 e inagibili (“E” e definibili con un livello di danno “PESANTE”);
interventi di ripristino di alloggi che alla data di emanazione della presente ordinanza ancora non risultano classificati con scheda Aedes e che a seguito delle verifiche risulteranno classificati in classe di danno “B” o “C”;
Si tratta di oltre 39,5 milioni di euro che il Commissario destina a questa importante azione di ricomposizione del patrimonio immobiliare. E’ stata lanciata la procedura per l’acquisto di nuovi alloggi da destinare ad edilizia residenziale pubblica: Con apposito avviso pubblico (nel mese di ottobre 2012) sono stati individuati i proprietari interessati alla vendita di edifici e alloggi agibili ad uso abitativo, immediatamente disponibili o in corso di completamento nelle zone colpite dagli eventi sismici (hanno avanzato proposte un centinaio di costruttori e di privati). I fondi, a valere sul Bilancio regionale, ammontano a 25 milioni di euro in questa prima fase e sono stati ripartiti tra 17 comuni. Così come in queste settimane è stata avviata la procedura per sostenere il ripristino urgente di alloggi pubblici temporaneamente vuoti, da ripristinare per poter essere riaffittati. Si tratta di ulteriori 3,8 milioni di euro del Bilancio regionale, a favore delle Acer, per il ripristino di alloggi ubicati in vari comuni del cratere.
Contributi per la riparazione e il ripristino dei danni
Si punta sostanzialmente su una ricostruzione di qualità, per raggiungere più elevati livelli di sicurezza. Questo terremoto "inatteso" conferma che la prevenzione è l'unico strumento per contenere danni e numero di vittime. Il patrimonio edilizio esistente, specie quello più vecchio, va mantenuto in efficienza per resistere anche ad eventi eccezionali. La ricostruzione può diventare un'occasione per ridurre la vulnerabilità e migliorarne considerevolmente i livelli di sicurezza. Per quanto riguarda i contributi per i ripristini di danni alle abitazioni:
con l’Ordinanza n. 29 del 28 agosto 2012 e successive ordinanze sono stati disciplinati i contributi al 100% (a seguito del DPCM dell’8 febbraio 2013) per abitazioni che hanno subito danni classificati B o C.
con l’Ordinanza n. 51 del 5 ottobre 2012 e successive ordinanze sono stati disciplinati in contributi al 100% (a seguito del DPCM dell’8 febbraio 2013) per abitazioni che hanno subito danni classificati E leggera.
Con l’Ordinanza n. 86 del 6 dicembre 2012 e successive ordinanze sono stati disciplinati in contributi al 100% (a seguito del DPCM dell’8 febbraio 2013) per abitazioni che hanno subito danni classificati E pesante.
Al 26 febbraio 2013 le domande di contributo a valere sull’ordinanza 29 (danni B, C) e 51 (danni E leggere) attraverso il sistema informatico MUDE ammontano a circa 1.600, in dettaglio:
-	Domande in lavorazione dai professionisti:	1.025
-	domande in lavorazione dai Comuni:	373
-	ordinanze di contributo totali emesse:	201
-	unità abitative coinvolte:	1.454
-	abitanti coinvolti:	2.528
-	contributi concessi: 8,5 milioni di euro
-	contributi in pagamento: 1,3 milioni di euro
Si registra un trend delle domande in significativa e costante crescita, dopo il primo periodo di “rodaggio” della procedura.
Infine è stata approvata la Legge Regionale 16/2012 “Norme per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio” (pdf, 105.1 KB). E’ prevista una disciplina speciale, semplificata nelle procedure ed essenziale nei contenuti, che consente di realizzare celermente il complesso degli interventi ricostruttivi. Una specifica disciplina è stata prevista in ordine agli aggregati urbani da recuperare attraverso una progettazione unitaria degli interventi. A tal fine è stata stabilita la necessità per il Comune di individuare le Unità Minima di Intervento (UMI), che devono presentare un’unica istanza di finanziamento e un unico progetto di riparazione e ricostruzione.
La liquefazione. Per una valutazione approfondita degli effetti della liquefazione e per il ripristino della funzionalità degli edifici, della viabilità e delle reti di servizi temporaneamente inagibili, la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento della Protezione civile hanno istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare costituito da geologi, geotecnici e ingegneri. Sono state eseguite indagini geotecniche e geofisiche di approfondimento. In ottobre poi sono stati approvati gli elaborati cartografici delle aree interessate da liquefazione del terreno in seguito al sisma del 20 e 29 maggio scorso. Le carte delimitano le aree in cui si sono manifestati tali gravi effetti, e costituiscono lo strumento necessario per la concessione di contributi a cittadini e imprese. Si individuano le aree di San Carlo (frazione di Sant’Agostino) e Mirabello con gravi effetti di liquefazione e si forniscono indicazioni sugli interventi di consolidamento del terreno di fondazione da effettuarsi in queste aree individuando le tecniche ritenute più opportune, tenuto conto delle caratteristiche geologiche locali e della tipologia media delle costruzioni. Questi elaborati rappresentano il supporto conoscitivo necessario per la concessione dei contributi per la riparazione, il ripristino, la ricostruzione di immobili ad uso produttivo e per l’assegnazione di contributi per la riparazione e il ripristino con miglioramento sismico di abitazioni a uso residenziale.
Per permettere l’avvio dell’anno scolastico entro settembre, come previsto dal calendario regionale, in considerazione del danneggiamento di 450 edifici scolastici, di cui ben 60 hanno comportato la costruzione di soluzioni provvisorie, in attesa di essere riparati o demoliti e ricostruiti, è stato definito un “Programma operativo regionale per le scuole” che ha permesso la riapertura di tutti gli istituti nei termini previsti nonostante i danni subiti dalle strutture, come detto, siano stati ingenti.
Con l’Ordinanza commissariale n. 78 del 21/11/2012 e successive Ordinanze sono state individuate le risorse necessarie per attuare il rimodulato programma operativo per le scuole, così da consentire il regolare inizio del prossimo anno scolastico. Il Programma prevede un investimento di 199,5 milioni di euro, destinati a:
contributi per la riparazione immediata degli immobili classificati A, B e C , per consentire la riapertura dell’anno scolastico 2012-2013 per 25 milioni di euro;
contributi per la riparazione immediata, con miglioramento sismico, degli edifici scolastici classificati E, che consenta il riutilizzo delle scuole per l’anno scolastico 2013-2014 per 28 milioni di euro;
contributi per la riparazione immediata degli edifici scolastici (comprese le palestre) che presentano la tipologia costruttiva prefabbricata classificati B e C, per l’anno scolastico 2013-2014 per 7 milioni di euro;
costruzione di Edifici Scolastici Temporanei (EST), in sostituzione alle scuole che non possono essere riparate e riattivare per l’anno scolastico 2013-2014, per 61 milioni di euro, localizzati nella maggior parte dei comuni del cratere;
acquisizione in locazione, montaggio e smontaggio di Prefabbricati Modulari Scolastici (PMS), compreso le sistemazioni e le urbanizzazioni delle aree, per quelle scuole che verranno riparate, con miglioramento sismico, per l’anno scolastico 2013-2014, per 25,5 milioni di euro;
costruzione di palestre temporanee per 29 milioni di euro;
opere di urbanizzazione necessarie ad assicurare il funzionamento delle scuole, per 19 milioni di euro.
A febbraio 2013 è stata effettuata un’ulteriore rimodulazione, con l’Ordinanza n. 17/2013, che ha previsto un incremento di 24,5 milioni di euro per adeguare in maniera ottimale gli interventi con le reali necessità che si presentano in corso d’opera. E’ questa una rimodulazione costituita da interventi di varia natura, che vanno dalla riparazione immediata di edifici scolastici su cui si siano riscontrati i più diversi livelli di agibilità sino all’esecuzione di opere di urbanizzazione esterne ed interne alle aree localizzate per gli edifici scolastici temporanei (comprese palestre e altre strutture scolastiche) e ai prefabbricati modulari scolastici. E ancora, l’Ordinanza eroga contributi per l’acquisto di arredi e materiale necessario al funzionamento delle strutture.
E’ stata avviata, inoltre, un’ulteriore azione di sviluppo della rete scolastica anche attraverso la costruzione di nuovi edifici in sedi diverse, come disposto dall’Ordinanza n. 20 del 19/02/13, che prevede uno stanziamento di circa 10 milioni di euro.
Complessivamente, il Programma Operativo Scuole, così ulteriormente rimodulato, raggiunge un costo totale di 234 milioni di euro.
Ad oggi, i comuni, le province e le scuole paritarie hanno presentato circa 320 progetti per realizzare degli interventi di riparazione, con rafforzamento locale, per gli edifici scolastici con esiti di agibilità A, B, C. Il Commissario Delegato ha assegnato per tali interventi circa 24 milioni di euro. Questi interventi sono ormai, per la gran parte, conclusi. Sono altresì presentati dai comuni, dalle province e dalle scuole partitarie 35 progetti per il ripristino con miglioramento sismico di altrettante scuole con esito di agibilità E per un costo complessivo di circa 35 milioni di euro. Tali interventi sono in corso di esecuzione.
Il programma Socio-sanitario
La prima fase post sisma è stata gestita con apposite ordinanze con cui è stata disciplinata la realizzazione di opere provvisionali ed interventi per il ripristino immediato di infrastrutture e attrezzature in campo sanitario, socio-sanitario e sociale, compreso l’acquisto di attrezzature per la gestione dell’emergenza delle urgenze, segnatamente per oltre 5 milioni di euro.
Sono in corso interventi per il ripristino funzionale delle strutture per circa 32,8 milioni di euro ed opere per il ripristino ed il miglioramento delle stesse per 22,2 milioni finanziati o che dovranno essere finanziati con il Fondo di Solidarietà Europeo. Tali interventi dovranno essere conclusi entro il 2013.
Alla fine del mese di ottobre per gli ospedali più danneggiati, ovvero Carpi e Mirandola, le attività sanitarie risultavano riattivate rispettivamente per l’80 % e per il 40 %. Entro i primi mesi del 2013 gli interventi per il ripristino funzionale delle strutture ospedaliere saranno completati. Anche le attività sanitarie sul territorio modenese, ferrarese e bolognese stanno progressivamente ritornando a regime. Più in dettaglio:
Carpi: da novembre è attiva la degenza chirurgica, Rianimazione, reparto di Ostetricia e ginecologia e il Nuovo comparto operatorio.
Mirandola: realizzati alcuni ripristini e per l’attività di Day Surgery, il Blocco operatorio. Sono iniziati i lavori di ripristino e consolidamento strutturale delle restanti aree.
Sono in allestimento del nuovo container a Novi di Modena per prelievi, pediatria di comunità, consultorio familiare, ecc. .
Ad oggi, sono state emanate 12 ordinanze commissariali in materia di opere provvisionali che hanno comportato l’attivazione di 1.295 interventi, dei quali 99 in campo sanitario, per un ammontare complessivo di circa 52milioni di euro.
Gli interventi sono stati suddivisi tra le quattro province dell’Emilia-Romagna interessate dal sisma, e in particolare 21 interventi per circa 9milioni di euro nella provincia di Bologna; 12 interventi per 900mila euro nella provincia di Ferrara; 42 interventi per 41milioni di euro nella provincia di Modena; e 24 interventi per circa 500mila euro nella provincia di Reggio Emilia.
Nello specifico gli Enti attuatori di tali interventi sono:
AUSL di Bologna → 11 interventi per 4,8 milioni di euro;
AUSL di Ferrara → 9 interventi per 707mila euro;
AUSL di Modena → 32 interventi per 27,3 milioni di euro;
AUSL di Reggio Emilia → 22 interventi per 390mila euro;
Azienda Ospedaliera-Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola → 10 interventi per 4,6 milioni di euro;
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara → 3 interventi per 191mila di euro;
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Policlinico → 10 interventi per 14 milioni di euro;
Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia → 2 interventi per 102mila euro.
Effettuato il rilevamento dei danni causati dagli eventi sismici alle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, è in corso la valutazione economica dei danni per definire, secondo criteri di priorità, quali ad esempio “la natura di infrastruttura di interesse strategico, indispensabile per la piena funzionalità dei servizi pubblici alle persone”, il piano degli interventi per il ripristino dei beni e delle opere pubbliche.
Sono inoltre allo studio specifiche ordinanze per la previsione di contributi ai soggetti privati, senza fini di lucro, che svolgono attività e servizi nei campi sociale, socio-sanitario, socio-assistenziale e socio-educativo per la ricostruzione degli immobili danneggiati dagli eventi sismici.
Considerato che il sisma ha colpito una delle aree produttive più importanti del paese, la prima preoccupazione è stata quella di disporre una normativa in grado di accelerare la ripresa, garantendo al tempo stesso la sicurezza delle persone.
Si ricorda infatti che questa zona, estremamente vasta, presenta una elevatissima concentrazione di unità produttive agricole, agroalimentari, industriali ed artigianali, con la presenza di distretti produttivi (come il biomedicale, solo per fare l’esempio più noto) di rilevanza internazionale. A causa del terremoto come descritto in precedenza hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione circa 41mila lavoratori, per la sospensione dell’attività produttiva.
La Regione Emilia-Romagna ha già autorizzato il trattamento di cassa integrazione in deroga per la sospensione o la riduzione di attività lavorativa dovute al sisma del 20 e 29 maggio scorsi per 1.538 aziende e 8.988 lavoratori. E’ stata approvata la delibera che concede la cassa integrazione con risorse regionali e nazionali pari a 37 milioni di euro per la copertura di questa prima tranche.
Gli strumenti previsti e messi in campo sono molteplici:
Contributi a fondo perduto per la ricostruzione, fino al 100% del valore riconosciuto per il ripristino dell’immobile, fino all’80% per impianti ed attrezzature e fino al 50% per le scorte e sono disciplinati dall’Ordinanza n. 57 e successive modifiche (ultima Ordinanza n. 15/2013). Con i 6 miliardi stanziati dall’art. 3bis del DL 95, legge 135/12, sono finanziati sia gli immobili sia gli impianti e i macchinari. I contributi per le scorte sono a carico dei fondi di cui agli artt. 2, 11 e 11bis del DL74/L122. I beneficiari sono i titolari delle imprese danneggiate e i proprietari degli immobili e dei beni mobili utilizzati dall’impresa. Sono ammessi a contributo anche gli immobili in fase di costruzione al momento del sisma e gli immobili sfitti che dimostrino di avere ospitato un’attività nei 36 mesi precedenti e di inserire nell’immobile una nuova attività produttiva. In questi ultimi casi il contributo è del 50% dei costi ammessi. La procedura edilizia è in capo ai Comuni. La procedura di valutazione e di riconoscimento dei contributi fa capo al Commissario delegato, che si avvale di una apposita struttura tecnica. Le domande possono essere presentate fino al 30 giugno 2013. Le imprese che hanno richiesto contributi per la ricostruzione, attraverso la porta informatica on line SFINGE sono 33, alla data del 27 febbraio.
Contributi per il sostegno della ricerca nelle imprese (Fondo per la ricerca, art.12 DL74/L122). Si tratta di 50 milioni di euro, per i quali è in dirittura d’arrivo il bando attuativo; si è in attesa di trasferimento reale dei fondi da parte del Governo;
Sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti ed autonomi. Si tratta della erogazione di ammortizzatori sociali (Cassa integrazione). La sola cassa integrazione in deroga ha un costo stimato in 66 milioni e 685 mila euro. Il DL74/L122 stanzia 70 milioni per l’aiuto al reddito di lavoratori precari e lavoratori autonomi. La Regione ha deciso l’esenzione dal ticket per le prestazioni sanitarie (visite specialistiche, esami, farmaci, assistenza termale) per le popolazioni colpite dal terremoto fino al 31 dicembre 2013; si attende un decreto ministeriale di attuazione;
Oltre 72,8 milioni di euro, messi a disposizione dall’Inail, per le imprese che hanno carenze strutturali nei capannoni e per i quali occorre intervenire per aumentarne la sicurezza, ai sensi del DL83/L134. Il Commissario delegato ha emanato il 22 febbraio 2013 l’Ordinanza n. 22 con cui si definiscono modalità e criteri per la concessione alle imprese di contributi in conto capitale per le imprese insediate nei territori colpiti dal sisma del maggio 2012 del “cratere ristretto” (allegato 1 del Dl 74 2012);
Crediti d’imposta, DL83/L134: assunzioni 2 milioni nel 2012 e 3 milioni a decorrere dal 2013, spese di ricostruzione 10 milioni per ciascuno degli anni 2013-14-15. Totale al 2015: 38 milioni (se il termine “a decorrere” sta ad indicare la continuità della copertura); manca ancora il decreto di attuazione;
Fondo per credito agevolato, art.11 e 11 bis DL74/L122: 100 milioni, più 25 per il fondo rotativo per le grandi imprese., per un totale di 125 milioni; manca il decreto di attuazione per le grandi imprese;
Sostegno delle aziende agricole: 135 milioni (dai Programmi PSR delle regioni italiane);
Contributi per la delocalizzazione temporanea delle imprese commerciali, artigianali, professionali e di servizio, attraverso la variazione del POR FESR Emilia Romagna 2007-2013 approvata dalla Commissione. Sono stati invece destinati oltre 10 milioni di euro per allestire le aree temporanee delle attività commerciali, artigianali e di servizi nelle zone colpite dal terremoto. La Giunta regionale ha infatti approvato la graduatoria che mette a disposizione le risorse per farle ripartire e che consente ai Comuni di allestire le aree temporanee che ospiteranno le attività. Le risorse ammontano a 9,2 milioni per i privati e a 1,4 per gli enti locali. Il bando consentirà di sostenere 776 imprese nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia e di allestire 21 “aree temporanee” già individuate dai Comuni. Le risorse provengono dalla riprogrammazione del Programma POR FESR 2007-2013 della Regione Emilia Romagna. E’ stato successivamente aumentata a 15 milioni la dotazione complessiva, grazie al concorso del fondo derivante dal Contributo di solidarietà delle regioni del centro nord;
Contributo di solidarietà per ristoro danni del terremoto dai Programmi Operativi Regionali FESR regioni del centro nord. Oltre 40 milioni da destinare (cfr. novembre 2012 Comitato di Sorveglianza del POR FESR) alla ricerca industriale per un centro di ricerca del biomedicale (5 milioni), allo sviluppo innovativo delle imprese dell’area (22 milioni); alla qualificazione del patrimonio culturale e ambientale (15 milioni), all’aumento da 10 (provenienti dalla rimodulazione del POR FESR Emilia-Romagna di cui al punto sottostante) a 15 milioni dei contributi per la delocalizzazione temporanea di artigiani e commercianti;
Contributo di solidarietà per ristoro danni del terremoto dai Programmi Operativi Regionali FSE regioni del centro nord pari a oltre 40 milioni di euro;
Fondo di 6 miliardi per il pagamento di imposte, contributi e premi assicurativi favore di imprese e lavoratori. L’art.11 della legge 213/2012 ha messo a disposizione delle imprese con danni materiali un prestito bancario, con garanzia e interessi a carico dello Stato, per il pagamento di imposte, contributi e premi assicurativi per il periodo maggio 2012 – giugno 2013. La restituzione del capitale in due anni è a rate a partire dal 30 giungo 2013. Il beneficio riguarda anche i lavoratori dipendenti con danni all’abitazione principale per le imposte maturate fra dicembre 2012 e giugno 2013. I commi 365 – 373 della legge 228/2012 hanno esteso il beneficio anche alle imprese con danni acclarati alla sola attività e dovuti al sisma. La misura è però ancora in attesa di approvazione da parte della Unione Europea e di un decreto ministeriale di attuazione;
La delibera del Consiglio del Ministri del 31 gennaio 2013 ha consentito lo spostamento al 30 settembre della data di approvazione dei bilanci delle società di capitali danneggiate. Il provvedimento è propedeutico alla approvazione di una norma che consenta di distribuire le perdite del 2012 su cinque annualità.
Per quanto riguarda i Beni architettonici veri e propri si è pensato di intervenire in due tempi. E’ in corso il censimento analitico dei danni, per procedere immediatamente dopo alla stesura di un programma dei primi interventi indifferibili ed urgenti. Si sono introdotti 3 criteri di sbarramento:
l’intervento deve rendere agibile edifici classificati F dalle schede AeDES con priorità agli edifici pubblici (scuole, municipi, ospedali, ambulatori, ecc.).
l’intervento deve garantire la salvaguardia del Bene Architettonico e ne deve scongiurare la definitiva perdita.
l’intervento deve permettere la riapertura del Bene ed il riutilizzo da parte della comunità.
Al 28 febbraio risultano finanziate, con la gestione commissariale, 323 opere provvisionali per interventi su chiese, campanili, palazzi storici, rocche e castelli, complessi cimiteriali, ecc..
Le risorse stanziate per la realizzazione degli interventi sui beni culturali ammontano complessivamente a circa 17 milioni di euro.
Con il nuovo anno, a seguito dell’emanazione dell’Ordinanza 3/2013 e successive, sono stati predisposti 136 interventi provvisionali urgenti per la messa in sicurezza dei sopra citati beni culturali, per un ammontare complessivo di 15 milioni di euro. Nello specifico, una quarantina di interventi sono stati destinati alla messa in sicurezza dei cimiteri, 55 interventi provvisionali urgenti sulle chiese, 8 interventi sui campanili, 6 sui teatri e 27 interventi per la messa in sicurezza di palazzi storici, municipi, biblioteche ed altro.
Inoltre sono stati finanziati 26 interventi nella gestione Di.coma.C, anch’essi in molti casi riferibili a beni culturali (per messe in sicurezza urgenti, ecc.) per oltre 1 milione di Euro.
Si sta ultimando la predisposizione del programma di ripristino dei luoghi di culto nelle 6 diocesi coinvolte nel terremoto. Si tratta di riattivare e ridestinare al culto circa 60 chiese per una spesa di 15 milioni di euro.
Per le biblioteche gli interventi effettuati sono stati finora:
recupero del patrimonio librario da edifici inagibili: Cavezzo, Mirandola, Finale Emilia;
realizzazione di servizi bibliotecari sostitutivi quali: Biblioteche itineranti (Bibliobus, Pulmino di Pane e Internet), tensostrutture, bibliotende, anche mediante acquisizioni librarie mirate e gestione delle donazioni;
Attività di promozione e animazione della lettura (laboratori coi ragazzi nelle tendopoli).
Gli interventi da programmare con le Amministrazioni locali riguardano tuttora la ristrutturazione delle sedi o la realizzazione di nuove sedi definitive, la predisposizione e gestione di servizi sostitutivi intermedi, anche in sinergia con le nuove sedi scolastiche, gli interventi conservativi sul patrimonio (dalla pulitura da polvere e calcinacci, al vero e proprio restauro). Sono già stati attuati:
riapertura delle biblioteche di Medolla, Nonantola, a seguito dei lavori di ripristino;
apertura di sedi provvisorie a: Cavezzo, Crevalcore, Guastalla, Mirandola (in preparazione), Reggiolo;
realizzazione della nuova sede per la biblioteca di Cavezzo in sala polivalente ristrutturata allo scopo (riapertura metà marzo 2013);
ristrutturazione e miglioramento tecnologico della biblioteca di San Felice sul Panaro (riapertura maggio 2013);
realizzazione nuova biblioteca a Finale Emilia, nell’ambito della costruzione del nuovo Municipio (in corso).
In generale poi i servizi culturali quali biblioteche, archivi storici, musei, soffrono ancora di limitazioni, chiusure, ecc. non solo a causa delle lesioni agli edifici ospitanti, ma anche per l’utilizzo del personale negli altri servizi ai cittadini, delle attrezzature compromesse, della mancanza di risorse, ecc..
Inoltre il programma Attività culturali, che fa riferimento alle sedi di spettacolo gravemente danneggiate, ha previsto diverse iniziative per raccogliere fondi da destinare alla loro ristrutturazione e per restituire ai cittadini emiliani spazi di socialità, diffusione di cultura e occasioni di divertimento, anche con l’allestimento di tensostrutture in grado di ospitare iniziative culturali di tutti i generi e per tutti i pubblici. Partito in luglio, “Scena Solidale”, il progetto promosso dall’Assessorato alla Cultura, sport della Regione e da ERT – Emilia-Romagna Teatro Fondazione ha realizzato laboratori e offerto gratuitamente agli spettatori appuntamenti di spettacolo in apposite tensostrutture allestite a Mirandola (500 posti) e Finale Emilia (230 posti). Accanto ad esse, dal 2 novembre un terzo Teatro Tenda (500 posti) è stato aperto a Cento. Oltre ad ospitare gli appuntamenti di spettacolo, tali strutture rappresentano un importante spazio di socializzazione e incontro per la cittadinanza, nell’attesa di ripristinare le sedi intorno a cui ruota la vita di queste comunità. Nell’ambito del progetto è stata realizzata anche l’iniziativa di solidarietà “Una nuova stagione”. Grazie ad essa i grandi protagonisti del teatro italiano e i principali teatri della regione sono stati coinvolti in un calendario di serate da ottobre ad aprile 2013 il cui ricavato sarà devoluto alle attività teatrali di “Scena Solidale”.
Inoltre, al fine di favorire la ricostruzione del tessuto sociale attraverso il sostegno alle attività di spettacolo dal vivo e alla creatività artistica, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha realizzato uno specifico intervento a favore delle zone dell’Emilia colpite dal sisma. Grazie a “Tra teatro e danza a bassa voce, in punta di piedi" da novembre 2012 a gennaio 2013 Carpi, Cento, Mirandola ma anche San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Cavezzo, Novi di Modena, Medolla hanno ospitato rappresentazioni teatrali e di danza, accompagnate da attività formative ed educative per dare continuità all’offerta culturale e non interrompere l'abitudine allo spettacolo dal vivo.
Infine, per quanto riguarda i centri storici in questo momento si sta cercando di riaprire il più possibile le zone rosse anche mediante le azioni indicate nei punti precedenti. Dal punto di vista procedurale è in iter la definizione di apposita legge regionale per la ricostruzione.
Una delle prime azioni realizzate dal Commissario è stata dare avvio alla immediata ricostruzione dei municipi danneggiati, per mettere le amministrazioni coinvolte in condizione di poter continuare ad operare a servizio della propria collettività.
Si è trattato di realizzare municipi temporanei con l’acquisto di prefabbricati o la riparazione o la ricostruzione delle sedi danneggiate. La spesa programmata è stata di 39,4 milioni di euro. Con le Ordinanze 26 del 22 agosto 2012, 28 del 24 agosto 2012 e 30 del 30 agosto 2012 sono stati definiti: il programma operativo municipi, la localizzazione delle aree e l’approvazione degli atti di gara.
Per rispondere all’esigenza di riparazione immediata delle sedi e ristabilire celermente la funzionalità tecnica ed amministrativa delle stesse, sono state apportate una serie di modifiche alle Ordinanze su citate, che hanno esteso l’ambito di intervento anche agli edifici comunali e provinciali.
Il 19 febbraio è stata emanata l’Ordinanza n. 18/2013 che ha apportato una rimodulazione al Programma Operativo Municipi riadeguando la stima dei costi per un totale di 50,5 milioni di euro (7 milioni di euro in aggiunta al precedente stanziamento di 43,5 milioni di euro) per la realizzazione dei seguenti interventi:
contributi per soluzioni alternative temporanee per affitti, traslochi, acquisto arredi, ecc. per 2 milioni di euro;
riparazione immediata per quelli che hanno esito di agibilità B o C per 10 milioni di euro;
realizzazione di Edifici Municipali Temporanei (EMT) per nove comuni (costo 32,5 milioni di euro) e Prefabbricati Modulari Municipali (costo 735mila euro) per altri tre Comuni, a seconda del tempo previsto per la riparazione dei municipi, sul modello delle scuole;
contributi per l’esecuzione di opere di urbanizzazione, esterne ed interne alle aree localizzate, necessarie ad assicurare il funzionamento degli edifici municipali temporanei ed i prefabbricati modulari municipali, nonché per l’esecuzione di opere di demolizione di fabbricati esistenti e di opere fondazionali necessarie alla costruzione di strutture pubbliche per 5,3 milioni euro.
Mettere in sicurezza e ripristinare le funzionalità delle opere idrauliche per la difesa del suolo è un obiettivo primario. Si tratta di realizzare tempestivamente interventi per ridurre il rischio idraulico incrementato a seguito degli eventi sismici, considerati i danni importanti subiti dai manufatti per la regolazione dei flussi idrici e la laminazione delle piene fluviali (impianti idrovori, arginature, chiaviche,etc.).
Per tali finalità il Commissario ha stanziato, con le Ordinanze n. 20/2012, n. 47/2012, n. 71/2012, n. 90/2012, n. 3/2013, n. 9/2013 e n. 16/2013, oltre 17,3 milioni di euro destinati a realizzare 57 interventi provvisionali nelle quattro province interessate dai sismi (sono inoltre stati finanziati alcuni interventi in provincia di Mantova dove sono ubicati i principali impianti idrovori – quello di Mondine e di San Siro - finalizzati a garantire lo scolo delle acque della pianura emiliana), con l’obiettivo di ripristinare adeguati livelli di sicurezza idraulica nei territori limitrofi attraverso la rifunzionalizzazione di opere ed impianti danneggiati. Gli interventi provvisionali finanziati sono diretti a realizzare i seguenti obiettivi:
rafforzamento locale degli edifici, inagibili o gravemente danneggiati dagli eventi sismici, nei quali sono collocati impianti e manufatti strategici ai fini della difesa idraulica dei comprensori di pianura colpiti;
prima messa in sicurezza di opere di difesa del suolo strategiche danneggiate.
Nello specifico gli interventi provvisionali sulle opere di bonifica e di difesa del suolo sono così programmati: 17 interventi nella provincia di Modena, 4 interventi nella provincia di Bologna, 18 interventi nella provincia di Ferrara, 6 interventi nella provincia di Reggio Emilia, a cui vanno aggiunti 12 interventi ricadenti nel mantovano.
I soggetti attuatori sono i Consorzi di Bonifica dell’Emilia-Centrale, della Burana, Pianura di Ferrara, Terre dei Gonzaga in destra Po, Renana - ciascuno in relazione al territorio di competenza - nonché l’Agenzia interregionale per il Fiume Po ed il Servizio tecnico di bacino Reno.
A tali interventi strutturali sono state affiancate misure non strutturali, attraverso l’elaborazione, da parte di tutti gli Enti e le strutture a vario titolo competenti, di un apposito scenario di rischio e di un modello di intervento relativo alle specifiche modalità di attivazione del sistema di allertamento di protezione civile regionale, sulla base del quale è stato redatto un piano di emergenza, contenente il dettaglio delle procedure per la gestione coordinata degli interventi degli enti e delle strutture operative preposti, nonché delle risorse umane e dei mezzi necessari e disponibili. Il Piano è stato approvato con decreto del Commissario Errani n. 151 del 16 novembre 2012.
Al fine di garantire la rimozione in tempi rapidi delle macerie derivanti dai crolli degli edifici ed anche quelle derivanti dalle attività di demolizione ed abbattimento di edifici pericolanti, la Regione ha sviluppato una prima disciplina di emergenza per la gestione delle attività di rimozione, il loro monitoraggio e la copertura della spesa da sostenere che si stima ammonterà complessivamente a circa 22,3 milioni di euro. Le macerie, ai sensi dell’art. 17 del D.L. n. 74 del 2012 sono classificate rifiuti urbani (cod. 20.03.99) e vengono rimosse a cura dei soggetti gestori del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.
I gestori della raccolta delle macerie e degli impianti di prima destinazione sono Aimag, CMV servizi, Geovest, Hera, Sabar Servizi, Iren. Ad oggi le macerie rimosse ammontano a 313 mila tonnellate.
Relativamente ai cantieri (edifici da abbattere-rimuovere) fin qui individuati, aperti e rimossi (chiusi), ce ne sono un totale di 1.152, di cui 947 già chiusi. I cantieri individuati potrebbero crescere ancora di numero man mano che vengono adottate nuove Ordinanze dei Sindaci.
I quantitativi di macerie fin qui considerati sono tutti tracciati e messi in sicurezza essendo oggi in deposito presso gli impianti di prima destinazione presenti sul territorio e individuati, su base comunale, dalla Circolare 2/2012. In questo momento sono in corso di valutazione le collocazioni definitive e le possibilità di recupero delle macerie già rimosse o che saranno rimosse nei prossimi mesi. In particolare prosegue la sperimentazione volta a valutare le modalità tecnico‐economiche per raggiungere l’ottenimento di materie prime seconde da utilizzare come materiale per rilevati stradali, derivante dalle procedure di demolizione selettiva degli edifici danneggiati.
Con le 12 Ordinanze commissariali fin ad ora emanate (Ordd. n. 18/2012, n. 20/2012, n. 27/2012, n. 37/2012, n. 47/2012, n. 55/2012, n. 71/2012, n. 90/2012, n. 2 e n. 3/2013, n. 9/2013 e n. 16/2013), nell’ambito delle opere provvisionali che includono anche questa tipologia di interventi, sono stati attivati 20 interventi volti alla rimozione delle macerie, al loro spostamento, trasporto e trattamento, per un finanziamento complessivo di 14,8 milioni di euro e per un ammontare complessivo di macerie da rimuovere stimato in oltre 430mila tonnellate. Sono stati inoltre stanziati 7,5 milioni di euro per la gestione e lo smaltimento urgente di materiali contenenti amianto.
Nello specifico, i 9 interventi predisposti nella provincia di Modena prevedono una spesa di 11,3 milioni di euro, mentre i 4 interventi nella provincia di Ferrara e i 5 nella provincia di Reggio Emilia, comportano una spesa rispettivamente di 3,2 milioni e 125mila euro. Nella provincia di Modena, inoltre, sono stati programmati altri 2 interventi per la rimozione delle macerie a servizio anche dei comuni del bolognese per 171mila euro.
pubblicato il 2013/03/08 17:20:00 GMT+2 — ultima modifica 2013-04-08T15:19:00+02:00