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Timestamp: 2020-07-02 19:56:32+00:00
Document Index: 143864062

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 2776', 'art. 2776', 'art. 2751', 'art. 2753', 'art. 2751', 'art. 2752', 'art. 2776', 'art. 2751', 'art. 2776', 'art. 2776', 'art. 2751', 'art. 2751', 'art. 2753', 'art. 2754', 'art. 2753', 'art. 2751', 'art. 2752', 'art. 2776', 'art. 2751', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 2751']

Riparto Snc e soci - Forum FALLIMENTI - RIPARTI
Riparto Snc e soci
Buongiorno, desidererei conoscere la Vostra opinione in merito all'ipotesi di riparto parziale nell'ambito di un fallimento di una società di persone e dei 2 soci. Per società e soci è stato realizzato attivo mobiliare e per il socio A anche attivo immobiliare. Riassumendo la situazione delle tre posizioni è la seguente:
società: attivo mobiliare 1 , creditori privilegiati 40 e chirografari 35;
socio A: attivo mobiliare 1, immobiliare 70, creditori privilegiati 2 e chirografari 1;
socio B: attivo mobiliare 1, creditori privilegiati 8 e chirografari 8.
Non esistono creditori ipotecari per l'immobile ed i crediti privilegiati non sono assistiti da privilegio sussidiario.
Se mi trovassi in fase di riparto finale, se non erro, una volta soddisfatti i creditori di A, l'attivo immobiliare residuo dovrebbe essere ripartito tra i creditori societari non ancora soddisfatti (sia privilegiati che chirografari) indipendentemente da eventuali titoli di prelazione.
Dovendo effettuare un riparto parziale gradirei avere il Vostro parere su come comportarmi sulla percentuale dell'attivo da ripartire dei soci e della società visto che l'attivo immobiliare di A residuo dovrebbe soddisfare i creditori sociali in modo indistinto. Avevo ipotizzato che, in fase di riparto finale, per il residuo attivo da ripartire della società, dovrei tener conto del grado di privilegio originario dei creditori sociali al fine di utilizzare tali importi per soddisfare solo tali creditori, mentre il residuo attivo immobiliare di A soddisferà sempre in modo indistinto, in percentuale, i creditori privilegiati e chirografari non soddisfatti. Con i migliori saluti.
07/01/2020 21:49
RE: Riparto Snc e soci
Ai fini del quesito posto non rileva molto la differenza tra riparto finale e parziale, se non nel senso che nei riparti parziali non può distribuire più del l'80% di ciascuna massa attiva; fatto questo accantonamento generale in vista principalmente di future spese, i criteri distributivi sono gli stessi nei riparti parziali come in quello finale.
Pertanto nel suo caso procederà prima di tutto a distribuire l'attivo distribuibile della snc, che è esclusivamente di carattere mobiliare, ai creditori sociali privilegiati mobiliari, seguendo l'ordine dei privilegi. Non avendo la società beni immobili non dovrebbero esserci creditori privilegiati immobiliari.
Se, come pare di capire, l'attivo della società non è sufficiente alla soddisfazione di tutti i privilegiati mobiliari, vanno distinti i privilegiati sociali mobiliari con privilegio speciale da quelli con privilegio generale. I primi, godendo di un privilegio speciale sui beni della società, al di fuori del riparto dell'attivo sociale, vanno considerati come chirografari, nel mentre i secondi mantengono il privilegio generale anche nei confronti dei soci A e B, visto il disposto dell'art. 148 co. 3 l. fall. Ovviamente in questi riparti dei beni mobili dei soci partecipano anche i creditori particolari di ciascun socio, con il loro grado, per cui nel riparto riguardante le disponibilità del socio A partecipano i creditori residui privilegiati sociali e quelli privilegiati personali del socio A, e così nel riparto del socio B partecipano i creditori residui privilegiati sociali e quelli privilegiati personali del socio B.
Esaurito l'attivo mobiliare distribuibile della società e dei soci A e B, rimane l'attivo immobiliare del socio A, sul quale i privilegiati mobiliari ancora insoddisfatti non possono vantare alcun diritto di prelazione, posto che, come lei dice, non ci sono privilegi con collocazione sussidiaria sugli immobili. Di conseguenza il ricavato immobiliare del socio A è a disposizione dei residui creditori sociali non ancora interamente soddisfatti e dei creditori personali del socio A ancora insoddisfatti, e tutti partecipano nella stessa posizione chirografaria, per cui detto attivo sarà distribuito in proporzione tra i creditori partecipanti. Ovviamente da questo riparto sono esclusi i creditori personali del socio B, giacchè ciascun socio illimitatamente responsabile risponde dei debiti della società ma non dei debiti personali degli altri soci.
Marino Cinganotto
27/04/2020 22:25
RE: RE: Riparto Snc e soci
Mi scuso se mi intrometto con il mio caso, simile a quello descritto; senonché mi trovo di fronte alle masse immobiliari dei due soci con cui dover soddisfare il credito residuo dei pivilegiati sociali con collocazione sussidiaria sugli immobili, a vario titolo, in concorrenza con creditori particolari dei soci con privilegio generale, pure in parte con collocazione sussidiaria. In particolare, chiedo conferma sul fatto che nel riparto delle masse immobiliari dei soci, fra i creditori sociali privilegati con collocazione sussidiaria non si applichi l'ordine di preferenza, e in tal caso quali siano i rapporti con i privilegiati particolari pari titolo.
RE: RE: RE: Riparto Snc e soci
In primo luogo lei non deve scusarsi per l'intromissione in quanto il presente Forum è aperto a tutti gli utenti del programma Fallco ed ogni intervento contribuisce al dibattito e arricchisce i protagonisti dello steso e chiunque abbia voglia di leggere. Grazie, quindi, per aver partecipato, peraltro ponendo un quesito di particolare interesse.
La questione dei privilegi con collocazione sussidiaria ha sempre dato luogo a dibattiti ed , a maggior ragione, i dubbi sono inevitabili quando la situazione diventa più complessa per la trasposizione della sussidiarietà nei fallimenti dei soci; tuttavia i criteri sono gli stessi- quelli dettati dall'art. 2776 c.c.- di quelli applicabili nel caso di unico fallimento, con qualche integrazione.
Cominciamo, per semplicità espositiva dall'ipotesi del fallimento di una srl. In tal caso i creditori elencati nell'art. 2776 c.c.,-individuabili sinteticamente per ora, nei crediti di cui all'art. 2751bis c.c., nei i crediti per contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori (e, quindi, non tutti i crediti previdenziali, ma solo quelli indicati nell'art. 2753 c.c.), nei crediti di cui all'art. 2751 c.c. e in quelli dello Stato indicati dal primo e dal terzo comma dell'art. 2752 c.c.- tutti privilegiati generali mobiliari, qualora non trovino capienza sui beni mobili, oggetto del loro privilegio, possono partecipare, per la parte del loro credito non soddisfatto col ricavato mobiliare, alla distribuzione del ricavato immobiliare, dopo che sugli stessi siano stati soddisfatti i creditori ipotecari e privilegiati speciali sugli immobili.
Lo stesso principio opera nel caso di fallimento di una snc e dei soci illimitatamente responsabili A e B, tenendo conto, rispetto alla fattispecie precedente, che vi sono più soggetti che rispondono dei debiti sociali e sui patrimoni dei singoli soci concorrono anche i creditori particolari di ciascuno. In questi casi, si procede prima di tutto alla distribuzione del ricavato mobiliare societario tra i creditori sociali. Se alcuni dei creditori tra quelli indicati nell'art. 2776 c.c.- prendiamo ad esempio un professionista- non trovano capienza su tale ricavato e per la parte non soddisfatta partecipano ai riparti dei soci, per cui il professionista in questione, quale creditore privilegiato ex art. 2751bis n. 2 c.c. partecipa unitamente ai creditori personali dei soci, seguendo l'ordine dei privilegi; eventualmente il professionista creditore sociale può trovarsi in competizione con il professionista creditore personale dei soci o di uno di essi. Essendo costoro creditori privilegiati mobiliari dovranno essere soddisfatti con il ricavato mobiliare acquisito all'attivo di ciascun fallimento dei soci. Se non trovano capienza neanche su tale ricavo, partecipano , creditori sociali e personali con collocazione sussidiaria, sul ricavato immobiliare di ciascun socio; ovviamente i creditori sociali sugli immobili del socio A e B, e i creditori personali solo sugli immobili del rispettivo debitore.
Effettivamente nella collocazione sussidiaria i crediti (sociali e personali) seguono l'ordine indicato dalla norma specifica di cui all'art. 2776 c.c., e non quella originaria determinata dagli artt. 2777 e 2778 c.c. per la collocazipone sui mobili. Orbene, a norma dell'art. 2776 c.c.m vanno soddisfatti, in via sussidiaria, primariamente
1-i crediti relativi al trattamento di fine rapporto e all'indennità di mancato preavviso dei lavoratori dipendenti; naturalmente la collocazione sussidiaria compete anche all'INPS per il TFR anticipato ai lavoratori dipendenti in quanto l'Ente si surroga nella posizione di questi ultimi;
2-in seconda posizione e in posizione paritetica tra loro, per cui vanno soddisfatti in proporzione tra loro:
2a-i crediti di lavoro ex art. 2751bis, ad eccezione di quelli indicati sub 1; tra i crediti di cui all'art. 2751bis vanno, a seguito della legge 31 gennaio 1992 n. 59, compresi anche i "crediti delle società cooperative agricole e dei loro consorzi per i corrispettivi della vendita dei prodotti", nonché, a seguito della legge 24 giugno 1997, n. 196, i crediti delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo di cui per gli oneri retributivi e previdenziali addebitati alle imprese utilizzatrici, che nel predetto articolo hanno assunto rispettivamente il n. 5bis e 5ter. La collocazione sussidiaria compete anche all'INPS per le tre mensilità anticipate, a norma del D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 80, in quanto si surroga nella posizione dei dipendenti;
2b-i crediti per contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori e, quindi, non tutti i crediti previdenziali, ma solo quelli indicati nell'art. 2753; per cui non godono del privilegio sussidiario i crediti previsti nell'art. 2754, anche se alcuni di essi sono stati collocati allo stesso grado attribuito ai crediti ex art. 2753;
2c-i crediti di cui all'art. 2751 c.c.;
3-in terza e ultima posizione, i crediti dello Stato indicati dal primo e dal terzo comma dell'art. 2752 c.c., riguardanti i crediti dello Stato per imposte e sanzioni dovuti per IRPEF, ecc. (comma primo) e per imposte, pene pecuniarie e soprattasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto (comma terzo).
Luigi Corbella
RE: RE: RE: RE: Riparto Snc e soci
Buongiorno scusate l'intromissione. Ho un fallimento di una SAS. Ho immobili della società e immobili del socio accomandatario. Correggetemi se sbaglio: in un riparto parziale assegnerò il ricavato della vendita dell'immobile in capo alla società ai privilegiati. Per quanto riguarda invece il ricavato della vendita dei beni del socio è corretto soddisfare prima tutti i creditori (Privilegiati e chirografari) della massa del socio e poi distribuire l'avanzo ai privilegiati della società? È corretto?
11/05/2020 19:58
RE: RE: RE: RE: RE: Riparto Snc e soci
Mancando del quadro generale della composizione dell'attivo e del passivo della società e dei soci, cerchiamo di rispondere alla sua domanda facendo più ipotesi.
Lei dice che intende ripartire il ricavato immobiliare della società tra i privilegiati sociali. I privilegi però possono essere mobiliari- ossia possono essere soddisfatti in via preferenziale solo con il ricavato dei beni mobili e sono i privilegi più numerosi- oppure immobiliare, nel qual caso il privilegi, solo speciali, possono gravare solo su immobili e, pertanto vanno soddisfatti con il ricavato immobiliare. Poi esistono alcuni privilegi mobiliari con collocazione sussidiaria sugli immobili (quelli elencati nell'art. 2776 c.c.), i quali ove non trovino capienza (o per la parte che non trova capienza) sui mobili possono essere pagati con il ricavato immobiliare, dopo aver soddisfatto gli ipotecari e i privilegiati speciali immobiliari.
Facciamo l'esempio del credito dei dipendenti della società, che sono assistiti dal privilegio mobiliare generale di cui all'art. 2751bis n. 1 c.c. e come tali sono stati ammessi al passivo del fallimento della sas. Questi creditori non possono essere soddisfatti con il ricavato immobiliare dal momento che il loro è un privilegio mobiliare; tale privilegio però gode anche della collocazione sussidiaria sugli immobili per cui i dipendenti potrebbero essere pagati col ricavato immobiliare della società alla duplice condizione: i)- che non vi sia attivo mobiliare su cui soddisfarsi o comunque non sia sufficiente a soddisfarli integralmente, per cui residuerebbe una parte impagata, (ii)- che con il ricavato immobiliare siano, in primo luogo, pagati gli ipotecari sull'immobile e i privilegiati immobiliari sullo stesso, per cui solo l'eventuale residuo dopo quesi pagamenti può essere attribuito ai dipendenti.
Questo per quanto riguarda la società, ma nel caso vi è anche un socio illimitatamente responsabile dichiarato fallito. Orbene, questi risponde dei debiti sociali e dei debiti personali e il terzo comma dell'art. 148 l. fall stabilisce che "Il credito dichiarato dai creditori sociali nel fallimento della società si intende dichiarato per l'intero e con il medesimo eventuale privilegio generale anche nel fallimento dei singoli soci". Per questo motivo, in una delle precedenti risposte di questo dibattito, abbiamo ricordato che i privilegiati sociali mobiliari con privilegio speciale vanno distinti da quelli con privilegio generale: i primi, godendo di un privilegio speciale sui beni della società, al di fuori del riparto dell'attivo sociale, vanno considerati come chirografari, nel mentre i secondi mantengono il privilegio generale anche nei confronti del socio per il disposto dell'art. 148 co. 3 l. fall.
Quindi, molto sinteticamente, il socio fallito risponde di tutti i debiti sociali, oltre che dei debiti personali e, pertanto, nei riparti dei beni del socio partecipano i creditori sociali e quelli particolari, ciascuno con la collocazione (chirografo, privilegiato, ipotecario, pignoratizio) e il proprio grado (tra privilegi come tra ipoteche) secondo le statuizioni dello stato passivo espresse o automatiche, fermo restando l'oggetto della prelazione, per cui gli ipotecari partecipano solo sul ricavato dei beni immobili gravati dall'ipoteca, i privilegiati, a seconda che siano mobiliari o immobiliari, partecipano sul ricavato mobiliare o immobiliare, ecc.
Nel suo caso, anche il socio ha solo attivo immobiliare, al quale deve applicare le stesse regole viste in precedenza per la società, considerato che ora si trova nel passivo del socio i creditori sociali solo per la parte non pagata nel riparto sociale, sicchè ad esempio, se i dipendenti sono stati soddisfatti con l'attivo sociale, in via sussidiaria, non partecipano all'attivo del socio o comunque vi partecipano per il residuo. Di conseguenza l'attivo immobiliare del socio va prima attribuito ai creditori ipotecari che hanno iscritto ipoteca su quel bene e ai creditori privilegiati speciali su quel bene e poi lei si troverà, uniti in una unica graduazione, i creditori sociali e quelli personali, ciascuno con la propria collocazione, di modo che i dipendenti di cui sopra, ove non integralmente soddisfatti- né col ricavato mobiliare della società né in via sussidiaria sull'immobile della società- si troveranno ancora presenti come privilegiati ex art. 2751bis n. 1 c.c. nel passivo del socio insieme agli eventuali dipendenti personali del socio. Questi dipendenti- sociali e personali- ove non trovino collocazione sull'attivo mobiliare del socio, faranno valere il privilegio sussidiariamente sull'immobile del socio, dopo aver pagato, come detto i privilegi speciali e gli ipotecari sull'immobile.
Ovviamente ove si parli di privilegi mobiliari che non hanno diritto di collocazione sugli immobili, la loro incapienza sui mobili li fa degradare a chirografari, per cui parteciperanno, prima nel riparto sociale e poi in quello personale, con tutti gli altri chirografari sull'attivo immobiliare residuato in entrambe le procedure dopo aver pagato i privilegiati speciali sull'immobile, gli ipotecari e i privilegiati mobiliari con collocazione sussidiaria.