Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g01-39s.HTM
Timestamp: 2018-07-16 00:58:23+00:00
Document Index: 155805611

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 27', 'art. 17', 'art.38', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 54', 'art. 2']

GURS Parte I n. 39 del 2001 Supp. Straordinario
Statuto del Comune di Mistretta Pag. 3
Statuto del Comune di Gela. Modifiche Pag. 18
1. Il Comune di Mistretta è ente autonomo locale, rappresenta la sua comunità nei rapporti con lo Stato, con la Regione siciliana, con la provincia di Messina e con gli altri enti o soggetti pubblici e privati e, nell'ambito degli obiettivi indicati nel presente statuto, nei confronti della comunità internazionale, secondo i principi della costituzione, nel rispetto delle leggi della Repubblica italiana e di quelle della Regione siciliana.
2. E' ente democratico che crede nei principi europeistici della pace e della solidarietà; considerata la peculiare realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica per sé uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nell'organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse. Ciò nel rispetto del principio della sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete all'autorità territorialmente più vicina ai cittadini.
2. Il comune promuove e tutela l'equilibrato assetto del territorio e concorre, insieme alle altre istituzioni nazionali ed internazionali, alla riduzione dell'inquinamento, assicurando, nell'ambito di un uso sostenibile ed equo delle risorse, i diritti e le necessità delle persone d'oggi e delle generazioni future. Tutela la salute dei cittadini e salvaguarda altresì la coesistenza delle diverse specie viventi e della biodiversità.
a) dare pieno diritto all'effettiva partecipazione dei cittadini, singoli ed associati, alla vita organizzativa politica, amministrativa, economica e sociale; a tal fine sostiene e valorizza l'apporto costruttivo e responsabile del volontariato e delle libere associazioni;
f) tutela della vita umana, della persona e della famiglia, valorizzazione sociale della maternità e della paternità, assicurando sostegno alla corresponsabilità dei genitori nell'impegno della cura e dell'educazione dei figli, anche tramite i servizi sociali e educativi; garanzia del diritto allo studio e alla formazione culturale e professionale per tutti in un quadro istituzionale ispirato alla libertà d'educazione;
1. Il territorio del comune si estende per Ha. 12.725 e confina con i territori dei comuni di S. Stefano di Camastra, Caronia, Capizzi, Cerami, Nicosia, Castel di Lucio, Pettineo, Motta D'Affermo e Reitano.
2. La sede del comune è in Mistretta, via Libertà n. 249, palazzo Municipale.
3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale; esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessità e per particolari esigenze.
4. All'interno del territorio del comune di Mistretta non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del comune in materia, l'insediamento di centrali nucleari né lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioattive.
1. Il sindaco individua nell'ambito del palazzo municipale di Mistretta un apposito spazio da destinarsi ad "albo pretorio", nel quale sono pubblicati ogni atto ed ogni avviso dei quali la legge, lo statuto o una norma regolarmente imponga la pubblicazione. La pubblicazione deve assicurare l'accessibilità e la fruibilità della lettura ad ogni cittadino, anche se portatore di handicap motorio.
3. Le pubblicazioni possono effettuarsi anche per mezzo di deposito con contemporaneo avviso affisso all'albo.
1. Il comune, negli atti e nel sigillo, s'identifica con il nome di Mistretta ed ha, come suo segno distintivo lo stemma autorizzato, costituito da un'aquila imperiale ad ali aperte, con la testa rivolta a destra, su scudo sorretto da due ramoscelli di quercia e alloro, il tutto sottostante ad una corona menata.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, accompagnato dal sindaco o da un assessore delegato, condotto e scortato dalla polizia municipale in uniforme di rappresentanza, può essere esibito il gonfalone del comune, che reca lo stemma autorizzato. In occasione di cerimonie eccezionali il gonfalone sarà preceduto dal Mazziere.
4. La bandiera tricolore, il gonfalone, la bandiera dell'Unione Europea e quella della Regione siciliana devono essere esposti durante le adunanze consiliari e le cerimonie ufficiali nell'apposita sala.
PARTECIPAZIONE POPOLARE PROGRAMMAZIONE E COOPERAZIONE
2. Il comune ricerca la collaborazione e la cooperazione con i comuni vicini, con la provincia di Messina, con la Regione siciliana e con enti ed organismi nazionali e sovranazionali.
1. Il comune riconosce e valorizza le libere forme di associazione, di cooperazione e di volontariato, privilegiando quelle che non perseguono scopi di lucro e che hanno come finalità la formazione e l'inserimento dei giovani nella vita sociale, l'assistenza delle categorie sociali deboli, la diffusione di iniziative con finalità umanitarie e di attività sportive, culturali ed artistiche, la salvaguardia e il recupero del patrimonio ambientale, il miglioramento della qualità della vita.
a) il riconoscimento entro i limiti stabiliti dalla legge e dai regolamenti del diritto di accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni di cui è in possesso l'amministrazione;
2. Per questi fini, la giunta comunale stabilisce le norme di iscrizione in un apposito albo, nel quale sono iscritte tutte le associazioni che operano nel territorio comunale e ne abbiano fatto richiesta, depositando il proprio statuto e l'atto costitutivo.
3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi dell'ente sono stabiliti in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità.
4. Il comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a livello nazionale ed inserite nell'apposito albo regionale; l'erogazione dei contributi e le modalità della collaborazione saranno stabilite in apposito regolamento.
5. Le associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o in natura dall'ente devono redigere, al termine di ogni anno, apposito rendiconto che ne evidenzi l'impiego.
1. Al fine di garantire, razionalizzare o suscitare la partecipazione all'amministrazione locale, il comune, secondo modalità disciplinate dal regolamento, promuove la costituzione di consulte di settore.
1. Tutti gli atti dell'amministrazione comunale, ec-cetto quelli aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubblicizzati.
3. L'affissione è curata dal segretario comunale che si avvale di un messo e, su attestazione di questi, certifica l'avvenuta pubblicazione.
4. Gli atti aventi destinatario determinato devono es-sere notificati all'interessato.
7. Al fine di assicurare la massima trasparenza all'azione amministrativa ogni anno sarà pubblicato a cura dell'ufficio tributi ed utenze un estratto dei ruoli dei tributi comunali e dei canoni di utenza corrisposti da dipendenti comunali, consiglieri e amministratori aventi residenza nel comune o che godano in ogni modo di servizi comunali per i quali va corrisposto un onere al comune.
1. Ai singoli, alle associazioni, ai comitati ed a gruppi esistenti nel comune è garantito il diritto di udienza da parte degli amministratori comunali e del personale secondo le modalità che saranno definite dal regolamento.
2. Il sindaco ha l'obbligo di riceverli, di esaminare le istanze e di rispondere.
2. Le petizioni devono essere poste all'ordine del giorno del consiglio comunale entro il termine di 30 giorni. In caso di inosservanza, ciascun consigliere può chiedere al presidente del consiglio l'inserimento della petizione nell'ordine del giorno della successiva seduta consiliare.
3. Qualora il consiglio comunale non ritenga di dover accogliere la petizione, la deliberazione conclusiva dell'esame deve essere espressamente motivata ed adeguatamente pubblicizzata.
5. Il sindaco ne dà comunicazione scritta al presidente del consiglio che provvederà all'inserimento della stessa petizione all'ordine del giorno del consiglio comunale, entro il termine di trenta giorni o comunque alla prima seduta utile.
1. Le proposte possono essere avanzate da un numero di cittadini pari al 5% della popolazione residente nel comune al 31 dicembre dell'anno precedente. Hanno diritto a firmare le proposte i cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età.
2. Entro 30 giorni dalla data di presentazione delle proposte, il presidente del consiglio comunale, sentito il sindaco, deve richiedere i pareri dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale e, ove occorra, l'attestazione relativa alla copertura finanziaria.
1. Il sindaco o il presidente del consiglio comunale, di loro iniziativa o per richiesta di almeno 500 cittadini o 2/3 del consiglio comunale, indicono pubbliche assemblee per dibattere problemi o questioni di particolare importanza per la comunità.
2. Tali assemblee vanno tenute entro 45 giorni dalla richiesta alla presenza del sindaco e del presidente del consiglio comunale o di loro delegati.
3. Dei documenti approvati dalle assemblee deve essere data formale lettura al consiglio comunale nella prima seduta successiva alla celebrazione dell'assemblea e può essere comunicata integrale notizia mediante pubblicazione nel bollettino ufficiale del comune.
3. Il giudizio sulla regolarità, legittimità ed ammissibilità del referendum è rimesso previa audizione di un rappresentante indicato dal soggetto promotore del referendum, ad un organo di controllo costituito da tre esperti in materie giuridiche, eletti dal consiglio comunale con la maggioranza dei tre quarti dei consiglieri assegnati, nella prima votazione, e con la maggioranza assoluta, nelle successive votazioni, che, comunque dovranno effettuarsi entro 90 giorni dal rinnovo del consiglio comunale.
b) il 10% del corpo elettorale.
5. Quando il referendum sia stato indetto, il consiglio comunale sospende l'attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con deliberazione approvata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al comune, non riconosca che sussistono ragioni di particolare necessità ed urgenza.
6. Il quesito sottoposto al referendum è dichiarato accolto nel caso in cui i voti attribuiti alla risposta affermativa non siano inferiori alla maggioranza degli elettori votanti, purché abbia preso parte al referendum almeno il 50% degli aventi diritto, altrimenti è dichiarato respinto.
8. Le norme per l'attuazione del referendum consultivo sono stabilite da apposito regolamento.
9. Non è consentito lo svolgimento di più di una tornata referendaria in un anno e su non più di sei quesiti individuati secondo i criteri stabiliti dal regolamento. I referendum non possono essere indetti nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo né possono svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto.
1. Al fine di garantire i diritti dei cittadini e vigila-re sull'imparzialità e sul buon andamento dell'amministrazione comunale, delle istituzioni, delle aziende speciali, degli enti controllati dal comune e delle società di cui esso fa parte, è istituito, in base all'art. 8, legge n. 142/90 e legge regionale n. 48/91, la figura del difensore civico.
2. Il difensore civico è eletto a scrutinio segreto dal consiglio comunale entro 90 giorni dal suo insediamento con la maggioranza dei 2/3 dei consiglieri in carica nella prima votazione e con la maggioranza assoluta nelle successive votazioni. Egli è scelto anche fra i cittadini non residenti nel comune, eleggibili alla carica di consigliere comunale e che diano garanzie di indipendenza, probità, competenza ed esperienza giuridica ed amministrativa. Prima di prendere possesso delle sue funzioni presta giuramento alla presenza del sindaco e del segretario comunale, che redige il relativo verbale, pronunciando le parole: "giuro di adempiere fedelmente le mie funzioni, osservando le leggi dello Stato e della Regione siciliana e lo statuto comunale".
5. Il difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di consigliere comunale o per sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità indicate nel regolamento. La decadenza è pronunciata dal consiglio comunale su proposta della giunta comunale o di almeno cinque consiglieri comunali. Inoltre il difensore civico può essere revocato dall'incarico per gravi inadempienze ai doveri d'ufficio e di quant'altro necessario per il buon funzionamento dell'ufficio stesso.
6. L'Ufficio del difensore civico ha sede in idonei locali predisposti dall'amministrazione comunale. Dispone di mezzi, di personale, di attrezzature d'ufficio e di quant'altro necessario per il buon funzionamento del-l'ufficio stesso.
a) trasmette al responsabile del procedimento ovvero dell'ufficio o del servizio una comunicazione scritta con l'indicazione del termine e delle modalità per superare l'inerzia o per sanare la violazione riscontrata;
9. Entro il mese di marzo di ogni anno, il difensore civico presenta la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, indicando le disfunzioni riscontrate, suggerendo rimedi per la loro eliminazione, formula proposte tese a migliorare il buon andamento e l'imparzialità della funzione amministrativa. La relazione è discussa dal consiglio in apposita seduta pubblica.
1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando sia esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.
2. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario comunale secondo le modalità ed i termini stabiliti dai rispettivi regolamenti.
3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute degli organi collegiali quando si trova in stato di incompatibilità: in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del consiglio o della giunta nominato rispettivamente dal Presidente, o dal sindaco, di norma il più giovane di età.
2. L'elezione, la durata in carica, la composizione, lo scioglimento e le attribuzioni, del consiglio comunale sono regolati dalla legge.
3. Le sedute del consiglio comunale sono pubbliche salvi i casi concernenti persone per cui è stabilita la seduta segreta.
4. Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della metà più uno dei consiglieri in carica. Gli astenuti presenti in aula sono utili ai fini del mantenimento del "quorum".
5. La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un'ora della seduta. Se alla ripresa dei lavori manca il numero legale, la seduta è rinviata al giorno successivo con il medesimo ordine del giorno, senza ulteriore avviso di convocazione.
6. Nella seduta di prosecuzione è sufficiente, per la validità delle deliberazioni, l'intervento dei due quinti dei consiglieri in carica. Le eventuali frazioni, ai fini del calcolo dei due quinti, si computano per unità.
7. Le decisioni sono prese a scrutinio palese, salvo che la legge non disponga modalità di votazione che richiedono lo scrutinio segreto.
8. Salvo i casi in cui la legge e lo statuto non dispongono altrimenti, le decisioni sono adottate a maggioranza assoluta dei presenti.
9. Per le nomine di competenza dell'ente, nell'osservanza delle norme poste a tutela delle minoranze, la votazione avviene a voto limitato a uno, risultando nominati o eletti i soggetti che hanno riportato il maggior numero dei voti.
10. A parità di voti viene eletto l'anziano di età. Per le cariche, ove siano richieste specifiche capacità professionali, è richiesto il deposito di un "curriculum".
11. Ogni proposta sottoposta all'esame del consiglio deve essere corredata dei pareri previsti dalla legge e deve essere depositata presso la segreteria del comune, nei modi previsti dal regolamento, almeno tre giorni prima o ventiquattro ore nei casi di straordinarietà ed urgenza, perché i consiglieri possano prenderne visione.
12. Il regolamento stabilisce i casi in cui sia sufficiente il solo parere di legittimità del segretario.
13. I verbali delle sedute e delle deliberazioni del consiglio sono redatte a cura del segretario che le sottoscrive insieme a chi ha presieduto la riunione.
14. Il funzionamento del consiglio è regolato da apposito regolamento, da approvarsi con il voto favorevole della maggioranza del consiglieri assegnati al comune. Analoga maggioranza è necessaria per l'approvazione delle relative modifiche.
1. Il consiglio comunale potrà istituire, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni saranno composte solo da consiglieri comunali scelte con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
2. Il funzionamento, la composizione, i poteri, l'oggetto e la durata delle commissioni saranno disciplinate con apposito regolamento.
3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune nonché dalle aziende, istituzioni e enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento del proprio mandato. Essi, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
4. Ciascun consigliere è tenuto ad eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il quale saranno recapitati gli avvisi di convocazione del consiglio ed ogni altra comunicazione ufficiale.
1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al presidente del consiglio e al segretario comunale unitamente alla indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni ed i relativi capigruppo nei consiglieri, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
1. Il consiglio comunale, espletate le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede all'elezione nel suo seno del presidente, a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.
2. Ove tale maggioranza non sia raggiunta, si procede a una seconda votazione in cui risulta eletto il candidato che abbia riportato la maggioranza semplice. Con la stessa procedura il consiglio elegge il vice presidente.
1. Il presidente del consiglio comunale convoca il consiglio comunale, ne stabilisce l'ordine del giorno, dando la precedenza, nei limiti consentiti dalla legge e dal presente statuto, alle proposte del sindaco; dirama gli avvisi di convocazione in modo che i consiglieri possano prendere visione degli atti almeno 3 giorni prima della seduta o almeno 24 ore prima nei casi di urgenza; attiva le commissioni consiliari; presiede il consiglio comunale e dirige il dibattito. L'ordine del giorno di convocazione del C.C. deve essere notificato al sindaco.
2. In caso di assenza o impedimento, il presidente è sostituito dal vice presidente e, in casi di assenza o impedimento di questo, dal consigliere presente che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali.
4. Il consiglio deve essere pure convocato quando lo richiedano il sindaco, 1/5 dei consiglieri comunali in carica, con richiesta motivata; in tali casi l'adunanza deve avere luogo entro venti giorni.
5. Per l'espletamento delle proprie funzioni il presidente del consiglio si avvale delle strutture esistenti nel comune secondo quanto previsto dallo statuto. Deve poter disporre di mezzi, di personale, di attrezzature e di quant'altro necessario per l'esercizio del proprio mandato.
3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende all'espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sulla attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.
1. Il sindaco, che ha la rappresentanza generale dell'ente, può delegare le sue funzioni o parte di esse ai singoli assessori o consiglieri ed è l'organo responsabile dell'amministrazione del comune, in particolare, il sindaco:
d) nomina il segretario comunale scegliendolo nell'apposito albo;
1. Per l'espletamento di attività connesse con la materia di sua competenza, il sindaco può, oltre agli esperti che la legge gli riconosce, conferire un incarico a tempo determinato, con contratto di lavoro autonomo, ad esperti estranei all'organizzazione, che siano muniti di diploma di laurea e in possesso di qualificazione adeguata ai compiti affidati.
1. La cessazione dalla carica di sindaco avviene per decadenza, dimissioni, revoca, rimozione, morte, impedimento permanente o mozione di sfiducia, come previsto per legge, comporta la cessazione dalla carica dei componenti delle rispettive giunte.
2. Le dimissioni comunque presentate dal sindaco diventano irrevocabili e la comunicazione dell'avvenuto deposito della manifestazione di volontà all'organo di controllo ed all'Assessorato regionale degli enti locali compete al segretario comunale.
3. La cessazione del consiglio comunale per dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei componenti o per altra causa comporta la nomina da parte dell'Assessore regionale per gli enti locali, di un commissario, il quale resterà in carica sino al rinnovo degli organi comunali.
4. L'impedimento permanente del sindaco è accertato da una commissione eletta dal consiglio comunale e composta da soggetti estranei al consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell'impedimento. La procedura per la verifica dell'impedimento è attivata dal vice sindaco o, in mancanza, dall'assessore più anziano di età che vi provvede di intesa con i gruppi consiliari.
5. La commissione, nel termine di 30 giorni dalla nomina, relaziona al consiglio sulle ragioni dell'impedimento.
6. Il consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo sua diversa determinazione, anche su richiesta della commissione, entro 10 giorni dalla presentazione.
2. La giunta esercita le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
3. Il conferimento delle deleghe rilasciate agli assessori e consiglieri deve essere comunicato al consiglio, che potrà esprimere formalmente le proprie valutazioni, ed agli organi previsti dalla legge, nonché pubblicato all'albo pretorio.
1. La giunta è composta dal sindaco e da numero sei assessori, salvo che non lo consentano apposite norme di legge. Uno di essi è investito della carica di vice sindaco.
1. Il vice - sindaco e gli altri componenti della giunta sono nominati dal sindaco e presentati al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle elezioni unitamente alla proposta degli indirizzi generali di governo.
4. E' consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e 1 giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie.
l) si occupa di tutte quelle altre incombenze che di volta in volta gli siano espressamente assegnate da specifiche normative.
2. L'amministrazione comunale deve rendere pubbli-co il nome del funzionario responsabile della procedu-ra, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito ed il termine entro cui le decisioni devono essere adottate.
2. Il funzionario o l'amministrazione devono sentire l'interessato entro 30 giorni dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.
4. Nel caso l'atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente su diritti ed interessi legittimi di altri soggetti, il funzionario responsabile deve dare loro comunicazione della richiesta ricevuta.
1. Nel caso di procedimenti ad impulso di ufficio, il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti od interessi legittimi che possano essere pregiudicati dall'adozione dell'atto amministrativo, indicando il termine non minore di 15 giorni salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte e produrre documenti.
2. I soggetti interessati possono, altresì, nello stesso termine, chiedere di essere sentiti personalmente dal funzionario responsabile e dall'amministrazione che deve pronunciarsi in merito.
Obiettivi dell'attività ammistrativa
1. Il comune può istituire e gestire servizi pubblici, che abbiano per oggetto la produzione di beni e servizi o l'esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.
a) in economia quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno costituire un'istituzione od un'azienda;
c) per mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale;
d) per mezzo di istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale;
e) per mezzo di società per azioni o responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico, qualora si renda opportuno, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati;
f) per mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni nonché in ogni altra forma consentita dalla legge.
4. Il direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal testo unico 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.
6. Il consiglio comunale approva altresì i bilanci annuali a pluriennali, i programmi ed il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.
1. Il consiglio comunale, su proposta della giunta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con Amministrazioni statali, enti pubblici o soggetti privati per l'affidamento di attività e servizi.
1. Il comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione associata di uno o più servizi secondo le norme previste per le aziende speciali laddove applicabili.
2. L'accordo di programma, consistente nel consenso unanime del Presidente della Regione, del presidente della Provincia, dei sindaci delle amministrazioni interessate viene definito in un'apposita conferenza la quale provvede altresì all'approvazione formale dell'accordo stesso ai sensi dell'art. 27, comma 4, della legge 8 giugno 1990, n. 142, così come recepita dalla Regione siciliana con la legge regionale 11 dicembre 1990, n. 48, modificato dall'art. 17, comma 9, della legge n. 127/97.
1. Il comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale, in conformità alle norme del presente statuto, l'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al consiglio comunale, al sindaco ed alla giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al direttore generale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.
1. Il comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici e, in particolare le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore e gli organi amministrativi.
2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire, in piena autonomia, gli obiettivi e le finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore, di verificarne il conseguimento; al direttore e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo i principi di professionalità e responsabilità.
1. I dipendenti comunali inquadrati in ruoli organici e ordinati secondo categorie e profili professionali in conformità alla disciplina generale sullo stato giuridico ed il trattamento economico del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali svolgono la propria attività al servizio e nell'interesse dei cittadini.
2. Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza dei relativi uffici e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile verso il direttore, il responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.
1. Il sindaco, previa delibera della giunta comunale, può nominare un direttore generale al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione, dopo aver stipulato apposita convenzione tra i comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i 15.000 abitanti.
1. Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente secondo le direttive che, a tale riguardo gli impartirà il sindaco.
2. Il direttore generale sovrintende alle gestioni dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza tra i responsabili di servizio che allo stesso tem-po rispondono nell'esercizio delle funzioni loro assegnate.
1. Il direttore generale predispone la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi previsto dalle norme della contabilità, sulla ba-se degli indirizzi forniti dal sindaco e dalla giunta co-munale.
j) promuove e resiste alle liti ed ha il potere di conciliare e di transigere.
1. I responsabili degli uffici e dei servizi stipulano in rappresentanza dell'ente i contratti, adottano le determinazioni a contrattare, approvano i ruoli dei tributi, gestiscono le procedure di appalto e di concorso, provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli impegni di spesa.
f) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento ad eccezione di quelle di cui all'art.38 della legge n. 142/90;
2. La giunta comunale, nel caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento la titolarità di uffici e servizi a personale assunto con contratto a tempo determinato o incaricato con contratto di lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 6, comma 4, della legge n. 127/97.
1. Il regolamento può prevedere collaborazioni ester-ne, ad alto contenuto di professionalità, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.
1. Il regolamento può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente o da collaboratori.
1. Il segretario comunale partecipa alle riunioni della giunta e del consiglio e cura la redazione dei verbali che sottoscrive unitamente a chi ha presieduto l'organo deliberante ed al componente anziano.
2. Il segretario comunale può partecipare a commissioni di studio e di lavoro interne all'ente e, con l'autorizzazione del sindaco a quelle esterne; egli, dietro richiesta, formula i pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico-giuridico al consiglio, alla giunta, al sindaco, agli assessori e ai singoli consiglieri.
2. Il sindaco, il segretario comunale, il responsabile del servizio che venga a conoscenza, direttamente od in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del 1° comma, devono fare denuncia al procuratore della Corte dei conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.
3. Qualora il fatto dannoso sia imputabile al segretario comunale o ad un suo responsabile di servizio, la denuncia è fatta a cura del sindaco.
2. Ove il comune abbia corrisposto al terzo l'ammontare del danno cagionato dall'amministrazione, dal segretario o dal dipendente, esso si rivale agendo contro questi ultimi a norma del precedente articolo.
3. La responsabilità personale dell'amministratore, del segretario, del direttore o del dipendente che abbia violato i diritti di terzi sussiste sia nel caso d'adozione di atti o di compimento di operazioni, che nel caso di omissioni o nel ritardo ingiustificato, di atti od operazioni al cui compimento l'amministratore od il dipendente siano obbligati per legge e per regolamento.
4. Qualora la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi collegiali del comune, sono responsabili, in solido, il presidente ed i membri del collegio che hanno partecipato all'atto od operazione. La responsabilità è esclusa per coloro che abbiano fatto costatare nel verbale il proprio dissenso.
1. Il tesoriere ed ogni altro contabile che abbiano maneggio di denaro del comune o siano incaricati della gestione dei beni comunali, nonché coloro che intervengano, senza legale autorizzazione, nel maneggio del denaro del comune devono rendere il conto della gestione e sono soggetti alle responsabilità stabilite nelle norme di legge e di regolamento.
1. Le entrate finanziarie del comune sono costituite da imposte proprie, addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali e regionali, tasse e diritti per servizi pubblici, trasferimenti erariali, trasferimenti regionali, altre entrate proprie anche di natura patrimoniale, risorse per investimenti e da ogni altra entrata stabilita per legge e regolamento.
3. Nell'ambito delle facoltà concesse dalla legge il comune istituisce, sopprime e disciplina, con deliberazione consiliare, imposte, tasse e tariffe;
5. La potestà impositiva in materia tributaria viene svolta dal comune, mediante adeguamento dei relativi atti amministrativi, in particolare l'organo competente a rispondere all'istituto dell'interpello è individuato nel funzionario responsabile dei tributi.
1. Il sindaco dispone la compilazione dell'inventario dei beni demaniali e patrimoniali del comune da rivedersi annualmente ed è responsabile, unitamente al segretario, al ragioniere capo e all'economo del comune del l'esattezza dell'inventario, delle successive aggiunte e modificazioni e della conservazioni dei titoli, atti, carte e scritture relativi al patrimonio.
2. I beni patrimoniali comunali non utilizzati in proprio e non destinati a funzioni sociali ai sensi del presente statuto devono di regola essere dati in affitto, i beni demaniali possono essere concessi in uso, in base ad apposito regolamento.
3. Le somme provenienti dall'alienazione di beni, da lasciti, donazioni, riscossioni di crediti o, in ogni modo da cespiti da investirsi a patrimonio, debbono essere impiegate in titoli nominativi dello stato o nell'estinzione di passività onerose e nel miglioramento del patrimonio o nella realizzazione di opere pubbliche.
3. La determinazione o la deliberazione deve indicare il fine che con il contratto s'intende perseguire, l'oggetto, la forma e le clausole ritenute essenziali nonché le modalità di scelta del contraente in base alle disposizioni vigenti.
3. L'organo di revisione collabora con il consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'ente ed attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bilancio.
7. All'organo di revisione possono essere affidate le ulteriori funzioni relative al controllo di gestione nonché alla partecipazione al nucleo di valutazione dei responsabili degli uffici e dei servizi di cui all'art. 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.
b) la riscossione di qualsiasi altra somma spettante di cui il tesoriere è tenuto a comunicare all'ente entro dieci giorni;
d) il pagamento, anche in mancanza dei relativi mandati, delle rate di ammortamento di mutui, di contributi previdenziali e delle altre somme stabilite dalla legge.
2. Le operazioni eseguite e le loro risultanze sono descritte in un verbale che, insieme con le proprie osservazioni e rilievi, è rimesso all'assessore competente che ne riferisce alla giunta per gli eventuali provvedimenti di competenza, da adottarsi sentito il collegio dei revisori.
2. Nelle materie di competenza riservata alla legge, la potestà regolamentare è esercitata nel rispetto delle norme regionali e delle disposizioni statutarie.
5. I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all'albo pretorio: dopo l'adozione della delibera nonché, per la durata di 15 giorni, dopo che la deliberazione di adozione è divenuta esecutiva. I regolamenti devono essere comunque sottoposti a forme di pubblicità che ne consentano l'effettiva conoscibilità. Essi debbono essere accessibili a chiunque intenda consultarli.
1. I regolamenti previsti dallo statuto, tranne quelli di contabilità e dei contratti, sono approvati dal consiglio entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso.
Violazioni e sanzioni alle ordinanze e regolamenti comunali
1. Le trasgressioni alle norme delle ordinanze del sindaco e ai regolamenti comunali sono accertate dagli ufficiali e agenti della polizia municipale nonché dagli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria.
2. La procedura applicabile, nei confronti dei trasgressori è quella prevista dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.
3. Le violazioni che non costituiscono reato sono punite con sanzioni previste in apposito regolamento.
4. Per le violazioni alle ordinanze del comune a cui non sia stata data, dopo l'emissione del verbale di violazione, spontanea esecuzione da parte dell'obbligato, il comune procederà secondo le norme dettate dall'art. 54, comma 4, del decreto legislativo n. 267/2000, all'esecuzione d'ufficio.
1. Le modificazioni soppressive, aggiuntive e l'abrogazione totale o parziale dello statuto sono deliberate dal consiglio comunale con la procedura stabilita dalla legge per l'approvazione dello statuto purché siano trascorsi 365 giorni dall'entrata in vigore dello statuto o dall'ultima modifica od integrazione.
1. Lo statuto, dopo l'approvazione da parte del Comitato regionale di controllo, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed affisso all'albo pretorio per trenta giorni consecutivi.
3. Il presente statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.
Lo statuto del comune di Mistretta è stato pubblicato nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 45 del 25 settembre 1993, successive modifiche ed integrazioni sono state pubblicate nel supplemento straordinario alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 38 del 22 luglio 1995.
La presente pubblicazione integrale è stata necessaria in seguito ad ulteriori modifiche approvate dal consiglio comunale con deliberazione n. 5 del 10 aprile 2001, divenuta esecutiva essendo decorsi 60 giorni dalla ricezione dell'atto da parte del CO.RE.CO. centrale.
(2001.27.1519)
Statuto del Comune di Gela. Modifiche
Allo statuto del comune di Gela, pubblicato nel S.S. alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 17 del 7 aprile 2000, con deliberazione del consiglio comunale n. 29 del 19 aprile 2001, divenuta esecutiva il 2 giugno 2001 per decorrenza termini, sono state apportate le seguenti modifiche:
Art. 13 - Introdurre all'inizio il seguente comma
Il funzionamento del consiglio è disciplinato da apposito regolamento che deve essere approvato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri in carica che dovrà prevedere le modalità delle convocazioni per la presentazione e le discussioni delle proposte, il numero necessario dei presenti per la validità delle sedute, tenendo presente che in seconda convocazione devono essere presenti almeno dieci consiglieri.
Modificare il comma 5
Con il regolamento di cui al primo comma, il consiglio disciplina la gestione delle risorse attribuite dal bilancio comunale per il proprio funzionamento e per quello dei gruppi consiliari, nonché la gestione delle risorse da attribuire al presidente e al consiglio di presidenza.
La gestione di tali risorse va affidata comunque al dirigente affari istituzionali e decentramento e sarà inserita nel P.E.G. di tale settore.
Art. 15 - Aggiungere il comma quattro
Nel caso in cui si costituiscono delle commissioni con finalità di indagine, garanzia e controllo queste devono essere presiedute da un consigliere appartenente alla componente della minoranza.
Art. 16 - Modificare il punto 8
Il consigliere decade dalla carica qualora sia assente senza alcuna giustificazione preventiva ad almeno tre sedute consiliari consecutive in qualunque forma convocate e anche quando costituiscono prosecuzione di sedute precedenti.
La decadenza è pronunciata con provvedimento del consiglio di presidenza e notificata all'interessato.
Art. 19 - Introdurre il punto l)
l) assicurare ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte al consiglio.
Art. 21 - Modificare il comma primo
Il consiglio comunale è riunito validamente in prima convocazione con la presenza di metà dei consiglieri in carica, e, in seconda convocazione con la presenza di dieci consiglieri.
La seduta di prima convocazione sarà ritenuta deserta se, dopo la chiamata di due appelli consecutivi intervallati da un'ora, non sarà stato raggiunto il quorum di metà dei consiglieri, in carica, sarà parimenti dichiarata deserta se dopo il suo inizio tale numero verrà meno.
Modificare il comma secondo
Il numero legale sarà verificato ogni qualvolta si proceda ad una qualsiasi votazione o su richiesta di un consigliere presente.
Qualora la seduta sarà dichiarata deserta ai sensi del primo comma si andrà automaticamente in seduta di seconda convocazione alla stessa ora del giorno lavorativo successivo ad eccezione quindi del sabato e di tutti i giorni festivi.
Art. 25 - Modificare il comma secondo
La giunta municipale è composta dal sindaco e da dieci assessori.
Art. 33 - Eliminare le parole di cui al quarto comma "della spalla destra".
Art. 42 - Modificare nel seguente modo
La mozione di sfiducia al sindaco è regolata dall'art. 2, comma primo, della legge regionale n. 25 del 16 dicembre 2000.
La cessazione della carica di sindaco comporta la decadenza della rispettiva giunta, mentre i consiglieri rimangono in carica fino a nuova elezione.
Art. 43 - Introdurre il comma 7
Il consiglio comunale in sede di approvazione del bilancio di previsione determina le risorse da attribuire ai consigli circoscrizionali per lo svolgimento delle relative funzioni calcolate in percentuale da stabilire rispetto alle risorse assegnate al consiglio stesso.
Art. 74 - Sostituire al comma primo
Rigo primo, le parole "dei cittadini" con la parola "popolare".
Sostituire al comma secondo
Primo rigo le parole "ai cittadini" con le parole "alla partecipazione popolare".
Sostituire al comma terzo
Lettera a) le parole "dei cittadini" con la parola "popolare".
Art. 106 - Modificare il comma secondo
La stipulazione dei contratti deve essere preceduta da apposita determinazione del responsabile del servizio che deve indicare:
Art. 118 - Modificare nel seguente modo
L'entrata in vigore di nuove leggi che enunciano principi che costituiscono limiti inderogabili per l'autonomia normativa del comune comporta l'abrogazione di ogni norma prevista dallo statuto con esse incompatibili e l'obbligo di adeguare lo statuto stesso alle nuove leggi entro centoventi giorni dalla loro entrata in vigore.
Ogni modifica dello statuto deve essere approvata con il voto favorevole di almeno venti consiglieri.
Qualora tale maggioranza non venga raggiunta la votazione dovrà essere ripetuta in successiva seduta da tenersi entro trenta giorni e le modifiche si intendono approvate se si ottiene per due volte il voto favorevole di sedici consiglieri.
Tale norma vale anche in sede di approvazione di nuovo statuto.
Art. 120 - Modificare il terzo comma nel seguente modo
Lo statuto o eventuali modifiche di esso entrano in vigore decorsi trenta giorni dall'affissione all'albo pretorio del comune indipendentemente da ogni altro tipo di diffusione.
(2001.25.1366)