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Timestamp: 2018-01-23 07:45:10+00:00
Document Index: 130677568

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 24', 'art. 34', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 22']

Tutela dei lavoratori | MAI DA SOLI
Terzo Aspetto – Tutela Dei Lavoratori
In ordine al terzo aspetto trattato riguardante la Tutela Dei Lavoratori si evidenzia che la prima norma italiana, che prende in considerazione il rischio amianto, è del 1936 (R.D. n. 1720/36). Viene specificata la tipologia dei lavori pericolosi, faticosi ed insalubri, tra questi: le lavorazioni d’amianto, limitatamente alle operazioni di mescola, filatura e tessitura; la macinazione di amianto, calce, gesso, cementi. Con il DPR n. 303/56 vengono affrontate le problematiche relative alla tutela dell’igiene dei lavoratori, quindi anche quelli esposti alle polveri d’amianto.
In seguito alle risultanze epidemiologiche il legislatore ha approntato sempre maggiori cautele fino al Decreto Legislativo 15/8/1991 n° 277, “Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n° 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell’art. 7 della legge 30/7/1990, n. 212”.
Il capo III è significativamente titolato “Protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione ad amianto durante il lavoro“. Questo decreto è da considerarsi innovativo nel campo delle leggi di tutela della salute, considerato che anticipa i concetti basilari del Decreto Legislativo n° 626/94 e successive integrazioni e modificazioni, con cui lo Stato Italiano ha recepito le direttive comunitarie in materia di salute dei lavoratori.
Ad esempio il concetto di valutazione del rischio, alla base di tutte le azioni finalizzate a garantire la salute dei lavoratori, viene trattato, da questo decreto, all’art. 4 nella sua parte generale ed all’art. 24 per quanto attiene specificatamente l’amianto.
Interviene la legge 257/92 dopo pochi mesi dalla precitata normativa e arresta ogni nuova immissione di amianto sul mercato, il definitivo abbattimento del rischio è demandato all’insieme delle attività di bonifica.
Parlando di bonifiche di amianto, non si può prescindere dall’art. 34 del D.Lgs 277/91, significativamente titolato “Lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto“. Potente strumento di prevenzione, con l’emanazione della legge 257/92, è divenuto l’articolo più importante di tutto il capo III della norma sopraccitata. Si ricorda che, ai sensi del 1° e 2° comma, il datore di lavoro è obbligato a predisporre un “piano di lavoro” ai fini della sicurezza e salute dei lavoratori addetti e della protezione dell’ambiente esterno, prima delle attività di demolizione o di rimozione dell’amianto (o dei materiali che lo contengono) da edifici, strutture, apparecchi ed impianti, mezzi di trasporto.
Dal contesto generale del presente decreto si comprende la volontà del legislatore di tutelare il lavoratore, tenendo in debita considerazione la pericolosità dell’amianto, e si ritiene utile ricordare l’ultima frase del comma 2 lettera b dell’art. 28 “L’attività di lavaggio è comunque compresa fra quelle indicate all’art. 22”. Il legislatore considera a rischio (certamente non di asbestosi, ma di neoplasie amianto-correlate) anche l’attività di pulizia degli indumenti di lavoro e pertanto la considera rientrante nel campo di applicazione del capo III, stabilito appunto dall’art. 22. L’attività di pulizia, può considerarsi un’attività a “bassa esposizione”.
Sanzioni a carico del commitente