Source: http://www.ilnautilus.it/author/cosimo-salvatore-corsa/
Timestamp: 2018-11-18 14:30:07+00:00
Document Index: 7037291

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 30', 'art. 39', 'art. 39']

Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News sabato, ottobre 27th, 2018
BRINDISI – Nell’ambito del Capo II, relativo all’abilitazione alla navigazione delle unità da diporto, fa il suo ingresso l’art. 26 bis del D. Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, inserito a seguito delle modificazioni introdotte dal D. Lgs. n. 229/17.
Preceduto dall’art. 26 che si occupa del certificato di sicurezza per le navi e per le imbarcazioni da diporto che attesta lo stato di navigabilità dell’unità e fa parte dei documenti di bordo, nonché dal certificato di idoneità al noleggio che attesta lo stato di idoneità dell’unità al noleggio ed è rilasciato dagli uffici circondariali marittimi e dagli uffici della motorizzazione civile, l’art. 26 bis si occupa di disciplinare, con Decreto del Ministro delle Infrastrutture con direttive da emanarsi entro il 31 marzo di ciascun anno, i controlli di sicurezza della navigazione da diporto in mare.Tale provvedimento è finalizzato a determinare le modalità di svolgimento dei controlli in materia di sicurezza della navigazione da diporto, anche a fini commerciali, al fine di evitare duplicazioni di accertamenti a carico delle unità da diporto, con particolar riguardo alla stagione balneare.
La pianificazione, la direzione e il coordinamento relativo ai controlli in materia di sicurezza della navigazione da diporto sono di competenza esclusiva del Corpo delle capitanerie di porto-guardia costiera. Gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto, nei limiti previsti dalla normativa in vigore (cfr. art. 8-bis, comma 1, del D.L. n. 92/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125/2008), procedono con i controlli alle unità da diporto anche mediante accesso all’anagrafe nazionale delle patenti nautiche di cui all’articolo 39-bis del Codice della Nautica da Diporto, ovvero all’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) e al Centro elaborazione dati di cui all’articolo 9, comma 1, della legge 1º aprile 1981, n. 121.
La finalità della norma trova fondamento nell’istituire di un sistema di controlli di natura preventiva che, a seguito di un accertamento favorevole sulla regolarità della documentazione di bordo, delle dotazioni di sicurezza e dei titoli abilitativi al comando delle unità da diporto, consente di evitare durante la stagione balneare la reiterazione di tali controlli, restando fermi quelli di diversa natura rientranti nelle attribuzioni e nei compiti di istituto propri di ciascuna Forza di polizia.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News sabato, settembre 1st, 2018
BRINDISI – Con la revisione del Codice della Nautica da Diporto ad opera del D. Lgs. n. 229/17 diversi articoli e commi sono stati oggetto di modifiche ed integrazioni. In alcuni casi sono state introdotte nuove norme, come nel caso dell’articolo 24 bis che si occupa della dichiarazione di armatore anche nel Codice della Nautica da Diporto.
Nel merito la novellata disciplina prevede che chi assume l’esercizio di unità da diporto deve fare dichiarazione di armatore all’Ufficio di conservatoria centrale delle unità da diporto (UCON) tramite lo sportello telematico del diportista (STED). Se l’armatore non vi provvede e l’esercizio non è assunto dal proprietario, la dichiarazione può essere fatta dal proprietario. Tengono luogo della dichiarazione di armatore, le formalità di cui agli articoli 279, 282, secondo comma, del codice della navigazione, quando l’esercizio è assunto dai comproprietari mediante costituzione di società di armamento.
La dichiarazione e la revoca di armatore sono fatte per atto scritto con sottoscrizione autenticata, anche dagli uffici comunali e dai titolari degli sportelli telematici dell’automobilista dichiarazione che può essere resa anche in forma verbale. In quest’ultimo caso la dichiarazione e la revoca sono raccolte dallo sportello telematico del diportista (STED) con processo verbale nelle forme stabilite nel regolamento di attuazione del Codice. In caso di non assunzione in esercizio da parte del proprietario, all’atto della dichiarazione si deve consegnare copia autentica del titolo che attribuisce l’uso dell’unità.
Nella dichiarazione di armatore si devono evidenziare i dati anagrafici, il domicilio o la residenza dell’armatore e gli elementi di individuazione dell’unità. Inoltre quando l’esercizio è assunto da persona diversa dal proprietario, la dichiarazione di armatore, oltre agli elementi precedenti deve contenere i dati anagrafici, il domicilio o la residenza del proprietario e l’indicazione del titolo che attribuisce l’uso dell’unità. L’Archivio Telematico Centrale delle Unità da Diporto (ATCN) accoglie la trascrizione della dichiarazione di armatore mentre la licenza di navigazione riporta l’annotazione
In caso di discordanza tra le varie risultanze prevalgono i dati trascritti nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN). Operano poi le presunzioni di legge in materia di dichiarazione di armatore, infatti in difetto si presume armatore il proprietario fino a prova contraria. In caso di unità da diporto concesse in locazione finanziaria, armatore si presume l’utilizzatore dell’unità in locazione finanziaria, fino a prova contraria. L’armatore è responsabile delle obbligazioni contratte, per quanto riguarda sia l’utilizzo che l’esercizio dell’unità da diporto.
Secondo la novellata normativa è previsto che per le obbligazioni contratte in occasione e per i bisogni di un viaggio, e per le obbligazioni sorte da fatti o atti compiuti durante lo stesso viaggio, a eccezione di quelle derivanti da proprio dolo o colpa grave, l’armatore di una unità da diporto di stazza lorda inferiore alle 300 tonnellate può limitare il debito complessivo a una somma pari al valore dell’unità e all’ammontare del nolo e di ogni altro provento del viaggio.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News domenica, agosto 26th, 2018
BRINDISI – Gli articoli 5 e 6 del D. Lgs. n. 229/2017 hanno apportato rilevanti modifiche all’articolo 15 del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171.In particolare sono interessati dalla modificazione la “rubrica” che attualmente è denominata “Iscrizione” unitamente al comma 1 che è stato rubricato “1. Le navi e le imbarcazioni da diporto sono iscritte nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN)”.
Accanto alla figura del proprietario della nave da diporto viene inserita quella dell’utilizzatore in locazione finanziaria. Inoltre le parole “nei registri delle imbarcazioni da diporto” sono sostituite da quelle “nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN)”.Per quanto attiene le ulteriori modifiche viene introdotto l’art. 15 bis che è rubricato “iscrizione di navi da diporto”.
Nel merito la novellata normativa prevede che il proprietario o l’utilizzatore della nave da diporto in locazione finanziaria, in nome e per conto del proprietario, munito di procura con sottoscrizione autenticata, chiede l’iscrizione, anche provvisoria, nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN), presentando allo Sportello telematico del diportista (STED) il titolo di proprietà e il certificato di stazza.
Non è necessario presentare il titolo di proprietà, fermo restando l’obbligo di presentazione del certificato di stazza o l’attestazione provvisoria, nel caso in cui nell’estratto del registro di iscrizione di provenienza o nel certificato di cancellazione dal medesimo registro o nel certificato sono indicate le generalità del proprietario e i dati identificativi dell’unità. Si prevede inoltre che l’annotazione nel registro delle navi da diporto possa avvenire per utilizzo ai fini commerciali.
In questa ipotesi il proprietario o l’utilizzatore della nave da diporto in locazione finanziaria presenta allo Sportello telematico del diportista (STED), oltre quanto previsto dalle vigenti disposizioni, il certificato di iscrizione nel registro delle imprese o la dichiarazione sostitutiva dalla quale risultano gli estremi dell’impresa individuale o della società esercente le attività previste.
Nel caso di impresa o società estera è richiesto un documento rilasciato dal Paese di appartenenza che attesta la specifica attività svolta dall’esercente.L’iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto (ATCN) riporta la denominazione di nave da diporto utilizzata a fini commerciali-commercial yacht. La stessa denominazione è riportata anche nella licenza di navigazione. In qualsiasi momento il proprietario o l’utilizzatore del bene in locazione finanziaria ha facoltà di mutare sempre la destinazione della nave da diporto utilizzata ai fini commerciali in nave da diporto e viceversa.
Infine nel caso di navi provenienti da stati esteri, oltre alla documentazione prevista, è fatto obbligo di presentare l’estratto del registro di iscrizione di provenienza ovvero il certificato di cancellazione dal medesimo registro. In luogo del certificato di stazza, può essere presentata, in via provvisoria e con validità non superiore a sei mesi, l’attestazione di stazza rilasciata dal registro di iscrizione di provenienza.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News domenica, luglio 8th, 2018
BRINDISI – Dalla disamina del Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171, come modificato dal D. Lgs. n. 229/2017, si ottiene la disciplina delle abilitazioni ai tipi di navigazione.Infatti dopo aver analizzato quali sono i documenti relativi alla navigazione prendiamo in esame le tipologie di navigazione disciplinati dal Nuovo Codice della Nautica da Diporto.Il Codice recita che le imbarcazioni da diporto possono essere abilitate ai seguenti tipi di navigazione.
Per quanto concerne le imbarcazioni senza marcatura CE non vi è alcun limite nelle acque interne, mentre il limite opera fino a 6 miglia dalla costa nelle acque marittime.Diversamente per le imbarcazioni con marcatura CE i criteri utilizzati per determinare tale limiti prendono in considerazione non la distanza dalla costa, bensì le condizioni meteo-marine.Infatti si prevede che non via sia alcun limite, per la categoria di progettazione A di cui all’allegato II.
Per la categoria di progettazione B, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 8 e onde di altezza significativa fino a 4 metri, mare agitato.Per la categoria di progettazione C, di cui all’allegato II, opera il limite con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri, mare molto mosso.Per la categoria di progettazione D, di cui all’allegato II, per la navigazione in acque protette, opera il limite con vento fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a 0,3 metri.
L’Allegato II del D. Lgs. n. 171/2005 traccia i requisiti essenziali di sicurezza per la progettazione e la costruzione delle unità ed indica le categorie di progettazioni fornendo le seguenti definizioni.
A. In alto mare: progettate per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento puo’ essere superiore ad 8 (Scala Beaufort) e l’altezza significativa delle onde superiore a 4 m. ma ad esclusione di circostanze anomale; imbarcazioni ampiamente autosufficienti.
B. Al largo: progettate per crociere d’altura, in cui la forza del vento puo’ essere pari a 8 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 4 m.
C. In prossimità della costa: progettate per crociere in acque costiere, grandi baie, estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento puo’ essere pari a 6 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 2 m.
D. In acque protette: progettate per crociere in acque costiere riparate, in piccole baie, laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento puo’ essere pari a 4 e l’altezza significativa delle onde puo’ raggiungere 0,3 m. con onde occasionali di altezza massima pari a 0,5 m. ad esempio a causa di imbarcazioni di passaggio.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News giovedì, giugno 21st, 2018
BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 (G.U. n. 23/2018) il Codice della Nautica da Diporto di cui al D. Lgs. 18 luglio 2005, n.171 è stato sostanzialmente modificato.Analizzando il Capo II, che si occupa delle abilitazioni alla navigazione delle unità da diporto, prendiamo in esame la parte del Codice relativa ai documenti e ai tipi di navigazione.
La normativa in questione stabilisce quali sono i documenti di navigazione per le navi da diporto, rilasciati dallo sportello telematico del diportista (STED) all’atto dell’iscrizione.
In particolare la documentazione è quella relativa alla la licenza di navigazione, anche provvisoria, che abilita alla navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza alcun limite nonché il certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità.In maniera analoga i documenti di navigazione per le imbarcazioni da diporto, rilasciati, all’atto dell’iscrizione, dallo Sportello telematico del diportista (STED), sono rappresentati sempre dal certificato di sicurezza, che attesta lo stato di navigabilità, mentre per la licenza di navigazione, anche provvisoria, va precisato che questa abilita al tipo di navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione dell’unità, indicate nella dichiarazione di conformità, UE.
Tale documento viene rilasciato, ai sensi dell’allegato XIV del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, da uno dei soggetti indicati nell’articolo 14, comma 3, del medesimo decreto.Inoltre è previsto il rilascio di un’attestazione di idoneità rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi del D. Lgs. 11 gennaio 2016, n. 5, ovvero autorizzato ai sensi del D. Lgs. 14 giugno 2011, n. 104.
Infine natanti ed imbarcazioni sono obbligati a tenere a bordo il documento di assicurazione, di identità e se presente un apparecchio Vhf il certificato Rtf, oltre quelli previsti dalle norme in vigore.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News martedì, giugno 12th, 2018
BRINDISI – Con la pubblicazione del D. Lgs. n. 229/2017 sulla G.U. n. 23 del 29 gennaio 2018, recante Revisione ed integrazione del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, in attuazione dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 2015, n. 167, diversi articoli del codice hanno subito importanti modificazioni.
Prendiamo in esame l’art. 30 del citato D. Lgs. n. 229/2017 che introduce l’art. 39 bis, dopo l’art. 39 del Codice, denominato “Anagrafe nazionale delle patenti nautiche” il quale prevede che ai fini della sicurezza della navigazione e per rendere possibile l’acquisizione dei dati inerenti lo stato degli utenti e dei relativi mutamenti, è istituita, nel rispetto delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale e delle regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71 dello stesso codice, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale, l’anagrafe nazionale delle patenti nautiche, che include le violazioni di norme.
Sono elementi essenziali dell’anagrafe i dati anagrafici, i dati relativi al rilascio, rinnovo, sospensione revoca, i dati relativi alle violazioni e infine quelli relativi a sinistri marittimi, in cui il titolare è stato coinvolto con addebito di responsabilità, nonché i dati relativi a eventuali sanzioni irrogate
Diversi Enti sono chiamati ad implementare ed aggiornare l’anagrafe, completamente informatizzata, a partire dal Dipartimento per i Trasporti, Capitanerie di Porto, Uffici circondariali marittimi e Uffici della motorizzazione civile.L’accesso ai contenuti nell’anagrafe nazionale delle patenti nautiche è disciplinato e consentito alle autorità pubbliche, alle Forze di polizia, agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti al Corpo delle Capitanerie di porto.
Scritto da Cosimo Salvatore Corsa Italia, News martedì, gennaio 2nd, 2018
BRINDISI – L’atto di Concessione tra Demanio Marittimo e Concessionario può avere per oggetto anziché un diritto reale di superficie un contratto molto simile al contratto di locazione.
In casi di questo tipo la proprietà delle opere portuali resta in capo al Demanio marittimo quindi non si può parlare di proprietà superficiaria, con il limite che il concessionario non potrà trasferire la proprietà superficiaria a terzi.
Mentre per quanto riguarda i posti barca la stipulazione del contratto di ormeggio resta naturalmente l’ipotesi più naturale per disciplinare il rapporto tra le parti, per l’utilizzo dei servizi (custodia dell’imbarcazione) e per l’approvvigionamento di energia elettrica, acqua, etc., si ricorre normalmente al contratto di locazione.Quindi si possono avere due contratti separati uno per l’ormeggio ed uno per i servizi complementari.
Qui va evidenziata la diversa disciplina che il codice civile e le leggi a corredo riservano agli immobili ad uso abitativo (ad esempio appartamenti) e ad uso non abitativo (ad esempio alberghi, negozi, capannoni, etc.) che risultano ricompresi nell’area dell’approdo turistico.
Dal punto di vista fiscale necessita assoggettare all’imposta di registro il rapporto di concessione che intercorre tra il Demanio Marittimo e il gestore del porto per l’utilizzo dei diritti obbligatori.
Se il rapporto tra il concessionario dell’approdo turistico e un privato proprietario di una imbarcazione da diporto viene disciplinato mediante contratto di locazione si applica l’IVA con aliquota ordinaria.Di contro nel caso di privato che affitta il proprio posto barca torna applicabile l’imposta di registro.
Nell’esercizio di impresa, con forma giuridica di società di capitali, il provento derivante dal corrispettivo della locazione è assoggettato all’Ires, quale componente positivo di reddito.
Infine, secondo la prassi, ai fini delle imposte dirette si applicheranno le normali regole di tassazione IRPEF dei redditi da fabbricati tenendo conto della rendita catastale eventualmente assegnata al posto barca o ad esso riconducibile, tale ipotesi ricorre quando la locazione viene concessa da parte di un privato titolare del diritto di superficie.	Il canone percepito costituirà invece un reddito diverso quando si realizza una locazione da parte di un privato titolare di un diritto di utilizzo di tipo obbligatorio.