Source: http://collegiogeometri.mb.it/index.php?option=com_k2&view=itemlist&task=category&id=36:notizie&Itemid=104&lang=it
Timestamp: 2018-03-21 12:53:26+00:00
Document Index: 161296247

Matched Legal Cases: ['art. 91', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 44', 'art. 37', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Venerdì, 20 Novembre 2015 15:56
Venerdì, 06 Febbraio 2015 16:59
Modalità e i termini per il versamento dell'imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 23.01.2015)
Si pubblica il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2015 inerente le modalità e i termini per il versamento dell'imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni.
Si pubblica il vademecum operativo "Bonus Mobili 2013 - 2015" riguardante le detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili ed arredi.
Per accrescere il livello di sicurezza negli ambienti di lavoro e in quelli domestici l'INAIL ha pubblicato i "Quaderni per la Salute e la Sicurezza" che forniscono nozioni utili a individuare e perfezionare metodologie operative volte al miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi d'infortunio. A tal fine pubblichiamo il "quaderno" dedicato alle scale portatili e agli sgabelli.
Nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità a 50 anni, imposti dalla legge Fornero n. 214/201, la Cassa Italiana Geometri ha disposto, a partire dal 1° gennaio 2015, l'innalzamento dell'aliquota per il calcolo del contributo integrativo dal 4% al 5% (Delibera del Comitato Delegati Cassa del 24.11.2011). Pertanto, per tutti gli incarichi da committenti privati, sarà necessario indicare nelle fatture professionali l'aliquota del contributo integrativo al 5%. Tale aumento non si applica per le prestazioni professionali effettuate alle Pubbliche Amministrazioni (riportate nell'Elenco ISTAT) per le quali rimane in vigore l'aliquota del 4%. Per maggiori dettagli riguardo quest'ultimo punto si pubblica una nota esplicativa della Cassa (Prot.. n. 707S/SP del 06.02.2015).
Venerdì, 06 Febbraio 2015 14:06
Comune di Lissone - Istituzione Albo di Professionisti per l’affidamento incarichi professionali di importo inferiore a Euro 100.000,00
Il Comune di Lissone rende noto che intende procedere all'istituzione di un Albo di Professionisti per l'affidamento di incarichi professionali (direzione lavori, indagini e relazioni geologiche, collaudo o servizi affini, consulenza tecnica e scientifica) di importo inferiore a € 100.000,00 (ai sensi dell'art. 91, comma 2 del d.lgs. 163/2006"). Le istanze dovranno prevenire all'Ufficio Protocollo del Comune (Via Gramsci, 21 - Lissone) o tramite e-mail PEC (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) entro e non oltre il 23.02.2015. Per maggiori informazioni si allega l'Avviso pubblico del Comune di Lissone (Prot. n. 4602 del 02.02.2015), la Determinazione Dirigenziale n. 79/2015 del 02.02.2015 e la Domanda di iscrizione.
Venerdì, 06 Febbraio 2015 14:04
Venerdì, 06 Febbraio 2015 14:00
Si pubblica la guida delle agevolazioni fiscali inerenti il risparmio energetico.
Venerdì, 06 Febbraio 2015 13:56
Il Giudice non può liquidare diritti ed onorari sotto i minimi tariffari
«In materia di liquidazione delle spese di causa in favore del soccombente, il giudice dell'impugnazione, in presenza di contestazione dei criteri di liquidazione di onorari e di diritti è tenuto a rideterminare, in presenza di una nota specifica prodotta dalla parte vittoriosa, l'ammontare del compenso dovuto al professionista, specificando il sistema di liquidazione adottato e la tariffa professionale applicabile alla controversia, onde consentire l'accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti e dalle tariffe, anche in relazione all'inderogabilità dei minimi e dei massimi tariffari (v. in tal senso, per tutte, Cass. Civ., Sez. Lav., 9 settembre 2009, n. 19419; Cass. Civ., Sez. I, 12 ottobre 2006, n. 21932), e che la liberalizzazione delle tariffe, statuita dall'art. 2, comma 1 lett. a), d.l. 4 luglio 2006, n. 223, conv. in l. 4 agosto 2006, n. 248, e succ. mod., riguarda il solo rapporto contrattuale interno intercorrente tra il difensore e la parte, e non già la liquidazione delle spese in sede giudiziale, in quanto secondo la previsione testuale del comma 2 del citato art. 2 il giudice è tenuto a provvedere alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio, sulla base della tariffa professionale».
Venerdì, 06 Febbraio 2015 13:53
Sanzione penale per installazione esterna di climatizzatori e condizionatori senza S.C.I.A
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un esercente di un esercizio commerciale in quanto i climatizzatori o i condizionatori, per consolidata giurisprudenza amministrativa, costituiscono impianti tecnologici e, quindi, se collocati all'esterno dei fabbricati, rientrano nel novero degli interventi edilizi definiti dall'art. 3 D.P.R. n. 380 del 2001; pertanto sono assoggettati alla relativa normativa di settore, con la conseguenza che la loro realizzazione o installazione, seppur non necessitante del permesso di costruire, è tuttavia soggetta alla segnalazione certificata di inizio di attività (S.C.I.A.) ai sensi dell'art. 22 d.P.R. n. 380 del 2001. Questo è il principio sancito dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione che con Sentenza n. 952/2015 (udienza del 7 ottobre 2014) ha condannato il proprietario di un esercizio commerciale a 23.000,00 euro di ammenda e alla pena di giorni 15 di arresto, poi commutata nella corrispondente pena pecuniaria di 570,00 euro. La Suprema Corte ha affermato che l'esecuzione in assenza o in difformità degli interventi subordinati alla SCIA, non conformi alle previsioni degli interventi urbanistici, dei regolamenti edilizi , nonché della disciplina urbanistica-edilizia in vigore, comporta l'applicazione della sanzione penale prevista dall'art. 44 lett. a) del D.P.R, n. 380/2001 in quanto solo in caso di interventi eseguiti in assenza o difformità della DIA (ora SCIA), ma conformi alla disciplina citata, è applicabile la sanzione amministrativa prevista dall'art. 37 dello stesso decreto n. 380/2001.
Venerdì, 06 Febbraio 2015 13:49
Il Consiglio di Stato, con la Sentenza 22 gennaio 2015 n. 238, generata da un ricorso dell'Ordine dei Geologi, ma estensibile a tutte le professioni (avvocati, notai, professioni tecniche), ha sottolinea che il decoro non è più un parametro valido per verificare le tariffe professionali. Le sanzioni dell'Autorità garante della concorrenza (Antitrust) sono state irrogate perché l'Ordine aveva adottato criteri e parametri per determinare le tariffe. Secondo l'Antitrust, infatti, i minimi tariffari, eliminati con il DL 223/2006 (articolo 2), non possono essere reintrodotti attraverso principi deontologici di corretto comportamento. Con questa sentenza del Consiglio di Stato si è stabilito, concludendo un percorso che ha coinvolto la Corte di giustizia UE, che le tariffe praticate dai professionisti non sono più oggetto di una verifica di decoro deontologico. Al giudice comunitario era stato chiesto se l'articolo 101 (sulla libera concorrenza) del Trattato dell'Unione consentisse un riferimento alla «dignità» e al «decoro» del professionista nella determinazione del compenso professionale poiché la libertà dell'articolo 101 del Trattato sembrava collidere con l'articolo 2233 del Codice civile, che inserisce un obbligo di "decoro" nelle tariffe. La Corte di giustizia (sentenza 18 luglio 2013, causa C-136/12) ha sottolineato che spetta al Giudice nazionale (il Consiglio di Stato) verificare se la qualità delle prestazioni professionali richieste dal consumatore esiga che il compenso sia commisurato al "decoro" professionale. La sentenza 238/2015 del Consiglio di Stato ha escluso tale collegamento, perché la qualità delle prestazioni professionali non è correlata ad un'ipotetica mancanza di decoro derivata, a sua volta, da importi ritenuti troppo bassi. Prevalgono quindi il principio di libertà di concorrenza e la possibilità di compensi ridotti. Ciò significa che il professionista non corre più il rischio di vedersi accusato di comportamento "indecoroso", rischiando la sospensione, se applica tariffe particolarmente ridotte. Pertanto viene meno, da parte degli Ordini, la possibilità di indagine sulle tariffe applicate, qualora tale indagine si fondi sull'intenzione di garantire il decoro della professione. Di conseguenza viene dato il via libera ad una più ampia concorrenza, in quanto - come rimarca il Consiglio di Stato - il consumatore ha specifici rimedi civilistici per tutelarsi e la qualità della prestazione non può essere verificata dall'Ordine attraverso il parametro del decoro. Questa più ampia libertà di determinazione delle tariffe si collega alla pubblicità, consentita ai professionisti dagli articoli 3 del DL 138/2011 e 4 del DPR 137/2012 e completa l'equiparazione dei professionisti alle imprese. Venuto meno il «decoro» rimangono i generici divieti di concorrenza sleale (articolo 2598 del Codice civile), di pratiche commerciali scorrette (articolo 27 del Codice del consumo, DLgs 206/2005) e di offerte basse in modo anomalo (Codice dei contratti pubblici, DLgs 163/2006). Tali divieti vengono attutiti dalle pronunce Antitrust favorevoli alle offerte proposte dai professionisti attraverso Groupon o circuiti tipo Carta Amica, come avvenuto per odontoiatri (provvedimento Antitrust 25078/2014) e avvocati (provvedimento 22 ottobre 2014).
Venerdì, 30 Gennaio 2015 17:13
Soggetti abilitati alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
Si pubblica l'elenco dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.
Venerdì, 30 Gennaio 2015 17:08
Si pubblica i modelli unificati CIL (per interventi di edilizia libera) e CILA (per interventi di edilizia libera).