Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=4809
Timestamp: 2019-12-10 22:03:11+00:00
Document Index: 174139501

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 6', 'art. 90', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 49', 'art. 7', 'art. 49', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 66', 'art. 49', 'art. 34', 'art. 90', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 91', 'art. 34', 'art. 49', 'art. 49']

Esponente: Arch.. Leonardo Urbani
Rif. normativi: artt. 49 e 90 D.Lgs. 163/2006
Per quanto riguarda il compenso l’esponente segnala che il bando contravviene alle "Linee Guida per l'affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria" di cui alla Determinazione AVCP del 27 luglio 2010 n.5 poiché non vengono forniti i parametri predeterminati e controllabili in base ai quali è stato definito il compenso. Tale quantificazione viene ritenuta arbitraria e incontrollabile. Inoltre, i documenti di gara non conterrebbero una adeguata analisi delle attività da svolgere e dei relativi costi.
2. Illegittime imposizioni alla struttura del contraente
L’art. 10 del Capitolato d’oneri stabilisce la composizione del gruppo di lavoro dettagliando che “L'affidatario del servizio dovrà prevedere le necessarie figure di adeguata e documentata professionalità per espletare quanto previsto dal presente capitolato. In particolare il gruppo di lavoro dovrà essere composto da almeno n. 10 esperti”, tale disposizione viene poi ulteriormente precisata al secondo paragrafo dell'art. 6 del Disciplinare ove si pone l'obbligo che "nel caso di insussistenza del rapporto di lavoro subordinato tra l'esperto ed il legale rappresentante del soggetto di cui all'art. 90 è possibile produrre la dichiarazione di impegno da parte del concorrente ad assumere, in caso di aggiudicazione, detto esperto il quale dovrà sottoscrivere per accettazione la medesima dichiarazione, oppure realizzare l'associamento temporaneo per la partecipazione alla gara".
3. Erronea determinazione del requisito riferito al numero medio annuo del personale tecnico utilizzato
Nel Disciplinare, tra i requisiti di capacità economica finanziaria e tecnico organizzativi indicati all’art. 7, viene specificato al punto 6 let. c) che i partecipanti devono “avere impiegato, nei tre migliori anni del quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, personale tecnico (soci attivi, dipendenti e consulenti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa su base annua) in misura non inferiore a 20 unità.”. L’esponente ritiene che tale dato sia stato sovrastimato.
4. Illegittima restrizione del ricorso all’istituto dell’avvalimento
Alla lettera C) art. 7 del Disciplinare di Gara si dice che "l'Istituto dell'art. 49 del Codice potrà essere applicato solo ai requisiti dei punti C2 e C3", che riguardano rispettivamente le prestazioni secondarie, di categoria 10 e 1, vale a dire rispettivamente i servizi di consulenza gestionale e i servizi di ricerca di mercato. All’esponente appare illegittimo che l'Istituto dell'avvalimento non possa essere applicato a nessuno dei requisiti che riguardano la prestazione principale di categoria 12 (punti Cl, C4, CS, C6 dell'art. 7 del Disciplinare). La S.A. ha risposto che l’art. 49 del Codice non si applica ai servizi di ingegneria.
5. Illegittima restrizione del ruolo sanzionatorio della S.A. nel contesto del rapporto contraente/gruppo di lavoro
All'art. 11 del Capitolato d'oneri la Stazione Appaltante si riserva il diritto di intervenire in caso di accertate irregolarità nel rapporto tra esecutore del servizio ed i propri dipendenti operando "una ritenuta fino al 20% dell'importo dell'appalto e fino alla definitiva rimozione delle eventuali irregolarità segnalate dagli organi preposti". L’esponente ritiene illegittima tale riserva di operazione dato che la vigente normativa assegna già ad altri soggetti istituzionali la possibilità di comminare sanzioni in caso di irregolarità nel rapporto tra datore di lavoro e dipendente.
La S.A. risponde che, per qualsiasi rapporto tra operatore economico e Pubblica Amministrazione, al soggetto che effettua la prestazione contrattuale viene richiesto di adempiere all'obbligo di applicare ai propri dipendenti condizioni normative e retributive non inferiori a quelle risultanti dai CCNL atteso che è impensabile consentire per un contratto pubblico il "lavoro nero". La disposizione dell'art. 11 del Capitolato d'oneri fa carico all'esecutore del servizio di applicare per i propri dipendenti le norme a tutela dei lavoratori e per il rispetto di tale obbligo, nel caso di violazione, l'Amministrazione si è riservata di effettuare la trattenuta, nel limite massimo del 20%, con ovvia restituzione a seguito della rimozione delle irregolarità. Sempre a tutela della propria scelta la S.A. richiama l’analogia con l’art. 7 del D.M. 145/00.
6. Erronea richiesta di cauzione definitiva per ogni componente del gruppo di lavoro
3. Per quanto attiene la determinazione del numero medio annuo del personale tecnico utilizzato la segnalazione dell’esponente appare errata in quanto non considera ognuno dei 10 componenti del gruppo di lavoro previsti dall'art. 10 del Capitolato d'oneri come unità di personale tecnico, e, pertanto, ritiene che il criterio di cui alla lett. d) art. 66 del DPR 554/1999 sia stato applicato in maniera errata. Questo Consiglio, invece, considera che tali unità, previste per la partecipazione alla gara, siano da calcolare tra le unità stimate nel bando per lo svolgimento dell'incarico.
4. Per quanto attiene l’avvalimento il bando pone una restrizione, asserita illegittima dall’esponente, dell’applicazione di tale istituto alle sole prestazioni secondarie, con conseguente esclusione dell’applicabilità del medesimo ai requisiti che riguardano la prestazione principale, avente quale specifico oggetto servizi di ingegneria; a parere dell’amministrazione aggiudicatrice l’avvalimento di cui all’art. 49, D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, può trovare applicazione per le sole prestazioni che possono essere svolte dai soggetti dell’art. 34, con esclusione dei servizi di ingegneria che sono svolti dai soggetti di cui all’art. 90. Preliminarmente, occorre rammentare che l’istituto dell’avvalimento, disciplinato dall’art. 49, D.Lgs. 163/2006, consente ad un soggetto, singolo o raggruppato, che intenda concorrere ad una gara pubblica, di avvalersi di requisiti di altro soggetto che ne dispone, previa apposita dichiarazione resa ai sensi del medesimo art. 49. Detto istituto richiede non soltanto che, in sede di gara, siano evidenziati i soggetti del rapporto di ausilio e indicati i requisiti specifici di cui il concorrente, cd ausiliato, si intende avvalere, ma anche che sia data la prova mediante presentazione di dichiarazione di impegno da parte dell'impresa cd ausiliaria. Peraltro, poiché la facoltà di avvalimento costituisce una rilevante eccezione al principio generale che impone che i concorrenti ad una gara pubblica possiedano in proprio i requisiti di qualificazione, la prova circa l'effettiva disponibilità dei mezzi dell'impresa avvalsa deve essere fornita in maniera rigorosa.
La ratio dell’istituto – quale declinazione del principio di massima partecipazione alle gare - è non già quella di arricchire la capacità (tecnica o economica) del concorrente, ma quella di consentire a soggetti che siano privi di taluni requisiti di concorrere alla gara ricorrendo ai requisiti di altri soggetti, al fine di ampliare la platea dei partecipanti alle gare pubbliche. Per la sua rilevanza sistematica, l’istituto dell’avvalimento costituisce, per giurisprudenza consolidata, un istituto di carattere generale in materia di procedure di gara per l’affidamento di appalti pubblici e trova, pertanto, applicazione anche in mancanza della relativa specifica previsione in sede di bando di gara (cfr. ex multis, T.A.R. Marche, Ancona, I, 08 novembre 2010, n. 3374; Consiglio Stato, V, 12 giugno 2009, n. 3762).
A tal proposito, pare opportuno scomporre la questione in due profili logici distinti, che si sovrappongono nel caso concreto. In primo luogo, è da valutare, infatti, se l’istituto dell’avvalimento sia applicabile alle disposizioni che disciplinano l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria (artt. 90 ss., D.Lgs. 163/2006); in secondo luogo, se l’istituto medesimo sia suscettibile di limitazioni o divieto di utilizzo in parte qua.
Con riguardo al primo aspetto, si deve osservare che l’art. 91 del Codice dei contratti pubblici contiene un rinvio espresso alla disciplina generale contenuta nella parte II, titolo I e titolo II, per quanto non diversamente disposto dal capo medesimo. A tal riguardo, occorre rilevare, da un lato, che l’art. 34 appare pacificamente ricompreso nella disciplina di rinvio; e, da un altro lato, che nella stessa disciplina non si rinviene alcuna disposizione del D.lgs. 163/2006 che deponga, anche in modo tacito o implicito, per la inapplicabilità dell’art. 49 alle attività di progettazione.
In tal senso, la giurisprudenza ha affermato che “la lettura formalistica e restrittiva del codice dei contratti finirebbe per rilevarsi contraria alla normativa comunitaria caratterizzata da aspetti di particolare flessibilità e particolarmente preoccupata di non limitare in alcun modo la concorrenza estendendo al massimo il concetto di operatore economico” (Consiglio di Stato, V, 12 novembre 2009, n. 7054). Non può dubitarsi, dunque, che il concetto di operatore economico si estenda anche ai progettisti e che, pertanto, l’istituto dell’avvalimento costituisca uno strumento generale applicabile anche ai servizi di progettazione.
Con riguardo al secondo aspetto, si riscontra che il D.lgs. 152/2008 (terzo correttivo al Codice) ha abrogato l’art. 49, co. 7, che disponeva la facoltà della stazione appaltante di prevedere nel bando che, in relazione alla natura o all’importo dell’appalto, le imprese partecipanti possano avvalersi solo dei requisiti economici o dei requisiti tecnici, ovvero che l’avvalimento possa integrare un preesistente requisito tecnico o economico già posseduto dall’impresa avvalente in misura o percentuale indicata nel bando stesso. Tale disposizione è stata abrogata conseguentemente alla procedura di infrazione della Commissione Europea, nella quale veniva rilevato che i limiti alla facoltà di avvalimento contrastano con la disciplina comunitaria, la cui unica condizione per l’esercizio dell’avvalimento consiste nel permettere all’amministrazione aggiudicatrice di verificare che il candidato/offerente disponga delle capacità richieste per l’esecuzione dell’appalto (cfr. nota della Commissione delle Comunità europee 30 gennaio 2008, n. 2007/2309/C-2208-0108).
Sulla scorta di queste considerazioni, nel caso di specie, l’avvalimento non sembra suscettibile di limitazioni e restrizioni.