Source: http://legislazionetecnica.it/53797/fonte/l-09-01-1991-n-10?parts=2664539
Timestamp: 2018-06-19 05:11:48+00:00
Document Index: 155589422

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 21', 'art.4']

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1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell’energia, di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale dell’utilizzo dell’energia a parità di servizio reso e di qualità della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica della Comunità economica europea, l’uso razionale dell’energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell’utilizzo di manuf
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1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’ articolo 1, il Comitato interminister
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1. Per lo sviluppo di attività aventi le finalità di cui all’art. 1, il Ministro
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3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio
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1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di e
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1. Il limite stabilito dall’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643R, modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308,non si applica alle imprese produttrici e distributrici a condizione che l&rsq
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1. Al fine di incentivare la realizzazione di iniziative volte a ridurre il consumo specifico di energia, il miglioramento dell’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1, nella climatizzazione e nella illuminazione degli ambienti, anche adibiti ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, nell’illuminazione stradale, nonché nella produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria nelle abitazioni adibite ad uso civile e ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, possono essere concessi contributi in conto capitale nella misura minima del 20 per cento e nella misura massima del 40 per cento della spesa di investimento ammissibile do
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N191. La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli articoli 8, 10 e 13 è delegata alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentito il Ministro del tesoro, emana, con proprio decreto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande, le procedure e le modalità di concessione e di erogazione dei contributi da parte delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano tengono conto nell’istruttoria di propria competenza dei tempi di realizzazione delle singole iniziative dei consumi di energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantità di energia primaria risparmiata per unit&agrav
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1. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 1 nei settori industriale, artigianale e terziario e nella mo
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1. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano, alle province ed ai comuni e loro consorzi e associazioni, sia direttamente sia tramite loro aziende e società, nonché alle imprese di cui all’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 , modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, ad imprese e a consorzi tra imprese costituiti ai sensi degli articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti tra imprese ed Ente nazionale per l’energia elettrica (ENEL) e/o altri enti pubblici, possono essere concessi contributi in conto capitale per studi di fattibilità tecnico-economica per progetti esecutivi di impianti civili, industriali o misti di produzione, di recupero, di trasporto e di distribuzione dell’energia derivante dalla cogenerazione, nonché per iniziative aventi le finalità di cui all’articolo 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 o 3 del presente art
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1. Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di imprese ed enti pubblici possono essere concessi contributi in conto capitale per la progettazione e la realizzazione di impia
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1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’articolo 1 nel settore agricolo, possono essere concessi alle imprese agricole singole o associate, a consorzi di imprese agricole, o
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1. Ai soggetti che producono energia elettrica per destinarla ad usi propri o per cederla in tutto o in parte all’ENEL e/o alle imprese produttrici e distributrici di cui all’articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 , R modificato dall’articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308, alle condizioni previste dalla vigente
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1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono concessi anche per iniziative oggetto di locazione finanziaria, effettuate da società iscritte nell’
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1. Le regioni emanano, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, norme per l’attuazione della presente legge.
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1. Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalità di concessione ed erogazione, le prescrizioni tecniche richieste per la stesura degli studi di fattibilità e dei progetti esecutivi, le prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta manutenzione degli impianti incentivati, nonché i cri
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1. Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al Ministero dell’industria, del commercio e del
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1. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro il 30 aprile di ogni anno, rifer
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1. Alla possibilità di fruire delle agevolazioni previste dalla presente legge sono ammesse anche le istanze presentate ai sens
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1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve esprimersi entro trenta giorni dalla richiesta, su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il Ministro per la funzione pubblica, si provvede alla ristrutturazione ed al potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base del Ministero dell’industria del commercio e dell’artigianato. Si applicano, salvo quanto espressamente previsto dalla presente disposizione, le norme di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche per le successive modifiche dell’ordinamento della medesima Direzione generale. A tal fine le relative dotazioni organiche sono aumentate, per quanto riguarda le qualifiche dirigenziali di non più di undici unità con specifica professionalità tecnica nel settore energetico, e per il restante personale di non più di novanta unità, secondo la s
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2. Le somme destinate ad incentivare gl
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1. Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione dei progetti indicati nel programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal CIPE con deliberazione dell’11 febbraio 1988 è sostituito o integrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei regolamenti del Consiglio delle Comunità europee n. 2052 del 24 giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n. 4254 del 19 dicembre 1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cui al comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa ammessa per ogni singola iniziativa alle agevolazioni di cui all’articolo
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1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia negli edifici pubblici e privat
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1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell'energia, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10R , nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all'articolo 1 in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui agli articoli 31 e 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457R . L'installazione
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1. I consumi di energia termica ed elettrica ammessi per gli edifici sono limitati secondo quanto pre
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1. Il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare in comune, in doppia copia, insieme alla denuncia dell’inizio dei lavori relativi alle opere di cui agli articoli 25 e 26, il progetto delle opere stesse corredata da una relazione tecnica, sottoscritta dal progettista o dai prog
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1. Durante l’esercizio degli impianti il proprietario, o per esso un terzo, che se ne assume la responsabilità, deve adottare misure necessarie per contenere i consumi di energia, entro i limiti d
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1. Ai fini della commercializzazione, le caratteristiche e le prestazioni energetiche dei componenti
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2. Il proprietario dell’edificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell’articolo 28 e che non osserva le disposizioni degli articoli 26 e 27 è punito con la sanzione ammini
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1. Il sindaco, con il provvedimento mediante il quale ordina la sospensione dei lavori, ovvero le mod
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1. Qualora l’acquirente o il conduttore dell’immobile riscontra difformità dalle n
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1. Le disposizioni del presente titolo entrano in vigore centottanta giorni dopo la data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italian
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TITOLO III--DISPOSIZIONI FINALI
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N16 1. Per le finalità della presente legge è autorizzata la spesa di lire 427 miliardi per il 1991, 992 miliardi per il 1992 e 1.192 miliardi per il 1993. Il dieci per cento delle suddette somme è destinato alle finalità di cui all’articolo 3 della presente legge.
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L'intervento deve comportare un aumento delle resistenza termica della superficie trattata almeno pari a R= a
Disposizioni per l'esercizio degli impianti di riscaldamento.
Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici.
Deliberaz. G.R. Puglia 26/11/2013, n. 2173
Istituzione della figura di “Tecnico Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia - Energy Manager” ex art. 19 L. n. 10/91 e rimodulazione competenze.
Norma concernente il regolamento d’attuazione della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (articolo 4, commi 1 e 2), recante: «Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia».
Il provvedimento definisce i criteri generali tecnico-costruttivi e le tipologie per l'edilizia sovvenzionata e convenzionata nonché per l'edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti, al fine di favorire ed incentivare l'uso razionale dell'energia, il contenimento dei consumi di energia nella produzione o nell'utilizzo di manufatti.
Art. 4, comma 4
Regolamento di attuazione dell'art. 22 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, concernente ristrutturazione e potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base.
Nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all'art. 19 della legge 9 gennaio 1991 n. 10 e all’articolo 7 comma 1, lettera e) del decreto ministeriale 28 dicembre 2012.
La Circolare fornisce chiarimenti in merito a tutti gli aspetti della nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, figura prevista dall'art. 19 della L. 09/01/1991, n. 10 (prevede che entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell'anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori previsti, debbono comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico il nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia) e dall'art. 7, comma 1, lettera e), del D.M. 28/12/2012 (estende la possibilità di accesso al meccanismo dei certificati bianchi anche alle imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti pubblici purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia applicando quanto previsto all’art. 19 della L. 10/1991 ovvero si dotino di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001 e mantengano in essere tali condizioni per tutta la durata della vita dell’intervento).
La Circolare in commento abroga e sostituisce integralmente la Circolare 02/03/1992, n. 219 F, e la Circolare 03/03/1993, n. 226/F.
Art. 31 (comma 3)
Chiarimenti e precisazioni riguardanti le modalità applicative del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, di attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.
Il Ministero dello Sviluppo Economico (ex Ministero per le attività produttive), a seguito di segnalazioni ricevute da parte degli operatori interessati e dalle associazioni degli utenti, fornisce chiarimenti e precisazioni concernenti le modalità applicative del D. Leg.vo 19.8.2005, n. 192, di attuazione della direttiva 2002/19/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia.
Il documento non intende dare una interpretazione autentica delle norme commentate, né intende modificare o integrare dette norme, ma solamente fornire uno strumento che aiuti gli operatori ed i soggetti interessati nell'interpretazione. In particolare il documento riassume le finalità del D. Leg.vo 192/2005 ed i suoi ambiti di intervento e fornisce precisazioni sulle modalità per l’adozione di criteri generali e di una metodologia di calcolo della prestazione energetica, sul ruolo delle regioni e degli enti locali e sui casi in cui il nuovo decreto prevale sulle leggi esistenti.
Circ.P.G.R. Sicilia 03/07/2003
Iniziative finalizzate al risparmio di energia (comma 2, art. 21, della L.R. n. 4/2003). Direttive.
Circ.Dirig.R. Lombardia 17/03/1995, n. 8
Atto di indirizzo e coordinamento concernente: la ventilazione e l'aerazione, la installazione e la gestione degli impianti di climatizzazione ambientale e degli apparecchi di combustione, l'allontanamento dei prodotti della combustione abitazioni ec
Circ.Ass.R. Lazio 13/01/1995
L. 9.1.91, n. 10 e D.P.R. 26.8.93, n. 413.
Art.11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.412, recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici. Indicazioni interpretative e di chiarimento.
Circ.P.G.R. Piemonte 16/03/1994, n. 13
D.P.R. 26.8.93,n.412, recante norme per la progettazione,l'installazione,l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di enenrgia,in attuazione dell'art.4,comma 4, della legge 10/91.
Art.11 della legge 28/11/1980,n.784-Normativa generale per la presentazione da parte dei capoluoghi di provincia della regione Sardegna: Cagliari, Sassari, Nuoro ed Oristano delle domande di ammissione ai benefici di legge nonche' per l'esecuzione ec
Art.19 della legge n.10/1991. Obbligo di nomina e comunicazione annuale del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia.
Art.11 L.10/91. Concessione di contributi in conto capitale per iniziative finalizzate al risparmio energetico e all'utilizzazione di fonti rinnovabili di energia o assimilate.
Art.12 L.10/91. Concessione di contributi in conto capitale per la progettazione e realizzazione di impianti con caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o organizzativi.
Art.14 L.10/91. Concessione per i contributi in conto capitale per iniziative volte alla riattivazione, alla costruzione e al potenziamento di impianti idroelettrici.
Art.19 della L.10/91. Obbligo di nomina e comunicazione annuale del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia.
Edilizia e immobili - Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - Parti comuni dell'edificio - Impianti comuni - Riscaldamento (termosifone) - Distacco legittimo dall'impianto centralizzato di riscaldamento - Conseguenze - Esonero dall'obbligo di sostenere le spese per l'uso - Obbligo di sostenere le spese di conservazione dell'impianto - Eventuale disposizione contraria del regolamento di condominio - Nullità - Fondamento.
In tema di condominio negli edifici, è nulla la clausola del regolamento che, in ipotesi di legittimo distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato - perché operato senza pregiudicarne il funzionamento - ponga, a carico del condomino distaccatosi, l'obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, in quanto il regolamento costituisce un contratto atipico, meritevole di tutela solo in presenza di un interesse generale dell'ordinamento, mentre una clausola siffatta, oltre a vanificare il principale ed auspicato beneficio che il condomino mira a perseguire distaccandosi dall'impianto comune, si pone in contrasto con l'intento del legislatore di correlare il pagamento delle spese di riscaldamento all'effettivo consumo, come emergente dagli artt. 1118, comma 4, Cod. civ. (nel testo successivo alla novella apportata dalla L. n. 220 del 2012), 26, comma 5, della L. n. 10 del 1991 e 9, comma 5, del D. Leg.vo n. 102 del 2014.
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Impianto di riscaldamento - Distacco dal centralizzato - Successiva installazione di valvole termostatiche - Maggiori costi per la lettura dei consumi - Sono a carico del condomino distaccato e non del condominio.
È legittima la delibera condominiale con la quale si decida di installare le valvole termostatiche per la regolazione e la razionalizzazione del funzionamento dell'impianto centralizzato. Quindi, in caso di coesistenza di impianti autonomi, la possibilità di adottare soluzioni tecniche alternative al fine di rendere più trasparente il consumo che, tuttavia, comportino un maggiore costo rispetto a quello che il condominio avrebbe sopportato in assenza dell'impianto autonomo realizzato dai singoli condomini, non può tradursi in maggiori oneri per la collettività condominiale, con la conseguenza che questi devono essere posti a carico dei condomini che con il loro operato abbiano determinato un aggravio di spesa per gli altri.
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Impianto di riscaldamento centralizzato - Dismissione - Occorre l'unanimità.
È nulla la delibera del condominio che, in assenza del consenso unanime dei condòmini, ha deciso per la dismissione dell’impianto di riscaldamento centralizzato e la trasformazione in impianti autonomi; non è sufficiente, infatti, la sola maggioranza qualificata a rendere legittima la delibera. Peraltro i condòmini contrari alla dismissione dell'impianto centrale, e che quindi sono costretti a spese non volute o non preventivate, hanno diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla soppressione del servizio comune che li ha privati dell’uso dell’impianto di riscaldamento.
Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato - Onere della prova del risparmio energetico - Necessità - Non sussiste.
La delibera condominiale con la quale si provvede alla trasformazione dell’impianto di riscaldamento centralizzato in un impianto autonomo è valida anche senza la dimostrazione, con idonea documentazione, che il passaggio comporti un risparmio energetico. A condizione, però, che la delibera venga approvata a maggioranza dei voti pari alle necessarie quote millesimali. (Nel caso in esame la maggioranza dei condomini aveva approvato una delibera avente ad oggetto la trasformazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato in singoli impianti unifamiliari indipendenti, a gas. Alcuni condomini, tuttavia, impugnavano la delibera sostenendo sia la necessità del voto unanime per questo tipo di decisione, sia la mancata presentazione di un progetto di installazione delle nuove opere corredato da relazione tecnica di conformità. La Suprema Corte, investita della questione, rileva come la normativa inerente la conversione di impianti centralizzati in sistemi di riscaldamento indipendenti (vale a dire la L. 09/01/1991, n. 10) prevede sì la documentazione contestata dai ricorrenti, ma non ne vincola la produzione in sede assembleare, non potendo la sua assenza pregiudicare la validità della delibera stessa).
Questo articolo illustra i nuovi schemi della relazione tecnica di progetto - contenuti nel D.M. 26/06/2015 e che sostituiscono il precedente modello di cui all'Allegato E del D. Leg.vo 192/2005 - che il Progettista è tenuto a presentare in relazione all’esecuzione di interventi edilizi, per attestare il rispetto dei requisiti di prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici imposti dalla normativa. Sono illustrati gli obblighi di presentazione della relazione, i controlli da svolgere a cura degli enti locali, e sono infine presentati alcuni suggerimenti per possibili completamenti o rettifiche nell’ottica di rendere la relazione più completa e aderente al dettato normativo, come previsto e consentito dal D.M. 26/06/2015.
Approfondimento sul D.M. 26/06/2015 che definisce le nuove modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, ivi incluso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari. Dalla data della sua entrata in vigore (01/10/2015) cessa di applicarsi il D.P.R. 02/04/2009, n. 59.
Finalità del D.P.R. 75/2013; Quadro legislativo completo; Sintesi dei contenuti del D.P.R. 75/2013 come modificato dal D.L. 145/2013 dopo la conversione in legge; Riconoscimento e disciplina dei requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici; Disciplina dei “tecnici abilitati”, con elenco completo dei titoli di studio ammissibili per i tecnici abilitati senza o con necessità di frequenza di specifici corsi di formazione; Requisiti e accreditamento dei corsi di formazione; Requisiti di indipendenza e di imparzialità dei soggetti certificatori; Funzioni delle Regioni e delle Province autonome; Criteri del controllo di qualità del servizio di certificazione energetica; Semplificazioni per gli edifici già in possesso di attestato di certificazione; Il ruolo del Progettista, del Direttore dei lavori e del Soggetto certificatore.
Termovalvole entro giugno da Italia Oggi