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Timestamp: 2020-08-09 14:17:16+00:00
Document Index: 165211928

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 380', 'art. 360', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 14403 del 14/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14403 del 14/07/2016
Cassazione civile sez. VI, 14/07/2016, (ud. 16/06/2016, dep. 14/07/2016), n.14403
sul ricorso 13719/2015 proposto da:
D.T.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA SCROFA
57, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE RUSSO CORVACE, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato VINCENZO CINQUE,
avverso la sentenza n. 480/08/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA del 26/11/2014, depositata il
16/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIULIA IOFRIDA.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di D.T.R. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Friuli Venezia-Giulia n. 480/08/2014, depositata in data 1712/2014 con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di liquidazione concernente maggiori imposte di registro ed ipotecane, in relazione ad atto di compravendita stipulato nel 2008, per effetto della ritenuta decadenza dalle agevolazioni fiscali, avendo il contribuente, nel biennio precedente, effettuato la vendita di altro terreno di superficie superiore ad 1 ha, in violazione della L. n. 604 del 1954, art. 2 (agevolazioni della piccola proprieta’ contadina) – e’ stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame del contribuente, hanno sostenuto che, mentre sono state estese, dal D.Lgs. n. 99 del 2004, art. 1, comma 4, all’imprenditore agricolo professionale le agevolazioni fiscali previste a favore del coltivatore diretto, non sono estensibili al primo le limitazioni previste dalla L. n. 604 del 1954, art. 2, in quanto incompatibili con la stessa figura dell’imprenditore agricolo professionale.
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., e’ stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rimale comunicazione alle parti.
1. L’Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 99 del 2004, art. 2, comma 4 e della L. n. 604 del 1954, art. 2, comma 1, n. 3, dovendo ritenersi applicabile all’imprenditore agricolo professionale anche la causa di decadenza (per vendita nel biennio precedente di un terreno superiore ad un ettaro), prevista dalla L. n. 604 del 1954, art. 2, per il coltivatore diretto.
2. La censura e’ infondata, alla luce dei principi affermati da questa Corte (Cass. n. 16071 del 2013) secondo cui, in terna di imposti sulla registrazione dell’acquisto di terreni agricoli, il D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, art. 1, comma 4, ha esteso anche all’imprenditore agricolo professionale (IAP) i benefici fiscali di cui alla L. 6 agosto 1954, n. 604, art. 1, gia’ previsti per la piccola proprieta’ contadina, senza richiedere altresi’ la sussistenza in capo a detto imprenditore delle condizioni di cui della L. n. 604 cit., art. 2, trattandosi di requisiti dettati per il solo coltivatore diretto e incompatibili con la nuova figura professionale che il legislatore intende incentivare (cfr. anche Cass. ord. 23630/2014).
Questa Corte, nella pronuncia del 2013 (richiamata anche dalla C.T.R. nella decisione qui impugnata), ha invero affermato che “anche le dimensioni del terreno acquistato e venduto, che debbono esser tali da non eccedere o ridurre entro un certo limite la piccola proprieta’ contadina, condizioni, queste, previste alla L. n. 604 del 1954, art. 2, nn. 2 e 3, sembrano in contrasto con la fattispecie dell’imprenditore agricolo professionale (IAP), anche introdotto a promuovere piu’ ampie, moderne e produttive proprieta’ agricole, nel tentativo di superamento delle scarsamente redditizie imprese agricole familiari, avendo il Legislatore inteso riconoscere a favore dell’imprenditore agricolo professionale (IAP) un’agevolazione del tutto nuova, differente da quella prevista a favore del coltivatore diretto, questa soltanto richiamata per dire ch’essa da luogo alla riduzione d’aliquota ivi prevista, che ha la funzione di promuovere la nuova imprenditoria agricola.
Non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte della ricorrente, poiche’ il disposto del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, non si applica all’Agenzia delle Entrate (Cass. SSUU 9938/2014).
Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al rimborso delle spese processuali del presente giudizio di legittimita’, liquidate in complessivi Euro 3.000,00, a titolo di compensi, oltre rimborso forfetario spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge.
Cosi’ deciso in Roma, il 16 giugno 2016.