Source: http://urbanistica.comune.trieste.it/ediliziaprivata/faq-edilizia/
Timestamp: 2019-02-18 11:10:22+00:00
Document Index: 75232089

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art.39', 'art. 18', 'art. 39', 'art. 57', 'art. 39', 'art. 19', 'art. 65', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 87', 'art. 58', 'art 16', 'art. 17', 'art. 24', 'art 62', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 28', 'art. 16', 'art 88', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 90', 'art. 16', 'art.4', 'art.3']

FAQ – Edilizia | Edilizia Privata - Comune di Trieste
FAQ – Edilizia
Pubblicato il giorno 31 dic 2018
Ultimo aggiornamento:3/01/19
Come presentare le pratiche edilizie prima e dopo attivazione Nuovo Portale edilizia privata:
per effetto della delibera di Consiglio Comunale n. 66 dd. 19/12/2018, immediatamente esecutiva, a decorrere dal 1 gennaio 2019 tutte le nuove pratiche edilizie e paesaggistiche e le richieste di accesso agli atti devono essere presentate esclusivamente tramite portale informatico dell’edilizia:
Si segnala che le pratiche edilizie e paesaggistiche già iniziate (presentate anteriormente al 1/01/2019) e in corso di validità proseguono in modalità cartacea, anche per le successive fasi (ad esempio: Varianti, Integrazioni, Fine lavori, Agibilità, Volture, Proroghe ecc..).
In che caso, quando e dove presentare Copia di Cortesia:
La COPIA CARTACEA COMPLETA DI CORTESIA comprensiva del “Riepilogo finale” della domanda e della “ricevuta telematica di invio” va presentata per le sole pratiche edilizie e paesaggistiche, non per il Deposito impianti.
Tale copia va presentata, entro due giorni lavorativi dall’invio telematico della stessa, presso il Servizio Edilizia Privata ed Edilizia Residenziale Pubblica, Paesaggio, stanza 522, V piano di Passo Costanzi, 2, il lunedì e mercoledì dalle 14:30 alle 15:30, martedì e giovedì dalle 12:00 alle 13:00.
La trasformazione di un sottotetto in abitazione ai sensi dell’art. 39, comma 1 della L.R. 19/2009 è onerosa? Quale tariffa applico?
Si. L’intervento di recupero ai fini abitativi del sottotetto tramite applicazione art.39, comma 1, della L.R. 19/2009 è oneroso applicando al tariffa della ristrutturazione (compreso costo di costruzione se previste opere).
Se presento una domanda di Scia alternativa al pdc e ancora non ho ottenuto l’autorizzazione paesaggistica, posso dare inizio ai lavori?
No. L’autorizzazione paesaggistica è un atto autonomo e presupposto e pertanto, anche se la Segnalazione certificata di inizio attività alternativa al PDC vien presentata per il medesimo intervento per il quale è stata presentata domanda di autorizzazione paesaggistica, il Comune non annullerà gli effetti della SCIA alternativa al PDC, ai sensi dell’art. 18 della legge regionale n.19/2009 e s.m.i, ma i lavori di cui alla SCIA in parola non possono essere iniziati prima di aver acquisito l’autorizzazione paesaggistica e comunque non prima di essere trascorsi 30 giorni dalla presentazione della SCIA alternativa al PDC.
Quando scade il “piano casa” ai sensi del capo VII della L.R. 19/2009 e da quando è possibile presentare domanda di piano casa ai sensi dell’art. 39bis della suddetta legge?
Con la LR 39/17, viene modificato l’art. 57 in ordine alla data di scadenza del piano casa di cui al capo VII della L.R. 19/2009 e s.m.i, disponendo che, i fini dell’applicabilità dello stesso, la richiesta di rilascio del pdc o la SCIA alternativa al PDC devono essere presentate entro la data di entrata in vigore della LR 39/17, e cioè entro il 21/12/2017. Ne consegue che a decorrere dal 21/12/2017 sarà possibile richiedere Permesso di costruire o presentare SCIA alternativa al PDC ai sensi dell’art. 39bis della L.R. 19/2009.
All’art. 19 delle NTA del PRGC vigente “ gli edifici esistenti di interesse storico testimoniale” sono equiparati alle zone A e B0, fatta esclusione….omissis. alla luce di tale disposizione devo richiedere parere preventivo per interventi su tali immobili?
No. Il parere preventivo va richiesto per gli interventi in zona A sottoposti al regime della Variante 82 (c.d. Piano Colore del Centro Storico) – riguardanti serramenti e facciate, e della Variante 77 (c.d. Variante per il recupero dei sottotetti) – riguardanti le coperture. Tali norme trovano applicazione solamente al perimetro del Centro Storico così come individuato nella zonizzazione del Piano Regolatore vigente. Si specifica che gli interventi da eseguire nelle zone perimetrate come “A3” nel PRGC vigente NON risultano soggetti alla richiesta di parere preventivo.
Nell’ambito ex EZIT trova ancora applicazione il Piano Infraregionale dell’Ezit?
No. A seguito dell’entrata in vigore del nuovo PRGC il Piano EZIT vigente è considerato decaduto ed il PRGC approvato diventa l’unico strumento urbanistico che regola gli interventi nelle zone ex EZIT che ricadono nel perimetro del Comune di Trieste, secondo quanto previsto dall’art. 65 delle Norme tecniche di attuazione del PRGC vigente.
Per calcolare il volume ai fini del rilascio del titolo edilizio applico la definizione del “Volume Utile” o del “Volume Complessivo”?
Si applica il Volume Complessivo (che corrisponde al Volume urbanistico) di cui all’art. 8 delle NTA del vigente PRGC. Si applica il Volume utile, come definito dall’ art. 3, comma 1, lettera i) della L.R. 19/2009 e s.m.i., esclusivamente nei casi in cui le norme del vigente Piano o la stessa Legge regionale lo richiamino espressamente (es. l’art. 87 delle Norme tecniche di attuazione dove è previsto l’ampliamento nel limite massimo del 35% del volume utile esistente”; l’art. 58 della L.R. 19/2009 al co. l tratta degli interventi che “possono comportare l’ampliamento … nel limite massimo del 35 per cento del volume utile esistente”). Va precisato che laddove nelle norme del PRGC vigente sia indicato il termine Volume, questo è sempre inteso quale Volume complessivo, mentre laddove il riferimento fosse al Volume utile, il termine Volume utile è sempre espressamente indicato.
Sto valutando l’acquisto di un appartamento sito nel centro di Trieste adibito attualmente a studio dentistico. Vorrei sapere, nel caso lo acquistassi per trasformarlo in abitazione principale, quali sono le procedure da svolgere e se sussistono eventuali oneri accessori alla procedura.
Nel Comune di Trieste il cambio d’uso (senza esecuzione di opere edilizie) in residenziale va presentata una comunicazione di attività edilizia libera, ai sensi dell’art 16, comma 1, lett. g) della LR19/09, con allegata relazione asseverata redatta da parte di un tecnico abilitato.
Il cambio di destinazione d’uso in residenziale non è soggetto ad alcun conguaglio di oneri concessori.
Qualora, invece, il cambio di destinazione fosse accompagnato da opere edilizie, andrebbe presentata una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività – art. 17 L.R. 19/09) a firma di tecnico abilitato.
Naturalmente, tale variazione deve essere regolarmente accatastata (Agenzia del Territorio Ufficio Provinciale Di Trieste – Corso Camillo Benso Conte di Cavour 6, 34132 Trieste – Telefono: 040 778 6811), e dichiarata ai fini fiscali (tributi locali e dichiarazione redditi).
PROSPETTI UNITARI SERRAMENTI
E’ stato approvato (ai sensi della Variante 82, previo parere della Commissione della Qualità Urbana) un prospetto unitario per la sostituzione dei serramenti di un edificio ricadente in Centro Storico, devo chiedere un nuovo parere preventivo?
La richiesta di parere preventivo non va presentata per la sostituzione di serramenti qualora per l’edificio interessato sia già stato approvato un prospetto unitario indicante tipologia, materiale e colore di serramenti ed oscuri di progetto.
La sostituzione avviene quindi in attività edilizia libera seguendo la previsione del prospetto unitario (fatti salvi gli eventuali adempimenti relativi al vincolo paesaggistico e/o monumentale – in tal caso va acquisita preventivamente la relativa autorizzazione).
Analogamente, non va presentata la richiesta di parere preventivo per gli edifici che si trovano in condizione di omogeneità di serramenti (purché autorizzati) nel caso in cui la sostituzione garantisca il mantenimento dell’uniformità.
Devo richiedere un parere preventivo per la sostituzione dei serramenti se l’immobile ricade all’interno di un Piano di Recupero?
La sostituzione dei serramenti su edifici ricadenti nei piani di recupero di via della Pescheria, via dei Capitelli, via San Michele e piazza della Valle, non è soggetta a Piano Colore (ovvero a presentazione di richiesta di parere preventivo) in quanto tali piani contengono precise indicazioni sulla tipologia, materiale e colore dei serramenti.
La sostituzione avviene quindi in attività edilizia libera seguendo la previsione dei rispettivi abachi (fatti salvi gli eventuali adempimenti relativi al vincolo paesaggistico e/o monumentale – in tal caso va acquisita preventivamente la relativa autorizzazione), così come rappresentato nella tabella allegata .
Devo eseguire opere in un locale commerciale aperto al pubblico, che norme devo osservare in materia di superamento delle barriere architettoniche?
Ai sensi del D.M. LL.PP. n. 236/89, le prescrizioni tecniche riguardanti l’abbattimento delle barriere architettoniche trovano applicazione per gli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione edilizia, mentre le opere di manutenzione ordinaria/straordinaria e di restauro e risanamento conservativo rimangono escluse da questo obbligo.
Nei locali privati aperti al pubblico, invece, ai sensi dell’art. 24 della Legge 104/92, sono soggetti all’obbligo di conformità alle disposizioni sul superamento delle barriere architettoniche anche interventi edilizi di categoria inferiore (risanamento conservativo, manutenzione straordinaria e ordinaria). Tale obbligo riguarda esclusivamente le parti dell’immobile oggetto di intervento (a titolo esemplificativo: qualora si proceda con delle mere opere di sistemazione interna, le stesse dovranno rispettare i criteri previsti dalle norme, mentre non si dovrà procedere contestualmente alle opere di adeguamento sulle altre parti – per es. dei serramenti d’ingresso esistenti ovvero del servizio igienico). Per quanto concerne l’eventuale realizzazione di nuovi servizi igienici, si rammenta che gli stessi sono soggetti all’obbligo di conformità alle norme sul superamento delle barriere architettoniche esclusivamente se destinati al pubblico (es. locali con somministrazione).
Ho un locale d’affari al piano terra del Centro Storico, devo fare un nuovo servizio igienico: posso realizzarlo nella chiostrina esistente? Posso installare una tettoia a riparo delle intemperie nella stessa?
NO. In centro storico NON è possibile occupare le chiostrine né i cortili con alcun tipo di manufatto in quanto lo stesso si configura quale “superfetazione” aggiunta all’impianto storico non ammissibile dalle singole Norme Tecniche di Attuazione dei Piani urbanistici vigenti.
Ho un edificio a copertura piana ricadente all’interno del perimetro del Centro Storico: posso rendere la copertura praticabile e realizzare una tettoia di copertura?
Nel centro storico tali interventi non sono ammessi, in quanto in base all’art 62 del vigente Regolamento Edilizio “nelle aree del centro storico devono essere mantenute le caratteristiche della copertura e delle finiture esistenti”. Inoltre, le tettoie ai sensi dell’art. 28 del medesimo regolamento incrementano l’altezza dell’edificio, intervento quest’ultimo non ammesso dalle Norme Tecniche di Attuazione sia dei singoli piani di recupero sia del vigente PRGC.
È possibile modificare la copertura di un edificio situato in zona A0 o A3?
Nelle zone A0 e A3 le norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore vigente (Var. 66) consentono come massimo intervento il risanamento conservativo. Tale categoria d’intervento non ammette modifiche alla sagoma. Le uniche modifiche ammesse sulla copertura sono quelle previste dalla Variante 77 – “Trasformazione dei sottotetti nelle zone A0 e A3” (consistenti a titolo esemplificativo in: abbaini, lucernari e terrazze a vasca). Con il PRGC adottato permane tale vincolo.
È possibile applicare il cd Piano Casa in zona A3?
Il piano casa non può essere applicato in zona A3 in quanto l’istituto del piano casa permette di “attivare” deroghe a distanze, altezze, indici e parametri” e non alle categorie d’intervento ammesse dalle norme specifiche. In tale zona le norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore vigente consentono come massima categoria di intervento il risanamento conservativo che, peraltro, non ammette modifiche alla sagoma.
Ho acquistato un magazzino che voglio trasformare in box, cosa devo fare?
Innanzitutto occorre chiarire un principio fondamentale: la destinazione d’uso magazzino è impropria (è comunemente riferita ad una definizione catastale). Ai fini urbanistici la destinazione va riferita alla classificazione dell’unità principale: per esempio, il “magazzino” di un negozio è un locale accessorio (con superficie non imponibile) a destinazione d’uso commerciale; parimenti, la cantina di un’abitazione è un locale accessorio a destinazione residenziale, e l’archivio di un ufficio è un accessorio a destinazione direzionale.
vanno verificate le destinazioni d’uso nella situazione attuale e di progetto secondo la classificazione prevista dal DPGR 139/Pres. dd. 29/04/1997. Se il magazzino da trasformare ha la stessa destinazione del box da realizzare, non si concretizza alcun cambio d’uso. Qualora, invece, le destinazioni d’uso siano diverse, il cambio d’uso va comunicato al Comune secondo le modalità previste dalla normativa (a seconda che vengano effettuate contestualmente opere edilizie o meno).
Appurato che ci si trova in presenza di un “cambio d’uso”, va a questo punto verificata l’eventuale onerosità dell’operazione e, nel caso, vanno pagate le somme dovute a titolo di conguaglio.
Prima di presentare il progetto è necessario ottenere il parere favorevole del Servizio Strade – P.O. Interventi Stradali – del Comune di Trieste.
Nel caso in cui la trasformazione in box auto comporti allargamenti o modifiche al varco di accesso, queste potranno essere assentite nelle zone A, solo attraverso l’applicazione della deroga prevista dalla legge 122/89 (Tognoli) la quale impone l’iscrizione della pertinenzialità dei posti macchina realizzati. A questo scopo, contestualmente al progetto, dovrà essere prodotta da parte del richiedente idonea dichiarazione impegnativa all’iscrizione della pertinenzialità.
Va verificata, infine, la presenza di eventuali vincoli di natura paesaggistica o monumentale e preventivamente ottenute le relative autorizzazioni.
La realizzazione di opere strutturali va supportata dalla documentazione prevista per legge da presentare insieme al progetto.
L’installazione di nuovi serramenti a servizio dei garage è soggetta, nelle zone A, a richiesta di Parere Preventivo con allegato progetto da redigere ai sensi della Variante 82 al PRGC (Piano Colore del Centro Storico).
Ho cambiato l’uso del locale ripostiglio in servizio igienico cosa devo fare?
Tale modifica comporta un cambio di utilizzo funzionale del vano e non comporta un cambio di destinazione d’uso in quanto quest’ultima riguarda l’unità immobiliare nella sua interezza. Nello specifico, si dovrà presentare una Comunicazione di Attività Edilizia Libera così come previsto dall’art. 16 comma 1, lettera a bis) e comma 5 della LR19/09, corredata dall’asseverazione prodotta da un tecnico abilitato alla progettazione.
Si precisa ancora che se il nuovo WC viene installato con allacciamento in colonna montante esistente non è necessaria la presentazione di una SCIA all’ufficio fognatura.
Dovrei effettuare la manutenzione dell’impianto termico, per il quale mi è stata proposta una modifica, come devo procedere?
Tale intervento rientra nella manutenzione ordinaria, così come definito dall’art. 4, comma2, lettera a), punto 2 della LR19/09. Per tali interventi ai sensi dell’art. 16, comma 1, lettera a), non è necessario comunicare nulla al comune.
Tuttavia, va verificato se l’entità della modifica dell’impianto termico comporti o meno l’obbligo di presentazione del progetto dell’impianto ai sensi dell’art. 28 L. 10/1991 s.m.i. PRIMA dell’inizio dei lavori (ATTENZIONE: la mancata/tardiva presentazione del progetto comporta l’irrogazione di una sanzione da Euro 516,46 a Euro 2.582,28!!!).
La costruzione di una nuova canna fumaria ha bisogno di particolari documenti o può rientrare nella DIA per la ristrutturazione e riqualificazione energetica?
L’ultima modifica apportata, alla LR 19/09 prevede che “gli interventi su edifici esistenti volti alla realizzazione di cornicioni o sporti di linda, canne fumarie e torrette da camino “ sono assoggettati al regime di attività edilizia libera, priva di comunicazione (art. 16, comma 1, lettera u bis).
Quali sono le caratteristiche che deve avere un soppalco? Posso farlo nel Centro storico?
I soppalchi di nuova realizzazione non possono determinare incremento della superficie utile in quanto costituente intervento di ristrutturazione edilizia non ammessa in Centro Storico. Ne consegue che i soppalchi di nuova realizzazione vanno destinati esclusivamente a superfici accessorie.
I soppalchi esistenti vanno distinti tra quelli autorizzati prima o dopo l’entrata in vigore del Piano Particolareggiato del Centro Storico (P.P.C.S.) approvato con D.P.G.R. n. 052/Pres. dd. 06.02.1980. Solo quelli realizzati prima e assentiti come superficie utile, possono continuare ad essere destinati a superficie utile qualora provvisti di scala di accesso regolamentare e dotati di idonei rapporti aereo-illuminanti. Quelli realizzati dopo non possono costituire incremento della superficie utile in quanto in contrasto con la norma del P.P.C.S.
Si rammenta comunque che per tutto il territorio comunale i soppalchi dovranno rispettare l’art 88 del vigente Regolamento Edilizio, ed in particolare la prescrizione secondo cui la proiezione orizzontale del soppalco non deve eccedere la metà della superficie del locale soppalcato.
La determinazione del vano da soppalcare deve tener conto anche della definizione di “vano” di cui all’art. 17.34 del R.E. (2/3 pareti divisorie).
Sotto i soppalchi non possono venir realizzati vani chiusi. Detti vani risulterebbero infatti soppalcati al 100%.
Sopra i soppalchi non possono venir realizzati vani chiusi. Ciò comporterebbe la mancata rispondenza del manufatto ai requisiti di soppalco.
Tali interventi sono assimilabili a “risanamento conservativo” e vanno realizzati con SCIA ai sensi dell’art. 17 LR19/09.
(Vedasi anche definizioni di “Soppalco” e “Vano” agli articoli 17.29, 17.34 e 88 del vigente Regolamento Edilizio)
Quando deve essere richiesto il Parere Preventivo?
Va richiesto per le zone A3 del PRGC adottato nel 2014?
Il parere preventivo va richiesto per gli interventi in zona A sottoposti al regime della Variante 82 (c.d. Piano Colore del Centro Storico) – riguardanti serramenti e facciate, e della Variante 77 (c.d. Variante per il recupero dei sottotetti) – riguardanti le coperture.
Tali norme trovano applicazione solamente al perimetro del Centro Storico così come individuato nella zonizzazione del Piano Regolatore vigente (Variante 66).
Si specifica che gli interventi da eseguire nelle zone perimetrate come “A3” nel PRGC 2014 (B0 nel Piano vigente V. 66), NON risultano soggetti alla richiesta di parere preventivo.
Qual è la documentazione da produrre per la sostituzione dei serramenti nel Centro Storico?
Nel caso in cui l’immobile ricada in un Piano di Recupero, il progetto va riferito alle Norme Tecniche di Attuazione del relativo Piano Attuativo.
Nel caso in cui l’immobile ricada in area sottoposta a Vincolo Paesaggistico, dovrà essere preventivamente ottenuta l’autorizzazione paesaggistica.
Nel caso in cui l’immobile sia soggetto a Vincolo Monumentale, dovrà essere preventivamente ottenuta l’autorizzazione della Soprintendenza.
Va utilizzata la modulistica predisposta dal Comune per la richiesta di Parere Preventivo, allegando la seguente documentazione:
Inquadramento: secondo le modalità di cui all’allegato “A” del Regolamento Edilizio Comunale.
Stato attuale: Prospetto delle facciate dell’edificio contenente l’indicazione puntuale del materiale, partitura, coloritura e tipologia di tutti i serramenti e degli oscuri esistenti. Individuazione dei serramenti originari anche attraverso indagine d’archivio atta a riferire le caratteristiche dei serramenti di primo impianto. Documentazione fotografica della totalità delle facciate e dei particolari dei serramenti.
Progetto: Prospetto delle facciate dell’edificio contenente l’evidenza dei serramenti e/o degli oscuri oggetto di sostituzione. Indicazione del materiale, partitura, coloritura e tipologia dei serramenti e degli oscuri in progetto.
Prospetto unitario: Nel caso in cui dall’esame dello stato attuale venga rilevata la disomogeneità dei serramenti esistenti è richiesto il prospetto di facciata, approvato dal condominio, redatto nella situazione unitaria di previsione indicante un’unica tipologia di serramento e/o di oscuri. Andrà verificata l’eventuale presenza di prospetti unitari già predisposti per l’edificio oggetto d’intervento.
Dettagli: Rappresentazione, nella situazione attuale e di progetto di: dettaglio dei serramenti in scala 1:10; indicazione quotata dei profili; posizione del serramento rispetto il filo facciata. Indicazione della coloritura dei serramenti e degli oscuri di previsione, individuati sulla base della classificazione prevista dalla cartella del Piano Colore del Centro Storico (codice TS).
Relazione: Descrizione dell’intervento da eseguire e delle risultanze delle ricerche d’archivio.
Occorre chiedere il parere preventivo per sostituire le serrande avvolgibili dei locali d’affari?
Le serrande avvolgibili dei locali ai piani terra non sono soggette a Piano Colore del Centro Storico nei casi di sostituzione delle medesime con stessa tipologia e colore.
Nel caso in cui venisse modificata la tipologia dovrà essere richiesto il parere preventivo previsto dalla Variante 82.
Posso installare una veranda nel Centro Storico?
Occorre preliminarmente verificare la categoria d’intervento dell’edificio in cui si deve effettuare l’intervento; tali categorie vengono desunte dalle norme dei singoli Piani di Recupero; a titolo esemplificativo, si precisa che di norma sono ammesse nelle zone A3 ed in alcuni edifici classificati come “recente costruzione” nel Piano Particolareggiato del Centro Storico.
Occorre inoltre verificare sempre la presenza di vincoli, monumentali o paesaggistici, che insistono eventualmente sull’immobile. In tale caso si dovrà ottenere preliminarmente la relativa autorizzazione.
Qualora ammessa, nei parametri dimensionali previsti, la veranda è un intervento classificato quale attività edilizia libera soggetta a comunicazione da inoltrare al Comune.
E’ pertanto necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato (geometra, perito, ingegnere o architetto) che rediga la pratica e la relazione tecnica asseverata attraverso l’utilizzo della modulistica predisposta dall’amministrazione e reperibile sul sito retecivica.trieste.it
Il tecnico si occuperà preventivamente di verificare la fattibilità dell’opera, la presenza di eventuali progetti unitari di verande già presentati per il medesimo edificio, la conformità del progetto ai disposti dell’art. 90 del regolamento edilizio comunale ed ai limiti di cui all’art. 16, comma 1, lettera k) della Legge Regionale 19/2009 e s.m.i.
Dopo la presentazione della Comunicazione di Attività Edilizia Libera, l’intervento è immediatamente eseguibile senza il rilascio di atti abilitativi da parte del Comune.
Devo “ristrutturare l’appartamento sostituendo tutte le finiture e cioè piastrelle, rivestimenti e sanitari e spostando anche una paretina; cosa devo fare e come posso ottenere le agevolazioni fiscali?
L’intervento così come proposto rientra nella manutenzione ordinaria (art.4 LR19/09) non abbisogna di alcuna comunicazione al Comune (solo se la paretina non ha risvolti strutturali). Ai fini fiscali occorre vedere le normative nazionali che determinano quali categorie di lavori possono godere di dette agevolazioni; andrà pertanto classificato l’intervento quale manutenzione straordinaria, facendo riferimento all’art.3 del DPR 380/01
Se cambia il proprietario devo volturare la SCIA?
Non essendo un atto abilitativo rilasciato dal Comune, per la SCIA non è previsto l’istituto della voltura; il nuovo proprietario è tenuto semplicemente a comunicare tale cambiamento.