Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25225-del-09-10-2019
Timestamp: 2020-07-07 19:18:00+00:00
Document Index: 137302356

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 14', 'art. 32', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 35']

Sentenza Cassazione Civile n. 25225 del 09/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25225 del 09/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2019, (ud. 25/06/2019, dep. 09/10/2019), n.25225
sul ricorso 17830-2018 proposto da:
O.O., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
avverso il decreto n. R.G. 383/2018 del TRIBUNALE di TORINO,
depositato il 02/05/2018;
O.O. ricorre per cassazione, con tre motivi, avverso il decreto del tribunale di Torino che ne ha rigettato il gravame contro il diniego della protezione internazionale e umanitaria;
il ricorrente, previa eccezione di legittimità costituzionale del D.L. n. 13 del 2017, artt. 6 e 21 in relazione agli artt. 3 e 77 Cost., quanto al differimento di efficacia temporale del nuovo rito in materia di immigrazione, nonchè del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis e della L. n. 46 del 2017, art. 6, in relazione agli artt. artt. 3,24 e 111 Cost., artt. 6 e 13 Cedu, in ordine alla previsione del rito camerale nelle controversie in questione, denunzia nell’ordine: (i) la violazione del citato D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis in ragione dell’erroneo rigetto dell’istanza difensiva di fissazione dell’udienza di comparizione in camera di consiglio, essendo mancata la messa a disposizione della videoregistrazione dell’audizione svolta in sede amministrativa; (ii) la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), essendo stata erroneamente ritenuta l’inesistenza delle condizioni della protezione sussidiaria; (iii) la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32 e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5 in ordine al disconoscimento del permesso per motivi umanitari;
la questione di legittimità costituzionale è irrilevante a fronte di quanto infra; in ogni caso è pure manifestamente infondata, come questa Corte ha già affermato con la sentenza n. 17717-18, alla quale è consentito fare integrale richiamo;
il ricorso è fondato in relazione al primo motivo, che assorbe ogni ulteriore censura;
tale interpretazione è resa evidente non solo dalla lettura, in combinato disposto, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, commi 10 ed 11 che distinguono, rispettivamente, i casi in cui il giudice può fissare discrezionalmente l’udienza, da quelli in cui egli deve necessariamente fissarla, ma anche dalla valutazione delle intenzioni del legislatore che ha previsto la videoregistrazione quale elemento centrale del procedimento, per consentire al giudice di valutare il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale non partecipata della fase giurisdizionale;
consegue che il decreto va cassato in relazione al primo motivo;
segue il rinvio al medesimo tribunale di Torino il quale, in diversa composizione, si uniformerà al principio esposto e rinnoverà l’esame dei profili di merito;
La Corte accoglie il primo motivo, assorbiti gli altri, cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per le spese del giudizio di cassazione, al tribunale di Torino.