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Timestamp: 2017-06-26 06:01:28+00:00
Document Index: 27381936

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L INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE DAI PARLAMENTARI - PDF
L INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE DAI PARLAMENTARI
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1 L INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE DAI PARLAMENTARI a cura di P. Passaglia con contributi di E. Bottini, C. Guerrero Picó, S. Pasetto e M. T. Rörig Presentazione CANADA 1. Introduzione: la definizione dei privilegi parlamentari 2. Il regime di tutela dei privilegi parlamentari 2.1. Il fondamento del regime dei privilegi parlamentari 2.2 Il ruolo delle corti di giustizia nella disciplina dei privilegi parlamentari 3. La giurisprudenza ed i limiti dei privilegi di fronte ai diritti e alle libertà 4. La disciplina delle opinioni espresse: l estensione del privilegio della libertà di parola FRANCIA 1. Cenni sulle origini storiche del principio dell immunità parlamentare 2. Il regime di tutela collegato all irresponsabilità dei parlamentari 3. L estensione dell irresponsabilità parlamentare 3.1. I beneficiari della protezione 3.2. L estensione oggettiva della protezione 4. Irresponsabilità e sanzioni disciplinari2 GERMANIA 1. Irresponsabilità ed inviolabilità dei membri del Bundestag 2. Cenni sull inviolabilità 3. L insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati nel Bundestag o in una delle sue commissioni 4. La giurisprudenza in materia di insindacabilità REGNO UNITO 1. Introduzione: il fondamento dell insindacabilità 2. Il regime di tutela 3. La disciplina delle opinioni espresse dai parlamentari 3.1. L ambito di tutela La corrispondenza dei parlamentari I resoconti dei procedimenti in Parlamento L irrilevanza del luogo in cui le opinioni sono espresse 3.2. I rimedi per gli individui soggetti a diffamazione 3.3. Libertà di espressione e giurisdizione penale RUSSIA 1. La normativa sulla irresponsabilità ed inviolabilità dei membri del Consiglio della Federazione russa e dei deputati della Duma di Stato 2. L interpretazione da parte della giurisprudenza3 SPAGNA 1. Introduzione 2. L insindacabilità parlamentare 2.1. Natura giuridica ed effetti 2.2. Profili soggettivi 2.3. Profili contenutistici Opinioni e voti Aspetti controversi 2.4. Profili funzionali 2.5. Profilo temporale 3. Il limite rappresentato dalla potestà disciplinare delle Camere 4. Insindacabilità, autorizzazione a procedere e processi civili per violazione dei diritti all onore, all intimità ed alla propria immagine STATI UNITI 1. Introduzione. Il fondamento dell insindacabilità 2. Il regime di tutela 2.1. La centralità della nozione di legislative act La sentenza United States v. Gravel La sentenza United States v. Brewster 2.2. Chi può invocare il privilegio 2.3. La responsabilità disciplinare 3. I casi emersi nella prassi giurisprudenziale recente 3.1. Le cause di servizio 3.2. Le indagini nei confronti dei parlamentari La sentenza United States v. Rayburn House Office Building La sentenza United States v. Renzi4 UNIONE EUROPEA 1. L immunità parlamentare nel Protocollo (n. 7) sui privilegi e sulle immunità dell Unione europea 2. L immunità assoluta dei deputati del Parlamento europeo 2.1. L ambito di tutela 2.2. L interpretazione estensiva della Corte di giustizia: il caso Patriciello 3. La competenza a verificare i presupposti dell immunità assoluta 4. Casi recenti nella prassi del Parlamento europeo5 PRESENTAZIONE di Paolo Passaglia La disciplina dell insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati da parte dei parlamentari assume un particolare interesse da un punto di vista comparatistico in ragione della possibilità di verificare quanto un principio presente in tutte le democrazie possa conoscere estensioni e modalità attuative significativamente divergenti. In quest ottica, una specifica attenzione merita proprio l estensione della tutela riconosciuta ai parlamentari per le opinioni che essi esprimano, giacché sul punto si è sviluppata almeno in taluni ordinamenti una prassi e, sovente, una giurisprudenza che hanno mostrato alcune caratteristiche tendenzialmente comuni e altri aspetti di differenziazione. Rinviando a quanto esposto più nel dettaglio in riferimento ai singoli ordinamenti presi in considerazione, di seguito si riportano, in forma schematica, le risultanze che emergono sul tema indicato. A] Tutela in relazione al luogo in cui le opinioni sono espresse 1. In linea generale, la tutela dell insindacabilità è limitata a quelle opinioni che vengano espresse all interno delle aule parlamentari. Questa limitazione è resa ancor più stringente in quegli ordinamenti in cui al vincolo sul luogo si associa quello sull occasione in cui le opinioni sono rese, vincolo che, nel Regno Unito ed in Canada, si traduce in una protezione limitata alle dichiarazioni rese nel corso di procedimenti che si svolgano in seno al Parlamento o, al più (come avviene nel Regno Unito), a situazioni strettamente collegate ad essi (come, ad esempio, colloqui tra colleghi preparatori di posizioni assunte in pubblico). Ad analoghe conclusioni conduce l osservazione dell ordinamento statunitense e salvo quanto si preciserà infra, sub 2 dell ordinamento federale tedesco. Di contro, la rigorosa delimitazione alle aule parlamentari viene in parte derogata là dove come in Francia si prevede un estensione spaziale in rapporto allo svolgimento di funzioni strettamente connesse al mandato parlamentare extra moenia (si pensi, ad esempio, al caso delle inchieste parlamentari). Anche in Spagna, le dichiarazioni rese extra moenia possono, in linea di principio, rilevare, ma ciò solo quando l atto esterno sia riproduzione letterale di una dichiarazione resa all interno del Parlamento. 2. Il superamento della tendenziale indefettibilità del collegamento tra la sede dell istituzione ed il luogo in cui le opinioni vengono espresse si constata con riguardo al Parlamento europeo, per il quale la Corte di giustizia ha posto il principio in base al quale l esistenza di un opinione da proteggere dipende, non già dal luogo in cui la dichiarazione è stata resa, bensì dalla natura e dal contenuto di quest ultima. L estensione della tutela è riscontrabile anche in Russia, almeno a quanto consta per quel che concerne marzo6 la partecipazione a dibattiti televisivi o radiofonici nonché ad interviste e riunioni politiche. Da notare è che anche le Costituzioni di alcuni Länder tedeschi, in continuità con la tradizionale maggiore protezione dei parlamentari (presente ancora nella Costituzione di Weimar), amplierebbero la tutela, andando a coprire le opinioni adottate nell esercizio del mandato ; la giurisprudenza, tuttavia, ha interpretato questo riferimento in maniera restrittiva, al punto da allineare, nella sostanza, la disciplina del Land a quella del Bund. B] Tutela in relazione al collegamento con le funzioni delle opinioni espresse 1. Alle limitazioni consistenti nei luoghi in cui le opinioni sono espresse si associano quelle relative al collegamento delle opinioni medesime con l esercizio del mandato parlamentare. Emerge, in effetti, una tendenzialmente generale necessità che sussista un nesso funzionale tra attività ed opinioni che opera in senso restrittivo della tutela, nel senso che sono protette soltanto quelle opinioni che siano effettivamente inquadrabili nell ambito dell esercizio da parte del parlamentare di una delle funzioni che sono tipiche del proprio mandato. Al riguardo, affermazioni come quella del Tribunale costituzionale spagnolo, secondo cui la garanzia non protegge qualsiasi attività dei parlamentari può essere agevolmente generalizzabile, almeno con riferimento agli ordinamenti anglosassoni, francese e tedesco, nonché avendo riguardo al Parlamento europeo. 2. Il caso della Russia, stando alle informazioni che si sono potute rintracciare, sembra che possa essere individuato come peculiare, nella misura in cui una certa quale protezione, pur dopo un intervento restrittivo della Corte costituzionale, continua a sussistere, grazie all applicazione in via sussidiaria della tutela di tipo processuale sub specie di inviolabilità. C] Tutela in relazione ai contenuti delle opinioni espresse 1. In linea di massima, la prerogativa dell insindacabilità, qualora ne sussistano le condizioni di luogo e funzionali, copre qualunque espressione che il parlamentare renda. Ciò non vale, ovviamente, per atti che si colleghino ad opinioni, ma che trascendano il puro ambito della libertà di parola, dando luogo, ad esempio, a comportamenti violenti. 2. Il principio generale conosce, in Germania, una restrizione assai significativa, dal momento che l insindacabilità non può ivi estendersi al punto di coprire le offese personali e gratuite. In Spagna, i limiti contenutistici delle opinioni formano oggetto di un acceso dibattito dottrinale (e giurisprudenziale), nel quale pare comunque prevalere una concezione estensiva della insindacabilità (questa è, almeno, la posizione del Tribunale supremo) relativamente alla calunnia ed alla diffamazione, mentre per quanto attiene all apologia di reato non è dato individuare una posizione definita (l esclusione della protezione, in questa evenienza, è stata motivata in ragione dell assenza di un nesso funzionale con l attività istituzionale del parlamentare). marzo7 CANADA di Eleonora Bottini 1. Introduzione: la definizione dei privilegi parlamentari In Canada, il Senato e la Camera dei comuni a livello federale, nonché le assemblee legislative provinciali, beneficiano dei privilegi parlamentari nei termini della definizione di essi valida per il Parlamento britannico, che si può trovare riassunta nel Trattato sulla legge, i privilegi, le procedure e gli usi del Parlamento di Erskine May 1. Secondo questa definizione, comunemente in uso nel diritto parlamentare anglosassone, il privilegio parlamentare è costituito dai seguenti elementi: [ ] la somma dei diritti particolari di cui gode ogni camera collettivamente in quanto parte costitutiva dell Alta Corte del Parlamento, e di cui godono i membri di ogni camera individualmente, senza i quali non potrebbero svolgere la loro funzione. I privilegi del Parlamento sono diritti assolutamente necessari per un corretto esercizio delle prerogative parlamentari. Sono attribuiti ai membri in maniera individuale, poiché la camera non può svolgere le sue funzioni senza che il ruolo dei suoi membri si svolga senza impedimenti, e a ciascuna camera per la protezione dei suoi membri e la rivendicazione della sua dignità e autorità. In materia di cc.dd. privilegi parlamentari, le regole stabilite per quanto riguarda la Camera dei comuni del Canada risalgono ai primi tempi dell epoca coloniale. Dopo aver inizialmente rivendicato gli stessi privilegi della Camera britannica, le giovani assemblee delle colonie ottennero, con l avvento della Confederazione, il trasferimento dei privilegi al Parlamento canadese, tramite la Legge costituzionale del Essa si ispira al modello di Westminster 2, senza che la rivendicazione dei privilegi abbia mai dovuto attendere, come nel caso inglese, minacce fisiche rivolte contro i deputati. Tre settimane dopo l apertura della prima sessione parlamentare ( ) della prima legislatura, il Senato e la Camera canadesi votarono una legge, l Atto per definire i privilegi, le immunità e le attribuzioni de Senato e della Camera dei comuni, che stabiliva per il Parlamento canadese gli stessi privilegi della Camera dei comuni della Gran Bretagna, con l intento di proteggere le persone incaricate della pubblicazione di documenti parlamentari. Nonostante l idea associata al termine privilegio sia quella di un diritto od una serie di vantaggi particolari che distinguono un gruppo ristretto di persone dagli altri cittadini comuni, nel contesto parlamentare i privilegi riguardano più che altro i diritti necessari per permettere alle camere parlamentari federali e locali di esercitare le funzioni istituzionali che sono loro proprie. 1 T. E. MAY, Erskine May s treatise on the law, privileges, proceedings, and usage of Parliament, LexisNexis UK, 23ª ed., 2004, Il Preambolo della Legge costituzionale del 1867 prevede che il Canada abbia una Costituzione che riposi sugli stessi principi di quella del Regno Unito ; è stato quindi instaurato un regime parlamentare di tipo britannico con gli storici privilegi necessari al suo buon funzionamento. La legge costituzionale è disponibile on line in versione integrale in italiano alla pagina marzo8 I privilegi sono infatti stati considerati alla stregua di garanzie a protezione del diritto di ciascun elettore, poiché essi sono accordati ai deputati non per loro beneficio personale, ma per permettere loro di rappresentare in maniera indipendente, quindi senza timore di essere perseguiti e senza pressioni di alcun genere, l elettorato da cui sono stati scelti. Il fondamento della dottrina costituzionale dei privilegi è quindi in Canada la democrazia parlamentare, a sua volta fondata sulla possibilità per il Parlamento di esercitare il suo ruolo in completa libertà e indipendenza. In questo senso, una definizione dei privilegi parlamentari si ritrova nella nota sentenza della Corte suprema del Canada del 1993, sul caso N.B. Broadcasting 3 : «Privilegio» in questo contesto denota l esenzione legale da un certo dovere, peso, aspettativa o responsabilità cui altri (cittadini) possono invece essere soggetti. È un fatto accettato da lungo tempo che in vista dello svolgimento delle sue funzioni, il corpo legislativo necessiti di alcuni privilegi legati alla condotta dei propri affari. È anche comunemente ammesso che questi privilegi debbano essere considerati assoluti e costituzionali se si vuole che siano effettivi; il corpo legislativo del nostro governo deve godere di una certa autonomia in cui neppure la Corona e i tribunali devono poter intervenire. 2. Il regime di tutela dei privilegi parlamentari 2.1. Il fondamento del regime dei privilegi parlamentari Il fondamento testuale costituzionale dei privilegi parlamentari in Canada è la Legge costituzionale del 1867, uno dei principali testi di valore costituzionale del Canada insieme alla legge costituzionale del 1982, recante tra l altro la Carta canadese dei diritti e delle libertà. L articolo 18 della Legge costituzionale, inserito nel capitolo IV riguardante il potere legislativo, così recita: Articolo 18. I privilegi, le immunità e i poteri che il Senato e la Camera dei Comuni, nonché i rispettivi membri, deterranno, applicheranno ed eserciteranno, saranno definiti periodicamente mediante una legge sul Parlamento del Canada, ma saranno tali da non consentire ad alcuna legge sul Parlamento del Canada che definisca tali privilegi, immunità e poteri di conferire privilegi, immunità o poteri superiori a quelli detenuti, applicati ed esercitati dalla Camera dei Comuni del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e dai relativi membri al momento dell emanazione di tali leggi 4. 3 Cour Suprême du Canada, New Brunswick Broadcasting Co. c. Nouvelle Écosse (Président de l'assemblée), [1993] 1 R.C.S Il testo integrale della sentenza è disponibile on line (in lingua francese) alla pagina 4 Abrogato e riapprovato mediante la Legge sul Parlamento del Canada del L articolo originale così recitava: I privilegi, le immunità e i poteri spettanti, di pertinenza ed esercitati dal Senato, dalla Camera dei Comuni e, rispettivamente, dai relativi membri, dovranno essere definiti periodicamente mediante una legge sul Parlamento del Canada in modo tale da non risultare mai superiori a quelli spettanti, di pertinenza ed esercitati al momento dell approvazione della presente Legge dalla Camera dei Comuni del Parlamento del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e dai suoi membri. marzo9 La Legge sul Parlamento del Canada del 1985 è il fondamento legislativo che riguarda i privilegi: PARTE I SENATO E CAMERA DEI COMUNI Privilegi, immunità e poteri Natura Articolo 4. I privilegi, le immunità e i poteri del Senato e della Camera dei comuni, così come quelli dei loro membri, sono i seguenti: a) da un lato, quelli che possedevano, al momento dell adozione della Legge costituzionale del 1867, la Camera dei comuni del Parlamento del Regno Unito ed i suoi membri, nella misura della compatibilità con questa legge; b) dall altro lato, quelli che sono definiti dalle leggi sul Parlamento del Canada, su riserva del non eccesso rispetto ai privilegi che possedevano, al momento dell adozione di queste leggi, la Camera dei comuni del Parlamento del Regno Unito ed i suoi membri. Articolo 5. Questi privilegi, immunità e poteri sono parte integrante del diritto generale e pubblico del Canada e non devono essere dimostrati, poiché sono ammessi d ufficio davanti ai tribunali e i giudici del Canada. Articolo 6. Nel quadro di un inchiesta sui privilegi, immunità e poteri del Senato e della Camera dei comuni, o di uno dei loro membri, un esemplare della Gazzetta Ufficiale di una delle due Camere, stampato o considerato stampato come da ordine di una o l altra delle camere, è ammesso dalla giurisdizione come prova dell esistenza di queste Gazzette, senza che sia necessario provare che è stato stampato su tale ordine. I privilegi parlamentari nel diritto costituzionale canadese si possono suddividere in due categorie: i diritti di cui possono fruire i parlamentari a titolo individuale e quelli che riguardano le camere a titolo collettivo. I primi sono necessari affinché i deputati e i senatori possano esercitare la loro funzione in maniera efficace, i secondi per permettere a ciascuna camera di avere a disposizione gli strumenti necessari per il corretto svolgimento dei lavori parlamentari. La parte essenziale dei privilegi riguarda comunque il Parlamento nel suo insieme; i deputati e i senatori non possono avvalersi a titolo individuale dei privilegi, se non nel caso in cui la loro violazione diventi un ostacolo al funzionamento della camera stessa. Viene stabilito in questo senso un nesso funzionale per l esistenza stessa dei privilegi: questi non possono essere invocati per questioni non connesse alla funzione parlamentare 5. Dal punto di vista gerarchico, quindi, i diritti dei deputati sono subordinati a quelli delle camere, per preservare la collettività dal rischio che alcuni deputati interpretino abusivamente la portata dei loro privilegi. Per esempio, i privilegi di un deputato sono considerati sospesi quando la camera gli ordina di comparire davanti alla camera stessa per essere interrogato; questo tipo di eventi però non si produce con frequenza. Ognuna delle due categorie contiene diversi ordini di privilegi. Per quanto riguarda la prima categoria, quella individuale, sono stati consacrati da dottrina e giurisprudenza i seguenti componenti: - libertà di parola; - immunità dall arresto per i processi civili; 5 Cfr. J. A. G. GRIFFITH M. RYLE, Parliament: Functions, Practice and Procedures, London, Sweet & Maxwell, 2003, 2 nd ed., marzo10 - esenzione dal dovere di partecipare ad una giuria; - esenzione dal comparire come testimone in un tribunale; - protezione contro l ostruzione, l ingerenza, l intimidazione e la brutalità. I diritti e poteri attribuiti alle camere in senso collettivo sono stati suddivisi come segue: - diritto esclusivo di regolare gli affari interni a ciascuna camera; - potere di adottare misure disciplinari contro i deputati ed i senatori responsabili di condotte contrarie al regolamento interno; - diritto di costituirsi autonomamente, anche per quanto riguarda le regole riguardanti la presenza dei parlamentari; - diritto di effettuare inchieste, di citare a comparire testimoni, e di ordinare l invio di documentazione a questo scopo; - diritto di far prestare giuramento ai testimoni citati; - diritto di pubblicare documenti senza aver ricorso ai tribunali per quel che ne riguarda il contenuto. 2.2 Il ruolo delle corti di giustizia nella disciplina dei privilegi parlamentari La Corte Suprema ha precisato, tra il e il , il quadro giuridico e costituzionale del rapporto tra il Parlamento e i tribunali per quel che riguarda i privilegi parlamentari. Essendo parte integrante del diritto pubblico generale canadese, i privilegi dei parlamentari sono soggetti all interpretazione dei tribunali, anche se in maniera limitata, come affermato dalla Corte Suprema del Canada nella sentenza N.B. Broadcasting Co 8 : I tribunali possono determinare se il privilegio rivendicato sia o meno necessario affinché l organo legislativo sia in grado di funzionare, ma non sono abilitati ad esaminare se una decisione particolare presa in conformità con il privilegio sia corretta o meno. I tribunali possono quindi determinare l esistenza e la possibilità dell applicazione dei privilegi ad un caso di specie, ma poiché i privilegi sono di rango costituzionale, i giudici ordinari non possono decidere circa le modalità di esercizio di un privilegio né dirimere una questione che rientra nell ambito di un privilegio. Spetta unicamente alle camere ogni decisione riguardante la gestione di un privilegio parlamentare. 6 Ibid. 7 Cour Suprême du Canada, Canada (Chambre des communes) c. Vaid, 2005 CSC 30. Il testo integrale della sentenza è disponibile on line (in francese) alla pagina index.do. 8 Cour Suprême du Canada, New Brunswick Broadcasting Co. c. Nouvelle Écosse, cit. marzo11 Nel caso venga sollevata una questione circa l esistenza di un privilegio, il ruolo del tribunale adito si limita a dover determinare se il privilegio rivendicato sia o meno necessario per permettere alle camere, ed ai parlamentari che ne fanno parte, di esercitare appieno le loro funzioni legiferare, deliberare e controllare il Governo senza ingerenze da parte del potere esecutivo o giudiziario 9. Per determinare l esistenza e l ambito di applicazione del privilegio, il tribunale deve innanzitutto stabilire se si può dimostrare che il privilegio rivendicato esistesse in Canada o nel Regno Unito ai tempi della Confederazione. Se questa esistenza è confermata, l esame giudiziario della questione è terminato. In caso contrario, il tribunale esamina il nuovo privilegio sulla base del criterio di necessità per l esercizio delle funzioni parlamentari. Una volta che un privilegio sia stato riconosciuto come esistente e necessario da una corte di giustizia, spetta al Parlamento, e solo ad esso, dare seguito o meno agli atti che si sostiene siano contrari alla Carta dei diritti o più in generale ad un diritto costituzionalmente riconosciuto. Un tribunale non può fare alcunché per garantire un udienza equa ed un esame accettabile della controversia: il Parlamento è inaccessibile ad ogni possibile intervento giudiziario, indipendentemente dal fatto che il pregiudizio sia stato causato da un parlamentare o da un non parlamentare. Una volta stabilita l esistenza del privilegio, solo il Parlamento può decidere se dare o meno seguito ad una supposta violazione di un diritto. 3. La giurisprudenza ed i limiti dei privilegi di fronte ai diritti e alle libertà I privilegi dei parlamentari non sono assoluti, ma devono rispettare i diversi limiti previsti dalla Costituzione. Il primo limite è posto dal precitato articolo 18 della Legge costituzionale là dove prevede che il Parlamento canadese non possa dotarsi di privilegi maggiori di quelli della Camera dei comuni del Regno Unito. Il secondo limite è previsto nel Preambolo della stessa legge, dove si afferma che il regime canadese si ispira al regime parlamentare del Regno Unito, ivi compreso per quel che riguarda il carattere fondato sulla necessità dei privilegi parlamentari. La Corte Suprema canadese afferma però che non si tratta necessariamente di un esatta riproduzione da parte delle leggi canadesi dei privilegi intesi dal regime britannico, ben potendo sussistere alcune differenze: I privilegi relativi agli organi legislativi provenivano dal common law. Modellati sul Parlamento britannico, possedevano tali poteri e autorità in base alla necessità del loro funzionamento. Questi privilegi erano retti dal principio di necessità più che da una causalità storica, e possono quindi non essere l esatta replica dei poteri e privilegi che si possono trovare nel Regno Unito. Prima dell adozione della Carta dei diritti, i tribunali erano raramente aditi della questione dell influenza dei privilegi parlamentari sui poteri costituzionali delle diverse istituzioni e sul modo in cui 9 Cour Suprême du Canada, Canada (Chambre des communes) c. Vaid, cit., par. 40. marzo12 quest influenza si esprimeva. Negli ultimi due decenni, invece, i tribunali canadesi hanno reso molte più decisioni riguardo ai privilegi parlamentari, sia a livello federale che a livello provinciale e territoriale 10. A partire dal 1982, la questione che si è posta dinnanzi alla Corte Suprema riguardava, per la maggior parte dei casi, l articolazione dei privilegi parlamentari, previsti dalla Legge costituzionale, con la Carta canadese dei diritti e delle libertà, in quanto entrambe le disposizioni fanno parte della Costituzione del Canada, e soprattutto in quanto l articolo 32(1)a) della Carta impone che questa si applichi anche al Parlamento e alle assemblee legislative provinciali 11. A tre riprese, la Corte Suprema si è espressa sulla questione, la prima volta nella precitata sentenza N.B. Broadcasting Co., la seconda volta nella sentenza Harvey c. Nouveau-Brunswick 12, e la terza nel caso Vaid precedentemente evocato. In tutte queste sentenze la Corte ha affermato che la Carta dei diritti non prevale sui privilegi parlamentari, nonostante essa si applichi alle istanze del potere legislativo. Nella prima di queste sentenze, del 1993, la Corte Suprema ha stabilito in che misura la Carta dei diritti si doveva applicare alle assemblee legislative provinciali ed alle loro deliberazioni. Era la prima volta che la Corte Suprema si trovava ad analizzare la questione del privilegio parlamentare dopo quasi un secolo 13, e la prima volta che era adita di una questione che metteva in relazione la Carta dei diritti ed il privilegio parlamentare. Era questione del diritto dell Assemblea legislativa della Nuova Scozia di escludere persone estranee dalla sua sede, persone quindi che non fossero membri o funzionari dell Assemblea. Nella fattispecie, la società Radio-Canada sosteneva che, in virtù della Carta canadese dei diritti e delle libertà, i giornalisti radiofonici della società avevano diritto di effettuare le riprese delle delibere dell Assemblea con le loro telecamere, mentre l Assemblea aveva dal canto suo impedito l accesso dei cronisti al momento della 10 Tra il 1991 e il 2006 vi sono state 468 cause riguardanti i privilegi parlamentari a livello sia provinciale che federale, contro le 30 che sono state discusse tra il 1867 e il Cfr. S. JOYAL, Pour une théorie du privilège parlementaire dans le droit public canadien. L affaire Vaid et la protection des employés parlementaires contre la discrimination, in Revue Parlementaire canadienne, Hiver , nota (1) La presente Carta si applica: a) al Parlamento e al governo del Canada, per tutti gli ambiti di competenza del Parlamento, compresi quelli che riguardano il territorio di Yukon e i territori del Nord-Ovest; b) alla legislatura e al governo di ogni provincia, per tutti gli ambiti di competenza di questa legislatura. 12 Cour Suprême du Canada, Harvey c. Nouveau-Brunswick (Procureur Général), R.C.S., 2-7. Il testo della sentenza è disponibile on line (in lingua francese) alla pagina 13 La prima decisione giudiziaria riguardante il privilegio parlamentare era stata la sentenza Kielley c. Carson del 1842, il cui il Comité judiciaire du Conseil privé (Judicial Commitee of the Privy Council) insieme di giuristi inglesi eminenti che aveva giurisdizione su tutti i tribunali coloniali aveva deciso che i poteri delle assemblee coloniali di prima della confederazione si dovevano limitare a ciò che era ragionevolmente necessario per effettuare in maniera efficace le funzioni delle assemblee legislative locali. Contrariamente alla Camera dei comuni britannica, queste assemblee non avevano il potere di arresto nei casi di oltraggio commessi fuori dall assemblea. marzo13 deliberazione. La società aveva dunque fatto ricorso alla Corte della Nuova Scozia per ottenere un ordinanza di autorizzazione alle riprese in maniera conforme all articolo 2b) della Carta, che garantisce la libertà di espressione, e da cui deriva la libertà di stampa. Nel primo grado di giudizio e in appello, i tribunali si erano espressi in favore della società radiofonica, ma la Corte Suprema canadese ha cassato la sentenza di appello ed ha affermato che le assemblee legislative, così come le camere del Parlamento, hanno la possibilità di esercitare un controllo sulle loro deliberazioni, affermando in tal modo l indipendenza dei diversi organi di governo tra loro. È stato quindi stabilito che il diritto di escludere le persone estranee, e quindi il divieto di utilizzare telecamere, era necessario al funzionamento dell Assemblea legislativa e che questo costituiva un privilegio protetto contro l ingerenza dei tribunali. Questa soluzione è stata ribadita in altre decisioni dei tribunali canadesi; nel 1998, la Corte dell Ontario ha deciso che il divieto da parte della Camera dei comuni, fatto ad un privato, di tenere una conferenza stampa all interno della Camera stessa, faceva parte del privilegio parlamentare che consente di limitare l accesso al suo interno, senza che questo impedisse alla persona in questione di esprimersi liberamente 14. Nella sentenza più recente, sul caso Vaid 15, riguardante i limiti posti dalla Corte Suprema del Canada ai privilegi parlamentari, essa ha reso più chiaro il diritto parlamentare canadese relativo ai privilegi precisandone la portata e definendo cosa si debba intendere per affari interni di una camera. In una decisione del 20 maggio 2005, la Corte è stata chiamata ad esprimere il suo giudizio su un impiegato della Camera dei comuni che aveva fatto ricorso presso la Commissione canadese per i diritti della persona in seguito al suo licenziamento 16. La Camera sosteneva che la Legge canadese sui diritti della persona non si applicasse alla fattispecie poiché la decisione del licenziamento dell impiegato rientrava nel diritto della Camera di regolare i propri affari interni, e che questi comprendevano l assunzione, la gestione e il licenziamento del proprio personale. La Corte Suprema ha invece deciso all unanimità che la nozione di affari interni della Camera non si estendeva al di là del diritto della Camera di regolare il proprio lavoro legislativo, e siccome la gestione del personale dipendente non poteva essere considerato parte di questo lavoro, la Legge canadese sui diritti della persona era applicabile alla fattispecie. Pur confermando il diritto della Camera di regolare i propri affari interni autonomamente, la Corte Suprema ha precisato che il Parlamento come luogo non è al di fuori del diritto e che per le sfere di attività che non sono oggetto di un privilegio, il Parlamento non è al di sopra della legge. La Corte Suprema in questa sentenza ha fortemente criticato l interpretazione, da essa definita elastica, della decisione di un tribunale inglese del 1935, R v Graham-Campbell, ex parte 14 Cour de l Ontario (Division générale), Zündel v. Liberal Party of Canada et al., dossier 98-CV-7845, 22 gennaio Il testo integrale della sentenza è disponibile on line (in lingua inglese) alla pagina on-sc.shtml. 15 Cour Suprême du Canada, Canada (Chambre des communes) c. Vaid, cit. 16 Satnam Vaid era stato l autista di tre diversi portavoce della Camera dei comuni tra il 1984 e il 1995, quando il suo contratto era stato interrotto. marzo14 Herbert 17, che riguardava la vendita di bevande alcoliche senza permessi all interno del Parlamento. Da allora si sarebbe sviluppata la tesi secondo cui le leggi non si applicano al Parlamento, e quest ultimo è una zona franca rispetto alle leggi che non lo menzionano esplicitamente. La Corte Suprema non ha quindi accettato quest interpretazione troppo estesa del privilegio, che era stata ripresa dalla Camera dei comuni per sostenere che la Legge canadese sui diritti della persona non poteva applicarsi ai suoi impiegati. Essa ha infatti ribaltato le conclusioni di Ex parte Herbert, affermando che tutte le leggi sono applicabili al Parlamento a meno che esse non prevedano un eccezione esplicita: 81. Nulla, nella redazione dell articolo 2, indica che la Legge canadese sui diritti della persona non doveva essere applicata agli impiegati del Parlamento. Non esiste alcuna ragione di credere che il Parlamento avesse l «intenzione» di imporre obblighi in materia di diritti della persona a tutti i datori di lavoro federali, all eccezione di se stesso. Nulla indica che il Parlamento aveva intenzione di escludere i propri impiegati quando afferma, all articolo 2 della Legge canadese sui diritti della persona, «il diritto di tutti gli individui, in misura compatibile con i loro doveri e obblighi nel quadro della società, all uguaglianza delle opportunità di realizzarsi e alle misure in vista della soddisfazione dei loro bisogni, indipendentemente da considerazioni fondate sulla razza, l origine nazionale ed etnica, il colore della pelle, la religione, l età, il sesso, l orientamento sessuale, lo stato matrimoniale, la situazione familiare, e lo status di persona graziata». [ ] La Legge canadese sui diritti della persona è un testo «quasi costituzionale», che impone che qualsiasi eccezione alla sua applicazione sia esplicitamente annunciata. La Corte Suprema ha quindi adottato una prospettiva piuttosto restrittiva per determinare ciò che poteva essere giudicato necessario al funzionamento efficace del Parlamento. Ha ridotto le categorie del privilegio potenziale associato ai lavori parlamentari ad un numero molto più limitato di questioni e ne ha ridotto la portata. Inoltre, questo caso ha permesso alla Corte di analizzare l estensione del privilegio nel caso in cui la persona in questione non sia un parlamentare. Nel caso di specie però, non era tanto il fatto che il dipendente non fosse un membro del Parlamento che ha portato la Corte a sottrarre il licenziamento del sig. Vaid dalla sfera dei privilegi parlamentari, ma il difetto di collegamento con l attività legislativa. Essere un deputato o un senatore non è infatti indispensabile per poter godere dei privilegi parlamentari. Nel caso in cui si tratti di un atto compiuto da o riguardante un non parlamentare, bisogna tenere conto della prossimità dell individuo colla funzione legislativa e deliberante per determinare la portata del privilegio. Il Parlamento accorda il privilegio della libertà di parola, per esempio, alle persone che compaiono davanti alle camere o davanti ad un comitato parlamentare, per incoraggiarle a comunicare ogni informazione con sincerità e senza timore di rappresaglie o altre azioni sfavorevoli. Nel 2005, la Corte federale ha deciso che le testimonianze fatte davanti ad un comitato parlamentare rientrano nel privilegio parlamentare, poiché necessarie al buon funzionamento del Parlamento per tre ragioni: 17 R v Graham-Campbell ex parte Herbert [1935] 1 KB 594. marzo15 [ ] per incoraggiare i testimoni a parlare apertamente davanti al comitato parlamentare, per permettere al comitato di esercitare la sua funzione d inchiesta, e per evitare conclusioni contraddittorie 18. L estensione del privilegio parlamentare ai testimoni non parlamentari è confermato anche da una decisione del 2007, in cui la Corte federale afferma che [ ] anche se i testimoni che compaiono davanti ad un comitato parlamentare non sono membri del Parlamento, non sono neppure estranei alla Camera. Sono invece invitati ai quali viene conferito il privilegio parlamentare poiché, come per i membri, il privilegio è necessario per fare in modo che siano in condizione di parlare apertamente, senza timore che i loro propositi siano utilizzati in seguito per discreditarli in un altra istanza La disciplina delle opinioni espresse: l estensione del privilegio della libertà di parola La libertà di parola permette a deputati e senatori di esprimersi liberamente durante una sessione parlamentare o di un comitato, rimanendo interamente al riparo da ogni possibile perseguibilità o messa in gioco della responsabilità civile per i discorsi tenuti; i testimoni, come si è visto, beneficiano della stessa libertà di parola in una sessione di comitato e sono dunque protetti contro le rappresaglie. I deputati possono esprimere, riguardo a persone o gruppi esterni, dichiarazioni che probabilmente esiterebbero a fare senza la protezione del privilegio della libertà di parola. Non vi sarebbe libertà di parola se la veridicità di tutto ciò che viene detto da un parlamentare dovesse essere dimostrata ancora prima di essere espresso. Questo privilegio riguarda i parlamentari individualmente, ma la giurisprudenza ha confermato che si tratta anche un privilegio collettivo delle camere, poiché protegge le mozioni adottate dal Parlamento che esprimono le opinioni collettive dei suoi membri e non possono pertanto essere contestate in sede giurisdizionale 20. In generale, si considera che il privilegio della libertà di parola si limiti alle deliberazioni del Parlamento. Né il Bill of Rights né le leggi canadesi contengono una definizione di quest espressione. La dottrina l ha definita come segue: La parola «deliberazione», nel primo senso che gli viene attribuito nel linguaggio parlamentare, a partire dal XVII secolo, designa un attività ufficiale, generalmente svolta allo scopo di prendere una decisione, compiuta dalla camera parlamentare nell esercizio della sua competenza collettiva. Questa definizione include, naturalmente, le altre forme che possono prendere i lavori della camera così come l insieme della procedura parlamentare, al cui centro si 18 Cour fédérale, Gagliano c. Canada (Procureur Général), 2005 CF 576, par. 72, confermata da Cour d appel fédérale, 2006 CAF 86, con il rigetto dell appello. La versione integrale della sentenza è disponibile on line (in lingua francese) alla pagina 19 Cour fédérale, George c. Canada (Procureur général), 2007 CF 564, par. 63. La versione integrale della sentenza è disponibile on line (in lingua francese) alla pagina 20 Cfr. J. P. MAINGOT, Le privilège parlementaire au Canada, 2 e éd., Chambre des communes et les Presses universitaires McGill-Queen s, 1997, marzo16 situano i dibattiti e attraverso cui la camera perviene a prendere delle decisioni. È generalmente esprimendosi oralmente che un deputato prende parte a queste deliberazioni, oppure attraverso atti ufficialmente riconosciuti, come votare, depositare una mozione, o presentare una petizione o un rapporto di comitato. La maggior parte di questi atti permettono infatti di economizzare il tempo di parola nel corso delle deliberazioni vere e proprie. I funzionari della camera partecipano alle deliberazioni principalmente dando seguito agli ordini della camera, siano essi generali o individuali. Degli estranei possono ugualmente partecipare alle deliberazioni della camera, per esempio comparendo davanti a questa o ad uno dei suoi comitati come testimoni, o ancora assistendo alla presentazione delle petizioni 21. Il nesso con la funzione è ricercato dalla Corte Suprema per stabilire la necessità del privilegio, criterio di importanza fondamentale per quel che riguarda i privilegi rivendicati, come affermato dalla stessa Corte nella citata sentenza Vaid. La natura del legame funzionale è teleologica nell ottica della Corte: 43. Benché ciascuna camera del Parlamento disponga di una grande autonomia, la definizione del privilegio parlamentare secondo l approccio teleologico comporta dei limiti importanti. È generalmente riconosciuto, per esempio, che il privilegio copre i «lavori del Parlamento». Ciononostante, come è detto in Erskine May (19 e ed. 1976, p. 89), non fa parte dei lavori del Parlamento tutto ciò che viene detto o fatto in seno alla Camera mentre essa è in sessione. Certe parole o atti possono non aver alcun legame con l oggetto del dibattito, o in un senso più generale, con gli affari di cui la Camera è legittimamente responsabile. Per questo, a titolo di esempio, nella sentenza R. c. Bunting (1885), la Queen s Bench Division ha concluso che una cospirazione che mirava a far cadere il governo corrompendo i membri dell assemblea legislativa provinciale non era in alcun modo legata ai lavori del Parlamento e che, di conseguenza, la corte era competente per giudicare l illecito. Erskine May (23 e ed.) rinvia ad un parere dato «nel 1815 dal comitato dei privilegi, secondo il quale non veniva violato il privilegio parlamentare se si procedeva all arresto di Lord Cochrane (un membro della Camera) mentre era presente alla Camera dei comuni (che non era in sessione al momento dell arresto). Certe parole o atti possono non aver alcun legame con l oggetto del dibattito o con gli affari di cui la Camera è legittimamente responsabile». 44. La natura teleologica del legame tra la funzione legislativa e la necessità [del privilegio] emerge anche dal rapporto del comitato britannico: «La linea di demarcazione tra le attività privilegiate e le attività non privilegiate di ciascuna camera non è facile da tracciare. Il miglior modo per determinare dove essa sia situata consiste forse nel dire che le questioni riguardo alle quali le corti di giustizia non dovrebbero intervenire si estendono al di là dei lavori del Parlamento, ma che le questioni privilegiate devono essere così strettamente e così direttamente legate ai lavori del Parlamento che l intervento delle corti di giustizia sarebbe incompatibile con la sovranità del Parlamento nella sua qualità di assemblea legislativa e deliberante». La nozione di funzione legislativa è inserita nell espressione lavori del Parlamento o affari interni e, secondo la Corte Suprema, soltanto quando il Parlamento esercita le sue funzioni deliberanti e legislative esso riveste le sue responsabilità fondamentali 22. I tribunali canadesi si sono mostrati reticenti ad estendere la portata dell insindacabilità parlamentare al di là del quadro delle delibere parlamentari; nonostante il ruolo del parlamentare si sia evoluto dal XVII secolo, quando questa regola è stata enunciata dal Bill of Rights inglese, ad oggi, i tribunali hanno ristretto 21 T. E. MAY, Erskine May's treatise on the law, privileges, proceedings, and usage of Parliament, cit., Cfr. S. JOYAL, Pour une théorie du privilège parlementaire dans le droit public canadien, cit. marzo17 l applicazione di questo privilegio al ruolo tradizionale dei parlamentari come legislatori attraverso la partecipazione ai dibattiti parlamentari 23. Nonostante il privilegio della libertà di parola si applichi ai discorsi che tiene un parlamentare alla camera durante le deliberazioni, così come nelle riunioni di comitato, il privilegio parlamentare non si applica necessariamente alle trascrizioni dei dibattiti pubblicati da giornali o da altre fonti esterne al Parlamento. Per esempio, un deputato che diffonde i suoi discorsi in modi diversi dalle mere trascrizioni ufficiali della Camera o del Senato, non può beneficiare sempre del privilegio della libertà di parola. Le dichiarazioni dei parlamentari sono quindi protette dal privilegio quando espresse in occasione di deliberazioni parlamentari, ma non lo sono necessariamente quando esse sono riprese in altri contesti, come in un comunicato stampa, per posta e tramite un sito Internet, in un intervista televisiva o radiofonica, in un assemblea pubblica o nella sede della circoscrizione dei parlamentari. Neppure le osservazioni formulate da un deputato durante un assemblea alla quale partecipa in qualità di rappresentante eletto, ma non all interno del Parlamento, verrebbero probabilmente protette da questo privilegio, neppure se si dovesse trattare di citazioni dei propri discorsi tenuti nel corso dei lavori parlamentari 24. In questi casi, la diffusione di documenti considerati diffamatori, per esempio, non potrebbe essere tutelata dal privilegio della libertà di parola 25. Questa questione è stata oggetto di alcune sentenze, la prima di esse, Stockdale v Hansard, resa nel 1839 dal Queen s Bench in Inghilterra. Vi si trova l interpretazione funzionale e teleologica del privilegio, secondo cui quando un tribunale è chiamato ad esaminare la situazione di un deputato rispetto ad un eventuale privilegio legato alla libertà di parola, deve farlo in base alla funzione e allo scopo per cui il privilegio parlamentare era stato in origine istituito (ovvero permettere ai deputati di dibattere senza timore di interferenze da parte del Governo). Quest interpretazione è stata ripresa dalla Corte federale canadese nel Nel 2003, la Commissione canadese dei diritti della persona aveva accolto una denuncia riguardante il bollettino parlamentare 26 di un deputato che conteneva commenti discriminatori nei confronti degli autoctoni. Il deputato in questione, Jim Pankiw, ha sostenuto di fronte al Tribunale canadese per i diritti della persona che i suoi commenti erano protetti dal privilegio della libertà di parola. Il Tribunale ha deciso che i deputati, e in particolare i loro bollettini parlamentari, non si potevano sottrarre all applicazione della Legge canadese sui diritti della 23 Cfr. A. O BRIEN M. BOSC, La procédure et les usages de la Chambre des communes, Editions Yvon Blais, deuxième édition, Cfr. CHAMBRE DES COMMUNES (Canada), Application du privilège parlementaire aux députés à titre individuel, in Compendium Procédure en ligne, disponibile on line (in francese) alla pagina House/compendium/web-content/c_d_applicationparliamentaryprivilegeindividualmembershousecommons-f.htm. 25 Cfr. A. O BRIEN M. BOSC, La procédure et les usages de la Chambre des communes, cit., e J. P. MAINGOT, Le privilège parlementaire au Canada, cit., 40, 42, 45-48, Il bollettino parlamentare è definito dalla stessa Corte federale nella sentenza in esame (v. nota successiva) : I bollettini parlamentari sono dei documenti stampati e inviati dai deputati ai loro elettori per informarli delle attività e dei dossiers parlamentari. I deputati possono far stampare e spedire fino a quattro bollettini parlamentari ogni anno civile. marzo18 persona visto che i detti bollettini non facevano parte delle deliberazioni parlamentari. La decisione è stata oggetto di appello di fronte alla Corte federale, che nel 2006 ha mantenuto la stessa interpretazione e confermato la sentenza 27. La Corte federale ha stabilito che le comunicazioni inviate agli elettori non fanno parte delle deliberazioni del Parlamento e non costituiscono documenti parlamentari, di conseguenza non sono protette dal privilegio parlamentare. Corte federale, giudice Lemieux Ottawa, 26 e 27 giugno e 21 dicembre Sono dell avviso che il ricorrente e il Presidente non hanno segnalato alcun precedente che faccia autorità, che attesti l esistenza di un privilegio parlamentare per il contenuto dei bollettini parlamentari creati da un deputato della Camera dei comuni del Canada e distribuiti da lui ai suoi sostenitori. In queste condizioni, devo passare alla seconda tappa dell analisi per sapere se una tale immunità si possa giustificare con la dottrina della necessità al giorno d oggi, al fine di preservare la capacità di un deputato federale di compiere efficacemente il suo dovere. Sono dell opinione che questa necessità non sia stata dimostrata, e questo per le seguenti ragioni. 93. Prima di tutto, l avvocato del ricorrente e del Presidente ha invocato il principio democratico, il principio della separazione dei poteri, il principio della libera espressione delle opinioni politiche e infine il comma 2b) della Carta canadese dei diritti e delle libertà che costituisce la parte I della Legge costituzionale del 1982, per sostenere che il Tribunale non aveva competenza per pronunciarsi sul contenuto dei bollettini parlamentari. A mio avviso, gli argomenti avanzati riguardo a questi principi sembrano in realtà essere gli stessi argomenti che sosterrebbero che la necessità giustifica il privilegio supposto. Come si vedrà, sono dell opinione che questi argomenti non sono ammissibili. Sono giunto alla conclusione che la necessità di un immunità assoluta non è giustificata né dal principio democratico, né da quello della separazione dei poteri, né da quello della libera espressione in materia politica, né dal comma 2b) della Carta dei diritti. 94. In secondo luogo, viste le motivazioni esposte nella decisione Ouellet n. 1 dal giudice Hugessen [ ], e quelle esposte dal giudice Evans nella decisione Clark, non si può affermare che le attività esercitate da un deputato quando prepara un bollettino parlamentare e che lo distribuisce ai suoi sostenitori siano [ ] così strettamente e così direttamente legate ai lavori parlamentari che l intervento delle corti di giustizia sarebbe incompatibile con la sovranità del Parlamento, nella sua qualità di assemblea legislativa e deliberante. 95. In terzo luogo, né la Camera dei comuni di Westminster, né quella di Ottawa hanno considerato fino ad oggi che l immunità assoluta di un deputato nelle sue comunicazioni con gli elettori fosse necessaria per lo svolgimento dei suoi obblighi legislativi. Se fosse stato così, sarebbe stato possibile modificare l articolo 7 della Legge sul Parlamento canadese per proteggere queste attività attraverso il meccanismo di sospensione previsto al paragrafo 7(3) della detta Legge. [ ] 106. Nella sentenza Vaid, il giudice Binnie scrive senza ambiguità al paragrafo 21 che «ciascuno dei poteri dello Stato si vede garantita una certa autonomia e che il privilegio parlamentare è uno dei sistemi «che permettono di assicurare il rispetto del principio fondamentale della separazione costituzionale dei poteri». Detto in altre parole, come afferma il giudice Binnie, 27 Cour Fédérale, Pankiw c. La Commission canadienne des droits de la personne, 4 F.C.R. T CF Il testo integrale della sentenza è disponibile on line (in lingua francese) alla pagina marzo19 l immunità conferita dal privilegio parlamentare ha come oggetto la protezione della funzione legislativa, conferendo ai legislatori di una democrazia parlamentare l indipendenza che è loro indispensabile e il potere esclusivo di trattare le questioni nell ambito delle categorie dei privilegi, tenuto conto del principio di necessità, al fine di sottrarre la Camera dei comuni e i suoi membri dall applicazione delle leggi ordinarie che regolano le controversie. [ ] 111. Tenuto conto dei fattori contestuali evocati precedentemente, mi è impossibile, per i motivi seguenti, sottoscrivere l argomento avanzato dall avvocato del ricorrente e del Presidente secondo cui il fatto di permettere al Tribunale l esame delle denunce che vertono sul contenuto dei bollettini parlamentari del ricorrente violerebbe i principi democratici, la separazione dei poteri e la libertà di espressione, al punto che questa violazione non potrebbe essere giustificata ai sensi dell articolo primo della Carta Innanzitutto, è stato stabilito in diritto che la democrazia costituzionale del Canada rispetta il principio della separazione dei poteri, un principio che, per quanto riguarda l indipendenza della Camera dei comuni, trova il suo meccanismo di applicazione nel riconoscimento dell esistenza e del campo del privilegio parlamentare legato alla libertà di espressione, privilegio che, nel Regno Unito, ha come fonte il Bill of Rights del 1688 e che, in Canada, nella fattispecie, non è altro che il privilegio dettato dall articolo 7 della Legge sul Parlamento del Canada, che riguarda qualsiasi causa civile o penale legata alla pubblicazione «di un documento qualunque sotto l autorità del Senato o della Camera dei comuni». Devo deplorare qui ancora una volta il fatto che la Corte non sia stata informata del contenuto del bollettino parlamentare in questione né di alcun altro bollettino A mio avviso, non vi sarebbe violazione del principio della separazione dei poteri se il Tribunale esaminasse il bollettino parlamentare in questione. Se dico questo è perché non ho conoscenza di alcun precedente che riconosca l esistenza di un immunità parlamentare quanto all informazione inviata da un deputato ai suoi elettori, e l esistenza di una tale immunità non sarebbe tra l altro necessaria per il buon esercizio delle attività legislative e deliberanti di un deputato D altro canto, i bollettini parlamentari non rientrano nel privilegio stabilito dall articolo 7 della Legge sul Parlamento canadese. Se lo fossero stati, il Presidente avrebbe distribuito un certificato che avrebbe sospeso l inchiesta del Tribunale. É l opinione espressa da Maingot, a pagina 74 del suo testo già citato. [ ] 118. Prima e dopo l entrata in vigore della Carta, la nostra più alta corte di giustizia ha sempre ammesso la vasta portata che si deve attribuire alla nozione di libertà di espressione, e in particolare a quello del libero discorso politico, ma sempre all interno di limiti stabiliti. marzo20 FRANCIA di Eleonora Bottini 1. Cenni sulle origini storiche del principio dell immunità parlamentare L immunità dei parlamentari s inscrive nella tradizione storica e costituzionale francese della supremazia del potere legislativo, l unico dei tre poteri in grado di rappresentare la volontà del popolo sovrano, secondo la teorica rivoluzionaria. Essa implica che i parlamentari debbano essere protetti quando esercitano le loro funzioni nella sfera deliberativa. In un primo tempo, l immunità parlamentare in Francia ha trovato la sua base di riferimento concettuale nel diritto parlamentare britannico, ripreso formalmente dalla Rivoluzione francese, onde poi distanziarsene sotto alcuni aspetti 1. Le origini storiche di questo principio risalgono agli inizi degli Stati generali del 1789, che miravano a proteggere i parlamentari sia dal potere esecutivo che dal potere giudiziario. Il 17 giugno 1789, il Terzo Stato si costituisce in Assemblea nazionale e conferma la sua determinazione, tre giorni dopo, in occasione del giuramento del Jeu de Paume. Il 23 giugno, il Re Luigi XVI decide di mettere fine a queste funeste divisioni : con un intervento di fronte agli Stati generali, ordina ai tre ordini di separarsi immediatamente e di rimettersi al lavoro separatamente. I deputati del Terzo Stato rifiutano e uno di essi, Mirabeau, afferma: Siamo qui per volontà del popolo e non ne usciremo se non con la forza delle baionette. [ ] Benedico la libertà in quanto produce dei così bei frutti all Assemblea nazionale. Rendiamo più sicura la nostra opera, dichiarando inviolabile la persona dei deputati degli Stati generali 2. Su iniziativa di Mirabeau, la prima Assemblea nazionale proclama il 23 giugno 1789 che la persona dei deputati è inviolabile 3. In occasione di questa decisione, l Assemblea nazionale adotta anche una mozione che aggiunge che ogni individuo, ogni corporazione, ogni tribunale, corte e commissione che osasse, durante o dopo questa sessione, perseguire, ricercare, arrestare o far arrestare un deputato per ragioni legate ad una proposta, un parere, un opinione o un discorso da lui espresso durante gli Stati generali [ ], sarebbe un infame e un traditore della Nazione, e si renderebbe colpevole di un crimine capitale. La disposizione della Costituzione del 1791, la prima Costituzione a prevedere un immunità per i fatti compiuti nell esercizio delle funzioni di rappresentante del popolo, è di formulazione più concisa e più 1 Pare indubbio ritenere che i membri degli Stati generali avessero buona cognizione del sistema inglese dei Parliamentary Privileges, anche se radicali differenziazioni sarebbero emerse circa il fondamento teorico delle garanzie parlamentari riconosciute nell ambito del costituzionalismo rivoluzionario francese, L. SCIANNELLA, Le immunità parlamentari. Profili storici e comparativi, Torino, Giappichelli, 2010, Cfr. G. COURTOIS, Intouchables de la République, in Le Monde, samedi 25 janvier 2014, 6, e ASSEMBLEE NATIONALE, Connaissance de l Assemblée, «Le statut du député», Fiche n 7, disponibile on line alla pagina 3 Cfr. la parte relativa alla Francia del dossier del SERVIZIO STUDI, Area di diritto comparato, Le immunità parlamentari nel diritto comparato, luglio 2003, 26. marzo Vedere altro
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