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Timestamp: 2019-02-18 11:24:56+00:00
Document Index: 50743479

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 32', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 119', 'art. 81', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 29', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 34']

Urbanistica ed edilizia - Condono motivi di incostituzionalità di alcune parti delle leggi regionale di recepimento di Campania, Emilia Romagna e Marche | Geometra.info
<TRASPARENZE PER L’ARCHITETTURA
ARREDOCASA>
Urbanistica ed edilizia – Condono motivi di incostituzionalità di alcune parti delle leggi regionale di recepimento di Campania, Emilia Romagna e Marche
Redazione 14 febbraio 2006
CORTE COSTITUZIONALE, 10 febbraio 2006 (ud. 6 febbraio 2006), sentenza n. 49
f) dell’art. 33, commi 2 e 3, nella parte in cui riduce in modo sostanziale l’ammissibilità della sanatoria per gli ampliamenti e le sopraelevazioni, discostandosi dai limiti previsti dall’art. 32, comma 25, decreto-legge n. 269 del 2003. Tale disposizione violerebbe l’art. 117, terzo comma, Cost., perché, riducendo irrazionalmente e irragionevolmente l’ambito degli interventi ammessi al condono edilizio, contrasterebbe con l’art. 32, comma 25, del decreto-legge n. 269 del 2003, l’art. 117, secondo comma, lettere a) ed e), l’art. 117, terzo comma, nonché l’art. 119 Cost., in quanto ridurrebbe il gettito finanziario previsto dalla normativa statale sul condono edilizio, in tal modo incidendo su materie di competenza statale esclusiva («rapporti dello Stato con l’Unione europea», «moneta») e concorrente («coordinamento della finanza pubblica»); l’art. 81 Cost. in quanto avrebbe effetto sulla copertura finanziaria di molte leggi di spesa che «fanno affidamento sul gettito del condono edilizio», determinando una «indebita turbativa dell’equilibrio finanziario del Paese nel suo insieme»; l’art. 3, Cost., in quanto la restrizione dell’ambito applicativo della disciplina statale del condono edilizio comporterebbe una violazione del principio di uguaglianza; l’art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. in relazione alla competenza statale esclusiva in materia di ordinamento civile e penale, dal momento che la medesima tipologia di illecito urbanistico riceverebbe, per effetto dell’applicazione della norma impugnata, un diverso trattamento giudiziario; l’art. 3 Cost. nella parte in cui introduce, per gli edifici bifamiliari (art. 32, comma 3, lettera b), un limite (100 metri cubi) irragionevolmente più severo rispetto a quello (cento metri quadrati) «che segna il confine tra la nozione di variazione essenziale e quella di parziale difformità (per l’Emilia-Romagna, art. 23 della legge reg. 25 novembre 2002, n. 31)»;
28. – La Regione Campania ha depositato una memoria difensiva in data 8 ottobre 2005, nella quale insiste perché la Corte costituzionale dichiari inammissibile, e comunque infondato, il ricorso statale
D’altra parte, nella medesima sentenza sono state superate le censure fondate sull’asserita irrimediabile violazione dei primari valori della tutela dei beni ambientali e paesaggistici di cui all’art. 9 Cost., solo con la affermazione che «la tutela di un fondamentale valore costituzionale sarà tanto più effettiva quanto più risulti garantito che tutti i soggetti istituzionali cui la Costituzione affida poteri legislativi ed amministrativi siano chiamati a contribuire al bilanciamento dei diversi valori in gioco. E il doveroso riconoscimento alla legislazione regionale di un ruolo specificativo -all’interno delle scelte riservate al legislatore nazionale – delle norme in tema di condono contribuisce senza dubbio a rafforzare la più attenta e specifica considerazione di quegli interessi pubblici, come la tutela dell’ambiente e del paesaggio, che sono – per loro natura – i più esposti a rischio di compromissione da parte delle legislazioni sui condoni edilizi». Né si dimentichi che, sempre nella sentenza n. 196 del 2004, questa Corte ha potuto dichiarare infondate le censure relative all’adozione di un nuovo condono straordinario in relazione alla presunta violazione del principio di ragionevolezza (a causa della asserita mancanza di circostanze eccezionali che potessero giustificare la ulteriore reiterazione di un provvedimento certamente lesivo della certezza del diritto) solo dando al comma 2 dell’art. 32 del citato decreto-legge n. 269 del 2003 il significato di individuare la giustificazione del condono da esso previsto «nelle contingenze particolari della recente entrata in vigore del testo unico delle disposizioni in materia edilizia (…), nonché dell’entrata in vigore del nuovo Titolo V della seconda parte della Costituzione, che consolida ulteriormente nelle Regioni e negli enti locali la politica di gestione del territorio».
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale proposta, con il ricorso n. 9 del 2005, avverso l’art. 1, comma 1, della legge della Regione Campania n. 10 del 2004, dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, dell’art. 29, comma 2, dell’art. 32, dell’art. 33, commi 1, 2, 3 e 4, dell’art. 34, commi 1 e 2, lettera a), della legge della Regione Emilia-Romagna n. 23 del 2004, sollevate dal Presidente del Consiglio dei ministri, per violazione degli artt. 3, 42, 81, 117, secondo comma, lettere a), e) ed l), 117, terzo comma, e 119 Cost., nonché del «principio di autonomia degli enti locali», con il ricorso n. 114 del 2004;
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Urbanistica ed edilizia – Condono motivi di incostituzionalità di alcune parti delle leggi regionale di recepimento di Campania, Emilia Romagna e Marche redazione redazione 2015-06-17T05:29:28+00:00 Geometra.info