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Timestamp: 2020-04-08 06:03:05+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 2968 del 03/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2968 del 03/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 03/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.03/02/2017), n. 2968
sul ricorso 20594-2011 proposto da:
CALIULO, CARLA D’ALOISTO, LELIO MARITATO, ANTONINO SGROI, giusta
V.R., titolare dell’omonima ditta individuale;
avverso la sentenza n. 690/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 13/06/2011 r.g.n. 1025/2010;
25/10/2016 dal Consigliere Dott. RIVERSO ROBERTO;
Con sentenza n. 690/2011, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il giudice di primo grado lo aveva condannato a pagare V.R. s.n.c. la somma di Euro 4.525,27 pari al 90% dei contributi indebitamente versati in eccedenza nel quadriennio 1994 – 1997, in quanto impresa danneggiata dagli eventi alluvionali del 1994 ed in ossequio alla L. 350 del 2003, art. 4, comma 90.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, – che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, – avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS con due motivi.
V.R. è rimasto intimato.
1. Con il primo motivo di ricorso l’INPS ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento della Unione Europea (in prosieguo: TFUE) nonchè delle norme di diritto comunitario in tema di divieto di erogazione dei benefici prima della valutazione della Commissione Europea e, in connessione con queste, della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1, per avere la Corte di merito riconosciuto la spettanza del beneficio nonostante fosse stato istituito da disposizioni di legge adottate in contrasto con il divieto di aiuti di Stato stabilito dall’ordinamento comunitario.
2. Con il secondo motivo il ricorso denuncia violazione del D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1, conv. in L. n. 17 del 2007, in combinato con la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, per avere la Corte territoriale sostenuto che l’impresa non fosse decaduta dai benefici di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, cit., nonostante la propria domanda di restituzione fosse pervenuta all’INPS oltre il termine perentorio del 31.7.2007.
3. Preliminarmente va respinto il secondo motivo di ricorso presentato dall’INPS con il quale si sostiene la decadenza del controricorrente dal beneficio in oggetto perchè la richiesta di rimborso è pervenuta all’INPS oltre il termine fissato dalla legge del 31.7.2008. Il motivo è infondato perchè è consolidato in materia il principio secondo cui ai fini del rispetto del termine occorra avere riguardo alla spedizione della richiesta e non alla sua ricezione; onde il contribuente adempie il proprio obbligo allorquando, entro la data prevista, abbia spedito la propria richiesta alla PA.
4. Nel merito l’esame delle restanti censure richiede una breve ricognizione della normativa interna sul tema, dei precedenti di questa Corte di legittimità al riguardo e degli effetti derivanti dalla decisione resa in subiecta materia dalla Commissione dell’Unione Europea in data 14.8.2015, n. 195/2016.
5. Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7 – bis, (conv. con L. n. 22 del 1995, art. 6, commi 2, 3 e 7 – bis), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del 1990 in Sicilia orientale, prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3 – quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007).
Al riguardo, questa Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, nell’estendere l’applicazione delle disposizioni della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994, si riferisce espressamente ai provvedimenti agevolativi concernenti i versamenti di quanto dovuto “a titolo di tributi, contributi e premi”, restando privo di rilievo il mancato rinvio, nel testo della norma, anche alla disposizione di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 7, in quanto il richiamo del D.L. ult. cit., art. 6, commi 2, 3 e 7 – bis, da parte della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, è funzionale esclusivamente all’individuazione della categoria dei destinatari del beneficio e non già all’individuazione della tipologia dei tributi a cui riferire l’agevolazione, e ha precisato che tale interpretazione trova espressa e letterale conferma nel D.L. n. 300 del 2006, art. 3 – quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), che ha esplicitamente stabilito l’operatività dell’agevolazione “per i contributi previdenziali, i premi assicurativi e i tributi riguardanti le imprese relativi all’alluvione del Piemonte del 1994”, fugando altresì ogni dubbio sulla legittimità costituzionale della norma ult. cit., sulla scorta dell’insegnamento di Corte cost. n. 274 del 2006, in considerazione della piena legittimità in materia civile di leggi retroattive non solo interpretative ma anche innovative con efficacia retroattiva, quando la disposizione trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza (come nel caso in cui l’interpretazione della disciplina richiamata rappresenti una delle possibili letture del dato normativo) e non contrasti con altri valori ed interessi costituzionalmente protetti (Cass. nn. 11133 e 11247 del 2010).
Tanto premesso e rilevato che la citata decisione della Commissione europea costituisce ius superveniens che impone di accertare in fatto se l’azienda possieda o meno i requisiti per accedere al beneficio (cfr. ancora Cass. n. 13458 del 2016, cit.), la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata per il consequenziale esame alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.
La Corte provvedendo sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte d’appello di Torino in diversa composizione.