Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/enpals_messaggio_n.6_9_09_03.htm
Timestamp: 2019-09-18 22:17:35+00:00
Document Index: 183156537

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 22', 'art. 25', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 20', 'art. 3', 'art. 21']

Enpals: Messaggio del 9/09/2002 n. 6
Roma, 9 settembre 2002
Alle Sedi Compartimentali e Sezioni Distaccate Loro sedi
OGGETTO: Art. 18 e art. 28, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189, recante modifiche alla normativa in materia di immigrazione e asilo. Soppressione della facoltà di richiedere, da parte dei lavoratori, il rimborso dei contributi previdenziali effettivamente versati in caso di cessazione dell'attività lavorativa in Italia (art. 22 e art. 25, decreto legislativo n. 286/1998).
Nel supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2002 è stata pubblicata la Legge in oggetto, modificativa della normativa in materia di immigrazione ed asilo.
La predetta legge, che entra in vigore il 10 settembre 2002, fra l'altro, modificando gli articoli 22 e 25 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ha soppresso la facoltà di richiedere la liquidazione dei contributi previdenziali effettivamente versati in caso di cessazione dell'attività lavorativa in Italia che era prevista per i lavoratori extracomunitari nei casi in cui la materia non fosse regolata da convenzioni internazionali.
In materia di rimborso dei contributi ai lavoratori extracomunitari si ricorda che l'Ente ha emanato la circolare n. 5 dell'8 febbraio 2001, che rimane valida fino alla definizione di tutte le domande di rimborso pervenute all'Ente entro il 9 settembre 2002.
Si rammenta ai dirigenti delle sedi periferiche che tra la documentazione che deve essere acquisita al fine dell'evasione delle richieste pendenti dovrà essere acquisita, a firma autenticata, resa presso consolato italiano del Paese dove risiede il lavoratore extracomunitario, l'attestazione che il richiedente ha presentato domanda di restituzione dei contributi e la data di presentazione della stessa. Tale dichiarazione condiziona l'erogazione del rimborso contributivo (circ. n. 5 dell'8 febbraio 2001).
La nuova formulazione dell'articolo 22 del decreto legislativo n. 286/1998, così come sostituito tramite l'articolo 18 della legge 20 luglio 2002, n. 189, prevede, al comma 13, quanto segue: " 13. Salvo quanto previsto per i lavoratori stagionali dall'articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e può goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocità al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto dall'articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335", mentre il comma 5 dell'articolo 25, come modificato dalla legge in trattazione, dispone " 5. Ai contributi di cui al comma 1, lettera a, (assicurazione per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti) si applicano le disposizioni dell'art. 22, comma 13, concernenti il trasferimento degli stessi all'istituto o ente assicuratore dello Stato di provenienza. E' fatta salva la possibilità di ricostruzione della posizione contributiva in caso di successivo ingresso".
Pertanto, le domande di rimborso di contributi effettuate dai lavoratori extracomunitari ai sensi dell'articolo 3, comma 13, della Legge 8 agosto 1995, n. 335, successivamente ribadito dall'articolo 22, comma 11 e ai sensi dell'articolo 23 della legge 6 marzo 1998, n. 40, successivamente ribadito dall'articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, pervenute a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge in oggetto (10 settembre 2002), dovranno essere respinte con la seguente motivazione "La legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifiche alla normativa in materia di immigrazione e asilo) pubblicata nel supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 199 del 26 agosto 2002 e in vigore dal 10 settembre 2002, ha abrogato le preesistenti norme di legge che prevedevano la facoltà, da parte dei lavoratori extracomunitari, di richiedere la liquidazione dei contributi previdenziali effettivamente versati in caso di cessazione dell'attività lavorativa in Italia, nei casi in cui la materia non fosse regolata da convenzioni internazionali.
In caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti maturati e può goderne al compimento del sessantacinquesimo anno di età anche in deroga al requisito contributivo minimo di cui all'art. 1, comma 20, della Legge 8 agosto 1995, n. 335.".
M. Antichi
Articoli 22 e 25 del decreto legislativo n. 286/1998 in vigore sino al 9.9.2002.
(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 20; legge 30 dicembre 1986, n. 943, artt. 8, 9 e 11; legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 3, comma 13
1. Il datore di lavoro italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia, che intende instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con uno straniero residente all'estero deve presentare all'ufficio periferico del Ministero del lavoro e della previdenza sociale competente per territorio apposita richiesta nominativa di autorizzazione al lavoro. Nei casi in cui il datore di lavoro non abbia una conoscenza diretta dello straniero, può richiedere l'autorizzazione al lavoro di una o più persone iscritte nelle liste di cui all'art. 21, comma 5, selezionate secondo criteri definiti nel regolamento di attuazione.
3. L'ufficio periferico del Ministero dei lavoro e della previdenza sociale rilascia l'autorizzazione, nel rispetto dei limiti numerici. quantitativi e qualitativi determinati a norma dell'articolo 3, comma 4, e dell'articolo 21, previa verifica delle condizioni offerte dal datore di lavoro allo straniero, che non possono essere inferiori a quelle stabilite dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicabili.
5. L'autorizzazione al lavoro subordinato deve essere utilizzata entro e non oltre sei mesi dalla data dei rilascio.
7. Le questure forniscono all'INPS, tramite collegamenti telematici, le informazioni anagrafiche relative ai lavoratori extracomunitari ai quali è concesso il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, o comunque idoneo per l'accesso al lavoro; l'INPS, sulla base delle informazioni ricevute, costituisce un Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari", da condividere con tutte le altre Amministrazioni pubbliche; lo scambio delle informazioni avverrà sulla base di apposita convenzione da stipularsi tra le Amministrazioni interessate.
9. La perdita del posto di lavoro non costituisce motivo per privare il lavoratore extracomunitario ed i suoi familiari legalmente residenti del permesso di soggiorno. Il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno per lavoro subordinato che perde il posto di lavoro, anche per dimissioni, può essere iscritto nelle liste di collocamento per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno, e comunque, salvo che si tratti di permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per un periodo non inferiore ad un anno. Il regolamento di attuazione stabilisce le modalità di comunicazione alla direzione provinciale del lavoro, anche ai fini dell'iscrizione del lavoratore straniero nelle liste di collocamento con priorità rispetto a nuovi lavoratori extracomunitari.
10. Il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dal presente articolo, ovvero il cui permesso sia scaduto, revocato o annullato, è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da lire duemilioni a lire seimilioni.
12. Le attribuzioni degli istituti di patronato e di assistenza sociale. di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947. n. 804, e successive modificazioni ed integrazioni, sono estese ai lavoratori extracomunitari che prestino regolare attività di lavoro in Italia.
13. I lavoratori italiani ed extracomunitari possono chiedere il riconoscimento di titoli di formazione professionale acquisiti all'estero; in assenza di accordi specifici, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la commissione centrale per l'impiego, dispone condizioni e modalità di riconoscimento delle qualifiche per singoli casi. Il lavoratore extracomunitario può inoltre partecipare, a norma dei presente testo unico, a tutti i corsi di formazione e di riqualificazione programmati nel territorio della Repubblica.
1. In considerazione della durata limitata dei contratti nonché della loro specificità, agli stranieri titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale si applicano le seguenti forme di previdenza e assistenza obbligatoria, secondo le norme vigenti nei settori di attività
2. In sostituzione dei contributi per l'assegno per il nucleo familiare e per l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria, il datore di lavoro è tenuto a versare all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) un contributo in misura pari all'importo dei medesimi contributi ed in base alle condizioni e alle modalità stabilite per questi ultimi. Tali contributi sono destinati ad interventi di carattere socio-assistenziale a favore dei lavoratori di cui all'articolo 45.
5. Ai contributi di cui al comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni dell'articolo 22 b comma 11, concernenti il trasferimento degli stessi all'istituto o ente assicuratore dello Stato di provenienza del lavoratore. ovvero. nei casi in cui la materia non sia regolata da accordi o da convenzioni internazionali, la loro liquidazione ai lavoratori che lasciano il territorio dello Stato. E' fatta salva la possibilità di ricostruzione della posizione contributiva in caso di successivo ingresso.
Articoli 22 e 25 del decreto legislativo n. 286/1998 in vigore dal 10.9.2002.
7. Il datore di lavoro che omette di comunicare allo sportello unico per l'immigrazione qualunque variazione del rapporto di lavoro intervenuto con lo straniero, è punito con la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro. Per l'accertamento e l'irrogazione della sanzione e' competente il prefetto.
9. Le questure forniscono all'INPS, tramite collegamenti telematici, le informazioni anagrafiche relative ai lavoratori extracomunitari ai quali è concesso il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, o comunque idoneo per l'accesso al lavoro, e comunicano altresì il rilascio dei permessi concernenti i familiari ai sensi delle disposizioni di cui al titolo IV; l'INPS, sulla base delle informazioni ricevute, costituisce un Archivio anagrafico dei lavoratori extracomunitari", da condividere con altre amministrazioni pubbliche; lo scambio delle informazioni avviene in base a convenzione tra le amministrazioni interessate. Le stesse informazioni sono trasmesse, in via telematica, a cura delle questure, all'ufficio finanziario competente che provvede all'attribuzione del codice fiscale.
5. Ai contributi di cui al comma 1, lettera a), si applicano le disposizioni dell'articolo 22 comma 13, concernenti il trasferimento degli stessi all'istituto o ente assicuratore dello Stato di provenienza del lavoratore. E' fatta salva la possibilità di ricostruzione della posizione contributiva in caso di successivo ingresso.