Source: http://docplayer.it/1098510-Del-consiglio-regionale-terra-una-audizione-sull-argomento-indicato-in-oggetto-martedi-23-il-presidente-napoli-1810912014.html
Timestamp: 2017-08-17 10:25:34+00:00
Document Index: 150909338

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art 11', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 27', 'sentenza ', 'art.3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art 9', 'art 5', 'art. 4', 'art. 9']

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1 Napoli Consigliere regionale Angela Cortese Consigliere regionale Rosa D'Amelio Componenti della V Commissione Aw. Filomena Gallo Dott.ssa Giulia Ziwrc Prof. Giuseppe De Placido Dott.ssa Moira Pardo Commissario ad Acta Presidente Stefano Caldoro e.p.c. Presidente del Consiglio regionale Presidente della Giunta regionale Presidenti dei Gruppi consiliari Capo dipartimento segreteria legislativa Oggetto: Linee guida Fecondazione Eterologa. La V Commissione consiliare permanente, ai sensi dell'articolo 50 del regolamento interno del Consiglio regionale, terra' una audizione sull'argomento indicato in oggetto, martedi 23 settembre 2014, alle ore 15.00, presso la sede del Consiglio regionale - Centro Direzionale - Is.F/ 13 - sala riunioni I o piano. Le SS.LL sono, pertanto invitate a partecipare. Con i migliori saluti Il Presidente Michele Schiano di Visconti
2 e Consigliere regionale Angela Cortese Consigliere regionale Rosa D'Amelio Commissario ad Acta Presidente Stefano Caldoro Presidente del Consiglio regionale Presidente della Giunta regionale Presidenti dei GruPPi consiliari Capo dipartimento segreteria legislativa Note Audizione su Linee guida Fecondazione Eterologa' Illustrissimi tutti, con convocazione del 1g settembre u.s. siamo stati invitati in audizione per il 23 settembre 2014, a*e ore 15.00, dinanzi alla v commissione consiliare permanente, ai sensi dell'articolo 50 del regolamento interno del consiglio regionale, presso la sede del consiglio regionale - centro Direzionale - Is.F/13 - sala riunioni l" piano' con l,intento di proporre possibili soluzioni ar regislatore regionale, con la presente si formulano le seguenti note che affrontano le problematiche che attualmente sono alla base delle norma in vigore in materia di fecondazione medicalmente assistita in Regione Campania'
3 1. La legge n. 40 del zoo4,prevede Ia regolamentazione delle strutture attoizzate all'applicazione di tecniche di procreazione medi-calmente assistita, all'art. 10. (Sffunure autorizzate) d previsto testualmente che: gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzatinelle strutture pubbliche e private a*orizzate dalle regioni e iscriue al registro di cui all,articolo 11. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono con proprio atto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge: - i requisiti tecnico-scientifici e orgatizzativi delle struthrre; Je caratteristiche del personale delle strutture; - i criteri per la determinazione della durata delle autorizzaziorue dei casi di revoca delle stesse; -i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici e otganizzativi delle.:tt*tt Z.Lalegge40 del 2004 atl'art 11, primo comma testualmente recita " E istituito il Registro nazionare deue strutture autorizzate al appricazione deile tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formiti e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime,,. Ar comma 2 d stab-irito che "L'iscrizione ar registro di cui al comma I d obbligatoria,,. La Legge n ' a]l,articolo 7 stabilisce che con LINEE GUIDA, Il Ministro della sarute, awalendosi dellilstituto superiore di sanite, e previo parere der consiglio Superiore di Saniti, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore dela presente tegg", rine" guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalrnente assistita. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture attorizzate. Le linee guida sono aggiornate periodicamente' almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, come le medesime procedure di cui al comma 1; 3. Tutte re Regioni itariane hanno ottemperato alle prescrizioni derla L in breve tempo emanandolenormativeregionaliaisensidell'art.l0l.40/04; 4.La regione campania ha confermato re linee guida regionali emanate con delibera regionale 518 dert Marzo 2003,che rimanda in parte a p.b.n no der3r.r2.200l, entrarnbe emanate in epoca precedente all,entrata in vigire della legge 4OlO.4. Tale normativa regionale prevede solo per le tecniche di II e III livello lu pr"r"*u Jiiaon"i crioconservatori per gameti ed embrioni' vedendo strutture complesse anche per tecniche meno invasive che prevedono blanda sedazione' Discostandosi dalle prescrizioni introdotte con la legge e dalle Linee Guida integrative ai sensi dell,art. 10 che prevedono tra i requisiti strutturali dei centri di PMA la presenza di idonei crioconservatori per la conserv azione di gameti e embrioni per tutte le strutture, ed inoltre, prevede la minor invasivitir delle tecniche di PMA prevedendo la blanda sedazione per le tecniche di II livello;
5 - All,art. g rracciabilitd: vienedisciplinata la modalita di tracciabilitd del percorso dal donatore al ricevente e viceversa; - All,art. l0 Registro degli istituti dei tessuti e obbligo di presentare relazioni: viene previsto un apposito Registro cjntenente i dati sulle donazioni di cellule e tessuti; - All,art. 12 principi della donazione di tessuti e cellule: viene previsto che la donazione di - cellule e tessuti sia volontaria e gratuita ; - All,art. 13 Consenso ed espressione di volontd: viene disciplinato il consenso informato che d ulteriorm"rri".p""ifrcaio dall'allegato 1 relativo ai donatori viventi - All,art. 14 protezione dei dati e tutei della riservatezza: vengono stabilite le disposizioni di - protezione dei dati e la tutela della riservatezza; - All'art. 15 selezione, valutazione e approwigionamenfo.' vengono ^+^Liri+i stabiliti nonne e princtpt - relativi alla selezione, valutazione e uip-*igionamento dei tessuti e dei donatori; - All,art. 27 Sanzioni: vengono previsteianzioni in caso di violazione' - Il DLgs n specifica uft"rior-l"te quali debbano essere le procedure di valutazione del donatore, selezione dei tessuti e delle cellule, di sicurezza della pratica sanitaria di tracciabilita di cellule e tessuti, di "onr.* azione,-definendo responsabiliti e obblighi a carico dei sanitari. come precisato dalla stessa corte costituzionale col deposito delle motivazioni alla sent e come si evince dalle disposizioni che precedono' -n9n sussiste alcun vuoto normativo che richieda interventi legislativi per cid che riguarda la donazione 6[gu-.ti. La selezione dei donatori e dei riceventi, le quantiti di donazioni che sarir possibiljeffetttrare e la tenuta di un archivio delle donazioni nonch6 la precisazione degli esami infettivi e genetici da effettuare, dovranno essere disciplinati con una regolamentazione tecnical di dettaglio attraverso la quale vengano stabiliti direttive e criteri che i soggetti interessati doiranno seguire per I'esecuzione.della metodica' In analogia a quanto awiene p.i t, donazione di sangue devono poi essere stabilite le modalita.rrj-n.r rispetto del principio di gratuiti facilitino la donazione. I1 DLgs n' lglzol1 specifica ulieriorment'e q*ii a.uu*o essere 1e procedure di valutazione del donatore, selezione dei tessuti e delle cellule, di sicurezia della pratica sanitaria,.di tracciabilita di cellule e tessuti, di conserv azione, definendo responsabiliti e obblighi a carico dei sanitari. r0. La conferenza de[e Regioni e derle province autonome, riunita in seduta straordinaria in il 4 settembre zol4, ha esaminato il testo del documento elaborato dalla commissione Salute a seguito del lavoro istruttorio condotto dallo specifico gruppo tecnico scientifico di esperti sulla Procreazione Medicalmente Assistita (di seguito PMA): - Le Regioni e le pp.aa. considerano che omologa ed eterologa, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, risultano entrambe modalita di PMA riconosciute nei LEA, anche sulla scorta del parere favorevole espresso in sede di Conferenza Stato - Regioni del29
6 aprile 2004 sul riparto delle risorse destinate a favorire I'accesso alle tecniche di PMA' previsto dall'art. l8 della Legge Ai fini del riconoscimento economico, le Regioni e le PP.AA. evidenziano la necessite di inserire nel DpCM di adeguamento dei LEA, cosi come definito nel Patto per la Salute , la PMA omologa ed eterologa'
7 produce in allegato. Siano effettuate compagne informative sul senso del dono di gameti per consentire una gravidatuaa chi non fud averla, un dono per la vita' Tali campagne informative sono gii ireviste in materia ai iun dalle legge 40, ma ad oggi non risultano effettuate;. In rinea con ra giurisprude rua citata ner rispetto der principio di uguagriarza art.3 della costituzione, ove le strutture pubbliche non risurtino attualmente idoneamente altrezzate per garantire la donazione anonima e gratuita di gameti siano previste idonee convenzioni con le strutture private o pubbliche di altre regioni; _ In virtir del DLGS che prevede norme per importazione e esportazione di gameti ed embrioni, siano istituite idonee forme di gemellaggio con strutture straniere conformi alle direttiva comunitarie per tracciabilitlr e sicurezza pq il reperimento di cellule riproduttive. Amica Cicogna ONLUS ricerca scientifica
8 Moira Pardo, medico chirurgo specialista in medicina interna, Delegata associazione Cerco er{o Ou lna**)ts
9 PREMESSA La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita in seduta straordinaria in data odierna, h; esaminato il testo del documento elaborato dalla Commissione Salute a seguito del lavoro istruttorio condotto dallo specifico gruppo tecnico scientifico di espeni sulla Procreazione Medicalmente Assistita (di seguito PMA). preliminarmente le Regioni e PP.AA. sottolineano che hanno preso atto della sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, n. 162, depositata il 10 giugno 2014 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del l-8 giugno 2014, che ha dichiarato l'illegittimiti costituzionale del divieto di fecondazione eterologa contenuto nell'articolo 4, comma 3, della legge 1g febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistitaf,-che ha innescato riflessioni e ipotesi normative in merito all'applicazione di questa metodica sia a livello ministeriale, che regionale e di societir scientifiche. Considerato che il Governo ha ritenuto di non intervenire con ul proprio provvedimento normativo in una materia cosi delicata per le sue implicazioni etiche lasciando tale competenza al Padamento, le Regioni e PP.AA. hanno condiviso la responsabilita di fornire indirizzi operativi ed indicazioni cliniche omogenee al fine di rendere immediatamente esigibile un-diritto costituzionalmente garantito su tuffo il territorio nazionale,dimostrandocapacitirdigovernancenazionale. E stato pertanto concordato di definire, in attesa che il Parlamento legiferi in materia, un accordo interregionale che verrir recepito dalle singole Regioni e PP.AA., il quale avril vale1yaa transitorial ma che permetterir Co-.rrqu" alle coppie che ne faranno richiesta di poter accedere alla fecondazione eterologa. Gli indirizzi operativi e le indicazioni cliniche contenute nel presente documento si dovranno applicare aile struuure pubbliche, a quelle accreditate nonchd a quelle private non accreditate. Le Regioni e le PP.AA. considerano che omologa ed eterologa-, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, risultano entrambe modalitd di PMA riconosciute LEA, anche sulla scorta del parere favorevole espresso in sede di Conferenza Stato - Regioni del 29 apfile 2004 sul riparto delle risorse destinate a favorire l'accesso alle tecniche di PMA' previsto dall'art. 18 della Legge
10 Ai fini del riconoscimento economico, le Regioni e le PP.AA. evidenziano la necessiti di inserire nel DpCM di adeguamento dei LEA, cosi come definito nel Patto per la Salute , la PMA omologa ed eterologa' PRESO ATTO della nota dell'g Agosto 2014 del Ministro della salute ai capigruppo parlamentari con la quale il Ministroiottolinea i cardini principali,.h9 19n9 condivisi dalle n jioni, sui quali dovrebbe basarsi la organizzazione delle procedura di PMA da donazione, che sono: o Il recepimento di parte della direuiva2006lltlce; o L'istituzione di un registro nazionale per la tracciabiliti donatore-nato; o Laregola della gratuiti e volontarietir della donazione di cellule riproduttive; o Il principio di anonimato del donatore e la sua deroga esclusivamente per esigenze di salute del nato; o L'inffoduzione di un limite massimo alle nascite da un medesimo donatore;. L'introduzione di un limite minimo e massimo di etd per i donatori; o L,introduzione immediata della fecondazione eterologa nei LEA, con relativa copertura frnanziaria. CONSIDERATO che la procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo richiede, rispetto a quella di tipo omologo, un'attivitd specifica consistente nella selezione dei donatori di gameti, secondo criterl di sicurezza e al fine di garantire la tutela della salute, la regolament izione tecnica dovrebbe in parti col ar modo dettagl iare : o I criteri di selezione dei donatori e dei riceventi; o Laprecisazione degli esami infettivologici e genetici da effettuare; o Le regole sull'anonimato dei donatori; o Il numero di donazioni che sari possibile effettuare da parte di un donatore/donatrice; o Latenuta della tracciabilitd delle donazioni e degli eventi awersi; o I criteri che i soggetti interessati dovranno seguire per I'esecuzione della metodica. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, al fine di rendere omogeneo a livello nazionale l'accesso alle procedure eterologhe, ha concordato i seguenti indirizzi operativi per le Regioni e le Province Autonome, che saranno recjpiti con delibe." di gi,,r,ia regionale o con specifico prowedimento regionale. Sulla scorta della sentenza della Corte Costituzionale det 9 aprile 2014, n- 162, con i presenti indfuizzi operativi si stabiliscono le disposizioni per consentire l'awio delle iecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, comprese quelle che 2
11 impiegano gameti maschili e femminili entrambi donati da soggetti diversi dai componenti delia -coppii ricevente, garantendo la sicurezza e la tutela della salute di tutti i soggetti coinvolti. La donazione di cellule riproduttive da ttilizzare nell'ambito delle tecniche di procreazione medicalmente assisiita di tipo eterologo d atto volontario, altruista, gratuito, interessato solo al,,bene della salute riproduttiva" di un'altra coppia. Non potri esistere una retribuzione economica per i donatoii/donatrici, n6 potrd essere richiesto alla ricevente contributo alcuno per i gameti ricevuti. Non si escludono forme di incentivazione alla donazione di celluie ripr6duttive in analogia con quanto previsto per donazione di altre cellule, organi o tessuti. Ai donatori con rapporto di lavoro dipendente, owero interessati dalle iipol,ogie contrattuali di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, possono essere applicate le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di attivitd trasfusionali e di trapianto di midollo. L'importazione e I'esportazione di gameti sono consentite, rispettivamente, solo da e verso istituti di tessuti accieditati lautorizzati ai sensi della normativa europea vigente in materia. Si rinvia a quanto disposto dal Decreto Min. Salute del 10 ottobre 2012 atfintivo dell'art 9 DLgs l9ll07. Inoltre, il procedimento di selezione dei donatori e gli accertamenti di screening devono essere conformi al presente documento. centri autoritzati alla pratica della fecondazione eterologa La normativa europea identifica i Centri di PMA come Istituti dei Tessuti e non individua ulteriori requisiii per i centri che pratichino PMA eterologa rispetto ai requisiti necessari alla pratica omotoia, percid solo i ientri PMA, conformi alle normative regionali in materia di autorizzazione/accreditamento, risultano parimenti idonei ad effettuare procedure di pma anche eterologa compresa la fase di selezione dei donatori/donatrici, il,..rrp.ro e la crioconservazione dii gameti. I trauamenti clinici di fecondazione eterologa ed i conispondenti risultati dovranno essere comunicati annualmente in forma aggregata (in attesa di appositi approfondimenti da parte del Garante della Privacy) al Registro Nazionale PMA, *ulog*"nte a quanto obbligatorio per i trattamenti omologhi. Requisiti soggettivi delle coppie di pazienti che possono usufruire della donazione di gameti La metodica di PMA eterologa d eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia che sia causa irreversibile di steriliti o infertiliti. Possono far ricorso alla pma di tifo eterologo coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni, in etd potenzialmente fertile, entrambi viventi (art 5, legge ). Deve ritenersi applicabile anche per la pma eterologa il limite di eti indicato nella previsione contenuta nell'art. 4 L iecondo la quale pud ri.ooere alla tecnica la donna "in etd potenzialmente fertile" e comunque in buona salute per affrontare una gravidarua. su suggerimento delle Societd Scientifiche, si sconsiglia comunque la pratica eterologa su donne di etd >50 anni per I'alta incidenza di complicanze ostetriche. Per la donazione di gameti maschili d comunque rilevante allo stesso modo l'eti della partner, con le stesse limitazioni. Indicazioni cliniche alla fecondazione eterologa 3
12 Devono essere certificate dal medico del centro su certificato di accesso alle tecniche PMA e sono sottoelencate. a) femminili: le indicazioni sono tutte le situazioni mediche o iatrogene di sterilitd comprovata in cui la donna non possa disporre di propri ovociti validi:. Donne con ipogonadismo ipergonadotropo; o Donne in avatuata etd riproduttiva ma comunque in eti potenzialmente fertile; o Donne con ridotta riserva ovarica dopo fallimento di fecondazione omologa; o Donne che sanno di essere affette o portatrici di un significativo difetto genetico o che hanno una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non pud essere determinato; o Donne con ovociti elo embrioni di scarsa qualitd o ripetuti tentativi di concepimento falliti tramite tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA); o Donne con fattore iatrogeno di infertilitd. b) maschili: le indicazioni alla donazione sono tutte le situazioni mediche o iatrogene di sterilitd comprovata che determinano I'indisponibiliti di spermatozoi utilizzabili. o Partner maschile con dimostrata infertilitd da fattore maschile severo (ciod, azoospeflnia e oligoastenoteratozoospermia severa o mancata fertilizzazione dopo iniezione intracitoplasmatica di sperma UCSII). o Partner maschile con disfunzione eiaculatoria incurabile. o Uomini che sanno di essere affetti o portatori di un significativo difetto genetico o che hanno una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non pud essere determinato. o Partner maschile con una infezione sessualmente trasmissibile che non pud essere eliminata. o Uomini con fattore iatrogeno di infertilitd. o La partner femminile d Rh-negativo e gravemente isoimmunizzata e il partner maschile d Rh-positivo. Selezione dei donatori La donazione di gameti d consentita ai soggetti di sesso maschile di eti non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni, e ai soggetti di sesso femminile di etd non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. Donatori di gameti maschili Sono candidabili i seguenti soggetti l. quelli che in modo spontaneo e altruistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta;
13 2. quelli che si stanno sottoponendo ad un ffattamento di fecondazione assistita a loro volta; 3. quelli che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli. N.B. I gameti dei candidati donatori che rientrano nei punti 2 e 3 potranno essere ttilizzati qualora gli stessi rientrino nei criteri generali di selezione dei donatori, inclusi i risultati delle indagini infettivo logiche, genetiche e psicologiche. Selezione o La selezione di un donatore dovrebbe essere effettuata da un team composto da endocrinologo/urologo con competenze andrologiche e biologo, con possibilite di consulenza da parte di un genetista ed uno psicologo, sotto la supervisione del Responsabile del Centro. o I criteri principali nella scelta di un donatore sono il buono stato di salute e loassenza di anomalie genetiche note all'interno della famiglia (questo deve essere definito attraverso una accurata anarnnesi genetica anche mediante un questionario validato da genetisti). Il donatore deve essere in grado di fomire notizie circa lo stato di salute di entrambi i genitori biologici (non deve essere adottato, n6 concepito a sua volta da donatore di gameti, n6 figlio di padre/madre non noto); o Il donatore deve essere in grado di intendere e di volere, in buone condizioni di salute psico-fisica e non presentare nell'anamnesi elementi che indirizzino verso malattie ereditarie e familiari. c Lavalutazione dei donatori dovrebbe anche affrontare l'esistenza di potenziali motivi finanziari o emotivi che possono condizionare la donazione. o Laselezione dei donatori con fertiliti provata d cosa auspicabile ma non obbligatoria. o E' raccomandabile una valutazione e consulenza psicologica, per tutti i donatori di seme. La valutazione dovrebbe includere un colloquio clinico e, se necessario, test psicologici. o Nessun proprietario, operatore, direttore del laboratorio o dipendente del centro che esegue I'inseminazione pud essere lutilizzato come donatore. o N6 il medico del paziente n6 I'esecutore dell'inseminazione pud essere donatore del seme.. Sono esclusi dalla donazione uomini che abbiano esposizione professionale ad alto rischio per tossiciti riproduttiva (radiazioni o sostanze chimiche) r Sono esclusi dalla possibilite di donare gameti i pazienti che abbiano effettuato e concluso trattamenti con chemioterapici o radioterapia da meno di due anni
14 Test e screening per controllo dei donatori Test del seme Si consigli a di analizzare piir di un campione seminale-(ciascuno dopo un'astinenza di2-5 giorni) p:ri-u di proceder".on una pitr approfonditavahttazione del candidato donatore. Il campione deve essere esaminato entro 1-2 ore dopo I'eiaculazione in un contenitore sterile. I criteri tltilizzati per giudic are la normaliti del campione possono variare tra i laboratori. ci sono standard non uniformemente accettati, ma, in generale, possono essere applicati i criteri minimi per definire normale il campione di seme. Si dovrebbeto utilizzarc,oio,u*pioni seminali cbn valori al di sopra del 50Yo centile dei valori di riferimento del WHO (linee guida internazionali) per qu*io riguarda concentrazione e motilitd progressiva. Test di crioconservazione/scongelamento: Il recupero dopo scongelamento deve fornire una percentuale di spermatozoi -dotati di motilitd rettilinea > 50o di quello del seme pre-crioconservazione. Valutazione genetica Devono essere eseguiti in tutti i donatori il cariotipo e il test per rilevare 1o stato di portatore di fibrosi cistica ed eventualmente l'elettroforesi emoglobina per la ricerca delle emoglobine patologiche in base al risultato dell'emocromo (MCV ridotto). Eventuali apprifondimenti gjnetici saranno considerati sulla base del risultato della valutazione genetica anamnestica. Storia medica e valutazione clinica I donatori devono essere sani e con anamnesi negativa per malattie ereditarie. Deve essere raccolta accuratamente la storia personale e sessuale per escludere donatori ad alto rischio per HIV, malattie sessualmente trasmissibili, o altre infezioni trasmissibili attraverso la donazione di gameti. I1 donatore deve essere sottoposta ad una accurata visita medica. Analisi di laboratorio Non esiste un metodo per garantire in maniera assoluta che nessun agente infettivo possa essere trasmesso con l'inieminazione con donazione di seme. Comunque le seguenti linee guida, combinate con un adeguata anamnesi e l'esclusione di soggetti ad alto rischio per ilv " altre malatti","rrrul-ente trasmissibili, possono significativamente ridurre tali rischi. Si richiede che vengano eseguiti i seguenti test, conformemente all'allegato II, punto 1.1 del Dlgs , utilizzando metooi appropriati, allo scopo di determinare I'ammissibitia Oei donatori. I risultati negativi devono essere documentati prima dell'uso di spermatozoi del donatore (I centri che utilizzano spennatozoi procurandoseli da una banca o da altro centro PMA, devono possedere la documentazione degli esami eseguiti) o HBsAg o HBV-NAT, FIBs Ab, HBcAb IgG e IgM, o Ab anti HCVAb o HCV-NAT
15 . HIV ll2 ab (IV generazione) o HIV-NAT o Ab anti-citomegalovirus IgG,IgM o TPHA-VDRL o HTLV I e II (L'esame degli anticorpi HTLV va effettuato sui donatori che vivono in aree ad alta preval e1y1a o ne sono originari o i cui partner sessuali provengono da tali aree, ovvero qualora i genitori del donatore siano originari di tali aree). I campioni di sangue vanno prelevati al momento di ogni singola donazione, se eseguite adistanzasuperiore di 90 giomi. Le donazioni di gameti sono messe in quarantena per almeno 180 giorni e successivamente occorri ripetere gli esami. In caso di conferma della negativitd degli esami il campione potri essere utilizzato. Fa eccezione il caso in cui il campione di sangue prelevato al momento della donazione venga sottoposto a test con tecnica di amplificazione nucleica (NAT) per HIV, HBV, e HCV, purchd eseguita il piir pos_sibile vicino alla donazione; in iai caso i gameti possono essere utilizzati senza attendere il periodo di quarantena. I risultati di queste indagini devono essere disponibili prima dell'utilizzo dei gameti. Oltre agli esami sierologici i donatori di gameti maschili dovranno essere sottoposti a : o Spermiocoltura, urinocoltura, ricerca di Neisseria Gonorrhoeae, Micoplasma Fiominis, Ureaplasma Urealyticum, Chlamydia Trachomatis nel liquido seminale o nelle urine o nel tampone r.retrale/urine primo mitto. o Gruppo sanguigno e fattore Rh o Analisi chimico-cliniche di base (emocromo, glicemia, creatinina, colesterolo totale, HDL, trigliceridi, transaminasi, G6PDH). Gestione dei risultati di laboratorio La positivita ai test eseguiti dovrebbe essere verificata prima di notificarla al potenziale donatore. Se la positivitd venisse confermata, I'individuo dovrebbe essere indirizzato ad una appropriata consulenza e work up clinico. Risultati falsi positivi per la sifilide ottenuti utilizzando saggi non treponemici e che si confermano negativi con saggi treponemici risultano idonei per la donazione. E opportuno che il partner, in ogni coppia che richiede inseminazione con seme donato, sia sottoposto ad una valutazione clinica appropriata e a test infettivologici allo scopo di risolveie eventuali problemi medico/legali che potrebbero sorgere qualora il partner sieroconverta durante o dopo l'inseminazione. D onatrici di gameti femminili La donazione degli ovociti richiede stimolazione ovarica con monitoraggio e recupero degli ovociti. Comporta quindi, a differerua della donazione di gameti maschili, considerevoli disagio e rischi per la donatrice.
16 Sono candidabili i seguenti soggetti l. Donne che in modo spontaneo e alfuistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta; 2. Donne che si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta; i. Donne che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzatli decidono di donarli. N.B. I gameti dei candidati donatori che rientrano nei punti 2 e 3 potranno essere fiilizzati qualora gli stessi rientrino nei criteri generali di selezione dei donatori, inclusi i risultati delle indagini infettivo logiche, genetiche e psicologiche. Selezione E fortemente raccomandato per la donatrice degli ovociti e per il suo partner (se esistente) una valutazione e consulenza psicologica fornita da un professionista qualificato. o La selezione di una donatrice dovrebbe essere effettuata da un team composto da ginecologo e biologo con possibilita di consulenza da parte di un genetista ed uno psicologo, sotto la supervisione del Responsabile del Centro. o I criteri principali nella scelta di una donatrice sono il buono stato di salute e I'assenza di anomalie genetiche note all'intemo della famiglia (questo deve essere definito attraverso una accurata anailrnesi genetica anche mediante un questionario validato da genetisti). La donatrice deve essere in grado di fornire notizie circa lo stato di salute di entrambi i genitori biologici (non deve essere adottato, n6 concepito a sua volta da donatore di gameti, nd figlio di padre/madre non noto); o La donatrice deve essere in grado di intendere e di volere, in buone condizioni di salute psico-fisica e non presentare nell'anamnesi elementi che indirizzino verso malattie ereditarie e familiari. o La valutazione delle donatrici dovrebbe anche affrontare l'esistenza di potenziali motivi finar:ziari o emotivi che possono obbligare alla donazione. o Nessuna proprietaria, operatrice, direttrice del laboratorio o dipendente del centro dove si esegue lo screening per la donazione di ovociti pud essere la donatrice degli ovociti. o N6 il medico del paziente nd I'esecutore dell'inseminazione pud essere donatore di ovociti. o Sono escluse dalla donazione donne che abbiano esposizione professionale ad alto rischio per tossicitir riproduttiva (radiazioni o sostanze chimiche) o Sono escluse dalla possibilita di donare gameti le pazienti che abbiano effettuato e concluso trattamenti con chemioterapici o radioterapia da meno di due anni
17 Tests e screening per controllo delle donatrici di ovociti Valutazione genetica Devono essere eseguiti in tutte le donatrici il cariotipo e il test per rilevare lo stato di portatore di fibrosi cistica ed eventualmente I'elettroforesi emoglobina per la ricerca delle emoglobine patologiche in base al risultato dell'emocromo (MCV ridotto). Eventuali approfondimenti genetici safturno considerati sulla base del risultato della valutazione genetica anamnestica. Storia medica e valutazione clinica Le donatrici devono essere sane e con anamnesi negativa per malattie ereditarie. La potenziale donatrice dovrd presentare delle caratteristiche cliniche (ormonali ed ecografiche) compatibili con una donazione di ovociti adeguata, avere cicli mestruali regolari con assenza di patologia ovarica ed endocrinologica. Deve essere raccolta accuratamente la storia personale e sessuale per escludere donatori ad alto rischio per HIV, malattie sessualmente trasmissibili, o altre infezioni trasmissibili attraverso la donazione di gameti.la donatrice deve essere sottoposta ad una accurata visita medica. Analisi di laboratorio Non esiste un metodo per garantire in maniera assoluta che nessun agente infettivo possa essere trasmesso attraverso la donazione di ovociti. Comunque le seguenti linee guida, combinate con un adeguata anamnesi e l'esclusione di soggetti ad alto rischio per HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili, possono significativamente ridurre tali rischi. Si richiede che vengano eseguiti i seguenti test, conformemente all'allegato II, punto 1.1 del Dlgs , ltilizzando metodi appropriati, allo scopo di determinare I'ammissibilitd delle donatrici, e che i risultati negativi siano documentati prima dell'uso degli ovociti della donatrice. (I centri che ttilizzano ovociti procurandoseli da altro centro PMA, devono possedere la documentazione degli esami eseguiti) o HBsAg o HBV-NAT, HBs Ab, HBcAb IgG e IgM, o Ab anti HCVAb o HCV-NAT o HIV ll2 ab (IV generazione) o HIV-NAT o Ab anti-citomegalovirus IgG,IgM o TPIIA-VDRL o HTLV I e II (L'esame degli anticorpi HTLV va effettuato su donatrici che vivono in aree ad alta prevalenza o ne sono originarie o i cui partner sessuali provengono da tali aree, owero qualora i genitori del donatore siano originari di tali aree). I campioni di sangue vanno prelevati al momento di ogni singola donazione. Quarantena degli ovociti: il congelamento degli ovociti non pud essere eseguito in modo standardizzato; pertanto, la messa in quarantena degli ovociti non consente risultati di soprawivenza e di gravidanza sovrapponibili all'lutilizzo di ovociti freschi in modo
18 standardizzato. In caso di utilizzo di ovociti freschi va effettuato sempre uno screening con esami virologici in PCR Real Time (NAT per HIV, [IBV, e HCV). Resta comunque necessario effettuare i test sierologici previsti. Nel caso di ovociti crioconservati, le donazioni sono messe in quarantena per almeno 180 giorni e successivamente occorre ripetere gli esami. In caso di conferma della negativitd degli esami il campione potri essere utilizzato.i risultati di queste indagini devono essere disponibili prima dell'rfiilizzo dei gameti. Oltre agli esami sierologici le donatrici di ovociti dovranno essere sottoposte ai seguenti esami: o Gruppo sanguigno e fattore Rh o Analisi chimico-cliniche di base (emocromo, glicemia, creatinina, colesterolo totale, IIDL, trigliceridi, transaminasi, G6PDH). o Tampone vaginale e cervicale con ricerca di Neisseria Gonorrhoeae, Micoplasma Hominis, Ureaplasma Urealyticum, Chlamydia Trachomatis. Inoltre sono consigliabili un PAP-test o HPV-test ed un'ecografia mammaria eseguiti nell'ultimo anno. Gestione dei risultati di laboratorio La positivita ai test eseguiti dovrebbe essere verificata prima di notificarla alla potenziale donatrice. Se la positivitd venisse confermata, I'individuo dovrebbe essere indirizzato ad una appropriata consulenza e work up clinico. Risultati falsi positivi per la sifilide ottenuti utilizzando saggi non treponemici e che si confermano negativi con saggi treponemici risultano idonei per la donazione. Scelta delle caratteristiche fenotipiche del donatore Non 6 possibile per i pazienti scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore, al fine di evitare illegittime selezioni eugenetiche. In considerazione del fatto che la fecondazione eterologa si pone per la coppia come un progetto riproduttivo di genitorialitd per mezzo dell'ottenimento di una gravidanza, il centro deve ragionevolmente assicurare la compatibilita dele principali caratteristiche fenotipiche del donatore con quelle della coppia ricevente. Anonimato dei donatori e tutela della riservatezza Ferma restando la regola di anonimato di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. l9l, e successive modificazioni, la donazione deve essere anonima (ciod non deve essere possibile per il donatore risalire alla coppia ricevente e viceversa). I dati clinici del donatore/donatrice potranno essere resi noti al personale sanitario solo in casi sffaordinari, dietro specifica richiesta e con procedure istituzionalizzate, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente. L'accessibiliti alla informazione sard gestita informaticamente con il controllo di tracciabiliti. I donatori/donatrici non hanno diritto di conoscere iidentitd del soggetto nato per mezzo di queste tecniche e il nato non potri conoscere l'identitd del donatore/donatrice.
19 Eventuali modifiche introdotte alla disciplina dell'anonimato della donazione successivamente alla applicazione del presente documento dovranno comunque garantire l'anonimato ai donatori che hanno donato prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. Le persone che partecipano a programmi di donazione dovrebbero essere certi che la loro riservatezza sarir rispettata. Consenso informato per donatori/donatrici E essenziale per illla donatore/donatrice firmare un consenso informato, che dovrebbe includere rn f.rmo diniego di non avere nessun conosciuto fattore di rischio per malattie sessualmente trasmissibili e malattie genetiche. E necessario che illla donatore/donatrice riconosca nel consenso informato la sua responsabilite di notificare al progftrmm a di donazione eventuali cambiamenti nel suo stato di salute o di fattori di rischio. iyta Oonatore/donatrice deve anche specificare se accetta che i suoi gameti vengano utilizzatianche a scopo di ricerca, se non piir utilizzabili per ulteriori donazioni. Ai fini della manifestazione del consenso informato, e fermo restando quanto previsto dall,articolo 6 della legge 19 febbraio2004, n.40, e dall'articolo 13 del decreto iegislativo 6 novembre 2007, n. 191, e successive modificazioni, al donatore deve essere data comunicazione della possibilite di essere contattato nei casi e con le modalitd descritte nel capitolo.,anonimato dei donatori e tutela della riservatezzd' e deve darne apposito consenso. Il consenso informato dovrir riportare che, sulla base dell'art. 9 comma 3 della Legge 4O1ZOO4, il donatore di gameti non acquisisce alcunarelazione giuridica parentale con il nato e non puo far valere nei suoi confronti alcun diritto nd essere titolare di obblighi. Tutte le donatrici di ovociti devono essere informate esplicitamente dei rischi e degli effetti collaterali connessi con la stimolazione ovarica e recupero degli ovociti; questa consulenza deve essere documentata nel consenso medico informato. I donatori devono essere liberi di revocare, in qualsiasi momento e senza alcuna spesa o pretesa economica, da parte del Centro di PMA che ha effettuato la raccolta e/o di quello che intendevautilizzar" igumeti, il consenso prestato per l'ulteriore impiego dei loro gameti. Consenso informato della coppia che riceve la donazione Oltre a tutte le informazioni previste per le analoghe tecniche di primo e secondo livello di PMA, per tutti gli aspetti sovrapponibili delle tecniche omologhe ed eterologhe, e per le implicazioni legali della esecuzione delle tecniche stesse in ordine al ritiro del ionr.nro informato e al riconoscimento della maternita e paternita del nato, la coppia ricevente le cellule riproduttive deve essere compiutamente informata sulla circostanza che risulta impossibile diagnosticare e valutare tutte le patologie genetiche di cui risultassero eventualmente affetti iidonatore/donatrice con ogni effetto consequer:p;iale in relazione alla eventuale imputazione della responsabilitd. La coppia deve essere a conoscenza che il rischio di malattie e anomalie congenite nella prole risulta sovrapponibile a quello della popolazione generale. Particolare attenzione andri posta agli aspetti psicologici, etici e sociali.
20 Numero di donazioni Le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare piir di dieci nascite. Tale limite pud essere derogato esclusivamente nei casi in cui una coppia, che abbia gid avuto un figlio tramite procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica rtilizzando le cellule riproduttive del medesimo donatore. Il Centro PMA che utilizza i gameti dei donatori/donatrici deve registrare i dati della gravidanza ottenuta (positiviti beta-hcg, gravidarua clinica in evoluzione), la successiva nascita, eventuali aborti ed eventuali malformazioni del neonato. Qualora la gravidaruanon dovesse portare alla nascita di un feto vivo, la procedura non va considerata tra le dieci nascite consentite. Tracciabiliti ed eventi awersi I centri PMA garantiscono la tracciabilitd del percorso delle cellule riproduttive dalla donazione all'eventuale nascita. Si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia di donazione, approvvigionamento, controllo, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule umani. I centri devono assicurare il mantenimento del livello piir alto possibile di siqxezza nella manipolazione e nella conservazione dei gameti. La regolamentazione e le procedure di manipolazione e di conservazione dei gameti sono definite dalla normativa attualmente in vigore. Devono essere applicate nel laboratorio le appropriate procedure per il controllo di qualitd. I gameti devono essere raccolti presso il Centro che esegue la crioconservazione. Il centro PMA che pratica l'eterologa deve avere un archivio dedicato (cartaceo ed elettronico) dove verranno conservate le cartelle cliniche dei donatori e accessibile solo da personale sanitario autorizzato. Solo su motivata richiesta dell'autoritd Giudiziaria o dell'autoritd di controllo (Regione/CNT), il Responsabile dell'istituto di tessuti potri fornire i dati utili per risalire al donatore. I records relativi a ciascun donatore (di screening e i risultati dei test) devono essere mantenuti per almeno 30 anni dall'utilizzo. Nelle more della istituzione di un archivio centralizzato delle donazioni di gameti, che consenta di rilevare eventuali plurime donazioni dello stesso donatore in diverse sedi e di tenere sotto controllo il numero delle nascite ottenute, in modo che non superi quanto consentito, ed in attesa della normativa comunitaria prevista per il 2015 sulla codifica delle singole donazioni, in via transitoria E previsto che il donatore/donatrice deve mettere a disposizione di un solo centro i propri gameti e di tale prassi deve essere informato prima della donazione. Al fine di evitare che uno stesso donatore si rivolga a piir banche, il donatore/donatrice deve dichiarare, sotto la propria responsabilite, di non aver effettuato donazioni in altri centri. Sard quindi compito del Centro stesso registrare le gravidanze ottenute con gameti del donatore in modo che non superino il numero consentito. L'esito clinico di ogni ciclo di inseminazione deve essere registrato cosi come la segnalazione di qualsiasi evento awerso comprese le malattie ereditarie identificate in fase pre-natale o post-natale. Ne[ caso in cui una malattia ereditaria precedentemente non identificata si diagnostichi in un bambino nato da donazione anonima, il donatore e il ricevente dovrebbero essere testati e ulteriori campioni del donatore non dovrebbero essere
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