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Timestamp: 2020-05-28 23:50:32+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 96', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 390']

Sentenza Cassazione Civile n. 7099 del 20/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7099 del 20/03/2017
Cassazione civile, sez. I, 20/03/2017, (ud. 18/01/2017, dep.20/03/2017), n. 7099
sul ricorso 27046/2013 proposto da:
Bottega Veneta Sa, successore di Bottega Veneta Internationale
S.a.r.l., in persona dei legali rappresentanti pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Piazza di Pietra n. 8-39, presso
l’avvocato Grippiotti Giovanni Antonio, rappresentata e difesa dagli
avvocati Gavuzzi Elisabetta, Roncaglia Pierluigi, giusta procura per
Notaio avv. M.B.G. di (OMISSIS);
Recòs di F.C. e R. S.n.c., in persona dei legali
rappresentanti pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Corso
Trieste n. 87, presso l’avvocato Antonucci Arturo che la rappresenta
e difende unitamente all’avvocato Brunori Piero, giusta procura in
avverso la sentenza n. 1001/2013 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
depositata il 21/06/2013;
18/01/2017 dal cons. FALABELLA MASSIMO;
udito, per la ricorrente, l’Avvocato M. BOLETTO, con delega, che ha
chiesto l’estinzione;
Luigi, che ha concluso per l’estinzione.
che con atto notificato l’11 aprile 2008 Bottega Veneta s.r.l. evocava in giudizio Recòs di F.C. e R. s.n.c. per sentire accertato che l’uso intrecciato in pelle impiegato delle borse commercializzate dalla convenuta rappresentava contraffazione del marchio italiano di cui era titolare l’attrice, nonchè illecito concorrenziale;
che l’istante chiedeva inibirsi alla convenuta l’ulteriore compimento degli illeciti lamentati, con fissazione di una penale per le eventuali future violazioni, ordinarsi il ritiro dal mercato e la distruzione della merce contraffatta e condannarsi, infine, la controparte al risarcimento dei danni;
che Recòs si costituiva eccependo la nullità del marchio per mancanza di novità, di originalità e di capacità distintiva;
che il Tribunale di Firenze respingeva le domande attrici e compensava le spese di giudizio;
che la sentenza era impugnata da entrambe le società contendenti: Bottega Veneta insisteva per l’accoglimento delle domande che erano state respinte in primo grado, mentre Recòs chiedeva riformarsi la sentenza impugnata con riferimento al capo relativo alle spese e domandava condannarsi controparte al risarcimento dei danni ex art. 96 c.p.c.;
che la Corte di appello di Firenze, con sentenza pubblicata il 21 giugno 2013, respingeva il gravame principale e accoglieva quello incidentale con esclusivo riguardo al tema delle spese processuali;
che contro tale sentenza Bottega Veneta ha proposto un ricorso per cassazione basato su due motivi, mentre Recòs ha notificato controricorso;
che parte ricorrente ha depositato in cancelleria atto di rinuncia, corredato dell’accettazione del controricorrente;
che l’atto di rinuncia risulta conforme a quanto prescritto dall’art. 390 c.p.c., sicchè deve essere dichiarata l’estinzione del procedimento;
che non è luogo a pronunciare condanna alle spese, stante l’adesione alla rinuncia da parte di Recòs.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 18 gennaio 2016.