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Timestamp: 2018-05-22 01:08:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 600', 'art. 3', 'art 572', 'art. 9', 'art. 583', 'art. 583']

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Casistica sul rilievo della diversità culturale nell’ordinamento penale italiano
PubblicatoSofia De santis Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Casistica sul rilievo della diversità culturale nell’ordinamento penale italiano"— Transcript della presentazione:
1 Un approccio pratico: maltrattamenti in famiglia e mutilazioni genitali tra fatto e diritto
2 Casistica sul rilievo della diversità culturale nell’ordinamento penale italiano
3 Maltrattamenti in famiglia
Pronuncia del 1991 ( caso di maltrattamenti in famiglia per costrizione dei figli all’accattonaggio) C’è reato se la cultura di provenienza ritiene l’accattonaggio non contrario ai valori del gruppo?
4 Il giudice afferma il principio secondo cui:
“il gruppo minoritario non può pretendere che la sua cultura sia globalmente accolta nella società di arrivo e comunque della maggioranza, senza le dovute distinzioni effettuate alla stregua della Costituzione”
5 Intervento legislativo del 2009 n.94 ( pacchetto sicurezza)
Introduce l’art. 600 octies c.p. “ è punito chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni 14 o, comunque non imputabile, ovvero permette che tale persona , sottoposta alla sua autorità o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare”
6 2) Cass (caso di maltrattamenti in famiglia di un immigrato albanese nei confronti della moglie e del figlio minore) La diseguaglianza tra coniugi si basa su rigidi schemi di tipo patriarcale. I giudici affermano che: “il riconoscimento di un rilievo penale della diversità culturale trova uno sbarramento invalicabile nelle norme costituzionali che riconoscono i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale e l’uguaglianza senza distinzione di sesso, nonché i diritti della famiglia e i doveri dei figli”
7 Secondo il giudice “il gruppo minoritario non può pretendere che la sua cultura sia globalmente accolta nella società di arrivo o comunque della maggioranza, senza le dovute distinzioni effettuate tenendo conto della gerarchia di valori come delineata dalla Costituzione”
8 Per la prima volta i giudici parlano di reato culturale
3) Cass n ( caso di maltrattamenti in famiglia) Per la prima volta i giudici parlano di reato culturale Il giudice“ ha escluso che il riconoscimento del rilievo penale della diversità culturale possa spingersi fino all’introduzione e all’accettazione nella società di consuetudini, prassi, costumi che si propongono come antistorici a fronte dei risultati ottenuti per realizzare l’affermazione dei dritti inviolabili della persona, cittadino o straniero…
9 …il gruppo minoritario non può pretendere che la sua cultura sia globalmente accolta nella società di arrivo senza le dovute distinzioni effettuate tenendo conto della gerarchia di valori come delineata dalla Costituzione”
10 4) Cassazione 2009 n “esclude che possa essere apportata qualsiasi deroga ai nostri precetti se non espressamente prevista dal diritto pubblico interno o dal diritto internazionale, ciò implicando che le tradizioni etico-sociali di coloro che sono presenti nel territorio dello Stato possano essere praticate solo fuori dall’ambito di operatività della norma penale”
11 Cass. 2009 n. 48272 ( maltrattamenti di un genitore marocchino sul figlio minorenne)
Il genitore adduceva a sostegno e giustificazione del suo comportamento la finalità correttivo-educativa proprie della cultura marocchina. La Cassazione dice che il minore è un soggetto titolare di diritti e su di esso non si po’ usare violenza sostenendo l’utilizzo di questa come mezzo di educazione. Si rinvia al pr. di cui all’art. 3 Cost = uguaglianza formale e sostanziale
12 Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia ( Assemblea Generale Nazioni Unite 89)
il minore deve avere adeguata protezione “ contro qualsiasi forma di violenza, danno o brutalità fisica o mentale, abbandono, negligenza, maltrattamento o sfruttamento, inclusa la violenza sessuale” I principi della Convenzione guidano anche i nostri giudici nell’amministrare la giustizia
13 5) Cassazione 2010 ( testimone di geova che impone la propria fede religiosa alla moglie) “ l’imposizione altri delle proprie convinzioni religiose costituisca condotta consapevolmente antigiuridica catalogabile come maltrattamenti in famiglia e, dunque, sanzionabile ai sensi dell’art 572 c.p.”
14 Conclusioni… Se la cultural defense non può essere invocata da tutti indistintamente i soggetti italiani o stranieri, ma solo da chi si professa appartenente culturalmente, religiosamente etc…ad un “ sentire diverso” rispetto alle norme interne italiane, si genera una forma di discriminazione, si viola il principio di uguaglianza.
15 I reati di mutilazione e lesione genitale
16 il fenomeno antropologico
Nei gruppi sociali di almeno 40 paesi, per motivi socio-culturali, sono diffuse pratiche di modificazione o aggressione agli organi genitali femminili, attraverso le quali si attua una sorta di controllo sulla sessualità e sul corpo della donna N.B. la fonte storica più risalente è Erodoto ( sec. V a.C. )
17 Denominazione: mutilazioni genitali
…tali pratiche consistono assai spesso in un'asportazione totale o parziale di tessuti dell'apparato genitale femminile, compiute per motivazioni culturali o comunque non terapeutiche.
18 Diverse tipologie Sono 4 le differenti tipologie di mutilazioni La più grave ed incisiva l’infibulazione
19 … Tali pratiche sono radicate in culture etniche e religiose caratterizzate da una struttura organizzativa patriarcale. Il fenomeno però è vario e composito a seconda della zona interessata.
20 Cause storiche del fenomeno
Identità culturale e rafforzamento del senso di appartenenza ad una determinata comunità la mutilazione funge, cioè, da segno di riconoscimento dell'appartenenza, o meno, ad una determinata comunità) Convinzione religiosa (sono diffuse sia fra i musulmani che fra i cristiani protestanti, cattolici e copti, gli ebrei à, gli animisti, gli atei;si osserva che nessuna confessione religiosa le impone esplicitamente) Esaltazione della sessualità femminile Credenze sull’igiene, estetica e sulla salute femminile Rafforzamento della fedeltà matrimoniale Aumento del piacere sessuale del marito
21 Considerate le motivazioni culturali sottese a tali pratiche, le mutilazioni genitali femminili costituiscono, per unanime opinione, un chiaro esempio di reato culturalmente motivato si tratta, infatti, di un comportamento realizzato da un membro appartenente ad un gruppo culturale di minoranza (un immigrato), che è considerato reato dal gruppo di maggioranza del Paese d'accoglienza; ma tale comportamento è invece accettato come normale o addirittura incoraggiato nel sistema culturale d'origine.
22 Modalità di esecuzione:
mediante riti tribali in condizioni igieniche non sterili, con l’utilizzo di strumenti primitivi ( pezzi di vetro, lame di rasoio etc…)
23 Età delle persone interessate:
Generalmente assai bassa (compresa tra i 4 anni e i 10 anni), in alcune comunità appena prima del matrimonio; in altre ad appena pochi giorni di vita
24 Statistiche OMS e UNICEF
130 milioni di donne nel mondo hanno subito MGF Le mutilazioni genitali vengono praticate con riti tribali in condizioni igieniche non sterili, da personale non medico, con l’utilizzo di strumenti rudimentali ( lame, pezzi di vetro etc…) Età media delle persone sottoposte a tale pratica è tra i 4 anni e i 10 anni Motivazioni: varie e complesse e riflettono la situazione storica ed ideologica della comunità in cui sono diffuse: Religiose = musulmani Onore familiare Aumento chance di matrimonio Rafforzamento della fedeltà matrimoniale etc…
25 Conseguenze… Se un membro della comunità rifiuta l’esecuzione della pratica della MGF, si allontana dalle tradizioni del gruppo di appartenenza e rischia di andare incontro ad ostracismo da parte degli altri membri.
26 Il fenomeno dell’MGF in Occidente
In tempi recenti, anche i Paesi Occidentali sono venuti a contatto con questo il fenomeno delle MGF per effetto dei flussi immigratori provenienti dall’Africa e dall’Asia ci sono stati casi di MGF praticati in clandestinità direttamente sul territorio occidentale In Italia si stima in 28 mila il numero dei casi di donne, presenti in Italia, che avrebbero subito nel paese d’origine una MGF
27 La risposta del sistema penale italiano al fenomeno culturale delle MGF
Prima della riforma del 2006 Il riferimento normativo era costituito dagli artt.: 32 Cost 5 c.c. (atti di disposizione del proprio corpo) 582 e 583 c.p. (reati di lesioni) 333 c.c. (condotta del genitore pregiudizievole ai figli)
28 Unici casi giurisprudenziali in Italia
Caso del ‘97 (una donna denuncia l’ex marito egiziano che durante un viaggio aveva sottoposto ad infibulazione due figli) Il tribunale riconosceva gli estremi del reato di lesioni personali gravissime
29 2) Caso del ‘98 (due genitori di religione islamica fanno causa ai medici del centro islamico che avevano praticato una infibulazione ad una bambina di sei mesi) 3) Tribunale dei Minorenni di Torino nel ’97 una bambina sottoposta in Nigeria alla MGF e sottratta in Italia ai genitori, viene riaffidata dal Tribunale perché la pratica trova legittimazione nelle consuetudini dell’Etnia Edo
30 Intervento legislativo del 2006 n.7
"Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto di pratiche di mutilazione genitale femminile", ha scelto di adottare una norma incriminatrice ad hoc L'art. 9 di tale legge ha, infatti, introdotto nel codice penale italiano due nuove figure di reato: le "mutilazioni genitali" (art. 583-bis comma 1° c.p.) e le "lesioni genitali" (art. 583 bis comma 2° c.p.)
31 Trattamento sanzionatorio
Si sono messe in campo tutte le armi disponibili nel suo arsenale sanzionatorio (rigorose pene principali da 4 a 12 anni di reclusione; pena accessoria speciale; sanzione amministrativa per l'ente).
32 Deduzioni… il legislatore italiano del 2006 ha reagito alla situazione di conflitto normativo/culturale che fa da sfondo alla commissione di un tipico reato culturalmente motivato, quali sono le mutilazioni genitali femminili, non già valutando tale situazione pro reo, né rimanendo indifferente rispetto ad essa, bensì adottando una legge simbolica che rappresenta "un gesto fatto per esaltare i valori di un gruppo sociale e screditare i valori di un altro gruppo"
33 Una legge che esprime un chiaro atteggiamento di intolleranza, in quanto sceglie di punire di più il fatto che trova la sua motivazione in una cultura `diversa' dalla nostra.
34 Integrazione culturale e rispetto della diversità: l’ordinamento offre soluzioni?
Fino all’intervento legislativo del 2006 n. 7 la giurisprudenza italiana ha accolto una nozione di “esimente culturale” . L’elemento culturale, motivante il comportamento dell’agente, viene valutato al fine di escludere o attenuare la responsabilità penale
35 CULTURAL DEFENSE La dottrina penalistica statunitense, per determinare i confini del rapporto norme culturali-norme penali, è giunta ad elaborare la figura delle c.d. “ esimenti culturali” (cultural defense) Si può parlare di esimenti culturali solo se il soggetto, pur commettendo un reato per la legge vigente, realizza una condotta conforme al costume e alle regole culturali del gruppo di appartenenza.
36 La condotta incriminata è condizionata dalla cultura di provenienza
Si può porre il problema della scriminante culturale Si cerca di trovare un giusto ed equo riconoscimento di esperienze in una società multirazziale
37 casistica “ conflitto normativo/culturale” viene valutato dalle corti statunitensi pro reo, assoluzione dell’imputato. 1) Caso Dong Lu Chen: immigrato cinese ammazza a martellate la propria figlia fedifraga per ristabilire il proprio onore secondo le tradizioni cinesi 2) Cso Kargar: immigrato afgano viene visto, da una vicina di casa, baciare l’organo genitale del figlio di 1 anno e mezzo; imputato di reato di abuso sessuale si difende sostenendo che tale condotta, nella cultura d’origine, costituisce espressione di affetto paterno e non ha valenza sessuale
38 DEFINIZIONE In senso generico: Argomenti utilizzati per chiedere un’attenuazione o esclusione della responsabilità penale dell’imputato In senso tecnico: Istituto giuspenalistico che individua nel bagaglio culturale dell’imputato una causa di giustificazione o una circostanza attenuante della sua responsabilità penale
39 Conseguenze applicative del cultural defense
Il soggetto che agisce secondo le logiche della propria cultura, delle proprie norme morali, sociali e giuridiche non è pienamente responsabile Il cultural defense può essere considerato strumento di garanzia libertà eguaglianza identità ????
40 Cultural defense e libertà
PRO Il cultural defense è espressione del pluralismo liberale in ambito penale Enfatizza il diritto di ognuno di vivere secondo la propria cultura CONTRO Con l’applicazione del cultural defense si rischia un particolarismo esasperato in cui le culture coesistano nell’isolamento
41 Cultural defense e uguaglianza
Nel tentativo di eliminare forme di discriminazione, finisce con il produrne forme più gravi: Discipline giuridiche diverse per la stessa fattispecie Minore garanzia per le vittime dei reati culturalmente orientati rispetto ad altre vittime La cultural defense può eliminare la discriminazione tra gli individui di culture diverse, che spesso si trovano a scegliere se obbedire alla propria cultura o allo stato ospitante
42 Cultural defense e identità
Forma di riconoscimento del profondo condizionamento che la cultura esercita sulle scelte sulle scelte e sull’identità degli individui Cultura diventa il pretesto per giustificare condotte delittuose Fornisce un’immagine fuorviante delle altre culture
43 Un pensiero “Le politiche della paura, le culture dell’esclusione, etnica, sociale, e della sopraffazione mascherate sotto il velo di principi etici e religiosi o di fittizie identità nazionali contraddicono quella stessa idea di libertà cui a volte dicono di ispirarsi. Esse violano il principio dell’autonomia delle persone, intese come soggetti capaci di scegliere, e naturalmente titolari del diritto di scegliere”. Gianrico Carofiglio
44 Buona continuazione Loredana Aneli
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