Source: http://lavoratorieprecari.forumattivo.it/t69-quantificazione-del-privilegio-cattolico
Timestamp: 2018-12-11 04:22:15+00:00
Document Index: 9898844

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 37', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 37']

Quantificazione del privilegio cattolico
Igor Campagnola il Lun Nov 01, 2010 9:30 pm
Cari tutti, se non ricordo male qualcuno chiedeva se valeva la pena farsi sentire sulla proposta di legge 20. L'entità del privilegio per le private risulta ben evidente dal testo a cura di Luigi Savagnese che vi allego qui sotto; "buona" lettura! Igor
Proposta di legge regionale n. 20 del 15/6/2010 a firma Vignale e altri “Modifiche alla legge regionale n. 28 del 28 dicembre 2007 (Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa).”
Il 15 giugno è stata presentata al Consiglio regionale del Piemonte la Proposta di legge sopra citata. Si tratta della traduzione concreta dell’impegno preso durante la campagna elettorale da Cota e da tutto il centro destra, di modificare in peggio la legge sul “diritto allo studio e la libera scelta educativa” varata dalla precedente maggioranza di centro sinistra.
Come indicato dalla relazione di accompagnamento, le finalità della legge sono le seguenti:
“L'articolo 1 intende far sì che , relativamente ai benefici previsti dall'art. 12 comma 1 lettera a, le istanze possano essere presentante direttamente alla Regione Piemonte.
L'art. 2 prevede la istituzione di un fondo rotativo per l'edilizia scolastica finalizzato esclusivamente alle scuole paritarie senza fini di lucro non dipendenti di Enti Pubblici
L'art. 3 fa sì che le funzioni relative all'edilizia scolastica riguardanti le scuole paritarie senza fini di lucro non dipendenti da Enti Locali siano di competenza regionale.
L'art. 4 cassa il comma 2 dell'art. 37.”
a) L’articolo 1 prevede che i cosiddetti “benefici previsti dall'art. 12 comma 1 lettera a, […] assegni di studio per iscrizione e frequenza” cioè i soldi pubblici che vanno a coprire le spese per le rette delle scuole private siano d’ora in poi gestite direttamente dalla Regione, in modo da eliminare probabilmente anche qualsiasi forma di controllo che gli enti locali potevano esercitare. Si tratta di cifre considerevoli se si considera che per l’anno scolastico 2008/2009 le domande ammesse e finanziate sono state 10.463 per un importo complessivo di €. 10.741.884.
b) L’art. 2 istituisce un “fondo rotativo per l'edilizia scolastica finalizzato esclusivamente alle scuole paritarie senza fini di lucro non dipendenti di Enti Pubblici”. Questo articolo è particolarmente grave per due motivi: in primo luogo perché viola esplicitamente il dettato dell’art. 33 della Costituzione (Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.), assegnando risorse pubbliche per l’edilizia scolastica delle scuole private direttamente ai proprietari delle scuole stesse, senza nemmeno la foglia di fico dei “contributi destinati alle famiglie”; in secondo luogo perché discrimina ulteriormente, sulla scia di quanto già fa la legge in vigore varata dal centrosinistra, le scuole “paritarie senza fini di lucro dipendenti di Enti Pubblici ”come, ad esempio, le scuole materne comunali torinesi. Le scuole dell’infanzia del Comune di Torino, perciò, non vedranno nemmeno un euro.
d) cancellando il comma 2 dell’art. 37, che stabilisce la ripartizione dei finanziamenti previsti dalla legge (trentacinque per cento per il sostegno di offerta di istruzione e il diritto di apprendimento e il sessantacinque per cento a favore degli interventi a sostegno delle famiglie, di cui il quaranta per cento per gli allievi delle scuole private), si vuole avere mano libera per spostare, da un capitolo di spesa all’altro, le già insufficienti risorse per gli studenti delle scuole pubbliche alle scuole private.
In sintesi siamo di fronte ad uno smaccato intervento, esplicitamente ideologico, per spostare notevoli risorse, nell’ordine di decine di milioni di euro, verso le scuole private per consentir loro di abbellire le strutture, abbassare le rette di iscrizione e frequenza per accrescerne l’appetibilità. Il tutto mentre il duo Gelmini-Tremonti, contemporaneamente, priva le scuole pubbliche, le scuole di tutti, con centinaia di migliaia di allievi (in Piemonte 509.849 nel 2008/2009) non solo di qualsiasi stanziamento per l’edilizia, la manutenzione e la sicurezza, ma persino dei fondi per il funzionamento ordinario.