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Timestamp: 2020-08-08 20:07:23+00:00
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﻿La PAS 1192-2, il Livello 2 ed i LOD non esistono più: diamoci pace
Pavan Alberto - Assistant Professor, Politecnico di Milano Cavallo Dalila - Architetto, BIM Coordinator Mirarchi Claudio - Ingegnere, Ph.D Politecnico di Milano Rizzarda Chiara C. - Architecture professional, BIM expert 02/07/2020 3722
Si continuano a vedere Bandi, Capitolati, Linee Guida, che rimandano ogni loro riferimento normativo “BIM” ad una non meglio specificata “PAS 1192” ed, in particolare, al suo “Livello 2”.Innanzitutto, essendo citata quale riferimento normativo vincolante, come guida ad una specifica struttura di scambio informativo digitale, un Committente accorto dovrebbe essere attento a richiamarla, almeno la prima volta, in modo completo ed esaustivo, se non vuole rischiare fraintendimenti, riserve, ecc.
E, quindi, non semplicemente PAS 1192, ma, più correttamente, “BS PAS 1192-2:2013”:
“BS”, perché di UK standard si tratta (anche in ISO si usa l’acronimo PAS);
“PAS”, perché non è una norma – uno standard - ma una Publicly Available Specification, quello che in Italia rappresenta una Prassi di Riferimento, ovvero un testo che è simile ad una norma tecnica nel suo contenuto (comunque meno rigoroso) ma che non ha seguito il medesimo percorso di sviluppo e approvazione che, diversamente, in una norma tecnica, è atto a garantire quei principi di equa partecipazione e democraticità caratteristici;
“1192-2“, perché, in genere, si intende richiamare la sola parte “2” dell’intero corpo normativo 1192 (UK). Essendocene almeno 6 di parti riferite al gruppo 1192, sarebbe meglio precisare;
“:2013“, perché una norma può avere più pubblicazioni nel tempo e quindi è sempre bene specificare al testo di quale anno si vuol fare riferimento. In questo caso vi è una sola versione “2013”, ma non è “standard” darlo per scontato e non riportarlo.
Per una discussione tra amici, uno scritto informale od un articolo meramente divulgativo, potrebbe allora essere semplicemente: “PAS”, “PAS 1192” od ancora “1192”, con il rischio comunque di confondersi e richiamare per sbaglio una norma europea sulle porte od una guida per la misurazione dell’irradiazione a ioni pesanti sui dispositivi a semiconduttore .
Per un testo contrattuale, soprattuto se della Pubblica Amministrazione, invece: “BS PAS 1192-2:2013”, resta la dicitura corretta, completa, non fraintendibile.
Scorrendo i testi dei suddetti bandi, capitolati, ecc., ci si imbatte spesso, poi, nella richiesta di uno sviluppo informativo del modello o dei sui oggetti pari al “gradino” di una specifica scala di riferimento, quale, ad esempio, il “LOD 300” (la quantità di centinaia non è rilevante per questo esempio, si legga 300, così come anche 350 o 400, ecc. Diciamo che per fortuna nessuno è ancora arrivato ad usare le migliaia).
Ma questo LOD, richiesto, è per tutti i modelli? E per tutti gli oggetti dei modelli?
Ed ancora, anche in questo caso, e anche semplificando al massimo, di quale scala di LOD stiamo parlando?
Come prima, la richiesta di un “LOD 300”, andrebbe meglio declinata con un più puntuale, esaustivo e non interpretabile: “LOD 300, BIMForum LOD Specification, USA, 2019” (o 2015; 2017, ecc.). Perché, come prima per le “PAS”, potrebbe essere, appunto, differente un LOD 300 del 2019, rispetto ad uno del 2017, ecc. Così come è invece sicuramente diverso un LOD 300 USA, da un LOD 300 Australiano o da un LOD/LOIN 300 Svizzero , ecc .
In generale, ma soprattuto in una richiesta “informativa”, oltretutto con valore contrattuale, dovrebbe essere evidente che, come chiami e chiedi le cose, non è, e non può essere, così irrilevante da non meritare un approccio più “formale”.
Detto ciò, fatta questa premessa terminologica (roba da universitari pignolini si dirà, seppure, in un contesto meramente “informativo”, criticità non proprio banale), esiste oggi un problema ancor più rilevante della mera richiesta di precisione descrittiva, che il mercato e le Committenze paiono non aver ancora fatto proprio:
la PAS 1192-2 non esiste più (non andrebbe proprio citata, quindi);
il Livello 2 è scomparso (compreso il triangolo di Mark Bew, di conseguenza);
anche i LOD non si sentono troppo bene (indipendentemente che siano UK, USA, Australiani, ecc.) .
La pubblicazione delle ISO 19650:2018 (parti 1 e 2) , volendo o non volendo, ha cambiato il modo.
Nessuno ne sta prendendo atto, apparentemente, e ci sono già illuminati esempi di bandi, capitolati, linee guida, ecc. con riferimenti congiunti di: ISO 19650, PAS 1192-2, Livello 2 e LOD “XXX” (100, 200, 3, 4, A, D o quello che più vi aggrada), citati in un colpo solo, e che fraternamente coesistono ancora, senza logica alcuna. Ma, il mondo BIM, da dicembre 2018, pubblicata la ISO 19650, non è più quello di una volta. Bisognerà adeguarvisi prima o poi, soprattuto le Pubbliche Amministrazioni.
La norma di processo del BIM, nel mondo, è oggi la ISO 19650:2018 (parti 1 e 2).
In Europa si applica attraverso la EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2) secondo le norme accessorie del CEN TC442 (al momento le prEN 17412, prEN 17473, ecc.).
In UK ed in Italia, attualmente unici stati al mondo, si applicano le UNI (o BS) EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2), ed i relativi Annex Nazionali:
per l’Italia, secondo il gruppo delle UNI 11337 (2015, 2017, 2018; parti 1, 3, 4, 5, 6, 7);
per UK, secondo un’apposita Guida all’impiego “19650-0”, i National Foreword alla “19650-1” e, appunto, i National Annex alla “19650-2” (si veda fig 1.):
Figura 1 - Introduzione della BS EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2) in UK
Dallo schema di fig. 1 si può chiaramente notare che per il British Standard le BS EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2):
sostituiscono in toto la BS 1192:2007,
assorbono al loro interno la BS PAS 1192-2:2013,
che, pertanto, non esistono più. In favore, appunto, della “ISO 19650”.
Nei bandi, quindi, non si dovrebbe più citare a riferimento normativo, vincolante, una “PAS 1192”, che non esiste più nemmeno per i britannici, ma, al più, e più correttamente, la nuova BS EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2), in lingua inglese (e compresa del suo foreword, del suo annex e della PD 19650-0:2019, la guida nazionale - UK - alla transizione dal vecchio al nuovo standard “britannico”).
Anche perché parrebbe abbastanza strano richiamare uno standard straniero, non europeo EN o internazionale ISO, ma locale (UK), non tanto perché locale, ma perché ritirato dallo stesso paese che l’ha emanato. Aprendo il fronte a due criticità evidenti:
la citazione di uno standard non più vigente in un bando, e contratto, ad esempio non relativo a un lavoro già in corso (norme in vigore all’epoca) ma ad un lavoro nuovo e quindi con la preoccupazione di come poi aggiornare in corso d’opera il lavoro richiesto alle norme in vigore (oggi);
la citazione in un bando, e contratto, di diritto italiano di un riferimento estero (in lingua estera), ritirato. Quando si ha a disposizione sia la sua versione vigente estera (BS 19650…), sia il gemello vigente nazionale, in lingua italiana: UNI EN ISO 19650:2019 (parti 1 e 2). Gemello tranne che per degli annex nazionali “UK” (a meno che non sia proprio la UNI 11337, annex nazionale “locale” - IT - a dar fastidio).
Comunque, a prescindere da ogni criticità di impiego e vigore, resta il fatto che, in UK, la PAS 1192-2 è attualmente: “withdrawn”, “ritirata”.
Al contrario delle norme tecniche italiane, che rimangono acquistabili, il suo acquisto (PAS 1192-2) è subordinato ad una richiesta di autorizzazione all’istituto nazionale competente. Se persino gli autori cercano di impedircene l’utilizzo, forse dovremmo farci due domande prima di citarla in un bando (soprattutto se pubblico) .