Source: https://www.anief.org/index.php?option=com_content&view=article&id=15187:sostegno-l-anno-parte-in-salita-manca-un-insegnante-su-tre-e-gli-alunni-disabili-finiscono-nelle-classi-pollaio&catid=121&Itemid=952
Timestamp: 2020-04-03 10:55:30+00:00
Document Index: 63576932

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 40']

Diversi uffici scolastici hanno concesso un monte ore per ogni scuola non andando oltre la proporzione di un docente per due alunni, anche con disabilità grave: l’allievo viene, pertanto, affiancato dall’insegnante di sostegno per non più di 11 ore settimanali alla primaria (anziché 22) e 9 ore a settimana nella scuola secondaria (anziché 18). In un istituto superiore di Roma risultano, ancora, 32 alunni iscritti di cui 3 con bisogni speciali: tuttavia, secondo l’articolo 11 del Dpr n. 89/09 le classi iniziali di ogni ordine e grado vanno costituite con non più di 20 alunni. Scarseggiano poi gli Aec, gli assistenti educativi culturali, per via dei tagli ai finanziamenti agli enti locali. Vi è, ancora, la denuncia di una madre presentata al nostro sindacato in merito alla scorretta assegnazione di ore di sostegno al figlio disabile e ai docenti “ballerini” a lui assegnati presso un istituto capitolino. L’azione giudiziaria rimane, pertanto, l’unica via per restituire alle famiglie i propri diritti e numerose sentenze favorevoli già emesse dai giudici lo confermano.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): sono sempre più numerose le richieste da parte dei genitori, costretti a ricorrere in tribunale per farsi riconoscere le ore settimanali previste dalla legge. Anief ribadisce la gratuità dell’azione giudiziaria per le famiglie che si rivolgono al sindacato per vedere rispettata la corretta assegnazione del docente di sostegno e per tutte le ore prefissate. Non è solo un problema di mancato adeguamento di organico, ma di pieno rispetto della sentenza pilota n. 80/10 della Consulta.
Il sindacato ha, per queste ragioni, riattivato l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”, mettendo a disposizione delle famiglie un modello di lettera per richiedere sin dal primo settembre le ore di sostegno per l’intera durata dell’orario di servizio settimanale dell’insegnante specializzato: se non saranno erogate le ore di sostegno necessarie in questi primi giorni di scuola o in caso di inadempienze, le segnalazioni possono essere già raccolte dal sindacato inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L’anno scolastico degli alunni disabili parte in salita: nonostante le richieste dei dirigenti scolastici, negli istituti le lezioni sono iniziate senza troppi insegnanti di sostegno. In media, ne manca all’appello uno su tre. Inoltre, a un numero altissimo di allievi sono state assegnate meno ore rispetto a quelle richieste dall’équipe psico-pedagogica, attraverso le relazioni mediche e le diagnosi funzionali: quest’anno, più che in passato, risulta che diversi uffici scolastici abbiano concesso un monte ore per ogni scuola non andando oltre la proporzione di un docente per due alunni, anche con disabilità grave. L’allievo viene, pertanto, affiancato all’insegnante di sostegno per non più di 11 ore settimanali (anziché 22) alla primaria e 9 ore a settimana (anziché 18) nella scuola secondaria.
Ma il danno agli alunni disabili non finisce qui. Ci sono, infatti, pure casi non isolati di più disabili collocati nelle classi “pollaio”: in un istituto superiore della capitale è stata denunciata una situazione che oltrepassa ogni limite di legge e di buon senso, con addirittura32 alunni iscritti di cui 3 disabili. La legge, tuttavia, parla chiaro: l’articolo 11 del Dpr n. 89/09 dice che “le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni”.
Per i bisogni di carattere pratico, risulta preziosa la presenza degli Aec, gli assistenti alla persona o assistenti educativi culturali che fanno capo ai comuni, alle province o alle cooperative sociali: a seguito dei tagli ai finanziamenti agli enti locali, anche il loro supporto all’alunno con bisogni speciali risulta ridotto, avendo pure loro sempre meno ore settimanali.
In questa situazione, per molte famiglie di disabili, a cui viene negato il diritto allo studio, questi primi giorni di anno scolastico si stanno trasformando in un vero incubo. La “babele” sul sostegno si completa, dal momento che mancano ancora all’appello diversi dei quasi 40mila docenti da assumere in deroga, seppur su posti liberi, per via dei mai soppressi commi 413 e 414 dell’art. 2 della Legge 244/2007 che impone il vincolo del 70% di posti di diritto. Questi ultimi, infatti, sono fermi a 96mila su quasi 140mila posti. Anief desidera rendere pubblico il caso raccontato da una madre, anch’essa insegnante di sostegno che chiede aiuto in merito alla situazione del figlio disabile: quest’ultimo, con problemi di apprendimento “certificati”, come previsto dalla Legge 104/92, art. 3 comma 3, ha iniziato in questi giorni il primo anno di scuola superiore in un istituto di Roma.
“Durante gli open day dello scorso anno – spiega la madre-insegnante - avevo avuto modo di visitare diversi istituti e di spiegare le problematiche di mio figlio: la mia scelta si è, poi , orientata su una scuola che mi ha garantito la presenza di un docente uomo e il massimo delle ore consentite, così come da diagnosi funzionale e da relazione della Asl di competenza. Qualche giorno fa, soltanto ventiquattrore prima delle lezioni, vengo contattata da una professoressa che mi dice che seguirà mio figlio, ma non per le previste 18 ore settimanali, bensì per sole sei ore”.
“Dopo la mia minaccia di ricorso – continua la donna – forse la scuola aumenterà le ore di sostegno. In tal caso, però, ciò avverrà con due “spezzoni” che fanno capo a due docenti diversi. Inoltre, visto che mio figlio rimarrà tante ore in classe senza supporto diretto, la scuola mi ma consigliato di fare richiesta dell’Aec, in modo da avere maggiore copertura settimanale; un’ipotesi che, comunque, ho già valutato negativamente. A seguito della pessima esperienza della scuola secondaria di primo grado, durante i quali, pazientando, sono trascorsi tre anni ‘ballerini’ senza docenti di sostegno fissi e con ore sempre insufficienti, rispetto a quanto indicato nelle diagnosi funzionale, vorrei questa volta che i diritti di mio figlio venissero rispettati. Senza se e senza ma”.
Il sindacato ha deciso di intercedere per risolvere questa situazione, presentando apposito ricorso in tribunale: anche in corso anno, infatti, è possibile chiedere incrementi di ore e nuovi insegnanti di sostegno. Le esperienze degli ultimi anni ci dicono, infatti, che i giudici hanno emesso migliaia di sentenze, tutte a favore della collocazione di quei posti in organico di diritto, con tanto di cospicui risarcimenti a favore delle famiglie e a danno del Miur.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, sottolinea che “sono sempre in numero maggiore le richieste da parte delle famiglie, costrette a ricorrere in tribunale per farsi riconoscere 18 ore, il massimo di quelle settimanali previste dalla legge, perchè l’alunno è portatore di un handicap grave.Anief ribadisce la gratuità dell’azione giudiziaria per i genitori o tutori che si rivolgeranno a noi, con lo scopo di vedere rispettato un loro diritto: la corretta assegnazione dell’insegnante di sostegno, per tutte le ore prefissate.Non è solo un problema di mancato adeguamento di organico di fatto e organico di diritto, ma di pieno rispetto della sentenza pilota n. 80/10 della Corte Costituzionale”.
Nella sentenza, la Consulta ha ribadito che il “diritto all’istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell’ordinamento internazionale che di quello interno”. Decretando “l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nella parte in cui fissa un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno”, nonché “l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, nella parte in cui esclude la possibilità, già contemplata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449, di assumere insegnanti di sostegno in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente”.
Il sindacato, a questo scopo, ha riattivato l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”, mettendo a disposizione delle famiglie un modello di lettera per richiedere sin dal primo settembre le ore di sostegno per l’intera durata dell’orario di servizio settimanale dell’insegnante specializzato: la richiesta si lega a doppio filo alla necessità di assumere, come previsto dall’art. 40, comma 1, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, degli insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. Al silenzio-rigetto da parte dell’USR seguirà ricorso gratuito presso il tribunale di competenza.
La professoressa Elena Duccillo, responsabile settore sostegno Anief, ricorda che “tutta la documentazione utile a richiedere ore di sostegno, anche aggiuntive, ‘secondo effettive esigenze’ previste delle norme, deve essere sempre presentata dalla scuola agli uffici scolastici di competenza. Se non saranno, quindi, erogate le ore di sostegno necessarie in questi primi giorni di scuola o in caso di inadempienze, le segnalazioni possono essere già raccolte dal sindacato inviando una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”.