Source: https://www.recyclingweb.it/Articles/ambiente-riciclaggio/cam-in-edilizia-a-che-punto-siamo%20%20.htm
Timestamp: 2020-07-08 10:45:11+00:00
Document Index: 98353153

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 213', 'art. 34', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 95']

CAM in edilizia a che punto siamo?
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By A. Bianco on 07/05/2020 AMBIENTE E RICICLAGGIO
In questo numero di Recycling ABICert pone il focus sui committenti
Quali sono le parti coinvolte nel processo di applicazione dei CAM?
• Amministrazioni pubbliche / committenti.
• Progettisti, direttori dei lavori e collaudatori.
• Produttori di materiali.
• Laboratori di prova.
• L'uso sostenibile delle risorse.
• Il life cycle thinking.
• I criteri ambientali minimi CAM.
• L'obiettivo della riduzione della CO2.
• Non è solo un computo metrico con etichette: è proprio un'altra concezione!
La situazione dei rifiuti in edilizia
La filiera dell'edilizia porta con sé circa il 40% dei rifiuti speciali prodotti ogni anno in Italia. Circa il 40% dei rifiuti speciali prodotti in Italia consiste nei rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni (C&D).
E' interessante rilevare la consistenza del fenomeno grazie alla lettura del rapporto di ISPRA. E' ragionevole pensare che i dati reali siano ancor maggiori di quanto rilevato da ISPRA.
La Tabella 1 riporta la produzione di rifiuti da demolizione negli anni 2015, 2016, 2017.
Nelle figure seguenti è possibile notare la rilevanza della produzione di Rifiuti da Costruzione e Demolizione, dove sono distinti i Rifiuti Pericolosi da Costruzione e Demolizione (prevalentemente quelli contenenti amianto), i Rifiuti Non Pericolosi da Costruzione e Demolizione, i Rifiuti Non Pericolosi esclusi quelli da Costruzione e Demolizione. Dalle statistiche si vede chiaramente che la produzione annuale negli anni 2015, 2016, 2017 è ben superiore a 50 milioni di tonnellate, dunque esiste una importante quantità di materiale che può agevolmente essere impiegata per la lavorazione di aggregati riciclati, con opportuni accorgimenti.
La figura 2 del rapporto ISPRA riguarda la produzione totale dei rifiuti speciali nell'anno 2017, mentre la figura 3 riguarda la produzione dei rifiuti speciali non pericolosi; si nota la rilevanza dei rifiuti provenienti da costruzione e demolizione. Appare irrisoria la percentuale di rifiuti pericolosi provenienti da costruzione e demolizione (solo il 3,6%), di qui la rilevanza della possibilità di recupero di aggregati provenienti dalla filiera delle costruzioni (vedi figura 4).
L'ambiente in cui ci muoviamo
Come già detto in passato, un ricorso agli aggregati riciclati è fondamentale e semplice per applicare i Criteri Ambientali Minimi senza porsi troppi problemi: tante applicazioni possibili, con un basso costo ed una notevole semplicità di applicazione e la possibilità di ottenere crediti "verdi" richiesti dal decreto CAM con estrema facilità.
Lo stato di implementazione dei CAM nelle procedure di gara
A che punto è l'implementazione dei Criteri Ambientali Minimi nei bandi di gara?
Possiamo riprendere i risultati di un'indagine dell'Associazione dei comuni virtuosi relativa agli acquisti effettuati nell'anno 2017 (www.comunivirtuosi.org) alla quale hanno risposto 40 comuni su un campione di 102 comuni, distribuiti in varie zone d'Italia. Si riferisce al Green Public Procurement nel suo complesso ed è fondamentale per cogliere lo stato di avanzamento del GPP nell'edilizia.
Mentre per le forniture di carta per ufficio il 60% dei bandi di gara per gli approvvigionamenti viene gestito con i Criteri Ambientali Minimi, il 50% per i servizi di ristorazione, il 43% per le apparecchiature elettriche ed elettroniche, il 43% per la fornitura di arredi, il 42% per il servizio di gestione dei rifiuti, la percentuale scende al 6% per i servizi di gestione del verde pubblico e addirittura al 5% per l'edilizia. Per quanto riguarda la spesa complessiva, il 34% della spesa è stata effettuata secondo i CAM, mentre le percentuali di bandi contenenti i CAM è del 21% (dati contenuti nell'indagine effettuata dall'Associazione Comuni Virtuosi per gli acquisti effettuati nel 2017, su un campione di soli 40 comuni che hanno risposto su un campione totale di 102 comuni dispersi nel territorio nazionale). Dall'indagine emerge che il 55% dei comuni che hanno risposto all'indagine non applicano i CAM in nessuna categoria merceologica.
La pubblicazione del Decreto del Ministero dell'Ambiente nell'ottobre 2017 chiedeva che da subito bisognasse operare. Per l'attuazione del provvedimento è fondamentale partire dal committente e dal prescrittore. La causa della situazione attuale di scarsa adesione ai CAM potrebbe essere determinata dal fatto che ci troviamo di fronte ad un decreto senza che ci sia un'adeguata formazione negli operatori.
Probabilmente sarebbe stato opportuno che il corpo dei tecnici e dei professionisti avesse una pregressa specifica formazione a riguardo, per poter partire con il piede giusto.
Molti tecnici chiedono da più parti che ci sia una discussione di casi concreti per sapere dove mettere le mani.
Non è stato sufficiente leggere il testo del decreto per partire nell'implementazione, c'è una scarsa formazione, e un basso numero di appalti basati sui CAM, una minima percentuale dei contratti rispetta i CAM.
L'associazione dei comuni virtuosi ci viene ancora incontro con qualche informazione. Il 50% dei tecnici dei comuni che hanno partecipato al sondaggio dichiara di non aver partecipato ad alcun intervento di formazione a riguardo al Green Public Procurement, solo il 25% dichiara di aver partecipato ad interventi di formazione, il 25% non risponde.
Il sondaggio rivela ancora che c'è una diffusa esigenza di formazione. Il 35% dei tecnici chiede format di supporto, il 27% chiede formazione specifica sui CAM.
I progettisti non sono a conoscenza dei materiali provvisti di asserzione ambientale convalidata secondo ISO 14021 presenti sul mercato, eppure il D.M. 17.10.2017 parla chiaro a riguardo, e prescrive che siano da preferire; è opportuno che i prodotti conformi ai CAM vengano conosciuti e che i produttori organizzino delle sessioni di informazione a riguardo, magari con il coinvolgimento degli enti di certificazione: ABICert è a disposizione per fare la propria parte.
Questa filiera è ancora poco attivata.
Il 42% dei tecnici dei comuni ritiene i CAM complessi da attivare.
Il 15% ritiene che sia difficoltoso interpretare la validità della documentazione, cioè accertare se i documenti sono significativi.
Come si fanno i controlli? Il 13% dichiara l'esecuzione dei controlli il passaggio più difficoltoso dell'applicazione dei CAM.
Il 30% degli intervistati non risponde.
È evidente che è fondamentale costruire un processo di crescita e di confronto reciproco, che possa sfociare anche in un percorso di formazione mirato.
Molti comuni stanno rischiando di incorrere nel vizio di illegittimità, in base a quanto descritto all'art. 34 del D.Lgs. 50/2016. Ciò riguarda sia il documento preliminare alla progettazione, sia la fase di assegnazione dell'incarico di progettazione e direzione lavori, sia la fase di gara. Ciò è confermato dalla previsione dell'art. 213 del Codice degli Appalti D. Lgs. 50/2016, comma 9, inerente la vigilanza dei controlli pubblici da parte dell'ANAC.
E' richiamato dal protocollo di intesa tra ANAC e Ministero dell'Ambiente contenuto nel Nuovo Codice degli Appalti all'art. 34.
Qualsiasi portatore di interesse potrebbe invalidare una gara d'appalto che disattende le previsioni dei Criteri Ambientali Minimi. Stiamo parlando sia di interesse specifico (partecipanti alla gara, ...) che di interesse collettivo (associazioni ambientaliste, ...). Quanto poi all'assegnazione dell'incarico professionale, sono visibilmente disattese le previsioni legislative se si assegna una direzione lavori in un appalto di questo genere ad un professionista che non ha alcuna competenza riguardo alla gestione ambientale di un cantiere.
Come stanno andando le certificazioni? E la formazione connessa?
ABICert sta registrando una sensibile crescita delle certificazioni ISO 14001 degli studi tecnici di ingegneria e architettura che si occupano di progettazione e direzione dei lavori.
Ma anche il Responsabile Unico del Procedimento RUP dovrebbe avere una formazione a riguardo. E' ancora scarsa la richiesta di formazione sull'argomento da parte degli enti pubblici. L'ente pubblico dovrebbe conoscere per saper acquistare e per guidare la filiera.
Chi controlla il processo dovrebbe saper controllare, e sapere cosa controllare, il RUP è l'uomo chiave.
Quanto costa ad una stazione appaltante l'annullamento di una gara?
Occorre che cresca la sensibilità delle stazioni appaltanti verso la necessità di colmare le lacune di formazione in questo campo.
Il progetto parte sicuramente dal DPP, Documento Preliminare della Progettazione, adesso DIP Documento di Indirizzo alla Progettazione; è fondamentale dare indirizzi per la progettazione, ad esempio, riduzione della CO2, riduzione dei rifiuti, ...
Quanti tecnici sono in grado di farlo bene?
I progettisti, poi, sono in grado di procedere nell'attuazione dei requisiti di progetto?
Per quanto riguarda i RUP, Responsabili Unici del Procedimento, c'era un obbligo di essere project manager certificati, adesso c'è ancora l'obbligo di essere formati come project manager, pur senza essere certificati.
Obiettivi di sostenibilità dell'opera
Prima di assegnare una progettazione, la stazione appaltante deve definire degli obiettivi.
Quanti rifiuti di meno mi prefiggo di avere nella realizzazione dell'opera rispetto ad una normale esecuzione?
Dove li smaltisco?
Dove e come li recupero?
Il committente deve dare degli obiettivi. Dopo aver dato i giusti obiettivi, deve nominare una direzione lavori qualificata.
Ciò presuppone la scelta di un direttore lavori che abbia gestito cantieri almeno secondo i criteri di sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001, e che oggi sia in grado di implementare addirittura i criteri della ISO 14001. La metodologia è la stessa, occorre aggiungere le competenze e la sensibilità ambientali. Non sarebbe sbagliato premiare quei professionisti che hanno una certificazione ISO 9001 da diversi anni.
E' possibile in Italia? Certamente, basta guardarci indietro nel percorso di crescita dei tecnici italiani e vedere il percorso che i nostri tecnici hanno fatto sulla sicurezza nei cantieri. Ricordiamoci da dove siamo partiti, in Italia è stato implementato un ottimo sistema di formazione inerente i coordinatori per la sicurezza, è un fatto tipico italiano.
Cosa manca perché il sistema funzioni?
Occorre ancora una volta che l'impresa esecutrice certificata sia reale testimonianza di un concreto modo di lavorare e che la certificazione non resti solo un bollino, una facciata.
Ma per ottenere questo, è fondamentale che chi controlla sia competente. I registi devono essere competenti, il committente ed il suo braccio tecnico, il progettista/direttore dei lavori. Perché la filiera si attivi adeguatamente, sono proprio i registi che devono essere competenti e formati in materia di sistemi di gestione ambientale.
La stazione appaltante deve quindi definire a monte le proprie esigenze, impostate secondo un'ottica di ciclo di vita.
Oltre a stabilire gli obiettivi, la stazione appaltante dovrebbe stabilire un sistema di sanzioni in base a quanto espresso al punto 1.2 del D.M. 11 ottobre 2017: la stazione appaltante dovrebbe definire un sistema di sanzioni, ad es. delle penali economiche che saranno applicate all'aggiudicatario qualora le opere non consentano di raggiungere gli obiettivi previsti... un sistema di sanzioni di tipo progressivo, ... in relazione alla gravità delle carenze. L'assegnazione dell'incarico di progettazione dovrà avvenire a professionisti in possesso di comprovata esperienza tali da poter raggiungere i livelli prestazionali richiesti ad un edificio sostenibile e al punto 2.6.1 del D.M. 11 ottobre 2017 sono previsti elementi premianti per l'assegnazione dell'incarico di progettazione.
Nei lavori di costruzione e demolizione (sono la maggior parte degli interventi che si realizzano in questo periodo) occorre prediligere la demolizione selettiva per rendere omogeneo e riciclabile il materiale recuperato, e quindi occorre redigere dei piani che disciplinano tale demolizione.
La stazione appaltante può anche richiedere la verifica per la successiva certificazione della sostenibilità dell'edificio secondo un protocollo di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici, come LEED, ITACA. Tutti questi indirizzi forniti dal legislatore devono essere tenuti in considerazione dal committente quando assegna un incarico professionale.
La certificazione ISO 14001 dello studio tecnico che si occupa della progettazione e della direzione lavori è un modo con cui la stazione appaltante può tutelarsi e dimostrare la propria volontà di attuare le previsioni legislative, in quanto una appropriata gestione del cantiere secondo i criteri di un sistema di gestione ambientale richiede la competenza specifica del RUP e del Direttore dei lavori.
Attenzione al prodotto da mettere in opera! Ci sono forti ripercussioni economiche!
C'è stata una sentenza del TAR Toscana (sentenza n. 00645/2018) inerente la fornitura di apparecchi di illuminazione pubblica a sorgente LED.
Il TAR ha giudicato la gara conforme all'art. 34 del D.Lgs. 50/2016 e ai Criteri Ambientali Minimi del CAM illuminazione D.M. Ambiente 27.12.2017, pubblicato su G.U. N. 98 del 28 aprile 2018, ma ha ritenuto l'aggiudicazione non conforme perché la ditta che aveva fatto l'offerta migliore aveva effettuato la prova di conformità presso il proprio laboratorio interno, e non aveva fatto ricorso ad un laboratorio terzo e indipendente. Non va pertanto dimenticato il ruolo del laboratorio e dell'ente di certificazione sui prodotti da impiegare.
Un criterio semplice è quello della convalida dell'asserzione ambientale autodichiarata secondo la ISO 14021, eseguita da un ente come ABICert. E' il lasciapassare semplice con cui un prodotto può essere impiegato nella filiera sostenibile.
Non dimentichiamo poi l'utilità del sistema di aggiudicazione con l'offerta economicamente più vantaggiosa con i Criteri Ambientali Minimi, secondo le previsioni del D.Lgs. 50/2016 art. 95, anziché con il massimo ribasso. Questo sistema di aggiudicazione è funzionale per la razionalizzazione di tutta la filiera, per assicurare una congrua remunerazione dei lavori da eseguire e, indirettamente, una più probabile ultimazione dei lavori.
Quante opere in passato sono rimaste incompiute per fallimento dell'impresa a causa dell'incongruità della remunerazione dell'appalto, dovuta al massimo ribasso! La certificazione ISO 14001 dell'impresa di costruzione è obbligatoria secondo il punto 2.1.1 del D.M. 11 ottobre 2017 e riveste un carattere centrale nell'attuazione pratica dei CAM.
Emergono dunque ancora esigenze di formazione e di confronto tecnico, per i quali siamo a disposizione www.abicert.it/corsi.