Source: http://www.uciimcalabria.it/statuto.html
Timestamp: 2020-08-12 02:52:41+00:00
Document Index: 67483548

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.3', 'art. 14', 'art. 14', 'art.23', 'art. 23', 'art. 3']

COSTITUZIONE FINI –AUTONOMIA
È costituita l’UCIIM, associazione professiona­le cattolica di docenti, dirigenti, ispettori, edu­catori e formatori della scuola italiana statale e non statale, della formazione professionale e dell’educazione permanente.
Art. 2 Aspetti specifici
L’Associazione, a livello nazionale, ha sede in Roma, via Crescenzio 25, e ha durata illimitata. Essa non ha scopo di lucro ed ha natura cultu­rale e professionale, di formazione e di promo­zione della persona e della comunità.
Art. 3 Fini
Essa ha per fini:
promuovere ed attuare la formazione spiritua­le, morale e professionale dei soci in ordine alla loro specifica missione educativa;
promuovere ed attuare, nell’educazione dei giovani, nel sistema e nella legislazione scola­stici, con l’azione individuale e con quella delle rappresentanze professionali, principi e metodi conformi al pensiero e alla morale cristiana;
promuovere ed attuare, mediante specifiche iniziative, progetti di formazione e di aggiorna­mento culturale e professionale del personale di cui all’art.1 e programmi di educazione per­manente e di formazione dei cittadini;
promuovere la partecipazione dei soci alla vita sindacale secondo i principi sociali cristiani.
Art. 4 Natura
L’Associazione è apartitica. Essa è autonoma nel suo governo e opera liberamente nell’ambi­to delle attività professionali.
Aderisce alla Consulta della pastorale scolasti­ca della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). alla CNAL (Consulta Nazionale delle Aggrega­zioni laicali) e alle altre iniziative di coopera­zione, sul piano formativo e culturale, anche a livello internazionale.
Per la sua natura di associazione professionale di insegnanti, è impegnata a dare la sua colla­borazione alle forze cristiane che operano per la promozione del lavoro e della cultura.
Fa parte degli enti non commerciali senza fini di lucro, con divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell’associazione.
Per il raggiungimento dei propri fini può, inol­tre, detenere quote di società che svolgono atti­vità strettamente connesse con essa.
L’Associazione esplica la sua opera a favore del personale di cui all’art. I e degli studenti e in ordine ai problemi e alla legislazione della scuola, attraverso le seguenti attività:
iniziative religiose in ordine alle specifiche esi­genze della categoria:
cicli di conferenze e di lezioni, studi su argo­menti culturali, legislativi e didattici, iniziative per la formazione e per l’aggiornamento cultu­rale e professionale del personale di cui all’art.1:
forme varie di assistenza al suddetto personale.
agli studenti e alle famiglie;
iniziative per la istruzione ricorrente, per l’e­ducazione permanente e per la formazione degli adulti;
pubblicazioni, organizzazione e cura di servizi di documentazione e di biblioteche, convegni;
formazione alla attività sindacale;
interventi presso le competenti autorità su que­stioni di carattere formativo, educativo e scola­stico;
iniziative editoriali, anche con sistemi multime­diali, sugli argomenti suddetti;
ricerche sociali, pedagogico-didattiche e legislative.
Art. 6 Struttura democratica
L’UCIIM è un’associazione a struttura demo­cratica, con disciplina uniforme del rapporto associativo dei soci, con diritto di voto singolo per tutte le deliberazioni previste nel presente statuto e per la nomina degli organi direttivi. E’ esclusa ogni limitazione dei diritti degli asso­ciati.
La partecipazione alla vita associativa è a tem­po indeterminato, fermo in ogni caso il diritto di recesso.
Art. 7 Soci ordinari e Soci onorari
Possono far parte dell’Associazione come “soci ordinari”:
gli insegnanti, i dirigenti, gli ispettori, gli edu­catori, i formatori di cui all’art.1;
gli aspiranti all’insegnamento;
gli insegnanti, i dirigenti e gli ispettori, gli edu­catori, i formatori di cui all’art.1 che abbiano lasciato l’insegnamento e siano passati ad altro ruolo o siano in quiescenza.
Per iscriversi essi devono condividere i valori e i principi dell’Associazione, fare domanda d’i­scrizione e versare la quota associativa la cui entità viene stabilita dal Consiglio Centrale. La domanda, controfirmata da due soci, deve esse­re presentata al Presidente della sezione e l’ac­cettazione è deliberata dal Consiglio della sezione stessa.Il socio riceve una tessera.
La quota d’iscrizione è personale e non è tra­smissibile ad altri.
Tutti i soci ordinari godono dell’elettorato atti­vo e passivo ai vari livelli dell’Associazione secondo quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento organico.
E’ consentito l’accesso a particolari iniziative dell’Associazione ai parenti ed agli affini dei soci.
Possono far parte dell’Associazione in qualità di “soci onorari”:
i docenti universitari di ispirazione cattolica:
personalità del mondo culturale di ispirazione cattolica, che abbiano acquisito particolari benemerenze verso la scuola o verso l’UCIIM. L’iscrizione fra i soci onorari viene deliberata dal Consiglio centrale su proposta di un mem­bro del Consiglio nazionale.
I soci onorari possono prendere parte a tutte le riunioni ed assemblee di soci e al Congresso nazionale col solo diritto di parola. Sono esen­tati dal pagamento della quota associativa. Gli stessi non possono assumere cariche direttive.
Tutti i soci hanno il diritto di proporre iniziati­ve coerenti col presente statuto e di partecipare a quelle promosse a tutti i livelli dall’UCIIM, fruendo dei vantaggi e delle agevolazioni deri­vanti dall’appartenenza all’Associazione stes­sa.
I soci si impegnano a contribuire alla elabora­zione e alla realizzazione delle iniziative asso­ciative e alla diffusione della presenza dell’U­CIIM nel tessuto professionale e sociale.
ArI. 9 Revoca e decadenza
La qualifica di socio si perde per il mancato versamento della quota annuale o per dimis­sioni.
Può, inoltre, essere revocata dal Consiglio cen­trale su proposta del Consiglio sezionale per gravi e comprovate violazioni dello Statuto e dei regolamenti dell’Associazione. Avverso le deliberazioni assunte in merito dal Consiglio centrale è ammesso ricorso al Comi­tato dei probiviri, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione dell’esclusione­
Art.10 Gli organi dell’Associazione
i consigli provinciali;
i consigli regionali;
il comitato dei probiviri;
Art. 11 Organizzazione sul territorio
L’UCIIM si organizza sul territorio nelle dimensioni sezionale, provinciale, regionale e nazionale.
Le diverse dimensioni si dotano di strutture di governo e di gestione che operano in autono­mia nei limiti e secondo le specifiche attribuzio­ni statutarie.
Ferma restando l’adesione al presente Statuto, le diverse dimensioni territoriali possono adot­tare un proprio ordinamento dandone comuni­cazione al Consiglio Centrale.
Art. 12 La sezione
La sezione è l’articolazione di base dell’Asso­ciazione.
Essa può sorgere, quando vi siano almeno 10 iscritti, su proposta del Consiglio provinciale e successiva convalida del Consiglio centrale. Nel caso di numero inferiore, il Consiglio cen­trale riconosce la formazione di un gruppo e lo aggrega ad una sezione già costituita. Nei grandi centri il Consiglio centrale può autorizzare la costituzione di più sezioni.
Art. 13 L’Assemblea della sezione
L’Assemblea della sezione esprime la volontà dei soci in ordine al raggiungimento delle fina­lità dell’Associazione in sede locale.
Si riunisce in via ordinaria almeno una volta l’anno e in via straordinaria su deliberazione del Consiglio direttivo o su richiesta motivata allo stesso da parte di almeno due terzi dei soci aventi diritto di voto.
All’Assemblea partecipano, con diritto di voto, tutti i soci ordinari della sezione. Essa è presie­duta dal Presidente del Consiglio di sezione. E’ consentito il conferimento di una delega ad un altro socio della sezione stessa. L’avviso di convocazione dell’Assemblea deve indicare gli argomenti all’ordine del giorno ed essere inviato ai soci, ai sensi del Regolamento organico, almeno 15 giorni prima della riunione. L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione se sono presenti, direttamente o rappresentati per delega, la metà più uno dei soci della sezione aventi diritto di voto; in seconda convocazione, almeno 24 ore dopo, qualunque sia il numero dei soci intervenuti. Le deliberazioni prese dall’Assemblea sono verbalizzate in apposito registro, accessibile a tutti i soci.
Art. 14 Compiti dell’Assemblea
All’Assemblea della sezione compete:approvare la programmazione annuale; bl) approvare i bilanci preventivo e consuntivo qualora la sezione adotti un proprio ordinamento; b2) oppure approvare il rendiconto di cassa; eleggere, ogni tre anni e nel periodo previsto per la celebrazione del Congresso nazionale, il Consiglio della sezione, secondo la seguente composizione:
c1) 3 membri nelle sezioni che contano sino a 25 soci:
c2) 5 membri nelle sezioni comprendenti da 26 a 100 soci:
c3) 7 membri nelle sezioni comprendenti da 101 a 150 soci;
c4) 9 membri nelle sezioni comprendenti da 151 a 250 soci;
c5) 11 membri nelle sezioni con oltre 250 soci:
eleggere il Collegio dei revisori dei conti; eleggere i delegati dei soci della sezione al Con­gresso provinciale nel numero e con le moda­lità previste dal regolamento organico. Ciascun elettore può esprimere al massimo un numero di preferenze pari alla metà dei com­ponenti da eleggere. calcolandola per difetto. Le modalità per lo svolgimento delle operazio­ni elettorali sono stabilite dal regolamento organico.
Art. 15 Il Consiglio di sezione
a) Elegge tra i suoi componenti il Presidente e fino a due vicepresidenti:
nomina tra i soci della sezione, anche non facenti parte del Consiglio, il Segretario, il Tesoriere, i Delegati delle varie attività ed eventuali altri Esperti.
Art. 16 Competenze del Consiglio di sezione
E’ competenza del Consiglio di sezione:eseguire i deliberati del Congresso nazionale attraverso le direttive della Presidenza nazio­nale e dell’Assemblea di sezione;
promuovere l’attività della sezione prendendo deliberazioni opportune per la realizzazione dei fini descritti dall’art.3;
strutturare la progettazione triennale;
redigere la programmazione annuale;
deliberare di far parte di reti di scuole e di altre realtà territoriali;
proporre candidature per le liste del personale dirigente e docente in occasione di elezioni degli organi collegiali;
deliberare sull’accettazione di nuovi soci;
proporre al Consiglio centrale la revoca della qualifica di socio per gravi e comprovate viola­zioni dello statuto e dei regolamenti dell’Asso­ciazione.
Art. 17 Il Presidente della sezione
Il Presidente ha la rappresentanza legale della sezione, nei casi contemplati dall’art. 14 com­ma I/b1, indice e presiede le adunanze del Con­siglio e le Assemblee di sezione, coordina le attività e assume ogni decisione necessaria per il buon andamento della sezione stessa.
Tiene, inoltre, i rapporti con le presidenze pro­vinciale, regionale e nazionale.
Art. 18 Il Consulente ecclesiastico
Un Sacerdote, nominato dal Vescovo locale su richiesta del presidente sezionale, partecipa alla vita della Sezione attraverso l’esercizio del suo servizio ministeriale.
Egli fa parte. con voto consultivo, del Consiglio della sezione.
Art. 19 lI Collegio dei revisori dei conti
Il Collegio dei revisori dei conti è composto da 3 componenti effettivi e da due supplenti, eletti dall’assemblea sezionale.
Il Collegio dei revisori dei conti è incaricato di verificare la regolarità dell’andamento ammi­nistrativo e finanziario della Sezione e di farne relazione all’Assemblea.
Il Presidente del Collegio, o un altro compo­nente dallo stesso delegato, interviene con dirit­to di parola alle riunioni del Consiglio seziona­le, quando all’ordine del giorno siano posti argomenti di carattere amministrativo.
Il Collegio elegge il suo Presidente tra i compo­nenti effettivi.
Il Collegio dei revisori dei conti viene eletto nei casi contemplati dall’art. 14 comma 1/b1.
L’AMBITO PROVINCIALE
Art. 20 Il Congresso provinciale
Il Congresso provinciale si riunisce in via ordi­naria ogni 3 anni, nel periodo stabilito per la celebrazione del Congresso nazionale e dopo lo svolgimento delle assemblee delle Sezioni della provincia.
Il Congresso è convocato dal Presidente pro­vinciale e allo Stesso partecipano, tramite i pro­pri delegati eletti in occasione delle Assemblee sezionali, i soci della provincia.
L’avviso di convocazione del Congresso deve indicare gli argomenti all’ordine del giorno ed essere inviato ai soci, ai sensi del Regolamento organico, almeno 15 giorni prima della riunio­ne.
Il Congresso è validamente costituito in prima convocazione se sono rappresentati la metà più uno dei soci della provincia aventi diritto a partecipare. in seconda convocazione, almeno 24 ore dopo. qualunque sia il numero dei soci rappresentati. Le deliberazioni prese dal Con gresso sono verbalizzate in apposito registro,accessibile a tutti i soci.
Art. 21 Compiti del Congresso provinciale
Il Congresso provinciale determina le linee d’a­zione dell’Associazione nella provincia ed eleg­ge il Consiglio provinciale con le modalità pre viste dal Regolamento organico e con la seguente composizione:
5 membri se nella provincia vi sono fino a 100 soci;
7 membri se nella provincia vi sono da 101 a 250 soci;
9 membri se nella provincia vi sono oltre 250 soci.
2. Elegge il collegio dei revisori dei conti.
3. Ciascun elettore può esprimere al massim o un numero di preferenze pari alla metà de .#~
componenti da eleggere, calcolandola per difetto.
4. Le modalità per lo svolgimento delle opera­zioni elettorali sono stabilite dal regolamento
5. 1 soci rappresentati nel Congresso eleggono,inoltre, i propri delegati ai Congressi regionale e nazionale nel numero e con le modalità previste dal Regolamento organico.
ArI. 22 Il Consiglio provinciale
Il Consiglio provinciale elegge tra i suoi com ponenti il Presidente e fino a due vicepresiden ti.
Nomina, tra i soci della provincia, anche non facenti parte del Consiglio, il Segretario, il Tesoriere, i Delegati delle varie attività ed eventualmente altri Esperti.
Partecipano al Consiglio provinciale. con dirit­to di parola e voto consultivo, i presidenti sezionali della provincia.
ArI. 23 Competenze del Consiglio Provinciale
Sono compiti del Consiglio provinciale:
promuovere la costituzione e la ricostituzione delle sezioni nel territorio della provincia e chiedere per esse il riconoscimento del Consi­glio centrale, sentito il parere del Consiglio regionale;
strutturare la progettazione triennale; redigere la programmazione annuale:
promuovere congressi e convegni di carattere provinciale:
esaminare e definire le candidature per le liste del personale dirigente e docente in occasione delle elezioni degli organi collegiali locali:
f 1) approvare bilanci preventivo e consun­tivo qualora il Consiglio adotti un proprio ordinamento
f 2) oppure approvare il rendiconto di cassa.
Art. 24 Il Presidente provinciale
E’ competenza del Presidente provinciale:
indire e presiedere le adunanze del Consiglio provinciale;
dare attuazione ai deliberati del Consiglio pro­vinciale:
coordinare l’attività degli eletti nelle liste del­l’Associazione e sostenere i soci presenti negli organi collegiali:
rappresentare legalmente l’Associazione nella provincia, nei casi contemplati dall’art.23 comma 1/f1:
Il Presidente in caso di assenza o impedimento è sostituito da uno dei Vicepresidenti.
Art. 25 Il Consulente ecclesiastico
1 Un Sacerdote, nominato dalla competente Autorità ecclesiastica su richiesta del presiden­te provinciale, partecipa alla vita associativa provinciale attraverso l’esercizio del suo servi­zio ministeriale.Egli fa parte, con voto consultivo, del Consiglio provinciale.
Art. 26 li Collegio dei revisori dei conti
Il Collegio dei revisori dei Conti è composto da 3 componenti effettivi e da due supplenti, eletti dal Congresso Provinciale.
Il Collegio dei revisori dei conti è incaricato di verificare la regolarità dell’andamento ammi­nistrativo e finanziario del Consiglio Provincia­le e di farne relazione al Congresso.
Il Presidente del Collegio, o un altro compo­nente dallo stesso delegato, interviene con dirit­to di parola alle riunioni del Consiglio provin­ciale, quando all’ordine del giorno siano posti argomenti di Carattere amministrativo.
Il Collegio dei revisori dei conti viene eletto nei casi contemplati dall’art. 23 comma 1/f1.
Art. 27 Norma derogatoria
Nelle province in cui opera una sola Sezione, i compiti del Consiglio provinciale e le funzioni del Presidente sono assunti dal consiglio di Sezione e dal suo Presidente.
L’AMBITO REGIONALE
Art. 28 Il Congresso regionale
Il Congresso regionale si riunisce in via ordina­ria ogni 3 anni, nel periodo stabilito per la cele­brazione del Congresso nazionale.
Il Congresso è convocato dal Presidente regio­nale: vi partecipano, tramite i propri delegati eletti in occasione dei Congressi provinciali, i soci della regione.
Il Congresso è validamente costituito in prima convocazione se sono rappresentati la metà più
uno dei soci della regione aventi diritto a parte­cipare: in seconda convocazione, almeno 24 ore dopo, qualunque sia il numero dei soci rappre­sentati. Le deliberazioni prese dal Congresso sono verbalizzate in apposito registro, accessi­bile a tutti i soci.
Art. 29 Compiti del Congresso regionale
Il Congresso regionale determina le linee di azione dell’Associazione nel territorio della regione ed elegge il Consiglio regionale con le modalità previste dal regolamento organico e con la seguente composizione:
3 membri se nella regione vi sono fino a 200 soci;
5 membri se nella regione vi sonoda20l a 400 soci;
7 membri se nella regione vi sono da 4O1 a 800 soci:
9 membri se nella regione vi sono oltre 800 soci.
Ciascun elettore può esprimere al massimo un numero di preferenze pari alla metà dei componenti da eleggere. calcolandola per difetto.
Le modalità per lo svolgimento delle operazio­ni elettorali sono stabilite dal regolamento organico.
Art. 30 lI Consiglio regionale
Il Consiglio regionale elegge tra i suoi compo­nenti il Presidente e due Vicepresidenti.
Nomina, tra i soci della regione anche non facenti parte del Consiglio, il Segretario, il Tesoriere, i Delegati delle varie attività ed eventualmente altri Esperti.
Alle riunioni del Consiglio regionale partecipa­no, con diritto di parola e voto consultivo, i presidenti provinciali della regione.
Art. 31 Competenze del Consiglio regionale
promuovere la costituzione e la ricostituzione dei Consigli provinciali della regione e chiedere per essi il riconoscimento del Consiglio Centra­le;
strutturare la progettazione triennale; redigere la programmazione annuale;
raccordare l’attività dei consigli provinciali;
indire Convegni regionali e cooperare all’orga­nizzazione di quelli indetti dagli organi centra­li:
promuovere la costituzione di Commissioni regionali di studio e di ricerca;
assumere ogni decisione relativa alla partecipa­zione dell’UCIIM agli organi collegiali di livel­lo regionale.
Art. 32 Il Presidente regionale
E’ competenza del Presidente regionale:
indire e presiedere le adunanze del Consiglio regionale;
riferire agli organi centrali, sentiti i Consigli provinciali, sulla vita delle sezioni della Regio­ne;
coordinare l’attività degli eletti nelle liste dell’ Associazione e sostenere i soci presenti negli organi collegiali;
rappresentare legalmente l’Associazione nella regione.
Il Presidente regionale fa parte del Consiglio nazionale.
Art. 33 lI Consulente ecclesiastico
1. Un Sacerdote, nominato dal Presidente della Regione ecclesiastica di pertinenza su richiesta del presidente regionale, partecipa alla vita associativa regionale attraverso l’esercizio del suo servizio ministeriale.
2. Egli fa parte, con voto consultivo, del Consi­glio regionale.
Art. 34 Il Collegio dei revisori dei conti
Il Collegio dei revisori dei conti è composto da 3 componenti effettivi e da due supplenti, eletti dal Congresso regionale.
Il Collegio dei revisori dei conti è incaricato di verificare la regolarità dell’andamento ammi­nistratiso e finanziario del Consiglio regionale e di farne relazione al Congresso.
Il Presidente del Collegio, o un altro compo­nente dallo stesso delegato, interviene con dirit­to di parola alle riunioni del Consiglio regiona­le, quando all’ordine del giorno siano posti argomenti di carattere amministrativo.
L’AMBITO NAZIONALE
Art. 35 - il Congresso nazionale
Il Congresso Nazionale è l’organo deliberativo dell’Associazione.
Esso è costituito dai delegati eletti nei Congres­si provinciali.
Vi partecipano con solo diritto di parola, i membri del Consiglio centrale e i Presidenti regionali.
Il Congresso è convocato ordinariamente ogni tre anni dal Presidente Nazionale. Straordina­riamente può essere convocato su proposta del Consiglio centrale o di almeno un terzo dei soci aventi diritto di voto. L’avviso di convocazione del Congresso deve indicare gli argomenti all’ordine del giorno ed essere inviato ai dele­gati eletti in sede provinciale, ai sensi del Rego­lamento organico, almeno 15 giorni prima del­la riunione. il Congresso è preceduto dalle Assemblee sezionali e dai Congressi provinciali per la designazione dei delegati.
Il Congresso, sia ordinario che straordinario, è validamente costituito in prima convocazione se sono rappresentati la metà più uno dei soci aventi diritto a partecipare; in seconda convo­cazione, almeno 24 ore dopo, qualunque sia i! numero dei soci rappresentati. Le deliberazioni prese dal Congresso sono verbalizzate in appo­sito registro, accessibile a tutti i soci.
Art. 36 Compiti del Congresso nazionale
Sono compiti del Congresso nazionale:
discutere le relazioni del Consiglio centrale e approvarle o meno;
Studiare e approvare le linee programmatiche di attività dell’Associazione;
eleggere i membri del Consiglio centrale:
eleggere il Comitato dei probiviri:
eleggere il Collegio dei revisori dei conti:
apportare modifiche allo statuto.
Art 37 lI Consiglio centrale
L’Associazione è diretta da un Consiglio cen­trale. composto da diciannove membri.
Il Consiglio centrale è eletto ogni tre anni dal Congresso nazionale con le modalità stabilite dal regolamento organico e fatto salvo il princi­pio che ciascun elettore può esprimere al mas­simo un numero di preferenze pari alla metà dei consiglieri da eleggere, calcolandola per difetto.
Art. 38 Competenze del Consiglio centrale
eleggere il Presidente nazionale e quattro Vice-presidenti. di cui uno con funzione vicaria:
eseguire i deliberati del Congresso;
promuovere e dirigere l’attività generale del­l’Associazione;
nominare, tra i soci anche non consiglieri, il Segretario centrale, i Delegati centrali per le varie attività cd eventualmente altri Esperti:
nominare un Amministratore eventualmente anche tra i non soci;
esaminare e definire le candidature da inserire nelle liste per le elezioni del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione);
convalidare la costituzione delle nuove Sezioni. le elezioni dei Consigli sezionali, provinciali. regionali e dei rispettivi Presidenti:
esaminare, anche attraverso una propria commissione i ricorsi sui provvedimenti disciplinari assunti nei confronti dei soci da parte dei Consigli direttivi sezionali;
stabilire la quota annuale di iscrizione all’As­sociazione:
sciogliere, per comprovati motivi o per inat­tività. i Consigli sezionali, provinciali e regionali e nominare un Commissario straordinario;
approvare il bilancio preventivo e consuntivo dell’Associazione, demandando al Presidente nazionale — ove occorra — l’adempimento delle formalità previste dalla legge, per la sua pre­sentazione agli Uffici competenti.
Art. 39 Il Consiglio di presidenza
Il Consiglio di presidenza è composto dal Presi­dente nazionale, dai vicepresidenti. dal Segre­tario centrale, dal Consulente ecclesiastico cen­trale e dall’ Amministratore.
Il presidente può invitare i delegati centrali delle attività ed altri esperti.
Art. 40 Competenze del Consiglio di presidenza
E’ compito del Consiglio di presidenza pro­muovere e dirigere le attività dell’Associazione durante il tempo che intercorre tra le adunan­ze del Consiglio centrale, per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione.
In particolare predispone il programma annuale delle attività, il rendiconto economico e finanziario nazionale e il bilancio di previsio­ne, da sottoporre all’approvazione del Consi­glio centrale.
Il Consiglio di presidenza può avvalersi del consiglio e dell’opera di soci particolarmen­te competenti. chiamandoli a collaborare come consultori. e incaricandoli di una partico­lare attività.
Art. 41 Il Presidente nazionale Spetta al Presidente nazionale:
promuovere l’attività generale dell’Associazio­ne approvata dal Congresso:
indire e presiedere le adunanze del Consiglio di presidenza. del Consiglio centrale e del Consi­glio nazionale;
presentare al congresso nazionale la relazione sull’attività dell’Associazione:
rappresentare legalmente l’Associazione:
promuovere attività di studio e di ricerca sui problemi della scuola, della formazione e del­l’educazione permanente:
stipulare contratti e convenzioni con il Ministe­ro della P.I. e con altri Enti;
coordinare l’attività dei Delegati centrali:
dirigere direttamente, o mediante un collabo­ratore, gli uffici centrali dell’Associazione;
delegare eventualmente i presidenti regionali. provinciali e sezionali a rappresentare l’Asso­ciazione per l’attuazione di particolari compiti istituzionali.
Art. 42 lI Consulente ecclesiastico centrale
Il Consulente ecclesiastico centrale, nominato dalla Presidenza della CEI su richiesta del pre­sidente nazionale, fa parte con voto consultivo del Consiglio di presidenza. del Consiglio cen­trale e del Consiglio nazionale.
Art. 43 Il Comitato dei probiviri
Il comitato dei probiviri è composto da 33 componenti effettivi e da due supplenti, eletti dal con­gresso nazionale, col voto limitato a 2 preferenze. Il Comitato giudica le controversie tra i soci e, in ultima istanza, i ricorsi sui provvedimenti disciplinari.
Il Comitato elegge il Presidente tra i compo­nenti effettivi.
Art. 44 Il Collegio dei revisori dei conti
Il Collegio dei revisori dei conti è composto da 3 componenti effettivi e da due supplenti, eletti dal congresso nazionale, col voto limitato a 2 preferenze, preferibilmente inclusi nell’elenco dei revisori ufficiali ‘lei conti.
Il Collegio dei revisori dei conti è incaricato di verificare la regolarità dell’andamento ammi­nistrativo e finanziario dell’Associazione e di farne relazione al Congresso.
Il Presidente de! Collegio, o un altro coni-ponente dallo stesso, delegato, interviene con diritto di parola alle riunioni del Consi­glio centrale, quando all’ordine del giorno siano posti argomenti di carattere ammini­strativo.
Ari. 45 lI Consiglio nazionale
Il Consiglio nazionale è composto dai membri del Consiglio centrale e dai presidenti regionali.
Esso deve venire convocato almeno una volta nel periodo intercorrente tra un congresso e l’altro e tutte le volte che ve ne sia necessità e quando ne sia fatta espressa richiesta da alme­no un terzo dei suoi membri.
Il Consiglio nazionale gode, eccezionalmente, dei medesimi poteri del Congresso, eccettuato quello di procedere all’elezione degli organi nazionali dell’Associazione:
a) quando si siano delibere urgentissime da prendere:
b) qualora il Congresso non possa essere convocato in tempo utile.
Nelle sedute ordinarie il Consiglio nazionale esprime gli indirizzi dell’Associazione su quei problemi di maggiore rilevanza che il Consiglio centrale avrà ritenuto opportuno mettere all’ordine del giorno.
Art. 46 Cariche sociali
Non è consentito il cumulo degli incarichi di presidente sezionale. provinciale, regionale e nazionale né il cumulo dell’incarico di presi­dente regionale con quello di consigliere cen­trale. L’opzione deve essere esercitata entro 30 giorni dall’avvenuta elezione.
La carica di presidente, per lo stesso livello di responsabilità, è limitata al numero massimo di tre mandati consecutivi.
Per garantire l’autonomia associativa,l’assun­zione della responsabilità di presidenza,dalla dimensione sezionale a quella nazionale, è incompatibile con la contemporanea assunzio­ne delle cariche di Presidente o Segretario in partiti politici ed in sindacati.
I soci che hanno ricoperto la carica di presidenti nazionali assumono la qualifica di presidenti emeriti e partecipano alle sedute del Consiglio Centrale con djritto di parola e voto consultivo.
ArI. 47 Patrono
L’Associazione elegge a suo patrono San Tommaso d’Aquino.
Art. 48 Mezzi e finanziamenti
Il patrimonio dell’Associazione ai vari livelli è costituito dai contributi dei soci, degli enti e dei privati; da altri proventi derivanti dallo svolgi mento delle attività statutarie; da eventuali legati e donazioni; da beni mobili ed immobili. Non è in alcun modo consentita la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi o riserve durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.
In caso di scioglimento dell’UCIIM il patrimonio netto verrà destinato ad associazioni professionali di insegnanti o associazioni d’ispira zione cristiana che abbiano finalità di utilità generale e senza fini di lucro, sentito l’organo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23.12.1996, n.662 e salvo diversa destina­zione imposta dalla legge, secondo le decisioni del congresso nazionale.
L’esercizio economico finanziario, a tutti i livelli dell’Associazione, coincide con l’anno solare.
Art. 49 Organo di stampa
L’Associazione ha un suo organo di stampa avente compiti prevalentemente formativi, pro­fessionali e organizzativi.
Il direttore responsabile è nominato dal Consi­glio centrale, che esercita su questa e su altre eventuali pubblicazioni un’alta vigilanza.
Art. 50 Rapporti di collaborazione
L’Associazione mantiene rapporti di collabora­zione con le organizzazioni cattoliche nonché con Associazioni impegnate nell’ambito educa­tivo, formativo e scolastico.
Art. 51 Modifiche allo statuto
Le modifiche allo statuto possono essere appor­tate da un Congresso nazionale al quale siano presenti almeno i due terzi dei soci aventi dirit­to a parteciparvi.
Le modifiche devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei soci rappresentati.
Art. 52 Il Regolamento organico
Entro dodici mesi dall’approvazione del pre­sente statuto, il Consiglio centrale delibererà l’approvazione del Regolamento organico per la completa applicazione di quanto previsto dalle norme statutarie.
Art. 53 I Revisori dei conti
I. In prima applicazione dello statuto i revisori dei conti, ove necessari, a livello sezionale, provinciale e regionale sono nominati rispettiva- mente dal Consiglio sezionale, dal Consiglio provinciale, dal Consiglio centrale.