Source: http://win.carc.it/CARC/iniziative/13.ottobre.htm
Timestamp: 2019-05-19 16:58:43+00:00
Document Index: 88999319

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

13 ottobre 2007: corteo nazionale antifascista a Milano
Le libertà democratiche conquistate con la Resistenza partigiana sono sempre più in pericolo! Scendiamo in piazza tutti insieme per difenderle e riaffermarle con forza!
Difendiamo gli antifascisti sotto processo!
Difendiamo la libertà di manifestare!
Ad ottobre, a Milano, si celebra il processo di appello che vede gli antifascisti impegnati a respingere le accuse al mittente, a riaffermare che l’antifascismo non è reato, che manifestare non è reato.
La sentenza di primo grado invece afferma il contrario ed è un precedente di una gravità inaudita. Nel luglio del 2006 diciotto antifascisti sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Milano a QUATTRO ANNI di carcere per concorso morale in devastazione e saccheggio. Soprattutto l’utilizzo del concorso morale presenta alcuni aspetti gravi e allarmanti. Vediamoli in breve.
Innanzitutto l’accusa non ha portato in aula alcuna prova. Dunque, per riuscire a condannare gli antifascisti, il Giudice si è inventato il concorso morale, che in pratica significa questo: non conta che l’imputato abbia commesso il fatto, è sufficiente che egli ne sia moralmente corresponsabile. In questo modo il Tribunale di Milano è riuscito a infliggere una pesantissima pena collettiva cancellando di fatto l’art. 27 della Costituzione che recita chiaramente: “la responsabilità penale è personale”.
Qualora in appello venisse confermata questa sentenza, le conseguenze per tutti saranno gravissime. La prossima volta che la polizia riceverà l’ordine di attaccare un corteo, chiunque verrà fotografato nelle vicinanze, pur senza essere immortalato a commettere alcun reato, potrà beccarsi quattro anni di galera. Visti i freschi precedenti (dal massacro di Genova alle manganellate contro il popolo NO TAV) questa è una preoccupazione più che fondata. La sentenza di primo grado del Tribunale di Milano è un chiaro monito a chiunque abbia intenzione di tornare in piazza a protestare, ad alzare la voce contro i padroni e le loro losche manovre antipopolari. È un monito a tutti: ai vicentini del Comitato No Dal Molin, alle popolazioni di Ariano Irpino, di Acerra, della Val di Susa, agli operai di Melfi, Mirafiori, Arese, dell’Ilva di Taranto, a tutti quanti oggi lottano per difendere il proprio territorio, il posto di lavoro, il futuro dei propri figli. Ovviamente è anche un monito a tutti i giovani antifascisti che oggi, a più di 60 anni dal 25 aprile 1945, non accettano passivamente che quella sentenza storica, scritta col sangue dei figli migliori del nostro Paese, venga messa in discussione.
I fascisti della Fiamma Tricolore e di Forza Nuova continuano a scorrazzare liberi per le nostre strade accoltellando compagni, picchiando immigrati, incendiando luoghi di aggregazione della sinistra giovanile. Questi vili criminali neofascisti adesso sono arrivati alle vere e proprie cariche squadriste sulla folla inerme (Roma, 26 giugno 2007: 50 fascisti armati di coltelli e bastoni si lanciano sulla folla al grido di “viva il duce” lasciando per terra diversi feriti, di cui uno grave colpito con arma da taglio). Gli antifascisti che oggi lottano contro la riabilitazione del fascismo vengono arrestati e messi pubblicamente alla sbarra, mentre i fascisti rimangono impuniti al cospetto dei crimini che commettono.
A Milano, l’11 marzo 2006, circa trecento giovani antifascisti sono scesi in piazza per impedire che il corteo fascista convocato dalla Fiamma Tricolore si svolgesse. La polizia, schierata in forze in assetto antisommossa, ha difeso la parata fascista e attaccato brutalmente gli antifascisti arrestandone 43. Di questi oltre la metà sono stati sbattuti in galera per quattro mesi e 18 di essi condannati a QUATTRO ANNI, senza lo straccio di una prova a loro carico. Bisogna dire a gran voce che l’11 marzo 2006 il reato è stato commesso dalle autorità cittadine milanesi: hanno autorizzato il corteo indetto dal partito neofascista Fiamma Tricolore in palese violazione della Costituzione che vieta la ricostituzione del partito fascista. Il corteo della Fiamma Tricolore ha attraversato le strade di Milano esibendo saluti romani, inni al duce, svastiche! Quel giorno, i giovani antifascisti che hanno cercato di impedire un’immonda parata fascista ci hanno messo del loro per difendere la libertà di tutti noi. Dobbiamo essergli riconoscenti, dobbiamo fargli sentire il calore della nostra solidarietà democratica e antifascista, dobbiamo sostenerli in vista della sentenza di Appello che il Tribunale di Milano emetterà il 26 ottobre prossimo.
Tutti in corteo sabato 13 ottobre!
Cittadini democratici e antifascisti: tutti uniti in corteo per dire a gran voce che l’antifascismo non è reato, che manifestare non è reato. Solo una grande mobilitazione popolare, democratica e antifascista può impedire al Tribunale di Milano di confermare in appello quella grave sentenza. Più numerosi saremo in piazza e più il Tribunale sarà in difficoltà a confermare la sentenza di primo grado.
L’unità e la mobilitazione delle forze democratiche e antifasciste è l’unica strada che abbiamo da percorrere per fermare la riabilitazione in atto del fascismo e dei fascisti, per difendere le libertà democratiche che sono sempre più traballanti ovunque: nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle strade del nostro Paese.
Che ogni organizzazione politica e sindacale, che ogni centro sociale, che ogni collettivo studentesco, che ogni comitato di lotta porti in piazza la sua bandiera, il suo volantino, i suoi contenuti. Tutti uniti dietro la comune parola d’ordine L’ANTIFASCISMO NON E’ REATO, MANIFESTARE NON E’ REATO. DIFENDIAMO GLI SPAZI DI AGIBILITA’ POLITICA.