Source: https://www.sangiovannilapunta.gov.it/servizi-demografici/161-pubblicazioni-di-matrimonio.html
Timestamp: 2019-08-21 22:20:24+00:00
Document Index: 167092822

Matched Legal Cases: ['art. 162', 'art. 215', 'art. 177', 'art. 109', 'art. 116', 'art. 2', 'art. 89', 'sentenza ', 'art. 89', 'art. 87']

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La legge 151/1975 relativa alla riforma del diritto di famiglia, prevede che il regime patrimoniale degli sposi, se non richiesto diversamente dagli stessi sia quello della comunione dei beni, ma è facoltà dei “nubendi” dichiarare all’Ufficiale celebrante di avvalersi del regime della separazione dei beni ai sensi dell’art. 162 del C.C. Il regime della comunione dei beni può essere modificato anche successivamente al matrimonio, mediante convenzioni matrimoniali rese con atto pubblico davanti ad un notaio e diventano opponibili ai terzi solo se risultano annotate a margine dell’atto di matrimonio. Con la separazione dei beni ( art. 215 C.C.) ciascun coniuge conserva la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio. Con la comunione dei beni ( art. 177 C.C.) i coniugi dispongono entrambi dei beni costituiti durante il matrimonio. Altro istituto ammesso è il Fondo patrimoniale, che consiste nella costituzione di un fondo dove vengono destinati sia beni mobili che beni immobili iscritti in pubblici registri e titoli di credito, per far fronte ai bisogni della famiglia costituita. La proprietà dei beni che costituiscono il fondo appartiene ad entrambi i coniugi, salvo diverse disposizioni stabilite nell’atto costitutivo. Il fondo costituito a favore dei minori, resta a loro favore sino al raggiungimento della maggiore età, anche se i genitori divorziano. Come è risaputo, il matrimonio deve essere preceduto dalle relative pubblicazioni e le stesse non possono essere derogate se non in alcuni specifici casi previsti dalla legge. Il regime di “coniugatio” produce rilevanti conseguenze sia nel campo personale sia in quello patrimoniale -finanziario. Lo stesso istituisce tra i coniugi tutte quelle relazioni che vengono riassunte nello “status” di persona coniugata, estendendo giuridicamente l’azione prodotta non solo tra i coniugi ma anche ai figli e agli affini.
A norma del Regolamento comunale approvato con Deliberazione n. 65 del 28/09/2009 di questo Consiglio comunale, per contrarre matrimonio civilei “nubendi” dovranno concordare con l’Ufficiale di Stato Civile, almeno quindici giorni prima, la data e l’ora della presunta celebrazione.
- I futuri sposi,nello stesso momento in cui richiedono all’ufficio di Stato Civilel’appuntamento per sottoscrivere il processo verbale di pubblicazione, devono presentare “La richiesta di pubblicazioni da farsi alla casa comunale”, documento che è rilasciato da un parroco o ministro di culto. Tale documentazione è necessaria anche se il matrimonio verrà celebrato con delega presso una sede ( chiesa, sala etc. etc.) di altro Comune. Decorsi i termini sopra evidenziati, l’ufficiale di Stato Civile rilascerà il certificato di eseguite pubblicazioni, che verrà presentato all’officiante. Sarà cura del parroco o ministro di culto registrare sull’atto di matrimonio, che verrà successivamente inviato al comune per la trascrizione, l’eventuale scelta del regime patrimoniale degli sposi.
- Se la celebrazione del matrimonio avverrà nel comune di San Giovanni La Punta, la procedura da seguire è la stessa di quella applicata per gli sposi residenti. Se il matrimonio verrà celebrato nel comune di residenza dell’altro sposo, è consigliabile sottoscrivere le pubblicazioni presso il medesimo comune, al fine di evitare l’istanza di matrimonio su delega. La predetta istanza deve essere inoltrata al Sindaco, in bollo e motivata ai sensi dell’art. 109 del Codice Civile.
- La procedura segue le stesse modalità prescritte per il matrimonio religioso fatto salvo la richiesta di pubblicazioni.
- Il cittadino straniero residente, che vuole contrarre matrimonio in Italia con rito civile o religioso, deve produrre “Nulla Osta” rilasciato dalle competenti autorità del Paese d’origine (Ambasciata o Consolato del proprio paese in Italia), necessario a sottoscrivere il verbale di pubblicazioni. Nel caso in cui il predetto “Nulla Osta” è carente dei dati relativi alla nascita o alla paternità e maternità, è necessario presentare certificato, debitamente tradotto in lingua italiana, dal quale si evincano i predetti dati. Se il cittadino straniero che intende contrarre matrimonio non è residente in Italia, la pubblicazione dovrà essere trasmessa nel Comune dove lo stesso è domiciliato, per la debita pubblicizzazione all’albo pretorio on-line. Lo straniero che non conosce la lingua italiana, dovrà essere assistito da un interprete sia al momento della pubblicazione sia al momento della celebrazione del matrimonio. Relativamente al “ Nulla Osta” sopra citato di cui all’art. 116 Codice Civile, lo stesso dovrà attestare che non esistono impedimenti al matrimonio secondo le leggi del paese di appartenenza e deve indicare i seguenti dati:
c) paternità e maternità;
e) residenza attuale;
f) stato libero;
g) mancanza di impedimenti al matrimonio secondo le leggi del paese d’origine.
Si evidenzia, altresì, che a seguito di pronuncia da parte del Consiglio di Stato – Sezione prima – in data 09/10/2013 con ordinanza n. 03164/2013, lo stesso Organo ha chiarito: “che la Corte costituzionale, nel dichiarare l'inammissibilità della questione di legittimità costituzionale della disposizione nella parte in cui non prevede la possibilità dello straniero di far valere l'assenza o l'illegittimità di impedimenti matrimoniali secondo la propria legge nazionale, ha rilevato l'erroneità del presupposto interpretativo, potendo il tribunale ordinario autorizzare il matrimonio in ipotesi di mancato rilascio del nulla osta o di espresso diniego fondato su norme nazionali contrastanti con la Costituzione e, dunque, con l'ordine pubblico, disapplicando la legge straniera ed applicando quella italiana ex articolo 16 della legge 31 maggio 1995, n. 218.
La Sezione precisa che, tuttavia, questo non significa affatto propugnare un'esegesi non letterale della formula "nulla-osta", ma, semplicemente, riconoscere che tale atto nei diversi ordinamenti può assumere un nome ed una forma differente e che è del tutto logico che, quando si faccia riferimento ad un istituto giuridico che deve trovare una corrispondenza in un ordinamento straniero, si guardi al contenuto effettivo dello stesso.
E' quindi cura degli ufficiali di stato civile, nell'esercizio dei compiti in materia di pubblicazione del matrimonio, anche in ossequio al citato parere, valutare che la dichiarazione dell'autorità estera consenta di ritenere accertata l'effettiva assenza di ostacoli alla celebrazione.”
Giusto disposto dal D.P.R. 03/11/2000, n. 396 “Regolamento per la revisione la semplificazione dell’ordinamento dello Stato Civile, a norma dell’art. 2 comma 12 della legge 15 maggio 1997, n. 127, C.C. artt. 84 e seguenti, non occorre procedere alle pubblicazioni. La competenza è a carico dell’ufficio consolare.
L’atto relativo alla pubblicazione di matrimonio è assoggettato all’imposta di bollo pari ad €. 16,00.
- richiesta di pubblicazione da parte del parroco o ministro di culto;
- decreto di ammissione al matrimonio rilasciato dal Tribunale dei minorenni;
dispensa dell’impedimento di cui all’art. 89 del Codice Civile, da richiedersi al Tribunale
della circoscrizione in cui si trova il Comune di residenza;
- sentenza di scioglimento, cessazioni effetti civili annullamento emessa dal Tribunale per
la dispensa dell’impedimento di cui all’art. 89 del Codice Civile.
dispensa dell’impedimento di cui all’art. 87 del Codice Civile, da richiedersi al Tribunale
- per i cittadini dei Paesi che hanno aderito alla convenzione di Monaco dello 05/09/1980
(Austria, Germania,Lussemburgo, Olanda, Portogallo,Spagna, Svizzera,Turchia), certificato
di capacità matrimoniale rilasciato dal Comune estero di residenza
- per i cittadini australiani, norvegesi svedesi e statunitensi ( la modulistica, se richiesta potrà
essere fornita dall’ufficio di Stato Civile);
- per i cittadini di altra cittadinanza dovrà essere presentato il “ Nulla Osta per i cittadini
- D.M. del 27 febbraio 2001, pubblicata sulla G.U.R.I. n. 66 del 20 marzo 2001, “ Tenuta dei
registri dello stato civile nella fase antecedente l’entrata in funzione degli archivi
Ufficio competente: Ufficio di Stato Civile – Piazza Allegra n. 1 -