Source: https://krlavoro.it/pagine/id304-Il-contratto-a-tempo-determinato-D.Lgs-81/2015
Timestamp: 2017-05-27 04:25:52+00:00
Document Index: 150438011

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 23', 'art. 2']

Il contratto a tempo determinato D.Lgs 81/2015IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
APPOSIZIONE DEL TERMINE (ART. 19)
Le aziende di trasporto aereo e le aziende aeroportuali che svolgono i servizi operativi di terra e di volo, di assistenza a bordo ai passeggeri e merci possono stipulare con i singoli lavoratori contratti a termine per un periodo massimo complessivo di sei mesi tra aprile ed ottobre di ogni anno, e di quattro mesi in altri periodi dell’anno nel rispetto di una percentuale massima del 15% dell’organico aziendale adibito costantemente a tali attività; l’aliquota massima va calcolata sul personale in forza alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferiscono le assunzioni. Il legislatore ha stabilito, inoltre, che negli aeroporti minori la percentuale del 15% può essere aumentata, previa autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro, su istanza documentata delle aziende interessate. La Direzione Territoriale del Lavoro è tenuta ad emettere il provvedimento entro i sessanta giorni successivi alla presentazione dell’istanza. Le suddette aziende sono obbligate a comunicare alle organizzazioni sindacali provinciali/territoriali di categoria copia delle richieste di assunzione.
Tali disposizioni – ad esclusione di quelle relative agli aeroporti minori – si applicano anche alle imprese concessionarie di servizi nel settore delle poste.
La disciplina aggiuntiva per il trasporto aereo ed i servizi aeroportuali sarà abrogata dal 1° gennaio 2017 (art. 55, comma 2, D. Lgs. 81/2015).
Non è possibile assumere lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato:
presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n.223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, a meno che la stipula del contratto sia avvenuta per sostituire lavoratori assenti, oppure ai sensi dell’articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (assunzione di lavoratori in mobilità), o nel caso in cui la durata iniziale non sia superiore a tre mesi. Il D. Lgs n. 81/2015 ha eliminato la possibilità di stipulare - a seguito di accordi sindacali (“accordi in deroga”) - contratti a termine anche prima che siano trascorsi sei mesi dai licenziamenti collettivi. I contratti a tempo determinato in corso al momento dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2015, stipulati a seguito dei citati accordi sindacali, non subiscono effetti ma non si ritiene che si possano stipulare nuovi contratti a tempo determinato, sempre in applicazione degli stessi accordi, essendo intervenuto un divieto di legge;
presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale (cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria o contratti di solidarietà) che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine;
da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi prevista dalla normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
In caso di violazione dei suddetti divieti il contratto a termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato.
Fermi restando i limiti di durata massima indicati all’art. 19 (36 mesi o il diverso limite contrattualmente previsto), se il rapporto di lavoro a tempo determinato continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al decimo giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore, sino al trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero al cinquantesimo giorno in caso di contratto di durata pari o superiore a sei mesi.
Se il rapporto di lavoro continua oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il cinquantesimo giorno in caso di contratto di durata pari o superiore a sei mesi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Lo sforamento di pochi giorni, pertanto, produce solo una maggiorazione della retribuzione e non la trasformazione a tempo indeterminato.
In caso di due assunzioni successive a termine - intendendosi per tali quelle effettuate senza alcuna soluzione di continuità - il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto.
L’art. 24 del decreto prevede che il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o più contratti presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i dodici mesi successivi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine. La norma precisa che sono fatte salve diverse disposizioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale, che possono diversamente modificare sia nell’an sia nel quantum l’ambito di applicazione del diritto di precedenza.
Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nel contratto di assunzione e può essere esercitato se il lavoratore manifesta per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione o entro tre mesi nel caso di assunzione a termine per lo svolgimento di attività stagionali. Tale diritto si estingue trascorso un anno (o più di un anno se tale periodo è stato individuato a seguito di contrattazione collettiva) dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Per le lavoratrici il periodo di congedo obbligatorio di maternità, intervenuto durante un contratto a termine, concorre a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza in caso di assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro 12 mesi dalla cessazione del precedente contratto, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione del rapporto a termine.
Il diritto di precedenza si estende a tutte le unità produttive dell’azienda, non essendo previsto un limite geografico o chilometrico.
Il D. Lgs. n. 81/2015 dispone che possono essere stipulati contratti collettivi al fine di agevolare l’accesso dei lavoratori a termine a opportunità di formazione adeguata, per aumentarne la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilità occupazionale.
Il decreto legislativo stabilisce che spetta ai contratti collettivi definire: a) le modalità per le informazioni da rendere ai lavoratori a tempo determinato e alle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) o rappresentanza sindacale unitaria (RSU) relative ai posti vacanti che si rendessero disponibili nell'impresa, in modo da garantire loro le stesse possibilità di ottenere posti duraturi che hanno gli altri lavoratori (art. 19, comma 5); b) le modalità ed i contenuti delle informazioni da rendere alle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) o alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) dei lavoratori in merito all’utilizzo del lavoro a tempo determinato (art. 23, comma 5).
ESCLUSIONI E DISCIPLINE SPECIFICHE (ART. 29)
Si evidenzia che lo specifico regime previsto dall’art. 2 “Disciplina aggiuntiva per il trasporto aereo ed i servizi aeroportuali” del D. Lgs. n. 368/2001 sarà abrogato solo a far data dal 1° gennaio del 2017 (v. precedente paragrafo “DISCIPLINA AGGIUNTIVA PER IL TRASPORTO AEREO ED I SERVIZI AEROPORTUALI”, pag. 7). Tweet
Ultimo aggiornamento il 2016-05-18 16:29:25 NOTIZIA