Source: https://www.mysolution.it/lavoro/informazioni/notizie-del-giorno/?date=09-06-2020
Timestamp: 2020-07-03 16:51:16+00:00
Document Index: 104249863

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 26', 'art. 2125', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1']

Notizie del 9 giugno 2020
Siglato il Decreto con l'assegnazione delle risorse finanziarie a Forma.Temp e FSBA
In data 5 giugno 2020, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto d'aver firmato (di concerto con il MEF) il Decreto Interministeriale del 30 maggio 2020, n. 11 relativo all’assegnazione delle risorse finanziarie ai Fondi di solidarietà bilaterale alternativi, ex art. 27, Dlgs. n. 148/15, che provvede alla ripartizione di 1020 milioni di euro tra Forma.Temp e FSBA, sulla base del numero degli iscritti (al riguardo, è assegnato a Forma.Temp il 75% delle risorse ed a FSBA il 25%).
Tali somme saranno trasferite ai rispettivi Fondi con successivi Decreti, previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell'andamento del costo della prestazione, sulla base delle prestazioni effettivamente erogate e comunicate al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
D. M. 30 maggio 2020, n. 11
Assegnazione di risorse finanziarie ai Fondi di solidarietà bilaterale alternativi
NEWS - INPS, AMMORTIZZATORI SOCIALI
Le novità in tema di cassa integrazione e assegno ordinario
In data 6 giugno 2020, l'INPS ha sintetizzato le principali novità in tema di ammortizzatori sociali, dopo l'entrata in vigore del D.L. n. 34/2020 .
Riguardo alla Cassa Integrazione ordinaria e all’assegno ordinario, la principale novità normativa consiste nella possibilità per le aziende di richiedere un ulteriore periodo non superiore a cinque settimane con la causale “COVID-19 nazionale”, per periodi dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020. Questa tranche aggiuntiva rispetto a quella originariamente prevista dal D.L. n. 18/2020 è, tuttavia, subordinata all’effettivo completamento della fruizione delle prime nove settimane di integrazione salariale.
Inoltre, il D.L. n. 34/2020 ha introdotto dei termini più stringenti per l’invio delle istanze con previsione di una penalizzazione nei casi in cui la domanda sia presentata oltre il termine stabilito.
Al fine di consentire alle aziende un più graduale adeguamento ai nuovi e più rigorosi termini di presentazione delle domande, è stata individuata una scadenza differita alla fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del D.L. n. 34/2020 (30 giugno 2020) per l’invio delle istanze da parte dei datori che hanno già presentato domanda di CIGO o assegno ordinario per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che iniziano all’interno del periodo tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e che debbano trasmettere una nuova domanda per completare la fruizione delle 9 settimane o per richiedere ulteriori settimane.
Ulteriori principali novità sono la concessione dell’assegno per il nucleo familiare (ANF) ai beneficiari dell’assegno ordinario a seguito della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa in conseguenza dell’emergenza da COVID-19, limitatamente a detta causale, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale. Il riconoscimento dell’assegno al nucleo familiare (ANF) troverà attuazione con riferimento agli assegni ordinari concessi dai Fondi di solidarietà bilaterali ex art. 26 del D.Lgs. n. 148/2015 e dal FIS a seguito della sospensione o riduzione dell’attività a seguito dell’emergenza da COVID-19, per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.
Viene inserito un termine di invio da parte delle aziende delle informazioni necessarie per il pagamento da parte dell’INPS ai lavoratori sospesi per i quali è stato scelto il pagamento diretto, sia in caso di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga.
In particolare, per queste domande che hanno richiesto sospensioni nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, e siano state già autorizzate, i datori di lavoro, ove non abbiano già provveduto, devono comunicare all'INPS i dati necessari con il modello SR41 entro l’8 giugno prossimo, quale termine ordinatorio. Chiaramente l’adempimento riguarda nel dettaglio il pagamento delle mensilità di marzo e di aprile, mentre per le sospensioni effettuate nel mese di maggio, le aziende avranno un tempo congruo appena i dati sono resi disponibili dagli applicativi delle buste paghe dei lavoratori.
I dati aggiornati al 4 giugno di CIGO, assegno ordinario, richieste di pagamento SR41 e CIGD
In data 5 giugno 2020, l'INPS ha pubblicato i dati aggiornati al 4 giugno su Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario, richieste di pagamento SR41 e Cassa integrazione in deroga.
I beneficiari potenziali complessivi di Cassa integrazione nelle diverse tipologie sono 8.410.149 (attualmente, sono "prenotazioni di risorse" che si tradurranno in effettive domande solo con invio del modello SR41, se a pagamento diretto, ovvero con denuncia in Uniemens (se a conguaglio) nel mese successivo a quello di sospensione, con il quale le aziende comunicano le effettive sospensioni e iban dei lavoratori (in caso di pagamento diretto).
Ad oggi l’INPS ha ricevuto 1.316.176 sr41, e 1.165.625 sono stati già pagati per 3.249.249 lavoratori.
Dei relativi beneficiari potenziali, 4.331.098 sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS.
Le domande di Cassa integrazione ordinaria pervenute dalle aziende sono 423.737. A oggi ne sono state autorizzate 407.982.
Per quanto riguarda le domande di Assegno ordinario, quelle inviate ai Fondi sono 181.897 per un totale di 2.683.841 potenziali beneficiari.
Le domande di Cassa integrazione in deroga, determinate dalle singole regioni e inviate all'INPS per autorizzazione al pagamento, sono 572.718 (di queste 572.718, 520.885 sono state autorizzate da INPS).
Ammortizzatori sociali: dati al 4 giugno
In G.U. i comunicati ARAN sui CCNL del personale dell'area funzioni centrali
Nella Gazzetta Ufficiale dell'8 giugno 2020, n. 144 sono stati pubblicati due comunicati dell'ARAN.
Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell'area funzioni centrali - Triennio 2016-2018;
Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo alla sequenza contrattuale ad integrazione del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto funzioni centrali del 12 febbraio 2018.
Comunicato 8 giugno 2020 - CCNL area funzioni centrali
CCNL area funzioni centrali
Comunicato 8 giugno 2020 - Integrazione CCNL 12 febbraio 2018
Integrazione CCNL 12 febbraio 2018
Illegittimità del recesso unilaterale del datore di lavoro dalla clausola di non concorrenza
La Cassazione - con ordinanza del 3 giugno 2020, n. 10535 - ha confermato la nullità del contratto tra datore di lavoro e dipendente, nella parte in cui permette al primo di recedere unilateralmente dalla clausola di non concorrenza.
Al riguardo, l'art. 2125 cod. civ. recita "Il patto con il quale si limita lo svolgimento dell'attività del prestatore di lavoro, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non risulta da atto scritto, se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.
La durata del vincolo non può essere superiore a cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni negli altri casi. Se è pattuita una durata maggiore, essa si riduce nella misura suindicata".
Nel caso in specie, la Suprema Corte ha specificato che è irrilevante se la risoluzione sia avvenuta in costanza di rapporto, stante il fatto che l'obbligazione era già nata al momento della sottoscrizione del contratto (a nulla rilevando che il lavoratore avesse atteso più di un anno prima di sollevarne i vizi).
Ordinanza 3 giugno 2020, n. 10535
Clausola di non concorrenza: illegittimità del recesso unilaterale del datore di lavoro
Concorsi pubblici, dal Consiglio di Stato chiarimenti sulla rettifica della graduatoria
Il provvedimento di rettifica della graduatoria di un concorso pubblico assume la natura di atto di autotutela, qualificabile pertanto come “di secondo grado”, in quanto va ad incidere su un provvedimento sottostante: lo ha precisato la seconda sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 19 maggio 2020, n. 3537 , depositata lo scorso 4 giugno.
Per i giudici di Palazzo Spada, in particolare, il citato provvedimento si fonda su un errore che non attiene all’accertamento dei presupposti dell’agire dell’Amministrazione, all’interpretazione della disciplina applicabile alla fattispecie o all’esercizio dell’eventuale discrezionalità; consiste invece nella errata trasposizione nel provvedimento della volontà dell’Amministrazione, per come risultante dallo stesso atto.
Di conseguenza, gli eventuali vizi formali o procedimentali, compreso l’omesso inoltro della comunicazione di avvio del procedimento, sono irrilevanti ai sensi dell’art. 21-octies, primo alinea, della Legge 7 agosto 1990, n. 241.
Sentenza 4 giugno 2020, n. 3537
Rettifica della graduatoria di un concorso pubblico
Cassa edile: obbligo d'iscrizione e classificazione ISTAT difforme
La Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili - con comunicato del 4 giugno 2020 - ha ribadito che l’obbligo dell’iscrizione alla Cassa Edile scatta anche per l’impresa che, pur essendo classificata ai fini ISTAT come non edile, svolge di fatto attività di natura edile o, comunque ad essa ausiliaria, nell’ambito di un contratto di appalto pubblico.
Al riguardo, è stato ricordato che la Cassazione - con ordinanza n. 9803/2020 - ha negato che il rapporto tra la classificazione amministrativa ISTAT e l’obbligo di iscrizione alla Cassa Edile sia retto da presunzione assoluta: pertanto, non essendo corretto l’inquadramento operato dagli istituti previdenziali, ci si deve affidare all’attività effettivamente svolta dall’impresa.
Cassa edile: obbligo d'iscrizione
Ordinanza 26 maggio 2020, n. 9803
All'esame della Camera le nuove norme previdenziali per i soci lavoratori autonomi di cooperative
È stato assegnato alla Commissione Lavoro della Camera l'esame del progetto di legge A.C. 2068, contenente misure per i soci lavoratori autonomi delle società cooperative.
Il provvedimento estende ai soci lavoratori delle cooperative che optano per il lavoro autonomo la copertura della gestione IVS degli artigiani: a tal fine si modificano l’art. 2 della Legge-quadro 8 agosto 1985, n. 443, e l'art. 1, comma 1 , della Legge 29 dicembre 1956, n. 1533.
Attraverso la modifica dell'art. 1 della Legge 2 agosto 1990, n. 233, in materia di trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi, si prevede inoltre:
che l’imponibile contributivo per i soci-lavoratori di una cooperativa che abbiano instaurato con questa un rapporto di lavoro autonomo ai sensi degli articoli 1, comma 3, e 6 della Legge 142/2001 venga calcolato sul reddito derivante dal predetto rapporto di lavoro;
che, ad esclusione dei casi di cui sopra, laddove il reddito di impresa risulti superiore al limite di retribuzione annua pensionabile cui si applica la percentuale massima di commisurazione della pensione prevista per l’assicurazione generale obbligatoria dei dipendenti, la quota di reddito eccedente sia considerata ai fini dei versamenti dei contributi previdenziali, fino all’occorrenza dei 2/3 dell’importo dello stesso limite.
progetto di legge A.C. 2068
Al via il Decreto MLPS/MEF con il rifinanziamento della CIGD
In data 5 giugno 2020, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto d'aver firmato (di concerto con il MEF) il Decreto Interministeriale del 30 maggio 2020, n. 7, inerente il finanziamento dei trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga in favore dei datori di lavoro privati; il provvedimento in specie dispone l’individuazione del limite entro il quale possono essere adottati decreti di concessione del trattamento di CIGD nei casi di unità produttive del medesimo datore di lavoro site in cinque o più Regioni o Province Autonome sul territorio nazionale (incrementato da € 301.963.880 ad € 700.000.000, per l’anno 2020).
I trattamenti sono concessi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel limite delle risorse finanziarie attribuite e, comunque, per un periodo non superiore a nove settimane, per periodi decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.
D. M. 30 maggio 2020, n. 7
Terza quota delle risorse per la cassa in deroga
Aggiornato dall'INAIL l'elenco dei dispositivi di protezione individuale autorizzati
In data 08 giugno 2020, l'INAIL ha pubblicato l’aggiornamento dell'elenco dei dispositivi di protezione individuale autorizzati con la procedura di validazione in deroga.
Al riguardo, si ricorda che l'Istituto - in qualità di soggetto attuatore degli interventi di protezione civile che collabora alle misure di contenimento del rischio COVID-19 - è autorizzato a validare i dispositivi di protezione individuale, in via straordinaria e in deroga alle procedure ordinarie.
Da oggi attive le procedure per le nuove domande di...