Source: https://www.rsm.global/italy/rsmrev/it/news/il-bilancio-e-la-continuita-aziendale-tempo-di-coronavirus
Timestamp: 2020-07-06 23:18:33+00:00
Document Index: 81660377

Matched Legal Cases: ['art. 2427', 'art. 2428', 'art. 164', 'art. 27', 'art. 1464', 'art. 1467', 'art. 1258', 'art. 1256', 'art. 91', 'art. 1218']

Il bilancio e la continuità aziendale in tempo di Coronavirus | RSM Società di Revisione - RSM Italy Corporate Finance
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L’impatto della crisi sui bilanci delle imprese
Ma attenzione a quantificare troppo presto i possibili danni
Direttori amministrativi, amministratori, sindaci e revisori, alle prese con la preparazione del progetto del bilancio al 31 dicembre 2019, si stanno interrogando sull’informativa collegata agli effetti del Coronavirus sulle loro imprese.
La difficile e complessa condizione economica e di mercato, prodotta dalla grave crisi causata dal Covid-19 acquisisce particolare rilievo nel processo di elaborazione delle prossime relazioni di bilancio ed impone a tutti coloro che vi sono coinvolti a vario titolo (componenti gli organi di amministrazione e di controllo e CFO e DP1) una attenta riflessione sull'informativa che dovrà essere resa nel suo complesso all’interno di tali documenti.
In particolare, sono rilevanti le aspettative degli utilizzatori dell’informazione finanziaria (ad esempio analisti, investitori, giornalisti) relativamente alla capacità dei prossimi bilanci di rappresentare in maniera chiara, completa e trasparente i diversi rischi che oggi le società si trovano a fronteggiare e le incertezze cui esse possono andare incontro nello svolgimento dell’attività, tenendo in considerazione che oggi i riflettori sino decisamente puntati sull’impatto nelle nostre imprese del Coronavirus.
Appare quindi indispensabile, in questa difficile situazione, pur consapevoli di non avere ancora un quadro sufficientemente chiaro degli effetti economici e finanziari che questa pandemia comporterà, richiamare l’attenzione dei componenti gli organi di amministrazione e di controllo e dirigenti preposti sulla necessità di garantire un’adeguata informativa affinché siano rappresentati i potenziali impatti della crisi sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria dell’impresa, illustrando i rimedi già attuati e da attuare e le altre decisioni operative e strategiche per poter affrontare nel modo migliore possibile una crisi economica e finanziaria che sarà difficile evitare.
Le autorità di vigilanza, quali Consob, Banca d’Italia, Ivass, erano già intervenute nella passata crisi dei sub-prime, per ribadire che la normativa in tema di bilancio e le previsioni contenute nei principi contabili internazionali erano già allora adeguate per una efficace risposta alle esigenze di informazione del mercato. Il loro puntuale e pieno rispetto appare pertanto essenziale nell'attuale contesto.
Un aspetto, forse prioritario per tutti gli addetti ai lavori, è quello di valutare quanto la situazione attuale incida sul presupposto della continuità aziendale.
Anticipo che è mio parere e di molti CFO appartenenti all’Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari, che sia decisamente prematuro, nella casistica generale, giungere ad una valutazione di non continuità aziendale, e così assumere decisioni affrettate, poiché sarà necessario comprendere, nelle prossime settimane, e forse nei prossimi mesi, quale sarà l’effettivo impatto di questa disastrosa situazione pandemica in ogni azienda, e così comprendere quali vincoli, diretti e indiretti si presenteranno nella propria filiera e nel proprio business.
Tra le incertezze, questa volta positive, sarà necessario comprendere i positivi effetti dei rimedi che giungeranno dallo stato, che ad oggi ha già stanziato il non trascurabile importo di 50 miliardi di Euro.
Tuttavia ciò nulla toglie all’importanza di dare una iniziale informativa sia nella relazione degli amministratori, sia in nota integrativa, come previsto dalle leggi vigenti e dalle regole contabili di riferimento.
Il comma 1 n. 22-quaterdell'art. 2427 cod. civ. prevede che la Nota integrativa debba includere le informazioni riguardanti "la natura e l'effetto patrimoniale, finanziario ed economico dei fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio".
Il principio contabile OIC 29 evidenzia come:
si debbano considerare fatti di rilievo quelli che sono di importanza tale che la loro mancata comunicazione potrebbe compromettere la possibilità dei destinatari dell'informazione societaria di fare corrette valutazioni e prendere decisioni appropriate;
nell'illustrazione del fatto intervenuto si debba fornire la stima dell'effetto sulla situazione patrimoniale/finanziaria della società, ovvero le ragioni per cui l'effetto non è determinabile;
il termine entro cui il fatto si deve verificare perché se ne tenga conto sia rappresentato in genere dalla data di redazione del progetto di bilancio da parte degli amministratori.
Inoltre, come richiesto dall'art. 2428 cod. civ. il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori che dia conto, tra l'altro, dei principali rischi e incertezze cui la società è esposta, nonché dell'evoluzione prevedibile della gestione. Questo tema assume peraltro particolare rilievo rispetto alle specifiche responsabilità dei DP.
Nella sostanza le previsioni sul tema del “going concern” tratte dai principi contabili domestici trovano un perfetto allineamento anche per le imprese che redigono il bilancio con applicazione dei principi contabili internazionali.
È quindi evidente che la straordinaria situazione che si è venuta a creare in quasi tutti i paesi del mondo assume una significativa rilevanza nella predisposizione dei bilanci 2019, dovendo sin da subito, per i preparers, effettuare una prima valutazione della gravità che consegue dall'emergenza epidemiologica da COVID-19 sulle performance economiche e finanziarie dell’impresa.
L’osservazione dovrà considerare un orizzonte di 12 mesi, a far data dal momento di presentazione del progetto di bilancio.
L'OIC 29 identifica le seguenti tipologie di eventi successivi:
fatti successivi che possono incidere sulla continuità aziendale;
fatti successivi che devono essere recepiti nei valori di bilancio in quanto evidenziano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio;
fatti successivi che non devono essere recepiti nei valori di bilancio in quanto indicano situazioni sorte dopo la data di bilancio ma che, tuttavia, se rilevanti, devono essere illustrati nella Nota integrativa; in tal senso si colloca certamente, nella grande maggioranza dei casi, l'emergenza sanitaria derivante dal COVID-19, emersa in Italia verso la fine del mese di febbraio 2020.
Nei “fatti successivi” che non comportano variazioni nei valori di bilancio, ricorrono condizioni di straordinarietà quali una catastrofe naturale. Questa condizione rende necessaria una compiuta informativa integrativa in bilancio e in particolare in Nota integrativa. L’informativa dovrà comprendere, prima tra tutte, l’effetto sulla situazione finanziaria, e quindi le analisi sui possibili e probabili effetti economici, anche se non quantificabili.
La valutazione dell’impatto sulla situazione finanziaria appare maggiormente critica per le imprese che hanno una situazione finanziaria già giunta quasi al limite. Occorre ricordare che, in sostanza, si presume che un’impresa non sia in condizioni di continuità aziendale quando non sia in grado di far fronte alle proprie obbligazioni e agli impegni nel corso della propria attività. Ciò significa che la liquidità derivante dalla gestione corrente, insieme ai fondi disponibili (in cassa, in banca, mediante linee di credito) devono essere sufficienti per rimborsare i debiti e far fronte agli impegni in scadenza.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alla Relazione sulla gestione . In particolare, nella sezione "Prevedibile evoluzione della gestione", dovranno essere riportati opportuni commenti sull’andamento dei primi mesi dell’esercizio, commenti che dovranno essere maggiormente approfonditi nel caso delle imprese che decidano di avvalersi della possibilità data dal decreto “Cura Italia” di approvare il bilancio nel maggior termine di 180 giorni. In tal senso potrebbe “tatticamente” essere opportuno valutare l’opportunità di rispettare il termine dei 120 giorni e non ricorrere alla deroga, per non dover affrontare a giugno la complessità di un disclaimer molto più esteso.
Il documento "Relazione sulla gestione", predisposto dal CNDCEC e da Confindustria, pubblicato nel giugno 2018, richiede infatti, in presenza di elementi di dubbio di continuità aziendale, valutare e motivare, con elementi oggettivi (quali ad esempio le iniziative già attuate e allo studio da parte nel nostro Governo), le possibilità di un ripristino dell'equilibrio economico e finanziario ovvero le operazioni da realizzare per reagire alla crisi. In tal senso occorre anche considerare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione, la possibilità di rinegoziare contatti e accordi, ricordando che per molti contratti impegnativi per le imprese, la situazione attuale giustifica specifiche azioni, ad esempio, come la sospensione dei pagamenti o addirittura risoluzione degli stessi contratti2.
Come anticipato è quindi da ritenersi comunque intempestivo, almeno per le imprese i cui organi amministrativi redigeranno il progetto di bilancio entro il corrente mese di marzo, giungere all’apprezzamento, pur considerando la grave situazione attuale, di un rischio di continuità aziendale. Mentre sulla valutazione qualitativa dei primi effetti registrati nelle imprese causati dal Covid-19 gli amministratori dovranno essere chiari ed esaustivi, è invece da valutare con particolare attenzione la misurazione e la rappresentazione quantitativa degli effetti della attuale situazione sui conti dei primi mesi del 2020 o addirittura manifestare l'intendimento di proporre la liquidazione della società o di cessare l'attività operativa. Per molte imprese e filiere, infatti, occorrerà disporre di un maggior tempo per misurare quantitativamente i “danni” causati da questa situazione straordinaria, tempo indispensabile per completare tutte le necessarie analisi e valutazioni.
Paolo Bertoli, Partner - RSM Società di Revisione e Organizzazione Aziendale
1 Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di cui alla L. 262 del 2005 che ha introdotto l’art. 164-bis del TUF e integrato alcuni articoli del codice civile e del codice penale.
2 cfr. 'art. 27 della L. 392/78 per cui, per gravi motivi, il conduttore può recedere anticipatamente; l'ipotesi di “impossibilità parziale sopravvenuta” come prevista dall'art. 1464 cc. Quella disposizione, infatti, prevede la possibilità della riduzione della prestazione; l’ipotesi di “eccessiva onerosità sopravvenuta” ai sensi dell'art. 1467 cc.; l’ipotesi della impossibilità parziale di rendere la prestazione dovuta (canone) quando la stessa sia divenuta impossibile solo in parte ai sensi dell'art. 1258 cc. In questo caso il debitore (conduttore) si libera dall'obbligazione eseguendo la prestazione per la parte che è rimasta possibile.
A seguito del provvedimento di chiusura delle attività commerciali di cui al Dpcm dell'11 marzo 2020, risulta inoltre ammissibile la disposizione relativa alla cosiddetta impossibilità temporanea di adempiere alla propria obbligazione di cui all'art. 1256 cc. Ciò per il tempo per il quale durerà l'emergenza sanitaria. Pertanto, in applicazione della disposizione, il conduttore “non è responsabile del ritardo nell'adempimento”.
L'art. 91 del DL 18/2020 , introduce una disposizione che, evidentemente nell'intenzione del legislatore, è diretta a considerare le conseguenze di un inadempimento qualora le stesse derivino dal “… rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto …” precisando che tale situazione “ … è sempre valutata ai fini dell'esclusione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 1218 (responsabilità del debitore) e 1223 (risarcimento del danno) c.c. …” e ciò in relazione a “… eventuali decadenze o penali connesse a ritardi o omessi adempimenti.”.
A ben vedere, tuttavia, tale disposizione ha un mero ed esclusivo valore rafforzativo e confermativo, delle disposizioni dell'ordinamento che lo stesso art. 1218 richiama direttamente. Si tratta proprio delle disposizioni di cui agli artt. 1256 c.c. (impossibilità definitiva o temporanea) e 1258 c.c. (impossibilità parziale) che abbiamo considerato ai precedenti punti 4 e 5 e che determinano le conseguenze tutte lì esposte. Ciò sia in relazione a tutte le diverse e variegate possibilità di “inadempimento” che derivino dal rispetto delle disposizioni limitative che l'emergenza sanitaria ha imposto.
Cashflow e liquidità