Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-23888-del-11-10-2017
Timestamp: 2020-05-27 22:39:21+00:00
Document Index: 35365482

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 23888 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23888 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/10/2017, (ud. 21/06/2017, dep.11/10/2017), n. 23888
sul ricorso 10682-2016 proposto da:
D.R.M., elettivamente domiciliato in ROMA, V. GAETANO
rappresentato e difeso dall’avvocato ROSARIO DELL’OGLIO;
avverso la sentenza n. 51/2016 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
partecipata del 21/06/2017 dal Consigliere Dott. ESPOSITO LUCIA.
che con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Palermo, in parziale riforma della decisione del giudice di prime cure, ha annullato, limitatamente alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2009, il provvedimento erariale concernente il recupero di somme attinenti a stipendi riscossi e non dovuti emesso da Agenzia delle Entrate nei confronti di D.R.M., dipendente dell’ente nei cui confronti era stata disposta la risoluzione del rapporto per inidoneità fisica;
che la Corte territoriale fondava la decisione sulla mancanza di prova dell’avvenuta corresponsione degli importi relativi alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2009 chiesti in rimborso, non ritenendo a tal fine sufficiente il prospetto riassuntivo allegato dall’Agenzia;
che per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso l’Agenzia delle Entrate sulla base di due motivi;
che il D.R. ha resistito con controricorso;
che con il primo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione di norme di diritto, con riferimento agli artt. 2727,2728e 2729 c.c., osservando che per consolidata giurisprudenza di legittimità le buste paga e i prospetti paga redatti dal datore di lavoro costituiscono elementi presuntivi liberamente apprezzabili dal giudice e rispetto ai quali il lavoratore può fornire prova contraria, talchè erroneamente la Corte li aveva ritenuti irrilevanti;
che la censura è manifestamente infondata, posto che la Corte territoriale ha fatto riferimento alla produzione da parte dell’appellante di prospetti riassuntivi e non già di buste paga munite di quietanza, alle quali soltanto, per giurisprudenza consolidata, può essere attribuito sia pur limitato valore presuntivo (Cass. n. 13150 del 24/06/2016);
che con il secondo motivo la ricorrente deduce omessa motivazione su un punto decisivo della controversia oggetto di discussione tra le parti, con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, osservando che la sentenza impugnata aveva omesso di motivare in ordine alle ragioni per le quali aveva ritenuto che l’amministrazione non avesse provato il proprio credito;
che anche tale censura è inammissibile, poichè non risultano denunciati vizi sussumibili nell’ambito dei limiti della doglianza enunciati dalle Sezioni Unite di questa Corte in relazione alla nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5 (risultante dall’intervento della L. n. 134 del 2012), applicabile ratione temporis, assumendo rilevanza la “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, la “motivazione apparente”, il “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e la “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, con esclusione del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione” (Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830);
che, conclusivamente, il ricorso va rigettato, con regolamentazione delle spese secondo soccombenza.
rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 2.900,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge.