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Timestamp: 2020-06-02 09:29:38+00:00
Document Index: 33296842

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 103', 'art. 33', 'art. 63', 'art. 97']

9 | Agosto | 2019 | Edscuola
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venerdì 9 Agosto 2019 Edscuola
Con la Sentenza del 24 luglio 2019 il TAR Lazio interviene su una questione che vede gli orientamenti giostrare tra di loro.
Ora è competenza del giudice ordinario, ora è competenza della giustizia amministrativa. Una questione per quanto “tecnica” che in realtà interessa tutti i docenti che sono costretti ad impugnare gli atti sulla mobilità quando ravvisano delle ingiustizie ed illegittimità. Ed i contenziosi in materia sono tanti.
Il caso di specie riguarda un contenzioso sulla mobilità, viene impugnato il provvedimento di assegnazione di ufficio della sede definitiva nonché l’ordinanza ministeriale dell’8 agosto 2018, avente ad oggetto la disciplina del personale docente educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2016-2017 della sede di ufficio, contestandone la legittimità per violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili. La ricorrente in questione contestava soprattutto che avendo conseguito l’assunzione con la stipula del contratto a tempo indeterminato nelle fasi 0 e A del piano straordinario di assunzioni di cui alla legge n. 107 del 2015 avrebbe dovuto essere assegnata con precedenza rispetto ai docenti assunti nel 2015/2016 (fasi B e C), a quelli assunti dalle graduatorie di merito (fase B3) ed a quelli assunti dalle GAE (fase C).
Quando ci si rivolge al giudice amministrativo e a quello ordinario?
In via generale il Collegio sottolinea che in materia di lavoro pubblico privatizzato, quale è quello dei docenti di scuola secondaria, il titolare del diritto soggettivo che risenta degli effetti di un atto amministrativo, non può scegliere, per la tutela del diritto, di rivolgersi al giudice amministrativo per l’annullamento dell’atto, oppure al giudice ordinario per la tutela del rapporto di lavoro previa disapplicazione dell’atto presupposto, atteso che, in tutti i casi nei quali vengono in considerazione atti amministrativi presupposti – ove si agisca a tutela delle posizioni di diritto soggettivo in materia di lavoro pubblico – è consentita esclusivamente l’instaurazione del giudizio ordinario, nel quale la tutela è pienamente assicurata dalla disapplicazione dell’atto e dagli ampi poteri riconosciuti al giudice ordinario dal comma 2 dell’art. 63 d. lgs. n. 165 del 2001 (Cass. sez. un., 05/06/2006, n.13169).
Il rapporto di lavoro dei docenti della scuola rientra nella giurisdizione del giudice del Lavoro
Per quanto concerne il rapporto di lavoro dei docenti di scuola secondaria, esso, quale che sia il tipo di atto impugnato, rientra nella giurisdizione esclusiva del G.O. risultando irrilevante, al fine del riparto giurisdizionale, la distinzione tra atti autoritativi-discrezionali e atti paritetici, e con eccezione per le sole procedure concorsuali, che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del G.A. (T.A.R. Marche, sez. I, 09/11/2012, n.727).
Sulla mobilità la competenza non è della giustizia amministrativa
Più in particolare per quanto riguarda la procedura di mobilità la Sezione con la recente sentenza n.9476/2019 ha affermato che “Occorre considerare che la procedura in questione costituisce una procedura di mobilità interna a tutti gli effetti, con la conseguente applicazione della riserva di disciplina alla contrattazione collettiva nei limiti previsti dall’ordinamento giuridico ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n. 165 del 2001, il quale precisa che “Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilita’, la contrattazione collettiva e’ consentita nei limiti previsti dalle norme di legge”. (…) La conclusione alla quale perviene è rappresentata dalla natura privata del procedimento di mobilità che non consente di configurare in astratto interessi legittimi, situazioni giuridiche soggettive concepibili solo in correlazione con l’attività autoritativa dell’amministrazione che costituisce il presupposto costituzionalmente obbligato perché una controversia sia attribuita ai sensi dell’art. 103 Cost. alla giurisdizione del giudice amministrativo.
Le controversie in materia di personale AFAM appartengono al giudice ordinario
Ad analoga conclusione è pervenuta la giurisprudenza di legittimità anche con riferimento al personale Afam (Cass. 26 giugno 2019, n. 17140), precisando che “Le controversie in materia di mobilità del personale degli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM) appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la l. n. 508 del 1999, pur inquadrando i predetti istituti tra le istituzioni di alta cultura riconosciute dall’art. 33 Cost. e garantendone l’autonomia statutaria e organizzativa, e pur avendo regolato il conferimento degli incarichi di insegnamento secondo modalità diverse sia da quelle previste per gli insegnanti di scuola primaria e secondaria, sia da quelle proprie dei professori universitari, ha nondimeno affidato alla contrattazione collettiva, nell’ambito di un apposito comparto, la disciplina del rapporto di lavoro di tale categoria di dipendenti, inclusi i criteri di distribuzione del personale e la mobilità interna. Il caso di specie non si sottrae al principio affermato dalla Corte di Cassazione.
La mobilità non ha carattere concorsuale
Si precisa ancora in punto di giurisdizione che la procedura in oggetto non ha carattere concorsuale, alla luce del costante orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. 26270/2016) secondo cui l’art. 63, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, si interpreta, alla stregua dei principi enucleati, ex art. 97 Cost., dal giudice delle leggi, nel senso che per “procedure concorsuali di assunzione”, ascritte al diritto pubblico ed all’attività autoritativa dell’amministrazione, si intendono non soltanto quelle preordinate alla costituzione “ex novo” dei rapporti di lavoro (come le procedure aperte a candidati esterni, ancorché vi partecipino soggetti già dipendenti pubblici), ma anche i procedimenti concorsuali interni, destinati, cioè, a consentire l’inquadramento dei dipendenti in aree funzionali o categorie più elevate, con novazione oggettiva dei rapporti di lavoro.
Concorso Dirigenti Scolastici: su 1.984 posti assegnati per l’a.s. 2019/20, 408 sono i vincitori destinati alla seconda o terza regione scelta nell’elenco delle preferenze indicate entro il 4 agosto tramite Istanze online.
Dei 1.984 vincitori assegnati – comunica infatti il Miur – 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.
Naturalmente questo non vuol dire che non ci saranno disagi pur all’interno della regione scelta, molto dipende ovviamente da situazioni personali.
Va detto che al di là di questo gruppo, c’è anche quello per il quale la regione assegnata è dalla 4 alla 14.
I vincitori sono stati assegnati alle Regioni sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020.
Assegnata la regione, i neo dirigenti attendono adesso l’assegnazione della sede (scuola).
I criteri proposti dal Miur per l’assegnazione della sede sono i seguenti:
posizione occupata nella graduatoria di merito
attitudini e capacità professionali che si possono desumere da esperienze e competenze pregresse, qualora legate all’incarico dirigenziale.
Nelle operazioni di assegnazione della sede i direttori degli Uffici Scolastici Regionali devono tener conto delle precedenze previste dalla legge 104/92, quindi si atterranno a quanto previsto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della citata legge, in base alla quale i beneficiari dei predetti articoli hanno la precedenza nella scelta della sede.
Tabella assegnazione
Scarica la graduatoria con le rettifiche
Prosegue la procedura che poterà all’esonero di 120 docenti, ai sensi della legge di bilancio 2019, per la costituzione delle “equipe territoriali”, che si occuperanno del Piano Nazionale per la Scuola Digitale.
I 120 docenti distaccati si occuperanno di:
garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale
promuovere azioni di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative.
Presentate le domande, in totale 1.486, e costituita la commissione, gli interessati attendono adesso di svolgere il colloquio.
Il Miur ha pubblicato, in data odierna, un apposito avviso in cui comunica le date in cui si svolgeranno i colloqui:
28, 29, 30 agosto 2019
3 e 4 settembre 2019.
I colloqui si svolgeranno in due sessioni al giorno (la prima con inizio alle ore 10.00, la seconda con inizio alle ore 14.30), presso la sede del Miur, viale Trastevere, n. 76/A, Roma, terzo piano.
I docenti ammessi al colloquio ricevono specifica comunicazione, contenente gli estremi della convocazione, all’indirizzo mail comunicato all’atto della presentazione della candidatura.
Ciascun docente, che abbia validamente presentato la candidatura, potrà verificare l’esito della valutazione dei titoli e delle esperienze, accedendo al portale “Istanze on line”, inserendo le proprie credenziali di accesso e selezionando l’istanza di cui all’avviso in oggetto.
Avviso convocazione colloqui
MOF, economie 2015/16 saranno distribuite alle scuole a settembre
Nella giornata di ieri, abbiamo riferito sull’incontro al Miur relativo al MOF a.s. 2019/20, relativamente al quale l’amministrazione ha illustrato ai sindacati la bozza di Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo.
MOF 2019/20, informativa al Miur: stanziati oltre 800 milioni di euro
Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle economie del 2015/16.
Risorse a.s. 2019/20
Ricordiamo che le risorse destinate alle scuole, per l’a.s. 2019/20, ammontano a euro 800.860.000,00.
Economie 2015/16
Il Miur ha informato che l’Ipotesi di CCNI sulle economie 2015/2016 è stato registrato da IGOP ed è tornato al MIUR il 6 agosto 2019.
Le risorse, relative alla succitate economie e a quelle del 2016/17, saranno distribuite alle scuole nel mese di settembre 2019.
In Inghilterra è imperante la logica di spronare i meno abbienti a intraprendere l’apprendistato e i più ricchi a iscriversi all’università, una logica che in realtà funziona per oliare il sistema: fa abbassare il debito, migliora i tassi di occupazione, riduce il bisogno di immigrati e quindi porta consenso alla politica.
Tuttavia, si legge sul Sole 24 Ore, non è una scelta lungimirante in termini economici. E soprattutto non è uguaglianza, anche se nel Regno Unito vige il sistema del debito studentesco: anche se non puoi permetterti di sostenere gli ingenti costi delle migliori università, il governo ti anticipa il denaro, con il patto di restituire tutto entro una certa scadenza.
Gli svantaggiati economicamente restano tali
In Italia, scrive Il Sole 24 Ore, l’università pubblica costa di meno, anche se ci avviciniamo al modello classista inglese se pensiamo alle rette di certe università private o dei master post lauream.
Anche restando nel pubblico dati Almalaurea mostrano chiaramente che tendenzialmente chi parte svantaggiato in termini economici, ci resta. Abbiamo bassissimi tassi di giovani laureati rispetto al resto d’Europa, soprattutto fra le fasce meno abbienti, anche perché nel nostro paese si aggiunge il gap della scelta della scuola superiore. Nell’anno scolastico in corso il 55% dei ragazzi frequenta il primo anno di un liceo, il 30% un istituto tecnico e il 15% un istituto professionale.
Almalaurea e Almadiploma
Come mostrano sempre i rapporti annuali di Almalaurea e Almadiploma, già questa prima scelta produce un divario di classe importante: solo un iscritto a un liceo classico o scientifico su 10 è figlio di operai o impiegati, il 17% dei diplomati professionali sceglie di andare all’università, e solo uno su tre di coloro che prima del diploma intendeva iscriversi all’università, l’ha effettivamente fatto. Chi proviene da famiglie più svantaggiate, non solo in termini economici, ma anche di titolo di studio dei genitori, di fatto studia di meno e quando anche arriva a iscriversi all’università, sceglie corsi di laurea più brevi.
Concorso dirigenti scolastici, ecco l’assegnazione regionale dei vincitori
Sul sito del MIUR è disponibile l’elenco con l’assegnazione ai ruoli regionali dei vincitori del concorso per Dirigenti Scolastici indetto con il D.D.G. 1259 del 23 novembre 2017.
Il Ministero fa sapere che I vincitori sono stati assegnati alle Regioni sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020.
Dei 1.984 vincitori assegnati, 1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.
Ad opporsi in modo netto all’accordo è il Movimento 5 Stelle. I motivi li ha spiegati alla Tecnica della Scuola la senatrice pentasellata Bianca Laura Granato, parlando di “un anno di lavoro portato avanti dal MIUR con orientamento contraddittorio e con scarsi confronti con il ministro”, accusandolo di non essere più “uomo di Stato il Ministro”, ma “uomo di partito”, perché avrebbe “attuato una manovra per dirottare i consensi di alcuni insegnanti sulla Lega, secondo il cliché ormai noto che vede la scuola come serbatoio elettorale”.
Sciopero Dsga, facenti funzione e Assistenti Amministrativi: proclamato per il 2 settembre
L’ANQUAP (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche) proclama, attraverso il suo presidente Giorgio Germani, le seguenti azioni di protesta sindacale:
sciopero (intera giornata lavorativa) per il 2 settembre 2019 (in occasione del primo giorno effettivo di inizio dell’a.s. 2019/2020);
sospensione di qualsiasi prestazione eccedente l’orario d’obbligo per tutto il mese di settembre 2019.
Le azioni sopra descritte vedono coinvolti i Direttori SGA, i Direttori SGA facenti funzione e gli Assistenti Amministrativi delle Istituzioni Scolastiche ed Educative.
La proclamazione dello sciopero avviene per l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione che si è svolta presso il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali – Divisione VI – nelle riunioni del 16/7/2019 e 7/8/2019. Nell’intervallo tra le citate riunioni presso il Ministero del Lavoro, si sono avuti specifici confronti presso il MIUR con l’Ufficio di Gabinetto e il Capo di Gabinetto il 22 e 30 luglio u.s.; confronti interlocutori che hanno affrontato le questioni di merito poste dall’Anquap con il documento del 12/7/2019 e con le dichiarazioni nella prima riunione presso il Ministero del Lavoro del 16/7/2019.
Gli argomenti a fondamento dello sciopero sono i seguenti:
Nella giornata del 2 settembre 2019 (sciopero) viene anche indetta una manifestazione a Roma nei pressi della sede istituzionale del MIUR.
n° 186 del 09-08-2019
NON C’È SICUREZZA SENZA RISORSE
8 GIUGNO: uno SCIOPERO FARSA
Reperimento dei Presidenti delle commissioni del II ciclo
VITALE PER IL SISTEMA GARANTIRE RIENTRO IN CLASSE A SETTEMBRE
Inaccettabile descrizione macchiettistica della scuola