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Timestamp: 2018-01-17 01:09:54+00:00
Document Index: 80415983

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 70', 'art. 1382', 'art 70', 'art. 1130', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 1136', 'art 70', 'art.70']

Art. 70 disp. att. c.c. - Sanzioni
Art. 70 disp. att. c.c.
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino ad euro 200 e, in caso di recidiva, fino ad euro 800. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie..
La Riforma ha previsto l'adeguamento delle sanzioni per la violazione delle regole contenute nel regolamento condominio, rendendole molto più elevate.
Art. 70 disp. att. cod. civ
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a 0,05 euro. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie. Art. 70. disp. att. cod. civ.
Il vecchio R.D.L. n. 56 del 1934 all'art. 27, terzo e quarto comma, disponeva che «i regolamenti di condominio possono stabilire per le infrazioni alle norme circa l'uso delle cose comuni e gli atti che turbano la tranquillità dei condomini una sanzione pecuniaria non superiore a lire 50». Successivamente, con l'entrata in vigore del nuovo codice civile l'articolo 70 delle disposizioni attuative, prevedeva che "per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a lire cento".
Così come la precedente, anche la nuova disposizione non ha dato luogo a molte controversie. Infatti, vista anche l'esiguità della sanzione, ha avuto, nel corso degli anni, una scarsa applicazione in quanto è stata considerata anacronistica. Non a caso si era cercato di avviare un processo di svecchiamento della stessa, presentando due diversi disegni di legge:
Disegni Legislativi presentati nel corso degli anni
D.L. N. 2587/S
(di iniziativa del senatore Tunis) prevedeva la modifica dell'articolo in tal senso: "per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito dall'assemblea condominiale, con la maggioranza dei partecipanti al condominio, rappresentanti almeno la metà del valore dell'edificio, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a cinquanta euro. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie".
D.L. N. 1659/S
(di iniziativa dei senatori Manfredi, Rizzi, Fabbri e Scotti) prevedeva che per le infrazioni al regolamento di condominio, "poteva essere irrogata dall'amministratore una sanzione pecuniaria la cui entità è deliberata dall'assemblea in via preventiva annuale". Inoltre "in difetto di pagamento si applicava l'articolo 63, secondo comma".
Risulta aggiornato al valore attuale della moneta, incrementando le sanzioni pecuniarie previste per la violazione di norme regolamentari, al fine di ottenere una più ampia osservanza delle stesse da parte dei condomini e di impedire violazioni sistematiche e ripetute attraverso la previsione di una sanzione per i recidivi.
Si passa dalle vecchie 100 lire alle 200,00 euro fino ad arrivare, in caso di recidiva alle 800,00 euro.
Viene reso più incisivo il fattore "deterrenza" e confermato il sistema della recidiva
Viene confermato il deposito presso lo stesso fondo
Quantificare la sanzione con un importo relativamente elevato al fine di garantire un comportamento rispettoso dei condomini nei confronti delle norme contenute nel regolamento di condominio
Ha una funzione punitiva e contiene un valore deterrente
Ha la finalità di limitare le liti condominiali al fine tutelare le «cose comuni» e i «servizi di interesse comune» il cui uso e le cui prestazioni devono essere disciplinate in modo tale che tutti i condomini ne traggano ottimale godimento.
Alleggerisce il carico degli uffici giudiziari
Ha carattere di "norma eccezionale": prevede una pena avente natura privata che ha come destinatari solo i condomini. Non consente applicazioni in via analogica, né adeguamenti che prescindano da un testo apposito testo legislativo.
E' una particolare forma di "risarcimento del danno" che scaturisce in seguito ad un inadempimento di obblighi assunti nei riguardi di un determinato uso dei beni comuni.
La possibilità di applicare una sanzione è vincolata solo alla presenza di una esplicita previsione del regolamento, in caso contrario, si avrà una lesione dei dritti di godimento del singolo condomino sui beni comuni. (Cass., n. 10329/2008)
Non possono essere previste sanzioni pecuniarie di importo superiore a quello stabilito dall'art. 70 per la nullità delle medesime
saranno ritenute "contra legem", eventuali delibere assembleari che dovessero prevedere sanzioni di importo maggiore (Cass., n. 948/ 1995)
I destinatari della sanzione
Il potere vincolante della norma regolamentare ha come destinatario solo i condomini, in quanto è una pena privata do natura eccezionale per cui non è applicabile ai conduttori che rimangono estranei alla organizzazione condominiale.
Un orientamento dottrinale minoritario riconosce come destinatari della sanzione anche i conduttori (Nicoletti A.-Redivo R., Il regolamento e l'assemblea nel condominio, Padova, 1994, pag.53-55.)
Potere dell'amministratore
Non è necessario un mandato preventivo specifico da parte dell'assemblea, in quanto rientra tra le sue attribuzioni (Cass., n. 14088/99; Cass., n. 9378/97).
E' tenuto ad attivarsi affine cessano gli abusi (Cass., n. 14735/2006)
E' tenuto ad irrogare sanzioni pecuniarie ai condomini ai responsabili delle violazioni del regolamento (Cass., n. 8804/1993)
Non può arrogarsi un potere discrezionale nel comminare sanzioni a suo piacimento, in quanto deve seguire solo le violazioni di norme per le quali è espressamente richiamata la sanzione nel regolamento.
Come ulteriore sanzione nel regolamento può essere inserita una clausola con cui si preveda il pagamento di una penale in caso di inadempimento o ritardo nel versamento delle quote, imponendo al condomino a versare a una maggior importo a tiolo di mora (ex art. 1382 cod. civ.) Tale clausola potrà essere inserita in un regolamento di natura contrattuale, ma potrà essere ridotta d'ufficio dal giudice nell'ipotesi in cui sia manifestamente eccessiva avuto riguardo alla violazione commessa.
Nuove applicabilità della norma
La riforma ha previsto un generico obbligo collaborativo in capo ai singoli condomini a favore del proprio amministratore al fine di costituire ed aggiornare il registro dell'anagrafe condominiale. Per tali motivi, per valorizzare lo strumento previsto dall'art 70 cod. civ. disp. att., si potrebbe inserire una precisa sanzione per omissione informativa o carenza di attivazione da parte del singolo condomino ai sensi dell'art. 1130, n. 6, c.c..
La nuova disciplina fra aspetti positivi e negativi
Il Legislatore non ha previsto che le infrazioni possano essere aggiornate in base all'inflazione.
L'articolo 72 non indica l'art. 70 tra le disposizioni di attuazione del codice civile inderogabili, facendo rientrare solo gli artt. 63,66,67,69 del cod. civ.
Rimane aperto il problema se la recidiva valga solo nell'ipotesi di violazione reiterata di disposizioni del regolamento condominiale o possa anche essere applicata nelle ipotesi di mancata esecuzione di altre diposizioni come ad esempio una delibera presa a maggioranza dei condomini. Lo stesso dicasi per la c.d. "recidiva semplice" cioè un comportamento illecito ripetuto dal condomino ma riguardante diverso precetto del regolamento. Su questo punto saranno le giudiziarie forse a delineare la corretta applicazione della norma.
Non è stato inserito il criterio della responsabilità oggettiva mediante il quale si poteva attribuire all'amministratore il potere di irrogare sanzioni anche al conduttore, familiare, convivente e dipendenti del condomino, con addebito direttamente a quest'ultimo degli importi. Infatti anche al conduttore e il comodatario dell'appartamento o al titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione potrà essere irrogata la sanzione pecuniaria (Giudice Conciliatore Caserta, sent. 15 del 22 luglio 1985): sebbene l'art. 70 att. c.c. nulla precisi al riguardo è pacifico come costoro, in quanto effettivi utilizzatori delle parti di uso comune dell'edificio, si trovino in una posizione di ingerenza nell'organizzazione condominiale di cui ne subiscono, anche le regole dettate dal regolamento.
Le sanzioni potranno diventare un ottimo deterrente per porre fine a determinati comportamenti
I regolamenti dovranno riportare in maniera analitica le diverse sanzioni per ogni singola azione/comportamento che si intendono vietare;
Nulla viene modificato in merito all'iter procedura per l'irrogazione della sanzione.
La bozza del disegno di legge modificativo della legge 220/2012
Le scelte legislative operate dal Riformatore, si sono rilevate in parte lacunose e a volte contraddittorie. Motivo per cui, buona parte delle associazioni di amministratori di condominio, insieme all'Ordine degli avvocati di Milano ed al Consiglio notarile di Milano, si sono riuniti ed hanno deciso di proporre al nuovo Parlamento, alcune proposte di modifica che andranno ad incidere su alcuni punti focali della riforma.
Le modifiche discusse incidono solo su alcuni aspetti di determinati articoli del Codice civile, modificandone la formulazione. La bozza del disegno di legge sarà esaminata dai parlamentari che avevano già lavorato sulla riforma nella scorsa legislatura.
All'interno di questo progetto di riforma vi è anche una norma che riguarda le sanzioni. La modifica proposta è così articolata: all'articolo 24; comma 1, dopo le parole "spese ordinarie" sono aggiunte le seguenti parole: "l'irrogazione della sanzione è deliberata dall'assemblea con le maggioranze di cui al quarto comma dell'articolo 1136". In questa ipotesi vi sarà un passaggio obbligato dalla assemblea, che deciderà con una determinata maggioranza prescritta dal 4° comma dell'art. 1136 cod civ. Quindi il provvedimento sanzionatorio per potersi concretizzare necessiterebbe di una preventiva deliberazione.
Questa modifica dovrebbe essere recepita all'interno del decreto legge concernente disposizioni urgenti per lo sviluppo economico e per l'avvio del piano "Destinazione Italia". Al momento in cui si scrive il medesimo decreto non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
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