Source: http://cittaattivacorinaldo.it/documenti/documenti/5-documento-su-politica-partecipativa-e-tutela-dell-ambiente-per-la-citta-di-corinaldo
Timestamp: 2019-05-21 17:15:22+00:00
Document Index: 11225623

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 11', 'art. 50', 'art. 41', 'art. 39', 'art. 2', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 273', 'art. 36', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 36']

Home Media Documenti Documento su politica partecipativa e tutela dell’ambiente per la Città di Corinaldo
Il Capitolato, che per i punti da 1 a 4 affronta il tema della politica partecipativa, si fonda sulla semplice affermazione di pratiche che trovano già ampio riscontro nel quadro normativo e giuridico nazionale, sovranazionale e locale. Il nostro obiettivo è infatti quello di recuperare delle buone prassi di coinvolgimento democratico della popolazione, al di là di steccati ideologici di sorta.
I punti 5 e 6 invece rappresentano richieste di specifico impegno nel campo ambientale, pur sempre inquadrate in norme o atti ampiamente affermati o sottoscritti dal più ampio ventaglio di forze politiche: sicché, laddove al punto 5 si chiede al futuro Sindaco di Corinaldo di farsi capofila e conduttore della vertenza sulla proposta centrale Turbogas, lo si fa sulla base di un ponderoso numero di atti contrari al progetto, inclusi quelli già prodotti dalla decadenda Amministrazione comunale; non diversamente, al punto 6 la richiesta di aderire nel concreto alle indicazioni in materia di tutela dell’ambiente provenienti dall’Unione Europea, lo si fa appunto su una solida base di indirizzo normativo, in maniera da togliere campo a qualunque distinzione ideologica, che troverà invece più opportuna sede nei programmi dei Candidati.
Nella serena speranza di essere riusciti in questo esercizio di equilibrio, passiamo ora ai presupposti e alle motivazioni dei punti del Capitolato.
Le relazioni istituzionali che muovano dall’iniziativa di singoli cittadini o libere associazioni hanno trovato un primo germe di riconoscimento nell’art. 50 della Costituzione, che stabilisce che i cittadini possono muovere alle Camere delle petizioni popolari per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
Il Trattato dell’Unione Europea, all’art. 11, prevede pur nel quadro di subordinazione al sistema di democrazia rappresentativa, l’ingresso di ampi strumenti partecipativi, individuati nella consultazione, nel dialogo, nella trasparenza, nella possibilità di iniziative popolari di proposte di legge.
Lo Statuto della Regione Marche, venendo ad un piano locale, oltre a travasare il disposto costituzionale di cui all’art. 50 nell’art. 41 dello Statuto, all’art. 39 del medesimo va ulteriormente nella direzione del riconoscimento della politica partecipativa, articolandolo nella stretta interrelazione fra informazione, partecipazione, processi decisionali, concretizzazione di vere e proprie forme di raccordo fra Consiglio Regionale e rappresentanze cittadine.
Per quanto riguarda il Comune di Corinaldo, all’art. 2 comma 3 dello Statuto è stabilito quanto segue:
“Il Comune collabora con gli altri soggetti di governo secondo il principio della complementarietà e sussidiarietà delle funzioni, nonché con tutti gli altri organismi che perseguono finalità sociali nella comunità; garantisce la partecipazione dei cittadini all’amministrazione e valorizza l’associazionismo, il volontariato e la cooperazione per accrescere la solidarietà fra i cittadini, la loro responsabilità nella gestione dei servizi, la funzionalità dei servizi stessi”.
Al Capo IV dello Statuto medesimo, agli artt. da 61 a 68 sono stabilite le modalità con cui deve essere realizzata la partecipazione popolare alla vita politica, secondo un ampio ventaglio di strumenti ed implementazioni, come le assemblee pubbliche, consultazioni, petizioni, proposte, istanze e referendum consultivi, insieme che si connette anzitutto ai doveri di informazione del Comune di cui all’art. 56 dello Statuto.
Noi Associazione Città Attiva Corinaldo lamentiamo su quest’ultimo punto un comportamento particolarmente carente, soprattutto sulla vicenda della proposta Centrale Turbogas. Riteniamo anzi che l’articolato statutario in materia di partecipazione e trasparenza sia stato in quell’occasione ampiamente disatteso, e chiediamo con forza per il futuro un atteggiamento conforme agli indirizzi di politica partecipativa, che pur sempre soggetti al quadro istituzionale fondato sulla rappresentatività, sono ormai consolidati, come si vede, a tutti i livelli.
Altresì ci auguriamo che venga rispettata la cadenza quadrimestrale finora disattesa del “Giornalino di Corinaldo” e che venga concesso un equo spazio a tutte le associazioni.
Di certo, il rischio che vorremmo scongiurare, è che il sopra evocato quadro normativo che incentiva le cosiddette relazioni istituzionali, finisca per favorire solamente quelle intese come relazioni di lobby, con l’esclusione di fatto di rappresentanze cittadine portatrici di interessi diffusi e di sensibilità profonde nel corpo sociale.
Si ricorda qui inoltre che la garanzia di un’ampia trasparenza, della comunicazione al pubblico e della sua partecipazione ai processi decisionali, per quanto riguarda gli interventi fortemente impattanti l’ambiente, è riconosciuta già dalla Convenzione di Aarhus, e nel suo riflesso normativo nazionale concretizzatosi nel D. Lgs. 159/2005.
Queste argomentazioni sono quelle sintetizzate e riflesse nella richiesta di cui al punto 1 del presente Documento.
Occorre precisare che tali richieste, in particolare quelle in merito alla trasparenza e alla comunicazione, devono estendersi non soltanto agli organi decisori centrali o agli Enti locali in se stessi, ma anche alle società o agli enti economici da questi partecipate. Proprio le oscure vicende della Centrale Turbogas di Corinaldo transitarono attraverso uno di codesti enti economici pubblici, ovverosia il Consorzio ZIPA. Non è dunque un caso, se al punto 2 del seguente Capitolato, si tenti di incidere sul tema della trasparenza e dell’accesso agli atti in relazione alle società partecipate dal Comune di Corinaldo. Si tratta peraltro non dell’unica criticità recentemente registratasi nel territorio corinaldese, come il problema delle molestie olfattive provenienti dall’impianto di compostaggio e produzione di biogas, dal discutibile funzionamento, gestito dal consorzio intercomunale CIR 33. Anche la stessa discarica di rifiuti urbani desta di per sé qualche preoccupazione: essa va vista nella sua duplice veste di portatrice di introiti ma anche di rischi, in considerazione dello scenario nazionale sui rifiuti che non lascia certo spazio ad esagerati ottimismi, e che deve sempre richiamare a quella massima attenzione e cautela che altrove sono già diventati un esercizio in qualche modo condiviso fra amministratori e cittadini.
Il tema della comunicazione alla cittadinanza in materia di bilancio, collegato strettamente ai percorsi di dialogo nei processi decisionali, è quello affrontato al punto 3, dove si chiede l’instaurarsi di un atteggiamento volto alla costruzione di un maggior clima di fiducia fra amministratori ed amministrati.
Il punto 4 del Capitolato è invece un intervento su un malvezzo istituzionale nella comunicazione interna al Comune, delle proposte deliberative ai Consiglieri, che troppo spesso avvengono in prossimità della scadenza, concedendo così tempi sempre molto stretti alla valutazione, tanto più che alcuni argomenti, per complessità e vastità avrebbero vieppiù il bisogno di una calma ponderazione. Auspichiamo infatti, anche alla luce dei recenti inviti alla coesione nazionale provenuti dalla più alta carica dello Stato, che anche localmente, anche a Corinaldo, i cittadini non debbano più assistere ad una politica-spettacolo di bassa qualità e che si nutre volentieri dei cosiddetti ‘colpi bassi’.
Allo scopo di superare tale difficoltà, si chiede un espresso impegno a riformare il termine di notifica dell’Ordine del Giorno ai Consiglieri, di cui all’art. 1 del Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio Comunale, da 5 giorni a 20 giorni.
Il termine di cinque giorni era previsto dal R. D. 148/1915, ma il TUEL (D. Lgs. 267/2000) all’art. 273 (norme transitorie) ha dato facoltà ai Comuni di modificare il predetto termine mediante il Regolamento Comunale per il funzionamento del Consiglio Comunale. Riteniamo importante procedere al miglioramento di una norma che risale alla Prima Guerra Mondiale, avendo a cuore l’affermarsi del progresso democratico che è alla base della nostra Costituzione, e che non deve trovare ostacolo in ammennicoli normativi del tutto anacronistici.
Il difetto di comunicazione a cui ci riferiamo ha riguardato purtroppo anche aspetti relativi al bilancio comunale. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno una richiesta di impegno specifico affinché sia modificato il Regolamento Comunale di Contabilità, nel pieno rispetto della legge, in modo che si dia un termine sufficientemente ampio all’esame del Consiglio Comunale, relativamente al bilancio di previsione, identificando sempre in 20 giorni, il tempo utile ai Consiglieri per l’esame o le osservazioni, uniformando tale tempistica al termine di 20 giorni già previsto per la valutazione della proposta di approvazione del rendiconto di cui all’art. 36 del Regolamento comunale di contabilità, articolo di cui si chiede peraltro nel Capitolato il rispetto perentorio.
Più dettagliatamente si propone di innalzare da 10 a 20 giorni il tempo utile alla presa in visione del bilancio di previsione, di cui al comma 3 dell’art. 10 del Regolamento Comunale di Contabilità; si propone parallelamente di innalzare il termine di cui al comma 1 dell’art. 11 del predetto Regolamento di contabilità, utile alla presentazione degli emendamenti allo schema di bilancio proposto, da 10 a 20 giorni; altrettanto tempo dovrà essere concesso ai Consiglieri all’esame dei suddetti emendamenti: coerentemente si propone infatti di innalzare anche il termine di cui al comma 3 del’art. 11 del predetto Regolamento di contabilità, da 3 a 20 giorni.
Tali ampliamenti sono in conformità alla normativa sovraordinata che prevede allo scopo ‘un congruo termine’ (art. 16, comma 2 del D. Lgs. 77/1995).
Venendo ai temi più prettamente ambientali, la proposta Centrale Turbogas, da parte di Edison SpA, oltre ad essere di per sé un’improvvida ipoteca sulla salute e l’ambiente dei corinaldesi, si è già tramutata in un fattore di incertezza politica, stante l’artificioso protrarsi del relativo procedimento amministrativo. Riteniamo che il futuro Sindaco di Corinaldo possa fare molto di più che il passivo ratificatore di atti elaborati altrove, dai cittadini e dai loro legali, o da altri Sindaci, che pur essendo indubbiamente coinvolti e più che legittimamente chiamati ad intervenire, non possono tuttavia avere lo stesso peso politico del Sindaco della località presso cui il progetto è stato indirizzato.
Infine, all’ultimo punto, si chiede semplicemente e senza spirito di polemica, che il Comune abbia un comportamento pienamente rispondente agli indirizzi europei in materia di tutela dell’ambiente, di risparmio energetico, di riuso e riutilizzo di materia, di prevenzione nell’emissione di gas climalteranti (Protocollo di Kyoto e strategia europea “20 – 20 – 20”), punti che possono essere soddisfatti anche attraverso un’adeguata disciplina di bilancio, per la quale, a maggior ragione, è richiesta al precedente punto 4 una politica di ampia condivisione e comunicazione la più possibile continua e costante.
Si intende che la sottoscrizione del seguente Capitolato non comporta in alcun anche modo la condivisione di quanto affermato nel Preambolo. Non tanto con l’intenzione di creare un atto in un certo modo vincolante, ma con lo spirito di sollecitare l’adeguata attenzione verso i temi proposti, ordunque si chiede che i Candidati a Sindaco di Corinaldo si impegnino a quanto segue.
Qualora fossi eletto Sindaco di Corinaldo,
1) mi impegno a determinare, per tutto quanto esula dall’ordinaria amministrazione, percorsi decisionali sin dall’origine trasparenti e condivisi con la popolazione, mediante gli strumenti comunicativi previsti dall’ordinamento e prediligendo le assemblee pubbliche, in modo che i cittadini possano intervenire con propri contributi e considerazioni che trovino un puntuale confronto l’Amministrazione, facilitando il più possible il dialogo con la cittadinanza e l’accesso agli atti.
2) mi impegno ad elevare sensibilmente gli standard di trasparenza e accesso anche presso gli enti economici e le società partecipate (sia a titolo diretto che indiretto) e le loro strutture, a favorire la partecipazione politica della cittadinanza sui temi della gestione dei servizi ad esse afferenti, anche attraverso regolari visite agli impianti compartecipate dai cittadini, e aggiornamenti sullo stato dei servizi e del conseguimento delle finalità statutarie.
3) mi impegno alla massima trasparenza di bilancio, mediante costanti atti e momenti pubblici assembleari di comunicazione riassuntiva ed esplicativa, con cadenza almeno semestrale, dove sia possibile alla cittadinanza intervenire e richiedere eventuali chiarimenti, e a far sì che sia data all’indizione di tali assemblee pubbliche la più ampia pubblicità e con adeguato anticipo.
4) mi impegno ad adoperarmi perché le proposte deliberative pervengano entro un termine più ampio e ragionevole prima della seduta di discussione in Consiglio: mi impegno perciò ad adoperarmi perché si modifichi in tal senso l’art. 1 del Regolamento Comunale per il funzionamento del Consiglio Comunale innalzando da cinque a venti giorni il termine previsto; mi impegno inoltre ad adoperarmi perché si modifichi il Regolamento Comunale di contabilità, all’art. 10 comma 3 e all’art. 11 commi 1 e 3, affinché tutti i termini indicati relativi alla valutazione della proposta di schema di bilancio annuale di previsione, nonché utili alla presentazione degli emendamenti e alla valutazione di questi ultimi, siano innalzati anch’essi a venti giorni; mi impegno infine, quale eventuale capo dell’organo esecutivo, a rispettare perentoriamente e scrupolosamente il termine di almeno 20 giorni utili alla valutazione della proposta di deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto di cui all’art. 36 del Regolamento Comunale di contabilità.
5) mi impegno a condurre in prima persona, per quanto compatibile con il ruolo istituzionale ricoperto, la vertenza sulla proposta Centrale Turbogas di Corinaldo, sempre all’insegna della più netta e decisa contrarietà al progetto, impegnando il Comune: sia sotto il profilo politico, coordinando l’azione di altri rappresentanti di enti locali di uguale avviso, approfondendo adeguatamente anche tramite eventuali incarichi esterni gli aspetti inerenti le questioni di diritto pertinenti, nonché la tutela della salute pubblica, e per quanto concerne l’impatto sull’ambiente e sul sistema dei beni artistici, culturali, paesaggistici e storico-archeologici; sia sotto quello giuridico-amministrativo, predisponendo opportune ed ulteriori osservazioni al progetto, ed instaurando eventuale contenzioso qualora siano emanati atti di qualunque natura che possano prefigurare un esito procedurale favorevole al progetto.
6) mi impegno a condurre una politica di bilancio e di tutela dell’ambiente in sollecita e piena coerenza e concordanza con gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea nelle pertinenti Direttive e Decisioni, in termini di riduzione di emissione di gas climalteranti, di risparmio energetico, di riciclo e riuso di risorse energetiche e materiali; mi impegno inoltre a preservare l’ambiente, il paesaggio e la bellezza di Corinaldo e del suo territorio, evitando il più possibile interventi che possano menomarne irrimediabilmente l’aura di medioevale antichità.
Corinaldo, 19 aprile 2012.