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Timestamp: 2018-08-15 09:41:29+00:00
Document Index: 149133547

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 102', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 8']

L attività delle Commissioni nella XV legislatura. Commissione finanze. n. 1/6 parte seconda - PDF
L attività delle Commissioni nella XV legislatura. Commissione finanze. n. 1/6 parte seconda
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1 L attività delle Commissioni nella XV legislatura Commissione finanze n. 1/6 parte seconda Maggio 2008
2 Camera dei deputati XVI LEGISLATURA SERVIZIO STUDI Documentazione e ricerche L attività delle Commissioni nella XV legislatura Commissione Finanze n. 1/6 parte seconda Maggio 2008
3 La documentazione di inizio legislatura predisposta dal Servizio Studi e, quanto ad alcune parti, dall Ufficio per i Rapporti con l Unione europea, dal Servizio Biblioteca, dal Servizio Bilancio dello Stato, dal Servizio Commissioni e dal Servizio per il Controllo parlamentare, si compone di: un dossier ipertestuale su CD-ROM (Documentazione e ricerche, n. 1), che illustra analiticamente le principali politiche legislative e attività istituzionali svolte dalla Camera dei deputati nel corso della XV legislatura; 14 fascicoli di accompagnamento (Documentazione e ricerche, nn. da 1/1 a 1/14 parte prima) recanti, per ciascuna Commissione, una nota di sintesi sulle aree tematiche di interesse, sull attività svolta e sugli adempimenti governativi nelle materie di competenza; 14 volumi (Documentazione e ricerche, nn. da 1/1 a 1/14 parte seconda) recanti, per ciascuna Commissione, un estratto del dossier ipertestuale concernente le politiche legislative e l attività istituzionale nelle materie di competenza. Avvertenza Il presente dossier è stato realizzato in collaborazione con il Servizio Studi del Senato della Repubblica. In particolare i capitoli 9 (Le altre imposte indirette e le tasse), 14 (Giochi e scommesse), 15 (Demanio e patrimonio dello Stato) e le schede di approfondimento relative alla Disciplina dei mercati finanziari, alla Disciplina degli intermediari creditizi e al Contrasto del riciclaggio sono stati realizzati dal Servizio studi del Senato della Repubblica. DIPARTIMENTO FINANZE Consiglieri: Raffaele PERNA (3113) Domenico SICLARI (2988) Documentaristi: Simonetta BIGAZZI (4190) Carla CHIARO (ragioniere) (9429) Mariadele CUCINOTTA (2229) Segretari: Roberta SCANDURRA (9496) I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. File: FI0001a.doc
4 I N D I C E POLITICHE LEGISLATIVE E ATTIVITÀ ISTITUZIONALE L ORDINAMENTO TRIBUTARIO Fisco: i principi costituzionali...13 Fisco: evoluzione comunitaria...17 Le norme dei Trattati in materia fiscale...17 La politica fiscale nell'unione europea...17 La disciplina comunitaria degli aiuti di Stato...20 L amministrazione finanziaria...23 Il Ministero dell economia e delle finanze La tassazione delle persone fisiche...29 Aliquote e scaglioni IRPEF...29 Detrazioni per familiari a carico...30 Detrazioni per tipologia di reddito...31 Abitazione principale...32 Detrazione per oneri...33 Reddito d impresa e lavoro autonomo...37 Reddito d impresa...37 Reddito di lavoro autonomo...39 Crediti d imposta...40 Le imposte dirette: i regimi speciali...45 Contribuenti minimi...45 Settore agricolo...46 Altre disposizioni...49 L Imposta sul valore aggiunto (IVA)...53 Adempimenti dei contribuenti IVA...53 Le ipotesi di indetraibilità dell Iva e le modifiche alla base imponibile...55 Interventi sulle aliquote Iva e regimi di esenzione...57 Le accise...61 La tassazione dei prodotti energetici...61 Biocarburanti...66 I
5 Le altre imposte indirette e le tasse...69 L imposta di registro...69 Imposte ipotecarie e catastali...71 Imposta sulle successioni e sulle donazioni...72 Tasse di concessione governativa...73 La tassa sui contratti di borsa...74 Emersione della base imponibile...77 Aspetti generali...77 L aggiornamento del catasto terreni e fabbricati...78 L adeguamento delle rendite catastali...79 Il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni...80 Il flusso di dati gestito dall Amministrazione finanziaria...81 Adempimenti dei contribuenti e comunicazione di informazioni...81 Frodi fiscali...84 Paesi a fiscalità privilegiata...86 I tributi regionali e locali...87 Il federalismo fiscale...87 Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)...89 Imposta comunale sugli immobili (ICI)...90 Addizionali comunali e regionali all IRPEF...91 Accertamento e riscossione tributi...93 L accertamento e la riscossione dei tributi...93 Gli studi di settore rinvio La giustizia tributaria...99 Entrate tributarie: tabelle Andamento delle entrate Confronto tra dati di previsione e dati di consuntivo LE ALTRE ENTRATE DELLO STATO Giochi e scommesse Modernizzazione dell offerta dei giochi e misure di contrasto al gioco illegale Attribuzione all AAMS del potere di stabilire le modalità di rimozione dei giochi illegali o irregolari Regime tributario degli apparecchi da intrattenimento II
6 Definizione degli apparecchi per il gioco d azzardo Sanzioni in materia di apparecchi e congegni da intrattenimento Caratteristiche tecniche degli apparecchi da intrattenimento Istituzione di un concorso pronostico su base ippica e di scommesse varie Disposizioni in materia di gioco del lotto Affidamento in concessione della gestione di giuochi numerici a totalizzatore nazionale e proroga della concessione per l Enalotto Demanio e patrimonio dello Stato Il censimento del patrimonio immobiliare La valorizzazione dei beni del patrimonio pubblico L incremento del patrimonio immobiliare destinato alla locazione di edilizia abitativa I canoni demaniali marittimi DIRITTO DELLE SOCIETÀ E DEI MERCATI FINANZIARI L evoluzione del diritto societario I conti annuali delle società Le fusioni transfrontaliere Nomina di amministratori, sindaci o componenti del consiglio di sorveglianza di società per azioni da parte dello Stato o di enti pubblici La disciplina dei mercati finanziari L attuazione della direttiva sul prospetto L attuazione della direttiva sull armonizzazione degli obblighi di trasparenza L attuazione della direttiva sulle offerte pubbliche di acquisto L attuazione della direttiva MiFID L attuazione dell Accordo di Basilea II e della direttiva 2006/49/CE sulla vigilanza regolamentare sulle imprese d investimento Il coordinamento del TUF con la legge n. 262 del Le società di investimento immobiliare quotate (SIIQ) La disciplina relativa all utilizzo degli strumenti finanziari derivati Introduzione nell ordinamento della c.d. poison pill Gli intermediari creditizi Organizzazione degli intermediari creditizi III
7 Attività degli intermediari creditizi Portabilità dei mutui bancari Trasparenza e modifica delle condizioni contrattuali Fondo di solidarietà per i mutui per l acquisto della prima casa e sospensione del pagamento delle rate Il processo di integrazione dei servizi di pagamento in Europa e la direttiva 2007/64/CE Il contrasto al riciclaggio Il contenuto della direttiva 2005/60/CE Il decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109 in materia di contrasto e repressione del finanziamento al terrorismo Il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 concernente la prevenzione dell utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio La disciplina del settore assicurativo ATTIVITÀ PRESSO LE ISTITUZIONI DELL UNIONE EUROPEA (a cura dell Ufficio Rapporti con l Unione europea) Attività UE: diritto societario Attività UE: fiscalità IVA Accise Base imponibile consolidata Attività UE: servizi finanziari Stabilità finanziaria e gestione delle crisi Rafforzamento della vigilanza Interventi settoriali nell area dei servizi finanziari SCHEDE DI APPROFONDIMENTO L ORDINAMENTO TRIBUTARIO Aiuti di Stato e servizi pubblici I principi generali I servizi di interesse economico generale Il Dipartimento delle Finanze IV
8 Le Agenzie fiscali Agenzia delle dogane Agenzia delle entrate Agenzia del demanio Agenzia del territorio L Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato Politiche fiscali per la famiglia Detrazioni per familiari a carico Detrazione per oneri IRES: ampliamento base imponibile Disciplina sugli immobili Ammortamento Autoveicoli Interessi passivi Regime delle perdite Deduzioni extracontabili Plusvalenze e minusvalenze da partecipazioni Consolidato nazionale e mondiale Società non operative La sentenza Iva sugli autoveicoli Il quadro normativo di riferimento Principi dell Iva comunitaria Il sistema comune dell IVA Fisco ambientale e energie alternative Ecoincentivi per la rottamazione, sostituzione e acquisto di veicoli Riqualificazione energetica degli edifici Altre detrazioni per finalità di risparmio energetico ambientale La tassazione dei prodotti energetici Le modifiche apportate dal D.Lgs. n. 26/2007 al T.U. delle accise Fiscalità e controlli sugli immobili Compravendita di immobili Fiscalità dell abitazione principale Detrazioni per oneri Altre disposizioni V
9 L accatastamento dei fabbricati rurali L aggiornamento del catasto terreni White list Le nuove white list dei paesi non fiscalmente privilegiati L Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) Norme di agevolazione fiscale Base imponibile Adempimenti dei contribuenti Potestà regolamentare dei comuni in materia di ICI Norme di interpretazione autentica Gettito ICI e trasferimenti erariali Disposizioni varie L IRAP Aliquota d imposta Determinazione del valore netto di produzione Deduzioni extracontabili Determinazione della base imponibile Gli studi di settore Il quadro normativo Revisione degli studi di settore Gli indicatori di normalità economica L applicazione dell accertamento basato sugli studi di settore Utilizzazione degli studi di settore ai fini dell accertamento Il sistema sanzionatorio La valenza probatoria degli indicatori di normalità economica: le modifiche recate dal d.l. n. 81/2007 e dalla legge finanziaria I soggetti abilitati alla riscossione Il sistema nazionale della riscossione: Equitalia S.p.A Le disposizioni di sanatoria in favore dei concessionari della riscossione Il diritto al discarico L affidamento della gestione delle entrate locali DIRITTO DELLE SOCIETÀ E DEI MERCATI FINANZIARI Le SIIQ VI
10 Inquadramento generale Requisiti soggettivi Requisiti statutari e di struttura partecipativa Attività delle SIIQ Disciplina fiscale Gli strumenti finanziari derivati Inquadramento normativo L impiego di strumenti finanziari derivati da parte degli enti territoriali Le modifiche apportate dalla legge finanziaria per il Le disposizioni recate dall articolo 1, commi , della legge finanziaria per il La direttiva MiFID La Direttiva 2004/39/CE e il D.Lgs. n. 164 del Provvedimenti connessi all attuazione del D.Lgs. n. 164 del Gli obblighi di trasparenza Il prospetto da pubblicare per l offerta pubblica o l ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari Armonizzazione degli obblighi di trasparenza delle informazioni sugli emittenti valori mobiliari negoziati nei mercati regolamentati Le Offerte Pubbliche di Acquisto Basilea Requisiti patrimoniali minimi Il controllo delle Banche centrali Disciplina del mercato e trasparenza Contratti bancari e portabilità dei mutui Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali (c.d. ius variandi) Estinzione anticipata o parziale dei mutui immobiliari e divieto di clausole penali La portabilità dei mutui Semplificazione del procedimento di cancellazione dell ipoteca nei mutui immobiliari Le nuove norme antiriciclaggio Inquadramento generale VII
11 Il contenuto della direttiva 2005/60/CE (c.d. III direttiva antiriciclaggio) Le linee-guida del D.Lgs. n. 231 del I limiti all utilizzo di denaro contante La disciplina del risarcimento diretto VIII
12 Politiche legislative e attività istituzionale
14 L ORDINAMENTO TRIBUTARIO
16 FISCO: I PRINCIPI COSTITUZIONALI FISCO: I PRINCIPI COSTITUZIONALI I princìpi fondamentali cui è informato l ordinamento tributario italiano sono oramai consolidati nell interpretazione e nella giurisprudenza costituzionale, che hanno chiarito portata e limiti della riserva relativa di legge, stabilita dall articolo 23 della Costituzione per l imposizione di prestazioni personali e patrimoniali, e delle nozioni di capacità contributiva e progressività, che l articolo 53 determina rispettivamente quale fondamento dell obbligazione tributaria e quale criterio organizzatore del sistema fiscale. Diverse pronunzie della Corte costituzionale, nel periodo , hanno statuito l illegittimità di alcune disposizioni attinenti alla disciplina dei tributi e della giurisdizione delle commissioni tributarie. Si segnalano in particolare: - in materia di discarica di rifiuti solidi, la sentenza n. 412 del 2006, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di diversi articoli della legge della Regione Molise 13 gennaio 2003 (recante disposizioni per l'applicazione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, di cui all'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549), per esorbitanza dai limiti della potestà tributaria regionale; le disposizioni censurate risultano in più punti contrastanti, infatti, con la legislazione statale in materia; - in materia di rimborsi IVA, la sentenza n. 330 del Tale pronuncia ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'articolo 4, comma 1, secondo periodo, della legge 21 novembre 2000, n Si ricorda che il primo periodo dell'art. 4, comma 1, della legge n. 342 del 2000, con norma di interpretazione autentica, estende l ambito applicativo della disposizione che consente di esercitare l'opzione e la revoca di regimi di determinazione dell'imposta o di regimi contabili (di cui all articolo 1 del D.P.R. n. 442 del 1997) per facta concludentia o tramite le modalità di tenuta delle scritture contabili anche ai comportamenti concludenti tenuti dal contribuente anteriormente alla data di entrata in vigore del citato decreto n. 442 del Tuttavia la disposizione censurata dalla Corte (secondo periodo dell articolo 4) escludeva la ripetibilità di quanto pagato dal contribuente a titolo di imposte, soprattasse e pene pecuniarie, anche nel caso in cui tali pagamenti risultassero non dovuti, proprio in conseguenza dell'efficacia delle manifestazioni tacite di volontà poste in essere in data anteriore al 7 gennaio 1998 (data di entrata in vigore del decreto legislativo 10 novembre 1997, n. 442). La Corte ha dunque reputato tale disposizione in contrasto con il principio di uguaglianza, poiché contraddittoriamente - da un lato attribuisce alla disposizione interpretata un significato tale da qualificare come non dovuto, sin dall'origine, un pagamento; dall'altro, ne esclude la ripetibilità. 13
17 POLITICHE LEGISLATIVE E ATTIVITÀ ISTITUZIONALE - la sentenza n. 267 del 2007 che, in materia di alienazione di immobili pubblici, ha dichiarato l illegittimità costituzionale dell articolo 11-quinquies, comma 7 del D.L. 30 settembre 2005, n La norma prevedeva l esclusione di alcuni edifici - specificamente individuati dalla medesima disposizione - dalle procedure di vendita previste per gli immobili pregiati, sancendone dunque l obbligo di alienarli con l applicazione del prezzo di vendita stabilito per gli edifici non di pregio. La Consulta ha dichiarato la disposizione - discriminatoria per i conduttori dei due immobili esclusi dalla vendita e lesiva del loro legittimo affidamento - illegittima a causa dell irragionevolezza ed arbitrarietà della norma-provvedimento. - la sentenza n. 64 del 2008 che ha dichiarato, in materia di estensione della giurisdizione tributaria, l illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n e successive modifiche, nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione tributaria le controversie relative alla debenza del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP), in quanto la norma, attribuendo alla giurisdizione tributaria la cognizione di una controversia relative a prestazioni patrimoniali qualificate come non tributarie, si risolve nella creazione di un giudice speciale vietato dal secondo comma dell'art. 102 Cost. La riforma operata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), ha comportato l assegnazione di poteri in materia di entrata e di spesa agli enti territoriali (regioni, province, comuni, città metropolitane) e di correlate funzioni normative, da esercitarsi nel quadro definito dalla legislazione statale. Tale assetto di rapporti, nel quale a ciascun ente è riconosciuta autonomia finanziaria entro i limiti necessari a mantenere l unitarietà dell ordinamento e la solidarietà tra le articolazioni territoriali della Repubblica, si riassume nella formula del federalismo fiscale. Per approfondimenti sull argomento, si veda il capitolo I tributi regionali e locali, pag. 87 e la scheda Il federalismo fiscale, nel dossier relativo alla Commissione Bilancio. Nel conferire autonomia finanziaria di entrata e di spesa ai comuni, alle province, alle città metropolitane e alle regioni, il nuovo assetto costituzionale ha conferito ad essi risorse autonome, in aggiunta a compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, nonché il potere di stabilire e applicare tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Nel corso degli ultimi anni, la giurisprudenza della Corte costituzionale ha proseguito nell opera di enucleazione del significato delle nuove disposizioni, al fine di precisarne la collocazione nel sistema giuridico e di determinare l ambito 1 Recante disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n
18 FISCO: I PRINCIPI COSTITUZIONALI di azione della potestà legislativa regionale la quale, ai sensi dell articolo 119 della Costituzione, deve espletarsi in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. In merito appare significativo segnalare quanto disposto con la sentenza n. 102 del 2008, con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l illegittimità dell imposta regionale sulle plusvalenze delle seconde case ad uso turistico (prevista dall articolo 2 della legge della Regione Sardegna n. 4 del 2006 e successive modifiche) e dell imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico (prevista dall art. 3 della medesima legge regionale e successive modifiche). Si rileva, tuttavia, che la Consulta ha espressamente precisato che l esame delle questioni ad essa proposte è stato condotto alla stregua sia degli artt. 3, 53 e 117, primo comma, Cost., sia del [ ] parametro contenuto nello Statuto della Regione Sardegna (art. 8, lettera i) ora lettera h) della legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 3), alla stregua del quale le entrate della regione sono costituite, tra l altro, da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri, che la regione ha facoltà di istituire con legge, in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato, escludendo il solo raffronto con le norme contenute negli artt. 117 e 119 Cost, così come riformati dalla citata l. Cost. n. 3 del La Corte ha rilevato la contraddizione fra la ratio ispiratrice del tributo regionale censurato e la scelta di politica fiscale del legislatore statale di limitare la tassazione alle sole plusvalenze realizzate nel quinquennio, peraltro accentuata dal rilievo che la norma denunciata, in entrambe le sue formulazioni, realizza un'ingiustificata discriminazione tra i soggetti aventi residenza anagrafica all'estero e i soggetti fiscalmente non domiciliati in Sardegna aventi residenza anagrafica in Italia, violando così gli artt. 3 e 53 Cost. Si ricorda che, nell ambito della medesima pronuncia, la Corte ha sospeso il giudizio, chiedendo alla Corte di giustizia CE di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla compatibilità dell articolo 4 della legge della Regione Sardegna 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), concernente l'imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili, con le disposizioni del Trattato CE. Si tratta della prima ipotesi di rinvio pregiudiziale (ai sensi dell articolo 234 del Trattato CE) da parte della Corte costituzionale. 15
20 FISCO: EVOLUZIONE COMUNITARIA FISCO: EVOLUZIONE COMUNITARIA Le norme dei Trattati in materia fiscale Le norme dei Trattati europei in materia fiscale sono piuttosto scarne: sostanzialmente esse prevedono il divieto di istituire tassazioni discriminatorie, rispetto a quelle applicate sui prodotti nazionali, su prodotti provenienti da altri Stati membri e l armonizzazione comunitaria dell IVA, delle imposte di consumo (Accise) e delle altre imposte indirette. L imposizione diretta non è invece armonizzata e rimane di competenza esclusiva degli Stati membri. L articolo 93 del Trattato istitutivo della Comunità europea (TCE) in particolare prevede che il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, adotti le disposizioni che riguardano l'armonizzazione delle legislazioni relative alle imposte sulla cifra d'affari, alle imposte di consumo ed altre imposte indirette, nella misura in cui detta armonizzazione sia necessaria per assicurare l'instaurazione ed il funzionamento del mercato interno ed evitare le distorsioni di concorrenza (precisazione, quest ultima introdotta dal recente Trattato Lisbona, in corso di ratifica). L articolo 90 prevede poi che nessuno Stato membro possa applicare direttamente o indirettamente ai prodotti degli altri Stati membri imposizioni interne, di qualsivoglia natura, superiori a quelle applicate direttamente o indirettamente ai prodotti nazionali similari. Inoltre, nessuno Stato membro può applicare ai prodotti degli altri Stati membri imposizioni interne intese a proteggere indirettamente altre produzioni. L articolo 92, con l esclusione dell IVA, delle imposte di consumo e delle altre imposte indirette, prevede che si possano operare esoneri e rimborsi all'esportazione negli altri Stati membri e introdurre tasse di compensazione applicabili alle importazioni provenienti dagli Stati membri, soltanto qualora le misure progettate siano state preventivamente approvate per un periodo limitato dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Altri articoli dei Trattati che rilevano nel settore fiscale sono quelli che disciplinano gli aiuti fiscali alle imprese. Si tratta degli articoli da 86 a 89 del TCE (vedi scheda Aiuti di stato e servizi pubblici, pag. 181). La politica fiscale nell'unione europea La politica fiscale nell'unione europea opera su due fronti: la fiscalità diretta, che rimane di competenza esclusiva degli Stati membri, e la fiscalità indiretta, che interessa la libera circolazione delle merci e la libera prestazione 17
21 POLITICHE LEGISLATIVE E ATTIVITÀ ISTITUZIONALE dei servizi e che invece è oggetto di forte armonizzazione, in quanto la concorrenza tra gli Stati membri nell'ambito del mercato interno non deve essere falsata da disparità di aliquote e di regimi d'imposizione a livello della fiscalità indiretta. Il funzionamento dei sistemi fiscali è di competenza degli Stati membri pertanto l'organizzazione dell'amministrazione fiscale, il controllo dei soggetti d imposta e la riscossione dell imposta sono settori che sono di competenza degli Stati. Nonostante ciò la Commissione europea ha sottolineato di avere il dovere di incentivare e facilitare la cooperazione tra gli Stati membri, al fine di garantire il funzionamento regolare del mercato interno e la tutela degli interessi finanziari della Comunità. Nella Comunicazione sul Coordinamento dei sistemi di imposizione diretta degli Stati membri nel mercato interno [COM(2006) 823], la Commissione europea ha annunciato una serie di iniziative destinate a promuovere un migliore coordinamento dei sistemi nazionali di imposizione diretta nell'unione. In particolare, l accento viene posto sulla necessità di soppressione delle discriminazioni e della doppia imposizione a beneficio dei privati e delle imprese, nonché sulla lotta contro la frode fiscale e la preservazione della base imponibile. Sotto questi profili si auspica pertanto un approccio fiscale coerente e più coordinato dei Paesi Membri, con l obiettivo anche di ridurre i costi che comporta l'obbligo di conformarsi alle disposizioni di più sistemi fiscali diversi. Due esempi concreti di settori specifici nei quali un approccio coordinato potrebbe rivelarsi vantaggioso e sui quali la Commissione ha adottato due Comunicazioni 2, sono la compensazione transfrontaliera delle perdite 3 e la tassazione in uscita 4. Si sta inoltre valutando la possibilità di introdurre una base imponibile consolidata comune per le imprese (vedi capitolo Attività UE: fiscalità, pag. 169) Si tratta delle seguenti: Comunicazione sul trattamento fiscale delle perdite in situazioni transfrontaliere [COM(2006) 824 def] e Comunicazione sulla tassazione in uscita e la necessità di coordinamento delle politiche fiscali degli Stati membri [COM(2006) 825 def.]. Nella maggior parte degli Stati membri, le perdite nazionali possono essere compensate da altri profitti realizzati nello stesso Stato membro. Per contro, questa compensazione non è generalmente prevista per le perdite registrate in altri Stati membri. In mancanza di una compensazione transfrontaliera delle perdite, i profitti e le perdite delle società e dei gruppi rischiano di essere ripartiti su diversi paesi. Pertanto la compensazione delle perdite delle società e dei gruppi è limitata ai profitti realizzati nello Stato membro nel quale è stato effettuato l'investimento. Di conseguenza, le società ed i gruppi rischiano di pagare imposte su un importo che supera i risultati reali a livello dell'ue. Questa lacuna nelle legislazioni degli Stati membri ostacola la penetrazione di altri mercati e si ripercuote pertanto negativamente sulla competitività internazionale delle imprese europee. Numerosi Stati membri riscuotono imposte in uscita sulle plusvalenze realizzate nel momento in cui un contribuente trasferisce il suo domicilio fiscale o i suoi attivi in un altro Stato membro. Nella sua comunicazione la Commissione esamina i mezzi per adattare i regimi nazionali di tassazione in uscita applicabili alle persone fisiche ed alle società in modo da renderli compatibili con la normativa comunitaria. Essa propone anche orientamenti che mirano a renderli compatibili tra di essi per eliminare la doppia imposizione o la mancata imposizione involontaria, per evitare gli abusi e l'erosione della base imponibile. 18
22 FISCO: EVOLUZIONE COMUNITARIA Per quanto riguarda la questione delle frodi fiscali queste costituiscono un ostacolo al funzionamento regolare del mercato interno nella misura in cui comportano distorsioni della concorrenza tra i contribuenti. La lotta alle frodi fiscali è uno degli obiettivi prioritari della politica fiscale dell UE. In materia si ricorda, infatti, la Comunicazione della Commissione sulla necessità di sviluppare una strategia coordinata al fine di migliorare la lotta contro la frode fiscale [COM/2006/0254 def.] e la comunicazione del 22 febbraio 2008 relativa alle misure di modifica del sistema IVA per combattere la frode [COM(2008)109] (vedi capitolo Attività UE: fiscalità, pag. 169). L Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e le altre imposte indirette L IVA è un imposta completamente armonizzata a livello comunitario. Il sistema comune dell IVA è adesso disciplinato dalla direttiva 2006/112/CE che contiene i principi dell Iva comunitaria (vedi scheda Principi dell Iva comunitaria, pag. 227) e che ha recentemente proceduto alla rifusione di tutte le norme che costituiscono il sistema comune dell imposta sul valore aggiunto, contenute precedentemente nella direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari (cosiddetta sesta direttiva IVA ), più volte modificata nel corso degli anni da numerose direttive. Il sistema comune dell IVA dovrebbe portare nel lungo termine, anche se le aliquote e le esenzioni non sono ancora completamente armonizzate, ad una neutralità dell imposta ai fini della concorrenza nel senso che, nel territorio di ciascuno Stato membro, sui beni e sui servizi di uno stesso tipo gravi lo stesso carico fiscale, a prescindere dalla lunghezza del circuito di produzione e di distribuzione. Peraltro è stato indispensabile prevedere un periodo di transizione al fine di consentire un adattamento progressivo delle normative nazionali in determinati settori. Attualmente ci troviamo ancora in tale regime transitorio, che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre Altre norme recenti in materia di Iva sono poi contenute nella direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che ha modificato la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi, e nella direttiva 2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, dove si prevedono norme dettagliate per il rimborso dell'iva ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di rimborso, ma in altro Stato membro. La direttiva si applicherà alle richieste di rimborso presentate dopo il 31 dicembre Con il Regolamento CE 143/2008 è stato invece modificato il Regolamento 1798/2003 relativo alle modalità di cooperazione amministrativa e relativo 19