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Timestamp: 2017-08-23 11:48:35+00:00
Document Index: 29240698

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Roberta Errico | EmmeCi - Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione
Educazione: J.D. (110/110 lode) Università di Napoli (2010) Le lingue: Italiano, francese e inglese Aree di pratica: Antitrust e Regolatori; Banche, Finanza e Mercati dei capitali; Crimini commerciali e indagini; Corporate e Commercial; Ambientale; Contenzioso e risoluzione delle controversie.
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La Corte di Giustizia, con la sentenza in epigrafe, si è pronunciata sulla compatibilità del regolamento, adottato da un ordine professionale per la formazione obbligatoria dei professionisti iscritti, con le norme comunitarie sulla concorrenza.
Oggetto di valutazione da parte del giudice europeo, in particolare, è stato il Regolamento relativo al conseguimento di crediti formativi (Regulamento da Formão de Créditos), adottato dall’Ordine degli esperti contabili (Ordem dos Técnicos Oficiais de Contas – OTOC). La controversia trae origine da due denunce, presentate alla Autorità garante della concorrenza del Portogallo, aventi ad oggetto il sistema di formazione obbligatoria degli esperti contabili, predisposto dall’OTOC. Il Garante ha condannato l’OTOC al pagamento di un’ammenda, sul presupposto che il regolamento dallo stesso predisposto si poneva in contrasto con le norme sulla concorrenza. L’OTOC ha impugnato la suddetta decisione dinanzi all’autorità giudiziaria nazionale (Tribunal do comércio de Lisbona), sostenendo di essere incaricato di “un servizio pubblico”. Tale servizio, derivante direttamente dalla legge, sarebbe stato diretto alla promozione e sostegno della formazione dei suoi iscritti e volto a riservare agli utenti un’attività tecnico-economica qualificata. Il giudice di primo grado ha confermato la decisione dell’Autorità garante per la concorrenza. Nel corso del giudizio di impugnazione la questione è stata sottoposta all’attenzione della Corte di Giustizia.
Corte di Giustizia UE / OTOC
Con la sentenza n. 1/2013 la Corte Costituzionale si è pronunciata sul conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, sollevato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nei confronti del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo.
Il conflitto veniva sollevato con riferimento all’attività di intercettazione telefonica svolta dalla magistratura inquirente di Palermo con riguardo alle utenze telefoniche in uso ad un ex senatore, nell’ambito del procedimento penale concernente la cd. “trattativa” tra Stato e mafia negli anni 1992-1994, nel corso del quale erano state captate conversazioni intrattenute dallo stesso Presidente della Repubblica.
In questo articolo si vedrà come con la sentenza in rassegna la Corte Costituzionale individua un generale divieto di intercettare le conversazioni del Presidente della Repubblica valevole non solo per le cd. intercettazioni dirette, ma altresì per quelle casuali.
Corte Costituzionale sentenza n. 1 del 2013 / art. 68 della costituzione / Legge n. 140/2003 / legge n. 219 del 1989
Il tema della rubrica Note a sentenza è quello della pubblicazione di annunci hot: il limite di legalità per il gestore di un sito web.
Vengono prese in esame tre sentenze della Cassazione, in un periodo di tempo dal 2009 al 2012, che a distanza di pochi anni l’una dall’altra hanno affrontato la questione del confine tra la liceità o meno della condotta di un gestore di un sito Internet che acconsente alla pubblicazione, su quest’ultimo, di inserzioni che pubblicizzano l’attività di persone dedite alla prostituzione.
L’interesse per tale questione sorge in quanto il nostro ordinamento, se, da un lato, tutela l’attività pubblicitaria come diritto alla libera diffusione dell’informazione in campo economico, dall’altro lato, punisce penalmente tutti quei comportamenti che, in qualsiasi modo agevolino la prostituzione.
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