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Timestamp: 2020-01-27 18:04:21+00:00
Document Index: 102118781

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'sentenza ', 'art. 335', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 15772 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15772 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/06/2017, (ud. 11/05/2017, dep.23/06/2017), n. 15772
sul ricorso 7109-2015 proposto da:
M.R., EQUITALIA NORD SPA C.F. (OMISSIS);
sul ricorso 7174-2015 proposto da:
EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A. (incorporante Equitalia Nord
s.p.a.),in persona del legale rappresentante pro tempore,
dell’avvocato GIULIO MUNDULA, rappresentato e difeso dall’avvocato
M.R., AGENZIA ENTRATE DIREZ. PROV. 2 MILANO;
avverso la sentenza n. 4618/22/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA,depositata il16/09/2014;
partecipata dell’ 11/05/2017 dal Consigliere Dott. CRUCITTI ROBERTA.
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di M.R. di cartella di pagamento portante imposta di registro dell’annualità 2003, l’Agenzia delle Entrate ricorre, su unico motivo nei confronti del contribuente e del concessionario (che non resistono) per la cassazione della sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la C.T.R. della Lombardia, accogliendo l’appello proposto dal contribuente e in riforma della decisione di primo grado di rigetto del ricorso, aveva dichiarato la nullità della cartella ritenendo inesistente la notificazione(siccome effettuata direttamente dal Concessionario a mezzo posta.
Avverso la stessa sentenza ha proposto autonomo ricorso per cassazione, su unico motivo, Equitalia Nord s.p.a. la quale ne ha chiesto la riforma anche in punto di spese.
M.R. e l’Agenzia delle Entrate non hanno svolto attività difensiva.
A seguito di proposte ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituali comunicazioni. Equitalia Nord s.p.a. ha depositato memoria.
1. Preliminarmente trattandosi di ricorsi avverso la stessa sentenza ne va disposta, ai sensi dell’art. 335 c.p.c., la riunione.
2. L’unico motivo del ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate e del ricorso proposto da Equitalia Nord s.p.a., prospettanti entrambi violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, sono manifestamente fondati alla luce del costante orientamento di questa Corte (Cass. n. 6395 del 19/03/2014, id n. 6198/2015) per cui “in tema di riscossione delle imposte, la notifica della cartella esattoriale può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto la seconda parte del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, comma 1, prevede una modalità di notifica, integralmente affidata al concessionario stesso ed all’ufficiale postale, alternativa rispetto a quella della prima parte della medesima disposizione e di competenza esclusiva dei soggetti ivi indicati. In tal caso, la notifica si perfeziona con la ricezione del destinatario, alla data risultante dall’avviso di ricevimento, senza necessità di un’apposita relata, visto che è l’ufficiale postale a garantirne, nel menzionato avviso, l’esecuzione effettuata su istanza del soggetto legittimato e l’effettiva coincidenza tra destinatario e consegnatario della cartella, come confermato implicitamente dal penultimo comma del citato art. 26, secondo cui il concessionario è obbligato a conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o con l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta, al fine di esibirla su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.
3. La sentenza impugnata, nel ritenere nulla la cartella impugnata per l’inesistenza della notificazione effettuata direttamente a mezzo posta da parte del Concessionario, si è discostata dai superiori principi e merita la cassazione.
4. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la controversia può essere decisa nel merito con il rigetto del ricorso introduttivo proposto dal contribuente.
5. La particolarità della vicenda processuale e le peculiarietà della fattispecie nonchè il recente intervento di questa Corte in materia inducono a compensare integralmente tra le parti le spese dei gradi di merito, mentre le spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.
Riuniti i ricorsi, in accoglimento degli stessi, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo proposto dal contribuente.
Condanna M.R. alla refusione delle spese liquidate in favore dell’Agenzia delle entrate in complessivi Euro 1.200 oltre le spese prenotate a debito, ed in favore di Equitalia Servizi riscossione s.p.a. in complessivi Euro 1.209 oltre rimborso forfetario nella misura del 15% ed accessori di legge.
Cosi deciso in Roma, il 11 maggio 2011.