Source: https://www.leggioggi.it/regime-dei-minimi-forfettario-e-agevolato-tutte-le-novita-dal-2015/
Timestamp: 2017-11-21 19:30:50+00:00
Document Index: 83904362

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 27']

Regime dei minimi, forfettario e agevolato: le novità dal 2015
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Regime dei minimi, forfettario e agevolato: tutte le novità dal 2015
Il presente scritto è opera del blogger di LeggiOggi Sergio Mogorovich
a) livello massimo di ricavi e compensi (1):- industrie alimentari e delle bevande;- commercio all’ingrosso e al dettaglio
– attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e di servizi finanziari e assicurativi
– altre attività economiche
c) costo complessivo dei beni strumentali (al lordo degli ammortamenti) al 31/12 (3) € 35.000€ 40.000
(2) Le spese si riferiscono al lavoro a progetto o accessorio (artt. 61 e 70 del D. Lgs. 10/9/2003, n. 276), ai dipendenti, ai collaboratori e ai titolari di borse di studio o di addestramento professionale (art. 50, lettera c) e c-bis), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917), agli associati in partecipazione con apporto di lavoro (art. 53, comma 2, lettera c), del D.P.R. 22/12/1986, n. 917) e all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del D.P.R. 22/12/1986, n. 917).
– non rilevano i beni strumentali di costo unitario non superiore a € 516,46;
– non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati nell’attività.
Avvertenza: Nel caso di presenza di redditi di lavoro dipendente e assimilati, i redditi d’impresa, dell’arte o della professione devono essere prevalenti; la verifica della prevalenza non è, comunque, rilevante, se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d’impresa, dell’arte o della professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l’importo di e 20.000.
Chi inizia l’attività può applicare l’agevolazione se nella richiesta della partita IVA comunica di presumere la sussistenza delle suddette condizioni, barrando l’apposita casella.
Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, va considerato il limite di ricavi e compensi più elevato relativi alle diverse attività esercitate.
a) soggetti che applicano regimi speciali ai fini dell’IVA o regimi forfetari di determinazione del reddito;b) soggetti non residenti, ad eccezione di chi risiede in altro Stato membro dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, a condizione che nel territorio dello Stato italiano siano prodotti redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivo prodotto;c) soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano:
– mezzi di trasporto nuovi di cui all’art. 53 del D.L. 30/8/1993, n. 331;
e) società di persone e di capitali, studi associati e società semplici fra professionisti ed enti non commerciali).
Sono esclusi, altresì:
a) le persone fisiche che esercitano un’attività non considerata nell’allegato 4 alla legge di stabilità ovvero contemporaneamente, un’attività inclusa nell’allegato 4 e un’attività esclusa;
b) le persone fisiche che presumono di conseguire o hanno conseguito un volume di ricavi o compensi di entità superiore ai limiti indicati.
2. L’ IVA
I contribuenti non esercitano la rivalsa dell’IVA sulle cessioni e sulle prestazioni (e, correlativamente, non possono esercitare la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni).
Ai fini dell’IVA vanno osservate le seguenti regole procedurali sugli obblighi di fatturazione.
Non va esercitata la rivalsa dell’IVA per le operazioni nazionali.
a) certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti; resta fermo l’esonero dal rilascio della ricevuta fiscale e dall’emissione dello scontrino fiscale (art. 2 del D.P.R. 21/12/1996, n. 696);b) numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;c) applicazione delle norme relative:
d) per gli acquisti fatti in regime di reverse charge va emessa la fattura (per acquisti di servizi resi da soggetti extracomunitari) o va integrata la fattura (acquisti intracomunitari o nazionali per le operazioni previste), indicando l’aliquota e l’imposta che va versata entro il giorno 16 del mese successivo;
– le operazioni per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità di cui all’art. 6 del D.P.R. 26/10/1972, n.633 (operazioni con lo Stato, ecc.), nonché dell’art. 32-bis del D.L. 22/6/2012, n. 83 (regime di “IVA per cassa”), beneficiando della detrazione sugli acquisti non ancora pagati.
La determinazione del reddito prescinde del tutto dal considerare i costi e le spese in quanto vengono applicati gli specifici coefficienti di redditività, indicati nell’allegato 4 alla legge di stabilità, sull’ammontare dei ricavi e dei compensi.
Ricavi o compensi massimi
a) industrie alimentari e bevandeb) commercio:- all’ingrosso e al dettaglio
f) attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione e di servizi finanziari e assicurativi
g) altre attività economiche 40%40%
Avvertenze: i contributi previdenziali versati per disposizione di legge (compresi quelli corrisposti per conto di collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico e, in caso contrario, se non è stata esercitata la rivalsa sui collaboratori) si deducono dal reddito determinato forfettariamente; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.
Chi esercita un’attività di impresa considera i ricavi realizzati applicando le regole di “competenza temporale”. L’artista e il professionista applicano il “criterio di cassa” cioè considerano i compensi percepiti.
Sul reddito si applica l’imposta del 15% sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali e dell’IRAP.
ricavi o compensi x coefficiente di reddito= reddito d’impresa o di lavoro autonomo –contributi previdenziali versati in base anorma di legge_____________________=
Imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile= imposta dovuta
Il contribuente non è soggetto passivo ai fini dell’IRAP, tributo assorbito dall’imposta sostitutiva.
I ricavi e i compensi relativi al reddito forfetario non sono assoggettati alla ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta per cui l’interessato dove rilasciare un’apposita dichiarazione al soggetto erogatore.
Sui compensi erogati il contribuente non opera la ritenuta d’acconto.
Per i primi tre anni di attività (compreso quello di inizio) il reddito è ridotto di 1/3 a condizione che:
presentazione della dichiarazione dei redditi;
dall’operare la ritenuta alla fonte (ad esempio, compensi a professionisti, ecc.); tuttavia, nella dichiarazione va indicato il codice fiscale dei percipienti per i quali la ritenuta non è stata applicata e l’ammontare delle somme corrisposte;
I componenti positivi e negativi riferiti al periodo anteriore all’applicazione del regime forfettario, la cui rilevanza impositiva è stata rinviata in base alla normativa, partecipano per le residue quote alla formazione del reddito (e della base imponibile dell’IRAP) dell’esercizio precedente a quelle di efficacia della forfetizzazione. Ad esempio, se nel 2013 è stata realizzata una plusvalenza di € 10.000, ripartita in cinque periodi d’imposta, nel 2014 vanno compresi i 4/5 della stessa; se nel 2012 le spese di manutenzione eccedenti erano € 5.000, nel 2014 è deducibile l’importo di € 3.000, pari a 3/5 non ancora dedotti. Le perdite fiscali sofferte negli anni precedenti sono deducibili in conformità a quanto è previsto dal D.P.R. 22/12/1986, n. 917.
Ad esempio, se un professionista ha conseguito compensi per € 14.000 ed ha pagato contributi obbligatori per € 1.000, l’imposta è così determinata:
reddito: € 14.000×78% € 10.920 –
contributi obbligatori € 1.000 =
reddito imponibile € 9.920
imposta sostitutiva: € 9.920×15% = € 1.488
b) nuova attività (primi tre anni in presenza delle condizioni indicate al comma 65)
reddito lordo € 14.000×78% € 10.920 –
riduzione 1/3 € 3.640 =
reddito netto € 7.280 –
reddito imponibile € 6.280
imposta sostitutiva: € 6.280×15% = € 942
4. L’opzione per il regime ordinario
Il contribuente che applica il regime forfetario può esercitare l’opzione per applicare le regole ordinarie in materia di IVA e di imposte sui redditi.
In tale ipotesi, vanno osservate le seguenti regole:
a) l’opzione è valida per almeno un triennio;
b) l’opzione va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata; ad esempio, nella dichiarazione presentata nell’anno 2016, relativa al 2015;
c) l’opzione è valida per ciascun anno successivo di concreta applicazione.
5. LA CESSAZIONE DEL REGIME FORFETARIO
b) dall’anno successivo a quello in cui è superata la soglia massima di ricavi o proventi, ovvero interviene una delle cause di esclusione; il superamento del limite massimo di soglia dei ricavi nel corso dell’anno è ininfluente per l’anno medesimo (ma solo dal successivo) per cui opera la forfetizzazione del reddito.
I ricavi e i proventi, che, ancorché di competenza del periodo in regime forfetario, non sono stati computati nella determinazione del reddito, sono rilevanti nei periodi successivi durante i quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfetario. Tali regole si applicano all’inverso, cioè nel passaggio dal regime ordinario a quello forfetario di tassazione.
Le spese sostenute nel sistema forfetario non sono rilevanti negli anni successivi. Se dopo aver adottato il regime ordinario di tassazione sono ceduti beni acquisiti in esercizi precedenti a quello da cui si applica il regime forfettario, la plusvalenza (ovvero la minusvalenza) patrimoniale va determinata considerando come “costo non ammortizzato”quello che risulta alla fine del periodo d’imposta precedente a quello dal quale decorre il regime; se la cessione ha per oggetto beni acquisiti durante il periodo forfettario, il prezzo di acquisto costituisce il “costo non ammortizzato”.
6. L’ACCERTAMENTO
Si applicano le norme in materia di imposte sui redditi, IVA e IRAP in materia di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso.
L’infedele indicazione dei requisiti e delle condizioni che determinano la cessazione del regime di favore (compresa l’agevolazione per il primo triennio) comporta l’aumento del 10% delle sanzioni minime e massime previste dall’art. 9, comma 4, del D. Lgs. 18/12/1997, n. 471, se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.
Il regime forfetario cessa di avere applicazione a decorrere dall’anno successivo a quello in cui, a seguito di accertamento divenuto definitivo, viene meno una delle condizioni di ammissibilità previste.
7. LE DETRAZIONI AI FINI DELL’IRPEF
8. I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI
Chi esercita un’attività d’impresa può applicare il regime contributivo agevolato, previsto dai commi da 77 a 84 dell’art. 1 della L. 23/12/2014, n. 190. In pratica, non sono dovuti i c.d. “contributi fissi” ma quelli a percentuale conteggiati sul reddito (30,72% per il 2015; 31,72% per il 2016; 32.72% per il 2017; 33,72% dal 2018).
Non si applica il livello minimo imponibile di cui all’art. 1, comma 3, della L. 2/8/1990, n. 233 (c.d. “contributo fisso”, correlato al minimale annuo di retribuzione per commercianti e artigiani) e per l’accredito della contribuzione si applica l’art. 2, comma 2, della L. 8/8/1995, n. 335, per cui il contributo è fissato nella misura del 30,72% per l’anno 2015.
Riprendendo l’esempio, il carico contributivo è di € 3.047,43 (cioè € 9.920×30,72%) o per chi inizia l’attività di € 2.236,42 (cioè € 7.280×30,72%).
9. I REGIMI FISCALI MINORI
Coloro che al 31/12/2014 sono in possesso dei requisiti previsti dalle norme suddette applicano il nuovo regime forfettario, salva l’opzione per le regole ordinarie. Tuttavia, chi applica l’art. 13 della L. n. 388 e l’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98, citati può continuare ad applicare tali regole, sempre se in possesso dei requisiti, per i soli periodi di imposta che residuano al completamento del triennio agevolato. I giovani in regime forfettario possono applicare il citato art. 27, commi 1 e 2, fino al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del 35° anno di età (ad esempio, chi ha iniziato l’attività nel 2014 continua ad applicare le “vecchie regole” fino al 2018).