Source: http://regoledelgioco.gazzetta.it/2020/04/01/i-possibili-impatti-dellemergenza-covid-19-sui-contratti-di-sponsorizzazione-per-i-club-di-serie-a/
Timestamp: 2020-06-01 14:52:51+00:00
Document Index: 27080603

Matched Legal Cases: ['art. 1218', 'art. 1256', 'art. 1256', 'art. 1464', 'art. 1256', 'art. 1464']

I possibili impatti dell’emergenza Covid-19 sui contratti di sponsorizzazione per i club di Serie A | Le Regole del Gioco
Con il comunicato ufficiale n. 179/A dello scorso 10 marzo, il Consiglio Federale FIGC ha deliberato la sospensione sino al 3 aprile 2020 di tutte le competizioni calcistiche, recependo per ciò che concerne il calcio quanto disposto dal Governo con D.P.C.M. dello scorso 9 marzo. Lo stop ai campionati (oggetto, con ogni probabilità, di una proroga da parte delle autorità competenti nei prossimi giorni) costringe tutti gli operatori del settore ad analizzare i possibili impatti su tutti i contratti commerciali in essere, tra cui, i contratti di sponsorizzazione.
Nel presente articolo si offriranno alcuni spunti di riflessione partendo dai diversi scenari che potrebbero prospettarsi, prendendo ad esempio la Serie A. Si traccerà un breve excursus della normativa civilistica che disciplina le conseguenze in caso di impossibilità sopravvenuta. Infine, si ipotizzerà l’applicazione dei predetti principi ai contratti di sponsorizzazione in essere, con un particolare focus sull’oggetto e sui rimedi astrattamente esperibili dalle parti negli scenari individuati.
(ii) Gli scenari relativi al Campionato di Serie A 2019/2020
Secondo quanto riportato dalla stampa sportiva di questi giorni, gli scenari sinora rappresentati per le sorti del Campionato di Serie A 2019/2020 possono ricondursi essenzialmente a due:
(a) sospensione temporanea del Campionato e disputa delle partite da recuperare in altra data (anche, in ipotesi, oltre il 30 giugno 2020).
(b) interruzione definitiva del Campionato e mancato recupero delle partite;
La lettera (a) descrive lo scenario attuale ed ha una natura provvisoria, dato che la sua vigenza è condizionata all’eventuale adozione di ulteriori provvedimenti da parte delle autorità competenti che potranno comportare il verificarsi dello scenario (b).
(iii) I principi civilistici applicabili
L’inadempimento contrattuale, ai sensi dell’art. 1218 c.c., è costituito dalla mancata esecuzione di una prestazione laddove sia carente, da parte dell’obbligato, l’impegno di diligenza e di cooperazione richiesto, caso per caso, per la realizzazione dell’interesse del creditore, ciò nel presupposto che la prestazione sia soggettivamente possibile. Il Codice Civile prevede diversi strumenti di tutela invocabili dal debitore di una prestazione che, in determinate circostanze, è da ritenersi oggettivamente impossibile. Tra le altre, si possono richiamare gli artt. 1256 e 1464 c.c.
art. 1256 c.c. – impossibilità definitiva e impossibilità temporanea: l’obbligazione si estingue quando, per causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa definitivamente impossibile. Qualora tale impossibilità sia solo temporanea, il debitore, nelle more della stessa, non è responsabile del ritardo nell’adempimento. La liberazione del debitore per sopravvenuta impossibilità della prestazione, dunque, può verificarsi – ai sensi dell’art. 1256 c.c. – solo se concorrono due elementi: l’impossibilità di eseguire la prestazione medesima e l’assenza di colpa da parte del debitore riguardo alla determinazione dell’evento che ha reso impossibile la prestazione. Tra le cause invocabili ai fini della richiamata impossibilità della prestazione, rientra il c.d. factum principis, ossia provvedimenti legislativi o amministrativi, dettati da interessi generali, che rendano impossibile la prestazione, indipendentemente dal comportamento dell’obbligato. Possono ritenersi di tale natura i provvedimenti urgenti emanati dal Governo.
art. 1464 c.c. – impossibilità parziale: quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossibile, l’altra parte ha diritto a una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse apprezzabile all’adempimento parziale.
(iv) L’oggetto dei contratti di sponsorizzazione per club
Aldilà delle singole declinazioni che può assumere un contratto di sponsorizzazione che vede come parte un club (sponsorizzazione tecnica, sponsor di maglia, naming rights sponsor, ecc.), si può affermare che l’oggetto di tali contratti consiste nell’obbligo da parte del club di eseguire determinate prestazioni promo-pubblicitarie a fronte di un corrispettivo dovuto dallo sponsor. All’interno di queste prestazioni, possiamo distinguerne due tipologie: la prima relativa a quell’insieme di prestazioni che, attualmente, non potrebbero essere oggettivamente eseguite dal club, mentre la seconda riguardante le prestazioni la cui esecuzione non sarebbe impedita.
Da un lato, tutte quelle prestazioni correlate al match-day ed al divieto di organizzare manifestazioni sportive di qualsiasi genere. Basti pensare, , ad esempio, la messa a disposizione degli spazi pubblicitari a bordo campo, sui led, su virtual led, su cartellonistica, sui backdrop, nonché la cessione di titoli d’accesso alle partite, gli spazi di hospitality, ecc.
Dall’altro, sempre a titolo esemplificativo, i diritti di denominazione particolari quali “main sponsor” e simili, concessione di spazi promo-pubblicitari sui canali social dei club e relative attività qui dedicate, ecc.
Soltanto l’esecuzione della prima tipologia di prestazioni sarebbe oggettivamente impossibile (in questa fase), mentre diverso sarebbe il discorso per le altre prestazioni.
(v) Scenario (a): sospensione temporanea del Campionato (con successiva ripresa del Campionato)
Premesso che secondo la prassi le prestazioni promo-pubblicitarie non hanno come termine per l’adempimento quello delle date di calendario stabilite all’inizio della stagione sportiva, ma che l’adempimento è dovuto per ciascuna partita della relativa stagione sportiva, si può sostenere conseguentemente che, fintantoché permarrà un regime di sospensione temporanea del Campionato, ci sarebbero fondate ragioni per i club di sostenere il respingimento di eventuali richieste degli sponsor volti a rimandare il pagamento del corrispettivo da loro dovuto, in virtù di una presunta impossibilità temporanea ex art. 1256 c.c.
L’impossibilità della prestazione, infatti, potrebbe essere invocata unicamente dal club in tale situazione ma non anche dal soggetto debitore della controprestazione di pagamento.
Ed infatti, fatte salve le assunzioni precedentemente analizzate circa le date della stagione sportiva, in questo scenario le prestazioni promo-pubblicitarie non sarebbero temporaneamente impossibili con riferimento al termine contrattuale stabilito dalle parti, ma resterebbero solamente posticipate all’interno del termine stesso, fermo restando l’esigibilità di tutte le prestazioni entro detto termine.
(VI) Scenario (b): Interruzione definitiva / cancellazione di talune partite
Il verificarsi di questo secondo scenario comporterebbe l’impossibilità definitiva per i club di rendere le prestazioni promo-pubblicitarie sopra individuate in relazione al numero di partite definitivamente cancellate. In tali casi, le richieste degli sponsor potrebbero trovare ragionevole fondamento nell’istituto dell’impossibilità sopravvenuta parziale ex art. 1464 c.c. e, pertanto, gli sponsor avrebbero diritto ad avanzare due tipologie di richieste:
(i) riduzione del corrispettivo: procedendo ad una reale attualizzazione della quota di corrispettivo da ridurre sulla base delle prestazioni effettivamente divenute definitivamente impossibili.
(ii) recesso dal contratto: tale ipotesi è consentita per legge solamente nel caso in cui gli sponsor perdessero un interesse apprezzabile all’adempimento parziale delle prestazioni che i club potrebbero ancora fornire ai sensi del contratto. Tale valutazione deve essere operata secondo buona fede – non può essere quindi un “pretesto” per liberarsi da vincoli contrattuali – e tenendo conto in termini quantitativi e qualitativi delle “prestazioni rimanenti” all’interno dei singoli contratti in relazione alla loro durata.
(vi) Conclusione
Alla luce di quanto sopra, non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi riguardo alle “definitive sorti” del Campionato di Serie A 2019/2020, dato che ciò dipende la qualificazione giuridica delle conseguenze sui contratti di sponsorizzazione sopra analizzati, nonché sugli altri contratti commerciali (e non solo) di cui sono parte i club. In tal senso, importanti indicazioni potranno arrivare anche dai tavoli di lavoro istituiti dalla Lega di Serie A con riferimento alle conseguenze sui vari fronti a causa di tale situazione emergenziale.