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Timestamp: 2019-09-15 22:52:57+00:00
Document Index: 157980533

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Delib.G.P. Bolzano 16 dicembre 2014, n. 1545
Pubblicato Giovedì, 19 Febbraio 2015 08:08
Delib.G.P. Bolzano 16 dicembre 2014, n. 1545 (1).
Approvazione del Piano di settore impianti di risalita e piste da sci.
Pubblicata nel B.U. Trentino-Alto Adige 10 febbraio 2015, n. 6, Supplemento n. 3.
Il Piano provinciale di sviluppo e coordinamento territoriale, approvato con legge provinciale 18 gennaio 1995, n. 3, introduce la pianificazione di settore e indica che è prescritto un piano di settore per gli impianti di risalita e le piste da sci.
Gli articoli 11, 12 e 13 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13 sono dedicati ai piani di settore. Il procedimento di approvazione è regolamentato dall'articolo 12.
Il Piano di settore impianti di risalita e piste da sci è stato approvato con delibera n. 5309 del 29 novembre 1999 ed è stato successivamente oggetto di due revisioni triennali, approvate rispettivamente con delibera n. 13 del 10 gennaio 2005 e con delibera n. 963 del 7 giugno 2010.
In considerazione del fatto che è giunto il momento di procedere ad una nuova rielaborazione del piano la Giunta Provinciale ha ritenuto opportuno valutare l'opportunità di sviluppare una nuova impostazione concettuale dello strumento e quindi con delibera n. 1656 del 7 novembre 2011 ha nominato un gruppo di lavoro interdisciplinare incaricato di predisporre il nuovo piano.
Il gruppo di lavoro ha elaborato un nuovo concetto di piano. Per riconoscerne alcuni degli elementi fondamentali è stato necessario procedere alla modifica della legge provinciale 23 novembre 2010, n. 14 e del relativo regolamento di esecuzione, approvato con D.P.P. n. 3 del 12 gennaio 2012.
Il piano introduce il concetto di zona sciistica, rappresentata in scala 1:50.000. La proposta di delimitazione delle zone sciistiche e la nuova struttura del piano sono state presentate ai Comuni il 30 maggio 2012, con l'intento di coinvolgere gli enti locali già in fase preventiva, seppur in via "informale" e quindi non ai sensi dell'articolo 12 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13. Nell'autunno dello stesso anno sono pervenuti all'Ufficio pianificazione territoriale 28 suggerimenti da parte dei Comuni, discussi poi all'interno del gruppo di lavoro.
L'Ufficio Pianificazione territoriale ha redatto gli elaborati sulla base delle decisioni assunte dal gruppo di lavoro.
Con delibera n. 1552 del 14 ottobre 2013 la Giunta Provinciale ha adottato il progetto del piano di settore, avviando così la procedura di approvazione ai sensi dell'articolo 12 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13.
Su iniziativa congiunta dell'Ufficio Pianificazione territoriale e del Consorzio dei Comuni in data 7 novembre 2013 ha avuto luogo una manifestazione informativa finalizzata alla presentazione del progetto di piano e delle procedure approvative.
La delibera di adozione ed i relativi allegati sono stati depositati ed esposti al pubblico per la durata di 30 giorni, a partire dall'11 novembre 2013 nella segreteria di tutti i Comuni della Provincia e presso la sede dell'amministrazione provinciale. Inoltre è stata data informazione scritta a vari enti ed associazioni con sede fuori provincia.
La data di esposizione è stata preventivamente resa nota mediante avviso pubblicato nella Rete Civica dell'Alto Adige, ove sono stati pubblicati anche la delibera e tutti i relativi allegati.
Durante il periodo di esposizione al pubblico sono state presentate diverse osservazioni e proposte all'amministrazione provinciale e alle amministrazioni comunali. All'amministrazione provinciale sono state inoltrate in forma esclusiva sette osservazioni e proposte. Le osservazioni e proposte presentate alle amministrazioni comunali sono state valutate dagli stessi Comuni interessati, che si sono espressi con delibera consiliare sul progetto di piano e sulle osservazioni e proposte pervenute nei successivi 60 giorni indicati al comma 3 dell'articolo 12 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13. Entro questo termine si sono espresse 27 amministrazioni comunali.
Una copia del progetto di piano e delle osservazioni pervenute è stata trasmessa all'Agenzia Provinciale per l'ambiente ai sensi dell'articolo 10, comma 2 della legge provinciale 5 aprile 2007, n. 2.
Al fine di approfondire alcuni aspetti del piano gli uffici provinciali delle ripartizioni Natura, paesaggio e sviluppo del territorio e Agenzia provinciale per l'ambiente hanno predisposto, su indicazione della direzione dell'Agenzia provinciale per l'ambiente, un testo integrativo al volume 1 del piano corredato di un'illustrazione grafica. Tale testo completa sia la parte generale sia la sezione dedicata all'analisi SWOT e ne chiarisce meglio le indicazioni strategiche.
Il Comitato ambientale ha valutato il piano ed il testo integrativo nella seduta del 29 ottobre 2014 ed ha espresso un parere positivo con alcuni suggerimenti che si possono riassumere come segue:
a) le indicazioni contenute nel piano dovrebbero essere formulate in maniera più concreta e vincolante per garantire la corretta implementazione del piano nella successiva fase di progettazione. I progetti dovranno considerare gli elementi di debolezza emergenti dalle schede riassuntive - allegato C - e dall'analisi SWOT - allegato D - prevedendo le opportune misure risolutive;
b) nell'approfondimento integrativo sulle risorse idriche per l'innevamento tecnico si consiglia di aggiungere un testo dedicato alle zone sciistiche di "categoria C", ovvero quelle più critiche sotto l'aspetto dell'acqua disponibile e stoccata da destinare all'innevamento tecnico e per le quali nel caso di interventi di ampliamento sarebbero da prevedere le necessarie misure urgenti per risolvere tale problematica;
c) la valutazione degli interventi integrativi indicati all'articolo 9-bis del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3 prevede non solo un'analisi degli aspetti ambientali ma anche di quelli socioeconomici e delle ricadute sull'economia locale. Per questo motivo sarebbe opportuno individuare, all'interno della procedura autorizzativa, un organo tecnico competente effettivamente in grado di valutare tali ricadute;
d) le nuove procedure per la valutazione degli interventi per la realizzazione di piste da sci e impianti di risalita introdotte dall'articolo 20 del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3 appaiono complesse ed in alcuni punti non del tutto comprensibili. Inoltre sarebbe sensato delegare ai liberi professionisti la valutazione degli aspetti relativi alla sicurezza (pericolo di valanghe, pericoli geologici, etc.) ed evitare così un'ulteriore valutazione da parte degli uffici provinciali;
e) in base alle nuove procedure che troveranno applicazione con l'entrata in vigore del nuovo piano le piste da sci e gli impianti di risalita non saranno più inseriti nei piani urbanistici comunali bensì in un apposito registro e ciò implica una dichiarazione di pubblica utilità per eventuali espropri. Si esprimono alcuni dubbi sulla sicurezza giuridica di tale provvedimento visto che tale inserimento d'ufficio nel registro avviene sulla base dell'approvazione tecnica del progetti e che viene a mancare l'ancoraggio nel piano urbanistico.
La Commissione natura, paesaggio e sviluppo del territorio ha valutato il piano nel corso delle sedute del 6 e 7 novembre 2014, a cui sono stati invitati a partecipare i sindaci di tutti i Comuni della provincia. In una prima fase sono state presentate e discusse le osservazioni e le proposte pervenute all'amministrazione provinciale e ai Comuni sugli aspetti generali del piano, successivamente la Commissione si è riunita separatamente con i sindaci di quei Comuni che si sono espressi con delibera consiliare sul piano e sulle osservazioni e proposte pervenute. Sono stati trattati anche il testo integrativo al volume 1 di cui sopra e i suggerimenti espressi dal Comitato ambientale.
La Commissione ha espresso parere positivo sul piano introducendo, sulla base delle osservazioni e proposte presentate, alcune lievi modifiche ai testi, alle norme di attuazione, al testo integrativo al volume 1 che rendono tali testi più chiari ma non ne modificano le indicazioni strategiche. In pochi casi è stata approvata una lieve delimitazione delle zone sciistiche. Ciò è stato circoscritto alle sole situazioni in cui le richieste di adeguamento sono risultate di entità molto ridotta e riguarda le seguenti zone sciistiche: Schwemmalm, Carezza, Seceda, Monte Pana-Ciampinoi-Passo Sella, Danterceppies-Passo Gardena, Plan de Corones, San Vigilio di Marebbe, Corvara-Badia, Sesto-Monte Elmo-Prati di Croda Rossa, Baranci. Le richieste di modifica alle zone sciistiche che prevedevano l'inclusione di aree più rilevanti non sono state accolte poiché non conformi all'impostazione generale delle stesse e poiché interventi di tale entità possono essere proposti in base all'articolo 9-bis del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3.
Rispetto ai suggerimenti espressi dal Comitato ambientale la Commissione si è espressa come segue:
a) le indicazioni contenute nell'analisi SWOT e integrate in collaborazione con l'Agenzia Provinciale per l'ambiente devono garantire una validità nel lungo periodo. Una formulazione più concreta e vincolante può funzionare solamente con un orizzonte temporale di breve o medio termine, contrariamente all'obiettivo generale del piano. Il progetto di piano indica già che in fase di valutazione degli interventi è di importanza fondamentale la considerazione degli aspetti emergenti dalle schede riassuntive e dall'analisi SWOT;
b) le integrazioni sulle risorse idriche per l'innevamento tecnico sono state elaborate dagli uffici provinciali competenti. L'integrazione suggerita dal Comitato ambientale è poco comprensibile, quindi si suggerisce la seguente formulazione: "In quelle zone sciistiche ove in relazione alla situazione esistente la disponibilità di risorse idriche è da valutarsi come deficitaria e critica, questa circostanza deve essere considerata attentamente nella previsione di nuove piste da sci introducendo le misure necessarie per migliorare la situazione. Tali misure non dovranno riferirsi esclusivamente alle nuove aree da destinare a pista da sci bensì contribuire al miglioramento della situazione generale dell'ambito coinvolto";
c) la procedura di approvazione degli interventi integrativi è definita dall'articolo 9-bis del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3 e quindi non è oggetto del piano. Di norma lo studio di fattibilità è valutato dal Comitato ambientale ma in casi particolari può essere sottoposto alla Commissione natura, paesaggio e sviluppo del territorio;
d) con l'entrata in vigore del piano di settore le procedure di valutazione dei progetti da parte degli uffici provinciali non subiscono alcuna modifica rispetto alla situazione precedente. La considerazione quindi non è pertinente;
e) la considerazione non è pertinente in quanto il registro non è introdotto dal piano di settore ma dall'articolo 5-ter della legge provinciale 23 novembre 2010, n. 14. Già con la regolamentazione precedente le piste da sci non corrispondevano ad una destinazione urbanistica bensì ad una sovrapposizione cartografica nel piano urbanistico comunale che non modificava la zonizzazione sottostante. Gli aspetti giuridici sono stati approfonditi anticipatamente con gli uffici legali competenti e sono conformi alle disposizioni di legge.
Rispetto al progetto di piano si aggiornano i grafici, le tabelle, le illustrazioni e i contenuti nelle parti generali laddove si sono resi disponibili dati più recenti. Non si attualizzano invece le sezioni dedicate alle schede riassuntive e comparative.
Rispetto al progetto di piano si inserisce il testo integrativo al volume 1. Inoltre si correggono alcuni errori riscontrati successivamente all'adozione del progetto di piano.
Al fine di facilitare la lettura del piano i contenuti degli allegati C e D del progetto si accorpano in un unico allegato C.
A pagina 41 (pagina 11 nel testo in lingua tedesca) del volume 2 - rapporto ambientale - del progetto di piano adottato con delibera n. 1552 del 14 ottobre 2013 è indicato che a distanza di oltre dieci anni dalla redazione del piano di settore "Linee guida natura e paesaggio in Alto Adige", approvato dalla Giunta Provinciale con delibera n. 3147 del 2 settembre 2002, le condizioni generali del turismo dello sci sono cambiate e che in alcuni casi la sopravvivenza o la chiusura definitiva di alcune stazioni sciistiche può essere determinata dal collegamento ad una zona sciistica limitrofa o alla possibilità di essere raggiunta da un nuovo versante. Di conseguenza è da valutare coscienziosamente caso per caso e non procedere ad esclusioni categoriche a priori. Nonostante questo concetto sia stato quindi espresso chiaramente nel progetto di piano si ritiene opportuno ribadirlo ulteriormente nel senso che allacciamenti di aree sciistiche preesistenti, ora intese come zone sciistiche, non possono essere esclusi a priori. In base all'articolo 9-bis del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3 e a quanto stabilito dal piano stesso interventi integrativi in o tra zone sciistiche sono consentiti. In questo senso l'indicazione stabilita dal piano di settore "Linee guida natura e paesaggio in Alto Adige" si intende superata.
Con riferimento al principio della saturazione indicato all'articolo 7 delle norme di attuazione del piano si precisa che tale concetto mira ad una restrizione unicamente quantitativa mentre gli interventi che rappresentano un miglioramento qualitativo sono esclusi da tale restrizione.
Nel corso della seduta del 16 dicembre 2014 Giunta Provinciale ha introdotto le seguenti modifiche alle norme di attuazione:
a) all'articolo 8 si stralcia la parte di testo relativa al Parco Nazionale dello Stelvio questa decisione è motivata dal fatto che l'autorità del Parco Nazionale dello Stelvio ha già individuato un'area in linea di principio compatibile alla pratica dello sci nell'ambito Coston-collegamento stazione intermedia funivia a Solda (zona D2 nell'apposito piano zonizzazione, ovvero zona di promozione economica e sociale che prevede tra il resto l'attività sciistica). Per questo motivo la Giunta Provinciale ritiene che le indicazioni contenute nell'articolo 8 delle norme di attuazione del piano di settore non dovrebbero comportare a priori l'esclusione di un simile scenario per il quale invece è da elaborare uno studio di fattibilità ai sensi dell'articolo 9-bis del regolamento di esecuzione della L.P. 14/2010, da valutare nel contesto del concetto "Solda senza auto". Considerato che nella località Solda questo ipotetico intervento si configura come l'unico che a determinate condizioni può avere senso, è necessario integrare il testo dell'analisi SWOT della zona sciistica 02.02 Solda con quanto segue:
"Per poter ottimizzare i collegamenti tra impianti di risalita e piste da sci all'interno della rete di piste esistenti e in tal modo fornire un rilevante impulso al turismo locale per mezzo di un intervento il più possibile contenuto da valutare a livello di fattibilità lo scenario del collegamento tecnico-sciistico Monte Orso - Coston-stazione intermedia funivia Solda - Rifugio Milano. In questo contesto sarà da dare priorità alla realizzazione del concetto "Solda senza auto".
Per quanto riguarda gli impianti e le piste esistenti negli ambiti Monte Orso, Pulpito Madriccio potranno essere previsti in futuro esclusivamente lievi adeguamenti mentre sono da escludere ulteriori interventi integrativi."
Il restante testo dell'analisi SWOT è da adeguare a queste indicazioni.
b) in coda all'articolo 7 si aggiunge il seguente testo: "Eventuali scostamenti da tali criteri devono essere motivati." Nel corso della stessa seduta la Giunta Provinciale ha introdotto anche alcune aggiunte al più volte riportato testo integrativo al volume 1:
1) nella sezione riservata all'introduzione alla regione dell'Alta Val Venosta si inserisce, nella parte dedicata all'ottimizzazione delle sinergie tra le zone sciistiche, il seguente testo:
"In altre parole ciò significa in primo luogo la predisposizione di un unico skipass comprendente le zone sciistiche Watles, Alpe della Muta e Belpiano e, se possibile, anche Nauders."
2) nelle sezioni riservate alle zone sciistiche di Belpiano e Alpe della Muta si inserisce, nella parte dedicata allo studio di fattibilità per un reciproco collegamento, il seguente testo:
"È da puntare alla fusione delle due società concessionarie e alla predisposizione di un unico skipass, da estendere anche alla zona sciistica di Watles e, se possibile, anche a quella di Nauders."
3) nella sezione riservata alla zona sciistica di Watles si inserisce, nella parte più consona, il seguente testo:
"In un'ottica di ottimizzazione delle sinergie è da puntare alla predisposizione di un unico skipass comprendente le zone sciistiche Watles, Alpe della Muta e Belpiano e, se possibile, anche Nauders."
La base cartografica del volume 3 è monolingue. Ciò è dovuto al fatto che, dopo una serie di comparazioni effettuate con altri prodotti cartografici, si è potuto constatare come la carta IGM 1:25.000 sia la più adatta alla rappresentazione delle zone sciistiche.
L'articolo 12 della legge provinciale 11 agosto 1997, n. 13 - pubblicazione ed approvazione del piano di settore - non contiene indicazioni esplicite relativamente alla data di entrata in vigore del piano. Considerato che il piano di settore è di competenza della Giunta Provinciale e che questa, ai sensi dell'articolo 21, comma 2 può di propria iniziativa apportare modifiche ai piani urbanistici comunali si intende per analogia che l'entrata in vigore dei piani di settore avvenga negli stessi termini dei piani urbanistici comunali, ovvero il giorno successivo alla pubblicazione, come indicato all'articolo 19, comma 9.
di approvare il Piano di settore impianti di risalita e piste da sci con le modifiche e le integrazioni indicate nelle premesse. Tali modifiche e integrazioni s'inseriscono nei Volumi 1, 2 e 3. Il Piano è costituito dai seguenti documenti:
di stralciare dai piani di zonizzazione e dalle norme di attuazione dei piani urbanistici comunali le informazioni relative alle piste da sci e agli impianti a fune con servizio sciistico. I relativi tracciati sono da inserire d'ufficio nel registro delle piste da sci e degli impianti di risalita di cui all'articolo 5-ter della legge provinciale 23 novembre 2010, n. 14 e all'articolo 8-ter del D.P.P. 12 gennaio 2012, n. 3.
Il Piano di settore impianti di risalita e piste da sci entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.
Allegato Volume 1 - Norme di attuazione, relazione
Allegato Volume 2 - Rapporto ambientale
Allegato Volume 3 - Materiale cartografico in scala 1:50.000
Pubblicato Martedì, 17 Febbraio 2015 08:13
E' di questi giorni la notizia che la regione Lombardia ha deciso di imputare i costi del soccorso alpino al beneficiario che ne fruisca.
Come è agevole prevedere, la decisione scatenerà un acceso dibattito, di cui cercheremo di dar conto dalle colonne di questo sito.
Tribunale di Trieste, 28 ottobre 2013
Pubblicato Giovedì, 05 Febbraio 2015 15:41
Tribunale di Trieste, 28 ottobre 2013, G.U. PICCIOTTO.
Responsabilità civile – Arrampicata – Palestra indoor – Corso di perfezionamento organizzato da un’associazione sportiva – Caduta dell’allievo - Responsabilità contrattuale dell’associazione – Sussiste
Responsabilità civile – Arrampicata - Palestra indoor – Allievo di un corso che accetta di curare la sicurezza di un compagno – Caduta del compagno – Responsabilità extracontrattuale dell’allievo - Sussiste
Responsabilità civile – Arrampicata - Palestra indoor – Esercizio di attività pericolosa - Esclusione
Pubblicato Giovedì, 05 Febbraio 2015 08:53
Un quindicenne, giovane promessa dello sci, si è scontrato sulle piste di Santa Caterina Valfurva con una una motoslitta in dotazione al personale in servizio per la sicurezza e il soccorso sui tracciati innevati del Corpo Forestale dello Stato, riportando lesioni gravissime. Qui la notizia riportata da un organo di informazione locale, che ripropone con urgenza la necessità di disciplinare compiutamente lo status giuridico e le regole di esercizio delle motoslitte in funzione sulle piste italiane.
D.P.P. Bolzano 13 novembre 2006, n. 61
Pubblicato Mercoledì, 04 Febbraio 2015 18:32
D.P.P. Bolzano 13 novembre 2006, n. 61 (1).
Regolamento di esecuzione circa la costruzione e l'esercizio di impianti a fune in servizio pubblico.
(1) Pubblicato nel B.U. Trentino-Alto Adige 19 dicembre 2006, n. 51.
vista la deliberazione della Giunta provinciale n. 3977 del 30 ottobre 2006
Ambito di applicazione (2)
1. Il presente regolamento disciplina la costruzione e l'esercizio di impianti a fune in servizio pubblico, in esecuzione della legge provinciale 30 gennaio 2006, n. 1, e successive modifiche, di seguito denominata legge.
Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 1, D.P.P. 13 dicembre 2013, n. 39, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
a) "Ufficio": l'ufficio provinciale competente in materia di trasporti funiviari;
b) "tecnico responsabile": il tecnico o la tecnica responsabile, preposto o preposta agli impianti a fune ai sensi dell'articolo 26, comma 2, della legge;
c) "piccolo comprensorio sciistico": un comprensorio sciistico con una portata complessiva di norma non superiore a 5.500 persone l'ora; ai fini del calcolo della portata complessiva non si considerano gli impianti di arroccamento senza una propria pista da sci.
Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 2, D.P.P. 13 dicembre 2013, n. 39, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
1. Le caratteristiche dei veicoli degli impianti realizzanti linee di prima categoria di cui all'articolo 4 della legge sono:
1. La domanda volta ad ottenere la concessione va presentata all'Ufficio. Nella stessa il richiedente la concessione deve impegnarsi ad osservare le norme disciplinanti la costruzione e l'esercizio di impianti a fune in servizio pubblico e le prescrizioni stabilite nel disciplinare tipo approvato dal direttore o dalla direttrice della Ripartizione provinciale mobilità. La domanda è corredata della seguente documentazione (4):
a) progetto preliminare o definitivo dell'impianto che realizza la linea, in unico esemplare o, qualora sia richiesto il parere della Commissione per le funicolari aeree e terrestri presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in duplice esemplare, redatto secondo le modalità di cui agli articoli 11 o 12;
b) relazione sulle finalità dell'impianto e sulla categoria richiesta per la linea, con indicazione degli elementi prescritti per la determinazione della stessa, redatta secondo le modalità di cui all'articolo 16;
c) copia autenticata dell'atto di costituzione e dello statuto, qualora sia una persona giuridica a presentare la domanda;
d) ricevuta del deposito cauzionale nell'ammontare fissato dall'articolo 17;
e) dichiarazione sulla disponibilità dei terreni o elenco dei nominativi e relativi recapiti dei proprietari dei terreni non disponibili per la costruzione e l'esercizio dell'impianto.
2. L'Ufficio può chiedere in ogni momento ulteriori chiarimenti, studi ed elaborati tecnici, ritenuti necessari per il rilascio della concessione.
3. Esaminata la documentazione, l'Ufficio esprime un parere sulla costruibilità tecnica dell'impianto, che viene notificato alla persona richiedente.
4. La lunghezza massima delle sciovie di cui all'articolo 7 comma 2 della legge è determinata in 60 m, misurati tra il punto di attacco e di distacco.
5. Alla domanda per il cambiamento di categoria di cui all'articolo 10 della legge va allegata la relazione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b).
Per l'approvazione del disciplinare-tipo vedi il D. Dirett. reg. n. 425/38.3 del 9 ottobre 2012.
Procedimento in caso di concorrenza
1. L'Ufficio informa i concessionari delle linee interessate e gli altri richiedenti delle domande pervenute, relative agli articoli 16, 17 e 18 della legge.
2. Le domande nonché la documentazione allegata restano a disposizione degli interessati presso l'Ufficio per la durata di 30 giorni dalla comunicazione di cui al comma 1, durante i quali possono essere presentate osservazioni o proposte.
3. L'assessore o l'assessora provinciale competente in materia di mobilità, sulla base di un esame comparativo, decide sulle domande, pronunciandosi anche sulle osservazioni pervenute.
1. Ai sensi dell'articolo 9 della legge sono considerate varianti sostanziali alla linea, che rendono necessaria la modifica della concessione, salvo altri casi particolari:
a) la sostituzione dell'impianto realizzante la linea con uno di altra tipologia;
b) lo spostamento, il prolungamento o l'accorciamento dell'impianto, ritenuti rilevanti dall'Ufficio, d'intesa con le ripartizioni provinciali competenti in materia di piste da sci e di tutela del paesaggio;
c) l'aumento della portata oraria rispetto a quella indicata nell'atto di concessione nel rispetto del piano di settore impianti di risalita e piste da sci, d'intesa con le ripartizioni provinciali competenti in materia di piste da sci e di tutela del paesaggio, qualora sia richiesta la valutazione dell'impatto ambientale.
2. La domanda di modifica della concessione è corredata della seguente documentazione:
a) progetto funiviario preliminare o definitivo di modifica dell'impianto;
b) relazione giustificativa sulla necessità o opportunità dell'iniziativa proposta;
c) se del caso, dichiarazione di cui all'articolo 11, comma 1, lettera g);
d) qualora per la realizzazione delle modifiche all'impianto occorra l'ampliamento dei terreni, dichiarazione sulla loro disponibilità o elenco dei nominativi e relativi recapiti dei proprietari dei terreni non disponibili per la modifica dell'impianto.
3. I provvedimenti degli organi provinciali di cui all'articolo 7 della legge sono acquisiti d'ufficio da parte dell'Ufficio.
4. L'Ufficio esprime un parere sulla costruibilità tecnica delle varianti, notificandolo alla persona interessata.
1. Il rinnovo della concessione è disposto dall'assessore o assessore provinciale competente in materia di mobilità. Nel relativo provvedimento è stabilita la categoria di appartenenza della linea di cui all'articolo 4 della legge ed è fissato il termine per l'adempimento delle condizioni poste per il rinnovo e per l'esecuzione delle modifiche proposte. Con lo stesso provvedimento è approvato il disciplinare di rinnovo della concessione.
2. Dodici mesi prima della scadenza della concessione, l'Ufficio ne dà comunicazione alla persona interessata, indicando i documenti da presentare con la domanda per l'eventuale rinnovo della concessione.
3. Il concessionario deve presentare la domanda di rinnovo almeno quattro mesi prima della scadenza della concessione, corredata da:
a) relazione tecnica sullo stato di efficienza dell'impianto, redatta da un ingegnere esperto o una ingegnera esperta nel settore, iscritto o iscritta all'albo professionale, o dal tecnico responsabile, nella quale sono indicati gli esiti delle analisi di tutte le parti dell'impianto interessanti la sicurezza, tenuto conto dei controlli e degli esami eseguiti periodicamente negli anni precedenti, circa la sicurezza e lo stato di conservazione;
b) planimetria di cui all'articolo 16, comma 1;
d) progetto preliminare o definitivo delle eventuali modifiche da apportare sull'impianto;
e) parere di massima favorevole espresso dalla Ripartizione provinciale competente in materia, sulla eventuale pista da sci servita dalla linea di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), della legge, qualora quello agli atti dell'Ufficio, alla data di presentazione della domanda di rinnovo, risulti rilasciato in data anteriore a dieci anni.
4. L'Ufficio esprime il parere sull'efficienza dell'impianto e sulle modifiche proposte e fissa eventuali prescrizioni.
5. Anche nel caso in cui la domanda di rinnovo del già titolare della concessione venga presentata dopo la scadenza della stessa, si osserva la procedura prevista dal presente articolo.
6. Qualora non sia richiesto il rinnovo della concessione o non vengano eseguiti, entro i termini prefissati, i lavori prescritti sulla base della relazione tecnica sullo stato di efficienza, l'esercizio rimane sospeso fino al rilascio di nuovo nulla osta e l'Ufficio può disporre la chiusura dell'impianto al pubblico esercizio anche mediante l'apposizione di sigilli.
Cessione della linea
1. La cessione delle linee di trasporto funiviario, indipendentemente dalla categoria di appartenenza, è comunicata all'Ufficio. Entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, il direttore o la direttrice della Ripartizione provinciale mobilità può vietare la cessione, in caso di non rispondenza al pubblico interesse.
2. Non è consentita la cessione del solo esercizio della linea.
3. Non si considera cessione la trasformazione o la fusione di società.
Indennità per la revoca della concessione
1. A prescindere dalle deduzioni previste dall'articolo 13, comma 1, della legge, l'indennità dovuta per la revoca della concessione è calcolata tenendo conto del costo convenzionale dell'impianto, come indicato nell'allegato A, determinato secondo le modalità di calcolo in vigore al momento del provvedimento di revoca. Dal costo così stabilito sono detratte le quote accantonate per l'ammortamento dell'impianto che si effettua in:
2. Nell'indennità si tiene conto di eventuali spese riconosciute, sostenute per l'adeguamento, l'ammodernamento o il potenziamento dell'impianto e delle quote afferenti a notevoli movimenti di terreno, parcheggi, piste, impianti per innevamento, linee elettriche di alimentazione, in quanto necessarie per l'esercizio della linea funiviaria.
3. Se la linea relativa alla concessione revocata è attiva, è inoltre dovuto un indennizzo sostitutivo dell'utile cessante per il periodo intercorrente fra il provvedimento di revoca e la scadenza della concessione. Tale indennizzo è calcolato sulla media dei risultati d'esercizio dell'ultimo triennio, sulla base dei prescritti documenti contabili regolarmente tenuti.
1. La domanda di riconoscimento del sistema, unitamente al piano di massima, la ricevuta della cauzione di cui all'articolo 19, comma 5, della legge ed il piano finanziario per la costruzione e l'esercizio dei singoli impianti, vanno presentati all'Ufficio.
2. I sistemi di linee possono essere riconosciuti su domanda di uno o più richiedenti.
3. Su richiesta delle persone interessate un sistema riconosciuto può essere variato nella sua composizione.
4. Il riconoscimento del sistema di linee è disposto dall'assessore o assessore provinciale competente in materia di mobilità in conformità al parere tecnico dell'Ufficio.
5. Agli effetti dell'articolo 19, comma 2, della legge il collegamento o la relazione di reciproca dipendenza possono essere costituiti anche da itinerari sciistici o turistici, a condizione che sugli stessi sia stato espresso il parere di massima favorevole circa gli itinerari sciistici da parte della Ripartizione provinciale turismo.
6. L'insieme di linee può comprendere una o più linee adduttrici alle zone interessate e può attingere traffico da più fonti.
7. Il rilascio delle concessioni per le linee di un sistema va richiesto entro tre anni dalla data del provvedimento di riconoscimento del sistema. L'inutile decorso di tale termine, comporta la decadenza della preferenza per l'ottenimento della concessione stessa.
8. Il termine entro cui ciascuna linea deve essere realizzata è indicato nel provvedimento di concessione e non può superare i termini previsti dall'articolo 6, comma 4, della legge. Trascorso inutilmente tale termine, la concessione è da intendersi decaduta per legge.
9. Il piano di massima di cui al comma 1 è corredato per ogni linea della documentazione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), e all'articolo 11, comma 1, lettere a), b), c), d), f), g), h), i) e j), e di una planimetria generale indicante tutti gli impianti interessati dal sistema di linea.
1. Il progetto preliminare di cui all'articolo 24 della legge è costituito dai seguenti elaborati tecnici:
a) relazione tecnica generale relativa alle soluzioni tecniche adottate, contenente la descrizione delle caratteristiche tipologiche, funzionali e relative all'esercizio, dell'impianto da realizzare; nella relazione si fa riferimento alla rispondenza alle prescrizioni tecniche speciali relative all'infrastruttura, indicando gli eventuali scostamenti da queste ultime, presentando argomentate giustificazioni con la dimostrazione del rispetto dei requisiti essenziali di cui all'allegato II della legge;
b) planimetria generale della zona interessata dall'impianto, rappresentata dalle tavolette in scala 1:25.000, con segnato a tratto rosso il tracciato della linea;
f) disegni d'insieme quotati delle principali parti dell'impianto comprese le stazioni ed opere di linea nelle proiezioni necessarie e nelle scale adatte;
g) dichiarazione redatta da un esperto iscritto o un'esperta iscritta all'albo degli agronomi e dottori in scienze forestali, secondo le modalità di cui all'articolo 15, dalla quale risulta che l'area interessata, ai fini della stabilità delle opere e della sicurezza dell'esercizio, è immune secondo ragionevoli previsioni, dal pericolo di frane e valanghe (5);
h) descrizione della natura e delle caratteristiche meccaniche del terreno attraversato dall'impianto;
i) analisi e relazione di sicurezza di cui all'articolo 14, qualora si tratti di impianti aventi caratteristiche innovative;
j) descrizione degli eventuali attraversamenti con linee elettriche o telefoniche, strade, fiumi o torrenti, canali, ferrovie, funivie, condotte convoglianti liquidi o gas, e simili, delle modifiche da apportare ai medesimi o delle opere interposte fra questi e l'impianto;
k) limitatamente agli impianti aerei, funicolari-terrestri e ascensori inclinati, il piano di salvataggio delle persone in linea.
2. Il progetto preliminare è firmato dal richiedente la concessione e da un ingegnere esperto o un'ingegnera esperta in materia di impianti a fune, iscritto o iscritta nell'albo professionale.
Lettera così sostituita dall'art. 1, comma 1, D.P.P. 23 gennaio 2015, n. 3, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Progetto funiviario definitivo
1. Il progetto funiviario definitivo, di cui all'articolo 24 della legge, che viene esaminato dall'Ufficio ai fini dell'approvazione, deve individuare compiutamente l'opera nelle sue linee generali e negli elementi costitutivi, deve illustrarne le caratteristiche funzionali e le prestazioni in relazione alle esigenze da soddisfare e deve evidenziare tutte le caratteristiche significative per garantire la sicurezza dell'esercizio; a tale fine esso è composto dai seguenti elaborati tecnici:
a) relazione tecnica generale riferita all'intero impianto, che illustra, anche in forma schematica, le caratteristiche principali e che riporta le specifiche costruttive e i limiti di impiego dei suoi elementi costitutivi in relazione alle prestazioni previste; ove vengano presentate richieste di scostamento dalle norme tecniche specifiche riguardanti l'infrastruttura, ne deve essere dimostrata la relativa necessità con una apposita relazione;
b) dichiarazione del o della progettista dell'impianto, in cui si attesta che il progetto definitivo è redatto nel rispetto dei requisiti essenziali, di cui all'allegato II della legge e delle norme tecniche specifiche riguardanti l'infrastruttura, alla quale è allegata l'attestazione circa la reciproca compatibilità per tutte le interfacce esistenti in relazione ai componenti di sicurezza, ai sottosistemi e alla infrastruttura;
c) planimetria generale della zona interessata dall'impianto in scala non minore di 1:25.000 con segnato a tratto rosso il tracciato della linea;
e) due profili longitudinali della linea rilevati sull'asse dell'impianto, uno in scala 1:5.000 e l'altro in scala 1:500 o 1:1.000 a seconda delle esigenze illustrative, con indicazione, su quest'ultimo profilo, dell'andamento trasversale del terreno mediante rilievo dei punti situati un metro oltre l'ingombro massimo laterale del veicolo, rispettivamente del bordo esterno della pista di risalita delle sciovie, riportando, per le singole campate, l'andamento delle funi con le frecce massime e minime delle stesse, atte a determinare sia i franchi minimi che le altezze massime dei veicoli dal suolo o dei traini per le sciovie; il profilo in scala 1:500 o 1:1.000 deve essere completato con le quote riferite al livello del mare della stazione a valle e firmato da un ingegnere o un'ingegnera o da un tecnico o una tecnica abilitati in materia e controfirmato dal o dalla progettista;
g) disegni d'insieme quotati delle principali parti dell'impianto, comprese le stazioni ed opere di linea nelle proiezioni necessarie e nelle scale adatte;
h) dichiarazione redatta da un esperto iscritto o un'esperta iscritta all'albo degli agronomi e dottori in scienze forestali, secondo le modalità di cui all'articolo 15, dalla quale risulta che l'area interessata, ai fini della stabilità delle opere e della sicurezza dell'esercizio, è immune, secondo ragionevoli previsioni, dal pericolo di frane e valanghe (6);
i) parere sulla situazione geologica e geotecnica, con la dimostrazione, ai sensi della vigente normativa in materia, della stabilità dei terreni interessati dall'impianto e, in particolare, delle fondazioni delle stazioni, dei sostegni e delle altre eventuali opere di linea, rispetto tanto alle azioni trasmesse dall'impianto stesso quanto a quelle derivanti dalla natura e dalla consistenza dei terreni, nonché da eventi di natura geologica o idrogeologica, tenuto conto di eventuali azioni sismiche;
k) limitatamente agli impianti aerei, funicolari-terrestri ed ascensori inclinati, programma dettagliato per le operazioni di soccorso in linea, comprendente i mezzi, i metodi ed i tempi per lo svolgimento delle operazioni con indicazione delle organizzazioni che, nell'eventualità, possono fornire il loro aiuto;
l) uno o più fascicoli illustranti in modo compiuto l'intera infrastruttura con i relativi elementi costitutivi in relazione alle caratteristiche costruttive e di funzionamento dell'impianto, nonché i risultati finali dei calcoli, raffrontati con i limiti prescritti dalle specifiche norme tecniche per l'infrastruttura;
m) analisi e relazione di sicurezza, di cui all'articolo 14;
n) dichiarazione di conformità secondo l'allegato IV della legge per i componenti di sicurezza e l'allegato VI della legge per i sottosistemi, comprendente gli attestati di esame CE dei sottosistemi, ai sensi dell'allegato VII della legge, e gli attestati di valutazione di conformità dei componenti di sicurezza, ai sensi dell'allegato V della legge, rilasciati da un organismo notificato;
o) confronto tra le norme adottate nel progetto e quelle in vigore per l'infrastruttura.
2. I disegni quotati dell'infrastruttura di cui al comma 2, lettera e), sono redatti in formato UNI A4 ovvero nA4, in scala non minore di 1:100 e comunque tale da consentire la chiara individuazione degli elementi costitutivi.
3. Gli attestati di esame CE dei sottosistemi di cui al comma 1, lettera n), devono essere accompagnati dalla seguente documentazione tecnica:
a) disegni d'insieme dei componenti di sicurezza, compreso l'elenco dei singoli elementi, e dei sottosistemi dell'impianto, compreso l'elenco dei componenti di sicurezza in esso installati, con l'indicazione delle dimensioni principali, e se collaboranti con altri sottosistemi o con l'infrastruttura, disegni illustranti l'interfacciamento reciproco, compresa l'indicazione di tutti i dispositivi di sicurezza, che determinano l'arresto dell'impianto o che danno segnalazione al personale dell'impianto, in particolare:
2) schemi funzionali dell'impianto elettrico riportanti anche il sistema di alimentazione a partire dal punto di consegna dell'energia all'impianto con relative descrizioni;
5) documentazione tecnica comprendente le condizioni e le eventuali limitazioni di esercizio con le istruzioni per la messa in servizio dell'impianto.
4. Nel caso di soluzioni innovative o di unico esemplare oppure quando la valutazione di conformità di un componente di sicurezza o di un sottosistema è in corso presso un organismo notificato, possono essere presentate - in luogo della dichiarazione di conformità - le richieste di valutazione avanzate allo stesso organismo, comprensive della documentazione di cui al comma 3, lettera a), ad eccezione delle istruzioni di cui al relativo punto 4); in tal caso non va presentata la documentazione di cui al comma 1, lettera n).
5. Qualora impianti esistenti subiscano modifiche che secondo l'articolo 43, comma 3, della legge non sono sottoposte al capo II, il progetto definitivo deve essere composto almeno dalla seguente documentazione:
b) calcoli di verifica e disegni delle modifiche alle parti meccaniche e all'infrastruttura;
6. Il progetto funiviario definitivo deve essere firmato dal o dalla progettista generale dell'impianto, dal concessionario e dal costruttore dell'impianto.
Lettera così sostituita dall'art. 1, comma 2, D.P.P. 23 gennaio 2015, n. 3, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Progetto funiviario esecutivo
1. Il progetto funiviario esecutivo di cui all'articolo 24 della legge che viene depositato presso l'Ufficio deve comprendere, oltre a quanto previsto per il progetto definitivo:
a) gli elaborati necessari per l'effettiva realizzazione delle infrastrutture, i calcoli di verifica dimensionale di tutte le strutture ed i disegni di insieme e di dettaglio;
2. Per i componenti di sicurezza ed i sottosistemi si può fare rinvio alla documentazione tecnica di cui all'articolo 12, comma 3, lettera a), numero 4). Tale documentazione deve essere completata con le istruzioni per le necessarie tarature nel caso di interventi di riparazione, di controllo e di manutenzione riguardanti l'infrastruttura, i sottosistemi ed i componenti di sicurezza. Copia delle istruzioni va consegnata al concessionario dell'impianto.
3. Il progetto funiviario esecutivo deve essere firmato dal o dalla progettista generale dell'impianto, dal concessionario e dal costruttore.
4. Qualora siano previste caratteristiche innovative il progetto funiviario esecutivo va presentato unitamente al progetto definitivo.
5. In caso di più ditte costruttrici e più progettisti dell'impianto, vanno comunicati la ditta responsabile della installazione dell'infrastruttura, dei componenti di sicurezza e dei sottosistemi nonché il o la progettista generale dell'impianto, che è responsabile del coordinamento e della reciproca compatibilità dei componenti di sicurezza e dei sottosistemi nonché del coordinamento e della compatibilità di questi con l'infrastruttura.
Analisi e relazione di sicurezza
1. L'analisi di sicurezza e la relazione di sicurezza di cui all'articolo 46 della legge devono corrispondere a quanto previsto all'allegato III della stessa legge.
2. Possono essere presentate più analisi di sicurezza, che si riferiscono alle varie parti specialistiche dell'impianto, redatte dalle singole progettiste o dai singoli progettisti specialisti.
3. L'analisi di sicurezza tiene conto di tutti gli a- spetti rilevanti ai fini della sicurezza inerenti il sistema dell'impianto e l'ambiente nell'ambito della progettazione, dell'esecuzione e della messa in servizio, individuando, sulla base delle esperienze note fino ad oggi, tutti i rischi che possono verificarsi in esercizio, tenendo conto di tutte le possibili modalità di esercizio previste.
4. L'analisi di sicurezza si estende, oltreché alle caratteristiche dell'impianto, anche all'infrastruttura ed a tutte le interfacce che possono risultare dall'azione reciproca tra i tre componenti costitutivi dell'impianto, infrastruttura, sottosistema e componente di sicurezza, qualora non già comprese in un sottosistema. Essa deve tener conto almeno dei seguenti eventi esterni, che possono ostacolare, limitare o impedire l'esercizio dell'impianto:
b) situazione geologica e geotecnica dell'intero tracciato e natura del relativo terreno;
5. Sulla base dell'analisi di sicurezza è redatta la relazione di sicurezza, nella quale sono indicate le misure idonee ad affrontare i rischi individuati e l'elenco dei componenti di sicurezza e dei sottosistemi utilizzati nell'impianto.
6. Ai sensi dell'articolo 46, comma 3, della legge la relazione di sicurezza è elaborata e firmata da un professionista esperto o una professionista esperta nel settore funiviario con abilitazione alla progettazione di impianti a fune, che verifica sul posto tutti gli aspetti rilevanti ai fini della sicurezza inerenti il sistema dell'impianto e l'ambiente nell'ambito della progettazione, dell'esecuzione e della messa in servizio.
7. La relazione di sicurezza è sottoscritta anche dal o dalla legale rappresentante della ditta costruttrice responsabile dell'installazione dei componenti di sicurezza e dei sottosistemi.
8. Qualora siano previsti scostamenti dalle norme tecniche specifiche circa l'infrastruttura, l'analisi di sicurezza e la relazione di sicurezza devono dimostrare, mediante una dettagliata analisi, che è garantito lo stesso livello di sicurezza sia per la costruzione sia per l'esercizio e che vengono comunque rispettati i requisiti essenziali di cui all'allegato II della legge.
9. L'analisi di sicurezza e la relazione di sicurezza sono consegnate al direttore o alla direttrice dei lavori prima dell'inizio dei lavori.
Assenza di pericolo da frane e valanghe (7).
1. Nel redigere le dichiarazioni di cui all'articolo 11, comma 1, lettera g), e all'articolo 12, comma 1, lettera h) si deve tener conto, oltre che degli elementi morfologici, anche dei dati cronologici e statistici concernenti gli eventi franosi o valanghivi che hanno interessato la zona. Tale dichiarazione è accompagnata da una planimetria generale della zona, preferibilmente in scala 1:10.000 e comunque non inferiore a 1:25.000, in cui è segnato il tracciato della linea, firmata dall'esperto o dall'esperta.
2. La costruzione degli impianti può essere subordinata alla realizzazione di eventuali opere protettive, la cui efficienza deve essere mantenuta nel tempo.
3. La sicurezza dell'esercizio è garantita, se, in caso di arresto prolungato dell'impianto, è possibile in ogni momento compiere le operazioni di evacuazione dei viaggiatori secondo quanto previsto nel relativo piano di evacuazione.
4. Se entro un anno dalla realizzazione dell'impianto, per motivi oggettivi, non si possono ultimare le opere protettive di cui al comma 2, l'Assessore o l'Assessora provinciale competente in materia di mobilità richiede un apposito parere alla commissione valanghe territorialmente competente di cui alla legge provinciale 15 maggio 2013, n. 7.
Articolo così sostituito dall'art. 1, comma 3, D.P.P. 23 gennaio 2015, n. 3, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Relazione sulle finalità dell'impianto
1. La relazione sulle finalità dell'impianto di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), consiste in una descrizione delle finalità dell'impianto e in un'analisi sull'origine del traffico prevedibile. Alla stessa è allegata una planimetria, in scala 1:10.000, con indicate la linea funiviaria proposta e le eventuali linee già esistenti o previste in zona, nonché le piste da sci servite da tali linee e gli eventuali itinerari sciistici o turistici di collegamento tra queste.
1. La misura del deposito cauzionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), è pari a:
a) 6.000,00 euro per linee da realizzare con funivie bifune a va e vieni, funicolari terrestri, funivie bie monofune ad ammorsamento automatico dei veicoli, nonché impianti assimilabili;
1. La domanda di collaudo è corredata di:
a) dichiarazione della ditta costruttrice sulle caratteristiche dei materiali impiegati e sulle saldature effettuate da parte di personale specializzato nell'infrastruttura dell'impianto e, in particolare, nelle strutture di essa aventi speciale importanza ai fini della sicurezza, nonché sulla completa ultimazione dell'opera a regola d'arte;
b) ricevuta comprovante l'avvenuto deposito, presso il Tesoriere della Provincia, dell'importo preventivato per onorari e rimborsi dei collaudatori, salvo conguaglio;
c) su richiesta dell'Ufficio, certificati di origine dei materiali impiegati nell'infrastruttura dell'impianto;
d) su richiesta dell'Ufficio, certificati delle prove e verifiche effettuate o da effettuare sull'impianto;
e) verbali relativi all'esame magnetoinduttivo delle funi;
f) dichiarazione sull'avvenuta installazione degli impianti di messa a terra elettrica e relativa verifica;
g) certificazione sull'avvenuto deposito presso la Ripartizione provinciale edilizia e servizio tecnico del certificato di collaudo statico per le opere in cemento armato normale e precompresso, nonché per le costruzioni in acciaio, eseguito a cura dell'ingegnere nominato o dell'ingegnera nominata dal concessionario;
i) dichiarazione, firmata dal o dalla progettista generale dell'impianto e dal costruttore dell'impianto, attestante che i sottosistemi ed i componenti di sicurezza impiegati sono compatibili sia reciprocamente che con l'infrastruttura del relativo impianto;
j) dichiarazioni di conformità dei componenti di sicurezza e sottosistemi ed attestati di esame CE di cui all'articolo 12, comma 1, lettere n), e comma 3, se non già presentate con il progetto definitivo.
2. Nella domanda di collaudo, il direttore o la direttrice dei lavori indica le eventuali lievi, giustificate varianti introdotte nel corso dei lavori e attesta di aver eseguito personalmente tutte le prove di funzionamento e di carico, atte a verificare il regolare funzionamento dell'impianto ai fini della sicurezza e della regolarità del servizio. Nella domanda sono altresì indicate le ore di preesercizio effettuate.
3. Le modalità di collaudo di cui all'articolo 25 comma 5 della legge in linea di massima sono:
a) esame della documentazione tecnica riguardante l'opera;
b) accertamento della corrispondenza dell'opera alle caratteristiche principali del progetto;
c) accertamento che dalle verifiche e prove di carico e di funzionamento effettuate nel corso della visita, i cui risultati sono riportati nel modello di relazione di collaudo predisposto dall'Ufficio, non sono emerse sostanziali discordanze rispetto a quanto dichiarato dalla direzione lavori.
Tariffe, orari, assicurazioni
1. L'assessore o l'assessore competente in materia di mobilità può approvare criteri uniformi per la determinazione della tariffa massima applicabile per la corsa singola di ogni impianto, ad eccezione delle linee funiviarie di cui all'articolo 15, comma 2, della legge.
2. Le dimensioni minime delle tabelle da esporre per le comunicazioni di cui all'articolo 15, comma 3, della legge sono indicate nell'allegato B.
3. Su richiesta dell'Ufficio, il concessionario deve dimostrare la copertura assicurativa dei rischi connessi con l'esercizio della linea di trasporto funiviario in servizio pubblico. I limiti della garanzia assicurativa non devono essere inferiori ai minimi indicati nell'allegato C.
4. Il trasporto dei viaggiatori va eseguito secondo l'ordine delle richieste. È vietato accordare precedenze, salvo per il personale addetto alla manutenzione o alla sorveglianza degli impianti e piste, per le funzionarie o i funzionari incaricati della vigilanza e per le persone incaricate del soccorso nell'espletamento delle loro funzioni e, previo accordo con il concessionario, per singole persone che si trasferiscono per motivi di lavoro.
Oneri di sorveglianza e di collaudo
1. La misura del contributo annuo per le spese di sorveglianza è indicata nell'allegato D. Tale contributo va versato annualmente, su richiesta dell'Ufficio provinciale entrate, a partire dall'anno successivo alla data di rilascio della concessione, della sua modifica o del suo rinnovo. L'intera quota annua è dovuta anche l'anno in cui scade la concessione.
2. L'onorario spettante ad ogni collaudatore è indicato nella tariffa di cui all'allegato E. Qualora il collaudo statico delle opere in cemento armato normale e precompresso e delle strutture metalliche sia eseguito da parte di una libera professionista o un libero professionista nominato dal concessionario, l'importo delle opere su cui va calcolato percentualmente l'onorario è determinato nell'80 per cento del costo convenzionale dell'impianto (P+P') determinato nell'allegato A. Per i dipendenti provinciali l'onorario di collaudo è integrato nell'indennità libero-professionale, salvo che essi siano chiamati a far parte della Commissione di collaudo in qualità di componenti della Commissione per le funicolari aeree e terrestri presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Oltre all'onorario, ai componenti la commissione di collaudo ed al segretario o alla segretaria sono corrisposti, in quanto spettino, il compenso per le ore di lavoro straordinario prestate, il rimborso delle spese di viaggio, vitto ed alloggio nonché l'indennità di missione. Per i dipendenti da pubbliche amministrazioni tali emolumenti sono liquidati secondo la normativa vigente per l'ente di appartenenza.
4. Su richiesta dell'Ufficio, il concessionario effettua il deposito delle somme per gli onorari, i compensi e le spese di cui al comma 3 sul conto intestato "Depositi di terzi per operazioni di collaudo delle linee di trasporto funiviario in servizio pubblico", appositamente istituito presso il Tesoriere della Provincia, il quale trasmette copia della quietanza all'Ufficio.
5. Il direttore o la direttrice dell'Ufficio dispone il versamento all'entrata del bilancio provinciale delle somme depositate ai sensi del comma 4 relative a collaudi eseguiti da collaudatori dipendenti provinciali.
6. I depositi di cui al comma 4 sono tenuti dal Tesoriere in evidenza fra i valori di terzi a custodia ed alla fine dell'esercizio va indicata la consistenza nel verbale della verifica di cassa.
7. La Ripartizione provinciale finanze e bilancio vigila sulla regolarità del servizio dei depositi e delle spese inerenti alle operazioni di collaudo.
1. L'esercizio dell'impianto si svolge secondo le modalità determinate nel regolamento di esercizio, approvato dall'Ufficio, su proposta del tecnico responsabile e del concessionario. Il regolamento di esercizio è redatto secondo schemi predisposti dall'Ufficio per i singoli tipi di impianto. Vanno osservate anche le disposizioni riportate nei regolamenti tecnici, nonché le altre eventuali prescrizioni atte a garantire la sicurezza e regolarità del pubblico servizio, in quanto applicabili.
2. Il regolamento di esercizio deve contenere prescrizioni riguardanti il personale, quali l'ordinamento, le mansioni, gli obblighi ed il comportamento in servizio, il trasporto con particolare riguardo alle modalità di effettuazione dell'esercizio e alla manutenzione dell'impianto, il comportamento dei viaggiatori ed il trasporto di cose, con particolare riguardo agli obblighi, ai divieti e relative sanzioni. Il personale di servizio deve essere a perfetta conoscenza del regolamento di esercizio.
3. Il testo integrale delle disposizioni concernenti i viaggiatori è esposto in luogo ben visibile al pubblico. I trasgressori a tali disposizioni, regolarmente portate a conoscenza del pubblico, sia nelle stazioni che in linea, e la cui inosservanza può arrecare serio pregiudizio all'incolumità dei viaggiatori, devono essere deferiti all'autorità giudiziaria dagli agenti responsabili dell'esercizio, qualora il fatto integri una delle ipotesi di reato, previsto dagli articoli 432 e 650 del codice penale o dal decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 753.
4. Il concessionario deve comunicare tempestivamente all'Ufficio, anche mediante posta elettronica, telegramma o fax, qualsiasi incidente o causa che abbia turbato o turbi la regolarità e la sicurezza dell'esercizio dell'impianto.
Sorveglianza sugli impianti
1. L'Ufficio può disporre, oltre alle ispezioni e verifiche funzionali di cui all'articolo 27 della legge, accertamenti atti a verificare l'ottemperanza alle norme tecniche e di esercizio e alle condizioni poste nell'atto di concessione, nonché l'esatta applicazione delle tariffe, degli orari approvati, nonché le modalità di esercizio.
2. Qualora il concessionario diffidato per tre volte da parte dell'Ufficio, non ottemperi alle prescrizioni impartite a seguito degli accertamenti di cui al comma 1, o in presenza di fatti tali da pregiudicare la sicurezza dell'impianto, l'Ufficio può disporre la chiusura dell'impianto al pubblico esercizio anche mediante l'apposizione di sigilli.
3. I risultati delle ispezioni e verifiche di cui all'articolo 27, comma 1, della legge sono annotati su apposito libro di sorveglianza, tenuto a cura dell'Ufficio.
4. Presso l'impianto è tenuto il libro giornale approvato dall'Ufficio, nel quale sono registrate tutte le annotazioni relative alle verifiche e prove periodiche ed all'esercizio. Tale libro è a disposizione dell'Ufficio.
5. I risultati delle ispezioni, verifiche e prove annuali, di riapertura dell'esercizio e di quelle straordinarie, effettuate dal tecnico responsabile, sono riportati su un modello redatto dallo stesso tecnico responsabile e depositato presso l'impianto. I risultati sono comunicati all'Ufficio, eventualmente in forma riassuntiva.
Revisioni speciali degli impianti
1. Gli impianti sono sottoposti ogni cinque anni ad una revisione speciale, sottoponendo a controlli non distruttivi da parte di personale qualificato gli elementi costruttivi, gli organi meccanici e le relative giunzioni saldate, contro la cui rottura non esistono efficaci accorgimenti tecnici atti a tutelare la sicurezza dei viaggiatori e del personale. Va altresì verificata la buona conservazione di tutti gli azionamenti esistenti, compresi i circuiti elettrici di comando, di sicurezza, di telecomunicazione, nonché dei diversi meccanismi ed apparecchiature, in particolare per quanto riguarda quelle di frenatura.
2. Le ditte costruttrici delle apparecchiature meccaniche e degli equipaggiamenti elettrici ed elettronici, o, qualora le stesse non fossero più esistenti, il tecnico responsabile, individuano tutte le parti dell'impianto da sottoporre a controlli specifici, indicando la difettosità ammissibile e le modalità delle prove.
3. Le eventuali teste fuse per i dispositivi di attacco delle funi traenti, zavorra e tenditrici, sono rinnovate almeno ogni cinque anni.
4. Effettuata la revisione speciale, il tecnico responsabile invia all'Ufficio una relazione finale, indicando l'esito delle verifiche e prove effettuate.
Articolo 24 Revisioni generali degli impianti
1. Gli impianti sono sottoposti a revisione generale nei termini di seguito indicati, decorrenti dalla data del primo inizio dell'esercizio o dalla data di collaudo a seguito dell'ultima revisione generale:
a) le funivie bifune a va e vieni e le funicolari terrestri ogni 20 anni;
b) le funivie bifune e monofune ad ammorsamento temporaneo dei veicoli ogni 20 anni e successivamente ogni dieci anni;
c) le funivie monofune ad ammorsamento permanente dei veicoli ogni 15 anni;
d) le sciovie, ascensori inclinati e gli impianti assimilabili ogni dieci anni.
2. Per gli impianti che costituiscono un collegamento con altri impianti in esercizio, la revisione generale va completata prima dell'inizio dell'esercizio stagionale, entro il quale scade la revisione generale medesima.
3. Ai fini dell'approvazione della revisione generale dell'impianto da parte dell'Ufficio, il concessionario presenta, sei mesi prima della data in cui deve essere effettuata la revisione generale, una relazione particolareggiata sui controlli e sui lavori di revisione previsti, firmata da un ingegnere esperto o un'ingegnera esperta nel settore, iscritto o iscritta nell'albo professionale, o dal tecnico responsabile dell'impianto. La relazione tiene conto dei controlli, delle verifiche e prove da effettuare almeno sulle seguenti parti dell'impianto tenendo conto anche delle istruzioni per la manutenzione delle ditte costruttrici:
a) costruzioni delle stazioni e della linea;
b) tutte le apparecchiature meccaniche compresi i veicoli, di norma previo smontaggio delle stesse;
c) elementi costruttivi, organi meccanici e relative giunzioni saldate di cui all'articolo 23, comma 1;
d) tutti gli equipaggiamenti elettrici ed elettronici e relativi cablaggi e collegamenti elettrici di terra.
4. Sulla base dell'esito dei controlli di cui al comma 3 sono adottati tutti i provvedimenti necessari per garantire con sicurezza un ulteriore periodo di esercizio, da effettuarsi preferibilmente a cura della ditta costruttrice oppure a cura di ditte di capacità riconosciuta.
5. Terminata la revisione generale, il direttore o la direttrice dei lavori redige una relazione sui lavori e controlli effettuati, indicando i relativi esiti. Tale relazione è integrata da una dichiarazione dello stesso o della stessa, dalla quale risulti che è garantito l'esercizio per un ulteriore periodo di tempo con piena efficienza e sicurezza. L'Ufficio, effettuato con esito positivo l'esame della relazione di revisione, emette, se necessario, un provvedimento di proroga dell'esercizio pubblico, in attesa del collaudo funzionale di cui all'articolo 25 della legge.
Contrassegno distintivo
1. Il contrassegno distintivo di riconoscimento del personale addetto agli impianti ed a contatto con il pubblico deve essere conforme a quello riprodotto in scala 3:1 all'allegato F.
Contratti di servizio (8)
1. Il presente articolo definisce, ai sensi dell'articolo 15-bis della legge, i requisiti minimi per la conclusione di contratti di servizio tra i comuni e i titolari di concessioni di impianti di risalita di paese e impianti a fune di piccoli comprensori sciistici.
2. Con la sottoscrizione del contratto di servizio il titolare della concessione si impegna a garantire:
a) la prestazione del servizio almeno nel periodo compreso fra l'inizio delle festività natalizie e la conclusione delle vacanze scolastiche di Carnevale, purché le condizioni nevose e meteorologiche consentano l'esercizio in sicurezza;
b) i seguenti orari minimi di apertura, purché il manto nevoso e le condizioni meteorologiche consentano l'esercizio in sicurezza: almeno sei ore al giorno durante le domeniche e i giorni festivi e, mediamente, almeno quattro pomeriggi feriali alla settimana della durata minima di tre ore;
c) tariffe agevolate sui biglietti giornalieri e stagionali per bambini, giovani, famiglie e anziani; il prezzo del biglietto giornaliero per adulti deve essere di almeno il 20 per cento inferiore a quello applicato dal consorzio tariffario di appartenenza o, in mancanza, dal comprensorio sciistico più vicino non rientrante nella categoria dei piccoli comprensori sciistici.
3. Il contratto di servizio può riguardare anche solo singoli impianti di piccoli comprensori sciistici.
4. Con la sottoscrizione del contratto di servizio il comune si impegna a corrispondere un indennizzo adeguato, che viene determinato anche tenuto conto dell'eventuale impegno assunto dal titolare della concessione a:
a) predisporre e mettere a disposizione ulteriori infrastrutture per gli sport invernali;
b) garantire lo sgombero e la messa a disposizione di parcheggi;
c) garantire l'accessibilità agli impianti mediante itinerari sciistici e servizi navetta.
Articolo aggiunto dall'art. 1, comma 3, D.P.P. 13 dicembre 2013, n. 39, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
Elenco degli impianti di risalita di paese e degli impianti a fune dei piccoli comprensori sciistici (9)
1. Ai sensi dell'articolo 15-bis della legge, nell'allegato G del presente regolamento è riportato l'elenco degli impianti di risalita di paese e degli impianti a fune dei piccoli comprensori sciistici.
2. Se un piccolo comprensorio sciistico di cui all'allegato G viene collegato mediante impianto a fune con un altro comprensorio sciistico con superamento della portata complessiva di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), esso rimane inserito nell'elenco per un periodo transitorio di tre stagioni invernali.
3. L'elenco di cui all'allegato G è modificato con delibera della Giunta provinciale.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
1. Il decreto del Presidente della Giunta provinciale 4 dicembre 1996, n. 48, e successive modifiche, è abrogato.
Allegato A (10)
(articolo 9 e 20)
P = D x [(A'L2 + B'L + C') + (N - 87,5) x (A"N2 + B"N + C")] quello di una funivia di altra tipologia è dato dalla seguente formula:
P = D x [(A'L2 + B'L + C') + (Q - Q') x (A"L2 + B"L + C")]
funivia bifune, compreso il tipo "Funifor" a va e vieni con due vie di corsa
cabinovia ad ammorsamento automatico a 12÷16 posti
cabinovia ad ammorsamento automatico a 12÷16 posti con stazione intermedia su un ramo
cabinovia ad ammorsamento automatico a 12÷16 posti con stazione intermedia sui due rami
cabinovia ad ammorsamento automatico a 6÷10 posti
cabinovia ad ammorsamento automatico a 6÷10 posti con stazione intermedia su un ramo
cabinovia ad ammorsamento automatico a 6÷10 posti con stazione intermedia sui due rami
seggiovia ad ammorsamento automatico a 6÷8 posti con veicoli aperti
seggiovia ad ammorsamento automatico a 6÷8 posti con veicoli carenati
seggiovia ad ammorsamento automatico a 6÷8 posti con veicoli aperti e stazione intermedia su un ramo
seggiovia ad ammorsamento automatico a 6÷8 posti con veicoli carenati e stazione intermedia su un ramo
L = lunghezza inclinata dell'impianto funiviario espressa in metri con l'approssimazione a due decimali. Per gli impianti a moto continuo la lunghezza inclinata è la somma delle corde geometriche delle singole campate; per le campate estreme la corda va riferita all'asse delle pulegge motrice e di rinvio, con il dispositivo di tensione in posizione intermedia. Per gli impianti bifune a va e vieni la lunghezza inclinata è la somma delle corde geometriche delle singole campate; per le campate estreme la corda va riferita agli appoggi delle funi portanti;
Q = portata oraria concessa per l'impianto in oggetto.
seggiovia ad ammorsamento automatico a 6÷8 posti
B = costi relativi alle opere edili strettamente indispensabili all'impianto funiviario;
(5) Per la determinazione dei costi, sia per la manutenzione ordinaria o straordinaria che per le migliorie qualitative o rinnovazioni tecnologiche, si ricorre, a seconda dei casi, a conti preventivi o consuntivi, limitando però il costo massimo a quello convenzionale P per l'impianto nuovo in esame, con rispetto della tabella dei costi parziali.
(6) Per categorie d'impianto per le quali non è applicabile la formula di cui al comma 1, il costo si desume dal preventivo di spesa oppure dal conto consuntivo, come ad esempio nel caso di impianti bifune a moto continuo, funicolari, ecc..
(7) Il costo convenzionale per una cabinovia in servizio urbano, rispetto a quello della tabella di cui sopra, è incrementato del 10%.
Allegato così sostituito, a decorrere dal 12 dicembre 2012, dall'Allegato A al D.P.P. 5 dicembre 2012, n. 44, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1, comma 1, dello stesso decreto.
Dimensioni minime delle tabella sulle tariffe di trasporto sugli orari di servizio e sulle norme di comportamento
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO-ALTO ADIGE RIPARTIZIONE MOBILITÁ ABTEILUNG MOBILITÄT
Linea funiviaria:
1. I minimi di garanzia per l'assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dall'esercizio delle linee funiviarie in servizio pubblico sono stabiliti, per tipologia di impianti, per le somme non inferiori alle seguenti:
b) euro 3.500.00,00 per impianti con oltre 100 persone in linea di salita e di discesa;
1. Il concessionario è tenuto a versare annualmente il contributo per spese di sorveglianza di cui all'articolo 28 della legge nella seguente misura per anno:
2. Il contributo, definito al comma 1, è soggetto ad aggiornamento nella misura della variazione percentuale dell'indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati per il Comune di Bolzano, diffuso dall'Istituto provinciale di statistica - ASTAT e riferito al mese di giugno.
3. L'aggiornamento del contributo avviene qualora il suddetto indice sia aumentato rispetto alla precedente determinazione di almeno 10% e l'applicazione dell'aggiornamento decorre dalla prima scadenza annuale di contributo successiva al 31 dicembre dell'anno in cui si è verificata la variazione.
Costo convenzionale di costruzione (P+P’)
Percentuale per tutti gli impianti tranne le sciovie
Euro 2.175.000,00
Percentuale per le sciovie
Contrassegno distintivo di riconoscimento dell'addetto agli impianti funiviari a contatto con il pubblico (11)
Si omette figura.
Allegato G (12)
FREIZEIT & SPORT RIDNAUN KONSORTIAL S.r.l.
SKILIFTGESELLSCH. ST. MAGDALENA GSIES S.r.l.
SSV Pichl/Gsies Amateursportverein
WALDHEIMLIFTE s.r.l.
Skiresort Weißenbach s.r.l.
portata compl. p/h
Kreuzbergpass 1-bis
Vallelunga-Massebneralm
SKI MASEBEN VALLELUNGA S.a.s. di Maier-Hartmann Egon & C.
Lana-Giogo S. Vigilio
STEINKASSERER BENJAMIN
MARINZEN S.r.l.
SCIOVIA PLAN S.r.l.
S. Valentino-Malga
HAIDER S.p.A.
Vipiteno-Monte
Allegato prima aggiunto dall'allegato al D.P.P. 13 dicembre 2013, n. 39, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione e poi così sostituito dall'allegato A al D.P.P. 23 gennaio 2015, n. 3, entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, ai sensi di quanto disposto dall'art. 1 comma 4 del medesimo D.P.P. n. 3/2015.
Delib.G.P. Bolzano 3 marzo 2015, n. 231
TRIBUNALE DI ROMA, sentenza 26 gennaio 1993
CASSAZIONE CIVILE, sez. III, sentenza 29 aprile 2005, n. 9003
CASSAZIONE PENALE, SEZ. IV, sentenza 19 marzo 2013, n. 26239
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