Source: http://scritturaprofessionale.it/articoli/circolare.htm
Timestamp: 2018-07-21 13:19:29+00:00
Document Index: 10960910

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 46', 'art. 2507', 'e contrario', 'art. 212', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 4']

Giovanni Acerboni e Francesco Vignotto: Che cosa è una circolare
Per una definizione di 'circolare'
di Giovanni Acerboni e Francesco Vignotto, 29 febbraio 2012
1. Delimitazione del significato del termine
Il termine 'circolare', deaggettivale da 'lettera circolare', non definisce univocamente un tipo di testo, il suo argomento, il suo scopo, il suo destinatario. Organizzazioni diverse applicano il termine a testi e contesti diversi. Variabile è anche il canale di pubblicazione: la circolare può essere allegata a una e-mail; annunciata in una newsletter che rinvia al sito o alla intranet dove si trova il testo; inviata per posta e per fax. Esistono però delle caratteristiche molto diffuse. La circolare:
è un testo che supera raramente le due pagine;
si rivolge a categorie diverse di destinatari;
possiede talvolta alcuni elementi della lettera, come le formule di chiusura (quelle di apertura sono molto più rare) e la firma.
In base agli argomenti e agli scopi, le circolari possono comunicare:
una novità o una modifica normativa (anche interna);
una novità di prassi amministrativa (i cosiddetti 'chiarimenti');
gare, bandi o concorsi;
eventi, come fiere, convegni, corsi ecc.;
novità organizzative e progetti interni.
L'oggetto delle circolari è generalmente preceduto dalla sua definizione metatestuale, cioè dalla parola 'Oggetto:' seguita dai due punti, ed è evidenziato, generalmente in grassetto. Non mancano tuttavia altri formati, come il tutto maiuscolo, il corsivo, a volte addirittura combinati tra loro. La sua lunghezza può variare da una breve sequenza di due-quattro parole fino a più righe di testo. La lunghezza dipende, in buona sostanza, dalla quantità e dalla qualità delle informazioni selezionate.
Alcuni oggetti esplicitano il solo macroargomento:
"SEPA e codice IBAN" (Circolare di una associazione di rappresentanza - C, 2009)
Non è rara la giustapposizione del macroargomento con l'argomento specifico:
"CCNL dirigenti: intesa per il rinnovo" (C, 2009)
Quando è di più righe, l'oggetto si avvicina al sommario degli argomenti:
"Procedure operative di adesione a Fondimpresa in caso di variazione nell'assetto societario (fusioni e/o acquisizioni), cambiamento di matricola INPS, cambiamento di codice fiscale, cambiamento di denominazione o ragione sociale" (C, 2009)
Nell'oggetto che segue, oltre al macroargomento, si trova il riferimento alla fonte:
"Finanziamenti dei controlli sanitari da parte delle imprese: entrata in vigore del D.Lgs. 194/2008" (C, 2009)
L'inserimento nell'oggetto dei riferimenti alla fonte può spingersi fino al caso – non raro – di sovrapposizione tra la fonte e la circolare, come in questo esempio, in cui la circolare non contiene l'articolo 19 del Regolamento (come l'oggetto farebbe pensare), bensì i chiarimenti dell'organizzazione al riguardo:
"Art. 19 del Regolamento [nome organizzazione] in materia di protezione dei dati personali – VIDEOSORVEGLIANZA" (Circolare di una Pubblica Amministrazione – PA –, 2005 o 2006)
3. L'abstract
Come l'oggetto, anche l'abstract delle circolari (ma anche dei testi professionali in generale), sempre che venga composto (accade saltuariamente da organizzazione a organizzazione), non viene composto secondo un criterio definito e comune, e non coincide con l'abstract standardizzato in ambito scientifico.
Molto frequentemente l'abstract è la duplicazione o una riformulazione molto superficiale del primo capoverso della circolare. Vi sono addirittura dei casi in cui l'abstract, non essendo preceduto dalla sua definizione metatestuale, produce una ripetizione che il lettore non riesce a spiegarsi, come nell'esempio che segue:
"L'INAIL segnala che, a decorrere dall'11 gennaio 2008, i datori di lavoro che si avvalgono delle nuove modalità di trasmissione telematica ai Centri per l'Impiego delle comunicazioni per l'assunzione, la cessazione, la trasformazione e la proroga dei rapporti di lavoro non sono più tenuti ad inviare la denuncia nominativa degli assicurati.
Dall'11 gennaio 2008 è divenuto operativo il sistema di trasmissione telematica ai “servizi competenti” delle comunicazioni per l'assunzione, la cessazione, la trasformazione e la proroga dei rapporti di lavoro.
I datori di lavoro pubblici e privati e le agenzie di somministrazione devono effettuare le comunicazioni obbligatorie con i moduli allegati al decreto interministeriale 30 ottobre 2007 che sostituiscono ogni altro modello utilizzato". (C, 2008)
Oppure, come in questo caso, l'abstract non è altro che la ripetizione più o meno letterale dell'oggetto:
[Oggetto] "Parità uomo donna: entro il 30 aprile la presentazione del rapporto biennale sulla situazione del personale"
[Abstract] "Il 30 aprile 2008 scade il termine per la presentazione del rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2006-2007, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 125/2001 (ora art. 46 del d.lgs. n.198/2006)".
(C, 2008)
4. Assenza di partizioni
Le circolari sono raramente ripartite, se si eccettuano i capoversi. L'aspetto generale del testo è dunque uniforme e non gerarchizzato:
"L’articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica, 22 dicembre 1986, n. 917, disciplina l’imputazione dei redditi prodotti in forma associata dalle società di persone, dalle associazioni senza personalità giuridica per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, dalle società di fatto, da quelle di armamento e dalle imprese familiari.
Principio comune a tutte le ipotesi elencate è che i redditi prodotti dall’ente collettivo sono imputati a ciascun socio o associato, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili. Da ciò consegue che, ai fini delle imposte sui redditi, alle società ed associazioni in parola non viene riconosciuta una soggettività piena e distinta da quella del socio, dell’associato o del partecipante, seppure su di esse gravino precisi obblighi contabili e dichiarativi (si veda al riguardo il combinato disposto degli articoli 1 e 13 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600).
Tale situazione non trova, però, riscontro in altri settori impositivi; in particolare ai fini dell’imposta sul valore aggiunto l’articolo 4, secondo comma, numero 1), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 stabilisce che si considerano in ogni caso effettuate nell’esercizio di imprese: “le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte dalle società in nome collettivo e in accomandita semplice, […] dalle società […] di armamento, dalle società estere di cui all'art. 2507 del codice civile e dalle società di fatto”. [...]".
(PA, 2009)
In molti casi, però, i capoversi sembrano rispondere più alla necessità di spaziare il testo, riducendone apparentemente la densità, piuttosto che al criterio logico che ne dovrebbe governare il senso distinguendoli dal periodo precedente e da quello successivo:
"Con una nota informativa, l’Inail ha comunicato che dal mese di luglio 2008 è operativa una nuova versione informatica per effettuare le denunce di infortunio on line. Le novità inserite nella nuova applicazione sono la diretta conseguenza dell’introduzione di nuove qualifiche professionali e dell’aggiornamento delle qualifiche assicurative. In merito, si riportano qui di seguito gli adempimenti datoriali in caso di infortunio di un lavoratore". (C, 2008)
5. Le partizioni
Una minoranza di circolari è ripartita in paragrafi. Quando ci sono, sono segnalati più spesso da titoletti, che a volte sono anche numerati e, più raramente, ripartiti a loro volta in sottoparagrafi. I titoletti possono essere evidenziati in modi diversi: grassetto, tutto maiuscolo, corsivo. Tali formati si trovano anche combinati tra loro.
Spesso però la partizione non viene praticata correttamente. Uno degli errori più frequenti è la presenza di un solo paragrafo:
"CCNL METALMECCANICl, Informativa n. 1 di [nome organizzazione]
Il 24 luglio scorso si è tenuta la prima riunione plenaria fra la delegazione imprenditoriale [guidata dai presidenti della nome organizzazione e dell'nome organizzazione] e le organizzazioni sindacali [nomi di tre organizzazioni] per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Il Presidente della [nome organizzazione], [nome presidente], ha sottolineato con forza la difficoltà dell'azione economica che attraversa il settore dell'installazione di impianti.
[Nome delle tre organizzazioni], hanno preso atto delle dichiarazioni dei due presidenti, ed hanno brevemente illustrato le impostazioni politiche e le richieste contenute nelle due piattaforme rivendicative.
L'impostazione data al negoziato dalla parte datoriale è stata apprezzata positivamente da [nome di due organizzazioni sindacali], mentre la [nome della terza organizzazione sindacale] ha dichiarato che l'atteggiamento di [nome organizzazione] e [nome organizzazione] è da considerarsi di netta chiusura alle loro richieste e contrario alla coesione sociale necessaria a gestire questo periodo di crisi.
La [nome organizzazione sindacale], infine, ha confermato che valuta illegittima la disdetta operata da [nome di due organizzazioni sindacali] della parte normativa, del contratto nazionale vigente, che, secondo la loro opinione, rimarrà in vigore fino alla sua naturale scadenza.
Al termine dell'incontro, le parti hanno concordato di proseguire il confronto il [giorno e mese] prossimo. Successivamente [nome delle due organizzazioni datoriali] hanno incontrato la delegazione sindacale del [nome di una quarta organizzazione sindacale].
IL DISCORSO DEL Presidente DI [nome organizzazione] [Nome presidente] è scaricabile dal nostro sito: www.[organizzazione].it [nome dell'area]" (C, 2009)
Un altro errore frequente è il disordine logico dei paragrafi. Il testo seguente ci offre un esempio di struttura illogica:
"TOSAP (Tassa Occupazione Spazi e Aree Pubbliche )
La TOSAP è la tassa dovuta al Comune per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. La TOSAP va pagata per occupazioni di qualsiasi natura, effettuate nelle strade, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune. [...]
La denuncia di occupazione permanente va fatta su modello disponibile all’Ufficio Tributi e consegnata allo stesso ufficio che rilascia la relativa ricevuta.
Entro 30 giorni dalla data di rilascio dell’atto di concessione/autorizzazione e comunque non oltre il 31 dicembre dell’anno di rilascio della stessa. In mancanza di variazioni la denuncia è valida anche per gli anni successivi.
La prima volta, entro gli stessi termini di presentazione della denuncia, cioè 30 giorni dalla data di rilascio della concessione/autorizzazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre dell’anno di rilascio della stessa. [...]
Bisogna presentare, debitamente compilato, l’apposito modello disponibile presso l’Ufficio Tributi, che lo ritirerà rilasciandone ricevuta.
Ufficio Tributi - Palazzo Comunale - piano seminterrato [...].
Modulistica Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP)" (PA, 2009)
Innanzitutto, il titolo del primo blocco “Notizie utili” sembrerebbe contenere informazioni di secondo piano, mentre in realtà definisce l'argomento specifico della circolare. Inoltre, i titoletti “Modalità di pagamento” e "Come" sono uno un di cui dell'altro. Infine, “Dove e orario” confligge con “Quando” e potrebbe pure riferirsi a "Modalità di pagamento". Del resto, scendendo più in profondità, il contenuto stesso dei paragrafi è spesso incoerente. Nel testo che segue, sotto il titoletto “Soggetti obbligati” si discute anche i soggetti esonerati:
"Soggetti obbligati
In base al vigente Codice dell’ambiente, sono obbligati alla presentazione del MUD le imprese che producono rifiuti speciali non pericolosi, ma solo per le aziende con numero di dipendenti superiore a 10:
- chiunque effettua attività di raccolta e trasporto di rifiuti a titolo professionale;
- i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto di 30 chilogrammi o 30 litri al giorno dei propri rifiuti pericolosi (in quanto trasportatori);
- le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti;
- le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali, da attività di recupero e smaltimento di rifiuti e da fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, con più di dieci dipendenti;
- i soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
Sono invece esonerati dall'obbligo di presentare il MUD:
- gli imprenditori agricoli con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila;
- le imprese e gli enti che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, autorizzati ai sensi dell’art. 212, comma 8, con riferimento al solo adempimento come gestori di rifiuti, mentre presentano la dichiarazione come produttori;
- le imprese e gli enti produttori di rifiuti pericolosi che li conferiscono al gestore del servizio pubblico di raccolta competente per territorio previa apposita convenzione, limitatamente alla quantità conferita. Le aziende che hanno conferito al Gestore rifiuti non pericolosi sono tenute invece a dichiarare tali rifiuti nel proprio MUD;
- le imprese produttrici di rifiuti non pericolosi provenienti da attività industriali, artigianali, produttrici di fanghi da potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, che non hanno più di dieci dipendenti;
- le imprese che, indipendentemente dal numero di dipendenti, producono rifiuti non pericolosi: […]" (C, 2008)
Analogo l'errore nel testo seguente:
"Lo scenario
La necessità di rispettare gli obiettivi europei di utilizzo delle fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica e di riduzione delle emissioni, da un lato, e la vulnerabile posizione di dipendenza da un numero ristretto di Paesi produttori in materia di approvvigionamento energetico, dall’altro, impongono al Paese di dare attuazione ad un politico coerente che sappia sfruttare al massimo le risorse energetiche pulite e rinnovabili già presenti sul territorio ed incoraggiare soluzioni di efficientamento in un’ottica di riduzione dei consumi.
In Italia, l'85% dell'energia primaria è importato e nel 2007 quasi l'80% dell'elettricità è stato prodotto con gas e olio. Il nostro mix di generazione elettrica è caratterizzato da un uso eccessivo di gas e petrolio (oltre il 60%), dall'assenza di energia nucleare, da un modesto utilizzo delle fonti rinnovabili e del carbone: la conseguenza è una bolletta energetica del 30% più onerosa rispetto ai principali Paesi europei, con evidenti ricadute in termini di competitività nel panorama internazionale. [...]
In questo contesto [nome organizzazione] con il Patrocinio del Ministro [nome del ministero], intende dedicare una sezione congressuale ed espositiva al tema delle politiche energetiche nell’ambito di [nome iniziativa] ([giorni, mese 2009]).
[Nome iniziativa]: Infrastrutture e soluzioni per risparmio energetico e diversificazione delle fonti Nell’ambito di [nome organizzazione], [Nome iniziativa] costituirà lo “ZOOM” congressuale ed espositivo dove soggetti pubblici e privati si confrontano e condividono best practice, obiettivi e visioni sui temi relativi a:[...]." (PA, 2009)
L'ultimo periodo del primo paragrafo ("In questo contesto...") non è riferibile al titolo del paragrafo, poiché è l'informazione che dà senso al paragrafo successivo, nonché all'intero testo. L'autore ha avvertito tale rilevanza, e ha applicato il grassetto, ma la strategia di evidenziazione, se riduce l'effetto, non leva l'errore.
Una delle cause degli errori contenuti in tutti gli esempi precedenti è molto probabilmente l'adattamento approssimativo a una circolare delle partizioni così come esse vengono impiegate in testi più strutturati (come per esempio, un libro o una relazione), in taluni articoli giornalistici e, più in generale, in testi che richiedono una lettura integrale e sequenziale. In tali testi, la scomposizione del discorso in parti, per quanto debba rispondere a una logica corretta, non ha lo scopo di attribuire in esclusiva le informazioni a una parte, anche perché l'esigenza di esplicitare la continuità tematica tra parti anche lontane tra loro lo richiede. In altri termini, nei testi più strutturati, la distribuzione delle informazioni può e talvolta deve prevedere la ripetizione di alcune di esse.
In una circolare, invece, data appunto la sua lunghezza, le partizioni svolgono un ruolo diverso, cioè quello di presentare i sotto argomenti in modo distinto, indipendente e autonomo rispetto agli altri. Per tale ragione, sarebbe il caso di definire diversamente da 'paragrafo' le partizioni delle circolari. In questo contributo, proponiamo il neologismo 'blocco tematico titolettato' (1).
6. Difetti di coerenza
Il lavoro di rielaborazione delle fonti è generalmente molto scarso nelle circolari, che tendono spesso a riprodurre sia la logica delle fonti, sia il loro contenuto, con citazioni quasi sempre non virgolettate che possono anche riguardare l'intera fonte. Questa pratica, che è favorita dalla comodità del copia-incolla, genera molto spesso errori logici e di riferimento, come nell'esempio che segue (si noti “il presente decreto”):
BANDO MOBILITA' SOSTENIBILE PIANO INDUSTRIA 2015
"Il presente decreto è emanato in attuazione dell’Azione Strategica di Innovazione Industriale, così come definita nel decreto di adozione del progetto di innovazione industriale “Mobilità sostenibile” e stabilisce le condizioni, i criteri e le modalità per la concessione di agevolazioni a favore di programmi finalizzati allo sviluppo di nuove tipologie di prodotti e/o servizi efficienti, sostenibili, economici, con elevato contenuto di innovazione tecnologica e in grado di determinare un impatto sul sistema economico e sulla filiera specifica.[...]". (C, 2008)
Nel caso che segue, possiamo osservare un assurdo relazionale:
"Al fine di favorire lo sviluppo del trasporto locale della persona e facilitare gli spostamenti da e verso [Nome Città] del personale, è stata stipulata una convenzione fra le Ferrovie dello Stato e [nome dell’organizzazione], che autorizza quest'ultima a vendere le seguenti tipologie di biglietti: […]." (PA, circa 2003)
Il testo è evidentemente copia-incollato dalla fonte, cioè la convenzione predisposta dalle Ferrovie, nella quale – lo possiamo inferire con un buon margine di sicurezza – l'organizzazione convenzionata viene definita "quest'ultima", secondo la logica 'convenzionante (IO) – convenzionato (TU)'. Ma questa logica diviene assurda nel momento in cui viene importata nella circolare senza una riformulazione tale da definire l'IO che scrive la circolare in modo adeguato. Quale, non importa. Certo è che "quest'ultima" non può definire chi avvia la comunicazione.
Nelle circolari sono frequenti anche altri difetti di coerenza, quali le riprese tematiche, i salti logici e le contraddizioni. Nel testo che segue troviamo diversi esempi di ripresa tematica, a cominciare dalla ripetizione nel terzo e quarto capoverso dei concetti già espressi nei primi due, fino alla ripresa nel capoverso finale del tema dell'iva agevolata al 10%:
"Finanziaria 2008:agevolazioni per gli interventi di recupero edilizio
Per il triennio 2008-2010, la legge Finanziaria per il 2008 prevede la proroga della detrazione IRPEF del 36% per le spese di recupero dei fabbricati abitativi, nel limite di 48.000 euro per unità immobiliare e dell'applicazione dell'aliquota IVA agevolata al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui fabbricati abitativi.
Inoltre è stata prevista la reintroduzione della detrazione IRPEF del 36% per l'acquisto di abitazioni comprese in fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzioni.
Per il triennio 2008-2010, la legge n. 244/2007 (art. 1, commi 17, 18 e 19) prevede la proroga:
dell'applicazione dell'IVA agevolata al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui fabbricati abitativi.
Inoltre, è stata reintrodotta la detrazione IRPEF del 36% per l’acquisto di abitazioni comprese in fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzioni, a condizione che:
- gli interventi di recupero (restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia) realizzati sull'intero fabbricato siano eseguiti dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2010;
La detrazione in questione si applica su un importo pari al 25% del corrispettivo di acquisto, da assumere comunque nel limite massimo di 48.000 euro per unità abitativa (come disposto dall'art. 9, comma 2, legge 448/2001, richiamato dalla legge n. 244/07). Anche per il 2008, infine, la Legge Finanziaria conferma, ai fini della detrazione IRPEF del 36%, l'obbligo di indicazione in fattura del costo della manodopera (già previsto per il 2007 dalla legge n. 296/06), sia per gli interventi di recupero, sia per l'acquisto di abitazioni ristrutturate.
L'inosservanza di tale obbligo comporta la decadenza dall'agevolazione.
Ai fini dell'IVA, invece, per le fatture emesse dal 1° gennaio 2008, la Legge Finanziaria non ripropone l'obbligo di riportare in fattura il costo della manodopera (obbligo introdotto, per il 2007, dalla legge n. 296/06): da ciò si deduce che tale indicazione non è più necessaria per fruire dell'aliquota IVA ridotta al 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle abitazioni (obbligo che, pertanto, ha riguardato le fatture relative a tali interventi, emesse dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007)". (C, 2008)
Un esempio di contraddizione, dovuto a un cattivo utilizzo dei connettivi:
"I.V.A. – Trattamento prenotazioni alberghiere in Italia.
I compensi relativi alla prenotazione di camere in ostelli, alberghi, pensioni e simili, posti in Italia, sono da considerare quali prestazioni di intermediazione riferite a beni immobili, disciplinate, pertanto, dalle disposizioni dell’art. 7, comma 4, lett. a), del D.P.R. 633/72.
Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 199/E, del 16/05/2008, indipendentemente alle modalità con le quali viene reso il servizio di prenotazione (fax, telefono, telematico, etc.), tali prestazioni devono essere assoggettare all’I.V.A. interna vigente in Italia.
Sulla base di questa interpretazione deriva che le provvigioni pagate da operatori italiani a soggetti esteri (comunitari e non) che prenotano sistemazioni alberghiere per conto di terzi in Italia, devono essere assoggettate all’imposta nazionale con le regole dell’autofattura, art. 17/633, da registrare nel registro delle fatture emesse (o dei corrispettivi) e in quello degli acquisti. Da questa interpretazione ministeriale deriva invece, all’incontrario, che i compensi corrisposti ad albergatori italiani da soggetti esteri per prenotazione di camere all’estero, non sono soggetti ad I.V.A. per carenza del requisito della territorialità". (C, 2008)
Nell'ultimo capoverso, la clausola “Da questa interpretazione ministeriale deriva invece, all’incontrario,” fuorvia il lettore stabilendo una contraddizione con quanto l'autore aveva espresso nel capoverso precedente.
Nel testo che segue, invece, la seconda frase provoca un salto logico, in quanto parla di ciò che non è mutato laddove la frase precedente annunciava “le novità intercorse”:
"Sicurezza degli impianti: ulteriori precisazioni in merito all’applicazione del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37
In relazione alle disposizioni entrate in vigore il 27 marzo 2008 relative alle attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici e previste dal Decreto Ministeriale n. 37/08, riteniamo opportuno analizzare di seguito le novità intercorse. È opportuno sottolineare che nulla è mutato in merito alla esclusione dagli obblighi di redazione del progetto e dell'attestazione di collaudo degli impianti di cantiere, per i quali rimane esclusivamente l'obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità.
Il nuovo Regolamento, che si applica nel caso in cui si debbano effettuare nuove installazioni o interventi di manutenzione straordinaria agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso, a partire dal punto di consegna della fornitura, in sintesi stabilisce: […]". (C, 2008)
Le circolari abbondano di riferimenti espliciti alle fonti normative, in particolare pressoché sistematicamente in apertura di testo. Gli effetti negativi sono parecchi: la circolare si mantiene sul livello informativo e culturale del discorso giuridico; al lettore viene chiesto di rimandare l'acquisizione dei contenuti tecnici e soprattutto pratici, ma viene anche fatto intendere che gli saranno presentati sempre a quel livello, che non è il suo, o non è il livello adatto alle sue circostanze del momento. Come nell'esempio seguente:
"Il decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 (cosiddetto “Milleproroghe”) non contiene alcun esplicito differimento del termine previsto dall’art. 5, comma 2-bis, del D.L. 28.05.2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27.07.2004, n. 186, scaduto il 31 dicembre 2007, trascorso il quale cessa il regime transitorio del D.M. 14.09.2005, recante “Norme tecniche per le costruzioni”.
In virtù dell’art. 5, comma 2-bis, del D.L. 28.05.2004, n.136, le norme tecniche, una volta promulgate ed entrate in vigore, sono soggette, ad un regime transitorio, della durata di 18 mesi, durante il quale è possibile applicare, in alternativa, o le nuove norme tecniche, o quelle precedenti (legge 5.11.1971, n. 1086, legge 2.02.1974, n. 64 e relative norme di attuazione)". (C, 2008)
Una gestione diversa di questi contenuti, che pure è corretto che una circolare dia, potrebbe e dovrebbe avvenire nelle note a piè di pagine, che invece sono rarissime nelle circolari. Ecco un esempio:
"Contesto
La Commissione Europea ha fissato al 10 luglio del 2009 la data dalla quale diventa obbligatorio per gli operatori economici la presentazione elettronica delle dichiarazioni di esportazione e di esportazione-abbinata al transito sia in procedura ordinaria che domiciliate nonché l'inserimento nelle stesse delle “date sicurezze”1.
____ 1. Dati di cui all'allegato n. 30/bis e reg. C n. 414 del 30/04/09". (C, 2009)
8. L'aspetto
L'uso dei formati di evidenziazione non è sistematico, non è regolato da convenzioni condivise, ed è raramente funzionale al destinatario, perché la scelta delle informazioni da evidenziare è compiuta spesso in modo autoreferenziale.
Nel primo esempio, notiamo addirittura una stratificazione di sette formati dei caratteri (corsivo, grassetto, grassetto sottolineato, grassetto maiuscolo sottolineato, grassetto maiuscoletto sottolineato, grassetto maiuscoletto corsivo sottolineato, grassetto sottolineato e colore blu dell'indirizzo di posta elettronica):
"In merito alla spiacevole situazione venutasi a creare a seguito della vertenza insorta tra alcuni locali aderenti al circuito [Nome Azienda] e la società [Nome Azienda] riguardo alle commissioni da essa richieste sui buoni pasto, si comunica che questa Amministrazione, benché del tutto estranea alla problematica in questione, ha ritenuto opportuno avviare una serie di incontri tra le parti al fine di trovare una rapida soluzione al problema. Infatti, come è noto, è stato segnalato agli Uffici Legali che alcuni esercizi convenzionati hanno rifiutato di accettare il buono pasto o addirittura hanno applicato una indebita ed illegittima commissione su di esso riducendone unilateralmente il valore.
Consapevole del forte disagio derivante dall’attuale situazione, comunque non imputabile a questa Amministrazione, [nome organizzazione] ha invitato le parti in causa a trovare in tempi brevi una soluzione soddisfacente, tenendo conto delle esigenze del personale e delle modalità di fruizione del servizio sostitutivo di mensa concordate in occasione dell’adesione al contratto CONSIP, avvenuta ai sensi dell’art. 24 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Sia da parte della società Nome Azienda, sia (a quanto risulta) da parte degli esercizi direttamente coinvolti nella vertenza – che rappresentano comunque una esigua minoranza rispetto agli oltre 700 locali convenzionati situati in prossimità delle sedi della [nome organizzazione] - si è registrata la volontà di addivenire a breve termine ad un accordo ragionevole nell’ottica della regolare prosecuzione del servizio.
Al fine tuttavia di evitare il ripetersi di comportamenti illegittimi da parte degli esercizi convenzionati, non giustificabili in alcun modo dalla vertenza in atto con la società emettitrice, si invita il personale a segnalare ogni disservizio inerente il servizio sostitutivo mensa alla DIVISIONE AFFARI LEGALI - UFFICIO LEGALE – all’indirizzo di posta elettronica convenzioni@organizzazione.it oppure a mezzo fax al n. 0101010101". (PA, 2004)
Per esemplificare l'autoreferenzialità delle scelte di evidenziazione, consideriamo l'esempio seguente:
"• La raccolta e l’uso delle immagini sono consentiti solo se fondati su presupposti di liceità: per i soggetti pubblici, come [nome organizzazione], tali presupposti sussistono ogni qualvolta la raccolta e l’uso di immagini siano necessari allo svolgimento di funzioni istituzionali. La normativa in vigore ha riconosciuto ammissibile l’installazione di sistemi di videosorveglianza presso strutture pubbliche quando si persegue lo scopo di migliorare la sicurezza all’interno o all’esterno degli edifici, in particolare a seguito di un pericolo concreto, quale il protrarsi di atti vandalici e/o furti (Si veda sul punto l’art. 4.3 del provvedimento generale sulla videosorveglianza, disponibile alla pagina [URL della pagina]). Non è sufficiente, infatti, il richiamo generale alle finalità di prevenzione dei reati, in quanto tale obiettivo è perseguito esclusivamente dalle forze dell’ordine;
• I cittadini, che si trovino a transitare o sostare in un’area videosorvegliata, devono essere preventivamente informati della rilevazione dei dati. L’informativa deve essere chiaramente visibile ed indicare gli estremi del soggetto che effettua la rilevazione ed a quale scopo. A questo proposito è stato pubblicato sul sito [Nome Organizzazione] alla pagina [URL della pagina] nella sezione “modulistica”, un modello di informativa da utilizzare in caso di videosorveglianza e modificabile a seconda delle esigenze; […]". (PA,2005-2006)
Se il grassetto su 'liceità' e 'funzioni istituzionali' evidenzia i casi d'uso della videosorveglianza, il grassetto su 'sicurezza' evidenzia un caso di uso illecito, cioè svolge una funzione contraria a quella svolta dal grassetto precedente (pure contraddittorio è il sottolineato su 'pericolo concreto', ma il danno è minore perché questo formato non è molto evidente), mentre il grassetto su 'informati' non comunica alcuna informazione.
Da quanto è emerso, il termine circolare non è univoco. Non ci sono criteri di composizione condivisi, dalla scrittura dell'oggetto all'organizzazione del testo, fino all'utilizzo dei formati di evidenziazione.
Le buone pratiche non mancano, ma non sono sistematizzate. Ci stiamo dunque riferendo a un mondo molto caotico. Non è detto inoltre che al nome 'circolare' corrisponda una tipologia di testo definibile. Se, prendendo un esempio a caso, per il comunicato stampa possiamo stabilire dei punti fermi nei contenuti (una notizia o una dichiarazione), nei destinatari (gli organi di stampa) e negli scopi (far sì che la notizia sia pubblicata), con la circolare questo non è possibile.
Per 'circolare' si intende in genere un testo mono-argomento e diretto a molti destinatari diversi, ma fin qui rimaniamo nel generico e non abbiamo tracciato un confine con il comunicato stampa stesso o con l'articolo giornalistico. Qual è dunque la caratteristica che distingue la circolare dagli altri tipi di testo e che accomuna tutti gli esemplari chiamati con questo nome? Le tipologie di destinatari possono variare a seconda delle organizzazioni: a volte si tratta di testi ad uso interno, altre di testi che vanno a destinatari esterni. I contenuti variano dalle novità normative ai bandi, dalle convenzioni agli inviti a eventi. Con questo, è inevitabile che anche gli scopi siano variabili (informativo, esplicativo, normativo, persuasivo ecc.) e, di conseguenza, anche la logica di organizzazione testuale e la selezione delle informazioni.
1) Giovanni Acerboni, Progettare e scrivere per Internet, Milano, McGraw-Hill, 2005.
Questa pagina è stata pubblicata il 29 febbraio 2012.