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Timestamp: 2017-05-23 22:32:45+00:00
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Cassazione: no alla parcella dell'Avvocato se non vince
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Da Redazione 24 aprile 2013 Condividi su Facebook
tweet Si preannunciano tempi duri per gli avvocati poco talentuosi che vincono poche cause, infatti una recente sentenza della terza sezione civile della Cassazione, n.4781 del 26/02/2013, ha stabilito che l’avvocato ha diritto al compenso solo se assicura al cliente una possibilità di vittoria; non ha invece diritto ad essere pagato qualora l’attività da questi posta in essere si riveli, al termine del processo, totalmente infruttuosa. Dunque viene stravolta in modo originale e rivoluzionario la natura dell’obbligazione dell’avvocato che viene trasformata da obbligazione di mezzi a obbligazione di risultato.
Dunque sembra che i giudici della Suprema Corte sembrano aver rivisto completamente il principio tradizionale secondo il quale l’attività dell’avvocato non è un’obbligazione di risultato, ma di mezzi. Con questa sentenza comincia a tramontare la corrente di pensiero secondo la quale l’avvocato ha sempre diritto alla parcella, anche se non può assicurare un risultato positivo ai fini della risoluzione della controversia. La pronuncia in commento, infatti, stravolge questo orientamento e, nel caso preso in considerazione, nega al professionista il compenso, visto che l’attività di questi viene ritenuta inutile a fini della tutela degli interessi del cliente.
Il caso specifico prevedeva al vaglio della Suprema Corte, che i parenti di un uomo deceduto in un sinistro stradale avevano scelto di far causa all’assicurazione per percepire l’indennizzo. Il loro avvocato, dopo aver notificato la citazione al responsabile del sinistro, aveva lasciato estinguere il sinistro per non aver notificato l’atto anche alla compagnia. Lo stesso legale aveva poi scordato di proporre appello contro la decisione del giudice che aveva dichiarato l’estinzione della causa.
Così i parenti della vittima, danneggiati e beffati due volte, hanno agito contro l’avvocato per chiedere il risarcimento, dal momento che la prestazione da questi svolta è stata a dir poco inutile. Nel dettaglio, la Cassazione ha dichiarato che la mancata impugnazione della decisione con cui era stata dichiarata l’estinzione della causa aveva reso di fatto inutile l’intero mandato conferito al professionista.
La conclusione è che per la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.
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non ho diritto al gratuito patrocinio,ma non sono ricco….sono un pensionato da 1030 euro al mese….
con una causa in corso nel penale che mi vede come imputato,non ho piu’ la disponibilita’ economica per pagare il mio avvocato…..che ha minacciato di ricusarmi…..mancano pochissime udienze,potrei in questo caso,presentarmi senza avvocato alle prossime udienze?
grazie Lucio Davide
franco lasorsa
buon pomeriggio ho avuto una causa condominiale x lavori di fogna durata circa 10 anni . Si è conclusa con la mia vittoria . Abbiamo presentato il 700 x via di urgenza per eseguire i lavori nella fogna e dopodiché ho chiamato i muratori x fare eseguire i lavori nel mio locale e mi hanno dato 2 fatture con iva . ho fatto presente al mio legale di accennare al giudice che a causa di infiltrazione di acqua hanno rovinato l’intonaco di casa . Ma si è scusato dicendo che il giudice non le ha prese in considerazione di euro 4200 € . La controparte ha preso x la stessa causa 12.500 € dite che è normale ? io ho solo preso 5500 € con danni biologici . è non mi è stato messo in considerazione danni assistenziali con rivalutazione monetaria anche questo è normale ? è preciso che fin dal l’inizio questo locale lo comprato tramite agenzia è mi seguiva un altro legale. si poteva chiedere i soldi indietro dall’agenzia ?. anche questo legale ha sbagliato ? potrei fare causa ai due legali ?
Salve, ho una sentenza, se non mi presento e si presenta solo l’avvocato, è possibile questo? O a cosa vado incontro?
11 gennaio 2016 at 12:47
io ha da prendere 45000 euro uff delle entrate di BG il mio consulente la lasciata scadere . Volevo sapere se si puo prendere , oppure si fa causa al consulente , ho una pratica di pensione che ho versato i contributi per 325000 euro e sto prendendo il 50/ percento in meno. per una legge varata dal governo sentenza c c n 264 del 1994 che non e applicabile le pensioni liquidate nelle gestioni speciali lavoratori autonomi artigiani , se le mie pratiche dovvessero andare in porto che prendo i soldi alla fine pago il 30/ percento come in america , ringrazio il n 389-8557301
18 luglio 2015 at 08:46
Il mio avvocato non ha presentato al giudice la domanda di rifusione dei compensi da me effettuati a suo favore.Pertanto il magistrato non ha proclamato nessuna liquidazione.
Posso avviare una causa per danni nei confronti del mio difensore?cordiali saluti
18 luglio 2015 at 08:41
Il mio avvocato non mi ha mandato il preventivo dei costi di una causa giudiziaria, anche se io gli l’ avevo richiesta. Si è’ solo fatto vivo per comunicarmi la sentenza. Ha diritto al pagamento che pretende o a un importo minorenni concordare? Grazie
22 aprile 2015 at 18:33
Rimettere di corsa l’albo programmato (art.19 L.P. del 1933 )se no non si campa……e se non si campa a che serve la deontologia e tutte gli altri bla bla bla che fanno i pancia piena Soloni della professione?
4 marzo 2015 at 04:30
la sentenza citata, pur non essendo stata pubblicata integralmente, lascia supporre che non si stia mettendo in discussione la natura della obbligazione, passando da una di “mezzi” ad altra di “risultato”.
Ed invero, non si comprenderebbe come mai potrebbe un avvocato garantire il “risultato” quando questo dipenda dalla decisione del Giudice.
A ben vedere,nel caso citato, ciò che la Suprema Corte ha censurato è stato il mandato conferito svolto con assoluta negligenza.
l’avvocato avrebbe dovuto e non lo ha fatto, effettuare la notifica richiesta e proporre appello nei termini.
Ha fatto bene la Corte a non riconoscere il diritto al compenso ed i clienti a chiedere il risarcimento dei danni allo stesso professionista, colpevole di tanta negligenza ed arroganza, avendo finanche chiesto che gli venisse pagata la parcella.
Non si è trattato di sconvolgere un principio di civiltà giuridica, sin dai tempi di Platone, ma invece del giusto disconoscimento di una parcella ingiusta ed ingiustificata.
Per meglio comprendere è come se si ritenesse colpevole un medico perchè il paziente non è guarito nonostante siano state somministrate le giuste cure previste dai protocolli medici.
Ecco appunto cosa è successo.. l’avvocato non ha somministrato le “cure” previste dalla legge e per questo è in torto, palesemente in torto !
In questo caso c’è stato dolo e pure reiterato, non facciamo passare una sentenza specifica per un caso ben preciso come se riguardasse tutte le cause.
margherita resta
20 febbraio 2015 at 02:54
che dire di un Giudice che fissa una udienza di domenica , facendo un errore che implica altro tempo per ottenerne una nuova?
che dire di un avvocato che da mio difensore è passato a fare il legale della parte opposta , nella stesso procedimento ?
che dire di un Tribunale che ha pignorato e venduto la mia Prima casa all’asta per poche migliaia di euro di debiti condominiali ?
ora sono in causa contro il condominio ma trattandosi dello stesso Tribunale che ha subastato il mio immobile credo sia difficile vincere la causa , ci sono già stati tre rinvii di udienze , il primo per incompetenza del Giudice , e l’ultimo rinvio a domenica 11 ottobre 2015.
Mi sorge il sospetto legittimo che il Giudice non voglia agire contro un procedimento immobiliare Esecutivo fatto dallo stesso Tribunale .
Potrei rivolgermi ad un altro Tribunale per legittima suspicione ?
Gradirei una risposta .
barbara pagliani
…… mi piacerebbe sapere se nel caso di pagamenti già effettuati senza risoluzione del problema e costretti a cambiare avvocato….si possa chiedere indietro le somme gia versate….. grazie in anticipo
31 gennaio 2015 at 17:29
nel 2003 il mio stabile aveva subito a causa di lavori confinanti per la realizzazione di uno stabile l’abbattimento trivella incenti danni al ns stabile quantificati da un c.t.u della procura in E 50000,00. La Procura aveva archiviato il procedimento per causa accidentale. I Condomini iniziavano una controversia civile, con un avvocato civilista in un primo momento,il Giudice civile chiedeva alle parti un accordo stmato in 25.000, ma la controparte rifiutava, chiedendo al Giudice un c.t.u che successivamente venivanominato. quest’ultimo stimava idanni dopo che erano passati circa dieci anni in euro 1000. In poche parole il ns avvocato in tutti questi anni non si era fatto piu’ sentire. A distanza di tempo il condominio decideva d i revocare mandato all’avvocato e affidarlo ad un’altra avvocatessa la quale ci comunicava che c’erano delle inadempienze da parte dell’avvocato revocato, nel frattempo l’avvocato revocato ci faceva pervenire una pargella di 10.000. In poche parole i danni provocati dalla trivella per ripristinarli li abbiamo pagati noi di tasca ns e non solo abbiamo pagato anche il c.t.u. del civile che ci ha rovinato. Mi domando qual’e’ la giustizia…………………che dobbiamo fare ………..? Qualcuno che ci possa consigliare cosa dobbiamo fare……………? Si dice al mio paese futtuti e mazziati…… Dimenticavo l’avvocato revocato negli anni aveva ricevuto delle somme dal ns capo condomino, senza parcella.
4 settembre 2014 at 13:53
gentilmente mi servirebbe una delucidazione :
avendo dopo anni finalmente vinto la causa,
e avendo gia’ pagato la parcella da tempo dell’avvocato,
mi ritrovo ora da quest’ultimo la richiesta di avere l’ammontare delle spese legali che il tribunale mi ha fatto avere assieme alla quota che dovevo ricevere.
e’ vero che,se io ho gia’ pagato all’avvocato i soldi della causa, lui mi chieda anche quelli ricevuti delle spese legali?
non credo sia corretto, pero’ chiedo un consulto a voi.
Dopo anni di attesa per un errore del dentista che mi ha letteralmente rovinato la bocca, arriva la sentenza, condannato a risarcire le spese legali al collega del dentista che il mio avvocato ha voluto mettere in mezzo senza il mio consenso solo perchè lavorava nello stesso studio e mi aveva solo curato alcuni denti poi andati persi per colpa della protesi che il dentista colpevole aveva installato. Morale della favola ho pagato l’avvocato in anticipo, perchè cosi hanno voluto, non mi hanno mai fatto la fattura, rilasciata una copia solo dopo 5 anni o piu’ su mia richiesta e solo da uno dei due avvocati. Vi sembra giusto che debba pagare le spese (6000 euro) per aver detto tramite e-mail al mio avvocato di non mettere in mezzo questa persona che non c’entrava nulla? Posso chiedere di far pagare queste spese all’avvocato, in quanto è stata sua decisione di citare questa seconda persona? Grazie
22 agosto 2014 at 20:20
Vorrei ricordare alla sig.ra Ciardiello che il medico che sbaglia per ottusità o grave negligenza in caso di morte o invalidità fel paziente viene quantomeno condannato al risarcimento dei danni morali e materiali e nel primo caso per omicidio colposo!!! Ora facendo un debito raffronto tra le due attività, Voi non uccidete fisicamente ma anche peggio per gli effetti collaterali che una sentenza può produrre tra l’altro visto che avete”l’Albo” vi radierei dall’ordine a vita!!il male è che sempre più laureati post 68 vanno nei “Paradisi regionali per prendersi il titolo di avvocato.
Bene, quando il medico non vi avrà guarito non pagherete nemmeno lui…il caso in oggetto riguarda un chiaro esempio di responsabilità professionale e le assicurazioni professionali servono a coprire gli errori…com’era il detto? chi non fa non sbaglia. Avete proprio rotto con queste continue critiche agli avvocati. Non volete pagare? fate a meno di adire i Tribunali e di seccare la pianta!!!
Avvocata Laura Ciardiello
3 maggio 2014 at 01:21
Vorrei ricevere un Vs. cortese parere (le date si riferiscono all’anno delle sentenze): – 2007- Ho un locale commerciale locato ad una SRL. Le pigioni non arrivano quindi, sfratto x morosità e causa vinta con diritto a € 15.000 (MAI VISTI). -2013- Stesso locale: un’altra SRL affitta i locali fino alla loro decisione di chiudere attività e contratto d’affitto. Tutto regolare, tranne lo stato dei luoghi: 320mq di pavimenti di marmo (anche se botticino) + pareti con migliaia di fori di trapano. Causa risarcimento danni vinta x € 25.000 (ANCHE QUESTI MAI VISTI) -OGGI- e-mail + raccomandata dell’avvocato con richiesta di € 4.700 (IL MIO LAVORO L’HO FATTO!!!) x somme passate in giudicato … Alla fine dei conti, io ho subito danni x € 40.000 e ne devo ancora € 4.700. La motivazione è che il magistrato ha deciso le spese legali (NON HO MAI AVUTO UN PREVENTIVO NEANCHE PER LE SPESE LEGALI). E,infine, se Atene piange… perchè Sparta si SGANASCIA…??? Che giustizia è questa…??? Non ultimo… non ho pagato l’IMU 2013 (il mio legale: – NON CI CREDO!!!- . GRAZIE ANTICIPATAMENTE.
24 aprile 2014 at 16:04
Vorrei, per quanto possibile, fornire un piccolo contributo linguistico sul principio dell’obbligazione di mezzi e sull’obbligazione di risultato.
Innanzi tutto il rapporto contrattuale che si instaura tra cliente e avvocato è un rapporto di mandato, quindi smettiamola di parlare di obbligazione di mezzi o obbligazione di risultato perché sono termini inesistenti nelle leggi italiane. Nel codice civile esiste l’obbligazione generica. Quindi non essendo stabilite dalle leggi, non essendo stabilite dai regolamenti questi due tipi di obbligazioni sono in buona sostanza chiacchiere da bar.
Quando un cliente dà mandato ad un avvocato sottoscrive un contratto in cui paga la capacità giuridica dell’avvocato per conseguire la restituzione di un diritto leso.
Se l’avvocato assume l’incarico senza specifiche riserve controfirmate dal cliente, vuol dire che secondo le sue competenze quella causa sarà vinta.
Se non riesce a vincerla recuperando tutti i diritti del cliente è inadempiente e quindi non va pagato, “PUNTO”.
Non c’ nessuna possibile scappatoia da questo tipo di rapporto lavorativo.
E la conferma di tale principio oggi gode di un’immensa esperienza giuridica e processuale fondata sulle cause che gli avvocati fanno ai medici (che hanno medesima deontologia, medesimo inquadramento, medesimi obblighi) dove per il medico vige l’obbligo di produrre il risultato per cui è pagato.
Ovviamente ci sono situazioni complesse che non possono essere garantite ed in quei casi vige l’obbligo di consenso informato obbligo che vale anche per gli avvocati.
Se un avvocato assume un incarico ed induce il cliente ad agire in giudizio senza farsi firmare un dettagliato consenso informato specifico per la causa oggetto del contratto, significa che deve vincere ottenendo per il cliente il ripristino integrale di tutti i suoi diritti.
Se l’avvocato non ottiene il risultato significa che ha consumato l’illecito di inesatto adempimento di cui all’articolo 1176 c.c. (o 1181 c.c. se ottiene un risultato parziale) ed è tenuto al risarcimento dei danni ai sensi dell’articolo 1223 c.c. .
Se invece in corso di causa emerge che l’avvocato ha assunto un incarico che non è in grado di onorare (perché non conosce le leggi che governano la materia), allora si profila il reato di truffa ed il reato di patrocinio infedele. Il reato di truffa perché ha mentito al cliente con il fine di ottenere un immotivato guadagno (questo anche se l’avvocato era convinto di poter affrontare la causa e di aver nozioni adeguate, perché per gli avvocati la vige l’obbligo di legge e deontologico di conoscere le leggi), e di patrocinio infedele perché ha colposamente danneggiato il cliente.
28 marzo 2014 at 19:02
buona sera, io ho fatto causa ad una ditta con altre 4 persone, dopo 7 anni la sentenza dice che NOI NON ERAVAMO LEGITTIMATI A FARE CAUSA bensi la cooperativa della quale facevamo parte doveva fare causa alla ditta con la quale aveva il contratto. La cooperativa, naturalmente, al tempo era gia’ stata chiusa e l’avvocato lo sapeva. Ora devo pagare la parcella o e’ stato un errore dell’avvocato a non farci presente che NOI NON eravamo legittimati a fare quella causa (responsabilita’ priofessionale).
dovrei scrivere un romanzo ma cerco di essere breve. il mio legale mi ha fatto perdere una causa contro la mia ex, dove avevo documentato tutto !!! e della quale non aveva depositato i biglietti di viaggio. per questo sono stato…. ha pagare. Non ha fatto ricorso al decreto ingiuntivo – non ha depositato nei termini gli atti per l’udienza – non si è presentata in udienza delegando altro avvocato a mia insaputa – non mi ha detto ho notificato l’esito dell’udienza nei termini – ha fatto scadere i termini per l’eventuale appello—– morale della favola ho scritto all’Ordine degli avvocati….. mi rispondono che il legale ha dichiarato che ho detto un sacco di bugie … ed altro ancora— facendomi passare per un morto di fame – che non ho pagato…. conclusione ARCHIVIATO… ho riscritto per la mia onestà e la mia dignità che è stata calpestata… è giusto chiedere ogni passo che l’avvocato svolge; la ricevutaaaaaa o l’acconto e per iscritto il costo – le notifiche che deve fare o ricorsi, cosi si può avere un controllo di cosa stia facendo. buon lavoro
Non esistono avvocati che pur essendo certi e sicuri che la causa e persa ti consigliano di non affrontare le spese anzi esistono avvocati che pur essendo vinta d’accordo con quell artro te la fa perdere io ne ho denunciati 4 all antimafia per corruzione in atti procecessuali e per altri reati piu’gravi pensate di quale fenomeno siano questi legali state attenti a chi vi rivolgete fino ad una certa cifra l’avvocato e corruttibile ma non tutti c’ e ne’sono anche bravi e sinceri e anche tanti ma e difficile distinguerli un consiglio quando vi rivolgete ad un legale fatevi fare le copie di tutti gli atti via via che il procedimento va avanti cosi lui capisce che e controllato se sbaglia con un altro legale gli puoi fare causa ma prendilo di un altro foro perché della stessa citta’ per motivi odontologici non si mettono contro saluti a tutti
l’ autore di questo articolo fa una grande confusione e utilizza termini impropri e ambigui, come la frase ” assicurare un risultato positivo al cliente”; nessuno può assicurare un risultato positivo di una controversia, se lo fa non è un buon avvocato. Probabilmente la sentenza si riferisce ad una ipotesi in cui non era maturata la prescrizione a favore della assicurazione e quindi la causa è stata rifatta correttamente ex novo, quindi il cliente non aveva subito un danno definitivo; ma siamo pur sempre in un caso di responsabilità professionale e di applicazione dei comuni principi in materia di obbligazioni contrattuali.
E poi, quello per il sinistro non si chiama “indennizzo”, ma risarcimento, che vuol dire aver “lasciato estinguere il sinistro”?….
Ma chi scrive questi articoli? il titolo trae in inganno!
4 ottobre 2013 at 21:49
La madre DI 40 ANNI insie me a me (marito) alla prima visita ginecologica, all’epoca, aveva richiesto la prescrizione da parte della ginecologa dell’esame di amniocentesi . Il medico non ha predisposto l’amniocentesi, impedendo così la corretta informazione della madre sulla salute del feto e precludendo la possibilità di interrompere la gravidanza entro il limite legale dicendo che era ormai trascorso il termine per poter eseguire tale esame.
Ritengo preliminarmente che nè nella Consulenza Tecnica d’Ufficio nè nella sentenza sia stato adeguato risalto al fatto che al momento della prima visita ginecologica l’epoca gestazionale andasse individuata non già nella 20a settimana ma nella 18a settimana, secondo quanto indicato dall’ecografia eseguita circa un mese prima. Nel 1°-2° trimestre, difatti, l’ecografia è considerata metodica estremamente utile per la datazione dell’epoca gestazionale, posto che il solo dato dell’amenorrea può essere impreciso soprattutto in donne con cicli mestruali irregolari. difatti, all’esame obiettivo della visita del 09 dicembre 1999 viene segnalato: “…SG 18+2 (corretta)…”, a dimostrazione che sulla base dei parametri biometrici rilevati all’ecografia l’età gestazionale era stata rivista. In sostanza, lo sviluppo del feto era corrispondente alla 18a settimana, e ciò rileva anche e soprattutto ai fini della sua presunta vitalità. Viene quindi a cadere quanto sostenuto nella sentenza di 1 e 2 grado, e cioè che anche avendo eseguito l’amniocentesi, per cui all’epoca era effettivamente richiesto un lasso cronologico di 20-30 giorni, il risultato sarebbe giunto oltre la 24a settimana. Di converso, quando il risultato sarebbe giunto il feto si sarebbe trovato orientativamente alla 22a settimana, e quindi non dotato di potenziale vitalità.
Premetto che avevamo come prova due registrazioni in nastro magnetico nelle quali i due medici che ci hanno seguito, ammettevano le loro responsabilità, ma il ns. avv. non le ha fatte disconoscere in modo irregolare perchè non ha fatto intervenire un ctu o un tecnico specializzato in questo e così abbiamo perso sia la 1 che la 2 sentenza. Ora ci resta l’unica speranza, La Cassazione.
N.B. Ci è stata notificata la sentenza di 2° grado il g. 26 settembre u.s. per cui i termini del ricorso in Cassazione terminano il 25 nov. P.v.
Rec. Tel. 3333750305
Rancani Franco
io posso capire tutto, sono concorde con chi dice che ci sono delle spese per l’avvocato, e queste andrebbero rimborsate, ma in caso di perdita non dovrebbe essere pagata alcuna parcella.
Se io ristrutturo il bagno a casa mia e al termine dei lavori mi trovo che non solo non ho più un bagno agibile ma neanche la cucina che faccio? Richiamo l’impresa e faccio rifare il lavoro finchè non sono soddisfatta del risultato……….. Ora se il risultato non c’è stato perchè non sei stata consigliata e seguita bene nella causa secondo me l’avvocato non va pagato a meno che non si assume tutto l’onere di ricorrere in appello a sue spese e vince. Se il giudice per colpa di quanto su detto ti condanna a pagare anche le spese processuali allora l’avvocato DEVE rimborsarle alla cliente………..Apre una pratica alle assicurazioni. Bisogna agire con senso e non prendere e percorrere strade che non si sanno dove portano.
Avvocati e giudici dovrebbero essere più sensati. E anche i giudici dovrebbero essere misurati nel loro lavoro e non emettere sentenze …………
21 settembre 2013 at 02:59
L’AVVOCATO DEVE MANDARE VIA IL CLIENTE QUANDO NON PUò VINCERE LA CAUSA,…
Mi associo con chi sostiene che è ora di finirla con le caste! Tutti questi avvocati per la maggior parte incompetenti, superficiali e amichevolmente collusi tra loro a danno dei clienti e, ugualmente retribuiti, perché difesi dalla legge CHE TUTELA SEMPRE LE CASTE IN iTALIA.. in tutti i settori chi sbaglia paga e sarebbe ora che iniziassero a pagare anche loro, OLTRE AI GIUDICI UGUALMENTE INCOMPETENTI e senza nessuna responsabilità!!
Cari avvocati vi potete inventare tutte le scuse che volete, fila alle Cancellerie e quant’altro, ma nessuno vi ha obbligato a fare l’avvocato e, ripeto CHI SBAGLIA PAGA, NON PRENDE SOLDI!!!
Concordo con Gianluca: che i cittadini vadano da soli davanti ai giudici! A farsi ore e ore di fila in cancelleria, dagli ufficiali, in udienza… Se lo facessero poi tornerebbero di corsa dall’avvocato!!!
Il titolo dell’articolo è assolutamente errato e fuorviante .
28 maggio 2013 at 18:45
Il titolo è assolutamente errato.
Mi accodo ai commenti precedenti, non c’entra assolutamente nulla l’obbligazione di risultato e non è vero che l’Avvocato non va pagato perché non vince: qui si tratta di responsabilità professionale.
Ogni tanto anche alla Corte di Cassazione si beve qualche bicchiere di troppo. Non sono stati sobri. Dovrebbero infatti sapere che le parti in un processo sono perlomeno due, che una delle due perde e l’altra grosso modo vince. Secondo il calcolo delle probabilità, siamo a testa e croce: il 50 % degli avvocati vince e il 50 % perde. Oppure, ogni avvocato vince il 50 % delle sue cause e il restante 50 % lo perde. Si potrebbe poi discutere all’infinito di quanto si perda e di quanto si vinca, sia nelle cause civili sia in quelle amministrative e penali. Bisognerebbe, viceversa, sanzionare tutti quei magistrati che giudicano cause in modo sbagliato, mandando in galera innocenti, magari per anni, e lasciando liberi serial-killer e simili. Alla Suprema Corte di Cassazione dovrebbero sapere che non sono gli avvocati “a vincere o a perdere”, bensì giudici che applicano con rigore e logica le leggi, ed altri che viceversa ne abusano, oppure omettono di eseguirle. L’avvocato, come il medico, non è un meccanico di automobili o un idraulico, che devono fare lavori a regola d’arte che funzionano. Infatti, nei casi del medico o dell’avvocato, vi sono troppi fattori imponderabili.
Chiarisco ogni possibile equivoco: non sono un avvocato, ma un dottore magistrale in Giurisprudenza, con indirizzo pubblicistico, oltreché in Pedagogia..
2 maggio 2013 at 10:31
Concordo con Giuseppe Cambò, che ha dato una lettura corretta della Sentenza, al contrario del redattore. L’Avvocato coinvolto nella vicenda è responsabile di una colpa professionale, non di un’obbligazione di risultato. Giancarlo Fichera, invece, forse non sa che dinanzi al Giudice di Pace può già rappresentarsi da solo per importi inferiori a 1.000 Euro. Giancarlo, vai pure! Io sono ben lieto di chi fa esperienza self-service nel mondo della giustizia, perchè dopo capisce meglio il valore del difensore. La campagna denigratoria in atto nei confronti della categoria forense è orchestrata ad arte per soggiogare i cittadini ai poteri forti, ma il popolo bue non lo comprende e preferisce cavalcare l’onda della rivendicazione e dell’arroganza. Se vince la causa, aveva ragione già prima di andare dall’Avvocato, che nella logica del cliente medio è oggi un mero passacarte, non una persona che ha studiato una vita intera per avere quella professionalità. Se perde la causa, la colpa è del difensore. Che dire, buon lavoro. Per quanto mi riguarda, possono anche abolire la difesa tecnica, tanto il risultato non cambierà. Anzi, sarà educativo. Quando una sentenza di primo grado pende sulla testa di un cliente, egli stranamente diventa molto più malleabile e affettuoso nei confronti di “…chi gli leva le sberle dalla faccia..:”, come dicono a Napoli.
Ma quando la smetteremo con l’obbligo del patrocinio legale e sarà invece concesso ai cittadini che lo vogliano il libero accesso alla giustizia anche senza l’assistenza obbligatoria di un legale iscritto all’ordine? Solo in Italia esiste questo obbligo mentre in tutte le carte relative ai diritti fondamentali dell’uomo è ammesso l’auto patrocinio: basta con le caste!!!!
Il diritto non è come la fisica quantistica, egregi avvocati, per lo più inutili….
ma come si fa a generalizzare un fatto accaduto occasionalmente? mettiamo caso che l’avvocato sia strasicuro di vincere perchè ha delle sentenze pregresse dalla sua parte pertanto va avanti nella sua causa, perdendo anni (vistevisti i rinvii immemori imposti dai giudici) e denaro -per le varie raccomandate e citazioni ecc-
Arriva un giudice incompetente o peggio …. lasciamo stare (ricordiamoci che il diritto è sempre interpretazione) e rigetta.
non ci dimentichiamo che nel caso di Amanda Knox la cara assassina è stata ASSOLTA!!! con questi giudici corrotti e parziali, un avvocato sarà ridotto a fare la fame, già i clienti non pagano, figuriamoci ora. se volevano annientare la categoria bastava una legge piccola così. ma, già neanche quella si è capaci di fare.
Pasqualino Racioppo
25 aprile 2013 at 12:57
Sono perfettamente d’accordo con quanto commentato da Giuseppe Cabò. Ho l’impressione che il titolo che preannuncia la sentenza -perfettamente in linea con il principio secondo cui l’obbligazione dell’Avvocato è di mezzi e non di risultato- sia stato fatto nel solco di quella campagna denigratoria in atto contro la professione forense, additata come esercitata da avidi, esosi ed incompetenti soggetti a danno dei cittadini e non più ritenuta come attività a difesa dei cittadini ( legittimamente non disgiunta dall’interesse economico). Auspico un intervento non più differibile per restituire credibilità e dignità alla Professione, un tempo ritenuta la prima delle professioni liberali.
Concordo con il Signor Giuseppe,
questo caso è proprio totale mancanza di tutela verso il cliente
ma come si fa a vedere il confine tra vittoria colposa e non colposa quando hanno sempre ragione loro (gli Avvocati)? E’ veramente difficile, bisogna ricorrere al Consiglio dell’Ordine ammesso che giudichino giustamente.
24 aprile 2013 at 17:28
anch’io concordo con il Signor Giuseppe,
il comportamento dell’Avvocato è stato proprio dannoso per il suo cliente –
Come si fa a stabilire in quale maniera il comportamento dell’Avvocato è comunque colposo
Loredana Bartoli
24 aprile 2013 at 17:22
Non viene stravolto alcun principio. Nel caso in esame dalla dalla Cassazione non viene presa in considerazione l’attività dell’avvocato come obbligazione di risultato, semplicemente si dice che IN QUEL CASO l’avvocato non ha diritto ad alcun compenso per aver procurato un danno al proprio cliente al causa del suo comportamento negligente.
Siamo una categoria già abbastanza maltrattata, evitate di pubblicare titoli ridondanti completamente errati!!
Giuseppe Cambò
24 aprile 2013 at 11:43
Non mi pare che il titolo dell’articolo rifletta correttamente il tenore della reale vicenda. Nè mi pare che sia stravolto il principio secondo cui l’avvocato assume un’obbligazione di mezzi (e non di risultato). Nel caso di specie l’avvocato sembra venuto meno proprio alla sua obbligazione “di mezzi” ponendo in essere un comportamento colpevole danno modo ai clienti di agire per il ristoro del danno!
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