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Timestamp: 2020-06-06 07:34:54+00:00
Document Index: 135741827

Matched Legal Cases: ['art. 671', 'art. 77', 'art. 2508', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 669', 'art. 469']

SEQUESTRO CONSERVATIVO A FAVORE DI CIRCA 50 RISPARMIATORI "TRADITI".
Tutte le novità in ambito legale.
Data: 10-02-2020 Rubrica: Banking & Law
Lo Studio Legale Cigliano ha ottenuto l'emissione di un provvedimento di sequestro conservativo ex art. 671 c.p.c. a favore di circa 50 risparmiatori nei confronti di società con sede legale a Cipro, ma stabile organizzazione a Milano.
Sono state superate le diverse "problematiche" uscite in sede di contraddittorio processuale con lo stesso Tribunale che ha così enucleato le principali questioni giuridiche:
"Tanto premesso, il ricorso è fondato e va accolto, nei termini di seguito indicati.
In primo luogo si osserva che la convenuta, avente sede legale in Cipro, ha tuttora sede secondaria in Italia, cui risulta preposto il Sig...quale institore ex art. 77 cpc (v. visura camerale, all. alla memoria integrativa).
La società è pertanto iscritta nel registro imprese ex art. 2508 cc e munita di indirizzo PEC, ove è stata ritualmente effettuata la notificazione ex lege 53/1994.
Ciò posto, i ricorrenti affermano la giurisdizione italiana, specificamente invocando il foro del proprio domicilio, in ragione delle norme comunitarie poste a presidio della tutela dei consumatori.
Non pare dubbio, invero, che il rapporto intercorrente fra le parti sia riconducibile al contratto concluso dal consumatore, trattandosi di incarico conferito dai singoli risparmiatori ai fini dell’effettuazione di operazioni di acquisto e vendita di strumenti finanziari, in base a modulo contrattuale predisposto dalla convenuta.
Ai sensi degli artt. 17 e 18 regolamento 1215/12 (cd Bruxelles I rifusione), compete al consumatore la scelta fra la giurisdizione dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il convenuto e quello del luogo in cui è domiciliato il consumatore stesso (cd foro del consumatore).
La deroga convenzionale alla giurisdizione, inoltre, è valida solo in presenza dei requisiti di cui all'art. 19 del medesimo regolamento: a) se la sua conclusione è stata “posteriore al sorgere della controversia”; b) se consente al consumatore di adire ulteriori Autorità giurisdizionali oltre a quelle che ha già a disposizione; c) se entrambe le parti hanno il domicilio o la residenza abituale nel medesimo Stato membro e tale accordo conferisce la competenza alle Autorità giurisdizionali di tale Stato membro.
Nessuna di tali condizioni è soddisfatta dalla clausola contenuta nel “mandato a gestire”, che individua in Limassol- Cipro il “luogo di esecuzione e di giurisdizione per eventuali procedimenti, anche per il Cliente domiciliato all’estero”, salva la facoltà della resistente stessa di “presentare istanze nel paese di domiciliazione del Cliente o adire qualsiasi altro tribunale competente”.
D’altro canto, anche secondo la disciplina interna, a sua volta di derivazione comunitaria, sono vessatorie ex artt. 33 e 34 dlgs 206/2005 le clausole che “stabiliscono come sede del foro competente sulle controversie località diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del consumatore” (salva la prova che la clausola di deroga sia stata oggetto di trattativa individuale tra le parti: v. Cass. 1951/2018).
Per altro verso, la circostanza per cui “quasi tutti” i ricorrenti risiedono nel circondario (v. memoria integrativa) non è evidentemente sufficiente ai fini della competenza territoriale rispetto a quelli che figurano altrove residenti, secondo quanto espressamente enunciato nell’atto introduttivo (e riportato in epigrafe).
I contratti conclusi con i consumatori, inoltre, sono soggetti alla legge del Paese in cui il consumatore ha la sua residenza abituale, mentre la scelta di applicare la normativa di uno Stato diverso (nella specie: “diritto cipriota”) è comunque insuscettibile di privare il consumatore stesso della protezione assicuratagli dalle norme che non sono derogabili convenzionalmente, ai sensi della legge che sarebbe altrimenti applicabile (art. 6, par. 2 reg. cit.).
Volgendo al merito cautelare, sussiste il FUMUS BONI IURIS, quale verosimile fondatezza della pretesa di ciascuno dei ricorrenti.
Consta in atti il “mandato a gestire” (docc. 1, 9, 16, 23, 29, 34, 41, 47, 53, 59, 66, 73, 79, 85, 91, 97, 103, 109, 115, 121, 127, 133, 139, 145, 151), quale incarico esclusivo ad effettuare operazioni di acquisto sugli strumenti finanziari in piena discrezionalità ed autonomia operativa.
La stessa disciplina contrattuale (art. 2) riconosce al cliente il diritto di recesso “in ogni momento”, che è efficace dalla ricezione della relativa comunicazione scritta (previa definizione delle operazioni ancora pendenti e addebito degli “oneri commissionali e amministrativi” previsti).
La richiesta di restituzione del saldo, tramite apposito modulo “withdrawal request”, risulta oggetto di espresso riscontro da parte della società resistente, con tanto di “scuse” per il ritardo “nel rilasciare il saldo del suo conto” (docc. 7, 14, 21, 27, 33, 39, 45, 51,57, 64, 71, 77, 83, 89, 95, 101, 107, 113, 119, 125, 131, 137, 143, 149, 153).
I cd “remote manager”, infine, quali documenti unilaterali dello stesso intermediario finanziario, attestano il “saldo in avere” a favore dei singoli clienti (All.ti 5, 12, 19, 25, 31, 37, 43, 49, 55, 62, 75, 81, 87, 93, 99, 105, 111, 117, 123, 129, 135, di privare il consumatore stesso della protezione assicuratagli dalle norme che non sono derogabili convenzionalmente, ai sensi della legge che sarebbe altrimenti applicabile (art. 6, par. 2 reg. cit.).
I cd “remote manager”, infine, quali documenti unilaterali dello stesso intermediario finanziario, attestano il “saldo in avere” a favore dei singoli clienti (All.ti 5, 12, 19, 25, 31, 37, 43, 49, 55, 62, 75, 81, 87, 93, 99, 105, 111, 117, 123, 129, 135,La misura adottata, sotto altro profilo, è obiettivamente sintomatica della gravità della violazione.
Come pure precisato dai ricorrenti, infatti, la sospensione trova fondamento proprio nell’inosservanza delle norme poste a salvaguardia della segregazione dei conti, essendovi “sospetti di una presunta violazione” della legge “per quanto riguarda la salvaguardia dei fondi dei clienti” (v. disposizione Cysec).
Va infine rilevato che l’operatività del “fondo di garanzia” è inidonea ad escludere il pericolo, essendo tale fondo destinato al ristoro soltanto eventuale, limitato e parziale delle ragioni dei ricorrenti, invece singolarmente connotate da non modesta entità.
La cautela viene accordata in misura corrispondente al credito vantato da ciascuno dei ricorrenti....
Nel provvedere come da dispositivo, non si fa luogo all’assegnazione del termine per la riassunzione, stante il disposto di cui all’art. 669 septies cpc.
autorizza il sequestro conservativo".
Rubrica: Banking & Law
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