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Timestamp: 2017-11-22 09:22:15+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6']

L'autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica dopo il decreto rinnovabili | Normativa | Apr-11
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L'autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica dopo il decreto rinnovabili
Inviato da Redazione il Mar, 05/04/2011 -
di Laura Crisci e Felice Lucia
art. 4 d. lgs. 28/11
I regimi:
-autorizzazione unica
-procedura abilitativa semplificata (PAS)
-comunicazione per attività di edilizia livera
c.3: "Al fine di evitare l'elusione della normativa di tutela dell'ambiente, del patrimonio culturale, della salute e della pubblica incolumita', fermo restando quanto disposto dalla Parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, e, in particolare, dagli articoli 270, 273 e 282, per quanto attiene all'individuazione degli impianti e al convogliamento delle emissioni, le Regioni e le Province autonome stabiliscono i casi in cui la presentazione di piu' progetti per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e localizzati nella medesima area o in aree contigue sono da valutare in termini cumulativi nell'ambito della valutazione di impatto ambientale."
E' forse una semplificazione? Attualmente il d.lgs. 152/06 e successive modificazioni stabilisce che gli effetti cumulativi vanno sempre valutati, sia che i progetti siano sottoposti a verifica di assoggettabilità (Allegato V alla Parte Seconda, pto 1) sia che siano soggetti alla VIA (Allegato VII alla Parte Seconda, pto 4.
art. 5 d. lgs. 28/11
La modifica interessante è rappresentata dai termini per la chiusura del procedimento unico che passano da 180 a 90 giorni, al netto dei tempi per la decisione VIA (art. 26 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152). Il che significa che il procedimento non può chiusersi se non viene prima espresso il provvedimento di VIA (i cui termini sono invece di 150 giorni) su progetto definitivo.
A dir poco curioso è invece il fatto che il decreto, contrariamente a quanto indicato nelle linee guida nazionali (pto13.1 (h)) impone, se ricorre il caso, di svolgere la verifica di assoggettabilità (articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152) su progetto preliminare prima della istanza di autorizzazione unica.
art. 6 d. lgs. 28/11
Sostituisce la DIA/SCIA. Del tutto simile alla DIA (per documentazione da presentare -alla quale si aggiungono gli elaborati tecnici del gestore di rete- e tempi -30 giorni prima dell'inizio lavori e 3 anni per realizzarli), e soggetta al pagamento dei diritti di segreteria (comma 3), la procedura abilitativa semplificata permette al comune, nel caso siano necessari atti di assenzo, di acquisirli d'ufficio o convocare conferenza di servizi (entro 20 giorni dalla presentazione della dichiarazione del progettista). Se gli atti di assenzo sono di competenza del comune provvede a renderli tempestivamente entro 30 giorni (art. 2 legge 241/90). Al termine dei lavori va presentata oltre la comunicazione di ine lavori e il certificato di collaudo che attesta la conformità dell'opera al progetto, l'attestazione della variazione catastale o la dichiarazione che le opere non hanno comportato modificazioni al classamento catastale.
art. 6 d. lgs. 28/11 comma 11
Comunicazione per attività di edilizia libera
Continua ad applicarsi nelle stesse condizioni e modalità previste dalle linee guida nazionali.
Le disposizioni si applicano ai procedimenti avviati dopo la data di entrata in vigore del decreto.
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