Source: https://www.edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2017?page=8
Timestamp: 2019-07-23 05:20:27+00:00
Document Index: 55082996

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1123', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'art. 11']

La Corte di Appello di Napoli, con sentenza n. 4403 del 14 dicembre 2016, in merito alla responsabilità dei danni da infiltrazioni, ha stabilito che il proprietario esclusivo del terrazzo non risponde dei danni da infiltrazioni se il danneggiato non prova il nesso causale del danno. Pertanto, in caso di mancata sussistenza del nesso causale, tutti condomini sono obbligati a provvedere alla riparazione del lastrico/terrazzo a livello in concorso con il proprietario.
Il Tribunale di Lecce, con sentenza n. 4701 del 7 novembre 2016, ha espressamente stabilito che, in caso di infiltrazioni provenienti dal muro comune, la responsabilità del costruttore non esclude quella del condominio.
Misure antincendio e ripartizione delle spese
Secondo la soluzione proposta dal Tribunale di Bologna (sentenza n. 493 del 10 ottobre 2015) in materia di ripartizione delle spese necessarie alla realizzazione delle misure antincendio, le spese per la protezione passiva delle parti comuni va ripartita in base alle tabelle millesimali ex art. 1123, comma 1 e 3, c.c., mentre le spese di protezione passiva, relative alle parti di proprietà esclusiva, spettano ai proprietari delle stesse.
Il Condominio essendo custode delle parti comuni, risponde, ai sensi dell’art. 2051 c.c., del danno cagionato dalle stesse e, pertanto, ha il dovere di vigilare in modo da impedire che le parti comuni possano arrecare danno ai condomini o a soggetti terzi estranei al condominio. Ed infatti, il Giudice di pace di Campobasso, con sentenza del 27.10.2016, ha ritenuto il condominio responsabile dei danni riportati da un autovettura a causa della caduta di un grosso blocco di ghiaccio, misto a neve, dal tetto condominiale.
Sent. Cass. Civ. n. 26328/2016 - I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca e l'art. 11, L. n. 3/2012
L'aggiornamento riporta il testo integrale della sentenza n. 26328 del 20 dicembre 2016 con la quale la corte di Cassazione ha stabilito che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca dei quali la proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento preveda l'integrale pagamento, non sono computati ai fini del raggiungimento del quorum del 60%, richiesto dall'art. 11, L. n. 3 del 2012 ai fini dell'omologazione e non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione.