Source: https://www.tidona.com/la-disciplina-privilegiata-delle-operazioni-di-credito-fondiario-e-la-sua-eventuale-derogabilita/
Timestamp: 2018-07-21 13:51:39+00:00
Document Index: 1465269

Matched Legal Cases: ['art.38', 'art.39', 'art.39', 'art.39', 'art.40', 'art.40', 'art.1419']

La disciplina privilegiata delle operazioni di credito fondiario e la sua eventuale derogabilità - Studio Legale Tidona e Associati
17 maggio 2004 | By Studio In Diritto bancario
Un’operazione di finanziamento qualificabile di ‘credito fondiario’ ex art.38 t.u.b. beneficia, come accennato, dell’applicazione della speciale disciplina prevista per tale tipologia di operazioni, recata dai successivi artt.39 – 41 del testo unico bancario. In proposito, con riserva di migliori approfondimenti, è possibile operare una fondamentale distinzione tra disposizioni, derogatorie della disciplina di diritto comune, in favore del soggetto finanziato e altre in favore della banca mutuante.
Tra le norme favorevoli ai destinatari di un finanziamento fondiario vi sono l’art.39, 5° co., t.u.b., che amplia il diritto alla riduzione della somma iscritta e alla restrizione dell’ipoteca, l’art.39, 6° co., t.u.b., che stabilisce, in caso di edifici o complessi condominiali, il diritto del debitore e del terzo acquirente di ottenere il frazionamento contabile e ipotecario del finanziamento, l’art.39, 7° co., t.u.b., che dispone una tariffa notarile ridotta per le operazioni di credito fondiario, l’art.40, 1° co., t.u.b., che reca la facoltà del debitore di estinguere anticipatamente il proprio debito e, ancora, l’art.40, 2° co., t.u.b., che prevede una specifica disciplina in caso di ritardato pagamento del debitore nell’ipotesi di finanziamento con ammortamento rateale.
Con espresso riferimento alla predetta normativa privilegiata, meritevole di ulteriori approfondimenti è la sua eventuale derogabilità, totale o parziale, da parte dei soggetti contraenti. A tale riguardo, non sembrano ravvisarsi impedimenti specifici alla possibilità che essa possa essere derogata in toto per espressa volontà negoziale (Bacchi – Giacobbe 1996, I, 817; Presti 1996, 216; Tucci 1993, 306), affidando conseguentemente le parti la regolamentazione del rapporto di finanziamento alle comuni regole codicistiche.
Maggiormente problematica appare, invece, la deroga di singole disposizioni (quelle di cui agli artt.39 – 41 t.u.b.), ancor più se riconducibili tra quelle favorevoli al soggetto finanziato (contraente debole rispetto al preminente potere contrattuale della banca). Occorre osservare che la disciplina speciale prevista per le operazioni di credito fondiario – di cui, come visto, le parti possono convenire di non avvalersi – costituisce un unicum normativo, perfezionatosi col tempo, che realizza un delicato gioco di equilibri e contrappesi nell’ambito dei rapporti di forza dei contraenti (banca – debitore), solo in costanza del quale una certa categoria di soggetti può accedere ad una tipologia di credito che le banche sono disponibili ad erogare.
(Bacchi – Giacobbe 1996, I, 818-819).
(Bacchi – Giacobbe 1996, I, 819).
(Bacchi – Giacobbe 1996, I, 811).
In merito alle conseguenze della affermata inderogabilità parziale della disciplina speciale sul credito fondiario, non è pacifico se un’eventuale clausola derogatoria implichi una riqualificazione dell’intero contratto di finanziamento da ‘fondiario’ a ipotecario ordinario oppure la sostituzione, ex art.1419, 2° co., c.c., della clausola pattizia con quella inderogabile, ferma la perdurante ‘fondiarietà’ del finanziamento. Per una dequalificazione del finanziamento da ‘fondiario’ a ipotecario ordinario si dichiara parte della dottrina ove
A tale riguardo, ferma, in ogni modo, l’opportunità di indagare e soppesare caso per caso la portata di eventuali deroghe alla disciplina privilegiata del credito fondiario con riferimento alla complessiva economia contrattuale, un atteggiamento rigoroso appare sicuramente preferibile, anche allo scopo di prevenire possibili tentativi da parte delle banche di ‘scommettere’ sull’apposizione al contratto di finanziamento di clausole derogatorie pregiudizievoli al debitore comunque confidando, in caso di loro sopraggiunta disapplicazione, nel mantenimento delle altre tradizionali guarentigie accordate alle banche stesse dalla normativa speciale.
Bacchi F. – Giacobbe M.