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Timestamp: 2018-05-27 16:30:34+00:00
Document Index: 59669645

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2364', 'art. 107', 'art. 123', 'art. 84', 'art. 18', 'art. 107']

MARZOTTO SIM S.p.A. RESOCONTO ICAAP al 31 DICEMBRE INFORMATIVA AL PUBBLICO III PILASTRO (Basilea 2) - PDF
MARZOTTO SIM S.p.A. RESOCONTO ICAAP al 31 DICEMBRE INFORMATIVA AL PUBBLICO III PILASTRO (Basilea 2)
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Modesto Carletti
1 MARZOTTO SIM S.p.A. RESOCONTO ICAAP al 31 DICEMBRE 2013 INFORMATIVA AL PUBBLICO III PILASTRO (Basilea 2) 1
2 INTRODUZIONE Il Regolamento Banca d Italia del 24 ottobre 2007 in materia di vigilanza prudenziale per le SIM (Titolo III, Capitolo 1) ha introdotto specifici obblighi di informativa al pubblico (cosiddetto Terzo Pilastro ) concernenti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all identificazione, alla misurazione ed alla gestione di tali rischi. Con il presente documento MARZOTTO SIM S.p.A. (di seguito anche la Società o la SIM ) intende descrivere i risultati derivanti dal processo interno di determinazione dell adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process ICAAP) al 31 dicembre Le informazioni pubblicate, approvate dal Consiglio di Amministrazione della Società, hanno carattere qualitativo e quantitativo e sono classificate, in conformità alle disposizioni del citato Regolamento Banca d Italia che non prevedono la pubblicazione delle Tavole per le quali non esistono contenuti informativi, nelle seguenti tavole: Tavola 1 Requisito informativo generale Tavola 2 Ambito di applicazione Tavola 3 Composizione del patrimonio di vigilanza Tavola 4 Adeguatezza patrimoniale Tavola 5 Rischio di credito: informazioni generali Tavola 9 Rischio operativo Tavola 15 Sistemi e prassi di remunerazione e incentivazione Ai fini della predisposizione delle presenti Tavole Informative, la Società ha tenuto altresì conto delle disposizioni in materia di remunerazione ed incentivazione ai sensi del Regolamento congiunto Banca d Italia -Consob sui servizi di investimento del 29 ottobre 2007, così come integrato dal provvedimento Banca d Italia - Consob del 25 luglio La Società pubblica la presente informativa sul proprio sito internet 2
3 Tavola 1 Requisito informativo generale Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) Il Consiglio di Amministrazione della ha definito le politiche di gestione dei rischi all interno delle quali sono indicate le metodologie e gli strumenti per la loro rilevazione, misurazione, gestione e controllo. Nella tabella che segue sono stati riportati i rischi contenuti nell Allegato A al Titolo II, capitolo 2 del Regolamento della Banca d Italia del 24 ottobre 2007 in materia di vigilanza prudenziale per le SIM, per ciascuno dei quali è stata valutata la rilevanza considerate le caratteristiche operative della Società medesima. PRIMO PILASTRO ALTRI RISCHI Rischi Rischio di credito Rischio di mercato Rischio operativo Rischio di concentrazione Rischio di tasso di interesse Rischio di liquidità Rischio residuo Rischio derivante da cartolarizzazione Rilevanza Rischio strategico Rischio reputazionale N/A=non applicabile, in quanto al 31/12/2013 la SIM non risulta esposta al rischio. Per ciascuna categoria di rischio a cui la SIM risulta esposta vengono specificate le relative politiche di gestione delle stesse. La situazione attuale sui rischi e sulle relative politiche di copertura attuate in Marzotto SIM per le singole tipologie di rischio ritenute rilevanti è sintetizzata come segue: N/A N/A N/A Rischi riferiti al Primo Pilastro Rischio di credito Esprime il rischio di perdita per inadempimento dei debitori relativo alle attività di rischio diverse da quelle che attengono al portafoglio di negoziazione di vigilanza. Il rischio di credito rilevato presso la SIM è riconducibile principalmente ai crediti verso le banche presso le quali sono intrattenuti i conti liquidità della SIM stessa. Al fine di misurare l esposizione al rischio di credito la SIM adotta le regole di vigilanza prudenziale previste dalla metodologia standardizzata semplificata attraverso l applicazione a ciascuna esposizione creditizia di uno specifico coefficiente di ponderazione, definito in base alla categoria di controparte. A fronte di tale tipologia di rischio, quale strumento di controllo e attenuazione, la funzione Risk Management misura trimestralmente il livello di esposizione al rischio di credito della SIM e riporta le proprie risultanze all interno di un report presentato al Consiglio di Amministrazione. 3
4 Rischio di mercato La SIM al 31 dicembre 2013 non è esposta al rischio di mercato, atteso che alla data di chiusura dell esercizio in esame non detiene strumenti finanziari di proprietà classificati all interno del portafoglio di negoziazione di vigilanza. Rischio operativo Il rischio operativo esprime il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Tale definizione ricomprende il rischio legale mentre non sono inclusi i rischi strategici e di reputazione. Al riguardo la Società si è dotata di: - meccanismi di governo societario ed una struttura organizzativa con linee di responsabilità trasparenti e definite; l attuale struttura organizzativa della Società prevede una distinzione tra aree/servizi/funzioni/uffici. I compiti e le responsabilità attribuiti sono stati puntualmente definiti in un funzionigramma; - procedure interne finalizzate alla definizione di controlli relativi a preservare l attività della Società da rischi che potrebbero danneggiarne l operatività tipica. La Società adotta un articolato sistema di procedure aziendali, deleghe di potere, controlli, nonché presidi organizzativi e specifici strumenti operativi, destinati a limitare la possibilità di manifestazione degli eventi di rischio, ovvero a contenerne gli effetti negativi. Il Consiglio di Amministrazione riceve semestralmente un report da parte della Funzione Risk Management che illustra in maniera sintetica il livello di esposizione al rischio operativo. In conformità a quanto previsto dal Regolamento la Società determina un requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo. Altri rischi Nel seguito sono descritte le altre categorie di rischio non appartenenti al Primo Pilastro e potenzialmente rilevanti per la Società. Per ciascuna è stata approfondita la rilevanza per la Società definendo le misure procedurali di controllo ed attenuazione eventualmente adottate. Rischio di concentrazione Il rischio di concentrazione esprime il rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica ovvero dalla composizione della base della clientela. Al fine di identificare le posizioni di Grande Rischio 1 e l eventuale superamento dei limiti regolamentari legati al rischio di concentrazione 2 sono state considerate le disposizioni, in vigore dal 31 marzo 2011, previste dal Provvedimento del 18 febbraio 2011 che modifica il Regolamento di Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale previsto per le SIM. In particolare, in applicazione delle disposizioni sopracitate, è stato verificata: - la presenza o meno di Grandi Rischi ; - il rispetto dei limiti di concentrazione; - l eventuale necessità di copertura patrimoniale aggiuntiva. Il rischio di concentrazione rilevato presso la SIM è riconducibile principalmente alla liquidità depositata (conti correnti e time deposit) presso le banche. Al fine di monitorare il livello di esposizione al rischio in discorso la funzione Amministrazione e Bilancio, calcola mensilmente il grado di concentrazione della SIM, secondo le metodologie previste dal Provvedimento della Banca d Italia del 18 febbraio 2011 che modifica il 1 Esposizioni di importo pari o superiore al 10 per cento del Patrimonio di Vigilanza. 2 Ciascuna posizione di rischio va contenuta entro il limite del 25 per cento del Patrimonio di Vigilanza. 4
5 Regolamento della Banca d Italia di Vigilanza Prudenziale per le SIM. Se necessario, comunica tempestivamente al Consiglio di Amministrazione l esigenza di intraprendere misure volte a ricondurre la situazione entro livelli ritenuti accettabili. All interno delle procedure aziendali è inoltre previsto che la funzione Risk Management, misura trimestralmente il grado di esposizione al rischio di concentrazione della SIM utilizzando le metodologie previste dalla normativa sopraindicata. Le risultanze delle analisi svolte sono presentate trimestralmente al Consiglio di Amministrazione. Rischio di tasso di interesse Il rischio di tasso di interesse è definito come la variazione del valore economico delle poste attive e passive generate da variazioni inattese dei tassi di interesse. A tale proposito vengono considerate tutte le attività e le passività sensibili ai tassi di interesse, ad eccezione di quelle classificate nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza. Al fine di gestire il rischio di tasso di interesse, la SIM adotta la metodologia semplificata della Duration Gap, attraverso la quale le poste sensibili ai tassi di interesse sono suddivise in differenti fasce temporali, tenendo conto della loro scadenza (tassi fissi) o della data di negoziazione del tasso (tassi variabili). La funzione Risk Management, misura trimestralmente il grado di esposizione al rischio di tasso di interesse della SIM utilizzando la metodologia della Duration Gap. Le risultanze delle analisi svolte sono riportate all interno del Report Monitoraggio dei rischi presentato trimestralmente al Consiglio di Amministrazione. Rischio di liquidità Il rischio di liquidità si manifesta sotto forma di inadempimento ai propri impegni di pagamento, che può essere causato da incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) ovvero dalla presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk). La SIM monitora la composizione e la durata delle proprie poste attive e passive al fine di prevenire situazioni di tensione di liquidità e quindi di considerare la componente di funding risk; la componente di market liquidity risk assume valori di entità ancor più trascurabili atteso che le poste attive della SIM sono rappresentate in massima parte dai saldi liquidi dei conti correnti e dei time deposit detenuti presso istituti di credito. Ai fini della misurazione del Capitale Interno per fronteggiare il funding risk la SIM utilizza la metodologia del Cash Capital Position. La SIM, in conformità con quanto previsto dalle Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale, ha predisposto un Contingency Funding Plan (CFP) che sarà attivato nell ipotesi in cui dovessero manifestarsi situazioni di tensione di liquidità, al fine di garantire la continuità operativa aziendale. A fronte del rischio in discorso la SIM la funzione di Risk Management misura trimestralmente il livello di esposizione al funding liquidity risk della SIM utilizzando la metodologia sopra indicata. Le risultanze delle analisi svolte sono presentate trimestralmente al Consiglio di Amministrazione. Inoltre, la funzione Amministrazione e Bilancio, trimestralmente provvede al monitoraggio della liquidità operativa a breve termine e nel caso di anomalie provvede a darne informativa all Amministratore Delegato. Rischio strategico Rappresenta il rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazioni del contesto competitivo. Trattandosi di una categoria di rischio di difficile quantificazione, gli strumenti e metodologie di misurazione qualitativa del rischio strategico utilizzati dalla SIM consistono in: 5
6 - analisi dei piani strategici pluriennali e/o budget annuali di previsione approvati dal Consiglio di Amministrazione; - monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi prefissati; - analisi della dinamica dei mercati. Anche l analisi dei dati di redditività e dei volumi operativi, effettuata tenendo in considerazione le strategie perseguite, i rischi assunti e l evoluzione del mercato di riferimento, fornisce utili indicazioni circa l esposizione della SIM al rischio strategico. Attraverso l utilizzo di tali strumenti e metodologie la SIM è in grado di far fronte ad eventuali situazioni anomale causate da fattori endogeni ed esogeni e, quindi, di minimizzare quanto più possibile il rischio strategico. Rischio di reputazione Rappresenta il rischio attuale e prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante da una percezione negativa della Società da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza. Al fine di procedere ad un adeguata analisi del livello di rischio riconducibile ai singoli eventi di volta in volta individuati, la SIM utilizza i dati storici e le informazioni in suo possesso (reclami, perdite operative, etc.). In particolare: - adotta Codici etici e/o di comportamento; - prevede specifici principi di politica retributiva nei confronti dei propri dipendenti, collaboratori ed amministratori; - implementa adeguati sistemi di controllo (istituzione Funzioni, meccanismi di deleghe); - analizza le cause che hanno generato i reclami e monitora l efficiente gestione delle risposte fornite alla clientela; - seleziona accuratamente le controparti (società prodotto, broker, banche depositarie, outsourcer); - pone attenzione nel processo di comunicazione con i vari stakeholders. 6
7 Tavola 2 Ambito di applicazione Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) MARZOTTO SIM S.p.A., con sede legale in Milano in Corso Como 15, risulta iscritta all Albo delle SIM al n. 229 con Delibera Consob n del 29 agosto La Società è autorizzata è autorizzata all'esercizio dei seguenti servizi di investimento di cui all'art. 1, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998: - Negoziazione per conto proprio - Esecuzione di ordini per conto dei clienti 3 - Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente - Gestione di portafogli - Ricezione e trasmissione di ordini - Consulenza in materia di investimenti L azionariato della SIM, alla data del 31 dicembre 2013, risulta così composto: AZIONI Soci N. azioni Totale Euro % Andrea Donà dalle Rose & C ,91% Banca Popolare di Vicenza ,80% Faber Five ,02% Donà dalle Rose Andrea ,88% Angeloni Roberto ,41% De Dominicis Valter ,12% Colombo Cesare ,96% HDP ,96% Pettinato Raffaele ,96% De Dominicis Alberto ,73% Iantosca Antonio ,35% Lusuardi Giuseppe ,18% Benevelli Maria Cristina ,18% Verna Antonio ,95% Vento Sergio ,78% Barbieri Benedetta ,78% Torresi Augusto ,78% Argol ,59% Lusuardi Nicola ,58% Lusuardi Silvia ,44% Ferri Roberto ,27% Seminara Andrea ,27% Golinelli Gianni ,09% TOTALE ,00% 3 In data 31 dicembre 2010 la SIM aveva interrotto la prestazione del servizio di esecuzione di ordini per conto dei clienti, provvedendo a comunicarlo alla Consob in data 25 gennaio A seguito della delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 luglio 2011, la SIM ha comunicato alla Consob la riattivazione del servizio di esecuzione degli ordini per conto dei clienti. 7
8 Tavola 3 Composizione del patrimonio di vigilanza Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) Il Patrimonio di Vigilanza di Marzotto SIM S.p.A. è costituito dal Patrimonio di base e dagli elementi da dedurre. Informativa quantitativa (b) Patrimonio di base A tale proposito sono stati presi in considerazione i valori numerici del Bilancio di Esercizio al approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 Aprile 2013 e dall Assemblea dei Soci del 5 Maggio Aprile La SIM non ha emesso strumenti innovativi e non di capitale, nonché strumenti cui si applicano clausole di salvaguardia. Patrimonio di Vigilanza 31/12/2013 Patrimonio di base elementi positivi Capitale sociale sottoscritto ,00 Riserve , ,86 Patrimonio di base elementi negativi Altre attività immateriali ,75 Perdite di esercizi precedenti ,27 Perdite di rilevante entità dell esercizio in corso 0, ,02 Totale patrimonio base ,84 (c) Patrimonio supplementare di secondo livello Non vi sono elementi da computare nel Patrimonio di secondo livello. Patrimonio supplementare di terzo livello Non vi sono elementi da computare nel Patrimonio di terzo livello. (d) Altri elementi negativi del Patrimonio di Vigilanza Elementi da dedurre 31/12/2013 Partecipazioni, attività subordinate e strumenti ibridi di patrim. 0,00 Componenti non negoziabili dell attvio e altri elementi da dedurre ,02 Altri elementi da dedurre 0,00 TOTALE ,02 (e) Patrimonio di Vigilanza Il Patrimonio di Vigilanza al risulta pari a Euro ,82. 8
9 Tavola 4 Adeguatezza patrimoniale Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) Data l appartenenza della SIM alla classe 3 e in virtù del principio di proporzionalità, il Capitale Interno Complessivo è stato calcolato secondo il c.d. "approccio a blocchi (Building-block approach)" che consiste nel sommare ai requisiti regolamentari a fronte dei rischi di Primo Pilastro, l eventuale Capitale Interno relativo agli altri rischi rilevanti (Secondo Pilastro), tenuto conto anche di esigenze di capitale dovute a considerazioni di carattere strategico. Il Capitale Interno Complessivo della SIM è determinato dal requisito patrimoniale a fronte del: - rischio di credito; - rischio operativo; - rischio di concentrazione. L applicazione di diverse ipotesi rispetto all attuale situazione patrimoniale della SIM in ottica prospettica comporta un incremento delle esigenze di Capitale Interno. La SIM ha ritenuto di non dover calcolare un requisito patrimoniale a fronte dei rischi di tasso di interesse e di liquidità, in considerazione dell attuale esposizione a dette fattispecie di rischio. Tale scelta è altresì supportata dalle risultate emerse dall applicazione degli strumenti di misurazione (Duration Gap e Cash Capital Position) adottati. Per i rischi rilevanti di Secondo Pilastro, classificati tra i rischi di difficile quantificazione (strategico e reputazionale), la SIM ha ritenuto di non dover allocare capitale, atteso che i presidi organizzativi e di controllo sono ritenuti idonei a monitorare l esposizione a tali categorie di rischio ed a prevenire effetti economici indesiderati. Informativa quantitativa (b) Il metodo di quantificazione adottato dalla Società per la determinazione del requisito a fronte del rischio di credito è quello standardizzato semplificato, che consente di calcolare la propria esposizione al rischio di credito, riferita a differenti classi di clientela, facendo riferimento, in luogo dei rating esterni, ad un unica ponderazione per ciascuna classe di clientela. La Società ha, quindi, classificato le proprie esposizioni creditizie, secondo la natura delle esposizioni stesse, e le ha ponderate, applicando le opportune percentuali previste dalla metodologia. Successivamente, la Società ha calcolato la propria esposizione al rischio, applicando il requisito regolamentare dell 8% alla somma delle esposizioni creditizie ponderate, pari ad Euro Il capitale interno a fronte del rischio di credito è di Euro , come di seguito dettagliato: 9
10 Con riferimento al rischio di credito, come da comunicazione della Banca d Italia in ordine all applicazione della nuova normativa prudenziale europea ("CRR/CRD IV") si ha presente che, a far data dal prossimo esercizio, il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito potrà essere calcolato solo attraverso il metodo standardizzato o quello basato sull utilizzo di modelli interni. Non sarà quindi più ammessa la metodologia standardizzata semplificata. Ciò premesso,.avuto comunque presente che Il quadro normativo si completerà con le misure di esecuzione, contenute in norme tecniche di regolamentazione o di attuazione (regulatory technical standard RTS e implementing technical standard - ITS) adottate dalla Commissione europea su proposta dell Autorità bancaria europea (ABE) e, in alcuni casi, delle altre Autorità europee di supervisione (European Supervisory Authorities), se ad oggi la SIM dovesse applicare la metodologia standard (cfr. circ. Banca d Italia n. 263/2006), in assenza di modelli interni e di rating esterni (cd. ECAI) dovrebbe ponderare le esposizioni nei confronti di intermediari vigilati al 100%, ed il Capitale Interno risulterebbe pari a Euro (c) (d) (e) (f) La Società non è esposta al rischio di controparte. La Società non è esposta al rischio di mercato. Il metodo di quantificazione adottato dalla Società per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo è quello base (BIA-Basic Indicator Approach), utilizzato anche ai fini del calcolo del capitale interno, come previsto dalla vigilanza prudenziale. La Società ha calcolato la propria esposizione al rischio, applicando il requisito regolamentare del 15% al margine di intermediazione medio degli ultimi tre esercizi, pari ad Euro Il capitale interno a fronte del rischio operativo è di Euro La SIM al 31 dicembre 2013 risulta essere esposta al rischio di concentrazione riconducibile principalmente alla liquidità depositata (conti correnti e time deposit) presso le banche. La Società, come precedentemente detto, a fronte del rischio in oggetto ha: 1) identificato la presenza di Grandi Rischi ; 2) verificato il rispetto dei limiti di concentrazione e 3) calcolato la copertura patrimoniale aggiuntiva. Il capitale a fronte del rischio di concentrazione è di Euro Per quanto attiene alle altre tipologie di rischio codificate dal Pillar II, l assessment eseguito presso la SIM ha evidenziato l assenza di alcune di dette categorie di eventi sfavorevoli (residuo e di cartolarizzazione), ed una esposizione irrilevante, tale da non richiedere allocazione di capitale, per i rischi di liquidità e tasso di interesse. Per quanto attiene ai rischi di difficile quantificazione (rischio strategico e rischio di reputazione), la SIM non ha adottato strumenti di misurazione per l allocazione di capitale, ritenendo più efficace implementare presidi organizzativi e di controllo. (g) Sulla base della metodologia utilizzata per le diverse tipologie di fattori di rischio, Marzotto SIM ha proceduto alla quantificazione dell impatto in termini di capitale interno a fronte di ciascun rischio. I risultati sono esposti nella seguente tabella: Capitale Interno RISCHI Rischio di credito PRIMO PILASTRO Rischio operativo SECONDO PILASTRO Rischio di concentrazione
11 Per la determinazione del capitale interno complessivo, la Società utilizza un approccio building block semplificato, sommando il capitale interno a fronte dei rischi del Primo e Secondo Pilastro. Il Capitale Interno Complessivo ammonta ad Euro , valore pari a circa il 27% del Patrimonio di Vigilanza al 31 dicembre
12 Tavola 5 Rischio di credito: informazioni generali Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) Al fine di misurare l esposizione al rischio di credito la SIM adotta le regole di vigilanza prudenziale previste dalla metodologia standardizzata semplificata, nonché le definizioni di crediti scaduti e deteriorati previste dalle richiamate disposizioni di vigilanza. Si precisa che la al la Società non presenta crediti scaduti o posizioni deteriorate. Informativa quantitativa (b) Le esposizioni creditizie lorde totali della Società al 31 dicembre 2013, rappresentative della propria esposizione al rischio, sono le seguenti: Esposizioni Valori Totali Verso intermediari vigilati di durata originaria pari o inferiore a tre mesi Verso imprese non finanziarie Totale
13 Tavola 9 Rischio operativo Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) La Società calcola i requisiti patrimoniali per il rischio operativo utilizzando la metodologia BIA (Basic Indicator Approach). L esposizione si determina applicando un unico coefficiente regolamentare all indicatore del volume di operatività aziendale, rappresentato dal margine di intermediazione. Pertanto il requisito patrimoniale è pari al 15% della media delle ultime tre valorizzazioni dell indicatore rilevante, riferite alla situazione di fine esercizio. 13
14 Tavola 15 Sistemi e prassi di remunerazione e incentivazione Descrizione dell informazione Informativa qualitativa (a) Il 25 luglio 2012, Banca d'italia e Consob hanno emanato le Modifiche al Regolamento congiunto della Banca d Italia e della Consob del 29 ottobre 2007 per il recepimento della Direttiva 2010/76 (CRD3) in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione rendendo applicabile alle SIM le Disposizioni di Vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione ed incentivazione nelle banche (il Provvedimento ). Sulla scorta di tali modifiche la SIM è tenuta ad osservare le Disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione nelle banche e nei gruppi bancari, emanate dalla Banca d Italia il 30 marzo In applicazione del criterio di proporzionalità, la Società applica dunque quanto stabilito per gli intermediari minori, appartenenti alla quarta macro-categoria SREP, in conformità con la Classe 3 di appartenenza in ambito ICAAP. Processo decisionale seguito per definire le politiche di remunerazione L Assemblea ordinaria di Marzotto SIM è competente, ai sensi dell art. 2364, comma 1, n. 3). c.c. e in conformità alla previsione dello Statuto, il compito di determinare il compenso degli Amministratori dalla stessa nominati e del Collegio Sindacale. Conformemente a quanto stabilito dalle Disposizioni di Vigilanza, essa approva: (i) le politiche di remunerazione a favore degli organi con funzione di supervisione, gestione e controllo e del personale; (ii) i piani basati su strumenti finanziari (es. stock option). All assemblea viene assicurata un informativa almeno annuale sulle modalità con cui sono state attuate le politiche di remunerazione (cd. informativa ex post), disaggregate per ruoli e funzioni e, ove significative, per linee di business. Il Consiglio di Amministrazione di Marzotto SIM nel rispetto delle politiche di remunerazione deliberate dall Assemblea: può determinare, sentito il parere del Collegio Sindacale, speciali compensi agli Amministratori investiti di particolari cariche (Presidente, Vice Presidente, Consigliere Delegato, Consigliere Esecutivo), nel rispetto dell importo massimo eventualmente stabilito dall Assemblea; svolge un accurata auto-valutazione per identificare il personale più rilevante, cioè le categorie di soggetti la cui attività professionale ha o può avere un impatto rilevante sul profilo di rischio della SIM. Il processo di auto-valutazione e i suoi esiti devono essere opportunamente motivati e formalizzati; ha il compito di determinare le politiche di remunerazione relative ai dipendenti e ai collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato; individua i parametri da utilizzare per la valutazione degli obiettivi di performance cui subordinare e collegare l attribuzione degli incentivi al management, ai ris ta ers e, più in generale, all intero personale della società; è competente in via esclusiva ad assumere, su proposta del Direttore Generale e/o dell Amministratore Delegato laddove non incompatibile, le decisioni concernenti: la determinazione dei compensi spettanti al Direttore Generale e/o 14
15 all Amministratore Delegato; la remunerazione relativa ai dipendenti ed ai collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato quali i Promotori Finanziari la definizione dei compensi spettanti ai responsabili delle funzioni di controllo interno ivi incluse quelle di revisione interna, di conformità alle norme e di gestione dei rischi, previste da disposizioni legislative o regolamentari, previo parere del Collegio Sindacale. assicura inoltre che la politica di remunerazione sia adeguatamente documentata e accessibile all interno della struttura aziendale. Il Direttore Generale e/o l Amministratore Delegato è competente a proporre al Consiglio di Amministrazione: le politiche di remunerazione relative ai dipendenti e ai collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato quali i promotori Finanziari entro il mese di dicembre di ogni anno, unitamente all approvazione del budget di esercizio, le decisioni concernenti le eventuali proposte di revisione retributiva dei dipendenti, contenente un analitica indicazione qualitativa oltre che quantitativa delle ragioni sottostanti ad ogni proposta. Garantisce, inoltre, l attuazione operativa delle politiche di remunerazione decise dal Consiglio di Amministrazione su delega dell Assemblea Ordinaria dei Soci. Le Funzioni di controllo interno della società collaborano, ciascuna secondo le rispettive competenze, per assicurare l'adeguatezza e la rispondenza alla presente normativa delle politiche e delle prassi di remunerazione adottate e il loro corretto funzionamento. Le Politiche di Remunerazione sono state approvate da parte del Consiglio di Amministrazione in data 29 gennaio 2013, su proposta del Direttore Generale e dall Assemblea dei Soci della SIM in data 30 Gennaio Modalità attraverso cui è assicurato il collegamento tra la remunerazione e i risultati Le politiche di remunerazione ed incentivazione della SIM si ispirano ai seguenti principi: a. allineamento dei comportamenti dei dipendenti con gli interessi degli azionisti, gli obiettivi aziendali e le strategie di medio e lungo periodo, nell ambito di un quadro di regole di riferimento indirizzate ad un corretto controllo dei rischi aziendali, attuali e prospettici; b. riconoscimento del merito, al fine di assicurare un accentuato collegamento tra la total compensation del personale e la prestazione fornita, attraverso: la flessibilità retributiva da realizzarsi mediante il ricorso alla componente variabile della retribuzione legata ai risultati raggiunti; l attenzione alle risorse chiave e di alta qualità, destinatarie di target retributivi coerenti con il mercato di riferimento al fine di attrarre e mantenere le migliori risorse all interno della Società; c. equità interna, al fine di stimolare comportamenti virtuosi e armonizzare i trattamenti 15
16 retributivi del personale a seconda dei ruoli e delle responsabilità individuali; d. sostenibilità, al fine di contenere gli oneri derivanti dall applicazione della policy entro valori compatibili con gli obiettivi del Piano Industriale; e. rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari nazionali ed europee nonché dei codici di autodisciplina interni adottati dalla Società. Caratteristiche di maggior rilievo del sistema di remunerazione Di seguito si riepilogano gli elementi principali della struttura remunerativa per ruolo aziendale. A tutti i membri del Consiglio di Amministrazione senza deleghe compete un gettone di presenza, inclusivo delle spese, stabilito dall Assemblea ordinaria dei Soci all atto della loro nomina. Per i Consiglieri delegati ed il Presidente in considerazione degli incarichi e delle relative responsabilità, viene riconosciuto dal Consiglio di Amministrazione, negli eventuali limiti fissati dall Assemblea, un ulteriore importo, in misura fissa su base annua, per ciascuno degli esercizi di nomina. Per costoro è anche possibile prevedere il riconoscimento di emolumenti variabili. A favore degli Amministratori è prevista la stipula di una polizza di assicurazione per la responsabilità civile (c.d. polizza D&O ). Ai Sindaci spetta l emolumento stabilito dall Assemblea all atto delle loro nomina per tutto il periodo di carica. A favore dei Sindaci è prevista la stipula di una polizza di assicurazione per la responsabilità civile (c.d. polizza D&O ). Le caratteristiche del sistema retributivo dei componenti dell organo di controllo predeterminato e invariabile costituiscono una garanzia dell indipendenza del loro operato, la cui diligenza non deve essere funzionale all aspettativa di un incremento della remunerazione in dipendenza dei risultati conseguiti dall azienda. La retribuzione del personale dipendente si articola in: a) componente fissa, definita sulla base dell inquadramento contrattuale, del ruolo ricoperto, delle eventuali responsabilità assegnate, della particolare esperienza e competenza maturata dal dipendente, comprensiva di eventuali indennità ; b) componente variabile, collegata alle prestazioni fornite dal personale e simmetrica rispetto ai risultati di breve e lungo termine effettivamente conseguiti e composta da specifici sistemi di incentivazione. Possono essere previsti eventuali benefit ad personam extracontrattuali, quali polizze sanitarie ed assicurazioni vita/infortuni. I trattamenti retributivi del personale sono oggetto di revisione periodica, al fine di verificarne il costante allineamento rispetto all evoluzione della situazione interna e del mercato, tenendo altresì in considerazione gli esiti del processo di valutazione delle prestazioni. La SIM ha inoltre condotto l attività di autovalutazione al fine di identificare il personale più rilevante, cioè quelle categorie la cui attività professionale può avere un impatto rilevante sul profilo di rischio della stessa. Di seguito si riportano i soggetti che sono stati ricompresi in tale categoria: 16
17 Amministratori con incarichi esecutivi Direttore Generale responsabili e personale di livello più elevato delle funzioni di controllo interno; altri soggetti che, individualmente o collettivamente (es. comitati per la concessione di crediti, tavoli operativi per la gestione di portafogli), assumono rischi in modo significativo ( altri ris ta ers ). Criteri di determinazione della componente variabile L incidenza della componente variabile rispetto a quella fissa e la quota di retribuzione variabile oggetto di differimento nel tempo vengono riviste periodicamente per le differenti categorie di personale. Eventuali deroghe, di competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione, possono essere autorizzate solo in casi eccezionali. Le logiche dei sistemi di incentivazione ideati e applicati in azienda sono così riassumibili: - Area Mercati: l attribuzione dei premi valorizza i risultati di squadra, opportunamente temperati per tenere in debito conto il merito individuale; - Area Wealth Management: il riconoscimento è dato prioritariamente dal merito individuale, considerati anche elementi di carattere qualitativo-comportamentale, contenuti nei principi generali di seguito indicati; - Promotori Finanziari: ferme restando le specificità strettamente correlate al mandato di agenzia (remunerazione attraverso provvigioni) che contraddistingue il relativo rapporto con la società, i promotori finanziari possono beneficiare anche di incentivazioni annuali che, considerati adeguati indicatori di natura qualitativa, sono correlate al livello di raggiungimento degli obiettivi commerciali definiti a sostegno dei target aziendali di crescita, sostenibilità e redditività; - Funzioni di governo (Direzioni Generale-Staff-Operations): l attribuzione degli incentivi è collegata ai risultati complessivi della Società. La società si riserva di attivare meccanismi di claw-back, ovvero di restituzione di premi già corrisposti così come richiesto dalla normativa, nell ambito delle iniziative e provvedimenti disciplinari previsti a fronte di comportamenti fraudolenti o di colpa grave del personale, tenendo altresì conto dei profili di natura legale, contributiva e fiscale in materia. La componente variabile viene riconosciuta solo se il bilancio di esercizio è in utile e, più in generale, la situazione patrimoniale e finanziaria della Società lo consente; purtuttavia sulle singole aree di business a fronte del raggiungimento di risultati particolarmente significativi, il Consiglio di Amministrazione può determinare, su proposta del Direttore Generale, l eventuale erogazione del bonus per ragioni di opportunità strategico e di retention delle figure chiave. L erogazione dei bonus è sempre subordinata al rispetto, da parte dei percettori, delle norme di legge, di contratto e delle policy interne approvate dalla SIM. Violazioni di tali principi porteranno ad una riduzione degli eventuali premi sino, nei casi più gravi, al loro azzeramento. Gli obiettivi assegnati devono essere tali, sia sotto il profilo quantitativo, sia sotto il profilo 17
18 qualitativo, da poter essere raggiunti senza che ciò implichi per gli assegnatari l assunzione di rischi eccessivi; in ogni caso il bonus non potrà, superare il 100% della retribuzione fissa/ricorrente del percettore, fatte salve eccezioni di volta in volta valutate e comunque subordinate a criteri particolarmente prudenziali e nel rispetto della normativa, approvate dal Consiglio di Amministrazione e portate a conoscenza dell Assemblea e del Collegio Sindacale. I premi maturati saranno erogati unitamente alle competenze del mese successivo a quello di approvazione del bilancio dell esercizio di riferimento e subordinatamente alla presenza in azienda del percettore alla data di liquidazione del premio; nel caso in cui il premio maturato risulti superiore al 50% della retribuzione fissa del percettore, la parte eccedente il 50% dovrà essere liquidata nel corso del secondo anno successivo a quello di riferimento (quindi la quota del premio 2013 eccedente il 50% della Ral verrà liquidato nel corso del 2015). Informativa quantitativa (b) Di seguito si precisa, in forma tabellare, il valore aggregato delle componenti fisse e variabili della retribuzione riferita alle diverse categorie di percettori. L informativa è resa nel rispetto dei principi in materia di protezione dei dati personali e in attuazione del principio di proporzionalità di cui alle menzionate Disposizioni. Aree di attività N. addetti Remunerazione Complessiva ( ) Componente fissa ( ) Componente Variabile/ Incentivante Organo con funzione di supervisione strategica Non rilevata Organo con funzione di controllo Non rilevata Direzione Generale (*) Non rilevata Area Wealth Management Non rilevata Area Operations Non rilevata Area Mercati % Promotori Non rilevata Categoria N. addetti Remunerazione Complessiva ( ) Componente fissa ( ) Componente Variabile/ Incentivante Personale più rilevante (*) % Si precisa che le componenti variabili corrisposte alle categorie di soggetti sopra indicati sono state erogate in contanti. Si precisa, inoltre, che gli importi della parte variabile non sono stati soggetti a differimento temporale nella corresponsione. Con riguardo al personale più rilevante si informa che durante l esercizio 2013 non sono stati effettuati pagamenti per emolumenti in occasione dell instaurazione del rapporto di lavoro, mentre sono stati erogati emolumenti in occasione della cessazione del rapporto di lavoro per Euro (*). 18
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