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Timestamp: 2018-01-21 04:45:38+00:00
Document Index: 116602727

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 107', 'art. 73', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 104', 'art. 1', 'art. 107', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 72', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 72', 'art. 38', 'art. 96', 'art. 72', 'art. 72', 'art. 96', 'art. 15', 'art. 13', 'art. 72']

Consorzio tutela vini Emilia – Strade dei vini
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V.le Virgilio, 55 - 41123 Modena
DM 73546 del 06/10/2014
G.U. n. 252 del29/10/2014
CONSORZIO TUTELA VINI EMILIA -
Viale Virgilio, 55 -
Tel.: +39 059 208610 -
Fax: +39 059 208616 -
Riconoscimento del Consorzio tutela vini Emilia e attribuzione dell'incarico a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi di cui all'articolo 17, comma 1 e 4, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61 per la IGT «Emilia». (14A08209)
(GU n.252 del 29-10-2014)
Visto il decreto legislativo dell'8 aprile 2010, n. 61 recante tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, in attuazione dell'art. 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88;
Visto in particolare l'art. 17 del decreto legislativo dell'8 aprile 2010, n. 61 relativo ai consorzi di tutela per le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche dei vini;
Visto il decreto dipartimentale del 12 maggio 2010 recante disposizioni generali in materia di verifica delle attivita' attribuite ai consorzi di tutela ai sensi dell'art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 e dell'art. 17 del decreto legislativo dell'8 aprile 2010, n. 61;
Visto il decreto ministeriale 7 novembre 2012 recante la procedura a livello nazionale per la presentazione e l'esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi del Regolamento (CE) n. 1234/2007 e del decreto legislativo dell'8 aprile 2010, n. 61;
Vista l'istanza presentata il 25 luglio 2001 dal Consorzio tutela vini Emilia con sede legale in Modena, Viale Virgilio n. 55, intesa ad ottenere il riconoscimento ai sensi dell'art. 17 comma 1 del decreto legislativo n. 61/2010 e il conferimento dell'incarico di cui al comma 4 del citato art. 17 per la IGT «Emilia»;
Considerato che la IGT «Emilia» e' stata riconosciuta a livello nazionale ai sensi della legge 164/1992 e del decreto legislativo n. 61/2010 e, pertanto, e' una indicazione geografica protetta ai sensi dell'art. 107 del citato Regolamento (UE) n. 1308/2013 e dell'art. 73 del Regolamento (CE) n. 607/2009;
Verificata la conformita' dello statuto del Consorzio tutela vini Emilia alle prescrizioni di cui al citato decreto ministeriale 16 dicembre 2010;
Considerato che il Consorzio tutela vini Emilia ha dimostrato la rappresentativita' di cui al comma 1 e 4 del decreto legislativo n. 61/2010 per la IGT «Emilia». Tale verifica e' stata eseguita sulla base delle attestazioni rilasciate dall'organismo di controllo, Valoritalia S.r.l., con nota prot. n. 26460/2014 del 29 settembre 2014, autorizzato a svolgere le attivita' di controllo sulla indicazione geografica «Emilia»;
Ritenuto pertanto necessario procedere al riconoscimento del Consorzio tutela vini Emilia, ai sensi dell'art. 17, comma 1 del decreto legislativo n. 61/2010, ed al conferimento dell'incarico di cui al comma 4 del citato art. 17 del decreto legislativo n. 61/2010 a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi alla IGT «Emilia»;
1.Il Consorzio tutela vini Emilia e' riconosciuto ai sensi dell'art. 17, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61 ed e' incaricato di svolgere le funzioni previste dal comma 1 e dal comma 4 del citato art. 17 per la IGT «Emilia», iscritta nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette dei vini di cui all'art. 104 del Regolamento (UE) n. 1308/2013.
1. Lo statuto del Consorzio tutela vini Emilia, con sede legale in Modena, Viale Virgilio n. 55, e' conforme alle prescrizioni di cui al decreto ministeriale 16 dicembre 2010, recante disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini.
2. Gli atti del Consorzio, dotati di rilevanza esterna, contengono gli estremi del presente decreto di riconoscimento sia al fine di distinguerlo da altri enti, anche non consortili, aventi quale scopo sociale la tutela dei propri associati, sia per rendere evidente che lo stesso e' l'unico soggetto incaricato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali allo svolgimento delle funzioni di cui al comma 1 per la indicazione geografica «Emilia».
1. Il Consorzio tutela vini Emilia non puo' modificare il proprio statuto e gli eventuali regolamenti interni senza il preventivo assenso del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
3. L'incarico di cui al citato art. 1 del presente decreto e' automaticamente revocato qualora la Commissione europea decida la cancellazione della protezione per la indicazione geografica «Emilia», ai sensi dell'art. 107, comma 3, del Regolamento (UE) n. 1308/2023.
Visto il decreto ministeriale 23 dicembre 2015, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 4 del 7 gennaio 2016, concernente aspetti procedurali per il rilascio ai soggetti interessati dell'autorizzazione per l'etichettatura transitoria dei vini DOP e IGP, ai sensi dell'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009 e dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Visto il decreto ministeriale 30 novembre 2011, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 295 del 20 dicembre 2011, concernente l'approvazione dei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP consolidati con le modifiche introdotte per conformare gli stessi alla previsione degli elementi di cui all'art. 118-quater, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007 e l'approvazione dei relativi fascicoli tecnici ai fini dell'inoltro alla Commissione UE ai sensi dell'art. 118-vicies, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 1234/2007, ivi compreso il disciplinare consolidato ed il relativo fascicolo tecnico della IGT «Emilia» o «dell'Emilia»;
Vista l'istanza pervenuta dal Consorzio tutela vini Emilia, con sede in Modena, con la quale, conseguentemente alla presentazione della domanda di protezione della DOP dei vini «Pignoletto», e' stata richiesta la modifica del disciplinare di produzione della IGT «Emilia» o «dell'Emilia», nel rispetto della procedura prevista dal citato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Visto il provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, pubblicato sul sito internet del Ministero - Sezione prodotti DOP e IGP - Vini DOP e IGP, concernente la pubblicazione della proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica tipica dei vini «Emilia» o «dell'Emilia» e del relativo documento unico, a conclusione della procedura nazionale preliminare della relativa richiesta, e la trasmissione alla Commissione UE della medesima richiesta;
Vista la richiesta datata 21 aprile 2016 presentata a questo Ministero dal citato Consorzio tutela vini Emilia, ai sensi dell'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009 e dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012, a seguito della presentazione alla Commissione UE della proposta di modifica del disciplinare e del relativo documento unico riepilogativo del disciplinare di cui al citato provvedimento 29 agosto 2014, intesa ad ottenere l'autorizzazione nazionale transitoria di etichettatura dei vini a IGT «Emilia» o «dell'Emilia», relativamente ai prodotti ottenuti in conformita' alle modifiche inserite nella predetta proposta di modifica del disciplinare;
Vista la nota n. PG/2016/316749 del 29 aprile 2016 con la quale la Regione Emilia-Romagna ha espresso parere favorevole all'accoglimento della richiesta di autorizzazione all'etichettatura temporanea in questione, ai fini dell'intesa di cui all'art. 13 del richiamato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Ritenuto, pertanto, che sussistono i presupposti giuridici e le condizioni per accogliere la predetta richiesta di autorizzazione all'etichettatura temporanea per i vini IGT «Emilia» o «dell'Emilia», prodotti in conformita' alla proposta di modifica del disciplinare di cui al richiamato provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, rendendo altresi' applicabili le disposizioni di etichettatura temporanea in questione per le produzioni derivanti dalla campagna vendemmiale 2016/2017;
1. Ai sensi dell'art. 13 del decreto ministeriale 7 novembre 2012 richiamato in premessa e' autorizzata l'etichettatura transitoria di cui all'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009 nei riguardi delle produzioni dei vini a IGT «Emilia» o «dell'Emilia», ottenute in conformita' all'allegata proposta di modifica del relativo disciplinare di produzione, cosi' come definita e pubblicata con il provvedimento ministeriale 29 agosto 2014 richiamato in premessa.
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' in capo al Consorzio tutela vini Emilia, con sede in Modena, in qualita' di soggetto richiedente ai sensi dell'art. 13 del richiamato decreto ministeriale 7 novembre 2012 e questo Ministero e la Regione Emilia-Romagna sono esonerati da qualunque responsabilita' presente e futura conseguente al mancato accoglimento della domanda di modifica del disciplinare della IGT «Emilia» o «dell'Emilia» in questione da parte della Commissione UE. Tale responsabilita' resta in capo al citato Consorzio tutela vini Emilia e, qualora si verificasse il predetto non accoglimento della richiesta, i vini etichettati in applicazione del paragrafo 1 devono essere ritirati dal mercato, oppure rietichettati, in conformita' alle disposizioni di cui al capo IV del regolamento (CE) n. 607/2009.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 e' riferita all'unico disciplinare di produzione della IGT «Emilia» o «dell'Emilia», cosi' come risulta dalla proposta di modifica approvata con il citato provvedimento ministeriale 29 agosto 2014, ed entra in vigore dalla data di pubblicazione del presente decreto ed e' applicabile per le produzioni provenienti dalla campagna vendemmiale 2016/2017.
Proposta di modifica del disciplinare di produzione consolidato della IGP dei vini "Emilia" o "dell'Emilia" di cui al provvedimento
5-7-2016 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 155
Proposta di modifica del disciplinare di produzione consolidato della IGP dei vini "Emilia" o "dell'Emilia" di cui al provvedimento ministeriale del 29 agosto 2014.
La indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» accompagnata o meno dalle
specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti parzialmente
fermentati e ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
La indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» è riservata ai seguenti vini:
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» bianchi, rossi e rosati, devono
idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, iscritti nel registro nazionale delle varietà
di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°
242 del 14 ottobre 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente
L'indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» con la specificazione di uno dei seguenti
vitigni: Alionza, Ancellotta o Lancellotta, Barbera, Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon,
Chardonnay, Fortana, Lambrusco, Malvasia di Candia Aromatica, Malbo gentile, Malvasia bianca
di Candia, Marzemino, Merlot, Montù, PignolettoGrechetto gentile, Pinot bianco, Pinot grigio,
Pinot nero, Riesling italico, Sangiovese, Sauvignon, Trebbiano è riservata ai vini ottenuti da uve
provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, come di seguito indicati:
Alionza.
Vitigni: Alionza, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna fino ad un
Ancellotta o Lancellotta.
Vitigni: Ancellotta o Lancellotta nella misura minima dell'85%.
Possono concorrere uve a bacca nera non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione
per la regione Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%.
Vitigni: Barbera, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Vitigni: Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, da soli o congiuntamente, nella misura minima
dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla
coltivazione per la regione Emilia-Romagna fino ad un massimo del 15%.
Vitigni: Cabernet Sauvignon nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera
non aromatiche provenienti da vigneti idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino
Vitigni: Cabernet Franc, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino ad
Vitigni: Chardonnay, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
Vitigni: Fortana, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Vitigni: Lambrusco Salamino, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Marani,
Lambrusco Maestri, Lambrusco Montericco, Lambrusco Viadanese, Lambrusco Oliva, da soli o
congiuntamente, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Lambrusco vinificato in bianco.
Vitigni: Malbo Gentile, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Vitigni: Malvasia di Candia aromatica, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a
bacca bianca non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione EmiliaRomagna, fino ad un massimo del 15%.
Vitigni: Malvasia bianca di Candia, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca
bianca non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione EmiliaRomagna, fino ad un massimo del 15%.
Marzemino in misura non inferiore all'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non aromatiche
provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino ad un massimo
Vitigni: Merlot, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Vitigni: Montù, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
PignolettoGrechetto gentile.
Vitigni: Pignoletto bologneseGrechetto gentile, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere
uve a bacca bianca non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la regione
Vitigni: Pinot grigio, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
Vitigni: Pinot bianco, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
Vitigni: Pinot nero, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Riesling italico.
Vitigni: Riesling italico, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
Vitigni: Sangiovese, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca nera non
Vitigni: Sauvignon, nella misura minima dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non
Vitigni: Trebbiano romagnolo, Trebbiano toscano, da soli o congiuntamente, nella misura minima
dell'85%. Possono concorrere uve a bacca bianca non aromatiche provenienti da vitigni idonei alla
coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» con la specificazione di uno dei
vitigni di cui al presente articolo possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante, con
esclusione dei vitigni Pinot grigio, Pinot nero, Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon,
Merlot, Riesling italico e Sangiovese.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» con la specificazione del vitigno
lambrusco, se immessi al consumo in contenitori di capacità inferiore a 6 litri, possono essere
prodotti solo nella tipologia frizzante.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia», con la specificazione di un vitigno
a bacca nera, possono essere prodotti anche nella tipologia novello.
Per i vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia», con o senza il nome del
vitigno, nella tipologia frizzante è vietata la gassificazione artificiale.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» prodotti nella tipologia frizzante
sono soggetti alle disposizioni di cui al decreto ministeriale 29 luglio 2004 (Gazzetta Ufficiale n.
238 del 9 ottobre 2004).
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei mosti e dei vini di cui
all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale e
non deve essere superiore per i vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia»: nelle
tipologie bianco, rosso e rosato a tonnellate 29, e per le tipologie con le specificazioni di vitigno a
quelle di seguito riportate:
Alionza tonnellate 26;
Ancellotta o Lancellotta tonnellate 26;
Barbera tonnellate 21;
Cabernet tonnellate 21;
Cabernet Franc tonnellate 21;
Cabernet Sauvignon tonnellate 20;
Chardonnay tonnellate 23;
Fortana tonnellate 29;
Lambruschi tonnellate 29;
Malbo Gentile tonnellate 20;
Malvasia di Candia aromatica tonnellate 24;
Malvasia bianca tonnellate 20;
Marzemino tonnellate 20;
Merlot tonnellate 20;
Montù tonnellate 29;
Pignoletto Grechetto gentile tonnellate 26;
Pinot bianco tonnellate 26;
Pinot grigio tonnellate 20;
Pinot nero tonnellate 20;
Riesling italico tonnellate 20;
Sangiovese tonnellate 21;
Sauvignon tonnellate 23;
Trebbiano tonnellate 29.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia»
devono assicurare ai vini il seguente titolo alcolometrico volumico naturale minimo:
Bianco 8,50 % vol.;
Rosso 8,50% vol.;
Rosato 8,50% vol.;
Alionza 8,50%;
Ancellotta o Lancellotta 8,50%;
Barbera 8,50%;
Cabernet 8,50%;
Cabernet Franc 8,50%;
Cabernet Sauvignon 8,50%;
Chardonnay 8,50%;
Fortana 8,50%;
Lambrusco 8,50%;
Malbo Gentile 8,50%;
Malvasia di Candia aromatica 8,50%;
Malvasia bianca 8,50%;
Marzemino 8,50%;
Merlot 8,50%;
Montù 8,50%;
Pignoletto Grechetto gentile 8,50%;
Pinot bianco 8,50%;
Pinot grigio 8,50%;
Pinot nero 8,50%;
Riesling italico 8,50%;
Sangiovese 8,50%;
Sauvignon 8,50%;
Trebbiano 8,50%.
È consentito l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale mediante la pratica
dell'arricchimento da effettuarsi nei limiti e con le modalità previste dalla normativa comunitaria.
Le operazioni di arricchimento da effettuarsi in un'unica fase, devono essere annotate negli appositi
registri e documenti e non devono determinare alcun aumento quantitativo del prodotto finito.
uve delimitata all'art. 3.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%
per tutti i tipi di vino.
Qualora venga superato detto limite, tutto il prodotto perde il diritto ad utilizzare la indicazione
È consentita a favore dei vini da tavola ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia»
l'aggiunta di mosti e vini provenienti anche da terreni situati al di fuori della zona di produzione
delimitata dal precedente art. 3 nella misura non eccedente il limite del 15%.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia», o «dell'Emilia» possono essere sottoposti anche ad
un periodo di invecchiamento in recipienti di legno.
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia», con o senza la specificazione del
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici
totali minimi:
«Emilia» o «dell'Emilia» bianco 10,00%;
«Emilia» o «dell'Emilia» rosso 10,00%;
«Emilia» o «dell'Emilia» rosato 10,00%;
«Emilia» o «dell'Emilia» novello 11,00%;
Alionza 10,00%;
Ancellotta o Lancellotta 10,00%;
Barbera 10,00%;
Cabernet 10,00%;
Cabernet Franc 10,00%;
Cabernet Sauvignon 10,00%;
Chardonnay 10,00%;
Fortana 10,00%;
Lambrusco 10,00%;
Malvasia di Candia aromatica 10,00%;
Malvasia bianca 10,00%;
Malbo Gentile 10,00%;
Marzemino 10,00%;
Merlot 10,00%;
Montù 10,00%;
Pignoletto Grechetto gentile 10,00%;
Pinot bianco 10,00%;
Pinot grigio 10,00%;
Pinot nero 10,00%;
Riesling italico 10,00%;
Sangiovese 10,00%;
Sauvignon 10,00%;
Trebbiano 10,00%.
In particolare, i vini afferenti all'Indicazione Geografica Tipica "Emilia" o "dell'Emilia" presentano
odore: di buona intensità, con sentori floreali e/o fruttati prevalenti a seconda della composizione
varietale e dell'ambiente di coltivazione;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e fruttati diversamente composti a seconda della
composizione varietale, ma sostanzialmente freschi;
odore: vinoso, con note fruttate più o meno mature che talora si accompagnano a note floreali, più
spesso di viola, e a note speziate, a seconda della composizione varietale e dell'areale di
"Emilia" o "dell'Emilia" con indicazione di vitigno a bacca bianca (anche nella tipologia frizzante)
odore: di buona intensità, con una variegata gamma di sentori floreali e/o fruttati variabili in
composizione ed intensità a seconda del vitigno e dell'ambiente di coltivazione; i vini con
l'indicazione di vitigno "Malvasia" e "Malvasia bianca" possono presentare note aromatiche più o
meno spiccate;
"Emilia" o "dell'Emilia" con indicazione di vitigno a bacca nera (anche nella tipologia frizzante)
spesso di viola, e a note speziate, a seconda del vitigno e dell'areale di coltivazione;
sapore: da secco a dolce, più o meno morbido e più o meno fresco a seconda delle tipologie, di
buona sapidità e pienezza;
"Emilia" o "dell'Emilia" novello, con indicazione di vitigno a bacca nera
colore: rosso rubino brillante, più o meno intenso e con riflessi dal rosso al violetto a seconda del
Per tutte le tipologie, in cui é stato effettuato l'affinamento in fusti di legno, può notarsi la presenza
All'indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra,
fine, scelto, selezionato, superiore e similari. È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano
riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati purchè non abbiano significato laudativo e non
siano tali da trarre in inganno il consumatore.
Ai sensi dell'art. 14, comma 4 del dlgs 8 aprile 2010, n. 61 l'indicazione geografica tipica «Emilia»
o «dell'Emilia» può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti
coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3, ed iscritti nello schedario viticolo
a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi,
I vini ad indicazione geografica tipica «Emilia» o «dell'Emilia» possono essere immessi al consumo
nei contenitori previsti dalla normativa vigente. Qualora siano confezionati in bottiglie di vetro,
possono essere presentati con qualsiasi tipo di chiusura, compreso il tappo a fungo ancorato a
gabbietta metallica tradizionalmente usato nella zona di produzione.
La zona geografica relativa all'indicazione geografica tipica "Emilia" o "dell'Emilia", interessa
gran parte della regione Emilia-Romagna ad eccezione dell'area sud-orientale, che lambisce il Mare
La zona delimitata, che, a partire dall'estremità ovest, interessa sei provincie, comprende paesaggi
molto diversi, ripartiti quasi egualmente tra ambienti di pianura e di rilievo appenninico. Tale zona
presenta caratteri di uniformità negli aspetti pedoclimatici vista la comune origine. la giacitura e
l'esposizione dei terreni. Il clima nelle sue varie espressioni ha uniformato il passaggio e di
conseguenza, le colture, tanto che i vitigni che compongono la base ampelografica dei vini a
Indicazione Geografica Tipica "EMILIA" sono allevati e coltivati con tecniche sostanzialmente
omogenee in tutta la zona
La pianura, con un'altitudine tipicamente compresa tra i 2 ed i 70 m s.l.m., occupa un'area continua
dal fiume Po alla costa adriatica, e fino agli ampi fondovalli appenninici, dove si raggiungono quote
anche di 150 m s.l.m. Nella piana pedemontana e nella piana alluvionale a crescita verticale, i
sedimenti provengono principalmente dai fiumi e torrenti appenninici; sono invece di pertinenza del
fiume Po i sedimenti della pianura a meandri e della pianura deltizia.
Il rilievo appenninico interessa un'area continua che si estende dalle prime colline fino al crinale
appenninico, compresa una area di pianura di transizione, morfologicamente mossa, quasi assente
nella zona sud est della regione esclusa dalla delineazione. Le quote variano da 100 a 2.200 metri,
ma il vigneto interessa prevalentemente quote inferiori ai 600 metri. Predominano le rocce
sedimentarie, con litotipi molto vari (arenarie, argille, calcari, gessi, sabbie, conglomerati). I suoli
sono distribuiti secondo mosaici complessi, per la varietà dei fattori orografici locali, e dei
condizionamenti dovuti ai processi morfogenetici, per la complessità dell'assetto geologico
strutturale e della distribuzione dei litotipi, per la diversità del clima, della vegetazione, e
dell'intervento umano.
A seconda della zona, in relazione ai vitigni coltivati e alla tradizione viticola ed enologica, il
vigneto è presente a differenti altitudini, a partire dalla pianura; l'area meno vitata risulta quella
dell'alto appennino, caratterizzato da climi eccessivamente freddi.
Il regime delle temperature dell'area è caratterizzato da un'elevata variabilità, passando dal
temperato sub continentale (più importante relativamente all'area vitata) al temperato fresco.
Le precipitazioni variano da 600 a 800 mm annui, concentrate maggiormente nel periodo autunnale
e secondariamente primaverile. Le piovosità minime sono localizzati nell'area nord-orientale, nella
zona deltilizia del Po, dove si rende evidente anche l'influenza del mare.
Le condizioni di deficit idrico avvengono principalmente nel periodo estivo, attenuate dall'elevata
umidità relativa dell'aria e dalle dotazioni idriche superficiali. Salendo di altitudine la piovosità
aumenta, variando da circa 800 m (margine appenninico prospiciente la pianura) ad oltre i 2.000
mm dell'alto appennino, parallelamente ad un aumento dei giorni di pioggia. Il bilancio
idroclimatico segue il medesimo andamento della piovosità con valori variabili da circa -400 mm
della pianura più interna fino a raggiungere lo 0 sul medio Appennino e valori positivi a maggiori
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Emilia".
Il vigneto emiliano vanta origini antichissime, essendosi rinvenuti semi di uva risalenti al periodo
dell'età del ferro in diverse stazioni terramaricole presenti sul territorio. I Lambruschi sono i vitigni
più antichi della regione, sicuramente di origine etrusca e in ogni caso geneticamente più prossimi
alla vite selvatica, dalla quale sono stati selezionati
Sul territorio delimitato hanno impiantato viti i paleoliguri, gli etruschi, i romani, influenzati anche
dalla presenza di popolazioni celtiche. Ai diversi influssi si deve la diffusione dell'arbustum
gallicum, forma maritata a tutori vivi, più alta e adatta ad ambienti fertili di pianura, e la vinea
characatae, forma d'allevamento bassa, di origine greca, idonea per aree collinari. Successivamente
diversi autori romani, citano ed elogiano la diffusione della viticoltura emiliana che prospera e dà
Lo sviluppo della viticoltura prosegue durante l'epoca medioevale grazie all'operosità dei villani e
dei monaci-agresti della zona. Pier de Crescenzi nel 1300, riporta una trentina di varietà di viti e
vini, prodotti in Emilia, dalla pianura i monti, tra cui il Trebbiano, il Pignoletto Grechetto gentile
("Pignuolo") e le lambrusche.
Interessante la testimonianza storica di come la viticoltura e i relativi prodotti enologici si siano
sviluppati fin dal XIV secolo dalle terre più basse di pianura, alla più alta collina, come cita il Pier
de Crescenzi:" Ed è d'un'altra spezie, la quale è detta duracla, la quale è molto nera ed ha i
granelli lunghi, e fa vino molto nero e buono nelle terre umide e acquose, ma né monti e nei luoghi
secchi non si rallegra: e questa sopra tutte le altre spezie è eletta a Ferrara: ed è un'altra spezie, la
quale è detta gmaresta, e non è molto nera ed ha il granello lungo, e perde anzi la maturità tutte le
foglie, e in sapore è agra e acetosa, mezzanamente fruttifera, e fa grappoli rari e vino ottimo e ben
servabile. E questa uva non è manicata né dagli uccelli, né da cani, né dagli uomini volentieri: e di
questa è trovata molta nelle parti dè monti di Bologna."
La rinomanza dei vini emiliani si è poi diffusa attraverso i secoli, sia nella produzione di vini frizzanti,
che di vini fermi, rossi e bianchi e anche di vini liquorosi o passiti, come emerge da diverse
esposizioni internazionali di vini (si citi ad esempio il Catalogo nazionale dell'esposizione italiana
del 1861), fino ad approdare ad una ufficializzazione con la nascita delle denominazioni di origine.
Nel 1925, Norberto Marzotto erige un'interessante lista delle uve coltivate nelle diverse provincie
emiliane in cui figurano tutte le varietà delle tipologie specificate nell'articolo 2, comprese alcune
molto locali come Spergola, Moscato, Fogarina e Termarina; non sono citate varietà internazionali,
non considerate dall'autore, ma egualmente diffuse sul territorio.
All'inizio degli anni cinquanta la vitivinicoltura della zona ritrova slancio e vitalità economica
grazie ai consistenti e significativi risultati commerciali che hanno reso possibile una larga
diffusione dei vini IGT "Emilia" in particolare quelli abbinati ai vitigni "Lambrusco", "Malvasia",
"Pignoletto""Grechetto gentile", "Trebbiano". Nel 1967, nel territorio considerato, sono approvate
tre denominazioni d'origine controllata, che raggiungono la decina nel decennio successivo, a
conferma dell'elevata vocazionalità vinicola della zona.
Il 18-11-1995 il decreto ministeriale approva la costituzione dell'IGT "Emilia" o "Dell'Emilia" e
altri IGT i cui confini ricadono in parte o completamente all'interno della più ampia indicazione
Il potenziale complessivo viticolo dell'area delimitata è elevato, essendo presenti nel 2000 (Istat)
ben 32.427 ha di vite.
La produzione di vino IGT "Emilia" prodotta da questi vigneti è negli anni sempre stata importante.
Nel 2009 (Osservatorio ISMEA-Mipaaf), con una produzione di uva di 1,3 milioni di quintali,
ottenuta da circa 6.300 ettari, si è affermata come la terza indicazione geografica nazionale per
importanza. Predominano i vini rossi sui bianchi:
Il fattore umano si rivela essenziale per l'indicazione geografica tipica, in riferimento:
- alla base ampelografica del vigneto: i vitigni sono quelli tradizionalmente coltivati nella
zona delimitata, di cui diversi autoctoni dell'area emiliana e diffusi solo localmente;
- alle tecniche agronomiche adottate: le forme d'allevamento, i sesti d'impianto sono quelle
storicamente evolutesi nella zona, volte a contenere le rese e ottenere le qualità previste dal
disciplinare; l'ambiente pedoclimatico favorisce un naturale accrescimento della vite, le imprese
hanno optato per forme di allevamento a cordone permanente con tralci ricadenti capaci di
contenere la vigoria delle piante, di consentire un'adeguata distribuzione spaziale delle gemme,
esprimere la potenzialità produttiva, permettere la captazione dell'energia radiante, assicurare
sufficiente aerazione e luminosità ai grappoli. Le forme di allevamento più diffuse sono il cordone
libero, il cordone speronato, il G.D.C., il guyot, il sylvoz. La densità d'impianto varia dai 2.500-
3.000 ceppi/ettaro nei terreni di pianura ai 3.000/4.000 ceppi/ettaro nei terreni del margine
appenninico e del basso appennino associati a calanchi. I portinnesti maggiormente utilizzati sono:
Kober5BB, SO4, 420A, 1103P.
- alle pratiche di elaborazione dei vini: tradizionalmente consolidate in zona per la produzione
di vini rossi e bianchi, fermi o frizzanti per le tipologie consentite dal disciplinare, nonché per la
produzione di vini passiti e novelli.
In generale l'Emilia è la patria dei vini frizzanti, frutto di una lunga tradizione locale, caratteristica
che accomuna i vini di pianura e di collina, da est a ovest della Regione, ma non mancano vini rossi
e bianchi fermi importanti, ottenuti per lo più in ambito collinare.
In particolare, tra i vini rossi varietali si distinguono vini tranquilli, equilibrati e fruttati come
Cabernet (Cabernet Franc e Sauvignon), Merlot, Pinot nero e Sangiovese, da vini a duplice
attitudine, fermo e frizzante, come Malbo Gentile, Marzemino, Ancellotta, Barbera e Perla dei Vivi,
da quelli più tipicamente frizzanti, di giusta acidità e profumati, come i vini IGT "Emilia"
Lambrusco, Fogarina e Fortana.
Tutti i vini bianchi sono prodotti sia nelle versioni fermo o frizzante, quest'ultima più diffusa, anche
con varietà aromatiche come Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco. La tradizionale
presenza di bollicine dei vini frizzanti partecipa all'equilibrio gustativo esaltando i profumi
I vini bianchi, sia da vitigni internazionali, come il Sauvignon o Chardonnay, che regionali o locali,
come il Pignoletto Grechetto gentile o il Montù, manifestano adeguati livelli di acidità, anche
malica, che esaltano i profumi varietali.
D'interesse la sapidità e la struttura manifestata nelle aree più vocate, soprattutto collinari, dove si
possono ottenere vini più strutturati e anche vini passiti, tradizionali della zona.
Nelle versioni novello dei vini IGT "Emilia", i sentori legati alla macerazione carbonica delle uve,
si legano ai caratteri sensoriali del vitigno e all'ambiente di coltivazione.
La zona geografica delimitata è un'area molto variabile, con caratteristiche che hanno portato a
diverse viticolture e all'insediamento di diversi vitigni, specifici per ogni zona.
Il vigneto "Emilia" è per circa il 60% localizzato in di pianura e il 38 % in collina; marginale la
montagna (Istat, 2000). I vini rispecchiano le due macrozone viticole dell'Emilia-Romagna, perché
la pianura produce vini più freschi e beverini, mentre la collina ha spesso vini più strutturati,
eleganti e persistenti all'olfatto e al gusto.
In generale le condizioni d'illuminazione e calore della zona geografica delimitata, in riferimento
all'area vitata, permettono alle uve di raggiungere un adeguato grado di maturazione. Le
sommatorie termiche più elevate si raggiungono in pianura con 2.400 gradi (Indice di Winkler), che
decrescono salendo di altitudine. Nell'area collinare, sono tradizionalmente vitate le aree con le
condizioni climatiche migliori, su versanti ben esposti o valli maggiormente protette da correnti di
aria fredda, dove si ottengono vini di elevato pregio. Più diffusa la viticoltura collinare nelle
Ad altitudini più elevate, dove il vigneto è più marginale, con suoli poco profondi, soggetti a intensi
fenomeni erosivi, trovano un ambiente particolarmente favorevole vitigni a ciclo breve.
Nell'area di pianura trovano le condizioni migliori varietà a maggiore richiesta di calore, come i
lambruschi, più diffusi nella parte centrale della regione, soprattutto nelle province di Reggio
Emilia e Modena, mentre l'area di margine e di basso Appennino, dove si incontrano i primi rilievi
collinari e le prime vallate, trovano le condizioni ideale un ampio gruppo di vitigni, da bianchi a
rossi, sia per la produzione di vini fermi che frizzanti, o anche passiti. Qui il carattere climatico
continentale è attenuato da una maggiore ventosità e precipitazioni, e i versanti e relativi suoli, più
Il clima sub continentale, garantisce una adeguata piovosità durante l'anno, mentre i fenomeni di
siccità estiva, sono mitigati in pianura dalla presenza di corsi d'acqua e terreni profondi e da una
migliore entità e distribuzione delle piogge in collina, rendendo tali ambienti favorevoli alla coltura
Non mancano fenomeni locali particolari, come ad esempio, in pianura, nei pressi di Ferrara, la
presenza di suoli deltilizi e della pianura costiera, con altitudini inferiori al livello del mare, ad
idromorfia poco profonda, ma la cui disponibilità idrica del suolo è contrastata da un bilancio
idroclimatico molto negativo; in questo ambiente è tradizionalmente diffusa la varietà Fortana.
In generale comunque, la presenza di elevate escursioni termiche tra notte e giorno nel periodo di
maturazione delle uve, abbinate a terreni prevalentemente sub alcalini o alcalini, a tessitura fine o
moderatamente fine, determinano l'ottenimento di vini profumati e dall'alto contenuto in polifenoli,
da cui derivano le caratteristiche organolettiche tipiche dei vini.
La viticoltura ed i prodotti enologici variano anche da ovest ad est, secondo la tradizione delle
singole zone. L'area di pianura è quella che produce la maggiore quantità di vino e comprende la
zona storica emiliana etrusca dei Lambruschi, una zona coltivata a Trebbiano e un'area particolare
della provincia di Ferrara, nei pressi della costa, dove predomina la Fortana. Nei colli, procedendo
da ovest verso est, si incontra la tradizione viticola greco romana dei colli di Piacenza, a cui sono
legati i vitigni Barbera, Croatina, e la tradizionale Malvasia di Candia aromatica che raggiunge
l'area delle colline di Parma e Reggio Emilia. Sui colli si diffondono molti altri vitigni,
internazionali o locali, tra cui si incontrano il Sauvignon, la Spergola, il Montuni e il
PignolettoGrechetto gentile, quest'ultimo molto diffuso nell'area di Bologna, unitamente ai rossi
alla base dei vini bordolesi Cabernet e Merlot. Ai confini est dell'area collinare troviamo anche lo
storico Sangiovese e l'Albana.
L'importanza della viticoltura di questa area viticola è ufficializzata dall'importante diffusione del
vigneto all'interno dell'area delimitata e dalle centinaia di migliaia di ettolitri di vino "Emilia"
prodotto e commercializzato ogni anno nel mondo.
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
16A04939
DECRETO 14 giugno 2016 .
Adeguamento del decreto 26 settembre 2014 di autorizzazione all'etichettatura transitoria dei vini DOCG «Colli Bolognesi Pignoletto» alle disposizioni del decreto 23 dicembre 2015.
E DELL' IPPICA
norme sulle denominazioni di origine, le indicazioni geogra fi che e le menzioni tradizionali nel settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 607/09 della Commissione, recante modalità di applicazione del regolamento
denominazioni di origine protette e le indicazioni geografi che protette, le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la
Visto, in particolare, l'art. 72, paragrafo 1, del citato regolamento (CE) n. 607/2009, ai sensi del quale a decorrere dalla data di presentazione alla Commissione UE della
domanda di protezione delle DOP o IGP dei vini, ovvero qualora si veri fi chino le condizioni di cui all'art. 38,
paragrafo 5, regolamento (CE) n. 479/2008 (attualmente
sostituito dall'art. 96, paragrafo 5 del regolamento (UE)
n. 1308/2013), i vini della relativa denominazione di origine o indicazione geogra fi ca possono essere etichettati in
conformità alle disposizioni di cui al capo IV del regolamento (CE) n. 607/2009, fatte salve le condizioni di cui al
paragrafo 2 dell'art. 72 del medesimo regolamento;
Ritenuto, che le disposizioni di etichettatura temporanea di cui all'art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009
sono applicabili anche nei confronti delle proposte di modi fi ca dei disciplinari DOP e IGP che comportano una o
più modi fi che al documento unico, per le quali, a conclusione della fase di procedura nazionale preliminare,
le relative domande sono inoltrate alla Commissione UE
(conformemente alle disposizioni di cui al citato art. 96,
paragrafo 5 del regolamento (UE) n. 1308/2013 relative
alle domande di protezione, applicabili per analogia alle
domande di modi fi ca dei disciplinari in questione);
geogra fi che dei vini, in attuazione dell'art. 15 della legge
Visto il decreto ministeriale 7 novembre 2012, recante la procedura a livello nazionale per la presentazione e
l'esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei
vini e di modi fi ca dei disciplinari, ai sensi del regolamento (CE) n. 1234/2007 e del decreto legislativo n. 61/2010;
Visto, in particolare, l'art. 13 del citato decreto ministeriale 7 novembre 2012, concernente le disposizioni nazionali transitorie di etichettatura, ai sensi del richiamato
art. 72 del regolamento (CE) n. 607/2009;
CANTINA DI S.CROCE SOCIETÀ AGRICOLA COOPERATIVA
Tel.059/664007 – Fax 059/664608
Tel.059/643071 – Fax 059/641911
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EMILIA WINE S.A.C.
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CHIARLI 1860 – PR.I.V.I. SRL
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CANTINA SETTECANI-CASTELVETRO SOCIETÀ AGRICOLA COOPERATIVA
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