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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 20']

Certiquality gennaio 2004 V.I.A. e Vas: elementi utili per la verifica di sistema di gestione ambientale I. Cavallotti Certiquality gennaio. - ppt scaricare
Certiquality 13-14 gennaio 2004 V.I.A. e Vas: elementi utili per la verifica di sistema di gestione ambientale I. Cavallotti Certiquality 13-14 gennaio.
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1 Certiquality 13-14 gennaio 2004
V.I.A. e Vas: elementi utili per la verifica di sistema di gestione ambientale I. Cavallotti Certiquality gennaio 2004
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V.I.A. NAZIONALE La procedura di V.I.A. nazionale, di competenza del Ministero dell'Ambiente, si applica alle opere indicate all' art. 1 del DPCM n.377/88 come modificato ed integrato dal d.p.r e ad altre che si sono aggiunte in epoca successiva a seguito della approvazione di specifiche normative settoriali. Certiquality gennaio 2004
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Modalità procedurali La procedura di VIA nazionale prevede le seguenti fasi: iniziativa e comunicazione del progetto e dello studio di impatto ambientale; pubblicazione e partecipazione dei cittadini; istruttoria tecnica; giudizio di compatibilità. Certiquality gennaio 2004
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V.I.A. Regionale Il d.p.r ha suddiviso le opere in due allegati - allegato A e allegato B -, individuando nel primo le opere da assoggettare a procedura di VIA regionale e nel secondo quelle da assoggettare a procedura di verifica di esclusione dalla procedura di VIA. Il d.p.r ha, inoltre, stabilito che l'ubicazione anche parziale in area naturale protetta (ai sensi della L. 394/91) delle opere comprese nei suddetti allegati comporta: la riduzione del 50% delle soglie dimensionali, qualora indicate per le opere soggette sia a VIA regionale che a Verifica; l'assoggettamento alla procedura di VIA regionale per le opere contenute nell'Allegato B. Certiquality gennaio 2004
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Modalità procedurali La procedura di VIA regionale prevede le seguenti fasi: comunicazione del progetto e dello studio di impatto ambientale; pubblicazione e partecipazione degli enti locali e dei cittadini; eventuale inchiesta pubblica; istruttoria tecnica; eventuale conferenza dei servizi; giudizio di compatibilità; pubblicizzazione degli esiti della procedura. Certiquality gennaio 2004
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Verifica La procedura di Verifica o screening è stata introdotta in Italia con il d.p.r "Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40 comma 1, della Legge n.146/1994, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale". Il d.p.r individua quale ambito di applicazione della procedura di Verifica l’elenco delle opere riportato all’ allegato B, purché non ubicate anche parzialmente in area naturale protetta (ai sensi della L. 394/91) . L’elenco di opere di all’ Allegato B del d.p.r è stato modificato e ampliato con due provvedimenti successivi: il d.p.c.m e il d.p.c.m Certiquality gennaio 2004
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Modalità procedurali La procedura di Verifica prevede le seguenti fasi: comunicazione del progetto e delle informazioni necessarie alla procedura di verifica; istruttoria tecnica; determinazione di esclusione dalla procedura di VIA; pubblicizzazione degli esiti della procedura. Certiquality gennaio 2004
8 Finalità (art. 2 del D.P.R. 12/4/1996)
La procedura di valutazione di impatto ambientale deve assicurare che: a) nei processi di formazione delle decisioni relative alla realizzazione di progetti individuati negli allegati al presente atto siano considerati gli obiettivi di proteggere la salute e di migliorare la qualità della vita umana, al fine di contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento della varietà delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale di vita, di garantire l'uso plurimo delle risorse e lo sviluppo sostenibile; Certiquality gennaio 2004
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b) per ciascun progetto siano valutati gli effetti diretti ed indiretti sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull'aria, sul clima, sul paesaggio e sull'interazione tra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale; c) in ogni fase della procedura siano garantiti lo scambio di informazioni e la consultazione tra il soggetto e l'autorità competente; d) siano garantite l'informazione e la partecipazione dei cittadini al procedimento; e) siano conseguite la semplificazione, la realizzazione ed il coordinamento delle valutazioni e degli atti autorizzativi in materia ambientale. Certiquality gennaio 2004
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Contenuti dello S.I.A. Il SIA contiene tutti gli elementi essenziali di analisi e di valutazione che sono contenuti nei seguenti volumi : Volume 1 – Premesse - Situazione autorizzativa Metodologia seguita nello S.I.A. Composizione dell’équipe di studio. Inquadramento normativo. Certiquality gennaio 2004
11 Volume 2 - Quadro di Riferimento Programmatico
Pianificazione urbanistico-territoriale, locale e sovracomunale. Pianificazione ambientale. Pianificazione e programmazione settore (es: rifiuti, cave etc) Certiquality gennaio 2004
12 Volume 3 - Quadro di Riferimento Progettuale
Inquadramento autorizzativo Descrizione del processo/impianto. Layout dell’impianto. Scelte progettuali: finalizzate alla minimizzazione dell’impatto ambientale finalizzate alla sicurezza e alla salubrità dell’ambiente di lavoro orientate alla ottimizzazione dei processi e riduzione dei costi. Servizi ausiliari di stabilimento. Sistema gestionale. Quantificazione fattori di impatto ambientale Certiquality gennaio 2004
13 Volume 4 parte I – Quadro di Riferimento Ambientale
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16 Volume 4 parte II – Quadro di Riferimento Ambientale e Conclusioni
Modelli emissioni in atmosfera Modelli di inquinamento della falda Modelli impatto acustico. Analisi del rischio. Individuazione degli eventuali impatti sulle componenti ambientali. Metodologia di valutazione quali-quantitativa degli impatti e correlazioni Valutazione degli impatti elementari e dell’impatto globale attraverso matrice coassiale. Conclusioni. Certiquality gennaio 2004
17 Metodologia per la Valutazione degli Impatti
Oggetto della valutazione sono le interazioni fra le azioni elementari previste dal progetto e l’ambiente che le riceve. Queste interazioni producono delle modificazioni dell’ambiente, sia direttamente (effetti diretti), sia indirettamente (effetti indiretti e indotti). Una buona valutazione deve basarsi, quindi, anzitutto su una caratterizzazione del progetto ben fatta ed esauriente, dalla quale si possano rilevare senza difficoltà le potenziali azioni elementari d’impatto, sia nella fase di costruzione dell’opera che in quella di esercizio e sia abituali che conseguenti a possibili eventi accidentali. Certiquality gennaio 2004
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In secondo luogo presuppone una buona descrizione dell’ambiente che riceverà le interferenze prodotte dal progetto, che riguardi sia le sue caratteristiche strutturali (qualità e valore delle risorse ambientali), sia le sue condizioni attuali (stato critico – o di stress – delle risorse), in modo da poter inequivocabilmente identificare le componenti ambientali interessate da possibili interferenze da valutare. In terzo luogo presuppone l’utilizzo di tecniche di previsione degli impatti prodotti sulle risorse dalle azioni descritte, capaci di fornire delle stime attendibili delle variazioni quali-quantitative subite dall’ambiente ricettore a seguito della realizzazione e dell’esercizio dell’opera oggetto della valutazione. Certiquality gennaio 2004
19 Le Fasi Del Processo Valutativo
Le diverse fasi costitutive la valutazione conclusiva possono essere definitivamente così riassunte ed elencate: 1. Identificazione e elencazione delle componenti ambientali coinvolte. 2. Identificazione e elencazione delle azioni elementari caratteristiche, relative all’impianto in oggetto nelle due fasi (di costruzione e di esercizio). 3. Definizione, attraverso una scala di valori/valenze, delle diverse incidenze delle azioni elementari d’impatto sulle componenti. Certiquality gennaio 2004
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4. Attribuzione dei valori di magnitudo alle singole azioni in base alle caratteristiche proprie dell’impianto in oggetto. 5. Determinazione dell’influenza ponderale di ogni singola azione su ciascuna componente ambientale. 6. Individuazione degli impatti elementari e costruzione della matrice coassiale per la valutazione elementare e generale di impatto. 7. Individuazione e valutazione degli impatti ambientali globali. Certiquality gennaio 2004
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Fasi dell’istruttoria: partecipazione degli enti locali e dei cittadini Il Proponente presenta la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale all’Autorità competente e agli enti locali e gestori di parco territorialmente interessati ( art. 5 d.p.r ). L'istruttoria è condotta dall’autorità competente, sentiti gli enti locali interessati che devono esprimere il proprio parere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione della documentazione. Decorso tale termine l'autorità competente rende il giudizio di compatibilità ambientale nei successivi novanta giorni, anche in assenza dei predetti pareri. L'autorità competente ha facoltà di indire un’eventuale inchiesta pubblica (art. 9 d.p.r ) per l'esame dello studio presentato dal proponente, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini. Eventuali integrazioni della documentazione depositata dal proponente possono essere richieste per una sola volta con indicazione di un congruo termine per la risposta, oppure presentate dal proponente. Certiquality gennaio 2004
22 Il giudizio di compatibilità ambientale
L'autorità competente rende il giudizio di compatibilità ambientale entro novanta giorni dalla ricezione della documentazione integrativa. In casi di particolare rilevanza, l’autorità competente può stabilire una proroga dei termini per la conclusione della procedura, sino ad un massimo di sessanta giorni. L'autorità competente può indire una o più conferenze di servizi, ai sensi dell'art. 14, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di raccogliere pareri ed atti dalle amministrazioni che hanno titolo ad esprimersi sul progetto. Certiquality gennaio 2004
23 Certiquality 13-14 gennaio 2004
La procedura di valutazione di impatto ambientale deve concludersi con un giudizio motivato (art. 7 d.p.r ) prima dell'eventuale rilascio del provvedimento amministrativo che consente in via definitiva la realizzazione del progetto e comunque prima dell'inizio dei lavori. Gli esiti della procedura di valutazione di impatto ambientale devono essere comunicati ai soggetti del procedimento, a tutte le altre amministrazioni pubbliche competenti, anche in materia di controlli ambientali, e devono essere adeguatamente pubblicizzati. Certiquality gennaio 2004
24 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L'amministrazione competente all'autorizzazione definitiva dell'opera, o che provvede alla sua realizzazione, acquisisce il giudizio di compatibilità ambientale comprendente le eventuali prescrizioni per la mitigazione degli impatti ed il monitoraggio delle opere e/o degli impianti. Nel caso di iniziative promosse da autorità pubbliche il provvedimento definitivo che ne autorizza la realizzazione deve adeguatamente evidenziare la conformità delle scelte effettuate agli esiti della procedura di valutazione d'impatto ambientale. Negli altri casi i progetti devono essere adeguati agli esiti di giudizio di compatibilità ambientale prima del rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione. Certiquality gennaio 2004
25 Impianti esistenti (art. 1 comma 2 del DPCM 10/08/88 n. 377)
La medesima procedura si applica anche agli interventi su opere già esistenti, non rientranti nelle categorie del comma 1, qualora da tali interventi derivi un'opera che rientra nelle categorie stesse si applica altresì agli interventi su opere già esistenti rientranti nelle categorie del comma 1 qualora da tali interventi derivi un'opera con caratteristiche sostanzialmente diverse dalla precedente, con esclusione, comunque, dei ripristini e delle terze corsie autostradali aggiuntive che siano richieste da esigenze relative alla sicurezza del traffico o al mantenimento del livello di esercizio. Certiquality gennaio 2004
26 Centrali termoelettriche
La procedura non si applica ad eventuali interventi di risanamento ambientale di centrali termoelettriche esistenti, anche accompagnati da interventi di ripotenziamento, da cui derivi un miglioramento dello stato di qualità dell'ambiente connesso alla riduzione delle emissioni. Certiquality gennaio 2004
27 Certiquality 13-14 gennaio 2004
La legge n. 55/2002 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 febbraio 2002,n. 7, recante misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale” prevede un’autorizzazione unica comprende l'autorizzazione ambientale integrata e sostituisce, ad ogni effetto, le singole autorizzazioni ambientali di competenza delle Amministrazioni interessate e degli enti pubblici territoriali. L'esito positivo della VIA costituisce parte integrante e condizione necessaria del procedimento autorizzatorio. L'istruttoria si conclude una volta acquisita la VIA, in ogni caso entro il termine di centottanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, comprensiva del progetto preliminare e dello studio di impatto ambientale. Certiquality gennaio 2004
28 Quale VIA (S.I.L.V.I.A. - Regione Lombardia www.regione.lombardia.it)
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IMPIANTO DI TRATTAMENTO RIFIUTI PERICOLOSI Certiquality gennaio 2004
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L’IMPIANTO DENOMINAZIONE LINEA POTENZIALITA’ LINEA DI INERTIZZAZIONE t/y LINEA DI SELEZIONE, TRITURAZIONE E RECUPERO LINEA DI RIDUZIONE VOLUMETRICA t/y LINEA DI BONIFICA E RECUPERO t/y TOTALE t/y Certiquality gennaio 2004
34 Inquadramento territoriale
Per ogni opera soggetta a Valutazione di Impatto Ambientale elemento essenziale dello Studio di Impatto Ambientale è la descrizione del territorio e dell’ambito territoriale a cui fare riferimento nella caratterizzazione dell’inserimento nel contesto esistente. Certiquality gennaio 2004
35 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Il Quadro di Riferimento Ambientale viene preceduto da una descrizione preliminare dell'inquadramento territoriale, al fine di consentire che la descrizione relativa ai singoli aspetti della valutazione di compatibilità ambientale, possa basarsi sulla conoscenza degli elementi essenziali del territorio considerato. Certiquality gennaio 2004
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Atmosfera Certiquality gennaio 2004
37 Dati sulla meteorologia locale
La caratterizzazione meteorologica viene descritta mediante le misure delle seguenti variabili: il campo anemologico, descritto dalla velocità e dalla direzione di provenienza del vento al suolo e in quota, la pressione atmosferica, la temperatura media, l’escursione termica giornaliera e il profilo termico verticale, l’umidità relativa, l’intensità della radiazione solare, la stabilità atmosferica, l’altezza dello strato di rimescolamento, la quantità di precipitazioni e il pH della pioggia. Certiquality gennaio 2004
38 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Stato attuale della qualità dell’aria Monitoraggio della qualità dell’aria Centraline di monitoraggio dell’ARPA Campagne specifiche Zonizzazione del territorio regionale per il conseguimento degli obiettivi di qualità dell'aria (DGRL n. 7/6501 del 19/10/2001) Inventario delle emissioni (Inemar) (PRQA) Certiquality gennaio 2004
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Norma UNI 10744 l’analisi predittiva specifica degli impatti attribuibili all’opera viene effettuata attraverso l’utilizzo di un modello di calcolo che simula la propagazione nell’aria dei principali inquinanti consentendo di valutare gli effetti sul territorio interessato in termini di: concentrazione di inquinanti nell’aria ricadute al suolo Certiquality gennaio 2004
40 Modello di diffusione e ricaduta al suolo degli inquinanti
la valutazione riguarda sia la condizione di breve termine (attraverso la simulazione delle condizioni più gravose sul piano climatico), sia quelle a lungo termine (riferita alle condizione medie valutate applicando il modello climatologico). Certiquality gennaio 2004
41 Emissioni camino E10 (linea di riduzione volumetrica)
polveri totali, di cui :		46,8 kg/y metalli pesanti totali		23,4 kg/y piombo totale		4,68 kg/y SOV		1860 kg/y Emissioni camino E11 (linea inertizzazione) polveri totali, di cui :		660 kg/y metalli pesanti totali		330 kg/y piombo totale	 kg/y ammoniaca		25,2 kg/y Emissioni camino E12 (linea trattamento terre) SOV		4,32 kg/y Certiquality gennaio 2004
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MODELLO SHORT-TERM: RICADUTA METALLI Certiquality gennaio 2004
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Confronto tra i dati di concentrazione massimi stimati dai modelli e standard di qualità dell'aria. Certiquality gennaio 2004
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1 ) valore espresso come 95° percentile di tutte le concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di un anno (rif. DPR 203/88) 2 ) valore medio annuale (rif. Linee guida WHO, EURO 1997) 3 ) valore medio annuale (rif. Linee guida WHO, EURO 1997) 4 ) rif. Linee guida WHO (EURO 1997) 5 ) valore medio annuale (rif. Linee guida WHO, EURO 1997) 6 ) valore espresso come media aritmetica delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate in 1 mese (rif. DPR 203/88) 7 ) valore espresso come concentrazione medie di 3 ore consecutive in un periodo del giorno da specificarsi secondo le zone a cura delle autorità regionali competenti per il parametro idrocarburi non metanici (espressi come C) 8 ) valore medio annuale (D.M. 25/11/1994) 9 ) valori medi di letteratura Certiquality gennaio 2004
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E' stato inoltre considerato e calcolato il parametro R ovvero il valore rispetto ai limiti. In particolare il parametro R si calcola tramite rapporto tra la concentrazione nell'aria di un determinato inquinante ricavato con il modello climatologico ed il corrispondente valore limite di soglia. Ciò vuol dire che quando R=1 l'impatto sulla qualità dell'aria risulta inaccettabile. Viceversa quanto più prossimo allo zero risulterà R, tanto modesto sarà l'impatto sulla qualità dell'aria dell'impianto in esame fino ad essere ininfluente. Nel caso si sia in presenza di più inquinanti e non può escludersi un fenomeno di sinergismo, il parametro R totale viene calcolato addittivamente dai parametri R parziali: R tot = R 1 + R R n Certiquality gennaio 2004
48 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L'apporto inquinante dell'impianto in oggetto in termini di impatto sulla qualità dell'aria risulta essere inferiore ai limiti di qualità dell'aria presenti in letteratura. Il parametro R indicatore è inferiore all'unità (R=0,49) per dimostrare un impatto accettabile in termini di alterazione di qualità dell'aria. Inoltre i valori massimi sono in prossimità del perimetro dello stabilimento e la concentrazione al suolo decresce molto rapidamente allontanandosi dalla fonte di emissione raggiungendo valori trascurabili ad una distanza superiore ai 2 Km dall'impianto,ovvero in prossimità del primo centro abitato. Certiquality gennaio 2004
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Mitigazioni Il progetto prevede che tutte le linee di trattamento siano dotate di specifici impianti di abbattimento delle emissioni inquinanti in grado di ridurre le concentrazioni ben al di sotto dei valori limite imposti dalla normativa e considerati nel calcolo della diffusione e ricaduta al suolo. Certiquality gennaio 2004
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In particolare sono previsti impianti di abbattimento del tipo filtro a maniche per le polveri, sistema di abbattimento ad umido per le sostanze inorganiche volatili e sistema di adsorbimento a carboni attivi per le sostanze organiche volatili. Certiquality gennaio 2004
51 Certiquality 13-14 gennaio 2004
La presenza di sistemi di monitoraggio e di controllo garantiscono la perfetta efficienza dei sistemi di abbattimento. Un ulteriore fattore intrinseco di sicurezza consiste nel tipo di lavorazione che vengono effettuate negli impianti che escludono la possibilità di fuoriuscite accidentali di grosse quantità di inquinanti. Certiquality gennaio 2004
52 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L'atmosfera rappresenta la via diretta di esposizione ai contaminati emessi in atmosfera durante le fasi di esercizio delle linee di inertizzazione, riduzione volumetrica e trattamento terreni contaminati. Oltre all'inalazione diretta è necessario valutare l'effetto della ricaduta e accumulo nel suolo dal momento che gli inquinanti possono essere assorbiti dalle piante e concentrati lungo la catena alimentare. Certiquality gennaio 2004
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Deposizione al suolo Utilizzando il modello climatologico è stato possibile ricavare i valori di deposizione al suolo degli inquinanti (in g/m2a). Tale dato verrà utilizzato nella stima del rischio per determinare l'accumulo nel suolo. Certiquality gennaio 2004
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55 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Suolo e sottosuolo. Certiquality gennaio 2004
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Le azioni che presentano interazione diretta con il suolo e in seconda battuta, attraverso la percolazione, con il sottosuolo sono: le dispersioni dovute allo spostamento dei rifiuti all’interno del sito, le emissioni in atmosfera dai camini, l’inquinamento provocato dall’aumento dei veicoli transitanti in zona. Certiquality gennaio 2004
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Nel primo caso si devono considerare tutte le situazioni in cui i rifiuti vengano a contatto con l’atmosfera senza nessun tipo di controllo e trattamento specifico. Si ammette come unica fase sfavorevole in questi termini, quella di trasporto dei rifiuti, fino al loro convogliamento nei distinti corpi di stoccaggio o trattamento, i quali risultano nella loro completezza: chiusi, coperti e costantemente monitorati. Si ritiene che, data la modalità con cui questa fase verrà condotta sia irrilevante l’impatto potenziale sulla componente suolo e sottosuolo. Le dispersioni all’interno del sito si possono quindi riconoscere come non significative in relazione ad un possibile impatto ambientale. Certiquality gennaio 2004
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Traffico Si è stimato inoltre un incremento di traffico veicolare pari ad un totale di 30 autocarri al giorno, considerando entrambe le direzioni di marcia. Visto che questa entità rappresenta circa l’1 % del traffico pesante che giornalmente transita sulla strada provinciale si può, per questa arteria, ritenere trascurabile qualsiasi tipo di impatto sulla componente suolo e sottosuolo, rispetto alla situazione ante-operam. Certiquality gennaio 2004
59 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Trattando il possibile impatto verso questa componente in relazione alle ricadute al suolo provocate dalle emissioni dai camini dell’impianto ci si è basati sui valori ottenuti con il modello modelli di diffusione e ricaduta al suolo di inquinanti chimici emessi in atmosfera. L’area più vicina ai camini dell’impianto è interessata dalla maggior concentrazione di inquinanti al suolo e all’aumento della distanza corrisponde una diminuzione progressiva di queste concentrazioni. Certiquality gennaio 2004
60 Certiquality 13-14 gennaio 2004
La zona potenzialmente più critica è rappresentata, quindi, dall’area su cui dovrebbe sorgere l’impianto stesso. Come specificato lo studio non si è fermato solo all’analisi delle aree interessate dalla costruzione dell’impianto ma, per ogni inquinante si sono considerate le concentrazioni nelle diverse zone di ricaduta riconosciute. L’area in esame è, salvo l’appendice industriale, a tipica vocazione agricola. Certiquality gennaio 2004
61 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Lo studio si è articolato mediando l’esposizione in un arco di tempo trentennale, e ammettendo tale la vita media dell’impianto. Note le caratteristiche medie dei terreni interessati, ipotizzando di essere in una situazione tale da poter ammettere raggiunti i diversi equilibri dell’ecosistema (situazione di regime), si sono quantificate le ricadute al suolo. In questo modo si è stimata la più probabile concentrazione al suolo durante il lasso di tempo d’esposizione considerato. Certiquality gennaio 2004
62 Certiquality 13-14 gennaio 2004
I valori di concentrazione nel suolo dovuti alle emissioni dell’impianto sono stati considerati unitamente ai valori preesistenti per quanto concerne la presenza di metalli (Tabella 2), in modo da poter effettuare un confronto significativo con gli standards di qualità dei suoli. I contaminanti elencati rappresentano quelli che veicolano la loro azione tossica attraverso il terreno in modo significativo. Certiquality gennaio 2004
63 Certiquality 13-14 gennaio 2004
I valori di concentrazione nel suolo considerati unitamente ai valori preesistenti, in modo da effettuare un confronto significativo con gli standards di qualità dei suoli. I contaminanti elencati rappresentano quelli che veicolano la loro azione tossica attraverso il terreno in modo significativo. Certiquality gennaio 2004
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Valori stimati e preesistenti di metalli nel suolo e standard di qualità Certiquality gennaio 2004
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Confrontando i dati in tabella si può concludere che lo stato dei suoli preesistente non è compromesso e che di conseguenze le moderate quantità di accumulo nel terreno dei contaminanti previsti in fase di esercizio dell'impianto non comportato un'apprezzabile variazione della qualità dei suoli. Certiquality gennaio 2004
66 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Ambiente idrico E’ stato riscontrato , per mezzo del Metodo GOD, che l’acquifero freatico interessante il sito d’impianto, è caratterizzato da un alto indice di vulnerabilità intrinseca (valori medi indice compresi tra 0.63 e 0.70). Da qui la necessità di proporre in sede progettuale opportuni accorgimenti che portino ad una significativa riduzione del rischio di inquinamento della falda acquifera sotterranea. Certiquality gennaio 2004
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Opere di mitigazione Contenimento del rischio di inquinamento del sottosuolo e della falda acquifera. Le zone dove si effettuano stoccaggio di rifiuti, trattamento di rifiuti, transito di automezzi di scarico e/o carico rifiuti, sono pavimentate in c.a. impermeabilizzato con interposta doppia rete metallica per limitare il rischio di fessurazioni. Sotto il pavimento è inoltre realizzato uno strato di ghiaia drenante sotto il quale è posato un manto impermeabile in PEAD protetto da geotessile. Certiquality gennaio 2004
68 Certiquality 13-14 gennaio 2004
69 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Opere di mitigazione Contenimento del rischio di inquinamento del sottosuolo e della falda acquifera. Sopra il telo impermeabile in PEAD è installata una rete di tubi fessurati per la raccolta, il monitoraggio ed il convogliamento di eventuali percolamenti (rete di controllo sopratelo); Certiquality gennaio 2004
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Opere di mitigazione Contenimento del rischio di inquinamento del sottosuolo e dei corpi idrici superficiali Tutte le acque di pioggia e di lavaggio dei piazzali vengono raccolte e accumulate in una vasca di 1250 m3, in grado di trattenere 10 mm di pioggia nelle 24 ore. Le acque di pioggia dei piazzali vengono successivamente inviate ad un impianto di trattamento chimico – fisico e quindi scaricate nella pubblica fognatura. L’impianto chimico-fisico di trattamento delle acque garantisce i limiti di depurazione previsti dalle Normative Vigenti per lo scarico in pubblica fognatura. Certiquality gennaio 2004
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74 Vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi.
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Le concentrazioni totali dei contaminanti riscontrate nei suoli, comprensiva della ricaduta dovuta alle emissioni, non destano preoccupazioni se confrontati con i valori molto bassi di attenzione per la fitotossicità (vedi tabella 3). In questi studi tali valori di attenzione sono ricavati determinando sperimentalmente la LOEC (concentrazione minima in grado di provocare una riduzione del 20% del parametro misurato sperimentalmente, ad esempio la crescita fogliare), e prevedono un margine di confidenza pari al 90° percentile relativo alla probabilità di proteggere la crescita plantare. Certiquality gennaio 2004
76 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Si può quindi concludere che, in virtù della bassa compromissione preesistente del terreno e dell’accumulo contenuto dovuto alle emissioni stimate, non è ipotizzabile un effetto significativo sulla produttività agricola della zona a causa della ricaduta stimata. Nella tabella sono riportati a titolo comparativo alcuni dati relativi alla fitotossicità dei contaminanti presi in esame, per le principali culture della zona. Certiquality gennaio 2004
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78 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Il rischio ecologico dovuto alla contaminazione viene di solito valutato per la fauna selvatica comparando le concentrazioni presenti o stimate nell’ambiente con i valori di riferimento tossicologici LOAEL (dose minima che genera effetti nocivi) e NOAEL (dose massima che non genera effetti nocivi). Certiquality gennaio 2004
79 Certiquality 13-14 gennaio 2004
80 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Paesaggio Certiquality gennaio 2004
81 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Lo studio della componente “paesaggio” è stato condotto attraverso rilievi diretti sul campo e tramite l’analisi di strumenti di riferimento quali il “Piano Territoriale Paesistico Regionale” di recente approvazione definitiva, degli studi della Provincia a supporto della realizzazione del suddetto Piano Regionale, di dati bibliografici. Certiquality gennaio 2004
82 Certiquality 13-14 gennaio 2004
In virtù dell’approvazione definitiva del Piano Territoriale Paesistico Regionale, si ritiene adeguata, in questa fase d’analisi paesaggistica, l’applicazione del procedimento di verifica paesistica previsto dalle relative Norme di Attuazione. Se ne sintetizza di seguito il contenuto descrivendo le fasi essenziali del processo analitico che, con la sua applicazione, fornisce utili indicazioni al fine di un inquadramento paesistico dell’opera. Certiquality gennaio 2004
83 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Al fine di valutare la sensibilità paesistica dei luoghi, sono considerate significative le componenti di giudizio legate a: a)interferenza con un punto di vista o un percorso panoramico nonché inclusione di una veduta panoramica ; b)ubicazione in ambiti o aree territoriali di interesse naturalistico-ambientale,storico-archittetonico, relazionale; c)rapporti visuali con il sistema delle infrastrutture per la mobilità; d)presenza di valori e beni ambientali: Certiquality gennaio 2004
84 Certiquality 13-14 gennaio 2004
A) impatto positivo, quando l’intervento progettato contribuisce a conseguire le finalità della pianificazione paesistica, creando nuove risorse paesistiche, B)	impatto neutro, quando l’intervento progettato, pur non essendo migliorativo, non distrugge risorse paesistiche e non porta disordine e banalizzazione nel contesto; C)	impatto negativo, quando l’intervento progettato distrugge risorse paesistiche e introduce disordine e banalizzazione nel contesto; D)	impatto fortemente negativo se l’intervento progettato compromette le risorse paesistiche che sono state individuate come meritevoli di tutela. Certiquality gennaio 2004
85 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Rumore Certiquality gennaio 2004
86 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L’ art. 8 comma 4 della Legge 447/'95 stabilisce che “Le domande per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano all’utilizzazione dei medesimi immobili e infrastrutture, nonché le domande di licenza o di autorizzazione all'esercizio d’attività produttive devono contenere una documentazione di previsione d’impatto acustico.” La L.R. 13 del 10/8/2001, al comma 1 art. 5, specifica che “La documentazione di previsione di impatto acustico e la documentazione per la valutazione previsionale di clima acustico devono essere redatte da un tecnico competente in acustica ambientale”. Tale sezione dello S.I.A. ha come obiettivo principale la valutazione degli effetti dell’attività in oggetto sul clima acustico attuale, attraverso la comparazione tra lo scenario con presenza e quello con assenza dell’attività. Con la Delib. Giunta Reg. n° 7/8313 del 08/03/2002 la Regione Lombardia ha approvato le “Modalità e criteri di redazione della documentazione di previsione di impatto acustico e di valutazione previsionale del clima acustico”. Certiquality gennaio 2004
87 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Ubicazione dell’impianto; Classificazione acustica e individuazione delle sorgenti già presenti; Clima acustico attuale e potenziali ricettori. Caratteristiche topografiche del sito di insediamento Certiquality gennaio 2004
88 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Definizione del problema acustico L’impatto acustico generato dalle attività del nuovo stabilimento verso il territorio circostante, dipenderà dalle emissioni acustiche prodotte dalle sorgenti interne al capannone e da quelle della zona di stoccaggio esterna. La valutazione di impatto acustico si è quindi sviluppata secondo le fasi di seguito riportate. Definizione dell’intensità del campo acustico all’interno del capannone Definizione dell’intensità del campo acustico prodotto dalle sorgenti esterne Calcolo della potenza acustica emessa dalle pareti e dal tetto del capannone (Murature e tamponamenti Pavimentazioni. Chiusure e serramenti.) Definizione dei livelli di rumore attesi all’esterno delle pareti e del tetto Calcolo della potenza acustica delle pareti e del tetto in considerazione della superficie di tali strutture Considerazioni sulle potenze acustiche considerate Certiquality gennaio 2004
89 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Per la simulazione al calcolatore con il codice CBM le principali fasi considerate sono: Ricostruzione geometrica in tre dimensioni dell’ambiente all’interno del quale si propaga il campo acustico, con opportuno programma per calcolatore (CAD) Assegnazione delle proprietà acustiche da associare ai materiali che costituiscono il dominio in esame: (tipi di superfici nel dominio di calcolo ed i rispettivi coefficienti di assorbimento secondo Sabine). Individuazione della potenza acustica delle sorgenti di rumore e loro caratterizzazione (sorgenti puntiformi, piane, lineari); Le sorgenti pompe, ventilatori riportate nell’elenco in precedenza riportato, sono state considerate sorgenti puntiformi viste le loro dimensioni e caratteristiche acustiche; Definizione delle superfici di calcolo (Receiver surface): le superfici di calcolo sono state posizionate in prossimità dei siti sensibili. Certiquality gennaio 2004
90 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Durante la fase di realizzazione dell’impianto (cantierizzazione) le emissioni sonore, limitate al solo periodo diurno, avranno origine dalle attività di montaggio degli impianti a dal passaggio dei mezzi di cantiere. La modestia degli interventi previsti e le ridotte dimensioni e dotazioni del cantiere sono tuttavia tali rendere il cantiere stesso una sorgente di rumorosità del tutto contenuta e limitata, anche se accompagnata da componenti impulsive. Il clima acustico risultante è pertanto destinato a subire insignificanti degradi nell’immediato intorno dell’impianto ed a rimanere quindi nell’attuale eccellente livello qualitativo, mentre gli impatti sui ricettori (individuati nelle cascine abitate prossime all’impianto) sono da considerarsi completamente nulli. Certiquality gennaio 2004
91 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Salute pubblica. Certiquality gennaio 2004
92 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Gli effetti risultanti dalle possibili vie di esposizione (inalazione, contatto cutaneo, assunzione di alimenti contaminati) sono stati considerati per la stima del rischio. Si è tenuto conto dei contaminati maggiormente significativi fra quelli potenzialmente presenti nelle emissioni dell'impianto Certiquality gennaio 2004
93 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Vengono considerati i diversi coefficienti di bioaccumulo che variano in funzione della natura chimica dell’inquinante e della specificità del prodotto vegetale o animale in cui l’inquinante può concentrarsi (vegetali a foglia larga o legumi, carni bovine o suine, uova ecc.). La conoscenza del modo attraverso cui si esplica la tossicità dei singoli inquinanti per un particolare meccanismo di esposizione (tossicità acuta, cronica o subcronica, possibili effetti carcinogenici) permette di effettuare una stima del rischio, mediata per un tempo di esposizione della popolazione che è a sua volta funzione dello scenario in cui avviene la ricaduta (abitativo, agricolo, industriale ecc.). Certiquality gennaio 2004
94 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L’uso di modelli matematici e di data base sviluppati dall’US-EPA e da altri Enti governativi perlopiù statunitensi, ha permesso di stimare il rischio derivante da ciascun particolare inquinante, espresso come dose assorbita per kg di peso corporeo al giorno (mg/kg*gg). Per ogni meccanismo di penetrazione è stato stimato il valore relativo all’esposizione a ciascun inquinante e raffrontato con dei valori di riferimento pubblicati (le reference doses “RfDs” nel caso di effetti non carcinogenici o le “slope factor” per quelle molecole con riconosciuta azione tumorale). In questo modo è stato definito un indice di rischio complessivo (HI), che rappresenta la sommatoria dei singoli contributi. Un valore dell’indice uguale ad 1 significa la necessità di effettuare degli interventi di mitigazione e risanamento. Certiquality gennaio 2004
95 Dati cumulativi per la stima del rischio.
96 Certiquality 13-14 gennaio 2004
I dati calcolati permettono di concludere che le emissioni stimate per la piattaforma non rappresentano un rischio per la salute della popolazione esposta alla ricaduta. Il contributo maggiore è rappresentato dall’accumulo nella catena alimentare, e questo appare motivato dal fatto che la zona presa in esame è quasi tutta dedicata ad uso agricolo e che le coltivazioni locali sono impiegate come fonti alimentari primarie per i numerosi allevamenti presenti. Molto contenuto appare il rischio diretto dovuto all’inalazione. In questo caso la voce principale è rappresentata dal cromo esavalente, poichè la dose di riferimento per questo elemento è estremamente bassa. Ancora più elevati sono i margini di sicurezza relativi alle altre vie di esposizione considerate (ingestione accidentale di suolo e contatto cutaneo). Certiquality gennaio 2004
97 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Conclusioni. L’impatto ambientale ascrivibile alla fase di gestione dell’impianto, assume, per le componenti ambientali considerate, valori compatibili con il contesto locale in cui è inserito l’impianto da realizzare. In sede di progetto diversi sono stati gli accorgimenti adottati al fine di offrire le più ampie garanzie di salvaguardia dell’ambiente relativamente alla fase di esercizio e gestione dell’impianto. Certiquality gennaio 2004
98 Certiquality 13-14 gennaio 2004
L’aspetto meritevole di nota è la possibile interazione dell’impianto con il sistema suolo-sottosuolo e con il sistema idrografico, dovuto alla quota abbastanza elevata della falda e ai conseguenti lavori da effettuare per l’isolamento e l’impermeabilizzazione del sito. E’ stato inoltre approntato un piano di monitoraggio a regime di qualità dell’aria per consentire la parametrizzazione dei risultati acquisiti con la modellazione e conseguentemente per poter intraprendere gli eventuali interventi correttivi che si rendessero necessari. Certiquality gennaio 2004
99 Decreto di compatibilità ambientale
IMPIANTO DI TRATTAMENTO, SMALTIMENTO E RECUPERO DI RIFIUTI INDUSTRIALI PRONUNCIA DI COMPATIBILITÀ AMBIENTALE DELLA REGIONE LOMBARDIA AI SENSI DEGLI ARTT. 1 E 5 DEL D.P.R PRESO ATTO che il "Rapporto finale di v.i.a." - allegato al presente decreto, di cui costituisce parte integrante e sostanziale - rassegna in particolare le seguenti conclusioni: * In riferimento a quanto previsto dall'art. 6 e dall'allegato "C" all'atto di indirizzo, lo studio di impatto ambientale fornisce nel complesso le informazioni atte ad individuare i potenziali effetti dell'opera sull'ambiente; risultano correttamente individuati le componenti e i fattori ambientali coinvolti dal progetto e individuati gli impatti e le linee fondamentali per la loro mitigazione; * il progetto dell'impianto di trattamento rifiuti in questione risulta ambientalmente compatibile, nella configurazione progettuale che emerge dagli elaborati depositati dal proponente, a condizione che si attuino con particolare cura e a regola d'arte tutte le previsioni di progetto, e tutte le precauzioni di carattere ambientale, descritte nello studio di impatto ambientale, volte a minimizzare gli effetti dell'intervento sull'ambiente; * per quanto riguarda le emissioni in atmosfera ci si dovrà attenere alle eventuali ulteriori prescrizioni definite nell'atto regionale contenente le determinazioni ai sensi del d.p.r. 203/1988; * in fase di esercizio dovranno essere verificati costantemente le caratteristiche delle emissioni in atmosfera, i livelli di rumore propagato all'esterno e, sul piano organolettico, gli eventuali odori registrabili all'esterno, intervenendo di conseguenza sugli impianti. DATO ATTO che il presente decreto non è soggetto a controllo ai sensi dell'art. 17 comma 32 della legge 15 maggio 1997 n. 127; DECRETA 1) Di esprimere, ai sensi dell'art. 7 del d.p.r , giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto dello "impianto di trattamento, smaltimento e recupero di rifiuti industriali Certiquality gennaio 2004
100 Valutazione Ambientale Strategica
La VAS nasce dall'esigenza di superare le problematiche riscontrate nell'applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), strumento che si è progressivamente affermato efficace e indispensabile per garantire la compatibilità ambientale di un singolo progetto. La Valutazione Ambientale Strategica oltrepassa per esempio la difficoltà di valutare gli impatti ambientali a valle dei processi decisionali, assumendo in questi un ruolo centrale, introducendo i criteri di sostenibilità ambientale, in modo sistematico ed operativo, già nell'individuazione e nella scelta tra più alternative e quindi nel modello di sviluppo proposto. Certiquality gennaio 2004
101 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Il riferimento legislativo della VAS a livello comunitario è la direttiva 2001/42/CE, è entrata in vigore il 21luglio 2001 a conclusione di un iter decisionale avviato nel Essa dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri nell’arco di un triennio (entro il 21luglio 2004). La Direttiva fissa i principi generali del sistema di valutazione e definisce il campo d'applicazione della VAS, lasciando agli Stati membri ampia possibilità di recepimento per quanto attiene alla metodologia di valutazione. Certiquality gennaio 2004
102 Certiquality 13-14 gennaio 2004
La valutazione ambientale di piani e programmi non è ancora stata introdotta nell'ordinamento nazionale italiano; recentemente è stata emanata la legge 1marzo 2002, n°39, con la quale il Parlamento ha delegato il Governo a dare attuazione alla Direttiva 2001/42/CE entro un anno dall’entrata in vigore della legge stessa. Allo stato attuale la valutazione ambientale dei piani e programmi di interesse territoriale è un procedimento ancora poco diffuso in Italia, anche se non mancano valide esperienze applicative che costituiscono un'importante base conoscitiva. Certiquality gennaio 2004
103 Ambito di applicazione
Viene effettuata una valutazione ambientale per tutti i piani e i programmi, che sono elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della direttiva 85/337/CEE, o per i quali, in considerazione dei possibili effetti sui siti, si ritiene necessaria una valutazione ai sensi degli articoli 6 e 7 della direttiva 92/43/CEE. Certiquality gennaio 2004
104 Certiquality 13-14 gennaio 2004
Regione Emilia Romagna si è dotata del “Piano di Azione Ambientale per un futuro sostenibile”, approvato dal Consiglio regionale il 26 settembre 2001 Regione Liguria ha introdotto con la l.r. 4 settembre 1997, n. 36 “Urbanistica” lo strumento dello studio di sostenibilità da associare a piani di livello territoriale ed urbanistico; la l.r. 30 dicembre 1998, n. 38 “Disciplina della valutazione di impatto ambientale” introduce la valutazione ambientale dei piani di settore qualora prevedano opere da assoggettare a Valutazione d’Impatto Ambientale. La Regione Piemonte, con la l.r. 14 dicembre 1998, n. 40 “Disposizioni concernenti la compatibilità ambientale e le procedure di valutazione” ha introdotto, con il disposto di cui all’art. 20, l’obbligo della verifica della compatibilità ambientale per gli strumenti di programmazione e pianificazione. La Regione Toscana in materia di procedure preventive di valutazione ambientale di piani e programmi, sono sostanzialmente la pianificazione urbanistica regionale ed i Fondi Strutturali dell’Unione Europea. Dal punto di vista urbanistico le procedure di Valutazione Ambientale Strategica sono disciplinate dalla l.r. 16 gennaio 1995, n. 5 "Norme per il governo del territorio" che dispone che gli atti di programmazione e di pianificazione territoriale debbano essere sottoposti, nell'ambito del processo di approvazione, alla valutazione preventiva degli effetti ambientali, nella prospettiva di garantire la sostenibilità dello sviluppo regionale e locale della Toscana. Nella Regione Autonoma della Valle d’Aosta l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica a livello urbanistico e di programmazione risale al 1991, anno in cui entrò in vigore la l.r. 4 marzo 1991, n. 6 (Disciplina della valutazione di impatto ambientale). La necessità di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica è stata poi ribadita nella successiva modifica alla l.r. precedentemente citata, operata nel 1999 con la l.r. 18 giugno 1999, n. 14 (Nuova disciplina della valutazione di impatto ambientale). Con circa 250 procedure di Valutazione Ambientale Strategica avviate a partire dal 1991, la Regione Autonoma della Valle d’Aosta ha maturato una notevole esperienza nel settore, che la pone all’avanguardia in campo nazionale Certiquality gennaio 2004
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Certiquality settembre 2004
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Inquinamento idro-termico da centrali termoelettriche
Interreg IIIB- MEDOC ENPLAN ITALIA Regione Autonoma Valle d’Aosta
Direttiva 42/2001/CE “..Concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente” Recepimento fissato originariamente entro.
CLIMA ACUSTICO - ASPETTI NORMATIVI -
Obiettivo CReO Competitività Regionale e Occupazione FESR – Fondo Europeo Sviluppo Regionale VAS - VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Avvio delle.
LA GESTIONE DEI RIFIUTI IN ITALIA
Il Piano Urbanistico Comunale (P. U. C
Corso di Pianificazione Territoriale Arch. Daniele Ronsivalle
Beni pubblici Capitolo 1. I beni pubblici Hanno le seguenti caratteristiche: non sono stabiliti diritti di proprietà spesso non esiste un mercato attivo.
- Secondo quanto previsto nel Manuale per la gestione dei Siti Natura 2000, a cura del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
1 Prof. Fabio Murena Dipartimento di Ingegneria Chimica Università degli studi di Napoli “Federico II”
VAS nella L.R.12/2005 Art 4, comma 2:..sono sottoposti alla valutazione di cui alla Direttiva 2001/42/CEE –Piano Territoriale Regionale –Piani Territoriali.
Legge regionale 26 marzo 1990, n. 13 Art.14. (Classificazione degli scarichi civili) 1 Agli effetti della presente legge gli scarichi degli insediamenti.
Pool Inquinamento PUNTI DI CONTATTO TRA I RAMI CAUZIONE E R.C. INQUINAMENTO ROMA 12 DICEMBRE 2007.
IL NUOVO SCENARIO NORMATIVO PER LINQUINAMENTO ACUSTICO DA RUMORE AEREO E LE SUE RIPERCUSSIONI SULLEFFICIENZA DEGLI AEROPORTI NICOLA GUALANDI, LUCA MANTECCHINI,
Pianificazione È prevenzione La gestione del territorio deve essere la linea guida della pianificazione.
Venerdì 8 giugno 2012 Sala Raffaello, Ancona. FINALITA’ DELLA DIRETTIVA:  Diversificazione dell'approvvigionamento energetico  Riduzione dei gas serra.