Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/03/25/risponde-di-diffamazione-ex-art-57-cod-pen-il-direttore-del-giornale-online-che-omette-di-censurare-i-contenuti-offensivi-pubblicati-dalla-testata/
Timestamp: 2019-10-21 18:32:59+00:00
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Risponde di diffamazione ex art. 57 cod. pen. il direttore del giornale online che omette di censurare i contenuti offensivi pubblicati dalla testata. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog l’interessante sentenza di legittimità n.1275/2019 in materia di diffamazione commessa mediante utilizzo del web.
Nel caso di specie la Corte di legittimità veniva investita, tra le altre, della questione giuridica relativa all’applicabilità dell’art.57 cod. pen. nei confronti del direttore responsabile di testata giornalistica telematica e, quindi sulla assimilabilità della stampa online a quella tradizionale ai fini dell’applicazione della legge n.47/1948.
La Corte di Appello di Roma, in riforma della sentenza di condanna emessa dal Tribunale locale nei confronti di due imputati tratti a giudizio, rispettivamente, il primo, quale direttore responsabile di una testata telematica per i reati di cui agli artt. 57 cod. pen., 595, comma 3, cod. pen. e art. 13 l.47/48, e la seconda, quale giornalista che aveva redatto l’articolo, ex. artt. 595, comma 3, cod. pen., 13 medesima legge, ha dichiarato non doversi procedere a carico dei medesimi per estinzione dei detti reati per intervenuta prescrizione, confermando, tuttavia, la sentenza di condanna agli effetti civili resa in favore della costituita parte civile
Contro la predetta sentenza ricorrono hanno interposto ricorso per cassazione i difensori degli imputati articolando plurimi motivi di impugnazione tra i quali, per quanto interessa nella presente sede, veniva denunciata il vizio di legge relativo all’applicabilità dell’art. 57 cod. pen. al direttore di testate telematiche.
La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi ritenendoli destituiti di fondamento
Di seguito si riporta il passaggio motivazionale di maggiore interesse per il principio di diritto
“È stato affermato da questa stessa Sezione (cfr. Sez. 5, Sentenza n. 16751 del 19/02/2018 Ud. (dep. 16/04/2018 ) Rv. 272685) che, in tema di diffamazione, l’amministratore di un sito internet non è responsabile ai sensi dell’art. 57 cod. pen., in quanto tale norma è applicabile alle sole testate giornalistiche telematiche e non anche ai diversi mezzi informatici di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list, facebook) .
Sul punto, anche la giurisprudenza di vertice di questa Corte (v. Sez. U, Sentenza n. 31022 del 29/01/2015 Cc. (dep. 17/07/2015) Rv. 264090) ha affermato sebbene in materia di sequestro – il principio secondo il quale la testata giornalistica telematica è funzionalmente assimilabile a quella tradizionale in formato cartaceo e rientra, dunque, nella nozione di “stampa” di cui all’art. 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47.
Invero, l’interpretazione evolutiva e costituzionalmente orientata del termine “stampa” non può riguardare tutti in blocco i nuovi mezzi, informatici e telematici, di manifestazione del pensiero (forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list, pagine Facebook), a prescindere dalle caratteristiche specifiche di ciascuno di essi, ma deve essere invece riconosciuta a quei casi che, per i profili strutturale e finalistico che li connotano, sono riconducibili nel concetto di “stampa” inteso in senso più ampio.
Non dimentica questo Collegio come la giurisprudenza precedente a quella da ultimo citata avesse espresso un principio contrario a quello che si intende qui riaffermare (cfr.Sez. 5, Sentenza n. 35511 del 16/07/2010 Ud. (dep. 01/10/2010 ) Rv. 248507 Sez. 5, Sentenza n. 35511 del 16/07/2010 Ud. (dep. 01/10/2010) Rv. 248507), tuttavia deve essere precisato che, se si accogliesse la teoria qui avversata, si verrebbe a determinare un’evidente situazione di tensione con il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost.
Si legittimerebbe, cioè, un irragionevole trattamento differenziato dell’informazione giornalistica veicolata su carta rispetto a quella diffusa in rete. Seguendo i principi affermati dalla giurisprudenza di vertice sopra ricordata, va ricordato che un quotidiano o un periodico telematico è strutturato come un vero e proprio giornale tradizionale, con una sua organizzazione redazionale e un direttore responsabile (spesso coincidenti con quelli della pubblicazione cartacea), non potendo, per converso, paragonarsi ai siti web innanzi citati, in cui chiunque può inserire dei contenuti, ed assumendo, invece, una sua peculiare connotazione, funzionalmente coincidente con quella del giornale tradizionale. Ne consegue che appare incongruente, sul piano della ragionevolezza, ritenere che non soggiaccia alla stessa disciplina prevista per quest’ultimo. In realtà, l’art. 1 della legge n. 47 del 1948 si limita a definire esplicitamente il concetto di stampa nella sua accezione tecnica di riproduzione tipografica o comunque ottenuta con mezzi meccanici o fisicochimici.
Tuttavia, il termine “stampa” ha anche un significato figurato e, in tal senso, indica i giornali in ogni loro forma divulgativa e che sono strumento elettivo dell’informazione e lo erano soprattutto all’epoca in cui entrarono in vigore la Carta Fondamentale e la richiamata legge n. 47 del 1948, quando cioè gli altri mass media, in particolare la televisione e i siti di informazione on line, non erano operativi (così, Sez. U, 31022/2015, ut cit. supra). Questo concetto di stampa in senso figurato definisce il prodotto editoriale che presenta i requisiti ontologico (struttura) e teleologico (scopi della pubblicazione) propri di un giornale. La struttura di questo è costituita dalla “testata”, che è l’elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile); la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell’analisi critica di notizie legate all’attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perché ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione. In realtà, il concetto di stampa così rilevato, anche se non esplicitato, non è estraneo alla legge n. 47 del 1948, che, all’arti, al di là della definizione in senso tecnico, evoca il requisito della destinazione alla pubblicazione (e dunque alla diffusione dell’informazione) e, agli artt. 2 e s., detta la disciplina per i giornali e i periodici di ogni altro genere, con riferimento alle indicazioni obbligatorie che in essi devono comparire, ai requisiti richiesti per rivestire il ruolo di direttore responsabile, all’obbligo di registrazione, all’obbligo di rettifica (così, Sez. U, 31022/2015, ut cit. supra). Risulta, dunque, evidente che l’area riduttiva del significato attribuito al termine “stampa” dall’art. 1 della legge n. 47 del 1948 è strettamente legata alle tecnologie dell’epoca, e ciò non impedisce di accreditare oggi – e tenuto conto dei notevoli progressi verificatisi nel settore – una interpretazione estensiva del detto termine, la quale non esorbiti dal campo di significanza del segno linguistico utilizzato e che sia coerente con il dettato costituzionale. Come autorevolmente affermato dalla giurisprudenza di vertice sopra menzionata . “In realtà, lo scopo informativo è il vero elemento caratterizzante l’attività giornalistica e un giornale può ritenersi tale se ha i requisiti, strutturale e finalistico, di cui si è detto sopra, anche se la tecnica di diffusione al pubblico sia diversa dalla riproduzione tipografica o ottenuta con mezzi meccanici o fisico-chimici. Ma anche a prescindere da tali considerazioni, è il caso di aggiungere che non è certamente dirimente la tesi, secondo cui il giornale telematico non rispecchierebbe le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dalla legge n. 47 del 1948, vale a dire un’attività di riproduzione e la destinazione alla pubblicazione. L’informazione professionale, pertanto, può essere espressa non solo attraverso lo scritto (giornale cartaceo), ma anche attraverso la parola unita eventualmente all’immagine (telegiornale, giornale radio) o altro mezzo di diffusione, qual è internet (giornale telematico); e tutte queste forme espressive, ove dotate dei requisiti richiesti, non possono essere sottratte alle garanzie e alle responsabilità previste dalla normativa sulla stampa”. Deve dunque precisarsi che tale conclusione è il frutto di una mera deduzione interpretativa di carattere evolutivo, non analogica, la quale fa leva – nel cogliere fino in fondo, in sintonia con l’evoluzione socio-culturale e tecnologica, il senso autentico dell’art. 1 della legge n. 47 del 1948 – sull’applicazione di un criterio storico-sistematico in coerenza con il dettato costituzionale di cui all’art. 21 Cost. Deve, pertanto, ritenersi superato il concetto di stampa di “gutenberghiana” memoria, per approdare ad un concetto in linea con la evoluzione, anche tecnologica, degli attuali mezzi di informazione telematica”.
Art. 57 c.p. Reati commessi col mezzo della stampa periodica
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico , la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.
Cassazione penale, sez. un. , 29/01/2015 , n. 31022
Il giornale on line, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa
Cassazione penale, sez. V , 16/07/2010 , n. 35511
Il direttore di un giornale “on line” non può rispondere, ex art. 57 c.p., di omesso controllo sui contenuti pubblicati. Ed infatti, accanto all’argomento di tipo sistematico (non assimilabilità normativamente determinata del giornale telematico a quello stampato e inapplicabilità nel settore penale del procedimento analogico “in malam partem”), deve essere considerata anche la problematica esigibilità dell’ipotetica condotta di controllo del direttore (con quel che potrebbe significare sul piano dell’effettiva individuazione di profili di colpa).
Quadro giurisprudenziale di riferimento in tema di diffamazione commessa via web:
Cassazione penale, sez. V, 12/07/2018, n. 42630
Cassazione penale, sez. V , 03/05/2018 , n. 40083
Cassazione penale0, sez. V , 19/02/2018 , n. 16751
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