Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-30645-del-25-11-2019
Timestamp: 2020-08-11 21:58:20+00:00
Document Index: 87823093

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Sentenza Cassazione Civile n. 30645 del 25/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30645 del 25/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 25/11/2019, (ud. 02/07/2019, dep. 25/11/2019), n.30645
sul ricorso 8933-2018 proposto da:
C.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA BARBERINI 47,
difende unitamente agli avvocati SILVIA LUCANTONI, ARMANDO TURSI,
MARIALUCREZIA TURCO;
avverso la sentenza n. 728/2017 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 14/09/2017;
partecipata del 02/07/2019 dal Presidente Relatore Dott. LUCIA
che, con sentenza depositata il 14.9.2017, la Corte d’appello di L’Aquila confermava la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato insussistente l’obbligo di C.S. di iscriversi e versare i contributi presso la Gestione separata degli esercenti attività commerciali tenuta dall’INPS in relazione all’attività svolta di produttore diretto o libero di assicurazioni;
che C.S. ha resistito con controricorso;
che, con il primo motivo, l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo 25.5.1939 per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le sub-agenzie e i produttori di assicurazioni e del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, (conv. con L. n. 326 del 2003), in relazione alla L. n. 613 del 1966, art. 1, L. n. 160/1975, art. 29, e L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 202, per avere la Corte di merito ritenuto che l’obbligo di iscrizione presso la Gestione commercianti sussisterebbe soltanto per i produttori il cui rapporto si sia instaurato con un’agenzia di assicurazioni e non anche per coloro che svolgono l’attività in virtù di un rapporto costituito direttamente con la compagnia di assicurazioni;
che il motivo è manifestamente infondato, dovendosi dare continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al cit. D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
che la manifesta infondatezza del primo motivo determina l’assorbimento del secondo, poichè l’ulteriore argomento dei giudici territoriali volto ad escludere la sussistenza dei presupposti di fatto per l’inquadramento della parte odierna controricorrente nell’ambito dei produttori del IV gruppo di cui al contratto collettivo corporativo cit. integra ulteriore e autonoma ratio a sostegno della decisione, ed essendo consolidato il principio di diritto secondo cui, se è vero che quando una decisione di merito si fondi su distinte ed autonome rationes decidendi, ognuna delle quali da sola sufficiente a sorreggerla, il ricorrente in sede di legittimità ha l’onere, a pena d’inammissibilità del ricorso, di impugnarle (fondatamente) tutte, non potendo altrimenti pervenirsi alla cassazione della sentenza, non è meno vero che, una volta rigettato o dichiarato inammissibile il motivo che investe una delle argomentazioni a sostegno della sentenza impugnata, diventano inammissibili, per difetto di interesse, i restanti motivi, atteso che, quand’anche essi dovessero risultare fondati, non potrebbe comunque giungersi alla cassazione della sentenza impugnata, che rimarrebbe pur sempre ferma sulla base della ratio ritenuta corretta (Cass. nn. 12372 del 2006 e, da ult., 26315 del 2018);
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del
ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del cit. art. 13, comma 1-bis.