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Timestamp: 2018-10-19 04:32:51+00:00
Document Index: 51533570

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 74', 'art. 7', 'art.1', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 73']

Entro quindici giorni dalla pubblicazione del presente regolamento, nel capoluogo di ogni provincia il primo Presidente della Corte di Appello, o nelle province che non sono sede di Corte di Appello, il Presidente del Tribunale, invita, con i mezzi di pubblicità che ritiene più convenienti, coloro che hanno conseguito il diploma di ingegnere o di architetto dagli Istituti indicati nell'art. 1 della Legge 24 giugno 1923, n. 1395, o si trovino nelle condizioni stabilite dagli artt. 3, 8, 9, 10 della Legge stessa, e dall'art. 74 del presente regolamento a presentare domanda redatta nel modo indicato dall'art. 7 del presente regolamento e munita dei documenti ivi stabiliti e di quegli altri che il richiedente stimi opportuni.
I diplomi menzionati nell'art.1 della Legge 24 giugno 1923, n. 1395, costituiscono, agli effetti dell'iscrizione, il titolo di cui all'art. 7, lettera e) per coloro che li hanno conseguiti entro il 31 dicembre 1925, giuste le norme stabilite dall'art. 6 del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909.
Il grado accademico di ingegnere o di architetto, conferito prima della pubblicazione della Legge 24 giugno 1923, n. 1395, indipendentemente da ogni esame in seguito a giudizio tecnico su pubblicazioni o su lavori è considerato equipollente, agli effetti della legge predetta e del presente regolamento, al grado conferito da uno degli istituti indicati nell'art. 1 della medesima legge, in base agli esami stabiliti dalle norme sull'istruzione superiore.
Art. 62 (32)
Gli ingegneri ed architetti che siano impiegati di una pubblica amministrazione dello Stato, delle province a dei comuni, e che si trovino iscritti nell'albo degli ingegneri o degli architetti, sono soggetti alla disciplina dell'Ordine per quanto riguarda l'eventuale esercizio della libera professione. I predetti ingegneri ed architetti non possono esercitare la libera professione ove sussista alcuna incompatibilità preveduta da leggi, regolamenti generali o speciali, ovvero da capitolati. Per l'esercizio della libera professione è in ogni caso necessaria espressa autorizzazione dei capi gerarchici nei modi stabiliti dagli ordinamenti dell'amministrazione da cui il funzionario dipende.
Per i funzionari delle pubbliche amministrazioni l' iscrizione nell'albo non può costituire titolo per quanto concerne la loro carriera.
Art. 64 - 71(33)
I diplomati ingegneri ed architetti degli antichi Stati italiani godono degli stessi diritti stabiliti dall'art. 1 della Legge 24 giugno 1923, n. 1395, per coloro che sono stati diplomati nel Regno.
Art. 73 (34)
Il titolo di ingegnere e, rispettivamente, quello di architetto, spetta esclusivamente a coloro che appartengono ai territori annessi al Regno con le leggi 26 settembre 1920, n. 1322 e 19 dicembre 1920, n. 1778, abbiano acquistato la cittadinanza italiana in virtù della sezione VI parte terza del trattato di San Germano, dell'art. 7, n. 2 del trattato di Rapallo, del R.D. 30 dicembre 1920, n.1890 e del Regio D.L. 29 gennaio 1922, n. 43, e inoltre fossero in possesso, alla data dell'annessione dei detti territori, di uno dei seguenti titoli:
titolo di ingegnere civile autorizzato;
attestato del secondo esame di Stato conseguito in un politecnico della cessata monarchia austro-ungarica e dell'ultimo esame di Stato della Scuola Superiore di Agronomia di Vienna o delle scuole superiori montanistiche;
l'assolutoria conseguita nelle stesse scuole superiori di cui al comma b) prima del 1885;
il diploma di laurea d'ingegneria conseguito in politecnici e scuole tecniche superiori non austriache equiparate al secondo esame di Stato dell'ordinanza ministeriale 27 dicembre 1893, Bollettino leggi imperiali n. 197;
i diplomi conseguiti in altri Stati presso istituti non compresi nella predetta ordinanza e già riconosciuti validi ed equipollenti in casi individuali dalle autorità ministeriali austriache.
Nessun altro titolo può ritenersi equipollente a quelli sopra indicati, anche se conferito in base alla ordinanza 14 marzo 1917 B.L.I. n. 130 della cessata monarchia austro-ungarica.
Gli albi degli ingegneri ed architetti dei territori indicati nel precedente art. 73 comprenderanno uno speciale elenco supplementare e transitorio, nel quale saranno iscritti i geometri civili autorizzati dalle nuove province, i quali comprovino di avere superato l'esame della sezione geodetica di una scuola politecnica della cessata monarchia austro- ungarica prima del 31 dicembre 1913 e di possedere, alla data dei 24 giugno 1923, l'autorizzazione, di cui alla ordinanza 7 maggio 1913 B.L.I. n. 77. Gli interessati, entro il termine perentorio di mesi tre dalla pubblicazione del presente regolamento dovranno presentare domanda a norma degli articoli 59 e 65. Coloro che sono compresi nell'elenco di cui sopra, pur conservando il titolo di geometra civile, hanno gli stessi diritti degli ingegneri iscritti negli albi, ad eccezione di quanto riguarda l'esercizio professionale, il quale ha per oggetto le mansioni di spettanza del perito agrimensore (geometra) nonché, a mente del paragrafo 5 della predetta ordinanza 7 maggio 1913, l'esecuzione di progetti e misurazioni planimetriche e altimetriche di ogni specie nel campo geodetico ed, in particolare, la compilazione di piani di situazione e di livello, di piani di divisioni di terreno, di piani di commassazione e arrotondamento, le demarcazioni di confini, regolazioni di confini e altimetrie, la compilazione e l'esecuzione di tutti i lavori cartografici e fotogrammetrici, la revisione dei piani e dei calcoli geometrici e geodetici ed il rilascio di autenticazione su quanto sopra.