Source: https://www.studiovasini.it/news/circolare-11/
Timestamp: 2020-07-11 17:35:16+00:00
Document Index: 135449569

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 46', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art.10', 'art. 3', 'art. 3', 'art.17', 'art. 10']

Circolare 11 :: Studio Vasini snc Amministrazioni Condominiali e Immobiliari, Servizi e Consulenze c/Terzi
Homepage>Circolare 11
Santarcangelo 24/10/2012
Circolare Clienti n. 11
- la possibilità per i contratti collettivi nazionali di individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti che possono affrancare il committente dalla responsabilità solidale;
- la possibilità in capo al committente, convenuto in giudizio, della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori. In tal caso il Giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati e l’azione esecutiva potrà essere intentata nei confronti del committente solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori.
- con l’appaltatore ed eventuali subappaltatori;
- nel limite temporale di due anni dalla cessazione dell’appalto, con esclusione delle sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.
- alle retribuzioni, compreso il trattamento di fine rapporto (T.F.R.);
- ai contributi previdenziali (I.N.P.S.);
- ai premi assicurativi (I.N.A.I.L.);
- non opera più il limite temporale della responsabilità dei due anni dalla cessazione dell’appalto, ciò significa che il coinvolgimento in solido trova soltanto il limite della prescrizione dei singoli tributi interessati;
- il committente non deve provvedere al pagamento del corrispettivo in favore dell’appaltatore se quest’ultimo non documenta che quanto dovuto all’Erario e all’I.V.A. è stato correttamente versato da lui stesso e dagli eventuali subappaltatori.
- indicare il periodo nel quale l’I.V.A. relativa alle fatture concernenti i lavori eseguiti è stata liquidata, specificando se dalla suddetta liquidazione è scaturito un versamento di imposta, ovvero se in relazione alle fatture oggetto del contratto è stato applicato il regime dell’I.V.A. per cassa oppure la disciplina del reverse charge;
- riportare gli estremi del modello F24 con il quale i versamenti dell’I.V.A. e delle ritenute non scomputate totalmente o parzialmente sono stati effettuati;
- contenere l’affermazione che l’I.V.A. e le ritenute versate incluso quelle riferibili al contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione viene resa;
- il committente che effettua il pagamento del corrispettivo all’appaltatore senza attendere l’esibizione dei documenti attestanti la correttezza dei versamenti IRPEF e I.V.A. da parte dell’appaltatore stesso e degli eventuali subappaltatori è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 200.000 euro.
La documentazione relativa la regolarità dei versamenti delle ritenute fiscali e dell’IVA per le prestazioni rese nell’ambito dell’appalto:
va richiesta all’appaltatore/subappaltatore per i pagamenti effettuati dall’11/10/2012 in relazione ai soli contratti stipulati dal 12/08/2012;
può essere resa, oltre che mediante “asseverazione” rilasciata da un CAF/professionista abilitato, anche con dichiarazione sostitutiva dallo stesso appaltatore/subappaltatore.
Responsabilità fiscale nei contratti di appalto e subappalto
Come noto, lo scorso 12 agosto è entrato in vigore l'articolo 13-ter del cd “decreto Crescita” che ha modificato la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell'ambito dei contratti d'appalto e subappalto di opere e servizi. Tale disposizione, in sintesi, prevede la responsabilità solidale dell'appaltatore e del committente per il versamento all'Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell'Iva dovuta dal subappaltatore e dall'appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del contratto.
Tale responsabilità viene meno se l'appaltatore/committente acquisisce la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore/appaltatore. In assenza di tale documentazione, sia l'appaltatore (verso il subappaltatore) che il committente (verso l’appaltatore) possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto fino all'esibizione della documentazione.
La norma, inoltre, ammette che la documentazione possa consistere anche nella “asseverazione” rilasciata da CAF o da professionisti abilitati. Pertanto, in caso di violazione delle nuove disposizioni scattano sia la sospensione dei pagamenti sia una sanzione amministrativa da €. 5.000 a €. 200.000.
I chiarimenti con la circolare 40/E del 08.10.2012
Al fine di risolvere alcuni dubbi interpretativi sorti in merito la novella disciplina, l’Agenzia ha fornito chiarimenti riguardo i due aspetti maggiormente critici della norma, quali:
la decorrenza della norma ed i relativi effetti;
La prima questione affrontata dalle Entrate riguarda l'individuazione del momento a partire dal quale il committente/appaltatore è tenuto a verificare che il versamento delle ritenute e dell’IVA (per le prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di appalto/subappalto) scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati correttamente eseguiti dall'appaltatore/subappaltatore.
Al riguardo, nella C.M. 40/2012 l’agenzia precisa che:
le disposizioni contenute nel citato art. 13-ter del DL 83/2012 trovano applicazione solo per i contratti di appalto/subappalto stipulati a decorrere dal 12/08/2012;
la certificazione deve essere richiesta solamente in relazione ai pagamenti effettuati a partire dall'11/10/2012 (sempre in relazione ai contratti stipulati a partire dal 12/08/2012)
Il secondo chiarimento attiene alla documentazione che l'appaltatore/subappaltatore deve produrre per dimostrare il regolare versamento dell'IVA e delle ritenute, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo. Al riguardo, l’agenzia stabilisce che, in alternativa all’ “asseverazione” resa da un CAF/professionisti abilitato, è possibile rilasciare una dichiarazione sostitutiva (DPR 455/2000) con cui l’appaltatore o il subappaltatore attesti l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla disposizione.
Nello specifico la norma di riferimento è l’articolo 1, ai commi 26 e 27, della L. 92/2012 che ha introdotto, come già evidenziato in premessa, il nuovo articolo 69 bis al decreto legislativo n. 276
fattispecie del contratto di collaborazione a progetto .
Nello specifico l’art. 46 bis, al comma 1, della citata legge n, 134/2012 ha previsto che la presunzione introdotta dalla precedente riforma debba essere verificata su un arco temporale di due anni e non più sul singolo anno solare. (...)
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 96/E del 17 ottobre 2012, ha precisato che l’esenzione Iva relativa alle prestazioni sanitarie, prevista dall’articolo 10, n. 18), del Dpr 633/1972, può essere applicata anche dal massofisioterapista a condizione, però, che questi abbia acquisito il titolo con un corso triennale ed entro il 17 marzo 1999, ossia prima dell’entrata in vigore della legge n. 42/2002, che ha messo ordine tra le categorie professionali che orbitano intorno alle prestazioni mediche. Viceversa, l’esenzione Iva non può essere applicata alle prestazioni rese dai massofisioterapisti diplomati dopo il 17 marzo 1999 dopo aver frequentato corsi biennali o triennali.
Le imposte accertate per errata imputazione dei costi di competenza possono essere compensate
Errata imputazione costi di competenza. In caso di accertamento le imposte accertate possono essere compensate nel corso del procedimento di accertamento con adesione
La circolare 31/E riguarda le imprese che in sede accertamento con adesione, fermo restando il
disconoscimento della deduzione di costi per violazione del principio di competenza, si vedranno tuttavia riconosciuta la deducibilità nel periodo d’imposta di effettiva competenza.
L'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate sarà chiamato a gestire, da un lato, il procedimento di definizione relativo alla maggiore imposta accertata (oltre sanzioni e interessi) in ragione dell’avvenuta deduzione del componente negativo in violazione del principio di competenza e dall’altro, il procedimento di compensazione, attivato dal contribuente mediante domanda formale durante il procedimento di adesione, di quanto indebitamente pagato nel periodo d’imposta in cui avrebbe dovuto correttamente imputare e dedurre detto componente.
Resta comunque ferma la facoltà per il contribuente di chiedere, in luogo della compensazione, il rimborso dell’imposta versata in eccedenza per il periodo d’imposta di corretta imputazione del componente negativo precedentemente non dedotto.
Il nuovo provvedimento del Governo Monti già denominato Decreto sviluppo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 ottobre come decreto legge n. 179/2012.. Le novità sono molte ma solo alcune sono già operative: contratti di lavoro determinato per le start up innovative, pec obbligatoria per le imprese individuali, divieto del tacito rinnovo per le polizze rc auto e le misure sul rafforzamento patrimoniale dei Confidi per facilitare il credito a piccole e medie imprese. Tutte le altre misure per entrare in vigore attendono invece i decreti attuativi dei ministeri competenti. La copertura finanziaria, poco più di un miliardo di euro le risorse necessarie fino fino al 2017, dovrebbe venire dai fondi per l'efficienza energetica della Cassa Conguaglio del settore elettrico e, forse, da una nuova tassa sui voli italiani di RyanAir che per i contributi ai lavoratori italiani dovrebbe essere sottoposta a tassazione italiana .
Vediamo in dettaglio le misure già operative.
Viene esteso alle imprese individuali l’obbligo di dotarsi di posta elettronica certificata. La scadenza per comunicare il proprio indirizzo è il 31 dicembre 2013 .
Frodi IVA: onere della prova sull’amministrazione tributaria
Si consolida un nuovo orientamento della Corte UE sulle frodi IVA
La Corte di Giustizia Europea con una serie di sentenze recenti (sentenza del 21 giugno -cause 80/2011 e 142/2011- sentenza 6 settembre 2012,-causa C-273/11) ha espresso un nuovo orientamento sull’indetraibilità dell’IVA in presenza di fatture soggettivamente inesistenti . In contrasto con l’orientamento prevalente della Cassazione ma anche in parte con propria giurisprudenza precedente, la Corte Europea ha chiarito che l’amministrazione per provare l’indetraibilità dell’VA deve dimostrare che il contribuente era a conoscenza dell’irregolarità delle fatture ricevute.
Il decreto n. 83/2012 recante “Misure urgenti per la crescita del paese“, noto anche come " Decreto Sviluppo" entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 26 giugno scorso, all’art. 9 ha introdotto un importante novità nel regime IVA sulle cessioni e vendite dei fabbricati da parte di imprese costruttrici che hanno eseguito i lavori di costruzione o di restauro.
Si tratta in particolare della possibilità, da esercitare al momento della vendita, di optare per l’imponibilità IVA con l’aliquota del 10% sia sulle vendite che sulle locazioni di fabbricati ad uso abitativo, finora esenti, con la conseguente possibilità di portare in detrazione le spese sostenute per la realizzazione o il restauro degli immobili. Per le vendite tale opzione si applica solo alle operazioni effettuate dopo 5 anni dall’ ultimazione dei lavori. A livello normativo ciò stato realizzato attraverso l’integrale sostituzione dei nn. 8, 8-bis e 8-ter del co.1 dell’art.10 del DPR n.633/72.
Vediamo quindi un riepilogo dettagliato della nuova situazione normativa.
Locazione e cessione fabbricati abitativi
Per quanto riguarda la locazione di fabbricati abitativi ricordiamo che il regime naturale è quello dell’esenzione, ma è possibile optare per l’imponibilità Iva:
• da parte delle imprese costruttrici degli immobili o da dalle imprese che hanno eseguito sugli immobili, anche tramite appalto, interventi di recupero ex art. 3, comma 1, lett. c), d), f) del DPR 380/2011 (Testo unico sull’edilizia);
• per i contratti aventi ad oggetto fabbricati destinati ad alloggi sociali ex DM 22/04/2008.
L’aliquota prevista, in caso di opzione, è del 10% ed è stato quindi aggiornato il n. 127-duodevicies alla Tabella A, Parte III, del D.p.r. 633/72.
Per quanto riguarda, invece, le cessioni di fabbricati abitativi, pur restando confermato il regime di esenzione Iva, è ora prevista l’imponibilità per le cessioni effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che, anche tramite appalto, hanno eseguito interventi di recupero di cui all’art. 3, co. 1, lett. c), d), f) del D.p.r. 380/2011 anche oltre 5 anni dalla data di ultimazione della costruzione/intervento, a condizione che nell’atto sia esercitata l’opzione per l’imponibilità. In questo modo, quindi, le imprese che non riescono a cedere nei 5 anni dalla fine dei lavori le costruzioni realizzate, optando per l’imponibilità Iva potranno evitare l’indetraibilità dell’Iva sugli acquisti di beni e servizi effettuati ai fini della realizzazione/ristrutturazione degli immobili.
Locazione e cessione fabbricati ad uso strumentale
Per quanto riguarda i fabbricati strumentali per natura, le novità consistono invece, nell’estensione del regime di esenzione, sia per le vendite sia per le locazioni. Sono state infatti soppresse le due regole di imponibilità obbligatoria che riguardavano le cessioni e le locazioni poste in essere, da soggetti passivi Iva, nei confronti di:
• cessionari e locatari con diritto di detrazione limitato al massimo al 25%;
• cessionari e locatari privati consumatori.
Questa modifica non pregiudica comunque venditori e locatori, i quali potranno sempre optare per l’imponibilità Iva al posto dell’esenzione. L’unico caso di imponibilità obbligatoria resta quello delle cessioni di immobili strumentali per natura poste in essere entro 5 anni (anziché 4, come previsto prima) dall’ultimazione dei lavori, dalle imprese che li hanno costruiti o che vi hanno eseguito la ristrutturazioni. In sintesi:
Esenzione con possibilità di opzione IVA per
• i fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni
• locatari privati consumatori o titolari di partita Iva che effettuano operazioni esenti in misura superiore al 75
Da evidenziare il problema del prorata in quanto le imprese che esercitano l’opzione avranno l’esigenza di applicare l’IVA sul canone di locazione , in contrasto con gli interessi dell’inquilino per cui potrebbe rendersi necessarie integrazioni del contratto di locazione sottoposta anche a registrazione perché rilevanti ai fini delle imposte dirette.
Premesso che il regime naturale è di esenzione IVA vi sono le seugneti possibilità :
• esenzione (con possibilità di opzione Iva) anche per cessionari privati consumatori o titolari di partita Iva che effettuano operazioni esenti in misura superiore al 75%
• imponibilità iva Da parte delle imprese costruttrici o di ripristino effettuate entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione/intervento
• esenzione IVA con possibilità di opzione negli altri casi, con opzione nell’atto di cessione
A seguito di queste modifiche normative è stato anche ampliato il regime del reverse charge (art.17, co. 6, lett. a-bis) del DPR n. 633/72) imponendolo anche sulle cessioni di fabbricati abitativi e strumentali da parte delle imprese costruttrici o di ripristino, effettuate oltre il quinquennio, in regime Iva per effetto di opzione.
Ricordiamo che Il reverse charge (o inversione contabile ) è una procedura che consente di derogare dal principio di applicazione dell’Iva in capo al soggetto che cede il bene , prevedendo che venga invece assolta da chi acquista il bene o servizio.
Questa modifica porterà certamente qualche complicazione operativa nella gestione contabile e fiscale delle imprese che devono gestire operazioni in regimi IVA diversi per cui si imporrebbe la separazione delle attività,, eliminata dalla riscrittura del punto 8 bis dell'art. 10 del DPR 633/72, per cui si attendono senz’altro chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.