Source: https://giusepperomana.weebly.com/news/vietate-le-prestazioni-gratuite-per-i-servizi-di-architettura-e-di-ingegneria
Timestamp: 2019-07-20 10:16:54+00:00
Document Index: 71175712

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art. 213', 'art. 157', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 97']

Vietate le prestazioni gratuite per i servizi di architettura e di ingegneria - Giuseppe Romana | Ingegnere
Prima di entrare nel merito del ricorso, va preliminarmente osservato come i giudici del TAR, in merito alla legittimazione a ricorrere degli ordini professionali, ha riconosciuto la legittimazione ad agire dell’ordine professionale che faccia valere l’interesse omogeneo della categoria, anche se in concreto il provvedimento ritenuto lesivo sia ritenuto “vantaggioso” da singoli professionisti. In tal senso la sentenza ricalca il parere espresso recentemente dal Ministero di Giustizia in merito al potere di rappresentanza dei Consigli Nazionali.
Per quanto riguarda il bando, nonostante la norma primaria (art. 24, comma 8 del D.Lgs. n. 50/2016) non obblighi le amministrazioni ad utilizzare i criteri fissati dal decreto del Ministero della giustizia 17 giugno 2016 e considerato che l'appalto in questione rientra nella categoria dei “contratti speciali di diritto privato” connotata da una disciplina, di derivazione europea, derogatoria dei contratti di diritto comune, in ragione degli interessi pubblici sottesi e della natura soggettiva del contraente pubblico, e che trova la sua principale fonte nel Codice di Contratti Pubblici (D Lgs. 50/2016), i giudici di primo grado hanno richiamato:
la Determinazione ANAC 14 settembre 2016, n. 973 recante Linee Guida n. 1, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria (Gazzetta Ufficiale 29/09/2016, n. 228)
la Determinazione ANAC 21 settembre 2016, n. 1005 recante Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti Offerta economicamente più vantaggiosa (Gazzetta Ufficiale 11 ottobre 2016, n. 238)
Secondo i giudici del TAR, le Linee Guida n. 1 sono "dirette a garantire la promozione dell’efficienza, della qualità delle stazioni appaltanti, della omogeneità dei procedimenti amministrativi ex art. 213 co. 2 del D.Lgs. 50/2016", in tal senso è stata richiamata "l’esigenza che il corrispettivo degli incarichi e servizi di progettazione ex art. 157 Codice degli Appalti venga determinato secondo criteri fissati dal decreto del Ministero della Giustizia 17 giugno 2016 nel rispetto di quanto previsto dall’art. 9 co.2 del decreto 24 gennaio 2012 n.1, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012 n. 27, così come ulteriormente modificato dall’art. 5 della legge 134/2012, al fine di garantire anche il controllo da parte dei potenziali concorrenti della congruità della remunerazione”.
In riferimento alle Linee Guida n. 2, i giudici hanno specificato che la determinazione del prezzo a base d'asta deve essere effettuata in modo da evitare che il prezzo sia troppo contenuto per permettere la partecipazione di imprese corrette o troppo elevato, producendo danni per la stazione appaltante. La necessaria predeterminazione del prezzo del servizio oggetto di appalto, anche quando tale componente quantitativa sia valutata unitamente a quella qualitativa, nell’ottica del legislatore sia nazionale che europeo, è funzionale a garantire il principio di qualità della prestazione e della connessa affidabilità dell’operatore economico, rispetto al quale va contemperato e per certi versi anche misurato il principio generale di economicità, cui solo apparentemente sembra essere coerente il risparmio di spesa indotto dalla natura gratuita del contratto di appalto atipico.
In definitiva, il principio della qualità delle prestazioni che l’amministrazione aggiudicatrice intende acquistare sul mercato e che, in termini economici, si traduce nella serietà dell’offerta sotto il profilo quantitativo, è infatti alla base della regolamentazione specifica dell’anomalia dell’offerta (ora disciplinata dall’art. 97 del Codice degli Appalti) poiché, anche nella prospettiva del perseguimento da parte dell’amministrazione del risparmio di spesa, le offerte che appaiono anormalmente basse rispetto ai lavori, alle forniture o ai servizi potrebbero basarsi su valutazioni o prassi errate dal punto di vista tecnico, economico o giuridico (considerando 103 della Direttiva 2014/24 UE), così rischiando di rivelarsi, nel lungo periodo, poco convenienti, foriere di ritardi, inadempimenti, contenziosi giurisdizionali.
Soddisfazione è arrivato dal mondo professionale. (…)