Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_038_11092017.htm
Timestamp: 2019-06-26 22:32:31+00:00
Document Index: 26194685

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 73', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 35', 'art 3', 'art.5', 'art 3', 'art 8', 'art.8', 'art. 39', 'art. 58', 'art.39', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 97', 'art 36', 'art.36', 'sentenza ', 'art. 2', 'art.17', 'art. 63', 'art. 64', 'art 10', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 51', 'art. 63', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16']

SEDUTA Di LUNEdì 11 SETTEMBRE 2017
La seduta inizia alle 17,35
Proposta di provvedimento amministrativo numero 181/10^ d’Ufficio recante: “Elezione del Presidente del Consiglio regionale (articolo 20, comma 2, Statuto)”
Apriamo i lavori introducendo il primo punto all’ordine del giorno: la proposta di provvedimento amministrativo numero 181/10 d’Ufficio recante “Elezione del Presidente del Consiglio regionale articolo 20 comma 2 dello Statuto”.
Ricordo che, ai sensi dell’articolo 20, comma 2, dello Statuto regionale, il Presidente viene eletto a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio, se, dopo due scrutini, nessun candidato dovesse ottenere la maggioranza richiesta, nel terzo, da tenersi nel giorno successivo, è sufficiente la maggioranza dei consiglieri regionali.Ricordo, inoltre, ai consiglieri che possono esprimere una sola preferenza.
Costituisco,pertanto, il seggio elettorale e chiamo a svolgere le funzioni di scrutatori, così come da prassi, i consiglieri più giovani di maggioranza e opposizione, Cannizzaro e Pasqua.
I consiglieri Cannizzaro e Pasqua si possono avvicinare. Appena insediato il seggio elettorale, inizieranno le procedure di voto.
E’ costituito in questo momento il seggio elettorale che durerà per il tempo delle votazioni; qualora ci fossero, come vi ho detto prima, i due terzi sul provvedimento, si procederà con gli altri punti all’ordine del giorno, rimanendo sempre insediatoil seggio.
Il seggio, quindi, è insediato.
Prego i commessi di distribuire le schede per l’elezione del Presidente del Consiglio regionale. Chiedo al consigliere segretario-questore di iniziare la chiama, supportato dagli uffici.
Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti 31; schede bianche 5. Hanno riportato voti i consiglieri: Nicola Irto 24, Giuseppe Neri 1, Giuseppe Gentile 1, pertanto proclamo eletto Presidente del Consiglio regionale il consigliere Nicola Irto.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 182/10^ d’Ufficio recante: “Elezione dei due Vice Presidenti del Consiglio regionale (articolo 20, comma 3, Statuto)”
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno. Resta insediato il seggio elettorale.Ricordo che, ai sensi dell’articolo 20, comma 3, dello Statuto regionale, per l’elezione dei due VicePresidenti, i consiglieri regionali esprimono una sola preferenza; risultano eletti coloro che ottengono il maggior numero di votie, a parità di voti, i più anziani di età. Chiedo ai commessi d’Aula di distribuire le schede. Prego.
Comunico l’esito della votazioneper l’elezione dei due Vice Presidenti del Consiglio regionale: presenti e votanti 31; hanno riportato voti i consiglieri: Giuseppe Gentile 13, Vincenzo Ciconte 12, Wanda Ferro 6.
Proclamo elettialla carica di Vice-Presidenti del Consiglio regionale i consiglieri Gentile e Ciconte.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 183/10^ d’Ufficio recante: “Elezione dei due Consiglieri Segretari-Questori del Consiglio regionale (articolo 20, comma 3, Statuto)”
Ricordo che ai sensi dell’articolo 20, comma 3, dello Statuto regionale per l’elezione dei due segretari-questori i consiglieri regionali esprimono una sola preferenza; risultano eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti e a parità di voti i più anziani di età. Chiedo ai commessi d’Aula di distribuire le schede. Prego.
Comunicol’esito della votazione: presenti e votanti 31; hanno riportato voti i consiglieri: Giuseppe Graziano 11; Domenico Tallini 7, Giuseppe Neri 13. Proclamo, pertanto, elettialla carica di Segretari questori del Consiglio regionale i consiglieri Neri e Graziano.
Hanno chiesto congedo: Musmanno, Rizzo, Russo, Viscomi
“Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alle lettere a) ed e) comma 1, dell'art. 73 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. - (deliberazione G.R. n. 279 del 30.6.2017)” (PL n. 256/10^)
“Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a) ed e) comma 1, dell'art. 73 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. - (deliberazione G.R. n. 346 del 31.7.2017) (P.L. n. 263/10^)
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 maggio 1996, n. 9 (Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio) - (deliberazione G.R. n. 374 del 10.8.2017)” (P.L. n. 267/10^)
Sergio - “Istituzione del Fattore Famiglia Calabrese” (P.L. n. 257/10^)
Sergio - “Agevolazioni sui mezzi di trasporto regionali per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine - Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2015, n. 35 (Norme per i servizi di trasporto pubblico locale)” (P.L. n. 258/10^)
Giudiceandrea - “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 29 - Norme per l'esercizio della pesca degli osteitti e per la protezione e l'incremento della fauna nelle acque interne della Regione Calabria” (P.L. n. 259/10^)
Nucera - “Politiche per i giovani” (P.L. n. 260/10^)
Sergio - “Istituzione del premio di studi economici in memoria di Don Carlo De Cardona” (P.L. n. 261/10^)
Sergio - “Disposizioni per agevolare l'uso dei locali di stagionatura tradizionali - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 febbraio 2004, n. 5 (Norme per l'individuazione dei prodotti a base di latte ritenuti storici e/o tradizionalmente fabbricati)” (P.L. n. 262/10^)
Greco - “Modifiche alla legge regionale 18 maggio 2017, n. 18 (Disposizioni per l'organizzazione del servizio idrico integrato)” (P.L. n. 264/10^)
Sergio - “Disposizioni per la qualificazione e il sostegno del lavoro di cura degli assistenti familiari” (P.L. n. 265/10^)
Sergio - “Istituzione del fondo per parchi giochi inclusivi. Modifiche alla l.r. 23 luglio 1998, n. 8 (Eliminazione delle barriere architettoniche)” (P.L. n. 266/10^)
Greco - “Promozione e sviluppo del turismo esperienziale in Calabria attraverso l'istituzione del Museo Esperienziale Diffuso” (P.L. n. 268/10^)
Bevacqua - “Norme di attuazione della legge 21 novembre 2000, n. 353” (Legge quadro in materia di incendi boschivi) (P.L. n. 269/10^)
Magno - “La posizione economica equivalente delle famiglie e l'istituzione del fattore famiglia” (P.L. n. 270/10^)
Magno - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 21 del 13 ottobre 2004 “Istituzione dei distretti rurali ed agroalimentari di qualità” (P.L. n. 271/10^)
E’ stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
“Bilancio di previsione dell'ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria) 2017/2019 - (deliberazione G.R. n. 312 del 14.7.2017)” (P.P.A. n. 179/10^)
“Bilancio di previsione 2017/2019 dell'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Calabria - (deliberazione G.R. n. 313 del 14.7.2017)” (P.P.A. n. 180/10^)
Integrazione criteri localizzativi Piano Regionale Gestione Rifiuti - (deliberazione G.R. n. 327 del 25.7.2017) (P.P.A. n. 184/10^)
E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - per il parere.
“Elezione del Presidente del Consiglio regionale (articolo 20, comma 2, Statuto)” (P.P.A. n. 181/10^)
“Elezione dei due Vice Presidenti del Consiglio regionale (articolo 20, comma 3, Statuto)” (P.P.A. n. 182/10^)
Elezione dei due Consiglieri Segretari-Questori del Consiglio regionale (articolo 20, comma 3, Statuto)” (P.P.A. n. 183/10^)
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa del consigliere
Sergio - “Introduzione del procedimento di voto elettronico - Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del Consiglio regionale n. 5 del 27 maggio 2005 e ss.mm.ii.)” (P.P.A. n. 185/10^)
E’ assegnata alla quinta Commissione - Riforme - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 269 del 20 giugno 2017, recante: "Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica ex art. 7 L.R. 24/2013 - Approvazione Modello Organizzativo e Dotazione Organica dell'Azienda" (Parere n. 30/10^)
E’ assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale - per il parere
In data 30 giugno 2017, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sotto indicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 62 del 30 giugno 2017:
1. Legge regionale 30 giugno 2017, n. 21, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge Urbanistica della Calabria)”.
In data 5 luglio 2017, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 64 del 5 luglio 2017:
1. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 22, recante: "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alle lettere a),d) ed e) comma 1 dell'articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)";
2. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 23, recante: "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alle lettere a) ed e) comma 1 dell'articolo-73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)";
3. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 24, recante: "Abrogazione della legge regionale 1 febbraio 2017, n. 3 (Modifica alla legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 - Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri)";
4. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 25, recante: "Abrogazione della legge regionale 1 febbraio 2017, n. 4 (Modifica alla legge regionale 26 febbraio 2003, n. 2 - (Disciplina dell'attività di accoglienza ricettiva a conduzione familiare denominata "Bed and Breakfast")";
5. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 26, recante: "Prosecuzione dell'esercizio provvisorio da parte della curatela fallimentare SO.GA.S. S.p.A.";
6. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 27, recante: "Modifiche all'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 47 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012)";
7. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 28, recante: "Avvio delle attività dell'Agenzia regionale di cui all'articolo 7 della legge regionale 17 agosto 2009, n. 24";
8. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 29, recante: "Disposizioni per la semplificazione e la celerità dell'azione amministrativa - Modifiche alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 19 (Norme sul procedimento amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso. Disciplina della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria)";
9. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 30, recante: "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) e lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)";
10. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 31, recante: "Disposizioni per favorire l'accesso dei giovani al settore primario e contrastare l'abbandono e il consumo dei suoli agricoli";
11. Legge regionale 5 luglio 2017, n. 32, recante: "Adempimento delle condizionalità ex ante del PSR Calabria 2014/2020 per lo sviluppo rurale di cui all'allegato V del Regolamento UE n. 1305/2013. Risorse Idriche. Copertura costi ambientali".
La Giunta regionale, con nota prot. n. 220799 del 4 luglio 2017, ha trasmesso la deliberazione n. 286 del 30 giugno 2017, recante: “Affidamento della riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali proprie della Regione all'Agenzia delle entrate - Riscossione - D.L. 22 ottobre 2016 n. 193”.
La Giunta regionale, con nota prot. n. 264043 del 21 agosto 2017, ha trasmesso la deliberazione n. 369 del 10 agosto 2017, recante: “Approvazione disciplinare per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale”.
La Giunta regionale, con nota prot. n. 264067 del 21 agosto 2017, ha trasmesso la deliberazione n. 368 del 10 agosto 2017, recante: “Reg. (UE) n. 1303/2013 e Reg. (UE) n. 508/2014. Programma Operativo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) 2014/2020 - approvazione del Manuale delle procedure e dei controlli della Regione Calabria”.
Relazione Corte dei Conti su gestione finanziaria delle Regioni per l’esercizio 2015
È pervenuta la relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria delle Regioni per l'esercizio 2015, approvata dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con deliberazione n.17/SEZAUT/2017/FRG.
In data 3 luglio 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 64 del 5 luglio 2017:
Regolamento regionale n. 13 del 3 luglio 2017, concernente: “Regolamento attuativo della legge regionale 5 luglio 2016, n. 21 (Disposizioni in materia di rateizzazione dei debiti tributari e delle relative sanzioni)”
In data 10 agosto 2017, il Presidente della Giunta regionale ha emanato i sotto indicati regolamenti regionali e che gli stessi sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 80 dell'11 agosto 2017:
Regolamento regionale n. 14 del 10 agosto 2017, concernente: "Regolamento per la disciplina delle strutture ausiliarie";
Regolamento regionale n. 15 del 10 agosto 2017, concernente: “Regolamento "Procedure per la denuncia il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva "sismica" di cui alla legge regionale 28 dicembre 2015, n. 37”.
la chiusura della stazione ferroviaria di Francavilla Angitola - Filadelfia che dura ormai da diversi anni, provoca forti disagi ai collegamenti di rete e all'intera mobilità con evidenti ripercussioni negative sull'economia locale;
la medesima stazione è località di servizio posta sulla linea Eccellente - Rosarno (via Tropea) che si congiunge al più importante collegamento ferroviario nord sud tra la Sicilia, la Calabria e il resto della penisola;
la zona in oggetto è a forte vocazione turistica caratterizzata da numerosi villaggi e camping con oltre 3000 posti letto e in particolar modo nel periodo estivo risulta affollato da turisti sia italiani che stranieri;
considerato che: la stazione ferroviaria di Francavilla Angitola - Filadelfia, situata nelle vicinanze delle località marine, può rappresentare un ottimo snodo di collegamento con servizi di transito e fermata a vantaggio delle strutture turistiche presenti nella zona;
la suddetta stazione è, inoltre, posta al centro delle più importanti e rinomate località turistiche dell'intera regione con un ruolo potenziale di grande rilevanza strategica da e per le suddette località;
il sistema ferroviario in passato ha rappresentato il volano del turismo ed oggi soprattutto nel Mezzogiorno può e deve rivestire un ruolo primario nella crescita turistica e quindi economica delle località balneari e del ricco entroterra calabrese -:
quali urgenti iniziative intende assumere e quali procedure inter-istituzionali per riaprire nel più breve tempo possibile la Stazione Ferroviaria di Francavilla Angitola - Filadelfia chiusa da anni e serio motivo di disagi turistici, economici e sociali per l'intera comunità di riferimento.
(291; 04/07/2017)
il 22 dicembre 2016 il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni insieme al ministro Graziano Delrio, alla presenza di tutti i vertici di Anas, annunciava il completamento dell'autostrada del Mediterraneo (ex A3 Salerno-Reggio Calabria);
per la realizzazione dell'autostrada dello Stato italiano ha investito 8 miliardi e 233 mila euro;
ancora oggi, percorrendo la nuova autostrada del Mediterraneo in Calabria sono numerose le interruzioni e le deviazioni che costringono gli automobilisti a viaggiare, in molti casi, solo su due corsie a doppio senso di circolazione;
la stagione estiva porterà un aumento dei flussi di traffico verso la Calabria con la conseguenza di ulteriori congestioni e rallentamenti;
sono sempre più numerosi gli episodi di sinistri stradali, anche gravi, che avvengono nelle aree dell'autostrada del Mediterraneo ancora oggi risultano incomplete con cantieri in corso;
tutto ciò ha un effetto evidentemente negativo sull'attrattività turistica, sulle potenzialità economiche e sull'offerta di mobilità della Calabria -:
se non si ritenga necessario intervenire presso tutti gli uffici competenti di Anas e Ministero delle Infrastrutture affinché si capisca quale sia il reale stato di completamento dell'autostrada del Mediterraneo e quale sia il cronoprogramma degli interventi manutentivi che ad oggi stanno di fatto paralizzando la nostra regione.
(289; 30/06/2017)
Magno. Al Presidente della Giunta regionale ed al Direttore Generale dell'ASP di Catanzaro. Per sapere - premesso che:
gli ospedali calabresi e quelli della provincia di Catanzaro vivono una situazione difficile a causa della cronica carenza di personale che costringe quello esistente a dover affrontare turni di lavoro massacranti pregiudicando l’attività assistenziale dei degenti. Tale situazione è destinata ad aggravarsi nella stagione estiva, ormai in corso, a causa dell'aumento della popolazione per la presenza in Calabria di numerosi turisti, e del conseguente incremento delle situazioni di emergenza nei nosocomi e nei servizi territoriali: numerose difficoltà si sono verificate all'interno delle UU.OO Ospedaliere e dei servizi territoriali dell'ASP di Catanzaro a causa del mancato rinnovo dei contratti di lavoro del personale OSS e infermieristico determinando gravi disservizi, impedendo ai dipendenti la regolare fruizione delle ferie estive e costringendoli a lavorare in condizioni stressanti e senza la dovuta serenità: nell'Asp di Catanzaro non sono stati rinnovati i contratti a 16 unità di OSS assunti con contratto par-time in scadenza al 30.05.2017, mentre il 30.06.2017 hanno cessato il loro incarico altri 4 OSS part-time e 14 infermieri a tempo determinato, creando ulteriori situazioni di disagio e disservizi in un settore particolarmente delicato come quello dell'assistenza sanitaria;
l'Asp dì Catanzaro, al contrario di quanto accaduto nelle altre Aziende Sanitarie calabresi, non ha inteso rinnovare i contratti in scadenza causando la presenza di insufficienti unità di personale OSS e infermieristico negli ospedali di Lamezia Terme e Soveria Mannelli;
malgrado la pubblicazione, da oltre un anno, del bando di stabilizzazione del personale precario avente diritto e la costituzione della Commissione da oltre tre mesi, fino ad oggi nulla è stato fatto nel merito della questione e l'Asp di Catanzaro risulta l'unica azienda Calabrese a non aver stabilizzato i propri lavoratori, sia appartenenti al comparto che alla dirigenza -:
quali azioni il Presidente della Giunta regionale e il Direttore Generale dell'Asp di Catanzaro intendano intraprendere per procedere al rinnovo dei contratti del personale OOS e infermieristico e cosi, sopperire alla cronica carenza di dipendenti nell'Asp di Catanzaro e negli ospedali di Lamezia Terme e Soveria Mannelli e quali misure ritengano di adottare per procedere alla stabilizzazione del personale precario avente diritto, sia del comparto che della dirigenza.
(290; 03/07/2017)
Magno. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
la legge regionale n. 1/2011 ha previsto l'istituzione dell'enoteca regionale "Casa dei vini di Calabria" allo scopo di favorire la conoscenza e la valorizzazione dei vini pregiati regionali, con particolare riguardo ai vini a denominazione di origine (DO) e a indicazione geografica (IG) ed ai marchi di qualità, nonché di altri prodotti derivati dalla lavorazione dell'uva e dei vini;
la Regione Calabria promuove l'istituzione dell'enoteca regionale "Casa dei Vini di Calabria" da localizzare nel territorio della regione, con sede legale a valenza storica produttiva e di ricerca a Cirò o nell'area del Cirotano in provincia di Crotone e con sede per l’innovazione tecnologica a Lamezia Terme, nella Provincia di Catanzaro (art. 1 comma 2 l.r.n. 1/2011);
la legge regionale 8 novembre 2016, n. 33 ha apportato modifiche alla legge regionale 10 febbraio 2011, n.1 cambiando la natura giuridica e la denominazione in "Associazione Enoteca Regionale - Casa dei vini di Calabria" e restando praticamente immutate gli aspetti relativi alle finalità dell'Enoteca Regionale e alla sua localizzazione a Cirò o nell'area del Cirotano e a Lamezia Terme;
il Presidente della Giunta regionale con decreto n. 179 del 05 dicembre 2016 ha nominato, ai sensi dell'articolo 5 comma 3 della legge regionale n. 33/2006, recante modifiche alla legge regionale n. 1/2011, Gennaro Convertini quale presidente dell'associazione "Enoteca Regionale - Casa dei vini di Calabria";
il 25 ottobre 2013 alla presenza dell'allora presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio è stata inaugurata a Cosenza nel palazzo di Piazza XV marzo l'enoteca regionale della provincia di Cosenza alla presenza, tra gli altri, dell'allora sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione. In quell'occasione, in base a quanto riportato dal sito istituzionale della Provincia di Cosenza (www. provincia.cosenza.it) è stato detto che l'Enoteca intende avere una funzione di divulgazione ed informazione sulla viticoltura calabrese attraverso i vini e organizzando gli spazi in tre grandi sale, in sequenza, suddivise per territori: la prima sala è dedicata ai vini delle "Terre di Cosenza", la seconda al Cirò, la terza ai vini del comprensorio lametino e della provincia di Reggio Calabria”, generando confusione di ruoli e determinato duplicazioni di competenze con l'enoteca Regionale "Casa dei vini di Calabria" istituita in base alla legge regionale n. 1/2011;
l'attività dell'Enoteca Regionale "Casa dei vini di Calabria” è oggi completamente ferma e le sede legale a valenza produttiva e di ricerca di Cirò o del Cirotano e quella per l'innovazione tecnologica di Lamezia Terme sono inattive a causa dell'inerzia del Governo regionale, e né si conoscono le attività intraprese dal presidente Convertini per il rilancio dell'associazione dopo oltre sette mesi dalla sua nomina -:
quali azioni il Presidente della Giunta regionale intende intraprendere per fare avviare l’attività dell'enoteca regionale "Casa dei vini dì Calabria", istituita con la legge regionale n. 1/2011 (modificata dalla L.R. n. 33/2016) oggi inspiegabilmente e colpevolmente ferma a causa della politica attendista e priva di programmazione del Governo regionale;
quali finanziamenti si vogliono indicare e le loro fonti di provenienza per fare decollare la sede legale a valenza produttiva e di ricerca di Cirò e del Cirotano e quella per l'innovazione tecnologica di Lamezia Terme allo scopo di favorire la valorizzazione dei vini Calabresi e la promozione del marketing turistico-enologico della nostra regione.
(292; 06/07/2017)
il decreto legislativo 422/1997 conferisce alle Regioni funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4,comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
il 20 dicembre 2016 il Consiglio regionale ha approvato il Piano definitivo dei Trasporti (PRT) considerato che: in buona parte del territorio regionale, soprattutto nelle aree interne, l'accesso al diritto alla mobilità è garantito dal servizio di autotrasporto su gomma;
la disciplina vigente che regolamenta il servizio di autolinee è stata aggiornata attraverso il nuovo PRT ma senza avere ancora reali e concreti riscontri nella attuazione dei servizi;
nello specifico, da più tempo, così come evidenziato in più occasioni dai cittadini residenti, nei comuni della Valle del Crati e, più in generale, nell'intera provincia di Cosenza il servizio autolinee operante nel territorio continua ad essere erogato da Agenzie che hanno attive sulle diverse linee mezzi fatiscenti e privi dei requisiti minimi di confort e sicurezza;
nello specifico del territorio della Valle del Crati, diversi cittadini hanno denunciato, anche attraverso i social, le condizioni allarmanti in cui versano gli autobus in dotazione all'Agenzia Ferrovie della Calabria, finanziate dalla Regione Calabria nell'ambito del PRT;
tali mezzi di trasporto sono frequentemente utilizzati, oltre che da residenti e studenti, anche da turisti che prevalentemente utilizzano i mezzi di trasporto su gomma per muoversi all'interno del territorio provinciale e regionale -:
cosa intenda fare per intervenire in modo incisivo e risolvere al più presto questa situazione di disagio e degrado riscontrata sui mezzi dell'Agenzia Ferrovie della Calabria ma, a quanto pare, diffusa anche su altri mezzi pubblici gestiti da altre Aziende;
se periodicamente vengono effettuati controlli e verifiche sullo stato di sicurezza e di comfort dei mezzi in uso alle Agenzie sovvenzionate dal fondo regionale;
quali sono i tempi di attuazione del nuovo PRT e relativo impiego di risorse per rilanciare e meglio regolamentare il comparto del trasporto su gomma.
(293; 07/07/2017)
la Syndial, controllata del gruppo Eni, ha per anni esercitato intensa attività estrattiva nel territorio di alcuni comuni del crotonese;
da tale attività estrattiva si è ricavati milioni di metri cubi di gas, pari a quasi il 10% del fabbisogno nazionale;
l'attività estrattiva ha lasciato sul territorio una situazione ambientale che desta giusto allarme nella popolazione;
il Tribunale di Milano ha condannato la Syndial al risarcimento dei danni e ad eseguire esattamente il Piano Operativo di Bonifica già proposto e approvato con decreto ministeriale del 31 luglio 2009;
considerato che: la stessa Eni sta informando i cittadini italiani, attraverso la pubblicità su alcuni quotidiani, che: "La nostra presenza sul territorio è accompagnata da iniziative nel campo della formazione, sicurezza e monitoraggio ambientale, sempre con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle comunità locali nelle aree in cui lavoriamo. In Sicilia, in Basilicata, in Veneto, in Sardegna e in Emilia Romagna alcuni dei nostri principali progetti di promozione e valorizzazione del territorio la Calabria, ed in particolare i Comuni del crotonese interessati da questa attività estrattiva, non figurano in queste iniziative. Anzi, per questi Comuni, però, se si escludono le royalties, il Gruppo Eni non si è mai adoperato in un alcun settore. Anzi, ha provveduto a penalizzarli. Anni addietro, aveva preso impegno, presso la sede della Regione che, operando nella nostra terra, avrebbe trasferito la Syndial. attuale titolare dei pozzi metaniferi al largo del crotonese, nel registro delle Società calabresi, al fine di poter pagare le tasse nelle casse della Regione Calabria. Ma ciò non è avvenuto e continua a pagarle in Abruzzo -:
quali iniziative la Regione ha messo in campo per monitorare l'effettivo rispetto da parte della Syndial degli obblighi previsti per la bonifica;
quali iniziative ed accordi intende portare avanti per valorizzare e ripagare quel territorio, ad esempio ripristinare ed abbellire l'ex fabbrica Montedison m modo che possa divenire un sito di archeologia industriale, valorizzare l'ex stabilimento Pertusola Sud con industrie green, ecc. per come chiedono da tempo i comitati e le associazioni del territorio;
cosa intende fare al fine di far rispettare l'impegno preso di trasferire la Syndial nel registro delle Società calabresi, al fine di poter pagare le tasse nelle casse della Regione Calabria;
se intende supportare e collaborare i Comuni crotonesi interessati nel definire gli accordi per- il pagamento delle tasse comunali per le piattaforme a mare.
(294; 13/07/2017)
la Regione Calabria, ai sensi dell'art. 10 comma 1 dell’OCDPC 344 del 09.05.2016 deve selezionare gli interventi da ammettere a finanziamento ai sensi dell'art. 2 comma 1 punto b) dell’OCDPC 344 del 09 05 2016;
in data 24 novembre 2016, il dipartimento 6, Infrastrutture - Lavori Pubblici - Mobilità, Settore 5, della Regione Calabria, ha pubblicato sul sito Web istituzionale la "Manifestazione di interesse per la concessione di contributi finalizzati alla esecuzione di interventi di adeguamento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione degli edifici di interesse strategico” in attuazione dell’ OCDPC 344 del 09.05.2016 per un importo complessivo di € 14.103.596,46;
con DDG n.2 del 04.01.2017 del dipartimento delle Infrastrutture si aggiungeva a tale somma quelle derivanti dal FSC 2014/2020 delibera CIPE 26/2016 per in importo parti ad Euro 36.176.090,00;
la dotazione finanziaria complessiva della manifestazione d’interesse risultava quindi pari ad Euro 14.103.596,46 (OCDPC 344) ai quali vanno aggiunti Euro 36.176.090,00 (DDG n.2/2017) per un totale di Euro 50.279.686,46;
alla Regione Calabria sono pervenute, da parte delle amministrazioni comunali, 125 istanze progettuali ai fini della partecipazione a detta manifestazione d’interesse;
stranamente, senza aver adottato con decreto le risultanze dell’istruttoria, in data 20 giugno 2017 è stato pubblicato sul sito istituzionale della Regione Calabria l’elenco degli ammessi al finanziamento e quello dei non ammessi;
dall’esito di tale istruttoria è emerso che 100 istanze risultano non ammesse e solo 25 risultano tra quelle ammesse a finanziamento;
la motivazione di esclusione delle 100 istanze risultava tutta identica e generica, e recitava testualmente: “Non vi è la rispondenza rigorosa degli elaborati alle disposizioni del Codice dei contratti e regolamento di attuazione, nonché alle NTC 2008 e circolare esplicativa (Cfr. Scheda istruttoria);
molti Comuni, in corso di istruttoria, hanno ricevuto delle richieste di integrazione da parte della Regione Calabria, ma, nonostante queste siano state fornite nei modi e nei tempi stabiliti, sono stati poi esclusi dal finanziamento per altre motivazioni non richieste nell’integrazione;
i Comuni, attraverso i singoli uffici tecnici hanno approvato ogni progetto sotto il profilo della conformità al codice degli appalti, alle NTC08 e Circolare esplicativa;
ad oggi decine comuni non ammessi a finanziamento hanno notificato via Pec istanza di riesame in autotutela, per ottenere l’annullamento della graduatoria nella parte in cui li esclude dal finanziamento;
nel frattempo, la Regione Calabria (in tutta fretta), in data 27/06/2017, ha pubblicato sul proprio sito Web una nuova manifestazione di interesse, utilizzando le somme non assegnate nel precedente bando, senza attendere le risultanze dei ricorsi;
numerosi Comuni hanno manifestato la volontà di proporre ricorso anche dinnanzi al TAR Calabria, con relativa richiesta di sospensiva della seconda manifestazione d'interesse pubblicata in data 27/06/2017, palesemente lesiva dei diritti dei suddetti Enti;
in data 13/12/2016 il dipartimento n. 6 LLPP ha pubblicato sul sito istituzionale della Regione Calabria una "Manifestazione di interesse per la concessione di contributi finalizzati alla esecuzione di interventi di adeguamento sismico o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione degli edifici scolastici": da DDG n 3886 del 11/04/2017 le domande pervenute risultano essere 330;
la dotazione finanziaria del bando è dì € 30.133,463 47, insufficiente a coprire il fabbisogno delle istanze pervenute da parte delle amministrazioni locali;
con le domande ancora in istruttoria, risulta assai strano che il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, annunci un nuovo bando per la sicurezza degli edifici scolastici attraverso una dichiarazione stampa pubblicata in data 04.07.2017 sul sito istituzionale della Regione Calabria -:
e per scongiurare, in merito alla prima questione formulata in premessa, il rischio che la Regione Calabria si trovi ad affrontare decine di contenziosi giudiziari con i Comuni calabresi esclusi dal finanziamento previsto nella manifestazione d’interesse per l’adeguamento sismico degli edifici strategici, il cui unico risultato consisterà in un allungamento dei tempi per l’utilizzo delle risorse. Risulta strano che la Giunta regionale, invece di privilegiare la filiera e il dialogo istituzionale tra Regione e sistema delle autonomie locali calabresi, costringa i Comuni a rivolgersi all’autorità giudiziaria;
inoltre, in merito alla seconda questione formulata in premessa si chiede alla S.V. di chiarire in merito alla dichiarazione, pubblicata sul sito istituzionale della Regione Calabria in data 04.07.2017, circa la imminente uscita di un nuovo bando sull’edilizia scolastica, quando risulta ancora in corso l’istruttoria di un analogo bando pubblicato in data 13.12.2016, che ha le medesime finalità ed una dotazione finanziaria molto inferiore alle domande pervenute.
(295; 14/07/2017)
le coperture in cemento amianto, come reso noto da pubblicazioni scientifiche, costituiscono fonti di inquinamento da amianto dell'ambiente di vita in considerazione altresì della loro grande estensione negli ambienti industriali, residenziali ed agricoli;
le patologie asbesto-correlate e in particolar modo il mesotelioma possono avere origine anche con una esposizione minima alle fibre d'amianto;
l'Osservatorio Nazionale Amianto riceve segnalazioni di casi di malattie professionali nella nostra Regione legate all'esposizione morbigena a polveri e fibre di amianto;
considerato che: in Calabria sussistono approssimativamente 11 milioni di metri quadri di coperture in cemento-amianto, con un rilascio di fibre d'amianto pari a circa 33 ton/anno;
tale dato non è stato preso in considerazione nel PRAC approvato e pubblicato sul BUR Calabria n. 42 del 8.05.2017;
ritenuto che: si riscontra l'inadempienza della Regione a disposizioni normative di carattere perentorio, le quali costituiscono la condicio sine qua non per ottenere erogazioni di contributi per le bonifiche previste dal Ministero dell'Ambiente;
sussiste l'incompleta applicazione della legge regionale n. 14 del 27 Aprile del 2011 relativa ad interventi urgenti per la salvaguardia della salute dei cittadini in correlazione alla rimozione dei rischi derivanti dalla esposizione a siti e manufatti contenenti amianto;
si rileva un deficit della sorveglianza sanitaria in merito, nonché l'assenza di centri sanitari di assistenza per gli accertamenti clinici dei soggetti attualmente o precedentemente esposti a causa di motivi professionali all'amianto -:
quali urgenti iniziative intenda adottare: per tutelare la salute dei cittadini calabresi;
per ottenere i finanziamenti necessari al fine di avviare le bonifiche previste dal Ministero dell'Ambiente.
(296; 11/08/2017)
Ferro. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
la bozza del nuovo regolamento Arpacal di organizzazione per il funzionamento dell'Agenzia propone alcuni sostanziali cambiamenti che connoteranno l'Agenzia per gli anni a venire;
preliminarmente, va posta una questione di metodo. La proposta in esame, infatti, non è stata oggetto di alcuna discussione o confronto con i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti col funzionamento dell'Agenzia. Non sono stati interpellati i dirigenti della stessa, né la Capitaneria di porto, l'Asp, l'Autorità giudiziaria, le pubbliche amministrazioni, i fruitori dell'Arpacal e così via;
tutto ciò è confliggente con l'orientamento del dipartimento della Funzione Pubblica che, con la direttiva n. 2/17, recante le linee guida sulla consultazione pubblica in Italia, raccomanda alle amministrazioni di promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e di impegnarsi a considerare la consultazione come una fase essenziale dei processi decisionali;
nel merito, va sottolineato che con l'eliminazione solitaria su tutto il territorio regionale dei due soli Laboratori Bionaturalistico e Chimico, il dipartimento di Vibo Valentia risulta depauperato invece di essere potenziato. Considerate le moltissime attività in favore dell'Asp di Vibo, dell'Autorità Giudiziaria che richiedono tempestività sia negli interventi sia nelle risposte, la chiusura degli unici due Laboratori Bionaturalistico e Chimico presenti nella provincia di Vibo Valentia, determinerà l'ennesimo vulnus ad una provincia già ultima nelle classifiche nazionali di efficienza dei servizi;
la bozza del nuovo Regolamento prevede, altresì, la creazione, presso altri dipartimenti provinciali, di nuovi laboratori chimici. Logico corollario, la riforma non implicherà alcuna riduzione dei costi-:
a) se intenda recedere dal proposito di proseguire l'iter per l'approvazione del nuovo Regolamento in esame;
b) se, anche coerentemente con la direttiva n. 2/2017 del dipartimento della Funzione Pubblica, intenda o meno promuovere un confronto con le parti interessate alla riforma di che trattasi.
(297; 21/08/2017)
i roghi che ininterrottamente dall'inizio della stagione estiva hanno incenerito ettari di boschi e di colture agricole della Calabria;
nonostante l'intervento puntuale della Protezione Civile regionale e di tutte le forze dell'ordine coinvolte, la situazione è estremamente grave, al punto che si è reso necessario richiedere il supporto dell'esercito italiano;
per comprendere l'evoluzione del fenomeno inerente lo svilupparsi degli incendi è indispensabile avere una piena contezza di alcuni dati sui danni registrati e sulle attività messe in campo dalla Regione con l'obiettivo di elaborare una proposta diretta: a. al governo preventivo e al superamento strutturale di tale emergenza;
b. alla tutela degli habitat naturali spontanei ed antropici della Regione;
c. alla riduzione dei costi degli interventi specifici -:
1. quale attività di formazione dei DOS - Direttore Operazione Spegnimento - ha attivato la Regione Calabria necessaria sui luoghi dove si verificano gli inneschi incendiari affinché possano operare i mezzi aerei e se questi sono stati selezionati in numero adeguato atteso che l'ex Corpo Forestale dello Stato, che aveva questa specifico compito, attualmente, in seguito alla sua incorporazione nell'arma dei carabinieri ne è stata privata. Facciamo notare che questa carenza è da molti esperti individuata come la ragione principale nel mancato tempestivo intervento negli spegnimenti: basta pensare che, da dati a noi disponibili, quasi sempre gli incendi sviluppatesi in passato nella nostra Regione non hanno avuto una durata superiore a 2 giorni di media mentre in questa stagione ci sono stati e ci sono roghi che durano anche oltre una settimana;
2. l'entità dei danni da questi generati negli ultimi 5 anni in merito:
A. alle superfici boscate demaniali;
B. alle superfici agricole;
C. alle superfici edificabili;
D. ai costi sostenuti per fronteggiare nella Regione Calabria questa emergenza con particolare riferimento ai costi relativi all'impiego:
a. delle squadre antincendio alle dirette dipendenze di Calabria Verde e/o dei Consorzi di bonifica;
b. del personale attivato dalle associazioni di protezione civile esistenti in Regione Calabria e per il quale sono stati elargiti fondi da parte degli enti interessati;
c. dei vigili del fuoco;
d. dell'attivazione dei canadair e degli elicotteri;
e. di ogni altro personale e mezzi della Protezione Civile regionale e nazionale. 3.quanti comuni calabresi hanno provveduto all'aggiornamento del catasto degli incendi boschivi e quali sanzioni sono state comminate a quelli che non l'hanno fatto.
(298; 28/08/2017)
a Lorica, nella splendida cornice naturalistica della Sila, si stavano completando i lavori per la realizzazione dei nuovi impianti sciistici e del centro turistico polifunzionale denominati Lorica Ski Area con l'obiettivo di far rivivere la montagna e renderla un attrattore turistico dodici mesi l'anno;
l'intero progetto di valorizzazione dell'area sportiva-turistica di Lorica, ad oggi ancora incompleta, è stata finanziata con circa 16.000.000,00 di euro, di cui in larga parte fondi pubblici (oltre 13.000.000 di euro (Pisl), e circa 3.000.000,00 di fondi privati);
da luglio 2017 la società che doveva gestire gli impianti sciistici di Lorica, volano per le attività turistiche sportive dell'intero territorio dell'altopiano silano, è stata messa in liquidazione;
i lavoratori degli impianti, già assunti dalla Lorica Ski Area, che hanno regolarmente lavorato, avanzano ad oggi circa 15 mensilità;
nonostante si stia avvicinando la nuova stagione invernale, non è stato ancora individuato un nuovo soggetto che completerà i lavori, le procedure previste e si occuperà della gestione degli impianti -:
1. quali siano i tempi di collaudo delle opere;
2. dato l'avvicinarsi della nuova stagione invernale, se è previsto un nuovo bando o un'iniziativa pubblica che consenta di affidare il completamento delle opere e la gestione delle stesse;
3. se i lavoratori che hanno realizzato le opere e garantito la manutenzione e la sicurezza dei luoghi, riceveranno le spettanze arretrate e verrà garantito loro il posto di lavoro con un'eventuale nuova gestione;
4. nel caso in cui l'opera dovesse rimanere incompiuta, arrecando grave danno alla comunità di Lorica, ai lavoratori e all'intera Calabria, chi dovrà materialmente restituire alla Comunità Europea le somme spese.
(299; 28/08/2017)
Orsomarso. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 84 del 11.08.2017, in esecuzione alla deliberazione della Giunta regionale n. 354 del 31.07.2017, è stato nominato il nuovo Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino - ex Valle Lao di Scalea (CS)--, individuato nella persona del funzionario regionale Celiberto Leonardo Pier Luigi, in sostituzione del Dr. Domenico Macrì;
la decisione di sostituire la guida dell'Ente Consortile ha suscitato diverse perplessità, anche da parte dei Sindaci di 6 Comuni dell'Alto Tirreno Cosentino (Orsomarso, Belvedere Marittimo, Santa Maria del Cedro, Grisolia, San Nicola Àrcella e Cetraro), in quanto la sostituzione del Commissario Straordinario è stata assunta in spregio a ogni forma di rispetto istituzionale e di dialogo tra i rappresentanti del territorio, vanificando il proficuo, brillante ed intenso lavoro, anche di concertazione con le organizzazioni sindacali, messo in campo dal Commissario Straordinario Macrì e dopo che era stato raggiunto un accordo sulle iniziative da attuare a tutela del lavoratori dipendenti del Consorzio e finalizzate a superare le criticità strutturali e finanziarie del Consorzio stesso, certamente non ascrivibili al brillante ed egregio lavoro svolto dal Commissario Macrì, ma ereditate dalle precedenti irresponsabili e inefficienti gestioni;
il Commissario Domenico Macrì, sostituito dal Presidente della Giunta Regionale, in una dettagliata relazione ha portato alla luce la gravissima situazione finanziaria del Consorzio, ereditata dalle scellerate gestioni del passato, che non può che ripercuotersi sui diritti dei lavoratori, sul loro futuro e sul destino di un Ente che ha un ruolo importantissimo nella salvaguardia del territorio e nel sostegno all'economia agricola -:
le motivazioni che hanno portato la Giunta regionale ed il Presidente della Giunta regionale alla nomina di un nuovo Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino - ex Valle Lao di Scalea (CS) -, individuato nella persona del funzionario regionale Celiberto Leonardo Pier Luigi, in sostituzione del dr. Domenico Macrì, nonostante il proficuo, brillante ed intenso lavoro svolto da quest'ultimo, condiviso da numerosi Sindaci dell'Alto Tirreno Cosentino e dalle organizzazioni sindacali;
se il nuovo Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica ex Valle Lao di Scalea, individuato nella persona del funzionario regionale Celiberto Leonardo Pier Luigi, abbia i requisiti propri della funzione che è chiamato a svolgere ovvero, ai sensi della Legge Regionale 23 Luglio 2003, n. 11 e s.m.i. - con particolare riferimento all'art. 35 - sia dirigente regionale o di altra amministrazione o sia in possesso di comprovata esperienza professionale propria della funzione;
in maniera dettagliata ed esaustiva quale sia l'attuale stato finanziario ed economico del Consorzio di Bonifica e quali iniziative la Giunta regionale intende assumere a tutela dei diritti dei lavoratori del Consorzio che ha un ruolo importantissimo nella salvaguardia del territorio e nel sostegno all'economia agricola.
(300; 31/08/2017)
lorica, sede del Parco Naturale della Sila, è stata negli anni un punto di riferimento degli sport invernali oltre che meta ambita dai turisti per il suggestivo e incantevole impatto ambientale-paesaggistico che affascina coloro i quali si recano a visitarla;
quattro anni fa gli impianti sciistici presenti nel centro Silano di proprietà della Regione Calabria e gestiti dall'A.R.S.S.A. Calabria sono stati chiusi perché, ormai, divenuti obsoleti e, quindi, inutilizzabili;
la precedente Giunta regionale aveva previsto il rifacimento degli impianti sciistici attraverso il finanziamento effettuato con il PISL "Hamata Sila", progetto di oltre quindici milioni di euro inserito nell'ambito della programmazione finanziata dalla comunità europea;
lo scorso anno quando sembrava si stesse arrivando al momento dell'inaugurazione degli impianti, l'amministratore delegato della società che aveva vinto la gara d'appalto è stato coinvolto in un'inchiesta della DDA di Catanzaro determinando una nuova fase di stallo per la realizzazione dell'infrastruttura e per il pagamento dei lavoratori coinvolti nel progetto che ancora oggi lamentano diverse mensilità arretrate non corrisposte;
il completamento dei lavori per la realizzazione dei nuovi impianti sciistici e del centro turistico polifunzionale denominati "Lorica Ski Area" rappresentano esigenza non più rinviabile in quanto gli imprenditori, gli operatori economici e i cittadini, i quali si vedono mortificati dall'assenza di dialogo e di risposte adeguate dalla Regione Calabria, stanno subendo un danno economico rilevante dalla mancata realizzazione delle importanti infrastrutture e altre conseguenze significative potrebbero verificarsi a breve determinando perdite di posti di lavoro a causa della possibile chiusura di esercizi alberghieri e commerciali -:
quali azioni il Presidente della Giunta regionale intenda intraprendere per non perdere il cospicuo finanziamento di oltre 15 milioni di euro, ottenuto con finanziamenti della comunità europea, e, così, portare a compimento il progetto che prevede la realizzazione degli impianti sciistici di Lorica e quali iniziative intenda adottare per tutelare le attività imprenditoriali e rilanciare l'occupazione e lo sviluppo turistico ed economico di una tra le più note località calabresi per le sue straordinarie potenzialità e bellezze paesaggistiche e naturali.
(301; 01/09/2017)
con l'art 3 della legge regionale n. 36 del 2008 (Norme di indirizzo per programmi di edilizia sociale) viene definito un programma di edilizia sociale con un plafond disponibile di 155 milioni di euro;
ai sensi dell'art.5-legge 36/08 è stato approvato in data 31/12/08 "il bando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione e in proprietà sia per imprese, cooperative, ATERP, enti locali e università";
con DDG n. 17095 del 29/11/2010 è stato annullato in autotutela il bando di concorso del 31/12/08 (già citato nel punto precedente);
con DDG n. 18606 del 22 dicembre 2010 è stato approvato il nuovo bando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale;
con DDG n. 2648 - 2647 - 2649- 2650 - 2651 - 2652 del 02/03/2012 sono state approvate le graduatorie di beneficiari ai sensi del bando art 3 LR 36/08;
con DDG n. 13277 del 19/09/2012 il dirigente generale dispone un integrazione di fondi al bando di cui alla legge LR 36/08 pari a 20 milioni portando il plafond complessivo a 155 + 20 = 175 milioni;
con DDG n. 14940 del 19/10/2012 il dirigente generale alla luce dei nuovi fondi approva uno scorrimento degli interventi finanziabili;
in data 07/06/2013 venivano sottoscritte tra Regione ed Edilparco srl e Regione e Gatto Costruzioni SPA due atti transattivi, in merito ad alcuni contenziosi scaturiti dall'annullamento del primo bando con il pagamento di indennizzi pari a 1.011.000,00 € ad Edilparco srl e 2.576.800,00 € per Gatto Costruzioni SPA;
con DDG 12196 del 15/10/2014 il dirigente generale dispone un ulteriore scorrimento con ulteriori economie sviluppatesi con il programma;
visto l'accesso agli atti effettuato in data 7/07/2017, il competente dipartimento ha redatto un elenco di tutti gli interventi specificandone tipologia, stato del finanziamento, somme erogate e inizio dei lavori alla data del 19/07/2017;
dall'analisi delle schede degli interventi predisposto dal compente ufficio si desume che dai 175 milioni di euro alla data del 19/07/2017:- 98.972.784,63 € corrispondono ad interventi con lavori ancora in corso, molti dei quali da oltre 5 anni (circa 1200 alloggi, corrispondenti al 56,56 % del programma di edilizia sociale);
- 12.358.767,32 € corrispondono ad interventi completati (circa 150 alloggi, corrispondenti al 7,06 % del programma);
- 36.095.393,78 € corrispondono ad interventi rispetto ai quali non sono iniziati i lavori e/o che hanno richiesto delocalizzazioni e rimodulazioni (corrispondenti a 20,63 % del programma);
- 27.573.054,27 € corrispondono alle economie sul programma derivanti da revoche e rinunce (corrispondente a 15,76% del programma). visto che: l'art 8 del LR 36/2008 impone al competente dipartimento di relazionare trimestralmente sullo stato di attuazione del programma alla competente Commissione consiliare che dalla approvazione delle legge fino ad oggi non è mai stata predisposta;
a imprese e cooperative sono state destinate per i programmi di edilizia sociale, selezionate attraverso un bando, risorse pubbliche per 130 milioni di euro che hanno prodotto un investimento da parte dei privati pari a 260 milioni di euro, che sommati ai 130 milioni pubblici raggiungono la cifra complessiva di 390 milioni di euro (pari a 1800 alloggi da assegnare in locazione o in proprietà) -:
e per sbloccare lo stato di attuazione degli interventi previsti nel bando (legge 36/2008) che sono partiti da oltre 5 anni e allo stato attuale vedono 135 milioni di euro circa ancora in una fase di stallo con le conseguenti procedure a rilento, o addirittura di blocco, dei lavori dei cantieri. Ammontano a soli 12 milioni di euro gli interventi che risultano conclusi, collaudati, con gli alloggi assegnati o in fase di assegnazione ai cittadini aventi diritto. Risultano - tra revoche, economie e rinunce - oltre 27 milioni di euro;
Comuni, Università, ATERP, imprese e cooperative destinatari per gli interventi per la realizzazione dì alloggi di edilizia sociale da assegnare in locazione o in proprietà, si trovano in gran parte in difficoltà a portare a compimento gli interventi previsti. Si chiede alla Giunta regionale della Calabria di predisporre (vista la grave emergenza abitativa, in particolare delle aree urbane della Calabria) urgenti e tempestive misure per lo sblocco dei cantieri che ad oggi, tra intervento regionale e l'attivazione di risorse private, ammontano a un investimento pari a 400 milioni di euro (pari a circa 1800 alloggi da assegnare a famiglie a basso reddito e a soggetti in difficoltà che aspettano da oltre 5 anni). Inoltre è necessario predisporre misure che impediscano di utilizzare l'anticipo dell'investimento (pari al 50%) che in alcuni casi è stato utilizzato addirittura senza aprire i cantieri. Inoltre si chiede di sapere perché fino ad oggi non è stata rispettata la chiara ed esplicita norma (art.8 della legge regionale 36/2008) che prevede che il dipartimento Lavori Pubblici trasmetta trimestralmente una relazione dettagliata sull'attuazione della presente legge alla commissione consiliare competente. Inoltre, se ritiene necessaria un'attenta verifica sugli effetti dell'ultima modifica normativa (art. 39 LR 47/2011) nel campo dell'edilizia sociale durante il Consiglio regionale del 29 giugno 2017 che rischia di creare numerosi contenziosi, visto che, tra l'altro, modifica le condizioni di partenza del bando (36/2008), consentendo di diminuire il numero degli alloggi da costruire mantenendo inalterato il finanziamento pubblico ottenuto in seguito alla partecipazione al bando 2010 per la costruzione di alloggi di edilizia sociale in locazione o in proprietà.
(302; 04/09/2017)
Tallini. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
da aprile 2013 tutti gli obblighi di trasparenza per le Pubbliche Amministrazioni sono disciplinati in unico testo normativo: il d.lgs. 33/2013 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicazione e diffusione di informazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni;
il decreto, modificato ulteriormente nel mese di giugno 2016 dal d.lgs. 97/2016, ha, tra l'altro, standardizzato la modalità di pubblicazione dei contenuti, indicando per ognuno di essi l'esatta posizione e denominazione all'interno dei siti istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni;
oggi "la trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la “partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle ricorse pubbliche";
le Pubbliche Amministrazioni, inoltre, devono attenersi alla circolare n. 2/2013 del dipartimento della Funzione Pubblica, che indica la "Bussola della Trasparenza"(www.magellanopa.it) quale strumento per l'analisi ed il monitoraggio dei siti web, individuato dai Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione;
la Bussola della Trasparenza non solo consente alle Pubbliche Amministrazioni e ai cittadini di verificare online in tempo reale un sito web, relativamente alla rispondenza agli adempimenti normativi, ma anche di poter confrontare i siti, stilando apposite classifiche della trasparenza per tipologia di Amministrazione;
considerato che: tramite la Bussola della Trasparenza si può analizzare e monitorare le informazioni inserite dalle varie Amministrazioni e partecipare quindi al miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali;
secondo il suddetto sistema di rilevazione, la Regione Calabria, già ad Aprile 2014 (Newsletter della trasparenza del dipartimento Controlli della Regione Calabria n. 4/2014), risultava al 1° posto tra le regioni d'Italia, a pari merito con Lombardia, Liguria ed Umbria, nella classifica nazionale relativa alla rispondenza dei suddetti adempimenti normativi, così come si evince nella DGR n. 64 del 20 marzo 2015 (Approvazione del Programma della Trasparenza 2015-2017) e nella DGR n. 309 del 27 agosto 2015 - Allegato 1 (Approvazione del Piano della Performance 2015-2017);
ritenuto altresì che: la classifica della trasparenza dei siti è realizzata in base al monitoraggio automatico che verifica il rispetto delle norme sui siti web delle PA: il dato rilevato dalla Bussola della Trasparenza avviene tramite la piattaforma web del Governo nazionale che rileva in maniera automatica e periodica gli aggiornamenti di tutti i siti web delle Pubbliche Amministrazioni, monitorando la presenza delle sezioni previste per legge (come ì Bandi di gara e i contratti);
in base monitoraggio effettuato a luglio del 2017 - reso pubblico anche dalla Conferenza delle Regioni nella Newsletter n. 3198/2017 - nella Classifica della trasparenza dei siti web, la Regione Calabria occupa l'ultimo posto ("Umbria, Marche, Veneto, Puglia e Piemonte sono le cinque regioni al vertice della graduatoria nazionale della trasparenza dei siti web delle Regioni");
attualmente, sul sito web dell'Amministrazione regionale non risultano pubblicati molti dei dati oggetto di pubblicazione obbligatoria e alcune sezioni sono addirittura assenti;
anche dai verbali dell'Organismo Indipendente di Valutazione della Regione Calabria si rilevano criticità circa gli adempimenti in materia di trasparenza evidenziando da mesi diverse carenze;
vi è un aumento delle attese del pubblico circa una maggiore disponibilità di informazioni, parte integrante della legittimità dell'Amministrazione stessa: difatti, agli obiettivi alla trasparenza sono correlati l'integrità, la legalità e alla prevenzione della corruzione;
considerato in particolare che: sul sito web della Regione Calabria, all'interno della macro-sezione "Amministrazione Trasparente", mancano numerose sezioni e sotto-sezioni relative ad informazioni che, oltre ad essere soggette a pubblicazione obbligatoria, risultano di rilevanza pubblica e di utilità sociale;
l'omessa pubblicazione delle informazioni inerenti le funzioni istituzionali ostacola di fatto il diritto di accesso all'informazione, impedendo, in tal modo, una forma di controllo sull'utilizzo delle risorse pubbliche;
se si analizzano nello specifico i dati mancanti, rispetto ai quali un cittadino viene privato, si rileva che essi riguardano soprattutto informazioni all’accountability dell'Amministrazione regionale, concetto legato al "rendere conto" dell'azione fatta o fatta fare, al "rispondere per i risultati ottenuti" (rafforzare la trasparenza amministrativa significa introdurre misure che consentano una più efficace azione di contrasto alle condotte illecite nelle P.A.);
ad esempio, all'interno della sezione denominata "Organizzazione", mancano alcuni dati relativi ai titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e la sezione "Consulenti e Collaboratori" non risulta di facile accesso poiché i dati sui titolari di incarichi di collaborazione o consulenza dovrebbero essere di immediata fruizione, cioè in formato tabellare (sia in modo aggregato che analitico): l'esposizione in tabèlle dei dati oggetto di pubblicazione, in modo sintetico, aumenta il livello di comprensibilità e di semplicità di consultazione assicurando agli utenti la possibilità di reperire informazioni in modo immediato, così come indicato dall'ANAC (Delibera n. 1310/2016) ;
all'interno della sezione "Personale", poi, mancano le informazioni riguardanti i dirigenti cessati nonché le sanzioni per mancata comunicazione dei dati, mentre risultano incompleti i dati relativi ai Titolari di incarichi dirigenziali (di vertice). Infine, non risultano aggiornate le informazioni sugli Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti (dirigenti e non dirigenti);
relativamente alla sezione "Bandi di gara e contratti", nella quale devono essere pubblicati i dati concernenti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture affidati dalla Regione Calabria, non sono reperibili in formato tabellare. Difatti, i dati oltre ad essere pubblicati, devono necessariamente essere di immediata comprensione e consultazione per il cittadino (qualità dei dati pubblicata). Le informazioni sulle singole procedure, tra l'altro, e gli atti delle amministrazioni aggiudicataci e degli enti aggiudicatori non risultano distinti per ogni procedura (che riporti ad una sezione), così come previsto, ma per singolo dipartimento regionale;
la sezione denominata "Servizi Erogati" poi é completamente inesistente;
difatti, manca la sotto-sezione Class action. Come noto, la class action (o azione collettiva) è una particolare azione legale che può essere intrapresa da uno o più soggetti con l'obiettivo di risolvere una questione di rilevanza comune ottenendo una pronuncia efficace anche per tutti gli altri soggetti che si trovino nella stessa posizione giuridica, una azione contro le Amministrazioni e i concessionari di servizi pubblici che ledano "interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori". Anche la sotto-sezione Servizi in rete risulta inesistente. Inutile dire che, in un'ottica di miglioramento e di risparmio nella strutturazione ed erogazione dei servizi offerti ai cittadini, alcune amministrazioni scelgono di "fare rete". La propensione alla collaborazione e allo scambio tra uffici ed enti diversi nasce dalla condivisione di obiettivi e di difficoltà, dalla necessità di far fronte a richieste e aspettative crescenti dell'utenza con risorse limitate. Svolgere insieme determinati servizi, integrare le modalità e le procedure, scambiare informazioni e condividere strumenti di lavoro, infatti, può garantire maggiore efficacia ed efficienza nell'erogazione del servizio e delle informazioni. La logica di rete presuppone, da un lato l'adesione ad un'ottica incentrata sulle necessità dei cittadini e dall'altro il superamento della prospettiva della singola competenza;
se poi volessimo informarci sulle "Opere Pubbliche", attraverso l'apposita sezione, prevista sempre come informazione soggetta a pubblicazione obbligatoria (ai sensi del d.lgs. 33/2013), non si riesce a visualizzare né la sotto-sezione nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici né tantomeno quella relativa agli atti di programmazione delle opere pubbliche o ancora quella dei tempi costi e indicatori di realizzazione delle opere pubbliche. Ad un cittadino non è dato sapere;
infine, all'interno della sezione denominata "Altri contenuti" non è stata prevista l'apposita voce prevenzione della corruzione né tantomeno quella dell’accessibilità e del catalogo dei dati, metadati e banche dati. Neanche i dati sui pagamenti del servizio sanitario nazionale risultano pubblicati -:
le ragioni degli scarsi livelli di trasparenza che si registrano oggi in Regione Calabria, rispetto al 2014;
di sapere quali sono i motivi che soggiacciono al posizionamento della Regione Calabria, divenuta fanalino di coda in materia di trasparenza, rispetto al 2014, anno in cui, contrariamente, si registrava il suo primato nella classifica nazionale;
di essere informato rispetto alle azioni che si vorranno intraprendere per puntare ad innalzare necessariamente i livelli di trasparenza nella nostra Regione, dal momento che la promozione di maggiori livelli di trasparenza costituisce un obiettivo strategico di ogni amministrazione, così come sottolineato anche dall'Autorità Nazionale Anticorruzione;
di essere aggiornato su come si intende rafforzare la trasparenza amministrativa e introdurre misure che consentano una più efficace azione di contrasto alle condotte illecite nella P.A.
(303; 04/09/2017)
l'ex presidio ospedaliero "Pentimalli" di Palmi versa in una condizione critica, rilevando tra l'altro l'inutilizzabilità oltre che l'obsolescenza di uno strumento fondamentale come la TAC;
è stata disposta nel mese di marzo 2016 dal direttore del dipartimento ospedaliero dell'A.S.P. di Reggio Calabria la chiusura pomeridiana del reparto di radiologia;
è stata statuita di recente la chiusura definitiva del reparto di radiologia con annesso accorpamento funzionale all'ospedale di Locri;
ritenuto che: tale reparto ubicato tra l'altro nel centro della Piana più frequentato, costituisce uno dei pilastri dell'assistenza sanitaria territoriale;
tale decisione è potenzialmente idonea a compromettere un'adeguata tutela del diritto alla salute garantito costituzionalmente -:
quali urgenti iniziative intenda esperire per ripristinare il funzionamento del reparto di radiologia dell'ex ospedale "Pentimalli" di Palmi.
(304; 06/09/2017)
Esposito. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
il diabete è una patologia cronica ad alta incidenza caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue che può essere suddivisa in due categorie cliniche:-tipo 1, caratterizzato da distruzione delle cellule beta del pancreas che secernono insulina, che solitamente determina un deficit assoluto di insulina;
-tipo 2, caratterizzato da risposta diminuita all'insulina (insulino-resistenza) produzione carente relativa (anziché assoluta) di insulina;
attualmente non esiste una cura per tale patologia e la gestione della malattia mira soltanto a mantenere il controllo glicemico allo scopo di evitare iperglicemia e ipoglicemia e a ridurre il rischio delle relative complicanze;
si stima che in Italia il 5,5 per cento della popolazione sia affetto da diabete (oltre il 90 per cento da diabete tipo 2);
di questi, il 6,2 per cento in sola dieta, quasi i 2/3 sono in trattamento con ipoglicemizzanti orali o farmaci iniettabili diversi dall'insulina, il 30,2 per cento è in trattamento con insulina. Tra i soggetti trattati con insulina, il 50 per cento è trattato con sola insulina e il 56 per cento con ipoglicemizzanti orali e insulina;
si stima, inoltre, che in Italia ci siano circa 450.000 diabetici in trattamento insulinico intensivo, che necessitano cioè di più di tre iniezioni quotidiane. Le regioni a maggior prevalenza della patologia sono il Piemonte, l'Emilia Romagna, la Calabria, la Campania, il Lazio e la Sicilia;
al paziente affetto da diabete occorre un monitoraggio glicemico costante dal momento che lo scompenso dell'equilibrio metabolico può provocare l'insorgenza di complicanze o metterne a rischio la vita stessa: tutti i protocolli terapeutici per la cura del diabete sono infatti basati sul monitoraggio accurato e continuo dei livelli di glucosio nel sangue;
mentre fino a pochi anni fa il controllo glicemico veniva effettuato esclusivamente per mezzo di una puntura sul dito, pratica che può risultare disagevole e dolorosa, recentemente sono emerse nuove tecnologie del tutto non invasive, in grado di verificare costantemente i livelli di glucosio nei fluidi interstiziali basandosi su sensori esterni che, applicati sul retro della parte superiore del braccio, registrano continuamente i dati del glucosio, memorizzandoli immediatamente ed archiviandoli fino ad una durata di 14 giorni. Più precisamente, con una scansione indolore di 1 secondo del lettore sul sensore, i pazienti possono vedere una lettura del glucosio corrente, lo storico di 8 ore del glucosio e una freccia dell'andamento tendenziale indicante la direzione e la frequenza di variazione dei livelli di glucosio;
la raccolta continua dei dati del glucosio è in grado di fornire informazioni affidabili sulla variabilità glicemica del paziente, supportando il processo decisionale dei medici nella gestione della malattia;
l'immissione sul mercato di tale dispositivo rappresenta, pertanto, una importante innovazione nella cura del diabete, coniugando una minore invasività del monitoraggio glicemico con la garanzia di un controllo costante e accurato nel corso della giornata;
l'impiego di tale strumento è, peraltro, da considerare un efficace passo avanti anche nel trattamento dei pazienti con diabete in trattamento insulinico intensivo, in particolare per il monitoraggio nei bambini, anche in ambiente scolastico, in quanto, tale strumento oltre ad essere del tutto indolore offre anche la possibilità di un controllo a distanza tramite smartphone;
il monitoraggio continuo può, quindi, contribuire a migliorare il compenso del livello di zucchero nel sangue, prevenendo così l'insorgenza di complicanze e comportando - almeno su un piano teorico - minori accessi al pronto soccorso e minori costi per il servizio sanitario;
tale strumento è già in uso in diverse regioni italiane, quali ad esempio l'Emilia Romagna, il Lazio e la Toscana con importanti ricadute tanto sul piano diagnostico che su quello della cura -:
se, in considerazione di questa importantissima innovazione terapeutica, inclusa fra i presidi per il monitoraggio glicemico del Servizio Sanitario Nazionale, la Regione Calabria si sia attivata, o intenda attivarsi, per garantire ai pazienti diabetici l'accesso a questo dispositivo ovvero - in difetto - quali iniziative intenda assumere per garantire loro il pieno accesso alle terapie più innovative.
(305; 11/09/2017)
il dipendente pubblico, al ricorrere di determinati presupposti, può avvalersi dell’istituto della delegazione di pagamento per corrispondere le somme dovute al proprio creditore a seguito della stipula di un contratto di assicurazione o di finanziamento;
in particolare, la delegazione di pagamento può definirsi come l'incarico che il dipendente pubblico affida all’amministrazione di appartenenza, a fronte degli emolumenti spettanti per la propria prestazione lavorativa, di pagare l’istituto esercente il credito o la società di assicurazione con cui ha stipulato un contratto;
la disciplina normativa dell'istituto in questione è contenuta prevalentemente in alcune disposizioni del codice civile (artt. 1269 e ss.) e nel D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, nonché per i dipendenti pubblici in una serie di circolari del Ministero dell'Economia e Finanze, l'ultima delle quali è la circolare n. 2 del 15.01.2015;
la suindicata normativa distingue tra delegazione "convenzionale", che rappresenta la fattispecie generale in cui l'amministrazione è titolare di un potere discrezionale circa l'accoglimento della richiesta avanzata dal dipendente;
e casi di delegazione "legale", ovvero ipotesi puntuali (previste dall'art. 58 del D.P.R. n. 180 del 1950) nelle quali l'amministrazione, una volta accertata la sussistenza dei presupposti di legge, è obbligata a dare esecuzione alla richiesta del dipendente, non avendo spazio alcuno per una valutazione discrezionale;
tra i casi di delegazione legale rientrano, in particolare, le trattenute concernenti il pagamento delle quote del prezzo o della pigione relativi ad alloggi popolari od economici;
è opportuno che la disciplina della delegazione di pagamento, spesso integrata da prassi e fonti di rango secondario, sia applicata in modo uniforme ai dipendenti pubblici di tutti i comparti, compresi quelli del comparto sanitario, stante l'importanza dell'istituto -:
se la disciplina della delegazione di pagamento sia applicata in maniera uniforme in tutto il comparto sanitario, ovvero se siano riscontrabili nelle diverse Aziende sanitarie del territorio regionale modalità applicative differenti;
in tale ultimo caso, si chiede di adottare tutte le iniziative idonee ad evitare ingiustificate disparità di trattamento ed a garantire ai dipendenti del suddetto comparto l'esercizio dei diritti loro riconosciuti per legge.
(306; 11/09/2017)
Mirabello. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
2)ai lavoratori selezionati e ammessi al tirocinio per l'Area II viene riconosciuta e corrisposta dalla Regione Calabria un'indennità mensile lorda di € 600 -:
(307; 11/09/2017)
la legge 296/2006 recante disposizioni per la formulazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2007), al fine di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali, con riguardo alle persone non autosufficienti, è stato istituito presso il Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali un fondo denominato “Fondo per le non Autosufficienze”;
i decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ogni anno, nell’ambito del predetto Fondo per le non autosufficienze, dispongono, in favore della Regione Calabria, l’assegnazione di una quota di finanziamento destinata alla realizzazione di prestazioni e servizi assistenziali a favore di persone non autosufficienti;
la legge n. 328/2000 - Legge quadro per la realizzazione del Sistema Integrativo di Interventi e Servizi sociali, per come richiama la legge regionale di riordino n. 23/2003 e in particolare il principio, in essa contenuto, della programmazione partecipata da parte delle comunità locali in virtù del quale i comuni, titolari delle funzioni socio-assistenziali, sono deputati alla elaborazione di piani di intervento zonali con la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati presenti nel proprio ambito territoriale intercomunale;
il Piano regionale degli interventi e dei Servizi sociali della Regione Calabria che identifica, tra gli obiettivi prefissati nell’area di intervento della “Priorità 8”, quello di favorire “la domiciliarizzazione del soggetto non autosufficiente, nonché “incrementare i servizi di assistenza alla persona per sollevare la famiglia dall’assistenza ai loro congiunti non autosufficienti”;
l’Art.8 della citata L.R. 23/2003 che individua, al comma 3°, nell’ambito del sistema dei servizi “l’aiuto domiciliare” e “i centri diurno”, e al comma 4° la promozione di “... sperimentazioni finalizzate allo sviluppo di nuove risposte ai bisogni nelle aree della domiciliarità, della solidarietà tra famiglie, degli interventi diurni e residenziali, dell’accompagnamento delle persone in difficoltà, degli interventi di comunità...”la Legge 104/1992 art.39 I-Ter, come modificato con Legge 21 Maggio 1998, n.162 “Modifiche alla Legge 5 Febbraio 1992, n.104, concernenti misure di sostegno a favore di persone con handicap grave” (pubblicata in G.U. 29 Maggio 1998, n.123);
la legge regionale n. l del 2 Febbraio 2004 recante: “Politiche regionali per la famiglia” e, in particolare, l’articolo 2, commi 1.1, 1.3, 1.4 e 1.7 e l’art. 5 comma 2 d) - e);
considerato che: all’esame del Parlamento esistono vari disegni di legge per riconoscere e valorizzare il caregiver familiare;
l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) (indagine multiscopo del 2010) ha stimato che nel nostro Paese siano oltre 3.329.000 le persone che, nel contesto familiare, si prendono cura regolarmente di adulti anziani, di malati e di persone disabili. Si tratta prevalentemente di donne, con famiglia e figli, di età compresa tra 45 e 55 anni che, per dare cura, spesso sono costrette a lasciare il lavoro. L’organizzazione europea EUROCARERS definisce il «family caregiver » (caregiver familiare) come una persona non retribuita che, in veste non professionale, si prende cura di un familiare, un amico o un vicino di casa che - in quanto malato, fragile o disabile - ha necessità di aiuto. Una più ampia descrizione è desumibile dalla Carta europea del caregiver familiare elaborata dalla Confederazione delle organizzazioni di famiglia con persone disabili dell’Unione europea. Sinteticamente possiamo affermare che il caregiver familiare risponde al bisogno affettivo, relazionale e di sicurezza del proprio caro, effettua il disbrigo di pratiche amministrative, si rapporta con gli operatori dei servizi e si prende cura - direttamente o con l’aiuto di terzi - del supporto alle funzioni di vita quotidiana delle persone assistite;
valutato che: quindi l’impianto normativo nazionale in materia di welfare dedicato alla tutela delle persone in situazione di disabilità, già da tempo prevede facilitazioni per i lavoratori con familiari portatori di handicap grave, quali ad esempio permessi mensili e congedi biennali retribuiti e più di recente appare invece, nel nostro Paese, l’interesse nei confronti di chi assiste informalmente persone non autosufficienti, divenendo componente attivo delle cure sanitarie e della gestione quotidiana di tutte quelle funzioni che la persona assistita non è in grado di svolgere o non più in grado di svolgere (caregiver);
la carenza di supporto (di qualunque tipo) al caregiver ha gravi conseguenze sia sulla qualità della vita (in considerazione del perdurare della malattia dell’assistito) sia sugli aspetti sociali e soprattutto economici e lavorativi. Tali conseguenze persistono a lungo anche dopo la morte dell’assistito;
che mantenere in buona salute il caregiver permettendogli di continuare a seguire al meglio il malato nella propria casa potrebbe rappresentare un risparmio per la società;
infine che è improcrastinabile l’esigenza di disciplinare il suo riconoscimento e sostegno (come in molti altri Stati membri dell’Unione europea). Ciò per valorizzarne la funzione sociale ma anche perché gli siano riconosciuti diritti quali l’informazione, la formazione, il sollievo e il supporto nelle emergenze, la valorizzazione delle competenze acquisite, forme di defiscalizzazione delle spese di cura e politiche di conciliazione;
visto, considerato e valutato quanto descritto in narrativa, rendendosi necessario un impegno formale del Consiglio sia verso il Parlamento Nazionale, sia verso la Giunta regionale attraverso la messa a punto di una informazione e una comunicazione esauriente e precisa alle famiglie e agli operatori del sistema (medici di medicina generale, assistenti sociali, associazioni del terzo settore);
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad attivarsi presso il Parlamento affinché possa essere approvata con urgenza una legge quadro nazionale per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno finanziario della figura di caregiver familiare;
ad implementare i servizi che forniscono informazioni circa le malattia di Alzheimer, di Parkinson e i disturbi della memoria cognitiva, valutando a tal fine, anche la possibilità di inserire una icona dedicata sulle reti civiche di Comuni e Regione e, attraverso il coinvolgimento degli Ordini dei medici, individuando una modalità adeguata attraverso la quale anche gli ambulatori dei medici di base possano funzionare da front-office di primo livello, dove possano confluire tutte le informazioni alle famiglie dei pazienti;
per quanto riguarda l’accesso al pronto soccorso da parte di pazienti affetti da Alzheimer, Parkinson o demenza e loro accompagnatori, valutare la possibilità di creare dei codici di accesso dedicati;a valutare la possibilità di prevedere un progetto di sostegno ancorché senza contributo, anche a coloro che già usufruiscono di una badante per coadiuvare le famiglie nella coperture di periodi di assenza e consentire ai caregivers di potersi assentare per effettuare periodi di cura.
(84; 05/07/2017) Graziano
in seguito alla mareggiata dello scorso febbraio, il molo di Briatico è stato gravemente danneggiato ed esiste il rischio concreto di cedimento della struttura, con conseguenti e ulteriori problemi per il tratto di spiaggia antistante, già eroso dalle mareggiate;
il molo, la torretta e la spiaggia potrebbero subire altri danneggiamenti nella prossima stagione invernale;
l'attuale condizione del luogo crea notevoli disagi ai pescatori nello svolgimento del loro lavoro;
la comunità dei pescatori ha più volte richiesto all' amministrazione comunale un incontro per definire gli interventi necessari a richiedere lo stato di calamità naturale;
i pescatori, in considerazione dell'urgenza degli interventi di messa in sicurezza del sito, hanno chiesto all' amministrazione comunale di poter utilizzare il finanziamento di 144.359,17 Euro, concesso al comune di Briatico nell'ambito del "Piano di efficientamento e completamento degli interventi regionali per la stagione balneare 2017, per realizzare una barriera frangiflutti alle spalle dello stesso molo;
tutte le richieste avanzate sono rimaste inevase;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad adottare tutti i provvedimenti necessari per la verifica dello stato dei luoghi in questione e per la loro messa in sicurezza.
(85; 10/07/2017) Greco
le Equipe socio-psico-pedagogiche vengono costituite nel 1990 in seguito alla legge regionale n 57/90: Il servizio socio-psico-pedagogico è finalizzato alla prevenzione e al superamento delle varie forme di disadattamento;
Le funzioni per le gestioni del servizio socio-psico-pedagogico sono esercitate nell'ambito del territorio di competenza, dai Comuni singoli o associati, con finanziamento a carico della Regione Calabria;
il servizio socio-psico-pedagogico era organizzato in unità operative composte dalle seguenti figure professionali:
- Sociologo;
- Tecnici della riabilitazione;
nell'anno 1997 venne approvata la legge regionale 24/1/1997, n.2 (abrogata poi nel 2011) che prevedeva:"L'istituzione, nell'ambito dei posti della dotazione organica del ruolo regionale di un contingente ad esaurimento per gli operatori delle equipes socio-psico- pedagogiche." Questa legge prevedeva l'espletamento di un concorso riservato, per il riconoscimento giuridico del profilo e l'inserimento nel ruolo regionale di questo personale. Furono presentate le domande per la partecipazione al concorso, con i titoli richiesti, ma tale concorso, seppur bandito, non venne mai espletato dalla Regione Calabria;
contestualmente con atto deliberativo dell'Assessorato al personale della Regione Calabria, il personale dell'Equipe veniva assegnato funzionalmente alle ASL di appartenenza. Dall'anno 1999,pertanto,questo stesso presta servizio presso i diversi servizi delle ASL (attualmente ASP), tuttavia, il profilo e le mansioni non vengono mai definite e attribuite correttamente. Nel caso degli Psicologi rimane la categoria di origine attribuita dalla Regione, ovvero Categoria Economica e giuridica "D";
nell'anno 2008, con l'approvazione della legge n.9/2008, il personale veniva trasferito definitivamente nei ruoli del'ASP, ma il profilo giuridico ed economico rimaneva quello in godimento, attribuito dalla Regione. Nella stessa legge era prevista una commissione che avrebbe dovuto definire l'attribuzione del livello corrispondente, attraverso la predisposizione di"tabelle di equiparazione". Tale previsione non ha avuto mai attuazione lasciando tutto indefinito, tuttora, infatti, sia il profilo giuridico che quello economico rimane improprio con l'attribuzione della categoria " D", con la collocazione nel "ruolo sanitario" nel Comparto Sanitario e con il conseguente trattamento economico riferibili a mansioni amministrative, nonostante sin dall'inizio il lavoro svolto è stato ed è quello di Psicologo all'interno dell'U.O. di Neuropsichiatria infantile con carichi di lavoro e mansioni proprie di questo ruolo;
Nell'anno 2014 con atto deliberativo n°949/14, l'ASP di Cosenza, in seguito all'adozione della nuova dotazione organica, nella quale inseriva il personale delle ex Equipe, tenuto conto che "... si tratta di operatori che svolgono nell'Azienda, da anni, funzioni necessarie per lo svolgimento di determinate mansioni e compiti alla stessa stregua degli operatori appartenenti ai ruoli del servizio sanitario nazionale...", per l'inquadramento del personale si procedeva ad una disamina delle posizioni giuridiche, al fine di trovare una corrispondenza tra profilo, categoria e ruolo da assegnare. Da ciò è emerso che tutti i profili sono corrispondenti a quelli previsti dal CCNL comparto-sanità, mentre "... per i profili del personale laureato (Psicologi) non è stato possibile ipotizzare equipollenza o corrispondenza con i profili del ruolo sanitario, in quanto i suddetti profili si riscontrano esclusivamente nella dirigenza sanitaria". Pertanto "... il personale appartenente al profilo di Psicologo viene collocato nella Dotazione Organica con attribuzione del trattamento economico in godimento" (ovvero categoria"D" comparto sanità);
la situazione lavorativa degli Psicologi (ex Equipe socio- psico -pedagogiche della Regione Calabria) che ormai da anni operano all'interno dell'Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile delle ASP Calabresi è drammatica. Nonostante la lunga storia lavorativa, con vari passaggi legislativi nella tortuosa vicenda, la collocazione giuridica ed economica non è stata mai del tutto definita rimanendo pertanto anomala e precaria nella sua complessità;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad affrontare la condizione lavorativa in cui versano gli psicologi (ex Equipe socio-psico- pedagogiche della Regione Calabria) individuando le risorse necessarie a garantire un trattamento giuridico ed economico adeguato al profilo e allo spessore delle professionalità.
(86; 10/07/2017) Greco
alcuni operatori del settore Lattiero caseario calabrese, per il tramite dell'Associazione Culturale Cletarte, hanno manifestato l'opportuna volontà di recuperare l'antica e tradizionale stagionatura dei salumi e dei formaggi nelle cavità naturali o mura domestiche con pareti geologicamente naturali (in fosse) al fine di tramandare questa antica eredità culturale;
Vista la legge regionale n. 5/2004, (Norme per l'individuazione dei prodotti a base di latte ritenuti storici e/o tradizionalmente fabbricati) che, consente di fatto, in seguito a regolare autorizzazione rilasciata dall'Autorità Sanitaria Locale competente per territorio, la produzione e la vendita dei prodotti individuati in deroga, ai sensi delle direttive n. 92/46/CEE e n. 92/47/CEE, recepite dal DPR 54/97;
Rilevato che l'articolo 2 della precitata l.r. 5/2004 testualmente recita: "I prodotti a base di latte individuati e riportati nei trentacinque allegati elenchi che fanno parte integrante della presente legge, sono riconosciuti prodotti storici fabbricati a partire da latte crudo prodotto rigorosamente sul territorio regionale, con attrezzature e metodologie tradizionali, nonché stagionati in locali particolari";
Vista la nota con la quale la stessa Associazione Culturale Cletarte chiedeva al settore n. 3 Sviluppo rurale del dipartimento Agricoltura, Foreste, Forestazione se la locuzione "locali particolari" potesse comprendere sia le cavità naturali (grotte), che artificiali di origine storica (grotte, fosse-silos storiche scavate a mano nella roccia di arenaria), nonché in giare di terracotta (dolium);
Vista la nota prot. gen. Regione Calabria n. 0367133/SIAR del 20/11 /2004, in cui il Settore n. 3 Sviluppo rurale del dipartimento Agricoltura, Foreste, Forestazione, testualmente precisava che "...dalla lettura della norma, il quesito posto risultava coerente con i dettami della l.r. n. 5/2004, art. 2, la quale, senza necessità di alcuna deroga e/o modifica, appariva, ... applicabile al caso in questione";
Vista la nota prot. gen. Regione Calabria 356266/SIAR del 12/11/2004, in cui la Task- Force per le Attività Veterinarie del dipartimento Tutele della Salute ritiene che «...l'analogia di cui all'articolo 2 ... stagionati in locali particolari... fa riferimento ad ambienti aventi caratteristiche molto differenti a quelli delle "fosse" che si intendono utilizzare nelle quali la stagionatura avviene in ambiente anaerobico;
per cui, per quanto riguarda la su richiamata norma regionale, tale procedura di stagionatura (in fosse) non sia applicabile»;
e contestualmente si impegna a proporre in tempi brevi un DPGR tendente a disciplinare la modalità di stagionatura in fossa richiesta;
Preso atto delle differenti interpretazioni sull'applicazione dell'articolo 2 della L.r. 5/2004 espresse dai Dipartimenti regionali su citati;
Rilevato che a tutt'oggi non è stata data alcuna fattiva risposta al quesito posto dai produttori lattiero caseari;
Considerato che ai sensi dell'articolo 7 del Reg, CE 2074/05 è possibile ottenere deroghe sulle caratteristiche geologiche dei locali da adibire alla stagionatura di formaggi e salumi, che consentirebbero il processo di stagionatura sia presso le cavità naturali (grotte), che artificiali di origine storica (grotte, fosse-silos storiche scavate a mano nella roccia di arenaria), nonché in giare di terracotta (dolium);
Considerato meritevole di sostegno ed apprezzamento il proposito dei produttori lattiero caseari che, non solo potrebbe dar luogo a nuove opportunità di crescita per i piccoli produttori e le PMI della filiera formaggi e salumi, ma consentirebbe, inoltre, di tutelare e valorizzare i prodotti tradizionali e tipici del territorio calabrese i quali rappresentano un patrimonio culturale di indicibile valore;
Rilevata l'opportunità di fornire una risposta tempestiva e concreta agli operatori economici su indicati al fine di dare risolutivo chiarimento alla problematica dagli stessi posta;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria e l'Assessore regionale all'Agricoltura ad adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di agevolare l'uso dei locali di stagionatura tradizionali nella produzione di salumi e formaggi storici applicando le deroghe previste dall'articolo 7 del Reg. CE 2074/05.
(87; 20/07/2017) Sergio
in data 5 luglio l'azienda Call&Call Lokroi, con sede in Locri, ha notificato alle organizzazioni sindacali ed alle RSU l'apertura della procedura di licenziamento per 129 unità a seguito della decisione del committente Engie Italia di voler spostare i volumi di traffico in altra regione paventando motivazioni di carattere logistico;
la notizia ha suscitato preoccupazione stante anche la difficile situazione economica e occupazionale del ricadente territorio ed il possibile licenziamento di predette unità sarebbe causa di un dramma sociale con conseguenze drastiche per l'intero comprensorio abitativo della locride;
l'Azienda in esame fra le cause che esplicita per motivare la situazione di eccedenza paventata, andamento negativo della produttività e riduzione del numero delle commesse su Locri, riferisce principalmente che l'intera commessa di "Engie Italia" non è stata rinnovata presso la predetta sede produttiva in quanto il cliente ha espressamente richiesto a Call & Call Holding di destinare la commessa sul territorio pugliese in località Casarano;
l'Azienda ha anche ribadito che la situazione di eccedenza ha origini da una consolidata riduzione delle attività, con conseguente impossibilità di far ricorso ad ammortizzatori sociali quale Cassa integrazione e/o contratti di solidarietà e/o attivazione di Fondi di solidarietà/integrazione salariale, in quanto tali interventi non risultano essere compatibili con il carattere strutturale della situazione, non essendo prevista una ricollocazione occupazione del personale;
è ormai diffuso il sentimento di grande disagio e di forte malessere da parte dell'intera comunità della Locride che si vede privata dell'importanza di una realtà che sul proprio territorio è risultata essere la prima azienda privata in termini occupazionali, e riconducibile ora a quella sofferenza sociale frutto di un contesto economico mai generoso verso questa terra;
prerogativa principale del Consiglio regionale della Calabria è esprimere la massima solidarietà incondizionata a tutti i dipendenti coinvolti nella vicenda ed alle loro famiglie, garantendo un assoluto sostegno a difesa del posto di lavoro e della propria dignità personale;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad attivarsi presso il Governo, nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali;
ad effettuare un monitoraggio relativo alla evoluzione della situazione aziendale ed occupazionale della sede di Locri del gruppo "Call & Call", anche attraverso la convocazione del management aziendale;
ad operare in sinergia con le istituzioni locali, comune e Prefettura, e ad interagire con le organizzazioni sindacali e soprattutto imprenditoriali presenti sul territorio, al fine di individuare una positiva risoluzione della vertenza e poter scongiurare il licenziamento collettivo dei 129 lavoratori calabresi.
(88; 01/08/2017) Cannizzaro
in data 1 agosto 2017 è stato approvato definitivamente dalla Camera dei deputati il provvedimento "Decreto Sud", divenendo così legge dello Stato;
all'interno della stessa legge è prevista la misura " Resto al Sud" con un finanziamento di 1250 milioni di euro destinati ai nuovi giovani imprenditori under 35 e 200 milioni di euro per le Zone Economiche Speciali;
il quadro di interventi a sostegno della natalità imprenditoriale e del rilancio degli investimenti al Sud avviato dal Governo, necessita di arricchimenti di ulteriori misure a sostegno della competitività territoriale regionale, comprese quelle di portata generale;
le Zone Economiche Speciali (Zes), in particolare aree portuali, prevedono la creazione di territori a fiscalità agevolata comprendenti territori geograficamente funzionali ed interessati a dette aree: attivazione specifica su richiesta delle Regioni;
il Decreto Sud che ha introdotto la nascita di due Zes in Italia, l'area di Salerno-Napoli e quella di Gioia Tauro, per ogni regione del Mezzogiorno, inoltre, prevede l'istituzione di una seconda area;
lo speciale regime riconosciuto alla Zona Economica Speciale prevede che all'interno del suo territorio sia presente un'area portuale rispondente alle caratteristiche normative europee dei trasporti sul collegamento intercontinentale;
l'area portuale di Gioia Tauro interessa funzionalmente molte aree adiacenti ed estende geograficamente ai territori limitrofi connessioni economiche e commerciali di alto interesse regionale;
assume rilevanza strategica nell'indotto economico regionale e sul piano di sviluppo la vicinanza territoriale del comprensorio locrideo all'area portuale di Gioia Tauro ed ai sistemi di smistamento merci e diffusione per l'intera zona mediterranea;
i 42 comuni presenti nel Circondario di Locri possiedono capacità di sviluppo industriale legate alla connotazione geografica e margini consequenziali di notevoli ricadute economiche in termini occupazionali e di investimenti;
l'area della Locride occupa una superficie di quasi 1400 km2 e conta la presenza di circa 130 mila abitanti, un porto che sorge a Roccella Ionica e che a livello geografico riveste una importanza fondamentale essendo l'unico approdo nel tratto di mare che va da Crotone a Reggio Calabria;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad attivarsi presso il Governo, nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, affinché, come prevede la specifica disciplina che regola le Zone Economiche Speciali (ZES) sulla possibilità di istituire una seconda area speciale per ogni regione del mezzogiorno, sia considerata ed indicata l'intera area del circondario della Locride, come seconda area esclusiva economica speciale della Calabria.
(89; 09/08/2017) Cannizzaro
il Porto di Corigliano Calabro è parte integrante del sistema portuale calabrese;
insieme con gli altri porti che si affacciano sulla costa ionica della Calabria e che costituiscono basi ideali per i Ro-Ro lungo le direttrici dal Maghreb alla Turchia ed alla Siria ed i Balcani, ha la potenzialità di far crescere attività che riguardano il traffico non containerizzato e così agevolare il Porto di Gioia Tauro ad uscire dalla "trappola" del solo transhipment;
in particolare si tratta di "attività qualificate" che potrebbero essere praticate attraverso una piattaforma logistica al servizio della filiera agroalimentare: la Piana di Sibari, nell'area adiacente al Porto, è infatti la sede del Distretto agroalimentare di qualità che comprende trentadue comuni, tra cui Corigliano e Rossano, ed opera su una superficie di 184 mila ettari di terreno con un centinaio di imprese consorziate. Un'area che si candida naturalmente ad essere volano per lo sviluppo economico della Calabria;
la presenza di due Aree di Sviluppo Industriale(ASI) rispettivamente nel territorio di Corigliano e di Rossano;
con decreto del 20 dicembre 2006 il porto è entrato a fare parte della circoscrizione territoriale dell'Autorità Portuale di Gioia Tauro;
ha infrastrutture di base che si avvicinano molto a quelle del Porto di Gioia Tauro per le attività di "istituto" da svolgere e sono vicine agli standard internazionali, e dunque superiori, a quelle dei porti di Crotone -Porto Nuovo e di Vibo Valentia;
secondo l'Art. 4 (Classificazione dei porti) del D.DL.gov riforma AP, 7.9.2016 il porto di Corigliano rientra nella classificazione della categoria II (come Gioia Tauro) con funzioni commerciali, industriali, petrolifere e ittico-commerciali con in attività una delle più grandi marinerie del Mediterraneo, con una flotta che conta circa 150 tra pescherecci ed imbarcazioni dedite alla pesca e con all'interno dell'area portuale anche un mercato ittico tra i più importanti del Meridione;
secondo il Comma 1 bis dell'Art. 4 il porto di Corigliano per il suo "legame" con il "sistema portuale Gioia Tauro" appartiene ad una delle prime due classi della categoria II, ovvero di "rilevanza economica internazionale", nonché di "rilevanza economica nazionale";
il Comma 3 del citato Art 4 recita che "i porti", come Corigliano e Gioia Tauro, "o le specifiche aree portuali di cui alla categoria II, classe I, II e III hanno le seguenti funzioni: a) commerciale e logistica;
c) servizio passeggeri ivi compresi i croceristi;
d) peschereccio;
e) turismo e da diporto";
il Porto di Corigliano Calabro è "interessato" ad uno dei quattro corridoi infrastruttura li ferroviari TEN-T, per il suo legame con Gioia. Tauro. Si tratta del corridoio Scandinavo-Mediterraneo che attraversa tutta l'Italia e collega i porti del Mezzogiorno con le aree economiche più forti dell'UE;
il porto di Corigliano Calabro, anche per il suo legame con il sistema portuale di Gioia Tauro, rientra negli obiettivi del Piano nazionale della Portualità e della logistica (PSNPL) previsto dall'art. 29 comma 1 della legge 164 dell'11 novembre 2014, conversione del decreto legge n. 133 dell'11 settembre 2014 '"Sblocca Italia", che indica nel sistema portuale e logistico un contributo fondamentale alla ripresa economica del Paese nonché alla promozione della sostenibilità;
il disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 20 giugno 2017 n.91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno;
l'Art. 4 del suddetto disegno di legge (Istituzione di zone economiche speciali) definisce la "Zona economica speciale" come un'area geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale e comprendente almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) N. 1315 dell' 11 dicembre 2013 dal Parlamento europeo e dal Consiglio sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) ;
l'art. 4-bis, del succitato disegno di legge, prevede:
a) le regioni meno sviluppate (la Calabria con PIL pro capite inferiore al 75% rientra in tale "categoria") ed in transizione, presentano domanda per l'istituzione delle singole Zone economiche speciali;
b) la Regione formula la proposta specificando le caratteristiche dell'area identificata;
viste la deliberazione della Giunta regionale n. 294 dell'11 Agosto 2015, approvata dal Consiglio regionale il 25 Settembre 2015, con oggetto: "Misure straordinarie per lo sviluppo dell'area di Gioia Tauro - DDL per l'istituzione di una Zona economica speciale(ZES)";
la legge regionale allegata alla deliberazione suddetta, in particolare l'art. 1 (Finalità della legge), Art. 2 (Istituzione Zes Regione Calabria) e Art. 3 (Caratteristiche e amministrazione della Zes);
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad integrare la deliberazione della Giunta regionale dell'11 Agosto 2015 N. 294: "Misure per lo sviluppo dell'Area portuale di Gioia Tauro - DDL per l'istituzione di una Zona economica speciale (ZES) ", nel modo seguente: "Misure per lo sviluppo dell'Area portuale di Gioia Tauro e dell'area portuale di Corigliano Calabro... ';
conferire mandato al Presidente della Giunta regionale affinché inoltri al Parlamento l'integrazione alla deliberazione suddetta e tutti gli altri eventuali atti necessari all'istituzione di una Zona economica speciale in Calabria per l'area portuale di Corigliano Calabro.
(90; 10/08/2017) Graziano
ulteriori cause sono riconducibili alla riduzione delle spese generali di forestazione attualmente al 3,5%, al mancato assolvimento di alcuni obblighi assunti dall' ente Regione per i piani industriali di alcuni Consorzi, nonché ai ritardi accumulati nell'approvazione dei piani di classifica;
visto che i Consorzi di Bonifica svolgono un ruolo importante sulla tutela e difesa del suolo, hanno competenze nell'esecuzione delle opere di sistemazione idrogeologica, difesa e regimazione dei corsi d'acqua, in materia di irrigazione, nel comparto agroforestale e vanno supportati e sostenuti a svolgere compiutamente i propri compiti d'istituto previsti dal legislatore;
considerato che i crediti vantati dai Consorzi di Bonifica nei confronti della Regione Calabria per il periodo 2001-2015 si aggirano a circa € 56.000.000,00, e che per il periodo 2001-2010 esiste una attività accertativa espressamente indicata nella delibera di G.R. n. 406/2013;
considerato altresì che appare utile e necessario dare prosecuzione all'attività accertativa per il restante periodo 2011-2016, adempimento da ultimare entro il 1° semestre del 2018;
ravvisato che i suindicati crediti vantati dai Consorzi afferiscono al pagamento di oneri previdenziali ed assicurativi per i lavoratori OIF che costituiscono obbligo contrattuale a carico dei Consorzi, costretti a contrarre piani di rateazione con Equitalia Spa gravati da interessi moratori e di dilazione che hanno notevolmente aumentato i costi, e che eventuali inadempienze a tali obblighi potranno determinare contenziosi con rilevanti aggravi di spesa sia a carico degli enti consortili che della Regione Calabria;
valutato che per le ragioni innanzi indicate urge un intervento finanziario della Regione Calabria in favore dei Consorzi di Bonifica;
impegna la Giunta regionale ed il Presidente della Regione Calabria ad inserire nel prossimo assestamento del bilancio 2017 il seguente provvedimento: "Al fine di garantire la parziale copertura finanziaria delle spettanze obbligatorie della mano d'opera impegnata nei piani attuativi di forestazione dei Consorzi di Bonifica nel periodo 2001- 2015 è autorizzata la spesa complessiva di € 26.000.000,00" di cui:
- € 3.500.000,00 nel corrente esercizio 2017;
- € 7.500.000,00 nell'esercizio 2018;
- € 7.500.000,00 nell'esercizio 2019;
- € 7.500.000,00 nell'esercizio 2020. con allocazione per l'anno corrente sulla Missione 09 Programma 0905 Titolo 1 Macroaggregato 203 Cap. U3204051111, e per gli anni successivi sulle pertinenti voci di bilancio;
di demandare al dipartimento Presidenza U.O.A. "Foreste, Forestazione e Difesa del Suolo" l'espletamento di tutti gli adempimenti connessi e necessari per l'attuazione della presente disposizione e di provvedere altresì al riparto delle somme in favore dei Consorzi in proporzione ai reali debiti vantati dai singoli enti consortili valutati sulla base della regolarità contabile e tecnico - amministrativa della documentazione presentata alla stessa U.O.A. a supporto dei crediti esigibili.
(91; 08/09/2017) Nucera, Neri, Nicolò, Cannizzaro, Battaglia, Arruzzolo
le sigg.re Apollini Francesca Maria e Gentile Daniela hanno lavorato per circa un anno dall' 1.09.2014 al 15.07.2015, presso l’ATERP di Catanzaro, a seguito di selezione pubblica mediante short list e per l'espletamento di un progetto di livello regionale di ricognizione del patrimonio delle ATERP;
in data 15.07.2015 le stesse sono state licenziate;
le lavoratrici hanno impugnato dinanzi il Tribunale di Catanzaro - Giudice del Lavoro- il licenziamento;
il Giudice del Lavoro con Ordinanze numero 3418/2016 e 3420/2016, ha accolto integralmente e totalmente i ricorsi di entrambe e le ha reintegrate nel posto di lavoro;
le ordinanze sono immediatamente esecutive e non sono soggette a sospensiva neanche nel giudizio di opposizione, e per tale ragione le lavoratrici hanno notificato le predette ordinanze, offrendo nel contempo le loro prestazioni lavorative;
ciononostante le lavoratrici non sono reintegrate nel posto di lavoro;
pur comprendendo le ragioni di cautela da parte dei dirigenti ATERP, non si è tenuto conto che il ritardo nell'adempimento di quanto statuito nelle Ordinanze di accoglimento dei ricorsi determinerà, anche se venisse accolto il reclamo, danno economico significativo per l'ATERP -:
a) le ragioni del ritardo circa la reintegrazione sul posto di lavoro delle sigg.re Apollini Francesca Maria e Gentile Daniela;
b) quali siano le determinazioni che intendono assumere il vertici dell'ATERP in ordine alla esecuzione delle Ordinanze numero 3418/2016 e 3420/2016;
c) se si è a conoscenza del dispendio di risorse che deriva dalla mancata ottemperanza da parte dell'ATERP, considerato che dalla emissione delle ordinanze, decorrono interessi, versamento contributi, tasse, imposte comunque dovuti, pur in assenza della reintegrazione delle lavoratrici.
(240; 18/11/2016)
Risposta: “L'interrogazione fa riferimento all'ordinanza cautelare emessa in favore della dott.ssa Gentili e dott.ssa Apollini.
La predetta ordinanza è stata revocata dal Tribunale di Catanzaro che, con la sentenza n.598 del 01.06.2017, ha pienamente accolto la tesi difensiva dell’ATERP con la condanna alle spese a carico della ricorrente.
L'ATERP ha ritenuto di resistere per le ragioni di seguito sintetizzate.
La reintegrazione è intesa come obbligo per il datore di lavoro di riammettere il dipendente nel posto che occupava prima del licenziamento. Nel caso di specie, invece, si chiede un inserimento a tempo indeterminato quando il rapporto di lavoro che intercorreva con l'ATERP era di collaborazione professionale di lavoro, autonomo e a tempo determinato, regolarmente terminato. Tanto che il lamentato licenziamento in realtà era una doverosa intimazione verbale a non recarsi ulteriormente negli uffici dal momento che il contratto era nel frattempo scaduto.
Il riconoscimento cautelare di cui alla citata ordinanza, e non definitivo, della domanda è avvenuto, inoltre, su ulteriori erronei presupposti di considerare l'Azienda quale ente pubblico economico, quando invece si tratta di una Pubblica Amministrazione per come espressamente sancito a livello normativo sia per le ormai estinte ATERP provinciali, ex LACP, sia per l'attuale Azienda unica regionale.
Le ordinanze sono state emesse al termine di una cognizione sommaria, alle quali l'ATERP ha ritenuto di non prestare acquiescenza quale atto dovuto per una Pubblica Amministrazione che voglia garantire il rispetto dei principi costituzionali e delle norme, e specificatamente dell'art. 97 della Costituzione e dell'art 36 del d.lgs. n. 165/01 in materia di pubblico impiego che vieta le assunzioni così reclamate e
ha la finalità di evitare che chiamate a progetto nelle PP.AA. possano essere "forzate" a interessi individuali, compromettendo il buon funzionamento della macchina pubblica nonché pari trattamento tra quanti aspirino ad essere assunti, ed essere così aggirato l'obbligo di assumere mediante concorso, insussistente per le richiedenti che sono state reclutate attingendo a una semplice short list, che non prevedeva né graduatorie, né comparazione dei titoli.
Si vuole sottolineare come il citato divieto di conversione dei rapporti di lavoro è previsto finanche nell'ipotesi in cui questi ultimi fossero illegittimi, tanto più nei casi di specie trattandosi, come detto, di collaborazione professionale di lavoro autonomo regolarmente terminate.
L'ATERP ha ritenuto che al termine del giudizio definitivo a cognizione piena il Tribunale potesse dare ragione all'ente. In questo modo non ci sarebbe stato nessun aggravio che diversamente potrebbe derivare da altri analoghi numerosi giudizi attualmente in corso, per le medesime causali. È opportuno aggiungere, infatti, che questo genere di ricorsi sono stati promossi per le medesime causali da altri collaboratori a progetto su tutto il territorio regionale e tutte rigettate sempre dal Tribunale di Catanzaro; al pari sono stati rigettati i ricorsi proposti dinanzi il Tribunale di Crotone da parte di lavoratori, in questo caso subordinati a tempo determinato, in considerazione dell'art.36 del d.lgs. n. 165/01 e della natura di ente pubblico dell'ATERP; e da ultimo, oltre una decina di cause dal medesimo tenore avviate presso il Tribunale di Cosenza, con richiesta di assunzione a tempo indeterminato sull'erroneo presupposto che l'ATERP fosse un ente pubblico economico: anche a Cosenza le cause sono state rigettate con sentenza piena.
il Consiglio dei Ministri nella seduta del 5 dicembre 2016 ha approvato gli indicatori di riparto su base regionale delle risorse finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico. In base a tali indicatori regionali il Governo nazionale ha predisposto un piano di risorse per la mitigazione e il contrasto del rischio idrogeologico 2015-2023. I dati che la Regione Calabria ha fornito al ministero e all'Ispra (Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale) sono vecchi di almeno io anni e non aggiornati;
nella seduta della conferenza Stato-Regioni del 29 settembre 2016, dove è stato espresso parere favorevole per gli indicatori di riparto su base regionale per le risorse destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico, la Regione Calabria era assente;
questa situazione ha fortemente penalizzato la nostra regione che avrà risorse esigue rispetto alla reale situazione di un territorio fortemente segnato dal dissesto idrogeologico e che non trova una adeguata rappresentazione nei
dati in possesso della Regione Calabria, con il PAI (Piano di assesto idrogeologico) ancora fermo al 2001;
le problematiche connesse alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del suolo in Calabria anziché essere oggetto di radicali programmi tesi a diminuire i rischi ed a valorizzare una risorsa strategica e limitata com'è il suolo, sembra si aggravino ulteriormente per l'assenza di una univoca strategia di prevenzione e protezione, per gli ormai intollerabili ritardi dei programmi degli interventi strutturali e per la scarsità di risorse effettivamente assegnate sulla base di criteri nazionali che ci vedono collocati all'undicesimo posto nel Piano nazionale di mitigazione e contrasto del rischio idrogeologico 2015- 2023;
la Regione Calabria si segnala per la cronica assenza di politiche di prevenzione per l'inadeguatezza dei suoi strumenti di Programmazione e Pianificazione nel campo delle politiche di difesa del suolo non essendo stato redatto fin qui alcun Piano di Bacino, né elaborato il Piano di Gestione Integrata delle Coste, né tantomeno attuati strumenti di controllo e monitoraggio essenziali quali i Presidi Idraulici pur disponendo degli addetti specializzati e pur avendo investito notevoli risorse finanziarie per dotazioni operative e strumentali che avrebbero concorso ad approntare un moderno sistema distribuito nel territorio da porre anche al servizio delle comunità locali;
la problematica è destinata ad aggravarsi ulteriormente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.27 del 2-2-2017 del D.M. 25 ottobre 2016, con il quale viene definitivamente cancellata l'Autorità di Bacino della Regione Calabria a conclusione di un lungo iter avviato con l'emanazione del Testo Unico sull'ambiente - d.lgs. 152/2006 emanato in attuazione della Direttiva Europea 2000/60, che ha di fatto abrogato la Legge quadro sulla Difesa del Suolo (L.183/89);
emerge con forza la necessità di avviare con urgenza una profonda riflessione al fine di definire chiari e scadenzati impegni mirati ad avviare finalmente quelle politiche di prevenzione oggi totalmente assenti e, forse, perfino aggravate, da provvedimenti normativi come quello di riforma della LUR (Legge urbanistica territoriale) che hanno consentito a molti Comuni di non elaborare le Carte di Pericolosità Idrogeologica eludendo in tal modo quanto previsto dal QTRP (Quadro territoriale regionale paesaggistico) -:
1. per quanto attiene gli interventi strutturali, le cause dei ritardi nella loro realizzazione a partire dall'APQ sulle Coste sottoscritto ormai cinque anni orsono e che registra un bassissimo livello di attuazione e dall'APQ relativo a frane ed alluvioni per i quali si registrano ingiustificati ritardi dovuti a procedure lunghe e farraginose e ad ostacoli burocratici spesso frapposti dagli stessi Uffici Regionali;
2. per quanto riguarda la pianificazione, a quali ragioni sia da ascrivere il mancato aggiornamento del Pai e per quali motivi l'aggiornamento 2016 risulti ampiamente carente ed inattendibile sotto il profilo metodologico e perché ad oggi non sia stato elaborato nessun Piano di Bacino ed il Piano di gestione integrata delle Coste;
3. quando e come si intenderanno avviare operativamente i Presidi Idraulici ed il relativo e costoso Sistema Informativo;
4. se dopo la soppressione dell'ABR non si ritenga urgente procedere alla definizione di una Legge Regionale per la Tutela e Valorizzazione del suolo e del Paesaggio;
5. come si intenda dare corso alle politiche di prevenzione definite dal vigente QTRP ed alla concreta adozione degli standard e delle metodologie allegate al medesimo QTRP fin qui rimaste lettera morta.
(257; 09/02/2017)
“In relazione all'interrogazione a risposta scritta n. 257/10 del 09/02/2017 inoltrata dall'on. Carlo Guccione, si risponde per gli aspetti strettamente attinenti le competenze del dipartimento "Infrastrutture, Lavori Pubblici, Mobilità" e la già Autorità di Bacino della Regione Calabria.
La presente contiene l'elaborazione delle risposte organizzate per punti, secondo quanto richiesto, richiamando e precisando, per la comprensione delle vicende esplicitate, anche quanto contenuto nelle premesse.
Ritardi Interventi Strutturali APQ Erosione delle Coste 2013
Riguardo il finanziamento di interventi per il contrasto al fenomeno dell'erosione costiera, alla luce della preoccupante situazione messa in luce dal Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI 2001) e, successivamente, in fase di studio per il suo aggiornamento, la Regione Calabria, oltre ad altri programmi già realizzati in precedenza, ha destinato nel 2006 una parte dei fondi assegnati dalla delibera CIPE n. 35 del 27 maggio 2005 alla stipula di un Accordo di Programma Quadro (APQ) "Difesa del Suolo - Erosione delle Coste". L'importo di detto APQ, in base al riparto di cui alla delibera di Giunta regionale n. 838 del 03.10.2005, è stato pari a € 45.000.000, per un totale di 47 interventi finanziati.
Detti interventi sono stati tutti realizzati e la relativa spesa è stata anche inserita e rendicontata tra le operazioni di I fase della linea di intervento 3.2.2.3 "Azioni per la messa in sicurezza delle aree a rischio erosione costiera e per il ripascimento e la ricostituzione delle spiagge" del POR Calabria FESR 2007/2013, sulla quota di spese realizzate al 31.12.2015, per circa € 30.000.000 (pari a 3 volte l'iniziale stanziamento previsto sulla stessa linea 3.2.2.3).
Tali risorse non hanno, ovviamente, risolto definitivamente la problematica dell'erosione delle coste in Calabria ma, assieme ad altri interventi già programmati e in corso di esecuzione, hanno consentito di eseguire, nei tratti di maggiore criticità, interventi indispensabili per il ripascimento dì alcuni tratti di litorale e per la mitigazione del fenomeno erosivo, diminuendo la vulnerabilità di molte aree e aumentando la sicurezza delle infrastrutture e delle strutture, sia pubbliche che private, ricadenti nelle fasce costiere maggiormente a rischio.
A seguito della suddetta programmazione, la Regione e la già Autorità di Bacino Regionale hanno convenuto di dover investire in maniera organica e coordinata nel settore della difesa costiera, anche in considerazione dell'importanza di utilizzare al meglio i fondi stanziati e di evitare gli errori del passato derivanti, in primo luogo, dalla eccessiva frammentazione degli interventi di protezione e riqualificazione della costa volti a risolvere solo problematiche locali e, in alcuni casi, dalla erronea progettazione degli stessi. Si è inteso, pertanto, sottoporre a programmazione interventi organici e integrati da realizzare prendendo in considerazione aree vaste, per i quali si devono tenere in conto le dinamiche costiere e le caratteristiche delle intere unità fisiografiche, del trasporto solido fluviale e marino, i sistemi ambientali, gii interventi già in corso di realizzazione e l'evoluzione della linea di riva, e che, di fatto, riguardano l'intera fascia costiera regionale a rischio elevato di erosione costiera (classificati R3).
Con tali premesse, in data 5 marzo 2013 è stato stipulato l'Accordo di Programma Quadro (APQ) "Difesa del Suolo ed Erosione delle Coste" tra la Regione Calabria, il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, a valere sui fondi di cui alla delibera CIPE n. 87 del 3 agosto 2012 "Fondo per io Sviluppo e la Coesione (FSC) - Programmazione Regionale delle residue risorse del FSC a favore del settore ambiente perla manutenzione straordinaria del territorio" e sulle risorse residue del POR Calabria FESR 2007/2013 - Linea di Intervento 3.2.2.3, "Azioni per la messa in sicurezza delle aree a rischio erosione costiera e perii ripascimento e la ricostituzione delle spiagge". Con il suddetto Accordo di Programma Quadro sono stati programmati n. 15 interventi per un totale di € 40.572.794,93 di finanziamento complessivo a valere sulle suddette risorse, da realizzare in n. 15 delle n. 21 macro-aree di analisi individuate dall'Autorità di Bacino Regionale, che presentano una maggiore criticità complessiva in relazione al rischio di erosione costiera, ricostruita sulla base di criteri scientifici di priorità e di selezione.
Tali criteri sono stati declinati già nella fase iniziale di progettazione degli interventi in corrispondenza della stesura del citato Master Pian, approvato, in data 25 luglio 2013, dal Comitato Tecnico della già Autorità di Bacino nell'ambito delle attività propedeutiche all'aggiornamento del PAI - Rischio di Erosione delle Coste e successivamente, in veste aggiornata, nelle seduta del 27 novembre 2013.
In seguito all'approvazione dei progetti preliminari si è dato avvio all'espletamento delle procedure di affida­mento con le modalità dell'appalto integrato complesso, le quali hanno consentito di rispettare ¡ termini imposti dai CIPE per l'assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti a seguito delle aggiudicazioni delle gare.
ritardi rilevati e oggetto di interrogazione sono imputabili al complesso ed oneroso iter amministrativo, dovuto principalmente alle problematiche paesaggistico - ambientali e alle procedure imposte dalla normativa vigente sugli appalti pubblici che comporta una casistica di "ritardi" comuni a tutte le stazioni appaltanti e per tutte le categorie di Lavori Pubblici, ascrivibili alle procedure burocratiche quali; tempi di pubblicazione dei bandi e degli esiti di gara, ricorsi amministrativi, controlli stringenti sulle imprese, acquisizione pareri e permessi dei vari Enti competenti tra i quali la valutazione di impatto ambientale.
A conclusione di detto complesso iter di affidamento e autorizzazione, allo stato attuale, dei suddetti 15 interventi: 1 è in corso di realizzazione è sarà a breve ultimato, 7 sono in fase di consegna delle aree ed inizio lavori (salvo il periodo di obbligatorio fermo estivo), 5 saranno avviati nel mesi di settembre - ottobre 2017 mentre i restanti 2, per i quali sono state superate le problematiche relative ai relativi ricorsi amministrativi, potranno partire nel corso del 2018. Si prevede, pertanto, che la spesa complessiva realizzabile nel 2017 possa essere superiore alla somma di € 10.000.000, che si aggiungerebbero alla spesa di € 2.000.000 già realizzata. La conclusione di tutti gli interventi è prevista tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019.
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e la Regione Calabria hanno stipulato, in data 25 novembre 2010, un Accordo di Programma finalizzato alla "Programmazione e al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico" da effettuare nel territorio della Regione Calabria nell'ambito del Piano straordinario previsto dal comma 240 dell'art. 2 della legge 191/2009 il quale permette che, le risorse assegnate per interventi di risanamento ambientale con delibera del CIPE del 6 novembre 2009 pari a 1000 milioni di euro, possano essere utilizzate per piani straordinari di questo tipo.
Ritardi interventi frane e alluvioni di cui all'APQ Ministero Ambiente 2010
In relazione all'Accordo di Programma del 25/11/2010 dell'importo di € 220.000.000,00 gestito da sempre in maniera Commissariale, fare riferimento all'attuale Soggetto Attuatore, Ing. Carmelo Gallo.
Piani di Bacino - Aggiornamento PAI - Piano di Gestione Integrato delle Coste
La legge 18.5.1989, n. 183 e ss. mm. ii. recante "Norme perii riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo" che ha istituito le Autorità di Bacino "nazionali" e "interregionali" e ha affidato alle Regioni il compito di istituire le 'Autorità di Bacino Regionali" nei territori residui, rappresenta la prima legge quadro in materia di Difesa del Suolo. Con essa si definisce per la prima volta l'ambito territoriale di riferimento per la difesa del suolo con l'introduzione del concetto di Bacino Idrografico e la suddivisione del territorio nazionale in bacini idrografici di rilievo nazionale, interregionale e regionale.
La Regione Calabria avrebbe dovuto costituire l'Autorità di Bacino Regionale già negli anni '90 e non l'ha fatto; ciò ha determinato, così come avvenuto per altre regioni, un'enorme disparità di trattamento con le regioni del centro -nord nelle quali ricadevano le Autorità di Bacino Nazionali già costituite, che hanno potuto disporre delle notevoli risorse finanziare disponibili acquisendo un rilevante vantaggio temporale rispetto alle altre.
Solo a seguito dei luttuosi eventi di Sarno (1998) e Soverato (2000), con l'introduzione dell'obbligo di redazione dei Piani di Bacino Stralcio per l'Assetto Idrogeologico - PAI, dei vincoli di inedificabilità sulle aree perimetrate a rischio elevato o molto elevato e l'obbligo della programmazione degli interventi di messa in sicurezza in regime ordinario basata su criteri oggettivi legati al livello di rischio individuato, si è proceduto con la legge regionale n. 35 del 29 novembre 1996: "Costituzione dell'Autorità di Bacino Regionale in attuazione della Legge 18 maggio 1989, n. 183" non solo alla costituzione delle Autorità di Bacino Regionale (ABR), ma anche all'attivazione degli organi propri dell' ABR: Comitati Tecnico e Istituzionale e Segreteria Tecnica Operativa, struttura che ha consentito di recuperare il tempo perduto, almeno per quanto riguarda la redazione dei piani di settore, facenti parte del più generale Piano di Bacino.
Ciò premesso, come recita la L.183/1989 "Il Piano di Bacino ha valore di piano territoriale di settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo e alla corretta utilizzazione delle acque sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del territorio interessato" (legge 183/89, capo II, art.17, comma 1). Si tratta di uno strumento di pianificazione particolarmente complesso e di difficile realizzazione, considerando che richiede di affrontare le più disparate problematiche da studiare e regolamentare con l'impiego di diverse figure professionali, spesso non presenti nell'organico delle ABR, e il coinvolgimento a più livelli di numerosi enti di settore territoriali locali e governativi. A tal proposito preme sottolineare che le diverse Autorità di Bacino regionali e interregionali, compresa quella della Regione Calabria, sono state costituite quasi tutte per ottemperare all'obbligo della redazione dei Piani di Assetto Idrogeologico - PAI, che costituiscono solo uno stralcio del più articolato Piano di Bacino. Pertanto, oltre alla complessità nella realizzazione dei Piani di Bacino che l'esperienza e il tempo hanno dimostrato possano essere realizzati solo per Piani Stralcio, anche in ottemperanza della l. 183/1989, occorre tener conto delle implicazioni temporali (tempi estremamente dilatati e lunghi) per lo svolgimento delle diverse e specialistiche attività lavorative che non si basano su metodologie standardizzate e di uso comune ma anche dell'iter procedurale di adozione e approvazione che avviene attraverso diversi step e che coinvolge diversi organi istituzionali, interni ed esterni alle ABR, non "cristallizzati" nel tempo e legati, all'avvicendamento delle cariche politiche e istituzionali.
Il mancato e ambizioso obiettivo della redazione di un complessivo "Piano di Bacino", prefigurato dalla legge 183/89, è dunque da ascrivere al quadro appena sinteticamente rappresentato che accomuna l'Autorità di Bacino della Regione Calabria a tutte le altre Autorità di Bacino di rilievo regionale e Interregionali. Difficoltà confermate dal mancato raggiungimento nella definizione dì un complessivo e completo Piano di Bacino, se non per diversi e articolati piani stralcio, anche da parte delle Autorità di Bacino di rilievo Nazionale di più lunga e datata istituzione.
A ciò si aggiunga che il cammino verso l'adempimento di questo quadro normativo che man mano, con le successive modifiche e integrazioni, si stava migliorando e consolidando, sì è interrotto del tutto con l'entrata in vigore del nuovo TU ambientale ossia del d.lgs 152/2006 promulgato per ottemperare alla Direttiva Comunitaria 2000/60/CE - "Direttiva Quadro Acque" con la conseguente abrogazione della legge 183/1989 e ss.mm.ii. Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, recante "Norme in materia ambientale", nella sua parte terza, disciplina le norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento, di gestione delle risorse idriche. Lo stesso d.lgs. 152/2006 e riforma la governance di settore istituendo, all'art. 63, i Distretti Idrografici con relative competenze e ripartendo e denominando, all'art. 64, ì Distretti Idrografici dell'intero territorio nazionale.
Il Testo Unico ambientale, pertanto, tratta delle problematiche connesse alla Difesa del Suolo e Tutela delle Acque, compresa la riorganizzazione funzionale delle diverse Autorità di Bacino, stabilendo,, fra le altre cose, la nuova e sostanziale "ristrutturazione" delle stesse e mantenendo pressoché inalterate le mansioni e l'ope­rato che esse sono chiamate a svolgere e "condannandole", di fatto, ad operare in regime di "prorogatio" e con tutte le difficoltà del caso, fino al dicembre 2015, anno di emanazione della legge 221/2015 il cui DPCM attuativo è tuttora in via di definizione.
Piano di Gestione Integrato delle Coste
La stessa analisi può essere estesa al "Piano di Gestione Integrata delle Coste". Con la promulgazione della l.r. n. 13 del 17.08.2005 la Regione Calabria si è dotata di uno strumento normativo capace di incidere positivamente nella gestione della problematica dell'erosione costiera in Calabria. In particolare, ai sensi dell'art 10 della suddetta legge, la Regione Calabria deve predisporre il "Piano di Gestione Integrata delle Coste" finalizzato a promuovere lo sviluppo delle coste calabresi con interventi atti a contrastare il fenomeno dell'erosione, secondo principi di sviluppo sostenibile in funzione della tutela e valorizzazione delle risorse ambientali. Detto Piano si configura, per come previsto dalla legge 493/1993, quale Piano Stralcio di Settore, funzionale al più complessivo Piano di Bacino di cui all'art. 10 della l.r. n. 35/1996 e dell'art. 17 della Legge 183/1989. In esecuzione dell'art. 10 della L. R. n. 10/2005, la Giunta regionale con d.g.r. n. 1158 del 27/12/2005 affida all'ABR il compito della redazione del "Piano digestione integrata delle coste", demandando al Segretario Generale dell'ABR tutti gli adempimenti ed i provvedimenti tecnico-amministrativi necessari. Il Comitato Istituzionale dell'ABR prende atto della summenzionata delibera di Giunta e approva con delibera di C.I. n. 1 del 16 febbraio 2006 il "Documento Programmatico perla Redazione del Piano di Gestione Integrata delle Coste in Calabria" che rappresenta un Piano Stralcio del complessivo Piano di Bacino e, dunque, rientra in un quadro di pianificazione integrata per la valorizzazione e tutela delle risorse acqua e suolo, in coerenza anche con la Direttiva Comunitaria 2000/60/CE.
A seguito di questo, nel mese di novembre 2006, la già ABR ha elaborato ed emanato specifiche linee guida per la Progettazione e l'Esecuzione degli Interventi per la Difesa delle Coste e il Ripascimento degli Arenili nel territorio regionale. Linee Guida finalizzate ad assicurare il conseguimento dell'obiettivo di ricostruire gli arenili e di riqualificare e mettere in sicurezza gli ambiti costieri interessati, nel rispetto dei criteri di compatibilità e di impatto ambientale.
Nell'ottica della predisposizione del più generale e articolato "Piano di Gestione Integrata delle Coste" l'Autorità di Bacino ha redatto:
- il "Piano Stralcio di Erosione Costiera" (PSEC) approvato dal Comitato Istituzionale con delibera di C.I. n. 4/2016 del 11/04/2016. Solo per dare un'idea della tempistica dell'iter di approvazione, si fa presente che il Progetto di "Piano di Bacino Stralcio di Erosione Costiera" (PSEC) era stato adottato con Delibera di C.I. 2/2014 in data 22/07/2014. Tale Piano rientra tra i Piani stralcio inizialmente previsti dalle sopra citate leggi 183/1989 e 493/1993;
- il "Master Plan per gli Interventi di Difesa e Tutela della Costa", contestualmente alla redazione del PSEC. Si tratta di un importante e innovativo strumento di programmazione, funzionale alla consapevole e corretta definizione e gestione degli interventi di mitigazione del rischio e di difesa del litorale, unico nel suo genere anche perché è stato predisposto in sinergia con attori interni ed esterni competenti in materia: il settore regionale del dipartimento dei LL.PR, le ex Province della Regione Calabria, gli Uffici delle Opere Marittime, alcuni Enti come ANAS e FS, gli uffici tecnici dei Comuni, e con la stretta collaborazione scientifica dell'Università di Reggio Calabria. Il Master Pian è stato approvato con Delibera di C.I. n. 1 /2014 del 22.07.2014, pubblicata sul BUR Calabria n. 53 del 27 Ottobre 2014, e aggiornato con Delibera di C.I. n. 7/2016 del 11/04/2016.
Redazione Aggiornamento PAI
In data 11 Aprile 2016, con Delibera di Comitato Istituzionale n. 3/2016 "Aggiornamento Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI Calabria)", il Comitato Istituzionale della già Autorità di Bacino della Regione Calabria ha approvato le "Procedure per l'aggiornamento del Rischio Idraulico del PAI Calabria, delle Nuove
Carte di Pericolosità e Rischio Idraulico e la modifica delle Norme Tecniche di Attuazione e Misure di Salvaguardia (NAMS) del PAI relative al Rischio Idraulico "discusse ed approvate dal Comitato Tecnico dell'ABR in data 3/11/2014 e delle "Procedure per l'aggiornamento del Rischiò Frane del PAI Calabria, delle Nuove Carte di Pericolosità e Rischio Frane e la modifica delle Norme Tecniche di Attuazione e Misure di Salvaguardia (NAMS) del PAI relative al Rischio Frana "discusse ed approvate nella seduta del Comitato Tecnico del 30/7/2015.
L'iter di aggiornamento ha previsto l'adozione di procedure metodologiche inizialmente ipotizzate, successivamente condivise, calibrate e validate dai componenti del Comitato Tecnico (C.T.). Comitato Tecnico composto, secondo i dettami della l.r. 35/1996 e ss.mm.ii., da esperti in materia attinente la difesa de! suolo e l'utilizzo del territorio dei vari enti che costituiscono il C.T. compreso i rappresentanti delle due Università della Calabria - UNICAL e UNIRC e dell'Istituto di Ricerca CNR-IRPI.
Le procedure adottate sono caratterizzate da un diverso livello di approfondimento in funzione del dettaglio dei dati disponibili e della complessità del contesto geografico in accordo, fra l'altro, alla normativa nazionale e regionale vigente. Tali procedure hanno portato alla redazione delle nuove cartografie con le delimitazioni delle aree da vincolare con i relativi gradi di pericolosità da frana e da alluvione che prevedono un cambiamento radicale rispetto al vecchio approccio di gestione territoriale, in considerazione delle seguenti ragioni:
- necessità di avviare un complessivo e sistematico aggiornamento delle aree a rischio idraulico e rischio frana perimetrate nel Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) che dalla sua data di adozione, avvenuta nel 2001, ha visto nel corso degli anni numerose revisioni puntuali e localizzate su specifica richiesta dei Comuni e/o altri Enti, nel rispetto delle "Norme di Attuazione e Misure di Salvaguardia" (NAMS) del PAI e sulla base di specifici studi condotti secondo le "Linee Guida" emanate dall'ABR ma che necessitava di una complessiva revisione generale. Revisione finalizzata principalmente a rapportare su una scala di maggior dettaglio (CTR regionale a scala 1:5000) tutto ciò che era stato già censito ed aggiornato e a fare il punto sull'assetto territoriale venutosi a delineare a seguito dei particolari eventi alluvionali e più in generale di dissesto idrogeologico occorsi nel frattempo nel territorio regionale (Provincia di Vibo Valentia nel 2002, Crotone nel 2003, Vibonese nel 2006, intero territorio della Regione Calabria nel biennio 2010-2011, territorio dei Comuni di Lungro e Cerzeto nel 2005; territorio comunale di Petilia Policastro e Oriolo .e di alcuni centri del reggino nel 2015, territorio comunale di Rossano e Corigliano nel 2015, area della "Locride" nel 2015);
- necessità di estendere l'analisi del rischio idraulico a tutti i bacini idrografici (la Calabria ne conta circa 1000) e all'intero reticolo idrografico della regione che, tra corsi d'acqua di diversa importanza, ha un'estensione complessiva che supera i 70.000 km di lunghezza, mentre in precedenza le analisi del rischio idraulico erano state condotte unicamente su qualche decina di bacini e per poche centinaia di km di aste fluviali esaminate complessivamente;
- recepimento della Direttiva Europea 2007/60/CE, avvenuto con d.lgs. 49/2010,che ha portato all'approvazione del summenzionato Piano di Gestione del Rischio Alluvione (PGRA) redatto secondo gli indirizzi operativi dettati dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio è del Mare (MATTM) (Documento: "Indirizzi operativi per l'attuazione della Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione ed alla gestione dei rischi da alluvioni con riferimento alla predisposizione delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni"), che ha visto incentrate le nuove carie dei vincoli sulle fasce di pericolosità e non più del rischio;
- opportunità di avere due strumenti di pianificazione e programmazione, "Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico"(PAI Calabria) relativo al Rischio Idraulico da una parte e "Piano di Gestione del Rischio Alluvioni" (PGRA) del Distretto dell'Appennino meridionale dall'altra, coerenti tra loro;
- opportunità di estendere anche al rischio di frana del PAI il nuovo concetto di vincolo incentrato sulla pericolosità anziché sul rischio, disciplinando le instabilità perimetrate in base alla loro pericolosità, utilizzando il rischio associato solo per definire le priorità nella pianificazione e programmazione degli interventi di mitigazione del rischio, sia di tipo strutturale che non strutturale.
Il PAI 2001, ancora vigente, elaborato nei tempi ristrettissimi imposti dai decreti e dalle leggi, prevedeva per il rischio frana, in via prioritaria, l'analisi dei centri urbani, delle loro frazioni e dei nuclei abitati (>200 abitanti) nonché delle principali vie di accesso, rimandando l'estensione dell'analisi alle successive fasi di aggiornamento. In questa fase di aggiornamento si è ancora valutato che tale estensione non potesse avvenire in modo sistematico su tutti ì 15.000 Km della Regione Calabria, attraverso uno studio delle aerofotogrammetrie disponibili, integrato dalle necessarie verifiche di campo, sia per le limitate risorse umane, economiche e strumentali nella disponibilità della già Autorità di Bacino Regionale sia perché un'indagine estesa all'intero territorio regionale non è sembrata al momento indispensabile, vista la grande estensione delle zone in cui l'interferenza antropica appare sostanzialmente modesta. Pur se datato, il quadro conoscitivo del PAI ha rappresentato e rappresenta ancora l'unico censimento omogeneo a scala regionale dei fenomeni franosi presenti sul territorio calabrese e, nonostante le semplificazioni imposte dalle metodologie adottate all'atto della sua redazione, risulta essere ancora oggi sostanzialmente attendibile come evidenziato dall'occorrenza di fenomeni franosi in aree già censite dal PAI, nel corso degli eventi alluvionali che si sono susseguiti in Calabria negli ultimi dieci anni.
Si è deciso, pertanto, di destinare le limitate risorse, umane e non, all'elaborazione e sviluppo di un'indagine mirata, volta alle aree che per i motivi sopra richiamati ( richieste o anche segnalazioni pervenute all'ABR da parte delle varie Amministrazioni comunali, provinciali, ecc. ed eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico che hanno portato all'emanazione di altrettanto diverse ordinanze di Protezione Civile) sono apparse meritevoli di approfondimento e/o per le quali sono risultati, comunque, disponibili dati sistematicamente raccolti, verificati e validati. Infatti, mentre per alcuni comuni la disponibilità di dati ha consentito l'estensione dell'analisi all'intero territorio, per altri si è mantenuta l'originaria impostazione che prevedeva la limitazione delle verifiche ai soli centri urbani e frazioni.
Tutto questo si origina anche dal fatto che le procedure per l'aggiornamento del PAI, di fatto ufficialmente avviate con delibera di Comitato Istituzionale della già ABR n. 6 del 02 agosto 2011, hanno previsto la trasmissione a tutti i Comuni, le Amministrazioni provinciali e gli enti interessati di una scheda di raccolta dati per l'aggiornamento dei fenomeni di dissesto idrogeologico denominata "SAP 2011" a cui è corrisposto un più che modesto riscontro.
Per tale motivo e per velocizzare il successivo iter procedurale di approvazione delle nuove carte dei vincoli PAI, il Comitato istituzionale ha deciso di avviare, una fase interlocutoria con le Amministrazioni locali, estesa anche alle università, agli enti di ricerca e agli ordini professionali, anticipando in qualche maniera la fase delle osservazioni post-adozione del Progetto di Piano prevista dal d.lgs. 152/2006, prima dell'approvazione da parte dei competenti organi istituzionali. La fase di concertazione finalizzata al confronto costruttivo e parte­cipato con Comuni ed enti interessati, Ordini professionali, Università, cittadinanza ecc., che hanno potuto prendere visione delle nuove carte dei vincoli sul web-gis dell'ABR alla voce "Aggiornamento PAI 2016". Il nuovo PAI e il Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) approvato dal Comitato Istituzionale con delibera n. 4/2016 del 11/04/2016, in sintonia con la legge urbanistica recentemente aggiornata, vanno nella direzione della riduzione drastica dell'utilizzo del suolo in considerazione dei risultati conseguiti raffrontati con quelli del PAI 2001:
- Rischio Idraulico: le aree vincolate a rischio idraulico, con pericolosità P1, P2 e P3 sono pari a circa 2400 kmq (il PAI approvato nel 2001 prevedeva un area perimetrata pari a circa 602 kmq)
- Rischio Frane: le aree vincolate a rischio frana, con pericolosità IP1, IP2, IP3 e IP4 sono pari a circa 879 kmq (il PAI approvato, nel 2001 prevedeva un area perimetrata pari a circa. 700 kmq). Il numero di frane censite risulta pari a 15.736 (il PAI 2001 aveva un numero di frane censite pari a 9.143)
- Rischio Erosione Costiera: Tutti i 116 comuni costieri regionali risultano perimetrati a rischio erosione costiera per una superficie pari a circa 82.13 kmq (nel PAI 2001 solo 45 Comuni risultavano essere inte­ressati da perimetrazioni a rischio R3 di erosione, per una superficie pari a circa 14.28 kmq).
Piano di risorse per la mitigazione e il contrasto del rischio idrogeologico 2015-2020 di cui nelle Premesse dell'interrogazione
Il PAI aggiornato e il PSEC di nuova redazione mostrano la vera debolezza del territorio regionale, dal quadro delle carte della pericolosità emerge la necessità di fare una programmazione di dettaglio per poter intervenire almeno nei punti di maggiore criticità. Per questo motivo, la già Autorità di Bacino, ha effettuato un'analisi di dettaglio stimando in quasi 25 miliardi di euro l'importo necessario alla realizzazione di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio calabrese, suddiviso per tipologia di rischio (Allegati alla delibera di Comitato Istituzionale n.2/2016 del 11/04/2016 recante "Aggiornamento e Integrazione quadro programmatico di interventi per la Mitigazione del rischio idrogeologico finalizzati al finanziamento dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Direttive e Linee di Indirizzo sui Programmi di Intervento futuri"). I dettagli del Piano, per singolo Comune, sono reperibili sul sito dedicato dell’ISPRA all'indirizzo: www.rendisisprambiente.it;
Pur essendo enormemente superiore il fabbisogno di risorse per come sopra stimato, la struttura, della già Autorità di Bacino sta predisponendo un piano per la Difesa del Suolo che prevede l'impiego di circa 350 Meuro in un unico programma di intervento, esclusivamente nella logica della pianificazione a scala di bacino, afferenti a diverse fonti finanziarie.
Con riferimento poi, al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2016 dal titolo "Approvazione dell'indicatore di riparto su base regionale delle risorse finalizzate agli interventi dì mitigazione del rischio idrogeologico" si è potuto verificare che, con riferimento alla Regione Calabria, l'indice finale che si ottiene risulta correttamente valutato sulla base del metodo prestabilito da ISPRA ed è pari a 4.43%. Se si analizza il solo Indicatore "Rischio da Frane" si può facilmente constatare che la nostra regione è al quarto posto dopo la Campania, la Toscana e la Liguria.
In considerazione del fatto che i dati relativi alla popolazione soggetta a rischio frana e da alluvioni utilizzati per la valutazione del riparto dei fondi non sono quelli derivanti dalle nuove perimetrazioni della pericolosità da frana e da alluvioni predisposte nell'ambito dell'aggiornamento del PAI proposto dalla già Autorità di Bacino nel 2016 e tuttora in fase di definizione, si è voluto fare un'ulteriore simulazione considerando un numero di abitanti residenti nelle aree a rischio idrogeologico doppio rispetto a quello utilizzato nelle valutazioni dell'Ispra. II risultato che si ottiene in termini di indice finale è di 4.47% con una differenza di 0.04% rispetto a quello sopra indicato e riportato nell'allegato al suddetto DPCM. Tale differenza risulta del tutto irrilevante, a conferma che il peso preponderante nella valutazione dell'indice di riparto è dato a superficie e popolazione delle regioni. Tale percentuale risulta del tutto irrilevante ai fini della collocazione della Calabria nella graduatoria ISPRA, a conferma che il peso preponderante nella valutazione dell'indice di riparto è dato da superficie e popolazione delle regioni ossia da insindacabili dati ISTAT e non avrebbe comunque fatto modificare la graduatoria regionale per cui la Calabria avrebbe continuato a essere classificata alla 11a posizione su base nazionale. Il metodo tiene conto in particolare dei dati relativi alla superficie ed alla popolazione delle varie regioni, che pesano rispettivamente per il 70% e il 30%. Il dato risultante, normalizzato a scala nazionale, viene quindi moltiplicato per un fattore, variabile tra 0.9 e 1.05, che è valutato sulla base di una serie di indici che prendono in considerazione il numero di abitanti che risiedono in aree soggette a rischio idrogeologico. In particolare, questi ultimi indici sono calcolati sulla base della popolazione che risiede in aree soggette a pericolosità da alluvioni, da frane, da erosione costiera e da valanghe con pesi rispettivamente di 60%, 33%, 6%,e 1%. I dati relativi alla popolazione residente esposta alle varie tipologie di rischio idrogeologico utilizzati nella valutazione degli indici di riparto per la Regione Calabria sono del tutto coerenti con i contenuti degli strumenti di pianificazione predisposti dalla già Autorità di Bacino Regionale che consistono nei vigenti Piano di Bacino Stralcio per l'Assetto Idrogeologico (PAI 2001), Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) e Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) approvato in via definitiva con DPCM 27/10/2016 e pubblicato in GU n,28 del 3- 2-2017).
Presidi Idraulici e Sistema informativo
La già Autorità di Bacino della Regione Calabria nell'ambito delle attività di ricognizione sul territorio delle aree pericolose, svolge attività ispettive dirette, con propri tecnici, e di tipo indiretto recependo le segnalazioni provenienti dal servizio di monitoraggio sui corsi d'acqua in capo a Calabria Verde, in modo da procedere con le attività di programmazione e pianificazione degli interventi di propria competenza.
La vicenda che riguarda l'organizzazione e gestione dei Presidi Idraulici è abbastanza complessa: nella deliberazione di Giunta regionale n. 301 del 11/09/2013 è contenuto il modello organizzativo che struttura il controllo del territorio e le unità di personale necessarie a garantirlo secondo livelli crescenti di efficienza ed efficacia del Presidi Territoriali Idrogeologici e Idraulici (PTII).
Il modello organizzativo contiene quattro livelli di organizzazione del servizio, a partire dal livello base (A) che non necessità di organizzazione complessa e di costi elevati, fino ad arrivare al Livello (D) più complesso.
Al momento a causa delle ristrette disponibilità finanziarie è stato attivato solo parzialmente il Livello A consistente nell'attività di monitoraggio volta a:
- evidenziare fenomeni di potenziale dissesto di opere idrauliche nell'alveo o nella sua immediata prossimità, rilevando in particolare, attraverso sopralluoghi periodici e programmati le variazioni intervenute che potrebbero essere fonti di potenziali dissesti;
- segnalare agli Enti competenti eventuali fenomeni di abuso (discariche, scarichi abusivi, prelievi di inerti, ecc.)
L'attuazione della Delibera di Giunta regionale 301/2013 è in capo all'A.FO.R, oggi Calabria Verde, cui, ai sensi della Delibera di GR 602/2010 del 14.09.2010, compete la gestione tecnico -amministrativa del PTII. Per quel che concerne il ruolo della Regione nell'implementazione del cosiddetto "costoso Sistema Informativo" si specifica che lo stesso è stato acquisito a seguito di un bando di gara a diffusione europea a valere sulla Linea di Intervento 3.2.1.1 del POR - FESR 2007-2013 denominata appunto "Azioni per il monitoraggio e la sorveglianza dei corsi d'acqua e la conoscenza continua sul reticolo idrografico regionale" e di conseguenza ha seguito le previste e stringenti procedure del POR. Tale bando prevedeva, oltre all'acquisto di moderni e specifici prodotti software e Hardware, tra le altre cose, l'implementazione di uno specifico web-gis per il recupero di tutte le informazioni derivanti dai progetti di difesa del suolo già eseguiti negli ultimi 10 anni, l'omogeneizzazione delle banche dati regionali e dell'ABR ma principalmente un sistema che rendesse fruibili le schede di monitoraggio, disponibili fino ad ora solo in formato cartaceo, e non georiferite, compilate a mano durante i sopralluoghi dai sorveglianti idraulici nel corso dei vari anni di attività.
dati già disponibili anche su piattaforma web, sono fruibili dagli utenti abilitati e utilizzati anche nelle diverse attività dell'ABR. Gli stessi dati costituiscono il punto di partenza o la base a cui riferirsi per le successive attività di controllo e monitoraggio da parte dei sorveglianti idraulici.
Il futuro delle attività di Sorveglianza idraulica deve essere opportunamente definito nei ruoli, competenze e soprattutto "garantito" da apposito personale opportunamente contrattualizzato: fino ad oggi, paradossalmente, il personale preposto alla sorveglianza idraulica non poteva eseguire sopralluoghi in caso di pioggia.
Soppressione dell'Autorità di Bacino della Regione Calabria e definizione con "procedure d'urgenza" di una legge regionale per la tutela e valorizzazione del suolo e del paesaggio.
Fermo restando che è condivisibile l'idea di un riordino delle leggi che governano la difesa del suolo e la tutela e valorizzazione del territorio a partire però dalla normativa nazionale e quindi di Governo centrale, sembra in questa fase prematuro forzare la "morte" di una struttura che nei fatti risulta in piena attività ed è solo in via di trasformazione. La soppressione dell'Autorità di Bacino della Regione Calabria, come tutte le altre Autorità di Bacino istituite ai sensi della l. 183/1989, è funzionale alla costituzione delle nuove Autorità di Bacino di Distretto, in questo specifico caso del Distretto dell'Appennino Meridionale ed è solo dopo che il governo ne avrà definito le specifiche competenze, che la Regione Calabria potrà analizzare il riordino delle eventuali competenze residue nel tema specifico. A titolo di chiarimento circa la soppressione dell'Autorità di Bacino della Regione Calabria si allega l'avviso pubblicato dalla stessa ABR sul proprio sito istituzionale.
Il 17 febbraio 2017 è entrato in vigore il Decreto del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 294 del 25 ottobre 2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2017) in materia di Autorità di bacino distrettuali, che disciplina le modalità e i criteri per il passaggio di competerne dalle vecchie Autorità di bacino alle nuove Autorità dì bacino distrettuali. Dall'entrata in vigore del suddetto D.M. 294/2016, risultano soppresse (art. 51, c. 4 della legge n. 221/2015} tutte le Autorità di bacino di cui alla legge J83/19S9 e i relativi organi.
Nello specifico per il territorio Calabrese, risultano soppresse:
- L'Autorità di Bacino Regionale così come definita dalla legge 35/1996
- L'Autorità di bacino Interregionale del Lao così come definita dalla legge 34/1996
La continuità delle funzioni tecniche e amministrative delle soppresse Autorità di bacino, nelle more dell'emanazione dei D.P.C.M„ di cui all'art. 63. c.4 de! d.lgs. ¡52/2006 con il quale si darà l'avvio operativo alte Autorità di Bacino di distretto Idrografico, è comunque garantita dalle disposizioni dello stesso Decreto Ministeriale all'art. 12.
L'art. 12 al comma 6 del DM 294/2016 stabilisce, fra te disposizioni transitorie, fino al perfezionamento del processo di riforma in corso che i Segretari Generali delle Autorità di Bacino Nazionali, incaricati di dare attuazione allo stesso DM, si avvalgono delle strutture delle Autorità di Bacino Nazionali, Interregionali e Regionali mediante delega di firma al Referente delegato designalo dalla Regione Calabria.
La presente per comunicare altresì che i Piani di bacino stralcio vigenti, a norma di legge, continuano ad essere pienamente applicabili nel territorio di riferimento senza soluzione di continuità e le loro disposizioni devono pertanto essere osservate.”
Il referente delegato Ing. Salvatore Siviglia
Cannizzaro - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
in materia sismica la maggiore tutela della pubblica incolumità, il riordino delle relative funzioni, l'organizzazione delle strutture tecniche competenti e la disciplina dei procedimenti per la vigilanza sulle costruzioni, era attivo fino al 31 dicembre 2016 il regolamento regionale n. 7 del 28 giugno 2012, così come previsto dalla legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009, attraverso l'utilizzo del Sistema Informatico per l'Edilizia in Regione Calabria di cui all'art. 16 della predetta legge, indicato con l'acronimo SIERC;
atteso che: la delibera di Giunta regionale n. 496 del 27 novembre 2015 approvava disegno di legge in modifica della legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009, evidenziando presunte criticità al sistema di trasmissione dei progetti ed alle relative procedure di istruttoria, e che il Consiglio regionale commutava detta proposta nella legge regionale n. 37 del 31 dicembre 2015, in funzione dell'utilizzo della nuova piattaforma informatica denominata SISMI.CA, sviluppato da una società aggiudicataria di una specifica gara avvenuta prima dell'approvazione della delibera di giunta n. 496/2015, così per come citato nella stessa;
rilevato che: il 29 novembre 2016 è stato approvato il regolamento n. 15 della Regione Calabria, attuativo della legge regionale n. 37 del 31 dicembre 2015, previsto all'art. 17 l.r. 37/2015, a cura del settore 3 del dipartimento 6 del LLPP della Regione Calabria, che detta le linee guida per l'operatività della nuova piattaforma informatica, denominata SISMI.CA;
considerato che: il regolamento n. 15/2016 della Regione Calabria, attuativo dei provvedimenti abrogativi previsti dall' art. 18 della l.r. 37/2015, abrogazioni della l.r. 35/2009 e del Regolam. R. 7/2012 in attuazione della stessa legge, é in vigore dal 1" gennaio 2017;
verificato che: l'entrata in vigore della nuova procedura telematica SISMI.CA ha creato una paralisi del sistema procedurale rendendo impossibile la trasmissione delle pratiche riguardanti i calcoli strutturali di edifici civili ed industriali c/o gli uffici del Genio Civile, a causa di evidenti errori del sistema, bloccando di fatto l'attività di studi professionali ed imprese edili operanti sul territorio -:
quali procedure immediate siano in atto per ripristinare il funzionamento regolare delle procedure di deposito e/o autorizzazioni presso gli uffici del genio civile;
quali responsabilità siano da attribuire alla società di gestione del sistema telematico inefficiente e quali azioni eventuali, anche di carattere sanzionatorio, abbia previsto nei confronti della stessa società;
quale forma di indennizzo sia da prevedere alla luce del perdurare del disservizio che causa enormi problemi economici a studi professionali ed imprese edili, con inevitabili ricadute negative sull'intera economia del settore;
i "benefici economici", e quindi i costi, che avrebbe prodotto il passaggio dal sistema "SIARC" a quello "SISMI.CA", tali da consentire uno stravolgimento di un intero settore strategico dell'economia calabrese;
come sia stato possibile aggiudicare una gara, e quindi pubblicarla e valutarla, ad una società che ha sviluppato un sistema informatico - SISMI.CA - prima ancora che venisse approvata la D.G. 496 del 27.11.2015, contenente la proposta di legge regionale, approvata successivamente - n. 37 del 31.12.2015 - e prima ancora che venisse emanato il regolamento regionale - n. 15 del 29.11.2016 - previsto nella stessa legge e che detta, tra le altre cose, le linee guida per l'operatività del sistema informatico SISMI.CA;
come sia stato possibile approvare la legge regionale n. 37 del 31.12.2015 senza alcun impegno economico a fronte della spesa prodotta in via preliminare - piattaforma telematica SISMI.CA - la modifica strutturale di più iter amministrativi/tecnici, con spese previste ben quantificate, e l'aver "sostituito/abrogato" la legge regionale n. 35 del 19.10.2009, che ben chiaramente produceva spesa, come espresso agli art. 3 e 16, comm. 3 e 4 della stessa.
(258; 15/02/2017)
Risposta:“La legge regionale n. 37/2015 disciplina le procedure per la trasmissione e l'istruttoria dei progetti e degli atti amministrativi inerenti l'applicazione della normativa sismica. La medesima legge ha introdotto, tra l'altro, un sistema informatico di trasmissione dei progetti, nonché degli atti amministrativi ad esso connessi, escludendo la trasmissione cartacea. Di conseguenza, anche l'istruttoria da parte degli Uffici regionali preposti, il rilascio dei pareri e quant'altro attinente la pratica avviene in forma telematica con firma digitale.
Il nuovo sistema informatico (denominato SISMICA) è stato sviluppato dalla società aggiudicataria della relativa gara, in collaborazione e la supervisione dell'amministrazione regionale. Gli Ordini professionali sono stati coinvolti, attraverso i propri rappresentanti, nello sviluppo del sistema e nella stesura della citata legge regionale n. 37/2015. La legge regionale n. 37 del 31.12.2015 all'art. 17 comma 1 demandava alla Giunta regionale l'emanazione del relativo Regolamento attuativo e degli eventuali allegati tecnici. Il regolamento e i relativi allegati tecnici sono stati, nell'ambito di una fattiva e consueta collaborazione, oggetto di preventiva concertazione con gli Ordini professionali. La legge regionale n. 37/2015 e il relativo regolamento n. 15/2016 sono entrati in vigore con decorrenza il 1 gennaio 2017 e, in contemporanea, è entrata operativa la piattaforma informatica SISMI.CA.
A seguito di circa cinque mesi di operatività della piattaforma, gli Ordini professionali hanno manifestato e osservato alcune criticità della stessa e, di conseguenza, hanno avanzato richieste di alcune modifiche.
Va sottolineato che un numero consistente di progetti erano stati comunque inoltrati utilizzando la piattaforma anche durante questo periodo (circa 500 progetti completi solo fra marzo e aprile 2017).
Al fine di far fronte a tali segnalazioni e determinare gli eventuali correttivi da apportare alla piattaforma, è stato concordato con gli Ordini l'istituzione di un tavolo tecnico costituito da numero tre rappresentanti nominati dall'amministrazione regionale, tre rappresentanti nominati collegialmente dagli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti e un rappresentante dell'ANCE Calabria.
Tale tavolo tecnico ha altresì il compito di monitorare e classificare alcune opere di cui si chiede l'istruttoria, al fine di consentire l'ottimizzazione dei dati strutturali che il professionista deve inserire nella piattaforma.
Il tavolo tecnico si è già riunito due volte durante il mese di giugno 2017 proponendo ulteriori semplificazioni immediatamente accolte dall'amministrazione regionale. Le riunioni del tavolo tecnico proseguiranno a cadenza definita dai membri del tavolo stesso.
In merito all'introduzione del sistema SISMI.CA, l'art. 16 comma 1 della legge regionale n. 35/2009, prevede che la Giunta regionale approvi un regolamento attuativo. L'art. 16 comma 2 bis della stessa legge, inserito con legge del giugno 2012, recita testualmente:
"Il regolamento di cui al comma 1 disciplina anche le procedure, le modalità ed i termini di attuazione del sistema digitale di trasmissione dei progetti, cosi come definiti dalla normativa nazionale e regionale vigente in materia".
In base a questa legge il dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità ha pubblicato il bando che prevedeva la digitalizzazione completa del SIERC. L'evoluzione del SIERC, risultato di questa gara, è l'attuale piattaforma SISMICA.
La completa digitalizzazione del sistema agevola notevolmente gli utenti consentendo di risparmiare spostamenti e costose copie dei progetti da depositare.
La legge regionale 37/2015, così come la precedente 37/2009, prevede il pagamento di una tariffa per l'istruttoria da parte del richiedente. Le risorse rese disponibili dal pagamento di questa tariffa coprono le spese prodotte dall'applicazione della legge.”
considerato che l'avvio di questa procedura ad oggi si presenta lastricato di incomprensibili ritardi, blocchi e sospensioni della trasmissione dei progetti che impediscono non solo ai professionisti l'esercizio dell'attività professionale ma provocano un danno economico enorme a tutta la filiera del settore dell'edilizia già amplificato dall'attuale drammatica crisi lavorativa -:
(262; 07/03/2017)
Risposta: “La legge regionale n. 37/2015 per la trasmissione e l'istruttoria dei progetti e degli atti amministrativi inerenti l'applicazione della normativa sismica ha introdotto, tra l'altro, un sistema informatico di trasmissione dei progetti completamente digitale.
Gli Ordini professionali sono stati coinvolti, attraverso i propri rappresentanti, nello sviluppo del sistema e nella stesura della citata legge regionale. La legge regionale n. 37/2015 e il relativo regolamento n. 15/2016 sono entrati in vigore con decorrenza il 1 gennaio 2017 e, in contemporanea, è entrata operativa la piattaforma informatica, denominata SISMI.CA.
Durante i primi mesi di operatività della piattaforma, gli Ordini Professionali hanno manifestato e osservato alcune criticità della stessa e, di conseguenza, hanno avanzato richieste di alcune modifiche.
Va sottolineato che comunque, anche durante questo periodo, un numero consistente di progetti erano stati comunque inoltrati utilizzando la piattaforma (circa 500 progetti completi solo fra marzo e aprile 2017).
Al fine di determinare gli eventuali correttivi da apportare alla piattaforma, è stato concordata con gli Ordini l'istituzione di un tavolo tecnico costituito da numero tre rappresentanti nominati dall'amministrazione regionale, tre rappresentanti nominati collegialmente dagli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti e un rappresentante dell'ANCE Calabria.
Il tavolo tecnico si è già riunito due volte durante il mese di giugno 2017 proponendo ulteriori semplificazioni immediatamente accolte dall'amministrazione regionale, fra le quali la temporanea sospensione della sezione della piattaforma che richiede l'introduzione della maggior parte dei dati strutturali. Cordiali saluti”