Source: https://www.codiceappalti.it/DPR_207_2010/Art__266_Modalit%C3%A0_di_svolgimento_della_gara/1244
Timestamp: 2019-05-23 19:54:38+00:00
Document Index: 8755497

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 266', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 25', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 17', 'art. 1']

Art. 266 Modalità di svolgimento della gara (DPR_207/2010)
[1. Nel caso di procedura aperta o negoziata con bando l'offerta é racchiusa in un plico che contiene:
a2) una dichiarazione, presentata nelle forme previste dalla vigente legislazione, relativa al possesso dei requisiti previsti dall'articolo 263, commi 1 e 3, con l'indicazione per ognuno dei servizi di cui all'articolo 263, comma 1, lettere b) e c), del committente e del soggetto che ha svolto il servizio e la natura delle prestazioni effettuate; nella dichiarazione é altresì fornito l'elenco dei professionisti che svolgeranno i servizi con la specificazione delle rispettive qualifiche professionali nonché con l'indicazione del professionista incaricato dell'integrazione delle prestazioni specialistiche;
2. Nel caso di procedura ristretta l'offerta é racchiusa in un plico che contiene le buste di cui al comma 1, lettere b) e c), nonché una dichiarazione relativa alla sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui al comma 1, lettere a2) e a3), richiesti nel bando di gara.
7. La commissione giudicatrice, in seduta pubblica, verifica per ciascun offerente, nel caso di procedura aperta o negoziata con bando, la documentazione e le dichiarazioni di cui al comma 1, lettere a1), a2) e a3), e nel caso di procedura ristretta, la dichiarazione di cui al comma 2. In tutte le procedure, la commissione, in una o più sedute riservate, valuta le offerte tecniche contenute nella busta di cui al comma 1, lettera b), e procede alla assegnazione dei relativi punteggi. Successivamente, in seduta pubblica, la commissione dà lettura dei punteggi attribuiti alle singole offerte tecniche, procede alla apertura delle buste di cui al comma 1, lettera c), contenenti le offerte economiche e, data lettura dei ribassi e delle riduzioni di ciascuna di esse, determina l'offerta economica più vantaggiosa applicando i criteri e le formule di cui all'allegato M. ]
APPALTO INTEGRATO - PREDISPOSIZIONE OFFERTA TECNICA CON ELABORATI
In un appalto integrato ove il concorrente in gara sia privo della necessaria qualificazione ai fini della progettazione esecutiva e indichi nell’offerta i professionisti esterni di cui intende avvalersi, la relazione illustrativa e gli elaborati grafici richiesti con l’offerta tecnica e contenenti proposte progettuali migliorative devono essere predisposti da uno dei professionisti indicati in offerta per la progettazione esecutiva.
OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata da costituenda ATI A S.r.l. (mandataria)-B S.r.l. (mandante) – Procedura aperta per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di recupero statico e ristrutturazione della sede E e della manutenzione ordinaria della ex scuola “Alessandro Volta” da adibire a sede provvisoria in C, via Lucana nn.144 e 159 – Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente piu' vantaggiosa - Importo a base di gara: 4.605.691,57 - S.A.: E – Servizio Centrale Acquisti
ELEMENTI DI VALUTAZIONE OFFERTA - SERVIZI DI PUNTA - CRITERI MOTIVAZIONALI
L'art. 266, comma 1, lett. b), n.1) DPR 207/2010, dispone, con specifico riferimento ai servizi di ingegneria che l'offerta tecnica deve essere documentata da "… un numero massimo di tre servizi relativi a interventi ritenuti dal concorrente significativi della propria capacita' a realizzare la prestazione sotto il profilo tecnico, scelti fra interventi qualificabili affini a quelli oggetto dell'affidamento …".
Ne deriva che la stazione appaltante avrebbe dovuto applicare la disposizione dell'art. 64, comma 2, lett. a) DPR n. 554/1999 e, conseguentemente, osservare la successiva disposizione del comma 3 quanto ai fattori ponderali da assegnare agli elementi di valutazione indicati nel comma 2. Ne' è possibile condividere la tesi della stazione appaltante, secondo cui la relazione tecnica richiesta ai concorrenti assorbirebbe, in virtu' della sua articolazione, anche gli elementi di professionalita' richiamati dal combinato disposto dei commi 2, lett. a) e 3 dell'art. 64 DPR n. 554/1999, stante la disposizione del citato art. 64 che distingue l'elemento della professionalita' (lett. a, comma 2) dalla relazione tecnica (lett. b, comma 2).
Si osserva, infine, che l'Autorita' con determinazione n.5/2010 ha precisato anche che il disciplinare di gara deve stabilire i criteri motivazionali, in virtu' dei quali è possibile ritenere un'offerta migliore di un'altra. Nel caso in esame non si riscontra che la stazione appaltante abbia fissato tali criteri.
Oggetto: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da R.T.P. C. – Procedura aperta per l’affidamento dei servizi di progettazione definitiva, direzione dei lavori relativi all’intervento di realizzazione di n.10 alloggi di edilizia residenziale sociale e canone sostenibile e relative infrastrutture – Importo a base d’asta: euro 99.500,00 – S.A.: Comune di F.
Nessuna norma prescrive che nella procedura di gara per l’affidamento di un servizio con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’autorità di gara, dopo avere valutato le offerte tecniche e prima di passare all’esame delle offerte economiche, debba interrompere i lavori per dare pubblica lettura dei punteggi assegnati.
La disposizione regolamentare sopra citata (l’articolo 64, comma 5 del regolamento emanato con decreto del presidente della repubblica 21 dicembre 1999 n. 554), che riguarda le gare per gl’incarichi di progettazione di lavori pubblici, non può avere l’effetto di una prescrizione generale.
NORMATIVA PROGETTAZIONI SOPRASOGLIA
Erroneamente l’amministrazione, per una gara di servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie, fa applicazione della previsione dell’art. 64, D. P. R. n. 554/1999 e s. m. , atteso che, trattandosi di gara di rilievo comunitario, l’unica disciplina applicabile è quella di cui all’art. 25 del D. Lgs. n. 157/95. Tale errata interpretazione del quadro normativo di riferimento non autorizza peraltro l’amministrazione a disapplicare la pur erronea ed illegittima, ma esplicita, previsione della lex specialis.
Alla stregua dei principi generali, secondo cui l’Amministrazione appaltante è vincolata, nello svolgimento delle procedure di gara, dalle disposizioni che provengano da una fonte normativa e dalle prescrizioni (non vaghe, né generiche) contenute nel bando di gara formato per l’aggiudicazione del relativo contratto e in considerazione che, nel caso che con la lex specialis l’Amministrazione si sia pur illegittimamente autovincolata mediante esplicito rinvio ad una fonte normativa, il bando stesso non è suscettibile di disapplicazione né da parte dell’Amministrazione né da parte del Giudice, deve conclusivamente ritenersi che l’offerta, incontestatamente collocantesi fuori dall’area di verifica come individuata dal citato art. 64 richiamato dal bando, alla stessa non dovesse essere assoggettata.
INCARICHI DI PROGETTAZIONE - MINIMI TARIFFARI
Nell’art. 64 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. il legislatore ha previsto ed imposto una modalità di aggiudicazione che lascia presumere, e comunque depone nel senso, che mentre la voce onorario è rinunciabile parzialmente (solo sino al 20%), la voce rimborso spese è interamente rinunciabile, non rientrando nel concetto di “minimo di tariffa”, che riguarda le prestazioni normali determinate secondo le tabelle A e B della legge n. 143/1949 (in tal senso anche la determinazione dell’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici n. 30 del 13 novembre 2002, secondo la quale: a) i compensi per prestazioni accessorie sono cosa diversa dai rimborsi spese; b) l’inderogabilità dei minimi tariffari si riferisce, ex lege n. 109/1994 e s.m. e D.P.R. n. 554/1999 e s.m., esclusivamente ai corrispettivi per le prestazioni normali e non anche alle prestazioni accessorie; c) non è da considerarsi minimo inderogabile neanche il rimborso spese).
Nessun argomento speso a sostegno della tesi opposta appare persuasivo né, soprattutto, fondato sul dato testuale. Al riguardo va osservato, innanzitutto, che nessun elemento a favore si ricava dalla legge n. 155/1989, che nel riferirsi alla prevista ed eccezionale riduzione del 20% per le prestazioni rese dai professionisti allo Stato e agli altri enti pubblici si riferisce “ai minimi di tariffa” e non all’intero corrispettivo. In questo senso depone, peraltro, anche il d.m. 4 aprile 2001, attuativo dell’art. 17, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., che all’art. 1 distingue tra corrispettivi (che sono quelli di cui alle tabelle A, B, B1, B2, B3, B5 e B6 allegate al decreto) e onorari (di cui alla tabella A) e i rimborsi spese ed i compensi accessori relativi agli onorari.
E’, dunque, evidente che minimi di tariffa sono solo gli onorari di cui alla tabella A ed i corrispettivi di cui alle tabelle anzidette, ma non i rimborsi spese, che sono una componente del compenso, peraltro determinata forfetariamente, e non soggetta a minimo. Né varrebbe obiettare che il limite del 20% esteso al rimborso spese si giustifica sul piano logico, se non su quello strettamente letterale, con la necessità di evitare che la rinuncia al rimborso spese, in qualunque misura attuata, si sostanzi e si risolva nella erosione del corrispettivo percepito dal professionista a titolo di onorario, perché la norma che stabilisce l’inderogabilità dei minimi tariffari non è stata posta a garanzia del fatto che il professionista percepisca per intero l’onorario - tanto che ne è prevista una parziale rinuncia - quanto per assicurare che la prestazione professionale non venga comunque remunerata sulla base di valori inferiori a quelli previsti dalle tabelle. Né la portata della norma, di per sé sufficientemente chiara, può essere dilatata al fine di assicurare una maggior tutela all’amministrazione, assumendo che il ribasso che comporta la rinuncia al rimborso spese implica che l’offerta non è remunerativa e quindi anomala, perché a questo fine l’amministrazione dispone comunque del potere di verificare l’anomalia dell’offerta.
OFFERTA TEMPO NELLA BUSTA ECONOMICA
TAR UMBRIA PG SENTENZA 2010
L’ostensione anticipata, rispetto alle prescritte scansioni temporali, dei dati concernenti l’offerta tempo si traduce in un’evidente violazione degli essenziali principi di segretezza delle offerte e della par condicio dei concorrenti, che impongono di mantenere rigidamente separate la fase di valutazione dell’offerta tecnica e quella, successiva, di valutazione dell’offerta economica, in quanto, altrimenti, la commistione tra profilo tecnico ed economico è di per se' idonea ad introdurre elementi perturbatori della corretta valutazione da parte della Commissione giudicatrice (T.A.R. Liguria, Sez. II, 14 settembre 2001, n. 964).
Ed invero, in una gara in cui il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente piu' vantaggiosa, ampio spazio è attribuito alla discrezionalita' tecnica della Stazione appaltante nella valutazione degli elementi diversi da quello automatico del prezzo piu' basso; in un tale contesto il principio di segretezza risponde all’esigenza di evitare sospetti di parzialita' a favore dell’impresa della cui offerta economica si sia presa anticipata cognizione, mediante “interventi compensativi” tesi a far recuperare, con un punteggio piu' elevato riservato agli elementi non matematici, l’eventuale minore convenienza dell’offerta medesima (in termini T.A.R. Veneto, Sez. I, 17 luglio 2009, n. 2193; T.A.R. Lombardia, Brescia, 23 maggio 2005, n. 555; Cons. Stato, Sez. II, 30 aprile 2003, n. 1036; Cons. Stato, Sez. VI, 22 gennaio 2001, n. 192).
Secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale, sebbene in materia di gare per l’affidamento di contratti pubblici sia immanente il principio della tassativita' delle cause di esclusione, direttamente funzionale al favor partecipationis, cio' non preclude peraltro che cause di esclusione possano essere ricavate attraverso il c.d. criterio teleologico (si pensi, a titolo esemplificativo, alla recente elaborazione giurisprudenziale sulla rilevanza del collegamento sostanziale come causa di esclusione, seppure non esplicitata dal bando), mirante ad individuare l’interesse dell’Amministrazione procedente sotteso all’esclusione ed a garantire la par condicio delle imprese partecipanti (Cons. Stato, Sez. V, 22 maggio 2001, n. 2830; Cons. Stato, Sez. V, 24 settembre 1997, n. 1015; T.A.R. Abruzzo, L’Aquila, 24 novembre 2009, n. 515).