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Timestamp: 2018-11-20 11:22:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 35', 'art. 31', 'art. 32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 35', 'art. 2', 'art. 35', 'art.31', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 35', 'art. 25', 'art.35', 'art. 35']

Certificato di abitabilità:presuppone conformità edilizia. > Studio Legale Sardos Albertini Scaglia - Associazione tra professionisti
Certificato di abitabilità:presuppone conformità edilizia.
TAR VENETO, SEZ. II - sentenza 25 ottobre 2012 n. 1288 - Pres. Urbano, Est. Ricchiuto - Bares (Avv.ti Cacciavillani e Tesserin) c. Comune di Saonara (Avv. Fracanzani) e Parrocchia dei Santi Simone (n.c.) - (accoglie in parte).
1. Silenzio della P.A. - Silenzio-rifiuto - Obbligo per la P.A. di provvedere - Nel caso di istanza reiterativa di altra sulla quale la P.A. ha già provveduto - Non sussiste.
2. Igiene e sanità - Certificato di abitabilità o di agibilità - Istanza di rilascio - Per volume per il quale è stata rigettata la domanda di condono edilizio - Obbligo di provvedere da parte del Comune - Non sussiste - Ragioni.
3. Igiene e sanità - Certificato di abitabilità o di agibilità - Istanza di rilascio - Per edificio per il quale è stata già accolta la domanda di condono edilizio - Obbligo di provvedere del Comune - Sussiste - Circostanza che per il rilascio di detti certificati sia previsto il silenzio-assenso - Irrilevanza.
1. Per regola generale, non sussiste alcuna violazione dell'obbligo di pronunzia espressa sulla domanda del privato, sancito dall'art. 2 della L. n. 241/1990, qualora l'Amministrazione abbia già in precedenza provveduto sulla medesima richiesta.
2. Non sussiste l’obbligo del Comune di pronunciarsi su di una istanza di rilascio di un certificato di agibilità per un volume per il quale sia stata già respinta la domanda di condono edilizio e ciò anche conformemente ad un tradizionale principio che vuole l’istituto dell’agibilità - e della conseguente dichiarazione di idoneità alle disposizioni igienico sanitarie - strumentale e accessorio rispetto alle previsioni urbanistiche vigenti.
3. Ai sensi dell’art. 35, comma 20, L. 47/1985 (il quale, in particolare, prevede che "A seguito della concessione o autorizzazione in sanatoria viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari") deve ritenersi illegittimo il silenzio-rifiuto sull’istanza tendente ad ottenere il rilascio del certificato di agibilità per un immobile che è stato sanato a seguito di condono edilizio; infatti, deve ritenersi che sia comunque compito dell’Amministrazione comunale quello di verificare la documentazione prodotta dall’interessato, richiedere eventuali integrazioni e, più, in generale procedere allo svolgimento di quel procedimento che, pur potendo concludersi con un provvedimento tacito, obbliga comunque l’Amministrazione all’espletamento di un’idonea istruttoria e a porre in essere quella valutazione circa l’esistenza dei presupposti di conformità igienico- sanitari propri del provvedimento definitivo di cui si tratta.
CORTE COSTITUZIONALE, ordinanza 14-7-2000, (sulla disciplina penale prevista nel caso di mancanza di certificato di agibilità)
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. II CIVILE, sentenza 7-10-2008, (sulla possibilità o meno per il promittente compratore di un immobile di rifiutarsi di stipulare l’atto pubblico per mancanza del formale certificato di agibilità o di abitabilità nel caso in cui il promittente venditore abbia presentato istanza di rilascio e su di essa la P.A. non si sia pronunciata nel termine prescritto).
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE, sentenza 3-7-2000, (sulle conseguenze che si producono nel caso di vendita di immobile senza certificato di abitabilità).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. IV, sentenza 1-2-2012, (sull’ammissibilità o meno della domanda di accesso ad un certificato di agibilità rilasciato per un immobile per il quale è stato autorizzato il cambio di destinazione d’uso, ove l’istanza sia stata presentata dal proprietario dell’unità immobile sovrastante e il certificato sia stato chiesto ove esistente, senza sapere se sia stato rilasciato).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. IV, sentenza 3-5-2011, (sulla possibilità o meno, ai sensi dell’art. 35 della L. n. 47 del 1985, di derogare ai requisiti igienico-sanitari necessari per il rilascio del certificato di agibilità o di abitabilità per le costruzioni per le quali è stato chiesto il condono edilizio).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 5-4-2005, (sulla possibilità o meno di negare il rilascio del certificato di agibilità facendo riferimento al fatto che l'immobile è in contrasto con la disciplina urbanistica o con quella paesaggistica).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 10-2-2004,(è illegittimo il diniego di rilascio di una autorizzazione commerciale per mancanza del certificato di agibilità).
CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 15-4-2004, (la deroga prevista dall’art. 35, 20° comma, della L. n. 47/1985 per gli immobili condonati riguarda le norme regolamentari in materia di rilascio del certificato di abitabilità, ma non le norme di livello primario atte ad assicurare la salubrità dei locali).
TAR LOMBARDIA-BRESCIA, sentenza 2-8-2002, (legittimamente un Comune nega il rilascio di un certificato di abitabilità per un locale per il quale era stata rilasciata concessione edilizia, atteso che concessione edilizia e certificato di abitabilità svolgono funzioni diverse).
TAR VENETO SEZ. II, sentenza 11-2-2005, (sulla possibilità di rilasciare in deroga il certificato di abitabilità, a seguito di condono edilizio, purchè siano rispettati i requisiti igienico-sanitari).
N. 01288/2012 REG.PROV.COLL.
sul ricorso numero di registro generale 807 del 2012, proposto da:
Annalisa Bares, rappresentato e difeso dagli avv. Chiara Cacciavillani, Carlo Alberto Tesserin, con domicilio presso la segreteria del T.A.R. ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs. n. 104/2010;
Comune di Saonara, rappresentato e difeso dall'avv. Marcello M. Fracanzani, con domicilio presso la Segreteria di questo Tribunale ai sensi dell’art. 25 comma 2° del Codice del Processo Amministrativo.
Parrocchia dei Santi Simone e Giuda in Villatora-Saonara, non costituita in giudizio;
per l'accertamento:
della formazione del silenzio inadempimento ex artt. 2 l. n. 241/1990 sull'istanza del 15/2/2012, ricevuta dal Comune il 17/2/2012, nella parte in cui è stato chiesto il rilascio, ora per allora, del certificato di agibilità ex art. 35, comma 20, l. n. 47/1985 per le opere oggetto di condono;
per la condanna dell'intimata amministrazione a provvedere entro 30 giorni sull'istanza di rilascio del certificato di agibilità e la nomina del commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia dell'intimata amministrazione oltre i termini che verranno assegnati da codesto TAR.
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Saonara;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 ottobre 2012 il dott. Giovanni Ricchiuto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Le ricorrenti sono comproprietarie di alcuni immobili siti in Comune di Saonara acquisiti a seguito di una successione testamentaria apertasi a seguito della morte del Sig. Angelo Bosello.
Quest’ultimo aveva presentato al Comune un’istanza, in data 29 Marzo 1986, diretta al rilascio di un titolo edilizio in sanatoria ex art. 31 L. 47/1985 e, ciò, per quanto concerne il piano terra dell’edificio condominiale di proprietà e l’adiacente locale a uso magazzino, quest’ultimo costruito in appoggio alle pareti del campanile di Villatora.
A seguito della presentazione di detta istanza, il Comune di Saonara, con nota del 29 novembre 1989, comunicava che, "trattandosi di zona di particolare interesse storico ed artistico" ai sensi dell'art. 32 della L. n. 47/1985, avrebbe dovuto attendersi il parere della Soprintendenza per i Beni Architettonici del Veneto".
In data 24 aprile 2002, le attuali ricorrenti procedevano ad integrare la domanda di sanatoria originariamente presentata, depositando ulteriori documenti che, a sua volta, furono trasmessi dal Comune alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici.
A seguito di una prima diffida presentata dalla ricorrente, in data 12 novembre 2003, il Comune disponeva, in data 11 Dicembre 2003, la sanabilità delle sole parti dell’immobile inerenti il fabbricato residenziale e commerciale, rilevando al contrario come la parte ad uso magazzino, quella cioè addossata al campanile della chiesa parrocchiale, non avrebbe potuto rientrare nella sanatoria in quanto "tale manufatto costituisce un impedimento alle possibili manutenzioni alle strutture di sottofondazione e relative parti in elevazione del campanile, di costruzione ultracentenaria".
Detto provvedimento restava non impugnato dalla parte ricorrente.
A seguito dell’invio di un’ulteriore diffida al rilascio della concessione in sanatoria, così come in origine presentata, seguiva un ricorso a questo Tribunale (in materia di silenzio), conclusosi con la sentenza di rigetto n. 3869 del 05 Novembre 2004, sentenza successivamente non appellata.
Con detta sentenza si sanciva l’inesistenza di un obbligo di provvedere a carico del Comune di Saonara sull’istanza di sanatoria del 1986, rilevando la correttezza del comportamento dell’Amministrazione che aveva fatto luogo al procedimento richiesto con l’istanza e emanato, alla sua conclusione, il provvedimento di accoglimento parziale del Dicembre 2003.
La Sopraintendenza, contestualmente adita dalla ricorrenti, constatava in data 10 novembre 2005, l’inesistenza di un vincolo sull'immobile in questione.
Con una successiva nota (prot. 8964) dell'11 maggio 2006 la stessa Soprintendenza richiedeva al Comune di Saonara e alla Parrocchia di Villatora alcuni documenti necessari per avviare il procedimento di dichiarazione dell'interesse culturale relativamente alla "Chiesa dei S.S. Simone e Giuda con campanile e area di pertinenza" ai sensi dell'art. 10 del D.Lgs. n. 42 del 2004.
In data 15 Febbraio 2012 le ricorrenti notificavano al Comune l’istanza alla base di detto giudizio, rilevando l’avvenuta formazione del silenzio assenso ex art. 35 comma 17 della L. 47/1985 (e quindi con riferimento all’istanza presentata nel corso del 1986) e chiedendo, contestualmente, il rilascio del certificato di agibilità delle opere oggetto del condono.
In considerazione del mancato pronunciamento dell’Amministrazione le ricorrenti adivano questo Tribunale per l’accertamento del silenzio inadempimento, ex art. 2 L. n. 241/1990, sull’istanza del 15 Febbraio 2012, nella parte in cui è stato richiesto il rilascio, ora per allora, del certificato di agibilità ex art. 35 comma 20 L, 47/1985 con riferimento al complesso delle opere e, quindi, sia a quelle "sanate" sia, ancora, in relazione a quelle opere per le quali il provvedimento del 2003 aveva denegato l’istanza di sanatoria.
Nel giudizio in corso si costituiva il Comune di Saonara che chiedeva il rigetto del ricorso in quanto improcedibile e irricevibile e, comunque, infondato nel merito.
All'udienza del 12 Settembre 2012, uditi i procuratori delle parti e precisate le rispettive conclusioni, il ricorso è stato trattenuto per la decisione.
Il ricorso va accolto parzialmente come di seguito precisato.
L’istanza presentata il 15 Febbraio, rimasta senza riscontro da parte del Comune di Saonara è intitolata "Istanza di condono ex art.31 L. 47/1985 …Atto di significazione di avvenuto conseguimento del titolo edilizio per silenzio assenso ex art. 35 comma 18 della L. 47/1985 e istanza di rilascio di certificato di agibilità ex art. 35 comma 20 L. 47/1985".
Essa si fonda sul presupposto dell’avvenuto formarsi del silenzio assenso ex art. 35 comma 17 L. 47/1985 sull’istanza di sanatoria presentata il 29 Marzo 1986.
L’attuale istanza del 15 Febbraio 2012, oggetto del presente giudizio è, quindi, diretta ad ottenere un accertamento dell’avvenuta formazione, a far tempo dal 29 Marzo 1988, del silenzio assenso ex art. 35 comma 18 della L. n. 47/1985 e, ancora, ad ottenere il rilascio, ora per allora ovvero con riferimento al 29 Marzo 1989, del certificato di agibilità relativo alle opere oggetto di condono.
Detta istanza deve considerarsi, seppur implicitamente, riferita ad entrambe le parti dell’immobile oggetto del successivo provvedimento del Dicembre 2003 e, quindi, precisamente riconducibili al fabbricato residenziale e commerciale e, ancora, alla parte ad uso magazzino, addossata al campanile della chiesa parrocchiale,
Con riferimento alle parte ad uso magazzino va rilevato come debba ritenersi insussistente proprio il presupposto relativo all’avvenuto formarsi del silenzio assenso sull’istanza di condono e, ciò, in considerazione del fatto che il provvedimento emanato dal Comune di Saonara, nel corso del dicembre 2003 - con il quale è stato sancito l'insanabilità dell’intervento in quanto riferito al magazzino-, costituisce, nella fattispecie in esame un evidente arresto procedimentale.
Con esso l’Amministrazione ha manifestato l’intento di sanare, parzialmente, gli interventi richiesti, emanando un provvedimento che deve ritenersi comunque conclusivo dell’iter procedimentale avviato con la presentazione dell’istanza di sanatoria, provvedimento che pertanto, avrebbe potuto essere utilmente impugnato dalle attuali parti ricorrenti.
Deve inoltre essere rilevato come con la sentenza n. 3869 del 5 novembre 2004 questo Tribunale (e con un ricorso sul silenzio presuntivamente serbato dall’Amministrazione a seguito di un’istanza di analogo contenuto) aveva accertato come l'Amministrazione non fosse risultata inerte alle precedenti diffide, in quanto aveva riscontrato l'istanza di sanatoria della ricorrente, evidenziando, con il provvedimento emanato nel corso del Dicembre del 2003, l’esistenza di quelle cause ostative al rilascio del provvedimento di sanatoria.
Rispetto all’arresto procedimentale del 2003, e alla sentenza di questo Tribunale sopra citata, deve ritenersi come la situazione sia sostanzialmente immutata.
La nota della Soprintendenza (peraltro risalente al 11 maggio del 2006), con la quale si è ammesso che l’immobile non è sottoposto a vincolo, non ha modificato il quadro normativo sopra delineato, in quanto essa si limita ad evidenziare l’assenza di un vincolo e, quindi, senza per questo nulla modificare rispetto al procedimento già concluso.
Preso atto che il provvedimento dell’11 Dicembre 2003 ha disposto il rigetto della sanatoria del volume riconducibile al magazzino a ridosso della Chiesa di Villatora, ne consegue che, con riferimento a detto ultimo volume, non è comunque possibile richiedere l’agibilità dello stesso e, ciò, in ottemperanza ad un tradizionale principio che vuole l’istituto dell’agibilità - e della conseguente dichiarazione di idoneità alle disposizioni igienico sanitarie -, strumentale e accessorio rispetto alle previsioni urbanistiche vigenti (Consiglio Stato sez. V 05 aprile 2005 n. 1543).
In relazione a detta parte dell’immobile non sussiste pertanto l’obbligo di pronunciarsi del Comune e, ciò, in assenza del presupposto della sanabilità del manufatto e, ancora, in presenza di un’istanza palesemente infondata.
L’inesistenza di un qualunque obbligo a provvedere a carico della stessa Amministrazione è altresì confermato da un consolidato principio Giurisprudenziale in base al quale …"non sussiste alcuna violazione dell'obbligo di pronunzia espressa sulla domanda del privato, sancito dall'art. 2 della L. n. 241/1990, qualora l'Amministrazione abbia già in precedenza provveduto sulla medesima richiesta (CdS Sez. VI, sent. n. 1427 del 28-03-2007)".
Deve pertanto essere rigettato il ricorso in quanto diretto ad accertare il silenzio rifiuto sull’istanza di sanatoria presentata e, ancora, in quanto diretto a sancire l’esistenza di un obbligo di provvedere del Comune in merito al rilascio del certificato di agibilità ex art. 35 comma 20 L. 47/1985" così come riferito al magazzino sopra citato.
A soluzione del tutto diverse deve giungersi per quello che riguarda l’istanza diretta ad ottenere la dichiarazione di agibilità, anche, per quelle parti sanate dal provvedimento dell’11 Dicembre 2003, in quanto inerenti il fabbricato residenziale e commerciale.
In relazione a dette parti sussiste comunque il diritto del ricorrente di ottenere la dichiarazione di agibilità, così come sussiste l’obbligo a carico del Comune di attivare il procedimento descritto dall’art. 25 Dpr 380/2001 e dall’art.35 della L. n.47/1985.
Va, infatti, ricordato come lo stesso art. 35 sopra citato prevede che.." A seguito della concessione o autorizzazione in sanatoria viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari".
Deve ritenersi che sia comunque compito dell’Amministrazione comunale quello di verificare la documentazione prodotta da parte ricorrente, richiedere eventuali integrazioni e, più, in generale procedere allo svolgimento di quel procedimento che, pur potendo concludersi con un provvedimento tacito, obbliga comunque l’Amministrazione all’espletamento di un’idonea istruttoria e a porre in essere quella valutazione circa l’esistenza dei presupposti di conformità igienico- sanitari propri del provvedimento definitivo di cui si tratta.
Il ricorso può pertanto, essere accolto parzialmente e, quindi, con esclusivo riferimento all’esistenza dell’obbligo del Comune di porre in essere il procedimento diretto al rilascio del certificato di agibilità per la parte dell’immobile oggetto della sanatoria del provvedimento dell’11 Dicembre 2003.
La soccombenza reciproca consente di compensare tra le parti le spese di lite.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie parzialmente così come specificato in parte motiva.
Accerta l’obbligo del Comune di avviare il procedimento diretto al rilascio del certificato di agibilità per la sola parte dell’immobile condonata e, così come meglio precisata in parte motiva e, ciò, e entro e non oltre il termine di 45 (quarantacinque) giorni dalla comunicazione della presente decisione a cura della Segreteria o, se anteriore, dalla notifica effettuata da parte ricorrente.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 24 Ottobre 2012 con l'intervento dei magistrati:
DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 25/10/2012.