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Timestamp: 2020-08-14 20:34:13+00:00
Document Index: 143656924

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Sentenza Cassazione Civile n. 23672 del 24/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23672 del 24/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 24/09/2019, (ud. 07/03/2019, dep. 24/09/2019), n.23672
sul ricorso 19925-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 654/2013 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,
1. F.P. impugnava dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Roma un avviso di accertamento, notificatogli in data 3/8/2008 dalla concessionaria della gestione entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Pomezia, con il quale gli veniva richiesto il pagamento dell’imposta ICI per la annualità 2003 in relazione ad un terreno sito nel territorio comunale, del quale il ricorrente era comproprietario unitamente al fratello, sulla base della presupposta natura edificabile di detto terreno.
2. La Commissione adita, con sentenza n. 511/61/11, accoglieva il ricorso rilevando che, sebbene in linea generale un terreno inserito nel PRG assurge alla qualifica di area edificabile indipendentemente dall’assoggettamento a strumenti urbanistici che ne limitino lo sfruttamento, tuttavia nel caso specifico il terreno in oggetto risultava rientrare in un’area soggetta ad un vincolo assoluto di inedificabilità stabilito dalla Regione Lazio.
4. Con sentenza n. 654/14/13, depositata il 27/11/2013 e non notificata, la CTR di Roma accoglieva l’appello, compensando le spese di lite.
5. Avverso tale sentenza F.P. propone ricorso per cassazione affidato quattro motivi.
2. Con il primo motivo di ricorso è prospettata la “nullità della sentenfza per omessa pronuncia, in violazione dell’art. 112 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4)”.
5. Con il quarto motivo si deduce la “violazione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1, comma 2, art. 2, comma 1, lett. b) (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”
Con riferimento in particolare al terzo motivo, osserva il Collegio che, fermo restando il principio espresso dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 25506 del 2006, richiamata dalla sentenza impugnata, – secondo il quale la edificabilità dell’area ai fini lei discende dalla sua inclusione come tale nel PRG, indipendentemente dalla adozione di strumenti attuativi, salva la rilevanza dei vincoli di destinazione in sede di commisurazione del valore venale del terreno e, dunque, della base imponibile (Cass. SU, 30/11/2006, n. 25506, Rv. 593375 – 01) – questa Corte ha in altre occasioni anche precisato che da tale affermazione “non discende l’irrilevanza delle disposizioni contenute negli atti di piamjica5zione territoriale diversi dal piano regolatore comunale”.
Come precisato dai precedenti citati, il principale riferimento normativo a sostegno di questo indirizzo va individuato nel Codice dei beni culturali e dell’ambiente di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 145 citato stabilisce (comma 3): “Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli artt. 143 e 156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili ira attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette”.
A ciò deve aggiungersi che, come pure risulta dal certificato urbanistico e non è stato contestato, gran parte dell’area di cui si discorre è destinata in base al piano regolatore generale a “verde pubblico”, ossia ad un vincolo che preclude ai privati tutte quelle trasformazioni del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione, circostanza che pure esclude la possibilità di qualificare i mappali interessati da tale destinazione come fabbricabili, ai sensi del D.Lgs. n. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1, comma 2, e li sottrae pertanto al regime fiscale dei suoli edificabili. (Cass. sez. 5, 25/03/2015, n. 5992, Rv. 635088 – 01; Cass. sez. 5, 24/10/2008, n. 25672, Rv. 605167 01). Di qui la fondatezza anche del quarto motivo.