Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-15734-del-23-06-2017
Timestamp: 2020-01-25 10:00:18+00:00
Document Index: 50836841

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 53', 'art. 142', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 53']

Sentenza Cassazione Civile n. 15734 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15734 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/06/2017, (ud. 06/06/2017, dep.23/06/2017), n. 15734
sul ricorso n. 8512/2014 proposto da:
C.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI
che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati ELISABETTA
MERLINO, FRANCESCO ORECCHIONI;
avverso la sentenza n. 1105/2013 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata l’08/10/2013;
partecipata del 06/06/2017 dal Consigliere Dott. LUIGI DI PAOLA.
la sentenza impugnata ha confermato la decisione del primo giudice nella parte in cui aveva riconosciuto a C.P. – assunta con una successione di contratti a termine – il diritto alla medesima progressione stipendiale spettante ai dipendenti a tempo indeterminato secondo la contrattazione collettiva nazionale in base all’anzianità di servizio complessivamente maturata, con conseguente condanna dell’amministrazione alla corresponsione delle relative differenze retributive;
per la cassazione di tale decisione ha proposto ricorso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, affidato ad un unico motivo;
l’intimata ha resistito con controricorso;
è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio.
il Ministero – denunciando violazione e falsa applicazione della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, art. 142 c.c.n.l. 24 luglio 2003 e art. 146 c.c.n.l. comparto scuola del 29 novembre 2007, D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399, art. 3,D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, della direttiva 99/70/CE, della L. n. 122 del 2010, art. 9, comma 23, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – ha censurato la statuizione di accertamento della lamentata discriminazione nel trattamento retributivo – inferiore – rispetto ai lavoratori titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, conseguente al meccanismo di calcolo della retribuzione tabellare, che prevede aumenti corrispondenti al crescere dell’anzianità di servizio, assumendo che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001, mentre sussisterebbero ragioni obiettive determinanti un trattamento differente con riguardo al riconoscimento della progressione economica legata all’anzianità di servizio.
la censura non è fondata, in quanto la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte con le sentenze nn. 22558 e 23868/2016, con le quali si è statuito che “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”;
vanno giudicati non pertinenti i rilievi riguardanti l’inapplicabilità alla fattispecie della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, in difetto di pretese monetarie connesse agli scatti contemplati dal predetto articolo;
la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti territoriali, giustificano la compensazione delle spese del giudizio di legittimità;