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Timestamp: 2017-12-11 13:45:01+00:00
Document Index: 27730090

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 55', 'art. 106', 'art. 55', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 70', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 71', 'art. 17', 'art. 72', 'art. 118', 'art. 723', 'art. 119', 'art 42', 'art. 74', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 121', 'art.5', 'art. 3', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 62', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 62', 'art. 37', 'art. 32', 'art. 65', 'art. 16', 'art. 3', 'art. 108', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3']

Gruppo di Lavoro Progettazione Arch. Silvia Viviani - PDF
Gruppo di Lavoro Progettazione Arch. Silvia Viviani
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Virginio Russo
1 2015 ariante al egolamento rbanistico omunale L.R. n. 65 del 10 Novembre 2014, artt.30 e 32 Sindaco Massimiliano Pescini Assessore Urbanistica ed Edilizia Donatella Viviani Gruppo di Lavoro Progettazione Arch. Silvia Viviani Collaboratori Arch. Annalisa Pirrello Arch. Lucia Ninno Ing. Andrea Urbani Arch. P. Terr. Devid Orlotti Gerardo Cerulli Servizio Urbanistica ed Edilizia Arch. Barbara Ronchi Arch. Sonia Ciapetti Arch. Costanza Cacciatori Arch. Sandra Anichini NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE omune di an asciano in al di esa MARZO 2015
2 PARTE I DISPOSIZIONI GENERALI TITOLO I PRINCIPI CAPO I EFFICACIA, AMBITO DI APPLICAZIONE, ARTICOLAZIONE E ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO URBANISTICO Art. 1. Il Regolamento urbanistico comunale pag. 5 Art. 2. Ambito di applicazione, contenuti del Regolamento urbanistico pag. 5 Art. 3. Efficacia e validità del Regolamento urbanistico pag. 6 Art. 4. Elaborati costituenti il Regolamento urbanistico pag. 6 Art. 5. Attuazione del Regolamento urbanistico pag. 7 Art. 7. Articolazione in tessuti, ambiti, aree e zone - corrispondenza con DM 1444/1968 pag. 10 CAPO II FINALITA, RILEVANZA PUBBLICA, PEREQUAZIONE Art. 8. Invarianti strutturali pag. 11 Art. 9. Spazi e attrezzature pubbliche-standard, oneri pag. 12 Art. 10. Perequazione e compensazione pag. 15 Art. 11. Edilizia residenziale sociale pag. 18 CAPO III VALUTAZIONE E MONITORAGGIO Art. 12. Attività di valutazione pag. 19 Art. 13. Monitoraggio e aggiornamento pag. 20 Art. 14. Disciplina delle funzioni pag. 21 Art. 15. Piani e programmi comunali di settore pag. 24 Art. 16. Regole urbanistico commerciali pag. 24 Art. 17. Programma di intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche pag. 25 TITOLO II REGOLE DI GESTIONE E DI TRASFORMAZIONE CAPO I DEFINIZIONI E REGOLE GENERALI DI INTERVENTO Art. 18. Definizioni pag. 25 Art. 19. Categorie degli interventi pag. 44 CAPO II REGOLE SPECIFICHE Art. 20. Pertinenze del patrimonio edilizio- Opere pertinenziali esterne pag. 51 Art. 21. Aree e corti private e condominiali pag. 51 PARTE II TUTELA AMBIENTALE E PAESAGGISTICA TITOLO I DISPOSIZIONI PER LA SOSTENIBILITA D USO DELLE RISORSE CAPO I REGOLE PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO Art. 22. Ambito di applicazione e contenuti normativi pag. 53 Art. 23. Aree vincolate degradate pag. 53 CAPO II REGOLE PER LA SALVAGUARDIA DELL AMBIENTE Art. 24. Regole per la tutela dell aria pag. 54 Art. 25. Regole per la tutela dell acqua pag. 54 Art. 26. Regole per la tutela del suolo e del sottosuolo pag. 55 Art. 27. Regole per la tutela dall inquinamento elettromagnetico pag. 55 Art. 28. Regole per la gestione dei rifiuti pag. 55 Art. 29. Regole per la tutela dall inquinamento luminoso pag. 56 Art. 30. Regole per il risparmio energetico e la produzione energetica da fonti rinnovabili pag. 56 CAPO III REGOLE DI PROTEZIONE E DI FATTIBILITA GEOLOGICA ED IDROGEOLOGICA E IDRAULICA Art. 31. Prescrizioni generali pag. 57 Art. 32. Regole e salvaguardie di protezione idrogeologica pag. 57 Art. 33. Classi di Pericolosità e di Fattibilità geomorfologica e sismica pag. 58 Art. 34. Classi di Pericolosità e di Fattibilità idraulica pag. 60 PARTE III GESTIONE DEGLI INSEDIAMNETI ESISTENTI TITOLO I ASSETTI URBANI E INFRASTRUTTURALI CAPO I TESSUTI URBANI 1/142
3 Art. 35. Definizioni, individuazione, finalità degli interventi pag. 62 Art. 36. Ambiti di centro storico CS pag. 62 Art. 37. Tessuti insediativi storici (fino al 1954) pag. 68 Art. 38. Tessuti insediativi ad assetto recente (dopo il 1954) pag. 81 Art. 39. Interventi puntuali consentiti da specifica individuazione cartografica e interventi all. 6 pag. 86 CAPO II TESSUTI SPECIALISTICI Art. 40. Ambiti produttivi pag. 86 Art. 41. Aree industriali e artigianali Disposizioni generali pag. 87 Art. 42. Aree produttive prevalentemente industriali e artigianali Sottozone da D0 a D3 pag. 90 Art. 43. Ambito di Trasformazione Produttiva ATP e completamento ambiti produttivi esistenti pag. 93 Art. 44. Aree della media distribuzione commerciale esistenti - Sottozone D4 pag. 94 Art. 45. Immobili a destinazione turistico-ricettiva pag. 94 CAPO III DOTAZIONI TERRITORIALI E URBANE Art. 46. Infrastrutture per la mobilità su gomma, su ferro pag. 95 Art. 47. Impianti per la distribuzione dei carburanti pag. 95 Art. 48. Infrastrutture per la sosta - parcheggi privati pag. 95 Art. 49. Infrastrutture per la sosta di servizio alle attività commerciali- Parcheggi per la sosta di pag. 96 relazione e per la sosta stanziale Art. 50. Infrastrutture per la sosta - Parcheggi pubblici (D.I. n. 1444/68 art. 3, lett. d) pag. 97 Art. 51. Percorsi ciclabili e pedonali pag. 98 Art. 52. Piazze e spazi pubblici pag. 98 Art. 53. Aree libere e aree verdi pubbliche e private nei centri abitati pag. 98 Art. 54. V1=Verde pubblico attrezzato (D.I. n.1444/68 art.3 - lett. c) V2=Spazio attrezzato per attività sportive di interesse urbano e di quartiere (D.M. n.1444/68 art.3 - lett. c) pag. 99 Art. 55. V3=Verde di connettività urbana (D.I. n. 1444/68 art. 3, lett. c) pag. 99 Art. 56. V4=Verde urbano pubblico e privato pag. 100 Art. 57. V5 Verde privato Centri Storici pag. 100 Art. 58. Dotazioni urbane di interesse locale - D.I. n. 1444/68 art. 3, lettere a) e b) pag. 101 Art. 59. Attrezzature e impianti di interesse generale territoriale (Fn) pag. 102 PARTE IV DISCIPLINA DEL TERRITORIO APERTO TITOLO I REGOLE GENERALI CAPO I DEFINIZIONI, ATTIVITA, ZONE Art. 60. Definizioni pag. 104 Art. 61. Attività agricole, connesse all agricoltura ed attività ammissibili in territorio aperto pag. 105 Art. 62. Prevalenza della funzione agricola Zone e sottozone E pag. 106 Art. 63. Zone E1 - Ambiti ove prevalgono i valori paesaggistici e ambientali pag. 108 Art. 64. Zone E2 Ambiti ove prevale l utilizzo agricolo consolidato, connotato specificatamente o meno da valore paesaggistico specifico pag. 111 Art. 65. Zone E3 - Ambiti che risentono degli effetti e delle pressioni dell urbanizzazione, degradati, soggetti a recupero ambientale e paesaggistico corrispondenti a parti di territorio composto da aree che risentono degli effetti e delle pressioni dell urbanizzazione per i quali il presente RUC detta apposite norme di riqualificazione e regole d uso per la compatibilità delle funzioni ammissibili finalizzate all innalzamento di qualità funzionale ed estetico - percettiva pag. 113 CAPO II - TUTELA DELLE INVARIANTI STRUTTURALI PER IL TERRITORIO APERTO Art. 66. Disciplina per le invarianti strutturali del territorio aperto pag. 113 TITOLO II DISCIPLINA DEGLI INTERVENTI (solo riferimenti normativi tra LR1/2005 e LR 65/2014) CAPO I INTERVENTI CONNESSI ALL ATTIVITÀ AGRICOLA ED ALLA DERURALIZZAZIONE Art. 67. Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale-P.A.P.M.A.A. pag. 114 Art. 68. Interventi per i quali non è necessario il P.A.P.M.A.A pag. 115 Art. 69. Interventi di sistemazione ambientale pag. 115 Art. 70. Interventi di sistemazione ambientale previsti da PAPMAA pag. 116 Art. 71. Interventi ammessi nelle aree di pertinenza agricola in caso di deruralizzazione pag. 116 Art. 72. Interventi di deruralizzazione di fabbricati agricoli a seguito di P.A.P.M.A.A. pag. 117 Art. 73. Interventi di deruralizzazione di fabbricati agricoli in assenza di P.A.P.M.A.A. con pertinenza superiore all ettaro pag /142
4 Art. 74. Interventi di deruralizzazione di fabbricati agricoli in assenza di P.A.P.M.A.A. con pertinenza inferiore all ettaro pag. 117 Art. 75. Modifica degli assetti proprietari e definizione delle aree pertinenziali pag. 117 Art. 76. Aziende agricole speciali pag. 118 Art. 77. Produzione di energia da fonti rinnovabili pag. 118 Art. 78. Attività ammesse nel Territorio Aperto condizioni per l esercizio pag. 119 Art. 79. Condizioni per l esercizio dell attività agrituristica e degli agricampeggi pag. 119 CAPO II CONDIZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI NUOVE COSTRUZIONI E MANUFATTI Art. 80. Nuove costruzioni in zona agricola pag. 120 Art. 81. Nuove unità abitative rurali pag. 120 Art. 82. Annessi agricoli stabili ad uso delle aziende pag. 121 Art. 83. Manufatti agricoli non soggetti al rispetto delle superfici minime fondiarie o eccedentile capacità produttive aziendali di cui all art. 41, comma 7 della LR 1/ della LR 65/2014 pag. 121 Art. 84. Manufatti agricoli precari ad uso di tutte le tipologie di aziende agricole di cui all art. 41 comma 8 della LR 1/ della LR 65/2014 pag. 122 Art. 85. Manufatti agricoli precari stagionali di cui all art. 41 comma 8 della LR 1/ della LR 65/2014 pag. 122 Art. 86. Manufatti agricoli precari in forma di piccoli annessi per pratiche agricole amatoriali e per autoconsumo ai sensi dell art. 41 comma 5 della LR 1/2005 pag. 122 Art. 87. Manufatti per il ricovero degli animali da cortile o domestici di cui all art. 41,comma 5 della LR 1/2005 pag. 123 Art. 88. Manufatti funzionali all escursionismo di cui all art. 41 comma 5 della LR 1/2005 pag. 124 Art. 89. Condizioni per il recupero dei ruderi presenti in Territorio Aperto pag. 124 CAPO III CONDIZIONI PER L ESECUZIONE DI INTERVENTI SU EDIFICI ESISTENTI Art. 90. Interventi sugli edifici classificati pag. 125 Art. 91. Interventi ammessi su edifici sparsi in Territorio Aperto pag. 125 Art. 92. Interventi ammessi su edifici ricadenti all interno dei Complessi Edilizi, Nuclei Rurali ed Aggregati Rurali pag. 127 Art. 93. Edifici di recente realizzazione ed edifici non schedati pag. 130 Art. 94. Interventi sugli edifici esistenti a destinazione agricola (specifiche diverse dalla tutela storicoarchitettonica) pag. 131 Art. 95. Interventi di mutamento di destinazione delle residenze agricole pag. 132 Art. 96. Interventi sugli edifici esistenti con destinazione diversa da quella agricola (specifiche diverse da tutela storico-architettonica) pag. 132 Art. 97. Interventi su edifici ove si trasformano prodotti agricoli pag. 133 Art. 98. Interventi in area di pertinenza di un edificio o complesso di edifici pag. 133 Art. 99. Interventi per manufatti secondari esistenti pag. 134 Art Tutela delle aree di pertinenza pag. 134 Art Realizzazione di piscine o altre opere pertinenziali a carattere sportivo pag. 134 Art Realizzazione di rimesse veicoli pertinenziali pag. 135 Art Realizzazione di volumi interrati pertinenziali pag. 136 Art Tutela del paesaggio tradizionale ed interventi edilizi (architettura contemporanea, materiali, divieto di componenti urbane) pag. 136 Art Materiali e stile edilizio-architettonico pag. 137 CAPO IV ALTRI INTERVENTI DI RILEVANZA URBANISTICA E PAESAGGISTICA Art Interventi non edilizi di rilevanza paesaggistica ed ambientale pag. 138 Art Energie rinnovabili e tutela del paesaggio pag. 139 Art Viabilità (fascia di rispetto e aree pertinenziali, modifiche viabilità esistente comunale, vicinale ad uso pubblico, privata) pag. 139 Art Infrastrutture tecnologiche e reti pag. 140 PARTE V TRASFORMAZIONE DEGLI ASSETTI INSEDIATIVI, INFRASTRUTTURALI ED EDILIZI TITOLO I INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE DEGLI ASSETTI INSEDIATIVI CAPO I RIQUALIFICAZIONE URBANA Art Ambiti di trasformazione At pag /142
5 CAPO II RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E PAESAGGISTICA Art Ambito fluviale del Fiume Pesa pag. 143 CAPO III INTERVENTI DI TRASFORMAZIONE ASSOGGETTATI A BANDO PUBBLICO Art Campeggio pag. 143 Art Polo espositivo pag. 144 Art Chioschi pag. 144 Art Distributore di carburanti pag. 144 PARTE VI NORME TRANSITORIE E FINALI TITOLO I NORME TRANSITORIE E ABROGAZIONI Art Strumenti urbanistici e attività edilizia in corso pag. 146 Art Abrogazioni pag. 146 TITOLO II SALVAGUARDIE Art Salvaguardie pag. 147 Art Aree non pianificate pag. 147 TITOLO III POTERI DI DEROGA Art Poteri di deroga pag /142
6 Barrato il testo da eliminare Blu il testo oggetto di modifica PARTE I TITOLO I CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI PRINCIPI EFFICACIA, AMBITO DI APPLICAZIONE, ARTICOLAZIONE E ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO URBANISTICO Art. 1. Il Regolamento urbanistico comunale Il Regolamento urbanistico comunale è un atto di governo del territorio, formato ai sensi dell'art. 55 della Legge Regionale 3 gennaio 2005 n 1. Per le sue varianti si applica la LR 65/2014 e s.m.i, che ha abrogato la LR 1/ Il Regolamento urbanistico comunale disciplina l attività urbanistica ed edilizia sull intero territorio comunale, in conformità alle Norme del Piano Strutturale. 2. Le attività di cui al precedente comma sono soggette all osservanza del Regolamento edilizio comunale. Nel rispetto di quanto disciplinato dal Regolamento Urbanistico, il Regolamento Edilizio Comunale detta regole per modalità costruttive, decoro pubblico, igiene, sicurezza e vigilanza, ai sensi dell art. 106 della LR 65/2014 e s.m.i. Art. 2. Ambito di applicazione, contenuti del Regolamento urbanistico 1. Il Regolamento urbanistico si applica all intero territorio comunale. 2. Ai sensi dell art. 55 della LR 1/2005, il Regolamento urbanistico si compone di due parti. La prima parte attiene alla disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti. La seconda parte attiene alla disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio. I loro contenuti sono quelli stabilii dal citato articolo 55 della LR 1/ Oltre ai contenuti di legge, sopra richiamati, il presente RUC contiene: - le regole per la salvaguardia dell ambiente; - le regole per la tutela e la valorizzazione del paesaggio; - le regole per la conservazione delle invarianti strutturali; - la valutazione di fattibilità idrogeologica e idraulica degli interventi.; - i criteri e le prescrizioni progettuali per la trasformazione degli assetti insediativi e degli spazi pubblici; - i criteri e le prescrizioni progettuali per la gestione delle trasformazioni in territorio aperto. 4. Per l applicazione delle presenti Norme, sulle tavole di progetto del Regolamento urbanistico sono individuati, tramite apposita simbologia e perimetrazione: - tessuti urbani prevalentemente residenziali, articolati in ragione della formazione storica, della morfologia urbana e della tipologia edilizia prevalente; - tessuti urbani a specializzazione funzionale; - verde articolato in ragione della prestazione (attrezzatura urbana, attrezzatura ecologica, componente della rete naturalistica, componente della connettività, orti urbani, privati); - dotazioni territoriali e urbane articolate in attività collettive di livello locale e attrezzature pubbliche di interesse sovra comunale; - invarianti strutturali; - zone di territorio aperto e paesaggi ivi compresi; - edifici, complessi edilizi, nuclei rurali classificati in territorio aperto; - ambiti di trasformazione insediativa e comparti di perequazione; - ambiti di riqualificazione ambientale. 5/142
7 5. Detta articolazione è assimilata alle zone omogenee definite da disposizioni nazionali secondo quanto stabilito al successivo art. 7, per le modalità gestionali derivanti dall applicazione di normative generali e di settore che fanno riferimento a tali disposizioni. Art. 3. Efficacia e validità del Regolamento urbanistico 1. La disciplina dell attività urbanistica ed edilizia di cui al precedente art. 1 consiste nella gestione degli insediamenti esistenti e nei progetti e interventi pubblici e privati di trasformazione degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi, ritenuti ammissibili nella fase temporale di governo del territorio a cui si riferisce, e finalizzati alla riqualificazione territoriale e urbana, in conformità con le disposizioni del vigente Piano strutturale comunale. 2. La gestione degli insediamenti esistenti e i progetti e gli interventi pubblici e privati si attuano in conformità al Piano strutturale e nel pieno rispetto della conservazione delle sue invarianti strutturali. 3. La prima parte del Regolamento urbanistico ha validità a tempo indeterminato. Le previsioni insediative e infrastrutturali della seconda parte del Regolamento urbanistico, assoggettate a piano attuativo, progetto unitario convenzionato o a progetto di opera pubblica, decadono dopo cinque anni dalla data della sua vigenza se entro tale periodo: - i progetti esecutivi di opera pubblica non siano stati approvati - i progetti unitari accompagnati da convenzione o atto d obbligo non siano stati approvati e non sia stata firmata la convenzione (o l atto d obbligo) - i piani attuativi non siano stati approvati e non sia stata firmata la convenzione. 4. Non decadono le previsioni di servizi e attrezzature di interesse o uso pubblico se non preordinate obbligatoriamente all esproprio. Art. 4. Elaborati costituenti il Regolamento urbanistico 1. Gli elaborati del regolamento urbanistico comunale sono: Relazione Generale Norme Tecniche di Attuazione Allegato 1 Schede normative e progettuali degli Ambiti di Trasformazione Allegato 2 Schede normative dei Nuclei Rurali Allegato 3 Tabella Categoria di Intervento e Prescrizioni per gli edifici sparsi in Territorio Aperto Allegato 4 Disposizioni Normative per gli Aggregati Rurali Allegato 5 Schede normative dei Complessi Edilizi in Territorio Aperto Allegato 6 Edifici schedati dei centri urbani Valutazione Integrata e Valutazione Ambientale Strategica Relazione di Sintesi Rapporto Ambientale Sintesi non tecnica Indagini geologiche.. Elaborati di Quadro Conoscitivo Tavole QC1 Analisi dei tessuti dei Centri Abitati, QC1.1 Bargino QC1.2 Cerbaia QC1.3 Chiesanuova QC1.4 Mercatale QC1.5 Montefiridolfi QC1.6 La Romola QC1.7 San Casciano QC1.8 San Pancrazio QC1.9 San Andrea in Percussina QC1.10 Spedaletto Elaborati QC2 Monografie di analisi dei Centri Urbani oggetto di maggiore pressione insediativa, 6/142
8 QC2.1 - Cerbaia QC2.2 - Chiesanuova QC2.3 - La Romola QC2.4 - San Casciano QC2.5 - Spedaletto Tavola QC3 Territorio Aperto Tavola QC3.1 - Analisi storica, tipologica e ambientale dei complessi rurali nel territorio aperto Tavola QC3.2 Paesaggio: panoramicità e visualità Elaborati di Progetto Tavola PR1 Territorio aperto / Zone E Quadrante Nord Quadrante Sud Tavola PR2 Elementi del Paesaggio Quadrante Nord Quadrante Sud Tavola PR3 Disciplina degli Insediamenti Esistenti e delle Trasformazioni Tavola PR3.1 San Casciano Nord Tavola PR3.2 San Casciano Sud Tavola PR3.3 Ponterotto e Calzaiolo Tavola PR3.4 San Andrea in Percussina, Spedaletto, Montecapri Tavola PR3.5 Romola. Montefiridolfi, Calcinaia, Fabbrica, Talente, Croce di Via Tavola PR3.6 Cerbaia e Chiesanuova Tavola PR3.7 Mercatale Tavola PR3.8 Bargino e San Pancrazio Tavola PR4 Disciplina dei Centri Storici Tavola PR4.1 San Casciano, Mercatale, Cerbaia e Calcinaia Tavola PR4. 2 Romola, San Pancrazio, Talente, Croce di Via, S.Andrea in Percussina, Bargino, Fabbrica e Montefiridolfi Art. 5. Attuazione del Regolamento urbanistico 1. Il Regolamento Urbanistico si attua tramite: a. Interventi edilizi diretti, attuati secondo la normativa vigente e le specificazioni del Regolamento edilizio. b. Progetti esecutivi delle opere pubbliche. c. Strumenti urbanistici attuativi di cui altitolo V, Capo IV della L.R. 1/05Titolo V capo II sezione III della LR 65/2014 e s.m.i. c.1) Tali strumenti attuativi sono: - Piani di lottizzazione art. 70 LR 1/2005art. 115 LR 65/ Piani Particolareggiati art. 116 LR 65/ Piani per l'edilizia economica e popolare art. 71 LR 1/2005art. 17 LR 65/ Piani per gli insediamenti produttivi art. 72 LR 1/2005art. 118 LR 65/ Piani di recupero del patrimonio edilizioart. 723 LR 1/2005art. 119 LR 65/ Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo-ambientale di cui all'art 42 della LR 1/05art. 74 LR 65/2014 c.2)i piani attuativi sopra citati, ad esclusione del PAPMAA sono soggetti alla cessionei piani attuativi contengono gli obblighi relativi alla cessione delle aree per Superficie per Attrezzature e Spazi Pubblici (Sap) come dettato dal successivo art. 18 c. 24. c.3) È facoltà del Comune ammettere Piani Attuativi estesi non all intero perimetro previsto ma a porzioni organiche e significative del medesimo, di estensione comunque non inferiore all 80% di quella complessiva, con proporzionale adeguamento delle potenzialità edificatorie definite dal RUC, ed a condizione che siano comunque realizzate le opere di urbanizzazione necessarie per l intero ambito oggetto di Piano Attuativo. 7/142
9 c.4) La realizzazione dei Piani Attuativi di iniziativa privata è subordinata, qualora essi contengano previsione di realizzazione di opere di urbanizzazione e/o altre dotazioni territoriali e urbane in forza dell applicazione dei principi di perequazione di compensazione stabiliti dalle presenti Norme, alla stipula di una convenzione che regola i rapporti tra le proprietà interessate ed il Comune. c.5) Nell ambito dell attuazione degli interventi urbanistico-edilizi previsti dal Regolamento urbanistico (piani attuativi e progetti unitari convenzionati), nei casi in cui le perimetrazioni e le misurazioni reali delle superfici territoriali si rivelassero diverse da quelle indicate nelle Schede normative e progettuali o nelle Tavole del presente RUC, è ammesso l adeguamento della Superficie Territoriale(St), come definita dal successivo art. 18 c. 19, alle misurazioni reali e alla conseguente modifica delle altre superfici destinate a opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a perequazione e a compensazione, tanto in più quanto in meno, comunque in maniera proporzionale a quanto indicato dal presente RUC, fermi restando i parametri urbanistici ed edilizi. c.6) Ai fini del corretto adeguamento alla configurazione reale dei luoghi e/o ai confini catastali di proprietà, la perimetrazione delle aree soggette a piano attuativo o progetto unitario, l individuazione di tracciati viari o di opere pubbliche potranno subire, in fase di presentazione del Piano Attuativo o del progetto, in caso di urbanizzazioni, una variazione in termini di superficie territoriale fino ad un massimo del 10% di quella indicata nella cartografia del Regolamento urbanistico, tanto in più quanto in meno, senza che ciò comporti variante al Regolamento urbanistico, per il realistico adattamento ai luoghi. c.7) Il Regolamento edilizio comunale, sulla base delle disposizioni di legge vigenti in materia e dei regolamenti attuativi della L.R. 1/2005, stabilisce in dettaglio i contenuti, i caratteri e le modalità di redazione e presentazione dei piani attuativi e dei progetti unitari. d. Progetto Unitario Convenzionato (PUC) ai sensi art. 121 LR 65/2014 d.1) Il Progetto Unitario è lo strumento di definizione degli interventi edilizi, infrastrutturali e ambientali da attuare attraverso titoli abilitativi, ove necessario convenzionati, quando siano presenti entrambe le seguenti condizioni: a) non sia necessaria la preventiva approvazione di uno strumento urbanistico attuativo in ragione della minore complessità e/o estensione dei singoli interventi; b) sia previsto dal presente Regolamento Urbanistico. d.2) Il Progetto Unitario Convenzionato ha validità massima di 10 anni dalla data di esecutività della deliberazione di approvazione. Detto termine può essere modulato dal Consiglio Comunale, in sede di approvazione del PUC, in relazione agli stralci funzionali previsti dalla convenzione. d.3) Le trasformazioni, fisiche o funzionali, relative a complessi immobiliari sottoposti a progetto unitario convenzionato, devono essere previste in elaborati specifici di inquadramento volti a garantire la coerenza delle proposte complessive e la loro conformità alle Norme del presente RUC e alle Schede normative e progettuali che ne sono parte integrante. d.4) Gli elaborati di inquadramento di cui al comma precedente dovranno essere corredati da un atto d obbligo con il quale tutti i proprietari dei complessi immobiliari sottoposti a progettazione unitaria si impegnano nei confronti dell Amministrazione Comunale a rispettare gli obblighi inerenti l attuazione degli interventi. d.5)nei casi in cui il Progetto Unitario Convenzionato preveda la realizzazione di opere pubbliche queste, prima del rilascio del titolo abilitativo per la loro esecuzione, dovranno preventivamente essere approvate dalla Giunta Comunale.Nei casi in cui sia prevista la realizzazione di opere di urbanizzazione o la cessione di aree, il rilascio del permesso di costruire è subordinato all'approvazione da parte della Giunta Comunale di un progetto che definisca le opere funzionali al completamento dell'urbanizzazione dell'area inclusa nel perimetro di intervento, da realizzare sulla base di specifica convenzione. 8/142
10 d.6) Il Regolamento edilizio comunale specifica ogni altra disposizione inerente il Progetto Unitario, nonché gli elaborati che lo costituiscono, che devono essere almeno i seguenti: - estratto RUC vigente; - estratto di mappa catastale; - documentazione fotografica a colori, con planimetria dei punti di scatto; - planimetria generale (scala 1:500) (attuale,modificato e sovrapposto); - rilievo quotato dello stato dei luoghi; - plani volumetrico e inserimenti contestualizzati; - relazione tecnica illustrativa delle principali caratteristiche architettoniche previste; - schemi grafici con profili regolatori, allineamenti, tipologie, o comunque con tutti gli elementi prescrittivi per le successive trasformazioni; - schema di atto unilaterale d obbligo. d.7) Inoltre, nel caso in cui vi siano opere pubbliche previste, esse dovranno essere corredate da: - relazione illustrativa; - relazione tecnica; - studio di prefattibilità ambientale; - indagini geologiche, idrogeologiche e archeologiche preliminari; - planimetria generale e schemi grafici; - prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza e coordinamento; - verifica del rispetto della conformità delle opere al disciplinare LL.PP.; - calcolo sommario della spesa; - modalità di effettuazione del collaudo. d.8) Gli elaborati che riguardano le opere pubbliche avranno i contenuti preliminari prescritti dal regolamento attuativo del Codice dei Contratti. e. Piano Unitario di Sistemazione e.1) Il Piano Unitario di Sistemazione trova applicazione negli interventi di realizzazione di nuove strutture o di ampliamento di quelle esistenti nelle aree con destinazione urbanistica di servizio, e/o assimilate alle zone omogenee F del DM 1444/68, che, prive di una volumetria e/o SUL predeterminata, devono dimostrare le necessità urbanistiche per realizzare l'intervento previsto. e.2) Il Piano Unitario di Sistemazione può essere presentato sia dall'amministrazione Comunale che da associazioni private limitatamente a enti, associazioni e/o soggetti privati quali associazioni onlus. e.3) Il Piano Unitario di Sistemazione è soggetto all'approvazione del Consiglio Comunale e, quando presentati da soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione, alla stipula di una specifica convenzione. e.4) Il Piano Unitario di Sistemazione ha validità massima di 10 anni dalla data di esecutività della deliberazione di approvazione. Detto termine può essere modulato dal Consiglio Comunale, in sede di approvazione, in relazione agli stralci funzionali previsti dalla convenzione f. Piano Guida Comunale f.1) Il Piano Guida Comunale trova applicazione nei casi in cui sia necessario coordinare e/o disciplinare preliminarmente una pluralità di interventi che consentano di dare attuazione alle previsioni contenute nel presente Regolamento Urbanistico. f.2) Il Piano Guida Comunale può essere è sottoposto all approvazione dell Amministrazione Comunale e può essere proposto anche da soggetti privati, interessati all esecuzione degli interventi. f.3) L attuazione del Piano Guida Comunale è subordinata all approvazione di un Piano Attuativo o Progetto Unitario Convenzionato. 9/142
11 21 Il Piano Guida Comunale è soggetto all'approvazione del Consiglio Comunale. Nel caso fossero previste opere di urbanizzazione, il Piano deve aver acquisito il parere favorevole della Giunta Comunale. 2. La Giunta Comunale è competente ad adottare ed approvare gli strumenti urbanistici attuativi, i piani e programmi di iniziativa pubblica e/o privata i progetti unitari convenzionati ed i progetti unitari di sistemazione nel caso in cui il Regolamento Urbanistico contenga previsioni di dettaglio in ordine alle quantità edificabili, alle destinazioni d uso consentite, al dimensionamento ed alle caratteristiche delle opere pubbliche previste in merito ai contenuti essenziali della convenzione urbanistica ove necessaria. In tutti gli altri casi la competenza all adozione ed all approvazione resta in capo al Consiglio Comunale. Gli aspetti patrimoniali sono di competenza del Consiglio. Art. 6. Interpretazioni degli atti costituenti il Regolamento urbanistico 1. In caso di difformità tra gli elaborati grafici del presente RUC, devono ritenersi valide le indicazioni contenute negli elaborati di maggior dettaglio. 2. Fermo restando quanto previsto all art.5, commi 7 e 8comma 1 lett. c. 6 e c.7, limitati e contenuti disallineamenti tra gli elaborati cartografici del RUC e la cartografia catastale, così come contenute difformità tra le consistenze rilevabili dalla cartografia del Regolamento e la reale consistenza dei luoghi, come derivante da misurazioni effettuate sul posto, in analogia con quanto disposto per i Piani Attuativi dall articolo 5 comma 1 lett. d.7 e d.8commi 14 e 15, devono essere ricondotti alla fisiologica ed inevitabile non coincidenza tra i sistemi cartografici in uso (ellissoide internazionale con proiezione Gauss-Boaga ed ellissoide di Bessel con proiezioni Soldner-Cassini), operando una armonizzazione tra i due sistemi cartografici e tollerandone modeste difformità. 3. In caso di difformità tra i contenuti delle presenti Norme e le indicazioni grafiche sulle carte prevalgono i contenuti delle Norme. Art. 7. Articolazione in tessuti, ambiti, aree e zone - corrispondenza con DM 1444/ Con riferimento all articolazione del territorio comunale operata dal Regolamento urbanistico in attuazione del Piano strutturale e alle vigenti norme statali in materia di limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione del presente atto di governo del territorio, si individuano le corrispondenze descritte al presente articolo. RUC DM 1444/1968 Centro storico CS, Tessuto insediativo storico da Zona omogenea A S1 a S2 Tessuto insediativo storico da S3 a S6, Tessuto Zona omogenea B insediativo di assetto recente da T1 a T4 - Edifici plurifamiliari residenziali di formazione recente in territorio aperto Ambito di trasformazione At,Atru Zona omogenea C Tessuti specialistici a destinazione produttiva, Zona omogenea D artigianale, industriale, commerciale, direzionale, turistica Ambito di trasformazione Atp, Atrp Territorio aperto Zona omogenea E Attrezzature e impianti di interesse generale- Zona omogenea F territoriale Infrastrutture per la sosta - parcheggi pubblici Standard art. 3, lett. d) 10/142
12 V1 Verde pubblico attrezzato Standard art.3 - lett. c) V2 Spazio attrezzato per attività sportive di Standard art.3 - lett. c) interesse urbano e di quartiere V3 Verde di connettività urbana Standard art.3 - lett. c) V4 Verde urbano privato e/o di proprietà pubblica - Aree libere nei centri abitati che per estensione non sono riconducibili al resede di pertinenza del fabbricato di riferimento. V4 Verde urbano privato e/o di proprietà pubblica Aree libere nei centri abitati -Verde privato nei Centri Storici Zona omogenea E Zone omogenee A B, in quanto pertinenza di edifici internamente ai tessuti urbani CL -attività ricreative e culturali locali Standard art. 3, lett. b) CU - attrezzature e spazi per i culti religiosi Standard art. 3, lett. b) IC - attrezzature e servizi pubblici e di interesse Standard art. 3, lett. b) comune di livello locale SC - attrezzature scolastiche dell obbligo Standard art. 3, lett. a) Edifici in territorio aperto privi di valore per i quali la ristrutturazione urbanistica è ammessa solo con delocalizzazione Comparti perequati in ambito urbano con delocalizzazione di superficie in eccesso Zone di recuperol. 457/ In ordine alle priorità del presente RUC, di conservazione del paesaggio agrario consolidato del territorio aperto, di contenimento d uso del suolo, di rimozione delle componenti di degrado in territorio aperto e di contrasto all introduzione in esso di componenti urbane, le azioni riferite a tali obiettivi e le conseguenti perimetrazioni e definizioni del presente RUC sono assimilate a interventi e zone di recupero della L. 457/1978, come da corrispondenza descritta nel presente articolo. CAPO II FINALITA, RILEVANZA PUBBLICA, PEREQUAZIONE Art. 8. Invarianti strutturali 1. Ai sensi della LR 1/2005 le invarianti strutturali sono componenti materiali e immateriali del territorio, (una risorsa, un bene o una loro forma di utilizzo appositamente regolata dagli strumenti della pianificazione e dagli atti di governo del territorio), nelle quali si sono consolidati valori ambientali, paesaggistici e insediativi, costitutivi delle identità dei luoghi, pertanto patrimonio comune non negoziabile e come tale contenuto nello Statuto del Piano strutturale. 2. Il Piano strutturale vigente stabilisce, all articolo 9, commi 2 e 5, che: - le risorse, i beni, i caratteri peculiari ed identificativi di un luogo o di un ambito territoriale costituiscono le invarianti strutturali di quel luogo o di quell ambito territoriale, la cui conservazione e/o mantenimento costituisce il limite dello sviluppo sostenibile oltre il quale non sono ammesse ulteriori diverse funzioni di utilizzazione, dovendosi garantire la loro fruizione ed il loro godimento sia da parte delle generazioni presenti che di quelle future - componenti dello Statuto e obiettivi correlati sono la tutela e la valorizzazione delle risorse non rinnovabili; la conservazione e l incentivazione della qualità del costruito, sia in ambito urbano che rurale; la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio e delle emergenze di pregio presenti sul territorio; il recupero delle aree che hanno subito alterazioni che ne hanno deteriorato le caratteristiche e la difesa e lo sviluppo delle zone meritevoli di tutela; la definizione e l applicazione di metodologie sostenibili di uso del suolo in agricoltura; il mantenimento ed il miglioramento della qualità della vita, attraverso l innalzamento del livello dei servizi e delle prestazioni offerte; lo sviluppo e l incentivazione delle attività produttive in forme compatibili con l ambiente. 11/142
13 3. Le invarianti strutturali, pertanto, hanno una spiccata rilevanza pubblica, e la loro individuazione costituisce limite al loro utilizzo, ai sensi dell art. 6 della citata Lr 1/ Le invarianti strutturali individuate dal Piano strutturale vigente sono: a) il sistema delle acque superficiali, costituito dai fiumi Greve e Pesa, dai rispettivi affluenti e dai bacini idrici; b) il sistema delle acque sotterranee; c) le invarianti di natura idrogeologica; d) la morfologia dei versanti; e) la maglia agraria; f) le caratteristiche qualitative dei terreni; g) la qualità dell aria; h) i centri storici; i) gli edifici di pregio interni ed esterni agli abitati e gli edifici di rilevante valore nel territorio aperto; j) il rapporto tra edificato e aree non edificate; k) il complesso delle attività produttive e commerciali; l) il sistema agricolo di produzione e trasformazione dei prodotti; m) le reti infrastrutturali; n) le aree territoriali di pregio paesaggistico. 5. Il presente RUC recepisce le suelencate invarianti e detta regole, in tutte le presenti Norme, nei diversi titoli e Capi delle medesime ove sono collocate per chiarezza e coerenza del testo, per garantirne usi compatibili con le finalità prioritarie della loro conservazione, il cui rispetto è obbligatorio per ogni intervento, pubblico e privato, così da garantire: - per le invarianti individuate alle lettere a), b), c), d), f) l integrità fisica del territorio. Sono prescrittive le opere di difesa dai rischi idrogeologici e idraulici e per il mantenimento della funzionalità del reticolo idrografico, gli interventi di tutela delle vegetazioni di soprassuolo a incremento delle prestazioni idrogeologiche e per la conservazione dei microclimi e dei paesaggi naturali, la captazione delle acque di pioggia per usi irrigui e usi antropici quando ne sia ammesso l uso in relazione alle politiche di risparmio idrico; - per le invarianti individuate alla lettera g) l integrità e l incremento delle prestazioni delle risorse naturalistiche, a tutela della biodiversità e per l efficienza delle reti ecologiche, per le quali sono dettate le disposizioni di salvaguardia e le regole di utilizzo degli ambiti fluviali, delle aree boscate, delle aree libere e degli spazi verdi nei centri abitati e per il contenimento del consumo di suolo non urbanizzato; - per le invarianti individuate alle lettere e), h), j), i), l), n) la conservazione del sistema insediativo costituito dagli elementi riconoscibili dell organizzazione storica del territorio comunale, quali i centri, gli aggregati e i nuclei di antica formazione, i beni storico architettonici del territorio aperto quali ville e fattorie, castelli e giardini, il patrimonio edilizio rurale, la viabilità storica, il reticolo idrografico storico, le sistemazioni agrarie tradizionali, le testimonianze archeologiche; - per le invarianti individuate alle lettere h), i), j), n) il mantenimento della percezione visiva, intesa quale fattore della valutazione dell interesse paesistico e degli impatti; - per le invarianti individuate alle lettere k), l), m) la capacità produttiva e funzionale del territorio, per la quale sono incentivati interventi di riqualificazione e di ammodernamento del patrimonio produttivo esistente e di incremento delle dotazioni di servizi. Art. 9. Spazi e attrezzature pubbliche-standard, oneri a. Opere di urbanizzazione primaria e secondaria 1. In riferimento al DPRGR 9 febbraio 2007, n. 2/R Regolamento di attuazione dell articolo 37, comma 3, della legge regionale 3 gennaio 2005 n. 1 (Norme per il governo del territorio) Disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti e successive modifiche ed integrazioni sono definiti componenti essenziali della qualità degli insediamenti: a) le opere di urbanizzazione primaria di cui all articolo 62 comma 4 della LR 65/2014 e s.m.i.all articolo 37, comma 5 della LR 1/2005; b) le opere per la difesa del suolo e la regimazione delle acque; 12/142
14 c) gli impianti di smaltimento delle acque reflue; d) le opere e le attrezzature necessarie alla messa in sicurezza della viabilità esistente ivi compresi gli impianti in sede stabile per il monitoraggio del traffico e per l abbattimento dell inquinamento acustico; e) le scale mobili, gli ascensori, le altre opere o infrastrutture esterne per l abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento dell accessibilità territoriale o urbana e per l interscambio con la rete del trasporto pubblico locale; f) i sistemi di trasporto in sede propria ed il complesso delle infrastrutture e dei sistemi idonei al trasporto pubblico di persone o merci; g) i sistemi di informazione per migliorare l accessibilità ai servizi, quali punti di informazione per il pubblico, installazioni urbane con pianta della città, stradario con la localizzazione dei principali servizi. 2. L'urbanizzazione primaria consiste in un complesso sistematico e coordinato di opere intese a conferire ad una porzione di territorio i requisiti indispensabili per l'insediamento di funzioni urbane. Ai sensi dell art. 62 comma 4 della LR 65/2014 e s.m.i.del comma 5 dell art. 37 della Lr 1/2005, sono opere di urbanizzazione primaria: a) strade residenziali, piazze, piste pedonali e ciclabili a servizio degli insediamenti; b) spazi di sosta o di parcheggio; c) reti di smaltimento delle acque meteoriche e delle acque reflue domestiche, urbane o industriali ed i connessi impianti di trattamento;fognature; d) opere e rete per la captazione, l adduzione e la potabilizzazione ai fini dell uso idropotabile; rete idrica; e) rete di distribuzione dell energia elettrica e del gas; f) pubblica illuminazione; g) spazi di verde attrezzato; h) reti per il trasferimento dati. 3. Vi si intendono compresi: - gli impianti di depurazione e le vasche di laminazione e vasche di prima pioggia se a servizio dell intero insediamento e ubicate in area pubblica; - gli allacciamenti ai pubblici servizi e alla pubblica viabilità a servizio degli insediamenti, anche se ricadenti al di fuori dell area d intervento; - le reti infrastrutturali per le telecomunicazioni ed informatiche (quali le polifere per il cablaggio e la posa di fibre ottiche e simili) e l installazione di cavidotti per reti di telecomunicazione, altre opere strettamente connesse e necessarie alla funzionalità dell insediamento, anche in relazione alle particolari caratteristiche del contesto ambientale e da definire in sede di piano attuativo e relativa convenzione. 4. Le opere di urbanizzazione primaria devono essere realizzate o adeguate di norma a cura e spese del soggetto attuatore del Piano attuativo o del titolare del permesso di costruire, a scomputo totale e/o parziale degli oneri di urbanizzazione primaria, ferma restando la cessione gratuita delle aree; in tal caso, le opere rientrano nella definizione contenuta nell'art. 32, comma 1, lettera g) del D.Lgs. n. 163/2006 (lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati) e, per la loro realizzazione, si applicano le norme e le procedure vigenti in materia. 5. E' comunque facoltà del Comune optare per il versamento degli oneri di urbanizzazione primaria, qualora ciò favorisca una più efficace attuazione delle opere e per procedere in ogni tempo autonomamente alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria. 6. Ove l'urbanizzazione primaria sia attuata per iniziativa privata, le obbligazioni del privato in ordine alla esecuzione delle opere di urbanizzazione e delle sistemazioni sono stabilite da specifiche convenzioni. 7. L'urbanizzazione secondaria consiste in un complesso sistematico e coordinato di opere intese a dotare un area urbanizzata dei servizi necessari per la vita di quartiere, nonché a realizzare l adeguamento qualitativo degli stessi. Ai sensi del comma 5 dell art. 62 della LR 65/2014comma 6 dell art. 37 della Lr 1/2005, sono opere di urbanizzazione secondaria: a) asili nido e scuole materne; b) plessi scolastici per l istruzione primaria e secondaria;scuole dell obbligo; c) mercati di quartiere; 13/142
15 d) uffici comunali; e) chiese ed altri edifici per servizi religiosi; f) impianti sportivi di quartiere; g) centri sociali, attrezzature culturali pubbliche e sanitarie pubblichee residenze per anziani; h) le opere e le reti per l adduzione e la distribuzione, il trattamento di acque destinato ad usi non potabili provenienti dal riuso o dal recupero impianti di potabilizzazione, di depurazione e di smaltimento dei rifiuti solidi urbani; i) impianti di riciclo e smaltimento rifiuti solidi urbani;aree verdi di quartiere; j) aree verdi di quartiere e verde di uso pubblico di connessione con gli spazi aperti extraurbani; k) l) strutture pubbliche di servizio o di supporto all attività d impresa, quali centri servizi, spazi per incubatori d impresa, laboratori di ricerca, strutture e spazi destinati al coworking, esercizi polifunzionali;strutture con funzioni di centri servizi avanzati alle imprese per l innovazione e per la società l) m) edilizia residenziale sociale di proprietà pubblica;spazi per incubatori di imprese e laboratori di ricerca, in aree a destinazione produttiva 8. La realizzazione delle attrezzature che costituiscono opere di urbanizzazione secondaria può essere effettuata: - dal Comune o da altri enti pubblici; - da parte dei soggetti privati proprietari delle aree, i quali si impegnino, sulla base di idonee convenzioni, a rispettare le modalità di esecuzione e i tempi stabiliti dal Comune nonché a garantire la fruibilità delle opere da parte dell intera collettività a condizioni omologhe a quelle praticate dai soggetti pubblici gestori diretti. In tal caso dette opere rientrano nella definizione contenuta nell'art. 32, comma 1, lettera g) del D.Lgs. n. 163/2006 (lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati) e, per la loro realizzazione, si applicano le norme e le procedure vigenti in materia. 9. Nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all'esproprio, il Comune può motivatamente disporre o autorizzare che siano realizzate sul bene vincolato all esproprio opere pubbliche o di pubblica utilità diverse da quelle originariamente previste nel presente RUC, purché siano assicurate le dotazioni minime stabilite dal D.M. 1444/ Il presente RUC contiene il censimento degli standard esistenti e di progetto, rappresentati su appositi elaborati. b. Standard minimi 11. In coerenza con quanto disposto dall articolo 3 della D.P.G.R. n 2R/2007, gli standard urbanistici previsti dal D.M. 2 aprile 1968, n (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, di verde pubblico o a parcheggi ai sensi dell articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n.765) sono individuati quali livelli minimi inderogabili per garantire la qualità del patrimonio insediativo. 11bis Le dotazioni di aree pubbliche previste nelle schede di cui all allegato 1 delle NTA costituiscono urbanizzazione primaria come definite dall art. 65 comma 4) LR 65/2014; 12. Al fine di garantire una elevata qualità degli insediamenti, anche in relazione ai livelli di sostenibilità ambientale, possono essere richieste misure di mitigazione o crediti compensativi, in aggiunta rispetto agli standard, secondo principi di perequazione e compensazione come definiti dalle presenti Norme. Le misure di mitigazione ed i crediti compensativi sono definiti per ogni ambito di trasformazione soggetto a progettazione unitaria in quanto individuato quale comparto perequato. 13. Al fine di aumentare i requisiti di qualità urbana, ambientale, edilizia e di accessibilità, è ammesso, nell ambito del procedimento di formazione dei Piani Attuativi, e relativamente alle aree soggette alla realizzazione e cessione gratuita al comune degli standard urbanistici di cui al D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, è possibile di variare i quantitativi relativi alle singole destinazioni di aree pubblicheun parametro o tipo all altro delle superfici destinate a spazi pubblici, nella misura non superiore al 20%, fermi restando i quantitativi 14/142
16 complessivi da cedere e realizzare. 14. Tale possibilità è consentita a fronte della dimostrazione, nel Piano Attuativo, che la diminuzione nel comparto e/o la dislocazione in area individuata dall amministrazione comunale uno standard a favore di un altro contribuisce a migliorare il valore e la qualità del progetto nonché la specifica funzionalità e le prestazioni delle infrastrutture per la mobilità, parcheggi, verde urbano e di connettività urbana, percorsi pedonali e ciclabili, infrastrutture per il trasporto pubblico, arredo urbano ed altre opere di urbanizzazione primaria previste, anche in rapporto alle aree contermini. 14bis. Nei casi di esiguità della superficie territoriale prevista, al fine di evitare un eccessiva parcellizzazione di aree pubbliche con consequenziale utilizzo ridotto delle stesse, la superficie destinata ad urbanizzazione secondaria può essere reperita, previo accordo con l'amministrazione Comunale, in aree di norma limitrofe all area d intervento destinate o da destinarsi ad aree pubbliche. In alternativa a quanto sopra, in accordo con l Amministrazione Comunale le aree pubbliche possono essere monetizzate versando al Comune una somma pari al valore dell ammontare delle aree da acquisire. 14 Qualora le opere di urbanizzazione da realizzare nell attuazione delle trasformazioni ammesse dal presente RUC non siano presenti nella programmazione dei soggetti di competenza, esse dovranno essere obbligatoriamente realizzate a cure e spese dei proponenti quali misure di mitigazione e compensazione degli effetti territoriali e ambientali. Dette opere saranno, pertanto, oggetto di convenzione tra il soggetto attuatore, il Comune ed il Concessionario.(abrogato) 15 Il Comune, gli enti pubblici e i privati - quest'ultimi, anche mediante autonome iniziative sulla base del principio di sussidiarietà - hanno la facoltà di attuare direttamente in ogni tempo interventi di conservazione, ristrutturazione, incremento funzionale e dimensionale, e nuova costruzione di spazi, servizi, attrezzature e impianti pubblici, o di interesse collettivo pur rimanendo a proprietà privata, purché siano di interesse locale, per attuare previsioni del presente RUC o per proporne incremento, a condizione che siano conformi allo Statuto del Piano strutturale vigente. Nel caso in cui l Amministrazione ritenga compatibile con il Piano Strutturale e con il presente RUC la realizzazione di spazi privati di interesse collettivo, per regolarne modalità e tempi di uso pubblico, sarà stipulata apposita convenzione, nella quale saranno stabiliti gli impegni da parte dei privati per la manutenzione e il mantenimento in condizioni di efficienza e di sicurezza degli spazi, delle attrezzature e degli impianti. 16 Sul proprio patrimonio pubblico, il Comune si riserva la facoltà di variare la destinazione funzionale (verde, parcheggio, attrezzatura di interesse locale, attrezzatura scolastica) in ragioni di esigenze dimostrate, senza che ciò comporti variante al presente RUC, ma dietro verifica complessiva degli standard sull intero territorio comunale. 17 Il Comune, a seguito di preventiva verifica ricognitiva del rispetto degli standard minimi, come definiti dal comma 11 può disporre l alienazione di limitate porzioni di aree qualificate quale verde pubblico esistente che, per la loro collocazione e la loro limitata consistenza, non costituiscono né spazi destinati alla fruizione da parte di cittadini né zone di collegamento ecologico-funzionale tra aree verdi ed insediamenti urbani. Art. 10. Perequazione e compensazione 1. Il presente RUC applica i princìpi della perequazione e della compensazione, secondo quanto definito dall art. 16 del Regolamento regionale di attuazione del titolo V della Lr 1/2005 e secondo quanto stabilito dal Piano strutturale vigente. 2. Dall applicazione di detti princìpi derivano le tecniche, le modalità e i metodi stabiliti dal presente RUC per l attuazione degli interventi ammessi nel rispetto delle finalità generali per le quali esso è formato in applicazione dei princìpi statutari e delle strategie del vigente Piano strutturale, riferite alla sostenibilità delle trasformazioni. 3. L istituto della perequazione è finalizzato, in via prioritaria, al raggiungimento dei seguenti obbiettivi: 15/142
17 - rimozione dei degradi in territorio aperto, costituiti da edifici incongrui, e riduzione dei rischi di loro aggravamento tramite recupero in loco a diversa destinazione, - recupero di aree dismesse in tessuti urbani con conseguente ripristino di equilibri ambientali, paesaggistici e insediativi tramite incremento di qualità urbana e di servizi; - contenimento del consumo di suolo e crescita insediativa solo nelle aree libere interne ai centri abitati o in quelle di loro margine; - incremento dei servizi urbani, ivi compresi gli spazi pubblici finalizzati all aumento dei valori sociali dell identità collettiva, dell aggregazione e dell integrazione; 4. A tal fine il presente RUC stabilisce diritti edificatori attinenti la perequazione e crediti compensativi, tramite: - regole per la delocalizzazione di edifici incongrui in territorio aperto, in connessione con il divieto di recuperare in loco a diversa destinazione detti fabbricati, in quanto non qualificabili come patrimonio edilizio da conservare; - comparti edificatori per gli interventi di rilevanza urbanistica (nuova edificazione, ristrutturazione urbanistica), normati nelle apposite schede progettuali, ove sono individuati i diritti edificatori riconosciuti alla proprietà dei suoli e i crediti compensativi a favore della collettività. 5. La sostenibilità degli assetti urbani, individuata quale priorità dal presente RUC, comporta l utilizzo dei suoli liberi nei centri abitati o ai loro margini in accoglimento di diritti edificatori maturati nel recupero del patrimonio edilizio esistente. 6. L utilizzo dei diritti edificatori riconosciuti alle proprietà dei suoli è vincolato alla sostenibilità dell assetto insediativo da raggiungere, ed in particolare degli obiettivi specifici di luogo tradotti in coerente morfologia urbana (rapporti fra edificato e spazi liberi, fra edifici privati e spazi pubblici) e dotazioni urbane e territoriali (spazi pubblici quali piazze e giardini, parcheggi, viabilità, edilizia residenziale sociale) e quelli riferiti alla qualità abitativa, attinente la tipologia edilizia ed al corretto inserimento nel paesaggio dominante nel contesto. 7. L utilizzo dei diritti edificatori interessa: - suoli di proprietà contigue comprese nello stesso comparto urbanistico - suoli di proprietà non contigue comprese nello stesso comparto urbanistico - suoli di proprietà non contigue e non comprese nello stesso comparto urbanistico, ma in ambiti di trasformazione collegati (ambiti di decollo e ambiti di atterraggio). 8. I crediti compensativi sono funzionali al raggiungimento degli assetti sostenibili precedentemente definiti, sono stabiliti a carico della trasformazione, e sono descritti nelle Schede normative e progettuali che riguardano gli ambiti di trasformazione, come dotazioni aggiuntive agli standard minimi stabiliti per legge, relativamente a edilizia residenziale sociale, attrezzature collettive o scolastiche, viabilità e parcheggi, aree di verde urbano. 9. Nelle suddette Schede e per l attuazione dei comparti, anche in caso di suoli non contigui, in applicazione dei principi perequativi, il nuovo assetto urbanistico non ha riferimento ai confini proprietari, rispetto ai quali è indipendente la prevista collocazione degli edifici, delle loro aree di pertinenza e delle aree da riservare per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria e per le dotazioni derivante dai crediti compensativi. 10. L'Amministrazione comunale rimane estranea ad ogni questione relativa alla perequazione dei benefici e degli oneri. Comparti di decollo e atterraggio 11. Il presente RUC individua ambiti ove possono essere rilocalizzati i diritti edificatori residui deviniti ambiti di atterraggio, che non sono dotati di autonoma edificabilità. Tali ambiti sono individuati sulla cartografia di piano dalla sigla PEQ e da schede riferite ad ogni singola area. (Allegato 7 delle NTA del RUC). 12. Hanno carattere prescrittivo, e quindi debbono essere obbligatoriamente rispettate in sede di redazione dei Piani Attuativi di cui al comma 16 del presente articolo, le seguenti indicazioni contenute nelle schede riferite agli ambiti di atterraggio: 16/142
18 Procedimento - la Superficie Utile Lorda massima realizzabile e le destinazioni d uso ammesse; - l Altezza massima realizzabile ed il numero dei piani; - Il limite massimo di variazione del 30% della Superficie Coperta prevista senza modifica della SUL; - gli elementi individuati quali prescrizioni. 13. Gli ambiti di atterraggio sono privi di edificabilità, che viene assegnata solo qualora sia definito positivamente il procedimento stabilito nel presente articolo ai successivi commi. 14. Gli ambiti ove maturano diritti edificatori residui sono definiti ambiti di decollo. Negli ambiti di decollo sono ammessi: - per edifici soggetti a delocalizzazione siti in territorio aperto, unicamente interventi di manutenzione per lo svolgimento delle attività in essere o al fine di contenere rischi per la salute umana e danni ambientali, - per edifici assoggettati a recupero nei centri abitati, gli interventi stabiliti nelle apposite Schede normative e progettuali e nel rispettivo articolo delle presenti Norme (Parte V Titolo I Capo I). 14bis. Al fine di favorire l integrazione fra le varie componenti è possibile prevedere sia nei lotti di decollo che nei lotti di atterraggio quote sia di edilizia residenziale libera che di edilizia sociale mantenendo però il rispetto delle quantità previste dalle singole schede di intervento. 15. Fino all avvenuta definizione del procedimento di seguito definito, gli ambiti di atterraggio sono assimilati alle aree libere verde urbano privato, e i manufatti ivi realizzati ai sensi delle presenti Norme non costituiscono diritto edificatorio riutilizzabile. 16. Per l utilizzo dei diritti edificatori e la formazione del comparto unitario, che comprende ambito di atterraggio e ambito di decollo, deve essere presentata una proposta di piano attuativo, in conformità con le indicazioni contenute nelle schede riferite alle aree di decollo e di atterraggio. 17. La proposta di piano attuativo può essere presentata dai proprietari di almeno la maggioranza assoluta dell imponibile catastale delle superfici interessate. 18. I proponenti dovranno dimostrare (con idonea documentazione) di aver cercato l'adesione anche degli altri proprietari e motivare l impossibilità del raggiungimento dell attuazione unitaria. 19. La proposta di piano attuativo deve contenere il disegno dei nuovi assetti insediativi, negli ambiti di decollo e di atterraggio, nel rispetto di tutti i princìpi, le condizioni e le regole del presente RUC, e applicando criteri di analogia con quanto stabilito nelle Schede normative e progettuali. 20. E facoltà del Comune redigere e approvare un apposito piano guida avente per oggetto uno o più ambiti di atterraggio, in qualunque momento, preliminarmente o contestualmente al ricevimento di una o più proposte per uno o più ambiti di atterraggio, per coordinare l attuazione del RUC con altri atti di propria competenza, quali il programma delle opere pubbliche, o comunque per preordinare un assetto insediativo coerente con gli obiettivi e le regole d uso delle risorse, fra le quali anche quelle del paesaggio urbano, del presente RUC. Delle elaborazioni predisposte dal Comune è data comunicazione, secondo modalità che il Comune medesimo stabilirà, potendovi innestare percorsi partecipativi e iniziative pubbliche finalizzate all attuazione del RUC (avvisi pubblici, manifestazioni di interesse, bandi). 21. Il procedimento di piano attuativo, conseguente all eventuale apprezzamento favorevole della proposta di piano attuativo da parte del Comune è assoggettato alle attività di valutazione ambientale, e relative procedure, comunque definite dalla normativa regionale e nazionale vigente in materia, e alla partecipazione che ne costituisce parte integrante. 17/142
19 22. La proposta di piano attuativo deve contenere almeno: - elaborati descrittivi della riqualificazione del sito liberato dall edificazione, in caso di delocalizzazione di edifici incongrui in territorio aperto, ai fini della sua reintegrazione nel contesto, con indicazione dello stato finale di rinaturalizzazione o sistemazione che ne permetta il riuso a fini agricoli o per la ripresa dell effettuazione dell ordinaria coltivazione del suolo; - elaborati descrittivi del nuovo paesaggio urbano conseguente alla realizzazione dell intervento nell area di atterraggio e nell area di decollo, nel caso di interventi che riguardano ambiti nei centri abitati o ai loro margini; - elaborati descrittivi delle misure per la mitigazione degli effetti nocivi in fase di cantiere; - elaborati descrittivi dell assetto ottenibile nell area di atterraggio, e dello stato delle urbanizzazioni oggetto degli effetti delle nuova costruzione ottenuta con il trasferimento delle superfici esistenti demolite; - elaborati della valutazione ambientale con specifica valutazione di sostenibilità riferita ai servizi e alle infrastrutture di tutela delle risorse essenziali del territorio di cui all art. 3 comma 5 della LR 1/2005; - l assenso delle proprietà come precedentemente stabilito; - i diritti edificatori intesi quali superfici esistenti, dimostrate con apposito rilievo dello stato di fatto e i quantitativi di superficie utile lorda relativi alle singole funzioni previste; - gli impegni che riguardano i crediti compensativi, ivi comprese le quote di edilizia residenziale sociale come definita al successivo articolo delle presenti Norme. 23. La realizzazione degli interventi previsti nei comparti di cui al presente articolo presuppone la redazione di un piano di ricomposizione fondiaria comprendente le permute o cessioni immobiliari tra tutti i soggetti aventi titolo, definito sulla base del progetto di dettaglio a fini esecutivi riferito all intero ambito. Il rilascio o l efficacia dei titoli abilitativi sono subordinati alla sottoscrizione di atti con i quali sono effettuate le permute o cessioni immobiliari tra i soggetti aventi titolo, in applicazione dei criteri perequativi. 24. Per l attuazione degli interventi assoggettati a piano attuativo, può essere seguita la procedura dell art. 108 della LR 65/2014 (Consorzi per la realizzazione dei piani attuativi). Art. 11. Edilizia residenziale sociale 1. Per edilizia residenziale sociale si intende: - l Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), di proprietà dell Amministrazione Comunale o di altri Enti pubblici, gestita direttamente dall Amministrazione Comunale o attraverso Società di Gestione; - l Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC), di proprietà privata, la cui cessione avviene ad un prezzo stabilito dall Amministrazione Comunale attraverso il convenzionamento, a soggetti individuati dalla stessa Amministrazione attraverso appositi bandi o altre forme di pubblico avviso; - l Edilizia Convenzionata per la Locazione a canone calmierato (HS), di proprietà privata, destinata alla locazione di varia durata, anche finalizzata alla vendita, comunque non inferiore a 20 anni; 2. In conformità all art. 1 comma 258 e 259 della Legge 244/2007, in aggiunta agli standards urbanistici di cui al D.M. 1444/68, l attuazione delle previsioni del Regolamento Urbanistico è subordinata alle seguenti condizioni: a. nelle aree di trasformazione di nuova edificazione: - che prevedano SUL da 800 a mq dovrà essere prevista una quota di Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC) pari al 10% della SUL di progetto; eventuali arrotondamenti derivanti dalla suddivisione degli alloggi non potranno eccedere il 3% rispetto alla SUL prevista; - che prevedano SUL da a mq dovrà essere prevista una quota di Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC) pari al 15% della SUL di progetto; eventuali arrotondamenti derivanti dalla suddivisione degli alloggi non potranno eccedere il 2% rispetto alla SUL prevista; - che prevedano SUL superiore a mq dovrà essere prevista una quota di Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC) pari al 25% della SUL di progetto oltre ad una quota di Edilizia Convenzionata per la Locazione a canone 18/142
20 calmierato (HS) pari al 15% della SUL di progetto; eventuali arrotondamenti derivanti dalla suddivisione degli alloggi non potranno eccedere il 2% rispetto alla SUL prevista; b. negli interventi di recupero di immobili ad uso produttivo e contestuale cambio di destinazione verso la funzione residenziale, il presente RUC stabilisce il riutilizzo della sola SUL esistente. Potrà essere recuperata una SUL maggiore fino al massimo previsto dalla schede di valutazione del PS (nei limiti della volumetria esistente, cioè quella risultante dagli atti abilitativi rilasciati come verificata da uno specifico rilievo dello stato di fatto, che, in più o in meno rispetto a quella contenuta nelle schede sopra richiamate, sarà quella alla quale applicare la presente norma), a condizione: - che la SUL eccedente a quella esistente venga interamente destinata a Edilizia Residenziale Sociale nelle forme dell Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC) e dell Edilizia Convenzionata per la Locazione a canone calmierato (HS). La SUL eccedente l esistente realizzabile dovrà essere utilizzata per le suddette forme di ERS in misura pari al 50% per ciascuna forma; eventuali arrotondamenti derivanti dalla suddivisione degli alloggi non potranno eccedere il 5% rispetto alla SUL risultante dalla presente disposizione; - che siano utilizzate tecniche, tecnologie e criteri progettuali e realizzativi della bioarchitettura, così come specificati dal regolamento edilizio comunale, e che sia raggiunto almeno un punteggio minimo, secondo quanto stabilito dal medesimo Regolamento edilizio. 3. La superficie utile netta degli alloggi destinati ad Edilizia Convenzionata per la Vendita a prezzo calmierato (EC) e dell Edilizia Convenzionata per la Locazione a canone calmierato (HS) dovrà essere non inferiore a quella prevista dalla definizione di alloggio sociale contenuta nel D.M e riportata al comma 4 e non potrà eccedere quella prevista per le abitazioni PEEP. 4. In conformità al D.M l alloggio sociale è l'unita' immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. [ ] Rientrano nella definizione di cui al comma 2 gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche - quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico - destinati alla locazione temporanea [ ] ed anche alla proprietà. [ ]L'alloggio sociale deve essere adeguato, salubre, sicuro e costruito o recuperato nel rispetto delle caratteristiche tecnico-costruttive indicate agli articoli 16 e 43 della legge 5 agosto 1978, n Nel caso di servizio di edilizia sociale in locazione si considera adeguato un alloggio con un numero di vani abitabili tendenzialmente non inferiore ai componenti del nucleo familiare - e comunque non superiore a cinque - oltre ai vani accessori quali bagno e cucina. L'alloggio sociale deve essere costruito secondo principi di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico, utilizzando, ove possibile, fonti energetiche alternative. 5. Per gli immobili legittimamente realizzati in assenza di titolo (ovvero ante 1942 in area urbana ed ante 1967 in territorio aperto) la volumetria esistente può essere determinata mediante un apposito rilievo con applicazione dei criteri per la determinazione del volume contenuti nelle NTA del Regolamento Urbanistico e nel Regolamento Edilizio. 6. Può comunque essere sempre recuperata una SUL maggiore del 20% di quella legittimamente esistente anche nel caso in cui tale limite non venga raggiunto dando applicazione al comma 2, lettera b. del presente articolo. CAPO III - VALUTAZIONE E MONITORAGGIO Art. 12. Attività di valutazione 1. Il presente Regolamento urbanistico contiene specifici elaborati dedicati alle attività di 19/142
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