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Timestamp: 2018-08-14 23:13:01+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.36', 'art 36', 'art. 36', 'art.6', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Doppio Cognome con Trattino - Aiutooo! - Forum Enti.it
Messaggioda Joseph81 » 09/02/2018, 22:57
Negli anni 1920 circa mio nonno paterno subi un'adozione ed acquisi' un "doppio cognome" ,cioe' aggiusero un cognome separato da un trattino rispetto al primo.
Io porto quel cognome costruito con il trattino in quegli anni.
In generale questo trattino presente nella mia anagrafica originale é o non è rilevante in termini giuridici?
Vi chiedo cortesemente lumi.
Dott. Scolaro la prego di fornirmi il Suo autorevole parere
Ultima modifica di Joseph81 il 15/02/2018, 16:53, modificato 1 volta in totale.
Messaggioda Joseph81 » 10/02/2018, 19:29
In attesa di poter leggere le vostre preziose risposte, approfondendo la questione nei vari aspetti ho appurato che l'articolo 36 del DPR 396 2000 non può che riferirsi al "nome" giuridicamente inteso e cioè riferito all'articolo 6 del Codice Civile dove il legislatore intende per "nome" l'insiene del prenome e del cognome, non potendosi interpretare il dpr difformemente della terminologia giuridicamente utilizzata.
Se ne deduce quindi che, in linea teorica e in punta di diritto, sarebbe possibile da parte mia procedere con istanza ex art.36 chiedendo eliminazione del segno ortografico cosiddetto "tratto d'unione" dal mio cognome.
Attendo pareri di addetti ai lavori.
Messaggioda Pancrazio Romeo » 10/02/2018, 19:39
Messaggioda Joseph81 » 10/02/2018, 19:51
Ma il "nome" a cui si riferisce l'art 36 è il nome giuridicamete inteso e non il prenome.
Il Nome nel diritto è normato all'articolo 6 del Codice Civile.
Il DPR all'art. 36 non fa riferimento al Prenome ma al nome giuridicamete intenso.
In diritto non esiste il nome intenso come nome di battesimo esiste il prenome (inteso come nome di battesimo).
Il Nome non può che essere l'insieme del cognome prenome.
Il DPR di certo non utilizza una terminologia colloquiale ma obbligatoriamente giuridica per gli effetti di legge che ne conseguono
Messaggioda Joseph81 » 10/02/2018, 20:11
Aggiungo che la Circolare Miacel 2/2001 non aggiunge nulla alla formazione letterale dell'articolo 36 ne indica che esso si debba intendere esclusivamente riferito al "prenome" ne consegue che non è giurisprudenzialmente concesso interpretare l'articolo 36 come riferimento al solo prenome non essendoci alcun supporto in tal senso.
Il mio "Nome" cosi come quello di tutti i cittadini italiani e' composto da prenome e cognome e nella fattispecie che mi riguarda è composto da una serie di elementi, trattino compreso, il quale non è dato sapere quale senso giuridico o quale valenza abbia.
Messaggioda Joseph81 » 11/02/2018, 15:54
in attesa di poter leggere il parete di esperti ho trovato questo passaggio all'interno della Circolare del Ministero Interno n.9 del 2001:
....Nel caso, tuttavia, in cui la dichiarazione ricevuta dall'ufficiale dello stato contenga segni di
interpunzione tra un elemento e l'altro, tale circostanza, essendo estranea all'ordinamento
dello stato civile, non produce alcun effetto e non può dare avvio nemmeno ad un giudizio di
rettificazione...
Tale passaggio pur riferendosi al nome inteso come prenome può essere indirettamente associato al cognome o al nome inteso da art.6 cc?
È corretto quindi considerare che tutti i segni di interpunzione essendo estranei al nostro ordinamento sono influenti quindi ci sono o non ci sono è uguale?
Messaggioda USC81 » 12/02/2018, 09:13
Sia nel DPR 396/2000, sia nel R.D. 1238/1939 in vigore precedentemente, quando si parla di "nome" si intende il prenome di cui all'art. 6 del Codice Civile, e non il cognome.
Messaggioda Joseph81 » 12/02/2018, 10:37
Il passaggio sopra è generico non si riferisce al nome inteso come prenome ma pur dovendosi interpretare come riferito al premome i segni di interpunzione rimangono estranei al nostro ordinamento sia che si tratti di prenome o di cognome.
Quindi i relativi certificati non dovrebbero essere rilasciati col tattino
Messaggioda l'auxelugatu » 12/02/2018, 13:21
Perché i segni di interpunzione (nel caso il trattino) dovrebbero essere estranei al nostro ordinamento?
Se fossero estranei, come potreste nonno, padre e nipote avere due cognomi separati da un trattino?
Messaggioda Joseph81 » 12/02/2018, 14:16
È il Ministero che lo dice che tali segni sono sono estranei al nostro ordinamento.
Un segno di punteggiatura, trattino o punto e virgola non può e non deve far parte del nome inteso dal diritto.
Anusca é dello stesso parere.
Messaggioda Joseph81 » 12/02/2018, 16:44
la questione sta avendo una rilevanza di carattere nazionale in quanto è stata coinvolta la Direzione Centrale Servizi Demografici del Ministero dell’Interno.
Nelle varie Circolari che nel tempo si sono susseguite, seppur esse sembrerebbero attinenti al nome inteso come prenome è evidente che i segni di interpunzione, come lo stesso Ministero afferma, non fanno parte del nostro ordinamento e non producono alcun effetto; la non appartenenza al nostro ordinamento non può, ex lege, riferirsi solo alla fattispecie del nome escludendo il cognome.
Non è chiaro se questa estraneità all’ordinamento, come Anusca afferma nella risposta ad un quesito, consente di non inserire tali segni nei certificati rilasciati dalla pubblica amministrazione.
Non è altresi chiaro, se la nuova ANPR è tecnicamente in grado di riprodurre tali segni nella maschera di completamento anagrafica.
Circ. 9/2001
…Nel caso, tuttavia, in cui la dichiarazione ricevuta dall'ufficiale dello stato contenga segni di interpunzione tra un elemento e l'altro, tale circostanza, essendo estranea all'ordinamento dello stato civile, non produce alcun effetto e non può dare avvio nemmeno ad un giudizio di rettificazione…
In attesa di aggiornamenti da parte del Viminale, attendo comunque pareri di Voi esperti perché la risposta che riceverò avrà una valenza per l’intera popolazione residente nello stato (autoctona o proveniente da estero)
Messaggioda l'auxelugatu » 13/02/2018, 11:35
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 57910.html
Pare che il TAR non abbia trovato una norma che vieti l'uso del trattino.
Messaggioda Joseph81 » 13/02/2018, 15:22
Ho letto l'atto integrale di quella sentenza e il TAR ha preso una cantonata enorme perché non prende in considerazione, al contrario, che è proprio il Viminale che con la Circolare 9/2001 dichiara che i trattini et similia non fanno parte dell'ordinamento di stato civile quindi non è assolutamente vero che, come citato dal TAR "«il diniego non trova alcuna legittimazione nelle disposizioni di rango legislativo e regolamentare che disciplinano la fattispecie»
Si tratta di una falsità giuridica e di una interpretazione del tutto personale dei Giudici del Tar del Lazio poiché, al contrario, la fattispecie viene esattamente disciplinata da una Circolare Ministeriale che ha effetti di legge ( è un vincolo) sulle pubbliche amministrazioni e quindi sulla Questura e Prefettura di competenza.
Tale circolare espressamente dichiara che i segni di interpunzione non fanno parte del nostro ordinamento (come detto dal Dott. Scolaro in nessun codice Civile da 1865 in poi si parta di trattini, virgole, punto e virgole o tutti i paragrafemi vengono mai considerati)
La stessa sentenza inoltre dichiara (assurdamente) illegittima la stessa Circolare del Ministero 9/2001, che al contrario è ancora attuale e il Ministero non l'ha mai ritirata o rettificata
Inoltre i citati art. 1 3 9 e 12 della legge 1185 del 1967 citati nella sentenza non c'entrano nulla con i trattini nel senso che il Tar intende dire che non è scritto da nessuna parte che i trattini non ci debbano essere.
Si tratta di una assurdità pazzesca perchè secondo il tar del lazio i segni di interpunzione non sono vietati quindi tutti noi potremmo avere nei nomi o nei cognomi anche il punto esclamativo senza avere ostacoli nel rilascio dei documenti.
Fortunatamente siamo in uno stato un cui vige la Civil Law non il Common Law quindi le sentenze di qualsiasi Tar o Tribinale sono specifiche al singolo caso e non fanno giurisprudenza.
Le uniche sentenze che svolgono funzione nomofialttica sono solo ed esclusivamente quelle della Cassazione a Sezioni Unite (neache quelle a sezioni singole)
Quindi quella sentenza del Tar non vale nulla per gli altri casi.
Al Capo Dipartimento dello Stato Civile del Ministero farò presente che il Tar del Lazio ha dichiarato illegittima la Circolare 9/2001.
Non capisco come il Viminale non si sia opposto a questa sentenza che legittima nel caso specifico che nel passaporto di quella bambina avrebbero potuto esserci ! ? ; : - ___ " "" ecc ecc "perchè la legge non li vieta"
Increbibile
Messaggioda Tiziana5838 » 13/02/2018, 18:26
Messaggioda l'auxelugatu » 13/02/2018, 19:04
Insomma qui si sconvolge il principio della gerarchia delle fonti...da quando una circolare fa giurisprudenza o, peggio, legge? Se una norma di legge o regolamentare non vieta esplicitamente l'uso del trattino, non può farlo una circolare, per quanto autorevole.
infatti, nella motivazione del TAR, che lei riporta, c'è scritto: «il diniego non trova alcuna legittimazione nelle disposizioni di rango legislativo e regolamentare che disciplinano la fattispecie».