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Timestamp: 2020-05-29 23:34:54+00:00
Document Index: 124850961

Matched Legal Cases: ['art. 156', 'art. 57', 'art. 156', 'art. 156', 'sentenza ', 'art. 161', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'art. 156', 'art. 161', 'art. 161', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 156', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 156 codice di procedura penale - Notificazioni all'imputato detenuto - Brocardi.it
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Articolo 156 Codice di procedura penale
Notificazioni all'imputato detenuto
Dispositivo dell'art. 156 Codice di procedura penale
1. Le notificazioni all'imputato detenuto [284, 285, 286, 648, 655, 679] sono eseguite nel luogo di detenzione mediante consegna di copia alla persona.
2. In caso di rifiuto della ricezione, se ne fa menzione nella relazione di notificazione [168] e la copia rifiutata è consegnata al direttore dell'istituto o a chi ne fa le veci(1). Nello stesso modo si provvede quando non è possibile consegnare la copia direttamente all'imputato, perché legittimamente assente. In tal caso, della avvenuta notificazione il direttore dell'istituto informa immediatamente l'interessato con il mezzo più celere.
(1) Gli atti che l'imputato detenuto si è rifiutato di ricevere e che devono essere consegnati al direttore dell'istituto sono inseriti nel fascicolo personale del detenuto. Se l'imputato richiede che gli atti depositati gli siano consegnati, della consegna è fatta menzione in apposito registro, ex art. 57 disp. att. del presente codice.
Il legislatore ha ritenuto in tale sede di costruire la disciplina delle notificazioni all'imputato sulla base del relativo status personale, così da garantire il pieno rispetto del diritto di difesa.
Spiegazione dell'art. 156 Codice di procedura penale
Le notificazioni all'imputato detenuto in Italia, anche per una causa che esula dal procedimento in corso, purché risultane dagli atti, si distinguono a seconda della situazione.
La prima ipotesi è rappresentata dalla consegna a mani proprie nel luogo in cui il soggetto è detenuto. Essa è quindi effettuata dall'agente di custodia, posto che la norma non menziona l'ufficiale giudiziario.
Il comma 2 si occupa invece dell'ipotesi in cui l'imputato si rifiuti di ricevere l'atto. Se l'imputato si rifiuta, se ne fa menzione nella relata di notifica e la copia viene consegnata al direttore dell'istituto o a chi ne fa le veci in quel momento. Alla stessa maniera si procede quando l'imputato detenuto è legittimamente assente (ad esempio perché ricoverato in ospedale, oppure si è dovuto recare in udienza). In generale, si considera legittimamente assente l'imputato detenuto che usufruisce del regime di semilibertà, semidetenzione o di autorizzazione al lavoro esterno o che si trova detenuto in un luogo diverso dallo stabilimento penitenziario. In tale caso il direttore dell'istituto deve informare immediatamente l'interessato con il mezzo più celere.
Se detenuto in luogo diverso dagli istituti penitenziari (ad es. ospedale psichiatrico giudiziario), si notifica ai sensi dell'articolo 157, ovvero tramite la notificazione all'imputato (non detenuto).
Il comma 5 stabilisce che in nessun caso le notificazioni possono essere eseguite con le modalità previste per l'imputato irreperibile.
Massime relative all'art. 156 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 4836/2015
È valida la notificazione presso il domicilio eletto quando il destinatario sia detenuto per altra causa, presupponendo l'elezione, a differenza della mera dichiarazione, l'indicazione di persona legata da un rapporto fiduciario tale da impegnarla a ricevere gli atti riguardanti l'imputato e a consegnarli al medesimo.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4836 del 2 febbraio 2015)
Cass. pen. n. 43772/2014
È valida la notifica all'imputato detenuto, anche per altra causa, eseguita presso il domicilio eletto dal medesimo e non presso il luogo di detenzione, avendo anche l'imputato detenuto la facoltà di dichiarare o eleggere domicilio ai sensi dell'art. 161, comma primo, cod. proc. pen. (Fattispecie relativa alla notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello eseguita presso il difensore di fiducia domiciliatario).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 43772 del 20 ottobre 2014)
Cass. pen. n. 13609/2014
Non è valida la notificazione effettuata presso il domicilio dichiarato o eletto dall'imputato detenuto, il cui sopravvenuto stato di detenzione sia noto al giudice procedente. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza all'esito di udienza in camera di consiglio, il cui avviso era stato notificato al domicilio dichiarato dall'imputato che, nel frattempo, era stato sottoposto a misura cautelare coercitiva, la cui perdurante applicazione risultava agli atti del procedimento).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 13609 del 24 marzo 2014)
Cass. pen. n. 42836/2009
Qualora l’imputato risulti detenuto per lo stesso fatto al quale si riferisce il procedimento a suo carico, la notificazione degli atti a lui diretti (nella specie, decreto di citazione a giudizio in grado di appello) non può essere effettuata al domicilio che sia stato in precedenza eletto ma va effettuata presso il luogo di detenzione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 42836 del 10 novembre 2009)
Cass. pen. n. 19590/2006
In tema di notificazioni, nel caso di imputato detenuto per altra causa, la notificazione di un atto all'imputato stesso, in forza della disposizione di cui al quarto comma dell'art. 156 c.p.p., deve essere eseguita nel luogo di detenzione solo ove tale stato risulti degli atti del procedimento per il quale deve eseguirsi la notificazione medesima. (Nella fattispecie il decreto di citazione era stato notificato nelle mani della persona convivente, portatrice di un dovere di comunicazione al destinatario e fondamento di una presunzione di conoscenza legale dell'atto da parte del destinatario medesimo, dovere che non viene meno per effetto della sopravvenuta detenzione).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 19590 del 7 giugno 2006)
Cass. pen. n. 47379/2003
Non è viziato da nullità il decreto di citazione a giudizio notificato all'imputato detenuto nel domicilio eletto, in quanto la previsione di cui all'art. 156 c.p.p. — per la quale le notificazioni all'imputato detenuto debbono essere eseguite nel luogo di detenzione — non contiene una disciplina derogatoria rispetto a quella generale in tema di notificazioni, atteso che anche all'imputato detenuto è consentito avvalersi della facoltà di dichiarare o eleggere domicilio a norma dell'art. 161, comma primo, c.p.p. (Nella specie l'imputato aveva eletto domicilio in sede di interrogatorio in carcere — dove si trovava ristretto per altra causa — presso la propria abitazione e la S.C., verificatasi l'impossibilità della notificazione nel domicilio eletto, ha ritenuto valida la notifica del decreto di citazione a giudizio, ai sensi dell'art. 161, comma quarto, c.p.p., presso il difensore dell'imputato detenuto).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 47379 del 10 dicembre 2003)
Cass. pen. n. 37135/2003
A norma dell'art. 156 c.p.p. la notifica del decreto di citazione all'imputato detenuto deve avvenire nel luogo di detenzione, anche quando la causa di restrizione sia diversa dal procedimento in corso cui si riferisce la notifica e vi sia stata una precedente elezione di domicilio mai revocata, in quanto l'ufficio giudiziario procedente, prima di effettuare la prima notificazione, deve svolgere le dovute ricerche in ordine allo status libertatis alla data della notifica del decreto.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 37135 del 30 settembre 2003)
Cass. pen. n. 5501/2002
In tema di notificazioni all'imputato detenuto, qualora quest'ultimo sia temporaneamente assente dall'istituto penitenziario per motivi legittimi, la consegna — dalla quale decorrono gli eventuali termini di impugnazione — deve essere effettuata al direttore dell'istituto stesso il quale è tenuto ad informare immediatamente l'interessato dell'avvenuta notifica. Qualora il direttore non provveda alla predetta informazione — preordinata a tutelare il diritto di difesa — la notifica non spiega efficacia nei confronti dell'imputato detenuto.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5501 del 11 febbraio 2002)
Cass. pen. n. 4918/1997
Non è nulla la notifica eseguita al domicilio dichiarato allorché lo stato di detenzione dell'imputato per altra causa non risulti dagli atti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4918 del 7 ottobre 1997)
Cass. pen. n. 11151/1996
In tema di notificazioni, nel caso di imputato detenuto per altra causa, la notificazione di un atto all'imputato stesso, in forza della disposizione di cui al quarto comma dell'art. 156 c.p.p., deve essere eseguita nel luogo di detenzione solo ove tale stato risulti dagli atti del procedimento per il quale deve eseguirsi la notificazione medesima. (Nella fattispecie si trattava della notificazione del decreto di citazione per il dibattimento di appello nei confronti di un imputato il cui stato di detenzione, per altra causa, non risultava dagli atti; la Suprema Corte, in applicazione del principio di cui in massima, ha escluso la nullità della notificazione stessa, osservando, tra l'altro, che la persona alla quale era stato consegnato l'atto non aveva fatto presente la circostanza della detenzione dell'imputato all'ufficiale giudiziario che aveva proceduto alla notifica).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11151 del 24 dicembre 1996)
Cass. pen. n. 10821/1994
È legittima la notifica all'imputato che venga eseguita mediante consegna a persona qualificatasi come convivente, a nulla rilevando lo stato di temporanea detenzione dell'imputato stesso, in considerazione della dichiarata convivenza nonostante la temporanea detenzione e del fatto che un legame preesistente non si interrompe per una provvisoria assenza ed è, anzi, tale da consentire all'imputato la conoscenza dell'atto notificato (nella specie decreto di citazione).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10821 del 22 ottobre 1994)