Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8424-del-31-03-2017
Timestamp: 2020-06-01 23:07:53+00:00
Document Index: 143560556

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Sentenza Cassazione Civile n. 8424 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8424 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 31/03/2017, (ud. 21/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8424
sul ricorso 19837-2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 17/2013 della COMM.TRIB.REG. di BARI,
1. Equitalia Sud spa (già Equitalia ETR spa) propone un motivo di ricorso per la cassazione della sentenza n. 17/11/13 del 29/1/13 con la quale la commissione tributaria regionale Puglia, a conferma della prima decisione, ha ritenuto illegittimo l’avviso di iscrizione ipotecaria, per la somma di Euro 107.311,96, notificato l’8 giugno 2010 alla contribuente P.A. con riguardo a cartelle di pagamento risalenti agli anni 2006/07; ciò in quanto non preceduto dal necessario avviso di intimazione di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2.
2. Con l’unico motivo di ricorso si lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, artt. 50 e 77. Per avere la commissione tributaria regionale ritenuto necessario l’avviso di intimazione di cui all’art. 50 cit., comma 2 nonostante che l’iscrizione ipotecaria non fosse atto di espropriazione forzata e che, inoltre, l’art. 77 cit. richiamasse unicamente dell’art. 50 medesimo, il comma 1.
Il motivo, pur fondato nel principio giuridico di riferimento, non può indurre, per le ragioni che si indicheranno, la cassazione della sentenza della CTR.
Ricorre quanto stabilito da SSUU 19667-8/14, secondo cui (in motiv.): “(…) a dispetto della collocazione topografica nel decreto di riferimento e dello stretto legame strumentale che lega iscrizione ipotecaria D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 77, ed espropriazione, sembra ancor più evidente che detta iscrizione non possa definirsi un atto dell’esecuzione: il fatto che secondo la disciplina positiva non necessariamente l’espropriazione deve seguire all’iscrizione ipotecaria, autorizza a ritenere che quest’ultima sia un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria. Ed è proprio la rilevata alternatività dell’iscrizione ipotecaria rispetto all’espropriazione, la ragione che ne giustifica, come accade per il fermo amministrativo, l’attribuzione alla giurisdizione del giudice tributario senza che sussista alcuna violazione del precetto costituzionale che vieta l’istituzione di giudici speciali (v. Corte Cost. n. 37 del 2010, con riferimento all’istituto dei fermo amministrativo di beni mobili registrati). Se l’iscrizione ipotecaria D.P.R. n. 602 del 1973, ex art. 77, deve essere esclusa, come effettivamente deve esserlo per le ragioni già esposte, dall’ambito specifico dell’espropriazione, non può ritenersi applicabile alla fattispecie la regola prescritta dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2. Non lo consente la lettera della espressione normativa, la quale chiaramente stabilisce che se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’art. 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni. Non lo consente nemmeno la lettera della norma di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 la quale, al comma 2, prevede che, prima di procedere all’esecuzione, il concessionario deve iscrivere ipoteca, e, al comma 1, richiama esclusivamente il primo e non anche l’art. 50, comma 2 medesimo decreto (in questo senso v. anche Cass. ord. n. 10234 del 2012)”.
Nel caso di specie, la commissione tributaria regionale – ritenendo necessario il previo avviso di intimazione – non ha dunque fatto applicazione di questa corretta regola interpretativa.
Purtuttavia, va fatta altresì applicazione di quanto ulteriormente stabilito dalla citata sentenza Cass. SSUU n.19667/14, secondo cui: “In tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria prima di iscrivere ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77 (nella formulazione vigente ratione temporis”), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2 bis medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni – per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli arti. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità”.
Va rilevato che la contribuente, nel lamentare il mancato avviso preventivo, aveva in sostanza dedotto la nullità dell’iscrizione ipotecaria per la mancata previa conoscenza degli elementi ritenuti da Equitalia legittimanti l’iscrizione medesima; sicchè la sua censura si risolveva in una denuncia di mancata applicazione dei principi che impongono, anche in materia di iscrizione ipotecaria, il rispetto del contraddittorio endoprocedimentale; denuncia da giudicarsi fondata alla stregua del principio sopra trascritto.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione qauinta civile, il 21 febbraio 2017.