Source: http://www.casadelledonne-bs.it/tag/ammonimento/
Timestamp: 2017-11-21 13:40:17+00:00
Document Index: 65999152

Matched Legal Cases: ['art. 328', 'art. 347', 'art. 328', 'art. 107', 'art. 609', 'art. 152', 'art. 155', 'art. 368', 'art. 8', 'art. 612', 'art. 612']

Ammonimento | Casa Delle Donne Centro Antiviolenza CaD-Brescia ONLUS
La denuncia da parte dei privati è l’atto con il quale ogni persona porta a conoscenza dell’autorità – pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria (e non anche un agente) – un reato perseguibile d’ufficio del quale ha notizia.
Nella generalità dei casi la denuncia è facoltativa ed è obbligatoria nei casi espressamente previsti dalla legge:
se si subisce un furto o smarrisce un’arma, parte di essa o un esplosivo
Nel primo caso l’ufficiale di polizia giudiziaria – o il pubblico ministero – redige verbale, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto.
L’azione avviata d’ufficio è irretrattabile, non è dunque possibile interromperla.
Ricordiamo che l’Autorità competente non può rifiutarsi di prendere atto di una denuncia, poiché in tal caso incorrerebbe nel reato di “Omissione di atti d’ufficio” con pena da 6 mesi a due anni di carcere (art. 328 del Codice Penale)
La querela è la dichiarazione con la quale – personalmente o a mezzo di procuratore speciale – la persona offesa dal reato o il suo legale rappresentante chiede espressamente che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato (ossia fa richiesta di punizione) per il quale non debba procedersi d’ufficio o dietro richiesta o istanza. La querela configura una condizione di procedibilità, ma contestualmente contiene l’informazione sul fatto-reato.
La querela va fatta, oralmente o per iscritto, al pubblico ministero, a un ufficiale di polizia giudiziaria o, all’estero, a un agente consolare, e presentata personalmente o a mezzo di procuratore speciale, ma, con sottoscrizione autentica, può essere anche recapitata da un incaricato o spedita per posta in piego raccomandato.
L’Autorità che riceve la querela deve provvedere all’attestazione della data e del luogo della presentazione, alla identificazione della persona che propone la querela ed alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero (art. 347 c.p.p.).
Ricordiamo che l’Autorità competente non può rifiutarsi di prendere atto di una querela, poiché in tal caso incorrerebbe nel reato di “Omissione di atti d’ufficio” con pena da 6 mesi a due anni di carcere (art. 328 del Codice Penale)
Non sono dettate regole particolari in ordine al contenuto dell’atto di querela. È sufficiente, ma anche essenziale, che oltre ad essere indicato il fatto-reato (con ulteriori eventuali notizie circa il suo autore e le fonti di prova) risulti dalla querela la manifestazione non equivoca del querelante affinché si proceda in ordine al fatto-reato medesimo e se ne punisca il colpevole, è inoltre consigliabile l’inserimento della volontà di essere avvertiti in caso di richiesta di archiviazione.
Chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l’attestazione di ricezione (art. 107 att.).
Eccezionalmente, in caso di flagranza di delitto che impone o consente l’arresto (artt. 380 comma 3 e 381 comma 3), la querela può essere proposta (anche con dichiarazione orale) ad un agente – anziché ad un ufficiale di polizia giudiziaria – presente nel luogo. Nel verbale di arresto va dato atto della dichiarazione di querela.
Il diritto di querela deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato. Il termine è di sei mesi quando si tratta di delitti contro la libertà sessuale (violenza sessuale – non di gruppo o verso minorenni poiché, per queste, si procede d’ufficio: artt. 609-bis, ter, quater del c.p., art. 609 septies comma 2 c.p.) e in caso di atti persecutori (ad esempio in caso di stalking, artt. 612-bis c.p.)
Fra i soggetti legittimati ad agire per querela vi sono anche soggetti diversi dalla vittima (o almeno sedicente tale) di alcuni reati ricompresi fra quelli contro l’onore: gli eredi della vittima, nonché i tutori nell’interesse delle persone sotto la loro tutela (figli, interdetti). I soggetti che abbiano superato gli anni quattordici e gli inabilitati possono proporre querela anche in prima persona, ma se i loro tutori o genitori agiscono per loro conto l’azione autonoma non è ammessa, nemmeno in caso di contestazione da parte del tutelato.
È possibile ritirare la querela precedentemente proposta tranne nel caso di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni.
Per essere efficace (e produrre l’estinzione del reato - art. 152 c.p.), la remissione deve però essere accettata. Anche per questo motivo la remissione si differenzia dalla denuncia che invece è un atto unilaterale. Poiché la persona querelata ha interesse, se innocente, a dimostrare attraverso il processo, la sua completa estraneità al fatto-reato che le è stato addebitato, la remissione non produce effetto se il querelato l’ha espressamente o tacitamente ricusata (art. 155 c.p.).
Nel caso di Stalking in cui il reato sia stato realizzato «mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma» (es. gravi minacce ripetute, ad esempio con armi) la querela diventa irrevocabile (D.L. 93/2013), per i casi meno gravi resta invece revocabile, ma la remissione può essere richiesta solo in sede processuale davanti all’autorità giudiziaria, ciò al fine di garantire e non comprimere la libera determinazione e consapevolezza del querelante.
Attenzione alla calunnia:
L’art. 368 del codice penale punisce come calunnia il fatto di chi, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che abbia l’obbligo di riferire all’Autorità giudiziaria, incolpa di un reato una persona che egli sa essere innocente, oppure simula a carico di una persona le tracce di un reato. La querela, pertanto, deve essere fatta correttamente e soprattutto essere fondata, dato che presentare querela senza un motivo reale e dimostrabile è un comportamento che costituisce, esso stesso, un reato perseguibile d’ufficio.
Questo rischio è uno dei motivi principali per cui è consigliabile chiedere assistenza a un ente apposito, come la Casa Delle Donne CaD-Brescia, o a un legale, per ricevere informazioni e un aiuto adeguato.
Modulo ICV (indicatori del comportamento violento nelle relazioni intime) da compilare e allegare alla querela nei casi di maltrattamenti da parte del proprio partner o ex-partner.
L’esposto è l’atto col quale si richiede l’intervento dell’Autorità di Pubblica Sicurezza per mediare dissidi privati tra le parti in contesa.
Alla composizione bonaria della lite, l’Autorità di P.S. provvede a mezzo degli Ufficiali di P.S. (appartenenti al ruolo dei dirigenti e dei commissari della Polizia di Stato ed Ufficiali dei Carabinieri), i quali redigono verbale che può essere prodotto in giudizio con valore di scrittura privata riconosciuta.
Qualora dai fatti si configuri un reato, l’Ufficiale di P.S., se il fatto è perseguibile d’ufficio, deve informare l’Autorità giudiziaria, mentre se trattasi di delitti perseguibili a querela può, a richiesta, esperire un preventivo componimento della vertenza, senza che ciò pregiudichi il successivo esercizio del diritto di querela.
È uno strumento amministrativo, non penale, in cui viene perseguita la finalità preventiva di far cessare la condotta persecutoria/maltrattante.
L’ammonimento assume il carattere di una diffida, tuttavia se ne differenza in quanto mentre quest’ultima è volta a prevenire la commissione del reato, esso interviene quando il reato è già integrato, ma prima della proposizione della querela.
La persona offesa può esporre i fatti all’Autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta maltrattante o di stalking:
“La richiesta viene trasmessa al questore, il quale assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e al soggetto ammonito. Il questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni”.
L’ammonimento può essere disposto unicamente nei casi in cui il reato non è perseguibile d’ufficio e non sia già stata fatta querela.
La perpetrazione degli atti persecutori successivamente all’ammonimento del Questore comporta l’applicazione dell’aggravante specifica prevista dall’art. 8, 3° co., d.l. 11/2009 e la perseguibilità d’ufficio del fatto.
Per un approfondimento e per il modulo:
Leggere l’articolo: “Ammonimento: cos’è e come richiederlo“.
Contatti Autorità
Via Botticelli n.2, Brescia - Tel. 030/37441 – Email urp.quest.bs@pecps.poliziadistato.it - Sito questure.poliziadistato.it/Brescia
Commissariato Brescia il Carmine – Ufficio Denunce
Via Elia Capriolo, 3, Brescia – Tel. 030/297521
Commissariato Desenzano del Garda – Ufficio Denunce
Via Dante Alighieri n.17, Desenzano Del Garda – Tel. 030/9148611
Compartimento Polizia Postale Lombardia – Sezione Brescia Ufficio Denunce
Via A. Volta n. 6, Brescia – Tel. 030/3757952
Procura, presso il Tribunale di Brescia
Via Lattanzio Gambara, 40 – Tel. 0307675111 – Sito www.procura.brescia.it
(fonte articolo: carabinieri.it)
La Legge 23 aprile 2009 n. 38, con l’inserimento dell’art. 612-bis nel Codice Penale, stabilisce che “è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
Questo significa che una persona è considerata vittima dello stalking e, dunque, soggetta a tutela anche se gli atti persecutori si concretizzano in pedinamenti, e-mail, telefonate, sms, appostamenti, e non necessariamente in atti criminosi (percosse, minacce in luogo pubblico, molestie, violenza privata, ecc.).
La legge stabilisce inoltre che “la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa oppure se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità”.
Tutto ciò prevede, nel caso in cui non sia stata già sporta querela e non siano stati perpetrati reati procedibili d’ufficio, la possibilità di rivolgere al Questore, quale autorità di Pubblica Sicurezza, istanza di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta molesta.
Con l’introduzione di questa normativa infatti, gli operatori di polizia hanno acquisito uno strumento efficace per incidere sul fenomeno dello stalking, in particolare per tutti quei comportamenti fastidiosi che, pur non costituendo reato o costituendo reato procedibile a querela di parte, sconvolgono la vita della vittima portandola all’esasperazione, facendola sentire indifesa ed in costante pericolo di vita, costringendola a vivere prigioniera della paura.
Con il D.L. 93/2013 l’Ammonimento è previsto anche per i casi di Violenza Domestica, in cui sono presenti i “reati sentinella”, come percosse o lesioni. In tal caso non sono ammesse segnalazioni anonime, ma è garantita la segretezza delle generalità del segnalante, inoltre l’ammonito deve essere informato dal Questore sui centri di recupero e servizi sociali disponibili sul territorio.
Con la consegna di tale istanza – che deve essere compilata in maniera accurata e documentata per dimostrarne la fondatezza – presso qualsiasi ufficio di polizia, il Questore assume, se necessario, le informazioni dagli organi investigativi, sente le persone informate sui fatti, e nel caso in cui ritenga fondata l’istanza, procede ad ammonire oralmente il soggetto nei cui confronti è stato chiesto il provvedimento, invitandolo a tenere un comportamento conforme alla legge, valutando nei suoi confronti l’adozione di eventuali provvedimenti in materia di armi e munizioni. Dell’ammonimento viene redatto un verbale di cui una copia è rilasciata al richiedente ed una all’ammonito.
Importante: L’ammonimento è uno strumento amministrativo e non presuppone la prova certa del fatto, ma solo la sussistenza di “indizi” che rendano verosimile l’avvenuto compimento di atti persecutori. La pena per il delitto di cui all’articolo 612-bis del codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito e inoltre si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto già ammonito.
Linee guida essenziali per la compilazione della richiesta:
Compilare il modulo preimpostato in ogni suo campo;
Descrivere su uno o più fogli, da allegare al modulo, tutti i fatti. È necessario che la narrazione sia scritta in maniera chiara e con una successione logica degli eventi, mettendo in risalto le eventuali relazioni coniugali, o affettive in genere, che sono intercorse con lo stalker o il maltrattante;
Citare eventuali testimoni che possano riferire in merito ai fatti accaduti, su richiesta dell’autorità di P.S. in caso dell’ammonimento e poi dinanzi al giudice se si decide di sporgere querela;
Documentare lo stato d’ansia, paura o di lesioni. Ciò è possibile con un certificato medico rilasciato dal pronto soccorso di un ospedale, al quale si può ricorrere in seguito ad uno stato ansioso derivato dalla paura determinata da un incontro sgradevole con lo stalker, o dalle lesioni causate dal soggetto maltrattante;
Allegare alla richiesta tutta la documentazione di cui si è in possesso (certificati medici, lettere, copia di sporadici sms ecc.), che sia idonea a documentare l’attività di stalking/di maltrattamento e le sue conseguenze sul piano psicofisico;
Per procedere all’ammonimento non devono essere stati perpetrati dei reati, connessi con l’art. 612 bis c.p., che siano procedibili d’ufficio. La narrazione dinanzi ad un ufficiale di Polizia Giudiziaria di reati procedibili d’ufficio, infatti, comporterebbe automaticamente la denuncia nei confronti dello stalker/maltrattante, indipendentemente dalla volontà dell’esponente.
Modulo preimpostato da compilare e allegare alle altre documentazioni:
Apri/scarica modulo in pdf
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