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Timestamp: 2017-09-20 11:12:56+00:00
Document Index: 50096766

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art.6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ']

F.A.Q. | Studio Legale Coppola & Partners | Rimini
Se la Banca mi ha pignorato la casa come posso difendermi?
Può fare opposizione all’asta, per svariati motivi, processuali o di merito.
Sono gli interessi calcolati sugli interessi.
L'Usura Bancaria quando si configura?
Quando la Banca applica interessi o meglio il costo del prestito supera i tassi soglia.
Se cessa un contratto di locazione ho diritto all'indennità di avviamento??
Sì, oltre a riconoscere un diritto di prelazione.
In caso di sinistro stradale come viene calcolato il danno?
Il risarcimento del danno viene stabilito ed è proporzionato al punto percentuale riconosciuto con perizia medico legale (considerando anche l’età al momento del sinistro).
Il consumatore sovraindebitato come può difendersi??
Può presentare un piano di risanamento che blocchi le azioni esecutive.
Le cartelle esattoriali di Equitalia possono bloccarsi?
Prima verifica da fare riguarda la natura del credito per il quale agisce. In secondo luogo verificare se la cartella ha tutti i requisiti richiesti dalla norma e dalle Circolari Ministeriali.
Posso chiedere un risarcimento danni per eccessiva durata del processo ?
Sì, e si applica la Legge Pinto.
La legge 24 marzo 2001, n. 89 – nota come legge Pinto – (dal nome del suo estensore, Michele Pinto) è una legge della Repubblica Italiana.
Essa prevede e disciplina il diritto di richiedere un’equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l’irragionevole durata di un processo.[1]
La norma nacque come ricorso straordinario in appello qualora un procedimento giudiziario ecceda i termine di durata ragionevole di un processo secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo(CEDU), in base all’art. 13 della Convenzione che prevede il diritto ad un ricorso effettivo contro ogni possibile violazione della Convenzione. In tal modo, si introduce un nuovo ricorso interno, che i ricorrenti devono avviare prima di rivolgersi alla Corte di Strasburgo.
Tuttavia le Corti d’Appello inizialmente non hanno applicato i parametri della CEDU per la definizione dell’irragionevole durata del processo, ma hanno chiesto ai ricorrenti la dimostrazione dell’aver subito un danno (cosa che, secondo l’art.6 CEDU, è incluso nel fatto stesso). Tali casi sono stati quindi ri-appellati alla Corte CEDU di Strasburgo per scorretta applicazione della Legge Pinto.
Nel 2004 la Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici nazionali devono applicare i criteri di Strasburgo nel decidere in casi relativi alla legge Pinto, senza poter richiedere la prova del danno subito dal ricorrente. La sentenza Brusco della CEDU ha infine statuito che tutti i casi pendenti a Strasburgo dal 2001 (sui quali non sia ancora stato dato un giudizio di ricevibilità da parte della Corte) debbano tornare in Italia per l’appello interno secondo la legge Pinto. La sentenza Brusco è stata criticata per gli alti costi processuali presenti nella procedura interna italiana, ed inesistenti a Strasburgo.
L’art. 55 del Dl. 22 giugno 2012 n. 83, contenente “misure urgenti per la crescita del paese” (c.d. decreto sviluppo del governo Monti), ha apportato importanti modifiche alla legge, volte a porre un freno alle richieste di risarcimento.
Lo stesso argomento in dettaglio: Corte europea dei diritti dell’uomo.
La Legge Pinto nasce come ricorso straordinario in appello qualora un procedimento giudiziario ecceda il termine di durata ragionevole di un processo secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo(CEDU).
L’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, riconosce ad ogni persona il diritto a vedere la sua causa esaminata e decisa entro un lasso di tempo ragionevole, come componente del diritto ad un equo processo.
Il ricorso per il risarcimento da ingiusto processo può essere richiesto usufruendo l’assistenza del gratuito patrocinio in presenza dei requisiti reddituali di legge.[3]
* dies a quo: a partire dalla notifica dell’atto di citazione, o dal deposito del ricorso nel procedimento civile, o dalla conoscenza diretta e ufficiale delle accuse da parte dell’imputato nel processo penale;
* dies ad quem: fino alla definitività della sentenza (dopo tre gradi di ricorso o scadenza dei termini per la possibilità di ricorso)
1. complessità della procedura;
2. comportamento delle parti, non imputabili allo stato
3. condotta delle autorità nazionali
La giurisprudenza della CEDU sull’equo processo in Italia ha incluso i seguenti casi:
* Capuano I (1987) e Capuano II (1994): la Corte ha dichiarato l’Italia non in grado di prevenire future violazioni, né di porre fine a quelle in corso
* casi del tribunale di Benevento: la Corte è stata sommersa di ricorsi relativi alla situazione del tribunale di Benevento, dove le tempistiche erano di 4 anni per la prima udienza, seguita da un rinvio d’ufficio di altri 1-2 anni; la Corte ha minacciato l’apertura di una procedura di sospensione dell’Italia dal Consiglio d’Europa, oltre a comminare continue pene di risarcimento (2 miliardi di lire nel solo 2002)