Source: http://brunoaprile.blogspot.com/2013/03/proposta-di-iniziativa-popolare-quorum.html
Timestamp: 2017-07-21 04:32:57+00:00
Document Index: 164520452

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'sentenza ', 'art.75', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11']

Bruno Aprile e la Democrazia Diretta: Proposta “Quorum zero e più democrazia” - Sesto S. Giovanni
Siamo stati convocati per mercoledì 20 marzo 2013 presso la 1a Commissione Consiliare (Affari Generali e Istituzionali), ore 18,30 sala riunioni del 2° piano del palazzo comunale in piazza della Resistenza 20, a illustrare la proposta in oggetto.
Essendo la commissione pubblica, i cittadini interessati hanno la possibilità di assistere alla suddetta commissione e avranno così l’opportunità di approfondire l’argomento.
Oggi, lunedì 11 dicembre 2012, l’associazione ha provveduto a far autenticare la firma di un proponente la sotto riportata proposta di iniziativa popolare. Da domani sarà possibile raccogliere le firme di cittadini che la vorranno appoggiare.
1 - Relazione illustrativa della proposta di iniziativa popolare ai sensi dell’art. 60 del regolamento del consiglio comunale di Sesto San Giovanni
Premessa- L’utilizzo degli strumenti di Democrazia Diretta rappresenta sempre un progresso della democrazia. Il dibattito pubblico che ne consegue, tra amministrazione e cittadini, permette il raggiungimento di obiettivi condivisi. Il coinvolgimento politico dei cittadini non dovrebbe essere reso più difficile con l’imposizione del quorum nei referendum. Lo scopo delle procedure di Democrazia Diretta dovrebbe essere quello di incoraggiare i cittadini ad essere parte attiva delle decisioni.
- Con sentenza del 2-12-2004 n.372 la Corte Costituzionale ha stabilito che l’art.75 della Costituzione, che prevede il quorum a livello nazionale, non comporta l’obbligo del quorum per i referendum previsti negli statuti degli enti locali.
- La validità delle elezioni europee, nazionali, regionali, provinciali e comunali in Italia non è condizionata da alcun quorum.
- Nel 2012 l’affluenza alle elezioni comunali di Sesto S. G. nel secondo turno fu del 39,37 %
- Il quorum a livello locale non è previsto in nessuna legge che regola gli enti locali, e nemmeno nel Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali – D. Lgs. 18 Agosto 2000, n. 267
- In Italia, alla data del 01/11/2012, siamo a conoscenza che esistono almeno 11 comuni con quorum zero e sono:
- il 4 dicembre 2012 si è discusso nel consiglio comunale di Trento una proposta dei cittadini per eliminare il quorum nei referendum e il 5 dicembre 2012 analoga iniziativa è stata discussa nel comune di Rovereto (verrà votata il 18 dicembre 2012)
- entro il 24 dicembre 2012 si voterà una modifica dello statuto del comune di Vicenza per introdurre il quorum zero nei referendum consultivo, propositivo, abrogativo e propositivo-abrogativo
- In Baviera nel 1998 la Corte Costituzionale Bavarese (i cui menbri sono nominati dalla democrazia rappresentativa), dopo il referendum del 1 ottobre 1995 per l’introduzione del diritto di lanciare iniziative che potessero portare a referendum vincolanti locali con quorum zero vinto dal movimento Mher Demokratie, ha imposto il quorum nei referendum. Il quorum fissato varia a seconda della grandezza della città: per città fino a 50.000 abitanti esso è del 20%. Questo valore, apparentemente basso, permette ancora il boicottaggio delle forze politiche al governo e fa sì che il 40,5% dei referendum vengano invalidati per non raggiungimento del quorum, tanto che le autorità della Baviera stanno pensando a una sua riduzione al 15%.
Con lo strumento del referendum, i cittadini possono sottoporre ai loro concittadini proprie richieste su fatti rilevanti che coinvolgono la vita della comunità, oppure proporre di cancellare un atto
introdotto dagli amministratori.
- La prima è di carattere economico: decine di migliaia di euro vengono spesi inutilmente per organizzare consultazioni che, se non raggiungessero il quorum, non verrebbero prese in esame poichè invalidate (suprattutto nel referendum consultivo che non ha nessun obbligo di attuazione).
- La seconda è un calo di interesse e di fiducia da parte dei cittadini verso gli strumenti di democrazia e verso l’amministrazione della propria comunità.
- La terza è che minoranze dotate di potere economico e mediatico, sfruttando il boicottaggio, riescono a prevalere su maggioranze non informate adeguatamente.
- maggiore efficienza amministrativa;
- maggiore fiducia dei cittadini nei propri amministratori;
- scelte condivise sulla città;
- risparmi in tutti i settori su cui i cittadini possono intervenire.
- eliminare il quorum per ritenere una votazione referendaria valida modificando l’art. 12 comma 3 del “Regolamento Comunale per la consultazione dei Cittadini ed i referendum” del Comune di Sesto San Giovanni con il seguente testo:
- stabilire di inviare a casa di tutte le famiglie sestesi un opuscolo informativo sui temi posti a votazione referendaria, sull’esempio di quanto già avviene ad esempo in Svizzera, in Baviera e in California. In detto opuscolo devono essere riportate le posizioni dell’amministrazione e, con pari spazio, quelle del comitato promotore.
- abbinare i referendum comunali di Sesto San Giovanni alle votazioni regionali, nazionali e europee (come accade ad esempio nel Comune di La Spezia, Milano e Gorizia), per ottenere un risparmio economico per l’ente comunale e quindi per i contribuenti (i referendum abbinati alle votazioni regionali, nazionali ed europee permetterebbero la riduzione dei costi alla sola stampa delle schede referendarie) e un aumento dell’affluenza al voto e innalzando la fiducia dei cittadini verso gli strumenti di partecipazione democratica.
- che nello statuto del Comune di Sesto San Giovanni venga introdotto l’istituto del referendum deliberativo di iniziativa popolaree che l’iniziativareferendaria possa essere esercitata dai Cittadini sovrani per tutte le materie di competenza comunale.
- rendere l’esito del referendum propositivo e del referendum abrogativo vincolante per l’amministrazione.
- abbassare il numero di firme necessarie per attivare il referendum dall’attuale 5% al 2% degli elettori considerando che, a livello nazionale, è necessario solo l’1% delle firme degli elettori. L’attuale percentuale del 5% è senza dubbio una soglia troppo elevata per permetettere a qualsiasi organizzazione locale la buona riuscita della raccolta firme necessarie per la presentazione di un quesito referendario. Basti pensare che per l’ultimo referendum nazionale “acqua pubblica” a Sesto San Giovanni sono state raccolte 2.450 firme con uno spiegamento imponente di volontari e anche di partiti politici con banchetti bi-settimanali per 3 mesi. Attualmente il 5% degli aventi diritto nel nostro comune è pari 3.056.
- aggiungere la parola ”deliberativo di iniziativa popolare” tra le parole “consultivo ed abrogativo”
- soppressione del comma 4 bis
- aggiungere all’art. 20 il comma 6 con il seguente testo: “In caso di referendum, consultivo, e/o deliberativo di iniziativa popolare e/o abrogativo, qualora il risultato della votazione sia favorevole alla proposta, l’Amministrazione comunale, entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati, dà avvio al procedimento di attuazione”;
- agli articoli nei quali si fa riferimento al “referendum consultivo” aggiungere le parole “deliberativo di iniziativa popolare e abrogativo” (es: nell titolo del capo IV, all’art. 2 comma 1/c attualmete è previsto il solo referendum consultivo, come all’art. 9 commi 1 e 2, all’art. 10, commi 1 e 4, all’art. 11 commi 1 e 7)
- all’articolo 10, sostituire il comma 3 con il seguente testo: “Le consultazioni referendarie vengono effettuate in una unica tornata annua, riunite in una unica giornata, di domenica non in coincidenza con altre operazioni di voto a livello comunale e provinciale. La tornata referendaria deve coincidere con le eventuali altre operazioni di voto a rilevanza regionale, nazionale ed europea. In questi casi le operazioni di voto si svolgeranno con la stessa durata.
- all’articolo 12, il comma 3 viene sostituito con il seguente testo:”3. La proposta soggetta a referendum, qualunque sia il numero dei partecipanti al voto, è approvata se ha ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi”.
- all’articolo 13, aggiungere il comma 7 con il seguente nuovo testo : “Nel periodo di cui al comma 1 deve essere diffuso, a cura e spese dell’Amministrazione comunale, un opuscolo informativo inviato a ciascuna famiglia nel quale, assegnando il medesimo spazio di almeno una pagina, vengano rappresentate le ragioni insindacabili dei favorevoli e dei contrari, a condizione che i contenuti non contrastino con norme penali”
2. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del
Comune di Sesto San Giovanni.
5. Il Regolamento Comunale della Partecipazione disciplina le modalità per l’esercizio del
potere di richiesta del referendum consultivo, deliberativo di iniziativa popolare ed abrogativo, gli effetti derivanti dalla mancata approvazione, nonché le modalità di attuazione del referendum.
Il Sindaco di Sesto San Giovanni (Milano), per quanto appreso da questa notizia (v. il mio commento in attesa di moderazione sotto all'articolo) è un altro che ha capito molto della Costituzione italiana.
Questo è ciò che ha scritto in risposta all'associazione che aveva presentato ed illustrato la proposta all'amministrazione (v. paragrafo 5 pagina 1 della lettera di risposta del Sindaco).
Ulteriore aggiornamento del post
La risposta dell'associazione con l'organizzazione di una conferenza stampa
Dopo la conferenza stampa dell'associazione un ottimo articolo