Source: https://www.appaltiamo.eu/news/gli-affidamenti-in-convenzione-alle-cooperative-sociali-di-tipo-b-inferiori-alla-soglia-comunitaria-e-il-principio-di-rotazione
Timestamp: 2019-07-19 19:33:28+00:00
Document Index: 173569014

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 5']

Appaltiamo s.r.l.s - Gli affidamenti in convenzione alle cooperative sociali di tipo B inferiori alla soglia comunitaria e il principio di rotazione
17 marzo 2018|di Avv. Michele Leonardi
b) coloro che gestiscono "lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate" ", ex art. 1 comma 1 lett b) l. 381 cit.(c.d. cooperative di tipo "B"). Le "persone svantaggiate" di cui all'art. 1 comma 1 lett. b) l. 381 cit. sono, poi, individuate dall'art. 4 della stessa legge, come "invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno ai sensi dell'articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall'articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni"
Lo stesso articolo 4 l. 381 cit., al comma 2, dispone: "Le persone svantaggiate di cui al comma 1 devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza".
le cooperative sociali con le quali può essere stipulata una convenzione, in deroga alla disciplina dei contratti pubblici, sono solo quelle di tipo B, ossia le cooperative che perseguono l'interesse generale della promozione umana e dell'integrazione sociale dei cittadini individuati dall'art. 4 comma 1 l. 381 cit.;
la convenzione deve essere finalizzata a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate di cui all'art. 4 comma 1 l. 381 cit.;
la convenzione dovrà avere a oggetto la fornitura di beni e servizi diversi rispetto a quelli sociosanitari ed educativi di cui alla lett. a) art. 1 comma 1 cit.;
l'importo economico della convenzione dovrà essere inferiore rispetto agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, di cui all'art. 35 del Codice.
In particolare, occorre soffermarsi sull'applicabilità a dette tipologie di affidamenti dei principi di cui all'art. 36 del Codice, soprattutto con riferimento al principio di rotazione inteso come rotazione degli inviti e divieto di invitare il contraente uscente. Principio, quest'ultimo, che nella prassi è spesso invocato dagli operatori economici come applicabile anche alle convenzioni di cui all'art. 5 cit..
Occorre, tuttavia, considerare anzitutto l'effettiva portata del principio di rotazione. Giurisprudenza maggioritaria sancisce che il principio di rotazione " non ha carattere assoluto ma relativo, perché, altrimenti, limiterebbe il potere della stazione appaltante di garantire la massima partecipazione alla procedura di gara; altresì, costituisce un principio servente e strumentale rispetto a quello della concorrenza ("Il principio di rotazione è servente e strumentale rispetto a quello di concorrenza e deve quindi trovare applicazione nei limiti in cui non incida su quest'ultimo cfr. T.A.R. Toscana, II, 12.06.2017 n. 816)"(cfr. ex multiplis TAR Firenze, 22.12.2017 n. 1665).
La disciplina esposta, invece, non menziona alcun obbligo dell'amministrazione di applicare a detta tipologia di affidamenti anche i principi di cui all'art. 36 del Codice e specificamente il principio di rotazione. D'altronde, una tale affermazione confliggerebbe con l'intenzione del Legislatore di predisporre regole di affidamento semplificate, "in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione"(cfr. art. 5 cit), con lo scopo di privilegiare l'inserimento lavorativo di "persone svantaggiate".
In conclusione, considerato il quadro normativo delineato, non appare condivisibile l'applicabilità del principio di rotazione alle convenzioni da stipulare con le cooperative sociali di tipo B. Così come, non appare condivisibile che qualora fosse applicabile il principio di rotazione anche a tale tipologia di affidamenti l'effetto sarebbe quello del divieto di invitare il contraente uscente. Il principio di rotazione, difatti, soprattutto in un settore peculiare come quello delle cooperative sociali di tipo B (qualora fosse applicabile, ma non lo è) non può comportare un illegittimo restringimento della possibilità di partecipare alle procedure di affidamento, in detrimento al principio di concorrenzialità degli affidamenti.
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