Source: http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=glossario&lettera=F
Timestamp: 2019-04-22 20:44:58+00:00
Document Index: 116258731

Matched Legal Cases: ['art. 31', 'art.48', 'art. 49', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 1']

reg. lav., art. 31
Il Consigliere che, nel corso dell’attività consiliare, si ritenga leso nella propria condotta o si senta attribuire opinioni contrarie a quelle espresse o comunque lesive della propria onorabilità può chiedere al Presidente del Consiglio l'autorizzazione ad esporre le proprie ragioni a fine seduta e per non più di tre minuti. Può altresì chiedere la nomina di una commissione che giudichi la fondatezza delle sue contestazioni.
d.lgs. 82/2005, artt.1, co.1, lett. s); 24
È un particolare tipo di firma qualificata, basata su un sistema di chiavi crittografiche asimmetriche a coppia, correlate tra loro: una privata (con la quale il titolare appone la firma digitale su un documento informatico) e una pubblica (con la quale il titolare esegue la verifica di una firma digitale apposta su un documento informatico).
Viene creata mediante un dispositivo con elevate caratteristiche di sicurezza, in genere una smart card.
È utile nei casi in cui sia necessario sottoscrivere una dichiarazione con la garanzia della integrità dei dati oggetto della sottoscrizione e della autenticità delle informazioni relative al sottoscrittore. Tale sistema garantisce, infatti, che il documento non venga modificato, in quanto, durante la procedura di verifica, queste sarebbero facilmente riscontrate. Inoltre, solo il titolare del certificato possiede il dispositivo di firma necessario con il PIN relativo all’utilizzo del dispositivo stesso. Ulteriore garanzia è fornita dal ruolo del certificatore, ovvero un soggetto in possesso degli stessi requisiti di onorabilità richiesti a coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso le banche, il quale presta servizi di certificazione delle firme elettroniche.
Il documento informatico, sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica qualificata, si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria.
d.lgs 118/2011, art.48
l.r. 25/2001, artt. 22, 23 e 24
reg. reg. 26/2017, artt.15-21
Nel bilancio regionale sono iscritti nella parte corrente:
- il fondo di riserva per le spese obbligatorie dal quale sono prelevate, con determinazione dirigenziale, le somme necessarie per il pagamento delle spese obbligatorie, quali il pagamento degli stipendi, assegni, pensioni, le spese per interessi passivi, quelle per ammortamento di mutui, quelle derivanti da obblighi europei e tutte le altre cosi denominate dalla normativa;
- il fondo di riserva per le spese impreviste dal quale sono prelevate, con deliberazione della Giunta, le somme occorrenti per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, non prevedibili all’atto dell’approvazione del bilancio o del relativo assestamento, che rivestano carattere di assoluta necessità nell’ambito delle funzioni regionali, che non abbiano natura obbligatoria e non impegnino, in alcun modo, i bilanci futuri;
- il fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, iscritto nel bilancio di cassa, il cui importo è definito in rapporto alla complessiva autorizzazione a pagare disposta dal bilancio stesso. L’ammontare del fondo è determinato secondo modalità indicate dall’ordinamento contabile in misura non superiore ad un dodicesimo. I prelievi dal fondo sono disposti con determinazione dirigenziale;
- il fondo di riserva per la copertura delle perdite reiterate, il fondo di riserva per il pagamento delle perdite potenziali, il fondo di riserva per il pagamento dei residui perenti e, infine, il fondo di riserva per il pagamento dei cofinanziamenti regionali, disciplinati dal regolamento regionale di contabilità.
d.lgs. 118/2011 art. 49
l.r. 25/2001, art. 25
reg.reg. 26/2017 art. 23
Nello stato di previsione della spesa sono iscritti un fondo speciale per le spese di parte corrente e un fondo speciale per le spese in conto capitale, con i quali si fa fronte agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali che entrano in vigore dopo l’approvazione del bilancio.
L'elenco dei provvedimenti legislativi alla cui copertura finanziaria sono destinati i fondi speciali è allegato al bilancio annuale. Possono essere utilizzati solo per il prelievo di somme da iscrivere in aumento alle autorizzazioni di spesa dei programmi esistenti o dei nuovi programmi dopo l’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che autorizzano le spese medesime. Le quote dei fondi speciali non utilizzate entro l’anno cui si riferiscono costituiscono economie di bilancio.
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, artt. 174 – 178
Trattato sull’Unione europea, art. 3
I fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) sono il principale strumento della politica regionale dell’Unione europea, volta a realizzare il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale tra le diverse regioni degli Stati membri, riducendo, in particolare, il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo di quelle meno favorite, con specifico riferimento alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e a quelle che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici.
Sono strumenti con cui l’Unione europea si prefigge di conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 per generare una crescita intelligente, ossia con un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, sostenibile, ossia con un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse e inclusiva, ossia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.
Questi tre obiettivi della strategia Europa 2020 sono stati concretizzati in undici obiettivi tematici al cui perseguimento contribuiscono i fondi SIE.
I fondi SIE sono cinque:
- il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che, nell’ambito della politica di coesione, promuove uno sviluppo equilibrato nelle diverse regioni dell’Unione europea;
- il Fondo sociale europeo (FSE), che, nell’ambito della politica di coesione, sostiene progetti in materia di occupazione in tutti gli Stati membri, investendo nel capitale umano costituito dai lavoratori, dai giovani e da tutti coloro che cercano un lavoro;
- il Fondo di coesione (FC), che, nell’ambito della politica di coesione, finanzia progetti nel settore dei trasporti e dell’ambiente negli Stati membri in cui il reddito nazionale lordo è inferiore al 90% della media UE, tra i quali non rientra l’Italia;
- il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che, nell’ambito della politica agricola comune, è diretto a stimolare la competitività del settore agricolo, la gestione sostenibile delle risorse naturali e uno sviluppo territoriale equilibrato delle zone rurali con una particolare attenzione alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro;
- il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), che, nell’ambito della politica della pesca comune, si focalizza sullo sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquacoltura e sul supporto alla crescita e all’occupazione nelle comunità costiere europee.
I fondi SIE intervengono a complemento delle azioni nazionali, regionali e locali, presuppongono, cioè, un cofinanziamento nazionale o regionale, sulla base di una programmazione pluriennale di sette anni (attualmente 2014/2020); devono essere aggiuntivi rispetto alla ordinaria spesa pubblica degli Stati, secondo il principio dell'addizionalità. Si tratta di fondi a gestione indiretta, gestiti, cioè, non dalla Commissione, ma dagli Stati membri attraverso accordi di partenariato con le competenti autorità regionali e locali e anche le parti economiche e sociali e i rappresentanti della società civile, redatti in collaborazione con la Commissione stessa.
cod. civ., art. 1
È l’atto o il fatto produttivo di norme giuridiche. Le principali fonti di produzione di diritto interno sono la Costituzione e le leggi costituzionali, le leggi dello Stato e delle Regioni, gli atti dello Stato aventi forza di legge (decreti legislativi e decreti-legge), i regolamenti e le consuetudini.
Cost., artt. 122; 123; 126
Stat., artt. 13, co. 3; 18; 40-44
l.r. 2/2005
Nell’ambito degli ordinamenti regionali, la forma di governo indica il modo in cui sono ripartiti i poteri tra gli organi della Regione (Consiglio, Giunta e Presidente della Regione) ed i rapporti che intercorrono tra gli stessi.
Tutti gli statuti regionali hanno fino ad oggi compiuto la scelta dell’elezione diretta del Presidente della Regione. In base a quanto previsto dalla Costituzione, a tale previsione consegue sia il potere del Presidente eletto di nominare e revocare i componenti della Giunta, sia il dovere dello stesso Presidente di dimettersi nel caso in cui il Consiglio regionale approvi una mozione di sfiducia nei suoi confronti. In tale caso, unitamente a quelli di dimissioni volontarie, rimozione, decadenza, impedimento permanente e morte del Presidente della Regione, è previsto lo scioglimento del Consiglio.
l.r. 29/2001
È un organismo istituito dalla Regione al fine di conseguire una approfondita conoscenza della situazione giovanile, di coordinare le politiche degli enti locali a favore dei giovani e di garantire una rappresentanza del mondo giovanile nelle sedi istituzionali.
Il Forum dura in carica quanto il Consiglio regionale, è convocato almeno due volte l’anno. Il Forum esprime, su richiesta della Giunta, del Consiglio e degli enti locali, parere sulle iniziative concernenti la condizione giovanile; svolge attività di studio, analisi e documentazione sulla condizione giovanile ed elegge i propri rappresentanti nelle sedi di consultazione giovanile costituite a livello nazionale ed internazionale.