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Timestamp: 2017-12-15 08:27:46+00:00
Document Index: 24571637

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 64', 'art. 1453']

A chi spetta il diritto di sfruttamento economico del software? Il caso del software commissionato da una società ad un libero professionista - Marchi e Brevetti Web
Scritto da Alessandra Volpi Il 06 Marzo 2017 .
Il Tribunale di Bologna, con una sentenza dello scorso maggio, si è pronunciato in merito ai diritti di sfruttamento economico del software nel caso in cui lo sviluppo del software sia stato commissionato da una società a un libero professionista.
Il Tribunale ha dichiarato la risoluzione per inadempimento del contratto di collaborazione professionale con l’Ingegnere, con condanna dello stesso a restituire alla Società il codice sorgente del Software e con inibitoria per l’Ingegnere a continuare lo sftruttamento indebito del Software.
Se la tutelabilità dei software nell’ambito della legge sul diritto d’autore (L.n. 633/1941, di seguito “l.d.a.”) trova ormai esplicito riconoscimento negli articoli 1 e 2 l.d.a., più complessa è la questione se la tutela possa essere applicata anche nel caso in cui lo sviluppo del software sia stato commissionato, come nel caso di specie, da una società ad un libero professionista. Questo caso non è infatti esplicitamente disciplinato dalla legge.
La giurisprudenza suddetta ha affermato che nell’ipotesi in cui il software sia stato commissionato da una società ad un libero professionista dovranno essere applicate in via analogica le disposizioni previste per i lavoratori subordinati, ovvero gli art. 12 bis l.d.a. e art. 64 del Codice della Proprietà Industriale (D.lgs. n. 30//2005, di seguito “c.p.i.”).
(i) L’art. 12 bis l.d.a. disciplina in modo esplicito l’ipotesi in cui il programma per elaboratore sia stato sviluppato e realizzato da un dipendente del datore di lavoro statuendo così che “salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o delle banche dati creati dal lavoratore dipendente nell’esecuzione delle sue mansioni o istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro”;
(ii) L’art. 64 c.p.i. disciplina invece l’ipotesi dell’invenzione realizzata dal lavoratore subordinato prevedendo che in caso di invenzione realizzata nell’adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro, i diritti derivanti dall’invenzione spettano al datore di lavoro, salvo il diritto dell’inventore di esserne riconosciuto autore.
Per il Tribunale dunque, il comportamento dell’Ingegnere rappresenta un grave inadempimento degli obblighi contrattuali, idoneo a fondare, ai sensi dell’art. 1453 c.c., una pronuncia di risoluzione del contratto di collaborazione. Secondo il Tribunale, il venir meno del contratto ha fatto si che potesse trovare nuovamente applicazione la regola generale in base alla quale il diritto esclusivo di sfruttamento economico del software risulta essere in capo alla società committente. Ulteriore conseguenza della reviviscenza del regime legale relativo alla commissione del software, è la palese illegittimità della detenzione da parte dell’Ingegnere convenuto dei codici sorgenti del software.