Source: http://fvg.videoassemblea.it/dettaglio_seduta.php?id_seduta=4197
Timestamp: 2019-10-16 20:02:27+00:00
Document Index: 45472893

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 590', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'sentenza ', 'sentenza ']

Consiglio regionale - Seduta n. 59 di Martedì 26-03-2019
n. 059 - 26.03.19 am
[10:17] Apertura Seduta Pubblica - 1553594403
[10:19] COMMEMORAZIONE
[10:19] PRESTAZIONE DEL GIURAMENTO DA PARTE DI UN CONSIGLIERE REGIONALE.
[10:21] ZANON Emanuele
[10:22] VOTAZIONE PER L'ELEZIONE SUPPLETIVA DI UN SEGRETARIO DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA
[10:24] BOLZONELLO Sergio
[10:24] POLESELLO Simone
[10:38] VOTAZIONE PER L'ELEZIONE DEL DIFENSORE CIVICO REGIONALE.
[10:40] POLESELLO Simone
[10:55] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[10:55] BOLZONELLO Sergio
[10:56] BOLZONELLO Sergio
[10:57] DISCUSSIONE SUL PROGETTO DI LEGGE NAZIONALE: "MODIFICHE ALLA LEGGE 23 MARZO 2016, N. 41 SULL'INTRODUZIONE DELLA PERSEGUIBILITA' D'UFFICIO PER LE LESIONI PERSONALI STRADALI GRAVI E GRAVISSIME (ART. 590-BIS DEL CODICE PENALE)" (4) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: MORETTI, RUSSO, IACOP, BOLZONELLO, COSOLINI, CONFICONI, MARSILIO, SANTORO, DA GIAU, GABROVEC, SHAURLI, GHERSINICH, SLOKAR, CAMBER)
[11:04] USSAI Andrea
[11:08] BORDIN Mauro
[11:09] MORETTI Diego
[11:09] BORDIN Mauro
[11:10] MORETTI Diego
[11:11] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "ADOZIONE DI MISURE IDONEE AL RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO E IDENTIFICAZIONE PER L'ACCESSO ALLE SEDI DEGLI ENTI E SOCIETA' FACENTI PARTE DEL SISTEMA REGIONALE" (19) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: CALLIGARIS, SLOKAR, MORAS, GHERSINICH, BORDIN, TURCHET, SPAGNOLO, BUDAI, MIANI, BARBERIO, POLESELLO, TOSOLINI, BERNARDIS, MAZZOLINI)
[11:12] CALLIGARIS Antonio
[11:17] HONSELL Furio
[11:20] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[11:28] RIPRESA SEDUTA
[11:28] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "ADOZIONE DI MISURE IDONEE AL RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO E IDENTIFICAZIONE PER L'ACCESSO ALLE SEDI DEGLI ENTI E SOCIETA' FACENTI PARTE DEL SISTEMA REGIONALE" (19) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: CALLIGARIS, SLOKAR, MORAS, GHERSINICH, BORDIN, TURCHET, SPAGNOLO, BUDAI, MIANI, BARBERIO, POLESELLO, TOSOLINI, BERNARDIS, MAZZOLINI)
[11:29] DA GIAU Chiara
[11:34] MORAS Ivo
[11:36] CALLIGARIS Antonio
[11:48] RIPRESA SEDUTA
[11:48] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "ADOZIONE DI MISURE IDONEE AL RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO E IDENTIFICAZIONE PER L'ACCESSO ALLE SEDI DEGLI ENTI E SOCIETA' FACENTI PARTE DEL SISTEMA REGIONALE" (19) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: CALLIGARIS, SLOKAR, MORAS, GHERSINICH, BORDIN, TURCHET, SPAGNOLO, BUDAI, MIANI, BARBERIO, POLESELLO, TOSOLINI, BERNARDIS, MAZZOLINI)
[11:49] DA GIAU Chiara
[11:57] BOLZONELLO Sergio
[11:58] USSAI Andrea
[12:00] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "TAVOLO URGENTE DI CRISI SETTORE VENDITA CARBURANTE" (52) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: DI BERT, SIBAU, MORANDINI, VACCHER, GIACOMELLI)
[12:00] DI BERT Mauro
[12:02] ZANIN Piero Mauro
[12:02] HONSELL Furio
[12:05] MORETTI Diego
[12:09] SIBAU Giuseppe
[12:10] DA GIAU Chiara
[12:22] SANTORO Mariagrazia
[12:24] BIDOLI Giampaolo
[12:25] CALLIGARIS Antonio
[12:28] NICOLI Giuseppe
[12:30] MIANI Elia
[12:30] DI BERT Mauro
[12:31] SCOCCIMARRO Fabio
[12:36] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "SOSPENDERE OGNI CONTRIBUTO FINANZIARIO, PATROCINIO O CONCESSIONE A BENEFICIO DI SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI CHE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, CONCORRANO CON QUALUNQUE MEZZO A NEGARE O RIDURRE IL DRAMMA DELLE FOIBE E DELL'ESODO" (50) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: CAMBER, GHERSINICH)
[12:36] CAMBER Piero
[12:39] COSOLINI Roberto
[12:46] GABROVEC Igor
[12:52] HONSELL Furio
[12:57] USSAI Andrea
[13:00] GIACOMELLI Claudio
[13:04] LIPPOLIS Antonio
[13:12] GIBELLI Tiziana
[13:15] CAMBER Piero
[13:18] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[13:18] BOLZONELLO Sergio
[13:21] BORDIN Mauro
[13:22] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "IL CONTRASSEGNO DI PARCHEGGIO PER DISABILI DEVE POTER ESSERE RILASCIATO ANCHE ALLE PERSONE CON DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO (ASD - AUTISM SPECTRUM DISORDERS)" (26) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: LIGUORI, MORAS, BASSO, PICCIN, BARBERIO, USSAI, CAPOZZELLA, HONSELL, CENTIS, DI BERT, MATTIUSSI, MORETUZZO, BIDOLI, BOLZONELLO, DA GIAU, SIBAU)
[13:22] LIGUORI Simona
[13:25] SINGH Alfonso
[13:25] RICCARDI Riccardo
[13:29] USSAI Andrea
[13:29] LIGUORI Simona
[13:30] SULL'ORDINE DEI LAVORI
[13:30] USSAI Andrea
[13:32] RICCARDI Riccardo
[13:35] LIGUORI Simona
Bene, colleghi, prendiamo posto. Dichiaro aperta la cinquantanovesima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale della seduta n. 57. Qualora non vi fossero eccezioni nel corso della seduta odierna, il verbale sarà considerato approvato. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana i consiglieri Russo, Shaurli, Dal Zovo e Marsilio. I congedi sono concessi. Comunico che sono pervenute alla Presidenza tre proposte di legge, due proposte di legge nazionale, undici interrogazioni a risposta orale, due interrogazioni a risposta scritta, quattro interrogazioni a risposta immediata, diciotto mozioni, un voto al Parlamento e al Governo della Repubblica, una petizione, il ritiro di una mozione, due atti negoziali della Giunta regionale, una relazione informativa in attuazione di una clausola valutativa, la comunicazione di non impugnativa di quattro leggi regionali, due atti negoziali adottati dalla Giunta regionale. Le su indicate comunicazioni sono riportate per esteso nel fascicolo distribuito a tutti i Consiglieri. A nome dell'Aula esprimo cordoglio e vicinanza. Come abbiamo appreso, è venuto a mancare il padre del Consigliere e collega Enzo Marsilio, il signor Silvio, a cui va il nostro cordiglio, alla famiglia e a chi gli ha voluto bene, ed è mancata una componente della Commissione regionale per le pari opportunità, la dottoressa Cecilia Savonitto, anche alla sua famiglia e ai suoi amici va il cordoglio di quest'Aula. Passiamo al primo punto dell'ordine del giorno, che prevede: "Prestazione del giuramento da parte di un consigliere regionale". Comunico che a seguito di ricorso presentato dal signor Emanuele Zanon contro la proclamazione del signor Christian Vaccher, consigliere regionale, il Tribunale Amministrativo Regionale, con sentenza n. 104, pubblicata il 7 marzo, ha accolto e corretto i risultati delle elezioni regionali svoltesi il 29 aprile 2018. Conseguentemente ha dichiarato eletto il signor Emanuele Zanon, candidato nella circoscrizione di Pordenone per la lista “Progetto FVG per una Regione speciale Fedriga Presidente” in sostituzione del candidato Christian Vaccher, presentatosi alle elezioni nella medesima circoscrizione. Nel prendere atto della suddetta sentenza, copia della quale è depositata presso gli uffici della Segreteria generale del Consiglio regionale, prego gli assistenti d’Aula di introdurre in Aula il signor Zanon affinché possa prestare giuramento ai sensi dell’articolo 17 dello Statuto regionale. Ricordo che l'elezione non può essere convalidata prima che siano trascorsi quindici giorni. Nel dare il benvenuto al consigliere Zanon, che vedo incedere con animo elegante all'interno di quest'Aula, non posso che a nome mio personale e vostro estendere un ringraziamento sentito all'ex consigliere Christian Vaccher per quanto ha svolto con diligenza, presenza, serietà e attenzione in questi mesi all'interno di quest'Aula. Quindi un grazie al consigliere Vaccher e non benvenuto al consigliere Zanon, che invito a prestare giuramento.
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione". "O zuri di jessi fed'èl ae Republiche e di esercita la m'è funzion nome cu la finalitat dal ben inseparabil dal Stia e de Regjon."
Grazie, consigliere Zanon. Quindi a tutti i titoli prende posto in quest'Aula. Adesso passiamo all’esame del punto n. 2 dell’ordine del giorno, che prevede la votazione per l’elezione suppletiva di un Segretario dell’Ufficio di Presidenza. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 5 del Regolamento interno, ciascun Consigliere dovrà scrivere sulla propria scheda un solo nome. Ricordo inoltre che, ai sensi del citato articolo 5, i Segretari dell’Ufficio di Presidenza sono eletti in numero eguale fra i consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione, pertanto in queste votazioni sono eleggibili soltanto consiglieri appartenenti alla maggioranza. Informo altresì che trattandosi di votazione a scrutinio segreto, se qualcuno volesse chiedere la parola, può farlo solo per indicare i motivi dell'astensione, ciò ai sensi dell’articolo 81, comma 2, del Regolamento interno. Ai sensi dell'articolo 5, comma 4, del Regolamento interno, qualora due o più candidati dovessero ottenere un egual numero di voti – e speriamo di no – e non fossero dello stesso genere, è eletto il candidato appartenente al genere meno rappresentato. Nel caso i candidati appartenessero allo stesso genere, si procederebbe al ballottaggio fra gli stessi. In caso di ulteriore parità di voti, sarebbe eletto il più anziano di età. Verrà distribuita ora, a cura degli assistenti d'Aula, la scheda per la votazione. I Consiglieri che saranno chiamati sfileranno davanti all'urna deponendovi la scheda piegata in quattro. Prego il Consigliere Segretario Polesello di procedere all’appello in ordine alfabetico.
Esito della votazione supplettiva di un segretario dell'Ufficio di Presidenza. Votanti 35, Astenuti 8, nulle 2, bianche 9, scrutinate 35. Hanno ottenuto voti: Zanon 24. Proclamo quindi eletto Segretario dell’Ufficio di Presidenza il consigliere Zanon. Buon lavoro. Passiamo al punto n. 3 dell’ordine del giorno, elezione del Difensore civico regionale. Il Difensore civico è eletto dal Consiglio regionale a maggioranza di due terzi dei Consiglieri assegnati, quindi 33 voti, tra i soggetti in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 3 della legge regionale 9/2014. Dopo la terza votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, 25 voti. Ricordo che, in base all’articolo 157, comma 2, del Regolamento, possono essere votati soltanto i nominativi per i quali è stata presentata la candidatura. L’unica candidatura pervenuta e su cui si è espressa favorevolmente la Giunta per le nomine è quella del dottor Arrigo De Pauli, quindi bisogna scrivere De Pauli – scusate, colleghi, attimo di silenzio – bisogna scrivere De Pauli, quindi, sulla scheda, se si vuole votare il Difensore civico, altrimenti non si scrive nulla. Ricordo che la Giunta per le nomine ha espresso parere favorevole condizionando l’efficacia della nomina alla cessazione delle cariche di Presidente del Collegio regionale di garanzia elettorale e di Giudice ausiliare presso la Corte di Appello di Trieste. L'elezione si svolgerà a scrutinio segreto, per scheda, come stabilito dall'articolo 157, comma 1, del Regolamento interno. Informo altresì che trattandosi di votazione a scrutinio segreto, se qualcuno volesse chiedere la parola, può farlo solo per indicare i motivi dell'astensione. Dico anche all'Aula che la candidatura del dottor De Pauli è stata proposta, come primo firmatario, dal collega Di Bert, alla quale però ha aggiunto la firma un rappresentante per ogni Gruppo rappresentato in quest'Aula. Verrà ora effettuato il primo appello. I Consiglieri, quando saranno chiamati, riceveranno dagli assistenti d'Aula la scheda con la scritta "Prima votazione" e voteranno nelle apposite cabine, sfileranno, quindi, davanti alle urne depositandovi la scheda piegata in quattro. Indìco, pertanto, la votazione. Prego il Consigliere Segretario Polesello di procedere all’appello in ordine alfabetico.
Dichiaro chiusa la votazione. Procederò dal Consigliere delegato allo spoglio delle schede. Do esito della votazione per l'elezione del Difensore civico regionale. Votanti 43, astenuti nessuno, schede nulle nessuna, schede bianche 6, schede scutinate 43. Hanno ottenuto voti: Arrigo De Pauli: 37. Proclamo quindi eletto, avendo superato il quorum dei due terzi, a Difensore civico, il signor Arrigo De Pauli. Grazie. Passiamo al punto successivo...
Presidente, sull'ordine dei lavori.
Sì, prego, consigliere Bolzonello.
Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori e non per rompere le scatole, ma perché non capiamo quello che sia successo rispetto all'elezione dei componenti del FRIE, alla riapertura dei termini eccetera eccetera, allora se ci spiegate cosa è successo... perché ieri alle 16.00 di lunedì scadevano i termini per la presentazione delle candidature e ieri alle 18.31, quindi molto dopo, si è riaperto il termine per la presentazione delle candidature. Non ne abbiamo parlato nei Capigruppo, non ne abbiamo parlato da nessuna parte. Se c'è qualcosa di importante, per carità, siamo qui come sempre; se c'è qualcos'altro, magari ce lo spiegate, anche perché ci è sembrato strano. Tutto qua.
Non è niente di strano, consigliere Bolzonello, solo che un Gruppo ha chiesto di poter avere un tempo ulteriore per segnalare... ma perché c'è tutta una problematica relativa a... non è sul nome, che era stato già definito, ma su tutto un approfondimento relativo ai requisiti. Come lei sa bene, c'è tutta una serie di verifiche da fare, in base a tutta una serie di norme, sulla possibilità che uno sia indicato o meno, sia compatibile o meno rispetto alla condizione in essere sia professionale, sia di rappresentanza possibilmente pubblica, quindi per approfondire questo si è reso necessario da parte degli uffici un periodo di approfondimento e qualora l'approfondimento non sia positivo bisogna dare il tempo ai Gruppi di poter segnalare un altro nome, questo è il problema. Prego, Bolzonello.
Chiedo scusa, Presidente. Lei ha imparato dopo trenta secondi benissimo il mestiere e lo sta esercitando al meglio e le diamo atto, quindi bravo anche in questa motivazione, così, abbastanza... ho sentito qualche stridio di vetro, ma non importa. Si tratta semplicemente di questo: scadeva alle 16.00, alle 15.59 un giro di telefonate ai Capigruppo e tutti avrebbero detto di sì. Alle 16.00 è scaduto il termine, alle 18.31 avvertite che è stato prorogato. La forma è sostanza molte volte. Grazie, solo questo. Dopodiché, a disposizione.
Certo, ma di questo ti do atto. È stata una richiesta degli uffici. Grazie Passiamo all’esame del punto n. 4 dell’ordine del giorno, che prevede la discussione sul progetto di legge nazionale: “Modifiche alla legge 23 marzo 2016, n. 41 sull’introduzione della perseguibilità d’ufficio per le lesioni personali stradali gravi e gravissime (art. 590-bis del codice penale)”, d’iniziativa dei consiglieri: Moretti, Russo, Iacop, Bolzonello, Cosolini, Conficoni, Marsilio, Santoro, Da Giau, Gabrovec, Shaurli, Ghersinich, Slokar, Camber, Piccin, Nicoli e Tosolini. Do la parola al Relatore Moretti.
MORETTI, Relatore.
Presidente, la relazione è depositata e peraltro in Commissione la proposta di legge nazionale, che quindi poi, una volta approvata, andrà all'attenzione del Parlamento, ha avuto l'unanimità dei voti, quindi lo anticipo fin d'ora e ringrazio fin d'ora i colleghi che hanno apportato, peraltro già in Commissione e anche per l'Aula, degli emendamenti che hanno integrato la norma completandola e chiarendo alcuni aspetti che nella discussione in Commissione erano emersi. Si tratta di una modifica della legge nazionale 41/2016, che peraltro ha giacenti anche proposte di modifica in Parlamento di tutte le forze politiche, che introduce, con la suddetta modifica, la procedibilità d'ufficio per l'articolo 590-bis del Codice penale, in caso di lesioni personali gravi e gravissime, rispetto alla legge 41/2016 che parla di reati legati alla contravvenzione sul Codice della strada. È una legge del 2016 e l'esperienza di questi anni, di applicazione della legge di questi anni, ha portato all'intasamento degli uffici giudiziari, che peraltro gli stessi magistrati di Corte d'Appello, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario, sia quest'anno che lo scorso anno, hanno denunciato come un problema serio perché capita sovente, molto spesso, che d'ufficio vadano anche lesioni oltre i 40 giorni che partono da piccoli traumi, da colpi di frusta, che poi, sommati i singoli certificati, arrivano ben oltre i 40 giorni, e quindi si introduce per questa tipologia di reato il fatto che vi debba essere querela di parte per poter procedere. Capita, ahimè, che quando vi sono provvedimenti che vengono fatti sull'onda dell'emozione e del momento, vi siano aspetti che poi quanto prima debbano essere corretti. Questo è uno di quei casi. Peraltro nella relazione sono citati sia l'intervento del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Trieste, come dicevo prima, durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario 2018, sia alcune sentenze che già esistono, dove anche lì si rimarca il fatto che ci debba essere un intervento legislativo che sostanzialmente intervenga su questo aspetto. Vi è poi tutto l'aspetto legato agli infortuni in itinere, che è uno di quegli elementi che in questi anni sono aumentati, che oggettivamente rappresentano una sproporzione tra procedibilità d'ufficio per questo tipo di reato, che, ripeto, può essere a volte anche un semplice tamponamento senza gravi conseguenze, ma perché superano i 40 giorni, diventano "lesioni grave e gravissime", e invece per un tentato omicidio la pena è molto inferiore rispetto a quella prevista per i reati che riguardano il Codice della strada. Ripeto, la questione viene anche sollevata ed è stata portata a galla non solo da chi è materialmente interessato, ma anche dagli stessi magistrati che rilevano un'anomalia e una sproporzione tra cause, peraltro, diverse e comunque più gravi. Quindi il senso di questa proposta di legge nazionale va in questa direzione. D'accordo con i colleghi in Commissione e peraltro con i colleghi Bordin e Ghersinich, come da impegno di Commissione, abbiamo presentato due ulteriori emendamenti che trattano una specie di norma transitoria che regoli anche i procedimenti tuttora in corso e una norma di invarianza di norma finanziaria. Aggiungo che nel frattempo è intervenuta da parte della Corte costituzionale la parziale incostituzionalità dell'articolo 222 del Codice della strada che prevede il ritiro della patente anche non in presenza delle cosiddette aggravanti, quindi l'uso di sostanze cannabinoidi, psicotrope o alcol, e quindi anche su questo il legislatore nazionale dovrà intervenire una volta che – come mi pare – vi sia un ampio consenso a intervenire su una norma che, ripeto, a distanza di due anni dalla sua applicazione ha bisogno di una necessità e sta inutilmente – ripeto, inutilmente – sovraccaricando gli uffici giudiziari di pratiche d'ufficio di cui francamente il nostro ordinamento giudiziario non sente alcun bisogno. Per cui l'auspicio è che anche in Aula vi sia l'unanimità come c'è stata in Commissione e quindi l'auspicio è che questa norma quanto prima possa essere spedita e trasmessa al Parlamento.
Grazie, consigliere Moretti per l'illustrazione. Do la parola al consigliere Ussai che si è iscritto. Prego.
Grazie, Presidente. Io intanto ringrazio i presentatori di questa norma che, come già detto, vuole ripristinare, in caso di lesioni personali stradali, la perseguibilità a querela e non più d'ufficio perché sicuramente la chiusura transattiva è sempre da ricercare nel caso in cui le lesioni non siano effettivamente invalidanti. È stato detto che se non si fa questo, aumentano i costi sia per il sistema che per le parti e quindi crediamo che ripristinare la procedibilità a querela, che consente l'estinzione del reato per condotta riparativa, e non celebrando il processo in caso di risarcimento pieno, sia una cosa assolutamente da fare e per questo abbiamo votato a favore in Commissione. Avevamo ricordato anche in Commissione che, appunto, i primi uffici che devono fronteggiare la congestione sono quelli della Polizia, ma che anche per i medici ci sono stati dei problemi in questi anni perché alcuni di loro sono andati sotto indagine per omissione di referto o addirittura omissione di denuncia. Infatti il medico ha l'obbligo di riferire all'autorità giudiziaria, entro 48 ore, ogni forma che abbia il carattere di un delitto procedibile d'ufficio, quindi con una prognosi superiore a 40 giorni. Abbiamo votato a favore in Commissione, condividiamo anche gli emendamenti, per cui non voglio rubare altro tempo e ringrazio sia per la presentazione di questa proposta di legge nazionale che anche per lo spirito collaborativo che c'è stato in Commissione.
Grazie, consigliere Ussai. Non ci sono altri iscritti a parlare. Se non ci sono più iscritti a parlare nella discussione generale e se la Giunta non vuole intervenire sul punto – mi sembra di no – allora a questo punto passiamo all'articolato. Visto che non ci sono emendamenti sull'articolo 1, porrei in votazione l'articolo 1 della norma così come è stata presentata. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Sono stati presentati due articoli aggiuntivi, l'1 bis e l'1 ter. Do la parola al primo firmatario Bordin per l'illustrazione dell'emendamento aggiuntivo 1 bis. Prego, consigliere Bordin.
In pratica si tratta di un emendamento che è stato concordato anche in Commissione e in parte già illustrato dal collega Moretti. Fondamentalmente è una norma di diritto intertemporale che va a disciplinare la perseguibilità a querela per quanto riguarda i procedimenti che in qualche modo riguardano fatti già accaduti al momento dell'entrata in vigore della norma. Prevede che il termine per la presentazione della querela di 90 giorni decorra dalla data di entrare in vigore della legge nel caso in cui il procedimento penale non sia pendente e la persona offesa dal reato abbia in precedenza avuto notizia del fatto costituente reato, oppure dalla data in cui la persona offesa è stata informata, da parte del pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari o da parte del giudice dopo l'esercizio dell'azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, della facoltà di esercitare il diritto di querela anche nel caso in cui il procedimento penale sia pendente alla data dell'entrata in vigore della presente legge. Quindi sostanzialmente va a disciplinare i casi già fondamentalmente aperti o caduti.
Grazie. Ci sono iscritti a parlare su questo emendamento? Se non ci sono iscritti, do la parola al Relatore. Moretti.
La Giunta. La Giunta è favorevole. Benissimo, allora pongo in votazione l'emendamento istitutivo dell'articolo 1 bis. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all'emendamento aggiuntivo 1 ter, sempre a firma Bordin, Ghersinich e Moretti. Prego, consigliere Bordin.
Solo per evidenziare che dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Grazie, consigliere Bordin. Ci sono iscritti? Zanon si è iscritto oppure è un errore? È un errore. Non ci sono iscritti. Moretti. L'ha firmato, è favorevole...
Giunta. È favorevole. Pongo in votazione l'emendamento istitutivo dell'articolo 1 ter. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. C'è un emendamento sostitutivo del titolo a firma Moretti: “Il titolo del provvedimento è sostituito dal seguente: Modifica all'articolo 590 bis del codice penale, concernente il delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime, in materia di punibilità a querela della persona offesa .” Prego consigliere Moretti.
È un emendamento tecnico che corregge materialmente il titolo della norma.
Grazie. Ci sono iscritti? Non ci sono iscritti. Il Relatore è d'accordo, la Giunta è d'accordo. Mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo che cambia il titolo, come proposto dal primo firmatario Moretti. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Ora votiamo la legge con il titolo appena modificato dall'emendamento aggiuntivo. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. La legge è approvata. Passiamo all’esame del punto n. 5 dell’ordine del giorno, che prevede la discussione sulla mozione: “Adozione di misure idonee al rafforzamento del sistema di controllo e identificazione per l’accesso alle sedi degli enti e società facenti parte del sistema regionale”, (19) d’iniziativa dei consiglieri Calligaris, Slokar, Moras, Ghersinich, Bordin, Turchet, Spagnolo, Budai, Miani, Barberio, Polesello, Tosolini, Bernardis e Mazzolini. La parola al primo firmatario Calligaris. Prego, collega.
La mozione che oggi vado ad illustrare è stata pensata proprio per un territorio come il nostro che è una terra sempre di passaggio fra l'Europa meridionale e mediterranea e quella centrale e che negli ultimi anni, complice anche la rotta balcanica, ha visto sempre più aumentare i flussi migratori, incrementandone la complessità sociale e rendendo la nostra terra possibile area soggetta anche di attacchi terroristici. Ritengo quindi necessario, come è già avvenuto in altri Paesi democratici e civili come il Belgio, la Francia o alcuni Land della Germania, che siano attuate nelle nostre strutture regionali delle misure idonee al rafforzamento dei sistemi di sicurezza, misure che prevedano il divieto di indumenti o di altri oggetti ostacolanti il riconoscimento della persona. Questo non è, a mio avviso, un terreno su cui la Destra e la Sinistra si debbano scontrare perché questa, secondo me, non è una materia propria di uno schieramento politico, ma riguarda la sicurezza e la tutela dell'intera comunità. Nel 1975 la legge 152, la legge Reale, promulgata da un Governo guidato da Aldo Moro, che è un noto rappresentante del Centrosinistra di allora, vietò l'uso, ad esempio, del passamontagna e lo vietò per gli atti terroristici che entrambi gli estremismi politici mettevano in atto. Quindi non mi si può dire che questa norma, che è attualmente in vigore, e che con questa norma il Governo Moro volesse discriminare l'estremismo di Destra o l'estremismo di Sinistra, come noi oggi, con questa mozione e la richiesta di regolamentazione alla Giunta, non intendiamo discriminare nessun credo religioso. Del resto è la stessa Corte dei diritti dell'uomo che ha reso ammissibile questa misura in quanto non è lesiva degli articoli 8 e 9 della Carta sui diritti europei in quanto non lesiva dei diritti alla vita privata e alla vita familiare e alle libertà di religione, coscienza e credo religioso perché la Corte europea ha ritenuto proporzionale e giustificato e proporzionato, rispetto al valore della sicurezza, un divieto legato al tempo di permanenza in determinati e specifici spazi come sono le strutture pubbliche. Per quanto riguarda l'Italia, volevo anche citare il caso della Lombardia che con un suo regolamento ha voluto ribadire questa prescrizione e, in regione, anche il Comune di Monfalcone che l'ha introdotta nel proprio regolamento comunale per la sicurezza urbana. Con questa mozione noi chiediamo alla Giunta regionale di provvedere alla garanzia e alla sicurezza dei nostri cittadini e di attivarsi affinché venga adottata una specifica regolamentazione per vietare l'uso di indumenti o altri oggetti che ostacolino il riconoscimento della persona nelle strutture regionali, comprese quelle ospedaliere, e che la stessa regolamentazione trovi pronta applicazione nel territorio regionale.
Grazie, consigliere Calligaris. Si iscrive qualcuno a parlare? Honsell.
Dispiace dover assistere ancora una volta a una mozione che indubbiamente ha una connotazione assolutamente ideologica. È l'ennesima fissazione con il problema della discriminazione. Anche perché se davvero uno vuole fare un intervento, la Giunta ci porta un regolamento o approva un regolamento e tutti lo possono vedere. Qui invece è chiaro che l'atto è un atto pubblico. È un atto politico, è un atto che crea una discriminazione perché tutti capiamo a che cosa ci riferiamo, non certo al casco del vigile o del poliziotto che arriva nell'ufficio regionale, bensì ci riferiamo a quelle comunità che hanno l'abitudine di avere, osservare particolari discipline su quella che è la visibilità soprattutto dei capelli o di altre parti del corpo. Allora è l'ennesimo atto che è fatto solo con un intento di discriminazione, con un intento di creare tensioni, di creare risentimenti, amplificando un problema che chiaramente è irrisorio. Proprio per questo, se davvero si legge in quella chiave, mi sembrerebbe molto, invece, pericoloso, perché se effettivamente si tiene conto di quella che è la condizione anche della donna in certe comunità e della difficoltà che ha addirittura ad uscire in determinate ore serali, o della difficoltà che ha di presentarsi in pubblico, mettendo un ulteriore elemento di ostacolo alla sua piena cittadinanza, alla sua piena partecipazione, che va in conflitto con la sua cultura, come del resto anche molte associazioni di avvocati hanno esplicitato, si rischia di provocare un effetto che va poi a ulteriormente pesare e penalizzare, tra virgolette, le persone più fragili, non certamente le persone più forti. Quindi trovo assolutamente fuori luogo presentare una mozione di questo genere. Se davvero, visto che poi viene proprio dalla maggioranza – glielo dica – certamente dubito che troverà orecchie poco interessate a sviluppare questo tema nella Giunta – glielo dica, è fatta per lo più. Quindi facciano questo regolamento e vedremo poi di contestarlo. In questo momento l'atto è un atto puramente politico e io penso che sia veramente imbarazzante per un Consiglio come questo dover ancora una volta assistere all'ennesima fissazione dell'amplificazione di un problema che non c'è, che è il problema, appunto, della discriminazione dello straniero, quindi voterò contro. Grazie.
Grazie, consigliere Honsell. Consigliera Da Giau.
Presidente, solo sull'ordine dei lavori per chiedere cinque minuti di sospensione per cortesia, perché questa era una mozione che era calendarizzata allo scorso Consiglio e avevamo scritto un emendamento alla mozione stessa, sostitutivo, che io davo già per depositato e quindi immaginavo di trovarlo e invece non c'è. Se ci lascia il tempo di verificare questa cosa un istante, tre minuti, grazie.
Va bene, sospendo per cinque minuti la seduta. Riprenderà alle 11.26. Riprendiamo i lavori. Adesso la consigliera Da Giau provvederà a depositare un emendamento che sarà distribuito all'Aula. Vuole anche illustrarlo? Prego Da Giau.
L'emendamento adesso immagino che vi verrà distribuito in tempi rapidi e mi scuso per il disguido, che è legato al cambio dell'ordine del giorno che c'è stato lo scorso Consiglio. In realtà il tema di questa mozione è già stato presentato dalla stessa mozione due volte nella passata Legislatura. Il principio da cui noi siamo partiti nel formulare questa proposta di emendamento interamente sostitutivo è quello che esiste già una normativa che è quella che deve consentire a coloro che... cioè deve permettere a chi vigila nei luoghi pubblici il riconoscimento delle persone, che quindi devono, insomma, presentare i lineamenti del proprio viso in maniera chiara per poter, appunto, essere riconosciuti, e questa indicazione vale per chi porta un casco, per chi porta un passamontagna, per chi porta un velo, per chi porta qualsiasi cosa che oscuri il viso. Il collega Calligaris che ha presentato prima la mozione ha citato la sentenza del Tribunale ordinario di Milano che noi abbiamo mantenuto nella nostra proposta di sostituzione della mozione in quelli che sono i contenuti e le motivazioni per cui quell'intervento fatto dalla Regione Lombardia era ammissibile. Queste ragioni sono legati al fatto che il divieto di avere il volto oscurato è generale e indiscriminato all'ingresso in un luogo pubblico e riguarda tutti coloro che occultino i propri connotati fisici o rendano difficoltoso il proprio riconoscimento. Quindi questa cosa, come è stato ricordato, è coerente con quanto affermato dalla Corte europea dei diritti in quanto la rimozione del turbante o del velo è ritenuta legittima per permettere i controlli di sicurezza e l'individuazione in specifici luoghi pubblici e la previsione di un divieto ad accedere con mezzi che impediscano l'identificazione solo per il tempo legato alla permanenza in detti spazi deve essere ragionevole e proporzionata rispetto al valore invocato dal legislatore. Sempre la stessa sentenza diceva che il carattere non discriminatorio di quella misura è legato al fatto che i cartelli, oltre che riportare il numero della delibera, riportavano la scritta "Per ragioni di sicurezza è vietato l'ingresso con volto coperto" ed erano rappresentate tre immagini di persone col casco, col passamontagna e col burka ciascuna barrata con una crocetta. Allora, ritenuto questo e non essendo invece concordi con le ragioni che si portavano sia nella passata Legislatura, ma soprattutto poi in questa – nel senso che nella passata Legislatura eravamo anche in un clima, diciamo, legato a tutti quelli che erano gli attacchi terroristici in giro per il mondo, quindi in un'emergenza anche emotivamente molto più pesante – allora abbiamo riportato questi elementi tratti dalla sentenza della Corte del Tribunale ordinario di Milano, richiamando quella che è la legge già in vigore che dice che per la sicurezza bisogna essere riconosciuti. Lasciando queste premesse, quindi determinando alcune condizioni, abbiamo lasciato l'impegno alla Giunta regionale "ad adottare appositi provvedimenti, anche mediante utilizzo di corretti cartelli informativi, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza per l’accesso e la permanenza in tutti gli edifici istituzionali", questo è il dispositivo, e poi "ad attivarsi perché tale regolamentazione trovi...". Quindi il dispositivo resta uguale in quanto è un adempimento di una normativa nazionale preesistente; cambiano le premesse con l'intento anche di precisare quali sono le condizioni per cui questo provvedimento e quanto previsto nel deliberato restano lontani da qualsiasi rischio di discriminazione o di individuazione di categorie a cui è attribuita una maggiore pericolosità rispetto ad altre. Su questa proposta, che, ripeto, lascia immutata la conseguenza, c'è la disponibilità al nostro voto. Grazie.
Grazie, consigliera Da Giau. Ha chiesto la parola il consigliere Moras. Prego.
Vorrei rafforzare quanto detto dal consigliere Calligaris, cioè che l'unica volontà nostra è quella delineata da una ricerca della sicurezza. Mi sembra poi oltremodo strano che qualcuno voglia identificare questa legge come una reclusione della donna nei propri ambiti. Forse abbiamo concetti diversi per quanto concerne i diritti alla libertà, alla parità. Per quanto mi riguarda la donna è libera di frequentare tutti i luoghi pubblici come persona che può dimostrare quello che è e non legata a culture che ritengo non confacenti all'attualità. Il fatto poi che qualcuno dica "non si può, con questa legge, far uscire le donne", e con questo si va a giustificare l'arretratezza di taluni comportamenti, mi lascia alquanto basito. La sicurezza oggi è preminente, è necessaria e se anche sono passati i tempi bui del terrorismo, la guardia deve essere tenuta alta e il controllo deve essere ritenuto massimo. E poi in Italia, dal mio punto di vista, si applicano le leggi di questo Stato e quelli che qui trovano ospitalità devono adeguarsi a questi usi, costumi, leggi, nel rispetto di tutti quanti.
Grazie, consigliere Moras. Non vedo altri iscritti a parlare... allora possiamo procedere... non so se il primo firmatario vuole fare qualche replica relativamente alla presentazione dell'emendamento. Prego consigliere Calligaris.
Se possiamo vederlo, avere il tempo di vederlo e...
Lo stanno distribuendo, quindi, non so, consigliere Calligaris, chiediamo cinque minuti di sospensione per dare la possibilità di leggere?
Allora sospendo cinque minuti per dare la possibilità di leggere l'emendamento. Prego. Bene, colleghi, prendiamo posto. Mi è stato comunicato che, a seguito dell'approfondimento, ci dovrebbe essere un emendamento modificativo a firma Da Giau che sostituisce l'emendamento sostitutivo. Prego, consigliera Da Giau.
Purtroppo nella velocità delle cose... Il collega di maggioranza mi chiede di non fare un emendamento interamente sostitutivo della mozione, cosa che era stata fatta per brevità e per maggiore chiarezza del testo, ma di fare un emendamento modificativo. Allora, se va bene, lo faccio oralmente. Questo emendamento modificativo sarebbe la sostituzione dei primi due punti della mozione, il "premesso" e il "ricordati", quindi gli accenni agli attacchi terroristici con le due premesse che sono invece nel mio emendamento, quindi "premesso che la legge 152", "premesso che con sentenza della Cassazione". Io chiederei – lo faccio pubblicamente – se fosse possibile anche accettare che il "ritenendo che" che precede il deliberato sia quello che è nella mia proposta di emendamento. Questo perché è più coerente con le premesse, perché qui non si tratta... cioè, non credo che la posizione di un cartello possa essere considerata il rafforzamento delle misure di sicurezza; è sicuramente una maggiore trasparenza rispetto all'informazione di un divieto che è già esistente. Qui non andiamo a fare delle nuove misure di rafforzamento. Diciamo che a determinate condizioni, rispettando quelli che sono gli elementi dati dalla sentenza del Tribunale della Lombardia, è possibile esporre questi cartelli in cui si dà, ripeto, con maggiore trasparenza, conto di quello che è un divieto esistente per legge. Per cui mi sembra fuori luogo quel "ritenuto" e chiederei, visto che è stato fatto, di fare questo ulteriore piccolo passo che ci mette tranquilli nel dire che tutti quanti lavoriamo perché nei luoghi pubblici e ovunque si possa stare sereni e tutti quanti indiscriminatamente osserviamo la legge che è in corso.
Grazie, consigliera Da Giau. Allora, ci sono due emendamenti orali: il primo che chiede di sostituire il "premesso" e il "ricordati" con il "premesso che la legge 152" e "con sentenza" dell'emendamento interamente sostitutivo della Da Giau, questo è il primo emendamento orale; il secondo emendamento proposto dalla consigliera Da Giau è sostituire il "ritenendo", prima del dispositivo della mozione Calligaris, con il "ritenendo" che invece ha previsto lei. Darei la parola al consigliere Calligaris per esprimersi su questi due emendamenti. Prego, Consigliere.
Per quanto riguarda la mozione, già la mozione riportava sostanzialmente le motivazioni della sentenza del giudice ordinario di Milano – la nostra le riportava già – dove si affermano dei principi, cioè il divieto, come diceva la collega, vale per tutti, quindi non è discriminatorio, non è discriminatorio perché vale per qualsiasi religione. Si vieta il volto coperto, non si interviene su nessun credo religioso e vale proprio per tutti. Viene vietato il volto coperto. Il secondo principio è che la sicurezza giustifica la compressione del diritto di opinione, di libertà, di coscienza e religioso e questa compressione viene giustificata per il tempo necessario, appunto, a permanere in luoghi pubblici ben individuati. Inoltre il principio della legge 152/1975 in realtà – cosa dice ancora il giudice ordinario? – è perfettamente coerente con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. Per quanto riguarda il primo emendamento, chiamiamolo così, quello che riguarda le premesse e la parte sul terrorismo, io sono d'accordo, sono favorevole a questi due emendamenti in quanto, voi dite, la situazione non è più quella della passata Legislatura, siamo in un'altra fase eccetera. È pur vero, è pur vero, devo dire, che bisogna sempre prevenire; come diceva il mio collega Moras, è meglio prevenire che intervenire dopo. È vero anche che alla fin fine l'ISIS colpisce quando è in crisi o quando sta perdendo e in Siria sta perdendo, e c'è il problema, che bisognerà anche porsi, del ritorno dei foreign fighters, prima o poi. Io comunque esprimo il mio parere favorevole e questo perché? Perché mi fa piacere e ritengo un grande passo in avanti che il PD finalmente accetti e riconosca che nel nostro ordinamento la sicurezza dal 1975 in poi può comprimere anche – anche – le opinioni religiose, che per la sicurezza dei cittadini si deve entrare in ospedale a volto scoperto. Credo – e lo vedo come un grande passo avanti, anche con sorpresa devo dire – che abbiate fatto questo passo, devo veramente dirlo. Per quanto riguarda il secondo emendamento il mio parere è sfavorevole perché, appunto, la legge Reale è una legge sulla sicurezza, quindi questa mozione vuole chiedere alla Giunta di emanare un regolamento che aumenti il livello di sicurezza nelle nostre strutture, che al momento non c'è, quindi non di dare una maggiore informazione agli utenti, non si parla solo di informazione. Gli addetti che sono nelle strutture non dovranno solo dare informazioni, dovranno dire di togliere l'indumento che copre il volto e anche chiamare la forza pubblica per comminare le relative sanzioni. Quindi sul secondo c'è parere negativo.
Bene, è molto chiaro. Bolzonello.
Grazie, Presidente. Un brevissimo intervento solo per il collega perché giustamente non può saperlo ed è giusto dirlo qui in quest'Aula. Ha detto: finalmente il PD... mi fa piacere eccetera. Chi era in quest'Aula la volta scorsa sa che il PD aveva dato la disponibilità a votare esattamente queste cose con la richiesta che fossero cambiate le due frasette sopra perché si andasse da un ragionamento meramente ideologico che c'era a un ragionamento anche in parte ideologico – perché non nascondiamoci dietro a un dito rispetto a – ma con una visione che fosse una visione che contemperasse le due cose. La precedente volta la minoranza di Centrodestra non aveva accettato questo cambiamento. Questa volta la maggioranza di Centrodestra, in particolare la Lega, lo accetta e quindi ringraziamo noi che avete capito, che venite incontro e che quindi facciamo le cose fatte bene, come Dio comanda. Grazie.
Grazie, consigliere Bolzonello. Ussai.
Ruberò solo qualche secondo per dire che già nella scorsa Legislatura, come è stato ricordato, era stata presentata una mozione a cui noi avevamo votato in maniera favorevole e coerentemente anche in questa Legislatura sosteniamo questa necessità. Grazie.
Grazie, consigliere Ussai. Non ci sono altri iscritti, allora porrei in votazione l'emendamento orale proposto dalla consigliera Da Giau che prevede di sostituire i primi due capoversi dell'emendamento Calligaris con i suoi due primi capoversi. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Poniamo in votazione il secondo emendamento orale proposto dalla consigliera Da Giau che mira a sostituire il "ritenuto" prima del dispositivo della mozione Calligaris con il "ritenendo" prima del dispositivo della mozione che aveva presentato la consigliera Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Poniamo in votazione la mozione così come emendata dal primo emendamento orale a firma Da Giau. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo all’esame del punto n. 6 dell’ordine del giorno, che prevede la discussione sulla mozione “Tavolo urgente di crisi settore vendita carburante” (52), a firma Di Bert, Sibau, Morandini, Vaccher, Giacomelli. Prego, consigliere Di Bert.
Grazie, Presidente. Io do lettura del documento per stare all'interno in maniera dettagliata. Considerato che dall’introduzione della legge regionale 14/2008, dopo l’abolizione della Zona Franca per le aziende che si occupano della vendita del carburante, in particolare nella provincia di Gorizia, è iniziata una grave crisi dovuta anche alla concorrenza nel prezzo di vendita operato dai distributori Sloveni; Preso atto che i dati forniti dalla Camera di Commercio di Gorizia presentano uno spaccato di profonda crisi legata alla vendita del carburante, in particolare della benzina. Nel 2017 nella Regione FVG sono stati venduti 6.623.00 litri di carburante in meno rispetto all’anno prima, dei quali 1.292.000 litri solo nella Provincia di Gorizia; Ricordato che le organizzazioni di categoria, in particolare la Faib Confesercenti Friuli Venezia Giulia, stante il perdurare della crisi degli operatori, in particolare nella zona confinaria, hanno più volte sollecitato l’avvio di un tavolo di crisi aperto a tutte le sigle sindacali regionali e finalizzato all’attivazione di strumenti atti a ridurre l’impatto della concorrenza transfrontaliera e ad un’eventuale ridefinizione della normativa regionale nel suo complesso; Considerato che anche l’Illustrissimo Signor Prefetto di Gorizia ha inteso, con propria nota del 15 gennaio 2019, sollecitare l’avvio di un confronto tra la Regione e le categorie per affrontare lo stato di crisi del settore di rivendita del carburante nelle zona di confine; Tutto ciò premesso, si impegna la Giunta regionale: 1) ad avviare con urgenza un tavolo urgente di crisi aperto a tutte le sigle sindacali regionali; 2) a valutare l’attivazione di validi strumenti tesi a ridurre l’impatto della concorrenza transfrontaliera e ad individuare eventuali interventi normativi regionali volti a ridefinire la materia in questione; 3) a valutare la possibilità di attuare una riforma completa della normativa regionale in materia di carburanti e di mobilità sostenibile. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Di Bert. È aperta la discussione. Honsell.
E' indubbio che quando si propone di fare un tavolo per ragionarci sopra è sempre una cosa positiva e in questo senso io darò parere favorevole a questa mozione. Certamente non credo che la situazione si possa risolvere se e fino a quando si mette a fuoco solo questo problema. Era proprio la settimana scorsa quando è stato quantificato, quando abbiamo avuto l'incontro con i rappresentanti anche dell'ARPA, in 45 milioni addirittura l'investimento che verrà fatto da questa Regione. 45 milioni, dico, per la benzina agevolata, cioè una cifra, direi, che si potrebbe probabilmente impiegare molto più efficacemente in altre misure proprio per promuovere anche la stessa mobilità sostenibile. Io credo che, anzi, proprio quelle misure abbiano posto il nostro sistema della rete dei carburanti in una posizione estremamente arretrata. Noi praticamente non abbiamo una rete metano mentre invece c'è in tantissime altre regioni italiane. Quando ero sindaco ho cercato di costruirla, ma con enormi difficoltà. Dunque io chiedo... qui è difficile... Il "tutto ciò premesso", il dispositivo di questa mozione, ripeto, è condivisibile, però l'invito è proprio di cercare di non risolvere la cosa solamente, banalmente o semplicisticamente, dando ancora più soldi per compensare quel tipo di svantaggio, proprio per capire che forse il vero problema non è difendere un tipo di attività che tutti noi auspichiamo che vada ad esaurirsi – perché è chiaro che la vendita di carburante, soprattutto di questo tipo di carburante, è negli auspici, abbiamo sentito la scorsa settimana, che si riduca – ma che si vada, appunto, proprio nella direzione di garantire comunque le attività lavorative ma che siano attività lavorative sostenibili. Con questa premessa io voterò a favore. Grazie.
Grazie, Presidente. Questo è un tema che non è la prima volta che si discute. Qualche settimana fa i due Assessori competenti sono venuti in Commissione ad illustrare quello che è lo stato di fatto dell'opposizione regionale all'infrazione comunitaria. Intanto chiedo al collega Di Bert di poter aggiungere la firma. Credo che si tratti di una questione che da tempo è presente, che vede una situazione effettivamente molto seria degli operatori, perché nonostante vi sia stata in questi anni una riorganizzazione complessiva del sistema, devo dire che questa riorganizzazione non è stata del tutto completata, tant'è che all'interno delle città vi sono comunque ancora situazioni di presenze di distributori di carburante e rispetto a quello che in pratica le case petrolifere si erano proposte, cioè anche migliorare l'offerta dei distributori di benzina, ahimè, non è dappertutto così. Devo dire che dove vi sono stati imprenditori coraggiosi e che hanno rischiato del proprio e hanno aggiornato, hanno migliorato, hanno ammodernato le proprie strutture di vendita, devo dire che, al di là del fatto che, ad esempio, sul diesel è ancora conveniente andare oltreconfine, devo dire che gli incassi, le attività, i fatturati di queste attività sono di livello veramente notevole, evidentemente perché quando si investe e si rischia, si hanno anche risultati. Quello che si propone la mozione, perché di questo parliamo, è che prende atto della situazione di crisi che c'è, valuta l'attivazione di validi strumenti (e questo è possibile, ahimè, solo cambiando la legge, ma non si può fare fino a che abbiamo la procedura d'infrazione aperta, perché la legge di quel tempo, ahimè, aveva tanti dubbi; fra l'altro è una situazione che riguarda Gorizia, ma a Trieste la situazione è uguale perché l'area di confine oggettivamente porta a queste difficoltà da parte delle categorie economiche) e impegna a valutare, quindi, la possibilità di una riforma completa della normativa regionale (che però fino a che – qua c'è l'Assessore – fino a che non si chiude la procedura di infrazione... su cui i Governi, a prescindere da chi governa, hanno sempre posto opposizione) che credo debba essere perseguita. Quindi c'è il mio personale sostegno alla mozione e la richiesta di poter apporre la firma alla mozione, ben sapendo che non è una situazione semplice, è una situazione che deve vedere tutti protagonisti, tutte le istituzioni competenti e le categorie economiche. Questo non deve significare che la questione non debba essere affrontata in maniera seria – come peraltro, ripeto, i Governi che in questi anni si sono succeduti hanno fatto – rispetto comunque a una normativa che va cambiata.
Grazie, consigliere Moretti. Consigliere Sibau.
È evidente che i distributori più sono prossimi al confine e più subiscono, sono penalizzati da questa situazione. Io ricordo che parecchi anni fa, per quanto riguarda i comuni della fascia confinaria, venivano dati a tutti i residenti di quei comuni dei "buoni benzina" che portavano ad avere il carburante a un prezzo più vantaggioso addirittura di quanto non fosse nella vicina Slovenia. Io non so se questa soluzione è una soluzione che si può riprendere e si può perseguire, però quella soluzione dava parecchio respiro a chi era gestore di un distributore, per cui una soluzione va pensata perché effettivamente i distributori della fascia confinaria sono in grossa, grossissima difficoltà.
Grazie, consigliere Sibau. Da Giau.
Per dire, come ha già fatto il mio collega Moretti, che ovviamente quando ci sono delle persone che sono in difficoltà con la loro attività professionale vanno tutelate e quindi il confronto si deve sicuramente sempre aprire, ma anche per sottolineare quelli che sono poi gli argomenti che devono stare su quel tavolo e sul tavolo politico. Io non ero presente alla Commissione in cui si è discusso recentemente proprio di quella che è la nostra normativa sui "bonus benzina", però ricordo ed ero in quella Commissione nella passata Legislatura dove abbiamo più volte discusso e anche cercato di capire quali fossero i reali vantaggi e soprattutto quali fossero i reali beneficiari, poi, di quei vantaggi della nostra normativa, trovando un consenso che, insomma, io ricordo abbastanza unanime rispetto alla necessità di una revisione che consentisse, per esempio, a chi abita nell'altro confine interno di non trovarsi, nonostante lo sconto della Regione Friuli Venezia Giulia, a passare il confine a poche centinaia di metri da casa e trovare la benzina a prezzi inferiori rispetto a quelli praticati dentro il confine del Friuli Venezia Giulia. Per cui chiaramente qui dobbiamo cercare di tutelare tutti i soggetti che sono in campo, che sono, sì, i benzinai, sono le famiglie del Friuli Venezia Giulia e la regione intera, per evitare che una norma fatta a fin di bene poi in realtà non sortisca gli effetti voluti. Anche perché ricordavamo nella passata Legislatura, ma ricordo anche qui, che nel mercato dei distributori della benzina, delle grandi compagnie petrolifere che reggono quei distributori, esistono anche tutta una serie di altre misure che sono atte a favorire la riduzione dei prezzi per vincere sulla concorrenza e quindi è quanto mai necessaria – visto che va un po' di moda – anche un'analisi costi/benefici rispetto all'ingente quantità di milioni che la Regione mette per quella misura, ripeto, che poi forse non si traduce in quello che viene dichiarato, cioè un reale vantaggio per le famiglie, pur comprendendo che la situazione è molto distinta tra chi è in prossimità della frontiera con altri Stati piuttosto che chi è al confine con le altre regioni. L'attenzione secondo me deve essere anche in qualche modo a... Insomma, richiamo due prese di posizione...
Da Giau...
Sì, benissimo. Volevo solo richiamare al fatto che il prezzo della benzina potrebbe anche calare per tutti nel momento in cui si compissero le promesse del Vice Premier Salvini rispetto al togliere alcune delle accise e ricordare una posizione – forse lontanissima, che io ho sentito con le mie orecchie – di Beppe Grillo quando diceva che la benzina doveva costare 5 euro per far sì che fosse disincentivata a fronte di altre modalità, di altro tipo di carburante, tra virgolette. Quindi credo che dobbiamo contemperare tutta una serie di esigenze che ci portano anche verso la dismissione di alcune fonti, alcuni carburanti che non vanno d'accordo con il preservare le nostre risorse e il nostro ambiente.
Grazie, consigliera Da Giau. Sergo.
Grazie, Presidente. Noi ringraziamo i proponenti e come Gruppo, quindi parlo anche a nome dei colleghi Ussai e Capozzella, chiediamo di poter apporre la firma alla mozione. È un tavolo sicuramente importante visti anche i riflessi che comunque tutto il settore sta avendo e non solo per le cose che vengono ricordate nelle permesse, dove si dà ovviamente grande risalto alle problematiche legate alla vicinanza di Stati in cui il carburante effettivamente costa meno che nel nostro e da qui ovviamente si punta il dito contro il nostro prezzo maggiore per quanto riguarda la chiusura di molti distributori di benzina. Io ricordo che è un problema che comunque stanno avendo tutti i distributori in Italia, perché se abbiamo perso il 20 per cento di distributori nell'arco degli ultimi otto anni e se abbiamo una serie di problematiche legate anche alla precarietà di molti di loro (4 mila aziende sono già state chiuse, 10 mila sono ancora precarie, non sanno quale sarà il loro futuro), questo problema, ripeto, riguarda tutta la penisola, quindi non solo noi. Da noi c'è un doppio problema perché è anche legato a tutti i discorsi che abbiamo fatto anche in Commissione sulla scontistica, sulla necessità eventualmente di intervenire, per, io dico, attenuare una problematica di questi imprenditori. Attenuare perché comunque dobbiamo metterci anche d'accordo su quello che è il futuro della mobilità su cui vogliamo puntare perché inevitabilmente, se iniziamo a creare o a distribuire il biometano proveniente dalla gestione dei rifiuti, se iniziamo a spingere sulla mobilità elettrica e quindi sui veicoli elettrici anche nella pubblica amministrazione, se ci sono le auto ibride e tutto il resto, andando anche ad incentivare questo tipo di automobili e autoveicoli, è chiaro che una ripercussione sui distributori di benzina c'è. Io non so se l'Assessore ha con sé i dati – sarà eventualmente interessante anche valutali – di quanti sono invece i nuovi distributori, negli ultimi anni, che sono cresciuti nonostante questo quadro, perché effettivamente, a girare per le nostre strade, comunque se ne vedono aprire sempre di nuovi e credo che questa debba anche far riflettere. Ovviamente ci sono le cosiddette "pompe bianche", ma non solo, quindi è chiaro che un ragionamento va fatto proprio a livello complessivo del settore, quindi ben venga, per parlare con tutti i soggetti interessati da queste problematiche. Ripeto, quel dato sarebbe interessante averlo anche per capire tutte le motivazioni per cui poi molti distributori, anche nella nostra regione, sono costretti a chiudere. Grazie.
Grazie, consigliere Sergo. Consigliere Centis.
Grazie, Presidente. Anche da parte del nostro Gruppo consiliare sosteniamo questa mozione, quindi metteremo anche la nostra firma. Il problema dei carburanti nella regione Friuli Venezia Giulia ormai è storia vecchia. Del resto il nostro territorio è terra di confine, quindi il confronto, il dualismo fra la regione Friuli e la vicina Slovenia per quanto riguarda il carburante, e non solo il carburante, da anni esiste e c'è sempre stato, quindi questa è una questione, un problema, insomma, che ovviamente non è solo di oggi, ma c'è da tempo. È giusto anche aprire un confronto, un tavolo, sederci con i vari rappresentanti di categoria per capire quali possano essere le soluzioni migliori per sostenere chi lavora, chi ha famiglia e vive di questo lavoro con le pompe di benzina nel nostro territorio. Certo è che si è sempre detto da più parti che abbiamo una rete di impianti vecchia, obsoleta, abbiamo una rete di impianti numerosa rispetto alla domanda, abbiamo una rete di impianti dove ancora tante famiglie, tanti addetti poggiano sulla rendita e sulla vendita dei carburanti, quindi è giusto che ci sia un confronto ed è giusto anche far capire che forse veramente siamo arrivati al punto che bisogna fare una verifica attenta e profonda per snellire e alleggerire la rete degli impianti di carburante nella nostra regione Friuli. Poi sono anche d'accordo e sostengo il ragionamento che c'è all'interno di questa mozione, in modo particolare nel dispositivo, dove c'è sì l'urgenza di un tavolo urgente di crisi aperto alle sigle sindacali, ma anche di valutare la possibilità di attuare una riforma completa della normativa in materia, in particolare, anche di mobilità sostenibile, perché oltre ai 45 milioni che la Regione mette per sostenere i propri carburanti, diciamo così, quelli in vendita nel nostro territorio, è necessario anche che ci sia da parte della Regione sempre più attenzione e sempre più disponibilità verso una mobilità sostenibile, che può essere ovviamente fatta di auto elettriche, che può essere fatta di piste ciclabili, che può essere fatta anche di trasporto pubblico locale, quindi una maggiore e sempre più attenzione verso un'alternativa al carburante. Grazie.
Grazie, Presidente. Il mio intervento è molto breve. È per chiedere al primo proponente di aggiungere la mia firma perché ritengo che la modalità con cui il dispositivo illustra la complessità del tema sia assolutamente da sostenere. Abbiamo da un lato i lavoratori che si ritrovano ad avere un contesto – e lasciamo sullo sfondo, ovviamente, il tema delle procedure di infrazione europea – di concorrenza non esattamente equilibrato. E in questo senso penso che forse dovremmo aggiungere non solo la concorrenza transfrontaliera, ma anche quella transregionale in quanto in alcune aree del vicino Veneto ci sono delle condizioni più favorevoli. Così come parliamo molto spesso della Slovenia, ma forse anche il tema della vicina Austria si dovrebbe far partecipare a questo tavolo. Così il tema della mobilità sostenibile e di come sia possibile accompagnare questa auspicata trasformazione della mobilità dai combustibili che connotato gli attuali distributori ad altri combustibili – oggi vediamo che c'è l'elettrico, oggi vediamo che c'è il metano – che devono connotare una nuova professionalità degli operatori. Da ultimo, ma non ultimo, sullo fondo c'è il tema dei consumatori che evidentemente in tutto questo si ritrovano ad essere l'ultimo anello della catena. In questo senso, quindi, auspicando che il tema della concorrenza sia affrontato a trecentosessanta gradi, anche, quindi, con il Veneto e con l'Austria, anche se sappiamo che con la Slovenia è più consueto, e che ci sia un qualche ruolo della Commissione competente anche in questo tavolo in modo tale che poi gli atti legislativi siano presi a ben ragione, chiedo al collega Di Bert la possibilità di aggiungere la mia firma.
Grazie, consigliera Santoro. Si è iscritto il consigliere Bidoli. Prego.
Grazie, Presidente. Anch'io farò un intervento breve, molto breve, anche perché condivido pienamente le preoccupazioni e le cose che sono già state espresse dai colleghi Consiglieri. Chiediamo anche noi come Gruppo di apporre la firma alla mozione rilevando, appunto, che le difficoltà del comparto sono molte e che le preoccupazioni ci sono e che quindi anche il dispositivo, dove dice di avviare con urgenza, appunto, il tavolo di confronto, sia importante e anche il discorso di arrivare a una riforma perché giustamente la normativa attuale crediamo abbia necessità di essere affrontata. Quindi di nuovo chiediamo di apporre tutti e due la firma per il Gruppo consiliare del Patto per l'Autonomia. Grazie.
Grazie, Bidoli. Calligaris.
Intanto volevo chiedere anche a nome dei miei colleghi il permesso di apporre la firma per Calligaris, Bordin, Moras, Bernardis, Turchet e Ghersinich... e Singh. Poi sulla mozione, la mozione è importante perché riguarda soprattutto i proprietari di impianti che nella fascia confinaria sono in crisi e sono quelli che perdono più carburante, particolarmente nella zona di Trieste e soprattutto Gorizia, quindi il tavolo forse serve anche per riattivare quel sistema di incentivi anche alla chiusura, che però non aveva avuto, mi dicono, un grande risultato nel passato; mi pare che c'erano stati solo cinque casi, di cui, fra l'altro, tre di Gorizia, due o tre su cinque proprio di Gorizia. Credo che sarà anche il caso, come hanno detto vari colleghi, di fare un ragionamento sul nostro sconto carburante, perché in sostanza cosa succede? Questi benzinai, quasi tutti proprietari, sono in crisi perché noi applichiamo uno sconto fisso. Praticamente, con la legge del 2010, noi applichiamo uno sconto fisso alla benzina su un prezzo che mentre i benzinai italiani fissano su un determinato parametro o valore di mercato che viene fissato ogni giorno, la Slovenia, con la sua compagnia principale, lo fissa a quindici giorni, e abbiamo uno sconto fisso su un prezzo senza considerare un prezzo medio delle pompe oltreconfine. Questo è il meccanismo, se ho capito bene, della legge del 2010 che pone in crisi i benzinai della stretta fascia confinaria, perché in questo modo non succede mai che la Slovenia sia inferiore ai nostri prezzi e noi siamo sempre superiori. Ora cosa succede? Se questo non influisce su un abitante di Pordenone, su un consumatore di Pordenone o di Udine, è chiaro che un abitante di Gorizia città o della zona confinaria comunque sceglie la Slovenia. Credo che una volta che si sarà chiusa la questione dell'infrazione – speriamo positivamente – sarà questo il tema da affrontare.
Grazie, consigliere Calligaris. Ha chiesto la parola il consigliere Nicoli, a cui facciamo gli auguri perché lo vediamo infortunato. In bocca al lupo! Prego Giuseppe... Scusami. Calligaris.
C'è un'ulteriore aggiunta di firma del consigliere Spagnolo.
Benissimo. Nicoli.
Grazie Presidente. Anche il Gruppo di Forza Italia, con il sottoscritto, la collega Piccin, il collega Camber e il collega Mattiussi, appoggerà questa mozione e metterà la firma al documento su un tema evidentemente importante, con degli aspetti che già i colleghi che mi hanno preceduto hanno ben sottolineato e che sono sicuramente da tenere ben presenti anche per tutto ciò che riguarda l'economia della nostra regione. Però direi che anche la possibilità di istituire un tavolo di confronto anche sulla mobilità sostenibile, la mobilità in generale, avrà sicuramente la sua importanza per il prossimo futuro perché non dimentichiamoci che poi la mobilità in generale, il trasporto pubblico locale hanno anche degli impatti di una certa rilevanza per quanto riguarda le nostre città e di conseguenza tutti gli aspetti relativi anche alla pianificazione urbanistica, che in futuro si dovrà fare in Regione, credo dovranno tenere conto delle novità, degli aspetti nuovi che arriveranno, appunto, sulle novità della mobilità sostenibile, della mobilità del futuro. Quindi per queste ragioni appoggiamo e apponiamo la firma anche noi al documento. Grazie.
Grazie, consigliere Nicoli. Abbiamo finito... Ah, c'è Miani. Miani.
Grazie, Presidente. Solo per chiedere di apporre la nostra firma – consiglieri Lippolis, Mazzolini e Miani – alla mozione.
Grazie. È finita la discussione. Il consigliere Di Bert credo che accetti tutte le richieste di sottoscrizione.
Accetto ovviamente la richiesta fatta da tutti i Consiglieri. Mi fa molto piacere che ci sia questa convergenza su un problema, con tutti i "se" e i "ma" che ha posto il collega Honsell, ma la tematica va affrontata, da qualche parte si deve pur partire e credo che il tavolo sia già un buon inizio. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Di Bert. La Giunta interviene sulla mozione. Assessore Scoccimarro.
Ovviamente è una mozione accoglibile, anche perché fatta il 14 febbraio e nel frattempo di acqua ne è passata sotto i ponti. Abbiamo fatto anche riunioni importanti a Roma. Questo tavolo urgente è stato convocato nei giorni successivi alla mozione in sede romana, con anche le associazioni dei petrolieri affinché potesse essere naturalmente ribassato il prezzo dei carburanti, ma soprattutto le riunioni erano volte ad affrontare il problema del ricorso alla Commissione europea. Voi sapete che dopo anni è arrivato questo ricorso, in tempi un po' sospetti, però noi abbiamo attivato subito i nostri uffici insieme a quelli dell'Avvocatura di Stato e dalle riunioni – dopo un iniziale mio scetticismo perché si poteva pensare che qualche fondatezza l'avessero le eccezioni che ci hanno rivolto – sentendo gli avvocati dell'Avvocatura di Stato e nostri, è emerso che sono moderatamente ottimisti affinché questa causa con la Commissione europea si possa vincere. Anche perché se ciò non fosse, stiamo parlando di una situazione per cui i distributori di benzina – che, ricordo, sono il 30 per cento in più della media nazionale – questi distributori temo che con il fatto di non avere più l'incentivo regionale sullo sconto carburanti... e sottolineo: sconto carburanti, non le accise, perché la differenza che ci viene contestata è proprio questa, quindi lo sconto sui carburanti secondo noi è una cosa legittima proprio in virtù della concorrenza slovena. Quindi ho fatto questi tavoli, ho sentito non più tardi di qualche giorno fa, a Udine, anche la Confesercenti citata in mozione. Poi per quanto riguarda altri strumenti, noi mettiamo già più di 43 milioni all'anno. Si può anche discutere in Consiglio di metterne ancora di più, per l'amor di Dio, però ritengo che questo sia un incentivo abbastanza valido. Tra l'altro quest'anno abbiamo avuto 250 mila vetture che, in virtù della legge del 2008, avrebbero cessato di avere questo contributo. Ricordo che le vetture più inquinanti avrebbero dovuto avere annullato l'incentivo. Mi è stato detto che voglio inquinare l'ambiente. No, io ho fatto un calcolo abbastanza semplice e di buonsenso: abbiamo dato un incentivo alle persone che io giudico normalmente più svantaggiate perché se hanno una macchina vecchia probabilmente non se la possono comprare una nuova, non penso che siano tutti quanti tirchi e avari, quindi abbiamo lasciato questo contributo a 250 mila macchine, le quali senza contributo avrebbero fatto il turismo del pieno della benzina e quindi avrebbero inquinato ancora di più posto che non avrebbero cambiato la macchina; quindi avremmo avuto, oltre al danno, la beffa: nessun introito per le casse regionali e in più l'inquinamento delle macchine che vanno su e giù. Quindi è una norma di buonsenso. Certo è che vicino a questa va sviluppato sempre di più... Ho lasciato poco fa i rappresentanti della Confcommercio, commercianti di macchine, per andare a trovare soluzioni diverse e migliori per incentivare il cambio del veicolo. Detto questo, c'è anche una possibilità: che non sia mai che non venga poi vinta la causa. Io sono, come ho detto, moderatamente ottimista, ma potrebbe succedere. In questo caso stiamo già lavorando – l'ho detto anche in Commissione – a un piano B affinché ci sia una tessera (penso alla tessera regionale che si usa per la sanità) con nei microchip inseriti dei vantaggi di tipo ambientale/energetico, una sorta di tessera verde o blu, con i colori che vogliamo, che va a incentivare, appunto, sia l'utilizzo delle energie pulite che anche il discorso della benzina agevolata. Il tutto per dire che i tavoli sono già fatti, possiamo anche convocare ulteriormente questo, ma al momento, oltre che ribadire quello che ho detto in sede di Consiglio, novità non ce ne sono. Come ho detto poc'anzi, il confronto – in questo momento c'è chi mi aspetta, della Confcommercio, nella sala a fianco – c'è ed è costante, quindi ben venga questa mozione come ulteriore stimolo, ma dal 14 febbraio abbiamo fatto, penso, la maggior parte delle cose che ci sono state chieste. Grazie.
Grazie, assessore Scoccimarro. Bene, allora poniamo ai voti la mozione a firma lunghissima, primo firmatario Di Bert: “Tavolo urgente di crisi settore vendita carburante”. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo alla discussione sulla mozione: “Sospendere ogni contributo finanziario, patrocinio o concessione a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo a negare o ridurre il dramma delle Foibe e dell’Esodo”, d’iniziativa dei consiglieri Camber e Ghersinich. Do la parola al primo firmatario, il consigliere Camber, per l'illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente. Con questa mozione si chiede alla Giunta regionale di sospendere ogni contributo finanziario e di qualsiasi altra natura (tipo patrocinio o concessione di sale) a beneficio di soggetti pubblici o privati che direttamente o indirettamente concorrano con qualunque mezzo o in qualunque modo a diffondere azioni volte a non accettare l'esistenza di vicende come le Foibe e l'Esodo ovvero a sminuirne la portata o negarne la valenza politica. Questa mozione prende spunto dagli episodi plurimi di negazionismo di questi crimini titini. Anche quest'anno, in particolare, vi sono state varie forme di riduzionismo – altro termine inventato, ma che però equivale al negazionismo – ci sono stati Vademecum per negare le Foibe come genocidio, c'è stato chi ha auspicato la censura del film su Norma Cossetto (che poi invece la RAI ha proiettato in prima serata), chi si ostina a negare pubblicamente il piano di eliminazione della presenza italiana nell'Adriatico orientale. Beh, dobbiamo togliere ogni supporto, patrocinio, sostegno, contributo, riconoscimento, accreditamento a chi assume tali atteggiamenti. Le cose stanno cambiando per fortuna. In ultimo, il Presidente Mattarella, proprio quest'anno, riferendosi, in occasione del Giorno del Ricordo, alle Foibe e all'Esodo, ha parlato di una tragedia provocata da "una pianificata volontà di epurazione su base etnica e nazionalistica" che non è stata una ritorsione eccessiva contro i torti del fascismo come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato ad insinuare – parole del Presidente Mattarella – ma è stata "una pulizia etnica". Parole epocali che rappresentano un altrettanto epocale nuovo punto di partenza per rafforzare la conoscenza del dramma degli italiani dell'Adriatico orientale. Ricordiamo che questa violenza, poi, la subirono anche vittime slovene, croate e serbe. Davanti a questi dilanianti scontri ideologici le parole di Mattarella sono state parole che uniscono e che non dividono. Per questo è doveroso che la Regione disincentivi concretamente nuove possibili ondate di iniziative riduzioniste o negazioniste, iniziative che vogliono distogliere l'attenzione dal ricordo sentito e commosso di tutte le vittime degli eccidi pianificati dal regime di Tito.
Grazie, consigliere Camber, per l'illustrazione della mozione. Non vedo iscritti. Cosolini.
Grazie Presidente. In premessa è fuori di discussione da parte mia e da parte del Gruppo del Partito Democratico la totale condanna, evidentemente, di tutto ciò che accadde qui e che viene ricordato nel Giorno del Ricordo, quindi sia del damma delle Foibe, sia del dramma dell'Esodo, e anche la condanna politica e morale di posizioni che vengono definite o che possiamo definire tranquillamente negazioniste. Io credo del resto di poter intervenire in quanto mi è stato dato atto da tutte le parti politiche e dalle associazioni degli esuli come nei miei cinque anni di mandato ho interpretato in modo rigoroso e intransigente il sentimento di condanna, ad esempio intervenendo il Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza e, tra le altre cose, anche consentendo e promuovendo l'apposizione a San Giusto di una targa che ricorda i 40 giorni dell'occupazione jugoslava e titina della città di Trieste. Fatta questa premessa, la mozione mi suscita alcune riserve. Mi suscita alcune riserve soprattutto quando al negazionismo, su cui io ho già espresso evidentemente la mia personale condanna politica e morale, aggiungiamo un'espressione che di per sé è molto più sensibile, è molto più delicata, è molto più interpretabile, che è stata usata anche dal presentatore, cioè quella di riduzionismo. Faccio un esempio molto concreto, Presidente, che in qualche misura la chiama in causa direttamente: tra i riduzionisti apprendo che ci sarebbe anche il professor Pupo, chiamato qui, proprio al suo fianco, dalla Presidenza del Consiglio regionale, a celebrare il Giorno il Ricordo, in quanto il Vademecum che viene citato nel "tenuto conto", nel secondo capoverso della mozione, è stato scritto tra gli altri, e, anzi, direi con una funzione di coordinatore, proprio da quel professor Pupo che qui il 10 febbraio ha interpretato, direi con un sentimento unanime di approvazione per la sua commemorazione, il senso del Giorno del Ricordo. Quindi, come dire, temo che questa censura delle posizioni riduzioniste possa essere in qualche modo volta per volta applicata non avendo come parametro un'oggettiva verità storica che non è ancora completamente disponibile negli atteggiamenti delle forze politiche. Io credo che la lettura di quello che accade sia una lettura che spetti alla storia. Ci sono stati molti storici, moltissimi storici che l'hanno fatto con grande rigore e con grande serietà. Ritengo personalmente che il professor Pupo sia tra questi. Esiste ancora oggettivamente una lettura da parte della politica che in qualche misura è legata a sensibilità, è legata all'interpretazione di sensibilità, in qualche caso è legata anche evidentemente ad esigenze di iniziativa e di polemica politica. Allora mi preoccupa l'idea che un'autorità politica decida, sulla base di un metro che conseguentemente non è oggettivamente definito, cos'è il ridimensionamento di una portata. Se ridimensionamento di una portata vuol dire negare che ci furono vittime innocenti, negare che c'è stato un eccidio e anche negare che c'era un progetto politico che in qualche misura ha accompagnato gli atti di quei 40 giorni, ebbene, io non ho nessun dubbio nel dire che censuro profondamente questo tipo di posizioni. Quando però entriamo nella pretesa di interpretare...
Sì, mi fermo subito, Presidente. Quando però entriamo nella pretesa di interpretare portata, significato, motivazioni, conseguenze, cause e così via, ci mettiamo su un cammino in cui volta per volta le letture della politica possono essere diverse, possono essere penalizzanti, possono, come dire, mettere in discussione il sostegno alle attività di associazioni che sono meritorie solamente magari perché qualcuno, interpretando un punto di vista personale, ma facendo parte di quell'associazione, ha espresso una determinata tesi che non è condivisa. Allora rimane il giudizio chiaro, netto sul dramma, sulle cause, sulle responsabilità; rimane evidentemente una riserva su questa mozione e su ciò che può in qualche misura portare con sé l'attuazione di questa mozione per le cose che ho sintetizzato.
Grazie, consigliere Cosolini. Consigliere Gabrovec.
Grazie, Presidente. Ho la sensazione che tutti ascolteranno attentamente quanto ho da dire. Devo ammettere di essere stato molto titubante sulla discussione in merito al punto all'ordine del giorno già nella seduta precedente, a questi tentativi di contribuire con qualche considerazione utile oppure restare muto ed evitare qualsiasi possibile strumentalizzazione e polemica, perché ovviamente l'argomento che ci ritroviamo ad affrontare è uno di quelli che con grande difficoltà portano a delle considerazioni positive, ma possono essere molto spesso semplicemente un incentivare la divisione, l'odio e anche la nascita di nuove polemiche. Come al solito, quando si parla di questi aspetti, di questi temi – anche questo è alquanto sintomatico – c'è l'assenza del collega Danilo che potrebbe anche dare un contributo tranquillizzante, anche forse neutrale rispetto al tema. Potrei concludere qui questo mio intervento, semplicemente con quanto ha già detto il collega Cosolini; in effetti, questo dibattito con grande difficoltà porterà a nuove conclusioni, a nuove, anche, conquiste. È difficile parlare e commentare quanto ha detto il collega Camber, soprattutto che sia possibile, con un atto a firma del Consiglio regionale, che si porti al silenzio o alla chiusura delle possibilità di intervento a tutti coloro che ragionano forse in termini diversi. Diciannove anni fa, nel 2000, è stato pubblicato per la prima volta il rapporto della Commissione mista storica italo-slovena di personaggi, di storiografi, di uomini di cultura, che dopo sette anni di lavoro ha fatto presente un documento estremamente importante che va dalla fine del XIX Secolo al 1956. Ne chiedo la copia al mio collega. Ecco, in quella relazione della Commissione, un gruppo di esperti, di storici di parte italiana e di parte slovena, autorizzati e delegati dagli allora Governi sloveno e italiano, hanno presentato un'analisi su quelle che sono state le vicende di questo periodo storico che hanno condizionato la vita lungo questi confini negli anni precedenti la Seconda Guerra, quindi c'è stata una visione più ampia di questi fatti storici. Si è giunti a una conclusione tecnica, da esperti, nella quale hanno sottolineato la necessità, l'impellenza che questo documento diventi non una versione ufficiale della storia con timbro italiano o sloveno, ma che rimanga uno strumento per poter approfondire ulteriormente questi fatti storici bellici e prebellici, che questo documento venga pubblicato in una pubblicazione ufficiale dei due Stati e che diventi anche un documento a disposizione soprattutto dei giovani nelle scuole. Soltanto un minuto ancora chiedo, lo sloveno chiede forse ancora qualche minutino in più, anche perché l'argomento è difficile da sintetizzare in pochi minuti, dobbiamo prenderci il tempo necessario per poter discutere anche con serenità. Pertanto la proposta del collega Camber e di altri non è lo strumento adeguato perché esige che un'amministrazione politica e amministrativa definisca la verità o la non verità di cosa sia revisionismo storico e cosa sia riduzionismo di eventi. Dal revisionismo alla mistificazione, dal riduzionismo del peso di alcuni eventi alla mistificazione di questi stessi la forbice è praticamente illimitata. Né ieri, né oggi nessuno si sente di negare l'esistenza delle Foibe o dell'Esodo, però il timbro che noi stiamo dando adesso a questi eventi, quanti sono stati i morti, perché sono morti, c'è stata pulizia etnica oppure sono state vittime di un insieme di eventi di carattere politico e anche di intolleranza politica, etnica, anche sociale, economica, questi temi sono estremamente ampi, quindi è difficile chiedere a un consigliere che in pochi minuti riassuma il senso e il peso di questi eventi. La definizione politica di storici, di ricercatori, dando un timbro politico a questo loro lavoro, è veramente un passo sbagliato. Cerchiamo di finanziare la pubblicazione di questo documento, stimoliamo la discussione di quel rapporto della Commissione mista italo-slovena che era stata chiamata dai Governi, che è stata finanziata acciocché la storia diventi tema di unione e non tema di ulteriore divisione.
Grazie, Presidente. Anch'io non sarei intervenuto, ma essendoci stati gli interventi, ritengo che sia giusto farlo, anche perché io stesso vorrei fare una premessa. Quale sindaco di Udine, consigliere Camber, sono stato il primo sindaco, un anno dopo essere stato eletto, a intitolare alle vittime delle Foibe uno spazio importante, un parco importante della città, proprio in un luogo che era stato anche teatro di guerra, anche ricordando quelli che erano stati gli oltre 100 mila, 120 mila profughi che furono costretti a lasciare i loro territori, la loro madre patria, transitando per Udine. Proprio in questo senso ritengo e ho sempre ritenuto che non si potesse mettere in dubbio, anche alla luce dei documenti che sono stati fatti, quella che è stata la tragedia di tutta la vicenda che riguarda le Foibe e azioni come, per esempio, le occupazioni violente e feroci, come, per esempio, l'occupazione dei 40 giorni di Trieste, che conosco anche per esperienza diretta, non soltanto attraverso le documentazioni storiche. Però ritengo che continuare a ribadire questo concetto... Per esempio a Udine hanno voluto... non gli bastava le "vittime" delle Foibe, il nuovo Sindaco ha voluto cambiare "vittime" in "martiri", quindi scegliendo piuttosto una sgrammaticatura, ma per creare in qualche modo ulteriore tensione e conflitto. Io non lo so se insistere su questo tema sia vantaggioso, cioè alla fine si promuove veramente l'intolleranza, si promuovono le divisioni, come anche giustamente ha detto Gabrovec, perché penso che oggi nessuno più discuta. Io apprezzo le considerazioni che ha fatto anche il consigliere Cosolini. Io quasi, guardi, sarei tentato di dire questo: voterò a favore della sua mozione purché, per favore, sia l'ultima volta che ideologicamente si strumentalizza su questo fatto, perché io penso che ribadire con questa forza e con questo intento queste differenze quasi costruisca, come nella mozione che abbiamo visto precedentemente, un avversario. Questo avversario non c'è più. Io penso che non ci sia più nessuno, a meno che lo voglia fare in qualche misura in malafede e lo strumentalizzi a sua volta, ma nessuno, guardi, penso abbia più dubbi che ci sono state migliaia di morti, che ci sono state situazioni atroci che hanno colpito assolutamente delle vittime; nessuno ha più dubbi che, tra virgolette, anche la pulizia etnica nei confronti della comunità italiana sia avvenuta addirittura nel '44, le ripeto, con i bombardamenti alleati sulle città italiane, in primis Zara. Dunque, su questo, per favore... Io, guardi, voto a favore, ma, la prego, sia fiducioso. Promuova un clima di accoglienza e di tolleranza, e, sia fiducioso, non c'è questo avversario. Forse Trieste è vissuta chiusa temendo o forse ci sarà qualcuno che strumentalizza, ma sappia che nel resto della regione non c'è più nessun dubbio, siamo tutti consapevoli che quella è stata una delle pagine più buie, come giustamente ha detto il Presidente Mattarella, ma prima di lui il Presidente Napolitano. Quindi in questo senso io voto a favore, ma il mio invito è: per favore non parliamo più di questo tema se non con un rigore storico, con un rigore scientifico, come è stato fatto giustamente nella commemorazione per ricordare i più gravi errori del passato come, per esempio, quello che è avvenuto in questi territori alla fine della guerra, ma non come strumento ideologico. Quindi il mio voto è a favore anche se indubbiamente condivido quello che dice il consigliere Cosolini, io stesso ho preoccupazione sul riduzionismo perché non si sa che cosa vuol dire quando lei dice "indiretto"; sa, "indiretto" e "indiretto" di nuovo può essere sempre strumentalizzato. Ma io voglio in questo senso pensare positivo e quindi voterò a favore sperando che possa esserci una nuova stagione in questa nostra regione dove nessuno più mette in dubbio che quella è stata una delle grandi tragedie, ce ne sono state anche altre, ma una delle grandi tragedie di questo territorio.
Grazie, consigliere Honsell. Consigliere Ussai.
Grazie, Presidente. Di questa mozione – io l'ho già detto al Consigliere – noi ne condividiamo le finalità, il principio, però non posso che dire che in astratto è condivisibile, in concreto è di difficile attuazione, nel senso che, anche per quanto riguarda l'impegno, si parla intanto di atti che sono di rilevanza penale rispetto al negazionismo, si chiede di sospendere, però non si capisce per quanto, non si capisce se fino a sentenza passata in giudicato, perché io spero che dove si vede un reato non ci si limiti a una mozione, ma si agisca di conseguenza. Forse un impegno poteva essere quello di revocare ogni contributo già concesso dove sia stato accertato il reato in sentenza passata in giudicato. Per cui anch'io ho alcuni dubbi rispetto al fatto di attribuire a chi ha contribuito direttamente ma anche indirettamente, perché questo si presta a interpretazione. Credo che se la Regione ha dato contributi, ha patrocinato atti che sono di rilevanza penale, si rischi di essere correi e quindi sicuramente è una cosa che la Regione non dovrebbe fare. Io avevo chiesto se c'era eventualmente un'altra formulazione, magari proposta dall'Assessore, per cercare comunque di tenere salva quella che è la finalità di questa mozione, ma riuscire a migliorarne l'attuazione ed eliminare margini di interpretazione che sono stati anche prima citati da chi ha parlato prima di me. Per il momento non la vedo. Anche noi voteremo in maniera favorevole, però con un auspicio che è quello, appunto, che, come diceva anche il consigliere Gabrovec, si vada anche a valorizzare atti, come appunto la relazione della Commissione italo-slovena, che contribuiscano a creare una memoria unica perché adesso ci sono molte memorie che spesso vengono viste in contrapposizione, che alimentano ancora divisioni. Io credo che sia stato molto importante anche il discorso fatto, quando c'è stata la commemorazione per le Foibe, da parte dell'Associazione degli istriani e fiumani-dalmati che parlava di tutte le vittime, le vittime italiane e le vittime che ci sono state nelle Foibe da parte anche di altre nazionalità, sia slovene che croate e serbe. Pensando di andare in questa direzione, noi voteremo in maniera favorevole, però con l'auspicio di lavorare tutti per il superamento di queste divisioni. Grazie.
Grazie, consigliere Ussai. Giacomelli.
Grazie, Presidente. Volevo innanzitutto chiedere ai presentatori della mozione, che il Gruppo di Fratelli d'Italia sosterrà, di poter aggiungere la mia firma con il vostro permesso. Io prendo atto delle dichiarazioni fatte dai colleghi della maggioranza e mi rendo conto che sorprendentemente questo è un tema ancora sensibile. Mi piacerebbe pensarla come il professor Honsell, mi piacerebbe pensare che stiamo combattendo una guerra vinta e che il nemico non c'è più. E può darsi che ci sia ipersensibilità, soprattutto a Trieste, sulla questione, un'ipersensibilità, forse, che deriva da un mancato riconoscimento al di fuori dei confini della nostra città di questa immane tragedia. Purtroppo il professor Honsell ha torto, ma mi piacerebbe avesse ragione, perché, vede, le voglio solo dire il programma del convegno dell'ANPI di quest'anno a Parma: lezione dello storico Sandi Volk "I morti delle foibe riconosciuti dalla legge: 354, quasi tutti delle forze armate dell'Italia fascista"; proiezione del video “La foiba di Basovizza: un falso storico” di Alessandra Kersevan – che era stato presentato, all'epoca, al Senato della Repubblica anche, qualche anno fa – e, come citato anche nella mozione, del video “Norma Cossetto: un caso tutt'altro che chiaro”. Allora, vede, no, la battaglia non è finita, certe idee hanno ancora legittimità e io la invito a fare uno sforzo culturale e personale di immaginarsi, rispetto ad altre terrificanti tragedie del Novecento, quale sarebbe la percezione di un falso storico, di una storia non chiara, "sì, sono morti, ma erano pochi", "sì, sono morti, ma tutto sommato quelli che sono morti un po' se lo meritavano". Allora le assicuro è una battaglia tutta ancora da combattere. Certo, certo, ciò che è una mozione non potrebbe essere un testo di legge e un testo di legge, certo, porrebbe dei problemi che sono stati sollevati dal consigliere Cosolini, ma che in un indirizzo politico ci stanno tutti se è vero com'è vero che addirittura nel nostro Codice penale ci sono espressioni che riguardano negazionismi di altre tragedie immani del Novecento quali non "riduzionismo", ma "negare in tutto o in parte". Che significa "negare in tutto o in parte"? Cos'è "negare una parte"? Beh, pensate che è un'espressione, peraltro di un Governo del Centrosinistra, che giuridicamente è così di difficile interpretazione da parte del giudice, e sempre lo è quando una norma si affida a una discrezionalità ampia interpretativa del giudice, è una norma che in un ordinamento come il nostro non dovrebbe esserci perché non è ordinamento del common law; ecco, bene, questo tipo di approssimazione è oggi nel nostro Codice penale e i giudici riescono ad applicarla in modo sereno e preciso. Sono convinto, quindi, che se i giudici ce la fanno, ce la farà anche l'Assessore alla cultura e il Presidente della Giunta regionale a interpretare il senso e il messaggio di una semplice mozione.
Grazie, consigliere Giacomelli. Consigliere Lippolis.
Grazie, Presidente. Anch'io e anche Maddalena Spagnolo vogliamo chiedere e chiediamo a Camber... anche Budai, chiediamo di apporre le firme. In maniera molto serena. Il Parlamento ha istituto il Giorno del Ricordo. Io credo che prima del Giorno del Ricordo sia il giorno del rispetto, per questo io condivido completamente questa mozione. Rispetto vuol dire in qualche maniera non condividere assolutamente quello che è stato approvato in Parlamento, ma vuol dire perlomeno rispettarlo. Se uno è convinto che all'interno della Foiba ci siano soltanto i fascisti per esempio, può pensarlo, nessuno vieta e nessuno vuole limitare il pensiero delle parole, però io credo che in una giornata importante, dove si ricordano tanti morti, come il 10 febbraio, sia importante, alcune cose, se uno le vuole pensare, perlomeno non dirle perché prima del Giorno del Ricordo questo è il giorno del rispetto e quindi per questo motivo anche il fatto di sminuire alcuni avvenimenti credo che sia contrario a quello che l'umano vuole, cioè perlomeno rispettare le persone che non ci sono più. Quindi condivido questa mozione e ringrazio il consigliere Camber per averla presentata.
Grazie, consigliere Lippolis. Consigliere Moretti.
Grazie, Presidente. Devo dire che ho apprezzato molto l'intervento del collega Cosolini che ha posto in maniera corretta la questione senza alcuna volontà di nessun tipo, negazionista o riduzionista, perché lo stesso intervento di oggi del collega Gabrovec, che in passato aveva avuto posizioni diverse, che probabilmente anche mantiene, dà il senso che qua nessuno vuole negare, nessuno vuole ridurre la portata storica e politica di questa vicenda, che peraltro è stata riconosciuta da legge dello Stato con una grandissima maggioranza, questo va ricordato sempre, e che non va in nessuna maniera strumentalizzata. Mi dispiace che si voglia introdurre il tema della sospensione dei contributi a fronte di concetti molto vaghi, perché il concetto di riduzione di una tragedia storica è francamente molto soggettivo, è assai poco oggettivo, e lo stesso intervento che ha fatto poco prima di me il collega Giacomelli dà il senso di come si voglia sempre e ancora, ahimè – capendo le sensibilità territoriali di un territorio, anche storiche, anche personali di ciascuno di noi – si voglia sempre strumentalizzare o metterla sul piano della propaganda. Io parlo per il nostro Gruppo. Nessuno di noi qui dentro, per la propria storia e per la propria azione anche amministrativa, deve prendere lezioni da nessuno né riguardo al Giorno del Ricordo, l'Esodo e le Foibe, né su altre vicende storiche, diciamo controverse, in questo territorio, o comunque che suscitano sempre sensibilità particolari in questo territorio. Non deve prendere lezioni da nessuno perché le ha sempre condannate. Quello che non è accettabile, e lo dico soprattutto rispetto al dibattito degli ultimi anni, è la continua, per me odiosa, strumentalizzazione politica che si fa di vicende storiche e bene ha fatto il collega Cosolini a ricordare che avere chiamato Raoul Pupo a ricordare il 10 febbraio, a celebrare, a ricordare, a commemorare il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, è stato un atto di grande intelligenza nei confronti di uno storico che ha partecipato alla Commissione mista italo-slovena, che ha fatto poi, peraltro, quel memorandum per le scuole che mi dicono essere molto ben fatto, ma negli ultimi anni questa vicenda si è connotata, ahimè, di grande, grande strumentalità. Dispiace che su questo tema sia caduta anche una persona che io ritengo capace, equilibrata, ma probabilmente su questa vicenda vive una sensibilità particolare, come l'assessore Rosolen, che purtroppo non è qui in Aula, per aver tolto il contributo... PRESIDENTE Consigliere Moretti... Sì, sto finendo, Presidente. Aver tolto il contributo per andare nelle scuole da parte dell'ANPI. L'ANPI nelle scuole – ci siamo stati tutti da amministratori locali – fa tutto meno che propaganda. Porta qualcuno che ha vissuto quel dramma, la liberazione, la deportazione, a ricordare e quello fa e non è propaganda. Allora aver deciso di togliere i contributi all'ANPI a mio modo di vedere è stata una forzatura. Glielo abbiamo detto a suo tempo e lo ribadiamo, lo ribadisco in questa situazione. Il voler adesso reintrodurre questioni di questo tipo su anche concetti molto labili come quello del riduzionismo lo trovo francamente sbagliato, quindi, non so quella che sarà la posizione del Gruppo, ma partecipare a una votazione che parte da questi concetti lo trovo francamente sbagliato, per cui personalmente non parteciperò a questa votazione. Non perché non si voglia riconoscere il tema perché c'è e su questo, ripeto, non prendiamo lezioni da nessuno, ma proprio perché non vogliamo che si strumentalizzi politicamente una vicenda che è storica e che dovrebbe, anzi, essere ancora più approfondita e fatta conoscere al resto d'Italia, perché se c'è una cosa che va ricordata è che le vicende del confine orientale sono state particolari in tutte le loro parti, in chi ha fatto la resistenza, in chi l'ha combattuta. Non è un caso, e chiudo, che fu per questo attaccato – mi dispiace citarlo perché è una citazione personale – l'allora Sindaco di Gorizia Brancati quando ricevette in Municipio – senza la strumentalizzazione politica che, ahimè, abbiamo visto in questi anni – i reduci della Decima MAS che ogni anno ricordano la battaglia di Tarnova. Giusto il ricordo, giusto averli ricevuti. Sbagliato strumentalizzare a ogni pie' sospinto questa vicenda che, comunque la si veda da qualsiasi parte, è stato un dramma per tutti.
Grazie, consigliere Moretti... No, prima la Giunta e poi lasciamo la parola finale al primo firmatario. Se non ci sono altri iscritti, lascio la parola all'assessore Gibelli... Nicoli.
All'atto del deposito non è avvenuto, ma volevamo aggiungere ovviamente la firma, il resto del Gruppo, quindi la collega Piccin, il sottoscritto e il collega Mattiussi. Grazie.
Va bene. Grazie, consigliere Nicoli. La parola all'assessore Gibelli.
Credo che proprio il fatto che mi è toccata questa mozione in supplenza, per un verso, e, per l'altro, in questo caso il mio essere paracadutata – come mi ha molto garbatamente, "garbatamente" è ironico ovviamente, ricordato per l'ennesima volta il collega Iacop –mi renda in qualche modo neutra e quindi capace di pensare di poter ragionare tutti insieme su una posizione che ai miei occhi, non avendo vissuto le vicende pregresse politiche di questa città, più che di questa regione... (In parte quelle di questa regione le ho vissute, soprattutto ho vissuto gli splendidi momenti di Loris Fortuna, che credo che oltre alla collega Spagnolo che lo ricorda come avvocato, anche qualcun altro in quest'Aula voglia ricordare). Ecco, non ho vissuto queste lacerazioni, perché si tratta di lacerazioni evidentemente. Ho vissuto gli anni più recenti, da quando la storiografia e la storia e i protagonisti di quei momenti hanno cominciato a parlarne e ci sono state rivelate cose che ci erano state nascoste. Per esempio sono stata molto contenta che mia mamma fosse nata a Polcenigo e quindi avesse il fazzoletto verde da osovara a Polcenigo e non un pelino più a est. Ciò detto, abbiamo una situazione nella quale io non credo che quando si parla di verità negate, le verità negate vadano pesate o si possano pesare con il numero di cadaveri. Sono sempre verità negate. Io credo che se qualcuno venisse in quest'Aula a dirvi che ma, forse, però ci si può pensare sul negazionismo rispetto allo sterminio di 6 milioni di ebrei, alla Shoah, che sia un fatto dubbio e non storicamente accertato, credo che tutti in quest'Aula ci indigneremmo. Dal mio punto di vista – ripeto, non viziato da logiche di strumentalizzazione politica; ho molto apprezzato quello che ha detto prima Cosolini in merito – dal mio personale punto di vista, ma spero anche dal punto di vista di molti di voi, questa è la stessa fattispecie: ci sono state negate delle verità. E il fatto che si continui ancora adesso a negarle mi sembra veramente... – io mi sono documentata, in particolare sulla Foiba di Basovizza – è inconcepibile. Quindi è in questa chiave che va letta quella mozione, che la Giunta approva, perché non riteniamo sia giusto finanziare dei portatori di menzogna.
Grazie, assessore Gibelli. Consigliere Camber, sulla chiusura della discussione.
Grazie, Presidente. Io le parole del Presidente Mattarella che ha detto quest'anno le ho già riportate e dovevano essere, fra virgolette, una pietra tombale a questo tipo di discussioni, soprattutto dopo che nel giugno 2016 il Parlamento approvò a stragrande maggioranza, proprio contro l'odio razziale, una legge che dice che quando si nega in tutto o in parte la Shoah, i crimini di genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra, c'è una condanna penale alquanto pesante. A giugno 2016 abbiamo messo veramente un momento storico in questa storia che qui è andata in parallelo. Come diceva giustamente l'Assessore, non sono i numeri che contano, ma conta il perché, il come e tutto il resto. Sa, quando io leggo di un'associazione, a Trieste, che scrive: "Red Land" che è la storia di Norma Cossetto "Vergognoso! Di questo passo il prossimo anno per il 27 gennaio trasmetteranno Süss l'ebreo", ecco, io trovo non dico di pessimo giusto, trovo vomitevoli certe posizioni. Ecco perché forse è il caso di mettere un momento una parola sopra che sia definitiva, lo speriamo tutti. E di fatti io ringrazio che quest'anno abbiamo avuto il Giorno della Memoria ricordato qui in Aula – grazie Presidente – dove eravamo tutti quanti presenti. Mi è dispiaciuto che nel Giorno del Ricordo qualcuno non abbia voluto essere presente, non abbia voluto essere presente pur essendo qui. Dimostra che ancora qualcuno non ha capito la storia o non la vuole intendere come storia, ma forse la vuole intendere più come una cosa personale. È chiaro che questa è una mozione, collega Ussai, giustamente, e quindi è un invito, un atto di indirizzo che noi diamo, non c'è un regolamento, non c'è una norma precisa, ma speriamo che venga applicata con tutto il buonsenso necessario.
Grazie, consigliere Camber. Finita la discussione, porrei in votazione la mozione n. 50 a firma Camber, e credo che abbia accettato tutte le sottoscrizioni delle firme che sono state chieste, “Sospendere ogni contributo finanziario, patrocinio o concessione a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo a negare o ridurre il dramma delle Foibe e dell’Esodo”. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Adesso siamo alle 13.18. Io direi... Prego, Bolzonello.
Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori, appunto, sono le 13.18, abbiamo davanti quattro mozioni per tutto il pomeriggio, di cui su due in Capogruppo ci eravamo impegnati a non parlare se non sentire la presentazione e poi andare al voto, e le altre due, una riguarda la fatturazione elettronica che è abbondantemente superata e l'altra l'autismo. Vi chiederei, chiederei all'Aula se è possibile di andare avanti a oltranza nella chiusura delle quattro. Finiremo verso le 14.00, a quel punto tutto il Gruppo potrebbe andare al funerale del papà del collega Marsilio e non solo le tre persone che avevamo delegato, visto che c'è solo questo. So che alle 13.30 c'è per il maestro Ciol... potremo posticiparla di venti minuti se fosse possibile, visto che non sarà una discussione ampia. Ecco, chiedo all'Aula se è possibile questo cambiamento dell'ordine dei lavori vista la possibilità.
Io direi: usiamo questi cinque minuti per fare una Capogruppo e rischeduliamo un po' i lavori... perché abbiamo il problema dell'inaugurazione, ma poi c'era anche il problema che c'erano i genitori di Elisa Valent che volevano fare un incontro con i Capigruppo prima della discussione della mozione. Adesso non so se sono già qua, arrivavano all'una e un quarto... alle due e un quarto... Va bene, va bene, questo va bene. Allora, la mozione su Elisa Valent la facciamo dopo, nel pomeriggio, perché vogliono assistere i genitori... Manca la Giunta, mancano gli Assessori, mi dicono gli uffici, è un po' complicato perché come facciamo a cambiare? Non riusciamo. Eventualmente facciamo la Capigruppo dopo, alle due, e decidiamo i lavori. No, il problema è che non ci sono gli Assessori a rispondere alle mozioni, cioè diventa complicato riformulare i lavori. Prego, Bordin.
Personalmente, se c'è un impegno a definire velocemente le mozioni sulle quali magari non ci sono contrasti, il nostro Gruppo è favorevole.
Bisogna capire quali sono però, perché su quali adesso non so... Allora, noi avevamo adesso... La 69 è successiva all'incontro con i genitori voglio dire. Allora continuiamo, allora, scusi. Adesso abbiamo ancora alcuni minuti, continuiamo con l'ordine del giorno. Abbiamo la discussione sulla mozione: “Il contrassegno di parcheggio per disabili deve poter essere rilasciato anche alle persone con Disturbi dello Spettro Autistico (ASD)”. Diamo la parola alla collega Liguri, l'illustra, e su questo riusciamo a chiuderla, abbiamo già chiuso qualcosa.
Grazie, Presidente. Il dispositivo nelle premesse contiene il riferimento all'articolo 381 del Codice della strada che prevede il rilascio del contrassegno di parcheggio per disabili alle persone con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta. È anche chiaro che il deficit della capacità deambulatoria non debba essere inteso in senso restrittivo, considerando esclusivamente le infermità a carico degli arti inferiori, tanto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dissente da un'interpretazione eccessivamente restrittiva proprio dell'articolo 381, esprimendosi, all’opposto, a favore del rilascio del contrassegno di parcheggio per disabili anche a coloro che sono affetti da una patologia di disabilità psichica che precluda loro un'autonoma e completa mobilità, che vanno ricompresi, quindi, tra coloro con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. Il concetto di "deambulazione sensibilmente ridotta", che è una condizione indicata dal legislatore per il rilascio del contrassegno, ha creato incertezze interpretative e valutazioni difformi da parte delle Aziende sanitarie che devono predisporre il certificato medico necessario per presentare la richiesta del contrassegno al comune di residenza, tanto che per ridurre le suddette incertezze interpretative del concetto di "deambulazione sensibilmente ridotta", alcune Regioni hanno adottato apposite linee guida che contengono dei criteri valutativi medico-legali relativi proprio al riconoscimento della "deambulazione impedita o sensibilmente ridotta". Viene ritenuto necessario dai firmatari di questa mozione che il "contrassegno di parcheggio per disabili" debba poter essere rilasciato anche a coloro che sono affetti da una disabilità psichica, in particolare alle persone con Disturbi dello Spettro Autistico. Ecco perché chiediamo alla Giunta che possa dottare un atto di indirizzo rivolto alle Aziende per l’assistenza sanitaria contenente criteri valutativi medico-legali relativi proprio al riconoscimento della "deambulazione impedita o sensibilmente ridotta" e che rendano possibile anche alle persone con i Disturbi dello Spettro Autistico il rilascio del contrassegno di parcheggio per disabili.
Grazie, consigliera Liguri. Non ci sono iscritti. Do la parola all'assessore Riccardi... Singh.
Io ritengo questa mozione degna di stima perché è una mozione che mostra sensibilità verso coloro che sono più deboli e hanno bisogno di un supporto, quindi, se possibile, vorrei apporre la mia firma.
Grazie, consigliere Singh. Prego, assessore Riccardi.
Io, Presidente, ho letto la mozione e in linea di principio credo che nessuno possa dire di non essere d'accordo, però poi ci sono le norme, ci sono le responsabilità, ci sono le condizioni di patologie, rispetto a queste patologie, che hanno scale diverse, ci sono altri temi legati a delle disabilità, quindi noi facciamo un esercizio pericoloso. Nessuno è contrario, però – lo dico a un medico che è il primo firmatario di questa mozione – la certificazione rispetto a queste condizioni spetta al medico, non spetta alla politica, non spetta al Consiglio regionale. Tra l'altro quando vengono richiamate esperienze di altre Regioni, le altre Regioni nulla dicono di specifico a proposito del Disturbo dello Spettro Autistico, ma propongono una valutazione nella definizione di riduzione della deambulazione. Dobbiamo stare attenti a queste cose. Io in linea di principio condivido tutte le cose che sono nella mozione e le cose che ha detto la collega Liguori e sicuramente interpreto anche le posizioni del consigliere Singh, però a introdurre in un atto che diventa prettamente politico, di orientamento, rispetto a una decisione che entra nella sfera dello spazio del medico, ragazzi, facciamo un esercizio pericoloso, cioè secondo me invadiamo un campo che comunque deve far esprimere un professionista che ha le qualità per potersi esprimere e definire che anche rispetto alle condizioni che sono previste dalle persone che presentano questo tipo di patologia... Fermo restando che questa patologia – me lo insegna la collega Liguori – si può presentare con scale completamente diverse. Beh, allora lì il tema è specifico della posizione che assume e della responsabilità che assume il medico. Per cui quello che mi sentirei di proporre all'Aula è il ritiro della mozione, sapendo perfettamente che questo è un tema e una discussione che io mi assumo la responsabilità di fare nei confronti delle Aziende sanitarie in ordine a questi casi, che ovviamente però rientrano negli spazi di autonomia del singolo professionista che ha la responsabilità di poter definire che una persona abbia, riscontri determinati condizioni di natura patologica e abbia il diritto a legittimamente ottenere quello che si chiede qui. Non trovo ganci in esperienze di altre Regioni dove il Consiglio regionale, la Giunta regionale, la Direzione regionale non è che può entrare dentro a quello che è uno spazio del singolo professionista. Rischieremmo, secondo me, di fare un esercizio pericoloso. Peraltro devo dire che potrebbe essere puntualmente bypassato dalla scelta che in autonomia – lo dico avendo un altro medico a fianco dall'altra parte – il medico, nelle sue responsabilità, delle sue sensibilità e nel rispetto delle norme vigenti, possa assumere.
Grazie. Se non ci sono... Ussai. C'era ancora Ussai. Interviene in discussione generale Ussai? Così poi lasciamo...
No, la discussione generale è chiusa e quindi intervenivo sull'ordine dei lavori...
Allora aspettiamo la replica.
... però lascio prima parlare la collega.
Prego, Liguori.
Grazie, Presidente. Comprendo quello che lei ha detto, Assessore, ma infatti non ci dobbiamo sostituire al giudizio tecnico dei medici e quant'altro. Ricordo solo che la Toscana nel 2012 e la Puglia nel 2015 hanno adottato linee guida contenenti criteri valutativi medico-legali relativi al riconoscimento della cosiddetta "deambulazione impedita o sensibilmente ridotta". Questo vuol dire che quello che venivamo a chiederle era proprio questo, che ci fosse un atto di indirizzo