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Timestamp: 2020-01-18 10:23:35+00:00
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L'art. 28 dello Statuto dei lavoratori tra storia e attualità
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De Marco Cinzia
9788849540659
L’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori ha svolto storicamente, attraverso la mediazione giudiziaria, un ruolo centrale di garanzia dell’effettività delle tutele dei diritti sindacali. La norma ha dovuto confrontarsi con le disarmonie e le fibrillazioni del sistema delle relazioni industriali svolgendo una funzione che andata ben al di là delle sue finalità originarie. Tuttavia la formulazione della norma risulta incoerente con le modifiche apportate all’art. 19 St. lav. prima dal referendum del 1995 e successivamente per opera della sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013; da qui la necessità di un intervento manutentivo della disposizione, che ridefinisca i criteri di legittimazione attiva e di interesse ad agire tenendo conto delle diverse forme che assume oggi l’interesse collettivo, a seguito della frammentazione dei rapporti di lavoro e della figura del datore di lavoro. Occorre inoltre pervenire ad una ricomposizione degli altri strumenti che il legislatore in progresso di tempo ha introdotto a protezione di diversi interessi, anch’essi collettivi o individuali plurimi, quali quelli relativi alla tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, alla repressione delle discriminazioni o alle situazioni giuridiche individuali caratterizzate dalla comune origine e dall’omogeneità dei diritti (c.d. class action). Sono tutte ipotesi che vanno lette all’insegna di una prospettiva che vede nel sindacato il baricentro delle tutele, e che perciò si pongono in rapporto sinergico con l’art. 28. Lo studio, attraverso una ricostruzione storico- evolutiva e un’analisi dei percorsi giurisprudenziali, individua gli elementi sintomatici dell’eterogeneo sistema di tutela offrendo alcuni spunti de iure condendo su particolari profili.
Cinzia De Marco è professore associato di diritto del lavoro nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna diritto del lavoro nel corso di laurea magistrale. È autrice della monografia Il licenziamento nel lavoro pubblico (Torino 2011) e di numerosi altri saggi e contributi in materia di diritto sindacale, del lavoro e della previdenza sociale.
Profilo storico ricostruttivo della norma nel dialogo tra dottrina e giurisprudenza
Genesi e interpretazioni della disposizione nel contesto del dibattito ideologico all’indomani della promulgazione dello Statuto dei lavoratori
1. La nascita della norma tra ispirazioni d’oltreoceano e contrapposizioni politiche.
2. I beni protetti e i soggetti tutelati: le posizioni della dottrina.
3. La qualificazione giuridica della norma.
4. Comportamento antisindacale e non discriminazione.
5. L’art. 28 e le forme anomale di sciopero.
6. Azione sindacale e libertà d’impresa.
7. Libertà contrattuale e scelta dell’interlocutore negoziale.
La Corte costituzionale di fronte alle fibrillazioni delle relazioni sindacali e alle disarmonie del modello
1. Titolarità del diritto e legittimazione a ricorrere.
2. (segue) La sintonia tra la Cassazione e la Corte costituzionale.
3. Il ruolo politico della Corte costituzionale nella stabilizzazione/centralizzazione delle relazioni sindacali. L’incerto parallelismo con l’art. 19.
4. La seconda fase post-statutaria: la gestione sindacale della crisi economica e i diritti di informazione e consultazione.
5. La discontinuità sul fronte della rappresentanza e le risposte della Corte costituzionale. Le ricadute sull’art. 28.
6. La nuova crisi del sistema sindacale: accordi separati e condotta antisindacale nella vicenda Fiat.
7. La dimensione aziendale della rappresentatività nella sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013 e nel T.U. del 2014. Le prospettive di riforma dell’art. 28.
Casi e questioni di diritto giurisprudenziale
1. La fattispecie.
2. Attualità della condotta, azioni di mero accertamento e condanne per il futuro.
4. Natura plurioffensiva della condotta: azioni a tutela del lavoratore e nell’interesse del sindacato.
4.1. (segue) Interesse individuale e interesse collettivo nelle vicende circolatorie dell’azienda e nei procedimenti di riduzione del personale.
5. I comportamenti diretti a limitare e/o ostacolare la libertà e/o l’attività sindacale: casi paradigmatici.
6. I comportamenti diretti a limitare e/o ostacolare l’esercizio del diritto di sciopero. Forme anomale e rifiuto della prestazione offerta dai lavoratori non scioperanti.
6.1. (segue) La sostituzione degli scioperanti.
6.2. (segue) L’astensione dallo svolgimento di parte delle mansioni dovute. La trattenuta sugli scioperi.
6.3. (segue) Sciopero e attività sindacale alla Fiat di Melfi.
1. La legittimazione ad agire.
2. L’interesse ad agire.
3. La legittimazione passiva.
4. Il procedimento: questioni di giurisdizione e competenza. A) la giurisdizione nelle controversie a dimensione transnazionale.
4.1. (segue) B) La competenza.
5. Il provvedimento del giudice e la sua efficacia.
6. La fase eventuale dell’opposizione.
Il riconoscimento della tutela statutaria al lavoro pubblico: profili di differenziazione tra pubblico e privato
1. L’evoluzione normativa: il ruolo di supplenza della giurisprudenza.
2. La legge n. 146/1990: verso una prima sistematizzazione.
3. La fase della privatizzazione dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Le modifiche apportate dall’art. 4 della l. n. 83/2167.
4. L’applicazione dell’art. 28 St. lav. e le specificità del lavoro pubblico.
5. La legittimazione ad agire.
6. La legittimazione passiva: chi è il datore di lavoro?
7. Prerogative sindacali e buon andamento della pubblica amministrazione.
8. I poteri del giudice nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Interesse collettivo e tecniche di tutela: oltre l’art. 28
2. Interesse collettivo e salute e sicurezza: dall’art. 9 dello Statuto al d.lgs. 81/2008.
3. Discriminazioni ed interesse collettivo.
3.1. Le discriminazioni di genere.
3.2. Le discriminazioni per nazionalità in ambito occupazionale.
3.3. La legislazione del 2003 e l’allargamento dell’interesse collettivo: profili sostanziali e processuali.
3.4. Ancora sul caso Fiat: dall’antisindacalità della condotta alla discriminazione collettiva per convinzioni personali.
3.5. Verso la ricomposizione dell’interesse collettivo: l’equiparazione processuale della nazionalità a razza ed etnia.
4. Interesse collettivo e ulteriori prospettive di tutela: la legge sulla class action.