Source: https://www.rlsfilcams-lombardia.org/glossario/
Timestamp: 2020-04-09 15:08:45+00:00
Document Index: 54377515

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 267', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 50', 'art. 32', 'art. 173']

GLOSSARIO SU SALUTE E SICUREZZA - Salute e Sicurezza
GLOSSARIO SU SALUTE E SICUREZZA
(art. 2, lettera cc), D.lgs. 81/08): Tutte le attività volte a far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di macchine, attrezzature, impianti, sostanze, dispositivi anche di protezione individuale e procedure di lavoro.
L’ASPP è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 del D, Lgs. 81/2008, facente parte del Servizio di Prevenzione e Protezione cioè l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori
AGENTI BIOLOGICI (art. 267, lettera a), D.lgs. 81/081
Tutti i microrganismi anche se geneticamente modificati, coltura cellulare ed endoparassiti umani che possono provocare infezioni, allergie o intossicazioni. La classificazione degli agenti biologici è stata studiata valutandone la pericolosità per la salute del lavoratore e della popolazione generale. Sulla base del rischio infettivo per l’uomo, si distinguono in gruppi da 1 a 4
Gli agenti chimici sono tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato
Per attrezzatura da lavoro si intende qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro
Gli effetti cancerogeni sono provocati da quelle sostanze o preparati che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono produrre il cancro o aumentare la frequenza statistica attesa.
DATORE DI LAVORO (DdL) (art. 2, lettera b), D.lgs. 81/08)
Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa
Decima parte del Bel, unità di misura del suono o del rumore che può costituire una delle fonti inquinanti. Indica la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni. La normativa italiana sul rumore negli ambienti di lavoro fissa Il valore limite (1) di esposizione giornaliera o settimanale al rumore a 87 decibel. (1)
Comunicazione che il datore deve inviare all’INAIL quando un lavoratore presenta un certificato di malattia professionale o di infortunio sul lavoro. Una denuncia simile deve essere inviata anche all’organo di vigilanza per gli eventuali adempimenti di polizia giudiziaria.
La dichiarazione di conformità CE è la dichiarazione del fabbricante che attesta il rispetto dei requisiti di essenziali di sicurezza. In questa dichiarazione il fabbricante dichiara che la macchina non pregiudica la sicurezza e la salute delle persone quando è debitamente installata, mantenuta in efficienza e utilizzata conformemente alla sua destinazione o in condizioni ragionevolmente prevedibili.
Si intende per dispositivo di protezione individuale, (contrariamente ai dispositivi di protezione collettivi che proteggono più individui come ad esempio un parapetto di protezione contro le cadute). di seguito denominato “DPI”, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (caschi, occhiali, imbragature, guanti scarpe ecc.)
Si dice esposizione quando c’è un contatto tra un agente chimico o fisico e il lavoratore. Per es.: quando lavora in un ambiente rumoroso si dice che il lavoratore è esposto a rumore, quando manipola sostanze chimiche si dice che è esposto a queste... Si dice esposizione acuta quando avviene in un tempo breve o con alte dosi: gli effetti nocivi che possono esserci si dicono effetti acuti. Si parla di esposizione cronica invece quando il contatto avviene durante un tempo lungo: gli effetti sono effetti cronici.
Qualsiasi elemento, evento o condizione che può produrre danno alla salute della persona. I fattori di rischio presenti sul lavoro possono essere di vario tipo: alcuni, come ad esempio il rumore, gli inquinanti chimici, le polveri, ecc. sono misurabili attraverso idonei strumenti; altri, invece, come ad esempio la cattiva organizzazione del lavoro, la fatica fisica, i ritmi di lavoro, ecc. possono essere individuati attraverso l’osservazione e la discussione tra i lavoratori stessi e con i tecnici della prevenzione.
Fornire, mediante una appropriata disciplina, i requisiti necessari ad una data attività, predisporre un processo attraverso il quale trasmettere l’uso degli attrezzi del mestiere, o di parte di essi, incidendo nella sfera del sapere, del saper fare e del saper essere, con l’obiettivo di conseguire modalità di comportamento e di lavoro che mettano in pratica le regole ed i principi della sicurezza.
FORMAZIONE (art. 2, lettera a) D.lgs. 81/08)
Per formazione si intende il processo educativo attraverso il quale si trasferiscono alle persone conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda, compresa l‘identificazione, la riduzione e la gestione dei rischi.
Giudizio che il medico competente dà dopo aver effettuato la visita medica e gli esami, in cui si specifica se il lavoratore è idoneo a svolgere una determinata mansione.
INFORMAZIONE (art. 2, lettera b), D.lgs. 81/08)
Per informazione si intende il complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro. Rispetto alla formazione l’informazione quindi non è sufficiente all’acquisizione di competenze per comportarsi in sicurezza ma consente invece l’individuazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro.
Evento (danno) che si produce alla persona (lavoratore) e che avviene per causa violenta (= azione intensa e concentrata nel tempo – fattore che agisce nell’ambito di un turno di lavoro), in occasione di lavoro. Dall’infortunio può derivare la morte, una inabilità permanente al lavoro, parziale o assoluta, una inabilità assoluta temporanea (di giorni o mesi) che comporta l’astensione dal lavoro, ma che si conclude con la guarigione clinica senza postumi permanenti. L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, in Italia, è gestita dall’INAIL. (Vedi anche: rischio di infortunio in capoverso "fattori di rischio"; vedi anche "malattia professionale").
Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Agisce come un ente assicuratore dei datori di lavoro, i quali pagano una quota proporzionale al livello di pericolosità delle lavorazioni che svolgono. È l’ente che paga al lavoratore i giorni di assenza per infortunio o per malattia di origine lavorativa e che eroga la "pensione" di invalidità nei casi in cui gli infortuni o la malattia professionale abbiano provocato al lavoratore una invalidità.
INTERVENTI ORGANIZZATIVI DI PROTEZIONE
Interventi finalizzati a ridurre i rischi fatti attraverso modificazioni dell’organizzazione del lavoro. Ad esempio: quando un utensile sia fonte di rischio per chi lo usa e non possa essere modificato può essere fatto usare per un tempo minore a ciascun lavoratore, alternando nell’uso.
INTERVENTI PROCEDURALI DI PREVENZIONE
Interventi di prevenzione dai rischi che agiscono sui modi di lavorare, cioè sulle procedure. Per es.: si stabilisce qual è il modo più sicuro per utilizzare un utensile o una sostanza e si prescrive che tutti seguano quella procedura.
INTERVENTI TECNICI DI PREVENZIONE/PREVENZIONE TECNICA
Interventi che possono essere fatti sulle strutture di un ambiente di lavoro (es. creazione di muri separatori tra lavorazioni diverse, trattamento antiscivolo di pavimenti ecc.), sulle macchine e sugli utensili (es. dotazione di fotocellule per l’arresto della macchina in caso di pericolo, sostituzione di macchine o utensili rumorosi con macchine silenziate), sulle sostanze utilizzate (es. sostituzione di sostanze pericolose con altre che lo sono meno, dotazione di sistemi di aspirazione vicino ai punti di emissione delle sostanze ecc.). In questi casi si dice che la prevenzione viene fatta "alla fonte", cioè proprio dove il rischio si produce.
Ridotta capacità di vita o di lavoro. Se è dovuta ad infortunio o malattia da lavoro viene riconosciuta dall'INAIL.
È un ente del Ministero del Lavoro che si occupa della vigilanza su alcuni aspetti della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Un tempo gestiva tutta la vigilanza ma da anni la gran parte delle sue funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono passate ai servizi di medicina del lavoro e di prevenzione infortuni delle ASL.
Qualsiasi persona che svolge il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro, con rapporto di lavoro anche speciale. Sono lavoratori dipendenti anche: i soci lavoratori di cooperative e di società anche di fatto, quando prestano attività per la società stessa; gli utenti dei servizi di orientamento di formazione scolastica, universitaria e professionale, avviati presso datori di lavoro; gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari, partecipanti a corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, macchine, apparecchi ed attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici.
LAVORATORI INDICATI PER PRIMO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EMERGENZE
Lavoratori che sono incaricati ed addestrati per queste emergenze all’interno dell’azienda
Atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalle regioni e dall’INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
Sono luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro; si intendono anche i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale/
Alterazione dell’organismo contratta nell'esercizio e a causa delle lavorazioni che può determinare la morte o invalidità/inabilità (temporanee o permanenti) e la cui causa determina lentamente il proprio effetto con azione ripetuta e prolungata.
Medico specializzato in medicina del lavoro, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria è per tutti gli altri compiti descritti nel D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81
Si definisce “microclima” il complesso dei parametri fisici ambientali e dei fattori che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semichiuso, non necessariamente confinato, ad esempio un ambiente di lavoro
Si effettua con la misurazione di inquinanti (polveri, fumi, vapori, rumore, vibrazioni, calore ecc.) presenti nell’ambiente di lavoro. Le misure servono per avere una valutazione quantitativa dell’esposizione dei lavoratori. Viene fatto con l’uso di attrezzature quali pompe per il prelievo di aria (che dopo sarà analizzata in laboratorio), fonometri per la misura del rumore, rilevatori di gas ecc.
Patologie delle strutture osteoarticolari, muscolo tendinee e nervo vascolari
Il pericolo è tutto ciò che può causare un danno: la proprietà o la qualità di una fonte (processo, attrezzatura, strumento, sostanza, agente chimico o fisico, ecc.) in grado di causare un danno alle cose o agli individui.
È lo strumento operativo mediante il quale vengono studiate e pianificate le operazioni da compiere in caso di emergenza, al fine di consentire un esodo ordinato e sicuro a tutti gli occupanti di un edificio. Esso tende a perseguire i seguenti obiettivi: – prevenire o limitare pericoli alle persone e beni; – coordinare gli interventi del personale a tutti i livelli, in modo che siano ben definiti tutti i comportamenti e le azioni che ogni persona presente nell’Azienda deve mettere in atto per salvaguardare la propria incolumità e, se possibile, per limitare i danni ai beni e alla struttura dell’edificio; – individuare tutte le tipologie emergenze che possano verificarsi in Azienda – definire esattamente i compiti da assegnare al personale che opera all’interno dell’Azienda, durante la fase emergenza
Il complesso delle posizioni e dei movimenti utilizzati per compiere la sequenza di azioni tecniche che caratterizzano un’attività.
Il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno
Il preposto (capo U.d.B./Reparto, responsabile ufficio, ecc) è la persona che sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute dai dirigenti o dal datore di lavoro controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. Anche il preposto, per adempiere a questi compiti compiere, deve possedere poteri gerarchici e funzionali adeguati all’incarico e specifiche competenze professionali, quindi deve ricevere un'adeguata e specifica formazione.
Per prevenzione si intende il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare o diminuire i rischi nei luoghi di lavoro.
Per protezione si intende il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare che un rischio non eliminabile causi dei danni alle persone presenti nei luoghi di lavoro.
RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS) (art. 2, lettera i), D.Lgs. 81/08)
Lavoratore che rappresenta i lavoratori in tutte le questioni relative all’igiene e la sicurezza nell’ambiente di lavoro. Deve essere consultato dal datore di lavoro in alcune questioni, può esprimere delle osservazioni sui sistemi di prevenzione, partecipa alle riunioni periodiche del Servizio di prevenzione e protezione. Viene eletto dai lavoratori stessi o designato dalle rappresentanze sindacali (RSU/RSA) ove presenti e deve ricevere dal datore di lavoro una formazione specifica
Persona istituita per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, è previsto per le aziende che occupano fino a 15 dipendenti – nel caso in cui i lavoratori non eleggono un proprio rappresentante interno
REGISTRO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO
Il registro tenuto dal datore di lavoro nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno è stato abolito dal D.lgs. 151/2015, e sostituito dal “Cruscotto Infortuni”, accessibile da parte del Datore di lavoro e dai Servizi di prevenzione delle ATS. Questo non toglie agli RLS il diritto di ricevere per il tramite dei Datori di lavoro le informazioni ed i dati sugli infortuni e le malattie professionali come previsto dall’art. 50 c.1, lett. e) del D.lgs. 81/08 (nota dell’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro n. 6422 del 4 novembre 2016). Grava pertanto sui Datori di lavoro l’obbligo di favorire la fruibilità delle predette informazioni da parte degli RLS, ad esempio mediante visualizzazione o stampa di copia delle schermate del “Cruscotto Infortuni”.
L’RSPP è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali (art. 32 D.lgs. 81/2008) designata dal datore di lavoro, a cui risponde. Coordina la strategia aziendale finalizzata alla eliminazione o riduzione dei rischi, alla prevenzione delle patologie correlate al lavoro, alla promozione della salute dei lavoratori.
Integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate (stakeholder)
Il rischio è la probabilità che il pericolo possa causare dei danni. Più precisamente, per rischio s’intende il prodotto dell’entità di un pericolo per la probabilità che l’evento pericoloso si verifichi, quindi la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione al pericolo.
Quando si parla di rischio chimico ci si riferisce all’insieme dei rischi per la Salute e la Sicurezza connessi con la presenza, nell’ambito dello svolgimento delle lavorazioni, di “agenti chimici pericolosi
Combinazione della probabilità e della gravità del possibile infortunio di una persona esposta a pericoli elettrici: shock elettrico e arco elettrico.
Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio e che si verifichino conseguenze dell'incendio sulle persone presenti.
Tutte le aziende con quindici lavoratori o più hanno l’obbligo, sancito dall’articolo 35 del Decreto Legislativo 81/2008, di effettuare almeno una volta all’anno la Riunione periodica della sicurezza sul lavoro, indetta dal Datore di Lavoro ed a cui devono partecipare almeno: il Datore di lavoro o un suo rappresentante adeguatamente qualificato e con delega, il Responsabile e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione per l’area di competenza, il Medico Competente ove nominato e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Verbale: Le risultanze dell’incontro, gli esiti delle valutazioni e le eventuali azioni individuate con i programmi temporali di attuazione, dovranno essere riportate in apposito verbale che sarà conservato a cura del Servizio di Prevenzione e Protezione e dovrà essere reso disponibile alla consultazione da parte sia dei partecipanti che di eventuali organismi ispettivi.
Sanzioni: Sono previste sanzioni amministrative in carico al Datore del Lavoro per la mancata organizzazione della riunione periodica e per mancata redazione del verbale fino a 7.233,60 euro, e sanzioni con ricadute nell’ambito penale per mancata effettuazione della riunione in caso di significative variazioni dei livelli di rischio, se da tale violazione ne derivano infortuni sul lavoro (comma 4).
Condizione di benessere fisico e psichico; normalità strutturale e funzionale dell’organismo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1946, definisce: "… stato di benessere fisico, psichico e sociale dell’individuo"; il che non può essere garantito dalla semplice assenza di malattia. Più completa è la seguente definizione: condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale.
Scheda informativa che deve essere obbligatoriamente allegata a ogni sostanza o preparato chimico pericolosi. Riassume i rischi e le cautele nell’impiego, nello stoccaggio, nel trasporto e nello smaltimento. Sono riportate queste informazioni: l’identificazione del prodotto, la classificazione dell’eventuale pericolo, l’indicazione dei rischi più importanti per l’uomo e per l’ambiente, l’elenco delle misure d’emergenza e di primo soccorso, le indicazioni per la manipolazione, le caratteristiche di stabilità e reattività.
Servizio interno dell'azienda costituito dalle persone che si occupano della prevenzione dai rischi in azienda, per mandato del datore di lavoro (al quale rimane comunque la responsabilità). In molte situazioni può essere costituito anche da una sola persona. In altri è il datore di lavoro stesso a svolgere le funzioni del servizio.
Condizione oggettiva esente da pericoli o garantita contro eventuali pericoli.
Per sorveglianza sanitaria si intende l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa
A partire dal gennaio 2011 è obbligatorio, per le aziende italiane, effettuare la valutazione dello Stress Lavoro Correlato (SLC). Lo Stress, di per sé, non è una malattia, bensì una condizione innescata nell'organismo umano da parte di una fonte o sollecitazione esterna, che comporta una serie di adattamenti che, se protratti nel tempo, possono assumere carattere di patologia. Negli ambiti lavorativi, lo SLC si può definire come la percezione di squilibrio, avvertita dal lavoratore, quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste, diventando un rischio per la salute dell’individuo, sia di tipo psicologico che fisico, riducendo l’efficienza sul lavoro (assenteismo, malattia, richieste di trasferimenti……) Sono state prodotte, al momento, diverse linee guida per la valutazione aziendale del rischio connesso allo Stress Lavoro Correlato. Gli indicatori delle fonti di stress si dividono tra quelli relativi al contesto lavorativo e quelli riconducibili al vero e proprio contenuto del lavoro. I primi sono legati alla cultura e alla funzione organizzativa (problemi legati alla comunicazione, assenza di obiettivi professionali……), all'ambiguità nella definizione della carriera professionale e del ruolo all’interno dell’azienda e alle difficoltà a gestire i rapporti interpersonali sul luogo di lavoro. I secondi possono derivare dagli orari di lavoro particolarmente pesanti (es. I turni), carichi di lavoro eccessivi, a un’organizzazione del lavoro inadeguata rispetto alle competenze professionali e alle carenze infrastrutturali (es. Scarse condizioni igieniche, scarsa illuminazione, temperature disagevoli, spazi insufficienti……)
Il Testo Unico per la Sicurezza dei Lavoratori (D.lgs. 81/2008), integrato dal decreto correttivo D. Lgs. 106/2009, è la più recente normativa di riferimento per quanto riguarda la sicurezza sul posto di lavoro, che integra e sostituisce il precedente D.lgs. 626/94. Il Testo Unico prevede una semplificazione e una chiarificazione di alcune procedure e adempimenti, e migliora le principali norme sulla sicurezza, integrando i provvedimenti attuativi della normativa precedente
Per tossicità acuta s’intende la proprietà di una sostanza o miscela di produrre effetti nocivi che si manifestano in seguito alla somministrazione per via orale o cutanea di una dose unica o di più dosi ripartite nell’arco di 24 ore, o in seguito ad una esposizione per inalazione di 4 ore. I criteri di classificazione delle sostanze che presentano un pericolo di tossicità acuta si basano su dati di letalità, cioè di mortalità immediata. Il concetto di tossicità non può quindi essere separato da quello di dose: praticamente tutte le sostanze possono provocare un danno su un organismo vivente, quello che permette di identificare una sostanza come tossica è la dose che provoca effetti nocivi.
Per valutazione dei rischi si intende la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’azienda. Nella valutazione dei rischi si cercheranno tutti i possibili pericoli presenti, valutando come questi pericoli si possono trasformare in rischi e individuando quali lavoratori, possono subire conseguenze da questi rischi. Lo scopo della valutazione dei rischi è di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e di elaborare il programma delle misure necessarie per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
Uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato (art. 173 del D. Lgs. 81/08)
Il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175 del D.lgs. 81/2008.
Le vibrazioni meccaniche comprendono le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero. Le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari. Le vibrazioni trasmesse al corpo intero comportano rischi di lombalgie e traumi del rachide