Source: https://macchedil.com/category/lesperto-risponde/page/5/
Timestamp: 2020-02-17 20:01:51+00:00
Document Index: 9194888

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art. 271', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 31']

L'esperto Risponde - Macchedil - Part 5
[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il DURC è il certificato che, sulla base di un’unica richiesta, attesta contestualmente la regolarità di un’impresa per quanto concerne gli adempimenti INPS, INAIL e Cassa Edile verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento.
Qualora l’impresa non presenti la suddetta documentazione entro il termine assegnato, l’Ente che l’ha richiesta si pronuncerà sulla base delle informazioni in suo possesso.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
[vc_column_text]Il Coordinatore della sicurezza deve:
Macchedil dedica una grande parte di questo sito ai prodotti per la sicurezza in cantiere: DPI (dispositivi di prevenzione individuale), sistema anticaduta, antinfortunistica, segnaletica e abbigliamento per il lavoro sicuro.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][templatera id=”1588″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=”50px”]
Imbracatura per luoghi confinati – Light plus 14
Imbracatura per ponteggio e lavori in quota – Light plus 2
[vc_row][vc_column][vc_toggle title=”Cosa si intende quando si parla di cantiere temporaneo o mobile?” el_id=”1442392649648-001eb401-a6de”]Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili e di ingegneria civili essi sono: i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.
Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Un ponteggio metallico posto in un cantiere edile deve essere protetto dalle scariche atmosferiche mediante impianto di messa a terra?” el_id=”1442392436011-cfc54402-bd66″]Il ponteggio metallico, come tutte le masse metalliche presenti in cantiere, deve essere protetto da un impianto di messa a terra ai sensi dell’art. 271 del DPR 547/55.
Per quanto riguarda la protezione contro le scariche atmosferiche, la necessità di installazione deve essere valutata da un professionista mediante la norma CEI 81-10.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Il direttore dei lavori può svolgere anche le funzioni di coordinatore per l’esecuzione?” el_id=”1442392701151-d156f902-b068″]Il direttore dei lavori può svolgere anche le funzioni di coordinatore per l’esecuzione, purché sia in possesso dei requisiti necessari.
Allo stesso modo, possono coincidere nella stessa persona la qualifica di progettista e quella di coordinatore per la progettazione; così come tutte le quattro funzioni possono fare capo ad uno stesso soggetto. Si tratta, evidentemente, di una mera facoltà, lasciata alla prudente valutazione del committente, e non certo di un obbligo.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Il direttore dei lavori svolge funzioni anche in materia di sicurezza e salute nei cantieri?” el_id=”1442394250128-16bee3ed-0897″]Tradizionalmente, il direttore dei lavori non è mai stato destinatario, nell’ordinamento giuridico nazionale, di obblighi e di responsabilità in materia di sicurezza e salute nei cantieri: per giurisprudenza costante, egli è stato considerato penalmente responsabile, in caso di infortunio occorso a lavoratori in cantiere, soltanto allorché si fosse ingerito nell’organizzazione del lavoro e nell’esecuzione delle attività oggetto dell’appalto, esorbitando quindi dalle funzioni sue proprie ed interferendo con i compiti del datore di lavoro dell’impresa esecutrice .
Macchedil dedica una grande parte di questo sito ai prodotti per la sicurezza in cantiere: DPI (dispositivi di prevenzione individuale), sistema anticaduta, antinfortunistica, segnaletica e abbigliamento per il lavoro sicuro.[/vc_toggle][vc_toggle title=”A chi l’impresa appaltatrice deve trasmettere il PSC?” el_id=”1442394180790-1dbb4d66-8712″]Questo obbligo, che l’art. 13, comma 2 del decreto 494 pone a carico dell’impresa “aggiudicataria”, si configura come particolarmente rilevante ai fini di un corretto funzionamento del sistema. Esso infatti, da un lato, è indispensabile per garantire la generale conoscenza del PSC da parte di tutti i soggetti tenuti ad osservarne i contenuti; dall’altro, è il presupposto per mettere le imprese esecutrici nelle condizioni di redigere il proprio POS in maniera “coerente” con il PSC, secondo i dettami dell’art. 5, comma 1, lett. b).
Da questo punto di vista, il rinnovato art. 13, comma 2 del decreto 494 deve far ritenere abrogato il disposto dell’art. 31, comma 2-bis della legge 109 nella parte in cui faceva riferimento alle proposte di modifica che le imprese esecutrici possono proporre al PSC “loro trasmesso dalla stazione appaltante”: trasmissione di cui peraltro non si trovava cenno in alcuna altra disposizione e che appariva oggettivamente di assai problematica applicazione.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Cos’è il DURC (Il Documento Unico di Regolarità Contributiva)?” el_id=”1442406445257-c43f5ba8-860b”]Il DURC è il certificato che, sulla base di un’unica richiesta, attesta contestualmente la regolarità di un’impresa per quanto concerne gli adempimenti INPS, INAIL e Cassa Edile verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Quali interventi possono considerarsi in regime di attività edilizia libera?” el_id=”1442410750492-3d828bd8-4604″]• gli interventi di manutenzione ordinaria;
• le opere temporanee di ricerca nel sottosuolo con carattere geognostico o eseguite in aree esterne ai centri edificati.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Il condominio, che vuole far eseguire dei lavori edili (per esempio, ristrutturazione della facciata) servendosi di un’impresa appaltatrice, deve attenersi a determinate norme?” el_id=”1442410788354-e775360c-d7f4″]Sì. L’amministratore pro-tempore, assumendo il ruolo di committente (in mancanza, il proprietario-condomino), diviene il soggetto responsabile sul quale ricadono gli obblighi di legge.
Macchedil dedica una grande parte di questo sito ai prodotti per la sicurezza in cantiere: DPI (dispositivi di prevenzione individuale), sistema anticaduta, antinfortunistica, segnaletica e abbigliamento per il lavoro sicuro.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Quali interventi sono soggetti a permesso di costruire?” el_id=”1442411101241-907abc02-10e8″]- Gli interventi di nuova costruzione;
– Gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili di nuova costruzione, comportino mutamenti della destinazione d’uso.[/vc_toggle][vc_empty_space height=”30px”][vc_toggle title=”Cos’è il P.S.S. (Piano Sostitutivo di Sicurezza)?” el_id=”1442395219510-a4c7e17c-19b8″]Piano che si attiene alle scelte autonome dell’appaltatore (impresa esecutrice) e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori, da considerare come piano sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento, quando questo non sia previsto dal D. Lgs. 494/96 s.m.i.
Macchedil dedica una grande parte di questo sito ai prodotti per la sicurezza in cantiere: DPI (dispositivi di prevenzione individuale), sistema anticaduta, antinfortunistica, segnaletica e abbigliamento per il lavoro sicuro.[/vc_toggle][vc_toggle title=”A chi va consegnato il PSS?” el_id=”1442394963650-3e5d4188-77a4″]Il PSS deve essere consegnato dall’appaltatore direttamente al committente, come previsto dall’art. 31, comma 1-bis della legge 109; nella fattispecie, del resto, non si pone neppure un problema di scelta, mancando sicuramente il coordinatore per l’esecuzione.
Deve escludersi, tuttavia, che il committente sia tenuto a svolgere qualche attività specifica, avente ad oggetto tale piano: sia perché nulla dice in proposito la normativa, sia perché, come sempre, non possono richiedersi al committente condotte che presuppongono una competenza, in materia di sicurezza, di cui egli non è in possesso.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Quando va consegnato il PSS?” el_id=”1442395004626-925e47d8-4ebf”]Il PSS va consegnato dall’appaltatore unitamente al proprio piano operativo, entro 30 giorni dall’aggiudicazione e comunque prima della consegna dei lavori.
Per quanto riguarda il momento in cui il PSS deve essere consegnato, si deve ritenere che valgano gli stessi principi già esposti con riferimento alle regole sulla consegna da parte dell’appaltatore del POS.[/vc_toggle][vc_toggle title=”Il PSS deve essere redatto anche quando in cantiere sia stata prevista e sia presente una sola impresa?” el_id=”1442395063244-6cd707d8-36a5″]Nel caso in cui nel cantiere sia stata prevista e sia presente una sola impresa diventa comunque obbligatoria la sua redazione, anche se perde molto del suo significato.[/vc_toggle][vc_toggle title=”L’obbligo di redazione e consegna del PSS incombe soltanto sull’impresa appaltatrice?” el_id=”1442395149108-6cf02129-9c03″]Una delle novità più significative dell’art. 31 della legge quadro è rappresentata dalla introduzione dell’obbligo di redazione, da parte dell’appaltatore, di “un piano di sicurezza sostitutivo del PSC e del piano generale di sicurezza, quanto questi ultimi non siano previsti ai sensi del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494”.
Nondimeno, la norma non può essere letta senza tenere conto delle innovazioni apportate al decreto 494; in particolare, ogni riferimento al piano generale di sicurezza deve intendersi del tutto superato ed il PSS va inteso esclusivamente come piano sostitutivo del PSC previsto dall’art. 12 del decreto.[/vc_toggle][vc_empty_space height=”30px”][vc_toggle title=”Cos’è il P.O.S. (Piano Operativo di Sicurezza)?” el_id=”1442395299396-ae4a5405-ae36″]Testo aggiornato con la normativa vigente D.lgs 81/2008
Macchedil dedica una grande parte di questo sito ai prodotti per la sicurezza in cantiere: DPI (dispositivi di prevenzione individuale), sistema anticaduta, antinfortunistica, segnaletica e abbigliamento per il lavoro sicuro.[/vc_toggle][vc_toggle title=”La redazione del POS è sempre obbligatoria, a prescindere dalla esistenza del PSC?” el_id=”1442395467714-04285ebd-f278″]Il nuovo testo del decreto 494 ha fatto proprio il principio, già contenuto nell’art. 31 della legge 109, secondo cui la redazione del POS è comunque obbligatoria in tutti i casi, a prescindere dall’esistenza o meno dei coordinatori per la sicurezza e del PSC.
Tanto si evince, nel testo dell’art. 31, dal fatto che il POS viene definito come “piano complementare di dettaglio” non soltanto del PSC, ma anche del PSS, redatto appunto nel caso di mancanza del PSC; ma il principio è stato reso ancora più esplicito nel decreto 494, prevedendo l’obbligo “anche nel caso in cui nel cantiere operi un’unica impresa”, vale a dire nel caso tipico in cui è sicuramente da escludere la redazione di un PSC.[/vc_toggle][vc_toggle title=”La redazione del POS è sempre obbligatoria, qualunque sia la tipologia o la dimensione dell’impresa?” el_id=”1442395633332-e3cade39-ecd6″]L’obbligo di redazione del POS incombe su qualsiasi impresa esecutrice, senza distinzioni qualitative o dimensionali, e quindi includendo anche le imprese esonerate dall’obbligo di redazione del documento di valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4, comma 11 del decreto 626.
Questa conclusione era già contenuta nel testo dell’art. 31 della legge 109, il quale non configura nessuna ipotesi di deroga all’obbligo; ma il principio è stato reso ancora più esplicito in occasione della modifica del decreto 494, includendo espressamente tra i destinatari dell’obbligo anche il datore di lavoro dell’impresa “familiare o con meno di 10 addetti”, vale a dire appunto la categoria di soggetti ammessi dal succitato art. 4, comma 11 alla redazione di una mera autocertificazione dell’avvenuto adempimento dell’obbligo di valutazione dei rischi .[/vc_toggle][vc_toggle title=”Il POS deve essere aggiornato durante i lavori?” el_id=”1442395658137-75a39486-836a”]La specifica disciplina del momento di redazione e consegna del POS, in ogni caso, non deve far trascurare la circostanza che detto piano è pur sempre uno strumento che deve essere adeguato ed aggiornato: in particolare, va ricordato l’obbligo sancito, sia pure indirettamente, dall’art. 5, comma 1, lett.b) del decreto 494 di adeguare il POS tutte le volte in cui ciò risulti necessario.
L’eventuale adeguamento, peraltro, non fa insorgere in capo all’impresa un diritto ad aggiornamento del prezzo, in quanto le misure contenute nel POS non sono oggetto di una remunerazione autonoma e distinta da quella delle prestazioni, cui le misure di sicurezza si riferiscono; l’eventuale aggiornamento del prezzo contrattuale, pertanto, consegue semmai alla eventuale pattuizione di nuove lavorazioni, nel cui corrispettivo il costo delle misure di prevenzione e protezione deve comunque ritenersi assorbito.[/vc_toggle][vc_toggle title=”A chi deve essere consegnato il POS?” el_id=”1442395703326-7fd6fa88-e141″]Un’altra differenza tra la legge 109 e il decreto 494 si rinviene con riferimento al soggetto al quale consegnare il POS. Mentre l’art. 13, comma 3 del decreto 494 impone all’impresa esecutrice di trasmettere il proprio POS al coordinatore per l’esecuzione, l’art. 31, comma 1-bis ne dispone la consegna “ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2”, vale a dire alle stazioni appaltanti.
Il decreto 528 ha sancito definitivamente la fondatezza di questa prospettazione, volta a superare un dato letterale assai discutibile, e lo ha fatto nella maniera più diretta, vale a dire prevedendo espressamente che è il coordinatore per l’esecuzione, e non già il committente, il soggetto al quale va consegnato il POS.[/vc_toggle][/vc_column][/vc_row]
La modularità dei pannelli solari consente inoltre di integrare i moduli sulle superfici esistenti delle abitazioni, normalmente sui tetti. L’impatto ambientale e paesaggistico è pertanto nullo.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”50px”][vc_column_text]Nelle giornate nuvolose e durante le ore notturne l’abitazione dotata di impianti fotovoltaici in rete non resterà mai al buio. L’uso dei pannelli fotovoltaici “in rete” non sostituisce il consumo della normale rete elettrica che continuerete normalmente a utilizzare.
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”50px”][vc_column_text]I sistemi solari fotovoltaici si dividono in:
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”50px”][vc_column_text]Prima di tutto perché installare sul proprio tetto 8 metri quadri di pannelli fotovoltaici consente di abbattere per almeno 25 anni la propria spesa per l’energia elettrica, inoltre il costo dell’installazione oscilla intorno ai 9-10.000 euro, in altre parole pari a una normale automobile utilitaria.
In Italia e nel mondo, i pannelli fotovoltaici stanno conquistando rapidamente il favore dei consumatori e delle famiglie. Il vantaggio è evidente, investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte notevolmente il costo dell’energia elettrica e, nel momento in cui l’Italia approverà la normativa europea sul “conto energia”, i proprietari di pannelli solari fotovoltaici potranno anche ottenere un reddito mensile netto (profitto) in funzione dell’energia elettrica prodotta dai pannelli.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
[vc_row][vc_column][TS_VCSC_Image_Full seperator_1=”” image=”2196″ seperator_2=”” seperator_3=””][vc_empty_space]
[vc_empty_space][vc_column_text]E’ l’energia tratta dal vento, che è diventato una delle principali fonti rinnovabili. Da miliardi di anni il sole riscalda la terra e questa rilascia il calore nell’atmosfera. Un fenomeno che non avviene dappertutto allo stesso modo. La superficie marina, ad esempio, impiega più tempo a riscaldarsi rispetto alla superficie terreste. Nelle zone dove viene rilasciato meno calore (es. le superfici marine), le zone più fredde, tende ad aumentare la pressione. Nelle zone più calde, viceversa, la pressione tende a ridursi. L’aria delle zone ad alta pressione tende a spostarsi verso le zone a bassa pressione, generando il “vento”. L’aria più calda tende a muoversi verso l’alto lasciando dietro a sè una zona di bassa pressione. L’aria calda, una volta in alto, si raffredda per poi ricadere verso il basso nelle zone fredde marine. Questo movimento verso il basso genera una spinta dell’aria fredda marina verso le zone di bassa pressione in direzione della terraferma. Le caratteristiche morfologiche del territorio e dell’ambiente influiscono sulla direzione e sulla potenza del vento. Ad esempio boschi e montagne riducono la potenza del vento, come anche gli edifici delle grandi città. Per questa ragione gli impianti eolici sono localizzati soltanto in alcune zone e non sono invece distribuiti sull’intero territorio. La potenza del vento è particolarmente forte laddove non sussistono ostacoli, nelle superfici piane, lungo le coste e in mare aperto.
Questa regola non deve però trarre in inganno. La concorrenza di mercato nel settore eolico e la ricerca tecnologica sui materiali e sulle tecniche premono costantemente al ribasso dei prezzi. Oggi, il costo di un kWh di energia elettrica da eolico è ben 5 volte inferiore rispetto a quello degli anni ’80. Il continuo ribasso dei prezzi nel settore eolico è favorito anche dalla crescita del mercato e dalle conseguenti economie di scala delle imprese. E’ quindi probabile che nel prossimo futuro tenda ulteriormente a diminuire.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][templatera id=”1588″][/vc_column][/vc_row]