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Timestamp: 2020-04-05 23:02:07+00:00
Document Index: 57725751

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 69']

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Manovra finanziaria. Norme che riguardano i docenti universitari
La segreteria nazionale dell’USPUR ha sintetizzato come segue i testi dei commi del decreto legge sulla manovra finanziaria, che interessano più direttamente i docenti universitari. In sostanza, nel periodo 1° Gennaio 2011 – 31 Dicembre 2013: 1) i trattamenti economici superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150.00 euro; seguito della predetta riduzione il trattamento non può essere comunque inferiore a 90.000 euro lordi annui (art. 9, comma 2); 2) sono sospesi l’adeguamento annuale delle retribuzioni e la progressione biennale delle classi stipendiali e dei successivi scatti del 2,5% (art. 9, comma 21). Sarà pertanto corrisposto l’adeguamento del 3,09% comunicato dall’ISTAT e valido per l’anno corrente una volta che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il relativo DPCM; 3) la buonuscita, per coloro che andranno in pensione dopo il 30 Novembre 2010, sarà corrisposta non in soluzione unica, ma in tre rate annuali: la prima di 90.000 euro, la seconda di 60.000 euro e la terza con il valore della somma rimanente (art. 12, comma 7). Inoltre, il calcolo della buonuscita, dal 1° Gennaio 2011, sarà uniformato a quello del TFR (ossia disciplinato dalle stesse regole previste per i lavoratori del settore privato): ciò comporterà un danno per tutti gli interessati, tanto più consistente quanto minore è il numero degli anni di servizio maturati e riscattati al 31/12/2010; pertanto i giovani saranno più penalizzati rispetto agli anziani. Per la circostanza la segreteria nazionale comunica che l’USPUR sta preparando un’azione di protesta assieme alla CONFEDIR (Confederazione sindacale dei dirigenti statali) per la seconda metà di Giugno, a Roma.
Per stipendi e pensioni si veda anche con esaurienti dettagli l’allegato file DL 78-2010. Misure urgenti.
Manovra finanziaria. Tagli alle retribuzioni dei docenti universitari gia’ ridotte da precedenti leggi
“Tra le varie misure della manovra finanziaria figura il congelamento sui valori attuali, per tre anni, di tutti gli stipendi pubblici, compresi quelli del personale pubblico non contrattualizzato, che contempla anche i professori universitari. L’USPUR ritiene che la scelta, per quanto attiene ai docenti universitari, sia ingiusta perché, ancora una volta, vengono ritoccate in basso le loro retribuzioni, già significativamente ridotte negli ultimi tre, quattro anni, in applicazione delle seguenti leggi: a) legge finanziaria 2007, art. 1, comma 576: ai professori universitari, personale non contrattualizzato, il previsto adeguamento retributivo è corrisposto per gli anni 2007 e 2008 nella misura del 70 per cento, senza dare luogo a successivi recuperi; b) legge finanziaria 2008, art. 2, comma 434: riduzione graduale, per i professori universitari, del periodo triennale di fuori ruolo a cominciare dal 1° Gennaio 2008, e, quindi, sua eliminazione con il 1° Gennaio 2010, con conseguente forte riduzione del valore sia della loro base pensionabile che della loro buonuscita; c) legge 6 Agosto 2008, n. 133 (di conversione del D.L. n. 112 del 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico….”), art. 69: differimento di 12 mesi per i professori universitari della maturazione dell’aumento biennale o della classe di stipendio. L’USPUR sente il dovere di segnalare che le tre leggi appena citate hanno dettato norme per la riduzione della retribuzione dei soli professori universitari, e non anche delle altre categorie del pubblico impiego.
Manovra finanziaria. Qualche passo indietro sull’università
Il presidente della Repubblica ha ottenuto quello che poteva ottenere e a cui teneva di più. Cioè una prova di sensibilità del governo sui fronti in sofferenza della cultura e dell'università. In modo che fossero salvaguardate certe eccellenze italiane, che gli sembrava «insopportabile» fossero penalizzate. Tre passi indietro rispetto alla stangata prevista fino a domenica sera: 1) lo scorporo dal decreto anticrisi dell'elenco di 232 fondazioni e istituti sui quali si dovevano abbattere drastici tagli, passati dal 70 al 50 per cento (deciderà il ministro Bondi chi merita di essere sostenuto, motivando le sue scelte); 2) la promessa di un riesame della ventina di enti da sopprimere indiscriminatamente; 3) l'impegno a ricostituire il fondo dei finanziamenti per gli atenei e i centri di ricerca e formazione (anche se restano le riduzioni di spesa previste per il 2011) e a riconsiderare presto il problema dell'inquadramento dei ricercatori, ora penalizzati ai livelli più bassi delle carriere. È stato grazie a queste rettifiche ottenute in extremis, cui si sono aggiunte correzioni tecniche di singoli articoli gravati da dubbi di «sostenibilità giuridica e istituzionale», che Giorgio Napolitano ha potuto firmare ieri mattina la manovra anticrisi. Immediatamente pubblicata, poi, sulla Gazzetta Ufficiale. Un via libera obbligato, dopo i febbrili contatti tra i tecnici del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi, a misure in grado di fare cassa con urgenza per 24.9 miliardi. Obbligato sia perché, lo staff del Colle tiene a ricordarlo, l'esclusiva responsabilità dei decreti legge ricade sull'esecutivo tanto «per gli indirizzi quanto per il merito», sia perché lui stesso considera senza alternative e dunque «inevitabile» un intervento forte per allinearci agli sforzi del resto d'Europa. (Corsera 02-06-2010)
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