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Timestamp: 2020-08-12 22:07:42+00:00
Document Index: 32589217

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Sentenza Cassazione Civile n. 34311 del 23/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34311 del 23/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 23/12/2019, (ud. 22/10/2019, dep. 23/12/2019), n.34311
sul ricorso 1636-2017 proposto da:
D.M.M., S.M.L., domiciliato in ROMA P.ZZA
rappresentati e difesi dall’Avvocato GIOVANNI FABIO CANIOBELLI;
Avverso la sentenza n. 2564/2016 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
LECCE, depositata il 27/10/2016;
– la C.T.R. di Bari sez. staccata di Lecce con sentenza della sez. 23 n. 2564/2016 respingeva l’impugnazione proposta dall’Agenzia delle Entrate D.P. di (OMISSIS) avverso la sentenza della CTP di Lecce n. 1146/2014 del 26.3.2014,
avverso l’avviso di classamento catastale, anno 2012, con cui, in applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, si era proceduto alla rideterminazione del classamento e all’attribuzione della nuova rendita catastale relativamente alle microzone nelle quali era stato rilevato un significativo scostamento tra il rapporto “valore medio di mercato/valore medio catastale” e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali. La CTP aveva accolto il ricorso ritenendo che l’atto impugnato non fosse provvisto di adeguata motivazione.
– il difetto di giurisdizione;
– violazione di legge per erronea e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39;
– violazione di legge per erronea e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335.
Gli intimati D.M.M. e S.M.L. si costituivano con controricorso.
1. Il primo motivo non è fondato. L’Agenzia nel richiamare la sentenza delle S.U. n. 7665 del 2016, ha dedotto che in detta decisione fosse stato stabilito che la riqualificazione delle microzone avesse un effetto a cascata sui classamenti delle singole unità immobiliari, per cui l’atto generale aveva un effetto mediato e diretto sulle unità immobiliari site nelle microzone riqualificate ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335.
Ad avviso di questa Corte, come correttamente indicato dalla CTR, l’attività di classamento, per quanto fondata sull’accertato presupposto dello scostamento significativo tra valori di mercato effettivi quelli catastalmente assegnati, rimane pur sempre una procedura individuale, che va effettuata in considerazione combinata dei fattori posizionali ed edilizi pertinenti a ciascuna unità immobiliare. Pertanto, la mera indicazione nella parte motiva del procedimento dell’accertata evoluzione del contesto urbano e socio economico della microzona alla quale la procedura di revisione parziale si riferisce, non è sufficiente e non può costituire motivazione idonea, in quanto, mancando l’analitica esplicitazione degli elementi concreti su cui detto giudizio si fonda, non dà conto del fatto per cui la semplice evoluzione del fattore posizionale sia stata ritenuta utile ai fini dell’attribuzione a ciascuna singola unità immobiliare di un nuovo apprezzamento globale a livello reddituale.
2. Con riferimento al secondo motivo la ricorrente deduce violazione dell’art. 295 c.p.c., e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, per non avere la C.T.R. sospeso il processo, in attesa della decisione del giudice amministrativo sulla legittimità degli atti amministrativi generali relativi alle microzone comunali. Il motivo è infondato. La sentenza impugnata è stata pubblicata dopo l’1.1.2016, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6-5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione. Peraltro, l’art. 39, comma 1 bis, – aggiunto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (la commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie.
3. Anche il terzo motivo di ricorso, col quale si deduce violazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, è infondato. Ed invero, il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dal D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9, sì da sottrarne l’attuazione alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica. Ne consegue che anche la procedura prevista dal comma 335 cit., pur a fronte del relativo presupposto, non può sottrarsi all’applicazione dei parametri previsti, in via ordinaria, dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 154, lett. e), il quale impone che si tenga conto, nel medesimo contesto cronologico, dei caratteri specifici di ciascuna unità immobiliare, del fabbricato e della microzona ove l’unità è sita, siccome tutti incidenti comparativamente e complessivamente alla qualificazione della stessa (Cass. n. 4712 del 09/03/2015).