Source: https://www.personaedanno.it/articolo/tar-lazio-n-13888-del-26-aprile-2019-sulla-configurabilita-delle-poste-italiane-spa-quale-organismo-di-diritto-pubblico-e-rimessione-alla-cgue-gabriele-gentilini
Timestamp: 2020-08-11 10:08:43+00:00
Document Index: 11821455

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 27', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Tar Lazio n. 13888 del 26 aprile 2019, sulla configurabilita delle Poste Italiane Spa quale organismo di diritto pubblico e rimessione alla CGUE-Gabriele Gentilini
Pubblica amministrazione - Generalità, varie - Redazione P&D - 07/11/2019
Ritorna sulla materia l’ordinanza in questione, tematica piuttosto intricata che ipotizza anche un’ipotetica non configurabilità della società di che trattasi quale organismo di diritto pubblico.
Si legge nel provvedimento giudiziario amministrativo che “Su tale questione, rappresentata nell’ottica di un generalizzato non assoggettamento di Poste Italiane s .p .a. al codice degli appalti – per contratti non riconducibili al servizio postale in senso stretto – sono già stati prospettati alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con ordinanza collegiale n. 7778 del 12 luglio 2018, dubbi di conformità alla normativa comunitaria, sulla base delle direttive vigenti e di precedenti pronunce della medesima Corte. …. Deve infatti essere valutata, in primo luogo , l’attinenza dell’oggetto contrattuale in esame non tanto ai settori, attualmente definiti “speciali” e disciplinati dagli articoli 114 e seguenti del codice dei contratti pubblici (d.lgs . 18 aprile 2016, n. 50, Parte II, Titolo VI, Capo I), quanto piuttosto ai settori che continuano a definirsi “esclusi….dall’ambito di applicazione oggettiva” del medesimo codice (d.lgs . cit., Parte I, Titolo II, articoli 4 e seguenti), ma il cui affidamento deve comunque avvenire – ex art. 4 cit., sostanzialmente riproduttivo dell’art. 27 del precedente codice degli appalti, approvato con d.lgs . n. 163 del 2006 – “nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell’ambiente ed efficienza energetica”.
Si legge ancora tra le considerazioni in diritto espresse nell’ordinanza che “l’attinenza della procedura di gara di cui trattasi ad un settore formalmente “escluso”, ma non “estraneo” al codice degli appalti, tuttavia, non incide sulla giurisdizione del giudice amministrativo , implicando l’art. 4 del d.lgs . n. 50 del 2016 – come già l’art. 27 del d.lgs . n. 163 del 2006 – una procedura negoziata, idonea ad assicurare il rispetto dei criteri enunciati, a fronte dei quali sussistono interessi legittimi, rimessi in via generale alla cognizione del predetto giudice (cfr . anche, per il principio , Corte Cost., 6 luglio 2004, n. 204); deve considerarsi devoluta al giudice ordinario , invece, l’attività contrattuale esclusivamente privatistica, posta in essere da soggetti, in alcun modo tenuti alle regole dell’evidenza pubblica (cfr . in tal senso , dopo alcune originarie oscillazioni giurisprudenziali, Cons. Stato , Ad. Plen., 1 agosto 2011, n. 16; Cons. Stato , sez. VI, 16 luglio 2015, n. 3571; Cons . Stato , sez. IV , 9 novembre 2015, n. 5091; TRGA del Trentino Alto Adige, sezione autonoma di Bolzano, 24 ottobre 2013, n. 299; TAR Lombardia, Milano, sez. I, 28 luglio 2008, n. 3048; TAR Lazio , Roma, sez. II, 5 marzo 2014, n. 2550). …… Non è, dunque, l’og getto contrattuale in sé (anche ove escluso dall’integrale applicazione delle norme codicistiche) che può sottrar re la controversia in esame alla giurisdizione del giudice amministrativo , ma – seguendo l’impostazione della citata pronuncia n. 16 del 2011 dell’Adunanza Plenaria, nonché della successiva giurisprudenza consolidata – deve accertarsi al riguardo che la gara non sia indetta da un’Amministrazione aggiudicatrice (comunque tenuta al rispetto dei principi del Trattato a tutela della concorrenza), ovvero – in presenza di una stazione appaltante che abbia carattere di impresa pubblica (o di soggetto privato titolare di un diritto di esclusiva) e operi nei settori speciali – che la gara stessa sia “strumentale”, in rapporto a tali settori.”
Dopo le varie ulteriori considerazioni si legge che “Ad avviso del Collegio , la qualificazione di Poste Italiane s .p .a. come organismo di diritto pubblico appare difficilmente confutabile (quanto meno se deve farsi riferimento – come il dato testuale della norma suggerisce – al relativo momento istitutivo). ….
L’attuale società per azioni risulta controllata per una quota pari al. 29,26% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 35% da Cassa Depositi e Prestiti e per la restante quota da investitori privati; la stessa – pur operando , oltre che nel settore dei ser vizi postali, anche in ambito finanziario , assicurativo e di telefonia mobile, in regime di concorrenza – è in ogni caso tuttora concessionaria del cosiddetto ser vizio postale universale (che implica la fornitura obbligatoria – con correlativi esborsi statali a parziale copertura degli oneri – di ser vizi essenziali di consegna di lettere e pacchi, ad un prezzo controllato , a tutti i Comuni italiani, come dimostra il preannuncio di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, in presenza della decisione di non recapitare più la posta a 4.000 Comuni, in quanto ser vizio ritenuto non remunerativo; cfr . anche al riguardo Cons. Stato , sez. III, 27 maggio 2014,n. 2720).”
Afferma ulteriormente:
“Non può non ritenersi, pertanto , che la società in questione, dotata di personalità giuridica, sia stata istituita per soddisfare interessi generali, a carattere non industriale o commerciale, direttamente riconducibili alla libertà di corrispondenza e ad ogni altra for ma di comunicazione, garantiti dall’art. 15 della Costituzione e sanciti anche a livello comunitario (requisiti sub 1 e 2 degli organismi di diritto pubblico). Quanto al concorrente requisito n. 3, va ricordato come all’assetto proprietario di maggioranza – che fa capo al Ministero dell’Economia (ex Ministero del T esoro), che nomina il Consiglio di Amministrazione – si affianchino il controllo e la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico (che ha accorpato quello delle Comunicazioni) e della Corte dei Conti; il Collegio dei revisori è composto da tre membri effettivi e tre supplenti, interamente designati dalle medesime Amministrazioni di riferimento (cfr . art. 4 d.l. n. 487/1993 cit). L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (A GCOM) è inoltre competente per l’adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del ser vizio universale, disciplinato peraltro da contratto di programma, in cui controparte del gestore postale è il Ministero dello Sviluppo Economico. Sussistono dunque, sul piano soggettivo , sufficienti elementi per qualificare la società Poste Italiane come organismo di diritto pubblico , come definito dal già ricordato art. 3, comma 26, del d.lgs . 12 aprile 2006, n. 163 (ora art. 3, comma 1, lettera “d” del d.lgs . n. 50 del 2016). In termini sostanzialmente conformi, peraltro , si è espressa in più occasioni la giurisprudenza (Cons . Stato , sez. VI, 2 marzo 2001, n. 1206 e 24 maggio 2002, n. 2855; Cons. Stato , sez. III, n. 2720/2014 cit., oltre alle ricordate pronunce dell’Adunanza Plenaria nn. 13, 14, 15 e 16 del 2016.).”
Ricorda l’ordinanza che: “Appare d’altra parte evidente come l’elemento fondante dell’organismo di diritto pubblico sia appunto quello , riconducibile alla rilevanza degli interessi generali perseguiti, in rapporto ai quali – anche qualora la gestione fosse produttiva di utili – non può venire meno una funzione amministrativa di controllo , da intendere come possibilità di condizionamento aziendale, anche in ter mini di scelta maggioritaria degli amministratori, chiamati a perseguire deter minati obiettivi di qualità del ser vizio (in tal senso depone il carattere espressamente disgiunto dei requisiti, di cui al punto “c” del ricordato art. 3, comma 1, lettera “d”, del codice degli appalti: cfr . anche Cass. SS.UU ., 7 aprile 2010, n. 8225).”
“E’ propria dell’Amministrazione, infatti, la cura concreta di interessi della collettività, che lo Stato ritiene corrispondenti a ser vizi da rendere ai cittadini e che pertanto , anche ove affidati a soggetti esterni all’Apparato amministrativo vero e proprio , debbono comunque rispondere a corretti parametri gestionali, sul piano dell’imparzialità, del buon andamento e della trasparenza. In tale ottica, gli organismi in questione sono ricompresi fra le “amministrazioni aggiudicatrici” e, in quanto tali, vengono richiamati sia nella parte prima che nella parte seconda del Codice, come soggetti tenuti alle regole dell’evidenza pubblica per i propri contratti, di modo che – ove tali contratti, per il relativo oggetto , non rientrino fra quelli riconducibili ai settori speciali – appare ragionevole ritenere che cambi soltanto la specifica normativa di riferimento (dalla parte seconda alla parte prima del Codice), ma non anche l’applicabilità del Codice stesso, estesa, come già ricordato , anche ai settori esclusi: chiarissima, in tal senso , è la già richiamata pronuncia dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 16 del 2011, che circoscrive la possibilità di concludere contratti – “estranei” a detto Codice e rimessi alla cognizione del giudice ordinario – alle imprese pubbliche.”
Seguono le ulteriori affermazioni nella riportata ordinanza.
N. 13888_2018 REG.RIC_.pdf
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