Source: http://docplayer.it/377527-Linee-guida-per-gli-affidamenti-dei-servizi-pubblici-locali-di-rilevanza-economica.html
Timestamp: 2017-06-29 02:22:19+00:00
Document Index: 158869732

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 23', 'art.4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 106', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 113', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 2', 'art 61', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 14', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 106', 'art. 4', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 106', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 106', 'art. 106', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 90', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 97', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 106', 'art. 4', 'art. 106', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 118', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 34', 'art. 17', 'art. 23', 'art. 6', 'art. 239', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3']

LINEE GUIDA PER GLI AFFIDAMENTI DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA - PDF
LINEE GUIDA PER GLI AFFIDAMENTI DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA
Download "LINEE GUIDA PER GLI AFFIDAMENTI DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA"
Antonietta Casadei
1 Programma Operativo Governance e Azioni di Sistema FSE Obiettivo 1 Convergenza Asse E Capacità istituzionale Progetto di supporto e affiancamento operativo a favore degli Enti Pubblici delle Regioni Obiettivo Convergenza per l implementazione della riforma del mercato dei Servizi Pubblici Locali a rilevanza economica LINEE GUIDA PER GLI AFFIDAMENTI DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA Aprile 2013 Convenzione tra Dipartimento Affari Regionali e Invitalia del 20 ottobre2 EXECUTIVE SUMMARY INTRODUZIONE QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO MODALITÀ DI AFFIDAMENTO CONSIDERAZIONI IN MERITO ALL ITER PROCEDIMENTALE PER LA SCELTA DELLA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO E NELLA RELAZIONE DI CUI AL D.L. 179/ SCELTA DELLA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO E TUTELA DELLA CONCORRENZA SCELTA DELLE MODALITÀ DI AFFIDAMENTO: CONSIDERAZIONI ECONOMICHE IN HOUSE PROVIDING COSTITUZIONE DELLE SOCIETÀ MISTE SOCIETÀ PUBBLICHE OGGETTO DEGLI AFFIDAMENTI3 EXECUTIVE SUMMARY La scelta delle modalità di affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e quella relativa all oggetto degli affidamenti, materia delle presenti linee guida, deve perseguire, nel rispetto della normativa vigente, i seguenti obiettivi: (a) efficacia rispetto alle finalità di interesse generale perseguite dagli enti territoriali; (b) efficienza ed economicità in termini di costi di fornitura dei servizi, nell interesse degli utenti e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Strumentali per il conseguimento delle suddette finalità è l esercizio della concorrenza di cui occorre garantire la tutela. Nel quadro di una logica di sussidiarietà orizzontale dovranno valutare l opportunità di affidarsi interamente al mercato o ricorrere all affidamento nelle forme previste dalla disciplina comunitaria. A tal fine gli enti dovranno motivare le proprie decisioni, attraverso una valutazione comparativa di convenienza, nelle relazioni che, ai sensi dell art. 34 del D.L. 179/2012, sono tenuti a predisporre prima di procedere all affidamento del servizio. La legittimità del ricorso a forme dirette di affidamento richiede non solo la sussistenza dei requisiti previsti per questo tipo di affidamento (nel caso dell in house proprietà pubblica, controllo analogo e focalizzazione dell attività), ma anche la dimostrazione che la deroga al principio della concorrenza per il mercato sia giustificata da obiettivi di interesse generale. La modalità di affidamento prescelta dovrebbe essere quella che minimizza i costi totali di fornitura del servizio, inclusi i costi di agenzia. Ulteriori elementi di valutazione possono riguardare i vincoli e le condizioni a cui sono sottoposte le diverse forme di gestione, in particolare quelli derivanti dalla normativa sugli aiuti di Stato e la salvaguardia del valore dell impresa di proprietà dell ente territoriale. Le abrogazioni, dapprima dell art. 23 bis del D.L. 112/2008, e poi dell art. 4 del D.L. 138/2011, e quindi anche dell espressa pregiudiziale a favore della concorrenza nel mercato, non fa venir meno l obbligo in capo agli enti di verificare la possibilità e la convenienza ad aprire il pur nell ambito di una regolamentazione erga omnes. Alla luce delle norme e della giurisprudenza comunitaria e nazionale, infatti, l attribuzione di diritti esclusivi andrebbe comunque motivata sulla base di obiettivi di interesse generale. Ciò richiede come adempimento preliminare che gli enti territoriali una volta individuati i livelli essenziali dei servizi, indichino quelli che non è possibile o non è conveniente che vengano erogati in regime di mercato. Analoghi criteri valgono anche per la definizione dell oggetto degli affidamenti, ossia i servizi da affidare, compreso l affidamento multiservizi, privilegiando anche in questo caso l economicità e la salvaguardia della concorrenza nelle sue diverse forme (per il mercato, o per comparazione). 34 1. INTRODUZIONE Le presenti Linee Guida hanno la finalità di assistere le regioni e gli enti locali nella definizione di criteri per la scelta dell oggetto e delle modalità di affidamento dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. E opportuno evidenziare che: (i) la trattazione riguarda trasversalmente i servizi idrici, dei rifiuti e del trasporto pubblico locale e regionale, sebbene di volta in volta verranno evidenziate peculiarità settoriali; (ii) la materia affrontata presenta taluni aspetti comuni o contigui con quelli relativi alla delimitazione degli ambiti o bacini territoriali ottimali, cosicché per la completezza della trattazione si fa anche rinvio alle pertinenti linee guida. Gli affidamenti possono essere considerati sotto diversi aspetti: (i) l oggetto degli affidamenti (i servizi da affidare, compreso l affidamento di più servizi ad uno stesso gestore, e i relativi livelli quantitativi e qualitativi); (ii) la dimensione (i bacini di utenza da affidare); (iii) le modalità di affidamento; (iv) le condizioni economiche e finanziarie. Questi aspetti sono stati in parte interessati dall abrogazione dell art. 4 della L. 148/2012 a seguito della sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale. Gli effetti della sentenza si concentrano soprattutto sulle modalità di affidamento, con l eliminazione del quasi assoluto divieto per i servizi di rilevanza economica - di ricorrere all in house providing per la fornitura di servizi pubblici locali di rilevanza economica e la riconsegna della materia degli affidamenti alla normativa comunitaria. Con l abrogazione dell art. 4, inoltre, essendo stata superata la pregiudiziale a favore della concorrenza nel mercato, viene meno l obbligo per gli enti locali di emanare delibere quadro, da sottoporre al parere dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a motivazione di un affidamento in esclusiva, e della vantaggiosità economica dell eventuale ricorso alla gara di una pluralità di servizi. Con l art. 34, comma 20, del D.L. 179/2012, convertito con L. 221/2012, la motivazione in capo agli enti affidanti circa la modalità di affidamento (e non solo l affidamento diretto) consiste nell obbligo di redigere e pubblicare una relazione che dia conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e definisca i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste. Tale motivazione non è sottoposta ad uno scrutinio, ma viene resa trasparente tramite la pubblicazione nel sito internet dell ente affidante. 45 2. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO Come è noto la Corte Costituzionale, con la pronuncia n. 199 pubblicata in G.U. il 25 luglio 2012, ha sancito l illegittimità costituzionale dell art. 4 del D.L. 138/2011, convertito con modificazioni con L. 148/2011, poiché in detto articolo veniva riproposta la medesima normativa contenuta nell art. 23 bis del D.L. 112/2008, abrogata con referendum popolare. In linea generale, il citato articolo 4 ( Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa europea ) imponeva agli enti locali di verificare la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. In ordine al procedimento, l ente interessato, avrebbe dovuto effettuare un analisi di mercato attraverso la quale verificare l idoneità della libera iniziativa economica a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità. Solo nel caso di esito negativo della verifica e previa approvazione di una delibera quadro, la pubblica amministrazione avrebbe potuto provvedere con l attribuzione di diritti di esclusiva relativi ai singoli servizi. La dichiarazione d incostituzionalità dell art.4 non lascia, tuttavia, un vuoto normativo nella misura in cui è, allo stato, valida ed efficace la normativa comunitaria. Da questo punto di vista resta attuale la sentenza della Corte Costituzionale di ammissione dei quesiti referendari (sentenza 24/2011) secondo la quale dall abrogazione referendaria non deriva, in tema di regole concorrenziali relative ai servizi pubblici locali di rilevanza economica, né una lacuna normativa incolmabile, né l applicazione di una normativa contrastante con il suddetto assetto concorrenziale minimo inderogabilmente richiesto dall ordinamento comunitario. Ciò anche in relazione agli affidamenti dei servizi sottratti alla libera concorrenza nel mercato. Sotto questo profilo è da considerare valida ed efficace la normativa comunitaria certamente meno restrittiva quanto meno per il ricorso all affidamento diretto a società cd in house, rispetto a quella nazionale censurata dalla Corte Costituzionale. A tale riguardo si elencano di seguito, senza alcuna pretesa di esaustività, le principali disposizioni europee e statali, di carattere trasversale, che possono ritenersi sicuramente vigenti: a) l art. 106 del TFUE richiamato dalla stessa Corte Costituzionale nella sentenza 199/2012 e con esso anche l art. 14 del TFUE nonché il protocollo n. 26 al TFUE e la direttiva 123/2006 che potrebbero fornire importanti indicazioni anche in relazione ai contenuti della motivazione dell affidamento in house; b) il Libro Verde sui servizi di interesse economico generale (COM (2003) 270); c) la Direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi (G.U.C.E. n. 134 del 30 aprile 2004); d) il Codice dei contratti pubblici D.Lgs. 163 del 12 aprile 2006 ed il regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti D.P.R. 207 del 5 ottobre 2010; e) l art. 113 del D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 Tuel (proprietà delle reti, diritto di accesso alle reti ed ai beni strumentali, clausola di reciprocità, regole generali delle gare, contratto di servizio, eccetera); f) le norme sugli affidamenti societari di cui all art. 2 della L. 244/2007 ed all art. 14 del D.L. 78/2010 (finalità societarie e limiti di costituzione per i comuni con meno di abitanti e/o partecipazione azionaria). 56 In materia di concessioni, in attesa dell applicazione della emananda direttiva comunitaria, la scelta del concessionario, ai sensi di quanto previsto nel Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006 che recepisce la Direttiva 2004/18 sugli appalti), deve avvenire nel rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei criteri di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità. Quanto alle società miste il riferimento europeo è costituito dalla disciplina del partenariato pubblico-privato istituzionale, regolato dal Libro verde del 2003 e dalla Comunicazione interpretativa della CE del 5/2/2008 (C(2007) 6661). In sintesi, ai sensi della suddetta Comunicazione, corrisponde alla figura comunitaria del PPPI l azienda mista il cui partner privato sia stato selezionato nell ambito di una procedura trasparente e concorrenziale che ha per oggetto sia l appalto pubblico o la concessione da aggiudicare all entità a capitale misto, sia il contributo operativo del partner privato all esecuzione di tali prestazioni e/o il suo contributo amministrativo alla gestione dell entità a capitale misto. In sostanza si tratta di un affidamento frutto di una procedura di gara cosiddetta a doppio oggetto. Da sottolineare che tale figura corrisponde largamente a quella indicata nell articolo 23-bis e poi riproposta nell articolo 4 con la significativa differenza che la disciplina comunitaria non contempla alcun obbligo a quote minime di capitale privato, come invece era previsto nelle suddette norme oggi abrogate. E opportuno ricordare che per queste due forme di affidamento, la concessione e il PPPI, entrambe riconducibili alla categoria della concorrenza, l applicazione della disciplina europea non presenta l esigenza di particolari adattamenti. Quanto alle vigenti normative dei settori interessati dalle linee guida: a) per quanto riguarda il servizio idrico e quello di gestione dei rifiuti urbani la normativa di riferimento è rappresentata dalle misure contenute nel D.Lgs. 152/2006 e smi (cosiddetto Codice Ambientale) e dai principi comunitari sopra richiamati, a cui occorre aggiungere l art. 2 comma 186 bis della L. 191/2009 e smi relativo alla soppressione delle Autorità d Ambito e l articolo 19 del D.L. 95 del 2012 che ha assegnato ai comuni, quali loro funzione fondamentale, l organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi ; b) con riferimento, invece, al TPLR la normativa comunitaria è rappresentata dal Regolamento 1370/07/CE, che sancisce ove non sussistano norme nazionali maggiormente proconcorrenziali la facoltà delle autorità locali di scegliere fra le seguenti forme di affidamento: (i) in house; (ii) a terzi mediante procedure a evidenza pubblica; (iii) dirette di servizi di trasporto ferroviario regionale. Sebbene non espressamente prevista dal Regolamento, è da ritenere che valga anche per il trasporto pubblico locale la possibilità di ricorrere a procedure a evidenza pubblica a doppio oggetto, relative al contestuale affidamento del servizio e alla scelta del socio privato 1. Quanto alla normativa nazionale di settore, l obbligo di gara imposto dal D.Lgs. 422/1997 era stato già abrogato dall art 61 della L.99/2009, che espressamente rinvia alla norma comunitaria 2. 1 Comunicazione interpretativa della Commissione sull applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni ai partenariati pubblico-privati istituzionalizzati, C(2007) 6661 del 5 febbraio Al fine di armonizzare il processo di liberalizzazione e di concorrenza nel settore del trasporto pubblico regionale e locale con le norme comunitarie, le autorità competenti all'aggiudicazione di contratti di servizio, anche in deroga alla disciplina di settore, possono avvalersi delle previsioni di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 4, 5 e 6, e all'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre Alle società che, in Italia o all'estero, risultino aggiudicatarie di contratti di servizio ai sensi delle previsioni del predetto 67 3. MODALITÀ DI AFFIDAMENTO L affidamento della gestione dei servizi pubblici locali potrà avvenire mediante: a) gara ad evidenza pubblica in applicazione delle norme inerenti gli appalti o le concessioni di servizi di cui al D.Lgs. 163 del 12 aprile 2006; b) affidamento a società a capitale misto pubblico e privato con procedura di gara per la scelta del socio privato, a cui attribuire specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio (procedura cd. a doppio oggetto); c) affidamento diretto a società cd in house; d) affidamento diretto anche non in house per il trasporto ferroviario regionale (Regolamento 1370/2007/CE). Ai sensi di quanto prescritto dal comma 1 bis (introdotto dall art. 34 del D.L. 179/2012 convertito con modifiche dalla L. 221/2012) dell art. 3 bis D.L. 138/2011 le procedure per il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 dell art. 3 bis. La finalità primaria di tale norma il superamento della frammentazione gestionale dei SPL potrà condurre anche alla concentrazione di parte degli attuali enti titolari degli affidamenti 3 in enti di governo degli ambiti. Da precisare che l esercizio congiunto di una funzione (soprattutto se si tratta di una funzione fondamentale) è fattispecie distinta rispetto al trasferimento della stessa: gli enti di governo dovranno in tal caso configurarsi non come nuovi organismi ma come strutture associative di enti locali (ex art. 30 TUEL). regolamento (CE) n. 1370/2007 non si applica l'esclusione di cui all'articolo 18, comma 2, lettera a), del D.Lgs. 19 novembre 1997, n Enti titolari delle funzioni (quanto meno per il settore rifiuti) sono i Comuni (ex art. 19 D.L. 95/2012 che modifica l art. 14 D.L. 78/2010) che, tuttavia dovranno procedere al loro esercizio congiuntamente ai sensi del combinato normativo di cui all art. 33 TUEL, 19 D.L. 95/2012 e comma 1 bis dell art. 3 bis D.L. 138/8 4. CONSIDERAZIONI IN MERITO ALL ITER PROCEDIMENTALE PER LA SCELTA DELLA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO E NELLA RELAZIONE DI CUI AL D.L. 179/2012 Come si è avuto modo di illustrare in precedenza, l abrogazione dell art. 4 del D.L. 138 del 2011, ad opera della sentenza citata della Corte Costituzionale, ha restituito un quadro giuridico di riferimento equivalente a quello che caratterizzò il periodo immediatamente successivo al referendum abrogativo del giugno Così, limiti e possibilità vanno ritrovati, oltre che nei principi comunitari, nei principi generali dell ordinamento e dell azione amministrativa. Per quel che attiene l iter necessario alla scelta della modalità organizzativa del servizio ed al suo affidamento, elemento fondante è rappresentato dalla motivazione che deve assistere la decisione, in attuazione del principio generale dettato dall art. 3 della L. 241/1990. In tal senso, la delibera dell organo consiliare circa la modalità di gestione dovrà essere assistita dall illustrazione delle ragioni che supportano la scelta. Ciò, indipendentemente dalla modalità di affidamento e, dunque, sia nel caso di gara o di esternalizzazione del servizio o di affidamento a società a partecipazione mista, sia nell ipotesi di affidamento in house. Al riguardo, infatti, resta comunque necessario che la decisione renda evidenti le utilità (economiche e tecniche) che s intendono conseguire con quel determinato affidamento e gli elementi che fanno ritenere che il modello scelto possa garantire il loro conseguimento. In concreto, la delibera consiliare che dispone l affidamento del servizio dovrà descrivere le condizioni di fatto ed illustrare i dati quantitativi e qualitativi di massima del servizio da assegnare e sulla base di un business plan, dare conto degli obiettivi da conseguire e indicare le condizioni legittimanti la forma di affidamento scelta alla luce dei principi comunitari. Ciò vale sia per la società in house (proprietà pubblica, controllo analogo ed attività prevalente a favore dell amministrazione controllante) che per la società mista (cosiddetta gara a doppio oggetto, rimessa a gara della posizione di socio privato alla scadenza dell affidamento, chiara indicazione dei compiti operativi affidati al socio privato), nonché per la gara per la selezione del gestore del servizio. Attesa la dichiarazione d illegittimità costituzionale dell art. 4 D.L. 138/2011, il legislatore è intervenuto in via d urgenza al fine di completare la materia dei servizi pubblici locali. Il D.L. 179 del 18 ottobre 2012, infatti, all art. 34 (Misure urgenti per le attività produttive, le infrastrutture e i trasporti locali, la valorizzazione dei beni culturali ed i comuni), commi 20 e ss., prescrive: 1) l obbligo di predisporre apposita Relazione e di procedere alla sua pubblicazione sul sito internet dell'ente affidante, nella quale esporre le ragioni e la sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e definire i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste (comma 20); 2) gli affidamenti, in essere alla data di entrata in vigore del decreto, non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea devono essere adeguati entro il termine del 31 dicembre 2013 pubblicando, entro la stessa data, la relazione prevista al comma 20. Per gli affidamenti in cui non è prevista una data di scadenza gli enti competenti provvedono ad inserire nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto un termine di scadenza dell affidamento. Il mancato adempimento degli obblighi previsti nel presente comma determina la cessazione dell affidamento alla data del 31 dicembre 2013 (comma 21); 89 3) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1 ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data, e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020 (comma 22). 4) i commi da 20 a 22 non si applicano al servizio di distribuzione di gas naturale, di cui al D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164, il servizio di distribuzione di energia elettrica, di cui al D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79 e alla L. 23 agosto 2004, n. 239, nonché la gestione delle farmacie comunali, di cui alla L. 2 aprile 1968, n Restano inoltre ferme le disposizioni di cui all'articolo 37 del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n Sebbene di portata generale, la norma ha una specifica importanza soprattutto per motivare la scelta dell affidamento diretto in house, che presenta maggiore criticità per il rispetto delle regole sottese al principio della concorrenza. In quest ottica, anche alla luce della sentenza n. 199/2012 della Corte Costituzionale sarebbe utile, in sede di predisposizione della relazione, richiamare le condizioni di cui all art. 106 del TFUE. La relazione, in buona sostanza, non fa altro che rendere più accessibili e trasparenti le motivazioni necessarie della delibera di costituzione del soggetto in house e di affidamento del servizio, anche al fine di consentire un più agevole controllo da parte degli organi deputati alla vigilanza sugli affidamenti (AGCM e AVCP). Si segnala, infine, quanto prescritto dall art. 4 comma 8 del D.L. 95/2012 ai sensi del quale: A decorrere dal 1 gennaio 2014 l'affidamento diretto può avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house. Sono fatti salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza naturale e comunque fino al 31 dicembre Ad una prima lettura tale previsione sembrerebbe potersi riferire genericamente a tutti i tipi di servizi, inclusi quelli pubblici locali. Tuttavia, si ritiene più conforme all ordinamento (proprio in virtù dell eccezione prescritta dal comma 3 dell art. 4 D.L. 95/2012) ed alla recente giurisprudenza (anche in virtù di quanto prescritto dalla Consulta nella sentenza 199/2012 in tema di società in house), l interpretazione che esclude i servizi pubblici di interesse generale, anche economici, dalla sfera di applicazione dell ottavo comma. 910 5. SCELTA DELLA MODALITÀ DI AFFIDAMENTO E TUTELA DELLA CONCORRENZA Le norme di cui occorre tenere conto per la scelta delle modalità di affidamento sono sia quelle di portata generale, che quelle di carattere settoriale. In particolare, il riferimento risulta costituito dall insieme delle norme europee e di quelle settoriali, nonché dalla giurisprudenza comunitaria a cui si aggiungerà la Direttiva europea sull aggiudicazione dei contratti di concessione, proposta dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, che dovrebbe essere adottata in via definitiva nei prossimi mesi, per essere poi recepita dagli Stati membri. Si tratta di un contesto istituzionale sufficientemente articolato che il legislatore nazionale si è limitato a completare intervenendo per rendere la legislazione italiana coerente con quella comunitaria. Gli ampi margini di discrezionalità che l impianto comunitario lascia alle autorità locali derivano dall applicazione del principio di sussidiarietà, così come sancito dall art. 14 del TFUE 4. Si è infatti ritenuto che i SIEG non possano che essere organizzati a livello dei singoli Stati o di singoli enti territoriali, in quanto più prossimi ai cittadini e migliori interpreti dei loro bisogni 5. Così nel Libro verde sui SIEG del 2003: Per quanto riguarda l organizzazione della fornitura di un servizio di interesse economico generale, gli Stati membri sono liberi di stabilire le modalità di gestione, sempre nel rispetto delle norme comunitarie. In ogni caso, il grado di apertura del mercato e la concorrenza in un determinato servizio di interesse economico generale è deciso dalle pertinenti norme comunitarie sul mercato interno e sulla concorrenza. Per quanto riguarda la partecipazione dello Stato nella fornitura di servizi di interesse generale, spetta alle autorità pubbliche decidere se fornire questi servizi direttamente tramite la propria amministrazione oppure se affidarli a terzi (soggetti pubblici o privati) 6. Sebbene i SIEG siano sottoposti alle norme della concorrenza, tenendo conto della loro particolare rilevanza in materia di coesione sociale e territoriale, l art. 106, c. 2, del TFUE introduce la possibilità di derogare a esse: le imprese incaricate di servizi di interesse economico generale [ ] sono sottoposte alle norme del presente trattato, e in particolare alle regole della concorrenza, nei limiti in cui l applicazione di tali norme non osti all adempimento, in linea di diritto o di fatto, della specifica missione loro affidata. E evidente che la deroga di cui possono potenzialmente beneficiare le imprese incaricate di servizi di interesse economico generale non si estende a tutte regole della concorrenza, non certamente a quelle che vietano gli abusi di posizione dominante né a quelle che vietano intere restrittive o controllano le concentrazioni, ecc. La possibilità di derogare alle regole di concorrenza non è dunque assoluta ma, alla luce della copiosa giurisprudenza comunitaria, deve essere motivata da criteri di necessità, adeguatezza e proporzionalità. 4 [ ] l'unione e gli Stati membri, secondo le rispettive competenze e nell'ambito del campo di applicazione dei trattati, provvedono affinché tali servizi funzionino in base a principi e condizioni, in particolare economiche e finanziarie, che consentano loro di assolvere i propri compiti. Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo la procedura legislativa ordinaria, stabiliscono tali principi e fissano tali condizioni, fatta salva la competenza degli Stati membri, nel rispetto dei trattati, di fornire, fare eseguire e finanziare tali servizi. 5 Così, nella "Risoluzione sul Libro verde sui servizi di interesse generale (COM(2003) /2152(INI))" del 14 gennaio 2004, il Parlamento Europeo: ribadisce l'importanza fondamentale del principio di sussidiarietà, a norma del quale le autorità competenti degli Stati membri possono operare la loro scelta in materia di missioni, organizzazione e modalità di finanziamento dei servizi di interesse generale e dei servizi di interesse economico generale; sottolinea che una direttiva non può stabilire una definizione europea uniforme dei servizi di interesse generale, poiché la loro definizione e strutturazione deve restare di competenza esclusiva degli Stati membri e delle loro suddivisioni costituzionalmente riconosciute" (par. 18). 6 Commissione europea, Libro verde sui servizi di interesse generale (COM (2003) 270 def., 21 maggio 2003, par. 79). 1011 L applicazione del principio di concorrenza è sancito dalla stessa sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale, relativamente alla scelta delle modalità di affidamento, ossia agli affidamenti diretti in house. La normativa comunitaria (richiamata nella sentenza n. 325 del 2010) consente, anche se non impone, la gestione diretta del servizio pubblico da parte dell ente locale, allorquando l applicazione delle regole di concorrenza ostacoli, in diritto o in fatto, la «speciale missione» dell ente pubblico (art. 106 TFUE), alle sole condizioni del capitale totalmente pubblico della società affidataria, del cosiddetto controllo analogo ed infine dello svolgimento della parte più importante dell attività dell affidatario in favore dell aggiudicante. La Corte sancisce dunque due presupposti da cui discende la percorribilità dell in house providing: a) le condizioni oggettive che rendono preferibile l attribuzione di diritti di esclusiva 7 ; b) i requisiti soggettivi dell operatore, che debbono essere conformi a quelli indicati dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia. Tuttavia, la portata dell art. 106 è potenzialmente ben più ampia, tenuto conto che le regole della concorrenza a cui fanno riferimento i principi generali del diritto comunitario (specificamente l art. 106) sono in primis quelli che garantiscono il funzionamento di un mercato concorrenziale e solo in subordine quelli della concorrenza per il mercato. L art. 106 del Trattato, dunque, introduce l esigenza di motivare la sottrazione alle regole della concorrenza sia nella forma della concorrenza nel mercato, sia di quella per il mercato. A questo riguardo si veda la sentenza Corbeau della Corte di Giustizia, laddove si stabilisce che una restrizione della concorrenza, o persino l esclusione di qualsiasi concorrenza da parte di altri operatori economici può essere giustificata se è condizione per permettere al titolare di un diritto esclusivo di garantire i suoi servizi in condizioni di equilibrio economico [ciò che ] presuppone la possibilità di una compensazione fra i settori di attività redditizie e quelli meno redditizi [ ] 8. Al tempo stesso L esclusione della concorrenza non si giustifica tuttavia qualora si tratti di servizi specifici, scindibili dal servizio di interesse generale [ ]. Sebbene la sentenza in questione, e più in generale, la giurisprudenza comunitaria abbiano focalizzato l attenzione sull attribuzione di diritti speciali e sulla concessione diretta di diritti esclusivi, i principi sanciti sono estensibili anche alla esclusione della concorrenza nel mercato. Ne segue che con l abrogazione dell art. 4 viene meno il suo contenuto precettivo, ma non il principio su cui questo si fondava. Anche l art. 3 della L. 148/2011 va in questa direzione vietando Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività economiche salvo che la restrizione rappresenti un mezzo idoneo, indispensabile e, dal punto di vista del grado di interferenza nella libertà economica, ragionevolmente proporzionato all'interesse pubblico cui è destinata 9. 7 Cfr. la notissima sentenza della CGE sul caso C-107/98 (Teckal) del 18 novembre CGE, C-320/91, par Cfr. anche CGE, C-340/99, par. 54: [ ] dalla giurisprudenza della Corte risulta che non è necessario, affinché siano soddisfatte le condizioni di applicazione dell'art. 90, n. 2, del Trattato, che risulti minacciato l'equilibrio finanziario o la redditività economica dell'impresa incaricata della gestione di un servizio di interesse economico generale. È sufficiente che, in mancanza dei diritti controversi, possa risultare compromesso l'adempimento delle specifiche funzioni assegnate all'impresa, quali precisate dagli obblighi e dai vincoli impostile, o che il mantenimento dei diritti di cui trattasi sia necessario per consentire al loro titolare di adempiere le funzioni di interesse economico generale affidategli in condizioni economicamente accettabili. 9 L. 148/2011, art. 3, commi Cfr. anche L. 27/2012, art. 1, comma 2: Le disposizioni recanti divieti, restrizioni, oneri o condizioni all'accesso ed all'esercizio delle attività economiche sono in ogni caso interpretate ed applicate in senso tassativo, restrittivo e ragionevolmente proporzionato alle perseguite finalità di interesse pubblico generale, alla stregua dei principi costituzionali per i quali l'iniziativa economica privata è libera secondo condizioni di piena concorrenza e pari opportunità tra tutti i soggetti, presenti e futuri, ed ammette solo i limiti, i programmi e i controlli 1112 La normativa comunitaria e quella nazionale convergono dunque sulla necessità di giustificare l imposizione di Obblighi di Servizio Pubblico (OSP) e la conseguente concessione di diritti esclusivi. Ciò conduce a definire il perimetro degli OSP sulla base della ratio comunitaria, determinandola per esclusione. Al fine di rendere coerenti la motivazione e la relativa relazione da parte degli Enti Locali con l ordinamento comunitario giova una lettura congiunta dell articolo 106 del TFUE e del pacchetto di misure recentemente adottato dalla Commissione Europea relativamente alla disciplina degli aiuti di Stato. Come si è visto l articolo 106 prevede che ai servizi di interesse economico generale si applicano le regole del Trattato relative alla concorrenza salvo dimostrare che ciò impedisca la loro specifica missione. Le norme sugli aiuti di Stato definiscono le condizioni da rispettare affinché una compensazione a copertura degli oneri di servizio pubblico e universale non venga qualificata aiuto ai sensi del diritto europeo. Tali condizioni sono sostanzialmente riconducibili alla valutazione della necessità di imporre OSP, alla chiara definizione di questi obblighi, alla previa indicazione dei sistemi di calcolo delle compensazioni, all adozione di criteri che scongiurino sovra compensazioni con particolare riferimento al ricorso a procedure di gara o, in loro assenza, a sistemi di benchmark. Si ritiene che queste regole possono contribuire a guidare gli enti locali nella definizione delle proprie motivazioni anche negli affidamenti che non comportano trasferimenti compensativi e non rientrano quindi nella disciplina europea degli aiuti di Stato. La normativa comunitaria e quella nazionale convergono dunque sulla necessità di giustificare l imposizione di Obblighi di Servizio Pubblico e la conseguente concessione di diritti esclusivi. Ciò conduce ad affrontare il perimetro degli OSP (l oggetto degli affidamenti) che, nella ratio comunitaria, andrebbe determinato per esclusione : obbligo di servizio pubblico: l obbligo definito o individuato da un autorità competente al fine di garantire la prestazione di servizi di trasporto pubblico di passeggeri di interesse generale che un operatore, ove considerasse il proprio interesse commerciale, non si assumerebbe o non si assumerebbe nella stessa misura o alle stesse condizioni senza compenso (Regolamento 1370/07/CE, art. 2, lettera e enfasi aggiunta). Sebbene la norma citata sia riferita al trasporto pubblico e sebbene sia questo il settore, più che gli altri qui considerati, in cui spazi di concorrenza nel mercato possano ritrovarsi - essa può assumere valenza generale. Ne segue che il ricorso all affidamento di diritti esclusivi (quale che sia la procedura) richiederebbe il previo accertamento dell eventuale interesse da parte di operatori privati e, in caso positivo, della conformità dell apertura del mercato agli obiettivi di interesse generale perseguiti. I criteri di valutazione al riguardo sono non dissimili da quelli che dovrebbero sovrintendere a limitazioni della concorrenza nella forma di affidamento diretto di diritti esclusivi: garanzia di adeguata quantità, qualità e regolarità dei servizi, economicità della gestione, economia di risorse pubbliche. Da aggiungere che una corretta perimetrazione degli OSP e dunque, la preventiva verifica della loro necessità, adeguatezza e proporzionalità - rappresenta una delle condizioni affinché le eventuali compensazioni siano escluse dal campo degli aiuti di Stato 10,11. necessari ad evitare possibili danni alla salute, all'ambiente, al paesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e possibili contrasti con l utilità sociale, con l'ordine pubblico, con il sistema tributario e con gli obblighi comunitari ed internazionali della Repubblica. 10 Si veda in tal senso la recente Comunicazione della Commissione in materia di aiuti di Stato ai SIEG: La prima condizione stabilita dalla sentenza Altmark prevede la definizione dell'obbligo a cui adempie il SIEG. Questa condizione coincide con quanto stabilito dall'articolo 106, paragrafo 2, del trattato, a norma del quale le imprese 1213 Sebbene la stessa Commissione avverta che Per quanto riguarda la questione se un servizio possa essere fornito dal mercato, la valutazione della Commissione si limita alla verifica di errori manifesti compiuti dagli Stati membri 12, resta che un attribuzione estensiva e immotivata di diritti esclusivi potrebbe fornire a terzi controinteressati una ragione ulteriore - aggiuntiva alla esclusione dal mercato di ricorso. L insussistenza di una motivazione valida legittimerebbe anche l applicazione dell art. 21-bis della legge antitrust italiana 13. incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale sono imprese cui è stata affidata una «specifica missione». In generale, l'affidamento di una specifica missione di servizio pubblico implica la prestazione di servizi che un impresa, ove considerasse il proprio interesse commerciale, non si assumerebbe o non assumerebbe nella stessa misura o alle stesse condizioni. Applicando il criterio dell'interesse generale, gli Stati membri o l'unione possono collegare obblighi specifici a tali servizi. La Commissione ritiene pertanto che non sarebbe opportuno attribuire obblighi specifici di servizio pubblico ad un'attività che è già fornita o che può essere fornita in modo soddisfacente e a condizioni, quali prezzo, caratteristiche obiettive di qualità, continuità e accesso al servizio, coerenti con il pubblico interesse, quale definito dallo Stato, da imprese operanti secondo le normali regole del mercato (Comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (2012/C 8/02, par )). 11 La Comunicazione ha portata generale e si applica dunque anche al TPLR. Da notare che i criteri che regolamentano l esclusione dal campo degli aiuti di Stato delle compensazioni per OSP sono derivati dalla sentenza Altmark, la quale aveva per oggetto proprio un caso di trasporto pubblico locale. 12 Ibid. par Vanno infine ricordate recenti norme nazionali tendenti a razionalizzare l offerta di servizi di TPLR condizionando a essa l accesso ai finanziamenti statali. La ratio delle norme non è certo di ridurre l offerta di servizi tout court ma la fornitura di quelli erogati in OSP attraverso l affidamento di diritti esclusivi, in tal modo lasciando spazio al mercato privato. Art. 16-bis del D.L. 95/2012 convertito dalla L. 137/2012, ripreso dall art. 10, comma 2, della legge di stabilità per il14 6. SCELTA DELLE MODALITÀ DI AFFIDAMENTO: CONSIDERAZIONI ECONOMICHE Assumendo che tutte le modalità di affidamento siano giuridicamente percorribili, il problema centrale riguarda la convenienza relativa dei tre modelli: la gara per il gestore, la società mista e l in house. I parametri di valutazione sono riconducibili all efficacia rispetto agli obiettivi e all efficienza e all economicità in termini di costi. Posto che l efficacia è potenzialmente conseguibile con qualsiasi modalità di affidamento, il discrimine è costituito dall efficienza e l economicità ed in particolare dall analisi dei costi e dei ricavi associabili alle diverse forme di affidamento. In relazione ai costi vanno separatamente considerati quelli di produzione dei servizi e quelli di agenzia 14 : a) i primi dipendono da due distinti drivers: la produttività fisica dei fattori produttivi e il loro costo di acquisizione; b) i secondi includono i costi per la ricerca e la selezione dell impresa, per la raccolta delle informazioni, per l attività di controllo, per l enforcement del contratto, per eventuali contenziosi e per la copertura dai rischi. I costi di produzione fanno dunque direttamente capo al gestore, quelli di agenzia all ente concedente. In linea generale ed in relazione ad entrambe le tipologie di costo, si può ritenere che rispetto alla dimensione del servizio l eventuale conseguimento delle economie di scala può riguardare tutte le modalità di affidamento. Riguardo ai diversi tipi di affidamento i costi di produzione e quelli di agenzia presentano andamenti divergenti: per quanto riguarda i costi di produzione una potenziale maggiore efficienza in caso di ricorso alla gara, mentre per quanto riguarda i costi di transazione un minore impatto nell affidamento diretto. Il soggetto affidatario, può anche costituirsi in forma associata, con l eventuale suddivisione dei servizi per territorio servito o per tipologia - fra le diverse imprese partecipanti, purché sia comunque salvaguardata l unitarietà dell affidamento e del contratto di servizio. Va al riguardo considerato che: a) la forma associativa può potenzialmente permettere di realizzare benefici in termini di costi di acquisizione dei fattori analoghi a quelli dell impresa unica; b) i benefici in termini di produttività, invece, dipendono largamente dalle dimensioni delle singole imprese affidatarie le quali devono avere dimensioni efficienti. Ciò dovrebbe richiedere che la procedura per la selezione del gestore o quella per l affidamento diretto - preveda dimensioni adeguate di tutte le imprese partecipanti alla forma associativa (in caso di realtà preesistenti, la fusione fra imprese di piccole dimensioni); c) infine, è da ritenere che i costi di agenzia possano essere in questo caso più elevati. 14 Il rapporto contrattuale fra l ente locale e l impresa di servizi pubblici è tipicamente un contratto di agenzia. La agency theory è nata e si è sviluppata con l obiettivo di studiare come il principale possa obbligare l agente a comportarsi nel suo interesse, quando gli obiettivi divergono e quest ultimo dispone di vantaggi informativi, e quando il sistema degli incentivi e delle sanzioni potrebbe rilevarsi inefficace o troppo oneroso per il principale come strumento di enforcement dei contratti. I costi di agenzia sono tipicamente costi di transazione che il principale è costretto a sostenere per assicurarsi che l agente operi nel suo interesse. 1415 Considerato quanto sopra, sono rilevanti i criteri di governance dell associazione. A titolo di esempio: procedure di pooling negli acquisti; condivisione di impianti e di mezzi, e mobilità del personale fra le imprese associate; responsabilità solidale delle imprese nei confronti dell ente affidante, sia in materia di obblighi di servizio che in materia finanziaria. Date le tariffe, la massimizzazione dei ricavi è legata all introduzione di forme incentivanti, quali i contratti di servizio di tipo net cost e di revenue sharing. Un altro elemento che favorisce il miglioramento delle performance è costituito dalla regolamentazione dei ricavi e dei sussidi incentivanti (price e subsidy cap) in quanto ciò consente di realizzare una sorta di diritto al residuo utilizzabile anche per adottare sistemi di premi e sanzioni per il management ed i lavoratori. In conclusione, è ragionevole attendersi che livelli e composizione dei costi varino anche in funzione delle modalità di affidamento. In termini economici la modalità di affidamento da scegliere dovrebbe essere quella che minimizza i costi totali attesi. In linea di principio: a) la scelta dell in house potrà essere tanto più conveniente quanto minore è la dimensione del servizio e quanto maggiore la quota di contributi pubblici; b) la scelta opposta dell affidamento esterno può giustificarsi invece per le dimensioni della commessa ed il maggior potenziale di efficienza e di economicità; c) il ricorso alla società mista costituisce una forma intermedia che può comportare benefici comparativi, a condizione che l assetto dei rapporti fra concedente e affidatario sia trasparente. A questo riguardo valgono le seguenti considerazioni: (i) sotto il profilo produttivo, se il privato è effettivamente socio operativo, i vantaggi in termini di efficienza dovrebbero essere analoghi a quelli dell esternalizzazione, mentre minori dovrebbero essere i costi di agenzia; (ii) rispetto all affidamento esterno, seguendo più direttamente la gestione, l ente locale sarebbe in grado di controllare meglio l adempimento del contratto, l acquisizione delle informazioni, l insorgere di rischi (in sostanza la catena che lo lega all agente è più corta); (iii) tuttavia, affinché i costi di agenzia si riducano nel loro insieme e non si verifichi, invece, una loro mera traslazione dall ente concedente all impresa, è essenziale che si evitino commistioni fra la figura del socio pubblico e quella del concedente, le quali finirebbero anche per mettere a repentaglio una gestione efficiente. E quindi indispensabile un sistema di regole di governance che attribuisca agli stakeholders ruoli ben definiti. L economicità della scelta, infine, andrebbe estesa anche alla salvaguardia del valore dell asset dell ente locale. In particolare, allorché l impresa oggi affidataria in house versi in condizioni reddituali e patrimoniali critiche, l immediato ricorso al mercato, rispetto al suo differimento a risanamento dell azienda realizzato, comporterebbe per l ente locale delle perdite, in contrasto con l obbligo di ottimale utilizzazione delle risorse pubbliche, sancito dall art. 97 della Costituzione; obbligo che non riguarda la sola gestione corrente ma anche il valore patrimoniale e di mercato della stessa. In questi casi la via che potrebbe essere seguita è quella di includere nell analisi comparativa dei costi e dei benefici economici delle diverse modalità anche l emergere di perdite nette di valore capitale e le obbligazioni nei confronti dei creditori che andrebbero comunque onorate. In termini di comparazione fra il modello in house e il ricorso al mercato, appare dunque giustificabile includere fra i costi e i benefici delle tre opzioni anche gli effetti finanziari di una dismissione prerisanamento delle attività della società attualmente affidataria. 1516 7. IN HOUSE PROVIDING Fermi restando i requisiti necessari prescritti da una consolidata giurisprudenza (controllo analogo, prevalente attività svolta dalla società con gli enti partecipanti; integrale partecipazione pubblica al capitale sociale), il primo necessario adempimento è dettato dall art. 34 del D.L. 179/2012 e consiste nella motivazione della scelta che dovrà essere contenuta nella relazione pubblicata sul sito internet dell Ente ai sensi del citato art. 34. Nel caso dell in house la relazione prevista del citato articolo 34 dovrà prevalentemente evidenziare (ex art. 106 TFUE) quali siano le ragioni che precluderebbero il raggiungimento dell interesse pubblico cui è funzionale l azione dell ente, qualora si adottassero le procedure ad evidenza pubblica. Alle società in house che forniscono servizi pubblici locali non si applicano, inoltre, le limitazioni di cui all art. 4 D.L. 95/2012 (cd. spending review) del 6 luglio 2012, convertito con L. 135 del 7 agosto La giurisprudenza della Corte di Giustizia 15 e quella nazionale 16 si sono focalizzate sui requisiti soggettivi dell in house interpretandoli restrittivamente allo scopo di arginarne le distorsioni, mentre non è competenza della giurisprudenza la verifica delle condizioni oggettive che giustificano il ricorso a questa forma di affidamento. Al riguardo la posizione espressa dalla Commissione Europea è chiara: anche un operatore per il quale ricorrano i requisiti Teckal è un impresa e in quanto tale è soggetta alle regole della concorrenza e alle sue eccezioni, incluso l art. 106, comma L affidamento diretto di diritti esclusivi va dunque motivato in base alla speciale missione assegnata all impresa incaricata della fornitura dei servizi: nel caso del TPLR ciò vale sia per gli affidamenti in house, sia per quelli relativi a servizi ferroviari regionali ai sensi dell art. 5, comma 6, del Regolamento 1370/07/CE. Dello stesso tenore le conclusioni della citata sentenza 199/2012 della Corte Costituzionale e quelle della sentenza Corbeau della Corte di giustizia Cfr. CGE, C-26/03 (Stadt Halle e RPL Lochau), C-231/03 (Corame), C-458/03 (Parking Brixen GmbH), C 29/04 (Mödling o Commissione c/ Austria), C-410/04 (ANAV c/ Comune di Bari), C-340/04 (Carbotermo), C- 220/05 (Jean Auroux). 16 Cfr. Consiglio di Stato: la figura dell in house providing si configura come un modello eccezionale, i cui requisiti vanno interpretati restrittivamente poiché costituiscono una deroga alle regole generali del diritto comunitario [ ]. Il ridimensionamento dell istituto è da ricondursi anche a fenomeni di distorsione nel ricorso a tale modello, del quale si tende ad abusare attraverso il fenomeno delle c.d. catene societarie e dei controlli indiretti, nonché attraverso le attività svolte nei confronti di terzi (parere 456, Sez. II, del 18 aprile 2007, par. 5.2). Dello stesso tenore, cfr. AGCM, Segnalazione AS375 del I fornitori di servizi di interesse economico generale, compresi i fornitori di servizi in-house, sono in ogni caso imprese e quindi soggette alle norme sulla concorrenza del trattato. Le decisioni di concedere diritti speciali ed esclusivi ai fornitori di servizi in-house o di favorirli in altri modi possono costituire una violazione del trattato, nonostante la parziale tutela offerta dall'articolo 86 [ora 106]. La giurisprudenza ne conferma la correttezza, in particolare: nel caso in cui i requisiti di servizio pubblico che il fornitore del servizio deve soddisfare non siano correttamente specificati; nel caso in cui il fornitore del servizio sia manifestamente incapace di soddisfare la richiesta; nei casi in cui esista un modo alternativo di soddisfare i requisiti con un effetto meno negativo sulla concorrenza. Cfr. Commissione europea, Libro verde, cit., par In realtà non sembra esservi costante sintonia fra le posizioni della Commissione e Corte di giustizia riguardo all obbligo di motivazione di affidamenti in house: più rigida la prima, più elastica nel tempo la seconda. Cfr. Al 1617 La sottrazione della fornitura dei servizi alla concorrenza per il mercato va motivata con criteri di necessità, adeguatezza e proporzionalità rispetto agli obiettivi di interesse generale che le amministrazioni pubbliche intendono perseguire: adeguatezza in quantità, qualità e regolarità dei servizi; economicità della gestione; economia di risorse pubbliche 19. In sostanza si tratta degli stessi criteri di convenienza comparativa illustrati in precedenza, che assumono valenza nella legittimità della scelta. Da ultimo, gli enti territoriali dovrebbero tenere conto degli ulteriori vincoli derivanti dalla scelta del modello in house. Tali vincoli comportano appesantimenti amministrativi che andrebbero considerati ai fini della valutazione comparativa di convenienza. Da richiamare in particolare quelli previsti dall art. 3-bis della L. 148/2011 (i) di accesso ai finanziamenti statali, (ii) di assoggettamento al patto di stabilità interno, (iii) di modalità di acquisto di beni e servizi e (iv) di restrizioni in ordine alla gestione del personale. Capitolo a parte meritano le già richiamate previsioni comunitarie in materia di compensazioni pubbliche, con specifico riferimento alle condizioni richiamate dalla sentenza Altmark affinché le compensazioni per OSP non rientrino nel campo di applicazione degli aiuti di Stato. In particolare, il ricorso ad affidamenti con procedure ad evidenza pubblica escluderebbe proprio in forza del meccanismo concorrenziale - la presenza di sovra compensazioni, mentre questa condizione va dimostrata nel caso di affidamenti diretti (così come in quello di procedure nell ambito delle quali viene presentata una sola offerta). Infatti, non appartenendo i SIEG a quelli svolti dalle amministrazioni nella veste di pubbliche autorità, in entrambi i casi le compensazioni erogate rientrerebbero altrimenti a tutti gli effetti nella disciplina degli aiuti di Stato. riguardo G.Bruzzone e R.Marzulli, La disciplina dei servizi pubblici locali nel D.L. 179/2012, ottobre Secondo gli autori: Oggi, pur restando la possibilità di contestare in base all articolo 106, paragrafo 1, del Trattato la compatibilità con il diritto europeo di una determinata esclusiva, non è sicuro che un azione basata solo sul carattere non necessario dell esclusiva ai sensi dell articolo 106, paragrafo 2, avrebbe successo; sembrerebbe semmai più promettente, se ve ne sono le condizioni, un azione basata sull applicazione congiunta dell articolo 106, paragrafo 1, e dell articolo 102 sull abuso di posizione dominante (p. 12). 19 Sull economia di risorse pubbliche cfr. la citata sentenza Corbeau della CGE e la Raccomandazione del Consiglio europeo del 10 luglio 2012 sul programma nazionale di riforme 2012, in ordine al perseguimento di un durevole miglioramento dell efficienza e delle qualità della spesa pubblica in Italia. 1718 8. COSTITUZIONE DELLE SOCIETÀ MISTE La società mista rientra nella categoria dei contratti di partenariato pubblico e privato ai sensi dell art. 3, comma 15-ter, D.Lgs. 163/2006. Oggetto del contratto può essere anche la fornitura di un servizio pubblico locale, con allocazione dei rischi ai sensi delle prescrizioni e degli indirizzi comunitari vigenti. L affidamento del servizio in favore di società miste può avvenire mediante gara di appalto o concessione di servizi (ai sensi dell art. 3, comma 36, D.Lgs. 163/2006). Su quest ultima modalità di affidamento si rammenta che, ai sensi dell art. 30 D.Lgs. 163/2006, e ad eccezione di quanto specificatamente previsto nel medesimo articolo, la disciplina del codice dei contratti pubblici non si applica integralmente se non espressamente previsto da disposizioni di legge o dal bando di gara. Con riferimento alla redazione del bando di gara, si tenga presente che: a) la gara unica a doppio oggetto per la scelta del partner e l affidamento dei servizi deve definire esattamente l oggetto dei servizi medesimi (deve trattarsi di servizi determinati ); b) devono essere noti i criteri di selezione e di aggiudicazione; c) non devono esserci clausole discriminatorie e deve essere garantita la trasparenza (informazioni sullo statuto del costituendo ente, sul patto tra azionisti e sugli accordi che regolano sia il rapporto contrattuale tra l ente pubblico ed il partner privato, sia il rapporto tra l ente pubblico e la società mista); d) la selezione dell offerta migliore deve essere rapportata non solo alla solidità finanziaria dell offerente, ma anche alla capacità di svolgere le prestazioni specifiche oggetto del contratto; e) il rapporto instaurando deve avere durata predeterminata, con rinnovo della procedura di selezione alla scadenza. 1819 9. SOCIETÀ PUBBLICHE In ordine ai presupposti per la costituzione di società pubblica o mista, l art. 3, comma 27, della L. 244/2007 si preoccupa di individuare un essenziale connessione funzionale fra ente costituente e società, disponendo che quest ultima dovrà essere strettamente necessaria per il perseguimento delle finalità istituzionali proprie dell ente. A ben vedere la norma non limita, ma funzionalizza la costituzione di società in materia di servizi pubblici locali, in quanto questi ultimi rientrano nella più vasta categoria di servizi pubblici di interesse generale. Tuttavia la necessità di raggiungere la finalità di contenimento dei costi e di salvaguardia della concorrenza, ha indotto il legislatore a porre in essere vincoli ancora più stringenti per gli enti locali medio piccoli, ciò attraverso l utilizzo della dimensione demografica che diviene, pertanto, il vincolo di legge per parametrare la sostenibilità delle partecipazioni societarie. Nello specifico, l art. 3, comma 27, della L. 244/2007 deve essere letta in combinato disposto con quella intervenuta successivamente e contenuta nell art. 14, comma 32, L. 78/2010 che nell ordine: 1. vieta, in generale, ai comuni con popolazione inferiore a abitanti di costituire società, quale che siano ed anche a prescindere quindi dall interesse pubblico da soddisfare. Entro il 31 dicembre 2012, tali enti, sono obbligati a mettere in liquidazione le società già in essere ovvero a cederne le partecipazioni, salvo che, alla data indicata, queste abbiano: a) il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi; b) non abbiano subito, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio; c) non abbiano subito, nei precedenti esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato gravato dell'obbligo di procedere al ripiano delle perdite medesime; 2. l obiettivo del conseguimento di economie di scala sottese alla norma si evince dalla lettura della norma che esclude dalla liquidazione o cessione di quote le società con partecipazione paritaria ovvero con partecipazione proporzionale al numero degli abitanti, costituite da più comuni la cui popolazione complessiva superi i abitanti; 3. i comuni con popolazione compresa tra e abitanti possono detenere la partecipazione di una sola società. Di contro debbono ritenersi non applicabili alle società pubbliche, preposte all erogazione di un servizio pubblico (anche a rete) di rilevanza economica le limitazioni, soppressioni e/o accorpamenti di cui all art. 9 D.L. 95/2012 in quanto dette società non esercitano e/o svolgono né funzioni amministrative ex art. 118 cost, né funzioni fondamentali ma erogano, appunto, servizi pubblici. 1920 10. OGGETTO DEGLI AFFIDAMENTI Le decisioni relative ai servizi da affidare e ai relativi livelli quantitativi e qualitativi, successivamente alle verifiche concorrenziali, dovrebbero essere collegate alla definizione degli OSP e tenere conto delle esigenze di eliminare duplicazioni e, ove esistano, privilegiare i più adeguati servizi alternativi di soddisfazione dei bisogni (ad esempio mobilità, energia, eccetera). La fase di programmazione e di riorganizzazione dei servizi costituisce quindi adempimento preliminare, che precede successive decisioni in ordine a come allocare l offerta di servizi fra i singoli affidamenti, vale a dire, l oggetto degli affidamenti. In ordine al perimetro geografico, la ratio primaria dell art. 3-bis della L. 148/2011 è il superamento della frammentazione orizzontale nell offerta di servizi pubblici locali attraverso la promozione di processi di concentrazione: di qui il richiamo alle economie di scala e alle economie di differenziazione 20. E in funzione di questo obiettivo che andrebbe intesa l ottimalità e l omogeneità degli ambiti territoriali, di regola di dimensione almeno provinciale. Da notare che, a seguito della conversione in legge del D.L. 179/2012, si è chiarito che il legame tra fra ATO e lotti di affidamento non è cogente. Mentre infatti il testo originario dell art. 34 (comma 13) sanciva che le procedure di conferimento della gestione [ ] sono effettuate unicamente per ambiti o bacini territoriali omogenei [ ], il testo definitivo dell art. 34 (comma 23) stabilisce che le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe all utenza per quanto di competenza, di affidamento della gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente articolo. Lo spostamento di enfasi dal territorio all ente competente sul territorio appare significativo della volontà del legislatore di rendere maggiormente flessibile il rapporto fra ATO e lotti di affidamento. In effetti l identificazione fra ambiti ottimali e lotti di affidamento sarebbe stata per più motivi inopportuna: a) per un verso essa sarebbe potenzialmente in antitesi con la finalità concorrenziale della stessa norma, posto che questa prevede in linea di principio bacini alquanto estesi 21. Al contrario, allentare una tale corrispondenza può favorire forme di concorrenza comparativa 22 tra i diversi gestori operanti, seppure in forza di diritti esclusivi (anche se in house), in diverse aree territoriali all interno di uno stesso Ambito Territoriale Ottimale; b) per altro verso, l enfasi posta dall art. 3-bis sulle economie di scala e di differenziazione dunque, sui costi di produzione come driver di delimitazione degli ambiti ottimali non implica necessariamente l unicità dell impresa affidataria, ma potrebbe anche realizzarsi mediante consorzi o associazioni fra imprese farebbero venir meno buona parte delle economie di scala. 20 Queste ultime da intendersi come offerta congiunta di servizi attraverso processi di integrazione verticale (relativi a diversi stadi della filiera produttiva) o orizzontali fra modalità diverse. 21 Sotto questo profilo, l incipit dell art. 3-bis ( A tutela della concorrenza e dell ambiente [ ] ) sarebbe stato più adeguatamente collocato nell art Tramite la concorrenza comparativa (yardstick competition) il regolatore simula un mercato competitivo attraverso il confronto delle prestazioni di gestioni tra loro comparabili. 20 Vedere altro
NOTA INTERPRETATIVA Prime osservazioni sull affidamento dei servizi pubblici locali e sulla tariffa del servizio idrico integrato in esito al referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011. Prologo In seguito Dettagli SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA
SERVIZI PUBBLICI LOCALI DI RILEVANZA ECONOMICA Relazione illustrativa delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti per la forma di affidamento prescelta (ex D.L. 18 ottobre 2012 n. 179, art. Dettagli Comune di QUARTO D'ALTINO Provincia di Venezia
SULL'AFFIDAMENTO DELLA CONCESSIONE DELLE LAMPADE VOTIVE Verifica conformità ai requisiti dell'ordinamento europeo e definizione degli obblighi di \\srv-pdc\areadoc\tecnico\bilancio S3\ARTICOLO 34\LAMPADA Dettagli Segnalazione dell'agcm ( AS468) del 04/08/2008: affidamento di servizi pubblici locali aventi rilevanza economica secondo modalità c.d. in house.
Segnalazione dell'agcm ( AS468) del 04/08/2008: affidamento di servizi pubblici locali aventi rilevanza economica secondo modalità c.d. in house. AS468 - AFFIDAMENTO DI SERVIZI PUBBLICI LOCALI AVENTI RILEVANZA Dettagli LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI
LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI di Viviana Cavarra Avvocato in Milano Il quadro normativo Dettagli Seminario ITALIADECEDE - AEQUA 9 marzo 2015 Contributo alla discussione: l in house providing nella Direttiva 2014/23/UE
Seminario ITALIADECEDE - AEQUA 9 marzo 2015 Contributo alla discussione: l in house providing nella Direttiva 2014/23/UE di Piermassimo Chirulli 1.- Com è noto il concetto di in house providing 1, usata Dettagli CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013
CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione Dettagli SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE L EVOLUZIONE STORICA Successivamente alla entrata in vigore del D.lgs. 19 novembre 1997, n. 422, molteplici sono stati i provvedimenti Dettagli D. 30 163/2006-34, 20, D.L.
Affidamento in Concessione dei servizi cimiteriali comunali, ai sensi dell art. 30 del D. Lgs. 163/2006 - Relazione ai sensi dell art. 34, comma 20, D.L. 179/2012 convertito in Legge 221/2012. Premesso Dettagli Art. 1 Oggetto. Art. 2 Ambito di applicazione
Regolamento per l affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, ai sensi dell articolo 238, comma 7 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163. Dettagli Segnalazione ai sensi dell art. 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013
Segnalazione ai sensi dell art. 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013 Pubblicazione cartacea degli avvisi e dei bandi ex art. Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO
1111 CODICE DI COMPORTAMENTO Per il Personale Coinvolto nelle Attività di Trasporto, Stoccaggio e Distribuzione del Gas Naturale INDICE 1 INTRODUZIONE...4 La separazione funzionale nel settore energetico... Dettagli Parere Aut. vig. sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 20/4/2008 n. 92
Parere Aut. vig. sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 20/4/2008 n. 92 Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del decreto legislativo Dettagli RISOLUZIONE N. 122/E
RISOLUZIONE N. 122/E Roma, 06 maggio 2009 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Istanza di interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. IVA. Art. 4 DPR n. 633 del 1972. Assoggettabilità Dettagli Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Determinazione n. 4/2007 del 29 marzo 2007 Indicazioni sull affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura a seguito Dettagli CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di
CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di riferimento normativo In questi ultimi anni gli acquisti Dettagli Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas
Deliberazione 30 ottobre 2009 - GOP 46/09 Approvazione della Disciplina della partecipazione ai procedimenti di regolazione dell Autorità per l energia elettrica e il gas L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA Dettagli Procedimenti per l adozione di atti di regolazione
Procedimenti per l adozione di atti di regolazione Risposta alla consultazione Consob sul progetto di regolamento di attuazione dell articolo 23 della legge n. 262/2005 1. Introduzione La Consob ha sottoposto Dettagli RISOLUZIONE N. 430/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 430/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 10 novembre 2008 OGGETTO: Consulenza giuridica. Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Irap cuneo fiscale Imprese che svolgono Dettagli modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133. Modifica del regime fiscale e contributivo delle stock option.
Istituto Nazionale Previdenza Sociale Direzione Centrale Entrate Roma, 11/12/2009 Circolare n. 123 Allegati n. 1 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, Dettagli DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SUL TPL CONTRIBUTO DI REGIONE LOMBARDIA (D.G. INFRASTRUTTURE E MOBILITA )
DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE SUL TPL CONTRIBUTO DI REGIONE LOMBARDIA (D.G. INFRASTRUTTURE E MOBILITA ) 1. GLI AMBITI DI SERVIZIO PUBBLICO Q 1.1.1 Si chiedono osservazioni motivate in ordine alla richiesta Dettagli Alcuni chiarimenti in merito alla qualificazione del servizio di gestione del Centro diurno per anziani
Alcuni chiarimenti in merito alla qualificazione del servizio di gestione del Centro diurno per anziani Per quanto riguarda la richiesta di chiarimenti presentata, relativa alla corretta qualificazione Dettagli I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013
I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di Dettagli CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009
CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 22 luglio 2009 OGGETTO: Modifiche alla disciplina della deducibilità degli interessi passivi dal reddito di impresa Articolo 96 del TUIR. Dettagli COMUNE DI CESANO BOSCONE
COMUNE DI CESANO BOSCONE SETTORE TERRITORIO E AMBIENTE RELAZIONE SULL AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE E REALIZZAZIONE DEI RELATIVI INVESTIMENTI (art. 34, comma 13 D.L. 179/2012, ora Dettagli Servizio di trasporto pubblico locale di linea nel territorio comunale
Comune di Monterotondo (RM) Servizio di trasporto pubblico locale di linea nel territorio comunale Relazione illustrativa delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti per la forma di affidamento Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE. ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l.
CODICE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELL ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE ACSM-AGAM Reti Gas Acqua S.r.l. Approvato dal CdA del 15 ottobre 2010 2 INDICE Preambolo...4 Dettagli COMUNE DI COSTA VOLPINO Piazza Caduti di Nassiriya n.3 - c.a.p. 24062 - Prov. di BG Cod. Fisc. e P.IVA: 00 572 300 168
AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA NELLE SCUOLE PER L INFANZIA E PRIMARIE STATALI DEL TERRITORIO COMUNALE DI COSTA VOLPINO - AA. SS. 2014/2015 2015/2016 2016/2017- RELAZIONE AI SENSI DELL Dettagli Roma, 05 novembre 2008
RISOLUZIONE N.423/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 05 novembre 2008 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Deduzioni dalla base imponibile IRAP di Dettagli Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale
Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale 13 febbraio 2014 Avv. Matteo Pollaroli Partner LABLAW Studio Legale SCALETTA DELL INTERVENTO 1. Ricostruzione della normativa in materia di assunzione Dettagli Illuminazione pubblica quale infrastruttura per lo sviluppo della smart city. Inquadramento giuridico della pubblica illuminazione
Con il patrocinio di Illuminazione pubblica quale infrastruttura per lo sviluppo della smart city Inquadramento giuridico della pubblica illuminazione Avv. Pasquale Cristiano M2M Forum 2014 Milano c/o Dettagli Liberalizzazione delle attività economiche
LE NOVITÀ DEL "DECRETO LIBERALIZZAZIONI" e del DECRETO SVILUPPO Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività" convertito Dettagli CODICE DI COMPORTAMENTO
CODICE DI COMPORTAMENTO Per il personale coinvolto nelle attività di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale Rev. 03 del 21/12/2015 Il presente Codice di Comportamento è stato elaborato Dettagli CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015
CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno Dettagli L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
DELIBERAZIONE 31 GENNAIO 2013 38/2013/R/IDR AVVIO DI PROCEDIMENTO PER LA RESTITUZIONE AGLI UTENTI FINALI DELLA COMPONENTE TARIFFARIA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO RELATIVA ALLA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE, Dettagli CODI CE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELLE ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE
CODI CE DI COMPORTAMENTO PER IL PERSONALE COINVOLTO NELLE ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE E MISURA DEL GAS NATURALE INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 1.1 La separazione funzionale nel settore energetico... 3 1.2 Il Dettagli Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati:
Del. n. 126/2013/PAR Sezione Regionale di Controllo per la Toscana composta dai magistrati: - Pres. Sezione Vittorio GIUSEPPONE Presidente - Cons. Nicola BONTEMPO Componente - 1 Ref. Laura D AMBROSIO Relatore Dettagli CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009
CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente Dettagli *** Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate COMUNE DI
Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate *** COMUNE DI QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L approvazione della Dettagli Acquisizione degli impianti di illuminazione pubblica da operatori privati
Comune di Fidenza Nuovi strumenti e opportunità di riqualificazione dell illuminazione pubblica tramite l efficienza energetica. Esempi virtuosi di buone pratiche Acquisizione degli impianti di illuminazione Dettagli La Fondazione di partecipazione
29 Giugno 2011 Palmanova (Ud) La Fondazione di partecipazione Note sul regime tributario delle Fondazioni di Partecipazione Avv. Laura Bellicini La disamina delle peculiari caratteristiche delle Fondazioni Dettagli RISOLUZIONE N. 56/E. OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte
RISOLUZIONE N. 56/E Roma, 30 maggio 2014 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Trattamento IVA delle attività di riscossione e pagamento di imposte Pervengono alla scrivente quesiti circa il trattamento Dettagli Prof. Sergio Foà Supervisore Progetto Oplab
In riferimento alla legge Merloni (109/1994 e successive modifiche) ed in particolare a quanto previsto dall art. 17, co. 12, qual è la procedura corretta da esperire per l affidamento di incarichi professionali, Dettagli Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni.
Oggetto: Rinnovo dei contratti per la fornitura di beni e servizi stipulati dalle pubbliche amministrazioni. QUADRO NORMATIVO ( Stralcio in Allegato n.1): L art. 23 della L.62/2005 (Comunitaria 2004) ha Dettagli Deliberazione n. 470/2012/PAR
Deliberazione n. 470/2012/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati dott. Mario Donno dott. Massimo Romano dott. Ugo Marchetti dott.ssa Benedetta Cossu dott. Riccardo Dettagli Autorità Nazionale Anticorruzione
Parere n.88 del 12/11/2014 Autorità Nazionale Anticorruzione PREC 226/14/F OGGETTO: Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex art. 6, comma 7, lettera n) del d.lgs. 163/2006 presentata da Dettagli L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO
DELIBERAZIONE 29 MAGGIO 2014 236/2014/A AVVIO DI UNA PROCEDURA DI GARA APERTA, IN AMBITO NAZIONALE, FINALIZZATA ALLA STIPULA DI UN CONTRATTO DI APPALTO AVENTE AD OGGETTO LO SVOLGIMENTO DI SERVIZI DI TRADUZIONE Dettagli CIRCOLARE N. 22/E. Roma, 18 marzo 2008
CIRCOLARE N. 22/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 18 marzo 2008 OGGETTO: Esenzione IVA delle prestazioni educative e didattiche ai sensi dell articolo 10, n. 20) del decreto del Presidente Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI
COMUNE DI FAETO (Prov. di Foggia) REGOLAMENTO COMUNALE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E PATRIMONIALI 1 TITOLO I NORME GENERALI Articolo 1 (Oggetto e finalità del regolamento) 1. Il presente Regolamento ha per Dettagli Deliberazione n. 371/2012/PAR
Deliberazione n. 371/2012/PAR SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER L EMILIA-ROMAGNA composta dai Magistrati dott. Mario Donno dott. Ugo Marchetti dott.ssa Benedetta Cossu dott. Riccardo Patumi presidente; Dettagli Il difficile percorso per la riforma del trasporto pubblico locale. Giovanna Pizzanelli
Il difficile percorso per la riforma del trasporto pubblico locale Giovanna Pizzanelli Nel 1997 è stata avviata in Italia un tentativo di riforma del trasporto pubblico locale nell obiettivo di incrementarne Dettagli SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE FERROVIARIO SULLA RETE DI PROPRIETA DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE FERROVIARIO SULLA RETE DI PROPRIETA DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA RELAZIONE D.L. 18.10.2012, N.179, ART.34, CO. 20 E 21, CONVERTITO CON MODIFICHE DALLA L. N.221/2012 Dettagli Servizi di Staff della Direzione Generale Servizio Affari Generali e Normativa Istituzionale
Servizi di Staff della Direzione Generale Servizio Affari Generali e Normativa Istituzionale AGGIORNAMENTO IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI CONTENUTI ANCHE IN ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI, Dettagli DIREZIONE BILANCIO FINANZA E TRIBUTI SETTORE GESTIONE BILANCIO FINANZIARIO APPUNTI IN MATERIA DI FIDEIUSSIONI
DIREZIONE BILANCIO FINANZA E TRIBUTI SETTORE GESTIONE BILANCIO FINANZIARIO APPUNTI IN MATERIA DI FIDEIUSSIONI PREMESSA Il presente lavoro vuole essere un piccolo riassunto dei principali aspetti che è Dettagli IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA: OPPORTUNITA PER GLI ENTI LOCALI ALLA LUCE DEGLI ULTIMI INTERVENTI NORMATIVI Mercoledì 21 novembre 2012
IL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA: OPPORTUNITA PER GLI ENTI LOCALI ALLA LUCE DEGLI ULTIMI INTERVENTI NORMATIVI Mercoledì 21 novembre 2012 Avv. Sergio Cesare Cereda Socio fondatore dello Studio legale Dettagli CIRCOLARE N. 11 /E INDICE. Premessa...2. 1. Redditi dell anno 2012...3. 2. Determinazione dell imposta sostitutiva...4
CIRCOLARE N. 11 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 30 aprile 2013 OGGETTO: Imposta sostitutiva sulla retribuzione di produttività - Art. 1, comma 481, della legge n. 228/2012 (legge di stabilità 2013) Dettagli 1. Quadro normativo. 1 Per comprendere meglio la ratio della normativa in materia pare utile richiamare l'art. 239 del TUEL il
Revisori dei conti degli enti locali: Il TAR Lazio ritiene legittima la nuova procedura di estrazione a sorte degli iscritti negli elenchi regionali di cui al decreto del Ministero dell interno 23/2012. Dettagli CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015
CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale Dettagli RISOLUZIONE N. 113 /E
RISOLUZIONE N. 113 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 29 novembre 2011 OGGETTO: Interpello - articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Trattamento tributario dell attività di mediazione svolta ai sensi Dettagli La disciplina comunitaria degli appalti pubblici. L attuazione
NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3 A cura di CARLO DI CATALDO Sull esclusione dell impresa che non indica i costi per la sicurezza MASSIMA Nelle procedure di affidamento Dettagli O S S E R V A T O R I O D I D I R I T T O S A N I T A R I O N o v e m b r e 2 0 1 5. Affidamento diretto del servizio di trasporto malati.
O S S E R V A T O R I O D I D I R I T T O S A N I T A R I O N o v e m b r e 2 0 1 5 Affidamento diretto del servizio di trasporto malati. Affidamento diretto del servizio di trasporto malati Cons. St., Dettagli Borsa Italiana commenti al documento di consultazione dello schema di decreto recante attuazione della direttiva 2010/73
Borsa Italiana commenti al documento di consultazione dello schema di decreto recante attuazione della direttiva 2010/73 20 Maggio 2012 Borsa Italiana, nel rispondere all invito a fornire osservazioni Dettagli DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO
IX LEGISLATURA AREA GIURIDICO-LEGISLATIVA Servizio per l'assistenza giuridico-legislativa in materia di attività economico produttive e di territorio e ambiente DOSSIER DI APPROFONDIMENTO GIURIDICO Argomento: Dettagli L affidamento del servizio di supporto alla stazione appaltante
industriaenergia.it http://www.industriaenergia.it/laffidamento-del-servizio-di-supporto-alla-stazione-appaltante-9476.html L affidamento del servizio di supporto alla stazione appaltante Studio Macchi Dettagli L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM
L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM Panel dell LUMSA, 23 giugno 2011 Gabriele Mazzantini ARGOMENTI TRATTATI Rapporto concorrenza / regolazione (cenni) Linee guida Dettagli Signor Presidente, Signori Senatori,
AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO ANTONIO CATRICALÀ PRESSO LA I COMMISSIONE PERMANENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA NELL AMBITO DELL INDAGINE CONOSCITIVA SUL Dettagli Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani
Liberalizzazione e promozione della concorrenza nei settori dei servizi:un analisi dei provvedimenti contenuti nel decreto Bersani Corso di Economia Industriale 2 Davide Arduini Facoltà di Economia - Università Dettagli La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni
ORDINAMENTO CIVILE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Provincia Autonoma di Bolzano Legge della Provincia autonoma di Bolzano 21 giugno 2011, n. 4, recante Misure di contenimento Dettagli Segnalazione al Governo e al Parlamento ai sensi dell art. 6, comma 7, lett. f), del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163
Autorità Nazionale Anticorruzione VIGILANZA CONTRATTI PUBBLICI Segnalazione al Governo e al Parlamento ai sensi dell art. 6, comma 7, lett. f), del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 Atto di segnalazione n. Dettagli NOZIONI E DEFINIZIONI IN TEMA DI APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI TRA APPALTI INTERNI E NUOVE DIRETTIVE COMUNITARIE
NOZIONI E DEFINIZIONI IN TEMA DI APPALTI E CONTRATTI PUBBLICI TRA APPALTI INTERNI E NUOVE DIRETTIVE COMUNITARIE A cura di Maria Cristina Colombo professore a contratto al Politecnico di Milano - avvocato Dettagli ANALISI TECNICO-NORMATIVA
ANALISI TECNICO-NORMATIVA PARTE I. ASPETTI TECNICO-NORMATIVI DI DIRITTO INTERNO 1) Obiettivi e necessità dell'intervento normativo. Coerenza con il programma di governo. La legge n. 220 dell 11 dicembre Dettagli OGGETTO: Quesiti normativi concernenti il d.lgs. 13 agosto 2010, n.141 e ss. mm..
Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento del Tesoro Direzione V Ufficio IV Roma, All ORGANISMO DEGLI AGENTI IN ATTIVITA FINANZIARIA E DEI MEDIATORI CREDITIZI Via Zanardelli n. 20 00186 ROMA Dettagli RISOLUZIONE N. 230/E QUESITO
RISOLUZIONE N. 366/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 12 dicembre 2007 OGGETTO: Trattamento fiscale dei piani di stock option Opzioni esercitate anteriormente alla data del 5 luglio 2006 Dettagli Determinazione n. 3 del 23/04/2014
Determinazione n. 3 del 23/04/2014 Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni contenute nell art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006 afferenti alle procedure di concordato preventivo Dettagli Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT)
Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) L articolo 4 prevede che, allo svolgimento in Italia di servizi trasfrontalieri e di quelli Dettagli AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito Dettagli Il Ministro dello Sviluppo Economico. il Ministro dell Economia e delle Finanze. di concerto con
Il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell Economia e delle Finanze MISURA E MODALITÀ DI VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DOVUTO DAI SOGGETTI OPERANTI NEL SETTORE POSTALE ALL AUTORITÀ Dettagli PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE
31 della dicembre politica 2008 di PROCEDURE PER L APPROVAZIONE DELLA POLITICA DI REMUNERAZIONE 1. Premessa Il presente documento ("Procedure per l approvazione della politica di, per brevità, le Procedure Dettagli Osservatorio Enti Locali Novembre 2013
CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI Osservatorio Enti Locali Novembre 2013 a cura DELL ISTITUTO DI RICERCA DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI Stefano Dettagli L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
DELIBERAZIONE 27 SETTEMBRE 2012 394/2012/E/RHT RIORDINO DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VIGILANZA SULLA PUNTUALE OSSERVANZA DEL DIVIETO DI TRASLAZIONE DELLA MAGGIORAZIONE D IMPOSTA DI CUI ALL ARTICOLO Dettagli Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444. Emendamenti
Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444 Emendamenti 26 novembre 2015 BILANCIO AUTORIZZATORIO SOLO ANNUALE 2016 UTILIZZO AVANZO LIBERO E DESTINATO ARTICOLO 1, COMMA 389 Dopo il comma 389 è inserito Dettagli ECB-PUBLIC PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA. del 25 marzo 2015. sulla riforma delle banche popolari (CON/2015/13)
IT ECB-PUBLIC PARERE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA del 25 marzo 2015 sulla riforma delle banche popolari (CON/2015/13) Introduzione e base giuridica Il 20 febbraio 2015 la Banca centrale europea (BCE) ha Dettagli enti erogatori d acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali e sostituisce la direttiva 1993/38/CEE; la
NOVITA INTRODOTTE DALLA DIRETTIVA 2004/18/CE CONCERNENTE GLI APPALTI NEI SETTORI CLASSICI NONCHE DALLA DIRETTIVA 2004/17/CE DEL 31 MARZO 2004 RIGUARDANTE GLI APPALTI NEI SETTORI SPECIALI Sommario: 1. Premessa. Dettagli Il presidente Mario Finzi
Spett. Commissione, Alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati Piazza Montecitorio 00187 Roma questa Associazione di tutela degli utenti dei servizi pubblici ha preso visione Dettagli CircolariABI 27.2. 2001 1. serie Legale n. 12. BILANCI BANCARI (pos. 1205)
BILANCI BANCARI (pos. 1205) Bilanci delle banche con strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati Richiesta di informazioni ai sensi dell art. 114 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 Premessa La Dettagli tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001
UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DFP-0020266-30/04/2008-1.2.3.3 CIRCOLARE N.6/08 A Alle tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 Autorità amministrative Dettagli News per i Clienti dello studio
N. 10 del 20 Gennaio 2011 News per i Clienti dello studio Ai gentili clienti Loro sedi Tracciabilità appalti: nuovi chiarimenti operativi Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla in merito Dettagli Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
DELIBERA N. MISURA E MODALITÀ DI VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO DOVUTO ALL AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI PER L ANNO 2015 L AUTORITÀ NELLA sua riunione di Consiglio del 6 novembre 2014; VISTA Dettagli CONCLUSIONI DELL AVVOCATO GENERALE M. POIARES MADURO presentate il 14 dicembre 2006. Causa C-134/05
CONCLUSIONI DELL AVVOCATO GENERALE M. POIARES MADURO presentate il 14 dicembre 2006 Causa C-134/05 Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana «Inadempimento di uno Stato Artt. 43 CE Dettagli Allegato 12 al verbale CdP 23 febbraio 2012 CHECK LIST SU APPALTI E PROCEDURE DI AFFIDAMENTO GUIDA ALLA COMPILAZIONE E APPROFONDIMENTI NORMATIVI
Allegato 12 al verbale CdP 23 febbraio 2012 CHECK LIST SU APPALTI E PROCEDURE DI AFFIDAMENTO GUIDA ALLA COMPILAZIONE E APPROFONDIMENTI NORMATIVI 1. GUIDA ALLA COMPILAZIONE QUANDO DEVE ESSERE COMPILATA? Dettagli ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329
AGENZIA PER LE ONLUS ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alle partecipazione di controllo detenute da Onlus in enti societari aventi Dettagli RISOLUZIONE N. 131/E. Roma, 22 ottobre 2004. Oggetto: Trattamento tributario delle forme pensionistiche complementari
RISOLUZIONE N. 131/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 22 ottobre 2004 Oggetto: Trattamento tributario delle forme pensionistiche complementari L Associazione XY (di seguito XY ), con nota Dettagli Deliberazione 24 novembre 2011 ARG/elt 168/11
Deliberazione 24 novembre 2011 ARG/elt 168/11 Regime di perequazione specifica aziendale per le imprese di distribuzione elettrica con meno di 5.000 punti di prelievo, ai sensi dell articolo 38, comma Dettagli LA STRATEGIA PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI LINEE GUIDA
LA STRATEGIA PER L ESERCIZIO DEI DIRITTI INERENTI AGLI STRUMENTI FINANZIARI DEGLI OICR GESTITI LINEE GUIDA AVVERTENZE Le presenti Linee Guida rappresentano uno strumento di ausilio e supporto per l adempimento Dettagli Procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno delle informazioni privilegiate
Procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno delle informazioni privilegiate 1. FINALITA' DELLA PROCEDURA 1.1 La presente procedura contiene le disposizioni relative sia alla gestione Dettagli REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA
LOMBARDIA/730/2009/REG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Antonio Caruso dott. Giuliano Sala dott. Giancarlo Penco dott. Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back