Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/decreto_flussi_2001.htm
Timestamp: 2019-09-20 01:24:14+00:00
Document Index: 55592124

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 35', 'art. 23']

Decreto del Presidente del Consiglio: Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2001
Gazzetta Ufficiale S. G. n. 113 del 17 maggio 2001
Programmazione dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2001.
Visti i decreti di programmazione dei flussi d'ingresso, rispettivamente del 27 dicembre 1997, 16 ottobre 1998 e 15 marzo 2000;
Considerato che la programmazione annuale dei flussi migratori deve tener conto del fabbisogno di manodopera, stimato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale nel documento programmatico per il triennio 2001-2003 e dell'andamento dell'occupazione e dei tassi di disoccupazione a livello nazionale e regionale, nonché sul numero dei cittadini stranieri non appartenenti all'Unione europea iscritti nelle liste di collocamento, ai sensi dell'art. 21, comma 4, del testo unico;
Tenuto conto che alcuni settori produttivi nazionali, quali turistico - alberghiero, agricolo, dell'edilizia e dei servizi, richiedono manodopera straniera per lo svolgimento di lavori a tempo determinato, specialmente stagionale;
Tenuto conto che altri settori produttivi nazionali, quali siderurgico, meccanico, artigiani, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ma anche dei servizi alla persona, di cura e domestici, richiedono manodopera straniera per ricoprire posti di lavoro a tempo indeterminato;
Sentita la competente commissione della Camera dei deputati e rilevata la decorrenza del termine per l'espressione del parere da parte della competente commissione del Senato della Repubblica:
2. Per l'anno 2001 sono ammessi in Italia. per motivi di lavoro subordinato stagionale. i cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero, chiamati e autorizzati nominativamente, entro una quota massima di 33.000 persone.
1. Nell'ambito della quota massima di cui all'art. 1, comma 1, è consentito l'ingresso in Italia per lavoro subordinato non stagionale e autonomo di 20.000 lavoratori cosi ripartiti:
2. Con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell'industria, e d'intesa con il Ministero degli esteri se si vorrà valutare la provenienza, da emanare entro novanta giorni dalla pubblicazione del seguente decreto, sono stabiliti i profili professionali degli operatori del settore della tecnologia dell'informazione e della comunicazione ricompresi nella quota di cui alla parte d) del comma 1 del presente articolo.
1.500 cittadini marocchini;
4.000 cittadini di altri Paesi, non appartenenti all'Unione europea che sottoscrivano specifici accordi di cooperazione in materia migratoria anche riguardanti, per gli accordi in materia di lavoro, progetti sperimentali di formazione all'estero, a carico dei privati proponenti e nell'ambito e nei limiti delle risorse destinate allo scopo, da sviluppare su proposta dei Ministri interessati, di concerto con il Ministero del lavoro se non proponente, e in collaborazione con le organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei datori di lavoro.
2. Tenuto conto della particolare situazione politico-sociale della Somalia, è consentito l'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo o per l'inserimento nel mercato del lavoro di una quota di 500 cittadini somali.
1. Nell'ambito della quota massima di cui all'art. 1 e conformemente alle modalità individuate dal regolamento di attuazione del testo unico 25 luglio 1998, n. 286, è consentito l'ingresso fino ad un numero massimo di 15.000 persone, provenienti da qualsiasi Paese extracomunitario, ai sensi dell'art. 23, commi 1, 2 e 3 del predetto testo unico.
2. Ove le domande presentate ai sensi del comma precedente entro sessanta giorni dalla pubblicazione del presente decreto ed accolte ai sensi dell'art. 35, comma 2, del regolamento di attuazione, nei successivi sessanta giorni, non siano sufficienti a coprire per intero la predetta quota di 15.000 unità, per la residua parte, possono essere rilasciati i permessi di soggiorno ai sensi dell'art. 23, comma 4, del predetto testo unico.
Ministeri istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 5, foglio n. 45