Source: https://osservatoriorevisioneveicoli.com/2018/05/23/direttiva-2014-45-ue-il-dottor-azzeccagarbugli-vi-ha-fregato-ancora/
Timestamp: 2018-10-18 23:56:10+00:00
Document Index: 35921046

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art.16', 'e contrario', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14']

Decreto Ministeriale 214 del 19/05/2017, Direttiva 2014/45/EU | 2 commenti
Tedeschi? Partiti. Francesi? Partiti. Spagnoli? Partiti. Dal 21 maggio 2018 in molti Paesi d’Europa è entrata ufficialmente in vigore la Direttiva 2014/45/UE. Esattamente come previsto. E l’Italia? Al grido “Io non c’ero e se c’ero dormivo e sognavo di non esserci” il Ministero dei Trasporti ha pubblicato l’ultima chicca partorita dai loro Azzeccagarbugli: il Decreto Dirigenziale 18/05/2018 n.211.
E vi ha fregati tutti.
All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. (Dottor Azzeccagarbugli)
Una delle più belle citazioni di quel mattone indigeribile dei Promessi Sposi.
Solo che qui non stiamo parlando di un romanzo; stiamo parlando di persone, aziende, soldi, futuro.
Ma, evidentemente, a Roma, anche quando le cose sono troppo chiare, qualcuno deve sempre ingarbugliarle e chi resta fregato sono i poveri fessi alla Renzo Tramaglino, cioè tu e i tuoi colleghi.
Intanto ricapitoliamo cosa fanno gli altri.
I tedeschi sono pronti da sempre, visto che la Direttiva 2014/45/UE l’hanno praticamente scritta loro.
I francesi, come sai se hai letto l’articolo dedicato che ho scritto recentemente (se non lo hai letto, CLICCA QUI), si sono messi di buzzo buono, hanno preso i vari allegati della Direttiva 2014/45/UE e hanno ampliato il numero di controlli e riformulato tutte le carenze secondo un loro criterio (secondo me per far sapere ai tedeschi che non si fanno comandare da loro): alla fine sono passati da 124 a 132 controlli ed elencato ben 606 carenze, tra lievi, gravi e pericolose.
NOTA: le associazioni di categoria dei Centri di Controllo francesi hanno già annunciato che, visto il maggior numero di controlli che richiederanno più tempo, le tariffe aumenteranno almeno del 15-20%.
Gli spagnoli si sono dati da fare pure loro e, con Real Decreto 563/2017 (ma quanto fa figo dire Real Decreto? …Udite, udite, per volontà di Dio e del Re…), con Real Decreto, dicevo, gli spagnoli hanno colto l’opportunità offerta dalla Direttiva 2014/45/UE per introdurre alcuni significativi cambiamenti all’ITV (Inspección Técnica de Vehículos).
Tratto dal sito ITV.com.es:
Introduzione della controvisita: entro un mese dall’esito ripetere, previa riparazione del mezzo, è possibile recarsi presso un centro di controllo per far verificare gli interventi di riparazione/ripristino delle componenti bocciate in prima revisione (e solo quelle, pagando meno).
Libera scelta del Centro di Controllo per la controvisita: dal 20 maggio, se il proprietario non è soddisfatto del risultato, o questo è negativo, sarà possibilile fare la controvisita presso un centro diverso da quello che ha bocciato il veicolo in prima istanza
NOTA: prima valeva lo stesso nostro ciriterio: ripeti da chi ti ha bocciato, così evitiamo paraculate. Secondo me questo cambiamento è una sana pirlata. Io dico che torneranno indietro quando si accorgeranno che gli automobilisti spagnoli e molti centri si saranno messi d’accordo, all’italiana.
Lettura OBD: i centri ITV devono avere nuovi dispositivi di lettura del sistema diagnostico di bordo (OBD) da collegare ai veicoli per l’ispezione di sistemi elettronici di sicurezza e controllo delle emissioni.
Tra le intenzioni dichiarate, c’è quella di “identificare se c’è una rimozione fraudolenta di trappole o filtri per particelle o se è stato istallato un software dannoso che aumenta la potenza o la manipolazione della valvola EGR.”
Dati da controllare (in due fasi): durante la prima fase, attuata nel 2017, i centri e le apparecchiature sono stati adattati per controllare, tra l’altro, il chilometraggio del veicolo, i sistemi elettronici di stabilità (ESC)e di antibloccaggio freni (ABS ).
Per la seconda fase, i test saranno ampliati al fine di ispezionare il regolatore di velocità attivo o, la telecamera notturna o altri sistemi di illuminazione del veicolo.
Qualifica del personale: a partire da maggio, gli ispettori avranno a disposizione formazione on-site e online, in questo modo da poter fornire un servizio di qualità superiore.
ITV anticipata di un mese: i nuovi regolamenti stabiliscono che ITV può essere anticipata fino a un mese prima della sua scadenza.
Precedentemente, veniva data una data esatta per l’ispezione lasciando un piccolo margine ai proprietari, mentre ora avranno un mese intero a disposizione.
Questo punto l’ho riportato perchè mi sembra alquanto originale e bizzarro, considerando che da noi ci sono i furboni della revisione procrastinata al mese successivo alla scadenza. Chissà perché gli spagnoli l’hanno prevista. Boh.
NOTA: nessuna variazione è stata confermata nei prezzi dell’ITV, anche se si prevede che dovendo controllare più elementi, questi aumenteranno nei prossimi mesi. Secondo Facua-Consumidores en Acción, le tariffe possono raggiungere differenze fino all’82% nelle auto diesel e superare il 170% nei motocicli e nei ciclomotori.
Veniamo allora all’Italia e al Decreto che farà più guasti di quanti ne dovrebbe risolvere.
Eravamo tutti in trepidante attesa dei Decreti Attuativi e, a due giorni dall’entrata in vigore della Direttiva, ecco che il MIT tira giù l’asso che spariglia le carte e incasina ancora di più la situazione, semmai ve ne fosse stato bisogno:
il Decreto Dirigenziale 18/05/2018 n. 211.
Dopo la consueta raffica di VISTO, VISTO, VISTO, CONSIDERATO, SENTITE, RITENUTO, seguono 7 articoli; possiamo sorvolare sul primo e il terzo che parlano di rimorchi e trattori e leggere gli altri 5, partendo dall’Art.2.
Art. 2 Attestato di superamento del controllo
Bene, questa è forse la sola appicazione della Direttiva 2014/45/UE di tutto il decreto dirigenziale: l’ etichetta autoadesiva da applicare alla Carta di Circolazione (ATTESTATO DI REVISIONE – Allegato 2 al DD 18.5.2018 prot. n. 211).
Da quello che leggo e vedo sui social, la state effettivamente stampando e applicando sul libretto.
A volte qualcuno segnala di avere un problema quando appare la scritta “codice categoria internazionale non trovato”.
Ho letto da qualche parte una nota (ma non ricordo dove) che basta chiamare il CED, segnalare il problema e la cosa si risolve in tempi accettabili.
Art.4 Certificato di Revisione
Al fine di integrare detto certificato all’interno del processo securizzato che governa l’emissione del tagliando di revisione firmato digitalmente dal tecnico responsabile, quest’Amministrazione ha avviato i necessari approfondimenti per l’implementazione delle procedure informatiche che, a decorrere dal 31 marzo 2019,consentiranno la produzione e stampa del certificato di revisione contenente gli elementi di cui all’allegato II del D.M.
Quindi, se leggo bene, l’Amministrazione “ha avviato i necessari approfondimenti per l’implementazione delle procedure informatiche che consentiranno la produzione e stampa del certificato di revisione.”
“Necessari approfondimenti” due giorni prima del 20 maggio e dopo aver avuto quattro anni di tempo da che la Direttiva 2014/45/UE è stata pubblicata?
“Necessari approfondimenti” per informarsi e documentarsi adesso su come implementare le procedure informatiche?
“Necessari approfondimenti” e, nel frattempo, fino a nuove disposizioni, restano in vigore le procedure in essere?
E servono ben 11 mesi per implementare la procedure informatiche?
Per realizzare e mettere online un modulo che la Direttiva ha già detto come deve essere fatto e cosa deve contenere?
Fate un bella cosa in MCTC: quello che tra voi sa il francese, alza la cornetta, chiama la Motorizzazione francese e dice:
“Bonjur, colleg, nus avon un petit problem: cortesement, ce manderest une scansion de votre Certificat de Controll che nus somm un petit poch en retard et non l’avon ancor fatt et le centre et tut le monde ce scassen les cojons?
Pur favor…..s’è possible?…Ui?…Esticazz… cioè… perfett….fantastic! …Mersi…mersi bocu!”
Lo so, messa così fa tanto Totò che parla al ghisa milanese:
“Eskiusmi… bitte schen… noio… volevam… volevàn savuar… l’indiriss…ja..?”
Ma magari vi riesce di sbloccare la situazione e accelerare un po’ il tutto.
Art. 5 Valutazione delle carenze
Sono in corso aggiornamenti informatici per decidere come inserire e selezionare in un software una lista già predefinita?
Dopo quattro anni e con diverse software house iper-specializzate in programmi per la revisione veicoli che collaborano da sempre con MCTC e che sarebbero state felicissime di sviluppare il tutto, in tempi rapidi, ci venite a dire “Sono in corso gli aggiornamenti informatici”?
Posso dire che mi sembra una presa per i fondelli?
Ma la vera chicca è il punto successivo:
“Successivamente si forniranno istruzioni di dettaglio per uniformare il comportamento degli ispettori.”
Successivamente quando? Appena dopo? Più o meno in contemporanea, come stanno facendo gli spagnoli e i francesi, oppure, come sarà altamente probabile, prima realizzate il software poi, con calma, decidete sul modo di interpretare e classificare le carenze?
E che dire del “Nel transitorio si continuerà ad usare la metodologia corrente?”.
Perché, che altro potrebbe fare un Ispettore?
“Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo?”
Capisco che le regole burocratiche impongono di scriverlo ma è talmente ovvio ed evidente che solo il dirlo risulta ridicolo.
Sapete da dove arriva il termine “Lapalissiano”? Dal nome di Jacques Chabannes signore de La Palice a cui, dopo la sua morte, i soldati francesi avevano dedicato un canzoncina che, in due versi, diceva: “un quarto d’ora prima di morire, era ancora in vita”.
Art. 6 Precisazioni riguardo all’art. 16
Bene, questo punto farà sicuramente piacere ai titolari dei centri di controllo, meno ai costruttori e distributori di attrezzature, perchè, se uno va a rileggersi l’art.16, vede che le attrezzatture che possono essere utilizzate sino al 20 maggio 2023, dovrebbero essere solo quelle non conformi a quanto previsto dall’Art.11 e l’Art.11 rimanda a sua volta ai requisiti minimi del punto I dell’Allegato III.
Insomma, sino a ordine contrario, tutte le attrezzature che hai nel tuo centro andranno bene per i prossimi cinque anni, anche se magari, come capita per l’opacimetro, non hanno più tanto senso di esistere.
E veniamo a questo punto al settimo e ultimo articolo studiato dai Dottor Azzeccagarbugli del Ministero dei Trasporti.
Art. 7 Ispettori
I responsabili tecnici già autorizzati o abilitati alla data del 20 maggio 2018 continuano ad operare come previsto dall’art. 13 comma 2 del D.M.A partire dal 20 maggio 2018 gli ispettori dei centri di controllo privati dovranno soddisfare i requisiti minimi di cui all’art. 13 del D.M.
Sul primo punto, nulla da dire. Era scontato che fosse così.
Sul secondo invece incomincio ad avere dei dubbi: va bene citare l’Art.13 del DM 214 del 19.05.2017 ma, senza avere ancora definito programmi di formazione e aggiornamento, durate e contenuti, come è possibile pretendere che, oggi, i nuovi Ispettori abbiano i requisiti minimi previsti?
Ammettiamo per ipotesi che li abbiano: chi li verifica e attesta che li hanno davvero ai sensi del DM 214?
Non è che così si sta cercando solo di far chiudere un po’ di centri minori, come sognava la passata dirigenza di MCTC?
Sarebbe la furbata del secolo.
Ma non funzionerà e creerà solo altri problemi, altre polemiche, altri rancori e, probailmente, molti contenziosi e ricorsi.
Partiamo da chi può operare dopo il 20 maggio 2018: solo gli Ispettori già abilitati a quella data, più quelli che hanno frequentato i corsi per Responsabile Tecnico entro il 20 maggio e che verranno promossi all’esame entro il 31 agosto 2018.
Dopo di che, il nulla. Per chissà quanto.
Se i centri continueranno a crescere di 25 -30 unità al mese, come avviene attuamente e se questi nuovi centri avranno bisogno di assumere un Ispettore, nel giro di un paio d’anni con la formazione bloccata, possibili pensionamenti, cambi di lavoro, eccetera, la domanda finirà facilmente per superare l’offerta.
Cosa accade quando la domanda supera l’offerta?
Bingo! I prezzi salgono (in questo caso, gli stipendi).
Se la faccenda della formazione (durata, frequenza, contenuti, eccetera) non verrà risolta in fretta (e bene) il rischio è che, con il calo di Ispettori che ne deriverebbe, si scatenerà una sorta di “calcio mercato” con quotazioni al rilancio per i migliori tecnici .
Se ciò dovesse mai accadere, molti titolari non sarebbero in grado di rispondere agli aumenti di stipendio richiesti dai (od offerti ai) loro dipendenti da altri centri e, presumibilmente, sarebbero obbligati a lasciarli andare con rischio di chiudere il centro.
Accadrà tutto ciò?
Ho qualche dubbio, soprattutto leggendo una frase del terzo punto che dice, testualmente:
“In attuazione del sopracitato articolo è in corso di definizione il previsto provvedimento del Ministero, da adottarsi nel rispetto delle competenze tra enti amministrativi e tenuto conto delle disposizioni da impartire ai sensi dell’art. 14 del D.M.”
Chi sono gli Enti Amministrativi di cui occorre rispettare le competenze?
Che 15 anni fa hanno firmato un accordo per regolamentare la formazione per l’abilitazione a Responsabile Tecnico.
Che hanno delegato le Provincie per lo scopo.
Che autorizzano Enti di Formazione, pubblici e privati.
Che dalla formazione ci guadagnano e, in molti casi, di formazione ci campano.
E tu pensi che questi signori se ne staranno buoni-buoni e zitti-zitti, senza fare più neppure mezzo corso, in attesa che sia pubblicato “il previsto provvedimento del Ministero, in corso di definizione”?
E allora, vedrai che, alla fine, tutto resterà esattamente come ora: arriverà l’ennesima rettifica che dirà che i corsi continueranno a venire fatti, con le stesse modalità e regole attuali, gli esami verranno programmati come oggi, ben oltre il 31 agosto 2018, i candidati che li supereranno saranno Responsabili Tecnici (detti Ispettori), indipendentemente dalle reali competenze acquisite.
Io resto convinto che il Decreto Dirigenziale 18/05/2018 n.211 sia solo un escamotage a cui il Ministero dei Trasporti (ma soprattutto MCTC) è dovuto ricorrere per prendere (disperatamente) più tempo possibile e, nel frattempo, pararsi le natiche.
Non tanto davanti all’Europa, ma davanti a te, ai tuoi colleghi, alle vostre associazioni di categoria, a quelle dei produttori di attrezzature e a tutti coloro che, dall’attuazione della Direttiva 2014/45/UE, hanno un possibile beneficio o interesse specifico.
Posso sbagliarmi, certo, ma non credo di essere tanto lontano dalla realtà.
Quello che è certo è che tu e i tuoi colleghi oggi siete in piena confusione: non sapete cosa fare ma, soprattutto, non sapete cosa dire ai clienti, specie quelli che hanno letto sui giornali tutte quelle notizie che preannunciavano cambamenti epocali e apocalitticiti della revisione veicoli dal 20 maggio 2018.
Eh sì, a Roma sono stati bravi: poche parole messe negli articoletti giusti e vi hanno fregato.
E in più, secondo me, vi spennacchiano pure, almeno due volte al giorno, come consiglia il grande Eduardo De Filippo.
Mauro N. il maggio 24, 2018 alle 9:08 pm
Ciao Andrea, come sempre stampo e leggo con calma… Il 21 Maggio mattino ti ha “sballottolato” anche a te; da tabelle e grafici con numeri della madonna sei passato a riassumere frazioni di normative europee e riferimenti vari. Gran lavoro come sempre e un gran casino reale quotidiano, tralasciando le nuove norme sulla privacy che ci attendono “bollenti” tra qualche gg.
Da buon classico italiano, ripensando a parole passate di papa Francesco, ispirato da Zenigata e Colliandro ti dico:
” SONO ISPETTO’ E ME NE BATTO I COGLIO’ ”
Tanto saranno necessari approfondimenti, ne riparleremo più avanti con concetti concreti e reali.
P.S. Grande Andrea, avanti così
Andrea da Lisca il maggio 25, 2018 alle 7:16 am
Andrea da Lisca su Mercato revisioni: a settembre un bel tonfo inatteso
luca donna su È nata ASSO.CAR® – Associazione Nazionale Centri di Controllo: inizia il cambiamento