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Timestamp: 2019-06-19 12:20:35+00:00
Document Index: 95167405

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'art. 132', 'art. 94', 'art. 234', 'art. 231', 'art. 70', 'art. 9', 'art. 3']

Art. 234 codice penale: Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche | La Legge per tutti
Art. 234 codice penale: Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche
Il divieto di frequentare (1) osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche (2) ha la durata minima di un anno.
Il divieto è sempre aggiunto alla pena, quando si tratta di condannati per ubriachezza abituale [6883] o per reati commessi in stato di ubriachezza, sempre che questa sia abituale [94] (3).
Nel caso di trasgressione, può essere ordinata inoltre la libertà vigilata [228-232] o la prestazione di una cauzione di buona condotta [237].
Ubriachezza abituale: [v. 221]; Libertà vigilata: [v. 228]; Cauzione di buona condotta: [v. 237]
(1) È vietato, quindi, recarsi regolarmente nei luoghi indicati, ma non recarvisi sporadicamente.
(2) Si fa riferimento ai luoghi indicati nell’art. 86 t.u.l.p.s. (es.: trattorie, caffè, bar etc.).
(3) L’applicazione del divieto di cui alla norma è automatica nel caso di contestazione all’imputato della circostanza dell’ubriachezza abituale, senza la necessità di una specifica contestazione.
In seguito alla riforma della l. 663/1986 occorre sempre verificare in concreto la pericolosità sociale.
Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcoliche
Qualora in capo all'imputato della contravvenzione di cui all'art. 132 cod. strad. (guida in stato di ebbrezza), si rinviene lo stato di ubriachezza abituale ex art. 94 c.p.; a seguito anche della valutazione dei precedenti penali dell'imputato medesimo, alla dichiarazione di ubriachezza abituale deve obbligatoriamente seguire l'applicazione della misura di sicurezza disciplinata dall'art. 234 c.p. che comporta il divieto di frequentare osterie ed esercizi ove si spaccino alcoolici e bevande contenenti alcool, per la durata di anni uno.
Pretura Voghera 03 dicembre 1988
Corte Costituzionale 29 ottobre 1987 n. 358
Non è manifestamente infondata (e se ne rimette quindi l'esame alla Corte costituzionale) la questione di costituzionalità del combinato disposto degli art. 231 comma 2, 233 comma 3, 234 comma 2 c.p. e 635 c.p.p. nella parte in cui riservano al magistrato di sorveglianza la competenza a sostituire una misura di sicurezza con altra più grave, in caso di trasgressione degli obblighi imposti, in relazione all'art. 70, comma 1 l. 26 luglio 1975 n. 354, come modificato dall'art. 9 l. 12 gennaio 1977 n. 1. che attribuisce alla competenza della sezione di sorveglianza la decisione circa le ipotesi di attenuazione delle misure di sicurezza attraverso il passaggio da una comminatoria detentiva ad una non detentiva, in riferimento all'art. 3 cost.