Source: http://www.edilone.it/news/norme-e-sentenze/opera-abusiva-in-area-protetta/
Timestamp: 2019-02-16 17:44:10+00:00
Document Index: 35486785

Matched Legal Cases: ['art.31', 'art. 167', 'art. 31', 'art. 22', 'art. 37', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 167', 'art. 146', 'sentenza ', 'art. 654', 'Cass. Sez. ']

Opera abusiva in area protetta | Edilone.it
Opera abusiva in area protetta
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Assistenza Motonautica Snc, rappresentato e difeso dall’avv. Massimo Andrea Chiocca, con domicilio eletto presso Massimo Andrea Chiocca in Genova, via XX Settembre, 5/1;
Comune di Sestri Levante, rappresentato e difeso dall’avv. Luigi Cocchi, con domicilio eletto presso Luigi Cocchi in Genova, via Macaggi 21/5 – 8;
istanza di sospensione dell’esecutività ed impugnativa con richiesta di annullamento dell’ordinanza n. 56 del 17 ottobre 2008 notificata in data 18 ottobre 2008 pratica abusi n. 40/2008;rubricata sub ordinanza di demolizione con contestuale rimessione in pristino dello stato dei luoghi a firma del dirigente; qualsiasi altro atto che sia, o possa considerarsi, presupposto o conseguenza dell’atto di cui sopra e che con lo stesso, sia o venga posto in correlazione od interdipendenza ed in ispecie: il verbale di accertamento (prot. n. 16257 del 1 luglio 2008)redatto dai tecnici dell’ufficio dell’edilizia privata del Comune di Sestri Levante in data 30 giugno 2008 da cui risulta che la signora Iole Leonardini (“titolare” della società odierna ricorrente) avrebbe realizzato delle “opere” in assenza di permesso di costruire (ai sensi del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e s.m.i. ed ora della legge regionale 6 giugno 2008 n. 16 e s.m.i. nonchè in assenza di autorizzazione paesistico-ambientale ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i…
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Sestri Levante;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 26 maggio 2011 il dott. Roberto Pupilella e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
2)-In subordine:Violazione di legge. Violazione del procedimento in funzione dell’accertamento dell’opera abusiva in danno del titolare-proprietario.(art.31 DPR n.3802001). Difetto di istruttoria.
3)-Violazione di legge per difetto di istruttoria. Eccesso di potere per travisamento della fattispecie dedotta. Violazione di legge per erronea eo falsa applicazione del PUC di Sestri Levante (in parte qua) e dell’art. 167 del D.Lg vo n.422004, in relazione all’art. 31 della l.n.11501942. Difetto assoluto del potere sanzionatorio.
5)- Violazione di legge per difetto di istruttoria. Eccesso di potere per travisamento dells fattispecie dedotta. Violazione di legge ( l.R.Liguria n.162008).
6)- Violazione di legge per difetto di istruttoria. Eccesso di potere per travisamento della fattispecie dedotta. Violazione di legge per erronea eo falsa applicazione dell’art. 22 in relazione all’art. 37 del DPR n.3802001. Difetto assoluto del potere sanzionatorio.
L’art. 146 del d.lgs. n.422004, infatti, impone ai soggetti che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo d’immobili o aree d’interesse paesaggistico devono anticipatamente munirsi dell’autorizzazione paesistica, in assenza della quale nessuna opera può essere realizzata legittimamente.
A questo proposito la giurisprudenza ha affermato che “La disposizione di cui all’art. 146, d.lg. n. 42 del 2004 individua i soggetti legittimati a richiedere l’autorizzazione paesaggistica indicandoli nei “?i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili di aree di interesse paesaggistico…?”. Ovvero, in senso letterale, in tutti coloro che hanno con la “res”, oggetto di protezione vincolistica, una relazione dominicale e/o materiale, ovvero, secondo un’interpretazione estensiva conforme al dettato costituzionale – a coloro che del bene debbono avere la disponibilità materiale, pena l’inefficacia del sistema di tutela giurisdizionale.(T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 09 novembre 2010 , n. 23672)
La giurisprudenza di questo Tribunale comunque si è già espressa sul punto (I sezione n.1372009) affermando il carattere reale della sanzione proprio per garantire la tutela ambientale e paesaggistica, costituzionalmente indicata come valore primario.
La realtà che emerge dalle carte processuali è che tutte le opere oggetto del provvedimento di demolizione impugnato sono prive di alcuna autorizzazione paesaggistica e dunque il comune ha doverosamente applicato l’art. 167 del d.lgs. n.422004.
Come la giurisprudenza ha avuto modo di ribadire in più occasioni:”L’effettuazione di opere edilizie senza alcun titolo abilitativo e in violazione delle norme di tutela paesistico-ambientale di cui all’art. 146, d.lg. n. 42 del 2004 costituisce presupposto sufficiente a giustificare l’esercizio del relativo potere sanzionatorio, volto all’immediato ripristino dello stato dei luoghi. Trattandosi di attività doverosa e vincolata, certamente non occorre, per giustificare l’adozione dell’ordine di demolizione, una motivazione ulteriore rispetto all’indicazione delle norme violate e al riferimento per relationem ai presupposti di fatto contenuti nei verbali accertativi.”(T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 03 marzo 2009 , n. 1209)
Il comune di Sestri Levante ha infatti dato avvio al procedimento in contestazione con la nota prot. 17140 del 10 luglio 2008 cui la società ha risposto in data 2682008 chiedendo un differimento dei termini.
E’ dunque documentalmente provato che la società partecipò al procedimento e che il comune in risposta alla richiesta di proroga del termine in data 392008 prot. 22026 accordò la dilazione richiesta, senza peraltro che la società provvedesse a far pervenire all’amministrazione le proprie deduzioni.
Quanto al valore di giudicato della sentenza penale va ricordato, con la difesa dell’amministrazione che ai sensi dell’art. 654 cpp.i fatti accertati nel giudizio penale fanno stato nel processo amministrativo soltanto se l’amministrazione si sia costituita parte civile nel processo (il che non è avvenuto, Cass. Sez. 2 n.46912010).
Inoltre la qualificazione dei fatti, qualora suscettibili di valutazione a fini d’interesse generale diversi da quelli oggetto del giudizio penale è costante affermazione del giudice amministrativo.(Cd S. VI n.760 del 2922008).
In particolare è stato affermato che “Presupposto per l’adozione dell’ordine di demolizione di opere abusive è soltanto la constatata esecuzione di un intervento edilizio in assenza del prescritto titolo abilitativo, con la conseguenza che, essendo tale ordine un atto dovuto, esso è sufficientemente motivato con l’accertamento dell’abuso, e non necessita di una particolare motivazione in ordine all’interesse pubblico alla rimozione delle opere abusive.(T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 11 marzo 2011 , n. 1446.
La giurisprudenza amministrativa è poi ancora più specifica in relazione a zone vincolate avendo affermato che “ La più recente giurisprudenza risulta orientata nel senso che l’amministrazione non dispone, a fronte degli abusi edilizi, di alcun margine di discrezionalità ed ha quindi l’obbligo di intervenire con un atto repressivo, dovuto nell’an e vincolato nel suo contenuto, senza che su di esso possa influire alcuna comparazione tra interessi pubblici ed interessi privati. In ogni caso, l’ordine di demolizione di opere edilizie abusive insistenti in area soggetta ad un vincolo di inedificabilità assoluta non abbisogna di una motivazione particolarmente diffusa ed anche relativamente ad un abuso risalente nel tempo risulta sufficiente l’affermazione dell’accertata abusività del manufatto. (T.A.R. Lombardia Brescia, 20 ottobre 2005 , n. 1041).
Alle stesse conclusioni è orientata la pacifica giurisprudenza dei TTAARR che ha affermato che”La nozione di costruzione, ai fini del rilascio della concessione edilizia, si configura in presenza di opere che attuino una trasformazione urbanistico-edilizia del territorio, con perdurante modifica dello stato dei luoghi, a prescindere dal fatto che essa avvenga mediante la realizzazione di opere murarie, cosicché fuoriesce da tale definizione soltanto l’opera destinata, fin dall’origine, a soddisfare esigenze contingibili e circoscritte nel tempo. In particolare, la precarietà di un manufatto, al fine di escludere la necessità del rilascio di un titolo edilizio, va valutata a prescindere dalla temporaneità della destinazione soggettivamente impressa dal costruttore e dalla maggiore o minore amovibilità delle parti che lo compongono, considerando invece l’opera alla luce della sua obiettiva e intrinseca destinazione naturale che ne riveli l’uso oggettivamente precario e temporaneo. (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 06 novembre 2007 , n. 1068; T.A.R. Lombardia Milano, sez. IV, 09 marzo 2011 , n. 644).
Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 26 maggio 2011 con l’intervento dei magistrati:
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Opera abusiva in area protetta redazione redazione 2015-06-12T03:50:43+00:00 Edilone.it