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Timestamp: 2020-08-15 14:16:31+00:00
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Sanatoria opere abusive e bonus energetico ex l. r. n. 26 del 20 aprile 1995 (Regione Lombardia): Consiglio di Stato sentenza n. 1269 1 marzo 2018 | Sentenze
Scritto il Marzo 31, 2018 Marzo 1, 2018 da sentenze
Il bonus energetico di cui alla legge regionale n. 26 del 20 aprile 1995 (Lombardia) può trovare applicazione in sede di sanatoria, laddove in concreto sussista la conformità delle opere realizzate ai parametri normativi, ivi inclusi quelli della legge regionale n. 26, sia al momento dell’esecuzione delle opere, sia al momento della domanda di sanatoria, ovvero nel rispetto del principio della doppia conformità richiesto dall’art. 36 D.P. R. n. 380/2001.
“Viceversa, oltre a non trovare un diretto riscontro nelle norme, la tesi volta a consentire l’applicazione delle agevolazioni solo a chi ne chieda l’applicazione prima di realizzare le opere pare stridere con la … ratio di promozione degli interventi volti all’ammodernamento energetico, non comprendendosi inoltre per quale ragione un’opera rispettosa dei parametri previsti dalla normativa speciale, ma carente del solo titolo formale, non possa essere successivamente assentita, in base ai principi generali…ricordati*, a seguito dell’istanza di sanatoria.
Ritenuta la compatibilità astratta delle norme di cui alla legge regionale n. 26 del 20 aprile 1995 con l’istituto della sanatoria, è evidente che la valutazione circa la sussistenza o meno dei presupposti tecnici per l’applicazione al caso concreto della legge regionale di favore debba essere svolta in primo luogo in sede procedimentale.”
Condoni edilizi 1994
Condono edilizio 2003, legge 326, silenzio-assenso
Consiglio di Stato sentenza n. 1269 1 marzo 2018
“Più precisamente, tra l’altro, parte appellante ha lamentato che il diniego di sanatoria sarebbe illegittimo, per il mancato computo del c.d. bonus energetico, di cui alla legge regionale n. 26 del 20 aprile 1995.
Al riguardo, nella sentenza impugnata, si argomenta nel senso che tali agevolazioni non potrebbero essere riconosciute in sede di sanatoria.
Tale conclusione non risulta condivisibile, sia alla luce dei principi che regolano l’istituto della sanatoria ex art. 36 T.U. Edilizia; sia alla luce della normativa speciale della regione Lombardia, che prevede l’agevolazione in discorso.
Occorre, infatti, ricordare che l’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 disciplina l’accertamento di conformità, quale strumento attraverso cui si consente la sanatoria di manufatti od opere realizzati in assenza di titolo edilizio; sanatoria deliberatamente circoscritta dal legislatore ai soli abusi “formali”, ossia dovuti alla carenza del titolo abilitativo, ma conformi alla normativa applicabile.
Invero, come noto, al fine del rilascio del permesso in sanatoria, è necessario che gli interventi abusivi siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al tempo della realizzazione dell’opera, sia al momento della presentazione della istanza di cui all’art. 36 cit. (cfr. Cons. St., sez. VI, 3194/2016; Cons. St., sez VI, 5 giugno 2015 n. 2784; Cons. St., sez IV, 26 aprile 2006, n. 2306; Corte Cost., 29 maggio 2013, n. 101).
In applicazione dei ricordati principi generali non appare giustificabile che, in presenza di opere sostanzialmente conformi alle norme urbanistiche vigenti al momento di realizzazione delle opere ed al momento dell’esame della domanda di sanatoria, tra queste norme non debbano includersi anche quelle specifiche dettate per il risparmio energetico, unicamente per l’assenza formale di un titolo che le abbia a priori assentite, come sostanzialmente argomentato dal TAR.
Come ricordato, ai fini della sanatoria, ciò che rileva è la conformità delle opere alle prescrizioni sostanziali applicabili, tra le quali, salvo deroghe espresse, ben possono essere incluse anche quelle premiali.
L’assenza formale del titolo è invece ciò che giustifica l’istituto stesso della sanatoria, appositamente finalizzata a porre rimedio all’irregolarità formale dell’opera; assenza formale del titolo che, in generale, non incide invece sull’applicabilità o meno di una determinata disciplina sostanziale, quand’anche essa abbia – com’è nella specie – carattere premiale o incentivante.
12.2 – Da un altro punto di vista, esaminando la specifica normativa lombarda, non emerge alcun espresso divieto di applicare “il bonus energetico” ai casi di sanatoria.
Né a tale divieto pare si possa giungere in forza della circolare D.D.G. 7 agosto 2008 n. 8935, come argomentato nella sentenza impugnata. Viceversa detta circolare – quand’anche si potesse prescindere dall’intrinseca e comunque certa inidoneità di una fonte secondaria, e a fortiori di ogni atto amministrativo, a condizionare (se non che rationis imperio) la scelta per l’una o l’altra esegesi di una norma di rango primario – oltre a non contenere alcun riferimento al procedimento di sanatoria, amplia l’ambito di applicazione della norma di favore, includendovi anche le opere eseguite dopo il loro assentimento, ovvero anche successivamente all’inizio dei lavori, e precisamente ai titoli abilitativi perfezionati dopo l’entrata in vigore della norma, “anche a seguito di variante del precedente titolo abilitativo, purché questo sia ancora efficace”.
Secondo il Collegio, la possibilità di avvalersi dell’agevolazione anche in riferimento ai lavori già in corso, nonché l’estensione dei benefici anche agli interventi edilizi anteriori al 1 gennaio 2008 operata dalla L.R. 33/07, manifestano invece l’intento di ampliare al massimo l’applicazione dell’istituto premiale, conformemente alla finalità incentivante perseguita, di contenimento dei consumi energetici, attraverso la realizzazione di interventi edilizi energeticamente efficienti, e cioè compensando parzialmente gli spessori e gli extra-costi necessari per ridurre la trasmittanza termica degli involucri edilizi.”
sent n. 1269/2018
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