Source: https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/6024-esecuzione-della-pena-e-infermita-psichica-sopravvenuta-il-tribunale-di-sorveglianza-di-messina-imb
Timestamp: 2020-03-28 14:48:22+00:00
Document Index: 106715409

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 47', 'art. 148', 'art. 148', 'art. 147', 'art. 47', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 47']

Home > Esecuzione della pena e infermità psichica sopravvenuta: il ... aaa
Per il testo dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Messina, clicca qui.
Segnaliamo ai lettori, per l’interesse e la correlazione con l’ordinanza della Prima Sezione della Corte di Cassazione n. 13382/2018, già pubblicata sulla nostra Rivista, l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Messina, pubblicata sul sito internet del CONAMS (Coordinamento Nazionale Magistrati di Sorveglianza), con la quale, seguendo la via dell’interpretazione conforme a Costituzione, è stata disposta la detenzione domiciliare ex art. 47-ter, co. 1-ter ord. penit. in un caso di infermità psichica sopravvenuta durante l’esecuzione della pena detentiva.
La soluzione del ricovero in strutture sanitarie, nella forma dell’esecuzione della pena a titolo di detenzione domiciliare è da tempo apparsa la più ragionevole e conforme ai principi costituzionali (in primis, la garanzia del diritto alla salute). È una soluzione che la legge consente oggi (art. 47-ter, co. 1-ter ord. penit.) per il diverso caso della grave infermità fisica sopravvenuta, ma non anche per quello della grave infermità psichica sopravvenuta (regolata, appunto, dall’art. 148 c.p.).
Accogliendo e sviluppando un indicazione del Tavolo X degli Stati Generali dell’Esecuzione penale, la Commissione scientifica costituita presso il Ministero della Giustizia per l’attuazione della delega legislativa prevista dalla riforma Orlando in materia di sanità penitenziaria, misure di sicurezza personali e pene accessorie, presieduta dal Prof. Marco Pelissero, ha proposto di abrogare l’art. 148 c.p. e di estendere l’applicabilità dell’art. 147 c.p. – e pertanto della detenzione domiciliare ex art. 47-ter, co. 1-ter ord. penit. (che richiama l’art. 147 c.p.) – all’ipotesi dell’infermità psichica sopravvenuta al momento della o durante l’esecuzione della pena (la Commissione ha altresì proposto l’introduzione di un’ulteriore misura alternativa ad hoc, nella forma dell’affidamento in prova terapeutico, nonchè la completa sanitarizzazione delle sezioni speciali per infermi psichici in carcere). Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, nel complesso della c.d. riforma penitenziaria Orlando, ha quindi recepito le proposte della Commissione Pelissero ma, come è noto, non è stato ad oggi ancora definitivamente approvato.
Le soluzioni prospettate, dalla Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 13382/2018, e dal Tribunale di Sorveglianza di Messina – con il provvedimento qui segnalato –, convergono nel risultato (applicazione della detenzione domiciliare nei casi previsti dall’art. 148 c.p.) ma si differenziano quanto alla via percorsa per raggiungerlo: la Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale; il Tribunale di Sorveglianza di Messina ha invece ritenuto possibile la strada dell’interpretazione conforme a Costituzione, che non sarebbe preclusa dalla lettera della legge, sul presupposto di un’estensione analogica dell’art. 47-ter, co. 1-ter ord. penit. ritenuta possibile.