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Timestamp: 2019-11-22 11:11:54+00:00
Document Index: 53999451

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GIUSEPPE FALLICA, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 5 novembre 2012.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Bratti, Brugger, Tommaso Foti, Leo, Lusetti, Pecorella e Zeller sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 (A.C. 5520-A/R) (ore 10,03).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 5520-A/R: Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012.
Ricordo che nella seduta di ieri il provvedimento era stato rinviato alle Commissioni.
DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, intervengo solo per rappresentare a lei e all'Assemblea che i lavori delle Commissioni sono in corso; ci sono cinque, sei colleghi che hanno chiesto di intervenire. Purtroppo, il Governo solo questa mattina ha fornito la documentazione che era stata richiesta ieri alle ore 15.
Credo, avendo sentito, tra l'altro, anche tutti i capigruppo, che un'ora sia un tempo necessario per concludere i lavori delle Commissioni.
PRESIDENTE. Dunque, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 11.
PRESIDENTE. Comunico che, su richiesta delle Commissioni, la Presidenza acconsente alla ripresa della seduta alle ore 11,45.
Sospendo dunque la seduta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il presidente della Commissione affari costituzionali, onorevole Bruno. Ne ha facoltà.
DONATO BRUNO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, mi scuso con lei e con l'Assemblea.
Purtroppo, al fine di evitare che ci possano essere nel testo delle interpretazioni, o meglio, dei conflitti con l'articolo 81 della Costituzione, si è ritenuto di ritornare alle Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio.
Il testo dell'emendamento che dovrebbe superare questo problema è stato depositato a firma dei relatori e si è in attesa della risposta da parte del Governo, che ha investito la Ragioneria generale dello Stato. Questo comporta il decorso di un lasso di tempo, che era stato previsto in un quarto d'ora, ma che purtroppo così non è. Le chiederei eventualmente un rinvio, non più di un quarto d'ora o di mezz'ora, ma direttamente per le ore 16 di oggi, dopo il question time.
PRESIDENTE. Onorevole Bruno, il Presidente non può che prendere atto delle sue comunicazioni e, al tempo stesso, credo che la Presidenza debba avvertire il dovere di evidenziare che si tratta di richieste più che legittime da parte delle Commissioni e del Governo che, pur tuttavia, comportano la necessità di precise assunzioni di responsabilità. In altri termini, una richiesta di cinque ore di tempo ulteriori perché la Ragioneria generale dello Stato fornisca un parere su un emendamento, in tanti anni non mi era mai capitato di sentirla. Non posso, ovviamente, che prenderne atto.
PIERFELICE ZAZZERA. Basta con questo Governo! Mandiamolo a casa!
DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente, lei ha in qualche modo anticipato quello che avrei detto.
PRESIDENTE. Capita...
DARIO FRANCESCHINI. Sottoscrivo le sue parole. Vorrei far presente: che il rinvio in Commissione è stato chiesto dal Governo; che c'è una volontà, nel merito dell'argomento di cui stiamo parlando, unanime della maggioranza parlamentare; che siamo in un Paese in cui il Parlamento è sovrano ed è la Ragioneria che deve adeguarsi alla volontà del Parlamento e rispettarne i tempi, e non viceversa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Futuro e Libertà per il Terzo Polo).
PRESIDENTE. Onorevole Franceschini, se mi posso permettere, lei ha tradotto in chiaro quello che la Presidenza aveva detto in termini più istituzionali.
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, l'onorevole Franceschini ha detto meglio di me quello che stavo per dire. Comunque, noi chiediamo la convocazione della Conferenza dei presidenti di gruppo.
MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor Presidente, ovviamente anche il gruppo della Lega Nord Padania, dall'opposizione, malgrado anche gli sforzi propositivi che stiamo facendo in Commissione, ritiene inaccettabile la situazione che si sta profilando. Pag. 3
Vorrei ricordare a lei, signor Presidente, che i problemi con la Ragioneria dello Stato non si limitano soltanto a questo provvedimento. Le faccio l'esempio di una questione gravissima che stiamo affrontando per quanto riguarda la legge di stabilità: non siamo nemmeno in grado di presentare ed affrontare il gravissimo tema degli esodati perché non abbiamo delle quantificazioni accettabili. Stessa questione per le ricongiunzioni onerose (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania e di deputati del gruppo Partito Democratico).
Non è possibile che il Parlamento sia vincolato nella sua capacità di legiferare e di poter legiferare da relazioni che non arrivano o da quantificazioni - e lo dico assumendomene personalmente la responsabilità - assolutamente fantasiose, che non rispettano platee di beneficiari o quantificazione degli oneri. È inaccettabile, perché stiamo parlando della vita delle persone che vivono in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania)!
FEDERICO PALOMBA. Signor Presidente, noi del gruppo dell'Italia dei Valori ci meravigliamo delle proteste che provengono dai gruppi che sostengono il Governo (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Noi da un anno siamo all'opposizione e da un anno riteniamo che il Parlamento non stia esercitando una funzione sovrana, ma sia alle dipendenze totali del Governo. Siamo arrivati già a 43 questioni di fiducia e siamo arrivati a decreti-legge in numero eccessivo e sproporzionato.
Noi riteniamo di annoverare, accanto alla nostra protesta, quella di oggi, dei gruppi politici che sostengono il Governo. Crediamo che vada nella stessa linea e crediamo che oramai questa esperienza debba cedere il passo ad un'esperienza di tipo parlamentare, di tipo elettorale, piuttosto che ad un'esperienza come quella che stiamo vivendo, che non è nell'interesse dei cittadini.
GIAN LUCA GALLETTI. Signor Presidente, intervengo solo per specificare che non vi è nessuna guerra fra Parlamento e Governo. Vi è solo da ristabilire una regola, che è quella della sovranità di quest'Aula verso gli uffici che devono essere al nostro servizio come la Ragioneria generale dello Stato. È solo questo!
Vorrei ricordare, inoltre, che il merito della questione vale l'approfondimento che dobbiamo fare. Stiamo parlando dei terremotati dell'Emilia-Romagna. Quindi, mettiamoci sotto a lavorare, per trovare una soluzione idonea soprattutto per risolvere questo problema.
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Galletti per l'intervento che ha fatto. Il tema è quello di trovare una soluzione ad un problema, che ha risvolti sociali di rilievo, in un pezzo del nostro Paese. Non è facile trovare queste soluzioni e il testo dell'emendamento, che è stato presentato, ha bisogno di essere valutato perché, nella sua apparente semplicità - mi permetto di dire, signor Presidente -, tocca questioni complesse, che riguardano l'intera procedura che il Governo ha adottato nel passato e che il Parlamento ha approvato per le opere di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto.
Vorrei spendere - e lo faccio consapevole del clima che vi è nell'Aula - una parola a favore di un importantissimo pezzo dell'amministrazione pubblica, qual Pag. 4è la Ragioneria generale dello Stato (Commenti dei deputati del gruppo Italia dei Valori)...
PIERFELICE ZAZZERA. Ma basta!
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento.. .. e lo faccio consapevolmente, signori deputati.
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Lo sto facendo in piena consapevolezza.
Ribadisco che l'emendamento che ci è stato sottoposto è un emendamento complesso, che ha bisogno di essere valutato per l'insieme delle condizioni che esso pone. Se vi sono delle responsabilità, queste sono del Governo e mi assumo, a nome del Governo, tutte quelle che devono essere attribuite per la ricerca della soluzione di un problema molto complicato.
PRESIDENTE. Dunque, il seguito del dibattito è rinviato alle ore 16.
A questo punto, sospendo la seduta che riprenderà, comunque, alle ore 15, per lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
Prego i presidenti di gruppo di raggiungermi al piano Aula per l'immediata riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro degli affari esteri e il Ministro per i rapporti con il Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Iannaccone ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02586, concernente iniziative normative in relazione agli effetti del processo di riordino delle province avviato con il decreto-legge n. 95 del 2012, con particolare attenzione alla provincia di Avellino (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ARTURO IANNACCONE. Signor Presidente, signor Ministro, con il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, il Governo ha inteso riordinare le province. Cosa sta accadendo? Innanzitutto, non si conoscono i reali risparmi che vi saranno in virtù di questo provvedimento. In tutto il Paese vi sono manifestazioni, vi sono reazioni popolari, perché si incide su una materia estremamente delicata.
Questo provvedimento ha effetti del tutto irrazionali, perché, ad esempio, per quanto riguarda la provincia di Avellino, che aveva i requisiti per continuare ad esistere come tale, in funzione di una norma velenosa, che è stata inserita al Senato, essa perde la funzione di capoluogo.
È evidente che questo è inaccettabile. Due giorni fa vi è stata una manifestazione con migliaia di persone in piazza. Quindi, chiediamo a lei quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare che questo provvedimento determini effetti così irrazionali.
ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, in relazione Pag. 5all'interrogazione all'ordine del giorno, l'onorevole Iannaccone ed altri chiedono di conoscere quali iniziative normative il Governo intenda adottare in merito ad alcuni effetti della riforma con la quale è stato avviato il riordino delle province.
Per la particolarità della materia sono stati acquisiti elementi di risposta dal Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Voglio subito premettere che è intendimento del Governo portare a compimento il percorso avviato con i provvedimenti di riforma delle province, con i quali si intende conseguire l'obiettivo di rendere la dimensione territoriale di tali enti più adeguata alla loro particolare connotazione di area vasta.
Tale intervento riformatore perviene ad un complesso e articolato processo di riordino delle province, che tende a delineare forme ed ambiti di più razionale governo e gestione delle politiche territoriali. Nel perseguire obiettivi di efficacia, efficienza e contenimento dei costi, il riordino delle province è da considerare come un'opportunità di valorizzazione delle specificità e delle esigenze territoriali, e non certo di mortificazione di antiche vocazioni e tradizioni locali, le quali potranno e dovranno trovare nel nuovo assetto ulteriori possibilità di promozione e sviluppo.
Mi sento di escludere, pertanto, che dal disegno riformatore possano derivare conseguenze che deprimono le realtà produttive del territorio ovvero creino scompensi al cittadino nell'erogazione di servizi pubblici. Al contrario, l'obiettivo riformatore è quello di migliorare la capacità di risposta dell'amministrazione territoriale e renderla più performante e aderente ai bisogni della comunità.
Quanto, infine, alle perplessità sollevate in merito alla scelta del comune capoluogo delle nuove province, ricordo che i testi del decreto-legge n. 95 del 2012 e del più recente decreto-legge n. 188, sempre del 2012, non si limitano ad introdurre il solo criterio oggettivo della maggiore popolazione residente. La norma, infatti, consente anche una certa flessibilità nella determinazione del comune capoluogo, in quanto gli enti locali interessati possono individuare criteri diversi, previo accordo, anche a maggioranza.
ARTURO IANNACCONE. Signor Presidente, Ministro, in un solo minuto, evidentemente, non sono riuscito a spiegarmi bene perché nella sua risposta lei ha ripetuto pedissequamente quanto prevede la legge.
Mi sono permesso di sottolineare che la legge è sbagliata. Avete commesso un errore. Il compito di un Governo è quello di riflettere e noi le chiediamo anche questo. Riflettete, perché non è vero che riducete i costi. Le province sono diventate enti di secondo livello, sono scatole vuote, intervenite su altro, ma cosa c'entrano le funzioni dei comuni capoluogo rispetto al riordino delle province?
Volete la rivolta, volete la ribellione, volete le sommosse? Le avrete. Non so se lei ha verificato quello che è successo ad Avellino dove su Facebook una pagina per Avellino comune capoluogo ha raggiunto, in pochi giorni, 21 mila aderenti. Dovete rendervi conto che, quando un popolo ha delle radici, quelle radici non le potete recidere. Allora, se volete risparmiare, se volete razionalizzare, non intervenite sulle province, lasciatele così come sono, intervenite su altro, sugli uffici dello Stato. Volete risparmiare sulle prefetture, sulle questure, sugli uffici Inail, INPS? Fate questo, ma non mettete in discussione il desiderio di una comunità di mantenere intatte le proprie radici.
Quindi, onorevole Ministro, noi la stimiamo, conosciamo il suo equilibrio e la invitiamo a riferire al Governo quello che abbiamo detto. In Calabria, ad esempio, eliminate di colpo due province. Tentate di seguire anche le indicazioni del Parlamento. Noi deputati della provincia di Avellino presidieremo la Commissione affari costituzionali e quel provvedimento non lo faremo passare, non lo farà passare il popolo (Applausi dei deputati del gruppo Misto - Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia)!
PRESIDENTE. L'onorevole Di Pietro ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02587 concernente iniziative in merito all'indizione delle elezioni regionali in Molise alla luce della sentenza del Consiglio di Stato n. 5504 del 29 ottobre 2012 (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente, l'anno scorso in Molise si sono tenute le elezioni regionali. Il TAR, il 17 maggio di quest'anno, con sentenza dichiarata immediatamente esecutiva - che le consegnerò -, ha dichiarato che quelle elezioni erano illegittime. I perdenti hanno presentato ricorso dicendo che, almeno in via cautelare, bisognava lasciare quelli che sembravano averle vinte. Il Consiglio di Stato lo ha respinto. Ciononostante, ad una mia interrogazione, voi, signori del Governo, avete risposto che la sentenza non è ancora definitiva, anche se immediatamente esecutiva - non capisco questo gioco di parole - e che, però, qualora l'esito della decisione del Consiglio di stato confermasse quanto deciso dal TAR, verranno adottati i conseguenti provvedimenti di convocazione dei comizi elettorali. La domanda è: li avete convocati? Quando, a che ora ed in che giorno li convocherete (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)?
ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione a risposta immediata iscritta all'ordine del giorno, l'onorevole Di Pietro chiede di sapere quando il Governo intende avviare le procedure per l'indizione delle elezioni regionali del Molise, in esecuzione della recente sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la decisione con la quale il TAR aveva annullato le ultime consultazioni elettorali del 2011.
Come ricordato dall'onorevole interrogante, la questione è stata già dibattuta, proprio in quest'Aula, lo scorso mese di luglio quando venne presentata analoga interrogazione in seguito alla citata pronuncia del TAR. In quell'occasione ho ricordato che, nel caso di sentenza di annullamento delle elezioni, le stesse possono essere rinnovate solo nel momento in cui la decisione diviene definitiva. La sentenza del Consiglio di Stato confermativa di quella di primo grado con l'annullamento delle precedenti elezioni viene, pertanto, a sancire effettivamente la necessità di restituire la parola agli elettori e ridare impulso alle procedure per il rinnovo degli organi elettivi della regione Molise.
Al termine del breve periodo che consoliderà la vicenda processuale con il passaggio in giudicato della sentenza, rendendone inattaccabili gli esiti sotto ogni profilo, sarà il prefetto di Campobasso, in qualità di rappresentante dello Stato per i rapporti con il sistema delle autonomie, ad adottare il decreto di convocazione dei comizi e dare avvio alla revisione straordinaria delle liste elettorali.
I giorni della votazione verranno stabiliti dal Consiglio dei ministri. Al riguardo occorrerà sondare anche il coinvolgimento del presidente della regione Lazio, la praticabilità di un election day dedicato alle tre regioni che andranno al voto, tenendo conto dei tempi necessari all'adempimento ed all'espletamento degli adempimenti richiesti dalle procedure elettorali.
ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente, non ho capito perché, per le elezioni della regione Molise, c'è bisogno del coinvolgimento del presidente della regione Lazio. Forse si è trattato di un lapsus: noi siamo in Molise e chiediamo che il presidente della regione Molise ed il Pag. 7Governo si decidano al più presto ad indire le elezioni.
Le volevo fare presente, signor Ministro, che, quando una sentenza è esecutiva, va eseguita e che adesso siamo nella fase in cui il Consiglio di Stato ha confermato l'illegittimità di quelle elezioni avvenute l'anno scorso. Quest'illegittimità vi è stata già notificata - e quindi ne avete esatta coscienza - e la sentenza, nell'ultima parte, dice che è immediatamente esecutiva. Avete la notifica. Io le consegnerò tutti i documenti perché ho l'impressione che, forse, non glieli hanno consegnati, conoscendo la sua buona fede.
Allora, non mi si può dire: dobbiamo decidere quando effettuarla, tenendo conto dei tempi. I tempi sono previsti dai giudici e non sono disposti dall'autorità esecutiva. I tempi dicono, da parte del giudice, l'immediata esecutività. Altrimenti si commette un reato specifico, che è omissione di doveri di ufficio.
Quindi, le chiediamo ciò di nuovo, formalmente, alla luce dei documenti che in quest'Aula io le rappresento e che non prevedono in alcun modo di aspettare chissà quale termine di esecutività: sono immediatamente esecutivi e lei li ha ricevuti. L'indomani mattina è già troppi tardi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
PRESIDENTE. L'onorevole Anna Teresa Formisano ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02588, concernente orientamenti in ordine all'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Frosinone (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ANNA TERESA FORMISANO. Signor Presidente, signor Ministro, intervengo brevissimamente. In data 2 luglio ho scritto una lettera al prefetto Caruso, che è il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità, come lei sa meglio di me, chiedendo appunto di conoscere i tempi e i modi di assegnazione dei beni confiscati alla mafia ed alla camorra nella regione Lazio e in particolare nella provincia di Frosinone, atteso che, nella sola provincia di Frosinone, su 582 beni confiscati ed assegnati all'Agenzia, ve ne sono 53.
Non ho avuto risposta rispetto a questa mia nota e oggi le chiedo, come ministro competente, un suo pronunciamento ed una sua risposta rispetto a queste problematiche.
ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione all'ordine del giorno l'onorevole Anna Teresa Formisano ed altri chiedono di conoscere se in provincia di Frosinone l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata intenda conservare la gestione dei beni sottratti alle consorterie criminali ovvero trasferirli al patrimonio dei comuni interessati.
Premesso che, nell'ambito delle strategie di aggressione ai patrimoni mafiosi, l'attività dell'Agenzia nazionale assume particolare rilevanza, soprattutto nella fase di gestione dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali, desidero ricordare che la stessa Agenzia, fin dalla data di costituzione, è riuscita a trasferire numerosi beni immobili confiscati al patrimonio indisponibile degli enti territoriali sulla base della manifestazione di interesse formulata dagli stessi enti.
L'Agenzia procede alla destinazione del bene solo dopo avere eliminato quelle criticità che non ne consentano l'immediata utilizzazione. Si tratta spesso di vincoli ipotecari o connessi con procedure esecutive, che richiedono accertamenti complessi da espletarsi in sede giudiziaria. Pag. 8
Per quanto riguarda lo specifico quesito posto dagli onorevoli interroganti, non posso che ribadire che anche per i comuni della provincia di Frosinone l'Agenzia non mancherà di assecondare, ricorrendone i presupposti, le richieste di assegnazione per fini istituzionali o sociali di beni immobili confiscati definitivamente. In effetti, l'Agenzia nazionale, nel luglio scorso, non appena si sono realizzate le condizioni, ha disposto la destinazione al comune di Ferentino di uno degli immobili confiscati in provincia di Frosinone. Gli altri 35 beni definitivamente sottratti alla criminalità organizzata e non ancora assegnati sono costituiti da immobili che non possono essere immediatamente destinati in quanto facenti parte di patrimoni aziendali ovvero perché inagibili o sequestrati penalmente oppure perché occupati abusivamente. Per questi ultimi casi sono in corso le attività di sgombero attraverso il coinvolgimento del nucleo di supporto all'attività dell'Agenzia costituito presso la prefettura di Frosinone. L'Agenzia nazionale, con la collaborazione della prefettura, segue con costante attenzione la situazione, assumendo tutte le possibili iniziative per risolvere le criticità evidenziate e garantire così la tempestiva autorizzazione dei beni per fini sociali, anche con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e degli enti locali.
ANNA TERESA FORMISANO. Signor Presidente, ringrazio il signor Ministro per la risposta. Se dovessi dichiararmi pienamente soddisfatta mentirei. Sono parzialmente soddisfatta perché conosco bene quello che ha fatto l'Agenzia in questi anni, avendo anche avuto la fortuna di svolgere il ruolo di assessore ai servizi sociali nella regione Lazio e quindi mi sono occupata anche di questo. Però, signor Ministro, la invito veramente ad occuparsene in prima persona, perché credo che andrebbero rimossi alcuni ostacoli di carattere burocratico. I tempi sono lunghissimi. Ci sono dei beni - e non lo dico io, ma lo dicono gli esperti e lo dice la stessa Agenzia - che sono stati già assegnati e quindi attendono solo di essere consegnati e lei sa meglio di me quante associazioni di volontariato, quante cooperative sociali hanno fatto richiesta di questi beni per creare un'alternativa, per dimostrare che lo Stato c'è, per dimostrare che questi beni confiscati possono creare opportunità nuove e magari nuovi posti di lavoro. Allora probabilmente qualche cosa non funziona nel meccanismo, qualcosa va registrato meglio, perché di questi beni, che sono di proprietà dello Stato e quindi dei cittadini, ne possano usufruire quei soggetti più deboli che ne hanno bisogno e magari diamo tutti quanti insieme un segnale preciso a chi vorrebbe cose diverse.
PRESIDENTE. L'onorevole Cicu ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02589, concernente iniziative per la bonifica dei poligoni militari di tiro (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
SALVATORE CICU. Signor Presidente, onorevole Ministro, la legge di stabilità per il 2013 avrebbe dovuto prevedere un congruo ed adeguato finanziamento pluriennale dedicato alle opere di bonifica dei poligoni militari. Sappiamo che, su iniziativa della Commissione bilancio, tale previsione è stata stralciata in quanto valutata estranea al contenuto della citata legge di stabilità e quindi è stata individuata un'altra strada e cioè quella di un autonomo disegno di legge (A.C. 5534-duodecies). È chiaro che ci sono realtà...
SALVATORE CICU. ... in tutta l'Italia, ma in maniera particolare in Sardegna, dove l'attesa di una destinazione di bonifica è molto sentita, viste le ultime vicende. Pertanto chiediamo al Governo quali iniziative Pag. 9intenda assumere in termini normativi per destinare queste risorse finanziarie ai poligoni.
GIAMPAOLO DI PAOLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, onorevoli deputati, come ha già ricordato l'onorevole interrogante, il Governo aveva onorato l'impegno assunto in relazione agli esiti del lavoro della Commissione parlamentare. Come ricordava sempre l'onorevole Cicu, questo impegno che il Governo aveva onorato inserendo la posta di 25 milioni per tre anni nella legge di stabilità è stato eliminato dalla Commissione bilancio.
Nonostante questo il Governo, e la Difesa in particolare, dimostrando attenzione e sensibilità alla tematica delle bonifiche dei poligoni, ha deciso di stanziare sul bilancio della Difesa 25 milioni per tre anni, e quindi lo stesso impegno assunto in legge di stabilità, per intraprendere l'attività di bonifica dei poligoni. In merito alle attività e ai siti in cui in via prioritaria stanziare queste risorse, in via prioritaria e inizialmente esse saranno stanziate per il risanamento e la bonifica del poligono di Salto di Quirra dove - è ben noto - c'è un'attività di indagine da parte dell'autorità giudiziaria di Lanusei. Quindi, sono già state iniziate le azioni propedeutiche alla attuazione dell'attività di bonifiche; attraverso l'attività di caratterizzazione delle aree è stata bandita una gara che verrà chiusa entro novembre, già prefinanziata con fondi della Difesa, e quindi noi pensiamo di iniziare le bonifiche all'inizio del 2013, a partire dal poligono di Salto di Quirra.
SALVATORE CICU. Signor Presidente, signor Ministro, certamente la sua risposta ci soddisfa in pieno. Ne recepiamo la sensibilità, la visione, la capacità di avere individuato delle priorità. I territori hanno sicuramente l'esigenza di sentire vicine le istituzioni, in maniera particolare in questo momento, e ancora di più laddove le istituzioni peraltro in questi ultimi anni non dico che sono state assenti, ma non hanno rilevato le problematiche nella maniera più adeguata. Quindi, la ringrazio per questo tipo di risposta.
PRESIDENTE. L'onorevole Razzi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02590, concernente iniziative per l'organizzazione di corsi scolastici di lingua e cultura italiane, attraverso la rete Internet, da parte degli istituti italiani di cultura all'estero (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
PRESIDENTE. L'onorevole Gidoni ha facoltà di illustrare l'interrogazione Dozzo n. 3-02591, concernente intendimenti del Governo circa l'eventualità che contingenti della missione Unifil II siano impiegati in Siria per operazioni di peacekeeping (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.
FRANCO GIDONI. Signor Presidente, signor Ministro, come lei ben sa l'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, l'algerino Brahimi, già a partire dallo scorso 22 ottobre ha più volte fatto esplicito riferimento alla possibilità di inviare un contingente di caschi blu in Siria. Noi sappiamo che per il momento non se ne è fatto ancora nulla, comunque alla Lega questo crea preoccupazione perché, in una simile eventualità, si è ventilata l'ipotesi di inviare dei contingenti. E lei ben sa che il nostro contingente è schierato in Libano e, quindi, la preoccupazione è che l'UNIFIL II venga poi alla fine schierata con i suoi 3 mila uomini in Libano. Quindi, il senso dell'interrogazione è capire quali siano le eventuali intenzioni del Governo qualora fosse chiesto all'Italia lo spostamento e l'intervento in Siria.
GIULIOMARIA TERZI di SANT'AGATA, Ministro degli affari esteri. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'onorevole Dozzo ed altri avevano appunto chiesto gli intendimenti del Governo circa l'eventualità che UNIFIL II, in tutto o in parte, possa essere trasferita in Siria per operazioni di peacekeeping. Desidero notare che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è l'unico organo in grado di assicurare progressi sostanziali nell'attuazione del piano ONU per una soluzione pacifica della crisi siriana, attraverso l'azione del mediatore Lakhdar Brahimi, ma necessariamente con il sostegno della decisione collegiale del Consiglio di sicurezza.
Una decisione di spiegare una missione internazionale di pace in Siria si basa sul presupposto che il Consiglio di sicurezza emani una risoluzione con un mandato preciso per una nuova forza di pace in Siria. Ciò presuppone che, oltre i tre Paesi occidentali membri permanenti del Consiglio, si esprimano in tal senso anche Russia e Cina. Infatti, solo una decisione di questo tipo potrebbe determinare la definizione di un mandato e lo spiegamento di una missione di questo tipo, nonché le sue regole di ingaggio.
UNIFIL è una missione destinata a rimanere in Libano, con un mandato preciso, della risoluzione n. 1701, che ne delimita l'ambito geografico, le regole di ingaggio, le modalità di intervento, esattamente nella zona nella quale è spiegata. Noi partecipiamo e siamo orgogliosi di partecipare a questa operazione di pace sin dall'inizio, dal 2006, con un contingente importante e anche assicurando la responsabilità di comando per la seconda volta nella vita di questa missione. La sua presenza in Libano è molto importante in Pag. 12un'ottica di stabilizzazione regionale, ma insisto: dal Libano, e non all'interno di altri Paesi, non mai è stato ipotizzato, nelle sedi abilitate a discuterne, un suo impiego in altri teatri operativi, che sarebbero del tutto al di fuori del mandato attribuito a UNIFIL dal Consiglio di sicurezza.
Ora penso di non avere il tempo sufficiente per dare anche un quadro di quella che è la situazione in Siria, Paese ormai da molti mesi in uno stato di gravissima guerra civile, con conseguenze drammatiche per la sua popolazione, un Paese dove noi cerchiamo, noi italiani, di rispondere all'emergenza umanitaria innanzitutto, ma anche di rispondere sul piano dell'azione diplomatica e politica, lavorando, come stiamo facendo proprio in queste ore, alla conferenza di Doha con tutte le forze dell'opposizione, per prefigurare una via d'uscita politica a questo enorme dramma che sta attraversando la popolazione siriana.
PRESIDENTE. L'onorevole Gidoni ha facoltà di replicare.
FRANCO GIDONI. Signor Ministro, prendiamo atto delle sue affermazioni. È chiaro che una risposta su quelle che siano le intenzioni del Governo in questo momento non la traiamo dalle sue parole. Lo scopo dell'interrogazione è quello di capire se il Governo aveva, qualora chiamato, intenzione di aderire a questa missione. È evidente che questo deriva anche da una preoccupazione. Io le ricordo che il sottosegretario De Mistura ancora di recente, il 25 settembre, parlando del rimpatrio delle nostre truppe da Herat aveva dichiarato esplicitamente di ritenerlo un passo necessario per liberare risorse da utilizzare altrove. Allora, lei capisce che se un membro del Governo dice che ritiriamo risorse dall'Afghanistan per reimpiegarle da un'altra parte, evidentemente un pensiero si è fatto su questo rischieramento. E poiché il quadro in questo momento di maggiore instabilità è in Siria, anche se in questi ultimi giorni si è aggiunto il Mali, su cui anche lì, viste alcune affermazioni anche di parte tedesca, pare che si stia pensando ad un intervento militare, lei capisce che, considerando che da una parte si ritira, essendoci la disponibilità a rischierarlo, viene facile pensare che all'interno del Governo vi sia una linea di pensiero che è disponibile a questo rischieramento. È chiaro che la Lega questo non è che lo condivida, ma non è da oggi: è ormai da un anno che diciamo che nella situazione siriana andare a trasferire nostre truppe sarebbe di un grande pericolo.
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Gidoni.
FRANCO GIDONI. Io le ricordo, ovviamente, che andare a separare delle forze che non sono schierate su una chiara linea di demarcazione - e concludo - tra ribelli e truppe legali, ma a «macchia di leopardo» in Siria, è quindi un rischio molto, molto grosso. Tra l'altro, signor Ministro, schierare 3 mila uomini in Siria, quando le truppe jihadiste, solo esse, sono di circa 3 mila, lei capisce che sarebbe un corpo a corpo insostenibile. Questa è la preoccupazione della Lega, che non vorrebbe vedere, ancora una volta, le nostre truppe coinvolte in una missione su cui noi nutriamo parecchie perplessità (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
(Iniziative per rendere operativo l'ufficio circondariale marittimo di Terrasini (Palermo) - n. 3-02592)
PRESIDENTE. L'onorevole Lo Presti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02592, concernente iniziative per rendere operativo l'ufficio circondariale marittimo di Terrasini (Palermo) (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, onorevole Ministro, Terrasini è una ridente cittadina in riva al mare in provincia di Palermo ed è dotata di un porto, purtroppo, non all'altezza delle potenzialità Pag. 13turistiche e marinare che essa esprime, che, addirittura, rischia di essere depotenziato ulteriormente per effetto dei ritardi con cui il locale ufficio marittimo della capitaneria di porto non viene incontro alle esigenze della marineria locale, dei diportisti, e che, addirittura, ha visto aggravarsi la situazione della navigabilità portuale per effetto di un relitto che giace, ormai, da oltre un anno in mezzo al porto, senza che la capitaneria si sia preoccupata minimamente di operare per rimuoverlo.
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Lo Presti.
ANTONINO LO PRESTI. Io sono intervenuto personalmente per chiedere di sollecitare le pratiche e si sono trincerati dietro i ritardi burocratici. Signor Ministro, al di là delle risposte che darà all'articolata interrogazione, la cosa che più preme agli utenti è capire se questo porto potrà essere liberato finalmente da questo relitto ingombrante.
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole interrogante, come certamente lei sa, l'ufficio locale marittimo di Terrasini è stato elevato a rango di ufficio circondariale marittimo nel marzo 2011. I nuovi e più gravosi compiti assegnati e la conseguente rimodulazione degli organici richiedono, pertanto, alcuni adempimenti per rendere pienamente operativa la struttura.
In merito alle specifiche attività dell'istituto, sulla base delle informazioni assunte, si evidenzia che l'ufficio circondariale ha già emesso, nel mese di ottobre 2012, l'avviso per la sessione di esami per il rilascio dei titoli professionali marittimi. Per quanto attiene ad altri servizi - quali, ad esempio, l'iscrizione nelle matricole della gente di mare nei registri delle imbarcazioni da diporto - lo stesso ufficio ha evidenziato che tali attività non sono state avviate per mancanza di specifiche richieste da parte dell'utenza. Per quanto concerne, poi, il regolamento del circondario marittimo, poiché esso riguarda la disciplina delle principali tematiche portuali e marittime, l'ufficio ha provveduto ad acquisire i previsti pareri degli enti tecnici competenti.
Con riferimento alla specifica richiesta dell'onorevole interrogante riguardante la vicenda del motopeschereccio Archagelos, abbandonato nel porto di Terrasini, si evidenzia che sono state poste in essere tutte le necessarie, attività tese a prevenire il pericolo di inquinamento derivante dalla rimozione dell'unità. Tuttavia, sino ad oggi, dette operazioni sono risultate infruttuose; si assicura, comunque, che verrà praticata ogni possibile soluzione volta alla definitiva rimozione di tale unità navale.
Da ultimo, per quanto attiene all'imbarcazione ormeggiata tra le unità navali del corpo, sottoposta a sequestro penale, è stato richiesto al custode giudiziario lo spostamento della medesima. In ogni caso, ricordo che la procura della Repubblica di Palermo ha disposto la vendita di tale imbarcazione.
Nel concludere, rappresento che la direzione marittima di Palermo ha evidenziato che i servizi dell'ufficio che stiamo considerando risultano prestati ad un livello accettabile di funzionalità. Si assicura, in ogni caso, che il Governo porrà in essere possibili interventi volti a garantire l'ottimale operatività dell'ufficio.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, signor Ministro, quest'ultima parte della sua risposta è quella che io accolgo e accetto, perché, se il Governo si impegnerà a stimolare questo ufficio e a migliorare le sue prestazioni, si tratta di una notizia positiva. Però, devo dire che la risposta che lei ha fornito e le argomentazioni che sono state ammannite dagli uffici competenti non rispondono granché a realtà. Infatti, non è vero che vi è carenza di domanda da parte dell'utenza, Pag. 14vi è piuttosto un'endemica disorganizzazione di quell'ufficio. È inconcepibile - lo chiedo qui retoricamente - ipotizzare che il relitto dell'imbarcazione, che può essere spostato semplicemente con l'ausilio di una gru, permanga al centro del porto da un anno e mezzo? Quindi, sono tutte scuse che vengono accampate, ritardi burocratici che vengono accampati, ma che rivelano la inefficienza di un ufficio che è dedicato, piuttosto, a svolgere altri compiti, che non quelli evidentemente che invece dovrebbero garantire all'utenza servizi efficienti. Quindi, l'impegno che il Governo dovrebbe assumere nel vigilare sulla funzionalità dell'ufficio dovrebbe essere innanzitutto indirizzato a garantire che quel porto sia navigabile. Il piccolo porto di Terrasini, è però adiacente all'aeroporto di Palermo Punta Raisi; Palermo Punta Raisi è un aeroporto evidentemente internazionale, e quel porto svolge anche funzioni di supporto alla sicurezza dell'aeroporto internazionale. Quindi, signor Ministro, riferisca al Ministro competente che è fondamentale che si intervenga su questo territorio e su questo porto, soprattutto sugli uomini che gestiscono in modo inefficiente quell'ufficio.
PRESIDENTE. L'onorevole Morassut ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bratti n. 3-02593, concernente iniziative relative alla gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Roma, con particolare riferimento all'individuazione di un sito temporaneo alternativo alla discarica di Malagrotta (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.
ROBERTO MORASSUT. Signor Presidente, signor Ministro, siamo preoccupati per la situazione di confusione e anche di incertezza e di allarme che si diffonde ormai tra le popolazioni della Capitale sulle strategie per dare una risposta allo stato di emergenza dei rifiuti nella città di Roma. La storia recente è nota: siamo passati da una procedura di infrazione della Commissione europea ad un successivo avvertimento di adeguamento del nostro Paese alle direttive europee, fino alla dichiarazione di stato di emergenza, con l'indicazione della chiusura della discarica di Malagrotta entro il prossimo 31 dicembre 2012. Nel frattempo vi è stato il lavoro di due commissari governativi straordinari - il prefetto Sottile da ultimo, ma precedentemente il prefetto di Roma Pecoraro -, che hanno avviato delle soluzioni temporanee. La nostra richiesta nasce dal fatto che, da ultimo, il prefetto Sottile ha indicato il sito di Monti dell'Ortaccio, un sito dichiarato rischioso da numerosi procedimenti e provvedimenti scientifici di autorità istituzionali, e contraddetto in conferenza dei servizi da tutte le istituzioni locali del Lazio e anche dall'Autorità di bacino. Vi è un grande allarme tra la popolazioni, perché sono popolazioni già esposte, in quel quadrante, vicino Malagrotta, ai rischi ambientali. Quindi, chiediamo al Governo di capire qual è la strategia e le certezze che si possono dare per una soluzione reale al problema.
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il Governo, per affrontare la complessa situazione della gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Roma, sta operando su tre direttrici. Per un verso, su iniziativa del Governo, e in particolare su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, è stato stipulato il protocollo di intesa denominato Patto per Roma, finalizzato ad allineare anche la Capitale agli standard previsti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali per la raccolta differenziata e il recupero di materia ed energia. Purtroppo, la regione non ha condiviso, nell'ambito Pag. 15del Patto, l'impegno a concludere entro il 30 settembre le procedure di autorizzazione degli impianti necessari ad attuare pienamente gli obiettivi del recupero, con particolare attenzione sia alla selezione ed al recupero della frazione umida sia alla produzione di combustibile derivato da rifiuti.
A questo proposito e per diretta conseguenza, il Ministero sta valutando di adottare misure straordinarie per assicurare che l'autorizzazione dei progetti avvenga in tempi compatibili con il rispetto degli impegni assunti dal nostro Paese in ambito europeo, così da evitare tra l'altro il rischio di sanzioni economiche. In secondo luogo, poiché non è possibile prorogare oltre il 31 dicembre di quest'anno lo stato di emergenza dichiarato per trovare una soluzione alternativa alla discarica di Malagrotta in chiusura, anche alla luce della modificata normativa sulle funzioni di protezione civile, la competenza in materia di gestione del ciclo integrato dei rifiuti si accinge a ritornare nelle mani di regione, provincia e comune, che tuttavia, nonostante le sollecitazioni del Governo, sino ad oggi non hanno dato indicazioni circa le soluzioni che si propongo di adottare per assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali, in particolare in merito al superamento delle discariche come sistema prevalente di smaltimento dei rifiuti.
A questo fine, il commissario delegato per il superamento dell'emergenza ambientale nel territorio nella provincia di Roma, il prefetto Goffredo Sottile, sta completando le attività assegnategli per individuare uno o più siti di discarica di servizio per lo smaltimento della quota residuale dei rifiuti trattati a valle della raccolta differenziata, come previsto dal Patto di Roma. Spiace al Ministro constatare che, purtroppo, il lavoro del prefetto ha trovato nella regione e negli enti locali un'attenzione non proporzionata al livello del problema. Sulla base delle conclusioni del prefetto, il Ministro dell'ambiente avverte la responsabilità di dover proporre al Governo, se questo stato di cose non cessasse immediatamente, le misure e le scelte necessarie ad evitare una grave crisi dei rifiuti a Roma.
Infine, ultimo punto, ove si rivelasse necessario considerare l'ipotesi di trasferire temporaneamente una parte dei rifiuti di Roma fuori regione, il problema dei tempi renderebbe indispensabile il ricorso a misure urgenti, anche normative, al fine di rendere operativa nel territorio nazionale una modalità di smaltimento e di recupero dei rifiuti sulla base del criterio di autosufficienza a livello nazionale per ottimizzare l'impiego degli impianti esistenti, ridurre i costi, valorizzare il potenziale energetico dei rifiuti nei processi industriali e nella generazione di elettricità e calore.
PRESIDENTE. L'onorevole Bratti ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO BRATTI. Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per la risposta. Dispiace che non sia presente il Ministro dell'ambiente, che è spesso in giro a fare sicuramente riunioni importanti, ma oggi la sua presenza, in virtù delle diverse emergenze ambientali che cominciamo ad avere in questo Paese, sarebbe sempre di più auspicabile. Diciamo che la risposta ha alcune parti interessanti, ma direi ancora molto vaghe e purtroppo troppo vaghe per farmi dire che siamo soddisfatti.
Vi sono stati due commissariamenti, come venivano ricordati, Pecoraro e Sottile: uno è stato un fallimento; l'altro commissario è vero che forse non ha incontrato orecchie attente, ma è anche vero che si è mosso in maniera molto problematica. Il Patto per Roma, che lei ha ricordato, è sicuramente un progetto interessate, che però non ha visto l'accettazione di questo protocollo da parte della regione, e quindi di fatto oggi è ancora al palo. Quella di Monti dell'Ortaccio è una scelta, da parte del commissario Sottile, che, come ricordava il collega Morassut, riteniamo molto incauta, per non dire improbabile, a causa della forte compromissione ambientale dell'area e dei rischi Pag. 16di carattere sanitario. Quindi credo, signor Ministro, che siamo arrivati al momento, visto che il 31 dicembre è qui all'angolo, di capire davvero qual è la strategia e come concretamente il Governo vuole procedere.
Innanzitutto, crediamo che bisogna assolutamente modificare il mandato che il Governo ha dato al commissario straordinario, perché non si può limitare ovviamente alla questione della scelta di uno sversatoio provvisorio, che rischia in questo contesto - il pericolo maggiore che si corre è questo - di diventare assolutamente definitivo. Poi, bisogna capire come attivare questo piano di azione.
In ultimo luogo, per quanto riguarda quello che lei diceva del probabile trasferimento dei rifiuti fuori regione, è evidente che un'operazione del genere presuppone che vi sia un accordo anche delle regioni riceventi e, quindi, un'azione incisiva, importante e presente del Ministro, del Ministero e del Governo, che al momento si limita sempre - parlo del Ministro competente - a fare delle dichiarazioni che, a volte, sono abbastanza incaute, perché rischiano di creare più allarmismo che, in realtà, di poter risolvere il problema.
ALESSANDRO BRATTI. Quindi, la ringraziamo di nuovo per la risposta, ma ci riteniamo profondamente insoddisfatti perché non vediamo ancora la fine del tunnel di questo percorso emergenziale che rischia davvero di portare Roma in emergenza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. È così concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
La seduta è sospesa. Riprenderà alle ore 16 con il seguito della discussione del decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, il deputato Mussolini è in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
Si riprende la discussione del disegno di legge di conversione A.C. 5520-A/R.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il presidente della V Commissione (Bilancio), onorevole Giancarlo Giorgetti, per illustrare all'Assemblea le modifiche contenute nel nuovo testo approvato dalle Commissioni a seguito del rinvio. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, naturalmente ci scusiamo con l'Assemblea per il ritardo generato anche in mattinata, ma il tempo si è reso necessario per trovare le migliori soluzioni, anche per il prosieguo dell'esame del provvedimento in Senato, su alcuni argomenti delicati, in particolare quello relativo alla possibilità di proroga della sospensione dei versamenti delle imposte da parte delle popolazioni terremotate dell'Emilia-Romagna e della Lombardia.
Alla fine credo si sia trovata una soluzione che soddisfa sia le aspettative delle parti politiche interessate sia le giuste preoccupazioni del Governo in merito alla copertura. Faccio presente, anche con riferimento ad alcuni interventi che si sono avuti in Assemblea oggi, che la Ragioneria generale dello Stato svolge il suo mestiere e lo fa in condizioni difficili, sono momenti Pag. 17in cui è molto difficile anche dire di no, ma in qualche caso è doveroso. Lo dico anche con riferimento ad altro provvedimento di inammissibilità sugli emendamenti in cui ciascuno deve fare la propria parte anche quando è particolarmente complicato e difficile. Riteniamo che comunque il testo modificato dalle Commissioni I e V sia adesso totalmente idoneo per essere affrontato da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Prendo atto delle modifiche introdotte dalle Commissioni. Ringrazio lei, il presidente Bruno ed i colleghi delle due Commissioni Affari costituzionali e Bilancio.
(Posizione della questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 5520-A/R)
DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli deputati, a nome del Governo pongo la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012, nel nuovo testo approvato dalle Commissioni a seguito del rinvio deliberato dall'Assemblea.
RAFFAELE VOLPI. Signor Presidente, lei ha vissuto con noi questi tre o quattro giorni di difficoltà da parte del Governo di comprendere anche le minime prassi parlamentari perché, come ho voluto ricordare ieri in Commissione, già nel corso della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo il Governo aveva paventato un maxiemendamento senza tener conto di quanto sarebbe stato espresso dalle Commissioni e già lei in quell'occasione ha richiamato il Governo alle regole e alla prassi parlamentare.
Il Governo ci ha riprovato ancora ieri con una sottintesa minaccia - o prendete quello che vi diciamo, oppure proporremo un maxiemendamento -, non è stato così esplicito ma il senso era assolutamente questo. Abbiamo visto dei problemi molto grossi all'interno dello stesso Governo nel trovare le risposte da dare al Parlamento, abbiamo visto una rottura fra il Ministro per i rapporti con il Parlamento ed il Ministero dell'economia e delle finanze, addirittura hanno costretto i relatori a cambiare più volte parere rispetto ai pareri che il Governo esprimeva, cambiandoli da una volta all'altra, da una seduta all'altra.
Io penso che ci siano dei problemi molto seri nei rapporti con il Parlamento e, signor Presidente, voglio segnalare, al di fuori della polemica, una cosa che ci ha toccati molto: questa mattina, durante la riunione delle Commissioni, è pervenuta la documentazione dalla Ragioneria generale dello Stato e, in questa documentazione, c'erano le e-mail che si erano scambiati Governo e Ragioneria, in una addirittura la Ragioneria prometteva che avrebbe mandato immediatamente - immediatamente, al più presto - il suo parere come nota tecnica al maxiemendamento che il Governo gli aveva inviato.
Ora, io credo che queste scorrettezze non dovrebbero esserci, perché non è normale che, mentre le Commissioni lavoravano, il Governo avesse già trasmesso una proposta di maxiemendamento alla Ragioneria generale dello Stato.
Vi è qualcosa che non funziona nei rapporti di serenità che debbono esservi tra questo Governo e il Parlamento. Devo dire anche una cosa che risulta politica: questo Governo, nel momento in cui si esce appena appena dalla posizione della Pag. 18questione di fiducia, non è in grado di sopportare l'attività parlamentare e l'attività d'Aula. Penso che questo sia un altro elemento da rilevare.
L'ultimo elemento che rilevo, signor Presidente, e concludo, lo avevo già indicato in occasione dell'esame del disegno di legge anticorruzione. Vi è un aspetto politico importante: in provvedimenti che sono disomogenei, come lo è questo, perché mette insieme quelli che i giornalisti chiamano i costi della politica con la questione del terremoto e con le questioni degli enti locali, la posizione della questione di fiducia non consente alle forze politiche, specialmente di opposizione, di esprimersi in un modo più compiuto.
Infatti, la posizione della questione di fiducia è un atto politico, al quale, ovviamente, una forza di opposizione non può aderire, pur chiarendo che, naturalmente, la nostra opposizione non riguarda la riduzione dei costi della politica, cosa che, anzi, abbiamo sostenuto e abbiamo cercato di migliorare insieme alle altre forze parlamentari.
Però, siamo in presenza di una scorrettezza continua, che sta continuando ad avvenire. Signor Presidente, non posso chiederle nulla, ma sicuramente questo fatto va rilevato. Non è possibile che la Lega Nord non possa votare liberamente quello che crede rispetto a provvedimenti importanti perché il Governo, per vigliaccheria parlamentare, per paura della sua stessa maggioranza, continua a porre la questione di fiducia.
Noi ne siamo rammaricati, le rappresentiamo il nostro rammarico e, come le ho detto l'altra volta, penso che lei dovrebbe rappresentare questa difficoltà anche ai piani più alti dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il seguito dell'esame del disegno di legge n. 5520 A/R - Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 dopo la posizione della questione di fiducia, faccio presente che la Conferenza dei presidenti di gruppo, riunitasi questa mattina, ha convenuto che, con un anticipo tecnico, la votazione per appello nominale avrà luogo domani, giovedì 8 novembre, a partire dalle ore 11 circa, previe dichiarazioni di voto dalle ore 9,30. Seguirà l'illustrazione degli ordini del giorno (il termine per la cui presentazione è fissato alle ore 18 di oggi) e l'espressione del parere sugli stessi da parte del Governo. Seguirà, infine, lo svolgimento di interpellanze urgenti.
La votazione degli ordini del giorno avrà luogo martedì 13 novembre, a partire dalle ore 15. Seguirà la votazione finale, previe dichiarazioni di voto finale.
Si passerà poi al seguito dell'esame della proposta di legge n. 3466-B e abbinati - Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) che, ove non concluso nella medesima giornata, potrà proseguire nella mattina di mercoledì 14 novembre, e alla votazione delle dimissioni dell'onorevole Melandri.
La discussione congiunta sulle linee generali dei disegni di legge n. 5534-bis - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013) e n. 5535 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015 avrà luogo sempre mercoledì 14 novembre (pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna); il seguito dell'esame a partire da giovedì 15 novembre.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi il senatore Francesco Rutelli in sostituzione del senatore Achille Serra, dimissionario.
Per la risposta ad uno strumento del sindacato ispettivo (ore 16,12).
GIAMPAOLO FOGLIARDI. Signor Presidente, intervengo per sollecitare una risposta ad una mia interrogazione, ma anche per mettere in risalto e denunciare un fatto grave che ad essa si collega.
Mi riferisco all'interrogazione a risposta scritta n. 4-17503 - rubricata il 10 settembre 2012, ma che avevo presentato all'inizio del mese di agosto - che si riferiva alla nomina di un sovrintendente di Polizia a presidente della funivia Malcesine del Garda-Monte Baldo.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI (ore 16,12)
GIAMPAOLO FOGLIARDI. In quell'interrogazione si chiedevano al Ministro dell'interno chiarimenti, ritenendo quanto già denunciato anche sui giornali, incompatibile la carica di presidente di un ente con quella di sovrintendente di Polizia in servizio.
Nonostante i miei solleciti, non ho ancora avuto risposta a quell'interrogazione, ma ciò che è ancora più grave, signor Presidente, e che desidero denunciare in quest'Aula, è che, con mia somma sorpresa, domenica i giornali locali hanno dato notizia che il Ministero avrebbe già risposto al questore, e tramite questo all'interessato, in merito a questa vicenda. Sarebbe stato dichiarato che non vi sono problemi in merito all'assunzione della carica, trattandosi di ente che non ha scopo di lucro. Premesso che ho dei grossi dubbi sul fatto che una società per azioni non abbia scopo di lucro - ma non voglio entrare nel merito di questo -, quello che è più grave è che non si risponde ad un'interrogazione di un parlamentare e, prima di rispondere a questo, si scrive al questore e al diretto interessato, sovrintendente della Polizia, per dargli chiarimenti.
Desidero fermamente denunciare questo fatto che trovo irrispettoso delle regole istituzionali. Chiedo che vengano forniti chiarimenti anche in merito alle affermazioni rilasciate dallo stesso sovrintendente di Polizia, che dichiara al giornale Corriere di Verona: «Desidero ringraziare il questore e il sindacato autonomo di Polizia che mi hanno aiutato in questa vicenda». Desidero anche sapere che tipo di aiuti sono stati forniti in questa situazione, quando si voleva, da parte mia, solamente chiedere chiarimenti in merito ad un iter che ha creato grossi sconvolgimenti e malumori all'interno di tutto il corpo di Polizia e che tuttora ne sta creando.
Ripeto, trovo le regole seguite completamente scorrette e mancanti di rispetto, appunto, delle regole istituzionali (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!
PRESIDENTE. Onorevole Fogliardi, credo che la sua richiesta di chiarimenti e di intervento al Governo sia ampiamente giustificata. La Presidenza si adopererà in tal senso.
Sull'ordine dei lavori (ore 16,14).
FURIO COLOMBO. Signor Presidente, intervengo per dirle che questa mattina, di fronte a Montecitorio, si sono presentati decine e decine di cittadini curdi e turchi, mostrandoci la documentazione e le fotografie di centinaia di prigionieri detenuti nelle prigioni turche, impegnati in uno sciopero della fame che dura da cinquantasette giorni, che rischiano di morire uno ad uno e che stanno chiedendo la testimonianza del mondo sulle condizioni nelle quali vengono tenuti e, come ci hanno fatto presente, sulla illegalità che deriva soltanto dall'essere e dal dichiararsi curdi.
Mi permetto di dirlo a lei, nel senso di affidare alla Presidenza il compito di segnalare al Ministro degli affari esteri il problema di questi cittadini curdi italiani che hanno voluto testimoniare al Parlamento la condizione dei curdi turchi in questo momento detenuti e in sciopero della fame.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Colombo. È presente il Ministro Giarda che avrà sicuramente modo di sollecitare il Governo ed il Ministero competente.
LUDOVICO VICO. Signor Presidente, intervengo per segnalare a lei, e particolarmente al Presidente della Camera, che questa mattina ed ancora oggi è in corso uno sciopero dei dipendenti delle imprese d'appalto della Camera addette alla ristorazione.
I lavoratori ed i loro sindacati, con cui abbiamo parlato, hanno segnalato di avere ricevuto il licenziamento di quindici dipendenti. In questa prima fase mi permetto di rivolgermi a lei e, quindi, al Presidente della Camera, in qualità di stazione appaltante, di potersi adoperare per comprendere qual è la situazione. Evidentemente, come ella sa, da parte nostra - ma penso di tutta la Camera - vi è l'intenzione di evitare che i licenziamenti abbiano il loro percorso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vico. Il collegio dei questori sta esaminando ed affrontando la situazione nel senso da lei indicato.
Giovedì 8 novembre 2012, alle 9,30:
Conversione in legge del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012 (C. 5520-A/R).