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Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 147', 'art.81', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 147', 'art. 193', 'art. 2', 'art. 152', 'art. 54', 'art. 148', 'art.198', 'art. 147', 'art. 193', 'art. 147', 'art. 147', 'art.1', 'art.4', 'art.11', 'art. 10', 'art.5', 'art. 10', 'art.7', 'art.8']

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I controlli interni negli enti locali previsti dal D.L.174/2012
PubblicatoCipriano Fumagalli Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "I controlli interni negli enti locali previsti dal D.L.174/2012"— Transcript della presentazione:
1 I controlli interni negli enti locali previsti dal D.L.174/2012
Seminario nazionale a cura di Legautonomie La legge anticorruzione e il sistema dei controlli nella PA locale: profili di responsabilità e adempimenti degli enti territoriali Mario Collevecchio I controlli interni negli enti locali previsti dal D.L.174/2012 Roma 4 febbraio 2013 Professore a contratto della SPISA – Università degli Studi "Alma Mater" di Bologna. Esperto di Legautonomie. Già direttore generale della Provincia di Pescara e del Ministero dei Trasporti e dirigente apicale nelle Regioni Abruzzo e Veneto. Titolare dello “Studio Collevecchio” di PA Consulting in Pescara. Studio Collevecchio
2 Tipologia dei controlli interni prevista dal D.Lgs.286/1999
OGGETTO Legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa Efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa Prestazioni e comportamenti organizzativi Adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione di piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti Controllo di regolarità amministrativa e contabile Controllo di gestione Valutazione delle prestazioni dei dirigenti Valutazione e controllo strategico (Art. 1 D.lgs. 286/1999) Studio Collevecchio
3 Assenza diffusa di una cultura del risultato
Principali cause del mancato funzionamento del sistema dei controlli interni Mancata attuazione piena dei principi di riforma delle pubbliche amministrazioni Carenza di validi strumenti di programmazione Difficoltà di introdurre figure dotate di nuove professionalità (crisi della formazione e ricorso a consulenze esterne) Difficoltà di introdurre nuove soluzioni organizzative Difficoltà di ricercare e adottare metodologie e strumenti idonei a realizzare le nuove forme di controllo Inefficacia del controllo esercitato dalle commissioni consiliari presiedute da rappresentanti delle minoranze Assenza diffusa di una cultura del risultato Studio Collevecchio
4 Tipologia dei controlli interni negli enti locali (art
Tipologia dei controlli interni negli enti locali (art. 147 del TUEL sostituito dall’articolo 3, c.1 lett.d) del D.L.174/2012) TIPO OGGETTO Legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa Efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa Adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione di piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti Gestione di competenza, gestione dei residui e gestione di cassa (patto di stabilità interno) Controllo di regolarità amministrativa e contabile Controllo di gestione Controllo strategico Controllo sugli equilibri finanziari della gestione Studio Collevecchio
5 Tipologia dei controlli interni negli enti locali (segue)
OGGETTO Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni Controllo della qualità dei servizi erogati direttamente e tramite organismi gestionali esterni dal 2013 negli enti locali con dal 2014 negli enti locali con dal negli enti locali con Redazione bilancio consolidato, efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa Qualità misurata con l’impiego di metodologie di customer satisfaction popolazione superiore a ab. popolazione superiore a ab. popolazione superiore a ab. Studio Collevecchio
6 Caratteristiche del controllo di regolarità amministrativa e contabile
Fase preventiva della formazione dell’atto - rilascio del parere di regolarità tecnica da parte del responsabile di servizio attestante la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa - controllo contabile effettuato dal responsabile del servizio finanziario attraverso il rilascio del parere di regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria Fase successiva - determinazioni di impegno di spesa, contratti, altri atti amministrativi scelti secondo una selezione casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento Il controllo successivo si svolge sotto la direzione del segretario secondo principi di revisione aziendale e modalità definite nell’ambito dell’autonomia organizzativa dell’ente. Studio Collevecchio
7 Controllo di gestione Verifica dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi correttivi, il rapporto tra obiettivi e azioni realizzate, nonchè tra risorse impiegate e risultati TUEL - Art. 147, comma 2, lett.a) Studio Collevecchio
8 Verifica del rispetto del patto di stabilità interno
Controllo degli equilibri finanziari della gestione (Art. 147 comma 2, lett.c) Oggetto: equilibri finanziari della gestione di competenza (accertamenti di entrata e impegni di spesa) equilibri finanziari della gestione dei residui (verifica dell’andamento e della consistenza dei residui attivi e dei residui passivi e del risultato di amministrazione) equilibri finanziari della gestione di cassa (riscossioni e pagamenti sia in conto competenza che in conto residui) Verifica del rispetto del patto di stabilità interno Periodicità: costante Coordinamento e vigilanza: responsabile del servizio finanziario Attività di controllo: responsabili dei servizi Studio Collevecchio
9 Controllo degli equilibri finanziari della gestione (segue) ( art
Controllo degli equilibri finanziari della gestione (segue) ( art. 147-quinquies TUEL) Direzione e coordinamento: responsabile del servizio finanziario Vigilanza: organo di revisione Coinvolgimento attivo: organi di governo, direttore generale, segretario, responsabili dei servizi Disciplina: regolamento di contabilità, nel rispetto di: disposizioni dell’ordinamento finanziario e contabile norme che regolano il concorso degli enti locali alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica (patto di stabilità interno) norme di attuazione dell’art.81 della Costituzione (legge 24 dicembre 2012, n.243) Implica anche la valutazione degli effetti che si determinano per il bilancio finanziario dell’ente in relazione all’andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni Studio Collevecchio
10 Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni (art. 147, comma 2, lett.d e art. 147/quater) Disciplina: definizione di un sistema di controlli sulle società non quotate partecipate dall’ente Soggetti del controllo: strutture dell’ente che ne sono responsabili Modalità: definizione preventiva degli obiettivi gestionali secondo parametri qualitativi e quantitativi cui la società deve tendere (anche in relazione alle indicazioni della RPP) organizzazione di un sistema informativo finalizzato a rilevare: i rapporti finanziari tra l’ente proprietario e la società la situazione contabile, gestionale e organizzativa della società i contratti di servizio la qualità dei servizi il rispetto dei vincoli di finanza pubblica monitoraggio periodico sull’andamento delle società, analisi degli scostamenti rispetto agli obiettivi assegnati, individuazione di opportune azioni correttive Studio Collevecchio
11 Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni (segue) Costruzione del bilancio consolidato, secondo il principio della “competenza economica”, in cui sono esposti i risultati complessivi della gestione dell’ente locale e delle aziende non quotate partecipate. L’obbligo della formazione del bilancio consolidato per gli enti locali è previsto, a decorrere dal 2014, dall’articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 concernente “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42 “. Il principio contabile generale della “competenza economica” è contenuto nell’allegato 1 al decreto suddetto (principio n.17). Studio Collevecchio
12 Controllo strategico Fini: - valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione di piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (art. 147 TUEL , comma 2, lett.b) - verificare lo stato di attuazione dei programmi secondo le linee approvate dal Consiglio - art ter TUEL che prevede altresì la Definizione di metodologie finalizzate alla rilevazione di: risultati conseguiti rispetto agli obiettivi predefiniti aspetti economico-finanziari connessi ai risultati ottenuti tempi di realizzazione rispetto alle previsioni procedure operative confrontate con i progetti elaborati qualità dei servizi erogati grado di soddisfazione della domanda espressa aspetti socio-economici E’ prevista l’istituzione di un’ Unità preposta al controllo strategico sotto la direzione del direttore generale o del segretario che elabora rapporti periodici da sottoporre alla giunta e al consiglio per la successiva predisposizione di deliberazioni consiliari di ricognizione dei programmi (v. art. 193 TUEL) Studio Collevecchio
13 Sistema dei controlli negli enti locali
Direttiva-PEG EFFICIENZA EFFICACIA CONGRUENZA Dirigenti Organi di governo Servizi prestazioni Obiettivi realizzati i Obiettivi predefiniti Atti Fattori ECONOMICITA’ Controllo di regolarità amministrativa e contabile Controllo di gestione Valutazione dei dirigenti Controllo strategico Controllo sugli equilibri finanziari della gestione Controllo della qualità Controllo att.ne obiettivi organismi esterni Controlli esterni Controlli interni
14 Strumenti di programmazione generale previsti dalla legislazione vigente
Relazione di inizio mandato Programma di governo (o di mandato) Piano generale di sviluppo Relazione previsionale e programmatica Piano esecutivo di gestione (PEG) Piano degli obiettivi (PDO) Piano della performance Programma triennale per la trasparenza e l’integrità Piano triennale di prevenzione della corruzione Studio Collevecchio
15 Identikit dell’ente locale modello
Riduzione compensi e indennità agli amministratori Poca spesa per il personale Bilancio in equilibrio Gestione dei residui, della competenza e della cassa in equilibrio Rispetto delle regole e degli obiettivi del Patto di stabilità interno Niente mutui Legittimità e regolarità degli atti amministrativi, delle procedure e dei comportamenti e i risultati ? Studio Collevecchio
16 Finalità della riforma delle Amministrazioni Pubbliche
Accrescere l’efficienza anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici Razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa entro i vincoli di spesa pubblica Realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane, curando: la formazione e lo sviluppo professionale la garanzia delle pari opportunità l’applicazione di condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato (Art. 1 del D. Lgs. 30 marzo 2001, n.165 che riprende l’articolo 1 del decreto legislativo 29/1993) Studio Collevecchio
17 Principi dell’organizzazione delle Amministrazioni Pubbliche
a. Funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità b. Ampia flessibilità, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali dei dirigenti c. Collegamento delle attività degli uffici ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici d. Garanzia dell’imparzialità e della trasparenza dell’azione amministrativa, anche attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso e.	Armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza e con gli orari delle Amministrazioni Pubbliche dei Paesi dell’Unione Europea Art. 2 D. Lgs. 165/2001 che riprende l’art. 2 del. D. Lgs. 29/1993.
18 Decreto – legge 10 ottobre 2012, n
Decreto – legge 10 ottobre 2012, n.174 convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 “ Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa ” ° 3 Titoli – 12 Articoli Entrata in vigore D.L. 174/2012 : 10 ottobre 2012 Entrata in vigore legge 213/2012 : 8 dicembre 2012 ° Testo coordinato disponibile nel materiale di studio Studio Collevecchio
19 Titolo II – Province e Comuni
Titolo I – Regioni Articolo 1 – Rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria delle regioni Articolo 2 – Riduzione dei costi della politica nella regione Titolo II – Province e Comuni Articolo 3 – Rafforzamento dei controlli in materia di enti locali Articolo 3 bis – Incremento della massa attiva della gestione liquidatoria degli enti locali in stato di dissesto finanziario Articolo 4 – Fondi di rotazione Articolo 5 – Anticipazione risorse del Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali Studio Collevecchio
20 Titolo II – Province e Comuni
Articolo 6 – Sviluppo egli strumenti di controllo della gestione finalizzati all’applicazione della revisione della spesa presso gli enti locali e ruolo della Corte dei conti Articolo 7 – (Ulteriori disposizioni in materia di Corte dei conti) SOPPRESSO Articolo 8 – Disposizioni in tema di patto di stabilità interno Articolo 10 – Disposizioni in materia di Agenzia Autonoma per la gestione dell’Albo dei segretari comunali e provinciali Articolo 10 bis	– Disposizioni in materia di gestione della casa da gioco di Campione d’Italia Studio Collevecchio
21 Titolo III – Sisma del Maggio 2012
Articolo 11 – Ulteriori disposizioni per favorire il superamento delle conseguenze del sisma del maggio 2012 Articolo 11 bis – Regioni a statuto speciale e province autonome di Trento e di Bolzano Articolo 12 – Entrata in vigore (8 dicembre 2012) Studio Collevecchio
22 Disposizioni di diretta applicazione
Normativa vigente in materia di controlli interni negli enti locali Disposizioni di diretta applicazione TUEL 267/2000 Articolo 147 – Tipologia dei controlli interni Articolo 147 bis – Controllo di regolarità amministrativa e contabile Articolo 147 ter – Controllo strategico Articolo 147 quater – Controllo sulle società partecipate non quotate Articolo 147 quinquies – Controllo sugli equilibri finanziari Articolo 196 – Controllo di gestione Articolo 197 – Modalità del controllo di gestione ° Articolo 198 – Referto del controllo di gestione ° Articolo 198 bis – Comunicazione del referto ° Disposizioni che non rivestono il carattere di principi generali con valore di limite inderogabile e che possono essere derogate dal Regolamento di contabilità dell’ente (art. 152 TUEL) Studio Collevecchio
23 Disposizioni applicabili in via di principio:
Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 “Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell‘ attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 ” Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.” Articolo 4 – Ciclo di gestione della performance Articolo 7 – Sistema di misurazione e valutazione della performance Articolo 9 – Ambiti di misurazione e valutazione della performance individuale Articolo 11– Trasparenza Studio Collevecchio
24 Disposizioni applicabili in via di principio:
Decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 “Riforma dei controlli di regolarità amministrativa e contabile e potenziamento dell'attività di analisi e valutazione della spesa, a norma dell'articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ” Articolo 28 – Graduale estensione del programma di analisi e valutazione delle spese delle altre amministrazioni pubbliche Studio Collevecchio
25 Altre disposizioni inerenti:
Articolo 148 TUEL – Controlli esterni Verifica semestrale Corte dei conti su legittimità e regolarità delle gestioni e funzionamento dei controlli interni Legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell‘ illegalità nella pubblica amministrazione” Articolo 1, comma 44 (sost. art. 54 D. Lgs , n.165) Codice di comportamento Sull’applicazione dei codici vigilano i dirigenti responsabili di ciascuna struttura, le strutture di controllo interno e gli uffici di disciplina (comma 6) Studio Collevecchio
26 Principio della distinzione delle funzioni
POLITICI (Organi di governo) Esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare e adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni. Verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. DIRIGENTI Spetta l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell’attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati. Articolo 4 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 che riprende l’articolo 3 del decreto legislativo febbraio 29/1993. Studio Collevecchio
27 Giunta – Pres. Provincia)
LA DISTINZIONE DELLE FUNZIONI NEGLI ENTI LOCALI ORGANI DI GOVERNO (Consiglio – Sindaco - Giunta – Pres. Provincia) (Artt. 36, 42, 48, 50) Revisione Economico-finanziaria Indirizzo politico-amministrativo ORGANI DI REVISIONE OBIETTIVI PROGRAMMI DIRETTIVE RISORSE (Art. 239) Controlli Consultazione FORME DI PARTECIPAZIONE SISTEMA DI CONTROLLI INTERNI (Artt. 147, 196, 197, 198) DIRETTORE GENERALE Making Policy Gestione SEGRETARIO DIRIGENTI (Artt. 107, 108, 111) Gestione finanziaria, tecnica, amministrativa Adozione di tutti gli atti e provvedimenti amministrativi Autonomia di spesa, di organizzazione delle risorse, di controllo Responsabilità della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione Gli articoli citati si riferiscono al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante: “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”
28 Ciclo di programmazione, organizzazione e controllo
AREA DELLA PROGRAMMAZIONE RELAZIONE DI INIZIO MANDATO AREA DEL CONTROLLO PROGRAMMA DI MANDATO AREA DEL BILANCIO PGS e/o RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA SISTEMA DEI RENDICONTI MEZZI FINANZIARI IMPIEGHI BILANCIO PLURIENNALE RISULTATI SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI E DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE OBIETTIVI SPESE ENTRATE BILANCIO ANNUALE COSTI ATTIVITA’ DIRETTIVE RISORSE PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE = PIANO DELLA PERFORMANCE STRUTTURA ORGANIZZATIVA AREA DELLA GESTIONE FUNZIONALE PER PROGETTI Studio Collevecchio
29 MODELLO AZIENDALE Programmazione Direttiva - PEG Dirigenti Organi
EFFICIENZA EFFICACIA CONGRUENZA Dirigenti Organi di governo Atti Fattori Obiettivi intermedi (Servizi e prestazioni) Obiettivi finali realizzati Obiettivi finali predefiniti ECONOMICITA’ Studio Collevecchio
30 MODELLO AZIENDALE esempio
Programmazione Direttiva-PEG EFFICIENZA EFFICACIA CONGRUENZA Dirigente Settore Trasporti Consiglio Giunta Determina ed altri atti Acquisto 3 nuovi Autobus e assunzione di 1 autista Immissione 3 nuovi autobus in linee di maggiore intensità Riduzione della circolazione veicolare del 2% Ridurre la circolazione veicolare del 3% Studio Collevecchio
31 Tipologia dei controlli interni prevista dal D.Lgs.286/1999
32 Principi generali del sistema dei controlli interni
Collegamento del controllo strategico all’attività di programmazione strategica e di indirizzo politico-amministrativo 2.	Diffusione del controllo di gestione nelle singole unità organizzative 3.	Diversità dei soggetti preposti al controllo di gestione da quelli cui compete la valutazione 4.	Integrazione delle funzioni di controllo strategico, di controllo di gestione e di valutazione 5.	Esclusività dei soggetti cui compete il controllo di regolarità amministrativa e contabile Studio Collevecchio
33 Principi del controllo di regolarità amministrativa e contabile
1. Garantire la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa 2.	Divieto di affidamento a strutture addette al controllo di gestione, alla valutazione dei dirigenti, al controllo strategico 3.	Esclusione, di norma, di verifiche da effettuarsi in via preventiva 4.	Riconduzione all’organo amministrativo competente della responsabilità delle definitive determinazioni in ordine all’efficacia dell’atto Studio Collevecchio
34 I controlli sugli enti locali (TUEL 267/2000)
Controllo sugli atti (artt. 124 – 140) Controllo sugli organi (artt. 141 – 146) Controlli interni (artt. 147,196,197,198) Controlli esterni sulla gestione (art. 148) Studio Collevecchio
35 Tipologia dei controlli interni negli enti locali (art
36 Tipologia dei controlli interni negli enti locali (segue)
OGGETTO Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni Controllo della qualità dei servizi erogati direttamente e tramite organismi gestionali esterni (dal 2013 negli enti locali con dal 2014 negli enti locali dal negli enti locali con Redazione bilancio consolidato, efficacia, efficienza, economicità dell’azione amministrativa Qualità misurata con l’impiego di metodologie di customer satisfaction popolazione superiore a ab. popolazione superiore a ab. popolazione superiore a ab. ) Studio Collevecchio
37 Caratteristiche del controllo di regolarità amministrativa e contabile
38 Controllo di gestione Verifica dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi correttivi, il rapporto tra obiettivi e azioni realizzate, nonchè tra risorse impiegate e risultati TUEL - Art. 147, comma 2, lett.a) Studio Collevecchio
39 Controllo di gestione -
Definizione e finalità secondo l’articolo 196 del TUEL: Il controllo di gestione è la procedura diretta a verificare: lo stato di attuazione degli obiettivi programmati la funzionalità dell’organizzazione dell’ente l’efficacia, l’efficienza ed il livello di economicità nell’attività di realizzazione dei predetti obiettivi Finalità Garantire: La realizzazione degli obiettivi programmati La corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche L’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione La trasparenza dell’azione amministrativa - Studio Collevecchio
40 Controllo di gestione (segue)
Art. 197 TUEL: Modalità del controllo di gestione * Oggetto: intera attività amministrativa e gestionale Periodicità: definita dal regolamento di contabilità Articolazione in 3 fasi: a) predisposizione di un piano dettagliato di obiettivi b) rilevazione dei dati relativi ai costi e ai proventi nonché rilevazione dei risultati raggiunti valutazione dei dati predetti in relazione al piano degli obiettivi al fine di verificare lo stato di attuazione e di misurare l’efficacia, l’efficienza e il grado di economicità dell’azione intrapresa Modalità: riferimento ai singoli servizi e centri do costo verificando, per ciascun servizio, i mezzi finanziari acquisiti, i costi dei singoli fattori produttivi, i risultati qualitativi e quantitativi ottenuti e i ricavi - * l’articolo non è considerato principio generale con valore di limite inderogabile e pertanto non si applica in presenza di diversa disciplina nel regolamento di contabilità. Studio Collevecchio
41 Controllo di gestione (segue)
Art. 198 TUEL - Referto del controllo di gestione * La struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del Controllo di gestione fornisce le conclusioni del predetto controllo: agli amministratori, ai fini della verifica dello stato di attuazione degli obiettivi programmati ai responsabili dei servizi, affinchè questi ultimi abbiano gli elementi necessari per valutare l’andamento della gestione dei servizi cui sono responsabili alla Corte dei conti (art.198/bis) * l’articolo non è considerato principio generale con valore di limite inderogabile e pertanto non si applica in presenza di diversa disciplina nel regolamento di contabilità, ma... Studio Collevecchio
42 Il decalogo del controllo di gestione
Accuratezza Essenzialità Chiarezza Consenso Autonomia Tempestività Concezione premiante Responsabilizzazione Economicità Collaborazione Studio Collevecchio
43 Esempio di applicazione di indicatori Comune di….. Asilo nido 1/2
Dati della domanda di servizio Domanda potenziale (numero di bambini residenti da 0-3 anni) Bambini iscritti a registro in media nell’anno di riferimento Nuove domande mensili aggiuntesi mediamente alla graduatoria Domande in lista d’attesa a fine anno Dati di offerta qualitativa del servizio N. di asili nido … - superficie coperta mq. … - cubatura mq. … verde attrezzato mq ... N. educatori in organico …. a tempo pieno … a part-time N. esecutori in organico	…. a tempo pieno … a part-time Numero sezioni Capacità ricettiva o posti nido disponibili Indicatori di qualità Numero medio dei giorni di apertura nei nidi Rapporto tra presenze medie giornaliere di bambini ed educatrici Tasso di supplenza del personale educatore (n. sup/n. educatori) Studio Collevecchio
44 Esempio di applicazione di indicatori Comune di… Asilo nido 2/2
Indicatori di attività Bambini presenti in media nel periodo Bambini inseriti nell’anno Bambini ritirati nell’anno Numero dei pasti erogati ai bambini nel periodo Numero dei pasti erogati al personale nel periodo Tasso di frequenza (presenze medie giornaliere/iscrizioni a registro) Indicatori di efficacia Grado di utilizzo del servizio (iscritti a registro/capacità ricettiva) Grado di effettivo utilizzo servizio (presenti/capacità ricettiva) Soddisfacimento domanda teorica (cap. ricettiva/residenti 0-3 anni) Soddisfacimento domanda effettiva (cap. ricettività/richiedenti) Indicatori di economicità e di efficienza Proventi da rette per iscritto Proventi da rette per iscritto per ogni giorno di apertura del nido Grado di copertura dei costi (ricavi del servizio/costi del servizio) Grado di autofinanziamento (proventi da rette/costi) Costo medio per iscritto nell’anno Costo medio per iscritto per giorno di apertura del nido
45 Controllo strategico Fini: - valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione di piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obiettivi predefiniti (art. 147 TUEL , comma 2, lett.b) - verificare lo stato di attuazione dei programmi secondo le linee approvate dal Consiglio - art ter TUEL che prevede altresì la Definizione di metodologie finalizzate alla rilevazione di: risultati conseguiti rispetto agli obiettivi predefiniti aspetti economico-finanziari connessi ai risultati ottenuti tempi di realizzazione rispetto alle previsioni procedure operative confrontate con i progetti elaborati qualità dei servizi erogati grado di soddisfazione della domanda espressa aspetti socio-economici E’ prevista l’istituzione di un’ Unità preposta al controllo strategico sotto la direzione del direttore generale o del segretario che elabora rapporti periodici da sottoporre alla giunta e al consiglio per la successiva predisposizione di deliberazioni consiliari di ricognizione dei programmi (v. art. 193 TUEL) Studio Collevecchio
46 Verifica del rispetto del patto di stabilità interno
47 Controllo degli equilibri finanziari della gestione (segue) ( art
48 Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni (art. 147, comma 2, lett.d e art. 147/quater) Disciplina: definizione di un sistema di controlli sulle società non quotate partecipate dall’ente Soggetti del controllo: strutture dell’ente che ne sono responsabili Modalità: definizione preventiva degli obiettivi gestionali secondo parametri qualitativi e quantitativi cui la società deve tendere (anche in relazione alle indicazioni della RPP) organizzazione di un sistema informativo finalizzato a rilevare: i rapporti finanziari tra l’ente proprietario e la società la situazione contabile, gestionale e organizzativa della società i contratti di servizio la qualità dei servizi il rispetto dei vincoli di finanza pubblica monitoraggio periodico sull’andamento delle società, analisi degli scostamenti rispetto agli obiettivi assegnati, individuazione di opportune azioni correttive Studio Collevecchio
49 Controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi gestionali da parte degli organismi gestionali esterni (segue) Costruzione del bilancio consolidato, secondo il principio della “competenza economica”, in cui sono esposti i risultati complessivi della gestione dell’ente locale e delle aziende non quotate partecipate. L’obbligo della formazione del bilancio consolidato per gli enti locali è previsto, a decorrere dal 2014, dall’articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 concernente “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42 “. Il principio contabile generale della “competenza economica” è contenuto nell’allegato 1 al decreto suddetto (principio n.17). Studio Collevecchio
50 Sistema dei controlli interni negli enti locali
51 Il cosiddetto “Decreto Brunetta”
Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 : “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni” Studio Collevecchio
52 Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
Finalità (art.1) Migliore organizzazione del lavoro Rispetto ambiti riservati alla legge e alla contrattazione collettiva Elevati standard qualitativi ed economici Incentivazione della qualità e della produttività del lavoro Selettività e concorsualità delle progressioni Riconoscimento di meriti e di demeriti Selettività e valorizzazione della capacità e dei risultati negli incarichi dirigenziali Autonomia, poteri e responsabilità della dirigenza Efficienza del lavoro pubblico, contrasto alla scarsa produttività e all’assenteismo Trasparenza e legalità Studio Collevecchio
53 Ciclo di gestione della performance
Fasi (art.4) a)	definizione e assegnazione obiettivi, risultati attesi e rispettivi indicatori b) collegamento tra obiettivi assegnati e risorse c) monitoraggio e attivazione correttivi d) misurazione e valutazione della performance (organizzativa e individuale) e) utilizzo sistemi premianti basati sul merito Studio Collevecchio
54 Ciclo di gestione della performance (segue)
Fasi f)	rendicontazione dei risultati a : organi di governo vertici dell’ente organi esterni cittadini soggetti interessati utenti e destinatari di servizi g)	massima trasparenza in ogni fase (art.11, c.3) Studio Collevecchio
55 Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
Piano della performance (art. 10) Documento di programmazione triennale Coerente con il ciclo della programmazione e del bilancio Individua obiettivi strategici ed operativi Definisce indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell’ente Definisce gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale E’ redatto annualmente entro il 31 gennaio La mancata adozione implica il divieto di erogare la retribuzione di risultato ai dirigenti e procedere ad assunzioni di personale Studio Collevecchio
56 Obiettivi (art.5, comma 2 D. Lgs. 150/2009)
rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni, alla missione istituzionale, alle strategie specifici e misurabili capaci di determinare un miglioramento della qualità dei servizi e degli interventi programmati su base triennale riferibili di norma a un anno commisurati a standard nazionali e internazionali e da comparazioni con amministrazioni analoghe confrontabili con il trend di produttività dell’amm.ne nel tempo correlati alla quantità e qualità delle risorse disponibili Studio Collevecchio
57 Relazione della performance
(art. 10) E’ un documento annuale da adottare entro il 30 giugno Evidenzia i risultati organizzativi ed individuali raggiunti con riferimento: - agli obiettivi programmati - alle risorse utilizzate Rileva gli scostamenti tra risultati e obiettivi Evidenzia il bilancio di genere realizzato percorso: input output	outcome destinatari:	organi di governo vertici dell’ente organi esterni cittadini soggetti interessati utenti e destinatari di servizi Studio Collevecchio
58 Misurazione e valutazione della performance
(art.7) La valutazione della performance organizzativa e individuale è annuale attraverso l’adozione di un : Sistema di misurazione e valutazione della performance che individua: fasi, tempi, modalità, soggetti e responsabilità procedure di conciliazione raccordo e integrazione con il sistema dei controlli raccordo e integrazione con i documenti di programmazione e bilancio Studio Collevecchio
59 Misurazione e valutazione della performance (segue)
: Oggetto dirigenti Valutazione individuale singoli dipendenti Valutazione delle unità organizzative o aree di responsabilità Valutazione dell’amministrazione nel suo complesso Studio Collevecchio
60 Misurazione e valutazione della performance (segue)
: Soggetti CIVIT (Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle A.P.) - OIV (Organismi indipendenti di valutazione della performance) - Organi di indirizzo politico – amministrativo - Dirigenti Studio Collevecchio
61 Misurazione e valutazione della performance organizzativa (art.8)
Attuazione delle politiche nel soddisfare i bisogni della collettività Attuazione di piani e programmi: fasi, tempi, standard, risorse assorbite Grado di soddisfazione dei destinatari delle attività Miglioramento qualitativo dell’organizzazione e delle competenze professionali Sviluppo delle relazioni con i cittadini Contenimento e riduzione dei costi e ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi Qualità e quantità delle prestazioni e dei servizi erogati Conseguimento obiettivi di promozione pari opportunità Studio Collevecchio
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