Source: https://www.codiceappalti.it/L_575_1965/Art__10_/6136
Timestamp: 2019-10-16 17:42:17+00:00
Document Index: 154963480

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 530', 'in dubio', 'sentenza ', 'art.6', 'art. 10']

----- www.CodiceAppalti.it - L 575/1965 (seleziona un articolo) ----- Fonte, modifiche e aggiornamenti: Art. 1. Art. 2. Art. 2-bis. Art. 2-ter. Art. 2-quater. Art. 2-quinquies. Art. 2-sexies. Art. 2-septies. Art. 2-octies. Art. 2-nonies. Art. 2-decies. Art. 2-undecies. Art. 2-duodecies. Art. 3. Art. 3-bis. Art. 3-ter. Art. 3-quater. Art. 3-quinques. Art. 4. Art. 5. Art. 6. Art. 7. Art. 8. Art. 9. Art. 10. Art. 10-bis. Art. 10-ter. Art. 10-quater. Art. 10-quinquies. Art. 10-sexies. Art. 11. Firme
5-bis. Salvo che si tratti di provvedimenti di rinnovo, attuativi o comunque conseguenti a provvedimenti già disposti, ovvero di contratti derivati da altri già stipulati dalla pubblica amministrazione, le licenze, le autorizzazioni, le concessioni, le erogazioni, le abilitazioni e le iscrizioni indicate nel comma 1 non possono essere rilasciate o consentite e la conclusione dei contratti o subcontratti indicati nel comma 2 non può essere consentita a favore di persone nei cui confronti é in corso il procedimento di prevenzione senza che sia data preventiva comunicazione al giudice competente, il quale può disporre, ricorrendone i presupposti, i divieti e le sospensioni previsti a norma del comma 3. A tal fine, i relativi procedimenti amministrativi restano sospesi fino a quando il giudice non provvede e, comunque, per un periodo non superiore a venti giorni dalla data in cui la pubblica amministrazione ha proceduto alla comunicazione.
5-bis.1. Dal termine stabilito per la presentazione delle liste e dei candidati e fino alla chiusura delle operazioni di voto, alle persone sottoposte, in forza di provvedimenti definitivi, alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ai sensi della presente legge, é fatto divieto di svolgere le attività di propaganda elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212, in favore o in pregiudizio di candidati partecipanti a qualsiasi tipo di competizione elettorale.
5-bis.2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il contravventore al divieto di cui al comma 5-bis.1 é punito con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica al candidato che, avendo diretta conoscenza della condizione di sottoposto in via definitiva alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, richiede al medesimo di svolgere le attività di propaganda elettorale previste dal citato comma 5-bis.1 e se ne avvale concretamente. L'esistenza del fatto deve risultare anche da prove diverse dalle dichiarazioni del soggetto sottoposto alla misura di prevenzione. 26
5-ter. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano anche nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o, ancorché non definitiva, confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale.
La L. 13 ottobre 2010, n. 175 ha disposto (con l'art. 2, comma 1) che "La condanna alla pena della reclusione, anche se conseguente all'applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per il delitto previsto dall'articolo 10, comma 5-bis.2, della legge 31 maggio 1965, n. 575, introdotto dall'articolo 1 della presente legge, comporta l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena detentiva. A tal fine la cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza trasmette copia dell'estratto esecutivo, chiusa in piego sigillato, all'organo o all'ente di appartenenza per l'adozione degli atti di competenza. Nel caso in cui il condannato sia un membro del Parlamento, la Camera di appartenenza adotta le conseguenti determinazioni secondo le norme del proprio regolamento".
GIUDIZIO PENALE ED INFORMATIVA PREFETTIZIA - LIMITI
A fronte di un accertamento del giudice penale tale, addirittura, da ritenere l’accusa neppure sostenibile in giudizio, le informazioni prefettizie interdittive alla partecipazione ad una gara d'appalto per presunto collegamento con organizzazioni criminali, sono da ritenersi di scarso significato. E’ ben vero che il giudizio penale, anche quando nettamente formulato in senso contrario, non esclude che l’Amministrazione possa individuare elementi di sospetto a carico dell’interessato, ma questa ha il dovere di motivare con il massimo rigore la sua valutazione sul pericolo di condizionamento mafioso.
INFORMATIVA PREFETTIZIA - REVOCA SUBAPPALTO
La legge delega 17.1.1994, n. 47, cui fa richiamo il D.Lgs. n. 490/94, pone fra i principi e criteri direttivi (art. 1, comma 1, lettera d) la previsione dell’obbligo di inibitoria anzidetto non solo nei confronti di coloro che fossero incorsi nelle cause di decadenza o di divieto, di cui all’art. 10 della legge n. 575/1965, ma anche – appunto – in presenza di "tentativi di infiltrazione mafiosa nelle societa' o imprese interessate". La tipologia di accertamenti, attraverso la quale puo' essere individuata una fattispecie di cosi' difficile e delicata determinazione, risulta meglio specificata negli articoli 2 bis e 3 quater della legge n. 575/1965, come successivamente modificata ed integrata, nonche' nell’art. 10 del regolamento in materia di informazioni antimafia, approvato con D.P.R. 3.6.1998, n. 252: norme, quelle appena indicate, che concordemente riconducono la possibile individuazione delle circostanze, giustificative dei provvedimenti cautelativi di cui trattasi, anche alla sussistenza di un giudizio pendente o di condanna non definitiva, o di mera proposta di applicazione di una misura di prevenzione (cfr., in particolare, art. 3 quater L. 575/1965 e art. 10, comma 7, lettere a e b D.P.R. n. 252/1998 cit.).
Nel caso di specie, l’informativa prefettizia contestata non appare dunque illogica, ne' frutto di qualsivoglia travisamento, sussistendo a carico del socio accomandatario della societa' appellante una procedura, non ancora conclusa, per l’applicazione di misure di prevenzione ed essendo tale circostanza, di per se', ostativa per preciso dettato normativo di una certificazione favorevole (ferma restando l’esigenza di una pronuncia dell’Autorita' giudiziaria, ma senza che, in mancanza della medesima, la procedura in corso potesse considerarsi "tamquam non esset").
Anche la positiva conclusione, per l’imputato, del giudizio in precedenza avviato per estorsione continuata aggravata non escludeva, nella situazione in esame, ulteriori elementi indiziari: è vero infatti che, come sottolineato nella sentenza appellata, risultava gia' intervenuta – alla data dell’informativa – sentenza di assoluzione "perche' il fatto non sussiste"; sembra appena il caso di ricordare, tuttavia, che con tale formula – conforme all’art. 530 cod. proc. pen. – il Giudice penale assolve non solo quando abbia maturato il convincimento dell’innocenza dell’imputato, ma anche quando le prove a carico del medesimo siano ritenute insufficienti. Se, d’altra parte, la vecchia formula dell’assoluzione per insufficienza di prove è stata ritenuta non rispondente a moderne regole di garanzia ed al principio "in dubio pro reo", bisogna anche ammettere che le attuali formule assolutorie non escludano in radice fattori presuntivi di coinvolgimento in ambienti criminali, fattori insufficienti per la condanna, ma non anche per l’applicazione di misure preventive come quelle di cui si discute. Significativamente, pertanto, nella situazione in esame la Prefettura aveva allegato alla propria informativa copia della sentenza, con cui il soggetto veniva in effetti assolto, ma per circostanze concretizzanti il mancato raggiungimento della prova e, ai fini extra-penalistici dei provvedimenti preventivi antimafia, tali da non dissolvere gli elementi indiziari a carico del medesimo.
Nel caso di specie, è legittima la revoca di un subappalto, a seguito di un’informativa prefettizia che attesta a carico di un soggetto una procedura, non ancora conclusa, per l’applicazione di misure di prevenzione, anche qualora sia intervenuta, a vantaggio del soggetto, una sentenza di assoluzione "perche' il fatto non sussiste" per insufficienza di prove.
REQUISITI MORALI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE GARE
Come rilevato dall’Autorità nella determinazione n. 13/2003, ai sensi dell’articolo 10, comma 5 ter, della legge n. 575/1965, l’incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione si determina anche per effetto di sentenze non definitive, confermate in grado di appello per uno dei delitti di cui all’articolo 51, comma 3 bis, c.p.p.
Oggetto: Istanza di parere ai sensi dell’art.6, comma 7, lett. n) del d.l.vo n.163/2006 e s.m.i.
E' senz’altro possibile comprovare a mezzo di dichiarazione sostitutiva la iscrizione presso la CCIAA, ma non certo le risultanze contenutistiche delle iscrizioni presso tali Enti, rivenienti da informazioni (peraltro riservate) promananti da fonti eteronome esclusive: nella specie contenute nel sistema informativo della Prefettura, dato che si trattava del nulla-osta ai fini dell’art. 10 legge 31 maggio 1965 n. 575 e succ. mod. in base al collegamento telematico con il sistema informativo della Prefettura.