Source: https://financialclab.blog/2017/04/24/il-sostegno-allinternazionalizzazione-di-simest/
Timestamp: 2019-02-18 16:51:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1']

IL SOSTEGNO ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DI SIMEST – Il blog sulla finanza agevolata
di financialclab 24 aprile 20179:42 24 aprile 2017
IL SOSTEGNO ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE DI SIMEST
Per le imprese italiane l’internazionalizzazione costituisce oggi una via obbligata per acquisire un vantaggio competitivo duraturo ed è pertanto fondamentale progettare ed attuare una strategia individuando le modalità ottimali di entrata nei mercati esteri.
Lo Stato ha avviato un regime di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane a partire dalla Legge Ossola (L. 227/77), cui fece seguito la L. 394/81 in cui era previsto il finanziamento a tasso agevolato per la realizzazione di programmi di penetrazione commerciale volti a costituire insediamenti durevoli in Paesi non membri dell’Ue, attraverso un fondo rotativo permanente. Il sostegno agli investimenti italiani all’estero avviene più tardi, quando la necessità di presenziare i mercati esteri diventa un’esigenza di una grande quantità di aziende, in particolare piccole e medie (PMI).
Tra gli strumenti a livello nazionale uno dei contenitori più interessanti è costituito da Simest[1], società finanziaria controllata dal Governo, che si occupa dello sviluppo e della promozione delle imprese italiane all’estero, in particolare tramite due linee: la promozione e il sostegno degli investimenti all’estero e, appunto, la gestione delle agevolazioni (nella forma di contributi e finanziamenti), per lo sviluppo degli scambi commerciali e dei processi di internazionalizzazione.
Uno dei fondi cui Simest attinge per le proprie funzioni è il fondo rotativo ex art. 2 L. 394/81, che finanzia a tasso agevolato alcune leggi, riformulate dall’art. 6 D.L. 112/08 poi convertito dalla L. 133/08. Il nuovo strumento, che riferisce all’art. 6 della L. 133/08 tra l’altro, aveva riformulato la L. 394/81 per la penetrazione commerciale e l’art. 22 D. Lgs 143/98 per il finanziamento degli studi di fattibilità e dell’assistenza tecnica.
Gli ambiti di intervento, in relazione alle fasi di sviluppo dell’impresa all’estero, sono i seguenti:
finanziamento di programmi di inserimento sui mercati esteri;
finanziamento di interventi a favore delle PMI esportatrici;
finanziamento per la prima partecipazione a fiere e mostre;
sostegno ai crediti all’esportazione di beni di investimento prodotti in Italia;
finanziamento di studi di fattibilità ed i programmi di assistenza tecnica collegati ad investimenti;
assistenza finanziaria, legale e societaria relativa a progetti di investimento all’estero.
partecipazioni al capitale di imprese UE, extra UE e fondi di venture capital.
In questa sede ci occuperemo degli strumenti di sostegno alle imprese nelle fasi di inserimento sui mercati esteri (extra UE) e di successivo consolidamento finanziario.
PROGRAMMI DI INSERIMENTO SUI MERCATI EXTRA UE (L. 133/08, ART. 6, COMMA 2, LETTERA A)
La finalità del finanziamento è quella di agevolare il lancio e la diffusione di nuovi prodotti e servizi ovvero l’acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi già esistenti, attraverso l’utilizzo di strutture permanenti.
I beneficiari sono le imprese italiane aventi sede legale in Italia di tutte le dimensioni, in forma singola o aggregata. Non possono essere finanziate le imprese operanti nei settori di attività esclusi ai sensi dell’art. 1 del regolamento UE n. 1407/2013 (“de minimis”).
Le iniziative finanziabili riguardano programmi di investimento per la realizzazione di strutture stabili quali un ufficio, show room, negozio o corner, in un solo Paese extra UE di destinazione e massimo due Paesi di proiezione situati nella stessa area geografica.
In particolare il programma deve riguardare beni e/o servizi prodotti in Italia, beni e/o servizi non prodotti in Italia ma comunque distribuiti con il marchio di imprese italiane.
Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo delle spese, nei limiti di quanto consentito dall’applicazione della normativa comunitaria “de minimis” ed entro il limite di esposizione verso il Fondo 394, che è il 35% dei ricavi medi dell’ultimo triennio.
La durata complessiva è di 6 anni, di cui 2 di preammortamento. Il tasso di interesse del finanziamento agevolato è fisso per tutta la durata del finanziamento e pari al 10% del tasso di riferimento di cui alla normativa comunitaria, con limite a zero.
fideiussione bancaria o assicurativa;
cash collateral costituito in pegno (assegni, titoli di Stato, depositi bancari, ecc.);
Per le PMI l’importo garantito potrà variare tra il 20% e il 100% del finanziamento a valere sul Fondo 394/81; per le imprese a “media capitalizzazione”[2] l’importo garantito potrà variare tra il 20% e il 100% del finanziamento a valere sul Fondo 394/81.
L’impresa presenta la richiesta di finanziamento a SIMEST; al termine dell’istruttoria la richiesta di finanziamento è sottoposta al Comitato Agevolazioni, sulla base di un criterio cronologico, entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Il Comitato delibera in merito alla concessione del finanziamento ed alle relative garanzie. A seguito della delibera e della stipula del contratto di finanziamento, SIMEST assume le garanzie e procede alle erogazioni.
Riportiamo di seguito la sintesi dei criteri di ammissibilità ed i quadri cauzionali previsti dalla normativa per questo strumento.
Lo strumento può beneficiare dell’intervento del Fondo per la Crescita Sostenibile, che consente di ridurre le garanzie necessarie per accedere al finanziamento. Le risorse di tale Fondo possono finanziare una quota dell’intervento non assistita da garanzia. La restante quota, a valere sul Fondo 394/81, è garantita secondo i criteri indicati nella relativa Circolare SIMEST. L’imputazione del finanziamento ai due Fondi avviene in base alla classe di scoring.
Il secondo strumento, come anticipato, intende sostenere il consolidamento finanziario delle imprese esportatrici.
PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE PMI ESPORTATRICI (L. 133/08, ART. 6, COMMA 2, LETTERA C)
La finalità del finanziamento è quella di stimolare, migliorare e salvaguardare la solidità patrimoniale delle PMI esportatrici, per accrescere la loro capacità competitiva sui mercati esteri.
I beneficiari del finanziamento sono tutte le PMI aventi sede legale in Italia, che abbiano realizzato in ciascuno dei tre esercizi finanziari precedenti la presentazione della domanda, un fatturato estero pari, in media, ad almeno il 35% del fatturato aziendale totale. Dopo l’erogazione, e fino alla data di chiusura del bilancio esaminato per la verifica, le imprese hanno l’obbligo di mantenere la forma di società di capitali, pena l’eventuale revoca del finanziamento stesso.
L’impresa già beneficiaria di un finanziamento per la Patrimonializzazione, può richiedere un nuovo finanziamento solo dopo aver interamente rimborsato il precedente.
Non possono essere finanziate le imprese operanti nei settori di attività esclusi ai sensi dell’art. 1 del regolamento UE n. 1407/2013.
L’importo massimo finanziabile è di € 400.000, calcolato nel limite del 25% del patrimonio netto dell’impresa richiedente, nel rispetto della normativa comunitaria “de minimis” ed entro il limite di esposizione verso il Fondo 394 (35% dei ricavi medi dell’ultimo triennio).
Ai fini del finanziamento è individuato un livello di solidità patrimoniale di riferimento (“livello soglia”), costituito dal rapporto tra patrimonio netto ed attività immobilizzate nette.
Il livello soglia è posto uguale a 0,65 per le imprese industriali/manifatturiere e ad 1,00 per le imprese commerciali/di servizi. Tale livello è calcolato sull’ultimo bilancio approvato dall’impresa prima dell’esame della domanda di finanziamento ed è definito “livello d’ingresso”. L’impresa può presentare domanda qualunque sia il suo livello d’ingresso rispetto al livello soglia (inferiore, uguale o superiore).
Gli obiettivi del finanziamento sono quelli di:
raggiungere o superare il livello soglia, qualora dall’ultimo bilancio approvato il livello di ingresso risulti inferiore al livello soglia stesso;
Le condizioni del finanziamento prevedono che, nel caso in cui l’impresa presenti un livello di ingresso uguale o superiore al livello soglia di 0,65 e di 1,00, il Comitato Agevolazioni, sulla base di criteri connessi alla consistenza patrimoniale, finanziaria ed organizzativa del richiedente, possa valutare se chiedere l’eventuale rilascio di garanzia e la relativa misura.
L’impresa presenta la richiesta di finanziamento a SIMEST; al termine dell’istruttoria, la richiesta di finanziamento è sottoposta al Comitato Agevolazioni, sulla base di un criterio cronologico, entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Il Comitato delibera in merito alla concessione del finanziamento ed alle relative garanzie. A seguito della delibera e della stipula del contratto di finanziamento, SIMEST provvede all’assunzione delle garanzie ed all’unica erogazione.
L’erogazione del 100% del finanziamento concesso avviene in un’unica tranche successivamente alla stipula del contratto di finanziamento.
Il rimborso del finanziamento avviene con le seguenti modalità:
prima fase: erogazione e preammortamento. Decorre dalla data di erogazione del finanziamento e termina alla fine del primo o del secondo esercizio intero successivo alla suddetta in base alla richiesta dell’impresa da indicare nel modulo di domanda. Al termine di tale fase, SIMEST verifica il bilancio relativo al suddetto esercizio ai fini del calcolo del livello di solidità patrimoniale, senza considerare, nelle immobilizzazioni nette, gli incrementi di immobilizzazioni relativi a nuovi investimenti effettuati nel periodo di preammortamento.
Seconda fase: fase di rimborso.
Ipotesi a: imprese che al termine della prima fase hanno rispettato il loro obiettivo, migliorando il proprio livello di ingresso, fino a raggiungere/superare il livello soglia, o mantenendolo/superandolo, se già uguale o superiore al livello soglia.
La fideiussione eventualmente acquisita, viene svincolata ed il rimborso avviene in 5 anni ad un tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento (con limite a zero).
ipotesi b: imprese che al termine della prima fase non hanno raggiunto il livello soglia, o, pur rispettando il livello soglia, registrano una flessione.
fideiussione bancaria, assicurativa o equivalente;
cash collateral costituito in pegno (assegni, titoli di Stato, depositi bancari, ecc.).
Lo strumento può beneficiare dell’intervento del Fondo per la Crescita Sostenibile, che consente di ridurre le garanzie necessarie per accedere al finanziamento. Le risorse di tale Fondo possono finanziare una quota dell’intervento non assistita da garanzia.
La restante quota, a valere sul Fondo 394/81, è garantita secondo i criteri indicati nella relativa Circolare SIMEST. L’imputazione del finanziamento ai due Fondi avviene in base alla classe di scoring.
Una Società a responsabilità limitata operante nel settore oil & gas con forte presenza all’estero intende avvalersi dello strumento previsto da SIMEST per la patrimonializzazione.
Il livello di solidità è superiore alla soglia minima prevista e si attesta a 0,9.
Sulla base degli indici valutati, SIMEST assegna una classe di merito pari ad “A2”.
L’impresa potrà quindi richiedere un finanziamento pari ad € 400.000 adeguato al limite del 25% del patrimonio netto ed a fronte di una garanzia del 30% circa dell’importo.
Per le due misure sopra descritte le istanze di finanziamento per tutte le misure devono essere presentate su un nuovo Portale accessibile dal sito SIMEST, grazie al quale l’impresa potrà anche gestire i finanziamenti eventualmente già in corso.
La programmazione di una proposta passa anche attraverso ad un’adeguata valutazione tecnica per individuare lo strumento più idoneo in funzione delle esigenze. È inoltre importante un’indagine economico – finanziaria per avere indicazioni sull’accesso al finanziamento e sulle relative condizioni di base.
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