Source: https://www.avvocatopenaledroga.com/reato-tributario-novara-avvocati-penalisti.html
Timestamp: 2019-05-25 03:45:09+00:00
Document Index: 144197216

Matched Legal Cases: ['art. 378', 'art. 379', 'art. 110', 'art. 378', 'art. 378', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 378']

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reato di favoreggiamento-Siffatto illecito viene compiuto quando colui che agisce offre aiuto ad un altro individuo che precedentemente ha compiuto un illecito per schivare o sottrarsi alle indagini investigative della polizia giudiziaria. Siffatto comportamento può applicarsi sia dando informazioni false all autorità giudiziaria, sia tenendo nascosta la persona ricercata.
Il reato di favoreggiamento prevede l antecedente commissione di un reato per il quale la legislazione prevede la condanna dell arresto o del carcere a vita; colui che aiuta non deve concorrere nella commissione del sopraindicato reato.
L ultimo comma del 378 ha previsto poi che neanche chi è aiutato è colpevole di siffatto reato, per cui ci si è domandati a quale individuo applicare la colpevolezza del suddetto reato e per quale motivo. Materia dottrinale e Disciplina giurisprudenziale appaiono divise. Siffatto illecito non esiste nel caso di concorso nell illecito di base. Il favoreggiamento si configura in:
a) favoreggiamento personale (art. 378 c.p.) con propria sussistenza, circostanze e presupposti;
b) favoreggiamento reale (art. 379 c.p.). Il possesso di stupefacenti. a) finalizzazione del comportamento soltanto all attività di spaccio. b) possesso personale
Il concorso nel possesso ed il favoreggiamento a livello generale – conclusioni -
a) l autonomia dei due casi
La provvedimento giurisdizionale del Giudice Monocratico del Tribunale di Catania, reso integralmente in calce è assolutamente rilevante e fondamentale per cercare di concretizzare un preciso ed effettivo dibattimento sia da un punto di vista dottrinale, che da un punto di vista giurisprudenziale, in base alla esigenza di evidenziare e specificare, con grande attenzione rispetto agli anni passati, i reali parametri e contenuti sia fattivi che a livello giuridico del comportamento di chi viene implicato in circostanze relative alla trasgressione di normative sulle sostanze stupefacenti e sia a torto ritenuto intraneus nel rapporto concorsuale istituito ex art. 110 c.p. .
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Trattasi, dunque, di accertare con rigidità e senza assecondare a mendace garantismo (o buonismo) di atteggiamento, se la risoluzione fino ad ora applicata con grande riguardo dalla dottrina giurisprudenziale[1] (e da buona parte della disciplina)[2] e che consiste nell imputare a chi agisce una colpevolezza di concorso interno, possa adottarsi per gli illeciti riguardanti le sostanze stupefacenti o debba lasciare la strada a nuove interpretazioni, simili a quelle stabilite dal Tribunale di Catania.
Mettendo da parte, forse la mia passione, sin da adesso anticipo la mia convinzione, che si prevede di superare necessariamente la concezione giurisprudenziale finora applicata, allo scopo di valutare precisamente un comportamento da cui possano scaturire requisiti di fondamentale specificità. Di seguito si cercherà di chiarire in maniera articolata siffatto parere.
2. La forma del favoreggiamento a livello generale
a) Il favoreggiamento personale (art. 378 c.p.). L art. 378 del codice sostanziale punisce una condotta adottata con lo scopo di ostacolare la normale conduzione da parte delle Autorità penali o, tuttavia, di indagini su una persona sospettata di essere l artefice di un illecito concretamente compiuto[3]. Siffatta indicazione è rilevante, previsto che l avvenuta commissione di un illecito (reato o contravvenzione) è il presupposto indispensabile e da cui non si può prescindere per includere il favoreggiamento, pure con la mancanza di un presupposto di perseguibilità nei confronti dell illecito supposto[4].
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La condannabilità del favoreggiamento, illecito di rischio a carattere istantaneo[5], dunque, oltre al menzionato presupposto fattuale, è legata all accertamento del comportamento-illecito, che si realizza al momento del messo in atto aiuto illegittimo. Nella tipologia, commissione e attuazione, azioni ontologicamente e per natura quasi sempre tra loro differenti e separate, in realtà, corrispondono in maniera speculare, ammesso che non sia indispensabile il raggiungimento concreto della finalità perseguita[6]. Le indicazioni anticipate dovrebbero portare – per logicità – a stabilire l improponibilità della idea della esistenza del tentativo.
Questo non è, mentre, poiché il tentativo è, per concorde opinione della dottrina giurisprudenziale accettato. L idea che motiva l adozione dell istituto, in merito all art. 56 c.p., nella determinata forma di illecito proviene dal concetto della frazionabilità[7] dell excursus in base alla condotta del favoreggiatore.
La succitata opinione, anche se ammessa dalla disciplina maggioritaria e da quella giurisprudenziale, tuttavia, non appare convincente, poiché è molto complicato fare una distinzione tra indagini preliminari preparatorie, non capaci di avere importanza a livello penale e quelle indagini, mentre, idonee stabilite dall art. 56 c.p., in materia di tentativo perseguibile. Se, difatti, è veritiero che l in sé del tentativo sta nella totale impossibilità da parte di chi agisce di condurre l attività di depistaggio e di schivare le indagini investigative e di ricerca, in merito a motivazioni che non dipendono dalla propria volontà, è, inoltre, veritiero che siffatto impianto favorisce proprio il presupposto di quel conseguimento del fine, che, mentre, da numerosi critici non viene ritenuto del tutto fondamentale (V. nota sub 6).
L elemento contraddittorio, dunque, si manifesta palesemente, ammesso che individuare l ammissibilità del tentativo, comporterebbe, in realtà, modificare del tutto il carattere dell illecito in esame da rischio in evento. È utile fare un esempio per comprendere meglio ciò che si sostiene. Si faccia riferimento soltanto al caso in cui un individuo si metta a ricercare un immobile (senza trovarlo) da mettere a disposizione di un soggetto inseguito dalle polizia, per non permettere di catturarlo.
Come si può asserire che evidenziare siffatto comportamento, di per sé, può risultare integrante un tentativo perseguibile di favoreggiamento? In che modo si può, dunque, riconoscere il mancato conseguimento del reato fine, per l accertamento di un evento che prescinde dall intenzione dell artefice? Ugualmente non si può, dunque, sostenere che siffatto comportamento concretizzi la tipologia regolamentare di cui all art. 378 c.p., in merito al delitto perfetto.
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Va, poi, evidenziato che il medesimo S.C., col tempo, ha manifestato molti dubbi sulla risoluzione della problematica de quo, ove, ha rinviato all autorità giudiziaria competente la verifica in merito alla giusta applicazione a livello giuridico, in merito ad indagini preparatorie non punibili, tentativo o illecito consumato dell applicarsi nel trovare una abitazione che possa dare rifugio ad una persona ricercata, situazione illustrata precedentemente[8].