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Timestamp: 2016-10-25 15:38:30+00:00
Document Index: 11042961

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art.\n10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 99', 'art. 2', 'art. 17']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 197 del 30.07.2009
Prestazioni rese da un chiropratico - esenzione ai fini dell'Iva - art. 10,
n. 18, del D.P.R. n. 633 del 1972
L'istante, dottore in chiropratica con titolo conseguito negli Stati
Uniti, fa presente di aver sempre assoggettato ad Iva le prestazioni rese nell'ambito della propria
attività, stante il mancato riconoscimento in
Italia della chiropratica come professione sanitaria.
La legge finanziaria per il 2008 ha previsto però l'istituzione, presso
il Ministero della Salute, del registro dei dottori in chiropratica,
stabilendo che possono iscriversi a detto registro solo coloro che sono in
possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente.
Al riguardo, l'istante chiede di sapere se le prestazioni rese dai
chiropratici iscritti al predetto albo possano beneficiare dell'esenzione
dall'Iva di cui all'art. 10, n. 18, del D.P.R. n. 633 del 1972 come
L'istante ritiene che le prestazioni rese da un dottore in chiropratica
in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente rientrino tra le prestazioni sanitarie esenti di cui all'art.
10, comma 18, del D.P.R. n. 633 del 1972.
L'art. 10, n. 18, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, prevede
l'esenzione dall'Iva per "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti
sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265,
e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della
Sanità, di concerto con il Ministro delle Finanze".
In relazione all'individuazione delle prestazioni sanitarie esenti
dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, l'art. 1 del decreto 17 maggio 2002 emanato dal Ministro della Salute di concerto con il Ministro
dell'Economia e delle Finanze, dispone che, oltre alle prestazioni fornite dagli esercenti una professione sanitaria o un'arte ausiliaria delle
professioni sanitarie indicate all'art. 99 del testo unico delle leggi
sanitarie, sono esenti dall'Iva anche le prestazioni rese "da:
b) gli esercenti la professione sanitaria di odontoiatra di cui alla
legge 24 luglio 1985, n. 409;
c) gli operatori abilitati all'esercizio delle professioni elencate
nel decreto ministeriale 29 marzo 2001 che eseguono una
prestazione sanitaria prevista dai decreti ministeriali di
individuazione dei rispettivi profili".
Per quanto concerne la fattispecie in esame, relativa alle prestazioni
rese dai chiropratici, l'art. 2, comma 355, della legge 24 dicembre 2007, n.
244 (legge finanziaria per il 2008), ha previsto che "è istituito presso il
Ministero della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei
dottori in chiropratica. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a
coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in
chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista
sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi
della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o
convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento. Il regolamento di attuazione
del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, dal Ministro della Salute".
La disposizione, pur inquadrando il chiropratico tra i professionisti
sanitari di grado primario, rinvia però ad un decreto attuativo del Ministero della Salute per l'individuazione delle competenze di tale figura
professionale, che, ad oggi, non risulta ancora emanato.
Al riguardo, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali, in risposta ad un'istanza del Sindacato Italiano dei Medici di
Medicina Manuale (SIMeMM), ha chiarito che la disposizione prevista dalla
legge finanziaria per il 2008 "pur individuando il registro dei dottori in chiropratica, non ne disciplina le attribuzioni rinviando ad atti successivi
la regolamentazione del relativo profilo professionale. Detti atti risultano
indispensabili ai fini della possibilità di esercitare concretamente detta
professione. Inoltre, poiché allo stato attuale non sono attivi i corsi di
laurea magistrale in chiropratica, non è possibile, al momento, individuare i titoli equipollenti" (la nota, del 30 ottobre 2008,
è disponibile sul
sito del SIMeMM).
In assenza del regolamento di attuazione che individui il profilo
professionale del dottore in chiropratica e l'ordinamento didattico per conseguire il relativo titolo di professionista sanitario di primo grado, le
prestazioni fornite dai chiropratici secondo l'ordinamento italiano non possono essere comprese tra le prestazioni sanitarie e continuano pertanto a
scontare l'Iva nella misura ordinaria del venti per cento.