Source: http://www.ildirittoamministrativo.net/il-decreto-brunetta-ed-il-ciclo-della-performance.htm
Timestamp: 2017-04-25 06:49:43+00:00
Document Index: 84814099

Matched Legal Cases: ['art. 40', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 34', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 16', 'art. 16']

Novità del decreto Brunetta
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premialità e merito nel decreto Brunetta il decreto Brunetta (testo) Il D.Lgs. n. 150 del 2009 ha accresciuto le competenze dei dirigenti e l'esclusività delle stesse allargando la forbice tra il plesso politico ed il plesso amministrativo. In particolare l'art. 40 del decreto ha modificato in più parti l'art. 19 del D.Lgs. n. 165 del 2001 individuando particolari requisiti di professionalità per il conseguimento dell'incarico dirigenziale. Viene previsto che, in via convenzionale con soggetti non incardinati nella PA, possano essere conferiti il 10% degli incarichi di direttore generale delle amministrazioni dello Stato sul numero complessivo risultante in pianta organica e l'8% degli incarichi dirigenziali sul numero complessivo risultante in pianta organica. L'art. 19, come modificato dal D.Lgs. n. 150 del 2009, prevede che il conferimento dell'incarico a dirigenti esterni alla PA non può avere luogo senza aver preventivamente verificato la disponibilità di dirigenti con analoghe competenze all'interno della PA (si pone al riguardo la questione se il riferimento sia solo ai ruoli di dirigente o a tutti i dipendenti della PA che possano, dunque, essere destinatari del provvedimento di conferimento dell'incarico dirigenziale con preferenza rispetto al conferimento esterno; un argomento contrario sembrerebbe doversi desumere dall'art. 24 del D.Lgs. n 150 del 2009 dove si prevede che la progressione di carriera avvenga tramite concorsi).
Il D.Lgs. n. 150 del 2009 ha, poi, con l'art. 34, modificato il comma 2 dell'art. 5 disciplinando il conferimento degli incarichi non dirigenziali da parte del dirigente all'interno dell'ufficio di competenza; si pone, al riguardo, la questione se tale conferimento (il cd ordine di servizio) debba avvenire per iscritto. L'art. 19 che introduce le fasce ed il meccanismo premiale dovrebbe implicitamente richiedere che le competenze siano fissate in forma scritta onde verificare risultati raggiunti.
Passando all'esame del rapporto di lavoro contrattualizzato alle dipendenze della PA, occorre precisare come l'art. 2 comma 2 del D.Lgs. n. 165 del 2001 sia stato profondamente innovato dall'art. 33 del D.Lgs. n. 150 del 2009. Detta norma ha comportato la modificazione delle fonti di disciplina del rapporto di lavoro alle dipendenze della PA nel senso che, mentre nell'originario disegno legislativo, la materia del rapporto di lavoro alle dipendenze della PA era stata deregolamentata in favore dei contratti collettivi che avrebbero avuto il compito di disciplinare il rapporto di lavoro, senza la possibilità, da parte di fonti legislative successive, di modificare l'assetto contrattualmente stabilito, all'esito delle modifiche apportate la situazione risulta essere esattamente capovolta, in quanto, ora, è proprio la derogabilità da parte della fonte contrattuale che deve essere espressamente prevista. Il rapprto tra le fonti viene, dunque, invertito dalla Legge n 15 del 2009 e dal successivo D.Lgs. n. 150 del 2009 in quanto la deregolamentazione dovrà essere prevista espressamente dalla fonte primaria, per specifiche materie e dovrà essere di volta in volta rinnovata. Un esempio del nuovo corso è proprio contenuto nel D.Lgs. n. 150 del 2009 dove viene disciplinata con fonte primaria la procedura disciplinare. C'è dunque un capovolgimento del sistema delle fonti.
Nuovo art. 2 del D.Lgs. n. 165 del 2001
Agli artt. 4 e ss il D.Lgs. n. 150 del 2009 disciplina il ciclo di gestione della performance; essa viene misurata da organi a ciò preposti ed è motivo, per la PA, per poter bandire nuovi concorsi mentre, per i dirigenti, è motivo per il mancato rinnovo degli incarichi. Ciclo di gestione della performance
Nell'ambito della performance entra in gioco anche la trasparenza; si ricorda, al riguardo, che, con il concetto di trasparenza, occorre, oggi, riferirsi, a diversi ambiti disciplinari. Il primo è quello comunitario ed è funzionale alla garanzia delle pari opportunità nell'accesso al mondo amministrativo. Il secondo ambito della trasparenza è quello relativo all'accesso ai documenti amministrativi. Il terzo ambito è quello della conoscenza del ciclo della performance della PA; è, al riguardo, garantita la conoscibilità totale dei risultati dell'attività di valutazione e verificazione svolta dagli organi a ciò preposti. La legge n 15 del 2009 ha modificato l'art. 1 del D.Lgs. n 196 del 2003 precisando che le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza.
L'art. 11 del D.Lgs. n. 150 del 2009 che disciplina analiticamente gli ambiti del ciclo della performance che debbono improntarsi al principio della trasparenza stabilisce anche che la trasparenza è diritto che attiene ai livelli essenziali delle prestazioni. Trasparenza
L'art. 16 stabilisce l'applicabilità delle norme relative al ciclo della performance agli enti territoriali ed agli enti del servizio sanitario nazionale;le disposizioni sulla trasparenza di cui agli artt. 11 commi 1 e 3 si applicano direttamente mentre, con riferimento al ciclo della performance, gli enti locali devono adattare i propri ordinamenti ai principi del D.Lgs n 150 del 2009; peraltro, ove gli enti di cui all'art. 16 non abbiano adeguato i propri ordinamenti al ciclo della performance entro il 31.12.2010, si applicheranno le norme puntuali di cui al D.Lgs. n. 150 del 2009 sul ciclo della performance sino a quando non interverrà l'adeguamento.