Source: https://renatodisa.com/2017/05/24/corte-di-cassazione-sezione-vi-civile-ordinanza-22-maggio-2017-n-12842/
Timestamp: 2017-06-26 17:16:20+00:00
Document Index: 105322290

Matched Legal Cases: ['art. 2048', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 360', 'art. 1218', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 maggio 2017, n. 12842 – Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza 22 maggio 2017, n. 12842	By Avv. Renato D'Isa on 24 maggio 2017	• ( Lascia un commento )
In tema di responsabilità civile di maestri e precettori, per superare la presunzione di responsabilità a loro carico di cui all’art. 2048 c.c. recante «Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte», è necessario che questi dimostrino di aver esercitato la dovuta vigilanza sugli alunni, anche in virtù del carattere imprevedibile e repentino dell’azione dannosa
ordinanza 22 maggio 2017, n. 12842
Fatti di causa 1. M.P.A., nella qualità di genitore del figlio minore N., convenne in giudizio, davanti al Tribunale di Milano, il Ministero dell’istruzione, l’Istituto comprensivo (omissis), l’AIG Europe Limited ed il Comune di Milano, chiedendo il risarcimento dei danni conseguenti all’incidente scolastico capitato al figlio nel cortile della scuola, a causa dell’urto contro le sporgenze metalliche esistenti su di un palo.
Ragioni della decisione 1. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 3), cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell’art. 115 cod. proc. civ.; con il secondo, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 3), cod. proc. civ., violazione e falsa applicazione dell’art. 1218 del codice civile.
La Corte d’appello, con un accertamento di fatto non sindacabile in questa sede, ha ricostruito le modalità dell’incidente ed ha affermato che il piccolo N. si era “accucciato accanto ad un palo della luce posto ai margini del cortile, alzandosi repentinamente e girandosi di scatto”, e in tal modo urtando la fronte. La sentenza ha poi accertato che la collocazione e la conformazione del palo dovevano considerarsi del tutto normali in rapporto all’utilizzazione del cortile, che il palo era pienamente visibile e che non era stato dedotto alcun difetto di vigilanza da parte dell’insegnante, sicché il comportamento del tutto imprevedibile del bambino integrava gli estremi del caso fortuito.