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Timestamp: 2020-05-25 11:36:39+00:00
Document Index: 101880709

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 380', 'art. 80', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 80', 'art. 360', 'art. 54']

Sentenza Cassazione Civile n. 19463 del 03/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19463 del 03/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/08/2017, (ud. 06/06/2017, dep.03/08/2017), n. 19463
sul ricorso 19345/2015 proposto da:
SUL LAVORO – C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore della
PIER LUIGI CAPPELLO;
avverso la sentenza n. 224/2015 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
che, con sentenza del 26 febbraio 2015, Corte di appello di Palermo in parziale riforma della decisione del Tribunale di Agrigento, riconosceva a C.S. l’indennizzo in capitale in misura pari all’8% di invalidità permanente derivata a seguito dell’infortunio verificatosi il (OMISSIS) precisando (in motivazione) come nel calcolo del predetto 8% di invalidità permanente erano compresi anche i postumi di un precedente infortunio del 2006 (rectius, 2004);
che per la cassazione di tale decisione propone ricorso l’INAIL affidato a due motivi cui resiste con controricorso il C.;
che l’istituto ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., in cui si insiste per l’accoglimento del ricorso dissentendosi dalla proposta del relatore;
che con il primo motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione del T.U. n. 1124 del 1965, art. 80 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) avendo la Corte di Appello: recepito le errate conclusioni della consulenza tecnica nuovamente disposta in secondo grado che era giunta a determinare un complessivo danno biologico pari all’8% (percentuale ottenuta dal 3% del danno riportato nell’infortunio del (OMISSIS) e dalla considerazione dell’aggravamento dei postumi del precedente infortunio del 2004 – dal 4% al 6% – riconosciuto dall’istituto in sede di revisione nel 2012) laddove non avrebbe dovuto tener conto del suddetto aggravamento perchè dedotto per la prima volta in appello dal C. il quale, nel ricorso introduttivo del giudizio, aveva chiesto la valutazione di una maggiore percentuale di danno esclusivamente per l’infortunio del (OMISSIS); errato nella determinazione della decorrenza del danno complessivo dell’8% condannando l’INAIL a corrispondere l’indennizzo in capitale “con decorrenza ed interessi legali come per legge” senza altro specificare;
che con il secondo motivo viene denunciato omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) per avere la Corte di merito determinato il danno biologico nella misura complessiva dell’8% senza una spiegazione sufficiente e sulla scorta del mero richiamo alle conclusioni della nuova consulenza tecnica espletata;
che il primo motivo è infondato in quanto: nella decisione della Corte di merito non si individua alcuna violazione del T.U. n. 1124 del 1965, art. 80, essendosi proceduto ad una valutazione unitaria dei postumi residuati dalle lesioni del primo infortunio con quelli derivati dal nuovo e le argomentazioni articolate nel motivo più che funzionali alla dedotta censura sembrano evocare la violazione del principio del “chiesto e pronunciato” che, però, non risulta essere stata nè espressamente nè correttamente denunciata (Cass. n. 19124 del 28/09/2015; Cass. n. 17931 del 24/07/2013); la Corte di Appello, nell’individuare la decorrenza dell’indennizzo e degli interessi legali “come per legge” evidentemente ha inteso riferirsi al momento in cui è stata raggiunta la percentuale dell’8%, ovvero dalla visita di revisione con la quale era stato riscontrato l’aggravamento (dal 4% al 6% nel febbraio 2012, circostanza questa menzionata nella consulenza tecnica richiamata in motivazione) dei postumi residuati dal primo infortunio; che il secondo motivo è inammissibile in quanto prospetta il vizio di motivazione insufficiente non più ammissibile ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, così come novellato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, comma 1, lett. b), conv. con modifiche in L. 7 agosto 2012, n. 134, nella interpretazione fornitane dalle Sezioni Unite di questa Corte (SU n. 8053 del 7 aprile 2014);