Source: https://www.periodicimaggioli.it/lavori-beni-culturali/
Timestamp: 2020-07-05 11:30:55+00:00
Document Index: 154300237

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'art. 14', 'art. 147', 'art. 17', 'art. 147', 'art. 18', 'art. 147']

Progettazione ed esecuzione lavori per i beni culturali - Maggioli Editore
Progettazione ed esecuzione lavori per i beni culturali
Il necessario approfondimento normativo nel settore dei beni culturali trova la sua definizione all’interno del d.lgs. 50/2016 (Codice dei contratti) nella parte II, titolo VI, capo III con gli articoli dal 145 al 151 incluso (Appalti nel settore dei beni culturali) e nel successivo decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali n. 154/2017.
Si tratta di un quadro prescrittivo ancora incompleto (mancano ancora le norme di regolazione per la progettazione e la direzione dei lavori in questo ambito e la cui emanazione era prevista 6 mesi dopo la pubblicazione del d.m. 154/2017 (quindi entro il 20 febbraio 2018) e sicuramente destinato a subire ulteriori modifiche e integrazioni che rafforzino norme ed indirizzi della materia.
La progettazione nei beni culturali
Anche per la progettazione dei beni culturali si resta, per ora, allineati alle fasi tradizionali dei vari livelli di tale attività e che comprendono:
1) documento di fattibilità delle alternative progettuali;
2) quadro esigenziale;
3) documento di indirizzo alla progettazione;
4) progetto di fattibilità tecnica economica;
5) progetto definitivo;
6) progetto esecutivo;
oltre alle prime indicazioni contenute negli articoli dal 14 al 21 del d.m. 154/2017 che integrano quanto già disposto sulla progettazione all’interno del d.lgs. 50/2016.
Nel d.m. 154/2017 sono previste, per i beni culturali, alcune specificazioni progettuali integrative rispetto
ai normali livelli di progettazione (per i quali si resta ancora in attesa del decreto infrastrutture non ancora emanato):
art. 147, comma 5, d.lgs. 50/2016 – art. 14, d.m. 154/2017
– relazione programmatica – quadro della conoscenza;
– indagini preliminari;
– scheda tecnica con le caratteristiche, le tecniche di esecuzione e lo stato di conservazione del bene oggetto dell’intervento.
art. 147, c. 5, d.lgs. 50/2016 – art. 17, d.m. 154/2017
– indagini diagnostiche – degrado, metodi di intervento.
art. 147, comma 5, d.lgs. 50/2016 – art. 18, d.m. 154/2017
– deve indicare le esatte metodologie operative;
– specificazione dei materiali da utilizzare e delle esatte metodologie degli interventi;
– da elaborare sulla base di indagini e campionature rese necessarie dalle specificità dell’intervento conservativo;
– include anche il piano di monitoraggio e manutenzione.
Nell’ambito della progettazione per i beni culturali, qualora il RUP accerti l’impossibilità di una definizione puntuale della progettazione esecutiva (impossibilità di svolgere analisi, rilievi adeguati o situazioni definibili solo durante i lavori) può prevedere che il progetto esecutivo venga integrato in corso d’opera (art. 147, comma 5 del Codice). Questa condizione non costituisce un surrogato dell’appalto integrato in quanto l’articolo 14, comma 3 del d.m. 154/2017 ribadisce che l’affidamento dei lavori riguardanti i beni culturali è disposto, di regola, sulla base del progetto esecutivo.
Solo in alcuni casi, quelli elencati dal successivo comma 4 dell’articolo 14 del d.m. 154/2017, è possibile omettere la progettazione esecutiva e questi casi sono:
a) per i lavori non complessi su beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico;
b) sempre per i lavori su beni culturali mobili, qualora il responsabile unico del procedimento, accertata l’impossibilità di svolgere analisi e rilievi esaustivi o comunque sussistano soluzioni determinabili solo in corso d’opera, in questo caso è possibile disporre l’integrazione della progettazione in corso d’opera.