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Timestamp: 2019-11-14 21:19:55+00:00
Document Index: 76928339

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3']

Apprendistato. Nuove modifiche - News 006/2014 - Studio Leandro GuidiStudio Leandro Guidi
Apprendistato. Nuove modifiche – News 006/2014
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Pubblicato il	20 marzo 2014 alle 18:31	da studioguidi / News / 0
Il Governo, con le modifiche introdotte all’art. 2 del D.L. 34/2014 ha inteso liberalizzare l’istituto dell’apprendistato, modificando alcune disposizioni. Le questioni che vanno esaminate riguardano: il piano formativo nell’apprendistato professionalizzante, l’eliminazione delle percentuali di stabilizzazione, il pagamento delle ore di formazione nell’apprendistato per l’acquisizione di una qualifica o di un diploma professionale, e la formazione trasversale e di base offerta dalle Regioni.
Piano formativo nell’apprendistato professionalizzante:
riscrivendo la lettera a) del comma 1 dell’art. 1 del D.L.vo n. 167/2011, il Governo ha affermato che l’obbligo della forma scritta nell’apprendistato c’è soltanto per il contratto ed il patto di prova. E’ stato eliminato quello
relativo al piano formativo individuale relativo alla formazione aziendale che ha, quale origine, il CCNL di riferimento e che deve essere “preparato” dal datore di lavoro entro in trenta giorni successivi all’assunzione. La formulazione adottata fa sì che la formazione effettuata dal giovane, in caso di verifica degli organi di vigilanza e del possibile intervento sanzionatorio ex art., 7 del D.L.vo n. 167/2011, possa essere provata soltanto sulla base di una verifica “nel concreto”, senza necessità di documentazione sottoscritta. Probabilmente, le aziende che sono strutturate e, comunque, che investono nella formazione degli apprendisti, continueranno a redigere e a far sottoscrivere il programma formativo che può essere desunto dai CCNL o approvato dagli Enti bilaterali, come postulato da vari CCNL.
Eliminazione delle percentuali di stabilizzazione:
il Governo, cancellando la lettera i) del comma 1, ed i commi 3-bis e 3- ter dell’art. 2 del D.L.vo n. 167/2011, nonché l’art. 1, comma 19 della legge n. 92/2012, ha eliminato le percentuali di stabilizzazione relative ai rapporti di apprendistato cessati nei 24 mesi antecedenti fissate dalla legge o dai contratti collettivi. La disposizione innovativa non ha toccato il rapporto in percentuale tra qualificati e specializzati, da una parte , e apprendisti che presso i piccoli datori di lavoro resta al 100% per salire a quelli dimensionati dalle dieci unità in su ad un rapporto di 3 a 2.
Il decreto legge elimina quindi l’onere di cui sopra in tutti i casi e pertanto l’assunzione di nuovi apprendisti sarà possibile a prescindere dall’eventuale mancata trasformazione dei precedenti contratti di apprendistato già scaduti. Viene meno, di conseguenza, la norma che prevede che gli apprendisti assunti in violazione dei limiti indicati sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, al di fuori delle previsioni del decreto legislativo n. 167, sin dalla data di costituzione del rapporto (comma 3 bis).Formazione trasversale e di base:
l’art. 4, comma 1, del D.L.vo n. 167/2011 afferma ora che La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilità dell’azienda, può essere integrata (prima c’era scritto “è integrata”) con l’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’azienda, offerta dalle Regioni e finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali.
Così come è scritta la norma sembra togliere l’obbligo della formazione pubblica, ma ciò appare tutto da verificare, atteso che la stessa dizione non appare chiara, potendosi riferire la frase “può essere integrata” anche ad un comportamento della Regione che potrebbe offrire o non offrire la formazione pubblica. Si rendono necessari, quindi, espliciti chiarimenti anche per evitare ricorsi giudiziali o, addirittura, agli organi costituzionali.
Pagamento delle ore di formazione nell’apprendistato di primo livello:
nell’apprendistato per l’acquisizione di una qualifica o di un diploma professionale viene riconosciuta (art. 3, comma 2 – ter del D.L.vo n. 167/2011), in considerazione della componente formativa, “una retribuzione che tenga conto delle ore effettivamente prestate nonché delle ore di formazione nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo”. La disposizione dalla quale si evince che le ore di lavoro effettive sono pagate al 100%, mentre quelle formative al 35%, potrebbe essere foriera di sviluppi (finora tale tipologia è stata pochissimo utilizzata).
Fonte: DTL Modena-Dottrina per il Lavoro
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