Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp?IDCatN=135
Timestamp: 2019-04-22 14:50:35+00:00
Document Index: 51458623

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2043', 'art. 2043', 'art. 21', 'art. 185', 'sentenza ', 'sentenza ']

Il giudice amministrativo: pro e contro alla pregiudiziale del rito del silenzio
La prevalente giurisprudenza amministrativa di primo grado ha optato per la soluzione favorevole all’applicazione della regola della pregiudizialità anche ai casi di danno cagionato da comportamento inerte dell’amministrazione dal momento che occorre la previa declaratoria dell’illegittimità del contegno omissivo tenuto dall’amministrazione. L’azione risarcitoria, in altri termini, non può essere ammissibilmente esperita in difetto del previo svolgimento del giudizio impugnatorio (del silenzio)
Il giudice amministrativo: la pregiudiziale è estranea al risarcimento del danno da silenzio
L’ampliamento delle garanzie riconosciute al privato per effetto dell’eliminazione della diffida, condicio sine qua non per la costituzione delle inadempienze pubblicistiche, consente di sostenere che la mancata attivazione da parte del danneggiato del rimedio tipicamente apprestato dal legislatore per reagire al silenzio della P.A. possa valutarsi non già sul piano processuale, quale ragione di inammissibilità della domanda risarcitoria, ma sotto il profilo del merito, in termini di negligenza
Il giudice amministrativo: danno da omessa ripianificazione delle zone bianche
Il quadro sembra lontano dal trovare un assetto definito. Basti considerare che l’operatività del meccanismo della pregiudiziale amministrativa è stata affermata recentemente dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Suprema Corte in relazione al danno da comportamento omissivo dell’amministrazione per mancata nuova regolamentazione urbanistica dell’area di proprietà del privato istante a seguito della scadenza dei vincoli preordinati all’esproprio o aventi contenuto espropriativo
Giudice amministrativo: termine prescrizionale per il risarcimento dei danni conseguenti a ritardo o inerzia
Escluso, tendenzialmente, che l’azione risarcitoria per danno da silenzio e da ritardo debba essere soggetta al preventivo annullamento di alcun atto e al preventivo vittorioso esperimento del ricorso contro il silenzio, resta il problema di individuare il momento a partire dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione per l’azione di risarcimento, nella consapevolezza che il giudice amministrativo adito per il risarcimento debba, preventivamente, valutare l’effettiva inerzia della PA
Il giudice amministrativo: presupposti per la risarcibilità del danno da ritardo
Secondo una classificazione elaborata in dottrina, il danno da ritardo può essere distinto in 3 sottocategorie: danno derivante da tardiva emanazione di un provvedimento legittimo e favorevole dopo l’annullamento di un precedente atto illegittimo sfavorevole; danno provocato da mera tardività con cui è stato emanato un provvedimento legittimo e sfavorevole; danno derivante da tardiva emanazione di un provvedimento legittimo ma sfavorevole. Secondo la tesi le tre ipotesi sono nettamente distinte
Il maggior danno in caso di ritardo nel pagamento dell’indennizzo espropriativo
Un altro tema molto importante è legato al diritto dell’espropriato al maggior danno in caso di ritardato pagamento dell’indennizzo espropriativo rispetto al momento dell’esproprio. È da rilevare che quello della tempestività del pagamento potrebbe sembrare un criterio di ordine “processuale”, che poco o nulla aggiunge alla garanzia riconosciuta dalla stessa Carta al proprietario espropriato. Al contrario, è un’importante innovazione che prende corpo e sostanza dalla giurisprudenza della CEDU
La genesi del danno da disturbo
La natura rivoluzionaria della svolta giurisprudenziale costituita dall’ormai celeberrima sentenza n. 500/99 della Cassazione è confermata dal fatto che la portata innovativa di una tale pronuncia deve essere, ancora oggi, pienamente analizzata e recepita dagli interpreti del diritto.
Il diritto a non essere “disturbati” nel libero esercizio delle facoltà inerenti ai diritti dominicali
Prima di analizzare i parametri utilizzati dalla giurisprudenza per determinare l’an e il quantum in riferimento alla risarcibilità di una tale tipologia di pregiudizio, occorre interrogarsi sull’esatto inquadramento della tutela del diritto di proprietà e degli altri diritti reali all’interno del sistema amministrativo. Un’indagine che risulta fondamentale proprio per poter compiere con maggior consapevolezza l’analisi sui parametri predetti.
Il danno causato dall’illegittimo annullamento del permesso di costruire
Parte della recente giurisprudenza amministrativa di primo grado ritiene che la situazione concreta che sta alla base di una tale responsabilità possa essere considerata una delle ipotesi nelle quali è configurabile il c.d. contatto sociale tra p.a. e cittadino. Da ciò, l’adozione del modello risarcitorio definito agli artt. 1218 c.c. e seguenti.
Il danno causato dall’illegittimo annullamento del permesso di costruire: l’orientamento prevalente adotta lo schema della responsabilità extracontrattuale
L’orientamento giurisprudenziale dominante, avvallato dal Consiglio di Stato, configura, invece, la responsabilità derivante dall’illegittimo annullamento del titolo abilitativo secondo lo schema strutturale di cui all’art. 2043 c.c. A tal proposito, è utile analizzare la decisione n. 8529, emessa dalla IV sezione del Consiglio di Stato il 21 dicembre 2009.
Danno da disturbo derivante dall’illegittima risoluzione di un rapporto contrattuale instauratosi con la P. A.
Lo schema strutturale adottato dalla giurisprudenza maggioritaria in relazione a tale danno è, anche in questo caso, quello della responsabilità extracontrattuale, sancito all’art. 2043 c.c.
Il possibile «disturbo» derivante dalle violazioni degli obblighi procedimentali
La tipologia di prescrizioni legali in questione, negli ultimi anni, ha subito una notevole dequotazione, prima da parte della giurisprudenza, poi ad opera del legislatore, con l’inserimento dell’art. 21-octies all’interno della L. n. 241/90
La tutela risarcitoria degli interessi procedimentali
In questi casi, il provvedimento ablativo affetto da un vizio formale o procedimentale viene annullato dal giudice e, presumibilmente, la p.a. provvede a riesercitare il proprio potere
Danno da disturbo e danno non patrimoniale
L’articolo predetto era stato concepito dal legislatore del 1942, che certamente non prestava ai danni subiti dalla persona la medesima attenzione riservata ai pregiudizi patrimoniali, come una prescrizione legale da leggersi esclusivamente in correlazione all’art. 185 c.p. .
Configurabilità di un autonomo danno non patrimoniale da disturbo in ambito amministrativo
Tali decisioni appartengono, dunque, a quell’orientamento giurisprudenziale che tende a configurare in maniera autonoma, all’interno dell’ordinamento amministrativo, quello che abbiamo chiamato danno non patrimoniale da disturbo causato dalla condotta della p.a
Il danno da disturbo: tra problemi irrisolti e potenzialità applicative
Si è potuto osservare che l’azione amministrativa, nei casi in cui va illegittimamente o illecitamente a comprimere un diritto o una situazione di vantaggio già presenti nella sfera giuridica del cittadino, può apportare diverse tipologie di disturbo al cittadino stesso, che variano al mutare della concreta fattispecie e dell’interpretazione che di essa fornisce l’operatore del diritto.
Consiglio Stato, sez. VI, 12 marzo 2004 n. 1261
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE sul ricorso (n. 12008/2001 R.G.) proposto da A.A., A.M.G., A.M.A., M.M., M.M., rappresentati e difesi dall’avv. Piero G. Relleva ed elettivamente domiciliati in Roma, Viale Mazzini n. 142; contro il Ministero dei beni culturali e ambientali....
T.A.R. Bari Puglia sez. III, 13 maggio 2009, n. 1139
Con atto notificato e depositato rispettivamente il 5 e 19 settembre del 2008, il ricorrente svolge l’azione risarcitoria di cui in epigrafe. Richiama la sentenza di questo Tribunale, Sez. II, n. 3250 del 10 Sett. 2003 con cui, in accoglimento di suo gravame, venne annullata l’Ordinanza dell’Assessore...
Consiglio Stato sez. IV, 21 dicembre 2009 n. 8529
Il provvedimento in questione, unitamente alla successiva determinazione in data 5 novembre 2004 recante l’ordine di sospensione dei lavori, nonché alla presupposta deliberazione del Consiglio Comunale n. 45 del 2003, veniva impugnato dall’interessata innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma
TAR Sicilia, sez. III, Catania, 8 aprile 2010, n. 1059
La ricorrente allega un pregiudizio “all’immagine” dell’azienda e”al pacifico svolgimento della propria attività”, ed ancora il danno “esistenziale” e alla sfera emotiva e psicologica”.
Cassazione civile sez. un., 23 marzo 2011, n. 6594
Con citazione, notificata in data 20/24.11.2008 XY hanno convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Taranto-Sez. Distaccata di Martina Franca il Comune per sentirli condannare al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata utilizzabilità a fini edificatori di una superficie di terreno di proprietà della società attrice...
Consiglio di Stato, sez. V, 24 febbraio 2011, n. 1195
La sentenza impugnata ha accolto, in parte, il ricorso proposto dall’attuale appellante, per l’annullamento della deliberazione adottata dalla Giunta Regionale della Sardegna, n. 7/12 del 22.2.2005, con la quale era stato sciolto il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Regionale Sarda Trasporti “ARST”, di cui il ricorrente era componente, ed era stato nominato il commissario straordinario, nonché per la condanna dell’amministrazione regionale al risarcimento dei danni derivanti dal provved
Consiglio di Stato, sez. V, 28 maggio 2010, n. 3397
Con avviso pubblico del 21.1.2005, il Dirigente del Settore Attività Produttive del Comune di Taranto indiceva la procedura per l’assegnazione di n. 11 autorizzazioni per l’attività di rivendita esclusiva di giornali e riviste
Consiglio Stato, sez. VI, 8 settembre 2009, n. 5266
La questione sottoposta all’esame del Collegio concerne esclusivamente la quantificazione della pretesa risarcitoria, rapportata alla revoca - ritenuta illegittima in sede giudiziale