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Timestamp: 2018-01-21 03:04:12+00:00
Document Index: 2613378

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﻿ COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Lombardia sez. 1 sentenza n. 1595 depositata il 7 aprile 2017 - Il contribuente è responsabile del pagamento delle imposte anche nell'ipotesi di mancata produzione di documentazione per l'irreperibilità del professionista a cui tale documentazione era stata consegnata - Studio Cerbone
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Lombardia sez. 1 sentenza n. 1595 depositata il 7 aprile 2017 – Il contribuente è responsabile del pagamento delle imposte anche nell’ipotesi di mancata produzione di documentazione per l’irreperibilità del professionista a cui tale documentazione era stata consegnata
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COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Lombardia sez. 1 sentenza n. 1595 depositata il 7 aprile 2017
SANZIONI – Comportamento fraudolento del consulente fiscale – Irrogazione della sanzione – A carico del contribuente – Inapplicabilità.
Il contribuente è responsabile del pagamento delle imposte anche nell’ipotesi di mancata produzione di documentazione per l’irreperibilità del professionista a cui tale documentazione era stata consegnata. Il mero affidamento delle relative incombenze ad un professionista non esime il contribuente dall’assolvere gli obblighi tributari, in quanto tenuto alla vigilanza e al controllo sulla loro effettiva esecuzione. Tuttavia, le sanzioni non sono applicabili al contribuente se tale inosservanza sia dipesa unicamente dal comportamento fraudolento del professionista (Conf. Cass. 17579/2003, 25580/2015 e 11832/2016).
La Commissione tributaria provinciale di Milano accoglieva il ricorso della sig. P. B. avverso la cartella di pagamento per maggior Irpef, oltre interessi e sanzioni, per l’anno 2010, ex art, 36 ter d.p.r. 600/73, recuperando a tassazione le detrazioni spettanti per canoni di locazione di immobili, per contributi perenni versati alle forme pensionistiche complementari e per spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio. La CTP accoglieva il ricorso ritenendo giustificata l’omissione della documentazione stante l’irreperibilità del professionista (cui era stata consegnata al documentazione) nei confronti del quale veniva sporta denuncia penale Proponeva appello davanti alla CTR della Lombardia l’Agenzia delle Entrate affidato a un unico motivo La contribuente non ha svolto attività difensiva.
Con un unico motivo d’ufficio censura la sentenza per l’erronea valutazione dei fatti di causa e delle prove dell’insufficienza della motivazione. Ma, al riguardo rilevato che il contribuente non assolve agli obblighi tributari con il mero affidamento delle relative incombenze ad un professionista, ma è altresì tenuto ad un’attività di vigilanza e controllo sulla loro effettiva esecuzione, sicché la sua responsabilità è esclusa solo in caso di comportamento fraudolento dell’incaricato, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento (Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 25580 del 18/12/2015, Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 11832 del 09/06/2016) Non sono emerse ragioni per dubitare, anche in base alla denuncia presentata, che la mancata produzione della documentazione sia dovuta alla irreperibilità del professionista a cui era stata consegnata. In caso di comportamento del professionista, il contribuente non è esonerato dal pagamento delle imposte dovute, essendo, comunque, responsabile, ai sensi dell’art. 1118 c.c. o 1228 c.c., per la scelta (culpa in eligendo) e il comportamento del professionista (culpa in vigilando) Tuttavia va affermata l’inapplicabilità delle sole sanzioni nel caso in cui l’inosservanza di adempimenti fiscali – sia di natura formale che sostanziale – sia dipesa, come nel caso di specie, unicamente dal comportamento fraudolento del commercialista del contribuente (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 17579 del 20/11/2003) In parziale accoglimento dell’appello dichiara dovuta la maggiore Irpef accertata, oltre interessi, con esclusione delle sanzioni. La particolarità della questione e la reciproca parziale soccombenza la compensazione delle spese dell’intero giudizio.
In parziale accoglimento dell’appello dichiara dovuta la maggiore Irpef accertata, oltre interessi, con esclusione delle sanzioni. Dichiara compensate le spese dell’intero giudizio.
Così deciso in Milano, il 3.4.2017
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di Genova sentenza n. 1227 sez. 4 del 21 ottobre 2016 – La comunicazione ex art. 36 D.P.R. n. 600 del 1973 bis cit. veniva notificata con raccomandata in data 5/10/2012 per cui il pagamento quanto meno della prima rata avrebbe dovuto essere eseguito entro il 4/11/2012 (5/11 attesa la festività del giorno 4), mentre il pagamento è avvenuto il 9/11/2012 e quindi in ritardo.
COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE di Bolzano – Sentenza n. 27 sez. 1 del 30 marzo 2017 – Le sanzioni amministrative per violazione di norme fiscali possono essere dichiarate inapplicabili dal giudice tributario per errore sulla norma tributaria, in caso di obiettiva incertezza sulla portata, e sull’ambito applicativo della stessa, solo in presenza di regolare domanda formulata dal contribuente nei modi e termini processuali appropriati
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE Milano – Sentenza n. 5328 del 7 dicembre 2015 – In tema di sanzioni la condizione di “detenuto” del contribuente non configura in alcun modo la forza maggiore “cui resisti non potest”, richiesta dalla legge
COMMISSIONE TRIBUTARIA di secondo grado di Bolzano sentenza n. 30 sez. 2 depositata il 22 aprile 2016 – Ragionevolezza della sanzione in caso di omessa indicazione del valore della lite
COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE per la Puglia sez. 7 sentenza n. 852 depositata il 15 marzo 2017 – Nell’ambito del processo tributario la legittimazione processuale è attribuita per legge impersonalmente all’Agenzia delle Entrate – Il provvedimento di constatazione della sanzione tributaria non dispone, a differenza di quanto previsto per gli avvisi di accertamento delle imposte dirette, che lo stesso debba essere sottoscritto dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato