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Timestamp: 2019-11-22 04:55:28+00:00
Document Index: 10220200

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 164', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 3', 'sentenza ']

Rassegna stampa del 20/01/2018 - Studio Ingrosso Dottore Commercialista - Consulente del Lavoro - Revisore Contabile - Servizi Commerciali a Cavallino, Lecce, Salento
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Rassegna stampa del 20/01/2018
Domenica 21 Gennaio 2018 14:21
Abolite le schede carburante da luglio - Dal 1.07.2018 il soggetto partita Iva che vorrà dedursi il costo e detrarsi l'IVA del rifornimento di carburante, dovrà pagare esclusivamente con carte di credito, debito o prepagate. Al contempo verrà abolito il regolamento della scheda carburante. Inoltre ci sarà l'obbligo di fattura elettronica.
Dal 1.07.2018, cambierà sotto vari aspetti (salvo proroghe) il sistema di rifornimento del carburante.
Anzitutto ai sensi dell'art.1, c. 922 legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017), al fine di dedurre il costo e detrarre l'IVA, il titolare di partita IVA non potrà più pagare il rifornimento di carburante in contanti, ma dovrà utilizzare carte di credito, bancomat o carte prepagate.
La norma, infatti, aggiunge il comma 1-bis all'art. 164 del Tuir, disponendo che le spese per carburante per autotrazione di cui al comma 1, perciò sia quelle deducibili al 100% perché relative a veicoli destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nella propria attività d'impresa (es. taxi), sia quelle deducibili nel limite del 20% perché relative a veicoli utilizzati a uso promiscuo, sono deducibili nelle misure appena citate solo se pagate con carte di credito, debito o prepagate.
Simmetricamente si aggiunge anche un periodo all'art. 19-bis.1, c. 1, lett. d) D.P.R. 633/1972 per allineare tale disposizione anche alla detraibilità dell'
IVA. Infatti, viene disposto che l'IVA relativa al rifornimento di carburante sia detraibile nella misura del 40% per i veicoli a uso promiscuo e nella misura del 100% per i veicoli a uso esclusivo, soltanto se l'avvenuta effettuazione dell'operazione è provata dal pagamento mediante carte di credito, debito o prepagate.
A conferma di ciò, sempre a partire dal 1.07.2018, viene abolito il regolamento della scheda carburante.
Inoltre, per gli esercenti di impianti stradali di distribuzione viene introdotto dall'art. 1, c. 920 della legge di Bilancio l'obbligo di emettere fattura elettronica per i soggetti passivi IVA che si riforniscono. Pertanto, entro luglio (sempre salvo proroghe) questi esercenti si dovranno dotare delle tecnologie necessarie per emettere fattura elettronica. D'altro canto, viene concesso a tali esercenti un credito d'imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate a partire dal 1.07.2018 tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito. Il credito sarà da utilizzare esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di maturazione, perciò per le transazioni 2018 sarà utilizzabile dal 2019.
Queste norme sono state introdotte al fine di contrastare la frode dell'IVA sui carburanti, frode molto diffusa per le schede carburante. Tuttavia, già era possibile dal 2011 abbandonare la scheda carburante ai sensi dell'art. 7, c. 2, lett. p) D.L. 70/2011, il quale prevedeva che i soggetti passivi IVA che pagassero il rifornimento di carburante esclusivamente con carte di credito, debito o prepagate non fossero soggetti alla tenuta della scheda carburante.
Detrazione degli alimenti a fini medico-specialistici - Rientra nella misura il 19% della spesa sostenuta negli anni 2017 e 2018, grazie alla disposizione contenuta nell’art. 5-quinquies del D. L. n.148/2017 (collegato fiscale alla legge di Bilancio 2018).
La normativa, nello specifico, riguarda tutta una serie di alimenti di tipo speciale che devono essere assunti sotto controllo medico da parte di soggetti con malattie metaboliche congenite o diabetici espressamente indicati nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui al Decreto del Ministero della Sanità 8.6.2001.
Sono espressamente esclusi dalla possibilità di beneficiare della detrazione fiscale del 19% i prodotti per celiaci (i c.d. gluten free) che sono invece indicati nella sezione A2 del suddetto Registro Nazionale, nonché i prodotti della sezione A1 che sono invece destinati ai lattanti.
Tenuto conto che la nuova detrazione viene inserita in aggiunta a quelle già esistenti per le spese sanitarie all'art. 15, c. 1, lett. c) del Testo Unico (D.P.R. 917/1986), la spesa per acquisto di tali alimenti è soggetta anche alla franchigia su base annuale di euro 129,11.
Entrando nello specifico e seguendo le istruzioni e le linee guida del Ministero della Salute, gli alimenti in questione sono cibi particolari destinati a pazienti che, a causa di "una malattia, un disturbo o una condizione medica particolari", hanno necessità nutrizionali diverse che possono essere soddisfatte solo attraverso il consumo di alimenti speciali.
Si tratta cioè di alimenti destinati a soggetti che hanno una capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o determinate sostanze nutrienti o metaboliti, oppure con altre esigenze nutrizionali determinate da condizioni cliniche e la cui gestione dietetica non può essere effettuata esclusivamente con la modifica della normale dieta.
Per quanto riguarda l’individuazione degli alimenti per i quali spetta la nuova detrazione, già nella prossima dichiarazione dei redditi dell’anno 2017 non sussistono particolari problemi, poiché la lista dei prodotti contenuti nella suddetta sezione A1 è di facile consultazione e individua sia la denominazione commerciale dell’alimento, sia la casa produttrice.
Qualche problema in più potrebbe sorgere per la documentazione degli acquisti, soprattutto per quelle relative al 2017.
È probabile infatti che molti contribuenti, consci dell’impossibilità di portare in detrazioni tali spese – almeno fino alla conversione in legge del D.L. n. 148/2017 ovvero al 4.12.2017 – si siano disfatti degli scontrini o delle ricevute di acquisto dei prodotti.
In assenza di documentazione valida che possa giustificare la spesa sostenuta e consenta anche l’individuazione specifica del prodotto e della sua collocazione nella suddetta sezione A1, la detrazione diviene quindi una mission impossible, tenuto contro anche delle ferree norme in materia di responsabilità dei Caf e degli intermediari abilitati in materia di detrazioni e deduzioni irpef.
Pubblicità e formazione, le agevolazioni 2018 - La legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) e il suo collegato fiscale (D.L. 148/2017) hanno portato in dote diverse misure agevolative a favore di alcune attività di investimento.
Tutto ha origine con il D.L. 50/2017, poi convertito con la legge 96/2017. Sotto il profilo soggettivo, l'agevolazione spetta (ora) ai titolari di reddito di impresa, senza distinguo tra forma giuridica, dimensione aziendale e regime contabile adottato, agli enti non commerciali e ai lavoratori autonomi. Per questi ultimi, non rileva l'iscrizione o meno in albi professionali, sicché deve intendersi un'applicazione ad ampio raggio. L'ambito oggettivo è invece maggiormente circoscritto, risultando agevolate le sole campagne pubblicitarie effettuate su stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali (rileva l'iscrizione della testata in Tribunale o analogo registro). Per il dettaglio delle attività incluse, occorre riferirsi alla Comunicazione del
Consiglio dei Ministri del 24.11.2017: per esempio, risultano escluse le spese sostenute per l'acquisto di spazi destinati a televendite, servizi di pronostici, giochi, scommesse, messaggerie vocali, ecc. L'agevolazione spetta in ogni caso al netto di eventuali spese accessorie per veicolare il messaggio pubblicitario (es: oneri di intermediazione).
Ambito temporale: 2018, dicevamo, con l'aggiunta – introdotta al Collegato fiscale - delle operazioni poste in essere tra il 24.06.2017 e il 31.12.2017.
Condizione: per essere agevolate, le spese devono superare di almeno l'1% l'ammontare di analoghi investimenti del corrispondente periodo dell'anno precedente. Detto ciò, il credito di imposta è pari al 75% del valore degli investimenti incrementali effettuati (90% nel caso di PMI e start up innovative) ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24, previa presentazione della domanda di accesso all'agevolazione.
In tal caso, destinatarie della misura sono solo le imprese, senza alcun distinguo. L'ambito oggettivo è limitato alle spese di formazione finalizzate all' acquisizione o consolidamento di conoscenze nelle tecnologie previste dal piano “ Industria 4.0” (cloud, cyber security, robotica, ecc.), sostenute negli ambiti riepilogati nell'allegato A) alla legge di Bilancio 2018.
Periodo di riferimento: 2018. Il credito di imposta è pari al 40% delle spese relative al costo del personale dipendente, per il periodo in cui risulta occupato nelle attività formative, con un massimo di euro 300.000 per ciascun beneficiario.
L'utilizzo avviene, anche in tal caso, in compensazione tramite F24, a decorrere dal 2019. Ulteriore adempimento, abbastanza gravoso: il credito maturato dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese agevolate e in quelle degli esercizi successivi, sino all'azzeramento per compiuto utilizzo.
Tabelle ACI 2018 - Sono state pubblicate nella “Gazzetta Ufficiale” n. 302 del 29/12/2017 (Supplemento Ordinario n. 63) le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall'ACI, ai sensi dell’art. 3, comma 1, Dlgs 314/1997.
Nelle tabelle 2018 troviamo, quindi, le tariffe da applicare per il rimborso chilometrico per i dipendenti in caso di trasferta di lavoro e per il calcolo dei fringe benefit in caso di uso promiscuo dell’auto aziendale.
Scritture contabili mai tenute? Sanzione solo amministrativa - Rilievo penale solo per l’occultamento o la distruzione delle scritture
La mancata tenuta delle scritture contabili obbligatorie è espressamente sanzionata solo in via amministrativa.
La condotta penalmente rilevante, infatti, è solo quella espressamente contemplata dall’articolo 10 del Decreto legislativo n. 74/2000 di occultamento o distruzione delle scritture e non anche di loro mancata tenuta.
Di conseguenza, la fattispecie delittuosa di cui al citato articolo 10 può ritenersi configurata solo in quanto la documentazione contabile, di cui si assume l’occultamento o la distruzione, sia stata previamente istituita, non potendo occultarsi o distruggersi, per contro, ciò che evidentemente neppure esiste.
E’ questo il principio ribadito dai giudici di Cassazione nel testo della sentenza n. 1441 del 15 gennaio 2018, con la quale è stata annullata la decisione di merito di condanna di un imprenditore, accusato di occultamento delle scritture contabili.
Accolto, in particolare, il primo motivo del ricorso avanzato dall’imputato che aveva lamentato la contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in punto di prova della pregressa istituzione delle scritture contabili che, in realtà, non erano state mai tenute.
Crediti d’imposta - Tra le numerose novità fiscali per le imprese contenute nella Legge di Bilancio 2018 spicca, in particolare, un consistente numero di agevolazioni concesse nella forma di crediti d’imposta rivolte, ad esempio, agli stabilimenti termali cui viene esteso il bonus già previsto per la riqualificazione delle strutture alberghiere, alla formazione del personale dipendente, alla promozione di prodotti e servizi culturali, ai costi di consulenza per l’ammissione in Borsa, all’acquisto di prodotti derivati da materie plastiche miste.
Nel testo della legge non mancano le misure per le imprese: si va dalle proroghe, come quella relativa al super e iper ammortamento, a novità come l’istituzione dell’imposta sulle transazioni digitali (Web tax) e all’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati (a partire dal 2019). Altre misure riguardano la disciplina Iva delle operazioni infragruppo e gli incentivi per il recupero dell’edilizia sportiva.
Rimborsi da conto fiscale - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e Finanze del 22 dicembre 2017 che detta le regole attuative delle nuove norme sui rimborsi fiscali, introdotte dal Dl 50/2017 ((decreto conti pubblici – articolo 1, comma 4-bis) ed entrate in vigore dal 1°gennaio 2018. Dunque, il decreto si applica ai rimborsi da conto fiscale pagati ai contribuenti a partire dal 1° gennaio 2018, a prescindere dal periodo d’imposta a cui si riferiscono.
- soggetti che hanno effettuato, in modo prevalente, nel periodo di riferimento della richiesta di rimborso, prestazioni di subappalto in edilizia e hanno emesso fattura senza addebito d’imposta e prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici;
- titolari del codice di classificazione delle attività economiche Atecofin 37.10.1 (recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici);
- titolari del codice di classificazione delle attività economiche Atecofin 27.43.0 (produzione di zinco, piombo e stagno e semilavorati);
- titolari del codice di classificazione delle attività economiche Atecofin 27.42.0 (produzione di alluminio e semilavorati);
- titolari del codice di classificazione delle attività economiche Ateco2007 30.30.09 (fabbricazione di aeromobili, di veicoli spaziali e dei relativi dispositivi n.c.a.);
- titolari del codice di classificazione delle attività economiche Ateco2007 59.14.00 (attività di proiezione cinematografica);
- soggetti che hanno effettuato operazioni assoggettate al meccanismo dello split payment.
- data di erogabilità più remota;
- data di presentazione più remota;
- periodo di riferimento, infrannuale o annuale, più remoto;
- importo minore. La struttura di gestione comunica gli esiti dei pagamenti effettuati agli ambiti provinciali.