Source: https://www.edotto.com/articolo/gestione-separata-inps-anche-per-professionisti-che-non-versano-il-contributo-soggettivo
Timestamp: 2019-08-19 14:55:09+00:00
Document Index: 186374543

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 51', 'art. 53', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sono obbligati ad iscriversi alla Gestione Separata INPS (L. n. 335/1995), e versare quindi la relativa contribuzione alla cassa dell’Istituto previdenziale, anche quei professionisti che – pur essendo tenuti ad iscriversi all’Albo di categoria – non versano il corrispondente contributo soggettivo alla Cassa previdenziale di appartenenza. Stiamo parlando, ad esempio, di ingegneri, architetti e avvocati che, nell’esercitare la propria attività professionale, versano alle rispettive casse previdenziali esclusivamente il contributo integrativo (e non anche il contributo soggettivo), senza obbligo di iscrizione.
Ciò ha prodotto negli ultimi anni numerose controversie tra l’INPS e la compagine dei professionisti. Ultimo intervento della giurisprudenza, che sembra chiarire definitivamente la posizione tra la pubblica amministrazione ed i professionisti sono le sentenze n. 32506/2018 e 32508/2018 della Corte di Cassazione. Ecco nel dettaglio la decisione degli ermellini.
Innanzitutto, appare utile comprendere chi sono i soggetti tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, e perché nasce questa nuova forma di contribuzione. Ebbene, la predetta gestione nasce dalla L. n. 335/1995 (c.d. Riforma Dini), avente l’obiettivo di assicurare una tutela previdenziale a tutte quelle categorie di lavoratori fino ad allora escluse, scoperte dal punto di vista previdenziale, e dunque con il rischio di non percepire alcun trattamento previdenziale alla pensione.
In particolare, l’art. 2, co. 26 dispone l’iscrizione alla Gestione Separata:
di tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale; nella fattispecie devono, quindi, essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale, nel caso in cui, ai sensi del suo regolamento, l'attività non sia iscrivibile;
Con successive disposizioni di legge sono stati assicurati alla Gestione anche altri lavoratori, quali:
Iscrizione alla gestione separata. Ambito oggettivo
Con particolare riferimento ai liberi professionisti titolari di Partita Iva, ma non iscritti ad alcuna cassa professionale, l’iscrizione alla Gestione Separata è dettata dalla definizione contenuta all’art. 53, co. 1 del Tuir che ne identifica i requisiti, vale a dire:
natura non di impresa: l’attività di lavoro autonomo si caratterizza per la personalità della prestazione e per la prevalenza del fattore “lavoro” sul capitale, mentre nell’attività condotta sotto forma di impresa prevale il fattore “organizzazione” delle risorse produttive (beni, servizi e risorse umane). Si consideri, comunque, che ai fini fiscali (quindi previdenziali) non si considera esercizio di arte e professione lo svolgimento delle attività elencate nell’art. 55 del TUIR (ex art. 51 – Redditi d’impresa). Viceversa, sono sicuramente da inquadrare nel lavoro autonomo le attività protette da appositi albi professionali o che comunque richiedono un titolo abilitante per il loro esercizio;
infine, esercizio in forma associata mediante la riunione di persone fisiche in associazioni senza personalità giuridica. Tale possibilità è espressamente prevista dall’art. 53, c. 1 del TUIR: ai fini fiscali, tali associazioni sono equiparate alle società semplici (art. 5, c. 3, lett. c del TUIR) e ciascun professionista dichiara singolarmente la propria quota di partecipazione nel modello unico.
Tornando alla sentenza in questione, gli ermellini - per risolvere una diatriba oramai decennale - prendono il via dalle motivazioni per cui è nata la Gestione Separata INPS, e lo fanno richiamando la sentenza 3240/2010 a Sezioni Unite.
Tale sentenza precisa che la Gestione Separata INPS serve non solo a lavoratori che non ne erano prima beneficiari, ma anche a specifiche attività escluse in precedenza.
Inoltre, affinché scatti l’iscrizione alla Gestione Separata INPS (dunque la conseguente obbligazione contributiva) è sufficiente:
la mera percezione di un reddito;
la compatibilità dell’iscrizione di un lavoratore a due gestioni previdenziali.
In definitiva, il professionista che svolge una duplice attività lavorativa è tenuto automaticamente anche alla duplice iscrizione. L'adempimento viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento.
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