Source: http://cdlm.unipv.it/edizioni/bs/brescia-sgiulia1/introduzione
Timestamp: 2017-09-21 07:04:40+00:00
Document Index: 90048123

Matched Legal Cases: ['art. 84', 'art. 84', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 21', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 94', 'art. 19', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 83', 'art. 83', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 84', 'art. 21', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 96', 'art. 84']

Per l’edizione del fondo documentario: la ricomposizione dell’archivio antico (*)
(*) Già edito in S. Giulia di Brescia. Archeologia, arte, storia di un monastero regio dai Longobardi al Barbarossa. Atti del Convegno internazionale, Brescia 4-5 giugno 1990, Brescia 1992, pp. 49-92.
Dispersioni precedenti alla catalogazione settecentesca
Sistemazione e catalogazione di G. Astezati
L’archivio smembrato
Archivio Bettoni-Lechi
«Che se per avventura <le religiose di santa giulia> fossero sforzate dalla necessità di consignar ad altri qualcheduno dei loro documenti, ciò non dovranno mai eseguire, né pure coi loro Difensori Protettori, o Procuratori medesimi, … . E tanto dovrà osservarsi per sempre … acciocché l’Archivio si conservi non solamente nell’ordine da me digerito, ma altresì perché non si smariscano altre scritture. Tutte, tutte … le raccomando, ma specialmente le più antiche …» [1]. Quando Astezati, all’inizio del Settecento, si preoccupava per singole sottrazioni di pezzi dall’archivio di Santa Giulia [2] da lui appena riordinato, non immaginava neppure lontanamente le dispersioni a cui sarebbe andato incontro il materiale dell’intero fondo allo spirare di quello stesso secolo. Proprio per tale motivo il suo lavoro di catalogazione, basato su un’impostazione tematica e non topografica, si sarebbe potuto rivelare utilissimo in caso di consultazione dell’archivio ancora integro, mentre rende più macchinosa la ricomposizione dopo lo smembramento. D’altra parte un semplice inventario topografico, sull’esempio di quelli compilati proprio nel corso del secolo XVIII in molti archivi di medie dimensioni, si sarebbe rivelato poco utile, dal momento che i documenti avevano raggiunto una quantità di tutto rispetto, che poteva essere padroneggiata soltanto con un Indice tematico.
Pur con tale limite, dovuto oltretutto non a errori di Astezati, ma a eventi che egli non poteva assolutamente prevedere, l’Indice rimane in ogni caso il fulcro attorno a cui ruota tutto il lavoro di ricerca e di ricomposizione ideale. Anche le segnature, apposte ugualmente dal riordinatore settecentesco nel verso delle pergamene, costituiscono un valido supporto a integrazione delle lacune dell’Indice. L’opera dell’archivista bresciano costituisce altresì il crinale che divide due grandi periodi nella storia del materiale archivistico del monastero. Le pergamene uscite prima che Astezati iniziasse il proprio lavoro possono essere reperite e ricollegate all’archivio di Santa Giulia soltanto grazie a criteri contenutistici; quelle al contrario uscite in epoca successiva, e disperse talora nelle collocazioni più stravaganti, presentano l’inconfondibile segnatura che dimostra in modo inequivocabile la provenienza. Ma procediamo per ordine, considerando e analizzando in modo separato le diverse fasi nella storia talvolta millenaria delle pergamene.
In questa prima fase ci si è limitati alla ricerca delle pergamene fino a tutto il secolo XII: la prosecuzione dell’indagine relativa ai documenti almeno del secolo XIII e XIV è però soltanto rinviata per motivi di ordine pratico. Non si potrà tuttavia prescindere da essa nel caso in cui si proceda all’edizione delle pergamene dei secoli VIII-XII.
È fin troppo facile menzionare la permuta del 1214 tra Santa Giulia di Brescia e San Prospero di Reggio Emilia [3]. In seguito a questa operazione economica, con cui il monastero femminile lombardo cedette all’ente religioso emiliano la corte di Migliarina presso Carpi, con tutte le sue pertinenze, un centinaio circa di «pezzi» migrarono da un archivio ecclesiastico a un altro.
Sembra ovvio che tali pergamene, pur se prive della segnatura caratteristica di Santa Giulia, debbano essere recuperate in un’eventuale edizione dell’intero fondo. Una volta pervenute a Reggio Emilia, esse entrarono a far parte a tutti gli effetti dell’archivio di S. Prospero, disperdendosi tra il restante materiale membranaceo. Agli inizi del Settecento, proprio quando Astezati procedeva alla sua opera di indicizzazione dei documenti di Santa Giulia , a Reggio Affarosi regestava, in ordine cronologico generale su un unico volume, il materiale conservato nell’archivio di San Prospero, apponendo altresì sui singoli pezzi una segnatura tipica del fondo [4].
Alcune peculiarità diplomatistiche sia dei documenti bresciani sia di altri prodotti localmente nella zona di Carpi impediscono per ora di isolare con sicurezza tutti i pezzi giunti a San Prospero nel 1214. È infatti diffuso nella documentazione locale della seconda metà del secolo XII e dei primi decenni del seguente l’impiego di atti, soprattutto anche se non soltanto giudiziari, privi di publicationes, in particolare della data. Quando siamo di fronte a un elenco di fittavoli e di canoni senza che si specifichi il nome dell’ente proprietario, dato per ovvio e risaputo (come pure doveva essere negli anni in cui fu vergata la scrittura memoratoria, ma come non è più da lungo tempo), c’è l’incertezza se la pergamena sia originaria di Santa Giulia o redatta direttamente per San Prospero. Il problema è particolarmente arduo quando si tratta di elenchi compilati negli anni in cui avvenne il passggio di proprietà: in questi casi soltanto minimi indizi, che possono essere ricavati sì da un accurato esame autoptico delle pergamene, ma anche da confronti tra riproduzioni fotografiche – con cui si riesce ad avere contemporaneamente davanti agli occhi membrane ora conservate in città lontane tra loro – possono apportare utili elementi per definire l’appartenenza all’uno o all’altro archivio. La questione delle scritture non datate ora nel fondo di San Prospero potrà comunque essere posta su nuove e migliori basi non soltanto quando sarà stata portata a termine la microfilmatura sistematica di tutto il materiale proveniente da Santa Giulia, ma quando si sarà completata la trascrizione dei documenti datati sino alla fine del secolo XII.
La permuta del 1214, se pure costituisce un momento di grande rilevanza, non è un unicum. Altre pergamene, in cui agiscono come autori personaggi legati a Santa Giulia, mostrano, attraverso le annotazioni archivistiche nel verso, di essere uscite, nel tardo medioevo, dalla propria sede originaria. Si tratta di singoli pezzi anteriori alla fine del secolo XI confluiti nell’Archivio di Stato di Milano e qui collocati nel Museo Diplomatico [5], come del resto è accaduto a buona parte del materiale bresciano e in particolare a quello del nostro monastero. L’identità del punto di partenza (archivio di Santa Giulia) e di quello di arrivo (Museo Diplomatico) non deve dunque indurre a trascurare la diversità di itinerario seguito, diversità che ha potuto essere scoperta unicamente attraverso un’attenta lettura delle annotazioni tardomedievali e moderne nel verso [6], oltre che attraverso l’assenza della segnatura apposta da Astezati.
Due sono i momenti fondamentali che dobbiamo esaminare con attenzione nell’opera dell’archivista settecentesco bresciano: l’organizzazione del materiale e la compilazione dell’Indice [7]. Vediamo in primo luogo, anche perché costituì l’operazione preliminare compiuta da Astezati, il riordinamento della gran massa di materiale membranaceo e cartaceo e la sua distribuzione negli appositi mobili collocati nei locali «dell’archivio interiore» ed «esteriore» [8]. Una traccia sicura per vedere con esattezza i raggruppamenti di materiale compiuti ai primi del Settecento è costituita dalla segnatura. La sua articolazione in tre elementi, peraltro comune a molti archivi di grandi dimensioni, indica dunque il «Ripostiglio» (classificato con una lettera dell’alfabeto maiuscolo), la filza (definita per mezzo di una cifra araba) e il numero d’ordine all’interno di quest’ultima (anch’esso in cifra araba).
I numeri progressivi all’interno di ciascuna filza raggiungono facilmente il centinaio; anzi, spesso lo superano di molto. Purtroppo essi non possono venire intesi come numeri di catena utili ai fini della nostra ricostruzione limitata per ora al materiale fino a tutto il secolo XII: eventuali interruzioni di una o di poche unità spesso significano soltanto che nella filza erano giustapposti piccoli gruppi, ciascuno di poche decine di documenti distribuiti nell’arco di molti secoli, dall’alto medioevo fino all’età moderna. I salti nell’ordine progressivo più che a una perdita di membrane dei secoli XI e XII sono dovuti, con maggiore probabilità, alla presenza di materiale cartaceo, o comunque, se membranaceo, del secolo XIII e dei secoli successivi. Un’ulteriore deroga all’ordine cronologico si ha quando scritture prive di publicationes – e quindi anche senza data precisa – attribuibili alla fine del XII o ai primi del XIII secolo, sono inserite all’inizio della filza e precedono documenti dei secoli IX-X-XI [9]. Più filze, ma in numero che difficilmente poteva superare la decina, trovavano la propria collocazione nel medesimo «ripostiglio», un mobile (forse a cassettiera) che poteva dunque comprendere mediamente anche più di un migliaio di pezzi. Alcuni ripostigli contenevano riuniti documenti di particolare significato per la storia patrimoniale dell’ente. Penso in particolare a quello contrassegnato con la lettera «K», in cui poche filze raggruppavano i documenti imperiali e pontifici. Nell’ordinata disposizione dei ripostigli forse questo, indicato con «K», si trovava in una nicchia o in un angolo particolarmente protetto. Lo scarso numero di pezzi presenti in esso doveva, con ogni probabilità, compensare le rilevanti dimensioni di ciascuna pergamena, resa oltretutto più ingombrante dalla presenza del sigillo. Altri contenitori, quali il «B», erano destinati a raccogliere le molto più numerose pergamene notarili – quindi di dimensioni notevolmente inferiori rispetto a quelle uscite dalle cancellerie – riguardanti beni situati nella città stessa o nelle immediate vicinanze; il ripostiglio «C» e «D», nonché il «Q», raccoglievano invece i documenti di grandi corti. Fin qui il lavoro pratico di Astezati; l’altra fase che ci interessa è la coposizione dell’Indice. Se l’apposizione delle segnature sui singoli pezzi si presta a errori od omissioni, ben diverso è il caso della rielaborazione dei dati offerti dai documenti. Come è facile verificare anche con una superficiale consultazione, diversi sono gli aspetti valorizzati.
In primo luogo Astezati considera l’ordine cronologico complessivo, limitato però alle pergamene vergate entro gli ultimi decenni sel secolo XI [10]: un numero considerevole se rapportate alle coeve pergamene superstiti di altri archivi; una minima percentuale rispetto a quelle anche soltanto del secolo seguente, per non parlare del Due e del Trecento. Una seconda tematica affrontata da Astezati è quella delle famiglie da cui sono uscite le badesse del monastero [11]. Anche qui ovviamente le notizie si fanno più ricche mano a mano che si procede nel tempo: delle rettrici dell’alto medioevo è rimasto il solo nome. Da ultimo abbiamo la parte più ampia, in cui i documenti sono organizzati in base ai possessi, i cui nomi sono elencati in ordine alfabetico. Quando più località sono menzionate nel medesimo documento, il regesto è ripetuto, talora in forma più o meno abbreviata, sotto i vari lemmi. L’ordine con cui si susseguono i regesti dei documenti relativi ai singoli possessi non è rigorosamente cronologico, ma ammette brevi occasionali digressioni in cui si seguono le vicende di appezzamenti particolari [12].
Nell’ordine alfabetico ai nomi di luoghi sono inframmezzati anche lemmi che raccolgono i documenti sotto una particolare tipologia: abbiamo così «Diplomi», «Donazioni», ecc. Considerata la struttura dell’insieme, vediamo ora come sono registrati i singoli documenti. L’ampiezza dei regesti è variabile, in diretto rapporto con le finalità per cui sono composti. Si va da registrazioni che forniscono soltanto un elemento della data (l’anno) e il nome della badessa, a regesti che invece contengono indicazioni sul tipo di negozio, sui beni (consistenza e ubicazione), sul notaio. Se proviamo a giustapporre due o anche tre registrazioni relative al medesimo documento ricavate dalle diverse sezioni dell’Indice si può facilmente rilevare che Astezati valorizza di volta in volta gli aspetti più pertinenti al tema della sezione. La fusione dei dati offerti nei diversi regesti e nelle scarne registrazioni permette, nei casi più fortunati, di articolare per l’eventuale edizione un regesto moderno completo di tutti, o quasi tutti, gli elementi, nell’eventualità non del tutto remota che la pergamena sia andata dispersa.
Vediamo anche come devono essere vagliate preliminarmente le informazioni oferte dall’inventario settecentesco, e questo sia per offrire un regesto e una datazione affidabili nell’eventualità di perdita della membrana, sia per non duplicare avventatamente un unico documento qualora l’Indice proponga un’erronea lettura della data o dei nomi. Come del resto tutti gli archivisti suoi contemporanei, talora Astezati erra vistosamente nella lettura del millesimo [13]. Spesso inoltre viene letto «settembre» in luogo di «febbraio» indicato nella pergamena, e «giugno» in luogo di «gennaio». Perspicui esempi sono nel volume di regesti relativi al fondo Bettoni-Lechi: la curatrice Rosa Zilioli Faden ha collocato i documenti nel loro esatto ordine, secondo la corretta lettura del mese, e appunto da questo risulta l’inversione del numero progressivo all’interno della filza attribuito da Astezati [14]. Non parliamo poi della ricostruzione dell’anno secondo il computo moderno quando invece esso è indicato sulla pergamena con quello del regno o dell’impero [15]. Non si può d’altra parte pretendere che Astezati proponga in questi casi datazioni completamente affidabili quando non disponeva ancora neppure degli strumenti che ai nostri giorni sono addirittura diventati obsoleti. Ma l’archivio del monastero di Santa Giulia, proprio perché l’istituzione amministrava possessi ubicati in zone ben distanti, ha acquisito nel corso dei secoli pergamene provenienti da aree documentarie dalle caratteristiche più disparate. Un esempio di questa situazione è dato dai non pochi documenti redatti a Cremona o in area cremonese, dove l’anno segue lo stile dell’incarnazione, computo pisano, e inizia il 25 marzo precedente [16]: quindi i documenti datati fra il 25 marzo e il 31 dicembre – un arco notevole, tre quarti di un anno – devono essere assegnati al millesimo precedente per essere ridotti al computo moderno, mentre regolarmente negli inventari fino a tutto l’Ottocento (e anche oltre) si indica acriticamente l’anno riferito dal notaio. E questo non è neppure il punto più infido. Bisogna invece porre un’attenzione se possibile ancora maggiore nel rapportare il giorno del mese al computo moderno. È una cosa nota, riscontrabile negli usi degli archivisti settecenteschi anche di altre città, che spesso i giorni che nel documento vengono indicati come mancanti alle calende del mese successivo vengono direttamente trasformati in giorni trascorsi dall’inizio di quest’ultimo. Pertanto «.X. kalendas septembris» è «traslitterato» il «settembre 10» anziché essere inteso correttamente come «agosto 23». Le differenze cronologiche, come è facile vedere, non superano, nelle situazioni peggiori, i trenta giorni circa, tranne i casi che cadono alla fine di dicembre, in cui i documenti vengono collocati a quasi un anno di distanza dalla data reale [17].
Da ultimo una imprecisione molto diffusa: quando vengono indicati nel documento soltanto millesimo e mese (e non giorno del mese) Astezati registra volentieri anche il giorno, ricostruito sulla base di criteri che sfuggono. Spesso le diverse registrazioni della medesima pergamena riportano la data ora completa, ora ridotta al solo millesimo, ora arricchita dell’inesistente giorno del mese.
Più rimediabili sono gli errori nella lettura dei nomi dell’autore, del destinatario o del rogatario del documento. Qualora sia perduta la membrana, un confronto con i personaggi ricorrenti nel medesimo periodo può suggerire le opportune correzioni. E, a questo punto, si rivela in tutta la sua utilità il raffronto sistematico tra la fotoriproduzione dell’originale e quella del relativo regesto compilato da Astezati. L’esperienza, anche di regesti pavesi, ha più volte dimostrato che nomi in apparenza diversissimi siano in realtà l’uno la cattiva lettura dell’altro [18]. Soprattutto quando , nella seconda metà del secolo XII, si raggruppano numerose investiture concesse nel medesimo giorno a personaggi diversi, è da verificare con attenzione l’esatta corrispondenza tra gli originali e i regesti, per evitare erronee creazioni di nuovi numeri di edizione.
Da ultimo occorre ancora sottolineare che se apparentemente il numero complessivo di regesti e di menzioni è superiore a quello delle pergamene, nella realtà non poche membrane risultano trascurate da Astezati, soprattutto laddove una ricca documentazione, addensata in pochi anni, si riferisce a singoli possessi. Beninteso, nel verso risulta pur sempre la segnatura, ma non abbiamo alcuna registrazione nell’Indice. È soltanto la frequenza con cui vengono iterate le registrazioni di determinati pezzi (tra cui in particolare il ben noto inventario altomedievale, dotato di segnatura B. Fil. 3. n. 3) che può indurre a ritenere completa la catalogazione da parte di Astezati. Soltanto quando si disporrà della fotoriproduzione di tutto il materiale superstite, in particolare di quello ora nei grandi fondi di Milano e di Brescia, potrà essere indicato con assoluta esattezza il numero delle pergamene non regestate e, all’inverso, quello dei pezzi registrati ma ora mancanti all’appello. Per il momento permangono alcuni dubbi che potranno essere risolti soltanto attraverso l’esamen contemporaneo delle riproduzioni delle pergamene e delle pagine dell’Indice, vista l’ovvia impossibilità di spostare per un confronto il materiale attualmente conservato in città diverse.
Naturalmente non ci soffermiamo qui sull’opera di Astezati volta a salvaguardare l’integrità dell’archivio, accanto al lavoro di indicizzazione finalizzato a sveltire la consultazione. Basti dire della sua viva preoccupazione per il continuo depauperamento di pergamene, prelevate a una a una o a singoli gruppi dal tabularium per tutelare interessi dell’ente monastico e mai più restituite; e la preoccupazione è senz’altro maggiore per le pergaene prodotte dalla cancelleria regia, imperiale o pontificia [19]. Per evitare questo depauperamento continuo egli rende più rigorosa la procedura per ogni prestito e istituisce un apposito registro su cui annotare chi ha utilizzato i documenti [20]. È però da ritenere che tali perdite abbiano interessato maggiormente materiale di epoca moderna, o cmunque posteriore al secolo XII.
Con la soppressione del monastero, i beni, incamerati dalla Repubblica Cisalpina, furono alienati [21]; i documenti relativi a grandi tenute vennero consegnati agli acquirenti. Il fenomeno è particolarmente rilevante per Santa Giulia, dal momento che consistenti quote dell’archivio furono cedute a privati, contrariamente a quanto accadde per esempio a Pavia dove circa metà del patrimonio documentario di San Pietro in Ciel d’Oro, non trasferita al Fondo di Religione, fu assegnata all’Ospedale San Matteo [22]: a un’istituzione dunque in qualche modo pubblica, in grado di garantirne una conservazione al riparo da frequenti passaggi ereditari. Esaminiamo i singoli tronconi, ricostruendo a grandi linee le vicende che hanno caratterizzato la storia di ciascuno di essi. E, per la quantità del materiale, si deve senz’altro partire dalle pergamene ora a Milano.
Le pergamene versate al Fondo di Religione in Milano [23] dai soppressi enti religiosi della Lombardia andarono incontro, lungo tutto l’arco dell’Ottocento e nei primi lustri di questo secolo, a complesse vicende causate dai contrastanti criteri con cui si pensò, un successivi momenti, di organizzare l’enorme massa di materiale confluito nella metropoli lombarda, in genere tronconi più o meno completi di singoli archivi ordinati ciascuno secondo i propri criteri. Indipendentemente dalle valutazioni sui motivi contingenti che allora indussero a compiere quell’operazione, non si può non rilevare che gli effetti furono senz’altro disastrosi. Nelle fasi di attuazione si mescolarono e si confusero pergamene di archivi diversi, causando disguidi a cui non si riuscì più a porre rimedio.
In sostanza nella prima metà dell’Ottocento di provvide a estrarre tutto il materiale membranaceo dai singoli fondi. Le pergamene, dal secolo VIII al XV (e oltre), vennero raccolte nell’Archivio Diplomatico, così distribuite: quelle più antiche, dal secolo VIII a tutto l’XI, sia originali sia anche copie tarde, furono ordinate in successione cronologica generale nel Museo Diplomatico. A ogni documento venne attribuita una precisa segnatura, sotto la quale furono raccolti tutti i testimoni: originale e/o copie coeve o anche moderne. Un inventario compilato da Luigi Osio [24] indica, in modo non sempre esatto, la data, il contenuto del documento, il notaio e il fondo di provenienza. Tra i poco più di mille documenti del Museo Dilomatico diciassette provengono dall’archivio di Santa Giulia [25]. Due altri pezzi [26], indicati nel catalogo Osio come provenienti in modo diretto dall’archivio del monastero bresciano, hanno in realtà avuto una tappa intermedia; si tratta di documenti relativi a beni ceduti in permuta nel tardo medioevo, documenti che, come si è visto, stazionarono per secoli nel tabularium di enti religiosi lombardi. anche non bresciani, prima di confluire tutti quanti nel Fondo di Religione. Nel Museo Diplomatico, come è noto, si susseguono in ordine cronologico generale documenti sia pubblici sia privati entro il secolo XI. Diverso è invece l’ordinamento del materiale dei secoli seguenti, in particolare di quello del XII che qui interessa più da vicino. Da una parte hanno propria autonoma collocazione i documenti pontifici e quelli regi e imperiali. Dall’altra parte sono invece ordinati a sé, nell’Archivio Diplomatico, pergamene per fondi, i documenti membranacei notarili; ed è proprio quest’ultima serie a raccogliere la gran massa del materiale di Santa Giulia di età comunale. Purtroppo nei decenni centrali e finali dell’Ottocento le pergamene furono più volte spostate da una cartella all’altra, attribuite ora a un ente ora a un altro. Questi spostamenti ebbero sì a volte l’effetto di correggere alcune collocazioni vistosamente erronee; ovviarono però agli inconvenienti soltanto in modo parziale e non poterono rimediare ad altre situazioni che pure richiedevano in modo più che evidente di essere modificate.
In mezzo a tanto disordine acquistano particolare rilevanza due inventari analitici, seppure non del tutto completi, i quali hanno il pregio di «fotografare» la situazione in due momenti significativi: verso il 1840 l’uno e negli ultimi decenni del XIX secolo l’altro. L’Inventario dell’Archivio Diplomatico, completato all’incirca nel 1840 fa Ferrario e da Cossa [27], è attualmente composto da quattro grossi volumi, ottenuti mediante la rilegatura dei fascicoli, originariamente sciolti, su cui, fondo dopo fondo, i due archivisti vergarono i regesti di buona parte delle pergamene. L’opera di registrazione fu limitata, tranne poche eccezioni, al materiale del secolo XII. Di ciascun pezzo Ferrario e Cossa indicarono, anche se con qualche imprecisione, la data cronica e topica, il regesto, il nome del notaio; aggiunsero anche la qualifica di «autografo» (equivalente a originale) oppure di «copia». L’ordine con cui furono elencate le pergamene dei singoli enti è cronologico, pur con numerose eccezioni. Nel caso specifico di Santa Giulia ai fascicoli 61-62-63 dell’Inventario dell’Arch. Dipl. troviamo 238 regesti vergati originariamente, a cui si deve aggiungere la registrazione, effettuata dalla stessa mano, di 13 documenti reperiti fuori posto in altre cartelle dell’Archivio Diplomatico. A essi fanno riscontro ben 256 pergamene attualmente presenti nelle cartelle 83-84, che contengono 261 documenti. Ulteriori 4 regesti di pergamene di Santa Giulia si trovano invece sotto l’etichetta «Brescia varie», anche se le relative membrane furono successivamente spostate sotto l’esatta segnatura. All’inverso 7 documenti ancora nelle cartelle 83-84 dell’Archivio Diplomatico non sono di Santa Giulia. Nonostante questa dispersione dei regesti, che permette di reperirne alcuni in diversi fascicoli e sotto titoli estranei gli uni agli altri, la percentuale dei pezzi non segnalati rimane non trascurabile, all’incirca 9%, ma nettamente inferiore a quella riscontrata nel caso di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia [28].
Anche qui il raffronto tra la trascrizione completa delle pergamene, o meglio ancora la riproduzione fotografica, e i regesti, peraltro ampi, può consentire di verificare o di escludere con certezza l’identità del documento, risolvendo casi dubbi, simili a quelli attestati nell’Indice di Astezati. L’Inventario 72 (così definito in base alla sua collocazione nell’ordine progressivo degli inventari) documenta a sua volta la situazione nei decenni finali del secolo scorso. Diversamente dall’Inventario dell’Arch. Dipl., il quale registra una buona percentuale delle pergamene di tutti i fondi dell’Archivio Diplomatico, limitatamente però al secolo XII, l’Inventario 72 descrive soltanto la situazione dei fondi di provenienza bresciana, spingendosi nella regestazione fino all’epoca moderna. I regesti, se così possiamo definirli, si limitano alla denominazione del negozio giuridico («vendita», «investitura») e al cognome italianizzato di una o di entrambe le controparti, quando non è menzionato tra di esse il monastero. Rispetto all’Inventario dell’Arch. Dipl., l’Inventario 72 registra un maggior numero di pergamene [29], pur non raggiungendo la completezza. Più di ogni altra cosa è però utile il confronto tra le due situazioni, descritte dall’uno e dall’altro. Sono infatti verificabili spostamenti di pergamene dalla cartella di «Brescia varie», dove risultavano a metà Ottocento, a quelle di «Santa Giulia», dove sono tuttora [30].
Ma veniamo alla collocazione attuale delle pergamene nell’Archivio Diplomatico. Abbiamo dunque 87 pezzi nella cartella 83, compresi fra il 1106 e il 1175; le membrane tra il 1176 e il 1200 sono invece nella cart. 84 e ammontano a 119. Tra le pergamene molte, come si è visto, si trovano dalla prima metà dell’Ottocento sotto questa segnatura. Altre, al contrario, sono state riportate nell’esatta collocazione in momenti compresi tra il 1840 circa e la fine del secolo scorso, come si può vedere attraverso una verifica dei due Inventari. Altre ancora si trovano sotto l’etichetta di Santa Giulia per errore [31]. Tali membrane, nonostante le verifiche condotte dagli archivisti sul materiale del Fondo di Religione, non sono state identificate come estranee a Santa Giulia e, di conseguenza, non sono state spostate. È ovvio che, in un’eventuale edizione del corpus del monastero bresciano, esse debbano venire espunte e regestate in apposita appendice, come è avvenuto in casi analoghi nel volume di documenti di S. Pietro in Ciel d’Oro [32].
Abbiamo qui, rispetto al fondo milanese, un numero di pezzi nettamente inferiore, noti attraverso la recente edizione di Falconi. Le 20 pergamene – 3 del secolo VIII [33]; 17 del XII [34]; nessuna dei secoli IX-X-XI –, appartenenti all’Archivio dell’Ospedale Maggiore di Cremona, sono complementari a un altro documento (del secolo VIII, in copia del XII) nell’Archivio Segreto del Comune, sempre depositato nell’Archivio di Stato [35]. Tutte le 21 membrane recano la segnatura apposta da Astezati: anche la pergamena dell’Archivio Segreto, finita in tale fondo probabilmente per errore. Tutte erano state poste dall’archivista settecentesco nel ripostiglio Q, o nella filza 5 o nella 8. Abbiamo poi un ulteriore pezzo nell’Archivio Segreto [36], pezzo che, pur presentando tra i partecipanti al negozio giuridico il monastero bresciano, non reca la consueta nota nel verso. Probabilmente la pergamena è sempre appartenuta all’archivio del comune di Cremona, visto che si tratta di una ricevuta di pagamento fatto proprio a tale ente. Se, dopo la recente edizione, il tenore di questi 21 documenti è noto, era finora assolutamente sconosciuto il tortuoso cammino seguito dalle pergamene, tutte relative a beni nel Cremonese, prima di giungere in possesso dell’Ospedale Maggiore [37]. La destinazione stessa (un ente di assistenza) potrebbe infatti indurre a formulare false ipotesi, sulla base di analogie con quanto avvenuto in altri centri, quali a esempio Pavia. In quest’ultima città infatti parte dei documenti di alcuni monasteri soppressi nel 1782 – principalmente, ma non soltanto, di San Pietro in Ciel d’Oro – confluirono nell’archivio dell’Ospedale San Matteo quale corredo dei beni assegnati a tale ente di assistenza [38]. Meno di un ventennio più tardi invece a Brescia i beni di Santa Giulia furono attribuiti al Demanio [39] e quindi, nel giro di pochi mesi, venduti a privati. Per l’esattezza i beni nel territorio di Alfiano furono alienati a un privato, e, con tali beni, furono consegnati i documenti, membranacei e cartacei, al nuovo proprietario. Nel volgere di un trentennio circa, i medesimi possedimenti cambiarono titolare più volte, sempre seguiti dal corredo di documenti [40].
Nel frattempo il cremonese Giuseppe Zaccaria del Maino, con testamento del 5 dicembre 1812 [41] a rogito del notaio Gaetano Manusardi, lascia all’Ospedale della sua città parte del suo patrimonio, per la precisione, i beni nella pieve di Corbetta e in località vicine, nonché i più lontani possessi nei territori di Fontaneto <d’agogna>, Suno, Cressa, Cassine d’Enea, Borgomanero nel contado di Novara. Questo Giuseppe Zaccaria da Cremona aveva assunto il cognome «del Maino» essendo divenuto erede di tale famiglia milanese, da cui aveva ricevuto proprio i beni nel Novarese. Come contropartita dell’ingente lascito il testatore impone all’ospedale l’obbligo di mantenere diciassette infermi originari del Cremonese. La rimanente parte del patrimonio va invece al nipote Pietro Pallavicino, al quale succedono in via ereditaria, nel breve volgere di pochi anni, prima il fratello Antonio Maria e quindi Muzio Pallavicino. L’8 febbraio 1830 [42] tutte queste vicende di beni, estranee reciprocamente, si intrecciano. In tale giorno, dopo lunghe perizie dalle valutazioni spesso discordanti, si giunge a un accordo per la permuta tra l’Ospedale Maggiore di Cremona, da una parte, e dall’altra un tal Cantù, ultimo proprietario privato della tenuta di Alfiano. L’accordo dello scambio è concluso alla presenza e con il consenso del marchese Muzio Pallavicino: il benestare di quest’ultimo era infatti necessario, o quanto meno opportuno, visto che sui beni del territorio di Novara ceduti all’ospedale gravava l’obbligo del mantenimento di un determinato numero di infermi bisognosi originari del Cremonese.
Con questo contratto di permuta i beni di Alfiano, e i relativi documenti, dopo un trentennio circa di peregrinazioni e di frequenti passaggi di mano in mano, giungono a un’istituzione che, con la propria lunga e stabile esistenza, ne ha garantito una tranquilla conservazione [43].
Conta qui soprattutto vedere gli effetti di questi frequenti e complessi passaggi sulla sopravvivenza dei documenti: nell’archivio del monasterio di Santa Giulia essi erano accorpati nel ripostiglio Q, filze 5, 7 e 8. Attualmente tra quelli della filza 5 undici si sono conservati e uno, registrato da Astezati, è disperso. Le nove pergamene appartenenti alla filza 7 mancano totalmente all’appello e di esse abbiamo soltanto il breve regesto nell’Indice. Delle quattordici pergamene un tempo conservate nella filza 8 nove sono attualmente nell’Archivio di Stato di Cremona, mentre cinque sono attestate soltanto attraverso la registrazione di Astezati. I numeri si commentano da soli; e, alla luce delle inedite vicende qui ricostruite, è chiaro che ben difficilmente le quindici pergamene potranno mai essere ritrovate.
Il fondo membranaceo Bettoni-Lechi, che conserva un rilevante numero di pezzi relativi a ben determinati possedimenti, è già stato regestato integralmente in anni recenti da Rosa Zilioli Faden [44]. L’accurato corredo che arricchisce il volume è stato di non poco aiuto nel ricostruire le linee dell’archivio antico del monastero. Lo scorporo di questa sezione del tabularium di Santa Giulia fu, come afferma anche Rosa Zilioli Faden, approssimativo: in sostanza si prelevò il materiale che, al momento della cessione, si trovava nei ripostigli «C» e «D», senza preoccuparsi di recuperare eventuali pezzi che si trovavano casualmente fuori posto. Per tale motivo due pergamene [45] furono consegnate al Fondo di Religione di Milano e si trovano ancor oggi nelle cartelle dell’Archivio Diplomatico, anziché con le altre pergamene relative ai medesimi beni nel fondo Bettoni-Lechi. La parte fino a tutto il secolo XII (120 pergamene, in massima parte originali) sembra essersi conservata pressoché intatta. Mancano sì, in base alla successione dei numeri apposti da Astezati nel verso, alcuni pezzi; ma, come si può ricavare dall’analisi della relativa sezione nell’Indice, si tratta in quasi tutti i casi di doppi o tripli originali di documenti conservati nel fondo stesso [46].
L’ultima grossa sezione – in gran parte costituita da materiale non soltanto noto attraverso citazioni e regesti, ma in più casi integralmente e ripetutamente edito – è rappresentata dal fondo nella Biblioteca Queriniana di Brescia. Le pergamene di questo fondo si trovano in gran parte ordinate in appositi registri in successione cronologica, frammiste ad altre provenienti da altri antichi archivi della città, parzialmente incollate su fogli cartacei. Fanno eccezione i pochi pezzi presenti nel «Fascicolo di documenti di Santa Giulia». Sono presenti in questo fondo i documenti usciti dalle cancellerie; anzi, proprio questi costituiscono una buona quota del materiale qui conservato. Nell’antico tabularium di Santa Giulia tali pezzi erano accorpati tutti nella filza «K»: le pergamene uscite dalla cancelleria regia o imperiale nella filza 1; quelle uscite dalla cancelleria pontificia nelle filze 2 e 3 [47]. Accanto a queste, altre membrane che contengono documenti notarili risultano estratte da ben definite filze: si tratta però di recuperi non sistematici, dettati, come invece in altre occasioni, non dalla pertinenza a determinati beni ceduti, ma da una particolare rilevanza per la storia bresciana. La mancata consegna dei documenti pubblici dell’Archivio di Santa Giulia al Fondo di Religione ha impedito che essi confluissero nelle serie ottocentesche «Diplomi e dispacci sovrani» e «Bolle e brevi papali» dell’Archivio di Stato di Milano, frammisti ad analoghi documenti pubblici provenienti dalle istituzioni ecclesiastiche di tutta la Lombardia. La presenza di queste pergamene nei volumi del Codice Diplomatico Bresciano nella Biblioteca Queriniana oltre a rendere più agevole la ricerca, ha senz’altro evitato dispersioni, molto più probabili se il materiale fosse finito a Milano.
Sono state utilizzate le seguenti sigle di archivi:
ABLBs = Archivio Bettoni-Lechi, Brescia
ASCr = Archivio di Stato di Cremona
ASMi = Archivio di Stato di Milano: AD = Archivio Diplomatico; MD = Museo Diplomatico
ASRe = Archivio di Stato di Reggio Emilia
ASBs = Archivio di Stato di Brescia: ASC = Archivio Storico Civico; CDB = Codice Diplomatico Bresciano
Ripostiglio A
n. 9: 1185 marzo 19, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1185 marzo 18
Inventario 72, p. 226
n. 10: 1195 febbraio 18, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., -
Inventario 72, p. 230
cade di sabato, non di domenica come è indicato nel documento
Ripostiglio B
quint. 1: 1148 febbraio 12
n. 1: 761 marzo 25, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. III
pp. 63, 147
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 21
SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 151
n. 2: 761 marzo 25, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. IV
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 22
SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 152
n. 2: 761 aprile 17, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. VI
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 23
SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 153
nel verso dell’originale non è presente la segnatura
n. 6 II: 942 novembre 10, Brescia
ASMi, MD, cart. 6, n. 46
pp. 67, 693
Inventario Osio, p. 21
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 571
n. 7: 1028 luglio 20, Brescia
ASMi, MD, cart. 14, n. 175
pp. 69, 656, 693 (sempre alla data 1028 luglio 21)
Inventario Osio, p. 58
n. 8: 1112 giugno, *Brescia*
ASMi, AD, pergg., cart. 83
p. 213, alla data 1112 febbraio 5
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 61
Inventario 72, p. 219
n. 9: 1119 gennaio, Brescia
p. 249, alla data 1119 gennaio 10
n. 10: 1127 aprile 21, Brescia
p. 210, alla data 1120 maggio 11
n. 11: 1128 giugno, Brescia
pp. 208, 297
Inventario 72, p. 220
n. 12: 1129 febbraio 8, Brescia
pp. 210, 298
n. 13: 1183 luglio 3, Brescia
p. 213, alla data 1130 luglio 3
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62
Inventario 72, p. 225
n. 14: 1135 giugno, Brescia
pp. 229, 410, 635, 693
n. 15: 1143 ottobre 28, Brescia
n. 16: 1144 novembre 19, Brescia
p. 222, alla data 1144 novembre 20
n. 17: 1144 novembre 19, Brescia
n. 18: 1144 novembre 19, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 83; altro originale al n. 19
p. 250, alla data 1144 novembre 20
n. 19: 1144 novembre 19, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 83; altro originale al n. 18
n. 20: 1153 gennaio 26, Brescia
Inventario 72, p. 221
n. 21: 1155 aprile 25, Brescia
p. 250, alla data 1155 aprile 26
n. 22: 1156 agosto 12, *Brescia*
n. 23: 1165 dicembre, Brescia
Inventario 72, p. 222
n. 24: 1169 gennaio 15, Brescia
pp. 208, 298
n. 25: 1169 febbraio 4, Montichiari
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63
n. 26: 1169 agosto 1, Brescia
n. 27: 1170 agosto 5, Brescia
Inventario 72, p. 223
n. 28: 1173 aprile 1, Brescia; 1173 febbraio 28, Brescia
pp. 147, 272 alla data 1173 aprile 1
Inventario 72, p. 223, alla sola data 1173 aprile 1
due documenti sulla stessa pergamena
n. 29: 1174 aprile 10, Brescia
cinque documenti sulla stessa pergamena
n. 30: 1181 maggio 18, Brescia
p. 213, alla data 1181 maggio 5
Inventario 72, p. -
n. 31: 1181 maggio 23, Brescia
p. 230, alla data 1181 maggio 22
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1181 maggio 22
n. 32: 1181 dicembre 2, Brescia
n. 33: 1182 novembre 18, Brescia
n. 34: 1183 novembre 20, Brescia
n. 35: 1184 gennaio 10, Brescia
la pergamena reca erroneamente nel verso «n. 38»
n. 36: 1184 aprile 29, Brescia
n. 37: 1184 aprile 2, Brescia
n. 38: 1185 febbraio 16, Brescia
la pergamena n. 35 reca nel verso il doppione erroneo di questa segnatura
n. 39: 1185 settembre 23, Brescia
n. 40: 1186 gennaio 24, Brescia
n. 41: 1186 maggio 12, Brescia
n. 42: 1186 giugno 3, Brescia
n. 43: 1186 giugno 7, Brescia
n. 44: 1186 ottobre 14, Brescia
nel verso «4» è corr. su «5»
n. 45: 1186 novembre 17, Brescia
p. 231, alla data 1186 novembre 18
Inventario 72, p. 226, alla data 1186 novembre 18
nel verso della pergamena «45» è preceduto da «46» depennato
n. 46: 1186 ottobre 19, Brescia
nel verso «-6» è corr. su altro numero
n. 47: 1185 dicembre 29, Brescia
p. 231, alla data 1186 dicembre 29
anno a nativitate; nel verso precede «4.» depennato
n. 48: 1187 febbraio 14, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1187 febbraio 13
Inventario 72, p. 227
n. 49: 1187 novembre 22, Brescia
n. 50: 1188 gennaio 15, Brescia
n. 51: 1188 marzo 17, Brescia
p. 231, alla data 1188 marzo 15
n. 52: 1188 luglio 14, Brescia
pp. 231, 298
n. 53: 1188 novembre 18, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1188 novembre 13 o 19
Inventario 72, p. , alla data 1188 novembre 17
nel verso «-3» è corr. su «-4»
n. 54: 1189 marzo 20, Brescia
Inventario 72, p. 227, alla data 1189 marzo 21
nel verso «-4» è corr. su «-5»
n. 55: 1189 aprile 4, Brescia
nel verso «55» è preceduto da «56» depennato
n. 56: 1189 agosto 3, Brescia
nel verso «-6» è corr. su altra cifra, forse «-3»
n. 57: 1189 novembre, 19 Brescia
cade di domenica, non di lunedì come è indicato nel documento
n. 58: 1190 febbraio 1, Brescia
p. 232, alla data 1196 febbraio 1
Inventario 72, p. 228
n. 59: 1190 aprile 12, Brescia
p. 231 (alla segnatura «n. 58»)
n. 60: 1191 febbraio 5, Brescia
n. 61: 1191 marzo 22, Brescia
p. 232, alla data 1191 marzo 10
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1191 marzo 10
nel verso «-1» è corr. su «-0»
n. 63: 1192 febbraio 1, Brescia
Inventario 72, p. 229
nel verso «-3» è corr. su «-2»
n. 64: 1192 giugno 14, Brescia
nel verso «-4» è corr. su altra cifra
n. 65: 1192 giugno 28, Brescia
Inventario 72, p. 229, alla data 1192 giugno 26
nel verso «-5» è corr. su «-4»
n. 66: 1192 settembre 6, Brescia
nel verso «-6» è corr. su «-5»
n. 67: 1192 novembre 2, Brescia
cade di lunedì non di sabato come è indicato nel documento; nel verso «67» è preceduto da «66» coperto da macchia d’inchiostro
n. 68: 1193 novembre 20, Brescia
cade di sabato non di domenica come è indicato nel documento; nel verso in luogo di «68» compare «67» con «-7» corr. su «-6»
n. 69: 1194 novembre 25 o 26, Brescia
p. 232, alla data 1194 novembre 25
nel verso «-8» è corr. su altra cifra
n. 70: 1195 giugno 13, Brescia
n. 71: 1195 dicembre 5, Brescia
n. 72: 1196 maggio 7, Brescia
Inventario 72, p. 231
n. 73: 1196 maggio 19, Brescia
Inventario 72, p. 231, alla data 1196 maggio 9
n. 74: 1196 giugno 23, Brescia
n. 75: 1196 ottobre 9, Brescia
nel verso «75» è preceduto da «76» depennato
n. 76: 1195 dicembre 27, Brescia
p. 232, alla data 1196 dicembre 27
anno a nativitate
n. 77: 1197 maggio 19, Brescia
n. 78: 1197 giugno 5, Brescia
nel verso «8» è corr. su altra cifra
n. 79: 1198 gennaio 28, Brescia
Inventario 72, p. 232
n. 80: 1199 settembre 10, Brescia
n. 1: 1200 luglio 7, Brescia
Inventario 72, p. 233
n. 3: 1200 luglio 13, Brescia
n. 1: 1188 dicembre 31, Brescia
p. 297, alla data 1199 dicembre 31
Inventario 72, p. 288
n. 5: 1081 maggio, Brescia
ASMi, MD, cart. 21, n. 568
pp. 70, 595 (sempre alla data 1081 maggio 10)
Inventario Osio, p. 103
n. 6: 1125 settembre 25, Brescia
pp. 225, 297, alla data 1124 settembre 25
n. 7: 1128 febbraio, Brescia
pp. 225, 297
n. 8: 1139 marzo 26, Brescia
p. 213, alla data 1129 marzo 25
n. 9: 11[49] giugno 30, Brescia
p. 213, alla data 1129 giugno 30
n. 10: 1153 maggio 3, Brescia
n. 12: 1169 giugno 22, Brescia
n. 12 *così*: 1174 novembre 19, Brescia
p. 213, alla data 1155 novembre 19 e con segnatura «n. 11»
la pergamena reca nel verso il doppione erroneo della segnatura del doc. precedente
n. 13: 1170 febbraio 2, Brescia
pp. 249, 298, alla data 1170 febbraio 5
n. 14: 1171 febbraio 2, Brescia
n. 15: 1173 gennaio 13, Brescia
n. 16: 1173 gennaio 8, Brescia
p. 229, alla data 1173 giugno 8
Inventario 72, p. 223, alla data 1173 gennaio 13
n. 17: 1173 novembre 12, Brescia
n. 18: 1174 gennaio 14, Brescia
n. 19: 1174 aprile 10, Brescia
n. 20: 1174 ottobre 28, Brescia
p. 213, alla data 1174 ottobre 4
Inventario 72, p. 224
n. 21: 1174 ottobre 4, Brescia
n. 22: 1174 novembre 4 (ma novembre 27), Brescia
p. 229, alla data 1174 novembre 4
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1174 novembre 4
Inventario 72, p. , alla data 1174 novembre 4
i dati cronologici coincidono leggendo, in luogo di «quarto intrante …», «quarto exeunte…», e ipotizzando un errore del notaio
n. 23: 1174 novembre 17, Brescia
p. 229, alla data 1174 novembre 14
n. 24: 1175 ottobre 30, Brescia
p. 229, alla data 1175 ottobre 2
n. 25: 1176 febbraio 19, Brescia
p. 208, alla data 1176 febbraio 18
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1176 febbraio 18
cade di giovedì, non di domenica come è indicato nel documento
carta incisa
n. 26: 1176 ottobre 11, Brescia
n. 27: 1178 novembre 17, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1178 novembre 16
n. 28: 1179 maggio 18, Brescia
pp. 230 (in corrispondenza del regesto è omessa la segnatura), 298
n. 29: 1179 maggio 16, Brescia
pp. 230, 298
n. 30: 1179 ottobre 21, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; altro originale al n. 31
Inventario 72, p. 225, alla data 1179 ottobre 31
cade di lunedì, non di domenica come è indicato nel documento
n. 31: 1179 ottobre 21, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; altro originale al n. 30
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1179 ottobre 20
Inventario 72, p. 230, alla data 1179 ottobre 31
n. 32: 1169 novembre 25, Brescia
pp. 208, 298, alla data 1179 novembre 26
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1179 novembre 25
Inventario 72, p. 225, alla data 1179 novembre 25
nel millesimo, in cifre romane, una «-X-» è erasa; l’indizione «X secunda» presenta la «X» depennata; cade di martedì, non di domenica come è indicato nel documento
n. 33: 1189 dicembre 3, Brescia
n. 34: 1181 febbraio 7, Brescia
p. 230, alla data 1184 febbraio 7
n. 35: 1183 settembre 2, Brescia
p. 272, alla data 1183 dicembre 7
n. 36: 1186 gennaio 30, Brescia
n. 37: 1187 febbraio 15, Brescia
n. 38: 1188 agosto 15, Brescia
n. 39: 1189 febbraio 23, Brescia
n. 40: 1189 luglio 11, Brescia
Inventario 72, -
n. 41: 1190 gennaio 28, Brescia
p. 272, alla data 1190 gennaio 26
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1190 gennaio 26
n. 42: 1190 marzo 1, Brescia
p. 297 (alla segnatura «n. 2»)
n. 43: 1190 maggio 20, Brescia
n. 44: 1190 giugno 2, Brescia
n. 45: 1190 novembre 19, Brescia
n. 46: 1195 aprile 28, Brescia
p. 206, alla data 1195 aprile 3
n. 47: 1190 maggio 29, Brescia
n. 48: 1197 marzo 24, Brescia
n. 49: 1197 novembre 23, Brescia
Inventario 72, p. 232, alla data 1197 settembre 26
n. 50: 1197 novembre 18, Brescia
n. 51: 1198 dicembre 9, Brescia
n. 52: 1199 maggio 2, Brescia
Ripostiglio C
n. 5: *sec. XI- sec. XII*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 5, n. 898
n. 6: *sec. XI - sec. XII*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 5, n. 899
n. 7: 1181 giugno 3, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 53
n. 9: 1043 maggio, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 1
p. 69; p. 376, alla data 1040 giugno 3
n. 10: 1099 gennaio, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 3; secondo originale al n. 11
p. 70; p. 432, alla data 1099 gennaio 2
n. 11: 1099 gennaio
secondo originale al n. 10
n. 12: 1100 luglio, *Brescia*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 5
pp. 70, 432
n. 13: 1111 luglio, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 6
pp. 71, 482
n. 14: 1119 gennaio, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 8
n. 15: 1127 aprile 20, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 11
p. 410, alla data 1127 aprile 21
n. 16: 1198 gennaio 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 102
n. 17: 1120 aprile 3, *Brescia*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 9
n. 18: 1138 maggio 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 13
n. 19: 1143 marzo 7, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 14
n. 20: 1154 dicembre 1, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 19
n. 22: 1150 luglio 11, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 15
n. 23: 1150 agosto 26, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 16
p. 504, alla data 1150 agosto 25
n. 24: 1154 marzo 13, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 17
n. 25: 1154 maggio 19, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 18
p. 423, alla data 1154 maggio 18
n. 27: 1168 maggio 19, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 28
p. 416, alla data 1161 maggio 18
n. 28: 1162 aprile, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 22
n. 29: 1163 giugno 25, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 23
p. 304, alla data 1163 giugno 26
n. 30: 1166 febbraio, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 25
pp. 151, 433
n. 31: 1168 marzo 14, *Brescia*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 27
n. 32: 1168 novembre 10
altro originale al n. 33
n. 33: 1168 novembre 10, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 29; altro originale al n. 32
n. 34: 1171 marzo 7, Brescia
n. 35: 1171 giugno 2, Brescia
n. 36: 1171 giugno 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 31
n. 37: 1171 giugno 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 32
n. 38: 1171 giugno 2
n. 39: 1172 dicembre 1, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 34
n. 40: 1174 marzo 27, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 37
n. 41: 1178 febbraio 4, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 43
n. 42: 1178 aprile 17, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 44; copia
p. 447: l’autenticatore viene indicato come rogatario
n. 43: 1179 aprile 23, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 46
p. 448, alla data 1179 aprile 8
n. 44: 1180 aprile 25, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 48
p. 304, alla data 1180 aprile 26
n. 45: 1181 ottobre 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 54
n. 46: 1182 marzo 10
n. 47: 1182 luglio 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 55
n. 48: 1182 novembre 28, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 56
n. 49: 1182 novembre 28
n. 50: 1183 novembre 14, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 58
n. 51: 1183 giugno 12, Brescia, giugno 13, Gussago
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 57
nel verso la segnatura risulta «n. 32»
n. 52: 1184 ottobre 5
n. 53: 1184 ottobre 29, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 61
n. 54: 1187 dicembre 13, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 71
n. 55: 1184 dicembre 19, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 62
n. 56: 1186 aprile 15, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 65; altro originale al n. 57
n. 57: 1186 aprile 15
altro originale al n. 56
n. 58: 1186 aprile 20, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 66
p. 438, alla data 1186 aprile 21
n. 59: 1186 giugno 8, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 67
n. 60: 1187 febbraio 15, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 69
n. 61: 1188 settembre 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 72
n. 62: 1188 novembre 20, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 73
n. 63: 1188 novembre 20, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 74
n. 64: 1189 febbraio 28, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 75
n. 65: 1190 novembre 5, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 76
n. 66: 1191 gennaio 30, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 77
n. 67: 1191 novembre 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 78
n. 68: 1192 ottobre 27, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 81
p. 305, alla data 1192 dicembre 27
n. 69: 1193 febbraio 12, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 83
n. 70: 1193 gennaio 3, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 82
p. 447, alla data 1193 giugno 3
n. 71: 1194 gennaio 17, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 85
n. 72: 1194 aprile 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 87
n. 73: 1194 aprile 28, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 89
n. 74: 1194 aprile 21, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 88
n. 75: 1194 aprile 29, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 90
n. 76: 1194 maggio 4, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 91
n. 77: 1184 maggio 27, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 60
n. 78: 1194 dicembre 7, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 92
n. 79: 1195 gennaio 12, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 93
p. 449, alla data 1195 luglio 12
n. 80: 1195 novembre 1
altro originale al n. 91, sulla stessa pergamena di un altro documento di pari data
n. 81: 1196 gannaio 13, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 95
n. 82: 1196 dicembre 12
cf. altri originali ai nn. 83, 84
n. 83: 1196 dicembre 12, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 97; cf. altri originali ai nn. 82, 84
n. 84: 1196 dicembre 12, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 98; cf. altri originali ai nn. 82, 83
n. 85: 1197 aprile 15, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 99
n. 86: 1197 aprile 14, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 100
n. 87: 1197 settembre 28, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 101
n. 88: 1198 febbraio 4, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 103
n. 89: 1198 aprile 1, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 104
n. 90: 1198 aprile 13, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 105
n. 91: 1195 novembre 1, Brescia; 1195 novembre 1, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 94; altro originale del primo dei due documenti al n. 80
n. 92: 1198 dicembre 12, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 107
n. 93: 1199 febbraio 26, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 108
p. 306, alla data 1199 febbraio 3
n. 94: 1199 marzo 6, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 109
p. 449, alla data 1199 maggio 6
n. 95: 1199 maggio 6, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 111
n. 96: 1199 maggio 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 110
n. 97: 1199 giugno 15, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 112
n. 98: 1199 ottobre 29, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 113
cade di venerdì, non di giovedì come è indicato nel documento
n. 99: 1199 novembre 11, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 114
n. 100: 1184 novembre 11
n. 1: 1200 febbraio 5, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 117
n. 2: 1200 febbraio 13, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 118
n. 3: 1200 maggio 31, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 120
n. 4: 1200 giugno 25
altro originale al n. 5
n. 5: 1200 giugno 25
altro originale al n. 4
n. 4: 1070 ottobre, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 2
pp. 70, 659
n. 5: 1100 marzo, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 4
pp. 70, 424; p. 576, alla data 1100
n. 6: 1111 novembre 26, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 7
p. 71; p. 437, alla data 1111 novembre 27
n. 7: 1123 ottobre, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 10
n. 8: 1184 novembre 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 12
p. 447, alla data 1134 dicembre 19
n. 9: 1160 agosto 2, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 20
n. 10: 1161 febbraio 15, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 21
p. 659, alla data 1161 febbraio
n. 11: 1164 aprile 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 24
p. 304, alla segnatura «n.17»
n. 12: 1168 marzo, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 26
n. 13: 1170 luglio 5
n. 14: 1170 ottobre 30, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 30
n. 15: 1172 dicembre 21
n. 16: 1172 dicembre 21, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 35
cade di giovedì, non di mercoledì come è detto nel documento
n. 17: 1172 maggio 7, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 33
n. 18: 1174 aprile 28, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 38
n. 19: 1174 agosto 27, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 39
n. 20: 1177 aprile 3, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 40; altro originale al n. 21
n. 21: 1177 aprile 3
altro originale al n. 20
n. 22: 1177 settembre 11, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 41
n. 23: 1177 settembre 21
n. 24: 1177 settembre 18
altro originale al n. 25
p. 447, alla data 1177 settembre 13
n. 25: 1177 settembre 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 42; altro originale al n. 24
n. 26: 1178 maggio 19, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 45
p. 447, alla data 1178 maggio 13
n. 27: 1179 novembre 30, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 47
n. 28: 1180 aprile 30, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 49
n. 29: 1180 maggio 18, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 50
pp. 43, 59, alla data 1180
n. 30: 1180 giugno 26
altro originale al n. 31
n. 31: 1180 giugno 26
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 51; altro originale al n. 30
n. 32: 1181 febbraio 16, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 52; altro originale al n. 33
n. 33: 1181 febbraio 16
altro originale al n. 32
n. 34: 1183 dicembre 17, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 59
n. 35: 1185 novembre 26, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 63
n. 36: 1186 febbraio 21, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 64
p. 410, alla data 1186 febbraio 19
n. 37: 1186 novembre 14
n. 38: 1187 febbraio 1, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 68; altro originale al n. 39
n. 39: 1187 febbraio 1
altro originale al n. 38
n. 40: *1187* aprile 8, *Brescia*
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 70
n. 41: 1192 marzo 23
altro originale al n. 42
n. 42: 1192 marzo 23, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 80; altro originale al n. 41
n. 43: 1192 gennaio 5, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 79
n. 44: 1193 ottobre 16, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 84
p. 449, alla data 1193 febbraio 16
n. 45: 1194 gennaio 17, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 86
n. 46: 1196 febbraio 23, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 96
p. 410, alla data 1196 febbraio 22
n. 47: 1198 maggio 7, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 106
n. 48: 1200 gennaio 10, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 115
n. 49: 1200 gennaio 21, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 116; altro originale al n. 50
n. 50: 1200 gennaio 21
altro originale al n. 49
n. 51: 1200 maggio 8, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 2, n. 119
n. 58: 1173 agosto 3, Brescia
ABLBs, Pergamene di S. Giulia, mazzo 1, n. 36
n. 1: *1194 luglio 31; prima del, Brescia*
ASMi, AD, pergg., cart. 94
p. 6, alla data 1194; cf. copia al n. 2
n. 2: *1194 luglio 31; prima del, Brescia*
p. 6, alla data 1194; cf. originale al n. 1
n. 4: 1173
n. 5: 1172
n. 6: 1178
n. 11: 1189
n. 27: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXIX
n. 28: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXIII
n. 33: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXL
n. 34: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXVI
n. 35: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXVIII
n. 36: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXV
n. 37: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXIV
n. 38: *sec. XII ex.*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXVII
n. 43: *sec. XII*
p. - Inventario dell’Arch. Dipl., -
n. 45: 1070 settembre 28, Fontanellato
ASMi, AD, MD, cart. 19, n. 481
p. 5, alla data 1070, p. 70
Inventario Osio, p. 93
n. 46: 1121 marzo, Brescia
p. 5, alla data 1121
n. 47: 1182 aprile 16, Fiesse
p. 5, alla data 1182; copia; cf. originale alla segnatura E. Fil. 3. n. 7
n. 48: 1183 dicembre 4, in loco Cubiadi
p. 5, alla data 1183
n. 49: 1196 novembre 9, Brescia
p. 5, alla data 1196
n. 50: 1197 gennaio 28, *Leno*
p. 5, alla data 1197 e alla segnatura E. Fil. 6. n. 50 con «6» che pare corr. su «1»
n. 51: 1197 agosto 24, Ostiano
p. 6, alla data 1197
n. 52: 1199 maggio 29, Leno
p. 5, alla data 1199 a alla segnatura E. Fil. 6. n. 52, con «6» che pare corretto su altra cifra, forse «1»
n. 1: 882 novembre 10, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLIV
pp. 5, 65
PORRO LAMBERTHENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 313
n. 6 III: 1050 novembre, Iseo
ASBs, ASC, CDB, busta 8, n. 8.4
p. 69, alla data 1006 novembre e alla segnatura «n. 6 II»
n. 6 IV: 842 ottobre 12, Gaudenciaga
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXIX
PORRO LAMBERTHENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 147
n. 8 III: 1058 ottobre, Iseo
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXI
p. 1, alla data 1058 e alla segnatura «n. 6 III»; p. 69, alla segnatura «n. 6 III»
nel verso «8» pare corr. su altra cifra, forse «II»
n. 9: 1194 febbraio 18, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXXI
p. 2, alla data 1194
n. 10: 1016 marzo 9, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 8, n. 8.3
p. 1, alla data 1016; p. 69
n. 13: 964 febbraio 6, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLVI
p. 1, alla data 885; p. 65, alla data 889 febbraio 6
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 681
n. 17: 995 agosto 25, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LVIII
pp. 1, 32, alla data 995; p. 67
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 897
n. 19: 955 agosto 24, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LIV
p. 1, alla data 954; p. 67, alla data 954 agosto 24
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 606, alla data 954 luglio 24
n. 34: 1170 ottobre 29, Brescia
p. 32, alla data 1170 e con segnatura E. Fil. 7. n. 34
cade di giovedì, non di mercoledì come è indicato nel documento
n. 43: 1041 maggio 31, Nuvolera
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXVI
pp. 5, 31, alla data 1041; p. 69
n. 50: 1187 febbraio 5, Brescia
p. 7, alla data 1187
n. 51: 1153 marzo 7, Brescia
p. 7, alla data 1153
n. 3: 1194 luglio 31, *Brescia*
p. 6, alla data 1194
n. 7: 1182 aprile 16, Fiesse
p. -; cf. copia alla segnatura E. Fil. 1. n. 47
n. 8: 1192 gennaio 2, Leno
p. 6, alla data 1192
n. 9: 1186 luglio 15, Cremona
p. 5, alla data 1186
n. 10: 1186 novembre 13, Brescia
n. 11: 1189 febbraio 9, Leno
n. 12: 1194 giugno 27, Brescia
p. 5, alla data 1194
n. 13: 1194 agosto 14, Brescia
n. 14: 1195 agosto 11, Gottolengo
p. 6, alla data 1195
n. 15: 1196 aprile 29, Brescia
n. 16: 1196 luglio 6, *Leno*
n. 17: 1197 novembre 30, Leno
p. 5, alla data 1197
n. 18: 1200 gennaio 31, Leno
p. 6, alla data 1200
n. 1: 1071 aprile, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXVII
pp. 19, 25, alla data 1071; p. 71
n. 22 I: 1144 marzo 16, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCII
pp. 12, 22, alla data 1144
n. 22 II: 856 luglio *2*, Umerio
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXXV
p. 21, alla data 856; p. 65
PORRO LAMBERTHENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 996
MANARESI, I Placiti del Regnum Italiae, vol. I, n. 60
n. 23: 915 ottobre 9, Bergamo
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LI
pp. 19, 56, alla data 915; p. 67
n. 26: 1173 gennaio 31, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CVIII
p. 22, alla data 1173
n. 28 II: 1069 […], Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXVI
pp. 22, 31, 70, alla data 1069
n. 41: 1156 aprile 8, *Brescia*
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. C
p. 25, alla data 1156
n. 43: 1042 aprile 19, Correggioverde
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXVII
p. 25, alla data 1043; p. 69, alla data 1043 aprile 20
n. 52: 1198 dicembre 6, Brescia
p. 25, alla data 1198
n. 68 II: 824 maggio 11, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXVI
pp. 1, 29, con omissione della data; p. 65, alla data 824 maggio 1
PORRO LAMBERTHENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 106, alla data 824 maggio
n. 79: 1105 dicembre 2, Cremona
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXIX
p. 32, alla data 1105; p. 71
n. 83: 843 agosto 31, Bussolengo
ASMi, MD, cart. 2, n. 36
p. 32, alla data 840; p. 65, alla data 840 agosto 31
Inventario Osio, p. 6
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 152
NATALE, Il Museo Diplomatico, n. 72
n. 11: 1160 aprile, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CIII
p. 35, alla data 1160
n. 12: 1160 aprile 7, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CII
n. 13 I: 822 maggio, Talminniano
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXIV
pp. 35, 54 alla data 822; p. 65, alla data 822 maggio 15
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 97
n. 26 I: 1041 agosto, Bagnolo
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXV
p. 41, alla data 10-1; p. 69, alla data 1001 agosto 1
n. 26 II: 1107 novembre, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXX
p. 41, all’anno 1107; p. 71
n. 43: 1175 febbraio 4, Brescia
p. 43, alla data 1175
n. 44: 1154 luglio, Passirano
p. 43, alla data 1154
n. 64: 898 gennaio 2
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLIX
p. 48, alla data 898; p. 66
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 375
n. 65: 1184 agosto 26, Brescia
p. 48, alla data 1184
Inventario dell’ Arch. Dipl., -
n. 115: 1049 febbraio, Adro
ASMi, MD, cart. 17, n. 342
pp. 1, 56, alla data 1004; p. 69, alla data 1004 febbraio
Inventario Osio, p. 78
n. 11: 1165 settembre 21, in cimiterio Sancte Marie Pisislexi
p. 48, all’anno 1165
n. 15: 1114
n. 17: 1195
n. 19: 1097
n. 21: 1194
n. 41: 1194
n. 76: 1200
n. 81: 1200
n. 88: 1134
n. 153: 1194
n. 160: 1082
pp. 21, 56
n. 178: 1085 agosto
pp. 22, 70
n. 179: 1144
n. 28: 1194 ottobre 2, Leno
pp. 25, 43, alla data 1194
n. 29: 1123, Brescia
n. 41: 1162 febbraio 16, Brescia
p. 32, alla data 1162
n. 42: *sec XII*, Brescia
n. 59: 1194 aprile 14, *…*
p. 35, all’anno 1194
n. 79: 1144 novembre, Novagli
p. 25, alla data 1144
n. 88: 1193 giugno 25, Brescia
p. 43, alla data 1193
n. 94: 11[9]3 dicembre 27, Goiono
p. 43, all’anno 1154
Inventario 72, p. 221, all’anno 1154
n. 7: 1197 settembre 14, Novagli
p. 48, all’anno 1197 e con segnatura E. Fil. 6. n. 7
Inventario 72, p. 232, alla data 1197 settembre 1
n. 10: 1145 ottobre, Brescia
p. 48, alla data 1145
n. 12: 1195 aprile 18, in loco Sancti Pauli
p. 48, alla data 1195
n. 28: 1110 marzo, Brescia
p. 51, alla data 1110
n. 32: 1139 aprile 21, Seseniga
p. 43, alla data 1139
n. 40: 1194 gennaio 4, Sirmione
p. 12, alla data 1194 e con segnatura «n. 10»; p. 51, alla data 1194
n. 76: 1168 dicembre, Novagli
p. 54, alla data 1168 e con segnatura E. Fil. 6 n. 76
n. 77: 1166 giugno, Brescia
p. 54, alla data 1166
n. 88: 1194 gennaio 4, Sirmione
p. 54, alla data 1194
Ripostiglio F
n. 2: 1136 novembre 7, Piacenza
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXVIII
p. 651, alla data 1136 ottobre 7
n. 3: 1139 aprile 29, Piacenza
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. XC
n. 4: 1149 dicembre 15, Piacenza
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCIV
p. 651, alla data 1149 dicembre 11
n. 5: 1157 luglio, Crema
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CI
n. 6: 1174 maggio 21, Milano
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CXII; copia al numero seguente
n. 7: 1174 maggio 21, Milano
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CXI; originale al numero precedente
n. 1: 977 giugno 5, Sirmione
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LVII
pp. 67, 343, alla data 972 giugno 10; copia al numero seguente
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 777, alla data 977 giugno 10
n. 2: 977 giugno 5, Sirmione
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LVI; originale al numero precedente
n. 3: 966 agosto 10, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LV
pp. 67, 702
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 696
n. 4: 1050 maggio 26, Vicenza
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LX
pp. 69, 702, alla data 1005 maggio 26
n. 5: 1050 maggio 26, Vicenza
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXII
pp. 69, 644, 703
MANARESI, I placiti del Regnum Italiae, n. 384
n. 6: 1098 settembre 30, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXVIII
pp. 70, 644
n. 7: 1126 maggio 20, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXIV
n. 8: 1173 maggio 25, *Montorio*
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CVII
n. 9: 1193 settembre 22, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXX
nel verso «9» è corr. su altra cifra, forse «4»
n. 15: 878 novembre 17, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLII
pp. 65, 700, 703, alla data 879 novembre 17
PORRO LAMBERTHENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 279
Ripostiglio G
n. 3: 1171 settembre 13, Castelnuovo
n. 4: 1193 ottobre 5, Brescia
n. 5: 1181 ottobre 13, Brescia
n. 6: 1193 maggio 31, Sirmione
n. 7: 1193 giugno 28, Sirmione; 1193 giugno 6, Sirmione
n. 8: 1193 giugno 5, Sirmione
n. 9: 1193 giugno 6, Sirmione
n. 10: 1193 luglio 6, Sirmione
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1193 giugno 6
n. 11: 1193 luglio 11, Sirmione
n. 18: 1194 gennaio 25, Brescia
p. 609, alla data 1194 gennaio 7
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 613
n. 19: 1195 marzo 13, Brescia
p. 197, alla data 1196 marzo 15; pp. 283, 345, 630, alla data 1196 marzo 13
i dati cronologici dell’originale, che indica l’anno 1196, coincidono considerando un errore del notaio nel millesimo
n. 20: 1197 maggio 9, Sirmione
n. 57: 1194 dicembre 17, Brescia
p. 609, alla data 1194 dicembre 15
n. 58: 1194 gennaio 16, Brescia
p. 609, alla data 1194 giugno 16
n. 59: 1193 novembre 13, Brescia
p. 609, alla data 1194 novembre 13
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1193 novembre 23
n. 60: 1193 dicembre 2, Brescia
p. 609, alla data 1194 dicembre 2
n. 61: 1194 febbraio 16, Brescia
p. 609, alla data 1194
Inventario 72, p. 230, alla data 1194 febbraio 15
n. 90: 1164 febbraio 16, Brescia
n. 91: 1164 febbraio 15, Brescia
p. 607, alla data 1164 febbraio 18
Inventario 72, p. 222, alla data 1164 febbraio 20
n. 92: 1186 febbraio 22, Brescia
n. 101: 1198 ottobre 22, Brescia
n. 6: 771 settembre 25, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XVIII
pp. 63, 674, 703
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 43; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 257
n. 7: 1143 ottobre 9, Sirmione
pp. 195, 675, alla data 1143 ottobre 8
Inventario 72, p. 222, alla data 1142 ottobre 9
n. 8: 1193 febbraio 28, Sirmione
n. 9: 1194 marzo 12 o 15, Brescia
p. 675, alla data 1193 marzo 15
il giorno dela settimana indicato nel documento coincide con il 12 del mese, mentre il giorno di marzo indicato è il 15
n. 10: 1193 agosto 25, 15, 16..... Sirmione
pp. 675, 676, 678
Inventario 72, p. 229, alla sola data 1193 agosto 15
più documenti sulla stessa pergamena
n. 11: 1194 maggio 8, Sirmione; 1194 maggio 30 -; 1194 giugno 9, Desenzano; 1194 giugno 2, Sirmione
p. 676, alla data 1194 maggio 8
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1194 maggio 8
Inventario 72, p. 230, alla data 1194 maggio 8
quattro documenti sulla stessa pergamena
n. 12: 1196 settembre 26, Brescia
n. 13: 1197 maggio 8, Sirmione
n. 14: 1197 maggio 9, Sirmione
n. 122: 1187 aprile 7, Brescia
n. 124: *sec. XII*
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, forse iterato
n. 2: 1042 ottobre, Brescia
ASMi, MD, cart. 16, n. 310
pp. 69, 675
Inventario Osio, p. 74
n. 3: 1167 febbraio 14, Garda
Inventario 72, p. 222, alla data 1167 febbraio
n. 4: 1183 maggio 8, Brescia
n. 5: 1188 marzo 30, Brescia
p. 643, alla data 1188 marzo 3
n. 6: 1190 gennaio 12, Brescia
p. 667, alla data 1190 gennaio 7
Inventario 72, p. 228, alla data 1190 gennaio 7
n. 7: 1193 maggio 22, Brescia
n. 8: 1196 marzo 13, Brescia
p. 676, alla data 1195 marzo 13
n. 9: 1198 febbraio 22, Garda
p. 362 (alla segnatura «n. 4»)
n. 10: 1200 agosto 17
Ripostiglio H
n. 1: 1169 maggio 1, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 61, alla data 1169 maggio
n. 4: 1000 settembre 1, -
ASMi, MD, pergg., cart. 10, n. 216
p. 67, 576
Inventario Osio, p. 38
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 987
n. 5: 1170 giugno 11, Brescia
n. 6: *sec. XII - metà, Sirmione*
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXLIII
pp. 63, 655, alla data 1148 febbraio 12
Ripostiglio K
n. 1: 759 gennaio -
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. I
pp. 63, 362, 532, 691
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 18; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 31
n. 1: 766 gennaio 20, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XI
p. 63, alla data 766 gennaio 24; p. 532
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 30; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 37
n. 1: 766 marzo 3, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XII
pp. 63, 192, 533, 597, 639, 691, 667, 697; a p. 699 è indicata anche la segnatura «n.8»
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 31; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 38
n. 2: 760 ottobre 4, Pavia
pp. 63, 341, alla data 761 ottobre 4; pp. 420, 511, alla data 761 ottobre 4; pp. 532, 582, 612, 650, 655, 658, 673, 691
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 20; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 33
n. 2: 772 agosto 24, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XX
pp. 63, 533, 692
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 47; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 42
n. 3: 765 giugno 13, *Sirmione*
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. IX
pp. 63, 533, 612, 618, 619, 655, 674, 690, 691
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 29; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 188; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 36
nn. 4, 5, 6, 7: 767 novembre 12, Cremona
ASBs, ASC, CDB, busta 1, nn. XIII, XIV, XV, XVI
p. 63, alla data 767 novembre 10; pp. 272, 533, 692
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 32; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 39
n. 8: 771 luglio, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XVII
pp. 63, 533, 595, 692
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 42; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 40
n. 8: 772 novembre 11, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XXII
pp. 63, 190, 192, 194, 196, 205, 533, 547, 576, 595, 623, 639, 640, 650, 658, 666, 674, 678, 687, 690, 692, 703
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 50; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 44
n. 9: 772 giugno 14, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XIX
pp. 63, 533, 666, 692
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae n. 45; BRUHL, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 41
n. 10: 823, -
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXV
p. 65, alla data «dopo 822»; p. 534
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 103
n. 10: 772 ottobre 13, Pavia
pp. 63, 533, 544, 582
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 48; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, n. 274
n. 11: 781 giugno 1 - ottobre, -
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. XXIII
pp. 63, 534, alla data «dopo 780 avanti 800»
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 58, all’anno 781; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DK. I, n. 135
n. 12: 837 dicembre 15, Marengo
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXVII
pp. 65, 692; pp. 165, 194, 272, 281, 294, 340, 345, 362, 363, 511, 519, 534, 610, 611, 612, 613, 620, 622, 623, 624, 634, 657, 658, 661, 662, 672, 690, 701, alla data 838 dicembre 15
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 130; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLo. I, n. 35
n. 13: 848 marzo 16, Aquisgrana
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXX
pp. 65, 534
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 166; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLo. I, n. 101
n. 14: 851 settembre 8, Gondreville
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXXI
pp. 293, 534, 617, 692; pp. 629, 650, 651, 674, 678, alla data 852 settembre 8
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 173; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLo. I, n. 115
n. 15 I: 856 maggio 14, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXXII
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 193; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 20
n. 15 II: 856 maggio 19, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXXIII
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 194; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 21
n. 16: 856 maggio 19, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 2, n. XXXIV
pp. 65, 535
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 195; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 22
n. 17: 857 aprile 3, Mantova
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XXXVI
pp. 12, 35, 65, 535
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 24
n. 18: 861 gennaio 10, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XXXVII
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 211; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 32
n. 19: 861 gennaio 13, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XXXVIII
pp. 65, 190, 293, 535, 617, 629, 650, 674, 678
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 212; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 34
nel verso «1-» è corr. su «2-»; «-9» è corr. su altra cifra
n. 20: 862 gennaio 12, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XXXIX
pp. 65, 535, 604, 617
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 220; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DLu. II, n. 33
n. 21: 879 luglio 8, Otting
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XL
pp. 65, 197, 293, 294, 536, 650, 661, 675, 692, 699
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 283; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DKarolinorum, I, n. 26
n. 22: 879 luglio 8, Otting
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLI
pp. 29, 31, 65, 536
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 284; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DKarolinorum, I, n. 25
n. 23: 880 dicembre 29, Piacenza
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLIII
pp. 65, 536
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 298; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DKarolinorum, II, n. 28
n. 24: 887 febbraio 7, Rottweill
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLV
pp. 65, 536, 692, 702, alla data 886 febbraio 10
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 335, alla data 886 febbraio 10; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DKarolinorum, III, n. 156
n. 25: 889 agosto 18, Cremona
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLVII
pp. 66, 210, 536, 693
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 344; SCHIAPARELLI, I diplomi di Berengario, n. 5
n. 26: 892 luglio 18, Parma
ASBs, ASC, CDB, busta 3, n. XLVIII
pp. 22, 66, 536
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 354; SCHIAPARELLI, I diplomi di Guido e di Lamberto, n. 17
n. 27: 915 marzo 4, Verona
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. L
pp. 67, 210, 537, 693, 697
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 456; SCHIAPARELLI, I diplomi di Berengario, n. 96
n. 28: 916 maggio 25, curte Sinna
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LII
pp. 67, 537, 672, 693
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 467; SCHIAPARELLI, I diplomi di Berengario, n. 110
n. 29: 943 luglio 14, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LIII
pp. 67, 537
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 572; SCHIAPARELLI, I diplomi di Ugo e di Lotario, n. 70
n. 30: 998 gennaio 19, Cremona
ASBs, ASC, CDB, busta 4, n. LIX
pp. 67, 190, 537, 629, 651, 674, 678, alla data 997 gennaio 19
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 941; MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DO. III, n. 267
n. 31: 1014, Verona
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXI
pp. 69, 537, 612, 693
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DH. II, n. 311
n. 32: 1045 luglio 22, Maastricht
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXIX
pp. 69, 344, 538, 693
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DH. III, n. 142
n. 33: 1048 maggio 2, Zurigo
ASBs, Monastero di S. Giulia, busta 1, n. 1
p. 69, alla data 1048 6 maggio; pp. 190, 293, 538, 617, 629, 651, 674, 678
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DH. III, n. 216
n. 34: 1085 novembre 9, Regensburg
ASBs, Monastero di S. Giulia, busta 1, n. 2
pp. 538, 629, 651, 674
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DH. IV, n. 376
n. 35: 1136 ottobre 9, Casalmaggiore
ASBs, Monastero di S. Giulia, busta 1, n. 3; altro originale al numero seguente
pp. 165, 190, 194, 284, 293, 344, 511, 538, 617, 623, 629, 634, 651, 673, 674, 678
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DH. III, n. 99
n. 36: *1136 ottobre 9, Casalmaggiore*
ASBs, ASC, Codice Diplomatico Bresciano, busta 5, n. LXXXIX; altro originale al numero precedente
pp. 165, 194, 284, 293, 344, 511, 538, 617, 623, 629, 634, 651, 673, 678
originale mutilo dell’escatocollo
n. 37: 1163 novembre 27, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CIV; copia al numero seguente
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DF. I, n. 419
n. 38: 1163 novembre 27, Pavia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. CV; originale al numero precedente
p. 538, 652
n. 39: 1184 giugno 25, Costanza
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXX
p. 539, 652
n. 40: 1185 gennaio 1, Verona
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXI; copia al numero seguente
pp. 165, 190, 194, 284, 293, 344, 511, 617, 623, 629, 634, 652, 673, 674, 678, alla data 1185 gennaio 2; p. 693, alla data 1185 gennaio 9; pp. 539, 623, alla data 1185 gennaio
MONUMENTA GERMANIAE HISTORICA, DF. I, n. 890
n. 41: 1185 gennaio 1, Verona
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXXII; originale al numero precedente
pp. 165, 190, 194, 284, 293, 344, 511, 617, 623, 629, 634, 652, 673, 674, 678, alla data 1185 gennaio 2; pp. 539, 623, alla data 1185 gennaio
n. 1: 762 ottobre 26, -
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. VIII; altra copia al numero seguente
pp. 63, 544, 582, alla data 763 ottobre 26
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 26
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 1:
«suspecta»
n. 2: 762 ottobre 26, -
ASBs, ASC, CDB, busta 1, n. VII; altra copia al numero precedente
n. 3: 1060 maggio 5 (6), Roma
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXIII
pp. 194, 281, 284, 544
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 3
n. 4: 1060 maggio 16 (14), Roma
ASBs, ASC, CDB, busta 5, perg. LXXIV; altra copia in ASRe, S. Prospero
pp. 194, 281, 284, alla data 1060 maggio 6; p. 544, alla data 1060 maggio 16
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 4:
n. 5: 1063 aprile 19, -
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXV
p. 545, alla data 1063 aprile 25; p. 582, alla data 1063 aprile 28
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 5:
«spurium»
n. 6: 1106 maggio 11, Laterano
pp. 165, 194, 281, 284, 340, 363, 582, 612, 616, 623, 630, 633, 634, 673, 674, alla data 1107 maggio 11
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 6
anno ab incarnacione
n. 7: 1123 aprile 3, Laterano
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXIII
pp. 165, 194, 281, 284, 362, 511, 545, 582, 612, 623, 630, 633, 634, 673, 674
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 7
n. 8: 1133 maggio 1, Roma
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXV
pp. 366, 545, 582
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 9:
n. 9: 1132 agosto 30, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXVI
p. 194, alla data 1133 agosto 30 e alla segnatura «n. 8»; pp. 165, 281, 284, 340, 362, 511, 546, 582, 612, 623, 630, 633, 634, 670, 673, 674, 697, 704, alla data 1133 agosto 30
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 8
n. 10: 1148 settembre 8, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCIII
pp. 165, 104, 281, 284, 340, 362, 511, 546, 582 (qui alla segnatura «n. 11»), 612, 623, 630, 633, 634, 655, 659, 670, 673, 674, 697, 705
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 11
n. 11: 1152 giugno 9, Segni
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCVII; originale al numero seguente
p. 511, alla data 1152 giugno 13; p. 546
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 14
n. 12: 1152 giugno 9, Segni
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCVI; copia al numero precedente
n. 13: 1184 agosto 17, Verona
ASBs, ASC, CDB, busta 7, n. CXIX; copia al numero seguente
pp. 165, 194, 281, 340, 362, 511, 546, 582, 612, 623, 630, 633, 634, 655, 659, 670, 673, 674, 697, 705
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 27
n. 14: 1184 agosto 17, Verona
originale al numero precedente
pp. 165, 194, 281, 340, 362, 511, 546, 612, 623, 630, 633, 634, 655, 659, 670, 673, 674, 697, 705
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, non menziona la copia
n. 1: *1157-59* febbraio 18, Laterano
ASBs, ASC, CDB, busta 6, n. XCIX
pp. 546, 651, alla data 1156 febbraio 18
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 19
n. 2: *1171-81* gennaio 20, Tuscolano
ASBs, Monastero di S. Giulia, busta 2, n. 15
p. 546, alla data 1159 gennaio 20
KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, n. 26
n. 3: 1199 luglio 8, Roma
ASBs, Monastero di S. Giulia, busta 2, n. 19
pp. 547, 665
Ripostiglio L
n. 4: *sec. XII, metà*
p. 636, alla data «1135 circa»
Inventario 72, p. 220, alla data «1140 circa»
nn. 5-13: *sec. XII, metà*
n. 14: *sec. XII* luglio, Nuvolera
n. 15: 961 febbraio 4, Brescia
ASMi, MD, cart. 7, n. 74
p. 67; p. 634, alla data 961 febbraio 5
Inventario Osio, p. 24
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 643
n. 16: 1029 marzo, Brescia
ASMi, MD, cart. 14, n. 184
pp. 69, 634
Inventario Osio, p. 59
nel verso «1-» della filza è corr. su altra cifra
n. 17: 1040 giugno, Brescia
ASMi, MD, cart. 16, n. 291
p. 69; p. 634,alla data 1040 giugno 2
Inventario Osio, p. 71
n. 18: [1086] luglio, Bagnolo
ASMi, MD, cart. 21, n. 618
n. 19: 1126 dicembre 2, Brescia
n. 20: 1154 gennaio, Nuvolera
p. 635, alla data 1155 gennaio
n. 21: 1155 novembre, Brescia
n. 22: 1156 dicembre, Brescia
p. 635, alla data 1156 dicembre 12
n. 23: 1158 febbraio 15, Brescia
p. 635, alla data 1158 febbraio
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1158
n. 24: 1164 febbraio 29, Brescia
p. 636, alla data 1164 febbraio 28
n. 25: 1174 maggio 27, Brescia
n. 26: 1186 marzo 26, Brescia; 1186 aprile 21, Brescia
p. 635, alla data 1186 marzo 6
n. 27: 1190 maggio 10, Brescia
n. 28: 1196 agosto 20, Brescia
p. 636, alla data 1196 agosto 15
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 63, alla data 1196 agosto 15
Inventario 72, p. 231, alla data 1196 agosto 19
n. 29: 1197 aprile 10, Brescia
n. 30: 1198 gennaio 31, Brescia
n. 31: 1199 aprile 6, Brescia
n. 32: 1199 novembre 24, *Brescia*
Inventario 72, p. 232, alla data 1199 novembre 19
n. 33: 1200 aprile 20, Brescia
n. 34: 1200 dicembre 6, Brescia
n. 1: 1180 ottobre 6, Brescia
n. 6: 960 novembre 12, Brescia
ASMi, MD, cart. 6, n. 73
pp. 67, 614
Inventario Osio, p. 23
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 641
n. 7: 1197 agosto 20, Brescia
pp. 614, 668
n. 8: 1197 giugno 29, Brescia
cade di domenica non di venerdì come è indicato nel documento
n. 9: 1196 ottobre 25, Brescia
Filza 5*
n. 6: 960
lo stesso che L. Fil. 3. n. 6.?
n. 15: 960
*Non si può escludere un errore dell’Astezati nella compilazione dell’Indice, tracciando «5» in luogo di «3»
n. 100: 1195 marzo 25, Novagli
ASMi, AD, pergg., cart. 84; cf. con il doc. di pari data alla segnatura O. Fil. 2. n. 9
p. 43, alla data 1195 e con segnatura E. Fil. 7. n. 100
cade si sabato anziché di domenica come è indicato nel documento
Ripostiglio N
n. 1: 1159 agosto 22, Brescia
p. 205, alla data 1159 agosto 17
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 61, alla data 1159 agosto 17
Inventario 72, p. 221, alla data 1159 agosto 17
n. 2: 1192 novembre 28, Brescia
pp. 204, 297
n. 23: 1126 gennaio 11
n. 24: 1158 aprile, Brescia
n. 25: 1180 ottobre 25, Brescia
p. 326, alla data 1180 ottobre 24
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1180 ottobre 24
n. 26: 1199 ottobre 2, Brescia
Ripostiglio O
n. 2: 1196 marzo 7, Brescia
n. 3: 1024 marzo, Brescia
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXII
pp. 69. 292, 644
n. 4: 1190 agosto 27, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; cf. altri due originali ai nn. 5, 6
n. 5: 1190 agosto 27, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; cf. altri due originali ai nn. 4, 6
n. 6: 1190 agosto 27, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; cf. altri due originali ai nn. 4, 5
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 623
n. 29: 1106 maggio, Brescia
pp. 71, 649
nel verso «29» presenta il «2-» corr. su «3-»
n. 30: 1155 maggio 7, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 83; copia autentica imitativa del sec. XII ex.; cf. originale al numero seguente
n. 31: 1155 maggio 7, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 83; cf. copia autentica imitativa al numero precedente
n. 32: 1174 febbraio 4, Brescia
n. 34: 1178 novembre 5, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 89
n. 35: 1181 maggio 31, Brescia
n. 36: 1188 febbraio 21, Brescia
n. 37: 1199 novembre 19, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; secondo originale al n. 39
n. 38: 1192 febbraio 1, Brescia
p. 332, alla data 1199 novembre 19
n. 39: 1199 novembre 19, Brescia
ASMi, AD, pergg., cart. 84; secondo originale al n. 37
n. 53: 1175 gennaio 2, Brescia
p. 331, alla data 1175 luglio 7
cade di giovedì non di martedì come è detto nel documento
n. 60: 1174 agosto 4, Brescia
n. 156: 1175 novembre 2, Novagli; 1175 novembre 2, Paderno
n. 157: 1177 novembre 3, Brescia
n. 158: 1181 dicembre 15, Brescia
n. 159: 1199 novembre 8, Paderno
n. 167: 1197 maggio 30
n. 2: 1160 agosto 2, Brescia
n. 3: 1165 luglio 2, Brescia
cade di venerdì, non di martedì come è detto nel documento
n. 4: 1174 agosto 4, Brescia
n. 5: 1174 settembre 3, Brescia
n. 6: 1177 novembre 17, Brescia
Inventario dell’Arch. Dipl., fasc. 62, alla data 1177 novembre 16
n. 7: 1178 marzo 27, Brescia
p. 331, alla data 1178 marzo 17
n. 8: 1184 dicembre 8, Brescia
n. 9: 1195 marzo 25, Novagli
ASMi, AD, pergg., cart. 84; cf. con documento di pari data, forse copia semplice, alla segnatura L. Fil. 7. n. 100
p. 39, alla data 1195
cade di sabato non di domenica come è detto nel documento
n. 10: 1200 maggio 27, Brescia
Ripostiglio P
n. 2: 1198 aprile 12, Brescia
n. 21: 1197 maggio 8, Sirmione
n. 22: 1183 dicembre 28, Brescia
pp. 521, 640, alla data 1184 dicembre 28
anno a nativitate; nel verso «1» della filza è corr. su «2»
n. 26: 1083 settembre, -
ASMi, MD, cart. 21, n. 581
Inventario Osio, p. 105
n. 2: 822 aprile 10, Brescia
ASMi, MD, cart. 2, n. 10
p. 65; p. 158, alla data 822 aprile 11
Inventario Osio, p. 4
PORRO LAMBERTENGHI, Codex diplomaticus Langobardiae, n. 96; NATALE, Il Museo Diplomatico, n.46
n. 3: 1058 ottobre, Brescia
ASMi, MD, cart. 18, n. 406
p. 69; p. 158, alla data 1058
Inventario Osio, p. 84
n. 4: 1171 ottobre 18, Brescia
n. 5: 1173 luglio 13, Brescia
Inventario 72, p. 223, alla data 1173 luglio 1
cade di venerdì, non di sabato come è detto nel documento
n. 1: 1134 aprile 11, Pompiano
ASBs, ASC, CDB, busta 5, n. LXXXVII
Ripostiglio Q
n. 1: 759 settembre 17, Pavia
ASCr, AOM, n. 1
pp. 63, 165 (dove risulta un originale alla segnatura «n. 7 I» e una copia alla segnatura «n. 7 II)»
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 19; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, n. 137; FALCONI, Le carte cremonesi, n. 1
nel verso «1» è preceduto da «7 I» depennato
n. 8: 761 settembre 10, Pavia
ASCr, AOM, n. 2
pp. 63, 165, 616, 701
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 25; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, n. 155; FALCONI, Le carte cremonesi, n. 2
nel verso «8» è corr. su cifra precedente, con inchiostro diverso
n. 9: 769 marzo 29, Pavia
ASCr, AOM, n. 3
pp. 63, 165 (dove risulta anche una copia autentica al n. 10)
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 37; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, n. 226; FALCONI, Le carte cremonesi, n. 3
nel verso «9» è corr. su cifra precedente
n. 11: 769 maggio 15, Leno
ASCr, Comune di Cremona, Archivio Segreto, n. 49
pp. 63, 165
PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, n. 38; SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, n. 228; FALCONI, Le carte cremonesi, n. 4
n. 12: 1103 aprile 10, Alfiano
ASCr, AOM, n. 12
pp. 71, 180
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 249
nel verso su «12», sovrapposto da altra mano, si osserva «5»
n. 13: 1157 febbraio 17, Alfiano
ASCr, AOM, n. 31
p. 180, alla data 1156 febbraio 17
anno ab incarnacione, computo fiorentino
nel verso su «13», sovrapposto da altra mano, si osserva «6»
n. 14: 1169 aprile 30, Brescia
ASCr, AOM, n. 42
pp. 180, 519
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 440
nel verso su «14» è sovrapposto «7»
n. 15: 1170 maggio 16
n. 16: 1181 novembre 28, Cremona
ASCr, AOM, n. 83
p. 180, alla data 1181 novembre 24
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 593
nel verso su «16», sovrapposto da altra mano, si osserva «9»
n. 17: 1182 maggio 17, Cremona
ASCr, AOM, n. 87
p. 180, alla data 1182 maggio 16 e senza la segnalazione della segnatura
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 602
nel verso su «17» è sovrapposto «11»
n. 18: 1182 giugno 13, Cremona
ASCr, AOM, n. 88
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 604
nel verso su «18» è sovrapposto «10»
n. 19: 1194 ottobre 1, Cremona
ASCr, AOM, n. 101
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 776
nel verso su «19» è sovrapposto «12»
n. 3: 1180 giugno 26
pp. 286, 512
n. 5: 1178 giugno 23
n. 6: 1190 agosto 1
n. 7: 1191 aprile 18
n. 8: 1193 ottobre 12
n. 9: 1194 agosto 9
n. 10: 1197 ottobre 31
n. 11: 1200 febbraio 4
n. 12: 1200 febbraio 4
n. 1: 1187, post agosto 31, Calvatone
ASCr, AOM, n. 91
p. 286, alla data 1187
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 656
n. 2: 1169 luglio (ma giugno) 2, Brescia
ASCr, AOM, n. 43
pp. 289, 514, 519, alla data 1169 luglio 2
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 443
nel verso «2» è corr. su «6»
n. 3: 1145 luglio 29, -
ASCr, AOM, n. 22
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 332
n. 4: 1166 settembre 26, Calvatone
ASCr, AOM, n. 35
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 422
n. 5: 1167 dicembre 18, Cremona
ASCr, AOM, n. 38
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 429
n. 6: 1168 dicembre 9, Brescia
ASCr, AOM, n. 40
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 436
n. 7: 1175 ottobre 7, Calvatone
ASCr, AOM, n. 59
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 518
n. 48: 1139 febbraio 15, Brescia
ASCr, AOM, n. 21
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 319
n. 49: 1168 maggio 7, maggio 10, Cremona
ASCr, AOM, n. 39
FALCONI, Le carte cremonesi, n. 431
n. 50: 1172 gennaio 7
n. 51: 1172 giugno 20
n. 52: 1174 settembre 8
n. 55: 1200 maggio 18
n. 110: 1171 settembre 20
[1] G. ASTEZATI, Indice alfabetico, istorico, cronologico dell’archivio del monastero di San Salvatore e Santa Giulia di Brescia, ms. del sec. XVIII in., Brescia, Biblioteca Queriniana, G. I. 4, p. <III>.
[2] Per quanto riguarda le opere manoscritte sull’archivio di Santa Giulia cf. P. F. KEHR, Regesta Pontificum Romanorum. Italia Pontificia, vol. VI: Liguria sive provincia Mediolanensis, pars I: Lombardia, Berolini 1913 (rist. 1961), pp. 320-1; Id., Pasturkunden in Brescia und Bergamo. Ein Reisebericht von M. Klinkenborg, in Nachrichten der K. Gesellschaft der Wissenschaften zu Gottingen. Philologisch-historische Klasse, 1897, pp. 264-6. Rist.: Id., Papsturkunden in Italien. I (1896-1899), Città del Vaticano 1977, pp. 118-20; Id., Papsturkunden in Mailand, in Nachrichten 1902 cit., pp. 68-70. Rist.: Id., Papsturkunden in Italien. III (1901-1902), pp. 242-4. Si veda inoltre, per quanto concerne la dislocazione dei possessi e l’identificazione delle località in cui essi si trovano, G. PASQUALI, La distribuzione geografica delle cappelle e delle aziende rurali descritte nell’inventario altomedievale del monastero di Santa Giulia di Brescia, in San Salvatore di Brescia. Materiali per un museo. I. Contributi per la storia del monastero e proposte per un riuso culturale dell’area storica di Santa Giulia, volume secondo, s.d., pp 141-67, e la bibliografia ivi citata. Molto ben conosciuti e sfruttati sono i documenti più antichi conservati nel tabularium di Santa Giulia, in particolare quelli anteriori all’anno mille. Merito è soprattutto della vecchia, ma sempre utilizzabile, edizione di G. PORRO LAMBERTENGHI, Codex Diplomaticus Langobardiae, Augustae Taurinorum 1873 (Historiae Patriae Monumenta, XIII). Si deve poi fare riferimento alle fondamentali edizioni di L. SCHIAPARELLI, Codice Diplomatico Longobardo, II, Roma 1933 (Istituto Storico Italiano. Fonti per la storia d’Italia, 63); Id., I Diplomi di Berengario, Roma 1903 (Istituto Storico Italiano. Fonti per la storia d’Italia, 35); Id., I Diplomi di Guido e di Lamberto, Roma 1906 (Istituto Storico Italiano. Fonti per la storia d Italia, 36); Id., I Diplomi di Ugo e di Lotario, di Berengano II e di Adalberto, Roma 1924 (Istituto Storico Italiano. Fonti per la storia d’Italia, 38); C Brühl, Codice Diplomatico Longobardo, III, 1, Roma 1973 (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. Fonti per la Storia d’Italia, 64); A. CASTAGNETTI, M. LUZZATI, G. PASQUALI e A. VASINA, Inventari altomedievali di terre, coloni e redditi, Roma 1979 (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. Fonti per la storia d’Italia, 96*); Monumenta Germaniae Histonca. Diplomata regum et imperatorum Germaniae: II/2: Ottonis III Diplomata, ed. Theodor SICKEL, Hannoverae 1893, rist. München 1980 (= D O. III); III: Heinrici II et Arduini Diplomata, edd. Hermann BLOCH, Harry BRESSLAU, Hannoverae 1900, rist. München 1980 (= D H. II); V: Heinrici III Diplomata, edd. Harry BRESSLAU, Paul KEHR, Berolini 1926-1931, rist. München l980(=D H. III);VI/3: Heinrici IV. Diplomata, ed. Alfred GAWLIK, Hannoverae 1978 (= D H. IV); VIII: Lotharii III Diplomata nec non et Richenzae imperatricis placita, edd. Emil von OTTENTHAL, Hans HIRSCH, Berolini 1927; rist. München 1980 (= D Lo. III); X/2,4: Friderici I Diplomata, ed. Heinrich APPELT, Hannoverae 1979-1990 (= D F.I).
[3] Archivio di Stato di Reggio Emilia, fondo Opere Pie, monastero di San Prospero, originale del 1214 giugno 11, Brescia; regesto del sec XVIII in., ivi, AFFAROSI, Indice delle scritture che si conservano nell’archivio del venerabile monastero di San Pietro di Reggio (a. 1710), p 69. Cf P. F. KEHR, Regesta Pontificum Romanorum. Italia Pontificia, vol. V: Aemilia sive provincia Ravennas, Berolini 1911 (rist. 1961); Id., Papsturkunden in Reggio nell’Emilia, in Nachrichten 1897 cit., p 224. Rist., Id., Papsturkunden in Italien. I (1896-1897) cit., p 75.
[4] La segnatura reggiana, vergata su foglietti incollati alla membrana, è costituita da «cartella» (contraddistinta da un numero romano), «filza» (indicata con una lettera dell’alfabeto maiuscolo, «numero» (in cifre arabe). Le più antiche di tali pergamene sono edite: cf. P. TORELLI, Le carte degli archivi reggiani fino al 1050, Reggio Emilia 1921, pp 7-8, n. 2 (= PORRO LAMBERTENGHI, Codex Dipl. Lang., col. 64, n. 33, SCHIAPARELLI, Codice Dipl. Long., II, p. 231, n. 212); pp. 9-10, n. 3 (= PORRO LAMBERTENGHI, Codex Dipl. Lang., col. 69, n. 36, SCHIAPARELLI, Codice Dipl. Long., II, p. 268, n. 225); pp. 10-2, n. 4 (= PORRO LAMBERTENGHI, Codex Dipl. Lang., col. 88, n. 46, SCHIAPARELLI, Codice Dipl. Long., II, p. 378, n. 271); pp. 25-6, n. 8, pp 112-3, n 44 (= PORRO LAMBERTENGHI, Codex Dipl. Lang., col 812, n. 469); pp. 172-4, n. 66 (= PORRO LAMBERTENGHI, Codex Dipl. Lang., col. 1381, n. 786), pp. 176-9, n. 68, pp. 238-41, n. 94 (= MANARESI, I placiti, II, 1, pp. 472-5, n. 265), pp. 371-2, n. 152, pp. 403-7, n. 167, pp. 424-5, n. 177. P. TORELLI-F. S. GATTA, Le carte degli archivi reggiani (1051-1060), Reggio Emilia 1938, pp. 4-6, n. 3,12-3, n. 7, 75-7, n. 38, 90-3, n. 46 (= KEHR, Italia Pontificia, VI, 1, pp. 323, n. 4); cf. inoltre P. TORELLI, F. S. GATTA, G. CENCETTI, Le carte degli archivi reggiani (1061-1066), bozze di stampa, pp. 48-9, n. 50, 101-3, n. 76, 103-6, n. 77.
[5] ASMi, MD, sec X, n. 55, ibid., sec XI, n. 9.
[6] Nel verso della pergamena sec X, n. 55, si osserva la segnatura: «T. VI. C. 1.P. DCLXX. NLIV / P. 670. N. 54». Nel verso di quella sec XI, n. 9, si osserva «PCCCV. N. 1 / P. 306. N.1. Tavola terza Cartella prima»; sempre sulla stessa pergamena una mano del sec XV ha annotato «In isto […]so sunt ligata plura aquista que habuimus a monasterio Sancte Iulie …». Nelle camicie cartacee ottocentesche dell’ASMi, MD, tali pezzi risultano direttamente provenienti dall’archivio del monastero bresciano.
[7] L’Indice alfabetico, istorico, cronologico dell’archivio del monastero di San Salvatore e Santa Giulia di Brescia, compilato da G. Astezati, si trova, come è noto, nella Biblioteca Queriniana di Brescia, ms. G. I. 4.
[8] Indice, p. <VI>.
[9] A es.: Rip. C. Fil. 2; L. Fil. 1.
[10] Indice, pp 63-70; a pag. 71 sono registrate poche pergamene dei primi del sec XII, in numero però decisamente limitato.
[11] Indice, pp. 124-36, badesse dal 754 al 1756. A p. 136 si può rilevare come Astezati abbia continuato l’elenco fino al 1730, mentre più mani successive hanno registrato le badesse dei ventisei anni seguenti.
[12] Cf., a esempio, a p 332 («cappella di San Daniele. Ragioni in Passirano»), dove, dopo il doc. del 1188 febbraio 21, si apre una digressione in cui sono registrati nove docc. tra il 1293 e il 1296 febbraio 27, per poi tornare al doc. del 1199 novembre 19 e proseguire quindi in ordine cronologico.
[13] Cf. il doc. del 1183 luglio 3, Brescia (B. Fil. 2. n. 13 ) registrato nell’Indice, p. 213, all’anno 1130; doc. 1190 febbraio 1, Brescia (B. Fil. 2. n. 58), Indice, p 232, all’anno 1196; la pergamena del 1157 febbraio 17, Alfiano (Q. Fil. 5. n. 13), la quale, dal momento che vi si segue lo stile dell’incarnazione, computo fiorentino, reca l’anno «1156», è attribuita nell’ Indice,p. 180, all’anno 1186.
[14] R. ZILIOLI FADEN, Le pergamene del monastero di S. Giulia di Brescia ora di proprietà Bettoni Lechi (1043-1590). Regesti, Brescia 1984 (Monumenta Brixiae Historica Fontes, VII), p. 31, n. 82; doc. del 1193 gennaio 3 attribuito da Astezati al 1193 giugno 3. Cf. anche il doc. del 1194 gennaio 16, Brescia (G. Fil. 1. n. 58.) assegnato nell’Indice, a pag. 09, al giugno 16.
[15] Cf., a esempio, il doc. dell’843 agosto 31, E. Fil. 4. n. 83, attribuito all’840 a p 1 e a p. 36 dell’Indice, al’843 a p. 63. Il documento del 1049 febbraio, E. Fil. 5. n. 115 (ASMi, MD, sec XI, n. 342) è attribuito all’anno 1004. La data nel protocollo è infatti «Tercius Enricus gratia Dei imperator augustus, ic in Italia anno eius tercio, mense februarius, indictione secunda». Enrico III di Franconi è coronato imperatore a Roma il 25 dicembre 1046: il febbraio del suo terzo anno da imperatore cade nel 1049, a cui corrisponde appunto l’indizione seconda. L’Enrico regnante nel 1004 aveva m tale anno soltanto il titolo di re, mentre divenne imperatore nel 1014; il terzo anno di impero cadrebbe dunque nel 1017, a cui corrisponde l’indizione XV. L’equivoco di fondo comunque è originato dalla nota discrepanza tra il numero d’ordine degli Enrico come re e come imperatori.
[16] Cf. E. FALCONI, Le carte cremonesi dei secoli VIII-XII. I: documenti dei fondi cremonesi (759-1069), Cremona 1979 (Ministero dei beni culturali e ambientali. Biblioteca Statale di Cremona. Fonti e sussidi, I/l), p. LXI. Cf. anche il doc del 1157 febbraio 17 citato alla nota 13.
[17] Cf., a puro titolo di esempio, il doc. 1195 dicembre 27, attribuito da Astezati al 1196: B. Fil. 2. n. 76. È ovvio che «<1185>, .X. kalendas ianuarii» erroneamente trasformato in «1185 gennaio 10» anziché in «1185 dicembre 23» comporta una grave alterazione anche nell’ordine di successione generale dei documenti del monastero.
[18] Anche regesti ben più recenti, come quelli compilati a fine Ottocento e inizio Novecento a Pavia da Giuseppe Marozzi (ora in Biblioteca Civica «Bonetta» di Pavia, schede Marozzi) possono indurre a gravi fraintendimenti: in un regesto di doc. del secolo XII il cognome «V(er)zario», dove la «V-» recava il segno abbr., per «-er» a forma di linea che interseca obliquamente il primo tratto di «V-», è cosi trasformato m «Xarino» (schede Marozzi, cat. IV, fam. Xarino).
[19] Indice, p. <III>.
[20] Cf. Indice, p. <III>.
[21] Si vedano a questo proposito le notizie contenute nel volume di Zilioli Faden, Le pergamene del monastero di S. Giulia di Brescia ora di proprietà Bettoni-Lechi cit., pp. IX-X.
[22] Cf. E. BARBIERI, L’archivio antico del monastero di S. Pietro in Ciel d’Oro (secoli VIII- XII), in «Bollettino della Società Pavese di Stona Patria», 76-77, N.S., vol. 28-29 (1976-1977), pp. 37-74; v. anche Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, II (1165-1190), a cura di E. BARBIERI, M. A. CASAGRANDE MAZZOLI, E. CAU, Pavia-Milano 1984 (Fontes. Fonti storico-giuridiche. Documenti 1), pp. X-XIV.
[23] Cf. A. R. NATALE, Il Museo Diplomatico dell’Archivio di Stato di Milano, vol. I, parte I, Milano s.d., p. VII; Id., Lezioni di archivistica: Parte II. L’Archivio di Stato di Milano. Avviamento scolastico alle ricerche storiche, Milano 1974, p. 158 ss.
[24] L. OSIO, Indice generale delle pergamene (secc. VIII-XII), Archivio di Stato di Milano. Tale Indice sostituì, dopo il 1860, il catalogo compilato alcuni decenni prima da Airoldi (cf. NATALE, Lezioni di Archivistica cit., pp. 250-1).
[25] Rip. B. Fil. 2. nn. 6,7; Fil. 6. n. 5; E. Fil. 4. n. 83; Fil. 5 n. 115; G. Fil. 4. n. 2; H. Fil. 1. n. 4; L. Fil. 1. nn. 15, 16, 17, 18; Fil. 3. n. 6; P. Fil. 1. n. 26; Fil. 3. nn. 2, 3.
[26] ASMi, MD, sec X, n. 55; sec. XI, n. 9. Cf. supra, nota 5.
[27] Cf. NATALE, Lezioni di Archivistica cit., p 250; Id., L’Archivio di Stato di Milano, manuale storico-archivistico. I. Guide e cronache dell’Ottocento, Milano 1976, p. 70.
[28] Cf. BARBIERI, L’archivio antico del monastero di S. Pietro in Ciel d’Oro cit., p. 45.
[29] Abbiamo infatti la registrazione, molto sommaria, di 258 documenti.
[30] Più di ogni percentuale è utile verificare caso per caso.
[31] Abbiamo pergamene della chiesa di San Vigilio e anche del monastero di Manerbio. II materiale documentario di quest’ultimo ente ha avuto vicende emblematiche nell’Archivio di Stato di Milano: non esiste infatti un fondo apposito nell Archivio Diplomatico. I documenti sono pertanto in parte sotto «Brescia varie», cart. 96, nonché sotto «Santa Giulia», cart. 84; una, dal punto di vista contenutistico strettamente collegata con le altre fuori posto, è nel fondo di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, in cui non ha alcun motivo di trovarsi Proprio per tale ragione il documento non è stato compreso nell’edizione delle Carte di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia. II (1165-1190) cit., ma è stato confinato, nel medesimo volume, tra i Regesti dei documenti non editi, p. 421, n. 6.
[32] Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d’Oro. II (1165-1190) cit., pp. 419-23.
[33] FALCONI, Le carte cremonesi. I: (759-1069) cit., pp. 3-15, nn. 1-3. Si tenga poi presente che tali pergamene sono edite anche nel Codex Diplomaticus Langobardiae, coll. 38-40, n. 19: coll. 48-51, n. 25; coll. 70-2, n. 37, e nella classica edizione di L. Schiaparelli, Codice Diplomatico Longobardo II, p. 29, n. 137; p.77, n. 155, p. 271, n. 226. Cf. anche P. F. KEHR, Italia Pontificia. VI,l, p. 294. Id., Bericht über die Forschungen von L. Schiaparelli, in Nachrichten 1902 cit., p. 143. Rist., Id., Papsturkunden in Italien. III (1901-1902) cit., p. 318.
[34] E. FALCONI, Le carte cremonesi dei secoli VIII-Xll. II: documenti dei fondi cremonesi (1073-1162), Cremona 1984; III (1163-1185), Cremona 1987; IV (1185-1200), Cremona 1988 (Ministero per i beni culturali e ambientali, Biblioteca Statale di Cremona, Fonti e sussidi, I/2,3,4). I documenti nel vol. II (1073-1162) sono a pp. 66-7, n. 249; pp. 186-8, n. 319; pp. 211-3, n. 332; pp. 289-90, n. 371. Quelli del vol. III sono a pp. 33-5, n. 422; pp. 44-5, n. 429; pp. 46-8, n. 431; pp. 56-7, n. 436; pp. 63-6, n. 440; pp. 70-2, n. 443; pp. 85-7, n. 454; pp. 199-200, n. 518; pp. 332-5, n. 593, pp. 349-52; n. 602, pp. 354-7, n. 604. Quelli del vol. IV sono a pp. 60-3, n. 656; pp. 329-30, n. 776. È di Santa Giulia anche il doc. del 1187, vol. IV, pp. 60-3, n. 656, attribuito nell’edizione al monastero di «S. Pio».
[35] FALCONI, Le carte cremonesi I (759 1069) cit., pp .15-7, n. 4 (precedentemente edito da Schiaparelli, Codice Dipl. Long. II, p. 277, n. 228.
[36] FALCONI, Le carte cremonesi IV (1185 1200) cit., pp. 353-4, n. 784, 1195 maggio 14, Cremona.
[37] Un sentito ringraziamento alla dr.ssa Maria Luisa Corsi, direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona, e alle dr.sse Angela Bellardi e Michela Mazzolari, per aver fattivamente collaborato alla ricerca dei documenti ottocenteschi relativi alle vicende dei possessi di Alfiano.
[38] Cf O. MANGILI, L’ospedale S.Matteo di Pavia. Origini, vicende ed episodi in cinque secoli di vita. 1449-1949, Pavia 1951, pp. 256-7.
[39] ZILIOLI FADEN, Le pergamene del monastero di S. Giulia di Brescia ora di proprietà Bettoni-Lechi cit., p IX.
[40] I passaggi di proprietà sono trascritti nel volume del Catasto depositato nell’Archivio di Stato di Cremona, oltre a essere menzionati in un memoriale della seconda metà dell’Ottocento ivi, Archivio dell’Ospedale Maggiore.
[41] Il testamento si trova nell’Archivio di Stato di Cremona, Archivio dell’Ospedale Maggiore.
[42] Il documento di permuta si trova nell’Archivio di Stato di Cremona, Archivio dell’Ospedale Maggiore.
[43] In merito ai beni lasciati da Giuseppe Zaccaria del Maino insorge nella seconda meta dell’Ottocento una controversia tra la famiglia Pallavicino e l’Ospedale Maggiore. Gli eredi del benefattore, a quanto risulta, vegliano a che venga rispettata la volontà espressa nel testamento del 1813 in merito ai diciassette infermi originari del Cremonese. Pertanto quando, poco dopo la formazione dello Stato unitario, viene istituito il pubblico registro immobiliare, fanno immediatamente iscrivere un’ipoteca sui beni in Alfiano, avuti in cambio delle terre nel Novarese, affinchè l’Ospedale venga vincolato per sempre al rispetto della volontà di Giuseppe Zaccaria. L’ente assistenziale non gradisce però questa iniziativa dei Pallavicino e impugna l’iscrizione dell’ipoteca: da qui hanno origine memorie presentate dalle due parti al tribunale, memorie grazie alle quali è possibile seguire tutte le fasi della vicenda, anche quelle di inizio Ottocento.
[44] ZILIOLI FADEN, Le pergamene del monastero di S. Giulia di Brescia ora di proprietà Bettoni-Lechi cit.
[45] Cf. C. Fil. 2. nn. 33, 34.
[46] Cf. C. Fil. 2. nn. 32, 57, 80, 82, 84; C. Fil. 4. nn. 21, 24, 30, 33, 39, 41, 50.
[47] Cf. P. F. KEHR, Italia Pontificia VI, 1, pp. 320-8; Id., Papsturkunden in Brescia und Bergamo cit., pp. 264-6. Rist., Id., Papsturkunden in Italien. I (1896-1899) cit., pp. 118-20.