Source: http://www.alta-fedelta.info/ma-con-lagibilita-sindacale-lfnsi-abdica-a-se-stessa/
Timestamp: 2019-12-11 11:16:27+00:00
Document Index: 68070315

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19']

Ma con l"agibilità sindacale' l'Fnsi abdica a se stessa? | Alta fedeltà
Commentando la sentenza della Consulta sull’art. 19 il presidente Rossi sembra “aprire” all’ipotesi che possano esistere “altri” sindacati dei giornalisti. Sogni? Forse. Ma tutto acccade alla tormentata vigilia degli Stati generali del lavoro autonomo…
Qualcuno pensa di leggere nelle mie frequenti critiche all’Fnsi i sintomi di un rancore personalistico e di un apriorismo contestatario, ma si sbaglia.
Non covo risentimenti verso nessuno, salvo quelli verso un’istituzione che da un quarto di secolo pretende di avere l’esclusiva sulla mia rappresentanza sindacale e che invece non rappresenta nè, soprattutto, fa o ha mai fatto nulla per tutelare concretamente la mia categoria, quella dei liberi professionisti.
A me pare che basti, come motivazione di un certo malcontento. E La tragicomica gestione dell’imminente ma ancora nebulosa convocazione degli “Stati Generali“, sulla quale mi sono ampiamente diffuso qui e qui e quindi non mi ripeto, sta a dimostrarlo.
A riprova del contorsionismo convulsivo e un po’ grottesco, anche se forse umanamente comprensibile, di cui è preda il sedicente sindacato unitario dei giornalisti italiani sono poi giunte ieri, a loro modo illuminanti, le dichiarazioni del presidente Rossi a proposito della sentenza della Consulta sull’art. 19 dello Statuto dei lavoratori.
Sentenza su cui l’Fnsi, è vero, in quanto sindacato non poteva esimersi dal pronunciarsi. Ma il commento sulla quale, come in un contrappasso, ha finito per tradursi nell’ammissione di tutte le contraddizioni federali in materia di lavoro autonomo e, in generale, di non iscritti.
Per il testo integrale del commento di Rossi rimando qui, con molte condoglianze ai non finissimi esegeti di diritto sindacale e del relativo sindacalese. E sintetizzo: per il capo dell’Fnsi essa costituirebbe un “notevole passo avanti” per quei sindacati, tipo FNSI, che hanno “iscritti in aziende che non applicano loro contratti sottoscritti dal sindacato al quale aderiscono“. Nell’ambito della “scelta politica” confermata dall’orientamento dei giudici costituzionali, prosegue, si ribadisce l’impegno “alla tutela dei colleghi non ricompresi nel perimetro dei contratti sottoscritti dal sindacato dei giornalisti ed a sostenere il loro buon diritto alla rappresentanza ed alla piena agibilità sindacale all’interno delle aziende, siano esse pubbliche o private”.
Ammetto che ho dovuto pensarci un’oretta per capire che cosa voleva dire tutto questo.
Poi ho capito. E non credevo ai miei occhi.
Affermare che c’è impegno “alla tutela dei colleghi non ricompresi nel perimetro dei contratti sottoscritti dal sindacato dei giornalisti” significa, in italiano, che l’Fnsi si autoattribuisce il compito di tutelare i casi di chi (cioè del giornalista che) ha una posizione lavorativa non “ricompresa” nel ccnl.
Ohibò, ma questa è bella. E a chi spetterebbe, di grazia, agire e anzi aver agito affinchè gli “esclusi” fossero “inclusi” nel contratto nazionale? A chi se non all'”unico e unitario” sindacato dei giornalisti, ovvero il solo che c’è? Mistero…
Affermare, come si fa dopo, l’impegno dell’Fnsi “a sostenere il loro (dei giornalisti) buon diritto alla rappresentanza ed alla piena agibilità sindacale all’interno delle aziende, siano esse pubbliche o private” è un’autentica via di mezzo tra la provocazione e una dichiarazione di resa.
Spieghiamo meglio: se non sono iscritto alla Federazione ma ho “buon diritto alla rappresentanza e alla piena agibilità sindacale”, questo che altro può significare, se non che il giornalista deve comunque avere l’opportunità di usufruire di una sua, anche “altra”, rappresentanza sindacale? E “diritto all’agibilità sindacale” (che orrida espressione!), cos’altro può voler dire se non che ogni azienda editoriale dev’essere “sindacalmente agibile“, cioè essere frequentabile da qualunque (“altra”) organizzazione o sigla sindacale” oltre a quelle già presenti?
Allora io faccio uno più uno e, come altri, chiedo: è il modo indiretto che l’Fnsi ha scelto per dare il via libera alla nascita di altri sindacati giornalistici (c’è chi sostiene che non ce ne sarebbero i numeri, ma questa è un’altra e opinabile faccenda)?
Se così fosse, una riunione degli Stati Generali fatta davvero senza filtri potrebbe costituire un’opportunità offerta su un piatto d’argento ai potenziali scissionisti.
E allora sì che comincerebbero a cadere i calcinacci.
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5 Luglio 2013 spoto salvatore
Sono un giornalista professionista, direttore responsabile di un’agenzia giornalistica specializzata, e non sono iscritto alla FNSI da quando,, lavorando in un quotidiano, scoprii qualche “inciucio” tra un membro del Cdr, che si faceva passare per grande sindacalista impegnato a salvaguardare i precari, e la Direzione. Non mi piacque e non rinnovai la tessera.
Per molti versi è comprensibile anche se poco digeribile la propensione della FNSI verso i giornalisti dipendenti. Questi pagano la quota con trattenuta sulla busta paga. Precari e free-lance no. I precari non la pagano perchè non se lo possono permettere. I fre lance perchè dovrebbero pagarla se, fino ad ora, per la la FNSI valgono quanto il due di coppe nel gioco della briscola? Il mondo cambia, il giornalismo gli va dietro. Come da anni accade negli Usa e in molti Paesi europei, le redazioni saranno svuotate di “garantiti”, resteranno pochi disgraziati, accusati non non “sapere scrivere”, destinati a svolgere compiti di desk, mentre la funzione di portare le notizie sarà svolta dai free-lance, professionisti preparati non solo nella scrittura ma anche con tanto fiuto nel trovare la notizia. Il giornalismo non sta morendo, si sta riconvertendo adeguandosi al resto del mondo. A questo punto la FNSI scopre che esiste un’altra “metà del cielo” che può ingigantirsi. Certo, resta il problema dei “precari”, che bussano per chiedere un posto in redazione, ma hanno il fiuto per trovare notizie degne di tal nome? Credo che la FNSI voglia di stare lontana dal loro mondo. Attende che il mercato continui nella lenta opera di selezione che, com’è giusto, non dovrebbe tenere conto degli appoggi politici ed economici ma della bravura nel trovare notizie fresche e controllate da offrire al lettore.
5 Luglio 2013 Stefano Tesi
Sul fatto che per un sindacato sia più “naturale” aver a che fare coi contrattualizzati che coi non, sono d’accordo con te. I “non”, però, non sono una novità: esistono da quarant’anni ed è abbastanza singolare che l’Fnsi abbia sempre finto di non accorgersene. Lo dico perchè, ad esempio, quando nel 1994 Marina Cosi fu contestata dai freelance al Circolo della Stampa io c’ero. C’ero anche quando Paolo Serventi Longhi ci rise in faccia nel 1998 e quando, per dire, qualcuno nel 2002 rimarcò che i freelance erano “disoccupati cronici” e che il loro futuro era nei “service”.
Se un sindacato di categoria non si accorge che, nell’arco di alcuni decenni, la categoria di riferimento cambia, è cosa gravissima. Ma l’Fnsi ha fatto peggio: pretende lo jus primae noctis su sudditi che tali non sono e al tempo stesso impedisce da sempre la creazione di un’alternativa, di una costola. Mi riferisco all’Organismo di base dei fl, affossato dopo mille discorsi, per non dire della Commissione lavoro autonomo, mantenuta ai margini e senza poteri, come se fosse costituita da minus habentes, sotto la presidenza di chiunque purchè non autonomo.
E’ vero, la professione cambia, anzi è già cambiata.
Ma è per la sua incapacità di intercettare il cambiamento che l’Fnsi è diventata una macchina impegnata ad automantenersi contro ogni evoluzione.
Con rischio, però, che la casa vuota strenuamente difesa gli crolli addosso. Il tutto pur di lucrare sulla rendita di posizione di sindacato “unico” esistente.
Non è affatto una sola questione di quote, perchè il 70% dei giornalisti è ormai autonomo e se solo il 50% di loro di iscrivesse (al momento siamo al 5%) per l’Fnsi sarebbero soldoni.
E’ che proprio non vogliono, perchè non sanno e non sanno perchè non possono.
6 Luglio 2013 spoto salvatore
Non hai torto. Mi trovavo ancora all’interno della redazione di un grande quotidiano, quando “divampò” la novità dei “services”. Ricordo le assemblee di redazione (con la partecipazione di Serventi Longhi), l’aria frizzante che si respirava e induceva “capi” e “capetti”a convincere molti collaboratori: “Approfittate dell’opportunità…Quale? Quella di costituire services per lo sport locale…” ( che rappresentava l’esborso extra per l’amministrazione visto che doveva pagare gli straordinari ai cronisti chiamati a fare man forte allo sport). Volevano far nascere “services” anche per le “pagine speciali”, già supportate dalla pubblicità. Potrei continuare, ma perchè rinvangare ferite mai rimarginate per alcuni che oggi sono free lance?
il fatto che alcuni si ritrovano senza contratto è unicamente responsabilità del sindacato. Per cui non trovo affatto naturale che la sua attività è rivolta prevalentemente ai contrattualizzati, giacché questa condotta prefigura un’abdicazione della fnsi ai suoi compiti: che non sono di mera comtabilità (contare e separare chi è contrattualizzato da chi non lo è), ma battersi per d are concretezza contrattuale ai fatti. Esempio: io sono un giornalista professionista che lavora ogni giorno per un giornale, con un’attività che in parte finisce in articoli firmati, in parte in articoli non firmati e in parte ancora in lavoro che -fatte le opportune verifiche- non confluisce in nessuno scritto per una serie di ragioni che tu, “del ramo” come me, puoi facilmente intuire.
Se a me non è mai giunta la grazia del contratto, spetta al mio sindacato far valere le mie ragioni sia in una interlocuzione ad personam che riguarda me medesimo, sia nell’ambito di una strategia più complessiva che attiene alle sacrosante esigenze di giornalisti che negli organici sono di fatto inseriti.
La mia impostazione è questa poiché mi attengo ai fatti (e dò il giusto peso ai fatti compiuti) anziché seguire fnsi e fieg in capriole verbali studiate per confondere le acque.