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Timestamp: 2019-01-21 10:40:47+00:00
Document Index: 21481521

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2094']

Metalmeccanici - PP.SS.: CCNL, 24 gennaio 1987
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Data firma: 24 gennaio 1987
Validità: 01.01.1987 - 31.12.1989
Parti: Intersind, Asap e Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil
Art. 2 - Innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e modifiche all’assetto produttivo - Decentramento
Art. 4 - Contrazioni temporanee dell’orario di lavoro
Art. 5 - Mobilità orizzontale nell’ambito dello stesso stabilimento o unità produttiva
Art. 6 - Riqualificazione professionale o movimenti di personale nell’ambito di complessi aziendali
Sezione 2 - Rapporti sindacali
Sezione 3 - Disciplina del rapporto individuale di lavoro
Art. 2 bis - Pari opportunità
• Prestazioni lavorative
• Tabella n. 1 allegata all’art. 5
• Tabella n. 2 allegata all’art. 5
Art. 9 - Forme incentivanti collettive diverse da quelle di cui all’art. 8 - Forme di retribuzione
Art. 10 - Indennità di alta montagna e di sottosuolo
Art. 34 - Formazione e lavoro
Art. 4 - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro
Art. 7 - Maggiori prestazioni dei lavoratori inquadrati nella 7a cat.
Art. 11 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Art. 14 - Tredicesima mensilità Art. 15 - Trattamento in caso di malattia e infortunio
Art. 1 - Informazione
Art. 2 - Formazione
Art. 3 - Orario flessibile
Art. 4 - Responsabilità civile e/o penale
Art. 5 - Brevetti
Art. 6 - Indennità di funzione
Art. 6 - 6 Trattamento in caso di malattia e infortunio
Art. 26 - Permessi di entrata ed uscita
Art. 27 - Consegna e conservazione utensili e materiali
Allegato n. 1 - Regolamentazione del contratto di formazione e lavoro
Allegato n. 2 - Contratto nazionale 24 gennaio 1987 per la disciplina dell’apprendistato nelle aziende metalmeccaniche a partecipazione statale
Allegato n. 3 - Protocollo sottoscritto fra le parti firmatarie del CCNL 20 novembre 1962
Addì 24 gennaio 1987, in Roma, tra l’Associazione sindacale Intersind, l’Associazione sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale (Asap) e la Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim-Cisl) assistita dalla segreteria confederale della Cisl e la Federazione Impiegati Operai Metallurgici (Fiom-Cgil), assistita dalla segreteria confederale della Cgil e l’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (Uilm-Uil), assistita dalla segreteria confederale della Uil.
Premesso: che la riforma dell’attuale struttura della contrattazione collettiva nazionale di categoria, struttura che è stata fino ad oggi tradizionalmente alla base del sistema contrattuale italiano, deve essere effettuata dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro in modo da costituire un sistema che consenta la realizzazione di quelle esigenze fondamentali di entrambe le parti che hanno suggerito la revisione del metodo sino ad oggi seguito;
che la possibilità di una maggiore articolazione della contrattazione collettiva per settori e a livello aziendale, che attui concretamente principi affermati ai livelli superiori, oltre a consentire una migliore aderenza delle norme contrattuali alle particolari caratteristiche settoriali ed aziendali, soddisfa l’esigenza, per le aziende, di poter programmare sulla base di elementi predeterminati, per un adeguato lasso di tempo, la propria attività produttiva;
riconfermata la validità del Protocollo 5 luglio 1962 (allegato n. 3), le parti hanno stipulato il seguente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per le società rappresentate dall’Associazione sindacale Intersind e dall’Associazione sindacale per le aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale che svolgono attività metalmeccaniche come in appresso indicate per i lavoratori, da esse dipendenti, addetti a tali attività.
2) Per ciascuno dei settori appresso indicati e per le materie esplicitamente previste nel presente Contratto sono stabiliti contestualmente e per la medesima durata regolamentazioni di settore che costituiscono parte integrante, a tutti gli effetti, del Contratto stesso. Ai fini di cui sopra i settori ed il relativo campo di applicazione, che nel loro complesso coprono interamente l’area della categoria, sono i seguenti:
- materiale mobile fisso per ferrovie, filovie, tramvie, teleferiche e funivie,
- motocicli, motofurgoncini, carrozzerie relative, biciclette e loro parti ed affini,
- carpenteria, caldareria, condotte forzate, infissi, serrande, mobili, casseforti e simili e arredi metallici,
- motrici idrauliche, a vapore ed a combustione interna, loro parti staccate ed accessori caratteristici,
- organi di trasmissione e cuscinetti a sfere,
- impianti ed apparecchi di sollevamento e trasporto,
- apparecchi per la generazione ed utilizzazione dell’energia termica per uso industriale, domestico e medicale,
- apparecchi per illuminazione e segnalazioni luminose con energia di natura diversa dall’elettrica,
- apparecchi utensili e strumenti per medicina, chirurgia, ortopedia e odontoiatria,
- macchine ed apparecchi per scavi, perforazione, trivellazione di terreni, rocce ecc., per il trattamento meccanico di minerali e pietre; per la lavorazione di marmi e pietre e per la fabbricazione di laterizi, conglomerati, ceramiche, gres ed affini,
- macchine operatrici e relativi accessori per la lavorazione dei metalli, del legno, del sughero e di materie sintetiche (resine),
- macchine, apparecchi ed accessori per fabbricare carta, cartoni per cartotecnica, legatoria, stampa,
- macchine, apparecchi ed accessori per l’industria tessile e dell’abbigliamento,
- macchine ed apparecchi per l’agricoltura e per le industrie agricole, alimentari, olearie, enologiche e del freddo,
- macchine ed apparecchi per le industrie chimiche e della gomma,
- utensili per macchine operatrici, strumenti d’officina,
- utensili ed attrezzi per arti e mestieri, ferri da taglio ed armi bianche,
- pompe, compressori, macchine pneumatiche, ventilatori, aspiratori, macchine ed apparecchi affini, organi di chiusura e di regolazione per condotte di vapore e di fluidi in genere,
- apparecchi ed attrezzature per impianti igienico-sanitari e di riscaldamento,
- macchine ed apparecchi per disinfezione, condizionamento di aria, lavanderia e stireria,
- macchine ed impianti per posta pneumatica, distributori di carburante e distributori automatici,
- armi e materiale metallico per uso bellico e da caccia,
- macchine ed apparecchi per lavorazioni e produzioni di meccanica varia e meccanica fine, come: macchine e apparecchi per la prova, misura e controllo, apparecchi geofisici e topografici, macchine fotografiche, cinematografiche e di riproduzione, macchine da scrivere, calcolatrici (non calcolatori elettronici) contabili, affrancatrici e simili, lavorazioni ottiche in genere, occhialeria,
- orologi in genere,
- vasellame, stoviglie, posate, coltelleria ed affini, utensili ed apparecchi da cucina,
- articoli vari, ferramenta e minuterie metalliche,
- bulloneria, viterie, chiodi, broccame, molle,
- reti e tele metalliche, tubi flessibili, fili, corde, funi e trecce metalliche, catene,
- strumenti musicali metallici,
- oggetti in ferro battuto,
- produzione di metalli non ferrosi (alluminio, magnesio, rame, piombo, zinco, argento ed altri);
3) L’appartenenza dell’azienda al settore è determinata, quando l’attività è unica, da quella effettivamente esplicata secondo le descrizioni enunciate.
1) La regolamentazione di settore ha per oggetto gli istituti qui di seguito elencati:
2) La disciplina contrattuale prevede Accordi aziendali, stipulati in attuazione delle norme del presente Contratto, secondo le procedure e nei limiti determinati dalle relative disposizioni del Contratto stesso.
Qualora le trattative in sede aziendale non conducessero a positive conclusioni, le parti - allo scopo di evitare turbative dell’ordinato svolgimento dei rapporti di lavoro nell’azienda - esperiranno un tentativo di conciliazione a livello nazionale, entro un periodo di 25 giorni, con l’intesa che fino all’avvenuto esperimento di tale tentativo non si farà ricorso all’azione diretta.
Le parti si danno inoltre atto dell’esigenza che il rinnovo delle forme di aumenti a carattere collettivo, avuto riguardo anche a quanto previsto dal precedente primo capoverso, tenga conto di verificabili incrementi di efficienza e produttività del lavoro.
Sezione 1).
Sezione 2) (Rapporti sindacali).
Sezione 3) (Disciplina del rapporto individuale di lavoro).
Sezione A) (Riguarda i lavoratori in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge 18-3-1926, n. 562, sull’impiego privato).
Sezione quadri (Riguarda, in attuazione della legge 13 maggio 1985, n. 190, i lavoratori in possesso dei requisiti di cui alla declaratoria specificatamente definita).
Sezione B) (Riguarda i lavoratori di cui all’Accordo 23 ottobre 1973).
Sezione C) (Riguarda i lavoratori che non hanno né i requisiti di cui alla sezione A) né le caratteristiche previste dall’Accordo di cui è menzione alla sezione B).
Terminologia retributiva - Nota applicativa
Fermo quanto specificamente previsto dalle vigenti disposizioni di legge o di contratto laddove si sono usate, nel presente Contratto, le seguenti espressioni: "minimo tabellare", "minimo contrattuale", "minimo contrattuale di paga", "minimo di paga base", "minimo di stipendio", "minimo contrattuale di stipendio", "minimo contrattuale di categoria", si è inteso far riferimento alla "retribuzione contrattuale base" di cui alla tabella posta in calce al presente Contratto.
g) sulle condizioni di impiego degli invalidi e degli handicappati alla luce dell’art. 2 della parte generale, Sezione 3;
Restano salve le esigenze derivanti dalla salvaguardia del segreto industriale e per quel che concerne in particolare le lettere d) ed l), dalla riservatezza necessaria per non pregiudicare la realizzazione delle iniziative aziendali.
3) A richiesta delle Organizzazioni sindacali territoriali di categoria dei lavoratori, le informazioni di cui al precedente punto 1) che hanno riferimento all’ambito territoriale o regionale, saranno rese dalle aziende, eventualmente per il tramite dell’Associazione imprenditoriale territorialmente competente, in base a criteri generali definiti a livello regionale.
5) Per i settori di cui al punto 4), nei casi di rilevanti ristrutturazioni che implichino scelte ed interventi coinvolgenti l’intero settore, le relative informazioni potranno essere fornite, in un apposito incontro a richiesta delle Organizzazioni sindacali nazionali di categoria, dalle aziende interessate, assistite se del caso dalle rispettive società finanziarie, nell’ambito dello stesso ente di gestione.
Art. 2 Innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e modifiche all’assetto produttivo - Decentramento
Art. 5 Mobilità orizzontale nell’ambito dello stesso stabilimento o unità produttiva
Art. 6 Riqualificazione professionale o movimenti di personale nell’ambito di complessi aziendali
Fermo quanto previsto all’art. 1 (Sistema di informazione) della presente sezione I della parte generale, laddove, nell’ambito di complessi aziendali (aziende con più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale), si pongano problemi di riconversione produttiva e ristrutturazione, che comportino riqualificazione professionale o movimenti di personale fra i diversi stabilimenti, la Direzione aziendale ne darà comunicazione, per il tramite della competente Associazione datoriale, alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori che potranno richiedere l’effettuazione di un esame congiunto - a livello nazionale o regionale o territoriale, a seconda delle fattispecie - in ordine ai problemi predetti inteso a garantire le condizioni professionali e retributive dei lavoratori interessati, secondo le vigenti normative in materia.
Nel caso di riconversioni produttive e ristrutturazioni che comportino, nell’ambito della stessa provincia o regione, movimenti di personale tra aziende metalmeccaniche a partecipazione statale diverse, tutti i problemi di mobilità relativi formeranno invece oggetto di esame sindacale tra le Organizzazioni stipulanti per:
a) agevolare l’applicazione delle normative di legge relative alla mobilità del lavoro adeguandola alle singole fattispecie;
b) valutare le caratteristiche connesse alla struttura qualitativa della manodopera interessata ai processi di mobilità, e adottare ove necessario programmi di formazione interni ed esterni all’azienda, connessi alle esigenze di riqualificazione professionale del personale sia per i lavoratori già ricollocati presso altre aziende, sia per quelli da ricollocare, nell’obiettivo di realizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro avente caratteristica di equivalenza.
In situazioni di esuberanza di personale connesse a crisi aziendali strutturali o a processi di ristrutturazione che presentino particolare rilevanza sociale, in relazione anche alla situazione occupazionale locale e alla situazione produttiva, in particolar modo nel Mezzogiorno, resta ferma la possibilità del ricorso agli strumenti di cui agli artt. 1 e 2 della legge 19 dicembre 1984, n. 863, sempre che sia soddisfatta l’esigenza di dimensionare l’organico aziendale alle effettive necessità tecnico-produttive e organizzative, che non siano ostacolati processi di mobilità eventualmente resi necessari, che vengano evitati oneri economici aggiuntivi per le aziende.
Nota a verbale degli artt. 1 e 2
L’Intersind e Fim-Fiom-Uilm, considerata l’opportunità di evitare qualunque sovrapposizione delle disposizioni del presente Contratto con quelle del tutto autonome, contenute nei Protocolli Iri 16 luglio 1986 ed Efim del 29 settembre 1986, e stante l’autonoma valenza di questi nel solo ambito delle relazioni industriali, si danno reciprocamente atto che le norme previste dagli artt. 1 e 2 del presente Contratto potranno essere invocate ed applicate solo quando non siano operanti per le stesse materie e con gli stessi soggetti, i citati protocolli Iri-Efim e successive eventuali modifiche, fermo restando che, in caso di controversia, le procedure da applicare saranno individuate secondo le norme di garanzia contenute negli stessi protocolli.
L’Asap, per le aziende rappresentate, fa riserva di procedere ad un esame di congruità delle norme e procedure contrattuali previste dagli artt. 1 e 2 della parte generale, sezione I del CCNL 20 aprile 1983 con quelle che saranno le risultanze del protocollo di relazioni industriali in corso di definizione con le Confederazioni Cgil-Cisl-Uil.
I dirigenti esterni dei sindacati possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, alle assemblee in coincidenza con astensioni dal lavoro. Le predette assemblee si svolgeranno con modalità tali da garantire il rispetto dei diritti sia dell’azienda che dei terzi.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300, è ammessa la diffusione di pubblicazioni (libri e riviste) inerenti a materie di interesse culturale, sindacale e del lavoro nei locali di cui al primo comma dell’art. 3 della presente sezione 2 della parte generale o in altri locali individuati di comune accordo tra la Direzione aziendale e le Rappresentanze sindacali aziendali.
Tali agevolazioni non si cumulano con quelle derivanti da normative di legge che dovessero intervenire sulla materia.
Art. 4 Inquadramento dei lavoratori
Durante la vigenza del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro opera una Commissione paritetica per lo studio della classificazione dei lavoratori, che verrà costituita entro il mese di maggio 1987, composta da 12 membri, di cui 6 designati dalle organizzazioni imprenditoriali (Intersind e Asap) e 6 dalle Organizzazioni sindacali (Fim-Fiom-Uilm), con il compito di:
c) proporre alle parti stipulanti integrazioni ai profili professionali e alle esemplificazioni di cui all’art. 4, parte generale, sezione 3 del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro - nonché, in quanto conseguano da tali integrazioni, ai criteri di cui al punto 3) del titolo "Mobilità professionale" del citato art. 4 - integrazioni correlate all’introduzione di tecnologie innovative. Le proposte di cui sopra verranno sottoposte alle parti stipulanti appositamente riunite in delegazione e, una volta concordemente accolte, integreranno il Contratto collettivo nazionale di lavoro vigente esclusivamente per gli effetti dell’addizione introdotta.
Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 1988 la Commissione provvederà a individuare, nell’ambito della declaratoria definita per i quadri con il presente Contratto, l’articolazione di un profilo professionale superiore da compensare con un’indennità di funzione più elevata. La relativa proposta verrà sottoposta alle parti stipulanti ai fini di una definizione della materia con decorrenza 1 luglio 1988.
La Commissione si riunisce di norma trimestralmente, presieduta a turno da uno dei componenti delle due parti e delibera all’unanimità per quanto attiene alla materia di cui al punto c) e in ordine agli indirizzi ed al metodo di lavoro di cui ai punti a) e b).
Per gli impianti che richiedono un lavoro ininterrotto di sette giorni alla settimana la durata normale dell’orario di lavoro risulterà da una media plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali. Altri casi di distribuzione plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali potranno formare oggetto di intese con le Rappresentanze sindacali aziendali.
L’orario verrà fissato all’entrata dello stabilimento.
Nel caso di ripartizione dell’orario settimanale di lavoro su 6 giorni il lavoro cessa di massima entro le ore 13 del sabato con l’esclusione, in ogni caso, delle attività elencate nella tabella n. 1, allegata al presente articolo.
I lavoratori non potranno rifiutarsi all’istituzione di più turni giornalieri.
Nelle ipotesi di cui ai due commi che precedono resta inteso che al lavoratore che in via eccezionale abbia prolungato la sua prestazione durante il turno successivo non potranno essere richieste prestazioni eccedenti l’orario normale durante la settimana. Tali prestazioni straordinarie assorbono, comunque, fino a concorrenza, la quota settimanale di straordinario del lavoratore interessato e la eventuale eccedenza rispetto al limite delle otto ore settimanali sarà scomputata dal limite previsto per la settimana successiva.
Le prestazioni di cui al comma precedente assorbono inoltre, fino a concorrenza, la quota annuale massima del lavoro straordinario del lavoratore interessato, di cui agli artt. 6 della parte speciale, sezione A) e 7 della parte speciale, sezione C) del presente Contratto, fermo restando che anche per tali prestazioni il lavoratore potrà usufruire di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore effettuate oltre la 120a e fino alla 160a.
- In caso di distribuzione dell’orario settimanale di lavoro su 6 giorni le pause previste dal dodicesimo comma non supereranno complessivamente le 2 ore e mezza settimanali.
- particolari esigenze produttive connesse a caratteristiche del ciclo e a necessità di una più economica utilizzazione degli impianti e dell’energia;
- punte di lavoro o situazioni particolari connesse con i tempi e le modalità di intervento e di consegna (quali ad es.: riparazioni su navi in porto capolinea, revisione aeronautica e di linea volo, collaudi, interventi di manutenzione e ripristino, attività di montaggio e avviamento di macchine complesse e di impianti, improvvise variazioni di mercato non programmabili);
Le parti convengono che, al di fuori di quanto già previsto ai commi tredicesimo e quattordicesimo del presente art. 5, nei casi concordati di prestazione di lavoro su più turni giornalieri, per i quali non si possa interrompere - a seguito di vincoli tecnologici o di significativi vincoli di processo - la fase di lavorazione in corso, le Direzioni aziendali e le RSA definiranno modalità e criteri di cambio turno che assicurino la prosecuzione della prestazione lavorativa da parte dal lavoratore del turno cessante entro il limite massimo delle prime due ore del turno successivo.
Verifiche specifiche saranno effettuate su richiesta di una delle parti, in riferimento a situazioni aziendali particolari, circa l’attuazione di quanto previsto ai punti precedenti e i connessi problemi organizzativi, anche in relazione alle previste riduzioni di orario.
Fermo restando quanto previsto dagli artt. 5, parte generale, sezione 1 (Mobilità interna), 6, parte speciale, sezione A) e 7, parte speciale, sezione C) (Lavoro straordinario, notturno e festivo) la regolamentazione di cui al presente articolo costituisce la completa sistemazione di tutta la materia riguardante l’orario di lavoro e la flessibilità della prestazione lavorativa, così come regolata dalle modifiche apportate all’art. 5 dagli Accordi di rinnovo 16 luglio 1979, 20 aprile 1983 e 24 gennaio 1987.
Tabella n. 1 allegata all’art. 5
Tabella n. 2 allegata all’art. 5
Lavorazioni di forgiatura, fucinatura e pressofusione:
- macchine agricole semoventi (mietitrebbia, macchine per la raccolta del foraggio ecc.);
- elettromeccanica pesante (grandi macchine per la produzione, trasformazione, distribuzione dell’energia elettrica; motori elettrici con altezza d’asse superiore ad un metro);
- fonderie di 2a fusione e metallurgia non ferrosa, con esclusione delle aziende di cui al punto 1 "Riduzione dell’orario di lavoro".
Art. 10 Indennità di alta montagna e di sottosuolo
Le infrazioni disciplinari dei dipendenti potranno dar luogo, a seconda della gravità della mancanza, ai seguenti provvedimenti disciplinari:
b) multa non superiore all’importo di tre ore di retribuzione (paga o stipendio base più contingenza);
d) licenziamento con preavviso o senza preavviso.
Il licenziamento con preavviso e senza preavviso per ragioni disciplinari avrà luogo secondo le norme di legge.
Art. 20 Sistemi di classificazione sostitutivi di quello concordato a livello nazionale
È in facoltà delle aziende, in relazione alle esigenze tecnico-organizzative, di attuare sistemi di valutazione delle mansioni sostitutivi del sistema di classificazione per categorie e qualifiche previsto dal Contratto nazionale.
La definizione delle relative modalità ha luogo mediante accordi da stipulare fra le aziende, rappresentate o assistite dalla loro Associazione sindacale, e i Sindacati territoriali di categoria, con l’intervento delle Organizzazioni nazionali.
Ove tali sistemi non siano sostitutivi di quello per categorie e qualifiche previsto dal Contratto nazionale saranno negoziati con le Organizzazioni sindacali territoriali di categoria.
Le parti, ai fini di quanto previsto al secondo comma del presente articolo, si danno atto che la procedura ivi indicata si intende già adempiuta per gli Accordi aziendali di valutazione delle mansioni, anteriori alla data del presente Contratto, stipulati con l’intervento dei Sindacati territoriali e nazionali dei lavoratori.
A) Le parti convengono sull’esigenza di procedere a livello aziendale - in relazione all’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300 per quanto riguarda le Rappresentanze sindacali aziendali nonché al disposto dell’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 - a programmi concordati di indagini sull’ambiente di lavoro volte a salvaguardare la salute e l’integrità psico-fisica dei lavoratori, nelle aree che saranno individuate di comune accordo con i relativi criteri di priorità.
Le indagini verranno effettuate dagli organismi previsti dalla legge n. 833/1978 (Unità Sanitarie Locali, presidii e servizi multizonali ecc.) o da istituti sanitari convenzionati che diano idonee garanzie di poter condurre in proprio i necessari rilievi. Fino al momento in cui saranno operanti gli organismi sopra citati, le indagini - i cui risultati saranno portati contemporaneamente a conoscenza delle parti ed avranno carattere riservato - potranno essere affidate a istituti sanitari scelti di comune accordo tra Direzione e Rappresentanze sindacali aziendali preferibilmente tra quelli promossi a cura degli enti locali, ove esistenti, ovvero individuati nell’ambito di una rosa preventivamente concordata di altri enti o istituti.
In relazione a situazioni di rischio di nocività che dovessero risultare dalle indagini ambientali effettuate secondo le procedure di cui sopra, potrà essere concordata, di volta in volta, l’attuazione di accertamenti medici specifici.
b) il registro dei dati bio-statistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda che ne darà copia alle Rappresentanze sindacali aziendali. In esso saranno annotati i risultati statistici delle assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune.
c) il libretto sanitario e di rischio individuale, tenuto ed aggiornato dai competenti servizi aziendali e posto, a richiesta del lavoratore, a sua disposizione. In tale libretto verranno registrati i dati analitici concernenti le visite di assunzione, le visite periodiche compiute dall’azienda per obbligo di legge, le visite mediche compiute a seguito delle indagini concordate, le visite di idoneità compiute da enti pubblici ai sensi dell’art. 5, terzo comma della legge 20 maggio 1970, n. 300, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il lavoratore farà redigere dal medico di fiducia ed allegherà al libretto la propria anamnesi lavorativa; la formulazione di tale libretto verrà definita tra le Rappresentanze sindacali aziendali e la Direzione.
Vengono mantenuti gli accordi aziendali più favorevoli che disciplinino organicamente la materia dell’ambiente di lavoro.
1) di realizzare, in quanto possibile, l’omogeneizzazione degli strumenti statistici di cui alle precedenti lettere a), b) e c) (soprattutto per quanto concerne i complessi aziendali con più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale);
Finché non sia esperito il tentativo di conciliazione in sede nazionale o, comunque, non siano trascorsi 15 giorni dalla data del deferimento della controversia da parte delle organizzazioni territoriali, non si farà ricorso all’azione diretta.
Sono istituiti in ogni azienda Comitati tecnici paritetici, i cui componenti sono designati dalle rispettive organizzazioni territoriali fra i dipendenti dell’azienda stessa, con il compito - in presenza di vertenze individuali o plurime per le qualifiche, oppure relative alla materia di cui all’art. 11, punto 31, della parte speciale, sezione C), per i cottimi - di istruire le vertenze stesse, rilevando ed accertando gli elementi di fatto che le caratterizzano sul piano tecnico. È in facoltà di detti Comitati di esprimere un parere sulla soluzione sindacale della vertenza che sarà poi definita nella normale sede sindacale territoriale. In tale sede, nel caso in cui il parere sia stato espresso all’unanimità, la vertenza si considererà definita in senso conforme al parere medesimo, qualora l’Organizzazione sindacale dei lavoratori che ha instaurato la vertenza o l’organizzazione datoriale non la riassuma entro un termine di 10 giorni a decorrere dalla trasmissione degli atti del Comitato tecnico paritetico alle rispettive organizzazioni territoriali.
c) che il Comitato tecnico paritetico dovrà pronunciarsi entro un termine di 10 giorni a partire dalla data in cui è stato investito della controversia da una delle rispettive organizzazioni;
Inoltre, per quanto attiene ai nuovi sistemi di cottimo, di cui al punto 8 dell’art. 11 della parte speciale, sezione C), ed al 6° cpv. delle norme particolari per le linee a catena ed a flusso continuo, il Comitato tecnico paritetico - su richiesta di una delle parti - esamina la comunicazione della Direzione, prima che essa formi oggetto dell’esame congiunto in sede sindacale previsto dal predetto articolo; per quanto concerne, poi, le modifiche parziali dei sistemi di cottimo in atto di cui al punto 9 dell’art. 11 della parte speciale, sezione C) ed al 7° cpv. delle norme particolari per le linee a catena ed a flusso continuo, nel corso dell’eventuale esame congiunto previsto dalle citate norme, potrà essere richiesto al Comitato tecnico paritetico, da una delle parti, di accertare elementi di fatto utili ai fini dell’esame predetto.
Art. 34 Formazione e lavoro
Nel quadro delle vigenti disposizioni legislative in materia, per la disciplina dei contratti di formazione e lavoro si rinvia alla regolamentazione allegata al presente Contratto.
Tale regolamentazione trova applicazione anche per le aziende metalmeccaniche rappresentate dall’Asap.
Inoltre, a fronte di esigenze improvvise e non procrastinabili (quali ad es.: salvaguardia, a fronte di improvvise disfunzioni nel normale ciclo produttivo, della funzionalità degli impianti; situazioni connesse a ritardi o esigenze non preventivate rispetto a importanti commesse e consegne, presentazione del prodotto al cliente), l’azienda potrà comandare prestazioni straordinarie fino ad un massimo individuale di 24 ore all’anno. In tali casi l’azienda fornirà successivamente alle RSA, nei tempi tecnici possibili e comunque entro una settimana, le informazioni relative.
Art. 7 Maggiori prestazioni dei lavoratori inquadrati nella 7a cat.
Ai lavoratori inquadrati nella 7a cat. cui non sono applicabili le limitazioni di legge in materia di orario di lavoro sarà tuttavia corrisposto, per le maggiori prestazioni fornite rispetto all’orario normale giornaliero, un compenso pari al trattamento previsto dall’art. 6 della presente sezione A) della parte speciale.
Altri eventuali trattamenti praticati per effetto di intese dirette tra le parti o in via di fatto che implichino un riferimento alla maggiore prestazione lavorativa saranno assorbiti fino a concorrenza; essi non sono, comunque, cumulabili con quanto sopra stabilito.
Si applica, in attuazione della legge 13 maggio 1985, n. 190, ai lavoratori in possesso dei requisiti di cui alla declaratoria definita nell’ambito dell’8a cat.
Art. 3 Orario flessibile
Fermo restando il disposto dell’art. 1 del RDL 15 marzo 1923, n. 692 e relative deroghe ed esclusioni, sarà sperimentata, a livello aziendale, per aree significative, l’introduzione di forme d’orario flessibile, compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative e di funzionamento dell’attività produttiva.
Doveri Art. 19
Assenze e permessi Art. 20
Trasferte Art. 23
Consegna e conservazione utensili e materiali Art. 27
Fermo restando quanto previsto dall’art. 3 (Sospensione e interruzione del lavoro) della presente sezione, è ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche o tra la Direzione e le Rappresentanze sindacali aziendali o anche, per casi individuali, fra le parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Il lavoratore potrà usufruire di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore di straordinario effettuate, rispettivamente, oltre la 120a di cui al quarto comma o la 130a di cui al quinto comma del presente articolo.
Tali riposi saranno usufruiti entro l’anno in misura non inferiore a una giornata e tenendo conto delle esigenze tecniche e produttive dell’azienda.
Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere il lavoro notturno e festivo nei limiti previsti dalla legge e lavoro straordinario nei limiti massimi previsti dal quarto, quinto e sesto comma del presente articolo.
6) Per quanto concerne i sistemi di cottimo in atto, per i quali la comunicazione di cui al quinto comma ha finalità informativa, sono ammesse solo contestazioni di carattere applicativo alle condizioni e secondo la procedura di cui al trentunesimo comma e segg.
30) Qualora trasformazioni della situazione tecnica od organizzativa della produzione richiedessero modificazioni nei criteri di attribuzione delle misure di partecipazione al cottimo, le stesse saranno concordate in sede aziendale secondo la procedura prevista al punto 2) sotto il titolo "Articolazione della contrattazione collettiva" delle norme generali del presente Contratto.
La comunicazione di cui sopra verrà effettuata agli stessi fini e con le procedure previste al quinto comma e segg. del presente articolo.
Per quanto concerne le controversie, ivi comprese quelle relative alle variazioni di ritmo, di scadenza e di saturazione, si seguirà la procedura prevista al trentunesimo comma e segg. del presente articolo.
[…] I lavoratori trattenuti oltre il normale orario per prestare la loro opera di assistenza e soccorso nel caso di infortunio di altri lavoratori, devono essere retribuiti per il tempo trascorso a tale scopo nello stabilimento.
Il lavoratore, nell’ambito del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
Art. 26 Permessi di entrata ed uscita
[…] A meno che non vi sia un esplicito permesso, non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nello stabilimento in ore non comprese nel suo orario di lavoro. Il lavoratore licenziato o sospeso non può entrare nello stabilimento se non è autorizzato dalla Direzione.
Art. 27 Consegna e conservazione utensili e materiali
Il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli: in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la Direzione.
10) Le condizioni di lavoro dei portinai e custodi con alloggio di fabbrica nello stabilimento o nelle immediate vicinanze in relazione alle mansioni svolte, continueranno ad essere regolate con accordi particolari: gli interessati possono chiedere l’assistenza delle rispettive Organizzazioni sindacali.
In occasione dell’Accordo di rinnovo del CCNL 20 novembre 1962, le parti hanno convenuto:
1) Intersind, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil ravvisano nel contratto di formazione e lavoro uno strumento che può contribuire all’incremento dell’occupazione giovanile, favorendo la preparazione dei giovani alla vita professionale.
Pertanto, nell’intento di promuovere un maggior utilizzo dei contratti di formazione e lavoro, le parti hanno stipulato il presente Accordo che stabilisce, per le aziende metalmeccaniche aderenti all’Intersind e per i lavoratori da esse assunti a norma dell’art. 3 della legge 19 dicembre 1984, n. 863, una regolamentazione del contratto di formazione e lavoro, basata sulle specifiche caratteristiche che differenziano il contratto predetto dal contratto di lavoro subordinato di cui all’art. 2094 del Codice civile, con la quale esse intendono regolamentare consensualmente la disciplina applicativa dell’istituto, snellire le procedure di avviamento al lavoro ed effettuare verifiche periodiche circa l’andamento delle assunzioni.
2) Il presente Accordo avrà la stessa validità del Contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende metalmeccaniche a PS e si intenderà rinnovato, se non disdetto, tre mesi prima della scadenza, con raccomandata RR.
3) Le parti stipulanti - nel comune intento di realizzare la massima rapidità delle assunzioni di giovani - concordano la seguente procedura:
a) le imprese metalmeccaniche aderenti all’Intersind presenteranno alle Commissioni regionali per l’impiego, ovvero al Ministero del lavoro per i progetti che interessino più ambiti regionali, progetti conformi alla regolamentazione prevista dal presente Accordo.
Esse impegnano pertanto i rispettivi rappresentanti nelle Commissioni di ogni livello ad assumere comportamenti finalizzati all’attuazione di detta intesa e ad adoperarsi per la concreta applicazione della presente procedura;
b) le parti convengono, altresì, per le aziende metalmeccaniche aderenti all’Intersind, attesi venti giorni dalla data in cui hanno presentato il progetto senza che le Commissioni si siano pronunciate in merito alla conformità di esso alla presente regolamentazione, potranno presentare il progetto stesso agli Uffici di collocamento territorialmente competenti ai fini del rilascio del nulla osta.
Nel caso in cui emergano divergenze fra i rappresentanti delle rispettive Organizzazioni sul giudizio di conformità, il parere della Commissione regionale per l’impiego è dirimente;
4) I contratti di formazione e lavoro devono essere notificati dal datore di lavoro, all’atto dell’assunzione, all’Ispettorato provinciale del lavoro territorialmente competente.
5) Le parti stipulanti concordano di estendere ai rapporti di formazione e lavoro le disposizioni degli Accordi interconfederali e del Contratto collettivo nazionale di lavoro vigente per il settore metalmeccanico a PS
10) La determinazione dei tempi e delle modalità dell’attività di formazione e lavoro saranno coerenti con il livello di qualificazione al quale tende il contratto di formazione e lavoro.
13) Le parti convengono che eventuali contratti di formazione e lavoro concordati in sede aziendale debbano prevedere trattamenti economici e normativi nonché contenuti e caratteristiche del contratto di formazione e lavoro non inferiori a quelli stabiliti dalla presente regolamentazione e debbano essere sottoposti alla approvazione preventiva della Commissione regionale per l’impiego, secondo le procedure e le modalità indicate nella presente regolamentazione.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente Contratto, volgano per gli apprendisti le norme del CCNL 24 gennaio 1987.
Gli apprendisti saranno inquadrati nella 3a cat. professionale alla scadenza dei periodi di tirocinio indicati nella tabella che segue.
A) Scuola d'obbligo + diploma di istituto professionale specifico 3 mesi 3 mesi 3 mesi
B) Scuola d'obbligo + corso generico di formazione professionale 12 mesi 12 mesi 12 mesi 12 mesi
C) Scuola elementare + licenzia di scuola media unificata 20 mesi 18 mesi 18 mesi 18 mesi 18 mesi
Sistema contrattuale nell’industria metalmeccanica
- che la riforma dell’attuale struttura della contrattazione collettiva nazionale di categoria, struttura che è stata fino ad oggi tradizionalmente alla base del sistema contrattuale italiano, deve essere effettuata dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro in modo da costituire un sistema che consenta la realizzazione di quelle esigenze fondamentali di entrambe le parti che hanno suggerito la revisione del metodo sino ad oggi seguito;
- che la possibilità di una maggiore articolazione della contrattazione collettiva per settori e a livello aziendale, che attui concretamente principi affermati ai livelli superiori, oltre a consentire una migliore aderenza delle norme contrattuali alle particolari caratteristiche settoriali ed aziendali soddisfa l’esigenza, per le aziende, di poter programmare sulla base di elementi predeterminati, per un adeguato lasso di tempo, la propria attività produttiva;
le parti convengono di concordare il sistema contrattuale qui delineato e che sarà, appresso, più analiticamente e motivatamente descritto.
1) Il Contratto nazionale generale disciplinerà quegli aspetti del rapporto di lavoro per i quali non si ponga la necessità di una regolamentazione diversificata per settori nell’ambito della categoria stessa, mentre individuerà determinati istituti che, per la loro natura, meglio possono essere regolamentati a livello di settori nonché le materie per le quali potrà avvenire una contrattazione di rinvio a livello aziendale nei modi e nei termini che le clausole del Contratto stesso determineranno.
2) Per ciascuno dei settori individuati dal Contratto generale si farà luogo alla stipulazione di accordi, sempre a livello nazionale, che disciplineranno gli istituti demandati alla negoziazione in tale sede. Rispetto al Contratto generale, gli Accordi nazionali di settore saranno a questo contestuali nella stipulazione ed avranno la medesima durata.
3) La contrattazione sul piano aziendale verrà svolta solo per le materie per le quali la negoziazione a livello nazionale avrà previsto una possibilità di regolamentazione e secondo le procedure specificatamente indicate. Ne scaturisce una disciplina per i casi di attuazione in sede aziendale di criteri di ordine generale prefissati a livello nazionale. Competenti per questo livello di contrattazione saranno da un lato i Sindacati provinciali di categoria e dall’altro le aziende, rappresentate o assistite dalla loro Associazione sindacale, salvo, in ipotesi da concordarsi, l’intervento delle Organizzazioni nazionali.
Nell’ambito dei principi e delle finalità su esposte, al sistema sovradelineato deve corrispondere l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti, per il periodo di validità, il Contratto generale, gli Accordi nazionali di settore nonché quelli aziendali che venissero stipulati. A tal fine le organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
Nel quadro di quanto sin qui esposto si indicano, di seguito, le linee del nuovo assetto che dovrà avere la disciplina contrattuale collettiva nell’industria metalmeccanica.
A) Contratto collettivo nazionale generale
Il Contratto collettivo nazionale generale disciplina tutti gli aspetti del rapporto di lavoro ad eccezione di quegli istituti specificamente determinati che per le loro caratteristiche potranno trovare più aderente regolamentazione negli Accordi nazionali per i settori appositamente individuati.
B) Accordi nazionali di settore
Il Contratto generale prevede una contrattazione di rinvio per i seguenti settori, che, nel loro complesso, coprono interamente l’area della categoria:
1) Siderurgico;
2) Navalmeccanico;
3) Elettromeccanico ed elettronico;
4) Auto-aviomotoristico;
5) Meccanica varia;
6) Fonderie di seconda fusione e metallurgia non ferrosa.
Il Contratto generale rinvia alla regolamentazione per ciascuno dei settori indicati gli istituti qui di seguito elencati:
a) orario di lavoro;
b) classificazione dei lavoratori e relative procedure di conciliazione nei casi di insorgenza di controversie;
d) regolamentazione generale dell’istituto del cottimo;
e) indennità per lavorazioni svolgentisi in particolari condizioni di disagio.
La competenza per ogni divergenza relativa al campo di applicazione degli Accordi nazionali di settore è attribuita alle Organizzazioni stipulanti.
C) Contrattazione di rinvio a livello aziendale
Le materie per le quali è prevista la possibilità di negoziazione a livello aziendale al fine di dare attuazione ai criteri di ordine generale predeterminati dallo stesso Contratto nazionale sono le seguenti:
a) Modalità di applicazione della disciplina sui cottimi - Il Contratto nazionale fisserà i principi generali in materia e determinerà il contenuto e le condizioni di proponibilità degli aspetti applicativi che formeranno oggetto di contrattazione a livello aziendale.
b) Sistemi di classificazione sostitutivi di quello concordato a livello nazionale - Il Contratto nazionale prevederà la facoltà per le aziende, in relazione alle esigenze tecnico-organizzative, di attuare sistemi di valutazione delle mansioni sostitutivi del sistema di classificazione per categorie e qualifiche previsto dal Contratto nazionale stesso, rinviando la definizione delle relative modalità a trattative tra le Organizzazioni sindacali provinciali con l’assistenza delle Organizzazioni sindacali nazionali di categoria.
Ove tali sistemi non siano sostitutivi di quelli per categorie e qualifiche previste dal Contratto nazionale saranno negoziati con le Organizzazioni sindacali provinciali di categoria.
c) Forme incentivanti collettive - Regolamentazione, con trattative a livello aziendale, di forme di incentivo diverse dal cottimo. Laddove tali erogazioni siano già in atto, anche sotto forme improprie, è prevedibile soltanto la possibilità di una diversa regolamentazione delle stesse.
Qualora le trattative in sede aziendale relative ai punti di cui sopra non conducessero a positive conclusioni, le parti - allo scopo di evitare turbative dell’ordinato svolgimento dei rapporti di lavoro nell’azienda - convengono sull’opportunità di esperire un tentativo di conciliazione a livello nazionale, entro un periodo di tempo da definirsi con l’intesa che fino all’avvenuto esperimento di tale tentativo non si farà ricorso all’azione diretta.