Source: https://iusmanagement.org/2018/06/07/e-illegittima-la-norma-che-limita-lopposizione-agli-atti-dellesecuzione-tributaria/
Timestamp: 2019-07-21 07:01:09+00:00
Document Index: 102852086

Matched Legal Cases: ['sentenza\t', 'art. 7', 'art. 72', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 50', 'art. 615']

E’ illegittima la norma che limita l’opposizione agli atti dell’esecuzione tributaria | Ius & management
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E’ illegittima la norma che limita l’opposizione agli atti dell’esecuzione tributaria
Di Dario Di Maria ¶ Inviato su Fisco	¶ Tag corte costituzionale, esecuzione forzata, opposizione all'esecuzione, sentenza	¶ Lascia un commento
Un contribuente, opponente in un procedimento di riscossione coattiva nella forma del pignoramento presso terzi, ha dedotto «l’inesistenza di rapporti con il terzo pignorato, la prescrizione dei crediti attivati dall’agente per la riscossione, la violazione dell’art. 7 dello Statuto dei contribuenti e vizi di notificazione del pignoramento».
Preliminarmente il giudice rimettente ha rilevato d’ufficio che la notificazione dell’atto di pignoramento ex art. 72-bis d.P.R. n. 602 del 1973 era avvenuta con modalità del tutto difformi da quelle previste dalla legge, tanto da poter essere considerata come inesistente. Secondo il rimettente la notifica sarebbe inesistente per essersi Equitalia limitata a spedire al terzo una mera raccomandata con avviso di ricevimento. Ma − lamenta il giudice rimettente − da una parte l’inesistenza della notificazione del pignoramento non può essere fatta valere davanti alle commissioni tributarie, poiché gli atti dell’esecuzione esulano dalla giurisdizione tributaria e non sono previsti nell’elenco degli atti impugnabili in detta sede. D’altra parte, l’art. 57, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973 limita le opposizioni regolate dagli artt. 615 e 617 del codice di procedura civile e a vizi ben specifici, tra cui non rientrerebbe l’inesistenza della notificazione del pignoramento
Il giudice rimettente non dubita della propria giurisdizione perché il giudizio riguarda atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento, già impugnata innanzi al giudice tributario, e ritiene, secondo un plausibile apprezzamento degli atti processuali, che la contestazione della società sia relativa al diritto di procedere alla riscossione e non riguardi invece la mera regolarità formale del titolo esecutivo o di atti della procedura sicché deve qualificarsi come opposizione all’esecuzione e non già come opposizione agli atti esecutivi.
Quindi va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 57, comma 1, lettera a), citato limitatamente alla parte in cui non prevede che, nelle controversie che riguardano gli atti dell’esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento o all’avviso di cui all’art. 50 del d.P.R. n. 602 del 1973, sono ammesse le opposizioni regolate dall’art. 615 cod. proc. civ