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Timestamp: 2018-12-13 16:03:09+00:00
Document Index: 71089823

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 25', 'art. 41', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 33', 'art. 34']

Municipio VIII Genova Medio Levante REGOLAMENTO DEL MUNICIPIO VIII GENOVA MEDIO LEVANTE - PDF
Municipio VIII Genova Medio Levante REGOLAMENTO DEL MUNICIPIO VIII GENOVA MEDIO LEVANTE
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Niccoletta Paoli
1 Municipio VIII Genova Medio Levante REGOLAMENTO DEL MUNICIPIO VIII GENOVA MEDIO LEVANTE Approvato con Delibera municipale n. 26 del 17/09/2008 Modificato con Delibera municipale n. 18 del 16/06/2009 ( artt. 1 61) 1
2 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Il Municipio VIII Genova Medio Levante pag. 5 Art. 2 Le Funzioni pag. 5 Art. 3 Nome del Municipio pag. 6 Art. 4 Organi del Municipio pag. 6 TITOLO II IL CONSIGLIO MUNICIPALE CAPO I IL CONSIGLIO MUNICIPALE Art. 5 Il Consiglio Municipale pag. 6 CAPO II FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO MUNICIPALE Art. 6 Adunanze del Consiglio pag. 7 Art. 7 Convocazione del Consiglio pag. 7 Art. 8 Riunioni congiunte del Consigli Municipali pag. 8 Art. 9 Presidenza delle sedute pag. 8 Art. 10 Numero legale Nomina scrutatori pag. 9 Art. 11 Seconda convocazione pag. 9 Art. 12 Processi verbali pag. 9 CAPO III DISCIPLINA DELLE SEDUTE Art. 13 Poteri del presidente dell Assemblea pag. 10 Art. 14 Disciplina dei Consiglieri municipali pag. 10 Art. 15 Pubblicità delle sedute pag. 11 Art. 16 Aula Consiliare pag. 11 Art. 17 Convocazioni e audizioni in Consiglio pag. 12 Art. 18 Disciplina del pubblico pag. 12 Art. 19 Ordine e polizia nell aula pag. 12 CAPO IV SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE CONSIGLIARI Art. 20 Ordine del Giorno Questione pregiudiziale e domanda di sospensiva pag. 12 Art. 21 Esame delle proposte di deliberazione pag. 13 Art. 22 Disciplina della discussione Mozione d ordine pag. 13 2
3 Art. 23 Interdizione della parola pag. 14 Art. 24 Fatto personale pag. 14 Art. 25 Ordini del Giorno Emendamenti pag. 15 Art. 26 Chiusura della discussione pag. 15 CAPO V DICHIARAZIONI DI VOTO E VOTAZIONE Art. 27 Dichiarazioni di voto e votazioni pag. 15 Art. 28 Forma delle votazioni pag. 17 Art. 29 Votazione in forma palese pag. 17 Art. 30 Votazione per scrutinio segreto pag. 17 Art. 31 Maggioranze richieste pag. 18 TITOLO III DIRITTI E DOVERI DEI CONSIGLIERI MUNICIPALI CAPO I DIRITTI Art. 32 Diritto di informazione pag. 18 Art. 33 Diritto di iniziativa. Proposte di deliberazione pag. 18 Art. 34 Presentazione di Interrogazioni, Interpellanze e Mozioni pag. 19 Art. 35 Interrogazioni a risposta immediata pag. 19 Art. 36 Dichiarazioni in apertura di seduta Espressioni di sentimenti pag. 20 Art. 37 Interrogazioni a risposta scritta pag. 20 Art. 38 Interpellanze pag. 20 Art. 39 Mozioni Ammissibilità pag. 21 Art. 40 Discussione e votazione delle Mozioni pag. 21 Art. 41 Iscrizione di Mozioni e Interpellanze all Ordine del Giorno pag. 22 Art. 42 Interrogazioni ed Interpellanze al Sindaco pag. 22 CAPO II DOVERI Art. 43 Obbligo di intervento alle riunioni pag. 23 Art. 44 Decadenza dalla carica di Consigliere pag. 23 Art. 45 Astensione obbligatoria dalle deliberazioni pag. 23 Art. 46 Pubblicità della situazione patrimoniale pag. 24 Art. 47 Obbligo della riservatezza e del segreto pag. 24 TITOLO IV LE COMMISSIONI MUNICIPALI CAPO I LE COMMISSIONI MUNICIPALI PERMANENTI Art. 48 Le Commissioni municipali permanenti pag. 24 3
4 Art. 49 Composizione delle Commissioni municipali permanenti pag. 25 Art. 50 Funzioni delle Commissioni municipali permanenti pag. 26 Art. 51 Poteri del Presidente di Commissione pag. 27 Art. 52 Convocazione delle Commissioni e trattazione delle pratiche pag. 28 Art. 53 Modalità di votazione pag. 28 Art. 54 Pubblicità delle sedute pag. 29 Art. 55 Decadenza dalla carica di Commissario pag. 29 CAPO II LE COMMISSIONI MUNICIPALI SPECIALI Art. 56 Le Commissioni municipali di partecipazione, di controllo, di indagine,di richiesta e Gruppi di lavoro temporanei pag. 30 CAPO III GLI ORGANISMI DI PARI OPPORTUNITA Art. 57 Art. 58 La Consulta delle Elette per le pari opportunità e le politiche femminili pag. 30 La Consigliera municipale per le pari opportunità e le politiche femminili pag. 31 TITOLO V UFFICIO DI PRESIDENZA Art. 59 Ufficio di Presidenza pag. 32 TITOLO VI LA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO Art. 60 La Conferenza dei Capigruppo pag. 32 TITOLO VII LA GIUNTA MUNICIPALE Art. 61 Funzionamento della Giunta municipale pag. 33 4
5 TITOLO I PRINCIPI GENERALI CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Il Municipio VIII Genova Medio Levante 1. Il Municipio VIII - Genova Medio Levante rappresenta la comunità di persone che vivono nel suo territorio, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo nell ambito dell unitarietà del Comune di Genova e si impegna a tutelarne i diritti individuali e collettivi così come sancito dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei Diritti fondamentali dell Unione Europea. 2. Il Municipio VIII - Genova Medio Levante, nello svolgimento delle competenze attribuite, opera nel rispetto delle normative statale e regionale, dello Statuto del Comune di Genova e dei Regolamenti comunali che disciplinano l esercizio di dette competenze. 3. Per l espletamento dei compiti e delle funzioni di competenza, alle strutture organizzative operanti nel Municipio sono assegnate risorse umane, finanziarie e strumentali adeguate, gestite in conformità delle disposizioni di legge e di regolamento e, per quanto riguarda le risorse umane, in conformità dei contratti collettivi nazionali e decentrati di lavoro e nel rispetto delle direttive di Ente in materia di gestione del personale. 4. Il presente Regolamento disciplina, nel rispetto della legge, dello Statuto e dei Regolamenti comunali, il funzionamento degli organi municipali, definendo altresì le adeguate garanzie a tutela delle opposizioni e le forme di partecipazione dei cittadini. 5. Per quanto non previsto nel presente Regolamento valgono le 5
6 disposizioni di legge, dello Statuto e dei Regolamenti comunali, in particolare del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e del Regolamento del Consiglio comunale. Art. 2 Le funzioni 1. Il Municipio esercita le funzioni attribuite dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale. 2. Il Municipio è titolare della gestione dei servizi di base presenti sul suo territorio e di interesse municipale, curando la programmazione, l operatività e il controllo degli stessi. Deve garantire livelli quantitativi e qualitativi minimi di servizio stabiliti al livello cittadino e può modificare autonomamente tali standard solo in senso migliorativo e nel rispetto di un rapporto costo/qualità definito a livello di Ente. 3. Il livello di competenze municipali si inserisce nel sistema istituzionale del Comune, che individua due diversi livelli di governo e di competenze, i quali, unitariamente, concorrono ad assicurare la direzione politica ed amministrativa della Città in modo coerente ed armonico. Tale modello di concertazione e coordinamento impegna sia il livello comunale, con compiti generali di pianificazione, di indirizzo e controllo, nonché di regolamentazione generale dei servizi, e compiti particolari di gestione dei servizi che, per economie di scala o per la loro tecnicità, è necessario mantenere indivisi, sia quello municipale, orientato alla programmazione operativa e alla gestione e controllo dei servizi di interesse locale. Art. 3 Nome del Municipio 1. Il Municipio assume la denominazione Municipio VIII - Genova Medio Levante, prevista dallo Statuto con deliberazione del Consiglio comunale n. 83 del Lo stemma del Municipio è deliberato dal Consiglio municipale a maggioranza dei 2/3 dei componenti. 1. Sono organi del Municipio: a) Il Consiglio; Art. 4 Organi del Municipio 6
7 b) Il Presidente; c) La Giunta. TITOLO II IL CONSIGLIO MUNICIPALE CAPO I IL CONSIGLIO MUNICIPALE Art. 5 Il Consiglio municipale 1. Il Consiglio municipale è l organo di indirizzo, di programmazione e di controllo politico-amministrativo del Municipio e rappresenta le esigenze e le istanze della popolazione presente sul territorio municipale. 2. Il Consiglio è composto da 24 Consiglieri, tra cui il Presidente del Municipio. 3. Le funzioni del Consiglio municipale sono disciplinate dallo Statuto, dal Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e dal presente Regolamento. 4. Il Consiglio municipale è eletto secondo il sistema previsto dall art. 49 quinquies dello Statuto e disciplinato dalla sezione elettorale del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale. CAPO II FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO MUNICIPALE Art. 6 Adunanze del Consiglio 1. Il Consiglio municipale si riunisce nei modi, tempi e termini previsti dallo Statuto, dal Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e dal presente Regolamento. 2. Per tutti i casi eventualmente non previsti e disciplinati decide il Presidente del Municipio, o, in caso di sua assenza o impedimento il Vicepresidente del Consiglio del Municipio, sentiti l Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo. 7
8 3. Le sedute si svolgono di norma nella sede del Municipio oppure in altra sede nell ambito del territorio municipale. Il Consiglio può essere convocato dal Presidente in altra sede, sentiti l Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo, qualora se ne ravvisi l utilità, al fine di favorire l incontro ed il rapporto con i cittadini del Municipio. 4. Il Consiglio, di norma, si riunisce almeno una volta al mese. Art. 7 Convocazione del Consiglio 1. Il Consiglio municipale è convocato dal Presidente, che ne fissa l'ordine del giorno, sentiti l Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo, salvo i casi di urgenza o di particolare gravità. In caso di assenza o impedimento del Presidente, il Consiglio è convocato dal Vicepresidente del Consiglio del Municipio. In caso di assenza o impedimento anche del Vicepresidente del Consiglio del Municipio, qualora sussistano ragioni di urgenza, il Consiglio è convocato dal Consigliere anziano. 2. Il Presidente è, altresì, tenuto a convocare il Consiglio entro 15 giorni dalla richiesta, inserendo all'ordine del giorno gli argomenti proposti, quando lo richiedano almeno un quinto dei Consiglieri ovvero cinquecento elettori del Municipio. La seduta consiliare dovrà tenersi non oltre 15 giorni decorrenti dalla sua convocazione. 3. La convocazione è effettuata mediante avviso contenente l'indicazione degli argomenti all'ordine del giorno, recapitato al domicilio eletto dai Consiglieri nel Comune di Genova, almeno cinque giorni prima della riunione. In caso d'urgenza, l'avviso di convocazione, insieme con l'ordine del giorno e con la motivazione dell urgenza, può essere recapitato ai Consiglieri o comunque portato a loro conoscenza almeno ventiquattro ore prima dell'ora fissata per la riunione. Nello stesso termine e in caso d'urgenza può essere integrato l'ordine del giorno. 4. La documentazione relativa alle convocazioni d'urgenza o alle integrazioni deve essere depositata contestualmente alla diramazione dell'avviso. 5. La documentazione relativa agli argomenti iscritti all'ordine del giorno deve essere depositata presso la segreteria del Municipio almeno quarantotto ore prima della seduta. Qualora la documentazione non sia depositata entro i termini previsti, il relativo argomento all ordine del giorno potrà essere discusso nella seduta previo consenso votato dal Consiglio all unanimità. 8
9 6. L'ordine del giorno è altresì trasmesso a tutti gli Assessori municipali. 7. I Consiglieri e gli Assessori possono richiedere che la convocazione ed il testo dei provvedimenti siano loro inviati anche per via telematica. Tale invio può sostituire a tutti gli effetti, a richiesta di Consiglieri ed Assessori, la convocazione come prevista al presente articolo. 8. Le sedute del Consiglio non possono protrarsi oltre le ore 24:00 del giorno della convocazione, salvo diversa decisione del Consiglio votata a maggioranza semplice. 9. Per gravi ed urgenti necessità il Sindaco può disporre la convocazione del Consiglio municipale. Art. 8 Riunioni congiunte dei Consigli municipali 1. In caso di riunioni congiunte di Consigli municipali, si applicano le previsioni di cui all art. 42 del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e, per quanto ivi non previsto, il Regolamento sul funzionamento degli organi municipali del Municipio presso la cui sede si svolge la seduta consiliare congiunta. Art. 9 Presidenza delle sedute 1. Il Consiglio municipale è presieduto dal Presidente del Municipio; in caso di assenza o di impedimento di quest ultimo, la presidenza spetta al Vicepresidente del Consiglio municipale. In ipotesi di assenza o di impedimento anche di quest ultimo, la presidenza è assunta dal Consigliere anziano tra i presenti. 2. Per Consigliere anziano si intende il Consigliere che ha conseguito la maggiore cifra elettorale individuale, data dalla somma tra i voti di lista ed i voti di preferenza. 3. La prima seduta del Consiglio, successiva ad ogni tornata elettorale, è presieduta dal Consigliere anziano, così come ogni eventuale ulteriore seduta, sino alla nomina del Presidente del Municipio. 9
10 Art. 10 Numero legale - Nomina scrutatori 1. All inizio della seduta il Presidente accerta il numero legale attraverso l appello nominale fatto dal Segretario, dando notizia dei Consiglieri che hanno giustificato l'assenza. 2. Il Consiglio del Municipio in prima convocazione delibera validamente con la presenza di almeno la metà dei Consiglieri assegnati. E richiesta la presenza di almeno 12 Consiglieri per la discussione e la votazione delle mozioni, le procedure di elezioni e nomine, nonché per l esame e la votazione delle proposte di deliberazione e degli atti normativi o generali. E richiesta la presenza di almeno 8 Consiglieri per l esame delle interpellanze. Sono fatti salvi i casi in cui la legge, lo Statuto od i Regolamenti richiedano una maggioranza qualificata per l adozione di specifici atti. 3. Dopo l appello nominale, il Presidente dichiara aperta la seduta e designa tre Consiglieri alle funzioni di scrutatore, scelti a rotazione, di cui almeno uno tra i gruppi della minoranza, se presenti. 4. Qualora il Consiglio, trascorsa un'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione, non raggiunga il numero legale, il Presidente dichiara deserta l adunanza e ne fa dare atto a verbale nel quale devono essere elencati gli intervenuti, facendo inoltre menzione delle assenze previamente giustificate. 5. Il Presidente durante la seduta è tenuto a verificare se in Consiglio sussista il numero legale, quando ciò sia chiesto, anche oralmente, da un Consigliere. Art. 11 Seconda convocazione 1. Nel caso in cui la seduta di prima convocazione vada deserta o venga meno il numero legale, il Consiglio, previo avviso ai Consiglieri assenti, a distanza di almeno 24 ore dalla seduta di prima convocazione si riunisce validamente in seconda convocazione, anche agli effetti deliberativi, con la presenza di almeno 8 Consiglieri. Art. 12 Processi verbali 10
11 1. I verbali delle precedenti sedute, redatti anche con l utilizzo di eventuali supporti multimediali, sono depositati e comunicati ai sensi dell art. 7 del presente Regolamento almeno quarantotto ore prima dell'inizio della seduta nella quale é presentata la proposta di approvazione. Se non vi sono osservazioni o proposte di rettifica, il Presidente dell assemblea dichiara approvati i verbali. I verbali sono approvati, di norma, non oltre due sedute utili successive a quella cui si riferiscono. 2. I processi verbali debbono contenere la discussione e il testo integrale della parte dispositiva delle deliberazioni, nonché indicare le modalità e l'esito delle votazioni (favorevoli, contrari, astenuti ed eventuali presenti non votanti). I verbali sono firmati dal Presidente dell adunanza e dal Segretario verbalizzante. 3. Il testo integrale della discussione potrà essere registrato con sistemi informatici e reso disponibile agli uffici della segreteria. CAPO III DISCIPLINA DELLE SEDUTE Art. 13 Poteri del Presidente dell assemblea 1. Il Presidente dell assemblea (Presidente del Municipio, Vicepresidente del Consiglio del Municipio o Consigliere anziano), al fine di assicurare il regolare svolgimento delle sedute, è investito di potere discrezionale per mantenere l'ordine e per assicurare l'osservanza delle leggi e dei regolamenti. In ciò è coadiuvato dal Segretario. 2. Il Presidente, applicando le norme del presente Regolamento, dirige e regola la discussione, concede la facoltà di parlare, precisa i termini delle questioni sulle quali si discute e si vota, stabilisce l'ordine delle votazioni e ne annuncia il risultato. 3. A tal fine ha facoltà di prendere la parola in ogni occasione e di intervenire nella discussione; ha pure facoltà di sospendere la seduta e, dopo aver tentato inutilmente di ricondurre l andamento dei lavori consiliari nei confini della regolarità, di sciogliere la seduta, facendone redigere processo verbale. Art. 14 Disciplina dei Consiglieri municipali 1. E fatto obbligo ai Consiglieri di presentarsi in abbigliamento consono alla dignità del mandato ricevuto. 11
12 2. Qualora un Consigliere provochi disordini nell assemblea o trascenda ad oltraggi o a vie di fatto o tenga un contegno scorretto che ritardi i lavori dell assemblea, il Presidente lo richiama. Se il Consigliere, nella stessa seduta, dopo un secondo richiamo all ordine, persiste, il Presidente può decidere l'allontanamento dall aula del Consigliere per tutto il resto della seduta. 3. In aula consiliare, durante lo svolgimento delle sedute, l utilizzo dei telefoni cellulari è consentito unicamente per ragioni d urgenza, evitando in ogni caso di arrecare disturbo al regolare svolgimento della seduta. 4. In aula consiliare è fatto divieto di fumare, in ottemperanza alla legge vigente. Per assicurare l'osservanza di tale divieto, il Presidente, oltre a comminare le sanzioni previste dalla legge, applicherà il comma 2 del presente articolo, configurandosi tale atteggiamento come contegno scorretto. Art. 15 Pubblicità delle sedute 1. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, eccettuati i casi di cui al successiv comma I provvedimenti concernenti singole persone che non coinvolgano apprezzamenti sulla condotta, meriti o demeriti delle stesse, inclusa l elezione del Vicepresidente del Consiglio del Municipio, nonché i provvedimenti negativi riguardanti la materia elettorale, ovvero la decadenza per qualsiasi causa dei Consiglieri, sono adottati in seduta pubblica ma a voto segreto. 3. Il Consiglio si riunisce in seduta riservata quando tratta di questioni concernenti persone e che involgano apprezzamenti sulla condotta, sui meriti e sui demeriti di esse. In tal caso la votazione avviene con voto segreto e deve farsene constare nel verbale. 4. Quando nella discussione di un argomento in seduta pubblica siano introdotte valutazioni rientranti nei casi stabiliti dal comma precedente, il Presidente dispone la chiusura della seduta, senza ulteriori interventi, ed invita il Consiglio, per continuare il dibattito, a votare per il proseguimento della seduta come seduta riservata. 5. Le sedute del Consiglio municipale sono pubblicizzate mediante affissione dell ordine del giorno presso la bacheca della sede centrale del Municipio e nelle bacheche e negli spazi appositamente individuati, situati sul territorio municipale. Si promuove la pubblicizzazione anche tramite strumenti informatici / telematici, invio agli organi di informazioni ed ogni altro mezzo, le cui modalità operative sono definite dalla Giunta municipale. 6. Il Municipio fornisce altresì adeguata pubblicizzazione alle decisioni assunte ed ai provvedimenti adottati dal Consiglio nel corso delle sedute assembleari. 12
13 Art. 16 Aula consiliare 1. L aula consiliare è riservata ai Consiglieri, agli Assessori municipali, al Segretario ed agli addetti ai servizi, nonché, qualora necessario, a dirigenti, funzionari e consulenti. 4. Hanno altresì diritto di accedere all aula consiliare il Sindaco e gli Assessori comunali o loro delegati, che possono intervenire e prendere la parola sugli argomenti trattati, senza diritto di voto. 3. Un apposito settore dell aula è riservato al pubblico che assiste alla seduta, nonché agli organi di informazione. Art. 17 Convocazioni e audizioni in Consiglio 1. Il Presidente, sentiti l Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo, può convocare in Consiglio municipale rappresentanti di Istituzioni e di Enti, nonché soggetti in possesso di specifiche competenze, al fine di ottenere informazioni su temi di interesse municipale, oggetto della seduta consiliare. Art. 18 Disciplina del pubblico 1. Le persone che assistono alla seduta nel settore riservato al pubblico devono tenere un comportamento corretto nei confronti dell assemblea e dei suoi componenti, astenendosi da manifestazioni di approvazione o disapprovazione anche mediante l'uso di cartelli, striscioni e quant'altro possa disturbare il regolare svolgimento delle sedute del Consiglio. Il Presidente dispone l'allontanamento dall'aula di chi non mantiene un comportamento corretto, avvalendosi anche, ove necessario, della Polizia Municipale. Gli espulsi non possono essere riammessi a tale seduta. 13
14 Art. 19 Ordine e polizia nell'aula 1. I poteri necessari per garantire l ordine nell'aula spettano al Presidente dell assemblea (Presidente del Municipio, Vicepresidente del Consiglio del Municipio o Consigliere anziano), che si avvale, in caso di necessità, della Polizia Municipale. 2. La forza pubblica non può entrare nella parte dell'aula destinata ai Consiglieri, se non per ordine del Presidente e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta. 3. Nelle situazioni in cui il comportamento del pubblico non consenta la prosecuzione della seduta, il Presidente dichiara temporaneamente sospesa la seduta, avvalendosi, anche, ove necessario, della Polizia Municipale per allontanare il pubblico intemperante dall aula. La seduta viene ripresa non appena le condizioni siano tali da consentirne il regolare svolgimento. E' compito del Presidente far rimuovere eventuali cartelli o striscioni in aula. CAPO IV SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE CONSILIARI Art. 20 Ordine del giorno - Questione pregiudiziale e domanda di sospensiva 1. L ordine del giorno del Consiglio municipale è predisposto dal Presidente del Municipio, sentiti l Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo. 2. Il Presidente può proporre, a richiesta della Conferenza dei Capigruppo o di un Consigliere, che l'ordine di trattazione delle questioni sia mutato indicandone i motivi; la proposta, se nessun Consigliere si oppone, si ritiene accettata. In caso di opposizioni decide il Consiglio; sono ammessi a parlare, prima della votazione, oltre al proponente, un Consigliere a favore e uno contro la proposta di modifica dell ordine dei lavori. Gli interventi sono limitati ad un massimo di 2 minuti ciascuno. 3. Sulle proposte di deliberazione, due Consiglieri, prima della trattazione di ciascuna pratica, possono proporre in forma scritta questione sospensiva o pregiudiziale. Per questione sospensiva si intende richiesta di rinvio ad altra seduta della proposta; per questione pregiudiziale s intende che l argomento oggetto di proposta sia considerato decaduto. 4. Su ogni proposta non può ammettersi più di una volta questione sospensiva o pregiudiziale; se è respinta dal Consiglio la questione sospensiva, non può ammettersi quella pregiudiziale. 14
15 5. In caso sia proposta questione pregiudiziale o sospensiva si procede come indicato al comma 2. Art. 21 Esame delle proposte di deliberazione 1. Le proposte di deliberazione, che devono contenere tutti i documenti che sostanziano l'atto, vengono poste in votazione dal Presidente, previa lettura degli oggetti. Se in Commissione sono stati proposti emendamenti accolti dalla Giunta, oppure se la Giunta apporta modifiche al testo della proposta, la proposta stessa è votata congiuntamente agli emendamenti accolti o alle modifiche. 2. In caso di discussione delle proposte in aula, i Consiglieri che intendono intervenire ne fanno richiesta al Presidente. 3. I Consiglieri rivolgono l intervento all intero Consiglio; non sono ammessi colloqui o spiegazioni a dialogo. Il limite di tempo consentito a tale titolo è di 5 minuti per ciascuna proposta di deliberazione. 4. L intervento deve attenere all argomento in discussione senza divagazioni in temi ad esso estranei. Art. 22 Disciplina della discussione - Mozione d ordine 1. Nessun Consigliere può parlare più di una volta sullo stesso argomento, salvo che il Consigliere già intervenuto sia chiamato in causa dal Presidente per chiarimenti e ferme restando le dichiarazioni di voto ed i richiami al Regolamento o all'ordine del giorno. 2. A nessuno è consentito di interrompere chi parla, tranne che al Presidente per un richiamo al Regolamento. I richiami al Regolamento o all'ordine del giorno hanno la precedenza sulla questione principale. 3. I Consiglieri possono presentare mozioni d ordine. E' mozione d'ordine il richiamo alla legge, allo Statuto o al Regolamento ovvero il rilievo circa il modo e l'ordine con i quali è stata posta la questione in discussione o si intende procedere alla votazione. 4. Il Presidente, verificata l'ammissibilità, concede la parola al richiedente per l illustrazione, che deve essere contenuta nel tempo massimo di tre minuti. Ove la mozione d ordine comporti la necessità di una decisione del Consiglio, questa avviene dopo che si siano espressi due Consiglieri a favore e due contro la mozione, con interventi limitati ad un massimo di due minuti ciascuno. 15
16 Art. 23 Interdizione della parola 1. Il Presidente, dopo aver per due volte richiamato un Consigliere a non discostarsi dall'argomento in discussione, può interdirgli la parola su quell'oggetto. 2. Il Presidente può interdire la parola al Consigliere qualora lo stesso protragga il suo intervento oltre il tempo convenuto dal presente Regolamento. voto. 3. L'interdizione della parola non si estende all'eventuale dichiarazione di Art. 24 Fatto personale 1. Costituisce fatto personale l'essere leso nella propria condotta o offeso o il sentirsi attribuire opinioni diverse da quelle espresse. 2. Il Consigliere o l Assessore che chiede la parola a questo titolo deve indicare con esattezza in che cosa consista il fatto personale ed in merito decide il Presidente dell Assemblea. 3. Se il Consigliere o l Assessore insiste nella richiesta anche dopo la pronuncia negativa del Presidente, decide il Consiglio, seduta stante, senza discussione, per alzata di mano. 4. E' in ogni caso facoltà del Presidente rinviare l'intervento per fatto personale entro il termine della seduta o, in accordo con il richiedente, all'inizio della seduta successiva. 5. Potrà rispondere a chi ha preso la parola per fatto personale unicamente il Consigliere o l Assessore cui sia attribuita la responsabilità dell'incidente. Gli interventi di questi ultimi non possono durare più di 3 minuti mentre il Consigliere che ha chiesto ed ottenuto la parola per fatto personale può disporre di 5 minuti per illustrare le proprie ragioni od osservazioni. 6. Nel caso in cui un Consigliere o un Assessore sia accusato, nel corso di una seduta, di fatti che ledano la sua onorabilità, questi può chiedere al Presidente che il Consiglio nomini una Commissione, la quale possa giudicare sulla fondatezza dell accusa. 7. Il Presidente propone i nominativi dei tre componenti, anche esterni, della 16
17 Commissione. ll Consiglio decide, nel corso della stessa seduta, sulla richiesta e, ove questa sia accolta, sulla composizione della Commissione proposta dal Presidente, con votazione segreta, senza discussione. Art. 25 Ordini del Giorno - Emendamenti 1. I Consiglieri hanno facoltà di presentare emendamenti ed ordini del giorno sugli argomenti oggetto di deliberazione prima della chiusura della discussione. Qualora la discussione sulla proposta di deliberazione si fosse chiusa nella seduta della relativa Commissione, è facoltà dei Consiglieri presentare ordini del giorno ed emendamenti prima dell inizio delle dichiarazioni di voto. Eventuali proposte di modifiche agli emendamenti e agli ordini del giorno, presentate prima delle dichiarazioni di voto, se accolte dal proponente, sono poste in votazione congiuntamente al documento. 2. Per l illustrazione di ogni documento (emendamento o ordine del giorno) è concesso un tempo massimo di 5 minuti. 3. Gli ordini del giorno, gli emendamenti ed i sub-emendamenti devono essere attinenti all argomento in trattazione. In caso di divergenze in ordine a tale attinenza, decide il Presidente. 4. Gli ordini del giorno, gli emendamenti ed i sub-emendamenti debbono essere redatti per iscritto, firmati e consegnati al Presidente che ne dispone la distribuzione. 5. Gli ordini del giorno e gli emendamenti decadono se al momento della discussione e della votazione non è presente in aula almeno uno dei proponenti. Art. 26 Chiusura della discussione 1. Quando sull'argomento in discussione in aula non vi siano altri Consiglieri iscritti a parlare, il Presidente dichiara chiusa la discussione stessa. 2. A chiusura della discussione è data facoltà di replica alla Giunta municipale per il tempo massimo di 10 minuti. CAPO V DICHIARAZIONI DI VOTO E VOTAZIONI Art
18 Dichiarazioni di voto e votazioni 1. Dichiarata chiusa la discussione, la parola è concessa esclusivamente per le dichiarazioni di voto ad un solo Consigliere per ciascun gruppo, per un tempo non superiore a 5 minuti. Uguale facoltà è riconosciuta ai Consiglieri che intendano dissociarsi dalle posizioni assunte dal proprio Gruppo. 2. La votazione viene effettuata sul complesso della proposta, salvo che il Consiglio, su richiesta di un Consigliere presentata prima dell inizio della dichiarazione di voto, ritenga di procedere alla votazione per singoli articoli o capitoli o voci o parti, purché il proponente non si opponga. 3. Quando siano stati proposti ordini del giorno e/o emendamenti con le modalità di cui al precedente articolo 25, si procede alla votazione prima degli ordini del giorno, poi degli emendamenti ed infine della proposta. Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima dello stesso. 4. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti e sub-emendamenti, tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o espressioni altrimenti graduate, il Presidente pone in votazione quello che più si allontana dal testo originario e un determinato numero di emendamenti intermedi - nel numero massimo di sei - sino all'emendamento più vicino al testo originario, dichiarando assorbiti gli altri. 5. In tale ipotesi, nella determinazione degli emendamenti da porre in votazione, il Presidente tiene conto dell'entità delle differenze tra gli emendamenti proposti e della rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto degli emendamenti. Qualora il Presidente ritenga opportuno consultare il Consiglio, questo decide senza discussione per alzata di mano. 6. Nel caso siano presentati più ordini del giorno sullo stesso argomento, il Presidente ne fissa l'ordine di votazione secondo l ordine di presentazione. 7. L'approvazione di un emendamento o di un ordine del giorno comporta la decadenza di tutte le parti degli altri emendamenti o ordini del giorno il cui contenuto sia dal primo superato o con esso in contrasto. Su richiesta del Presidente, di un Assessore o di un Consigliere, possono essere apportate modifiche a ordini del giorno o ad emendamenti, prima della votazione degli stessi, semprechè il proponente sia d accordo. 8. Completata la fase delle dichiarazioni di voto, il Presidente dichiara aperta la votazione e richiama l attenzione dei Consiglieri per le operazioni di voto. 9. Dal momento in cui il Presidente dichiara aperta la votazione, questa non 18
19 può essere interrotta e non può essere concessa la parola fino alla proclamazione del voto, salvo che per un richiamo alle disposizioni del Regolamento in materia di espressione di voto. 10. Il Presidente, con l assistenza degli scrutatori, accerta il risultato della votazione e lo proclama. Art. 28 Forma delle votazioni 1. L'espressione del voto è di norma palese e si effettua per alzata di mano. 2. Si procede per appello nominale qualora vi siano norme che lo prevedano o qualora vi sia un esplicita richiesta in tal senso da parte di almeno tre Consiglieri. In tale ultimo caso è necessaria una votazione favorevole del Consiglio a maggioranza semplice per poter procedere alla votazione per appello nominale. 3. Debbono essere prese a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti questioni di persone, tra le quali l elezione del Vicepresidente del Consiglio del Municipio, e quelle altre per le quali la legge espressamente prescrive questa forma di votazione. Art. 29 Votazione in forma palese 1. Nel caso in cui si voti in forma palese, il Segretario procede alla conta dei voti ovvero all'appello prendendo nota, con l assistenza degli scrutatori, dei voti favorevoli, dei contrari e delle astensioni e li comunica al Presidente, che proclama il risultato. Art. 30 Votazione per scrutinio segreto 19
20 1. La votazione per scrutinio segreto si effettua per mezzo di schede predisposte dalla Segreteria municipale. 2. Il Presidente fa consegnare a ciascun Consigliere una scheda e rende note le modalità della votazione; quindi ordina l'appello a seguito del quale ciascun Consigliere deposita nell'urna la scheda. 3. Terminata la votazione gli scrutatori procedono allo spoglio delle schede comunicando al Presidente il risultato. 4. Nell'ipotesi di irregolarità e qualora il numero di voti risultasse diverso dal numero dei votanti, il Presidente annulla la votazione e ne dispone la ripetizione. Art. 31 Maggioranze richieste 1. Le deliberazioni del Consiglio municipale sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei votanti, quando non sia diversamente disposto dalla legge o dallo Statuto. Ai fini dei risultati della votazione sono considerati i voti favorevoli e contrari. 2. I Consiglieri astenuti non per obbligo di legge ed i presenti non votanti sono computati ai fini della validità della seduta (numero legale). 3. In caso di parità di voti la proposta si intende non approvata. 4. Non è possibile ripresentare nel corso della medesima seduta consiliare un testo od una proposta su cui il Consiglio si sia espresso con voto contrario. 5. La dichiarazione di immediata eseguibilità delle deliberazioni, ai sensi di legge, ha luogo dopo l'avvenuta approvazione della deliberazione stessa, con votazione separata. TITOLO III DIRITTI E DOVERI DEI CONSIGLIERI MUNICIPALI CAPO I DIRITTI 20
21 Art. 32 Diritto di informazione 1. I Consiglieri municipali esercitano il diritto di informazione ed hanno diritto di accesso a tutti i documenti amministrativi del Municipio. Hanno diritto ad ottenere dagli Uffici della Civica Amministrazione tutte le notizie ed informazioni necessarie all espletamento del loro mandato. 2. Si applicano al riguardo le previsioni di cui all art. 27, comma 2 del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e all art. 36 del Regolamento comunale attuativo della L. 241/1990, in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. Art. 33 Diritto di iniziativa. Proposte di deliberazioni 1. Il diritto di iniziativa dei Consiglieri si esercita mediante la presentazione di proposte di deliberazione nonché mediante la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno relativi alle proposte all esame del Consiglio municipale ai sensi dell art. 25 del presente Regolamento. 2. Le proposte di deliberazione possono riguardare unicamente funzioni ed attività di competenza del Consiglio municipale, come stabilito dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale. 3. Le proposte di iniziativa consiliare sono trasmesse a cura dei proponenti al Presidente del Municipio mediante deposito presso gli uffici della Segreteria del Municipio, che provvede, entro il termine di cinque giorni dalla presentazione, ad inoltrarle all Assessore o agli Assessori municipali di riferimento. 4. Il Presidente, prima dell avvio dell istruttoria tecnica, può richiedere alla Segreteria Generale un parere in ordine alla legittimità della proposta in relazione al comma 2 del presente articolo. Di tale richiesta e del relativo esito viene fornita comunicazione al Consigliere proponente. 5. Le proposte, debitamente istruite e corredate dei pareri di cui alla vigente normativa, devono ritornare al Presidente del Municipio nel termine complessivo di 45 giorni, per la successiva iscrizione all ordine del giorno della Commissione competente in materia. Art. 34 Presentazione d interrogazioni, interpellanze e mozioni 1. I Consiglieri possono presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni con le modalità previste negli articoli seguenti. 21
22 Art. 35 Interrogazioni a risposta immediata 1. Ad inizio seduta, il Presidente può disporre la trattazione di interrogazioni a risposta immediata concernenti argomenti di attualità di interesse del Municipio, che non riguardino o comportino deliberazioni. 2. Il Presidente stabilisce, per ogni seduta, quante interrogazioni per le quali si richiede la risposta immediata delle Giunta possono essere trattate; le interrogazioni sono, di norma, raggruppate per materie omogenee. 3. La prenotazione dell'intervento è presentata per iscritto al Presidente del Municipio, con indicazione adeguatamente circostanziata dell'argomento, almeno quarantotto ore prima della seduta. 4. Le interrogazioni a risposta immediata devono consistere in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso, connotata da urgenza o particolare attualità politica. Il Consigliere ha tre minuti di tempo per illustrare l'interrogazione. 5. Il Presidente decide in merito alla sussistenza dei requisiti richiesti per le interrogazioni. 6. Il Presidente del Municipio stesso o gli Assessori delegati per materia sono tenuti a rispondere alle interrogazioni in questione contenendo la risposta nel termine di tre minuti. Colui che presenta l'interrogazione ha facoltà di replicare per non più di due minuti. Art. 36 Dichiarazioni in apertura di seduta espressione di sentimenti 1. All'inizio della seduta, il Presidente può prendere o concedere la parola per fare brevi dichiarazioni, commenti o espressioni di sentimenti su fatti di particolare importanza e di recente accadimento relativi ad argomenti non iscritti all'ordine del giorno. 2. La richiesta deve essere presentata al Presidente del Municipio almeno 12 ore prima dell'ora di convocazione della seduta. Tutti gli interventi, sia del proponente sia degli altri Consiglieri, non possono superare i 3 minuti. 3. Non può prendere la parola più di un Consigliere per gruppo salvo dissociazione. L eventuale replica del Presidente del Municipio o dell Assessore non può superare i 5 minuti. 4. Per ogni seduta consiliare sono ammessi, di norma, non oltre cinque 22
23 interventi di espressione di sentimenti. Nell'ipotesi in cui le richieste di intervento siano in numero superiore e ciò possa compromettere il regolare svolgimento dell ordine del giorno, il Presidente dell Assemblea può respingerle o accoglierne un numero limitato. 5. Il Presidente, all'inizio della seduta, può tenere commemorazioni o delegare un Consigliere a tale scopo. 6. All'inizio o nel corso della seduta, per un massimo di 10 minuti, è sempre consentito al Presidente del Municipio fare dichiarazioni di particolare importanza per il Municipio. Art. 37 Interrogazioni a risposta scritta 1. L'interrogazione consiste nella domanda presentata alla Giunta ed intesa a conoscere se una determinata circostanza sia vera, se alcuna informazione su un fatto sia pervenuta al Presidente del Municipio o alla Giunta municipale, se il Presidente o la Giunta intendano fornire notizia al Consiglio su determinati argomenti o documenti, ovvero abbiano preso o intendano prendere alcuna risoluzione su determinati oggetti. 2. L'interrogazione è presentata per iscritto, con obbligo di motivazione e la risposta scritta deve essere fornita dalla Giunta nel termine di 30 giorni dalla presentazione. Art. 38 Interpellanze 1. I Consiglieri hanno diritto di presentare al Presidente del Municipio interpellanze su argomenti che riguardino direttamente le funzioni di indirizzo, di programmazione e di controllo politico - amministrativo del Consiglio municipale. L interpellanza è presentata per iscritto senza obbligo di motivazione. 2. Le interpellanze sono iscritte all ordine del giorno del Consiglio municipale ai sensi del successivo art. 41 del presente Regolamento, entro 90 giorni dalla data di presentazione. 3. L'interpellante ha facoltà di illustrare il contenuto dell'interpellanza per non più di 5 minuti e la risposta della Giunta deve essere contenuta nello stesso termine. L interpellante ha facoltà di replicare per non più di 3 minuti. 23
24 4. Se l'interpellante non è presente senza giustificato motivo, quando venga in discussione l'interpellanza, questa si intende decaduta. 5. E facoltà dell interpellante ritirare l interpellanza, comunicandolo per iscritto al Presidente. Art. 39 Mozioni Ammissibilità 1. La mozione è un atto di indirizzo deliberato dal Consiglio municipale per esprimere posizioni su argomenti di particolare rilevanza e/o per impegnare il Presidente del Municipio e la Giunta municipale al compimento di atti e all adozione di iniziative di propria competenza; la mozione è presentata per iscritto e deve contenere l'esatta delimitazione dell'argomento e le linee essenziali delle proposte. 2. Ove il testo proposto non corrisponda alla funzione e alle caratteristiche che il presente Regolamento stabilisce per le mozioni, il Presidente del Municipio, d intesa con l'ufficio di Presidenza, può dichiarare inammissibile una proposta di mozione, dandone motivata comunicazione scritta al primo firmatario, entro 15 giorni dalla ricezione della mozione. Art. 40 Discussione e votazione delle mozioni 1. La discussione della mozione si apre con la sua illustrazione da parte del primo proponente o di uno dei firmatari, per un tempo massimo di 10 minuti. Nella discussione possono intervenire tutti i Consiglieri, con l esclusione di coloro che hanno presentato la mozione, per un tempo massimo di 3 minuti ciascuno. 2. Prima che inizi la discussione sulla mozione è consentita la presentazione di eventuali ordini del giorno collegati. Per l'illustrazione degli ordini del giorno è concesso al proponente un tempo massimo di 5 minuti. 3. Nel corso della discussione i Consiglieri possono proporre modifiche al testo della mozione e degli eventuali ordini del giorno, che se accolte dal proponente - sono poste in votazione con la mozione o l'ordine del giorno. 4. Chiusa la discussione, per la replica del Presidente del Municipio e/o degli Assessori è concesso un tempo massimo di 10 minuti. Il Presidente del Municipio o l'assessore competente può condizionare il proprio parere favorevole alla modifica dei documenti in discussione. 5. La dichiarazione di voto sulla mozione è effettuata da un Consigliere per ciascun gruppo, per un tempo massimo di 3 minuti. Qualora siano stati presentati 24
25 ordini del giorno collegati alla mozione il tempo è aumentato a 10 minuti complessivi per ogni gruppo. La votazione degli ordini del giorno collegati precede la votazione della mozione. 6. La mozione e i relativi ordini del giorno si intendono decaduti se non è presente in aula, al momento della discussione o della votazione, almeno uno dei proponenti. 7. Il primo firmatario o, in caso di assenza, il proponente presente ha facoltà di ritirare la mozione non oltre l'inizio delle dichiarazioni di voto. Nel caso in cui venga ritirata la mozione, si intendono decaduti anche gli ordini del giorno alla stessa collegati. Art. 41 Iscrizione di mozioni e interpellanze all'ordine del giorno 1. Le mozioni e le interpellanze sono iscritte all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio municipale; ai sensi dell'art. 10 comma 2 del presente Regolamento, le interpellanze possono essere esaminate con la presenza di almeno 8 Consiglieri; per la discussione e la votazione delle mozioni è richiesta invece la presenza di almeno 12 Consiglieri. 2. Mozioni ed interpellanze relative a fatti ed argomenti analoghi o tra loro connessi, iscritte nello stesso ordine del giorno possono, a giudizio del Presidente, formare oggetto di una sola discussione. In caso di contestazioni decide il Presidente, sentito l Ufficio di Presidenza. 3. E' facoltà del proponente chiedere che una interpellanza o una mozione sia discussa nella Commissione competente per materia, anziché in Consiglio. 4. Nel verbale della seduta viene fatta menzione delle motivazioni che hanno causato il rinvio o la decadenza delle mozioni o delle interpellanze. Art. 42 Interrogazioni ed interpellanze al Sindaco 1. Ai sensi dell art. 10 del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale, il Consiglio municipale può rivolgere, con proprio atto assunto a maggioranza dei componenti presenti alla seduta, interrogazioni ed interpellanze al Sindaco per conoscere se un fatto sia vero, se un'informazione sia esatta, se e quali provvedimenti l'amministrazione comunale 25
26 abbia adottato o intenda adottare in ordine ad un determinato oggetto. 2. Alle interrogazioni ed alle interpellanze deve essere fornita risposta scritta entro trenta giorni da parte degli Assessori comunali competenti per materia. CAPO II DOVERI Art. 43 Obbligo di intervento alle riunioni 1. E dovere dei Consiglieri regolarmente convocati intervenire alle sedute del Consiglio e delle Commissioni o giustificare le eventuali assenze. 2. Il Consigliere che si assenti prima della fine della seduta di Consiglio o di Commissione è tenuto a comunicarlo al Presidente. 3. Soltanto il Consigliere che risulta presente per un tempo superiore ai due terzi della seduta del Consiglio o di Commissione avrà riconosciuto il trattamento economico relativo alla seduta stessa. Art. 44 Decadenza dalla carica di Consigliere 1. I Consiglieri municipali decadono dalla carica o per una delle cause di incompatibilità previste dalla legge o per assenza a cinque sedute consecutive del Consiglio senza giustificato motivo. 2. La decadenza viene accertata dal Consiglio municipale su proposta del Presidente, che dispone, nel termine di dieci giorni dall'accertamento, la contestazione dell'assenza mediante notifica all'interessato, il quale entro i successivi quindici giorni può presentare le proprie controdeduzioni scritte. 3. Espletata tale procedura, il Consiglio del Municipio delibera in merito, con votazione segreta, nei termini indicati dallo Statuto, con la stessa maggioranza prevista per la dichiarazione di decadenza dei Consiglieri comunali. 4. Al Consigliere dichiarato decaduto dalla carica subentra il primo dei non eletti nella sua stessa lista. 26
27 Art. 45 Astensione obbligatoria dalle deliberazioni 1. I Consiglieri debbono astenersi a norma di legge dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni rispetto alle quali abbiano interesse. 2. L obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi del Consigliere o di parenti o affini fino al quarto grado. 3. Il divieto di cui sopra comporta anche l'obbligo di allontanarsi dall'aula durante la trattazione di detti affari. 4. I Consiglieri di cui sopra non devono computarsi nel numero fissato per la validità delle sedute del Consiglio. Art. 46 Pubblicità della situazione patrimoniale 1. I Consiglieri sono tenuti, in osservanza delle norme di legge e delle previsioni in materie del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale, a rendere pubblica la propria situazione patrimoniale. Al riguardo si osservano le previsioni di legge previste per i Consiglieri comunali. Art. 47 Obbligo della riservatezza e del segreto 1. I Consiglieri sono tenuti alla riservatezza ed al segreto in relazione allo svolgimento delle sedute riservate ed in ogni altro caso determinato dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti comunali. TITOLO IV LE COMMISSIONI MUNICIPALI CAPO I 27
28 LE COMMISSIONI MUNICIPALI PERMANENTI Art. 48 Le Commissioni municipali permanenti 1. Il Consiglio municipale, entro trenta giorni dalla nomina del Presidente del Municipio, procede alla costituzione delle Commissioni municipali permanenti individuate all art. 33 del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale. 2. I criteri per la composizione delle Commissioni municipali permanenti sono definiti all art. 34 del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e dalle previsioni del presente Regolamento. 3. Il Presidente del Municipio o, in caso di assenza od impedimento, il Vicepresidente del Consiglio del Municipio, convoca le Commissioni permanenti per la seduta di insediamento entro dieci giorni dalla loro costituzione. In tale seduta i componenti eleggono a maggioranza semplice, con voto palese nel proprio seno il Presidente della Commissione ed il Vicepresidente. 4. Ai sensi dello Statuto, la presidenza della Prima Commissione consiliare permanente, avente funzione di controllo e di garanzia, è attribuita ad un rappresentante dell opposizione, designato dalla minoranza con voto separato. 5. Alle sedute delle Commissioni municipali si applicano le previsioni del Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e del presente Regolamento. Art. 49 Composizione delle Commissioni municipali permanenti 1. Ogni Gruppo consiliare, incluso il Gruppo misto, ha diritto ad avere un proprio rappresentante all interno di ciascuna Commissione. 2. Ciascun Consigliere ha diritto di far parte di una sola Commissione, ad eccezione dei Consiglieri dei Gruppi consiliari con meno di tre componenti che possono partecipare a più Commissioni per garantire il principio di rappresentanza di cui al precedente comma. In caso di rinuncia alla rappresentanza, deve essere fornita comunicazione scritta al Presidente del Municipio. 3. In conseguenza di ciò, i Gruppi consiliari con tre o con meno di tre componenti indicheranno un unico rappresentante per ciascuna Commissione ed i Gruppi consiliari con più di tre componenti indicheranno i propri rappresentanti all interno delle Commissioni, in modo tale che il Gruppo sia rappresentato in ogni Commissione e che ciascun Consigliere che lo desideri possa far parte di una singola Commissione consiliare. 28
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