Source: http://www.asni.it/news
Timestamp: 2017-06-24 01:50:17+00:00
Document Index: 16023846

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2598', 'art. 5', 'art. 2598', 'sentenza ']

A.S.N.I. - Associazione Storica della Nobilta' Italiana - News
Grave lutto nella famiglia Corsini
Il Presidente dell'Associazione Storica della Nobiltà Italiana Ugone Spinelli Barrile di Marianella, il Segretario generale Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, il Delegato per la Toscana Filippo Maria d'Aubert e tutto il Consiglio di Presidenza si stringono alla famiglia dei Principi Corsini, per la scomparsa del giovane Filippo, avvenuta questa mattina a Londra, a seguito di un tragico incidente stradale.
Comunicato legale - Esecuzione Gallelli - Aggiornamento
Oggetto: procedimento esecutivo nei confronti di tale Ettore GALLELLI. Ai signori Soci, in conformità alla prescritta informativa sulla vita sociale associativa, si rappresenta sinteticamente quanto segue.I nostri avvocati hanno messo in esecuzione il titolo giudiziale con il quale il Tribunale Civile di Roma, in data 20/7/2015, ha condannato il rappresentato Gallelli Ettore al pagamento delle spese processuali in favore dell’A.S.N.I. e della Società Editrice Libro d'oro srl, quale conseguenza del rigetto di tutte le domande di quest’ultimo aventi ad oggetto il diritto di privativa della pubblicazione ultracentenaria denominata “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”.A tali effetti è stato iscritto pignoramento immobiliare su alcuni cespiti del debitore, di cui è stata richiesta la vendita. Non possiamo ancora sapere, tuttavia, se il pignoramento sia in grado di soddisfare il nostro credito, in quanto nella procedura sono intervenuti altri creditori del medesimo, tra cui Equitalia Sud per imposte, tasse, mora e sanzioni da mancati pagamenti.Vi terremo informati in merito ai successivi sviluppi della vicenda.La PresidenzaVedi anche:- Galleli condannato a risarcire l'ASNI- Precisazioni in merito alla sentenza di condanna di tale Ettore Gallelli, del tribunale di Roma, sezione diritto d'impresa
Nobile Socia, nobile Socio,la notte del 24 agosto un terribile terremoto ha sconvolto il Centro Italia causando morti e devastazioni, in particolare nelle province di Rieti e Ascoli Piceno. L’ASNI si stringe con affetto alle famiglie che hanno subito lutti o perdite in questi terribili accadimenti.Per sostenere le popolazioni colpite, in accordo con la Delegazione di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), La invito a contribuire alla raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite, organizzata dal Gran Priorato di Roma dello SMOM (http://www.ordinedimaltaitalia.org/gran-priorato-di-roma).Gli estremi per il bonifico bancario sono:Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di MaltaIBAN: IT48K0335901600100000118944CAUSALE: TERREMOTO 2016Confido nella Sua generosità.Con i più cordiali saluti,Il PresidenteUgone Spinelli Barrile di Marianella
E' Pronta la NUOVA EDIZIONE (XXV, 2015-2019) del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
Dopo tanto lavoro e tanto impegno spesi, è finalmente fresca di stampa e pronta per la distribuzione ai sottoscrittori l'edizione XXV (2015-2019) del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana. Le prime copie sono state presentate in anteprima nei giorni scorsi nel corso della assemblea annuale. La spedizione delle copie inizierà a luglio. Per qualsiasi informazione e per prenotare l'eventuale ritiro a mano presso il Collegio Araldico, rivolgersi a: Collegio Araldico, Via Crescenzio 103, Roma, email: info@collegio-araldico.it, tel. 06 6861395
Associazione Storica della Nobiltà ItalianaIscritti al Libro d'Oro della Nobiltà ItalianaIl Presidente Rome, April 21th, 2016 Majesty, on behalf of the Italian nobility represented in ASNI, I am delighted to wish Her Majesty a very happy birthday and continuing prosperity for the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland and the other members of the British Commonwealth of Nations, under the longest reign in British history. Ugone SPINELLI BARRILE di MARIANELLA Her Majesty the QueenElizabeth II
COMUNICATO STAMPA In occasione di VINITALY 2016 L'A.S.N.I. saluta con orgoglio il grande contributo dei casati storici italiani alla cultura enologica e alla produzione vinicola del nostro Paese. L’ASNI, Associazione Storica della Nobiltà Italiana-Iscritti al Libro d’oro della Nobiltà Italiana, saluta con orgoglio il grande contributo dei casati storici della nobiltà italiana alla cultura enologica e alla nostra produzione vinicola.Il settore rappresenta un punto di forza per l’economia del nostro Paese, oltre a confermarsi sempre una eccellenza del “made in Italy” nel Mondo, come sta dimostrando proprio in questi giorni, a Verona, l’edizione 2016 del Vinitaly, la prestigiosa manifestazione internazionale di settore.“I risultati del settore vitivinicolo italiano” - dichiara il segretario generale dell’ASNI, Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita -“sono la prova tangibile di come la nobiltà italiana sia in grado, ancora oggi, di fare squadra e di fare impresa, contribuendo in termini reali al successo della nostra produzione commerciale e della nostra immagine culturale e turistica nel Mondo”.Le famiglie nobili italiane, per il loro legame storico con il territorio e per la tradizionale dedizione alle produzioni agricole di qualità, sono rappresentate in gran numero tra gli stand dell’esposizione veronese. È la testimonianza concreta dell’apporto secolare che i casati storici hanno dato allo sviluppo economico compatibile in tutte le regioni italiane, creando imprese -a conduzione non sempre e non solo familiare- che danno lavoro a migliaia di addetti. Sono decine le aziende che fanno capo ai casati nobiliari: tra i tanti, ricordiamo gli Antinori, i Boncompagni Ludovisi, i Frescobaldi, i Guarini, i Guicciardini-Strozzi, i Marzotto, i Mazzei, i Ricasoli Firidolfi, gli Spalletti Triveli, i Tasca D'Almerita, gli Zileri. Queste e molte altre famiglie hanno garantito da sempre al settore il progresso derivante da eccellenti capacità imprenditoriali, dall’introduzione di tecniche all’avanguardia, dal precoce sbocco sui mercati internazionali. Gli stessi cognomi illustri, abbinati al fascino della storia, hanno offerto agli acquirenti, da sempre, una garanzia di serietà e qualità della produzione. L’Ufficio Stampa Roma, 12 aprile 2016A.S.N.I. - Associazione Storica della Nobiltá ItalianaIscritti al Libro d'Oro della Nobiltá ItalianaPalazzo Ferrini-Cini, Piazza di Pietra 26, 00186 RomaPer informazioni: tel. 340 99049922Ufficio stampa: info@asni.it
(fonte e copyright: Quotidiano La Stampa - Torino)"Atti falsi per diventare nobile, il finto marchese perde i titoliEnrico Manfredi (50 anni) fu consulente per la difesa di Anna Maria Franzoni. La Cassazione ordina la modifica del cognome ritoccatodi: Andrea RossiTorino - Il dottor, anzi marchese, Enrico Manfredi d’Angrogna Luserna von Staufen è tornato a chiamarsi, molto più prosaicamente, Enrico Manfredi. Quel titolo nobiliare che si era auto attribuito non senza sprezzo del pericolo - falsificando atti di nascita, di matrimonio, di morte, registri all’Archivio di Stato - gli verrà estirpato per ordine della Cassazione. Tornerà alla sua dimensione che, evidentemente, non riteneva adeguata al suo rango: figlio di contadini, e non erede della storica casata feudale piemontese, con radici in Valpellice, estinta a inizio 900. ASCENDENZE IN VALPELLICE Quindici anni fa Manfredi ha provato a riportarla in vita. E si è dato parecchio da fare: l’investigatore della Guardia di Finanza Vito Valendino ha ricostruito per conto del pm Stefano Castellani e poi del sostituto procuratore generale Vittorio Corsi un’infinità di manomissioni di documenti pubblici, a cominciare dall’atto di nascita del nonno, Domenico Manfredi, contadino di Mondovì, trasformato a suon di cancellature, abrasioni, macchie d’inchiostro e correzioni a penna, nell’ultimo membro della nota dinastia. Un taroccatore seriale, capace di indurre il Comune di Casalborgone - dove risiedeva il padre - a modificarne il cognome sui registri e a inventarsi un presunto bisnonno, tal Giovanni Amedeo Manfredi d’Angrogna Luserna von Staufen, morto il 30 dicembre 1917 nelle trincee del Piave, come riportato da un certificato rilasciato dalla parrocchia di Falzé di Piave. Un altro falso. Di titolo in titolo il dottor Manfredi è riuscito a farsi un nome. E anche una posizione, tanto da essere ingaggiato dall’avvocato Carlo Taormina come consulente della difesa di Anna Maria Franzoni nel processo Cogne. Un’altra avventura finita male: trovò 55 tracce di sangue (in realtà erano escrementi) che sembravano scagionare la mamma incriminata e poi finì indagato insieme con altri collaboratori di Taormina, accusato di aver fabbricato «prove postume» per attribuire la responsabilità dell’omicidio del piccolo Samuele al vicino di casa. LE INDAGINI DEI NOBILI L’ha tradito la voglia di strafare. Quando ha contattato il Corpo della Nobiltà Italiana - associazione privata che di riunisce i nobili italiani e accertare le richieste relative ai titoli nobiliari già esistenti - per vedersi riconoscere le sue ascendenze ha dovuto portare tutta la documentazione, compresi i certificati alterati, e gli esperti si sono immediatamente insospettiti. Il resto l’ha fatto uno stimato genealogista, Gustavo Mola di Nomaglio, inviato a esaminare gli originali dei vari atti custoditi negli archivi e nelle parrocchie. La documentazione raccolta ha convinto il Corpo della Nobilità a denunciare Manfredi. Dopo una prima condanna, insieme con alcuni parenti, per falso in atti pubblici, il reato è andato prescritto, senza impedire alla Cassazione di dichiarare falsi i documenti taroccati e di disporne la rettifica. Il dottor Enrico Manfredi d’Angrogna Luserna von Staufen torna a essere il dottor Enrico Manfredi. Con tanti saluti alle aspirazioni nobiliari portate all’accesso, come quando sostenne di essere imparentato anche con Claus Schenk von Stauffenberg, il colonnello nazista che organizzò l’attentato a Hitler nel 1944. Non aveva dovuto nemmeno modificare un certificato; gli era bastato storpiare un cognome: da von Staufen a von Stauffenberg. Lo scoprirono subito."NOTA: Tra gli scopi dell'ASNI, ai sensi dell'art. 2 dello statuto, vi è anche quello di "combattere efficacemente il dilagare di falsi, eventualmente anche mediante azioni legali nei confronti dei responsabili, con possibilità di costituirsi parte civile nei relativi procedimenti, ove vi siano i presupposti"
E' scomparso il Marchese Don Giovanni Battista Mazzetti di Pietralata
Dopo aver ricevuto il conforto dei sacramenti e affrontato con coraggio e cristiana rassegnazione una lunga malattia, ieri si è spento a Roma Don Giovanni Battista MAZZETTI, Marchese di Pietralata, Conte di Piavola, Marchese di Serra, Patrizio di S. Marino, capo del casato Mazzetti e padre del nostro collegiato, sacerdote Don Lorenzo, che celebrerà le esequie domani giovedì 31 aprile alle ore 11 presso la Parrocchia di s. Salvatore in Lauro a Roma. Il Presidente, il Segretario generale e tutto i consiglieri si uniscono al cordoglio e sono vicini al dolore dell'amico Don Lorenzo.
Il cordoglio della comunità dei nobili italiani ai Sovrani del Belgio
Associazione Storica della Nobiltà ItalianaIscritti al Libro d'Oro della Nobiltà ItalianaIl Presidente Rome, le 23 mars 2016Sire,Il est avec une profonde tristesse et une grande consternationque je recevais les nouvelles des attaques terribles, queVous avez appelé à juste titre "lâches et odieux", perpétré hier à Bruxelles, capitale de la Belgique et de l'Europe.Au nom des nobles italiens réunis dans l'Association Hstorique de la Noblesse Italienne, permettez-moi de exprimer à Votre Majesté nos plus sincères condoléances, notre douleur et notre proximité à Vous et à Votre Nation.Je pris Votre Majesté d’agréer les assurances de ma très haute considération et respect.Ugone SPINELLI BARRILE di MARIANELLA Sa Majesté Philippe IerRoi des BelgesAssociazione Storica della Nobiltà Italiana Iscritti al Libro d'Oro della Nobiltà ItalianaPalazzo Ferrini-Cini, Piazza di Pietra 26, 00186 RomaFax +39 06 23314506Email: info@asni.it – Web: http://www.asni.itCod. Fisc. 97691530154 0 Comments
Precisazioni in merito alla sentenza di condanna di tale Ettore Gallelli, del tribunale di Roma, sezione diritto d'impresa
COMUNICATO LEGALEAl fine di approfondire l'importanza della recente ordinanza che ha visto rigettato l'assurdo ricorso di tale Ettore Gallelli sui suoi presunti e del tutto inesistenti diritti sul "libro d'oro della Nobiltà Italiana", con conseguente condanna a risarcire le parti da lui scriteriatamente chiamate in causa (Provvedimento n. 29990 R.G. Cont. anno 2015, Tribunale di Roma, IX sezione, specializzata in diritto di impresa, Giudice Falabella in data 20/7/2015: qui la sentenza integrale) si riportano di seguito alcuni passi di grande rilevanza, tratti dalla documentazione agli atti del provvedimento di cui sopra, che aiutano a ben comprendere le vere ragioni che hanno spinto il Gallelli a mettere in piedi tutte le sue pretese attività "concorrenziali" e di disturbo nei confronti del vero e storico Libro d'oro della Nobiltà Italiana, pretese attività che si sono tragicamente scontrate contro la sentenza di cui sopra:Lo Scenario: Con lettera a firma del proprio avvocato in data 22/01/2010 il Gallelli domandava l'inserimento della propria famiglia nell'edizione 2010-2014 del Libro d'oro della Nobiltà italiana, edizione di cui era prevista a breve la stampa. A questa singolare "richiesta" il Conte Roberto Colonnello Bertini Frassoni rispondeva negativamente in data 1/02/2010. Il Gallelli dunque evidentemente risentito per essere stato respinto in quella che - in ambito ovviamente privato - è considerata la pubblicazione nobiliare per eccellenza, prendeva quelle che lui riteneva essere "opportune contromisure": 1) inziava la stampa di repertori nobiliari "concorrenti" del Libro d'oro da cui era stato rifiutato, adottando titoli simili e utili a generare confusione. 2) metteva in opera una serie di attività ostruzionistiche, denunce, reclami e quanto altro possa essere in qualche modo utile allo scopo di impedire ulteriori edizioni del Libro d'oro da cui era stato rifiutato. 3) infine, il 27 marzo 2014, costituiva una propria Associazione nobiliare - la Uni-Unione della Nobiltà Italiana - con tanto di consulta nobiliare, Guardia Nobile e persino "prestigiosa" onorificenza denominata "Corona dell'Unione della Nobiltà d'Italia", forse anche perrchè alla richiesta di riconoscimento nobiliare del Gallelli sia il CNI che l'Ordine di Malta avevano risposto negativamente Nell'ottobre del 2010 Gallelli presentava richiamo all'Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni (AGCOM) affinchè questa diffidasse il Colonnello Bertini Frassoni alla iscrizione presso il registro operatori della comunicazione è perchè la Presidenza del consiglio dei Ministri intimasse allo stesso la cessazione dell'uso del nome "Libro d'oro della Nobiltà Italiana" Ma le doglianze del Gallelli rimangono però lettera morta: ne' l'AGCOM ne' tantomeno la Presidenza del Consiglio hanno dato evidentemente seguito alle pretese del Gallelli, che altrimenti l'avebbe detto nel corso della causa oppure, come pare preferire, attraverso un proclama su qualcuno degli innumerevoli profili facebook che gestisce. Le cosiddette "edizioni" del Gallelli sono tutte più o meno blande imitazioni dell'originale Libro d'Oro della Nobiltà ltaliana: imitazioni stampate artigianalmente in pochissimi esemplari, che nessuno ha mai visto. Nel frattempo, il Collegio Araldico dava alle stampe la XXIV edizione (2010-2014) dell'autentico Libro d'Oro. Del tutto inutili infatti si sono dimostrate le iniziative di sabotaggio promosse daI Gallelli, compreso quando egli si rivolge, attraverso il suo avvocato, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Archivio Centrale dello Stato, ricevendone però in data 22/06/2011 una risposta ben diversa da quella che si aspettava. Nell'estate del 2014 Gallelli annuncia su internet di avere pubblicato la XXV edizione del Libro d'oro della Nobiltà Italiana di cui ha però mutato i criteri di inserimento: non sono più incluse le famiglie riconosciute nobili dal Corpo della Nobiltà Italiana o dall'Ordine di Malta, alle cui porte, vale la pena di ricordarlo, aveva bussato invano per ottenere un impossibile riconoscimento di nobiltà .Il 12 novembre 2013 oltre cento esponenti di famiglie nobili iscritte nel vero Libro d'oro della Nobiltà Italiana diffidavano legalmente il Gallelli, tramite l'avv.to Manfredi Burgio di Firenze, dal citare in qualsiasi forma i loro nomi, quelli dei loro famigliari e dei loro Casati nelle sue "pubblicazioni" . Il 4 agosto 2014 il Conte Colonnello Bertini Frassoni, a mezzo dei suoi legali, diffidava il Gallelli a cessare la pubblicizzazione e la commercializzazione del libro d'Oro della Nobiltà Italiana e della Rivista Araldica, ritirando ogni copia delle stesse eventualmente in commercio. E si arriva così alla ordinanza persa dal Gallelli, l'unico procedimento realmente promosso anche se, sempre tramite internet, egli ha continuamente annunciato di avere promosso cause e querele contro un po' tutti i principali soggetti del ristretto mondo dell'Araldica italiana.I punti salienti della vicenda legale:Come hanno correttamente sostenuto i legali di ASNI, Libro d'oro srl e Collegio araldico (Bertini Frassoni) ogni pretesa del Gallelli è comunque infondata perché il “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” è una pubblicazione a carattere privato che vede la luce nel 1910 (lo si potrebbe definire la “Guida Monaci” della aristocrazia italiana) e che la famiglia Colonnello Bertini Frassoni ne ha pacificamente sempre curato la redazione e la pubblicazione per ben quindici edizioni - l’ultima risale al 2010, cedendo recentemente i diritti alla Libro d’Oro S.r.l., che dunque ha diritto di continuare la pubblicazione e non vi sono ragioni per impedirlo, stante il marchio registrato dall'ASNI, e comunque – aspetto fondamentale – per il consolidato preuso della denominazione; mancano comunque i presupposti della richiesta cautelare, perché il sig. Gallelli non è imprenditore, per cui non ha alcun fondamento la tesi della ‘concorrenza sleale’, e comunque non è stato dedotto né dimostrato alcun pregiudizio grave ed irreparabile, che infattinon esiste Il Gallelli: a) non dichiara di essere, non prova di essere e comunque NON È IMPRENDITORE NEL SETTORE EDITORIALE, b) non dichiara di avere, non prova di avere e nel merito comunque NON HA ALCUN DIRITTO sull’opera dal titolo «Libro d’Oro della Nobiltà Italiana» in origine compilata e successivamente, di volta in volta, aggiornata e pubblicata dall’Ing. Colonnello e suoi danti causa dal 1910 ad oggi; c) IL GALLELLI NON HA DIRITTI SULL’OPERA già di ragione del Conte Roberto Colonnello Bertini Frassoni, e suoi danti causa, e oggi di ragione della Libro d’Oro s.r.l.; e pertanto d) IL GALLELLI NON PUÒ SUBIRE PREGIUDIZIO per il fatto che tale opera continui ad essere aggiornata e stampata da chi su tale opera ha dei pacifici diritti da oltre un secolo; anche perché e) il Gallelli non ha affermato né provato di avere e comunque non ha diritti su opera di contenuto identico o anche solo simile da lui o da altri creata prima del 1910; e ad ogni buon conto f) NESSUNA CONFUSIONE vi può essere fra l’opera oggetto della causa ed il registro ufficiale dello stato istituito nel 1896, denominato «Libro d’Oro della Nobiltà Italiana», assolutamente diverso rispetto all’opera per formato, per finalità, per contenuto. Tale registro, per il noto principio di disinteresse dello Stato Repubblicano per i titoli di nobiltà (XIV disp. Cost.) è definitivamente chiuso e cessato, tanto che esso non è più tenuto da un dicastero ma conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato E per riprendere testualmente le parole degli avvocati difensori dell'ASNI: "Sotto altro profilo, vi è altresì carenza di legittimazione attiva in quanto il Gallelli non ha dimostrato (com’era suo preciso onere ): a) la qualità d’imprenditore (art. 2598 c.c.), posto che la registrazione in tribunale di due testate non ha efficacia né costitutiva e neppure ricognitiva di tale qualità (art. 5 L. 47/1948); b) il rapporto di presunta concorrenza economica tra la sua inesistente attività imprenditoriale e quella del Collegio Araldico (art. 2598 c.c.), che, fondato l’anno di grazia 1853, pubblica il suo Libro d’Oro dal 1910, vale a dire da 55 anni prima della nascita del Gallelli! 5) Il ricorso cautelare difetta del fumus in quanto, per le ragioni da noi già illustrate sub p.4, non v’è alcuna coincidenza tra la titolarità soggettiva del diritto azionato e l’esercizio delle facoltà collegate. Anche a voler tralasciare la pur esiziale questione dell’esercizio, da parte del Gallelli, di un diritto a lui non spettante, e per rimanere alle due testate da lui registrate, egli: 1) non ha dato alcuna prova delle sue millantate pubblicazioni (e sia noi che le altri parti non abbiamo mai avallato tale ipotesi); 2) in ogni caso le due testate, che hanno nome diverso da quella del Collegio Araldico (quindi non si comprende la paventata azione confusoria), non godono della tutela di quest’ultimo, che utilizza un marchio registrato nel modo più ampio e che pubblica dal lontano 1910. Nel merito, evidenziamo che l’azione del Gallelli si è rivelata essere un malriuscito tentativo di avere le mani libere, per tentare di appropriarsi in modo rudimentale di un marchio che, secondo la sua ricostruzione, apparterrebbe allo Stato, e (quanto al marchio dell’ASNI) senza la “fastidiosa” presenza degli aventi diritto." (avv.ti Celentano e Terzali per ASNI)Per quanto riguarda infine, in particolare, i diritti di ASNI riconosciuti dalla presente sentenza, vale la pena soffermarsi su quanto segue: "Gallelli Benso ha già provato a contrastare la registrazione del marchio “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” (registrato dell'Associazione Storica della nobiltà Italiana - ASNI) presso l’U.A.M.I. con esito del tutto sfavorevole per lui, in quanto l’Ufficio ha dichiarato che “Le osservazioni non fanno sorgere seri dubbi in merito all’eleggibilità del marchio ai fini della registrazione; la domanda seguirà quindi il suo iter” (doc. 2)." (Memoria avv.ti Celentano e Terzali per ASNI) E infatto nella sentenza emessa il giudice scrive correttamente che LO STESSO GALLELLI (!): "Ha poi evidenziato che il Collegio Araldico in persona del segretario generale Colonnello Bertini Frassoni, nella qualità di titolare dell’impresa individuale denominata “Roberto Colonnello Editore Libro d’Oro Collegio Araldico”, aveva ceduto le “royalties ottenute da tutte le vendite, in ragione di un’assunta titolarità piena ed esclusiva, sia a titolo originario che per successione sin dal 1910″ del marchio di fatto”Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” all’Associazione Storica della Nobiltà Italiana, la quale in data 16 gennaio 2015 aveva registrato il marchio stesso, che era stato concesso in licenza d’uso, a titolo gratuito, a Libro d’Oro s.r.l. in data 8 gennaio 2015."E ancora, continua il Giudice: "Si aggiunga che il repertorio denominato “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana” che fin dall’inizio è stata cosa diversa rispetto all’omonimo registro istituito nel 1896, risale al 1909, come documentato dal resistente colonnello Bertini Frassoni, e che la pubblicazione di esso è proseguita fino ai giorni nostri: la circostanza è riconosciuta, nella sostanza, dallo stesso ricorrente"Vedi anche: ﻿Galleli condannato a risarcire l'ASNI﻿ Associazione Storica della Nobiltà ItalianaIscritti al Libro d'Oro della Nobiltà Italiana Palazzo Ferrini-Cini, Piazza di Pietra 26, 00186 RomaTel. +39 3409904922 - Fax +39 0623314506Email: info@asni.it – Web: http://www.asni.it Cod. Fisc. 97691530154 0 Comments