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Timestamp: 2017-01-19 06:45:23+00:00
Document Index: 110868249

Matched Legal Cases: ['art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 100']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 386 del 17.10.2008
Istanza di interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Riconducibilità delle
Università fra i beneficiari delle erogazioni
liberali agevolate ai sensi dell'art. 100, comma 2, lett. a), del TUIR
del DPR n. 633 del 1972 e del DPR n. 131 del 1986, è stato esposto il
La Banca Alfa S.p.A. fa presente che intende effettuare erogazioni
liberali in favore di Università, statali e non statali legalmente
riconosciute, a sostegno delle attività istituzionali delle medesime Università (ad esempio, istituzione di nuove cattedre, assegnazione di
borse di studio, creazione di nuove biblioteche, costruzione di nuovi spazi
e strutture per studenti).
Ciò premesso, la Banca istante chiede di sapere se le
possano rientrare tra i soggetti beneficiari delle erogazioni liberali
agevolate ai sensi dell'art. 100, comma 2, lett. a), del testo unico delle
imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in base al quale sono deducibili dal
reddito d'impresa le erogazioni liberali fatte a favore di persone
giuridiche che perseguono esclusivamente finalità, fra l'altro, di
istruzione o di ricerca scientifica, per un ammontare complessivamente non
superiore al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato.
La Banca Alfa ritiene che le liberalità da essa erogate in favore
delle Università siano deducibili dal reddito d'impresa ai sensi del citato
art. 100, comma 2, lett. a), del TUIR.
La Banca interpellante rileva, infatti, che le
Università, persone
giuridiche, "perseguono esclusivamente finalità di istruzione e ricerca
scientifica".
In particolare, la società istante è dell'avviso che "anche qualora
le Università esercitino attività istituzionali con carattere di commercialità" (ad esempio, realizzando a pagamento corsi di formazione,
consulenze o ricerche scientifiche) "tali attività siano in ogni caso
dirette a perseguire le finalità in parola" (di istruzione e di ricerca).
L'art. 100, comma 2, lett. a), del TUIR prevede la
deducibilità delle
"erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono
esclusivamente finalità comprese fra quelle indicate nel comma 1 o finalità di ricerca scientifica (...) per un ammontare complessivamente non
superiore al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato".
Le finalità indicate nel richiamato comma 1 dell'art. 100 del TUIR
sono quelle di "educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e
sanitaria o culto".
Pertanto, le erogazioni liberali previste dall'art. 100, comma 2,
lett. a), del TUIR sono deducibili se il beneficiario dell'erogazione:
finalità fra quelle di
educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto e ricerca scientifica.
In particolare, per quanto concerne il requisito descritto sub 2), che
interessa più specificatamente al fine della soluzione del quesito in
esame, si osserva che la disposizione in argomento delimita l'ambito dei
I beneficiari delle erogazioni liberali di cui trattasi non possono,
quindi, perseguire finalità diverse da quelle espressamente previste dalla
norma stessa.
Dette finalità, che caratterizzano i soggetti beneficiari, devono
essere verificate in forza delle norme primarie e regolamentari del settore
di competenza e in base alle previsioni recate dagli statuti o atti
costitutivi dei medesimi beneficiari.
Come si è avuto modo di chiarire (cfr. la risoluzione n. 234/E del 17
luglio 2002, con la quale è stata riconosciuta la riconducibilità delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza fra i beneficiari delle
erogazioni liberali agevolate ai sensi dell'art. 100, comma 2, lett. a), del
TUIR), la disposizione in esame privilegia l'aspetto "finalistico
dell'erogazione", delimitando i beneficiari delle erogazioni stesse in
relazione alle finalità perseguite in via esclusiva.
Tale delimitazione dei destinatari delle erogazioni liberali sulla
base delle finalità perseguite non preclude che l'ente beneficiario possa
porre in essere eventuali attività che si qualificano, sotto il profilo
fiscale, come attività commerciali, sempre che si tratti di attività non
particolarmente significative, svolte in diretta attuazione delle finalità
indicate dalla medesima disposizione agevolativa e che non siano tali da
assumere rilevanza autonoma, realizzando finalità ulteriori rispetto a
Ciò posto, nella fattispecie rappresentata dalla
società istante, le Università possono ricondursi fra i soggetti beneficiari delle erogazioni
liberali in argomento, nel rispetto dei presupposti sopra indicati.
Pertanto, ricorrendo i requisiti descritti, la Banca interpellante
potrà portare in deduzione dal reddito d'impresa, nel limite del 2 per
cento del reddito d'impresa dichiarato, le erogazioni liberali effettuate in
favore delle Università, ai sensi del richiamato art. 100, comma 2, lett.
a), del TUIR.