Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/39139-diritti-e-doveri-del-figlio.asp
Timestamp: 2020-08-14 17:15:19+00:00
Document Index: 40118857

Matched Legal Cases: ['art. 315', 'art. 315', 'art. 315', 'art. 147', 'art. 317', 'art 315', 'art. 316', 'art. 316', 'art. 318']

In base all'art. 315-bis del codice civile, il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato e istruito secondo le proprie capacità e inclinazioni naturali
La figura del figlio nel codice civile
I principali diritti del figlio
Nell'ambito della disciplina dei rapporti familiari, il codice civile dedica particolare attenzione alla figura dei figli.
Preliminarmente, va evidenziato che, a seguito delle modifiche legislative apportate nel 2012, il nostro ordinamento giuridico non distingue più tra figli legittimi e figli naturali, cioè tra figli nati in costanza di matrimonio o al di fuori di esso.
Tale principio è oggi cristallizzato nella disposizione dell'art. 315 del codice civile, in base al quale "tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico".
I doveri e i diritti del figlio sono principalmente individuati dall'art. 315-bis c.c., ma è possibile enuclearne anche altri, dall'esame della complessiva disciplina codicistica.
In base all'articolo citato, i figli hanno, innanzitutto, il diritto di essere mantenuti, educati, istruiti e moralmente assistiti dai propri genitori, nel rispetto delle proprie capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.
Questa disposizione rispecchia quanto stabilito dall'art. 147 c.c. in tema di responsabilità genitoriale.
Inoltre, il figlio ha diritto di crescere nel contesto familiare e mantenere rapporti significativi con i parenti di entrambi i genitori.
In particolare, il successivo art. 317-bis precisa che gli ascendenti, cioè principalmente i nonni, hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni.
Una particolare prerogativa è quella prevista dal terzo comma dell'art 315-bis, che prevede il diritto del figlio di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.
Tale diritto spetta al minore che abbia compiuto dodici anni, o anche a quello di età inferiore, qualora abbia già sviluppato un'adeguata capacità di discernimento.
In proposito, la Cassazione ha chiarito che, in tema di separazione, l'ascolto del minore è previsto a pena di nullità ove si assumano provvedimenti che lo riguardino, a meno che tale audizione risulti superflua o contro il suo interesse (Cass. n. 19327/15).
L'ultimo comma dell'articolo in esame individua, invece, i principali doveri del figlio nei confronti dei genitori e della famiglia.
Innanzitutto egli è tenuto a rispettare i genitori.
Inoltre, ogni figlio deve contribuire al mantenimento della famiglia fino a quando convive in casa.
Nella valutazione dell'entità di tale contributo, occorre tenere in considerazione le sue capacità, le sue sostanze patrimoniali e il suo reddito.
Del resto, anche in capo ai genitori è riconosciuto un analogo dovere da parte della disciplina codicistica, poiché, a norma dell'art. 316-bis c.c., essi sono tenuti ad adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo (art. 316-bis c.c.).
Un ulteriore dovere dei figli nei confronti dei genitori è individuato dall'art. 318 c.c., secondo cui il figlio non può abbandonare senza permesso la casa dei genitori sino alla maggiore età.
In caso contrario, i genitori hanno facoltà di richiamarlo e di rivolgersi, all'occorrenza, al giudice tutelare.