Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/lp-1987-14/legge_provinciale_17_luglio_1987_n_14.aspx?view=1
Timestamp: 2020-06-06 13:44:06+00:00
Document Index: 131241565

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 18', 'art. 39', 'art. 23', 'art. 18', 'art. 39', 'art. 20', 'art. 18']

(5/bis) In caso di rinvenimento di uccelli ammalati o feriti appartenenti alle specie protette elencate negli allegati I e II della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, il gestore del relativo comprensorio provvede alla consegna degli stessi ad un centro di recupero dell'avifauna autoctona a tal fine autorizzato, fermo restando il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di vigilanza e controlli veterinari. 39)
(6) La caccia può essere esercitata da chi abbia compiuto il diciottesimo anno di età e sia munito della relativa licenza di porto di fucile per uso di caccia, di polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi derivante dall'uso delle armi o degli arnesi utili all'attività venatoria, nonché di polizza assicurativa per infortuni correlati all'esercizio dell'attività venatoria, prescritte dalle norme statali e abbia pagato la tassa di concessione governativa. 43)
L'art. 11, comma 5/bis, è stato inserito dall'art. 6, comma 2, della L.P. 12 ottobre 2007, n. 10, successivamente sostituito dall'art. 20, comma 1, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8, ed infine così modificato dall'art. 18, comma 1, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
Lart. 11, comma 6 è stato prima sostituito dall'art. 6 della L.P. 28 novembre 1996, n. 23. Inoltre ai sensi dell'art. 6 della L.P. 28 novembre 1996, n. 23, in ogni articolo di questa legge le parole "licenza di porto d'armi" sono sostituite dalle parole "licenza di porto di fucile". Infine è stato così modificato dall'art. 20, comma 2, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
usare ricetrasmettitori o foto-videotrappole durante l'esercizio della caccia ed in particolare per scovare la fauna selvatica; 54)
l’esercizio della caccia agli ungulati con l'impiego del cane segugio, fatta eccezione, in caso di cervidi e del cinghiale, di battute di caccia organizzate dal gestore del relativo comprensorio o autorizzate ai sensi dell’articolo 29, comma 2, con l'impiego di idonei cani da cerca o segugi a zampa corta; 55)
l’esercizio della caccia con l’impiego di falconiformi, di fucili a canna rigata semiautomatici o automatici, della balestra, dell’arco, di fionde, di armi ad aria o gas compressi nonché di fucile con canna ad anima liscia, a ripetizione o semiautomatico, che non sia limitato con apposito accorgimento tecnico all'utilizzazione di non più di due colpi; 56)
l'esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica, fatte salve la cattura e l'uccisione di cui all'articolo 19, comma 6, nonché nei fondi chiusi da muro, da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,20 o ancora da corsi o specchi d'acqua perenni, il cui letto abbia profondità di almeno metri 1,50 e larghezza di almeno metri 3. Questo divieto non sussiste per i terreni ad uso agricolo e forestale recintati allo scopo di evitare danni provocati da fauna selvatica. I fondi chiusi esistenti o che si intendono istituire devono essere comunicati all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. I proprietari e gli affittuari dei fondi chiusi devono apporre a loro carico adeguate tabelle perimetrali; 57)
58)59)
(3) L'assessore provinciale competente in materia di caccia, è autorizzato a permettere in determinati casi a persone nominativamente designate l'uso dei mezzi di cui alla lettera k), nonché, sentito l'Osservatorio faunistico, l'uccellagione e la raccolta di uova ad istituti o personale scientificamente qualificato ed ai soli scopi scientifici.60)
La lettera k) dell'art. 15, comma 1, è stata così modificata dall'art. 20, comma 3, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
La lettera p) dell'art. 15, comma 1 è stata prima sostituita dall'art. 2, comma 6, della L.P. 12 dicembre 2011, n. 14, e successivamente così modificata dall'art. 20, comma 4, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
La lettera u) dell'art. 15, comma 1, è stata aggiunta dall'art. 20, comma 5, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8, e successivamente abrogata dall'art. 21, comma 1, lettera b), della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
(1) L'assessore provinciale competente in materia di caccia, previo parere dell'Osservatorio faunistico, può accordare a scopo di studio, su motivata richiesta, al personale qualificato degli istituti e laboratori scientifici dei giardini zoologici e parchi naturali e dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia il permesso di catturare e utilizzare, dietro osservanza delle condizioni imposte, esemplari di determinate specie di mammiferi.65)
(3) La costruzione dei centri è subordinata all'autorizzazione dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia, sentito l’ispettorato forestale territorialmente competente. Considerando le specie di fauna selvatica e tenuto conto della grandezza e delle caratteristiche del recinto, l’ufficio determina specificatamente quale e quanta fauna selvatica possa contenere il singolo centro, sempreché questo non pregiudichi notevolmente l'esercizio venatorio nelle riserve circostanti. Se per la gestione del centro ai sensi del comma 2 si rendesse necessario il rafforzamento della recinzione, l'autorizzazione è rilasciata, previo parere non vincolante della Ripartizione provinciale Natura e paesaggio, dall'ufficio provinciale competente in materia di caccia, e questa sostituisce qualsiasi altra autorizzazione prevista dalla legge vigente in materia di tutela del paesaggio. La valutazione tiene conto degli obblighi di cui alla direttiva 43/92/CEE del Consiglio della Comunità europea del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nonché alla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici.66)
(6) Ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera q), è vietato l'esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica. Nei centri di maggiore estensione gli eventuali abbattimenti, che si rendessero necessari per motivi igienico-sanitari o socio-biologici, possono essere attuati solo in presenza di un organo di vigilanza venatoria ed esclusivamente dal titolare dell'autorizzazione di cui al comma 3, se munito della licenza di porto di fucile per uso di caccia e della copertura assicurativa prescritta dall'articolo 11, comma 6, o da un cacciatore a tal fine autorizzato dall'ufficio competente in materia di caccia.67)
(6/bis) Nei centri di allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare non sono considerate esercizio venatorio la cattura e l'uccisione della fauna, ivi detenuta, da parte del titolare dell'autorizzazione di cui al comma 3 o di un cacciatore a tal fine autorizzato dall'ufficio competente in materia di caccia.68)
(8) Per la realizzazione e la gestione di centri di recupero degli uccelli e dei mammiferi autoctoni protetti da parte di persone a tal fine autorizzate ai sensi del comma 3 ed aventi particolare conoscenza in questo settore, la Giunta provinciale può concedere contributi fino al 90 per cento della spesa riconosciuta ammissibile a finanziamento. 70)
(9) L’autorizzazione di cui al comma 3 sostituisce la definizione del carico di erbivori nonché la fissazione del periodo di pascolo e l’autorizzazione all’esercizio del pascolo nel bosco ai sensi rispettivamente degli articoli 22 e 23, comma 1, della legge provinciale 21 ottobre 1996, n. 21, e successive modifiche.71)
(10) L’ufficio provinciale competente in materia di caccia può comunque autorizzare i titolari di un permesso di caccia per il comprensorio in cui si trova il centro, a prelevare gli ungulati selvatici cacciabili introdottisi in un centro di allevamento, stabilendo le modalità dell’intervento. 71)
(2) I criteri e le modalità per il rilascio e l'eventuale revoca dell'autorizzazione di cui al comma 1, vengono definiti dalla Giunta provinciale, che fissa il termine entro il quale coloro che si trovano in possesso dei volatili di cui al comma 1 devono denunciarli all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. La relativa deliberazione è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.72)
(3) Non è soggetta all'autorizzazione di cui al comma 1 la commercializzazione e la detenzione di volatili esotici di comune diffusione, facilmente riproducibili in cattività e stabiliti come tali dalla Giunta provinciale.73)
(1) Ai fini della presente legge, per giardino zoologico si intende qualsiasi complesso permanente nel quale vengono tenuti a scopo di esposizione, per almeno sette giorni all'anno, animali vivi di specie selvatiche autoctone, ivi comprese quelle di cui alla legge provinciale 9 giugno 1978, n. 28, e successive modifiche. Sono esclusi dalla presente disciplina i circhi, i negozi di animali da compagnia, i centri di recupero della fauna selvatica nonché le strutture che detengono specie di uccelli e mammiferi selvatici allevati per fini zootecnici e agroalimentari.74)
tenere registri aggiornati degli ospiti del giardino zoologico, per le singole specie.]74)
(3) La gestione di giardini zoologici è soggetta a licenza. La licenza contiene le condizioni volte a far osservare i requisiti di cui al comma 2. Per i fini di cui al comma 7, chi richiede una licenza, prima del suo rilascio deve prestare idonea garanzia sotto forma di una somma di denaro, di titoli di stato, di un libretto di deposito di risparmio o di una fideiussione bancaria vincolata a favore della Provincia autonoma di Bolzano, la cui entità viene stabilita con la licenza stessa.75)
(4) Prima di concedere, negare, prorogare o modificare sensibilmente la licenza, l'Osservatorio faunistico provinciale verifica il possesso dei requisiti prescritti.75)
(5) Se un giardino zoologico non è in possesso della licenza, è disposta la chiusura al pubblico.75)
(6) In caso di inosservanza delle condizioni della licenza, la licenza è revocata ed è disposta la chiusura al pubblico, in tutto o in parte, del giardino zoologico ovvero è modificata la licenza, previa contestazione delle irregolarità e fissazione di un termine massimo di due anni per adottare le misure necessarie a conformarsi alle prescrizioni della licenza stessa.75)
(11) Per i giardini zoologici muniti di regolare licenza non trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modifiche.76)
(2) Senza apposita autorizzazione è vietato introdurre nel territorio della provincia fauna selvatica estranea alla fauna locale, salvo che si tratti di animali destinati a giardini zoologici, circhi equestri e mostre di animali o di specie tradizionalmente destinate all'allevamento o al commercio per fini ornamentali e amatoriali. L'autorizzazione viene rilasciata dall'Osservatorio faunistico, nel rispetto delle norme di polizia veterinaria e sanitaria.77)
(3) Fauna selvatica morta, anche non cacciabile, pellicce e trofei presi in consegna per essere conciati o allestiti devono essere muniti del certificato d'origine previsto all'articolo 20. Per le specie consegnate al Museo di Scienze Naturali della Provincia di Bolzano o all'ufficio provinciale competente in materia di caccia, la relativa annotazione sul registro di entrata sostituisce il certificato d'origine.78)
(5) Ogni impagliatore e conciatore, che prenda in consegna fauna selvatica, la cui provenienza non venga dichiarata o non possa essere documentata, deve immediatamente informare un agente venatorio o gli appartenenti al Corpo forestale provinciale62) e rifiutare il lavoro richiesto.2)
(4) La Giunta provinciale può concedere all'Associazione contributi fino al 70% delle spese per l'esercizio dei poteri conferitele. Su richiesta dell'interessato, il 50% del contributo concesso può essere erogato in forma di acconto non appena il relativo provvedimento è divenuto esecutivo.79)
(5) L'espletamento delle attribuzioni conferite all'Associazione ai sensi del comma 1 rappresenta un'attività di interesse pubblico. Gli organi centrali e periferici dell'Associazione sono obbligati ad esibire, su richiesta degli organi venatori di cui al titolo VI, tutti i documenti inerenti la gestione delle riserve di caccia di diritto e quelli relativi ai cacciatori titolari di un permesso di caccia.80)
(4) Le prescrizioni derivanti o contenute nelle suddette direttive devono essere pubblicate nel periodico dell'associazione alla quale è affidata la gestione delle riserve di caccia di diritto ai sensi dell'articolo 23.82)
(5) I titolari di un permesso di caccia per una riserva di caccia di diritto e gli organi di amministrazione dell’Associazione di cui all’articolo 23 devono rispettare le direttive di cui al comma 1, divenute esecutive e pubblicate nella forma prescritta. 83)
(2) Hanno diritto al permesso annuale o d’ospite le persone in possesso dei requisiti di cui all’articolo 11, comma 6, e che sono residenti nel territorio della relativa riserva di diritto o sono proprietari di una minima unità colturale sita nella riserva di caccia, oppure di una superficie boschiva o alpestre di almeno 50 ettari. I criteri e modalità per la definizione di queste aree di proprietà, la durata minima della residenza richiesta per il permesso annuale o di ospite, nonché il rilascio e la revoca dei permessi di caccia per le riserve di diritto sono stabiliti con regolamento di esecuzione. 84)
(5) La perdita anche temporanea di uno dei requisiti di cui all'articolo 11, comma 6, comporta comunque il venir meno del diritto al rilascio del permesso annuale o d'ospite.85)
Art. 2681)
(1) La caccia agli ungulati selvatici - esclusi i cinghiali -, ai tetraonidi e alle coturnici è soggetta alla pianificazione degli abbattimenti.86)
Art. 2881)
(2) L'assessore provinciale competente in materia di caccia può permettere in ogni tempo la cattura o l'uccisione di specie cacciabili di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, per motivi di sanità e incolumità pubblica, per la protezione delle colture agrarie e boschive, della pesca e della zootecnia, nonché a scopo di ripopolamento, specificandone i mezzi, i tempi e le modalità, anche in deroga a quanto disposto dall'articolo 15, comma 1, lettera j).87)
[(3) Al fine di controllare la propagazione della specie nutria (Myocastor coypus) l’assessore provinciale competente in materia di caccia predispone un piano di controllo. Gli appartenenti al Corpo forestale provinciale con licenza di porto di fucile ad uso caccia valido e gli agenti venatori provvedono all’attuazione di detto piano.] 88) 6)
(1) La sorveglianza sulla caccia ed in particolare la vigilanza sull'osservanza delle norme vigenti in materia di caccia spetta agli agenti venatori ed alle guardie volontarie della Provincia, dell'Associazione e dei gestori delle riserve private di caccia, ai quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai termini delle norme di pubblica sicurezza, agli appartenenti al Corpo forestale provinciale62), ed agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria.
(4/bis) L'ufficio provinciale competente in materia di caccia provvede, secondo le stesse modalità previste dal comma 4, alla revoca dei permessi di caccia rilasciati anche qualora in un decennio venga accertata per più di una volta l'interruzione per un periodo da tre a dodici mesi della vigilanza venatoria, come prescritta dal comma 2, salvo che sussistano gravi motivi. In tale ambito lo stato di mancata vigilanza non si intende interrotto con l'assunzione di un agente venatorio per un periodo inferiore a dodici mesi. Contro le disposizioni del direttore dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia l'interessato può presentare ricorso alla Giunta provinciale entro 30 giorni dalla loro comunicazione ed in tal caso si applica quanto contenuto nel terzo periodo del comma 4.89)
(5) Gli agenti venatori addetti alla vigilanza sull'osservanza delle norme vigenti in materia di caccia ai sensi del comma 1 rivestono la qualifica di agenti di polizia giudiziaria nell'esercizio dei compiti di cui all'articolo 28 della legge 11 febbraio 1992, n. 157.90)
(1) Gli agenti incaricati della vigilanza venatoria possono, nell'esercizio delle loro funzioni, fermare qualsiasi persona trovata in possesso di armi od arnesi atti alla caccia di fauna selvatica viva o morta o in esercizio o in attitudine di caccia, accertarne l'identità e chiedere l'esibizione della licenza, dell’attestato di pagamento della tassa di concessione governativa, dei permessi di caccia e della polizza di assicurazione. 91)
(2) In caso di contestazione di una delle infrazioni previste dall'articolo 4, comma 3, dall'articolo 11, comma 6, dall'articolo 14, comma 1, e dall'articolo 15, comma 1, lettere a), b), c), i), j), n), o), p) e q), tutti gli agenti di vigilanza venatoria sono autorizzati a procedere al sequestro amministrativo della fauna selvatica e dei mezzi di caccia, con esclusione delle armi da sparo e del cane. Il sequestro della sola fauna selvatica è autorizzato nei casi previsti dall'articolo 5, comma 1/bis, e dall'articolo 15, comma 1, lettere d), e), f), h) e l), nonché in caso di abbattimento non spettante di specie eventualmente autorizzate ai sensi dell'articolo 4, commi 2 e 4. Gli addetti alla sorveglianza redigono apposito verbale delle operazioni eseguite rilasciandone, ove sia possibile, copia immediata al contravventore o notificando la stessa al contravventore entro 30 giorni.92)
(8) Gli agenti venatori sono autorizzati ad abbattere in ogni momento capi di fauna selvatica cacciabile affetti da malattie gravi o sospetti di malattie infettive o parassitarie, nonché capi di fauna selvatica cacciabile feriti gravemente, al fine di abbreviarne le sofferenze o di evitare la diffusione di malattie contagiose. Gli agenti venatori e, previa autorizzazione scritta dell'assessore provinciale competente in materia di caccia, anche le guardie volontarie dei gestori delle riserve private di caccia e gli appartenenti al Corpo forestale provinciale62), purché muniti della licenza di porto di fucile per uso caccia, e gli Corpo forestale provinciale62), purché muniti della licenza di porto di fucile per uso caccia, sono inoltre autorizzati ad abbattere e catturare predatori in ogni ora del giorno e della notte nel periodo stabilito nell'articolo 4.93)
(9) Ai fini della pianificazione degli abbattimenti di cui all'articolo 27, l'Associazione fornisce all'ufficio competente in materia di caccia, entro il 30 giugno di ogni anno, tutti i dati necessari per la valutazione di incidenza di cui all'articolo 3, comma 1. Per ogni singola riserva di caccia di diritto tali dati di consistenza dei gallinacei devono essere confermati dal competente agente venatorio. Per le riserve private di caccia gli agenti venatori e le guardie volontarie competenti forniscono direttamente i dati necessari di cui sopra.94)
L'art. 32, comma 1, è stato così modificato dall'art. 20, comma 8, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
hanno superato l'esame venatorio nonché quello per agente venatorio. 95)
Art. 34 (Esame per agenti venatori)96)
di un rappresentante dell'Associazione. 97)
(2) La composizione della commissione di cui al comma 1 deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici esistenti in provincia, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, fatta salva la possibilità di accesso del gruppo linguistico ladino. Ai membri sono corrisposti, oltre al normale trattamento di missione, i compensi di cui all'articolo 1, comma 1, della legge provinciale 19 marzo 1991, n. 6, e successive modifiche. 98)
(4) Per essere ammesso all'esame di agente venatorio è necessario aver frequentato con esito positivo un corso di formazione della durata di sei mesi. Sono ammessi inoltre all'esame gli appartenenti al Corpo forestale provinciale, in quanto in possesso della licenza di porto di fucile ad uso caccia.99)
(1) La qualifica di guardia venatoria volontaria può essere concessa a norma delle leggi di pubblica sicurezza a cittadini in possesso di un attestato di idoneità rilasciato previo superamento di un apposito esame dinanzi alla commissione di cui all'articolo 34, comma 1.100)
(1) I cani di qualsiasi razza devono essere condotti in comprensorio solo sotto la massima sorveglianza. È vietato lasciar vagare i cani. Da questo divieto sono esclusi i segugi nella caccia alla lepre durante il periodo consentito, i cani da leva e da ferma nel periodo dal 1° ottobre al 15 dicembre, i cani utilizzati per il censimento della consistenza faunistica disposto dagli organi venatori di cui al titolo VI e quelli utilizzati nell’esercizio delle battute di caccia di cui all’articolo 15, comma 1, lettera l), o nella ricerca autorizzata di cui all’articolo 11, comma 9. La stessa deroga vale anche, durante il loro lavoro, per i cani pastore, i cani da valanga e della protezione civile nonché per i cani per ciechi ed i cani militari e poliziotto. Chi viola tale disposizione soggiace alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’articolo 16, comma 1, lettere f) e g), della legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9, e successive modifiche.101)
(3) Gli agenti venatori dipendenti dall'amministrazione provinciale e gli appartenenti al corpo forestale provinciale, muniti di licenza di porto di fucile per uso caccia, sono autorizzati ad abbattere i cani vaganti al di fuori delle immediate vicinanze dei nuclei abitativi e sospetti di essere infetti da malattie contagiose o comunque pericolosi per la salute pubblica o per gli animali domestici al pascolo o per la fauna selvatica.102)
(4) L'ammontare dei danni causati dalla fauna selvatica, che sono oggetto di una convenzione stipulata o da stipularsi fra i rappresentanti delle riserve e dei proprietari dei fondi, viene determinato ed indennizzato secondo i termini e le modalità in essa stabiliti. L'ammontare di eventuali altri danni causati dalla fauna selvatica viene valutato dagli uffici competenti delle Ripartizioni provinciali Agricoltura e Foreste. 103)
(5) Se entro il termine di 30 giorni l'Associazione o gli organi della stessa non provvedono ad indennizzare il danno causato da fauna selvatica e determinato ai sensi del precedente comma, l'assessore provinciale competente in materia di caccia può revocare i permessi di caccia rilasciati per detta riserva ed incaricare idonee persone ad effettuare gli abbattimenti necessari.104)
(2) Le richieste di indennizzo devono essere presentate tempestivamente e comunque entro il termine di due mesi dalla scoperta dei danni all'ufficio provinciale competente in materia di caccia con l'indicazione della presumibile data dell'eventuale raccolto.106)
(4) In deroga a quanto previsto dall'articolo 36, comma 3, la Giunta provinciale può risarcire i danni arrecati da lepri, uccelli o predatori malgrado le misure di prevenzione messe in atto dai gestori delle riserve di caccia interessate.107)
(1) La Giunta provinciale può concedere aiuti fino all’ammontare del 100 per cento della spesa riconosciuta ammissibile per la realizzazione di opere atte a prevenire i danni causati da fauna selvatica, la cui congruità sia stata accertata dai competenti uffici provinciali. Le relative richieste devono essere presentate all’ufficio provinciale competente per la caccia. 108)
(4) 109) 110)
(5) L'assessore provinciale competente in materia di caccia può autorizzare l'effettuazione in economia a carico del bilancio provinciale, anche a mezzo di funzionario delegato, di spese per la prevenzione e il risarcimento dei danni causati da grandi predatori, da eseguirsi eventualmente anche nel territorio provinciale del Parco nazionale dello Stelvio. Nella determinazione dei danni recati al bestiame d'allevamento si tiene conto del valore unitario, come stabilito annualmente dall'ufficio provinciale competente in materia di zootecnia entro il 28 febbraio.110)
(6) L’ufficio provinciale competente entro 30 giorni esamina il danno. Se constata che il danno è causato da grandi predatori, entro ulteriori 60 giorni lo risarcisce. 111)
(7) Le spese incentivabili per misure di prevenzione dei danni causati da grandi predatori includono anche le spese per cani da protezione delle greggi. 112)
IX Sanzioni penali, amministrative e accesorie113)
a) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di Euro 31 per chi durante l'esercizio venatorio non ha con sé la licenza di porto di fucile per uso di caccia o l’attestato di pagamento della tassa di concessione governativa o la polizza di assicurazione o il permesso di caccia. Qualora i suddetti documenti vengano esibiti entro 24 ore dall'avvenuto controllo non si applica la sanzione amministrativa;115) 116)
b) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 93 a Euro 559 per chi esercita la caccia senza avere conseguito la licenza medesima o senza aver contratto l'assicurazione di responsabilità civile ai sensi del precedente articolo 11, sesto comma; in caso di recidiva la sanzione amministrativa da Euro 186 a Euro 1.400;115)
c) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 88 a Euro 616 per chi viola le disposizioni dell'articolo 4, comma 3, e dell'articolo 15, lettere a), b), c) e q) della presente legge, in caso di recidiva da Euro 175 a Euro 1.319; in caso di ulteriore recidiva da Euro 264 a Euro 2.198;115) 117)
d) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 31 a Euro 653 per chi viola le disposizioni degli articoli 14 e 15, lettere e), g), h), i), j), k), l), n) e p), della presente legge, o uccide fauna selvatica non cacciabile con esclusione delle specie elencate alla lettera e) del presente articolo; in caso di recidiva da Euro 93 a Euro 1.400 ed in caso di ulteriore recidiva da Euro 186 a Euro 2.799;115)
e) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 93 a Euro 2.799 per chi viola le disposizioni di cui all'articolo 15, lettera o), della presente legge, o uccide un'aquila, un gufo reale, una cicogna, una gru, un fenicottero, un cigno, un lupo o un orso;115)
f) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 93,00 euro a 466,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 4, comma 3/bis, e 5; 118)
g) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 186,00 euro a 1.865,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 19, commi 2 e 3, 19/ter, 20, 21 o 22; 119)
h) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 35,00 euro a 450,00 euro per chi viola il regolamento di esecuzione, le disposizioni della presente legge non richiamate espressamente dal presente articolo e le prescrizioni integrative contenute nei provvedimenti emanati dagli organi venatori di cui al titolo VI.120)
i) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 140,00 euro a 18.654,00 euro per il mancato adempimento del piano di abbattimento per gli ungulati di cui all'articolo 27 o delle prescrizioni contenute nel piano stesso, commisurata fino al doppio dell'ammontare del danno causato nello stesso periodo dalla specie di fauna selvatica oggetto del piano suddetto, ed accertato dai competenti uffici provinciali. La predetta sanzione amministrativa non si applica, se l'adempimento del piano di prelievo supera l'85 per cento del numero dei capi fissato nel piano di abbattimento per gli ungulati o se gli uffici territorialmente competenti delle Ripartizioni provinciali agricoltura e foreste non hanno constatato danni causati da ungulati. In caso di superamento del piano di abbattimento, va esclusa la colpevolezza del cacciatore, se questi, prima di ogni uscita venatoria, si informa presso il rettore della riserva di caccia o presso una persona da questi delegata in merito all’adempimento del piano di abbattimento della rispettiva specie di fauna selvatica. Va esclusa la colpevolezza del rettore della riserva di caccia, se questi ha provveduto a informare correttamente sullo stato di adempimento del piano di abbattimento; 121)
i/bis) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 3.000,00 euro per non aver rispettato il piano di abbattimento dei tetraonidi o delle coturnici di cui all’articolo 27, comprese le prescrizioni ivi contenute; in caso di superamento del piano di abbattimento, va esclusa la colpevolezza del cacciatore, se questi, prima di ogni uscita venatoria, si informa presso il rettore della riserva di caccia o presso una persona da questi delegata in merito all’adempimento del piano di abbattimento della rispettiva specie di fauna selvatica; va esclusa la colpevolezza del rettore della riserva di caccia, se questi ha provveduto a informare correttamente sullo stato di adempimento del piano di abbattimento. 122)
j) la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 175,00 euro a 1.000,00 euro per chi esercita la caccia senza aver effettuato il versamento dell’annuale tassa di concessione per la licenza di porto di fucile per uso di caccia; in caso di recidiva è prevista la sanzione amministrativa da 300,00 euro a 1.750,00 euro. 123)
(1/bis) Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1 non si applicano alle violazioni delle disposizioni della presente legge in riferimento alle quali l'articolo 38/bis prevede la comminazione di sanzioni penali, salvo che il reato si estingua per amnistia.124)
(3) Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge possono essere adeguate nei limiti minimi e massimi, nonché nella misura fissa con decreto del Presidente della giunta provinciale, previa deliberazione della Giunta stessa, fino al 100% in relazione alle variazioni accertate dall'ISTAT dei prezzi di consumo per le famiglie di operai ed impiegati verificatesi negli anni successivi a quello di entrata in vigore della presente legge.125)
La lettera a) dell'art. 39, comma 1, è stata così modificata dall'art. 20, comma 9, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8.
La lettera c) dell'art. 39, comma 1, è stata prima modificata dall'art. 20, comma 10, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8, e successivamente dall'art. 18, comma 3, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
La lettera i) dell'art. 39, comma 1, è stata prima sostituita dall'art. 23 della L.P. 12 ottobre 2007, n. 10, e successivamente così modificata dall'art. 18, comma 4, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
La lettera i/bis) dell'art. 39, comma 1, è stata inserita dall'art. 20, comma 11, della L.P. 24 settembre 2019, n. 8, e successivamente così sostituita dall'art. 18, comma 5, della L.P. 27 marzo 2020, n. 2.
(1) Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge vengono applicate con osservanza del procedimento previsto dallalegge provinciale 7 gennaio 1977, n. 9, e successive modifiche ed integrazioni, dal direttore dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia, il quale effettua la comunicazione di cui all'articolo 32, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, al questore della provincia del luogo di residenza del trasgressore.126)
(2) Con il provvedimento applicativo della sanzione amministrativa viene disposta anche la confisca amministrativa dei mezzi di caccia e di cattura sequestrati e non consentiti e viene decisa in via definitiva l'utilizzazione della fauna selvatica sequestrata o della somma di denaro ricavata dalla vendita della fauna selvatica o del trofeo di caccia.127)
(3) I mezzi di caccia o di cattura confiscati possono essere usati per scopi didattici.128)
(4) 129)
(5) 129)
(6) 129)
(3) La Giunta provinciale stabilisce i criteri per la sospensione oppure la limitazione del permesso di caccia. 130)
(1) Qualora il titolare della concessione di una riserva privata di caccia o il rettore di una riserva privata di caccia compiano una violazione di cui all'articolo 40/bis, comma 1, la relativa concessione può essere sospesa per un periodo da un mese fino a un anno.131)
ELENCO RISERVE DI DIRITTO132)