Source: http://www.treccani.it/enciclopedia/cosa-giudicata-diritto-processuale-penale/
Timestamp: 2020-01-24 00:25:44+00:00
Document Index: 155303190

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 648', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 132']

Cosa giudicata. Diritto processuale penale nell'Enciclopedia Treccani
Cosa giudicata. Diritto processuale penale
Contenuto di una sentenza o di un decreto penale di condanna irrevocabili.
Si distingue tra giudicato formale e giudicato sostanziale indicando con la prima espressione le sentenze divenute irrevocabili perché sono stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione, con la seconda le sentenze irrevocabili contenenti un accertamento nel merito, ossia una decisione di innocenza o di colpevolezza.
Nel linguaggio comune si usa l’espressione passaggio in giudicato della sentenza per indicare la definitività e la non modificabilità del provvedimento giudiziario.
A norma dell’art. 648 c.p.p. sono irrevocabili le sentenze pronunciate in giudizio contro le quali non è ammessa impugnazione diversa dalla revisione. Se l’impugnazione è ammessa, la sentenza è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporla o quello per impugnare l’ordinanza che la dichiara inammissibile. Se vi è stato ricorso per cassazione, la sentenza è irrevocabile dal giorno in cui è pronunciata l’ordinanza o la sentenza che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso. Il decreto penale di condanna è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporre opposizione o quello per impugnare l’ordinanza che la dichiara inammissibile.
Uno dei principali effetti del giudicato è il ne bis in idem, ossia il divieto di celebrare nuovamente un processo sul medesimo fatto, oggetto di una decisione irrevocabile, nei confronti di un medesimo imputato già prosciolto o condannato con sentenza o decreto penale divenuti irrevocabili. È considerato medesimo anche il fatto diversamente valutato per il titolo (nome del reato), per il grado (insieme di tutti quegli elementi che senza mutare il titolo del reato ne determinano una maggiore o minore gravità) o per le circostanze.
Tale principio investe qualsiasi sentenza irrevocabile, anche quelle meramente processuali, quali ad esempio le sentenze dibattimentali di non doversi procedere perché l’azione penale non avrebbe dovuto essere iniziata o proseguita, o le sentenze irrevocabili di proscioglimento che hanno dichiarato erroneamente la morte dell’imputato.
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