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Timestamp: 2020-08-05 02:10:11+00:00
Document Index: 97217367

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 148', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 167']

Numero 9 2 marzo 2016
Fatturazione, società, Iva e accertamento
Credito Iva relativo al 2015
Il saldo a credito derivante dalla dichiarazione annuale Iva può, ai sensi dell’art. 30, co. 2 e 3, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 [CFF230] , essere computato in detrazione nell’ anno successivo , oppure utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso qualora sussistano le condizioni di cui al co. 3. Il co. 4 del citato art. 30 prevede che se il contribuente interessato evidenzia un credito Iva anche nei 2 esercizi precedenti , ha la facoltà di chiedere il rimborso (per un ammontare comunque non superiore alla minore eccedenza dell’Iva detraibile nel triennio ), indipendentemente dall’esistenza delle condizioni di cui al co. 3 del medesimo articolo. Il Provv. Agenzia Entrate 15.1.2016 (pubblicato nel sito Internet delle Entrate il 15.1.2016) ha approvato, con le relative istruzioni, il Mod. di dichiarazione annuale Iva 2016 ed il Mod. di dichiarazione annuale Iva Base 2016 , per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2015. I contribuenti Iva che intendono richiedere rimborso del credito Iva direttamente in sede di presentazione della dichiarazione annuale Iva devono compilare il Quadro VX . Tale Quadro va compilato solo dai contribuenti obbligati a presentare la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma , mentre chi presenta la dichiarazione unificata deve indicare i dati richiesti nel Quadro VX nella Sezione III del Quadro RX del Mod . Unico 2016 .
L’art. 30, co. 1, D.L. 29.11.2008, n. 185, conv. con modif. dalla L. 28.1.2009, n. 2 [CFF6902] prevede per gli enti di tipo associativo , che siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 148, D.P.R. 917/1986 [CFF5248] e dell’art. 4, D.P.R. 633/1972 [CFF204] , l’ onere di trasmettere all’Agenzia delle Entrate dati e notizie rilevanti ai fini fiscali mediante il Modello Eas . Successivamente con i P Una serie di circolari (CC.MM. 9.4.2009, n. 12/E; 29.10.2009, n. 45/E; 1.12.2009, n. 51/E) hanno fornito chiarimenti in merito alla compilazione del Modello Eas .
Note di variazione Iva: novità della L. 208/2015
Le note di variazione Iva nascono, in linea generale, per correggere errori , nell’imposta e/o nell’imponibile, commessi dal contribuente in fase di redazione della fattura ; ma una fattura può essere modificata anche per motivi diversi come, ad esempio, nel caso di modifica dei rapporti contrattuali per un sopravvenuto accordo fra le parti . L’art. 26, D.P.R. 633/1972 [CFF226] , disciplina proprio le note di variazione , sia in aumento che in diminuzione, passando in rassegna tutti i casi in cui si rende necessario la loro emissione . La normativa , però, in alcune sue parti, era ormai divenuta anacronistica e, soprattutto, non in linea con le norme sulle imposte dirette. La Legge di Stabilità per il 2016, ha, quindi, apportato importanti modifiche all’articolo in commento, allineando così le disposizioni in materia di Iva a quelle sull’ imposta sui redditi e, soprattutto, alla realtà economica attuale.
Costi da paradisi fiscali e disciplina Cfc
L’art. 1, co. 142, L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016) interviene sul tema dell’ indeducibilità dei costi da paradisi fiscali e sulla disciplina delle Controlled foreign companies . Sul primo versante la disciplina contenuta nell’art. 110, co. 10 – 12-bis, D.P.R. 22.12.1986 n. 917 [CFF5210] , è stata abolita . Il co. 999 dell’art. 1, L. 208/2015 stabilisce che le novità entrano in vigore l’ 1.1.2016 . In materia di cfc il co. 142 modifica il co. 4 dell’art. 167, D.P.R. 917/1986, stabilendo che l’impresa estera è tassata per trasparenza in Italia non più quando la stessa è localizzata in un territorio incluso in una black list , ma quando la stessa è assoggettata ad un regime fiscale che prevede un livello impositivo inferiore alla metà di quello italiano . Viene modificato anche il co. 6 prevedendo che la tassazione separata cui è soggetto il reddito Cfc non ha più il limite inferiore del 27% bensì quello dell’ aliquota Ires in vigore pro tempore .
Bonus mobili: disciplina e chiarimenti di Telefisco 2016
Il decreto «energia» riconosce ai contribuenti che beneficiano delle detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, nella misura del 50% per le spese sostenute dal 26.6.2012 al 31.12.2016, una detrazione , nella misura del 50% , delle ulteriori spese documentate ed effettuate entro il 31.12.2016 per l’ acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ , nonché A per i forni , per le apparecchiature per le quali sia prevista l’ etichetta energetica , finalizzati all’arredo dell’ immobile oggetto di ristrutturazione . In occasione di Telefisco 2016 , l’Agenzia delle Entrate ha precisato che si considerano agevolate anche le spese per mobili e grandi elettrodomestici sostenute entro l’anno 2016 , correlate a interventi di recupero del patrimonio edilizio le cui spese siano state sostenute a decorrere dal 26.6.2012 , fermo restando il rispetto del limite massimo di spesa agevolabile di € 10.000.
Sono tenuti all’iscrizione alla Gestione separata presso l’Inps i soggetti che esercitano per professione abituale (anche se non esclusiva), attività di lavoro autonomo , i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e gli incaricati alla vendita a domicilio . Sono esclusi dall’obbligo i soggetti assegnatari di borse di studio , limitatamente alla relativa attività. Dal 2004 devono iscriversi alla Gestione separata Inps anche i soggetti che esercitano l’attività di lavoro autonomo occasionale nel caso in cui il reddito annuo derivante da tale attività superi l’importo di € 5.000 , mentre dal 2005 sono confluiti nella Gestione separata Inps gli associati in partecipazione . Per i soggetti iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps l’aliquota contributiva e di computo è elevata al 31% per l’anno 2016 , con l’ulteriore aliquota contributiva dello 0,72% . Per i titolari di partita Iva non iscritti presso altre forme previdenziali obbligatorie e non pensionati la L. 28.12.2015, n. 208 (Legge di stabilità per il 2016 ) ha confermato il « blocco » dell’aliquota al 27,72% . Invece per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie l’aliquota per il 2016 è fissata al 24% . Le aliquote , il massimale e il minimale contributivi applicabili per il 2016 sono stati indicati dall’Inps nella Circolare 29.1.2016, n. 13 .