Source: http://pirgy.it/index.php/politics/item/274-l-sindaco-bacheca-sotto-inchiesta-per-abuso-d-ufficio
Timestamp: 2018-05-27 19:42:53+00:00
Document Index: 164076817

Matched Legal Cases: ['art. 323', 'art. 369', 'art. 369', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Tanto per cominciare che accidenti è l'abuso d'ufficio? Wikipedia riposta quanto segue:
Nell'ordinamento italiano, l’abuso d'ufficio è il reato previsto dall'art. 323 del codice penale ai sensi del quale: 1. Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni. 2. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.
reclusione da uno a 4 anni
Venendo ai fatti, il procedimento riguarda il tanto controverso manufatto di Piazza Baden Powel, la procura di Civitavecchia ha emesso un avviso di garanzia. Ma cerchiamo di capire che cos'è un avviso di garanzia perchè l'argomento è delicato.
COSA E’ L’AVVISO DI GARANZIA NELLA PROCEDURA PENALE La persona sottoposta alle indagini non viene sempre messa a conoscenza della sua qualità di indagato sin dall’inizio delle indagini stesse. Alcune volte, ad esempio, capita che le indagini siano a carico di ignoti, altre volte vi sono particolari esigenze di mantenimento del segreto. Il Pubblico Ministero, infatti, non ha l’obbligo giuridico di informare immediatamente il cittadino che è sottoposto ad indagini: tale obbligo sorge quando è necessario compiere atti per i quali è prevista la presenza del difensore, ed esso viene assolto con la notifica del cosiddetto avviso di garanzia. L’avviso di garanzia è disciplinato dall’art. 369 c.p.p., consiste in una comunicazione scritta inviata con lettera raccomandata dal Pubblico Ministero sia alla persona sottoposta alle indagini, sia alla persona offesa, e mira a garantire il diritto di difesa costituzionalmente garantito. Attraverso l’avviso di garanzia, infatti, il Pubblico Ministero informa un soggetto che nei suoi confronti si stanno svolgendo indagini in relazione ad un fatto previsto dalla legge come reato. Tale avviso, deve contenere l’indicazione delle norme di legge che si assumono violate, la data e il luogo della consumazione del fatto-reato e l’invito ad esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia. Qualora l’indagato non provveda alla nomina del difensore, il pubblico ministero provvede a nominarne uno d’ufficio. La legge n. 60 del 2001, ha introdotto una nuova garanzia prevista dall’art. 369 bis c.p.p.: si tratta dell’informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa. Il Pubblico Ministero, in base al nuovo disposto, nel momento in cui deve compiere il primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere, deve notificare all’indagato la comunicazione della nomina del difensore d’ufficio e deve fornirgli una serie di informazioni per garantire maggiormente il diritto di difesa. Tale comunicazione è prevista a pena di nullità degli atti successivi e porta a conoscenza dell’indagato di tutti gli obblighi e le facoltà relativi alla difesa tecnica. Deve contenere: 1. l’informazione dell’obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale; 2. il nominativo del difensore d’ufficio ed il suo indirizzo e recapito telefonico; 3. l’indicazione della facoltà d nominare un difensore di fiducia con l’avvertimento che, in mancanza, l’indagato sarà assistito da quello nominato d’ufficio; 4. l’indicazione dell’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio, a meno che l’indagato non ottenga l’ammissione al gratuito patrocinio; 5. l’indicazione delle condizioni per l’ammissione al patrocinio per i non abbienti.
Tornando all'argomento il manufatto in questione adibito a sede di varie associazioni vede pendere sulla sua testa un ordine di demolizione. L'indagine è stata avviata a seguito di alcuni esposti inviati anche al prefetto di Roma, al Corpo Forestale, ai Vigili Municipale. Il procedimento fa riferimento all'esecuzione di interventi in assenza delle necessarie autorizzazioni, in particolare la concessione edilizia che deve essere rilasciata dall'ufficio urbanistica, di conseguenza si configura un abuso edilizio. Gli inquirenti da quel che si legge sul Messaggero di oggi, ha individuato nel Sindaco Bacheca un comportamento non conforme alla legge, dal momento che l'atto da lui emesso con l'autorizzazione a procedere non era di sua competenza ma dei dirigenti comunali. Il terreno dove sorge il manufatto sembrerebbe essere di proprietà dell'Arsial che lo avrebbe concesso in uso al comune. La stessa Arsial che sembra non essere stata informata delle attività di ampliamento del capannone pre-esistente, è ricorsa al TAR contestando l'ingiunzione di demolizione asserendo di non aver commesso alcun abuso edilizio dal momento che i terreni ed il manufatto sono nella disponibilità del comune da oltre 20 anni.
Ora terminata la cronaca dei fatti utilizzando come fonte l'articolo del messaggero che vi propongo a piè di pagina mi sento di invitare caldamente il Sindaco alle dimissioni, questo sarebbe un gesto di grande responsabilità politica. D'altronde lui stesso quando accadimenti giudiziari investirono Roberto Marongiu, per un fatto del 2007 in merito alla realizzazione di tre villini in zona Capolinaro, disse che le dimissioni di Marongiu erano un atto di responsabilità.Infatti Roberto Marongiu allora eletto nelle file di Bacheca con un gesto di estrema correttezza e rispetto verso la cittadinanza e verso le istituzioni presentò le sue dimissioni dichiarando:
«Per quanto riguarda le mie dimissioni da assessore – conclude Marongiu – credo che siano dovute. Io sostengo che la politica deve essere trasparente ed ovviamente anche se non sono obbligato a lasciare l’incarico perché fino a quando una condanna non passa in giudicato l’imputato deve essere considerato innocente e quindi in grado di mantenere anche il suo incarico pubblico, voglio che l’amministrazione lavori in tutta tranquillità. Una volta attesa la sentenza della Cassazione, qualora dovesse essere positiva, e di questo non ne dubito, ritornerò ad occuparmi del mio ruolo di assessore».
Solo e soltanto a sentenza avvenuta con la piena assoluzione da ogni reato imputatogli, allora e solo allora, riprese la sua attività politica in seno a questa maggioranza. Un gesto apprezzabile da parte di tutti quello compiuto da Marongiu, in primis dal Sindaco Roberto Bacheca che sul quotidiano telematico CIVONLINE dichiarava:
È un atto di grande responsabilità – ha dichiarato il Sindaco – che fa onore a Roberto Marongiu. Sono convinto che in Cassazione sarà dimostrata la sua innocenza e la sua estraneità ai fatti contestati così come all’architetto Gentili, al quale va la mia stima e la mia vicinanza. Tutto ciò non scalfirà affatto il rapporto, umano e politico che ci vede uniti da diversi anni. Credo quindi di esprimere a nome mio e dell’intera maggioranza piena e totale solidarietà». «Anche se la sentenza di secondo grado non vedeva Marongiu obbligato a presentare le dimissioni da assessore – conclude il Sindaco – apprezzo profondamente il suo gesto proprio in virtù dei principi di moralità e di correttezza che ci contraddistinguono e apprezzato altresì da tutti i consiglieri di maggioranza, avendoli messi così in condizione di proseguire il loro lavoro all’interno dell’amministrazione senza sterili polemiche di carattere strumentale».
Stando al pensiero del primo cittadino sarebbe un atto di grande responsabilità il presentare le proprie dimissioni in attesa che i fatti si chiariscano.
TERZOBINARIO riporta che per oggi sarebbe stato fissato dal GIP l’interrogatorio di garanzia.
Ultima modifica ilGiovedì, 03 Marzo 2016 16:06
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