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Timestamp: 2017-10-23 22:25:49+00:00
Document Index: 140420263

Matched Legal Cases: ['art. 627', 'art. 627', 'art. 627', 'art. 627', 'art. 627', 'art. 124', 'art. 612', 'art. 610']

Art. 627 codice penale - Sottrazione di cose comuni - Brocardi.it
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Articolo 627 Codice penale
Dispositivo dell'art. 627 Codice penale
&lsqb;Il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessadella cosa comune, sottraendola a chi la detiene, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da venti euro a duecentosei euro.
Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante [649].&rsqb;
Si trattava di furto avente ad oggetto cose comuni, secondo parte della dottrina qui inserito al fine di tutelare il diritto di comproprietà.
Massime relative all'art. 627 Codice penale
Cass. n. 23938/2006
La norma dell'art. 627 c.p. deve ritenersi applicabile a tutela della situazione di fatto qualificabile come possesso e\o detenzione che può coincidere con il diritto di proprietà, ma che prescinde dallo stesso, ed il codetentore è il soggetto passivo del reato, titolare del diritto di querela.
Cass. n. 2954/1996
Ai fini della configurabilità del delitto di sottrazione di cose comuni, l'indicazione del «socio» fra i soggetti attivi del reato, contenuta nel primo comma dell'art. 627 c.p., deve essere intesa come riferita esclusivamente ai soci delle società di persone, in relazione alle quali è configurabile la comproprietà dei beni conferiti, ma non può essere estesa a quelli delle società di capitali, che sono dotate di personalità giuridica e costituiscono soggetto giuridico del tutto distinto dalle persone dei singoli partecipanti.
relativi all'articolo 627 Codice penale
Argomento: Articolo 627 Codice penale - Sottrazione di cose comuni | Quesito Q201718710
martedì 11/04/2017 - Lombardia
“Convivenza di 30 anni. Un solo C/C cointestato 2 immobili cointestati
Totale condivisione patrimoniale.
Senza minimo preavviso, tornando dall'ufficio trovo casa svuotata da oggetti di comune proprietà, dossier titoli cointestato venduto ed informativa che l'altra persona non avrebbe più abitato gli immobili da subito.
Da quel momento la mia vita si è ribaltata negativamente
Mi sono trasferita nell'immobile più piccolo ed allontanata di molto dal posto di lavoro.
Ho subito calunnie e minacce.
Ho compiuto scelte forzate ed obbligate con notevole danno economico e psico-fisico. Ho 60anni
Posso chiedere a diritto danni per violenza privata o altro?”
Le condotte descritte nel caso proposto sono ascrivibili al reato di sottrazione di cose comuni, disciplinato dall’art. 627.
Il primo problema da affrontare è la procedibilità a querela del delitto sopraccitato.
Entro tre mesi, ai sensi dell’art. art. 124 del c.p., dalla conoscenza del fatto, la persona offesa deve presentare querela, vale a dire un atto formale col quale si chiede all’autorità giudiziaria di procedere penalmente contro l’autore dei fatti contestati.
Dalla lettura del quesito, potrebbe peraltro ipotizzarsi anche un ulteriore condotta penalmente rilevante: il delitto di atti persecutori ex art. art. 612 bis del c.p., generalmente chiamato stalking.
Gli elementi essenziali di tale reato sono:
- violenza o minaccia;
- turbamento psicofisico della vittima;
- mutamento delle abitudini di vita della vittima.
Circa, invece, il delitto di violenza privata, di cui all’art. art. 610 del c.p. gli elementi offerti dal quesito non paiono sufficienti ad integrarlo. Per poter fornire una riposta più precisa, sarebbe in ogni caso necessario capire cosa si intende per “ho compiuto scelte forzate ed obbligate con notevole danno economico e psico-fisico” e, soprattutto, se l’autore dei fatti aveva la coscienza e volontà di cagionare questa costrizione.
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