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Timestamp: 2020-07-08 08:35:14+00:00
Document Index: 52442145

Matched Legal Cases: ['art. 2622', 'art 173', 'art.2638', 'art. 2622', 'art 173', 'art.2638', 'art. 2622', 'art. 2622', 'art 173', 'art.2638']

AGLI ARRESTI I VERTICI PER IL DISSESTO DI BANCA POPOLARE DI BARI | ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI - Firenze
Pubblicato il 31 Gennaio 2020 20 Aprile 2020 di Aeci Firenze
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari ha disposto l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti dell’ex Presidente della Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini (indagato per false comunicazioni sociali, art. 2622 del cod. civ.; falso in prospetto, art 173 bis del D.lgs 24.02.1998 n.58, ostacolo alla vigilanza, art.2638 del cod. civ.; maltrattamenti ed estorsioni, artt. 572 e 629 c.p.), di suo figlio Gianluca, già Condirettore Generale (indagato per false comunicazioni sociali, art. 2622 del cod. civ.; falso in prospetto, art 173 bis del D.lgs 24.02.1998 n.58; ostacolo alla vigilanza, art.2638 del cod. civ.; maltrattamenti ed estorsioni, artt. 572 e 629 c.p.) e di Elia Circelli attuale responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione del medesimo istituto di credito (indagato per false comunicazioni sociali, art. 2622 del cod. civ.;).
Misure cautelare interdittive sono state disposte anche nei confronti di De Bustis Figarola, già Direttore Generale della citata Banca ed ex Amministratore delegato (indagato per false comunicazioni sociali, art. 2622 del cod. civ.; falso in prospetto, art 173 bis del D.lgs 24.02.1998 n.58; ostacolo alla vigilanza, art.2638 del cod. civ; maltrattamenti ed estorsioni, artt. 572 e 629 c.p.).
L’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari giunge all’esito della richiesta di adozione delle misure cautelari avanzata da quest’Ufficio del Pubblico Ministero nel mese di luglio dello scorso anno nell’ambito della indagine avviata al fine di accertare le cause che hanno portato al dissesto finanziario della Banca Popolare di Bari, recentemente commissariata dalla Banca d’Italia con proprio provvedimento emesso in data 13 dicembre 2019.
Le investigazioni condotte dai finanzieri Gruppo Tutela Mercato Capitali hanno portato alla luce molteplici condotte illecite perpetrate mediante l’esposizione nei bilanci di esercizio di fatti non corrispondenti al vero, l’omissione di rilevanti informazioni nella redazione dei prospetti informativi diffusi in occasione della offerta pubblica di acquisto di nuove azioni, l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza svolte dalla Consob.
Emerge dalle intercettazioni che lo scopo dei vertici della Banca è quello di mantenere intatto il potere di gestione a spese degli azionisti. Le false informazioni fornite sono quindi volte a convincere i risparmiatori a comprare azioni e a permettere alla Banca popolare di Bari di ampliare il suo raggio di azione. Poco importa se da quel momento le azioni sono diventate illiquide e hanno perso rapidamente di valore. Tanto hanno pagato gli ignari risparmiatori. Infatti, le informazioni contenute nel prospetto sono totalmente fuorvianti.
In sostanza, emergerebbe un interesse da parte dei vertici della Banca a ritardare l’emersione delle perdite in modo da poter deliberare aumenti di capitale sociale mediante offerta di azioni a un prezzo conveniente ed incentivante mediante applicazione di uno sconto sul prezzo delle azioni di nuova emissione
Le condotte fraudolente contestate riguardano la esposizione di dati non veritieri al fine di occultare perdite di rilevante entità subite dall’Istituto bancario così da gonfiare artificiosamente il patrimonio della banca e trarre in inganno i soci ed il pubblico sulla reale situazione dell’Istituto di Credito mediante:
Le vicende societarie influiscono sugli interventi che non pochi risparmiatori hanno attivato per vedere riconoscere sì diritto risarcimento dei danni subiti in ragione dell’acquisto dei titoli emessi da Popolare di bari. Infatti, l’ACF per la prima volta ha liquidato il risarcimento in misura pari al capitale complessivamente impiegato tanto nell’acquisto di azioni quanto in quello di obbligazioni subordinate.
In particolare il collegio arbitrale riconosce nell’amministrazione straordinaria il rischio reale (ed oltretutto elevato) che le obbligazioni possano non essere rimborsate alla scadenza. (Vedi Decisione n. 2151 del 17 gennaio 2020).
L’Ufficio legale di AECI assiste i soci nelle controversie relative al collocamento o all’intermediazione di prodotti finanziari inadeguati, rischiosi o illiquidi. Per informazioni sulle iniziative giudiziarie contattare la nostra sede