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Timestamp: 2018-04-23 08:02:12+00:00
Document Index: 9383699

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 2359', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Approvato in sede di Consiglio di Amministrazione del 26 settembre PDF
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1 MAGNETI MARELLI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/2001
2 INDICE DEFINIZIONI... 5 SEZIONE I... 7 INTRODUZIONE Il decreto legislativo n. 231/01 e la normativa rilevante La funzione del Modello ex D.Lgs. 231/ Linee Guida di riferimento... 8 SEZIONE II... 9 LA COSTRUZIONE DEL MODELLO Principi ed elementi ispiratori del Modello Magneti Marelli Le caratteristiche del Modello Magneti Marelli La definizione del Modello Magneti Marelli omissis L adozione del Modello Magneti Marelli e sue successive modifiche L attuazione del Modello Magneti Marelli L Organismo di Vigilanza Identificazione dell Organismo di Vigilanza: nomina e revoca omissis Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza Reporting dell Organismo di Vigilanza verso il vertice aziendale omissis Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza: informazioni di carattere generale ed informazioni specifiche obbligatorie Raccolta e conservazione delle informazioni Verifiche sull adeguatezza del Modello omissis SEZIONE III LA DIFFUSIONE DEL MODELLO Formazione ed informazione dei Dipendenti omissis Informazione alle Società di Service, ai Consulenti ed ai Partner Informazione agli Amministratori e Sindaci omissis SEZIONE IV SISTEMA SANZIONATORIO Funzione del sistema disciplinare Misure nei confronti di quadri, impiegati ed operai Sistema disciplinare omissis Violazioni del Modello e relative sanzioni omissis Misure nei confronti dei dirigenti omissis
3 4. Misure nei confronti degli Amministratori omissis Misure nei confronti dei Sindaci omissis Misure nei confronti delle Società di Service, dei Consulenti e dei Partner Misure nei confronti dell Organismo di Vigilanza e di altri soggetti omissis SEZIONE V IL MODELLO ORGANIZZATIVO MAGNETI MARELLI Ambiente Generale di Controllo Il sistema di organizzazione della Società Il sistema di deleghe e procure I rapporti con Società di Service/Consulenti/Partner: principi generali di comportamento I rapporti con Società di Service/Consulenti/Partner: Clausole contrattuali I rapporti con Clienti: principi generali di comportamento I Processi Sensibili di Magneti Marelli Processi Sensibili nei reati contro la Pubblica Amministrazione e contro l Amministrazione della Giustizia omissis Processi Sensibili nell'ambito dei reati di criminalità informatica.. 25 omissis Processi Sensibili nell'ambito dei reati di criminalità organizzata.. 26 omissis Processi Sensibili nell ambito dei reati di falsità in strumenti o segni di riconoscimento (contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni) e dei reati contro l industria ed il commercio omissis Processi Sensibili nell ambito dei reati societari omissis Processi Sensibili nell ambito dei reati di terrorismo e di eversione dell ordine democratico omissis Processi Sensibili nell ambito dei reati contro la personalità individuale omissis Processi Sensibili nell'ambito dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime (commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro)36 omissis Processi Sensibili nell'ambito dei reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita omissis
4 2.10 Processi Sensibili nell ambito dei reati in materia di violazione del diritto d autore omissis Processi Sensibili nell'ambito dei reati ambientali omissis ALLEGATO A: Le fattispecie dei reati presupposto Le fattispecie dei delitti contro la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati di criminalità informatica (art. 24-bis del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati transnazionali (Legge n. 146 del 16 marzo 2006) Delitti in tema di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni distintivi e i delitti contro l industria e il commercio (artt. 25-bis e 25-bis 1 del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati societari (art. 25-ter del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati di terrorismo e di eversione dell ordine democratico (art. 25-quater del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati contro la personalità individuale (art. 25-quater. 1 e 25-quinquies del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati e illeciti amministrativi di market abuse (art. 25 sexies del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies D.Lgs. 231/01 - D.Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008) Le fattispecie dei reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies D.Lgs. 231/01 - D. Lgs. 231/2007) I delitti in materia di violazione del diritto d autore (art. 25-novies D.Lgs. 231/01) Delitto di Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria (art. 25-decies del D.Lgs. 231/01) Le fattispecie dei reati ambientali (art. 25-undecies del D.Lgs. n. 231/01) Delitto di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies del D.Lgs. n. 231/01) ALLEGATO B: Linee Guida di Confindustria
5 DEFINIZIONI - Attività a Rischio : fase del Processo Sensibile all interno della quale si possono presentare presupposti/potenzialità per la commissione di un reato; - Attività Strumentali : attività attraverso la quale è possibile commettere il reato di corruzione/concussione; - Caposettore o Holding di Settore : società che svolge funzioni di holding nei confronti delle società appartenenti al proprio Settore; - CCSL : Contratto Collettivo Specifico di Lavoro di primo livello attualmente in vigore ed applicato da Magneti Marelli S.p.A.; - Codice di Condotta : codice etico adottato da Magneti Marelli S.p.A., disponibile sul sito - Consulenti : coloro che agiscono in nome e/o per conto di Magneti Marelli S.p.A. sulla base di un mandato o di altro rapporto di collaborazione anche coordinata; - Destinatari : Organi Sociali, Dipendenti, Società di Service, Consulenti e Partner (da intendersi inclusi fornitori, clienti e ulteriori terze parti destinate a cooperare con l azienda nell ambito dei Processi Sensibili); - Dipendenti : tutti i dipendenti di Magneti Marelli S.p.A. (compresi i dirigenti); - D.Lgs. 231/01 : il decreto legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 e successive modifiche; - FIAT : Fiat S.p.A.; - Gruppo : Fiat S.p.A. e le società da essa controllate, direttamente o indirettamente, ai sensi dell art. 2359, primo e secondo comma del Codice Civile; - Linee Guida di riferimento : le Linee Guida per la costruzione dei Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 approvate da Confindustria in data 7 marzo 2002 e successive modifiche ed integrazioni, nonché le Linee Guida di Gruppo, ossia le Linee Guida di Fiat S.p.A. per l adozione e l aggiornamento del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.lgs.231/01 nelle Società controllate; - Magneti Marelli : Magneti Marelli S.p.A. - Modelli o Modello : i Modelli o il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo previsti dal D.Lgs. 231/01; 5
6 - Operazione Sensibile : operazione o atto che si colloca nell ambito dei Processi Sensibili e può avere natura commerciale, finanziaria o societaria (quanto a quest ultima categoria esempi ne sono: riduzioni di capitale, fusioni, scissioni, operazioni sulle azioni della società controllante, conferimenti, restituzioni ai soci, ecc.); - Organi Sociali : i membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale di Magneti Marelli S.p.A.; - Organismo di Vigilanza : organismo preposto alla vigilanza sul funzionamento e sull osservanza del Modello e al relativo aggiornamento; - P.A. : la Pubblica Amministrazione, inclusi i relativi funzionari ed i soggetti incaricati di pubblico servizio; - Partner : persone fisiche o persone giuridiche (associazioni temporanee d impresa - ATI, joint-venture, consorzi, ecc.), con cui Magneti Marelli S.p.A. addivenga ad una qualunque forma di collaborazione pattiziamente regolata ovvero la/le controparte/i contrattuale/i di Magneti Marelli S.p.A. sia persone fisiche sia persone giuridiche (ad esempio fornitori, clienti, agenti, ecc ) ove destinate a cooperare in modo continuativo con l azienda nell ambito dei Processi Sensibili; - Processi Sensibili : attività di Magneti Marelli S.p.A. nel cui ambito ricorre il rischio di commissione dei reati; - Reati : i Reati ai quali si applica la disciplina prevista dal D.Lgs. 231/01 (anche eventualmente integrato in futuro); - Settore : si intende una pluralità di società controllate o collegate ad una società Caposettore definita anche Holding di Settore; - Società di Service : società del Gruppo che svolgono attività di servizio in favore delle altre società del Gruppo stesso. 6
7 SEZIONE I INTRODUZIONE 1. Il decreto legislativo n. 231/01 e la normativa rilevante L 8 giugno 2001 è stato emanato - in esecuzione della delega di cui all art. 11 della legge 29 settembre 2000 n il D.Lgs. 231/01. Entrato in vigore il 4 luglio successivo, ha adeguato la normativa interna in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune convenzioni internazionali cui l Italia da tempo aderisce. Il D.Lgs. 231/01, rubricato Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, ha introdotto per la prima volta in Italia la responsabilità in sede penale degli enti per alcuni reati commessi nell interesse o a vantaggio degli stessi. Le norme ivi contenute identificano come soggetti attivi del reato persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso e, infine, persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati. Tale responsabilità si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto. Il D.Lgs. 231/01 coinvolge nella punizione di taluni illeciti penali il patrimonio degli enti che ne abbiano tratto un vantaggio. Per tutti gli illeciti commessi è sempre prevista l applicazione di una sanzione pecuniaria; per i casi più gravi sono previste anche misure interdittive quali la sospensione o revoca di licenze e concessioni, il divieto di contrarre con la P.A., l'interdizione dall'esercizio dell'attività, l'esclusione o la revoca di finanziamenti e contributi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi. Il Decreto ha previsto una forma di esonero dalla responsabilità amministrativa che opera qualora l ente dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto illecito, un Modello di Organizzazione e Controllo idoneo a prevenire i reati della specie di quello verificatosi, affidato a un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo (Organismo di Vigilanza) il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dello Modello stesso; che il fatto sia stato commesso eludendo fraudolentemente il Modello e che non vi sia stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell Organismo di Vigilanza. Per la descrizione delle singole tipologie di reato a cui si applica la disciplina in esame, si rinvia alla più ampia trattazione contenuta nell Allegato A del presente Modello. 2. La funzione del Modello ex D.Lgs. 231/01 L adozione del Modello, prevista dalla legge come facoltativa e non obbligatoria, è stata ritenuta da Magneti Marelli un opportunità rilevante per attuare una prevenzione attiva dei reati, attraverso il rafforzamento della propria Corporate Governance e del Sistema di Controllo Interno e Gestione Rischi, nonché la diffusione di idonei principi etici/comportamentali. 7
8 Il Modello individua - in coerenza con il Codice di Condotta adottato dalla Società, che ne costituisce parte integrante - le regole e le procedure che devono essere rispettate da tutti i Destinatari, ossia da coloro, come i Dipendenti, gli Organi Sociali, le Società di Service, i Consulenti e i Partner, che operano per conto o nell interesse della Società nell ambito dei Processi Sensibili alla commissione dei reati presupposto della responsabilità ex D.Lgs. 231/01. L Organismo di Vigilanza, all uopo nominato, garantisce un presidio costante sull attuazione del Modello, attraverso l attività di monitoraggio e l eventuale comminazione di sanzioni disciplinari o contrattuali volte a censurare fattivamente ogni comportamento illecito. 3. Linee Guida di riferimento Nella predisposizione del presente Modello, Magneti Marelli si è ispirata alle Linee Guida di Confindustria i cui principi sono descritti nell Allegato B e richiamati nel testo del presente Modello - nonché alle Linee Guida di Gruppo che contengono i principi e le regole generali per la costruzione dei Modelli a cui la Magneti Marelli si è ispirata. Da parte sua, FIAT comunica a Magneti Marelli ogni modifica delle Linee Guida di Gruppo o delle metodologie applicative. Resta inteso che il Modello, dovendo essere redatto con riferimento alla realtà concreta della società, ben può discostarsi dalle Linee Guida di riferimento che, per loro natura, hanno carattere generale. 8
9 SEZIONE II LA COSTRUZIONE DEL MODELLO 1. Principi ed elementi ispiratori del Modello Magneti Marelli Nella predisposizione del presente Modello si è tenuto conto, oltre che delle prescrizioni del D.Lgs. 231/01, anche delle procedure e dei sistemi di controllo (rilevati in fase di asis ) già operanti in azienda e ritenuti idonei a valere anche come misure di prevenzione dei reati e di controllo sui Processi Sensibili. In particolare, sono risultati operanti presso la Magneti Marelli: - il Codice di Condotta, che esprime i principi di deontologia aziendale riconosciuti come propri e sui quali la Società richiama l osservanza da parte di tutti i Dipendenti, Organi Sociali, Consulenti e Partner; - i principi di Corporate Governance, che rispecchiano le normative applicabili e le best practices internazionali; - il Sistema di Controllo Interno e Gestione Rischi (SCIGR) (e quindi, procedure aziendali, documentazione e disposizioni inerenti la struttura gerarchico-funzionale ed organizzativa aziendale e sistema di controllo della gestione); - le norme inerenti il sistema amministrativo, contabile, finanziario e di reporting; - la comunicazione interna e la formazione del personale; - il sistema disciplinare di cui ai CCSL; - in generale, la normativa italiana e straniera applicabile (tra cui, ad esempio, le leggi in materia di sicurezza sul lavoro). 1.1 Le caratteristiche del Modello Magneti Marelli In linea con le previsioni del D.Lgs. 231/01, il presente Modello è caratterizzato dagli elementi della efficacia, specificità e attualità. L efficacia L efficacia di un Modello organizzativo dipende dalla sua idoneità in concreto a prevenire, o quantomeno ridurre significativamente, il rischio di commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/01. Tale idoneità è garantita dall esistenza di meccanismi di decisione e di controllo preventivo e successivo idonei ad identificare le operazioni che possiedono caratteristiche anomale, a segnalare le condotte rientranti nelle aree di rischio e i conseguenti strumenti di tempestivo intervento. L efficacia di un modello organizzativo, infatti, è anche funzione dell'efficienza degli strumenti idonei ad identificare "sintomatologie da illecito". 9
10 La specificità La specificità è uno degli elementi che connota l'efficacia del Modello, ai sensi dell art. 6, comma 2 lett. a e b. La specificità del Modello è connessa alle aree a rischio - e impone un censimento delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati e ai processi di formazione e attuazione delle decisioni dell'ente nei settori "sensibili. Analogamente, il Modello deve, inoltre, individuare idonee modalità di gestione delle risorse finanziarie, prevedere obblighi d'informativa e un adeguato sistema disciplinare oltre che tener conto delle caratteristiche e dimensioni della società, del tipo di attività svolta, nonché della storia della società. L attualità Riguardo a tale aspetto intanto un Modello è idoneo a ridurre i rischi da Reato qualora sia costantemente adattato ai caratteri della struttura e dell attività d impresa. L efficace attuazione del Modello richiede, secondo quanto previsto dall art. 7 del D.Lgs. 231/01, la verifica periodica e l eventuale modifica dello stesso nel caso in cui siano scoperte eventuali violazioni oppure intervengano modifiche nell attività o nella struttura organizzativa della società/ente. L art. 6 del D.Lgs. 231/01 attribuisce il compito di aggiornare il Modello all'organismo di Vigilanza, in quanto titolare di autonomi poteri d iniziativa e controllo. 1.2 La definizione del Modello Magneti Marelli omissis 1.3 L adozione del Modello Magneti Marelli e sue successive modifiche Il presente Modello è stato adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione di Magneti Marelli che ha altresì istituito l Organismo di Vigilanza. Ciascun membro del Consiglio di Amministrazione, così come il Collegio Sindacale della Società, si è impegnato al rispetto del presente Modello. Essendo il presente Modello un atto di emanazione dell organo dirigente (in conformità alle prescrizioni dell art. 6, comma I, lettera a) del D.Lgs. 231/01) le modifiche e integrazioni sono di competenza del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione può delegare specifiche modifiche all Amministratore Delegato, fermo restando che dovrà ratificare annualmente le modifiche eventualmente apportate. 1.4 L attuazione del Modello Magneti Marelli La responsabilità relativa all attuazione del presente Modello in relazione ai Processi Sensibili individuati fa capo esclusivamente a Magneti Marelli, che ha attribuito al proprio 10
11 Organismo di Vigilanza la competenza di esercitare i relativi controlli secondo le procedure descritte nel Modello stesso. All Organismo di Vigilanza di Magneti Marelli è attribuita esclusivamente la funzione di consulenza e di coordinamento metodologico nei confronti della Società, finalizzata a uniformare la divulgazione dei principi nel Settore Componenti. 11
12 2. L Organismo di Vigilanza 2.1 Identificazione dell Organismo di Vigilanza: nomina e revoca omissis 2.2 Funzioni e poteri dell Organismo di Vigilanza All Organismo di Vigilanza è affidato il compito di vigilare: - sull osservanza del Modello da parte dei Dipendenti, degli Organi Sociali, delle Società di Service, dei Consulenti e dei Partner; - sull efficacia e adeguatezza del Modello in relazione alla struttura aziendale ed alla effettiva capacità di prevenire la commissione dei reati; - sull opportunità di aggiornamento del Modello, laddove si riscontrino esigenze di adeguamento dello stesso in relazione a mutate condizioni aziendali e/o normative. A tal fine, all Organismo di Vigilanza è garantito libero accesso presso tutte le funzioni della Società, senza necessità di alcun consenso preventivo a ogni informazione, dato o documento aziendale ritenuto rilevante per lo svolgimento dei propri compiti e deve essere costantemente informato dal management: a) sugli aspetti dell attività aziendale che possono esporre Magneti Marelli al rischio di commissione di uno dei reati; b) sui rapporti con le Società di Service, con i Consulenti e con i Partner che operano per conto della società nell ambito di Operazioni Sensibili; c) sulle operazioni straordinarie della società. In particolare, l Organismo di Vigilanza: - conduce ricognizioni sull attività aziendale ai fini dell aggiornamento della mappatura dei Processi Sensibili; - verifica il rispetto delle modalità e delle procedure previste dal Modello e rileva gli eventuali scostamenti comportamentali che dovessero emergere dall analisi dei flussi informativi e dalle segnalazioni alle quali sono tenuti i responsabili delle varie funzioni; - raccoglie, elabora e conserva le informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello, nonché aggiorna la lista di informazioni che devono essere a lui trasmesse o tenute a sua disposizione; - si coordina con le funzioni aziendali (anche attraverso apposite riunioni) per il miglior monitoraggio delle attività in relazione alle procedure stabilite nel Modello e per valutare l adeguatezza e le esigenze di aggiornamento del Modello; - interpreta la normativa rilevante (in coordinamento con la funzione deputata a gestire gli Affari Legali) e verifica l adeguatezza del Modello a tali prescrizioni normative; - formula proposte all organo dirigente per le eventuali modifiche e/o le integrazioni che si dovessero rendere necessarie in conseguenza di significative violazioni delle prescrizioni del Modello, significative modificazioni dell assetto interno della Società 12
13 e/o delle modalità di svolgimento delle attività d impresa, nonché di modifiche normative; - effettua periodicamente verifiche mirate su determinate operazioni o specifici atti posti in essere dalla Società, soprattutto nell ambito dei Processi Sensibili, i cui risultati devono essere riassunti in un apposito rapporto da esporsi in sede di reporting agli Organi Sociali deputati; - segnala all organo dirigente le violazioni accertate del Modello organizzativo che possano comportare l insorgere di una responsabilità in capo all ente e si coordina con il management aziendale per valutare l adozione di eventuali sanzioni disciplinari, fermo restando la competenza di quest ultimo per l irrogazione della sanzione e il relativo procedimento disciplinare; - si coordina con il responsabile della funzione deputata a gestire le Risorse Umane per la definizione dei programmi di formazione per il personale e del contenuto delle comunicazioni periodiche da farsi ai Dipendenti e agli Organi Sociali, anche attraverso lo spazio nell Intranet della società, finalizzate a fornire agli stessi la necessaria sensibilizzazione e le conoscenze di base della normativa di cui al D.Lgs. 231/01; - attiva e svolge le inchieste interne, raccordandosi di volta in volta con le funzioni aziendali interessate, per acquisire ulteriori elementi di indagine (es. con la funzione deputata a gestire gli Affari Legali per l esame dei contratti che deviano nella forma e nel contenuto rispetto alle clausole standard dirette a garantire la Società dal rischio di coinvolgimento nella commissione dei reati; con la funzione deputata a gestire le Risorse Umane per l applicazione di sanzioni disciplinari, ecc.); - verifica periodicamente, con il supporto delle altre funzioni competenti, il sistema di deleghe e procure in vigore e la loro coerenza con tutto il sistema delle comunicazioni organizzative (tali sono quei documenti interni all azienda con cui vengono conferite le deleghe) raccomandando eventuali modifiche nel caso in cui il potere di gestione e/o la qualifica non corrisponda ai poteri di rappresentanza conferiti al procuratore o vi siano altre anomalie; - indica al management le opportune integrazioni ai sistemi di gestione delle risorse finanziarie (sia in entrata che in uscita), già presenti nella società, per introdurre alcuni accorgimenti idonei a rilevare l esistenza di eventuali flussi finanziari connotati da maggiori margini di discrezionalità rispetto a quanto ordinariamente previsto. Le attività poste in essere dall Organismo di Vigilanza non possono essere sindacate da alcun altro organismo o struttura aziendale, fermo restando però che l organo dirigente è in ogni caso chiamato a svolgere un attività di vigilanza sull adeguatezza del suo intervento, in quanto sull organo dirigente ricade la responsabilità ultima del funzionamento del modello organizzativo. 2.3 Reporting dell Organismo di Vigilanza verso il vertice aziendale omissis 13
14 2.4 Flussi informativi verso l Organismo di Vigilanza: informazioni di carattere generale ed informazioni specifiche obbligatorie L Organismo di Vigilanza deve essere informato, mediante apposite segnalazioni da parte dei Dipendenti, degli Organi Sociali, delle Società di Service, dei Consulenti e dei Partner, in merito ad eventi che potrebbero ingenerare responsabilità di Magneti Marelli ai sensi del D.Lgs. 231/01. Se un dipendente intende segnalare una violazione (o presunta violazione) del Modello, coerentemente con quanto stabilito dal Codice di Condotta, deve contattare il suo diretto superiore. Qualora la segnalazione non dia esito, o il dipendente si senta a disagio nel rivolgersi al suo diretto superiore per la presentazione della segnalazione, ne riferisce all Organismo di Vigilanza. Le Società di Service, i Consulenti e i Partner, per quanto riguarda l attività svolta nei confronti di Magneti Marelli, invece, effettuano la segnalazione direttamente all Organismo di Vigilanza. L Organismo di Vigilanza valuta le segnalazioni ricevute e gli eventuali provvedimenti sono adottati in conformità con quanto previsto alla Sezione IV (Sistema Sanzionatorio). Devono essere effettuate senza ritardo le segnalazioni relative alle violazioni di carattere generale concernenti: - la commissione di reati o condotte non in linea con i principi di comportamento previsti dal Codice di Condotta e/o dal Modello ex D.lgs. 231/01 ovvero con le procedure interne emanate dalla Società; - rilievi e sanzioni comminate da Enti Pubblici (Agenzia delle Entrate, Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, ARPA, ASL, ecc.) all esito di verifiche ispettive; - criticità emerse nel corso di rapporti con Pubblici Ufficiali o Incaricati di pubblico servizio (ad esempio in materia di contributi/finanziamenti, in occasione di ispezioni, collaudi, fornitura di servizi di installazione o manutenzione, ecc.); - carenze o inadeguatezze dei luoghi o delle attrezzature di lavoro ovvero dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra situazione di pericolo connesso alla salute ed alla sicurezza sul lavoro. Oltre alle segnalazioni sopra descritte, devono essere obbligatoriamente trasmesse all Organismo di Vigilanza le seguenti informazioni inerenti la gestione di processi sensibili: - i provvedimenti e/o le notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati; - le decisioni relative alla richiesta, erogazione ed utilizzo di finanziamenti pubblici erogazioni, contributi, sovvenzioni; 14
15 - le richieste di assistenza legale inoltrate dai Dirigenti e/o dai Dipendenti nei confronti dei quali la Magistratura procede per i reati previsti dalla normativa; - i rapporti preparati dai responsabili di altre funzioni aziendali nell ambito della loro attività di controllo e dai quali potrebbero emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all osservanza delle norme del D.Lgs. 231/01; - le informazioni relative ai procedimenti disciplinari svolti e alle eventuali sanzioni irrogate ai sensi del Modello (ivi compresi i provvedimenti verso i Dipendenti) ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni; - i prospetti riepilogativi degli appalti affidati a seguito di gare a livello nazionale ed europeo, ovvero a trattativa privata; - le informazioni relative a commesse attribuite da enti pubblici o soggetti che svolgano funzioni di pubblica utilità; - la reportistica periodica in materia di salute e sicurezza sul lavoro; - le modifiche organizzative; - le operazioni relative al capitale sociale. Le segnalazioni relative alle violazioni di carattere generale e le informazioni sopra elencate devono essere inoltrate all OdV. I segnalanti in buona fede saranno garantiti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione ed in ogni caso sarà assicurata la riservatezza dell identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della società o delle persone accusate in mala fede. L Organismo di Vigilanza assume anche le caratteristiche dell Ethic Officer. 2.5 Raccolta e conservazione delle informazioni Le informazioni, le segnalazioni ed i report previsti nel presente Modello sono conservati dall Organismo di Vigilanza in un apposito data base (informatico o cartaceo) per un periodo di 10 anni, nel rispetto della riservatezza e della normativa sulla privacy. L accesso al data base è consentito esclusivamente ai membri del Collegio Sindacale, agli Amministratori, all Organismo di Vigilanza di FIAT e a persone da questi delegate. 3. Verifiche sull adeguatezza del Modello omissis 15
16 SEZIONE III LA DIFFUSIONE DEL MODELLO La conoscenza del presente Modello è fondamentale per sviluppare la consapevolezza di tutti i Destinatari che operino per conto e/o nell interesse della Società nell ambito dei processi sensibili di poter incorrere in illeciti passibili di conseguenze penalmente rilevanti, non solo per se stessi ma anche per la Società, in caso di comportamenti contrari alle previsioni del D.Lgs. 231/01 e al Modello.. 1. Formazione ed informazione dei Dipendenti omissis 2. Informazione alle Società di Service, ai Consulenti ed ai Partner Le Società di Service, i Consulenti e i Partner devono essere informati del contenuto del Modello e dell esigenza di Magneti Marelli che il loro comportamento sia conforme ai disposti del D.Lgs. 231/ Informazione agli Amministratori e Sindaci omissis 16
17 SEZIONE IV SISTEMA SANZIONATORIO 1. Funzione del sistema disciplinare La definizione di un sistema di sanzioni (commisurate alla violazione e dotate di deterrenza), applicabili in caso di violazione delle regole di cui al presente Modello, rende efficiente l azione di vigilanza dell Organismo di Vigilanza ed ha lo scopo di garantire l effettività del Modello stesso. La definizione di tale sistema sanzionatorio di natura disciplinare e/o contrattuale costituisce, infatti, ai sensi dell art. 6 primo comma lettera e) del D.Lgs. 231/01, un requisito essenziale del Modello medesimo ai fini dell esimente rispetto alla responsabilità della Società. L applicazione del sistema disciplinare e delle relative sanzioni è indipendente dallo svolgimento e dall esito del procedimento penale eventualmente avviato dall autorità giudiziaria nel caso in cui il comportamento da censurare valga anche ad integrare una fattispecie di reato rilevante ai sensi del D.Lgs. 231/01. Resta comunque salva l eventuale richiesta di risarcimento degli eventuali danni causati alla Società dai comportamenti posti in essere in violazione delle regole di cui al presente Modello, come nel caso di applicazione alla stessa da parte del Giudice delle misure cautelari previste dal D.Lgs. 231/ Misure nei confronti di quadri, impiegati ed operai 2.1 Sistema disciplinare omissis 2.2 Violazioni del Modello e relative sanzioni omissis 3. Misure nei confronti dei dirigenti omissis 4. Misure nei confronti degli Amministratori omissis 17
18 5. Misure nei confronti dei Sindaci omissis 6. Misure nei confronti delle Società di Service, dei Consulenti e dei Partner I comportamenti in violazione del presente Modello da parte delle Società di Service, dei Consulenti, anche in rapporto di collaborazione coordinata, e dei Partner, per quanto attiene le regole agli stessi applicabili o l avvenuta commissione dei reati sono sanzionati secondo quanto previsto nelle specifiche clausole contrattuali inserite nei relativi contratti. 7. Misure nei confronti dell Organismo di Vigilanza e di altri soggetti omissis. 18
19 SEZIONE V IL MODELLO ORGANIZZATIVO MAGNETI MARELLI 1. Ambiente Generale di Controllo 1.1 Il sistema di organizzazione della Società Il sistema di organizzazione della Società deve rispettare i requisiti fondamentali di formalizzazione e chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli in particolare per quanto attiene l attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative. La società deve essere dotata di strumenti organizzativi (organigrammi, comunicazioni organizzative, procedure, ecc.) improntati a principi generali di: - conoscibilità all interno della società (ed eventualmente anche nei confronti delle altre società del Gruppo); - chiara e formale delimitazione dei ruoli e funzioni; - chiara descrizione delle linee di riporto. Le procedure interne devono essere caratterizzate dai seguenti elementi: - separatezza, all interno di ciascun processo, tra il soggetto che lo inizia (impulso decisionale), il soggetto che lo esegue e lo conclude e il soggetto che lo controlla; - tracciabilità scritta di ciascun passaggio rilevante del processo; - adeguatezza del livello di formalizzazione. 1.2 Il sistema di deleghe e procure La delega è l atto interno di attribuzione di funzioni e compiti, riflesso nel sistema di comunicazioni organizzative. I requisiti essenziali del sistema di deleghe ai fini di un efficace prevenzione dei reati, sono i seguenti: - è responsabilità del Capo Funzione/Ente accertarsi che tutti i propri collaboratori, che rappresentano la Società anche in modo informale siano dotati di delega scritta; - la delega deve indicare: - delegante (soggetto cui il delegato riporta gerarchicamente); - nominativo e compiti del delegato, coerenti con la posizione ricoperta dallo stesso; - ambito di applicazione della delega (es. progetto, durata, prodotto etc.); - data di emissione; - firma del delegante. La procura è il negozio giuridico unilaterale con cui la società attribuisce dei poteri di rappresentanza nei confronti dei terzi. I requisiti essenziali del sistema di attribuzione delle procure, ai fini di un efficace prevenzione dei reati sono i seguenti: 19
20 - la procura può essere conferita a persone fisiche o a persone giuridiche (che agiranno a mezzo di propri procuratori investiti di analoghi poteri); - le procure generali sono conferite esclusivamente a soggetti dotati di delega interna o di specifico contratto di incarico che descriva i relativi poteri di gestione e, ove necessario, sono accompagnate da apposita comunicazione che fissi l estensione di poteri di rappresentanza ed eventualmente limiti di spesa; - una procedura deve disciplinare modalità e responsabilità per l aggiornamento tempestivo delle procure, stabilendo i casi in cui le stesse devono essere attribuite, modificate e revocate. 1.3 I rapporti con Società di Service/Consulenti/Partner: principi generali di comportamento I rapporti con Società di Service/Consulenti/Partner, nell ambito dei processi sensibili e/o delle attività a rischio reato devono essere improntati alla massima correttezza e trasparenza, al rispetto delle norme di legge, del Codice di Condotta, del presente Modello e delle procedure aziendali interne, nonché degli specifici principi etici su cui è impostata l attività della Società. Le Società di Service, i consulenti, gli agenti commerciali, i fornitori di prodotti/servizi e in generale i partner (es. associazione temporanea d impresa) devono essere selezionati secondo i seguenti principi/ specifica procedura che prenda in considerazione gli elementi qui di seguito specificati: - verificare l'attendibilità commerciale e professionale (ad es. attraverso visure ordinarie presso la Camera di Commercio per accertare la coerenza dell attività svolta con le prestazioni richieste dalla Società, autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/00 relativa ad eventuali carichi pendenti o sentenze emesse nei loro confronti); - selezionare in base alla capacità di offerta in termini di qualità, innovazione, costi e standard di sostenibilità, con particolare riferimento al rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, dell ambiente, ai principi di legalità, trasparenza e correttezza negli affari (tale processo di accreditamento deve prevedere standard qualitativi elevati riscontrabili anche mediante l acquisizione di specifiche certificazioni in tema di qualità da parte dello stesso); - evitare qualsivoglia operazione commerciale e/o finanziaria, sia in via diretta che per il tramite di interposta persona, con soggetti -persone fisiche o persone giuridiche- i cui nominativi siano coinvolti in indagini di autorità giudiziarie per reati presupposto di responsabilità ex D.Lgs. 231/01 e/o segnalati dalle organizzazioni/autorità europee e internazionali preposte alla prevenzione dei reati di terrorismo, riciclaggio e criminalità organizzata. - evitare/non accettare rapporti contrattuali con soggetti -persone fisiche o persone giuridiche- che abbiano sede o residenza ovvero qualsiasi collegamento con paesi considerati non cooperativi in quanto non conformi agli standard delle leggi internazionali ed alle raccomandazioni espresse dal FATF-GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria contro il riciclaggio di denaro) o che siano riportati nelle liste di 20
2 Estratto del Modello di organizzazione gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 di Fiat S.p.A. 87 Definizioni 94 Sezione iv 88 88 88 88 88 89 Sezione I Introduzione 1. Il decreto legislativo n. 231/01
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS.231/01 FPT INDUSTRIAL S.P.A. FPT Industrial S.p.A. Via Puglia 15, 10156 Torino, Italia Tel. +39 011 0073111 Fax +39 011 0073113 Sede Legale: Via
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