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Timestamp: 2019-03-24 20:04:05+00:00
Document Index: 174031840

Matched Legal Cases: ['art. 375', 'art. 375', 'art. 453', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 182', 'sentenza ', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 375', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 375', 'art. 3', 'sentenza ']

Art. 375 codice di procedura penale - Invito a presentarsi - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 375 Codice di procedura penale
1. Il pubblico ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi quando deve procedere ad atti che ne richiedono la presenza (1).
d) l'avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma dell'articolo 132 l'accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento [376].
(1) Tale invito può trovare esplicazione quindi non solo nei casi in cui il P.M. voglia procedere ad interrogatorio della persona sottoposta ad indagine, ma anche ad esempio qualora decida per un confronto o un'individuazione
Il legislatore ha qui considerato l'ipotesi in cui l'interrogatorio sia frutto di un'iniziativa del P.M., al fine di fornire una copertura legislativa alle differenti modalità di realizzazione di tale importante fonte cognitiva.
Spiegazione dell'art. 375 Codice di procedura penale
Per qualsiasi atto che richiede la presenza della persona ad indagini (interrogatorio, confronto, individuazione ecc.), il pubblico ministero deve notificare un invito a presentarsi.
Tale provvedimento deve contenere gli elementi elencati dal comma 2, soprattutto per quanto concerne la possibilità che il pubblico ministero, in caso di inottemperanza all'invito a presentarsi, disponga l'accompagnamento coattivo, a meno che non sia addotto un legittimo impedimento.
Nel caso in cui l'atto consista in un interrogatorio, l'invito deve necessariamente contenere anche la sommaria enunciazione dei fatti emergenti dalle indagini sinora compiute, e ciò al fine di permettere una sia pur minima attività difensiva del soggetto.
Fondamentale avviso dell'invito a presentarsi è inoltre quello relativo alla possibilità che, se emerga durante l'interrogatorio l'evidenza del quadro probatorio ovvero se l'indagato non si presenti senza addurre un legittimo impedimento, potrà essere presentata una richiesta di giudizio immediato ai sensi dell'art. 453, sempre se l'atto venga compiuto entro i termini di cui all'articolo 454.
Ad ogni modo l'invito a presentarsi deve essere notificato almeno tre giorni prima della data fissata per disporre l'atto, salvo che per ragioni di urgenza, il p.m. stesso ritenga di abbreviare il termine, concedendo comunque il tempo necessario a comparire, eccezione che desta qualche dubbio, date le rilevanti conseguenza della mancata presentazione.
Massime relative all'art. 375 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 32030/2014
Non è affetta da nullità la richiesta di rinvio a giudizio che non sia stata preceduta dall'invito a rendere interrogatorio a conclusione delle indagini, allorquando l'imputato abbia già ricevuto, con atto equipollente (nella fattispecie, con l'interrogatorio in sede cautelare), la contestazione degli addebiti e sempre che la rinnovazione dell'atto non si renda necessaria per contestare elementi ulteriori.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 32030 del 21 luglio 2014)
In tema di invito a presentarsi per rendere interrogatorio, il rinvio ad altra data dell'espletamento dell'atto, per astensione dei difensori dalle partecipazione alle udienze proclamata dagli organismi di categoria, non comporta la necessità che, per la nuova data, sia assicurato all'indagato il termine di comparizione previsto dalla legge.
Cass. pen. n. 30136/2006
Non sussiste la nullità del decreto di citazione a giudizio conseguente al mancato invito all'indagato a rendere l'interrogatorio ai sensi dell'art. 375, comma terzo c.p.p. nel caso in cui il predetto sia stato già sottoposto ad interrogatorio in sede di convalida dell'arresto, ex art. 391 c.p.p., che, per le modalità con cui è stato svolto, ne abbia spiegato i medesimi effetti. (Nella specie, l'imputato aveva ricevuto la contestazione degli addebiti nell'invito a comparire per l'udienza di convalida dell'arresto, trovandosi così nella condizione di predisporre ed avanzare le proprie difese, restando irrilevante la circostanza che il medesimo non fosse poi comparso in quella sede per difendersi).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30136 del 12 dicembre 2006)
Cass. pen. n. 16705/2003
La nullità derivante dalla tardività dell'avviso a rendere l'interrogatorio, notificato all'indagato senza l'osservanza del termine dilatorio di cui all'art. 375, comma 4, c.p.p., deve essere eccepita — qualora l'indagato si presenti, comunque, con il proprio difensore a rendere l'interrogatorio — in sede di interrogatorio, ex art. 182, comma 2, c.p.p., con la conseguenza che la mancata deduzione in tale sede ne preclude la rilevabilità nella successiva fase dibattimentale.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 16705 del 9 aprile 2003)
Cass. pen. n. 39048/2002
In tema di validità del decreto di citazione a giudizio, non rileva la presenza del difensore durante l'interrogatorio reso dall'imputato dinanzi al P.M., a seguito dell'invito a comparire ai sensi dell'art. 375 c.p.p., giacché in tale sede la presenza del difensore, pur essendo un diritto dell'imputato, non è obbligatoria.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 39048 del 20 novembre 2002)
Cass. pen. n. 29876/2002
In tema di giudizio immediato, l'omissione nell'invito a comparire per rendere interrogatorio dell'avvertimento, previsto dall'art. 375, terzo comma c.p.p., che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato, non da luogo a nullità in quanto esso assolve esclusivamente alla funzione di evitare che l'accusato, mediante la semplice inottemperanza dell'invito a presentarsi davanti al P.M., possa ostacolare l'instaurazione del giudizio immediato.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29876 del 20 agosto 2002)
Cass. pen. n. 18153/2002
Non è abnorme ma, al contrario, del tutto legittimo il provvedimento con cui il giudice del dibattimento, riscontrata la mancanza in atti della prova dell'avvenuta osservanza, da parte del pubblico ministero, dell'obbligo di spedire all'imputato l'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio di cui all'art. 375, comma 3, c.p.p., dichiari la nullità del decreto di citazione a giudizio disponendo la restituzione degli atti al pubblico ministero, a nulla rilevando in contrario l'eventualità che l'adempimento fosse stato, in realtà, effettuato e che di ciò vi fosse traccia nel fascicolo della parte pubblica, giacché, in tal caso, sarebbe stato onere di quest'ultima produrre o esibire la relativa documentazione.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 18153 del 13 maggio 2002)
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 40714 del 15 novembre 2001)
Cass. pen. n. 715/1999
È abnorme il provvedimento che dichiari nullo il decreto di citazione a giudizio emesso prima dell'entrata in vigore della L. 16 luglio 1997, n. 234 (e disponga la trasmissione degli atti al pubblico ministero) per non essere stata preceduta la richiesta di rinvio a giudizio dall'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio, ai sensi dell'art. 375, comma terzo, c.p.p., perché l'art. 3 della citata legge dispone che la norma non si applichi se il decreto di citazione sia stato emesso anteriormente alla data anzidetta.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 715 del 23 marzo 1999)