Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-67-codice-civile-dichiarazione-di-esistenza-o-accertamento-della-morte
Timestamp: 2018-08-19 19:55:27+00:00
Document Index: 90723782

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'sentenza ', 'art. 1004', 'art. 67', 'art. 1136', 'art. 2932', 'art. 1469', 'art. 2932', 'art. 67']

Codice civile Art. 67 codice civile: Dichiarazione di esistenza o accertamento della morte
La dichiarazione di esistenza della persona di cui è stata dichiarata la morte presunta e l’accertamento della morte possono essere sempre fatti, su richiesta del pubblico ministero o di qualunque interessato, in contraddittorio di tutti coloro che furono parti nel giudizio in cui fu dichiarata la morte presunta (1).
Pubblico ministero: [v. 23].
Contraddittorio: il principio del (—) è espressione del diritto di difesa garantito dall’art. 24 della Costituzione [v. ®] in ogni stato e grado del procedimento.
Esso consiste nel garantire ai soggetti interessati una presenza effettiva e attiva al processo, così da poter influire sull’esito dello stesso, dovendone essi subire gli effetti.
(1) La norma risponde all’esigenza di assicurare che la nuova sentenza possa produrre i suoi effetti nei confronti di tutte le parti del precedente giudizio.
Quando la porzione di immobile facente parte di un condominio è oggetto del diritto di usufrutto, l'atto dal quale tale situazione deriva, se debitamente trascritto, è opponibile "erga omnes" e quindi anche al condominio, il quale è tenuto ad osservare le norme dettate dagli art. 1004 e 1005 c.c. in ordine alla ripartizione delle spese fra nudo proprietario e usufruttuario, tenuto conto che - in relazione al pagamento degli oneri condominiali che costituiscono un'obbligazione "propter rem" , quindi tipica - la qualità di debitore dipende dalla titolarità del diritto di proprietà o di altro diritto reale sulla cosa; pertanto, poiché anche le spese dovute dall'usufruttuario si configurano come obbligazioni "propter rem" , non è consentito all'assemblea interferire sulla imputazione e sulla ripartizione dei contributi stabiliti dalla legge in ragione della loro natura, non rientrando nei suoi poteri introdurre deroghe che verrebbero a incidere su diritti individuali. Ne consegue che l'assemblea, in sede di approvazione del bilancio, deve ripartire le spese secondo a loro funzione e il loro fondamento, spettando all'amministratore, in sede di esecuzione, ascrivere i contributi, secondo la loro natura, ai diversi i soggetti obbligati anche nel caso in cui l'assemblea non abbia provveduto ad individuarli .
In tema di assemblea di condominio, l'art. 67 disp.att. c.c. - il quale dispone che qualora un piano o porzione di piano dell'edificio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto ad un solo rappresentante - non autorizza a ritenere che per la valida costituzione dell'assemblea sia sufficiente la convocazione di uno solo dei comproprietari "pro indiviso", essendo invece necessario che essi siano tutti avvertiti al fine di indicare quale di essi li rappresenterà nell'assemblea: la prova della valida convocazione di uno dei proprietari "pro indiviso" - in considerazione del fatto che ai sensi dell'art. 1136, comma 6 c.c. l'invito a partecipare all'assemblea non richiede l'atto scritto ma può essere effettuato con qualsiasi forma o modalità idonea a portarlo a conoscenza del destinatario - può evincersi anche dall'avviso dato ad uno degli altri comproprietari, qualora ricorrano circostanze presuntive, affidate alla valutazione del giudice del merito, tali da far ritenere che quest'ultimo abbia reso edotto l'altro (o gli altri) comproprietari della convocazione medesima, specie quando trattisi di coniugi conviventi non in contrasto di interessi tra di loro.
Cassazione civile sez. II 28 luglio 1990 n. 7630
La clausola inserita in un contratto preliminare di compravendita concernente rinuncia di ciascuna parte in caso di inadempimento dell'altra, all'azione ex art. 2932 c.c. non può definirsi vessatoria e dunque abbisognevole di una specifica sottoscrizione, nè abusiva ai sensi dell'art. 1469 ter c.c., poiché riproduce una disposizione di legge quale lo stesso art. 2932 che espressamente dispone che l'azione sia esperibile qualora non sia esclusa dal titolo.
Tribunale Trani 24 luglio 2000
Sussiste la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore, sufficiente a revocare il pagamento ricevuto ai sensi dell'art. 67 comma 2 c.c., se questo è stato ottenuto a seguito di esecuzione forzata ed inoltre se sussistevano numerosi protesti, conoscibili immediatamente dal creditore, anche se elevati in province diverse da quelle in cui è residente il creditore, grazie agli attuali strumenti telematici.
Tribunale Torino 08 febbraio 2000