Source: https://www.to.camcom.it/attivit%C3%A0-di-facchinaggio
Timestamp: 2017-11-19 21:54:23+00:00
Document Index: 185704471

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.648', 'art. 216', 'art. 630', 'art.628', 'art. 19', 'art. 13', 'art 10', 'art. 19']

Attività di facchinaggio | Camera di commercio di Torino
MODULISTICA PER LE ATTIVITÀ VERIFICATE DAL R.I.
Sono espressamente esclusi dall’applicazione di questa normativa i pesatori pubblici www.to.camcom.it/pesatori
Le imprese che intendono esercitare una o più attività di facchinaggio presentano segnalazione certificata di inizio attività ex articolo 19 Legge 241/1990 all´ufficio del registro delle imprese, sull’apposito modulo, il possesso dei requisiti:
Annotazione artigiana impresa di facchinaggio
L'impresa per svolgere l'attività in forma arigiana deve possedere i requisiti previsti dalla legge quadro sull'artigianato 443/85
per l´esercizio dell´attività di facchinaggio, devono essere dimostrati i seguenti requisiti
I requisiti di onorabilità devono sussistere in capo ai seguenti soggetti:
titolare dell´impresa individuale
institore o direttore preposto all´esercizio dell´impresa, di un ramo di essa o di una sua sede
tutti i soci per le società in nome collettivo
soci accomandatari per le società in accomandita semplice o per azioni
amministratori per ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative
I requisiti di onorabilità sono i seguenti:
assenza di pronuncia di sentenza penale definitiva di condanna, o mancata pendenza di procedimenti penali nei quali sia già stata pronunciata sentenza di condanna, per reati non colposi a pena detentiva superiore a tre anni, salvo che sia intervenuta riabilitazione
assenza di pronuncia di condanna a pena detentiva con sentenza passata in giudicato per ricettazione (artt. 648,649 c.p.), riciclaggio (art.648 bis c.p.), insolvenza fraudolenta (artt. 641,649 c.p.), bancarotta fraudolenta (art. 216 legge fallimentare), usura (artt. 644, 644 ter, 649 c.p.), sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.), rapina (art.628 c.p.), salvo che sia intervenuta riabilitazione
mancata comminazione di pena accessoria dell´interdizione dall´esercizio di una professione o di un´arte o dell´interdizione dagli uffici direttivi delle imprese
mancata applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, 31 maggio 1965, n.575, e 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni, o assenza di procedimenti penali in corso per reati di stampo mafioso
assenza di pronuncia di condanna penale per violazione della legge 23 ottobre 1960, n. 1369 (Divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro e nuova disciplina dell´impiego di mano d´opera negli appalti di opere e di servizi)
L´iscrizione al Registro Imprese dell´attività di facchinaggio richiede la presentazione, alla Camera di Commercio nella cui provincia è ubicata la sede legale dell´impresa, della seguente documentazione:
Modulo di denuncia attività (disponibile in formato pdf)
Modulo di fasce di classificazione (disponibile in formato pdf) per l'inserimento automatico nella prima fascia
AVVERTENZE SULL´AUTOCERTIFICAZIONE
Ai sensi di quanto dispone l’art. 19 L. 241/90 l’ufficio, entro 60 giorni dalla presentazione della denuncia, verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge e dispone, se del caso, con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione dell’attività.
Ai sensi degli artt. 75 e 76 D.P.R. 445/2000
chiunque rilascia dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso nei casi previsti dal testo unico sulla documentazione amministrativa, è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia
l’esibizione di un atto contenente dati non veritieri equivale a uso di atto falso
le dichiarazioni rese ai sensi degli artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000 sono considerate come fatte a pubblico ufficiale
in caso di dichiarazioni non veritiere, il dichiarante decade dai benefici conseguenti al provvedimento emanato sulla base di tali dichiarazioni
Lo svolgimento della pratica richiede 60 giorni dal momento della presentazione della denuncia.
Di seguito sono riportati gli importi dei diritti di segreteria dovuti per la presentazione al R.I. delle denunce di inizio attività di facchinaggio.
1 - SOCIETA´
Iscrizioni e modificazioni dati R.E.A.
€50,00 + €15,00
Su supporto informatico digitale
€30,00 + €15,00
L´importo dei diritti di segreteria è maggiorato di €15,00 per procedere agli accertamenti previsti dalla legge (es.: denuncia di inizio attività, eventuale aggiunta di sezioni)
2 - IMPRESE INDIVIDUALI
Iscrizione e modificazione
€23,00 + €9,00
€18,00 + €9,00
L´importo dei diritti di segreteria è maggiorato di €9,00 per procedere agli accertamenti previsti dalla legge (es.: denuncia di inizio attività, eventuale aggiunta di sezioni)
Deve essere altresì allegata la documentazione richiesta
All´applicazione delle sanzioni, all´accertamento delle eventuali violazioni nonchè alla loro contestazione e notificazione, a norma degli articoli 13 e 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, provvedono, per le imprese artigiane, la commissione provinciale per l´artigianato e per le altre imprese, il responsabile del procedimento.
SANZIONI PER LE IMPRESE DI FACCHINAGGIO
Per le imprese di facchinaggio sono previste le seguenti sanzioni:
Al titolare di impresa individuale, all´institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, o agli amministratori nel caso di società, ivi comprese le cooperative, che non eseguono nei termini prescritti le comunicazioni relative alle fasce di classificazione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000
Sospensione o mancata iscrizione
Al titolare dell´impresa individuale, all´institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, a tutti i soci in caso di società in nome collettivo, ai soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per azioni, ovvero agli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative, che esercitano le attività senza l´iscrizione dell´impresa nel registro delle imprese o nell´albo provinciale delle imprese artigiane, o nonostante l´avvenuta sospensione, ovvero dopo la cancellazione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000.
Ai fini dell´applicazione delle sanzioni previste dai commi 2, 3 e 4 dell’art. 13, l´impresa che stipula un contratto di importo annuale superiore a quello corrispondente alla fascia in cui è inserita è assimilata all´impresa di facchinaggio non iscritta nel registro delle imprese o nell´albo provinciale delle imprese artigiane.
SANZIONI PER I COMMITTENTI
I committenti, anche se non è chiara la distinzione operata dal legislatore, incorrono nelle seguenti sanzioni:
Al titolare dell´impresa individuale, all´institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, a tutti i soci in caso di società in nome collettivo, ai soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per azioni, ovvero agli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative, che affida lo svolgimento delle attività di cui all´articolo 2 ad imprese che versano nelle situazioni sanzionabili di cui al comma 2, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000
Chiunque stipula contratti per lo svolgimento di attività di cui all´articolo 2, o comunque si avvale di tali attività a titolo oneroso, con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall´albo provinciale delle imprese artigiane, o con iscrizione sospesa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 ad euro 2.500.
VALIDITA´ DEI CONTRATTI
I contratti stipulati con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall´albo provinciale delle imprese artigiane, sono nulli.
I proventi delle sanzioni previste dal presente articolo sono di spettanza dell´Erario.
Sospensioni, cancellazioni e ricorsi
PROCEDURA DI SOSPENSIONE DELL´ISCRIZIONE DELL´ATTIVITA´
La procedura di sospensione dell’attività viene instaurata in caso di
violazione delle disposizioni in materia di sicurezza e di salute dei lavoratori di cui al D. Lgs. 626/1994
violazione del divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro di cui alla L. 1369/1960
ogni infrazione di particolare rilevanza alle norme in ambito previdenziale ed assicurativo ed a ogni obbligo inerente i rapporti di lavoro derivante da norme di legge o regolamenti o da contratti collettivi nazionali del settore, comprensivi degli eventuali contratti integrativi territoriali
mancato deposito dei contratti per la prestazione dei servizi di importo superiore a 50.000 euro all’anno presso la Direzione Provinciale del Lavoro, servizio ispezioni del lavoro, entro trenta giorni dalla loro stipulazione a cura del legale rappresentante dell’impresa affidataria; per questi stessi contratti, mancata stipulazione di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile dipendente dall’uso di mezzi e per i danni delle cose da movimentare, riferito allo specifico contratto, pari a un terzo del valore contrattuale, in modo da dare copertura idonea ai rischi.
Il provvedimento motivato di sospensione viene adottato dal responsabile del procedimento previa comunicazione all’impresa ed assegnazione di un termine non inferiore a trenta giorni per la presentazione di memorie o, ove richiesto, previo contraddittorio.
La sospensione può inoltre essere accordata sempre dal responsabile del procedimento in caso di avvio della procedura di cancellazione (si veda il successivo paragrafo 5) per perdita di uno dei requisiti economico-finanziari, tecnico-organizzativi o di onorabilità, ove sia presentata dall’impresa apposita istanza entro dieci giorni dalla comunicazione dell’avvio di quest’ultimo procedimento.
In questa istanza l’impresa deve dichiarare di impegnarsi, entro il periodo di sospensione, a porre rimedio alle cause che hanno determinato la perdita del requisito.
RICORSO CONTRO LA SOSPENSIONE
Contro il provvedimento di sospensione è possibile esperire ricorso alla Giunta della Camera di Commercio entro sessanta giorni dalla notifica dello stesso.
La Giunta può autorizzare la continuazione di tutti i contratti stipulati anteriormente alla data di adozione del provvedimento di sospensione non direttamente interessati dal comportamento omissivo o negligente dell’impresa.
La medesima autorizzazione può essere concessa nel caso in cui il provvedimento di sospensione sia derivante da violazione/i in ambito previdenziale ed assicurativo (si veda il punto c. sopra specificato) e detta autorizzazione è volta anche a tutelare i lavoratori e le controparti, se il comportamento dell’impresa non risulta determinato da dolo o colpa grave.
PROCEDURA DI CANCELLAZIONE DELL´ATTIVITA´
La procedura di cancellazione dell’attività viene instaurata in uno dei seguenti casi:
perdita di uno dei requisiti economico-finanziari, tecnico-organizzativi, di onorabilità senza che l’impresa abbia presentato istanza di sospensione dell’attività
se l’istanza di sospensione dell’attività non viene accolta dal responsabile del procedimento
se l’impresa non ha rimosso le cause che hanno portato all’avvio del procedimento di cancellazione allo scadere del periodo di sospensione.
Il provvedimento di cancellazione viene adottato dal responsabile del procedimento previa comunicazione all’impresa ed assegnazione di un termine non inferiore a trenta giorni per la presentazione di memorie scritte e documenti o, ove richiesto dall’interessato, previo contraddittorio.
RICORSO CONTRO LA CANCELLAZIONE
Contro questo provvedimento è possibile esperire ricorso alla Giunta della Camera di Commercio entro sessanta giorni dalla notifica dello stesso.
Per le imprese annotate come artigiane
E' ammesso ricorso in via amministrativa alla Commissione regionale per l'artigianato entro sessanta giorni
Decreto Ministero Attività Produttive 30.06.2003 n. 211
Legge 02.04.2003 n. 227
D: Lgs. 10.10.2012 art 10
Legge 07.08.1990 n. 247 art. 19