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Timestamp: 2018-10-22 07:22:27+00:00
Document Index: 176734471

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 2', 'art. 48', 'art. 38', 'art. 48', 'art. 75', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 48']

Consorzio L'Officina, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Federico Iacomelli e Fausto Fioravanti, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, via Nizza, 59;
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) - Segretariato regionale della Sardegna, in persona del Ministro pro tempore, non costituito in giudizio;
Impresa Erresse di Scalesse Roberto, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2017 il Cons. Valerio Perotti ed udito per le parti l’avvocato Fausto Fioravanti;
Risulta dagli atti che con ricorso al Tribunale amministrativo della Sardegna, il Consorzio L’Officina impugnava il provvedimento di aggiudicazione definitiva della gara indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per l’affidamento dei lavori di completamento del restauro dei pavimenti musivi nell’area archeologica di Nora.
L’appalto era stato aggiudicato all’impresa individuale Erresse di Scalesse Roberto, dalla cui documentazione di gara, ad avviso della ricorrente, erano però evincibili alcune gravi irregolarità concernenti l’assolvimento degli obblighi fiscali, tali da comportarne l’esclusione dalla procedura concorrenziale.
Nel costituirsi in giudizio, tanto l’amministrazione intimata quanto la controinteressata Erresse di Scalesse Roberto eccepivano l’infondatezza del ricorso, chiedendone pertanto a reiezione.
Avverso tale decisione il Consorzio L’Officina interponeva appello, articolando i seguenti motivi di impugnazione:
Violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli art. 38 lett. g) del d.lgs. 163/06 con le norme che disciplinano l'adempimento delle obbligazioni fiscali con particolare riferimento agli artt. 20 del DPR 602/73 e art. 2 c. 7, del DPR 322/98 - eccesso di potere per sviamento dei fini;
Violazione e falsa applicazione art. 48 in combinato disposto con l'art. 38 lett. g) del d.lgs. 163/06 - eccesso di potere per difetto di istruttoria e sviamento dei fini;
Violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli art. 48 del d.lgs. 163106 con l'art. 75 del d.p.r. 445/00 - eccesso di potere per sviamento dei fini;
Violazione e falsa applicazione art. 48 d. lgs. 163/06. Eccesso di potere per difetto di istruttoria riguardo alla violazione del principio di par conditio partecipationis. Eccesso di potere per carenza di istruttoria in merito allo stato attuale dell'adempimento della società aggiudicataria autorizzata al pagamento del debito rateizzato.
Con il primo motivo di appello, il Consorzio L’Officina censura il rilievo, contenuto nella sentenza di primo grado, per cui non sarebbero stati integrati, nel caso di specie, i presupposti dell’art. 38, lett. g), del d.lgs. 163 del 2006, a mente del quale sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento i soggetti “che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti”, stante a suo tempo la mancata notifica al debitore d’imposta delle cartelle esattoriali recanti la pretesa erariale.
Ad avviso dell’appellante, invece, il primo giudice avrebbe dovuto porsi tutt’altra questione, ossia se al momento di presentazione della domanda di partecipazione alla gara fosse già divenuto definitivo l'accertamento del credito tributario da parte della competente autorità, in considerazione della normativa vigente.
Nel caso di specie, l’appellante evidenzia come dalla documentazione prodotta dalla Erresse emergesse addirittura l’iscrizione a ruolo di interessi “per la ritardata iscrizione a ruolo dell’importo principale”, dal che implicitamente avrebbe dovuto desumersi l’intervenuta definitività dell’accertamento d’imposta e, dunque, il perfezionarsi dei presupposti di applicazione del citato art. 38.
Nel caso di specie, nel precedente grado di giudizio la ditta individuale Erresse (odierna appellata) ha documentato l’assenza di una valida notifica della cartella esattoriale in data antecedente il deposito della domanda di partecipazione alla gara di cui trattasi, con la conseguenza che la definitività ipotizzata dall’appellante, ove non altrimenti provata, andava correttamente esclusa, come rilevato dal primo giudice.
Parte appellante deduce inoltre – invero, con formula dubitativa – che nel caso di specie sembrerebbe trattarsi di mancato versamento di imposte auto liquidate in dichiarazione dei redditi, di talché troverebbe applicazione la disciplina di cui all’art. 2, comma 7 del d.P.R.22 luglio 1998, n. 322 (Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi), secondo cui “Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta”.
Con il secondo motivo di appello, il Consorzio L’Officina deduce l’erroneità della sentenza di primo grado nella parte in cui non avrebbe tenuto in considerazione un ulteriore motivo di ricorso, incentrato sulla presunta violazione del principio giurisprudenziale per cui è rimesso al giudizio tecnico dell'Agenzia delle entrate la valutazione sulla regolarità fiscale delle concorrenti alla gara, senza che la stazione appaltante possa formulare, relativamente al contenuto delle risultanze rese dell'ufficio finanziario, autonomo apprezzamento.
Anche alla luce di quanto evidenziato in relazione al primo motivo di appello, dunque, risulta corretto quanto rilevato dal primo giudice, per cui “l’Amministrazione, del tutto correttamente, ha provveduto ad approfondire la questione chiedendo chiarimenti alla ditta Scalesse e chiedendo anche parere all’Avvocatura distrettuale dello Stato, sede di Cagliari, che ha in modo condivisibile ritenuto non sussistere motivi ostativi all’aggiudicazione definitiva”.
Con terzo motivo di appello viene dedotta la violazione dell’art. 75 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), posto che l'aver reso Erresse delle false dichiarazioni alla stazione appaltante su circostanze rilevanti ai fini dell'assegnazione dell'appalto assurgerebbe comunque a causa autonoma di non ammissione alle gare per l'affidamento dei contratti pubblici, a prescindere da ogni accertamento sul profilo psicologico del dichiarante.
Con il quarto motivo di appello viene infine dedotta la violazione dell’art. 48 del d.lgs. n. 163 del 2006, in relazione all’attivazione, da parte della stazione appaltante, del soccorso istruttorio in favore della Erresse di Scalesse Roberto.
Non è infatti chiaro se oggetto della censura sia l’attivazione del soccorso istruttorio (istituto che è peraltro dubbio sia stato realmente utilizzato, nel caso di specie, non avendo la stazione appaltante chiesto all’aggiudicataria di integrare una documentazione ipoteticamente carente, bensì essendosi limitata a chiedere chiarimenti per poi rivolgersi direttamente al concessionario della riscossione, ai fini delle proprie valutazioni), ovvero l’assenza – in capo ad Erresse – di “inderogabili requisiti di moralità”, nella specie messi in dubbio dal ricorso alla rateizzazione di quanto dovuto a titolo di imposte, sintomo di scarsa liquidità finanziaria di quest’ultima.
A riprova della disorganica sovrapposizione fra diverse questioni, nel testo del gravame, è la successiva considerazione per cui “nel caso di specie anche laddove si volesse dare significato giuridico, nonostante quanto sopra esposto, alla tardiva ammissione alla rateizzazione, tale circostanza avrebbe dovuto essere ben valutata dalla stazione appaltante, dovendo considerare in prima ipotesi, si ritiene da un lato la patrimonializzaizone dell'impresa, e dall'altro l'entità del debito e l'importo delle rate mensili, oltre che è evidente assicurarsi che i pagamenti delle singole rate fossero effettivamente effettuati, perché anche il mancato pagamento di una sola rate potrebbe essere sintomo di perdita della necessaria affidabilità, prescritta dalla norma in questione”.
Per l’effetto, conclude l’appellante, l’aggiudicazione disposta dal Mibact sarebbe illegittima, in quanto “l'ammissione alla rateizzazione del debito iscritto a ruolo non poteva ritenersi di per sé e senza ulteriori assidui controlli, elemento sufficiente a dimostrare il possesso del requisito e/o la dovuta affidabilità per lo svolgimento dell'appalto”.