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Timestamp: 2020-07-12 23:30:39+00:00
Document Index: 63011396

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 21', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 4']

Analisi tecnica dei criteri di redazione dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari annullati dal TAR del Lazio – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
L’annullamento da parte del TAR di una serie dei criteri dettati dalla Giunta Capitolina per la redazione dei Piani di Localizzazione mi ha spinto ad immaginare di mettermi per un attimo nelle vesti dell’Assemblea Capitolina, per capire fino a che punto siano da confermare oppure da modificare i criteri annullati, chiedendomi in tale ultimo caso quali siano oggettivamente i criteri da bocciare e soprattutto con quali altri possibili criteri sostituirli.
Quella che segue è una analisi tecnica di ognuno dei criteri di redazione dei Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari che sono stati annullati dal TAR del Lazio, compiuta proprio con il fine dichiarato di verificare se l’Assemblea Capitolina possa arrivare a decidere con piena ragione criteri e conseguenti scelte diverse da quelle fatte dalla Giunta Capitolina.
Con Sentenza n. 2283 del 22 febbraio 2016 la Seconda Sezione del TAR del Lazio ha annullato la deliberazione n. 380 del 30 dicembre 2014 nelle due sole parti in cui prevede:
«A) che “gli impianti SPQR sono previsti nel formato mt 3×2, mt 1,40×2 e palina mt 1×1”;
B) che “gli impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi. Ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3×2; mt. 1,40×2 e mt. 1×1. Uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bike Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq. Un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità. I formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20×1,80 e mt. 3,2×1,40. Un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2×2 distribuiti su tutti i Municipi”».
– gli impianti per pubbliche affissioni devono essere possibilmente distribuiti su tutto il territorio, almeno uno per strada, al fine di assicurare una comunicazione istituzionale diffusa. Nel centro storico è ammissibile anche il formato mt. 3X1,40 per adempiere agli obblighi di legge relativi alla disciplina elettorale. Il 10% della quota di impianti di pubbliche affissioni deve essere destinata alla comunicazione politico-sindacale e deve essere accompagnata dalla fornitura degli impianti di propaganda elettorale. I Piani di localizzazione devono comprendere anche le ubicazioni degli impianti temporanei di propaganda elettorale;
– per le ubicazioni verrà fatto prioritario riferimento alle attuali localizzazioni e formati riportati nella Nuova Banca Dati, in particolare per gli impianti SPQR, in considerazione dell’attività di controllo nel frattempo intervenuta a partire dal processo riorganizzativo del settore Affissioni e Pubblicità realizzato nel corso degli ultimi anni;
– la quota degli impianti in area privata dovrà dividersi in pubblicità nei mercati, sulle edicole e pubblicità su suolo privato.»
Per l’annullamento del suddetto criterio è stato presentato il ricorso n. 3553/2015 (depositato il 18 marzo 2015 dalle ditte ARS PUBBLICITÀ, COSMO PUBBLICITÀ, G.B.E. e NEW POSTER) e sono stati presentati ricorsi per motivi aggiunti proposti nei giudizi introdotti con i ricorsi n. 14435/2014 (depositato il 21 novembre 2014 dalle ditte WAYAP e da AP ITALIA in liquidazione) e n. 144362014 (depositato anch’esso il 21 novembre 2014 dalla ditta A.P.A.).
con la deliberazione della Giunta Comunale n. 25/2010, con la quale sono stati approvati i progetti tipo per una serie di tipologie di impianti, fra i quali gli impianti di proprietà comunale da concedere in locazione a terzi (c.d. impianti SPQR).
Sostengono inoltre che l’impugnata delibera – nel prevedere che “un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2X2 distribuiti su tutti i Municipi” – determina una grave disparità di trattamento tra gli operatori del settore, perché il formato 2×2 dovrebbe essere utilizzato per la sponsorizzazione di tutte le attività e non solo di quelle attinenti il settore cultura e spettacolo.
I “TIPI E FORMATI AMMESSI” alla lettera F) del 1° comma dell’art. 20 del nuovo Regolamento di Pubblicità sono quelli da mt. 3,00 x 1,40 e da mt. 2,00 x 2,00 che al punto 2) sono «consentiti soltanto per impianti “SPQR”» e quelli invece da mt. 0,70 x 1,00 o da mt. 1,00 x 0,70, da mt. 1,00 x 1,00, da mt. 1,20 x 1,80, da mt. 1,40 x 2,00 e da mt. 3,00 x 2,00 che al punto 1) sono invece consentiti per «formati pittorici, anche luminosi, e per affissione diretta e “SPQR”».
Per un opportuno confronto con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 25 del 10 febbraio 2010, il nuovo Regolamento conferma i formati da mt. 1,00 x 1,00, mt. 2,00 x 2,00, mentre elimina i formati da mt. m. 1,00 x 1,40, da mt. 2,50 x 1,50 e da mt. 4,00 x 3,00.
Come si può ben vedere il nuovo Regolamento di Pubblicità prevede 7 formati in tutto, perché – oltre ai 3 formati da mt. 3 × 2, mt. 1,40 × 2 e mt. 1 × 1 – consente anche gli altri 4 formati, ma con la precisazione riportata al successivo punto 3) che il formato da mt. 1,20 x 1,80 è consentito «esclusivamente per impianti di pubblica utilità» intesi come «formati pittorici, anche luminosi» che non possono quindi essere né per affissione diretta né “SPQR”.
Se per un opportuno confronto si prende in esame anche l’art. 35 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, che è dedicato proprio alle “tipologie di impianto ammesse”, si nota che al punto 1 annovera fra “gli impianti di proprietà comunale” il cartello SPQR 1.A nei formati 200 x 200 e 300 x 200, la Palina SPQR 1.C nel formato 100 x 100 ed il parapedonale SPQR 1.D nel formato 100 x 70 (quindi 4 formati in tutto), mentre include fra “gli impianti … per pubbliche affissioni” i formati 100 x 140, 140 x 200 e 300 x 140.
Le schede tecniche allegate alla normativa tecnica di attuazione del PRIP prevedono invece cartelli SPQR non solo di formato 200 x 200 e 300 x 200, ma anche di formato 100 x 140 (riservato nei Piani di Localizzazione agli impianti per pubbliche affissioni), che uniti all’unico formato sia della palina SPQR che del parapedonale SPQR, portano ad un totale di 5 formati in tutto: l’ulteriore 6° formato da mt. 3,00 x 1,40 è previsto fra gli impianti per pubbliche affissioni, riservati alla propaganda elettorale, come attesta chiaramente la parte dei criteri non annullata e la legenda di ogni Piano di Localizzazione che per gli impianti per pubbliche affissioni include (oltre ai formati da mt. 1,00 x 1,40 e 3,00 x 1,40) anche il formato da mt. 1,40 x 2,00.
Se si considera che fra gli impianti SPQR vanno annoverati da un lato anche quelli per pubbliche affissioni e dall’altro lato i parapedonali da mt. 1,00 x 0,70 e le paline da mt. 1,00 x 1,00, ci si accorge allora che non appare fondata la censura portata secondo cui il nuovo Regolamento di Pubblicità contempla un numero di formati notevolmente superiore rispetto a quelli indicati dalla Giunta Capitolina con i suoi criteri.
Non appare fondata nemmeno la censura relativa alle tipologie di impianti ammesse all’art. 35 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, se non altro perché anch’esso approvato dalla Assemblea Capitolina: rimarrebbe allora valida soltanto la rimanente censura relativa al criterio secondo cui «un altro lotto dovrà essere dedicato al Circuito Cultura e Spettacolo con impianti modello SPQR mt. 2×2 distribuiti su tutti i Municipi», perché a giudizio delle ditte ARS PUBBLICITÀ, COSMO PUBBLICITÀ, G.B.E. e NEW POSTER determinerebbe una grave disparità di trattamento tra gli operatori del settore, perché il formato 2×2 dovrebbe essere utilizzato per la sponsorizzazione di tutte le attività e non solo di quelle riguardanti il settore cultura e spettacolo.
Al riguardo va fatto presente da un lato che ai sensi del 2° comma dell’art. 21 della normativa tecnica di attuazione del PRIP, così come approvato dalla stessa Assemblea Capitolina, «in ciascun ambito territoriale il 29% della predetta superficie espositiva è riservata a impianti di proprietà di Roma Capitale affidati in concessione», che dai 24.400 mq. iniziali sono scesi a 14.052,5 mq. nel dimensionamento finale dei Piani di Localizzazione, da distribuire sul territorio con impianti SPQR non solo dei tre formati annullati dal TAR, ma anche del formato 1,00 x 0,70 dei parapedonali SPQR, per cui agli operatori del settore viene comunque mantenuta la suddetta percentuale e tolta l’utilizzazione del formato di mt. 2,00 x 2,00 solo apparentemente, dal momento che gli impianti del circuito “Cultura e Spettacolo” sono comunque messi a disposizione degli stessi operatori, perché verranno comunque messi a gara con un bando che si potranno sempre aggiudicare.
Dall’altro lato va considerato che l’Amministrazione Capitolina, una volta che ha deciso (fin dalla Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013, riconosciuta completamente legittima dalla Sentenza del TAR n. 2283/2016) di mettere comunque a reddito il circuito “Cultura e Spettacolo” con impianti di sua proprietà concessi in locazione, doveva pur scegliere un formato SPQR da riservare esclusivamente per tale apposito circuito ed ha ripiegato sul formato di mt. 2,00 x 2,00 anche e soprattutto perché è stato sempre quello utilizzato abusivamente dalle ditte private, come ad esempio la “ODP”.
Ne deriva che anche l’Assemblea Capitolina, di cui fa le veci al momento il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, non potrebbe che “ratificare” la scelta fatta dalla Giunta Capitolina.
Passiamo ora ad esaminare gli altri singoli criteri annullati.
Il criterio secondo cui «gli impianti privati devono essere suddivisi in lotti. Ogni lotto deve ricomprendere circuiti di impianti localizzati in più Municipi» appare del tutto conforme al comma 1 Bis dell’art. 7 del nuovo Regolamento di Pubblicità, il quale dispone che «il territorio capitolino viene suddiviso in massimo dieci lotti che ricomprendono impianti ricadenti proporzionalmente in tutti i Municipi, a garanzia di un’omogeneità economica complessiva»: appare conforme anche al successivo comma 2, ai sensi de quale «il comune procede al rilascio delle autorizzazioni previa gara pubblica per ognuno dei lotti».
Ne deriva che anche l’Assemblea Capitolina, di cui fa le veci al momento il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, non potrebbe che “ratificare” questo criterio scelto dalla Giunta Capitolina.
Il criterio secondo cui «ogni lotto deve avere impianti con un dimensionamento misto mt. 3×2; mt. 1,40×2 e mt. 1×1» riguarda gli impianti privati su suolo pubblico, che alla lettera F) del 1° comma del nuovo Regolamento di Pubblicità sono previsti nei 5 formati già precedentemente elencati che – oltre ai 3 suddetti formati – ricomprendono anche il formato da mt. 1,00 x 0,70 (corrispondente al parapedonale di proprietà privata, da mettere parimenti a gara) ed il formato da mt. 1,20 x 1,80, che come già detto è consentito «esclusivamente per impianti di pubblica utilità».
Anche il criterio secondo cui «uno dei lotti deve essere destinato a fornire il servizio di pubblica utilità di Bike Sharing, e dovrà essere dimensionato ed ubicato sul territorio in termini di sostenibilità economica del servizio. Il lotto del Bike Sharing, tenuto conto di quanto previsto dal PGTU, dovrà prevedere una superficie espositiva di minimo 8.000 mq.» appare del tutto conforme con le disposizioni approvate dall’Assemblea Capitolina con le deliberazioni n. 49 e 50 del 30 luglio 2014, perché tanto nella normativa tecnica di attuazione del PRIP (articoli 15, 16, 17 e 35) quanto nel nuovo Regolamento di Pubblicità si parla di «impianti di pubblica utilità» che alla lettera l bis del 1° comma dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità sono «intesi …. come impianti pubblicitari collegati e finalizzati al finanziamento di progetti … di mobilità alternativa” che altri non è che il servizio di Bike Sharing.
La superficie espositiva di 8.000 mq., prevista come corrispettivo, appare del tutto giustificata dal riferimento al Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), che prevede a regime un servizio di Bike Sharing di 350 ciclostazioni: la quantità complessiva di 8.000 mq. è stata desunta dal confronto con il precedente bando voluto con la deliberazione n. 284 del 3 agosto 2011 con cui la Giunta Comunale aveva deciso di dotarsi di 70 ciclostazioni in cambio di un corrispettivo di 1.500 mq. di superficie pubblicitaria, per cui con una superficie espositiva di 5 volte superiore (pari a 7.500-8.000 mq.) si viene ad avere in cambio a titolo gratuito il servizio di 350 ciclostazioni previsto dal PGTU.
Anche il criterio secondo cui «un altro lotto, con una superficie espositiva di massimo 5.000 mq., deve essere destinato a finanziare servizi di pubblica utilità, quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, il servizio di pubbliche affissioni. È possibile prevedere anche ulteriori lotti destinati a servizi di pubblica utilità» appare del tutto conforme alla normativa approvata dalla Assemblea Capitolina dal momento che sempre alla lettera l bis) del 1° comma dell’art. 4 del nuovo Regolamento di Pubblicità si parla di “impianti di pubblica utilità intesi come elementi di arredo urbano di pubblica utilità contenenti, in via accessoria, superficie pubblicitaria” fra i quali rientrano di diritto i “servizi igienici pubblici”, gli “elementi di arredo urbano” e il “il servizio di pubbliche affissioni“.
Ne deriva che anche l’Assemblea Capitolina, di cui fa le veci al momento il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, dovrebbe curare anch’essa l’interesse pubblico a dotarsi dei suddetti servizi di pubblica utilità e non potrebbe che “ratificare” la quantità di superficie espositiva stabilita con questo criterio scelto dalla Giunta Capitolina.
Il criterio infine secondo cui «i formati degli impianti per i lotti funzionali ai servizi di pubblica utilità sono esclusivamente mt. 1,20×1,80 e mt. 3,2×1,40» risulta perfettamente rispondente al dettato normativo, che prevede l’utilizzo esclusivo di questi due formati.
Ne deriva che anche l’Assemblea Capitolina, di cui fa le veci al momento il Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, non potrebbe che “ratificare” l’utilizzo di questi due formati stabilito con il preciso criterio scelto dalla Giunta Capitolina.
La suddetta analisi tecnica è stata trasmessa per posta elettronica certificata al Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca in allegato alla Nota VAS prot. n. 6 del 2 marzo 2016, per sollecitargli l’approvazione nelle veci dell’Assemblea Capitolina di una apposita deliberazione che ratifichi la deliberazione della Giunta Capitolina n. 380 del 30 dicembre 2014.