Source: http://legislazionetecnica.it/1212284/prd/approfondimento/la-qualificazione-degli-esecutori-lavori-pubblici-dopo-il-d-legvo-50
Timestamp: 2018-12-15 09:00:58+00:00
Document Index: 177386026

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 37', 'art. 77', 'art. 86', 'art. 55']

La qualificazione degli esecutori di lavori pubblici dopo il D. Leg.vo 50/2016 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR931
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In questo lavoro si affronta la materia della qualificazione dei soggetti esecutori di lavori pubblici, al momento disciplinata dall’art. 12 del D.L. 28 marzo 2014, n. 47, convertito in legge ad opera della L. 23 maggio 2014, n. 80.
Si rammenta infatti che a seguito dell’ema
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DISPOSIZIONI CONTENUTE NEL D. LEG.VO 50/2016
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Art. 12, comma 1, del D.L. 47/2014 - Categorie “S.I.O.S. > 15%”
Si considerano strutture, impianti e opere speciali (cosiddette “S.I.O.S. > 15%”) ai sensi dell’articolo 37, comma 11, del Codice, le seguenti 13 categorie:
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Art. 12, comma 2, del D.L. 47/2014 - Categorie “S.I.O.S. > 15%”
Si considerano a qualificazione obbligatoria le seguenti le 36 categorie:
13 categorie OG (Opere gene
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Norme contenute nel D. Leg.vo 50/2016
Dalla lettura in combinato disposto dell’art. 89, comma 11 e dell’
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TAVOLE DI RIEPILOGO
Seguono i due schemi riassuntivi aggiornati in funzione dell'uscita del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50, ed applicabili fino alla emanazione del decreto ministeriale previsto ai sensi dell’art. 89, comma 11, del menzionato D. Leg.vo 50/2016. Nelle tabelle in questione si fa riferimento con “C” al
Individuazione delle categorie di lavorazioni che richiedono l’esecuzione da parte di operatori economici in possesso di specifica qualificazione, ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47.
Com. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 29/01/2014, n. 1
Utilizzo dei lavori subappaltati ai fini della qualificazione-annullamento dell'articolo 85, comma 1, lett. b), numeri 2 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010.
L'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici ha fornito indicazioni interpretative in merito alla disciplina, di cui all'art. 85, comma 1, lettera b), nn. 2 e 3, del D.P.R. 207/2010, relativa alla qualificazione delle imprese affidatarie mediante utilizzo dei lavori subappaltati. Il chiarimento si è reso necessario, al fine di garantire il corretto esercizio dell’attività di qualificazione svolto dalle SOA, dopo le recenti modifiche apportate alla disciplina in oggetto:
dapprima, con il D.P.R. 30/10/2013 (di attuazione del Parere del Consiglio di Stato 3014/2013, è stato disposto l’annullamento (oltre che degli articoli 109, comma 2 e 107, comma 2) dell’art. 85, comma 1, lett. b), nn. 2 e 3, del D.P.R. 207/2010, nella parte in cui, nell’ipotesi di superamento dei limiti di subappalto del 30 e 40% (a seconda che la categoria scorporabile sia o meno a qualificazione obbligatoria), limita l’utilizzabilità, ai fini della futura qualificazione, dei lavori subappaltati ad una percentuale non superiore al 10% della categoria scorporabile;
successivamente, il D.L. 151/2013 ha disposto l'adozione, entro il 30/06/2014, di norme regolamentari sostitutive delle disposizioni annullate e delle conseguenti modifiche all'Allegato A al D.P.R. 207/2010, precisando che, nelle more dell'adozione delle disposizioni regolamentari sostitutive, continuano ad applicarsi, in ogni caso non oltre il 30/09/2014, le regole di cui agli artt. 107, comma 2 e 109, comma 2, del D.P.R. 207/2010 previgenti al D.P.R. 30/10/2013.
Alla luce del Parere 3014/2013 e dell’Atto di Segnalazione 3/2012, l'Autorità osserva che una corretta interpretazione della disposizione di cui all’art. 85, comma 1, lett. b), nn. 2 e 3 del D.P.R. n. 207/2010, non dovrebbe più tenere conto della parte della norma che prevede, nell'ipotesi di subappalto oltre la quota del 30 o 40%, la limitazione al 10% per l'utilizzabilità dei lavori subappaltati ai fini della qualificazione nella categoria scorporabile. Ciò in quanto il D.P.R. del 30/10/2013 ha decretato l’annullamento in parte qua della disposizione regolamentare in esame, pertanto la stessa può ritenersi in vigore per la parte non colpita dalle censure del giudice amministrativo.
Ne consegue che, ai sensi dell'art. 85, comma 1, lett. b), nn. 2 e 3, in caso di subappalto eccedente le quote del 30 e del 40% - fermo restando quanto previsto dall’art. 37, comma 11, del D. Leg.vo 163/2006 - l’impresa affidataria può utilizzare, ai fini della qualificazione nella singola categoria scorporabile, l’intero importo dei lavori dalla stessa direttamente eseguiti in tale categoria, nonché una quota dei lavori subappaltati (pari ad un massimo del 30% o del 40%) avvalendosene in alternativa per la qualificazione nella categoria prevalente, ovvero ripartita tra categoria prevalente e categoria scorporabile.
D.L. 30/12/2013, n. 151
Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali.
Il Decreto-Legge è decaduto per mancata conversione.
D. P.R. 30/10/2013
Il decreto conferma l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato con la decisione n. 3014 del 26/06/2013, dichiarando illegittimi:
l'articolo 109, comma 2, del D.P.R. 207/2010 (in relazione all’Allegato A, e, in particolare, alla «Tabella sintetica delle categoria»);
l'articolo 107, comma 2, del D.P.R. 207/2010;
l’articolo 85, comma 1, lettera b), numeri 2) e 3) del medesimo D.P.R. 207/2010.
Atto segn. Aut. Vigilanza LL.PP. 25/09/2013, n. 3
Qualificazione lavori.
Con il documento in commento l'Autorità segnala fenomeni distorsivi presenti nel sistema di qualificazione per i lavori, relativi alla struttura organizzativa delle SOA (Società Organismo di Attestazione), al fenomeno delle cessioni e degli affitti fittizi di azienda e all’utilizzo di CEL (Certificati di esecuzione lavori) emessi da privati, posti in essere per conseguire diverse e più alte qualificazioni, indicando anche possibili interventi legislativi correttivi.
Sono inoltre altresì forniti spunti di riflessione in merito alle modifiche al Codice degli Appalti ed al relativo Regolamento di Attuazione, D. Leg.vo 163/2006 e D.P.R. 207/2010, che si rendono necessarie per superare gli elementi di criticità evidenziati dal Consiglio di Stato nel Parere consultivo n. 3014, del 26/06/2013.
Di seguito una sintesi dell'analisi e delle proposte dell'Autorità, che prende in esame anche il Parere del Consiglio di Stato n. 3014 del 26/06/2013.
Avendo constatato che l’azionariato della maggior parte delle SOA ha un carattere prevalentemente familiare con movimentazione delle azioni in ambito familiare-parentale, e dinamiche che non sembrano soddisfare un ambiente societario che richiederebbe spiccate caratteristiche imprenditoriali, l'Autorità auspica un allargamento delle compagini sociali delle SOA, in quanto il prevalente sistema di conduzione familiare delle SOA ha costellato il mercato di piccoli soggetti attestatori, impedendo lo sviluppo di maggiori dimensioni che appaiono invece necessarie alla struttura del mercato delle imprese, in continua evoluzione.
Dai dati in suo possesso, l'Autorità ha rilevato che l'organico minimo richiesto alle SOA per poter esercitare la propria attività non appare correlato al numero di imprese attestate dalla singola SOA: alcune SOA con organico minimo o vicino al minimo di legge, emettono un quantitativo sproporzionato di attestati, in rapporto alla media generale nonché rispetto all’organico effettivamente posseduto dalla SOA.
Ciò può denotare tanto un’eccessiva superficialità nella conduzione dell’attività istruttoria finalizzata all’attestazione, quanto l’utilizzo illecito di personale esterno alla SOA. L’Autorità suggerisce di modificare la normativa sull’organico minimo, agganciando l’organico, in modo proporzionale, al numero di attestati rilasciati o modificati nell’anno precedente, fermo restando, per il primo anno di attività, la sufficienza dell’organico minimo di legge.
L'Autorità ha riscontrato casi in cui operazioni societarie di cessione o affitto del complesso aziendale o di ramo d’azienda tra due imprese preesistenti si sono configurate come espediente per evitare l’espulsione dal mercato degli appalti pubblici, in quanto privi dei requisiti di cui agli artt. 38 e 48 del D. Leg.vo 163/2006, o per acquisire strumentalmente la qualificazione per contrarre con la P.A..
A tal riguardo si ritiene indispensabile una modifica dell’art. 77 del D.P.R. 207/2010 che preveda che nei casi di cessione la verifica intermedia dell’attestazione rilasciata dopo la cessione, e limitatamente alle categorie e classifiche correlate all’azienda o al ramo oggetto di cessione, va effettuata alla scadenza del primo anno successivo al rilascio dell’attestazione conseguente alla cessione medesima e non dopo tre anni.
Con riferimento alle certificazioni rilasciate da privati in occasione di esecuzione di lavori (c.d. CEL), al fine di evitare che anche in questo caso si utilizzino attestazioni false difficilmente verificabili, si propone di modificare dell'art. 86, comma 7, del D.P.R. 207/2010, prevedendo che la certificazione di esecuzione dei lavori per committente privato oltre ad essere sottoscritta dal direttore dei lavori deve essere accompagnata, ai fini della sua spendibilità per la qualificazione, da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal medesimo direttore dei lavori, che attesti l’avvenuta esecuzione a regola d’arte, assumendone la responsabilità.
Par. C. Stato 26/06/2013, n. 3014
Contratti di lavori pubblici - Requisiti speciali di qualificazione - Categoria di opere generali e specializzate - Opere superspecialistiche - norme viziate da difetto di illogicità, contraddittorietà e irragionevolezza - Annullamento.
Articolo sul vecchio regime derivante dal D.L. 47/2014
Il bando-tipo per gli appalti di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro nei settori ordinari
Questo articolo esamina in dettaglio il provvedimento con il quale l’ANAC ha adottato il bando-tipo per gli appalti di sola esecuzione di lavori pubblici, di importo superiore a 150.000 euro nei settori ordinari, affidati con procedura aperta ex art. 55 del Codice e con il criterio del prezzo più basso. Vengono chiarite tutte le parti più importanti, sia con riguardo alle considerazioni di carattere generale, concernenti la qualificazione degli esecutori e la stima dei costi del lavoro, sia tutti gli altri aspetti presi in considerazione dal bando-tipo.
Qualificazione esecutori LL.PP.: ancora novità sulle categorie a qualificazione obbligatoria e superspecialistiche dopo la conversione del D.L. 47/2014
Le nuove norme, sostitutive di quelle annullate dal Consiglio di Stato, sono in vigore dal 28/05/2014 e riprendono quasi integralmente quelle del “decreto-ponte” del 24/04/2014, con l’unica eccezione della categoria OS-32, che esce sia dal novero delle categorie a qualificazione obbligatoria che delle categorie superspecialistiche.
Qualificazione lavori pubblici: il decreto-ponte 24/04/2014 in attesa delle nuove norme
Emanato il decreto che provvede a disciplinare il periodo transitorio susseguente all’annullamento di alcune disposizioni contenute nel DPR 207/2010 ed in attesa del riordino della materia previsto dal DL 47/2014. Le regole che varranno fino all’entrata in vigore delle nuove norme.