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Timestamp: 2017-11-18 10:15:40+00:00
Document Index: 69844022

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 37', 'art. 19', 'art. 37', 'art. 19', 'art. 37', 'art. 19', 'art. 37', 'art.\n19', 'art. 20', 'art. 21', 'art.  19', 'art.  20', 'art.  21', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 19', 'art.\n19', 'art. 16', 'art. 91', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 20', 'art.  87', 'art.   21', 'art.  21', 'art. 19', 'art. 37']

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 22 gennaio 2003: Concessioni di lavori pubblici ex art. 19, comma 2, della legge n. 109/1994, affidate secondo le modalita' indicate nei successivi articoli 20 e 21, comma 2, lettera b) - Problema relativo alla forma che deve assumere l'offerta "progettuale" - Concessioni aggiudicate in esito a gara preliminare e successiva procedura negoziata da svolgere fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte, ai sensi dell'art. 37-quater, comma 1, lettera b), della medesima legge - Incidenza degli elementi di valutazione di natura "qualitativa" | Edilone.it
<Lettera circolare 17/01/1992
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 22 gennaio 2003: Concessioni di lavori pubblici ex art. 19, comma 2, della legge n. 109/1994, affidate secondo le modalita’ indicate nei successivi articoli 20 e 21, comma 2, lettera b) – Problema relativo alla forma che deve assumere l’offerta “progettuale” – Concessioni aggiudicate in esito a gara preliminare e successiva procedura negoziata da svolgere fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte, ai sensi dell’art. 37-quater, comma 1, lettera b), della medesima legge – Incidenza degli elementi di valutazione di natura “qualitativa”
AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 22 gennaio 2003: Concessioni di lavori pubblici ex art. 19, comma 2, della legge n. 109/1994, affidate secondo le modalita' indicate nei successivi articoli 20 e 21, comma 2, lettera b) - Problema relativo alla forma che deve assumere l'offerta "progettuale" - Concessioni aggiudicate in esito a gara preliminare e successiva procedura negoziata da svolgere fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte, ai sensi dell'art. 37-quater, comma 1, lettera b), della medesima legge - Incidenza degli elementi di valutazione di natura "qualitativa" - Approfondimento. (Determinazione n. 1/2003). (GU n. 33 del 10-2-2003)
DETERMINAZIONE 22 gennaio 2003
Concessioni  di  lavori  pubblici ex art. 19, comma 2, della legge n.
109/1994,  affidate  secondo  le  modalita’  indicate  nei successivi
articoli 20  e 21, comma 2, lettera b) – Problema relativo alla forma
che  deve  assumere l’offerta “progettuale” – Concessioni aggiudicate
in  esito  a  gara  preliminare  e  successiva procedura negoziata da
svolgere  fra  il  promotore  ed  i  soggetti  presentatori delle due
migliori  offerte, ai sensi dell’art. 37-quater, comma 1, lettera b),
della  medesima  legge  –  Incidenza degli elementi di valutazione di
natura “qualitativa” – Approfondimento. (Determinazione n. 1/2003).
L’Autorita’,  nell’espletamento dei compiti ad essa demandati dalla
legge  n. 109/1994, ha analizzato diverse procedure per l’affidamento
di  concessioni  di  lavori pubblici, riscontrando in alcuni bandi di
gara  la  presenza  di  una  clausola  che  indicava la progettazione
definitiva dell’opera a farsi quale parte integrante dell’offerta, da
predisporsi  – pertanto – gia’ in tale sede e posta quindi come onere
per  tutti i concorrenti, nonostante il combinato disposto degli art.
19,  comma  2, art. 20 e art. 21, comma 2, lettera b), della legge n.
109/1994  risulti  chiaro  nel  precludere  una  tale  facolta’  alle
Rilevata   la   suddetta   anomalia,   veniva  avviata  un’indagine
conoscitiva relativa agli affidamenti in concessione di costruzione e
gestione posti in essere nel biennio 2000-2001, al fine di acquisire,
in   particolare,   i  dati  e  gli  elementi  relativi  alla  “forma
dell’offerta progettuale” richiesta dalle stazioni appaltanti ai fini
degli affidamenti in concessione.
I   dati   acquisiti   hanno   evidenziato   l’esistenza   di   una
“disomogeneita’   interpretativa”  da  parte  delle  s.a.  circa  gli
elementi  che  –  a  termini  di  legge – possono essere richiesti ai
concorrenti  in  fase  di  gara ai fini del successivo affidamento in
Per  questo  motivo  ed  anche alla luce delle modifiche introdotte
nella  specifica  materia  dalla legge n. 166/2002, e’ stata ritenuta
opportuna una pronuncia chiarificatrice da parte di questa Autorita’.
Come  e’  noto,  l’art.  19,  comma  2,  della  legge  n.  109/1994
stabilisce  che  le  concessioni  di  lavori pubblici “sono contratti
conclusi  in forma scritta fra un imprenditore ed una amministrazione
aggiudicatrice,  aventi  ad  oggetto  la progettazione definitiva, la
progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori pubblici”, mentre il
successivo  art.  20,  comma  2,  chiarisce  che  esse “sono affidate
mediante  licitazione  privata  ponendo  a  base  di gara un progetto
preliminare  corredato, comunque, anche degli elaborati relativi alle
preliminari  essenziali indagini geologiche, geotecniche, ideologiche
e  sismiche”  e  che  “l’offerta  ha  ad  oggetto gli elementi di cui
all’art.  21,  comma 2,  lettera b), nonche’ le eventuali proposte di
varianti al progetto posto a base della gara”.
In  proposito  va subito evidenziato che l’art. 7, comma 1, lettera
l),  della  legge n. 166/2002 ha apportato una significativa modifica
al  predetto comma 2 dell’art. 20, laddove precisa che a base di gara
deve essere posto un “progetto almeno di livello preliminare”, mentre
non  ha introdotto alcuna innovazione al testo dell’art. 19, comma 2,
che   pone  –  come  detto  –  la  progettazione  definitiva  tra  le
prestazioni  contrattuali  e  quindi la colloca in una fase temporale
successiva a quella dell’aggiudicazione.
Pertanto,  stante l’invariato ed inequivocabile contenuto dell’art.
19,  comma  2,  la  suddetta  modifica  non puo’ significare che alle
stazioni  appaltanti  venga  concessa  la  facolta’  discrezionale di
richiedere  a  tutti  i  concorrenti  –  gia’ in fase di offerta – la
predisposizione   del  progetto  definitivo,  nell’accezione  di  cui
all’art. 16, comma 4 della legge quadro, ma va interpretata nel senso
che  l’amministrazione  concedente  deve farsi carico di un’attivita’
preventiva  tesa  alla  determinazione  di  una  serie  di  parametri
“progettuali” che implementino l’elaborazione di livello preliminare,
al  fine  di  consentire  la formulazione consapevole dell’offerta da
parte  degli  interessati,  senza  far gravare su di essi un indebito
In  tal  senso,  non  puo’  che  ribadirsi  quanto  espresso con la
determinazione  n.  12  del  7 marzo  2000,  e  cioe’ che il progetto
preliminare  posto  in visione dei concorrenti deve essere “per cosi’
dire   arricchito  di  ulteriori  elementi…  per  corrispondere  ad
esigenze  che  possano  trovare  giustcazioni  solo  nelle  scelte  e
nell’attivita’ della pubblica amministrazione”, mentre la prestazione
di progettazione definitiva deve formare, di regola, parte integrante
dell’oggetto  del  contratto  di  concessione  –  con conseguente suo
espletamento  in  una  fase  successiva  all’affidamento – da porre a
carico  del  solo  concorrente  che in esito alla gara risulta essere
l’effettivo ed unico aggiudicatario.
Per  inciso,  l’attuale  quadro normativo prevede comunque che – in
via preventiva – l’amministrazione concedente fornisca ai concorrenti
una  “griglia”  alla  quale  dovra’ attenersi nell’operare le proprie
valutazioni di ordine qualitativo.
Va  infatti  rammentato  che  per  utilizzare  il previsto criterio
dell’offerta  economicamente  piu’ vantaggiosa, l’art. 91 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 554/1999 dispone che agli elementi
di  valutazione  di  cui all’art. 21, comma 2, lettera b) della legge
(il  prezzo,  il valore tecnico ed estetico dell’opera progettata, il
tempo  di  esecuzione  dei  lavori,  il  rendimento,  la durata della
concessione,  le  modalita’  di  gestione,  il livello e i criteri di
aggiornamento  delle  tariffe  da  praticare  all’utenza, nonche’ gli
ulteriori   elementi  individuati  in  base  al  tipo  di  lavoro  da
realizzare)  vengano assegnati “pesi” o “punteggi” – globalmente pari
a cento – e che gli stessi debbano essere indicati nel bando di gara,
unitamente  ai sub-elementi e relativi “sub-pesi” e “sub-punteggi” in
base ai quali si determina la valutazione qualitativa.
Infine, va considerato che il progetto definitivo ex art. 16, comma
4,  della  legge  quadro,  comprende  la predisposizione di tutta una
serie  di  elaborati,  taluni dei quali non certamente indispensabili
nella fase di gara relativa all’affidamento della concessione.
A  cio’  si  aggiunge  l’ulteriore  considerazione che nell’art. 20
della  legge  n.  109/1994  e’  assente  qualsiasi  riferimento  alla
progettazione  definitiva,  poiche’ il dettato normativo si limita ad
affermare  che  l’affidamento  avviene  ponendo  a  base  di  gara un
progetto preliminare predisposto dall’amministrazione – eventualmente
(ma   non   necessariamente)   variato   dall’aggiudicatario   –  con
l’ulteriore  aggiunta  che  “i  lavori potranno avere inizio soltanto
dopo    l’approvazione    del    progetto    esecutivo    da    parte
dell’amministrazione aggiudicatrice.”.
Il  mancato  esplicito riferimento di cui sopra potrebbe quindi dar
luogo  a ritenere che – all’esito dell’offerta corredata di eventuali
varianti   proposte  dal  concorrente-aggiudicatario  –  non  risulti
strettamente  necessaria  la  preventiva  e  separata  redazione  del
progetto definitivo, da predisporre pertanto contestualmente a quella
Passando   ad   analizzare   la   forma  che  deve  essere  assunta
dall’offerta  progettuale,  va  innanzitutto  ribadito  il precedente
concetto per cui, rispetto alla elaborazione di progetto posta a base
di   gara,  e’  consentito  ai  concorrenti  presentare  eventuali  e
possibili  varianti  –  giusto  art.  87, lettera e), del decreto del
Presidente  della  Repubblica n. 554/1999 – ma nessuna vera e propria
soluzione  alternativa, che si discosti dalle scelte generali operate
dalla stazione appaltante.
Come  infatti  sancito  dallo stesso Consiglio di Stato, Sez. V, 30
novembre  2000,  n.  6367  (gia’  richiamato  nella determinazione n.
53/2000  del  7 dicembre 2000), “le modifiche al progetto predisposto
dall’amministrazione    non    possono   configurare   un’alternativa
progettuale,  ma  devono  limitarsi  ad  innovazioni  complementari e
strumentalt  nel  rispetto delle linee essenziali e dell’impostazione
del progetto di base.”.
Risulta  inoltre  opportuno  sottolineare  che  l’offerta  non puo’
presentarsi  in una forma univoca e prestabilita, in quanto la stessa
si  modella  di  volta in volta in relazione all’ordine di importanza
assegnato  dall’amministrazione aggiudicatrice agli elementi previsti
dall’art.   21,  comma  2,  della  legge  n.  109/1994,  da  indicare
preventivamente nel bando di gara o nel capitolato speciale d’appalto
in relazione al diverso tipo di opera da realizzare e gestire.
Pertanto,  all’incertezza  nel  definire  i  contorni precisi della
elaborazione  di cui deve farsi carico l’offerente puo’ porre rimedio
la  sola  stazione appaltante, indicando chiaramente – nell’avviso di
gara  –  tutti  gli  elementi  di  valutazione  e  i relativi fattori
ponderali  in  base ai quali la commissione giudicatrice valutera’ le
offerte pervenute.
Diventa   conseguentemente   necessaria  la  corretta  applicazione
dell’art.  21,  comma  2,  laddove  si  chiarisce che gli elementi di
valutazione  sono  “variabili  in relazione all’opera da realizzare”,
per  cui  –  ad  esempio  – il “valore tecnico ed estetico dell’opera
progettata”  potra’  trovarsi  ad  assumere  un  peso percentualmente
inferiore quando si dovranno soppesare le offerte relative ad appalti
per  la  realizzazione  di  impianti  a rete (pubblica illuminazione,
distribuzione  gas  metano),  mentre  lo  stesso elemento di giudizio
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 22 gennaio 2003: Concessioni di lavori pubblici ex art. 19, comma 2, della legge n. 109/1994, affidate secondo le modalita’ indicate nei successivi articoli 20 e 21, comma 2, lettera b) – Problema relativo alla forma che deve assumere l’offerta “progettuale” – Concessioni aggiudicate in esito a gara preliminare e successiva procedura negoziata da svolgere fra il promotore ed i soggetti presentatori delle due migliori offerte, ai sensi dell’art. 37-quater, comma 1, lettera b), della medesima legge – Incidenza degli elementi di valutazione di natura “qualitativa” redazione redazione 2015-05-19T21:02:53+00:00