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Timestamp: 2020-07-12 18:21:27+00:00
Document Index: 52310241

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Sentenza Cassazione Civile n. 2675 del 04/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2675 del 04/02/2011
Cassazione civile sez. un., 04/02/2011, (ud. 07/12/2010, dep. 04/02/2011), n.2675
B.T. ((OMISSIS)), elettivamente domiciliata in
rappresentata e difesa dall’avvocato DINOI PIETRO, per delega in
sul ricorso 34835-2006 proposto da:
– ricorrente e ricorrente incidentale –
avverso la sentenza n. 1483/2005 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
07/12/10 dal Cons. Dott. SAVERIO TOFFOLI;
uditi gli avvocati Pietro DINOI, Stefano GORI per delega
dell’avvocato Fabio Pisillo;
(giurisdizione del giudice amministrativo, assorbito il ricorso
Il Tribunale di Siena con sentenza non definitiva dichiarava la giurisdizione del giudice ordinario riguardo alla domanda proposta da B.T. contro il Comune di Siena, diretta al riconoscimento del suo diritto ad essere assunta dal medesimo nel profilo di istruttore di polizia municipale tenuto conto della sua collocazione come idonea al ventesimo posto nella graduatoria di un concorso bandito il 10.1.1997 per due posti di detta qualifica – graduatoria successivamente utilizzata fino all’11 posto per ulteriori assunzioni – a seguito della indizione nel dicembre del 1999 di un ulteriore concorso per coprire altri 10 posti. Quindi lo stesso Tribunale con sentenza definitiva accoglieva la domanda nel merito. Proposto appello da parte del Comune di Siena contro ambedue le sentenze, la Corte d’appello di Firenze confermava la pronuncia sulla giurisdizione ma, in riforma dell’altra sentenza, rigettava la domanda nel merito.
Quanto al merito, la Corte, richiamato la L. n. 127 del 1997, art. 6, comma 21, osservava che la ivi prevista efficacia triennale della graduatoria è disposta esclusivamente con finalità di snellimento dell’attività amministrativa e di risparmio di spesa, senza precludere però all’ente locale di valutare le esigenze del caso concreto e in relazione alle stesse di espletare una nuova prova concorsuale per reperire i migliori tra gli aspiranti, nell’ambito dell’esercizio di un potere discrezionale al riguardo. La pretesa della appellata non era quindi qualificabile come “diritto all’assunzione”. Era quindi superfluo osservare che la scelta compiuta dal Comune di Siena di bandire un nuovo concorso da espletarsi nel 2000 risultava logica e coerente (dato l’elevato numero dei posti da coprire e l’intento di una qualificazione del personale della polizia municipale mediante l’inserimento tra le prove orali anche di elementari elementi di criminologia, con riferimento ai problemi dell’immigrazione, della tossicodipendenza e del disagio sociale in genere).
La Corte riteneva infondata la domanda della ricorrente anche per il fatto che il ricorso allo scorrimento della graduatoria era escluso per legge relativamente ai tre posti di nuova istituzione ricompresi nel bando del 1999, di modo tale che lo scorrimento stesso non sarebbe potuto arrivare fino al posto 20 della precedente graduatoria ricoperta dalla appellata.
B.T. propone ricorso per cassazione sulla base di tre motivi. Il Comune di Siena resiste con controricorso e propone ricorso incidentale con due motivi.
Il terzo motivo, denuncia analogo vizio di motivazione. Ricordato che il Comune di Siena aveva eccepito il difetto di interesse della ricorrente in relazione all’impossibilità per la stessa di usufruire utilmente del reclamato scorrimento della graduatoria, stante il suo posto in graduatoria e la circostanza che dei io posti di cui al nuovo bando di concorso tre erano di nuova istituzione e quindi non potevano essere ricoperti mediante la precedente graduatoria, a norma di legge, si osserva che, come già rilevato dal giudice di primo grado, mentre il Comune stesso non aveva fornito la prova che alla data del 10.12.1999 fossero coperti tutti i 70 posti della nuova dotazione salvo i 10 oggetto del bando e che i medesimi continuassero ad esserlo alla data delle prime nuove assunzioni, la motivazione della sentenza impugnata è carente al riguardo, avendo eluso la relativa problematica.
2. Il primo motivo del ricorso incidentale denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63 e dell’art. 103 Cost., nonchè violazione dei principi e criteri che informano il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo e dell’art. 97 Cost.. Si lamenta che il giudice idi merito abbia fatto riferimento al riguardo all’erroneo e da tempo non più utilizzato criterio della prospettazione e si sostiene che quando, come nella specie, non si discute del rapporto di lavoro ma delle modalità di individuazione del contraente, tipica scelta organizzativa, la scelta della p.a. è sindacabile solo dal giudice amministrativo. Più in particolare, si sostiene poi che la p.a.
conserva il potere di non utilizzare la graduatoria degli idonei e di indire un nuovo concorso quando vi siano esigenze organizzative tali da richiederlo.
Il secondo motivo deduce violazione dell’art. 100 c.p.c. per avere la Corte di merito ritenuto ammissibile l’azione in presenza di carenza di interesse dell’interessato. Al riguardo, con riferimento anche al terzo motivo del ricorso principale, si osserva anche che le tesi della controparte si basano su una ingiustificata inversione dell’onere della prova.
La Corte ha dato risposta negativa a tale quesito sulla base del seguente principio; “Anche alla luce del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, secondo cui fine primario di questo è la realizzazione del diritto delle parti ad ottenere risposta nel merito, il ricorso incidentale proposto dalla parte totalmente vittoriosa nel giudizio di merito, che investa questioni pregiudiziali di rito, ivi comprese quelle attinenti alla giurisdizione, o preliminari di merito, ha natura di ricorso condizionato, indipendentemente da ogni espressa indicazione di parte, e deve essere esaminato con priorità solo se le questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito, rilevabili d’ufficio, non siano state oggetto di decisione esplicita o implicita (ove quest’ultima sia possibile) da parte del giudice di merito. Qualora, invece, sia intervenuta detta decisione, tale ricorso incidentale va esaminato dalla Corte di cassazione solo in presenza dell’attualità dell’interesse, sussistente unicamente nell’ipotesi della fondatezza del ricorso principale”.
5. Prendendo in considerazione il relativo primo motivo, deve rilevarsi che la Corte; di merito, nel quadro della qualificazione come diritto della posizione di vantaggio dedotta in giudizio dalla parte inizialmente ricorrente, sulla base di un meccanico riferimento alla qualificazione operata dalla parte, è poi pervenuta al rigetto della domanda sulla base, espressamente, del solo rilievo che in realtà un diritto al cd. scorrimento della graduatoria in effetti non è configurabile. Coerentemente, le successive sintetiche considerazioni circa la logicità e coerenza della scelta compiuta dal Comune, sono formulate dichiaratamente ad abundantiam e svolte a prescindere da una premessa circa il quadro giuridico di riferimento delle valutazioni da compiere.
Al riguardo è opportuno ricordare che in genere la pretesa allo “scorrimento” della graduatoria, cioè la pretesa, correlata a previsioni normative o del bando di concorso, dei partecipanti al concorso risultati non vincitori ma idonei alla stipulazione del contratto di lavoro in base ad eventi successivi all’approvazione della graduatoria, quali la copertura entro un certo periodo di tempo di posti nel frattempo resisi disponibili, da luogo ad una controversia conosciuta dal giudice ordinario in quanto relativa al diritto all’assunzione (cfr., ex plurimis, Cass., sez. un., n. 8736/2008,12967/2010). In alcune pronunce si è ritenuto che la pretesa in questione sia qualificabile come di diritto soggettivo anche nel caso in cui la determinazione dell’amministrazione datrice di lavoro di coprire; gli ulteriori posti si evinca dalla indizione di una selezione concorsuale finalizzata a tale copertura, (cfr.
Cass., sez. un., n. 5397/2007 e 26113/2007). Si è affermato però il diverso orientamento che, senza prendere posizione circa la legittimità (o le condizioni di legittimità) del ricorso ad una nuova procedura concorsuale in presenza di una graduatoria per legge ancora efficace ai fini della copertura di ulteriori posti, ha ritenuto che, di fronte a un provvedimento di apertura della nuova procedura concorsuale, la pretesa del lavoratore aspirante all’assunzione si risolve necessariamente nella contestazione della legittimità di tale provvedimento amministrativo ed ha quindi la consistenza di un interesse legittimo (Cass., sez. un., n. 20107/2005, 16527/2008, 16906/2006, 3055/2009).
Nella specie, al fine di confermare l’accoglibilità del primo motivo di ricorso, che comporta (unitamente all’accoglibilità del terzo motivo) l’esame e – come si vedrà, ma è già evidente alla luce delle precedenti considerazioni – l’accoglimento dell’assorbente deduzione di difetto di giurisdizione di cui al ricorso incidentale, è sufficiente rilevare che l’errore giuridico in cui è incorsa la Corte di merito ha precluso alla stessa un corretto esame della fattispecie anche ove si acceda alla tesi dell’esistenza di un potere discrezionale del datore di lavoro pubblico circa l’utilizzazione della graduatoria ultrattiva o l’indizione di un nuovo concorso, non avendo la Corte di merito effettivamente valutato ai fini decisori le doglianze, pur pacificamente sussistenti, circa un corretto esercizio di tale potere.
6. Mentre il secondo motivo del ricorso principale rimane assorbito, deve procedersi all’esame del terzo motivo che censura una parte della sentenza che potrebbe autonomamente sorreggere il dispositivo.
La doglianza è fondata in quanto, mentre è pacifico che l’amministrazione comunale aveva proceduto all’ampliamento di tre unità dell’organico relativo alla qualifica di istruttore di polizia municipale, la sentenza non motiva in merito alla prova, gravante sulla parte convenuta essendo in questione un fatto impeditivo dello scorrimento della graduatoria, che in relazione alla situazione di copertura degli organici al momento dell’indizione del nuovo concorso, i relativi posti comprendessero anche quelli di nuova istituzione in misura tale da rendere concretamente non utile all’attuale ricorrente l’alternativa misura dello scorrimento della graduatoria.
7. Passando all’esame del ricorso incidentale deve rilevarsi la fondatezza della proposta questione di giurisdizione, in base a quanto precedentemente già rilevato in merito alla appartenenza della controversia al giudice amministrativo quando sia fatta valere una pretesa al cd. scorrimento della graduatoria concorsuale a seguito della indizione di un nuovo concorso per i posti della cui copertura si discuta (paragr. 5). Il secondo motivo – la cui rilevanza sarebbe comunque contrastata dall’accoglibilità del terzo motivo del ricorso principale -rimane assorbito.
8. Sulla base del complesso delle precedenti considerazioni risulta concretamente operativo il solo accoglimento del primo motivo del ricorso incidentale.
La Corte riunisce i ricorsi; accoglie il primo motivo del ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata, dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo, davanti a cui rimette le parti. Compensa le spese dell’intero giudizio.