Source: http://www.memento.it/news/legge-europea-2017-approvazione-definitiva.aspx
Timestamp: 2018-09-19 09:16:19+00:00
Document Index: 83990313

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 29', 'art. 110', 'art. 28']

Legge europea 2017: approvazione definitiva
L’Assemblea ha svolto la discussione sulle linee generali del provvedimento “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017” (4505-B), sottoposto all'esame della Camera limitatamente alle modifiche apportate nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento agli articoli 12 e 16 del provvedimento, mentre i restanti articoli del disegno di legge sono stati approvati in testo identico a quello approvato da questa Camera nella seduta del 20 luglio 2017. Nel corso della seduta dell’8 novembre i due articoli sono stati approvati senza modifiche e il provvedimento è stato approvato definitivamente.
Il disegno di legge europea 2017 si compone di 30 articoli, di cui 16 aggiunti nel corso dell’esame in prima lettura, che modificano o integrano disposizioni vigenti dell'ordinamento nazionale al fine di adeguarne i contenuti al diritto europeo.
Il ddl, in particolare, per quanto di interesse:
• modifica il D.Lgs. 96/2001, riallineando la disciplina per l'accesso degli avvocati "stabiliti", vale a dire degli avvocati che conseguono il proprio titolo abilitativo in un altro Stato membro ed esercitano stabilmente la professione in Italia (art. 1);
• attribuisce all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il potere, su istanza dei titolari dei diritti, di adottare provvedimenti cautelari per la tutela del diritto d'autore e dei diritti connessi, qualora le violazioni medesime risultino manifeste sulla base di un sommario apprezzamento dei fatti e sussista la minaccia di un pregiudizio imminente e irreparabile per i titolari dei diritti (art. 2);
• amplia il campo di applicazione dell'aggravante di "negazionismo", prevista dall'art. 3 L. 654/1975, aggiungendo il "negazionismo" ai delitti che, ai sensi del D.Lgs. 231/2001, comportano la responsabilità degli enti;
• apporta modifiche al codice in materia di protezione di dati personali. La norma:
1) novella l'art. 29 d.lgs. 196/2003, prevedendo che il titolare del trattamento dei dati possa avvalersi, quale responsabile del trattamento, di soggetti pubblici e privati, anche quando si tratti di dati personali sensibili. Rimane fermo che tali soggetti debbano fornire idonea garanzia, per esperienza, capacità ed affidabilità, del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento (compreso il profilo relativo alla sicurezza). In caso di tale avvalimento di soggetti pubblici e privati da parte del titolare, quest'ultimo sia tenuto a stipulare con loro atti giuridici in forma scritta, adottati in conformità a schemi-tipo predisposti dal Garante per la protezione dei dati personali.
La stipulazione deve specificare:
- la finalità perseguita;
- la tipologia dei dati oggetto del trattamento;
- gli obblighi e i diritti del responsabile del trattamento;
- le modalità del trattamento.
Le condizioni poste in tale stipulazione siano vincolanti per il responsabile del trattamento e sono oggetto della vigilanza (anche mediante verifiche periodiche) da parte del titolare del trattamento circa la loro puntuale osservanza;
2) inserisce nel codice un nuovo art. 110-bis, relativo al riutilizzo dei dati per finalità di ricerca scientifica o per scopi statistici. Il Garante per la protezione dei dati personali potrà autorizzare, a determinate condizioni, nell'àmbito delle finalità di ricerca scientifica ovvero per scopi statistici, il riutilizzo, senza il previo consenso degli interessati, dei dati, anche sensibili, già acquisiti e trattati in maniera legittima per altre finalità, con l’esclusione dei dati genetici. Condizione per il riutilizzo - posta dalla novella medesima - è l'adozione previa di forme di minimizzazione e di anonimizzazione dei dati, idonee alla tutela degli interessati. Tale idoneità alla tutela degli interessati è valutata dal Garante, il quale può porre specifiche condizioni o prevedere apposite misure, in ordine al riutilizzo dei dati (art. 28).