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Timestamp: 2018-07-18 08:10:56+00:00
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Condono Edilizio - Modifiche Alla L.R. 23/2004
Si riporta a stralcio quanto comunicato dalla Regione Emilia-Romagna sul proprio sito dedicato al Condono Edilizio dopo la sentenza della Corte Costituziona n. 49 del 10/02/2006:
"13/02/2006 - LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA LA VALIDITA´ DELLA LEGGE REGIONALE 23/2004 SUL CONDONO EDILIZIO - ELIMINATA LA SANATORIA DELLE DIFFORMITÀ PREVISTE DALL´ARTICOLO 26, COMMA 4.
Dopo aver corretto con la sentenza n. 196 del 2004 le norme statali sul nuovo condono edilizio, la Corte costituzionale si è pronunciata ora, con la sentenza n. 49 del 10 febbraio 2006, sulla legittimità delle norme di sette diverse Regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lombardia, Veneto, Umbria e Campania), relative allo stesso condono edilizio.
Con questa nuova pronuncia (non ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale), la Corte costituzionale conferma la correttezza delle norme adottate dalla nostra Regione in materia di condono edilizio (Legge regionale n. 23 del 2004, Titolo II), respingendo tutte le contestazioni che il governo statale ha mosso contro i limiti e le condizioni che le stesse norme regionali oppongono alla possibilità di condonare le opere edilizie abusive.
La Corte ha dichiarato illegittima la norma contenuta nell´articolo 26, comma 4, della LR 23/2004, che prevedeva una sanatoria automatica delle difformità realizzate prima del 1977 e compiute durante l´ esecuzione di interventi edilizi regolarmente autorizzati.
Questa norma prevedeva in particolare che "Le opere edilizie autorizzate e realizzate in data antecedente all´entrata in vigore della legge 28 gennaio 1977, n. 10 (Norme sulla edificabilità dei suoli), che presentino difformità eseguite nel corso dell´attuazione del titolo edilizio originario, si ritengono sanate, fermo restando il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza".
Si trattava in pratica di casi per i quali il legislatore regionale aveva optato nell´interesse dei cittadini per l´esclusione della necessità di dover regolarizzare, anche attraverso il condono, gli abusi di modesta rilevanza, compiuti da oltre 29 anni e, spesso, da soggetti diversi dagli attuali proprietari.
Sabato scorso (11 febbraio), subito dopo il deposito della sentenza della Corte costituzionale, l´assessore regionale alla programmazione territoriale, Luigi Gilli, ha dichiarato: "La Regione Emilia-Romagna ha da sempre contrastato i condoni straordinari. La Corte Costituzionale con la sentenza di ieri ha confermato la validità dell´impianto della legge, ribadendo il diritto della Regione di legiferare in merito alle possibilità, ampiezza e limiti dei condoni straordinari, in coerenza con i poteri di governo del territorio nel cui contesto si ascrivono proprio le misure straordinarie.
Ne esce, quindi, rafforzata - ha concluso Gilli - la scelta della Regione Emilia Romagna che conserva intatto l´impianto della propria legge, normativa che limita fortemente la sanabilità degli abusi recenti. Un risultato positivo che viene a concludere un lungo e complesso iter di elaborazione di queste misure legislative che ha visto una contrapposizione dello Stato ai limiti dell´ostruzionismo e della pretestuosità".
Anche il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, già mercoledì scorso (8 febbraio), aveva espresso soddisfazione in merito alle anticipazioni riportate dagli organi di stampa, sulla sentenza della Consulta relativa alla normativa regionale sul condono.
"Secondo gli articoli apparsi sulla stampa si conferma - ha precisato Errani - il buon impianto del provvedimento realizzato dalla Regione contro la pratica dei condoni".
Vedi: sentenza Corte cost. n. 49/2006 (testo con evidenziati i punti di particolare interesse rispetto alle norme della nostra Regione)."
Si riporta qui sotto il link diretto al sito della Regione sul Condono Edilizio, nonchè il link per scaricare il testo completo della sentenza.
www.regione.emilia-romagna.it/condonoedilizio
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