Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=111&ordinamento=desc
Timestamp: 2019-06-15 22:53:19+00:00
Document Index: 112110675

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art_20101117064903', 'sentenza ']

.. 2010 anno della Tigre ..... di Lunadicarta
«La giustizia lenta protegge un pedofilo»
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:37:16, in Osservatorio Famiglia, linkato 1431 volte)
Sappiamo che magistratura giudicante scrive le proprie sentenze: il sabato, la domenica, in ufficio e anche a casa, la sera invece di vedere la tv con la famiglia. Ma come ovviare ad un caso tanto grave, nonostante il trasferimento del giudice relatore? Mi appello alla eccezionale magistratura bolognese e alla ANM locale perché il pericolo di oggi è l'uso del socialnetwork, che favorisce in tutti i casi l'aggregazione del pedofilo, finanche quando egli si trova ristretto con il beneficio degli arresti domiciliari. Lo scrive chi ha subito stalking ad opera di un pedofilo ai domiciliari attualmente definito e per i prossimi 9 anni nel nuovo complesso di SMCV. L.M.
La denuncia del padre di una ragazzina. Due anni fa la pena di 6 anni e 8 mesi al patrigno, inapplicata perché i giudici non hanno ancora depositato la motivazione. Interviene il presidente del tribunale.
FERRARA. Da due anni aspetta che il tribunale di Bologna depositi la motivazione della condanna inflitta all'uomo che abusò di sua figlia, appena 12enne. E oggi, a denti stretti, il padre denuncia la giustizia lenta che indirettamente protegge i pedofili, almeno in questo caso, in cui giudici condannarono quell'uomo a 6 anni e 8 mesi di pena.
Ma la pena inflitta - paradosso di questa giustizia che ha ritenuto quell'uomo colpevole - non si può ancora applicare: occorre che il giudizio sia definitivo nei tre gradi, è vero, ma per arrivare al secondo grado, al processo d'appello, occorre che i giudici depositino quelle motivazioni che mancano da quasi 2 anni. E così: no motivazioni, no processo d'appello, e nemmeno giustizia per un padre e una figlia abusata, in modo presunto visto che la condanna non è definitiva e potrebbe finire tutto in prescrizione. «Sono esterrefatto per i tempi di questa giustizia - spiegava ieri il padre che vive nella provincia - e dire che il processo di primo grado fu velocissimo, con una sentenza lampo: poi i giudici dissero che la motivazione sarebbe stata pronta in 90 giorni, invece...».
Invece, dal 13 marzo 2009, la sentenza numero 54/09 emessa dalla 1ª sezione penale del tribunale di Bologna (collegio giudicante Rubicchi, Alifano e Passerone) non è stata ancora motivata, e non può nemmeno essere appellata dai difensori del condannato, perché per farlo occorre quel deposito. Che non c'è, ancora ad oggi, perché il giudice relatore fu trasferito dal tribunale di Bolagna ad altra sede e di quei motivi di condanna - mancanti - si ricordano solo il padre e i suoi legali - Riccardo Ziosi e Paolo Gardini - che hanno sollecitato più volte il tribunale di Bologna, fino alle scorse settimane, verbalmente e con esposti scritti, che non hanno mai avuto riscontro. Anzi spiegavano ieri gli stessi legali, i cancellieri ai quali venivano depositati gli atti sembravano allargare le braccia, impotenti.
Per capire meglio i contorni di questa vicenda di malagiustizia, però, occorre spiegare i fatti.
Tutto accade nel lontano 2004: l'uomo, poi condannato - un sottufficiale dell'Areonautica, 40enne - è il patrigno della ragazzina, viveva allora nel Bolognese assieme alla convivente, madre della piccola (presunta abusata). Il patrigno cominciò ad avere attenzioni morbose e sessuali sulla ragazzina, addirittura come se fossero una sorta di iniziazione al sesso: «Vieni qui - le diceva - che ti insegno io come si fa, così quando sarai più grande saprai come fare», le parole (sintetizzate) che il patrigno riferiva alla ragazzina, agli atti del processo.
Si trattava di atti sessuali, non completi, che la ragazzina arrivò a confessare di aver subito, alla nonna paterna, alla sorella del papà, e ad un coetaneo. Il padre stesso fece denuncia all'Ufficio minori della questura di Ferrara, partirono le indagini e vennero raccolti riscontri tali che non hanno lasciato dubbi al tribunale di Bologna: che ha condannato il patrigno alla pena di 6 anni e 8 mesi per violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico trovato nella casa del Bolognese, come aveva indicato la ragazzina nelle sue testimonianze.
E ora?: «Ora non possiamo andare avanti con il processo, non essendoci la motivazione questo non ci dà la possibilità di lasciarci alle spalle questo incubo, fatto di processi che debbono ancora finire» spiegava ieri il padre. Che rammaricato, si sfoga: «Non avrei mai immaginato di provare sulla mia pelle il significato di giustizia lenta: è dal giugno 2009, allo scadere dei 90 giorni fissati che ho cominciato a tempestare i miei legali: trovo assurdo tutto questo tempo, assurdo che nessuno risponda. Io mi sento impotente, è questo che amareggia di più».
«Domani mattina stessa farò delle verifiche, rientro ora da tre giorni passati fuori Bologna. Se le cose fossero andate realmente così non sarebbe ammissibile, e lo segnaleremo alle autorità competenti, i responsabili rischiano un procedimento disciplinare». Commenta così il presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Scutellari, sul caso di giustizia `lumaca'. Tra i motivi che potrebbero nascondersi dietro il ritardo c'è il fatto che il giudice relatore (dunque quello a cui spettava l'onere delle motivazioni) è stato trasferito in un altro distretto. Questo restringe il campo a Rubichi (passato a Trento) e Alifano (a Napoli). In ogni caso, il presidente Scutellari promette un intervento tempestivo già domattina: «Farò subito delle verifiche e nel caso fosse andata veramente così, faremo le dovute segnalazioni».
La segnalazione di cui parla Scutellari deve essere inoltrata alla Procura generale presso la Corte di Cassazione o al ministero della Giustizia. «Spetta a loro, se lo ritengono opportuno, interessare il Csm per l'apertura di un procedimento disciplinare». Che potrebbe costare al giudice responsabile un'ammonizione, una censura, una sospensione o anche la perdita del posto, a seconda della gravità della violazione contestatagli. Scutellari non fa pronostici, «ci sono troppe variabili» dice, spiegando che molto dipende dal fatto «se ci sono giustificazioni al comportamento, come ad esempio una lunga malattia, oppure anche se il giudice è recidivo ed è già stato richiamato». Domani stesso di informerà sui motivi che possano aver causato un tale ritardo.
'Giustizia lumaca': sentenza bloccata da anni
Il Resto del Carlino - ‎21 ore fa‎
Protesta il padre della ragazzina che, appena 12enne, subì violenza sessuale dal patrigno nel 2004. La sentenza venne emessa nel 2009, ma da allora l'iter é ...
Mancano motivazioni, pena congelata Il padre della vittima ...
Il tribunale, in due anni, non ha ancora depositato la motivazione della condanna inflitta all'uomo che abusò di sua figlia. ...
La Nuova Ferrara - ‎21 ore fa‎
La denuncia del padre di una ragazzina. Due anni fa la pena di 6 anni e 8 mesi al patrigno, inapplicata perché i giudici non hanno ancora depositato la ...
Carboni e Lombardi restano in carcere
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:20:55, in Politica, linkato 1272 volte)
Restano in carcere Flavio Carboni e l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta P3. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Roma, ritenendo che la presunta organizzazione segreta «era ed è in grado di interferire, spesso determinandole, sulle scelte di organi costituzionali e di pubblica amministrazione». Dagli atti emergerebbe infatti «un concreto, attuale, e molto allarmante pericolo di reiterazione» del reato. «In un paese borbonico come l'Italia la pena viene prima del processo» ha commentato Renato Borzone, legale di Carboni.
Lo scorso 9 settembre la Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente decisione del Riesame che aveva negato la scarcerazione, giudicando carenti le motivazioni sull'uso, ai fini delle indagini, delle intercettazioni che coinvolgono parlamentari. Nell'ordinanza pubblicata ieri il Riesame ritiene le intercettazioni legittime: «Al momento in cui sono stati emessi i decreti di autorizzazione e proroga delle intercettazioni difettava qualunque elemento per ritenere che il fine fosse quello di acquisire elementi indiziari a carico dei parlamentari Lusetti (che non è indagato, ndr), Cosentino, Caliendo, Dell'Utri e Verdini».
Dal provvedimento emergono particolari inediti. I giudici citano un'intercettazione in cui Lombardi dice all'ex sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, che gli «stanno spianando la strada per essere nominato ministro». Quanto alla causa per evasione fiscale in Cassazione tra la Mondadori e l'Agenzia delle Entrate, i giudici scrivono che Lombardi, d'accordo con Carboni e Arcangelo Martino, altro presunto esponente della P3, «grazie alla buona conoscenza» con l'ex avvocato generale dello Stato, Oscar Fiumara, con l'ex avvocato generale della Cassazione, Antonio Martone, e con l'ex presidente della Suprema Corte, Vincenzo Carbone, «è stato in grado di concordare con tali vertici e fornire ai difensori (della Mondadori, ndr) la soluzione per evitare la celebrazione della causa» il 28 ottobre 2009 davanti alle Sezione Tributaria temporaneamente presieduta da Enrico Altieri, con un rinvio sine die alle Sezioni Unite. Sentito come teste, Altieri ha detto «di avere saputo con stupore, cinque o sei giorni prima dell'udienza, che il ricorso era stato ritirato dal ruolo» aggiungendo che «l'allora presidente delle Sezione Tributaria Giovanni Prestipino gli aveva spiegato che la Mondadori aveva presentato istanza di remissione alle Sezioni Unite e che l'Avvocatura dello Stato, pur non associandosi, non si era opposta». Prestipino gli aveva detto «di avere ritenuto di dovere necessariamente trasmettere l'istanza a Carbone, che gliene aveva fatto richiesta». Della vicenda, ha raccontato Martino, «si era parlato in occasione di due riunioni a casa di Verdini e di un pranzo al ristorante Tullio, a Roma» durante il quale Lombardi si sarebbe vantato «di avere trovato una soluzione e di avere fatto risparmiare un sacco di soldi a Berlusconi».
Restano in carcere Flavio Carboni e l'ex giudice tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta P3. Lo ha stabilito il Tribunale ...
P3:Carboni e Lombardi restano in carcere
(ANSA) - ROMA, 17 NOV - L'uomo d'affari Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, 2 dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla ...
La Repubblica - ‎17/nov/2010‎
La decisione del Tribunale del Resame sull'uomo d'affari e l'ex giudice tributario, due dei principali indagati nell'inchiesta sulla P3. ...
Inchiesta P3, restano in carcere Flavio Carboni e il magistrato ...
Adnkronos/IGN - ‎17/nov/2010‎
Roma, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - Restano in carcere Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, indagati nell'inchiesta cosiddetta 'P3'. Lo ha deciso il Tribunale ...
Il Tribunale del Riesame conferma la custodia cautelare in carcere ...
Il Sole 24 Ore - ‎17/nov/2010‎
Il Tribunale del Riesame di Roma, presieduto da Guglielmo Muntoni, ha confermato la custodia cautelare in carcere per Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, ...
P3: RIESAME, RESTANO IN CARCERE CARBONI E LOMBARDI
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17/nov/2010‎
(AGI) Roma - Restano in carcere il finanziere sardo Flavio Carboni e il giudice-geometra Pasquale Lombardi, due degli indagati dell'inchiesta sulla ...
P3, Riesame: restano in carcere Carboni e Lombardi
Reuters Italia - ‎17/nov/2010‎
ROMA (Reuters) - Il Tribunale del riesame di Roma oggi ha respinto la richiesta di scarcerazione di Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, ...
P3: Riesame, allarmante pericolo di nuove interferenze
Archivio Radiocor - ‎9 minuti fa‎
Per Carboni e Lombardi rischio di reiterazione del reato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 17 nov - L'imprenditore Flavio Carboni e l'ex giudice tributario, ...
Il Post - ‎2 ore fa‎
Il tribunale del riesame di Roma ha diffuso ieri un'ordinanza allo scopo di difendere l'impianto accusatorio della procura nei confronti di Flavio Carboni e ...
Roma, l'inchiesta su P3e Eolico: Flavio Carboni resterà in carcere
Il faccendiere sardo arrestato sei mesi fa assieme a Lombardi e Martino. A settembre la Cassazione decise di annullare l'ordinanza di custodia cautelare, ...
Flavio Carboni resta in carcere
Sardies (Blog) - ‎18 ore fa‎
Roma - Flavio Carboni, l'uomo d'affari di Torralba, e il geometra-magistrato tributario Pasquale Lombardi, indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, ...
INCHIESTA P3: RESTANO IN CARCERE CARBONI E LOMBARDI
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎18 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 17 NOV - Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla P3, restano in carcere. La decisione è stata assunta dal ...
P3: RIESAME, PERICOLO DI NUOVE INTERFERENZE SU ISTITUZIONI
Diritto-oggi - ‎19 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 nov. - I componenti della cosiddetta P3 possono ancora svolgere interferenze sulle istituzioni. Per questo il tribunale del Riesame di Roma ...
P3: Il Tribunale del Riesame conferma arresti di Carboni e ...
DirettaNews.it - ‎19 ore fa‎
TRIBUNALE DEL RIESAME CONFERMA INTERCETTAZIONI LECITE NEL CASO DELL P3 – Il tribunale del Riesame di Roma ha confermato gli arresti per Flavio Carboni e ...
Il Quotidiano Italiano - ‎20 ore fa‎
I ricorsi presentati dai legali dell'imprenditore Flavio Carboni e del magistrato tributario Pasquale Lombardi sono stati respinti: i due principali ...
INCHIESTA P3: LOMBARDI E CARBONI RIMANGONO IN CARCERE
We-News - ‎22 ore fa‎
Sembra infatti che il Tribunale del riesame, presieduto da Guglielmo Muntoni, nel respingere i ricorsi dell'affarista - faccendiere Flavio Carboni e del ...
Inchiesta P3, Carboni resta in carcere
RomagnaOggi.it - ‎22 ore fa‎
ROMA - Il faccendiere Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla cosidetta P3, ...
P3: Carboni e Lombardi restano in carcere
Nuova Società - ‎22 ore fa‎
Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione per l'affarista Flavio Carboni ed il magistrato tributario Pasquale Lombardi, ...
ANSA.it - ‎17/nov/2010‎
ROMA - L'uomo d'affari Flavio Carboni e il magistrato tributario Pasquale Lombardi, due dei principali indagati dell'inchiesta romana sulla cosiddetta P3, ...
P3: Tribunale del Riesame, Flavio Carboni e Pasquale Lombardi ...
Iamm e-press - ‎17/nov/2010‎
(IAMM) Non usciranno dal carcere Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, coinvolti nell'inchiesta sulla cosiddetta P3. A decidelrlo è stato il tribunale del ...
Interrogato il pm Matteo Di Giorgio
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:15:11, in Magistratura, linkato 1686 volte)
mercoledì, 17 novembre, 2010 - 08:27
E’ durato poco meno di cinque ore ieri, nel palazzo di giustizia di Potenza, l’interrogatorio di garanzia del sostituto procuratore di Taranto, Matteo Di Giorgio, agli arresti domiciliari da giovedì scorso perché indagato di corruzione, concussione, abusi e minacce. Nel lungo interrogatorio condotto dal gip Gerardina Romaniello, firmataria dell’ordinanza di custodia cautelare e dal magistrato che l’aveva richiesta, Laura Triassi, il sostituto procuratore di Castellaneta ha respinto tutti i reati contestati. Il suo collegio difensivo composto dagli avvocati Donatello Cimadomo del foro di Potenza, Claudio Scognamiglio del foro di Roma e da Francesco Fasto del foro di Taranto, hanno presentato una consistente memoria rimasta al vaglio dei giudici potentini. I legali di Di Giorgio hanno prodotto diciotto documenti che smonterebbero le accuse addebitate al loro assistito.
All’uscita dalla procura potentina, il primo a parlare è l’avvocato Scognamiglio. La delicatezza del caso non ha consentito al legale di dire molto. «Diamo il tempo ai magistrati di leggere la nostra documentazione e nel frattempo decideremo se ricorrere al tribunale della libertà», ha detto scoprendo solo una parte dell’interrogatorio appena concluso. «Le posso solo dire un elemento delle contestazioni che abbiamo respinto e cioè quella secondo cui il nostro assistito avrebbe costretto un consigliere comunale a dimettersi per far cadere l’amministrazione. Ebbene – ha detto l’avvocato – abbiamo dimostrato che l’uscita di scena del consigliere in questione non sarebbe stata determinante per lo scioglimento del Consiglio dal momento che l’allora sindaco (Rocco Loreto, nda), non avrebbe comunque avuto i numeri per continuare».
Sempre secondo il legale romano, nelle cinque ore dell’interrogatorio non si sarebbe discusso del presunto condizionamento politico dell’indagato sugli amministratori pubblici perché, a suo dire, «tale aspetto non fa parte dei reati contestati».
Nell’ordinanza di custodia, questo aspetto emerge con chiarezza tanto che il gip descrive il magistrato come un amministratore ombra presente alle riunioni politiche e pronto a candidarsi prima come presidente della Provincia di Taranto e in seguito alla Camera, sempre con schieramenti di centrodestra. Per ottenere tali candidature, nessuna delle quali andate poi in porto, il magistrato, si legge sempre agli atti, avrebbe chiesto appoggi all’ex deputato tarantino, Giancarlo Cito, e al senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri. Tra le motivazioni dell’arresto del magistrato, i suoi colleghi di Potenza rilevano «l’elevata attitudine e capacità del magistrato di inquinare le prove con ogni mezzo fino al punto di pilotare indagini contro i suoi avversari politici o personali pur di raggiungere i suoi obiettivi». L’inchiesta intanto si arricchisce di altri quattro nomi di indagati tra cui la moglie del pubblico ministero Di Giorgio. I carabinieri infine hanno acquisito i computer presenti in casa del magistrato indagato.
Fonte http://www.lavocedimanduria.it/wp/interrogato-il-pm-matteo-di-giorgio.html
Camorra, usura e truffe: 6 arresti tra cui un cancelliere ed un consigliere comunale sammaritano
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 10:12:15, in Sindacati Giustizia, linkato 1230 volte)
Camorra, usura e truffe: 6 arresti tra cui un cancelliere
ed un consigliere comunale sammaritano
- Blitz dei carabinieri di Santa Maria in provincia di Caserta e Napoli: eseguiti sei provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili a vario titolo di "Ricettazione, contraffazione ed utilizzo di documenti contraffatti, contraffazione ed uso di sigillo di Stato e di timbri di uffici giudiziari, usura e tentata estorsione, questi ultimi due reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso".
Un giro di truffe e usura è stato scoperto dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare (quattro in carcere e due agli arresti domiciliari) emesse dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda. Gli indagati sono ritenuti responsabili di usura e tentata estorsione, contraffazione di documenti, utilizzo di documenti contraffatti, contraffazione e uso del sigillo di Stato applicato sulla documentazione apparentemente emessa dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e del giudice di pace di Maddaloni e Montesarchio.
Tra le persone arrestate vi è anche Francesco Borrozzino, 38enne cancelliere presso l'ufficio di sorveglianza del Tribunale sammaritano e Francesco Cecere, 56enne consigliere comunale della città. Sequestrate anche un'area parcheggio e beni per un valore di circa un milione di euro, tra cui appartamenti, una ditta e un negozio di pelletteria e bijoutteria.
Indagati anche Pasquale Di Meo, 62 anni; Raffaele Di Matteo, ragioniere di 39 anni; Vittorio Casertano, 55enne, gestore di due note aree di parcheggio situate a Santa Maria e già indagato per associazione di tipo mafioso; Antonio Amato di 48 anni, fratello del capozona Salvatore, legato al clan Belforte di Marcianise.
Le indagini, coordinate dalla Dda, sono iniziate in seguito a un tentativo di truffa ai danni di una filiale della Banca della Toscana, in un'agenzia di Venafro (Isernia) messo in atto da Borrozzino, che si era presentato ai funzionari dell'istituto di credito sotto falso nome, e di Vittorio Casertano nella cui casa furono rinvenuti alcuni documenti falsi. Ne seguì una serie di interrogatori, fino alla trasmissione degli atti alla Procura di Santa Maria Capua Vetere che, nel frattempo, aveva scoperto che il cancelliere era finito nelle mani degli usurai, dal 2004 e per questo motivo, con la complicità di un gruppo di strozzini, aveva incominciato a ordire truffe. I documenti falsi venivano forniti da Pasquale Di Meo e Raffaele Di Matteo che avevano contatti con il consigliere comunale e il clan Amato.
http://www.casertanews.it/public/articoli/2010/11/17/art_20101117064903.htm
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 09:28:48, in Politica, linkato 1545 volte)
ABUSI SU BIMBA, ANCHE IL PADRE FRA I CONDANNATI
Di Loredana Morandi (del 18/11/2010 @ 08:05:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 1354 volte)
Questa sentenza rende "accademica" la discussione in merito ai collegamenti tra omosessualità e pedofilia anche in Italia. Ma la storia, vera, del fenomeno rammenta che contro codesta associazione dovette intervenire l'amministrazione di un Presidente degli Stati Uniti. L.M.
ABUSI SU BIMBA, ANCHE
IL PADRE FRA I CONDANNATI
Gli abusi durante festini tra omosessuali travestiti
Sei condanne: così si è concluso il processo contro un gruppo di persone accusate di aver commesso abusi sessuali ai danni di una bambina durante dei festini tra omosessuali che si travestivano da donna ai quali avrebbero preso parte anche il padre della piccola, un ex medico (rpt: medico) del Policlinico Gemelli e un sagrestano.
Il presidente della IX sezione del tribunale penale collegiale, presieduti da Roberto Mendoza, accogliendo sostanzialmente le richieste del pm Roberto Staffa, ha disposto le seguenti pene: quindici anni di reclusione a Tommaso C., padre della bambina che avrebbe subito gli abusi per due anni, tra gli otto e i dieci anni, dieci anni a Marco Cagossi, all'epoca dei fatti professore associato e aiuto nella II divisione di chirurgia generale del Gemelli; otto anni e mezzo ciascuno a Gerardo Balascio, commerciante, Salvatore Blanco, già sagrestano, Gregorio Mangano, Giancarlo Savelli.
Il tribunale ha anche disposto che la ragazzina sia risarcita in sede civile, stabilendo anche il pagamento, in solido da parte degli imputati, di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 150mila euro. Assolta invece una settima imputata, Francesca Innocenti, con la formula «per non aver commesso il fatto». Dopo la pronuncia della corte un imputato ha gridato «sono innocente, non ho fatto nulla».
Le indagini scattarono nel 2001 dopo una denuncia della moglie separata di Tommaso C. che segnalava la delicata situazione in cui si era venuta a trovare la bambina a causa dell'abitudine del padre a travestirsi da donna. La stessa minore aveva poi raccontato ad uno psicologo di essere stata coinvolta nei giochi di «quegli adulti». Secondo l'accusa la bambina per due anni sarebbe stata costretta a subire le attenzioni del gruppo. Le contestazioni, comunque, sono sempre state respinte dagli imputati.
http://www.leggo.it/articolo.php?id=91126
Pedofilia, abusi su bimba di otto anni Tra i sei condannati c'è il ...
Sotto accusa anche un ex medico del Policlinico Gemelli e un sagrestano. Per il genitore 15 anni di reclusione Sotto accusa anche un ex medico del ...
Pedofilia: sei condanne per abusi su bimba, anche il padre.
(ANSA) - ROMA, 16 NOV - Sei condanne: così si è concluso il processo contro un gruppo di persone accusate di avere abusato di una bambina durante dei ...
Pedofilia, abusi sessuali su una bimba di 6 anni: sei condannati
RomaToday - ‎21 ore fa‎
Tra gli imputati, anche il padre della bambina. Da 2 anni la piccola veniva coinvolta in festini tra omosessuali che si travestivano da donna. ...
Leggo Online - ‎16/nov/2010‎
Sei condanne: così si è concluso il processo contro un gruppo di persone accusate di aver commesso abusi sessuali ai danni di una bambina durante dei ...
Giustizia, Alfano: "Riforma del Csm contro i condizionamenti interni"
Di Loredana Morandi (del 16/11/2010 @ 19:46:11, in Politica, linkato 1118 volte)
Com'era quel detto? Ah si, colpirne uno per colpirli tutti. Vietti, a quanto pare, nelle sue esternazioni è trasparente e volatile come l'aria. In certi ambienti. L.M.
Giustizia, Alfano: "Riforma del Csm
contro i condizionamenti interni"
"Tutelare la liberta' della magistratura non vuol dire solo tutelarla da condizionamenti esterni ma anche tutelarla da condizionamenti interni, alle sue componenti associative, alle sovrastrutture. Una seria riforma della magistratura non puo' che partire da una riforma dell'autogoverno della magistratura stessa, condizionata da dinamiche interne che assomigliano o si sovrappongono alle dinamiche interne alla politica".
Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Universita' europea di Roma. "L'autogoverno -ha sottolineato Alfano- e' un presidio di liberta' e di indipendenza della magistratura che noi vogliamo difendere ma se non gestito in modo imparziale e responsabile puo' diventare un pericolo per le istituzioni. La frequenza con cui i magistrati si rivolgono alla giustizia amministrativa per decisioni adottate dal loro organo di autogoverno -ha aggiunto il ministro- e' segno di un malessere strisciante interno alla magistratura". Alfano ha sottolineato che "abbiamo assistito con sgomento crescente a iniziative giudiziarie che, pur partendo dal rispetto delle regole, spesso trasmodavano in devastanti conflitti istituzionali. La credibilita' giudiziaria e' sovente condizionata da dinamiche tutte interne alla magistratura italiana".
Secondo il ministro "il problema amministrativo della giustizia e' anche un problema di credibilita'. La crisi istituzionale in atto -ha precisato- e' anche dovuta a una dialettica tra poteri dello Stato, esecutivo e giudiziario, purtroppo spesso in conflitto. L'interpretazione della legge deve sempre fare i conti con l'armonia sociale, perche' la norma non puo' essere causa di conflitto sociale ma strumento di riduzione del conflitto". Alfano, nel corso del suo intervento ha inoltre sottolineato che "il dibattito politico dai toni sempre piu' aspri porta a una contrapposizione violenta ed esaspera il dialogo. In questo contesto difficile la giustizia vive una crisi di efficienza e credibilita' e non appare capace di svolgere il suo compito di mediatrice dei conflitti".
http://www.italiainformazioni.com/articoloLight.zsp?id=109447
I nove volti di Angelino Alfano secondo Giannelli nel “Corriere”: santo e demone, carabiniere, giudice e soprattutto…
Come si fa a capire che si è arrivati in alto, molto in alto? Gli indizi più sicuri sono due: divenire protagonista di una vignetta...
Riforma della giustizia: mediazione civile e commerciale obbligatoria da marzo 2011.
Di Loredana Morandi (del 16/11/2010 @ 19:38:56, in Magistratura, linkato 1678 volte)
Riforma della giustizia: mediazione civile e
commerciale obbligatoria da marzo 2011.
Con lo scopo di disincentivare il ricorso in tribunale per la risoluzione di ogni tipo di controversia, diventa obbligatorio, dal prossimo marzo, il ricorso alla mediazione fra le parti in caso di dispute civili.
La mediazione alleggerirà il carico dei tribunali che potranno, così, ridurre l’arretrato che grava pesantemente sul sistema giustizia.
La mediazione verrà svolta da istituti professionali e indipendenti (si spera!) destinati all’erogazione del servizio in modo stabile ed iscritti in un apposito registro istituito presso il Ministero della Giustizia.
I criteri per l’iscrizione al suddetto registro, i requisiti per l’esercizio delle funzioni di mediatore, i criteri di determinazione delle spese, l’elenco degli enti di formazione, ecc. sono tutti contenuti all’interno del Decreto n. 180/2010, “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”.
L’istituito della mediazione, fino ad adesso facoltativo, è uno strumento ancora poco conosciuto dai cittadini ma che velocizzerà i tempi della giustizia civile che attualmente consta di 5 milioni e mezzo di procedimenti pendenti.
Scarica il testo integrale del Decreto n. 180/2010, “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”
Mediazione civile: la giustizia italiana rapida ed economica
Positanonews - ‎5 ore fa‎
Inizia una nuova stagione per la giustizia italiana: da marzo 2011 (come sancito dal D.lgs 28/2010 e DM 180/2010) diventerà obbligatorio il tentativo di ...
Riforma della giustizia: mediazione civile e commerciale ...
Corriere Informazione - ‎8 ore fa‎
Con lo scopo di disincentivare il ricorso in tribunale per la risoluzione di ogni tipo di controversia, diventa obbligatorio, dal prossimo marzo, ...
Riforma del processo civile, mediazione delle controversie civili ...
Il giornale di Pachino - ‎11 ore fa‎
Da marzo 2011, diventa obbligatorio il tentativo di mediazione fra le parti in caso di controversie civili. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale ...
Mediazione civile: al via la campagna di comunicazione
Prontoconsumatore.it - ‎20 ore fa‎
In previsione dell'obbligatorietà - a partire da marzo 2011 - della mediazione fra le parti in caso di controversie civili, è partita la campagna di ...
Giustizia: due nuovi Pm in arrivo in Procura Caltanissetta
Di Loredana Morandi (del 16/11/2010 @ 19:34:53, in Magistratura, linkato 1375 volte)
Giustizia: due nuovi Pm in arrivo
in Procura Caltanissetta
L'ufficio si sta occupando delle inchieste sulle stragi del '92
(ANSA) - CALTANISSETTA, 15 NOV - Due nuovi magistrati per la Procura e uno per il Tribunale: con il nuovo anno arrivano rinforzi negli uffici giudiziari nisseni dopo le partenze di diversi magistrati, decise nei mesi scorsi. Il Consiglio superiore della magistratura ha infatti deliberato i trasferimenti in Procura dei sostituti Elena Caruso e Cristina Lucchini, che rimpiazzeranno l'uscita del Pm Ombretta Malatesta.
La Procura di Caltanissetta, retta da Sergio Lari, si sta occupando di delicate inchieste, come quelle sulle stragi mafiose del '92. (ANSA).
GIUSTIZIA: PD, APPENA 700 GLI INTERCETTATI DA PROCURA ROMA
Di Loredana Morandi (del 16/11/2010 @ 19:30:58, in Politica, linkato 1167 volte)
GIUSTIZIA: PD, APPENA 700
GLI INTERCETTATI DA PROCURA ROMA
(AGI) - Roma, 15 nov. - Gli italiani sono un popolo di intercettati? A Roma non si direbbe se e’ vero che sono appena 700 le persone, per 4500 utenze telefoniche, sottoposte all’ascolto altrui. I soggetti intercettati sono coinvolti in 300 procedimenti, ben poco rispetto ai 380mila fascicoli che ogni giorno impegnano i magistrati della procura.
Questi e altri dati sono stati resi noti dalla delegazione del Pd che oggi ha incontrato i capi degli uffici giudiziari capitolini nell’ambito di un “viaggio nel mondo della giustizia” che ha gia’ riguardato altrri distretti giudiziari. “Il dato sulle intercettazioni - sottolinea Andrea Orlando, responsabile del Forum Giustizia del Pd in un incontro con i giornalisti - deve far riflettere, perche’ i numeri che ci ha fornito la procura sono la prova ulteriore di una inaccettabile mistificazione che e’ stata fatta rispetto a questo importante strumento investigativo. Insomma, e’ falso che siamo tutti intercettati come piu’ volte ha sbandierato il centrodestra”.
Ma per la delegazione del Pd (c’erano anche Donatella Ferranti e Silvia Della Monica, capigruppo in commissione Giustizia di Camera e Senato, Laura Garavini, capogruppo in commissione Antimafia, Sandro Favi, coordinatore Forum Giustizia e i parlamentari Jean Leonard Touadi’ e Vincenzo Vita) la novita’, sempre in tema di intercettazioni telefoniche, e’ rappresentata dalla drastica riduzione di costi, legati all’ascolto di ogni singola utenza, passati da 2,5 a 0,003 euro giornalieri. “Anche in questo caso - spiega Orlando - il merito e’ solo della procura di Roma che da diverso tempo ha preso a cuore il problema dei costi delle intercettazioni per non gravare troppo sul bilancio. Tanto che all’improvviso ci si e’ scordati della legge che avrebbe dovuto abbattere i costi.
Dall’iniziale richiesta di 180milioni di euro che il gestore nazionale ha avanzato con riferimento agli anni scorsi, si e’ passati, previo contenzioso, a una richiesta di 7 milioni l’anno che scenderebbero a 4. Sarebbe bene che il ministero sfruttasse questa iniziativa della procura per estenderla a tutti i distretti giudiziari”. Tra i dati positivi emersi a piazzale Clodio c’e’ l’informatizzazione del processo, “anche questa una pratica realizzata - dicono gli esponenti del Pd - a prescindere dal dicastero di via Arenula”.
Tra le noti dolenti spicca la carenza del personale amministrativo, il cui organico e’ scoperto di circa un terzo: “Gli uffici giudiziari vanno avanti grazie a 80 cassaintegrati pagati dalla Provincia di Roma”. Ha creato sconcerto, infine, che ben 26000 sentenze, emesse dal tribunale monocratico, giacciono negli armadi, perche’ non c’e’ personale sufficiente per pubblicarle o notificarle ai diretti interessi. E cosi’ la prescrizione diventa inevitabile. La conclusione per Orlando e’ una sola: “Indipendentemente dal fatto che cada il gioverno, manca in ogni caso un governo della giustizia”. (AGI) Cop
16/06/2019 @ 0.53.17