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Timestamp: 2018-02-21 17:12:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 13']

LEGGE REGIONALE 23 marzo 1990, n. 22
L.R. 4 febbraio 1994 n. 7
L.R. 12 dicembre 1997 n. 42
1. La Regione Emilia-Romagna, ispirandosi ai principi sanciti dall'articolo 45 della Costituzione e dall'articolo 3 del proprio Statuto, riconosce la funzione sociale ed il ruolo economico della cooperazione.
2. Con la presente legge la Regione Emilia-Romagna disciplina - in armonia con gli obiettivi della programmazione regionale - gli interventi volti alla promozione, allo sviluppo e alla qualificazione della impresa cooperativa.
SERVIZI ED INCENTIVI PER LE COOPERATIVE
Servizi per la cooperazione
1. La Regione Emilia-Romagna promuove specifici interventi per facilitare la promozione e la qualificazione dell'impresa cooperativa, in quanto operante nei settori di competenza regionali. In particolare tali interventi possono riguardare servizi e progetti di particolare rilevanza relativi a:
b) consulenza tecnico-manageriali per il potenziamento e la razionalizzazione aziendale;
c) attività di assistenza e consulenza finanziaria al fine di agevolare l'accesso ai canali di credito e di coordinare i possibili strumenti finanziari in rapporto alle esigenze delle imprese;
d) diffusione e trasferimento di conoscenze e competenze nel settore dell'innovazione tecnologica, con particolare riferimento alle iniziative volte all'introduzione di nuovi prodotti e nuove tecniche che incrementino la produttività e la competitività;
g) assistenza e promozione per programmi di commercializzazione e di sviluppo dell'esportazione;
h) costituzione di servizi per la certificazione e il controllo dell'andamento finanziario, organizzativo e produttivo delle Cooperative.
1. Per la fornitura dei servizi di cui all'art. 2 la Regione può stipulare convenzioni con associazioni, enti, società pubbliche e private che svolgono, con comprovata qualificazione, attività di servizio alle imprese cooperative.
3. Sempre ai fini della attuazione dell'art. 2 la Regione coordina l'attività degli organismi di emanazione regionale operanti nel campo dei servizi alle imprese.
1. Nella ammissione agli interventi di cui all'art. 2 e all'art. 5 sono considerate prioritarie le iniziative che si distinguono per:
b) l'adozione di tecnologie e metodi di produzione compatibili con l'ambiente;
2. La positiva verifica dello stato dell'azienda è condizione per l'accesso agli interventi di cui all'art. 2.
1. La Regione Emilia-Romagna partecipa al finanziamento della progettazione di programmi di integrazione e di sviluppo per i fini di cui all'art. 2.
b) promozione commerciale, marketing, supporto all'esportazione;
d) acquisizione di know-how e tecnologie;
g) strutturazione organizzativa.
2. Il SICR è costituito nell'ambito dell'Assessorato regionale competente in materia di cooperazione ed opera in raccordo con le Associazioni di rappresentanza del movimento cooperativo, con le quali può sviluppare apposita convenzione per acquisire tutte le informazioni utili ai fini delle conoscenze del fenomeno cooperativo.
(aggiunto comma 5 bis da art. 1 L.R. 12 dicembre 1997 n. 42;
aggiunto comma 1 bis da art. 52 L.R. 21 aprile 1999 n. 3)
1. La Regione Emilia-Romagna promuove la creazione di un Consorzio fidi regionale tra imprese cooperative.
1 bis. Il Consorzio può associare, sulla base del proprio statuto, in misura non superiore al 40%, anche soggetti senza fini di lucro, operanti nel settore della cultura e dello spettacolo, non costituiti in forma cooperativa. Gli interventi a favore di detti soggetti non possono essere finanziati con i fondi di cui alla presente legge.
2. Il Consorzio, oltre la prestazione di garanzie fideiussorie, svolge le attività di consulenza e assistenza in materia finanziaria previste dall'art. 2 e promuove la stipulazione di convenzioni con il sistema creditizio, per facilitare l'accesso al credito da parte delle cooperative. Il Consorzio interviene per favorire i programmi di investimento per lo sviluppo delle cooperative.
3. La Regione Emilia-Romagna contribuisce alla formazione del fondo consortile.
4. Il Consiglio regionale con propria delibera determina i criteri per l'individuazione dei destinatari dei servizi del Consorzio, le modalità di concessione e i vincoli di destinazione del contributo al fondo.
5. L'erogazione del contributo è condizionata all'approvazione dello Statuto del Consorzio e alla nomina di uno o più rappresentanti della Regione nel Consiglio di amministrazione da parte del Consiglio regionale.
5 bis. In caso di scioglimento del consorzio fidi, i contributi regionali conferiti ed ancora giacenti, nonché le somme maturate a titolo di interessi, devono essere restituiti alla Regione.
(aggiunto da art. 2 L.R. 12 dicembre 1997 n. 42)
1. La Regione può, in relazione all'operatività conseguita dal consorzio, integrare il fondo consortile di cui all'art. 7 mediante la concessione di contributi.
2. La Giunta regionale determina le modalità per la concessione dei contributi di cui al comma 1 e stabilisce i vincoli di destinazione.
3. Gli interessi maturati annualmente sui contributi integrativi erogati dalla Regione al fondo rischi consortile devono essere prioritariamente destinati all'incremento del fondo stesso e potranno essere eventualmente utilizzati, nella misura massima del trenta per cento, per le spese necessarie al raggiungimento degli scopi del fondo stesso.
(sostituita lett. b) e aggiunta lett. f) al comma 1 da art. 15
L.R. 4 febbraio 1994 n. 7)
1. È istituita presso la Giunta regionale la Commissione regionale per la cooperazione, con funzioni consultive e propositive. La Commissione è composta:
a) dall'Assessore regionale alla cooperazione, o da un suo delegato, che la presiede;
b) dagli Assessori competenti in materia di agricoltura, edilizia, commercio, sanità e servizi sociali;
c) da quattro membri designati da ciascuna delle sezioni regionali delle Associazioni cooperative maggiormente rappresentative sul territorio regionale;
d) da sei membri designati dalle organizzazioni regionali imprenditoriali e sindacali dei settori produttivi;
e) da cinque membri eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a tre.
f) due membri designati dalle sezioni regionali delle cooperative sociali delle associazioni cooperative maggiormente rappresentative sul territorio regionale.
3. I membri della Commissione sono nominati con decreto del Presidente della Regione, il quale provvede anche alla designazione del segretario scegliendolo tra i collaboratori regionali.
5. Alla Commissione spettano inoltre le competenze già attribuite alla Consulta regionale della cooperazione istituita dall'art. 2 della L.R. 17 marzo 1980, n. 17, escluse quelle relative alle modalità di applicazione delle Leggi regionali 27 luglio 1982, n. 33, e 10 settembre 1987, n. 29. È abrogato l'art. 3 della L.R. n. 17 del 1980.
a) propone indirizzi e criteri per l'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge;
b) favorisce lo sviluppo dei rapporti fra le istituzioni e la cooperazione, anche al fine di un più generale coordinamento fra gli interventi nazionali, regionali e locali;
c) verifica annualmente, attraverso una relazione alla Giunta, che la trasmette alla competente Commissione consiliare, la propria attività in rapporto alle politiche regionali di promozione e sostegno del movimento cooperativo;
d) esprime parere sulle convenzioni di cui all'art. 3 e sui progetti di cui all'art. 5;
e) svolge ogni altro compito ad essa attribuito dalle leggi o dai regolamenti regionali.
ALLA COSTITUZIONE DELLA "FONDAZIONE PER LA COOPERAZIONE EMILIANO-ROMAGNOLA"
Fondazione per la cooperazione emiliano-romagnola
1. La Regione Emilia-Romagna è autorizzata a partecipare, quale socio fondatore, unitamente alle associazioni cooperative e ad altri soggetti pubblici e privati, alla istituzione della "Fondazione per la cooperazione emiliano-romagnola", la quale sarà costituita con apposito atto pubblico secondo le procedure fissate dal codice civile.
2. La partecipazione della Regione è subordinata alla condizione che la Fondazione abbia lo scopo di:
a) promuovere ed attuare ricerche, studi, convegni, seminari riguardanti il movimento cooperativo;
b) costituire ed aggiornare un archivio storico ed un centro di documentazione sul movimento cooperativo.
1. I diritti inerenti alla qualità di socio fondatore della Regione Emilia-Romagna sono esercitati dal Presidente della Giunta regionale o da un Assessore all'uopo delegato.
1. Spetta al Consiglio regionale procedere alla nomina dei rappresentanti della Regione negli organi della Fondazione, secondo quanto sarà previsto dallo Statuto della Fondazione stessa.
1. Agli oneri finanziari derivanti dall'applicazione della presente legge, l'Amministrazione regionale farà fronte, a partire dall'esercizio 1990, mediante l'istituzione di appositi capitoli di spesa, con apposita e specifica autorizzazione che verrà disposta in sede di approvazione della legge finanziaria regionale adottata in coincidenza con la legge annuale di bilancio o di variazione al bilancio stesso, ai sensi dell'art. 13 bis della L.R. 6 luglio 1977, n. 31.