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Timestamp: 2018-08-15 11:10:12+00:00
Document Index: 165562731

Matched Legal Cases: ['artt 94', 'art 113', 'artt 102', 'art 25', 'art 2623', 'art 39', 'art 173', 'art. 40', 'art. 43']

Prospetto informativo: aspetti penali e problematiche irrisolte, tutela comunitaria - Studio Legale Tidona e Associati
26 febbraio 2010 | By Studio In Diritto bancario
Posto che la contravvenzione di cui al comma 1 – necessariamente intenzionale – si verifica solo se manca l’evento di danno patrimoniale ai destinatari del prospetto, ne deriva la non configurabilità del tentativo del delitto di cui al comma 2, non residuando logicamente alcuno spazio per una sua operatività distinta da quella del reato contravvenzionale.
– i prospetti richiesti per la sollecitazione all’investimento (artt 94 ss. TUF), per intenderci le norme contenute nel Titolo II Capo I “Sollecitazione all’investimento”;
– i prospetti richiesti per la quotazione nei mercati regolamentati (art 113 TUF) e quindi tutti quei prospetti informativi antecedenti e successivi la quotazione nel mercato regolamentato;
– i documenti da pubblicare in occasione di offerte pubbliche di acquisto e di scambio (artt 102 ss. TUF) e quindi tutti i prospetti relativi ad OPA o OPS.
Infatti l’articolo 154-bis al comma 1 stabilisce: «Lo statuto prevede le modalità di nomina di un direttore finanziario responsabile della redazione dei documenti contabili societari» e, successivamente, prevede che, a tal fine, egli predisponga adeguate procedure amministrative e contabili e goda di adeguati poteri.
Inoltre – riferendosi probabilmente a quanto recentemente disposto negli Stati Uniti dal Sarbanes-Oxley act – il direttore finanziario unitamente agli organi amministrativi delegati dovrà rilasciare un’attestazione circa l’adeguatezza delle suddette procedure amministrative e contabili.
Sono disposizioni fondamentali per la trasparenza dell’informativa societaria, poiché colmano una lacuna della legge Draghi che ha avuto il merito di porre attenzione agli aspetti rilevanti dell’organizzazione societaria, dando rilievo alla funzione di internal auditing e allo stesso sistema di controllo interno. Tra i soggetti deputati all’attività quotidiana nelle aziende si devono trovare i primi e più importanti presidi alle patologie. È da queste attività che nascono le malversazioni: quindi è fondamentale che il controllo si esplichi prima e durante, non solo successivamente all’effettuazione delle operazioni aziendali, così da poter prevenire o fermare comportamenti delittuosi evitando che accadano
Il problema risiede nella circostanza che l’art 25 ter d.lg. n. 231 – che prevedeva la responsabilità amministrativa dell’ente in relazione al falso in prospetto ex art 2623 c.c. – non è stato invece modificato sul punto.
La legge n. 262 dispone altresì il raddoppio di tutte le pene previste dal TUF, nei limiti previsti dal codice penale (art 39 comma 1); non si chiarisce, tuttavia – come invece si fa per le sanzioni amministrative (comma 3) – se da questo aumento siano escluse le fattispecie modificate dalla medesima legge (tra le quali, appunto, l’art 173 bis) il quale, a ben vedere, inoltre, è fattispecie introdotta ex novo e non semplicemente modificata dalla legge 262.
Art. 9 comma 1: il Governo e’ delegato ad adottare, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, (entro il 12 luglio 2006) uno o più D.Lgs. diretti a disciplinare i conflitti d’interessi nella gestione dei patrimoni degli organismi d’investimento collettivo del risparmio e dei prodotti assicurativi e previdenziali e nella gestione di portafogli d’investimento su base individuale” Attuazione della direttiva 2003/71/CE relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, che modifica la direttiva 2001/34/CE. ”
Con D. Lgs. 8 marzo 2007, n. 51 “Attuazione della direttiva 2003/71/CE relativa al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, che modifica la direttiva 2001/34/CE”, si è data attuazione alla direttiva citata.
La direttiva ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’informazione fornita agli investitori dalle società che desiderano raccogliere capitali nell’Unione europea, rafforzando l’armonizzazione delle disposizioni riguardanti la preparazione e il contenuto dei prospetti ed introducendo un sistema di autorizzazione unica per i prospetti utilizzabile in tutti gli Stati dell’Unione europea (passaporto unico per gli emittenti).
Scopo della direttiva è armonizzare i requisiti relativi alla redazione, all’approvazione e alla diffusione del prospetto da pubblicare per l’offerta al pubblico di strumenti finanziari o la loro ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato che ha sede o opera in uno Stato membro.
La direttiva prevede nuove regole che consentono alle società di raccogliere capitali più facilmente e a minor costo in tutta l’Unione europea sulla base dell’avallo dato dall’autorità regolamentare di un unico Stato membro (“autorità competente dello Stato membro di origine”), rafforzando la protezione offerta agli investitori garantendo che tutti i prospetti, ovunque siano emessi nell’Unione europea, forniscano loro l’informazione chiara e completa di cui necessitano per prendere le loro decisioni.
Il prospetto, nella sua accezione, è un documento di pubblicità contenente importanti dati finanziari e non finanziari, che una società mette a disposizione dei potenziali investitori quando emette strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, strumenti derivati, ecc.) per raccogliere capitali e/o quando vuole far ammettere i suoi strumenti finanziari alla negoziazione in un mercato borsistico e costituisce un “passaporto unico” di cui possono servirsi gli emittenti che intendono offrire i propri valori mobiliari in più Stati membri, pertanto ben si può affermare che il principio di mutuo riconoscimento automatico fa sì che le società non siano più tenute a richiedere un avallo regolamentare del loro prospetto informativo destinato a potenziali investitori
Il prospetto non può essere pubblicato finché non sia stato approvato dall’autorità competente dello Stato membro d’origine. Tale autorità competente comunica all’emittente, all’offerente o alla persona che chiede l’ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato, secondo il caso, la sua decisione relativa all’approvazione del prospetto entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione della bozza di prospetto (20 giorni lavorativi se l’offerta al pubblico riguarda strumenti finanziari emessi da un emittente che non ha alcuno strumento finanziario ammesso alla negoziazione in un mercato regolamentato e che non ha ancora mai offerto strumenti finanziari al pubblico); è poi previsto un periodo transitorio di otto anni (fino al 2011) per consentire ad alcuni Stati membri di continuare a delegare taluni compiti inerenti al controllo dei prospetti ad entità diverse dalla loro autorità competente.
La nuova direttiva sul prospetto è intesa a completare e sostituire la codificazione intrapresa dalla direttiva 2001/34/CE () riguardante l’ammissione di valori mobiliari alla quotazione ufficiale dal punto di vista del prospetto introducendo un vero e proprio “passaporto unico per gli emittenti valori mobiliari” dell’Unione europea. A decorrere dal 1° luglio 2005, essa ha abrogato la direttiva 89/298/CEE il cui sistema di mutuo riconoscimento del prospetto era parziale e complesso in quanto non consentiva di raggiungere l’obiettivo del passaporto unico.
Menzione merita il Regolamento (CE) n. 809/2004 della Commissione, del 29 aprile 2004 che precisa le modalità di esecuzione della direttiva 2003/71/CE per quanto riguarda sia il modello del prospetto che i documenti relativi alle informazioni richieste che lo compongono. Descrive dettagliatamente gli elementi di informazione che compongono il prospetto e il prospetto di base e che sono contenuti nello schema, ovvero nell’elenco di base delle informazioni minime obbligatorie, e nel modulo relativo alle informazioni supplementari. Per ciascun emittente e ciascuna categoria di strumenti finanziari è previsto uno schema particolare; lo stesso dicasi per il modulo, se previsto. Schema e modulo permettono di offrire agli investitori le necessarie garanzie di informazione. Inoltre, per evitare la duplicazione delle informazioni, il regolamento propone una combinazione di schemi e moduli.
Il regolamento precisa altresì i metodi di pubblicazione del prospetto e di diffusione dei messaggi pubblicitari ed impone in particolare condizioni minime da rispettare all’atto della pubblicazione in modo da garantire agli investitori un accesso rapido all’informazione ad un costo ragionevole e da assicurare l’integrità dell’informazione nell’ipotesi di una pubblicazione in formato elettronico. Per facilitare la centralizzazione delle informazioni, l’elenco dei prospetti pubblicato sul sito Internet dell’autorità competente dello Stato membro di origine deve precisare il formato di pubblicazione di ciascun prospetto e indicare dove il prospetto è reperibile.
Art. 27 comma 1: l Governo e’ delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 12 luglio 2007), un D.Lgs. per l’istituzione, in materia di servizi di investimento, di procedure di conciliazione e di arbitrato e di un sistema di indennizzo in favore degli investitori e dei risparmiatori;
tale delega ha visto la sua realizzazione nel D.Lgs. 8 ottobre 2007, n. 179 “Istituzione di procedure di conciliazione e di arbitrato, sistema di indennizzo e fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori in attuazione dell’articolo 27, commi 1 e 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262”
Art. 27 comma 2 e 3: il Governo e’ delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 12 luglio 2007), uno o più D.Lgs. per l’istituzione di un fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori; il Governo e’ delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 12 luglio 2007), un D.Lgs. per la redazione di uno statuto dei risparmiatori e degli investitori e di un codice di comportamento degli operatori finanziari.
Come non ha avuto seguito l’art. 40 della legge 262/2005 delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua data di entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per l’introduzione di sanzioni accessorie alle sanzioni penali e amministrative applicate – per quel che qui interessa – ai sensi del titolo XI del libro V del codice civile, del TUF (quindi anche per il falso in prospetto) e del Testo Unico Bancario, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
Da ultimo, l’art. 43 comma 1 il quale prevede che il Governo e’ delegato ad adottare, entro 1 anno dalla data di entrata in vigore della legge (entro il 12 gennaio 2007), uno o più D.Lgs. per l’adeguamento del testo unico in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. 385/1993) e del testo unico in materia di intermediazione finanziaria (D.Lgs. 58/1998), nonché delle altre leggi speciali, alle disposizioni della legge, delega che ha trovato attuazione nel D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 303 “Coordinamento con la legge 28 dicembre 2005, n. 262, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (T.U.B.) e del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (T.U.F.)”
[2]Art. 173bis Testo Unico Finanziario: Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei prospetti richiesti per la sollecitazione all’investimento o l’ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati, ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con l’intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie in modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.