Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/01/novita-fiscali-del-22-gennaio-2010lufficio-fiscale-non-puo-snobbare-listituto-dellautotutela-norme-sanzionatorie-su.html
Timestamp: 2018-09-22 22:15:18+00:00
Document Index: 11834038

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ']

Novità fiscali del 22 gennaio 2010:l’Ufficio fiscale non può snobbare l’istituto dell’autotutela; norme sanzionatorie su libri obbligatori: niente doppia sanzione per omessa tenuta ed esibizione; statistiche su dati comunicati ai fini degli Studi di Settore; processo tributario: non valida notifica nella vecchia residenza del difensore - valida notifica dell’avviso al minore non convivente | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 22 gennaio 2010:l’Ufficio fiscale non può snobbare l’istituto dell’autotutela; norme sanzionatorie su libri obbligatori: niente doppia sanzione per omessa tenuta ed esibizione; statistiche su dati comunicati ai fini degli Studi di Settore; processo tributario: non valida notifica nella vecchia residenza del difensore - valida notifica dell’avviso al minore non convivente
1) L’Ufficio fiscale non può snobbare l’istituto dell’autotutela
2) Aumenta il numero dei soggetti che potranno lavorare con il pagamento di voucher (buoni lavoro)
3) Norme sanzionatorie sui libri obbligatori: Niente doppia sanzione per l’omessa tenuta ed esibizione
4) Operativo il progetto informatico DiResCo
6) Altre di fisco e lavoro (nel processo tributario non è valida la notifica nella vecchia residenza del difensore; valida la notifica dell’avviso al minore non convivente)
Altrimenti, se lo fa e poi il contribuente ha ragione, paga pure i danni per le vessazioni subite.
L’Amministrazione Finanziaria deve risarcire il cittadino dei danni subiti per il mancato o per il ritardato annullamento in autotutela dell’atto impositivo illegittimo.
Senza il mancato rispetto dell’istituto fiscale dell’autotutela, infatti, il contribuente è costretto a presentare ricorso contro l’Amministrazione finanziaria e a sopportarne le relative spese legali.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 698 del 19.01.2009.
A seguito di mancato ottenimento dell’autotutela il contribuente aveva presentato ricorso l’Agenzia delle Entrate (della relativa località).
Dopo avere vinto tale gravame, non si è fermato, e, quindi, ha presentato ricorso al giudice di Pace (di competenza).
Ebbene tale giudice ha condannato il fisco al rimborso delle spese (circa 700 euro), dando ragione al cittadino.
Tale conclusione è poi stata confermata dalla suprema corte di Cassazione.
I giudici supremi, nelle motivazioni, hanno, infatti, inserito che il contribuente può fare causa per ottenere il risarcimento del danno direttamente all’ufficio periferico delle imposte che ha ignorato la sua richiesta di annullamento dell’atto impositivo.
La Legge Finanziaria 2010 ha ampliato anche i settori produttivi interessati.
Un numero sempre maggiore di soggetti potranno lavorare ottenendo il pagamento tramite buoni lavoro (cd. voucher).
Questo contribuirà ad accrescere i numeri già alti dichiarati dall’Inps, pari a 3.1 milioni di buoni venduti in un anno e 35.000 posizioni lavorative emerse. Anche gli Enti locali saranno committenti di lavoro accessorio a tutto campo.
Dal 2010, dopo la prima limitata apertura alla Pubblica Amministrazione ad opera della legge 33/09, arriva il grande ampliamento delle attività consentite e la possibilità di utilizzare i pensionati e i giovani ricorrendo ai voucher per pagare le prestazioni occasionali.
Unici vincoli imposti dalla norma sono il rispetto della disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e del patto di stabilità interno, ove previsto.
L’utilizzo del lavoro con i voucher è esteso ai lavoratori con part-time, ai giovani universitari in qualunque periodo dell’anno, agli enti locali, alle scuole e alle università, ai maneggi e alle scuderie.
Esteso anche al 2010 il periodo sperimentale di utilizzo dei buoni lavoro per i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito.
Evidenzia la nota del 21.01.2010 dei Consulenti del Lavoro che con questi nuovi ambiti di applicazione, sia soggettivi, sia oggettivi il lavoro accessorio diverrà un’ottima forma per uscire dal sommerso, per ottenere la protezione previdenziale ed assicurativa e per ampliare le opportunità occupazionali di soggetti che altrimenti non riuscirebbero ad entrare (o rientrare) nel mercato del lavoro.
Le finalità sono quelle di regolamentare le prestazioni occasionali ed accessorie ad esempio di insegnanti che forniscono ripetizioni ai ragazzi, baby sitter, hostess negli eventi, lavori domestici, o per il giardinaggio.
Fruitori del servizio dei buoni sono le famiglie, gli enti pubblici, gli enti locali, imprese familiari, imprenditori agricoli, ma anche imprenditori operanti in tutti i settori ed anche soggetti non imprenditori.
Il sistema di acquisto consente un’ampia possibilità di scelta tra il tradizionale canale cartaceo nelle Sedi Inps e quello telematico senza file agli sportelli dell’Istituto, anche tramite i Consulenti del lavoro quali intermediari abilitati.
Nel parere n. 2 del 20.01.2010 della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro viene contenuto l’esame dei motivi.
La vicenda è scaturita dall’accesso nei locali del Datore di lavoro di verificatori della Guardia di Finanza, i quali hanno rilevato la violazione di irregolare tenuta del libro matricola e paga ( peraltro, per effetto dell’entrata in vigore del DM 9 luglio 2008, quest’ultima disposizione normativa è stata successivamente abrogata).
Ne è seguita una doppia applicazione di sanzioni, prima da parte dalla Direzione Provinciale del Lavoro, poi da parte dell’Agenzia delle Entrate per irregolare tenuta dei libri obbligatori sul luogo di lavoro.
In base a tale parere dei Consulenti del Lavoro, se la omessa o irregolare tenuta dei libri obbligatori di cui all’art. 9 D.lgs. n. 471/1997 equivalesse alla mancata esibizione degli stessi libri di cui all’art. 21 D.P.R. n. 1124/1965, come sostenuto dagli Organi ispettivi, la mancata esibizione dei libri obbligatori apparirebbe come una mera conseguenza materiale del più grave fatto a monte, ossia la mancata compilazione dei libri obbligatori, e risulterebbe rivolta a tutelare lo stesso bene giuridico.
Per cui, la più grave fattispecie dell’omessa tenuta dei libri obbligatori viene ritenuta assorbente rispetto alla mancata esibizione di cui all’art. 21 D.P.R. n. 1124 del 1965, esaurendo il significato antigiuridico del fatto materiale, ossia la lesione dell’interesse alla regolare compilazione dei medesimi libri.
Per l’accesso ai benefici o incentivi i consulenti dovranno utilizzare l’applicativo Inps “Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”.
L’Inps, con il Messaggio n. 1715 del 18.01.2010, ha comunicato che è operativo il progetto informatico “DiResCo” , che raccoglie in un’unica piattaforma tutte le dichiarazioni di responsabilità che i datori di lavoro, direttamente o mediante i loro intermediari abilitati , sono tenuti a presentare per l’accesso a determinatati benefici o incentivi, in merito alla sussistenza delle condizioni previste dalla normativa di riferimento.
Le dichiarazioni di responsabilità telematiche potranno essere inoltrate soltanto dai datori di lavoro che operano con il sistema DM/EMens/UniEMens; ne consegue che al momento, sono esclusi i datori di lavoro agricolo.
Si accede alla procedura attraverso i “Servizi online” presenti sul sito INTERNET dell’INPS, e successivamente “Aziende, consulenti e professionisti”, richiamando la funzione “Servizi per aziende e consulenti”, viene richiesta l’identificazione mediante immissione del codice fiscale e del PIN.
Dopo l’autenticazione, nella pagina “Servizi per aziende e consulenti” i datori di lavoro e gli intermediari istituzionali, individuati a norma dell’articolo 1 della legge 12/1979, avranno a disposizione il nuovo servizio “Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”.
Selezionando una delle dichiarazioni presenti nell’elenco, gli utenti potranno sottoscrivere telematicamente l’istanza interessata.
Compilata l’istanza e superati i previsti controlli la dichiarazione viene protocollata e memorizzata nella piattaforma DiResCo per le successive attività.
Al momento è disponibile la sola dichiarazione “Richiesta incentivo assunzione lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga (art. 7 ter, co. 7, D.L. 5/2009)”.
Il modello “Unificato Lav” non è al momento predisposto per contenere le comunicazioni previste dalla legge per il riconoscimento dell’incentivo, il datore di lavoro dovrà inoltrare all’INPS, mediante la piattaforma DiResCo, un’apposita dichiarazione di responsabilità
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 21.01.2010)
Il Dipartimento delle Finanze, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e la So.Se. Spa ha diffuso il 21.01.2010 le statistiche sui dati comunicati ai fini degli Studi di Settore relative ai periodi d’imposta 2006 e 2007.
Gli Studi di Settore, precisa la nota di sintesi delle Finanze del 21.01.2010, rappresentano una realtà importante nel fisco italiano che ha riguardato nel 2007 oltre 3 milioni e 700 mila contribuenti, per i due terzi “persone fisiche”.
Dai dati del periodo d’imposta 2007 risulta che i contribuenti soggetti agli Studi di Settore sono localizzati per il 51% al Nord, per il 21% al Centro e per il 28% al Sud ed Isole.
Il numero dei contribuenti ha registrato una crescita nel corso degli anni (+9% nel 2006 e +5% nel 2007) in particolar modo nel settore dei servizi e delle professioni.
Dal punto di vista della natura giuridica la crescita ha interessato in particolare le Società di capitali ed Enti.
I ricavi o compensi medi dichiarati hanno registrato un incremento del 2% nel 2006 e dello 0,1% nel 2007. Gli aumenti più accentuati si sono verificati nel settore delle manifatture ed in quello del commercio.
Per i professionisti, invece, si assiste ad una crescita dei compensi medi dichiarati nel 2006 ed un decremento nel 2007.
L’analisi per area geografica evidenzia che i valori medi più alti sono dichiarati nel Nord: in particolare nel 2007 il Nord-Est presenta valori di circa il 50% più
elevati rispetto alle Isole.
Nel 2007 il reddito medio dei contribuenti soggetti agli Studi di Settore è risultato di circa 26.300 euro per le persone fisiche, 38.900 euro per le società di capitali e 43.100 euro per le società di persone.
Dal punto di vista dei macrosettori economici si va da un minimo di circa 22.900 euro nel commercio ad un massimo di 43.400 euro per i professionisti. Con riferimento alla classificazione territoriale si va dal minimo di 21.500 euro nel Sud al massimo di 37.700 nel Nord-Ovest.
I redditi medi nel loro complesso presentano una variazione positiva nel 2006 (+11%) mentre restano stabili (+0,32%) nel 2007.
I redditi medi del settore manifatturiero, dei servizi e del commercio presentano una forte crescita nel 2006 (rispettivamente del +17%, +14% e +13%), mentre nel 2007 la crescita risulta meno evidente per il comparto “manifatture” (+2%) e “servizi” (+1%) e si assiste ad una lieve decrescita per quello del commercio (-1%).
Per i professionisti il 2006 mostra una crescita intorno al 4% mentre nel 2007 emerge un calo pari al 4%.
Nell’ambito dei soggetti che hanno applicato gli Studi di Settore per il periodo d’imposta 2007, le “Persone fisiche” sono il 67,8% dei contribuenti, rappresentano il 28,5% del totale ricavi/compensi dichiarati e contribuiscono per il 57,2% del reddito d’impresa e di lavoro autonomo.
Le “Società di persone” sono, invece, il 18,5% dei contribuenti, rappresentano il 24,8% del totale ricavi/compensi dichiarati e forniscono il 25,6% del reddito d’impresa e di lavoro autonomo.
Infine, le “Società di capitali ed Enti” sono il 13,8% dei contribuenti, rappresentano il 46,7% del totale ricavi/compensi dichiarati e contribuiscono per il 17,2% al reddito d’impresa e di lavoro autonomo.
Per i contribuenti “non congrui e non adeguati” analizzati per natura giuridica, i ricavi/compensi medi risultano quasi sempre inferiori rispetto a quelli dei contribuenti “congrui naturali o per adeguamento”.
Il range del divario va da un massimo del -30% per le Società di capitali ed Enti ad un minimo del -17% per le Società di persone.
Risultano, invece, più elevati i ricavi/compensi medi delle Persone fisiche con ricavi/compensi dichiarati oltre 30.000 euro dei contribuenti non congrui rispetto a quelli dei contribuenti congrui (+16%).
Sono molto più marcate le differenze tra il reddito medio dichiarato dai soggetti “non congrui e non adeguati” rispetto a quello dei soggetti “congrui naturali o per adeguamento”.
Il divario maggiore si ha per le Società di capitali ed Enti (-98% dei non congrui rispetto ai congrui) seguite dalle Società di persone (-73%), mentre per le Persone fisiche il divario si attesta intorno al -58%.
Nell’ambito delle attività professionali la redditività passa dal 58,1% dei congrui al 33,2% dei soggetti non congrui, nelle attività dei servizi la redditività scende dal 17,6% dei congrui al 4,5% dei soggetti non congrui; nel comparto manifatturiero la redditività dell’11,1% dei congrui crolla all’1,6% nel caso di soggetti non congrui.
Infine, nel commercio la redditività scende dall’8,4% dei congrui al 2% dei non congrui.
Le statistiche complete e corredate da analisi più dettagliate sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo il percorso “statistiche fiscali” e “studi di settore”.
6) Altre di fisco e lavoro:
Nel processo tributario non è valida la notifica nella vecchia residenza del difensore
Nel processo tributario non è valida la notifica fatta al Dottore Commercialista, difensore del contribuente, presso la residenza del professionista, nonostante sia l’unico recapito noto anche all’Ordine locale.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 837 del 19.01.2010.
Nel caso di specie il difensore aveva cambiato indirizzo, ma dall’attestato dell’Ordine professionale risultava quello della residenza.
In tale fattispecie, secondo i giudici supremi la notifica è nulla per compiuta giacenza presso l’ufficio postale dell’atto indirizzato in un luogo in cui il destinatario non ha la residenza (domicilio o dimora), circostanze non provate dal notificante.
A tal fine non ha rilevato l’attestato dell’Ordine dei Dottori Commercialisti.
Quindi, la Cassazione ha accolto tale tesi favorevole al contribuente, tuttavia, ha poi accolto il secondo punto di ricorso, stavolta a favore dell’Amministrazione Finanziaria, poiché ha considerato sanata la suddetta notifica per effetto della presentazione del ricorso contro il suddetto atto.
– Conguaglio contributi previdenziali
L’Inps, con la circolare n. 7 del 15.01.2010, ha fornito le indicazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno per i datori di lavoro.
– Agevolare i giovani nel mercato del lavoro
Con il protocollo sottoscritto col Ministro della Gioventù, si è voluto concretizzare il messaggio politico di categoria a favore dei giovani e per il conseguente ricambio generazionale.
Una categoria che non coltiva i giovani non ha futuro, per questo occorre mettere in campo tutte le misure utili per agevolare l’ingresso delle nuove leve.
La convenzione, tra l’altro, sancisce l’impegno da parte dei consulenti del lavoro ad applicare tariffe più basse alle piccole e medie imprese costituite da giovani fino ai 35 anni di età, nella fase di start up dei primi due anni.
– Valida la notifica dell’avviso al minore non convivente: Basta il rapporto di parentela con il destinatario
E’ legittima la consegna della cartella esattoriale a un parente, anche se minorenne e non convivente, del destinatario dell’atto.
È, quindi, rituale la notifica dell’avviso di accertamento anche se a riceverla nell’abitazione del destinatario è stata la nipote minore non convivente.
Per fare presumere la qualità di persona di famiglia, infatti, basta il rapporto di parentela o di affinità e non è richiesto anche il requisito della convivenza.
In tema di notificazioni, la Cassazione ha, pertanto, sancito la piena legittimità della consegna dell’atto a un parente anche se minorenne (purché ultraquattordicenne e non palesemente incapace) e non convivente con il destinatario dell’atto medesimo.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 26324 del 16.12.2009)