Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-della-strada/art-217-codice-della-strada-sanzione-accessoria-della-sospensione-della-carta-di-circolazione
Timestamp: 2019-03-19 04:56:04+00:00
Document Index: 23669479

Matched Legal Cases: ['art. 217', 'art. 94', 'art. 217', 'art. 217', 'art. 217', 'art. 217', 'art. 216']

Art. 217 codice della strada: Sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione | La Legge per tutti
Art. 217 codice della strada: Sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione
2. L’organo che ha ritirato la carta di circolazione la invia, unitamente a copia del verbale, nel termine di cinque giorni, all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri, che, nei quindici giorni successivi, emana l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo cui questa si estende. Tale periodo, nei limiti minimo e massimo fissati dalla singola norma, è determinato in relazione alla gravità della violazione commessa, all’ entità del danno apportato ed al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe apportare. L’ordinanza è notificata all’interessato e comunicata al prefetto. Il periodo di sospensione inizia dal giorno in cui il documento è ritirato a norma del comma 1. Qualora l’ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare può ottenerne la restituzione da parte dell’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Qualora si tratti di carta di circolazione rilasciata da uno Stato estero, il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri ne sospende la validità ai fini della circolazione sul territorio nazionale per un determinato periodo, con le stesse modalità. L’interdizione alla circolazione è comunicata all’autorità competente dello Stato che ha rilasciato la carta di circolazione e viene annotata sulla stessa.
3. Al termine del periodo fissato la carta di circolazione viene restituita all’interessato dall’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri. Della restituzione è data comunicazione al prefetto ed all’ufficio del P.R.A. per l’iscrizione nei propri registri. Le modalità per la restituzione del documento agli stranieri sono stabilite dal regolamento.
6. Chiunque, durante il periodo di sospensione della carta di circolazione, circola abusivamente con lo stesso veicolo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 2.050 a Euro 8.202. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da tre a dodici mesi e, in caso di reiterazione delle violazioni, la confisca amministrativa del veicolo.
L’art. 217 del codice della strada si occupa di indicare quali sono le formalità che devono essere osservate per poter applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione, i rimedi per opporsi alla sospensione della carta di circolazione che si ritiene illegittima e la multa prevista per chi circola nonostante il provvedimento di sospensione.
In che cosa consiste la sospensione della carta di circolazione?
Innanzitutto, dobbiamo chiarire che la sospensione della carta di circolazione costituisce una sanzione accessoria, ossia una sanzione che si applica in aggiunta alla sanzione pecuniaria. Per esempio, l’art. 94 del codice della strada sanziona, tra gli altri, la circostanza di non procedere alla richiesta di annotazione sulla carta di circolazione del cambio di proprietà di un veicolo entro 60 giorni dall’autenticazione della firma del venditore apposta sull’atto di vendita. In questo caso, appunto, è previsto il pagamento di una multa tra i 364 e i 1.817 euro e, in aggiunta, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione.
Se, dunque, a seguito di una violazione del codice della strada, ti viene comminata la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione, al ritiro del libretto e alla successiva sospensione consegue l’assoluto divieto di circolare con il veicolo a cui quel libretto si riferisce per il periodo di tempo che sarà stabilito dal competente Ufficio della Motorizzazione Civile.
Come si applica la sospensione della carta di circolazione?
L’art. 217 del codice della strada stabilisce in maniera precisa quali sono tutte le formalità che devono essere eseguite affinché gli agenti di polizia che ti hanno contestato l’infrazione stradale possano procedere al ritiro della carta di circolazione. Consideriamo, di nuovo, l’esempio della carta di circolazione che non riporta l’annotazione di cambio di proprietà del veicolo nonostante siano trascorsi più di 60 giorni dalla sottoscrizione autenticata dell’atto di vendita. Supponiamo che, nel corso di un posto di blocco, la Polizia, all’atto dei dovuti controlli, prenda atto di tale situazione e ritenga che sussistano tutte le condizioni per comminarti, oltre alla multa, anche la sospensione della carta di circolazione. In questo caso, gli agenti che hanno accertato la violazione dovranno:
ritirarti la carta di circolazione;
indicare nel verbale di contestazione che hanno provveduro al ritiro della carta di circolazione;
rilasciarti un permesso provvisorio di circolazione per consentirti di portare il veicolo nel luogo che hai indicato come quello di custodia;
indicare nel verbale di contestazione quale sia il luogo che hai indicato come luogo di custodia;
inoltrare la carta di circolazione e una copia del verbale di circolazione all’Uffico della Motorizzazione Civile competente ento 5 giorni
A questo punto, l’Ufficio della Motorizzazione Civile, entro 15 giorni dalla ricezione della carta di circolazione e del relativo verbale di contestazione, emetterà l’ordinanza di sospensione, indicando il periodo in cui tale sospensione avrà effetto, decidendo sulla base del limite minimo e del limite massimo stabilito dalla norma che hai violato. L’ordinanza di sospensione, dunque, sarà notificata sia a te che al Prefetto.
Al termine del periodo di sospensione, l’Ufficio della Motorizzazione Civile ti restituirà il libretto e ne darà comunicazione al Prefetto ed all’ufficio del Pubblico Registro Automobilistico.
Quali sono i rimedi contro l’ordinanza di sospensione?
Se hai commesso una violazione del codice della strada che comporta l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione, ma ritieni che l’ordinanza di sospensione emanata dalla Motorizzazione Civile sia illegittima perché, ad esempio, ti è stata notificata in ritardo, puoi proporre ricorso al Prefetto contro l’ordinanza di sospensione. Se il Prefetto riterrà il tuo ricorso fondato, disporrà che ti venga immediatamente restituito il libretto; se, invece, riterrà il ricorso infondato, confermerà l’ordinanza di sospensione.
Qualora, altrimenti, tu proponga direttamente ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto contro il verbale di contestazione, tale ricorso si estende anche alla sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione.
Quali sono le sanzioni previste dall’art. 217 del codice della strada?
Abbiamo già chiarito che, in presenza di un’ordinanza di sospensione della carta di circolazione, non potrai guidare il veicolo indicato nella carta di circolazione medesima per tutto il periodo di tempo stabilito nell’ordinanza. Tuttavia, nel caso in cui tu violassi questo divieto e venissi sorpreso alla guida di quel veicolo, l’art. 217 del codice della strada prevede l’applicazione di una multa di importo compreso tra i 2.050 euro e gli 8.202 euro, oltre alla sanzione accessoria della sospensione della patente da tre a dodici mesi. Inoltre, se dovessi commettere più volte questa violazione, oltre alla multa è alla sospensione della patente, ti sarà applicata la sanzione accessoria della confisca del veicolo.
La Corte di Cassazione ha chiarito che la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione prevista dall’art. 217 del codice della strada è una sanzione diversa rispetto al semplice ritiro della carta di circolazione previsto dall’art. 216 del codice della strada. Nel primo caso, infatti, si tratta di una sanzione più grave in quanto al ritiro del libretto si accompagna anche la sua sospensione.
Cass. sent. n 3067/1999