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Timestamp: 2019-09-18 21:54:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3']

Home Regolamento Regolamento Circolare Ministeriale 18 marzo 2003, n. 31
La legge definisce "scuole paritarie" le istituzioni scolastiche non statali e degli enti locali che, a partire dalla scuola dell’infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia fissati dalla legge medesima.
1. Le "scuole paritarie"
Sono scuole paritarie le istituzioni scolastiche non statali (comprese quelle degli enti locali) e i complessi scolastici costituiti da scuole appartenenti a gradi, ordini o tipi diversi (sempreché operino in un’unica sede o in un ambito territoriale compatibile con la continuità o l’aggregazione dei corsi) che, a partire dalla scuola dell'infanzia, nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono coerenti con la domanda formativa delle famiglie e del territorio e sono caratterizzate dai requisiti di seguito specificati. Fino alla piena attuazione dell’art. 1, c. 7 della legge 62/2000, rimangono in vigore le norme e le istruzioni per le scuole non statali materne autorizzate, elementari parificate, secondarie pareggiate e legalmente riconosciute.
I1 riconoscimento della parità opera a tutti gli effetti degli ordinamenti vigenti, in particolare per quanto riguarda il trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali e l'abilitazione a rilasciare titoli di studio aventi valore legale.
La parità è riconosciuta alla scuola previa istanza prodotta all'Ufficio scolastico regionale competente per territorio. In materia di parità le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano esercitano le loro attribuzioni in conformità ai rispettivi Statuti speciali e relative norme di attuazione.
Con l’istanza di riconoscimento - da inoltrare entro il 30 marzo dell’anno scolastico precedente quello da cui decorrono gli effetti della parità - il titolare o il rappresentante legale della gestione deve:
· dichiarare l'impegno ad adottare un bilancio della scuola conforme alle regole della pubblicità vigenti per la specifica gestione e comunque accessibile a chiunque nella scuola vi abbia interesse;
· dichiarare l'impegno ad istituire nella scuola organi collegiali improntati alla partecipazione democratica per il processo di attuazione e sviluppo del piano dell'offerta formativa e per la regolamentazione dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti nel rispetto dei principi sanciti dal Decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249;
· dichiarare che l'iscrizione alla scuola è aperta a chiunque ne accetti il progetto educativo e sia in possesso di un titolo di studio valido per l'iscrizione alla classe che intende frequentare;
· dichiarare l'impegno ad applicare le norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio;
· dichiarare che il personale docente è munito del titolo di abilitazione all'insegnamento, secondo quanto previsto dal par. 4.1;
· dichiarare che i contratti individuali di lavoro per il personale docente della scuola sono conformi ai contratti collettivi di settore, fatta eccezione per il personale religioso che presta servizio nell'ambito della propria Congregazione e per il clero diocesano che presta servizio nell'ambito di strutture gestite dalla Diocesi e fermo restando quanto previsto dell'art. 1, comma 5 della legge 10 marzo 2000, n. 62.
L'Ufficio scolastico regionale dispone l'accertamento del possesso dei requisiti e conclude il procedimento con provvedimento espresso, adottato dal dirigente generale preposto all'ufficio, entro il 30 novembre dell’anno scolastico successivo a quello della presentazione dell'istanza. Gli oneri riferiti all’attività ispettiva posta in essere per il riconoscimento della parità sono a carico dell’Ufficio scolastico regionale. Il riconoscimento ha effetto dall'inizio dell'anno scolastico in cui è adottato il provvedimento.
Il riconoscimento della parità alle scuole di nuova istituzione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 4 lettera f), secondo inciso della legge 10 marzo 2000, n. 62, a eccezione della scuola dell’infanzia, è sottoposto alla condizione risolutiva del completamento del corso. Restano, comunque, salvi tutti gli effetti conseguenti al riconoscimento condizionato.
Gli Uffici scolastici regionali accertano, a norma dell'art. 1, comma 6 della legge 10 marzo 2000, n. 62, la permanenza dei requisiti prescritti, mediante apposite verifiche da disporre con periodicità non superiore a tre anni.
Nel caso di accertamento negativo di uno o più dei requisiti prescritti, il dirigente generale preposto all'Ufficio scolastico regionale indica gli interventi idonei al tempestivo ripristino dei requisiti mancanti, assegnando un congruo termine.
Il gestore o il rappresentante legale è tenuto, entro 60 giorni dal perfezionamento dei relativi atti o comunque entro il 31 agosto, a comunicare all'Ufficio scolastico regionale le modificazioni riguardanti il mutamento del soggetto gestore, il trasferimento della sede scolastica, il mutamento del legale rappresentante dell'ente gestore, il trasferimento della sede legale dell'ente gestore, la modifica della natura giuridica dell'ente gestore.
L'ufficio scolastico regionale adotta i provvedimenti conseguenti entro 60 giorni, curando che gli atti di modifica di cui trattasi non interrompano la continuità del servizio, a salvaguardia della posizione scolastica degli alunni e della valutazione del servizio del personale ivi operante.
1. l'atto che determina il passaggio di gestione deve essere prodotto in copia autenticata, munita degli estremi dell'avvenuta registrazione presso l'Ufficio delle Entrate e con l'indicazione della decorrenza del passaggio stesso;
2. l'atto che determina il passaggio di gestione, a titolo gratuito o oneroso, deve avere come oggetto il complesso di beni organizzati per l'esercizio dell'attività scolastica, assicurando il permanere dei requisiti prescritti per il riconoscimento della parità;
5. Il trasferimento della sede scolastica deve essere oggetto di provvedimento di modifica del riconoscimento della parità da parte dell'Ufficio scolastico regionale competente per territorio, previo accertamento, per la nuova sede, della rispondenza a tutte le esigenze di sicurezza e igieniche e didattiche, nonché della disponibilità di locali, aule speciali, laboratori, attrezzature e sussidi didattici, in misura adeguata al tipo di scuola, come previsto dall'ordinamento nel numero di anni del corso legale di studi. Non necessitano di autorizzazione limitate modificazioni interne che non alterano la situazione funzionale, nonché le condizioni statiche e igienico-sanitarie dell'edificio. Il trasferimento della sede scolastica può essere autorizzato nell'ambito dello stesso Comune, oppure nell'ambito del bacino di utenza scolastica se, a operare il trasferimento, sia un’istituzione scolastica paritaria la cui tipologia rappresenti l'unica esistente nel predetto bacino di utenza.
Per assolvere alle proprie funzioni, la scuola paritaria organizza i servizi di segreteria secondo criteri di legittimità, efficienza ed efficacia, in modo anche da assicurare l'osservanza delle norme concernenti la tenuta dei registri e dei documenti relativi al funzionamento amministrativo e didattico.
Le scuole paritarie, in quanto inserite nel sistema nazionale dell’istruzione, utilizzano i servizi del sistema informativo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e partecipano ai programmi del Sistema statistico nazionale.
Il gestore dell'istituzione scolastica redige annualmente il bilancio della scuola con criteri di coerenza e competenza. Al bilancio, formato dal conto economico e dallo stato patrimoniale, va aggiunta una relazione o nota integrativa redatta dagli amministratori nella quale sono indicati i principali risultati e le caratteristiche dell'andamento gestionale della scuola.
Il bilancio, redatto secondo le specifiche normative fiscali cui il gestore è soggetto, è messo a disposizione delle diverse componenti della comunità scolastica secondo modalità indicate nel Regolamento d'istituto.
Per le istituzioni comprensive di più gradi e ordini di scuole dipendenti da un unico gestore può essere redatto un solo bilancio o, in alternativa, bilanci distinti per ciascun tipo di scuola. Nel primo caso la relazione degli amministratori dovrà evidenziare i criteri per l'indicazione dei costi promiscui.
Il coordinatore delle attività educative e didattiche della scuola paritaria è designato dal gestore che, nella propria responsabilità, si avvale di personale con cittadinanza italiana o di paese membro dell'Unione Europea munito di esperienza e competenza didattico-pedagogica adeguata. Il nominativo e i titoli professionali del coordinatore designato devono essere segnalati all'Ufficio scolastico regionale unitamente a una fotocopia del documento di riconoscimento.
In presenza di impreviste evenienze quali nuove iniziative indicate nel piano dell’offerta formativa, ripetenze o nuove iscrizioni che superano la capienza della classe e ne rendono necessario lo sdoppiamento, il gestore comunica la situazione all'Ufficio scolastico regionale competente ai fini degli eventuali accertamenti e in vista della necessaria programmazione degli esami finali del corso.
La sospensione per un anno del funzionamento di una classe del corso non fa venire meno lo status di scuola paritaria. Il gestore comunica la situazione all'Ufficio scolastico regionale.
Le scuole elementari le scuole medie e le scuole secondarie superiori paritarie, possono essere sede di esame di idoneità che consente agli allievi interessati di conseguire il titolo di studio valido per l'iscrizione alla classe richiesta.
II numero massimo di candidati esterni che può essere accolto ad ogni esame di idoneità è determinato dal coordinatore didattico dell'istituzione scolastica paritaria in ragione della prevedibile frequenza della classe richiesta per promozione o per nuove iscrizioni.
Qualora ricorrano gravi ed eccezionali motivi, connessi a procedimenti in corso, concernenti fatti e situazioni che investano la funzionalità della scuola, in relazione ai suoi istituzionali compiti educativi e formativi, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale può disporre, con motivato decreto, che presso la scuola medesima non si effettuino esami d'idoneità in attesa del definitivo provvedimento di merito. Per effetto della notifica del predetto decreto la scuola non può accettare domande di partecipazione agli esami. Per quanto riguarda le domande già presentate, il predetto ufficio assegna agli interessati un termine per la loro ripresentazione ad altra scuola.
Qualora ricorrano gravi ed eccezionali motivi, connessi a procedimenti in corso, concernenti fatti e situazioni che investono la funzionalità della scuola in relazione ai suoi istituzionali compiti educativi e formativi, il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale può disporre, con motivato decreto, che presso la scuola medesima non siano accettate le domande dì candidati esterni agli esami finali in attesa del definitivo provvedimento di merito. Per quanto riguarda le domande già presentate, il predetto ufficio assegna agli interessati un termine per la loro ripresentazione ad altra scuola.
Il personale docente delle scuole paritarie deve essere in possesso della abilitazione prescritta per l'insegnamento impartito, fatto salvo quanto previsto dall'art. 1, comma 4-bis della legge 10 marzo 2000, n. 62 e successive modificazioni. Resta salvo altresì il valore abilitante del diploma conseguito entro l'a.s. 2001-2002 a conclusione dei corsi ordinari e sperimentali delle scuole magistrali per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e degli istituti magistrali per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare.
Per l'insegnamento nelle scuole paritarie si prescinde dal possesso della cittadinanza italiana; sono fatti salvi i requisiti professionali e una buona conoscenza della lingua italiana. I cittadini non appartenenti a paesi dell'Unione Europea devono essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di immigrazione.
Al fine di assicurare la realizzazione del piano dell'offerta formativa attraverso le necessarie competenze tecnico-didattiche, nella scuola elementare gli insegnamenti delle lingue straniere, delle tecnologie informatiche, dell'educazione musicale e dell'educazione motoria possono essere affidati anche a personale munito di titolo di studio specifico, purché accompagnato da adeguata formazione didattica.
Le istituzioni scolastiche paritarie si dotano degli organi collegiali di cui all'art. 1, comma 1, lettera c) della legge 10 marzo 2000, n. 62, definendo le modalità di partecipazione e collaborazione delle componenti della scuola.
II Regolamento d'istituto, predisposto dal gestore, sentito il coordinatore didattico, stabilisce le relative modalità di costituzione e le procedure di funzionamento
4.3. Progetto educativo e piano dell'offerta formativa
II progetto educativo è il documento fondamentale che esprime l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico delle istituzioni scolastiche paritarie. Ad esso si ispira nelle sue articolazioni operative il piano dell'offerta formativa.
Il progetto educativo è predisposto dal soggetto gestore ed è improntato ai principi di libertà, ai diritti e ai doveri fondamentali della Costituzione, e risponde alla domanda formativa proveniente dalle famiglie e dal territorio. Il progetto educativo indica l'eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attività extra-curricolari che presuppongono o esigono l'adesione a una determinata ideologia o confessione religiosa.
Il piano dell'offerta formativa, elaborato ai sensi dell'art. 3, comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, è il documento che, in coerenza con quanto disposto dal progetto educativo, esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia.
Il piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti, tenendo conto delle proposte dei genitori e degli studenti ed è approvato dal gestore sulla base del progetto educativo.
II progetto educativo ed il piano dell'offerta formativa sono resi pubblici e consegnati ai diretti interessati all'atto dell'iscrizione.
Una copia del progetto educativo e del piano dell'offerta formativa, debitamente sottoscritta per presa visione all’atto dell’iscrizione dal genitore o dall’esercente la patria potestà o dagli alunni se maggiorenni, è conservata agli atti della scuola.
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