Source: http://www.chimici.info/normativa/legge-13-agosto-2010-n-149-modifiche-allarticolo-1-del-decreto-legge-14-marzo-2005-n-35-convertito-con-modificazioni-dalla-legge-14-maggio-2005-n-80-e-agli-articoli-11-e-13-della-legge-2/
Timestamp: 2018-06-18 17:34:43+00:00
Document Index: 119034055

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  3', 'art.  7', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 517', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  3', 'art.  25', 'art. 11', 'art.  13', 'art.  11', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  3', 'art.  15', 'art. 10', 'art.  12', 'art.  12']

LEGGE 13 agosto 2010, n. 149 - Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e agli articoli 11 e 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, concernenti la gestione dei fondi dell'Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. (10G0173) - (GU n. 212 del 10-9-2010 | Chimici.info
<MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 6 agosto 2010
DECRETO LEGISLATIVO 2 agosto 2010, n. 153 – Norme di attuazione dello statuto speciale della regione siciliana concernenti il trasferimento di funzioni in materia di grandi derivazioni di acque pubbliche. (10G0175) – (GU n. 214 del 13-9-2010>
LEGGE 13 agosto 2010, n. 149 – Modifiche all’articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e agli articoli 11 e 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, concernenti la gestione dei fondi dell’Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. (10G0173) – (GU n. 212 del 10-9-2010
LEGGE 13 agosto 2010, n. 149 - Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e agli articoli 11 e 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, concernenti la gestione dei fondi dell'Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. (10G0173) - (GU n. 212 del 10-9-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/09/2010
LEGGE 13 agosto 2010 , n. 149
Modifiche all’articolo 1 del decreto-legge  14  marzo  2005,  n.  35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n.  80,  e
agli  articoli  11  e  13  della  legge  26  febbraio  1987,  n.  49,
concernenti la gestione dei fondi dell’Amministrazione  degli  affari
esteri per la cooperazione allo sviluppo. (10G0173)
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80
1.  All’articolo  1  del  decreto-legge  14  marzo  2005,  n.   35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14  maggio  2005,  n.  80,
a) il comma 15-ter e’ sostituito dal seguente:
«15-ter. A decorrere dall’esercizio finanziario 2011, le somme  non
erogate  dal  funzionario  delegato  in   esecuzione   di   specifici
interventi,  progetti  o  programmi  possono  essere  temporaneamente
utilizzate, nell’ambito della medesima sede all’estero, per spese  di
analoga natura derivanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate,
in  attesa  della  definizione  delle  procedure  di  accredito   del
successivo ordine di rimessa valutaria. All’atto della ricezione  dei
nuovi fondi accreditati, e comunque improrogabilmente entro l’anno di
riferimento, e’ obbligatoria la sistemazione  contabile  della  cassa
temporaneamente utilizzata»;
b) il comma 15-quater e’ sostituito dal seguente:
«15-quater.  Le  erogazioni  successive  a  quella  iniziale   sono
condizionate  al  rilascio  di  un’attestazione  da  parte  del  capo
missione sullo stato di realizzazione degli  interventi,  progetti  o
programmi. Entro sessanta giorni dalla chiusura di ciascun  esercizio
finanziario, il funzionario delegato  presenta  una  relazione  sullo
stato  dell’intervento,  progetto  o  programma,  accompagnata  dalla
distinta delle spese sostenute nell’esercizio. Entro  novanta  giorni
dalla conclusione di ciascun intervento,  progetto  o  programma,  il
funzionario  delegato  versa  all’erario  le  eventuali  economie   e
presenta  ai  competenti  uffici  dell’Amministrazione  degli  affari
esteri l’attestazione di tale versamento, la rendicontazione  finale,
corredata  della  documentazione  di  spesa,  nonche’  una  relazione
attestante  l’effettiva  realizzazione  dell’intervento,  progetto  o
programma e il raggiungimento degli obiettivi prefissati. In caso  di
avvicendamento tra funzionari delegati, la rendicontazione e’ resa  a
cura del funzionario delegato in  carica,  sulla  base  di  specifici
passaggi di consegne; i relativi verbali sono allegati al  rendiconto
e, in caso di oggettiva impossibilita’, al rendiconto e’ allegata una
specifica  dichiarazione  del   medesimo   funzionario   in   carica,
attestante le ragioni del mancato  passaggio  di  consegne.  In  tali
casi, ciascun funzionario delegato e’ comunque responsabile  per  gli
atti di spesa della propria gestione»;
c) il comma 15-quinquies e’ sostituito dal seguente:
«15-quinquies. Con regolamento emanato  con  decreto  del  Ministro
degli affari esteri, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e
delle finanze, sono stabilite  le  modalita’  di  armonizzazione  del
regime giuridico delle rendicontazioni degli interventi,  progetti  o
programmi di  cooperazione  allo  sviluppo  conclusi  negli  esercizi
finanziari fino all’anno 2010»;
d) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
«15-septies. Per le spese di funzionamento delle unita’ tecniche di
cui all’articolo 13, comma 5, della legge 26 febbraio  1987,  n.  49,
nelle more dell’accredito  della  successiva  rimessa  valutaria,  il
funzionario delegato puo’ temporaneamente utilizzare fondi di analoga
natura  comunque  disponibili,  ove  cio’  sia   indispensabile   per
assicurare la continuita’ dei servizi. All’atto della  ricezione  dei
fondi accreditati,  e  comunque  improrogabilmente  entro  l’anno  di
temporaneamente utilizzata. I fondi di cui  al  presente  comma  sono
accreditati  dalla  Direzione  generale  per  la  cooperazione   allo
sviluppo  del  Ministero  degli   affari   esteri   al   capo   della
rappresentanza diplomatica».
dell’articolo  10,  comma  2,   del   testo   unico   delle
modificate. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto-legge  14
marzo 2005, n. 35  (Disposizioni  urgenti  nell’ambito  del
Piano di  azione  per  lo  sviluppo  economico,  sociale  e
territoriale), convertito, con modificazioni,  dalla  legge
14 maggio 2005,  n.  80,  come  modificato  dalla  presente
«Art. 1 (Rafforzamento del sistema doganale, lotta alla
sistema produttivo). –  1.  Per  il  rilancio  del  sistema
portuale italiano, con l’obiettivo di consentire l’ingresso
e l’uscita delle merci dal territorio doganale  dell’Unione
europea  in  tempi  tecnici  adeguati  alle  esigenze   dei
traffici,  nonche’   per   l’incentivazione   dei   sistemi
logistici nazionali in grado di rendere piu’ efficiente  lo
stoccaggio,  la  manipolazione  e  la  distribuzione  delle
merci,  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
Ministri,  adottato  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore del presente decreto, e’ definito,  ferme
restando le vigenti disposizioni in materia di  servizi  di
polizia   doganale,   il    riassetto    delle    procedure
amministrative   di   sdoganamento   delle    merci,    con
l’individuazione  di  forme   di   semplificazione   e   di
coordinamento operativo affidate all’Agenzia delle  dogane,
per le procedure di competenza di altre amministrazioni che
concorrono  allo  sdoganamento  delle  merci,  e   comunque
nell’osservanza dei principi della  massima  riduzione  dei
termini   di   conclusione   dei   procedimenti   e   della
uniformazione  dei  tempi  di  conclusione   previsti   per
procedimenti tra loro analoghi, della  disciplina  uniforme
dei procedimenti dello stesso tipo che si  svolgono  presso
diverse  amministrazioni  o  presso  diversi  uffici  della
medesima     amministrazione,     dell’accorpamento     dei
procedimenti che si riferiscono  alla  medesima  attivita’,
dell’adeguamento   delle    procedure    alle    tecnologie
informatiche,  del  piu’  ampio  ricorso  alle   forme   di
autocertificazione, sulla base delle  disposizioni  vigenti
in materia. E’ fatta salva  la  disciplina  in  materia  di
circolazione in ambito internazionale dei beni culturali di
cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. Ai fini di cui al comma 1,  i  soggetti  deputati  a
rilasciare le prescritte  certificazioni  possono  comunque
consentire,   in   alternativa,   la    presentazione    di
certificazioni rilasciate da soggetto privato abilitato.
3. Al comma 380 dell’art. 1  della  legge  30  dicembre
2004, n. 311, dopo le parole: «Agenzia delle entrate»  sono
inserite le seguenti: «e all’Agenzia delle dogane».
4. Per garantire il potenziamento e la piena efficienza
delle  apparecchiature  scanner  in  dotazione  all’Agenzia
delle dogane installate nei maggiori  porti  ed  interporti
del  territorio  nazionale,  favorire  la  presenza   delle
imprese  sul  mercato  attraverso  lo   snellimento   delle
operazioni doganali corrette  ed  il  contrasto  di  quelle
fraudolente,  nonche’  assicurare  un  elevato  livello  di
deterrenza ai  traffici  connessi  al  terrorismo  ed  alla
criminalita’   internazionale,   l’Agenzia   delle   dogane
utilizza, entro il limite di ottanta milioni  di  euro,  le
maggiori somme rispetto  all’esercizio  precedente  versate
all’Italia dall’Unione europea e che, per effetto del n. 3)
della lettera i) del comma 1 dell’art.  3  della  legge  10
ottobre 1989, n. 349, sono disponibili  per  l’acquisizione
di mezzi  tecnici  e  strumentali  nonche’  finalizzate  al
potenziamento delle attivita’ di accertamento, ispettive  e
di contrasto alle frodi.
5. E’ istituito presso  il  Ministero  dell’economia  e
delle  finanze  un  apposito  Fondo  con  la  dotazione  di
34.180.000 euro per l’anno 2005,  di  39.498.000  euro  per
l’anno 2006, di  38.700.000  euro  per  l’anno  2007  e  di
42.320.000 euro a decorrere dall’anno 2008, per le esigenze
connesse all’istituzione del Sistema d’informazione  visti,
finalizzato al contrasto della criminalita’  organizzata  e
della immigrazione illegale attraverso lo scambio  tra  gli
Stati membri dell’Unione europea di dati relativi ai visti,
di cui alla decisione 2004/512/CE dell’8  giugno  2004  del
Consiglio. Al riparto del Fondo di cui al presente comma si
provvede con decreto del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze, su proposta dei Ministri competenti. All’onere  di
cui al presente comma si provvede:
a) quanto a  euro  4.845.000  per  il  2005,  a  euro
15.000.000 per ciascuno degli anni 2006  e  2007,  mediante
corrispondente riduzione dello  stanziamento  iscritto,  ai
fini  del   bilancio   triennale   2005-2007,   nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base di parte  corrente  «Fondo
speciale»  dello  stato   di   previsione   del   Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2005,  allo  scopo
parzialmente utilizzando, per euro 1.345.000 per il 2005  e
per euro 15.000.000 per ciascuno degli anni  2006  e  2007,
l’accantonamento relativo al Ministero degli affari  esteri
e,  per  euro  3.500.000  per  il  2005,   l’accantonamento
relativo al Ministero dell’interno;
b) a euro 22.566.000 per il 2007 e ad euro 42.320.000
a decorrere dal 2008,  mediante  utilizzo  di  parte  delle
maggiori entrate  derivanti  dall’attuazione  dell’art.  7,
c) quanto a euro  29.335.000  per  il  2005,  a  euro
24.498.000 per il 2006 e ad euro  1.134.000  per  il  2007,
iscritto,  ai  fini  del  bilancio   triennale   2005-2007,
nell’ambito  dell’unita’  previsionale  di  base  di  conto
capitale «Fondo speciale» dello  stato  di  previsione  del
Ministero dell’economia e delle finanze  per  l’anno  2005,
allo  scopo   parzialmente   utilizzando   l’accantonamento
relativo al predetto Ministero.
6. Il limite massimo di intervento della Simest S.p.a.,
come previsto dalla  legge  24  aprile  1990,  n.  100,  e’
elevato al 49 per cento per gli investimenti all’estero che
riguardano attivita’ aggiuntive delle imprese, derivanti da
acquisizioni di imprese,  «joint-venture»  o  altro  e  che
garantiscano il  mantenimento  delle  capacita’  produttive
interne. Resta ferma la facolta’ del CIPE di  variare,  con
proprio  provvedimento,  la  percentuale   della   predetta
6-bis. Al fine di potenziare l’attivita’  della  SIMEST
Spa a supporto dell’internazionalizzazione  delle  imprese,
le regioni possono  assegnare  in  gestione  alla  societa’
stessa propri  fondi  rotativi  con  finalita’  di  venture
capital,  per  l’acquisizione  di   quote   aggiuntive   di
partecipazione fino a un  massimo  del  49  per  cento  del
capitale o fondo sociale di societa’ o imprese  partecipate
da imprese operanti nel proprio territorio. Tali fondi sono
autonomi e restano distinti  dal  patrimonio  della  SIMEST
Spa. Qualora i fondi rotativi siano  assegnati  da  regioni
del    Mezzogiorno,    le    quote    di     partecipazione
complessivamente  detenute   dalla   SIMEST   Spa   possono
raggiungere una  percentuale  fino  al  70  per  cento  del
capitale o fondo sociale. I fondi  rotativi  regionali  con
finalita’ di venture capital previsti  dal  presente  comma
possono anche confluire, ai fini della gestione, nel  fondo
unico di cui all’art. 1, comma 932, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, estendendosi agli, stessi la  competenza  del
Comitato di  indirizzo  e  di  rendicontazione  di  cui  al
decreto del Vice Ministro delle attivita’ produttive n. 404
del 26 agosto 2003. Il Ministro  dello  sviluppo  economico
provvede,  con  proprio  decreto,  all’integrazione   della
composizione del Comitato di indirizzo e di rendicontazione
con un rappresentante della regione assegnataria del  fondo
per le specifiche delibere di impiego del  medesimo,  senza
7. E’ punito con la sanzione amministrativa  pecuniaria
da 100 euro fino  a  7.000  euro  l’acquirente  finale  che
acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro  qualita’
o per la condizione di chi le offre  o  per  l’entita’  del
prezzo, inducano a ritenere  che  siano  state  violate  le
norme in materia di origine e provenienza dei  prodotti  ed
in materia di  proprieta’  industriale.  In  ogni  caso  si
procede alla confisca amministrativa delle cose di  cui  al
presente comma. Restano ferme le norme di  cui  al  decreto
legislativo 9 aprile  2003,  n.  70.  Salvo  che  il  fatto
costituisca reato, qualora l’acquisto sia effettuato da  un
operatore commerciale o importatore o  da  qualunque  altro
soggetto  diverso  dall’acquirente  finale,   la   sanzione
amministrativa pecuniaria e’  stabilita  da  un  minimo  di
20.000 euro fino ad un milione di euro.  Le  sanzioni  sono
applicate ai sensi della legge 24 novembre  1981,  n.  689.
Fermo restando quanto  previsto  in  ordine  ai  poteri  di
accertamento degli ufficiali  e  degli  agenti  di  polizia
giudiziaria dall’art. 13 della  citata  legge  n.  689  del
1981,   all’accertamento   delle   violazioni   provvedono,
d’ufficio  o   su   denunzia,   gli   organi   di   polizia
8. Le somme derivanti dall’applicazione delle  sanzioni
previste dal comma 7 sono versate all’entrata del  bilancio
dello Stato per essere riassegnate  ad  appositi  capitoli,
anche di nuova istituzione, dello stato di  previsione  del
Ministero delle attivita’ produttive e del Ministero  degli
affari esteri, da destinare alla lotta alla contraffazione.
Nel caso di sanzioni applicate da organi di polizia locale,
le somme sono destinate per il 50 per cento all’ente locale
competente e per il  restante  50  per  cento  allo  Stato,
secondo le modalita’ di cui al primo periodo.
9. All’art. 4, comma 49, della legge 24 dicembre  2003,
n.  350,  dopo   le   parole:   «fallaci   indicazioni   di
provenienza» sono inserite le seguenti: «o di origine».
10. All’art. 517 del codice  penale,  le  parole:  «due
milioni» sono sostituite dalle seguenti: «ventimila euro».
11. L’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione
di cui all’art. 1-quater, opera  in  stretto  coordinamento
con le omologhe strutture degli altri Paesi esteri.
12. I benefici e  le  agevolazioni  previsti  ai  sensi
della legge 24 aprile 1990, n. 100, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 143, e della legge 12 dicembre  2002,  n.
273, non  si  applicano  ai  progetti  delle  imprese  che,
investendo all’estero, non prevedano  il  mantenimento  sul
territorio nazionale delle attivita’ di ricerca,  sviluppo,
direzione commerciale, nonche’  di  una  parte  sostanziale
delle attivita’ produttive.
13. -.
14. Allo scopo di favorire  l’attivita’  di  ricerca  e
innovazione  delle  imprese  italiane   ed   al   fine   di
migliorarne     l’efficienza      nei      processi      di
internazionalizzazione, le partecipazioni  acquisite  dalla
Simest S.p.a ai sensi dell’art. 1  della  legge  24  aprile
1990, n. 100, possono superare la quota del  25  per  cento
del capitale o fondo sociale della societa’ nel caso in cui
le imprese italiane intendano  effettuare  investimenti  in
ricerca e innovazione nel periodo di durata del contratto.
15.  I  funzionari  delegati  di  cui  all’art.  3  del
Repubblica  22  marzo  2000,  n.  120,  possono  effettuare
trasferimenti tra le aperture di credito disposte  in  loro
favore su capitoli  relativi  all’acquisizione  di  beni  e
servizi  nell’ambito  dell’unita’  previsionale   di   base
«Uffici all’estero» dello stato di previsione del Ministero
degli affari  esteri.  Detti  trasferimenti,  adeguatamente
motivati,  sono  comunicati   al   competente   centro   di
responsabilita’, all’ufficio centrale del bilancio  e  alla
Corte  dei  conti,  al  fine  della  rendicontazione,   del
controllo e delle conseguenti  variazioni  di  bilancio  da
disporre con decreto del Ministro degli affari esteri.  Con
decreto del Ministro degli affari esteri, di  concerto  con
il Ministro dell’economia e delle finanze,  sono  stabilite
le modalita’ di attuazione delle norme di cui  al  presente
15-bis. I fondi  di  cui  all’art.  25,  comma  1,  del
regolamento  di  cui  ai  decreto  del   Presidente   della
15-ter. A decorrere dall’esercizio finanziario 2011, le
contabile della cassa temporaneamente utilizzata.
15-quater. Le erogazioni successive a  quella  iniziale
15-quinquies. Con regolamento emanato con  decreto  del
emergenza di cui all’art. 11 della legge 26 febbraio  1987,
n.  49,  e   successive   modificazioni,   mediante   fondi
tecniche di cui  all’art.  13,  comma  5,  della  legge  26
affari esteri al capo della rappresentanza diplomatica.».
Modifica all’articolo 11 della legge
26 febbraio 1987, n. 49
1. All’articolo 11, comma 1, lettera a), della  legge  26  febbraio
1987, n. 49, dopo la parola: «alimentari» sono inserite le  seguenti:
«acquistate preferibilmente in loco o nella regione».
– Si riporta il  testo  dell’art.  11  della  legge  26
febbraio 1987, n. 49 (Nuova disciplina  della  cooperazione
dell’Italia  con  i  Paesi  in  via  di   sviluppo),   come
«Art. 11 (Interventi straordinari). – 1. Gli interventi
straordinari di cui all’art. 1, comma 4, sono:
a) l’invio di missioni di soccorso,  la  cessione  di
beni,  attrezzature   e   derrate   alimentari   acquistate
preferibilmente in loco o nella regione, la concessione  di
finanziamenti in via bilaterale;
b) l’avvio di  interventi  imperniati  principalmente
sulla sanita’ e la messa in opera delle  infrastrutture  di
base, soprattutto in campo agricolo e  igienico  sanitario,
indispensabili per l’immediato soddisfacimento dei  bisogni
fondamentali dell’uomo in aree  colpite  da  calamita’,  da
carestie e da fame,  e  caratterizzate  da  alti  tassi  di
mortalita’;
c) la realizzazione in loco di’ sistemi di  raccolta,
stoccaggio, trasporto e distribuzione di beni, attrezzature
e derrate;
d)  l’impiego,  d’intesa  con   tutti   i   Ministeri
interessati, gli enti locali e gli enti pubblici, dei mezzi
e del personale necessario per il tempestivo raggiungimento
degli obiettivi di cui alle lettere a), b) e c);
e) l’utilizzazione di organizzazioni non  governative
riconosciute idonee ai  sensi  della  presente  legge,  sia
direttamente sia attraverso il finanziamento  di  programmi
elaborati da tali enti ed organismi  e  concordati  con  la
Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo.
2. Gli  interventi  derivanti  da  calamita’  o  eventi
eccezionali  possono  essere  effettuati  d’intesa  con  il
Ministro per il coordinamento della protezione  civile,  il
quale con i poteri di cui al secondo comma dell’art. 1  del
decreto-legge 12 novembre 1982,  n.  829,  convertito,  con
modificazioni, nella legge 23 dicembre 1982, n. 938, pone a
disposizione personale specializzato  e  mezzi  idonei  per
farvi  fronte.  I  relativi  oneri  sono  a  carico   della
3.  Le  iniziative  promosse  ai  sensi  del   presente
articolo sono deliberate dal Ministro degli affari esteri o
dal Sottosegretario di cui all’art.  3,  comma  4,  qualora
l’onere previsto sia superiore a lire  2  miliardi,  ovvero
dal Direttore generale per importi  inferiori  e  non  sono
sottoposte al parere preventivo  del  Comitato  direzionale
ne’ al visto preventivo dell’ufficio di ragioneria  di  cui
all’art.  15,  comma  2.  La  relativa  documentazione   e’
inoltrata al Comitato direzionale, al  Comitato  consultivo
ed all’Ufficio di ragioneria contestualmente alla delibera.
4. Le  attivita’  di  cui  al  presente  articolo  sono
affidate, con il decreto di cui all’art. 10,  comma  2,  ad
apposita unita’ operativa della Direzione generale.».
Modifica all’articolo 13 della legge
1. All’articolo 13, comma 4, della legge 26 febbraio 1987,  n.  49,
le parole: «, anche per quanto riguarda l’amministrazione  dei  fondi
di cui al comma 5,» sono soppresse.
Data a Roma, addi’ 13 agosto 2010
Camera dei deputati (atto n. 3400):
Presentato dall’on. Enrico Pianetta il 15 aprile 2010.
Assegnato alla III commissione (Affari esteri), in sede referente
il 19 aprile 2010, con pareri delle commissioni I e V.
Esaminato dalla III commissione in sede referente  il  27  aprile
2010 e il 12 maggio 2010. Nuovamente assegnato alla  III  commissione
(Affari esteri) in sede legislativa il 30 giugno 2010.
Esaminato dalla III commissione in sede legislativa il 1°  luglio
2010 ed approvato il 6 luglio 2010.
Senato della Repubblica (atto n. 2272):
Assegnato alla 3ª commissione permanente (Affari esteri) in  sede
deliberante il 20 luglio 2010 con pareri delle commissionil 1ª e 5ª .
Esaminato dalla 3ª commissione in sede deliberante il  21  luglio
2010 ed approvato il 2 agosto 2010.
n. 49 del 1987, come modificato dalla presente legge:
«Art. 13 (Unita’ tecniche di cooperazione nei Paesi  in
via di sviluppo). – 1. Le unita’ tecniche di cui agli artt.
9 e  10  sono  istituite  nei  Paesi  in  via  di  sviluppo
dichiarati prioritari dal CICS con  accreditamento  diretto
presso i Governi interessati nel quadro  degli  accordi  di
2.  Le  unita’  tecniche  sono  costituite  da  esperti
dell’Unita’ tecnica  centrale  di  cui  all’art.  12  e  da
esperti tecnico-amministrativi  assegnati  dalla  Direzione
generale per  la  cooperazione  allo  sviluppo  nonche’  da
personale esecutivo e ausiliario  assumibile  in  loco  con
3. I compiti delle unita’ tecniche consistono:
a) nella predisposizione e nell’invio alla  Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo di relazioni, di
dati   e   di   ogni   elemento   di   informazione   utile
all’individuazione,  all’istruttoria  e  alla   valutazione
delle   iniziative   di   cooperazione   suscettibili    di
b) nella predisposizione e nell’invio alla  Direzione
dati e di elementi di informazione sui piani e programmi di
sviluppo del Paese di accreditamento e  sulla  cooperazione
allo sviluppo ivi promossa e attuata anche da altri Paesi e
da organismi internazionali;
c) nella supervisione e nel controllo  tecnico  delle
iniziative di cooperazione in atto;
d) nello sdoganamento, controllo, custodia e consegna
delle attrezzature  e  dei  beni  inviati  dalla  Direzione
generale per la cooperazione allo sviluppo;
e) nell’espletamento di ogni  altro  compito  atto  a
garantire   il   buon   andamento   delle   iniziative   di
cooperazione nel Paese.
4. Ciascuna unita’ tecnica e’  diretta  da  un  esperto
dell’Unita’  tecnica  centrale  di  cui  all’art.  12,  che
risponde   al   capo   della   rappresentanza   diplomatica
5. Le  unita’  tecniche  sono  dotate  dalla  Direzione
generale per la cooperazione  allo  sviluppo  dei  fondi  e
delle  attrezzature  necessarie  per   l’espletamento   dei
compiti ad esse affidati.».
LEGGE 13 agosto 2010, n. 149 – Modifiche all’articolo 1 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e agli articoli 11 e 13 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, concernenti la gestione dei fondi dell’Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. (10G0173) – (GU n. 212 del 10-9-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:18:40+00:00