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Timestamp: 2017-11-25 09:32:31+00:00
Document Index: 10504511

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 157', 'art. 462', 'art. 552', 'art. 577', 'art. 9', 'art 148', 'sentenza ', 'art. 268', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 111', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 27', 'art. 1']

Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 14 ottobre 2014 (dep. 27 novembre 2014) n. 49478
Astensione dalle udienze per delibera di associazione forense: è legittimo impedimento anche in camera di consiglio
Tribunale di Milano, Ufficio del Giudice delle indagini preliminari, Ordinanza 13 febbraio 2008 - imp. B. M. + 1 (est. L. Savoia)
Notificazioni. Domicilio eletto o dichiarato. Mancanza (Cpp art. 157, 161 )
Tribunale di Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, ordinanza 27 novembre 2007
Decreto penale di condanna - Irrevocabilità - Termini - Sospensione feriale (art. 462 c.p.p.)
Tribunale di Bergamo in composizione monocratica, Sez. di Grumello del Monte - Ordinanza 09 maggio 2007
È nullo, per violazione dell'art. 552, lett. f), c.p.p., il decreto di citazione a giudizio che indichi ancora il termine di quindici giorni per la richiesta di riti alternativi, come previsto anteriormente alla l. 479/99 (c.d. legge "Carotti").
Corte Costituzionale, Sentenza 21 marzo 2007 (dep. 5 aprile 2007), n. 117
Le regole sulla contumacia sono compatibili con il Giusto Processo
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 23 maggio 2006 (dep. 13 giugno 2006), n. 20228/2006 (603/2006)
Corrispondenza del detenuto: quando e come può essere legittimamente acquisita come prova
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 16 marzo 2006 (dep. 30 marzo 2006), n. 11162/2006 (24976/2006)
La sopravvenuta abrogazione dell'art. 577 c.p.p. per effetto della L. n. 46 del 2006, art. 9, non deroga al generale principio "tempus regit actum", riferito al momento della proposizione dell'impugnazione (e non già della sua decisione, in assenza di deroga legislativa espressa).
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 23 marzo 2006 (dep. 20 aprile 2006), n.13994/2006 (560/2006)
Legge Pecorella e travisamento della prova: istruzioni per l'uso
Corte d'Assise di Appello di Venezia, Sezione II Penale, ordinanza 8 maggio 2006, Pres. Lanza
Una articolata questioni di legittimità costituzionale in materia di appello pendente della parte civile (tratta da www.movimentoperlagiustizia.it).
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 28 febbraio 2006 (dep. 9 marzo 2006), n. 08324/2006
La modifica dell'art 148 c.p.p., apportata dal D.L. n. 144 del 2005 convertito con la legge 155/2005, secondo la sentenza pubblicata non fa venir meno la qualifica di organo di notificazione della PG; peraltro, la notifica di un atto al di fuori della sua compentenza non determina nè inesistenza nè nullità della notifica, ma semplice irregolarità.
Tribunale di Perugia, in composizione monocratica, Ordinanza 20 marzo 2006 - Relatore dott. Massimo Ricciarelli
Ex-Cirielli: questione di legittimità costituzionale per i reati di competenza del giudice di pace
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 18 gennaio 2006 (dep. 20 febbraio 2006), n. 6381/2006 (139/2006)
Art. 175 cpp: la richiesta di restituzione nel termine va accolta anche quando sia incerta la prova circa l'effettiva conoscenza del procedimento in capo all'imputato.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 29 novembre 2005 (dep. 24 gennaio 2006), n. 2737/2006 (Presidente N. Marvulli, Relatore F. Marzano)
In tema di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di autorizzazione alla utilizzazione di impianti diversi da quelli in dotazione alla Procura della Repubblica, ai sensi dell’art. 268, comma 3, c.p.p., la motivazione del decreto del pubblico ministero, in ordine ad entrambi i presupposti di legge (la inidoneità o insufficienza degli apparati in uso all’ufficio giudiziario e la eccezionale urgenza) deve intervenire prima della esecuzione delle operazioni captative; il pubblico ministero può rendere la relativa motivazione, o integrarla, anche in momento successivo a quello in cui abbia, eventualmente, disposto l’esecuzione delle operazioni, ma comunque sempre ed in ogni caso prima che le operazioni medesime vengano eseguite. Non è dato al giudice di emendare il decreto del pubblico ministero sostituendosi a lui nel rendere una motivazione non data dall’inquirente o di integrarla, appropriandosi di ambiti di discrezionalità delibativa e determinativa che spettano solo alla parte pubblica
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, 12 dicembre 2005 (dep. 10 gennaio 2006), n. 460/06 (1536/2005)
Legge n. 251/2005 - Prescrizione - Disciplina transitoria - Inapplicabilità di più brevi termini di prescizione nei giudizi pendenti in cassazione - Questione di costituzionalità dell'art. 10 co..3 per contrasto con gli artt. 3, 25 e 101 della Cost. - Manifesta infondatezza. (sentenza integrale)
Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 11 ottobre 2005, (dep. 21 novembre 2005) n. 41649 (n. 1462/2005)
In tema di notificazioni, la Suprema Corte indica i criteri di applicazione dell'art. 157, comma 8 bis, introdotto con il D.L. 21 febbraio 2005, n. 17, convertito con modificazioni nella Legge 22 aprile 2005, n. 60. L'intero sistema configurato dalla nuova disciplina è ispirato a garantire la ragionevole durata del processo in ottemperanza all'art. 111 Cost., pertanto il comma 8 bis dell'art. 157 c.p.p., che prevede che ogni notifica successiva alla prima, se l'imputato ha nominato un difensore di fiducia, deve essere fatta al difensore, si riferisce ad ognuna delle ipotesi contemplate dai commi da uno ad otto dell'art. 157 c.p.p. e non al solo caso previsto dal comma 8
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 27 settembre 2005 (dep. 10 novembre 2005), n.40910 (n.14 /2005)
Quando in appello viene esclusa, su impugnazione del solo imputato, la circostanza aggravante applicata in sentenza, il giudice, anche se irroghi una pena inferiore a quella comminata in precedenza, non può assumere, come pena base, una pena di entità maggiore di quella determinata in primo grado.
Corte Costituzionale, Sentenza 13 gennaio 2004 (dep. 20 gennaio 2004), n. 24
Illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, l. 20 giugno 2003, n. 140 (Disposizioni per l’attuazione dell’art. 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato); inoltre, ai sensi dell’art. 27, l. 11 marzo 1953, n. 87, illegittimità costituzionale dell’art. 1, commi 1 e 3, della predetta legge n. 140 del 2003.