Source: https://www.radioaut.it/?p=2168
Timestamp: 2020-06-05 17:55:36+00:00
Document Index: 71423246

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 112', 'art. 103', 'art. 102', 'art. 25', 'art. 102', 'art. 102', 'art. 104', 'art. 101', 'art. 107']

La Magistratura e il Consiglio superiore. Inchiesta di Perugia - RadioAut
Un quadro descrittivo generale dell’ordinamento giudiziari del dott. Alfonso Gentili
Nel momento in cui il Consiglio superiore della magistratura si vede coinvolto in una brutta vicenda di tentativi extraistituzionali di condizionamenti delle nomine presso uffici direttivi giudiziari da parte di alcuni notabili che rischia di minarne l’immagine ed il ruolo, può essere utile tracciarne un quadro descrittivo generale. Innanzitutto occorre ricordare che il sistema giudiziario italiano risulta articolato in una pluralità di giurisdizioni. Sono infatti istituiti i giudici ordinari (art. 102 Cost.) che amministrano la giustizia civile e penale attraverso organi giudicanti di primo e secondo grado, oltre la Corte di Cassazione come giudice di legittimità,e organi requirenti, i Pubblici ministeri (PM) che attivano obbligatoriamente e quindi imparzialmente (art. 112 Cost.) la giurisdizione penale e agiscono nel processo per la cura degli interessi pubblici. Sono inoltre istituiti alcuni giudici speciali (art. 103 e 125 Cost.) come i giudici amministrativi (Consiglio di Stato e Tribunali amministrativi regionali), i giudici contabili (Corte dei Conti) e i giudici militari (Tribunali militari, con giurisdizione in tempo di pace solo sui reati commessi dagli appartenenti alle forze armate), nonché (VI disp.trans. Cost.) i giudici tributari (Commissioni tributarie provinciali e regionali).
Non possono essere istituiti (art. 102, secondo comma Cost.) giudici straordinari ( cioè ex post facto) perché “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (art. 25, primo comma, Cost.) né altri giudici speciali, ma solo sezioni specializzate per determinate materiepresso gli organi giudiziari ordinari (art. 102, secondo comma, Cost.) “anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura” (c.d. giustizia partecipativa). E’ prevista inoltre la “partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia” rinviandone la disciplinaa norme di legge (art. 102, terzo comma Cost.). Tale forma di partecipazione si è configurata nelle c.d. giurie popolari, reintrodotte nel nostro Paese dopo la caduta del fascismo e che attualmente sono in funzione nelle Corti d’Assise di primo grado e d’appello.
Inoltre le disposizioni vigenti non risultano operare differenziazioni significative tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, potendo un magistrato sviluppare la sua carriera parzialmente in ciascuno dei due ambiti. L’eventuale introduzione della c.d. “separazione” delle funzioni tra Giudici e PM potrebbe infatti comportare il rischio di pregiudicare l’indipendenza dei PM, anche se la riforma dell’ordinamento giudiziario (che risale al R.D. n. 12 del 1941), impostata con la legge delega n. 150 del 2005 (Governo Berlusconi III) ed attuata con vari decreti legislativi del 2006 e successive modifiche anche sostanziali con le leggi n. 269 del 2006 e n. 111 del 2007 (Governo Prodi II), risulta comunque aver introdotto il divieto di passaggio dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti eviceversa nell’ambito di uno stesso distretto giudiziario o di altri distretti della stessa regione e nuovi criteri sulle connesse valutazioni.
L’Assemblea costituente, cambiando radicalmente tale assetto precedente, ha invece inteso consacrare le garanzie costituzionali di autonomia e indipendenza dell’ordine giudiziario (art. 104, primo comma,Cost.) riconoscendone in sostanza la qualifica di “terzo potere” indipendente dagli altri poteri (legislativo ed esecutivo) dello Stato. L’autonomia della magistratura repubblicana è una garanzia volta ad esplicare i suoi effetti all’interno dell’ordine giudiziario e fa in modo che ogni singolo magistrato possa decidere autonomamente senza essere condizionato da altri magistrati appartenenti all’ordine (art. 101, comma secondo, Cost. “I giudici sono soggetti solo alla legge”). L’indipendenza della magistratura è invece riferita al potere o ordine giudiziario nel suo complesso ed è una garanzia costituzionale volta ad esplicare i suoi effetti con riferimento all’esercizio della funzione giurisdizionale e tutela il singolo magistrato dai condizionamenti che possono veniredagli altri poteri. Inoltre in Costituzione è prevista anche l’inamovibilità dei magistrati (art. 107, primo comma) e cioè l’impossibilità del trasferimento in sede diversa senza il loro consenso o comunque con decisione del C.S.M. per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento.
Al fine poi di assicurare l’indipendenza dei giudici speciali, il legislatore ha previsto anche per essi degli organi collegiali sul modello del C.S.M. per l’adozione dei provvedimenti relativi alla carriera e allo status degli stessi e, vale a dire, ilConsiglio di presidenza della giurisdizione amministrativa, il Consiglio di presidenza della Corte dei conti, il Consiglio della magistratura militare e il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.
Dott. Alfonso Gentili – ex Segretario generale del Comune di Todi