Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-83-codice-civile-matrimonio-celebrato-davanti-a-ministri-dei-culti-ammessi-nello-stato
Timestamp: 2018-03-19 14:38:30+00:00
Document Index: 98203416

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 33', 'art 81', 'art. 83', 'art. 2043', 'art. 81']

Codice civile Art. 83 codice civile: Matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato
Il matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato (1) è regolato dalle disposizioni del capo seguente, salvo quanto è stabilito nella legge speciale concernente tale matrimonio.
Del matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato
Culti ammessi: culti diversi da quello cattolico. La definizione risente dell’ottica di mera tolleranza e non di libertà in cui essi erano inquadrati nel momento di emanazione del codice del 1942. Dopo l’entrata in vigore della Costituzione è preferibile parlare di confessioni acattoliche.
(1) L’art. 8, comma 2, Cost. dispone che le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I rapporti dello Stato con le confessioni diverse dalla cattolica possono essere regolati sulla base di intese che hanno la natura di convenzioni di diritto pubblico interno e che lo Stato ha l’obbligo di recepire in una legge di contenuto conforme.
È inammissibile il ricorso per cassazione non sottoscritto da un avvocato iscritto nell'albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione e alle altre giurisdizioni superiori, di cui all'art. 33 r.d.l. 27 novembre 1933 n. 1578, convertito con modificazioni nella l. 22 gennaio 1934 n. 36, ma unicamente da uno o più avvocati non abilitati a tale patrocinio, senza che rilevi in senso contrario che il mandato, in margine o in calce allo stesso ricorso, sia stato rilasciato anche in favore di avvocato iscritto in detto albo e indicato come domiciliatario, qualora la sottoscrizione di detto mandato sia stata autenticata da avvocato non abilitato al patrocinio speciale suddetto
Cassazione civile sez. III 06 marzo 2012 n. 3459
La procura al difensore apposta a margine o in calce al ricorso per cassazione deve considerarsi conferita, salva diversa manifestazione di volontà, per il giudizio di cassazione, in quanto costituendo corpo unico con l'atto cui inerisce, esprime necessariamente il suo riferimento a questo e garantisce così il requisito della specialità del mandato al difensore, restando irrilevante la mancanza di uno specifico riferimento al giudizio di legittimità.
Cassazione civile sez. II 07 settembre 2004 n. 18006
L'avvenuta richiesta di pubblicazioni nonché di scambio di una ingente quantità di regali fra due fidanzati è circostanza atta ad integrare la solenne promessa di matrimonio di cui all'art 81 c.c. e l'insofferenza maturata da uno dei due fidanzati nei confronti degli atteggiamenti aggressivi dell'altro non costituisce giusto motivo di rottura di tale promessa solenne in quanto non giustifica la manifestazione di tale stato d'animo proprio nell'imminenza della data fissata per la celebrazione del matrimonio. Tuttavia, se da tale assenza di giusto motivo, deriva certamente il diritto al risarcimento del danno patrimoniale derivato dalla mancata celebrazione ex art. 83 c.c., non altrettanto può dirsi dei danni morali e psicologici eventualmente richiesti: ciò in quanto l'obbligazione risarcitoria che ne deriva non è ricostruibile nei termini contemplati dall'art. 2043 c.c. ma solo in quelli previsti dall'art. 81 c.c. e, dunque, limitatamente alle spese sostenute ed alle obbligazioni eventualmente contratte.
Tribunale Bari 28 settembre 2006 n. 2390
È validamente rilasciata ad entrambi i difensori indicati nell’intestazione della comparsa di costituzione e risposta la procura – posta a margine dell’atto - contenente l’indicazione di uno soltanto di essi seguita da uno spazio bianco ma sottoscritta per autentica dall’altro legale, unico sottoscrittore, altresì, del medesimo atto giudiziale, dovendosi ritenere frutto di un mero errore materiale, giuridicamente irrilevante, il mancato inserimento del suo nominativo.
Tribunale Venezia 13 gennaio 2006