Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25882-del-31-10-2017
Timestamp: 2020-08-07 10:04:58+00:00
Document Index: 177011649

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 2697', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 1425', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25882 del 31/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25882 del 31/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 31/10/2017, (ud. 07/06/2017, dep.31/10/2017), n. 25882
sul ricorso 29649-2014 proposto da:
C.G., ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA ARCHIMEDE 143, presso lo studio dell’avvocato DOMENICO COLUMBA,
EUROSTELLA s.r.l., (c.f. (OMISSIS)) in persona del legale
YSER 8, presso lo studio dell’avvocato VITTORIO MARTELLINI,
rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE PICA;
avverso la sentenza n. 2014/2013 del TRIBUNALE di BENEVENTO,
che il sig. C.G. ricorre, sulla scorta di due mezzi di gravame, avverso la sentenza del Tribunale di Benevento che, riformando la sentenza del giudice di pace della stessa città, ha rigettato l’opposizione da lui proposta avverso il decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti, a richiesta della società Eurostella s.r.l.”., per il pagamento del saldo del prezzo relativo all’acquisto di una vettura quadriciclo, pari ed Euro 3.500, ridotti, in ragione della minor competenza per valore del giudice di pace, ad Euro 2.582;
che il tribunale ha ritenuto che la sigla posta nell’atto, accanto alla menzione del saldo da versare, costituisse una sottoscrizione abbreviata ammessa in ambito commerciale la quale, in assenza di disconoscimento, fa piena prova della provenienza dell’atto;
che inoltre il tribunale ha giudicato infondata l’eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dall’odierno ricorrente in quanto l’acquirente indicato nell’atto, C.A., alla data di stipula della compravendita del veicolo era ancora minorenne, “ragion per cui non avrebbe potuto sottoscrivere alcun contratto se non alla presenza del proprio genitore”;
che la società Eurostella s.r.l. ha depositato controricorso;
che per l’adunanza di camera di consiglio ex art. 180 bis c.p.c., comma 1 del 7.6.17, in cui la causa è stata decisa, solo il Procuratore Generale ha depositato una memoria.
che con il primo motivo di ricorso si denuncia la violazione o falsa applicazione degli artt. 1321 e 2702 c.c., in combinato disposto con l’art. 2697 c.c., nonchè degli artt. 214 e 215 c.p.c. in cui il tribunale di Benevento sarebbe incorso considerando quale sottoscrizione abbreviata di C.G. un tratto grafico non riconducibile ad alcuna persona determinata, nè, tantomeno, ad un soggetto estraneo al contratto;
che conseguentemente, secondo il ricorrente, in assenza di sottoscrizione egli non era onerato di effettuare un formale disconoscimento;
che, sempre secondo il ricorrente, non vi era prova che egli fosse stato presente alla stipula dell’atto, nè alcuna circostanza dedotta in giudizio consentiva di collegare la scrittura in questione al signor C.G., dal momento da tale scrittura risultava che l’unico acquirente dell’autoveicolo era C.A.;
che il motivo va disatteso, perchè in sostanza attinge, senza formulare censure riconducibili al paradigma del nuovo art. 360 c.p.c., n. 5 (applicabile nel presente procedimento in ragione dalla data di deposito della sentenza gravata) il giudizio di fatto dal tribunale beneventano secondo cui “la sigla apposta al lato dell’impegno a versare la rimanente somma… è ben riconducibile ad una firma abbreviata dell’avv. C.G.”; giudizio di fatto (fondato anche sulla comparazione tra la sigla in questione e altre apposte dal C. nell’atto) da cui discende la conseguenza di diritto, correttamente tratta dal tribunale, che tale sigla equivale ad una sottoscrizione (Cass. 230/64, 12656/91, 1510/01) e che, quindi, il suo mancato disconoscimento implica il riconoscimento, da parte del C., della paternità del documento e la conseguente assunzione degli obblighi risultanti dalle dichiarazioni ivi documentate (“da versare Euro 3.500,00”);
che con il secondo motivo si lamenta la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1425 c.c. in cui il tribunale sarebbe incorso ritenendo che la presenza del genitore dovesse ritenersi sussistente in quanto necessaria ai fini della validità dell’atto stipulato col minore;
che il motivo va giudicato inammissibile per carenza di interesse, in quanto esso attinge un’affermazione del tribunale (quella secondo cui il minore C.A. “non avrebbe potuto sottoscrivere alcun contratto se non alla presenza del proprio genitore”) priva di portata decisoria, poichè la decisione della sentenza gravata si regge autonomamente sulla ratio decidendi, che ha resiste all’impugnativa recata con il primo mezzo di ricorso, del riconoscimento tacito della sottoscrizione (rilasciata in forma abbreviata) dell’odierno ricorrente;
che deve altresì darsi atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente del raddoppio del contributo unificato D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ex art. 13, comma 1 quater, D.Lgs. n. 546 del 1992;
Condanna il ricorrente a rifondere alla contro ricorrente le spese del giudizio di cassazione, che liquida in Euro 1.500, oltre Euro 200 per esborsi ed oltre accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, D.Lgs. n. 546 del 1992, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.