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Timestamp: 2020-03-28 22:00:15+00:00
Document Index: 147411833

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Sentenza Cassazione Civile n. 26028 del 15/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26028 del 15/10/2019
Cassazione civile sez. lav., 15/10/2019, (ud. 26/06/2019, dep. 15/10/2019), n.26028
sul ricorso 16019-2015 proposto da:
D’ALOISIO, LELIO MARITATO, EMANUELE DE ROSE, SGROI ANTONINO;
G.M., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA GIOVANNI
avverso la sentenza n. 3107/2014 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
depositata il 16/12/2014 r.g.n. 2707/2013.
il giudice del lavoro del Tribunale di Brindisi accolse l’opposizione di G.M. avverso il verbale di accertamento dell’Inps col quale erano state contestate inadempienze contributive per gli anni 2004 – 2005 scaturenti dall’utilizzo, come base di calcolo, della retribuzione giornaliera prevista dalla contrattazione di riallineamento integrativa e non di quella provinciale o del salario medio convenzionale, pari ad Euro 44,26;
a seguito di impugnazione dell’Inps, la Corte d’Appello di Lecce (sentenza del 16.12.2014) rigettò il gravame dopo aver rilevato che l’accordo di riallineamento applicato, valevole per il quadriennio 2004 – 2007, costituiva la prima ed unica rimodulazione al programma di riallineamento già definito dal CPL 2000/2003 che, in precedenza, non aveva subito alcuna modifica, per cui non era ravvisabile la violazione L. n. 608 del 1996, art. 5, comma 5;
per la cassazione della sentenza ricorre l’Inps con un solo motivo, cui resiste G.M., in qualità di titolare dell’omonima azienda agricola, con controricorso, illustrato da memoria;
Che non ha pregio l’eccezione preliminare di inammissibilità del presente ricorso, sollevata dal controricorrente, avendo la difesa dell’Inps specificato le parti dell’impugnata sentenza in contrasto con le norme di legge in materia di contratti di riallineamento contributivo, delle quali è stata denunziata la violazione;
1. con un solo motivo l’Inps deduce la violazione e falsa applicazione del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 5, comma 5, convertito con modificazioni dalla L. 28 novembre 1996, n. 608, nonchè del D.Lgs. 11 agosto 1993, n. 375, art. 20 nel testo applicabile sostituito dal D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 9 ter, comma 3, convertito con modificazioni dalla L. 28 novembre 1996, n. 608, oltre che dell’art. 1362 c.c. e segg. con riferimento al contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Brindisi sottoscritto il 20 settembre 2004 e dell’art. 2697 c.c. (art. 360 c.p.c., n. 3);
2. in pratica, l’Inps contesta l’impugnata sentenza laddove la Corte di merito ha disconosciuto il diritto di credito contributivo vantato da esso ricorrente a titolo di differenziale contributivo per il biennio 2004 – 2005;
3. il quesito di diritto posto dall’Inps afferisce, dunque, alla legittimità o meno del programma di adeguamento salariale previsto e disciplinato dal contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Brindisi siglato il 20.9.2004 alla luce della disciplina dettata dalla D.L. n. 510 del 1996, art. 5, comma 5, convertito dalla L. n. 608 del 1996 che testualmente recita quanto segue: “E’ ammessa una sola variazione ai programmi di riallineamento contributivo, compresi quelli già stipulati, limitatamente ai tempi ed alle percentuali fissati dagli accordi provinciali, purchè tale modifica sia oggettivamente giustificata da intervenuti rilevanti eventi non prevedibili e che incidano sostanzialmente sulle valutazioni effettuate al momento della stipulazione dell’accordo territoriale, ed a condizione che l’intesa di aggiustamento sia sottoscritta dalle medesime parti che hanno stipulato il primitivo accordo”;
4. al riguardo il ricorrente evidenzia che l’istituto dei contratti di riallineamento contributivo ha trovato una sua disciplina nel predetto D.L. n. 510 del 1996, art. 5, convertito nella L. n. 608 del 1996, ed è stato applicabile sino al 17 ottobre 2001, in forza di quanto previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 116.1 limitatamente “alle imprese che recepiscono, entro un anno dalla decisione assunta dalla Commissione delle Comunità Europee sul regime di aiuti di Stato n. 236/A/2000, contratti di riallineamento regolati ai sensi e alle condizioni del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 5, è concesso, per la durata del programma di riallineamento e, comunque, per un periodo non superiore a cinque anni, uno sgravio contributivo nelle misure di cui al comma 2 per i lavoratori individuati secondo le modalità di cui al citato D.L. n. 510 del 1996, art. 5, comma 3 sexies, introdotto dalla L. 23 dicembre 1998, n. 448, art. 75, mai denunciati agli enti previdenziali”;
5. quindi, secondo l’Inps, in forza di tali disposizioni, era possibile sottoscrivere programmi di riallineamento contributivo sino al 17 ottobre 2001 nel rispetto dei requisiti previsti dall’art. 5 del citato Decreto-Legge, ivi compreso il potere di variazione per una sola volta degli stessi;
7. inoltre, l’accordo sottoscritto il 12 marzo 2002, del quale fa menzione lo stesso art. 19 appena citato, allegato al contratto provinciale del 2004, era stato sottoscritto anche dalla FLAI CGIL conformemente alla sottoscrizione del precedente contratto provinciale di riallineamento risalente al 18.2.2000, che vedeva tra i soggetti stipulanti tale organizzazione sindacale che non aveva, invece, sottoscritto il contratto provinciale del 2004; pertanto, tale mancanza di sottoscrizione comportava la violazione di quanto stabilito dal Decreto Legge, art. 5, comma 5, che prevedeva che l’intesa di aggiustamento fosse sottoscritta dalle medesime parti che avevano stipulato il primitivo accordo;
invero, il D.L. n. 510 del 1996, art. 5, convertito, con modificazioni, in L. n. 608 del 1996, ha introdotto, al dichiarato fine di sospendere “la condizione di corresponsione dell’ammontare retributivo di cui al D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, art. 6, comma 9, lett. a), b) e c), convertito, con modificazioni, dalla L. 7 dicembre 1989, n. 389”, l’istituto del riallineamento retributivo, più correttamente, l’adesione del datore di lavoro all’accordo di riallineamento retributivo con la previsione del graduale riallineamento dei trattamenti economici dei lavoratori ai livelli previsti nei corrispondenti contratti collettivi nazionali di lavoro; ha riconosciuto, ai predetti accordi, validità pari a quella attribuita ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento, quale requisito per l’applicazione, a favore delle imprese, di tutte le normative nazionali e comunitarie. Sempre il richiamato art. 5, al comma 3, secondo periodo, prevedendo, quanto agli sgravi contributivi, che “l’applicazione nel tempo dell’accordo provinciale comporta la sanatoria anche per i periodi pregressi per le pendenze contributive ed a titolo di fiscalizzazione di leggi speciali in materia e di sanzioni a ciascuna di esse relative ovvero di sgravi contributivi, per le imprese di cui al comma 1”, rivela l’intento del legislatore di consentire al datore di lavoro, che aderisca all’accordo provinciale di riallineamento, di fruire dei benefici contributivi e della fiscalizzazione degli oneri sociali limitatamente ai lavoratori già dipendenti del datore di lavoro al recepimento dell’accordo provinciale incentivandolo con il graduale recepimento della contrattazione collettiva (al più tardi, entro trentasei mesi dal recepimento dell’accordo provinciale) e con lo sgravio contributivo quale conseguenza del dichiarato fine sospensivo richiamato nell’incipit del più volte richiamato art. 5;
10. orbene, la L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 116, commi 1 e 7, pur mantenendo fermo l’intero quadro normativo vigente in materia, ha integrato gli effetti della contrattazione da riallineamento sotto l’aspetto contributivo, prevedendo uno sgravio sulla retribuzione dovuta nella misura della L. n. 608 del 1996, art. 5, comma 4. Per tal motivo, la riapertura dei termini operata dalla norma è stata limitata alla sola possibilità di recepimento dei contratti già stipulati e non alla stipula ex novo di nuovi accordi provinciali di riallineamento;
13. la citata Decisione della Commissione Europea in materia di aiuto di Stato n. 236/A/2000, contenente misure a favore della regolarizzazione dell’economia sommersa, è del 17.10.2000, per cui ha ragione la difesa dell’Inps nel sostenere che il termine ultimo di un anno di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 116, comma 1, per il recepimento, da parte delle imprese, dei contratti di riallineamento, regolati ai sensi e alle condizioni del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 5, scadeva il 17.10.2001;
14. ne consegue che è, altresì, fondato il rilievo del ricorrente secondo cui l’applicazione dell’accordo provinciale del 20.9.2004, contemplante all’art. 19 il programma di riallineamento era da considerare nella specie illegittima, posto che detto accordo era stato sottoscritto tre anni dopo il termine ultimo di efficacia dell’istituto del riallineamento invocato ai fini dei pretesi sgravi contributivi;
17. la natura dirimente di tale violazione sul rispetto dei limiti temporali per l’applicazione, ai fini degli sgravi contributivi, del predetto accordo provinciale rende superfluo l’esame degli altri rilievi incentrati sulla necessità della verifica dei soggetti che parteciparono agli accordi stipulati in momenti diversi e sulla efficacia dell’accordo del 2004, che secondo l’Inps era limitata alla sospensione della condizione di corresponsione dell’aumento retributivo, di cui al CPL del 18.12.2000, previsto a far data dall’1.1.2002;