Source: http://www.avvocatibraschiemanini.it/le-novita-del-mese-di-aprile-2018-in-materia-di-lavoro-e-di-previdenza
Timestamp: 2018-08-20 01:32:51+00:00
Document Index: 129718201

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 10', 'art 2120', 'art 1180', 'art 12', 'art 4']

Le novità del mese di aprile 2018 in materia di lavoro e di previdenza | Studio Legale Braschi e Manini avvocati a Firenze
maggio 03, 2018 Avvocato Emanuela Manini No comments
ILLEGITTIMO LICENZIARE UN LAVORATORE PART TIME CHE RIFIUTA IL FULL TIME.
L’orario di lavoro è un elemento qualificante del contratto di lavoro, pertanto la sua variazione, in aumento o in diminuzione,richiede una manifestazione di volontà da entrambe le parti. Ne discende che il licenziamento intimato al lavoratore che rifiuta il passaggio da part time a full time è illegittimo con la conseguenza che il dipendente deve essere reintegrato nel posto di lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 10142/2018.
Avv Emanuela Manini. #rifiutotrasformazioneorario
PENSIONE DI INABILITA’, QUALE REDDITO PER ACCEDERE ALLA PRESTAZIONE ASSISTENZIALE?
Per accedere alla prestazione assistenziale della pensione di inabilità, oltre al requisito sanitario, pari al 100% di invalidità, occorre possedere il requisito reddituale. A questo proposito, la base imponibile è costituita dal reddito personale effettivo complessivo dell’invalido al netto degli oneri deducibili. Tra questi rientrano le spese mediche , gli assegni corrisposti al coniuge separato ( art 10 DPR 917/1986).Inoltre, non concorre a formare il reddito personale quello ascrivibile alla casa di abitazione ( Cass civ 5450/2017).
Avv Emanuela Manini.#redditopensioneinabilità
TFR IN BUSTA PAGA,STOP DOPO IL 30 GIUGNO 2018.
A partire dal 1 luglio 2018 non sarà più possibile inserire il TFR in busta paga ( dietro presentazione del modello Quir all’azienda). Dopo tale data il TFR tornerà in azienda. Resta invariata la possibilità di ottenere anticipi sul TFR secondo la disciplina dell’art 2120 cc, ovvero anticipo del 70% dell’importo maturato, dopo 8 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro per l’acquisto della prima casa per sé o per i figli, o per far fronte a spese sanitarie ed interventi straordinari, riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.
Avv Emanuela Manini. #tfrinbustapaga
FIGLIO A CARICO, QUANDO SI VERIFICA TALE SITUAZIONE?
La condizione di figlio a carico è riconosciuta a prescindere dall’età del figlio e dalla convivenza con i genitori, fermo restando il limite di reddito non superiore a 2.840,51 ( limite previsto per essere considerati familiari a carico). L’Agenzia delle Entrate ha precisato che la detrazione per figlio a carico spetta anche qualora quest’ultimo sia sposato e non convivente , purchè non abbia un reddito complessivo superiore al limite di 2.840,51 ( Circ. Agenzia Entrate 95/E/2000).
Avv Emanuela Manini. #detrazionifiglioacarico
OMISSIONE DI CAUTELE ANTINFORTUNISTICHE E DANNO DIFFERENZIALE A CARICO DEL DATORE DI LAVORO.
In caso di infortunio sul lavoro il danno che può essere posto a carico del datore di lavoro riguarda solo il cd danno differenziale, ovvero quello non risarcibile da parte dell’Inail, atteso che l’indennizzo erogato dall’Istituto copre lo specifico danno alla capacità di lavoro e di guadagno del lavoratore. L’eventuale danno a carico del datore di lavoro eccedente quello coperto dall’Inail è a carico di quest’ultimo solo in caso di colpa datoriale per omissione di cautele antinfortunistiche ( Corte Appello Salerno 25/11/2015).
Avv Emanuela Manini. #dannodifferenzialeinfortunio
PERDITA DI CHANCE DERIVANTE DA INFORTUNIO SUL LAVORO.
Il lavoratore ha diritto di ottenere il risarcimento del danno da cd perdita di chance a seguito di un infortunio sul lavoro. In particolare, il lavoratore, in seguito ad un infortunio sul lavoro non era stato più adibito dal datore di lavoro a turno di notte, che prima svolgeva con una certa regolarità. La perdita della maggiorazione retributiva, da imputarsi ad omessa adibizione a turno notturno costituisce perdita di chance ed il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno, da parametrarsi alla predetta maggiorazione ( Cass civ 2020/2018).
Avv Emanuela Manini. #perditachanceinfortunio
VERIFICA DI REGOLARITA’ DEI TIROCINI, LE INDICAZIONI DELL’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO. L’Ispettorato nazionale del Lavoro ( INL), con circolare 8/2018, ha specificato quali sono i requisiti per la verifica di regolarità dei tirocini formativi, ovvero: l’ attività del tirocinante deve essere effettivamente funzionale all’apprendimento e non deve ridursi ad una mera prestazione di lavoro; deve esserci la presenza di un progetto formativo e l’inerenza della attività svolta rispetto allo stesso; il soggetto ospitante deve avere i requisiti previsti dalla legge regionale per la effettuazione di tirocini. In difetto dei requisiti, sarà intimata la cessazione del tirocinio.
Avv Emanuela Manini.#requisititirocinio
INTERPOSIZIONE DI MANODOPERA: LE SOMME DOVUTE DALL’EFFETTIVO DATORE DI LAVORO CHE NON RIAMMETTA IN SERVIZIO IL LAVORATORE HANNO NATURA RETRIBUTIVA E NON RISARCITORIA.
In tema di interposizione illecita di manodopera, ove venga accertata la illegittimità e dichiarata la esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, l’omesso ripristino del rapporto di lavoro ad opera del committente determina l’obbligo di quest’ultimo di corrispondere le retribuzioni a decorrere dalla messa in mora. Tuttavia, è ammessa l’incidenza liberatoria dei pagamenti eseguiti dal datore di lavoro fittizio, ai sensi dell’art 1180,1 co, cc. ( Cass civ Sez Un 2990/2018).
Avv Emanuela Manini.#interposizionemanodoperaretribuzione
AZIONE DI ACCERTAMENTO DEL CALCOLO DEL TFR.
L’azione diretta ad includere nel calcolo del TFR determinate indennità corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, non in via occasionale, è imprescrittibile. Essa presuppone uno stato di incertezza oggettiva, con riguardo alla determinazione degli accantonamenti ai fini del TFR, e consente al lavoratore l’effettivo conseguimento del bene giuridicamente tutelato ( Cass civ 22291/2017).
Avv Emanuela Manini.#accertamentotfr
QUOTA DI TFR DELL’EX MARITO: QUANDO SPETTA ALLA MOGLIE?
Ai sensi dell’art 12 bis L 898/1970, ove la indennità di fine rapporto sia percepita dall’avente diritto dopo la domanda di divorzio,la attribuzione del diritto alla quota di TFR è connessa al definitivo riconoscimento del diritto all’assegno di divorzio. Per contro, la quota di TFR non spetta laddove esso sia maturato in un momento antecedente alla proposizione del giudizio di divorzio, non rilevando il momento della effettiva disponibilità della somma in capo al coniuge cui spetta il TFR ( Cass civ 7239/2018).
Avv Emanuela Manini.#quotatfrdivorzio
ILLEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO INTIMATO PER ASSENZA INGIUSTIFICATA.
E’ illegittimo il licenziamento per assenza ingiustificata superiore a tre giorni, intimato ad un lavoratore che aveva fatto richiesta di fruizione di periodo di ferie per ragioni familiari ed al quale l’azienda aveva omesso di rispondere. Anche se il contratto collettivo prevede il licenziamento per assenza ingiustificata per un periodo superiore a tre giorni, non si può prescindere dall’esame della realtà concreta in cui si è svolta la vicenda e delle ragioni che hanno spinto il lavoratore ad assentarsi dal lavoro. ( Cass civ 9339/2018).
Avv Emanuela Manini.#licenziamentoassenzaingiustificata
ASSENZA DALLA VISITA DI CONTROLLO INPS, QUANDO E’ GIUSTIFICATA?
In caso di assenza del lavoratore malato durante le fasce di reperibilità, il dipendente non può limitarsi a produrre un certificato medico attestante la effettuazione di una visita specialistica, ma deve dimostrare comprovate necessità, che hanno impedito l’osservanza delle fasce orarie, ovvero che la visita non poteva essere effettuata in altro orario al di fuori delle predette fasce, essendo sopravvenuta la necessità assoluta ed indifferibile di allontanarsi dal luogo del controllo.( Cass civ 24681/2016).
Avv Emanuela Manini. #reperibilitàmalattia
ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE, QUANDO SI PRESCRIVE?
Il diritto del lavoratore alla percezione dell’assegno per il nucleo familiare si prescrive nel termine di 5 anni , decorrenti dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è compreso il periodo di lavoro cui l’assegno si riferisce. La prescrizione è interrotta dalla richiesta avanzata per iscritto dal lavoratore all’Inps o alla Direzione provinciale ( DPR 797/1955; circ Inps 110/1992). Avv Emanuela Manini. #assegnifamiliariprescrizione
DAL 12 APRILE 2018 AL VIA LE DOMANDE DI APE VOLONTARIO.
A partire dal 12 aprile 2018 potranno essere presentate le domande di pensione in regime di Ape Volontario. Si tratta di un anticipo di pensione per chi non abbia più di 43 mesi di distanza dalla percezione della pensione, reso possibile attraverso il finanziamento di una banca ( al momento ha aderito Intesa Sanpaolo) che andrà restitutito con rate gravanti sulla pensione per 20 anni ( salvo estinzione anticipata).In caso di morte è prevista una copertura assicurativa( attualmente Unipol, Allianz).Chi ha maturato il requisito per l’Ape tra il 1 maggio ed il 18 ottobre del 2017 , può chiedere entro il 18 aprile le mensilità arretrate ( la richiesta è obbligatoria se il periodo è necessario per il conseguimento dei requisiti per l’Ape).
Avv Emanuela Manini.#apevolontariodomanda
INFORTUNIO IN ITINERE DELL’ARTIGIANO, SI’ ALLA TUTELA INAIL .
L’infortunio in itinere, occorso al titolare di una impresa artigiana, deve essere considerato come avvenuto in occasione di lavoro tutte le volte che vi sia un collegamento causale con l’attività aziendale, dovendosi abbandonare la precedente distinzione tra attività esecutiva e manuale ed attività imprenditoriale. Pertanto, deve essere indennizzato l’infortunio in itinere, accaduto al titolare di una impresa artigiana, mentre si recava presso un capannone preso in affitto per lo svolgimento della propria attività, al fine di controllare lavori di restauro ( Cass civ 2838/2018). Avv Emanuela Manini.#infortunioitinereartigiano
APE VOLONTARIO, TEMPI STRETTI PER LA RICHIESTA DI ARRETRATI.I lavoratori che hanno richiesto ed ottenuto il rilascio della certificazione dall’Inps di sussistenza dei requisiti per l’accesso all’Ape Volontario, e che hanno maturato i requisiti tra il 1 maggio ed il 18 ottobre 2017, potranno presentare all’Inps, entro il 18 aprile 2018, domanda per la corresponsione delle mensilità pregresse. La richiesta di ratei arretrati maturati deve essere obbligatoriamente fatta, entro la data del 18 aprile, da coloro che necessitano di tale periodo per integrare il requisito minimo di durata dell’Ape. Si ricorda che l’Ape Volontario costituisce una misura di anticipo pensionistico in sperimentazione fino al 31/12/2019.
Avv Emanuela Manini.#apevolontarioarretrati
TEMPO TUTA, VA RETRIBUITO SE LA ATTIVITA’ DI VESTIZIONE E’ IMPOSTA DAL DATORE DI LAVORO. Al fine di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno occorre distinguere: se il lavoratore ha facoltà di scegliere il tempo ed il luogo ove indossare la divisa, la relativa attività non deve essere retribuita; se la operazione in questione è assoggettata, quanto al luogo ed alle modalità, alle disposizioni del datore di lavoro, rientra nel lavoro effettivo, e come tale deve essere retribuita.
Avv Emanuela Manini.( Cass civ 7738/2018). #tempotutaretribuzione
TRASFERTA E TRASFERIMENTO, QUALI LE DIFFERENZE?
La distinzione si fonda su un profilo temporale: la trasferta comporta uno spostamento provvisorio, anche se non è necessaria la predeterminazione della sua durata, mentre nel caso di trasferimento il mutamento del luogo di lavoro è definitivo, idoneo anche a determinare un cambiamento di residenza o domicilio. Nel caso di trasferta il legame del prestatore di lavoro con la originaria sede di lavoro non viene mai meno ed il lavoratore mantiene con la sede di appartenenza legami, amministrativi, contabili, formativi. La apposizione di un termine alla assegnazione del lavoratore fuori sede costituisce elemento che vale a connotare lo spostamento dalla propria sede come una trasferta.( Cass civ 12301/2003).
Avv Emanuela Manini. #trasfertatrasferimento
IMPOSSIBILE MANGIARE A CASA NELLE FASCE ORARIE PATTUITE, DIRITTO AI BUONI PASTO. Il lavoratore che non può consumare il pasto presso la propria abitazione nelle fasce orarie pattuite, in relazione ai tempi di percorrenza, ha diritto alla fruizione di buoni pasto. In linea generale, il diritto ai buoni pasto sussiste: nel caso in cui durante la fascia oraria concordata per la consumazione dei pasti il lavoratore sia impegnato al lavoro; nel caso in cui abbia terminato di lavorare, ma i tempi di percorrenza non gli consentono di raggiungere la propria abitazione entro l’esaurursi di tale fascia oraria. ( Cass Civ 7427/2016).Avv Emanuela Manini.#buonipasto
SERVIZIO DI MENSA, E’ RETRIBUZIONE IN NATURA?
In via generale, il valore del servizio mensa, realizzato attraverso una mensa interna all’azienda ovvero esterna ( buoni pasto) non fa parte della retribuzione a nessun effetto, legale e contrattuale .Lo stesso criterio vale anche per la indennità sostitutiva percepita dai lavoratori che non usufruiscono del servizio, trattandosi in tutti i casi non di un elemento integrativo della retribuzione ma di una misura di carattere assistenziale. Il contratto collettivo può, tuttavia, derogare a tale principio, stabilendo la natura retributiva della suddetta indennità. ( Cass civ 12047/2003, 11212/2003).
RACCOLTA DI MAIL DEI LAVORATORI E CONSERVAZIONE, COSTITUISCE CONTROLLO A DISTANZA, LO STABILISCE IL GARANTE DELLA PRIVACY.
La raccolta sistematica di mail scambiate tra lavoratori su account assegnati dal datore di lavoro, la loro memorizzazione per un tempo non predeterminato, anche dopo la cessazione del trapporto di lavoro, infine la possibilità di accedervi, anche in vista di possibili cause, costituisce un vero e proprio controllo a distanza dei dipendenti, in contrasto, in assenza di procedura di autorizzazione, con la disciplina in materia ( art 4 L 300/1970). Lo ha stabilito il Garante privacy con provvedimento 53/2018.
Avv Emanuela Manini. #raccoltamailcontrollodistanza
EFFICACIA DELL’ACCORDO AZIENDALE, FIRMATO SOLO DA ALCUNI SINDACATI. L’accordo aziendale firmato solo da alcuni sindacati ha efficacia generale soggettiva nei confronti di tutti i lavoratori, ad eccezione di coloro che aderiscono ad un sindacato non firmatario dell’accordo e dei lavoratori dissenzienti. Questi possono agire in giudizio per farne accettare la inefficacia nei loro confronti, mentre il sindacato potrebbe agire per accertare il carattere plurioffensivo , contenuto nelle minacce del datore di lavoro rivolte ai lavoratori iscritti al sindacato di irrogare sanzioni disciplinari per mancato rispetto dell’accordo ( Cass civ 27115/2017).