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Timestamp: 2020-02-25 14:51:57+00:00
Document Index: 39429309

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 27', 'art. 702', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ']

Per i giudizi aventi ad oggetto la richiesta di protezione internazionale introdotti prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 113/2018, conv. in l. n. 132/2018, non può applicarsi il termine dimezzato di impugnazione nel caso in cui la Commissione territoriale abbia dichiarato la domanda manifestamente infondata, posto che il quadro normativo antecedente al citato intervento legislativo prevede la dimidiazione del termine nel solo caso in cui la domanda fosse stata presentata in base a questioni prive di alcuna attinenza con i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale.
immigrazione | 03 Ottobre 2019
Diniego del riconoscimento della protezione internazionale e forme di impugnazione
Nel vigore dell’art. 19 d.lgs. n. 150/2011, così come modificato dall’art. 27, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 142/2015, l’appello ex art. 702-quater c.p.c. proposto avverso la decisione di primo grado sulla domanda volta al riconoscimento della protezione internazionale deve essere introdotto con ricorso e non con citazione.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 24584/19; depositata il 2 ottobre)
immigrazione | 02 Ottobre 2019
Coniugato con una cittadina dell’Unione Europea presente da anni in Italia: confermata comunque l’espulsione
Respinta l’opposizione di un uomo, di origini albanesi, che si è visto comunicare l’espulsione come sanzione alternativa alla detenzione. Inutile il suo richiamo al contesto familiare presente in Italia. Per i Giudici la norma è chiara: il divieto di espulsione vale solo in caso di rapporto coniugale col cittadino italiano.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 40129/19; depositata il 1° ottobre)
immigrazione | 30 Settembre 2019
Mera copia libera del decreto prefettizio consegnato allo straniero: provvedimento di espulsione nullo
Vittoria per un cittadino albanese. Accolte in Cassazione le sue obiezioni sulla correttezza della formalità comunicatoria adottata per rendergli noto ufficialmente il provvedimento di espulsione a suo carico.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 24119/19; depositata il 27 settembre)
Protezione umanitaria: necessaria l’udienza di comparizione se manca la videoregistrazione del colloquio tra richiedente e autorità competente
In assenza della videoregistrazione del colloquio tenutosi tra il richiedente la protezione umanitaria e la Commissione territoriale competente, il giudice (in sede di impugnazione) dovrà necessariamente fissare l’udienza di comparizione delle parti, a pena di nullità del decreto con il quale viene deciso il ricorso.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 24112/19; depositata il 27 settembre)
immigrazione | 25 Settembre 2019
Giudizio per il riconoscimento della protezione internazionale e sospensione feriale dei termini
L’inapplicabilità del principio della sospensione dei termini feriali ai giudizi aventi ad oggetto il riconoscimento della protezione internazionale del cittadino straniero, introdotta con l’art. 35-bis, comma 14, d.lgs. n. 25/2008 non opera rispetto ai ricorsi avverso le decisioni delle commissioni territoriali emesse e comunicate prima dell’entrata in vigore di tale norma.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1, ordinanza n. 23810/19; depositata il 24 settembre)
Povertà estrema in patria: niente protezione in Italia
Respinta la richiesta presentata da un cittadino nigeriano e finalizzata ad ottenere il riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari. Irrilevante il richiamo da lui fatto alla difficile situazione socio-economica del Paese di origine, dove il 60% della popolazione è al di sotto della soglia di povertà.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 23757/19; depositata il 24 settembre)
immigrazione | 23 Settembre 2019
In fuga dalla condanna a morte: protezione possibile
Riprende vigore la richiesta avanzata da un cittadino della Nigeria. Per i Giudici, difatti, il rischio di subire una tale terribile pena rileva come presupposto per la protezione, anche se essa implica una previa accusa di commissione di un reato così sanzionato in patria.
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza n. 23459/19; depositata il 20 settembre)
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