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Timestamp: 2019-07-19 03:53:50+00:00
Document Index: 151028531

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Tari 2017, il danno e la beffa? Il Tar Puglia chiede al Comune di Casamassima di annullare la tariffa e l’amministrazione Nitti convoca un consiglio per confermarla? I cittadini ricorrenti all’attacco: “Diffidiamo il Comune” | maxima notizie magazine
A questo punto non ci resta che restare basiti (oppure indignarci). Il braccio di ferro tra il Comune di Casamassima e i cittadini di Casamassima si fa duro. Da una parte il Comune che ha già ricevuto dal Tar Puglia, nel giugno scorso, la sentenza con la quale invita l’ente ad annullare la tariffa 2017 della Tari perché illegittima, e dall’altra i cittadini che – non ancora sfiniti da questo modus operandi – diffidano lo stesso Comune. In mezzo – oltre all’esistente, compreso un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – la convocazione di un consiglio comunale per il 20 dicembre prossimo, per convalidare quella tariffa Tari del 2017 che il Tar ha annullato.
[qui la convocazione del consiglio]
No, non è strabismo. È la politica casamassimese, bellezza. Il Comitato Tari insorge e diffida il Comune “a non mettere in discussione o comunque a non approvare la proposta di delibera consiliare in oggetto”. Così è scritto nell’atto che il presidente del comitato, nonché primo ricorrente, ha inviato al sindaco, al presidente del consiglio comunale e ai consiglieri comunali del Comune. “Il sottoscritto – scrive il presidente Pierfrancesco Fais – cittadino che persegue la finalità della riduzione e della corretta determinazione della tariffa Tari, che ‘dovrebbe’ coincidere con l’interesse pubblico della pubblica amministrazione, a offrire un servizio prescelto proprio per il vantaggio di ottenere entrate da recupero (inesistenti) da detrarre al gettito Tari, per elevarne la qualità (Centro comunale di raccolta, tuttora inesistente), e per non caricare di ulteriori oneri i cittadini, che invita a compartecipare al servizio di raccolta differenziata esteso su tutto il territorio (invece disposti a loro carico mercé riduzioni a vantaggio di zone che esercitano il servizio ‘in proprio’), diffida gli organi” citati. La comunicazione di Fais ripercorre e sottolinea alcuni aspetti rilevanti della vicenda. Come anticipato, la sentenza del Tar Puglia del 13 giugno 2018, reca l’annullamento della deliberazione consiliare del 2017 (amministrazione Cessa) di approvazione del Piano economico finanziario e della relazione al Pef con i relativi allegati.
Dopo la sentenza, il 2 agosto 2018 (l’amministrazione Nitti aveva vinto le elezioni a giugno) il Comune di Casamassima notifica l’appello alla sentenza succitata “e il successivo 3 agosto 2018 – è riportato nella diffida a firma di Fais – ha depositato in giudizio la ‘Deliberazione del sindaco con i poteri della giunta comunale n. 85/2018 dell’8 luglio 2018’ con cui – prosegue – si è avvalso del potere di integrazione della motivazione di cui all’art. 21 octies della Legge n.241/1990, basando su tale inammissibile potere il contenuto del ricorso in appello”.
“Successivamente – aggiunge Fais – all’albo pretorio online del Comune di Casamassima è comparsa la ‘Deliberazione del commissario prefettizio con i poteri della giunta comunale n. 85/2018 dell’8 luglio 2018’, di identico contenuto”. “Il sottoscritto – spiega ancora Fais – unitamente ai ricorrenti Manuela Palmi e Teresa Argentina, si è visto costretto a impugnare anche i suddetti provvedimenti con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto il 25 ottobre-2 novembre 2018, diversamente consolidandosi gli effetti dei medesimi atti sui cui contenuto è stato ‘orientato’ il giudizio di appello”.
Il 12 dicembre scorso, in II Commissione consiliare è stato discusso l’argomento in questione e Fais ha assistito alla riunione in seduta pubblica: “i consiglieri presenti sono stati edotti della proposizione del ricorso straordinario al presidente della Repubblica di cui hanno chiesto e ottenuto copia”. “È inammissibile – specifica Fais nell’atto inviato ai consiglieri comunali – l’esercizio del potere di integrazione della motivazione degli atti amministrativi in pretesa applicazione dell’art 21 octies L. 241/1990, dal momento che nella particolare vicenda il presidio di legalità è il violato Dpr. N.158/1999, e comunque non esercitabile in concreto essendo ormai decorso il termine di approvazione del Pef e delle conseguenti tariffe Tari 2017, che la Legge 147/2013 fa coincidere con il termine di approvazione del bilancio preventivo”.
Detto tutto ciò veniamo al motivo della diffida. Nella riunione del 12 dicembre Fais apprende di una convalida da parte del consiglio comunale proprio di quella deliberazione annullata dal Tar Puglia. “L’esercizio della convalida – spiega Fais, sempre negli atti – come pure il potere di integrazione della motivazione non è in concreto esercitabile”. Lo stesso Consiglio di stato avrebbe affermato testualmente che
“Nel momento in cui sono sopravvenuti i nuovi atti cui si pretende di attribuire la divisata natura di convalida, i provvedimenti da convalidare erano già stati annullati con la più volte citata sentenza n. 226 del 2012; tale circostanza precludeva in radice l’esercizio del potere di convalida, innanzi tutto per un rilievo di ordine logico, e cioè per la mancanza del presupposto imprescindibile di tale istituto, ossia l’esistenza di un provvedimento illegittimo da emendare (…) del pari di ostacolo alla convalida è l’esistenza – come nel caso che qui occupa – di una sentenza la quale, ancorché non passata in giudicato, abbia annullato l’atto amministrativo de quo e non sia stata sospesa, conservando quindi la propria esecutività”.
La citazione completa: Consiglio di stato, Sez. IV, n. 5136 del 12.11.2015.
Ora i consiglieri comunali del Comune di Casamassima, la giunta Nitti e i funzionari coinvolti per competenze, potrebbero spiegarci i motivi della resistenza (oppure ostinazione) nel proseguire un giudizio che pare già segnato? Scriviamo pare perché l’ultima parola è sempre dei giudici.
I cittadini, intanto, si facciano un’idea di quel che sta accadendo: 3 ricorrenti (cioè cittadini medesimi) da oltre un anno portano avanti questa battaglia – a proprie spese – per far ottenere a tutti i cittadini contribuenti di Casamassima un risparmio (una restituzione?) su una tariffa approvata dalla giunta Cessa nel 2017 e che la giunta Nitti vuole confermare nel 2018, dopo che il Tar l’ha annullata.
Un paradosso? È la politica, bellezza.
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