Source: https://studiolegaledelongis.it/diritto-penale/
Timestamp: 2020-08-08 10:12:08+00:00
Document Index: 146965206

Matched Legal Cases: ['art. 589', 'art. 590', 'art. 3', 'art. 216', 'art. 217', 'art. 317', 'art. 319', 'art. 346']

Diritto Penale | Studio Legale De Longis
Avv. Beatrice Ucci
Nel corso della quarantennale attività, lo Studio si è occupato di ogni aspetto legato al diritto sostanziale e processuale penale; ad oggi, forte della suddetta esperienza, i professionisti dello Studio sono in grado di fornire qualificata assistenza legale nelle seguenti materie:
Disciplinate dal d.lgs. 74/2000, di recente modificato ad opera del d.lgs. 158/2015, le fattispecie ivi previste hanno lo scopo di reprimere i comportamenti direttamente lesivi degli interessi fiscali dello Stato. Non ogni condotta fraudolenta, tuttavia, assume automaticamente rilevanza penale, attesa la previsione di soglie minime di punibilità per molti dei reati contemplati dalle leggi speciali vigenti. I procedimenti penali in siffatta materia originano spesso da denunce e segnalazioni provenienti dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito della propria attività di accertamento; il coordinamento tra processo penale e processo tributario diventa dunque di fondamentale importanza ai fini di un esercizio organico del diritto di difesa.
Le misure di prevenzione, oggi disciplinate dal c.d. Codice Antimafia istituito con d.lgs. 159/2011, sono poste a tutela della pubblica sicurezza e vengono applicate dall’autorità giudiziaria ante o praeter delictum. Ciò significa, dunque, che pur incidendo su diritti costituzionalmente garantiti, tali misure possono essere applicate, finanche a soggetti incensurati, sulla base di meri indizi. Da qui, evidentemente, sorgono possibili profili di contrasto con i dettami della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, specie alla luce della più recente giurisprudenza della Corte Europea. Sebbene tale organo, in passato, ha in qualche modo certificato la conformità convenzionale di dette misure, le recenti modifiche legislative intervenute – tra cui, ad esempio, la prevista applicabilità disgiunta della misura patrimoniale rispetto a quella personale – ed alcune pronunce della Corte – si pensi alla questione della c.d. confisca senza condanna – lasciano presagire un revirement della Corte sul punto.
La colpa professionale del medico può sostanziarsi, in ambito penalistico, sub specie di omicidio colposo – p. e p. dall’art. 589 c.p. – ovvero di lesioni personali colpose – art. 590 c.p. – e può realizzarsi, accertato il nesso causale, attraverso condotte tanto commissive quanto omissive. Con riferimento all’elemento psicologico, la norma di riferimento va individuata nell’art. 3, c. 1 D.L. 189/2012, a mente del quale “L’esercente le professioni sanitarie che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”.
I reati fallimentari sono previsti e disciplinati dal R.D. n. 267/1942. La bancarotta, in particolare, può essere fraudolenta – art. 216 – ovvero semplice – art. 217 – a seconda che sia commessa con dolo o con colpa. Rispondono di detto reato, in presenza di una procedura concorsuale, l’imprenditore, l’amministratore, il direttore generale ed i membri del collegio sindacale – ove presente -, l’institore, i liquidatori ed i soci illimitatamente responsabili dichiarati falliti per estensione. Particolare attenzione dovrà rivolgersi, anche alla luce di recenti, seppur timide sentenze della S.C., al nesso di causalità tra azione ed evento, e al concetto di dolo e colpa grave.
La materia è stata profondamente modificata ad opera della legge 6 novembre 2012 n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. La novella legislativa, in particolare, ha inciso sostanzialmente sulla disciplina del delitto di concussione, espungendo dalla norma di cui all’art. 317 c.p. la fattispecie di induzione indebita, oggi autonomamente sanzionata all’art. 319-quater, ed ha introdotto all’art. 346-bis il nuovo reato di traffico di influenze illecite. Il confine della novella dovrà essere ancora definito nella sua collocazione sistematica, non prescindendo dalla giurisprudenza che si sta formando sull’istituto.
L’introduzione della responsabilità da reato per le persone giuridiche ad opera del d.lgs. 231/2001 ha rappresentato senza dubbio uno degli eventi più significativi nel panorama normativo italiano. La previsione di specifiche sanzioni di carattere afflittivo per il soggetto giuridico che tragga profitto da una condotta penalmente rilevante, ha reso indispensabile per imprese ed enti collettivi un servizio di consulenza preventiva per la predisposizione di modelli di organizzazione e gestione idonei alla prevenzione dei reati ivi previsti.
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