Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/riviste/CrisiImpresa/ultime_pubblicate
Timestamp: 2018-12-14 18:55:06+00:00
Document Index: 34144991

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 87', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 81', 'art. 100', 'art. 7', 'art. 61', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2929', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 160', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 162', 'sentenza ', 'art. 162']

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Compenso del curatore e ricorso straordinario per cassazione.
Il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso straordinario per cassazione, avverso i provvedimenti definitivi di contenuto decisorio adottati dal tribunale fallimentare, tra cui il decreto che pronuncia sul compenso dovuto al curatore, non decorre dalla data del deposito in cancelleria del decreto, bensì dalla data della comunicazione o notificazione d'ufficio dello stesso agli interessati, eseguita esclusivamente dall'organo competente, ossia dal cancelliere. Ne consegue che, in quanto funzionale alla individuazione del momento di decorrenza di un termine perentorio, essa non può trovare un equipollente nella conoscenza di fatto, "aliunde" acquisita, del provvedimento stesso, ad esempio perché comunicato dal curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 October 2018, n. 27123.
Amministrazione straordinaria, chiusura delle procedure, mancata individuazione dell’assuntore e conversione in fallimento.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi disciplinata dal d.l. n. 26 del 1979, conv. con modif. dalla l. n. 95 del 1979 (cd. legge Prodi), ai sensi dell'art. 8, comma 3, lett. b), del d.l. n. 70 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 106 del 2011, in caso di mancata individuazione dell'assuntore del concordato fallimentare, il tribunale può disporre la conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento, ex artt. da 69 a 77 del d.lgs. n. 270 del 1999, senza dover attendere il decorso del termine di sei mesi dalla conclusione del detto procedimento di individuazione, trattandosi di norma tesa ad accelerare la chiusura di procedure aventi ormai funzioni esclusivamente liquidatorie, salvo che entro detto termine il commissario liquidatore abbia posto in essere tutte le operazioni prodromiche alla loro chiusura in via ordinaria, ovvero liquidato integralmente l'attivo residuo e chiuso le liti pendenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 October 2018, n. 27117.
Istanza di fallimento del concessionario per debiti di cui è titolare l'ente pubblico.
In tema di iniziativa per la dichiarazione di fallimento, l'art. 87 del d.P.R. n. 602 del 1973, come modificato dall'art. 3 del d.l. n. 138 del 2002 (conv. nella legge n. 178 del 2002), nel prevedere che il concessionario possa, per conto dell'ente pubblico titolare del credito, presentare il ricorso per la dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 6 l.fall., individua il soggetto legittimato ad agire, in nome proprio e per conto del titolare del credito stesso, per il compimento delle attività processuali di natura esecutiva, funzionali alla riscossione coattiva delegata, integrando la fattispecie uno dei casi fatti salvi dall'art. 81 c.p.c., così realizzandosi, con la cura della riscossione coattiva per conto del titolare, il perseguimento anche di un interesse proprio del concessionario, ai sensi dell'art. 100 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 October 2018, n. 24789.
Fallimento e requisiti dimensionali dell’impresa: il bilancio d’esercizio è uno strumento di prova privilegiato ma non esclusivo.
Fallimento – Dichiarazione – Requisiti dimensionali dell’impresa – Produzione dei bilanci – Impresa non tenuta alla redazione del bilancio – Strumento di prova privilegiato ma non esclusivo.
Sul piano sistematico, poi, l'imposizione di un «pregiudiziale» deposito dei bilanci di esercizio ai fini della verifica dei presupposti di sottrazione al fallimento si mostrerebbe all'evidenza distonica, non coerente, con una normativa che oggi si disinteressa (a differenza del passato) del requisito della regolare tenuta della contabilità da parte dell'imprenditore che chiede di essere ammesso al benefico del concordato preventivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 November 2018, n. 30541.
Il curatore fallimentare non ha interesse ad impugnare la cartella di pagamento riguardante tributi dovuti in epoca antecedente alla dichiarazione di fallimento.
Il curatore fallimentare non ha interesse ad impugnare la cartella di pagamento riguardante tributi dovuti in epoca antecedente alla dichiarazione di fallimento ove detta cartella non sia stata preceduta dalla notificazione, anche nei suoi confronti, dell'atto impositivo che ne costituisce il necessario presupposto, atteso che, non essendo la cartella opponibile alla curatela fallimentare, egli può sempre farne valere l'inefficacia relativa davanti al giudice delegato o al tribunale fallimentare in sede di accertamento del passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 09 November 2018, n. 28707.
Liquidazione del compenso dell'avvocato del fallimento nella misura concordata.
Fallimento - Compenso dell’avvocato - Liquidazione nella misura concordata.
[Nel caso di specie, dove il rapporto professionale era cessato prima del completamento dell'incarico, il giudice ha fatto applicazione del D.M. n. 55 del 2014, art. 7, che per i giudizi iniziati ma non compiuti prevede che "si liquidano i compensi maturati per l'opera svolta fino alla cessazione, per qualsiasi causa, del rapporto professionale", secondo un criterio proporzionale e sulla base della prestazione professionale effettivamente espletata.] (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 13 April 2018, n. 9242.
Insinuazione al passivo del coobbligato del debitore fallito.
Il coobbligato (nella specie fideiussore) del debitore principale fallito per insinuarsi al passivo, in via di regresso o in virtù di surrogazione, dopo il pagamento effettuato successivamente alla dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 61, c.2, l.fall., deve dimostrare il carattere integralmente satisfattivo delle ragioni creditorie, non essendo rilevante un pagamento parziale pur se idoneo ad esaurire l'obbligazione del solvens. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto di ammissione al passivo del fideiussore, il quale in via transattiva aveva pagato solo una parte del credito per il quale una banca si era in precedenza insinuata nel fallimento del debitore principale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 October 2018, n. 26003.
Concordato preventivo: effetti nei confronti del garante dell’atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c..
Concordato preventivo - Atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c. - Effetti nei confronti del garante.
In presenza di atto di destinazione ex art. 2645-ter c.c., non è applicabile l’art. 2929-bis c.c. poichè la segregazione immobiliare realizzata ai sensi della prima disposizione non può farsi rientrare, ai fini dell’applicazione del c.d. pignoramento revocatorio, nella categoria degli atti a titolo gratuito, dato che non emerge una "causa donandi" bensì una "causa solvendi”. (Francesco Giordano) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 20 November 2018.
Domanda di concordato preventivo presentata allo scopo di differire la dichiarazione di fallimento e abuso del processo.
La domanda di concordato preventivo presentata dal debitore non per regolare la crisi dell'impresa attraverso un accordo con i suoi creditori, ma con il palese scopo di differire la dichiarazione di fallimento, è inammissibile in quanto integra gli estremi di un abuso del processo, che ricorre quando, con violazione dei canoni generali di correttezza e buona fede, nonché dei principi di lealtà processuale e del giusto processo, si utilizzano strumenti processuali per perseguire finalità eccedenti o deviate rispetto a quelle per le quali l'ordinamento li ha predisposti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ravvisato gli estremi dell'abuso nella riproposizione, pochi giorni dopo la risoluzione del concordato inizialmente omologato ma rimasto inadempiuto, di una ulteriore domanda di concordato, priva di ogni elemento di novità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 October 2018, n. 25210.
Concordato preventivo con continuità aziendale e cessione dell’azienda in esercizio.
Concordato preventivo – Con continuità aziendale e liquidatorio – Distinzione – Cessione dell’azienda in esercizio anche a mezzo della cessione.
Nel caso .di specie, l'imprenditore con la cessione dell'azienda in esercizio garantisce il pagamento della maggior parte del ceto creditorio realizzando in pieno i principi che stanno alla base del concordato in continuità ovvero il permanere dell'azienda sul mercato ed il pagamento dei creditori in prevalenza con il risultato della liquidazione dell'azienda (App. Genova, 6 luglio 2018, in www.ilcaso.it, sez. Giurisprudenza, 20224). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 26 November 2018.
Le risorse generate dalla continuità sono equiparabili alla finanza esterna e il loro utilizzo non è vincolato al rispetto dell’ordine delle cause di prelazione.
Concordato preventivo – Continuità aziendale – Destinazione delle risorse generate dalla continuità – Equiparazione alla finanza esterna.
Dal punto di vista normativo deve, infatti, essere affermata la sostanziale equiparabilità tra le risorse esterne e quelle prodotte dalla continuità quando sia attestato (ai sensi dell’art. 186-bis, comma 2, lett. b L. Fall.) che le risorse attese dalla continuità aziendale possano apportare concreto beneficio ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 27 November 2018.
Anche con l’affitto di azienda si ha continuità aziendale.
Concordato preventivo – Continuità aziendale – Affitto di azienda – Ammissibilità.
Il concordato con continuità aziendale disciplinato dall'art. 186-bis L. Fall. è configurabile anche quando l'azienda sia già stata affittata o sia destinata ad esserlo, rivelandosi affatto indifferente la circostanza che, al momento dell'ammissione alla suddetta procedura concorsuale o del deposito della relativa domanda, l'azienda sia esercitata dal debitore o, come nell'ipotesi dell'affitto della stessa, da un terzo, in quanto il contratto d'affitto - recante, o meno, l'obbligo dell'affittuario di procedere, poi, all'acquisto dell'azienda (rispettivamente, affitto cd. ponte oppure cd. puro) - può costituire uno strumento per giungere alla cessione o al conferimento dell'azienda senza il rischio della perdita dei suoi valori intrinseci, primo tra tutti l'avviamento, che un suo arresto, anche momentaneo, rischierebbe di produrre in modo irreversibile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 November 2018, n. 29742.
Il rispetto della percentuale minima del 20% di cui all’art. 160, co. 4, l.f. è questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio.
Concordato preventivo con cessione dei beni – Natura della percentuale di soddisfacimento minimo dei creditori chirografari – Sindacato demandato al Tribunale circa l’idoneità della proposta ad assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari nella percentuale minima.
Alla luce di tali criteri, la prospettiva che la liquidazione del patrimonio immobiliare di titolarità del debitore proponente non dia i risultati sperati, costituisce, una volta che il valore dei cespiti sia stato determinato sulla base di parametri prudenziali, una questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 November 2018.
Effetto devolutivo del reclamo avverso la sentenza di fallimento pronunciata a seguito inammissibilità della domanda di concordato.
Reclamo avverso la sentenza di fallimento pronunciata ai sensi dell’art. 162 l. fall. – Previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato – Effetto devolutivo del reclamo.
Il reclamo proposto dal debitore avverso la sentenza dichiarativa di fallimento che faccia seguito alla previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato, ha effetto devolutivo pieno; ne consegue che il giudice del reclamo risulta investito della cognizione circa la sussistenza dei presupposti per l’adozione del decreto di ammissione al concordato preventivo. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 November 2018.
Effetti della procedura di insolvenza sui procedimenti pendenti relativi a un bene o a un diritto del quale il debitore è spossessato.
Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Procedura di insolvenza – Regolamento (CE) n. 1346/2000 – Articolo 15 – Effetti della procedura di insolvenza sui procedimenti pendenti relativi a un bene o a un diritto del quale il debitore è spossessato – Nozione di “procedimento pendente” – Procedimento di merito concernente il riconoscimento dell’esistenza di un credito.
L’articolo 15 del regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza, dev’essere interpretato nel senso che esso si applica a un procedimento, pendente dinanzi a un giudice di uno Stato membro, avente ad oggetto la condanna di un debitore al pagamento di una somma di denaro, dovuta in base a un contratto di prestazione di servizi, nonché la condanna a un risarcimento pecuniario per inadempimento dello stesso obbligo contrattuale, nel caso in cui tale debitore sia stato dichiarato insolvente in una procedura di insolvenza avviata in un altro Stato membro e tale dichiarazione di insolvenza riguardi tutto il patrimonio del debitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 06 June 2018, n. .
Concordato preventivo: accertamenti istruttori disposti dal tribunale ed esercizio del diritto di difesa da parte del debitore.
Procedimento per l’ammissione al concordato preventivo – Accertamenti istruttori disposti dal Tribunale – Esercizio del diritto di difesa da parte del debitore.
Qualora il Tribunale ritenga di porre a fondamento della pronuncia di inammissibilità della domanda di concordato preventivo le risultanze di un’attività istruttoria disposta di ufficio, e non ragioni connesse alla mera valutazione del contenuto della proposta, è tenuto a consentire al debitore proponente di esplicare le proprie potenzialità difensive, mettendolo in condizione di interloquire sulle risultanze dell’attività istruttoria cui è stato dato corso; ne consegue che, in mancanza di audizione del debitore prescritta dall’art. 162, comma 2, l. fall., si determina una lesione del diritto di difesa del debitore con conseguente nullità del decreto di inammissibilità della domanda di concordato preventivo. (massima ufficiale) Appello Genova, 23 November 2018.
Assegnazione al curatore del ricavato per soddisfare crediti con collocazione preferenziale rispetto al creditore fondiario.
Fallimento – Concorso tra creditore fondiario e fallimento – Crediti della massa che godono di collocazione preferenziale rispetto a quello del creditore fondiario – Assegnazione al fallimento – Ammissibilità.
In tema di concorso tra esecuzione individuale su iniziativa del creditore fondiario e fallimento, il giudice dell’esecuzione può assegnare direttamene al curatore del fallimento il ricavato dalla vendita allo scopo di soddisfare crediti della massa che godono di collocazione preferenziale rispetto a quello del creditore fondiario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17 October 2018.
Conversione del pignoramento e stato di insolvenza.
[Nel caso di specie, il tribunale rilevava, inoltre, come il vincolo di solidarietà avrebbe esposto il debitore ad azioni di regresso promosse dai condebitori, anch’essi assoggettati a procedure di espropriazione individuale ad iniziativa del creditore.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 15 November 2018.