Source: http://www.forgionegianluca.it/FISCALITA_LOCALE/DOTTRINA/IMU/2016_IMU_comodato_parenti.php
Timestamp: 2018-12-12 18:42:40+00:00
Document Index: 112538407

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1803', 'art. 1350', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1']

﻿ FISCALITA' LOCALE: IMU: Riduzione del 50% della base imponibile sugli immobili concessi in comodato d’uso a figli o genitori.
IMU: Riduzione del 50% della base imponibile sugli immobili concessi in comodato d’uso a figli o genitori.
Per fruire della riduzione devono essere rispettate le seguenti condizioni: il contratto di comodato deve essere registrato, e il comodante deve possedere un solo immobile in Italia e risiedere anagraficamente, nonché dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato.
La legge di Stabilità per il 2016 ha eliminato la disposizione in base alla quale i Comuni possono assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta e ha introdotto, a determinate condizioni, una riduzione del 50% della base imponibile per le unità immobiliari concesse in comodato ai parenti entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale.
RISOLUZIONE N. 1/DF - Roma, 17 febbraio 2016 - Imposta municipale propria (IMU) – Tributo per i servizi indivisibili (TASI) – Art. 1, comma 10, della legge n. 208 del 2015 (Legge di stabilità per l’anno 2016) – Disposizioni concernenti la riduzione del 50 per cento della base imponibile in caso di cessione dell'abitazione in comodato ai familiari – Modalità applicative.
Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro imm obile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione sempre delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Ministero delle Finanze Nota n. 2472 del 29 gennaio 2016
Imposta municipale propria (IMU) - Tributo per i servizi indivisibili (TASI) - Riduzione del 50% della base imponibile in caso di cessione dell'abitazione in comodato ai familiari - Obbligo di registrazione del contratto
Con il quesito in oggetto, si chiedono chiarimenti in ordine all'applicazione dell'art. 1, comma 10, della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016) che ha inserito, nel comma 3 dell'art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, la lett. Oa) in virtù della quale la base imponibile dell'imposta municipale propria (IMU) è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato.
La stessa disposizione prevede che il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
In particolare, per quanto concerne la condizione relativa alla registrazione del contratto richiesta dalla norma si chiede, ai fini del riconoscimento dell'agevolazione già dal mese di gennaio 2016, qual è il termine ultimo entro il quale possono essere stipulati e registrati i contratti in parola.
Al riguardo, va innanzitutto ricordato che ai sensi del comma 675 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013, la base imponibile del tributo per i servizi indivisibili (TASI) è quella prevista per l'IMU; pertanto, le disposizioni di cui alla citata lett. Oa) e le relative considerazioni che si vanno ad effettuare, si applicano anche alla TASI.
In merito, occorre far presente che il comodato, a norma dell'art. 1803 del Codice Civile "è il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito. "Va evidenziato che il comodato può essere redatto in forma verbale o scritta, in quanto non deve rivestire la forma scritta a pena nullità, ai sensi dell'art. 1350 del medesimo Codice.
Pertanto, al fine di risolvere il quesito in esame, occorre distinguere tra le due forme di contratto.
Qualora il contratto di comodato su beni immobili sia redatto in forma scritta, lo stesso è soggetto a registrazione in termine fisso, con l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa pari a 200 euro. La registrazione deve essere effettuata entro 20 giorni dalla data dell'atto, a norma dell'art. 13 del D.P.R. n. 131 del 1986.
Relativamente, dunque, ai contratti redatti in forma scritta nel corso dell'anno 2016, e più specificatamente a quelli formati entro il mese di gennaio 2016, occorre applicare la suddetta regola della registrazione; ne consegue che, poiché la norma di favore prevista dall’art. 1, comma 10, della legge di stabilità per l'anno 2016 è applicabile dal 1° gennaio 2016, per beneficiare della riduzione al 50 per cento della base imponibile sin da tale data, occorre aver stipulato il contratto di comodato in forma scritta entro il 16 gennaio 2016, con obbligo di procedere alla registrazione entro il successivo 5 febbraio. Ciò in quanto l'art. 9, comma 2, del D. Lgs. n. 23 del 2011, dispone che l'IMU è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero.
Per i contratti stipulati in forma scritta successivamente alla suddetta data del 16 gennaio per godere dell'agevolazione in esame occorrerà sempre verificare il rispetto della regola prevista dal citato comma 2 dell'art. 9.
Per quanto concerne i contratti verbali, invece, va ricordato che l'art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 131 del 1986, elenca quelli che devono essere sottoposti a registrazione, fra i quali non rientra il contratto di comodato che, pertanto, non è soggetto all'obbligo di registrazione, tranne nell'ipotesi di enunciazione in altri atti.
L'art. 3, comma 2, del D.P.R. n. 131 del 1986, infatti, dispone che al contratto di comodato si applicano le disposizioni dell'art. 22 del predetto D.P.R., il quale prevede che "se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o contratti verbali non registrati e posti in essere fra le stesse parti intervenute nell'atto che contiene l'enunciazione, l'imposta si applica anche alle disposizioni enunciate".
Per tale tipologia di contratti, già in essere alla data del 1° gennaio 2016, stante la non obbligatorietà della registrazione, per poter usufruire dell'agevolazione ai fini dell'IMU e della TASI, sin dall'entrata in vigore della legge di stabilità, si ritiene che possa trovare applicazione l'art. 3, comma 2, della legge n. 212 del 2000, recante lo Statuto dei diritti del contribuente, in base al quale "in ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti".
Per cui per tale fattispecie, al fine di usufruire dell'agevolazione in discorso sin dal mese di gennaio, la registrazione deve essere effettuata entro il 1° marzo 2016.
Possibile abbattimento della base imponibile Imu per la concessione in comodato di un'abitazione dal genitore al figlio, anche se il concedente possiede un terreno o un immobile strumentale.
Per le Finanze la norma di favore è sempre applicabile in assenza di ulteriori immobili a destinazione abitativa, viste le finalità dell'agevolazione riconosciuta, con la conseguenza che se il concedente possiede un terreno agricolo o un negozio in comproprietà con i parenti, la situazione non preclude l'abbattimento del 50% della base imponibile, ai fini del tributo locale. Non solo.
Se l'unità abitativa è inquadrabile tra gli immobili storici e/o artistici, l'agevolazione appena indicata si cumula con l'ulteriore riduzione del 50%, dovendo versare sul 25% della base imponibile; è inevitabile che la cumulabilità delle agevolazioni non è possibile in presenza di immobili classati nelle categorie di lusso A/1, A/8 e A/9, giacché il comma 3, art. 3, dl 201/2011, ne esclude la riduzione del 50% della base imponibile.
La legge di Stabilità per il 2016 ha eliminato la disposizione in base alla quale i Comuni possono assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta. Disciplina del trattamento dei comodati fino al 31 dicembre 2015 - espressamente soppressa dalla legge di stabilità 2016
Nel 2015 la concessione in uso gratuito di abitazioni utilizzate dai comodatari come abitazioni principali era regolata dalle seguenti norme:
l’art. 1, comma 707, lettera b), numero 3), della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità per il 2014), che, aggiungendo alcuni periodi al comma 2 dell’art. 13 del decreto- legge n. 201/2011, ha introdotto la facoltà per i Comuni di assimilare, ai fini IMU, le abitazioni concesse in comodato ai parenti e utilizzate come abitazione principale;
l’art. 1, comma 669, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il quale ha disposto che la definizione di abitazione principale per la TASI sia la stessa definizione che attiene all’IMU.
Le caratteristiche dell’assimilazione sopra indicata erano:
si trattava di una facoltà per il Comune: non vi era obbligo alcuno di assimilare l’abitazione concessa in uso gratuito alle abitazioni principali (comunque, l’assimilazione della casa concessa in comodato valeva sia per l’IMU che per la TASI, non potendosi riscontrare tale assimilazione per uno solo dei due tributi, stante il comma 669 dell’art. 1 della legge n. 147/2013);
il rapporto tra il soggetto passivo comodante e il comodatario doveva essere di parentela in linea retta entro il primo grado (genitore-figlio, ovvero figlio-genitore), eliminando pertanto la possibilità di assimilare le abitazioni concesse ai coniugi, agli affini, ai parenti non in linea retta, ovvero ai parenti in linea retta, ma con grado superiore al primo;
il comodatario doveva utilizzare l’abitazione concessagli come abitazione principale; nella facoltà di assimilazione, il Comune poteva scegliere due opzioni:
l’assimilazione operava esclusivamente per la quota di rendita catastale non eccedente l’importo di € 500, ovvero
l’assimilazione operava esclusivamente nel caso in cui il comodatario fosse appartenuto a un nucleo familiare con un ISEE non superiore a € 15.000 annui;
in caso di più unità immobiliari, l’assimilazione poteva valere solamente per una unità.