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Timestamp: 2019-02-17 07:40:22+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 270', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 270', 'sentenza ', 'art. 270', 'art. 640']

Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 18 gennaio 2016, n. 1804. Il divieto di utilizzazione delle intercettazioni di cui all'art. 270 c.p.p. è limitato ai soli casi di alterità / non uguaglianza del procedimento relativo ad un fatto storicamente distinto da quello oggetto per cui è stata data autorizzazione. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione V, sentenza 18 gennaio 2016, n. 1804. Il divieto di utilizzazione delle intercettazioni di cui all’art. 270 c.p.p. è limitato ai soli casi di alterità / non uguaglianza del procedimento relativo ad un fatto storicamente distinto da quello oggetto per cui è stata data autorizzazione.
sentenza 18 gennaio 2016, n. 1804
1. Il 19/03/2015, il Tribunale del riesame di Lecce riformava parzialmente l’ordinanza emessa in data 13/02/2015 dal Gip dello stesso Tribunale, in forza della quale era stata disposta a carico di M.S. la misura cautelare degli arresti domiciliari quale partecipe di una associazione per delinquere operante nel settore del gioco d’azzardo e della distribuzione di dispositivi per l’intrattenimento presso esercizi pubblici [capo o)]. L’attività del gruppo criminale riguardava, in particolare, la commercializzazione e l’installazione di congegni per il gioco, anche in forme vietate, e/o mediante accesso a servizi offerti da soggetti privi della necessaria concessione della competente autorità amministrativa; detti apparati, in gran parte del tipo “totem”, risultavano predisposti per il funzionamento attraverso schede:
All’indagato, cui erano addebitati anche reati ex artt. 640-ter cod. pen. [capo p)] e 4, commi 1 e 4, della legge n. 401/1989, 718 e 719 cod. pen. [capo r)], veniva ascritto un ruolo di venditore delle schede di gioco contraffatte, e di installatore presso vari esercizi commerciali delle apparecchiature “totem”, strumentali al gioco d’azzardo illegale.
Ciò comporterebbe, stando alla tesi difensiva, la nullità di tutti i decreti in tema di intercettazione telefonica emessi nell’ambito del presente procedimento e la conseguente inutilizzabilità dei relativi risultati; ciò in quanto, come evidenziato in precedenza, gli atti concernenti le intercettazioni disposte nel proc. n. 12606/08 (come pure degli ulteriori procc. nn. 498/09 e 5589/13 R.G.N.R.) non risultano essere stati qui depositati. Sostiene la difesa che “al fine di utilizzare i risultati delle intercettazioni telefoniche in procedimento diverso da quello nel quale esse sono state disposte, è necessario […], stante il disposto dell’art. 270 cod. proc. pen., il deposito dei verbali e delle registrazioni delle intercettazioni presso l’autorità competente per il diverso procedimento”.
Per la stessa ragione, deve parimenti escludersi che le presunte condotte di frode siano state commesse in danno dello Stato o di altro ente pubblico, con la conseguente non ravvisabilità dell’aggravante di cui all’art. 640, co. 2, n. 1, cod. pen.: “la quantità di denaro incassata dall’Erario non dipende assolutamente dal numero delle giocate o dall’incasso della macchina, in quanto il gestore sconta l’imposta sugli intrattenimenti (ISI) in misura fissa a seconda della tipologia di gioco […]. I soggetti danneggiati dal reato potrebbero, al più, dirsi i giocatori, ma solo e soltanto laddove fosse provato che il gioco illecito non garantisse loro alcun tipo di vincita”;