Source: https://fiscomania.com/quadro-c-modello-730-dipendente/?amp
Timestamp: 2020-07-07 00:12:36+00:00
Document Index: 179258740

Matched Legal Cases: ['art. 49', 'art. 50', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 50']

Il quadro C modello 730/2020: redditi lavoro dipendente - Fiscomania
Home Redditi Esteri Lavoro dipendente Quadro C modello 730/2020: redditi da Lavoro Dipendente
La compilazione del Quadro C del Mod. 730/2020. Periodo d'imposta 2019.
I contribuenti che possiedono redditi di lavoro dipendente, pensione o altri redditi assimilati devono compilare il Quadro C del modello 730. Tutte le istruzioni di compilazione in questa guida.
Il Quadro C del modello 730 deve essere compilato dai soggetti che nel periodo di imposta hanno percepito:
Altri redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente.
In sostanza, sei tenuto alla compilazione del Quadro C del modello 730 se percepisci redditi di cui agli articoli 49 e 50 del DPR n 917/86 (TUIR).
Di fondamentale importanza per la compilazione di questo quadro reddituale è la ricezione della Certificazione Unica. Un modello che contiene le informazioni relative al reddito percepito nell’anno, ed alle ritenute fiscali e previdenziali effettuate dal datore di lavoro.
La Certificazione Unica deve essere rilasciata al lavoratore dipendente dal datore di lavoro, con riferimento all’annualità precedente.
Quindi, tutte le informazioni che ti fornirò di seguito per la compilazione di questo quadro reddituale possono essere desunte dalla Certificazione Unica.
Detto questo, vediamo come deve essere compilato il Quadro C del modello 730 per i redditi da lavoro dipendente o pensione.
Retribuzioni corrisposte da privati
Ricercatori residenti all’estero rientrati in Italia
Compilazione del Quadro C: Redditi da lavoro dipendente
Quadro C: tassazione del fringe benefits
Quadro C: Detrazioni per reddito da lavoro dipendente
Quadro C: Come si compila?
SEZIONE I – REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI
SEZIONE II – ALTRI REDDITI ASSIMILATI A QUELLI DA LAVORO DIPENDENTE
SEZIONE III – RITENUTE IRPEF E ADDIZIONALE IRPEF
SEZIONE IV – RITENUTE ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF
DETTAGLI PER LA COMPILAZIONE DEL QUADRO C DEL MODELLO 730
QUADRO C: RIGHI C1, C2, C3 – REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI
RIGO C4 – SOMME PER PREMI DI RISULTATO
RIGO C5 – PERIODO DI LAVORO
SEZIONE II: ALTRI REDDITI ASSIMILATI A QUELLI DI LAVORO DIPENDENTE
SEZIONE III: RITENUTE IRPEF E ADDIZIONALE REGIONALE ALL’IRPEF
Ai sensi dell’art. 49 TUIR, sono considerati redditi da lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri.
Rientra nel lavoro dipendente il lavoro a domicilio quando è considerato “alle dipendenze” secondo le norme della legislazione sul lavoro.
Il reddito da lavoro dipendente è costituito da:
Tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.
Inoltre, sono considerati altresì redditi di lavoro dipendente:
Le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati;
Le somme percepite a titolo di interessi e rivalutazione per crediti di lavoro;
I redditi di lavoro dipendente svolto all’estero in zona di frontiera.
Sono, inoltre, assoggettabili a tassazione come redditi di lavoro dipendente tutte le indennità e le somme percepite in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, o a questi equiparati:
L’indennità di maternità.
Sono considerati redditi da lavoro dipendente, le retribuzioni corrisposte agli autisti, giardinieri, portieri, collaboratori familiari e altri addetti alla casa e le retribuzioni per le quali, in base alla legge, non sono state effettuate le ritenute, in quanto il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta.
I redditi da lavoro dipendete e assimilato o di lavoro autonomo conseguiti in Italia, in relazione allo svolgimento dell’attività di ricerca, concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF, solo per il 10% del loro ammontare.
Non sono considerati redditi da lavoro dipendente i seguenti:
I contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge;
I contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale per un importo non superiore complessivamente a € 3.615,20. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lett. e -ter);
Le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro. Nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi. Inoltre le prestazioni e le indennità sostitutive fino all’importo complessivo giornaliero di € 5,29, innalzato a € 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica;
Le indennità di mensa corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione. Con esclusione, quindi, delle indennità corrisposte a dipendenti continuamente adibiti a mansioni esterne, senza sede fissa. Il requisito della temporaneità ricorre anche nei casi di stagionalità;
Le prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti, anche se affidati a terzi;
I compensi reversibili di cui alle lett. b) e f) dell’art. 50 TUIR;
Le somme trattenute al dipendente per oneri detraibili. Nonché le erogazioni effettuate dal datore di lavoro in conformità a contratti collettivi a fronte delle spese sanitarie e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità;
Le mance percepite dai croupiers nella misura del 25% dell’ammontare percepito nel periodo di imposta (art. 3, commi 1 e 2, DLgs n 314/97).
Vediamo adesso come compilare il Quadro C del modello 730.
Il reddito di lavoro dipendente è costituito:
“Da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”
Articolo 51 del TUIR
Il legislatore considera reddito in capo al lavoratore, sia le somme liquide di denaro, che i c.d. “fringe benefits”, che, a tutti gli effetti, costituiscono reddito a fini fiscali.
“Si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori in genere, corrisposti dai datori di lavoro entro il giorno 12 del mese di gennaio del periodo d’imposta successivo a quello cui si riferiscono”
Con riguardo al criterio di imputazione, i redditi di lavoro sono imputati al loro percettore secondo il momento del loro pagamento. Cioè secondo il criterio di cassa.
Però, tra i redditi percepiti nel periodo d’imposta dal lavoratore devono essere considerate, anche le retribuzioni:
Maturate nel periodo di riferimento,
Ma materialmente pagate entro il 12 gennaio dell’anno successivo,
Si tratta del c.d. “Criterio di cassa Allargato“.
Il trattamento fiscale dei compensi in natura (c.d. “fringe benefits“) è contenuto nell’articolo 51 del TUIR.
Questo articolo prevede:
La determinazione opera su un piano oggettivo e soggettivo.
Sul piano soggettivo, i beneficiari dei suddetti valori sono il dipendente, il coniuge del dipendente ed i familiari del dipendente identificati nell’articolo 12 del TUIR.
Le regole con cui vengono valorizzati i vari elementi divergono a seconda della natura di tali “elementi“. Con riferimento alle cessioni di beni, la valorizzazione in esame deve seguire le seguenti regole:
Applicazione del prezzo mediamente praticato dall’azienda nelle cessioni al grossista. Questo nell’ipotesi di cessione di beni prodotti dall’azienda medesima;
Applicazione delle disposizioni sul “valore normale” genericamente previste dall’articolo 9 del TUIR. In ogni altra ipotesi (cessione di beni prodotti dall’azienda ma non commercializzati all’ingrosso, cessione di beni non prodotti dall’azienda e, in ogni caso, prestazioni di servizi).
Una volta quantificati i valori, gli stessi concorrono interamente, o meno, alla formazione del reddito di lavoro dipendente.
Questo a seconda che l’importo complessivo determinato con riferimento al periodo di imposta ecceda, o meno, l’importo di €. 258,23.
Il limite di € 258,23 è stabilito con riferimento all’intero periodo di imposta del singolo dipendente. Non è necessario alcun ragguaglio temporale nell’ipotesi in cui tale periodo di imposta sia inferiore all’anno solare.
La disposizione agevolativa non introduce una franchigia. Infatti, una volta superato il limite indicato, il valore dei fringe benefits deve essere assoggettato a tassazione interamente.
Quantificazione dei beni in natura
TIPOLOGIA VALORIZZAZIONE
Cessione di beni prodotti dall’azienda Prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista
Cessione di beni prodotti dall’azienda ma non commercializzati all’ingrosso dalla stessa Valore normale di cui all’art. 9, TUIR
Cessione di beni non prodotti dall’azienda Valore normale di cui all’art. 9, TUIR
Prestazione di servizi Valore normale di cui all’art. 9, TUIR
Per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lett. a), c) e m), DLgs n 285/92 (c.d. “Codice della Strada”) utilizzati promiscuamente si assume un valore di fringe benefit.
Per il dipendente deve essere tassato il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri.
L’importo è calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’ACI al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.
Il veicolo dato in uso al dipendente per esclusivo fine aziendale non determina, per lo stesso, alcun fringe benefit tassabile.
Invece, l’attribuzione del veicolo per uso esclusivamente personale del dipendente determina, in capo allo stesso, un fringe benefit, tassabile come reddito di lavoro dipendente. Pertanto, la quantificazione del reddito avviene applicando il criterio del valore normale previsto dall’articolo 9, TUIR.
Al rigo C14 del quadro C è riservata l’indicazione dei dati necessari alla determinazione del c.d. “Bonus Irpef“.
Questi consiste in un credito nella misura massima di € 640 per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo e non superiore a € 26.000 e con imposta di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro.
I soggetti che prestano assistenza fiscale sono tenuti a ricalcolare l’ammontare del credito spettante tenendo conto di tutti i redditi dichiarati e lo indica nel prospetto di liquidazione, modello 730/3 che rilascia al dichiarante.
Pertanto, se il datore di lavoro non ha erogato, in tutto o in parte, il bonus IRPEF, chi presta assistenza fiscale riconosce l’ammontare spettante nella dichiarazione nel nuovo Rigo 67 del modello 730/3.
Mentre se, al contrario, il bonus IRPEF, risultante non dovuto, l’ammontare riconosciuto dal datore di lavoro in mancanza dei presupposti previsti, viene recuperato con la dichiarazione.
Il bonus è di importo pari a € 960, se il reddito complessivo non è superiore a € 24.600.
Se il reddito complessivo è superiore a € 24.600 ma non a € 26.600, il bonus, su una base di 960 euro, spetta in parte. In particolare, per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di € 26.600, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di € 2.000.
Pertanto, in quest’ultimo caso la formula da applicare è:
bonus spettante = 960 x [(26.600 – reddito complessivo)/2.000]
Inoltre, l’importo spettante va rapportato al periodo di lavoro del dipendente. Deve essere rapportato in relazione alla durata, eventualmente inferiore all’anno, del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell’anno.
Le detrazioni spettano se alla formazione del reddito complessivo concorrono:
Uno o più redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49 del TUIR. Ad esclusione delle pensioni di cui al comma 2, lett. a) del medesimo articolo 49 per le quali, sono previste altre detrazioni;
Compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prime e delle cooperative della piccola pesca (articolo 50, comma 1, lettera a), TUIR);
Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità (articolo 50, comma 1, lett. b), TUIR);
Somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante (articolo 50, comma 1, lett. c), TUIR);
compensi per collaborazioni coordinate e continuative e per rapporti co.co.pro. (articolo 50, comma 1, lett. c-bis), TUIR);
Remunerazioni dei sacerdoti (articolo 50, comma 1, lett. d), TUIR);
Prestazioni pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. n. 124/93, comunque erogate (articolo 50, comma 1, lett. h-bis), TUIR);
compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (articolo 50, comma 1, lett. l), TUIR).
Quadro C: Detrazione rapportata al periodo del rapporto di lavoro
Per i soggetti che percepiscono i suddetti redditi spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, calcolata come di seguito:
Reddito complessivo non superiore a € 8.000 – Detrazione spettante €. 1.880
Reddito complessivo compreso tra € 8.001 e € 28.000 – Detrazione: € 978 + [902 x (28.000 – reddito complessivo) / 20.000]
Reddito complessivo compreso tra €. 28.001 e €. 55.000 – Detrazione € 978 x [(55.000 – reddito complessivo) / 27.000]
Reddito complessivo oltre € 55.000 – Nessuna detrazione spettante
Il reddito complessivo è al netto dell’abitazione principale e relative pertinenza.
Nel reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca.
RIGHI COLONNA DESCRIZIONE DATI DA INDICARE
C1 C2 C3 1 Tipologia reddito 1 se pensione
2 se redditi di lavoro dipendente o assimilati o derivanti o da pensioni integrative
3 per compensi di lavoro socialmente utile in regime agevolato
4 per redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zona di frontiera ed in paesi
limitrofi da persone residenti in Italia
5 redditi di lavoro dipendente, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri
anagrafici del comune di Campione d’Italia
6 redditi di pensione, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici
del comune di Campione d’Italia
7 redditi di pensione in favore dei superstiti corrisposte agli orfani
8 redditi di pensione, prodotti in euro, in favore dei superstiti corrisposte agli orfani
iscritti nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia
C1 C2 C3 2 Indeterminato / determinato 1 se contratto di lavoro a tempo indeterminato
2 se contratto di lavoro a tempo determinato
C1 C2 C3 3 Reddito Redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati per i quali spettano le detrazioni (Punti
1, 2 o 3 CU 2019)
C1 C2 C3 4 Redditi esteri 1 se reddito di fonte estera e in col. 1 è riportato alternativamente il codice 1, 2, 5 o 6
2 se pensione ai superstiti di fonte estera e in col. 1 è riportato alternativamente il codice
1, 6, 7 o 8
C4 1 – 9 Premi e welfare aziendale Compilare nel caso in cui il contribuente nel 2018 abbia percepito somme erogate per premi
C5 1 Lavoro dipedente Periodo di lavoro dipendente espresso in giorni (max 365) per il quale spettano le detrazioni
(Punto 6 CU 2019) oppure in caso di reddito assimilato relativo alla rendita temporanea anticipata,
riportare il numero di giorni indicati nelle annotazioni della CU con codice AX (corrispondente
al punto 492 della CU ordinaria)
C5 2 Pensione Periodo di pensione in giorni (max 365) per cui spettano le detrazioni (Punto 7 CU 2019)
Quadro C sezione II
C6 C7 C8 1 Assegno al coniuge Barrare la casella se vengono percepiti assegni periodici in caso di divorzio, separazione, annullamento del matrimonio.
C6 C7 C8 2 Reddito Redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente per i quali la detrazione non è rapportata al periodo di lavoro (Punto 4 e 5 CU 2019)
Quadro C sezione III
C9 1 Ritenute IRPEF Ritenute IRPEF subìte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (Punto 21 CU 2019)
C9 2 Ritenute RITA Ritenute dell’imposta sostitutiva integrativa temporanea anticipata – RITA – (Annotazioni CU 2019 con codice AX corrispondente al punto 487, CU ordinaria 2019)
C10 1 Ritenute Add.le Regionale Addizionale Regionale all’IRPEF trattenuta dal sostituto (Punto 22 CU 2019)
RIGHI DESCRIZIONE DATI DA INDICARE
C11 Ritenute acconto add.le comunale Addizionale comunale IRPEF acconto
C12 Ritenute acconto add.le comunale Addizionale comunale IRPEF saldo
C13 Ritenute acconto add.le comunale Addizionale comunale IRPEF acconto
1 codice bonus Indicare il codice presente nel punto 391 del Mod. CU 2019:
1 se il datore ha riconosciuto il bonus e lo ha erogato tutto o in parte. In questo caso
nella colonna 2 del rigo C14 va riportato l’importo del bonus erogato dal sostituto
d’imposta (punto 392 della Certificazione Unica);
2 se il datore non ha riconosciuto il bonus o lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato
neanche in parte. In questo caso non va compilata la col. 2, rigo C14.
Se il lavoratore dipendente (ad esempio colf, baby-sitter) non è in possesso della CU
2019 perché il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, nella colonna
1 si deve riportare il codice 2.
2 bonus erogato Bonus erogato dal sostituto (punto 392, Mod. CU)
4 esenzione ricercatori e docenti Riportare l’importo indicato nel punto 467 della CU 2019 se nel punto 466 è indicato
il codice 1
5 quota TFR Riportare l’importo indicato nel punto 478 della CU 2019
SEZIONE RIGHI COSA VA INDICATO
I C1 e C5 Redditi di lavoro dipendente ed assimilati per i quali è prevista l’attribuzione di una detrazione da rapportare al periodo di lavoro o pensione
I C4 Somme per premi di risultato per lei quali è prevista la tassazione con imposta sostitutiva
II Da C6 a C8 Altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali è prevista l’attribuzione di una detrazione da non rapportare al periodo di lavoro
III C9 e C10 Ritenute subite a titolo di IRPEF, rendita integrativa temporanea anticipata (RITA)ed addizionale regionale, trattenute dal datore di lavoro relativamente ai redditi indicati precedentemente
IV Da C11 a C13 Ritenute subite a titolo di addizionale comunale, trattenute dal datore di lavoro relativamente ai redditi indicati precedentemente
V C14 Dati relativi al Bonus IRPEF
Nelle Colonne 1, 2 e 3 dei Righi C1, C2 e C3 vanno indicati i redditi ed alcune informazioni utili ai fini della corretta tassazione.
È necessario indicare i seguenti Codici:
“1”, qualora si indichino redditi di pensione; si precisa che il titolare di trattamenti pensionistici integrativi (ad esempio: quelli corrisposti dai Fondi pensione di cui al D.Lgs. n. 252/2005) deve riportare il Codice 2; I trattamenti pensionistici integrativi, come quelli corrisposti dai fondi pensione, vanno indicati con il Codice 2
“2”, qualora si indichino redditi di lavoro dipendente o assimilati e trattamenti pensionistici integrativi;
“3”, in presenza di compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili in regime agevolato.
La Casella di Colonna 2 deve essere compilata nei casi di redditi di lavoro dipendente o di compensi per lavori socialmente utili o redditi prodotti in zone di frontiera e redditi prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia, indicando:
“1” se il contratto di lavoro è a tempo indeterminato (nella CU risulta compilato il Punto 1);
“2” se il contratto di lavoro è a tempo determinato (nella CU risulta compilato il Punto 2).
Deve essere indicato l’ammontare dei redditi percepiti come desunti dal punto 1 (lavoro dipendente e assimilati a tempo indeterminato), nel punto 2 (lavoro dipendente e assimilati a tempo determinato) o nel punto 3 (pensione) della Certificazione Unica (Mod. CU 2019). Valgono le seguenti regole particolari:
Se nella Colonna 1 è stato indicato il Codice 3 (compensi per lavori socialmente utili) per la compilazione si rinvia a quanto è stato detto sopra in merito ai compensi per lavori socialmente utili”;
Se nella Colonna 1 è stato indicato il Codice 4 (redditi prodotti in zone di frontiera), occorre riportare l’intero ammontare dei redditi percepiti, comprensivo della quota esente.
La Colonna 4 rappresenta una novità di quest’anno. Deve essere compilata esclusivamente dai contribuenti residenti in Italia che percepiscono redditi prodotti all’estero, indicando:
“1” redditi di fonte estera se nella Colonna 1 è indicato il Codice 1, 2, 5 o 6;
“2” pensione ai superstiti di fonte estera se nella Colonna 1 è indicato il Codice 1, 6, 8 o 7.
Il Rigo C4 va compilato solo dai lavoratori dipendenti del settore privato, titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato che hanno percepito compensi per premi di risultato o somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa e che abbiano percepito redditi da lavoro dipendente d’importo non superiore a € 80.000.
Infatti, come detto nell’apposito paragrafo, è previsto un sistema di tassazione agevolata per le retribuzioni premiali d’importo complessivamente non superiore a € 3.000 (in questo caso risultano compilati con il Codice 1 i punti 571 e/o 581 della Certificazione Unica).
Il Rigo C5 è composto da due Colonne nelle quali indicare, rispettivamente:
Colonna 1: il numero di giorni relativi al periodo di lavoro dipendente o assimilato;
Colonna 2: il numero di giorni relativi al periodo di pensione. Per individuare il numero dei giorni si può fare riferimento a quanto indicato nella Certificazione Unica.
Più precisamente, il numero dei giorni:
Di lavoro dipendente è riportato nel punto 6 della Certificazione Unica;
Di pensione è riportato nel punto 7 della Certificazione Unica.
Nella Sezione II, Righi C6, C7 e C8, vanno indicati alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali la detrazione non è rapportata al periodo di lavoro (redditi di cui all’art. 50, comma 1, lett. e), f), g), h), i), TUIR).
In presenza della Certificazione Unica, l’importo del reddito è riportato nel punto 4 o nel punto 5.
I Righi C6, C7 e C8 si compongono di due Colonne.
La Casella va barrata se il soggetto percepisce assegni periodici in conseguenza di separazione legale, di divorzio o annullamento del matrimonio (Punto 5 della Certificazione Unica compilato).
Nella Casella di Colonna 2 va indicato il reddito percepito. Tale dato può essere ricavato dal punto 4 (altri redditi assimilati) o nel punto 5 (assegni periodici corrisposti al coniuge) della Certificazione Unica (Mod. CU 2019).
Nella Sezione III vanno indicate le ritenute relative:
All’IRPEF;
All’imposta sostitutiva RITA;
All’addizionale regionale all’IRPEF.
RIGO C9 – RITENUTE IRPEF
Il Rigo C9, quest’anno, si compone di 2 colonne:
Colonna 1: va indicato l’ammontare complessivo delle ritenute applicate sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati indicati nelle Sezioni I e II. Tale ammontare può essere desunto dal punto 21 della Certificazione Unica.
Colonna 2: va indicato l’ammontare complessivo delle ritenute dell’imposta sostitutiva sulla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) indicato nelle annotazioni alla Certificazione Unica 2019 con il Codice AX. Questa Colonna va compilata solo se nella Casella “Casi particolari” del Quadro C è indicato il Codice “9”.
La Sezione V, Rigo C14, è riservata all’indicazione dei dati necessari alla determinazione del c.d. “Bonus IRPEF”, che consiste in un credito nella misura massima di 960 euro per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 26.600 e con imposta di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro.
Chi presta l’assistenza fiscale deve ricalcolare l’ammontare del credito spettante tenendo conto di tutti i redditi dichiarati e lo indica nel prospetto di liquidazione, Mod. 730-3 (Rigo 66), che rilascia al dichiarante dopo avere effettuato il calcolo delle imposte.
Pertanto, se il datore di lavoro non ha erogato, in tutto o in parte, il bonus IRPEF, chi presta l’assistenza fiscale riconosce l’ammontare spettante nella dichiarazione (importo da indicare nel Rigo 67 Mod. 730- 3).
Se dal calcolo effettuato da chi presta l’assistenza fiscale il bonus risulta, in tutto o in parte, non spettante, l’ammontare riconosciuto dal datore di lavoro in mancanza dei presupposti previsti (ad esempio perché il reddito complessivo è superiore a 26.600 euro), viene recuperato con la dichiarazione (importo da indicare nel Rigo 68 Mod. 730-3).
Se il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, il credito spett ante viene riconosciuto nella presente dichiarazione (importo da indicare nel Rigo 67 Mod. 730-3).
COLONNA 1 – CODICE BONUS
Va riportato il Codice indicato nel punto 391 della Certificazione Unica 2019.
Il Codice 1 se il datore di lavoro ha riconosciuto il bonus e lo ha erogato tutto o in parte. In questo caso nella Colonna 2 del Rigo C14 va riportato l’importo del bonus erogato dal sostituto d’imposta (punto 392 della Certificazione Unica);
Il Codice 2 se il datore di lavoro non ha riconosciuto il bonus ovvero lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato neanche in parte.
In questo caso non va compilata la Colonna 2 del Rigo C14. Se il lavoratore dipendente (ad esempio colf, baby-sitter o assistente delle persone anziane) non è in possesso della Certificazione Unica perché il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, nella Colonna 1 deve riportare il Codice 2.
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Davide Novembre 30, 2015 at 16:43
Buonasera, non so se sono nella categoria giusta e mi scusa se così fosse.
Ho iniziato a lavorare a luglio 2015 con contratto a tempo indeterminato e causa chiusura attività e quindi licenziamento (credo nel mese di dicembre) il mio rapporto di lavoro sarà interrotto. Sono qui a chiedere se mi spetta qualche indennità di disoccupazione e per quanto tempo (ho sentito che bastano 13 settimane di lavoro). Grazie mille, Saluti
Fiscomania Novembre 30, 2015 at 17:17
l’attività lavorativa è cessata non per causa volontaria, quindi l’indennità di disoccupazione le spetta. Può trovare tutte le informazioni utili al sito dell’Inps, a questo indirizzo: https://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8292
Micheli Cesare Aprile 20, 2018 at 21:41
Mia moglie, insegnante alla Scuole Superiori, ha percepito nel 2017 un reddito da lavoro dipendente di € 25.016, e un Bonus IRPEF di € 472, erogato a Febbraio 2017 a saldo dell’intero anno 2017. E’ vero che, se la somma del reddito da lavoro dipendente e dei redditi fondiari (Terreni + Fabbricati) supera € 26.000, il Bonus IRPEF va restituito ? Per il 2017 questa somma vale circa € 25.535, quindi non supera € 26.000, però credo che il Bonus IRPEF di € 472 sia corrispondente a € 25.016. Dovrà essere restituita una parte ? Si può già calcolare quanto va restituito ? Aggiungo che le colonne 3, 4, 5 del Rigo C14 sono vuote. E’ il CAF che fa i conti nel Mod. 730/2018, sottraendo il Bonus IRPEF non spettante dal credito della dichiarazione ? Grazie per la vostra risposta.
Fiscomania Aprile 23, 2018 at 7:31
Se il totale dei redditi imponibili supera la soglia, il bonus Irpef deve essere restituito. Per fare i calcoli e verificare tutto occorre simulare la dichiarazione dei redditi.
Micheli Cesare Aprile 23, 2018 at 13:56
A fronte di un Bonus IRPEF di € 472, la somma dei redditi imponibili per l’anno 2017 e’ € 25.517. Qual è il Bonus IRPEF spettante, e quello non spettante che va restituito ? Esiste una formula per il calcolo ?
vincenzo Maggio 3, 2018 at 17:11
Salve, nel 2017 ho percepito sia redditi da lavoro dipendente che Naspi. Quj di ho ricevuto due CU. Sulla CU dell’Inps ho notato che al punto 6, hanno indicato 112 giorni pur risultando quale inizio periodo di lavoro10.08.2017 e barrata la casella in carico 31.12.2017. Quindi, in fase di compilazione del 730 al tigo C5 cosa devo indicare? La somma dei “punti 6” delle due CU, oppure devo considerare 365 giorni? Grazie
Fiscomania Maggio 4, 2018 at 23:51
Nei giorni lavorati deve inserire il totale dei giorni presenti nelle due CU.
Elisa Luglio 16, 2018 at 16:32
Buon giorno compilando la sezione C5 del 730 avendo due cud uno di lavoro e uno di pensione supero i 365 giorni ,cosa devo fare?
Fiscomania Luglio 16, 2018 at 17:27
Si deve indicare soltanto 365 giorni complessivi di lavoro.
luca Maggio 12, 2019 at 21:01
Salve, mia madre è pensionata (ha 85 anni) e da 2 anni troviamo nel 730 online (quadro c rigo c5) 365 giorni spettanti per la detrazione come LAVORO DIPENDENTE e non PENSIONE come la logica mi porterebbe a pensare. Ho notato che i conteggi finali di credito mutano cambiando questo dato (in modifica).
Questo dato è indicato anche nella certificazione unica rilasciata da INPS. Secondo voi è corretto?
Federico Migliorini Maggio 13, 2019 at 8:51
Salve Luca, deve parlare con l’INPS per capire la situazione, se la CU è indicato lavoro dipendente la dichiarazione dei redditi deve seguire la stessa indicazione. Occorre chiarire con l’INPS.
Carmen Luglio 17, 2019 at 19:40
Salve rivedendo il 730 mi sono accorta che nel riquadro C precisamente in C 2 nella colonna 2 dove si deve specificare se è un contratto indeterminato/determinato c’è stato un errore è stato messo 1 anziché 2 cosa succede? è un errore che deve essere corretto?
Federico Migliorini Luglio 18, 2019 at 8:18
Salve Carmen, è opportuno correggere la dichiarazione perché una scelta piuttosto che l’altra modifica le detrazioni per lavoro dipendente.
Anna Luglio 25, 2019 at 21:04
Salve, percepisco assegno di mantenimento dal mio ex coniuge. Trattandosi di reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, oltre al modello Redditi avevo possibilità di fare anche il 730? (magari per l’anno prossimo essendo scaduti i termini il 23 Luglio)
Federico Migliorini Luglio 25, 2019 at 22:14
Salve Anna, se non percepisce altri redditi non può presentare il 730 perché non ha un sostituto di imposta che possa farle le trattenute fiscali.