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Timestamp: 2019-01-20 07:50:10+00:00
Document Index: 178745288

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 30 settembre 2014, n. 20589. Dichiarato inammissibile il ricorso per violazione del dovere di sinteticità espositiva, mutuando tale concetto dai principi del giusto processo, ex art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, perché ritenuto troppo lungo (100 pagine) e prolisso, affermando che erano sufficienti solo le ultime dodici pagine di motivazioni, rispetto alle 100 pagine presentate. - Renato D'Isa
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sentenza 30 settembre 2014, n. 20589
sul ricorso 11545-2013 proposto da:
G.F. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G. ZANARDELLI 36, presso lo studio dell’avvocato ROMEO GIUSEPPE GIULIO, rappresentato e difeso dall’avvocato FIRRIOLO FRANCESCO, giusta delega in atti;
CARIME S.P.A. o BANCA CARIME S.P.A.;
CARIME S.P.A. o BANCA CARIME S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LEONE IV 99 INT 14, presso lo studio dell’avvocato FERZI CARLO, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati POZZOLI CESARE, CHIELLO ANGELO, giusta delega in atti;
G.F. C.F. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 348/2013 della CORTE D’APPELLO di REGGIO CALABRIA, depositata il 15/03/2013 R.G.N. 629/2005;
udito l’Avvocato COSSU BRUNO per delega FIRRIOLO FRANCESCO;
1- La sentenza attualmente impugnata (depositata il 15 marzo 2013), in parziale accoglimento dell’appello proposto da G. F. avverso la sentenza del Tribunale di Palmi n. 1138/2005 del 30 maggio 2005, condanna la BANCA CARME s.p.a. alla corresponsione, in favore dell’appellante, della somma di Euro 9.738, 36 oltre accessori di legge dal novembre 2011 fino a soddisfo.
a) dalla storia professionale di G. alla dipendenze della CARIME si desume che, fin dall’inizio del rapporto, si è manifestata quella che ne è stata una caratteristica costante, rappresentata dalla dicotomia tra lavoro bancario e attività di insegnamento, quest’ultima ritenuta dall’interessato più consona al proprio patrimonio culturale e per il cui esercizio il G. ha reiteratamente chiesto – e, in genere, ottenuto – di poter godere di periodi di aspettativa di molti mesi, per tutta la lunga durata del rapporto di lavoro con la Banca;
f) l’insieme di tutti gli indicati elementi rende evidente che la qualificazione della condotta del lavoratore come dimissionaria è derivata – diversamente da quel che sostiene il G. – non dalla sola mancata ripresa del servizio in applicazione dell’art. 92 del CCNL per i dipendenti delle aziende di credito del 1994, ma dall’inequivoco comportamento dell’interessato, sicchè risulta superflua la valutazione della nullità di tale clausola contrattuale, richiesta dal lavoratore;
2.- Il ricorso di G.F., illustrato da memoria, domanda la cassazione della sentenza per due motivi; resiste, con controricorso, la BANCA CARIME s.p.a., che propone, a sua volta, ricorso incidentale per quattro motivi.
Preliminarmente i ricorsi vanno riuniti perchè proposti avverso la medesima sentenza.
2.2.- Con il terzo motivo si denunciano: a) in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione “sotto altro profilo” dell’art. 2087 cod. civ.; b) in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, l’omesso esame circa l’idoneità delle misure di sicurezza adottate dalla Banca a “garantire l’incolumità dei lavoratori il giorno della rapina, avendo impedito l’ingresso in Filiale di una persona armata”.
3 – Esame delle censure proposte con il ricorso principale.
4.- Dal punto di vista della formulazione va rilevato che le censure dedotte in parte del secondo motivo per “carenza di motivazione” sono inammissibili perchè, in base al nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, – applicabile, nella specie, ratione temporis (visto che la sentenza impugnata è stata depositata il 15 marzo 2013 e la novella si applica ai ricorsi avverso sentenze depositate dopo il giorno 11 settembre 2012) – ai sensi della suindicata disposizione si può denunciare l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti e non più la omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Infatti, la prospettazione da parte del ricorrente di un coordinamento dei dati acquisiti al processo asseritamente migliore o più appagante rispetto a quello adottato nella sentenza impugnata, riguarda aspetti del giudizio interni all’ambito di discrezionalità di valutazione degli elementi di prova e dell’apprezzamento dei fatti che è proprio del giudice del merito, in base al principio del libero convincimento del giudice, sicchè la violazione degli artt. 115 e 116 cod. proc. civ. è apprezzabile, in sede di ricorso per cassazione, nei limiti del vizio di motivazione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, e deve emergere direttamente dalla lettura della sentenza, non già dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità (Cass. 26 marzo 2010, n. 7394; Cass. 6 marzo 2008, n. 6064; Cass. 20 giugno 2006, n. 14267; Cass. 12 febbraio 2004, n. 2707; Cass. 13 luglio 2004, n. 12912; Cass. 20 dicembre 2007, n. 26965; Cass. 18 settembre 2009, n. 20112).
Nella specie le valutazioni delle risultanze probatorie operate dal Giudice di appello sono congruamente motivate e l’iter logico- argomentativo che sorregge la decisione è chiaramente individuabile, non presentando alcun profilo di manifesta illogicità o insanabile contraddizione, sicchè la sentenza non merita alcuna emenda nei punti contestati dal ricorrente principale.
4 – Esame delle censure proposte con il ricorso incidentale.
6.- Anche il ricorso incidentale è inammissibile perchè anche con esso – a fronte della motivata valutazione di merito delle risultanze probatorie di causa contenuta nella sentenza impugnata – la ricorrente incidentale, nonostante il formale richiamo alla violazione di norme di legge contenuto in parte del terzo motivo, finisce in realtà per esprimere un mero dissenso valutativo, inammissibile in questa sede per le ragioni indicate sopra (vedi paragrafo 5.2).
Depositato in Cancelleria il 30 settembre.