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Timestamp: 2018-04-20 18:33:39+00:00
Document Index: 53616247

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 47', 'art. 46', 'art. 40', 'art. 43', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 42', 'art. 40']

Chiarimenti della funzione pubblica per il rilascio di certificazioni nel settore scolastico
Prof. Raffaele Manzoni - Come è noto, con la direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione (PA) e la sem-plificazione n. 14 del 22.122011, sono state fornite indicazioni operative per l'applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive introdotte dall'art. 15 della legge 12 novembre 2011, n. 183 a modifica del DPR 28 dicembre 2000 n. 445. Le nuove norme hanno come obiettivo la completa "de-certificazione" del rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini e operano nel solco tracciato dal citato Testo unico, dove era già previsto che nessuna amministrazione potesse richiedere atti o certificati contenenti informazioni già in possesso della PA.
1) le certificazioni rilasciate dalle Pa in ordine a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, tali certificati sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive di certificazione o dell'atto di notorietà. Dal 1° gennaio 2012 le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non potranno più accettarli né richiederli: la richiesta e l'accettazione dei certificati costituiscono violazione dei doveri d'ufficio.
Si evidenzia che, ai sensi dell'art. 46 del testo unico, sono comprovati con dichiarazioni, anche contestuali all'istanza, sottoscritte dall'interessato e prodotte in sostituzione delle normali certificazioni, i seguenti stati, qualità personali e fatti:
Per quanto riguarda, invece, le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà (art. 47 del testo unico), occorre ricordare che l'atto di notorietà (o atto notorio) è l'atto pubblico con il quale una persona rende una dichiarazione in presenza di più testimoni in merito ad uno o più fatti notoriamente conosciuti da tali persone. In quanto atto pubblico, l'atto di notorietà fa prova legale su quanto dichiarato davanti al funzionario pubblico o al privato esercente una funzione pubblica che lo riceve. Non fa, invece, prova legale dell'esistenza di fatti giuridici connessi al contenuto delle dichiarazioni, ma solo della loro notorietà. L'art. 4 della legge n. 15 del 4.1.1968 introdusse la possibilità di sostituire l'atto di notorietà con una dichiarazione sostitutiva.
Tale possibilità è stata ampliata dall'art. 47 del DPR 445/2000. Le dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà devono riguardare stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato. Le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da presentare agli organi dell' amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi, sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. La copia fotostatica del documento è inserita nel fascicolo. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se effettuate secondo quanto previsto dall'articolo 65 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. La dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale.
2) i certificati dovranno riportare, a pena di nullità, la frase: " il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pub-blici servizi". Le amministrazioni dovranno adottare le misure organizzative necessarie per evitare che, dal 1° gennaio 2012, siano prodotte certificazioni nulle per l'assenza della predetta dicitura; inoltre il rilascio di certificati che siano privi della dicitura citata costituisce violazione dei doveri d'ufficio;
Nel contesto di questa normativa il Dipartimento per la Funzione Pubblica, cui compete la verifica ed il monitoraggio dell'osservanza delle nuove disposizioni, con la circolare n. 3364 del 7.12.2012, ha fornito ulteriori chiarimenti alle istituzioni scolastiche, per il tramite delle direzioni scolastiche regionali, in merito alle problematiche di seguito riportate e dispiegate sotto la forma di risposta a domanda da parte del competente Dipartimento.
Certì?cati di servizio
D. Numerosi dirigenti amministrativi e docenti chiedono se, a seguito dell'entrata in vigore delle norme indicate in oggetto, possano essere rilasciati certificati di servizio oppure se gli stessi debbano essere sostituiti da autocertificazioni.
R. Lo stato di servizio (ossia la dichiarazione avente ad oggetto i contenuti dello stato matricolare e le altre informazioni concernenti l'attività lavorativa del dipendente) può essere attestato dall'interessato alla pubblica amministrazione con dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà di cui all'art. 47 del DPR n. 445 del 2000. La pubblica amministrazione, comunque, non può mai ri?utarsi di rilasciare un certificato e, pertanto, nel caso in cui un dipendente richieda all'Amministrazione un certificato del servizio prestato, tale certificato deve essere rilasciato esclusivamente con la dicitura di cui all'art. 40, comma 2 del DPR n. 445 del 2000 "il presente certi?cato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione privati ai gestori di pubblici servizi”.
Certi?catì di frequenza
D. Gli addetti alle segreterie di alcuni istituti scolastici chiedono se, anche dopo l'entrata in vigore della legge emarginata in oggetto, possano essere rilasciati certificati di frequenza per gli alunni.
R. Le Pubbliche Amministrazioni devono sempre accettare dai cittadini le autocerti?cazioni e non possono richiedere al privato il certificato rilasciato da un'altra Amministrazione. Tale principio di carattere generale che incontra le sole deroghe espressamente previste dallo stesso DPR n. 445 del 2000 o da norme speciali - si applica anche nel caso dei certificati di frequenza. Detti certificati, pertanto, andranno acquisiti d'uf?cio. Nel caso in cui, comunque, venga richiesto, il certificato di frequenza degli alunni può essere rilasciato dalla Pubblica Amministrazione all'interessato esclusivamente con la dicitura di cui all'art. 40, comma 02 del DPR n. 445 del 2000 “il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".
D. Sono pervenuti alcuni quesiti in merito all' impatto delle norme in oggetto sul rilascio dei nulla osta per il trasferimento di un alunno. In particolare, alcuni circoli didattici hanno segnalato che l'Uf?cio Scolastico Regionale per la Lombardia ha diramato una circolare (Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 448 del 19.01.2012) con la quale si specifica, tra l'altro, che il c.d. nulla osta al trasferimento di alunni rientra nel campo d'applicazione delle norme in esame e, pertanto, deve essere acquisito d'ufficio.
R. Il nulla osta al trasferimento di un alunno non ha natura certificativa ma autorizzatoria e, dunque, non rientra nel campo d'applicazione della normativa in oggetto. Il nulla osta, infatti, è una dichiarazione scritta, rilasciata dalla competente autorità amministrativa su richiesta dell'interessato, che attesta l'esistenza di certi presupposti e quindi l'inesistenza di contrarietà o impedimenti allo svolgimento dell'attività che l'interessato si prefigge di compiere e, pertanto, non ha natura meramente certi?cativa.
D. È pervenuta una richiesta di chiarimenti in ordine alla certificazione del servizio prestato presso una scuola non paritaria, ai ?ni della compilazione degli elenchi per le graduatorie d'istituto di III fascia.
R. Per quanto di competenza, si evidenzia che il cittadino può presentare ad una pubblica amministrazione una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà attestante il servizio prestato sia presso una scuola privata e paritaria, sia presso una scuola privata e non paritaria. L'art. 47, comma 3, del DPR 445 del 2000, infatti, prevede che “Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali ed i fatti non espressamente indicati nell'art. 46 sono comprovati dall' interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".
Ciò significa, dunque, che con la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà possono essere attestati tutti i fatti, le qualità personali e gli stati a conoscenza del diretto interessato, che non rientrano nell'elenco dei dati autocertificabili con dichiarazione sostitutiva di certi?cazione.
Certi?cati sostitutivi del diploma di licenza
D. Un istituto chiede indicazioni circa le modalità di rilascio del certificato sostitutivo del diploma di licenza media alla luce della novella contenuta nella legge.
R. Si ritiene che il certificato sostitutivo del diploma di licenza debba essere rilasciato senza la dicitura prevista dal comma 2 dell'art. 40, DPR n. 445 del 2000 "il presente certi?cato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi", poiché esso ha la precipua funzione di sostituire un documento smarrito (diploma) che, come già evidenziato, va rilasciato senza la predetta dicitura.
D. Alcuni dirigenti amministrativi chiedono all'Uf?cio chiarimenti in ordine alle modalità da seguire nella verifica della veridicità di quanto dichiarato mediante autocerti?cazioni.
R. Si rileva che ai sensi dell'art. 43 comma 5 del DRP 28 dicembre 2000, n.445, in tutti i casi in cui l'amministrazione procedente acquisisce direttamente informazioni relative a stati, qualità personali e fatti presso l'amministrazione competente per la loro ccrti?cazione, il rilascio e l'acquisizione del certificato non sono necessari e le suddette informazioni sono acquisite, senza oneri, con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza (ad esempio, posta elettronica,PEC, fax ecc.).
D. L'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia chiede se la dicitura prevista dal com-ma 02 del DPR n. 445/2000 debba essere apposta sul libretto utilizzato per la verifica della frequenza, ai ?ni dell'assolvimento dell'obbligo scolastico, da parte di studenti costretti a continui spostamenti.
R. Si ritiene che tale libretto non possa essere considerato un certificato, poiché non vi è nessuna disposizione di legge che riconosca esplicitamente a tale libretto valore certificativo. Il mero riferimento a tale libretto in accordi, convenzioni, ecc., non comporta l'automatico riconoscimento della funzione certi?cativa; il libretto in questione appare funzionale alla ricostruzione del percorso scolastico dello studente ma non attesta l'assolvimento dell'obbligo scolastico. Ed infatti, l'assolvimento di tale obbligo viene accertato dai competenti uffici scolastici sulla base di approfondite indagini; eventuali documenti/attestati vengono rilasciati dalle istituzioni scolastiche solo dopo lo svolgimento di appositi approfondimenti e non solo sulla base di quanto dichiarato nel citato libretto. Di conseguenza, sul libretto in questione non andrà apposta la dicitura prevista dall'art. 17 della legge n. 183/2011, poiché trattasi di un documento non avente valore certificativo.
D- Sono pervenute numerose segnalazioni in merito all'apposizione della dicitura prevista dal comma 2 dell'art. 40, DPR 28 dicembre 2000, n. 445 sui diplomi conseguiti al termine di un corso di studio o ai titoli di abilitazione conseguiti al termine di un corso di formazione.
R. Si rileva che i diplomi conseguiti al termine di un corso di studio o i titoli di abilitazione conseguiti al termine di un corso di formazione, ai sensi dell'art. 42, DPR 28 dicembre 2000, n.445, non sono certificati. Pertanto, gli stessi devono essere rilasciati in originale privi della dicitura prevista dal comma 02 dell'art. 40, DPR n. 445 del 2000, la quale va invece apposta sulla relativa certificazione.
Certi?cati di frequenza del corso di preparazione per il conseguimento dell' idoneità alla guida del ciclomotore
D. Un istituto ha chiesto chiarimenti in ordine al rilascio del certi?cato di frequenza del corso, organizzato dalla scuola, di preparazione alla prova di controllo delle cognizioni per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida del ciclomotore. Inoltre, il segnalante ha rilevato che gli uffici della Motorizzazione non accettano le autocertificazioni relative alla frequenza del corso.
R. Si ritiene opportuno un approfondimento da parte degli uffici competenti del MIUR e della Motorizzazione Civile.
Pagelle e certi?cati attestanti l'acquisizione delle competenze
D. Alcuni dirigenti scolastici hanno chiesto chiarimenti in relazione all' apposizione della prescritta dicitura "il presente certi?cato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi" sulle pagelle rilasciate al termine dell'anno scolastico, nonché sulla certificazione delle competenze, che viene rilasciata al termine della Primaria, della Secondaria di 1° grado e alla fine dell'obbligo scolastico al ?ne di attestare la padronanza delle conoscenze acquisite dagli studenti.
R. Si ritiene opportuno un approfondimento da parte degli uffici competenti del MIUR.
Apposizione di marche da bollo sui certi?cati rilasciati dagli uf?ci del MIUR
D. Numerosi istituti chiedono su quali certificati debbano essere apposte le marche da bollo, a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni in oggetto.
R. Per quanto di competenza, ritiene che gli interventi in materia di sempli?cazione amministrativa nulla abbiano mutato in ordine all'imposta di bollo. In ogni caso, appare necessario un confronto con gli uffici dell'Agenzia delle Entrate.
Pubblicazione in vendita: “Il Vademecum del personale supplente”
Riferimento sito: www.raffaelemanzoni.com
(13/12/2012 - Raffaele Manzoni)