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Timestamp: 2020-08-07 10:45:08+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 12704 del 20/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12704 del 20/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 20/06/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 20/06/2016), n.12704
sul ricorso 8626-2014 proposto da:
MARTINELLI DI M.C. E C. SNC, in persona del legale
POMPEO MAGNO 2/B, presso lo studio dell’avvocato PICONE GIUSEPPE,
rappresentata e difesa dall’avvocato LORENZO ANNUNZIATA giusta
P.A., BD COSTRUZIONI SRL;
avverso la sentenza n. 84/2013 del TRIBUNALE di BUSTO ARSIZIO SEZIONE
DISTACCATA di GALLARATE del 23/02/2013 depositata il 05/03/2013;
19/05/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPINA LUCIANA BARRECA.
Va fatta applicazione del principio ripetutamente affermato da questa Corte per il quale nel ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado, proponibile ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 3, l’atto d’appello, dichiarato inammissibile, e la relativa ordinanza, pronunciata ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., costituiscono requisiti processuali speciali di ammissibilità, con la conseguenza che, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., n. 3, è necessario che nel suddetto ricorso per cassazione sia fatta espressa menzione dei motivi di appello e della motivazione dell’ordinanza ex art. 348 bis c.p.c., al fine di evidenziare l’insussistenza di un giudicato interno sulle questioni sottoposte al vaglio del giudice di legittimità e già prospettate al giudice del gravame (così Cass. ord. n. 10722/14), nonchè del principio correlato per il quale il ricorso per cassazione contro la sentenza di primo grado ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 4, ha natura di ricorso ordinario, regolato dall’art. 366 c.p.c. quanto ai requisiti di contenuto forma, e deve contenere, in relazione al n. 3 detta norma, l’esposizione sommaria dei fatti di causa, da intendersi come fatti sostanziali e processuali relativi sia al giudizio di primo grado che a quello di appello. Ne consegue che nel ricorso la parte è tenuta ad esporre, oltre agli elementi che evidenzino la tempestività dell’appello e i motivi su cui esso era fondato, le domande e le eccezioni proposte innanzi al giudice di prime cure e non accolte, o rimaste assorbite, trovando applicazione, rispetto al giudizio per cassazione instaurato ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., le previsioni di cui agli artt. 329 e 346 medesimo codice, nella misura in cui esse avevano inciso sull’oggetto della devoluzione al giudice di appello (così Cass. ord. n. 8942/14; cfr. anche Cass. ord. n. 2784/15).
Nella specie, la ricorrente ha riportato le conclusioni dell’atto di appello, ma non ha indicato, nemmeno per sintesi, i motivi di gravame nè ha riportato il contenuto dell’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello.”.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto che sussistono i presupposti per il versamento, da parte della società ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.