Source: https://icpressroom.wordpress.com/2010/03/08/cessioni-quote-srl-senza-dilemmi/
Timestamp: 2017-06-29 05:25:57+00:00
Document Index: 81921601

Matched Legal Cases: ['art, 36', 'art, 2470', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 71', 'art. 1176', 'art. 9', 'art. 1392']

Cessioni quote srl senza dilemmi – IC PressRoom
Cessioni quote srl senza dilemmi
8 marzo 20108 marzo 2010 da IC PressRoom	Italia Oggi – 8 marzo 2010
La circolare 15/IR Cndcec scioglie i punti critici in materia di trasferimenti delle partecipazioni. Chiarita l’equiparazione tra firma digitale e autentica notarile.
Primo bilancio per commercialisti ed esperti contabili delle criticità emerse nella fase iniziale di applicazione della disciplina sulle cessioni di quote di srl. A un anno e mezzo dall’avvio dell’operatività le principali problematiche finora riscontrate sono legate all’autentica notarile che una parte della prassi ancora ritiene necessaria, ai trasferimenti in regime di comunione legale dei coniugi; all’indipendenza del professionista/intermediario, agli errori nella creazione del file informatico in pdf per le registrazione degli atti.
L’applicazione della novella introdotta dall’art, 36, comma 1-bis, del dl n. 112 del 25/6/2008 (convertito dalla legge n. 133/2008), che vede il commercialista nella veste di intermediario abilitato, è stata oggetto di esame dal parte Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, attraverso la circolare n, 15/IR del 22 febbraio 2010.
Dall’introduzione nel nostro ordinamento della disciplina sui trasferimenti delle partecipazioni societarie, i professionisti abilitati e gli operatori dell’economia e del diritto si sono trovati di fronte ad alcune problematiche di carattere operativo e giuridico. La cessione di quote di srl si realizza tramite due procedimenti alternativi in ciascuno dei quali una specifica figura professionale è abilitata a depositare l’atto per la successiva iscrizione nel registro delle imprese.
La scelta del legislatore, dettata dall’esigenza di semplificazione del procedimento amministrativo, in fase applicativa ha generato tuttavia alcune criticità. Esaustività della firma digitale (in luogo dell’autentica notarile). La questione è stata sollevata da una recente decisione con cui il tribunale di Vicenza, rigettando il ricorso presentato dalla parte, ha confermato il provvedimento del 2 1/4/2009 del giudice del registro che ordinava la cancellazione dell’iscrizione nel registro imprese di un atto di cessione di quote di srl sottoscritto con firma digitale, depositato dall’intermediario abilitato, e mancante dell’autentica notarile.
Al riguardo, la circolare n. 15/20 10 precisa che il tribunale di Vicenza non può ignorare che nell’ambito del procedimento di cui all’art, 2470 c.c. l’autentica notarile è prevista come forma ad regularitatem (del procedimento di iscrizione nel registro delle imprese) e non anche come forma ad substantiam: l’atto, infatti, è pienamente valido ed efficace in virtù della manifestazione del consenso (ex artt. 1376 e 2469 c.c.). Non essendo, pertanto, l’autentica notarile un requisito del contratto di trasferimento di partecipazioni di srl, appare chiaro che l’art. 36, comma 1-bis faccia riferimento solo all’atto in sé con cui le partecipazioni liberamente circolano dal cedente al cessionario ammettendo che la procedura sia «gestita» da un professionista differente dal notaio, subordinatamente alla condizione che tale atto sia sottoscritto con firma digitale. Il professionista, peraltro, nel predisporre il documento informatico da far sottoscrivere digitalmente alle parti, pone in essere un’attività di controllo (e non si limita alla mera raccolta della firma digitale) e ne esegue il deposito (il mandate professionale rilasciato da una o entrambe le parti ha di regola a oggetto la cura dell’intero atto). Pertanto, la firma digitale diventa requisito di forma quando il procedimento di trasferimento di partecipazioni societarie è quello di cui al citato art. 36, comma 1-bis, alla stessa maniera dell’autentica notarile, purché formato nel rispetto delle regole tecniche di cui all’art. 71 del Codice dell’amministrazione digitale.
Indipendenza dell’intermediario. Non esistono norme secondo cui l’intermediario debba essere in una situazione di totale indipendenza rispetto all’atto di trasferimento. Ma è pur vero che l’art. 1176, comma secondo, c.c. impone al professionista di espletare la propria prestazione con la diligenza richiesta dalla natura dell’attività esercitata. Inoltre, secondo l’art. 9 del Codice deontologico della professione di dottore commercialista ed esperto contabile, il professionista deve agire nel rispetto delle norme sull’indipendenza e sulle incompatibilità previste in relazione alla natura dell’incarico affidatogli (in ogni caso egli non deve mai porsi in una situazione che possa diminuire il suo libero arbitrio di originare ostacoli all’adempimento dei suoi doveri, comprese le situazioni in cui si possa trovare in conflitto di interessi). Il commercialista, pertanto dovrà astenersi dal prestare consulenza negli atti in cui esso stesso sia parte.
La procura. Poiché in base all’art. 1392 c.c. «la procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere», anche nella cessione di quote la forma della procura deve essere la medesima di quella prevista per il contratto di trasferimento. Vale a dire atto informatico sottoscritto con firma digitale dalla parte rappresentata e marcato temporalmente. La procura va allegata in file separato all’atto di trasferimento; deve essere rilasciata con le formalità del caso a un terzo con sottoscrizione tramite firma digitale della parte e apposizione della marcatura temporale; va predisposta come documento informatico di trasferimento della partecipazione su cui il rappresentante appone la propria firma digitale (a ciò si aggiunge la formalità di marcatura temporale). Creazione del documento informatico. Gli errori riscontrati con maggiore frequenza, in sede di richiesta di registrazione dell’atto presso l’ Agenzia delle entrate hanno riguardato la mancanza della sottoscrizione digitale del commercialista) intermediario (ovvero di quella dei soggetti delegati/rappresentanti eventualmente indicati nell’atto). Come prescritto dal provv. Dir. Agenzia entrate delll’ 1/4/2009, la firma digitale deve essere apposta al file recante l’atto di trasferimento (che sia stato preventivamente salvato nel suddetto formato «pdf/A»). La mancata o irregolare apposizione anche di una soltanto delle firme digitali delle parti contraenti (e loro delegati/rappresentanti) ovvero di quella dell’intermediario determina pertanto lo scarto del file. Il professionista, inoltre, dopo aver verificato la firma digitale dalle parti contraenti, deve apporre, dapprima, la propria firma digitale sull’atto e, solo dopo procedere all’apposizione della marca temporale sullo stesso. Assolvimento imposte di registro e bollo. «Per il pagamento telematico delle imposte di registro e di bollo dovute in sede di richiesta di registrazione … è necessario che il professionista/intermediario sia titolare di un conto corrente presso un istituto di credito convenzionato con l’Agenzia delle entrate per la modalità di pagamento F24 on-line» (si veda circolare del Consiglio n, 10/IR del 15 giugno 2009). Pertanto, nella richiesta di registrazione, onde evitare lo scarto, sarà necessario indicare, tra i dati per il pagamento, il codice fiscale del professionista /intermediario unitamente alle coordinate bancarie del conto di addebito convenzionato a lui stesso intestato.
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