Source: http://relevancy.bger.ch/php/clir/http/index.php?lang=fr&zoom=&type=show_document&highlight_docid=atf%3A%2F%2F96-II-108%3Afr
Timestamp: 2016-10-26 00:32:19+00:00
Document Index: 31722570

Matched Legal Cases: ['art. 465', 'art. 41', 'art. 465', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 465', 'art. 4', 'art. 465', 'art. 486', 'sentenza ', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 465', 'art. 41', 'art. 184', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 41', 'art. 51', 'art. 41', 'art. 55']

96 II 10819. Sentenza 11 giugno 1970 della I. Corte civile nella causa La Ginevrina contro F.lli Marci e liteconsorti.
Art. 465 OCDA. Mise en vente de produits de nettoyage facilement inflammables. Art. 41 et 55 CO. 1. L'art. 465 OCDA interdit la mise en vente des produits qu'il mentionne comme produits pour le nettoyage des v�tements mais non la vente pour cet usage, � la suite d'une demande formul�e express�ment (consid. 3). 2. Limites du devoir qui incombe au vendeur d'attirer l'attention de l'acheteur sur le risque d'inflammation pr�sent� par certains produits de nettoyage lors de leur emploi: ce devoir est exhaustivement d�fini � l'article 465 OCDA (consid. 6). 3. Rapport existant entre les responsabilit�s d�coulant pour l'employeur des art. 41 et 55 CO (consid. 7). Faits � partir de page 109
BGE 96 II 108 S. 109
A.- Irene B�chler comper� nel maggio 1965 tre litri di gasolina nella drogheria della societ� in nome collettivo Fratelli Marci, Locarno, con l'intenzione di usarne per pulire un mantello di suo marito. Friedrich Dreyer, dipendente della ditta, consegn� la merce richiesta in tre bottiglie da un litro cadauna e raccomand� all'acquirente di essere molto prudente nell'usare la sostanza, di natura infiammabile, di non deporla in luogo caldo e di adoperarla con finestre e porte aperte.
Irene B�chler conserv� la gasolina nel lavatoio sito al pianterreno della sua abitazione. In questo locale, il mattino del 5 agosto 1965, si accinse a pulire il mantello; vers� i tre litri di gasolina in una bacinella, vi immerse il mantello e strofin� la stoffa. Seguendo il consiglio del droghiere, lasci� aperte le finestre, nonch� la porta tra il lavatoio e le scale che conducono al primo piano. Terminato il lavoro, appese il mantello ad asciugare, e vers� nella vasca del gabinetto di decenza la gasolina rimasta. Pochi minuti dopo, quando Irene B�chler era gi� salita al primo piano, un'esplosione distrusse la casa. Le scintille prodotte dalla lavatrice automatica sita nel lavatoio, e in funzione al momento della lavatura del mantello, avevano acceso i vapori della gasolina.
B.- I coniugi B�chler avevano assicurato la casa contro i pericoli del fuoco e delle esplosioni presso la societ� di assicurazioni "La Ginevrina". Questa vers� loro la somma di fr. 225 000.-- e convenne davanti al Pretore di Locarno-citt� la ditta Fratelli Marci e il droghiere Dreyer per il pagamento di fr. 205 000.-- oltre il 5% di interessi dal 18 novembre 1965. Essa rimproverava in sostanza ai convenuti di aver causato l'esplosione con un atto illecito, e d'aver violato l'art. 465 dell'ordinanza sul commercio delle derrate alimentari e degli oggetti d'uso e consumo del 26 maggio 1936 (ODerr.).
Il Pretore respinse l'azione. Con sentenza del 29 dicembre 1969, la Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino, adita dall'attrice, ne respinse il ricorso, confermando il giudizio pretoriale.
BGE 96 II 108 S. 110
C.- "La Ginevrina" impugna la sentenza di seconda istanza davanti al Tribunale federale, mediante un tempestivo ricorso per riforma. Essa chiede l'accoglimento della petizione. I convenuti propongono di respingere il ricorso.
1. e 2. - ...
3. L'attrice asserisce che i detersivi contenenti idrocarburi, data la facilit� con cui questi evaporano, non possono essere venduti per la pulitura di abiti. Essa cita al proposito l'art. 465 cpv. 3 ODerr.
Questa disposizione, nella seconda frase, vieta unicamente di "porli in vendita come prodotti per smacchiare vestimenta". Tale nozione di messa in vendita � pi� ristretta di quella della messa in commercio, fissata nell'art. 4 ODerr. L'art. 465 cpv. 3, seconda frase, ODerr. vieta unicamente di propagandare gli accennati prodotti come adatti a scopi di pulitura, non di venderli agli interessati che vogliono usarli per pulire capi di vestiario. Pone in vendita una sostanza come prodotto smacchiante il venditore che, nell'intento di stimolarne la vendita, attira l'attenzione su tali qualit� con degli affissi o con etichette, o anche solo verbalmente. Che l'ordinanza non intende vietare la semplice messa in commercio di idrocarburi facilmente volatilizzabili come smacchiatori, risulta dall'art. 486 cpv. 1 lett. b ODerr, dove nei testi francese e italiano, tra gli scopi della benzina destinata a usi domestici, si annovera espressamente anche la pulitura di capi di vestiario.
La sentenza impugnata non accerta che Dreyer, oppure la ditta Fratelli Marci, abbiano reclamizzato la vendita di gasolina como prodotto smacchiatore ai sensi delle suddette considerazioni. Essa constata unicamente che Irene B�chler si � recata nel negozio dei Fratelli Marci per acquistare due o tre litri di gasolina, intendendo pulire il mantello di suo marito, e che Dreyer, assecondando il suo desiderio, gliene ha venduto 3 bottiglie di un litro. L'attrice non afferma che i convenuti abbiano raccomandato al pubblico l'acquisto di gasolina quale prodotto smacchiatore. Le bottiglie in cui Irene B�chler acquist� la gasolina non recavano d'altra parte nessuna iscrizione che potesse far pensare ad una sua messa in vendita come smacchiatore, ai sensi della disposizione citata. Al contrario, le bottiglie BGE 96 II 108 S. 111portavano solo un'etichetta con la scritta "Gasolina" e il nome della ditta che la forniva. Stando alla deposizione di Dreyer, tale etichetta fu incollata sulle bottiglie solo al momento della vendita. I recipienti con lo stampo delle parole "Gift, poison, veleno" e del teschio erano destinati alla vendita di qualsiasi sostanza velenosa, e non esclusivamente della gasolina, e furono presumibilmente riempite solo al momento della vendita. Al convenuto non si pu� quindi rimproverare di aver violato l'art. 465 cpv. 3 seconda frase ODerr.
4. L'attrice si richiama pure ai limiti di quantit� posti alla vendita di smacchiatori e detersivi liquidi dall'art. 465 cpv. 3 prima frase ODerr.
La divisione dell'igiene del dipartimento delle opere sociali del Cantone Ticino, in una pubblicazione apparsa sul foglio ufficiale no. 15 del 21 febbraio 1964, attirava l'attenzione su alcune modifiche dell'ODerr. e scriveva, in merito all'art. 465 ODerr., quanto segue:
"Divieto della messa in commercio di liquidi smacchiatori e per la pulitura di indumenti contenenti benzolo e tetracloruro di carbonio. La vendita di liquidi smacchiatori � limitata a 3 dl alla volta. E vietato mettere in commercio per uso domestico tali liquidi con allusioni all'impiego per la pulitura di indumenti."
Questa pubblicazione non pu� essere fatta rientrare tra le "disposizioni pi� minute in materia di sicurezza" emanate dal Cantone ai sensi dell'art. 465 cpv. 4 ODerr. Essa pu� solo essere concepita come un sunto, in parte peraltro impreciso, dell'art. 465 ODerr. La pubblicazione non � atta a vietare un atto permesso ai sensi dell'art. 465 cpv. 3 prima frase ODerr.
Detto articolo limita unicamente la capienza dei recipienti, in cui i detersivi liquidi possono venir venduti, ma non la quantit� di prodotto che pu� venir venduta alla stessa persona. Lo scopo della limitazione va palesemente cercato nell'intento di evitare esplosioni di grossi recipienti. Dello stesso parere sopra enunciato � del resto il chimico cantonale.
Dreyer avrebbe pertanto potuto senz'altro vendere a Irene B�chler 10 bottiglie di 3 dl di gasolina. Il fatto che egli abbia venduto 3 bottiglie di un litro non ha nessun nesso causale con l'esplosione, come la precedente istanza ha costatato in modo vincolante. L'esplosione non avvenne a causa della misura dei recipienti destinati a contenere i tre litri di gasolina; BGE 96 II 108 S. 112infatti, il liquido era gi� stato usato quando si verific� l'evento. La violazione del divieto dell'art. 465 cpv. 3, prima frase, ODerr. non pu� pertanto obbligare Dreyer a risarcire il danno. 5. - Sulle bottiglie in esame mancava l'iscrizione "facilmente infiammabile", che l'art. 465 cpv. 2 ODerr. prescrive per le sostanze smacchiatrici facilmente infiammabili.
La Corte cantonale afferma che questo fatto non � causale per l'esplosione, Irene B�chler sapendo che la gasolina era facilmente infiammabile, tanto che ha usato particolari precauzioni durante la pulitura. La precedente istanza ha quindi accertato in modo vincolante che i vapori di gasolina si sarebbero incendiati anche se Dreyer avesse adempiuto a quanto prescritto. La mancata applicazione dell'etichetta non � elemento tale da comportare per il convenuto l'obbligo di risarcire il danno.
6. Secondo l'attrice, vendendo a Irene B�chler tre litri di gasolina, Dreyer ha messo in pericolo l'integrit�, la vita e i beni di terzi, in quanto egli doveva sapere che in ogni economia domestica esistono apparecchi elettrici e interruttori, le cui scintille possono incendiare i vapori. Essa intende con ci� asserire che Dreyer avrebbe dovuto informare l'acquirente anche sulle possibilit� d'incendio dovute a scintille derivanti da impianti elettrici; si rif�, al riguardo, alla prassi del Tribunale federale, secondo cui chi crea un pericolo � anche tenuto a prendere i provvedimenti necessari ad evitare i danni (RU 82 II 28; 93 II 92 e 339; 95 II 96).
Con la vendita della gasolina Dreyer non ha tuttavia creato un pericolo concreto. La sostanza venduta non costituiva un pericolo per nessuno, se fosse stata usata con le dovute cautele. Il pericolo concreto � nato solo al momento in cui l'acquirente us�, circa tre mesi dopo, la gasolina per pulire un mantello in un locale dove contemporaneamente era in funzione la lavatrice elettrica. Pu� darsi che Dreyer avrebbe potuto prevedere simile evento, siccome l'esperienza insegna che di tanto in tanto nell'economia domestica dei vapori di benzina vengono accesi da scintille elettriche.
Questo non comportava per� l'obbligo per Dreyer di rendere attenta l'acquirente su tali astratti pericoli, alla stessa stregua che il venditore di automobili non � tenuto a rendere attento l'acquirente sui pericoli della circolazione stradale o l'armaiolo ad orientare l'acquirente di un'arma da fuoco sui pericoli che comporta BGE 96 II 108 S. 113un'errata manipolazione della stessa, solo perch� sono causa di molti incidenti.
Il dovere d'informare chi usa, a scopo domestico, particolari sostanze smacchiatrici e detersivi liquidi da parte di chi li mette in commercio, � regolato in modo essauriente dall'art. 465 ODerr. Il pericolo di una facile infiammabilit� basta che sia indicato con la scritta chiara e ben visibile "facilmente infiammabile". La legge non richiede al venditore un ulteriore obbligo d'informazione e di avvertenza, posto che l'acquirente del detersivo sia in possesso delle normali capacit� di discernimento. L'acquirente deve preoccuparsi da solo che l'astratto pericolo d'incendio non si concretizzi. L'istruzione sul modo in cui la sostanza o i suoi vapori sono infiammabili non � compito del venditore; spetta bens� all'acquirente sapersi adeguare, tenendo conto di quanto insegna l'esperienza.
Il fatto che il convenuto non abbia reso attenta l'acquirente sulla possibilit� di incendio dei vapori di gasolina causato dalle scintille di un elettrodomestico e di conseguenza non le abbia consigliato di eseguire la pulitura unicamente all'aperto, non pu� essere fatto assurgere a colpa. Alla luce di quanto ha constatato la Corte cantonale, il convenuto non era a conoscenza che Irene B�chler intendeva pulire il mantello vicino ad una lavatrice in funzione. Dreyer non ha cagionato a Irene B�chler un danno ai sensi dell'art. 41 cpv. 1 CO. L'azione, in quanto promossa contro di lui, dev'essere quindi respinta.
7. L'attrice ha convenuto in giudizio anche la ditta Fratelli Marci che, tramite il suo dipendente Dreyer, ha venduto la gasolina a Irene B�chler. Quale venditrice, la suesposta ditta era contrattualmente tenuta unicamente a consegnare all'acquirente l'oggetto venduto, ed a procurargliene la propriet� (art. 184 CO); essa non era per� obbligata a orientarla circa la pericolosit� della gasolina e a spiegarle quando la stessa pu� provocare un'esplosione. La convenuta non � pertanto tenuta a versare l'indennit� a titolo di violazione contrattuale.
L'attrice d� poi per dimostrato il buon fondamento della sua azione, imputando a Dreyer e alla ditta Fratelli Marci di aver commesso un atto illecito.
Il padrone dell'azienda � tenuto a risarcire i danni che il suo impiegato od operaio ha cagionato per atto illecito nell'esercizio delle sue incombenze di servizio, salvo che provi di avere BGE 96 II 108 S. 114usato tutta la diligenza per impedire un danno di questa natura o che il danno si sarebbe verificato anche usando tale diligenza (art. 55 cpv. 1 CO). Nella fattispecie, non potendosi addebitare a Dreyer nessun comportamento scorretto, la societ� in nome collettivo Fratelli Marci non � tenuta a rispondere ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 CO.
Anche il padrone di un'azienda pu� comunque commettere un atto illecito ai sensi dell'art. 41 CO. L'assicuratore che ha risarcito i danni pu� quindi, di regola, far valere contro di lui un diritto di regresso, dato che, secondo l'art. 51 cpv. 2 CO, deve assumere in primo luogo il risarcimento del danno colui che l'ha commesso per atto illecito.
Il Tribunale federale, in prassi costante, reputa per� che il padrone dell'azienda non � responsabile per colpa propria, giusta l'art. 41 CO, se ha tralasciato di istruire e sorvegliare diligentemente il suo dipendente, autore del danno. Tale omissione giustifica solo la responsabilit� ai sensi dell'art. 55 CO nei rapporti extracontrattuali (RU 77 II 248, 80 II 350). Il padrone d'azienda � tenuto a rispondere per atto illecito, in seguito ad una azione o ad un'omissione di un suo dipendente, solo se gli si pu� addebitare d'aver impartito istruzioni illegali (RU 80 II 251).
Un simile comportamento, contrariamente all'opinione dell'attrice, non pu� tuttavia essere dedotto dalla circostanza che nel negozio della ditta Fratelli Marci era in vendita della gasolina per la pulitura di abiti in bottiglie da un litro, e nemmeno dal fatto che, all'atto della vendita, non si � accennato alla possibilit� che i vapori di gasolina si infiammassero a causa di una scintilla scaturita da una lavatrice. Gi� si � detto che l'intenzione dell'acquirente di usare gasolina per pulire degli abiti, non ha reso illecita la vendita, la quale nemmeno era illecita se il venditore era a conoscenza di tale intenzione. La vendita di bottiglie da un litro, invece che da tre dl, non pu� essere considerata la causa dell'esplosione.
Il quesito di sapere se una societ� in nome collettivo � responsabile dell'atto illecito commesso da un socio nell'esercizio del commercio sociale, pu� rimanere aperto.
95 II 96
Art. 41 et 55 CO