Source: https://www.formazionegiuridica.org/a-volte-ritornano-la-proposta-di-legge-cirielli-per-labrogazione-dellart-131-bis-c-p/
Timestamp: 2020-01-26 14:01:41+00:00
Document Index: 177484475

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 3', 'art. 131', 'art. 112']

A volte ritornano! La proposta di legge “Cirielli” per l’abrogazione dell’art. 131 bis c.p. - Formazione Giuridica
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Il 28 ottobre 2019 è stata presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge A.C. 2024 volta all’abrogazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131 bis c.p. L’iniziativa porta la firma del deputato Edmondo Cirielli, già promotore, nel 2005, della riforma della prescrizione, poi sconfessata dallo stesso autore a causa delle profonde e non condivise modifiche apportate in Parlamento (per questo motivo la Legge 5 dicembre 2005, n. 251 è oggi chiamata “ex Cirielli”). Il progetto legislativo in esame mira ad espungere dal sistema l’art. 131 bis, istituto reputato in contrasto con alcune istanze fondamentali del sistema penale, e, segnatamente:
Il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.), in ragione dell’eccessiva discrezionalità giudiziale che circonda l’applicazione dell’istituto. Attraverso l’art. 131 bis c.p. il colpevole di un reato, perfetto in tutti i suoi elementi, viene ritenuto non punibile sulla base di una valutazione sul grado di “tenuità” del fatto ritenuta libera da puntuali vincoli e suscettibile di ricevere un’applicazione differenziata e quindi discriminatoria;
Il principio di obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), che garantisce “l’uguaglianza dei cittadini nei confronti della legge, l’indipendenza del pubblico ministero nell’esercizio delle proprie funzioni e, soprattutto, la difesa dei beni giuridicamente protetti dalle norme penali”. Infatti, in presenza di un reato perfetto in tutti i suoi elementi costitutivi, il mancato esercizio dell’azione penale contrasterebbe con quanto prescritto dalla Carta, che impone al pubblico ministero l’esercizio dell’azione penale ogniqualvolta siano integrati tutti gli elementi costitutivi del reato.
Le funzioni della pena, in quanto l’introduzione di un simile rimedio “in un assetto normativo già colmo di istituti lassisti e favorevoli ai rei”, finisce per vanificare l’effettività della sanzione penale, facendo venire meno sia la funzione general-preventiva, sia quella di retribuzione e perfino quella di rieducazione, nella misura in cui determina un’autentica “concessione a delinquere tenuamente”.
In attesa di ulteriori sviluppi sull’istruttoria Parlamentare si riporta, in allegato, il testo della proposta di legge A.C. 2024.
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