Source: http://avvocatolavoro-d.blogautore.repubblica.it/2012/03/26/precariato-nella-pubblica-amministrazione/
Timestamp: 2018-09-20 17:26:34+00:00
Document Index: 59606921

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 36', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 6']

Precariato nella Pubblica Amministrazione - Avvocato del lavoro - Blog - Repubblica.it
Quesito: Se un lavoratore ha avuto due contratti a tempo determinato in posizione D1 presso un Ente locale di durata pari a 6 mesi l'uno, rinnovati senza interruzione (30 dicembre quale scadenza del 1° contratto, e 1 gennaio quale inizio del 2° contratto) può considerare la possibilità di richiedere l'automatica conversione a tempo indeterminato?
Risposta: Caro Sandro,
le pubbliche amministrazioni, ai sensi dell'art. 36, commi 1 e 2, d.l.lgs. n. 165 del 2001, devono (rectius: dovrebbero) far fronte alle esigenze connesse al proprio fabbisogno ordinario esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, potendo ricorrere a forme contrattuali flessibili di impiego del personale (come il contratto a termine) solo per esigenze temporanee ed eccezionali.
Nel caso sussistano le ragioni legittimanti l'impiego di tali forme flessibili (ossia le esigenze temporanee ed eccezionali), la P.A. dovrà ovviamente rispettare le vigenti disposizioni relative alla forma contrattuale flessibile prescelta (in questo caso, trattandosi di contratto a tempo determinato, le norme di cui al d. lgs. n. 368 del 2001. Circostanza da verificare in via preventiva mediante l'analisi da parte di un avvocato della clausola appositiva del termine - ossia la parte del contratto in cui si spiegano le ragioni del tempo determinato).
La circostanza da Lei riferita, Sandro, già di per sè militerebbe a favore della illegittimità del contratto, operando la sanzione di cui all'art. 5, d. lgs. n. 368 del 2001, atteso che il lavoratore sarebbe stato riassunto con nuovo contratto a termine entro un periodo inferiore ai 10 giorni previsti dalla norma, come intervallo necessario tra un contratto e l'altro.
La conclusione dovrebbe pertanto essere, in ossequio alla legge: "il secondo contratto si considera a tempo indeterminato" (art. 5, comma 3, d. lgs. n. 368 del 2001).
Purtroppo, in materia di impiego alle dipendenze della pubblica amministrazione le cose non stanno così e pertanto la risposta al tuo quesito non può essere positiva.
In tale ottica, l'art. 36, comma 5, d. lgs. n. 165 del 2001 dispone che, in ogni caso, la violazione di leggi da parte di pubbliche amministrazioni, in materia di assunzione o impiego di lavoratori, "non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni".
La scelta si giustifica, secondo il legislatore costituzionale, dal punto di vista secondo cui al pubblico impiego "si accede mediante concorso" (art. 97, comma 3, Costituzione).
Perciò: pur non potendo rivendicare il rapporto a tempo indeterminato, perchè la norma citata espressamente lo vieta, non si resta totalmente privi di tutela.
Infatti, sempre l'art. 36, comma 5 sopracitato prevede che "il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione" delle norme (in questo caso) in materia di lavoro a tempo determinato.
La quantificazione del danno dovrà essere effettuata dall'avvocato sulla base delle indicazioni di fatto fornite dal lavoratore.
L'unica avvertenza prudenziale che darei sin d'ora, a scanso di equivoci, è quella di impugnare, così come previsto dal cd Collegato lavoro (l. n. 183 del 2010, in combinato disposto con l'art. 6, l. n. 604 del 1966), il contratto a termine nel più breve tempo possibile, rivolgendosi all'uopo ad un avvocato: è previsto un termine di decadenza di 60 giorni decorrenti dalla scadenza del contratto stesso per comunicare, con qualsiasi atto scritto, anche una raccomandata a/r, la volontà di impugnare il contratto a termine per promuovere azione di nullità della clausola del termine e/o in ogni caso declaratoria di illegittimità della sua apposizione al contratto o la violazione di altre norme imperative.
Il ricorso giudiziale dovrà poi essere depositato presso la cancelleria del tribunale entro il successivo termine di 270 giorni.