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Timestamp: 2017-09-23 11:38:02+00:00
Document Index: 182104929

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 14', 'art. 28', 'art. 5', 'art. 30', 'art. 16', 'art. 51', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 50']

Il d.lgs. n. 81/2008: due anni dopo - PDF
Il d.lgs. n. 81/2008: due anni dopo
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO Carlo Bo FACOLTÀ di GIURISPRUDENZA DIPARTIMENTO di SCIENZE GIURIDICHE Collegio dei Dottori 1506 OLYMPUS Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro Direzione Regionale Marche Il d.lgs. n. 81/2008: due anni dopo I sistemi del diritto della sicurezza sul lavoro Atti dell incontro di studio di Urbino del 14 e 15 maggio 2010 a cura di Paolo Pascucci Inserito nel mese di novembre 2010 nel sito:
2 INDICE Prima giornata - Venerdì 14 maggio 2010 Indirizzi di saluto prof. Stefano Pivato p. 5 prof. Eduardo Rozo Acuña p. 6 dott. Bruno Adinolfi p. 7 Presentazione dell incontro prof. Paolo Pascucci p. 8 Presentazione della seconda edizione del Commentario al d.lgs. n. 81/2008 Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori, a cura di L. Zoppoli, P. Pascucci, G. Natullo (Milano, Ipsoa, 2010) prof. Mario Rusciano p. 13 PRIMA SESSIONE I SISTEMI DEL DIRITTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NEL TITOLO I DEL D.LGS. N. 81/2008 Presidenza e introduzione prof. Carlo Smuraglia p. 18 Il sistema istituzionale dott. Lorenzo Fantini p. 24 ing. Marco Masi p. 29 I sistemi di gestione della prevenzione prof. Patrizia Tullini p. 34 Il sistema delle sanzioni dott. Beniamino Deidda p. 44 Il sistema della rappresentanza e delle relazioni collettive dott. Marco Lai p. 52 Conclusioni sen. prof. Tiziano Treu p. 57 2
3 Seconda giornata - Sabato 15 maggio 2010 Indirizzi di saluto prof. Anna Maria Giomaro p. 62 ass. Almerino Mezzolani p. 63 Comunicazioni Le politiche prevenzionali dell INAIL sul territorio dott. Giuseppe Maria Mariotti p. 65 Il ruolo della ricerca nel d.lgs. n. 81/2008 dott. Stefano Signorini p. 68 SECONDA SESSIONE IL SISTEMA FEDERALISTA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NEL D.LGS. N. 81/2008 Presidenza e introduzione prof. Lorenzo Zoppoli p. 72 Sicurezza sul lavoro e competenze legislative delle Regioni prof. Piera Campanella p. 77 I ruoli delle Regioni nel disegno del d.lgs. n. 81/2008 Dopo il testo unico: ruolo e competenze delle Regioni nella normativa nazionale e regionale. prof. Gaetano Natullo p. 108 Esperienze applicative a confronto L esperienza pugliese dott. Fulvio Longo p. 117 La pianificazione della prevenzione negli ambienti di lavoro in Veneto: dott. Luciano Marchiori, dott. Giovanna Frison p. 121 L esperienza marchigiana dott. Giuliano Tagliavento p. 128 Ancora sull importanza del ruolo delle Regioni ing. Marco Masi p. 130 Conclusioni Un testo unico al varo prof. Franco Carinci p
4 Prima giornata Venerdì 14 maggio
5 Indirizzi di saluto prof. Stefano Pivato Magnifico Rettore dell Università di Urbino Carlo Bo Buon pomeriggio a tutti gli intervenuti a questo incontro di studio promosso dall Osservatorio Olympus della Facoltà di Giurisprudenza, qui rappresentata dal Preside il Prof. Edoardo Roza Acuna, dal Dipartimento di scienze giuridiche, con l adesione della Regione Marche e della Direzione regionale dell INAIL. È persino superfluo sottolineare l importanza del tema che oggi questo incontro affronterà: è importante certamente per chi si occupa di diritto ed è importante per chi si occupa del mondo del lavoro. Un importanza testimoniata anche dal numero dei visitatori del sito web di Olympus : dal 2006 ad oggi oltre un milione e mezzo di contatti con elevatissimi accessi medi giornalieri. I progressi che la legislazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ha compiuto nella storia recente italiana sono significativi. Leggevo per l appunto che si è passati da un valore medio di quasi 2000 morti parlo degli anni 50, e quindi gli anni precedenti al boom economico ed alla prima vera grande rivoluzione industriale italiana a circa 1000 decessi negli anni recenti; un valore dimezzato grazie certamente alla applicazione della legislazione, ma un valore ancora troppo elevato, eccessivamente elevato se è vero, come è vero, che costituisce ancora un record in Europa. I mass media e le cronache ci informano continuamente di tragedie e di incidenti sui luoghi di lavoro. Purtroppo i meccanismi dei mass media sono tali per cui se accade un incidente eclatante sul lavoro ne viene subito data notizia, ma dopo il secondo giorno la notizia finisce già in seconda o terza pagina e, nel giro di poco tempo, il tutto viene dimenticato. Purtroppo però questi incidenti, ed è banale dirlo a voi che siete addetti ai lavori, sono all ordine del giorno. Purtroppo la scarsa considerazione del lavoro umano, la carenza di controlli e soprattutto la mancata applicazione delle regole, stanno alla base degli incidenti e degli infortuni sul lavoro. Per questo sono grato a chi oggi organizza questo incontro e a chi ha dato il suo convinto sostegno: la Regione Marche e la Direzione regionale dell INAIL, qui rappresentata dal Direttore dott. Bruno Adinolfi, con cui abbiamo da poco sottoscritto un intesa che estende la durata della convenzione istitutiva dell Osservatorio Olympus. Vorrei ringraziare ovviamente i colleghi della Facoltà di Giurisprudenza che sono responsabili dell Osservatorio Olympus : il prof. Lucio Monaco e il prof. Paolo Pascucci, che è il Presidente di Olympus, e, attraverso il prof. Pascucci, tutti i suoi collaboratori. Detto questo, dichiaro aperti i lavori di questo incontro, porgo nuovamente il benvenuto a tutti gli intervenuti e formulo i miei più cordiali auguri di buon lavoro. 5
6 prof. Eduardo Roza Acuña Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Urbino Carlo Bo Sono molto onorato di portare il saluto affettuoso della Facoltà di Giurisprudenza ai partecipanti a questo incontro di studio propiziato dall Osservatorio Olympus. Un Osservatorio sui problemi della sicurezza del lavoro, sulle fonti, sulla giurisprudenza, sulla dottrina e sulla prassi. In Facoltà abbiamo tutti seguito con attenzione il lavoro svolto in questi anni dal caro collega Pascucci, che è il Presidente di Olympus, e quindi il saluto che qui porto è anche un saluto di riconoscenza per il lavoro svolto dal prof. Pascucci e dai suoi collaboratori. Come tutti sappiamo, Olympus è nato da una convenzione tra l Ateneo urbinate, la Regione Marche e la Direzione regionale dell INAIL Marche e, quindi, vanta i migliori sostegni per poter condurre questi studi che hanno portato a risultati molto importanti: oggi infatti vi sarà la presentazione della seconda edizione del Commentario al d.lgs. n. 81/2008 a cui hanno partecipato anche tutti i collaboratori di Olympus. Voglio congratularmi per il lavoro svolto finora da Olympus e per quello che svolgerà grazie anche al suo nuovo sito web con cui diverrà un punto di riferimento sempre più importante per gli studi sulla salute e sicurezza dei lavoratori. Olympus mi ricorda un grande studioso che possiamo considerare il padre di queste ricerche in materia di lavoro, in materia di sicurezza del lavoro. Mi riferisco a quel grande studioso e ricercatore magari alcuni lo conoscono per altri motivi, ma qui bisogna ricordarlo come grande studioso e grande ricercatore che è stato Friedrich Engels, il quale, nella prima metà dell 800, ha condotto un grande studio sulle condizioni del lavoro in Inghilterra, la culla del capitalismo, mostrandoci quali fossero le condizioni del lavoro degli operai, delle donne, dei fanciulli, gli orari di lavoro, i salari che ricevevano, le abitazioni in cui vivevano. Quello studio fu importante per il movimento politico che nacque dopo il 48. E mi viene da pensare che se quello studio fosse stato sviluppato fino ad oggi, sicuramente i problemi del lavoro sarebbero meno gravi. Anche in Italia non sempre abbiamo prestato la dovuta attenzione alle condizioni di lavoro. E oggi in più abbiamo i problemi legati alla precarietà del lavoro, alla disoccupazione, senza dire dei problemi che assillano anche gli imprenditori. È quindi auspicabile che Olympus si occupi di tutti questi problemi del lavoro, non solo a beneficio dell università, ma di tutti coloro che hanno a cuore tali problemi. Non dobbiamo dimenticare che la nostra civiltà è la civiltà del lavoro e, quindi, caro collega Pascucci rallegramenti e complimenti per quello che state facendo: in noi, nei colleghi e nella Facoltà di Giurisprudenza, troverete tutto l appoggio per andare avanti. Grazie a tutti voi, ai relatori e ai presenti e auguri di buon lavoro. 6
7 dott. Bruno Adinolfi Direttore Regionale di INAIL Marche Sono contento di questa giornata per due motivi. Infatti la recente sottoscrizione della convezione a cui accennava il Rettore mi porta a segnalare i due motivi per cui l INAIL collabora all importante progetto di Olympus. Il primo è perché Olympus ripropone il valore dello studio e della ricerca: non lo dico per captatio benevolentiae trovandomi in un aula magna universitaria, ma perché credo che l Italia stia un po colpevolmente trascurando l acquisizione di informazioni che siano in grado di integrare ed arricchire quelle connesse a delle pur comprensibili esigenze di immediatezza e di sintesi. L altro motivo è che il milione e mezzo di accessi, a cui faceva sempre cenno il Rettore, costituisce un risultato tangibile della attività di Olympus e quindi significa proficuità anche dell apporto che viene fornito dall INAIL a questo progetto. Nella prevenzione, data la sua rilevanza sociale e la sua potenzialità di impatto sul mondo produttivo, occorre realizzare i tre elementi fondamentali di ogni processo di pianificazione: 1) chiarezza e misurabilità degli obiettivi; 2) trasparenza di destinazione delle risorse finanziarie messe a disposizione dei singoli progetti; 3) verifica dei risultati per eventuali azioni correttive o di miglioramento. Tutti conosciamo il percorso legislativo che ha portato prima al d.lgs. n. 81/2008 e poi al d.lgs. n. 106/2009 che lo ha parzialmente modificato ed integrato. Non ho la competenza né la presunzione di dare interpretazioni sul dettato normativo. Posso soltanto rilevare che forse esso è caratterizzato da una certa frammentarietà anche in settori contigui tra più amministrazioni, cito ad esempio le malattie professionali. In una recente intervista, il Presidente dell INAIL ha rappresentato l esigenza di un maggiore coordinamento tra i diversi enti che si occupano di prevenzione. Come Direttore regionale dell INAIL, ho intenzione di proporre alle altre pubbliche amministrazioni interessate un progetto che razionalizzi e coordini gli interventi delle diverse amministrazioni nei casi di infortuni mortali evitando soprattutto la reiterazione e la sovrapposizione di richieste e contatti nei confronti dei familiari superstiti che probabilmente non saranno particolarmente soddisfatti di tante visite forse un po invadenti. Si profilano già i primi interventi della giurisprudenza e il richiamo che ho fatto prima alle malattie professionali mi porta a ricordare che, dalla metà degli anni 80, la giurisprudenza è stata determinante se non decisiva ai fini della evoluzione e dell ampliamento della specifica tutela assicurativa. Le prime sentenze intervenute in materia hanno riguardato i modelli organizzativi di sicurezza nelle singole realtà aziendali o le modalità di acquisizione del documento di valutazione dei rischi da parte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Credo che possa essere prevedibile che su una materia così ampia ed articolata ci saranno numerosi interventi della giurisprudenza che magari contribuiranno a rendere ulteriormente complessa la materia e credo che questa prospettiva rafforzi il ruolo di Olympus come fonte di conoscenza, di analisi dottrinale e di diffusa conoscenza in materia: un ruolo già ampiamente apprezzato da tutti. Ringrazio per l attenzione e auguro buon lavoro. 7
8 Presentazione dell incontro prof. Paolo Pascucci Ordinario di Diritto del lavoro nell Università di Urbino Carlo Bo Presidente della Commissione tecnico-scientifica di Olympus 1. Nel ringraziare il Magnifico Rettore, il Preside ed il Direttore regionale dell INAIL per il loro caloroso saluto, porgo a nome dell Osservatorio Olympus il benvenuto ed il ringraziamento a voi tutti che siete qui oggi, 14 maggio A ben guardare, per i lavoratori italiani il mese di maggio è un mese molto importante. Innanzitutto, perché, per ormai antica tradizione, nel primo giorno di tale mese si celebra il lavoro, che costituisce il fondamento costituzionale della nostra repubblica democratica. In secondo luogo, perché esattamente il 20 maggio di 40 anni fa è stato emanato lo Statuto dei lavoratori che ha rappresentato un punto di svolta nella evoluzione del diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Più di recente perché, sempre a maggio, esattamente il giorno 15 maggio del 2008, è entrata in vigore la nuova disciplina della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro contenuta nel d.lgs. n. 81/2008. Anche per l Osservatorio Olympus il mese di maggio è un mese importante. Istituito all inizio del 2006 grazie ad una convenzione tra l Università di Urbino, la Regione Marche e la Direzione regionale delle Marche dell INAIL, l Osservatorio Olympus è stata presentato al pubblico proprio in quest aula l 11 maggio del Un anno dopo, era il 4 maggio 2007, sempre qui Olympus organizzò un convegno dedicato al disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile 2007 in vista dell introduzione di un testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il 10 maggio 2008, nell aula magna di Magistero, Olympus ha organizzato uno dei primi confronti a livello nazionale sul d.lgs. n. 81/2008 da poco approvato. Oggi, ancora una volta a maggio, esattamente a due anni dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008, Olympus chiama a raccolta autorevoli studiosi, esperti ed operatori, per fare il punto sul processo di sistemazione legislativa della materia della sicurezza del lavoro giunto ormai a maturazione dopo le modifiche apportate dal d.lgs. correttivo n. 106/2009. Un processo che ora attende di compiersi del tutto con l emanazione della folta decretazione ministeriale evocata dal d.lgs. n. 81/2008 e con la messa a regime di nuovi istituti di fondamentale importanza come il SINP e la Commissione per gli interpelli. 2. Sebbene le iniziative pubbliche di Olympus si collochino sempre nel mese di maggio, non credo che si possa maliziosamente insinuare, parafrasando le ultime amare vicende della monarchia sabauda, che Olympus è l Osservatorio di maggio! Infatti, i mesi di maggio in cui Olympus promuove pubbliche iniziative sono ormai cinque dal 2006 ad oggi. D altro canto, Olympus non compare solo a maggio, ma è costantemente presente e disponibile tutti i giorni dell anno nei personal computer di chiunque desideri collegarsi al suo sito web, senza peraltro dover pagare alcunché per accedervi. 8
9 Olympus, infatti, è stato concepito in una logica di vero e proprio servizio pubblico, posto gratuitamente a disposizione di chiunque sia interessato alla materia del diritto della sicurezza del lavoro, siano essi professori ricercatori o studenti, magistrati avvocati o consulenti, responsabili di strutture pubbliche o private, rappresentanti dei datori di lavoro o dei lavoratori, lavoratori privati o pubblici. L obiettivo di Olympus è sia quello di supportare l attività di ricerca scientifica e didattica universitaria e postuniversitaria, sia quello di realizzare uno strumento particolarmente efficace e qualificato in grado di coadiuvare tutti coloro che a vario titolo si occupano di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Con le sue banche dati legislative e giurisprudenziali costantemente aggiornate, con le sue newsletter ed i suoi focus su argomenti di attualità, con la raccolta di opinioni ed approfondimenti dottrinali che presto saranno ordinati in una vera e propria rivista elettronica sotto forma di Working Papers, il sito di Olympus rappresenta il servizio che i giuslavoristi ed i giuspenalisti della Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Urbino Carlo Bo rendono alla nobile causa dello sviluppo della cultura della sicurezza del lavoro sia nel territorio marchigiano sia in un contesto ben più ampio. Infatti, sebbene sia nata come un iniziativa su scala regionale, l Osservatorio Olympus si è andato ben presto affermando su tutto il territorio nazionale. Lo dimostra, da un lato, l elevatissimo numero di accessi al sito che, dal giorno della sua apertura, ammonta ormai a accessi complessivi, con una media giornaliera di circa accessi in costante crescita. Al punto che proprio nei prossimi giorni sarà attivo un nuovo sito di Olympus (http://olympus.uniurb.it/ invece di sul quale si sarà comunque automaticamente reindirizzati) che, grazie ad un nuovo server più potente, consentirà di gestire al meglio l ingente massa documentale. L affermazione di Olympus sul piano nazionale è inoltre testimoniata dal coinvolgimento dei rappresentanti di Olympus da parte del Ministero della salute e dell ISPESL a nome del quale ricordo che interverrà qui domani il Dott. Stefano Signorini nella elaborazione del d.lgs. n. 81/2008, nonché da parte del Coordinamento tecnico delle Regioni per quanto attiene alla sua interpretazione. Credo che questi risultati costituiscano il miglior riconoscimento dell intuizione che ha fatto nascere e crescere Olympus ed impongono anche in questa sede di ringraziare sinceramente ancora una volta le due istituzioni che, mediante il loro convinto, costante e concreto sostegno, ne hanno consentito lo sviluppo: la Regione Marche, che sarà domani rappresentata dall Assessore regionale alla salute Almerino Mezzolani, e la Direzione regionale delle Marche dell INAIL oggi qui autorevolmente rappresentata dal suo Direttore dott. Bruno Adinolfi, e per la quale domani recherà un contributo anche il Dott. Giuseppe Mariotti. Istituzioni che, proprio in questi giorni, d intesa con il nostro Ateneo hanno deciso di estendere la durata della convenzione che ha dato vita ad Olympus. Ma il ringraziamento di noi docenti e ricercatori della Facoltà di Giurisprudenza non può non riguardare anche l istituzione a cui apparteniamo, vale a dire il nostro Ateneo, che fin dall inizio ha creduto in questa scommessa e che oggi ci conferma la sua fiducia con la graditissima presenza del suo Magnifico Rettore prof. Stefano Pivato. 3. Desidero puntualizzare che la particolare attenzione della Facoltà di Giurisprudenza urbinate per la materia della sicurezza del lavoro non emerge solo dalla attività di Olympus, ma anche dalla recente istituzione di un nuovo corso di laurea triennale in Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori. 9
10 Dovendo procedere, per rispettare le riforme universitarie, alla trasformazione del corso di laurea triennale in Consulente del lavoro da tempo attivo in Facoltà, abbiamo pensato di rimodulare tale percorso formativo dando adeguato spazio agli aspetti giuridici della salute e sicurezza dei lavoratori. Questa scelta è dovuta al fatto che lo studio di questa materia, necessariamente interdisciplinare, troppo spesso si incentra essenzialmente sugli aspetti tecnici trascurando quelli giuridici, i quali, invece, costituiscono l indefettibile substrato per dare corretta applicazione ai complessi precetti vigenti in materia. Non dovendosi trascurare, inoltre, che mai come sul terreno della sicurezza del lavoro, si registra una strettissima relazione funzionale tra diritto e organizzazione, soprattutto nel senso che il sistema delle regole giuridiche in materia di prevenzione è essenzialmente un sistema di regole di organizzazione, come evidenzia a chiare lettere il d.lgs. n. 81/2008 dalle nuove definizioni di lavoratore e datore di lavoro fino alle disposizioni che, piaccia o meno, per la prima volta assegnano all adozione dei sistemi di gestione della sicurezza, che sono essenzialmente modelli organizzativi, un rilievo giuridico di non scarsa rilevanza. Abbiamo l ambizione di pensare e di sperare che una nuova laurea lavoristica che presti particolare attenzione agli aspetti giuridici della prevenzione possa interessare sia chi, provenendo dai normali percorsi scolastici superiori, si rivolge all università per trovare sbocchi professionali in tempi ragionevolmente brevi, sia chi già opera nel settore della prevenzione ed è tuttavia alla ricerca di una più specifica formazione in campo giuridico che gli consenta di affrontare con maggiore competenza le complesse questioni interpretative che emergono quotidianamente. 4. Come dice la sua definizione, Olympus è un Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro. Monitorare, tuttavia, non significa soltanto limitarsi a raccogliere e registrare l evoluzione legislativa e giurisprudenziale, ma vuol dire soprattutto individuare, nelle pieghe del panorama normativo italiano, i principi fondanti del nostro ordinamento in materia prevenzionistica, così da verificare il maggiore o minore grado di conformità agli stessi dei nuovi interventi legislativi; vuol dire riuscire a cogliere, nella fitta trama delle sentenze di legittimità e di merito, gli orientamenti interpretativi attorno ai quali promuovere il consolidamento di prassi virtuose. Proprio per questo vale la pena ribadire che Olympus non è, né mira ad essere, solo un sito internet tra i tanti disponibili in rete, o una banca dati per quanto sofisticata, in virtù della sua capacità di intrecciare tra loro i dati mediante riferimenti ipertestuali in concorrenza con quelle già presenti sul mercato. Olympus è, soprattutto, un Osservatorio, ossia uno strumento tramite il quale si operano valutazioni sugli elementi raccolti. Il vero valore aggiunto di Olympus è, dunque, rappresentato proprio dall osservazione, intesa come attività di studio, commento e ricerca, e come capacità di operare una prudente, attenta, ponderata selezione critico-valutativa dell enorme massa documentale che nella sua interezza non può essere opportunamente indagata da tutti coloro che vi sono interessati per le più diverse ragioni (studio, ricerca, lavoro). 5. È proprio in questa prospettiva che si colloca l odierno incontro di studio dedicato al d.lgs. n. 81/2008 e, più in particolare, a quelli che abbiamo chiamato i sistemi del diritto della sicurezza sul lavoro che ne promanano. Sistemi regolativi che ci paiono emergere proprio grazie alla profonda sistemazione e razionalizzazione normativa attuata mediante il d.lgs. n. 81/2008, il quale, sebbene non costituisca un vero e proprio testo 10
11 unico, nondimeno ha dato vita a quello che è stato definito il nuovo codice della sicurezza. È proprio riguardando le nuove norme come sistemi regolativi che abbiamo articolato i lavori di questo incontro di studio, che si suddivideranno in due sessioni. La prima sessione, dedicata ai sistemi regolativi del Titolo I del d.lgs. n. 81/2008, sarà presieduta dal Prof. Carlo Smuraglia, emerito dell Università di Milano e fine studioso della nostra materia che vanta una considerevole esperienza anche come Presidente della Commissione lavoro del Senato, e sarà conclusa dall intervento di un altro autorevolissimo studioso prestato alla politica, vale a dire il Prof. Tiziano Treu, dell Università Cattolica di Milano, più volte ministro ed attualmente vice presidente della Commissione lavoro del Senato. In questa prima sessione analizzeremo: - innanzitutto, il complesso sistema istituzionale, che il d.lgs. n. 81/2008 delinea in modo assai più approfondito di quanto non facesse il d.lgs. n. 626/1994, e che sarà esaminato da due autorevoli esponenti delle due istituzioni che, in omaggio al principio costituzionale della leale collaborazione, sono chiamate ad operare in stretto raccordo: il Ministero del lavoro, qui rappresentato dal Dott. Lorenzo Fantini, e il Coordinamento tecnico delle Regioni, rappresentato dall Ing. Marco Masi; - in secondo luogo analizzeremo il sistema di gestione aziendale della prevenzione, con riferimento specifico ai modelli gestionali che nel d.lgs. n. 81/2008 e nella sua riforma del 2009 hanno ricevuto particolare attenzione: di ciò parlerà una autorevole collega ed amica, la Prof.ssa Patrizia Tullini dell Università di Bologna, che torna ancora una volta ad Urbino dove ha insegnato in passato; - sarà poi la volta del sistema sanzionatorio, che, nel bene e nel male, rappresenta senza dubbio uno degli aspetti più interessanti e delicati della nuova disciplina: ne abbiamo affidato l analisi ad uno dei magistrati italiani più sensibili alla materia della sicurezza del lavoro: il procuratore generale di Firenze dott. Beniamino Deidda; - infine affronteremo il sistema della rappresentanza e delle relazioni collettive che il d.lgs. n. 81/2008 ha inteso rafforzare e che deve peraltro misurarsi con i problemi di effettività e di coesione dell azione delle organizzazioni rappresentative degli interessi economico-professionali e con le sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione: un tema che ci è parso opportuno affidare a chi, come il dott. Marco Lai del Centro studi nazionale della CISL, coniuga l impegno sindacale con quello di attento studioso e formatore. La seconda sessione, che avrà inizio domattina alle ore 9, sarà dedicata al sistema che abbiamo definito federalista della sicurezza del lavoro, con ciò intendendo in particolare il ruolo assegnato alle Regioni dalla riforma del 2001 del Titolo V della Costituzione. Poiché tale sessione riguarda il ruolo delle istituzioni pubbliche territoriali, ne abbiamo affidato la presidenza al Prof. Lorenzo Zoppoli, dell Università di Napoli, a tutti noto per la sua indiscussa sensibilità e competenza per il settore della pubblica amministrazione, chiedendo poi di trarre le conclusioni ad un altro autorevolissimo studioso del settore pubblico, qual è il prof. Franco Carinci dell Università di Bologna. - In questa sessione indagheremo, in primo luogo, grazie al contributo della collega ed amica Prof. Piera Campanella, che insegna nella Facoltà economica urbinate, la complessa questione del riparto delle competenze legislative in materia; - in secondo luogo, con l intervento del collega Gaetano Natullo dell Università beneventana del Sannio, cercheremo di verificare l eco di quella riforma costituzionale nel quadro del d.lgs. n. 81/2008 e le risposte che le stesse Regioni hanno fornito agli inviti del legislatore; 11
12 - da ultimo chiederemo una testimonianza diretta ad alcuni dirigenti regionali che quotidianamente si misurano con l attuazione delle politiche di prevenzione e con i rilevanti problemi che vi sono connessi: il dott. Fulvio Longo della Regione Puglia, il Dott. Luciano Marchiori della Regione Veneto, il dott. Giuliano Tagliavento della Regione Marche e nuovamente l ing. Marco Masi per il Coordinamento interregionale. A tutte le persone menzionate va il più sentito ringraziamento per aver accolto il nostro invito apportando contributi preziosi all attività di Olympus. Come è agevole osservare, a parte questa mia doverosa presentazione come padrone di casa, nessuno degli studiosi interni ad Olympus ha un ruolo di primo piano in questo incontro di studio. Abbiamo infatti deciso di lasciare la riflessione a studiosi che, ancorché amici di Olympus, tuttavia non appartengano alla sua struttura, volendo così rimarcare la imprescindibile apertura che una struttura di ricerca universitaria non può non avere. Gli interni ad Olympus sono tuttavia gli ideatori ed i veri artefici di questo incontro e, per il loro preziosissimo contributo e per la pazienza con cui hanno sopportato le mie ansie, ringrazio qui sentitamente i dottori Luciano Angelini, Chiara Lazzari, Sebastiano Miccoli, Arianna Arganese, Alberto Andreani, Manuela Marini, Laura Martufi, Michela Bramucci Andreani, Silvano Costanzi e Francesco Celli. Un vivo ringraziamento desidero rivolgere anche all Ordine degli avvocati di Urbino ed al Consiglio provinciale dei consulenti del lavoro di Pesaro e Urbino che hanno sostenuto la nostra iniziativa riconoscendola ai fini formativi per i loro iscritti. 6. Ho volutamente lasciato da ultimo quella che definirei la presentazione del presentatore. Subito dopo di me, infatti, prenderà la parola il Prof. Mario Rusciano, dell Università di Napoli, al quale abbiamo affidato la presentazione della seconda edizione del Commentario al d.lgs. n. 81/2008 aggiornato con le modifiche introdotte dal d.lgs. n. 106/2009: Commentario che è stato curato da Lorenzo Zoppoli, Gaetano Natullo e dal sottoscritto per la collana Leggi e Lavoro dell Iposa diretta dal Prof. Franco Carinci e che ha visto il coinvolgimento di una nutrita pattuglia di studiosi ed esperti impegnati in una sorta di joint venture prevalentemente di origine urbinate-partenopea. In verità, come ogni presentatore che si rispetti, il Prof. Rusciano, che io considero da sempre mio maestro, non ha bisogno di alcuna mia presentazione, essendo noti a tutti i suoi studi che di recente hanno abbracciato anche il tema della sicurezza del lavoro ed avendo presieduto qui ad Urbino il convegno di tre anni fa sul disegno di legge governativo in materia. In questa sede vorrei pertanto soprattutto ringraziare il Prof. Rusciano per l attenzione che continua a mostrare nei confronti delle nostre iniziative, nonché per essersi sobbarcato una faticosa corsa contro il tempo dovuta all uscita del volume proprio a ridosso di questo convegno. E vorrei ringraziare, insieme ai due colleghi curatori, tutti gli autori dei vari contributi, anche per aver pazientemente accettato di essere curati da noi. Desidero infine ringraziare il Direttore della collana, il prof. Franco Carinci, per aver sostenuto con forza una proposta editoriale proveniente da studiosi appartenenti a scuole diverse da quella che lui rappresenta, a testimonianza che la ricerca scientifica non ha né deve avere altri confini se non quelli della serietà, del rigore e del merito. 12
13 Presentazione della seconda edizione del Commentario al d.lgs. n. 81/2008 Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori a cura di L. Zoppoli, P. Pascucci, G. Natullo (Milano, Ipsoa, 2010) prof. Mario Rusciano Ordinario di Diritto del lavoro nell Università di Napoli Federico II 1. Ringraziamenti e lodi ai curatori A me tocca il compito, per la verità assai gradito, di presentare il Commentario della normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori, freschissimo di stampa per i tipi della Ipsoa. Un volume di più di 1000 pagine, una sorta di totem, dal quale prende le mosse il nostro convegno di oggi, nella bellissima sede universitaria della bellissima città di Urbino. Ringrazio per questo invito le autorità accademiche della Carlo Bo e ringrazio soprattutto Paolo Pascucci, organizzatore, ma soprattutto indiscusso animatore scientifico del Convegno. Paolo si dedica ormai da tempo ai problemi della sicurezza del lavoro; e lo fa con la sapienza dello studioso e con l intraprendenza di chi ha capito che i problemi della sicurezza non sono soltanto anzi, non sono tanto problemi giuridici, ma toccano a largo raggio aree disciplinari diversissime (come dirò più avanti) ed esigono la costruzione di una rete di competenze che Pascucci già da qualche anno continua pazientemente a tessere. Prodotto importante di questa rete è Olympus, l osservatorio sulla legislazione e giurisprudenza in materia di sicurezza del lavoro: uno strumento molto utile per rendere più incisivo e tempestivo l apporto dei giuristi ai problemi della sicurezza. La prima cosa che posso dire, allora, presentando il Commentario è che la migliore garanzia del valore scientifico e della utilità pratica dell opera è data proprio dal nome dei suoi curatori: accanto a Paolo Pascucci, Lorenzo Zoppoli e Gaetano Natullo, anch essi non da oggi studiosi attenti e stimati della sicurezza del lavoro. 2. Il percorso travagliato della normativa sulla sicurezza Questo Commentario (che io ho ricevuto in bozze qualche giorno fa) è alla sua seconda edizione, perché ha dovuto soffrire il lungo percorso della riforma. Percorso tormentato e faticoso, in quanto alle solite difficoltà di ogni iter legislativo di un certo rilievo si è aggiunta quella di essere stato tracciato da due governi di differente impostazione ideologica e politica. Iniziato, infatti, nel 2007 con la legge delega n. 123, data dal Parlamento al governo di centro-sinistra, il percorso è proseguito attraverso due tappe: quella del 2008, con la prima versione del decreto delegato n. 81 del 9 aprile; e quella del 2009, con il decreto correttivo del 3 agosto, n. 106, allestito dal governo di centro-destra. Comunque, l opera ha mantenuto, in pratica, inalterato il suo impianto iniziale, ovviamente forgiato sul d.lgs. n. 81/2008, cioè sulla prima versione della normativa delegata; e non si poteva fare altrimenti, perché è noto che gli interventi correttivi non sono molti, sebbene siano abbastanza significativi. 13
14 Qui vale la pena richiamare alla mente prima le linee della riforma del 2008; e poi dare conto delle principali ragioni dell intervento correttivo, che risaltano puntualmente nella nuova edizione del Commentario. Mi limito, allora, a ricordare, molto sinteticamente, gli obiettivi del d.lgs. n. 81/2008 che erano fondamentalmente quattro: a) conferire maggiore effettività all applicazione delle norme di prevenzione; b) predisporre, finalmente, una raccolta organica in unico testo o in testo unico delle norme di prevenzione; c) adeguare il sistema normativo a nuovi rischi ed esigenze di tutela (oltre che a vecchie patologie non risolte): lavori flessibili, c.d. atipici, immigrati, sommerso, decentramenti produttivi, subappalti, ecc.; d) infine, risistemare (e rafforzare) il sistema sanzionatorio. In coerenza con questi obiettivi, il d.lgs. n. 81/2008 si basa sui seguenti capisaldi: 1) razionalizzazione del quadro normativo (anche se è dubbio che si sia giunti, in senso tecnico, ad un testo unico delle norme di prevenzione); 2) estensione del campo di applicazione (dal lavoro subordinato ai lavoratori tout court) e attenzione ai lavori flessibili/atipici, ed alle appartenenze di genere e di razza (extracomunitari); 3) ridefinizione, anzitutto delle nozioni, e poi degli obblighi, dei soggetti responsabili della sicurezza (datore di lavoro, dirigente, preposto): 4) rafforzamento delle misure per gli appalti e i subappalti (art. 26) e per il lavoro irregolare (art. 14); 5) riorganizzazione del sistema istituzionale; 6) rivisitazione del sistema sanzionatorio. È noto che le ragioni dell intervento correttivo del 2009, a distanza di poco più di un anno, sono di varia natura: per un verso tecnico-giuridiche; per un altro verso di politica del diritto. Certamente il testo del d.lgs. n. 81/2008 chiuso in modo frettoloso, per la scadenza incombente della precedente legislatura richiedeva la correzione di incongruenze ed errori. Ma a tale correzione, oggettivamente necessaria, si sono poi aggiunte scelte di politica del diritto, più o meno condivisibili: come la semplificazione di adempimenti e procedure e, soprattutto, l attenuazione del quadro sanzionatorio, richiesta con molta insistenza dalla Confindustria. 3. Il Commentario: obiettivi, scelte metodologiche e struttura (tra I e II edizione) Come ho già detto, e come gli stessi curatori tengono a chiarire fin dall inizio, la seconda edizione del Commentario segue la medesima impostazione della prima edizione. Viene infatti privilegiata la scelta senz altro condivisibile in opere del genere di realizzare un ragionevole ed onesto compromesso tra un commento pesante, norma per norma, e un commento di talune norme accorpate o di aree tematiche più ampie: per non appesantire troppo l opera, ma per dare spazio agli approfondimenti opportuni, quando necessario. E così, giustamente, si presta maggiore attenzione al commento della parte generale del d.lgs. n 81/2008 (Titolo I) per il quale sono organizzati approfondimenti articolati ratione materiae, per singola norma o per gruppi di disposizioni logicamente e sistematicamente connessi e si riserva invece uno spazio inferiore ai successivi Titoli tecnici. 14
15 Su questi intervengono contributi di commento complessivo dell intero Titolo, sostanzialmente finalizzati ad illustrare le innovazioni essenziali apportate in sede di sistemazione della previgente disciplina, che nel d.lgs. n. 81/2008, per questa parte, viene sostanzialmente collazionata e razionalizzata. È evidente che, quando, a distanza di oltre un anno dal primo decreto, è stato emanato il decreto correttivo, ai curatori si è presentata quella tremenda alternativa, che solitamente terrorizza autori e curatori al cospetto delle classiche tre parole del legislatore che mandano al macero intere biblioteche : predisporre semplicemente una appendice di aggiornamento dell originario Commentario, oppure pensare, invece, ad una nuova edizione. Opportunamente Zoppoli, Pascucci e Natullo hanno contrastato il terrore ed hanno scelto di privilegiare la seconda soluzione, nella consapevolezza che il semplice aggiornamento sarebbe andato a discapito della sistematicità e dell organicità dell opera. Infatti, le modifiche apportate dal decreto correttivo, pur se quantitativamente limitate, come ho detto, appaiono però abbastanza pervasive: al punto da toccare gran parte dell originaria impostazione politico-legislativa. Il mio giudizio sull opera è positivo senza riserve. E vi assicuro: non solo perché sono stato gentilmente invitato a presentarla e perché i curatori sono tre studiosi a me particolarmente cari. Il mio è un giudizio motivato dalle caratteristiche dell opera. La prima: l equilibrio tra la scientificità e la praticità del Commentario. Tanto i teorici, quanto i pratici, conoscono molto bene l utilità di commenti a caldo di normative di grande risonanza e rilevanza sociale, i quali però non siano dei semplici instant book (che di solito invadono il mercato in simili occasioni), e contengano anzi approfondimenti e ipotesi interpretative di sicuro valore scientifico, pur se ovviamente opinabili. Tra l altro, viviamo in un epoca in cui il legislatore non eccelle per l ordine e la chiarezza dei suoi dettati: sicché non sono rari i casi, nei quali ai giuristi tocca mettere ordine, là dove il legislatore si esprime in disordine. La seconda caratteristica dell opera, che merita di essere segnalata, risiede nella sua impostazione multidisciplinare: l approccio, certo, è soprattutto giuridico, ed in particolare giuslavoristico, ma è contemperato, oltre che dai commenti di giuristi di altre aree disciplinari (come, ad esempio, dei penalisti), da contributi di tecnici ed operatori della sicurezza, che non sono giuristi, ma hanno a che fare con le regole. Anzi, sono gli unici in grado di individuare, e farci capire tecnicamente, le misure da disporre per i vari rischi nei diversi settori. La scelta dell approccio pluridisciplinare è dunque apprezzabile, ma è anche indispensabile, date le peculiarità della materia e della relativa disciplina legislativa (si pensi, da un lato, alla parte dedicata al sistema amministrativo-istituzionale; e, da un altro lato, ai Titoli tecnici, relativi ai diversi settori e ai vari rischi ). Se questa complessità rivela che la materia della sicurezza non è affatto facile da governare e commentare, rivela pure quanto meritoria sia l opera che oggi vede la luce. 4. Il legislatore e i commentatori Il giudizio sulla riforma legislativa del , che sembra venir fuori dal Commentario, nel suo complesso, sembra tutto sommato positivo. A questo riguardo, l opera risulta equilibrata: scevra da interpretazioni strumentali e da pregiudizi ideologici, 15
16 mi pare che, come dovrebbe sempre accadere nelle opere di commento ai provvedimenti legislativi, si sforzi di illustrare i contenuti normativi, suggerendone le letture più ragionevoli e argomentate sul piano tecnico-giuridico. Beninteso senza occultare nodi interpretativi, possibili difficoltà applicative e talora perplessità sulle scelte del legislatore, ma al contempo apprezzandone gli sforzi di complessiva razionalizzazione di un quadro normativo, tendente, per sua natura, a perdere unitarietà e coerenza. Ciò risulta confermato nei passaggi più delicati (normativi e di commento) riguardanti taluni contenuti specifici. L ambito applicativo ed i soggetti tutelati (artt. 2-3): nei commenti di Stolfa e di Pascucci viene opportunamente evidenziata la scelta di ampliare l ambito soggettivo (lavori flessibili, atipici, lavoro autonomo, ecc.); scelta che si ripercuote anche nelle disposizioni sulla valutazione dei rischi (art. 28), dove la norma segnala la necessità di adeguare la valutazione stessa alle specificità della tipologia di rapporto di lavoro; sul punto altre modifiche sono state apportate dal decreto correttivo, relativamente ad es. alla conferma dell esclusione del lavoro a domicilio nel caso di lavori pericolosi (su cui la prima versione del decreto risultava poco chiara), o al passo indietro sui volontari (sul punto i commentatori giustamente evidenziano perplessità, per la scelta del legislatore del 2009 di escludere solo parte dell area del volontariato differenziando di fatto tre diversi livelli di tutela). Il sistema istituzionale (artt. 5-13): anche in questo caso vengono posti in risalto gli sforzi del legislatore di razionalizzare e coordinare meglio funzioni e compiti dei molti organismi coinvolti, anche istituendone di nuovi (art. 5: Comitato per l indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro); gli sforzi, però, non riescono ad eliminare la sensazione (peraltro evidente anche in diversi commenti, a partire dalla prefazione di Franco Carinci) di un permanente affollamento di soggetti ed organismi, non dimenticando l irrisolta questione della doppia competenza ASL-Direzioni provinciali del lavoro sulla vigilanza. L apparato sanzionatorio: si tratta di uno dei punti evidentemente più delicati, e più toccati sia dalla prima riforma del 2008 che dal correttivo del 2009 che, come noto, ha limato al ribasso le soglie quantitative, oltre a risolvere alcune importanti incongruenze sistematiche. In questo caso il commento degli specialisti (v. soprattutto Bondi) è più critico che elogiativo; certamente, anche in questo caso le intenzioni originarie del legislatore (delegante), di una complessiva riforma del sistema sanzionatorio, non sono state realizzate compiutamente, se pure vanno qui apprezzati alcuni sforzi compiuti in sede correttiva. I modelli organizzativo-gestionali: molti altri punti (e commenti) andrebbero esaminati, ma ovviamente non è qui possibile impegnare troppo tempo. Il riferimento ai modelli di organizzazione e gestione (espressamente previsti all art. 30) consente però di incrociare diversi passaggi normativi (e relativi commenti). L adozione (ed efficace applicazione) di modelli organizzativi virtuosi, infatti, nel nuovo sistema normativo produce o può produrre diversi importanti effetti: una presunzione (relativa?) di non responsabilità (dell azienda) ex d.lgs. n. 231/2001; una presunzione di adempimento degli obblighi, di controllo-vigilanza, del datore di lavoro e/o del dirigente, in particolare nel caso di delega (art. 16); una funzione di orientamento (per 16
17 meglio dire, deviazione in altra direzione) dell attività degli organismi pubblici di vigilanza, nel momento in cui vengano asseverati dagli organismi paritetici (art. 51). Orbene, in linea generale, ed anche facendo proprie alcune riflessioni dei diversi commenti (tra cui in particolare Brunelli, Ricci, Stolfa), non si può che condividere la rilevanza data dal legislatore al fattore organizzativo, che certamente può dare un impulso importante in termini di effettività delle tutele negli ambienti di lavoro. Occorre tuttavia evitare di caricare di troppi significati e valenze un dato (l adozione di modelli organizzativi), che non può comunque prescindere dalla coesistenza con gli altri snodi del sistema prevenzionale, oltre che con i consolidati criteri giurisprudenziali di imputazione delle responsabilità per violazione del dovere di sicurezza. 17
18 PRIMA SESSIONE I SISTEMI DEL DIRITTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NEL TITOLO I DEL D.LGS. N. 81/2008 Presidenza e introduzione prof. Carlo Smuraglia Emerito dell Università di Milano già Presidente della Commissione lavoro del Senato La sessione, come si è detto, è dedicata ai sistemi del diritto della sicurezza del lavoro. Io dirò subito, nell assumere la presidenza di questa sessione, che non ho nessuna simpatia per quelli che, presiedendo una sessione di un convegno, amano, al termine di ogni intervento, dire la propria e spesso riassumere malamente quello che hanno detto molto meglio i singoli relatori. Non farò niente di tutto questo, se non altro per essere coerente. Non mi esonererò, tuttavia, dal formulare alcune brevi considerazioni iniziali su questo titolo, su questi argomenti, guardandomi bene dall entrare nel campo dei singoli relatori, in quanto si tratta di relatori estremamente esperti e preparati in questa materia e in altre, per cui sarebbe veramente un delitto anticipare alcunché o affrontare argomenti che invece desidero approfondire, ascoltando con estrema attenzione. Voglio dire soltanto che io apprezzo di questo titolo il fatto che si fa riferimento alla parola sistema ; e di questo c era bisogno da molto tempo. L Unione Europea, da moltissimi anni, ci raccomanda, in questa materia, prima di tutto di adottare delle vere e proprie strategie e poi di non correre dietro a misure e provvedimenti isolati, a norme separate ed autonome, ma di cercare di creare dei veri sistemi che poi confluiscano nel quadro di una strategia globale, nella convinzione che solo una strategia globale può davvero sconfiggere un fenomeno così complesso e drammatico. Noi non siamo stati sempre particolarmente sensibili a questi richiami, tanto che, per ricordare soltanto uno di questi, nel monitoraggio che le Regioni hanno fatto nel 2003 sullo stato di attuazione del d.lgs. n. 626/1994, si faceva riferimento, tra le varie criticità del quadro complessivo, a quella di una gestione della prevenzione sostanzialmente parallela alla gestione aziendale, con scarsi elementi di integrazione. Si faceva altresì riferimento ad un altra criticità, cioè alla valutazione del rischio considerata spesso come un processo in sé compiuto e raramente integrato con la vita aziendale. Il testo unico (T.U.) approvato col d.lgs. n. 81/2008 (lo definisco così per brevità, anche se a rigore, sul piano formale, si discute se il termine sia del tutto esatto), atteso da moltissimi anni perché di testo unico si era parlato già nel 1978 e il cammino è stato lunghissimo, si caratterizza per un tentativo, razionale e serio, almeno nelle intenzioni, di organizzare proprio la materia in maniera, scusate il bisticcio, sistematica, riferendosi appunto ad un insieme di sistemi, collegati e coordinati. Lo si coglie, in particolare, in alcuni aspetti: per esempio, nella definizione del concetto di prevenzione contenuta nell art. 2, comma 1 (la prevenzione intesa come un complesso di disposizioni per evitare o diminuire i rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e nella integrità 18
19 dell ambiente esterno ). In questa concezione è riunito un complesso di disposizioni che riguardano non solo la salute dei lavoratori, ma anche l ambiente esterno e le popolazioni; e non c è dubbio che questo costituisca un piano, importante, riferito al concetto di sistema. In secondo luogo, il T.U. si riferisce ad un sistema di promozione della salute e della sicurezza come complesso di soggetti istituzionali che concorrono, con la partecipazione delle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento. Tra il concetto di programma e quello di sistema c è già un avvicinamento, perché finalmente si considera il fatto che iniziative, misure, ecc. devono essere, per quanto possibile, programmate sia nella ideazione che nella attuazione. Ancora, il T.U. fa riferimento ad un quadro di sistema, quando propone, sia pure ai fini della responsabilità giuridica di società ed enti, modelli di organizzazione e di gestione (art. 2, comma 1, lett. d), suggerendo un organizzazione di modelli gestionali in cui non fossero più separate l organizzazione e la gestione, ma procedessero insieme e si integrassero a vicenda, appunto in un sistema, che correttamente viene definito dal d.lgs. n. 81/2008, indicando come obiettivo la definizione e attuazione di una politica aziendale. Concetto molto importante dal punto di vista sistematico, appunto perché parlare di una politica aziendale significa non alludere a misure estemporanee, occasionali e mutevoli nel tempo, ma a vere e proprie scelte di politica aziendale. Si prevede, inoltre, un sistema istituzionale composto di organi molto importanti, fra i quali attribuisco un importanza fondamentale a quello di cui all art. 5 (peraltro piuttosto in ritardo nell attuazione concreta), finalizzato a individuare proprio un sistema di interventi, a delineare una politica, a definire linee direttive programmatiche, oltre a prevedere il coordinamento del sistema della vigilanza. Ma, ancora, il T.U. definisce per la prima volta un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, in questo caso proponendo un idea senza precedenti e che aveva una importanza rilevante. Nello stesso tempo, si inserisce in un quadro sistematico la valutazione di tutti i rischi, con riferimento particolare ad alcuni aspetti, cioè il genere, la nazionalità, la tipologia di lavoro, ma sottolineando un affermazione ribadita con particolare forza, che cioè nel concetto di tutti i rischi vanno inclusi, a pieno titolo, tutti quelli che sono comunque correlati al lavoro e allo stress, anche sotto un profilo non valutabile solo sul piano psicologico; anche se, con dispiacere, vedo differire ancora l attuazione di questa regola, al punto che la stessa data del primo agosto, che dovrebbe rappresentare una certezza, alla luce dell esperienza risulta niente di più che una speranza. Infine, nel T.U. si compie anche il tentativo di definire un sistema sanzionatorio. Tentativo, peraltro, che non posso considerare pienamente riuscito neppure nella concezione iniziale, oltre che nella concreta attuazione. Quando penso ad un sistema sanzionatorio, sono indotto a pensare a qualcosa di diverso e di più razionale; e devo constatare che la stessa convinzione si reperisce in tutti quelli che si occupano anche della materia penalistica, talora considerata invece come secondaria e marginale. Certamente si è tentato di razionalizzare e di organizzare meglio il quadro normativo. Ma il collegamento piuttosto parziale tra le misure sanzionatorie tipiche classiche e quelle meno classiche e più atipiche, e lo stesso riferimento alle norme per la responsabilità delle società, richiamate in un modo francamente discutibile, rivelano che l idea di elevare il quadro sanzionatorio, appunto, a sistema, era certamente importante e giusta, ma forse anche per la fretta, ma soprattutto, credo, per difficoltà oggettive, anche politiche costituiva un obiettivo difficilmente realizzabile. Anche se va riconosciuto lo sforzo di collegare meglio il sistema repressivo con quello della prevenzione, per esempio prevedendo anche la possibilità di essere esonerati, in qualche modo, da responsabilità ogni volta che si riesca a dimostrare non solo e non tanto il ravvedimento, quanto e soprattutto 19
20 il ripristino di una situazione di sicurezza o l attuazione di una norma di sicurezza in precedenza non osservata. Questo tentativo di mettere insieme repressione e prevenzione era molto importante ed è fondamentale per un sistema sanzionatorio serio, che voglia avere il carattere di deterrente e contemporaneamente sappia accompagnare, per quanto possibile, verso l adempimento, considerando quindi come veri e fondamentali obiettivi del sistema favorire l attuazione delle norme di sicurezza ed eliminare le situazioni di danno o anche solo di pericolo. Non penso che di sistema si possa parlare per quello che riguarda le rappresentanze dei lavoratori e delle relazioni collettive perché, a mio parere, qui si è rimasti ancora un po indietro rispetto a quelli che sono i veri sistemi di rappresentanza collettiva o di rappresentanza dei lavoratori e di relazioni sociali, tipici dei Paesi del Nord Europa, che invece da noi stentano ancora ad entrare nella visione del legislatore e soprattutto in quella delle parti interessate, ispirandosi come sarebbe necessario ad una vera filosofia. Mi sembra, invece, che giustamente si debba ravvisare un dato sistematico in tutti i riferimenti che, nel d.lgs. n. 81/2008, sono dedicati alla organizzazione del lavoro (riferimenti peraltro, in gran parte, sopravvissuti anche alle recenti modifiche subite dal T.U.). Sono fermamente convinto che l organizzazione del lavoro sia uno dei fattori principali, primari, di rischio e che parlare di organizzazione del lavoro a proposito della sicurezza (cosa che per tantissimi anni ha rappresentato sostanzialmente una sorta di tabù) sia invece fondamentale e imprescindibile. Così è significativo il fatto che in questo testo si parli di modelli organizzativi e di una politica aziendale riferendosi, quindi, anche alla organizzazione del lavoro. Non solo, all art. 15 si parla di programmazione della prevenzione mirata ad un complesso che integri nella prevenzione le condizioni tecnico produttive dell azienda; nella lettera d), riaffermando l esigenza del rispetto dei princìpi ergonomici, si fa riferimento alla definizione dei metodi di lavoro e di produzione soprattutto per ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e/o ripetitivo. Ancora l art. 18 fa obbligo al datore di lavoro di fornire al Servizio di prevenzione e protezione e al Medico competente informazioni in merito alla organizzazione del lavoro, fatta salva ovviamente tutta la tematica del segreto industriale, che in questa sede non interessa; così anche l art. 50 richiama il diritto del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza a ricevere le informazioni e la documentazione aziendale, inerenti alla valutazione dei rischi, alle sostanze e preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione ed agli ambienti di lavoro. Tutti questi richiami alla organizzazione del lavoro, dei quali spesso si parla poco e senza cogliervi un nesso sistematico, sono, secondo me, invece, degni della più ampia riflessione, perché il vero salto di qualità nella materia della prevenzione si farà soltanto il giorno in cui si coglierà appieno questo aspetto: che bisogna agire sulla organizzazione del lavoro in tutti i sensi e non solo quindi nel senso più classico e più risalente nel tempo (addirittura ne parlava Charlot in un film del 36), quello della ripetitività e della monotonia del lavoro, ma anche nel senso più moderno delle relazioni interpersonali all interno della azienda, ravvisando in questo aspetto fondamentale non solo l interesse della salute ma persino l interesse dell azienda e della sua produttività. Queste indicazioni di carattere programmatico e sistematico mi sembra che abbiano resistito, nonostante tutto, alla invasività del provvedimento correttivo sul quale io, in altra sede e in altre occasioni, ho espresso giudizi piuttosto severi, anche solo per una considerazione addirittura elementare, che cioè, entrato in vigore finalmente dopo anni un testo unico, un provvedimento di correzione avrebbe richiesto almeno un periodo di sperimentazione e di riflessione adeguato. Intanto, semmai, si sarebbero potuti e dovuti 20
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