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Timestamp: 2019-02-22 11:39:53+00:00
Document Index: 86794573

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 30']

Controversie di natura previdenziale - Competente il giudice ordinario, anche se l'atto impugnato è una cartella esattoriale
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con la sentenza n. 19523 del 23 luglio 2018 ha ribadito il principio secondo cui "rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, e non di quello tributario, la controversia avente ad oggetto diritti e obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale, anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo cartella esattoriale."
Ciò deriva - scrivono i giudici - "non solo dall'intrinseca natura del rapporto, ma anche dal rilievo che l'art. 24 del d.lgs. 26 febbraio 1999 n. 46, sul riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, nell'estendere tale procedura anche ai contributi o premi dovuti agli enti pubblici previdenziali, espressamente prevede che in presenza di richiesta del versamento di contributi previdenziali il contribuente può proporre innanzi al giudice del lavoro opposizione contro l'iscrizione a ruolo".
Lo prevede espressamente il comma 5 del citato art. 24 stabilendo che "Contro l'iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento".
Allo stesso modo - scrivono i giudici - "appartengono alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, in funzione di giudice del lavoro, le controversie concernenti la legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, trattandosi di materia previdenziale alla quale è completamente estranea la giurisdizione tributaria, mancando del tutto un atto qualificato, rientrante nelle tipologie di cui all'art. 19, d.lgs. n. 546 del 1992 o ad esse assimilabili, che costituisca esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione proprio del rapporto tributario."
Ad analoga conclusione deve pervenirsi - si legge nella sentenza - "anche riguardo alle controversie in cui si discuta della legittimità o meno d'un avviso di addebito emesso dall'INPS, che dal 1° gennaio 2011 ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto istituto", come stabilito dall'art. 30 del D.L. n. 78 del 2010, convertito dalla L. n. 122 del 2010 (recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica").
Né tale esito - concludono i giudici - può mutare solo perché la mera occasione che ha dato origine alla pretesa creditoria dell'INPS è nata da un accertamento tributario da parte dell'Agenzia delle Entrate.