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Timestamp: 2020-01-27 09:03:08+00:00
Document Index: 48313209

Matched Legal Cases: ['art. 434', 'art. 323', 'art. 328', 'art. 316', 'art. 346', 'art. 353', 'art. 356', 'art. 441', 'art. 30', 'art. 181', 'art. 137', 'art. 259', 'art. 131', 'sentenza ', 'art. 434', 'art. 434', 'art. 452', 'art. 434', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 131']

Il disastro ambientale “abusivo” e la depenalizzazione strisciante dei reati ambientali, un unico disegno. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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marzo 25, 2015 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Gianfranco Amendola, uno dei padri del diritto ambientale in Italia, attualmente Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civtavecchia, nei giorni scorsi aveva descritto con la competenza e la passione che lo distingue la sorpresa che non sorprende presente nel disegno di legge n. 1345 sui delitti contro l’ambiente (qui il testo), appena licenziato dal Senato della Repubblica e ora in terza lettura presso la Camera dei Deputati. Il disastro ambientale abusivo, con il suo carico di velenosa ambiguità. Hanno replicato Legambiente e Libera, confermando la validità del nuovo testo normativo in corso di approvazione definitiva. Legambiente e Libera ribadiscono la correttezza della nuova ipotesi penale, assegnando al nuovo “disastro ambientale” il ruolo di reato “al fianco” del c.d. disastro innominato (art. 434 cod. pen.). Interpretazione certo legittima, soprattutto per quanto concerne i procedimenti penali in corso, ma tutt’altro che pacifica, a mio avviso.
Infatti, la nuova ipotesi di reato andrà a normare specificamente il “disastro ambientale” e tutte le condotte che integreranno tale fattispecie dovranno tendenzialmente esser contestate come “disastro ambientale” e non “disastro innominato”. Una volta buona che – finalmente – si giunge a inserire i delitti ambientali nel codice penale sarebbe il caso che gli equivoci interpretativi fossero ridotti al minimo. In questo caso le ambiguità ci sono e rimangono, come ricorda ancora Gianfranco Amendola. Ma non finisce qui. A breve, il 2 aprile 2015, entrerà in vigore il decreto legislativo n. 28/2015, “Disposizioni in materia di non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67”, del quale avevamo già in precedenza denunciato l’oscena potenzialità assolutoria dei reati contro l’ambiente, la pubblica amministrazione, gli altri animali, la salute pubblica. Infatti, il decreto legislativo n. 28/2015 dà attuazione della delega ricevuta dal Parlamento con la legge n. 67/2014 per “escludere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento, senza pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno e adeguando la relativa normativa processuale penale”. La pena dell’arresto “è destinata ad essere eliminata dalle pene principali e ad essere sostituita dall’arresto domiciliare”.
S. Antioco, cane seviziato e curato dal Servizio veterinario dell’ASL n. 7 di Carbonia
Si ricorda che in queste categorie (reati punibili con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni) rientrano, a puro titolo di esempio, reati contro la pubblica amministrazione come l’abuso d’ufficio (art. 323 cod. pen.), rifiuto o omissione di atti d’ufficio (art. 328 cod. pen.), malversazione in danno dello Stato (art. 316 bis cod. pen.), traffico di influenze illecite (art. 346 bis cod. pen.), turbata libertà degli incanti (art. 353 cod. pen.), frode nelle pubbliche forniture (art. 356 cod. pen.), tutti delitti tipici delle organizzazioni criminali che puntano a controllare e gestire a proprio piacere le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli. Vi ricadono anche reati contro la salute pubblica, come adulterazione e contraffazione di cose in danno alla salute pubblica (art. 441 cod. pen.), per non parlare di quasi tutti i reati ambientali e urbanistici, dalla lottizzazione abusiva (art. 30 L del D.P.R. n. 389/2001 e s.m.i.) alla violazione del vincolo paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), dall’inquinamento delle acque (art. 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) al traffico illecito di rifiuti (art. 259 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).
Senza storia i reati in danno degli altri animali come quelli previsti dagli artt. 544 bis (uccisione di animali), 544 ter (maltrattamento di animali), 544 quinques (divieto di combattimento di animali). Secondo le intenzioni del Governo Renzi, la nuova causa di non punibilità (nuovo art. 131 bis cod. pen.) per “irrilevanza del fatto“ unita alla “non abitualità del comportamento” consentirà “una più rapida definizione, con decreto di archiviazione o con sentenza di assoluzione, dei procedimenti iniziati nei confronti di soggetti che abbiano commesso fatti di penale rilievo caratterizzati da una complessiva tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi laddove la sanzione penale non risulti necessaria. Resta ferma la possibilità, per le persone offese, di ottenere serio ed adeguato ristoro nella competente sede civile”. In realtà, non c’è nemmeno un risparmio delle risorse, visto che comunque le indagini andranno fatte e il giudizio del G.I.P. ci dovrà pur essere. In parole povere, se il pubblico ministero non riuscirà a provare la crudeltà della condotta o il rilievo del danno o l’indagato sia un delinquente incallito e la valutazione del G.I.P. propenderà per una scarsa rilevanza del danno causato da un trasgressore considerato non abituale, i reati contro la pubblica amministrazione, contro l’ambiente, la salute, gli altri animali saranno impuniti. Non ci vuol molto a immaginare un disegno unico, una regìa un po’ squallida. Associazioni, comitati, cittadini devono informarsi, informare e agire, la magistratura dovrà fare la sua parte per evitare le peggiori conseguenze in danno dell’ambiente e della collettività.
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 24 marzo 2015
Viva Viva il disastro ambientale abusivo (Gianfranco Amendola)
Dico la verità, quando ho scritto l’articoletto sul disastro ambientale abusivo, sapevo che qualcuno avrebbe replicato. Pensavo ai soliti giuristi-avvocati e consulenti degli inquinatori sempre tanto attivi. Ma mai mi sarei aspettato che a difendere il disastro ambientale abusivo sarebbero stati Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, e, soprattutto, un giornalista ambientalista storico, da sempre meritoriamente in prima linea contro l’ecomafia, quale Enrico Fontana, la cui buona fede è fuori discussione. Le loro argomentazioni meritano, quindi, attenta considerazione: 1) <<L’inserimento di “abusivamente” si deve ad un “pool di autorevoli magistrati e giuristi”>>. Peccato che non ci dicano anche i nomi e peccato che non siano loro a scrivere la replica e a metterci la faccia. 2)” La parola “abusivamente” eviterebbe vuoti di tutela e offrirebbe maggiori garanzie per l’ambiente e la salute: con questa formulazione, ad esempio, verrebbero sanzionate l’emissione sul suolo o in atmosfera di sostanze pericolose regolate dalla normativa sulla sicurezza, come nel caso delle fibre di amianto, ma anche le cave illegali o i disboscamenti abusivi.” Questo, francamente, mi sembra un po’ azzardato. Non c’è bisogno di essere giuristi per capire che se, invece di punire chiunque cagiona un disastro ambientale si scrive che si punisce “chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale”, si restringe la sfera della punibilità. E la si restringe anche rispetto al precedente testo della Camera che richiedeva la violazione di norme ambientali: l’assenza di autorizzazione (“abusivamente”) è una violazione di norme ambientali ma, se è l’unica condizione richiesta, limita il disastro ambientale ad una sola violazione, l’assenza di autorizzazione. Come tutto questo consenta di evitare vuoti di tutela e sanzionare l’emissione sul suolo o in atmosfera di sostanze pericolose regolate dalla normativa sulla sicurezza, come nel caso delle fibre di amianto, ma anche le cave illegali o i disboscamenti abusivi, è un mistero tutto da chiarire.
3) <<“Abusivamente” fu criticato anche nel 2001 quando venne introdotto, con questo avverbio, il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, che, invece, ha dato ottimi frutti>>. Questa affermazione è ancora più azzardata. E’ certamente vero che il delitto di traffico illecito ha dato ottimi frutti ma nessun paragone può essere fatto con il disastro ambientale; nel traffico illecito, se non ci fosse “abusivamente” (meglio sarebbe stato “illecitamente”) sarebbe punibile ogni gestione di rifiuti, anche quella consentita e regolamentata dalla legge con le autorizzazioni. Ma il disastro ambientale, per fortuna, fino ad oggi, non è consentito nè regolamentato. 4) << Nessun problema perchè resta sempre anche l’art. 434 c.p. sul disastro innominato>>. Concordo: questa è veramente una fortuna in quanto l’art. 434 punisce chi cagiona un disastro (senza “abusivamente”); ma è singolare che se ne vanti chi vuole introdurre il disastro ambientale abusivo. Infatti, sarebbe logico il contrario, e cioè che, in caso di disastro ambientale, venga applicata direttamente e solo la nuova norma speciale, evitando i problemi sinora riscontrati quando si è tentato di applicare la norma sussidiaria e generica sul cd. disastro innominato. In tal modo, invece, si riconosce che può esserci un disastro ambientale non abusivo, ma non previsto tra i nuovi delitti. E allora cosa dovremmo fare? Se l’attività è abusiva applichiamo il nuovo art. 452-quater e se, invece, è autorizzata applichiamo il vecchio art. 434, dando, peraltro, ottimi argomenti di discussione ai difensori degli inquinatori? Ma non sarebbe molto più logico eliminare quell’assurdo avverbio “abusivamente”? 5) <<Non c’ è mano libera all’industria inquinante nè ci sono scappatoie per gli inquinatori>>. In realtà, insieme ad alcuni innegabili miglioramenti (soprattutto, il divieto di prospezioni marine con esplosivi), diverse aggiunte e modifiche apportate dal Senato appaiono indeterminate e, quindi, aprono scappatoie: per esempio, quando un deterioramento è “significativo e misurabile”, e quali sono le “porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo” dell’art. 452-bis? Ma c’è di più. Forse Ciafani e Fontana (o meglio, qualche insigne giurista e magistrato loro collaboratore) possono spiegarci perchè, in caso di ipotesi colposa di disastro ambientale (praticamente, quella prevalente, visto che, per fortuna, salvo la problematica sul dolo eventuale, è difficile si verifichi un disastro ambientale doloso), la pena, che nel testo della Camera era diminuita da un terzo alla metà, ora arriva addirittura da un terzo a due terzi (art. 452-quinquies): così, nel massimo, da 15 anni di reclusione si arriva a 5 anni e nel minimo da 5 a poco più di 1 anno. Praticamente, meno di uno scippo o di un borseggio, la cui pena massima arriva a 6 anni! E perchè si continua a tenere in vita, pur se con qualche miglioramento, un “ravvedimento operoso” talmente benevolo (la solita diminuzione di pena dalla metà a due terzi, che comprende anche l’associazione a delinquere) da costituire, oggettivamente, un incentivo a distruggere l’ambiente (art. 452-decies). Tanto, il responsabile è sempre in tempo a pentirsi e ad uscirne praticamente senza danni.
Reati ambientali? E depenalizzar m’ è dolce in questo mare? (Stefano Maglia)
Il nostro incomprensibile legislatore da un lato “ipotizza” forme di nuovi reati ambientali inseriti nello stesso codice penale (a proposito sono d’accordissimo con quanto afferma Amendola in un articolo pubblicato su Lexambiente rispetto all’ipotesi di “disastro ambientale abusivo”!) mentre dall’altro depenalizza una serie impressionante dei medesimi. Ve ne siete resi conto? Una doverosa premessa: sin nel lontano 1999 fui convocato assieme a altri “esperti” (tra cui Postiglione e Santoloci) delle Commissioni ambiente e giustizia al Senato per formulare una ipotesi di inserimento nel Codice penale di un Titolo dedicato ai delitti ambientali e pertanto figuriamoci se non sarò più che lieto nel momento in cui tale riforma vedrà la luce, per la sua “significativa” importanza. Significativa.
Vedo levar di scudi delle stesse associazioni ambientaliste su chi osa anche solo analizzarne il contenuto, “significativo” sì, ma denso di dubbi sulla sua efficacia ed operatività. Meno densa di dubbi, purtroppo, è la riforma relativa ai cd reati “bagatellari”. Zingarelli: “cosa frivola e senza troppa importanza”. Insomma una cosetta che merita tuttalpiù una tiratina di orecchie o una ramanzina. Ecco: potremmo dire che da oggi nel diritto penale esiste un’altra sanzione: la ramanzina bagatellare. Avete dato un’occhiata al DLvo 28/15 (Disposizioni in materia di non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67) che andrà in vigore il 2 aprile? Si riporta il primo comma del nuovo art. 131-bis del codice penale (“Esclusione della punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto): “Nei reati per i quali e’ prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilita’ e’ esclusa quando, per le modalita’ della condotta e per l’esiguita’ del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell’articolo 133, primo comma, l’offesa e’ di particolare tenuita’ e il comportamento risulta non abituale”. Traduzione: sono depenalizzati tutti i reati (contravvenzioni e delitti) che prevedono una pena detentiva inferiore ai cinque anni a meno che venga dimostrata – onere della prova a carico degli inquirenti- una condotta particolarmente abietta o crudele (v. comma 2) o il danno/pericolo non sia esiguo o non si tratti di un incallito delinquente. Praticamente il 95% dei reati ambientali ricade in quest’ambito. Scarichi abusivi? Emissioni oltre i limiti di legge? Gestione dei rifiuti senza autorizzazioni? Uccisione di animali? Mancata bonifica? Bagatelle! Una ramanzina, quattro soldi e vai tranquillo! Questa è una norma di “favor”. Ci rendiamo conto di quali conseguenze ci saranno sui processi in corso? Sulle indagini aperte? Sul risarcimento per le parti civili? Sulla 231 ambiente? Ci ha pensato qualcuno? Direi di cominciare a rifletterci su. O no?
(foto A.N.S.A., foto per conto GrIG, Cristiana Verazza, E.R., J.I., S.L., S.D., archivio GrIG )
marzo 25, 2015 alle 10:50 am
L’uomo primitivo quando produceva una punta di freccia con la selce aveva come scarto scaglie di selce. Oggi ogni oggetto prodotto ha scarti di vario genere e non sicuramente innoqui per l’ambiente e l’uomo. Evidentemente il legislatore pragmatico ma anche cinico, si pone il quesito : se non sia penalizzante calcare troppo la mano con chi “produce civilta’ di consumo” , accettando piccoli inquinamenti e devianze . Questa sarebbe una scelta omeopatica di incivilta’.
aprile 15, 2015 alle 11:05 am
“innoQui”?!
ComitatoTutelaPortoPino
marzo 26, 2015 alle 4:30 pm
in merito alla tenuità del fatto come causa di non punibilità che dal 2 aprile andrebbe di fatto a rendere impuniti una serie di reati (tra cui molti reati ambientali e urbanistici), ti segnalo un interessante post dell’Avv.to Arena “Tenuità del fatto e responsabilità dell’ente” che ne esclude l’operatività riguardo ai procedimenti penali per gli stessi fatti nei confronti delle società e in generale degli enti anche privi di personalità giuridica ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Ciò (ovviamente se non modificano anche lo schema del D.Lgs. 231/2001!) aumenta quindi l’importanza (dissuasiva nonché punitiva) della corporate criminal liability anche riguardo ai reati ambientali! Del resto dietro a molti di questi reati sarebbe agevole identificare un interesse ovvero vantaggio dell’ente o società alla realizzazione che rappresenta un presupposto essenziale per procedere nei confronti dell’ente o società!
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 27 marzo 2015
Ma che significa veramente disastro ambientale abusivo? (Gianfranco Amendola): http://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/188-dottrina188/11400-ambiente-in-genere-ma-che-significa-veramente-disastro-ambientale-abusivo-2.html
Delitti contro l’ambiente, quand’è che un disastro si può dire ‘abusivo’? (Stefano Palmisano): http://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/188-dottrina188/11398-ambiente-in-genere-delitti-contro-l%E2%80%99ambiente,-quand-%C3%A8-che-un-disastro-si-pu%C3%B2-dire-%E2%80%98abusivo%E2%80%99.html
aprile 27, 2015 alle 3:03 pm
“Mano libera agli inquinatori”. Scontro sul ddl contro gli eco-reati. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/cronaca/mano-libera-agli-inquinatori-ambientalisti-contro-il-ddl-sugli-eco-reati/
Inferno E.On, pecore nere e fanghi rossi: ecco i processi a rischio con le nuove norme: http://www.sardiniapost.it/cronaca/inferno-e-pecore-nere-e-fanghi-rossi-ecco-processi-rischio-con-le-nuove-norme/
maggio 5, 2015 alle 9:57 pm
Sì Camera ad ecoreati, torna al Senato. 353 sì, 19 no e 34 astenuti. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/05/05/si-camera-ad-ecoreati-torna-la-senato_ad2c01fc-51e0-42a8-b4e1-def6e7e7138e.html)
ROMA, 5 MAG – Sì dell’Aula della Camera alla proposta di legge sugli Ecoreati. Il testo, approvato a Montecitorio con 353 sì, 19 no e 34 astenuti, torna al Senato.
maggio 5, 2015 alle 10:25 pm
da Sardinia Post, 5 maggio 2015
AMBIENTE: SEL, DDL ECOREATI DESTINATO A INSABBIAMENTO: http://www.sardiniapost.it/italia-e-dal-mondo/ambiente-sel-ddl-ecoreati-destinato-a-insabbiamento/
AMBIENTE: Sì CAMERA A ECOREATI, FINO A 15 ANNI DI CARCERE PER DISASTRO : http://www.sardiniapost.it/italia-e-dal-mondo/ambiente-si-camera-a-ecoreati-fino-a-15-anni-di-carcere-per-disastro-4/ , http://www.sardiniapost.it/italia-e-dal-mondo/ambiente-si-camera-a-ecoreati-fino-a-15-anni-di-carcere-per-disastro-3/ , http://www.sardiniapost.it/italia-e-dal-mondo/ambiente-si-camera-a-ecoreati-fino-a-15-anni-di-carcere-per-disastro-2/ , http://www.sardiniapost.it/italia-e-dal-mondo/ambiente-velo-no-dietrofront-su-ecoreati-polemiche-pretestuose-su-air-gun/
maggio 6, 2015 alle 3:03 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 5 maggio 2015
Il fatto di particolare tenuità e i reati ambientali. (Luigi Leghissa): http://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/188-dottrina188/11476-ambiente-in-genere-il-fatto-di-particolare-tenuit%C3%A0-e-i-reati-ambientali.html
giugno 1, 2015 alle 2:53 pm
ecco qua, ora è più semplice prendere a calci il cane.
da Il Corriere della Sera, 31 maggio 2015
LA SENTENZA. Prese a calci un bassotto, assolto per «la tenuità del fatto».
L’edicolante, denunciato per maltrattamenti, aveva colpito il cane, «reo» di aver urinato sull’espositore dei giornali. Il giudice ha ritenuto il gesto non grave: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_31/prese-calci-bassotto-assolto-la-tenuita-fatto-d7476a98-0790-11e5-811d-00d7b670a5d4.shtml
dicembre 19, 2017 alle 12:11 am
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L’attuale quadro normativo sugli usi civici consente un riordino equo delle terre demaniali civiche. Dibattito sulla difesa dei suoli agricoli (e degli agricoltori), a Cagliari (28 marzo 2015)