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Timestamp: 2020-01-22 03:08:39+00:00
Document Index: 80853754

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 127', 'art. 55', 'art. 127', 'art. 55', 'art. 127', 'art. 511', 'art. 23', 'art. 23']

Pubblicato: 10 Ottobre 2018 | Stampa	| Visite: 18568
I collocamenti a riposo a domanda per compimento del quarantesimo anno di servizio utile al pensionamento e le dimissioni dall'impiego del personale del comparto "Scuola" con rapporto di lavoro a tempo indeterminato decorrono dall'inizio dell'anno scolastico o accademico successivo alla data in cui la domanda è stata presentata".
Annualmente il MIUR stabilisce il termine entro il quale il predetto personale può presentare, ovvero ritirare, la domanda di dimissioni dall'impiego, la quale diviene efficace a decorrere dalla data del 01 settembre successivo alla sua presentazione. Nel frattempo il dipendente deve prestare regolare servizio (DPR n. 351 del 1998, articolo 1, comma 2).
Con decreto del Ministro della pubblica istruzione è stabilito il termine entro il quale, annualmente, il personale di cui al comma 1 può presentare o ritirare la domanda di collocamento a riposo o di dimissioni".
Pertanto, le dimissioni del lavoratore costituiscono un negozio unilaterale ricettizio, idoneo a determinare la risoluzione del rapporto di lavoro dal momento in cui vengano a conoscenza del datore di lavoro e indipendentemente dalla volontà di quest'ultimo di accettarle, sicché non necessitano più, per divenire efficaci, di un provvedimento di accettazione da parte della pubblica amministrazione (Si veda la sentenza della Corte di Cassazione n. 3267 del 2009).
Tuttavia, sempre secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 2795/2015), “In caso di dimissioni di dipendenti di scuola pubblica, il principio secondo il quale l’atto di recesso unilaterale è idoneo a determinare la risoluzione del rapporto, a prescindere dall'accettazione del datore di lavoro, va contemperato con le esigenze di natura organizzativa collegate al buon andamento dell’attività scolastica, che impongono che i termini per la presentazione delle domande siano individuati dalla normativa di riferimento, e che, ai sensi dell’art. 10 del d.l. 6 novembre 1989, n. 357, convertito con modificazioni nella legge 27 dicembre 1989, n. 417, ne individuano la decorrenza dal 1 settembre di ogni anno”.
Da un lato vi è chi ritiene che trovi applicazione l'istituto del licenziamento disciplinare. Infatti, l’Istituto della decadenza dall'impiego disciplinato dall’art. 127 del D.P.R. n. 3/1957 non sarebbe più applicabile a seguito della “privatizzazione” del pubblico impiego e dell’entrata in vigore del D.lvo 150/2009 che ha introdotto l’art. 55 quater, il quale prevede l’irrogazione della sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso nei seguenti casi:
- Assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiori a tre nell'arco di un biennio;
- Mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'Amministrazione.
In caso di assenza ingiustificata, il Dirigente Scolastico dovrà diffidare il dipendente a riprendere immediatamente il servizio, avvertendolo delle conseguenze connesse alla rinuncia del periodo di preavviso. Se, a seguito di ciò, il dipendente non riprenda effettivamente il servizio, il Dirigente Scolastico non dovrà avviare il procedimento finalizzato alla decadenza dall'impiego del personale della scuola previsto dall’art. 127 del DPR n. 3/1957 ma dovrà trasmettere all'Ufficio provvedimenti disciplinari incardinato presso l’Ambito Territoriale di riferimento, entro il termine di 5 giorni dalla notizia del fatto, una circostanziata relazione illustrativa, corredata dalla documentazione del caso, così come prescritto dall’art. 55 bis, comma 3 del D. lgs 165/2001. Ai sensi della medesima disposizione normativa appena citata, la richiesta di attivazione del procedimento disciplinare dovrà essere contestualmente comunicata anche al dipendente interessato. In questo senso si vedano le note dell'USP di Bari e degli USR Piemonte e Sardegna.
Di diverso avviso è l'Ufficio Legale del Contenzioso USR Umbria, secondo cui appare chiaro come l'istituto della decadenza, implicitamente abrogato per le assenze prive di valida giustificazione, rimanga valido in caso di dimissioni volontarie del lavoratore con rinuncia di preavviso. La decadenza è disciplinata dall'art. 127 lettera c) del DPR n. 3 del 10/01/1957 al quale fa espresso riferimento e rinvio l’art. 511 del D.Lgs. n. 297/1994.
il dipendente incorre nella decadenza dall'impiego quando, senza giustificato motivo, non assuma o non riassuma servizio entro il termine prefissatogli ovvero rimanga assente dall'ufficio per un periodo non inferiore a 15 giorni".
Inoltre, qualora non venga rispettato nemmeno il termine di preavviso previsto dall'art. 23 del CCNL si rischia di incorrere nella sanzione economica per mancato preavviso prevista dall'art. 23 del CCNL comparto scuola.
NOTA 15099 del 26 ottobre 2015 Ufficio Legale del Contenzioso USR Umbria
NOTA USR Sardegna 14663 del 15/12/2015
NOTA USR Piemonte 0007364 del 8 settembre 2014