Source: https://www.piemmenews.it/ufficio-studi/circolazione-stradale/giurisprudenza-circolazione-stradale/16356-cass-pen-sez-iv-sent-12-06-2019-n-25385-nel-reato-di-guida-in-stato-di-ebbrezza-l-accertamento-della-concentrazione-alcolica-puo-avvenire-in-base-ad-elementi-sintomatici-per-tutte-le-ipotesi-di-reato-previste-dall-art-186-c-d-s
Timestamp: 2020-03-30 14:32:27+00:00
Document Index: 32116160

Matched Legal Cases: ['art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 33', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art.186']

Cass. pen. sez. IV - Sent. 12/06/2019 n. 25385
I Giudici di merito, anche in assenza di un accertamento strumentale, ritenevano comunque di potere addebitare all’imputato la violazione dell’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b). Ciò in base alla dinamica dell’incidente stradale occorso, alla sintomatologia rilevata dagli agenti operanti giunti sul posto, ed alla diagnosi effettuata dai sanitari dell’ospedale che, visitato l’imputato in pronto soccorso, avevano constatato un sospetto stato di intossicazione acuta da alcol, certificando le seguenti condizioni: “Orientamento spazio temporale alterato, alitosi alcolica: presente, Altri segni o sintomi sospetti per stato di intossicazione acuta da alcool o sostanze stupefacenti: presenti; Presenta al momento della mia valutazione clinica, segni o sintomi sospetti per uno stato di intossicazione acuta da alcool “.
Con il terzo motivo, si duole del trattamento sanzionatorio irrogato e della mancata concessione delle attenuanti generiche, rappresentando che la Corte di appello – che non aveva fornito risposta alle argomentazioni difensive – aveva incentrato la motivazione su una prova dichiarata inutilizzabile dal primo giudice, facendo riferimento all’elevatissimo tasso alcolemico.
Si veda in proposito, ex multis, Sez. 4, sentenza n. 15705 del 20/02/2015 Rv. 263145 – 01, così massimata: “In tema di guida in stato di ebbrezza, pur potendo lo stato di alterazione alcolica essere accertato anche sulla base di elementi sintomatici, in mancanza di alcoltest può ritenersi integrata esclusivamente la fattispecie meno grave prevista dalla lett. a) dell’art. 186 C.d.S., comma 2, imponendosi per le ipotesi aventi rilievo penale, di cui alle successive lett. b) e c), la verifica tecnica dell’effettivo livello di alcool” (Massime precedenti conformi: n. 22239 del 2014 Rv. 259214 – 01; n. 22241 del 2014 Rv. 259222 – 01; n. 36889 del 2014 Rv. 260298 – 01).
Nella motivazione della richiamata sentenza si legge: “Vale ricordare che le ipotesi di guida in stato di ebbrezza previste rispettivamente dall’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. a), b) e c), integrano fattispecie autonome: si tratta di disposizioni in ordine crescente di gravità, modellate sul tasso alcolemico accertato, che sono caratterizzate, tra loro, da un rapporto di reciproca alternatività e, quindi, di incompatibilità (cfr., tra le altre, Sezione 4, 11 febbraio 2010, Pmc. gen. App. Bologna in proc. Nene). Ora, dopo il novum normativo introdotto con la L. 29 luglio 2010, n. 120, art. 33, comma 4, non si tratta più di diversi ipotesi di reato, perché l’ipotesi meno grave di cui alla lett. a) tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro è stata depenalizzata.
Ma, in mancanza dell’accertamento sul tasso alcolemico, se appunto il giudice può formare il suo libero convincimento anche in base alle sole circostanze sintomatiche riferite dagli agenti accertatori, tale possibilità deve circoscriversi alla sola fattispecie meno grave prevista dall’art. 186, comma 2, lett. a), imponendosi, invece, per le ipotesi più gravi (lett. b) e c) del citato comma 2) l’accertamento tecnico del livello effettivo di alcool (tra le tante, Sezione 4, 5 febbraio 2009, PG in proc. Quintini)”.
La ratio di tale diverso orientamento trae spunto dalla considerazione che l’esame strumentale non rappresenta una prova legale e, pertanto, il giudice può, dagli elementi sintomatici, ritenere accertate le ipotesi di reato di cui all’art. 186 C.d.S. (“Nel reato di guida in stato di ebbrezza, poiché l’esame strumentale non costituisce una prova legale, l’accertamento della concentrazione alcolica può avvenire in base ad elementi sintomatici per tutte le ipotesi di reato previste dall’art. 186 C.d.S.” (così Sez. 4, n. 26562 del 26/05/2015, Rv. 263876 – 01).
In ordine alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, la Corte di merito ha affermato di condividere la scelta del primo Giudice di negare l’invocato beneficio, in considerazione dei precedenti annoverati dal P. , della circostanza dell’avere cagionato un sinistro stradale e dell’elevatissimo tasso alcolemico rilevato sulla sua persona. Orbene, pure volendo epurare tali valutazioni dal richiamo all’elevatissimo tasso alcolemico (essendo stato il certificato di analisi dichiarato inutilizzabile), risulta sufficientemente argomentata la decisione di negare le circostanze attenuanti generiche. La motivazione risulta conforme ai principi delineati da questa Corte di legittimità secondo i quali “Nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione” (così, ex multis, Sez. 3, n. 28535 del 19/03/2014, Lule, Rv. 259899).
Trattandosi di una potestà interamente affidata alla discrezionalità del Giudice, il controllo sulla corretta applicazione della legge può essere esercitato soltanto sulla motivazione che sorregge la decisione, la quale deve risultare immune da vizi logici. Ne discende che è inammissibile la censura che, nel giudizio di Cassazione, miri ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione non sia frutto di mero arbitrio o di un ragionamento illogico (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013 – 04/02/2014, Ferrario, Rv. 259142).
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