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Timestamp: 2016-10-28 23:36:23+00:00
Document Index: 98740211

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 50', 'art. 67', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 50', 'art. 114', 'art. 50', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 274 del 28.09.2007
Istanza di Interpello - Ministero dell'Interno
- IRAP - indennità di funzione amministratori enti locali - commissari
prefettizi e organi straordinari di liquidazione - decreto legislativo 15
dicembre 1997 n. 446
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione del d.lgs. n. 446 del 1997
Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Direzione Centrale per le
Autonomie, Ufficio Controllo sugli Organi, a seguito di una istanza proposta dal
comune di ..., ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento fiscale
applicabile ai fini IRAP alle indennità ed ai gettoni di presenza che gli
amministratori degli enti locali, i commissari prefettizi e gli organi
straordinari percepiscono per l'esercizio delle loro funzioni. In particolare,
dato che i comuni sugli importi determinati con decreto ministeriale sono tenuti
al versamento dell'IRAP, che per i dipendenti è a carico del datore di lavoro,
il ministero istante ha chiesto se anche per le indennità in questione,
assimilate ai redditi di lavoro dipendente, gli importi già stabiliti con
Il Ministero istante non
prospetta alcuna soluzione.
Ai sensi dell'art. 2, del
decreto legislativo 15.12.1997, n. 446, il presupposto di applicazione dell'IRAP
è costituito dall'esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata
diretta alla produzione e allo scambio di beni o alla prestazione di servizi. Ai
sensi dell'art. 3, comma 1, lettera. e-bis), sono soggetti passivi dell'imposta
le amministrazioni pubbliche, di cui all'art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29. Il successivo art. 10-bis stabilisce che per
le amministrazioni pubbliche, di cui al decreto legislativo n. 29 del 1993 su
citato, la base imponibile è determinata, tra l'altro, in un importo pari
all'ammontare delle retribuzioni erogate al personale dipendente, dei redditi
assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui all'art. 50, del Testo Unico
22 dicembre 1986, n. 917 (in seguito TUIR), nonché per attività di lavoro
autonomo non esercitate abitualmente di cui all'art. 67, comma 1, lettera l) dello
stesso TUIR. L'art. 50 del
TUIR, richiamato dalle disposizioni in materia d'IRAP, stabilisce, alla lettera
f), che costituiscono redditi assimilati al lavoro dipendente le indennità, i
gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni,
dalle province e dai comuni per l'esercizio di pubbliche funzioni (es. compensi
organi straordinari di liquidazione), sempre che le prestazioni non siano rese
da soggetti che esercitano abitualmente un'arte o una professione e non siano
state effettuate nell'esercizio di impresa commerciale, nonché i compensi
corrisposti ai membri delle commissioni tributarie, ai giudici di pace e agli
esperti del tribunale della sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge
devono essere riversati allo Stato.
La lettera g) del medesimo art. 50 del TUIR stabilisce inoltre
che sono assimilati al reddito di lavoro dipendente le indennità di cui
all'articolo 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, e all'articolo 1 della
legge 13 agosto 1979, n. 384, percepite dai membri del Parlamento nazionale e
del Parlamento europeo e le indennità, comunque denominate, percepite per le
cariche elettive e per le funzioni di cui agli articoli 114 (indennità per i
consiglieri regionali, provinciali, comunali) e 135 (giudici della Corte
provinciali ecc.) nonché gli assegni vitalizi percepiti in dipendenza della
cessazione delle suddette cariche elettive e funzioni e l'assegno del Presidente
Sulla base dell'art. 50, lettera f), l'esercizio di
una pubblica funzione non è sufficiente a qualificare i compensi che ne
derivano, come reddito assimilati al lavoro dipendente, occorrendo a tal fine un
ulteriore condizione e cioè che dette retribuzioni non siano percepite da
soggetti che esercitano un'arte, una professione oppure un'impresa.
In tale evenienza il relativo reddito viene attratto ai
fini tributari nella categoria dei redditi di lavoro autonomo o d'impresa, come
già chiarito dalla scrivente con la risoluzione n. 68 del 10.05.04 e concorre alla
formazione della base imponibile IRAP a carico del percettore.
Detta attrazione non opera, nelle ipotesi contemplate
nella seconda parte della lettera f) (es: compensi corrisposti ai giudici di
pace), in relazione alle quali i compensi rilevano comunque come redditi
assimilati al lavoro dipendente, ancorché i soggetti percipienti siano
professionisti; la qualificazione di detti redditi è infatti esclusivamente
connessa allo status assunto dal soggetto che riceve la retribuzione.
Per quanto riguarda le indennità per cariche elettive,
di cui alla citata lettera g) dell'art. 50 del TUIR, tra cui vanno
menzionate, ai fini che interessano, quelle previste dall'art. 114 della Costituzione e dalla legge 27
dicembre 1985, n. 816 (amministratori locali: sindaci, assessori comunali,
presidente e assessori provinciali ecc.), si fa presente che trattasi di
fattispecie tipiche, specificamente individuate, in relazione alle quali risulta
irrilevante l'ulteriore attività esercitata dal percettore del reddito (manca
nella norma una specifica previsione analoga a quella di cui alla seconda parte
della lettera f).
Conseguentemente, nel caso prospettato dall'istante, se
i compensi erogati dal comune sono qualificabili, ai sensi dell'art. 50 TUIR citato, come redditi
assimilati al lavoro dipendente, quali ad esempio le indennità corrisposte per
cariche elettive (lett. g), sui soggetti percettori non può gravare nessuna
somma a titolo d'IRAP.
Infatti l'art. 2, del d.lgs. 446, del 1997 citato,
stabilisce che il presupposto per l'applicazione dell'IRAP è costituito
dall'esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla
produzione e allo scambio di beni o alla prestazione di servizi. Detto
presupposto non può pertanto configurarsi, per i soggetti che percepiscono
compensi assimilati al lavoro dipendente, la cui attività non è riconducibile
a quella prevista dalla disposizione in questione. Il presupposto impositivo, si
realizza, pertanto, ai sensi del successivo art. 3, nei confronti del Comune, in
quanto amministrazione pubblica di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs n. 29 del
1993. In particolare, i compensi erogati devono concorrere alla determinazione
della base imponibile dell'ente, ai sensi dell'art. 10 bis del d. lgs. 446/1997,
sopra richiamato, secondo cui le amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1,
comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ai fini della
determinazione della base imponibile IRAP, devono tener conto anche dei redditi
Per quanto riguarda lo specifico quesito concernente
l'ipotesi in cui la misura dei compensi o delle indennità è stabilita con
decreto ministeriale, premesso che la questione non riveste carattere fiscale,
si esprime l'avviso che l'IRAP a carico dell'Ente erogatore possa ritenersi
compresa nell'importo indicato nel decreto solo qualora il decreto stesso, o una
norma primaria espressamente dispongano in tal senso.