Source: http://www.professionisti.it/frontend/articolo_news/30724/sospensione-legittima-anche-in-secondo-grado
Timestamp: 2018-12-14 01:09:32+00:00
Document Index: 80065953

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'art 47', 'art. 373', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 373', 'art. 61', 'art. 24', 'art. 47', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 373']

Sospensione legittima anche in secondo grado
La sospensione dell'esecuzione della sentenza di secondo grado è uno strumento cautelare legittimo anche nel rito tributario qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno al contribuente. Quanto precede è contenuto nella sent. 25 giugno 2013, n. 217/06/13, della Ctr di Roma che ancora una volta ribadisce che la tutela cautelare costituisce un fattore insostituibile della tutela giurisdizionale garantita dall'art. 24 Cost., per cui una sua limitazione al primo grado determinerebbe una compressione del diritto di difesa, come riconosciuto anche dalla Corte europea dei diritti (Causa C-18497/03)
Il legislatore tributario ha previsto normativamente la sospensione solo per l'atto impugnato dinanzi al giudice tributario di primo grado ex art 47 dlgs 546/92 e ciò comporta ripercussioni notevoli per il ricorrente atteso che, ove il giudice non accogliesse il ricorso, sarebbe costretto a dover pagare subito le somme dovute, anche se c'è un giudizio di secondo grado da espletare. La mancata previsione della sospensione dell'esecuzione in secondo grado ha determinato l'emanazione di numerosissime sentenze del giudice delle leggi e di quello di legittimità che hanno evidenziato in modo trasparente la necessità di riconoscere la tutela cautelare anche in secondo grado. Inizialmente il difforme orientamento della Cassazione (sent. 2845/2012, contra 21121/ 2011) ha determinato un intervento chiarificatore della Corte costituzionale che con la sent. n. 109/2012 ha sancito che l'inapplicabilità al giudizio tributario dell'art. 373 Cpc non comporta l'esclusione della sospendibilità dell'esecuzione della sentenza di appello impugnata per Cassazione.
Nella fattispecie in esame la società aveva chiesto la sospensione dell'esecutività della sentenza di appello che aveva accolto il ricorso dell'ufficio, riformando la decisione di primo grado. La Ctr, nel riconoscere un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza circa la compatibilità dell'art. 373 Cpc al giudizio tributario in pendenza della presentazione del ricorso per Cassazione, ha ritenuto che nonostante la normativa in tema di sospensione si riferisca «apparentemente» al primo grado (Capo autonomo del Titolo II del dlgs n. 546/92), il richiamo contenuto nell'art. 61 dello stesso decreto fa sì che le norme per la sospensione dell'atto impugnato siano applicabili anche in appello. Del resto l'orientamento ha avuto l'avallo anche dalla Corte costituzionale che, con sentenze nn. 217/10 e 281/10, ha confermato che la tutela cautelare rappresenta una «componente essenziale del diritto di difesa». In particolare, la tutela cautelare (in tema di un atto amministrativo impositivo) costituisce un fattore insostituibile della tutela giurisdizionale garantita dall'art. 24 Cost, per cui in caso di una sua limitazione al solo primo grado di giudizio (art. 47 dlgs 546/92), emergerebbe una censurabile compressione del diritto di difesa.
Ma i giudici sono andati oltre, affermando che l'impostazione giurisprudenziale della Corte europea dei diritti dell'uomo (causa c-18497/03), è orientata nel senso che la carenza di una tutela cautelare effettiva nel processo tributario sancirebbe la censura di manifesta irrazionalità, comportando una violazione dell'art. 6 Cedu. È necessario dare risposte maggiormente «garantiste» che superino il valore meramente letterale della legge, al fine di tutelare il contribuente esposto alla concreta possibilità di subire un'azione esecutiva da parte dell'Amministrazione finanziaria, la quale potrebbe essere valutata come illegittima e infondata nella sentenza conclusiva.
Nel caso in esame, quindi, i giudici tributari hanno ritenuto meritevole l'applicazione della sospensione cautelare ex art. 373 Cpc, tenuto sia del fumus boni iuris (fondatezza del ricorso per cassazione) sia del periculum in mora, costituito dalla specifica condizione debitoria della società, per cui il pagamento richiesto rischiava di comprometterne l'equilibrio economico-finanziario.