Source: https://www.sughera.it/documenti/32-misura-1-9-p-o-r-sardegna.html
Timestamp: 2019-08-26 03:39:26+00:00
Document Index: 66083857

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 3']

Misura 1.9 - P.O.R. Sardegna
Sei qui: Home Documenti Misura 1.9 - P.O.R. Sardegna
MISURA 1 [1].9_ASS Apri il Documento
[] = i concetti inclusi in parentisi quadre e in blu indicano la modifiche proposte
(non modificabile)
Misura 1.9 - Prevenzione e sorveglianza degli incendi e ricostruzione boschiva [estesa]
Asse prioritario: Asse I – Risorse naturali
Fondo strutturale interessato: FEOGA Regolamento (CE) 1257/1999, art. 30, primo trattino (L’imboschimento di superfici che non rientrano nell’ambito dell’art. 31 a condizione che le specie impiantate siano adatte alle condizioni locali e compatibili con l’ambiente), secondo trattino (investimenti in foreste destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico o sociale) e sesto trattino (La ricostituzione del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da disastri naturali e da incendi e l’introduzione di adeguati strumenti di prevenzione). + [Delibera CIPE sull’effetto serra del 19 dicembre 2002: 672 milioni di euro stanziati per il 2003 3 e 2004].
OS I.4.3 Promuovere le attività di imboschimento, rimboschimento o, rivegetazione e gestione forestale finalizzate al sequestro del carbonio atmosferico e alla prevenzione dei cambiamenti climatici.
OS I.4.4 Accrescere la sicurezza attraverso la previsione e la prevenzione degli eventi calamitosi e la relativa sensibilizzazione della popolazione e delle autorità locali nelle aree soggette a rischio idrogeologico incombente ed elevato (con prioritaria attenzione per i centri urbani, le infrastrutture e le aree produttive) e nelle aree soggette a rischio sismico.
OS 4.3.1 Sostenere lo sviluppo dei territori rurali e valorizzare le risorse agricole, forestali, ambientali e storico-culturali.
Descrizione e finalità della misura
La misura persegue il fine del mantenimento e dello sviluppo delle funzioni economiche, ecologiche e sociali delle foreste nelle zone rurali attraverso la tutela, il recupero e il potenziamento del patrimonio silvicolo esistente [e accrescimento dello stesso] con azioni sia di imboschimento e ricostituzione delle formazioni naturali compromesse, sia di prevenzione. In tal senso saranno perseguiti gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile della silvicoltura, della valorizzazione delle risorse, della salvaguardia della biodiversità delle specie vegetali, e verrà fornito un contributo al sequestro del carbonio atmosferico e alla prevenzione dei cambiamenti climatici.
Nel periodo 2004-2006 gli interventi saranno individuati in conformità a quanto previsto dal “Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi” redatto ai sensi della Legge 353/2000”, alle “Linee Guida di Programmazione Forestale” di cui all’art. 3 del D.Lgs. 227/2001 e al Piano Forestale Regionale conseguentemente adottato.
La misura è attuata attraverso le seguenti tipologie d’intervento:
§ ricostituzione del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da disastri naturali e incendi e introduzione di azione di prevenzione con riferimento a: adeguamento e potenziamento dei sistemi fissi terrestri di avvistamento; adeguamento e potenziamento delle strutture logistiche delle basi antincendio, dei centri operativi e relative attrezzature di pertinenza; incremento della rete di punti di attingimento idrico utilizzati dalla struttura operativa antincendi;
§ imboschimento di superfici non agricole con specie adatte alle condizioni locali e compatibili con l’ambiente;
§ investimenti in foreste destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico o sociale. [per mezzo del bosco normale]
La misura, sarà attuata in stretta sinergia con le azioni di difesa del suolo previste nella misura 1.3.
Soggetti destinatari dell’intervento: privati singoli e associati, comuni e loro associazioni. Sono esclusi (tranne che per gli interventi di cui all’art. 30, sesto trattino del Regolamento 1257/1999, ossia (La ricostituzione del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da disastri naturali e da incendi e l’introduzione di adeguati strumenti di prevenzione), le superfici appartenenti al demanio regionale e quelle appartenenti ad enti pubblici o a persone giuridiche il cui capitale sia detenuto per almeno il 50% dagli stessi).
Intensità dell’aiuto e partecipazione del Fondo:
Partecipazione FEOGA
(sottoposto al partenariato)
Sezione I – Identificazione della misura
I.1. Fondo Strutturale interessato: FEOGA Regolamento (CE) 1257/1999, art. 30, primo, secondo e sesto trattino - [Delibera CIPE sull’effetto serra del 19 dicembre 2002: 672 milioni di euro stanziati per il 2003 3 e 2004].
I.2. Asse prioritario di riferimento: Asse I – Risorse naturali
I.3. Settori classificazione UE: 125 – Ripristino del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di mezzi di prevenzione.
126 – Imboschimento di terreni non agricoli.
Sezione II – Descrizione della misura
II. 1. Obiettivi specifici di riferimento:
OS I.4.3 Promuovere le attività di imboschimento, rimboschimento, rivegetazione e gestione forestale finalizzate al sequestro del carbonio atmosferico e alla prevenzione dei cambiamenti climatici.
OS 4.3.1 Sostenere lo sviluppo dei territori rurali e valorizzare le risorse agricole, forestali, ambientali e storico-culturali
II. 2. Descrizione e finalità della misura:
La misura persegue il fine del mantenimento e dello sviluppo delle funzioni ecologiche, economiche e sociali delle foreste nelle zone rurali attraverso la tutela, il recupero e il potenziamento del patrimonio silvicolo esistente [e accrescimento dello stesso] con azioni sia di prevenzione e ricostituzione delle formazioni naturali compromesse, sia di imboschimento.
A tale scopo la Misura sarà attuata attraverso le seguenti azioni:
Azione A: Riduzione del rischio incendio: prevenzione, sorveglianza e restauro forestale
Nello spirito e nella lettera della Legge quadro in materia di incendi boschivi (L. 353/2000), le attività di prevenzione consistono nel porre in essere azioni mirate a ridurre le cause e il potenziale innesco d’incendio attraverso sia sistemi di controllo e vigilanza delle aree a rischio, sia interventi colturali idonei a migliorare l’assetto vegetazione degli ambienti naturali e forestali [per mezzo del bosco normale]
I mezzi e le tecnologie di contrasto devono pertanto associarsi alla gestione dei boschi in funzione della prevenzione dagli incendi e agli interventi di ripristino dei soprassuoli percorsi dal fuoco.
Il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi, redatto secondo le linee guida della Legge 353/2000, rappresenterà lo strumento di pianificazione settoriale attraverso il quale l’insieme delle azioni e degli interventi assumeranno carattere organico e coerente al perseguimento degli obiettivi della Misura.
Conformemente alle previsioni di tale Piano, saranno pertanto finanziabili le seguenti tipologie di intervento:
a) Adeguamento e potenziamento dei sistemi fissi terrestri di avvistamento:
Con questa linea si prevede di dotare le postazioni esistenti, gran parte delle quali attrezzate nel periodo estivo di utilizzo con strutture a carattere provvisorio, con idonee strutture fisse realizzate in modo da resistere nel tempo agli agenti atmosferici e da consentire agli addetti azioni di vigilanza anche dall’interno delle medesime. Tali strutture verranno realizzate con ogni accorgimento necessario a limitarne l’impatto ambientale .
b) Adeguamento e potenziamento delle strutture logistiche delle basi antincendio, dei centri operativi e relative attrezzature di pertinenza.
Allo stato attuale, il Servizio regionale antincendi si avvale di 11 strutture, di tipo logistico-operativo, costituite da un edificio e da una elisuperficie (in alcuni casi è presente anche un hangar). Al fine di adeguare e potenziare la rete di basi si prevedono i seguenti interventi :
§ adeguamento di 3 basi (Sorgono, Bosa, Pula) attualmente ubicate in aree ed immobili messi a disposizione dai Comuni ma non conformi alla normativa vigente in materia di volo aereo, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e urbanistico-sanitarie;
§ ristrutturazione e potenziamento di altre 8 basi: Marganai (Iglesias), Villasalto, Fenosu (OR), Farcana (NU), S.Cosimo (Lanusei), Anela, Alà dei Sardi, Limbara (Tempio Pausania);
§ ristrutturazione di un edificio di proprietà regionale da adibire a Centro Regionale di stoccaggio e manutenzione delle risorse per la lotta antincendio (Monserrato).
Il potenziamento delle Basi Operative antincendio verrà attuato attrezzando le 11 basi con 1 autobotte di capacità 1500-2000 lt. e 2 fuoristrada del tipo cassonato di capacità 400-600 lt.
Il Centro Regionale di manutenzione e stoccaggio funge anche da base terrestre per il Parco del Molentargius (area umida di rilevanza internazionale) e verrà attrezzato con 2 autobotti di capacità 1500-2000 lt. e 2 fuoristrada del tipo cassonato di capacità 400-600 lt.
c) Potenziamento della rete di punti di attingimento idrico
Si prevede di incrementare il numero dei depositi idrici utilizzati dalla struttura operativa antincendi, attualmente carente in alcune aree, al fine di ridurre i tempi di rotazione degli elicotteri sugli incendi.
L’intervento prevede due tipologie di manufatti, di capienza rispettivamente pari a 360 e 150 mc. Saranno dotati di apposita recinzione al fine di evitare cadute accidentali e laddove possibile, dove cioè non vi siano cause ostative all’utilizzo da parte dei velivoli, verranno realizzati a valle di depuratori di acque reflue, civili o industriali.
d) Operazioni selvicolturali e di manutenzione di aree boscate a maggiore rischio d’incendio.
Gli interventi, finalizzati a prevenire il rischio di incendi o a ridurne i danni conseguenti, consisteranno in particolare in:
[boschi normali a densità 3830 e 5800 mq/ha]
· riduzione della biomassa particolarmente combustibile e rimozione della necromassa,
· tagli di diradamento e di avviamento all’alto fusto in boschi cedui,
· rigenerazione delle ceppaie,
· protezione della rinnovazione naturale,
· diradamento e sfoltimento di vecchi rimboschimenti di conifere eccessivamente densi; [eradicare e rinaturaliuzzare i boschi a conifere]
· sfalcio, ripulitura e trattamento antincendio delle scarpate e dei margini stradali, autostradali e ferroviari adiacenti formazioni boschive.,
· ripuliture straordinarie selettive dai rifiuti [ vegetali ? ] di scarpate o stradelle di servizio all'interno dei boschi o limitrofe ad essi,
e) Ricostituzione boschiva nei terreni percorsi da incendi con particolare riferimento alle sugherete, così come definite dal Decreto legislativo 227/2001 e dalla Legge regionale n. 4 del 9 febbraio 1994, da eseguirsi mediante:
· potature e tagli di rigenerazione ,
· tagli di “succisione" e "tramarratura" al fine di stimolare la capacità pollonifera della ceppaia per ottenere quanto prima vigorosi ricacci della pianta,
· operazioni di demaschiatura e di estrazione del sughero bruciato, quando il costo di tale operazione è superiore all’eventuale ricavo,
· perimetrazione delle aree mediante opportune recinzioni al fine di garantire l’interdizione al pascolo.
Sull’ammontare dell’aiuto concesso per i lavori di ricostituzione boschiva, diradamenti e potature, sono portati in detrazione i recuperi per la vendita del legname di risulta.
Azione B: imboschimento di superfici non agricole con specie adatte alle condizioni locali e compatibili con l’ambiente [sughere];
Azione C: investimenti in foreste destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico o sociale [bosco normale a bassa e media densità];.
Queste due azioni saranno attuate soltanto a seguito dell’adozione del Piano Forestale Regionale, [nei termini indicati dalla Legge forestale della Regione Sardegna] che ne definirà contestualmente contenuti, azioni specifiche e modalità attuative. Tale Piano sarà predisposto in conformità alle Linee Guida di Programmazione Forestale di cui all’art. 3 del D.Lgs. 227/2001.
II. 3 Aree territoriali di riferimento, aree prioritarie:
l’intero territorio regionale
Per l’azione A, Linea di intervento c), la carta del rischio di incendio boschivo intersecata con la carta delle risorse esistenti permetterà di individuare le aree in cui dovranno realizzarsi prioritariamente i nuovi vasconi. Per l’azione A, linea di intervento e) verrà data priorità alle sugherete, così come definite dal D.lgs. 227/2001 e dalla L.r. 4/ 94.
II. 4 Soggetti destinatari della misura:
L ’intera popolazione regionale.
II. 5 Connessioni ed integrazioni con altre misure del POR:
La Misura presenta connessioni e integrazioni con le Misure 1.3 “Difesa del Suolo”, 1.5 “Rete Ecologica regionale”, 1.7 “Monitoraggio ambientale”, 3.14 “Formazione per le Misure dell’Asse I” e 4.16 “Tutela dell’ambiente in relazione all’agricoltura, silvicoltura, conservazione risorse naturali e benessere degli animali”,
[nonché con le Misure 1.1 – Il ciclo integrato dell’acqua, 1.2 – Il ciclo integrato delle acque: sistemi irrigui delle aree agricole, 1.4 – Bonifica dei siti inquinati e tutela dall’inquinamento, 4.4 – Sviluppo integrato d’area , 4.6 – Potenziamento delle competenze per lo sviluppo locale, 4.7 – Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche di acque dolci, Misura 4.9 – Investimenti nelle aziende agricole, 4.12 – Diversificazione delle attività agricole e delle attività affini, 4.15 – Incentivazione delle attività turistiche e artigianali, 4.17 – Ricostruzione del potenziale agricolo danneggiato dai disastri naturali e introduzione di adeguati sistemi di prevenzione, 4.18 – Formazione (dei forestali, dei giovani e dei docenti)]
Si suggerisce che le misure sopra-elencate destinino nei loro progetti una % dei finanziamenti che gli sono stati attribuiti per la forestazione a sughera nel loro stesso interesse e in quello superiore della Sardegna:
Sezione III – Procedure di attuazione della misura
III. 1 Amministrazioni responsabili:
Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Difesa dell’Ambiente - Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale; Servizio Tutela del Suolo.
III. 2 Responsabile della misura: Direttore del Servizio Coordinamento Controllo degli Interventi e dell’Antincendio - [Direttore del Servizio forestale ]
III. 3. Attività propedeutiche all’attuazione della misura:
Le operazioni relative all’Azione A“Riduzione del rischio incendio: prevenzione, sorveglianza e restauro forestale” dovranno essere inquadrate in un organico piano redatto ai sensi della L. 353/2000, allo stato in fase di aggiornamento per l’anno 2005, da approvarsi con delibera di Giunta regionale.
Gli interventi delle Azioni B e C saranno invece individuati all’interno del Piano Forestale Regionale, che si pone come atto propedeutico e necessario per l’attivazione delle stesse.
III.4. Procedure amministrative, tecniche e finanziarie per la realizzazione delle singole azioni e modalità di acquisizione dei progetti:
Nel rispetto dei criteri, indirizzi e requisiti stabiliti dal QCS, e coerentemente con le strategie, i criteri e gli obiettivi del POR, le operazioni incluse nell’Azione A “Riduzione del rischio incendio: prevenzione, sorveglianza e restauro forestale ”, e precisamente:
a) le operazioni riguardanti l’adeguamento e la realizzazione delle strutture logistiche delle basi antincendio da realizzare nei centri operativi e per le attrezzature di pertinenza;
b) le operazioni riguardanti il potenziamento della rete di punti di attingimento idrico;
c) le operazioni selvicolturali e di manutenzione del bosco
d) le operazioni di ricostituzione boschiva per i terreni percorsi da incendi con particolare riferimento alle sugherete,
e) la ricostituzione boschiva nei terreni percorsi da incendi con particolare riferimento alle sugherete, così come definite dal Decreto legislativo 227/2001 e dalla Legge regionale n. 4 del 9 febbraio 1994,
saranno sia a TITOLARITA’ che a REGIA REGIONALE, mediante avviso e/o bando pubblico.
In particolare, la Linea di azione a) sarà attuata direttamente dal CFVA; le Linee di azione b) e c) saranno prioritariamente date in concessione, tramite bando, a Enti locali e/o all’Ente Foreste, e soltanto in mancanza di richieste da parte di questi ultimi verranno attuate direttamente dal CFVA. Le Linee di azione d) ed e) saranno date in concessione, con le stesse modalità, all’Ente Foreste o ad Enti locali (in quest’ultimo caso, per operazioni inerenti i soli terreni di proprietà comunale).
III. 5. Normativa nazionale , regionale, comunitaria di riferimento:
v. Allegato n 2. Dov’é
III. 6. Criteri di selezione delle operazioni :
Le tipologie di operazioni contenute nella Misura sono state selezionate in coerenza con gli obiettivi specifici della Misura stessa, con i principi di integrazione e concentrazione, con le condizioni di attuazione dell’Asse I “Risorse naturali” del QCS e del POR e con le priorità nazionali e comunitarie relative a ambiente e occupazione. Nello specifico, per quanto riguarda l’ammissibilità e la selezione degli interventi, che saranno meglio definiti negli atti amministrativi di programmazione o nei bandi, dovranno essere garantiti:
A. Criteri di ammissibilità:
a) il rispetto delle priorità trasversali del QCS e dei criteri, indirizzi e requisiti stabiliti dal QCS/POR, distinti a seconda che riguardino la prima fase 2000-2002 o la seconda fase 2003-2006;
b) la pertinenza con gli obiettivi e le tipologie di operazioni indicate nella Misura;
c) l’ammissibilità delle spese proposte con l’intervento;
d) i tempi di realizzazione, compatibili con quelli stabiliti dalle disposizioni comunitarie;
e) l’ammissibilità del/i soggetto/i proponente;
f) la completezza e conformità della documentazione (es.: progetti con livello di definizione richiesto; individuazione cartografica degli interventi; documentazione comprovante lo stato degli adempimenti tecnico amministrativi; cronogramma; conformità agli strumenti di pianificazione territoriale vigenti e alle disposizioni vincolistiche; ecc.);
I criteri di cui ai punti e), f) riguardano più specificamente il caso di ricorso a bando pubblico.
B. Criteri di valutazione:
Azione A: “Riduzione del rischio incendio: prevenzione, sorveglianza e restauro forestale”
Per le Linee di azione a) e b) gli interventi sono definiti nel Piano antincendi 2004 e suoi futuri aggiornamenti. Per le restanti Linee di azione, la selezione verrà effettuata sulla base di graduatorie redatte in funzione dei seguenti fattori, da specificarsi ulteriormente in sede di bando:
- percentuale di cofinanziamento del beneficiario finale,
- cantierabilità degli interventi,
- tempi di realizzazione,
- a parità di opera, contenimento dei costi complessivi dell’investimento
- distanza da altre infrastrutture similari nell’area proposta per l’intervento ,
- accessibilità del sito,
- indice del rischio boschivo,
- grado di naturalità del bosco,
- rapporto di copertura vegetazionale,
- numero di ceppaie per Ha.
III. 7. Beneficiari finali:
III. 8. Spese ammissibili ( e intensità di aiuto):
Spese ammissibili: V. Allegato n 1
Sezione IV – Quadro finanziario della misura
IV. 1. Tassi di partecipazione ( %) al finanziamento della misura:
Fondo strutturale: 50% Feoga
Fondi nazionali: 35%
Fondi regionali: 15%
[Fondi per effetto serra: 100 % ?]
IV. 2. Previsione (%) di spesa della misura per settori d’attività ( classificazione UE):
125 – Ripristino del potenziale produttivo silvicolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di mezzi di prevenzione 90%
126 – Imboschimento di terreni non agricoli 10%
IV. 3. Ufficio responsabile del Controllo contabile e finanziario:
Assessorato Difesa dell’Ambiente: Servizio Affari Generali
Sezione V – Valutazione ex ante della misura e indicatori di realizzazione, risultato e impatto
v. Allegati 3-4-5-6-7
Osservazioni Palmas O.B. Uni Ca 5/12/2004
L’obiettivo specifico OS I.4.3 (della misura 1.9) é “Promuovere le attività di imboschimento, rimboschimento o rivegetazione e gestione forestale finalizzate al sequestro del carbonio atmosferico e alla prevenzione dei cambiamenti climatici"
L’Italia ha sottoscritto i protocolli di Kyoto e deve creare dei carbon sink (riserve di carbonio, cioè boschi) dove immagazzinare la CO2. I boschi a sughera (Quercus suber L.) sono i più adatti nella regione mediterranea a questa funzione perché sono in grado di mantenere la copertura arborea più a lungo e meglio degli altri tipi di bosco, dato che la loro produzione primaria è il sughero, non il legno, e per ottenere sughero bisogna che il bosco non venga tagliato come presto o tardi avviene per i boschi di altre specie.
Pertanto si suggerisce che la Regione Sarda si impegni a dirottare su questa misura i fondi dell’effetto serra, quando saranno dati alla Sardegna, nelle more della legge forestale regionale, per creare solo boschi normali (*) a sughera, sia in boschi già esistenti sia in nuovi boschi. I fondi sono già contenuti nella Delibera CIPE sull’effetto serra del 19 dicembre 2002: 672 milioni di euro stanziati per il 2003 e 2004 e successive. In pratica con i fondi dell’effetto serra eseguire le Azioni B e C (della misura 1.9) solo a sughera, oltre a quelli stanziati per questa misura
Azione B: imboschimento di superfici non agricole (e agricole) con specie adatte alle condizioni locali e compatibili con l’ambiente;
Azione C: investimenti in foreste destinati ad accrescerne in misura significativa il valore economico, ecologico o sociale;.
(*) Si definisce “normale” quella particolare formazione forestale che per ogni forma di governo e di trattamento ha una struttura e una composizione tale da assicurare un prodotto annuo massimo e costante (Cantiani M., 1979)
Si suggerisce che le misure sopra-elencate destinino nei loro progetti una % dei finanziamenti che gli sono stati attribuiti per la forestazione a sughera nel loro stesso interesse e in quello superiore della Sardegna (vedi tabella)
Si suggerisce che le misure sotto-elencate cedano una % dei finanziamenti che gli sono stati attribuiti l’anno
2000 per una razionale realizzazione dei loro programmi e in accordo col dirigente della Misura 1.9
nel loro stesso interesse e in quello superiore della Sardegna.
Asse I % Stanziamenti St.m.
- Misura 1.1 – Il ciclo integrato dell’acqua
15 988 148
- Misura 1.2 – Il ciclo integrato delle acque: sistemi irrigui delle aree agricole
- Misura 1.3 – Difesa del suolo
25 533 133
- Misura 1.4 – Bonifica dei siti inquinati e tutela dall’inquinamento
5 144 7,2
30 2,2 miliardi di lire
- Misura 4.4 – Sviluppo integrato d’area 10 13 1,3
- Misura 4.6 – Potenziamento delle competenze per lo sviluppo locale 5 226 11,3
- Misura 4.7 – Protezione e sviluppo delle risorse acquatiche di acque dolci 10 83 8,3
- Misura 4.9 – Investimenti nelle aziende agricole 15 467 65,38
- Misura 4.12 – Diversificazione delle attività agricole e delle attività affini 10 46 4,6
- Misura 4.15 – Incentivazione delle attività turistiche e artigianali 10 7 0,7
- Misura 4.16 – Tutela dell’ambiente in relazione all’agricoltura, selvicoltura,
conserva zione risorse naturali 25 15 3,75
- Misura 4.17 – Ricostruzione del potenziale agricolo danneggiato dai disastri
naturali e introduzione di adeguati sistemi di prevenzione 25 40 10
- Misura 4.18 – Formazione (dei forestali, dei giovani e dei docenti) 10 23 2,3
107,63 miliardi di lire
stanziamenti misura SUGHERA 409,83 Mld lire 211,659 milioni di euro
La 1^ colonna indica le % di finanziamento da devolvere da parte delle altre Misure alla Misura 1.9
SUGHERA proposta; misura di servizio perché consente di realizzare con successo le misure sopra elencate.
La 2^ colonna indica gli stanziamenti del P.O.R. Sardegna per quella misura in milardi di lire
La 3^ colonna indica il calcolo della percentuale della 1^ colonna sulla cifra stanziata nel P.O.R. Sardegna per ogni misura (in lire)
Misura 1.9
Proposta di modifica della misura 1.9
La misura 1.9 diviene una misura di servizio nell’ambito dell’Asse 1 e dell’Asse 4 del P.O.R. Sardegna
perché non si possono proteggere le risorse naturali locali se non usando essenze locali, anche per ricreare e/o ricostituire l’ambiente naturale e proteggere la nostra biodiversità e Se si condivide il criterio della ridistribuzione nell’ambito dello stesso asse.
Asse 4 – Sistemi locali di sviluppo
perché non ci può essere sviluppo locale senza una riprogrammazione del territorio nel rispetto dell’ambiente. E la sughera aiuta ad andare in questa direzione, oltre a rendere possibile la spendita finalizzata allo sviluppo sostenibile dei fondi con enorme benefici sia per l’ambiente che per il singolo imprenditore (si vedano i lavori allegati). E questo fa la differenza. Se si accetta il criterio della ridistribuzione nell’ambito di assi che hanno necessità compatibili, allora anche l’asse 4 ricaverebbe beneficio dalla funzione di servizio della sughera per le misure elencate in tabella.
Palmas M., 2003 – Bosco normale con querce da sughero. Il territorio sardo può diventare più ricco.
Sardinews, luglio-agosto: 24-27.
Palmas M., 2004 - Indicazioni per la gestione sostenibile dei boschi da sughero.
Genio rurale, 11: 54-62.
Questo mese 1522
Tutti 165832