Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-842-codice-civile-caccia-e-pesca
Timestamp: 2018-12-18 20:19:05+00:00
Document Index: 74641094

Matched Legal Cases: ['art. 842', 'art. 15', 'art. 25', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 842', 'art. 92', 'art. 842', 'art. 75', 'art. 842', 'art. 842']

Art. 842 codice civile: Caccia e pesca | La Legge per tutti
Licenza di caccia: provvedimento amministrativo che autorizza una persona a cacciare.
La q.l.c. dell'art. 842 c.c., in quanto consenta l'esercizio della caccia nei fondi appartenenti a privati proprietari (salvo che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia), e dell'art. 15 della l. n. 157 del 1992 con riferimento all'art. 25 l. reg. Toscana n. 3 del 1994, in quanto non permetta di tutelare il proprio fondo mediante l'apposizione di cartelli di divieto di esercizio della caccia, sollevata in relazione all'art. 42 cost. e all'art. 1 del Protocollo addizionale della convenzione europea dei diritti dell'Uomo, è manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza, in un giudizio avente ad oggetto l'opposizione ad un'ordinanza ingiunzione riguardante l'abusiva installazione di cartelli di divieto di caccia sul proprio terreno in difetto di autorizzazione amministrativa, attesa la natura meramente conoscitiva della predetta autorizzazione prevista dalla normativa regionale con riferimento alla istituzione di fondi chiusi all'attività venatoria a fini di protezione della fauna selvatica omeoterma.
Cassazione civile sez. II 05 ottobre 2007 n. 20979
Poiché l'art. 842 comma 3 c.c., include espressamente i cimiteri nel demanio comunale - i cui atti dispositivi, quindi, non sono legittimamente configurabili senza limiti di tempo -, la concessione da parte di un comune di aree o porzioni di un cimitero pubblico è soggetta a tali regole demaniali, ribadite inoltre dall'art. 92 comma 2 d.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, indipendentemente dall'eventuale perpetuità del diritto di sepolcro, onde legittima è la revoca dell'atto concessorio rilasciato "sine die".
Consiglio di Stato sez. V 28 maggio 2001 n. 2884
È ammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione dell'art. 842 c.c., approvato con r.d. 16 marzo 1942 n. 262 comma 1 ("Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno") e comma 2 ("Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall'autorità"), richiesta dichiarata legittima, con ordinanza dell'11 - 13 dicembre 1996, dall'ufficio centrale per il "referendum" costituito presso la Corte di cassazione (...). Non sussiste alcuna delle ipotesi ostative enunciate dall'art. 75 cost. in ordine al quesito, già dichiarato ammissibile con la sent. n. 65 del 1990. Le nuove norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio, introdotto con la l. n. 157 del 1992, non hanno abrogato l'art. 842 c.c.
Corte Costituzionale 10 febbraio 1997 n. 32
È inammissibile l'intervento del Comitato per il NO al "referendum" per l'abrogazione dell'art. 842 c.c., dell'Unione nazionale delle associazioni venatorie (Unavi), del Comitato nazionale caccia e natura (Cncn), della Federazione italiana della caccia, dell'Unione nazionale Enalcaccia pesca e tiro, dell'Arci - Caccia, dell'Associazione libera caccia, dell'Associazione nazionale migratoristi italiani, dell'Associazione italiana della caccia - Italcaccia. Sono legittimati ad intervenire nei giudizi di ammissibilità della richiesta di "referendum" soltanto il Governo nonché i delegati e i presentatori.
Corte Costituzionale 09 gennaio 1997