Source: http://www.filcams.cgil.it/cds-tipo-a-requisito-dimensionale-delle-imprese/
Timestamp: 2018-09-23 18:56:09+00:00
Document Index: 139097146

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 23', 'art. 3']

CdS tipo A: Requisito dimensionale delle imprese
Sono ammesse al CdS tutte le imprese rientranti nel campo di applicazione della CIGS, comprese le imprese appaltatrici di servizi di mensa e servizi di pulizia (art. 2, D.M. n. 46448/2009). Analogamente alla CIGS, trova applicazione nelle aziende che hanno occupato in media, nel semestre precedente la richiesta, più di 15 dipendenti salvo le eccezioni di seguito specificate.
Al riguardo il Ministero del lavoro con circolare n. 6/1994 ha sottolineato che, determinando il D.L. n. 726/1984 una coincidenza tra la sfera operativa della C.i.g.s. e quella dei contratti di solidarietà ex art. 1 del decreto stesso, l’area di applicazione dei contratti di solidarietà coincide con quella della C.i.g.s., nel senso che essa viene automaticamente ad ampliarsi in concomitanza dell’estensione del campo di applicazione dell’intervento straordinario della Cassa.
Nel computo vanno calcolati tutti i lavoratori di qualunque qualifica, compreso gli apprendisti (anche se non ne possono beneficiare), i lavoratori a part-time (in proporzione all’orario di lavoro svolto rapportato al lavoratore a tempo pieno a cui devono essere aggiunte le ore di supplementare o quelle prestate in virtù delle clausole elastiche), i lavoratori a chiamati in proporzione all’orario svolto, i dirigenti, le lavoranti a domicilio, i contratti d’inserimento, i contratti a termine purché non siano stagionali.
I lavoratori assenti (ad es. per servizio militare, aspettative, ecc.) sono esclusi dal computo solo se è stata disposta la loro sostituzione.
a)Dal 1º gennaio 2014 possono ricorrere ai contratti di solidarietà, in favore dei propri dipendenti, anche i partiti politici e i movimenti politici iscritti nel registro nazionale di cui alla L. n. 157/1999 (art. 16, D.L. n. 149/2013 e circ. INPS n. 87/2014).
Nel caso di richieste presentate prima che siano trascorsi sei mesi dal trasferimento di azienda, il requisito deve sussistere, per il datore di lavoro che subentra, nel periodo decorrente dalla data di trasferimento.
Imprese commerciali: ai fini del computo del numero dei dipendenti NON si contano gli apprendisti e i contratti d’inserimento, contrariamente a quanto previsto per le imprese industriali.
Possono utilizzare il CdS tutte le imprese che hanno diritto alla Cassa integrazione straordinaria.
Le imprese dei nostri settori (commercio – turismo –servizi) che hanno diritto ad usufruire della CIGS/Mobilità sono:
- Imprese commerciali con più di 200 dipendenti (Si intendono quelle che svolgono attività di intermediazione commerciale e che, ai fini previdenziali, sono individuate con i codici statistico – contributivo 7.01.xx e 7.02.xx) con più di 200 dipendenti (art. 12 c. 3 legge n. 223/91);
- Imprese commerciali da 50 a 200 dipendenti (legge 223/91 art. 12 c.3bis, circ. INPS n. 1/2013).) a decorrere dal 1° gennaio 2013 è stato reso strutturale, prima della modifica della L. 92/2012 era soggetta a proroga annuale;
- Imprese artigiane (art. 12 commi 1 e 2 L. 223/91) con più di 15 dipendenti, solo se l’intervento è richiesto in conseguenza di CIGS concessa all’impresa committente che eserciti influsso gestionale prevalente (ovvero quando le fatture emesse dall’azienda artigiana nei confronti del committente abbia superato, nel biennio precedente, il 50% del fatturato complessivo dell’azienda artigiana) dove trova applicazione la CIGS;
- Aziende appaltatrici di servizi di pulizia (circ. INPS 239/94-L. 451/94, circ. INPS 130/94) anche costituite in cooperative (ovvero soci lavoratori) con più di 15 dipendenti (riferiti all’azienda e non all’unità produttiva). Si applica la CIGS al personale addetto in modo prevalente e continuativo allo svolgimento dell’attività appaltante. Il trattamento d’integrazione salariale è concesso nei casi in cui i predetti lavoratori siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro ad orario ridotto in conseguenza della riduzione delle attività appaltate ove connessa all’attuazione, da parte dell’appaltante, di programmi di crisi aziendale, o di programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale, che abbiano dato luogo all’applicazione del trattamento di CIGS. L’intervento di integrazione salariale non può essere superiore a quella effettuata dal committente;
- Imprese appaltatrici di servizi mensa o ristorazione (art. 23 L. 155/81, deliberazione CIPI Gazzetta Uff. n. 190 -14 agosto 1993), con più di 15 dipendenti(riferiti all’azienda e non all’unità produttiva), solo per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto a causa di situazioni che diano diritto all’azienda appaltante al trattamento di integrazione salariale ovvero CIG0, CIGS o che sia in CdS;
- Imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti a decorrere dal 1° gennaio 2013 è stato reso strutturale, prima della modifica della L. 92/2012 era soggetta a proroga annuale;
- Agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici con più di 50 dipendenti a decorrere dal 1° gennaio 2013 è stato reso strutturale, prima della modifica della L. 92/2012 era soggetta a proroga annuale.
SONO ESCLUSE dal campo di applicazione del CdS: le imprese che abbiano presentato istanza per essere ammesse ad una delle procedure concorsuali di cui all’art. 3 della legge n. 223/91 (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria), ovvero siano state assoggettate alle suddette procedure (circ. Min. Lavoro n. 33/94).
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