Source: https://issuu.com/studiostefanelli/docs/newsletters02_28_2012_10_11_30
Timestamp: 2017-05-22 19:47:50+00:00
Document Index: 108773263

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 41', 'art. 173', 'art. 42', 'art. 3', 'art. 160', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 199', 'art. 27', 'art. 199', 'art. 199', 'art. 73', 'art. 84', 'art. 68', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1284', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 1218', 'art. 1228', 'art. 1218', 'sentenza ', 'art. 46']

Newsletter Febbraio 2012 - studio legale stefanelli by Studio Legale Stefanelli - issuu
STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012STUDIO LEGALESTEFANELLI
Febbraio 2012avv. Silvia Stefanelli
Convegni2Diritto degli Appalti3Decreto Monti cd. “libera Italia” ..............................................................................Decreto Monti cd. “semplifica Italia”.......................................................................avv. Adriano ColombanLa sponsorizzazione del COLOSSEO: un casodi realpolitik !!!.............................Diritto delle Imprese5avv. Alessandra Delli PontiDecreto “libera Italia” e dispositivi medici................................................................avv. Edoardo Di GioiaDecreto “sempifica Italia” e Privacy: addio DPS! ......................................................avv. Valeria FabbriIl distributore è tenuto a verificare la correttezza della pubblicità delavv. Eleonora Lenziprodotto che importa................................................................................................dott. Annamaria Cicerone
dott. Andrea MarinelliInfortunio sul luogo di lavoro – macchinario marchiato CE - responsabilita'
del datore di lavoro................................................................................................Sentenza Cass.33285/2011 .......................................................................................dott.ssa Claudia PattiCome finanziare l’attuazione del Modello di Gestione ai sensi del D.lgs.Dott. Federico Breschi231/2001? .................................................................................................................
Il D.LGS. 231/2001 si applica anche agli studi professionali ................................Interessi.....................................................................................................................
Diritto della Sanità9Nella notifica della sanzione disciplinare gli ordini professionali devono
40139 Bologna - via Calanco 11
tel. 0039 051 6241209
fax 0039 051 6241212
www.studiolegalestefanelli.itindicare i termini per l’impugnazione. ................................................................Responsabilità delle strutture ospedaliere da contatto ...........................................
Comunicazioni10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012Convegni
MEDIAZIONEavv. Silvia Stefanelli
30 /3/2012 - Associazione Equilibrio e MG MediationDISPOSITIVI MEDICIavv. Silvia Stefanelli
I dispositivi su misura e il D.Lgs. 197/2000 in Odontoiatria
10/3/2012 (BOLOGNA)PUBBLICITÀ SANITARIAavv. Silvia Stefanelli
La pubblicità sanitaria in odontoiatria
12/3/2012 –MilanoRESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE IMPRESE
La legge 231:
dell’impresacosacambianell’organizzazionedegliadempimenti23/3/2012 – (BOLOGNA)
Le più importanti pronunce giurisprudenziali in materia di appalti
22/3/2012 – Venezia studi s.r.l. (MESTRE)avv. Andrea Stefanelli
Gli appalti pubblici dopo i Decreti Monti
30/3/2012 – ROGA ITALIA (MILANO)40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 2 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012Diritto degli Appalti
Decreto Monti cd. “libera Italia”
DECRETO LEGGE 24/1/2012, N. 1
Il governo Monti ha approvato, in data 24/1/2012 (con
entrata in vigore il successivo 25/1/2012), una lunga
serie di norme sulla concorrenza e competitività che
riguardano (in parte) anche gli appalti; in particolare:
ART. 25: Alle Regioni è demandato il compito di
riorganizzare il settore dei servizi pubblici locali entro il
30/6/2012, decorso inutilmente il quale il Consiglio dei
Ministri procederà direttamente con decreto. Le società
cd. in house sono assoggettate al patto di stabilità nonché
obbligate (anche loro) all’acquisto di beni e servizi
secondo le norme di cui al D.Lgs. n. 163/2006.
ART. 35: Allo scopo d’accelerare il pagamento dei
crediti commerciali “certi, liquidi ed esigibili” maturati al
31/12/2011 dagli operatori economici nei confronti
delle PP.AA. è possibile, su espressa richiesta di detti
creditori, che al posto del pagamento vengano assegnati
dei Titoli di Stato (con un limite di 2.000.000 €); si deve
attendere tuttavia l’approvazione di un decreto del
Ministro dell’Economia per dare attuazione a dette
disposizioni. Con il medesimo articolo è poi stato
previsto che, fino al 31/12/2014, è sospeso il regime
della cd. “Tesoreria unica” disposta dall’art. 7 D.Lgs. n.
279/97.
ARTT. 41-43: Sono state introdotte alcune novità
normative per il cd. “sviluppo infrastrutturale”, come la
possibilità d’emissione di obbligazioni da parte delle
società di progetto (cd.“project bond” - art. 41), la
modificazione dell’art. 173 del codice-appalti per
snellire la disciplina del Promotore per le infrastrutture
strategiche (art. 42), nonché infine estesa l’applicabilità
del project financing anche per la realizzazione di
strutture carcerarie.
ART. 44: con la nuova figura del “contratto di
disponibilità” (inserito al comma 15-bis dell’art. 3
nonché all’art. 160-ter del codice-appalti) è stata
prevista la possibilità di costruire un’opera (di proprietà
privata) che verrà poi messa a disposizione di una P.A.
per l’esercizio di un servizio pubblico, dietro un
corrispettivo in denaro. La P.A., in altre parole, può
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -affidare ad un soggetto privato (affidatario) l’incarico di
realizzare un’opera, che serve a detta P.A. per l’esercizio
di un pubblico servizio, che verrà poi resa “disponibile”
alla medesima P.A. affidante pur rimanendo di proprietà
del soggetto privato, il quale si accolla il rischio della
costruzione nonché della costante “gestione tecnica” di
tale opera a fronte del versamento di un “canone di
disponibilità”, che potrà anche essere ridotto nei periodi
di scarsa utilizzabilità dell’opera medesima.
ART: 50: sono infine state apportate modificazioni agli
artt. 93, 97, 128, 144, 159 e 253 del codice-appalti.
Decreto Monti cd. “semplifica Italia”
DECRETO LEGGE 9/2/2012, N. 5
Il governo Monti ha poi approvato, in data 9/2/2012
(con entrata in vigore il successivo 10/2/2012), anche il
Decreto-legge n. 5 sulle semplificazioni e lo sviluppo
dell’Italia, con l’introduzione di altre norme sempre in
materia di appalti:
ART. 20: al D.Lgs.n. 163/2006 sono state apportate le
- dopo l’art. 6 è stato inserito l’art. 6-bis che stabilisce, a
far data dal 1/1/2013, il superamento delle modalità di
verifica dei requisiti partecipativi (sia di carattere
generale, che economici, che tecnici) ad ogni singola
gara in quanto, da detta data, tale verifica dovrà avvenire
direttamente tramite la consultazione della BANCA
DATI NAZIONALE DEI CONTRATTI PUBBLICI,
istituita presso l’Autorità di Vigilanza dei contratti
pubblici, che tutte le Stazioni Appaltanti saranno
pertanto obbligate a tenere costantemente aggiornata:
- all’art. 26, relativo al contratto di sponsorizzazione, è
stata introdotta una “franchigia” di 40.000 €, importo al
di sotto del quale non si applica detto art. 26, mentre
risulta prevista, nel caso di sponsorizzazioni a beni
culturali, l’applicazione l’art. 199-bis (di cui si dirà in
seguito);
- all’art. 27 (contratti esclusi) viene prevista l’estensione
dell’obbligo, anche per l’affidamento dei medesimi
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 3 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012contratti esclusi, di una gara informale con almeno 5
invitati;
- agli artt. 38, 42, 48 e 180 vengono apportate alcune
correzioni lessicali;
- dopo l’art. 199 (nell’ambito dei contratti per i beni
culturali) viene introdotto il nuovo art. 199-bis portante
la disciplina per l’individuazione dello sponsor di puro
finanziamento (figura prima non regolamentata).
Al D.P.R. n. 207/2010 (Regolamento attuativo al
codice) risultano invece introdotte le seguenti novità:
- all’art. 73, in materia di sospensione e/o decadenza
delle SOA, viene precisato che nel caso di comminatoria
di sanzioni ulteriori a quelle pecuniaria, dette possono
essere assunte solo se le violazioni sono state commesse
“con dolo o colpa grave”;
- l’art. 84, relativo ai criteri d’accertamento e
valutazione lavori all’estero, è stato totalmente riscritto.
ART. 21: è stata estesa la responsabilità del
committente, in solido con l’appaltatore/subappaltatore
nei confronti dei lavoratori per le retribuzioni, TFR e
contributi non versati, in relazione al periodo
d’esecuzione dell’appalto, anche oltre i due anni dalla
data di cessazione del contratto d’appalto.
La sponsorizzazione del COLOSSEO: un caso
di realpolitik !!!
Ha avuto grande risonanza giornalistica la vicenda legata
alla sponsorizzazione (di 25 milioni di euro) che il
gruppo TOD’S aveva offerto per i lavori di restauro
dell’Anfiteatro Flavio di Roma (noto anche come
“Colosseo”). La Soprintendenza dei beni archeologici
della capitale, infatti, nel corso dell’anno 2010 aveva
pubblicato un avviso per il reperimento di uno sponsor
per il finanziamento e la realizzazione d’interventi di
restauro al Colosseo, con conseguente responsabilità per
la progettazione, direzione-lavori ed esecuzione delle
opere da parte dello sponsor, a fronte del diritto - a
favore dello stesso - dello sfruttamento dell’immagine
del Colosseo per tutta la durata dei lavori di
ristrutturazione. Avevano risposto a tale avviso le società
Tod’s e Ryanair, ma entrambe le loro offerte erano
risultare irregolari e, quindi, dichiarate inammissibili.
A quel punto la Sopraintendenza aveva allora deciso
d’indire una procedura negoziata, a fronte del quale però
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -la società Tod’s faceva pervenire una sua controproposta
- in data 30/12/2011 – relativa ad un’offerta di
25.000.000 € per la mera sponsorizzazione (senza,
quindi, alcun obbligo di sovraintendere al restauro)
nonché con l’ulteriore richiesta d’utilizzo dell’immagine
“Colosseo” anche per i successivi due anni dal termine
dei lavori, peraltro condizionando la validità di detta
proposta alla data del 10/1/2012; a questo punto la
Sopraintendenza scriveva alla società Ryanair ed alla
Fimit Sgr (che nel frattanto aveva manifestato interesse
alla sponsorizzazione) concedendo 2 soli giorni di tempo
per “rilanciare” una nuova offerta, richiesta caduta nel
vuoto tantoche, con conferenza-stampa davanti al
Colosseo, il sindaco di Roma ufficializzava allora, a metà
del mese di gennaio c.a., la concessione della
sponsorizzazione da parte della Tod’s per il restauro del
Colosseo. Contro questo affidamento è tuttavia insorta
l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato,
che ha bloccato la procedura richiedendo un parere
all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici in merito
alla correttezza del suddetto affidamento e l’AVCP, con
deliberazione 8/2/2012, n. 135 ha ritenuto di
confermare la validità della suddetta procedura
negoziata, partendo dalla distinzione – tutta legale – fra
la “sponsorizzazione tecnica” (regolamentata dagli artt.
26 e 27 del codice appalti) e la “sponsorizzazione pura”
(o di mero finanziamento, finora non regolamentata ma
-guarda caso– oggetto adesso del Decreto ”semplifica
Italia” di cui sopra), ragion per cui, a seguito della
infruttuosa 1° procedura per l’affidamento di una
sponsorizzazione tecnica (relativa alla realizzazione delle
opere di restauro), la Sopraintendenza si è trovata libera
d’accettare una nuova proposta (questa volta di
sponsorizzazione di mero finanziamento), secondo i
termini e le condizioni imposti dallo stesso sponsor, in
quanto non vincolata da alcun vincolo procedimentale
ed, anzi, la Sovraintendenza ha ritenuto di poter così
accettare anche a fronte della mancata “miglioria” da
parte degli altri partecipanti alla precedente gara di
sponsorizzazione tecnica.
Avv. Andrea StefanelliFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 4 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012Diritto delle Imprese
Decreto “libera Italia” e dispositivi medici
Il Decreto “libera Italia” ha apportato alcune modifiche
anche in materia di dispositivi medici; più esattamente
l’art. 68 stabilisce che:
passa dal 5% al 5,5% la tassa sulle attività
promozionali da versare entro aprile.
viene definitivamente cancellata la tariffa dei
100 per l’iscrizione al Repertorio dei Dispositivi Medici.
Decreto “sempifica Italia” e Privacy: addio DPS!
Il Decreto “semplifica Italia” ha invece apportato alcune
rilevanti novità in materia di privacy, abrogando il (tanto
temuto e odiato) Documento Programmatico per la
Sicurezza o “DPS.
Sicuramente l'intento del legislatore è onorevole,
ovvero cercare di alleggerire le aziende di costi e oneri
ma, a parere di chi scrive, l'abrogazione tout court
dell'adempimento comporta non poche difficoltà a
livello aziendale. Infatti, il DPS – introdotto dal D.lgs.
196/2003 - è diventato negli anni l'occasione per le
aziende di fare, in prossimità del 31 marzo, un proprio
screening interno sullo stato dei trattamenti realizzati,
verificarne la correttezza e aggiornare o implementare,
oltre al DPS, le carenze riscontrate in tema di
trattamento dati. Un obbligo certo non sempre visto di
buon occhio da tutte le realtà aziendali, soprattutto in
questi tempi di crisi in cui anche la spesa di qualche
centinaia di euro può essere un sacrificio per le imprese.
Negli ultimi anni, infatti, la maggior parte delle PMI è
stata esentata dall'obbligo di tenuta ed aggiornamento
del DPS, obbligo ormai rimasto solo per chi tratta dati
sensibili diversi da quelli per la gestione del personale.
Quanto poi all'aggiornamento, lo stesso Garante aveva
già precisato che l'obbligo riguardava solo l'effettiva
presenza di modifiche nei contenuti (Provvedimento
generale del Garante 27.11.2008).
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -Ci sono poi altre considerazioni da fare: il DPS, oltre
a un obbligo normativo era, è diventato un importante
strumento organizzativo di gestione dei dati.
Si pensi, per esempio, alle strutture sanitarie che
trattano dati sensibili le quali, non essendo ora più
tenute per legge alla tenuta ed aggiornamento del DPS,
ci si domanda se continueranno ugualmente a gestire
correttamente i dati sensibili in loro possesso,
garantendone al contento integrità, disponibilità e
Non solo; per i soggetti che hanno attuato un Modello
Organizzativo ai sensi del D.lgs. 231/2001
(Responsabilità Amministrativa delle Imprese), il DPS è
stato utilizzato anche come flusso di gestione e controllo
dei rischi di commissione dei reati informatici.
Indubbiamente il Documento potrebbe essere sostituito
da altro a questo punto, ma in fondo era un documento
già presente in azienda e facilmente aggiornabile e
consultabile. Si precisa infine che il venire meno
dell’obbligo di tenuta a aggiornamento del DPS, non fa
venir meno gli altri adempimenti previsti dalla
normativa come, ad esempio, la procedura di gestione
delle credenziali di autenticazione, procedura di back up
e l’aggiornamento periodico dell’ambito di trattamento
di ciascun incaricato.
Il distributore è tenuto a verificare la
correttezza della pubblicità del prodotto che
Consiglio di Stato 18 gennaio 2012 n. 176
Con la sentenza n. 176/2012 la VI° sezione del
Consiglio di Stato si è pronunciata sulla pubblicità
commerciale del prodotto Power Balance, ologramma
prodotto da un film di Mylar e successivamente
incastonato in braccialetti (di silicone o neoprene) o in
pendenti. La pubblicità sanzionata - formulata con toni
sostanzialmente iperbolici e secondo modalità
particolarmente suggestive - induceva il consumatore
medio a ritenere che il prodotto possedesse capacità diFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 5 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012incremento dell’equilibrio individuale, della resistenza e
della potenza muscolare.
Poiché dall’analisi effettuata dall’Istituto Superiore di
Sanità non risultavano evidenze scientifiche a riprova
delle affermazioni pubblicitarie, il messaggio veniva
ritenuto ingannevole sia dell’AGCM che dal TAR e dal
A prescindere da tali profili di ingannevolezza,
sentenza appare particolarmente interessante in un
Il prodotto, realizzato in America e distribuito in tutto il
mondo, veniva importato e commercializzato in Italia
dalla Power Balance Italy s.r.l.; tale società cercava di
difendersi nel corso della causa sostenendo che, essendo
un mero importatore, non era in grado di verificare la
fondatezza delle affermazioni contenute nella pubblicità.
E qui il Consiglio di Stato precisa la posizione degli
importatori rispetto alla pubblicità, stabilendo che:
“(…) il rispetto dei principi di correttezza e buona fede
avrebbe richiesto alla società appellante {l’importatore}
una preventiva verifica presso il produttore circa la
veridicità ed attendibilità dei vanti spesi nel proprio sito
Internet e nei messaggi a mezzo stampa in merito ai
risultati ottenibili dall’uso dei prodotti, nonché una
verifica in ordine al contenuto delle brochures
distribuite presso i rivenditori, imponendo altresì
all’appellante di astenersi dall’utilizzo di una confezione
in lingua straniera …………….”.
Infortunio sul luogo di lavoro – macchinario
marchiato CE - responsabilita' del datore di
Sentenza Cass.33285/2011
La Cassazione penale, con un orientamento che può
ormai dirsi consolidato, è tornata in una recente
pronuncia ad occuparsi della posizione di garanzia
assunta dal datore di lavoro nel caso di infortunio
occorso al proprio dipendente (Cass.33285/2011); il
caso analizzato dalla Suprema Corte riguarda un
lavoratore di una’azienda di raccolta-rifiuti che, nella
movimentazione di un cassone per il tramite di
sollevatore, subiva lo schiacciamento di un dito della
mano sinistra e conseguente trauma cranico da caduta
per svenimento.
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -Nel caso analizzato il macchinario utilizzato dal
lavoratore era marcato CE: tuttavia, nel corso
dell'istruttoria, emergeva che la pulsantiera di
azionamento del macchinario era posizionata in modo
tale da non consentire che l'altra mano interferisse con
gli organi operatori del sollevatore.
Da quanto sopra la Cassazione stabilisce alcuni principi
- il datore di lavoro è tenuto ad accertare la
corrispondenza ai requisiti di legge dei macchinari
utilizzati, senza che la presenza della marcatura CE
o l'affidamento riposto nella notorietà e nella
competenza tecnica del costruttore valgano ad
esoneralo dalla sua responsabilità;
- il datore di lavoro è il principale destinatario delle
norme antinfortunistiche previste a tutela della
- tale posizione di garanzia concorre con quella del
costruttore del macchinario, ma non è ad essa
subordinata;
- il datore-imprenditore è “naturalmente” persona
vicina alla fonte dei rischi con ciò potendo percepire
l'esposizione al pericolo dei lavoratori.
Occorre a questo punto chiedersi fino a che punto
una eventuale condotta colposa del lavoratore potrebbe
esimere il datore da ogni responsabilità?
La Cassazione risponde a tale quesito in maniera chiara.
La condotta colposa del lavoratore infortunato NON
assurge a causa da sola sufficiente a produrre l'evento; il
datore di lavoro sarebbe esonerato (in astratto) SOLO
nel caso in cui il comportamento del lavoratore, e le sue
conseguenze, presentino i caratteri dell'eccezionalità,
dell'abnormità e dell'esorbitanza rispetto al
procedimento lavorativo e alle direttive ricevute.
Venendo al caso sopra analizzato la Cassazione, in
applicazione dei parametri poc'anzi menzionati, ha
ritenuto che la parte lesa (il lavoratore), presa dalla
routine del lavoro e da un eccesso di sicurezza, abbia
avvicinato imprudentemente la mano sinistra ad una
zona di pericolo, ritenendo che tale atto non costituisca
comportamento abnorme idoneo ad interrompere il
nesso causale tra la condotta del datore di lavoro e
Il lavoratore che svolgeva la sua ordinaria attività ha
subito un danno fisico poichè il macchinario che gli
aveva procurato l'infortunio era privo d’idoneo
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 6 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012dispositivo di sicurezza, in quanto dotato di una sola
pulsantiera che non impediva l'utilizzo dell'altra mano
per tener fermo il coperchio del cassonetto in fase di
elevazione, e ciò indipendentemente dal fatto che il
predetto macchinario avesse marchiatura CE.
Di tale accadimento è stato chiamato a risponderne il
datore di lavoro con ciò confermando la Cassazione la
condanna per il delitto di lesioni colpose.
Avv. Adriano Colomban
Come finanziare l’attuazione del Modello di
Gestione ai sensi del D.lgs. 231/2001?
Bando INAIL 2012, http://www.inail.it
Come noto il D.lgs. 231/2001 richiede, al fine di
scongiurare l’applicazione di sanzioni alle Imprese,
l’attuazione di un Modello di Organizzazione e gestione
del rischio; tale implementazione in realtà comporta dei
costi anche importanti.
Esistono tuttavia in Italia delle opportunità di
finanziamento (di tutto o di parte) dei costi richiesti per
la realizzazione di un Modello Organizzativo;
attualmente, ad esempio, è aperto il Bando INAIL con il
quale è possibile finanziare anche i costi per la
realizzazione di un modello organizzativo ai sensi del
D.lgs. 231/2001 o di parte dei costi stessi.
Ecco in estrema sintesi cosa prevede il bando.
2) progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di
1) per i progetti di investimento:
- ristrutturazione o modifica strutturale e/o
impiantistica degli ambienti di lavoro;
- installazione e/o sostituzione di macchine, dispositivi
e/o attrezzature;
- modifiche del layout produttivo;
- interventi relativi alla riduzione/eliminazione di fattori
di rischio quali, ad esempio: esposizione ad agenti
biologici, sostanze pericolose, agenti chimici,
cancerogeni e mutageni, agenti fisici (rumore,
vibrazioni, radiazioni ionizzanti/non ionizzanti,
radiazioni ottiche artificiali), movimentazione manuale
dei carichi e movimenti ripetuti, ecc.
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -2) per i progetti per l'adozione di modelli organizzativi e
di responsabilità sociale:
- adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza
sul lavoro (SGSL) di settore previsti da accordi INAILParti Sociali;
- adozione ed eventuale certificazione di un SGSL;
- adozione di un modello organizzativo e gestionale ex
D.Lgs 231/01;
- modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte
terza indipendente.
Le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di
Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura con i
avere attiva nel territorio della Regione
d’appartenenza l’unità produttiva per la quale intende
realizzare il progetto;
essere iscritta nel Registro delle Imprese o, nel
caso di impresa artigiana, all’Albo delle Imprese
essere nel pieno e libero esercizio dei propri
diritti non essendo in stato di liquidazione volontaria, né
sottoposta ad alcuna procedura concorsuale;
essere in regola con gli obblighi contributivi di
cui al D.U.R.C.;
non trovarsi nelle condizioni di “impresa in
difficoltà”;
non aver chiesto, né aver ricevuto, altri
contributi pubblici sul progetto oggetto della domanda;
non aver ottenuto, a seguito della verifica
amministrativa e tecnica della documentazione a
conferma della domanda on-line, il
provvedimento di ammissione al contributo per –
INAIL – Avviso Pubblico 2010 – Incentivi alle imprese
per la realizzazione di interventi in materia di salute e
Il contributo in conto capitale, concesso secondo il
regolamento “de minimis”, sarà pari al 50% delle spese
ammesse. Il contributo massimo erogabile € 100.000;
contributo minimo erogabile € 5.000; per le imprese
fino a 50 dipendenti che presentano progetti per
l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità
sociale non è fissato il limite minimo di spesa.
FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 7 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012Le domande potranno essere compilate e salvate (solo se
raggiunta la soglia minima di ammissibilità pari a 105
punti) sul sito INAIL fino alle ore 18,00 del 7 Marzo
Il D.LGS. 231/2001 si applica anche agli studi
Cassazione Civile, II sez. Pen, n. 4703/2012
Con la sentenza n. 4703/2012 la Corte di Cassazione, II
sezione penale, ha aperto un nuovo fronte
all'applicabilità del D.Lgs. 231/2001.
La Suprema Corte ha infatti confermato l'ordinanza del
Tribunale del riesame di Messina, che ha comminato ad
una società tra professionisti, nello specifico odontoiatri,
la misura cautelare dell'interdizione dell'esercizio
dell'attività di ambulatorio per un anno, in applicazione
dell'art. 13 del D.Lgs. 231/2001.
La pronuncia assume una particolare importanza.
Per la prima volta la giurisprudenza affronta il tema
dell'applicabilità del D.Lsg. 231/2001 ad uno studio
professionale, se pur organizzato in forma societaria.
Nel momento in cui i professionisti decideranno di
costituirsi in società, - si ricorda a tal proposito che con
la “legge di stabilità” (legge 12/11/2011 n. 183) è stato
particolarmente incentivato il ricorso alla costituzione di
società tra professionisti, con l'ingresso anche di soci di
capitale -, dovranno tener conto anche dei rischi e delle
conseguenze previste dal D.Lsg. 231/2001.
Ciò è tanto più vero se si prosegue nell'analisi della
sentenza della Corte di Cassazione.
Gli ermellini hanno infatti confermato la sanzione
dell'interdizione dall'esercizio dell'attività per un anno;
trattandosi di un ambulatorio odontoiatrico la gravità
della sanzione è particolarmente evidente,
comportando, con ragionevole certezza, la chiusura
dell'attività per un così lungo periodo la perdità della
clientela acquisita e quindi l'estrema difficoltà di una
futura riapertura.40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -La sentenza della Corte di Cassazione in esame è incisiva
anche sotto un altro aspetto; l'art. 13 del D.Lgs.
231/2001 condiziona l'applicabilità delle misura
interdittive alla circostanza che l'ente abbia tratto dal
reato un profitto di rilevante entità, oppure, che l'ente
abbia reiterato nel tempo gli illeciti. Nel caso specifico è
stata la sola reiterazione dell'illecito a giustificare la
comminatoria della misura interdittiva, non essendo
state acquisite prima della chiusura delle indagini prove
sufficienti relative al profitto conseguito dalla società.
Si aprono dunque con questa stringata pronuncia della
Cassazione nuove frontiere sia relativamente ai
presupposti per l'applicazione delle misure interdittive,
sia soprattutto relativamente a coloro cui il D.Lgs.
231/2001 può essere applicato; sotto quest'ultimo
aspetto si sta assistendo ad un costante allargamento dei
soggetti che possono essere ritenuti responsabili.
Ne consegue che l'adozione di un modello 231 diventa
sempre più necessaria, quasi obbligatoria, per i soggetti
che svolgono un'attività di impresa, intesa nella sua
accezione più ampia.
Avv. Eleonora Lenzi
Decreto Ministero Economia e Finanze 12/12/2011
Per l’anno 2012 il saggio d’interesse legale (art. 1284
cod.civ) è fissato al 2.5 %; relativamente all’anno scorso
era fissato al 1,5%.
Comunicato Ministero Economia Finanze 27/1/2012
Per il periodo 1/1–30/6/2012 il saggio d’interesse
legale da applicare a favore del creditore nei casi di
ritardo pagamento nelle transazioni commerciali (art. 5,
comma 2 D.Lgs. n. 132/2002) è fissato all’1%.FAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 8 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012Diritto della Sanità
Nella notifica della sanzione disciplinare
gli ordini professionali devono indicare i termini
per l’impugnazione.
Cassazione 8/2/2012 n. 1766
E’ annullabile il provvedimento di applicazione di una
sanzione disciplinare ove l’atto venga notificato in assenza
dell’indicazione del termine per proporre l'opposizione e
dell'autorità competente per l’impugnativa.
Il caso riguarda un geometra (ma il principio giuridico è
applicabile a tutti i procedimenti disciplinari) che si era
opposto tardivamente alla sanzione disciplinare della
censura disposta nei suoi confronti da parte del Collegio dei
Nell’atto con cui veniva comminata la censura, però, non
risultavano specificati i termini per proporre
La Cassazione ha quindi accolto il ricorso del geometra,
ribadendo che anche ai procedimenti disciplinari vanno
estese tutte le garanzie e tutele applicabili al procedimento
Per la Corte, in particolare, il fatto che l’amministrazione
avesse totalmente inosservato l'articolo 3 della Legge n.
241, aveva determinato “il riconoscimento della scusabilità
dell'errore in cui sia eventualmente incorso il destinatario nella
individuazione della Autorità, amministrativa e non giudiziaria,
cui rivolgersi per l'impugnazione dello stesso provvedimento,
risultando altrimenti leso l'affidamento che il destinatario ripone
nel corretto operare dell'amministrazione e la stessa possibilità di
tutela giurisdizionale, garantita dall'articolo 24 della
Avv. Silvia StefanelliResponsabilità delle strutture ospedaliere da
Cassazione Civile 3/2/2012 n. 1620
La responsabilità della struttura ospedaliera, fondata sul
“contatto sociale”, ha natura contrattuale e pertanto grava
sull'ospedale l'onere dell'esatto adempimento della
prestazione; questo è il principio ribadito dalla Corte di
40139 BOLOGNA, VIA CALANCO 11 - TEL 0516241209 -Cassazione con la recente sentenza n. 1620/2012 del 3
Nel caso di specie, durante un parto naturale, un neonato
subiva delle gravi lesioni clinicamente evitabili qualora i
medici avessero tempestivamente provveduto ad un parto
cesareo. I genitori decidevano pertanto di agire in giudizio,
sia nei confronti dell'ospedale, che dell'assicurazione
chiamata in garanzia, chiedendo il risarcimento dei danni
Respinta la domanda di risarcimento sia nel primo, che nel
secondo grado di giudizio, i genitori del neonato
decidevano di adire la Corte di Cassazione che, al
contrario, accogliendo alcuni motivi di doglianza proposti
dai ricorrenti, riteneva fondato il loro ricorso.
In particolare la Corte riconosceva la responsabilità
contrattuale della struttura ospedaliera fondata sul
“contatto sociale”.
La Corte ribadisce (è ormai può dirsi giurisprudenza
pacifica) che in virtù del contratto stipulato tra paziente e
struttura, quest'ultima si impegna a fornire al primo una
prestazione assai articolata, definita genericamente di
“assistenza sanitaria”, che ingloba al suo interno, oltre alla
principale prestazione medica, anche tutta una serie di
obblighi c.d. di protezione e accessori.
In tal modo, la responsabilità per inadempimento della
struttura ospedaliera si muoverebbe sulle linee tracciate
dall'art. 1218 c.c., (che attribuisce al “debitore” l'onere di
dimostrare a sua discolpa il corretto adempimento della
prestazione), e, per quanto concerne invece le prestazioni
mediche che essa svolge per il tramite dei propri medici
ausiliari, il fondamento della responsabilità sarebbe
riconducibile all'art. 1228 c.c. che, estende al “debitore”
che si avvale dell'opera di terzi, la responsabilità per i fatti
dolosi o colposi commessi da costoro.
Alla luce delle predette considerazione, e in assenza della
necessaria prova di cui all'art. 1218 c.c. da parte
dell’ospedale, la Cassazione cassava la sentenza impugnata
rinviando, anche per le spese, alla decisione della Corte di
Dott.ssa Claudia PattiFAX 051 6241212 - WWW.STUDIOLEGALESTEFANELLI.ITPagina 9 di 10STUDIO LEGALE STEFANELLILETTERA INFORMATIVA FEBBRAIO 2012CALENDARIO:
FEBBRAIOComunicazioni23 : Il nuovo art. 46, comma 1°-bis
e l'attuale sistema di esclusione
dalle pubbliche gare,
MARZO10 : I dispositivi su misura e il D.Lgs.
197/2000 in Odontoiatria
12: La pubblicità sanitaria in
22 : Le più importanti pronunce
giurisprudenziali in materia di
appalti nell’anno 2011,
23 : La legge 231: cosa cambia
30 : La mediazione in sanità
avv. Silvia StefanelliChiunque fosse interessato a ricevere copia dei documenti relativi alle notizie segnalate
può richiederle direttamente all’indirizzo s.stefanelli@studiolegastefanelli.itAll pages:12345678910InfoSaveLikeShareDownloadMoreNewsletter Febbraio 2012 - studio legale stefanelli Published on Feb 28, 2012 Newsletter Febbraio 2012 - studio legale stefanellistudiostefanelliFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore