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Timestamp: 2017-08-20 08:36:20+00:00
Document Index: 78147045

Matched Legal Cases: ['art. 227', 'art. 184', 'art. 198', 'art.184', 'art. 20', 'art. 185', 'art. 188', 'art. 55', 'art. 191', 'art. 242', 'art.192', 'art. 242', 'art. 59', 'art.18', 'art. 198']

Comune di Triggiano. Regolamento per la gestione dei Rifiuti Urbani - PDF
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1 Regolamento per la gestione dei Rifiuti Urbani Bozza 26 luglio 2011 A cura di Dott. Attilio Tornavacca, Ing. Salvatore Genova, MOD 5.3 REV. A del 25/07/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 1 di 57
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3 INDICE SEZIONE 1 - DEFINIZIONI, COMPETENZE E DISPOSIZIONI GENERALI... 3 SEZIONE 2 - GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI SEZIONE 3 RACCOLTA DIFFERENZIATA SEZIONE 4 RACCOLTA STRADALE O DI PROSSIMITA SEZIONE 5 - ALTRI SERVIZI OBBLIGATORI SEZIONE 6 OBBLIGHI E DIVIETI SEZIONE 7. NORME FINALI MOD 5.3 REV. A del 25/07/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 3 di 57
4 SEZIONE 1 - DEFINIZIONI, COMPETENZE E DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1. L oggetto del presente regolamento è la disciplina dei servizi di gestione dei rifiuti in tutte le varie fasi di filiera: conferimento, raccolta, spazzamento, trasporto, recupero e smaltimento, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità. 2. Il presente Regolamento è stato redatto ai sensi dell 198, comma 2, del D.lgs n. 152/2006 e s.m.i., ed è coerente con le altre norme vigenti in materia. 3. Il regolamento è indirizzato a favorire la riduzione dei rifiuti alla fonte e il riutilizzo secondo le indicazioni contenute nelle norme nazionali, regionali. 4. Con l entrata in vigore del presente regolamento comunale sono sostituiti ed abrogati, e pertanto cessano di avere valore, gli articoli relativi all igiene urbana del Regolamento di pulizia urbana approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 21 gennaio Il presente regolamento ha valenza superiore a qualsiasi regolamento condominiale. ART. 2 CAMPO DI APPLICAZIONE 1. Sono oggetto del presente regolamento: - le disposizioni per assicurare la tutela igienico sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani; - le modalità del servizio raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; - le modalità del conferimento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi; - le modalità di raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti - le disposizione per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani pericolosi che possono provocare problemi di impatto ambientale ad es. oli minerali, batterie per automobile, pile esauste, ecc. - le disposizione per la raccolta differenziata di materiali inerti derivanti da costruzione e demolizione provenienti da piccole manutenzioni di utenze domestiche; - le disposizione per la raccolta differenziata di rifiuti assimilati agli urbani di origine sanitaria derivanti da strutture pubbliche e private; - le modalità di raccolta dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani; - il trasporto e il conferimento ad impianti autorizzati di recupero e/o smaltimento per le specifiche tipologie di rifiuti. - la modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento. ART. 3 PRINCIPI E CONTENUTI DEL PRESENTE REGOLAMENTO 1. La gestione dei rifiuti, di qualsiasi provenienza, costituisce attività di interesse pubblico e come tale è disciplinata dal presente regolamento al fine di garantire la protezione dell ambiente e dell uomo. In particolare: MOD 5.3 REV. A del 25/07/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 4 di 57
5 a) deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, l incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli; b) deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell'aria, dell'acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori ed odori; c) devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitato ogni degradamento dell'ambiente e del paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente; d) devono essere rispettate le esigenze di pianificazione economica e territoriale; e) devono essere promossi, con l'osservanza di criteri di economicità e di efficienza, sistemi tendenti a riciclare, riutilizzare i rifiuti e recuperare da essi materiali ed energia; f) devono essere rimarcati i principi di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto dei principi dell'ordinamento nazionale e comunitario. 2. Il regolamento disciplina il sistema di gestione rifiuti sul territorio e definisce controlli efficaci al fine di garantire gli aspetti igienici, ambientali, urbanistici, economici ed estetici. 3. L utente è coinvolto nella gestione dei rifiuti sia nell osservare le norme vigenti e le presenti disposizioni regolamentari, sia nel contribuire finanziariamente mediante l apposito sistema di tassazione statuito, nonché nell impegno al ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte. 4. La gestione del Rifiuto deve essere effettuata osservando i seguenti criteri generali: - limitare la produzione dei rifiuti; - definire un sistema di filiera che miri ad ottenere un reale recupero della materia; - evitare ogni danno o pericolo per la salute, garantire l incolumità e la sicurezza della collettività e dei singoli, sia in via diretta sia indiretta; - prevenire ogni rischio di inquinamento incontrollato dell ambiente,che sia acqua, aria, suolo, flora e fauna; - evitare di danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati dalla normativa vigente; - evitare ogni inconveniente derivante da odori e rumori molesti; 5. L organizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti deve essere realizzata tenendo conto: a. delle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti; b. delle variazione delle caratteristiche dei rifiuti in relazione alle stagioni e al clima; c. del sistema di produzione, distribuzione e consumo dei beni; d. dei sistemi di recupero; e. dei sistemi di smaltimento finale; f. della struttura e tipologia urbanistica delle zone interessate; g. delle interazioni con le diverse attività produttive presenti; h. della evoluzione merceologica del rifiuto in ragione dell evolversi dei consumi; i. dell'individuazione dei mercati delle frazioni da raccogliere separatamente; j. della resa, in relazione alle quantità raccolte ed ai costi di raccolta, del servizio di raccolta differenziata delle diverse frazioni; k. delle interazioni con il sistema integrato di gestione dei rifiuti di imballaggio gestito dal CONAI MOD 5.3 REV. A del 25/07/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 5 di 57
6 ART. 4 DEFINIZIONI 1. Ai fini del presente Regolamento si definiscono: A. RIFIUTO: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie dell allegato A, Parte IV del D.lgs n. 152/2006. e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi B. RIFIUTI DOMESTICI : rifiuti provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione. C. RIFIUTI ASSIMILATI: i rifiuti non pericolosi provenienti da attività agricole, attività artigianali, attività commerciali,attività di servizio, ospedali e istituti di cura affini, attività industriali con esclusione dei rifiuti provenienti dai locali di lavorazione. D. RIFIUTI URBANI PERICOLOSI: pile, farmaci, contenitori marchiati T e F, batterie per auto, altri prodotti pericolosi di impiego domestico quali olii vegetali ed animali residua della cottura di alimenti; E. PRODUTTORE: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti; F. RIFIUTO SECCO RICICLABILE: la frazione del rifiuto secco passibile di recupero, riciclaggio e riutilizzo. G. RIFIUTI CIMITERIALI: i rifiuti risultanti dall'attività cimiteriale (con esclusione peraltro delle salme) e in particolare resti di indumenti, feretri, materiali di risulta provenienti da attività di manutenzione del cimitero, estumulazioni ed esumazioni (Art. 184, comma 2, lettera f del D.lgs n. 152/2006 e s.m.i) classificati come rifiuti urbani, con esclusione dei residui di fiori e vegetali in genere, cere, lumini, addobbi, corone funebri, carta, cartone, plastica e altri scarti derivabili da operazioni di pulizia e giardinaggio assimilabili a verde ed agli RSU e dei materiali lapidei. H. FRAZIONE UMIDA: rifiuto organico putrescibile ad alto tenore di umidità, proveniente da raccolta differenziata o selezione o trattamento dei rifiuti urbani (es. residui alimentari e ortofrutticoli); I. RIFIUTI VERDI O RIFIUTI VEGETALI: gli sfalci, le potature e le foglie derivanti dalle operazioni di manutenzione del verde pubblico e privato. J. RIFIUTI MERCATALI: i rifiuti provenienti dai mercati ortofrutticoli o di mercati con prevalenza di banchi alimentari. K. RIFIUTI INGOMBRANTI: beni di consumo durevoli, di arredamento, e/o di uso comune, derivanti dalla loro sostituzione e/o rinnovo (p.e. materassi, mobili), i materiali ferrosi ingombranti di uso domestico, i mobili e legname. L. BENI DUREVOLI: si intendono i beni di cui all'art. 227 del D.lgs n. 152/2006 e s.m.i. e distintamente lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, surgelatori, condizionatori d'aria, monitor TV e PC. M. IMBALLAGGIO: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo; N. IMBALLAGGIO PER LA VENDITA O IMBALLAGGIO PRIMARIO: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore; O. IMBALLAGGIO MULTIPLO O IMBALLAGGIO SECONDARIO: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche; P. IMBALLAGGIO PER IL TRASPORTO O IMBALLAGGIO TERZIARIO: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 6 di 57
7 per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari marittimi ed aerei; Q. VETRO: i contenitori di vetro di qualunque colore utilizzati per il contenimento di sostanze alimentari e non, purché non tossiche. R. BARATTOLI O SCATOLAME: si intendono i contenitori in alluminio, acciaio o banda stagnata. S. CARTA: i giornali, le riviste, i libri, la carta utilizzata da uffici sia privati che pubblici, ed il cartone; sono esclusi tutti i tipi di carta accoppiata ad altri materiali (es. carta plastificata, tetrapak, ecc. ). T. PLASTICA: si intendono gli imballaggi previsti dall accordo di programma quadro ANCI e CONAI. U. GESTIONE: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura; V. RACCOLTA: l'operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; W. RACCOLTA DIFFERENZIATA: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati; X. SMALTIMENTO: le operazioni previste nell'allegato B alla parte quarta del D.lgs n. 152/2006; Y. RECUPERO: le operazioni previste nell'allegato C alla parte quarta del D.lgs n. 152/2006; Z. CERNITA: le operazioni di selezione dei materiali di rifiuto, ai fini del riutilizzo; AA. TRASPORTO: le operazioni di movimentazione dei rifiuti; BB. TRATTAMENTO: le operazioni di trasformazione necessarie per il riutilizzo, la rigenerazione, il recupero, il riciclo, l innocuizzazione dei rifiuti; CC. CONFERIMENTO: le modalità secondo le quali i rifiuti vengono consegnati al servizio di raccolta da parte del produttore o del detentore; DD. LUOGO DI PRODUZIONE DEI RIFIUTI: uno o più edifici o stabilimenti o siti infrastrutturali collegati tra loro all'interno di un'area delimitata in cui si svolgono le attività di produzione dalle quali sono originati i rifiuti; EE. DETENTORE: il produttore dei rifiuti o il soggetto che li detiene; FF. STOCCAGGIO: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del D.lgs n. 152/2006, nonché le attività di recupero consistenti nelle operazioni dimessa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell'allegato C alla medesima parte quarta; GG. DEPOSITO TEMPORANEO: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni: 1) i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 parti per milione (ppm), né policlorobifenile e policlorotrifenili in quantità superiore a 25 parti per milione (ppm); 2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 10 metri cubi nel caso di rifiuti pericolosi o i 20 metri cubi nel caso di rifiuti non pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi i 10 metri cubi l'anno e il quantitativo di rifiuti non pericolosi non superi i 20 metri cubi l'anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno; 3) il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative nonne tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute; 4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura delle MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 7 di 57
8 sostanze pericolose; 5) per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità di gestione del deposito temporaneo;. HH. SOTTOPRODOTTO: sono sottoprodotti le sostanze ed i materiali dei quali il produttore non intende disfarsi ai sensi dell'articolo 183, comma 1, lettera a) del D.lgs n. 152/2006, che soddisfino tutti i seguenti criteri, requisiti e condizioni: 1) siano originati da un processo non direttamente destinato alla loro produzione; 2) il loro impiego sia certo, sin dalla fase della produzione, integrale e avvenga direttamente nel corso del processo di produzione o di utilizzazione preventivamente individuato e definito; 3) soddisfino requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l'impianto dove sono destinati ad essere utilizzati; 4) non debbano essere sottoposti a trattamenti preventivi o a trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale di cui al punto 3), ma posseggano tali requisiti sin dalla fase della produzione; 5) abbiano un valore economico di mercato; II. MATERIA PRIMA SECONDARIA: sostanza o materia avente le caratteristiche stabilite ai sensi dell'articolo 181. bis del D.lgs n. 152/2006; JJ. COMBUSTIBILE DA RIFIUTI (Cdr): il combustibile classificabile, sulla base delle norme tecniche Uni e successive modifiche ed integrazioni, come Rdf di qualità normale, che è ottenuto dai rifiuti urbani e speciali non pericolosi mediante trattamenti finalizzati a garantire un potere calorifico adeguato al suo utilizzo, nonché a ridurre e controllare: 1) il rischio ambientale e sanitario; 2) la presenza di materiale metallico, vetri, inerti, materiale putrescibile e il contenuto di umidità; 3) la presenza di sostanze pericolose, in particolare ai fini della combustione; KK. COMBUSTIBILE DA RIFIUTI DI QUALITÀ ELEVATA (Cdr-Q): il combustibile classificabile, sulla base delle norme tecniche Uni e successive modifiche ed integrazioni, come Rdf di qualità elevata; LL. COMPOST DA RIFIUTI: prodotto ottenuto dal compostaggio della frazione organica dei rifiuti urbani nel rispetto di apposite norme tecniche finalizzate a definirne contenuti e usi compatibili con la tutela ambientale e sanitaria e, in particolare, a definirne i gradi di qualità; MM. COMPOST DI QUALITÀ: prodotto, ottenuto dal compostaggio di rifiuti organici raccolti separatamente, che rispetti i requisiti e le caratteristiche stabilite dall'allegato 2 del decreto legislativo n. 217 del 2006 e successive modifiche e integrazioni; NN. EMISSIONI: le emissioni in atmosfera di cui all'articolo 268, lettera b) del D.lgs n. 152/2006; OO. SCARICHI IDRICI: le immissioni di acque reflue di cui all'articolo 74, comma 1, lettera ff) del D.lgs n. 152/2006; PP. INQUINAMENTO ATMOSFERICO: ogni modifica atmosferica di cui all'articolo 268, lettera a) del D.lgs n. 152/2006; QQ. GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI: il complesso delle attività volte ad ottimizzare la gestione dei rifiuti, come definita alla lettera d), ivi compresa l'attività di spazzamento delle strade; RR. CENTRO DI RACCOLTA: area presidiata ed allestita, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, per l'attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento. La disciplina dei centri di raccolta è data con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata Stato - Regioni, città e autonomie locali, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; SS. SPAZZAMENTO: le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico, e sulle rive dei torrenti. TT. SPAZZATURA STRADALE: i rifiuti raccolti durante il normale servizio di pulizia delle MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 8 di 57
9 strade. Sono pertanto da individuare in detta categoria la polvere stradale, la fanghiglia, la sabbia, la ghiaia, compresa quella giacente nelle caditoie dell'acqua meteorica, i rifiuti giacenti sul sedime stradale pubblico o ad uso pubblico, i detriti, i rottami, i cocci, il fogliame, i rami secchi, ecc. UU. RACCOLTA STRADALE : la raccolta attuata con l'utilizzo di cassonetti, campane, contenitori vari posizionati sulla strada. I passaggi e le frequenze di raccolta vengono strutturati e programmati sulla base delle particolari caratteristiche urbanistiche del territorio e possono essere potenziati su base stagionale. VV. RACCOLTA DOMICILIARE (op. PORTA A PORTA ): la raccolta effettuata a domicilio secondo modalità e tempi prefissati. WW. RACCOLTA SU CHIAMATA: la raccolta di rifiuti urbani ingombranti od altri tipi di rifiuti in quantità eccessive per il normale conferimento, concordata previamente con il soggetto gestore; ART. 5 CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI 1. I rifiuti sono classificabili, secondo l origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e secondo le caratteristiche di pericolosità in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi. 2. Sono da intendersi come rifiuti urbani quelli individuati all art. 184 comma 2 del D.lgs n. 152/2006 e s.m.i., come di seguito precisato: rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione (di cui all Art.184, comma 2 lettera a, del D.lgs n. 152/2006 ); rifiuti speciali non pericolosi assimilati agli urbani, provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani, ai sensi dell art. 198, comma 2, lettera g) del D.lgs n. 152/2006, per quantità e qualità; i rifiuti derivanti dalle operazioni di spazzamento stradale; rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade od aree private comunque soggette ad uso pubblico e sulle rive dei corsi d acqua; rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi, aiuole e aree cimiteriali; rifiuti cimiteriali (di cui art.184, comma 2, del D.lgs n. 152/2006) rifiuti sanitari, che derivano da strutture pubbliche o private, individuate ai sensi del D.Lgs , n. 502 e successive modifiche ed integrazioni, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, di diagnosi, di cura, di riabilitazione e di ricerca ed erogano prestazioni di cui alla Legge n. 833 ed assimilati ai sensi dell art. 20 del presente regolamento. 3. Sono da intendersi come rifiuti speciali quelli di seguito precisati: rifiuti derivanti da attività agricole e agro-industriali; rifiuti derivanti da attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo; rifiuti derivanti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto previsto dall art. 185, comma 1, lettera i del D.lgs n. 152/2006.; rifiuti derivanti da lavorazioni artigianali; rifiuti derivanti da attività commerciali; rifiuti derivanti da attività di servizio; rifiuti derivanti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; rifiuti derivanti da attività sanitarie, ad esclusione di quelli di cui al precedente comma 2 del presente articolo; macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 9 di 57
10 veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti combustibile derivato da rifiuti. 4. Sono pericolosi i rifiuti non domestici precisati nell allegato D della Parte IV del Dlgs n. 152/2006, sulla base degli allegati G, H ed I della medesima parte IV del D.lgs n. 152/2006. Ai sensi dell'art. 188 del del D.lgs n. 152/2006., allo smaltimento dei rifiuti speciali, così come classificati dal precedente comma 3, sono tenuti a provvedere, a proprie spese, i produttori dei rifiuti stessi con le modalità stabilite dalla normativa vigente. 5. Sono da intendersi come rifiuti speciali pericolosi quelli, generati dalle attività produttive, contenenti un elevata quantità di sostanze inquinanti. ART. 6 ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI AI RIFIUTI URBANI 1. Per i criteri di assimilabilità attenersi all allegato A del presente regolamento. ART. 7 ESCLUSIONI 1. Sono esclusi dal campo di applicazione, in quanto disciplinati da specifiche disposizioni di legge: a) i rifiuti radioattivi; b) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall estrazione, dal trattamento, dall ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento delle cave; c) le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell attività agricola ed in particolare i materiali litoidi o vegetali riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei fondi rustici e le terre da coltivazione provenienti dalla pulizia dei prodotti vegetali eduli; b) le acque di scarico ed i rifiuti allo stato liquido; c) i materiali esplosivi in disuso d) le frazioni merceologiche provenienti da raccolte finalizzate effettuate direttamente da associazioni, organizzazioni ed istituzioni che operano per scopi ambientali o caritatevoli senza fini di lucro e) le attività di recupero di cui all allegato C della Parte quarta del D.lgs n. 152/2006 effettuate nel medesimo luogo di produzione dei rifiuti, ad eccezione del recupero dei rifiuti come combustibile o altro mezzo per produrre energia, in quanto parte integrante del ciclo di produzione. ART. 8 COMPETENZE DEL COMUNE 1. Al Comune competono obbligatoriamente, con diritto di privativa, le seguenti attività, alle quali lo stesso può provvedere mediante soggetti terzi: la gestione dei rifiuti urbani in tutte le fasi della filiera; la gestione dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani in tutte le singole fasi; la pulizia e lo spazzamento delle aree pubbliche o ad uso pubblico; l attuazione delle iniziative di raccolta differenziata al fine del recupero di materiali, nonché di smaltimento differenziato delle categorie di rifiuti che per la loro composizione possono essere pericolose per l ambiente se mescolate agli altri rifiuti urbani; MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 10 di 57
11 l organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio nel rispetto dei criteri previsti dal titolo II del E. del D.lgs n. 152/2006 e s.m.i.; la gestione delle materie recuperate e l ottimizzazione del sistema al fine di promuovere la produzione di materie prime-seconde; la definizione di una relazione annuale 1 scritta sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti; la definizione delle modalità di conferimento sia per la raccolta stradale che per il porta a porta, delle frazioni da raccogliere, da parte degli utenti; l attuazione e la comunicazione delle modalità e la frequenza di raccolta in funzione delle varie frazioni, come definito in contratto per il servizio di raccolta porta a porta. 2. La privativa non si applica, alle attività di recupero dei rifiuti assimilati agli urbani, i quali pertanto possono essere conferiti a cura del produttore sia al servizio pubblico di raccolta sia a terzi abilitati. 3. Il Comune, avvalendosi eventualmente del gestore del servizio, può svolgere le seguenti attività: lo smaltimento dei rifiuti speciali non assimilati ai rifiuti urbani, previa stipula di apposita convenzione prevista all art. 55 del presente regolamento; l analisi degli elaborati inerenti gli interventi di lottizzazione e di autorizzazione edilizia per quanto concerne gli spazi necessari alla collocazione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti. 4. Al Comune competono inoltre le seguenti attività: Controllo del corretto svolgimento delle azioni di: - conferimento dei rifiuti da parte del privato - raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte della società incaricata. Fatto salvo quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza, qualora si verifichino situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell ambiente, e non si possa altrimenti provvedere, il Sindaco emette ordinanze contingibili e urgenti, secondo i disposti dell art. 191 del D.lgs n. 152/2006, per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, informandone tempestivamente gli enti preposti. Il è tenuto a comunicare alla Regione ed alla Provincia ed altri enti competenti, nei modi e nei termini previsti dalle vigenti normative, tutte le informazioni e i dati sulla gestione dei rifiuti urbani, con espresso riferimento alla produzione dei rifiuti ed alla percentuale di raccolta differenziata, secondo i criteri e le modalità stabilite dalla Regione. Approvazione dei progetti e autorizzazione della loro realizzazione in materia di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati, nel caso in cui l intervento di bonifica e di messa in sicurezza riguardi un area compresa nel solo territorio comunale ai sensi dell art. 242 comma 10 del D.lgs n. 152/2006 e secondo le procedure previste dallo stesso disposto normativo e dal D.M , n.471. Emissione di ordinanza del sindaco di ripristino dei luoghi nei confronti dei responsabili di abbandono dei rifiuti sul suolo, nel rispetto di quanto previsto dall art.192 del D.lgs n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni. 1 L Amministrazione comunale può valutare l opportunità di richiedere o meno, al gestore del servizio, una relazione annuale oppure un resoconto in tempi più ravvicinati. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 11 di 57
12 L adozione dei provvedimenti di diffida a provvedere nei confronti del responsabile dell inquinamento dei siti, ai sensi dell art. 242, comma 2, del D.lgs n. 152/2006.; 5. L organizzazione e la definizione delle modalità di erogazione dei servizi sono stabiliti dall Amministrazione Comunale che provvede a: - definire le articolazioni e le relative modalità organizzative del servizio di raccolta, con l allestimento di appositi servizi capillari di raccolta differenziata domiciliare e di ritiro su chiamata fissando l appuntamento, di ritiro con mezzi mobili di raccolta, e con l allestimento di appositi servizi di conferimento separato, quali stazioni di conferimento o aree per rifiuti ingombranti e rifiuti verdi; - determinare la tipologia del servizio di raccolta rifiuti in relazione alla struttura urbanistica ed alle caratteristiche insediative del territorio servito; - determinare le più idonee caratteristiche dei contenitori destinati al conferimento dei rifiuti, nonché all ottimale utilizzazione del personale e dei mezzi d opera impiegati per la raccolta; - stabilire le capacità minime di volumetria globale dei contenitori di raccolta che, in funzione del loro numero e della frequenza di svuotamento, assicurano la raccolta di tutti i rifiuti previsti dal servizio pubblico in relazione all entità, tipologia e densità apparente dei rifiuti stessi; - sensibilizzare il gestore all innovazione tecnologica del servizio di raccolta e garantire l idoneità ed il rinnovo dei contenitori e dei mezzi operativi. ART. 9 NORME GENERALI PER L UTENZA 1. I rifiuti devono essere conferiti dagli utenti al servizio di raccolta, nel rispetto delle modalità e delle disposizioni dettate dal presente Regolamento, a cura produttore o del detentore. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 12 di 57
13 SEZIONE 2 - GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ART. 10 RIDUZIONE 1. Il incentiva percorsi di riduzione dei rifiuti alla fonte. 2. L Amministrazione Comunale individua meccanismi di incentivazione attuati sulla base di un adesione volontaria da sottoscrivere da parte delle utenze interessate, comprendente una procedura di monitoraggio e controllo. 3. L Amministrazione comunale individua meccanismi di premialità o sconti 2 per promuovere i comportamenti virtuosi come ad esempio per la pratica del compostaggio domestico. ART. 11 RIUTILIZZO 1. Il promuove la cultura del riutilizzo dei beni al fine di allungarne il ciclo di vita. ART. 12 RECUPERO E SMALTIMENTO 1. Il attua un monitoraggio della filiera del rifiuto dopo l azione di raccolta al fine di garantire un virtuoso sistema di gestione dei rifiuti ai propri cittadini. ART. 13 TERRITORIO COPERTO DAL SERVIZIO 1. Il servizio, ai sensi dell art. 59 del D.Lgs , n 507 e successive modificazioni, è garantito in tutto il territorio comunale, comprese le zone sparse. 2. La zona del territorio comunale interessata alla raccolta dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati è stabilita in sede di definizione del contratto di appalto. 3. Si intendono coperti dal pubblico servizio di raccolta, gli edifici che, risultino all interno dell area di espletamento del servizio di raccolta anche con il solo imbocco della relativa strada privata d accesso. ART. 14 CRITERI ORGANIZZATIVI PER I SERVIZI DI RACCOLTA 1. L organizzazione e la definizione delle modalità di erogazione dei servizi di raccolta sono stabiliti, nel rispetto della normativa vigente, dei principi generali di gestione stabiliti dall Amministrazione Comunale ai sensi dell articolo 9 del presente regolamento e delle prescrizioni contenute nel Contratto di Servizio. 2. Al fine di una corretta gestione dei rifiuti urbani devono essere privilegiate le forme che favoriscono la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso il reimpiego, il riciclaggio ed altre forme di recupero per ottenere materie prime dai rifiuti. 2 La tipologia di premio e/o l entità dello sconto saranno a discrezione dell Amministrazione comunale. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 13 di 57
14 3. La raccolta domiciliare detta anche porta a porta è caratterizzata dall utilizzo di contenitori o sacchi dedicati alle utenze conferenti e si realizzano mediante sistemi di conferimento e di raccolta periodici, all interno di/presso spazi, pertinenze condominiali o in prossimità delle utenze su suolo pubblico, in orari e con modalità predefiniti. Al fine del raggiungimento degli obiettivi posti dal Programma comunale questa modalità di raccolta dei rifiuti urbani dovrà essere estesa il più possibile a tutto il territorio comunale. In alcuni casi possono essere impiegate soluzioni diverse per esigenze di funzionalità come ad esempio la raccolta di prossimità. Nelle zone in cui l Amministrazione comunale ha scelto di adottare questa modalità di raccolta gli utenti hanno l obbligo di ricoverare i contenitori all interno delle proprie pertinenze abitative. 4. La raccolta stradale o di prossimità avviene mediante contenitori posizionati per strada, ai quali possono conferire gli utenti in base alle diverse tipologie di materiali consentiti per detti contenitori. 5. L Amministrazione comunale, tramite apposita ordinanza sindacale, stabilisce quale modalità di raccolta adottare, stradale e/o domiciliare. 6. Il Comune ed il soggetto gestore del servizio di raccolta dei rifiuti si impegnano a dare comunicazione ai cittadini della modalità del servizio adottata, anche tramite il sito internet di entrambi i soggetti. 7. L articolazione dei servizi nelle diverse aree del territorio comunale, le modalità di conferimento, il numero e la volumetria dei contenitori e le frequenze di raccolta sono stabilite in relazione alle esigenze ed alle caratteristiche insediative del territorio servito, correlate all ottenimento degli obiettivi posti dal Programma comunale per la gestione dei rifiuti adottato, mediante l ottimale utilizzazione del personale e dei mezzi impiegati per la raccolta in un'ottica di economicità ed efficienza. ART. 15 CONFERIMENTI 1. I rifiuti urbani sono conferiti a cura del produttore, il quale è tenuto a conservarli e trasportarli in modo tale da evitare qualsiasi dispersione o effetto maleodorante, nonché a mantenere separate le diverse frazioni merceologiche dei rifiuti necessarie all effettuazione delle raccolte differenziate attivate nella zona. 2. Al fine di consentire ed agevolare l attuazione dei conferimenti differenziati di cui al comma 1, è fatto divieto, negli edifici di nuova costruzione, di realizzare canne di convogliamento per il conferimento dei rifiuti urbani. Le canne di convogliamento dei rifiuti urbani esistenti alla data di approvazione del presente regolamento, o previste da concessioni edilizie rilasciate precedentemente alla stessa data, devono essere chiuse entro il termine massimo di un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento. 3. Non sono ammesse fosse per la conservazione temporanea di rifiuti ad eccezione delle concimaie in zona agricola o delle compostiere per uso familiare per la frazione organica. Nelle concimaie, o nelle compostiere per uso familiare, è ammesso lo smaltimento della sola frazione organica putrescibile dei rifiuti. 4. In considerazione della elevata valenza sociale ed ecologica, le frazioni di rifiuto per le quali è messa in atto la raccolta differenziata devono essere conferite esclusivamente nei contenitori a tal fine predisposti o comunque nei luoghi e con le modalità indicate dall'amministrazione e dal gestore del servizio. Tali contenitori non devono, in alcun modo, essere utilizzati per il conferimento di materiali diversi da quelli per i quali sono stati predisposti. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 14 di 57
15 5. A garanzia dell'igiene ed a tutela del decoro, i rifiuti urbani devono essere depositati all'interno dei contenitori all'uopo collocati solo in idonei sacchi chiusi, richiudendo il contenitore dopo l'uso, salvo soluzioni diverse adottate per la raccolta differenziata e ad eccezione dei rifiuti provenienti dallo spazzamento di strade ed aree pubbliche o comunque soggette ad uso pubblico. Laddove non sia previsto il servizio di raccolta per mezzo di contenitori, i rifiuti urbani devono essere collocati nei luoghi e con le modalità indicate dal gestore del servizio. 6. Qualora i contenitori siano colmi è consentito l uso dei contenitori circostanti e non è comunque consentito collocare sacchi che ne impediscano la corretta chiusura, né depositare sacchi all'esterno dei contenitori stessi salvo diversa disposizione dell Amministrazione Comunale e/o del gestore del servizio. 7. Nel caso di raccolta a mezzo di sacchi condominiali, i sacchi stessi, chiusi e legati, devono essere collocati in posizione facilmente accessibile ai mezzi o attrezzature del Servizio, il più vicino possibile all ingresso dello stabile, ovvero in altri luoghi indicati dal gestore del servizio stesso. 8. I rifiuti ingombranti, non devono essere depositati nei contenitori o presso di essi, né in altro luogo destinato al conferimento dei rifiuti domestici. Per il loro conferimento ci si dovrà attenere a quanto previsto all articolo 33 del presente regolamento. 9. È vietato depositare nei contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani i rifiuti speciali non assimilati nonché i rifiuti pericolosi e i rifiuti elettronici, che devono essere smaltiti in conformità a quanto disposto dalla legge. È altresì vietato il conferimento di sostanze allo stato liquido, materiali in fase di combustione o che possano recare danno alle attrezzature ed ai mezzi di raccolta e trasporto. 10. È vietato depositare all interno dei contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani macerie provenienti da lavori edili. Per il loro conferimento ci si deve attenere a quanto previsto all articolo È vietato l utilizzo di trituratori dei rifiuti installati presso le abitazioni e le altre utenze atti al conferimento dei rifiuti triturati in fognatura. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 15 di 57
16 SEZIONE 3 RACCOLTA DIFFERENZIATA ART. 16 FINALITÀ E MODALITÀ OPERATIVE 1. Le utenze domestiche e non domestiche sono pertanto tenute a rispettare quanto prescritto nel presente Regolamento e nei provvedimenti attuativi adottati dall Amministrazione ovvero dal soggetto gestore per tutte le frazioni di rifiuto. 2. Il Sindaco ha facoltà di emanare ordinanze per vincolare gli utenti a forme di conferimento funzionali ai flussi differenziati nei quali è organizzato il servizio di raccolta. 3. Le raccolte differenziate sono finalizzate ai seguenti scopi: - rispetto degli obblighi imposti dalla vigente normativa statale e regionale e dalla pianificazione provinciale; - tutela dell ambiente, in considerazione delle tecnologie di smaltimento adottate; - affidabilità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti; - conseguimento del recupero di materiali riciclabili e/o energia - responsabilizzazione dei cittadini utenti rispetto ai rifiuti da essi prodotti. 4. L articolazione dei servizi nelle diverse aree del territorio comunale e le modalità di conferimento sono stabilite con provvedimenti attuativi dell Amministrazione ovvero del soggetto gestore in relazione alle caratteristiche e alle esigenze del territorio servito e alla economicità ed efficienza del servizio in coerenza con gli obiettivi programmatici fissati dall Amministrazione stessa. 5. L Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di imporre ai proprietari o agli amministratori degli immobili il posizionamento dei contenitori all interno di aree private, al fine di poter adottare sistemi integrati domiciliari di raccolta. L amministratore del condominio è tenuto a far osservare le disposizioni dell Amministrazione Comunale ai singoli condomini. 6. Le modalità e le frequenze di conferimento e raccolta, nonché gli obiettivi quantitativi e qualitativi, sono definiti per ogni flusso merceologico di rifiuto nel Contratto di Servizio sottoscritto tra l Amministrazione e il soggetto gestore. 7. E obbligo per il costruttore di nuovi edifici individuare le aree per il posizionamento dei cassonetti, tale obbligo è applicato anche alle ristrutturazioni che implicano un ridimensionamento del fabbricato. ART. 17 AMBITO DISCIPLINATO 1. Le modalità di esecuzione del servizio vengono definite in relazione alle diverse classi merceologiche, alla conformazione urbana ed alle categorie di utenti, con il fine di incrementare le rese del servizio di raccolta e contenere i costi di gestione. 2.- Al fine di agevolare la separazione da parte degli utenti ed evitare errori di conferimento, i contenitori utilizzati per la raccolta differenziata devono essere chiaramente distinguibili da quelli per i rifiuti indifferenziati e le frazioni a cui sono dedicati e le frazioni indesiderabili devono essere chiaramente riportate sui contenitori e rilevabili dalla forma o dal colore degli stessi. Tutti i contenitori devono essere posizionati in modo tale da favorire al massimo il conferimento da parte di tutti gli utenti interessati limitando il più possibile le distanze da percorrere. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 16 di 57
17 4.- Al fine del raggiungimento degli obiettivi posti dal Programma comunale si prevedono sistemi di raccolta che favoriscano la raccolta differenziata con l incremento dei sistemi porta a porta, con particolare riferimento alle frazioni cartacee, alle frazioni plastica e lattine, alle frazioni organiche. 5. Per tutte le frazioni per le quali è prevista la raccolta differenziata, è vietato il conferimento e lo smaltimento con i rifiuti urbani raccolti in maniera indifferenziata. 6. Il gestore del servizio, in accordo con l Amministrazione Comunale, può promuovere forme sperimentali di raccolta differenziata per specifici materiali o categorie di utenti o aree del territorio cittadino. A tale riguardo l Amministrazione Comunale redige e mette in atto appositi programmi di intervento, individuando specifiche modalità organizzative di gestione dei rifiuti. Per la promozione, la realizzazione e il monitoraggio dei programmi di intervento succitati l Amministrazione Comunale adotta appositi atti amministrativi. 7. Il Comune individua inoltre i seguenti materiali per i quali sono obbligatoriamente effettuati i servizi di raccolta differenziata porta a porta e i conferimenti separati: organico, carta e cartone, plastica e lattine, vetro, pile, farmaci, ingombranti. Utenze DOMESTICHE Le utenze domestiche effettuano servizi di raccolta specifici per le seguenti tipologie di rifiuto: ORGANICO VERDE CARTA E CARTONE VETRO IMBALLAGGI IN PLASTICA E LATTINE PILE FARMACI INGOMBRANTI Servizio presso il Centro Comunale di Raccolta : Legno Tessili - Metalli Frigoriferi Ingombranti - Oli minerali esausti batterie al piombo Verde- Altri materiali per i quali è attivo un servizio di raccolta differenziata sul territorio. Utenze non DOMESTICHE : - Attività commerciali e pubblici esercizi : Le attività commerciali e i pubblici esercizi selezionati, presenti sul territorio, sono serviti tramite l attivazione di servizi specifici di raccolta per le seguenti categorie di rifiuto: CARTA e CARTONE ORGANICO R.S.U. INDIFFERENZIATO PLASTICA e LATTINE VETRO L Amministrazione comunale si riserva la facoltà di autorizzare tali utenze il conferimento presso il Centro Comunale di Raccolta, delle seguenti categorie di rifiuto: Legno Metalli Frigoriferi Ingombranti - Oli minerali esausti batterie al piombo - Altri materiali per i quali è attivo un servizio di raccolta differenziata sul territorio (carta e cartone Vetro). MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 17 di 57
18 - Uffici: (verificare su progetto tecnico e contratto) Gli uffici presenti sul territorio sono serviti tramite l attivazione di servizi specifici di raccolta per le seguenti categorie di rifiuto: CARTA e CARTONE R.S.U. INDIFFERENZIATO Servizio presso il Centro Comunale di Raccolta : (previa autorizzazione comunale) Legno Metalli Frigoriferi Ingombranti - Oli minerali esausti batterie al piombo - Altri materiali per i quali è attivo un servizio di raccolta differenziata sul territorio (carta e cartone). - Attività artigianali e industriali : Le attività artigianali e industriali presenti sul territorio possono essere servite tramite l attivazione di servizi specifici di raccolta per le seguenti categorie di rifiuto: CARTA e CARTONE VETRO PLASTICA e LATTINE ORGANICO METALLI LEGNO R.S.U. INDIFFERENZIATO Servizio presso il Centro Comunale di Raccolta : Legno Metalli Frigoriferi Ingombranti - Oli minerali esausti batterie al piombo - Altri materiali per i quali è attivo un servizio di raccolta differenziata sul territorio (carta e cartone Vetro). 8. L Amministrazione Comunale, infine, ha facoltà di svolgere, in forma convenzionata, servizi integrativi per le raccolte differenziate di rifiuti speciali per specifiche utenze di produttori e secondo modalità che saranno definite, in base a specifiche esigenze, con appositi atti amministrativi. ART. 18 I CONTENITORI 1. I contenitori per i rifiuti urbani devono, sul piano tipologico, essere sottoposti all avallo dell Amministrazione Comunale. 2. I contenitori collocati sul suolo pubblico o in luoghi stabiliti in base a criteri definiti dal gestore del servizio e accettati dall Amministrazione Comunale devono essere vuotati e lavati con le frequenze stabilite dal Contratto di Servizio e pubblicate nella Carta dei Servizi e, comunque, mantenuti puliti, così da non creare inconvenienti igienici. 3. Per il servizio di raccolta domiciliare il proprietario singolo o l amministratore, laddove nominato, o i condomini, in solido fra loro, hanno l obbligo, previa informazione agli stessi da parte del gestore del servizio, di consentire il posizionamento dei contenitori in comodato d uso all interno degli stabili negli spazi ritenuti idonei da parte del gestore del servizio che ne rimane proprietario. Il numero dei contenitori destinati a ciascuna utenza deve essere tale da consentire la ricezione di tutti i rifiuti urbani prodotti, senza provocare inconvenienti di carattere igienico. I soggetti tenuti all obblgo di custodia di cui sopra rispondono al gestore del servizio dell alienazione e/o danneggiamento dei contenitori per la raccolta dei rifiuti che sono attribuiti in comodato d uso al condominio o alla singola proprietà. 4. Al fine di consentire la raccolta dei rifiuti conferiti nei contenitori interni agli stabili, il proprietario singolo o l amministratore, laddove nominato, o i condomini, in solido fra loro, hanno l obbligo di MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 18 di 57
19 esporre gli stessi nei giorni e nelle ore stabiliti dal gestore del servizio sul tratto viario prospiciente l immobile di competenza e di riporli all interno dei cortili o delle pertinenze condominiali, dopo l avvenuto servizio di raccolta. L'Amministrazione Comunale, ove lo ritenga opportuno, può incaricare il gestore del servizio e/o soggetti terzi dell'esposizione e/o del riposizionamento dei contenitori all'interno dei cortili o delle pertinenze condominiali. In presenza di stabili posizionati su strade private non aperte al pubblico passaggio è possibile, purché autorizzazione dai proprietari, l'eventuale accesso del gestore del servizio alle strade private stesse per lo svuotamento delle attrezzature, con modalità di esposizione da valutarsi da parte del gestore del servizio in funzione degli esistenti vincoli logistici. 5. La precisa collocazione dei contenitori su suolo pubblico o su suolo privato ad uso pubblico viene definita dal gestore del servizio in accordo con l ufficio tecnico del Comune. Inoltre tale area di collocazione dei contenitori deve essere appositamente delimitata, ove previsto dal Codice della Strada. 6. Nella definizione della precisa collocazione devono essere tenute in conto le prescrizioni del Codice della Strada, nonché le esigenze di igiene, di sicurezza, di ordine pubblico e di rispetto dell assetto architettonico. 7. I contenitori su strada devono essere conformi a quanto regolamentato dal Codice della Strada, riportando le istruzioni da seguire per il conferimento delle frazioni merceologiche a cui sono dedicati e indicando i materiali da introdurre e da non introdurre. 8. È vietato spostare, manomettere, rompere o insudiciare i contenitori dei rifiuti urbani, nonché affiggere manifesti o apporvi scritte se non autorizzate dall amministrazione. Per richiedere modifiche, anche temporanee, al numero ed alla posizione dei contenitori, le amministrazioni o i conduttori degli stabili interessati possono inoltrare motivata richiesta al gestore del servizio, che, previa verifica delle condizioni specifiche, deve dare una risposta motivando l accoglimento o meno delle richieste, secondo le modalità previste dalla Carta dei Servizi e comunque entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta. 9. È vietato ai proprietari e ai detentori a qualunque titolo di veicoli di parcheggiare i medesimi a fianco dei contenitori per la raccolta di rifiuti urbani, o comunque in posizione tale da rendere impossibile o scarsamente agevole il servizio di raccolta. 10. In caso di interventi di sistemazione viaria, di progetti di nuove strutture urbanistiche o di sostanziali ristrutturazioni, di iniziativa pubblica o privata, nell ambito delle opere di urbanizzazione primaria, devono essere previsti gli spazi per i contenitori dei rifiuti urbani, sentito il gestore del servizio da parte dei progettisti delle opere sopra indicate. 11. Tutti i soggetti che eseguono lavori di manutenzione stradale, allaccio di impianti o che comunque nell esercizio della propria attività interferiscono con le aree in cui sono posizionati i contenitori per i rifiuti urbani, sono tenuti ad informare il gestore del servizio con un congruo anticipo nel caso in cui i lavori comportino lo spostamento di contenitori o ne limitino l accessibilità; sono tenuti inoltre all eventuale ripristino delle piazzole e/o della segnaletica a loro carico. 12. Per le nuove costruzioni, in sede di progettazione e di realizzazione delle opere, devono essere previsti appositi spazi destinati al posizionamento dei contenitori all interno delle pertinenze delle suddette costruzioni. ART. 19 OPERAZIONI DI RACCOLTA MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 19 di 57
20 1. Il servizio di raccolta dei rifiuti urbani è attivo di regola tutti i giorni lavorativi, e la raccolta viene effettuata secondo la frequenza ed il calendario stabiliti dal gestore del servizio, nel rispetto dei criteri di cui all art.18 e in particolare secondo le prescrizioni stabilite dal Contratto di Servizio. 2. Il gestore del servizio provvede alle particolari forme di organizzazione necessarie a sopperire alle condizioni generate da festività infrasettimanali o doppie, nonché da ogni altro evento straordinario che comporti delle turbative al normale svolgimento del servizio di raccolta (scioperi, guasti dei mezzi, ecc.). 3. La raccolta può essere effettuata in orario diurno e notturno. 4. È fatto obbligo ai cittadini di assicurare l accessibilità ai contenitori da parte degli operatori e dei mezzi addetti alla raccolta, sia su suolo pubblico, sia in aree private. ART. 20 TRASPORTO 1. Il trasporto dei rifiuti urbani deve essere effettuato con idonei automezzi le cui caratteristiche ed il cui stato di conservazione e manutenzione devono essere tali da assicurare il rispetto delle esigenze igienico sanitario e delle norme in materia ambientale. 2. I veicoli utilizzati per la raccolta ed il trasporto devono ottemperare alle norme del Codice della Strada ed a quelle specifiche vigenti nel territorio comunale, fatte salve le autorizzazioni concesse dall Amministrazione Comunale relative: - all accesso alle corsie preferenziali, alle zone a traffico limitato, alle isole pedonali; - alla fermata in zone soggette a divieto o in seconda posizione. 3. Sono da considerarsi parte integrante delle attività di raccolta e trasporto: - le operazioni di trasbordo dei rifiuti da mezzi più piccoli a mezzi più grandi e lo stazionamento dei rifiuti nei mezzi di trasporto; - - il conferimento e l accumulo temporaneo dei rifiuti urbani differenziati in frazioni merceologiche omogenee, l eventuale cernita ed il raggruppamento per il trasporto. 4. Il trasbordo dei rifiuti urbani da mezzi più piccoli a mezzi più grandi e lo stazionamento dei rifiuti urbani nei mezzi di trasporto deve avvenire in aree apposite e la sosta non deve superare un termine temporale congruo, che in linea di massima non deve superare le 72 ore, fatte salve eventuali esigenze di tempi più prolungati per ottimizzare il trasporto di frazioni di rifiuti non putrescibili oggetto di raccolte differenziate. ART. 21 STAZIONAMENTO E DEPOSITO DEI MEZZI 1. Lo stazionamento dei rifiuti effettuato nei mezzi di trasporto senza che in essi avvengano manipolazioni è da considerarsi parte integrante della fase di raccolta e trasporto a condizione che tale attività sia svolta in aree apposite, e che la sosta non superi un termine temporale congruo. 2. L intero ciclo deve essere completato nel termine di 72 ore. 3. Il deposito dei mezzi, lo stazionamento e il trasbordo dei rifiuti, comprese le attività connesse di lavaggio dei mezzi e compattazione dei rifiuti sono soggetti ad approvazione dell Autorità Sanitaria Locale competente, previo parere della A.S.L., comprese le modifiche delle attività che comportino l introduzione di fasi operative aggiuntive. MOD 5.2 REV. A del 10/01/11 Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati Pagina 20 di 57
REGIONE PUGLIA PROVINCIA DI BARI. Città di Conversano. Regolamento per la gestione dei Rifiuti Urbani. Servizio Politiche Ambientali
REGIONE PUGLIA PROVINCIA DI BARI Città di Conversano Regolamento per la gestione dei Rifiuti Urbani Servizio Politiche Ambientali e Dott. Attilio Tornavacca, Dott. Raphael Rossi, Ing. Salvatore Genova,
COMUNE DI TREVIGNANO ROMANO Provincia di Roma SETTORE SVILUPPO AMBIENTALE Regolamento per la gestione dei Rifiuti Urbani Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 59 del 29.10.2009 INDICE CAPITOLO
COMUNE DI CASAVATORE Provincia di Napoli SERVIZIO ECOLOGIA ED AMBIENTE Via San Pietro, 62/64 Tel/Fax 081/2360273
COMUNE DI CASAVATORE Provincia di Napoli SERVIZIO ECOLOGIA ED AMBIENTE Via San Pietro, 62/64 Tel/Fax 081/2360273 REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI ( Redatto ai sensi dell art. 198,
COMUNE DI BUCCINASCO PROVINCIA DI MILANO Area Gestione del Territorio Servizio Ecologia Via Roma, 2 - Tel. 0245797222 Fax 0245797267 REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI SERVIZI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI