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Timestamp: 2018-06-18 00:21:34+00:00
Document Index: 127487583

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 14']

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 3 febbraio 2016, n. 2055. Sussiste la giurisdizione dei giudice ordinario riguardo all'impugnazione proposta dal direttore generale di una azienda sanitaria locale in relazione alla risoluzione del contratto di lavoro - Avvocato Renato D'Isa
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sentenza 3 febbraio 2016, n. 2055
1. Con ricorso al Tribunale di P.A.S. esponeva: che aveva svolto funzioni di direttore generale della Azienda Sanitaria 1 di Paola in virtù di un contratto di durata triennale stipulato con la Regione Calabria in data 8 aprile 2004; con delibera n. 139 dei 16 febbraio 2005 la Giunta regionale della Calabria lo aveva sospeso dalle funzioni ed aveva contestualmente nominato un commissario ad acta, sull’assunto che si sarebbe verificato un disavanzo di oltre 4,5 milioni di Euro; con delibera n. 474 del 14 marzo 2005 la stessa Giunta regionale lo aveva dichiarato decaduto dall’incarico di direttore generale. Ciò premesso deduceva l’illegittimità di quest’ultima delibera sotto vari profili e per l’effetto chiedeva la condanna della Regione Calabria al risarcimento dei danni patrimoniali patiti, nella misura corrispondente ai compensi non percepiti fino alla data di scadenza contrattuale pattuita, oltre che dei danni non patrimoniali da liquidare in misura equitativa.
7. Col primo motivo la Regione Calabria, denunciando violazione dell’art. 360, comma primo, n. i cod. proc. civ.; degli artt. 3 decreto legge n. 347 del 2001 (convertito con modificazioni dalla legge n. 405 del 2001), 52, comma 4, lett. d), legge n. 289 del 2002; 3 bis d.lgs. n. 502 del 1.992 e 14 legge regionale n. 11 del 2004, censura la statuizione della sentenza impugnata relativa alla giurisdizione sostenendo che la stessa spetterebbe al giudice amministrativo. Deduce, in particolare, che la Corte territoriale avrebbe errato nell’assimilare due ipotesi affatto diverse — e cioè la risoluzione per gravi inadempienze di gestione e la decadenza automatica per mancato raggiungimento dell’equilibrio economico – e nel non considerare che il petftum sostanziale non era l’accertamento dei diritto a rimanere nella carica di direttore generale, bensì l’accertamento della illegittimità della decadenza e, in conseguenza della dedotta illegittimità, la condanna alla Regione al risarcimento del danno. Sottolinea che nel caso di specie la decadenza è stata adottata in relazione al mancato raggiungimento dell’equilibrio economico, come previsto dal citato art. 14 legge regionale n. 11 del 2004.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2018-06-05T18:36:40+00:00	10 febbraio 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite|0 Commenti