Source: http://studiolegalebacci.com/news/approfondimenti/28-la-causa-di-servizio
Timestamp: 2018-10-15 14:00:33+00:00
Document Index: 51173173

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 5', 'art 11', 'art 14', 'art. 8']

La richiesta di riconoscimento della causa di servizio è un passaggio delicato per poter beneficiare della pensione privilegiata e delle somme una tantum a titolo di equo indennizzo.
Questo momento, a volte, è sottovalutato e condotto dal militare che ne fa richiesta in modo approssimativo. È invece essenziale che siffatta fase, cruciale, sia caratterizzata dalla raccolta e presentazione di tutti gli elementi idonei ad ottenere il riconoscimento ed è per questo che si consiglia a chiunque abbia contratto un’infermità o una malattia “dipendente da causa di servizio” di presentare tempestivamente apposita richiesta presso gli uffici competenti, ponendo la dovuta accortezza nell’allegare ogni documento utile, avvalendosi, preferibilmente, sin da subito anche della consulenza e di un medico o, di un legale. Si tenga conto che il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità’ o lesione costituisce accertamento definitivo.
La fonte normativa che regola la materia in questione è il d.p.r. 461/2001. La procedura per il riconoscimento della causa di servizio può essere attivata a domanda (art. 2) o d’ufficio (art. 3).
Nel primo caso la domanda scritta deve essere presentata dal dipendente direttamente all’ufficio o al Comando presso il quale presta servizio.
È importante che nella domanda risultino indicati con chiarezza tre elementi:
la natura dell’infermità o lesione;
i fatti di servizio che hanno comportato il pregiudizio alla salute o che abbiano concorso in tal senso;
le conseguenze sull’integrità psicofisica e sull’idoneità al lavoro.
La mancanza di questi requisiti comporta l’irricevibilità della domanda.
N.B. riguardo al punto 3) è necessario che il dipendente ponga estrema attenzione e prudenza nell’avanzare un giudizio di inidoneità assoluta, correndo il rischio di un’eventuale risoluzione del rapporto di lavoro.
Il fine della domanda e il termine per la presentazione della domanda. Se la richiesta è avviata per fine amministrativo o per la richiesta di liquidazione di equo indennizzo questa deve essere presentata entro 6 mesi dall’evento dannoso o dal momento in cui si è avuta conoscenza dell’infermità (o in caso degli eredi entro 6 mesi dal decesso); se invece la richiesta è avviata al fine di ottenere il riconoscimento della pensione privilegiata è perentorio il termine di 5 anni dalla cessazione dal servizio o di 10 in caso di parkinsonismo.
Fase 1. L’art. 5 del d.p.r. 461/2001 stabilisce che l’ufficio che riceve la domanda provvede all’immediato invio, unitamente alla documentazione prodotta dall’interessato, all’ufficio competente ad emettere il provvedimento finale.
Fase 2. L’ufficio competente deve esprimersi entro 30 giorni. In caso di manifesta inammissibilità o irricevibilità respinge la domanda, in caso contrario trasmette la domanda e la documentazione alla Commissione Medica Ospedaliera competente. In entrambi i casi entro 10 giorni viene data comunicazione all’interessato.
È chiaro che l’iter procedurale deve essere compiuto con la dovuta attenzione, evitando così di ottenere il negativo parere di inammissibilità o irricevibilità. Una domanda scarna di elementi probatori tesi a sottolineare il nesso causale sarà infatti respinta.
Fase 3. La CMO entro 30 giorni dalla ricezione degli atti dall’Amministrazione effettua la visita e redige processo verbale.
È importante sapere che in questa fase il richiedente può farsi assistere da un medico di fiducia o da un medico legale.
Fase 4. Entro 30 giorni dalla ricezione del verbale della CMO l’ufficio competente ad emettere il provvedimento finale invia al Comitato di verifica per le cause di servizio il verbale, una relazione nella quale sono riassunti gli elementi informativi necessari e l’eventuale documentazione prodotta dall’interessato.
La CMO da comunicazione all’interessato della trasmissione degli atti entro 10 giorni. Sempre entro il termine di successivi 10 giorni l’interessato può avanzare richiesta di equo indennizzo o presentare opposizione alla trattazione e comunicazione dei dati sensibili.
Fase 5. Ai sensi dell’art 11 il Comitato di verifica accerta la causalità tra il servizio prestato e il pregiudizio alla salute, pronunciandosi entro 60 giorni dal ricevimento degli atti, sentito il relatore, con parere da comunicarsi poi entro 15 giorni all’Amministrazione.
Termine della procedura. Ai sensi dell’art 14 d.p.r. 461/2001 l’Amministrazione si pronuncia in conformità col parere del Comitato di Verifica entro 20 giorni dalla ricezione del parere stesso. Laddove sulla base di motivate ragioni non intenda uniformarsi al parere del Comitato di verifica deve chiedere un ulteriore parere, rilasciato entro ulteriori 30 giorni.
Il provvedimento finale è comunicato o notificato all’interessato nei successivi 15 giorni.
PRESENTAZIONE DIRETTA DI CERTIFICAZIONE MEDICA
Una strada che non tutti conoscono è stata prevista dal legislatore all’art. 8 d.p.r. 461/2001, sulla base del quale il dipendente può attivare la procedura presentando contestualmente alla domanda tesa al riconoscimento della causa di servizio la certificazione medica rilasciata da una delle commissioni mediche operanti presso le Asl territorialmente competenti entro un mese dalla data di presentazione della domanda stessa.
L’opportunità della scelta di tale iter è facilmente individuabile nel fatto che la Commissione e il Comitato sono contestualmente allertati della procedura in esame.
In tal senso L’ART. 8 D.P.R. 461/2001 così recita:
Al fine dell'accelerazione del procedimento, il dipendente o l'avente diritto in caso di morte del dipendente può presentare, contestualmente alla domanda di riconoscimento di causa di servizio o concessione di equo indennizzo, certificazione medica concernente l'accertamento dell'infermità specificamente dichiarata ovvero della causa clinica di morte, con le indicazioni di cui all'articolo 198, comma 1, del codice dell'ordinamento militare, rilasciata da una delle commissioni mediche operanti presso le aziende sanitarie locali, secondo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, della legge 15 ottobre 1990, n. 295, non oltre un mese prima della data di presentazione della domanda stessa. Il competente ufficio dell'Amministrazione, ove non sussistano condizioni di inammissibilità o irricevibilità, inoltra la domanda e la certificazione medica alla Commissione ed al Comitato entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della domanda stessa, allegando per il Comitato la relazione di cui all'articolo 7, comma 1.
Al dipendente è data comunicazione della trasmissione degli atti al Comitato entro i successivi dieci giorni, con nota nella quale viene indicata anche la possibilità dell'interessato di presentare richiesta di equo indennizzo entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, secondo quanto stabilito dall'articolo 2, comma 3, nonché di presentare opposizione nello stesso termine di dieci giorni, ai sensi dell'articolo 5, comma 5.
L'effettuazione della visita di cui al comma 1 è disposta, previa richiesta del medico di base, dall'Azienda sanitaria locale, territorialmente competente secondo i criteri indicati all'articolo 198, comma 1, del codice dell'ordinamento militare. Alla visita il dipendente può farsi assistere da un medico di fiducia, senza oneri per l'Amministrazione.
La richiesta di cui al comma 3 non ha effetti interruttivi o sospensivi sulla decorrenza dei termini di cui all'articolo 2.