Source: https://www.bandariva.it/2017/12/14/la-riforma-del-terzo-settore/
Timestamp: 2018-02-24 15:44:21+00:00
Document Index: 101619923

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 13', 'art.80', 'art.83', 'art. 148', 'art. 4']

La riforma del terzo settore - Benvenuti su bandariva!
legislazione no profit · 14. dicembre 2017
Presso la sala della comunità di Riva del Garda il 14/11/17 si è tenuto un incontro esplicativo sulle novità in materia del riordino del terzo settore. Presenti Daniele Erler - giurista Non Profit Network - Csv Trentino (primo relatore) e Antonino Guella - commercialista (secondo relatore).
Intervento del Dott. Erler:
la Legge delega 106/2016 entrata in vigore a giugno 2016, disponeva un anno di tempo per il governo ad emanare i decreti attuativi per il III settore. Sono così usciti i decreti legislativi 111-112 e 117/2017 tutti del 3/7/17. Quello più interessante è il decreto 117 che istituisce il codice del terzo settore (entrato in vigore il 3/8/17).
Per le Associazioni ci saranno sforzi maggiori nella gestione economica e amministrativa.
La riforma da una definizione giuridica (per la prima volta) di "ente del terzo settore". La riforma non tocca il codice civile, quindi rimane questa importante fonte di legge.
Art.4 dlgs 127/2017: definizione di Ente Terzo Settore:
Art.6: Altre attività diverse da quella istituzionale (la riforma non dice come va valutata la prevalenza). E' stato introdotto il registro unico del terzo settore (RUN) che non è ancora operativo.
Dott. Guella:
Art. 15: vengono definiti i libri obbligatori (codificati per la prima volta): libro soci, assemblee e cda.
Un decreto ministeriale da adottare entro il 3/8/18 dovrà stabilire come redigere sia il bilancio (per enti con entrate > 220.000€) che il rendiconto finanziario per cassa (per enti con entrate < 220.000€), documenti che andranno depositati!
Deposito entro il 30/06 (art. 48 co. 3).
Ci saranno anche degli appositi schemi di bilancio (art. 13). In questo modo i bilanci saranno confrontabili per tutto il territorio nazionale.
Art.14: Bilancio sociale; per ets con entrate > 100.000€ ci saranno obblighi di pubblicazione sul proprio sito di tutti i pagamenti a associati, componenti del direttivo, oltre ad altre figure.
Se si superano questi limiti: 110.000€ attivo patrimoniale; 220.000€ ricavi o entrate; 5 dipendenti occupati in media, l'Ente avrà l' obbligo di nominare un organo di controllo contabile con requisiti di professionalità; inoltre, sopra determinati limiti, ci sarà probabilmente l'obbligo della revisione legale.
Non chiaro ma abbastanza definito. Mancata definizione all'articolo 6 di prevalenza dell'attività non commerciale.
All'articolo 5 sono elencate 26 attività che sono per definizione non commerciali se:
- se i corrispettivi non superiori ai costi.
Le sponsorizzazioni sono considerate non commerciali (sono tassate comunque ma non entrano a far parte del calcolo per la prevalenza).
Regimi fiscali:
2 tipi (applicabili se autorizzate dall'Ue e comunque non prima dell'esercizio successivo all'entrata in vigore del registro unico, probabilmente 2020):
- (art.80): abrogata la 398 (poi applicabile solo alle asd), introdotto altro regime forfettario che tassa il 7% per enti con entrate sotto i 130.000€, nessuna agevolazione iva.
- per Odv e Aps fino si 130.000€: sempre regime forfettario ma al 3% per Aps e al 1% per Odv. No iva (fatture vendita senza iva e no iva acquisti).
Erogazioni liberali per Ets (art.83) applicabili dall' 1/1/2018:
- detrazioni per persone fisiche: passa dal 26 al 30% (35% per Odv) fino a max 30.000€;
- deduzione per soggetti giuridici: possibile nel limiti del 10% del reddito dichiarato.
Abrogate le onlus.
Le associazioni culturali che sfruttano l'art. 148 del tuir organizzando corsi a fronte di corrispettivi specifici, che si vedono decommercializzati tali corrispettivi, in futuro non potranno più farlo! Tale possibilità sarà possibile solo per le Aps.
Dlgs 111/2017 (entrato in vigore il 19 luglio? Erler diceva che tutti i dlgs entravano in vigore dal 3/8/17..):
Solo gli Ets potranno fruire del 5x1000.
Dott. Erler:
Registro unico, tenuto dal ministero del lavoro e delle politiche sociale, ma gestito da provincia (nel qual caso Pat ) o dalle regioni in maniera omogenea a livello nazionale.
Obblighi di deposito bilanci con una specifica codifica nazionale, obblighi di comunicazione di legale rappresentante, membri direttivo...
Registro diviso in sezioni che si escludono a vicenda (es: non posso essere sia Aps che Impresa sociale).
Aps e Odv si vedono abrogate le loro normative, quindi per rimanere tali devono iscriversi al registro.
Passaggi per entrata in vigore registro:
- entro 30 gennaio 2018 la provincia individua la struttura competente a gestire il registro;
- entro il 30 gennaio 2019 il registro dovrebbe entrare in vigore.
Situazione attuale per Odv, Aps e Onlus: il regime transitorio:
Intanto per tutte queste associazioni lo statuto dovrà essere adeguato (modifica attuabile con assemblea ordinaria e esente da bollo e registro). Poi:
- Odv e Aps tengono i loro registri finché non entrerà in vigore il registro unico; poi la provincia le trasmigrerà all'interno del registro.
- Onlus è una qualifica fiscale, non civilistica, quindi rimangono iscritte al loro registro fino all'entrata in vigore delle normative fiscale sulle Ets (un anno dopo l'entrata in vigore del registro, quindi probabilmente 2020); queste, non avendo una sezione apposita nel nuovo registro, non saranno trasmigrate automaticamente nel nuovo registro ma dovranno iscriversi in autonomia verificando personalmente in quale sezione. Odv no, sono onlus di diritto!
Per le Asd ( Associazioni Sportive Dilettantistiche ) non è prevista una apposita sezione del registro, pur individuando (art. 4) l'attività sportiva dilettantistica tra le 26 attività tipicamente non commerciali.
La Asd può (ed è più conveniente) applicare ancora la 398 (che sarà applicabile solo a questo tipo di associazione).