Source: http://www.mespad.it/?page_id=839
Timestamp: 2019-11-13 09:49:32+00:00
Document Index: 38391206

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 40', 'art. 40', 'art. 5', 'art. 40', 'art. 61', 'art. 40', 'art. 12']

Home / Informazioni utili / Diritti e Doveri
Cosa prevede il contratto riguardo l’assicurazione
L’art. 41 comma 3 del D.Lgs. 368/99 stabilisce che “L’azienda sanitaria presso la quale il medico in formazione specialistica svolge l’attività formativa provvede, con oneri a proprio carico, alla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all’attività assistenziale svolta dal medico in formazione nelle proprie strutture, alle stesse condizioni del proprio personale”.
Parimenti al personale strutturato, la copertura per la rinuncia alla rivalsa in caso di COLPA GRAVE è a carico del singolo.
“Non determinano interruzione della formazione, e non devono essere recuperate, le assenze per motivi personali, preventivamente autorizzate salvo causa di forza maggiore, che non superino trenta giorni complessivi nell’anno accademico e non pregiudichino il raggiungimento degli obiettivi formativi”. In tali casi non vi è sospensione del trattamento economico (D.Lgs. 368/99 art. 40 comma 4).
Le uniche sospensioni previste sono relative a periodi di malattia, maternità , congedo parentale. Per la sospensione relativa ad un periodo di prova previsto da eventuale contratto di assunzione vanno richiesti chiarimenti al MIUR.
L’art. 40 comma 3 del D.Lgs. 368/99 stabilische che “Gli impedimenti temporanei superiori ai quaranta giorni lavorativi consecutivi per servizio militare, gravidanza e malattia, sospendono il periodo di formazione, fermo restando che l’intera sua durata non è ridotta a causa delle suddette sospensioni. Restano ferme le disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonché quelle sull’adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni”.
riduzione dell’orario di lavoro di 2 ore giornaliere per l’allattamento, fino al compimento dell’anno di età del nascituro —> a Padova secondo il il verbale del Senato Accademico del 12 gennaio 2010 ( scarica: delibera maternità sa120110 ) l’Università ha deliberato di disapplicare, in quanto incompatibili con la disciplina del contratto di formazione specialistica, le disposizioni in materia di sospensione della formazione specialistica per maternità contenute nell’art. 5 del Regolamento per le Scuole di Specializzazione di area sanitaria, emanato con D.R. n. 3769 del 6 dicembre 2006.
Quali attività può effettuare il medico in formazione specialistica
Il D. Lgs. 368/99 art. 40 comma 1 prevede che “Per la durata della formazione a tempo pieno al medico é inibito l’esercizio di attività libero-professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il servizio sanitario nazionale o enti e istituzioni pubbliche e private”.
I medici specializzandi sono esclusi dalle categorie che possono effettuare prestazioni occasionali. Infatti il comma 3 dell’art. 61 della legge Biagi, D. Lgs. 276/2003, cita “Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali e’ necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali […]”.
L’art. 40 comma 6 del D. Lgs. 368/99 dispone che “Nell’ambito dei rapporti di collaborazione didattico-scientifica integrata tra università italiane ed università di Paesi stranieri, la formazione specialistica può svolgersi anche in strutture sanitarie dei predetti Paesi, in conformità al programma formativo personale del medico e su indicazione del consiglio della scuola, fermo restando quanto previsto dallo articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162”.
Secondo il D.P.R. 162/82 art. 12 comma 3: “[…] Ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l’attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione, anche all’estero o nell’ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979, n. 38 (8), in materia di cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo.” È quindi possibile svolgere la propria attività al di fuori della rete formativa e anche all’estero se autorizzati dal consiglio della scuola.