Source: http://tecnicopubblicopiemonte.netsons.org/cassazione.html
Timestamp: 2014-10-01 08:09:33+00:00
Document Index: 111817006

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'Cass. Sez. ', 'Cass. Sez. ', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 873', 'sentenza ', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ', 'art.3', 'art.3', 'art.3', 'Cass. Sez. ', 'art. 10']

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DIRITTO.135.IT : RIVISTA GIURIDICA PER GLI OPERATORI DEL DIRITTO NEL SETTORE EDILIZIO
Cassazione Procedimento amministrativo
Articoli & Note
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Decisioni della Suprema Corte di Cassazione
Mercoledì, Aprile 10, 2013 4:38 PM
Urbanistica. Violazioni antisismiche e responsabilità dell'esecutore dei lavori-Pres. Lombardi Est. Graziosi Ric. Lo Iacono Urbanistica. Violazioni antisismiche e responsabilità dell'esecutore dei lavori.Anche il titolare della ditta chiamata ad eseguire opere edilizie in zone sismiche, in quanto destinatario diretto del divieto di esecuzione dei lavori in assenza dell'autorizzazione e in violazione delle prescrizioni tecniche, può commettere il reato di cui all'art. 93 d.P.R. 380\01.
Cass. Sez. III n. 6282 del 8 febbraio 2013 (Ud 18 dic. 2012) fonte : lexambiente
Cass. Sez. III n. 1260 del 10 gennaio 2013 (CC 25 set. 2012) Pres. Lombardi Est. Franco Ric. PM in proc. Puliafico ed altri
Sviluppo sostenibile. Costruzione ed esercizio impianto fotovoltaico L autorizzazione unica regionale è espressamente qualificata dall'art. 12, comma 3 d.lgs. 387\03 (analoga disposizione reca ora l'art. 5, comma 1 d.lgs. 28\2011) come necessaria non solo per la costruzione degli impianti e delle opere ed infrastrutture connesse, ma altresì per lesercizio degli impianti stessi. E evidente che la ratio della norma è costituita dalla finalità che il controllo amministrativo da parte dellente regionale competente venga assicurato non solo nella fase della costruzione dellimpianto fotovoltaico, ma anche e soprattutto nella fase del suo esercizio.
Cassazione: norme sulle dimensioni degli spazi interni non possono derogare a quelle sulle distanze tra edifici In tema di distanze nelle costruzioni (art. 873 c.c.), con la sentenza n. 22081 depositata il 25 ottobre 2011, la Corte di Cassazione ha confermato una condanna alla demolizione di un manufatto costruito a ridosso della propriet� del vicino ... Fonte: Studiocataldi.it Url: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_10998.asp EDILIZIA  ABUSO EDILIZIO - CONDONO AREA VINCOLATA PAESAGGISTICAMENTE  VINCOLO DI INEDIFICABILITÀ RELATIVA  SANATORIA  ESCLUSIONE.
Con la decisione in esame la Suprema Corte, in una fattispecie nella quale limputato era stato condannato per aver eseguito un intervento edilizio in area paesaggisticamente vincolata, ha affermato - anche tenuto conto dei recenti interventi della Corte Costituzionale (sent. n. 54 del 2009; ord. n. 150 del 2009)  che la condonabilità delle opere realizzate in area vincolata è esclusa non soltanto se si tratti di vincolo di inedificabilità assoluta, ma anche nel caso in cui larea sia sottoposta a vincolo di inedificabilità relativa. Sentenza n. 24647 udienza del 24 marzo 2009  deposito dell15 giugno 2009 Urbanistica. Sospensione condizionale e demolizione.
Il giudice, nella sentenza di condanna, può subordinare il beneficio della sospensione condizionale della pena alla demolizione dellopera abusiva, in quanto il relativo ordine ha la funzione di eliminare le conseguenze dannose del reato e si tratta di una sanzione amministrativa esercitata dal giudice penale con un potere autonomo. Il fatto che sia stata affermata la necessità di coordinare lesercizio ditale potere  revocabile sino alla fase esecutiva con eventuali altri interventi della P.A. non equivale a precluderlo a priori. Conseguentemente, lintervenuta sospensione dellanalogo provvedimento da parte del T.A.R. non si riverbera sulla competenza del giudice penale. Cass. Sez. III n. 43862 del 17 novembre 2009 Urbanistica. Modifica della destinazione d'uso In ordine al mutamento di destinazione d'uso di un immobile attraverso la realizzazione di opere edilizie, effettuato dopo l'ultimazione del fabbricato e durante lo sua esistenza si configura in ogni caso un'ipotesi di ristrutturazione edilizia (secondo la definizione fornita dall'art.3, comma 1, lett.d) del T.U. n.380/2001), in quanto l'esecuzione dei lavori, anche se di modesta entità, porta pur sempre alla creazione di un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. L'intervento rimane assoggettato, pertanto, al previo rilascio del permesso di costruire con pagamento del contributo di costruzione dovuto per la diversa destinazione. Non ha rilievo l'entità delle opere eseguite, allorchè si consideri che la necessità del permesso di costruire permane per gli interventi: di manutenzione straordinaria, qualora comportino modifiche delle destinazioni d'uso (art.3 comma lett. b) T.U.380/2001; di restauro e risanamento conservativo, qualora comportino il mutamento degli "elementi tipologici" dell'edificio, cioè di quei caratteri non soltanto architettonici ma anche funzionali che ne consentano la qualificazione in base alle tipologie edilizie (art.3 comma lett. c T.U. n.380/2001). [Cass. Sez. III n. 35383 del 16 settembre 2008 (Cc. 17 giu. 2008) Pres. Grassi Est. Amoresano Ric. Nesi ed altri ] Urbanistica. Realizzazione soppalco
La realizzazione di un soppalco all'interno di una preesistente abitazione necessita del preventivo rilascio del permesso di costruire (o della DIA alternativa al permesso), atteso che l'art. 10, comma primo letto c), del D.P.R 6 giugno 2001 n. 380 assoggetta a permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, senza la necessità che concorrano tutte le condizioni previste nello stesso articolo (mo