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Timestamp: 2020-03-29 04:00:48+00:00
Document Index: 71376374

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 2728', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 11870 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11870 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 12/05/2017, (ud. 02/03/2017, dep.12/05/2017), n. 11870
sul ricorso 3631-2012 proposto da:
FIBELL COSTRUZIONI SRL IN LIQUIDAZIONE, persona del liquidatore e
legale rappresentante pro tempore, domicilia in ROMA PIAZZA CAVOUR
avverso la sentenza n. 328/2010 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di
1. La Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione distaccata di Lecce, con la sentenza n.328/23/10, depositata il 15.12.2010 e non notificata, ha confermato la prima decisione concernente l’annullamento dell’avviso di rettifica parziale emesso, sulla base del pvc redatto dalla G. di F. in data 11.06.2001, nei confronti della società Fibell Costruzioni SRL per IVA per l’anno di imposta 1996.
2. Il giudice di appello ha sostenuto che le relazioni di stima fatte dai tecnici di parte avevano provato che i valori riscontrati erano nettamente inferiori a quelli evidenziati nell’atto impugnato: da ciò deduce che i valori oggetto di ripresa non possono essere oggetto di confronto con gli altri e non consentono di ricostruire le esatte movimentazioni bancarie, nè di ritenere una omessa fatturazione di corrispettivi. Conclude affermando che le riprese dell’Amministrazione non sono chiare e, pertanto, non meritevoli di accoglimento.
Secondo la ricorrente, che trascrive per autosufficienza ampi stralci del pvc redatto dalla G. di F., richiamato dall’avviso di accertamento, dalle indagini era emerso che B.M. operava in maniera del tutto autonoma, anche mediante apposizione di firme false, sui conti e sui libretti accesi presso la (OMISSIS) e la Banca di Roma di Maglie, intestati, oltre che a lei stessa, anche a B.F., M.P., L.M., D.M.M. e D.M.G. che, in particolare, sui alcuni conti erano risultati notevoli versamenti di danaro contante, nonostante i titolari dei conti non disponessero di una sufficiente fonte di redditività; ed ancora che le indagini avevano messo in evidenza che per più compravendite, a fronte del prezzo dichiarato, erano state rilevate operazioni bancarie anomale e non giustificate per ulteriori rilevanti importi sui conti degli acquirenti: tutti elementi sui quali la sentenza non si era soffermata in alcun modo.
1.3. Con il secondo motivo si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 32 e 41, e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51 e dell’art. 2728 c.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).
La ricorrente, richiamando la giurisprudenza di legittimità, rammenta che i dati relativi ai rapporti finanziari,, segnatamente versamenti e prelevamenti, danno origine ad una presunzione legale relativa di maggiori ricavi o di maggiori imponibili, che determina una inversione dell’onere della prova di guisa che è il contribuente a dover provare che gli elementi desunti dalle movimentazioni bancarie non erano assoggettabili a tassazione, e argomenta che tale tipologia di indagini è estensibile anche ai conti di “terzi”, ossia di soggetti non direttamente interessati dall’attività di controllo, quando emergono elementi circa il carattere fittizio dell’intestazione o la connessione o l’inerenza con il reddito della società (fol. 45 del ricorso).
2.5. In realtà la CTR, sostanzialmente, si limita ad aderire alle relazioni di stima formulate dai consulenti della società e ne inferisce, senza alcuna spiegazione, una ricaduta favorevole alla parte privata sulla valenza degli accertamenti compiuti sulle movimentazioni bancarie; esprime, quindi, perplessità e insoddisfazione sulle riprese operate dall’Ufficio in termini apodittici, dai quali non è dato desumere l’iter logico giuridico seguito.