Source: https://projectworkshop.wordpress.com/2008/07/12/limiti-di-competenza-dei-geometri-parte-4/
Timestamp: 2017-07-23 08:52:08+00:00
Document Index: 86789967

Matched Legal Cases: ['arte 4', 'art. 1', 'art 57', 'art 19', 'art 64', 'art 93', 'art 94', 'art 46', 'art 16', 'art 64', 'art 93', 'art 94', 'arte 4']

Limiti di Competenza dei Geometri – Parte 4 | www.project-workshop.it
Piccoli Berlusconi Crescono »
Data : 12 luglio, 2008
vittorio (14:18:42) : apprezzo molto il contenuto
Geom. Palermo Rosario Pietro - Dirigente Ufficio Tecnico Comune di Sangineto (09:36:00) : Si chiede se in un piccolo comune, 1.500 abitanti circa, l’ufficio tecnico diretto da geometra, può redigere il piano di spiaggia.
PWS Admin (09:43:56) : Essendo materia urbanistica, la competenza alla redazione di qualsiasi atto di pianificazione è riservata a professionisti laureati ed abilitati.
PWS Admin (16:22:11) : E poi, mi permetta di aggiungere, basta dare un’occhiata al tariffario della Sua categoria professionale: le prestazioni in materia urbanistica non sono contemplate, quindi mi pare ovvio che anche porsi la questione sia irrilevante.
Alberto (16:00:49) : Sono un pò confuso. Credevo che l’attività professionale dei geometri fosse regolamentata dal R.D. 11 febbraio 1929 e non ero a conoscenza dei DD.MM. di cui si riporta estratto e dei quali non riesco a trovare traccia in rete.
A dire il vero le precedenti parti in cui viene trattato l’argomento pare escludano la possibilità di una definizione dimensionale ogettiva, cosa che invece troviamo all’art. 1 di questo inntervento.
Potresti aiutarmi a fare chiarezza?
PS complimenti vivissimi per il blog.
PWS Admin (16:20:22) : Si tratta in pratica del documento elaborato ed emanato dalla “COMMISSIONE PERTICONE”, ovvero la “Commissione Ministeriale per l’Esame dei Limiti di Competenza dei Geometri” (Istituita con DD.MM. 10/04/86 E 12/12/87, appunto) e dalla “Direzione Generale degli Affari e delle Libere Professioni, Ufficio VII°”. Il presente documento viene di norma preso come riferimento giurisprudenziale in vertenze relative a conflitti di competenza.
gmedas (16:38:32) : Sono geometra libero professionista iscritto all’Albo dei Collaudatori istituito presso la Regione, ho ricevuto l’incarico per l’effettuazione del Collaudo Tecnico Amministrativo dei lavori di restauro di un vecchio fabbricato, casa tradizionale del centro abitato interessato, non vincolato, ma di costruzione ultracinquatennale. Il Direttore dei lavori architetto ha contestato l’incarico. Si tega conto che nella revisione degli atti di contabilità ha rilevato gravi imprecisioni da parte dello stesso nella tenuta degli stessi. Ma aldilà di questo ho bisogno di un consiglio. Posso proseguire nell’espletamento dell’incarico ricevuto?
PWS Admin (17:47:35) : In base alla legge costitutiva delle professioni dei tecnici diplomati, le competenze del Geometra riguardano
“-Progettazione, direzione dei lavori, calcolo e collaudo di costruzioni rurali ed edifici per uso industrie agricole di limitata importanza;
-Progettazione, direzione dei lavori, calcolo e collaudo di modeste costruzioni civili […]”
Sono altresì escluse dalla competenze del tecnico diplomato tutte le categorie di interventi su edifici ed aree “di interesse storico- ambientale”, quindi non esclusivamente riferibili al vincolo di cui alla L. n. 1089/39 ma anche a tutte quelle costruzioni od aree su cui le Amministrazioni, locali e non, hanno ritenuto opportuno imporre delle tutele di carattere storico-ambientale (i.e. zone “A” o di interesse paesaggistico, ecc.) a livello pianificatorio territoriale o sovraterritoriale.
Tutto ciò premesso, ritengo che le contestazioni avanzate dal collega Direttore dei Lavori, prescindendo dalle motivazioni che lo hanno spinto a farlo, siano fondate nel caso l’edificio di cui trattasi rientri nelle casistiche sopra citate.
gmedas (16:17:33) : Non volendo che questa sia una ” rivendicazione sindacale di categoria” la ringrazio per il parere e ne terrò rispettosamente conto. Mi permetto comunque di farLe notare che la sua interpretazione circa l’esclusione della comptenza dei tecnici diplomati a progettare nelle cosi dette ” zone A” risulti per lo meno troppo restrittiva visto che di fatto, e per fortuna, la maggior parte delle aministrazioni comunali accettano progettazione e d.l. in edifici inseriti i tali zone omogenee. Ritengo infine comunque che in questi casi sia applicabile invece “il criterio” della dimensione dell’intervento nonchè del fabbricato oggetto dell’intervento. Grazie comunque ancora per lo spazio dedicato all’argomento e per la disponibilità a trattare lo stesso.
PWS Admin (18:04:48) : L'”interpretazione” a cui fa riferimento, che per altro condivido, è quella già espressa dal CNA e formalizzata a tutti gli iscritti dai rispettivi ordini professionali. Se da una parte il criterio “Quantitativo” (oltre un certo volume) mira ad evidenziare gli aspetti di complessità delle opere progettate con implicazioni riguardanti anche la pubblca incolumità, quello “Qualitativo” tende invece a preservare le peculiarità storico-artistiche del paesaggio costruito. D’altronde, mi permetta, non è la dimensione di un’opera architettonica, da sola, a stabilirne l’importanza storico-compositiva. Pesnaimo infatti alle piccole chiesette rurali risalenti al XII o XIII secolo che si trovano nelle campagne toscane o laziali o alle minuscole edicole che scandiscono i percorsi artistici nelle nostre città d’arte.
Le voglio raccontare un aneddoto capitatomi giusto pochi giorni fa. Nell’ambito di una Commissione Edilizia di cui sono membro commissario, viene sottoposto alla nostra attenzione un intervento riguardante la creazione di una “tettoia” a copertura di un balcone posto al primo piano di una villetta unifamiliare risalente al ventennio. Immobile non sottoposto alle tutele di cui alla 1089 ma comunque inserito in zona omogenea A dall’Amministrazione Comunale. L’edificio non è nulla di che, intendiamoci, ma comunque racchiude in sé tutte le caratteristiche della costruzione modernista, con i suoi volumi regolari, la sua copertura piana, il balcone stondato, le ringhiere tubolari a disegno semplice, i paramenti esterni faccia-vista alternati all’intonaco liscio chiaro.
Ecco, il Suo Collega, al quale la proprietà aveva affidato l’incarico per la progettazione di questa tettoia, aveva previsto una struttura a pilastri in mattoncini rustici, una copertura *inclinata* a coppi e tegole toscane, una orditura di travi e travicelli in legno ed aveva pensato bene di sostituire le ringhiere in tubo metallico verniciato con una balaustra in cemento in puro stile ottocentesco, con tanto di piolini sagomati. Ora, sono perfettamente cosciente che, nonostante alle Scuole Superiori lo studio della storia dell’architettura e dell’arte sia materia secondaria, sicuramente esistano professionisti diplomati che per loro soddisfazione personale dedicano buona parte del loro tempo all’approfondimento di tali studi in passato mai sufficientemente approfonditi, ma capirà che non può essere lasciato *solo* alla sensibilità od all’attenzione delle commissioni edilizie la censura di tali marchiani errori. (Ah, nel caso ad esempio la pratica è stata rimandata al mittente e il Suo Collega segnalato alle autorità competenti per Esercizio Abusivo della Professione. Un po’ come viene fatto quando un odontotecnico viene colto a fare un’otturazione o ad estrarre un dente).
Per questo l’argomento delle competenze risulta di particolare importanza: non può essere in alcun modo delegata la progettazione del nostro paesaggio costruito su cui da una parte le Amministrazioni pongono, a ragione, una qualsiasi tutela storico-ambientale, a professionisti che, volenti o nolenti, non abbiano approfondito e studiato in maniera adeguata tutte le problematiche relative alla storicità del nostro patrimonio storico edilizio.
Che poi nella prassi sia in qualche modo entrata nella consuetudine l’ammissione dell’operato del tecnico diplomato anche su edifici rientranti in zone omogenee di tutela storico artistica è, ahinoi, un’anomalia tutta italiana alla pari della stessa esistenza della figura professionale del tecnico diplomato nell’edilizia che, vale la pena ricordarlo, esiste solo in Italia e in nessun’altra parte del mondo occidentale.
Francesco (14:16:58) : Spett.le projectworkshop
Posso anche concordare sul fatto che geometri, architetti ed ingegneri hanno compiti e ruoli che in alcuni casi si sovrappongono, ed è bene che ognuno si limiti ad occuparsi di ciò di cui ha competenza.
Le ricordo che la figura del geometra deriva dall’agrimensore ed ha permesso l’edificazione di tanti cascinali e paesi della provincia Italiana, quando ingegneri ed architetti erano molto pochi e si occupavano principalmente di progettare opere grossa entità. Non posso minimamente condividere quando Lei afferma:
“Ora, sono perfettamente cosciente che, nonostante alle Scuole Superiori lo studio della storia dell’architettura e dell’arte sia materia secondaria, sicuramente esistano professionisti diplomati che per loro soddisfazione personale dedicano buona parte del loro tempo all’approfondimento di tali studi in passato mai sufficientemente approfonditi, ma capirà che non può essere lasciato *solo* alla sensibilità od all’attenzione delle commissioni edilizie la censura di tali marchiani errori.
Per questo l’argomento delle competenze risulta di particolare importanza: non può essere in alcun modo delegata la progettazione del nostro paesaggio costruito su cui da una parte le Amministrazioni pongono, a ragione, una qualsiasi tutela storico-ambientale, a professionisti che, volenti o nolenti, non abbiano approfondito e studiato in maniera adeguata tutte le problematiche relative alla storicità del nostro patrimonio storico edilizio.” La sensibilità storico-ambientale non la si apprende con il semplice studio dell’architettura o dell’arte fatto sui libri di scuola.
La sensibilità al “bello” è qualcosa di innato nelle persone, a prescindere dalla loro professione. Purtroppo i nemici del “bello” non sono certo i geometri che, bontà sua, non vuole lasciare in balia di loro stessi. Casomai il nemico del bello è la speculazione edilizia e, diciamocelo, chi più si è prestato alla realizzazione degli “scempi edilizi” e degli “eco-mostri” sono proprio ingegneri ed architetti.
I geometri tuttalpiù fanno qualche villetta, magari non bella ma, difficilmente, decisamente brutta. Ma simili mostruosità che deturpano e/o hanno deturpato il nostro patrimonio storico-paesagistico, obbiettivamente, chi le ha progettate?
http://daw.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2196328 http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2996&Itemid=82
cesare (13:53:57) : gentili colleghi/e, sono un architetto da molto tempo e vorrei sottoporvi un dilemma quanto mai scontato e molto chiaro a chi svolge professioni tecniche.
…”avete mai visto un infermiere che opera un paziente al posto di un medico chirurgo?”
beh? la risposta è ovvia. Perchè la Magistratura non interviene? l’abuso di professione è palese!!!
Basta con il continuo ripetere dei limiti della loro professione.
Che sia lo Stato a bacchettare, giustamente, i Collegi dei Geometri che non ritornano sui loro passi.
Studiare poi, per che cosa? Per vedere un geometra di provincia, che progetta villette a go go, mentre noi tecnici laureati dobbiamo fare i conti con le spese di fine mese?
premetto che il lavoro non mi manca, ma vorrei avere una risposta, una sola.
Perchè si decretato i limiti dal 1929 e poi quando si guardano i progetti vidimati dai geometri sono paro paro a quelli di un architetto? grazie
PWS Admin (14:40:51) : Gentile Cesare,
se i progetti presentati dai tecnici diplomati fossero uguali, “paro paro”, a quelli dei tecnici laureati sarebbe un problema. Per due ordini di motivi: primo perché significherebbe che il grado di preparazione dei diplomati sarebbe, in un ipotetico livellamento verso l’alto, paritario rispetto a quello dei laureati; secondo perché significherebbe che il grado di preparazione dei laureati sarebbe, in un ipotetico livellamento verso il basso, paritario rispetto a quello dei diplomati.
Ovviamente, al di là dei giochi di parole, il problema centrale della discussione riguardo le competenze professionali, non dovrebbe nemmeno arrivare al confronto tra i gradi di progettazione, per il semplice motivo che dovrebbe essere chiaro, prima di tutto ai tecnici comunali istruttori ed ai colleghi commissari nelle commissioni, quello che può fare l’una o l’altra figura professionale.
Purtroppo la cultura del rispetto delle competenze è ancora lontana dall’essere interiorizzata, a partire dalla committenza, per finire alle stesse Amministrazioni locali.
Sta esclusivamente alla cultura ed alla sensibilità del singolo, tecnico istruttore o membro di commissione, evidenziare gli episodi in cui la legge viene infranta e richiedere esplicitamente il rispetto delle regole condivise.
Andrea (22:42:40) : forse dovreste progettare qualcosa di più complesse che una banale villetta, francamente non vedo cosa di complesso ci sia nel progettarne una, cosa che potrebbe benissimo fare anche un muratore con pochi anni di esperienza del settore. Secondo me dovreste impegnarvi nel combattere altre battaglie invece di lamentarvi del mal tolto che di male in realtà non ha nulla e dedicarvi più alla salvaguardia del patrimonio storico e culturale .
PWS Admin (23:05:24) : Salve Andrea,
ora, con tutto il rispetto, non vorrei che si arrivasse al parossismo per cui le competenze che andrebbero limitate, per difetto, fossero quelle dei tecnici laureati.
Già vengono tollerate figure professionali come il geometra o il perito edile, uniche nel panorama mondiale, e passi, ma di qui a dire che l’ingegnere o l’architetto dovrebbero limitarsi ad occuparsi del patrimonio storico e lasciare il resto ai diplomati ed all’iniziativa creativa del muratore mi pare onestamente troppo.
Claudio (11:56:55) : Architetti invidiosi. Ma impegnatevi a fare bene il vostro lavoro e lasciateci fare il nostro come sempre abbiamo fatto, con la massima competenze ed esperienza sul campo. Lo so che vorreste essere come noi, ma temo che alcuni di voi non potranno mai avere la nostra preparazione professionale, nemmeno con un corso di studi di 50 anni. Il nostro diploma, con la nostra esperienza vale tre lauree e lo sapete bene, lo sanno anche i clienti, che sono intelligenti ed ovviamente si rivolgono a chi è competente e non a chi, con qualche anno in più di studi, vorrebbe sostituirsi a noi. Ma alla fine le cose che deturpano l’ambiente le fate dalle vostre parti, siete voi che progettate quegli edifici ingombranti e che pianificate il territorio, a volte in modo vergognoso, a noi vanno bene i piccoli interventi che non portano fastidio a nessuno. Fateci campare e lasciateci in pace. Con affetto, Claudio, un geometra.
PWS Admin (12:36:53) : Gentile Claudio,
nessuno si è mai sognato di negare anche ai geometri di lavorare secondo le rispettive competenze, meno che mai da questo blog.
Mi permetta di dissentire però dalla Sua affermazione secondo cui un diploma vale tre lauree, altrimenti sarei costretto a prendere atto che viviamo in un Paese dove il sistema istruzione è pari a quello dei Paesi del Terzo Mondo.
cesare (13:24:34) : Ill.mo Claudio
Lei parla di invidia professionale, ma vorrei ricordarle che non si tratta d’invidia a “pari livello”, (es. tra arch. e ing.), ma ben si di ingiustizia delle professioni.
Inoltre dalle sue parole, (non vorrei essere troppo severo), apparirebbe un po maleducato e convinto delle sue “grandi” abilità professionali.
in qualità di CTU ho purtroppo, esaminato molti casi di “progettini” di geometri. In realtà erano veri e propri “progetti architettonici”.
…e potete immaginare le conseguenze..saluti a tutti.
…provate ad immaginare un mondo senza geometri, non potremmo più litigare in cantiere e concludere la discussione a tarallucci e vino!
andrea (09:25:34) : Cari architetti vi sapete solo attaccare a delle norme. La verità è che i geometri e gli ingegneri vi sovrastano in competenza, professionalità ed esperienza diretta. Continuate a parlare ma sarete voi a sparire professionalmente o meglio ad occuparvi solo di interni. Continuate a fare solai senza pilastri e muri senza appoggio, continuate pure ad essere considerati ignoranti anche dai muratori che vi insegnano la professione. E’ vero siete solo invidiosi perchè noi siamo i mitici geometri ed esistiamo da sempre.
PWS Admin (14:54:26) : Gentile Sig. Aloisio,
generalizzare non è mai sintomo di onestà intellettuale.
cesare (13:37:37) : Caro Geom. Andrea, ritengo opportuno sottolineare una verità, purtroppo dolorosa per i miei colleghi architetti.
I Geometri sono “altamente preparati” nella tecnica esecutiva, nella considerazione d’intervento e nel gestire il cantiere negli imprevisti.
E…il sottoscritto ha imparato tutto da un Geometra con la “G” maiuscola! Inoltre tutt’oggi lavoriamo insieme.
…ed è proprio vero che il 60% degli architetti sotto i 35 anni, ha solo la bocca piena di grandi parole come “facciamo, allarghiamo, prepariamo”, solo perchè sanno smanettare autocad!
Quindi non ho nulla da contestare nella preparazione o capacità di Voi Colleghi.
..ma mi piacerebbe capire perchè non si dividono le competenze. Tutto qui.
Quindi, se si facesse luce sulle competenze, molti di noi che sono veramente incapaci (mi permetta sig. Admin), sarebbero fuori dal mercato. Saluti
Fabrizio (15:42:10) : Egregi professionisti,
sono un giovane geometra iscritto all’albo da pochi anni, evito di inserirmi sulla discussioni tra quale categoria professionale sia più competente, più preparata e via discorrendo, ma vorrei porVi una domanda. ho svolto la pratica professionale presso uno studio di ingegneria e ho usato e continuo ad utilizzare un software per il calcolo strutturale di edifici (sottolineo per evitare malintesi che il progetto veniva firmato dall’ingegnere). Ora collaboro con un’azienda che tratta legno massello e lamellare nei più svariati utilizzi e mi ha chiesto se posso certificare l’idoneità statica di piccole casette con destinazioni d’uso di ricovero attrezzi o simili quindi NON ABITAZIONI. Nell’ articolo 5 in cima a questo blog viene escluso che il geometra possa dimensionare elementi lignei. Mi potreste dare lumi su questo e precisi riferimenti normativi?
PWS Admin (19:11:27) : Salve e grazie per la visita.
Tenga conto che quello riportato sopra è un testo prodotto da una Commissione Ministeriale che però non è mai stato trasposto sotto forma di norma. Il testo viene di solito acquisito come orientamento giurisprudenziale in caso di contenziosi giudiziari riguardanti conflitti di competenze.
Fabrizio (10:30:45) : La ringrazio per la risposta, ma come faccio ad accertare quali sono le mie competenze in modo da essere nella cosiddetta “botte di ferro” in caso di contenzioso? Ripeto non miro a progettare cose grandiose, ma semplici casette per ricovero attrezzi o al massimo piccoli posti auto..tra l’altro con l’ausilio di software che semplificano il procedimento..ho cercato riferimenti normativi, ma nulla di chiaro e soprattutto nulla di recente quindi aggiornato alla nuova fomazione che i geometri acquisiscono durante il corso degli studi..ringraziandoLa per l’apprezzata attenzione
PWS Admin (12:09:34) : Ritengo che la certezza, per così dire, “matematica” non l’avrà mai. Purtroppo una normativa fumosa ed incerta, così come quella relativa alle competenze professionali – a meno che non si tratti di un caso espressamente previsto al suo interno – lascia sempre adito ad interpretazioni giurisprudenziali. D’altro canto proprio la fumosità della normativa in parola permette a taluni professionisti di uscire, spesso, dai propri margini di competenze confidando in letture fantasiose ed interpretazioni spericolate della stessa. Per contro, quando come nel Suo caso, si cerca invece di avere delle certezze operative ci si scontra proprio con l’approssimatività e la scarsa definizione delle normative di cui si tratta.
Se poi dovessi uscire per un attimo da una necessaria posizione neutrale sulla questione e fossi chiamato a esprimere la mia personalissima opinione, credo che non vedrei alcun problema nel sottoscrivere i progetti a cui fa riferimento proprio in virtù del carattere “modesto” delle opere, a prescindere dalla tecnologia usata, e forte del fatto che l’opera non comporta una continuità di utilizzo da parte delle persone, cosa su cui invece molta giurisprudenza pone fortemente pregiudizio. Per altro anche la progettazione di strutture in c.a., quando di modeste dimensioni, rientra nelle competenze del tecnico diplomato.
Ma, ripeto, si rimane sempre nell’ambito delle valutazioni personali e nelle interpretazioni personali della normativa che quindi, in quanto tale, possono essere sempre messe in discussione.
Fabrizio (14:11:56) : Le devo davvero fare i complimenti per la cordialità dimostrata.
studiodebernardis@ibero.it (23:59:36) : Premesso che il geometra è tradizionalmente considerato il tecnico piu’ vicino sia ai cittadini sia alla pubblica amministrazione proprio per la sua capacita’ di rispondere adeguatamente e tempestivamente alle loro diverse esigenze, supportato dalla sua poliedrica formazione scolastica e professionale.
I settori di intervento nei quali opera il geometra sono:
-Progettazione architettonica, calcoli strutturali,direzione lavori , impianti idrico-fognante termico elettrico di modeste costruzioni non superiore a 5000 mc ed attenendosi a criteri di valutazione tecnico-qualiatativo-economico fondato sulla valutazione della struttura dell’edificio e delle relative modalita’ costruttive , che non devono implicare la soluzione di problemi particolari devoluti esclusivamente ai professionisti di rango superiore art 57 legge 144/1949 art 19 legge 12/03/1957 n 146 , inquanto la cultura tecnica delle categorie interessate si evolve col tempo, acquisendo nuovi spazi di conoscenza, che necessariamente si proiettano nell’esercizio in concreto dell’attivita’ professionale, ” Sentenza Corte Costituzionale n 199 del 19/27/aprile 1993 , Sentenza Corte di cassazione sez. VI penale n 3673 del 15 aprile 1993, Testo unico per l’edilizia D.P.R. 380/2001 del 6/06/2001 DLeg n 301/2002 del 27/12/2002 Parte II Normativa Tecnica Per L’Edilizia art 64 art 93 art 94 ” ;
-Topografia( rilevamenti, anche mediante tecnologie satellitare, terrestri e marini) ” geometra-geomatico”;
– estimatore immobiliare, mobiliare, di aziende e pratiche per relativi finanziamenti bancari ecc;
– attivita’ nel campo ” Eco Audit”;
-Projet Management;
-Progettista e direttore di lavori di lottizzazioni in strumenti urbanistici esistenti e urbanizzazioni primarie non superiori a 10000 mq e/o completamento di maglie di zonizzazione art 46 legge n 144 2/03/1949 , D.M. 596 del 06/12/93, art 16 lettera m) b) Regio Decreto 11/02/1929 n 274,
Corte Costituzionale 199/93;
-Funzioni di tecnico comunale ” capo ufficio tecnico nei comuni fino a 10000 abitanti” funzioni peritali anche giudiziarie ” per Giudice o di parte;
-Attuazioni di leggi speciali nel settore delle costruzioni ” quali valutazione di incidenza ambientale , valutazione pesaggistica, sicurezza dei cantieri, prevenzioni incendi ,etc.
In fine il geometra ed il geometra laureato opera secondo il CODICE DEONTOLOGICO PROFESSIONALE approvato dal CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI il 22/11/2006 pubblicato sulla G.U. n 18 del 23/01/2007 ;
PWS Admin (10:25:39) : Peccato però che le sentenze di Cassazione da Lei citate riguardino solo la legittimità costituzionale di un articolo del CP e del RD 274, mentre gli articoli del TU Edilizia dicano tutt’altre cose da quelle da Lei stesso citato.
Per il resto, ed in particolare, “poliedrica formazione scolastica e professionale”, è tutto molto simpatico.
studiodebernardis@libero.it (19:41:38) : simpatico pwa admin gradirei che le sue semplicistiche affermazioni vengano sopportate da fonti di legge e riferimenti di giuridiche di rango superiore Corte costituzionale tipo la n 199 del 19/27/93 etc. , in merito alla poliedricità del geometra e geometra laureato è un dato di fatto insito nel DNA e nella storia della categoria , in merito agli art 64 art 93 art 94 del T.U.E. la invito a leggersi le fonti di legge di riferimento legge 64/82 e legge 1086/72 ” mi scusi ma lei forse fà tutt’altro” , le preciso che lo scrivente ha gia’ attuato tutto quello citato al punto 26 pertanto parlo per un dato di fatto ” auguri di buon natale” alla prossima……!!!!!!!
franco (15:53:13) : Penso sia opportuno per chiarezza e definitiva chiusura della diatriba, portare a conoscenza di tutti le ultime sentenze in merito ai limiti professionali dei geometri:
Un architetto, competente quanto basta certo non a livello di un geometra.
PWS Admin (16:03:56) : Posto che la diatriba non sarà mai definitivamente chiusa, se non con un enorme (ed improbabile) sforzo di chiarezza del legislatore, La ringrazio per il prezioso contributo a questo Blog.
Alberto (15:00:07) : Gentile PWS Admin
Le sarei grato se sapesse darmi informazioni e chiarimenti, con relativi richiami normativi, in merito a quanto segue:
il geometra, naturalmente iscritto al relativo albo professionale, può progettare, svolgere attività di direttore lavori e di collaudatore di opere energetiche quali ad esempio gasdotti e di opere quali acquedotti ?
Grato per la disponibilità che mi vorrà accordare, La ringrazio sin d’ora.
PWS Admin (15:35:03) : Salve e benvenuto.
Ai sensi della LEGGE 2 MARZO 1949, N. 144, ‘TARIFFA PROFESSIONALE DEI GEOMETRI’ (CON LE MODIFICHE E GLI ADEGUAMENTI SINO ALL’ULTIMO DM 7 SETTEMBRE 1988 N. 407), all’Art. 57 (Classifica delle costruzioni), si legge:
Le prestazioni a cui si applicano gli onorari stabiliti nelle seguenti Tabb. H e I riguardano le seguenti specie di opere:
Categoria I – Costruzioni rurali, modeste costruzioni civili, edifici pubblici per Comuni fino a 10.000 abitanti.
B) Costruzioni per aziende rurali con annessi edifici per la conservazione dei prodotti o per industrie agrarie; case di abitazione popolari nei centri urbani, edifici pubblici; magazzini, capannoni, rimesse in piu’ locali, ad uso di ricovero e di industrie.
C) Case d’abitazione comuni ed economiche, costruzioni asismiche a due piani senza ossatura in cemento armato o ferro, edifici pubblici.
Categoria II – Costruzioni stradali e idrauliche e lavori di terra.
E) (F) Strade e canali.
F) (G) Strade di collina alta e montagna, che presentino maggiori difficolta’ di studio.
G) (H) Arginature e lavori di terra.
H) (I) Manufatti per opere stradali e idrauliche a se’ stanti.
I) (L) Impianti per provvista, condotta, distribuzione d’acqua. Fognature urbane.
Categoria III – Bonifiche.
L) (M) Bonifiche idrauliche ed irrigazioni a gravita’ con portata massima di litri 100 al minuto secondo.
M) (N) Bonifiche idrauliche e irrigazioni con sollevamento meccanico di acqua con impianti di potenza non maggiore di 15 HP in acqua sollevata (esclusi i macchinari). Piccole derivazioni d’acqua di lieve entita’.
N) (O) Progetti di bonifica agraria.
All’interno di questo articolo troverà elencate le opere per le quali è previsto un onorario per il geometra, ovvero le opere per le quali la normativa vigente prevede competenza del geometra.
Poi esiste una vasta giurisprudenza della quale potrà trovare ampi riferimenti qui su questo blog.
Senza entrare nel merito, dato che qui non si vogliono fornire pareri legali ma solo intavolare discussioni e confronti su questa tematica così ancora poco definita, mi pare che siano contemplate le opere di adduzione di acqua ma siano esclusi i gasdotti.
giuseppesss (23:55:21) : io mi chiamo giuseppe, mi sono diplomato come geometra ed ora sto facendo il tirocinio per poi poter sostenere l’esame per l’iscrizione all’albo. Inoltre sono un laureando in pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale. io volevo sapere come si diventa geometra laureato e quali sono le eventuali competenze. vi ringrazio in anticipo per un’eventuale risposta.
PWS Admin (16:14:51) : Salve Giuseppe.
Per quello che chiede ritengo più utile rivolgersi in via preventiva al suo Collegio o presso la Sua Facoltà che sapranno sicuramente darLe chiarimenti in maniera più ufficiale di quanto possa trovare qui.
Mauro (13:32:58) : Vorrei sapere se in Italia c’è una normativa che disciplina la progettazione del geometra nelle strutture lignee, in quanto come tale vorrei iniziare a progettare tetti e case in legno di modeste entità, dandone poi la certificazione antisismica.
PWS Admin (13:10:51) : Che io sappia no.
Io farei riferimento alla normativa generale.
FRANCESCO (02:16:25) : Salve,sono un geometra diplomato che ha superato da poco l’esame di abilitazione e non si è ancora iscritto all’ albo.
Prima di iscrivermi, vorrei essere sicuro del fatto che una volta iscritto possa poter progettare e calcolare strutture agricole realizzate in metallo e/o in legno e le relative fondazioni (in cemento armato).
PWS Admin (10:02:45) : Giuridicamente ritengo che siano di competenza del Geometra esclusivamente gli edifici di modesta entità con struttura verticale in muratura.
In ogni caso credo possa fare riferimento all’Ufficio Regionale per il Territorio della Sua provincia, richiedendo in via preventiva se le Sue pratiche statiche/sismiche possano essere accettate.
Giò (09:52:42) : Vorrei sapere se un geometra dipendente di ente economico popolare ha limiti nella progettazione e direzione lavori di edifici e quali.
Ringrazio dell’attenzione e di gentile risposta.
PWS Admin (09:57:32) : Sinceramente lo ignoro. Potrebbe fare riferimento al Suo Collegio di appartenenza.
Piero (21:02:49) : Il mio architetto presenta la progettazione di una ristrutturazione su di un mio immobile identificato di interesse storico in zona di interesse paesaggistico alla sovrintendenza.
Il direttore della sovrintendenza architetto da il suo parere positivo all’intervento.
Anche l’architetto che ha redatto il P.R.G interpellato sulla fattibilità dell’intervento da il suo parere positivo.
Il geometra resposabile del procedimento dopo aver periziato l’immobile da parere negativo all’intervento.
Viene affiancato un quarto architetto come perito di parte per il ricorso al TAR.
Risultato il tar respinge il ricorso, quattro architetti non valgono un geometra.
PWS Admin (00:34:49) : Le sentenze amministrative hanno così tante motivazioni a monte…
Marco (21:57:44) : Sono un geometra che svolge onestamente e con passione, da circa 20 anni, la sua professione, iniziata prima con la pratica presso uno studio di ingegneria, proseguita poi come capo-cantiere presso un impresa di costruzioni e, ad oggi, come responsabile di settore presso un importante ente pubblico.
Leggendo quanto sopra per puro caso, un po’ sorridendo ed un po’ con rabbia, mi sono venute in mente alcune riflessioni, che di seguito riporto alla luce della mia esperienza.
Queste ridicole battaglie fra categorie professionali sono sostanzialmente il frutto della concorrenza sempre più spietata e sleale a cui il mercato, attualmente, ci sottopone.
La verità è che si trovano professionisti bravi e qualificati nonché totali incompetenti tanto fra i geometri, quanto fra gli ingegneri, come fra gli architetti. Ed il fatto che dette ultime due categorie professionali siano dotate di titolo di studio universitario non è certo garanzia di adeguata preparazione professionale; del resto, ciò è dimostrato anche dagli ultimi eventi sismici, i cui principali effetti a scapito della vita delle persone sono derivati proprio dal crollo delle grandi infrastrutture che, di sicuro, non sono state oggetto di progettazione né di direzione lavori da parte di geometri. E’ pur comunque vero che anche i geometri, talvolta, tentano di fuoriuscire dalle loro normali competenze. Ma non per questo, si deve creare a tutti i costi quella sorta di convizione per cui i tecnici diplomati, quasi d’improvviso, dopo quasi un secolo di onorata professione a servizio del paese, dal primo dopoguerra ad oggi, non siano capaci di fare più niente. E’ una presunzione assurda e, soprattutto, direi poco onesta.
Cerchiamo tutti, semmai, di impegnare risorse e tempo, anziché in stupide battaglie tra categorie che portano solo a reciproci danneggiamenti, nel riqualificare, pur sempre nei limti di rispettiva competenza professionale, la propria capacità operativa. Daltronde, in guerra le vittime si mietono sia tra vincitori che vinti. E a quel tecnico laureato che asserisce la presenza solo in italia dei professionisti diplomati nel settore dell’edilizia, direi di informarsi meglio sulla questione, visto che, in molti paesi europeri, seppure non con il nome di geometra, è presente la figura con titolo di studio inferiore alla laurea nel reparto delle costruzioni.
PWS Admin (22:58:41) : Sì, bene, ma qui non si parla di capacità professionali dei singoli quanto di competenze, che sono tutta un’altra cosa.
Antonio (20:20:46) : Sono un geometra e un cliente mi ha chiesto una Perizia Tecnico Giurata attestante l’idoneità statica di un locale commerciale con struttura in c.a.. Per tale immobile è già stato presentato al Genio Civile certificato di idoneità statica e sismica. La mia domanda è Posso relazionare la perizia facendo riferimento al certificato di idoneità statica e sismica??
Antonio (20:01:43) : Sono un geometra e un cliente mi ha chiesto una Perizia Tecnico Giurata attestante l’idoneità statica di un locale commerciale con struttura in c.a.. Per tale immobile è già stato presentato al Genio Civile certificato di idoneità statica e sismica. La mia domanda è Posso relazionare la perizia facendo riferimento al certificato di idoneità statica e sismica??
maurizio (11:15:59) : trovo alquanto inutile scannarsi sulle competenze; gli architetti dovrebbero fare bene il loro lavoro e noi geometri il nostro. E’ vero che siamo la base dell’edilizia e mi fanno ridere i laureati che hanno fatto il liceo e che ora sono ing. o arch. e parlano, ma dobbiamo collaborare!! Il problema è che oltre alle competenze (che si tengono strette), si mettono a fare il nostro lavoro: li trovi in catasto a presentare docfa, li vedi presentare DIA e manutezioni ordinarie, ecc. e a tariffe ben al di sotto delle nostre!!! Questo è clamoroso!!! Un’ingegnere mi ha rubato un lavoro chiedendo la metà di quanto avevo chiesto io, questo è scandaloso!!!!!!
Quanto meno vi chiediamo di lasciarci fare il nostro lavoro; rimarremo comunque a vostra disposizione per darvi una mano.
Concludo sostenendo che le competenze dovrebbero maturare con l’esperienza e non con lo studio passato!.
salvatore (16:46:04) : Salve a tutti, sono un geometra tirocinante prossimo a sostenere l’esame di abilitazione. Una volta superato l’esame di abilitazione si è costretti all’iscrizione all’albo? Grazie per le eventuali risposte
antonio (10:55:06) : A coloro che sostengono che quello che conta è l’esperienza dico che io sono un’appassionato di chirurgia, ho letto decine di manuali… loro si farebbero operare da me? Ci vorrebbe maggiore rispetto verso chi ha avuto il coraggio e la passione di dedicare i migliori anni della propria vita allo studio. Pratiche catastali e DIA sono di competenza dei progettisti laureati, perchè non dovrebbero farle?
maurizio (09:14:06) : Non è assolutamente vero che le pratiche catastali sono di competenze dei tecnici laureati: stima e divisione di fondi rustici (cioè i frazionamenti) sono, per esempio, competenza esclusiva di geometri e dottori in agraria.
Gli architetti, per esempio, possono progettare solo fabbricato “civili” eppure progettano di tutto e di più
Piero (20:04:29) : esattamente quello che ho detto al giudice del tar, ” si farebbe operare da una brava infermiera”
Risultato mi ha comunque respinto il ricorso.
Angela (10:48:59) : Gent.mo PWS Admin
trovo la sua affermazione: “Già vengono tollerate figure professionali come il geometra o il perito edile……” non soltanto scortese ma deontologicamente scorretta. Le ricordo che ogni figura professionale ha la sua importanta senza mai perdere di vista i limiti delle rispettive competenze. Lei si crede “tuttologo” e forse è soltanto questo il problema!
valentina (11:24:27) : Salve, premetto che non sono esperta del settore ma trovando questo blog interessante ho deciso di porre una domanda a cui non sono riuscita a darmi risposta tramite consutazione di altri siti internet, vista la confusione in materia! vengo al dunque: tra un geomtra abilitato (iscritto all’albo in seguito al superamento dell’esame di stato) e un geometra non abilitato ( diplomato ma non iscritto all’albo) come si fa a distignuere le competenze dell’uno e dell’altro? ho trovato giurisprudenza in cui mi si dice che per le singole competenze che non siano riservate a specifche figure professionali (architetti, geometri ecc.), queste devono ritenersi libere e quindi esercitabili da chiunqe. ma quando nei provvedimenti normativi si fa riferimento semplicemente ai geometri si sta parlando di quelli sicritti all’albo o di tutti i geometri, abilitati e non?
spero, nonostante l’igonranza in materia, di essere stata precisa.
Euro (10:10:00) : @Gent.mi Colleghi Liberi Professionisti
Leggendo in testa al presente forum, quante attività può esercitare un Geometra (laureato o diplomato) e pertanto quanto potenziale spazio d’azione Egli abbia, mi stupisco l’avere recentemente riscontrato alcune certificazioni ( CERT IMP VVF Mod 2008 ) sottoscritte da geometra ed utili per la richiesta del Certificato di Prevenzione Incendi come rilasciate su impianti elettrici, antincendio e reti gas per importanti ed estesi impianti industriali associati ad attività soggette a controllo VVF.
Pur condividendo molti commenti qui lasciati, mi chiedo se in questo esempio non si stia superando “il buon senso”, non parlerei più di etica o di deontologia, e verrebbe anche da chiedersi se in questi casi (forse non isolati) si rischia altresì l’applicazione dell’art. c.p. 481 e comunque con tali “gesti” di fare cadere nel qualunquismo la ns. (forse ancora per poco) bellissima e per la Collettività, anche importante professione ?
Può un Collegio od un Ordine professionale, non agire nel merito ?
Che valore “giuridico” avranno tali documenti, qualora fossero accettati dal C.do Prov.le VVF ? E quale salvaguardia, avrà il Cliente ?
Firmato un ingegnere Libero Professionista
(Si Ingegnere, ma non dovrebbe essere importante il titolo di studio, bensì come agisci specie in base a quanto sai e specie per cosa sai fare)
Giorgio (12:58:46) : Non si capisce poi il motivo per il quale questo tipo di geometra che si ritiene capace di esercitare la professione a livello di un tecnico laureato, mettendo in pericolo la pubblica e privata incolumita’ con l’assenso della magistratura, non rallenti la sua attivita’ per conseguire la laurea in ingegneria ( od archi-tettura) e quindi l’ abilitazione all’esercizio della professione
.Ma forse non intende sacrificare qualche anno della sua vita …. …?
Giorgio (11:50:34) : Continuando quanto avevo iniziato a proposito di alcuni geometri . Ricordo di un geometra, figlio del Geometra dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, che aveva assunto l’incarico di direzione dei lavori per un opera di edilizia residenziale con strutture complesse in c.a. : fondazio-ne su travi rovesce in c.a. in presenza di argilla mista a limi e sabbie con pareti di contenimento sul contorno per la realizzazione dello interrato da destinare ad autorimessa. Autorimessa della superficie lorda di circa 800 mq progettata per solo 8 box (1 per appartamento) disposti a raggera visto che ,per la quantita’ di pilastri inseriti, l’unico modo era di realizzare la rampa sviluppandola tutta sul perimetro dell’area la cosidetta ” rampa a cappio”
Il progetto delle strutture era a firma di un architetto ed anche il progetto architettonico era a firma di un archietto .
Per caso un giorno nell’osservare questo progetto che stavo sfogliando, come si fa per un giornale, nello studio di un amico architetto ho fatto no-tare che era assurdo realizzare un interrato per soli 8 box quando se ne potevano ricavare 20.- bastava riprogettare la struttura in cemento armato
In seguito il proprietario mi ha contattato, si e’ informato e mi ha dato l’inca-rico di riprogettare le strutture ed il piano interrato e mi ha specificato che per la direzione dei lavori aveva dovuto incaricare il figlio del dirigente dell’ufficio tecnico Comunale .
Cosi’ e’ stato fatto e quindi mi sono ritrovato sul cantiere con il proprietario ed il geometra direttore dei lavori ad illustrare come doveva essere realiz-zato il progetto , ed il geometra il quale allorche’ parlavo di strutture asse-riva apertamente di non capirne niente .Si trattava semplicemente di una struttura formata utilizzando in fondazione la cosidetta ” fondazione a cas-soni (i 20 box) ” ed in elevato travi in ferrocemento con orizzontamenti in solaio “con cassaforma a perdere in polistirolo” estruso armato con tralic-cio bausta e rete elettrosaldata di ripartizione.
Eppure questo signore ha continuato a fare il direttore dei lavori ………. Bisognerebbe pensare di piu’ a quei poveri ragazzi che sono andati a l’Aquila per studiare e sono morti sepolti nel crollo della casa dello studen-te o a quegli operai morti sotto il crollo delle coperture industriali nell’ul- timo terremoto .
RUOLO E COMPETENZE LEGALI DEI GEOMETRI « isolapulita (12:19:08) : […] *Limiti di Competenza dei Geometri – Parte 4 […]
pino (09:07:36) : Un committente da incarico ad un geometra di progettare un ampliamento di un fabbricato in C.A. mediante la realizzazione di un corpo avanzato anch’esso in c.a. di due impalcati. I calcoli strutturali vengono redatti da un ingegnere, la direzione dei lavori viene affidata uguelmente al geometra progettista. Ritengo sia incompatibile la figura del geometra nell’esercizio della professione di direttore dei lavori per un’opera in c.a. Attendo risposta con riferimenti normativi. grazie.
PWS Admin (09:12:30) : Sì non è compatibile. I riferimenti normativi sono la legge istitutiva e le varie giurisprudenze già citate in questo blog.
Eros (11:16:29) : E’ competenza di un geometra la sola Direzion eLavori di impianti elettrici industriali (Tipo fotovoltaico) quando dimostri di aver maturato sul campo una pluriennale esperenza? grAZIE
PWS Admin (18:14:09) : Mi perdoni, ma secondo il suo ragionamento anche un maestro elementare, comprovando di aver maturato una pluriennale esperienza, potrebbe essere abilitato.
Quindi che facciamo, abilitiamo alla professione di chirurgo anche Jack lo Squartatore? Eppure esperienza ne ha maturata…