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Timestamp: 2019-12-10 16:51:02+00:00
Document Index: 102894142

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 327', 'sentenza ', 'art 100', 'art 10', 'art. 49', 'art. 49', 'sentenza ']

Cass. Civ. Sez. V 17/09/2019 n. Ord. n. 23079 - Rimborso dell'Iva su tariffa rifiuti: a chi rivolgere la richiesta? - Tuttoambiente.it
n. Ord. n. 23079
In caso di richiesta di rimborso dell'Iva versata erroneamente con riferimento alla tariffa per la gestione dei rifiuti urbani (TIA) il soggetto a cui rivolgere tale richiesta potrebbe non essere il Comune, ferma restando la sua titolarità e responsabilità in ordine all'imposizione del tributo, ma la società cui il Comune ha affidato la riscossione del tributo stesso.
con sentenza nr 152/2013 la CTR di Genova respingeva l'appello principale proposto dal Comune di Genova e l'appello incidentale proposto da B. V. in punto spese avverso la sentenza della CTP con cui era stato accolto il ricorso della contribuente avverso il diniego al rimborso dell'Iva, applicata da Amiu sulla Tia per gli anni 2007/2008.
Riteneva poi alla luce della decisione della Corte Costituzionale nr 238/2009 con cui era stata riconosciuta la natura tributaria della Tia e la sua non assoggettabilità ad Iva e delle successive pronunce di questa Corte la questione non potesse che essere risolta in senso sfavorevole alle tesi dell'appellante principale.
Si costituisce P. P., quale erede di B. V. eccependo l'inammissibilità del ricorso per tardività e contestandolo nel merito.
Sostiene che il deposito della sentenza non notificata sarebbe avvenuto in data 18.12.2013 ed i sei mesi del termine lungo in base al vigente testo dell'art. 327 c.p.c. sarebbero scaduti il 18.6.2014 mentre dalla relata del ricorso notificato si evincerebbe che la data di notifica per il notificante risale al 19.6.2014 e quindi tardivo di un giorno rispetto ai termini previsti dalla norma.
Il ricorso per cassazione come emerge dagli atti di causa si è perfezionato per il notificante in data 18.12.2013 quando è stato portato agli ufficiali giudiziari per la notifica e spedito dagli stessi il giorno successivo sicché lo stesso deve ritenersi tempestivo in quanto notificato nel termine lungo dei sei mesi.
Com'è stato già chiarito da questa Corte, allorché il giudice di primo grado abbia pronunciato nel merito, affermando, anche implicitamente, la propria giurisdizione e le parti abbiano prestato acquiescenza, non contestando la relativa sentenza sotto tale profilo, non è consentito al giudice della successiva fase impugnatoria rilevare d'ufficio il difetto di giurisdizione, trattandosi di questione ormai coperta dal giudicato implicito (S.U. nn. 27531/08 e 24883/08; Cass 10225/2018),
Con il secondo motivo la ricorrente denuncia la violazione e la falsa applicazione dell'art 100 c.p.c. e la violazione dell'art 10 del decreto legislativo nr 546/1992
Sostiene che soggetto passivo del rapporto dedotto in causa non sarebbe il Comune ma il distinto soggetto titolare della partita Iva il quale, nell'esercizio della propria attività, emette la fattura recante l'applicazione dell'Iva contestata.
Va ricordato che in base a quanto previsto dal D.Lgs. n. 22 del 1997, art. 49, comma 9 ("la tariffa è applicata dai soggetti gestori nel rispetto della convenzione e del relativo disciplinare") e comma 13 ("la tariffa è riscossa dal soggetto che gestisce il servizio") la richiesta di rimborso dell'Iva andava formulata nei confronti della società Amiu cui il Comune ha affidato la riscossione del tributo.
Va infatti considerato che - ferma restando la natura tributaria e non corrispettiva della TIA (C. Cost. sent. 238/09) - non si verte tuttavia, nella specie, di estrinsecazione autoritativa di attività impositiva; bensì di attuazione in concreto di una pretesa impositiva i cui presupposti applicativi e parametri economici di debenza sono stati, in effetti, precedentemente tutti individuati proprio dal Comune, nell'osservanza di quanto stabilito dalla legge.
In altri termini, se è vero che l'attività impositiva delegata dalla legge statale non può che spettare in via esclusiva all'ente locale (art. 49 cit., comma 8: "la tariffa è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio"), inteso quale soggetto attivo e responsabile dell'imposizione, altrettanto indubbio è che la richiesta di rimborso dell'Iva versata in relazione all'emissione della fattura emessa dalla società delegata non rientra nell'esercizio di siffatta attività, quanto in quella di gestione e recupero del tributo secondo la disciplina già emanata dallo stesso Comune con le Delib. di approvazione dei regolamenti concernenti il servizio raccolta rifiuti e della relativa tariffa ( Cfr ordinanza nr 17491/2017 della Suprema Corte emessa in relazione all'avviso di accertamento il cui principio di diritto è applicabile al caso de quo e nello stesso senso ordinanza 2018 nr 4414/2018).
Il ricorso va pertanto accolto nei termini sopra richiamati con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rigetto dell'originario ricorso della contribuente non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto