Source: https://www.theitaliantimes.it/economia/modello-istanza-fallimento-modulo-fac-simile_070819/
Timestamp: 2019-09-15 14:29:35+00:00
Document Index: 19942685

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 43']

Istanza di fallimento: modello fac simile editabile ed effetti
«Il modello istanza fallimento in proprio fac simile serve per depositare in Tribunale la domanda per la dichiarazione insolvenza imprenditore debitore»
7 agosto 2019 11:16
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Il modello istanza fallimento è il modulo con il quale il creditore, lo stesso debitore o il Pubblico Ministero, richiedono l'apertura della procedura fallimentare nei confronti di un imprenditore commerciale.
Il modello istanza fallimento, va compilato e depositato presso la Cancelleria del Tribunale dove ha sede principale l'impresa, oggetto di istanza, insieme alla documentazione richiesta e il pagamento delle marche da bollo e contributo unificato ricorsi.
Riforma fallimento 2019: per effetto del nuovo Ddl fallimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre 2017 che ha delegato il Governo a procedere alla riforma del fallimento entro 12 mesi dall'entrata in vigore del decreto, sono state introdotte le seguenti novità:
Nuove procedure concorsuali della c.d. Legge fallimentare;
Nuova disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (legge n. 3 del 2012);
Nuovo sistema dei privilegi e delle garanzie: previsti premi e agevolazioni per le imprese che si attiveranno subito dopo aver ricevuto l’allerta, tra gli incetivi anche la riduzione delle sanzioni per debiti fiscali.
Tra le altre novità, sempre contenute nel ddl fallimento, ci sono anche maggiori controlli e prevenzione, per questo motivo che è previsto che la Camera di Commercio, invii degli alert all'impresa al fine di evitare la crisi aziendale e la liquidazione.
Nel frattempo che il Governo proceda alla riforma del fallimento 2018 e alla sostituzione della parola fallimento con liquidazione giudiziale, andiamo a vedere l'istanza di fallimento.
In vigore anche la cd. pace fiscale liti pendenti, stralcio e contenziosi e la rottamazione ter.
Vecchia normativa, si attende la nuova normativa Istanza crisi d'azienda e liquidazione.
Istanza di fallimento: modello editabile con nota di iscrizione
In attesa che venga approvato in via definitiva la nuova legge fallimentare, andiamo a vedere come presentare un'istanza di fallimento.
Modello istanza fallimento word editabile con nota di iscrizione: E' il modello che serve per depositare l'atto di fallimento presso la cancelleria del Tribunale. Il creditore o anche il debitore, possono quindi presentare domanda di fallimento, allegando al modello compilato, la documentazione necessaria alla verifica sia del possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi del debitore sanciti dalla legge fallimentare e sia ad attestare il debito e l'insolvenza del debitore nei confronti del quale si richiede l'apertura della procedura. Si ricorda che nel caso di presentazione della domanda di fallimento da parte del creditore o più creditori (solo se lavoratori dipendenti del debitore) è necessaria la presenza di un avvocato.
Modello istanza fallimento word editabile con nota di iscrizione + Documenti da allegare al ricorso;
Istanza in originale più n. 2 fotocopie. Sull'istanza devono essere indicati il codice fiscale o partita IVA del creditore;
Nota d’iscrizione, redatta su apposito modello.
Ricevuta di versamento del contributo unificato in originale. Il versamento del contributo pari a € 98,00 euro può essere pagato tramite bollettino postale c/c n. 57152043 intestato a “Sezione Tesoreria Provinciale dello Stato di Viterbo”, causale “contributo unificato spese atti giudiziari DPR 126/01”. Tramite modello F23 codice-tributo “941T” denominato contributo unificato spese atti giudiziari DPR 126/01, oppure, presso le tabaccherie autorizzate dal monopolio e di valori bollati.
n. 2 fogli uso bollo.
Visura camerale Camera di Commercio aggiornata a non più di 15 giorni prima il deposito dell'istanza.
1 marca da bollo da 27 euro.
1 marca da bollo da € 3,54 per i diritti di cancelleria per l'attestazione di deposito della domanda di fallimento.
Cosa succede dopo aver depositato l'istanza fallimento?
Cosa succede dopo la presentazione istanza fallimento? Una volta depositato l'atto di dichiarazione fallimento da parte del creditore, debitore o Pubblico Ministero, insieme alla documentazione e il pagamento dei costi di marca da bollo, contributo unificato e diritti di segreteria, il Giudice provvede a fissare l’udienza convocando la parte debitrice mentre in caso di fallimento in proprio, la convocazione avviene solo se formalmente richiesto nel ricorso. Terminata l'udienza, il Giudice del Tribunale fallimentare competente per territorio, emette la sentenza con la quale dispone i seguenti provvedimenti:
nomina del Giudice delegato alla procedura fallimentare
obbliga l'imprenditore debitore a depositare presso la cancelleria del Tribunale entro 3 giorni: bilanci, scritture contabili e fiscali, elenco dei creditori.
fissa una nuova udienza per la verifica dei crediti;
fissa il termine per la presentazione della domanda di insinuazione e della domanda rivendicazione di diritti reali e personali.
Dopodiché la sentenza viene notificata all'imprenditore debitore e comunicata Pubblico Ministero, al Curatore fallimentare e al creditore che ha presentato l'istanza di fallimento. Infine, viene annotata presso il Registro delle imprese dove ha la sede legale l'impresa dell'imprenditore.
Modello istanza fallimento in proprio fac simile
Il modello istanza fallimento in proprio fac simile, è il modulo di domanda che serve al debitore stesso di presentare al Tribunale della sezione fallimentare, l'istanza di fallimento a proprio nome. In allegato al modello, va presentata una serie di documenti, oltre al pagamento delle marche da bollo e contributo unificato 2015 pari a:
Dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura: € 851,00
Istanza di fallimento € 98,00
Per l'opposizione allo stato passivo € 98,00
Si ricorda che per depositare la domanda di fallimento in proprio, l'imprenditore debitore può non essere rappresentato da un legale ma presentarsi direttamente e personalmente presso la cancelleria del tribunale.
RICHIESTA DI FALLIMENTO IN PROPRIO. (ART. 6 e 14 L.F.)
Il sottoscritto ............., titolare della ditta ............. ,
a) che la ................ impresa/società commerciale con sede in ...............,
b) che la stessa non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, come risulta dalla prodotta situazione patrimoniale aggiornata alla data del .......
c) che, con particolare riferimento alle cause del dissesto, tiene a precisare che ........,
che sia dichiarato il proprio fallimento quale titolare della ditta/società/socio ................
A tal fine, allega la presente documentazione:
certificato della C.C.I.A.A. di ...............
situazione patrimoniale aggiornata al .............
verbale assemblea del ...............
bilancio e conto profitti e perdite degli ultimi due anni/dall'inizio dell'impresa
stato particolareggiato ed estimativo delle attività
elenco dei terzi che vantano diritti reali mobiliari su cose in possesso del sottoscritto, con indicazione delle cose e del titolo del diritto;
Allegati al modello istanza fallimento in proprio, oltre ai documenti sopra elencati vanno presentati:
Ultimi 2 bilanci con la copia della ricevuta di deposito;
Elenco creditori;
Elenco debitori;
Verbale di assemblea.
Modello istanza fallimento fac simile da parte del creditore:
Il modello istanza fallimento fac simile da parte del creditore, è il modulo che serve per depositare la domanda di fallimento presso la cancelleria del Tribunale. Tale modello, deve essere presentato da un legale rappresentante il creditore che propone l'istanza. Per maggiori informazioni e approfondimenti sull'argomento, rimandiamo al nostro precedente articolo Istanza di fallimento aziendale cos'è e come funziona. I costi di deposito del ricorso, sono di 1 marca da bollo da 27 euro da apporre sulla nota di iscrizione, 1 marca da bollo da 3,54 per i diritti di segreteria e del contributo unificato 2018 tabella aggiornata.
Tribunale di .............. Sezione Fallimentare
Ricorso per la dichiarazione di fallimento (come modificato dal d.lgs n. 5 del 2006) ________, rappresentato e difeso dall’Avv. _________ ed elettivamente domiciliato presso lo Studio Legale sito in Via ............. come da procura in calce al presente atto, il quale dichiara ex art. 6, secondo comma, r.d. 267/1942 di volere ricevere le comunicazioni e gli avvisi previsti dalla legge, al numero di fax ____________ o all’indirizzo di posta elettronica PEC _________________.
- l'istante è creditore del Sig. _______________________ per la somma di Euro _________________, in forza di _________________.
- che ottenuto titolo esecutivo veniva notificato atto di precetto e richiesta l'esecuzione del pignoramento____________ intende SPIEGARE LE RAGIONI CHE HANNO IMPEDITO IL RECUPERO DEL CREDITO.
Il ricorrente dunque non è riuscito a recuperare il proprio credito e, da quanto esposto, se ne desume che la ditta debitrice versa in uno stato di insolvenza e che non è più in grado di adempiere alle proprie obbligazioni.
Per tali motivi Chiede che il Tribunale adito voglia dichiarare il fallimento della ditta ____________, in persona del legale rappresentante pro-tempore, con sede in _______.
A tal fine, viene prodotta la seguente documentazione:
- Riconoscimenti di debito
- Decreti ingiuntivi anche non definitivi
- Titoli esecutivi
- Prova dello stato di insolvenza.
- Lettere di messa in mora
- Visura protesti a carico del debitore
- Verbali di esecuzioni risultate incapienti
- Visura camerale aggiornata al _____________
____________, ______ Avv. _____________
Quali sono gli effetti conseguenze del fallimento?
La sentenza che accoglie l'istanza di fallimento da parte del creditore o in proprio, apre la procedura fallimentare a carico dell'imprenditore debitore, con la dichiarazione di fallimento che ha degli effetti e conseguenze sia di natura privata, processuale e penale, nei confronti del fallito, dei creditori che di terzi.
Fallimento effetti e conseguenze di natura privata: gli effetti della sentenza che dichiara il fallimento dell'imprenditore, sono disciplinati dagli artt. 42-49 Legge Fallimentare che prevedono il blocco dei beni dalla data della dichiarazione di fallimento. Il debitore, pertanto, non può disporre e amministrare i suoi beni anche se precedenti alla sentenza, fatta eccezione dei beni e diritti di natura strettamente personale, assegni di mantenimento, stipendio, pensioni, limitatamente a quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia. Non rientrano inoltre i redditi derivati dall'usufrutto di beni dei figli o del fondo patrimoniale e i beni non pignorabili per legge.
Un'altra conseguenza del fallimento, è che il debitore a seguito della sentenza, non può eseguire e ricevere pagamenti da creditori o debitori, oltre, all'obbligo di consegnare
al curatore, tutta la propria corrispondenza ivi compresa quella elettronica, se relativa al fallimento.
L'art. 49 della Legge fallimentare - Obbligo del fallito - prevede che l'imprenditore dichiarato fallito, debba comunicare tempestivamente al curatore, l'eventuale cambio di residenza o domicilio.
Fallimento effetti e conseguenze di natura processuale: secondo l'art. 43 della Legge fallimentare, i rapporti di diritto patrimoniale del fallito riguardanti il fallimento, siano in giudizio al curatore. L'imprenditore dichiarato fallito, può intervenire nel giudizio solo in presenza di un'eventuale imputazione a suo nome di bancarotta oppure se l'intervento è previsto dalla legge. L'apertura del fallimento determina l'interruzione del processo.
Fallimento conseguenze sul creditore: Le norme che regolano gli effetti del fallimento sui creditori, hanno l'obiettivo di proteggere il patrimonio del fallito dall'iniziativa dei singoli creditori, in quanto tutti i creditore hanno egual diritto di partecipare al recupero delle somme non pagate dal debitore, per questo motivo la legge prevede un trattamento ad hoc per ogni categoria di creditori in base alla quantifica del credito.
Fallimento effetti su pagamenti a terzi: a seguito della dichiarazione di fallimento, tutti pagamenti e le garanzie fatte dall'imprenditore fallito nei 2 anni precedenti alla data della sentenza, che presentino delle irregolarità sono dichiarati inefficaci e revocati al pari di quelli regolari compiuti dal debitore nell'anno precedente alla sentenza, se ha conoscenza del proprio stato di insolvenza.