Source: http://www.intrastat.biz/iscrizione-all%E2%80%99archivio-vies-chiarimenti/
Timestamp: 2014-09-01 18:30:22+00:00
Document Index: 178584762

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 6', 'art. 6']

Iscrizione all’Archivio VIES | INTRASTAT .BIZ
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Iscrizione all’Archivio VIES: Nuovi Chiarimenti
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Iscrizione all’Archivio VIES: Chiarimenti delle Agenzie delle Entrate
Ultimo Aggiornamento: 28/09/2011 - Numero Download: 1005
ISCRIZIONE ALL’ARCHIVIO VIES: I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Le aziende che intendono effettuare operazioni in ambito comunitario, siano esse scambi di beni o prestazioni di servizi, sono tenute a richiedere l’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate e la conseguente iscrizione nell’archivio VIES.
Entro il prossimo 30 settembre, i soggetti erroneamente esclusi dall’archivio VIES a seguito della relativa rivisitazione effettuata dall’Agenzia delle Entrate, possono chiedere il reinserimento nella banca dati dei soggetti autorizzati ad operare nella UE.
Esaminiamo di seguito i principali chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella recentissima CM n. 39/E/2011.
Come noto, l’art. 27, DL 78/2010, ha modificato l’art. 35, DPR 633/1972, prevedendo l’obbligo, per i soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, di indicare nella dichiarazione di inizio attività anche l’eventuale intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie.
La disposizione normativa intende garantire il costante monitoraggio dei soggetti che operano nella UE, in linea con le sollecitazioni espresse dalla Commissione europea in materia di contrasto alle frodi (Regolamento UE n. 904/2010).
L’intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie può essere comunicata anche in un momento successivo all’inizio dell’attività, quando sorge l’esigenza di effettuare operazioni intracomunitarie.
Tale manifestazione di volontà è sottoposta al vaglio dell’Agenzia delle Entrate che, entro 30 giorni dall’attribuzione della partita IVA, può negare l’autorizzazione all’effettuazione delle operazioni intracomunitarie con le modalità previste dal Provvedimento 2010/188376.
L’attività di verifica dei soggetti richiedenti l’autorizzazione è effettuata sulla base degli elementi di rischio ed i criteri di valutazione contemplati dal Provvedimento 2010/188381 (si veda la CA n. 4/2011).
L’autorizzazione e la conseguente inclusione nell’archivio VIES (ossia, l’archivio informatico dei soggetti autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie) costituisce un presupposto indispensabile per essere identificati dalle controparti comunitarie quali soggetti passivi IVA e, di conseguenza, applicare la disciplina prevista per le operazioni intercorrenti tra soggetti passivi IVA.
Nel corso di una videoconferenza organizzata dalla stampa specializzata e con due successivi comunicati stampa (26.1.2011 e 27.1.2011), l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti operativi (si veda la CF n. 8/2011), peraltro confermati dalla successiva CM n. 4/E/2011 (al punto 9). Con la recentissima CM n. 39/E/2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce nuovi importanti chiarimenti circa le modalità applicative della nuova disciplina.
L’obbligo di manifestare l’intenzione di porre in essere operazioni intracomunitarie interessa tutti i soggetti che, a partire dal 31.5.2010, intraprendono l’esercizio di un’impresa nel territorio dello Stato o vi istituiscono una stabile organizzazione.
L’obbligo interessa anche i soggetti già in attività, chiamati ad esprimere la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie attraverso la presentazione di un’apposita istanza. Anche i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA (mod. ANR) ex art. 35-ter, DPR 633/1972, possono esprimere la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie, così come quelli identificati tramite nomina di un rappresentante fiscale ai sensi dell’art. 17, c. 3, DPR 633/1972.
In particolare, i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA devono trasmettere un’apposita istanza al Centro Operativo di Pescara.
A parere dell’Agenzia, anche i c.d. contribuenti minimi di cui all’art. 1, commi 96 e seguenti, L. 244/2007, sono interessati dall’adempimento. Infatti, pur non effettuando cessioni intracomunitarie di beni e servizi in senso tecnico (si veda la CM n. 36/E/2010, parte prima, punto n. 3), questi soggetti possono comunque effettuare acquisti intracomunitari di beni e servizi (con l’obbligo, tra l’altro, di presentare i relativi mod. INTRA).
L’obbligo interessa anche gli enti non commerciali che svolgono esclusivamente l’attività istituzionale quando tenuti all’identificazione IVA (superamento del limite di € 10.000 di acquisti intracomunitari oppure opzione per l’applicazione dell’imposta in Italia ex art. 38, c. 5, lett. c) e c. 6, DL 331/1993).
Soggetti che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni.
Soggetti già in possesso di partita IVA.
Enti non commerciali tenuti a identificarsi ai fini IVA.
Produttori agricoli in regime forfetario ex art. 6, c. 6, DPR 633/1972.
Contribuenti minimi (per gli acquisti intracomunitari di beni e servizi).
Soggetti non residenti identificati direttamente ex art. 35-ter, DPR 633/1972.
Rappresentanti fiscali di soggetti non residenti ex art. 17, c. 3, DPR 633/1972.
Soggetti non residenti che istituiscono una stabile organizzazione in Italia.
In buona sostanza tutti i soggetti interessati ad operare in ambito intracomunitario sono tenuti a richiedere l’iscrizione all’archivio VIES.
In caso di operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti di aziende o altre trasformazioni sostanziali), la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie va manifestata dal soggetto risultante dalla trasformazione (non ancora inserito nel VIES). Qualora il soggetto risultante dall’operazione straordinaria manifesti l’esigenza di proseguire, senza soluzioni di continuità, l’operatività intracomunitaria di un soggetto già incluso nell’archivio, è prevista la possibilità di anticipare, previa espressa richiesta del contribuente, la valutazione dell’Amministrazione finanziaria funzionale all’inserimento nel Vies, ad un momento anteriore alla presentazione della dichiarazione di inizio attività.
In tale ipotesi è necessario che la domanda preventiva sia trasmessa in tempo utile per lo svolgimento dei controlli prescritti (per i quali saranno comunque necessari i consueti 30 giorni).
Se i controlli “preventivi” hanno esito positivo, è previsto il rilascio, non prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività, di una specifica certificazione, attestante che il soggetto passivo deve considerarsi già incluso nell’archivio dei soggetti autorizzati, sebbene il formale inserimento sarà automaticamente eseguito soltanto una volta trascorso il termine ordinario di 30 giorni.
Tale certificazione potrà essere immediatamente utilizzata nei confronti delle controparti comunitarie (almeno fino a quando la posizione non sarà inclusa nel VIES). OPERAZIONI INTERESSATE
L’Agenzia delle Entrate ribadisce che, stante l’esplicito riferimento normativo agli scambi intracomunitari di beni, l’iscrizione nell’archivio VIES è necessaria anche per i soggetti che effettuano prestazioni di servizi intracomunitarie soggette a IVA nel Paese di destinazione ai sensi dell’art. 7-ter, DPR 633/1972 (c.d. servizi “generici”).
Inoltre, considerato quanto previsto dall’art. 18, c. 1), lett. a), Regolamento UE n. 282/2011, in ordine alla verifica della soggettività passiva del committente comunitario (obbligo di ottenere conferma della validità del numero identificativo IVA e dei relativi dati identificativi attraverso la consultazione del VIES, si veda la CF n. 34/2011), l’inclusione nell’archivio VIES è necessaria anche per i soggetti che ricevono prestazioni di servizi intracomunitarie.
Cessioni intracomunitarie di beni.
Prestazioni di servizi rese ex art. 7-ter, DPR 633/1972.
Acquisti intracomunitari di beni.
Prestazioni di servizi ricevute.
Per quanto riguarda la possibilità, contemplata dall’art. 18, c. 1), lett. b), Regolamento UE n. 282/2011, di ricorrere ad altri mezzi di prova nel caso in cui il committente sia in attesa di ottenere il numero identificativo IVA, l’Agenzia ricorda che tale fattispecie non interessa i committenti italiani per i quali l’attribuzione della partita IVA è contestuale alla richiesta. Di conseguenza, al fine di comprovare lo status di soggetto IVA al prestatore UE (che si ricorda è rappresentato dalla presenza nel VIES), i committenti italiani devono comunque attendere i 30 giorni necessari per i relativi controlli.
L’ISCRIZIONE NELL’ARCHIVIO VIES
I soggetti che intraprendono una nuova attività devono manifestare l’intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie in sede di presentazione della Comunicazione Unica (da inviare all’Agenzia delle Entrate o al Registro delle Imprese in via telematica).
Imprese individuali e lavoratori autonomi.
Modello AA9.
Quadro I, campo “Operazioni intracomunitarie”.
Soggetti diversi dalle persone fisiche.
Modello AA7.
Enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta.
Quadro A, casella “C”.
Il campo “Operazioni Intracomunitarie” va compilato con l’ammontare delle operazioni presunte anche se le stesse risultano costituite solo da prestazioni di servizi intracomunitarie soggette a IVA nel Paese di destinazione.
I soggetti già in attività non ancora inclusi nell’archivio VIES sono, invece, tenuti a presentare una specifica istanza all’Agenzia delle Entrate, indicando l’ammontare presunto degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie. La CM n. 39/E/2011 propone il seguente facsimile:
Direzione Provinciale di …..
Ufficio Territoriale di …..
Il sottoscritto …………………………… nato a ………… il …………… , residente a …………………. , in Via ………………………… n. …… Codice Fiscale …………………………. , nella sua qualità di lavoratore autonomo/titolare/legale rappresentante della impresa individuale/società …………………….. con sede in ………………….. Via ………………………… , Codice Fiscale e n. …………….. di iscrizione al Registro Imprese di …………………. , P.IVA ………………..
di voler porre in essere cessioni o acquisti intracomunitari di beni e prestazioni e acquisti intracomunitari di servizi, presumendo di effettuare tali operazioni per i seguenti importi:
€ ……………………. (VOLUME ACQUISTI PRESUNTO)
€ ……………………. (VOLUME CESSIONI PRESUNTO)
La presente manifestazione di volontà vale agli effetti di quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2010, prot. n. 2010/188376.
L’istanza va presentata ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate:
a mezzo raccomandata (allegando la fotocopia di un documento di identità del dichiarante);
mediante PEC (Posta Elettronica Certificata).
In caso di presentazione a mezzo PEC, all’e-mail deve essere allegata l’istanza con la firma digitale (o la “copia per immagine” della stessa firmata) e una fotocopia del documento di identità del dichiarante.
Le istanze presentate attraverso un soggetto delegato devono essere accompagnate dalla copia fotostatica di un documento di identificazione del delegante. La mancata presentazione del documento di identità è sempre sanabile dal contribuente, tuttavia, in tale ipotesi, i termini per la “lavorazione” dell’istanza (ossia, i 30 giorni necessari per la verifica della posizione del contribuente) decorrono dalla data di integrazione della stessa con la copia del documento di identificazione.
destinatario istanza
Soggetti passivi IVA non ancora inclusi nell’archivio VIES.
Qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Soggetti non residenti che presentano il mod. ANR per l’identificazione diretta ai fini IVA.
Centro Operativo di Pescara.
I soggetti con volume d’affari pari o superiore a € 100 milioni (così come individuati dai Provvedimenti n. 54291/2009 e n. 189362/2010) possono presentare l’istanza anche alla struttura della Direzione Regionale competente per il controllo.
L’ATTIVITà DI CONTROLLO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
I soggetti che manifestano la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie saranno oggetto di costante verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, in particolare:
entro 30 giorni dal ricevimento della dichiarazione di inizio attività o dell’istanza, gli Uffici effettuano i controlli preliminari all’inserimento nell’archivio VIES (verifica dei dati forniti e valutazione degli eventuali fattori di rischio del soggetto richiedente).
Se il controllo ha esito positivo il soggetto richiedente viene iscritto nell’archivio VIES a partire dal 31° giorno successivo all’attribuzione della partita IVA o alla presentazione dell’istanza (attenzione, l’Agenzia non invia alcuna comunicazione è, quindi, necessario verificare attraverso la consultazione del VIES). In caso contrario l’Agenzia emana un provvedimento di diniego.
Entro 6 mesi dalla ricezione della dichiarazione di inizio attività o dell’istanza, gli Uffici effettuano controlli più approfonditi sui soggetti iscritti al VIES al fine di escluderne la propensione alla realizzazione di operazioni irregolari, evasive o fraudolente.
Se i controlli hanno esito positivo il soggetto rimane iscritto nell’archivio VIES; se l’esito è negativo l’Agenzia delle Entrate emana un provvedimento di revoca.
Gli Uffici sono tenuti a monitorare costantemente i soggetti iscritti al VIES onde valutare l’emersione degli specifici fattori di rischio.
Se i controlli periodici hanno esito negativo l’Agenzia delle Entrate emana un provvedimento di revoca.
Gli Uffici sono infine tenuti ad inserire nella pianificazione dell’ordinaria attività di controllo un congruo numero di soggetti inclusi nell’archivio VIES.
Al fine di fornire al contribuente l’eventuale tutela giudiziaria, è previsto che il provvedimento di diniego o di revoca contenga una chiara ed esaustiva motivazione delle cause che hanno prodotto il diniego o la revoca. Prima della sua emanazione, l’Ufficio deve garantire al contribuente la possibilità di un contraddittorio, che gli consenta di fornire ulteriori elementi rispetto a quelli già in possesso dell’Amministrazione finanziaria.
gli elementi essenziali del provvedimento di diniego o revoca
Il provvedimento di diniego o revoca dell’autorizzazione deve contenere i seguenti elementi: l’indicazione dell’Ufficio che ha emanato l’atto, le norme di legge o i provvedimenti in base ai quali è stato adottato il provvedimento, la motivazione, il dispositivo, il luogo, la data, la sottoscrizione del responsabile della struttura che ha emanato l’atto, l’organo innanzi al quale il provvedimento può essere impugnato e l’indicazione del responsabile del procedimento.
La CM n. 39/E/2011 precisa che il contribuente può promuovere un riesame del provvedimento di diniego o revoca presentando istanza di annullamento in autotutela alla struttura dell’Agenzia che ha emanato l’atto. Il provvedimento è comunque impugnabile dinanzi alla Commissione Tributaria territorialmente competente, entro 60 giorni dalla data di notificazione
L’Agenzia delle Entrate chiarisce infine che se il provvedimento di revoca è emanato nei confronti di un soggetto originariamente autorizzato, il divieto all’effettuazione delle operazioni intracomunitarie decorre dalla data di emissione dello stesso (non dalla data di notifica). la richiesta di cancellazione dall’archivio vies
A fronte di tale costante attività di controllo pare opportuno, almeno per i soggetti che non presentano l’esigenza di operare nella UE, richiedere la cancellazione dall’archivio VIES. Allo scopo è sufficiente presentare, ad un qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (e con le stesse modalità di cui al paragrafo precedente), un’istanza del seguente tenore.
di voler retrocedere dalla possibilità di effettuare cessioni o acquisti intracomunitari di beni e prestazioni e acquisti intracomunitari di servizi, conseguendone l’esclusione dall’archivio dei soggetti autorizzati all’effettuazione di tali operazioni.
LA RIVISITAZIONE AUTOMATICA DELL’ARCHIVIO VIES E IL PERIODO TRANSITORIO
Il Provvedimento n. 2010/188376 ha previsto la “rivisitazione” dell’archivio VIES e la cancellazione dallo stesso dei soggetti che non hanno posto in essere gli specifici adempimenti richiesti dalla nuova disciplina.
presentazione della dichiarazioni di inizio attività prima del 31.5.2010 Sono stati cancellati dal VIES i soggetti che non hanno presentato i modelli INTRASTAT nel 2009 e 2010 oppure i soggetti che, pur avendo presentato gli elenchi INTRA, non hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi IVA per il 2009.
Sul punto l’Agenzia delle Entrate precisa che tra gli elenchi presentati nel 2010, utili ai fini dell’inclusione nel VIES, rientrano anche quelli presentati entro il 26.1.2011 con riferimento all’ultimo periodo (trimestre o mese) del 2010. La presentazione nel mese di gennaio 2009 di elenchi relativi ad operazioni effettuate nel 2008 non costituisce invece un adempimento utile ai fini della permanenza nel VIES.
L’Agenzia chiarisce inoltre che ai soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2010 non è richiesta la presentazione della dichiarazione IVA per il 2009, fermo restando il fatto che gli stessi devono comunque aver presentato almeno un elenco riepilogativo delle cessioni di beni, delle prestazioni di servizi e degli acquisti intracomunitari di beni e servizi, relativo ad operazioni svolte nel 2010.
I soggetti esclusi prima di porre in essere operazioni intracomunitarie devono presentare la specifica istanza all’Agenzia delle Entrate e attendere i 30 giorni necessari per l’espletamento dei controlli. Dunque sono rimasti iscritti nell’archivio VIES i soggetti che hanno presentato i mod. INTRA nel 2009 e 2010 e hanno adempiuto agli obblighi dichiarativi IVA per il 2009.
presentazione della dichiarazioni di inizio attività dal 31.5.2010 al 28.2.2011 Sono stati cancellati dall’archivio VIES i soggetti che non hanno manifestato la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie nella dichiarazione di inizio attività oppure che non hanno effettuato operazioni intracomunitarie e presentato i relativi mod. INTRA nel secondo semestre 2010.
Questi soggetti prima di porre in essere operazioni intracomunitarie devono presentare la specifica istanza all’Agenzia delle Entrate ed attendere i 30 giorni necessari per l’espletamento dei relativi controlli. Restano iscritti nell’archivio VIES i soggetti che hanno dichiarato di effettuare operazioni intracomunitarie nella dichiarazione di inizio attività, come pure i soggetti che nel secondo semestre 2010 hanno effettuato operazioni intracomunitarie e presentato i relativi mod. INTRA.
L’attività di rivisitazione dell’archivio VIES è stata completata in data 24.2.2011, i soggetti che non presentavano i requisiti sopra indicati sono stati esclusi dal VIES con effetto dal 31.12.2008.
Secondo l’Agenzia, infatti, l’assenza dei requisiti richiesti presuppone la mancata effettuazione di operazioni intracomunitarie nel biennio 2009 – 2010, oppure il mancato rispetto degli adempimenti prescritti.
Questi soggetti possono comunque presentare l’istanza per essere reinseriti nell’archivio informatico. L’Agenzia precisa, infine, che il termine per l’esecuzione del controllo successivo al primo (da effettuarsi entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione), fissato al 31.7.2011, potrà essere procrastinato sino al 31.12.2011.
ERRONEA ESCLUSIONE DALL’ARCHIVIO VIES
Considerato che le procedure informatiche potrebbero avere escluso dall’archivio alcune posizioni a causa di apparenti inadempimenti o violazioni corrispondenti, in realtà, ad esoneri previsti dai particolari regimi di appartenenza (si pensi, ad esempio, all’esonero della presentazione della dichiarazione annuale IVA per i contribuenti minimi), l’Agenzia precisa che i contribuenti erroneamente esclusi dall’archivio VIES che provvedono entro il 30.9.2011 a segnalarlo all’Ufficio territorialmente competente sono, previa attività di controllo, reinseriti con retrodatazione al 29.12.2010.
Qualora necessario è inoltre possibile richiedere all’Ufficio una certificazione attestante la presenza nell’archivio VIES in data anteriore al 29.12.2010. Attenzione
Attenzione, per garantire la stabilità degli archivi, le segnalazioni di errore (e le eventuali richieste di rilascio della certificazione) saranno prese in considerazione dagli Uffici solo se effettuate entro il 30.9.2011.
GLI EFFETTI DERIVANTI DALL’ESCLUSIONE DALL’ARCHIVIO VIES
I soggetti non inseriti nell’archivio VIES, quelli che ne sono stati esclusi o che sono in attesa dell’iscrizione, non sono considerati soggetti passivi IVA ai fini dell’effettuazione di operazioni intracomunitarie e, pertanto, non possono porre in essere operazioni intracomunitarie ed applicare il relativo regime fiscale.
Le operazioni intracomunitarie eventualmente effettuate sono da considerarsi comprese nel regime ordinario e, quindi, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un operatore italiano non incluso nell’archivio VIES sono da assoggettare ad IVA. Normativa
L’erronea applicazione del regime fiscale previsto per le operazioni intercorrenti tra soggetti passivi IVA (non imponibilità delle cessioni di beni e non assoggettamento a imposta delle prestazioni di servizi rese) è punito con la sanzione amministrativa ex art. 6, D.Lgs. 471/1997, dal 100% al 200% dell’imposta.
Tale regime sanzionatorio non è applicabile per le violazioni commesse prima dell’1.8.2011 (data di emanazione della CM n. 39/E/2011).
Per quanto riguarda gli acquisti di beni ed i servizi ricevuti in ambito comunitario, l’Agenzia precisa che gli stessi devono essere assoggettati a imposta nel Paese del cedente / prestatore, non rilevando ai fini IVA in Italia.
La relativa fattura va quindi registrata (IVA estera compresa) in contabilità al fine di documentare il relativo costo.
regime applicabile alle operazioni effettuate dai soggetti non iscritti al vies
Cessioni di beni e prestazioni di servizi rese.
Soggette a IVA in Italia.
Acquisti di beni e prestazioni di servizi ricevute.
Soggette a IVA nel Paese del cedente prestatore.
settembre 28th, 2011 | Tags: acquisti, agenzia delle entrate, cessioni, chiarimenti, CM 39/E/2011, dichiarazione, DPR 633/1972, intracomunitari, Intrastat, Iva Intracomunitaria, normativa, VIES | Category: Intrastat 1 comment to Iscrizione all’Archivio VIES
drmantovani
ottobre 28th, 2011 at 10:46
Rispondo a:
“Vorrei delle informazioni circa la registrazione di fatture di acquisto dalla Francia di un nostro cliente. Si tratta di una società costituita a febbraio 2011 che per una dimenticanza non ha effettuato l’iscrizione al Vies al momento della costituzione, ma in un momento successivo (risulta iscritta a partire dal 13.10.2011). Il problema è che tra luglio, agosto e settembre ha effettuato acquisti da una ditta francese che erroneamente non gli ha applicato l’IVA come se rientrasse in regime Intrastat. Ho capito che fino al 13.10.2011 (ovvero fino al momento dell’iscrizione al Vies) doveva essere assoggettata ad imposta nel Paese cedente (in questo caso Francia), non rilevando ai fini iva in Italia. La relativa fattura va quindi registrata (iva estera compresa) in contabilità solo per documentare il relativo costo. Come possiamo risolvere il problema? Adesso posso far fare alla società francese una nota di debito per l’IVA che non è stata applicata nella fatture di luglio, agosto e settembre? è corretto oppure devo far stornare completamente le fatture con delle note di credito e far rifare le fatture? In quest’ultimo caso essendo ora la società iscritta al Vies, rientrano tra operazioni Intrastat? Altra soluzione che ci è venuta in mente: applichiamo sulle fatture l’IVA italiana, mettendola però come costo non deducibile senza contattare il fornitore estero.”
Se abbiamo ben compreso i termini del problema, la società costituita nel mese di febbraio 2011 ha effettuato degli acquisti di beni presso un fornitore francese nei mesi di luglio, agosto e settembre 2011.
In tale periodo la società non era ancora iscritta al VIES ma il cedente comunitario, omettendo di consultare l’archivio, ha dato comunque corso ad una cessione intracomunitaria di beni senza applicare l’IVA in fattura.
La CM n. 39/E/2011 ha precisato che le operazioni effettuate in mancanza di iscrizione al VIES non sono da considerare comprese nel regime fiscale degli scambi intracomunitari, ma in quello ordinario.
Pertanto, le cessioni o prestazioni rese da un operatore nazionale sono da ritenersi assoggettate ad imposizione in Italia (emissione di fattura con IVA).
L’eventuale applicazione del regime di favore previsto per le operazioni intracomunitarie (emissione di fattura senza applicazione dell’IVA) è punito con la sanzione di cui all’art. 6, D.Lgs. 471/1997 (rubricato violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all’IVA), dal 100% al 200% dell’imposta.
Tale sanzione non risulta comunque applicabile per le violazioni commesse prima dell’emanazione del suddetto documento di prassi.
Ciò significa, in sostanza, che l’effettuazione di operazioni intracomunitarie in mancanza dell’iscrizione all’archivio VIES non costituisce di per sé un’ipotesi sanzionatoria. La sanzione scatta sole se l’operazione viene trattata alla stregua delle operazioni intracomunitarie, ponendo in essere i relativi adempimenti (ad esempio, emettendo una fattura senza applicazione dell’IVA).
Dunque, tornando al caso specifico, se l’operazione viene considerata quale “interna” al Paese del cedente e, quindi, la fattura viene unicamente registrata in contabilità generale ai fini delle imposte dirette (IVA estera compresa), non si ricade nell’ipotesi sanzionatoria di cui sopra.
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