Source: https://dirittiregionali.org/2012/05/11/il-ricorso-della-regione-piemonte-per-lillegittimita-costituzionale-dellart-23-del-decreto-legge-n-20111-sulla-riorganizzazione-delle-province/
Timestamp: 2017-10-22 20:57:49+00:00
Document Index: 47436751

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 117', 'art. 114', 'art. 118', 'art. 120', 'art. 8', 'art. 23']

Il ricorso della Regione Piemonte per l’illegittimità costituzionale dell’art. 23 del decreto-legge n. 201/11 sulla riorganizzazione delle Province | Diritti regionali
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Il ricorso della Regione Piemonte per l’illegittimità costituzionale dell’art. 23 del decreto-legge n. 201/11 sulla riorganizzazione delle Province
Pubblicato il 11 maggio 2012	di AM
Con ricorso depositato in data 23 gennaio 2012 nella cancelleria della Corte costituzionale e pubblicato in G.U. n. 10 del 07-03-2012, la Regione Piemonte solleva, in via principale, questione di legittimità costituzionale relativamente all’art. 23, commi 14, 15, 16, 17, 18 19, 20, 20bis e 21 del decreto-legge n. 201/2011 (c.d. salva Italia) convertito, con modificazioni, dalla legge ordinaria dello Stato n. 214/2011. La Giunta regionale delibera per l’impugnativa a seguito di proposta avanzata dal Consiglio delle Autonomie locali ed adottata con risoluzione del 7-12-2011. La legittimazione a sollevare in via d’azione la quaestio viene giustificata, attraverso un richiamo della giurisprudenza costituzionale (sent. 417/2005 Corte cost., sent. 95/2007 Corte cost., sent. 169/2007 Corte cost.), nel senso che dalla compressione delle sfere di attribuzione provinciale deriva un vulnus inferto ai poteri regionali.
Dopo una breve ricognizione del contenuto delle disposizioni normative per le quali si chiede la declaratoria di incostituzionalità, si passano ad trattare i vari e diversi profili di incostituzionalità. Secondo la ricorrente, la proposta di riordino delle amministrazioni provinciali, pur non prevedendone la soppressione, va ad incidere sugli organi e sulle funzioni delle Province con una vistosa compressione di quella dimensione di autonomia propria dell’ente, riconosciuta dagli artt. 5 e 114 della Costituzione. Infatti, per effetto dell’art. 23, commi da 14 a 21, la Provincia viene, di fatto, radicalmente trasformata nella sua struttura, perdendo il carattere di ente autonomo di governo territoriale, rappresentativo della relativa comunità, e assumendo, invece, quello di organismo di emanazione dei Comuni compresi nel suo territorio, con una configurazione non dissimile da quella di enti, quali le Unioni di Comuni o le Comunità montane, privi della garanzia che la Costituzione accorda agli enti territoriali.
Sul piano, invece, delle funzioni, il Piemonte lamenta l’intervento “demolitorio” della normativa statale. Se da un lato la Costituzione, all’art. 117, comma 2, lett. p, affida alla potestà legislativa esclusiva dello Stato il compito di normare la materia elettorale, gli organi di governo e le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città Metropolitane, dall’altro il decreto-legge n. 201/2011 svuota le Province delle funzioni conferite (dallo Stato o dalle Regioni), lasciando loro solo quelle di indirizzo e coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale secondo le rispettive competenze. In questo modo, precisa la Regione, la legislazione statale non solo viene esercitata non rispettando l’esistenza delle realtà provinciali quali enti autonomi con poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione, in ragione di quanto stabilisce l’art. 114, comma 2, Cost., ma invade anche la competenza concorrente e residuale della Regione, nonché quella regolamentare, laddove le impone di trasferire ai Comuni le funzioni delle Province e di trattenere per sé quelle volte ad assicurare l’esercizio unitario, con la conseguenza di instaurare un modello conferimento indifferenziato e generale che non tiene conto dei criteri di riparto delle funzioni amministrative di cui all’art. 118, comma 1, Cost. Le Regioni, invece, nell’ambito della loro potestà legislativa e regolamentare, restano libere di conferire o meno funzioni amministrative alle Province (ed ai Comuni), anche attraverso l’istituto della delega, alla luce dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Da ultimo, la Regione Piemonte censura il ricorso al potere sostitutivo di cui all’art. 120 della Carta costituzionale, dal momento che ne viene prevista l’applicabilità per ipotesi diverse da quelle indicate dalla norma costituzionale, come applicata dall’art. 8 della legge ordinaria dello Stato 5 giugno 2003, n. 131.
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2 risposte a Il ricorso della Regione Piemonte per l’illegittimità costituzionale dell’art. 23 del decreto-legge n. 201/11 sulla riorganizzazione delle Province
http://www.nexopia.com/users/placidcont927/blog/8-just-what-turns-a-date-off ha detto:
1 marzo 2014 alle 12:17 am