Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1946-codice-civile-fideiussione-prestata-da-piu-persone
Timestamp: 2019-03-24 14:23:15+00:00
Document Index: 151438178

Matched Legal Cases: ['art. 1946', 'art. 1946', 'art. 1954', 'art. 1946', 'art. 1954', 'art. 1944', 'art. 1946', 'art. 1946', 'art. 1954', 'art. 1954', 'art. 1203', 'art. 1946', 'art. 1940', 'art. 1940']

Art. 1946 codice civile: Fideiussione prestata da più persone | La Legge per tutti
Se più persone hanno prestato fideiussione per un medesimo debitore e a garanzia di un medesimo debito (1), ciascuna di esse è obbligata per l’intero debito (2), salvo che sia stato pattuito il beneficio della divisione.
(1) Non è necessario che la garanzia sia stata prestata simultaneamente da tutti i fideiussori, ma è necessario che il fideiussore sia a conoscenza della garanzia prestata dagli altri (confideiussore [v. 1954]). È perciò errore essenziale incidente sulla natura del contratto, quello del fideiussore unico che crede di essere confideiussore.
(2) Il confideiussore che non ha pagato deve rimborsare la propria quota al confideiussore che ha pagato la prestazione garantita.In assenza di specifici criteri di riparto, le quote si presumono uguali.
In tema di fidejussione, qualora contrattualmente le parti legittimamente concordano che il principio di solidarietà tra fideiussori operi solamente ove espressamente richiamato nella lettera di rilascio della fidejussione, tale disposizione pattizia deroga la normale applicabilità dell’art. 1946 c.c., imponendo che la solidarietà operi – non in via automatica ma – solo ove voluta dalla parte mediante espressa menzione nella lettera di rilascio della fideiussione.
Tribunale Milano 16 aprile 2014
Cassazione civile sez. III 30 agosto 2011 n. 17795
La fattispecie giuridica della confideiussione, di cui all'art. 1946 c.c., ricorre quando più soggetti prestano una fideiussione, anche se non contestualmente, nella reciproca consapevolezza dell'esistenza dell'altrui garanzia e con l'intento di garantire congiuntamente il medesimo debito e il medesimo debitore, e si caratterizza come un insieme di vincoli di garanzia, relativi alla medesima obbligazione e tra loro collegati da un interesse comune che determina l'obbligazione confideiussoria per l'intero e, in definitiva, la divisione del debito tra i coobbligati in virtù del diritto di regresso previsto dall'art. 1954 c.c., non applicabile invece nella differente figura della cosiddetta fideiussione plurima, ovverosia nell'ipotesi di distinte fideiussioni prestate da diversi soggetti in tempi successivi e con atti separati, senza alcuna manifestazione di reciproca consapevolezza tra fideiussori o al contrario con espressa convenzione con il creditore di mantenere differenziata la propria obbligazione da quella degli altri, e, in ogni caso, in assenza di un collegamento correlato a un interesse comune dei cogaranti.
Cassazione civile sez. III 06 dicembre 2007 n. 25475
La fattispecie giuridica della confideiussione, di cui all'art. 1946 c.c., ricorre quando più soggetti prestano una fideiussione, anche se non contestualmente, nella reciproca consapevolezza dell'esistenza dell'altrui garanzia e con l'intento di garantire congiuntamente il medesimo debito e il medesimo debitore, e si caratterizza come un insieme di vincoli di garanzia, relativi alla medesima obbligazione e tra loro collegati da un interesse comune che determina l'obbligazione confideiussoria per l'intero e, in definitiva, la divisione del debito tra i coobbligati in virtù del diritto di regresso previsto dall'art. 1954 c.c., non applicabile invece nella differente figura della cosiddetta fideiussione plurima, ovverosia nell'ipotesi di distinte fideiussioni prestate da diversi soggetti in tempi successivi e con atti separati, senza alcuna manifestazione di reciproca consapevolezza tra fideiussori o al contrario con espressa convenzione con il creditore di mantenere differenziata la propria obbligazione da quella degli altri, e, in ogni caso, in assenza di un collegamento correlato ad un interesse comune dei cogaranti.
Cassazione civile sez. trib. 02 settembre 2004 n. 17723
La mancata integrazione del contraddittorio nei riguardi di tutti i fideiussori non rileva quando sussiste il vincolo ordinario della solidarietà passiva tra tutti gli obbligati, che non implica la necessarietà dell'integrazione del litisconsorzio tra tutti i condebitori; ciò, in mancanza della preventiva pattuizione del c.d. "beneficium excussionis", ai sensi dell'art. 1944 c.c, o del c.d. "beneficium divisionis", di cui all'art. 1946 c.c.
Tribunale Salerno 08 giugno 2004
L'istituto della cofideiussione, di cui all'art. 1946 c.c., è caratterizzato, nei suoi presupposti, da un collegamento necessario tra le obbligazioni assunte dai singoli fideiussori, mossi consapevolmente, anche se non contestualmente da un comune interesse, di garantire lo stesso debito e lo stesso debitore, salva la divisione dell'obbligazione nei rapporti interni in virtù del diritto di regresso che, a norma dell'art. 1954 c.c., spetta a colui che ha pagato l'intero. Nel caso di pluralità di autonome obbligazioni fideiussorie ad unum debitum, assunte distintamente o per espresso patto, o per ignoranza ciascuno dell'altrui obbligazione o, in ogni caso, in assenza del collegamento dovuto ad un interesse comune dei cogaranti, mancando una cofideiussione non è applicabile l'art. 1954 c.c., ma il fideiussore solvente resta surrogato, ex art. 1203 c.c., nei diritti che il creditore aveva contro gli altri fideiussori che avevano dato separata ed autonoma garanzia, sicché il fideiussore "solvens" subentra nel rapporto obbligatorio nella stessa situazione attiva che faceva capo al creditore e con le stesse garanzie, potendo agire nei confronti di uno solo degli altri fideiussori per la ripetizione di quanto egli abbia pagato ad estinzione del debito altrui e, quindi, nella misura risultante dalla detrazione, da quanto da lui pagato, della sola propria quota (perché nei limiti di questa egli ha pagato un debito a lui pertinente), anziché soltanto "pro quota" come nel caso del regresso.
Cassazione civile sez. III 06 maggio 2004 n. 8605
L'istituto della "confideiussione" di cui all'art. 1946 c.c., è caratterizzato, nei suoi presupposti, da un collegamento necessario tra le obbligazioni assunte dai singoli fideiussori (che devono riguardare lo stesso debito e lo stesso debitore), concretantesi nella espressione di un comune intento di garanzia e di un comune interesse, pur nella eventuale (ed ammissibile) assenza di contestualità nell'assunzione della garanzia stessa, mentre, nella diversa ipotesi della fideiussione del fideiussore (art. 1940 c.c.), tale collegamento non è riscontrabile (potendo risultare sintomatica, in tal senso, la mancata previsione di una solidarietà tra debitore principale e fideiussore), così che diverso ne risulta l'oggetto stesso dell'obbligazione, avendo la fideiussione di secondo grado (fideiussione del fideiussore) per oggetto il debito di altro fideiussore (di primo grado) e non quello del debitore principale, e risultando, per converso, oggetto della fideiussione prestata da più persone (confideiussione) proprio ed unicamente il debito del debitore principale. Dalla fideiussione del fideiussore (c.d. approvazione) di cui all'art. 1940 c.c., che costituisce una particolare modalità della fideiussione tipica con la quale un "secondo" fideiussore garantisce l'adempimento dell'obbligazione del "primo" fideiussore (e non l'adempimento del debitore principale), va ulteriormente distinta la c.d. fideiussione al fideiussore (o fideiussione alla fideiussione o fideiussione di regresso), che è una seconda fideiussione, concettualmente autonoma pur se alla prima in genere funzionalmente collegata, le cui parti sono il primo ed un secondo fideiussore, ed oggetto della garanzia può essere sia tutto ciò che il fideiussore può pretendere, in via di regresso, dal debitore principale dopo aver soddisfatto il creditore, sia una quota parte predeterminata di questo tutto, sia una predeterminata e fissa indennità per l'ipotesi della mancata realizzazione delle ragioni di regresso, sicché il primo fideiussore diviene, alla stregua di tale diverso rapporto di garanzia, anch'esso creditore garantito.