Source: http://www.settimanafiscaledigital.ilsole24ore.com/edizione/201938
Timestamp: 2019-10-24 02:29:15+00:00
Document Index: 67568037

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2120', 'art. 17', 'sentenza ']

Numero 38 11 ottobre 2019
Accertamento, Modello Redditi PF, Iva e agevolazioni
Dematerializzazione delle note spese: chiarimenti delle Entrate
Con la Risposta Interpello n. 388 dello scorso 20 settembre , l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in ambito di dematerializzazione e conservazione sostitutiva a norma, con particolare riferimento ai giustificativi relativi ai rimborsi spese dei trasfertisti. Questione di rilevante interesse per gli operatori che si occupano di digitalizzazione dei documenti. Di seguito si propone una sintesi dei principali chiarimenti forniti.
Isee - Dichiarazione sostitutiva unica precompilata
Il Garante della privacy con il Provvedimento n. 136/2019 ha disposto il «via libera» alle modalità attuative della Dichiarazione sostitutiva unica ( Dsu ) precompilata a fini Isee, preimpostata da Inps e Agenzia delle Entrate sulla base dei dati che già possiedono, vale a dire utilizzando le informazioni disponibili nell' Anagrafe tributaria , nel Catasto e negli archivi dell' Inps , nonché le informazioni su saldi e giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare . Il Garante della privacy ha apprezzato l’introduzione di misure e accorgimenti volti a limitare i rischi di accessi ai dati non autorizzati o di trattamenti non consentiti o non conformi alle finalità della raccolta , nel rispetto innanzitutto del principio « Data protection by design e by default » sancito dal GDPR . È innegabile, infatti, che se da un lato la Dsu rappresenta un interessante strumento di semplificazione , in linea con la digitalizzazione dei sistemi, dall’altro comporta un « incrocio » di dati che innesca rischi « lato privacy », potendo potenzialmente ledere i diritti e le libertà delle persone fisiche interessate.
Immissione in consumo di carburanti da depositi fiscali
Con la recente C.M. 7.8.2019, n. 18 /E , l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti in merito alla disciplina, introdotta dall’art. 1, co. da 937 a 943, L. 27.12.2017, n. 205, e attuata dal D.M. 13.2.2018, che ha subordinato l’immissione in consumo dal deposito fiscale di determinati carburanti (o l’estrazione degli stessi dal deposito di un destinatario registrato) al versamento dell’Iva a mezzo modello F24, senza possibilità di compensazione. Con riferimento alle modalità di versamento , viene ammessa la possibilità, per i soggetti obbligati, di effettuare un versamento cumulativo per l’iva «stimata» in relazione ai prodotti che si presume verranno immessi in consumo o estratti. Dal contenuto della circolare emerge, tra l’altro, che non sono soggette ad Iva le cessioni dei citati carburanti effettuate all'interno del deposito e tra depositi fiscali (o quelle verso un destinatario registrato esercente deposito commerciale) e che non saranno comminate sanzioni per le operazioni effettuate fino al 7.8.2019, sempre che non vi sia stata evasione di imposta.
La disciplina Iva relativa alle importazioni presenta caratteri peculiari rispetto a quella prevista per le altre operazioni rilevanti ai fini del tributo, sia per quanto concerne i presupposti impositivi che per quanto riguarda la determinazione della base imponibile e le modalità di riscossione dell’imposta. Tali operazioni, infatti, si caratterizzano per l’intervento degli uffici doganali, i quali, all’atto dell’introduzione dei beni nel territorio doganale nazionale , accertano, liquidano e riscuotono l’Iva per ciascuna operazione. L’importazione, e, quindi, l’assoggettamento ad Iva, si realizza, tuttavia, soltanto allorché la merce venga immessa in consumo nel territorio dello Stato. L’introduzione dei beni nel territorio doganale non sempre determina, infatti, una importazione, essendo determinante, a tal fine, la destinazione doganale attribuita alle merci. Inoltre, anche se, in linea generale, in caso di importazione l’Iva deve essere immediatamente versata in dogana , gli operatori economici dispongono di alcuni strumenti in grado di rinviarne il pagamento, di sospendere il momento impositivo o di compensare l’Iva dovuta con altre voci.
Case di cura e ospedali privati: l'Ires non si riduce
La riduzione a metà dell’Ires prevista per le strutture ospedaliere private trova nella recente giurisprudenza di legittimità ( Cass. 11.7.2019, n. 18603 ) e in un’importante risposta delle Entrate ad una istanza di interpello ( Risposta Interpello 24.7.2019, n. 315 ) dei precisi vincoli; poiché l'agevolazion e di cui all’art. 6, co. 1, lett. a), D.P.R. 601/1973 1 , ha indiscussa natura soggettiva e, pertanto, può giustificarsi la sua applicazione ai soli enti pubblici ospedalieri , ai quali soltanto originariamente si riferiva , in considerazione dell'esclusività e della tipicità del fine sociale previsto per ciascun ente, individuato in maniera tassativa quale già esistente al momento dell'entrata in vigore della stessa norma. Non può estendersi la sua applicazione agli enti privati , neppure in ragione del loro riconosciuto svolgimento della funzione di presidio ospedaliero.
VoucherInnovation Manager
Tra le misure previste dalla Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) c'è il Voucher Innovation Manager , disciplinato dall'art. 1, co. 228, 230-231. La misura è rivolta alle imprese che hanno raggiunto la consapevolezza che, per intraprendere un percorso efficace di innovazione in chiave Industria 4.0 , non sia sufficiente acquistare macchinari o software «targati» Industria 4.0 ma che occorra rivedere i propri modelli organizzativi e processi aziendali . L’ iscrizione all’ elenco degli esperti potrà avvenire dalle ore 10 del 27 settembre alle ore 17 del 25 ottobre 2019 tramite l’apposita sezione «voucher per consulenza in innovazione» disponibile sul sito del Ministero per lo Sviluppo economico. Invece l’accesso per la presentazione delle domande alla misura « Voucher Innovation Manager » sarà possibile a partire dal prossimo 7 novembre .
Tassazione dell'accordo transattivo
Ai sensi dell’art. 17, co. 1, D.P.R. 917/1986, l'imposta si applica separatamente sul trattamento di fine rapporto di cui all'art. 2120 c.c. e indennità equipollenti , comunque denominate, commisurate alla durata dei rapporti di lavoro dipendente, nonché sulle altre indennità e somme percepite una tantum in dipendenza della cessazione dei predetti rapporti, comprese le indennità di preavviso, nonché sulle somme e i valori comunque percepiti, al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive , a seguito di provvedimenti dell'autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione del rapporto di lavoro. L’ultimo periodo del co. 3, del citato art. 17, prevede che per tali redditi gli Uffici provvedono a iscrivere a ruolo le maggiori imposte dovute con le modalità stabilite negli artt. 19 e 21 ovvero facendo concorrere i redditi stessi alla formazione del reddito complessivo dell'anno in cui sono percepiti, se ciò risulta più favorevole per il contribuente. La Cassazione , con la sentenza 3.5.2019, n. 11634 , affronta proprio il problema della tassazione delle somme ricevute dal lavoratore a seguito di un accordo transattivo .