Source: https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/2020/05/11/istanza-al-ministro-della-istruzione-ritorno-a-scuola-con-didattica-in-presenza-per-la-salute-di-bambini-famiglie-ed-il-rispetto-della-legittimita-costituzionale-2/
Timestamp: 2020-06-07 04:47:33+00:00
Document Index: 18613218

Matched Legal Cases: ['art. 118', 'art. 52', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 117', 'art. 118', 'art.118', 'art. 34', 'art. 118', 'art. 34', 'art. 118', 'art. 118', 'art. 118']

ISTANZA AL MINISTRO DELLA ISTRUZIONE: RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA”, PER LA SALUTE DI BAMBINI, FAMIGLIE ED IL RISPETTO DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE – 11 marzo 2018 Verona, Cittadini sovrani
Chicago, IL, USA, Girl raises her hand in class, Taylor Wilcox, Unsplash
“I bambini hanno bisogno di giocare, di stare insieme [… ] Un bambino ha bisogno di socialità, ha bisogno di di carezze, ha bisogno di di essere sgridato, ha bisogno di essere lodato […] di giocare e di giocare a pallone nel cortile”
Paolo CREPET, CoffeBreak, La7
Con il presente manifesto di azione civica ad adesione libera e volontaria (da parte di liberi cittadini, comitati ed associazioni), noi genitori sottoscrittori vogliamo farci promotori di una istanza al Ministro della Istruzione ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, IV comma Costituz.), per affiancarci alla pubblica amministrazione statale ed opporci ad una politica che vuole ridurre il sistema scolastico ad un insieme di didattiche virtuali e miste, ancora a distanza oltre la fase emergenziale acuta vissuta recentemente, con grave pregiudizio di classi già formate e dello sviluppo psicofisico, relazionale ed affettivo di bambini che già da troppo tempo sono lontani dai banchi di scuola e dai loro compagni e compagne, a causa delle misure estreme di contenimento adottate dalle Autorità italiane nel gestire la emergenza epidemiologica del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 (malattia similinfluenzale “COVID-19”), sin dalla deliberazione da parte del Governo dello stato di emergenza sanitaria nazionale, a decorrere dal 31 gennaio 2020 e di sei mesi di durata.
Bambini e bambine che hanno già pagato un grande prezzo non solo per non essere potuti uscire di casa per molte settimane, lontani dai propri affetti ed amici o dalle loro passioni sportive od artistiche, ma soprattutto per la interruzione e sospensione improvvisa di partecipazione e contatto fisico con il loro mondo relazionale scolastico, in presenza con insegnanti, compagni e compagne, e con tutte le figure che abitano la scuola ed a cui erano vicini ed in qualche relazione.
Per non dire poi del sacrificio richiesto al tempo ed alla serenità delle famiglie, che già si sono fatte carico della gestione sociale e didattica a distanza dei loro figli, trasformandosi all’occorrenza in informali assistenti scolastici non stipendiati, un ruolo che non compete loro. Diversi Paesi europei hanno già riaperto le scuole – o non le hanno mai chiuse, come la Svezia – e solo il nostro Paese vive ancora come congelato e paralizzato in una dimensione di psicosi collettiva ed eutanasia sociale, economica e lavorativa, a causa di severissime misure di restrizioni alle libertà civili che ancora oggi, nel mese di maggio 2020, tolgono libertà di iniziativa economica, di lavoro, riunione e movimento a larghi strati della popolazione italiana.
Sicuramente da settembre 2020, per un normale inizio dell’anno scolastico.
Perché di normalità e libertà abbiamo bisogno tutti, dopo tensioni e mesi di sacrifici e timori, anche a causa dell’allarmismo ingiustificato da parte dei mass media.
La classe nell’aula scolastica è uno “strumento pedagogico straordinario” ed insostituibile, come messo in luce anche dal professor Alberto Asor Rosa il quale ha ricordato nel suo articolo “Scuola, elogio della classe” (la Repubblica, 8 maggio 2020), che “la comunità fisica” è “un coefficiente indispensabile di una comunità intellettuale funzionante”.
Namu Keeling, Indonesia, Yannis H, Unsplash
Una scuola che è non solo trasferimento di sapere ed apprendimento di concetti, nozioni e metodologie, ma che è anche un mondo fatto da edifici, spazi fisici, da tante relazioni con maestri e maestre, docenti, dirigenti e persone con diversi ruoli, come i collaboratori scolastici e chi la scuola la pulisce e la mantiene in ordine, o chi vi cucina se esiste una mensa scolastica interna. Persone che con i bambini ogni tanto parlano oppure li disinfettano se si feriscono lievemente, sbucciandosi un ginocchio.
Una scuola fatta anche di abitudini e convenzioni, di colori, odori, luci e suoni come la campanella d’inizio o fine lezioni. Una scuola fatta da divise come i grembiuli, da regole come alzare la mano per avere la parola, o confidarsi o parlare di nascosto con l’amico compagno di banco. Una scuola fatta da riti collettivi e stagioni, fatta di corpi che si incontrano, si salutano, si sfiorano, si abbracciano o tengono per mano, corpi in presenza che giocano o bisticciano fra i banchi, di corpi in silenzio ma impegnati durante una verifica in aula, di corpi in movimento che si inseguono nei giochi praticati nel cortile, lungo i corridoi, e che comunicano per la maggior parte non verbalmente, perché la scuola è costituita non solo dai processi cognitivi di apprendimento e didattici tout court, oppure da una relazione verbale docente-alunno, ma da una miriade di sfumature e di comunicazione a più livelli all’interno di una comunità, soprattutto in presenza, cioè negli spazi fisici e relazionali di prossemica, cinesica e ritualità.
Spazi di contatto e di laboratorio, di aiuto fisico e “presenza”, non possibili in una didattica a distanza e telematica ove uno sguardo, una mano sulla spalla, una smorfia, un bonario rimprovero della maestra od un suo sorriso, abitano la scuola fisicamente con dignità e sono a volte elementi catalizzatori della crescita infantile, puberale ed adolescenziale.
Girls and book, Ben White, Unspash
Concepire che dopo difficilissimi mesi di fase emergenziale e lotta ad una situazione contingente, i bambini e le bambine italiane restino ancora confinati fra le proprie mura domestiche ad apprendere a distanza (on-line) – con grande pregiudizio loro e sacrificio delle famiglie e soprattutto delle madri lavoratrici e del loro tempo, per sé , per le loro professioni e dignità – oppure tornino a scuola ma in una didattica mista/ on-line od in presenza (a turni), irregimentati in “distanziamento sociale”, discriminando classi già avviate e formate e lacerandole in gruppi più piccoli, facendo testa o croce per chi deve restare a casa, è contro ogni buon senso e contro il principio di proporzionalità recepito dal diritto comunitario e nazionale (art. 52, CDFUE, Carta di Nizza).
Significa accettare che “la emergenza si faccia regola” e che il distanziamento sociale e la paura del contatto fisico diventino nuovi parametri e valori sociali accettabili, quasi fossero normali e scontati.
Questo giuridicamente è inaccettabile: questo “stato di necessità” e “stato di eccezione” deve avere termine e le regole ed abitudini sociali rotte devono tornare il più presto possibile, per ritornare ad abitare e vivere una società civile e democratica, degna di questo nome e rispettosa dei diritti costituzionali e soprattutto del diritto alla istruzione per tutti senza discriminazioni sociali, sanitarie od economiche, e senza favorire gruppi di potere o lobbies che tentano con surrogati tecnologici di sostituirsi alla scuola tradizionale allo scopo di portare a termine vantaggi economici o progetti di ingegneria sociale.
Noi siamo per la inclusione scolastica per tutti, senza distinzione alcuna (I comma art. 34 Costituzione della Repubblica italiana). Diritti fondamentali tutelati costituzionalmente e mai sospesi nemmeno nella fase emergenziale, ma soltanto compressi e limitati come ricordato da Marta Cartabia nella sua relazione “L’Attività della Corte Costituzionale nel 2019”, una sorta di bussola per orientarsi nel difficile tempo della convivenza con il virus SARS-CoV-2, soprattutto nelle fasi successive alla prima fase di lotta alla diffusione del contagio:
” […] Nella Carta costituzionale non si rinvengono clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri.
La Repubblica ha attraversato varie situazioni di emergenza e di crisi – dagli anni della lotta armata a quelli della più recente crisi economica e finanziaria – che sono stati affrontati senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma ravvisando all’interno di esso quegli strumenti che permettessero di modulare i principi costituzionali in base alle specificità della contingenza: necessità, proporzionalità, bilanciamento,
giustiziabilità e temporaneità sono i criteri con cui, secondo la giurisprudenza costituzionale, in ogni tempo deve attuarsi la tutela «sistemica e non frazionata» dei principi e dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e dei relativi limiti.”
Due parole su tutte emergono con forza dalla analisi del Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia: “proporzionalità” e “temporaneità”. E proprio al concetto di temporaneità rimanda l’analisi di un insigne giurista docente presso “La Sapienza” di Roma.
Il prof. Gaetano Azzariti – professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – ha già espresso sia a marzo (intervista con La Repubblica) sia ad aprile 2020 (“Il diritto costituzionale d’eccezione”, Editoriale Scientifica, aprile 2020) il proprio punto punto di vista costituzionale, sul ritorno ad una normalità come necessità imprescindibile per il rispetto del vivere civile, democratico e della legittmità costituzionale repubblicana:
“[…] Dopo la pandemia spetterà a tutti noi ricordare che la Costituzione si pone a fondamento delle libertà e non delle sue eccezionali limitazioni, rivendicandone il valore e l’essenza. Ma soprattutto si dovrà vigilare perché nessuno abusi della situazione presente ponendo così in essere un colpo di stato permanente. […] Consapevoli però che, se dopo aver sconfitto il terribile e invisibile nemico, non si dovesse tornare alla normalità, rischieremmo di precipitare nel buio della Repubblica.”
Una “drastica riduzione della socialità” ed una ossessione per il “distanziamento sociale” promossi continuamente ed in modo sospetto dalle Autorità governative e ministeriali come misure sempre necessarie per fronteggiare la crisi e la emergenza epidemiologica, rischiano di diventare da legittime misure provvisorie in una situazione urgente e contingibile quali erano, delle misure permanenti di un futuro incerto ed indeterminato.
Rischiano cioè di porre in evidenza o dare ossigeno – consapevolmente o inconsapevolemente – ad un vero e proprio “colpo di stato permamente”.
Quello che – per certi versi in modo analogo anche se riferito all’abuso della decretazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – un giurista come il prof. Sabino Cassese (Giudice emerito della Corte Costituzionale) ha definito un “golpe normativo”.
Quello che altri addetti ai lavori hanno definito – a proposito del potere arbitrario esercitato dall’Esecutivo durante la fase 1 della emergenza – come una “violazione del principio di legalità sul piano formale e sostanziale” (cfr. prof. Daniele Trabucco), anche a causa dell’errore palese compiuto dal Parlamento italiano che ha dato una sorta di delega in bianco al Governo convertendo in legge dei decreti-legge che non indicavano in modo chiaro come limitare i diritti fondamentali se necessario da parte delle Autorità, per arginare il contagio. Il Governo ha ricevuto così una indeterminatezza assoluta nell’esercitare il suo potere arbitrario con gli atti amministrativi extra ordinem (DPCM) emanati, e lo stesso Presidente della Repubblica è stato scavalcato, rinunciando allo strumento del DPR (Decreto del Presidente della Repubblica), pur possibile nella gestione della emergenza e più rispettoso dei meccanismi di garanzia e controllo costituzionale.
Inoltre, una siffatta situazione e concezione tecnocratica della politica tutta declinata sullo strumento tecnologico informatico, sui parametri, sulla conformità a modelli teorici e statistici affermati dai tecnici super esperti, ma poco chiari nelle premesse e criteri di elaborazione e validità scientifica delle loro soluzioni e soprattutto poco centrata sul rispetto della persona umana, sulle relazioni e l’importanza del contatto fisico e della prossimità (che sono anch’esse salute la quale non è solo assenza di infezione o di malattia, ma un completo stato di benessere, fisico, mentale e sociale) – non può non avere a lungo termine – se tali misure emergenziali verranno strutturate come insieme di misure permamenti nell’ambito della educazione, della scuola, del lavorare e del vivere – delle gravi implicazioni di regresso culturale e sociale, e di allontanamento dai valori di libertà, uguaglianza, pace e diritto alla dignità, ed al pieno sviluppo delle potenzialità dell’individuo, che sono stati e sono alla base della Costituzione della Repubblica italiana.
Valori che sono diritti naturali inalienabili, fondamentali, diritti soggettivi assoluti riconosciuti dalle Nazioni Unite e da numerosi trattati e carte sovranazionali che tutelano la persona umana.
I nostri figli e le nostre figlie che frequentano la scuola della infanzia, primaria e media inferiore e superiore, rischiano di andare incontro con l’imposizione della didattica a distanza oltre la fase emergenziale più grave, a quello che lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha definito “autismo digitale”, un rinchiudersi in un “solipsismo casalingo” (La7, CoffeeBreak, 4 maggio 2020).
La cosiddetta DAD – didattica a distanza – ha certamente un senso per il recupero di lezioni perse a causa di assenze prolungate (ausilio) e può essere utile se essa aiuta a dare continuità ad un percorso interrotto durante una sospensione, a patto che resti una misura temporanea. Può integrare la scuola e la sua didattica praticata nello spazio fisico ed insieme di relazioni in presenza, ma pensare che possa sostituirla e tramutarla in spazio virtuale permanente e strutturato, senza conseguenze gravi sullo sviluppo psicofisico, è un azzardo.
A proposito della DAD scrive il docente Pietro De Angelis che in questi mesi a livello ministeriale e legislativo è in gioco un “modello di scuola”. La didattica a distanza è una proposta “iniqua” e “controversa” sul piano organizzativo, e profondamente lesiva della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, soprattutto per i più piccoli (primaria e scuola secondaria inferiore, o di primo grado).
Egli la definisce “distanza senza didattica” oppure, con un provocatorio gioco di parole, “Distanza Anti Didattica”. La critica al vetriolo del De Angelis è fondata sull’assenza di una autentica e piena relazione umana, che si dà solo “in presenza.”
In assenza della incarnazione viva, la didattica allontana dal sapere, dall’amore per la conoscenza e per il proprio maestro o maestra, proprio perché viene a mancare il “corpo”, attore protagonista di questa didattica. I corpi degli allievi (alunne ed alunni) ed il corpo del docente, non essendo presenti, non possono entrare in reciproca relazione a più livelli di comunicazione (non solo verbali). Il corpo del docente significa anche la mano che guida ed accompagna fisicamente le dita incerte del bambino e della bambina, nel fare un compito o nella motricità fine, nell’apprendere od esprimere nuove abilità tecniche o artistiche, nel linguaggio o nel disegno.
De Angelis sottolinea che anche la mancanza dello spazio fisico rituale (il palcoscenico delle aule e degli edifici scolastici) è profondamente lesivo della qualità ed essenza stessa della didattica, un mondo ove avvengono dei riti (cosa già sottolineata in precedenza, con alcuni esempi di azioni quotidiane nel mondo-scuola) e che in uno spazio virtuale si perdono.
Infine, ma non meno importante, la mancanza della classe – cioè dell’insieme delle persone in presenza – nega la condivisione dei mondi narrativi, dei valori condivisi che regolano l’abitare dello spazio scolastico. La negazione di spazi condivisi e valori condivisi e dei corpi che li abitano, non possono essere scuola. E dunque la didattica a distanza non può sostituirsi alla ricchezza del fare scuola a scuola, in una comunità scolastica in presenza, non virtuale. De Angelis conclude dicendo:
“[…] E non si assecondi la convinzione – forse gradita in certi ambienti solo commercialmente interessati – che la scuola possa essere un video e non un’aula: sarebbe, non solo nella battaglia contro la Covid-19, una sconfitta irreparabile”
Sulle conseguenze del cosiddetto “distanziamento sociale”, ci ha poi dichiarato Lucio Brovedan, formatore in Friuli Venezia Giulia nell’ambito di corsi di comunicazione e di consulenza: “Non è possibile prescindere dal piano fisico, del contatto, della vicinanza a pochi passi […] Molti di noi sono in grado di percepire se il loro vicino, vicino fisicamente, sta bene o sta male, è felice o triste, solo per usare gli estremi senza gli innumerevoli stati d’animo intermedi per i quali non abbiamo nemmeno un nome o una descrizione […] Cambia tutto quando agisce il sentimento di una persona presente, quando si manifesta in qualche forma, forse visibile ma consciamente non recepita. [….] Mi definisco un animale d’aula. Lavorare sulle coscienze richiede presenza, prossimità, meglio se interattiva su ogni piano e senza la barriera di un medium, dei media […] se la presenza fisica, la prossimità, l’interazione sono così importanti in un contesto formativo, come possiamo pensare che privarcene, anche solo per breve tempo o cambiare sensibilmente le sue modalità, dopo che si sono strutturate attraverso tutta la storia umana, possa non avere profonde conseguenze, in mille altre occasioni?”
Chiediamo il rispetto di una scuola inclusiva per tutti (come da I comma art. 34), senza ricatti o vincoli sanitari o sociali per accesso e frequentazione. In rispetto dell’ultimo comma art. 32 Costituzione (“rispetto della persona umana”, che nessuna legge può violare). La dignità della persona è inviolabile e tutelata costituzionalmente, ed una eventuale riforma di legge in ambito sanitario che fosse discriminatoria – su profilo sanitario, come già è la legge 119/2017 per la scuola della infanzia – andrebbe a ledere ulteriormente ed ancora più marcatamente la dignità della persona umana nel suo valore naturale intrinseco, e nella componente di autodeterminazione, violando appunto la Costituzione della Repubblica italiana, oltre che l’art. 3 sul rispetto della integrità psicofisica e del consenso libero ed informato, disciplinato dalla Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea (CDFUE, già Carta di Nizza, vincolante giuridicamente per la Repubblica italiana). Art. 3 CDFUE da leggersi in combinato disposto con gli artt.1/3/14/21/52, e con la Costituzione della Repubblica italiana, artt. 2-3-13-32-34-117 Cost.
Una violazione dei diritti riconosciuti dalla CDFUE non è ammissibile in quanto il primo comma art. 117 Cost. impone il rispetto dei trattati internazionali (inclusi quelli derivanti dal diritto comunitario, cfr. Trattato di Lisbona in vigore dal 2009 e che ha modificato il Trattato sull’Unione Europea).
A questo scempio del vivere civile, sociale, formativo ed educativo che rischia di “uccidere i sogni dei nostri figli” (cfr. Lettera a Paolo Crepet da una madre, di Valentina De Guidi) – e che nega il contatto fisico, la vicinanza, l’imparare in presenza con l’altro, confinando il mondo della infanzia ed adolescenza in un universo di distanziamento sociale e modalità virtuali di apprendimento permamenti, ove perenne è la paura dell’ignoto e del compagno di banco “untore” – noi diciamo no.
L’inclusione scolastica non è solo per i propri figli, ma è per i figli di tutti.
11 maggio 2020 – 25 maggio 2020
COME SCRIVERE L’ISTANZA AL MINISTRO
Per favorire al massimo la libertà e la creatività di chi la istanza la presenta – ed anche promuovere competenze ed esperienze pregresse in campo universatario, educativo, scolastico e formativo più in generale – abbiamo deciso di non presentare un modello di istanza al Ministro, ma di fornire solo una traccia di scrittura. Ciascuno – sia esso un singolo cittadino, un comitato oppure una associazione – sarà libero di modulare a piacimento la propria istanza, avendo accortezza di allegare le relazioni tecniche giuridiche mediche che la fondano. Altre relazioni ed allegati, a discrezione personale, saranno possibili.
Esempio di istanza al Ministro della Istruzione nel chiaro articolo di approfondimento della testata giornalistica La Legge per tutti, informazione e consulenza legale:
La struttura dell’istanza alla Pubblica Amministrazione ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (IV comma art. 118 Costituz.) – art. fondamentale citare nell’oggetto della istanza stessa – è pertanto molto semplice, composta da pochi punti, e nella fattispecie di quanto si chiede in tema di tutela ed autodeterminazione:
OGGETTO: proc. amministrativo, istanza ai sensi art.118 IV comma Cost. – principio di sussidiarietà orizzontale – e dell’art. 34 I comma Cost., ed ai sensi del “principio di proporzionalità” del diritto comunitario recepito anche dalla giurisprudenza e diritto amministrativo italiano, per il rifiuto della didattica mista/a distanza e per il ripristino a.s. 2020/2021 sin da settembre 2020 della ordinaria attività educativa e di istruzione scolastica, solo in presenza dei docenti ed all’interno dell’edificio scolastico, e priva di ostacoli alla socialità come “distanziamento sociale” /protezione naso bocca, braccialetti elettronici od altre misure non giustificate e non proporzionali rispetto al rischio corso nell’età pediatrica
– rif. ALLEGATI TECNICI
1- DESTINATARIO e per CONOSCENZA
Indicazione del soggetto destinatario dell’istanza con relativo indirizzo: in tal caso il MINISTRO DELLA ISTRUZIONE
Lucia Azzolina, prof.ssa Ministero dell’Istruzione,
Viale Trastevere, 76 – 00153 Roma (RM)
Per conoscenza si suggerisce di inviare al Dirigente scolastico della scuola dei propri figli, ed anche ai seguenti enti:
Presidenti/Capigruppo di Camera e Senato / parlamentari
Viale Trastevere 76, 00153 – Roma (RM)
CSS – Consiglio Superiore di Sanità,
Sezione III – Ministero della Salute
Viale Giorgio Ribotta, 5 – 00144 Roma (RM)
Ministro della Salute, Roberto Speranza, dr.
Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, dr.ssa
Piazza del Viminale, 1 – 00184 Roma (RM)
Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dr.
Palazzo Baracchini, Via XX Settembre 8 – 00187 Roma (RM)
Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dr.
via Arenula 70 – 00186 Roma (RM)
AGIA, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
Via di Villa Ruffo, 6 – 00196 Roma(RM)
ANP, Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici ed alte professionalità della scuola, Presidente Nazionale ANP, Antonello Giannelli,
ed al Collegio dei Probiviri
Commissioni parlamentari permanenti di Camera e Senato, in particolare
Consiglio Regionale, della propria Regione di residenza
Presidente di Regione, della propria Regione di residenza
2- MITTENTE
Specificare nella istanza, ben evidenziato in alto, quante sono le pagine di allegati:
Cartella zippata:
ZIP relazioni tecniche DOWNLOAD cartella zippata
L’invio telematico via PEC di files zippati (contenenti documenti .PDF originali non modificabili) è lecito (Sentenza Cassazione nr. 14827/16 20.07.2016)
Oppure singoli download relazioni:
“Il diritto dei fanciulli in tempi di COVID-19”
relazione TECNICO-GIURIDICA download
a firma dell’Avv. Grazia CUTINO, a tutela dei diritti dei minori alla frequentazione ed inclusione scolastica all’interno di uno spazio e “momento spazio-temporale insostituibile” proprio degli edifici scolastici, contro ogni discriminazione attuale e futura, in ottemperanza ai diritti fondamentali dell’individuo tutelati costituzionalmente e da carte sovranazionali;
“COVID-19 e popolazione infantile”
relazione MEDICO-SCIENTIFICA download
del dottor Fabio FRANCHI medico chirurgo, sul presunto rischio epidemiologico e di assembramento in età pediatrica nelle scuole;
“Distanziamento sociale e didattica a distanza nella scuola:
rischi di alterazioni neurofisiologiche
nell’età dello sviluppo”
relazione NEUROSCIENTIFICA download
a firma della dott.ssa Anna Rita IANNETTI medico chirurgo,
sul rischio di danno alla crescita nell’età dello sviluppo, dovuti alla mancanza od all’ostacolo di relazioni e di contatto fra bambini ed adulti e mondo, con alterazione della biologia della relazione empatica necessaria ad un sano sviluppo psicofisico del bambino;
“Alcune osservazioni sul rapporto del Comitato tecnico-scientifico su cui si basa la normativa della Fase 2”
relazione EPISTEMOLOGICA download,
questioni di metodo e di merito ed effetti collaterali,
a cura del prof. Marco Mamone CAPRIA, matematico ed epistemologo, docente e ricercatore presso l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Matematica ed Informatica, testo già pubblicato e riprodotto su permesso (Scienza e Democrazia, 06 maggio 2020).
4- L’ISTANZA VERA E PROPRIA
Motivare per iscritto la domanda al Ministro – a sensi del principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118 IV comma, art. 34 I comma, Cost.) – di non avviare l’anno scolastico 2020/2021 implementando una didattica mista in presenza/on-line a distanza, lesiva e discriminatoria dei diritti dei bambini e delle famiglie, e di porre in atto ogni sforzo per un normale inizio di anno scolastico ed un ripristino della ordinaria attività educativa e formativa, in leale collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte.
Istanza contro misure non proporzionali, quali:
* DISTANZIAMENTO SOCIALE nelle scuole e negli spazi scolastici;
* OSTACOLI ALLA SOCIALITÀ come mascherine al viso, braccialetti elettronici, od altre forme di ostacolo alla socialità ed al normale contatto umano e fisico fra compagni e compagne di classe e corpo docente, nella attività educativa e formativa ordinaria, compromessa a causa dell’emergenza SARS-CoV-2, e soprattutto a causa delle misure che le Autorità vorrebbero implementare a scuola, non rispettose del principio di proporzionalità;
* DIDATTICA a DISTANZA, cosiddetta DaD, lesiva della qualità dell’apprendimento e dell’insegnamento, e priva del fondamentale contatto umano e sociale “in presenza”, insostituibile;
* eventuali VINCOLI SANITARI O RICATTI DI PROFILASSI COERCITIVA E DISCRIMINATORIA, LESIVA DEL PRINCIPIO DEL CONSENSO LIBERO ED INFORMATO E DEL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’;
5- MOTIVAZIONI A SOSTEGNO DELLA ISTANZA
Indicare e citare brevemente in elenco gli allegati tecnici alla istanza, cioè
LA RELAZIONE TECNICO-GIURIDICA
+ ALTRE RELAZIONI TECNICHE ALLEGATE
Motivare perché le misure di distanziamento sociale, l’eventuale protezione con mascheramento facciale e la didattica mista (online da casa in remoto, ed in presenza, con scissione della classe in gruppi soggetti a turnazione) sono discriminatorie, e non rispettose della verità dei fatti in termini di rischi epidemiologici, e non rispettose del principio di proporzionalità.
6- ATTESA RISCONTRO ENTRO I TERMINI DI LEGGE
RICHIESTA RISCONTRO ENTRO TERMINI DI LEGGE E SALUTI.
7- FORMULE DI CHIUSURA E FIRME:
Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nella istanza, ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679);
EVENTUALE DELEGA AL CAPOGRUPPO/REFERENTE, QUALORA LA ISTANZA SIA DI GRUPPO, INDICANDO NOMINATIVO E RECAPITO A CUI LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE RISPONDA;
FIRMA leggibile, LUOGO E DATA di chi presenta / invia l’istanza.
+ ALLEGARE COPIE DOCUMENTI di RICONOSCIMENTO VALIDI
Riepiloghiamo come l’istanza del provvedimento può essere presentata, cioè seguendo due canali di inoltro (consegna a mani presso Il Ministero di Roma, esclusa per ovvie ragioni, tranne per chi risiede a Roma):
La condotta omissiva della pubblica amministrazione – nella richiesta di un procedimento amministrativo – non è ammissibile. Il Ministero è tenuto a rispondere entro i termini di legge oppure a rispondere del ritardo nella risposta.
Esempi di corpo testo della PEC, invio della istanza tramite posta elettronica certificata, al Ministro della Istruzione, e per conoscenza/competenza ad altri enti:
Alla c.a. dell’On. Ministro della Istruzione, Lucia Azzolina, prof.ssa
con la presente la/il sottoscritta/o ……………….., nata/o a ……………. il …………………. e residente in ……………………………………….,
invia istanza individuale / o di gruppo – nr………. firmatari – a………………………….. ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale costituzionale (IV comma art. 118 Cost.), ed ai sensi del principio di proporzionalità recepito dal diritto comunitario e nazionale, e per conoscenza/competenza agli enti/istituzioni in documento.
Si allegano alla presente i seguenti files/documenti:
* documento “istanza………………pdf”, l’istanza firmata
* documento “carteidentita-riconoscimento-……………..pdf”, copie carte di identità/documenti di riconoscimento dei firmatari
* documento “relazioni-tecniche………….”, relazioni tecniche allegate in formato .PDF, fondanti la istanza stessa dal punto di giuridico e medico-scientifico.
Si attende riscontro alla presente entro i termini di legge.
…………………………………, primo firmatario /referente capogruppo
…………………………………… contatti…………………………………………
PER CONOSCENZA/COMPETENZA
Alla c.a di ……………………
invia per conoscenza / competenza, la istanza di gruppo inviata al Ministro della Istruzione – nr….. firmatari – ai sensi del principio di sussidiarietà orizzontale costituzionale (IV comma art. 118 Cost), ed ai sensi del principio di proporzionalità recepito dal diritto comunitario e nazionale, e per conoscenza/competenza
agli enti/istituzioni in documento.
Si allegano i seguenti files/documenti:
Boys learn to sew, darning and tailoring in the secondary school
Austrian National Library, 1952, Unsplash
Questo principio – cosiddetto di proporzionalità – è stato recepito dal diritto comunitario e negli ultimi anni anche dai pronunciamenti giurisprudenziali e dal diritto amministrativo italiano.
Si legga in proposito il saggio “Il ruolo del principio di proporzionalità
nel rapporto fra amministrazione, e amministrati”, a firma di Alessandra Albanese, professore associato presso l’Università di Firenze, Dipartimento di Scienze Giuridiche (DSG), da cui il seguente estratto citato da uno dei suoi saggi:
” [ …] Nell’ordinamento italiano, invece (in analogia a quanto è avvenuto in
altri Paesi europei, pur diversi fra loro quali la Germania e la Gran Bretagna) la proporzionalità va assumendo sempre più il ruolo di un principio che impone alla PA regole di comportamento procedimentali: la valutazione delle alternative possibili; l’ascolto delle osservazioni dei destinatari dell’atto; l’acquisizione degli elementi che consentono di individuare modalità di riduzione dei danni o di evitare l’aggravamento
degli oneri collaborativi richiesti, la conseguente motivazione della idoneità, necessarietà, adeguatezza delle scelte operate in base a tali presupposti.
In altri termini, la proporzionalità tende a configurarsi molto spesso come un principio posto a baluardo della effettività di altri principi e di specifici diritti di cui i cittadini godono (in primo luogo in forza delle norme contenute nella legge sul procedimento amministrativo) nei confronti della pubblica amministrazione, di cui consente di garantire la consistenza e di assicurare un’applicazione sostanziale e non solo meramente formalistica. Il principio in tal modo è in grado pertanto di incidere concretamente sui modi di esercizio della funzione amministrativa.”
* ALBANESE, Alessandra S., SAGGI E ARTICOLI,“Il ruolo del principio di proporzionalità nel rapporto fra amministrazione, e amministrati”, Istituzioni del federalismo: rivista di studi giuridici e politici, Nº. 3, 2016, pagg. 697-723; lo scritto costituisce lo sviluppo del lavoro svolto nell’ambito della ricerca organizzata dall’Università di Firenze per la celebrazione del 150° anniversario dall’emanazione delle leggi di unificazione amministrativa.
* AZZARITI, Gaetano, professore, Coronavirus, Azzariti: “Le misure sono costituzionali a patto che siano a tempo determinato” Gaetano Azzariti, docente di diritto costituzionale alla Sapienza: “Basta leggere la Costituzione per essere certi che per i gravi stati di emergenza norme eccezionali sono possibili e quindi legittime”
di Liana Milella, la Repubblica, marzo 2020, https://www.repubblica.it/
*AZZARITI, Gaetano, professore, “Il diritto costituzionale d’eccezione”, Editoriale Scientifica, 2020
*BROVEDAN, Lucio, dr., Formatore e consulente in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito economico, finanziario, giuridico e della filosofia del diritto. Dichiarazioni sui social network ed intervista.
*CARTABIA, Marta, Presidente della Corte costituzionale, “L’ATTIVITA’ DELLA CORTE COSTITUZIONALE NEL 2019”, 28 aprile 2020
*CASSESE Sabino, professore Giudice Emerito della Corte Costituzionale, “Conte è fuori legge” / Il giurista “Dpcm illegittimi, libertà violata”, di Niccolò Magnani, 27.04.2020; http://www.ilsussidiario.net; Il Tempo, Massimiliano Lenzi;
*CREPET Paolo, La7, intervista, Coffeebreak, Scuola, Crepet contro Azzolina: “Mi fa orrore che il Ministro mandi metà dei bambini a diventare autistici digitali” ,4 maggio 2020
*DE ANGELIS, Pietro, docente, “DAD- Didattica anti didattica”, Facebook, e “La scuola del futuro… l’anti didattica a distanza. La proposta per la riapertura delle scuole sarebbe l’alternanza didattica in presenza/anti-didattica a distanza. Una sorta di classe mista: metà in presenza e metà connessa da remoto. Questa è la straordinaria soluzione a cui ministero, esperti, comitati sono infine giunti: tenere cinque ore metà classe davanti al pc”, 8 maggio 2020 https://www.girodivite.it/La-scuola-del-futuro-l-anti.html
*DE GUIDI, Valentina, Lettera a Paolo Crepet da una madre: “Stanno uccidendo i sogni dei nostri figli”, 5 maggio 2020, https://www.dirittinelcuore.net/index.php/lettere-e-estimonianze
*ilpediatranews.it, “Infezione da COVID-19 in età pediatrica: evidenze preliminari”, di Raffaella Bersaglio, 30 marzo 2020, AA.VV., rif. dr. Silvano Bertelloni, UO Pediatria Universitaria, A.O.U. Pisana, Pisa., “[…] i bambini guariscono in circa 1-2 settimane […] nei bambini, la malattia mostra un decorso benigno. Molti casi decorrono in maniera a-/pauci-sintomatica e, a differenza della popolazione adulta, i minori che richiedono cure intensive sono rari e più spesso si tratta di pazienti con co-morbilità”
* OMS, la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”, traduzione dall’inglese “Health is a state of complete physical, mental and social well-being and not merely the absence of disease or infirmity.”, Preambolo alla Costituzione della Organizzazione Mondiale della Sanità, International Health Conference, New York, 19 giugno – 22 luglio 1946; firmata il 22 luglio 1946 dai rappresentanti dei 61 Paesi ed entrata in vigore nel 1948.
*ROSA, Alberto Asor, professore, “Scuola, elogio della classe”, la Repubblica, 8 maggio 2020.
*TRABUCCO, Daniele, professore, “Sull’(ab)uso dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri al tempo del Coronavirus: tra legalità formale e legalità sostanziale”, professore Associato di Diritto costituzionale italiano e comparato e Dottrina dello Stato, e Dottore di ricerca in Istituzioni di Diritto pubblico, Astrid Rassegna, nr. 5/2020.
Namu Keeling, Indonesia, Yannis H,
Girls and book, Ben White,
Chicago, IL, USA, Girl raises her hand in class
Austrian National Library, 1952
ISTANZA-APPELLO AI COMANDANTI FF.AA. E FORZE DI POLIZIA, DI FEDELTÀ E DIFESA DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA
45 risposte a "ISTANZA AL MINISTRO DELLA ISTRUZIONE: RITORNO A SCUOLA CON DIDATTICA “IN PRESENZA”, PER LA SALUTE DI BAMBINI, FAMIGLIE ED IL RISPETTO DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE"
Minari Silvana ha detto:
12 maggio 2020 alle 8:07
Sono completamente d’accordo con il contenuto di questa istanza. Le mie competenze di insegnante mi autorizzano ad esprimermi soprattutto per gli aspetti pedagogici e didattici. Per quanto riguarda quelli giuridici non posso esprimere le stesse competenze. Il fatto che la ministra Lucia Azzolina abbia dichiarato che non le piacciono le classi pollaio e quindi vede nella didattica mista, in presenza ed online, una risposta a questa annosa problematica delle scuole, mi ha posta in una grande allerta. Il pericolo che si stia individuando la possibilità di fare della emergenza una regola, a discapito deille bambine e dei bambini e delle loro famiglie, non è più così remoto. Un’altra problematica che mi si evidenzia e il fatto che, anche qualora i bambini ritornino nelle classi, la didattica verrà portata prevalentemente sullo strumento tecnologico, dotando ogni bambino di iPad o computer, in modo che la RETE sia sempre pronta per poter distanziare i bambini e ritornare di nuovo in questa fase. I bambini non solo hanno bisogno di toccarsi, ma hanno anche bisogno di toccare la vita, di toccare la carta, le matite, di imparare ad impugnale, di sapere che se un tratto viene scritto sulla carta li rimane, troppe competenze rischiano di essere amputate per essere canalizzate in un’unica direzione: lo strumento digitale. Anche qui vedo dei preoccupanti interessi economici, oltre ad un asservimento della cultura e delle competenze a quella che è la visione del bambino come futuro cittadino che deve al più presto essere inquadrato in un ingranaggio, in un sistema socio-economico teleguidato. La libertà di accesso alla scuola, a mio avviso, ha cominciato ad essere amputata dal 19 maggio del 2017. Anche allora la NON emergenza sanitaria che é stata strumentalizzata per ledere altri fondamentali diritti costituzionali.
Fabiola Limuti ha detto:
12 maggio 2020 alle 9:05
Grazie! Finalmente!!
Marra Silvana ha detto:
25 maggio 2020 alle 1:08
L’istanza può essere trasmessa da un gruppo allargato di genitori anziché da un singolo? Grazie
25 maggio 2020 alle 8:58
sul sito al link FAQs è spiegato proprio questo: si tratta della istanza di gruppo. Nominate un referente/capogruppo per la risposta, che può sottoscrivere anch’egli la istanza (sarebbe meglio). Indicate chiaramente il suo indirizzo per la risposta della P.A. Tutti i firmatari della istanza devono allegare copia doc. valido di riconoscimento. Seguite la tracca su come redarre la istanza, spiegata al link del menu del sito “Istanza al Ministro della Istruzione”
Ecco il link delle FAQs
https://11marzo2018veronacittadinisovrani.wordpress.com/contatti/
Michele Pucci ha detto:
Grazie mille per questo vostro eccezionale lavoro!!
Da insegnante e da mamma non posso che essere d accordo….
Paola Balbi ha detto:
Ilaria varaldo ha detto:
12 maggio 2020 alle 20:14
Grazie di aver dato voce ai miei pensieri e sentimenti.
Restiamo uniti e compatti , con azioni concrete e decisive in difesa dell’infanzia, futuro dell’umanità e della Terra!!
Gianluca Valoppi ha detto:
Speravo propio in questi giorni che qualcuno prendesse una posizione chiara e mi auguro efficace per i tutti i bambini e ragazzi! Grazie infinite!!!!
Daniela Dall’ Ora ha detto:
13 maggio 2020 alle 9:14
Vi ringrazio anch’io .
Condivido completamente. Avendo figli liceali e universitari mi spiace solo che la loro ‘categoria’ non appaia così coinvolta , pur essendolo .
A suo tempo, nel mio piccolo, mi sono attivata in raccolta firme pro petizione contro l’esclusione dei bimbi non vaccinati alla scuola materna : mi sembrava palese che quella volontà costituisse un passaggio pericoloso ed ambisse ad un consenso ‘popolare’ di discriminazione anticostituzionale …..
È un tempo oscuro , non certo a causa ‘del virus’ ma proprio per la direzione tecnologico- involutiva o meglio disumanizzante su cui , subdolamente ma anche ormai evidentemente, ci si ‘lascia’ instradare.
Mi unisco a voi e dico NO !
Gaciu Adina ha detto:
Grazie di cuore per la vostra iniziativa
Dobbiamo unirci e lottare per il futuro dei nostri ragazzi, che rappresentano il futuro di questo paese!
tellip1 ha detto:
Completamente d’accordo, da papà e da insegnante, grazie dell’iniziativa
Ho 4 figli 4 età e realtà differenti…ma una certezza… per ognuno di loro deve riprendere la scuola per una socialità normale per socializzare e per confrontarsi con coetanei e insegnanti…anche uno sguardo è diverso se si toglie lo scotch e lo schermo di vetro.
mariacristinapavarin ha detto:
Rosaria Ruberto ha detto:
13 maggio 2020 alle 23:16
Non facciamoci piegare all’idea che la relazione tra uomini è pericolosa. Andremmo incontro a pericoli ben più gravi e concreti. Sono con voi Rosaria
Patrizia Mazzucchelli ha detto:
14 maggio 2020 alle 8:27
Ho 9 figli. A loro crescita e la loro educazione devono inevitabilmente passare attraverso i contatti, la materialità, la relazione, il tatto, i sorrisi, il fare gruppo, la socializzazione, l’esperienza fisica, l’interscambio, la condivisione fisica e pratica. La loro salute non può che svilupparsi e rafforzarsi nello stare insieme, così è come sempre e successo e sempre dovrà succedere. Il loro sviluppo psichico necessita assolutamente della concretezza. Mi oppongo fortemente alla nuova concezione di scuola, difficilmente gestibile, carente, troppo basata sull’utilizzo dispositivi elettromagnetici che senza dubbio creeranno danni celebrale e dipendenza. Patrizia
Monica Arnaldo ha detto:
Ho una figlia adolescente che frequenta la IV ginnasio e che vive questa esperienza della scuola virtuale come la deprivazione del suo diritto di studente inteso nel senso di condivisione non solo del momento didattico che rappresenta la scuola , ma soprattutto della esperienza umana , di sviluppo E crescita come persona. La vive come privazione di uno dei periodi piu importanti e significativi della sua vita! Quindi concordo in pieno con la Vostra iniziativa
14 maggio 2020 alle 18:57
Completamente d’accordo. E aggiungo che venga rifatto il programma scolastico di bambini e ragazzi,piu completo rispetto a quello degli ultimi anni.
Manuela Mazzetto ha detto:
In quanto madre sto lottando da quando ho preso consapevolezza di quanto sta accadendo ( riassunto in maniera eccezionale dall’intervento di Sara Cunial in parlamento riguardante l’inganno del Covid e il tentativo di instaurare un nuovo ordine mondiale dittatoriale) per il ritorno dei bambini e dei ragazzi a scuola. Grazie grazie grazie siete un faro nella notte!!!!
Genitori ed insegnanti da me contattati MUTI di fronte a queste istanze!!! Vergogna
Roberta paschetta ha detto:
Per loro è una esigenza riprendere la socialità, la normalità! Si stanno spegnendo. Dobbiamo fare qualcosa. Per loro. Per il nostro futuro.
Flavia Dragani ha detto:
Vorrei esprimere il mio pensiero sulla didattica a distanza ,per chi avrà voglia di leggerlo. Sono concetti espressi durante l’assemblea dei Cobas di Bologna e mi trovano assolutamente d’accordo.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la didattica a distanza abbia costituito un presidio per mantenere un rapporto con gli studenti. E concordo anche sul fatto che possa essere un’occasione di svolta e di svecchiamento, e per applicare metodologie alternative.
Purtroppo quello che sta accadendo ora, che è un momento assolutamente non normale, ha il rischio di diventare pensabile e politicamente riproducibile. La verità è che della didattica distanza non ne posso più. E non credo di essere l’unica. Credo che anche molti studenti e molte famiglie non ne possano più.
Il Miur sostiene che sia stato mantenuto il diritto allo studio. Beh, questo non è assolutamente vero. Perché è stato contraddetto l’articolo 3 della Costituzione, infatti la didattica a distanza non è affatto universale. Non si tratta solo di Digital divide. Ma si tratta anche di intere sacche della società che non possono accedere a determinati servizi. Inoltre anche con la connessione necessaria e con i mezzi necessari, la didattica a distanza non è universale
Pensiamo infatti alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia. Per questi ordini di scuola, la didattica a distanza è assolutamente inadeguata.
In questi mesi abbiamo dato per scontata la figura dei genitori. Non è giusto pretendere questo,e non è giusto negare che ci siano altre sfere oltre alla famiglia.
La didattica a distanza inoltre inibisce l’apprendimento per moltissimi ragazzi,che pur essendo connessi risultano di fatto dispersi.
Pensiamo per esempio agli stranieri. o ad altre categorie fragili Bisogna ricordare che questa non è una situazione normale e non si può interpretare una situazione del tutto anormale con dei criteri vecchi. La didattica a distanza ha avuto il valore primario di mantenere dei rapporti, punto
Il nostro bagaglio precedente è uno schermo.
Noi non possiamo continuare a utilizzare i mezzi vecchi in una situazione emergenziale. È anormale e bisogna ricordarlo, perché altrimenti rischiamo di entrare in una bolla separata dalla società. Dobbiamo avere l’umiltà di ammettere che dietro quello schermo ci sono situazioni drammatiche e delle quali noi non sappiamo nulla.
Ci sono stati alunni che hanno pianto perché le loro madri facevano le commesse e stavano perdendo il lavoro. Ci sono stati alunni che non potevano connettersi perché a casa loro le le persone dormivano, in quanto lavoravano di notte. Bisogna ascoltare e bisogna porsi con umiltà. Non abbiamo il diritto di pretendere niente, non possiamo ripetere quello che si faceva in classe.
In una certa forma il Ministero aveva recepito questo all’inizio, poi adesso sembra aver cambiato opinione Rimane il fatto che di scuola non si parla. Si parla di tutto, ma non della scuola.
Adesso la ministra parla di nuovo della possibilità di bocciare, dopo aver detto il contrario per mesi. Ma rimane il fatto che il rischio di ricorsi è interamente sulle spalle dei docenti. Ribadisco. La didattica a distanza prima finisce e meglio è. E creare degli ibridi significa solo reiterare l’emergenza e creare dei mostri. Ringrazio i Cobas Bologna e in particolare Luca Castrignanò per questi concetti che trovo assolutamente condivisibili.
Erica Beltramo ha detto:
17 maggio 2020 alle 10:36
Finalmente ci stiamo svegliando… è ora di muoversi e aprire gli occhi i bambini e i ragazzi sono il futuro.
Elena Fini ha detto:
17 maggio 2020 alle 10:55
Fate la petizione che la divulgo ovunque
Barbara Faes ha detto:
17 maggio 2020 alle 14:42
Sono mamma e docente e da tanto tempo annysiamo in aria quanto voi coraggiosamente dite e scrivete, voglio inviare tutto ma non sono in grado di recuperare tutti documenti necessari. A scuola nessuno parla o coglie le provocazioni mie o di pochissimi colleghi, i dirigenti temono che la provincia prenda provvedimenti, dobbiamo tornare a scuola normalmente, sappiamo tutti che il sistema immunitario si attiva e si sviluppa nel mondo, non tappati in casa, credono che non lo sappiamo? Ci calpestano la costituzione e i diritti, è una vergogna e un colpo di stato, in più molti amici ti deridono come complottista, amici avvocati che non fiatano, e credono che sia tu ad essere fuori di testa, dobbiamo muoverci. La DaD è stata per l’emergenza, ho imparato cose nuove a spese della mia famiglia, trascurata io sempre nervosa. Ora pure dobbiamo valutare dopo che non abbiamo avuto nessuna indicazione. Fatemi sapere per mail per favore, grazie di questo!
anna vitillo ha detto:
buongiorno, sono una mamma di Roma e mi sono attiviata come promotore per l’invio dell’istanza da voi predisposta per la nostra scuola, volevo sapere se gli allegati legale e medico saranno redatti da voi o dobbiamo provvedere autonomamente, vi ringrazio anticipatamente. Anna
gli allegati tecnici sono scritti inediti, appositamente redatti da professionisti – un avvocato e due medici – che si sono messi a disposizione “pro bono” per tutte le famiglie italiane, con il loro lavoro, tempo ed esperienza. Entro poche ore dovrebbero essere disponibili online, e scaricabili
Consulta il manifesto di azione civica, dove trovi l’elenco degli allegati
grazie per farti promotrice. Questi professionisti hanno fatto la loro parte. Non è previsto che vadano oltre, in questa azione civica. Spetta ora alla cittadinanza, in forma singola ed associata, valorizzare il loro prezioso contributo, e fare sentire la propria voce presso le Istituzioni, con personali istanze, e così affiancandosi alla P.A. statale, secondo il principio di sussidiarietà orizzontale nell’interesse generale (art. 118 IV comma Cost.)
Dobbiamo fare sentire la voce di genitori, insegnanti ed addetti ai lavori del mondo della scuola. In questo consiste il senso di questa azione civica.
Salve sto preparando la mia istanza seguendo la vostra traccia , gentilmente messa a disposizione. Volevo sapere se è utile fare una raccolta di firme della mia città e allegarle alla istanza oppure non serve?
La istanza per come è stata concepita non è una semplice raccolta di firme
Se leggi il manifesto civico e la traccia fornita, e le ragioni che fondano la istanza, ti accorgerai che è molto più di una semplice petizione. Se segui il criterio di redazione ed inoltro, la istanza – personalizzata – diventa un importante mezzo con cui i cittadini possono far sentire la propria voce presso la P.A., affiancandola.
Se siete tanti, vi conviene fare istanza di gruppo, nominando un capogruppo referente. Nelle FAQs è spiegato tutto.
Nella istanza di gruppo, comunque, ogni aderente deve firmare, ed allegare copia carta di identità.
19 maggio 2020 alle 0:12
Grazie, preziosissimo lavoro! Mi attivo per inviare l’istanza
Luciano Di Lello ha detto:
21 maggio 2020 alle 1:56
vorrei inviare l’istanza tramite pec ma, dove trovare gli indirizzi?
Gentile Luciano Di Lello
grazie per averci scritto. Sono indirizzi istituzionali disponibili online presso i siti ministeriali, regionali e parlamentari, dipende a chi indirizzi la istanza. Contattaci all’interno della chat di Telegram, di gruppo, appositamente aperta per la azione civica, perché diversi genitori si sono già autonomamente attivati per repererire questi indirizzi.
21 maggio 2020 alle 9:50
Buongiorno, posso avere il nome della chat telegram? grazie mille
il nome è “istanza nazionale scuola”; eccoti il link d’invito
htts://t.me/joinchat/FTPPg0eDTle6X_H-PshMGw
Marilena Dore ha detto:
Avete dato voce ai miei pensieri. Dieci e lode!
ottimo, è possibile avere gli indirizzi email (PEC e non) di tutti gli enti destinatari e del ministro? visto che sono a livello nazionale, sarebbe utile a tutti coloro che inviano l’istanza.
Sono indirizzi istituzionali disponibili online presso i siti ministeriali, regionali e parlamentari, dipende a chi indirizzi la istanza. Contattaci all’interno della chat di Telegram, di gruppo, appositamente aperta per la azione civica, perché diversi genitori si sono già autonomamente attivati per repererire questi indirizzi.
Se ti colleghi alla chat di gruppo Telegram, puoi interagire con loro, che saranno felici di aiutarti. Grazie per averci scritto
Daniela Barbagallo ha detto:
Condivido in pieno e diffonderò l’iniziativa domani in piazza!
22 maggio 2020 alle 23:05
Pienamente d’accordo… da mamma e da educatrice
D’accordissimo e pronto a promuovere tramite responsabile di classe questa meravigliosa iniziativa!
Edi Biondini ha detto:
Grazie, concordo pienamente,Grazie ancora
Edi Biondini
Valeria Vercellotti ha detto:
Concordo pienamente… A settembre tutti a scuola… È un bisogno ma soprattutto un loro diritto!!!!
Valeria Solouki Chichvan ha detto:
30 maggio 2020 alle 7:51
Totalmente d’accordo su tutto, dal punto di vista di mamma di tre figli, da psicologa psicoterapeuta, da semplice essere UMANO, ma davvero umano, che sia in grado istintivamente di capire che le relazioni in presenza sono fondamentali per veicolare l’apprendimento attraverso la presenza delle persone, attraverso la gioia e anche la difficoltà di vivere, ma reali, non VIRTUALI!!!
pienamente d’accordo. In realtà spero che chiunque abbia contribuito a queste stragi (di covid e anche quelle economiche e psichiatriche, e di trascuratetezza di altre malattie finisca la sua attività politica e smetta di distruggere l’Italia.
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