Source: http://www.dsg.univr.it/?ent=progetto&id=1995&lang=it
Timestamp: 2020-03-31 19:45:39+00:00
Document Index: 32090748

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 6', 'art. 111', 'art. 6', 'art. 52', 'art. 6']

FIRB 2001 - Tutela dei diritti e sicurezza dei cittadini nella dinamica costituzionale europea (VI)-Dip.Scienze Giuridiche-Università degli Studi di Verona
FIRB 2001 - Tutela dei diritti e sicurezza dei cittadini nella dinamica costituzionale europea (VI)
Onniboni Claudia
Con l’approvazione della Carta Europea dei Diritti Fondamentali, si prospetta con rinnovata attualità il tema d’indagine relativo al diritto all’equo processo. L’art. 47 della Carta infatti non solo sancisce il diritto ad un ricorso effettivo dinanzi ad un giudice, ma pone dei requisiti contenutistici affinché tale garanzia si concretizzi nella prassi. Il comma 2° dispone così che ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge, così sostanzialmente ribadendo le garanzie contemplate dall’art. 6 della Convenzione di Roma sui Diritti dell’Uomo e sulle Libertà Fondamentali di recente fatte espressamente proprie dall’art. 111 della Costituzione italiana. Diviene allora indispensabile, per comprendere appieno il significato di queste garanzie, approfondire la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo e dei principi da essa enucleati in sede di interpretazione dell’art. 6, posto che l’art. 52, comma 3°, della Carta prevede che, laddove essa contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla CEDU medesima, il significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione, a tal fine risultando verosimilmente rilevante l’interpretazione che di tali garanzie è stata data in sede giurisdizionale.
Nel quadro così delineato, verrà studiata l’importanza che il riconoscimento di queste garanzie quali principi fondamentali dell’Unione Europea può dispiegare sulle iniziative degli organi comunitari in tema di cooperazione giudiziaria in materia civile. Si approfondirà, così, la tematica degli strumenti normativi emanati ed in preparazione in questo settore, ed in particolare i recenti Regolamenti del Consiglio UE (su giurisdizione e riconoscimento delle sentenze in materia civile e commerciale, in materia matrimoniale e di affidamento dei figli, sulle procedure di insolvenza, nonché su notifiche ed assunzione di prove all’estero), al fine di individuare quali conseguenze possa avere sulla disciplina di tali Regolamenti il riconoscimento dei diritti processuali fondamentali: specie sotto il profilo della tutela del contraddittorio, della parità delle armi, dell’imparzialità del giudice, dell’accesso alla giustizia. Molto importante, in quest’ultima prospettiva, sarà lo studio del progettato cd. “titolo esecutivo europeo” e dei progetti di introduzione di un procedimento uniforme per il recupero dei crediti commerciali non controversi o di modico valore (cd. “small claims”), sul modello del nostro procedimento per decreto ingiuntivo, nella prospettiva della probabile elaborazione di una direttiva o di un regolamento per l’approssimazione delle procedure civili in Europa.
Le basi scientifiche, i fondamenti giuridici e le premesse metodologiche della presente ricerca sono costituiti, in una prospettiva analitica, dai principi dei sistemi europei di riconoscimento ed esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dagli strumenti di recente introdotti dal Consiglio UE per approfondire gli spazi assistenza giudiziaria in materia civile. Sul piano generale, invece, dallo studio del contenuto concreto delle garanzie processuali fondamentali, riconosciute dall’art. 6 CEDU, quanto ad articolazione del processo, impugnazioni ed arbitrato nella prospettiva non già di un prodotto autoctono, bensì dell’importazione di un prodotto giurisdizionale straniero, di cui si impone però il riconoscimento automatico.