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Timestamp: 2019-06-25 17:52:26+00:00
Document Index: 58404806

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 7 settembre 2017 [7155171] - Garante Privacy
[doc. web n. 7155171]
Parere su una istanza di accesso civico - 7 settembre 2017
n. 366 del 7 settembre 2017
Con la nota in atti, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero dell´Interno ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame di un provvedimento di diniego su un´istanza di accesso civico alla «documentazione relativa al concorso pubblico, per titoli ed esami, a 30 posti per l´accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia» bandito nell´ottobre 2012.
Nello specifico, l´accesso civico aveva a oggetto:
1) i verbali prodotti dalla Commissione esaminatrice del concorso relativi allo svolgimento della prima, seconda, terza, quarta e quinta prova scritta del concorso;
2) la documentazione relativa alle specifiche prove svolte da 24 candidati, nominativamente individuati nell´istanza di accesso civico, per i quali è stata richiesta l´ostensione della copia dei seguenti documenti:
«a. elaborato relativo alla prima prova scritta, comprensivo di brutta e bella copia, scansionato a colori;
b. documento (verbale, scheda, appunto, o in altro modo denominato) dal quale si evincano le votazioni fornite dalla Commissione esaminatrice relativamente alla correzione dell´elaborato relativo alla prima prova scritta;
c. elaborato relativo alla seconda prova scritta, comprensivo di brutta e bella copia, scansionato a colori;
d. documento (verbale, scheda, appunto, o in altro modo denominato) dal quale si evincano le votazioni fornite dalla Commissione esaminatrice relativamente alla correzione dell´elaborato relativo alla seconda prova scritta;
e. elaborato relativo alla terza prova scritta, comprensivo di brutta e bella copia, scansionato a colori;
f. documento (verbale, scheda, appunto, o in altro modo denominato) dal quale si evincano le votazioni fornite dalla Commissione esaminatrice relativamente alla correzione dell´elaborato relativo alla terza prova scritta;
g. elaborato relativo alla quarta prova scritta, comprensivo di brutta e bella copia, scansionato a colori;
h. documento (verbale, scheda, appunto, o in altro modo denominato) dal quale si evincano le votazioni fornite dalla Commissione esaminatrice relativamente alla correzione dell´elaborato relativo alla quarta prova scritta;
i. elaborato relativo alla quinta prova scritta, comprensivo di brutta e bella copia, scansionato a colori;
j. documento (verbale, scheda, appunto, o in altro modo denominato) dal quale si evincano le votazioni fornite dalla Commissione esaminatrice relativamente alla correzione dell´elaborato relativo alla quinta prova scritta;
k. documento (verbale, scheda valutativa, appunto o in altro modo denominato) relativa alla valutazione dei titoli di merito che hanno portato all´assegnazione di ulteriore punteggio con riferimento al titolo post lauream;
l. documento (verbale, scheda valutativa, appunto o in altro modo denominato) relativa alla valutazione della prova orale;
m. documento (verbale, scheda valutativa, appunto o in altro modo denominato) relativa alla valutazione dei titoli di merito che hanno portato all´assegnazione di ulteriore punteggio con riferimento ai titoli di preferenza».
Dagli atti risulta che il Ministero ha respinto la richiesta di accesso civico, richiamando il parere di questa Autorità n. 246 del 24/5/2017 (in www.gpdp.it, doc. web n. 6495600) e rappresentando, fra l´altro, che «l´eventuale accoglimento dell´istanza si risolverebbe inevitabilmente in un concreto pregiudizio alla riservatezza dei dati personali dei controinteressati, nonché ai loro ulteriori interessi legati alla "proprietà intellettuale" o al "diritto d´autore" sul contenuto degli elaborati».
Nella richiesta di riesame è stato osservato, fra l´altro, che:
- «in relazione alle prove relative a concorsi pubblici, è stato più volte ribadito dalla Magistratura amministrativa che gli elaborati di un concorso costituiscono documenti rispetto ai quali non vi è alcuna esigenza di tutelare la riservatezza rispetto a terzi potenzialmente interessati a prendere visione dei citati documenti, in quanto i concorrenti stessi, prendendo parte alla selezione, hanno evidentemente acconsentito a misurarsi in una competizione di cui la comparazione dei valori di ciascuno costituisce l´essenza della valutazione»;
- «allo stesso modo è stato affermato come tali atti, una volta acquisiti alla procedura di selezione, escano dalla sfera personale dei partecipanti i quali non possono lamentare alcun danno se l´Amministrazione li mostra a terzi»;
- «è stato più volte ribadito che, nell´ambito dei procedimenti amministrativi legati all´assegnazione di posti di pubblico impiego a seguito di bandi, concorsi o qualsiasi altra procedura di selezione, non sussiste alcuna esigenza di tutelare la riservatezza dei singoli candidati. Tali procedure infatti risultano caratterizzate da una competizione e da un giudizio di relazione fra tutti i concorrenti i quali, partecipando alla selezione, hanno implicitamente acconsentito a misurarsi in una competizione ove è prevista la comparazione dei valori. In tal senso, tra le altre: TAR Lazio n. 11450/2016; TAR Lazio n. 8772/2012; TAR Basilicata n. 260/2012; TAR Lazio n. 32103/2010)».
Nella richiesta di parere al Garante il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ha, inoltre, aggiunto che:
- in merito ai «verbali prodotti dalla Commissione esaminatrice del concorso, relativamente allo svolgimento delle 5 prove scritte» e alla «documentazione inerente la votazione dei predetti elaborati da parte della Commissione esaminatrice», «si riprendono – con le dovute differenziazioni in relazione alle particolarità della fattispecie – le considerazioni rese da questo Ufficio e in risposta alle quali codesta Autorità ha espresso il […] parere prot. 246 del 24/5/2017, peraltro considerando funditus ulteriori profili, in particolare in relazione alla ragionevole aspettativa di confidenzialità nutrita dai partecipanti al concorso riguardo caratteristiche individuali, nonché in riferimento alla tutela del diritto d´autore e della proprietà intellettuale»;
- «In merito ai verbali di svolgimento delle singole prove scritte […] i medesimi ben possono contenere, ad esempio, l´indicazione di soggetti esclusi dalla procedura. L´identificazione di questi ultimi, se resa pubblica, può certamente provocare un grave danno all´immagine degli stessi, sia in termini reputazionali, sia con riguardo ad eventuali ripercussioni anche in ambito lavorativo»;
- «Con riferimento alla documentazione relativa alla valutazione dei titoli post lauream, [l]´ostensione dei titoli post lauream posseduti dal singolo candidato consentirebbe a chiunque di avere informazioni sul percorso professionale di soggetti che, durante la procedura concorsuale e comunque fino al termine del corso di formazione (di durata biennale), sono tenuti a fornire all´Amministrazione procedente»;
- «Dai titoli di preferenza può emergere la conoscenza di dati sensibili o addirittura di quelli definiti "sensibilissimi" dalla giurisprudenza e dalla dottrina se attinenti allo stato di salute del soggetto interessato o di suoi familiari, per cui preme tutelare situazioni giuridiche soggettive di rango certamente prevalente rispetto al diritto alla conoscenza di cui al d.lgs. 33/2013»;
- «sulla documentazione inerente la valutazione della prove orale sostenuta dai concorrenti specificamente menzionati, si rimanda analogamente a quanto esposto riguardo alle prove scritte, ritenendo sussistente – nella complessità dell´istanza – una situazione giuridica che recede a fronte dei diritti espressamente tutelati ai sensi dell´art. 5 bis, comma 2, d.lgs. 33/2013».
In tale quadro, si ricorda che per «dato personale» si intende «qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale» e che per «dato sensibile» si intende, tra gli altri l´informazione idonea a rivelare lo stato di salute degli interessati (art. 4, comma 1, lett. b) e d), del Codice).
Nello specifico caso sottoposto all´attenzione del Garante, risulta che oggetto dell´accesso civico siano una pluralità di verbali, atti e documenti attinenti a un concorso pubblico, di cui alcuni riguardanti in generale la prova scritta (come i verbali redatti dalla Commissione in occasione dello svolgimento delle prove scritte) e altri riguardanti direttamente, e nello specifico, le prove scritte e orali svolte, di alcuni candidati specificamente indicati, con la relativa votazione, nonché la valutazione dei titoli post lauream o preferenziali presentati.
2. L´accesso civico ai verbali redatti dalla Commissione relativi allo svolgimento delle prove scritte del concorso
In relazione al provvedimento di diniego dell´accesso civico, si ricorda, in generale, che «Nella risposta negativa o parzialmente tale, sia per i casi di diniego connessi all´esistenza di limiti di cui ai co. 1 e 2 che per quelli connessi all´esistenza di casi di eccezioni assolute di cui al co. 3, l´amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione, tanto più necessaria in una fase sicuramente sperimentale quale quella che si apre con le prime richieste di accesso. La motivazione serve all´amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell´accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell´amministrazione» (Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico, parr. 4.2, 5.3; nonché «Allegato. Guida operativa all´ accesso generalizzato», n. 13).
Nel caso in esame, dagli atti risulta che la motivazione contenuta nel provvedimento di diniego dell´istanza di accesso civico, eccessivamente sintetica, può non aver consentito all´istante di comprendere le effettive ragioni per cui l´ostensione della copia verbali redatti dalla Commissione relativi allo svolgimento delle cinque prove scritte del concorso «determinerebbe un pregiudizio concreto alla tutela di un interesse privato del controinteressato a norma dell´art. 5 bis del citato D. Lgs. n. 33 del 2013».
Al riguardo, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero dell´Interno nella richiesta di parere al Garante ha precisato che i predetti verbali possono contenere dati personali di diverso tipo, come, ad esempio, i nominativi dei soggetti eventualmente esclusi dalla procedura, che se resi pubblici potrebbero «provocare un grave danno all´immagine degli stessi, sia in termini reputazionali, sia con riguardo ad eventuali ripercussioni anche in ambito lavorativo».
Con riferimento a tale profilo, si evidenzia che, come indicato anche nelle citate Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico – in attuazione dei principi di necessità, proporzionalità, pertinenza e non eccedenza – «il soggetto destinatario dell´istanza, nel dare riscontro alla richiesta di accesso generalizzato, dovrebbe in linea generale scegliere le modalità meno pregiudizievoli per i diritti dell´interessato, privilegiando l´ostensione di documenti con l´omissione dei "dati personali" in esso presenti, laddove l´esigenza informativa, alla base dell´accesso generalizzato, possa essere raggiunta senza implicare il trattamento dei dati personali. In tal modo, tra l´altro, si soddisfa anche la finalità di rendere più celere il procedimento relativo alla richiesta di accesso generalizzato, potendo accogliere l´istanza senza dover attivare l´onerosa procedura di coinvolgimento del soggetto «controinteressato» (art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 33/2013). Al riguardo, deve essere ancora evidenziato che l´accesso generalizzato è servente rispetto alla conoscenza di dati e documenti detenuti dalla p.a. "Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull´utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico" (art. 5, comma 2, del d. lgs. n. 33/2013). Di conseguenza, quando l´oggetto della richiesta di accesso riguarda documenti contenenti informazioni relative a persone fisiche (e in quanto tali «dati personali») non necessarie al raggiungimento del predetto scopo, oppure informazioni personali di dettaglio che risultino comunque sproporzionate, eccedenti e non pertinenti, l´ente destinatario della richiesta dovrebbe accordare l´accesso parziale ai documenti, oscurando i dati personali ivi presenti» (par. 8.1).
La disciplina di settore in materia di accesso civico prevede, infatti, che «Se i limiti di cui ai commi 1 e 2 riguardano soltanto alcuni dati o alcune parti del documento richiesto, deve essere consentito l´accesso agli altri dati o alle altre parti» (art. 5-bis, comma 4, del d. lgs. n. 33/2013. Cfr. anche Linee guida dell´Anac, cit., par. 5.2).
In tale quadro, allo stato degli atti e ai sensi della normativa vigente – ferma restando ogni verifica relativa alla sussistenza di eventuali altri casi di esclusione previsti dall´art. 5-bis del d lgs. n. 33/2013 – si ritiene che l´amministrazione potrà accordare, ai sensi della predetta disposizione, un accesso civico parziale ai verbali redatti dalla Commissione relativi allo svolgimento della cinque prove scritte del concorso, mediante oscuramento dei dati personali e di tutte le altre informazioni idonee a identificare, anche indirettamente, i soggetti interessati contenuti nei citati documenti (es.: nominativi dei candidati che hanno sorteggiato le tracce, che sono stati esclusi, che si sono ritirati, ecc.).
3. L´accesso civico alla documentazione relativa alle prove scritte e orali, alla valutazione nonché ai titoli presentati dai singoli candidati
In relazione, invece, alla richiesta di accesso civico alla documentazione riguardante direttamente, e nello specifico, le prove scritte e orali svolte 24 candidati nominativamente individuati nell´istanza di accesso civico, con la relativa votazione, nonché la valutazione dei titoli post lauream o preferenziali presentati, si evidenzia quanto segue.
a) Sull´accesso civico alla copia degli elaborati scritti
Il caso sottoposto all´attenzione del Garante è analogo, per la parte riguardante la richiesta di accesso civico alla copia (in bella e brutta copia) degli elaborati delle 5 prove scritte dei 24 candidati, a quello per il quale questa Autorità ha già reso il parere contenuto nel provvedimento 246 del 24/5/2017 (in www.gpdp.it, doc. web n. 6495600), precedentemente richiesto sempre dal Ministero dell´Interno con riferimento allo svolgimento di un altro concorso pubblico.
Pertanto, per gli specifici profili inerenti l´accesso civico alla copia degli elaborati scritti del concorso pubblico, si rinvia alle osservazioni contenute del citato parere che qui si intendono richiamate integralmente, ribadendo che «nel caso in generale di richieste di accesso civico alla copia degli elaborati scritti relativi a prove concorsuali, ai sensi della normativa vigente e tenendo anche conto delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC, si ritiene che l´ostensione dei predetti documenti – ricordando che «Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico […] sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell´articolo 7» nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali per ogni ulteriore trattamento (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013) – è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013».
Tale orientamento – contrariamente a quanto rappresentato dal richiedente l´accesso civico – è pienamente compatibile con la giurisprudenza amministrativa specificamente citata nella richiesta di riesame, in quanto le decisioni del TAR richiamate non riguardano richieste di accesso civico agli atti concorsuali, ma il diverso diritto di accesso ai documenti amministrativi sugli atti delle procedure concorsuali pubbliche, esercitato ai sensi della legge n. 241 del 7/8/1990, da parte di partecipanti al concorso che hanno dimostrato di possedere un interesse qualificato – motivato nell´istanza di accesso agli atti amministrativi (a differenza dell´accesso civico che non deve essere motivato) – ossia di un «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l´accesso».
b) Sull´accesso civico all´ulteriore documentazione riguardante le prove e i titoli dei singoli candidati
Quanto all´ulteriore documentazione oggetto dell´accesso civico riguardante i 24 candidati individuati nell´istanza – quali i documenti o i verbali riportanti le votazioni della Commissione sulle 5 prove scritte; le valutazione dei titoli di merito che hanno portato all´assegnazione di ulteriore punteggio con riferimento al titolo post lauream; le valutazioni della prova orale e le valutazioni che hanno portato all´assegnazione di ulteriore punteggio con riferimento ai titoli di preferenza – si rinvia, in primo luogo, al contenuto delle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico, laddove è precisato in particolare (par. 8.1) che:
In tale contesto, con particolare riferimento all´ulteriore documentazione oggetto dell´accesso civico riguardante i 24 candidati individuati nella richiesta di accesso e prima descritta, si ritiene che l´amministrazione abbia correttamente respinto l´istanza. Infatti, ai sensi della normativa vigente e tenendo anche conto delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC, l´ostensione dei predetti documenti e informazioni, considerando la natura dei dati personali coinvolti, uniti al particolare regime di pubblicità dei dati e documenti oggetti di accesso civico, è suscettibile di determinare, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui possono essere utilizzati da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Inoltre, per completezza, si rappresenta che, con specifico riferimento all´accesso civico agli eventuali titoli di preferenza previsti dall´art. 5 del d.P.R. n. 487 del 9/5/1994, la relativa ostensione – come evidenziato anche dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero dell´Interno – può comportare in alcuni casi la «conoscenza di dati sensibili o addirittura di quelli definiti "sensibilissimi" [..] se attinenti allo stato di salute del soggetto interessato o di suoi familiari». Di conseguenza, laddove ricorra tale ipotesi, si rientra – con riferimento ai dati idonei a rivelare lo stato di salute – in una delle ipotesi di esclusione assoluta dell´accesso civico, previste dall´art. 5-bis, comma 3, del d. lgs. n. 33/2013 (cfr. provv. n. 188 del 10/5/2017, doc. web n. 6383249, nonché par. 6.2 delle citate Linee guida dell´ANAC).
Rimane, in ogni caso, salva la possibilità per l´istante di accedere alla documentazione richiesta ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241/1990, laddove in ogni caso dimostri di possedere «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l´accesso».
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Ministero dell´Interno ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.