Source: http://starealleregole.it/1-percorso3-lez3.html
Timestamp: 2018-12-14 06:07:36+00:00
Document Index: 117318641

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 27', 'art. 23', 'art. 53', 'art. 26', 'art. 612']

Percorso 3 Lezione 3
Ulteriori garanzie per la tutela della persona
Oltre ai principi fondamentali già esaminati, in tema di tutela della persona nella sua integrità fisica e morale, la Costituzione ha previsto altre disposizio- ni cui si è uniformato anche il legislatore ordinario. Diamo di seguito un quadro riassuntivo:
sulle persone sottoposte a restrizione di libertà è vietata ogni forma di vio- lenza fisica e morale (art. 13 Cost.);
le pene non devono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità
e devono tendere alla rieducazione del condannato (art. 27 Cost.);
è vietata la pena di morte. Fino al 1994 la pena di morte era prevista solo per alcuni reati militari, ma con la L. n. 589 del 1994 anche questa residua ipotesi di applicazione della pena capitale è stata abrogata;
è vietato sottoporre a misure di sicurezza (volte a neutralizzare la pericolo- sità sociale del soggetto così come desunta da fatti-reato) i cittadini se non nei casi previsti dalla legge;
è garantito a tutti i cittadini il diritto alla difesa in giudizio e alla riparazio- ne degli errori giudiziari; ai non abbienti è anche garantito il cd. gratuito patrocinio, espressione mutata in patrocinio a spese dello Stato
nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base ad una legge (art. 23 Cost.), per cui i detenuti, ad esempio, non pos- sono essere obbligati al lavoro forzato. Nel rispetto di tale garanzia si attua l’art. 53 Cost., che prevede l’obbligo per tutti (cittadini e stranieri solo per i redditi prodotti in Italia) di concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva;
l’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressa- mente prevista dalle convenzioni internazionali e non può in nessun caso essere ammessa per reati politici (art. 26 Cost.).
Nel 2009 è stato introdotto nel codice penale l’art. 612bis che prevede la fattispecie di reato degli atti persecutori (cd. stalking).
A tutela della libertà del singolo viene penalmente sanzionata la condotta di chi, in modo continuato, minaccia o molesta un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero un fondato timore per l’incolumità propria o di un parente o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità ovvero con armi o da persona travisata.
Inoltre la legge, al fine di dissuadere lo stalker dal compiere nuovi atti, prevede, per la persona offesa, la possibilità, nel periodo di tempo che intercorre fra l’atto persecutorio e la presentazione della querela, di chiedere al questore un ammonimento.
Infine è conentito al giudice di prescrivere all’imputato il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente dalla vittima (comma 1) o dalle persone a lei legate o a lei vicine.
II diritti umani, la democrazia e il principio dello Stato di diritto sono valori fondamentali dell’Unione europea. Tali valori, già saldamente ancorati nel trattato istitutivo, sono stati rafforzati grazie all’adozione di una Carta dei diritti fondamentali. I paesi che intendono aderire all’Unione europea sono tenuti al rispetto dei diritti umani, come pure i paesi che con l’UE hanno concluso accordi commerciali o di altro genere. L’Unione europea considera i diritti umani universali e indivisibili. È pertanto impegnata a promuovere e difendere attivamente tali diritti sia all’interno dei suoi confini, sia nelle relazioni con i paesi terzi. Al tempo stesso l’UE non intende usurpare gli ampi poteri di cui dispongono i governi nazionali dei suoi Stati membri in questo settore. La politica dell’Unione europea in materia di diritti umani è incentrata sui diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. È inoltre volta a promuovere i diritti di donne e bambini, nonché quelli delle minoranze e degli sfollati. Anche se nei paesi europei il rispetto dei diritti umani è in linea di massima garantito, l’Unione europea non rimane inattiva sotto questo profilo. Il suo interesse si rivolge in particolare al rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e degli immigrati e si concretizza nell’impegno a combattere il razzismo, la xenofobia e altri tipi di discriminazione basati sulla religione, il sesso, l’età, le disabilità o l’orientamento sessuale. L’UE vanta una lunga tradizione di accoglienza di persone provenienti da altri paesi in cerca di lavoro o in fuga a causa di guerre o persecuzioni. Quasi un quarto della dotazione complessiva di 743 milioni di euro per il periodo 2007-2013 è destinato alla lotta alle discriminazioni. L’UE ha inoltre recentemente istituito un’Agenzia per i diritti fondamentali.
Le azioni volte a far cessare la tratta degli esseri umani, in particolare di donne e minori, sono diventate una priorità politica dell’Unione europea, che ha avviato una serie di programmi transfrontalieri per combattere tale fenomeno, in particolare con i paesi candidati e quelli confinanti dell’Europa sudorientale.