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Timestamp: 2020-05-26 23:53:05+00:00
Document Index: 129454280

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 94', 'art. 94', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 1', 'art.1', 'art.1']

Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 98 – Documento unico di circolazione e di proprietà (DU) – Seconda fase di graduale attuazione - Istruzioni operative.
UNITÀ PROGETTUALE PER L’ATTUAZIONE
St. Christophe – Loc. Grand Chemin, 36
Servizio Comunicazioni e Trasporti Motorizzazione
Alla Provincia Autonoma di Bolzano Ripartizione Traffico e Trasporti
Alle Province della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia
Servizi Motorizzazione Civile
Agli Uffici Periferici di ACI-PRA
M_INF.MOT.REGISTRO UFFICIALE.U.0012068.30-04-2020
OGGETTO: Decreto Legislativo 29 maggio 2017, n. 98 – Documento unico di circolazione e di proprietà (DU) – Seconda fase di graduale attuazione - Istruzioni operative.
Con il decreto del Capo Dipartimento Trasporti n. 3 dell’11 febbraio 2020, così come in parte modificato con il successivo decreto n. 12 del 25 marzo 2020 adottato in considerazione dell’attuale stato di pandemia COVID-19, è stato dato avvio, ai sensi dell’art. 1, comma 4-bis, del d.l.vo n. 98/2017, alla prima fase di attuazione del d.l.vo n. 98/2017.
Pur perdurando lo stato di emergenza sanitaria, che ha fortemente limitato l’operatività degli UMC e di un gran numero di Studi di consulenza, nonché la chiusura di tutti gli sportelli PRA, con il decreto del Capo Dipartimento Trasporti n. 146 del 21 aprile 2020 si è ritenuto comunque necessario ed opportuno avviare la seconda fase di attuazione della riforma, introducendo l’utilizzo di ulteriori nuove procedure che appaiono funzionali per lo svolgimento, in particolare, delle attività pubbliche e private che la legislazione di emergenza ha ritenuto indifferibili proprio in ragione della situazione sanitaria in atto.
Pertanto, con la presente circolare si forniscono le istruzioni operative ad integrazione e parziale modifica di quelle già diramate con la circolare prot. n. 8217 del 9 marzo 2020, alla luce di quanto disposto dai richiamati decreti n. 12 del 25 marzo 2020 e n. 146 del 21 aprile 2020.
Seconda fase di attuazione della riforma
Come si evince dalla Tabella riepilogativa allegata al decreto n. 146 del 21 aprile 2020, entrambi pubblicati sui siti istituzionali MIT e ACI, a decorrere dal 4 maggio 2020 entreranno a regime le procedure predisposte per la gestione obbligatoria delle operazioni di minivoltura e di cessazione dalla circolazione per demolizione e per esportazione (sia verso Paesi UE sia verso Stati extraUE), il cui utilizzo è già operativo dal 17 febbraio 2020.
Dal 4 maggio 2020, pertanto, non verranno più emessi il CDPD e il certificato di radiazione e le predette procedure consentiranno esclusivamente l’emissione:
Sempre a decorrere dal 4 maggio 2020, le procedure per la gestione in via facoltativa delle operazioni di immatricolazione, di nazionalizzazione, di reimmatricolazione e di trasferimento della proprietà, anch’esse già operative dal 17 febbraio 2020, consentiranno
e sclusiva m e n te l’e m ission e de l DU e pertanto, anche in tal caso, non sarà più rilasciato il CDPD.
L ’ut ilizzo fa co ltativo de lle p roce d u re pe r la ge stio n e de lle o p e razion i d a u ltimo richiamate diverrà obbligatorio a partire dal 1° giugno 2020.
Inoltre, dal 4 maggio 2020 diverranno operative anche le procedure predisposte per la gestione, in via obbligatoria, delle operazioni di rilascio del duplicato del DU in caso di;
cancellazione delle intestazioni obbligatorie annotate sul DU ai sensi dell’art. 94, comma 4-bis, c.d.s.;
sottrazione, smarrimento, distruzione e deterioramento dell’originale.
Si rammenta, infine, che le carte di circolazione e i certificati di proprietà rilasciati fino al 3 maggio 2020 mantengono la loro validità (così come quelli che continueranno ad essere emessi sino al 31 ottobre 2020, data entro la quale la totalità delle nuove procedure dovrà entrata a pieno regime), fino a quando non intervenga la necessità di espletare una nuova operazione che imponga il rilascio del DU.
Al fine di consentire l’approntamento dei sistemi informatici, nei giorni 4 e 5 maggio 2020 le strutture tecniche DT e ACI effettueranno delle prove operative coinvolgendo alcuni STA e alcuni Uffici pilota UMC e PRA.
Pertanto, nelle predette giornate, per la generalità degli Operatori, le nuove procedure non saranno disponibili e le operazioni dovranno essere gestite con le attuali procedure.
Nelle medesime giornate, le operazioni di radiazione per demolizione e per esportazione (sia in Paesi UE che extra UE) non potranno essere effettuate; la loro gestione sarà resa nuovamente possibile solo a partire dal 6 maggio 2020 con l’utilizzo delle nuove procedure.
Tutte le istruzioni operative di dettaglio sono illustrate nelle “SCHEDE TEMATICHE” pubblicate, ad uso degli Operatori professionali, sul “Portale del Trasporto”, sul “Portale dell’Automobilista” e sul sito tematico STA “Informativa e lettere circolari” accessibile tramite il dominio ACI.
Al riguardo, si segnala che sono state aggiornate in una nuova versione 2.0 le seguenti “SCHEDE”:
“SCHEDA 3 – Le fasi di attuazione della riforma dal 1° gennaio 2020”;
“SCHEDA 4 – Il documento unico”;
“SCHEDA 5 – L’istanza unificata”;
“SCHEDA 6 – L’atto di vendita e la verifica di conformità”;
“SCHEDA 9 – La convalida digitale nazionale”;
“SCHEDA 11” – Le immatricolazioni, le nazionalizzazioni e le prime iscrizioni al PRA”;
“SCHEDA 14 – Le minivolture”;
“SCHEDA15” – Le cessazioni dalla circolazione per demolizione”;
“SCHEDA 16” – La cessazione dalla circolazione per esportazione”;
“SCHEDA 17 – Le annotazioni relative al fermo amministrativo”
“SCHEDA 19” – Tariffe e Pagamenti”;
“SCHEDA 20 – La conservazione e la distruzione della documentazione e delle targhe”.
Per pronta lettura, tutte le modifiche rispetto alla versione precedente (vs. 1.0 del 9 marzo 2020) sono state evidenziate in grigetto.
A tale ultimo riguardo, si evidenziano in particolare le istruzioni operative contenute nella richiamata SCHEDA 20 in tema di distruzione delle targhe, da parte degli STA sia pubblici che privati, finalizzate a ridurre gli accessi agli sportelli UMC in considerazione del permanere dello stato di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da COVID-19.
Inoltre, sono state predisposte:
- la “SCHEDA 22” dedicata al duplicato del DU per cancellazione delle intestazioni temporanee ex art. 94, comma 4-bis, c.d.s.;
- la “SCHEDA 23” dedicata al duplicato del DU in caso di sottrazione, smarrimento, distruzione e deterioramento.
La presente circolare è pubblicata sul sito istituzionale del MIT www.mit.gov.it e sul sito istituzionale dell’ACI www.aci.it .
Il Direttore dell’Unità Progettuale per l’Attuazione
del Documento Unico per gliAutomobilisti
Divisione VI – Accesso al credito e incentivi fiscali
Alle associazioni di categoria delle imprese
Alle banche e agli intermediari finanziari interessati
Ad ABI - Associazione Bancaria Italia
Ad Assilea - Associazione Italiana Leasing
Ad ASSOCONFIDI
A Cassa depositi e prestiti S.p.A.
L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha determinato gravi ripercussioni sul sistema economico, oltre che sociale, del Paese. Per il contenimento dell’emergenza, come noto, è stato necessario disporre la chiusura di molte attività produttive e commerciali.
Tra le misure disposte dal Governo per fronteggiare gli effetti dell’emergenza figura, sul piano amministrativo, la disposizione contenuta nell’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020,n. 18, che stabilisce la sospensione (tenuto conto della proroga di cui all’articolo 37 del successivo decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23), nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020, dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento dei procedimenti amministrativi pendenti alla data del 23 febbraio 2020.
Tale disposizione trova applicazione anche ai procedimenti amministrativi aventi ad oggetto la concessione e l’erogazione di agevolazioni alle imprese e, per quanto qui di interesse, al contributo concesso nell’ambito della misura di aiuto in oggetto “Nuova Sabatini”, come noto finalizzata a sostenere l’acquisto di beni strumentali.
Sospensione dei termini amministrativi
Come detto, l’articolo 103 del D.L. n. 18/2020, in combinato disposto con l’articolo 37 del n. 23/2020, ha stabilito la sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020.
Fatta salva la diversa disciplina, sopra riportata, relativa al termine di realizzazione degli investimenti, si forniscono, di seguito, alcuni chiarimenti in merito all’applicazione della richiamata sospensione ex lege ad alcuni termini procedimentali previsti nell’ambito della misura agevolativa Nuova Sabatini.
Con riferimento al termine per la stipula del contratto di finanziamento, giova ricordare che il decreto interministeriale 25 gennaio 2016, all’articolo 9, comma 2, stabilisce che “Entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del provvedimento di concessione delle agevolazioni, pena la decadenza dall’agevolazione concessa, l’impresa stipula con la banca o con l’intermediario finanziario il contratto di finanziamento […]”.
Per effetto della predetta sospensione dei termini dal 23 febbraio 2020 al 15 maggio 2020, si precisa che:
per tutti i provvedimenti di concessione dell’agevolazione adottati dal 23 febbraio 2020 al 15 maggio 2020, la stipula del contratto di finanziamento deve avvenire entro il 30 giugno 2020. A titolo esemplificativo, in caso di decreto adottato il 10 aprile 2020, con data di stipula del contratto di finanziamento ordinariamente prevista entro il 31 maggio 2020, il nuovo termine per la stipula sarà il 30 giugno 2020;
con riferimento ai provvedimenti di concessione adottati prima del 23 febbraio 2020 e per i quali il termine previsto per la stipula del contratto di finanziamento ricade all’interno del periodo di sospensione (23 febbraio 2020-15 maggio 2020), la decorrenza di detto termine è sospesa dal 23 febbraio e riprende dal 16 maggio 2020. A titolo esemplificativo, in caso di decreto adottato il 23 gennaio 2020, con data di stipula del contratto di finanziamento ordinariamente prevista entro il 29 febbraio 2020, il nuovo termine per la stipula del contratto sarà il 22 maggio 2020.
Il decreto interministeriale 25 gennaio 2016, all’articolo 10, comma 1, prevede che “l’erogazione del contributo […] è subordinata: a) al completamento dell’investimento nei termini di cui all’articolo 5, comma 5, attestato dall’impresa, con dichiarazione resa ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e redatta secondo lo schema definito con la circolare di cui all’articolo 14, da trasmettere al Ministero entro sessanta giorni dal termine previsto per la conclusione dell’investimento, pena la revoca del contributo concesso […]”.
Con riferimento al termine di trasmissione della DUI (60 giorni a decorrere dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento), per effetto del periodo di sospensione dal 23 febbraio 2020 al 15 maggio 2020, si rappresenta che, se il citato termine ricade nel periodo di sospensione, l’impresa può beneficiare di una proroga per un numero di giorni pari a quelli compresi tra la data di avvio del periodo di sospensione ed il termine previsto per la trasmissione. Si riportano di seguito due esemplificazioni:
in caso la DUI dovesse essere trasmessa entro il 24 aprile 2020, il nuovo termine per la trasmissione sarà fissato al 16 luglio 2020;
per le DUI da trasmettere entro il 23 febbraio 2020, il nuovo termine per la trasmissione sarà fissato al 16 maggio 2020.
Il decreto interministeriale 25 gennaio 2016, all’articolo 10, comma 2, prevede che: “La richiesta di erogazione […] è presentata al Ministero entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di ultimazione dell’investimento, successivamente al pagamento a saldo da parte dell’impresa beneficiaria dei beni oggetto dell’investimento. Il mancato rispetto di tale termine determina la revoca dell’agevolazione”.
Con riferimento ai termini di trasmissione della RU (120 giorni a decorrere dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento), per effetto del periodo di sospensione dal 23 febbraio 2020 al 15 maggio 2020, si rappresenta che, se il citato termine ricade nel periodo di sospensione, l’impresa può beneficiare di una proroga per un numero di giorni pari a quelli compresi tra la data di avvio del periodo di sospensione ed il termine previsto per la trasmissione. A titolo esemplificativo, per le RU da trasmettere entro il 15 marzo 2020, il nuovo termine per la trasmissione sarà fissato al 6 giugno 2020.
Nuova disciplina per la concessione ed erogazione del contributo in relazione a finanziamenti bancari per l’acquisto di beni strumentali da parte delle PMI. (Nuova Sabatini)
finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, entro 30 giorni dalla data di consegna del bene.
Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più
soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene
Visto l’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e successive modifiche e integrazioni, che prevede, al comma 1, l’accesso delle micro, piccole e medie imprese a finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti, anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, software ed in tecnologie digitali;
Visti i commi 2 e 3 del medesimo articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013, disciplinanti la concessione dei finanziamenti di cui al comma 1 da parte di banche e società di leasing finanziario, a valere su un plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
Visto il comma 4 del citato articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013, che prevede che il Ministero dello sviluppo economico conceda alle imprese di cui al comma 1 un contributo rapportato agli interessi calcolati sui finanziamenti sopraddetti;
Visto il comma 5 del citato articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013, che demanda a un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione di requisiti, condizioni di accesso, misura massima e modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui al comma 4, nonché delle relative attività di controllo e delle modalità di raccordo con il finanziamento di cui al comma 2;
Visto il comma 6 del citato articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013, che prevede che i finanziamenti di cui al medesimo articolo 2 possono essere assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nella misura massima dell’ottanta per cento dell’ammontare del finanziamento;
Visto il comma 7 del più volte citato articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013, che prevede che, per l’attuazione delle disposizioni di cui allo stesso articolo 2, il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.a. stipulano una o più convenzioni;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 27 novembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 19 del 24 gennaio 2014, che, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 69 del 2013, detta la disciplina per l’attuazione delle misure previste dall’articolo 2 precitato;
Vista la convenzione 14 febbraio 2014, stipulata dal Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, dall’Associazione bancaria italiana e da Cassa depositi e prestiti S.p.a. in attuazione dell’articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 69 del 2013;
Vista la circolare n. 4567 del 10 febbraio 2014 del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico, recante termini e modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione del contributo di cui all’articolo 6 del predetto decreto interministeriale 27 novembre 2013, come modificata dalle circolari n. 71299 del 24 dicembre 2014 e n. 14166 del 23 febbraio 2015 al fine di adeguare le disposizioni attuative dell’intervento ai regolamenti dell’Unione europea sopravvenuti in materia di aiuti di Stato in esenzione;
Vista la circolare n. 10677 del 26 marzo 2014 del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, recante ulteriori istruzioni utili alla migliore attuazione degli interventi di cui al decreto interministeriale 27 novembre 2013;
Visto l’articolo 1, comma 243, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che ha incrementato l’importo massimo dei finanziamenti di cui al comma 8 dell’articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013 al limite massimo di 5 miliardi di euro;
Visto l’articolo 8 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, che prevede:
al comma 1, che i contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69 del 2013 possono essere riconosciuti alle piccole e medie imprese che abbiano ottenuto il finanziamento, compreso il leasing finanziario, non necessariamente a valere sul plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
al comma 2, che il decreto di cui al comma 5 del medesimo articolo 2 del decreto-legge n. 69 del 2013 sia integrato al fine di stabilire i requisiti, le condizioni di accesso e le modalità di erogazione dei predetti contributi, nonché la misura massima degli stessi;
Vista la definizione di micro, piccola e media impresa di cui alla raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003 e all’allegato 1 al regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, nonché al decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 ottobre 2005, n. 238, recante l’adeguamento dei criteri di individuazione di piccole e medie imprese alla disciplina comunitaria;
Visti gli orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014 - 2020 adottati dalla Commissione (2014/C 204/01);
Visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 347 del 20 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio;
Visto il regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 193 del 1° luglio 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti nei settori agricolo, forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della Commissione (CE) n. 1857/2006;
Visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 149 del 20 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio;
Visto il regolamento (UE) n. 1388/2014 della Commissione, del 16 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 369 del 24 dicembre 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti a favore delle imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura;
Considerata, pertanto, la necessità di adottare la disciplina di attuazione prevista dall’articolo 8, comma 2, del citato decreto-legge n. 3 del 2015, per la concessione dei contributi in presenza di finanziamenti erogati su provvista diversa dal plafond costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
Ritenuto, altresì, necessario apportare modifiche alla disciplina già adottata, in attuazione dell’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 69 del 2013, con il sopra richiamato decreto interministeriale 27 novembre 2013, al fine di aggiornare i richiami normativi alla disciplina dell’Unione europea sopravvenuta e di provvedere ai correttivi opportuni per una migliore attuazione dell’intervento, nel rispetto dei vincoli derivanti dalla normativa europea e degli impegni già assunti con le imprese beneficiarie;
Ritenuto, infine, che alla luce del mutato e articolato quadro normativo di riferimento sopra richiamato, si rende necessario ridefinire, in attuazione dell’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 69 del 2013 e dell’articolo 8, comma 2, del decreto-legge n. 3 del 2015, la disciplina delle misure di accesso al credito per le finalità di cui all’articolo 2, comma 1, del medesimo decreto-legge n. 69 del 2013, in conformità con la normativa europea e nazionale vigente;
“regolamento GBER”: il regolamento (UE) 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria);
“regolamento (UE) 702/2014”: il regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione, del 25 giugno 2014, concernente l’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e nelle zone rurali;
“regolamento (UE) 1388/2014”: il regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, alcune categorie di aiuti a favore delle imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura;
“decreto-legge 69/2013”: il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
“decreto-legge 3/2015”: il decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33;
“PMI”: le imprese classificate di dimensione micro, piccola e media, secondo i criteri indicati dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003 e nell’allegato 1 al regolamento GBER;
“CDP”: Cassa depositi e prestiti p.a.;
“banca”: la banca italiana o la succursale di banca estera comunitaria o extracomunitaria operante in Italia e autorizzata all'esercizio dell’attività bancaria di cui all’articolo 13 del testo unico bancario (decreto legislativo 1° settembre 1993, 385, e successive modifiche e integrazioni), aderente alle convenzioni di cui all’articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
“intermediario finanziario”: il soggetto autorizzato all’esercizio dell’attività di leasing finanziario e iscritto all’albo previsto dall’articolo 106, comma 1, del testo unico bancario, aderente alle convenzioni di cui all’articolo 2, comma 7, del decreto-legge 69/2013, purché garantito, ai soli fini dell’utilizzo del plafond di provvista costituito presso CDP, da una banca aderente alle medesime convenzioni di cui all’articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
“finanziamento”: il finanziamento, bancario o in leasing finanziario, concesso a una PMI da una banca o da un intermediario finanziario;
“convenzioni”: le convenzioni stipulate tra il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, l’Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.a. ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
“Fondo di garanzia”: il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, 662.
Il presente decreto stabilisce, ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 69/2013 e dell’articolo 8, comma 2, del decreto-legge n. 3/2015, i requisiti, le condizioni di accesso e la misura massima dei contributi di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69/2013 e ne disciplina le modalità di concessione, erogazione e controllo, nonché di raccordo con i finanziamenti di cui all’articolo 4 del presente decreto.
Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto, fatto salvo quanto previsto al comma 2, le PMI che, alla data di presentazione della domanda di cui all’articolo 8, comma 1:
sono regolarmente costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro delle imprese di Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere personalità giuridica riconosciuta nello Stato di residenza risultante dall’iscrizione nell’omologo Registro delle imprese;
Non sono ammesse alle agevolazioni di cui al presente decreto le imprese operanti nel settore delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007);
Per beneficiare delle agevolazioni previste dal presente decreto, le imprese di cui al comma 1 devono avere una sede operativa in Qualora le imprese beneficiarie non dispongano della predetta sede alla data di presentazione della domanda di agevolazione, esse devono provvedere alla relativa apertura entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento, pena la revoca delle agevolazioni concesse.
La concessione del contributo di cui all’articolo 6 è condizionata all’adozione di una delibera di finanziamento con le seguenti caratteristiche:
essere deliberato a copertura degli investimenti di cui all’articolo 5;
essere deliberato per un valore non inferiore a ventimila euro e non superiore a due milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria;
essere erogato in un’unica soluzione, entro trenta giorni dalla stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, entro 30 giorni dalla data di consegna del bene. Qualora la fornitura in leasing finanziario riguardi una pluralità di beni, l’erogazione avviene in più soluzioni, entro trenta giorni dalla data di consegna di ciascun bene
Il finanziamento di cui al comma 1 può coprire fino al cento per cento degli investimenti di cui all’articolo
Il finanziamento di cui al comma 1 è concesso, entro il 31 dicembre 2016, dalla banca o dall’intermediario finanziario a valere sul plafond di provvista di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 69/2013, costituito presso la gestione separata di CDP, ovvero a valere su diversa provvista ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge n. 3/2015.
Il finanziamento di cui all’articolo 4 deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci II.2, B.II.3 e B.II.4, dell'articolo 2424 del codice civile, nonché di software e tecnologie digitali, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale.
Sono ammissibili gli investimenti in beni strumentali che presi singolarmente ovvero nel loro insieme presentano un’autonomia funzionale, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano il suddetto requisito, fatti salvi gli investimenti in beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa. Non sono in ogni caso ammissibili gli investimenti riguardanti gli acquisti di beni che costituiscono mera sostituzione di beni
Gli investimenti ammissibili sono destinati, fatto salvo quanto previsto ai commi 8, 9, 10 e 11 del presente articolo, nei limiti e alle condizioni stabiliti nel regolamento GBER per gli “aiuti agli investimenti e all’occupazione alle PMI” a:
Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi di cui all’articolo 8, comma 1, ovvero entro il termine previsto negli specifici regolamenti comunitari Per avvio dell’investimento si intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima.
Gli investimenti devono essere conclusi entro dodici mesi dalla data di stipula del contratto di A tale fine è presa in considerazione la data dell’ultimo titolo di spesa riferito all’investimento o, nel caso di operazione in leasing finanziario, la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.
Gli investimenti, qualora non riferiti ad immobilizzazioni acquisite tramite leasing finanziario, devono essere capitalizzati e figurare nell’attivo dell’impresa per almeno tre Non sono ammessi i costi relativi a commesse interne, le spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento, le spese relative a imposte, tasse e scorte, nonché i costi relativi al contratto di finanziamento. Non sono altresì ammissibili singoli beni di importo inferiore a 516,46 (cinquecentosedici/46) euro, al netto dell’IVA.
Nel caso di operazioni di leasing finanziario il costo ammesso è quello fatturato dal fornitore dei beni all’intermediario Al fine di poter beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto, l’impresa locataria deve esercitare anticipatamente, al momento della stipula del contratto di leasing finanziario, l’opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui effetti decorrono dal termine della locazione finanziaria, fermo restando l’adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali. Tale impegno può essere assunto attraverso un’appendice contrattuale che costituisce parte integrante del contratto stesso.
Nel settore dei trasporti le spese relative al solo acquisto dei mezzi e delle attrezzature di trasporto sono ammissibili qualora sostenute nell’ambito di un programma di investimenti rientrante nelle tipologie di cui al comma
Gli investimenti nelle imprese agricole devono perseguire gli obiettivi previsti agli articoli 14 e 17 del regolamento (UE) 702/2014 e sono soggetti alle prescrizioni e ai divieti di cui allo stesso regolamento.
Per gli investimenti nel settore della pesca e acquacoltura si applicano le limitazioni e le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 1388/2014.
Per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e ittici l’aiuto è subordinato al rispetto di eventuali restrizioni alle produzioni o limitazioni del sostegno comunitario previste nell’ambito delle specifiche organizzazioni comuni di
Le agevolazioni di cui al presente decreto non possono essere altresì concesse per attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, lettere c) e d), del regolamento GBER.
A fronte del finanziamento di cui all’articolo 4 è concessa un’agevolazione nella forma di un contributo pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati in via convenzionale su un finanziamento al tasso d’interesse del 2,75 (duevirgolasettantacinque) per cento, della durata di cinque anni e d’importo equivalente al predetto finanziamento. Il Ministero provvede a determinare l’importo dell’aiuto secondo le modalità tecniche di calcolo del contributo rese note con la circolare di cui all’articolo 14.
Le agevolazioni sono concesse nei limiti dell’intensità di aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti di cui all’articolo 5, in conformità all’articolo 17 del regolamento GBER ovvero al regolamento (UE) 702/2014 per le imprese agricole e al regolamento (UE) n. 1388/2014 per le imprese della pesca e acquacoltura.
La concessione del finanziamento di cui all’articolo 4 può essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia, nei limiti e sulla base delle condizioni di operatività del Fondo, nella misura massima dell’ottanta per cento dell’ammontare del Le richieste di garanzia del Fondo di garanzia relative ai predetti finanziamenti sono esaminate dal consiglio di gestione di cui all’articolo 1, comma 48, lettera a), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in via prioritaria.
Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, 123, i soggetti interessati hanno diritto alle agevolazioni di cui al presente articolo esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie. Il Ministero comunica, mediante avviso a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, l’avvenuto esaurimento delle risorse.
Per le imprese diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3 le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo de minimis ai sensi del regolamento (UE) 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, ivi compresa la garanzia del Fondo di garanzia, a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime previste dall’articolo 17 del regolamento GBER.
Per le imprese agricole le agevolazioni non possono essere cumulate con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013. Per le medesime imprese le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del trattato, con i contributi finanziari forniti dagli Stati membri, inclusi quelli di cui al regolamento (UE) n. 1305/2013 del Consiglio, del 17 dicembre 2013, con i contributi finanziari comunitari in relazione agli stessi costi ammissibili, a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime fissate dal regolamento di riferimento.
Nel settore della pesca e acquacoltura le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti esentati in virtù del regolamento (UE) 1388/2014 o con gli aiuti de minimis che soddisfino le condizioni di cui al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, ovvero con altri finanziamenti comunitari relativi agli stessi costi ammissibili, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto o dell’importo di aiuto più elevati applicabili in base al regolamento (UE) n. 1388/2014.
Qualora l’agevolazione concedibile ai sensi dell’articolo 6, sommata agli eventuali altri aiuti concessi sui medesimi investimenti, superi l’intensità massima prevista dai regolamenti di cui ai commi 1, 2 e 3, il Ministero provvede a ricalcolare il contributo nei limiti delle intensità massime previste dal regolamento di
Modalità di presentazione della domanda e procedure per la concessione del contributo
Ai fini della concessione del contributo di cui all’articolo 6, le imprese interessate, unitamente alla richiesta di finanziamento, presentano alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo, redatta secondo gli schemi definiti con la circolare di cui all’articolo 14, alla quale è allegata, oltre all’ulteriore documentazione indicata nella medesima circolare, una dichiarazione, sottoscritta dal rappresentante legale o da un suo procuratore speciale ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, 445, attestante il possesso dei requisiti di cui all’articolo 3 e la conformità degli investimenti oggetto della richiesta di finanziamento a quanto previsto dal presente decreto. Il mancato utilizzo dei predetti schemi, la sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l’assenza, anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste sono causa di inammissibilità al contributo.
Ciascuna banca o intermediario finanziario, verificata la regolarità formale e la completezza della documentazione di cui al comma 1, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa di cui all’articolo 3, trasmette al Ministero, una sola volta su base mensile, a partire dal 1° giorno di ciascun mese ed entro il giorno 6 dello stesso o, qualora tale giorno non fosse un giorno lavorativo, il giorno lavorativo immediatamente successivo, la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo di cui all’articolo 6, comma Tale richiesta può essere inoltrata anche per un insieme di operazioni.
Entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta di cui al comma 2, il Ministero provvede a comunicare alla banca o all’intermediario finanziario la disponibilità, parziale o totale, delle risorse Le richieste di prenotazione sono soddisfatte, secondo l’ordine di presentazione, fino a concorrenza della disponibilità delle risorse erariali. Laddove le risorse residue complessivamente disponibili non consentano l’integrale accoglimento di una richiesta di prenotazione, la prenotazione stessa è disposta in misura parziale, fino a concorrenza delle residue disponibilità, ed è utilizzata, ai fini della concessione del contributo, in modo proporzionale al fabbisogno di ciascuna delle operazioni oggetto della richiesta di disponibilità cui la prenotazione parziale si riferisce.
Entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione della comunicazione di cui al comma 3, la banca o l’intermediario finanziario adotta la delibera di finanziamento di cui all’articolo 4 ed entro dieci giorni da tale termine trasmette al Ministero l’elenco dei finanziamenti deliberati, con indicazione dei relativi investimenti e dei dati identificativi dell’impresa beneficiaria, dell’origine della provvista utilizzata, vale a dire se l’operazione è a valere sulla provvista costituita presso la gestione separata di CDP ovvero su diversa provvista, dell’importo, della durata e del profilo di rimborso del finanziamento, allegando la documentazione di cui al comma
La banca o l’intermediario finanziario, nel deliberare il finanziamento, può ridurne l’importo e/o rideterminarne la durata e/o il profilo di rimborso indicati dall’impresa beneficiaria in sede di richiesta del finanziamento, in ragione del merito creditizio dell’impresa beneficiaria Eventuali risorse prenotate in eccedenza a valere sui contributi rialimentano la disponibilità delle risorse erariali.
Entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del provvedimento di concessione di cui al comma 1, pena la decadenza dall’agevolazione concessa, l’impresa stipula con la banca o con l’intermediario finanziario il contratto di finanziamento, relativo esclusivamente al finanziamento già oggetto di delibera, fatta salva la possibilità di riduzione del relativo ammontare ai sensi del comma La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo. A tal fine la banca o l’intermediario finanziario, che intenda concedere il finanziamento utilizzando il plafond di provvista costituito presso la gestione separata di CDP, può prefinanziare l’investimento mediante il ricorso a una diversa provvista, fermo restando quanto previsto in relazione alla data di avvio dell’investimento dall’articolo 5, comma 4.
Per ciascun contratto di finanziamento, la banca o l’intermediario finanziario ha facoltà di ricorrere all’utilizzo della provvista di scopo messa a disposizione da CDP ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 69/2013, ovvero ad altra fonte di provvista. In ogni caso, in ciascun contratto di finanziamento è specificata l’origine della provvista con cui l’operazione è stata realizzata e tale informazione è comunicata al Ministero. Le modalità atte a garantire la trasparenza nei confronti delle PMI sulla tipologia di provvista utilizzata sono disciplinate all’interno delle convenzioni.
Qualora il contratto di finanziamento non sia stipulato entro il termine di cui al comma 2 ovvero sia stipulato per un ammontare inferiore a quello indicato nella delibera di cui all’articolo 4, comma 1, la banca o l’intermediario finanziario è tenuto a darne motivata comunicazione al Ministero, secondo le modalità definite dalle convenzioni, entro il giorno 10 del mese successivo a quello previsto per la stipula del contratto di finanziamento, ai fini dell’assunzione da parte del medesimo Ministero dei conseguenti provvedimenti, ivi inclusa l’eventuale dichiarazione di decadenza di cui al comma Le convenzioni stabiliscono le ulteriori modalità di informativa da parte della banca o dell’intermediario finanziario in merito ai casi di mancato perfezionamento del contratto di finanziamento.
L’erogazione del contributo di cui all’articolo 6 avviene in quote annuali, sulla base delle modalità definite nella circolare di cui all’articolo 14, secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione ed è subordinata:
al completamento dell’investimento nei termini di cui all’articolo 5, comma 5, attestato dall’impresa, con dichiarazione resa ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, 445, e redatta secondo lo schema definito con la circolare di cui all’articolo 14, da trasmettere al Ministero entro sessanta giorni dal termine previsto per la conclusione dell’investimento, pena la revoca del contributo concesso;
al regolare rispetto da parte dell’impresa beneficiaria del piano di rimborso previsto dal finanziamento;
alla presentazione al Ministero della documentazione indicata nella circolare di cui all’articolo 14.
La richiesta di erogazione della prima quota di contributo è presentata al Ministero entro il termine massimo di centoventi giorni dalla data di ultimazione dell’investimento, successivamente al pagamento a saldo da parte dell’impresa beneficiaria dei beni oggetto dell’investimento. Il mancato rispetto di tale termine determina la revoca dell’agevolazione.
Le richieste di erogazione delle quote di contributo successive alla prima sono presentate con cadenza annuale, non prima di dodici mesi dalla precedente richiesta di erogazione ed entro i dodici mesi successivi a tale Nel rispetto del piano di erogazioni di cui al comma 1 e in linea con i termini previsti dal presente comma è data possibilità all’impresa di richiedere l’erogazione di due quote di contributo eventualmente maturate.
Il Ministero sospende l’erogazione del contributo all’impresa qualora la banca o l’intermediario finanziario comunichi il mancato rispetto da parte dell’impresa delle condizioni contrattuali di rimborso del finanziamento o di corresponsione dei canoni di leasing, nonché in tutti i casi di cui all’articolo 12, nelle more del perfezionamento del provvedimento di revoca.
Qualora l’investimento ammissibile effettivamente sostenuto risulti inferiore al finanziamento di cui all’articolo 4, il Ministero provvede a rideterminare, a conclusione dell’investimento, le agevolazioni calcolate all’atto della concessione del
Sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, riguardante gli investimenti per i quali sono state ottenute le agevolazioni di cui al presente decreto, l’impresa deve riportare, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro, la dicitura “Spesa di euro … realizzata con il concorso delle provvidenze previste dall’art. 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, 69”. La fattura che, nel corso di controlli e verifiche, venga trovata sprovvista di tale dicitura, non è considerata valida e determina la revoca della quota corrispondente di agevolazione, fatta salva la possibilità di regolarizzazione da parte dell’impresa beneficiaria.
L’impresa beneficiaria è tenuta a conservare ogni fattura, documento ed attestazione predisposti ai fini della concessione delle agevolazioni per un periodo di dieci anni dalla data di concessione delle agevolazioni
In ogni fase del procedimento il Ministero può effettuare o disporre appositi controlli, sia documentali che tramite ispezioni in loco, finalizzati alla verifica della corretta fruizione delle agevolazioni secondo le modalità ed entro i limiti previsti dal presente
Le imprese beneficiarie sono tenute a comunicare tempestivamente al Ministero e per conoscenza alla banca o all’intermediario finanziario l’eventuale perdita, successivamente all’accoglimento dell’istanza di agevolazione, dei requisiti di cui all’articolo 3, comma
Il contributo concesso è revocato dal Ministero in tutto o in parte nel caso in cui:
venga accertata l’assenza, all’atto di presentazione della domanda di cui all’articolo 8, comma 1, dei requisiti di ammissibilità previsti all’articolo 3, comma 1;
l’impresa beneficiaria non provveda all’apertura della sede operativa nel territorio nazionale, secondo quanto previsto all’articolo 3, comma 3;
venga accertata la non conformità degli investimenti realizzati a quanto previsto all’articolo 5;
l’investimento non sia stato concluso nei termini di cui all’articolo 5, comma 5;
l’impresa beneficiaria non provveda alla trasmissione della dichiarazione di ultimazione dell’investimento di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), entro il termine ivi previsto;
l’impresa beneficiaria non presenti le richieste di erogazione delle quote di contributo nel rispetto dei termini e delle condizioni di cui all’articolo 10, commi 2 e 3;
l’impresa beneficiaria non ottemperi all’obbligo di apporre la dicitura prescritta dall’articolo 10, comma 6;
l’impresa beneficiaria sia stato oggetto di dichiarazione di fallimento prima che siano trascorsi tre anni dalla data di completamento dell’investimento;
l’impresa beneficiaria non consenta lo svolgimento dei controlli di cui all’articolo 11;
emerga che l’impresa beneficiaria abbia fruito di agevolazioni pubbliche concesse per i medesimi beni e per le medesime spese oltre i limiti delle intensità massime previste nei regolamenti comunitari applicabili;
sussistano le ulteriori condizioni di revoca previste dal provvedimento di concessione delle
I contributi di cui all’articolo 6 del presente decreto sono erogati nei limiti delle disponibilità dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 8, del decreto-legge n. 69/2013 e all’articolo 1, comma 243, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il Ministero provvede agli adempimenti previsti dal presente decreto con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Disposizioni attuative e disciplina transitoria
Il Ministero, con circolare pubblicata nel sito web mise.gov.it, fornisce le istruzioni necessarie e definisce gli schemi di domanda e di dichiarazione, nonché l’ulteriore documentazione che l’impresa è tenuta a presentare per poter beneficiare delle agevolazioni previste dal presente decreto. Con la medesima circolare è altresì individuato il termine iniziale per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi ai sensi del presente decreto.
Fino al termine individuato con la circolare di cui al comma 1 le modalità di presentazione delle domande di agevolazione ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 69/2013 e il procedimento per la concessione dei benefici di cui al medesimo articolo continuano ad essere disciplinati dal decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 27 novembre 2013 e dalle disposizioni operative contenute nelle circolari indicate in premessa, nonché dalla convenzione ivi richiamata.
Fatto salvo quanto previsto al comma 2 le disposizioni di cui al presente decreto si applicano, a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, anche alle iniziative per le quali alla predetta data sia stato già adottato il provvedimento di concessione del contributo, compatibilmente con lo stato dei procedimenti in
In attuazione dell’articolo 2, comma 7, del decreto-legge 69/2013, con atti aggiuntivi alla convenzione 14 febbraio 2014 indicata in premessa sono apportate le modifiche o integrazioni occorrenti agli impegni già assunti dalle parti.
Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella
Firmato Padoan
EBILOG: definito il piano di attività 2020. Dal 5 maggio il via ai Bandi.
INPS chiarisce i rapporti tra integrazione salariale e indennità di malattia.
L’articolo 3, comma 7, del D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148, che disciplina in via generale la fattispecie, prevede che “il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l'indennità giornaliera di malattia, nonché la eventuale integrazione contrattualmente prevista”.
Nel primo caso la malattia non è indennizzabile, pertanto il lavoratore continuerà a percepire l’assegno ordinario e non dovrà comunicare lo stato di malattia, in quanto non vi è l'obbligo di prestazione dell'attività lavorativa.
Nell’ipotesi in cui lo stato di malattia sia precedente l'inizio della sospensione dell'attività lavorativa si possono verificare due casi:
se la totalità del personale in forza all'ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene ha sospeso l'attività, anche il lavoratore in malattia beneficerà delle prestazioni garantite dal FIS dalla data di inizio delle stesse;
se non viene sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all'ufficio, reparto, squadra o simili cui il lavoratore appartiene, il lavoratore continuerà a beneficiare dell'indennità di malattia, se prevista dalla vigente legislazione.
50 milioni da Invitalia per rimborsare alle imprese gli acquisti di D.P.I.
INPS: come accedere alle agevolazioni contributive per le assunzioni di under 35 nel 2019 e 2020
Esonero contributivo per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate negli anni 2019 e 2020, di giovani fino a trentacinque anni di età ai sensi dell’art. 1 co.10 della L. 27-12-19 n.160. Istruzioni operative e e contabili
OGGETTO: Esonero contributivo per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, effettuate negli anni 2019 e 2020, di giovani fino a trentacinque anni di età ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Istruzioni operative e contabili. Variazioni al piano dei conti.
SOMMARIO: Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, l’articolo 1, comma 10, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ha modificato l’articolo 1, comma 102, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, prevedendo che, per le nuove assunzioni, effettuate nelle annualità 2019 e 2020, di lavoratori fino a trentacinque anni di età, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, possa trovare applicazione l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Detta riduzione opera per un periodo massimo di 36 mesi a partire dalla data di assunzione del lavoratore e può essere riconosciuta, per l’eventuale periodo residuo, in capo ad altri datori di lavoro che procedano all’assunzione del medesimo soggetto. Con la presente circolare l’Istituto fornisce le indicazioni e le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alla predetta misura di esonero contributivo.
La misura dell’incentivo è pari al 50 % dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, da riparametrare e applicare su base mensile.
L’esonero è, inoltre, elevato nella misura del 100 % dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, per trentasei mesi a partire dalla data di assunzione e sempre nel limite massimo di 3.000 euro su base annua, da riparametrare e applicare su base mensile, nelle ipotesi in cui le assunzioni a tempo indeterminato intervengano entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio e riguardino giovani che, abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola- lavoro o periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.
le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, 267;
gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e Nel novero degli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali sono da ricomprendere tutti gli enti indicati nella legge 20 marzo 1975, n. 70, gli ordini e i collegi professionali e le relative federazioni, consigli e collegi nazionali, gli enti di ricerca e sperimentazione non compresi nella legge n. 70/1975 e gli enti pubblici non economici dipendenti dalle Regioni o dalle Province autonome;
le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, 300.
Nell’ambito di applicazione dell’incentivo possono essere ricompresi i casi di regime di part- time, mentre sono esclusi, come previsto dall’articolo 1, comma 114, della legge n. 205/2017, i contratti di apprendistato e i rapporti di lavoro domestico.
l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine che abbia manifestato per iscritto, entro sei mesi dalla cessazione del rapporto (tre mesi per i rapporti stagionali), la propria volontà di essere riassunto (art. 31, comma 1, lettera b). Tale condizione vale anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine. Circa le modalità di esercizio del suddetto diritto di precedenza, si rinvia a quanto stabilito nell’interpello n. 7/2016 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, secondo il quale, in mancanza o nelle more di una volontà espressa per iscritto da parte del lavoratore entro i termini di legge, il datore di lavoro può legittimamente procedere all’assunzione di altri lavoratori o alla trasformazione di altri rapporti di lavoro a termine in essere.
presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione (art. 31, comma 1, lettera c).
Inoltre, si fa presente che, per l’esonero in trattazione, non trova applicazione il disposto di cui all’articolo 31, comma 1, lettera d), del D.lgs n. 150/2015, secondo il quale l’incentivo non spetta qualora l’assunzione riguardi lavoratori licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume, sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari ovvero della sussistenza di rapporti di controllo o collegamento. Tale previsione deve evidentemente essere ricondotta alla finalità di contrastare comportamenti volti esclusivamente a reiterare la fruizione di agevolazioni in capo allo stesso gruppo di imprese. Nel caso dell’esonero in trattazione, come già evidenziato nella circolare n. 40/2018, tale finalità deve considerarsi assorbita da quanto previsto dall’articolo 1, comma 103, della legge n. 205/2017, secondo il quale: “Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato è stato parzialmente fruito l'esonero di cui al comma 100, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, il beneficio è riconosciuto agli stessi datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni”. Pertanto, anche nelle ipotesi di licenziamenti e successive assunzioni dello stesso lavoratore in capo a datori di lavoro collegati, il beneficio riconoscibile è solo quello eventualmente residuo. Per le suesposte motivazioni, anche il principio del cumulo delle agevolazioni enunciato dal comma 2 del medesimo articolo 31 del D.lgs n. 150/2015, secondo il quale, ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato, deve considerarsi assorbito dal disposto del richiamato comma 103 della Legge di Bilancio citata.
il lavoratore, alla data della nuova assunzione effettuata nell’anno 2018 nonché, in forza della novella normativa di cui alla legge 160/2019, nelle annualità 2019 e 2020, non deve aver compiuto trentacinque anni (ossia deve avere al massimo trentaquattro anni e 364 giorni). Al riguardo, si ribadisce che per le assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate a decorrere dall’anno 2021 il limite anagrafico dovrà essere individuato nei trenta anni di età (da intendersi ventinove anni e 364 giorni).
il lavoratore, nel corso della sua vita lavorativa non deve essere stato occupato, presso il medesimo o qualsiasi altro datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo Tale requisito deve essere rispettato solo al momento della prima assunzione incentivata ai sensi della Legge di Bilancio 2018.
Considerata la formulazione testuale della norma, non si ha diritto alla fruizione dell’esonero anche laddove il precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato si sia risolto per mancato superamento del periodo di prova ovvero per dimissioni del lavoratore. In proposito, si ricorda come l’istituto del periodo di prova abbia lo scopo di consentire al lavoratore di valutare l’esperienza lavorativa offerta e al datore di lavoro di rilevare l’adeguatezza delle competenze e delle effettive capacità del prestatore rispetto alle specifiche esigenze produttive. Pertanto, il rapporto di lavoro, pur sottoposto ad una condizione - il superamento del periodo di prova - deve essere considerato a tempo indeterminato sin dall’origine;
l’esonero contributivo può essere riconosciuto ai soli datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, 223, nella medesima unità produttiva (cfr. art. 1, comma 104, della Legge di Bilancio 2018).
il datore di lavoro, nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, non deve procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo del medesimo lavoratore o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con la medesima Il licenziamento effettuato nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, comporta, infatti, come previsto dal comma 105 della norma in trattazione, la revoca dell’esonero e il recupero del beneficio già fruito.
6. Compatibilità con altre forme di incentivo all’occupazione
l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili di cui all’articolo 13, della legge 12 marzo 1999, 68, come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151. Al riguardo, a differenza dell’esonero contributivo in oggetto, si ricorda che la fruizione dell’incentivo disciplinato dall’articolo 13 della legge n. 68/1999 è subordinata al rispetto del requisito dell’incremento occupazionale;
l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI di cui all’articolo 2, comma 10-bis, della legge 92/2012 pari, a seguito delle modifiche introdotte dall’articolo 24, comma 3, del D.lgs n. 150/2015, al 20% dell’indennità che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto per la durata residua del trattamento. Al riguardo, a differenza dell’esonero contributivo in oggetto, si ricorda che la fruizione dell’incentivo disciplinato dalla legge n. 92/2012 è subordinata al rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti c.d. “de minimis”.
7. Assetto e misura dell’incentivo
Come già rilevato nella circolare n. 40/2018, l’incentivo in trattazione, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è pari all’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro.
i premi e i contributi dovuti all’INAIL (come espressamente previsto dall’articolo 1, comma 100, della legge n. 205/2017);
il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” di cui al comma 755 della legge n. 296/2006, per effetto dell’esclusione dall’applicazione degli sgravi contributivi operata dal comma 756, ultimo periodo della medesima legge;
il contributo, ove dovuto, ai fondi di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29 del D.lgs. n. 148/2015, per effetto dell’esclusione dall’applicazione degli sgravi contributivi prevista dall’articolo 33, comma 4, del medesimo decreto legislativo, nonché al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento e al Fondo di solidarietà bilaterale della provincia autonoma di Bolzano di cui all’articolo 40 del D.lgs. n. 148/2015.
8. Funzionalità volte ad agevolare l’accertamento dei requisiti in capo al lavoratore
9. Modalità di esposizione dei dati relativi all’esonero nella sezione <PosContributiva> del flusso Uniemens
I datori di lavoro esporranno, a partire dal flusso Uniemens di competenza aprile 2020, i lavoratori per i quali spetta l’esonero valorizzando, secondo le consuete modalità, l’elemento
<Imponibile> e l’elemento <Contributo> della sezione <DenunciaIndividuale>. In particolare, nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la contribuzione piena calcolata sull’imponibile previdenziale del mese.
Si fa, inoltre, presente che la somma degli importi esposti nella sezione
<InfoAggcausaliContrib> deve essere uguale all’importo esposto nell’elemento <ImportoArrIncentivo>, a parità di <CodiceCausale>.
nell’elemento <CodEnteFinanziatore> dovrà essere inserito il valore “H00” (Stato); nell’elemento <ImportoCorrIncentivo> dovrà essere indicato l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente;
Si fa, inoltre, presente che la somma degli importi esposti nella sezione <InfoAggcausaliContrib> deve essere uguale all’importo esposto nell’elemento
9. Modalità di esposizione dei dati relativi all’esonero nella sezione <PosAgri> del flusso Uniemens
10. Modalità di esposizione dei dati relativi all’esonero nella sezione <ListaPosPA> del flusso Uniemens
GAW37241 Sgravi di oneri contributivi nella misura del 50 % dei contributi previdenziali, a favore dei datori di lavoro, per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Art.1, commi da 100 a 108, della legge n. 205/2017- art.1 comma 10, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
GAW37242 Sgravi di oneri contributivi nella misura del 100 % dei contributi previdenziali, a favore dei datori di lavoro che adottano attività di alternanza scuola-lavoro, per le assunzioni di studenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Art.1, commi da 100 a 108 della legge n. 205/2017- art.1 comma 10, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.
Come di consueto ed in virtù delle istruzioni operative contenute nei paragrafi che precedono, ai conti già istituiti gestiti dalla procedura automatizzata di ripartizione contabile dei DM, andranno contabilizzate, rispettivamente, le somme esposte nel flusso Uniemens e riportate nel DM2013 “VIRTUALE” ai codici: “L472” e “L473” al conto GAW37241; “L476” e “L477” al conto GAW37242.
Conversione D.L. 18/20 e varo del D.L. 23/20. Mininterno spiega le novità