Source: http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/trasferimenti-dall-estero/author/906-robertanardi
Timestamp: 2020-04-10 09:45:18+00:00
Document Index: 132063420

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 43', 'art. 44', 'art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 44', 'art. 43', 'art. 53']

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del T.A.R. Lazio e accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ammettendo in sovrannumero tutti i ricorrenti esclusi dai corsi di laurea in Professioni sanitarie dell'Università di Messina.
Il T.A.R. Lazio aveva dapprima accolto un primo ricorso riguardante circa 30 studenti e, successivamente, in diversa composizione, alla successiva udienza, rigettato identica azione. Frattanto, sempre sul medesimo concorso, si pronunciava favorevolmente agli studenti la Sezione Consultiva del Consiglio su altro ricorso straordinario proposto da Bonetti e Delia ammettendo anche in tal caso i ricorrenti che già frequentano le lezioni.
Il cerchio si è chiuso alla camera di consiglio del 17 marzo quando anche la Sezione giurisdizionale del Consiglio ha confermato la fondatezza del ricorso ed ammesso in sovrannumero i ricorrenti all'Università di Messina.
E' stato quindi confermato che la gestione del concorso, in mano ancora una volta al CINECA, è viziata per violazione dell'anonimato in quanto la documentazione che tale Consorzio mette a disposizione, nonostante ogni accortezza che possa essere messa in campo dagli Atenei, è inidonea ad escludere che la Commissione possa abbinare, con facilità, il nome dei candidati al codice segreto.
Come sin dal 2007 aveva fatto notare il Commissario per la lotta all'anticorruzione nominato dall'allora Governo per individuare soluzioni idonee all'evitare il non ripetersi dei noti fatti del 2007 (il plico rubato a Catanzaro, i fatti di Bari e Chieti, l'aula 5 di Messina con i più bravi d'Italia), basterebbe eliminare il codice alfanumerico sotto quello a barre. Ad oggi, dopo 8 anni, il CINECA, il MIUR e gli Atenei persistono in tale illegittima scelta.
Ancora una volta, all'esito di un concorso illegittimo, siamo riusciti a dar tutela ai nostri ragazzi esclusi.
La prima storica sentenza sui congelati SSIS riammessi in GAE del TAR LAZIO (9732/14), passata in giudicato a dicembre 2014, è stata definitivamente eseguita dall'USP di BARI che, oggi, ha fatto firmare il contratto a tempo indeterminato ad uno dei docenti vincitori dell'azione patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.
"L'ammissione in GAE ordinata dal T.A.R. ed il successivo conferimento del ruolo grazie all'immediata chiamata dalle G.A.E. ormai esaurite", commenta l'Avvocato Santi Delia, "dimostra quanto fallimentare è il sistema di gestione delle graduatorie che, per un decennio, ha condannato al precariato migliaia di insegnanti in maniera totalmente illegittima e senza alcuna effettiva ragione". "Svolgere per anni le stesse mansioni e, solo grazie ad un'azione giudiziale, vedersi ammessi nel paradiso delle G.A.E.", continua il collega Bonetti, "e poter finalmente ottenere il ruolo, vuol dire coronare il sogno di stabilizzazione".
I legali, in prima linea nel mondo della scuola e della lotta al precariato, battezzano come "assurdo" un sistema come quello in essere in cui "nonostante vi siano le vacanze e le necessità di organico, per anni si è ignorato artatamente il bacino delle G.I. esaurendo le G.A.E. e continuando a conferire supplenze al solo fine di consentire il risparmio della spesa pubblica. Chi ha pagato, però, sono solo i precari della scuola".
da un anno circa ho aperto una bacheca su facebook per divulgare le nostre iniziative e diffondere il più possibile le informazioni sui nostri ricorsi e sulle nostre battaglie.
La pagina FB grazie a Voi ha raggiunto il limite di 5000 amici ed è pertanto necessario aprire un nuovo profilo pubblico dove rinverrete tutte le nostre iniziative ed idee.
Michele Bonetti, avvocato
https://www.facebook.com/pages/Avv-Michele-Bonetti/976583435685592?pnref=story
La vicenda dei quiz errata nel concorso di medicina generale parte da lontano.
Il SIGM ha raccolto le irregolarità riscontrate e segnalate dai partecipanti in un dossier poi trasmesso alle istituzioni e ha inviato alle Regioni le contestazioni su tutte le domande dubbie, errate o imperfette somministrate.
Gli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Giuseppe Pinelli, in difesa di un migliaio di candidati, con i primi ricorsi notificati, proprio con riguardo alle domande in corso di revisione, avevano chiesto il congelamento delle graduatorie sino a quando la Commissione ministeriale non avesse preso posizione su di esse. Ma nulla. Le Regioni hanno corretto e pubblicato come se nulla fosse.
L'1 dicembre, a graduatorie pubblicate da quasi due mesi e contratti firmati, la Commissione ha confermato l'erroneità di uno dei quesiti, stravolgendo, di fatto, tutte le graduatorie pubblicata. Anche un altro quesito, seppur non riconosciuto come errato, secondo altre Commissioni ministeriali degli anni passati, è passibile di contestazione.
Secondo noi tutti i candidati fuori per le due domande contestate possono agire in giudizio per ottenere l'ammissione giacchè non è seriamente contestabile che spettino i punti promessi per tali quesiti.
Di seguito alcune FAQ utili per tutti coloro che vogliono fare ricorso in quanto penalizzati dalle domande contestate
1) Entro quando posso fare ricorso?
Il ricorso al TAR è scaduto. Cautelativamente il ricorso deve essere proposto entro 120 giorni dalla pubblicazione sul BUR della Vostra Regione della graduatoria e si deve agire a mezzo ricorso straordinario.
Le adesioni scadono il25 gennaio 2015anche se per alcune Regioni(tra le altre, Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Toscana, Friuli, Lombardia, Liguria) possono essere previste proroghe.
Ove vi fossero state revisioni può tenersi a mente la seconda pubblicazione. Se si è in tempo per agire avendo a mente il primo termine è sempre preferibile sfruttarlo.
2) La differenza tra ricorso al T.A.R. e RICORSO STRAORDINARIO
Stante la scadenza del ricorso al T.A.R., la informiamo sulle modalità di adesione al Ricorso Straordinario al Capo dello Stato.
Il ricorso straordinario al Capo dello Stato è un rimedio alternativo al ricorso ordinario al TAR, rispetto al quale presenta una tempistica più lunga (dai 15 ai 18 mesi circa ma il provvedimento è definitivo e non vi è appello), sebbene sia effettivamente più garantista, in quanto la fase cautelare è di fatto assorbita nella fase di merito.
Negli ultimi mesi, tuttavia, tutti i nostri ricorsi straordinari sono stati trattati in fase cautelare con tempi di evasione di appena due mesi esattamente negli stessi termini del T.A.R.
3) Chi può fare ricorso?
Tutti i candidati che hanno risposto alla domanda "sull'angina" scegliendo "digossina" o NON rispondendo possono agire in giudizio.
Più complessa è la situazione per chi ha risposto scegliendo altre opzioni.
Oltre ad aver risposto o non risposto come sopra tale domanda deve essere decisiva per la loro collocazione in graduatoria in quanto, grazie a tale punto in più gli stessi devono superare l'ultimo ammesso.
Possono agire anche i concorrenti che hanno errato la domanda su ECG e tutti coloro i quali hanno un punteggio superiore a 72.
3) Per verificare chi è l'ultimo ammesso devo considerare la graduatoria definitiva o gli scorrimenti?
Si deve avere riguardo agli scorrimenti. In tal senso qualcuno di Voi potrebbe dover agire senza avere la certezza di riuscire a superare l'ultimo ammesso in quanto gli scorrimenti continueranno sino a gennaio. Per chi è davvero vicino (punteggi superiori a 72) non possiamo che consigliare di agire anche in ragione della contestazione su un altro quesito e di altri motivi di ricorso.
Non potete agire dopo aver visto gli scorrimenti pena decadenza.
4) Se non ho queste caratteristiche posso comunque agire?
In tal caso si tratta di un ricorso collettivo (da € 1.000 oltre IVA e CPA) basato SOLO su irregolarità generali e non può far rilevare il singolo punteggio del singolo ricorrente pena inammissibilità dell'azione per conflitto.
Chi rientra nella casistica di cui sopra, quindi, ha un'efficacia maggiore della propria azione ove decida di proseguire individualmente.
5) Quale è l'altro quesito contestato?
Si tratta del quesito su ECG e iperpotassemia. Anche in alcune prove di concorso passate, a differenza dell'odierna posizione della Commissione, la comparsa dell’onda U è tipica dell’ipopotassiemia.
6) Come fare ad aderire?
Inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o seguire le istruzioni nella documentazione allegata.
L'adesione all'azione costa € 2.500,00 oltre IVA, CPA e CU e quindi in totale € 3822,00.
Il collettivo costa € 1000 oltre IVA e CPA. Ci riserviamo di accettare tali adesioni in relazione al numero degli aderenti. In ipotesi di mancata azione la quota verrà restituita.
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Le nuove regole per l'accesso in magistratura prevedono un percorso facilitato per i praticanti dell'Avvocatura dello Stato.
Il bando per 340 posti indetto con il Decreto Ministeriale del 5 novembre 2014 stabilisce infatti che possono essere ammessi direttamente alle prove concorsuali per l’accesso in magistratura senza passare per le lunghe e costose scuole di specializzazioni legali non solo coloro che abbiano fatto uno stage formativo in un ufficio giudiziario, ma anche coloro che abbiano svolto il tirocinio presso l’Avvocatura statale se aventi i seguenti requisiti: meno di trent’anni, un voto di laurea superiore a 105/110 o una media di 27/30 in alcuni esami.
Secondo noi ciò costituisce una discriminazione inaccettabile per i praticanti degli studi privati e delle altre amministrazioni pubbliche (come le avvocature della Banca d’Italia e quelle dell’Inps).
Per tale ragione il nostro Studio, già contattato da numerosi partecipanti alle prove scritte del precedente concorso per l’accesso in magistratura a seguito della denuncia dell’ingresso nelle aule d’esame di codici e testi non consentiti (http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php/news/item/831-concorso-magistratura-2014-irregolarit%C3%A0-durante-le-prove-scritte), sta valutando l’opportunità di preparare un ricorso collettivo contro quella che è stata definita da molti una nuova “inaccettabile discriminazione”.
Venerdì, 05 Dicembre 2014 23:57
Medici ex condotti: il Consiglio di Stato chiarisce tutte le voci stipendiali dovute. Le ASP pagheranno migliaia di euro di arretrati
Un'altra epocale battaglia a favore dei medici ex condotti è stata vinta. Ad essi spettanto tanto l'assegno ad personam quanto l'indennità di posizione unificata.
Si tratta di voci da sempre negate da parte di tutte le Aziende sanitarie italiane e, che grazie a tale decisione, possono legittimamente essere pretese da tutti gli ex condotti.
Gli stipendi degli ex condotti, a ben vedere, dovevano essere ben più lauti rispetto a quanto pagato pressocchè ovunque.
L'indennità di posizione unificata. "Si deve al riguardo osservare che l’indennità di posizione unificata, nelle parti fissa e variabile, è stata riconosciuta a suo tempo dall’Amministrazione, allorché essa, con la determinazione n. 1242 del 16.3.2006, rubricata “Attribuzione miglioramenti economici ex CCNL Dirigenza medica e Veterinaria periodo 1994-1995”, ha inquadrato l’interessato, seppur a 12 anni dal licenziamento, quale dirigente medico di I livello nell’ex X livello e, tra le altre voci retributive, ha riconosciuto la “retribuzione di posizione fissa” e la “retribuzione di posizione variabile”, come per legge, a decorrere dall’11.11.1995 nell’entità, rispettivamente, di € 237,57 e di € 252,55, in conformità all’art. 55, comma 7, del CCNL 1994/1997.
L’art. 55, comma 7, del CCNL chiarisce che “dal 1 dicembre 1995 e sino al conferimento degli incarichi di cui al comma 6 la retribuzione di posizione dei dirigenti è costituita dai valori indicati per le due componenti – fissa e variabile – nella tabella allegato n. 3 del presente contratto”. È poi sopravvenuta alla previsione dell’art. 55, comma 7, del CCNL 1994/1997 la disposizione dell’art. 43 del CCNL 1998/2001, che qualifica gli ex condotti quali dirigenti medici con rapporto di lavoro ad esaurimento già a tempo definito. Non potendo contestarsi quindi che i medici ex condotti siano dirigenti medici equiparati sino ad esaurimento, come stabilisce l’art. 44 del CCNL 1998/2001 che sopprime i dirigenti a tempo definito, secondo quanto ha anche chiarito la nota operativa INPDAP n. 45 del 28.11.2005 (doc. 5 allegato alla memoria dell’interessato), i “dirigenti medici con rapporto di lavoro ad esaurimento” hanno diritto ad una indennità fissa e variabile pari ad € 3.409,26 dal 1.1.2002 e di € 3.409,26 dal 1.1.2003 al 30.12.2003.
2. L'assegno personale non riassorbibile. "L’Amministrazione ha inteso negare tale spettanza, affermando che l’assegno ad personam sarebbe una voce retributiva prevista solo per i Dirigenti di II Livello, oggi Direttori di Struttura Complessa, come testualmente disporrebbe l’art. 43, comma 2, del CCNL 1998/2001.
L’assunto dell’Amministrazione non può tuttavia essere condiviso.
In realtà, se si ha ancora una volta riguardo all’inquadramento dell’istante di cui alla determinazione n. 1242 del 16.3.2006 (doc. 1 allegato alla memoria dell’interessato), rileva il Collegio che con tale atto l’Amministrazione ha espressamente riconosciuto, tra le voci di retribuzione, l’assegno personale riassorbile e pensionabile ai sensi dell’art. 44 del CCNL 1994/1997.
Tale beneficio era liquidabile, ai sensi dell’art. 44 citato, solo dall’1.12.1995 e non era stato attribuito all’odierno interessato non perché questo non gli spettasse sulla base della contrattazione collettiva, ma sol perché dichiarato decaduto dall’impiego dal servizio, a far data dal 18.8.1994, con provvedimento poi annullato da questo Consiglio con la menzionata sentenza n. 4653 del 29.8.2012.
L’annullamento dell’illegittima decadenza dall’impiego, disposto dalla sentenza n. 4653 del 29.8.2012, determina pertanto l’obbligo, per l’Amministrazione, di corrispondere anche tale voce retributiva, ex contractu dovuta all’interessato in virtù di quanto prevede, appunto, l’art. 44 del CCNL 1994/1997.
Tale disposizione, giova qui solo ricordare, prevede che ai dirigenti già di X livello, a decorrere dal 1.12.1995, è attribuito, tra l’altro, “un assegno personale e riassorbibile e pensionabile nella misura di L. 812.000”. Essa è stata confermata, nel tempo, dalle successive previsioni della contrattazione collettiva (art. 43, comma 7, del CCNL 1998/2001; art. 53 del CCNL 2002/2005) ed è richiamata ed illustrata dalle note INPDAP n. 58 del 30.12.2010 e n. 2 del 2011".
Per maggiori info scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
E' stato accolto il Maxi ricorso collettivo sul numero chiuso.
E' stata corretta l'ordinanza cautelare ad opera del T.A.R. per il noto problema di natura informatica. "Una grande vittoria dell'Udu con il sigillo del suo coordinatore nazionale Gianluca Scuccimarra" - A parlare è l'Avvocato dell'Udu, Michele Bonetti. "Molte università non hanno aspettato il provvedimento e sulla scia del nostro provvedimento hanno accolto tutte le richieste di immatricolazione" - Prosegue il legale - "E' stata una grande occasione per molti atenei virtuosi e che con l'accoglienza dimostrata si sono confermati tali. Ora i ragazzi si potranno immatricolare in tutte le sedi senza alcun problema".
A breve riceverete tutti istruzioni da parte dell'Udu che vi coordinerà nelle procedure di immatricolazione.
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