Source: https://issuu.com/flaviofasanosindaco/docs/interrogazione
Timestamp: 2017-08-22 02:48:01+00:00
Document Index: 127548375

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 175', 'art. 194', 'art. 31', 'art. 1', 'art 6', 'art.148', 'art 1', 'art. 31', 'art.148', 'art. 31', 'art.148', 'art 58', 'art 1', 'art 20']

Interrogazione urgente: 30 Novembre 2016 by Flavio Fasano - issuu
Avv. Flavio FASANO – Capogruppo Giuseppe CATALDI – Vice Capogruppo Vincenzo PIRO – Segretario
Gallipoli, 30 novembre 2016 Al Presidente del Consiglio comunale Dr. Rosario SOLIDORO SEDE
OGGETTO: interrogazione urgente in Consiglio comunale, ex art. 26, comma 8 Regolamento.
Sig. Presidente, in considerazione del fatto che quest’oggi, il Consiglio comunale è stato convocato per le incombenze previste dall’ art. 175 D.Lgs. 267/2000 (Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione), nonché per quelle di cui all’art. 194 del medesimo Decreto (riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio), ci saremmo aspettato, come per legge, la MASSIMA TRASPARENZA con una puntuale informazione su tutto quanto costituisce oggetto di contabilità e bilancio, ma così non è stato! Sapevamo già da tempo del pronunciamento della Corte dei Conti per la Puglia, quello contenuto nella Deliberazione n. 179/PRSP/2016, seguita all’audizione in quel di Bari del Sindaco, dell’Assessore al bilancio e della Dirigente, avvenuta lo scorso 27 ottobre 2016, preceduta dall’invio, da parte di questa Amministrazione, della nota prot. n. 2695 del 16 agosto 2016 a firma del Sindaco, in risposta alla puntuale richiesta inoltrata dal Magistrato Istruttore, con nota prot. n. 2381 del 12 luglio 2016 … speravamo che il Sindaco ed il suo Assessore avessero notiziato il Consiglio su quelli che definiamo – perché così sono – i nefasti risultati della verifica contabile della Corte, invece siamo dinnanzi ad un “silenzio assoluto”, quasi omertoso! Un “silenzio”, questo del Sindaco, tanto più grave e preoccupante se si tiene conto che un’ ulteriore “memoria” è stata mandata alla Corte dei Conti, e sempre a sua firma, in data 21 ottobre 2016 (quaranta giorni fa), acquisita al Prot. n. 3629 della C.d.C., oltre ad aver portato, come richiesto dalla Magistratura contabile, altra documentazione, in sede di esame, che era obbligatorio già produrre ma che invece (forse perché “consapevoli” della gravità) era stata omessa dal corredo della memoria! 1
E non è un caso che il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, all’art. 31, dal titolo: “Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull'organizzazione e sull'attività dell'amministrazione” così come modificato dall'art. 1, comma 1, d.lgs. n. 97 del 2016, impone la doverosa comunicazione degli atti della Corte dei Conti emessi su questioni dell’Ente! Ci chiediamo e Le chiediamo, Sig. Presidente:  <<com’ è possibile che la citata Deliberazione n. 179/PRSP/2016, della Corte dei Conti per la Puglia, depositata in Cancelleria il 10 novembre 2016, pur richiedendo [così punto 4) del dispositivo]: ‘che copia della presente pronuncia sia trasmessa, a cura della Segreteria della Sezione, al Presidente del Consiglio comunale affinché ne dia comunicazione all'Organo consiliare, al Sindaco e all'Organo di revisione dell'Ente’ NON E’ STATA NOTIFICATA A NOI CONSIGLIERI>>!!? Avete avuto il coraggio di “occultare” un atto della Magistratura contabile che pone forti sospetti e serie preoccupazioni sulla situazione di bilancio; oggi voi vorreste far “passare” le Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione, senza comunicare i rilievi della Corte dei Conti, pur sapendo come, il Magistrato istruttore, d a l l ’ e s a m e d e g l i a t t i c h e v o i s t e s s i a v e t e l o r o p r o d o t t o , a b b i a i n v e c e rilevato che non appaiono risolte – quindi restano tutte – le seguenti criticità: -superamento dei parametri di deficitarietà strutturale; -differenza negativa di parte corrente; - mancata lotta all'evasione tributaria; - presenza di debiti fuori bilancio di importo rilevante; - pignoramenti per azioni esecutive; - mancato aggiornamento dell'inventario; - organismi partecipati in perdita e mancata riconciliazione delle partite debitorie e creditorie ai sensi dell'art 6 co 4 d.l. 95/2012. 2
Va precisato ancora, che l’obbligo di “notifica” dell’atto della Corte dei Conti, non può assolutamente ritenersi assolto con la semplice “pubblicazione all’albo pretorio”, poiché, il provvedimento deliberativo qui in questione, a cura del Presidente del Consiglio, va notificato “all’organo consiliare” – leggasi AI CONSIGLIERI COMUNALI – ed all’organo di revisione dell’ente – leggasi REVISORI DEI CONTI – a significare, quindi, che deve esserci la comunicazione diretta e non tramite “pubblicazione all’albo”! Così anche, NON è assolutamente immaginabile che il riferimento al termine di “60 giorni” sia quello indicato per tale incombenza obbligata del Presidente: tale termine, infatti, è quello entro il quale dovrà essere adottata la “presa d’atto” da parte del Consiglio comunale di quanto richiesto dalla Corte, il cui provvedimento, invece, a cura del Presidente del Consiglio va immediatamente notificato ai Revisori dei Conti così anche ai Consiglieri comunali … NULLA CIO’ INVECE E’ STATO FATTO, con gravissime responsabilità per omissione a carico del Presidente del Consiglio! Sul punto, chiediamo al Presidente, come mai NON abbia inteso adempiere a tale sua incombenza!? Ai Revisori dei Conti, che hanno rilasciato, in data 24 novembre 2016, il loro “parere”, chiediamo se a quella data erano già a conoscenza dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti con l’atto deliberativo in questione!? Se così non è, se non dovessero aver avuto contezza di ciò, diffidiamo l’Organo di Revisione a REVOCARE qui, oggi, quel “parere” così come concesso, poiché appare gravemente omissivo delle dovute risposte da dare alla Magistratura contabile sui rilievi mossi, per come dalla stessa puntualmente richiesto, con ogni conseguenza di legge. Ciò chiediamo poiché, proprio dalla lettura della Deliberazione n. 179/PRSP/2016, nella parte conclusiva, dopo una puntuale disamina sviluppata in ben 12 pagine, emerge come la Corte dei Conti richieda un pronunciamento del Consiglio comunale in uno con i Revisori dei Conti, che, vista la natura delle contestazioni, NON PU0’ NON ESSERE PRELIMINARE – E QUINDI PROPEDEUTICO – alla valutazione e 3
deliberazione sulle “variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione”, così anche per i “debiti fuori bilancio”! Infatti, a pagina 13 della Deliberazione, è dato leggere: <<La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Puglia, con riferimento rendiconti, 2013 e 2014 del comune di Gallipoli, ai sensi dell'art.148-bis del D.Lgs. 267/2000: 1) dichiara che costituiscono violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione o irregolarità suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico - finanziari dell'ente il superamento dei parametri di deficitarietà strutturale nn.ri 2,4,5,8 nel 2013 e nn.ri 4,5,8 nel 2014, la differenza di parte corrente negativa nel 2014, la persistenza di vincoli per azioni esecutive presso il tesoriere, la scarsa lotta all'evasione tributaria e l'errata contabilizzazione dell'aggio del concessionario, la presenza di debiti fuori bilancio di rilevante ammontare, il mancato aggiornamento dell'inventario, la mancata costituzione del fondo per la contrattazione decentrata del personale non dirigente nel 2013, la mancata riconciliazione delle partite debitorie e creditorie con gli organismi partecipati , la presenza di organismi partecipati in perdita, l'incompleta redazione del piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie e della susseguente relazione di cui all'art 1 co 611 ss l. 190/2014; 2) prescrive che l'Ente adotti ogni misura correttiva idonea a superare definitivamente le criticità rilevate nella presente deliberazione; 3) dispone che copia della presente pronuncia sia trasmessa, a cura della Segreteria della Sezione, al Presidente del Consiglio comunale affinché ne dia comunicazione all'Organo consiliare, al Sindaco e all'Organo di revisione dell'Ente nonché ai fini dell'adempimento di cui all'art. 31 d lgs 14 marzo 2013 n. 33. Copia della deliberazione di presa d'atto della presente pronuncia da parte dell'Ente dovrà pervenire a questa Sezione entro il termine di 60 giorni previsto dall'art.148-b/s del Tuel; entro lo stesso termine dovranno pervenire i provvedimenti adottati dall'Ente in esecuzione della presente pronuncia, unitamente alla attestazione dell'avvenuto adempimento dell'obbligo di pubblicazione disposto dall'art. 31 del D.Lgs. n. 33/2013, nei successivi 30 giorni. Così deliberato in Bari, il giorno 27 ottobre 2016>>! 4
Ma non è purtroppo tutto! Non possiamo sottacere la palese malafede che emerge da questa vicenda, laddove si è tenuto “TUTTO NASCOSTO” (o, perlomeno, si è goffamente tentato!) anziché – come la morale e l’etica, prima ancora che la legge – imponeva di notificare subito ai REVISORI ed ai CONSIGLIERI il provvedimento! Perché malafede!? Perché si è pensato bene, sul “portale informatico” [che non è nemmeno l’albo pretorio], alla voce “Controlli e Rilievi sull’Amministrazione”, (vogliamo a questo punto, Sindaco Minerva, conoscere in che data ciò è avvenuto e quando invece per pec è pervenuto qui l’atto di Deliberazione – CHE SECONDO NOI RISALE AL 14 NOVEMBRE COME DA STAMPIGLIATURA SULLA PRIMA PAGINA) di inserire l’atto in questione ma, ATTENZIONE, con maliziosamente FALSA dicitura: <<Controllo Rendiconto di gestione 2013>> quasi a “scoraggiare” la lettura, anche a quei pochi che potevano, anche per puro caso, “accedere” al sito per curiosare! Sindaco, spiegherà lei, alla Corte dei Conti e NON SOLO, perché non è stato inserito con la NORMALE dicitura che per le altre DELIBERAZIONI viene usata, vale a dire:
“CORTE DEI CONTI PER LA PUGLIA – DELIBERAZIONE N. 179/PRSP/2016 del 27 ottobre 2016”!!? FORSE perché SI TEMEVA CHE QUALCHE “curioso” potesse essere “attratto” dall’attualità della delibera e, quindi, andava “depistato”!!? E’ un atto gravissimo quello che avete qui consumato! UN GRAVE “abuso” ed una GRAVISSIMA “omissione” di atto dovuto! Alla faccia della trasparenza, della correttezza, del dialogo, DELLA 5
LEGALITA’ … qui siamo davvero nel più bieco totalitarismo di regime!!! Detto ciò, alleghiamo noi, qui, a questa interrogazione, la Deliberazione n. 179/PRSP/2016, della Corte dei Conti per la Puglia, depositata in Cancelleria il 10 novembre 2016 e già certamente in vostro possesso, dal 14 novembre 2016 o giù di li, non per colmare quella che è e rimane una grave omissione d’atto dovuto (sanzionabile anche penalmente) ma per confermare come oggi è una vero azzardo approvare la vostra proposta di variazione di bilancio così anche i vostri “debiti fuori bilancio”, poichè l'istruttoria condotta in relazione ai rendiconti 2013 e 2014 del Comune di Gallipoli, come di seguito esposto, ha evidenziato per la Corte, la presenza s i n t o m a t i c a di alcune criticità rilevanti ai sensi dell'art.148-bis del D.Lgs. 267/2000. Chi vi parla, sa bene quali siano le difficoltà da affrontare nella gestione del nostro comune e non intende entrare nel merito dei rilievi formulati dalla Corte dei Conti, anche perché sarebbe facile per il Sindaco di questa Amministrazione attribuire tutte le responsabilità alle passate gestioni, pur sapendo come, da ben otto anni, la sua parte politica, come anche quella dell’attuale maggioranza, siano ininterrottamente al governato Gallipoli! Ma ci sono alcuni atteggiamenti, Sindaco, che sono certamente da imputare in via esclusiva a questa amministrazione, primo fra tutti, appunto, il fatto di non informare il Consiglio comunale, della presenza di questo problema, prima dell’approvazione degli assestamenti di bilancio. Non è corretto che di questi fatti, sia la maggioranza che la minoranza non vengano informati sollecitamente! Ma non vedete che la Corte dei Conti paventa il mancato rispetto – o il rischio grave – che tali equilibri non vengano rispettati? La trattazione dell’argomento avrebbe quanto meno chiarito dubbi e dissipato i timori che, naturalmente, soprattutto per il vostro grave e sospetto “occultamento”, ci assalgono alla lettura dell’Atto Deliberativo in questione! 6
Si tratta di comportamenti ed atteggiamenti che fanno gridare allo scandalo! Tra tutti, quanto denunciato dalla Corte dei Conti ai punti 1, 2, 3, 4 e 5 della Deliberazione lascia davvero sbigottiti! Il punto 1 qui la Corte dei Conti tratta della “Situazione di cassa e pignoramenti per azioni esecutive presso il tesoriere.” La Corte dei Conti dice: << Sia il 2013 che il 2014, al pari degli esercizi precedenti (cfr. delibera n. n. 133/PRSP/2015), si caratterizzano per la presenza di pignoramenti per azioni esecutive con conseguente superamento del parametro di deficitarietà strutturale n. 5. Nel 2013 l'ammontare complessivo dei vincoli per pignoramenti è di € 95.314,19, mentre nel 2014 è di € 1.777.215,88, di cui € 34.919,90 per pignoramenti subiti nel corso dell'anno 2014. L'ente ha riferito che i titoli esecutivi dei pignoramenti sono costituiti da sentenze (per lo più del Tribunale e del Giudice di pace) e che i procedimenti corrispondono a debiti fuori bilancio riconosciuti e pagati. Dall'elenco trasmesso in sede di controdeduzioni si evince, inoltre, che si tratta di pignoramenti, in alcuni casi risalenti agli anni 2009 e 2010, tutti interamente soddisfatti, ma per il quale il vincolo non è stato ancora cancellato. Non è chiaro, sotto tale profilo, se la permanenza del vincolo formale sia imputabile ad una inerzia dell'ente che non ha provveduto alla trasmissione al tesoriere dell'ordinanza di estinzione del processo esecutivo oppure sia imputabile al medesimo tesoriere che non abbia provveduto allo svincolo, nonostante la perdita di efficacia del pignoramento e la comunicazione del provvedimento giudiziale di estinzione. 7
In adunanza, la Dirigente del Servizio finanziario ha precisato che si sta procedendo ad una ricognizione dei pignoramenti al fine di ottenere lo svincolo delle somme>>. Allora Le chiediamo, Sindaco: << Com’ è possibile che l’ufficio legale, o chi per esso, abbia mantenuto, anche con Lei Sindaco, vincoli su pignoramenti per debiti ormai estinti per anni e cosa intende fare per eliminare questa gravissima stortura>>!!? Il punto 2 bilancio.
qui la Corte dei Conti fa riferimento ai Debiti fuori
Sul punto, la Corte dei Conti precisa come: << … Nel corso dell'istruttoria e emersa la presenza di debiti fuori bilancio di rilevante importo per entrambi gli esercizi considerati, con conseguente superamento del parametro di deficitarietà n. 8. Il comune di Gallipoli, infatti, ha riconosciuto debiti fuori bilancio per € 1.340.771,06 nel 2013 e per € 411.537,21 nel 2014. In sede istruttoria si e chiesta la ragione per cui debiti fuori bilancio relativi all'esercizio 2014 per € 38.380,54 siano stati riconosciuti nell'esercizio successivo con delibera n. 5 del 30/01/2015. Inoltre, stante la mancata apposizione sulla quota libera dell'avanzo di un vincolo per passività potenziali, si e chiesto di indicare se vi sono contenziosi pendenti con il rischio di soccombenza e, in caso positivo, l'ammontare massimo dell'esposizione e come si intenda farvi fronte. L'ente ha riferito che i debiti fuori bilancio dell'anno 2013, pari ad € 1.340.771,06, sono stati tutti riconosciuti nell'esercizio di riferimento e che attualmente residua un importo da pagare di € 59.104,64. Quanto ai debiti fuori bilancio dell'anno 2014 – pari a complessivi € 411.537,21 – gli stessi sono stati riconosciuti e pagati, residuando un importo ancora da pagare di € 13.628,55 (€ 12.246,16 + € 1.328,39). 8
In relazione ai debiti sorti nel 2014 per € 38.380,54 e non riconosciuti nell'anno di riferimento, si e precisato che il ritardo e dovuto alla mancata convocazione del consiglio comunale e che, in ogni caso, la proposta di deliberazione era stata approntata, con previsione della copertura finanziaria. L'importo residuo ancora da pagare e di € 1.283,64. Con riferimento all'assenza di un vincolo sull'avanzo per passività potenziali, il comune ha riferito che, pur in mancanza di un vincolo formale, l'avanzo libero "era tutto per finanziare eventuali passività potenziali" e che con il rendiconto 2015 e stata accantonata una quota dell'avanzo di amministrazione per contenzioso pari a €210.000,00. (…) (…) (…) La presenza di debiti fuori bilancio di ingente importo ed il ritardo nel pagamento degli stessi sono criticità già rilevate da questa Sezione con delibera n. 133/PRSP/2015>>. Allora, Sindaco: <<Ritiene lei di dover approfondire le ragioni del mancato impegno di spesa (non dovuto a sentenze o cause imprevedibili) e se necessario intervenire per il risarcimento dei danni economici da parte dei responsabili>>? Il punto 3 parla del Recupero evasione tributaria La Corte dei Conti, sul punto osserva come: << L'inefficiente attività di lotta all'evasione costituisce la più importante criticità che il comune di Gallipoli deve affrontare e risolvere. L'analisi dei questionari, infatti, ha evidenziato un'attività di recupero dell'evasione tributaria gravemente inefficiente, in quanto gli unici accertamenti effettuati sono quelli per TARSU/TIA/ TARES (€ 200.000,00 nel 2013 e € 150.000,00 nel 2014), con riscossioni nulle in conto competenza. L'ente, in sede di controdeduzioni, ha riferito che "nel biennio considerato le somme riscosse sono state utilizzate a copertura dei residui attivi e di conseguenza i due accertamenti indicati sono stati completamente riscossi nel 9
2015". Ha comunicato, inoltre, i seguenti dati relativi al recupero per evasione ICI, TARSU e tributi minori: anno 2013. Emissione di avvisi di accertamento ICI 2008 per € 1.165.198,00 e TARSU per € 601.247,00. Approvazione ruoli coattivi per COSAP annualità pregresse pari ad € 188.302,26 (determina dirigenziale n. 1404 del 10/10/2013) e per imposta comunale sulla pubblicità pari ad € 56.850,00 (determina dirigenziale n. 1381 del 10/10/2013), somme non evidenziate in bilancio. anno 2014. Emessi avvisi di accertamento per ICI 2009 per € 462.221,00 e per TARSU 2009 per € 844.219,00. Approvazione di ruoli coattivi per annualità pregresse relativi a ICI per € 486.013,00 con determina n. 1889 del 31/10/2014 e relativi a TARSU per € 310.492,00 con determina n. 1699 del 9/10/2014, € 29.768,00 con determina n. 2294 del 17/12/2014, ed € 127.792,00 con determina n. 2295 del 17/12/2014. -
I dati aggiornati sulle riscossioni, trasmessi dall'ente in vista dell'odierna adunanza ne confermano la criticità … >>. Allora, Sindaco: <<Ritiene Lei di dover approfondire le ragioni del mancato recupero fiscale, così anche, illustrarci quali sono i suoi intendimenti futuri>>? Il punto 4 tratta del “Mancato aggiornamento dell'inventario”. Sul punto, la Corte dei Conti osserva come: <<In entrambi gli esercizi 2013 e 2014 l'inventario non è stato aggiornato dall’Ufficio del Patrimonio (ultimo aggiornamento anno 2011) L'ente ha riferito che nel 2015, dopo un avviso esplorativo per la manifestazione d'interesse, è stato affidato l'incarico di rilevazione, stima e redazione dell'inventario dei beni mobili e immobili. Nel corso del 2016 le tre fasi dell'incarico affidato (analisi dell'intervento, rilevazione del patrimonio dell'ente, caricamento dei dati relativi e redazione delle schede di ogni singolo bene su programma di gestione 10
in uso al Comune) sono state completate ed entro il corrente anno l'inventario dovrebbe essere aggiornato>>!!! E’ scandaloso, Sindaco, farsi richiamare per una questione di tale rilevanza, L’aggiornamento dell’inventario è fondamentale e non possono esservi scuse per non averlo fatto negli anni passati e non averlo fatto nemmeno nei cinque mesi di questa sua amministrazione! Sul punto Lei ha il dovere di intervenire! <<Il mancato aggiornamento dell'inventario costituisce una grave irregolarità, atteso che il conto del patrimonio deve rappresentare compiutamente la situazione patrimoniale e finanziaria del comune e, a tal fine, è indispensabile che l'ente sia dotato di un inventario aggiornato annualmente. L'assenza di un inventario aggiornato, inoltre, rende inattendibile il rendiconto, impedisce la corretta applicazione dell'art 58 d.l. 112/2008 e la prevista attività di riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale>>! … così sentenzia la Corte dei Conti! Il punto 5 fa riferimento agli “Organismi partecipati”. Qui, non si vuole entrare nel merito delle questioni già sufficientemente denunciate, lei, Sindaco, conosce benissimo la posizione di “Gallipoli Futura” in merito alla fatidica (S)vendita della ormai ex farmacia comunale, ma una denuncia esplicita della corte dei Conti ha colpito moltissimo il sottoscritto! Sindaco, lei invece, si è sempre schernito sulla vicenda “Farmacia comunale” ed ha voluto ignorare il gravissimo danno che è stato causato all’Ente … forse perché il presentatore delle sue liste elettorali aveva un interesse diretto in questa vicenda!!? Da quello che la Corte dei Conti ha detto, su questo aspetto, emerge anche in questo un atteggiamento contrastante da parte di questa sua Amministrazione rispetto al dovere di produzione documentale, che rafforza il nostro convincimento! 11
Infatti, sul punto, la Corte afferma: << Dall'esame della documentazione trasmessa (nota prot. n. 44455 del 27/10/2016) è emerso che la crisi della società è da imputare soprattutto ad ingenti sopravvenienze passive a livello di conto economico (circa € 370.000,00 nel periodo 2013-2015), la cui contropartita ha determinato un corrispondente indebitamente e perdita dei valori dell'attivo (ammanchi di cassa) con erosione del patrimonio netto e totale perdita del capitale sociale.
In particolare, dai verbali del Collegio sindacale relativi ai bilanci 2013 e 2014, nonché dalla nota integrativa al bilancio chiuso al 31.12.2014 (entrambi trasmessi in data odierna a seguito di espressa richiesta del Collegio) è emerso che la grave situazione in cui versa la farmacia è da ricondursi - quale fattore eziologico determinante, anche se non esclusivo - all'ammanco di cassa di € 108.714,22, a seguito del quale è stato avviato un procedimento penale a carico dell'allora presidente del C.d.A., nonché dipendente del socio pubblico. Contestualmente all'avvio del procedimento sopra indicato, l'ente ha proceduto alla denuncia per danno erariale alla Procura regionale della Corte dei conti. Il Collegio osserva che della vicenda sopra richiamata, nonostante la rilevanza essenziale della stessa nella determinazione del risultato negativo di esercizio e della successiva decisione di alienazione della quota sociale, non vi è traccia né nel piano operativo di razionalizzazione né nella relazione trasmesse ai sensi dell'art 1 co 611 e ss l. 190/2014. La stessa è stata portata a conoscenza di questa Sezione solo in data odierna (leggasi udienza del 27/10/2016), nel corso
della discussione orale ed a seguito di domande formulate dal Magistrato relatore.
L'indicazione dei fattori generatori delle perdite di esercizio, specie laddove le 12
stesse non siano imputabili alla fisiologia del mercato o delle scelte imprenditoriali, ma a fattori esogeni, per giunta di rilievo penale, non
possono essere sottaciuti nei documenti normativamente deputati all'analisi delle partecipazioni societarie.
Ciò anche per l'evidente ragione che la valutazione dei risultati conseguiti non può essere disgiunta dall'analisi dei fattori che hanno determinato l'ente alla dismissione, piuttosto che al mantenimento della partecipazione. Sotto tale profilo, l'art 20 d lgs 175/2016 (testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) impone all'ente l'adozione, accanto al piano di razionalizzazione, di un provvedimento annuale avente ad oggetto "un'analisi dell'assetto complessivo delle società in cui detengono partecipazioni, dirette o indirette">>. Ed ancora, sempre la Corte dei Conti, precisa come: <<E' chiaro che l'omessa esposizione, nel provvedimento citato, di vicende essenziali nella vita societaria (come, nel caso di specie, la sottrazione di importi considerevoli denaro da parte del presidente del Consiglio di Amministrazione), svuoterebbe di contenuto l'obbligo di legge, di cui verrebbe assicurata un'osservanza meramente formale con l'adozione di un documento che nulla consentirebbe di conoscere in merito alle concrete dinamiche sociali, frustrando l'obiettivo razionalizzazione e monitoraggio delle partecipazioni avuto di mira dal legislatore>>! Ecco, Sindaco: Come è possibile non rendersi conto, dopo mesi di gestione, che l’inventario del Comune non fosse aggiornato? Come è possibile nascondere nei documenti ufficiali, e Lei ha continuato a farlo fino alla data dell’udienza presso la Corte dei Conti, la circostanza che la Farmacia è stata devalorizzata e quindi ceduta a causa dei notevoli ammanchi causati da persone di fiducia dell’Amministrazione? 13
Come mai l’Amministrazione, anche la sua Sindaco Minerva, non ha aperto alcuna inchiesta nei confronti dei responsabili, senza pronunciare sentenze prima, non Le pare opportuno almeno nominare apposita Commissione d’inchiesta? Quando si verificano situazioni di questo genere, Sindaco Minerva, tutti ne sono responsabili e la mancanza di provvedimenti, quando non denota malafede, certamente è dovuta a incapacità ed incompetenza! Per tutto quanto qui esposto, il Gruppo consiliare di “Gallipoli Futura” ritiene: ILLEGITTIMO il non aver notificato al Consiglio comunale ed ai Revisori dei Conti la Deliberazione n. 179/PRSP/2016 della Corte dei Conti (qui prodotta) emessa in data 27 ottobre u.s. e depositata in Cancelleria in data 10 novembre 2016; ILLEGITTIMO portare ad approvazione “Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione”, nonché il “riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio”, poiché discutere e chiarire tutto quanto denunciato dalla Corte dei Conti è propedeutico a qualsiasi decisione in materia di bilancio, esponendosi, altrimenti, ogni Consigliere comunale al rischio – più che probabile – di procedimento per danno erariale a suo carico; ILLEGITTIMO non aver proceduto, immediatamente, ad accantonare in bilancio ogni somma disponibile per la obbligatoria RESTITUZIONE di tutte le infrazioni, così come riscontrate, da mezzi tecnici noleggiati con GARA NULLA (quella aggiudicata alla DEMATEC s.a.s.), con un assestamento di bilancio per eliminare le entrate, non più attuali, e le previsioni di spesa ancora non impegnate, assumendo tutte le iniziative necessarie per evitare lo sforamento del Patto di stabilità [si ha motivo di ritenere che si aggiri intorno ai 150.000,00 € la somma relativa a contravvenzioni per “semaforo rosso” e “autovelox” dal primo aprile 2016 – data di inizio decorrenza dell’ aggiudicazione contestata 14
dall’ANAC – ad oggi] per quanto già dimostrato nella precedente seduta del Consiglio comunale, in ordina ad apposita interrogazione di questo Gruppo consiliare; ILLEGITTIMO il non aver contabilizzato, come “debito fuori bilancio” già procurato e prodotto, l’importo dovuto per la realizzazione dei “parcheggi” della zona Porto, per quanto già dimostrato nella precedente seduta del Consiglio comunale, in ordina ad apposita interrogazione di questo Gruppo consiliare; chiede, al Segretario Generale, di provvedere all’inoltro, di questa interrogazione, unitamente agli atti deliberativi che dovessero approvarsi in materia contabile e di bilancio, alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale Penale, perché valuti eventuali responsabilità per la mancata preventiva e tempestiva notifica al Consiglio ed ai Revisori della Deliberazione n. 179/PRSP/2016 della Corte dei Conti (qui prodotta) emessa in data 27 ottobre u.s. e depositata in Cancelleria in data 10 novembre 2016, e per quanto, dai contenuti della stessa deliberazione della Corte dei Conti dovesse emergere di penalmente rilevante. Si allega e produce: Deliberazione Corte dei Conti n. 179 del 27.10.2016. Avv. Flavio FASANO
– Vice Capogruppo
– Segretario 15
Interrogazione urgente: 30 Novembre 2016
flaviofasanosindaco