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Timestamp: 2018-10-19 23:05:50+00:00
Document Index: 163174885

Matched Legal Cases: ['art. 131', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 36', 'art. 26', 'art.5', 'art. 26', 'art.50', 'art. 18', 'art. 66', 'art. 26']

25 febbraio 2011 Sicurezza:Circolare del Ministero del Lavoro sulla sicurezza negli appalti. Sicurezza: il quadro giuridico degli Appalti nel D.Lgs. - PDF
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1 Novità Normativa 25 febbraio 2011 Sicurezza:Circolare del Ministero del Lavoro sulla sicurezza negli appalti Sicurezza: il quadro giuridico degli Appalti nel D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato una circolare che chiarisce alcuni aspetti della sicurezza negli appalti legati alla qualificazione professionale delle imprese impiegate, all identificazione dei lavoratori, al DUVRI, al lavoro svolto in ambienti sospetti di inquinamento e in luoghi confinati e alle responsabilità del Committente con le annesse conseguenze risarcitorie Soggetto emanatore Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Estremi della norma Circolare n.5 dell 11 febbraio 2011 Normativa collegata D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. Argomento Sicurezza del lavoro negli appalti Implicazioni Maggiore attenzione nella qualificazione delle imprese impiegate, nella valutazione dei rischi interferenti e di quelli propri degli ambienti sospetti di inquinamento e nei luoghi confinati. La sussistenza di una responsabilità solidale del Committente, dell appaltatore e del subappaltatore. Decorrenza Immediata Premessa Nell attuale sistema economico e produttivo appare sempre più frequente il ricorso a processi di esternalizzazione, in forza dei quali le imprese e i datori di lavoro affidano intere fasi del proprio ciclo produttivo a soggetti esterni. Il nostro ordinamento giuridico ha, conseguentemente, avviato un processo di modernizzazione del quadro normativo di riferimento in materia. Tale processo di adeguamento si è concretizzato da un lato con la riforma del mercato del lavoro operata dal D.Lgs. 276/2003 (c.d.
2 Legge Biagi), che ha permesso di valutare come opportunità e non più come una strategia rischiosa, sul piano organizzativo, la traslazione all'esterno, in capo all'appaltatore, sia pure solo in parte, del risultato produttivo e delle responsabilità connesse all'utilizzo della forza-lavoro, e da un altro lato per quanto riguarda, più nello specifico, la salvaguardia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro,con il D.Lgs.81/2008 e s.m.i. La sicurezza del lavoro negli appalti Con riferimento ai profili della salute e della sicurezza sul lavoro la disciplina normativa, contenuta in particolare nel D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e nell'art. 131 del D.L,gs. 163/2006, introduce particolari obblighi in relazione alla stipulazione di contratti di appalto, individuando modalità di carattere operativo più incisive ed efficaci per realizzare la necessaria cooperazione e il coordinamento tra committenti e appaltatori, nella predisposizione della sicurezza ''globale" delle opere e dei servizi da realizzare. Della circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riportiamo di seguito solo gli argomenti che riguardano la salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. A) La qualificazione professionale delle imprese Una questione di fondamentale importanza per garantire ''a monte" più efficaci condizioni di sicurezza nei lavori effettuati in regime di appalto o subappalto è legata alla idoneità tecnico - professionale delle imprese coinvolte nelle lavorazioni. Sul punto occorre segnalare quanto stabilito dall'art. 26, comma 1, lett. a), n. 2, del D.Lgs. n. 81/2008 che, nelle more della emanazione di uno specifico D.P.R. che definirà il sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratoci autonomi di cui all'articolo 27 del Testo Unico, richiede una autocertificazione della impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi relativa al possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale. Una previsione più incisiva è, invece, quella dell'art. 27. comma 1 bis del D.Lgs. n. 81/2008, relativa al settore delle imprese edili, cioè quelle inquadrate come tali ai fini previdenziali, che introduce uno strumento idoneo a consentire la continua verifica della idoneità delle imprese e dei lavoratori autonomi, con particolare riferimento alla assenza di violazioni della disciplina prevenzionistica e ai requisiti di formazione previsti. Si tratta del c.d meccanismo della "patente a punti" che prevede la decurtazione di un punteggio predeterminato in relazione all'accertamento di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fino ad arrivare ad un vero e proprio divieto di continuare ad operare nel settore edile in caso di azzeramento dei punteggio. Tale meccanismo opererà una volta che verrà completata la predisposizione del citato D.P.R. sulla qualificazione delle imprese in avanzata fase istruttoria.
3 Come dispone l'articolo 27, comma 2-bis, del decreto legislativo 81/2008 sono in ogni caso fatte salve le disposizioni in materia di qualificazione previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n e successive modificazioni. B) IL cartellino di identificazione dei lavoratori coinvolti nell appalto Riprendendo una specifica disposizione introdotta nel campo dell edilizia dall art. 36 bis, comma 3 del D.L. 223/2006 (convertito dalla Legge 248/2006) l art. 26 comma 8 del D.Lgs. 81/2008 estende a tutto il personale occupato dalle imprese appaltatrici o subappaltatrici coinvolte negli appalti di qualunque settore e ai lavoratori autonomi l obbligo di essere muniti di una apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l indicazione del datore di lavoro. L osservanza della disposizione fa capo all impresa, quanto alla fornitura dei cartellini identificativi e ai lavoratori per quanto concerne l esposizione degli stessi. I lavoratori autonomi sono tenuti a predisporre per se stessi e a esporre la tessera di riconoscimento. Da ultimo, con la previsione di cui all art.5 della L. 136/2010, si è previsto che la tessera di riconoscimento deve contenere, oltre agli elementi già specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione (ovvero la data di richiesta di autorizzazione al subappalto rispetto alla quale si è formato il silenzioassenso), mentre la tessera dei lavoratori autonomi deve contenere anche l indicazione del committente. A questo proposito, nel caso di appalti privati, il cartellino potrà contenere la data dell autorizzazione al subappalto, che può coincidere con quella di stipula, anche verbale, del contratto di appalto nel quale si autorizza il subappalto stesso. C) Il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei rischi interferenziali) La declinazione più puntuale delle misure di prevenzione e protezione incidenti sull attività lavorativa oggetto dell appalto viene realizzata mediante l elaborazione di uno specifico documento che formalizza tutta l attività di cooperazione, coordinamento e informazione reciproca delle imprese coinvolte ai fini della eliminazione ovvero della riduzione dei possibili rischi legati alla interferenza delle diverse lavorazioni. E questa infatti la logica del documento unico di valutazione dei rischi interferenziali (DUVRI) che estende la stessa logica del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) previsto per i cantieri temporanei e mobili (Titolo IV del D.Lgs. 81/2008) a tutti i settori di attività, con l obbiettivo di lasciare una traccia precisa e puntuale delle attività prevenzionistiche poste in essere da tutti i soggetti che, a qualunque titolo, interagiscono nell appalto. Il DUVRI, elaborato a cura del committente/datore di lavoro, racchiude le linee guida operative che devono essere seguite dalle imprese e dai lavoratori autonomi coinvolti nelle attività oggetto di appalto, con la sola eccezione dei servizi di natura intellettuale,
4 delle mere forniture di materiali o attrezzature e dei lavori o servizi di durata non superiore a due giorni, sempre che gli stessi non comportino i rischi particolari indicati dall art. 26, comma 3 bis del D.Lgs.81/2008. Nel contratto di appalto, come già ricordato, vanno anche identificati i costi relativi alla realizzazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre al minimo i rischi derivanti dalle interferenze delle lavorazioni, a pena di nullità del contratto stesso. Ai dati relativi ai costi della sicurezza hanno accesso i rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e gli organismi locali delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Tra le attribuzioni del RLS del committente e delle imprese appaltatrici (art.50 comma 5 D.Lgs. 81/2008) vi è la possibilità di richiedere copia del DUVRI, con le modalità previste dall art. 18 comma 1 lett.o) del D.Lgs. 81/2008 per l espletamento della funzione. D) La sicurezza sul lavoro negli ambienti sospetti di inquinamento e nei luoghi confinati Una problematica di particolare rilevanza legata alla sicurezza del lavoro nell ambito degli appalti riguarda le attività che coinvolgono più imprese in contesti in cui si possono verificare condizioni ambientali pregiudizievoli per i lavoratori. Le dinamiche infortunistiche, anche recenti, evidenziano una situazione di forte criticità legata alla attività lavorativa svolta in ambienti confinati sia a causa di asfissia, che di vere e proprie intossicazioni causate da esalazioni tossiche di agenti chimici pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Rispetto a queste ipotesi le carenze prevenzionistiche di maggior rilievo attengono a un mancato controllo e a una verifica analitica strumentale della atmosfera in ambiente confinato riconducibile a una assente o lacunosa valutazione dei rischi, alla mancata adozione delle più elementari misure di prevenzione e protezione, collettiva e individuale, a una carente o del tutto mancante azione di formazione e informazione dei lavoratori e a una insufficiente e non efficiente gestione della emergenza. Inoltre, elemento idoneo a produrre gravi conseguenze per la salute e la sicurezza degli operatori è l assenza o la carenza di idonee informazioni e del coordinamento tra datore di lavoro committente e le imprese e/o i lavoratori autonomi che operino nelle aree in cui insistono ambienti confinati, ancora più grave ove si traduca, come troppo spesso è accaduto, nella mancata consapevolezza della esistenza nei luoghi oggetto di appalto di rischi letali per gli operatori. Tale scenario evidenzia la forte esigenza, da un lato, di attuare gli esistenti strumenti giuridici (art. 66 del D.Lgs. 81/2008) che favoriscono l innalzamento dei livelli di tutela nelle lavorazioni che possono contemplare tale tipologia di rischio e, dall altro, di pianificare una specifica azione di monitoraggio e controllo degli appalti di servizio aventi ad oggetto attività manutentive o di pulizia su aree confinate (silos, pozzi, cisterne, serbatoi, impianti di depurazione, cunicoli e gallerie ecc..), appalti che
5 maggiormente espongono al rischio in esame personale di aziende non necessariamente preparato ad affrontare tali specifiche evenienze. La individuazione degli interventi non può che presupporre, in piena coerenza con le previsioni del testo unico di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro, un percorso che coinvolga le strutture centrali delle Amministrazioni pubbliche competenti in materia, le Regioni e le parti sociali in modo da tener conto delle esigenze manifestate da ognuno e giungere a soluzioni condivise. E) Infortunio sul lavoro, responsabilità del committente e profili risarcitori Al fine di rafforzare la tutela economica dei lavoratori coinvolti nell appalto la disposizione di cui all art. 26 comma 4 del D. Lgs. 81/2008 prevede una responsabilità solidale del committente, dell appaltatore e degli eventuali subappaltatori per gli eventuali danni riportati dai lavoratori in conseguenza di infortuni sul lavoro non indennizzati dall INAIL. La disposizione è di particolare rilievo proprio in quanto, in precedenza, in caso di inadempienza del datore di lavoro a fronte dell obbligo risarcitorio, il lavoratore non poteva avere soddisfazione del suo credito e ciò di fatto penalizzava i dipendenti delle imprese di minori dimensioni e meno strutturate. Quanto alla identificazione dei danni non indennizzabili dall INAIL, questi si riferiscono per lo più a quelli che comportano una invalidità inferiore alla soglia minima indennizzabile dall Istituto e all eventuale danno biologico differenziabile calcolato secondo i criteri della responsabilità civile. Per chi fosse interessato la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è disponibile, in versione integrale, presso gli uffici dell Area Ambiente, Sicurezza, Energia, Qualità di Confindustria Firenze. Contatto Area Ambiente, Sicurezza, Energia, Qualità Antonio Cammarano Tel