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Timestamp: 2018-05-28 05:14:57+00:00
Document Index: 104542990

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

Con la nota in atti il Difensore civico della Toscana, ha chiesto al Garante il parere previsto dall'art. 5, comma 8, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell'ambito del ricorso avverso un provvedimento di diniego di un accesso civico, adottato dalla Polizia Municipale del Comune di Firenze.
Nell'istanza è, inoltre, specificato che «la conoscenza di dette informazioni, dati e documenti è funzionale all'esercizio del […] diritto di difesa [del richiedente l'accesso]».
La Polizia Municipale di Firenze non ha accolto l'accesso civico, rappresentando che «A seguito della proposizione di motivata opposizione all'accesso da parte di uno o più dei soggetti individuati come contro-interessato/i (e come tale/i avvisato/i dell'istanza […] Non sono reperibili in atti documenti riferibili alle date [indicate nell'istanza]. Nel bilanciamento dei contrapposti interessi, tanto al fine di evitare un pregiudizio concreto alla tutela degli interessi rappresentati dal/dai predetto/i contro-interessato/i».
Nel caso sottoposto all'attenzione del Garante, risulta che sia stata presentata un'istanza di accesso civico a verbali di accertamento della Polizia Municipale emessi per fatti avvenuti in alcune date indicate nell'istanza nei confronti di esercizi di pubblico ristoro.
Dagli atti risulta che l'amministrazione ha negato l'accesso perché non ha rinvenuto, nelle date indicate, la documentazione richiesta e che in ogni caso i soggetti controinteressati si sono opposti all'ostensione dei documenti richiesti a loro riferiti.
Non si ritiene che questa Autorità possa pronunciarsi in relazione al diniego opposto all'istante, difettando la documentazione oggetto dell'accesso civico.
In ogni caso, si ricorda in generale che nelle Linee guida dell'ANAC in materia di accesso civico è precisato che «Nella risposta negativa o parzialmente tale, sia per i casi di diniego connessi all'esistenza di limiti di cui ai co. 1 e 2 che per quelli connessi all'esistenza di casi di eccezioni assolute di cui al co. 3, l'amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione, tanto più necessaria in una fase sicuramente sperimentale quale quella che si apre con le prime richieste di accesso. La motivazione serve all'amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell'accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell'amministrazione» (parr. 4.2, 5.3; nonché «Allegato. Guida operativa all'accesso generalizzato», n. 13).
Si evidenzia, inoltre, che – ai sensi del citato art. 4, comma 1, lett. b), del Codice – sono sottratte dall'ambito di applicazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali le persone giuridiche, gli enti e le associazioni, che non possono beneficiare della tutela di cui al citato art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
Laddove, invece, i dati presenti all'interno della documentazione di cui si chiede l'accesso siano da intendersi come riferiti ad altri soggetti (persone fisiche), il soggetto destinatario dell'istanza di accesso civico è tenuto a verificare – considerando, peraltro, che «Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico […] sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell'articolo 7» (art. 3, comma 1, del d.lgs. n. 33/2013) – se l'accesso civico debba essere rifiutato «per evitare un pregiudizio concreto alla tutela [della] protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (art. 5-bis, comma 1, lett. a)), seguendo, a tale scopo, le indicazioni fornite nelle Linee guida dell'ANAC in materia di accesso civico al cui contenuto, pertanto, si rinvia integralmente (cfr., in particolare, il par. 8 intitolato «I limiti derivanti dalla protezione dei dati personali»).
Nel caso sottoposto all'attenzione del Garante, invece, nell'istanza di accesso risulta che le ragioni che hanno condotto alla richiesta di accesso civico riguardano una vicenda strettamente personale, legata alla necessità del diritto di difesa dell'istante.
Per questi aspetti rimane, in ogni caso, salva la possibilità di accedere ai documenti richiesti, laddove l'istante dimostri l'esistenza di «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso», ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241 del 7/8/1990.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Difensore civico della Toscana, ai sensi dell'art. 5, comma 8, del d. lgs. n. 33/2013.