Source: http://www.diritto-penale.it/il-decreto-penale-di-condanna-e-la-sua-opposizione.htm
Timestamp: 2017-09-21 03:08:03+00:00
Document Index: 141770129

Matched Legal Cases: ['art. 371', 'art. 372', 'art. 2', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 37', 'art. 184', 'art. 451', 'art. 373', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4422', 'sentenza ', 'art. 458', 'art. 4641', 'art. 442', 'art. 37']

(1) Casi di procedimento per decreto.
1. Nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio [249 trans.] ed in quelli perseguibili a querela se questa è stata validamente presentata e se il querelante non ha nella stessa dichiarato di opporvisi, il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, può presentare al giudice per le indagini preliminari, entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato [335] e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 371l. 16 dicembre 1999, n. 479.
a) le generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgano a identificarlo nonché, quando occorre, quelle della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89];
b) l'enunciazione del fatto, delle circostanze [59 s. c.p.] e delle disposizioni di legge violate;
e) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] possono proporre opposizione [461] entro quindici giorni dalla notificazione del decreto e che l'imputato può chiedere mediante l'opposizione [1413 att.] il giudizio immediato [4561, 3, 5, 464] ovvero il giudizio abbreviato [441-443] o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444;
f) l'avvertimento all'imputato e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] che, in caso di mancata opposizione, il decreto diviene esecutivo;
g) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] hanno la facoltà di nominare un difensore [96, 100];
h) la data [111] e la sottoscrizione [110] del giudice e dell'ausiliario che lo assiste.
2. Con il decreto di condanna il giudice applica la pena nella misura richiesta dal pubblico ministero indicando l'entità dell'eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto del minimo edittale [459 2]; ordina la confisca nei casi previsti dall'articolo 240, secondo comma, del codice penale, o la restituzione delle cose sequestrate [262 s.]; concede la sospensione condizionale della pena [163, 175 c.p.]. Nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del codice penale, dichiara altresì la responsabilità della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [534] (1).
3. Copia del decreto è comunicata al pubblico ministero ed è notificata con il precetto al condannato, al difensore d'ufficio o al difensore di fiducia eventualmente nominato ed alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (2).
4. Se non è possibile eseguire la notificazione per irreperibilità dell'imputato, il giudice revoca il decreto penale di condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero (3).
5. Il decreto penale di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento, né l'applicazione di pene accessorie. Anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo. Il reato è estinto se nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero di due anni quando il decreto concerne una contravvenzione, l'imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena (4).
(1) Comma dapprima sostituito dall'art. 372 lett. a)l. 16 dicembre 1999, n. 479, e successivamente così modificato dall'art. 2-decies d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., dalla l. 5 giugno 2000, n. 144.
(2) Comma così sostituito dall'art. 20 l. 6 marzo 2001, n. 60.
(3) La Corte cost., con sentenza 18 novembre 2000, n. 504 , ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma «nella parte in cui non prevede la revoca del decreto penale di condanna e la restituzione degli atti al pubblico ministero anche nel caso in cui non sia possibile la notificazione nel domicilio dichiarato a norma dell'art. 161 del codice di procedura penale».
(4) Comma così sostituito dall'art. 37 2 lett. b) l. n. 479, cit.
3. Con l'atto di opposizione l'imputato può chiedere al giudice che ha emesso il decreto di condanna il giudizio immediato [4561, 3, 5, 4641] ovvero il giudizio abbreviato [441-443] o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.
5. Se non è proposta opposizione o se questa è dichiarata inammissibile, il giudice che ha emesso il decreto di condanna ne ordina l'esecuzione [463, 6483, 650].
(1) Comma dapprima modificato dall'art. 184 d.lgs.. 19 febbraio 1998, n. 51, e successivamente così modificato dall'art. 451l. 16 dicembre 1999, n. 479.
1. L'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] sono restituiti nel termine per proporre opposizione a norma dell'articolo 175.
1. L'esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di più persone imputate dello stesso reato [12 1a] rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione [461] fino a quando il giudizio conseguente all'opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile [464 5, 648].
2. Se l'opposizione è proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89], gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.
Giudizio conseguente all'opposizione.
1. Se l'opponente [461] ha chiesto il giudizio immediato, il giudice emette decreto a norma dell'articolo 456, commi 1, 3 e 5 [132, 160 att.]. Se l'opponente ha chiesto il giudizio abbreviato [438], il giudice fissa con decreto l'udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa; nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio conseguente all'opposizione. Se l'opponente ha chiesto l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444, il giudice fissa con decreto un termine entro il quale il pubblico ministero deve esprimere il consenso, disponendo che la richiesta e il decreto siano notificati al pubblico ministero a cura dell'opponente. Ove il pubblico ministero non abbia espresso il consenso nel termine stabilito ovvero l'imputato non abbia formulato nell'atto di opposizione alcuna richiesta [461 3], il giudice emette decreto di giudizio immediato (1) (2).
2. Il giudice, se è presentata domanda di oblazione [162, 162-bis c.p.; 441 att.] contestuale all'opposizione, decide sulla domanda stessa prima di emettere i provvedimenti a norma del comma 1.
3. Nel giudizio conseguente all'opposizione, l'imputato non può chiedere il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena su richiesta, né presentare domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna (3).
4. Il giudice può applicare in ogni caso una pena anche diversa e più grave di quella fissata nel decreto di condanna e revocare i benefici già concessi [460 2].
(1) Comma dapprima modificato dall'art. 373l. 16 dicembre 1999, n. 479, e successivamente così modificato dall'art. 2-nonies3d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144.
(2) La Corte cost., con sentenza 23 maggio 2003, n. 169, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato». Precedentemente la Corte cost., con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81, aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevedeva che il pubblico ministero, in caso di dissenso, fosse tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevedeva che il giudice, quando, a dibattimento concluso, avesse ritenuto ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, potesse applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 4422 c.p.p. La successiva sentenza della Corte cost. 31 gennaio 1992, n. 23 aveva inoltre dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 458 1 e 2 c.p.p. e dell'art. 4641 c.p.p. nella parte in cui tali disposizioni non prevedevano che il giudice, all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo potesse essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, potesse applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442 2 dello stesso codice.
(3) Comma così sostituito dall'art. 37 4 l. n. 479, cit.