Source: http://lamulta.it/17-sentenze/178-guida-in-stato-di-ebbrezza-accertamento-mediante-etilometro-volume-insufficiente.html
Timestamp: 2019-11-19 02:44:42+00:00
Document Index: 84214520

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'sentenza ', 'art. 379', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186']

Corte di cassazione - sentenza n. 49740 del 28/11/2014
1. Con sentenza del 10/2/2014, la Corte d'appello di Milano confermava la sentenza con la quale il Tribunale di Como, Sezione distaccata di Erba, in data 8/1/2013, aveva dichiarato A. A. colpevole del reato p. e p dall'art. 186, comma 2 lett. c) e commi 2-bis e 2-sexies cod. strada per aver circolato alla guida dell'autovettura KKK tg. xxyyyzz in stato di alterazione psico-fisica in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche (tasso alcolemico riscontrato pari a 1,58 g/I alla prima prova e 1,67 g/I alla seconda) con l'aggravante di aver cagionato un incidente stradale e di aver commesso il fatto dopo le 22:00 e prima delle 7:00: fatto commesso il 24/11/2009.
2. Avverso la sentenza d'appello il A. A., per mezzo del proprio difensore, ricorre per cassazione sulla base di due motivi.
Reitera poi le doglianze già svolte nell'atto d'appello circa l'inattendibilità della misurazione del tasso alcolemico, derivante dal fatto che le due misurazioni sono state effettuate a distanza di 8 minuti l'una dall'altra anziché 5 come prescritto; dall'erronea indicazione dell'orario contenuta negli scontrini rilasciati dall'apparecchio (rilevata dagli stessi carabinieri nella comunicazione di reato, in essa facendosi presente che "l'orario riportato ... corrisponde all'orario legale e non a quello solare, per cui risulta posticipato di un'ora"); dal fatto ancora che, con riferimento alla seconda misurazione, lo scontrino riportasse la dicitura "volume insufficiente".
A tal riguardo contesta la ritenuta irrilevanza del fatto che il libretto di istruzioni, prodotto dalla difesa con riferimento alla apparecchiatura XXX utilizzata come alcoltest, prescrivesse in tal caso la necessità di rivedere l'esame.
Censura, inoltre, come errati i riferimenti alla teste B. B., avendo questa recisamente escluso che il ricorrente avesse bevuto.
Con tali considerazioni il ricorrente omette dì confrontarsi, giungendo anzi a tratti a riferire il contenuto della motivazione in termini palesemente distorti e non corrispondenti al suo reale significato.
-l'art. 379, comma 2, d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo cod. strada) prescrive che le due prove siano "effettuate ad un intervallo di tempo di 5 minuti"; la ratio di tale previsione risiede nella necessità di monitorare al meglio la curva alcolemica, così da confermare, a di là di ogni ragionevole dubbio, che il soggetto presenti nel sangue un tasso di alcol superiore al consentito; tale esigenza però comporta solo che detto termine non possa non essere rispettato quale intervallo minimo tra le due misurazioni, non già che il lasso temporale non possa superare la predetta durata (in tal senso v. già, Sez. 4, n. 48531 del 15/10/2013, Droboniku, non massimata; cfr. anche Sez. 4 n. 11461 del 20/12/2012, dep. 2013, Gentilini, non mass.); peraltro, dalla seconda evenienza l'imputato potrebbe anche trarre il vantaggio di poter usufruire di un minor valore, a causa della caduta della parabola del tasso alcolemico;
l'erronea indicazione dell'ora di esecuzione delle prove trova più che plausibile giustificazione nell'omessa regolazione dell'apparecchio secondo l'ora solare, come sin da subito precisato dai verbalizzanti: tale giustificazione, peraltro, riferita dallo stesso ricorrente, non viene dallo stesso sottoposta ad alcuna considerazione critica, ciò esponendo la censura, per tale parte, anche a rilievo di aspecificità;
secondo indirizzo più volte ribadito nella giurisprudenza della Suprema Corte, il reato di guida in stato di ebbrezza è configurabile anche quando lo scontrino dell'alcoltest, oltre a riportare l'indicazione del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di punibilità, contenga la dicitura "volume insufficiente", la quale compare quando la durata della espirazione è più breve del dovuto ma tuttavia ugualmente sufficiente alla misurazione, posto che ove non fosse a ciò sufficiente comparirebbe la scritta "ripetere test" (v. Sez. 4, n. 1878 del 24/10/2013, dep. 2014, Di Giovanni, Rv. 258179; Sez. 4, n. 9326 del 30-01-2014, Fina, non massimata; Sez. 4, n. 39987 del 17/06/2014, Scida, non mass.).
A conferma specifica di tale ormai acquisita nozione, la Corte di appello ha peraltro richiamato in sentenza il manuale delle istruzioni d'uso dell'apparecchio prodotto dalla difesa, evidenziando che dallo stesso si ricava che la necessità della ripetizione del test si pone soltanto quanto lo strumento espressamente lo richieda, cosa non accaduta nella specie. Tale congruente risposta alle argomentazioni difensive è totalmente negletta dal ricorrente, il quale anzi vi contrappone l'opposta affermazione secondo cui il manuale di istruzioni indicherebbe che la stessa segnalazione di "volume insufficiente" comporterebbe la necessità di ripetere il test: affermazione che evidentemente si pone in antitesi rispetto a quella contenuta in sentenza e come tale si rivela aspecifica, non essendo supportata da alcuna esplicita censura volta a contrastare quest'ultima (giova ricordare che è inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi non specifici, ossia generici ed indeterminati, che ripropongono le stesse ragioni già esaminate e ritenute infondate dal giudice del gravame o che risultano carenti della necessaria correlazione tra le argomentazioni riportate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione: Sez. 4, n. 18826 del 09/02/2012, Pezzo, Rv. 253849; Sez. 4, n. 39987 del 2014 cit.) - ai fini dell'aggravante di cui all'art. 186, comma 2-bis, cod. strada (aggravante dell'aver causato un incidente), nella nozione di incidente stradale sono da ricomprendersi sia l'urto del veicolo contro un ostacolo, sia la sua fuoriuscita dalla sede stradale; a tal fine, non sono, invece, previsti né i danni alle persone né i danni alle cose, con la conseguenza che è sufficiente qualsiasi, purché significativa, turbativa del traffico, potenzialmente idonea a determinare danni (Sez. 4, n. 42488 del 19/09/2012, Pititto, Rv. 253734).
Nel caso di specie pertanto del tutto correttamente la Corte territoriale ha ravvisato tale aggravante in relazione al ribaltamento dell'auto condotta dal ricorrente, non assumendo alcun rilievo - a fronte della suesposta interpretazione della ratio della norma - né che non sia risultata accertata la velocità tenuta nell'occorso, né il mancato coinvolgimento di altri veicoli, né ancora che non ne siano conseguiti danni rilevanti alle persone.
4. Anche la restante censura relativa alla quantificazione della pena si appalesa del tutto generica e non vale a manifestare lacune o palesi incoerenze argomentative nella motivazione impugnata, la quale risulta sotto tutti i detti profili adeguatamente motivata (in particolare in riferimento alla gravità della condotta e alle sue conseguenze) e, pertanto, insindacabile alla luce dei sopra ricordati principi giurisprudenziali di riferimento.
5. Al riscontro della manifesta infondatezza di tutti i motivi di doglianza avanzati dall'imputato segue la declaratoria di inammissibilità del ricorso.