Source: http://ascn.it/leggi10.htm
Timestamp: 2017-11-24 16:45:21+00:00
Document Index: 14878553

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 14', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 22']

Leggi e Decreti 10
1. - Nel corso di un giudizio amministrativo promosso dal Comune di Procida ed altro contro la Regione Campania ed altri per impugnare e chiedere l’annullamento del decreto del Presidente della Giunta regionale della Regione Campania 2 giugno 1995 n. 5569, recante "Perimetrazione provvisoria e misure di salvaguardia del Parco regionale dei Campi Flegrei" - il Tribunale amministrativo regionale per la Campania ha sollevato, in riferimento all’art. 117 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 della legge della Regione Campania 1° settembre 1993, n. 33 (Istituzione di parchi e riserve naturali in Campania).
A norma dell’art. 22 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, costituisce principio fondamentale per la disciplina delle aree naturali protette regionali "la partecipazione delle province, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dell’area protetta, fatta salva l’attribuzione delle funzioni amministrative alle province, ai sensi dell’art. 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142". L’evocato art. 22 della legge quadro sulle aree protette precisa che "tale partecipazione si realizza, tenuto conto dell’art. 3 della stessa legge n. 142 del 1990, attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, all’individuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio".
Il giudice a quo rileva che l’atto impugnato dal Comune di Procida, "pur costituendo il momento iniziale di un procedimento all’esito del quale è condizionata l’istituzione del parco, è caratterizzato da una propria lesività immediata", essendo le misure provvisorie di salvaguardia vincolanti fino alla redazione del piano del parco.
In ordine alla non manifesta infondatezza della questione sollevata, il TAR per la Campania argomenta la difformità della disciplina regionale impugnata dall’art. 22 della legge quadro n. 394 del 1991, osservando che quest’ultima disposizione richiede la partecipazione al procedimento di istituzione delle aree naturali protette regionali dei singoli enti locali il cui territorio possa essere ricompreso in una di queste attraverso conferenze apposite, finalizzate alla redazione di un documento di indirizzo concernente l’area destinata a protezione. Tale necessaria partecipazione non sarebbe garantita, ad avviso del giudice a quo, dalla istituzione di un Comitato consultivo regionale per le aree naturali protette (art. 3 della legge regionale impugnata) che "non è integrato con la partecipazione di rappresentanti dei singoli enti locali interessati in concreto, ma non è neppure composto stabilmente da rappresentanti dei comuni"; né, aggiunge il collegio rimettente, la partecipazione "può essere assicurata con la semplice possibilità di formulare osservazioni e proposte nei confronti dei decreti istitutivi del parco" (art. 6, lettera b).
A tal fine, la disciplina regionale impugnata prevede che, sentito il comitato consultivo regionale per le aree naturali protette, vengano istituiti i parchi e le riserve naturali con decreti temporanei del presidente della giunta regionale destinati a definire provvisoriamente la perimetrazione del territorio, la descrizione dei luoghi, la probabile zonizzazione e le misure transitorie di salvaguardia. Tali decreti devono essere notificati agli enti territoriali interessati, i quali, entro trenta giorni, possono formulare "osservazioni e proposte". A norma della lettera c) del medesimo art. 6, la giunta regionale, entro i successivi sessanta giorni, su proposta del comitato consultivo regionale per le aree naturali protette, istituisce in via definitiva, con singoli provvedimenti, i parchi e le riserve naturali.
Ad avviso del collegio rimettente, tale disciplina è in contrasto con l’art. 22 della legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991, il quale, tra i princìpi fondamentali per la disciplina delle aree naturali protette regionali, include "la partecipazione delle province, delle comunità montane e dei comuni al procedimento di istituzione dell’area protetta, fatta salva l’attribuzione delle funzioni amministrative alle province, ai sensi dell’art. 14 della legge 8 giugno 1990, n. 142". L’art. 22 della legge quadro precisa altresì che "tale partecipazione si realizza, tenuto conto dell’art. 3 della stessa legge n. 142 del 1990, attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, all’individuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio".
La prevista partecipazione non potrebbe, si legge nell’ordinanza di rimessione, "essere assicurata con la semplice possibilità di formulare osservazioni e proposte nei confronti dei decreti istitutivi del parco", dovendo il comune interessato "avere la possibilità di spiegare il suo intervento prima dell’emanazione di un atto che, quantunque temporaneo, è efficace e quindi potenzialmente lesivo", attraverso conferenze apposite, finalizzate alla redazione di un documento di indirizzo relativo all’area destinata a protezione, in base all’art. 22 della legge n. 394 del 1991.
L’art. 22 della legge n. 394 del 1991, evocato come parametro interposto, prevede, da un lato, che al procedimento di istituzione delle aree protette regionali partecipino le province, le comunità montane e i comuni interessati; dall’altro, che tale partecipazione si realizzi "attraverso conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area da destinare a protezione, alla perimetrazione provvisoria, all’individuazione degli obiettivi da perseguire, alla valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio".