Source: https://www.fiscomania.com/2015/01/compensi-sportivi-dilettanti-trattamento-fiscale-e-previdenziale/
Timestamp: 2017-12-15 21:47:46+00:00
Document Index: 51687694

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 90', 'art. 69', 'art. 6', 'art. 67', 'art.90']

Sportivi dilettanti : trattamento fiscale dei compensi - Fiscomania
Sportivi dilettanti : trattamento fiscale dei compensi
Tassazione dei compensi di sportivi dilettanti. La disciplina fiscale dei compensi a sportivi dilettanti prevede un particolare tipo di tassazione variabile a seconda dell’entità del compenso percepito. Da un punto di vista previdenziale il compenso non è soggetto a contribuzione obbligatoria. Fino a €. 7.500 annui il reddito non concorre nel limite dei familiari a carico.
Come vengono tassati i compensi degli sportivi dilettanti? In quali casi è necessaria la compilazione della dichiarazione dei redditi? Scopriamolo insieme nella nostra guida.
Nello sport non si può parlare di “lavoro” se non in ambito professionistico.
Nel variegato mondo del dilettantismo, però, enti senza scopo di lucro intrattengono rapporti di “collaborazione” a carattere oneroso la cui, a volte anche puntuale, disciplina in ambito tributario non trova analogo approfondimento sotto il profilo civilistico.
Ciò comporta delle inevitabili criticità sotto il profilo della tutela previdenziale ed assicurativa.
Sul punto vedremo come l’articolo 67, comma 1, lettera m), del DPR n. 917/86 preveda che le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi siano da considerarsi redditi diversi.
Nel proseguo ci occuperemo di andare a delineare la disciplina civilistica e fiscale legata ai compensi che sono erogati nell’esercizio di attività sportiva dilettantistica, dal Coni, Federazioni sportive nazionali, Unire, Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo (incluse quindi le associazioni e, dal 2003, le società sportive dilettantistiche), comunque denominato che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto.
Vediamo, quindi, la disciplina fiscale legata alla tassazione dei compensi percepito come indennità e rimborsi da parte degli sportivi dilettanti.
Sportivi dilettanti e lavoro oneroso
Compensi degli sportivi dilettanti
Rimborso forfetario
Rimborso analitico
Rimborso misto
Sportivi dilettanti: tassazione Irpef dei compensi
Familiari a carico e attività sportiva dilettantistica
Collaborazioni coordinate e continuative
Adempimenti previdenziali e assicurativi
Il primo problema che si deve affrontare è cosa si debba intendere per “attività sportiva dilettantistica“.
Il legislatore, infatti, ha qualificato il professionismo sportivo ritenendo come tale l’esercizio di attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguano la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica.
Tale competenza, affidata al Consiglio Nazionale, viene ribadita anche dal D.Lgs. 23 luglio 1999, n. 242 e recepita nello statuto dell’ente.
Se ne ricava che i requisiti perché si possa parlare di attività sportiva professionistica dovranno essere lo svolgimento dell’attività a titolo oneroso. Con continuità in un settore dichiarato professionistico dalla Federazione di appartenenza.
Non sussiste alcune definizione, invece, in “positivo” di attività dilettantistica. Pertanto, dovremo ritenere che sia da considerare attività sportiva dilettantistica, per differenza, tutta quella che non è professionistica.
Ciò porta alla prima considerazione. Alla luce del nostro ordinamento positivo la distinzione tra attività sportiva dilettantistica e professionistica non assume un valore economico, ma solo di qualificazione dell’attività da parte dell’ordinamento sportivo.
Vale a dire che un’attività a carattere oneroso e continuativa, se svolta in un settore sportivo non dichiarato professionistico dalla federazione di riferimento, rimarrà attività dilettantistica in quanto, stante la natura di legge speciale (che, come tale, fa eccezione a regole generali) della Legge n. 91/1981, ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 delle preleggi al Codice civile, la disciplina sul professionismo sportivo non può applicarsi “oltre i casi e i tempi in esse considerati“.
Al fine di dover qualificare, sotto il profilo lavoristico, l’attività di coloro i quali svolgono, in via continuativa e a carattere oneroso, attività sportiva in un settore dilettantistico.
La categoria è più numerosa di quanto si possa pensare: oltre ad atleti e tecnici di vertice (si pensi agli sciatori, ai tennisti, ai giocatori di pallavolo, di pallacanestro femminile, di rugby, e così via) ritroviamo i numerosi istruttori di nuoto, di tennis, di aerobica, body building, pattinaggio, arti marziali, ecc. che operano nei vari centri sportivi italiani.
Per tutti costoro sono presenti i caratteri dell’onerosità e della continuità della prestazione: manca la qualifica da parte della federazione di appartenenza.
Anche l’Amministrazione finanziaria è stata contagiata sul punto. Infatti, nella risposta ad un’istanza di interpello effettuata da un circolo tennis in materia di certificazione dei corrispettivi per l’accesso alle manifestazioni sportive, ha ritenuto che:
“…il circolo tennis di…sia tenuto a certificare i corrispettivi con titoli di accesso emessi mediante misuratore fiscale…per le attività di organizzazione del Torneo Internazionale di Tennis……in quanto diverse da quelle svolte nell’ambito delle manifestazioni sportive dilettantistiche per le quali l’associazione può avvalersi delle modalità semplificate….”.
Sembra, pertanto, che qualifichi diversamente, quale professionistica (e non si comprende a quale titolo), l’organizzazione di una manifestazione sportiva internazionale da quella a carattere nazionale, sia pure non avendo mai la Federazione Italiana Tennis dichiarato l’esistenza, al proprio interno, di un settore professionistico.
Questo atteggiamento “confusionario” da parte del legislatore in merito alla qualificazione lavoristica delle attività sportive dilettantistiche a carattere oneroso è proseguita con l’approvazione dell’art. 90 della legge 27 dicembre 20025, n. 289 che ha inserito, tra i redditi diversi, anche le collaborazioni coordinate e continuative di carattere gestionale – amministrativo rese in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche.
I compensi degli sportivi dilettanti sono costituiti da somme concesse al percipiente quando per svolgere il suo mandato è costretto a recarsi in un Comune diverso da quello della sede di lavoro.
Sono previste tre diverse forme di compenso per gli sportivi dilettanti: che di seguito andremo ad analizzare. Vediamoli.
Il rimborso forfettario o indennità di trasferta è un compenso al cui pagamento non occorrono giustificativi di spesa.
Il rimborso pagato non è soggetto a tassazione Irpef fino a €. 46,48 per giorno se la trasferta è in Italia, fino a €. 77,47 per le trasferte all’estero.
In questi importi non si considerano le spese di viaggio e di trasporto.
Se si fruisce gratuitamente di alloggio o di vitto, i limiti indicati prima sono ridotti di un terzo (di due terzi nel caso in cui si usufruisca sia di alloggio che di vitto).
L’unico aspetto da documentare e la presenza della trasferta a motivi sportivi.
Il riborso analitico è quello completamente escluso da tassazione. Questo purché esso sia debitamente documentato con i giustificativi di spesa, e riguardi le spese sostenute per vitto, alloggio, viaggio e trasporto.
Eventuali rimborsi di spese di viaggio riconosciuti per raggiungere la sede di lavoro partendo dalla propria residenza sono da considerarsi reddito imponibile, anche se l’abitazione si trova in un altro Comune.
In questo caso lo sportivo dilettante è tenuto a rilasciare una ricevuta non fiscale all’associazione sportiva che rilascia il compenso con allegati i giustificativi di spesa. Senza la presenza di questi requisiti il rimborso diventa forfettario con la tassazione vista al paragrafo precedente.
Il rimborso misto è il rimborso che comprende sia l’indennità di trasferta che il rimborso delle spese documentate.
Si tratta della tipolgia di rimborso più comune nella prassi delle associazioni sportive, e spesso viene rilasciato anche senza la presenza di un documento giustificativo, la ricevuta. Ricevuta non fiscale che, invece, deve sempre esserci a quietanza del pagamento ricevuto.
La tassazione di questo tipo di compenso, è quella delineata di seguito.
Le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi percepiti dai collaboratori sportivi dilettanti, c.d. “rimborso misto”, beneficiano della seguente tassazione.
Tassazione diretta valida ai fini dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef):
I primi €. 7.500 complessivamente percepiti nel periodo d’imposta non concorrono alla formazione del reddito imponibile Irpef. Pertanto non sono soggetti a tassazione o indicazione nella dichiarazione dei redditi;
Sugli ulteriori €. 20.658,28 percepiti nell’anno è operata una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta ai fini Irpef. Con aliquota 23%, maggiorata di addizionale regionale e comunale. Anche questi compensi non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi;
Sulle somme eccedenti è operata una ritenuta a titolo di acconto del 23% (pari al primo scaglione dell’Irpef) sempre maggiorata dell’addizionale regionale e comunale.
In pratica, per compensi percepiti sino a €. 7.500 non è dovuta alcuna imposizione ai fini delle imposte sui redditi.
Per i redditi eccedenti e sino ai €. 20.658,28 è dovuta una ritenuta a titolo di imposta del 23%. Tali compensi non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi in quanto già tassati alla fonte dalla società sportiva erogante.
Per i redditi eccedenti, invece, la ritenuta operata è a titolo di acconto e quindi tali redditi dovranno essere successivamente assoggettati ad Irpef in dichiarazione dei redditi, considerando, tuttavia, anche i compensi già tassati a ritenuta a titolo d’imposta.
Infatti, ai fini della determinazione dell’Irpef per la tassazione dei redditi soggetti ad imposizione ordinaria (in dichiarazione dei redditi), il percettore delle somme dovrà tenere conto dell’importo tassato con ritenuta d’imposta secca. In altre parole, le somme assoggettate a ritenuta d’imposta definitiva concorreranno comunque alla formazione del reddito imponibile, ma ai soli fini della determinazione degli scaglioni di reddito.
Infine, è bene ricordare che gli sportivi che incassano più compensi da società e associazioni sportive diverse, devono autocertificare l’ammontare complessivo delle somme percepite, attraverso il modello di Certificazione Unica, in modo da consentire alle stesse di verificare se e su quale importo debba essere effettuata la ritenuta ai fini Irpef.
Per quanto riguarda il computo dei compensi derivanti da attività sportiva dilettantistica per determinare se un soggetto è fiscalmente a carico di un altro (es. figlio che percepisce compensi ed è a carico dei genitori), bisogna tenere presente quanto segue.
Fino ai €. 7.500 i compensi in commento non concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente (art. 69 comma 2 DPR n. 917/86).
Ne consegue, che in base alle predette argomentazioni un soggetto può, comunque, considerare fiscalmente a carico un altro soggetto e riportalo quindi tra i familiari a carico.
Tale modalità di tassazione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.
A queste forme contrattuali non si rende applicabile la disciplina del cosiddetto “lavoro a progetto“, delineata dall’articolo 67 del D.Lgs. n. 276 del 10/09/2003.
Secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 22/E del 22/04/2003) rientrano in tali forme contrattuali i compiti tipici di segreteria di un’associazione o società sportiva dilettantistica, quali ad esempio la raccolta delle iscrizioni, la tenuta della cassa e la tenuta della contabilità da parte di soggetti non professionisti.
Le somme erogate agli sportivi dilettanti non devono essere assoggettate alla gestione previdenziale separata dell’INPS (Circolare INPS n. 32 del 07/02/2001).
Queste somme non devono nemmeno essere assoggettate all’INAIL. In relazione agli obblighi assicurativi l’art. 6, comma 4, D.L. n. 115 del 30/06/2005, convertito dalla Legge n. 168/2005 ha previsto l’emanazione di un apposito decreto che dovrà stabilire le nuove modalità tecniche per l’iscrizione all’assicurazione obbligatoria degli sportivi dilettanti nonché la natura, l’entità delle prestazioni e i relativi premi assicurativi.
La norma ha inoltre previsto che, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di assicurazione antinfortunistica, le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva potranno scegliere la compagnia assicuratrice con la quale stipulare le relative convenzioni.
La circolare ENPALS n. 13 del 07/08/2006, ha chiarito che l’esercizio diretto di attività sportivo-dilettantistica posta in essere da quegli istruttori i cui compensi percepiti siano inquadrabili tra i “redditi diversi” (articolo 67, comma 1, lettera m) del DPR n. 917/86) non sono soggetti a contribuzione previdenziale.
Secondo l’Enpals, però, i compensi di cui sopra sono riconducibili alla categoria dei “redditi diversi” in presenza di alcune condizioni:
La prima, che siano erogati da associazioni e società sportive iscritte all’apposito registro CONI;
Poi, che siano percepiti da soggetti che non svolgano a tal fine un’attività inquadrabile nella fattispecie dell’esercizio di arti o professioni;
Infine, che conservino il carattere della marginalità non superando la no tax area dei professionisti fissata attualmente in un importo annuo pari a €. 4.800,00.
donato schiano
luglio 16, 2016 at 17:42
quindi se il compenso e’ di 7.500,00 e’ soggetto a enpals?
luglio 17, 2016 at 10:52
Se si supera la soglia il compenso è soggetto ad Enpals.
ottobre 16, 2016 at 11:55
Le condizioni fissate nella circ. Empals che citi nel tuo articolo, dal tenore letterale del vostro testo, sembra che debbano ricorrere comtemporaneamente. E così?
Chiedo se invece, sia suffiiciente una sola condizione per far perdere il beneficio fiscale e previdenziale (ad esempio se manca il carattere della marginalità).
ottobre 17, 2016 at 15:09
Le condizioni riportate nella circolare non sono alternative, ma devono ricorrere tute contemporaneamente.
aprile 2, 2017 at 3:11
Lavoro come informatico e annualmente effettuo la dichiarazione dei redditi tramite uno dei vari modelli proposti dall’agenzia dell’entrate.
Ho ricevuto qualche giorno fa, il modello “certificazione unica 2017” in merito all’attivita’ di collaborazione (per l’anno 2016) con una A.S.D.
Tale importo di 120,00 EUR viene indicato come “Altre somme non soggette a ritenuta”
Quello che vi chiedo e’ se e come devo dichiararlo all’agenzia dell’entrate oltre il mio “classico” modello 730 che faccio normalmente.
Spero possiate chiarire il mio dubbio.
Grazie anticipatamente e buon lavoro!
aprile 3, 2017 at 7:33
Quei compensi non devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi.
aprile 3, 2017 at 10:27
Grazie mille per la rapida risposta!
maggio 3, 2017 at 8:35
Buongiorno, mia moglie non lavora ed e’ stata sempre a mio carico.
Quest’anno ha percepito un compenso di € 4500 da un’associazione sportiva dilettantistica e €300 da un’altra associazione sport. dilet., eentrambe le hanno consegnato il relativo modello ” certif. unica 2017″.
Rimane sempre a mio carico ? o per aver superato i €2841.51 perdiamo questa opportunità con relativi vantaggi avendola a mio carico?.( rimborso spese mediche, rimborso detr. da mutuo ecc).
Per aver 2 certificazioni uniche deve presentare il mod unico 730 ?
Mirco Vazzola
maggio 3, 2017 at 9:30
Non è necessario presentare il modello 730, e sua moglie resta a suo carico.
maggio 5, 2017 at 10:32
ricevo un compenso mensile da una società sportiva dilettantistica che comunque non supera i 7500,00 euro annui.
Inoltre ho un reddito da locazione ,in canone concordato con cedolare secca, di 5100,00euro annui diviso al 50%con mio marito.
Chiedo cortesemente se con la dichiarazione unica per l’affitto deve inserire anche il reddito della società sportiva.
Nel farvi i complimenti per le esaustive risposte che puntualmente date vi auguro una buona giornata
maggio 5, 2017 at 14:34
Salve Isabella, se il reddito da attività sportiva dilettantistica non supera i €. 7.500 non deve essere indicato in dichiarazione, che comunque è obbligata a presentare per i redditi da locazione. Grazie per i complimenti!
maggio 5, 2017 at 14:42
maggio 23, 2017 at 21:57
Salve, lavoro in piscina da circa 5 anni col classico contratto sportivo. Supero i 7500€ annuali e ho sempre presentato la dichiarazione dei redditi tramite modello unico. Ecco mi ritrovo un’eccedenza di imposta di oltre 800€ risultante dalla precedente dichiarazione, importo a credito dall’ultima dichiarazione del 2016. Volevo sapere se posso fare il 730 incassando quell’importo, o sono obbligato a fare il modello unico. In quest’ultimo caso esiste una maniera in cui possa riscuotere quella somma? Grazie 1000 in anticipo, e buon lavoro.
maggio 24, 2017 at 7:34
Non avendo un datore di lavoro non può fare il 730. Per ottenere il rimborso del credito nell’ultima dichiarazione deve chiedere che il credito venga rimborsato, e non riportato in compensazione. Questa è l’unica strada percorribile.
maggio 24, 2017 at 9:42
Immaginavo grazie. Un’ultima cosa, posso chiedere il rimborso quando presento il modello unico? I tempi per incassare si allungano rispetto al 730? Buona giornata
maggio 24, 2017 at 11:22
Deve chiedere il rimborso nel modello Redditi. I tempi sono di circa un anno.
maggio 24, 2017 at 11:30
Bene, grazie molto gentili, buon lavoro.
maggio 29, 2017 at 10:23
Buongiorno, ho iniziato a fare l’ istruttore di pattinaggio da qualche mese; è la mia principale attivitá e fino ad oggi mi hanno sempre pagato secondo il sistema dei “compensi sportivi”…
Mi sono rivolto ad un commercialista, che mi ha detto, di mantenere lo status quo delle cose…
é possibile? O sarebbe opportuno aprire partita iva?
maggio 29, 2017 at 10:28
Se la sua attività è continuativa, e i guadagni superano i €. 7.500 annui lordi, a mio avviso è conveniente la partita Iva, se può accedere al regime forfettario. Se vuole la contatto in privato.
maggio 29, 2017 at 22:53
I compensi indicati nella CU cod. 6, inferiori a 7500 euro, sono rilevanti ai fini dell’ISEE?
maggio 30, 2017 at 10:32
I compensi percepiti da sportivi dilettanti devono essere considerati ai fini del calcolo ISEE.
giugno 11, 2017 at 8:46
Buongiorno, mia figlia nel 2013 ha percepito redditi da ASD per circa Eur 8.700,00 e le varie associazioni dilettantistiche hanno operato le opportune ritenute d’imposta e relative addizionali. Essendo redditi esenti da Irpef ed assoggettati solo a ritenuta a titolo d’imposta (aliquota 23%), pur avendo superato la soglia di Eur 2.840,51, ho considerato mia figlia come fiscalmente a mio carico.Purtroppo ho ricevuto in questo mese controllo formale della mia dichiarazione dei redditi 730/2014 e mi viene contestato che mia figlia non poteva essere considerata a mio carico avendo superato il limite di Eur 2.840,51. Con circolare n. 95/2000 l’ Ag. delle Entrate aveva precisato che non vanno considerati per la verifica di detto limite nè i redditi esenti nè quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta. E’ sempre valida tale interpretazione o sussistono successive variazioni. Posso contestare la posizione dell’ Ag. delle Entrate? Grato per risposta porgo cordiali saluti.
giugno 11, 2017 at 19:37
A mio avviso trattandosi di redditi esenti non devono essere considerati ai fini del calcolo dei familiari a carico.
Mario Leoncini
luglio 15, 2017 at 14:44
per raggiungere l’età pensionabile al 1 settembre , non lavorando piú, verseró i contributi volontari.
Ogni anno ricevo piccole somme da un’associazione sportiva dilettantistica (sotto i 7500 euro). Vorrei sapere se dal 1 settembre queste erovazioni contrastano con i versamenti volontari.
luglio 17, 2017 at 7:30
Non mi sembra che ci siano problemi in merito.
luglio 18, 2017 at 13:18
buonasera, io ho lavorato presso un’associazione dilettantistica sportiva per 3 anni, come segretaria, prendendo un rimborso spese di 600 euro al mese, il presidente dell’associazione mi deve pagare ancora il mese di aprile, siccome dice che non ha soldi, come posso fare per essere pagata? posso andare al sindacato e farlo chiamare?
luglio 18, 2017 at 14:10
Faccia una lettera di richiamo, altrimenti deve fare una denuncia alla GdF e agire per vie legali.
TRUDINA
agosto 25, 2017 at 7:55
Io lavoro per un ASD e mi trovo nella condizione,per motivi di residenza,di dover aggiornare la mia scheda anagrafica lavorativa.
Mi chiederanno di certo se ho percepito dei redditi per inquadrare il mio profilo lavorativo (stato di disoccupazione o altro) come devo dichiarare i compensi ricevuti dall’associazione?in questo caso sono redditi a tutti gli effetti?
agosto 25, 2017 at 16:09
Quello che percepisce dalla ASD è a tutti gli effetti un reddito da lavoro.
Simone Ancillotti
agosto 30, 2017 at 13:34
Buongiorno, sulla quota percepita oltre i 7.500 viene effettuata ritenuta del 23%. Sono esentato dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi? L’addizionale comunale/regionale non viene conteggiata?
agosto 30, 2017 at 15:31
La ritenuta è del 23% più le addizionali regionale e comunale. Questi importi non devono essere indicati in dichiarazione dei redditi.
settembre 3, 2017 at 7:40
Salve collaboro come socio formatore ai corsi di formazione per un associazione sportiva , per un totale di 400 euro mensili, tale importo fa cumulo con la soglia dei 7500 euro che percepisco come istruttore o è un altro cumulo?È in tal caso va dichiarato? Grazie
settembre 3, 2017 at 9:11
Anche questa somma fa cumulo con quella relativa al compenso di istruttore per determinare se è soggetto o meno a ritenuta. Nell’articolo trova indicate le soglie per l’esenzione, la ritenuta d’acconto a titolo di imposta, e le somme da indicare in dichiarazione dei redditi.
settembre 5, 2017 at 22:58
Salve…sono un’impiegata con contratto part-time a tempo indeterminato. Ogni anno presento il 730 e ricevo inoltre al 100% l assegno familiare avendo una figlia a carico. Vorrei collaborare con una associaz di coro/banda/filodram….il mio compenso (non oltre 5000,00€all anno) verrebbe giustificat come spese forfettarie …le mie perplessità sono:
Devo giusticare queste spese forfett?
Incidono su assegno familiare?
Vanno indicate nel 730?
Aumentano il reddito del nucleo famil?
Grazie a priori!!
settembre 6, 2017 at 7:23
Dovrà giustificare questa spesa attraverso ricevuta, che dovrà finire nel suo 730, a meno che l’associzione, non sia un’associazione sportiva dilettantistica. Nel caso il compenso, fino a 7.500 euro annue non va nel 730.
settembre 11, 2017 at 23:57
Salve, volevo sapere se il compenso percepito da una ssd (non superiore ai 7500) va ad interferire con la Naspi.
Sto valutando una proposta di collaborazione in segreteria di una società sportiva ma vorrei capire se la Naspi decade o viene ridotta.
Grazie per la vs. risposta.
settembre 12, 2017 at 7:28
Il conseguimento di compensi da SSD non è incompatibile con la Naspi. Tuttavia, l’Inps non si è mai espressa esplicitamente in merito.
MARIA LUCIA PELUSI
settembre 21, 2017 at 21:19
salve ho ricevuto diverse CU per prestazioni odilettantistiche che superano nel cumulo i 7500(circa 12000>) ma nessuna di queste è stata tassata. Inserendo i redditi in dichiarazione essendo sotto il limite dei 20.658,28 non viene effettuata alcuna tassazione , inserisco l’importo in RL21 MOD UNICO , ma mi viene riportata soltanto l’eccedenza in RL 22 senza operare alcuna ritenuta e tassazione. Temo che non sia corretto perchè questi redditi comunque non sono stati tassati alla fonte. Come vanno esposti
settembre 21, 2017 at 22:16
Come indicato nell’articolo i redditi fino a €. 20.658,28 non vanno indicati in dichiarazione in quanto già tassati alla fonte.
settembre 22, 2017 at 9:00
il problema è che nessuna delle Cu è stata tassata alla fonte e non so come regolarizzare la posizione
settembre 22, 2017 at 12:03
L’unica strada, a mio avviso, è passare dalla dichiarazione dei redditi e tassare i compensi.
settembre 27, 2017 at 9:27
Ai fini degli assegni familiari , come riportato dal sito dell’ INPS, si considerano i redditi assoggettabili all’IRPEF e i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a euro 1.032,91, quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Ciò comporta che se i compensi o i rimborsi forfettari, superano l’importo di € 1.032,91 essi rientreranno nel calcolo del reddito del nucleo familiare utile per determinare il diritto alla percezione degli assegni familiari???
settembre 27, 2017 at 12:52
Certamente, quello che afferma è corretto.
Andrea Bartolini
settembre 27, 2017 at 14:07
la nostra è una società commerciale privata che ogni tanto eroga a sportivi dilettanti (ma iscritti alla FITAV) che sono da noi sponsorizzati dei premi in denaro.
Tali somme seguono l’art. 67 TUIR o sono soggette a ritenuta? Che giustificativo ci deve dare l’atleta che non possiede la partita IVA? Sono mica considerabili come prestazioni occasionali? Grazie mille
settembre 27, 2017 at 16:06
E’ indicato tutto nell’articolo, se non c’è un contratto di lavoro bisogna avere partita Iva.
ottobre 3, 2017 at 15:37
Una palestra A.S.D. senza scopo di lucro mi ha proposto un contratto di collaborazione con reddito max inferiore ai 7500 euro annui, a riguardo vorrei gentilmente sapere:
Se il contratto fosse intestato a me essendo in pensione di invalidità con anni 32 di contribuzione mi è stato detto nel mio caso specifico che posso svolgere altro lavoro come Autonomo o da collaborazione detto importo come mi verrebbe tassato? si somma allo scaglione relativo alla mia pensione? o rimane esente fino a tale cifra?
Se il contratto venisse stipulato a nome di mia moglie a mio carico al 100% e non ha altri redditi se non quello relativo alla proprietà della abitazione principale in cui abitiamo, per la quale ricevo detrazione irpef per coniuge a carico di euro 56 mensili perderei detta detrazione poi che supera i famosi euro 2840,00 e con obbligato di dichiarazione in sede di mod.740?
GRAZIE infinite per la vostra risposta e complimenti per la vostra competenza
ottobre 4, 2017 at 7:21
Il reddito da ASD fino a €. 7.500 annui non è soggetto a tassazione e non deve essre dichiarato, quindi per lei e sua moglie in ogni caso non cambia niente.
ottobre 5, 2017 at 9:37
Ringraziandovi ancora per la tempestiva e puntuale risposta chiedo ancora una precisazione: Assodato che il contratto di collaborazione della A.S.D. possa essere fatto indifferentemente a me o mia moglie per una somma inferiore ai 7500 euro annui senza doverlo dichiarare nel Mod.730,nel mio caso specifico avendo un figlio minore a mio carico ricevo oltre alla detrazione irpef ricevo un assegno familiare mensile di 44 euro, potrei subire decurtazioni?
ottobre 5, 2017 at 12:32
Non subirà decurtazioni perché tale reddito è esente Irpef.
ottobre 9, 2017 at 1:54
É possibile sapere, cortesemente, quali sono i codici tributo da utilizzarsi per il versamento delle seguenti ritenute, da pagarsi a seguito del superamento di euro 7.500 corrisposti ad un insegnante che opera in una ASD.
– Irpef a titolo d’imposta;
– Addizionale regionale a titolo d’imposta;
– Addizionale comunale a titolo d’imposta.
ottobre 9, 2017 at 7:27
La ritenuta da applicare sulla somma eccedente € 7.500,00 è così scomposta:
– quota IRPEF aliquota 23% (codice 1040);
– quota addizionale regionale IRPEF (codice 3802);
– quota addizionale comunale IRPEF (codice 3848).
ottobre 11, 2017 at 17:05
buonasera, io sono un preparatore fisico con partita IVA e svolgo diverse attività. inoltre sono stato contattato da una società sportiva la quale mi ha offerto un compenso inferiore ai 7500, posso accettare questo tipo di contratto essendo titolare di partita IVA?
ottobre 11, 2017 at 17:15
Certamente può accettare il contratto, non ci sono preclusioni.
ottobre 17, 2017 at 10:43
mi è capitato di avere la stessa esperienza con altri istruttori con partita iva e il commercialista mi aveva detto che non potevo pagarli coi rimborsi perchè chi ha partita iva è un lavoratore professionista in quello che fa e ciò esclude di perse la natura dilettantistica di collaborazione e che quindi sono obbligati ad emettere fattura
ottobre 17, 2017 at 11:02
Un soggetto che ha partita Iva deve fatturare, e tali compensi rientrano nel suo lavoro autonomo, non nella disciplina di esenzione per sportivi dilettanti.
ottobre 17, 2017 at 10:39
buongiorno, se gli istruttori non sono tesserati all’asd con cui collaborano possono ugualmente essere retribuiti con i rimborsi fino a € 7.500? Devo quindi tesserarli obbligatoriamente o no?
ottobre 17, 2017 at 10:55
Non è rilevante il tesseramento per la remunerazione.
stefania librante
novembre 2, 2017 at 11:36
buongiorno, vorrei sapere se il compenso di uno stage “progetto di formazione” della regione Lazio di 3000 euro complessive deve essere cumulato ai 7500 relativi ad un compenso annuo relativo ad un contratto di prestazione sportiva dilettantistica.
Inoltre un dipendente statale secondo l’art.90 l.289/2002 può prestare la propria attività nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche gli eventuali rimborsi e indennità sempre non superando i 7500 euro non devono essere dichiarati e di conseguenza non creano reddito esatto?
ringrazio anticipatamente e faccio i complimenti per la chiarezza delle vostre risposto.
novembre 2, 2017 at 12:11
Salve Stefania, i due compensi non devono sommarsi, sono relativi a redditi con discipline fiscali diverse. Un dipendente pubblico ha il vincolo alla propria attività a meno che non operi in part-time. Non è possibile effettuare attività sportiva dilettantistica ricevendo un compenso.
MARIA ROSARIA CAPORALE
novembre 4, 2017 at 21:20
Fisioterapista professionista con p. IVA. Antecedentemente all’apertura della P.IVA era anche tesserato in una a.s.d. e svolge l’attività di fisioterapista per gli atleti dilettanti.
Il compenso che gli corrispondono entro i 7.500,00 euro annui è da considerare esente da imposte oppure per il fatto che è ora anche professionista deve emettere regolare fattura?
E’ un contribuente forfettario.
novembre 5, 2017 at 17:23
Se il soggetto che effettua la prestazione è un professionista dovrà sottostare al proprio regime fiscale.
novembre 6, 2017 at 9:35
novembre 6, 2017 at 14:13
ho ricevuto un compenso da una SSD a RL per attività dilettantistica di 150 € (sotto ai 7.500 €/anno).
La ricevuta che devo rilasciare è soggetta a marca da bollo di 2 €?
Grazie, Marta
novembre 6, 2017 at 14:20
Certamente, come per tutte le ricevute non fiscali.
novembre 6, 2017 at 21:39
Grazie per la gentile e prontissima risposta!
novembre 12, 2017 at 19:56
Salve, collaboro come istruttore fitness con una ssd rl con regolare contratto fino a €7.500. Un collega con p.iva mi ha chiesto di poter essere il suo docente, dietro compenso di circa 350 lorde, per una disciplina fitness che intende apprendere. La formazione durerebbe qualche giornata. Poiché desidera un giustificativo di spesa ho pensato che si potrebbe configurare come prestazione occasionale emettendo quindi io una ricevuta con ritenuta d’acconto e relativa marca da bollo. Le domande sono: sarebbe una forma corretta? Il compenso ricevuto con le prestazioni occasionali vanno a cumularsi con i 7500 ricevuti (li percepisco interamente) dalla ssd rl facendomi quindi superare la soglia prevista? Se dovessi effettuare altre prestazioni a soggetti iva per un totale lordo non superiore ai 4.800 non devo effettuare alcuna dichiarazione dei redditi..è corretto?
novembre 13, 2017 at 7:29
Salve Giuseppe, attualmente la prestazione occsasionale può essere utilizzata soltanto per attività che non si ripetono nel tempo. Nel suo caso potrebbe anche farlo, ma poi successivamente per altre consulenze di questo tipo dovrebbe operare con partita Iva. I compensi della prestazione occasionale non si cumulano con quelli percepiti dall’ASD, sono due discipline di tassazione diverse.
novembre 25, 2017 at 19:10
Volevo chiedere se una persona lavora come promoter o istruttore sportivo di nuoto con contratto sportivo dilettantistico presso una palestra s.s.d. affiliata ad un ente di promozione sportiva riconosciuto, può lavorare contemporaneamente in zone e giorni e diversi come promoter per un’altra palestra Srl a socio unico che rilascia mensilmente ricevuta d’acconto dove sono indicate il numero di ore lavorate? C’è la soglia da non superare di 7.500 euro oppure quella da 5.000 euro (4800 nette) per non dichiarare? Non si perde il carattere dilettantistico del contratto se si lavora per più di un committente fra i quali uno non affiliato ad enti di promozione ?
Ringraziando, porgo cordiali saluti.
novembre 25, 2017 at 19:12
Si tratta di due discipline fiscali diverse, regolate in modo diverso. Per ogni disciplina ci sarà un diverso tipo di tassazione, secondo regole proprie. Si occuperà di tutto il suo commercialista.
novembre 28, 2017 at 12:58
Salve, nel caso un soggetto effettui prestazioni presso una ASD per un importo non superiore ai 7500 euro annui, potrebbe comunque firmare un contratto di prestazione occasionale non superiore a 5000 euro? i redditi si sommerebbero, oppure sarebbero entrambi esenti perché in regimi fiscali diversi e sotto le soglie previste? grazie!
novembre 28, 2017 at 19:06
I contratti di prestazione occasionale non esistono più, ormai dal 2015. Per prestazioni continuative in giorni o committenti è obbligatoria la partita Iva.
novembre 30, 2017 at 16:08
Salve, percepisco un compenso annuale da una ASD superiore ad Euro 7.500. Il mio unico dubbio è in riferimento all’aspetto previdenziale. Devo versare a qualche tipo di obbligo contributivo? Grazie mille.
novembre 30, 2017 at 17:21
Non ci sono versamenti contributivi obbligatori da fare.
valeria lanzi
dicembre 1, 2017 at 11:23
ho due contratti di collaborazione entrambi da 7500€ ho superato il limite e il mio datore di lavoro mi ha calcolato le ritenute sull’eccedenza. Posso in qualche modo recuperarle??
dicembre 1, 2017 at 16:29
Quelle sono imposte dovute, non devono essere recuperate.
dicembre 5, 2017 at 18:11
per una Asd, può emettere un compenso ad un minore di 18 anni? ad esempio una 14enne
oppure deve essere intestato al genitore in quanto ne è a carico?
dicembre 6, 2017 at 7:22
Se il minore ha almeno 16 anni è possibile.
dicembre 6, 2017 at 14:23
Buongiorno, il redditto per prestazione sportiva dilettantistica è compatibile con l’indennità di disoccupazione? posso essere “contrattualizzata” da un ente percependo la naspi?
dicembre 6, 2017 at 15:16
Una volta firmato il contratto dovrà comunicarlo all’Inps, che ridurrà o cesserà la Naspi.
dicembre 12, 2017 at 14:41
Sono un lavoratore Dipendente con il mio reddito dipendente dichiarato dalla mia azienda.
Mi hanno proposto un compenso come giocatore per un importo inferiore ai 7500€ annui
questi compensi, dovranno essere da me dichiarati? Vanno a sommarsi al mio reddito? quindi raggiungerò un reddito di stipendio lavoratore dipendente + 7500€ ?
Nel caso potreste, riuscireste ad aiutarmi anche in privato cosi da potervi dare il caso più specifico e consigliarmi cosa fare
dicembre 12, 2017 at 17:08
Le ho scritto in privato.
dicembre 14, 2017 at 10:34
sono un lavoratore dipendente, mi sono sposato il 30 settembre. Mia moglie riceve solo compensi sportivi, nel 2016 non ha superato la soglia dei 7500€, quest’anno invece l’ha superata. Riesco a metterla a mio carico? Fino a che soglia?
dicembre 14, 2017 at 12:24
La risposta alla domanda è nell’articolo.