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Timestamp: 2020-07-03 21:07:52+00:00
Document Index: 35811150

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 340', 'art. 340', 'art. 612', 'art. 340', 'art. 340', 'art. 340']

Art. 340 codice penale: Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità | La Legge per tutti
Art. 340 codice penale: Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità
Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge [331, 431, 432, 433] (1), cagiona una interruzione o turba la regolarità (2) di un ufficio o servizio pubblico [358] o di un servizio di pubblica necessità [359], è punito con la reclusione fino a un anno.
I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni (3).
Servizio pubblico: [v. 358]; Servizio di pubblica necessità: [v. 359].
Interruzione: impedire il funzionamento cagionando una pausa nella continuità dell’ufficio o del servizio.
Turbare la regolarità: significa impedire, senza tuttavia interromperlo, l’ordinato svolgimento dell’ufficio o del servizio nel suo complesso e non già con riguardo alle singole prestazioni.
Ufficio: apparato organizzativo preposto all’espletamento di un’attività strumentale ed ausiliaria alle funzioni dell’organo, così da consentire ad esso l’esercizio efficiente delle proprie competenze per la realizzazione dei fini istituzionali.
Capo: è colui che ha una posizione preminente, esercitando una funzione direttiva.
Promotore: è nel caso di specie colui che dà impulso e stimolo all’attività interruttiva dell’ufficio o del servizio.
Organizzatore: è colui che svolge un’attività di coordinamento per il raggiungimento del fine prestabilito.
(1) Cfr. anche artt. 1 ed 1bis, d.lgs. 22-1-1948, n. 66, rispettivamente modificato e inserito dall’art. 17, d.lgs. 30-12-1999, n. 507: «1. – Chiunque, al fine di impedire od ostacolare la libera circolazione, depone o abbandona congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ferrata, è punito con la reclusione da uno a sei anni.
Art. 1bis. – Chiunque, al fine di impedire od ostacolare la libera circolazione, depone od abbandona
congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ordinaria o comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata, è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.032 a euro 4.131.
Se il fatto è commesso da più persone, anche non riunite, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.582 a euro10.329.
Nei casi previsti dai commi precedenti non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689».
(2) Il turbamento si riferisce ad un’alterazione del funzionamento dell’ufficio o servizio pubblico nel suo complesso e non già al turbamento dell’esercizio di una singola prestazione o funzione. È irrilevante la durata della condotta criminosa e l’entità della stessa, purché non siano di minima o di scarsa importanza.
(3) È stato ravvisato il reato in esame nel caso in cui il titolare di una radio privata interferisca con le frequenze delle forze di polizia o nel fatto di studenti che impediscono, con schiamazzi, che un docente svolga attività didattica.
Molto discusso è in dottrina ed in giurisprudenza l’applicabilità dell’art. 340 alle occupazioni di edifici scolastici o universitari da parte di studenti in agitazione.
La giurisprudenza di merito normalmente esclude la punibilità degli studenti per mancanza dell’elemento soggettivo, in quanto mancherebbe negli agenti la volontà diretta ad interrompere o turbare il servizio scolastico.
Tale tesi, però, come è stato giustamente fatto osservare, contrasta col fatto, peraltro, pacifico, che per la punibilità basti il dolo generico e non occorra anche che la condotta sia intenzionalmente diretta a provocare l’interruzione o il turbamento.
Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità
La remissione della querela processuale non è solo quella ricevuta direttamente dal giudice che procede ma altresì, in forza di quanto previsto dall'art. 340 c.p., quella effettuata davanti ad un ufficiale di p.g., sicché la stessa è comunque idonea a comportare l'estinzione del reato di cui all'art. 612 bis c.p.
Non è configurabile il reato di interruzione di pubblico servizio l’aver ostacolato da parte di un manifestante l’ingresso di un edificio pubblico essendovi altre entrate per gli utenti che vi potevano accedere. (Nel caso di specie si trattava degli uffici del Comune laddove non vi era la prova che al pubblico fosse interdetto l’accesso pur avendo ostacolato uno degli ingressi).
Tribunale S.Maria Capua V. sez. I 16 luglio 2014 n. 3011
Il reato di interruzione di un pubblico ufficio previsto e punito dall'art. 340 c.p. è un illecito di evento che si consuma nel momento in cui si determina l'interruzione o il turbamento dell'ufficio o del servizio purché l'azione criminosa coinvolga la totalità di esso o un settore dell'attività in maniera oggettivamente apprezzabile.
Ai fini della configurabilità del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, l'irrilevanza della condotta perturbatrice va ravvisata ogniqualvolta essa rientri nella fisiologica prevedibilità delle tensioni umane connesse alle forme, ai tempi e alle modalità dell'intervento posto in essere da un pubblico ufficiale, rientrando nella ordinaria quota di maleducazione, sgarbo o petulanza che durante lo svolgimento di un tipo di pubblico ufficio o servizio può ragionevolmente presumersi verrà manifestata. Annulla senza rinvio App. Cagliari 22 ottobre 2013
Cassazione penale sez. VI 28 maggio 2014 n. 36404
Ai fini della configurabilità del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, è necessario che il turbamento della regolarità dell'ufficio si riferisca ad un'alterazione, anche se temporanea, del funzionamento del suo complesso, e non all'alterazione di un singolo atto, ovvero di una singola funzione o prestazione, rapportata ad un determinato momento, la quale non ha in sostanza alcuna incidenza negativa, di apprezzabile valenza, sulla concreta operatività globale dell'ufficio o del servizio (nella specie, l'imputato si era limitato ad intervenire e a discutere animatamente con gli operanti, usando toni accesi e irrispettosi, sicché il maresciallo dei carabinieri che procedeva in quella circostanza non aveva dato ulteriore corso all'attività di controllo in via di espletamento "per convenienza", e non perché materialmente impossibilitato a farla). Annulla senza rinvio App. Cagliari 22 ottobre 2013
Ai fini della configurabilità del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, è necessario che il turbamento della regolarità dell'ufficio si riferisca ad un'alterazione, anche se temporanea, del funzionamento nel suo complesso, non all'alterazione di un singolo atto, ovvero di una singola funzione o prestazione, rapportata ad un determinato momento, la quale non ha in sostanza alcuna incidenza negativa, di apprezzabile valenza, sulla concreta operatività globale dell'ufficio o del servizio. In altri termini, questi devono rimanere, a causa della condotta tenuta dall'agente, effettivamente compromessi nel loro dinamismo operativo, non assumendo rilievo alcuno eventuali turbative esterne che, per gli effetti minimali che producono, rientrano, per così dire, nella "fisiologica" prevedibilità di un intervento, tanto da essere agevolmente controllabili, o superabili, attraverso i "normali meccanismi di difesa" di cui l'ufficio o il servizio dispone, proprio nella prospettiva di assicurarne la costante regolarità e la continuità di funzionamento (esclusa, nella specie, la sussistenza del reato nella condotta dell'imputato che, alla presenza dei carabinieri nell'agenzia di pratiche automobilistiche della moglie per chiedere spiegazioni in merito alle lamentele espresse da un cittadino per la mancata trascrizione del passaggio di proprietà di un'autovettura, si era frapposto fisicamente tra i carabinieri e la moglie, alzando il tono di voce chiedendo la ragione dell'intervento. Ne era scaturita una discussione molto accesa, che aveva portato il Maresciallo dei carabinieri ad interrompere la sua attività e ad uscire dai locali dell'agenzia, decidendo di effettuare un nuovo intervento in seguito).
Non è configurabile il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità quando l'interruzione riguardi un singolo atto o il turbamento della sua regolarità, senza che tale comportamento abbia inciso in modo apprezzabile sulla funzionalità complessiva dell'ufficio, non potendo assumere rilievo eventuali interferenze esterne che, per gli effetti minimali che producono, rientrano nella ordinaria sfera di maleducazione, sgarbo o petulanza, ovvero nella fisiologica prevedibilità delle tensioni umane connesse alle forme, ai tempi e alle modalità dell'intervento posto in essere da un pubblico ufficiale, tanto da essere agevolmente controllabili o superabili attraverso i "normali meccanismi di difesa" di cui l'ufficio o il servizio dispone, proprio nella prospettiva di assicurarne la costante continuità di funzionamento. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la configurabilità del reato con riferimento alla condotta dell'imputato che si era frapposto fisicamente, e ricorrendo a toni concitati, tra la moglie e un carabiniere, il quale stava chiedendo alla donna chiarimenti sull'espletamento di una pratica, in ragione delle lamentele ricevute da terzi, così da indurre il pubblico ufficiale ad interrompere per ragioni di opportunità l'attività di servizio in corso di svolgimento). (Annulla senza rinvio, App. Cagliari, 22/10/2013 )
Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 340 c.p., è necessario che il turbamento della regolarità del servizio si riferisca ad un' alterazione del funzionamento di un servizio nel suo complesso o non di una singola funzione.
Tribunale Napoli 28 aprile 2014 n. 4615
Ai fini della configurabilità del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, ex art. 340 c.p., è sufficiente l'interruzione temporanea o un mero turbamento nel regolare svolgimento dell'ufficio o del servizio, dato che la fattispecie tutela non solo l'effettivo funzionamento di un ufficio o servizio pubblico, ma anche il suo ordinato e regolare svolgimento.
Diego Rije ha detto:
14/05/2016 alle 17:06
E’ possibile che si configuri l’interruzione di pubblico servizio da parte del proprietario dello stabile in cui è ubicata una scuola pubblica, che esegue l’accesso con ufficiale giudiziario , cambiando serrature ed impedendo la normale conclusione dell’anno scolastico?
Giuseppe Gianassi ha detto:
11/08/2019 alle 09:42
Salve , mio condominio di 53 alloggi , utenti dello stesso sistema idrico con autoclave , da ignota mano (rintracciabile anche dallo stesso amministratore) viene chiuso il rubinetto generale( 8-9 agosto) finita la riserva arriva ai rubinetti scorie di fondo e grossi flussi di aria.
Essendo abbastanza pratico in qualche ora ristabilisco il tutto. Visto che tecnici e o responsbili non rintrcciabili.
Chiedo gentilmente se i lorsignori siano perseguibili per interruzione di pubblico servizio,anche perchè non hanno affisso nessun avviso. Ringrazio cortesemente .
assinagi@libero.it
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