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Timestamp: 2019-04-22 22:24:59+00:00
Document Index: 41987043

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 2']

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 8 maggio 2017 (ud. 31 gennaio 2017), n. 22148
Controllo a distanza del lavoratore (art. 4 St. Lav.). La Corte cambia orientamento dopo le più recenti riforme. Non ha alcuna rilevanza il consenso scritto o orale concesso dai singoli lavoratori, in quanto la tutela penale è apprestata per la salvaguardia di interessi collettivi di cui, nel caso di specie, le rappresentanze sindacali, per espressa disposizione di legge, sono portatrici, in luogo dei lavoratori che, a causa della posizione di svantaggio nella quale versano rispetto al datore di lavoro, potrebbero rendere un consenso viziato.
Legge 3 novembre 2016, n. 199 - Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo
Il giro di vite, anche penale, sul caporalato
Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 19 luglio 2011 (dep. 2 agosto 2011), n. 30566
La S.C. conferma l'orientamento secondo il quale il reato di cui all'art. 2 comma 1-bis D.L. n. 463/1983 (conv. in l. n. 638/1983) ha natura di reato omissivo istantaneo; da ciò consegue l'applicabilità dell'indulto; inoltre, ai fini del calcolo della prescrizione - afferma sempre la S.C. - deve tenersi conto del periodo di sospensione stabilito dall'art. 2, comma 1-quater l. cit., da collegarsi alla possibilità riconosciuta all'imputato di estinguere il reato mediante il versamento di quanto dovuto, anche a seguito della notifica del decreto di citazione a giudizio ove risulti che non sia stata in precedenza contestata nei suoi confronti la violazione.
Tribunale di Cosenza, Giudice per le Indagini Preliminari, sentenza 23 febbraio 2011 (dep. 23 febbraio 2011)
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti (art. 2 d.l. n. 463/83 conv. in l. n. 638/83), la previa notifica dell'avvenuto accertamento della violazione (dalla quale inizia a decorrere il termine di tre mesi concessa al datare di lavoro per provvedete al versamento dovuto) non può essere validamente surrogata dalla notifica del decreto di citazione per il giudizio (o del decreto penale di condanna), con la conseguenza che la mancata notifica dell'avviso di accertamento (contenente l'indicazione specifica delle somme dovute e l'avvertenza della facoltà di regolarizzare la posizione entro tre mesi) ed il mancato decorso del termine escludono la procedibilità dell'azione penale e, comunque, la possibilità di emettere una pronuncia di condanna.