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Timestamp: 2020-02-21 06:01:17+00:00
Document Index: 24459169

Matched Legal Cases: ['art. 1895', 'art. 1895', 'art 1895', 'art 1886', 'art. 1895', 'art. 1896', 'sentenza ']

Art. 1895 codice civile - Inesistenza del rischio - Brocardi.it
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Articolo 1895 Codice civile
Dispositivo dell'art. 1895 Codice civile
(1) Si pensi al caso in cui venga stipulata un'assicurazione sulla vita (1919 c.c.) di una persona già morta. La norma opera anche nel caso di rischio c.d. putativo cioè inesistente ma ritenuto esistente dalle parti.
La norma si spiega considerando che il contratto di assicurazione è tipicamente aleatorio, pertanto la mancanza del rischio ne sancisce la nullità (1418 ss. c.c.).
Massime relative all'art. 1895 Codice civile
Ai sensi dell'art 1895 c.c. (applicabile, in virtù del rinvio contenuto nell'art 1886 c.c., alle assicurazioni sociali oltre che alle assicurazioni private) si può configurare l'inesistenza del rischio, allorché prima della conclusione del contratto non si sia presentato quanto meno come possibile il futuro danno o evento attinente alla vita umana, ovvero non sia stato incerto almeno il momento in cui esso si sarebbe verificato: in tal caso il contratto e nullo.
La nullità del contratto di assicurazione per inesistenza del rischio, ai sensi dell'art. 1895 c.c., si verifica quando tale inesistenza sia in atto al momento della stipulazione, mentre, se essa intervenga successivamente, ancorché prima del momento in cui diviene efficace la copertura assicurativa, si produce lo scioglimento del contratto stesso, a norma dell'art. 1896 c.c.
Cass. civ. n. 3695/1983
In attuazione del principio (applicabile, ai sensi degli artt. 1886 e 1895 c.c. anche alle assicurazioni sociali obbligatorie) che il contratto di assicurazione è nullo se il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere prima della conclusione del contratto stesso, le infermità preesistenti all'instaurazione del rapporto assicurativo non possono essere prese in considerazione — al fine di stabilire la sussistenza delle condizioni richieste per la pensione di invalidità solo quando esse siano state già sufficienti, prima che tale rapporto abbia avuto inizio, a ridurre la capacità di guadagno dell'assicurato al di sotto dei limiti legali richiesti, mentre, nell'opposta ipotesi, non ne è preclusa la valutazione da parte del giudice al fine suddetto, potendo il superamento di tali limiti conseguire all'aggravamento delle medesime infermità preesistenti o al sopravvenire di altre.
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 3695 del 28 maggio 1983)