Source: http://www.tradingonlinefree.it/iva-21-gazzetta-ufficiale-entrata-in-vigore-leggi-i-punti-salienti-4322.html
Timestamp: 2020-01-24 16:26:01+00:00
Document Index: 41682935

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 4']

L’Iva è salita al 21% e i listini dei commercianti cambiano da domani (sabato 17 settembre 2011). Tantissimi lettori, in seguito alla pubblicazione dei nostri articoli sull’Iva 21 per cento, ci hanno contattato per avere delucidazioni in merito; la nostra redazione è entrata in contatto con alcuni studi commerciali per poter consultare il testo della Gazzetta Ufficiale per la conversione del decreto legge del 13 agosto 2011. Di seguito trovate i punti salienti di questa manovra entrata in vigore in tempi lampo, non dimenticate di consultare il vostro commercialista a partire dalla giornata di domani, mentre ai consumatori suggeriamo di leggere le notizie ufficiali delle associazioni che tutelano il diritto dei consumatori per evitare inflazioni e brutte sorprese agli acquisti.
In sede di conversione in legge del DL 13.8.2011 n. 138 (c.d. “manovra di Ferragosto”), sono state introdotte alcune novità in materia di IVA.
In particolare, a decorrere dalle operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) che saranno effettuate a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del citato DL 138/2011 (giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non ancora avvenuta), è stato previsto che:
l’aliquota IVA ordinaria, attualmente pari al 20%, è innalzata al 21%;
i commercianti al minuto e i soggetti ad essi equiparati (di cui all’art. 22 del DPR 633/72), per calcolare l’IVA da versare in liquidazione periodica o annuale, devono applicare il “metodo matematico”, senza più avere la possibilità di adottare, in via alternativa, il “metodo percentuale” di scorporo.
Inoltre, per le operazioni poste in essere nei confronti dello Stato e degli enti pubblici, per le quali l’IVA risulta esigibile alla data del pagamento del corrispettivo, si applica l’aliquota IVA del 20% (anziché quella del 21%) se la relativa fattura è stata emessa e registrata prima della data di entrata in vigore della suddetta legge di conversione.
2 AUMENTO DELL’ALIQUOTA IVA ORDINARIA DAL 20% AL 21%
A seguito della modifica apportata all’art. 16 co. 1 del DPR 633/72, l’aliquota IVA ordinaria passa dal 20% al 21%, mentre restano invariate le aliquote ridotte, attualmente pari al 4% e al 10%, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi di cui alla Tabella A, Parti II e III, allegata al DPR 633/72
2.1 MOMENTO DI EFFETTUAZIONE DELL’OPERAZIONE E DECORRENZA DELL’ALIQUOTA DEL 21%
La misura dell’aliquota ordinaria da applicare (20% o 21%) va individuata in base al momento in cui l’operazione posta in essere si considera effettuata ai fini IVA, che risulta differenziato a seconda che si tratti di cessione di beni o di prestazione di servizi.
le operazioni effettuate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011 restano soggette alla vecchia aliquota del 20%;
le operazioni effettuate a partire dal giorno di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011 sono soggette alla nuova aliquota del 21%.
2.2 FATTURAZIONE DIFFERITA PER LE CESSIONI DI BENI
si applica l’aliquota ordinaria del 20%, se la consegna o spedizione dei beni è anteriore alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011;
si applica l’aliquota ordinaria del 21%, se la consegna o spedizione dei beni avviene a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011.
Fatturazione “super-differita“
2.3 ANTICIPAZIONE DEL MOMENTO IMPOSITIVO
gli acconti pagati prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011 sono soggetti all’aliquota del 20%, mentre al saldo, pagato successivamente, si applica l’aliquota del 21%;
il corrispettivo per il quale sia stata emessa la fattura anteriormente alla consegna o spedizione del bene o alla stipula dell’atto pubblico è soggetto all’aliquota del 20% se il documento viene emesso prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011.
2.4 NOTE DI VARIAZIONE
Le note di variazione emesse dopo l’innalzamento dell’aliquota ordinaria al 21% devono riportare l’aliquota ordinaria del 20% se la fattura, oggetto di rettifica, relativa all’operazione originaria, è stata emessa prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011.
3 MODALITA’ DI SCORPORO DELL’IVA PER I COMMERCIANTI AL MINUTO E SOGGETTI EQUIPARATI
Attualmente, i commercianti al minuto e i soggetti ad essi assimilati, per determinare l’IVA da versare in liquidazione periodica o annuale, possono applicare, in via alternativa:
il “metodo percentuale” di scorporo, in base al quale la base imponibile IVA si determina riducendo i corrispettivi, al lordo dell’imposta, nella misura:
– del 3,85%, se i beni/servizi sono soggetti all’aliquota del 4%;
– del 9,10%, se i beni/servizi sono soggetti all’aliquota del 10%;
– del 16,65%, se i beni/servizi sono soggetti all’aliquota del 20%;
il “metodo matematico”, in base al quale la base imponibile IVA si determina moltiplicando per 100 il risultato ottenuto dividendo i corrispettivi, al lordo dell’imposta, per:
– 104, se i beni/servizi soggetti all’aliquota del 4%;
– 110, se i beni/servizi soggetti all’aliquota del 10%;
– 120, se i beni/servizi soggetti all’aliquota del 20%.
Utilizzo obbligatorio del “metodo matematico”
Come anticipato, a decorrere dalle operazioni effettuate a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011, per i commercianti al minuto e i soggetti ad essi equiparati diventa obbligatorio l’utilizzo del “metodo matematico”. In particolare, in base al riformulato art. 27 co. 2 del DPR 633/72, se le operazioni poste in essere sono soggette alla nuova aliquota ordinaria (21%), i corrispettivi, al lordo dell’imposta, vanno divisi per 121, per poi moltiplicare il risultato ottenuto per 100; l’arrotondamento va effettuato, per difetto o per eccesso, al centesimo di euro.
Il “metodo matematico” consente di evitare l’inconveniente che, invece, caratterizza il “metodo percentuale” di scorporo, dato che con quest’ultimo si ottengono una base imponibile e un’imposta che, se sommate, non corrispondono al corrispettivo assunto al lordo dell’imposta.
4 OPERAZIONI EFFETTUATE NEI CONFRONTI DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI
Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere nei confronti dello Stato e degli enti pubblici tassativamente elencati nell’art. 6 co. 5 del DPR 633/72 (es. Regioni, Province, Comuni, istituti universitari, ASL, Camere di commercio, ecc.), l’IVA risulta esigibile alla data del pagamento del corrispettivo.
Tenuto conto che la fattura deve essere comunque emessa quando l’operazione si considera effettuata (es. consegna del bene, in caso di cessione), è stato previsto che il cedente/prestatore possa applicare l’aliquota IVA del 20% (anziché quella del 21%) se la fattura viene emessa e annotata nel relativo registro (delle fatture emesse o dei corrispettivi) prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011.
La fattura dovrà, invece, riportare l’aliquota ordinaria del 21% se viene emessa e/o registrata a partire da tale data.
La norma, quindi, introduce una limitazione, dato che, per l’applicazione dell’aliquota del 20%, non è sufficiente che la fattura sia emessa prima della data di cui sopra, se la stessa non risulta anche registrata prima di tale momento.
Esigibilità differita per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti IVA
L’art. 7 del DL 185/2008 (conv. L. 2/2009) ha generalizzato la possibilità di differire l’esigibilità, per l’Erario, dell’IVA. In via di principio, è infatti possibile sospendere il versamento dell’imposta, finché non venga pagato il corrispettivo, per tutte le operazioni poste in essere nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell’esercizio d’impresa o di arte o professione.
Il differimento dell’esigibilità, tuttavia:
è limitato nel tempo, essendo previsto che l’imposta diventi comunque esigibile dopo il decorso di un anno dall’effettuazione dell’operazione, salvo che, prima che sia scaduto detto termine, il cessionario o committente venga assoggettato a procedure concorsuali o esecutive;
si applica ai soli soggetti che, nell’anno solare precedente, hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare, nell’anno in corso, un volume d’affari non superiore a 200.000,00 euro.
Analogamente alla disciplina applicabile alle operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli enti pubblici, la fattura deve essere comunque emessa quando l’operazione si considera effettuata (es. consegna del bene, in caso di cessione).
Tenuto conto che la limitazione temporale imposta dalla legge di conversione, riguardante, allo stesso tempo, l’emissione della fattura e la sua registrazione, si riferisce espressamente alle sole operazioni poste in essere nei confronti dello Stato e degli enti pubblici, sembrerebbe possibile ritenere che – analogamente a quanto detto in merito alla fatturazione differita e a quella “super-differita” – il cedente/prestatore possa applicare l’aliquota IVA del 20% (anziché quella del 21%) se la fattura viene emessa prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 138/2011; l’annotazione del documento nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi può, quindi, anche essere successiva a tale data.
Cessioni di prodotti farmaceutici e operazioni a favore di soci e associati
Per la stessa ragione, tale ultimo regime dovrebbe applicarsi alle ulteriori operazioni ad esigibilità differita previste dall’art. 6 co. 5 del DPR 633/72, ossia:
alle cessioni di prodotti farmaceutici, effettuate dai farmacisti, soggette all’aliquota IVA ridotta del 10%; in particolare, si tratta:
– dei medicinali pronti per l’uso umano o veterinario, compresi i prodotti omeopatici;
– delle sostanze farmaceutiche e degli articoli di medicazione di cui le farmacie devono obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale;
alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi a favore dei soci, associati o partecipanti, se poste in essere dagli enti non commerciali di cui all’art. 4 co. 4 del DPR 633/72, alle condizioni ivi indicate.
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