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Timestamp: 2019-05-27 05:11:46+00:00
Document Index: 109680664

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 70', 'art. 49', 'art. 50', 'art. 53', 'art. 60', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 1']

Attività di impresa e lavoro autonomo: i regimi fiscali adottabili nel 2016 – Studio Balestra
Studio Balestra–News– 26 Gennaio 2016 24 Marzo 2017
L’art. 1 commi da 54 a 89 della legge di stabilità 2015, entrata in vigore lo scorso 01.01.2015, ha introdotto nell’ordinamento nazionale il nuovo regime fiscale agevolato per autonomi, destinato agli esercenti attività d’impresa, di arti e professioni in forma individuale. I soggetti che adottano il regime in esame beneficiano di talune semplificazioni e, in particolare: i) non addebitano l’IVA a titolo di rivalsa; ii) sono esonerati dall’applicazione e dal versamento dell’IVA (salvo particolari eccezioni); iii) non possono esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA a credito. Su tale impianto normativo è intervenuto, di recente, l’art. 1 co. 111 – 113 della legge di stabilità 2016 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale dello scorso 30.12.2015), che ha apportato alcune modifiche al regime fiscale di cui trattasi. In particolare, le principali novità hanno riguardato: i) alcune condizioni per l’accesso e la permanenza nel regime; ii) l’agevolazione per i soggetti che iniziano l’attività; iii) il regime contributivo agevolato opzionale. Nella presente informativa, dopo aver riepilogato le condizioni di accesso al regime forfettario di cui trattasi, verranno esaminate le situazioni prospettabili con riferimento: i) ai soggetti che iniziano l’attività nel 2016; ii) ai soggetti già in attività nel 2015 in relazione alle scelte per il 2016.
L’art. 1 commi da 54 a 89 della legge di stabilità 2015, entrata in vigore lo scorso 01.01.2015, ha introdotto nell’ordinamento nazionale il nuovo regime fiscale agevolato per autonomi, destinato agli esercenti attività d’impresa, di arti e professioni in forma individuale.
non sono soggetti a ritenuta alla fonte sui ricavi / compensi conseguiti, previo rilascio di apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura.
non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte fermo restando l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta;
sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili sia ai fini IVA che II.DD., salvo la numerazione / conservazione delle fatture d’acquisto / bollette doganali, l’obbligo di certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti;
non sono soggetti agli studi di settore / parametri, né alla comunicazione clienti-fornitori e “black list”.
Caratteristiche del nuovo regime forfettario
Imposta sostitutiva al 15%
Esclusione da IVA, IRAP, studi di settore
Contributi previdenziali agevolati
Esonero ritenute d’acconto
Su tale impianto normativo è intervenuto, di recente, l’art. 1 co. 111 – 113 della legge di stabilità 2016 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale dello scorso 30.12.2015), che ha apportato alcune modifiche al regime fiscale di cui trattasi. In particolare, le principali novità hanno riguardato:
alcune condizioni per l’accesso e la permanenza nel regime;
il regime contributivo agevolato opzionale.Di seguito, dopo aver riepilogato le condizioni di accesso al regime forfettario, verranno esaminate le situazioni prospettabili:
per i soggetti che iniziano l’attività nel 2016;
per i soggetti già in attività nel 2015 in relazione alle scelte per il 2016.
Soggetti che possono accedere al regime forfettario
Il regime fiscale di cui trattasi rimane fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione, ivi incluse le imprese familiari. Sono esclusi, quindi, dal regime forfettario:
le società di persone ed i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del TUIR;
le associazioni professionali e gli studi professionali associati ai sensi del co. 3 lett. c) del citato art. 5 del TUIR.
Chi può accedervi à Tutte le persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, di arte o professione;
à le imprese familiari.
Chi non può accedervi à le società di persone ed i soggetti equiparati di cui all’art. 5 del TUIR;
à le associazioni professionali e gli studi professionali associati ai sensi del co. 3 lett. c) del citato art. 5 del TUIR.
Cause di esclusione che precludono l’accesso al nuovo regime forfettario
È preclusa l’applicazione del nuovo regime ai soggetti che si trovino in determinate situazioni:
si avvalgono di regimi speciali IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito. Di seguito si richiamano, in forma tabellare, i regimi speciali IVA la cui adozione esclude l’applicazione del regime agevolato:
Regimi speciali IVA la cui adozione esclude l’applicazione del regime agevolato.
Agricoltura e attività connesse e pesca Artt. 34 e 34-bis del dpr 633/72
Vendita sali e tabacchi Art. 74 co. 1 del dpr 633/72
Commercio dei fiammiferi Art. 74 co. 1 del dpr 633/72
Editoria Art. 74 co. 1 del dpr 633/72
Gestione di servizi di telefonia pubblica Art. 74 co. 1 del dpr 633/72
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta Art. 74 co. 1 del dpr 633/72
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla Tariffa allegata al DPR 640/72 Art. 74 co. 6 del dpr 633/72
Agenzie di viaggi e turismo Art. 74-ter del dpr 633/72
Agriturismo Art. 5 co. 2 della l. 413/91
Vendite a domicilio Art. 25-bis co. 6 del dpr 600/73
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione Art. 36 del dl 41/95
Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione Art. 40-bis del dl 41/95
Tra i regimi forfetari di determinazione del reddito che precludono l’utilizzo del nuovo regime si segnalano, invece, a titolo meramente esemplificativo:
à il regime forfettario previsto per l’attività di allevamento di animali esercitata oltre i limiti di cui all’art. 32 co. 2 lett. b) del TUIR (art. 56 co. 5 del TUIR);
à il regime forfettario previsto per le altre attività agricole (art. 56-bis co. 2 del TUIR).
non sono residenti nello Stato italiano, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di cui all’art. 10 co. 1 n. 8 del DPR 633/72, o di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’art. 53 co. 1 del DL 331/93, conv. L. 427/93;
esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa in forma individuale e, contemporaneamente, partecipano a società di persone o associazioni professionali (art. 5 del TUIR), ovvero a srl in regime di trasparenza (art. 116 del TUIR).Le predette cause di esclusione vanno riferite al momento di applicazione del regime e non all’anno antecedente l’ingresso nel medesimo. Ne consegue che, l’aver applicato nell’anno 2015 un regime speciale IVA non impedisce di avvalersi del regime agevolato a decorrere dall’1.1.2016 qualora, per l’anno solare 2016, il contribuente non applichi più alcun regime speciale IVA.La legge di stabilità 2016 ha previsto una nuova causa ostativa al regime in argomento, ovvero non possono avvalersi del regime forfetario, tra l’altro, i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui rispettivamente agli artt. 49 e 50 del TUIR, eccedenti l’importo di 30.000,00 euro (la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato).
Cause preclusive al regime forfettario
Non residenti, salvo in UE/SEE con il 75% del reddito complessivo prodotto in Italia
Cessioni fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi
Possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000,00 euro, nell’anno precedente; la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato (Legge di Stabilità 2016)
L’adesione al nuovo regime forfettario richiede, inoltre, l’esistenza congiunta di due specifici requisiti, da appurarsi in capo al contribuente che intende aderire al regime in commento (o che vorrà permanere nel regime per gli anni successivi a quello di ingresso). Si tratta, in particolare:
di un requisito soggettivo;
di requisiti oggettivi (entità dei ricavi e compensi, delle spese per lavoro dipendente e assimilato, beni strumentali e redditi di lavoro dipendente o assimilato).
Requisito soggettivo: LIMITE DEI RICAVI
Uno dei requisiti soggettivi – che E’ STATO oggetto di modifica ad opera della Legge di Stabilità 2016 – e che deve essere verificato per accedere al nuovo regime agevolato, oppure per la permanenza nel medesimo anche per gli anni successivi, concerne la verifica del non superamento di taluni limiti di ricavi/compensi conseguiti nell’anno precedente. Più precisamente, a decorrere dall’1.1.2016, ai fini dell’adesione o alla permanenza del regime in commento, i ricavi o i compensi relativi all’anno precedente non devono eccedere i limiti esposti nella tabella (di seguito riportata) che sono diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata.
LIMITI RICAVI E compensi
Attività Codice attività ATECO Limite ricavi e compensi
Anno 2015 Limite ricavi e compensi
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 35.000 45.000
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 40.000 50.000
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 47.81 30.000 40.000
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 20.000 30.000
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 15.000 25.000
Intermediari del commercio 46.1 15.000 25.000
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 40.000 50.000
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) 15.000 30.000
Ad ogni modo, si rammenta che i limiti di ricavi e compensi – da prendere a riferimento per l’accesso o la permanenza nel nuovo regime forfettario – devono essere ragguagliati all’anno nel caso di inizio dell’attività in corso d’anno.
La misura delle predette nuove soglie va considerata, a partire dall’1.1.2016, in sede di primo accesso al regime forfetario, nonché per valutare la permanenza nello stesso. Rispetto a quest’ultima casistica, un’ipotesi particolare riguarda quei soggetti in regime forfetario nel 2015 che hanno percepito ricavi o compensi superiori ai previgenti limiti, ma non a quelli “nuovi”, indicati nella tabella sopra riportata.
Come osservato da d alcuni esponenti della dottrina, non dovrebbe verificarsi la fuoriuscita dal regime in quanto il controllo del superamento dei limiti di ricavi e compensi è condotta ad inizio 2016, raffrontando il dato storico del 2015 con i requisiti normativi vigenti al momento della verifica (il che significa, per quanto riguarda ricavi e compensi, considerare le nuove soglie modificate dalla legge di stabilità, in vigore dall’1.1.2016).
Requisito soggettivo: spese per lavoratori dipendenti o collaboratori
Un altro dei requisiti soggettivi – che deve essere verificato ai fini dell’accesso (o della permanenza) nel nuovo regime forfettario (e che NON è stato oggetto di interventi ad opera della Legge di stabilità per il 2016) – concerne il mancato superamento, nell’anno precedente, di un determinato limite di spesa per lavoro dipendente o collaboratori.
Più nello specifico, per accedere al nuovo regime (o per permanere nello stesso) i soggetti interessati non devono aver sostenuto, nell’anno precedente, spese complessivamente superiori a 5.000,00 euro lordi per:
lavoro accessorio (art. 70 del DLgs. 10.9.2003 n. 276);
lavoro dipendente (art. 49 del TUIR);
borse/assegni per fini di studio o addestramento professionale, oppure collaborazioni, anche riconducibili a un progetto ai sensi degli artt. 61 ss. del DLgs. 276/2003 (art. 50 co. 1 lett. c) e c-bis) del TUIR);
erogazioni agli associati sotto forma di utili derivanti da associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro (art. 53 co. 2 lett. c) del TUIR);
compensi erogati all’imprenditore e ai suoi familiari (art. 60 del TUIR).
Requisito soggettivo: Limite all’acquisto di beni strumentali
Per accedere al regime forfettario (ovvero per permanere nello stesso anche per le annualità successive) è necessario altresì verificare l’ulteriore limite previsto per l’acquisto di beni strumentali. In buona sostanza, deve essere verificato che, il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, per beni mobili strumentali alla chiusura dell’anno precedente, non ecceda l’importo di euro 20.000,00.
La tabella, di seguito riportata, riepiloga le condizioni per la fruibilità del regime forfetario a decorrere dall’1.1.2016.
Condizioni per la fruibilità del regime forfetario a decorrere dall’1.1.2016
Requisito Limite 2015 Limite 2016
Variabili da 15.000,00 a 40.000,00 euro, a seconda della tipologia di attività esercitata Variabili da 25.000,00 a 50.000,00 in base al tipo di attività, nel periodo precedente
Spese per lavoro dipendente e assimilato Massimo 5.000,00 euro Massimo 5.000,00 euro
Beni strumentali Massimo 20.000 euro, al lordo degli ammortamenti (stock) Massimo 20.000 euro, al lordo degli ammortamenti (stock)
Inferiori a quelli d’impresa o di lavoro autonomo soggetti al regime forfetario Verifica
esclusa se:
• il rapporto di lavoro è cessato;
• o la somma dei redditi non eccede i 20.000,00 Limite eliminato e sostituito da nuova causa ostativa, ovvero possesso di redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000,00 euro, nell’anno precedente; la soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato
Tassazione del reddito imponibile
Il reddito da assoggettare all’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionale e comunale e dell’IRAP del 15% è determinato forfetariamente attraverso l’applicazione di coefficienti di redditività differenti a seconda dell’attività esercitata.
Il regime agevolato in esame si basa sulla determinazione forfetaria del reddito imponibile, calcolato tramite l’applicazione del coefficiente di redditività previsto per la specifica attività svolta all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta. Per espressa previsione normativa, non partecipano alla formazione del reddito imponibile le plusvalenze patrimoniali e le sopravvenienze attive, così come altre tipologie di proventi.
Ad ogni modo, è espressamente stabilito che il computo dei ricavi e compensi (sui quali dovrà essere applicato lo specifico coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata) deve avvenire secondo il principio di cassa. Rilevano, quindi, solo i ricavi o compensi che hanno avuto manifestazione numeraria nel periodo d’imposta soggetto al regime agevolato.
I coefficienti di redditività – che NON sono stati modificati dalla Legge di stabilità 2016 – sono riportati nella tabella sottostante, a fianco della colonna in cui sono esposti i limiti di ricavi e compensi per l’accesso (o la permanenza) nel regime forfettario di cui trattasi.
30.000 67%
Ai fini della determinazione del reddito imponibile, l’applicazione del coefficiente di redditività rende, di fatto, indifferenti le spese sostenute dal contribuente nel periodo, a prescindere da qualsiasi valutazione circa la loro inerenza all’attività d’impresa o di lavoro autonomo.
Le uniche spese che possono essere dedotte dal reddito imponibile sono:
i contributi previdenziali versati in ottemperanza a norme di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico (art. 12 del TUIR), ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, la cui eccedenza può essere, a sua volta, dedotta dal reddito complessivo (art. 10 del TUIR);
le perdite fiscali generatesi nei periodi d’imposta anteriori l’accesso al regime, secondo le regole ordinarie stabilite dal TUIR.
Agevolazioni per i contribuenti che iniziano l’attività
L’art. 1 co. 65 della L. 190/2014 prevede una tassazione agevolata del reddito percepito dai soggetti che iniziano l’attività; agevolazione quest’ultima significativamente modificata dalla Legge di Stabilità 2016.
Fino al 31.12.2015, per i soggetti che avviavano ex novo un’attività e al ricorrere di determinate condizioni, è stata prevista un’ulteriore agevolazione per i primi tre anni di attività, consistente nella riduzione di un terzo del reddito imponibile.
Per effetto della legge di stabilità 2016 tale previsione agevolativa è stata abrogata e sostituita con una differente misura agevolativa consistente nell’applicazione, all’intero reddito forfetariamente determinato, dell’aliquota d’imposta sostitutiva al 5%, per i primi 5 anni dell’attività.
Risultano, invece, confermate le condizioni per usufruire della predetta agevolazione ovvero che:
A decorrere dal 2016, il regime forfetario risulta l’unico regime fiscale agevolato fruibile da imprenditori individuali e professionisti, in alternativa al regime ordinario, in contabilità ordinaria o semplificata. Ricordiamo, infatti, che:
il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (artt. 27 co. 1, 2 e 7 del DL 98/2011 e 1 co. 96 – 115 e 117 della L. 244/2007) è stato abrogato a decorrere dal 2016 a seguito dell’esaurimento della proroga che era stata disposta limitatamente all’anno 2015 (art. 1 co. 85 lett. b) e c) della L. 190/2014 e art. 10 co. 12-undecies del DL 192/2014, conv. L.11/2015).Riassumendo, quindi, come si desume dalla tabella sottostante, dal 01.01.2016, sono operativi:
il nuovo regime agevolato per autonomi;
il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (ma soltanto per quei contribuenti che già usavano il regime dei minimi prima dell’entrata in vigore del nuovo regime forfettario).
Regimi contabili Anno 2014 Anno 2015 Anno 2016
(contabilità ordinaria o semplificata) Applicabile Applicabile Applicabile
Regime delle nuove iniziative produttive Applicabile Abrogato Abrogato
Regime degli “ex minimi” Applicabile Abrogato Abrogato
Regime di vantaggio per l’imprenditoria Applicabile Abrogato, ma chi lo usava nel 2014 può continuare ad utilizzarlo fino a scadenza naturale (5 anni o fino al raggiungimento del 35° anno di età) Abrogato, ma chi lo usava nel 2014 può continuare ad utilizzarlo fino a scadenza naturale (5 anni o fino al raggiungimento del 35° anno di età)
Nuovo regime fiscale agevolato per autonomi Non previsto Applicabile Applicabile
Rispetto al regime di vantaggio (minimi) è necessario fare alcune precisazioni volte a definirne il periodo di residua utilizzabilità. In particolare, è necessario distinguere tra:
soggetti che hanno applicato il regime di vantaggio per la nuova attività avviata nel 2015, beneficiando della proroga disposta dall’art. 10 co. 12-undecies del DL 192/2014, conv. L. 11/2015, per i quali non è pacifico se potranno continuare ad applicare il regime fino a scadenza naturale;
Soggetti già in attività nel 2015 in relazione alle scelte per il 2016
Come abbiamo appurato nella tabella precedente, chi ha iniziato l’attività nel 2015 avrebbe potuto scegliere tra i seguenti regimi fiscali.
Regime ordinario (contabilità ordinaria o semplificata)
Regime di vantaggio per l’imprenditoria
In base al regime adottato nel 2015, per il 2016 sono disponibili le seguenti soluzioni:
Regimi contabile adottato nel 2015 Regime che è possibile adottare nel 2016
Ipotesi I Ipotesi II Ipotesi III Ipotesi IV
Regime ordinario per opzione perché risultavano rispettati i previgenti limiti di accesso al regime agevolato Regime ordinario vincolo triennale (art. 1, co.70, Legge di Stabilità 2015)
Regime ordinario per obbligo perché non risultavano rispettati i previgenti limiti di accesso al regime agevolato Regime forfettario se rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato Regime ordinario per opzione o per obbligo
Regime dei minimi Regime dei minimi fino al termine del quinquennio dall’inizio dell’attività o fino al compimento del 35° anno di età Regime forfettario se rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato Regime ordinario per opzione (scelta valida per i tre anni successivi) Regime ordinario per obbligo se NON rispettati i vigenti limiti di accesso al regime agevolato
Regime dei minimi ultimo anno di applicazione Regime forfettario se rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato Regime ordinario per opzione (scelta valida per i tre anni successivi) Regime ordinario per obbligo se NON rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato
Regime forfettario (NO PRIMA ATTIVITA’) Regime forfettario se rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato Regime ordinario per opzione (scelta valida per i tre anni successivi) Regime ordinario per obbligo se NO rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato
Regime forfettario (PRIMA ATTIVITA’) aliquota del 15% con riduzione del reddito di un terzo Regime forfettario “start up” se rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato beneficiando dell’aliquota ridotta del 5% per il 2016, 2017,2018 e 2019 Regime ordinario per opzione
(scelta valida per i tre anni successivi) Regime ordinario per obbligo se NO rispettati i requisiti di accesso al regime agevolato