Source: https://www.unipd.it/trasparenza/class-action
Timestamp: 2020-07-12 09:28:28+00:00
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Aggiornamento: 18-05-2020
Il Tribunale di Roma ha definito il giudizio con sentenza n. 12824/2015 dichiarando il difetto di legittimazione del CODACONS e rigettando le domande degli attori.
Su impugnazione proposta degli attori con sentenza n. 718/2019 la Corte d'Appello di Roma, Sez. I° Civile, ha rigettato l'appello e confermata la impugnata sentenza di primo grado.
La citata sentenza della Corte d'Appello di Roma n. 718/2019 è passata in giudicato. Non risulta proposto ricorso per Cassazione. Il contenzioso è pertanto da ritenersi concluso.
La causa instaurata davanti il T.A.R. Lazio (Rg. n. 9253/2016) riguarda l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato con riguardo alle procedure contrattuali e negoziali relative al nuovo triennio 2016-2018, nonché la richiesta di condanna al risarcimento del danno subito da ciascun ricorrente per l'effetto del silenzio/ritardo nel provvedere al rinnovo contrattuale e di corresponsione di un equo indennizzo.
Il T.A.R.. Lazio, Sez. Prima Bis, con sentenza n. 10528/2017, lo ha dichiarato in parte inammissibile e per il resto respinto, declinando la giurisdizione del giudice adito in favore di quello ordinario con riferimento al chiesto risarcimento de danno e dell'indennizzo quale conseguenza della vacanza contrattuale. Risulta proposto appello in Consiglio di Stato (Rg. n. 762/2018).
Il Consiglio di Stato, Sez. IV, con sentenza n. 119/2020, pubblicata il 07.01.2020 ha respinto l'appello proposto e, per l'effetto, confermato la citata sentenza T.A.R. Lazio, Sez, I°bis, n. 10528/2017. Il contenzioso amministrativo è pertanto da ritenersi concluso.