Source: http://comune.tornaco.no.it/ComSServizio.asp?Id=519&IdS=16
Timestamp: 2017-03-23 04:11:21+00:00
Document Index: 63172094

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 6', 'art. 19', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 21', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 19', 'art. 117', 'art. 21', 'art. 19']

Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) - edilizia - Comune di TORNACO (NO)
LA Segnalazione certificata di inizio attività – “SCIA"(L’art. 19 della legge n. 241/1990 dopo le modifiche dell’art. 6 della L. 124/2015 c.d. “Riforma della PA”)INTRODUZIONEDALLA DIA ALLA SCIA in ediliziaLa riforma dell'articolo 19 della legge 241/1990 “Nuove norme sul procedimento amministrativo”, operata dall'articolo 49, comma 4-bis, della legge 122/2010, (di conversione del D.L. n. 78/2010 “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica) entrata in vigore il 31/7/2010, ha introdotto un nuovo istituto la “Segnalazione Certificata di Inizio di Attività”, (acronimo SCIA)” in sostituzione della Denuncia di Inizio di Attività (D.I.A.). La SCIA, come recita l'art. 19, comma 1 della citata L. 241/1990, è una segnalazione dell'interessato che sostituisce ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli stessi.Non possono essere sostituiti dalla SCIA gli atti di assenso relativi ad interventi da realizzarsi in zona soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e delle costruzioni in zone sismiche, gli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione della finanza, che quindi devono essere acquisiti dalle autorità competenti.Al di fuori di dette materie, ogni altro atto, parere o verifica preventiva prevista dalla normativa va sostituito da autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni redatte dalla proprietà o avente titolo attraverso i propri tecnici incaricati.Con la SCIA l'attività oggetto della segnalazione, può essere avviata subito, senza la necessità di attendere il decorso del termine (30 giorni per l’edilizia e 60 per le altre attività), com'era per la D.I.A..Il procedimento veniva in tal modo semplificato ed accelerato; i controlli effettuati mentre l’attività era già in corso.L’applicabilità della nuova disposizione all’edilizia ha generato, inizialmente, differenti interpretazioni e differenti applicazioni, nonostante l’intervento del Ministero per la Semplificazione Normativa - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Legislativo - che, con nota del 16/09/2010, in risposta ad un quesito posto dalla Regione Lombardia, aveva affermato l’applicabilità della disciplina della SCIA all’edilizia.Con il Decreto Legge n. 70/2011 “Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 106/2011, il legislatore, attraverso una disposizione di carattere interpretativo inserita all'art. 5 comma 2 lett. c), ha chiarito che la SCIA di cui all’art. 19 della Legge n. 241/1990, si applica anche agli interventi dell'edilizia, con esclusione della DIA sostitutiva e/o alternativa al permesso di costruire (c.d.Superdia) che quindi permane ancora disciplinata dall'art. 22 commi 3 e 4 del D.P.R. 380/2001 e succ. mod.La SCIA in edilizia è stata dunque introdotta e disciplinata con una norma all’interno della L. 241/1990 c.d. legge generale del procedimento amministrativo, e non operando modifiche al D.P.R. 380/2001 “Testo Unico dell’edilizia”, nel quale verrà recepita in modo organico solo con la riforma operata dal D.L. 133/2014 convertito in L. 164/2014 “c.d. sblocca Italia”.Il procedimento resta comunque disciplinato dall’art. 19 della L. 241/1990 più volte modificato per la SCIA degli interventi di edilizia residenziale. Si rammenta che la SCIA per gli interventi di edilizia produttiva è disciplinata dal D.P.R. 160/2010.L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con pronuncia n. 15 del 2011 ha chiarito che la SCIA è un atto privato e resta privato. Non è quindi un provvedimento amministrativo a formazione tacita.PROCEDIMENTO DELLA SCIALa SCIA (come tutti i titoli abilitativi per interventi edilizi) può essere presentata solo per interventi conformi agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati. E’ il titolo per realizzare gli interventi che non siano di attività edilizia libera o soggetti a permesso di costruire o a superDia.Gli interventi ammessi con SCIA sono dunque ricavabili in via residuale in quanto non rientranti in quelle che TUE elenca all’art. 6 (edilizia libera, con CIL e con CILA) e all’art. 10 (permesso di costruire o Dia alternativa). La SCIA ha validità di anni 3; per i lavori non ultimati entro questo termine deve essere presentata una nuova SCIA.Al termine dei lavori deve essere comunicato allo Sportello dell'Edilizia la fine dei lavori e, nel caso siano variati i parametri per il reddito imponibile dell’immobile, deve essere presentata all'Agenzia del Territorio la variazione catastale.La disciplina della SCIA in edilizia, comporta un necessario coordinato tra varie normative:TUE, L. n. 241/1990 e legislazione regionale.Nonostante la L. 164/2014 c.d. “Sblocca Italia”, abbia apportate modifiche al D.P.R. 380/2001, operando la sostituzione puntuale nei vari articoli del termine DIA con SCIA (ad esclusione di dove permane la DIA - c.d. SuperDIA), non è comunque presente nel TUE la disciplina del procedimento ed i termini per il controllo e gli interventi in autotutela inerenti la SCIA, restano disciplinati nella L. 241/1990.L'art. 19 della L. n. 241/1990 e succ. mod., quindi, continua ad essere il riferimento del procedimento, il quale comunque va integrato con gli artt. 22, 23 e 23-bis del DPR 380/2001 e succ. mod..L’art. 22, comma 7 del DPR 380/2001, rimette all’interessato la facoltà per gli interventi soggetti a SCIA, di chiedere comunque il rilascio del permesso di costruire.La SCIA (come tutti i titoli edilizi) può essere presentata solo per interventi conformi agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati.IL PROCEDIMENTO RISULTA COSÌ DELINEATO:1) il proprietario o avente titolo, prima del deposito della SCIA, acquisisce tramite lo Sportello Unico dell'Edilizia (il SUAP nel caso di interventi per attività produttive) tutti gli atti di assenso obbligatori;2) lo sportello unico richiede alle competenti amministrazioni il rilascio degli atti di assenso; se entro 60 giorni dalla richiesta non li ottiene, procede con la conferenza di servizi;3) lo sportello unico comunica tempestivamente l'avvenuta acquisizione degli atti di assenso all'interessato;4) l'interessato deposita la SCIA, utilizzando la modulistica semplificata e unificata , corredata dagli elaborati, relazione tecnica, attestazioni necessarie. L’inizio dei lavori può avvenire dal momento del deposito.	In alternativa, a scelta dell'interessato, la domanda di acquisizione degli atti di assenso può essere contestuale al deposito della SCIA. In tal caso, lo Sportello acquisisce dalle Amministrazioni e uffici competenti tutte le autorizzazioni obbligatorie, come indicato al precedente punto 2). I lavori possono avere inizio solo dopo la comunicazione dello Sportello di avvenuta acquisizione.5) entro 30 giorni (a lavori già in corso) lo Sportello verifica la sussistenza dei requisiti e presupposti per l'esecuzione dei lavori. Il controllo di merito può accertare:a) che l’ intervento è conforme. L’Amministrazione non opera alcuna comunicazione all’interessato;b) la carenza dei requisiti e presupposti per effettuare l’intervento ed in tal caso adotta il provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi;c) la possibilità di conformare l’attività. In tal caso lo sportello adotta il provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell’attività, prescrivendo le misure necessarie per conformare l’intervento e fissa un termine non inferiore a 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso inutilmente il termine fissato l’attività si intende vietata; 6) i provvedimenti sanzionatori per gli abusi edilizi, verranno assunti solo qualora la conformazione non sia possibile o non avvenga nei termini assegnati ed i lavori siano già stati avviati;7) dopo il termine di giorni 30 dal deposito, l'Amministrazione può intervenire, ai sensi dell’art. 19, comma 4 , L. 241/1990 se sussistono contemporaneamente le seguenti condizioni:- illegittimità della SCIA;- entro un termine ragionevole dal deposito (18 mesi) ;- se sussista l’interesse pubblico, tenuto conto degli interessi dei destinatari del provvedimento e dei controinteressati;8) è possibile l'intervento senza limiti di tempo in caso di dichiarazioni sostitutive, certificazioni o asseverazioni false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, ma solo quando accertate con sentenza passata in giudicato. Tale ipotesi di autotutela è disciplinata al comma 2-bis dell’art. 21 nonies L. 241/1990 .Documentazione a corredo.La Scia per consentire l'avvio dell'attività, deve essere presentata sulla modulistica unificata e semplificata completa di tutta la documentazione necessaria:1.	dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà relative a tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del d.P.R. 445/2000;2.	attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati. Le attestazioni o dichiarazioni di conformità riguardano: la sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale (ai sensi del primo periodo dell'articolo 19, comma 1);3. gli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione;4. la domanda per gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per le leggi di settore al procedimento edilizio; qualora non già acquisiti prima del deposito della segnalazione (art. 23-bis TUE).Inizio dell'attività e validità della SCIAL'attività può essere iniziata immediatamente dal deposito “SCIA con inizio lavori immediati”, se gli atti di assenso obbligatori sono stati acquisiti preliminarmente e se l’interessato non indica un termine diverso di inizio lavori (SCIA con inizio lavori differito).Qualora l’interessato contestualmente al deposito della SCIA richieda allo sportello unico l’acquisizione dei pareri, nulla osta, atti di assenso di altre amministrazioni, la SCIA è ad efficacia differita, in quanto è efficace dal momento in cui lo sportello comunica l’acquisizione di tutta la documentazione necessaria.L'attività deve essere iniziata entro un anno dal deposito.La SCIA ha validità di anni 3; per i lavori non ultimati entro questo termine deve essere presentata una nuova SCIA. Al termine dei lavori deve essere comunicato allo Sportello dell'Edilizia la fine dei lavori e, nel caso siano variati i parametri per il reddito imponibile dell’immobile, deve essere presentata all'Agenzia del Territorio la variazione catastale.Controlli entro 30 giorni dal depositoL'articolo 19 comma 3, prevede che entro 30 giorni dal deposito della SCIA, qualora sia accertata la carenza dei requisiti e presupposti prescritti per l'avvio dei lavori, deve essere assunto il divieto di prosecuzione dell'attività e l'ordine di rimozione degli effetti dannosi, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente l'attività intrapresa. Dunque nel termine di 30 giorni l’Amministrazione, come già più sopra detto, può:a) riscontrare che l’ intervento è conforme. L’Amministrazione non opera alcuna comunicazione all’interessato;b) accertare la carenza dei requisiti e presupposti per effettuare l’intervento ed in tal caso adotta il provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi;c) verificare la possibilità di conformare l’attività. In tal caso lo sportello adotta il provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell’attività, prescrivendo le misure necessarie per conformare l’intervento e fissa un termine non inferiore a 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso inutilmente il termine fissato l’attività si intende vietata. La conformazioneL’art. 19,comma 3 della legge 241/1990 da ultimo modificato dalla L. 124/2015 prevede che qualora la SCIA sia carente dei presupposti e requisiti prescritti, l’Amministrazione competente adotta, entro 30 giorni dal deposito, motivato provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti alle prescrizioni che deve dare l’Amministrazione la quale deve altresì fissare un termine non inferiore a trenta giorni.Il potere inibitorio, ossia l’ordinanza che reca il divieto motivato di prosecuzione dell’attività non conforme, è un atto dovuto e conseguente l’accertamento che l’Amministrazione opera nella propria attività di controllo.Poiché i lavori con la SCIA possono essere iniziati dal momento del deposito, è ben possibile che l’ordinanza intervenga a lavori già in corso o ultimati (si pensi ad interventi modesti ed eseguiti velocemente).La possibilità che il privato conformi l’attività, a lavori già in fase di realizzazione od eseguiti, rappresenta una novità rispetto alla previgente disciplina della D.I.A. Al privato devono essere lasciati non meno di 30 giorni per adeguare il progetto e l’intervento alle misure a tal fine necessarie che l’Amministrazione deve indicare in modo che l’opera sia regolarizzata.In questo periodo si congela l’azione amministrativa.La disposizione riconosce al privato il diritto di “mettersi in regola”, prima che sia assunto nei suoi confronti un provvedimento finale. Nel periodo assegnato per conformare l'attività, le opere (eventualmente) effettuate non possono essere considerate abusi in quanto il procedimento speciale, delineato dal legislatore, ne prevede la possibilità di regolarizzazione prima di qualsiasi ulteriore azione amministrativa.La ratio è il tentativo di deflazionare il contenzioso, simile nella sostanza a quello disciplinato dall’art. 10 bis della L. 241/1990 introdotto con la L. 15/2005, che prevede il preavviso di rigetto nei procedimenti ad istanza di parte, prima del provvedimento sfavorevole per motivi ostativi all’accoglimento.L’invito a conformare risponde più in generale al principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione, che, attraverso l’apporto collaborativo dei soggetti coinvolti nel procedimento, può attenuare il carico di lavoro dei pubblici uffici, sanando omissioni od apportando modifiche che rendano l’opera compatibile con le norme e con gli strumenti urbanistici vigenti, nonché esplicitare più compiutamente le ragioni che ostano all’intervento prevenendo un inutile contenzioso.Nel caso la conformazione dell’intervento non sia possibile o il privato non vi provveda, allora la disposizione dell’art. 19 va coordinata con la normativa speciale, che sanziona gli abusi edilizi e vincola l’attività della pubblica amministrazione.Il conseguimento della conformazione va accertato dall’Amministrazione e comporterà la revoca dell’ordinanza che vieta la prosecuzione dell’attività, a seguito della modifica della situazione che l’aveva generata.Il procedimento (poco) delineato dall’art. 19 citato non esplicita se la conformazione si consegua attraverso la presentazione di una nuova SCIA, collegata alla precedente o con una propria autonomia che, in tal caso, potrebbe quindi a sua volta comportare un nuovo ordine di non proseguire l’attività e invito a conformare.Sarà quindi la prassi amministrativa ad individuare come si procede per “la conformazione” con riferimento ai principi generali di snellezza e divieto di aggravio del procedimento.Poteri di intervento della P.A. decorso il termine di 30 giorni dal deposito (dopo la legge 124/2015)L'art. 19 L. 241/1990 e succ. al mod. comma 4, nel testo sostituito dall’art. 6, comma 1 L. 124/2015, così dispone: “Decorso il termine per l'adozione dei provvedimenti di cui al comma 3, primo periodo, ovvero di cui al comma 6-bis, l'amministrazione competente adotta comunque i provvedimenti previsti dal medesimo comma 3 in presenza delle condizioni previste dall'articolo 21-nonies.”La disposizione modifica in modo rilevante la disciplina dei poteri della PA decorso il termine di 30 giorni dal deposito che, prima della novella della L. 124/2015, era sempre possibile nel caso di certificazioni ed attestazioni false o mendaci, ed era inoltre possibile in presenza di presenza del pericolo di un danno: a.	per il patrimonio artistico e culturale, b.	per l’ambiente, c.	per la salute, d.	per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale Dal 28 agosto 2015, data di entrata in vigore della L. 124/2015, le determinazioni che l’Amministrazione può adottare successivamente al decorso di 30 giorni dal deposito della SCIA, risultano ammesse solo in presenza delle condizioni previste dall'art. 21-nonies (Annullamento d'ufficio), anch’esso modificato. Tali condizioni sono riferite al potere in via generale per l’annullamento d’ufficio in autotutela che può essere operato “sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un "termine ragionevole". Per l'annullamento dei provvedimenti attributivi di vantaggi economici e per i provvedimenti che si siano formati per silenzio-assenso, la novella introduce il termine ultimo di mesi 18. Tale termine, in assenza di altra esplicitazione di cosa si intenda per “ragionevole” si ritiene debba costituire il riferimento generale.Il limite temporale di mesi 18 non vale nel caso di provvedimenti conseguiti attraverso false rappresentazioni dei fatti o con dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell'atto di notorietà false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, le quali però devono essere accertate con sentenza passata in giudicato (comma 2-bis aggiunto all’art. 21-nonies della L. 241/1990).In tali casi infatti, l'annullamento può essere disposto, anzi sarà disposto necessariamente decorso il termine di mesi 18, stante i tempi imprevedibili ma certamente di parecchi anni per l’emissione della sentenza da parte del Tribunale.Dall’art. 19, comma 4, della L. 241/1990 come riscritto dalla L. 124/2015, si evince che dopo il termine di 30 giorni dal deposito il provvedimento che può essere adottato è “l’inibitoria e rimessione in pristino” che può essere assunto solo in presenza delle condizioni per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio. Anche in questo caso la riforma non ha delineato un procedimento chiaro ed univoco ed infatti gli orientamenti che si possono desumere dai primi commenti della norma sono due:-	da un lato chi ritiene che non si debba preventivamente assumere un provvedimento di annullamento della SCIA in quanto, essendo la SCIA un atto del privato non può essere rimosso da un atto di secondo grado della P.A. la quale non ha adottato alcun atto di primo grado. Dopo il termine di 30 giorni per il controllo e sussistendo le condizioni di cui all’art. 21-nonies della citata L. 241/1990, l’unico provvedimento che può essere adottato è l’inibitoria e la rimessione in pristino;-	dall’altro lato c’è chi sostiene che l’Amministrazione, decorso il termine di 30 giorni, dispone del potere di autotutela e dunque in presenza di accertata illegittimità dell’attività edilizia, deve preventivamente annullare la SCIA e solo successivamente può adottare l’ordinanza inibitoria dell’attività e rimessione in pristino.In ogni caso, l’azione amministrativa presuppone la comunicazione di avvio di procedimento e previa valutazione comparativa dell’interesse pubblico con quello privato.Dovendo assumere una decisione sulle posizioni riepilogate, ai fini della redazione della modulistica per la gestione dei procedimenti, si è ritenuto di individuare il potere di intervento della PA in autotutela nei confronti (non della SCIA) ma degli effetti della SCIA ritenendo che l’atto di sospensione dell’attività e rimessione in pristino richieda necessariamente un provvedimento che conclusivo dell’accertamento della sussistenza delle condizioni secondo il combinato disposto del comma 4 dell’art. 19 e dell’art. 21 della L. 241/1990.La modifica normativa persegue l’obiettivo e produce l’effetto, più volte affermato anche dalle riforme degli ultimi anni di consolidare il principio del legittimo affidamento del privato anche a fronte di un titolo illegittimo.Continua però a non essere per nulla chiaro il fine perseguito dall’ultima parte del comma 1 dell’art. 21-nonies “Rimangono ferme le responsabilità connesse all'adozione e al mancato annullamento del provvedimento illegittimo” . Si consolida una certezza ormai granitica: la verifica delle SCIA deve essere effettuata entro il termine perentorio di 30 giorni. Decorso tale termine, un intervento trova margini ristretti ed espone l’Amministrazione ed i propri funzionari a responsabilità .SCIA E LEGGI REGIONALICon la sentenza n. 164 del 27 giugno 2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato che non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale inerenti la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) applicabile in tutte le materie, compresa l'edilizia.La pronuncia della Corte ha riguardato l’art. 49 commi 4-bis e 4-ter del D.L. 78/2010 convertito con modificazioni dalla L. 122/2010, nei ricorsi promossi dalle Regioni Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Emilia-Romagna e Puglia e l’art. 5, comma 1 lett. b) e comma 2 lett. b) e c) del D.L. 70/2011 convertito con modificazioni dalla L. 106/2011 nel ricorso promosso dalla Regione Emilia Romagna.Le norme portate all’attenzione della Corte riguardano l’istituto della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), che ha sostituito la DIA, anche nella materia dell’edilizia, nel novellato art. 19 della L. 241 del 1990.I ricorsi sono stati rigettati. Argomenta la Corte che lo Stato è competente, in via esclusiva, a fissare il livello essenziale delle prestazioni in relazione a diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, secondo principi di uguaglianza.L’attività amministrativa può assurgere alla qualifica di “prestazione” e la disciplina della SCIA si presta ad essere ricondotta al parametro di cui all’art. 117 comma 2 lett. m) della Costituzione. Il principio di semplificazione dell’attività amministrativa, di derivazione comunitaria, è ormai radicato nell’ordinamento italiano e va senza dubbio catalogato nei principi fondamentali dell’azione amministrativa.L’autonomia legislativa delle Regioni può quindi essere ristretta allo scopo di assicurare un livello uniforme di godimento di diritti tutelati dalla stessa Costituzione.La sentenza, riportata nella parte seconda della guida, svolge un'analisi approfondita sulla ratio della disciplina della semplificazione, alla quale si riconduce anche la SCIA, le cui esigenze sono l'uniformità di trattamento e la riduzione di oneri e ostacoli a carico del privato nell'avvio delle proprie attività.La semplificazione amministrativa risponde all'esigenza di determinare livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali da assicurare sull'intero territorio nazionale in modo uniforme nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza ed è di diretta derivazione comunitaria (direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno, attuata nell'ordinamento italiano con D.lgs. 26 marzio 2010 n. 59); va quindi catalogato nel novero dei principi fondamentali dell'azione amministrativa.Ne consegue che il concorso di competenze Stato/Regioni nella fattispecie considerata viene sacrificato con l'affidamento in via esclusiva alla competenza statale, essendo l'unico in grado di realizzare l'esigenza di determinare livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Alla SCIA nella materia edilizia si estendono tutte le considerazioni sull'istituto della SCIA applicato alle altre materie.In definitiva, la materia dell'edilizia alla luce della impostazione di pensiero della Corte, può essere da legislazione concorrente, ricondotta alla competenza esclusiva dello Stato, ogni volta che lo stesso ravvisi l'esigenza di determinare livelli essenziali di prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale.Schema sintetico dell’iter della SCIASoggetto	Input	Termine	OutputPrivato	Deposito Scia allo Sportello Unico per l'Edilizia. (Se devono essere acquisiti atti di assenso da altre Amministrazioni, ,si ha la “SCIA ad efficacia differita”in quanto è completa dalla comunicazione di avvenuta acquisizione da parte dello Sportello)	Inizio lavori:- immediato (se gli atti di assenso necessari per l’intervento sono già acquisiti al momento del deposito della SCIA)- differito (se la richiesta di acquisire gli atti di assenso necessari per l’intervento edilizio è contestuale al deposito della SCIA)	Avvio attivitàAmministrazione(Sportello Unico per l’Edilizia Ricezione Scia	30 giorni per effettuare il controllo di merito	- SCIA conforme: nessun atto;- SCIA carente dei presupposti per effettuare l’intervento: adozione motivato provvedimento di divieto prosecuzione attività e rimozione effetti dannosi;- SCIA conformabile: adozione motivato provvedimento di divieto prosecuzione attività ed indicazioni per la conformazione entro il termine di almeno 30 giorniAmministrazione(Sportello Unico per l’Edilizia)	Controlli	Decorsi 30 giorni dal deposito: * Solo in presenza delle condizioni previste dall’art. 21-nonies della L. 241/1990 Ordinanza di divieto di prosecuzione attività e rimozione degli eventuali effetti dannosi **	Dall’art. 19, comma 4, della L. 241/1990 come riscritto dalla L. 124/2015, ed in vigore dal 28/8/2015, si evince che dopo il termine di 30 giorni dal deposito l’unico provvedimento che può essere adottato è “l’inibitoria e rimessione in pristino” che può essere assunto solo in presenza delle condizioni per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio. Tali condizioni sono riferite al potere in via generale per l’annullamento d’ufficio in autotutela che può essere operato in presenza contestualmente dei seguenti presupposti:-	atto illegittimo;-	ragioni di interesse pubblico confrontato con gli interessi dei destinatari del provvedimento e dei controinteressati;-	termine ragionevole. Non si assume quindi il provvedimento di annullamento della SCIA come avveniva fino al 27 agosto, bensì l’ordinanza inibitoria dell’attività, ovvero lo stesso provvedimento previsto per il controllo con esito negativo entro 30 giorni dal deposito.MODULISTICATitoloDoc
MODULO SCIA E ASSEVERAZIONESCIA Modulo unico compilabile.rtfDICHIARAZIONE DATI IMPRESA ESECUTRICEDichiaraz. docum. e dati Impresa.rtfINIZIO LAVORI POSTICIPATOInizio lavori posticipato con doc. allegata.rtfDOMANDA ACQUISIZIONE ATTI ESSENSODomanda acq. atti di assenso.rtfDICHIARAZIONE FINE LAVORI E COLLAUDOComunic. fine lavori e trasm. collaudo.rtfDICHIARAZIONE CLASSAMENTO CATASTALE DOPO LAVORIDich. classamento catast. dopo esec. lavori.rtfPROCEDIMENTITitoloDoc
MODULO SCIA E ASSEVERAZIONESCIA Modulo unico compilabile.rtfDICHIARAZIONE DATI IMPRESA ESECUTRICEDichiaraz. docum. e dati Impresa.rtfINIZIO LAVORI POSTICIPATOInizio lavori posticipato con doc. allegata.rtfDOMANDA ACQUISIZIONE ATTI ESSENSODomanda acq. atti di assenso.rtfDICHIARAZIONE FINE LAVORI E COLLAUDOComunic. fine lavori e trasm. collaudo.rtfDICHIARAZIONE CLASSAMENTO CATASTALE DOPO LAVORIDich. classamento catast. dopo esec. lavori.rtfSERVIZI CORRELATI
AgibilitàAttività Edilizia LiberaAutorizzazioni Paesaggistiche Comunicazione di Fine Lavori - Denuncia Inizio AttivitàComunicazione di Fine Lavori - Edilizia liberaComunicazione di Fine Lavori - Permesso di costruireComunicazione di Inizio Lavori - Edilizia libera (CIL)Comunicazione di Inizio Lavori - Permesso di costruireComunicazione di Manutenzione OrdinariaComunicazione di Manutenzione Ordinaria – Edilizia LiberaComunicazione di Manutenzione Straordinaria - Edilizia liberaComunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA)Conformità Sanitaria - CertificazioniDenuncia Inizio Attività (DIA)Denuncia Opere in Cemento ArmatoDichiarazione conformità degli impiantiLavori in economiaOccupazione Suolo Pubblico per lavoriPermesso di Costruire (PdC)Rilevazione Statistica Permessi di Costruire o DIA Inizio Pagina