Source: https://www.cococasa.it/news
Timestamp: 2019-03-26 01:57:21+00:00
Document Index: 49153636

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art.6']

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categoria PRESTAZIONE ENERGETICA E IMPIANTISTICA
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tag APE; VENDERE; AFFITTARE; LOCARE; PRESTAZIONE ENERGETICA
categoria MUTUI
Garanzie richieste per i prestiti, ecco quali sono
Quando si richiede un prestito, sia esso un mutuo per acquistare la casa o un finanziamento per comprare un mobile, l’istituto al quale ci si rivolge richiede delle garanzie. Ma quali sono? Andiamo a scoprirlo.Busta paga – La busta paga, quindi la dimostrazione che si è in possesso di un reddito da lavoro o di una pensione, è la prima garanzia richiesta.Nel caso in cui si sia un lavoratore dipendente bisogna presentare le ultime due buste paga; se si è un lavoratore autonomo, un libero professionista o un imprenditore, bisogna esibire il Modello Unico.I pensionati devono presentare il cedolino della pensione.Ipoteca di un immobile – Ma, talvolta, nel caso non si sia lavoratori dipendenti e di conseguenza non si disponga di busta paga viene richiesto un altro tipo di garanzia:l’ipoteca di un immobile. In questo caso, l’ipoteca viene accesa sul valore libero (da altre iscrizioni) di un immobile (terreno o fabbricato). Nel caso di inadempienza del debitore, l’immobile viene venduto all’asta dal giudice, su richiesta del creditore, in modo che questi venga soddisfatto con il ricavato. Pegno di un bene mobile – Questa ipotesi fa sempre riferimento a una persona che non sia lavoratore dipendente e che quindi non disponga di busta paga. In questo caso si consegna al creditore un bene di valore e non deperibile a garanzia del finanziamento ottenuto e per tutta la sua durata. Con il rimborso del prestito e degli interessi, il cliente torna in possesso del bene, di cui non ha mai perso la proprietà. In caso di inadempienza, il bene viene rivenduto dall’istituto per soddisfarsi del credito residuo vantato.Fideiussione – Si tratta di una garanzia personale e consiste nella doppia firma, accordata da un terzo soggetto, che con il suo reddito e il suo patrimonio s’impegna a garantire il creditore per il prestito. Il fideiussore si vincola a pagare al posto del debitore principale per i casi di sua inadempienza e fa si che tutte le scadenze siano onorate, potendo altrimenti anch’esso essere segnalato come cattivo pagatore o protestato alla Centrale Rischi Finanziari (Crif).
Pubblicato da www.idealista.it
tag garanzia; prestito; fideiussione;
REGOLE PER L'ACQUISTO di una CASA
L’acquisto di una casa è certamente una delle operazioni economiche più importanti nella vita di una persona. Lo Stato Italiano richiede che il contratto sia stipulato da un pubblico ufficiale, un notaio imparziale, indipendente dalle parti coinvolte e specializzato sulla materia. Il notaio garantisce che l’acquisto dell’immobile avvenga nel rispetto di tutte le norme di legge, per questo motivo si consiglia l’acquirente di rivolgersi ad un notaio di sua fiducia.
La scelta del notaio è assolutamente libera, non deve essere imposta dall’agenzia immobiliare o dalla banca alla quale si è richiesto un mutuo e spetta all’acquirente, salvo diversi accordi, essendo quest’ultimo tenuto al pagamento dei compensi.
Se non si ha un notaio di fiducia, COCOCASA è a disposizione per segnalare i notai più vicini all'immobile di interesse.
tag acquisto casa; compromesso; notaio; imposte; mutuo; primi passi acquisto casa
INCENTIVI per RIMOZIONE AMIANTO
Pubblicato da Gelocal - Il Piccolo · Adesso ·
Fino a 600 euro a San Canzian per liberarsi dall’eternit - Cronaca - Il Piccolo
SAN CANZIAN D’ISONZO. Continua l’azione del Comune di San Canzian d'Isonzo per liberare il territorio dai manufatti contenenti fibre di amianto.…
tag INCENTIVI; AMIANTO
DETRAZIONI SU INTERVENTI DI RECUPERO e BONUS MOBILI
1 PROROGA DELLE DETRAZIONI SPETTANTI PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO E DEL CD. “BONUS MOBILI E GRANDI ELETTRODOMESTICI”
2 “BONUS “MOBILI PER GIOVANI COPPIE”
CIRCOLARE N. 7 /E
Si tratta di una mera proroga, operata sostituendo, nell’art. 16, comma 1, del decreto legge n. 63 del 2013, il termine 31 dicembre 2015 con 31 dicembre 2016.
Infine, il citato comma 74 della legge di stabilità proroga per il 2016 la detrazione del 50 per cento delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici - di classe non inferiore ad A+, nonché di classe A per i forni e le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica - finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, introdotta dal citato articolo 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013 (cd. “bonus mobili e grandi elettrodomestici”). Possono avvalersi dell’agevolazione sia i contribuenti che sostengono spese per interventi di ristrutturazione dell’immobile nel 2016 sia
i contribuenti che hanno sostenuto tali spese in anni precedenti, a decorrere dal 2012.
Come chiarito nell’incontro Telefisco del 28 gennaio 2016, infatti, il comma 2 dell’art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013 non individua espressamente la data a decorrere dalla quale devono essere iniziati gli interventi edilizi, né quella a decorrere dalla quale devono essere sostenute le relative spese. Nella circolare n. 29/E del 2013, è stato chiarito che, per l’individuazione degli interventi edilizi cui sono collegati gli acquisti dell’arredo agevolabili, il legislatore ha fatto implicito riferimento alle spese sostenute dal 26 giugno 2012, per le quali la detrazione spetta con la maggiore aliquota del 50 per cento e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili. Tali spese, dunque, costituiscono il presupposto dell’ulteriore detrazione in esame in quanto sono riconducibili a lavori in corso di esecuzione o comunque terminati da un lasso di tempo tale da presumere che l’acquisto dei mobili anche successivo sia diretto al completamento dell’arredo dell’immobile su cui i lavori sono stati effettuati. Si ricorda che, come chiarito nella circolare n. 11/E del 2014, par. 5.7, in base al tenore letterale della norma, l’ammontare complessivo della spesa per i mobili ammessa alla detrazione, pari a 10.000 euro, deve essere calcolato considerando le spese sostenute nel corso dell’intero arco temporale di vigenza dell’agevolazione, anche nel caso di successivi e distinti interventi edilizi che abbiano interessato l’unità immobiliare.
Il comma 75 dell’art. 1 della legge di stabilità del 2016 amplia le ipotesi in cui è possibile fruire del “bonus mobili”, individuando specifici requisiti soggettivi in presenza dei quali è anche elevato da 10.000 a 16.000 euro il limite massimo di spesa detraibile.
Il citato comma 75 stabilisce che “Le giovani coppie costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno tre anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i trentacinque anni, acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, beneficiano di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili ad arredo della medesima unità abitativa.”
La detrazione “da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo,(…) è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 16.000 euro.”.
L’agevolazione, che spetta per le spese sostenute nell’anno 2016, pur presentando sostanziali analogie con il c.d. “bonus mobili” collegato a lavori di ristrutturazione edilizia, si differenzia da quest’ultimo per il contesto normativo di riferimento. Si forniscono, pertanto, i seguenti specifici chiarimenti.
2.1 Soggetti che possono beneficiare della detrazione
Per le coppie coniugate, non rilevando il requisito di durata del vincolo matrimoniale, è sufficiente che i soggetti risultino coniugati nell’anno 2016.
Per le coppie conviventi more uxorio, la convivenza deve durare da almeno tre anni. Tale condizione deve risultare soddisfatta nell’anno 2016
ed essere attestata o dall’iscrizione dei due componenti nello stesso stato di famiglia o mediante un’autocertificazione resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445;
In assenza di diversa prescrizione normativa si deve ritenere che l’unità immobiliare possa essere acquistata, a titolo oneroso o gratuito e che l’acquisto possa essere effettuato da entrambi i coniugi o conviventi more uxorio o da uno solo di essi. In quest’ultimo caso, nel rispetto della ratio della norma, l’acquisto deve essere effettuato dal componente che caratterizza anagraficamente la giovane coppia e quindi dal componente che non abbia superato il 35° anno d’età nel 2016. A sostegno di questa interpretazione si evidenzia che la relazione tecnica alla norma in esame, è stata effettuata utilizzando le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate da contribuenti under 35 che non hanno dichiarato immobili nel quadro RB e i dati dell’imposta di registro relativi alle compravendite di abitazioni principali effettuate dai medesimi soggetti nello stesso anno.
L’acquisto dell’unità immobiliare si ritiene che possa essere effettuato nell’anno 2016 o che possa essere stato effettuato nell’anno 2015. La fruizione dell’agevolazione anche per gli acquisti effettuati nel 2015 si deve ritenere consentita in base a considerazioni di ordine sistematico che tengono conto del fatto che, nell’ambito del TUIR, previsioni agevolative, quali quelle in materia di detrazione degli interessi di mutuo, consentono
che intercorra un arco di tempo di dodici mesi tra l’acquisto dell’immobile e la sua destinazione ad abitazione principale.
Per quanto concerne i termini entro i quali l’immobile deve essere destinato ad abitazione principale di entrambi i componenti la giovane coppia si ritiene che tale destinazione debba sussistere in linea di principio nell’anno 2016. Tuttavia, tenuto conto che, come detto, può intercorrere un arco di tempo fra l’acquisto dell’immobile e la sua destinazione ad abitazione principale della giovane coppia, gli immobili acquistati nel 2016 possono, ai fini dell’agevolazione in esame, essere destinati ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per tale periodo d’imposta (termine di presentazione del modello UNICO PF 2017). Ciò in quanto tale destinazione deve sussistere al momento di presentazione della dichiarazione per consentire la fruizione della detrazione stessa.
2.2 Beni agevolabili
La detrazione compete per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione principale della giovane coppia ma non anche per le spese per l’acquisto di grandi elettrodomestici. L’acquisto, come detto in premessa, può essere effettuato anche prima che si verifichino i requisiti indicati al paragrafo 2.1.
Ad esempio, se una coppia coniugata acquista i mobili a marzo 2016 e stipula il rogito di acquisto dell’unità immobiliare ad ottobre 2016, nel rispetto del requisito anagrafico, avrà diritto alla detrazione sempreché l’unità immobiliare sia destinata ad abitazione principale di entrambi, entro il termine per la presentazione dei redditi relativa all’anno 2016.
Considerata l’analogia con il “bonus mobili e grandi elettrodomestici”, di cui al citato art. 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013, per l’individuazione dei mobili agevolabili si rinvia alla circolare n. 29/E del 2013 nella quale è stato
chiarito che i mobili devono essere nuovi e che rientrano nell’agevolazione, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile.
2.3 Ammontare della spesa detraibile
Il comma 75 della legge di stabilità 2016 precisa che “La detrazione (..), da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 16.000 euro.”
 da parte di entrambi i componenti la giovane coppia;
 da uno solo dei componenti la giovane coppia, anche se diverso dal proprietario dell’immobile e anche se ha superato i 35 anni d’età.
L’ammontare massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione deve essere comunque riferito alla coppia; pertanto, se le spese sostenute superano l’importo di euro 16.000 la detrazione deve essere calcolata su tale ammontare massimo e ripartita fra i componenti della coppia, in base all’effettivo sostenimento della spesa da parte di ciascuno.
Per espressa previsione normativa, la detrazione in esame non è cumulabile con il “bonus mobili e grandi elettrodomestici” di cui al citato art. 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013, prorogato dal comma 74, lettera c), della legge di stabilità 2016.
Tale incompatibilità deve essere intesa nel senso che non è consentito fruire di entrambe le agevolazioni per l’arredo della medesima unità abitativa.
Ciò implica che la coppia o uno solo dei componenti se beneficia, anche parzialmente, del bonus mobili e grandi elettrodomestici - per acquisti effettuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016 –non potrà altresì beneficiare del bonus mobili giovani coppie per l’arredo del medesimo immobile. Di contro, è possibile beneficiare di entrambe le agevolazioni, nel rispetto delle relative prescrizioni, se i mobili acquistati sono destinati all’arredo di unità abitative diverse. Tale criterio risulta coerente con il fatto che il bonus mobili e grandi elettrodomestici può essere fruito nell’importo massimo di spesa ammessa alla detrazione per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.
2.4 Adempimenti
Per la fruizione della detrazione è necessario che il pagamento sia effettuato mediante bonifico o carta di debito o credito.
In particolare, se il pagamento è disposto mediante bonifico bancario o postale non è necessario utilizzare il bonifico appositamente predisposto da banche e Poste s.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia (bonifico soggetto a ritenuta).
Se il pagamento dei mobili è effettuato mediante carte di credito o carte di debito, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.
Le spese sostenute devono essere “documentate” conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti o gli scontrini parlanti (Cfr. circolari n. 29/E del 2013 e 11/E del 2014).
tag DETRAZIONI; RECUPERO EDILIZIO; BONUS MOBILI; BONUS GRANDI ELETTRODOMESTICI; BONUS GIOVANI COPPIE
CASA AL LAVORO in BICICLETTA
Da casa al lavoro in bicicletta. Le autostrade ciclabili - Casa.it
La bicicletta protagonista della mobilità urbana. Per spostarsi da casa al lavoro, combattare lo smog e favorire il movimento ecco le autostrade ciclabili
tag casa; mobilità urbana
Dalla casa alle ristrutturazioni alle spese sanitarie: così cambia il 730
La Cassazione ha chiarito che è «ammissibile la costituzione di una pertinenza in comunione». L'agenzia delle Entrate, quindi, ritiene che il vincolo pertinenziale con due distinte unità immobiliari abbia rilievo anche ai fini delle imposte sui redditi. Ogni comproprietario può, quindi, dedurre la quota di rendita della pertinenza, adibita a servizio dell'abitazione principale, pari alla percentuale di possesso della pertinenza stessa. Nella circolare n. 3 diffusa ieri si chiarisce inoltre che, ai fini della detrazione per i lavori di recupero del patrimonio edilizio abitativo (la cui spesa non può superare i 96mila euro), il limite di spesa su cui calcolare la detrazione va calcolato tenendo conto del numero delle unità immobiliari abitative servite dalla pertinenza.- di Francesca Milano - Il Sole 24 Ore .....
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-03-02/come-cambia-730abitazione-principale-perti...
tag detrazioni; pertinenze; 730; affitto; deduzioni
18/02/2016 – È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 2 marzo ilDM 226/2015 sul prestito vitalizio ipotecario. La norma, lo ricordiamo, consente ai proprietari di casa che hanno già compiuto 60 anni di ottenere un prestito garantito dalla propria abitazione.
Chi può richiedere il prestito vitalizio ipotecario
Gli over 60, proprietari di un’abitazione, possono chiedere un finanziamento pari ad una percentuale del valore di mercato dell’immobile accendendo un’ipoteca sulla casa, ma mantenendone la proprietà.
Se il soggetto che ottiene il finanziamento è coniugato o convivente more uxorio da almeno cinque anni e se entrambi risiedono nell’immobile su cui si accende l’ipoteca, il contratto deve essere sottoscritto da entrambi, anche se l’immobile è di proprietà di uno solo.
Il proprietario che ottiene il finanziamento non ha l’obbligo di lasciare l’abitazione né quello di ripagare il capitale o gli interessi. Nel caso in cui non riesca a restituire il finanziamento durante il corso della sua vita, gli eredi possono decidere se riscattare l’immobile gravato dall’ipoteca o venderlo. La vendita può essere gestita autonomamente o dalla banca. In questo caso i proventi della vendita spettano alla banca per la parte che copre il capitale, gli interessi e gli eventuali costi connessi al finanziamento, mentre la parte eccedente va agli eredi.
Le regole del prestito vitalizio ipotecario
La banca o un altro soggetto finanziatore deve predisporre dei prospetti esemplificativi, da sottoporre al soggetto finanziato, che illustrano il possibile andamento del debito nel tempo, ma non può esigere il pagamento di ulteriori spese di istruttoria.
Il finanziatore può chiedere il rimborso integrale del finanziamento nel caso di unariduzione significativa del valore dell’immobile. La riduzione del valore, che deve essere provata a spese del finanziatore, si verifica in caso di:
- decesso del soggetto finanziato o del soggetto finanziato più longevo;
- trasferimento, in tutto o in parte, di diritti reali o di godimento sull’immobile dato in garanzia;
- compimento da parte del soggetto finanziato con dolo o colpa grave di atti che riducano significativamente il valore dell’immobile;
- costituzione di diritti reali di garanzia in favore di terzi;
- modifiche strutturali all’immobile rispetto al suo stato originale, apportate senza previo accordo con il finanziatore;
- revoca dell’abitabilità dell’immobile dovuta a incuria del finanziato;
- ingresso nell’immobile, quali residenti, di soggetti diversi dai familiari del finanziato;
- procedimenti conservativi o esecutivi o ipoteche giudiziali sull’immobile dato in garanzia.
http://www.edilportale.com/news/2016/02/normativa/prestito-vitalizio-ipotecario-in-gazzetta-le-regol...
tag prestito,ipoteca, vitalizio,
DEDUZIONE IRPEF 20% IMMOBILI da dare in LOCAZIONE
Pubblicato il Decreto interministeriale con le modalità attuative della deduzione Irpef del 20% per l'acquisto di immobili da dare in locazione
tag IRPEF; IMMOBILI IN LOCAZIONE; LOCAZIONE; CANONE CONCORDATO; DEDUZIONE IRPEF
CATASTO - arrivano i metri quadrati
Pubblicato da Ansa.it ·
Catasto: non solo calcoli sui vani, arrivano i metri quadrati - Economia
Indicati nella visura catastale, per 57 milioni di immobili. Un aiuto concreto per la tassa sui rifiuti (ANSA)
tag CATASTO; TARI; SUPERFICIE CATASTALE; VISURA CATASTALE
IVIE - TASSA SULLA CASA - LEGGE STABILITA'
Legge di Stabilità 2016: IVIE non applicabile all'abitazione principale...
Il Ddl Stabilità 2016 dispone l'esenzione IVIE per l'abitazione principale estera e per la casa coniugale…
tag IVIE; TASSA SULLA CASA; LEGGE STABILITA'
BONUS MOBILI - legge stabilità 2016
tramite FISCOeTASSE.com
Legge di Stabilità 2016: bonus mobili a due vie
Il Ddl Stabilità 2016 proroga al 2016 il bonus mobili ordinario e introduce un nuovo tipo di bonus mobili specifico per le giovani coppie slegato...
tag BONUS MOBILI; LEGGE STABILITA'; INCENTIVI; RISTRUTTURAZIONI
NUOVO APE 1° ottobre 2015
Pubblicato da idealista.com/news · Adesso ·
Arriva l’Ape unico, valido su tutto il territorio nazionale. Giovedì 1° ottobre 2015 entrano in vigore i decreti in materia di efficienza energetica pubblicati a luglio in Gazzetta…
tag APE; CERTIFICAZIONE ENERGETICA; VEA; ARES
http://www.aresfvg.it/index.php?q=it/node/1111
COMUNICAZIONE IMPORTANTE: ENTRATA IN VIGORE NUOVI DECRETI E FUNZIONALITA' PORTALE
Si informa che dal 1 ottobre entrano in vigore anche nella nostra Regione i seguenti decreti:
- DECRETO 26 giugno 2015. Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.
-	DECRETO 26 giugno 2015. Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici.
-	DECRETO 26 giugno 2015. Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Domani, 1 ottobre, il portale per il ricevimento delle certificazioni APE e VEA sarà chiuso per manutenzioni in seguito all’entrata in vigore dei nuovi decreti. Quindi le pratiche che attualmente sono salvate sul nostro portale, devono essere depositate entro oggi. Successivamente sarà possibile inviare solo certificazioni conformi ai nuovi decreti 26 giugno 2015, Poiché per gli edifici in corso di costruzione (richiesta di permesso a costruire prima del 1 ottobre 2015), c’è il dubbio se compilare il vecchio o il nuovo APE, abbiamo sentito stamattina il Ministero per lo Sviluppo Economico e ci hanno detto che l’orientamento è quello di compilare dal 1 ottobre solamente il nuovo APE. Se cambierà qualcosa, vi faremo subito sapere. Per il momento resta attiva anche la modalità cartacea per la consegna degli APE alla Regione, ma è vivamente consigliato l’utilizzo del portale informatico appositamente predisposto.
Ricordiamo che comunque il decreto Linee Guida prevede nell’allegato 1 punto 7.1.5 che il certificatore debba trasmettere il certificato prima alla Regione, in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, e successivamente abbia quindici giorni di tempo per consegnarlo al richiedente, e che la sottoscrizione con firma digitale dell’APE abbia valenza di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Poiché inoltre il decreto stabilisce nell’allegato 1 punto 4.3 che, ai fini dell’effettuazione dei controlli della qualità dell’APE, gli strumenti di calcolo ed i software commerciali debbano poter generare, oltre all’APE, il tracciato informatico dei dati di input necessari per il calcolo della prestazione energetica dell’edificio e che sia obbligatorio almeno un sopralluogo, dal 1 ottobre agli attestati, sia in forma cartacea (in cd rom) che digitale (tramite portale), dovranno essere obbligatoriamente allegati i seguenti documenti:
Libretto di centrale o di impianto ai sensi dell’art.6 comma 3 del DM 26.06.2009 - in formato pdf – dimensione massima 2 Mb
Tracciato informatico dei dati di input del calcolo della prestazione energetica dell’edificio - formato .xml completo/esteso
Fotografia dell'immobile
Per quanto riguarda la VEA, i calcoli fanno riferimento ai vecchi limiti di legge, quindi, se non verrà aggiornata, per il momento non è tecnicamente compilabile. Siamo in attesa di un pronunciamento ufficiale da parte della Regione, ma nel frattempo, per evitare errori, il ricevimento delle certificazioni VEA sarà sospeso. Consigliamo a fine lavori di emettere comunque il certificato APE, in modo da essere conformi alla normativa nazionale. Udine, 30 settembre 2015
30 Settembre, 2015 - 11:31
La Regione Fvg “supergarante” per i mutui casa ilpiccolo.gelocal.it ilpiccolo.gelocal.it
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NUOVO LIBRETTO D'IMPIANTI
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Dal 15 ottobre diventa obbligatoria la ?carta d'identità? per gli impianti presenti nelle abitazioni degli italiani. Non solo caldaie e sistemi di riscaldamento, ma anche sistemi di...
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CEDOLARE SECCA - ridotta l'aliquota
È confermata la riduzione dal 19% al 15% dell’aliquota applicabile ai contratti a canone
concordato. La nuova percentuale ridotta è applicabile già dal 2013.
tag CEDOLARE SECCA, AFFITTO, CANONE CONCORDATO
Le novità del Decreto “ENERGIA”
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno, è entrato in vigore, a decorrere dal
giorno seguente, il Decreto Legge n. 63/2013, il quale, schematicamente, prevede:
la proroga al 31.12.2013 della detrazione spettante per le spese di riqualificazione
energetica degli edifici (ovvero al 30.6.2014 se relative ad interventi su parti comuni dei
condomini), nonché l’aumento della stessa dal 55% al 65% per le spese relative ai lavori
effettuati dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013 (o 30.6.2014), tuttavia con una riduzione
dei limiti massimi di spesa agevolabile;
la proroga al 31.12.2013 della detrazione IRPEF del 50% per gli interventi su unità
immobiliari residenziali.
Per entrambi i tipi di intervento la detrazione è usufruibile in 10 quote annuali di pari importo.
Il Decreto in esame prevede inoltre che, in caso di intervento di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione IRPEF del 50% sia estesa alle spese sostenute fino al 31/12/2013 per l’acquisto di mobili, su un importo massimo di Euro 10.000,00 con riferimento a ciascuna unità abitativa oggetto di intervento, usufruibile anche in questo caso in 10 quote annuali di pari importo.
In relazione a quest’ultima agevolazione, si ritiene utile precisare che:
non sia sufficiente che l’intervento rientri tra quelli per i quali è potenzialmente detraibile il 50% ma sia necessario fruire realmente della detrazione e quindi assolvere a tutti i relativi adempimenti (pagamento con bonifici, esposizione dei dati nel mod. UNICO, ecc.);
non necessariamente le spese per i lavori di recupero devono essere sostenute prima di quelle dell’arredo. In altre parole, è possibile beneficiare della detrazione del 50% sulle spese di acquisto dei mobili anche qualora le stesse siano sostenute prima delle spese di “ristrutturazione”, purché i lavori siano iniziati antecedentemente.
rientrano nell’agevolazione anche le spese sostenute per il montaggio ed il trasporto dei mobili;
qualora non vi sia coincidenza tra l’intestatario della fattura di acquisto dei mobili e l’ordinante il bonifico, la detrazione spetta al soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa, purché sulla fattura sia annotato che la spesa è stata sostenuta da chi intende usufruire della detrazione;
qualora non vi sia coincidenza tra il soggetto che ha sostenuto le spese di ristrutturazione e quello che ha sostenuto le spese per l’arredo della stessa abitazione, quest’ultimo non ha diritto di usufruire della detrazione delle spese per arredi.
Riepilogando, sono agevolabili le spese sostenute per l’acquisto dei mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto dell’intervento di recupero. Mentre non sono agevolabili gli acquisti di elettrodomestici, televisori e computer.
Si rimane al momento in attesa di un chiarimento relativamente al caso di acquisto di mobili che includono elettrodomestici da incasso (si pensi al caso ad esempio della cucina completa di forno, frigorifero, lavastoviglie, ecc.).
fonte - Ascom Trieste (Gianluca Gioffrè)
tag riqualificazione energetica, detrazione IRPEF del 50, interventi di recupero edilizio