Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/03/novita-fiscali-del-29-marzo-2011-e-inviolabile-lo-studio-abitazione-del-contribuente-classamento-catastale-la.html
Timestamp: 2018-01-23 19:25:43+00:00
Document Index: 6581543

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 154', 'art. 83', 'art.1', 'sentenza ']

Novità fiscali del 29 marzo 2011: è inviolabile lo studio-abitazione del contribuente; classamento catastale: la motivazione precede il provvedimento amministrativo; pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento “anti-scalate”; trasmissione dei dati Ici – Iscop entro il 31 marzo 2011; lavoratori addetti all’industria tessile/abbigliamento/moda: una tantum per gli arretrati retributivi; dogane: precisazioni sui procedimenti di autorizzazione per depositi ed impianti di lavorazione oli minerali; accise: dichiarazioni imposte energia elettrica e gas naturale 2010; assonime: poteri del giudice nel concordato preventivo
1) E’ inviolabile lo studio-abitazione del contribuente
2) Classamento catastale: la motivazione precede il provvedimento amministrativo
3) Commissione europea: Piano per l’efficienza energetica 2011
4) Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento “anti-scalate”
5) Trasmissione dei dati Ici – Iscop entro il 31 marzo 2011
6) Lavoratori addetti all’industria tessile/abbigliamento/moda: Una Tantum per gli arretrati retributivi
7) Piccole e Medie Imprese: ricostruire le premesse per una nuova crescita; CNDCEC: consulenze gratuite on line
8) Dogane: precisazioni sui procedimenti di autorizzazione per depositi ed impianti di lavorazione oli minerali
9) Accise: dichiarazioni imposte energia elettrica e gas naturale 2010
10) Assonime: poteri del giudice nel concordato preventivo
Non è valido l’accertamento eseguito presso l’ufficio-abitazione del Commercialista del contribuente senza il permesso della Procura della Repubblica.
Non rileva neppure la circostanza che ai verificatori del fisco, al momento dell’accesso, non siano state elevate obiezioni in tal senso.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6908 del 25.03.2011.
La Suprema Corte ha, così, respinto la tesi accertatrice dell’Ufficio del fisco.
A parere dei giudici di legittimità, l’Amministrazione finanziaria ha solo meramente affermato, senza fornire alcuna prova, la circostanza che nell’immobile in cui la perquisizione è stata eseguita il Commercialista avesse solo la residenza anagrafica, senza in realtà abitarvi.
Nel caso di specie è avvenuta la violazione del comma 2 dell’art. 52 del D.p.r. n. 633/1972, rilevata dal giudice tributario.
Per cui sia il sequestro di tutte le scritture contabili ed altri documenti sia l’emissione dell’avviso di accertamento è risultato illegittimo.
La Cassazione ha, così, rafforzato il principio di inviolabilità dello studio ad uso ufficio/abitazione del contribuente, tranne che l’ufficio richieda l’autorizzazione della Procura della Repubblica e per casi strettamente motivati.
2) Classamento catastale: la motivazione precede (e non segue) il provvedimento amministrativo
La motivazione del provvedimento amministrativo non può essere integrata durante la fase del contenzioso tributario.
Deve, quindi, essere annullato l’atto di classamento catastale emesso dall’Agenzia delle Entrate privo di elementi di supporto alla rettifica operata nel momento in cui l’avviso riporta soltanto la nuova rendita.
Confermato il giudizio di primo grado che aveva accolto il ricorso con sentenza poi appellata dall’Ufficio che aveva prodotto in secondo grado ulteriori elementi di supporto alla rettifica.
Secondo quanto già stabilito dalla Cassazione con sentenze precedenti, l’atto con cui l’agenzia del Territorio rettifica il classamento di un immobile è un provvedimento di natura valutativa integrante uno di natura accertativa che deve essere motivato in maniera adeguata.
(Commissione Tributaria Regionale della Puglia, sentenza n. 49/23/11)
La Commissione europea ha pubblicato lo scorso 08 marzo una comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio che illustra il “Piano per l’efficienza energetica 2011” (COM(2011)109).
Il Piano si inserisce nell’ambito della Strategia “Europa 2020”, che ha tra i suoi obiettivi un risparmio energetico del 20% entro il 2020.
La Commissione ha osservato che, nonostante i miglioramenti dell’efficienza energetica già conseguiti nei settori delle costruzioni e dei dispositivi elettronici, per raggiungere l’obiettivo occorrono maggiori sforzi.
Il nuovo Piano per l’efficienza energetica prende in considerazione tutti i settori economici.
Il più ampio potenziale di risparmio energetico riguarda l’edilizia, seguita dal settore dei trasporti (per il quale le proposte saranno presentate separatamente nel nuovo libro bianco sui trasporti) e dagli impianti industriali.
In una prima fase del processo “Europa 2020”, la Commissione valuterà i risultati complessivi raggiunti dai programmi di efficienza energetica fissati autonomamente dagli Stati membri; se i risultati raggiunti nel 2013 saranno inferiori a quanto necessario per conseguire l’obiettivo europeo del miglioramento del 20% entro il 2020, la Commissione proporrà l’introduzione di obiettivi vincolanti per gli Stati membri, che saranno individuati tenendo conto del punto da cui sono partiti i singoli Stati, della loro performance economica e degli sforzi già compiuti in materia di efficienza energetica.
Per gli immobili, la Commissione sottolinea l’importanza di una maggiore efficienza energetica nel settore dell’edilizia pubblica, a cui fa capo il 12% del patrimonio edilizio dell’UE.
Il piano auspica l’inserimento sistematico di elevati standard di efficienza energetica negli appalti pubblici e un’accelerazione del tasso di rinnovo degli edifici pubblici.
Viene enfatizzata l’importanza di promuovere una maggiore energetica nel riscaldamento degli edifici.
La Commissione auspica la diffusione di formazione professionale adeguata sull’efficienza energetica degli edifici per tutti coloro che sono coinvolti in lavori di ristrutturazione e sottolinea il contributo al miglioramento dell’efficienza energetica che può essere fornito da imprese di servizi specializzate in questo specifico settore (Energy Service Companies).
La Commissione propone miglioramenti dell’efficienza nella generazione di calore e di elettricità e nella distribuzione di energia e auspica che negli impianti siano utilizzate le migliori tecnologie disponibili. Essa proporrà inoltre che gli stati membri fissino obblighi di risparmio energetico (certificati bianchi, ad esempio) per le imprese fornitrici di energia.
Per migliorare l’efficienza energetica degli impianti industriali, la Commissione incoraggia anzitutto gli Stati membri a migliorare l’informazione delle PMI e a predisporre incentivi per l’utilizzo delle tecnologie più efficienti sotto il profilo energetico.
Per le imprese di maggiori dimensioni, la Commissione intende proporre l’obbligatorietà di sistemi di audit periodico dell’efficienza energetica e raccomandare agli Stati membri di incentivare l’utilizzo di sistemi di gestione energetica quale ad esempio quello previsto dallo standard EN 16001.
Saranno incoraggiati gli accordi volontari per realizzare processi e sistemi improntati all’efficienza energetica.
Per i dispositivi elettronici utilizzati dai consumatori, la Commissione intende continuare la politica di fissazione di standard di eco-design e di etichettature relative all’efficienza energetica (energy labelling); gli Stati membri dovranno inoltre promuovere la diffusione tra i consumatori di contatori intelligenti che forniscano le informazioni necessarie per ottimizzare i consumi energetici.
(Assonime, nota del 28.03.2011)
E’ in vigore dal 27 marzo 2011 il c.d. Decreto Legge “anti-scalate” (D.L. n. 26 del 25.03.2011, in G.U. n.70 del 26.03.2011), approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 23 marzo, che ha disposto “misure urgenti per garantire l’ordinato svolgimento delle assemblee societarie annuali”:
Le società alle quali si applica l’art. 154-ter, D.Lgs. n. 58/1998 possano pertanto convocare l’assemblea nel termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio 2010, anche nel caso in cui tale possibilità non sia prevista dallo statuto della società.
Il consiglio di amministrazione o il consiglio di sorveglianza delle società quotate hanno quindi la possibilità di prorogare di ulteriori 60 giorni (il termine passa da 120 a 180 giorni, come detto) la convocazione delle assemblee.
In base a quanto previsto dal citato Decreto, le società che, alla data del 27.03.2011, abbiano già pubblicato l’avviso di convocazione dell’assemblea annuale, possono convocare l’assemblea, in prima o unica convocazione, a nuova data, purchè non sia ancora decorso, con riferimento alla assemblea originariamente convocata, il termine indicato all’art. 83-sexies, comma 2, D.Lgs. n. 58/1998.
Qualora l’assemblea sia stata convocata anche per la nomina dei componenti degli organi societari, le liste eventualmente già depositate presso l’emittente sono considerate valide anche in relazione alla nuova convocazione.
Qualora, infine, sia stata convocata con il medesimo avviso anche l’assemblea straordinaria, questa può essere parimenti rinviata alla nuova data.
Ai sensi del D.M. 10.12.2008, dal 15 marzo scorso ed entro il 31.03.2011 i Comuni, gli agenti della riscossione, la società Poste Italiane S.p.A. e gli affidatari del servizio di riscossione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) e dell’imposta di scopo per la realizzazione di opere pubbliche (ISCOP) devono trasmettere con flusso telematico al Dipartimento delle Finanze – Direzione federalismo fiscale, i dati relativi ai versamenti effettuati a titolo di ICI e di ISCOP, nonchè a titolo di relativi sanzioni ed interessi.
In particolare, a partire dal 2009, i dati devono essere trasmessi al Dipartimento delle finanze, utilizzando in via provvisoria il nuovo canale telematico ENTRATEL, reso disponibile allo scopo entro le seguenti date:
– il 31 ottobre dell’anno di riferimento, per i versamenti effettuati fino al 31 luglio dello stesso anno;
– il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento, per i versamenti effettuati entro il 31 gennaio dello stesso anno.
Per la trasmissione dei due flussi di dati dei versamenti d’imposta relativi all’anno di riferimento nonchè delle sanzioni ed interessi anche se relativi ad annualità precedenti, riscossi fino al 31 luglio del medesimo anno e fino al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento è disponibile la versione del pacchetto software per la “Predisposizione invio telematico dei dati ICI/ISCOP”, già utilizzata per l’invio entro il 31 marzo 2010 del secondo flusso dei dati 2009 relativi alle riscossioni ed ai versamenti effettuati entro il 31 gennaio 2010, scaricabile gratuitamente dalla sezione dedicata alla Fiscalità locale sul sito del Dipartimento delle Finanze www.finanze.gov.it alla presente pagina web.
Per risolvere eventuali problemi di tipo tecnico e funzionale è istituito un servizio di assistenza tramite Call & Contact Center al numero verde 800.863.116 attivo dal lunedì al venerdì (festivi esclusi) dalle ore 8.00 alle ore 18.00. .
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, circolare n. 4955/2011 del 24.03.2011, pubblicata il 28.03.2011)
Ricalcolo delle prestazioni economiche di maternità, di malattia, di integrazione salariale e di congedo matrimoniale.
Gli arretrati retributivi previsti dall’Accordo 9 luglio 2010 per il rinnovo del C.C.N.L. per l’industria tessile/abbigliamento/moda (Euro 40,00 lordi per il periodo 01.04.2010 – 31.05.2010) sono valutati pure ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.
(Inps, circolare n. 57 del 28.03.2011)
7) Piccole e Medie Imprese: ricostruire le premesse per una nuova crescita
Una indagine internazionale, svolta su più di 1.750 piccole e medie imprese, dimostra come ancora non si possa parlare di vera e propria ripresa. Molte imprese non potrebbero sopravvivere ad un’altra recessione.
Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato sul proprio sito il 28.03.2011 una serie di documenti in tal senso.
Con l’accordo informazioni ai giovani imprenditori. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti, hanno siglato il 28.03.2011 un protocollo d’intesa con il quale i commercialisti si impegnano a fornire gratuitamente on-line informazioni ai giovani imprenditori italiani.
Il nuovo servizio sarà offerto attraverso il portale dell’imprenditoria giovanile, www.giovaneimpresa.it, voluto dal ministro Meloni, per promuovere e sostenere la voglia di fare impresa dei giovani italiani.
Oltre alla convenzione, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, forte della consapevolezza che i propri iscritti non sono vincolati da anni ai minimi tariffari, non mancherà di sensibilizzarli ad applicare il miglior trattamento possibile ai giovani under 35 che costituiscono una nuova impresa.
“Dobbiamo dare ai giovani italiani la possibilità di costruire da sé il proprio posto di lavoro – commenta il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni – Per questo stiamo lavorando per promuovere il più possibile la cultura d’impresa nelle giovani generazioni. Sono convinta che il modo migliore per ottenere buoni risultati sia quello di creare sinergie importanti con i professionisti, gli esperti, le associazioni datoriali e quelle di categoria, per riunire esperienza e know-how e metterli a disposizione dei giovani che vogliono fare impresa. Ringrazio Claudio Siciliotti per la disponibilità a collaborare che il protocollo siglato oggi testimonia. Comincia ora una nuova alleanza che si inserisce nel solco degli accordi già stretti con altre professioni”.
Attraverso il protocollo, i sottoscrittori si sono accordati per supportare le politiche di sostegno all’imprenditoria giovanile, attraverso iniziative comuni di formazione, comunicazione ed approfondimento scientifico. Nello specifico, il Dipartimento della Gioventù e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno concordato di avviare l’istituzione di un determinato servizio telematico, curato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, accessibile dal sito web www.giovaneimpresa.it, con il quale prestare gratuitamente on-line una attività di indirizzo e informazione diretta a tutti i giovani che si avvalgono del portale. Ancora più in particolare, sarà cura del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili fornire ai responsabili del sito web www.giovaneimpresa.it i nominativi di professionisti particolarmente qualificati, iscritti all’ordine, che possano partecipare al forum attivato nel sito per rispondere, nelle materie di loro competenza, a tutte le domande poste dagli utenti.
“Il protocollo siglato oggi rappresenta l’inizio di un importante rapporto di collaborazione per favorire i giovani del nostro Paese – ha affermato Claudio Siciliotti – Tra gli altri, sono stati affrontati i temi delle società di lavoro professionale e del tirocinio, tutto al fine di valorizzare le competenze delle nuove generazioni e velocizzare il loro ingresso nel mondo del lavoro”.
(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 28.03.2011)
E’ stata pubblicata la circolare dell’Agenzia delle Dogane relativa a procedimenti autorizzativi di cui all’art.1, commi 56 e 57, della Legge 239/04, afferenti ai depositi ed agli impianti di lavorazione di oli minerali – Rilascio del parere fiscale obbligatorio e vincolante – Precisazioni.
(Agenzia delle Dogane, circolare n. 12/D del 28/03.2011)
Assonime, con la Circolare n. 7 del 2011 ha illustrato i modelli e le istruzioni da utilizzare per la compilazione delle dichiarazioni relative all’energia elettrica e al gas naturale per l’anno d’imposta 2010.
Il termine ultimo per la presentazione, in via telematica, delle dichiarazioni è il prossimo 31 marzo.
Assonime, con “Il Caso” n. 2 del 2011 ha esaminato una recente sentenza della Corte di Cassazione sul tema dei poteri che spettano al Tribunale fallimentare nella fase di ammissione dell’imprenditore in crisi alla procedura di concordato preventivo.
Il giudizio sull’attuabilità del piano e sulla sua capacità di consentire l’adempimento delle obbligazioni assunte con la proposta spetta ai creditori e non al tribunale.
Questi potrebbero, infatti, accettare la proposta anche se il piano non fosse convincente, purché adeguatamente informati attraverso la relazione del professionista.
L’onere di garantire ai creditori che la proposta su cui sono chiamati a pronunciarsi sia basata su dati reali compete, invece, al commissario giudiziale.
In ordine alla fattibilità del piano e alla veridicità dei dati al tribunale spetta, dunque, unicamente il compito di verificare se in base alla relazione del professionista sia possibile per i creditori, esprimere un voto informato e consapevole e per il commissario giudiziale svolgere le indagini cui è tenuto.
Questa pronuncia rappresenta un tassello importante di un’evoluzione culturale della concezione della crisi d’impresa, da tempo auspicata.
L’attribuzione ai creditori del giudizio di fattibilità del piano denota, infatti, un’interpretazione del concordato preventivo conforme alla concezione privatistica dell’istituto posta alla base della riforma delle procedure concorsuali.