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Timestamp: 2020-04-09 20:59:01+00:00
Document Index: 117671016

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 2135', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 58', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 59', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 87', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 59', 'art. 52']

Comune di Cona - Applicazione I.C.I.
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Approvato con deliberazione C.C. n. 63 in data 18.12.1998
Successivamente modificato con deliberazioni di C.C. nn:
73 in data 15.12.2003
54 in data 22.12.2004
47 in data 21.12.2005
05 in data 16.02.2007
07 in data 16.02.2008
Il presente regolamento disciplina l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili nel Comune di CONA (VE), nell’ambito della potestà regolamentare prevista dagli artt. 52 e 59 del decreto legislativo 15-12-1997, n. 446, e da ogni altra disposizione normativa.
Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni generali previste dalle vigenti leggi per l’applicazione dell’imposta I.C.I. e relative attività di accertamento, riscossione sanzioni, contenzioso.
Gli immobili soggetti ad imposta ai sensi dell’art. 1 del D. Lgs. 504/1992 sono così definiti:
fabbricato: è quella unità immobiliare che è iscritta al Nuovo Catasto Edilizio Urbano con la attribuzione di autonoma e distinta rendita, ovvero quella unità immobiliare che secondo la legge catastale deve essere iscritta al catasto per ottenere l’attribuzione della rendita catastale.
Si considera parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza, vale a dire quell’area che non avrebbe ragione di esistere in mancanza di fabbricato.
Il fabbricato è soggetto all’imposta a far tempo dalla data di ultimazione dei lavori, certificata ai sensi di legge, ovvero dal momento in cui si verifica il suo effettivo utilizzo, se antecedente a tale data. La condizione di effettivo utilizzo si rileva dai consumi dei servizi indispensabili che devono risultare superiori a chilowatt 10 mensili per l’energia elettrica ed a metri cubi 5 mensili per l’acqua potabile.
Si considerano rurali i fabbricati che possiedono i requisiti di cui all’art. 9 del D.L. n. 557/1993 convertito con modifiche dalla Legge n. 133/1994 e successive modifiche e integrazioni.
area fabbricabile: un'area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo.
Sono tuttavia considerati non fabbricabili i terreni che, ancorché utilizzabili a scopo edificatorio in base agli strumenti generali o attuativi, ovvero in base alle effettive possibilità di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità di espropriazione per pubblica utilità, sono posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli a titolo principale, mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali.
oltre al titolare, anche la maggioranza dei componenti il nucleo familiare di età superiore ad anni 18 presti la propria opera in maniera prevalente nelle attività di cui al precedente comma e risultino iscritti negli appositi elenchi comunali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, dall’art. 11 della legge 09-01-1963, n. 9, con obbligo di assicurazioni per invalidità, vecchiaia e malattia;
il lavoro effettivamente dedicato all’attività agricola da parte del soggetto passivo e dei componenti il nucleo familiare fornisca un reddito pari all’80% del reddito complessivo imponibile IRPEF determinato per l’anno precedente;
Terreno agricolo: è quel terreno adibito all’esercizio dell’agricoltura attraverso la coltivazione, l’allevamento di animali, la prima trasformazione e/o manipolazione del prodotto agricolo e su cui, comunque, si esercita una attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile.
Allo scopo di ridurre l’insorgenza di contenzioso la Giunta Comunale determina per zone omogenee valori venali di riferimento delle aree fabbricabili; non si fa luogo ad accertamento qualora sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato.
Le disposizioni di cui al comma 1° hanno effetto con riferimento agli anni di imposta successivi a quello in corso alla data di determinazione del valore delle aree.
Il valore delle aree può essere modificato periodicamente con deliberazione della Giunta Comunale avente effetto con riferimento agli anni di imposta successivi alla data della sua adozione.
Per i fabbricati dichiarati di interesse storico o artistico ai sensi dell’art. 3 della L. 01-06-1939, n. 1089, e successive modificazioni, la base imponibile è costituita dal valore che risulta applicando il moltiplicatore 100 alla rendita catastale determinata mediante l’applicazione della tariffa d’estimo di minore ammontare tra quelle previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è sito il fabbricato.
Le aliquote e detrazioni d’imposta sono approvate annualmente dal Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 6 comma 1 del D.Lgs. 504/92 modificato dall’art. 1 comma 156 del Legge 296/2006.
A parziale deroga di quanto sopraindicato, a partire dall’anno 2004, solo per quelle abitazioni e relative pertinenze dove il soggetto passivo abbia nel proprio nucleo familiare la presenza di persone invalide, disabili o portatori di handicap per i quali esista una situazione di permanente inabilità lavorativa al 100% certificata dalla commissione sanitaria competente, la detrazione per l’abitazione principale viene fissata a € 250,00.
Il soggetto attivo dell’imposta è il Comune in cui insiste, interamente o prevalentemente, la superficie dell’immobile oggetto di imposizione.
La prevalenza viene intesa per una quota parte non inferiore al 50% della superficie dell’immobile, ovvero non inferiore al 50% del valore del medesimo.
Nel caso di variazioni delle circoscrizioni territoriali del Comuni, si considera soggetto attivo il Comune nell’ambito del cui territorio risulta ubicato l’immobile al 1° gennaio dell’anno cui l’imposta si riferisce.
Ai sensi dell’art. 58 del D.lgs 15/12/97 n. 446, soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario di immobili, ovvero il titolare del diritto di usufrutto, di uso, di abitazione, di enfiteusi o di superficie sugli stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l’attività.
Per gli immobili concessi in locazione finanziaria soggetto passivo è il locatario.
Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria.
Il locatore o il locatario possono esprimere la procedura di cui al regolamento adottato con il decreto del Ministero delle Finanze del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale tale rendita è stata annotata negli atti catastali, ed estensione della procedura prevista nel terzo periodo del comma 1 dell’art. 11 del D.lgs n. 504/92; in mancanza di rendita proposta il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente. E’ considerata abitazione principale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica del soggetto passivo. Le disposizioni in tema di abitazione principale si applicano anche nei seguenti casi:
Abitazione utilizzata dai soci assegnatari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
alloggio regolarmente assegnato da Istituto autonomo per le case popolari (ora ATER);
abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da soggetto anziano o disabile che ha acquisito la residenza in istituto di ricovero o sanitario a seguito di ricovero permanente, a condizioni che la stessa non risulti locata (art. 3 – comma 56 – della legge n. 662/96).
Per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale si applica, fino alla concorrenza dell’ammontare dell’imposta dovuta, la riduzione o la detrazione prevista dai commi 2 e 3 dell’art. 8 del D. lgs. n. 504/92.
Se l’abitazione principale è utilizzata da più soggetti la detrazione o la riduzione spetta a ciascuno di essi in ragione della quota di utilizzo, indipendentemente dalla quota di possesso.
Ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera d) del D.Lgs. n. 446/1997, si considera parte integrante dell’abitazione principale, con conseguente applicazione dell’aliquota per essa prevista, una sola pertinenza, anche se posseduta in quota. E’ considerata pertinenza l’unità immobiliare, ancorché distintamente iscritte in catasto, quale ad esempio garage,box, posti auto, soffitte, cantine, magazzini o locali di deposito classificata o classificabile in categoria catastale C/2, C/6, C/7, destinata ed effettivamente utilizzata in modo durevole a servizio dell’abitazione principale, anche se non appartenente allo stesso fabbricato, purché non locata. La detrazione per l’abitazione principale spetta una sola volta e viene portata in diminuzione dal totale dell’imposta dovuta per l’abitazione principale, con possibilità di detrarre dall’imposta dovuta per la pertinenza, la parte della detrazione che non ha trovato capienza nella tassazione dell’abitazione principale. Resta fermo che l’abitazione principale e la sua pertinenza continuano ad essere unità immobiliari distinte e separate ad ogni altro effetto stabilito nel D.Lgs. n. 504/92, ivi compresa la determinazione per ciascuna di esse del proprio valore secondo i criteri previsti nello stesso decreto legislativo.
L’imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inadattabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.
L’inagibilità o inabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.
Il fabbricato può essere costituito da una o più unità immobiliari (unità immobiliari individuate secondo le vigenti procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d’uso, ove risulti inagibile o inabitabile l’intero fabbricato o le singole unità unità immobiliari.
In quest’ultimo caso le riduzioni d’imposta dovranno essere applicate alle sole unità immobiliari inagibili o inabitabili e non all’intero edificio.
Edifici che per le loro caratteristiche intrinseche di fatiscenza non siano compatibili all’uso per il quale erano destinati, quali la vetustà della costruzione accompagnata dalla mancanza delle parti ornamentali e di finitura del fabbricato (mancanza di infissi, di allaccio alle opere di urbanizzazione primaria, etc.);
Mediante perizia tecnica da parte dell’ufficio tecnico comunale, con spese a carico del proprietario;
Da parte del contribuente con dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.
Il Comune si riserva comunque di verificare la veridicità della dichiarazione presentata dal contribuente ai sensi del precedente comma, mediante l’Ufficio Tecnico Comunale, ovvero mediante tecnici liberi professionisti all’uopo incaricati.
A parziale modifica della norma primaria contenuta nell’art. 7, comma 1, lett. a)del D. Lgs 504/92, l’esenzione ivi prevista si applica in questo Comune agli immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dagli altri Comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle aziende e unità sanitarie locali anche se non destinati esclusivamente ai compiti istituzionali, purché lo siano in modo prevalente.
I soggetti sopra elencati per usufruire della esecuzione suddetta, entro il mese di giugno dell’anno di competenza, devono produrre al Comune l’elenco degli immobili non destinati esclusivamente ai campi istituzionali con l’indicazione, oltre che della destinazione, dei dati catastali relativi alle singole unità immobiliari e quant’altro ritenuto necessario per l’individuazione di detti beni immobili.
L’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 7 comma 1 lett. i) del D. LGS 504/92 si applica agli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 87 – comma 1 lett. c) del testo unico imposte sui redditi approvato con il D.P.R. 22/12/1986 n. 917, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lett. a) della legge 20/05/1985 n. 222, a condizione che gli immobili stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti a titolo di proprietà, di diritto reale di godimento o in qualità di locatario finanziario, dall’ente non commerciale utilizzatore e che l’attività non abbia esclusivamente natura commerciale.
L’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs 504/92, si applica integralmente agli immobili posseduti ed utilizzati esclusivamente ai fini predetti dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 10 del D. LGS 04/12/1997 n. 460 e che abbiano dato al Ministero delle Finanze la comunicazione richiesta dall’art. 11 dello stesso decreto 460, nonché l’IPAB com.le avente natura di Ente Pubblico.
In via generale, gli immobili che non sono classificabili come aree fabbricabili, terreni agricoli o fabbricati sono esclusi dall’ambito di applicazione dell’imposta.
Sono specificamente esclusi dall’imposta:
I terreni incolti e abbandonati sui quali non si esercita l’agricoltura secondo i criteri di imprenditorialità;
I terreni non compresi nel Piano Regolatore Generale, che non sono destinati all’agricoltura o ad aree fabbricabili.
I piccoli appezzamenti (cosiddetti “orticelli”) coltivati occasionalmente senza struttura organizzativa.
VERSAMENTI, ACCERTAMENTO, CONTROLLI
L’imposta è di norma versata autonomamente da ogni soggetto passivo; si considerano tuttavia regolari i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri soggetti obbligati, purché il versamento corrisponda all’intera proprietà dell’immobile condiviso.
I versamenti d’imposta possono essere effettuati, oltre che tramite il concessionario del servizio di riscossione tributi, alla tesoreria comunale, sul c/c postale intestato al Comune, tramite il sistema bancario e con le modalità del capo terzo del D.Lgs. n. 241/1997.
Con deliberazione della Giunta Comunale i termini ordinari di versamento dell’imposta possono essere sospesi e differenti per tutti o per categorie di soggetti passivi interessate da:
Particolari situazioni di disagio economico, individuate con criteri fissati nella medesima deliberazione.
I termini per la notifica degli avvisi sono quelli previsti dalla normativa vigente.
Gli avvisi vengono notificati secondo le modalità indicate nel regolamento generale delle entrate comunali.
Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di 5 anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. L’ente provvede ad effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
E’ comunque riconosciuto il diritto al rimborso, anche oltre il citato termine quinquennale e fino a prescrizione decennale, nel caso in cui l’imposta sia erroneamente stata versata a questo Comune per immobili ubicati in Comune diverso; devono in tal caso essere possibili le azioni di accertamento e recupero da parte del Comune soggetto attivo del tributo.
Per le aree successive divenute inedificabili o per varianti agli strumenti urbanistici compete il rimborso dell’imposta pagata, maggiorata degli interessi nella misura legale, per il periodo di tempo decorrente dall’ultimo acquisto per atto tra vivi dell’area e comunque per un periodo non eccedente dieci anni e a condizione che il vincolo perduri per almeno tre anni. In tal caso la domanda di rimborso deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di tre anni dalla data in cui le aree sono state assoggettate a vincolo di inedificabilità.
L’irrogazione delle sanzioni previste dall’art. 14 del D.Lgs. n. 504/92, nel testo novellato dall’art. 14 del D.Lgs. n. 473/97, è fatta con atto motivato contestuale all’avviso di accertamento o di rettifica – giusta la procedura di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 472/97.
In relazione a quanto consentito dall’art. 3, comma 57, della Legge 23/12/1996 n. 662 ed alla lettera p) del comma 1 dell’art. 59 del D.Lgs. 15/12/1997 n. 446, si statuisce quanto segue:
La Giunta Comunale determina annualmente, con deliberazione adottata entro il termine di approvazione del bilancio, il compenso incentivante destinato al personale addetto agli uffici tributi e le sue modalità di erogazione. Tale compenso non potrà superare il 10% delle maggiori somme effettivamente riscosse dal Comune a seguito dell’attività di liquidazione e accertamento svolte dall’ufficio tributi. Sulla base degli indirizzi fissati dalla Giunta, il Responsabile del Servizio provvederà alla liquidazione delle somme spettanti.
Una volta divenuta esecutiva la delibera consiliare di adozione, il regolamento è inviato, con delibera, al Ministero delle Finanze, entro trenta giorni dalla data di esecutività mediante raccomandata a.r. ai fini dell’art. 52, secondo comma, del D.lgs. 15 dicembre 1997 n. 446, insieme alla richiesta di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta Ufficiale utilizzando le formule indicate nella circolare n. 10/E in data 17 aprile 1998 del Ministero delle Finanze.