Source: http://larchivio.com/xoom/muhm-kohl.htm
Timestamp: 2018-01-18 05:54:57+00:00
Document Index: 142700190

Matched Legal Cases: ['§ 146', '§ 145', '§ 152', '§ 153', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 154', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 145', '§ 258', '§ 146', '§ 146', '§ 31', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 145', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 146', '§ 146']

Il caso Helmut Kohl analisi di una corruzione di Raoul Muhm Assessor (München)
Pubblicato sulla RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE Giuffré editore
Nel numero di luglio/settembre 2000
Lo scandalo Kohl, inerente al finanziamento illecito del partito CDU, ha appalesato in Germania l’esistenza, sinora inimmaginabile, di un elevato e capillare grado di malaffare e di corrutibilità dell’apparato politico-istituzionale. Nonostante l’opinione pubblica tedesca fosse negli ultimi anni adusa a molteplici scandali politici, in nessun caso si poteva direttamente ed incontrovertibilmente ascrivere quest’ultimi ai vertici dell’apparato politico-istituzionale. Inoltre, ciò che ha particolarmente scosso l’opinione pubblica tedesca sono state sia le modalità, definite in Germania “mafiotiche” (“mafiotisch”), di realizzazione degli intenti illeciti, sia la protervia con cui alcuni personaggi coinvolti giustificavano il proprio operato riferendosi tra l’altro, con riguardo al pactum sceleris, ad una opinabile parola d’onore (“Ehrenwort”), simboleggiante la cristallizzazione di un comportamento, il quale secondo l’opinione dei suddeti personaggi non poteva sottostare ai precetti del “comune” ordinamento giuridico democratico.
Come è noto, il finanziamento illecito dei partiti, contrariamente alle normative vigenti in Italia ed in Francia, in Germania non constituisce, in quanto tale, reato. Nonostante ciò rimangono eventualmente configurabili, qualora sia appurata la concomitanza di ulteriori elementi, i reati di frode (“Betrug”), malversazione (“Untreue”) ed evasione fiscale (“Steuerhinterziehung”). Difatti fu proprio in virtù dell’indagini della Procura della Repubblica di Augsburg (Augusta), nella provincia bavarese, a causa di reati di evasione fiscale e frode ipotizzati nei confronti di Schreiber, Leisler Kiep e Max Strauß, che è stato possibile, risalendo ai vertici politico-istituzionali, dissolvere il velo sui finanziamenti illegali della CDU e su eventuali atti di corruzione nel caso Leuner-Elf/Aquitaine. Ora, lo scandalo Kohl ha contemporaneamente evidenziato ulteriormente il ruolo precipuo spettante alle Procure della Repubblica nell’ambito della realizzazione del controllo giudiziario del potere politico-esecutivo, controllo quest’ultimo essenziale sia per l’effetività di una democrazia parlamentare fondata sul principio della suddivisione dei poteri, sia per la realizzazione del concetto di eguaglianza . Benché in Germania non si possano constatare forme di clamorosa conflittualità tra il potere politico-esecutivo e quello giudiziario, non è difficile percepire, perquanto subliminali e latenti, notevoli discrepanze tra i suindicati poteri.
Non si tratta certamente di una circostanza fortuita se il presidente dell’Associazione Tedesca dei Giudici (Deutsche Richtervereinigung), Voss, ammonisce sensibili tentativi da parte del potere politico-esecutivo di influire sulle singole decisioni dei magistrati giudicanti. Tantomeno da sottovalutare è la dichiarazione di astensione di un giudice bavarese, il quale ha reso pubbliche le pesantissime ingerenze nei suoi confronti da parte dei membri del governo bavarese . Con apprensione si deve prendere nota del fatto che uno dei procuratori della Repubblica di Augsburg. nell’ambito delle inchieste nei confronti di Schreiber, Leisler Kiep e Max Strauß, abbia sentito la necessità di celare per un determinato periodo al Ministero della giustizia bavarese i tentativi di analisi tecniche al fine di potere leggere il hard disk del computer di Max Strauß, giacché doveva temere l’avocazione dell’inchiesta o altre indebite ingerenze. Perplessità suscita inoltre dover constatare, che, dopo che il Pubblico Ministero (Staatsanwalt) aveva messo a conoscenza il Ministro della giustizia bavarese dei tentativi di lettura del hard disk, quest’ultimo sia irreperibile, creando notevoli dissapori a livello parlamentare, ove viene reclamata l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta allo scopo di delucidare le modalità della scomparsa.
Ora, considerato che il caso Kohl (ovviamente nella sua totalità) rende ancora più manifesto il conflitto istituzionale tra potere politico-esecutivo e le procure della Repubblica appare opportuna una disamina dello status e ruolo del Pubblico Ministero in Germania. Occorre in questo contesto rammentare che la nota assenza di indipendenza dei procuratori del Pubblico Ministero è da alcuni anni oggetto di dibattiti e studi accademici, avvertiti dall’opinione pubblica con sensibile apprensione. Sin dalla pubblicazione dell’articolo “Von Italien lernen” (trad.: Imparare dall’Italia) nel quotidiano nazionale “TAZ”, nel quale si auspicava l’introduzione in Germania di istituti giuridici preposti alla garanzia dell’indipendenza dei Pubblici Ministeri ed allo sviluppo di una maggiore, forse più reale ed effettiva, indipendenza dei giudici, con riferimento al sistema vigente in Italia, elevando quest’ultimo a modello di paragone, è agevole constatare come i suddetti dibattiti vengano riproposti ogni qualvolta uno dei numerosi scandali giudiziari ne dia adito. Difatti, frequentemente, l‘opinione pubblica tedesca ha dovuto con stupore ed apprensione prendere atto delle apparenti incapacità o delle manifeste difficoltà dei procuratori della Repubblica di esercitare l’azione penale nei confronti di personaggi influenti del mondo politico ed economico. Sin troppo spesso le attività dei Procuratori della Repubblica appaiono contraddistinte da solerte inerzia e da facili archiviazioni. Con riferimento alle preoccupanti, molteplici forme di influssi ed ingerenze indebite da parte del potere esecutivo nei confronti del Pubblico Ministero si menzioneranno, in questa sede, unicamente i casi ”Baden-Württemberg”, “Zwick”, “Balsam-AG” e “Hessische Steuerfahndung”. Tali fenomeni hanno indotto tra gli altri l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta del Land Baden-Württemberg sulle connivenze tra membri di governo e gli uffici della procura della Repubblica .
Di attualità sono sia l’opinabile, e per taluni incomprensibile, archiviazione del procedimento penale nei confronti dell’attuale Ministro presidente Koch nell’ambito dello scandalo dei finanziamenti illeciti della CDU dell’Assia, sia le risultanze della commissione parlamentare d’inchiesta del Bundestag sui finanziamenti illeciti del partito CDU grazie alle quali è agevole appurare indebite ingerenze da parte del potere esecutivo nei confronti dei procuratori di Augsburg. Eventi questi tutti contraddistinti da inusuale interessamento da parte del governo allorquando i procuratori della Repubblica espletavano normale attività requirente in casi in cui vi erano implicati influenti personaggi dell’establishment politico ed economico legati ai partiti politici di maggioranza o a membri di governo. Le modalità con cui si esplicava l’influsso indebito consistevano tra l’altro in forme inusitate di richieste da parte del Ministro di giustizia in persona di rapporti/dossier in merito allo sviluppo dell’attività requirente, oppure il suddetto influsso politico-giudiziario si concretizzava sia con l’avocazione, sia con la richiesta di agevoli e compiacenti archiviazioni, sia con la sostituzione del procuratore dell’ufficio del Pubblico Ministero sino a quel momento incaricato. I suesposti malesseri inerenti al modello tedesco della pubblica accusa, sono stati negli ultimi anni ulteriormente evidenziati dai successi della magistratura requirente italiana nell’ambito delle inchieste con riferimento ai rapporti illeciti tra potere politico ed economico.
Tali esiti favorevoli, hanno indotto, come già accennato, parte dell’opinione pubblica e del mondo accademico tedesco a propugnare l’emulazione del modello italiano, in quanto contraddistinto a differenza di quello tedesco, dall’indipendenza del Pubblico Ministero dal potere esecutivo . Difatti, il modello tedesco del Pubblico Ministero è caratterizzato da rigida, stretta dipendenza gerarchica dei procuratori della Repubblica dal Ministro di giustizia . In questo contesto giova rammentare che i membri dell’Assemblea Costituente tedesca, a differenza dei membri dell’Assemblea Costituente italiana, non si sono preoccupati di sancire costituzionalmente né l’indipendenza personale del procuratore della Repubblica né quella istituzionale del Pubblico Ministero. In questo ambito non ci si può esimere dal sottolineare che quantunque la Legge Fondamentale della Repubblica Federale di Germania (Grundgesetz) possa per taluni aspetti fungere da paradigma, essa, con riferimento all’enucleazione dei concetti dello stato di diritto e del garantismo, appare insufficiente. Rare sono difatti le norme costituzionali pertinenti al diritto penale, al diritto processuale penale e all’ordinamento giudiziario. La legge fondamentale tedesca, ad esempio, non prevede l’esistanza di un organo di autogestione della magistratura, paragonabile al CSM, né si preoccupa, come già illustrato, di garantire l’indipendenza del Pubblico Ministero. L’Assemblea Costituente tedesca ha volutamente demandato al legislatore ed alla giurisprudenza il compito di sviluppare e realizzare il concetto dello stato di diritto.
Tale “vuoto costituzionale” ha indubitabilmente influito sulla legislazione in merito e più esattamente sulla “non-legiferazione”, sia il codice di procedura penale (StPO, promulgato il 1.2.1877), sia la legge sull’ordinamento giudiziario (GVG, promulgata il 27.1.1877) dimostrano tuttora, nonostante i molteplici emendamenti, il notevole influsso di una elaborazione concettuale retriva ed autoritaria . Ovviamente, tale contesto normativo influisce sullo status ed il ruolo dei procuratori della Repubblica. In merito alla posizione giuridica del procuratore della Repubblica necessita sottolineare previamente , che sin dall’entrata in vigore della Legge Fondamentale tedesca, si può riscontrare una notevole dicotomia, tra l’altro per la cultura giuridica tedesca alquanto inusitata, tra dottrina e giurisprudenza. Invero, autorevole dottrina, sostenendo comunque l’esigenza di una riforma della struttura gerarchica degli uffici della procura della Repubblica in virtù del principio costituzionale dello stato di diritto, asserisce l’esistenza di un minimo di indipendenza del Pubblico Ministero grazie ad una interpretazione restrittiva, costituzionalmente adeguatrice, delle norme del codice di procedura penale e della legge sull’ordinamento giudiziario .
Ora, il primo problema che insorge è quello della natura giuridica del Pubblico Ministero. Una cospicua parte della dottrina intravede nel Pubblico Ministero un’organo dell’ordinamento giudiziario, applicando ad esso il concetto di potere giudiziale ai sensi dell’articolo 92 della Legge Fondamentale . Tale assunto permette ad una parte della dottrina di dedurre l’indipendenza dei procuratori della Repubblica, assimilandoli alla categoria dei giudici, dall’articolo 97, 1° comma della Legge Fondamentale. Una simile equiparazione viene respinta non solo dalla giurisprudenza, bensì anche dalla dottrina maggioritaria, poiché i summenzionati articoli dispongono che il potere giudiziale sia affidato unicamente ai giudici (Richter). Secondo la giurisprudenza e la dottrina maggioritaria il Pubblico Ministero è un organo di amministrazione e tutela della giustizia sui generis (Organ der Rechtspflege sui generis) facente comunque parte del potere esecutivo .
Il problema che ne deriva riguarda la liceità di un assetto rigidamente gerarchico del Pubblico Ministero, così come previsto dal testo normativo . Difatti, in ossequio alla legge sull’ordinamento giudiziario, il singolo procuratore della Repubblica sottostà in virtù dei §§ 146 e 147 GVG, al potere di direzione ed istruzione non solo generica, bensì specifica, del suo superiore gerarchico . Il suddetto superiore gerarchico può essere sia il procuratore capo della propria procura della Repubblica (Leiter der Staatsanwaltschaft) sia il procuratore generale presso la Corte di Appello, sia infine il Ministro della giustizia del Land . In questo ambito, giova previamente rammentare che in Germania, a causa della struttura federale, vi è una bipartizione dell’amministrazione della giustizia. Essa, di norma, è di competenza dei singoli Länder, cosicché i procuratori della Repubblica presso i tribunali e le corti di appello sottostanno al Ministro della giustizia del Land. Unicamente la Procura Federale della Repubblica presso la Corte Suprema Federale di Cassazione sottostà all’amministrazione federale e dunque al Ministro federale della giustizia .
Con riferimento all’assetto gerarchico occorre specificare che ai sensi del § 145 GVG il superiore ha inoltre, in ogni fase dell’inchiesta, il potere di devoluzione, ossia di avocazione delle indagini e di sostituzione del procuratore incaricato . Ovviamente, mentre il diritto di sostituzione può essere esercitato anche dal Ministro di giustizia, il potere di devoluzione, ossia di avocazione delle indagini, può competere unicamente ai superiori in funzione di Pubblico Ministero, in virtù della loro qualità di membri della procura della Repubblica . Ciò comporta che sarà o il procuratore generale del Land, o quello della Repubblica Federale ad esercitare, come ultimo superiore gerarchico “interno”, eventualmente su istruzione del Ministro di giustizia, il diritto di devoluzione. Ne consegue, in conclusione, che il potere politico può in ogni fase influire sul decorso dell’azione penale sia ordinando l’archiviazione , sia definendo le modalità dell’inchiesta, sia sostituendo i procuratori incaricati, sia avocando le indagini. Inoltre, giova considerare che l’esercizio dei suindicati provvedimenti del superiore gerarchico non sono soggetti ad obblighi formali in quanto non necessitano alcuna motivazione oppure documentazione . Ed invero istruzioni orali sono assolutamente sufficienti e d’altronde rappresentano comune prassi.
Appare opportuno sottolineare, altresì, che nei confronti dei provvedimenti del superiore gerarchico non è prevista tutela giudiziaria . In considerazione di quanto sopra esposto la dottrina maggioritaria è incline a limitare i poteri del superiore gerarchico soprattutto in virtù del fatto che il principio di obbligatorietà in Germania sottostà a ragguardevoli eccezioni . Il principio di obbligatorietà (Legalitätsprinzip), a differenza del sistema italiano (vedi Art. 112 CI), non è sancito costituzionalmente, ma viene desunto dal principio di eguaglianza (Art. 3 Grundgesetz) . Tale principio, così evinto, è posto in relazione di conflittualità con il principio costituzionale di proporzionalità . Ne consegue che il principio di obbligatorietà, così come previsto dal § 152, 2° comma del codice di procedura penale tedesco, viene delimitato dal principio di opportunità (Opportunitätsprinzip, vedi §§ 153 e seguenti StPO) , il quale è, a sua volta, espressione del principio costituzionale di proporzionalità .
Secondo il principio di opportunità, qualora il reato venga ritenuto di lieve entità e non vi sia un interesse pubblico all’azione penale, il Pubblico Ministero può chiedere l’archiviazione al giudice competente o in casi particolari archiviare autonomamente . Necessita rammentare inoltre, che qualora il Pubblico Ministero sia del’opinione che il fatto non costituisca reato, oppure che il fatto non sussista, quest’ultimo deterrà sempre la facoltà di archiviare autonomamente il procedimento, senza intervento alcuno del giudice. Proprio queste ingenti facoltà di poter archiviare autonomamente hanno fatto sorgere la questione se il Pubblico Ministero non fosse in realtà un giudice prima del giudice (Richter vor dem Richter). Se si considera altresì la prassi di utilizzo di, tra le singole procure dei Länder, differenti direttive generiche ai fini dell’applicazione delle disposizione penali, non è difficile comprendere come il Pubblico Ministero venga anche definito come un legislatore prima del legislatore (Gesetzgeber vor dem Gesetzgeber). Va rilevato in questo ambito, che i procuratori della Repubblica hanno di frequente archiviato autonomamente, in applicazione del principio di opportunità, proprio quei casi in cui erano coinvolti personaggi del mondo politico e dell’alta finanza . Ciò rende più agevolmente comprensibili i timori della dottrina maggioritaria la quale paventa in determinati casi una applicazione pericolosamente indulgente delle norme in merito all’archiviazione.
In considerazione di quanto sopra esposto nell’ intento di limitare il rapporto di subordinazione del procuratore della Repubblica nell’espletamento dell’azione penale, la dottrina propugna talvolta la tesi dell’insussistenza di un vincolo gerarchico tra il Ministro della giustizia ed i singoli procuratori della Repubblica, basandosi su quella dottrina che assimila la funzione del Pubblico Ministero al potere giudiziale, in quanto organo dell’ordinamento giudiziario . Anche viene sostenuta talora la tesi dei limiti impliciti del diritto di direttiva ed istruzione in virtù della natura giuridica del Pubblico Ministero, in quanto organo di amministrazione e tutela della giustizia sui generis, vincolato dall’obbligo di veridicità e giustizia . Parte della dottrina è altresì dell’opinione che almeno nella fase dibattimentale il procuratore della Repubblica debba poter agire secondo convincimento e coscienza, godendo di piena autonomia . Ora, per quanto venga avvertita l’esigenza dell’indipendenza del procuratore della Repubblica, il contesto normativo non rende plausibili le suesposte costruzioni dogmatiche . Difatti la giurisprudenza in merito si è sempre attenuta ad una interpretazione tradizionale delle disposizioni attinenti allo status ed al ruolo dei procuratori della Repubblica .
Giova però rilevare che a causa delle palesi carenze del sistema vigente in Germania, con riferimento allo status ed al ruolo del Pubblico Ministero, è stata reclamata, vista l’impossibilità di una soluzione interpretativa, una riforma globale della struttura gerarchica del Pubblico Ministero . Degno di nota appare il progetto ministeriale di riforma del 1976, proposto per conto del Ministero Federale della Giustizia, il quale prevede l’introduzione di molteplici garanzie a favore del procuratore della Repubblica subalterno . Ad esempio, al § 146, 1° comma GVG del progetto legge si prevede che i procuratori abbiano il diritto di adempiere ai propri incarichi, nell’ambito delle direttive ed istruzioni dei propri superiori, in modo autonomo e secondo la propria responsabilità . Al § 146, 2° comma GVG del progetto legge viene introdotto l’obbligo di documentare per iscritto le istruzioni impartite dal superiore in merito ad un procedimento specifico . Qualora, per motivi di urgenza, le suindicate istruzioni dovessero essere impartite oralmente, quest’ultime dovranno poi essere confermate per iscritto entro 48 ore.
Il § 146a, 1° comma GVG del progetto legge sancisce il diritto del procuratore subalterno di non eseguire, tranne che in casi di urgenza, le istruzioni riguardanti un caso specifico, qualora quest’ultimo dubiti della liceità o sia persuaso dell’illiceità dell’istruzione . Infine il § 146b, 1° comma GVG del progetto legge stabilisce il principio della piena autonomia del procuratore della Repubblica durante la fase dibattimentale . In questo modo si intende per lo méno limitare il potere gerarchico interno ed esterno, ossia dell’esecutivo, aumentare la trasparenza dell’esercizio della procura della Repubblica e al contempo conferire, nonché riconoscere, al procuratore della Repubblica almeno durante il dibattimento maggiore dignità professionale e morale. In proposito appare opportuno ricordare come nonostante in relazione ad un assetto dogmatico-istituzionale notevolmente differente, tale progetto di riforma, in virtù della considerata esigenza di una maggiore indipendenza del Pubblico Ministero, sostenga l’introduzione di garanzie e meccanismi che rammentano, per lo méno nella loro funzione di una maggiore trasparenza, talune disposizioni del codice di procedura penale italiano. Si consideri ad esempio l’articolo 53, 1° comma CPP, il quale sancisce la piena autonomia del Pubblico Ministero nell’esercizio delle proprie funzioni durante l’udienza, oppure l’articolo 372, 1° comma CPP, il quale prevede l’obbligo di motivare il decreto di avocazione.
Altresì va menzionato che la necessità di una riforma del sistema gerarchico della procura della Repubblica in Germania non è unicamente avvertita dalla dottrina e dai tecnici ministeriali, bensì tale esigenza è stata ribadita anche nell’ambito dell’inchiesta parlamentare del Land Baden-Württemberg. Essa, invero, ha esaminato le connivenze tra il Ministero della Giustizia ed i funzionari degli uffici della procura delle Repubblica, i quali frequentemente decretavano l’archiviazione dell’azione penale nei casi in cui erano coinvolti personaggi strettamente legati ai membri di governo ). A seguito di questa inchiesta parlamentare i rappresentanti della FDP, il partito liberale, in quel periodo membro della coalizione governativa a Bonn, hanno sostenuto che le attività della procura della Repubblica non appaiono conformi agli obblighi imposti dalla legge , altresì è stata constatata con preoccupazione l’esistenza di un eccessivo interessamento da parte del Ministro della giustizia del Land Baden-Württemberg con riferimento alle modalità dello svolgimento dell’azione penale nei confronti di personaggi influenti in stretto rapporto con i rappresentanti governativi . E hanno concluso proponendo che i procuratori della Repubblica debbano poter agire analogamente ai giudici, in modo indipendente e liberi da istruzioni . In tal modo verrebbe meno il sospetto di connivenze ed ingerenze illecite. Infine i rappresentanti della FDP hanno auspicato una riforma al fine di eliminare l’attuale struttura gerarchica di subordinazione alle istruzioni .
Giova in questo contesto sottolineare che le richieste di una maggiore trasparenza dell’esercizio della procura della Repubblica e l’eliminazione della struttura gerarchica di subordinazione alle istruzioni sono state riproposte con vigore anche dall’Associazione Tedesca dei Giudici, la quale, inequivocabilmente sostiene la necessità di una riforma dell’ attuale sistema, in particolar modo l’eliminazione del diritto di istruzioni nei casi concreti da parte dei ministri di giustizia. Queste richieste sono state di recente, proprio come conseguenza del caso Kohl, ribadite e precisate da Horst Böhm, presidente dell’Associazione Bavarese dei Giudici (Bayerische Richtervereinigung), specialmente ove vi siano inchieste politicamente rilevanti o laddove vi siano notevoli interessi economici. Considerato il reale pericolo di ingerenze indebite, Horst Böhm specifica che una simile riforma è necessaria già al mèro scopo di eliminare qualsivoglia sospetto di ingerenza.
Da quanto suesposto si può dedurre in conclusione che il modello tedesco del Pubblico Ministero, contraddistinto da stretta dipendenza gerarchica dall’esecutivo, non appare idoneo né a garantire un operato libero da influssi esterni, e quindi imparziale, né a garantire la realizzazione del precetto costituzionale dell’eguaglianza di fronte alla legge. Il caso Kohl ha evidenziato ulteriormente le già note carenze del modello tedesco rafforzando in molteplici ambienti, politico-istituzionali e dottrinali, l’anelito della tanto auspicata introduzione, per lo méno parziale, dell’indipendenza del Pubblico Ministero.
1 Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), 1. 7. 2000, pp. 1, 12; Die Woche, 30. 6. 2000, pp. 1, 6, 7 (Wie kriminell war das Kohl-Regime?); Süddeutsche Zeitung (SZ), 29. 6. 2000, p. 1, 26. 6. 2000, pp. 1, 2 (Kohl gerät wegen Akten-Vernichtung unter Druck), 11. 2. 2000, p. 5, 4. 2. 2000, pp. 1, 5, 29. 1. 2000, pp. 1, 6, 55, 28. 1. 2000, p. 9; Die Woche, 14. 1. 2000, p. 1, 7. 1. 2000, p. 5 ss.
2 SZ, 7. 2. 2000, p. 1, 22. 1. 2000, p. 13, 18. 1. 2000, p. 12, 15. 1. 2000, p. 15; Pflüger, Ehrenwort. Das System Kohl und der Neubeginn, Goldmann Verlag, München, 2000.
3 Volkmann, Parteispenden als Verfassungsproblem, in Juristische Zeitung (JZ), 2000, p. 539ss; Manna, Corruzione e finanziamento illegale ai partiti, in Riv. it. dir.e proc. pen. , 1999, p. 116 ss. (153-154); Hofmann, Die Staatliche Teilfinanzierung der Parteien, in Neue Juristische Wochenschrift (NJW), 1994, p. 691 ss.; v. Arnim, Verfassungsfragen der Parteienfinanzierung, in Juristische Arbeitsblätter (JA), 1985, p. 121 ss. e p. 207 ss.
4 Rimarchevole in questo contesto è il fatto che sia in Francia, sia in Italia, sia in Spagna le inchieste giudiziarie coinvolgenti personaggi dell'apparato politico-istituzionale siano state frequentemente avviate inizialmente dalle Procure di provincia, geograficamente distanti dalle capitali, centri del potere politico.
5 SZ, 2. 3. 2000, p. L9.
6 SZ, 29. 6. 2000, p. 1, 26. 6. 2000, pp. 1, 2, 10. 3. 2000, p. 2, 23. 2. 2000, p. 1, 22. 2. 2000, p. 8, 11. 2. 2000, p. 12; Die Woche, 1. 1. 2000, p 26.
7 BVerfGE, 9, 223; Muhm Raoul, Der unabhängige Staatsanwalt. Das italienische Modell, in Rechtsphilo-sophische Hefte, Nr. 6, 1996, p. 55 ss.; Muhm Raoul, Dependencia do Ministerio Publico do Executivo na Alemanha, in Revista do Ministerio Publico, Lisbona, Nr. 61, 1995 p. 121 ss.; Muhm Raoul, Dependencia del Ministerio Fiscal del Ejecutivo en la Republica Federal Alemana, in Jueces para la democracia, Madrid, Nr. 2, 1994, p. 93 ss.
8 SZ, 21. 7. 2000, pp. 1, 4 (Der Aufstand der dritten Gewalt), 6, 14. 8. 1999, p. 8; Lamprecht, Vom Mythos der Unabhängigkeit. Über das Dasein und Sosein der deutschen Richter, Nomos Verlagsgesellschaft, Baden-Baden, 1995.
9 SZ, 5. 10. 1999, p. 6.
10 SZ, 11. 11. 1999, p. L13.
11 SZ, 21. 6. 2000, p. L13, 13. 4. 2000, p. 1, 1. 3. 2000, p. L8, 26. 2. 2000, p. L9.
12 SZ, 13. 4. 2000, p. L8
13 SZ, 6. 5. 2000, p. 11.
14 Roxin, Strafverfahrensrecht, C. H. Beck'sche Verlagsbuchhandlung, München, 25. ed., 1998, p. 49 ss.;
Koller, Die Staatsanwaltschaft - Organ der Judikative oder Exekutivbehörde, Peter Lang Verlag, Frankfurt a. M, 1997; Pott, Die Außerkraftsetzung der Legalität durch das Opportunitätsdenken in den Vorschriften der §§ 154, 154a StPO, Peter Lang Verlag, Frankfurt a. M, 1996; Muhm Raoul, Der unabhängige Staatsanwalt. Das italienische Modell, op. cit., pp. 55 ss.; Löwe-Rosenberg, Die Strafprozeßordnung und das Gerichtsverfassungsgesetz, Großkommentar, Walter de Gruyter, Berlin-New York, 24. ed. , 1996, sub § 146 GVG; Muhm Raoul, Dependencia do Ministerio Publico do Executivo na Alemanha, op. cit, p. 121 ss.; Muhm Raoul, Dependencia del Ministerio Fiscal del Ejecutivo en la Republica Federal Alemana, op. cit, p. 93 ss.; Walter-Freise, Le Ministère Public en Allemagne, in Revista do Ministerio Publico, Lisbona, Nr. 6 cadernos (Ministerio Publico. Instrumento do executivo ou orgão do poder judicial?), 1994, pp. 99-105; Kunert, Wie abhängig ist der Staatsanwalt?, in Festschrift f. Rudolf Wassermann, Verlag Luchterhand, Darmstadt, 1985; Kausch, Der Staatsanwalt - Ein Richter vor dem Richter, Duncker & Humbolt, Berlin, 1980; Wax, Der unabhängige Staatsanwalt, in Deutsche Richterzeitung (DRiZ), 1972, p. 163ss; Görke, Weisungsgebundenheit und Grundgesetz, in Zeitschrift für die gesamte Strafrechtswissenschaft (ZStW), 1961, p. 560 ss. Con riguardo al rapporto tra Pubblico Ministero e potere politico, nell'ambito di una visione comparatistica, tra i tanti: Maia Costa, Il Pubblico Ministero in Portogallo, in Questione Giustizia Nr. 6, 1999, p. 1150 ss.; Andrés Ibáñez, Por un Ministerio Público"dentro de la legalidad", in Nueva Doctrina Penal, Buenos Aires, 1998/B, pp. 435-466; Garapon, Le gardien des promises-Justice et Democratie, Odile Jacob, Paris, 1996; Bruti Liberati, Cerretti e Giasanti, Governo dei giudici - La magistratura tra diritto e politica, Feltrinelli Editore, Milano, 1996; Andrés Ibáñez, Entre politica y derecho: el estatuto del actor publico en el proceso penal, in Cuadernos de derecho judicial, Madrid, 1995, pp. 15-47; Perrot, Institutions Judiciaires, V, Ed. Mont Chrestien, 1993, Paris, p. 48ss, in questo contesto vedasi altresì : Eighth United Nations Congress on the Prevention of Crime and the Treatment of Offenders, " Guideline on the Role of Prosecutors", GA RES 166 (45) del 18. 12. 1990.
15 SZ, 10. 5. 2000, p. 15 (Gewaltenteilung durch Parteien aufgehoben), 6. 5. 2000, p. 11 (Im Käfig der Politik), 18. 1. 2000, p. 12, 16. 7. 1998, p. 7, 14. 7. 1998, p. 7, 2. 7. 1998, p. 4.
16 In merito ai limiti dell'indipendenza dei giudici in Germania vedasi: Groß, Verfassungsrechtliche Möglichkeiten und Begrenzungen für eine Selbstverwaltung der Justiz, in Zeitschrift für Rechtspolitik (ZRP), 1999, p. 368 ss.; Muhm Raoul e Muhm Myriam, A Alemanha à procura da independência da magistratura, in Revista do Ministerio Publico, Lisbona, Nr. 76, 1998, p. 83 ss.; Muhm Raoul e Muhm Myriam, Alemania: en busca de la independencia de la magistratura, in Jueces para la democracia, Madrid, Nr. 33, 1998, p. 93 ss; ZRP-Rechtsgespräch, Ein Verstoß gegen die Kultur der Justiz: "Die dritte Gewalt darf nicht alles mit sich machen lassen", in ZRP, 1998, p. 368 ss.; Bohlander e Latour, Zum Einfluß der politischen Parteien auf die Ernennungen zum Bundesgerichtshof, in ZRP 1997, pp. 437-439; Lamprecht, Vom Mythos der Unabhängigkeit. Über das Dasein und Sosein der deutschen Richter, Nomos Verlagsgesellschaft, Baden-Baden, 1995; Leisner, "Gesetzlicher Richter" - vom Vorsitzenden bestimmt? Problematisches Richterrecht aus den Vereinigten Großen BGH-Senaten, in NJW, 1995, pp. 285-289.
17 Die Tageszeitung (TAZ), 24. 7. 1993, p. 11; SZ, 5, 8, 1993, 4. 12. 93, p. 7 (Die Justiz im Käfig der Politik - was wäre, wenn italienische Staatsanwälte gegen deutsche Politiker ermitteln würden?).
18 SZ, 6. 5. 2000, 18. 1. 2000, p. 12; Rudolph, Die politische Abhängigkeit der Staatsanwaltschaft, in NJW 1998, p. 1205; Rüping, Die Staatsanwaltschaft - Stiefkind der Revolution, in Strafverteidiger (StV), 1997, pp. 276-279; Schäfer, Der Rücktritt: Zum Status der Generalstaatsanwälte in Deutschland, in NJW 1997, p. 1753.
19 SZ, 21. 6. 2000, p. L13.
20 Muhm Raoul, Dependencia del Ministerio Fiscal del Ejecutivo en la Republica Federal Alemana, op. cit., p. 93 ss.
21 Bericht und Beschlußempfehlung des Untersuchungsausschusses "Unabhängigkeit von Regierungsmit-gliedern und Strafverfolgungsbehörden" - Landtag von Baden-Württemberg, 10. Wahlperiode, Drucksache 10/6666, 17. 2. 92
22 Muhm Raoul, Dependencia do Ministerio Publico do Executivo na Alemanha, op. cit., p. 121; Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare di Inchiesta del Landtag bavarese, pubblicazione12/16599, 6. 7. 1994, p. 43 ss.
23 Istituzione della Commissione Parlamentare di Inchiesta del Lantag Nordrhein- Westfalen, 2. 11. 1994, Drucksache 11/7916.
24 Rudolph, op. cit., p. 1205.
25 Bericht und Beschlußempfehlung des Untersuchungsausschusses "Unabhängigkeit von Regierungsmit-gliedern und Strafverfolgungsbehörden" - Landtag von Baden-Württemberg, 10. Wahlperiode, Drucksache 10/6666, 17. 2. 92
26 SZ, 16. 3. 2000, p. L11, 7. 3. 2000, p. 11, 22. 2. 2000, p. 4 (Die Staatsanwaltschaft adelt eine Lüge), 9. 2. 2000, p. 1, 28. 1. 2000, p. 1.
27 Degno di nota è il comportamento del Ministro della Giustizia bavarese, il quale esortava il Procuratore Generale di prendere in particolar modo in considerazione eventuali prescrizioni al fine di archiviare l’inchiesta nei confronti di Max Strauß, figlio di Franz Josef Strauß e fratello dell’attuale Ministro Monika Strauß/Hohlmeier, cfr. SZ, 5. 5. 2000, p. L8. In questo contesto si consideri altresì l’esposto della frazione dei Verdi del Landtag bavarese nei riguardi del Procuratore Generale di Monaco di Baviera a causa di favoreggiamento personale in atti di ufficio (Strafvereitelung im Amt), cfr. SZ, 7. 6. 2000, p. L8; SZ, 21. 6. 2000, p. L13. SZ, 6. 5. 2000, p. 11 (Justiz wurde in Spendenaffäre behindert), 5. 5. 2000, p. 1, 1. 3. 2000, p. L8. Con riferimento alla Commissione Parlamentare d'inchiesta del Bundestag sui finanziamenti illegali del partito CDU vedasi :BT-DR 14/2139, del 23. 11. 1999; Kölbel e Morlok, Geständniszwang in parlamentarischen Untersuchungen ?, in ZRP, 2000, p. 217 ss.; Schröder, Altes und Neues zum Recht der Parlamentarischen Untersuchungsausschüsse aus Anlass der CDU Parteispendenaffäre, in NJW, 2000, p. 1455ss.; Pabel, Verhängung von Beugehaft durch einen Untersuchungsausschuß, in NJW, 2000, p. 788 ss.
28 Rudolph, op. cit. p. 1205; Muhm Raoul e Muhm Myriam, A Alemanha à procura da independência da magistratura, op. cit., p. 83 ss.; Muhm Raoul e Muhm Myriam, Alemania: en busca de la independencia de la magistratura, op. cit., p. 93 ss.; Muhm Raoul, Der unabhängige Staatsanwalt. Das italienische Modell, op. cit, p. 55 ss.
29 Rudolph, op. cit. p. 1205; Schäfer, op. cit., p. 1753; Walter-Freise, op. cit, pp. 99-105.
30 von Bülow, Im Namen des Staates, Piper Verlag, München, 3. ed., 1999, p. 310.
31 Vedasi l'attenta analisi in "Von Italien lernen" (trad. : "Imparare dall'Italia"), Die Tageszeitung, 24. 7. 1993, p. 11. Vedasi altresì: Süddeutsche Zeitung, no. 178, 5. 8. 1993, p. 3.
32 Albrecht, Peter-Alexis, Kriminologie, C. H. Beck'sche Verlagsbuchhandlung, München, 1999, p. 177; Kleinknecht/Meyer, Strafprozessordnung, Kommentar, C. H. Beck'sche Ver-lagsbuchhandlung, München, 41. ed. , 1993, p. 1718-1720; Roxin, Strafverfahrensrecht, C. H. Beck'sche Verlagsbuchhandlung, München, 23. ed. 1993, p. 44 ss; Pfeiffer, Karlsruher Kommentar zur Strafprozessordnung, C. H. Beck'sche Verlagsbuch-handlung, München, 2. ed. , 1987, p. 1807; Löwe-Rosenberg, Die Strafprozessordnung und das Gerichtsverfassungsgesetz, Grosskommentar, Walter de Gruyter, Berlin-New York, 23. ed. , 1979, sub § 146 GVG, p. 33 ss.
33 Ad esempio, per quanto concerne l'assetto della struttura federale, nonché l'istituto del voto di sfiducia costruttivo.
34 Lamprecht, Wie transparent ist die Justiz?, in ZRP, 1993, p. 372 ss.
35 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 38 ss.; Pfeiffer, op. cit., p. 1810; Wagner, Der objektive Staatsanwalt - Idee und Wirklichkeit, in JZ, 1974, 320; Arndt, Umstrittene Staatsanwaltschaft, in NJW, 1961, 1616. Roxin, op. cit., p. 51.
36 Roxin, op. cit., p. 48 ss.; Fezer, Strafprozessrecht I, Verlag C. H. Beck, München, 1. ed. , 1986, p. 28.
37 Henn, Zum Ministeriellen Weisungsrecht gegenüber der Staatsanwaltschaf', in DRiZ, 1972, p. 152; Wagner, Zur Weisungsgebundenheit der Staatsanwälte, in NJW, 1963, p. 8.
38 Roxin, op. cit., p. 48; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 37.
39 Roxin, op. cit., p. 48; Fezer, op. cit., p. 29; Kleinknecht/Meyer, op. cit., p. 1708 ss.; Guarnieri, Magistratura e Politica in Italia, Società Editrice Il Mulino, 1992, p. 56.
40 Roxin, op. cit., p. 48 ss.; Bader, Staatsgewalt und Rechtspflege, in JZ, 1956, p. 4; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 35.
41 Kleinknecht/Meyer, op. cit. ; p. 1718-1719; Pfeiffer, op. cit., p. 1810; Fezer, op. cit., p. 27 ss.
42 Fezer, op. cit., p. 27 ss.; Kleinknecht/Meyer, op. cit., p. 1718-1719.
43 Va specificato che la procura federale della Repubblica e, ai sensi degli arti-coli 142a e 120 dell'ordinamento giudiziario, eccezionalmente competente per i reati di terrorismo, spionaggio, attentato alla costituzione, etc. , ossia unicamente per quel tipo di illecito che lede gli interessi istituzionali della Repubblica Federale di Germania nella sua totalità.
44 Roxin, op. cit., p. 49; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 145 GVG, p. 29.
45 Fezer, op. cit., p. 27; Pfeiffer, op. cit., p. 1808.
46 Ovviamente, nei limiti imposti dai §§ 258a, 344 StGB, ossia Codice Penale della Repubblica Federale di Germania, i quali vietano il favoreggiamento personale in atti di ufficio e l'abuso d'ufficio tramite persecuzione indebita.
47 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 40; Pfeiffer, op. cit., p. 1809.
48 BGHZ, 42, 170; Kleinknecht/Meyer, op. cit., p. 1719; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 35.
49 Fezer, op. cit., p. 19; Roxin, op. cit., p. 76.
50 BVerfGE, 9, 223; Kleinknecht/Meyer, op. cit., p. 625; Roxin, op. cit., p. 76; Fezer, op. cit., p. 7.
51 Fezer, op. cit., p. 8.
52 Roxin, op. cit., p. 76.
53 Fezer, op. cit., p. 8.
54 Roxin, op. cit., p. 76 ss.
55 Albrecht, Peter-Alexis, op. cit, p. 176.
56 Albrecht, Peter-Alexis, op. cit, p. 177; Aulinger, § 31a BtMG - Der Auftrag des BVerfG und die Rechtswirklichkeit, in Neue Zeitschrift für Strafrecht (NStZ), 1999, pp. 111, 112.
57 In merito vedasi note no. 17, 19 e 31. In questo contesto si consideri altresì il dibattito sull'eventuale applicazione del principio di opportunità nei confronti di Kohl. Cfr. SZ, 24. 7. 2000, pp. 1 (Handel mit Gerechtigkeit), 4 (Einstellung gegen Kohl ? Verboten!).
58 Wagner, op. cit., in NJW, 1963, p. 8.
59 Roxin, op. cit., p. 48 ss; Fezer, op. cit., p. 28.
60 Roxin, op. cit., p. 49; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 42.
61 Fezer, op. cit., p. 29; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 37.
62 Beckemper, Der Antrag auf Bestellung eines Pflichtverteidigers im Ermittlungsverfahren, in NStZ, 1999, p. 221 ss; Kleinknecht/Meyer, op. cit., p. 1719.
63 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 41; Roxin, op. cit., p. 51; Pfeiffer, op. cit., p. 1809.
64 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 145 GVG, p. 41; Pfeiffer, op. cit., p. 1810.
65 Pfeiffer, op. cit., p. 1810; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 40.
66 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 40; Pfeiffer, op. cit., p. 1810.
67 In merito vedasi nota no. 41; Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 40.
68 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 41.
69 Löwe-Rosenberg, op. cit., sub § 146 GVG, p. 42.
70 In merito vedasi la relazione della commissione parlamentare d'inchiesta, riportata in nota no. 21.
71 Idem, p. 20.
72 Idem, p. 924.
73 Idem, p. 925.
74 Idem, p. 925.
75 Idem, p. 925.
76 Leitlinien des DRB, Nr. 34, www. drb. de.
77 Stern Nr. 22, 25. 5. 2000, pp. 210, 211.
78 Stern Nr. 22, 25. 5. 2000, pp. 210, 211.
79 Rüping, op. cit., pp. 276-279.