Source: http://www.avvocatoaldovalentini.it/news?p=27
Timestamp: 2018-02-23 12:38:24+00:00
Document Index: 151833109

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 34', 'art. 61', 'art. 21', 'art. 2557', 'art. 17', 'art. 69', 'art. 700']

﻿ La Giurisprudenza - pag. 27
TAR DELLE MARCHE SENT. 98/2011 – Pres. Passanisi – Est. Capitanio -
- appalto di fornitura –Illegittimità dell’aggiudicazione – riconoscimento danno –
14/02/2011	La ditta X ha impugnato il provvedimento con cui l’Ente pubblico ha aggiudicato alla contro interessata Z un appalto per fornitura, contestando sotto vari profili l’operato della Commissione di gara nella assegnazione dei punteggi e nella comparazione dei prodotti offerti. Resistono l’Amministrazione e la contrinteressata. In corso di lite il Tribunale respingeva la richiesta di sospensiva. Il TAR nel merito ha accolto il ricorso facendo diretto riferimento all’art. 34 c III c.p. Am. Nel caso di specie, il collegio ritiene di dover fare applicazione dell’art. 34, comma 3, sia perché, nelle more del giudizio, l’esecuzione dell’appalto è pervenuta ad un livello tale da non rendere opportuno il subentro della ditta ricorrente, sia per un’altra ragione, di cui ha dato conto in sede di esame della domanda risarcitoria. …” E’ opportuno a questo punto precisare che la ditta ricorrente in nessun punto del ricorso sostiene che l’offerta...
Corte di Appello di Ancona – Sent. n. 107/2011 – Pres. Formigoni, Est. Castagnoli
Impugnazione lodo arbitrale
10/02/2011	Con unico lodo arbitrale rituale 27.10.2004 promosso dalle Soc. Y e X veniva dichiarato C inadempiente alle obbligazioni assunte con scrittura 29.10.2003 nei confronti della Società X e conseguentemente veniva disposto il trasferimento in favore della società X di azioni della Società Y intestate a C, subordinandolo al pagamento del corrispettivo all’epoca pattuito veniva altresì dichiarato risolto, per inadempienza di C e V, altro contratto preliminare stipulato sempre il 29.10.2003 avente ad oggetto la cessione da parte di C e V delle quote societarie di loro proprietà della Società Z a favore della Società Y, condannandoli al risarcimento del danno, in via indivisibile tra loro, liquidato come in lodo. Avverso tale lodo proponevano impugnazione C e V eccependone la nullità per violazione della clausola compromissoria (identica) contenuta in entrambe le scritture nonché per violazione delle norme sul processo e per inosservanza di norme di diritto, in particolare: 1)Violazione...
CONSIGLIO DI STATO SEZIONE IV – SENTENZA 2863/2011 Pres. Giaccardi Est. Forlenza
P.R.G. – DELIBERA PROVINCIALE DI APPROVAZIONE – CONVALIDA – LEGITTIMITA’ –
08/02/2011	…” L’appello è infondato e deve essere, pertanto, respinto. Come di evidenzia dalla esposizione in fatto, la Provincia X ha dapprima approvato il PRG del Comune di Y a mezzo di delibera di Giunta Provinciale; successivamente tale delibera – stante l’incompetenza della Giunta – è stata convalidata dal Consiglio Provinciale. Sul punto, questo Consiglio di Stato ritiene di dover confermare le conclusioni alle quali è pervenuta l’appellata sentenza. Come è noto, la convalida degli atti amministrativi è positivamente prevista sia dall’art. 61 n. 249/1968, secondo il quale “alla convalida degli atti viziati da incompetenza può provvedersi anche in pendenza di gravame in sede amministrativa e giurisdizionale”, sia dall’art. 21 – nonies, comma 2,1 n. 241/1990, in base al quale è fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole”. La giurisprudenza di questo...
Tribunalle di Pesaro - sent. Est. Nitri
cessione quote - concorrenza sleale - azienda preesistente - non sussiste
01/02/2011	Con atto di citazione notificato le società X Y e Z hanno convenuto in giudizio i sig.ri A, B, C, D, E, F esponendo di aver acquistato l’azienda “Ristorante W”, con conseguente divieto di concorrenza a carico dei precedenti soci cessionari delle quote sig.ri B, E, F, come disposto dall’art. 2557 cod. civ.. Successivamente la sig. A (madre di E ed F) e C (nipote di A) avevano acquisito le quote di società terza, che gestiva l’omonimo ristorante ubicato in diverso Comune, ma avente le medesime caratteristiche ed in cui venivano assunti a tempo pieno i sig.ri B, E, F. In tal modo, essi avevano violato, secondo le attrici, il divieto di concorrenza disciplinato dalla suddetta norma, come dimostrato dalla contrazione dei propri ricavi, tanto che i bilanci 2005, 2006 e 2007 erano stati chiusi con notevoli passività. Tutto ciò premesso le società attrici instavano per la condanna solidale di tutti i convenuti al risarcimento dei danni. I convenuti, costituitisi in giudizio,...
CORTE DI APPELLO DI ANCONA -SEZ. LAVORO- SENT. 528/2010 – EST. PAGANELLI
Docente universitario incaricato – violazione ex art. 17 c 115 L. 127/0997 – insussistenza
27/01/2011	Il Tribunale di Urbino declinava la propria giurisdizione a conoscere la richiesta di accertamento della sussistenza di rapporto di pubblico impiego e al mantenimento delle funzioni didattiche ex lege 127/1997. Proponeva appello la docente X – resisteva l’Università. La Corte ha respinto l’appello. “La difesa della prof.ssa X contesta la decisione del tribunale in punto di giurisdizione. Il motivo è parzialmente infondato. Le pretese della ricorrente investono un arco temporale assai ampio, anteriore e successivo al 30.6.1998, data che, ai sensi dell’art. 69, c 7 del D. Lgs. 165/2001, segna il discrimine temporale rilevante ai fini in oggetto. In relazione ai capi di domanda sopra indicati ai n.c.) e d), la cognizione è elusivamente del giudice ordinario poiché le pretese attengono esclusivamente ad epoca successiva al 30.6.1998. Si consideri infatti che, relativamente al diritto al mantenimento delle funzioni di insegnamento, l’istante ne lamenta la violazione...
TRIBUNALE DI PESARO – ORD. EST. CARBINI
CONCESSIONE DEMANIALE MODIFICA DEL CANONE – RIC. EX ART. 700 C.P.C.
21/01/2011	“Ritenuto che in ordine al proposto ricorso ex art. 700 c.p.c. difetti il fumus boni juris” Premesso che parte ricorrente sostiene che non sia consentita una modifica del canone di concessione nel corso del rapporto concessorio perché così si altererebbe il sinallagma contrattuale e si altererebbero le condizioni concordate in sede di stipula della concessione, la concessione originaria prevedeva la applicazione dei canoni determinati secondo la misura del D.M. 343/98; rilevato che la applicazione dei nuovi canoni al rapporto andrebbe a ledere il legittimo affidamento del concessionario; la modifica unilaterale dei canoni sarebbe illegittima e irragionevole; vi sarebbero poi vizi nella stessa istruttoria che ha portato agli atti impugnati e di cui si chiede la sospensione, in quanto l’istanza di proroga della concessione sarebbe stata fatta sulla scorta di una perizia tecnico economica che teneva conto dei costi sopportati dal concessionario e il periodo...