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Timestamp: 2019-08-22 05:44:42+00:00
Document Index: 79279181

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 3']

L’attività di una farmacia, oltre a caratterizzarsi per la vendita di farmaci e altri prodotti, può comprendere anche l’erogazione di specifici servizi come
1. le prestazioni tramite messa a disposizione di operatori sociosanitari;
2. le prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo;
3. le prestazioni di supporto all’utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello;
4. i servizi di prenotazione telematica di prestazioni ambulatoriali, riscossione e ritiro referti.
Il trattamento IVA delle fattispecie sopra esposte è stato oggetto di chiarimenti da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
Con la Risoluzione 20.12.2011, n. 128/E l'Agenzia delle Entrate ha specificato che l’esenzione IVA, come anche stabilito dalla giurisprudenza comunitaria (sentenza Corte di Giustizia UE 10.9.2002, causa n. C-141/00), "deve essere valutata in relazione alla natura delle prestazioni fornite, riconducibili nell’ambito della diagnosi, cura e riabilitazione, e in relazione ai soggetti prestatori, i quali devono essere abilitati all’esercizio della professione, a prescindere dalla forma giuridica che riveste il soggetto che le rende".
Il regime di esenzione risulta pertanto subordinato all’esistenza di due requisiti (la mancanza di un solo requisito comporta il venir meno dell’esenzione):
natura della prestazione, cioè diagnosi, cura e riabilitazione;
soggetto che eroga la prestazione, rientrante tra i soggetti abilitati all’esercizio della professione.
Successivamente la stessa Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 12.5.2017, n. 60/E, ha fornito alcune precisazioni sulle problematiche dell'esenzione IVA e di certificazione dei corrispettivi in relazione alle prestazioni sanitarie rese dalle farmacie.
Prestazione di servizi in farmacia: quale trattamento IVA?
Esenzione IVA: riferimento normativo. L’art. 10, comma 1, n. 18), DPR n. 633/72 stabilisce che sono esenti IVA "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze".
Analizziamo di seguito le problematiche IVA riferite a ciascun servizio offerto dalla farmacia.
1. Prestazioni tramite messa a disposizione di operatori sociosanitari.
In base all’art. 1, comma 2, lett. a), n. 4), D.Lgs. n. 153/2009, esse sono rappresentate dalla "messa a disposizione di operatori socio-sanitari, di infermieri e di fisioterapisti, per la effettuazione, a domicilio, di specifiche prestazioni professionali richieste dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta, fermo restando che le prestazioni infermieristiche o fisioterapiche che possono essere svolte presso la farmacia, sono limitate a quelle di cui alla lettera d) e alle ulteriori prestazioni, necessarie allo svolgimento dei nuovi compiti delle farmacie, individuate con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano".
Le prestazioni comprese nella presente categoria possono beneficiare dell’esenzione IVA se
sono richieste da un medico / pediatra
e sono rese da un operatore socio-sanitario, infermiere o fisioterapista.
Il Decreto del 16 dicembre 2010 regolamenta l'attività degli operatori sanitari in farmacia: le attività erogate presso le farmacie e a domicilio del paziente, previste dal Decreto, devono essere effettuate esclusivamente da infermieri e da fisioterapisti, in possesso di titolo abilitante ed iscritti al relativo Collegio professionale laddove esistente. Il farmacista titolare o direttore è tenuto ad accertare, sotto la propria responsabilità, il possesso di tali requisiti.
Infermiere. L'infermiere in farmacia può, anche eventualmente con l'ausilio di altri operatori socio-sanitari che lavorino in farmacia:
Fisioterapista. Su prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, il fisioterapista può erogare all'interno della farmacia e a domicilio del paziente le seguenti prestazioni professionali:
2. Prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo
In base all’art. 1, comma 2, lett. e), D.Lgs. n. 153/2009 tali prestazioni cono definite come "l’effettuazione, presso le farmacie, nell’ambito dei servizi di secondo livello di cui alla lettera d), di prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo, nei limiti e alle condizioni stabiliti con decreto di natura non regolamentare del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, restando in ogni caso esclusa l’attività di prescrizione e diagnosi, nonché il prelievo di sangue o di plasma mediante siringhe o dispositivi equivalenti".
Se le prestazioni nell’ambito dell’autocontrollo sono effettuate direttamente dal paziente tramite apparecchiature automatiche disponibili presso la farmacia, senza l’ausilio di un professionista sanitario, non sussiste il requisito soggettivo di cui al citato art. 10, n. 18) e pertanto le stesse vanno assoggettate ad IVA con applicazione dell’aliquota ordinaria del 22%.
Il Decreto del 16 dicembre 2010 fa riferimento ai test "autodiagnostici", test gestibili direttamente dai pazienti in funzione di autocontrollo a domicilio, o che possono, in caso di condizioni di fragilità di non completa autosufficienza, essere utilizzati mediante il supporto di un operatore sanitario, presso le farmacie territoriali pubbliche e private.
3. Prestazioni di supporto all’utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello
L’art. 1, comma 2, lett. d), D.Lgs. n. 153/2009 stabilisce che rientrano in tale categoria "la erogazione di servizi di secondo livello rivolti ai singoli assistiti, in coerenza con le linee guida ed i percorsi diagnostico terapeutici previsti per le specifiche patologie, su prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, anche avvalendosi di personale infermieristico, prevedendo anche l’inserimento delle farmacie tra i punti forniti di defibrillatori semiautomatici".
Risultano esenti IVA se i servizi in questione
sono prescritti da un medico / pediatra
e vengono erogati "anche" avvalendosi di personale infermieristico, nel rispetto dell’art. 3, DM 16.12.2010.
Il Decreto del 16 dicembre 2010 fornisce indicazioni tecniche relative all'uso in farmacia di dispositivi strumentali. In particolare determina che per l'erogazione dei servizi di secondo livello in farmacia sono utilizzabili i seguenti dispositivi strumentali:
4. Servizi di prenotazione telematica di prestazioni ambulatoriali, riscossione e ritiro referti
Tale servizio è soggetto ad IVA con applicazione dell’aliquota ordinaria del 22%, ai sensi dell’art. 3, DPR n. 633/72.
Come si certifica il corrispettivo dei servizi?
Riferimento normativo. L’art. 22, comma 1, n. 4), DPR n. 633/72 dispone che l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, "per le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti". Il Ministero delle Finanze, con la Risoluzione 12.7.96, n. 119/E, ha definito "aperto al pubblico" il locale in cui il pubblico può "liberamente accedere nelle ore di apertura stabilite dalle competenti autorità, indipendentemente dalla natura dei beni ceduti e dalla qualità del soggetto cedente, e nel quale abitualmente vengano eseguite le operazioni, in idonee strutture che realizzano il concetto di locale, nel diretto ed immediato rapporto tra venditore dettagliante ed acquirente consumatore." Tale definizione, come evidenziato dall'Agenzia delle entrate nella Risoluzione n. 60/E del 12.05.2017, è applicabile anche alle farmacie, anche se nei casi in analisi ci troviamo di fronte a prestazioni di servizi sanitari.
L'Amministrazione finanziaria (rif. Risoluzione 60/E del 2017), sempre con riferimento ai servizi erogati dalle farmacie, afferma che è possibile certificare i corrispettivi derivanti dalle quattro tipologie di prestazioni sopra descritte tramite l’emissione dello scontrino fiscale “parlante”, cioè contenente l’indicazione della natura, qualità e quantità dei servizi prestati e del codice fiscale del destinatario, “in linea con quanto disposto per la certificazione dell’acquisto di medicinali dagli articoli 10, comma 1, lettera b) e 15, comma 1, lettera c), del T.U.I.R.”. L'Agenzia delle entrate precisa inoltre che “tale indicazione è funzionale al successivo inoltro dei dati al Sistema tessera sanitaria” (STS), ex art. 3, comma 3, D.Lgs. n. 175/2014, al fine della predisposizione della dichiarazione precompilata.
Operazione Quale trattamento IVA? Come si certifica il corrispettivo?
Prestazioni rese tramite messa a disposizione di operatori socio-sanitari, infermieri o fisioterapisti
(se richiesta da un medico / pediatra)
Prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo (effettuate dal paziente senza intervento di professionista sanitario)
Imponibile (22%)
Prestazioni di supporto all’utilizzo di dispositivi strumentali per i servizi di secondo livello
Servizio di prenotazione, riscossione e ritiro dei referti