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Timestamp: 2017-11-21 22:01:31+00:00
Document Index: 156396811

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 76', 'art. 87', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 12', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 16', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 32', 'art. 51', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 50', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 73', 'art. 57', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 43', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 47', 'art. 25', 'art. 29', 'art. 106', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 7', 'in fine', 'in fine', 'art.10', 'art. 76', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 331', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 60', 'art. 140', 'art. 142', 'art. 68', 'art. 30', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 68', 'art. 37']

SERIE GENERALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Martedì, 18 agosto 2015 AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI - PDF
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1 SERIE GENERALE Spediz. abb. post. - art. 45% 1, - comma art. 2, 1 comma 20/b Legge , , n. n Filiale - Filiale di Roma di Roma GAZZETTA Anno Numero 190 UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SI PUBBLICA TUTTI I PARTE PRIMA Roma - Martedì, 18 agosto 2015 GIORNI NON FESTIVI DIREZIONE E REDAZIONE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - UFFICIO PUBBLICAZIONE LEGGI E DECRETI - VIA ARENULA, ROMA AMMINISTRAZIONE DIREZIONE REDAZIONE PRESSO PRESSO L ISTITUTO IL POLIGRAFICO MINISTERO E DELLA ZECCA GIUSTIZIA DELLO STATO - UFFICIO - VIA SALARIA, PUBBLICAZIONE LEGGI ROMA E - DECRETI CENTRALINO - VIA ARENULA - LIBRERIA DELLO STATO ROMA PIAZZA AMMINISTRAZIONE G. VERDI, 1 - PRESSO ROMA L'ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO LIBRERIA DELLO STATO - PIAZZA G. VERDI ROMA - CENTRALINO La Gazzetta Ufficiale, Parte Prima, oltre alla Serie Generale, pubblica cinque Serie speciali, ciascuna contraddistinta da autonoma numerazione: 1ª Serie speciale: Corte costituzionale (pubblicata il mercoledì) 2ª Serie speciale: Comunità europee (pubblicata il lunedì e il giovedì) 3ª Serie speciale: Regioni (pubblicata il sabato) 4ª Serie speciale: Concorsi ed esami (pubblicata il martedì e il venerdì) 5ª Serie speciale: Contratti pubblici (pubblicata il lunedì, il mercoledì e il venerdì) La Gazzetta Ufficiale, Parte Seconda, Foglio delle inserzioni, è pubblicata il martedì, il giovedì e il sabato AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI Al fi ne di ottimizzare la procedura di pubblicazione degli atti in Gazzetta Ufficiale, le Amministrazioni sono pregate di inviare, contemporaneamente e parallelamente alla trasmissione su carta, come da norma, anche copia telematica dei medesimi (in formato word) al seguente indirizzo di posta elettronica certifi cata: curando che, nella nota cartacea di trasmissione, siano chiaramente riportati gli estremi dell invio telematico (mittente, oggetto e data). Nel caso non si disponga ancora di PEC, e fi no all adozione della stessa, sarà possibile trasmettere gli atti a: SOMMARIO LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00143) Pag. 1 DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00146) Pag. 10 Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale DECRETO 6 agosto Trattamento dei dati relativi ai documenti di viaggio elettronici per rifugiati, apolidi e stranieri memorizzati nella banca dati passaporti elettronici. (15A06357) Pag. 20 DECRETO 6 agosto Specifiche tecniche e di sicurezza relative al processo di emissione dei documenti di viaggio elettronici per rifugiati, apolidi e stranieri. (15A06358) Pag. 21
2 DECRETO 3 luglio Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca Modalità e contenuti della prova di ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia in lingua inglese a.a. 2015/2106. (Decreto n. 464). (15A06360) Pag. 22 DECRETO 3 luglio Programmazione dei posti per l accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie per l anno accademico 2015/2016. (Decreto n. 465). (15A06361) Pag. 32 DECRETO 20 luglio Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado. Sessione straordinaria. Anno scolastico 2014/2015. (Decreto n. 501). (15A06382) Pag. 40 DECRETO 5 agosto Programmazione dei posti per l accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico finalizzati alla formazione di architetto per l anno accademico 2015/2016. (Decreto n. 546). (15A06362).. Pag. 41 DECRETO 31 luglio Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Approvazione della stazione di revisione Mare Service S.r.l., in Ravenna, quale stazione di revisione di zattere di salvataggio gonfiabili, delle cinture di salvataggio gonfiabili, dei dispositivi di evacuazione marini e degli sganci idrostatici. (Decreto n. 891/2015). (15A06380) Pag. 44 DECRETO 4 agosto Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio Eurofins chemical control S.r.l., in Madonna dell Olmo, al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo. (15A06381) Pag. 45 DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITÀ Comitato interministeriale per la programmazione economica DELIBERA 29 aprile Riprogrammazione del PAR - FSC della regione Friuli-Venezia Giulia: presa d atto ai sensi delibera CIPE n. 41/2012. (Delibera n. 41/2015). (15A06392) Pag. 49 DELIBERA 29 aprile Fondo per lo sviluppo e la coesione: rapporto finale UVER sulle verifiche svolte in attuazione della delibera CIPE n. 80/2011. (Delibera n. 43/2015). (15A06393) Pag. 52 ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI Agenzia italiana del farmaco Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Levobupivacaina Kabi». (15A06166) Pag. 55 Revoca, su rinuncia, dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Omeprazolo Sandoz». (15A06167) Pag. 59 Revoca, su rinuncia, dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Migxia». (15A06168) Pag. 59 Revoca, su rinuncia, dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Levcetin». (15A06169) Pag. 59 Revoca, su rinuncia, dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Entact». (15A06170) Pag. 59 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Ethyol». (15A06171) Pag. 61 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Fidazol». (15A06172) Pag. 61 II
3 Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione Approvazione dell aggiornamento delle perimetrazioni e della classificazione, in termini di pericolosità idraulica, delle aree del territorio del comune di Prata di Pordenone. (15A06359) Pag. 62 Autorità di bacino della Puglia Aggiornamento del Progetto di Piano P.A.I. già approvato per il territorio comunale di Nardò in ottemperanza alla Sentenza TSAP n. 127/09. (15A06383) Pag. 62 Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare Determinazioni conclusive delle conferenze dei servizi di cui all articolo 1, comma 9, del decretolegge n. 61/2013, convertito nella legge n. 89/2013 e successive modifiche e integrazioni per l approvazione dell intervento finalizzato a ottimizzare la gestione ed il riutilizzo delle acque per le aree IRF, PCA e SEA dello stabilimento siderurgico ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria, ubicato nei comuni di Taranto e Statte. (15A06384) Pag. 62 Riesame con valenza di rinnovo dell autorizzazione integrata ambientale per l esercizio dell impianto chimico della società Solvay Chimica Italia S.p.A. e della società Inovyn Produzione Italia S.r.l. sito nel comune di Rosignano Marittimo. (15A06385) Pag. 62 Ministero dell interno Richiesta per la concessione, nell anno 2015, di una anticipazione di liquidità agli enti locali commissariati, ai sensi dell articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n (15A06481).... Pag. 62 Ministero della salute Comunicato di rettifica relativo all estratto del provvedimento n. 217 del 1 aprile 2015 concernente la registrazione, mediante procedura centralizzata, del medicinale per uso veterinario «Vectra Felis». (15A06373) Pag. 63 Registrazione mediante procedura centralizzata, attribuzione del numero identificativo nazionale e regime di dispensazione, del medicinale per uso veterinario «Metacam». (15A06374) Pag. 63 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Fiproline» 2,5 mg/ml soluzione spray per uso topico per cani e gatti. (15A06375) Pag. 63 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «PRID delta 1.55 g sistema a rilascio intra-vaginale per bovini». (15A06376) Pag. 63 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Lanflox» 100 mg/ml soluzione iniettabile per bovini e suini. (15A06377) Pag. 64 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Aticain» soluzione iniettabile per cavalli, bovini, suini, ovini. (15A06378) Pag. 64 Ministero dello sviluppo economico Comunicato relativo alla circolare 6 agosto 2015, n , concernente: «Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni di cui alla legge n. 181/1989 in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriali». (15A06356) Pag. 65 III
5 LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23, con la quale è stata conferita delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, l articolo 9, comma 1, lettera d), con il quale il Governo è delegato a introdurre norme per incentivare, mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e le transazioni effettuate, potenziando i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti, e l articolo 9, comma 1, lettera g), con il quale il Governo è delegato a prevedere specifici strumenti di controllo relativamente alle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 21 aprile 2015; Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Ritenuto di non conformarsi integralmente ai pareri della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati del 18 giugno 2015 e della 6ª Commissione Finanze e tesoro del Senato della Repubblica dell 11 giugno 2015 e della V Commissione bilancio tesoro e programmazione della Camera dei Deputati del 9 giugno 2015; Visto l articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014, secondo cui qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 luglio 2015; Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014; Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 31 luglio 2015; Sulla proposta del Ministro dell economia e delle finanze; E MANA il seguente decreto legislativo: Art. 1. Fatturazione elettronica e trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati 1. A decorrere dal 1 luglio 2016, l Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti, gratuitamente, un servizio per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche. Per specifiche categorie di soggetti passivi dell imposta sul valore aggiunto, individuate con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, sentite le associazioni di categoria nell ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica istituiti in base alla decisione della Commissione europea COM (2010) 8467, viene messo a disposizione, anche con riferimento alle fatture elettroniche emesse nei confronti di soggetti diversi da quelli di cui all articolo 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione previsto dall articolo 4, comma 2, del decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n A decorrere dal 1 gennaio 2017, il Ministero dell economia e delle finanze mette a disposizione dei soggetti passivi dell imposta sul valore aggiunto il Sistema di Interscambio di cui all articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, gestito dall Agenzia delle entrate, ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, e di eventuali variazioni delle stesse, relative a operazioni che intercorrono tra soggetti residenti nel territorio dello Stato, secondo il formato della fattura elettronica di cui all allegato A del decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55. A decorrere dalla data di cui al periodo precedente, l Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, mediante l utilizzo di reti telematiche e anche in formato strutturato, le informazioni acquisite. 3. Con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell imposta sul valore aggiunto effettuate dal 1 gennaio 2017, i soggetti passivi possono optare per la trasmissione telematica all Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, effettuata anche mediante il Sistema di Interscambio di cui all articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n L opzione ha effetto dall inizio dell anno solare in cui è esercitata fino alla fine del quarto anno solare successivo e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio. 4. Con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria nell ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica istituiti in base alla decisione della Commissione europea COM 1
6 (2010) 8467, sono definite le regole e soluzioni tecniche e i termini per la trasmissione telematica, in formato strutturato, di cui al comma 3, secondo principi di semplificazione, di economicità e di minimo aggravio per i contribuenti, nonché le modalità di messa a disposizione delle informazioni di cui al comma Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite nuove modalità semplificate di controlli a distanza degli elementi acquisiti dall Agenzia delle entrate ai sensi del comma 3, basate sul riscontro tra i dati comunicati dai soggetti passivi dell imposta sul valore aggiunto e le transazioni effettuate, tali da ridurre gli adempimenti di tali soggetti, non ostacolare il normale svolgimento dell attività economica degli stessi ed escludere la duplicazione di attività conoscitiva. 6. Ai contribuenti che esercitano l opzione di cui al comma 3 si applica, in caso di omissione della predetta trasmissione ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti, la sanzione di cui all articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n Art. 2. Trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi 1. A decorrere dal 1 gennaio 2017, i soggetti che effettuano le operazioni di cui all articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, possono optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del predetto decreto. L opzione ha effetto dall inizio dell anno solare in cui è esercitata fino alla fine del quarto anno solare successivo e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio. La memorizzazione elettronica e la connessa trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all articolo 24, primo comma, del suddetto decreto n. 633, del A decorrere dal 1 gennaio 2017, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi di cui al comma 1 sono obbligatorie per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni tramite distributori automatici. Al fine dell assolvimento dell obbligo di cui al precedente periodo, nel provvedimento del direttore dell Agenzia delle entrate di cui al comma 4, sono indicate soluzioni che consentano di non incidere sull attuale funzionamento degli apparecchi distributori e garantire, nel rispetto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo degli stessi, la sicurezza e l inalterabilità dei dati dei corrispettivi acquisiti dagli operatori. 3. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica di cui al comma 1 sono effettuate mediante strumenti tecnologici che garantiscano l inalterabilità e la sicurezza dei dati, compresi quelli che consentono i pagamenti con carta di debito e di credito. 4. Con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria nell ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica istituiti in base alla decisione della Commissione europea COM (2010) 8467, sono definite le informazioni da trasmettere, le regole tecniche, i termini per la trasmissione telematica e le caratteristiche tecniche degli strumenti di cui al comma 3. Con lo stesso provvedimento sono approvati i relativi modelli e ogni altra disposizione necessaria per l attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica di cui ai commi 1 e 2 sostituiscono la modalità di assolvimento dell obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi di cui all articolo 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, e al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n Resta comunque fermo l obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico possono essere individuate tipologie di documentazione idonee a rappresentare, anche ai fini commerciali, le operazioni. 6. Ai soggetti che optano per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica ai sensi del comma 1 e ai soggetti di cui al comma 2 si applicano, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, le sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3, e 12, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n Art. 3. Incentivi all opzione per la trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati e dei corrispettivi 1. Per i soggetti che si avvalgono dell opzione di cui all articolo 1, comma 3, e, sussistendone i presupposti, sia di tale opzione che di quella di cui all articolo 2, comma 1: a) viene meno l obbligo di presentare le comunicazioni di cui all articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e all articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, nonché la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio, ai sensi dell articolo 7, dodicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605; b) viene meno l obbligo di presentare le comunicazioni di cui all articolo 16, lettera c), del decreto del Ministro delle finanze 24 dicembre 1993 e, limitatamente agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell Unione europea, le comunicazioni di cui all articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427; c) i rimborsi di cui all articolo 30 del predetto decreto n. 633, del 1972 sono eseguiti in via prioritaria, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei requisiti di cui al predetto articolo 30, secondo comma, lettere a), b), c), d) ed e) ; 2
7 d) il termine di decadenza di cui all articolo 57, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e il termine di decadenza di cui all articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono ridotti di un anno. La riduzione si applica solo per i soggetti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti dagli stessi ricevuti ed effettuati nei modi stabiliti con decreto del Ministro dell economia e delle finanze. Art. 4. Riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili per specifiche categorie di soggetti 1. Con effetto dal 1 gennaio 2017, per specifiche categorie di soggetti passivi IVA di minori dimensioni, l Agenzia delle entrate realizza un programma di assistenza, differenziato per categoria di soggetti, con cui sono messi a disposizione, in via telematica, gli elementi informativi necessari per le liquidazioni periodiche e per la dichiarazione annuale dell IVA e vengono meno: a) l obbligo di registrazione di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; b) l obbligo di apposizione del visto di conformità o la sottoscrizione alternativa e la garanzia previsti dall articolo 38 -bis del predetto decreto n. 633, del Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a condizione che i soggetti passivi IVA effettuino la trasmissione telematica all Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, anche mediante il Sistema di Interscambio di cui all articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate di cui all articolo 1, comma 4, e, qualora effettuino operazioni di cui all articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, optino per la facoltà di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi di cui all articolo 2, comma Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze sono individuati i soggetti ammessi al regime di cui al comma 1, tra i quali possono esservi anche soggetti non di minori dimensioni che intraprendono attività d impresa, arte o professione. Per tali ultimi soggetti il regime di cui al comma 1 si applica per il periodo in cui l attività è iniziata e per i due successivi. Art. 5. Cessazione degli effetti premiali 1. Fatte salve le sanzioni di cui agli articoli 1, comma 6 e 2, comma 6, in caso di omissione della trasmissione telematica all Agenzia delle entrate dei dati delle fatture, emesse e ricevute e delle relative variazioni e dei dati dei corrispettivi ovvero di trasmissione con dati incompleti o inesatti, vengono meno gli effetti previsti dagli articoli 3 e 4, comma 1, salvo che il contribuente trasmetta correttamente e telematicamente i predetti dati entro un termine da individuarsi con i provvedimenti di cui agli articoli 1, comma 4, e 2, comma 4. Art. 6. Disposizione finanziaria 1. Agli oneri derivanti dall articolo 1, commi 1 e 2, pari a 9,34 milioni di euro per l anno 2016, a 18,00 milioni di euro per l anno 2017 e a 20,40 milioni di euro a decorrere dall anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo di cui all articolo 16, comma 1, ultimo periodo, della legge 11 marzo 2014, n. 23. Il Ministro dell economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 7. Abrogazioni 1. A decorrere dal 1 gennaio 2017 sono abrogati i commi da 429 a 432 dell articolo 1, della legge 30 dicembre 2004, n Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 5 agosto 2015 Visto, il Guardasigilli ORLANDO AVVERTENZA: MATTARELLA R ENZI, P re si d e n te d e l C o n si - glio dei ministri PADOAN, Mi ni st ro d e ll e c o - nomia e delle finanze N O T E Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall amministrazione competente per materia, ai sensi dell art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: L art. 76 della Costituzione stabilisce che l esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. L art. 87 della Costituzione conferisce, tra l altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. Il testo della legge 11 marzo 2014, n. 23, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 2014, n. 59, reca Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita. 3
8 Il testo vigente dell art. 9, comma 1, lettere d) e g), della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 è il seguente: «Art. 9 (Rafforzamento dell attività conoscitiva e di controllo). 1. Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all art. 1, norme per il rafforzamento dei controlli, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: (Omissis ). d) incentivare, mediante una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e le transazioni effettuate, potenziando i relativi sistemi di tracciabilità dei pagamenti; (Omissis ). g) prevedere specifici strumenti di controllo relativamente alle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici; (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 1 della citata legge 11 marzo 2014, n. 23 è il seguente: «Art. 1 (Delega al Governo per la revisione del sistema fiscale e procedura). Il Governo è delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell Unione europea, e di quelli dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore, in coerenza con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, secondo gli specifici princìpi e criteri direttivi indicati negli articoli da 2 a 16 della presente legge, nonché secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) tendenziale uniformità della disciplina riguardante le obbligazioni tributarie, con particolare riferimento ai profili della solidarietà, della sostituzione e della responsabilità; b) coordinamento e semplificazione delle discipline concernenti gli obblighi contabili e dichiarativi dei contribuenti, al fine di agevolare la comunicazione con l amministrazione finanziaria in un quadro di reciproca e leale collaborazione, anche attraverso la previsione di forme di contraddittorio propedeutiche all adozione degli atti di accertamento dei tributi; c) coerenza e tendenziale uniformità dei poteri in materia tributaria e delle forme e modalità del loro esercizio, anche attraverso la definizione di una disciplina unitaria della struttura, efficacia ed invalidità degli atti dell amministrazione finanziaria e dei contribuenti, escludendo comunque la possibilità di sanatoria per la carenza di motivazione e di integrazione o di modifica della stessa nel corso del giudizio; d) tendenziale generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d imposta spettanti al contribuente e debiti tributari a suo carico. 2. I decreti legislativi tengono altresì conto dell esigenza di assicurare la responsabilizzazione dei diversi livelli di governo, integrando o modificando la disciplina dei tributi in modo che sia definito e chiaramente individuabile, per ciascun tributo, il livello di governo che beneficia delle relative entrate, con una relazione fra tributo e livello di governo determinata, ove possibile, in funzione dell attinenza del presupposto d imposta e, comunque, garantendo l esigenza di salvaguardare i princìpi di coesione e di solidarietà nazionale. 3. Almeno uno degli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 dovrà essere deliberato in via preliminare dal Consiglio dei ministri entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 4. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo riferisce ogni quattro mesi alle Commissioni parlamentari competenti per materia in ordine all attuazione della delega. In sede di prima applicazione il Governo riferisce alle Commissioni entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Entro lo stesso termine, il Governo, effettuando un apposito monitoraggio in ordine allo stato di attuazione dell incorporazione dell Agenzia del territorio nell Agenzia delle entrate e dell Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nell Agenzia delle dogane, disposta dall art. 23 -quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e successive modificazioni, riferisce alle Commissioni parlamentari competenti per materia anche in relazione ad eventuali modifiche normative. 5. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1, corredati di relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere ai fini dell espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di venti giorni il termine per l espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi. Decorso il termine previsto per l espressione del parere o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato. 6. Le relazioni tecniche allegate agli schemi di decreto legislativo adottati ai sensi della delega di cui alla presente legge indicano, per ogni ipotesi di intervento, l impatto sul gettito, gli effetti distributivi sui contribuenti, le implicazioni in termini di finanza locale e gli aspetti amministrativi e gestionali per il contribuente e per l amministrazione. 7. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni, con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati. 7-bis. Qualora i termini per l espressione dei pareri parlamentari di cui ai commi 5 e 7 scadano nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini di delega previsti dai commi 1 e 8, ovvero successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta giorni. 8. Il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi di cui alla presente legge, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi medesimi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con le modalità di cui al presente articolo. 9. Nei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo provvede all introduzione delle nuove norme mediante la modifica o l integrazione dei testi unici e delle disposizioni organiche che regolano le relative materie, provvedendo ad abrogare espressamente le norme incompatibili. 10. Il Governo è delegato ad adottare, entro il termine di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e secondo la procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti le norme eventualmente occorrenti per il coordinamento formale e sostanziale tra i decreti legislativi emanati ai sensi della presente legge e le altre leggi dello Stato e per l abrogazione delle norme incompatibili. 11. Le disposizioni della presente legge e quelle dei decreti legislativi emanati in attuazione della stessa si applicano nei confronti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto dei loro statuti e delle relative norme di attuazione, e secondo quanto previsto dall art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni». Note all art. 1: La decisione della Commissione europea COM (2010) 8467, del 2 dicembre 2010, istituisce il forum europeo multilaterale delle parti interessate sulla fatturazione elettronica. Il testo vigente dell art. 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, concernente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2008), è il seguente: «Art. 1. ( Omissis ) Al fine di semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 213, l emissione, la trasmissione, la conservazione e l archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché con le amministrazioni autonome, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica, con l osservanza del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52, e del codice dell amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 4 del decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica ammini- 4
9 strazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55 (Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell art. 1, commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244), è il seguente: «Art. 4 (Misure di supporto per le piccole e medie imprese). 1. Il Ministero dell economia e delle finanze, nell ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti, rende disponibile in via non onerosa sul proprio portale elettronico, accessibile all indirizzo alle piccole e medie imprese abilitate al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA) e che forniscono beni e servizi alle amministrazioni, i servizi e gli strumenti di supporto di natura informatica in tema di generazione delle fatture nel formato previsto dal Sistema di interscambio e di conservazione, nonché i servizi di comunicazione con il detto Sistema, secondo quanto previsto nel documento che costituisce l allegato E del presente regolamento. 2. L Agenzia per l Italia digitale, in collaborazione con Unioncamere e sentite le associazioni di categoria delle imprese e dei professionisti, mette a disposizione delle piccole e medie imprese, in via non onerosa, il supporto per lo sviluppo di strumenti informatici «open source» per la fatturazione elettronica». Il testo vigente dell art. 1, commi 211 e 212, della citata legge 24 dicembre 2007, n. 244, è il seguente: «Art. 1 ( Omissis ) La trasmissione delle fatture elettroniche avviene attraverso il Sistema di interscambio istituito dal Ministero dell economia e delle finanze e da questo gestito anche avvalendosi delle proprie strutture societarie Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze da emanare entro il 31 marzo 2008 è individuato il gestore del Sistema di interscambio e ne sono definite competenze e attribuzioni, ivi comprese quelle relative: a) al presidio del processo di ricezione e successivo inoltro delle fatture elettroniche alle amministrazioni destinatarie; b) alla gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica (Omissis ).». Il testo dell allegato A del decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55, reca: «Formato della fattura elettronica». Il testo vigente dell art. 11, comma 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 (Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell art. 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662), è il seguente: «1. Sono punite con la sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni le seguenti violazioni: a) omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria anche se non richiesta dagli uffici o dalla Guardia di finanza al contribuente o a terzi nell esercizio dei poteri di verifica ed accertamento in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri; b) mancata restituzione dei questionari inviati al contribuente o a terzi nell esercizio dei poteri di cui alla precedente lettera a) o loro restituzione con risposte incomplete o non veritiere; c) inottemperanza all invito a comparire e a qualsiasi altra richiesta fatta dagli uffici o dalla Guardia di finanza nell esercizio dei poteri loro conferiti. (Omissis ).». Note all art. 2: Il testo vigente dell art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (Istituzione e disciplina dell imposta sul valore aggiunto), è il seguente: «Art. 22 (Commercio al minuto e attività assimilate). 1. L emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell operazione: 1) per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante; 2) per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica; 3) per le prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito; 4) per le prestazioni di servizi rese nell esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell abitazione dei clienti; 5) per le prestazioni di custodia e amministrazione di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie; 6) per le operazioni esenti indicate ai nn. da 1) a 5) e ai nn. 7), 8), 9), 16) e 22) dell art. 10; 6-bis ) per l attività di organizzazione di escursioni, visite della città, giri turistici ed eventi similari, effettuata dalle agenzie di viaggi e turismo; 6-ter ) per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, di servizi di teleradiodiffusione e di servizi elettronici resi a committenti che agiscono al di fuori dell esercizio d impresa, arte o professione. 2. La disposizione del comma precedente può essere dichiarata applicabile, con decreto del Ministro delle finanze, ad altre categorie di contribuenti che prestino servizi al pubblico con caratteri di uniformità, frequenza e importo limitato tali da rendere particolarmente onerosa l osservanza dell obbligo di fatturazione e degli adempimenti connessi. 3. Gli imprenditori che acquistano beni che formano oggetto dell attività propria dell impresa da commercianti al minuto ai quali è consentita l emissione della fattura sono obbligati a richiederla.». Si riporta il testo vigente dell art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: «Art. 2 (Cessioni di beni). 1. Costituiscono cessioni di beni gli atti a titolo oneroso che importano trasferimento della proprietà ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali di godimento su beni di ogni genere. 2. Costituiscono inoltre cessioni di beni: 1) le vendite con riserva di proprietà; 2) le locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per ambedue le parti; 3) i passaggi dal committente al commissionario o dal commissionario al committente di beni venduti o acquistati in esecuzione di contratti di commissione; 4) le cessioni gratuite di beni ad esclusione di quelli la cui produzione o il cui commercio non rientra nell attività propria dell impresa se di costo unitario non superiore ad euro cinquanta e di quelli per i quali non sia stata operata, all atto dell acquisto o dell importazione, la detrazione dell imposta a norma dell art. 19, anche se per effetto dell opzione di cui all art. 36 -bis ; 5) la destinazione di beni all uso o al consumo personale o familiare dell imprenditore o di coloro i quali esercitano un arte o una professione o ad altre finalità estranee alla impresa o all esercizio dell arte o della professione, anche se determinata da cessazione dell attività, con esclusione di quei beni per i quali non è stata operata, all atto dell acquisto, la detrazione dell imposta di cui all art. 19; 6) le assegnazioni ai soci fatte a qualsiasi titolo da società di ogni tipo e oggetto nonché le assegnazioni o le analoghe operazioni fatte da altri enti privati o pubblici, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni senza personalità giuridica. 3. Non sono considerate cessioni di beni: a) le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro; b) le cessioni e i conferimenti in società o altri enti, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni, che hanno per oggetto aziende o rami d azienda; c) le cessioni che hanno per oggetto terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria a norma delle vigenti disposizioni. Non costituisce utilizzazione edificatoria la costruzione delle opere indicate nell art. 9, lettera a), della legge 28 gennaio 1977, n. 10; d) le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati; e). f) i passaggi di beni in dipendenza di fusioni, scissioni o trasformazioni di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti; g). 5
10 h). i) le cessioni di valori bollati e postali, marche assicurative e similari; l) le cessioni di paste alimentari; le cessioni di pane, biscotto di mare, e di altri prodotti della panetteria ordinaria senza aggiunta di zuccheri, miele, uova, materie grasse, formaggio o frutta; le cessioni di latte fresco, non concentrato né zuccherato, destinato al consumo alimentare, confezionato per la vendita al minuto, sottoposto a pastorizzazione o ad altri trattamenti previsti da leggi sanitarie; m) le cessioni di beni soggette alla disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio di cui al R.D.L. 19 ottobre 1938, n. 1933, convertito nella legge 5 giugno 1939, n. 937, e successive modificazioni ed integrazioni.. Si riporta il testo vigente dell art. 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: «Art. 3 (Prestazione di servizi). 1. Costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d opera, appalto, trasporto, mandato, spedizione, agenzia, mediazione, deposito e in genere da obbligazioni di fare, di non fare e di permettere quale ne sia la fonte. 2. Costituiscono, inoltre, prestazioni di servizi, se effettuate verso corrispettivo: 1) le concessioni di beni in locazione, affitto, noleggio e simili; 2) le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d autore, quelle relative ad invenzioni industriali, modelli, disegni, processi, formule e simili e quelle relative a marchi e insegne, nonché le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari ai precedenti; 3) i prestiti di denaro e di titoli non rappresentativi di merci, comprese le operazioni finanziarie mediante la negoziazione, anche a titolo di cessione pro soluto, di crediti, cambiali o assegni. Non sono considerati prestiti i depositi di denaro presso aziende e istituti di credito o presso Amministrazioni statali, anche se regolati in conto corrente; 4) le somministrazioni di alimenti e bevande; 5) le cessioni di contratti di ogni tipo e oggetto. 3. Le prestazioni indicate nei commi primo e secondo, sempreché l imposta afferente agli acquisti di beni e servizi relativi alla loro esecuzione sia detraibile, costituiscono, per ogni operazione di valore superiore ad euro cinquanta prestazioni di servizi anche se effettuate per l uso personale o familiare dell imprenditore, ovvero a titolo gratuito per altre finalità estranee all esercizio dell impresa, ad esclusione delle somministrazioni nelle mense aziendali e delle prestazioni di trasporto, didattiche, educative e ricreative di assistenza sociale e sanitaria, a favore del personale dipendente, nonché delle operazioni di divulgazione pubblicitaria svolte a beneficio delle attività istituzionali di enti e associazioni che senza scopo di lucro perseguono finalità educative, culturali, sportive, religiose e di assistenza e solidarietà sociale, nonché delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), e delle diffusioni di messaggi, rappresentazioni, immagini o comunicazioni di pubblico interesse richieste o patrocinate dallo Stato o da enti pubblici. Le assegnazioni indicate al n. 6 dell art. 2 sono considerate prestazioni di servizi quando hanno per oggetto cessioni, concessioni o licenze di cui ai nn. 1), 2) e 5) del comma precedente. Le prestazioni di servizi rese o ricevute dai mandatari senza rappresentanza sono considerate prestazioni di servizi anche nei rapporti tra il mandante e il mandatario. 4. Non sono considerate prestazioni di servizi: a) le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d autore effettuate dagli autori e loro eredi o legatari, tranne quelle relative alle opere di cui ai nn. 5) e 6) dell art. 2 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e alle opere di ogni genere utilizzate da imprese a fini di pubblicità commerciale; b) i prestiti obbligazionari; c) le cessioni dei contratti di cui alle lettere a), b) e c) del terzo comma dell art. 2; d) i conferimenti e i passaggi di cui alle lettere e) ed f) del terzo comma dell art. 2; e) le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai diritti d autore, tranne quelli concernenti opere di cui alla lettera a), e le prestazioni relative alla protezione dei diritti d autore di ogni genere, comprese quelle di intermediazione nella riscossione dei proventi; f) le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai prestiti obbligazionari; g). h) le prestazioni dei commissionari relative ai passaggi di cui al n. 3) del secondo comma dell art. 2 e quelle dei mandatari di cui al terzo comma del presente articolo. 5. Non costituiscono inoltre prestazioni di servizi le prestazioni relative agli spettacoli ed alle altre attività elencati nella tabella C allegata al presente decreto, rese ai possessori di titoli di accesso, rilasciati per l ingresso gratuito di persone, limitatamente al contingente e nel rispetto delle modalità di rilascio e di controllo stabiliti ogni quadriennio con decreto del Ministro delle finanze: a) dagli organizzatori di spettacoli, nel limite massimo del 5 per cento dei posti del settore, secondo la capienza del locale o del complesso sportivo ufficialmente riconosciuta dalle competenti autorità; b) dal Comitato olimpico nazionale italiano e federazioni sportive che di esso fanno parte; c) dall Unione nazionale incremento razze equine; d) dall Automobile club d Italia e da altri enti e associazioni a carattere nazionale. 6. Le disposizioni del primo periodo del terzo comma non si applicano in caso di uso personale o familiare dell imprenditore ovvero di messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti: a) di veicoli stradali a motore per il cui acquisto, pure sulla base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, la detrazione dell imposta è stata operata in funzione della percentuale di cui alla lettera c) del comma 1 dell art. 19-bis1; b) delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di telecomunicazioni e delle relative prestazioni di gestione, qualora sia stata computata in detrazione una quota dell imposta relativa all acquisto delle predette apparecchiature, pure sulla base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, ovvero alle suddette prestazioni di gestione, non superiore alla misura in cui tali beni e servizi sono utilizzati per fini diversi da quelli di cui all art. 19, comma 4, secondo periodo.». Il testo vigente dell art. 24 del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è il seguente: «Art. 24 (Registrazione dei corrispettivi). 1. I commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui all art. 22, in luogo di quanto stabilito nell articolo precedente, possono annotare in apposito registro, relativamente alle operazioni effettuate in ciascun giorno, l ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni imponibili e delle relative imposte, distinto secondo l aliquota applicabile, nonché l ammontare globale dei corrispettivi delle operazioni di cui all art. 21, commi 6 e 6-bis, distintamente per ciascuna tipologia di operazioni ivi indicata. L annotazione deve essere eseguita, con riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo. 2. Nella determinazione dell ammontare giornaliero dei corrispettivi devono essere computati anche i corrispettivi delle operazioni effettuate con emissione di fattura, comprese quelle relative ad immobili e beni strumentali e quelle indicate nel secondo comma dell art. 17, includendo nel corrispettivo anche l imposta. 3. Per determinate categorie di commercianti al minuto, che effettuano promiscuamente la vendita di beni soggetti ad aliquote d imposta diverse, il Ministro delle finanze può consentire, stabilendo le modalità da osservare, che la registrazione dei corrispettivi delle operazioni imponibili sia fatta senza distinzione per aliquote e che la ripartizione dell ammontare dei corrispettivi ai fini dell applicazione delle diverse aliquote sia fatta in proporzione degli acquisti. 4. I commercianti al minuto che tengono il registro di cui al primo comma in luogo diverso da quello in cui svolgono l attività di vendita devono eseguire le annotazioni prescritte nel primo comma, nei termini ivi indicati, anche in un registro di prima nota tenuto e conservato nel luogo o in ciascuno dei luoghi in cui svolgono l attività di vendita. Le relative modalità sono stabilite con decreto del Ministro delle finanze.». Il testo del vigente art. 12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 (Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per razionalizzare, facilitare e potenziare l attività di accertamento; disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, nonché per riformare il contenzioso e per la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati tributari; istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale), è il seguente: «Art. 12. I corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per le quali non è obbligatoria l emissione della fattura se non a richiesta del cliente, devono essere certificati me- 6
11 diante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all art. 8 della L. 10 maggio 1976, n. 249, e successive modificazioni, ovvero dello scontrino fiscale, anche manuale o prestampato a tagli fissi, di cui alla L. 26 gennaio 1983, n. 18, e successive modificazioni. Per le prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, con qualunque mezzo esercitato, i biglietti di trasporto assolvono la funzione dello scontrino fiscale. Dal 1 gennaio 1993 tali biglietti devono rispondere alle caratteristiche che saranno fissate con decreto del Ministro delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 giugno (Omissis ).». Il testo del decreto del presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, reca: Regolamento recante norme per la semplificazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi. Il testo vigente dell art. 6, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, è il seguente: «Art. 6 (Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all imposta sul valore aggiunto). (Omissis ). 3. Se le violazioni consistono nella mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto ovvero nell emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali, la sanzione è in ogni caso pari al cento per cento dell imposta corrispondente all importo non documentato. La stessa sanzione si applica in caso di omesse annotazioni su apposito registro dei corrispettivi relativi a ciascuna operazione in caso di mancato o irregolare funzionamento degli apparecchi misuratori fiscali. Se non constano omesse annotazioni, la mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione è punita con sanzione amministrativa da lire cinquecentomila a lire quattro milioni. (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 12, comma 2, del decreto legislativo n. 18 dicembre 1997, n. 471, è il seguente: «Art. 12 (Sanzioni accessorie in materia di imposte dirette ed imposta sul valore aggiunto). (Omissis ). 2. Qualora siano state contestate ai sensi dell art. 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nel corso di un quinquennio, quattro distinte violazioni dell obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie in applicazione delle disposizioni del citato decreto legislativo n. 472 del 1997, è disposta la sospensione della licenza o dell autorizzazione all esercizio dell attività ovvero dell esercizio dell attività medesima per un periodo da tre giorni ad un mese. In deroga all art. 19, comma 7, del medesimo decreto legislativo n. 472 del 1997, il provvedimento di sospensione è immediatamente esecutivo. Se l importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi. (Omissis ).». Note all art. 3: Il testo vigente dell art. 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 luglio 2010, n. 122 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), è il seguente: «Art. 21 (Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate). 1. Con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate sono individuate modalità e termini, tali da limitare al massimo l aggravio per i contribuenti per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell imposta sul valore aggiunto. L obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell imposta sul valore aggiunto. Per i soggetti tenuti alle comunicazioni di cui all art. 11, comma 2, del decretolegge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, le comunicazioni sono dovute limitatamente alle fatture emesse o ricevute per operazioni diverse da quelle inerenti ai rapporti oggetto di segnalazione ai sensi dell art. 7, commi quinto e sesto, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n Per l omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all art. 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n bis. Al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, l obbligo di comunicazione delle operazioni di cui al comma 1, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell imposta sul valore aggiunto, è escluso qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all obbligo di comunicazione previsto dall art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n ter. Gli operatori finanziari soggetti all obbligo di comunicazione previsto dall art. 7, sesto comma del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 che emettono carte di credito, di debito o prepagate, comunicano all Agenzia delle entrate le operazioni di cui al comma 1 -bis in relazione alle quali il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli operatori finanziari stessi, secondo modalità e termini stabiliti con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate.». Il testo vigente dell art. 1, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73 (Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori), è il seguente: «Art. 1 (Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fi scali e fi - nanziarie internazionali e nazionali operate, tra l altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere»). Per contrastare l evasione fiscale operata nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica, i soggetti passivi all imposta sul valore aggiunto comunicano annualmente per via telematica all Agenzia delle entrate, secondo modalità e termini definiti con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi il cui importo complessivo annuale è superiore ad euro effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del Ministro delle finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Uffi ciale della Repubblica italiana n. 107 del 10 maggio 1999 e al decreto del Ministro dell economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 (Disposizioni relative all anagrafe tributaria e al codice fiscale dei contribuenti), è il seguente: «Art. 7 (Comunicazioni all anagrafe tributaria). Gli uffici pubblici devono comunicare all anagrafe tributaria i dati e le notizie contenuti negli atti di cui alle lettere e -bis ) e g) del primo comma dell art. 6. A partire dal 1 luglio 1989 le camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura devono comunicare mensilmente all anagrafe tributaria i dati e le notizie contenuti nelle domande di iscrizione, variazione e cancellazione di cui alla lettera f) dell art. 6, anche se relative a singole unità locali. Le comunicazioni delle iscrizioni, variazioni e cancellazioni negli albi degli artigiani saranno emesse dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura che provvedono alla iscrizione d ufficio dei suddetti dati nei registri delle ditte. Gli ordini professionali e gli altri enti ed uffici preposti alla tenuta di albi, registri ed elenchi, che verranno indicati con decreto del Ministro per le finanze, devono comunicare all anagrafe tributaria le iscrizioni, variazioni e cancellazioni. Le comunicazioni di cui ai commi precedenti, con esclusione di quelle effettuate dalle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, devono essere eseguite entro il 30 giugno di ciascun anno relativamente agli atti emessi ed alle iscrizioni, variazioni e cancellazioni intervenute nell anno precedente. Le aziende, gli istituti, gli enti e le società devono comunicare all anagrafe tributaria i dati e le notizie riguardanti i contratti di cui alla lettera g -ter ) del primo comma dell art. 6. Al fine dell emersione delle attività economiche, con particolare riferimento all applicazione dei tributi erariali e locali nel settore immobiliare, gli stessi soggetti devono comunicare i dati catastali identificativi dell immobile presso cui è attivata l utenza, dichiarati dagli utenti. 7
12 Le banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, nonché ogni altro operatore finanziario, fatto salvo quanto disposto dal secondo comma dell art. 6 per i soggetti non residenti, sono tenuti a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria ad esclusione di quelle effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a euro; l esistenza dei rapporti e l esistenza di qualsiasi operazione di cui al precedente periodo, compiuta al di fuori di un rapporto continuativo, nonché la natura degli stessi sono comunicate all anagrafe tributaria, ed archiviate in apposita sezione, con l indicazione dei dati anagrafici dei titolari e dei soggetti che intrattengono con gli operatori finanziari qualsiasi rapporto o effettuano operazioni al di fuori di un rapporto continuativo per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, compreso il codice fiscale. Gli ordini professionali e gli altri enti ed uffici preposti alla tenuta di albi, registri ed elenchi, di cui alla lettera f) dell art. 6, ai quali l anagrafe tributaria trasmette la lista degli esercenti attività professionale devono comunicare all anagrafe tributaria medesima i dati necessari per il completamento o l aggiornamento della lista, entro sei mesi dalla data di ricevimento della stessa. I rappresentanti legali dei soggetti diversi dalle persone fisiche, che non siano tenuti a presentare la dichiarazione od a fornire le notizie previste dall art. 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, o dall art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, devono comunicare all anagrafe tributaria, entro trenta giorni, l avvenuta estinzione e le avvenute operazioni di trasformazione, concentrazione o fusione. Gli amministratori di condominio negli edifici devono comunicare annualmente all anagrafe tributaria l ammontare dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei relativi fornitori. Con decreto del Ministro delle finanze sono stabiliti il contenuto, le modalità e i termini delle comunicazioni. Le informazioni comunicate sono altresì utilizzabili dall autorità giudiziaria ai fini della ricostruzione dell attivo e del passivo nell ambito di procedure concorsuali, di procedimenti in materia di famiglia e di quelli relativi alla gestione di patrimoni altrui. Nei casi di cui al periodo precedente l autorità giudiziaria si avvale per l accesso dell ufficiale giudiziario secondo le disposizioni relative alla ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. Le comunicazioni di cui ai precedenti commi devono indicare il numero di codice fiscale dei soggetti cui le comunicazioni stesse si riferiscono e devono essere sottoscritte dal legale rappresentante dell ente o dalla persona che ne è autorizzata secondo l ordinamento dell ente stesso. Per le amministrazioni dello Stato la comunicazione è sottoscritta dalla persona preposta all ufficio che ha emesso il provvedimento. Le comunicazioni di cui ai commi dal primo al quinto e dal settimo all ottavo del presente articolo sono trasmesse esclusivamente per via telematica. Le modalità e i termini delle trasmissioni nonché le specifiche tecniche del formato dei dati sono definite con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate. Le rilevazioni e le evidenziazioni, nonché le comunicazioni sono utilizzate ai fini delle richieste e delle risposte in via telematica di cui all art. 32, primo comma, numero 7), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e all art. 51, secondo comma, numero 7), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni. Le informazioni comunicate sono altresì utilizzabili per le attività connesse alla riscossione mediante ruolo, nonché dai soggetti di cui all art. 4, comma 2, lettere a), b), c) ed e), del regolamento di cui al decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 4 agosto 2000, n. 269, ai fini dell espletamento degli accertamenti finalizzati alla ricerca e all acquisizione della prova e delle fonti di prova nel corso di un procedimento penale, sia ai fini delle indagini preliminari e dell esercizio delle funzioni previste dall art bis del codice di procedura penale, sia nelle fasi processuali successive, ovvero degli accertamenti di carattere patrimoniale per le finalità di prevenzione previste da specifiche disposizioni di legge e per l applicazione delle misure di prevenzione. Ai fini dei controlli sulle dichiarazioni dei contribuenti, il Direttore dell Agenzia delle entrate può richiedere a pubbliche amministrazioni, enti pubblici, organismi ed imprese, anche limitatamente a particolari categorie, di effettuare comunicazioni all Anagrafe tributaria di dati e notizie in loro possesso; la richiesta deve stabilire anche il contenuto, i termini e le modalità delle comunicazioni. Le imprese, gli intermediari e tutti gli altri operatori del settore delle assicurazioni che erogano, in ragione dei contratti di assicurazione di qualsiasi ramo, somme di denaro a qualsiasi titolo nei confronti dei danneggiati, comunicano in via telematica all anagrafe tributaria, anche in deroga a contrarie disposizioni legislative, l ammontare delle somme liquidate, il codice fiscale o la partita IVA del beneficiario e dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata. La presente disposizione si applica con riferimento alle somme erogate a decorrere dal 1 ottobre I dati acquisiti ai sensi del presente comma sono utilizzati prioritariamente nell attività di accertamento effettuata nei confronti dei soggetti le cui prestazioni sono state valutate ai fini della quantificazione della somma liquidata. Il contenuto, le modalità ed i termini delle trasmissioni, nonché le specifiche tecniche del formato, sono definite con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate.». Il testo vigente dell art. 16 del decreto del Ministro delle finanze 24 dicembre 1993 (Disciplina agli effetti dell imposta sul valore aggiunto dei rapporti di scambio tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino), è il seguente: «Art. 16. Gli operatori economici italiani: a) corrispondono l imposta a norma dell art. 17, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indicandone l ammontare sull originale fattura rilasciatagli dal fornitore sammarinese; b) annotano le fatture nei registri previsti dagli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modifiche ed integrazioni, secondo le modalità ed i termini in essi stabiliti; c) danno comunicazione delle avvenute registrazioni di cui al punto b) al proprio ufficio IVA, indicando il numero progressivo annuale di detti registri.». Il testo vigente dell art. 50, comma 6, del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427 (Armonizzazione delle disposizioni in materia di imposte sugli oli minerali, sull alcole, sulle bevande alcoliche, sui tabacchi lavorati e in materia di IVA con quelle recate da direttive CEE e modificazioni conseguenti a detta armonizzazione, nonché disposizioni concernenti la disciplina dei Centri autorizzati di assistenza fiscale, le procedure dei rimborsi di imposta, l esclusione dall ILOR dei redditi di impresa fino all ammontare corrispondente al contributo diretto lavorativo, l istituzione per il 1993 di un imposta erariale straordinaria su taluni beni ed altre disposizioni tributarie), è il seguente: «Art. 50 (Obblighi connessi agli scambi intracomunitari). (Omissis ). 6. I contribuenti presentano in via telematica all Agenzia delle dogane gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari, nonché delle prestazioni di servizi diverse da quelle di cui agli articoli 7 -quater e 7-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunità e quelle da questi ultimi ricevute. I soggetti di cui all art. 7 -ter, comma 2, lettere b) e c), del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, presentano l elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizi di cui al comma 1 dello stesso art. 7 -ter, ricevute da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro della Comunità. Gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi di cui al primo ed al secondo periodo non comprendono le operazioni per le quali non è dovuta l imposta nello Stato membro in cui è stabilito il destinatario. (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 30 del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è il seguente: «Art. 30 (Versamento di conguaglio e rimborso della eccedenza) Se dalla dichiarazione annuale risulta che l ammontare detraibile di cui al n. 3) dell art. 28, aumentato delle somme versate mensilmente, è superiore a quello dell imposta relativa alle operazioni imponibili di cui al n. 1) dello stesso articolo, il contribuente ha diritto di computare l importo dell eccedenza in detrazione nell anno successivo, ovvero di chiedere il rimborso nelle ipotesi di cui ai commi successivi e comunque in caso di cessazione di attività. 8
13 3. Il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso dell eccedenza detraibile, se di importo superiore a lire cinque milioni, all atto della presentazione della dichiarazione: a) quando esercita esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell imposta relativa agli acquisti e alle importazioni, computando a tal fine anche le operazioni effettuate a norma dell art. 17, quinto, sesto e settimo comma, nonché a norma dell art. 17 -ter ; b) quando effettua operazioni non imponibili di cui agli articoli 8, 8 -bis e 9 per un ammontare superiore al 25 per cento dell ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate; c) limitatamente all imposta relativa all acquisto o all importazione di beni ammortizzabili, nonché di beni e servizi per studi e ricerche; d) quando effettua prevalentemente operazioni non soggette all imposta per effetto degli articoli da 7 a 7 -septies ; e) quando si trova nelle condizioni previste dal terzo comma dell art Il contribuente anche fuori dei casi previsti nel precedente terzo comma può chiedere il rimborso dell eccedenza detraibile, risultante dalla dichiarazione annuale, se dalle dichiarazioni dei due anni precedenti risultano eccedenze detraibili; in tal caso il rimborso può essere richiesto per un ammontare comunque non superiore al minore degli importi delle predette eccedenze. 5. Con decreto del Ministro delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Uffi ciale saranno stabiliti gli elementi, da indicare nella dichiarazione o in apposito allegato, che in relazione all attività esercitata, hanno determinato il verificarsi dell eccedenza di cui si richiede il rimborso. 6. Agli effetti della norma di cui all art. 73, ultimo comma, le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma del presente articolo si intendono applicabili per i rimborsi richiesti dagli enti e dalle società controllanti.». Il testo vigente dell art. 57, primo comma, del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è il seguente: «Art. 57 (Termine per gli accertamenti). 1. Gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti previsti nell art. 54 e nel secondo comma dell art. 55 devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Nel caso di richiesta di rimborso dell eccedenza d imposta detraibile risultante dalla dichiarazione annuale, se tra la data di notifica della richiesta di documenti da parte dell ufficio e la data della loro consegna intercorre un periodo superiore a quindici giorni, il termine di decadenza, relativo agli anni in cui si è formata l eccedenza detraibile chiesta a rimborso, è differito di un periodo di tempo pari a quello compreso tra il sedicesimo giorno e la data di consegna. (Omissis ).». Il testo vigente dell art. 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), è il seguente: «Art. 43 (Termine per l accertamento). Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. (Omissis ).». Note all art. 4: Il testo vigente degli articoli 23 e 25 del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633: «Art. 23 (Registrazione delle fatture). 1. Il contribuente deve annotare entro quindici giorni le fatture emesse, nell ordine della loro numerazione e con riferimento alla data della loro emissione, in apposito registro. Le fatture di cui all art. 21, comma 4, terzo periodo, lettere a), c) e d) devono essere registrate entro il termine di emissione e con riferimento al mese di effettuazione delle operazioni. 2. Per ciascuna fattura devono essere indicati il numero progressivo e la data di emissione di essa, l ammontare imponibile dell operazione o delle operazioni e l ammontare dell imposta, distinti secondo l aliquota applicata, e la ditta, denominazione o ragione sociale del cessionario del bene o del committente del servizio, ovvero, nelle ipotesi di cui al secondo comma dell art. 17, del cedente o del prestatore. 3. Se l altro contraente non è un impresa, società o ente devono essere indicati, in luogo della ditta, denominazione o ragione sociale, il nome e il cognome. Per le fatture relative alle operazioni di cui all art. 21, commi 6 e 6 -bis, devono essere indicati, in luogo dell ammontare dell imposta, il titolo di inapplicabilità di essa ed, eventualmente, la relativa norma Nell ipotesi di cui al quinto comma dell art. 6 le fatture emesse devono essere registrate anche dal soggetto destinatario in apposito registro, bollato e numerato ai sensi dell art. 39, secondo modalità e termini stabiliti con apposito decreto ministeriale. Art. 25. (Registrazione degli acquisti). 1. Il contribuente deve numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell esercizio dell impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell art. 17 e deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta Dalla registrazione devono risultare la data della fattura o bolletta, il numero progressivo ad essa attribuito, la ditta, denominazione o ragione sociale del cedente del bene o prestatore del servizio, ovvero il nome e cognome se non si tratta di imprese, società o enti, nonché l ammontare imponibile e l ammontare dell imposta distinti secondo l aliquota. 4. Per le fatture relative alle operazioni di cui all art. 21, commi 6 e 6 -bis, devono essere indicati, in luogo dell ammontare dell imposta, il titolo di inapplicabilità di essa e, eventualmente, la relativa norma La disposizione del comma precedente si applica anche per le fatture relative a prestazioni di trasporto e per quelle pervenute tramite spedizionieri o agenzie di viaggi, quale ne sia l importo.». Il testo vigente dell art. 38 -bis del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è il seguente: «Art. 38-bis (Esecuzione dei rimborsi). 1. I rimborsi previsti nell art. 30 sono eseguiti, su richiesta fatta in sede di dichiarazione annuale, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione. Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi in ragione del 2 per cento annuo, con decorrenza dal novantesimo giorno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, non computando il periodo intercorrente tra la data di notifica della richiesta di documenti e la data della loro consegna, quando superi quindici giorni. 2. Il contribuente può ottenere il rimborso in relazione a periodi inferiori all anno nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) ed e) del secondo comma dell art. 30, nonché nelle ipotesi di cui alla lettera c) del medesimo secondo comma quando effettua acquisti ed importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell imposta sul valore aggiunto, e nelle ipotesi di cui alla lettera d) del secondo comma del citato art. 30 quando effettua, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato, per un importo superiore al 50 per cento dell ammontare di tutte le operazioni effettuate, prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali, prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione, prestazioni di servizi accessorie ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione, ovvero prestazioni di servizi di cui all art. 19, comma 3, lettera a -bis ). 3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, i rimborsi di ammontare superiore a euro sono eseguiti previa presentazione della relativa dichiarazione o istanza da cui emerge il credito richiesto a rimborso recante il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa di cui all art. 10, comma 7, primo e secondo periodo, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n Alla dichiarazione o istanza è allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, a norma dell art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la sussistenza delle seguenti condizioni in relazione alle caratteristiche soggettive del contribuente: a) il patrimonio netto non è diminuito, rispetto alle risultanze contabili dell ultimo periodo d imposta, di oltre il 40 per cento; la consistenza degli immobili non si è ridotta, rispetto alle risultanze contabili dell ultimo periodo d imposta, di oltre il 40 per cento per cessioni non effettuate nella normale gestione dell attività esercitata; l attività stessa non è cessata né si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende compresi nelle suddette risultanze contabili; 9
14 b) non risultano cedute, se la richiesta di rimborso è presentata da società di capitali non quotate nei mercati regolamentati, nell anno precedente la richiesta, azioni o quote della società stessa per un ammontare superiore al 50 per cento del capitale sociale; c) sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi. 4. Sono eseguiti previa prestazione della garanzia di cui al comma 5 i rimborsi di ammontare superiore a euro quando richiesti: a) da soggetti passivi che esercitano un attività d impresa da meno di due anni diversi dalle imprese start-up innovative di cui all art. 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221; b) da soggetti passivi ai quali, nei due anni antecedenti la richiesta di rimborso, sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell imposta dovuta o del credito dichiarato superiore: 1) al 10 per cento degli importi dichiarati se questi non superano euro; 2) al 5 per cento degli importi dichiarati se questi superano euro ma non superano euro; 3) all 1 per cento degli importi dichiarati, o comunque a euro, se gli importi dichiarati superano euro; c) da soggetti passivi che nelle ipotesi di cui al comma 3, presentano la dichiarazione o istanza da cui emerge il credito richiesto a rimborso priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, o non presentano la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà; d) da soggetti passivi che richiedono il rimborso dell eccedenza detraibile risultante all atto della cessazione dell attività. 5. La garanzia di cui al comma 4 è prestata per una durata pari a tre anni dall esecuzione del rimborso, ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell accertamento, sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa commerciale che a giudizio dell Amministrazione finanziaria offra adeguate garanzie di solvibilità ovvero di polizza fideiussoria rilasciata da un impresa di assicurazione. Per le piccole e medie imprese, definite secondo i criteri stabiliti dal decreto del 18 aprile 2005 del Ministro delle attività produttive, pubblicato nella Gazzetta Uffi ciale 12 ottobre 2005, n. 238, dette garanzie possono essere prestate anche dai consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi di cui all art. 29 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritti nell albo previsto dall art. 106 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n Per i gruppi di società, con patrimonio risultante dal bilancio consolidato superiore a 250 milioni di euro, la garanzia può essere prestata mediante la diretta assunzione da parte della società capogruppo o controllante di cui all art del codice civile della obbligazione di integrale restituzione della somma da rimborsare, comprensiva dei relativi interessi, all Amministrazione finanziaria, anche in caso di cessione della partecipazione nella società controllata o collegata. In ogni caso la società capogruppo o controllante deve comunicare in anticipo all Amministrazione finanziaria l intendimento di cedere la partecipazione nella società controllata o collegata. La garanzia concerne anche crediti relativi ad annualità precedenti maturati nel periodo di validità della garanzia stessa. 6. Relativamente alla dichiarazione da cui emerge il credito richiesto a rimborso non è obbligatoria l apposizione del visto di conformità o la sottoscrizione alternativa previsti dal comma 3 quando è prestata la garanzia di cui al comma Ai rimborsi di cui al presente articolo e al pagamento degli interessi provvede il competente ufficio dell Agenzia delle entrate. Ai rimborsi si provvede con gli stanziamenti di bilancio. 8. Nel caso in cui nel periodo relativo al rimborso sia stato constatato uno dei reati di cui agli articoli 2 e 8 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, l esecuzione dei rimborsi di cui al presente articolo è sospesa, fino a concorrenza dell ammontare dell imposta indicata nelle fatture o in altri documenti illecitamente emessi od utilizzati, fino alla definizione del relativo procedimento penale. 9. Se successivamente al rimborso o alla compensazione viene notificato avviso di rettifica o accertamento il contribuente, entro sessanta giorni, versa all ufficio le somme che in base all avviso stesso risultano indebitamente rimborsate o compensate, oltre agli interessi del 2 per cento annuo dalla data del rimborso o della compensazione, a meno che non presti la garanzia prevista nel comma 5 fino a quando l accertamento sia divenuto definitivo. 10. Con decreti del Ministro dell economia e delle finanze sono individuate, anche progressivamente, in relazione all attività esercitata ed alle tipologie di operazioni effettuate, le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi di cui al presente articolo sono eseguiti in via prioritaria. 11. Con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate sono definite le ulteriori modalità e termini per l esecuzione dei rimborsi di cui al presente articolo, inclusi quelli per la richiesta dei rimborsi relativi a periodi inferiori all anno e per la loro esecuzione.». Per il testo dell art. 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si veda nelle note all art. 1. Per il testo dell art. 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si veda nelle note all art. 2. Note all art. 6: Il testo vigente dell art. 16, comma 1, della citata legge 11 marzo 2014, n. 23, è il seguente: «Art. 16 (Disposizioni finanziarie). 1. Dall attuazione della delega di cui all art. 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, né un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei contribuenti. In considerazione della complessità della materia trattata e dell impossibilità di procedere alla determinazione degli eventuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto legislativo la relazione tecnica di cui all art. 1 comma 6, evidenzia i suoi effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non trovino compensazione nel proprio ambito, si provvede ai sensi dell art. 17, comma 2, della legge n. 196 del 2009 ovvero mediante compensazione con le risorse finanziarie recate dai decreti legislativi adottati ai sensi della presente legge, presentati prima o contestualmente a quelli che comportano i nuovi o maggiori oneri. A tal fine le maggiori entrate confluiscono in un apposito fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell economia e delle finanze. (Omissis ).». Note all art. 7: Il testo vigente dei commi da 429 a 432, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2005), abrogati dal presente articolo a decorrere dal 1 gennaio 2017, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2004, n. 306, S.O. 15G00143 DECRETO LEGISLATIVO 5 agosto 2015, n Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione Vista la legge 11 marzo 2014, n. 23, con la quale è stata conferita delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, l articolo 5, in materia di abuso del diritto ed elusione fiscale, l articolo 6, in materia, tra l altro, di gestione del rischio fiscale, di governance aziendale e di tutoraggio, nonché l articolo 8, comma 2 in materia di raddoppio dei termini per l accertamento; Ritenuto che, relativamente all articolo 5 della legge n. 23 del 2014, le disposizioni legislative delegate vanno emanate in attuazione del diritto dell Unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, dei principi costituzionali di eguaglianza, legalità, capacità contributiva e di certezza dei rapporti giuridici, nonché dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente; 10
15 Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 21 aprile 2015; Acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari per materia e per profili di carattere finanziario della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Visti i pareri della VI Commissione finanze della Camera dei deputati dell 11 giugno 2015, della 6ª Commissione finanze e tesoro del Senato della Repubblica del 10 giugno 2015 e della V Commissione bilancio della Camera dei Deputati del 24 giugno 2015; Visto l articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014, secondo cui qualora il Governo non intenda conformarsi ai pareri parlamentari trasmette nuovamente i testi alle Camere; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 17 luglio 2015; Acquisiti i pareri definitivi delle competenti Commissioni parlamentari ai sensi dell articolo 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 luglio 2015; Su proposta del Ministro dell economia e delle finanze; E MANA il seguente decreto legislativo: T ITOLO I ABUSO DEL DIRITTO O ELUSIONE FISCALE Art. 1. Modificazioni allo Statuto dei diritti del contribuente 1. Nella legge 27 luglio 2000, n. 212, e successive modificazioni, dopo l articolo 10 è inserito il seguente: «Art. 10-bis (Disciplina dell abuso del diritto o elusione fiscale). 1. Configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Tali operazioni non sono opponibili all amministrazione finanziaria, che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni. 2. Ai fini del comma 1 si considerano: a) operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Sono indici di mancanza di sostanza economica, in particolare, la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme e la non conformità dell utilizzo degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato; b) vantaggi fiscali indebiti i benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell ordinamento tributario. 3. Non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell impresa ovvero dell attività professionale del contribuente. 4. Resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale. 5. Il contribuente può proporre interpello secondo la procedura e con gli effetti dell articolo 11 della presente legge per conoscere se le operazioni che intende realizzare, o che siano state realizzate, costituiscano fattispecie di abuso del diritto. L istanza è presentata prima della scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione o per l assolvimento di altri obblighi tributari connessi alla fattispecie cui si riferisce l istanza medesima. 6. Senza pregiudizio dell ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti per i singoli tributi, l abuso del diritto è accertato con apposito atto, preceduto, a pena di nullità, dalla notifica al contribuente di una richiesta di chiarimenti da fornire entro il termine di sessanta giorni, in cui sono indicati i motivi per i quali si ritiene configurabile un abuso del diritto. 7. La richiesta di chiarimenti è notificata dall amministrazione finanziaria ai sensi dell articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, entro il termine di decadenza previsto per la notificazione dell atto impositivo. Tra la data di ricevimento dei chiarimenti ovvero di inutile decorso del termine assegnato al contribuente per rispondere alla richiesta e quella di decadenza dell amministrazione dal potere di notificazione dell atto impositivo intercorrono non meno di sessanta giorni. In difetto, il termine di decadenza per la notificazione dell atto impositivo è automaticamente prorogato, in deroga a quello ordinario, fino a concorrenza dei sessanta giorni. 8. Fermo quanto disposto per i singoli tributi, l atto impositivo è specificamente motivato, a pena di nullità, in relazione alla condotta abusiva, alle norme o ai principi elusi, agli indebiti vantaggi fiscali realizzati, nonché ai chiarimenti forniti dal contribuente nel termine di cui al comma L amministrazione finanziaria ha l onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva, non rilevabile d ufficio, in relazione agli elementi di cui ai commi 1 e 2. Il contribuente ha l onere di dimostrare l esistenza delle ragioni extrafiscali di cui al comma In caso di ricorso, i tributi o i maggiori tributi accertati, unitamente ai relativi interessi, sono posti in riscossione, ai sensi dell articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e, successive modificazioni, e dell articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n I soggetti diversi da quelli cui sono applicate le disposizioni del presente articolo possono chiedere il rimborso delle imposte pagate a seguito delle operazioni abusive i cui vantaggi fiscali sono stati disconosciuti dall amministrazione finanziaria, inoltrando a tal fine, entro un anno dal giorno in cui l accertamento è divenuto definitivo ovvero è stato definito mediante adesione o conciliazione giudiziale, istanza all Agenzia delle entra- 11
16 te, che provvede nei limiti dell imposta e degli interessi effettivamente riscossi a seguito di tali procedure. 12. In sede di accertamento l abuso del diritto può essere configurato solo se i vantaggi fiscali non possono essere disconosciuti contestando la violazione di specifiche disposizioni tributarie. 13. Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma l applicazione delle sanzioni amministrative tributarie.». 2. L articolo 37 -bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, è abrogato. Le disposizioni che richiamano tale articolo si intendono riferite all articolo 10 -bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, in quanto compatibili. 3. Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall ordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi. A tal fine il contribuente presenta istanza di interpello ai sensi del regolamento del Ministro delle finanze 19 giugno 1998, n Resta fermo il potere del Ministro dell economia e delle finanze di apportare modificazioni a tale regolamento. 4. I commi da 5 a 11 dell articolo 10 -bis della legge n. 212 del 2000 non si applicano agli accertamenti e ai controlli aventi ad oggetto i diritti doganali di cui all articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, che restano disciplinati dalle disposizioni degli articoli 8 e 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, e successive modificazioni, nonché dalla normativa doganale dell Unione europea. 5. Le disposizioni dell articolo 10 -bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, hanno efficacia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano anche alle operazioni poste in essere in data anteriore alla loro efficacia per le quali, alla stessa data, non sia stato notificato il relativo atto impositivo. T ITOLO II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RADDOPPIO DEI TERMINI PER L ACCERTAMENTO Art. 2. Modifiche alla disciplina del raddoppio dei termini per l accertamento 1. All articolo 43, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini di cui ai commi precedenti.». 2. All articolo 57, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini di cui ai commi precedenti.». 3. Sono comunque fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento, dei provvedimenti che irrogano sanzioni amministrative tributarie e degli altri atti impugnabili con i quali l Agenzia delle entrate fa valere una pretesa impositiva o sanzionatoria, notificati alla data di entrata in vigore del presente decreto. Sono, altresì, fatti salvi gli effetti degli inviti a comparire di cui all articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218 notificati alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché dei processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4 dei quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro la stessa data, sempre che i relativi atti recanti la pretesa impositiva o sanzionatoria siano notificati entro il 31 dicembre Ai fini della causa di non punibilità di cui all articolo 5 -quinquies, commi 1 e 2, del decreto-legge 26 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, si considerano oggetto della procedura di collaborazione volontaria anche gli imponibili, le imposte e le ritenute correlati alle attività dichiarate nell ambito di tale procedura per i quali è scaduto il termine per l accertamento. T ITOLO III REGIME DELL ADEMPIMENTO COLLABORATIVO Art. 3. Finalità e oggetto 1. Al fine di promuovere l adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale, è istituito il regime di adempimento collaborativo fra l Agenzia delle entrate e i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell ordinamento tributario. 2. L adesione al regime è subordinata al possesso dei requisiti di cui all articolo 4, comporta l assunzione dei doveri di cui all articolo 5 e produce gli effetti di cui all articolo 6. Art. 4. Requisiti 1. Il contribuente che aderisce al regime deve essere dotato, nel rispetto della sua autonomia di scelta delle soluzioni organizzative più adeguate per il perseguimento dei relativi obiettivi, di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inserito nel contesto del sistema di governo aziendale e di 12
17 controllo interno. Fermo il fedele e tempestivo adempimento degli obblighi tributari, il sistema deve assicurare: a) una chiara attribuzione di ruoli e responsabilità ai diversi settori dell organizzazione dei contribuenti in relazione ai rischi fiscali; b) e fficaci procedure di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali il cui rispetto sia garantito a tutti i livelli aziendali; c) efficaci procedure per rimediare ad eventuali carenze riscontrate nel suo funzionamento e attivare le necessarie azioni correttive. 2. Il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale prevede, con cadenza almeno annuale, l invio di una relazione agli organi di gestione per l esame e le valutazioni conseguenti. La relazione illustra, per gli adempimenti tributari, le verifiche effettuate e i risultati emersi, le misure adottate per rimediare a eventuali carenze rilevate, nonché le attività pianificate. Art. 5. Doveri 1. Il regime comporta per l Agenzia delle entrate i seguenti impegni: a) valutazione trasparente, oggettiva e rispettosa dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità del sistema di controllo adottato, con eventuale proposta degli interventi ritenuti necessari ai fini dell ammissione e della permanenza nel regime e per il conseguimento delle finalità di cui all articolo 3, comma 1; b) pubblicazione periodica sul proprio sito istituzionale dell elenco aggiornato delle operazioni, strutture e schemi ritenuti di pianificazione fiscale aggressiva; c) promozione di relazioni con i contribuenti improntate a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza nell intento di favorire un contesto fiscale di certezza; d) realizzazione di specifiche semplificazioni degli adempimenti tributari, in conseguenza degli elementi informativi forniti dal contribuente nell ambito del regime; e) esame preventivo delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali significativi e risposta alle richieste dei contribuenti nel più breve tempo possibile; f) debita considerazione degli esiti dell esame e della valutazione effettuate dagli organi di gestione, sulla base della relazione di cui all articolo 4, comma 2, delle risultanze delle attività dei soggetti incaricati, presso ciascun contribuente, della revisione contabile, nonché di quella dei loro collegi sindacali e dei pareri degli organismi di vigilanza. 2. Il regime comporta per i contribuenti i seguenti impegni: a) istituzione e mantenimento del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, per garantire il conseguimento delle finalità di cui all articolo 3, comma 1, nonché attuazione delle modifiche del sistema adottato eventualmente ritenute necessarie dalla Agenzia delle entrate; b) comportamento collaborativo e trasparente, mediante comunicazione tempestiva ed esauriente all Agenzia delle entrate dei rischi di natura fiscale e, in particolare, delle operazioni che possono rientrare nella pianificazione fiscale aggressiva; c) risposta alle richieste della Agenzia delle entrate nel più breve tempo possibile; d) promozione di una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto della normativa tributaria, assicurandone la completezza e l affidabilità, nonché la conoscibilità a tutti i livelli aziendali. Art. 6. Effetti 1. L adesione al regime comporta la possibilità per i contribuenti di pervenire con l Agenzia delle entrate a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali, attraverso forme di interlocuzione costante e preventiva su elementi di fatto, inclusa la possibilità dell anticipazione del controllo. 2. L adesione al regime comporta altresì per i contribuenti una procedura abbreviata di interpello preventivo in merito all applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti, in relazione ai quali l interpellante ravvisa rischi fiscali. L Agenzia delle entrate, entro quindici giorni dal ricevimento, verifica e conferma l idoneità della domanda presentata, nonché la sufficienza e l adeguatezza della documentazione prodotta con la domanda. Il termine per la risposta all interpello è in ogni caso di quarantacinque giorni, decorrenti dal ricevimento della domanda ovvero della documentazione integrativa richiesta, anche se l Agenzia delle entrate effettua accessi alle sedi dei contribuenti, definendone con loro i tempi, per assumervi elementi informativi utili per la risposta. I contribuenti comunicano all Agenzia il comportamento effettivamente tenuto, se difforme da quello oggetto della risposta da essa fornita. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dall entrata in vigore del presente decreto, sono disciplinati i termini e le modalità applicative del presente articolo in relazione alla procedura abbreviata di interpello preventivo. 3. Per i rischi di natura fiscale comunicati in modo tempestivo ed esauriente all Agenzia delle entrate ai sensi dell articolo 5, comma 2, lettera b), prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali, se l Agenzia non condivide la posizione dell impresa, le sanzioni amministrative applicabili sono ridotte della metà e comunque non possono essere applicate in misura superiore al minimo edittale. La loro riscossione è in ogni caso sospesa fino alla definitività dell accertamento. 4. In caso di denuncia per reati fiscali, l Agenzia delle entrate comunica alla Procura della Repubblica se il contribuente abbia aderito al regime di adempimento collaborativo, fornendo, se richiesta, ogni utile informazione in ordine al controllo del rischio fiscale e all attribuzione di ruoli e responsabilità previsti dal sistema adottato. 5. Il contribuente che aderisce al regime è inserito nel relativo elenco pubblicato sul sito istituzionale dell Agenzia delle entrate. 13
18 6. I contribuenti che aderiscono al regime non sono tenuti a prestare garanzia per il pagamento dei rimborsi delle imposte, sia dirette sia indirette. Art. 7. Competenze e procedure 1. L Agenzia delle entrate è competente in via esclusiva per i controlli e le attività relativi al regime di adempimento collaborativo, nei riguardi dei contribuenti ammessi al regime. 2. I contribuenti che nel rispetto del presente decreto adottano un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale e che intendono aderire al regime di adempimento collaborativo, inoltrano domanda in via telematica utilizzando il modello reso disponibile sul sito istituzionale della Agenzia delle entrate. L Agenzia, verificata la sussistenza dei requisiti di cui all articolo 4, nonché al comma 4, comunica ai contribuenti l ammissione al regime entro i successivi centoventi giorni. Il regime si applica al periodo d imposta nel corso del quale la richiesta di adesione è trasmessa all Agenzia. Lo stesso si intende tacitamente rinnovato qualora non sia espressamente comunicata dal contribuente la volontà di non permanere nel regime di adempimento collaborativo. 3. L Agenzia delle entrate, con provvedimento motivato, può dichiarare l esclusione dei contribuenti dal regime, per la perdita dei requisiti di cui all articolo 4 o al comma 4, ovvero per l inosservanza degli impegni di cui all articolo 5, comma In fase di prima applicazione: a) il regime è riservato ai contribuenti di maggiori dimensioni, che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a dieci miliardi di euro e, comunque, ai contribuenti che abbiano presentato istanza di adesione al Progetto Pilota sul Regime di Adempimento Collaborativo di cui all invito pubblico del 25 giugno 2013, pubblicato sul sito ufficiale dell Agenzia delle entrate, dotati di un sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale e che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a un miliardo di euro; b) la competenza per le attività di cui al comma 1 è attribuita alla Direzione Centrale Accertamento dell Agenzia delle entrate. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze sono stabiliti i criteri in base ai quali possono essere, progressivamente, individuati gli ulteriori contribuenti ammissibili al regime, che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a quello di cento milioni di euro o appartenenti a gruppi di imprese. Entro il 31 dicembre 2016, con decreto del Ministro dell economia e delle finanze è fissato il termine finale della fase di prima applicazione del regime. Il Ministero dell economia e delle finanze trasmette annualmente alle Commissioni parlamentari competenti una relazione sullo stato dell attuazione del regime di adempimento collaborativo. La prima relazione è trasmessa entro il 31 luglio Con uno o più provvedimenti del Direttore dell Agenzia delle entrate sono disciplinate le modalità di applicazione del regime di adempimento collaborativo. T ITOLO IV DISPOSIZIONI FINANZIARIE Art. 8. Clausola di invarianza oneri 1. All attuazione delle disposizioni del presente decreto le Amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 5 agosto 2015 Visto, il Guardasigilli: ORLANDO AVVERTENZA: MATTARELLA R ENZI, Presidente del Consiglio dei ministri PADOAN, Ministro dell economia e delle finanze NOTE Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall amministrazione competente per materia, ai sensi dell art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alla premesse: L art. 76 della Costituzione stabilisce che l esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. L art. 87 della Costituzione conferisce, tra l altro, al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i regolamenti. Il testo vigente degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 (Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 marzo 2014, n. 59, è il seguente: «Art. 5 (Disciplina dell abuso del diritto ed elusione fi scale). 1. Il Governo è delegato ad attuare, con i decreti legislativi di cui all art. 1, la revisione delle vigenti disposizioni antielusive al fine di unificarle al principio generale del divieto dell abuso del diritto, in applicazione dei seguenti princìpi e criteri direttivi, coordinandoli con quelli contenuti nella raccomandazione della Commissione europea sulla pianificazione fiscale aggressiva n. 2012/772/UE del 6 dicembre 2012: a) definire la condotta abusiva come uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio d imposta, ancorché tale condotta non sia in contrasto con alcuna specifica disposizione; 14
19 b) garantire la libertà di scelta del contribuente tra diverse operazioni comportanti anche un diverso carico fiscale e, a tal fine: 1) considerare lo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali come causa prevalente dell operazione abusiva; 2) escludere la configurabilità di una condotta abusiva se l operazione o la serie di operazioni è giustificata da ragioni extrafiscali non marginali; stabilire che costituiscono ragioni extrafiscali anche quelle che non producono necessariamente una redditività immediata dell operazione, ma rispondono ad esigenze di natura organizzativa e determinano un miglioramento strutturale e funzionale dell azienda del contribuente; c) prevedere l inopponibilità degli strumenti giuridici di cui alla lettera a) all amministrazione finanziaria e il conseguente potere della stessa di disconoscere il relativo risparmio di imposta; d) disciplinare il regime della prova ponendo a carico dell amministrazione finanziaria l onere di dimostrare il disegno abusivo e le eventuali modalità di manipolazione e di alterazione funzionale degli strumenti giuridici utilizzati, nonché la loro mancata conformità a una normale logica di mercato, prevedendo, invece, che gravi sul contribuente l onere di allegare l esistenza di valide ragioni extrafiscali alternative o concorrenti che giustifichino il ricorso a tali strumenti; e) prevedere una formale e puntuale individuazione della condotta abusiva nella motivazione dell accertamento fiscale, a pena di nullità dell accertamento stesso; f) prevedere specifiche regole procedimentali che garantiscano un efficace contraddittorio con l amministrazione finanziaria e salvaguardino il diritto di difesa in ogni fase del procedimento di accertamento tributario.». «Art. 6 (Gestione del rischio fi scale, governance aziendale, tutoraggio, rateizzazione dei debiti tributari e revisione della disciplina degli interpelli). 1. Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all art. 1, norme che prevedano forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata, anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali, tra le imprese e l amministrazione finanziaria, nonché, per i soggetti di maggiori dimensioni, la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e di controllo del rischio fiscale, con una chiara attribuzione di responsabilità nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni, prevedendo a tali fini l organizzazione di adeguate strutture dell amministrazione finanziaria dedicate alle predette attività di comunicazione e cooperazione, facendo ricorso alle strutture e alle professionalità già esistenti nell ambito delle amministrazioni pubbliche. 2. Il Governo è altresì delegato a prevedere, nell introduzione delle norme di cui al comma 1, incentivi sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti e di riduzioni delle eventuali sanzioni, anche in relazione alla disciplina da introdurre ai sensi dell art. 8 e ai criteri di limitazione e di esclusione della responsabilità previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nonché forme specifiche di interpello preventivo con procedura abbreviata. 3. Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all art. 1, disposizioni per revisionare e per ampliare il sistema di tutoraggio al fine di garantire una migliore assistenza ai contribuenti, in particolare a quelli di minori dimensioni e operanti come persone fisiche, per l assolvimento degli adempimenti, per la predisposizione delle dichiarazioni e per il calcolo delle imposte, prevedendo a tal fine anche la possibilità di invio ai contribuenti e di restituzione da parte di questi ultimi di modelli precompilati, nonché al fine di assisterli nel processo di consolidamento della capacità fiscale correlato alla crescita e alle caratteristiche strutturali delle imprese. 4. Nell introduzione delle norme di cui al comma 3 il Governo prevede l istituzione di forme premiali, consistenti in una riduzione degli adempimenti, in favore dei contribuenti che aderiscano ai sistemi di tutoraggio. 5. Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all art. 1, disposizioni volte ad ampliare l ambito applicativo dell istituto della rateizzazione dei debiti tributari, in coerenza con la finalità della lotta all evasione fiscale e contributiva e con quella di garantire la certezza, l efficienza e l efficacia dell attività di riscossione, in particolare: a) semplificando gli adempimenti amministrativi e patrimoniali a carico dei contribuenti che intendono avvalersi del predetto istituto; b) consentendo al contribuente, anche ove la riscossione del debito sia concentrata nell atto di accertamento, di attivare meccanismi automatici previsti dalla legge per la concessione della dilazione del pagamento prima dell affidamento in carico all agente della riscossione, ove ricorrano specifiche evidenze che dimostrino una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, eliminando le differenze tra la rateizzazione conseguente all utilizzo di istituti deflativi del contenzioso, ivi inclusa la conciliazione giudiziale, e la rateizzazione delle somme richieste in conseguenza di comunicazioni di irregolarità inviate ai contribuenti a seguito della liquidazione delle dichiarazioni o dei controlli formali; c) procedendo ad una complessiva armonizzazione e omogeneizzazione delle norme in materia di rateizzazione dei debiti tributari, a tal fine anche riducendo il divario, comunque a favore del contribuente, tra il numero delle rate concesse a seguito di riscossione sui carichi di ruolo e numero delle rate previste nel caso di altre forme di rateizzazione; d) procedendo ad una revisione della disciplina sanzionatoria, a tal fine prevedendo che ritardi di breve durata nel pagamento di una rata, ovvero errori di limitata entità nel versamento delle rate, non comportino l automatica decadenza dal beneficio della rateizzazione; e) monitorando, ai fini di una sua migliore armonizzazione, il regime di accesso alla rateizzazione dei debiti fiscali, anche in relazione ai risultati conseguiti in termini di effettiva riscossione, con procedure che garantiscano la massima trasparenza e oggettività. 6. Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all art. 1, disposizioni per la revisione generale della disciplina degli interpelli, allo scopo di garantirne una maggiore omogeneità, anche ai fini della tutela giurisdizionale e di una maggiore tempestività nella redazione dei pareri, procedendo in tale contesto all eliminazione delle forme di interpello obbligatorio nei casi in cui non producano benefìci ma solo aggravi per i contribuenti e per l amministrazione.». «Art. 8 (Revisione del sistema sanzionatorio). In vigore dal 27 marzo ( Omissis ). Il Governo è delegato altresì a definire, con i decreti legislativi di cui all art. 1, la portata applicativa della disciplina del raddoppio dei termini, prevedendo che tale raddoppio si verifichi soltanto in presenza di effettivo invio della denuncia, ai sensi dell art. 331 del codice di procedura penale, effettuato entro un termine correlato allo scadere del termine ordinario di decadenza, fatti comunque salvi gli effetti degli atti di controllo già notificati alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi.». Il testo vigente dell art. 1, comma 7, della citata legge n. 23 del 2014, è il seguente: «7. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni, con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.». Note all art. 1: La legge 27 luglio 2000, n. 212, pubblicata nella Gazzetta Uffi - ciale n. 177 del 31 luglio 2000, reca: «Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente». Il testo vigente dell art. 11 della citata legge 27 luglio 2000, n. 212, è il seguente: «Art. 11 (Interpello per il contribuente). 1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all amministrazione finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria. 2. La risposta dell amministrazione finanziaria, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l amministrazione concordi con l interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, è nullo. 15
20 3. Limitatamente alla questione oggetto dell istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dall amministrazione finanziaria entro il termine di cui al comma Nel caso in cui l istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell art. 5, comma Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi dell art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza, sono determinati gli organi, le procedure e le modalità di esercizio dell interpello e dell obbligo di risposta da parte dell amministrazione finanziaria. 6. Resta fermo quanto previsto dall art. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, relativo all interpello della amministrazione finanziaria da parte dei contribuenti.». Il testo vigente dell art. 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre 1973, n. 268, S.O., è il seguente: «Art. 60 (Notifi cazioni). La notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente è eseguita secondo le norme stabilite dagli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, con le seguenti modifiche: a) la notificazione è eseguita dai messi comunali ovvero dai messi speciali autorizzati dall ufficio; b) il messo deve fare sottoscrivere dal consegnatario l atto o l avviso ovvero indicare i motivi per i quali il consegnatario non ha sottoscritto; b-bis ) se il consegnatario non è il destinatario dell atto o dell avviso, il messo consegna o deposita la copia dell atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all originale e alla copia dell atto stesso. Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell avvenuta notificazione dell atto o dell avviso, a mezzo di lettera raccomandata; c) salvo il caso di consegna dell atto o dell avviso in mani proprie, la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario; d) è in facoltà del contribuente di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano. In tal caso l elezione di domicilio deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero in via telematica con modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate; e) quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l avviso del deposito prescritto dall art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell ottavo giorno successivo a quello di affissione; e-bis ) è facoltà del contribuente che non ha la residenza nello Stato e non vi ha eletto domicilio ai sensi della lettera d), o che non abbia costituito un rappresentante fiscale, comunicare al competente ufficio locale, con le modalità di cui alla stessa lettera d), l indirizzo estero per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che lo riguardano; salvo il caso di consegna dell atto o dell avviso in mani proprie, la notificazione degli avvisi o degli atti è eseguita mediante spedizione a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento; f) le disposizioni contenute negli artt. 142, 143, 146, 150 e 151 del codice di procedura civile non si applicano. L elezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni previste alla lettera d) ed alla lettera e -bis ) del comma precedente. Le variazioni e le modificazioni dell indirizzo hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dell avvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dell ufficio della dichiarazione prevista dagli articoli 35 e 35 -ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA. Salvo quanto previsto dai commi precedenti ed in alternativa a quanto stabilito dall art. 142 del codice di procedura civile, la notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell Anagrafe degli italiani residenti all estero o a quello della sede legale estera risultante dal registro delle imprese di cui all art del codice civile. In mancanza dei predetti indirizzi, la spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento è effettuata all indirizzo estero indicato dal contribuente nelle domande di attribuzione del numero di codice fiscale o variazione dati e nei modelli di cui al terzo comma, primo periodo. In caso di esito negativo della notificazione si applicano le disposizioni di cui al primo comma, lettera e). La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata ai sensi del quarto comma qualora i medesimi non abbiano comunicato all Agenzia delle entrate l indirizzo della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto per la notificazione degli atti, e le successive variazioni, con le modalità previste con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate. La comunicazione e le successive variazioni hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione. Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l atto è ricevuto.». Il testo vigente dell art. 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13 gennaio 1993, n. 9, S.O., è il seguente: «Art. 68 (Pagamento del tributo in pendenza del processo). 1. Anche in deroga a quanto previsto nelle singole leggi d imposta, nei casi in cui è prevista la riscossione frazionata del tributo oggetto di giudizio davanti alle commissioni, il tributo, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere pagato: a) per i due terzi, dopo la sentenza della commissione tributaria provinciale che respinge il ricorso; b) per l ammontare risultante dalla sentenza della commissione tributaria provinciale, e comunque non oltre i due terzi, se la stessa accoglie parzialmente il ricorso; c) per il residuo ammontare determinato nella sentenza della commissione tributaria regionale. Per le ipotesi indicate nelle precedenti lettere a), b) e c) gli importi da versare vanno in ogni caso diminuiti di quanto già corrisposto. 2. Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto statuito dalla sentenza della commissione tributaria provinciale, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere rimborsato d ufficio entro novanta giorni dalla notificazione della sentenza. 3. Le imposte suppletive debbono essere corrisposte dopo l ultima sentenza non impugnata o impugnabile solo con ricorso in cassazione. 3-bis. Il pagamento, in pendenza di processo, delle risorse proprie tradizionali di cui all art. 2, paragrafo 1, lettera a), della decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e dell imposta sul valore aggiunto riscossa all importazione resta disciplinato dal regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, come riformato dal regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, e dalle altre disposizioni dell Unione europea in materia.». Il testo vigente dell art. 19, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, a norma dell art. 3, comma 133, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 gennaio 1998, n. 5, S.O., è il seguente: «Art. 19 (Esecuzione delle sanzioni). 1. In caso di ricorso alle commissioni tributarie, anche nei casi in cui non è prevista riscossione frazionata si applicano le disposizioni dettate dall art. 68, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, recante disposizioni sul processo tributario.». L art. 37 -bis del citato decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, abrogato del presente decreto, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre 1973, n. 268, S.O. 16