Source: http://docplayer.it/2687231-Contrattazione-integrativa-di-istituto.html
Timestamp: 2018-02-24 12:50:42+00:00
Document Index: 143092016

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art.1', 'art. 6', 'art. 55', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 53', 'art. 6', 'art.51', 'art. 51', 'art. 55', 'art. 13', 'art. 47', 'art. 64', 'art. 42', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 7', 'art.88', 'art. 64', 'art. 48']

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA DI ISTITUTO - PDF
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1 Prot. 120/a1a CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA DI ISTITUTO Il giorno 16 Gennaio 2015 presso i locali della Scuola Secondaria di 1 Grado Statale Piero Calamandrei, si è svolto l'incontro per la definizione dell'accordo contrattuale di istituto tra le seguenti delegazioni: il Dirigente Scolastico prof.ssa Laura Arossa e i rappresentanti della RSU, nelle persone della sig.ra Sabatina LIUNI, del prof. Gabriele Rocca e prof.ssa Maria De Luca. Visto il Decreto Legislativo n. 165/2001 art. 25 c. 2; Visto il Decreto Legislativo n. 29/1993 ed in particolare gli artt. 25/bis e 45; Visto l art.1 della legge n. 6 del 24/03/1999; Visto il C.C.N.L. del comparto scuola, sottoscritto in data 24/07/2003, ed in particolare l art. 6 comma 2; Visto il C.C.N.L. 04/08/1995; Visto il C.C.N.L. 26/05/1999; Visto il C.C.N.L. 31/08/1999; Visto il C.C.N.L. 16/05/2003; Visto il C.C.N.L. 29/11/2007; Visto il Decreto Legislativo 150/2009 viene stipulato il presente contratto integrativo. Art. 1 Campo di applicazione, decorrenza e durata TITOLO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il presente contratto si applica a tutto il personale docente, educativo ed ATA dell istituzione scolastica, con contratto di lavoro a tempo determinato ed indeterminato. 2. Il presente contratto, una volta stipulato, dispiega i suoi effetti per l anno scolastico 2014/ Il presente contratto può esser modificato in qualunque momento o a seguito di adeguamento a norme imperative o per accordo tra le parti. Entro 5 giorni dalla sottoscrizione, il Dirigente scolastico provvede all affissione di una copia integrale del presente contratto nelle bacheche sindacali di ogni plesso e all invio dello stesso all ARAN e al CNEL (art. 55 DLgs 150/2009) insieme a: - relazione tecnico-finanziaria - relazione illustrativa 4. Il contratto e le relazioni saranno anche pubblicati sul sito dell Istituto. Art. 2 Interpretazione autentica 1. Qualora insorgano controversie sull'interpretazione del presente contratto, le parti si incontrano entro i dieci giorni successivi alla richiesta di cui al comma seguente, per definire consensualmente l interpretazione della clausola controversa. 1
2 2. Al fine di iniziare la procedura di interpretazione autentica, la parte interessata inoltra richiesta scritta all'altra parte, con l'indicazione della materia e degli elementi che rendono necessaria l'interpretazione; la procedura si deve concludere entro trenta giorni. 3. Nel caso in cui si raggiunga un accordo, questo sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio della vigenza contrattuale. TITOLO SECONDO - RELAZIONI E DIRITTI SINDACALI CAPO I - RELAZIONI SINDACALI Art. 3 Obiettivi e strumenti 1. Il sistema delle relazioni sindacali d istituto, nel rispetto dei distinti ruoli, persegue l'obiettivo di contemperare l'interesse professionale dei lavoratori con l'esigenza di migliorare l'efficacia e l'efficienza del servizio. 2. Le relazioni sindacali sono improntate alla correttezza e alla trasparenza dei comportamenti delle parti negoziali. 3. Il sistema delle relazioni sindacali si articola nei seguenti istituti: a. Contrattazione integrativa b. Informazione preventiva c. Informazione successiva d. Interpretazione autentica, come da art In tutti i momenti delle relazioni sindacali, le parti possono usufruire dell'assistenza di esperti di loro fiducia, anche esterni all istituzione scolastica, senza oneri per la scuola. Art. 4 Rapporti tra RSU e Dirigente 1. Fermo quanto previsto dalle norme di legge in materia di sicurezza sul lavoro, la RSU designa al suo interno il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e ne comunica il nominativo al Dirigente. Qualora si rendesse necessario, il rappresentante può essere designato anche all interno del restante personale in servizio; il rappresentante rimane in carica fino a diversa comunicazione della RSU. 2. Entro quindici giorni dall'inizio di ogni anno scolastico, la RSU comunica al Dirigente le modalità di esercizio delle prerogative e delle libertà sindacali di cui è titolare. 3. Il Dirigente indice le riunioni per lo svolgimento della contrattazione o dell informazione invitando i componenti della parte sindacale a parteciparvi, di norma, con almeno cinque giorni di anticipo La parte sindacale ha facoltà di avanzare richiesta di incontro con il Dirigente e la stessa deve essere soddisfatta entro cinque giorni, salvo elementi ostativi che rendano impossibile il rispetto di tale termine. 4. Ogni richiesta di incontro deve essere effettuata in forma scritta e deve esplicitare l oggetto della stessa. 5. II Dirigente Scolastico fornisce l'eventuale documentazione almeno 48 ore prima dell'incontro. Agli incontri di informazione di trattativa può partecipare il Direttore S.G.A, su invito del DS.; analogamente la R.S.U. può essere assistita durante la contrattazione e/o confronto sindacale da personale esperto dei problemi oggetto dell'incontro. Al termine degli incontri viene stilato un verbale con l'annotazione delle singole posizioni, su apposito registro, sottoscritto dalle parti. Il registro dei verbali può essere dato in visione esclusivamente all interno dell edificio scolastico; verrà fornita una fotocopia a chiunque ne faccia richiesta scritta e motivata. Dagli accordi raggiunti, sarà data informazione a tutto il personale attraverso una circolare interna cui sarà allegato l'accordo relativo. II Dirigente Scolastico assicura la predisposizione di una bacheca riservata all'esposizione idonea e concordata con la R.S.U. e precisamente una bacheca sindacale. 2
3 Art. 5 Oggetto della contrattazione integrativa 1. Sono oggetto di contrattazione integrativa d istituto le materie previste dall articolo 6, comma 2, lettere j, k, l; dall articolo 9, comma 4; dall articolo 33, comma 2; dall articolo, 34 comma 1; dall articolo 51, comma 4; dall articolo 88, commi 1 e 2, del CCNL 2006/ Non sono comunque oggetto di contrattazione integrativa le materie escluse per norma imperativa, tra cui, in particolare, le determinazioni per l organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, e comunque tutte quelle ascrivibili all esercizio dei poteri dirigenziali. Le clausole eventualmente in contrasto con norme imperative sono nulle, non applicabili e sono sostituite di diritto ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. 3. La contrattazione integrativa di istituto si basa su quanto stabilito dalle norme contrattuali di livello superiore in quanto compatibili con le disposizioni di legge; non può in ogni caso prevedere impegni di spesa superiori ai fondi a disposizione della scuola. Le previsioni contrattuali discordanti non sono valide e danno luogo all applicazione della clausola di salvaguardia di cui all articolo 48, comma 3 del d.lgs. 165/2001. Art. 6 Informazione preventiva 1. Sono oggetto di informazione preventiva: a. proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola; b. piano delle risorse complessive per il salario accessorio, ivi comprese quelle di fonte non contrattuale; c. criteri di attuazione dei progetti nazionali, europei e territoriali; d. criteri per la fruizione dei permessi per l aggiornamento; e. utilizzazione dei servizi sociali; f. criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall'amministrazione scolastica periferica con altri enti e istituzioni; g. tutte le materie oggetto di contrattazione; 2. Sono inoltre oggetto di informazione le materie già previste dal CCNL comparto scuola del e successivamente escluse per effetto delle disposizioni imperative introdotte dal d.lgs. 150/2009, e cioè: a. modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell offerta formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale medesimo; b. criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni staccate e ai plessi, ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell unità didattica. Ritorni pomeridiani; c. criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all articolazione dell orario del personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per l individuazione del personale docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto. 3. Il Dirigente fornisce l'informazione preventiva alla parte sindacale nel corso di appositi incontri, mettendo a disposizione anche l'eventuale documentazione. Art. 7 Informazione successiva 1. Sono materie di informazione successiva: a. nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il fondo di istituto; b. verifica dell attuazione della contrattazione collettiva integrativa d istituto sull utilizzo delle risorse. 3
4 CAPO II - DIRITTI SINDACALI Art. 8 Attività sindacale 1. La RSU e i rappresentanti delle OO.SS. rappresentative dispongono di un proprio Albo sindacale, di cui sono responsabili; ogni documento affisso all'albo, senza preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico, deve riguardare materia contrattuale o del lavoro e va siglato da chi lo affigge, che ne assume così la responsabilità legale. 2. Alla R.S.U. è consentito comunicare con il personale durante l'orario di servizio per motivi di carattere sindacale. Per gli stessi motivi, alla R.S.U. è consentito l'uso gratuito del telefono, del fax, del ciclostile e della fotocopiatrice, nonché l'uso del personal computer con eventuale accesso alla posta elettronica e reti telematiche e di tutti gli strumenti ed attrezzature presenti nella scuola. Alle R.S.U. viene assegnato un locale per riunioni ed incontri (aula magna di corso Croce), nonché l'utilizzo di un armadio per la raccolta del materiale sindacale (uno per plesso). 3. II Dirigente Scolastico assicura la tempestiva trasmissione alla R.S.U. del materiale ad essa indirizzato ed inviato per posta, per fax o per . Art. 9 Assemblea in orario di lavoro 1. Lo svolgimento delle assemblee sindacali è disciplinato dall articolo 8 del vigente CCNL di comparto. 2. Le assemblee sindacali sono convocate: Singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazione sindacali rappresentative del comparto, ai sensi dell'art. 1, comma 5, del CCNQ del 9 agosto 2000 sulle prerogative sindacali; Dalla R.S.U. nel suo complesso e non dai singoli componenti; dalle R.S.U. congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del comparto ai sensi dell'art. 1, comma 5 del CCNQ del 9 agosto 2000 sulle prerogative sindacali. Nelle assemblee in cui è coinvolto anche personale A.T.A. se l'adesione è totale il dirigente scolastico e la R.S.U. verifica prioritariamente la disponibilità dei singoli, stabilisce i nominativi di quanti sono tenuti ad assicurare i servizi essenziali relativi alle attività indispensabili ed indifferibili coincidenti con l'assemblea 3. Le ore complessive di permesso sono ripartite in misura uguale tra i delegati (14 ore ogni rappresentante RSU). I permessi sindacali devono essere comunicati al Dirigente Scolastico almeno 3 giorni prima. 4. Le sedute per le trattative si svolgono normalmente fuori dall'orario di lavoro. Nel caso di sedute in orario di lavoro i componenti della R.S.U. possono usufruire dei permessi previsti per l'esercizio della funzione. 5. Gli incontri convocati in orario di servizio, che non comportano spese a carico dell'amministrazione, non incidono sul monte ore permessi. 6. Nella richiesta di assemblea vanno specificati l'ordine del giorno, la data, l'ora di inizio e di fine, l'eventuale presenza di persone esterne alla scuola. 7. L indizione dell assemblea viene comunicata al personale tramite circolare; l adesione va espressa con almeno due giorni di anticipo, in modo da poter avvisare le famiglie in caso di interruzione delle lezioni. La mancata comunicazione implica la rinuncia a partecipare e l obbligo di coprire il normale orario di servizio. 8. Il personale che partecipa all'assemblea deve riprendere servizio alla scadenza prevista nella classe o nel settore di competenza. Art. 10 Permessi retribuiti e non retribuiti 1. Spettano alla RSU permessi sindacali retribuiti in misura pari a 25 minuti e 30 secondi per ogni dipendente in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato; il calcolo del monte ore spettante viene effettuato, all inizio dell anno scolastico, dal Dirigente, che lo comunica alla RSU medesima. 2. I permessi sono gestiti autonomamente dalla RSU, con obbligo di preventiva comunicazione al Dirigente con almeno due giorni di anticipo. 4
5 3. Spettano inoltre alla RSU permessi sindacali non retribuiti, pari ad un massimo di otto giorni l anno, per partecipare a trattative sindacali o convegni e congressi di natura sindacale; la comunicazione per la fruizione del diritto va inoltrata, di norma, tre giorni prima dall organizzazione sindacale al Dirigente. Art Trasparenza amministrativa 1. II Dirigente Scolastico e la R.S.U. concorderanno le modalità d'applicazione dei criteri di semplificazione e trasparenza amministrativa. 2. All'albo ufficiale della scuola verranno affissi prospetti aggregati relativi all'utilizzo del Fondo dell istituzione scolastica. Copia dei prospetti è consegnata alla R.S.U. Art Patrocinio e diritto di accesso agli atti La R.S.U. ha diritto di accesso agli atti della scuola sulle materie di informazione preventiva e successiva. II rilascio di copia degli atti avviene senza oneri, entro 3 giorni dalla richiesta. Art 13 - Scioperi 1. II Dirigente Scolastico, al fine di assicurare le prestazioni indispensabili in caso di sciopero, valutate le necessità derivanti dalla posizione del servizio e dell'organizzazione dello stesso, individua i contingenti necessarie ad assicurare le prestazioni indicate nell'art. 1 dell'accordo Integrativo Nazionale. La legge 146/90 prevede che il DS formi un contingente minimo di lavoratori che non scioperano per garantire le prestazioni indispensabili (o servizi minimi). Nella scuola si formano contingenti solo per il personale ATA, ma non per i docenti. I seguenti servizi indispensabili sono previsti dal contratto nazionale. Il DS non può prevederne altri: Per garantire l'effettuazione degli scrutini e delle valutazioni finali: 1 Assistente Amministrativo e 1 Collaboratore Scolastico; Per garantire lo svolgimento degli esami finali, con particolare riferimento a quelli conclusivi dei cicli d'istruzione: 1 Assistente Amministrativo e 1 Collaboratore Scolastico per ogni sede di esame; Per il pagamento degli stipendi al personale con contratto a tempo determinato nel caso previsto dall'accordo Integrativo: il direttore dei S.G.A., 1 Assistente Amministrativo e 1 Collaboratore Scolastico; Per garantire la sorveglianza dei minori durante lo sciopero del personale docente, verificate le esigenze di servizio: i docenti in servizio dovranno garantire innanzitutto la sorveglianza dei minori presenti in istituto e, in secondo luogo, se la situazione lo permette, garantire il corretto svolgimento delle lezioni. II Dirigente Scolastico, comunica al personale interessato ed espone all'albo della scuola l'ordine di servizio con i nominativi del personale obbligato ad assicurare i servizi minimi. Nella comunicazione del personale da obbligare, il Dirigente Scolastico indicherà in primo luogo i lavoratori che abbiano espresso il loro consenso (da acquisire comunque in forma scritta), successivamente effettuerà un sorteggio escludendo dal medesimo coloro che fossero già stati obbligati al servizio in occasioni precedenti.i lavoratori precettati sono avvertiti per scritto almeno 5 gg prima dello sciopero ed entro il giorno successivo possono chiedere la sostituzione, sempre che questa sia possibile. Prima dello sciopero il DS chiede a docenti e ATA con una circolare chi intende scioperare, specificando che la comunicazione è volontaria. La circolare deve essere emanata in tempo utile per per la successiva comunicazione alle famiglie che il dirigente deve fare 5 giorni prima dello sciopero. Il lavoratore è libero di dichiarare o di non dichiarare cosa intende fare. Chi dichiara di scioperare e si presenta a scuola il giorno dello sciopero, è comunque considerato in sciopero.quindi se intende cambiare idea, lo deve comunicare per tempo. Art. 14- Conciliazione In caso di controversia su una delle materie di cui all'art. 6 del CCNL del 29/11/2007 ciascuno dei soggetti sindacali, intervenuto in sede d'esame, può richiedere la procedura di conciliazione prevista dall'art. 16 del CCNL 4 agosto
6 TITOLO TERZO PRESTAZIONI AGGIUNTIVE DEL PERSONALE DOCENTE E ATA CAPO I - Personale ATA Art Orario ed organizzazione del lavoro del personale A.T.A. Premesso che l'orario di lavoro è funzionale all'orario di servizio e di apertura all'utenza dell'istituzione scolastica e persegue la finalità di ottimizzare l'impiego delle risorse umane migliorando nel contempo la qualità delle prestazioni e ampliando la fruibilità dei servizi, si pattuisce quanto segue: Il Direttore SGA, ai sensi dell'art. 53, formula una proposta di Piano delle Attività con l'indicazione di orario di lavoro; Il Dirigente Scolastico, verificatane la congruenza rispetto al POF ed espletate le procedure di cui all'art. 6 del CCNL, adotta il Piano delle Attività. L'attuazione dello stesso è affidata al Direttore dei SGA. Sulla base dei criteri e modalità stabiliti dagli accordi con la RSU e le OO.SS. il DSGA individua il personale, assegna le mansione, i turni e gli orari, l organizzazione del lavoro mediante la compilazione di un prospetto generale analitico con le indicazioni di mansioni, turni, e orari assegnati a ciascuna unità di personale. Copia di tale prospetto verrà affissa all albo della scuola, consegnato alla R.S.U. e consegnata ad ogni dipendente interessato ed assumerà la valenza di lettera di incarico. Nell organizzazione del lavoro della scuola non sono comprese le esigenze derivanti dalla concessione in uso dei locali scolastici ad Enti privati in quanto dette necessità sono a carico del soggetto concessionario. Qualora, per tali attività venisse richiesta la disponibilità del personale della scuola, il Direttore amministrativo accerterà la disponibilità del personale a svolgere tali mansioni su base volontaria. Art Assegnazione del personale ATA presso sedi e succursali 1. Prima di procedere alle modalità con le quali assegnare il personale collaboratore scolastico alle sedi, occorre verificare il numero necessario di lavoratori rispetto alle esigenze e ai carichi di lavoro esistenti nelle diverse sedi. 2. L assegnazione avverrà in base ai seguenti criteri: o Disponibilità e possibilità concreta a svolgere mansioni particolari, come operazioni di assistenza relative agli allievi disabili, oppure delicate operazioni di supporto alle attività amministrative; o Costituzione di un team efficiente e collaborativo; o Continuità di servizio nella scuola; o Disponibilità del personale a spostarsi da un plesso all altro. Art Ripartizione delle mansioni 1. Salvaguardando la funzionalità del servizio, la ripartizione dei carichi di lavoro viene effettuata in modo equo fra il personale. 2.Nell assegnazione delle mansioni devono essere tenute presenti le attitudini, le competenze e la disponibilità individuali; la continuità nell espletamento dei compiti dei settori interessati sarà garantita con lo scambio di informazioni e di conoscenza professionale del personale coinvolto in un eventuale rotazione. 3.Qualora non dovesse essere possibile ottenere una equa distribuzione dei carichi di lavoro si concorderanno, d intesa con la RSU, gli strumenti necessari e utili, atti ad ottenerla o compensare la turnazione e/o assegnazione di compensi. Art Apertura e chiusura dell istituto. 1. In assenza del custode all apertura e alla chiusura provvedono, a turno, tutti i collaboratori scolastici a meno che non vi sia la disponibilità di personale volontario che dovrà essere verificata dal D.S.G.A. Art Orario di servizio. 1. L orario di servizio è inteso come il periodo di tempo giornaliero necessario per assicurare la funzionalità dell istituto scolastico. Inizia con gli adempimenti indispensabili connessi con l apertura della scuola e termina con quelli di chiusura della stessa, nonché con l espletamento di tutte le attività amministrative scolastiche. 6
7 2. L articolazione dell orario di servizio è definita entro il 15 ottobre con durata annuale e consiste, di norma, in 36 ore settimanali articolate su 5 gg. lavorativi. 3. Ove ricorrano le condizioni di cui all art.51 del CCNL del 29/11/2004 si procederà alla riduzione a 35 ore settimanali. 4. In periodi di particolare intensità di lavoro, e previa disponibilità del personale interessato, può essere attuata una programmazione plurisettimanale, con orario settimanale superiore a 36 ore, fino a un massimo di 42, per non più di tre settimane continuative. 5. Quando l'orario giornaliero supera le 7h 12' continuative, al lavoratore spetta una pausa di 30 minuti. Quando la pausa di 30' coincide con lo spostamento da un plesso all'altro per esigenze di funzionamento del servizio, questa è da considerarsi a tutti gli effetti orario di lavoro. (art. 51, c. 3). Art Riduzione dell orario settimanale 1.Considerato che nell istituto ricorrono le condizioni di cui all art. 55 del CCNL 2006/07, è autorizzata la riduzione d orario a 35 ore esclusivamente per il personale collaboratore scolastico coinvolto. Tale riduzione potrà avvenire mediante riduzione di 12 minuti giornalieri nell arco della settimana, salvaguardando le esigenze di servizio, nel periodo di svolgimento delle lezioni. 2.Durante i periodi di sospensione delle attività didattiche il servizio verrà svolto per 36 ore nell orario antimeridiano Art Flessibilità oraria 1. A richiesta dell interessato è consentita la flessibilità oraria consistente nella possibilità di posticipare l'entrata e posticipare o anticipare per un massimo di 30 minuti, l'uscita dell'orario di lavoro individuale. E' attuata se favorisce l'erogazione del servizio e non contrasta con le finalità e gli obiettivi dell'istituzione scolastica. 2. L'eventuale orario giornaliero non effettuato viene recuperato con rientri pomeridiani, di non meno di tre ore, di completamento dell orario settimanale di 36 ore. 3.Qualora le richieste di fruire della flessibilità oraria superino le necessità del servizio, si fa ricorso alla rotazione tra il personale. Art Programmazione oraria plurisettimanale. L'adozione dell'orario individuale plurisettimanale si attua in relazione a esigenze del servizio scolastico, su dichiarata disponibilità dei lavoratori, nel periodo da ottobre a giugno. La maggiorazione dell'orario non deve superare le sei ore settimanali e non può protrarsi per oltre tre settimane consecutive. Il recupero delle ore di lavoro effettuate in eccedenza deve avvenire entro il 31 agosto, nelle settimane di minor carico di lavoro, con la riduzione delle giornate lavorative oppure con la riduzione dell'orario giornaliero. Art. 23- Turnazione. 1. Si intende per turnazione l alternarsi del personale sugli orari di cui alla tabella allegata. In base alle esigenze di funzionamento dell istituzione scolastica l organizzazione avviene su due o tre turni di durata settimanale, come indicato analiticamente nella citata tabella. 2. I turni di lavoro sono predisposti, dopo un avvio sperimentale di prova, entro il 15 ottobre di ogni anno scolastico, dal Direttore dei SGA. La turnazione coinvolge tutto il personale di ogni profilo chiamato alla prestazione di servizio, a meno che la disponibilità del personale volontario consenta altrimenti. Gli orari assegnati non potranno essere modificati, salvo assenso degli interessati, a meno di imprevedibili e improrogabili esigenze di servizio. Gli stessi potranno essere ridiscussi con la RSU e le OO.SS; qualora emerga la necessità di una nuova rimodulazione delle attività didattiche. 3. I turni verranno assegnati dal D.S.G.A. previa richiesta di disponibilità individuale, salvaguardando prioritariamente le esigenze di servizio coniugandole, ove possibile, con le disponibilità dichiarate. La tabella oraria di lavoro, che prevede la suddivisione dei carichi individuali, è allegata al patto contrattuale annuale ed affissa all albo di ognuna delle due sedi. 4. Il cambio di turno viene concesso al richiedente, previo accordo dallo stesso stabilito con il collega con il quale 7
8 avviene lo scambio e previa comunicazione scritta al Direttore dei S.G.A. che deve esprimere parere favorevole, di norma almeno 24 ore prima. 5. I carichi e gli orari stabiliti potranno essere modificati solo in caso di esigenze inderogabili e dopo nuovo accordo con la R. S.U. e le 0.0. S. S. se trattasi di cambiamento strutturale. Art Crediti orari. 1. Ogni attività in orario straordinario deve essere preventivamente autorizzata. 2. Il lavoratore ha facoltà di richiedere, in luogo del pagamento, riposi compensativi da concordarsi con il D.S.G.A.. 3. Qualora per la mancanza di fondi non sia possibile retribuire le ore aggiuntive prestate, il lavoratore ha diritto a compensare le ore cumulate con giornate di riposo, di norma nei giorni di sospensione della attività didattica. 4. Le ore eccedenti cumulate nell'anno scolastico devono essere compensate entro il 31 dicembre dell'anno scolastico successivo, sulla base di un piano di recupero stilato, a totale estinzione del credito orario maturato. Art Permessi brevi. 1. La durata del permesso di uscita durante l'attività lavorativa non deve superare la metà dell'orario di lavoro previsto nella giornata. La richiesta deve essere presentata, salvo casi eccezionali, adeguatamente motivati, di norma con 48 ore di anticipo. Il Direttore dei SGA autorizza l'uscita, e purché sia garantito assolutamente lo svolgimento dell'attività necessaria al servizio scolastico. La mancata concessione del permesso deve essere adeguatamente motivata per iscritto. Complessivamente nell'anno i permessi concessi non devono essere superiori a 36 ore. 2. Le ore di permesso devono essere recuperate entro i due mesi successivi, previo accordo con il Direttore dei SGA. oppure, su richiesta del lavoratore, compensate con ore eccedenti effettuate. 3. Anche nel caso di ore di permesso per motivi di salute, a fronte di documentazione rilascita dal Servizio Sanitario Pubblico, è richiesto il recupero. Art Recupero ritardi 1. Fermo restando l obbligo all osservanza dell orario di lavoro prestabilito e concordato all inizio dell anno scolastico, in caso di ritardi eccezionali non prevedibili e non abitudinari si concorda quanto segue: I ritardi non superiori a 10 minuti dovranno essere recuperati nella stessa giornata e comunque entro e non oltre 7 gg. dal ritardo effettuato; I ritardi superiori a 10 minuti dovranno essere giustificati e saranno recuperati con modalità concordate con il D.S.G.A.. Art Ferie 1. Le ferie spettanti in base ai contratti nazionali di lavoro, devono essere godute nell'anno scolastico di competenza. Le ferie non fruite per particolari esigenze di servizio o motivate esigenze personali o di salute devono essere fruite entro il 30 aprile dell'anno scolastico successivo, in periodi o giorni di sospensione dell'attività didattica, come previsto dall'art. art. 13 CCNL del 29/11/2007. Le richieste per fruire delle ferie residue saranno presentate con almeno 5 giorni di preavviso e saranno concesse dal D.S.G.A., compatibilmente con le esigenze di servizio entro 3 giorni dalla richiesta. La mancata concessione deve essere motivata per iscritto. Le ferie sono fruite di norma nei mesi di luglio e agosto. Il personale può anticipare la fruizione delle ferie al mese di giugno, dopo il temine delle lezioni compatibilmente con le esigenze di servizio. Le ferie devono essere richieste entro il 31 marzo di ogni anno. Dopo la valutazione da parte del Direttore dei SGA., volta a garantire il servizio minimo necessario, presso la sede centrale, nei mesi di luglio e agosto autorizza i periodi di ferie mediante provvedimento formale affisso all'albo entro il 30 aprile. La mancata concessione dei periodi richiesti deve essere motivata per iscritto. La mancata risposta di concessione entro tre giorni dalla richiesta equivale ad accoglimento dell'istanza Nel caso in cui le richieste individuali non si conciliassero con le specifiche esigenze di servizio si farà ricorso al criterio del sorteggio. Analogamente, qualora un dipendente non presentasse domanda entro i termini stabiliti le ferie gli verranno assegnate d ufficio. La variazione del piano ferie potrà avvenire solo in presenza di inderogabili esigenze sopravvenute. 8
9 2. L autorizzazione delle ferie in difformità del periodo di gradimento espresso dal dipendente dovrà essere motivata con il richiamo alle specifiche esigenze di servizio. 3. Il servizio minimo durante i mesi di luglio e agosto è garantito, di norma, con la presenza di almeno un assistente amministrativo, e due collaboratori scolastici. Art Chiusura prefestiva. 1. Nei periodi di sospensione dell'attività didattica è possibile effettuare la chiusura dell'unità scolastica nelle giornate prefestive. La chiusura è disposta dal D.S., sentito il parere del Direttore dei SGA sulla scorta delle preferenze espresse dall assemblea del personale A.T.A. con il parere positivo del 2/3 del personale. Le chiusure sono programmate entro 31 ottobre di ogni anno scolastico, secondo il calendario deliberato dal Consiglio di Istituto. Il provvedimento di chiusura prefestiva è pubblicato all'albo. 2. Nell anno scolastico in corso sono state deliberate le seguenti chiusure prefestive: 24/12/2014, 31/12/2014 e 05/01/ I dipendenti, per compensare le ore lavorative non prestate dovranno utilizzare le ore di straordinario precedentemente prestate, festività soppresse, ferie, oppure programmare e concordare con il D.S.G.A. un piano di recupero. Art. 29 Supplenze. In caso di assenza superiore a 2 giorni di un collaboratore, si procederà alla sostituzione già dal primo giorno, ma solo durante l attività didattica; qualora non venisse sostituito, l intensificazione verrà corrisposta già dal primo giorno. In caso di assenza di un assistente amministrativo si potrà procedere alla sostituzione solo se l assenza è prevista per almeno 10 gg; qualora gli assenti siano più di uno si procederà immediatamente, se le esigenze di quel momento lo richiedono. Art. 30 Attività aggiuntive. Alla luce di quanto disposto dall ACCORDO Nazionale del 20 ottobre 2008 tra il M.P.I. e le OO. SS. E dalla circolare dell Ufficio Scolastico Regionale n. 520 del 29/10/2008 si stabilisce quanto segue: all inizio dell anno scolastico il D.S.G.A., sulla scorta del numero degli incarichi aggiuntivi spettanti all istituzione scolastica, proporrà al Dirigente Scolastico le tipologie delle attività aggiuntive e degli incarichi specifici per singolo profilo. Sulla base della corrispondenza con le esigenze definite nel POF, il DS le presenterà al tavolo della trattativa interna con le RSU e OO.SS. Le attività aggiuntive, come descritte dall art. 47 del C.C.N.L. del 29/11/2007 non comportano necessariamente lo svolgimento di ore eccedenti l orario normale di lavoro. Esse comportano in ogni caso un maggior impegno rispetto al carico di lavoro ordinario. Le attività aggiuntive sono retribuite con il fondo dell istituzione scolastica; in caso di insufficienti risorse, possono essere compensate con recuperi orari o giornalieri, anche nei giorni di chiusura prefestiva o sospensione dell attività didattica. I criteri di attribuzione degli incarichi sono: Dichiarata disponibilità del singolo a svolgere la funzione assegnatagli; Specifica professionalità (titoli specifici); L aver già svolto con competenza tali compiti; Sede di servizio; Orario di servizio; Garanzia di continuità del servizio. Art. 31 Formazione e aggiornamento La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento è regolata dalle condizioni previste dall art. 64 del CCNL del 29/11/
10 Il personale, per poter partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall amministrazione e svolte dall Università o da enti accreditati, deve presentare formale richiesta di autorizzazione, al fine di ottenere il riconoscimento delle ore di partecipazione a tali iniziative quali ore di servizio. La concessione dell autorizzazione da parte del dirigente scolastico sarà condizionata alle esigenze di funzionamento del servizio. Tale attività è considerata servizio a tutti gli effetti e quindi dà diritto ad ore compensative da fruirsi con le modalità previste dagli artt CAPO II - PERSONALE DOCENTE Art Organizzazione del lavoro e orario del personale docente 1. L organizzazione del lavoro e la connessa articolazione dell orario del personale docente deve risultare equilibrata 2. Ove le esigenze di definizione dell orario delle lezioni determino articolazioni disagiate dell orario individuale, si adotterà il criterio della rotazione nell articolazione dell orario nell anno scolastico successivo. 3. La durata massima dell orario ordinario di lavoro giornaliero è fissata di norma in 5 unità orarie di effettiva docenza 4. Il giorno libero per tutti è il Sabato. 5. Le riunioni previste nel piano delle attività non potranno effettuarsi nel giorno di Sabato, tranne il caso delle sedute di scrutinio ed esami. 6. Le riunioni plenarie avranno inizio non prima delle 8.00 e termineranno non oltre le La loro durata massima, salvo eccezionali esigenze, è fissata in ore tre. 7. Il Dirigente scolastico provvederà a definire, all interno del piano annuale delle attività deliberato dal Collegio dei Docenti, un calendario delle riunioni. 8. Eventuali motivate variazioni del calendario delle riunioni definito all inizio dell anno scolastico dovranno essere comunicate per iscritto con un preavviso di almeno cinque giorni rispetto alla data stabilita per la riunione per la quale si intende variare la data di effettuazione 9. In caso di sospensione della lezione nelle proprie classi per viaggi, visite didattiche, elezioni, eventi eccezionali i docenti potranno essere utilizzati per sostituire i colleghi assenti, nel rispetto del proprio orario di servizio e per attività diverse. Art Recuperi orario flessibilità 1. I Docenti sono tenuti al recupero del debito orario derivante dalla riduzione dell unità oraria didattica a 55 minuti, quantificato anno per anno dal D.S.: Attraverso ore a disposizione; Uscite didattiche; Attraverso attività di recupero, effettuate all interno della propria classe; Partecipazione alla festa di fine anno. Rapporti con enti, servizi sociali, ASL 2. Nel caso in cui un Docente preveda di non raggiungere il numero di ore di recupero previsto è tenuto a comunicarlo al D.S. entro il mese di gennaio, affinché egli possa inserire ore a disposizione per le sostituzioni. 3. Ogni docente è tenuto a formulare un piano individuale di recupero che deve essere presentato al D.S. entro il 30 dicembre. 4. Una prima verifica delle attività svolte verrà effettuata alla fine del I quadrimestre. Art Sostituzione dei docenti assenti 1. La sostituzione dei colleghi assenti sarà effettuata secondo le seguenti priorità: a) Docenti con ore di recupero riduzione unità oraria (19 ora) b) Docenti che devono recuperare ore di permesso c) Docenti di sostegno della stessa classe d) Docenti assegnati sul gruppo di ragazzi che non si avvale dell IRC e la cui famiglia ha richiesto lo studio 10
11 assistito e) Docenti che sono impegnati in progetti in contemporaneità f) Docenti con ore a disposizione per lavoro straordinario 2. Le sostituzioni dei colleghi assenti saranno assegnate secondo i seguenti criteri: a) Docenti della classe b) Docenti della stessa disciplina c) Altri docenti Art Scambi di orario E possibile richiedere al D.S. scambi di orario con colleghi della stessa classe per motivate e temporanee esigenze didattiche o personali. Art Laboratori a pagamento Nel caso in cui vengano inserite nel POF attività pomeridiane per la cui realizzazione non sia possibile utilizzare personale docente in debito d orario, tali attività potranno essere realizzate, con il parere favorevole del Collegio dei Docenti, dei Docenti interessati e del Consiglio d Istituto, da docenti interni o da esperto esterni. Il costo dei laboratori sarà a carico delle famiglie. Art Commissioni Per sostenere il processo di autonomia scolastica, con particolare riferimento alle esigenze che emergono dalla realizzazione del POF e dalle sue ricadute sull organizzazione complessiva del lavoro nonché delle attività e del servizio, per la qualificazione e l ampliamento dell offerta di istruzione e formazione anche in relazione alla domanda proveniente dal territorio, vengono istituite, su proposta del Dirigente Scolastico e su delibera del Collegio Docenti, una serie di Commissioni, stabilendone anno per anno numero, numero di docenti membri per ciascuna Commissione e numero di ore massime previste necessarie allo svolgimento dei compiti di ciascuna Commissione. Art Programmazione e attività funzionali all'insegnamento 1. Gli impegni di programmazione e le attività funzionali all'insegnamento vengono stabiliti dal Collegio dei Docenti nel quadro di quanto disposto dall'art. 42 del CCNL (40 ore annuali, da prestare in proporzione nel caso di servizio su più scuole), cercando di favorire la partecipazione ai Consigli di Classe maggiormente significativi (gennaio/maggio) dei Docenti con un numero di classi superiori a sei. Il Piano Annuale delle Attività per l anno scolastico in corso è stato deliberato nel Collegio Docenti del 1 settembre (Delibera n.2) 2. I Collegi Docenti si svolgono, di norma, il lunedì. I Consigli di Classe il lunedì e il mercoledì 3. Le attività funzionali all'insegnamento non espressamente quantificate dalla legislazione e dal CCNL devono essere deliberate dal Collegio dei Docenti. Art Attività aggiuntive all insegnamento Lo svolgimento di attività aggiuntive è subordinato all accettazione da parte del docente che deve assumerne l incarico. Art Criteri di assegnazione dei Docenti alle Classi Tali criteri sono stati assunti dal Consiglio di Istituto del 29 giugno 2006 e condivisi dal Collegio Docenti in data 30 giugno 2006: 1. Continuità: a) sulle classi terminali; b) nelle classi con progetti già avviati in precedenza, anche in continuità con la scuola primaria; La continuità didattica si applica ai docenti che hanno effettivamente operato sul posto classe. 2. Omogeneità dei corsi (titolari/precari non concentrati sugli stessi corsi); 11
12 3. Valorizzazione delle professionalità per progetti particolari/laboratori; 4. Volontà, capacità e disponibilità ad aggiornarsi sulle nuove tecnologie e pratiche didattiche e ad applicarle; 5. Equa distribuzione del carico di lavoro; 6. Anzianità di servizio, soprattutto in caso di cattedra esterna; 7. Sedi di lavoro. Art Assegnazione dei docenti ai plessi L assegnazione della sede è di durata annuale. Fatte salve le prerogative e le valutazioni discrezionali e motivate proprie della funzione, il Dirigente Scolastico assegna la sede sulla base dei seguenti criteri: a) Conferma della sede di svolgimento del servizio dell anno scolastico precedente in aderenza al principio della continuità educativo-didattica. La conferma non opera nel caso di situazioni di acclarata conflittualità e di incompatibilità accertate, motivate e concretizzate in atti. b) Richiesta del docente Nel caso siano presenti situazioni individuali afferenti alla casistica delle preferenze (es.l. 104/92) per l assegnazione della sede si terrà conto, ove possibile, delle esigenze che il personale manifesterà. Entro il 31 maggio di ogni anno scolastico i docenti possono chiedere, tramite domanda scritta: - l assegnazione ad altro plesso dell istituto - assegnazione ad altro corso Nell assegnazione si terrà conto dei seguenti criteri: a) necessità di dare stabilità a classi che hanno subito disagi a causa di cambi frequenti di docenti titolari b) esubero rispetto ai posti c) incompatibilità o accertate difficoltà della classe d) salute o gravi motivi Art Permessi brevi I permessi brevi devono essere recuperati entro i due mesi successivi dando priorità alle supplenze. (art. 16 CCNL 2007). La richiesta di permesso deve essere presentata con 48 ore di anticipo. Art Rapporti con le famiglie L informazione diretta alle famiglie si attua secondo le modalità stabilite dal Consiglio d Istituto, sentito il parere del Collegio Docenti. TITOLO QUARTO - IL FONDO DI ISTITUTO Art. 44 Fondo di Istituto e criteri di ripartizione del fondo Finanziamenti assegnati all Istituzione Scolastica per l anno 2014/15: MOF Addetti in organico di diritto Docenti: 66 Ata: 16 Lordo stato Contributi 32,70% Lordo dipendente , , ,34 12
13 Nota prot.n del 18/11/14 art. 9 c. 21 DL 78/ ,81 222,86 681,85 Punti di erogazione ,29 614, ,40 Totale MOF , , ,59 FUNZIONI STRUMENTALI Lordo stato Contributi 32,70% Lordo dipendente Quota base ,60 327, ,72 Docenti organico di diritto ,02 658, ,82 Totale 4.001,62 986, ,54 INCARICHI SPECIFICI Lordo stato Contributi 32,70% Lordo dipendente Ata in organico di diritto ,35 536, ,05 Totale 2.176,35 536, ,05 ATTIVITA COMPLEMENTARI DI EDUCAZIONE FISICA Classi secondaria in organico di diritto Totale 33 Lordo stato Contributi 32,70% Lordo dipendente (*) Le risorse saranno contrattate non appena sarà espletato l iter procedurale, come indicato nella nota del Miur prot. n del 16/12/2014 ORE ECCEDENTI SOSTITUZIONE COLLEGHI ASSENTI Docenti in organico di diritto a.s. 2014/15 Lordo stato Contributi 32,70% Lordo dipendente ,42 981, ,58 Totale ,42 981, ,58 I criteri di ripartizione del MOF sono i seguenti: 1. Dall importo totale del budget a disposizione (euro ,58 Lordo Dipendente) viene scorporata la quota d indennità di direzione da attribuire al DSGA: euro 3.080,00 Lordo Dipendente 2. Dall importo totale del budget a disposizione viene inoltre scorporata la quote spettante ai due Collaboratori del Dirigente Scolastico: euro 4.400,00 Lordo Dipendente 13
14 3. La restante parte viene suddivisa in misura proporzionale al numero di unità di docenti effettivamente in servizio (euro ) e personale ATA (euro 3.023,10). 4.La somma residua degli anni precedenti, pari ad euro 339,12 (quota sostituzione DSGA) rimane accantonata per analoga destinazione. 5. La somma di euro 681,85 verrà assegnata alla coll. scol. Sig.ra Mortelliti per mancata retribuzione posizione ecnomica ex art. 7 L allegato A, che riporta tutti i dati elencati, fa parte integrante del presente documento. Art Attività retribuite con il fondo di Istituto 1. Personale ATA. Sono da considerarsi attività da retribuirsi con il fondo dell istituzione scolastica: o la flessibilità dell orario, la sostituzione dei colleghi assenti, l intensificazione del lavoro e prestazioni ore straordinarie. I compensi sono calcolati in relazione all effettiva presenza in servizio. (Escluso DSGA) Il compenso non corrisposto sarà ripartito sul restante personale. 2. Personale docente. Sono da considerarsi attività da retribuirsi con il fondo dell istituzione scolastica tutte le attività aggiuntive (art.88 del CCNL ) ed in particolare: o attività di insegnamento svolta oltre l orario obbligatorio o attività aggiuntiva funzionale all insegnamento o attività inserite nel POF e deliberata dal Collegio Docenti e dal Consiglio di Istituto o l intensificarsi della prestazione lavorativa connessa con la flessibilità organizzativa e didattica. Vedi allegato B che fa parte integrante del presente documento. Art. 46 Retribuzione Docenti Collaboratori del Dirigente Scolastico Ai due docenti collaboratori del Dirigente scolastico nelle funzioni organizzative e gestionali è corrisposto un compenso individuale di 2.200,00 lordo dipendente annuo. Il compenso individuale è comprensivo del riconoscimento economico per la sostituzione del Dirigente Scolastico in caso di assenza o di impedimento per periodi inferiori a 15 giorni. Art Retribuzione Commissioni In relazione alle proposte formulate dal Collegio dei Docenti e formalizzate nel piano delle attività in coerenza con il POF, sono autorizzate le attività di partecipazione alle commissioni di lavoro. Dietro presentazione di debita autocertificazione supportata dai verbali delle varie Commissioni i docenti accederanno ai compensi. Il prospetto delle Commissioni approvate dal Collegio dei Docenti per l a.s. 2014/15 è allegato al presente contratto e contrassegnato dalla lettera B. Art Retribuzione coordinatori dei Consigli di Classe Si conviene che i coordinatori dei Consigli di Classe, per l assolvimento delle proprie funzioni (rapporti con le famiglie, coordinamento didattico, compilazione scheda informatica etc) vengano incentivati con un compenso forfetario di 8 ore. Art Retribuzione coordinatori e segretari di dipartimento Si conviene che i coordinatori e segretari dei Dipartimenti, data l esiguità del fondo di istituto, quest anno scolastico non vengano incentivati con un compenso forfetario. Art Funzioni strumentali Il fondo relativo alle funzioni strumentali assegnato ammonta ad euro 3.015,54 (Lordo Dipendente). I compensi per i Docenti incaricati di Funzioni Strumentali al POF per l anno scolastico in corso sono stati così stabiliti dal Collegio Docenti: 1. Area Continuità e Orientamento: prof.ssa Schiavino prof.ssa Beilis prof.ssa Sabatino; A tali docenti viene assegnata la quota relativa equivalente ad ore 80 per le prof.sse Beilis e Schiavino e 20 per la prof.ssa Sabatino). Il Dirigente Scolastico affida l incarico con una lettera in cui viene indicato: 14
15 - Il tipo di attività; - Il compenso forfetario; - I compiti, l eventuale delega ed ambito di responsabilità; - Le modalità di certificazione degli impegni. Art Incarichi specifici Si individuano, per il personale assistente amministrativo n. 2 incarichi e per il personale collaboratore scolastico n. 4 incarichi, per importi diversi a seconda delle funzioni. La somma a disposizione è di 1.640,05 lordo dipendente. L allegato B contiene il prespetto analitico degli incarichi attibuiti e delle cifre stabilite Art Intensificazione ATA e indennità di direzione DSGA L intensificazione per attività aggiuntive in orario di sevizio da parte del personale ATA sarà attribuita per qualunque attività effettivamente svolta (supporto attività POF, consigli di classe; prove strumento corso ad indirizzo musicale, ricevimento genitori, sorveglianza, pulizia cortile) in aggiunta al normale carico di lavoro. La quota destinata al personale ATA è di euro 1.640,05 L intensificazione verrà corrisposta a seguito di accertamento sui lavori svolti. Il compenso non corrisposto verrà redistribuito sul restante personale. L indennità di direzione da attribuire al DSGA è pari a 3.080,00 Lordo Dipendente. Viene accantonato l importo di euro 339,12 per la sostituzione del DSGA. Art Assegnazione degli incarichi e criteri per l utilizzazione dei docenti nelle attività e nei progetti del POF Il Dirigente Scolastico, dopo l approvazione del POF da parte degli organi collegiali di competenza e dopo la contrattazione con la RSU, assegna gli incarichi ai docenti interessati sulla base dei seguenti criteri: - titoli e competenze specifiche; - disponibilità dichiarata; - rotazione periodica. Per garantire pari opportunità di formazione e di sviluppo personale a tutti i docenti, il dirigente valuta le domande per i vari incarichi previsti dal POF, tenendo conto di un equa distribuzione delle attività aggiuntive. L assegnazione avviene mediante formale incarico scritto, anche collettivo, in cui verrà indicato: Il tipo di attività e gli impegni conseguenti; Il compenso forfetario od orario; Le modalità di certificazione delle attività. Art Lettera di incarico Il Dirigente Scolastico affida l incarico con una lettera in cui viene indicato: - Il tipo di attività; - Il compenso orario o forfetario a seconda del tipo di incarico; - I compiti, l eventuale delega ed ambito di responsabilità; - Le modalità di certificazione degli impegni (autocertificazione e verbali di presenza). Art Termini e modalità di pagamento I compensi a carico del fondo di istituto sono liquidati sul cedolino unico entro il 31 agosto dell anno scolastico in cui si sono svolte le attività, compatibilmente con la disponibilità dei fondi e sentito il parere positivo dei Revisori dei Conti. Entro la stessa data l Amministrazione provvederà ad inviare i dati forniti tramite autocertificazione al SPT. Art Momenti di verifica 1. La trattativa sul fondo prevede momenti di verifica in itinere e in conclusione dell anno scolastico. 15
16 2. Prima della conclusione dell anno scolastico la RSU potrà ricontrattare l eventuale avanzo per attività straordinarie non previste o per attività che hanno comportato maggiore carico orario, sempre all interno del budget approvato dai revisori. TITOLO QUINTO - AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Art Formazione del personale 1. Le parti concordano sul fatto che vadano in ogni modo sostenuti lo sviluppo e la crescita professionale del personale favorendo il più possibile la partecipazione alle attività di formazione e di aggiornamento in servizio. Fermo restando quanto previsto dal c. 2 dell art. 64 del vigente CCNL per il personale docente, qualora le attività di formazione autorizzate, che risultino di provato interesse e siano pienamente coerenti con quanto previsto dal POF, si svolgano in orario coincidente con l orario di servizio il DS autorizzerà la partecipazione nei limiti del possibile. 2. In particolare per il personale ATA il Dirigente Scolastico, salvo oggettive esigenze di servizio che lo impediscano, autorizzerà la frequenza ai corsi che si svolgono in orario di servizio, ovvero considererà tale frequenza come orario di lavoro. 3. Per i collaboratori scolastici i corsi devono essere attinenti i seguenti argomenti: - compiti e responsabilità del proprio profilo professionale, comprese le tematiche della relazione educativa con alunni in situazione di disagio; - relazioni con il pubblico; - primo soccorso; - assistenza ai disabili; - corsi attinenti i D. Lgs 81/08 e 106/09 (sicurezza); - corsi di informatica. 4. Per il personale di segreteria è prioritario, in base al POF, una buona conoscenza delle tecnologie (uso dei programmi excel, acces etc.) pertanto la frequenza dei corso attivati dalla scuola o dall amministrazione è considerata dovere d ufficio per il personale in servizio che non abbia già delle competenze consolidate. 5. Risulta altresì prioritaria la formazione e l autoformazione per le nuove pratiche amministrative derivanti dal trasferimento di competenze alle istituzioni scolastiche da parte del MIUR, come stabilito dalla C.M.205/ Per i docenti l'aggiornamento viene stabilito seguendo le modalità indicate dal Collegio dei Docenti. Nell anno scolastico 2014/2015 sono state deliberate dal Collegio Docenti le seguenti proposte di formazione che verranno attivate nel corso dell a. s presso la sede di corso Croce.: a) LIM e tecnologie inclusive; b) Comunicare ed apprendere con i linguaggi del WEB; c) Corsi sulla Sicurezza. TITOLO SESTO ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Art RLS e Commissione Sicurezza 1. L istituto svolge i compiti previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro in particolare secondo i dettami del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 26 agosto 1992 in materia di prevenzione incendi negli edifici scolastici. Le responsabilità riguardanti la sicurezza sono in capo al Datore di Lavoro,individuato nel Dirigente Scolastico ai sensi del D.M. 21 giugno 1996 n
17 2. La RSU designa come rappresentante dei lavoratori per la sicurezza il prof. Rocca. La stessa fruisce dei permessi previsti dal CCNL; viene consultata dal Dirigente Scolastico e formula proposte nei casi previsti dalle norme in vigore. 3. In ogni plesso scolastico è costituita una commissione di addetti, coordinati da un ASPP, con il compito di: - Elaborare il piano di evacuazione; - Organizzare due esercitazioni per ciascun anno scolastico; - Rilevare le carenze e le anomalie degli edifici e segnalarli al Dirigente Scolastico. 4. Il Dirigente Scolastico nomina le figure di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione, Addetto Antincendio e Addetto al Primo Soccorso come previsto dal D.Lgs. 81/08. In ogni plesso scolastico sono designati dal Dirigente Scolastico quali addetti al primo Soccorso i collaboratori scolastici che hanno partecipato alla formazione specifica. 5. La scuola è dotata del Documento di Valutazione del Rischio il cui aggiornamento è curato periodicamente dal Servizio di Prevenzione e Protezione composto dal Datore di Lavoro, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). 6. Il Dirigente Scolastico applica la normativa per garantire il rispetto del divieto di fumo nei locali scolastici, anche affidando ai collaboratori dei due plessi l incarico di vigilare e di accertare eventuali infrazioni. Art Incarico di RSPP 1. L incarico di RSPP è svolto da consulente esterno in possesso dei requisiti di qualificazione e formazione previsti dal D.Lgs. 195/ L incarico viene svolto dall architetto Paschetta, che predispone e aggiorna annualmente il documento di valutazione dei rischi. In seguito il Dirigente Scolastico segnala al Comune di competenza le carenze riscontrate sugli edifici e richiede i relativi interventi; organizza la formazione specifica prevista per gli addetti al Servizio di prevenzione e protezione. Art. 60 Incarico di Medico Competente 1. L incarico di medico Competente è svolto da consulente esterno in possesso dei requisiti di qualificazione e formazione previsti dal D. Lgs 81/ L incarico viene svolto dal dott. Luigi Montanari, che ha duplice funzione: una di natura preventiva e collaborativa, sia con il Dirigente sclastico che con il RSPP e l altra finalizzata alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori, il cui obbligo emerge a seguito della valutazione dei rischi. Art Addetti al Servizio di prevenzione e protezione 1. Le ore dedicate alla formazione e a tutte le attività degli addetti previste dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs 81/08) sono retribuite in parte con il fondo di istituto, in parte con fondi del bilancio allocati nell aggregato sicurezza. 2. La partecipazione al Servizio di prevenzione e protezione e alla formazione specifica è obbligatoria; il Dirigente Scolastico terrà conto in primo luogo delle adesioni volontarie e, se queste non sono sufficienti, individuerà altro personale cui affidare l incarico, assicurando un avvicendamento nel tempo tra i diversi lavoratori. Art. 62 Clausola di salvaguardia finanziaria TITOLO SETTIMO - NORME TRANSITORIE E FINALI 1. Qualora, sulla base delle clausole contrattuali, si verifichi uno sforamento del fabbisogno rispetto alla disponibilità finanziaria accertata, il Dirigente ai sensi dell art. 48, comma 3, del D.lgs. 165/2001 può sospendere, parzialmente o totalmente, l esecuzione delle clausole contrattuali dalle quali derivino oneri di spesa. 17
18 2. Nel caso in cui l accertamento dell incapienza del FIS intervenga quando le attività previste sono state già svolte, il dirigente dispone, previa informazione alla parte sindacale, la riduzione dei compensi complessivamente spettanti a ciascun dipendente nella misura percentuale necessaria a garantire il ripristino della compatibilità finanziaria. Art. 63 Natura premiale della retribuzione accessoria 1. Coerentemente con quanto previsto dalle vigenti norme di legge, i progetti per i quali è previsto un compenso a carico del FIS devono rendere espliciti preventivamente gli obiettivi attesi, la misura del loro raggiungimento e gli indicatori che saranno utilizzati per la verifica. 2. La liquidazione dei relativi compensi avverrà a consuntivo e previa verifica della corrispondenza sostanziale fra i risultati attesi e quelli effettivamente conseguiti. 3. In caso di mancata corrispondenza, il Dirigente dispone a titolo di riconoscimento parziale del lavoro effettivamente svolto la corresponsione di un importo commisurato al raggiungimento Per tutto quanto non espressamente qui previsto, si richiamano le normative attualmente vigenti. PROSPETTI ALLEGATI Gli allegati A e B, controfirmati dalle parti, sono parte integrante dell accordo decentrato a livello di singola istituzione scolastica. Torino, 16 Gennaio 2015 Parte pubblica Laura Arossa Parte sindacale RSU UIL FLC/CGIL FLC/CGIL Dirigente Scolastico Sabatina Liuni Prof. Rocca Prof. Maria De Luca 18
19 INDICE CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA DI ISTITUTO TITOLO PRIMO DISPOSIZIONI GENERALI Art 1. Art 2. Campo di applicazione, decorrenza e durata Interpretazione autentica TITOLO SECONDO - RELAZIONI E DIRITTI SINDACALI Art 3. Obiettivi e strumenti Art 4. Rapporti tra RSU e Dirigente Art 5. Oggetto della contrattazione integrativa Art 6. Informazione preventiva Art 7. Informazione successiva Art. 8. Attività sindacale Art 9. Assemblea in orario di lavoro Art 10. Permessi retribuiti e non retribuiti Art 11. Trasparenza amministrativa Art 12. Patrocinio e diritto di accesso agli atti Art 13. Scioperi Art 14. Conciliazione Art 15. Orario ed organizzazione del lavoro del personale A.T.A CAPO I - PERSONALE ATA TITOLO TERZO PRESTAZIONI AGGIUNTIVE DEL PERSONALE DOCENTE E ATA Art 15. Orario ed organizzazione del lavoro del personale A.T.A Art 16. Assegnazione del personale ATA presso sedi e succursali Art 17. Ripartizione delle mansioni Art 18. Apertura e chiusura dell istituto Art 19. Orario di servizio Art 20. Riduzione dell orario settimanale Art 21. Flessibilità oraria Art 22. Programmazione oraria plurisettimanale Art 23. Turnazione Art 24. Crediti orari Art 25. Permessi brevi Art 26. Recupero ritardi Art 27. Ferie Art 28. Chiusura prefestiva Art 29. Supplenze Art 30. Attività aggiuntive Art 31. Formazione e aggiornamento CAPO II PERSONALE DOCENTE Art 32. Organizzazione del lavoro e orario del personale docente Art 33. Recuperi orario flessibilità Art 34. Sostituzione dei docenti assenti Art.35. Scambi di orario 19
20 Art 36. Laboratori a pagamento Art 37. Commissioni Art 38. Programmazione e attività funzionali all'insegnamento Art 39. Attività aggiuntive all insegnamento Art 40. Criteri di assegnazione dei Docenti alle Classi Art 41. Assegnazione dei docenti ai plessi Art 42. Permessi brevi Art 43. Rapporti con le famiglie TITOLO QUARTO - IL FONDO DI ISTITUTO Art 44. Fondo di istituto e criteri di ripartizione del fondo Art 45 Attività retribuite con il fondo di Istituto Art 46. Retribuzione Docenti Collaboratori del Dirigente Scolastico Art 47. Retribuzione Commissioni Art 48. Retribuzione coordinatori e segretari dei Consigli di Classe Art 49. Retribuzione coordinatori e segretari di dipartimento Art 50. Funzioni strumentali Art 51. Incarichi specifici Art 52. Intensificazione ATA e indennità di direzione DSGA Art 53. Assegnazione degli incarichi e criteri per l utilizzazione dei docenti nelle attività e nei progetti del POF Art 54. Lettera di incarico Art 55. Termini e modalità di pagamento Art 56. Momenti di verifica Art 57. Formazione del personale TITOLO QUINTO - AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE TITOLO SESTO ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Art 58. RLS e Commissione Sicurezza Art 59. Incarico di RSPP Art 60. Incarico di medico competente Art 61. Addetti al Servizio di prevenzione e protezione Art 62. Clausola di salvaguardia finanziaria Art 63. Natura premiale della retribuzione accessoria TITOLO SETTIMO - NORME TRANSITORIE E FINALI 20