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Timestamp: 2016-12-05 04:31:25+00:00
Document Index: 1001284

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 6']

Coabitazione conviventi e adempimenti del locatore. | immobilio - Forum Immobiliare
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Discussione in 'Locazione Comodato Nuda Proprietà e Usufrutto' iniziata da Bastimento, 12 Gennaio 2015.
Un inquilino mi comunica che prossimamente la sua compagna rumena andrà a convivere con lui: e mi chiede di compilare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui dichiaro di essere a conoscenza di questo nuovo occupante (non firmatario del contratto) e concedo l'autorizzazione.
- Quale prassi è prevista per comunicare un nuovo occupante, non legalmente facente parte del nucleo familiare, e non parte contrattuale?
- E' opportuno per il locatore richiedere anche la modifica contrattuale con l'inserimento del nuovo conduttore?
- In caso di eventuale successiva separazione, che diritti vanterebbe un compagno/compagna non sottoscrittore , sul diritto a proseguire anche autonomamente l'occupazione dei locali?
Per quello che ne so io in caso di coppie di fatto non esiste nessun diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza comune. Se il conduttore dovesse dare disdetta, oppure il locatore non dovesse prorogare il contratto oltre la sua naturale scadenza, la convivente non potrebbe vantare nessun diritto di abitazione.
Diverso il discorso invece in caso di decesso del conduttore o di separazione con affidamento di figli minori. In tal caso la/il convivente avrebbe tutto il diritto a subentrare nel contratto di locazione in essere.
Se la comunitaria non compare sul contratto di locazione, trattasi di ospitalità. Se superiore ai 3 mesi, dovrebbe essere segnalata alla questura.
Se la comunitaria non compare sul contratto di locazione, trattasi di ospitalità. Se superiore ai 3 mesi, dovrebbe essere segnalata alla questura.Clicca per allargare...
In attesa di vostri commenti ho contattato la polizia municipale, la cui risposta, al di là dei modi ed apparenti imprecisioni di linguaggio, ritengo corretta avendo nel frattempo passato in rassegna quanto disponibile sul web.
1) Non trattasi di ospitalità, procedura riservata ai soli extracomunitari.
2) la pratica "ospitalità" non sostituisce, ma integra la comunicazione di cessione fabbricato
3) Se all'inquilino si aggiunge un convivente , che permane oltre i 30gg, e non fa parte del contratto, occorre presentare la comunicazione di cessione fabbricati. Ciò vale sia per italiani che per cittadini comunitari, ed extracomunitari.
4) La registrazione del contratto surroga la comunicazione di cessione fabbricato solo per gli intestatari citati sul contratto, ed eventuali altri aventi diritto, se inclusi nello stato di famiglia.
Le imprecisioni a parer mio rilevate sono sulle responsabilità relative ai seguenti punti:
5) La comunicazione di cessione fabbricati "può" essere presentata anche dal locatore, ma a parer mio dovrebbe essere presentata da chi ha la disponibilità del possesso dell'immobile, cioè dall'inquilino titolare di regolare contratto; è lui che concede ed ospita.
6) Difatti non è necessaria alcuna autorizzazione da parte del locatore (sempre che l'inquilino sia regolarmente in possesso di contratto registrato).
7) Quanto sopra vale anche riguardo alla eventuale-probabile cambio di residenza.
I punti 5,6,7 trovano conferma anche dalla modulistica reperibile sui vari siti dei comuni e della polizia.
memore di una recente discussione in cui veniva citata una diversa richiesta/comportamento del comune di Modena, a ben vedere valgono appunto le medesime informazioni.
Diverso è invece il rapporto tra locatore ed inquilino, se il contratto fa divieto ad immettere nell'alloggio estranei al nucleo familiare: ma qui la risposta si trova tra le parti.
Rimane la domanda su cosa succeda nel caso i conviventi si separino:
-sul forum è stato affermato che il convivente non citato sul contratto non può vantare alcun diritto di abitazione.
-Qui la risposta dei vigili urbani è stata forse non precisa in punto di diritto, ma credo vera sotto l'aspetto pratico: essi mi hanno risposto che dal momento che la convivente prende la residenza nell'immobile, potrà essere allontanata solo attraverso un normalissimo sfratto. Forse potrebbe essere solo più celere il rilascio, non avendo titoli per risiedervi, ma dipende dal giudice, dalla presenza di figli minori ecc.ecc.
Non so quindi se proporre una integrazione/modifica dei contraenti del contratto o comunicare solo la presa d'atto della nuova composizione del nucleo "familiare".
Non credo che l'inserimento formale del nuovo co-conduttore sul contratto porti vantaggi al locatore, anzi. Se vanno d'accordo è evidente che si aiuteranno reciprocamente. Ma non considererei come garanzia l'impegno di una cittadina straniera con un lavoro a tempo determinato.
p.s.: I vigili mi hanno anche ricordato che ormai non fanno più differenza tra famiglia di fatto e famiglia formale. Personalmente la cosa mi disturba come una delle varie anomalie dell'italico comportamento, proprio per l'incertezza di diritto: sarebbe più corretto regolarizzare giuridicamente queste nuove unioni almeno per gli aspetti pratici e civilistici.
Fermo restando che continuo a non capire perchè le coppie etero non accedano al matrimonio civile. (che fino a prova contraria regolamenta appunto diritti e doveri, sia all'interno della coppia, sia nei confronti della società). Ma questa è un'altra storia ....
Per la segnalazione alla Questura intendevo Il modulo di cessione di fabbricato dove è li che ti chiedono a che titolo, se non ha un contratto e non è residente li , mi sembra logico mettere ospitalità anche se italiano.
Direi che per l'italiano che viene ospitato saltuariamente superiore ai tre mesi, ha l'obbligo di fare la segnalazione il conduttore che lo ospita, mentre per il comunitario o l'extracomunitario, senza contratto di affitto o altro, chiedono il consenso del proprietario.
Direi che per l'italiano che viene ospitato saltuariamente superiore ai tre mesi, ha l'obbligo di fare la segnalazione il conduttore che lo ospita, mentre per il comunitario o l'extracomunitario, senza contratto di affitto o altro, chiedono il consenso del proprietario.Clicca per allargare...
Può essere che ci siano costumi diversi, come al solito, ma non ho trovato da nessuna parte alcune precisazioni che tu indichi.
1) E' improprio parlare di dichiarazione di ospitalità, per italiani e comunitari: è necessaria solo per extracomunitari
2) A norma di legge il limite non è di 3mesi bensì di 30gg: che poi nella pratica io possa ospitare un parente o un amico per periodi ben più lunghi è un altro par di maniche. Ma oltre i 30gg la legge richiederebbe la comunicazione di C.F.
3) Anche per quanto riguarda il consenso del proprietario, bisogna intendersi: l'inquilino in possesso di contratto registrato non ha bisogno d alcuna dichiarazione aggiuntiva da parte del proprietario, anche per chiedere la residenza: i documenti richiesti, per cittadini CE o extraCE sono altri (reddito, lavoro, permesso di soggiorno, titolo abitativo, capacità di sussistenza autonoma)
4) Senza contratto di affitto, dubito venga rilasciata la residenza: deve dimostrare di alloggiare non abusivamente da qualche parte. Deduco per uno straniero non sia prevista la "mancanza di fissa dimora"
5) Il convivente , CE o Extra, non parte del contratto, può chiedere la residenza, se è stata comunicata formalmente la cessione fabbricato alla autorità del luogo (questura, o vigili nei piccoli centri): da parte di chi mette a disposizione l'alloggio. Nel mio caso da parte dell'inquilino con regolare contratto registrato.
Necessario o non necessaria, sempre il modulo devi compilare e cosa ci scrivi?
30 giorni il tempo per registrare un contratto di locazione.
4) Senza contratto di affitto, dubito venga rilasciata la residenza: deve dimostrare di alloggiare non abusivamente da qualche parte. Deduco per uno straniero non sia prevista la "mancanza di fissa dimora.
Un conduttore lo può fare per gli italiani.
5) Il convivente , CE o Extra, non parte del contratto, può chiedere la residenza, se è stata comunicata formalmente la cessione fabbricato alla autorità del luogo (questura, o vigili nei piccoli centri): da parte di chi mette a disposizione l'alloggio. Nel mio caso da parte dell'inquilino con regolare contratto registrato.Clicca per allargare...
Ok. oltre all'autorizzazione del proprietario.
Ok. oltre all'autorizzazione del proprietario.Clicca per allargare...
Scusa ma non capisco: ti ripeto che non mi è stata richiesta dalla polizia e non è prevista in nessun modulo.
Un inquilino mi comunica che prossimamente la sua compagna rumena andrà a convivere con lui: e mi chiede di compilare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui dichiaro di essere a conoscenza di questo nuovo occupante (non firmatario del contratto) e concedo l'autorizzazione.QUOTE]
Questo chi l'ha scritto?Clicca per allargare...
A Parma il Comune chide il nulla osta del locatore per avere la residenza se non sei intestatario del contratto. La questura non accetta la dichiarazione di cessione fabbricato da due anni
A Parma il Comune chide il nulla osta del locatore per avere la residenza se non sei intestatario del contratto. La questura non accetta la dichiarazione di cessione fabbricato da due anniClicca per allargare...
La Questura non accetta cessioni nl caso di contratti registrati.
La Questura non accetta cessioni nl caso di contratti registrati.Clicca per allargare...
vero . neanche se per extra ue
Per gli italiani.Clicca per allargare...
La affermazione di elisabetta va presa con le molle: per gli ExtraCE è obbligatorio fare la comunicazione C. Fab. (e anche la questura di Parma è bene si adegui)
Quanto al consenso del proprietario, direi che qualche precisazione occorre:
- per quel che vedo nel sito di Parma, esso è richiesto dal Comune di Parma come requisito, ma solo in assenza di altro titolo valido, e si riferisce specificatamente alla domanda di residenza, non agli adempimenti per intenderci di ordine pubblico.
Portale Istituzionale del Comune di Parma - Servizi - / Prestazione / Iscrizione anagrafica
Anche le note sintetiche sulla varia modulistica sono indicative in tal senso
Dichiarazione di residenza (134 KiB)
Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in merito all'occupazione dell'alloggio (35 KiB)
Ai fini della ricevibilità il modello deve essere prodotto qualora non venga presentato il titolo in originale o la dichiarazione del proprietario
Dichiarazione del proprietario dell'immobile (32 KiB)
Di fatto, se l'inquilino regolarmente iscritto si mette a convivere con un altro/a, dovrà esibire il contratto e d essere lui a rilasciare l'atto notorio che attesta vincoli affettivi. Almeno così mi pare debbano leggersi le istruzioni seguenti:
In allegato alla dichiarazione, il richiedente, in applicazione di quanto previsto dall'art. 5 del DL 47/2014, dovrà produrre o il titolo sulla base del quale occupa l'alloggio, o una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà se il titolo è registrato presso l'Agenzia delle Entrate, o una dichiarazione del proprietario dell'alloggio. I modelli sono riportati nella sezione "modulistica". La dichiarazione del proprietario sembrerebbe necessaria solo in ultima istanza, se vengono a mancare tutti i precedenti requisiti.
(Non è scritto "e" bensì "o")
Deve essere successo qualche inghippo che ha provocato la replica di diversi post.
In merito alla nota di Dormente che mi chiedeva cjhi avesse scritto..... ritengo la richiesta di atto notorio, anche qui direi di distinguere:
-è quanto mi ha richiesto l'inquilino, senza specificare le finalità.
-da quanto ho potuto appurare non sono tenuto a rilasciare un bel niente, almeno ai fini della pubblica sicurezza, e per quanto attiene al Comune interessato, nemmeno per la residenza.
E non per niente avevo posto il quesito ed ho cercato di approfondire: ciò senza alcuna polemica. Che sia il Papa, la Questura, Il sindaco, o il semplice Sempronio, io se posso cerco di sapere esatttamente ciò che devo fare: non ciò che si dice si debba fare.
Nel caso di specie, la futura convivente del titolare del contratto, se intende chiedere la residenza ovvero effettuare un cambio di indirizzo anche all’interno dello stesso Comune, in base all’art. 5 del DL n°47/2014, convertito in legge n°80/2014, deve dimostrare di essere autorizzata ad occupare l’alloggio con un titolo valido (rogito, contratto di locazione, comodato ecc.) o, in sostituzione, presentare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o la dichiarazione del proprietario. Per la nuova normativa, dal titolo di occupazione e/o dalla dichiarazione sostitutiva e dalla dichiarazione di assenso/conoscenza del proprietario dell’immobile dell’iscrizione anagrafica si deve sempre poter desumere chi è il proprietario dell'alloggio.
Il quesito posto introduce un argomento complesso. Sul piano fiscale non esiste prassi in materia. Se non si varia la titolarità del contratto, l’evento è irrilevante, diventa rilevante se esiste un obbligo rispetto al contratto. Sul piano civilistico, è opportuno ricordare alcune cose: divieti eventualmente posti a contratto confliggenti con la tutela dei rapporti della famiglia, sia essa fondata sul matrimonio o convivenza di fatto, tutelata in quanto formazione sociale, sono nulli, in quanto contrastanti con i principi costituzionali (Cass. n°14343/2009). Conseguentemente non può essere richiesta la risoluzione di un contratto perché il conduttore ha allargato il proprio nucleo familiare e intende convivere con la sua compagna, anche se nel contratto fosse presente una specifica clausola che vieta espressamente la presenza nei locali locati di altre persone oltre al titolare del rapporto.
La più recente giurisprudenza di legittimità è ormai orientata a dare sempre maggior peso alla famiglia di fatto: “la convivenza “more uxorio”, quale formazione sociale che dà vita ad un consorzio familiare, determina sulla casa di abitazione, dove si svolge e si esercita un programma di vita in comunione, un potere di fatto basato su di u interesse proprio o del convivente ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalità, tale da assumere i connotati tipici di una detenzione qualificata che ha titolo di un negozio giuridico di tipo familiare”: in buona sostanza, la convivente non è un’ospite del suo compagno, ma un detentore qualificato della casa dove vivono in locazione o in comodato (Cass. n°7/2014).
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 6 della legge n°392/1978 (sentenza n°404 del 07/04/1988). Tale legge prevedeva tre fattispecie:
1. morte del conduttore;
2. la separazione giudiziale, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
3. la separazione consensuale o la nullità del matrimonio.
La Corte costituzionale alla previsione di legge non ha aggiunto altre fattispecie, ma ha soltanto inserito nell’elenco dei successibili nel contratto:
° per l’ipotesi 1), il convivente more uxorio;
° per l’ipotesi 3), il coniuge separato di fatto;
° nonché il convivente se con prole naturale a tutela del nucleo familiare.
La situazione di convivenza, ad evitare facili abusi, deve presentare requisiti di stabilità e durata, in altre parole una comunanza di vita a carattere familiare (a provare la convivenza non è certo il certificato anagrafico). Riguardo la questione sollevata riguardante l’ipotesi di successione nel contratto della convivente in caso di separazione o recesso dal contratto da parte del conduttore titolare della locazione in favore della convivente, la Cassazione ha più volte precisato che qualora la convivente rimanga con la prole naturale nell’immobile locato al conduttore suo convivente, la successione nel contratto si realizza anche se la convivenza sia sorta nel corso della locazione senza che il locatore ne fosse a conoscenza.
Va infine ricordato che, dopo vari tentennamenti e oscillazioni giurisprudenziali, la Corte costituzionale, quando è entrata nel merito della questione (n°61 del 15/03/2002) ha chiarito che la successione nel rapporto locativo di un convivente, nell’ipotesi di interruzione della convivenza di fatto, senza che vi sia prole naturale, non si verifica, sulla base del medesimo principio in forza del quale si afferma la successione nell’ipotesi di separazione o divorzio dei coniugi ovvero il prevalente interesse dei figli minori, orientamento nuovamente ribadito e rafforzato nel 2003 (n°204 dell’11 giugno) e 2010 (n°7 del 14 gennaio).
A CheCasa!, Ponz e Bastimento piace questo elemento.
Grazie anche a te @Pennylove per il solito puntuale intervento che completa il quadro che mi occorreva. Ti chiederei due chiarimenti, che la lettura del tuo intervento e quella del DL 47 non mi hanno totalmente rsolto.
nel merito della questione (n°61 del 15/03/2002) ha chiarito che la successione nel rapporto locativo di un convivente, nell’ipotesi di interruzione della convivenza di fatto, senza che vi sia prole naturale, non si verifica, sulla base del medesimo principio in forza del quale si afferma la successione nell’ipotesi di separazione o divorzio dei coniugi ovvero il prevalente interesse dei figli minori, orientamento nuovamente ribadito e rafforzato nel 2003 (n°204 dell’11 giugno) e 2010 (n°7 del 14 gennaio).Clicca per allargare...
Qui in sostanza non ho capito cosa succederebbe: in assenza di prole naturale: il testo è per me troppo in legalese, scusami.
la futura convivente del titolare del contratto, se intende chiedere la residenza ovvero effettuare un cambio di indirizzo anche all’interno dello stesso Comune, in base all’art. 5 del DL n°47/2014, convertito in legge n°80/201, deve dimostrare di essere autorizzata ad occupare l’alloggio con un titolo valido (rogito, contratto di locazione, comodato ecc.) o, in sostituzione, presentare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà[/QUOTE]
Anche leggendo il DL mi sorgono dubbi:
- chi è il soggetto che deve presentare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà?
- Che oggetto/contenuto deve contenere la dichiarazione suddetta?
Letteralmente dal testo direi che il soggetto è la convivente: che dichiarerà di convivere con Sempronio nell'abitazione Fg. xx Nr. yy Sub zz, , d proprietà di Tizio, a fronte del contratto di locazione stipulato da Tizio con Sempronio e registrato ecc. ecc.
Da una parte la polizia municipale mi ha confermato che è il detentore regolare dell'appartamento (cioè l'inquilino) il dante causa verso la convivente, e non il proprietario. Se così fosse non troverei corretto sia io locatore a formulare la dichiarazione di conoscere ed autorizzare, come m ha proposto l'inquilino.
Se sono invece tenuto a rilasciare questa sorta di autorizzazione, e di fatto vengo ad avere un nuovo coinquilino con quasi gli stessi diritti di quello originario, mi sembrerebbe la via più breve e logica integrare il contratto di locazione con l'inserimento anche del nuovo occupante.Clicca per allargare...
° La futura convivente deve compilare la Dichiarazione di residenza specificando di aver trasferito la dimora abituale al seguente indirizzo ……………………….. e che nell’abitazione sita al nuovo indirizzo è già residente il suo compagno.
° Il titolare intestatario del contratto deve compilare la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, specificando di essere titolare di un contratto di locazione registrato in data ………………. presso l’Agenzia elle Entrate di …………….. in data ………. al n° ……………… e indicando le generalità del proprietario comprensive di codice fiscale e telefono.
° Il proprietario dell’alloggio è tenuto a compilare la Dichiarazione di assenso/consenso del proprietario dell’immobile e iscrizioni anagrafiche dichiarando di aver regolarmente ceduto in locazione con contatto registrato al n° ……………….. il ………….. a ………………. al sig. ……………………………….. nato a …………………… il …………….. CF ………………. telefono ……………. e di essere a conoscenza che nel suddetto appartamento ha presentato richiesta di residenza la sig.na …………………… nata a …………….. il ……………………….. allegando fotocopia di un documento identificativo.
Il richiedente deve presentare, oltre la Dichiarazione di residenza, non essendo titolare di un contratto di locazione, la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e/o la Dichiarazione di assenso/conoscenza del proprietario dell’immobile. Perché scrivo “e/o”? Perché alcuni Comuni (ad es. Modena), in assenza di un titolo di occupazione, le richiedono entrambe, unitamente alla fotocopia del contratto d’affitto (si consiglia di rivolgersi all’ufficio competente, in quanto le istruzioni per la presentazione della Dichiarazione di residenza che trovi sui portali comunali non sempre sono attendibili).
Quanto all’ipotesi della cessazione della convivenza in assenza di prole, non è meritevole di tutela la posizione del convivente qualora il titolare del rapporto se ne sia andato e risulti l’assenza di prole naturale. In passato erano state avanzate questioni di legittimità costituzionale dell’art. 6 della legge n°392/1978 nella parte in cui non prevede che, in caso di cessazione della convivenza more uxorio, al conduttore succeda il convivente rimasto nella detenzione dell’alloggio, in mancanza di prole. Sul punto il giudizio della Corte costituzionale è stato irremovibile: la convivenza more uxorio presenta caratteristiche diverse rispetto al rapporto coniugale tali da impedire l’automatica assimilazione delle due situazioni al fine di desumerne l’esigenza costituzionale di una parificazione di trattamento che vale anche in relazione alla comparazione tra la cessazione della convivenza con prole e quella senza prole.
Penny, leggo solo adesso la tua risposta e ti ringrazio infinitamente: adesso i tasselli sono tornati a posto.
Sulla dichiarazione di atto notorio sono contento che hai confermato la mia interpretazione; la sintassi italiana per fortuna portava in quella direzione . A quanto poi mi è stato risposto, il Comune interessato non sembra richiedermi l'assenso/consenso.
Aggiungo solo una nota: nella tua esaustiva spiegazione sembra esserci un refuso, o almeno così appare:
Perché scrivo “e/o”? Perché alcuni Comuni (ad es. Modena), in assenza di un titolo di occupazione, le richiedono entrambe, unitamente alla fotocopia del contratto d’affittoClicca per allargare...
Se per titolo di occupazione si intende atto di proprietà, contratto di locazione ecc, mi resta difficile che in assenza di questo si possa produrre fotocopia del contratto...
- Se il contratto non esiste o è verbale, do per scontata la richiesta di assenso/conoscenza.
- Se il contratto esiste (intendo quello del compagno) , sembrerebbe non necessario l'assenso/conoscenza del proprietario: salvo che il contratto preveda il divieto ad immettere "estranei" nella disponibilità dell'alloggio, nel qual caso il Comune ricevente potrebbe voler tutelarsi.
Ti dovremmo fare un monumento Bastimento,
Aggiungo solo una nota: nella tua esaustiva spiegazione sembra esserci un refuso, o almeno così appare [...]Clicca per allargare...
Non si tratta (purtroppo) di un refuso: alcuni Comuni, in assenza di un contratto di locazione o comodato in capo al richiedente, richiedono che il medesimo presenti la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, rilasciata dal titolare del contratto d’affitto, e la Dichiarazione di assenso/conoscenza del proprietario dell’immobile, rilasciata dal proprietario dell’alloggio, unitamente a copia fotostatica di un documento identificativo del proprietario e del contratto d’affitto dell’avente titolo, vale a dire dell’intestatario del contratto. Altri Comuni richiedono, invece, la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà oppure la copia fotostatica del contratto d’affitto e la Dichiarazione di assenso/conoscenza del proprietario dell’immobile. Altri ancora si accontentano della sola Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Pennylove,
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