Source: http://consiglioaperto.blogspot.it/2010/03/
Timestamp: 2018-03-18 13:52:48+00:00
Document Index: 76621160

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 4', 'sentenza ', 'art 2932', 'sentenza ', 'art. 2932', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

consiglioaperto: marzo 2010
Campagna elettorale finita, riapre il “cantiere giustizia” ed il guardasigilli Alfano indica una priorità ben precisa: “La maggioranza chiederà l’immediata calendarizzazione del ddl sulle intercettazioni” in Parlamento.
Alfano ha ribadito che varare un provvedimento sulle intercettazioni “servirà a riportare l’uso” di questo strumento “a limiti accettabili, per far sì che queste non vengano fatte a tappeto anche nei confronti di chi non è coinvolto nelle indagini e infine a impedire che le conversazioni finiscano poi pubblicate sui giornali”.
Danno morale: quantificazione, criteri, precisazioni (Cassazione civile sentenza n. 5770/2010).
Sentenza 8 febbraio - 10 marzo 2010, n. 5770
“Nella liquidazione del danno non patrimoniale derivante da fatto illecito il giudice di merito deve, in ogni caso, tener conto delle effettive sofferenze patite dall'offeso, della gravità dell'illecito di rilievo penale e di tutti gli elementi della fattispecie concreta, in modo da rendere la somma liquidata adeguata al particolare caso concreto ed evitare che la stessa rappresenti un simulacro di risarcimento.
Al fine della liquidazione del danno non patrimoniale, è appena il caso di ricordare che nella quantificazione del danno morale la valutazione di tale voce di danno, dotata di logica autonomia in relazione alla diversità del bene protetto, che pure attiene ad un diritto inviolabile della persona ovvero all'integrità morale, quale massima espressione della dignità umana, desumibile dall'art. 2 della Costituzione in relazione all'art. 1 della Carta di Nizza, contenuta nel Trattato di Lisbona, ratificato dall'Italia con legge 2 agosto 2008 n. 190, deve tener conto delle condizioni soggettive della persona umana e della concreta gravità del fatto, senza che possa quantificarsi il valore dell'integrità morale come una quota minore proporzionale al danno alla salute, dovendo dunque escludersi la adozione di meccanismi semplificativi di liquidazione di tipo automatico.”
XXX Congresso Nazionale Forense di Genova: convocazione.
Nella mia qualità di Presidente del Comitato organizzatore del Congresso Nazionale Forense, ai sensi dell’art. 4 dello Statuto,
il XXX CONGRESSO NAZIONALE FORENSE
nei giorni dal 25 al 27 novembre 2010
“ L’AVVOCATURA NELLA SOCIETA’
TRA SISTEMA ECONOMICO E TUTELA DEI DIRITTI “
“ Diritti Umani e Ruolo Sociale dell’Avvocatura “
I lavori congressuali si terranno a bordo della Nave da crociera Costa “ Concordia ” e saranno regolati secondo il programma che sarà successivamente inviato.
Seguirà, a cura dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, la trasmissione del materiale da utilizzarsi per la elezione dei delegati e per la iscrizione al Congresso.
Programma IX Conferenza Nazionale Cassa Previdenza Avvocati.
Giustizia/ Casini: Giudici faziosetti, ma sono la minoranza.
Roma, 22 mar. (Apcom) - In Italia ci sono "dei giudici un po' faziosetti, ma sono la netta minoranza".
Lo afferma il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, rispondendo a una domanda sulla giustizia a orologeria nel corso di un'intervista a Sky Tg24. "C'è questa minoranza, ma la stragrande maggioranza dei giudici - insiste Casini - è fatta di persone per bene, che fanno il proprio lavoro".
"Il contenzioso degli stranieri" (evento formativo - n. 3 crediti)
COA Salerno: evento formativo del 26 marzo 2010 (n. 3 crediti).
“La mediazione civile: aspetti applicativi immediati”
Ore 15,30: Arrivo e registrazione partecipanti
Ore 15,45: Inizio lavori
Presiede: Avv. Michele Gorga
Moderatore: dott.ssa Irene Ada Giannuzzi
Avv. Alessandra Maio
dr. Salvatore Di Lonardo – dr. Alfonso Raimo – dr.ssa Irene Ada Giannuzzi
dr. Gianluca D’Aiuto – dr. Michele Gorga
Berlusconi: “Con questa giustizia, democrazia a rischio. Nei tribunali giudizi politici”.
La giustizia, i processi in tv, l'inchiesta di Trani sulle presunte pressioni per chiudere Annozero, quella sugli appalti per il G8 e la crisi.
È un intervento a tutto campo quello del premier Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri di oggi, che ha approvato il decreto incentivi.
Il Cavaliere parla di Santoro e del caso Agcom, argomenti che lo inducono a lanciare un nuovo allarme sullo stato della giustizia, responsabile a suo avviso di “mettere in pericolo la democrazia”.
“Nell'Autorità per le comunicazioni non vince il buon senso, ma l'appartenenza politica: esattamente come nei nostri tribunali in cui non si esaminano più meriti o demeriti di qualcuno, ma si danno dei giudizi in base all'appartenenza politica dei giudici e ciò che conviene alla sinistra politicizzata della magistratura” ha spiegato il Cavaliere, annunciando, come ha già fatto in altre occasioni, che il governo si occuperà nei prossimi tre anni di “una grande e radicale riforma della giustizia”.
Evento formativo di genetica forense (30/marzo/2010-Aula Parrilli).
Pubblicato da AVV. GIUSEPPE CELIA a 22:21:00 Nessun commento:
Anniversario dell'attentato al Magistrato salernitano dott. Giacumbi.
Oggi ricorre il trentesimo anniversario dell’assassinio ad opera delle Brigate Rosse, «colonna Fabrizio Pelli» del procuratore della Repubblica di Salerno, dott. Nicola Giacumbi.
A partire dalla ore 12 nell’aula di udienza della Corte di Appello è stato ricordato il sacrificio del magistrato, ucciso dalla violenza politica che in quegli anni, con un gesto così eclatante e tragico, intendeva accreditarsi presso i vertici strategici delle Brigate Rosse.
Alla cerimonia alla quale hanno partecipato i vertici locali della magistratura e dell’avvocatura, è intervenuto anche Giuseppe Giacumbi, figlio della vittima.
“Abbiamo voluto organizzare questo ricordo - dice Vincenzo Pellegrino, presidente della sezione salernitana dell’Associazione Nazionale Magistrati - per onorare la memoria di un collega che morì nell’adempimento del proprio dovere e per ricordare alla città il gesto eroico di un magistrato finito nelle mire del terrorismo proprio per la sua funzione”.
I magistrati salernitani hanno voluto rivolgere un invito anche a tutti i cittadini per ricordare il magistrato-eroe, ucciso poco dopo le venti di domenica 16 marzo 1980.
Cassazione: va esclusa esecutività provvisoria della sentenza ex art 2932 c.c..
CASSAZIONE SEZIONI UNITE, sentenza n.4059 c.c. del 22 febbraio 2010 –
Azione ex art. 2932 c.c. – Capi di condanna - Esecutività provvisoria - Esclusione – Passaggio in giudicato - Effetti.
“Nel caso del promissario acquirente al pagamento del prezzo della vendita, non è possibile riconoscere effetti esecutivi a tale condanna altrimenti si verrebbe a spezzare il nesso tra il trasferimento della proprietà derivante in virtù della pronuncia costitutiva ed il pagamento del prezzo della vendita.
L’effetto traslativo della proprietà del bene si produce solo con l’irretrattabilità della sentenza per cui è da escludere che prima del passaggio in giudicato della sentenza sia configurabile un’efficacia anticipata dell’obbligo di pagare il prezzo: si verificherebbe un’alterazione del sinallagma.
Ritenere diversamente consentirebbe alla parte promittente venditrice – ancora titolare del diritto di proprietà del bene oggetto del preliminare – di incassare il prezzo prima ancora del verificarsi dell’effetto, verificabile solo con il giudicato, del trasferimento di proprietà.
Possono quindi ritenersi anticipabili i soli effetti esecutivi dei capi che sono compatibili con la produzione dell’effetto costitutivo in un momento temporale successivo, ossia all’atto del passaggio in giudicato del capo di sentenza propriamente costitutivo.
La provvisoria esecutività non può invece riguardare quei capi condannatori che si collocano in un rapporto di stretta sinallagmaticità con i capi costitutivi relativi alla modificazione giuridica sostanziale. “
Ordine Avvocati Salerno: offerta formativa deontologia ed ordinamento forense 2010.
Legittimo impedimento: male minore e molti dubbi .
L’approvazione della legge sul «legittimo impedimento» del presidente del Consiglio, nonché degli altri ministri, in rapporto allo svolgimento di attività di governo, segna una tappa da tempo preannunciata nella strategia difensiva del presidente Silvio Berlusconi sui processi che coinvolgono.
Una tappa che per certi aspetti si configura come il «male minore» rispetto ad altre iniziative legislative che, dirette in concreto al medesimo scopo, avrebbero effetti ben più devastanti sull’intero fronte della giustizia penale, come accadrebbe con il «processo breve».
Eppure anche il testo varato ieri presenta tutta una serie di questioni destinate a sollevare gravi riserve, anche di ordine costituzionale, che almeno in parte si sarebbero potute superare se si fosse proceduto a una serena discussione parlamentare.
A rigore, infatti, nulla vieta al legislatore di prevedere, accanto alla normale disciplina del «legittimo impedimento», già prevista dal codice, una più specifica disciplina volta a definire(a tipizzare») le figure di impedimento strettamente connesse all’esercizio di attività di governo da parte del presidente del Consiglio e dei suoi ministri.
Tuttavia anche in questi casi, pur prefigurandosi una sorta di presunzione legislativa di impedimento, dovrebbe sempre essere ammessa una possibilità di controllo da parte del giudice sull’effettivo verificarsi delle situazioni riconducibili alle ipotesi legislative.
Così non è invece, a quanto sembra, nelle intenzioni della nuova legge (sebbene, in via interpretativa, possa sostenersi anche il contrario quando l’impedimento venga invocato di volta in volta).
E ciò soprattutto allorché l’impedimento venga attestato — come si prevede — attraverso un apposito provvedimento da parte della presidenza del Consiglio, nel quale si certifica anche il carattere continuativo dell’impedimento stesso fino a un massimo di sei mesi.
Qui infatti, sebbene possa apparire singolare la realtà di un impedimento così a lungo protratto nel tempo, la legge sembra configurare una vera e propria presunzione assoluta, tale da imporre senz’altro al giudice il rinvio dell’udienza. Proprio queste situazioni, se davvero dovesse derivarne per il giudice un vincolo automatico a rinviare l’udienza, senza alcuna possibilità di controllo, sono quelle che suscitano i maggiori dubbi di legittimità costituzionale.
Poiché in ipotesi del genere (come aveva già chiarito la Corte costituzionale nella recente sentenza sul Lodo Alfano) si tratterebbe in sostanza non di un impedimento, ma di una «prerogativa» legata alla titolarità della carica ministeriale, che come tale non potrebbe essere introdotta con legge ordinaria.
Certo la Corte costituzionale, se investita della questione, potrebbe optare anche per una sentenza interpretativa di rigetto, riconoscendo cioè al giudice un potere di sindacato sul merito dell’impedimento, anche in queste situazioni.
Se, invece, fossero gli stessi giudici, pur di fronte alla nuova legge, a ritenere di poter comunque esercitare un tale potere, è verosimile che s’aprirebbero le porte a un ricorso per conflitto di attribuzione, da parte della presidenza del Consiglio, di fronte alla stessa Corte costituzionale.
ALFANO, PIANO STRAORDINARIO CONTRO ARRETRATO: OBIETTIVO E' SMALTIRE 5MLN E 600 MILA PROCESSI CIVILI PENDENTI.
(ANSA) ROMA - Un ''piano straordinario di smaltimento dell'arretrato civile'' - pari a 5 milioni e 600 mila cause - e' stato annunciato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario forense, nella sede del ministero della Giustizia.
Il ministro ha detto che ''il sistema e' bloccato da 30 anni di arretrato e ogni anno ci sono 200.000 procedimenti nuovi che non si riescono a smaltire: occorre prendere il toro per le corna''.
Alfano ha poi detto che il governo mettera' a disposizione risorse, per attuare questo piano, che verranno prese dal Fondo unico per la Giustizia con un prelievo ''una tantum''.
Il ministro nel suo intervento alla cerimonia - presieduta dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa - ha ricordato lo ''stile e la compostezza degli avvocati aquilani'' che dopo il sisma e nonostante i lutti dei colleghi morti ''hanno voluto mantenere la sede giudiziaria dell'Aquila''.
Il ministro ha poi voluto ricordare la memoria dell'avvocato ed ex parlamentare di An, Enzo Fragala', recentemente ucciso a Palermo.
Inaugurazione anno giudiziario forense 2010, presso il CNF.
Incontro al CNF sulla conciliazione e la riforma dell'ordinamento forense.
Altissima l'adesione degli avvocati all'odierna giornata di astensione.