Source: http://docplayer.it/15652789-Regolamento-urbanistico-edilizio.html
Timestamp: 2017-12-17 20:24:15+00:00
Document Index: 117183147

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 61', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 90', 'art.3', 'art.1', 'art.6', 'art.7', 'art.7', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art.3', 'art.20', 'art. 4', 'art.9', 'art. 9', 'art.6', 'art.12', 'art.5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1']

1 Comune di Ravenna Area Pianificazione Territoriale Servizio Progettazione Urbanistica PRG 2003 giugno luglio 2009 RUE Norme Tecniche di Attuazione: Quaderni del Rue Allegato H)-Requisiti cogenti e volontari Elaborato prescrittivo ADOTTATO il 03/07/08 con Delibera di CC. n.64552/102 APPROVATO il 28/07/09 con Delibera di CC. n.77035/133 PUBBLICATO il 26/08/09 sul B.U.R. n 152/2009 RUE Regolamento Urbanistico Edilizio MODIFICATO DA: Determina Dirigenziale Errata Corrige N 2/DQ del 10/03/2011 ADEGUATO CON: Delibera di Consiglio Comunale n. del Approvazione Variante Adeguamento DAL RER n. 279 del 4/02/2010 RUE 5 Norme Tecniche di Attuazione 5.1 Parte Prima : Caratteri Generali del RUE Parte Seconda: Urbanistica I QUADERNI DEL RUE Allegati: A), B), C), D), E), F), G) 5.2 Parte Terza : Edilizia Parte Quarta: Disposizioni Transitorie I QUADERNI DEL RUE: Allegato H) - Requisiti cogenti e volontari
2 Sindaco Fabrizio Matteucci Segretario Generale Dott. Paolo Neri Assessore Urbanistica Gabrio Maraldi CONSULENTI Consulente generale Prof. Arch. Gianluigi Nigro Collaboratori Arch. Tiziana Altieri Consulente operativo Arch. Edoardo Preger Consulente paesaggio Arch. Francesco Nigro UNITA DI PROGETTO Responsabile Arch. Franco Stringa Coordinatore Arch. Alberto Mutti Responsabile attività Arch. Francesca Proni Arch. Antonio Olivucci Arch. Leonardo Rossi Arch. Antonia Tassinari Istruttori tecnici Francesca Brusi Federica Proni Resp. ambiente Resp. edilizia S.I.T. Segreteria Comunicazione Dott. Angela Vistoli Arch. Flavio Magnani Collaboratori: Dott. Alessandro Morini Silvia Casavecchia Dott. Roberto Zenobi Giovanna Galassi Minguzzi Franca Gordini Maurizia Pasi Arch. Raffaella Bendazzi Arch. Stefania Bertozzi Arch. Paola Billi Arch. Elisa Giunchi Arch. Daniela Giunchi Arch. Caterina Gramantieri Dott. Paolo Minguzzi
3 RUE Regolamento Urbanistico Edilizio RUE Norme Tecniche di Attuazione: Quaderni del Rue Allegato H)-Requisiti cogenti e volontari
5 GRUPPO A REQUISITI COGENTI (RC) GRUPPO B REQUISITI VOLONTARI (RV) deliberazione della Giunta Regionale 22 febbraio 2000, n.268 B.U.R. 21 marzo 2000, n.47 Regolamento Edilizio tipo Regionale (L.R. 31/02) delibera di Giunta Regionale n. 268 del 22/02/2000 N.B.: sui riferimenti normativi riportati, qualora modificati e/o integrati, prevalgono sempre le normative legislative sovraordinate vigenti. Pag. 1 di 177
7 REQUISITI COGENTI (RC) REQUISITI VOLONTARI (RV) e RELATIVI INCENTIVI ART. 1/R Ai fini dell applicazione dei requisiti cogenti (R.C.) e dei requisiti volontari (R.V.) di cui agli articoli del Titolo X del RUE, sono riportate in allegato le disposizioni tecniche di dettaglio che costituiscono parte integrante del R.U.E.. ART. 2/R Ai fini dell applicazione dei requisiti cogenti si fa riferimento alla scomposizione del sistema ambientale di cui all art. X.1 del R.U.E. ed ai criteri generali del Titolo X. ART. 3/R I requisiti cogenti e volontari contengono norme di dettaglio per la gestione del processo edilizio nell osservanza dei principi e degli obiettivi sanciti dal R.U.E.. Pertanto la loro approvazione ivi comprese eventuali modifiche, spetta alla sola Giunta Municipale a cui è demandato il compito di sollecito adeguamento delle norme in relazione alla evoluzione della normativa sovraordinata in merito ai processi edilizi nonché ai criteri per il raggiungimento dei requisiti prestazionali, anche in relazione all evoluzione tecnologica. Pag. 2 di 177
9 Indice GRUPPO A FAMIGLIA 1: RESISTENZA MECCANICA E STABILITA RC 1.0 RC 1.1 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Resistenza meccanica alle sollecitazioni statiche e dinamiche di esercizio, alle sollecitazioni accidentali ed alle vibrazioni FAMIGLIA 2: SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO RC 2.0 RC 2.1 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Resistenza al fuoco, reazione al fuoco, limitazione dei rischi di generazione e propagazione di incendio, evacuazione in caso di emergenza e accessibilità ai mezzi di soccorso FAMIGLIA 3: BENESSERE AMBIENTALE RC 3.0 RC 3.1 RC 3.2 RC 3.3 RC 3.4 RC 3.5 RC 3.6 RC 3.7 RC 3.8 RC 3.9 RC 3.10 RC 3.11 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Controllo delle emissioni dannose Smaltimento degli aeriformi Approvvigionamento idrico Smaltimento delle acque reflue Tenuta all acqua Illuminamento naturale e artificiale Oscurabilità Temperatura dell aria interna Temperatura superficiale Ventilazione Protezione dalle intrusioni degli animali nocivi FAMIGLIA 4: SICUREZZA NELL IMPIEGO RC 4.0 RC 4.1 RC 4.2 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Sicurezza contro le cadute e resistenza ad urti e sfondamento Sicurezza degli impianti FAMIGLIA 5: PROTEZIONE DAL RUMORE RC 5.0 RC 5.1 RC 5.2 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Isolamento acustico ai rumori aerei Isolamento acustico ai rumori impattivi FAMIGLIA 6: RISPARMIO ENERGETICO Pag. 3 di 177
10 RC 6.0 RC RC RC 6.2 RC 6.3 RC 6.4 RC 6.5 RC 6.6 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Prestazione energetica degli edifici Prestazione energetica degli edifici Rendimento globale medio stagionale dell impianto termico Controllo della condensazione Contenimento dei consumi energetici in regime estivo Sistemi e dispositivi per la regolazione degli impianti termici e per l uso razionale dell energia mediante il controllo e la gestione degli edifici (BACS) Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (FER) o assimilate FAMIGLIA 7: FRUIBILITA DI SPAZI ED ATTREZZATURE RC 7.0 RC 7.1 RC 7.2 RC 7.3 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) Assenza di barriere architettoniche Disponibilità di spazi minimi Dotazioni impiantistiche minime Pag. 4 di 177
11 Indice GRUPPO B P.V.1 Prerequisito Analisi del sito (complementare ai Requisiti delle famiglie 6, 8, 9) FAMIGLIA 3: BENESSERE AMBIENTALE RV 3.1 RC 3.2 Temperatura superficiale nel periodo invernale Riverberazione sonora FAMIGLIA 6: RISPARMIO ENERGETICO RV 6.1 RC 6.2 Orientamento dell edificio e uso dell apporto energetico da soleggiamento Incremento dell efficienza energetica degli edifici FAMIGLIA 7: FRUIBILITA DI SPAZI E ATTREZZATURE RV 7.1 RC 7.2 RC 7.3 Accessiblità all intero organismo edilizio Arredabilità Dotazione di impianti per aumentare il benessere e il senso di sicurezza FAMIGLIA 8: USO RAZIONALE DELLE RISORSE IDRICHE RV 8.1 RC 8.2 RC 8.3 Riduzione del consumo di acqua potabile Recupero, per usi compatibili, delle acque meteoriche provenienti dalle coperture Recupero, per usi compatibili, delle acque grigie FAMIGLIA 9: CONTROLLO DELLE CARATTERISTICHE NOCIVE DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE RV 9.1 RC 9.2 RC 9.3 RC 9.4 Contenimento delle emissioni nocive nei materiali delle strutture, degli impianti e delle finiture Asetticità Riciclabilità dei materiali da costruzione Contenimento dell inquinamento elettromagnetico interno agli edifici CRITERI PER GRADUARE EVENTUALI INCENTIVI IN RAPPORTO AL SODDISFACIMENTO DEI REQUISITI VOLONTARI Pag. 5 di 177
12 RESISTENZA MECCANICA E STABILITA famiglia 1 Requisito Cogente 1.0 gruppo A/1 RC 1.0 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 CEE) L opera deve essere concepita e realizzata in modo tale che le azioni a cui può essere sottoposta durante la costruzione e l uso non provochino: - il crollo dell organismo edilizio o di una sua parte; 1 - deformazioni di importanza inammissibile (deformazioni che pregiudicano la funzionalità dell organismo edilizio); - danni alle altri parti strutturali, agli elementi non strutturali ed agli impianti in seguito a deformazioni e spostamenti eccessivi degli elementi portanti; - danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati. Fa parte della presente famiglia il seguente requisito: RC 1.1: RESISTENZA MECCANICA ALLE SOLLECITAZIONI STATICHE E DINAMICHE DI ESERCIZIO, ALLE SOLLECITAZIONI ACCIDENTALI E ALLE VIBRAZIONI 1 Compresi pareti, parapetti, corrimano e coperture, come meglio specificato anche al R.C.4.1. Pag. 6 di 177
13 RESISTENZA MECCANICA E STABILITA famiglia 1 Requisito Cogente 1.1 gruppo A/1 RC 1.1 Resistenza meccanica alle sollecitazioni statiche e dinamiche di esercizio, alle sollecitazioni accidentali e alle vibrazioni ESIGENZE DA SODDISFARE L opera deve essere in grado di resistere con adeguata sicurezza alle azioni cui potrà essere sottoposta, rispettando le condizioni necessarie per il suo esercizio normale; va inoltre assicurata la durabilità dell opera. Le azioni da considerare nelle costruzioni comprendono in genere: pesi propri degli elementi costituenti la struttura, carichi permanenti, sovraccarichi variabili per gli edifici, variazioni termiche ed igrometriche, cedimenti di vincoli, azioni sismiche e dinamiche in genere 2, azioni eccezionali. CAMPO D'APPLICAZIONE Tutte le funzioni dell art. X.1 e tutti gli spazi dell organismo edilizio e delle sue pertinenze. LIVELLI DI PRESTAZIONE Il requisito è soddisfatto quando è rispettata la normativa sovraordinata vigente. Vanno inoltre rispettate le disposizioni procedurali della vigente normativa nazionale e regionale 3, ovvero le disposizioni impartite dal Comune 4 Interventi di nuova costruzione e interventi di cui al 1 comma dell art. x.7, fatta eccezione gli interventi di mutamento di destinazione d uso e d attività classificata 5 Il requisito risulta rispettato quando si applicano le appropriate disposizioni della vigente normativa nazionale, regionale e/o sovraordinata relative alle modalità di progettazione, alle modalità 6 di verifica progettuale e alle modalità esecutive di intervento. 2 Nei casi dovuti vanno prese in considerazione anche le vibrazioni indotte alle strutture da macchine operatrici o mezzi in movimento (si veda ad es. D.Lgs n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). 3 Prima dell inizio lavori, i progetti delle opere in c.a. soggette alla L , n.1086 (specificate nella circ. Min.LL.PP del ) e quelli delle opere da realizzare nelle zone sismiche vanno depositati presso il Comune con le modalità di cui alla LR 19/2008. Sono sempre soggetti a preventiva autorizzazione sismica, ai sensi dell art. 11 della L.R. 19/2008: a) gli interventi edilizi in abitati dichiarati da consolidare di cui all'art. 61 del D.P.R. 380/2001; b) i progetti presentati a seguito di accertamento di violazione delle norme antisismiche; c) gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, di cui all'art. 20, comma 4, del DL 31/12/2007 n. 248 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria), convertito con modificazioni dall'art. 1 comma 1 della L. 28/02/2008 n. 31; d) le sopraelevazioni degli edifici di cui all art. 90 comma 1 del DPR 380/ Il Comune richiede il deposito dei progetti di edifici a struttura muraria soggetti al D.M Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento, integrato e modificato con D.M. 20/11/87 Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e per il loro consolidamento. 5 Per i mutamenti della destinazione d uso o di attività classificata la normativa per le costruzioni in muratura non richiedono i medesimi livelli stabiliti per le nuove costruzioni, nel rispetto della lettera m del punto C 5.2 del D.M Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi. 6 Si vedano i principali riferimenti normativi relativi alle verifiche. Pag. 7 di 177
14 La diversificazione delle disposizioni normative di applicazione 7 sono stabilite dalla legislazione in vigore. RESISTENZA MECCANICA E STABILITA famiglia 1 Requisito Cogente 1.1 gruppo A/1 Interventi sul patrimonio edilizio esistente di cui al 3 comma dell art. X.7 (ed interventi di cambio della destinazione d uso o di cambio di attività classificata) Il requisito è soddisfatto quando si applicano le appropriate disposizioni della vigente normativa nazionale e regionale relative alle modalità di progettazione, di verifica e di esecuzione 8 Nelle operazioni di adeguamento e di miglioramento eseguite in complessi di edifici contigui il progetto esecutivo deve anche documentare la interazione statica nonché dinamica, per effetti del sisma, con gli edifici contigui, a dimostrazione che gli interventi non arrecano aggravi a tale situazione. 7 Per la definizione delle opere di rilevante interesse pubblico si veda il Decreto del dipartimento della protezione civile 21/10/ E fatto obbligo di procedere all adeguamento nei casi previsti al punto 1.1 del titolo II del D.M e s.m., cioè quando si intenda: a) sopraelevare o ampliare l edificio; b) apportare variazioni di destinazione che comportino incrementi dei carichi originari superiori al 20%; c) effettuare interventi strutturali rivolti a trasformare l edificio in un organismo edilizio diverso dal precedente; d) effettuare interventi strutturali rivolti ad eseguire opere e modifiche per rinnovare e sostituire parti strutturali dell edificio, allorché detti interventi implichino sostanziali alterazioni del comportamento globale dell edificio stesso; e) effettuare interventi strutturali rivolti a reintegrare l organismo edilizio esistente nella sua funzionalità strutturale mediante un insieme sistematico di opere. Pag. 8 di 177
15 RESISTENZA MECCANICA E STABILITA famiglia 1 Requisito Cogente 1.1 gruppo A/2 RC 1.1 Resistenza meccanica alle sollecitazioni statiche e dinamiche di esercizio, alle sollecitazioni accidentali e alle vibrazioni In sede progettuale Il tecnico competente valuta la conformità del requisito mediante: La progettazione dovrà essere redatta nel rispetto delle normative vigenti. il tecnico abilitato è tenuto a predisporre il progetto esecutivo, e a rispettare le modalità applicative delle normative stesse, nonché le disposizioni procedurali vigenti in materia 9. A lavori ultimati Il tecnico competente dimostra la conformità delle opere realizzate al requisito mediante: - DICHIARAZIONE DI CONFORMITA. La dichiarazione di conformità delle opere realizzate al progetto depositato ed alla normativa tecnica applicabile alla tipologia strutturale impiegata è sottoscritta dal direttore lavori 10 ; - COLLAUDO da eseguire secondo le modalità stabilite dalla vigente normativa oltre alla dichiarazione di conformità. 9 Si veda il contenuto della relazione all art.3 della L.R.35/1984, così come modificato dall art.1 della L.R.40/ Si vedano l art.6 della L.1086/1971 e l art.7 della L.R.35/1984, modificata con L.R.40/1995. Pag. 9 di 177
16 RESISTENZA MECCANICA E STABILITA famiglia 1 Requisito Cogente 1.1 gruppo A/2 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI OGNI TIPOLOGIA STRUTTURALE D.M Norme tecniche relative ai Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi D.M Norme tecniche per le costruzioni in zona sismica D.M Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni Circ.C.S.LL.PP , n.617 Istruzioni per l applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008 STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO, NORMALE E PRECOMPRESSO E STRUTTURE METALLICHE L , n.1086 Disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica Circ.Min.LL.PP , n Applicazione della L , n.1086 Circ.Min.LL.PP , n L , n.1086, art.7. Collaudo statico Circ.Min.LL.PP , n Competenza amministrativa: L , n.1086 e L , n.64 D.P.R , n.425 Regolamento recante disciplina dei procedimenti di autorizzazione all abitabilità, di collaudo statico e di iscrizione al catasto STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO, NORMALE E PRECOMPRESSO E STRUTTURE METALLICHE D.M Norme tecniche per il calcolo, l esecuzione ed il collaudo delle strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche, modificato con D.M (G.U ) Circ.Min.LL.PP , n.252aa.gg./stc Istruzioni per l applicazione delle Norme tecniche per il calcolo, l esecuzione ed il collaudo delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche di cui al D.M Circ. Regionale AMB/GBO/99/19515 del (Procedure per il deposito presso il Comune delle opere in c.a.) PER LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE D.M Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate Circ.M.LL.PP.Pres.Consiglio sup., STC, n Istruzioni in merito alle norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni prefabbricate PER QUANTO CONCERNE LE RELAZIONI GEOLOGICA E GEOTECNICA SI VEDA, OLTRE ALLE NORME PRECEDENTI, PER QUANTO APPLICABILI, ANCHE: D.M Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l esecuzione ed il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione Circ.M.LL.PP , n Istruzioni applicative del D.M Circ.M.LL.PP , n.218/24/3 D.M Istruzioni applicative per la redazione della relazione geologica e della relazione geotecnica PER QUANTO CONCERNE LE OPERE INFRASTRUTTURALI VEDERE ANCHE: D.M Norme tecniche relative alle tubazioni Circolare del M. LL.PP., Presidenza del Consiglio Superiore, STC , n D.M Istruzioni relative alla normativa per le tubazioni Pag. 10 di 177
17 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/1 RC 2.0 Proposizione esigenziale (secondo la direttiva 89/106 cee) L organismo edilizio deve essere concepito e costruito in modo che, in caso d incendio: - sia garantita per un determinato tempo la capacità portante dell organismo edilizio e dei suoi componenti; - siano limitate all interno dell organismo edilizio la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo; - sia limitata la propagazione del fuoco agli organismi edilizi vicini; - gli occupanti possano lasciare l opera o essere soccorsi altrimenti; - sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso. Dovranno quindi in particolare essere controllati: l infiammabilità dei materiali della costruzione, la dotazione d impianti, il contenuto degli edifici, la prossimità di punti di rischio, la compartimentazione, i tempi di propagazione tra i locali, la resistenza e la reazione al fuoco delle partizioni (con riferimento a combustibilità, infiammabilità, velocità di propagazione della fiamma), il sistema d accessibilità e d evacuazione, ecc.. Fa parte della presente famiglia il seguente requisito: RC 2.1: RESISTENZA AL FUOCO, REAZIONE AL FUOCO, LIMITAZIONE DEI RISCHI DI GENERAZIONE E PROPAGAZIONE D INCENDIO, EVACUAZIONE IN CASO D EMERGENZA E ACCESSIBILITA AI MEZZI DI SOCCORSO Pag. 11 di 177
18 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/1 RC 2.1 Resistenza al fuoco, reazione al fuoco, limitazione dei rischi di generazione e propagazione d incendio, evacuazione in caso d emergenza e accessibilità ai mezzi di soccorso ESIGENZE DA SODDISFARE RESISTENZA AL FUOCO attitudine dei componenti edilizi a conservare per un determinato tempo la stabilità (R), la tenuta (E) e l isolamento termico (I), così definiti: - la stabilita (R) l attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto l azione del fuoco; -la tenuta (E) è l attitudine a non lasciar passare nè produrre, se sottoposto all azione del fuoco- fiamme, vapori o gas caldi sul lato esposto; - l isolamento termico (I) è l attitudine a ridurre, entro un certo limite, la trasmissione del calore. REAZIONE AL FUOCO indica il grado di partecipazione alla combustione di un materiale esposto al fuoco. I materiali non devono essere causa aggravante lo sviluppo del rischio d incendio o l emanazione di gas e fumi nocivi in fase di combustione. LIMITAZIONE DEI RISCHI DI GENERAZIONE E PROPAGAZIONE D INCENDIO il pericolo d incendio in un organismo edilizio deve essere valutato attraverso l identificazione delle seguenti tipologie di pericolo: - le sostanze che potrebbero generare fiamme, fumo, calore o esplosione; - la localizzazione delle fonti di combustione quali fonti d aggravio della situazione di pericolo; - le carenze dell organizzazione dei flussi di materiali o persone relative ad ogni specifica attività svolta all interno dell organismo edilizio (carenze di layout); - le modalità organizzative della specifica attività (carenze organizzative). EVACUAZIONE IN CASO D EMERGENZA E ACCESSIBILITÀ AI MEZZI DI SOCCORSO l organismo edilizio deve essere dotato di: - un sistema organizzato di vie di fuga, per lo sfollamento rapido e ordinato; un sistema che consenta una rapida accessibilità e agevoli manovre ai mezzi ed alle squadre di soccorso. CAMPO DI APPLICAZIONE Tutte le funzioni di cui all art. X.1 dell organismo edilizio e delle sue pertinenze, in presenza di spazi chiusi e aperti soggetti alla normativa di sicurezza antincendio generale 11 ed a quella di sicurezza antincendio specifica per l attività 12. LIVELLI DI PRESTAZIONE RESISTENZA AL FUOCO (R),(RE), (REI) Il valore richiesto per un elemento costruttivo è stabilito nelle norme specifiche di riferimento 13. Per indicare dette resistenze sono utilizzate le seguenti classi di tempo: 15, 30, 45, 60, 120, 180. Classi di tempo maggiori possono essere richieste per necessità particolari. 11 vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI. 12 vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI" relativi alla famiglia 2 13 vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI" relativi alla famiglia 2 Pag. 12 di 177
19 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/1 REAZIONE AL FUOCO Il grado di partecipazione al fuoco di un materiale è indicato con 6 classi: dalla classe 0 (materiali non combustibili) fino alla classe 5 (materiali altamente combustibili, il cui impiego è sconsigliabile). La classe di reazione al fuoco dei materiali è desunta dalle certificazioni degli stessi. La classe di reazione al fuoco dei materiali è prescritta dalle norme di sicurezza antincendio generali e da quelle disciplinanti le singole attività, in relazione alla specifica destinazione dell organismo edilizio e in relazione all uso specifico. LIMITAZIONE DEI RISCHI DI GENERAZIONE E PROPAGAZIONE DI INCENDIO Valutate le tipologie di pericolo, vanno applicati in modo complementare o alternativo i concetti di: - Eliminazione - Riduzione - Sostituzione - separazione Devono quindi essere previsti ed attuati accorgimenti tipologici, tecnologici, organizzativi affinché siano rispettate le prescrizioni e finalità dettate dalle norme nazionali vigenti 13 in materia. EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA E ACCESSIBILITÀ AI MEZZI DI SOCCORSO Nell organismo edilizio, in caso di emergenza, deve essere previsto e organizzato un sistema per: - l evacuazione delle persone in un tempo ammissibile; le vie di esodo e le relative informazioni dovranno essere facilmente identificabili, protette, geometricamente regolari, adeguatamente dimensionate, dovrà inoltre essere possibile identificare e raggiungere, il punto di raccolta ; - l accessibilità e la manovrabilità per i mezzi e le squadre di soccorso. INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE E INTERVENTI DI CUI AL 1 COMMA DELL ART. X.7 La normativa vigente 13, che specifica per tipologie di edifici o di attività le finalità, indica le prescrizioni tecniche e le procedure che devono essere garantite e seguite. INTERVENTI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE DI CUI AL 3 COMMA DELL ART. X.7 Il requisito s intende soddisfatto qualora siano raggiunti i livelli stabiliti dalla normativa vigente al punto precedente, salvo che quest ultima consenta l utilizzo di livelli inferiori o specifiche deroghe. 13 Vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI" relativi alla famiglia 2 Pag. 13 di 177
20 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/2 RC 2.1 Resistenza al fuoco, reazione al fuoco, limitazione dei rischi di generazione e propagazione d incendio, evacuazione in caso d emergenza e accessibilità ai mezzi di soccorso IN SEDE PROGETTUALE In relazione alla tipologia dell organismo edilizio e al tipo di attività da svolgere, il tecnico abilitato, valutato che l intervento è soggetto alla normativa antincendio 14, effettua la PROGETTAZIONE 15 conformemente alle prescrizioni dettate dalle specifiche normative di sicurezza antincendio. Nei casi previsti dalla normativa vigente, deve essere ottenuto anche sul progetto il parere di conformità 16 dei VV.FF. Se l intervento non è soggetto alla normativa antincendio 15 il progettista abilitato si limiterà all ATTESTAZIONE di tale evenienza. A LAVORI ULTIMATI Il soddisfacimento del requisito è dimostrato da: - DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ al progetto e alla normativa vigente del tecnico competente, per gli interventi soggetti alla normativa antincendio e al parere di conformità edilizia dei VV.FF( compresi quelli relativi ad attività industriali soggette a rischi rilevanti) 17. Tale dichiarazione è supportata anche da CERTIFICAZIONE, cioè dal certificato di prevenzione incendi (C.P.I.) rilasciato dai VV.FF con le modalità e procedure previste dalle norme vigenti. Essendo il C.P.I. subordinato all esito positivo conseguente al sopralluogo 18 dei VV.FF.; in attesa di quest ultimo, il tecnico competente può in alternativa allegare copia della dichiarazione di conformità 19 presentata ai VV.FF. dall interessato, con l attestazione di ricevuta. - GIUDIZIO SINTETICO, per quanto riguarda tutti gli altri interventi edilizi 20 che sono soggetti alla normativa antincendio, ma non al parere di conformità dei VV.FF e al C.P.I.. Il giudizio sintetico del tecnico abilitato è teso a verificare, mediante misure e ispezione visiva dettagliata, la rispondenza alla normativa e al progetto delle soluzioni realizzate. Il giudizio potrà essere eventualmente supportato da CERTIFICAZIONI dei materiali, e dei componenti utilizzati, eventualmente comprensive anche della corretta installazione. Nel caso l opera realizzata non sia soggetta a normativa di sicurezza antincendio, il tecnico abilitato si limiterà ad attestare tale evenienza. 14 Vedere: 1) PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI per quanto riguarda le tipologie edilizie e le attività da assoggettare a normativa di sicurezza antincendio specifica ; 2) DM 4 maggio 1998 ed inoltre il DLgs 17/08/1999 n. 334 relativo alle attività industriali soggette a rischi rilevanti per quanto riguarda i progetti che necessitano del parere di conformtà e del C.P.I. 15 I progetti relativi all intervento edilizio soggetto alla normativa di sicurezza antincendio possono comprendere, in alcuni casi, anche l installazione o la modifica di impianti che appartengono all elenco di cui all art. 1 comma 2 del D.M. 37/2008 oppure che sono soggetti alla normativa sul risparmio energetico di cui al DLgs n. 192/2005. In questi casi contestualmente al presente requisito, devono essere soddisfatti anche il RC SICUREZZA IMPIANTI ed i RC di cui alla Fam. 6 RISPARMIO ENERGETICO. 16 Per quanto riguarda le modalità di presentazione e il contenuto della domanda del parere di conformità vedere l art. 16 del DLgs 8/03/2006 n Il parere di conformità è rilasciato dai VV.FF su di un progetto, è pertanto opportuno che il parere sia ottenuto prima del rilascio del provvedimento abilitativo al fine di evitare successive modifiche del progetto licenziato. 17 Si veda il Dlgs 17/08/1999 n Si ricorda inoltre che l art. 16 del DLgs 139/2006 al comma 2 prevede l'effettuazione di visite tecniche, finalizzate a valutare direttamente i fattori di rischio ed a verificare la rispondenza delle attività alla normativa di prevenzione incendi e l'attuazione delle prescrizioni e degli obblighi a carico dei soggetti responsabili delle attività medesime. 19 Ai sensi dell art.3 del DPR , n.37, la dichiarazione va presentata dall interessato ai VV.FF, corredata dalle certificazioni di conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato, e attesta che sono state rispettate le prescrizioni in materia di sicurezza e quelle connesse all esercizio dell attività. La ricevuta rilasciata dai VV.FF all interessato dell avvenuta presentazione della dichiarazione costituisce, ai soli fini antincendio, autorizzazione provvisoria all esercizio dell attività. 20 Si escludono quegli interventi edilizi connessi ad attività industriali soggette ai rischi di incidenti rilevanti. Pag. 14 di 177
21 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/2 SEGUE ORGANIZZAZIONE E DISCIPLINA DEI SERVIZI PUBBLICI PARERE PREVENTIVO E COLLAUDO OPERE VV.FF. ELENCO ATTIVITÀ SOGGETTE AI CONTROLLI DEI VV.FF. ESAME PROGETTO VV.FF. OBBLIGATORIETÀ CERTIFICATO PREV. INCENDI ITER RILASCIO CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI NORME TECNICHE E PROCEDURALI PER LA CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI PROCEDURE NORME DI SICUREZZA D.Lgs n. 139 Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della L. 29 luglio 2003, n D.Lgs n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. D.P.R n. 37 Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della L. 15 marzo 1997, n. 59. Circolare del Ministero dell'interno, n. 9 del 05/5/1998 Decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. Regolamento per la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi. Chiarimenti applicativi. DPR del 26/5/59, n. 689 Determinazione delle aziende e lavorazioni soggette, ai fini della prevenzione incendi, al controllo del comando del corpo dei vigili del fuoco. D.M. 27/9/1965 Determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi. D.M. del 16/2/ Modificazione del D.M , concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi. Circolare del Ministero dell Interno, n. 25 del 02/6/82 - D.M Modificazioni del D.M concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi. Chiarimenti e criteri applicativi. D.Lgs n. 139 Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della L. 29 luglio 2003, n D.Lgs n. 139 Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della L. 29 luglio 2003, n Circolare del Ministero dell Interno, n. P2244/4101 sott. 72, del 7/12/95 - Servizio di prevenzione incendi - Esame dei progetti. Legge del 15/03/97, n.59 - Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa e s.m. D.P.R. 12/1/98, n. 37- Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell art.20, ottavo comma della legge 15/3/97, n. 59. D.M. 4/5/ Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l avvio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonché all uniformità dei connessi servizi resi dai comandi provinciali dei vigili del fuoco. D.M Direttive per l'attuazione dell'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. D.M. 14/12/ Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura. D.M. 27/1/1999 Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura. Prove e criteri di classificazione. D.M. 15/03/2005 come modificato dal D.M. 16/02/2009, - Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo. Pag. 15 di 177
22 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/2 SEGUE segue SEGUE PROCEDURE NORME DI SICUREZZA PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI SEGNALETICA DI SICUREZZA CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI PER REAZIONE AL FUOCO D.M. 30/11/ Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi. D.Lgs. 9/4/2008 n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. D.M. 26/6/84 - Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi. SICUREZZA SUL LAVORO D.Lgs. 9/4/2008 n. 81 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. CRITERI GENERALI DI SICUREZZA ANTINCENDIO D.M. 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro. NORME DI SICUREZZA IMPIANTI D.M. 22/01/2008 n Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11- quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. IMPIANTI TERMICI NORME TECNICHE E PROCEDURALI PER LA CLASSIFICAZIONE DI REAZIONE AL FUOCO ED OMOLOGAZIONE PRODOTTI VERNICIANTI IGNIFUGHI NORME SUI SEDILI NON IMBOTTITI E NON RIVESTITI PER LOCALI PUBBL. SPETTACOLO ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE NORME COMPORTAMENTO A FUOCO STRUTTURE E MATERIALI PER IMPIEGO IN LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO MANIFESTAZIONI VARIE D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 Regolamento recante norme per la progettazione, l installazione, l esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10. D.M. 12/4/1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. DLgs n. 192/2005 Attuazione della direttiva 2002/91/CEE relativa al rendimento energetico nell edilizia D.M. 6 marzo Norme tecniche e procedurali per la classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei prodotti vernicianti ignifughi applicati su materiali legnosi. D.M. 15 novembre Norme sui sedili non imbottiti e non rivestiti installati nei teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo. D.M. 14 giugno 1989, n. 236 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l accessibilità, l adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell eliminazione delle barriere architettoniche. D.M. 6 luglio 1983 Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere. Circolare del Ministero dell Interno, n. 3871/ Certificato di prevenzione incendi per manifestazioni varie. DEROGHE Circolare del Ministero dell Interno, prot. n. P1563/4108 del 29/8/95 - D.M. 1/2/86 - Criteri per la concessione di deroghe in via generale ai punti 3.2, e Pag. 16 di 177
23 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/2 SEGUE ATTIVITA SPECIFICHE PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI ALBERGHI AUTORIMESSE ELIPORTI D.M , n.121 MUSEI ED EDIFICI STORICO- ARTISTICI LOCALI PUBBLICO SPETTACOLO: PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE, ESERCIZIO, SERVIZIO VIGILANZA IMPIANTI SPORTIVI: COSTRUZIONE ED ESERCIZIO EDILIZIA SCOLASTICA : PREVENZIONE INCENDI EDIFICI CIVILE ABITAZIONE: SICUREZZA ANTINCENDIO STRUTTURE IN LEGNO RISCHI RILEVANTI ASCENSORI E MONTACARICHI Circolare del Ministero dell Interno, n. 15 del 12/3/76 - Prevenzione incendi negli esercizi alberghieri esistenti. Chiarimenti D.M. 9/4/ Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico - alberghiere Circolare del Ministero dell Interno, prot. n. P1226/4122/1 del 20/5/94 - D.M. 9/4/94 - Regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistiche - alberghiere - chiarimenti D.M. 01/02/86 Norme di sicurezza antincendio per la costruzione e l esercizio di autorimessa e simili Circolare del Ministero dell Interno, n. 1800/ Autorimesse a box affaciantesi su spazi a cielo libero con numero di box superiore a nove Regio decreto 07/11/1942, n.1564 Norme per l esecuzione, il collaudo e l esercizio degli impianti tecnici che interessano gli edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni e oggetti d interesse culturale. Decreto , n Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storico e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni, mostre. DM 6/7/ Norme sul comportamento al fuoco delle strutture e dei materiali da impiegarsi nella costruzione di teatri, cinematografi ed altri locali di pubblico spettacolo in genere D.M. 19/8/ Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacoli D.M. 22/02/96, n Regolamento recante norme sui servizi di vigilanza antincendio da parte dei vigili del fuoco sui luoghi di spettacolo e trattenimento D.M. 18/3/ Norme di sicurezza per la costruzione e l esercizio degli impianti sportivi D.M. 26/8/ Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica. Circolare del Ministero dell Interno, n. P2244/4122 sott. 32, del 30/10/96 - D.M. 26/8/92 - Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica. Chiarimenti applicativi e deroghe in via generale ai punti 5.0 e 5.2 Circolare del Ministero dell Interno, n. 91 del 14/9/61 - Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati in acciaio ad uso civile DL 16/5/87, n Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione Circolare del Ministero dell Interno, n /4122 del 2/12/1987- Art. 4 DM 16/5/87, n.246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. Chiarimenti DM 6/3/ Calcolo del carico di incendio per locali aventi strutture portanti in legno. Circolare del Ministero dell Interno, n /4122 del 7/12/ Strutture in legno - controsoffitti D.Lgs. 17 agosto 1999, n Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose DPR del 29/5/1963, n Approvazione del regolamento per gli ascensori e i montacarichi in esercizio privato ( in particolare si veda l art.9) Circolare del Ministero dell Interno, prot. n. P1208/4135 del 13/7/95 - Norme per ascensori e montacarichi in servizio privato - prevenzione incendi Pag. 17 di 177
24 SICUREZZA IN CASO DI INCENDIO famiglia 2 Requisito Cogente 2.1 gruppo A/2 SEGUE PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI MATERIALI ANTINCENDIO - IMPIANTI ESTINTORI PORTATILI (MAX KG.20) D.M. 20 dicembre Norme tecniche e procedurali, relative agli estintori portatili d incendio, soggetti all approvazione del tipo da parte del Ministero dell interno. ESTINTORI CARELLATI (SUPERIORI A KG.20) D.M. 6 marzo Norme tecniche e procedurali per la classificazione della capacità estinguente e per l omologazione degli estintori carrellati di incendio. TUBI FLESSIBILI ANTINCENDI (MANICHETTE) SISTEMI EQUIPAGGIATI: RUBINETTO IDRANTE MANICHETTA LANCIA UNI 9487 UNI IMPIANTI FISSI DI ESTINZIONE UNI 9489 ALIMENTAZIONI IDRICHE IMPIANTI UNI 9490 EROGATORI PER IMPIANTI FISSI (SPINKLER) UNI 9491 RETI IDRANTI : PROGETTAZIONE INSTALLAZIONE ED UNI EVACUATORI DI FUMO UNI 9494 PROCEDIMENTO ANALITICO VALUTAZIONE RESISTENZA AL FUOCO ELEMENTI COSTRUTTIVI: CEMENTO ARMATO - C.A.P. ACCIAIO -LEGNO UNI 9502 UNI 9503 UNI 9504 SCHIUMOGENI UNI 9493 D.M. 13 novembre 1995 Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di liquidi schiumogeni a bassa espansione. PORTE TAGLIAFUOCO UNI 9723 D.M. 14 dicembre Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura. D.M. 27 gennaio 1999 Resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di chiusura. Prova e criteri di classificazione. Pag. 18 di 177
25 BENESSERE AMBIENTALE famiglia 3 Requisito Cogente 3.0 gruppo A/1 RC 3.0 Proposizione esigenziale L opera deve essere concepita e costruita in modo da favorire il benessere degli occupanti, da non compromettere l igiene e la salute dei fruitori e degli interessati ed in particolare in modo da non provocare sviluppo di gas tossici, presenza nell aria di particelle o di gas pericolosi, emissione di radiazioni pericolose, inquinamento o tossicità dell acqua o del suolo, difetti nell eliminazione delle acque di scarico, dei fumi o dei rifiuti solidi o liquidi, formazione di umidità su parti o pareti dell opera. Fanno parte della presente famiglia i seguenti requisiti: RC 3.1 : RC 3.2 : RC 3.3 : RC 3.4 : RC 3.5 : RC 3.6 : RC 3.7 : RC 3.8 : RC 3.9 : RC 3.10: RC 3.11: CONTROLLO DELLE EMISSIONI DANNOSE SMALTIMENTO DEGLI AERIFORMI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO SMALTIMENTO DELLE ACQUE REFLUE TENUTA ALL ACQUA ILLUMINAMENTO NATURALE E ARTIFICIALE OSCURABILITA TEMPERATURA DELL ARIA INTERNA TEMPERATURA SUPERFICIALE VENTILAZIONE PROTEZIONE DALLE INTRUSIONI DI ANIMALI NOCIVI Pag. 19 di 177
26 BENESSERE AMBIENTALE famiglia 3 Requisito Cogente 3.1 gruppo A/1 RC 3.1 Controllo delle emissioni dannose ESIGENZE DA SODDISFARE L organismo edilizio, i suoi componenti, gli impianti, gli elementi di finitura e gli arredi fissi devono essere realizzati con materiali che non emettano gas, sostanze aeriformi, polveri o particelle dannosi o molesti per gli utenti, sia in condizioni normali sia in condizioni critiche (ad esempio sotto l azione di elevate temperature, d irraggiamento diretto o per impregnazione d acqua); devono inoltre conservare nel tempo tale caratteristica. L organismo edilizio e le sue pertinenze non devono essere sottoposti a livelli di esposizione ai campi elettromagnetici dannosi per la salute degli utenti. CAMPO DI APPLICAZIONE Tutte le funzioni di cui all art. X.1 nei materiali costituenti gli elementi tecnici che delimitano spazi chiusi di fruizione dell utenza (es. pareti perimetrali, pareti interne, coperture, solai, pavimenti, anche galleggianti), gli impianti di fornitura servizi (es. l impianto idrosanitario o quello di climatizzazione), gli elementi di finitura (es. infissi, manti di copertura, controsoffitti) e gli arredi fissi (es. pareti attrezzate). Per quanto riguarda i campi elettromagnetici il requisito è applicato a tutti gli spazi dell organismo edilizio e agli spazi di pertinenza chiusi e aperti. LIVELLI DI PRESTAZIONE Il requisito s intende soddisfatto se: - sono rispettate le prescrizioni tecniche e procedurali previste dalle norme sull uso di specifici materiali da costruzione; - gli eventuali livelli di inquinamento dovuti alle sostanze presenti in opera sono conformi ai limiti stabiliti dalle normative vigenti 21. INTERVENTI DI NUOVA COSTRUZIONE E INTERVENTI DI CUI AL 1 COMMA DELL ART. X.7 Non possono essere impiegati materiali vietati dalla legislazione vigente. Nel caso di utilizzo di materiale in cui l impiego è regolamentato dalla normativa vigente devono essere rispettate le relative norme specifiche. I livelli di inquinamento dovuti ai campi elettromagnetici devono rispettare i limiti stabiliti dalle normative vigenti 22. INTERVENTI SUL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE DI CUI AL 3 COMMA DELL ART.X.7 Vanno rispettati i livelli indicati per le nuove costruzioni, nei limiti di quanto disposto dal 3 comma dell art. X.7, fatta eccezione per quanto riguarda i campi elettromagnetici. Nel caso di interventi di recupero che comportano demolizione, rimozione, trattamento di strutture e attrezzature contenenti materiali vietati dalla legislazione vigente 23, oltre a prevedere successive azioni di salvaguardia e/o bonifica, vanno rispettate le procedure e le norme tecniche stabilite dalla normativa vigente 23 connesse in alcuni casi anche allo smaltimento 24 di tali materiali. 21 Vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI riguardanti: le restrizioni e i divieti d impiego, la protezione dei lavoratori, la prevenzione e riduzione dell inquinamento ambientale ed i decreti applicativi della L. 257/92. Per i campi elettromagnetici vedere in particolare il, il DM 10/9/98 n. 381, la L. 22/2/2001 n. 36 Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici ed il D.M. 29/05/ Devono essere osservati i limiti posti dalla normativa vigente. 23 Vedere i PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI. 24 Nel caso ad es. si demoliscano edifici, strutture ed attrezzature contenenti amianto o si rimuovano dagli edifici esistenti amianto o materiali contenenti amianto, con dispersione di fibre o polveri di amianto, restando fermi l obbligo della redazione del piano di lavoro e l osservanza delle disposizioni contenute nella L. 27/03/92, n.257 e nel relativo regolamento approvato con D.M. 28 Pag. 20 di 177
27 BENESSERE AMBIENTALE famiglia 3 Requisito Cogente 3.1 gruppo A/2 RC 3.1 Controllo delle emissioni dannose IN SEDE PROGETTUALE Il progettista ATTESTA che non è previsto per i componenti tecnici, per gli impianti, per gli elementi di finitura e per gli arredi fissi l uso di materiali passibili dell emissione di sostanze nocive, quali l amianto oppure, in presenza ad esempio di materiali contenenti fibre minerali, attesta che la messa in opera avverrà in modo tale da escludere la cessione di queste sostanze all ambiente. Nel caso di progettazione di cabine elettriche e di antenne il progettista ATTESTA che non vengono superati i limiti di esposizione di cui alla normativa vigente. Per tutte le nuove costruzioni il progettista ATTESTA che vengono rispettate le distanze dalle linee elettriche previste dalla normativa vigente. Nel recupero dell esistente, occorre anche una DESCRIZIONE DETTAGLIATA che individui, localizzi e segnali (nei casi previsti dalla normativa vigente) la presenza di materiali che emettono sostanze nocive affinché sia possibile prevedere le successive azioni di salvaguardia e/o bonifica. IN CORSO D OPERA E/O A LAVORI ULTIMATI Il tecnico incaricato attesterà con un GIUDIZIO SINTETICO fondato sul rispetto delle norme vigenti, sull integrità della superficie degli eventuali componenti edilizi contenenti fibre minerali (in caso di recupero), sui criteri della buona tecnica, sull assenza di sostanze aeriformi, polveri o particelle, dannosi o molesti per gli utenti; il giudizio potrà essere eventualmente supportato da CERTIFICAZIONE dei materiali impiegati rilasciata dal produttore. Nel caso d interventi sull esistente che necessitano della bonifica degli ambienti dall amianto, va allegata eventuale CERTIFICAZIONE DI RESTITUIBILITÀ 25 rilasciata dalle autorità sanitarie competenti in materia 26. Nel caso d attività produttive per le quali si renda necessario, ai sensi della normativa vigente, il parere preventivo sanitario, l autorità competente può richiedere PROVE IN OPERA da effettuarsi in sede di verifica a lavori ultimati. Per le cabine elettriche e per le antenne, PROVA IN OPERA, nell ambito delle procedure vigenti. marzo 1995, n Vedere in particolare il D.M. 06/09/ E necessaria nel caso di intervento di recupero sull esistente che necessita un operazione di bonifica. Pag. 21 di 177
28 BENESSERE AMBIENTALE famiglia 3 Requisito Cogente 3.1 gruppo A/2 SEGUE PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI Circ. Min. Sanità 10/7/1986, n. 45 Piano di interventi e misure tecniche per l individuazione ed eliminazione del rischio connesso all impiego di materiali contenenti amianto in edifici scolastici ed ospedalieri pubblici e privati. Legge 27/03/92, n. 257 Norme relative alla cessazione dell impiego dell amianto. Del. Giunta regionale n. Applicazione dell art. 9 della L. 27/03/1992, n. 257 recante Norme relative alla 1529 del 27/04/1993 cessazione dell impiego dell amianto D. M. 6/9/1994 Normative e metodologie tecniche di applicazione dell art.6, terzo comma, e dell art.12, secondo comma, della L. 27/03/92, n. 257, relativa alla cessazione dell impiego dell amianto. D. Lgs. 17/3/1995, n. 114 Attuazione della direttiva 87/217/CEE in materia di prevenzione e riduzione dell inquinamento dell ambiente causato dall amianto. Circ. Min. Sanità Circolare esplicativa del DM 6/9/94. 12/4/1995, n.7 D. M. Sanità 14/5/1996 Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l amianto, previsti dal primo comma dell art.5, lettera f) della L. 24/3/92, n Circolare Assessore Regionale n. 7 del 10/03/1997 Delib.del Cons. Reg. n. 497 del 11/12/1997 Circolare esplicativa sul Piano regionale di protezione dell ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall amianto. Piano regionale di protezione dell ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall amianto. D.M. Min. Sanità 20/08/1999 D.M. Min. Sanità 25/07/2001 Deliberazione Min. Ambiente e Tutela del Territorio del 12/12/2001 Deliberazione Min. Ambientale e Tutela del Territorio del , n. 01/CN/Albo Deliberazione Min. Ambiente e Tutela del Territorio del 30/03/2004, n. 02/CN/Albo D.Lgs 3/04/2006, n. 152 Deliberazione Min. Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare del 10/07/2006 D.Lgs 25/07/2006, n. 257 D.Lgs 9/04/2008 n. 81 Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l amianto, previsti dall art. 5, comma 1, lettera f), della Legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell impiego dell amianto. Rettifica al decreto 20 agosto 1999, concernente Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l amianto, previsti dall art. 5, comma 1, lettera f), della Legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell impiego dell amianto. Criteri e requisiti per l iscrizione all albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, nella categoria 9: bonifica dei siti. Criteri e requisiti per l iscrizione all albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, nella categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto Modulistica per l iscrizione all albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti, nella categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto. Norme in materia ambientale Disponibilità attrezzature minime per l iscrizione nella categoria 9: bonifica dei siti, e nella categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto Attuazione della direttiva 2003/18/CE relativa alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall esposizione all amianto durante il lavoro. Attuazione dell art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Pag. 22 di 177
Comuni di ARGENTA-MIGLIARINO-OSTELLATO PORTOMAGGIORE-VOGHIERA PROVINCIA DI FERRARA. comune di OSTELLATO REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO L.R.
Comuni di ARGENTA-MIGLIARINO-OSTELLATO PORTOMAGGIORE-VOGHIERA PROVINCIA DI FERRARA comune di OSTELLATO REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO L.R. 20/2000 RUE allegato A REQUISITI PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI