Source: http://www.processopenaleegiustizia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2389:corte-edu-20-febbraio-2018-ramanauskas-c-lituania&catid=163:giusto-processo&Itemid=147
Timestamp: 2018-06-24 14:41:40+00:00
Document Index: 45381895

Matched Legal Cases: ['§ 38', '§ 51', '§ 55', '§ 48', '§ 31', '§ 123']

Processo Penale e Giustizia - Corte edu, 20 febbraio 2018, Ramanauskas c. Lituania
Giusto processo - indagini sotto copertura - istigazione a delinquere
Stante la maggiore pericolosità sociale della criminalità organizzata, è sempre più frequente l’impiego di agenti sotto copertura, informatori ed indagini segrete (così in Ramanauskas v. Lituania [GC], n. 74420/01, ECHR 2008): tale espediente non contrasta con i principi di cui all’articolo 6 Cedu solamente in presenza di garanzie procedurali chiare, sufficienti ed adeguate. Nei casi in cui l’induzione al reato provenga da un agente sotto copertura, o da un civile che come tale agisce, detto contributo non deve travalicare i confini della cd. indagine passiva (cd. passive investigation) determinandosi come condicio sine qua non del reato (Teixeira de Castro c. Portogallo , 9 giugno 1998, § 38). Nel valutare il contrasto dell’istigazione con il diritto ad un equo processo la Corte dovrà compiere un duplice vaglio: sostanziale e processuale. Circa il primo parametro occorre valutare la “natura passiva” dell’indagine, ossia il coinvolgimento e la propensione criminale del soggetto prima del contatto con gli agenti sotto copertura (Furcht c. Germania , 54648/09, § 51, 23 ottobre 2014) e la concreta incidenza dell’istigazione stessa (Ramanauskas , cit. § 55; Furcht, cit. § 48 e Morari v. Repubblica di Moldova , 65311/09 , § 31). Devono, inoltre, essere stabiliti criteri autorizzativi e strumenti per la supervisione. Quanto al secondo parametro, la Corte deve sindacare le modalità con cui i tribunali nazionali si sono approcciati alla circostanza dell’induzione, la quale dev'essere oggetto di un contraddittorio approfondito, concreto e conclusivo (Matanović c. Croazia n.2742/12 , §§ 123-135, 4 aprile 2017). Devono in ogni caso essere rispettati i principi afferenti alle prove, alla parità delle armi ed al contraddittorio stesso. In ultimo deve compiersi un vaglio del materiale probatorio e documentale del fascicolo ponendo in capo allo Stato eventuali incompletezze o il mancato rispetto dei criteri indicati. [Principi non disattesi dallo stato turco in un’indagine su corruzione di organi della magistratura e dirigenti carcerari].