Source: http://www.antoniodipietro.it/2012/06/la-legge-e-uguale-per-tutti-tranne-che-per-i-politici/print/
Timestamp: 2020-07-10 22:37:18+00:00
Document Index: 46033843

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art.10', 'art.13', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 68']

Antonio Di Pietro » La legge è uguale per tutti, tranne che per i politici » Print
La legge è uguale per tutti, tranne che per i politici
Posted By antoniodipietro On 14 giugno 2012 @ 13:18 In Corruzione,Giustizia | 45 Comments
Nel mio intervento di stamattina alla Camera, prima del voto finale sul ddl anticorruzione, ho affermato che si tratta solo di uno specchietto per le allodole fatto apposta per fregare l’opinione pubblica. Una legge che non è contro la corruzione ma pro corruzione e che i deputai hanno votato non secondo cosicenza ma secondo gli ordini di partito.
Il presidente Fini mi ha accusato per questo di offendere i colleghi. Ma non sono io a dirlo: sono proprio loro. Basta rileggere le dichiarazioni di voto che affermano testualmente: “Lo votiamo ma lo avremmo voluto diverso” oppure “Lo votiamo ma speriamo che al Senato venga cambiato”.
Voglio spiegare perché questa legge è buona solo per fregare i gonzi. E’ piena di un sacco di parole belle e vuote, ma nella sostanza ci sono solo cinque norme vere: l’art. 2 sugli arbitrati; l’art. 4 bis sugli incarichi come dirigenti per politici ed ex politici; l’art.10 sulla incandidabilità dei condannati; l’art.13 che cancella quello che è il reato dei reati contro la pubblica amministrazione, cioè la concussine per induzione; l’art. 14 che introduce la corruzione tra privati.
Gli arbitrati sono strumento cui ricorrono i privati e alcuni dirigenti della pubblica amministrazione per legittimare spese che a preventivo erano 10 e a consuntivo diventano mille. Con l’arbitrato quasi nel 95% delle volte si dà ragione al privato e si fa danno alla pubblica amministrazione. C’è un giudice naturale, l’autorità giudiziaria. Non si capisce perché non ci si rivolga a lui e si vada invece da un arbitro privato scelto dalle parti e a forte rischio di tangenti.
L’arbitrato andava per questi motivi eliminato nelle cause che riguardano la pubblica amministrazione. Questa legge, invece, lo legittima.
L’art. 4 bis sugli incarichi di dirigenza doveva affrontare il modello piduista che si è instaurato nel nostro Paese, quello per cui lo stesso gruppo di potere si scambia ruoli e posti: una volta uno fa il politico e l’altro il dirigente, la volta dopo si invertono le parti. Ora questo articolo dice che i politici non lo possono fare più, ma solo per una anno. Come se fosse un gran problema rinviare la nomina di un anno. Questa è proprio la legittimazione del modello piduista che invece andava cancellato!
Arriviamo alla incandidabilità dei condannati. Prima di tutto è stato delegato a occuparsene il governo e non si capisce prché non lo potesse fare il Parlamento. In secondo luogo, si è sancito che la legge è uguale per tutti tranne che per i politici. Si è infatti deciso che non possono essere candidati solo i condannati in via definitiva. Invece un mafioso condannato in primo grado può stare alla Camera. Però la stessa legge dice che la condanna non definitiva basta per tenere fuori i pubblici impiegati che non devono assumere incarichi direttivi. Perché loro fuori e i politici dentro non si capisce!
Con la cancellazione della concussine per induzione, poi, si è abolita la fattispecie di reato tipica di Tangentopoli. Perché il pubblico ufficiale, il politico, il pubblico amministratore non usano la violenza per costringere a pagare. Ti inducono a farlo con una serie di comportamenti che fanno capire che o mangi questa minestra o salti la finestra.
Questa legge dice anche che tutti e due, chi paga e chi prende la mazzetta, rispondono dello stesso reato invece di aspettare che sia il giudice a decidere di volta in volta se si tratta di corruzione o di concussione. Così la vittima diventa vittima due volte, la prima perché deve pagare, e la seconda perché viene punito per aver pagato.
Inoltre ci sono riduzioni sia di pena che dei tempi di prescrizione. Il governo non ha tenuto neppure minimamente conto di quanto detto sin dal ’94 a Cernobbio, e cioè che bisogna rompere il patto di omertà tra concussi e concussori, aumentare e non ridurre i tempi di prescrizione e introdurre cause di non punibilità.
Voglio dire un ultima cosa: mentre alla Camera viene approvata una legge che serve solo a illudere i cittadini, al Senato, in maniera bipartisan, viene proposta la reintroduzione dell’art. 68 della Costituzione sulla non punibilità dei politici. Ma quando si capirà che noi abbiamo bisogno di parlamentari innocenti, non di parlamentari non punibili?
URL to article: http://www.antoniodipietro.it/2012/06/la-legge-e-uguale-per-tutti-tranne-che-per-i-politici