Source: https://www.slideshare.net/studiosicurezza/186-ance-delegafunzioni2013
Timestamp: 2017-08-17 10:18:15+00:00
Document Index: 76797583

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2082', 'art. 299', 'art. 2087', 'art. 40', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 30', 'art. 1176', 'art. 16', 'art.30', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 95', 'art.15', 'art. 96', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 55', 'art. 96', 'art. 159', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 89', 'art. 89', 'art. 97', 'art.26', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 159', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 18', 'art. 37', 'art. 38', 'art. 25', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 33', 'art. 33']

186 ance delega-funzioni_2013
Gaeta - Schema contratto appalto in... by Maria Vaudo 1996 views
1. Sicurezza delle CostruzioniDirezione Legislazione Opere PubblicheLA RESPONSABILITÀ IN MATERIA DISICUREZZA SUL LAVOROI ruoli individuati dal Decreto Legislativo9 aprile 2008, n. 81 e la delega di funzioni
2. Premessa del Presidente dell’Ance. Ing. Paolo BuzzettiCon la delega di funzioni, introdotta dal legislatore con il Testo unico sulla sicurezza sullavoro, è stato introdotto un importantissimo istituto atto a delineare in modo puntuale laripartizione dei ruoli e delle responsabilità all’interno di un’organizzazione aziendale.La sempre maggiore complessità dell’organizzazione del lavoro in un’impresa di costruzionicomporta, necessariamente, l’individuazione precisa dei soggetti che, insieme al datore dilavoro, devono perseguire l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza sempre migliori.Con questa iniziativa l’Ance intende fornire agli imprenditori edili alcune indicazioniindispensabili per l’individuazione dei soggetti che il datore di lavoro può delegare in materia disicurezza sul lavoro nonché le modalità di conferimento della delega.Nella prima parte dell’opuscolo si approfondiscono le figure rilevanti previste dal D. Lgs. 81/08analizzando le relative posizioni di garanzia ed effettuando unampia trattazione giuridica sulladelega di funzioni.La seconda parte riporta esempi di lettere di incarico ed esempi di deleghe di funzioni inmateria di sicurezza che il datore di lavoro può utilizzare dopo averle adattate alla realtàorganizzativa dellimpresa.Il capitale umano è la principale risorsa di un imprenditore e per questo motivo essa vatutelata. Ritengo che i contenuti di questo lavoro possano contribuire a fare sì che ciòavvenga.Paolo BuzzettiPresidente dell’ANCE
3. Il legislatore, con il Testo Unico approvato con il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,successivamente modificato con il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, ha elaboratouna disciplina organica in materia di sicurezza sul lavoro, fornendo la definizione edisciplina delle figure che svolgono un ruolo significativo all’interno dell’impresa.Il settore dell’edilizia rappresenta da sempre uno dei settori produttivi maggiormentecoinvolti nell’applicazione delle misure di sicurezza necessarie a garantire la tutela deilavoratori, con particolare riferimento alle attività svolte nell’ambito dei cantieri di lavoripubblici e privati.In tale ottica, l’Ance è da tempo impegnata nella diffusione della “cultura della sicurezza”attraverso la promozione della prevenzione e del rispetto delle regole finalizzate a tutelare ilavoratori presso le proprie Associazioni territoriali e le imprese associate.Per tale ragione, l’Ance ritiene opportuno riformulare la propria pubblicazione in materia ditutela della sicurezza, alla luce del rinnovato assetto normativo. Per maggior chiarezza si èritenuto opportuno organizzare la struttura del presente lavoro approfondendo le figurerilevanti, ai fini della sicurezza, dapprima nell’ambito di una generica organizzazioneaziendale e poi con specifico riferimento alle imprese edili. Ciò con il primario obiettivo difornire uno strumento adeguato a chiarire i delicati profili di responsabilità che coinvolgonole figure ricoprenti ruoli significativi all’interno dell’impresa e dei cantieri.Gabriele BuiaVice Presidente dellANCE
4. Il presente documento è stato elaborato dalling. Michele Tritto e dalling. FrancescaFerrocci dellArea Sicurezza delle Costruzioni, dallavv. Paola Da Forno e dallavv. MichelaMancini della Direzione Legislazione Opere Pubbliche. La supervisione del documento èstata effettuata dal Gruppo Tecnico Problemi della Sicurezza sul Lavoro dellANCE.LANCE ringrazia ling. Serafino Arcangeli per la preziosa collaborazione.N.B.: Il documento è scaricabile dal sito www.ance.it per gli associati ANCE
5. Pag.	5	INDICEPARTE PRIMA1. Le figure previste dal Testo Unico sicurezza e le relative posizioni di garanzia 61.1 Il datore di lavoro 61.2 Il dirigente 71.3 Il preposto 91.4 Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione 102. La delega di funzioni 122.1 I requisiti di validità 142.2 La posizione del delegante 152.2.1 Modelli di organizzazione e gestione 162.3 La posizione del delegato 172.4 La subdelega 183. Applicazione della disciplina al settore dei lavori in edilizia: imprese esecutrici edimpresa affidataria 193.1 Il datore di lavoro dell’impresa esecutrice 203.2 Dirigenti e preposti nei cantieri 213.3 L’impresa affidataria 23PARTE SECONDAPremessa 251. Lettere di incarico per lintero complesso aziendale 261.1 Lettera di incarico per dirigente 291.2 Lettera di incarico per preposto 301.3 Lettera di incarico per RSPP 321.4 Lettera di incarico per gli addetti al primo soccorso emergenza e antincendio 331.5 Lettera di incarico per medico competente 321.6 Lettera di incarico per ASPP 342. Lettera di incarico per il singolo cantiere 352.1 Lettera di incarico per il dirigente/direttore di cantiere 352.2 Lettera di incarico per preposti 373. Lettera di incarico per limpresa affidataria 383.1 Lettera di incarico per dirigente/direttore di cantiere 383.2 Lettera di incarico per preposti 414. Delega di funzioni in materia di sicurezza per le imprese esecutrici 424.1 Delega per lintero complesso aziendale 424.2 Delega per singolo cantiere 475 Delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro per le imprese affidatarie 515.1 Delega per singolo cantiere 51
6. Pag.	6	PARTE PRIMA1. Le figure previste dal Testo Unico sicurezza e le relative posizioni digaranziaLa disciplina del D.Lgs. 81/08 riguarda la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro con riferimento atutti i settori di attività. Sono pertanto individuate alcune figure che ricoprono ruoli significativi all’internodell’impresa cui sono riconnessi rilevanti profili di responsabilità.Tali ruoli significativi comportano la titolarità di “posizioni di garanzia”, rispetto all’incolumità fisica e psichicadei lavoratori, derivanti dal complesso di norme che disciplinano la materia antinfortunistica. Dette posizionidi garanzia comportano l’obbligo di predisporre le idonee misure di sicurezza e di impedire il verificarsi dieventi lesivi per i lavoratori, conseguendo all’eventuale omissione delle misure di sicurezza e al mancatorispetto degli obblighi di prevenzione la responsabilità penale personale del titolare.Si ritiene dunque opportuno individuare e delimitare le figure rilevanti, al fine di specificarne i relativi ambiti diresponsabilità.1.1 Il datore di lavoroL’art. 2, comma 1 lettera b) del D.Lgs 81/08 descrive il datore di lavoro come “il soggetto titolare del rapportodi lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cuiambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unitàproduttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”.Sulla base della norma richiamata, si possono enucleare tre definizioni di datore di lavoro: 1) il datore dilavoro in senso civilistico, ossia colui che sul piano formale ha stipulato il contratto di lavoro con il lavoratoreai sensi dell’art. 2082 c.c.; 2) il datore di lavoro delegato, ossia il soggetto cui sono delegate entro certi limitile funzioni di datore di lavoro; 3) il datore di lavoro di fatto, ossia colui che in base al principio di effettivitàricopre detto ruolo, avendone i necessari poteri decisionali e di spesa.In una stessa impresa è possibile che più persone possano essere contemporaneamente individuate qualidatori di lavoro, su ciascuna delle quali ricadono le responsabilità penali del datore di lavoro stesso. Si pensi,ad esempio, al caso di una società composta da due soci di cui uno riveste la carica di amministratore unicoe l’altro mantiene comunque poteri decisionali. Al fine di evitare la doppia responsabilità penale, è opportunodefinire, tramite documenti scritti, i compiti di ciascun componente del vertice aziendale, o meglio,individuare il responsabile dell’attuazione delle norme di sicurezza.La riconducibilità di un soggetto, che opera all’interno di una struttura organizzativa, ad una delle tredefinizioni di datore di lavoro prospettate, fa sorgere in capo allo stesso la qualifica di soggetto attivo deireati. Inoltre, in caso di pluralità di unità produttive si avranno tanti datori di lavoro titolari di posizioni di
7. Pag.	7	garanzia quante sono le unità produttive e ciascuno di loro sarà autonomamente destinatario delleprescrizioni previste dalla legge.Si evidenzia, in particolare, la rilevanza attribuita dal legislatore all’esercizio di fatto delle funzioni direttive.Ciò emerge sia dalla definizione sopra riportata di “datore di lavoro”, in cui l’utilizzo dell’avverbio “comunque”pone l’accento sulla necessaria sussistenza di poteri effettivi decisionali e di spesa, sia dalla generaleprevisione dell’art. 299 del D.Lgs. 81/08, ai sensi della quale le posizioni di garanzia relative ai soggettirilevanti (datore, dirigente e preposto) gravano altresì su coloro i quali, pur sprovvisti di regolare investitura,esercitino in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascun ruolo.Delimitata così la figura del datore di lavoro, occorre chiarire quali siano gli obblighi gravanti sullo stesso.Tale funzione ha il suo momento essenziale per la sicurezza dell’impresa nella valutazione dei rischi, che sitraduce nella predisposizione del relativo documento di valutazione, attività peraltro non delegabile. Con taledocumento sono individuati i rischi connessi all’attività della struttura e indicate le misure di prevenzione eprotezione idonee a tutelare i lavoratori rispetto a tali rischi, nonché il programma per garantire nel tempo ilmiglioramento dei livelli di sicurezza.Il datore di lavoro deve poi attuare le misure volte ad eliminare i rischi e deve provvedere a dare adeguatainformazione ai lavoratori, nonché a svolgere la formazione necessaria a trasferire ai lavoratori leconoscenze per la gestione dei rischi.Infine, compete al datore di lavoro l’obbligo di vigilanza e controllo sull’effettiva osservanza da parte deilavoratori delle disposizioni di sicurezza impartite. Più in generale, come si specificherà meglio nel capitolodedicato alla delega di funzione, spetta al datore di lavoro un generale obbligo di vigilanza sull’attuazionecomplessiva del sistema di sicurezza e sull’attività svolta dai soggetti delegati.Al di là degli obblighi specifici gravanti sul datore di lavoro, deve ricordarsi la sussistenza di una norma dichiusura, rappresentata dall’art. 2087 c.c., che impone in via generale al datore di salvaguardare l’integritàpsico-fisica del lavoratore. Infatti, la giurisprudenza penale utilizza spesso tale disposizione, ponendola afondamento della responsabilità del datore di lavoro per violazione di obblighi generali di diligenza, anche incasi in cui non ricorra la violazione di specifiche norme cautelari.1.2 Il dirigenteL’articolo 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 81/08 descrive il dirigente come “la persona che, in ragione dellecompetenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli,attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando sulla stessa”.
8. Pag.	8	Dalla definizione normativa emerge l’esigenza che il dirigente sia in possesso di adeguate competenzeprofessionali in materia di sicurezza, la cui verifica compete al datore di lavoro. Dalla nozione contenutanella norma emerge, altresì, che il fulcro dell’attività svolta dal dirigente sta nel potere organizzativodell’attività lavorativa e nel dovere di vigilanza sulla stessa. Egli, in sostanza, è l’alter ego del datore dilavoro, in quanto svolge funzioni gestionali ed organizzative, nella conduzione dell’azienda, espressamenteconferite dal datore di lavoro, attuando le direttive da quest’ultimo impartite.Pertanto, a differenza del datore di lavoro, che ha la responsabilità dell’organizzazione dell’azienda odell’unità produttiva in virtù di generali poteri decisionali e di spesa, il dirigente dirige l’attività produttivadell’azienda, o di singoli stabilimenti o reparti, senza disporre di poteri decisionali e finanziari riguardanti lagestione complessiva dell’azienda.Rientrano, dunque, in questa categoria coloro che sono preposti alla direzione tecnico-amministrativadell’azienda o di un reparto della stessa, quali: i direttori tecnici o amministrativi, i capi ufficio ed i capireparto.Anche per i dirigenti, peraltro, come per i datori di lavoro, vale il principio dell’effettività delle funzioniesercitate, nel senso che dirigente sarà colui che di fatto dirige l’attività, anche se sprovvisto della qualificaformale.Sempre in base al principio di effettività, il dirigente non deve essere necessariamente inquadratocontrattualmente nella categoria dei dirigenti ma è essenziale che svolga, all’interno dell’impresa, comedipendente o come soggetto legato al datore di lavoro da un rapporto professionale, le funzioni tipiche deldirigente.L’articolo 18 del D.Lgs. 81/08 pone quali comportamenti a carico del datore di lavoro e dei dirigenti unalunga serie di obblighi in materia di sicurezza. Infatti, fatta salva la predisposizione del documento disicurezza e la nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, che rientrano tragli obblighi non delegabili del datore di lavoro, al dirigente competono, secondo le attribuzioni a lui conferite,gli stessi obblighi sulla sicurezza che fanno carico al datore di lavoro.Il dirigente, dunque, è uno dei soggetti titolari di “posizioni di garanzia”, in quanto è destinatario degli obblighidi sicurezza iure proprio, cioè in via diretta, indipendentemente dal conferimento di una delega ad hoc daparte del datore di lavoro. Egli, pertanto, per il fatto stesso di essere, formalmente o in via di fatto, nellaposizione di chi dirige l’attività lavorativa di altri soggetti, è tenuto, al pari del datore di lavoro, a predisporrenel settore di propria competenza tutte le misure di sicurezza necessarie a tutelare i lavoratori, i quali devonoessere adeguatamente informati e addestrati in merito alle corrette modalità attuative.E’ chiaro, tuttavia, che gli obblighi di cui all’articolo 18 fanno carico a quei dirigenti cui competono obblighi disicurezza, come ad esempio un capo ufficio, un capo reparto, o un direttore di cantiere, dovendosi escludere
9. Pag.	9	la responsabilità di dirigenti che svolgono mansioni, ad esempio commerciali o amministrative, il cui esercizionon implichi la tutela della sicurezza.L’articolo 18 del D.Lgs. 81/08 riferisce gli obblighi di sicurezza ai dirigenti che svolgono attività diorganizzazione e direzione “secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite”. Ovviamente, ilcontenuto delle attribuzioni e competenze dei dirigenti varia da azienda ad azienda, essendo il singolodatore di lavoro, titolare del potere organizzativo primario, a definire le porzioni di potere organizzativo che idirigenti sono concretamente chiamati ad esercitare. Di conseguenza, è tale ripartizione interna dicompetenze, effettuata dal datore di lavoro attraverso il conferimento di specifico incarico, a delineare iconfini entro i quali i dirigenti devono esercitare i compiti di prevenzione ad essi attribuiti dalla legge.Il conferimento di tale incarico, tuttavia, è necessario unicamente al fine di trasferire al dirigente quei poteri didirezione ed organizzazione, il cui effettivo esercizio comporta ex se il rispetto degli obblighi di sicurezza.L’incarico, infatti, nulla aggiunge ai fini del rispetto degli obblighi di prevenzione che, come visto, competonoai dirigenti iure proprio, come conseguenza diretta dell’esercizio dei poteri direttivi ed organizzativi, e dunquea prescindere dall’esistenza di una delega specifica in materia di sicurezza.Ovviamente nulla esclude che, ai compiti relativi alla sicurezza compresi nelle funzioni dirigenzialioriginariamente conferite, il datore di lavoro decida di aggiungerne altri, ulteriori rispetto ai primi, delegandoin tal senso il dirigente attraverso uno specifico atto di delega di funzioni.1.3 Il prepostoL’articolo 2, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 81/08 descrive il preposto come “la persona che, in ragione dellecompetenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incaricoconferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute,controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere diiniziativa”.Dalla definizione normativa emerge l’esigenza che il preposto sia in possesso di adeguate competenzeprofessionali in materia di sicurezza, la cui verifica compete al datore di lavoro.Dalla nozione contenuta nella norma emerge, altresì, che quella del preposto è una figura professionale chesi colloca, nella struttura organizzativa dell’impresa, in posizione intermedia tra i dirigenti e gli altri lavoratori.Infatti, spetta al preposto curare l’attuazione da parte dei lavoratori delle direttive impartite dal datore dilavoro o dal dirigente e verificarne l’esatta applicazione, anche mediante l’esercizio di un potere di iniziativa,funzionale alla concreta attuazione degli ordini e delle istruzioni ricevute.Come per il dirigente, anche per il preposto l’individuazione all’interno della struttura aziendale deve esserefatta alla luce del principio di effettività. Soprattutto per la figura del preposto, infatti, vi è spesso l’assenza diuna investitura formale, per cui occorre guardare alle mansioni effettivamente svolte all’interno dell’impresa,
10. Pag.	10	con particolare riferimento all’attività di controllo circa il rispetto delle norme di sicurezza da parte deilavoratori.L’articolo 19 del D.Lgs. 81/08 pone a carico del preposto una serie di compiti specifici, che si sostanziano,fondamentalmente, nell’obbligo di vigilare sulle prestazioni lavorative dei dipendenti, al fine di verificarne laconformità rispetto alle prescrizioni in materia di salute e sicurezza.Il preposto, infatti, deve sovrintendere e vigilare sulla osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi dilegge e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di uso di mezzi di protezione, informando, incaso di persistenza della inosservanza, i diretti superiori dei lavoratori. Inoltre, deve informaretempestivamente il personale delle situazioni di rischio cui sia esposto, indicando le misure di protezione daadottare, e deve segnalare al datore di lavoro o al dirigente eventuali carenze riscontrate nelle attrezzaturedi lavoro e nei dispositivi di protezione individuale, nonché ogni altra situazione di pericolo della quale vengaa conoscenza.Come il dirigente, anche il preposto è titolare di una posizione di garanzia, in quanto l’articolo 19 pone acarico dello stesso una serie di obblighi specifici in materia di sicurezza, della cui mancata attuazione egli èdirettamente responsabile. E’ evidente, tuttavia, che, se per effetto di delega o in via di fatto, il prepostoassume una posizione di vertice all’interno dell’impresa, dirigendo il lavoro dei dipendenti, organizzandolo edimpartendo egli stesso ordini e direttive, sullo stesso gravano anche i medesimi obblighi e le medesimeresponsabilità che in materia di sicurezza competono al datore di lavoro e al dirigente.In ogni caso, il datore di lavoro, che riveste all’interno dell’impresa una posizione centrale di garanzia,nell’esercizio dei poteri di vigilanza ad esso spettanti deve controllare anche l’operato del preposto. Pertanto,nel caso in cui si siano instaurate nell’esercizio dell’attività lavorativa prassi in contrasto con le misure disicurezza, con il consenso del preposto, in caso di eventuale infortunio sul lavoro, il datore di lavoro potràrispondere per omessa sorveglianza, in concorso con il preposto stesso. Infatti, in assenza di una delegaespressamente e formalmente conferita al preposto, con pienezza di poteri ed autonomia decisionale, alpreposto non competono gli obblighi e le responsabilità specifiche del datore di lavoro o del dirigente, ilquale, dunque, deve verificare, attraverso idonee forme di vigilanza, che il rispetto delle misure di sicurezzasia adeguatamente adempiuto da parte dei preposti.Infine, va rilevato che la presenza di un preposto non esime da responsabilità il dirigente, in caso diinosservanza delle norme in materia di sicurezza. Entrambi, infatti, sono titolari di autonome posizioni digaranzia, seppure a distinti livelli di responsabilità.1.4 Il responsabile del servizio di prevenzione e protezioneL’articolo 2, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 81/08 descrive il responsabile del servizio di prevenzione eprotezione come “la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32
11. Pag.	11	designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dairischi”.Dalla nozione contenuta nella norma discende che quella in esame è una figura particolarmente importanteai fini della tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, in quanto si tratta del soggetto chiamato, all’internodell’azienda o dell’unità produttiva, a collaborare con il datore di lavoro al fine di verificare l’adeguatezzadelle misure antinfortunistiche adottate.La nomina del responsabile del servizio di prevenzione rappresenta, peraltro, uno degli adempimenti piùsignificativi che fanno carico al datore di lavoro, tanto da rientrare tra gli obblighi non delegabili, insieme allavalutazione dei rischi e alla redazione del relativo documento.Il soggetto designato quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione può essere sia un soggettoesterno che un soggetto interno all’azienda o all’unità produttiva e, dunque, può trattarsi anche di unlavoratore, purché munito delle capacità e dei requisiti professionali richiesti dalla legge per lo svolgimento ditale delicato incarico. Infatti, deve trattarsi di soggetti provvisti di competenze tecniche e professionaliadeguate a garantire un’idonea capacità di svolgimento dell’incarico, anche alla luce della natura dei rischipresenti sul luogo di lavoro.L’istituzione del servizio di prevenzione e protezione è comunque obbligatoria all’interno dell’azienda odell’unità produttiva nei casi di cui al comma 6 dell’articolo 31 del D.Lgs. 81/08, come ad esempio nelleaziende industriali con oltre 200 lavoratori. Inoltre, nei casi previsti dall’articolo 34, tra i quali rientrano leaziende industriali (quali le imprese edili) fino a 30 lavoratori, il datore di lavoro può svolgere direttamente icompiti propri del servizio di prevenzione e protezione.L’articolo 33 del D.Lgs. 81/08 definisce i compiti spettanti al servizio di prevenzione che consistono,fondamentalmente, nella individuazione dei fattori di rischio e nella elaborazione di adeguate misure diprevenzione e di sicurezza, nonché nella proposizione di programmi di informazione e formazione per ilavoratori.Dall’analisi dei compiti descritti emerge che al responsabile e agli addetti al servizio di prevenzione eprotezione competono essenzialmente una funzione di consulenza a favore del datore di lavoro senzaautonomi poteri decisionali ed operativi. Per tale ragione, la collaborazione prestata da questi soggettirispetto al datore di lavoro, non dà luogo di per sé a specifiche responsabilità penali.Coerentemente con il ruolo consultivo svolto, infatti, il responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione eprotezione non rivestono alcuna posizione di garanzia e, dunque, non rientrano tra i soggetti chiamati arispondere direttamente del loro operato; tanto è vero che il D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza, diversamente da
12. Pag.	12	quanto previsto per il datore di lavoro, il dirigente ed il preposto, non contempla alcuna sanzione penale aloro carico.Naturalmente, il fatto che il legislatore non abbia previsto delle responsabilità dirette a carico di tali soggettinon significa che questi non debbano rispondere in caso di inosservanza dei compiti loro attribuiti,soprattutto in caso di infortuni sul lavoro. Infatti, nelle ipotesi in cui l’evento lesivo a danno del lavoratore siadirettamente riconducibile ad un errore di valutazione del consulente e/o alla mancata segnalazione aldatore di lavoro di carenze, rispetto a quanto previsto nel documento di valutazione dei rischi e rilevato nelcorso della sua attività, il consulente stesso potrà essere chiamato a rispondere, anche se l’infortunio non èconseguenza di una specifica violazione da parte dello stesso delle norme in materia di sicurezza.In tali circostanze, infatti, il comportamento del responsabile del servizio di prevenzione concorre comunquealla produzione dell’evento lesivo e, di conseguenza, il soggetto potrà essere sottoposto a sanzione penaleper i reati di lesione o di omicidio colposo conseguenti all’infortunio verificatosi. In simili ipotesi, peraltro, nonè da escludere che anche il datore di lavoro possa essere chiamato a rispondere per colpa in eligendo o invigilando, almeno nei casi in cui l’errore di valutazione del consulente sia palesemente riscontrabile, edunque tale da essere percepito dal datore di lavoro anche in assenza di competenze tecnico-professionalispecifiche.Infine, è del tutto evidente che, nei casi in cui il soggetto designato quale responsabile del servizio diprevenzione svolga di fatto anche il ruolo di datore di lavoro, dirigente o preposto, in base al principio dieffettività che regola la materia della sicurezza, incomberanno sullo stesso anche gli obblighi che fannotipicamente capo a tali figure.2. La delega di funzioniLa complessità strutturale delle imprese pone sovente la necessità di individuare la singola persona fisicaalla quale attribuire la responsabilità per un fatto penalmente rilevante. La norma penale individua comeresponsabile colui il quale riveste all’interno dell’organigramma societario una posizione apicale, consideratoche il soggetto posto al vertice dell’impresa è colui che gode del più ampio potere decisionale, determinandoed indirizzando l’operato dell’azienda.Tuttavia, i soggetti destinatari di obblighi penalmente sanzionati si trovano spesso nell’oggettiva impossibilitàdi fare fronte ai molteplici adempimenti su di essi gravanti. Da qui la necessità per i vertici aziendali diavvalersi dell’operato di altri soggetti dotati di competenza qualificata in grado di sostituire od affiancare ivertici aziendali nell’adempimento degli obblighi previsti dalla legge.Il fenomeno di ripartizione organizzativa viene comunemente denominato “delega di funzioni”, per indicarel’attribuzione di autonomi poteri decisionali ad un soggetto che non ne sia titolare. Con essa dunque si
13. Pag.	13	trasferiscono compiti originariamente gravanti sul soggetto posto in posizione apicale a soggettimaterialmente e tecnicamente capaci di adempierli, rendendo così il sistema più efficiente.Tenuto conto di tale fenomeno, secondo la tesi maggiormente seguita in giurisprudenza, per individuare nelcomplesso aziendale i soggetti titolari di posizioni di garanzia occorre tenere conto sia della qualificaformalmente spettante al soggetto, sia delle funzioni concretamente svolte (c.d. teoria organica).In sostanza vi sono due livelli di indagine: 1) la ripartizione degli obblighi da parte della legge, in base allequalifiche ricoperte e alle mansioni svolte di fatto; 2) il trasferimento a terzi di obblighi originariamente direttiad un determinato soggetto.L’esistenza dunque della delega di funzioni può consentire di individuare un’autonoma posizione di garanzia.Tuttavia, la questione fondamentale è stabilire quali siano gli effetti della delega rispetto alla posizionericoperta dal soggetto su cui gravano gli obblighi in base alla legge.Al riguardo, l’orientamento prevalente ritiene che l’obbligo gravante sul soggetto delegante qualificato nonviene meno con la delega, ma si trasforma in un obbligo di vigilanza sul delegato, ossia nell’obbligo dicontrollare le modalità di esecuzione dei compiti del delegato e di intervenire allorché si venga a conoscenzadi qualsiasi violazione suscettibile di essere impedita.In buona sostanza, la delega non libera interamente il delegante, considerato che l’obbligo originario sitrasforma in obbligo di vigilanza e di controllo sull’adempimento dell’incarico da parte del delegato, obbligodella cui omissione il primo risponde in quanto con il proprio comportamento omissivo non abbia impeditol’evento che aveva l’obbligo giuridico di impedire (art. 40, comma 2 c.p.).Tale posizione risulta accolta dal legislatore nel D.Lgs. n. 81/08, all’art. 16, comma 3, laddove prevede che“la delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al correttoespletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite”.Si può pertanto ritenere che l’effetto della delega sia quello di costituire una nuova posizione di garanzia incapo al delegato, non potendosi ravvisare una sostituzione del soggetto responsabile, bensì unaffiancamento di un nuovo responsabile a colui che lo era originariamente. Quest’ultimo vede mutare ilcontenuto della sua posizione di garanzia da obbligo di osservanza diretta della prescrizione normativa inobbligo di vigilanza sull’adempimento del delegato.Deve infine evidenziarsi che, ai fini della sicurezza, la delega non può sortire alcun effetto rispetto a queicompiti che la legge considera non delegabili, dovendo essere assolti personalmente dal titolare dellaposizione di garanzia. Si tratta, in particolare, della valutazione dei rischi e dell’elaborazione del relativo
14. Pag.	14	documento, nonché della designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi(art. 17 D.Lgs. n. 81/08), che la norma pone a carico esclusivamente del datore di lavoro.2.1 I requisiti di validitàL’art. 16 del D.Lgs. n. 81/08 individua i requisiti essenziali affinché la delega di funzioni possa ritenersiefficace. Detti requisiti sono sia relativi all’atto sia relativi al contenuto.Sul piano formale, è necessario che sussista:a. atto di delega scritto recante data certa;b. accettazione per iscritto del delegato;c. adeguata e tempestiva pubblicità della delega.Sul piano sostanziale, occorre che la delega sia effettuata nei seguenti termini:a. a soggetto delegato in possesso di requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specificanatura delle funzioni delegate;b. con attribuzione di tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica naturadelle funzioni delegate;c. con attribuzione dell’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.Quanto agli oneri formali si ritiene che, pur non essendo richiesto l’atto pubblico, la necessità che la delegaabbia data certa comporta l’esigenza di effettuare normalmente la sottoscrizione autenticata della firma incalce alla delega ed alla relativa accettazione. La scelta del legislatore è peraltro comprensibile alla lucedella necessità di conseguire la certezza circa l’efficacia della delega, trattandosi di individuare conprecisione i soggetti responsabili sul piano penale in relazione al momento di consumazione del reato.L’accettazione può essere effettuata sia contestualmente, e perciò in calce all’atto di delega, sia con attosuccessivo con le forme richieste per la delega da comunicarsi al delegante (atto recettizio).Quanto alla necessaria pubblicità della delega, si ritiene che tale profilo attenga alla diffusione della stessanell’ambito dell’organizzazione aziendale, di modo che possano essere immediatamente riconoscibili, percoloro che operano all’interno dell’organizzazione e per i terzi che vengano a contatto con la stessa, isoggetti preposti a determinate funzioni.In merito ai requisiti di professionalità ed esperienza richiesti in capo al soggetto delegato, il D.Lgs. 81/08non specifica quali debbano essere. Ciò dipende dalla molteplicità di ambiti e funzioni in cui può operare ladelega: si tratta evidentemente di valutare i titoli e l’esperienza del singolo in relazione all’attività svoltadall’organizzazione aziendale nel suo complesso ed allo specifico settore affidato alla competenza deldelegato. Tale valutazione deve essere necessariamente svolta ex ante, in base ad un giudizio di idoneità
15. Pag.	15	ed adeguatezza, che lasci supporre un margine di ragionevole sicurezza in ordine al corretto adempimentodei compiti attribuiti.Al riguardo, si ritiene che, nell’ambito della responsabilità del datore di lavoro, sussista anche quella relativaalla scelta di soggetto inadeguato rispetto ai compiti trasferiti (culpa in eligendo), così come non puòesimersi da responsabilità il delegato che abbia accettato la delega pur non possedendo adeguateconoscenze e capacità nel settore di riferimento (colpa per imperizia).Per quanto concerne il contenuto della delega, il delegato deve godere di ampi poteri decisionali oltre che diadeguati poteri di spesa commisurati al tipo di attività delegata ed al tipo di interventi che si possono renderenecessari.L’autonomia decisionale ed organizzativa costituisce, infatti, elemento coessenziale all’istituto della delega difunzioni, dovendosi in assenza della stessa parlare piuttosto di “delega di esecuzione”, caratterizzata dallacircostanza che il titolare della posizione di garanzia si sia limitato ad affidare ad un subordinato compitimeramente esecutivi delle proprie decisioni.Pertanto, laddove il delegato non sia dotato di alcuna autonomia decisionale, il delegante mantiene lapropria originaria posizione di garanzia e rimane il diretto destinatario della norma penale.Nella delega di funzioni, il delegato deve poi avere la necessaria autonomia di spesa, deve cioè esseremesso nelle condizioni di gestire il settore o il servizio delegatogli anche sotto il profilo economico delladisponibilità dei mezzi.Se dunque la violazione normativa è frutto della scelta di politica generale operata dall’impresa ovverodell’assenza di potere di spesa per un budget inidoneo ai compiti attribuiti, il delegato non può essereritenuto responsabile ed il delegante mantiene intatta la propria originaria posizione di garanzia. Tuttavia,occorre tenere presente che il delegato che ritenga di non essere posto in grado di svolgere le funzionidelegate per mancanza dei fondi necessari deve chiedere al delegante di essere posto in grado di svolgerlee, in caso di diniego o mancato adempimento, deve rifiutare il conferimento della delega ovvero rimettere lastessa al delegante. In caso contrario, infatti, può configurarsi a carico del delegato la responsabilità perl’evento che dovesse verificarsi a cagione delle omissioni rilevanti.2.2 La posizione del deleganteCome già evidenziato, il delegante non può attraverso la delega di funzioni escludere in toto la propriaresponsabilità sul piano penale. La sua posizione di garanzia, lungi dall’essere esclusa e sostituita da quelladel delegato, si riduce di contenuto. Sussiste, infatti, in capo al delegante l’obbligo di assicurare un idoneo
16. Pag.	16	sistema di controllo sull’attività del delegato, al fine di non incorrere in responsabilità per culpa in vigilando,così come espressamente richiesto dall’art. 16, comma 3 del D.Lgs. 81/08.In assenza di un idoneo sistema di controllo, il delegante risponde per l’omesso esercizio del potere-doveredi controllo rispetto all’eventuale reato omissivo o commissivo del delegato. Ove dunque il delegato nonosservi la specifica prescrizione normativa (es. reato di natura contravvenzionale per omessapredisposizione della misura tecnica di prevenzione) e, inoltre, da tale inosservanza scaturiscano reatiulteriori (es. morte o infortunio del lavoratore quale conseguenza di detta violazione), il delegante rispondeper concorso mediante omissione nel reato del delegato: detto concorso per omissione potrà essere doloso,se il delegante è a conoscenza di fatti idonei a provocare violazioni da parte del delegato e si è scientementeastenuto dall’intervenire, ovvero colposo se, pur non essendo a conoscenza della possibile violazione, nonabbia esercitato diligentemente l’attività di controllo sul delegato (in tal caso il reato del delegato deve essereprevisto a titolo di colpa).Alla luce delle considerazioni svolte, appare di fondamentale importanza definire la misura del controlloesigibile da parte del soggetto delegante.Al riguardo, l’opinione prevalente ritiene che il controllo richiesto non possa essere analitico, cioè essere cosìpenetrante e costante al punto da sostanziarsi nell’adempimento dell’obbligo stesso di cui il delegante èoriginario destinatario. Infatti, se così fosse, la dimensione di tale obbligo di controllo renderebbesostanzialmente inutile il ricorso alla delega. Ciò che dunque può ragionevolmente richiedersi al delegante èun controllo sul generale andamento dell’attività delegata il cui esatto ambito dipende di volta in volta dal tipodi attività svolta.In linea generale, il limite negativo è costituito da una vigilanza così penetrante ed assidua da configurareuna vera e propria “ingerenza” del delegante e consistente in ordini, direttive e consigli indice dellamancanza ab origine dell’esigenza di fare ricorso alla delega di funzioni.Può dunque ritenersi che, laddove il soggetto di vertice dell’impresa, garante originario, abbia dato luogo aduna delega effettiva, avente i requisiti sopra visti, ed abbia approntato un adeguato sistema di controllosull’attività del delegato, può legittimamente confidare nell’osservanza da parte di quest’ultimo della diligenzarichiesta nell’esercizio delle attribuzioni, dovendo attivarsi solo allorché venga a conoscenza di eventualiinosservanze da parte del delegato.2.2.1 Modelli di organizzazione e gestioneAi sensi dell’art. 16, comma 3 del D.Lgs. 81/08, l’obbligo di vigilanza gravante in capo al soggetto delegantein ordine al corretto espletamento delle funzioni da parte del delegato si intende assolto in caso di adozione
17. Pag.	17	ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo previsto dall’art. 30, comma 4 del medesimo TestoUnico.La disposizione richiamata prevede, infatti, che, nell’ambito del modello di organizzazione e gestioneadottato dall’impresa ai fini dell’esclusione della responsabilità amministrativa delle persone giuridicheprevista dal D.Lgs. 231/2001, sia previsto un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del modello stesso esul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate. Peraltro, la scoperta diviolazioni significative delle norme di prevenzione degli infortuni ovvero il mutamento nell’organizzazione enell’attività in relazione al progresso scientifico e tecnologico comportano l’obbligo di riesaminare edeventualmente modificare il medesimo modello organizzativo.In sostanza, l’adozione di un modello ai sensi del D.Lgs. 231/2001, che preveda un sistema di controllo circala sua attuazione e mantenimento, concreta il rispetto da parte del delegante dell’obbligo di controllo sulsoggetto delegato, ai fini di escludere ogni profilo di colpevolezza in ordine all’eventuale reato commesso daldelegato.La previsione normativa sembra, dunque, confermare che i compiti di controllo gravanti sul delegantedebbano riguardare l’attività del delegato nel suo complesso considerata, prescindendo da un controllospecifico di ogni singolo atto, tanto che lo stesso può risultare adempiuto attraverso l’adeguata attuazionedel modello gestionale.2.3 La posizione del delegatoAttraverso la delega di funzioni debitamente accettata dal soggetto delegato, questi subentra quale ulterioresoggetto responsabile titolare di una posizione di garanzia. Il delegato è tenuto pertanto a svolgere lefunzioni delegate adempiendo alle prescrizioni normative ed attivandosi per prevenire il verificarsi di eventilesivi.Il delegato deve inoltre accertare che gli vengano conferiti i poteri decisionali adeguati allo svolgimento deicompiti ed i mezzi economici concretanti l’autonomia di spesa necessaria per l’attuazione delle decisioniassunte. La carenza di effettività della delega impone al soggetto delegato di escludere la relativaaccettazione o di revocare la stessa laddove le condizioni suddette dovessero venire meno. Ciò al finenaturalmente di escludere ogni responsabilità in ordine ad eventuali violazioni normative.In caso di ingerenza del titolare che impartisca ordini o direttive non adeguate al rispetto delle prescrizioni, ilsoggetto delegato è tenuto a non darvi esecuzione, rimettendo in caso di conflitto il potere conferitogli con ladelega.
18. Pag.	18	Si tratta pertanto di una posizione particolarmente delicata, che impone al soggetto delegato l’adempimentodei propri compiti con la diligenza richiedibile, da valutarsi in termini rigorosi vista la natura professionaledell’attività svolta e gli specifici requisiti di idoneità richiesti (art. 1176, comma 2 c.c.).L’esercizio delle funzioni delegate comporta la responsabilità penale del soggetto delegato sia in ordine aireati comuni, sia in ordine ai reati propri, ossia quelle fattispecie criminose nelle quali è richiesto in capo alsoggetto attivo del reato una determinata qualifica (es. datore di lavoro). Ne deriva che, pur non ricoprendoformalmente la qualifica richiesta, il delegato, in ragione della delega e della posizione di garanzia con essaassunta, risponde del reato in base al principio di effettività che determina l’individuazione dei soggettiresponsabili.2.4 La subdelegaL’art. 16, comma 3 bis del D.Lgs. 81/08 prevede e disciplina l’istituto della c.d. subdelega, ossia lapossibilità che il soggetto delegato provveda a sua volta a delegare specifiche funzioni ad altro soggetto.Quest’ultimo non può effettuare alcuna ulteriore subdelega.La norma sottopone la subdelega ad alcuni requisiti, ed in particolare:1) la sussistenza dei requisiti formali e sostanziali di validità, già analizzati al precedente paragrafo 2.1, eperciò:a. atto di subdelega scritto recante data certa;b. accettazione per iscritto del subdelegato;c. adeguata e tempestiva pubblicità della subdelega;d. possesso di requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzionisubdelegate;e. attribuzione di tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura dellefunzioni subdelegate;f. attribuzione dell’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni subdelegate;2) la previa intesa del datore di lavoro;3) la specificità delle funzioni subdelegate.Quanto alla previa intesa del datore di lavoro, stante il carattere formale della subdelega, deve ritenersi chela stessa debba risultare per iscritto. La norma richiede l’autorizzazione preventiva del datore di lavoro adeffettuare la subdelega, confermando in tal modo l’esigenza che il datore di lavoro operi il controllo costantesull’attuazione delle funzioni delegate. Inoltre, considerato il carattere eccezionale della subdelega rispetto alprincipio generale secondo cui il soggetto delegato non può a sua volta delegare le funzioni, appare difficile
19. Pag.	19	ritenere ammissibile una ratifica successiva da parte del datore della subdelega operata autonomamente daldelegato.La norma precisa, inoltre, che la subdelega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo alsubdelegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni trasferite. In linea, pertanto, con quantoprevisto per il datore di lavoro che delega le funzioni ad altro soggetto e che, come visto, mantiene l’obbligodi vigilanza in ordine al corretto espletamento delle stesse, anche il delegato che assuma la veste disubdelegante rimane titolare del potere-dovere di controllo sull’attività del subdelegato.Peraltro, il legislatore non chiarisce se, anche in ipotesi di subdelega, l’obbligo di vigilanza gravante in capoal soggetto subdelegante in ordine al corretto espletamento delle funzioni da parte del subdelegato siintenda assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo previsto dall’art.30, comma 4 del medesimo D.Lgs. 81/08.Al riguardo, la mancata specificazione di tale modalità particolare di assolvimento dell’obbligo di vigilanzapotrebbe essere intesa quale volontà del legislatore di escludere che l’esistenza di un valido ed adeguatomodello gestionale possa ex se costituire adempimento dell’obbligo di vigilanza da parte del subdelegante.Tuttavia, in base ad una lettura sistematica delle norme, sembra più corretto ritenere che l’adozione delmodello organizzativo, che deve prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del modello stessoe sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate, e ciò anche con riferimentoall’attività del subdelegato, possa costituire idoneo strumento per ritenere assolto l’obbligo di vigilanza daparte dello stesso subdelegante. Sarebbe, infatti, alquanto illogico attribuire al modello di organizzazione egestione, che ha carattere generale ed unitario, una funzione di esonero per la sola responsabilità del datoredi lavoro-delegante e non per quella del delegato-subdelegante.3. Applicazione della disciplina al settore dei lavori in edilizia: impreseesecutrici ed impresa affidatariaL’analisi delle figure rilevanti ai fini della sicurezza all’interno di un’impresa deve essere ulteriormenteapprofondita, adattata e completata avendo specifico riguardo allo svolgimento dell’attività edilizia e allasicurezza nei cantieri in fase di esecuzione dei lavori.Da un lato, infatti, occorre comprendere, con riferimento a ciascuna impresa esecutrice, quali siano i soggettiche ricoprono la figura di datore di lavoro, dirigente, preposto e soggetti delegati; dall’altro, è necessarioverificare, nella complessità dei soggetti che eseguono i lavori, se vi siano delle posizioni di garanziapeculiari e, perciò, quali siano le posizioni assunte dalle singole imprese che intervengono in cantiere.
20. Pag.	20	Al riguardo, occorre tenere presente che l’art. 89 del D.Lgs. 81/08 distingue tra impresa esecutrice edimpresa affidataria dei lavori. Definisce la prima come quell’impresa “che esegue un’opera o parte di essaimpegnando proprie risorse umane e materiali”, ma attribuisce alla seconda un ruolo preminentenell’esecuzione dei lavori, demandando poi agli artt. 95, 96 e 97 la definizione di differenti obblighi di rispettodegli adempimenti in materia di sicurezza.3.1 Il datore di lavoro dell’impresa esecutriceNell’ottica del legislatore la singola impresa che esegue lavori si configura ex se come soggetto tenuto alrispetto delle prescrizioni di tutela della sicurezza, prescindendo dal ruolo che ricopre. Nell’ambito diciascuna impresa esecutrice può, infatti, individuarsi la persona fisica che ricopre il ruolo di datore di lavoro,così come delineata al precedente paragrafo 1.1, quale “soggetto titolare del rapporto di lavoro con illavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito illavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva inquanto esercita i poteri decisionali e di spesa”.Rispetto alla definizione di datore di lavoro già esaminata, occorre preliminarmente fornire alcuni chiarimenti,in ordine al concetto di “unità produttiva”. Nell’ambito dell’attività edilizia, si pone, infatti, il problema dichiarire se possa considerarsi unità produttiva, ai fini dell’individuazione del datore di lavoro, anche il singolocantiere, con l’evidente conseguenza di trasferire la titolarità di detta posizione al soggetto che ricopra ilruolo apicale con riferimento al cantiere e non all’azienda nel suo complesso.Tale conclusione appare difficilmente sostenibile, alla luce della definizione di unità produttiva fornita dallostessoD.Lgs. 81/08 (art. 2, comma 1, lettera t), che configura la stessa quale “stabilimento o strutturafinalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnicofunzionale”. La definizione normativa sembra infatti privilegiare caratteristiche di autonomia funzionale, siasul piano decisionale che su quello finanziario, rispetto al complesso dell’impresa, normalmente ravvisabili instabilimenti o filiali autonome, sotto i profili visti, dalla casa madre. Tale situazione di effettiva autonomiasembra difficilmente configurabile nella situazione tipica delle imprese di costruzione, per le quali il cantierenon appare una struttura separata dall’organizzazione aziendale.Deve dunque escludersi che vi possa essere un qualsiasi automatismo che consenta di definire il singolocantiere come autonoma unità produttiva, pur non potendosi escludere in situazioni particolari laconfigurabilità di tale autonomia, specialmente per imprese di grandi dimensioni, operanti in settoridiversificati con spiccata autonomia dalla sede centrale. In tal senso, si pensi all’ipotesi del “settore estero”avente una propria autonomia gestionale e decisionale nell’ambito dell’impresa.In altri termini, il datore di lavoro dell’impresa esecutrice è normalmente il soggetto titolare del rapporto dilavoro con i dipendenti o il soggetto che di fatto ha la responsabilità complessiva dell’intera organizzazionedell’impresa. A seconda perciò della tipologia di impresa, datore di lavoro può essere il titolare dell’impresa
21. Pag.	21	in caso di impresa individuale, l’amministratore unico o l’amministratore delegato in caso di società di capitalio di persone. In quest’ultimo caso, può risultare determinante il conferimento dei poteri decisionali e di spesaattribuiti normalmente al legale rappresentante dell’impresa.Il datore di lavoro dell’impresa esecutrice è tenuto all’adempimento delle misure generali di tutela previstedall’art. 95 del D.Lgs. 81/08, che risultano definite sia con riferimento alle misure generali previste dall’art.15, sia alle misure particolari relative al cantiere. A detti obblighi si aggiungono poi quelli previsti dall’art. 96(che competono ai datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici), tra i quali assumespecifica rilevanza, accanto agli adempimenti concreti quali l’obbligo di adeguato accatastamento deimateriali, di rimozione di quelli pericolosi e di stoccaggio ed evacuazione dei detriti e delle macerie, quellofondamentale di redazione del piano operativo di sicurezza.Rispetto agli adempimenti sopraddetti, lo strumento maggiormente funzionale a delimitare i profili diresponsabilità è costituito senz’altro dalla delega di funzioni, attraverso la quale il datore di lavoro, comeampiamente evidenziato nei paragrafi precedenti, può circoscrivere la propria responsabilità all’obbligo divigilanza e controllo desumibile dall’art. 16, comma 3 del D.Lgs. 81/08.Tuttavia, è assolutamente necessario evidenziare che l’accettazione da parte del datore di lavoro del pianodi sicurezza e di coordinamento, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, per ilsingolo cantiere, adempimento all’obbligo di valutazione dei rischi ed elaborazione del relativo documento aisensi dell’art. 17 del D.Lgs. 81/08, attività prevista come non delegabile da parte del datore di lavoro (art. 96,comma 2).3.2 Dirigenti e preposti nei cantieriLa definizione delle figure del dirigente e del preposto, anche per i cantieri, si desume dalla parte generaledel D.Lgs. 81/08, sopra analizzata. In realtà, la disciplina relativa ai cantieri non fornisce chiarimenti in ordineai compiti spettanti a detti soggetti, che risultano richiamati nella rubrica dell’art. 96 (“Obblighi dei datori dilavoro, dei dirigenti e dei preposti”), salvo poi riferire esclusivamente al datore di lavoro gli obblighi specificiin tema di normativa dei cantieri. Al dirigente e al preposto fanno dunque sicuramente carico gli obblighiprevisti dagli artt. 18 e 19 del D.Lgs. 81/08, in tema di misure generali di tutela della salute e della sicurezzadei lavoratori.La figura di dirigente fondamentale per l’attività del cantiere è il direttore di cantiere, quale soggetto tipicoche “attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa” (art. 2,comma 1, lettera e). In quanto dirigente preposto all’attività produttiva del cantiere competono al direttore dicantiere gli adempimenti previsti dall’art. 18 del D.Lgs. 81/08, cui sono riconnesse le sanzioni previstedall’art. 55.
22. Pag.	22	Deve tuttavia notarsi che, nonostante l’art. 96 non estenda espressamente gli obblighi ivi previsti al dirigente,in contrasto con quanto annunciato nella rubrica della norma, si trova un chiaro indice degli obblighicomunque gravanti sul dirigente dalla lettura del successivo art. 159 del D.Lgs. 81/08, che prevede a caricodello stesso le sanzioni penali per le relative omissioni. Detta norma sembra dunque confermare, anche perl’attività dei cantieri, la sussistenza di obblighi gravanti sul dirigente in proprio, del tutto analoghi a quellipropri del datore di lavoro. Se ne desume perciò una posizione di garanzia del direttore di cantiere piena ecompleta.Ciò non toglie, tuttavia, che nei confronti dello stesso possa essere rilasciata altresì una delega che definiscaspecificamente i compiti ulteriori, ed in particolare quelli previsti dagli artt. 95 e 96 del D.Lgs. 81/08, conesclusione dei compiti non delegabili, al fine di rendere maggiormente chiaro il ruolo spettante al direttore dicantiere.In caso di delega piena, pertanto, il direttore di cantiere sostituisce in tutto e per tutto il datore di lavoro,quale garante del rispetto della normativa antinfortunistica sul cantiere, salvo gli obblighi non delegabili esalvo il mantenimento in capo al datore dell’obbligo di vigilanza più volte richiamato.Alla posizione tipica del preposto devono ricondursi le figure del capo cantiere, dell’assistente e delcaposquadra cui spetta essenzialmente il compito di curare l’attuazione da parte dei lavoratori delle direttiveimpartite dal datore di lavoro o dal dirigente e verificarne l’esatta applicazione. Il capo cantiere, gli assistentie il caposquadra devono dunque vigilare sulle attività dei lavoratori per garantire che le stesse si svolganonel rispetto delle regole normative previste e delle disposizioni impartite dagli organi sovraordinati.Gli obblighi gravanti sul capo cantiere, in qualità di preposto, derivano direttamente dall’art. 19 del D.Lgs.81/08, considerato che, come già visto anche per il dirigente, le norme specifiche relative al cantiere nonprevedono obblighi particolari se non per il datore di lavoro. Tuttavia, ciò non significa che il preposto nonassuma una specifica posizione di garanzia rispetto all’attuazione delle misure di sicurezza. Anzi, il suo ruoloè proprio quello di vigilare sul rispetto delle misure di prevenzione in cantiere da parte dei lavoratori,risultando perciò responsabile, laddove le stesse non siano attuate.In linea generale, la posizione di garanzia del preposto comporta l’assunzione della responsabilità penalerispetto alle specifiche violazioni degli obblighi propri previsti dall’art. 19, nonché della responsabilità relativaad eventuali infortuni occorsi in cantiere, pur affiancandosi detta responsabilità a quella del direttore dicantiere ed eventualmente del datore di lavoro, in base anche all’assetto delle deleghe poste in essere daldatore.Secondo i principi generali svolti con riferimento all’impresa nel suo complesso, deve dunque desumersiche, nell’ambito del cantiere, può configurarsi la responsabilità del datore di lavoro e del direttore di cantiere,
23. Pag.	23	rispetto ai comportamenti omissivi del capo cantiere, qualora risulti che tali soggetti ne fossero aconoscenza, o avrebbero dovuto esserlo, avendo in tal caso l’obbligo di intervenire.In particolare, nei rapporti tra direttore di cantiere e capo cantiere, ossia tra dirigente e preposto, il direttoredi cantiere non può ritenersi esonerato da responsabilità per inosservanza delle misure di prevenzione, inragione della presenza del capo cantiere, essendo entrambi i soggetti titolari di autonome posizioni digaranzia. Il direttore di cantiere è pertanto responsabile, in tema di infortuni, ove risulti che non abbiasorvegliato l’attività dei preposti o non sia intervenuto, pur essendo a conoscenza delle omissioni deglistessi.3.3 L’impresa affidatariaL’art. 89, comma 1, lettera i) del D.Lgs. n. 81/2008, contiene la definizione di impresa affidataria,intendendosi per tale l’“impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzionedell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi”. La norma aggiungeinoltre che “nel caso in cui titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga lafunzione di promuovere la partecipazione delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo dipersonale deputato alla esecuzione dei lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria deilavori oggetto del contratto di appalto individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavoricomunicato al committente o, in caso di pluralità di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quellaindicata nell’atto di assegnazione dei lavori come affidataria, sempre che abbia espressamente accettatotale individuazione”.Rispetto a tale definizione, l’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici, con parere reso in data 27.7.2010, hachiarito che:1) l’espressione “consorzi di imprese” di cui all’art. 89 ricomprende consorzi stabili, consorzi ordinari eassociazioni temporanee;2) l’impresa affidataria ai fini della sicurezza deve essere sempre un’unica impresa, anche in presenzadi più imprese esecutrici;3) l’individuazione di tale impresa è sostanzialmente rimessa alla libera determinazione delle parti,salvo l’ipotesi dell’associazione temporanea in cui dovrebbe coincidere con la mandataria;4) tale individuazione deve essere effettuata prima della stipula del contratto mediante appositacomunicazione alla stazione appaltante.L’esame del ruolo e delle funzioni attribuite dal D.Lgs. 81/08all’impresa affidataria consente di delinearel’assetto dei compiti in materia di sicurezza nei cantieri, laddove l’esecuzione dei lavori, come spessoaccade, non sia demandata ad un’unica impresa, ma ad una pluralità di soggetti, sia perchécomplessivamente riconducibili al ruolo stesso di appaltatore (associazione temporanea di imprese,
24. Pag.	24	consorzio di concorrenti, consorzio stabile), sia perché riconducibili ai diversi ruoli di appaltatore e disubappaltatore.A tali fini, è essenziale tenere presente che impresa affidataria rispetto ai subappaltatori è l’impresaappaltatrice; ove l’impresa appaltatrice sia costituita da una pluralità di soggetti, secondo le indicazionidell’Autorità, dovendo comunque essere individuata un’unica impresa affidataria, è tale l’impresa mandatariaper l’associazione temporanea ed altra impresa liberamente individuata dalle parti per i consorzi.Tali precisazioni risultano importanti, poiché ciascuna impresa esecutrice è responsabile in proprio delrispetto della disciplina sulla sicurezza, in base alle disposizioni sopra esaminate, attraverso le varie figuredelineate di datore di lavoro, dirigente e preposto, oltre all’eventuale delega di funzioni; tuttavia, all’impresaaffidataria spetta un ruolo ulteriore ed aggiuntivo che potrebbe costituire fonte di autonoma responsabilità.In particolare, l’art. 97 attribuisce al datore di lavoro dell’impresa affidataria il compito generale di verificare lecondizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano disicurezza e di coordinamento, oltre agli obblighi in generale derivanti dall’esecuzione di lavori in appalto (art.26 del D.Lgs. 81/08). Al datore di lavoro dell’impresa affidataria compete, altresì, il coordinamento degliinterventi gravanti anche sulle imprese esecutrici (artt. 95 e 96) e la verifica della congruenza dei diversipiani operativi di sicurezza predisposti dalle imprese esecutrici. Peraltro l’art. 97, comma 3ter richiede che ildatore di lavoro, i dirigenti ed i preposti dell’impresa affidataria siano in possesso di adeguata formazione.Rispetto all’impresa affidataria, la figura centrale è costituita dal datore di lavoro, che viene menzionatoall’art. 97; tuttavia, il legislatore, oltre a richiamare le figure del dirigente e del preposto nel comma 3ter,prevede l’applicazione delle sanzioni penali di cui all’art. 159 anche in capo al dirigente.Pertanto, per l’impresa affidataria, si delinea la sussistenza di un ruolo particolare e differenziato rispetto allealtre imprese esecutrici, tale per cui potrebbe ravvisarsi una responsabilità in capo ai soggetti rilevanti(datore di lavoro e dirigente – direttore di cantiere), nell’ipotesi in cui si verifichino reati omissivi o infortuniall’interno del cantiere riguardanti dipendenti di imprese esecutrici. È da ritenersi, infatti, che all’eventualeresponsabilità ascrivibile al datore di lavoro, direttore di cantiere e/o capo cantiere della singola impresapossa aggiungersi la responsabilità del datore di lavoro e/o direttore di cantiere dell’impresa affidataria,laddove siano ravvisabili omissioni rilevanti in relazione al singolo e concreto evento verificatosi.
25. Pag.	25	PARTE SECONDAPremessaNel riportare alcuni esempi di lettere di incarico ed esempi di delega in materia di sicurezza utilizzabili daidatori di lavoro segnaliamo quanto segue:- I modelli devono essere utilizzati dopo averli adattati alle realtà organizzative delle singole imprese,in particolare nel caso di loro articolazione in unità produttive.- Più incarichi potrebbero essere affidati alla stessa persona qualora in possesso dei requisiti richiestidalla legge.- Alcuni modelli potrebbero non essere utilizzati (ad esempio nel caso in cui il datore di lavorosvolgesse anche le funzioni di RSPP, la lettera di incarico per il responsabile del servizio diprevenzione e protezione non avrebbe senso).- La normativa prevede che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sia consultato in relazionealla designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, degli addetti al primosoccorso, emergenza e antincendio, del medico competente e degli Addetti al Servizio diPrevenzione e Protezione. E opportuno che di tale consultazione limpresa conservidocumentazione.- Per quanto concerne le lettere di incarico per limpresa affidataria si ricorda che, ove la stessaimpresa affidataria ricopra anche le funzioni di impresa esecutrice, le lettere di incarico di cui agliesempi: 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6, mantengono la propria validità.- Nel caso in cui il datore di lavoro abbia conferito una delega per lintero complesso aziendale (vedipunto 4.1) nulla vieta che vengano conferite deleghe per singolo cantiere (vedi punto 4.2). Inalternativa potrebbe essere utilizzato lo strumento della subdelega, da parte del delegato dell’interocomplesso aziendale, nei confronti di direttori tecnici di singoli cantieri, previa intesa del datore dilavoro.- Per ciò che concerne gli esempi 1.1, 1.2, 2.1, 2.2, 3.1 e 3.2, si segnala che gli obblighi ivi richiamatidiscendono direttamente dalla legge e, anche per questo motivo, non è necessaria una formaleaccettazione della lettera di incarico ma è sufficiente la “presa visione”.- Le lettere di incarico per i dirigenti sono state impostate distinguendo tra incarichi per l’interocomplesso aziendale ivi intendendosi le attività fisse dell’impresa quali sede, officina, magazzino,ecc., più le attività di cantiere (es. 1.1), e incarichi relativi ai singoli cantieri (es. 2.1 e 3.1). Ove ildatore di lavoro voglia avvalersi di un dirigente per le sole attività fisse dell’impresa, il modello dautilizzare è il modello 1.1 depurato dei riferimenti all’art. 96 del D.Lgs. 81/08 (vedi note n. 2 e 5 delmodello 1.1).- Per conferire la delega di funzioni limitatamente alle sole attività fisse dell’impresa, potrà essereutilizzato il modello 4.1 depurato dei riferimenti all’art. 96 del D. Lgs. 81/08 secondo le note 2 e 5riportate nel modello 4.1 stesso, analogamente a quanto illustrato al punto precedente.
26. Pag.	26	1. LETTERE DI INCARICO PER LINTERO COMPLESSO AZIENDALE(Attività fisse dell’impresa quali sede, officina, magazzino, ecc. piùattività di cantiere)1.1 Lettera di incarico per dirigenteSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataOggetto: Lettera di incarico di “Dirigente” ai fini della sicurezzaEgr. Sig. ……………………..,visto lorganigramma aziendale e viste le Sue funzioni dirigenziali di ………… 1e quindi considerati i poteridirettivi e gestionali riguardanti…..…..… (specificare le competenze ed attribuzioni), con la presente Leconfermiamo che Lei ricopre il ruolo di “Dirigente” ai fini della sicurezza ai sensi dellarticolo 2 comma 1lettera d) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i..Le ricordiamo che i suoi obblighi sono quelli previsti dagli articoli 18, 26 e 962del suddetto decreto di seguitoriportati:- nominare il Medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal D.Lgs.81/08.- designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi elotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, disalvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;- nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapportoalla loro salute e alla sicurezza;- fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il Responsabile delServizio di Prevenzione e Protezione e il Medico competente, ove presente;- prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni especifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;- richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioniaziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e deidispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;- inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitariae richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico;- nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del D.Lgs. 81/08, comunicare tempestivamente almedico competente la cessazione del rapporto di lavoro;- adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioniaffinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro ola zona pericolosa;1Specificare il ruolo svolto (ad es. Direttore tecnico/ Responsabile del personale, ecc….)2Il riferimento all’art. 96 va eliminato nel caso di dirigenti che si occupino delle sole attività fisse dell’impresa
27. Pag.	27	- informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa ilrischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;- adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37 delD.Lgs. 81/08;- astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dalrichiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolograve e immediato;- consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;- consegnare tempestivamente al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi eper lespletamento della sua funzione, copia del documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a) delD.Lgs. 81/08, anche su supporto informatico come previsto dallarticolo 53, comma 5 del suddettodecreto, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); ildocumento è consultato esclusivamente in azienda;- prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischiper la salute della popolazione o deteriorare lambiente esterno verificando periodicamente la perduranteassenza di rischio;- comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativonazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione delcertificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro checomportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi,quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni;l’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tregiorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delledisposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cuial decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;- aggiornare il registro infortuni3;- consultare il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui all’articolo 50 del D.Lgs.81/08;- adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro,nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43 del D.Lgs.81/08. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda odell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;- nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori diapposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore el’indicazione del datore di lavoro;- nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all’articolo 35 delD.Lgs. 81/08;- aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hannorilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnicadella prevenzione e della protezione;- comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativonazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8 del D.Lgs. 81/08, in caso di nuovaelezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di primaapplicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori giàeletti o designati;- vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti allamansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità;- vigilare in ordine alladempimento degli obblighi di cui agli artt. 19 (Obblighi del preposto), 20 (Obblighidei lavoratori), 22 (Obblighi dei progettisti), 23 (Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori), 24 (Obblighi degliinstallatori) e 25 Obblighi del Medico competente) del D.Lgs. 81/08;- verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazioneai lavori, ai servizi, alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o disomministrazione:3Tale obbligo sarà in vigore fino allemanazione del decreto di cui allarticolo 8 comma 4 del D.Lgs. 81/08 .
28. Pag.	28	- fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sonodestinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propriaattività; 4- cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro incidentisull’attività lavorativa oggetto dell’appalto; 4- coordinare gli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori informandosireciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse impresecoinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva; 4- elaborare il Documento di valutazione dei rischi di interferenza (DUVRI) di cui all’articolo 26, comma 3del D.Lgs. 81/08, anche su supporto informatico come previsto dall’articolo 53, comma 5 dello stessodecreto, e, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamentecopia ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente inazienda; 4- adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui allallegato XIII PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DISALUTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE del D.Lgs. 81/08; 5- predisporre laccesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; 5- curare la disposizione o laccatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o ilribaltamento; 5- curare la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la lorosicurezza e la loro salute; 5- curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con ilcommittente o il responsabile dei lavori; 5- curare che lo stoccaggio e levacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; 5Resta fermo, in ogni caso, l’obbligo per il dirigente di provvedere ad ogni ulteriore adempimento in materia disicurezza previsto a suo carico dal D.Lgs. 81/08.Voglia restituire copia della presente firmata per presa visione.Il datore di lavoro.............................................Per presa visione………………………………………4Tali obblighi si intendono assolti in caso di presenza di Piano di sicurezza e di coordinamento e di Piano operativo di sicurezza5Da eliminare nel caso di dirigenti che si occupino delle sole attività fisse dell’impresa.
29. Pag.	29	1.2 Lettera di incarico per prepostoSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataOggetto: Lettera di incarico di “preposto” ai fini della sicurezzaEgr. Sig. ……………………..,visto l’organigramma aziendale, e gli incarichi a Lei affidati, con la presente Le confermiamo che Lei ricopreil ruolo di “Preposto” ai fini della sicurezza ai sensi dellarticolo 2 comma 1 lettera e) del D.Lgs, 81/08. Lericordiamo che i suoi obblighi sono quelli previsti dallarticolo 19 del suddetto decreto di seguito riportati: sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonchédelle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezionecollettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenzadella inosservanza, informare i loro superiori diretti; verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che liespongono ad un rischio grave e specifico; richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dareistruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto dilavoro o la zona pericolosa; informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa ilrischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività inuna situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delleattrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo chesi verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.Voglia restituire copia della presente firmata per presa visione.Il datore di lavoro…........................................Per presa visione………………………………………
30. Pag.	30	1.3 Lettera di incarico per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione1Spett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataEgr. Sig. ……………….In riferimento alle intese intercorse, a fronte del possesso da parte sua delle capacità e dei requisiti previstiall’art. 32 del D.Lgs. 81/08, comunichiamo la Sua designazione quale Responsabile del Servizio diPrevenzione e Protezione aziendale ai sensi dellart. 31, comma 2 dello stesso decreto.Le precisiamo che i compiti relativi a tale incarico, come previsto dallart. 33 del predetto decreto sono:- individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per lasicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base dellaspecifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;- elaborazione, per quanto di competenza, delle misure preventive e protettive di cui all’articolo 28,comma 2 del D.Lgs. 81/08, e dei sistemi di controllo di tali misure;- elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;- proposte sui programmi di informazione e formazione dei lavoratori;- partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché allariunione periodica di cui all’articolo 35 del D.Lgs. 81/08;- fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs 81/08 su:- i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;- le procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi dilavoro;- i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46 del D.Lgs. 81/08;- i nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medicocompetente- i rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioniaziendali in materia;- i pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati disicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;- le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.Per lo svolgimento dei predetti compiti Ella sarà coadiuvato dai signori…………………………………..addettial servizio (riempire nel caso tali addetti siano previsti).Ella sarà informato circa:a) la natura dei rischi;b) lorganizzazione del lavoro, la programmazione e lattuazione delle misure preventive e protettive;c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;d) i dati del registro degli infortuni e delle malattie professionali;e) le prescrizioni degli organi di vigilanza.Potrà disporre di mezzi e tempo adeguati, in conformità a quanto concordato con lAzienda.1Tale lettera di incarico può essere utilizzata nei confronti di un dipendente dellimpresa o di persona esterna.
31. Pag.	31	Potrà avvalersi, se necessario e previa autorizzazione, di persone esterne allAzienda, in possesso dispecifiche conoscenze professionali necessarie ad integrare lazione di prevenzione e protezione.A norma dellart. 33, comma 2, del D.Lgs. 81/08, Le ricordiamo inoltre che tutti i componenti del Servizio diPrevenzione e Protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenzanellesercizio delle funzioni svolte.IL DATORE DI LAVORO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIODI PREVENZIONE E PROTEZIONE(per accettazione)
32. Pag.	32	1.4 Lettera di incarico per addetti a primo soccorso, emergenza e antincendioSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataEgr. Sig.Con la presente Le comunichiamo la Sua designazione quale lavoratore incaricato di attuare le misure di:□ Primo soccorso□ Prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione nell’impresa …………………….. ai sensi dell’art. 18comma 1 lett. b) del D.Lgs. 81/08.La Sua attività sarà svolta conformemente alle istruzioni e con i mezzi che Le saranno forniti.A norma dellart. 37, comma 9 del predetto decreto, Le sarà inoltre erogata una formazione specifica edadeguata in materia.Le ricordiamo che la presente designazione non può essere da Lei rifiutata se non per giustificato motivo,che dovrà esserci notificato per iscritto.IL DATORE DI LAVORO IL LAVORATORE(per accettazione)Data …………………..
33. Pag.	33	1.5 Lettera di incarico per il medico competenteSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataEgr. Sig. ………………………………secondo le intese intercorse, a fronte del possesso da parte sua dei titoli e dei requisiti previsti dall’art. 38 delD.Lgs.81/08, Le comunichiamo la Sua nomina a "medico competente" ai sensi del stesso decretoLa Sua attività consisterà nella sorveglianza sanitaria sui nostri dipendenti nei casi previsti dalla normativa invigore e comprenderà, oltre a quanto previsto dall’art. 25 del medesimo decreto: visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore èdestinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica; visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneitàalla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa,viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dalmedico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimentomotivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelliindicati dal medico competente; visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischiprofessionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativasvolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica; visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica; visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente; visita medica preventiva in fase preassuntiva; visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di duratasuperiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione.Nellesercizio della Sua attività Ella potrà avvalersi, per motivate ragioni, della collaborazione di medicispecialisti, che sarà cura dellAzienda individuare sulla base delle Sue indicazioni; potrà inoltre disporre,nellambito degli accertamenti sanitari di Sua competenza, le indagini diagnostiche e gli accertamenti clinici ebiologici mirati al rischio da Lei ritenuti necessari.Resta inteso che il presente conferimento dincarico è a titolo strettamente personale.IL DATORE DI LAVORO IL MEDICO COMPETENTE(per accettazione)
34. Pag.	34	1.6 Lettera di incarico per addetto al servizio di prevenzione e protezioneSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataEgr. Sig. ……………….In riferimento alle intese intercorse, a fronte del possesso da parte sua delle capacità e dei requisiti previstiall’art. 32 del D.Lgs. 81/08, , comunichiamo la Sua designazione quale addetto al Servizio di Prevenzione eProtezione aziendale ai sensi dellart. 31, comma 2 del predetto decreto.Le precisiamo che i compiti relativi a tale incarico, per il cui svolgimento Ella collaborerà con ilsig………………….., Responsabile del Servizio, sono quelli previsti dallart. 33 del predetto decreto e cioè:- individuazione dei fattori di rischio, avalutazione dei rischi e individuazione delle misure per la sicurezzae la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specificaconoscenza dell’organizzazione aziendale;- elaborazione, per quanto di competenza, delle misure preventive e protettive di cui all’articolo 28,comma 2 del D.Lgs. 81/08, e dei i sistemi di controllo di tali misure;- elaborazione delle procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;- proposte sui programmi di informazione e formazione dei lavoratori;- partecipazione alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché allariunione periodica di cui all’articolo 35 del D.Lgs. 81/08;- a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36 del D.Lgs 81/08 su:- i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;- le procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;- i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46 del D.Lgs. 81/08;- i nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medicocompetente- rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioniaziendali in materia;- i pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati disicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;- le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.Ella sarà informato circa:a) la natura dei rischi;b) lorganizzazione del lavoro, la programmazione e lattuazione delle misure preventive e protettive;c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;d) i dati del registro degli infortuni e delle malattie professionali;e) le prescrizioni degli organi di vigilanza.Potrà disporre di mezzi e tempo adeguati, in conformità a quanto concordato con lAzienda.A norma dellart. 33, comma 2 del D.Lgs. 81/08, Le ricordiamo inoltre che tutti i componenti del Servizio diPrevenzione e Protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenzanellesercizio delle funzioni svolte.IL DATORE DI LAVORO IL LAVORATORE(per accettazione)
35. Pag.	35	2. LETTERE DI INCARICO PER IL SINGOLO CANTIERE2.1 Lettera di incarico per dirigente/direttore di cantiereSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataOggetto: Lettera di incarico di “Dirigente” ai fini della sicurezzaEgr. Sig. ……………………..,visto lorganigramma aziendale e visto il Suo ruolo di direttore di cantiere per i lavori di …………………presso il cantiere ubicato ……………., con la presente Le confermiamo che Lei ricopre il ruolo di “Dirigente”ai fini della sicurezza ai sensi dellarticolo 2 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i..Le ricordiamo che i suoi obblighi sono quelli previsti dagli articolo 18, 26 e 96 del suddetto decreto di seguitoriportati:- tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza,nell’affidare i compiti ai lavoratori;- fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il Responsabile delServizio di Prevenzione e Protezione e il Medico competente, ove presente;- prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni especifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;- richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioniaziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e deidispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;- adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioniaffinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro ola zona pericolosa;- informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa ilrischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;- adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37 delD.Lgs. 81/08;- astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dalrichiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolograve e immediato;- consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;- prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischiper la salute della popolazione o deteriorare lambiente esterno verificando periodicamente la perduranteassenza di rischio;- adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro,nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43 del D.Lgs.
36. Pag.	36	81/08. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda odell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti1;- nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori diapposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore el’indicazione del datore di lavoro;- aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hannorilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnicadella prevenzione e della protezione;- vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti allamansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità,- vigilare in ordine alladempimento degli obblighi di cui agli artt. 19 (Obblighi del preposto), 20 (Obblighidei lavoratori), 22 (Obblighi dei progettisti), 23 (Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori), 24 (Obblighi degliinstallatori) e 25 (Obblighi del Medico competente) del D.Lgs. 81/08;- verificare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazioneai lavori, ai servizi, alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o disomministrazione;- fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sonodestinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propriaattività; 2- cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dei rischi sul lavoro incidentisull’attività lavorativa oggetto dell’appalto; 2- coordinare gli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori informandosireciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse impresecoinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva; 2- elaborare il Documento di valutazione dei rischi di interferenza (DUVRI) di cui all’articolo 26, comma 3,anche su supporto informatico come previsto dall’articolo 53, comma 5 dello stesso decreto, e, surichiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia aiRappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente in azienda; ;2- adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui allallegato XIII PRESCRIZIONI DI SICUREZZA E DISALUTE PER LA LOGISTICA DI CANTIERE del D.Lgs. n. 81/08;- predisporre laccesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;- curare la disposizione o laccatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o ilribaltamento;- curare la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la lorosicurezza e la loro salute;- curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con ilcommittente o il responsabile dei lavori;- curare che lo stoccaggio e levacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;Resta fermo, in ogni caso, l’obbligo per il dirigente di provvedere ad ogni ulteriore adempimento in materia disicurezza previsto a suo carico del D.Lgs. 81/2008.Voglia restituire copia della presente firmata per presa visione.Il datore di lavoro…………...............................Per presa visione………………………………………1Tale obbligo vige nel caso in cui non sia previsto nel contratto di affidamento dei lavori che il committente o il responsabile dei lavoriorganizzi apposito servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori.2Tali obblighi si intendono assolti in caso di presenza di Piano di sicurezza e di coordinamento e di Piano operativo di sicurezza
37. Pag.	37	2.2 Lettera di incarico per prepostiSpett.leSig. ………………………….Via …………………………..………………………………Luogo e dataOggetto: Lettera di incarico di “preposto” ai fini della sicurezzaEgr. Sig. ……………………..,visto lorganigramma aziendale e visto il Suo ruolo di capocantiere per i lavori di ………………… presso ilcantiere ubicato ……………., e gli incarichi a Lei affidati, con la presente Le confermiamo che Lei ricopre ilruolo di “Preposto” ai fini della sicurezza ai sensi dellarticolo 2 comma 1 lettera e) del D.Lgs 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i.. Le ricordiamo che i suoi obblighi sono quelli previsti dallarticolo 19 del suddetto decreto diseguito riportati: sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonchédelle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezionecollettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenzadella inosservanza, informare i loro superiori diretti; verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che liespongono ad un rischio grave e specifico; richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dareistruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto dilavoro o la zona pericolosa; informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa ilrischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività inuna situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delleattrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo chesi verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.Voglia restituire copia della presente firmata per presa visione.Il datore di lavoro.............................................Per presa visione
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