Source: http://www.vittoriocoscarella.it/diritto-tributario/
Timestamp: 2019-08-18 17:16:48+00:00
Document Index: 132357910

Matched Legal Cases: ['art. 73', 'art. 73', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 2745', 'art. 2752']

Diritto Tributario Archives - Studio Legale Avv. Vittorio Coscarella - Foro di Catanzaro
Archivio Categoria: Diritto Tributario
Scritto da Vittorio Coscarella il 16 Gennaio 2018 Nessun commento | 4.085 views
In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo di posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il d.lg. n. 261 del 1999 stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla legge n. 890 del 1982, tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali.
Cassazione civile, sez. VI, 08/01/2018, n. 234
L’art. 73, comma 3° del D.P.R. n. 633 del 1972, prevede l’istituzione di un particolare meccanismo di assolvimento dell’Iva, facoltativo, comportante la perdita, da parte delle società controllate, della disponibilità dei rispettivi saldi Iva ed il trasferimento dei relativi crediti e debiti d’imposta alla società controllante
Scritto da Vittorio Coscarella il 7 Febbraio 2016 Nessun commento | 1.208 views
L’art. 73, comma 3° del D.P.R. n. 633 del 1972, prevede l’istituzione di un particolare meccanismo di assolvimento dell’Iva, facoltativo, comportante la perdita, da parte delle società controllate, della disponibilità dei rispettivi saldi Iva ed il trasferimento dei relativi crediti e debiti d’imposta alla società controllante. L’istituto de quo è tale da consentire alla società controllante di compensare con operazione algebrica, i saldi a credito o a debito risultanti dalle liquidazioni periodiche e dalle dichiarazioni annuali proprie e delle società partecipate, restando unico soggetto legittimato al versamento dell’imposta ovvero ad effettuare la scelta tra il rimborso annuale o l’accredito dell’eccedenza dell’imposta per l’anno successivo. Lo strumento dell’ “iva di gruppo” consente, dunque, di realizzare un consolidamento dei crediti e dei debiti d’imposta delle partecipanti al gruppo, con un vantaggio avente natura eminentemente finanziaria, consistente nella possibilità di ottenere un sollecito rimborso dei crediti Iva vantati da una delle società del gruppo mediante compensazione con l’eventuale Iva a debito di altre società dello stesso gruppo. Con tale strumento in sostanza, si evita che le società “a debito” debbano immediatamente versare l’imposta e le società “a credito” siano, invece, costrette ad attendere i tempi non celeri del ricorso ordinario.
Cass. civ. Sez. Unite, 02/02/2016, n. 1915 Continua »
Sezioni Unite: non sono ammesse le ipoteche di Equitalia per debiti irrisori
Scritto da Vittorio Coscarella il 14 Aprile 2012 Nessun commento | 2.001 views
Non può iscriversi l’ipoteca se il credito erariale non è realizzabile con la vendita forzata perché la somma è inferiore agli € 8.000,00 (ottomila euro), soglia minima prevista dalla legge.
scarica qui la sentenza: http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2012/04/sentenza-ipoteca-equitalia.pdf
consulta LeggiOggi.it per un ottimo approfondimento: http://www.leggioggi.it/2012/04/13/cassazione-no-ipoteche-equitalia-per-debiti-irrisori/
Contributo unificato nel processo tributario: la circolare del MEF
Scritto da Vittorio Coscarella il 25 Settembre 2011 Nessun commento | 1.898 views
Si pubblica la Circolare del MEF in data 21.9.2011 relariva all’introduzione del contributo unificato nel processo tributario.
Scritto da Vittorio Coscarella il 8 Luglio 2011 Nessun commento | 2.623 views
Scritto da Vittorio Coscarella il 4 Aprile 2011 Nessun commento | 1.985 views
Commissione Tributaria Regionale Perugia, sez. I, sentenza 15.02.2011 n° 37
Con la sentenza 15 febbraio 2011 la Commissione Tributaria di Perugia si è pronunciata in merito alla legittimità della tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari in abbonamento. Atteso che i giudici di prime cure avevano statuito, con sintetica motivazione, che essa era dovuta in quanto si trattava di una somma accertata a titolo di tributo, la CTr si è espressa diversamente, esaminando dettagliatamente il quadro normativo di riferimento. In effetti, le disposizioni legislative relative al servizio di telefonia mobile sono state profondamente modificate nel corso degli ultimi anni. In particolare, è stato evidenziato che il presupposto per il pagamento della tassa di concessione governativa richiesto in relazione all’impiego di apparecchiature terminali per il servizio pubblico terrestre di telecomunicazioni, ovvero di telefoni cellulari, era in origine regolato dall’art. 21 della tariffa allegata al d.p.r. 641/1972, relativo alla: “Licenza o documento sostitutivo per l’impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione.” Continua »
Privilegi sui tributi locali (ICI)
Scritto da Vittorio Coscarella il 25 Maggio 2010 Nessun commento | 1.632 views
Le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi in favore di determinati crediti possono essere oggetto di interpretazione estensiva, la quale costituisce il risultato di una operazione logica diretta ad individuare il reale significato e la portata effettiva della norma, che permette di determinare il suo esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla sua formulazione testuale, e di identificare l’effettivo valore semantico della disposizione, tenendo conto dell’intenzione del legislatore e, soprattutto, della causa del credito che, ai sensi dell’art. 2745 c.c., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. Ne deriva che il privilegio generale sui mobili istituito dall’art. 2752 c.c. sui crediti per le imposte, tasse e tributi dei Comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti dei Comuni relativi all’imposta comunale sugli immobili (ICI) introdotta dal D.Lgs. n. 504 del 1992, pur se successiva, e quindi non compresa, tra i tributi contemplati dal R.D. n. 1175 del 1931. (Consegue, nella specie, la conferma della impugnata decisione).
Cass. civ. Sez. Unite, 17/05/2010, n. 11930