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Timestamp: 2020-01-21 14:51:04+00:00
Document Index: 173122789

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 2', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 35', 'art. 31', 'art. 11', 'art. 185', 'art. 11', 'art. 185', 'art. 32', 'art. 144', 'art. 145', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 160']

﻿ Parlamento lavori in corso al 25 giugno 2019 | societapiu.it
25 Giugno 2019 | La Redazione Marchi
Tabella di riepilogo | Decreto Crescita | Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere |
Tempi di pagamento e debiti commerciali P.A.
Comm. Industria e Commercio
C. 1807-A
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (*)
Domanda internazionale di brevetto
Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi” (C. 1807-A), le Commissioni Finanze e Industria (6 e 10) del Senato hanno iniziato l’esame di sede referente (S. 1354).
Il 25 giugno è iniziato l’esame in Assemblea al Senato.
Per quanto di interesse il provvedimento in esame disciplina:
a) il rinnovo dei contratti di locazione a canone agevolato (art. 19-bis). Una norma d’interpretazione autentica stabilisce che in mancanza della comunicazione per rinuncia del rinnovo del contratto, da inviarsi almeno sei mesi prima della scadenza, il contratto è rinnovato tacitamente, a ciascuna scadenza, per un ulteriore biennio (art. 2 c. 5, quarto periodo, L. 431/1998);
b) nuovi obblighi relativi ai tempi di pagamento tra le imprese e debiti commerciali della P.A. (art. 22). Il provvedimento specifica che le società dovranno indicare nel proprio bilancio sociale (nuovo art. 7-ter al D.Lgs. 231/2002):
- i tempi medi di pagamento delle transazioni effettuate nell'anno e gli eventuali ritardi medi tra i termini pattuiti e quelli effettivamente praticati;
- le politiche commerciali adottate con riferimento alle suddette transazioni, nonché le eventuali azioni poste in essere in relazione ai termini di pagamento;
c) le società di investimento semplice – SIS (art. 27) Il decreto introduce una specifica tipologia di organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR) riconducibile alla forma della società di investimento a capitale fisso (Sicaf), con un regime semplificato, fissando le condizioni da rispettare affinché una società possa rientrare nel perimetro applicativo della SIS. A fronte di determinati limiti operativi, vengono previsti oneri regolatori ridotti, attraverso la disapplicazione della normativa secondaria e di taluni obblighi relativi ai partecipanti al capitale, modificando la disciplina dei gestori che operano al di sotto di specifiche soglie di attivo.
In particolare, per potere rientrare nel perimetro applicativo, la società deve (art. 35-undecies TUF):
1) avere un patrimonio netto che non ecceda i 25 milioni di euro;
2) avere un capitale sociale almeno pari a quello previsto dal codice civile per le s.p.a. (50.000 euro);
3) gestire direttamente il patrimonio raccolto attraverso la sottoscrizione di titoli rappresentativi di capitale riservata agli investitori professionali;
4) avere come oggetto esclusivo dell'attività l’investimento diretto del patrimonio raccolto in PMI non quotate su mercati regolamentati che si trovano nella fase di sperimentazione, di costituzione e di avvio dell’attività. Si tratta quindi di società che, in base al loro più recente bilancio annuale o consolidato, soddisfano almeno due tra questi tre criteri: i) numero medio di dipendenti nel corso dell’esercizio inferiore a 250, ii) totale dello stato patrimoniale non superiore a 43 milioni, iii) fatturato netto annuale non superiore a 50 milioni;
5) non ricorrere alla leva finanziaria (non deve quindi acquistare o vendere attività finanziarie per un ammontare superiore al capitale posseduto);
6) adottare un sistema di governo e controllo adeguato ad assicurare la sana e prudente gestione e l’osservanza delle disposizioni loro applicabili e che, a fronte del rischio derivante dalla responsabilità professionale, debbano stipulare un’assicurazione sulla responsabilità civile professionale adeguata ai rischi derivanti dall’attività svolta.
E’ possibile procedere alla costituzione di una o più SIS, nel rispetto del limite complessivo di 25 milioni di euro.
In sede referente è stata soppressa la disposizione che riserva la sottoscrizione delle azioni o degli altri strumenti finanziari partecipativi della SIS agli investitori professionali;
d) imarchi storici (art. 31) Il provvedimento, modificato nel corso dell’esame in sede referente, introduce nel D.Lgs. 30/2005 (c.p.i.):
1) il marchio storico di interesse nazionale, quale il marchio d’impresa registrato o per cui sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni, utilizzato per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale (nuovo art. 11-ter c. 1 c.p.i.);
2) il Registro speciale dei marchi storici, istituito presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM). I titolari o licenziatari esclusivi di marchi d'impresa registrati da almeno cinquanta anni, o per i quali sia possibile dimostrare l'uso continuativo da almeno cinquanta anni, possono ottenere l'iscrizione del marchio nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale (nuovo art. 185-bis c.p.i.);
3) il logo “marchio storico di interesse nazionale” che le imprese iscritte nel Registro possono utilizzare per finalità commerciali e promozionali, che sarà istituito con decreto del MISE, il quale specificherà anche i criteri per l’utilizzo del logo (nuovo art. 11-ter c. 2 c.p.i.);
4) la previsione di un Fondo per la tutela dei marchi storici per interventi nel capitale di rischio in imprese titolari o licenziatarie di un marchio iscritto nel Registro, o comunque in possesso dei requisiti per l’iscrizione del marchio nel Registro speciale, che intendano chiudere il sito produttivo di origine o principale, per cessazione dell'attività o per delocalizzazione fuori del territorio nazionale, con conseguente licenziamento collettivo.
L’impresa (iscritta o in possesso dei requisiti per iscriversi) deve notificare al MISE (nuovo art. 185-ter c.p.i.):
- le azioni tese a ridurre gli impatti occupazionali attraverso, incentivi all'uscita, prepensionamenti, ricollocazione di dipendenti all’interno del gruppo;
- le opportunità per i dipendenti di presentare un'offerta pubblica di acquisto ed ogni altra possibilità di recupero degli asset da parte degli stessi.
Per il titolare dell'impresa titolare o licenziataria esclusiva del marchio che viola gli obblighi informativi è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.
e) l’attività di contrasto all’Italian sounding e gli incentivi al deposito di brevetti e marchi (art. 32 cc. 1-17) Si prevede:
- la definizione di pratiche finalizzate alla falsa evocazione dell'origine italiana di prodotti (c.d. Italian sounding) (nuovo art. 144 c. 1-bis c.p.i.);
- l’estensione del divieto di registrazione come marchi di simboli emblemi e stemmi che rivestono interesse pubblico ai segni riconducibili alle forze dell'ordine e alle forze armate e i nomi di Stati e di enti pubblici territoriali italiani. Non possono, altresì, formare oggetto di registrazione come marchi parole, figure o segni lesivi dell'immagine o della reputazione dell'Italia;
- la competenza del Consiglio nazionale anticontraffazione anche al contrasto dell’Italian Sounding (art. 145 c.p.i.). Il Consiglio assume la nuova denominazione di Consiglio nazionale per la lotta alla contraffazione e all'Italian Sounding;
- che la domanda internazionale di brevetto - depositata ai sensi del Trattato di cooperazione in materia di brevetti (Patent cooperation Treaty), ratificato con L. 260/1978 - contenente la designazione o l’elezione dell’Italia, indipendentemente dalla designazione dell’Organizzazione europea dei brevetti per la concessione di un brevetto europeo, equivale ad una domanda di brevetto per invenzione industriale o per modello di utilità depositata in Italia alla stessa data, e ne produce gli effetti, se - entro 30 mesi dalla data di deposito, o di priorità, ove rivendicata - viene depositata presso l’UIBM una richiesta di apertura della procedura nazionale di concessione del brevetto italiano (art. 55 c. 1 c.p.i.).
La protezione conferita dalla domanda decorre dalla data in cui il titolare della medesima abbia reso accessibile al pubblico, tramite l’Ufficio italiano brevetti e marchi, una traduzione in lingua italiana della domanda stessa, ovvero l’abbia notificata direttamente al presunto contraffattore. La designazione dell’Italia nella domanda internazionale è considerata priva di effetti sin dall’origine, quando la domanda stessa sia stata ritirata o considerata ritirata o quando la designazione dell’Italia sia stata ritirata o respinta, o quando la domanda presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi non sia stata depositata entro il termine stabilito (art. 55 nuovi cc. 1-bis ed 1-ter c.p.i.).
La richiesta di apertura della procedura nazionale, da presentare all’UIBM per la concessione del brevetto italiano per invenzione industriale o modello di utilità, deve essere accompagnata da (nuovo art. 160-bis c.p.i.): 1) una traduzione italiana completa della domanda internazionale come pubblicata; ii) i diritti di deposito.
Alla richiesta si applicano le norme del Codice della proprietà industriale, dei regolamenti attuativi e dei decreti sul pagamento dei diritti, in particolare in relazione alla ricevibilità e integrazione delle domande, alla data attribuita alla domanda, alla presentazione di ulteriori documenti e traduzioni che potranno essere richiesti al fine delle procedure di esame e del mantenimento in vita dei titoli.
Per la richiesta di brevetto italiano per invenzione industriale basata su una domanda internazionale, la ricerca di anteriorità effettuata nella fase internazionale sostituisce la corrispondente ricerca prevista per la domanda nazionale, ferme restando le altre norme sull’esame previste dal c.p.i.
La Commissione Giustizia del Senato, in merito all'esame congiunto, in sede redigente, dei disegni di legge nn. 1200, approvato dalla Camera dei deputati, 174, 229, 335, 548 e 662, in materia di tutela vittime violenza di genere e introduzione dei reati di costrizione al matrimonio o all'unione civile, induzione al viaggio finalizzato al matrimonio e costrizione al matrimonio di persona minorenne nel codice penale, ha esaminato gli emendamenti al testo presentati.
Dal MISE i nuovi bandi per valorizzare brevetti e marchi