Source: http://www.analisiaziendale.it/le_societa_tra_professionisti_dopo_il_decreto_bersani2_seconda_parte_2000060.html
Timestamp: 2015-01-31 16:05:56+00:00
Document Index: 87294349

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art.2230', 'art. 2229', 'art. 2230', 'art. 2229', 'art. 2230', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 24', 'art.1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2232', 'art.1176', 'art. 2236', 'art.1176', 'art. 5', 'art.53', 'art.54', 'art.25', 'art. 49', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 25', 'art 17', 'art 17', 'art. 2']

Le societ� tra professionisti dopo il decreto... 2 parte
n. 3.320 documenti per gli Utenti registrati e per i Visitatori
Le societ� tra professionisti dopo il decreto Bersani 2 (Seconda parte)
di Gianfranco Ceccacci
<< Prima parte Terza parte >> 11. Presupposti oggettivi per l'esercizio di attivit� professionali collettive
Dopo aver esaminato i presupposti soggettivi, passiamo a quelli oggettivi, cio� a dire verificare
se lo scopo sociale � conforme a quello che la societ� o l'associazione professionale deve p
refiggersi secondo il dettato della novellata normativa.
La norma � precisa laddove all'art.2/223 dispone che chiunque intenda costituire una societ� di
persone (ss, snc, sas) o un'associazioni tra professionisti (Legge n. 1918/39) volta alla
fornitura di servizi professionali di tipo interdisciplinare, deve, con pi� o meno dettaglio ma
con la massima chiarezza, indicare alla voce "oggetto sociale" dell'atto costitutivo e nello
statuto che svolge solo ed esclusivamente attivit� libero-professionale e intellettuale,
mono o multidisciplinari.
- Servizi professionali di tipo interdisciplinare (o multidi-sciplinari)
Pur essendo oggetto di molte direttive UE, di indagine dell'Authority per il mercato e la
concorrenza una precisa definizione di "servizi professionali" non � stata mai coniata ma
� facilmente intuibile e molto ampia, che comprende le discipline o settori pi� svariati nel
campo delle attivit� professionale, ad esempio, i servizi di consulenza giuridica o fiscale,
i servizi di consulenza manageriale e gestionale, di manutenzione, di sicurezza degli uffici,
i servizi nel campo della pubblicit�, i servizi legati al settore immobiliare, i servizi di
costruzione e di architettura, i servizi nel settore turistico, i servizi ricreativi, i servizi
L'apertura alle societ� professionali dovrebbe permettere il raggiungimento delle condizioni
migliori per rendere gli studi professionali nazionali pi� competitivi a livello internazionale,
garantendo un'offerta di servizi sempre pi� integrati e sinergici e a prezzi anche pi� competitivi.
- Attivit� libero-professionale
Le societ� professionali secondo la nuova concezione sono semplicemente quegli enti giuridici
collettivi individuate nelle societ� di persone e nelle associazioni professionali che hanno per
unico oggetto sociale un'attivit� attivit� libero-professionale.
Attivit� che nel linguaggio comune viene definita indifferentemente:
 professione intellettuale,
 prestazione d'opera intellettuale,
 attivit� professionale,
 libera professione.
Comunemente il professionista viene inquadrato come prestatore d'opera intellettuale, anche se
il codice civile non aggiunge mai quell'aggettivo qualificativo che si riferisce alla "libert�"
e all'indipendenza con cui viene esercitata la professione, per quanto la locuzione di libera
professione si ritrovi nelle leggi speciali (ad esempio, nelle leggi sull'ordinamento dei sanitari).
Le "prestazioni d'opera intellettuale", sono individuate genericamente dall'art.2230 c.c., con
rinvio all'art. 2229 c.c. che ne prevede l'esercizio ("esercizio delle professioni intellettuali")
distinguendole in "liberali", "regolamentate" e "protette" ("La legge determina le professioni
intellettuali per l'esercizio delle quali � necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi").
L'art. 2230 c.c., dando la definizione di "prestazione d'opera intellettuale", fa scaturire i
seguenti elementi caratterizzanti:
a) carattere intellettuale della prestazione e quindi l'impiego di intelligenza e di cultura in
misura prevalente rispetto all'uso di eventuale lavoro manuale;
b) la discrezionalit� e autonomia del professionista o prestatore d'opera intellettuale
nell'esecuzione della prestazione;
c) il semplice compimento di una attivit� come oggetto della prestazione indipendentemente dal
risultato che sar� raggiunto (in linea di massima);
Mentre l'art. 2229 c.c. detta alcuni principi circa le professioni intellettuali per l'esercizio
delle quali � necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi, stabilendo che tali principi
debbono trovare attuazione e svolgimento nelle leggi speciali che disciplinano le singole
Le leggi speciali menzionate generalmente prevedono due ordini di disposizioni che possono
essere cos� sintetizzati:
 esclusivit� della prestazione: si sancisce che specifiche attivit� possono essere
svolte in via esclusiva solo da coloro che sono iscritti in appositi albi o elenchi gestiti
generalmente da ordini (che accolgono laureati) e da collegi (che accolgono diplomati);
 norme di comportamento: si d� particolare rilevanza alle norme di deontologia
professionale, che formano cio� il contenuto di obblighi di correttezza, e servono a precisare
il contenuto dell'obbligazione del professionista iscritto agli elenchi o albi.
Fatta questa premessa possiamo individuare tre categorie di professioni:
 le professioni "esclusive", che possono essere svolte soltanto da coloro che
posseggono particolari requisiti, accertati prima di essere iscritti negli appositi albi
(medici, avvocati) o elenchi;
 le professioni "protette" che vengono regolamentate dalle associazioni di categoria
(ordini e collegi) in merito alla tutela dell'onorario, dell'immagine professionale,
dell'etica di comportamento, del titolo e dei requisiti professionali degli iscritti
(commercialisti, agronomi, ecc.), nonch� delle eventuali prestazioni esclusive che la legge
istitutiva o speciale gli riserva;
 le professioni "libere", che svolgono generiche o specifiche prestazioni d'opera
intellettuale, ai sensi dell'art. 2230 c.c., senza essere iscritti in alcun albo o elenco.
In via breve, segnaliamo che per l'IVA, interviene l'art. 5 del DPR n. 633/72 che definisce
esercizio di arti e professioni "l'esercizio per professione abituale, ancorch� non esclusiva, di
qualsiasi attivit� di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di societ�
semplici o di associazioni senza personalit� giuridica costituite tra persone fisiche per
l'esercizio in forma associata delle attivit� stesse".
Per quanto riguarda la individuazione soggettiva dell'esercizio di arti e professioni, l'art. 5
non richiama la disciplina civilistica, ma assoggetta ad IVA ogni attivit� di lavoro autonomo e
quindi di esercizio di attivit� professionale, abituale, comunque vincolante, purch� retribuita
e fiscalmente rilevante all'atto del pagamento del corrispettivo. Vi rientrano pertanto anche
le obbligazioni naturali se adempiute e quelle contratte nell'esercizio di professioni,
anche se non disciplinate dall'iscrizione in appositi albi ed elenchi (Cassazione, sezione III
penenale 19 maggio 1986, n. 3939).
Per le imposte dirette, l'art. 49 (ora art. 53) DPR n. 917/86 considera redditi di lavoro
autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e
professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorch� non esclusiva, di attivit�
di lavoro autonomo diverse da quelle organizzate in forma d'impresa, "redditi prodotti (...)
nell'esercizio per professione abituale, ancorch� non esclusiva, di attivit� di lavoro autonomo
diverse da quelle considerate nel capo VI (reddito d'impresa), compreso l'esercizio in forma
associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5".
Con riferimento alla tabella di classificazione delle attivit� economiche e professionali
Atecofin 2004, il gruppo di attivit� riferito alle prestazioni d'opera intellettuale o
professionali sono inquadrate nel settore "K" che comprende la attivit� identificate dai codici
da 72.10.0 a 74.20.6. "Le specifiche attivit� di servizio che caratterizzano il settore in esame,
- come si legge negli atti ministeriali - possono essere svolte non solo a favore di imprese e/o
istituzioni, ma anche a favore di famiglie. E' questo il caso delle attivit� legali, di consulenza
fiscale, degli studi di architettura e ingegneria, dei servizi di investigazione e vigilanza
ecc."(2)
; inoltre comprende il settore "N", rubricato "Sanit� e assistenza sociale",
limitatamente ai codici da 85.11.0 a 85.32.0.
Dunque, chiunque intenda svolgere un'attivit� professionale "esclusiva", "protetta"
(iscritto in un albo) o "liberale" (non iscritto ad alcun albo) assieme ad altri professionisti con
analoghe caratteristiche, potr� d'ora in avanti costituire una societ� di persone senza incorrere
in nessun divieto, anche se tali enti sono nati per svolgere attivit� commerciali (come il caso
delle societ� di persone volte alla produzione e scambi di beni e servizi).
In sostanza, si possono costituire societ� professionali sotto la regione sociale di snc, sas a
a) due o pi� avvocati (codice 74.11.1) tra di loro; due o pi� notai (codice 74.12.2.) tra di loro;
due o pi� commercialisti (codice 74.12.A) tra di loro (studio monodisciplinare di professionisti
iscritti in albi);
b) uno o pi� avvocati assieme ad uno o pi� notai e ad uno o pi� commercialisti (studio
multidisciplinare di professionisti iscritti in albi);
c) un avvocato (codice 74.11.1) e un giurista d'impresa (codice 74.11.1) tra di loro;
un commercialista (codice 74.12.A) e un tributarista (codice 74.12.C ) tra di loro; ovvero tutti
assieme in unica societ� (studio multidisciplinare misto di professionisti iscritti e non iscritti
in albi);
d) uno o pi� tributaristi (codice 74.12.A) assieme ad uno o pi� giuristi d'impresa (codice 74.12.A)
e ad uno o pi� consulenti finanziari (codice 74.14.1; studio multidisciplinare di professionisti
non iscritti in albi).
Quanto detto non vale per i medici riconducibili al Servizio sanitario nazionale in quanto il
divieto di costituire societ� interdisciplinari permane.
Non abbiamo passato in rassegna le Societ� semplici dal momento che tali enti sono sempre stati
idonei allo svolgimento di attivit� non commerciali, quindi anche professionali.
Altro allargamento, a giudizio di chi scrive, si � prodotto per effetto della novellata
semplificazione verso le associazioni professionali, le quali ora possono essere costituite da
professionisti che svolgono semplicemente attivit� libero-professionale, quindi tra professionisti
iscritti ("esclusivi" o "protetti") e non iscritti ("liberali").
Questa formulazione si discosta notevolmente rispetto all'oggetto dell'attivit� legato alle
specifiche qualifiche che il professionista doveva possedere per costituire un'associazione
professionale ex Legge 1815/39 ("munito dei necessari titoli di abilitazione professionale,
ovvero autorizzato all'esercizio di specifiche attivit� in forza di particolari disposizioni di
legge").
Secondo alcuni(3),
invece, l'art. 2 del testo in esame non innova in alcun modo rispetto all'art. 24
della Legge 266/97 e non supera l'esigenza dell'emanazione di un regolamento di attuazione, che
individui i requisiti e il contenuto della disciplina delle c.d. "societ� professionali multidisciplinari",
posto che l'art. 24, comma 2, della precedente Legge Bersani � tuttora vigente. Anzi, la nuova
normativa, se cosi fosse, avrebbe un'apparente portata abrogativa che � pi� restrittiva della
norma contenuta nell'art. 24, comma 2, in quanto ammette societ� professionali multidisciplinari
costituite soltanto nella forma delle societ� di persone, in quando la prima, se i decreti
attuativi lo volessero, potrebbe permettere anche la forma di societ� di capitali.
Chi scrive non ritiene di aderire a tale perplessit�, atteso che il richiamato art. 24 della
Legge 266/97 deve intendersi abrogato, a partire dal 4 luglio 2006, per effetto dell'art.1,
lettera c) del DL 223/06 ("dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le
disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attivit� libero
professionali e intellettuali: (...) c) il divieto di fornire servizi professionali dalle
societ� di persone e dalle associazioni fra professionisti, fermo restando che l'oggetto
sociale relativo all'attivit� libero-professionale...").
- Esclusivit� dell'oggetto sociale
Le societ� di persone identificate ad hoc da una norma speciale come societ� professionali, devono
considerarsi quale species all'interno del genus societ� di persone, la cui prima
differenziazione viene evidenziata proprio nell'oggetto sociale che deve essere dedicato
esclusivamente all'attivit� professionale, escludendo ogni altro fine ("fermo restando l'oggetto
sociale relativo all'attivit� libero-professionale che deve essere esclusivo").
Il limite di esclusivit� stabilito dalla norma non pu� essere inteso nel senso che la societ� o
l'associazione possa esercitare solo nell'ambito di un singolo settore di attivit� professionale,
ma piuttosto nel senso che la societ� o l'associazione non possa esercitare un'attivit� diversa da
quella, pi� generica, della prestazione di servizi professionali.
L'attivit� pu� ricomprendere l'intero ambito delle diverse discipline di elezione dei
professionisti che partecipano alla societ�, in buona sostanza pu� esercitare tutte le attivit�
fatta esclusione di quelle commerciali latu senso (produzione e scambio di beni e servizi) e
Per quanto attiene, invece, le associazioni professionali, nulla cambia rispetto al requisito della
esclusivit� dell'oggetto sociale, poich� la norma istitutrice, art. 1 della Legge 23 novembre 1939,
n. 1815, gi� qualifica detto organismo per sua natura esclusivamente professionale.
- Personale responsabilit� del socio o associato
Partendo dal presupposto che l'incarico affidato al professionista � sorretto dall'intuitus personae
e che questi deve rispondere personalmente ai fini delle obbligazioni assunte, il 1° comma,
lettera c) dell'art. 2 dispone che "la specifica prestazione deve essere resa da uno o pi� soci
professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilit�".
Il principio della personalit� della prestazione, posto a garanzia del rapporto fiduciario tra
cliente e professionista, "potrebbe escludere che, in difetto di un'espressa e diversa previsione
normativa l'incarico professionale possa essere conferito direttamente alla societ� professionale,
ma non esclude l'imputazione del compenso alla stessa". Vista in ogni modo la formulazione
letterale della norma in esame, si ritiene che il contratto di fornitura del servizio professionale
debba essere trilaterale, il rappresentante legale della societ�, il professionista che si assume
la personale responsabilit� dell'esecuzione della prestazione e l'utente del servizio professionale.
Dalla norma in esame e in applicazione del principio della personalit� della prestazione, posto
a garanzia del rapporto fiduciario tra cliente e professionista, si ricava che il contratto di
prestazione d'opera intellettuale pu� essere formalmente stipulato con la societ� o associazione
professionale, ma l'incarico professionale ad personam dovr� essere assegnato, prima di iniziare
l'attivit�, ad uno o pi� professionisti che ne assumeranno con la sottoscrizione la personale
responsabilit�, ci� anche in considerazione a quanto dispone l'art. 2232 c.c. (Esecuzione dell'opera):
"Il prestatore d'opera deve (art.1176) eseguire personalmente l'incarico assunto" (c.f.r., TAR Lazio,
sezione III, 19 maggio 2000, n. 4107), di questo ne deve essere informato il cliente.
Secondo alcuni il principio della personalit� della prestazione, "potrebbe escludere che, in
difetto di un'espressa e diversa previsione normativa l'incarico professionale possa essere
conferito direttamente alla societ� professionale, ma non esclude l'imputazione del compenso
alla stessa".
Per formalizzare la previa assegnazione del professionista che render� la specifica prestazione
e le successive eventuali variazioni di persona potr� essere tenuto un repertorio ovvero
sottoscrivere trilateralmente un contratto di fornitura del servizio professionale da parte
del rappresentante legale della societ�, del professionista (o professionisti) che si assume
la personale responsabilit� dell'esecuzione della specifica prestazione e l'utente del servizio
professionale. Naturalmente, per le generiche prestazioni che non richiedono specifiche
responsabilit� non occorre alcuna previa attribuzione.
Il diverso peso della responsabilit� in capo al singolo socio, se da una parte � corretto, anche
a salvaguardia degli altri soci, pu� dall'altra creare sperequazioni al principio della
partecipazione al risultato di bilancio della societ� secondo le quote possedute. Pertanto si
dovr� intervenire nell'atto costitutivo e statuto per regolamentare la fattispecie con adeguate
Naturalmente il professionista potr� valersi, ma sotto la propria direzione e responsabilit�, di
praticanti, di sostituti e ausiliari, sempre ch� la collaborazione di altri sia consentita dal
contratto o dagli usi e non sia incompatibile con l'oggetto della prestazione.
In ogni caso, se l'esercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si
applicano le disposizioni delle Sezioni II, III e IV del Capo I del Titolo II, artt.2094 e segguenti
(lavoro dipendente e assimilati, tirocinio).
Per quanto poi alla responsabilit� del professionista, si ricorda anche quanto dispone l'art. 2236:
"Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficolt�, il prestatore
d'opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave (art.1176)".
12. Disciplina fiscale delle societ� e associazioni professionali
L'esercizio della professione in forma associata e la societ� semplice si equivalgono dal punto
di vista fiscale; l'unica differenza risiede nel fatto che l'associazione pu� attribuire ai singoli
associati i risultato economico a consuntivo, cio� al momento della dichiarazione dei redditi.
Infatti, l'art. 5, comma 2 del Tuir prevede che i redditi delle societ� semplici (e dalle societ�
di persone in genere) sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione,
proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili e che le quote di partecipazione
agli utili si presumono proporzionate al valore dei conferimenti dei soci se non risultano
determinate diversamente dall'atto pubblico o dalla scrittura privata autenticata di costituzione
o da altro atto pubblico o scrittura autenticata di data anteriore all'inizio del periodo di
imposta; se il valore dei conferimenti non risulta determinato, le quote si presumono uguali.
Mentre l'articolo 5, comma 3, lettera c), del Tuir per le associazioni professionali costituite
fra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, dopo averle
equiparate alle societ� semplici, dispone che l'atto o la scrittura dall'atto pubblico o dalla
scrittura privata autenticata di costituzione o da altro atto pubblico o scrittura autenticata
pu� essere redatto fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi dell'associazione.
La partecipazione agli utili nella societ� semplice e nell'associazione professionale costituisce
per i soci e gli associati percipienti redditi di lavoro autonomo in quanto considerati appunto
derivanti dall'esercizio di arti e professioni. Sono infatti sono considerati dall'art.53,
DPR 917/86 redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall' esercizio di arti e professioni,
cio� prodotti "nell'esercizio per professione abituale, ancorch� non esclusiva, di attivit� di
lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI (reddito d'impresa), compreso l'esercizio
in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5".
Pi� complessa la disciplina nel caso in cui i professionisti scelgano di costituire una societ�
personale diversa dalla societ� semplice, ove in genere la societ� in nome collettivo (snc),
societ� che � annoverata tra quelle commerciali, dovrebbe essere soggetta al reddito d'impresa
ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del DPR 917/86 (Tuir) il quale dispone che "I redditi delle
societ� in nome collettivo e in accomandita semplice, da qualsiasi fonte provengano e quale che
sia l'oggetto sociale, sono considerati redditi di impresa e sono determinati unitariamente
secondo le norme relative a tali redditi".
In attesa di chiarimenti ufficiali, riteniamo interpretare le norme sopra esaminate in via
analogica, partendo da un fatto certo che i redditi conseguiti derivano comunque da prestazioni
professionali, a prescindere dalla forma giuridica che li ha veicolati.
In via analogica si pu� altres� prendere in esame il trattamento riservato dalla prassi
amministrativa alle altre societ� professionali gi� regolamentate con apposita legge, come
quella prevista per gli avvocati di cui alla Legge 96/01. Visto che anche per tale ente sono
sorti inizialmente dubbi interpretativi, proprio per quel seppur generico rinvio alla disciplina
delle societ� in nome collettivo ("per quanto non diversamente disposto, alle norme che regolano
la societ� in nome collettivo di cui al capo III del titolo V del libro V del codice civile").
Per chiarire al pi� presto � stato proposto interpello all'agenzia delle Entrate che ha risposto
con la risoluzione n. 118/E del 28 maggio 2003, di estremo interesse per la sua puntuale
articolazione in modo tale da poter essere estesa anche agli altri professionisti.
Secondo l�Agenzia delle Entrate, i redditi prodotti dalle societ� professionali sono redditi di
lavoro autonomo e non d'impresa. Pertanto:
 la determinazione dei redditi delle societ� tra professionisti si deve pertanto
applicare il criterio di cassa e non quello di competenza dall'art.54 del DPR 917/86;
 i compensi corrisposti alle societ� tra professionisti devono essere assoggettati a
ritenuta d'acconto ex art.25 del DPR 600/73.
L'Agenzia delle Entrate per arrivare alle richiamate conclusioni parte dal presupposto della
prevalente specificit� dell'oggetto sociale, per cui, attraverso l'utilizzo del modello
societario non viene meno il carattere professionale e personale della prestazione professionale:
«Peraltro, tale impostazione risulta coerente con le disposizioni del codice civile ed in
particolare con la previsione dell'articolo 2238 il quale nega, anche se in modo indiretto,
la natura commerciale delle attivit� dei professionisti intellettuali e degli artisti. La norma
richiamata stabilisce, infatti, che a tali attivit� intellettuali e artistiche si applicano le
disposizioni dettate in relazione all'impresa commerciale solo se le prestazioni professionali
costituiscono elemento di una attivit� organizzata in forma d'impresa. Secondo la dottrina si
tratta di ipotesi (quale quella del chirurgo che organizza una casa di cura privata o del
professore che organizza una scuola privata), in cui viene esercitata anche una attivit� diversa
e ulteriore rispetto a quella professionale, per cui il conferimento dell'apporto intellettuale
si configura come una delle componenti dell'organizzazione.
Tale condizione non si verifica rispetto all'attivit� di assistenza legale la quale �
caratterizzata dal contenuto prettamente intellettuale, basato sul particolare sapere
teorico-scientifico, rispetto al quale i supporti organizzativi e strumentali assumono un
ruolo del tutto secondario.
Torna utile, in proposito richiamare nuovamente la relazione illustrativa del decreto legislativo
la quale citando il parere espresso in materia dalla Sezione Consultiva degli atti normativi del
Consiglio di Stato nell'adunanza dell'11 maggio 1998, sottolinea che lo "strumento societario
non pu� comunque vanificare i requisiti della personalit� e della professionalit� del soggetto
esercente", indicando, con tale affermazione, che l'attivit� di assistenza legale svolta nella
forma societaria mantiene lo stesso contenuto che ne caratterizza l'esercizio in forma individuale.
Deve, quindi, concludersi che il modello societario della STP risulta del tutto peculiare rispetto
allo schema societario, proprio in considerazione della rilevanza che assume, nell'ambito della
STP, la prestazione professionale dei soci rispetto alla incidenza del capitale.
Il rinvio alle disposizioni che regolano la societ� in nome collettivo opera ai soli fini
civilistici, in quanto consente di determinare le regole di funzionamento del modello
organizzativo, mentre ai fini fiscali, per ragioni di coerenza del sistema impositivo,
occorre dare risalto al reale contenuto professionale dell'attivit� svolta.
L'esercizio in forma comune dell'attivit� di avvocato, realizzato utilizzando il nuovo modello
societario della STP, deve pertanto, essere ricondotto nell'ambito del lavoro autonomo. In
particolare, i redditi prodotti dalla STP costituiscono redditi di lavoro autonomo ai sensi
dell'art. 49 del Tuir (nota dell'autore: ora art. 53) in quanto ad essi si applica la disciplina dettata per
le associazioni senza personalit� giuridica costituite tra persone fisiche per l'esercizio in
forma comune di arti e professioni di cui all'art. 5, comma 3, lett. c) del medesimo testo
unico».(4)
I compensi corrisposti alla STP sono inoltre soggetti a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 25
A ricreare qualche dubbio sulla impostazione fin qui optata, l'Agenzia delle Entrate con recente
Risoluzione n. 56 del 4 maggio 2006, a seguito di un interpello formulato da una societ� di
ingegneria, conclude: "Ci� posto, nella specifica fattispecie prospettata si rileva che, ferma
restando la natura professionale dell'attivit� svolta dalla societ� di ingegneria, il
corrispettivo dovuto dal soggetto istante che ha fruito della prestazione, non si configura per
la societ� stessa come compenso per prestazioni di lavoro autonomo da assoggettare a ritenuta,
bens� come ricavo, conseguito nell'ambito dell'attivit� propria della societ� di ingegneria, che
concorre alla determinazione del reddito d'impresa come componente positivo di reddito".
Per ragion del vero, il caso prospettato riguarda le societ� di ingegneria di cui l'art 17,
comma 6 lettera b), Legge 109/93, operanti sotto forma di societ� di capitale, e non le societ�
professionali di cui all'art 17, comma 6, lettera a), operanti sotto forma di societ� di persone,
iscrivibili in apposito albo e che sono costituite esclusivamente da professionisti iscritti in
albi (ingegneri, architetti, ecc.), di maggior pertinenza rispetto a caso da noi affrontato per
un confronto. Questo non toglie il fatto che l'Agenzia abbia generato perplessit�, soprattutto
nelle premesse: "Com'� noto,l'appartenenza alla categoria del reddito d'impresa pu� dipendere
sia dalle caratteristiche dell'attivit� svolta, sia dalla qualificazione formale del soggetto,
come avviene per le societ� commerciali di persone e di capitali".
13. Pubblicit� legale delle societ� professionali
Il registro delle imprese, istituito con Legge 580/93, come ben sappiamo, si articola in due
sezioni, una ordinaria e una speciale. L'iscrizione nella sezione ordinaria ha funzione di
pubblicit� dichiarativa e, per le societ� di capitale, di pubblicit� costitutiva. L'iscrizione
nelle sezioni speciali (piccoli imprenditori, societ� semplici, annotazione albo artigiani e
societ� tra avvocati) ha funzione di certificazione anagrafica e di pubblicit� notizia
(con l'unica eccezione dell'iscrizione delle imprese agricole, che ha efficacia dichiarativa
- art. 2 D.Lgs. n. 228/01). Considerato che:
1) Tutti coloro che esercitano un' attivit� economica sotto qualsiasi forma, compresa
quindi quella di societ� di persone (snc, sas), hanno l'obbligo di iscriversi presso il registro
delle imprese (sezione ordinaria).
2) Le societ� di professionisti ingegneri (Legge 109/94) costituite esclusivamente sotto
forma di societ� tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti
professionali, nelle forme delle societ� di persone di cui ai capi II, III, e IV del titolo V del
libro quinto del codice civile ovvero nella forma di societ� cooperativa di cui al capo I del
titolo VI del libro quinto del codice civile: � da sempre chiarito che devono iscriversi nel
registro delle imprese, sezione ordinaria.
3) Societ� tra avvocati (D.Lgs. n. 96/01) con struttura societ� su misura, molto simile
alla snc, tant'� che a chiusura si rinvia per quanto "non diversamente disposto, alle norme che
regolano la societ� in nome collettivo di cui al capo III del titolo V del libro V del codice
civile"; � stabilito dalla stessa norma che la societ� deve essere iscritta o meglio annotata nella
sezione speciale del registro delle imprese.
Per quanto alle societ� di persone (snc, sas) che ora possono avere per oggetto l'esercizio
dell'attivit� libero-professionale, riteniamo che debbano iscriversi presso il registro delle
imprese della camera di commercio provinciale in cui ha la sede legale, sezione ordinaria,
in attesa di chiarimenti o regolamentazione, che propenderanno per la iscrizione nella sezione
In conclusione, dal 4 luglio 2006 nel rispetto delle direttive comunitarie sulla libera concorrenza
ed sulla libert� di circolazione delle persone e dei servizi, con legge di Stato
("decreto Bersani 2") le societ� di persone (societ� semplice, societ� in nome collettivo e
societ� in accomandita semplice ) e le associazioni tra professionisti (costituite ex Legge 1815/39)
potranno esercitare qualsiasi attivit� libero-professionale e intellettuale nell'ampia gamma delle
discipline di settore (interdisciplinare o multidisciplinari), tutto alla stessa stregua
dell'attivit� svolta in forma individuale.
Le uniche condizioni imposte dalla legge riguardano, l'oggetto sociale che deve essere solo
ed esclusivamente quello di attivit� professionale (prestazione di opera intellettuale), e ogni
soci (o associato) potr� esercitare l'attivit� professionale solo in una societ�, di cui deve,
al momento dell'incarico, assumersi personalmente la responsabilit� per la specifica prestazione
che si apprester� a rendere.
Chiara la legge nell'abrogare tacitamente qualsiasi disposizioni legislativa e regolamentare
che possa essere di contrasto e di ostacolo alla libera attivit� collettiva.
<< Prima parte Terza parte >> * * *
(2): Servizi professionali inquadrati nel settore "K" (professionisti)
della codifica Atecofin:
72.10. Consulenza per installazione di sistemi informatici;
72.22. Altre realizzazioni di software e consulenza informatica;
73.10. Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell'ingegneria;
73.20. Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche;
74.11. Attivit� degli studi legali e notarili;
74.12. Attivit� legali, contabilit�, consulenza fiscale e societaria, studi di mercato e sondaggi
di opinione, consulenza commerciale e di gestione;
74.13. Studi di mercato e sondaggi di opinione;
74.14. Consulenza amministrativo-gestionale;
74.15. Amministrazione di imprese;
74.20. Attivit� degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici;
74.40. Studi di promozione Pubblicit�;
74.50. Servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale;
74.60. Servizi di investigazione e vigilanza (torna su).
(3): Consiglio Nazionale Forense, cirolare n. 22/06
(4): Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 118/E del 28 maggio 2003
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