Source: http://www.fisac.net/tasso/009/art-05.htm
Timestamp: 2016-10-23 22:05:51+00:00
Document Index: 178534631

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 31']

1) Legislazione di riferimento - definizione giuridica
Il rapporto di lavoro a tempo parziale � disciplinato dal decreto legislativo n. 61/2000, modificato dal decreto legislativo n. 100/2001, successivamente dal decreto legislativo n. 276/2003 attuativo della legge n. 30/2003 (c.d. Legge Biagi) oltrech� dalla legge n. 247/2007. Nelle pagine seguenti faremo riferimento al testo di legge oggi vigente, dopo le modifiche. A livello giuridico, il rapporto di lavoro a tempo parziale non appare particolarmente complesso: in estrema sintesi, possiamo definirlo come un rapporto di lavoro che presenta un orario ridotto rispetto a quello normale, con una corrispondente diminuzione della retribuzione. L'art. 1 del d.lgs. n.61/2000, stabilisce una formale equiparazione fra rapporto di lavoro a tempo pieno e a tempo parziale. L'art. 4 del d. lgs. n.61/2000, stabilisce il principio di non discriminazione fra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale. 2) Caratteristiche generali
Orario di lavoro a tempo parziale: � un orario ridotto rispetto all'orario normale previsto dalla legge o dalla contrattazione collettiva.
Tempo parziale orizzontale: orario di lavoro distribuito su una parte di ogni giornata lavorativa (es. orario di 5 ore giornaliere)
Tempo parziale verticale: orario di lavoro distribuito su una parte dei giorni della settimana (es. orario di 3 giorni settimanali).
Tempo parziale misto: orario di lavoro distribuito secondo una combinazione delle due tipologie precedenti.
Proporzionale riduzione dello stipendio.
Contratto in forma scritta (ma solo ai fini della prova e non della validit�).
Il contratto di lavoro deve recare l'indicazione della durata e della collocazione dell�orario di lavoro.
3) Trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale (e viceversa)
Occorre un accordo scritto (stipulato con l�assistenza della rappresentanza sindacale aziendale, se richiesto dal lavoratore), da sottoporsi alla convalida della Direzione Provinciale del Lavoro (art. 5 comma 1 d.lgs. n.61/2000).
Il contratto individuale pu� prevedere, in caso di assunzione di personale a tempo pieno, un diritto di precedenza per i lavoratori a tempo parziale, per attivit� site nello stesso comune e per mansioni uguali o equivalenti (art. 5 comma 2 d.lgs n. 61/2000) La violazione di tale diritto di precedenza comporta a favore del lavoratore un risarcimento del danno (comma 3 art. 8 d.lgs n. 61/2000). Il lavoratore che ha trasformato il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, ha �diritto di precedenza� nelle assunzioni a tempo pieno, a condizione che le mansioni siano uguali o equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 12 ter d.lgs n. 61/2000)
E� espressamente previsto che il rifiuto del lavoratore a trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, ovvero viceversa, non costituisce giustificato motivo di licenziamento (art. 5 comma 1 d.lgs n. 61/2000).
4) Lavoro supplementare e straordinario
L�art. 3, commi da 1 a 4, del decreto legislativo n. 61/2000, prevedono la possibilit� per il datore di lavoro di richiedere prestazioni di lavoro supplementare, ossia in aggiunta all�orario ridotto concordato.
Tali norme valgono per il lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale.
Il lavoro supplementare pu� essere richiesto nel caso in cui il sottostante rapporto di lavoro sia a tempo indeterminato oppure a tempo determinato.
Le ore massime di lavoro supplementare, le causali per cui pu� essere richiesto, le conseguenze in caso di superamento dei limiti stessi, l�eventuale maggiorazione salariale, ora anche forfettaria, sono disciplinati dalla contrattazione collettiva.
L�art. 3 comma 5 del suddetto decreto legislativo consente invece la possibilit� di svolgimento di prestazioni straordinarie nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto, stabilendo che a tali prestazioni si applica la disciplina legale e contrattuale in materia di lavoro straordinario nei rapporti di lavoro a tempo pieno.
5) Clausole flessibili e clausole elastiche
Sull�argomento, l�impianto normativo del decreto legislativo n. 61/2000 (art.3 commi 7 e seguenti) � stato largamente modificato nel 2003 e nel 2007.
Clausole flessibili: riguardano la collocazione temporale dell�orario di lavoro concordato e non anche la durata della prestazione lavorativa.
Clausole elastiche: riguardano le variazioni in aumento della durata della prestazione lavorativa.
Le clausole elastiche e flessibili sono possibili nel caso in cui il sottostante rapporto di lavoro sia a tempo indeterminato oppure a tempo determinato (art.3 comma 10).
Tali clausole possono essere applicate solo se previste dalla contrattazione collettiva.
La determinazione di condizioni, modalit� e limiti massimi delle clausole elastiche e flessibili, sono disciplinati dalla contrattazione collettiva.
Per applicare le clausole elastiche e flessibili il datore di lavoro deve dare un preavviso di almeno 5 giorni al lavoratore (art. 3 comma 8).
Tali clausole devono essere accettate dal lavoratore con un apposito patto scritto (art. 3 comma 9). Il consenso espresso dal lavoratore non � revocabile.
6) Lavoro supplementare, clausole elastiche e flessibili, sanzioni
Il rifiuto del lavoratore di prestare lavoro supplementare pu� comportare, secondo la giurisprudenza,l'applicazione di sanzioni disciplinari, ma non pu� costituire un giustificato motivo di licenziamento.
Inoltre, lo svolgimento di prestazioni elastiche o flessibili senza il rispetto dei termini di legge, comporta a favore del lavoratore, in aggiunta alla retribuzione dovuta un ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno (art. 8 comma 2bis).
7) Le esigenze di cura introdotte dalla legge n. 247/2007
Le recenti modifiche del 2007 (che hanno introdotto l�art. 12bis nel contesto del d.lgs n.61/2000) hanno previsto delle �priorit�� nella trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale nel caso di:
patologie oncologiche di familiari del lavoratore (genitori, coniugi, figli);
assistenza a convivente (anche non familiare) con handicap grave;
assistenza a figlio convivente portatore di handicap (ovvero di et� inferiore ai tredici anni).
Allo stato attuale della legislazione, con l�unica eccezione delle suddette malattie oncologiche del lavoratore, si pu� dire che non esista un vero e proprio �diritto� alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, essendosi il legislatore limitato a stabilire delle semplici priorit� in base alle quali il datore di lavoro dovr� prendere in considerazione le richieste.
8) Il tempo parziale nel CCNL per il settore del credito
La normativa contrattuale di riferimento � rappresentata dall�art. 31 del contratto collettivo del 2007, tuttora in vigore. In sintesi, il CCNL del settore del credito prevede:
la possibilit� di applicare il contratto a tempo parziale non solo al personale impiegatizio, ma anche ai quadri direttivi;
il principio della proporzionalit� fra la ridotta prestazione lavorativa e gli altri elementi corrispettivi del rapporto di lavoro;
da ci�, consegue la proporzionale riduzione delle voci retributive (compresa l�indennit� di cassa);
analogamente, per il caso del tempo parziale verticale, consegue la proporzionale riduzione del monte ferie;
i permessi per festivit� soppresse sono riconosciuti soltanto quando le ex festivit� medesime coincidono con la prestazione lavorativa dell�interessato;
per tutti i lavoratori a tempo parziale � prevista la riduzione ulteriore dell�orario lavorativo nelle giornate semifestive;
principi simili sono applicati ai permessi per esami universitari ed ai permessi per motivi di studio;
i periodi lavorativi a tempo parziale sono equiparati al tempo pieno ai fini delle anzianit� relative a: ferie, comporto per malattia, scatti tabellari, automatismi di carriera, preavvisi.
Per quanto riguarda la formazione professionale, il CCNL prevede che:
ai lavoratori assunti a tempo parziale spetti la medesima formazione riconosciuta ai lavoratori a tempo pieno;
agli stessi spetta altres� il successivo �pacchetto� di 24 ore annue ma stabilisce una riduzione proporzionale per l�ulteriore formazione;
qualora la formazione cada anche solo in parte fuori dell�orario di lavoro, i lavoratori possono parteciparvi, ma senza oneri aggiuntivi per l�azienda.
In ordine alla costituzione del rapporto di lavoro, il CCNL prevede che:
le Banche diano precedenza alle domande avanzate da lavoratori che abbiano �comprovati motivi personali o familiari di rilevante gravit��;
la percentuale massima del 20% per i lavoratori a tempo parziale rispetto l�organico complessivo e del 10% per le assunzioni dall�esterno;
nel contratto a tempo parziale l�orario settimanale di lavoro sia compreso fra le 15 ore e le 32 ore e 30 minuti con distribuzione orizzontale, verticale o mista.
L'attuale contratto collettivo non prevede le c.d. clausole elastiche e flessibili. La legge n. 247/2007 ha abolito la norma che prevedeva, nel silenzio del contratto nazionale di lavoro, la possibilit� di introdurre tali clausole nella contrattazione individuale: pertanto, le clausole elastiche e flessibili non trovano attualmente applicazione nel settore creditizio.
9) Il tempo parziale nella contrattazione integrativa presso INTESA S.PAOLO
L�accordo sindacale del 20 dicembre 2007 in tema di lavoro a tempo parziale, finalizzato ad armonizzare le discipline precedentemente in essere presso Banca Intesa e presso SanpaoloImi, ha apportato qualche ulteriore �favor� all�impianto normativo:
ha inserito tra le motivazioni che danno diritto alla precedenza, seppur alla fine delle priorit�, anche quelle relative a motivi di studio o di attivit� di volontariato;
ha previsto un preavviso di tre mesi tra le parti per il ripristino del rapporto di lavoro da tempo parziale indeterminato a tempo pieno;
ha introdotto l�ipotesi del lavoro ciclico, ci� solo su alcun mesi dell�anno (con articolazione, nei mesi considerati, in tutti o solo alcuni dei giorni lavorativi della settimana);
ha previsto che le ore di formazione al di fuori dell�orario di lavoro siano retribuite, ovvero su richiesta del lavoratore, recuperate nella c.d. �banca delle ore�.
ha attribuito ai lavoratori a tempo parziale un buono pasto di euro 4, aumentati a euro 5,16 per i giorni in cui gli stessi effettuano l�intervallo meridiano.
Alberto Massaia - Liliana Perrone
alberto.massaia@intesasanpaolo.com
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Tasso - ver.3.0 n.07 - marzo 2011 - FISAC/CGIL ISP Liguria Piemonte Val d'Aosta -