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Timestamp: 2016-12-10 03:08:32+00:00
Document Index: 32877064

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 147', 'art. 15', 'art. 12', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 100', 'art. 15', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 15']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 42 del 05.04.2005
Istanza di interpello. Art. 11 della legge 27
luglio 2000, n. 212. Fondazione X di .......... Erogazioni liberali a
parrocchie. Art. 147 e art. 15, comma 1, lettera h) del TUIR
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 147 e dell'art. 15, comma 1, lettera h) del TUIR,
La Fondazione X di ........
effettua periodiche erogazioni liberali in favore di vari organismi operanti nel
settore "non profit" e di istituzioni religiose.
In particolare la Fondazione effettua erogazioni
liberali a favore di parrocchie, riconosciute ai sensi della legge 20 maggio
1985, n. 222, per la realizzazione di restauri, manutenzioni e opere di
protezione di beni mobili e immobili (chiese, campanili, dipinti, sculture,
arredi sacri, strumenti musicali) sottoposti al regime vincolistico previsto dal
Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (i precedenti riferimenti normativi
sono costituiti dalla L. 1 giugno 1939, n. 1089 e dal D.Lgs. 29 ottobre 1999, n.
Quanto sopra rappresentato la Fondazione chiede se
dette erogazioni liberali costituiscano o meno oneri detraibili dall'imposta
lorda dovuta dalla Fondazione.
L'Istituto interpellante si
qualifica come "fondazione bancaria" ex articolo 1 del D.Lgs.
17/05/1999, n. 153 e conseguentemente come "ente non commerciale" ai
sensi dell'articolo 12 del
medesimo decreto e dell'articolo 73,
comma 1, lettera c), del TUIR.
All'interno del titolo II, capo III, del TUIR, relativo
agli enti non commerciali, l'articolo 147 del TUIR consente di detrarre
dall'imposta lorda un importo pari al 19% degli oneri indicati alla lettera h)
dell'articolo 15 del medesimo
Quest'ultima norma ha ad oggetto le erogazioni liberali
in denaro a favore, tra gli altri, di enti o istituzioni pubbliche o di
fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che
svolgono o promuovono attività di studio, di ricerca e di documentazione di
rilevante valore culturale ed artistico.
Tali erogazioni devono essere effettuate per
l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro delle cose indicate
nell'articolo 1 della L. 01/06/1939, n. 1089.
Nella specifica fattispecie la Fondazione osserva che
le parrocchie:
1) sono enti riconosciuti;
2) non perseguono fini di lucro;
3) promuovono attività di rilevante valore
culturale ed artistico;
4) realizzano interventi su beni culturali
tutelati ai sensi del D.Lgs. 22/01/2004, n. 41.
Posto che i requisiti sub punti 2) e 4) si ritengono
direttamente soddisfatti sulla base di quanto precisato in premessa, la
Fondazione osserva che il requisito di cui al punto 1) viene rispettato giusta
la previsione dell'articolo 29 della L. 222/85, secondo il quale le parrocchie
"acquistano la personalità giuridica civile dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell'Interno che conferisce
alle singole diocesi e parrocchie la qualifica di ente ecclesiastico civilmente
riconosciuto". In merito poi al requisito evidenziato al punto 3), la
Fondazione fa presente che per "attività" nel settore dei beni
culturali devono intendersi, giusta la previsione di cui all'articolo 3 del D.M.
Beni Culturali 03/10/2002, "tutte le attività di tutela, conservazione,
promozione, gestione e valorizzazione dei beni culturali e le attività
culturali, come definite dagli articoli 148 e successivi del D.Lgs. 31/03/1998,
n. 112, nonché dal D.Lgs. 29/10/1999, n. 490".
Il richiamato articolo 148 definisce attività
culturali "quelle rivolte a formare e diffondere espressioni della cultura
e dell'arte" (lettera f) e promozione "ogni attività diretta a
suscitare e a sostenere le attività culturali" (lettera g).
Ritiene quindi la Fondazione di poter detrarre
dall'imposta lorda, nella misura del 19%, le erogazioni liberali effettuate nei
confronti delle parrocchie.
Premesso che ai sensi
dell'art. 12, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, "le
fondazioni che hanno adeguato gli statuti alle disposizioni del titolo I si
considerano enti non commerciali..." si fa presente quanto segue.
L'articolo 147 del TUIR, collocato nel Capo
III, relativo agli enti non commerciali residenti, stabilisce che:
"dall'imposta lorda si detrae, fino alla concorrenza del suo ammontare, un
importo pari al 19 per cento degli oneri indicati alle lettere a), g), h),
h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 dell'articolo 15...".
In particolare la lettera h) dell'art. 15 del TUIR fa riferimento alle
"erogazioni liberali in denaro effettuate a favore dello Stato, delle
regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di
comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i
beni e le attività culturali, di fondazioni e associazioni legalmente
riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono e promuovono attività di
studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale ed
artistico o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base
ad apposita convenzione, per l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il
restauro delle cose indicate nell'art. 1 della L. 1 giugno 1939, n. 1089, e nel
DPR 30 settembre 1963, n. 1409, ivi comprese le erogazioni effettuate per
l'organizzazione in Italia e all'estero di mostre e di esposizioni di rilevante
interesse scientifico-culturale delle cose anzidette, e per gli studi e le
ricerche eventualmente a tal fine necessari, nonché per ogni altra
manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini
didattico-promozionali, ivi compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e
la catalogazione, e le pubblicazioni relative ai beni culturali. Le iniziative
culturali devono essere autorizzate, previo parere del competente comitato di
settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, dal Ministero
per i beni e le attività culturali, che deve approvare la previsione di spesa e
il conto consuntivo...".
Gli enti non commerciali, ivi comprese le fondazioni
bancarie, possono pertanto fruire della detrazione dall'imposta lorda di un
importo pari al 19 per cento delle erogazioni liberali effettuate a favore dei
soggetti e per le attività e iniziative culturali espressamente previste nella
riportata disposizione.
Tra i soggetti beneficiari delle suddette erogazioni si
ritiene, anche sulla base dell'autorevole parere espresso in materia dal
Consiglio di Stato (parere n. 66 del 31 gennaio 1989), che possano essere
ricondotte anche le parrocchie in quanto:
1. sono enti riconosciuti. L'art. 29 della
legge 20 maggio 1985, n. 222 stabilisce, infatti, che le Parrocchie
nella Gazzetta ufficiale del decreto del Ministro dell'interno che conferisce
riconosciuto";
2. non perseguono fini di lucro;
3. realizzano interventi su beni culturali
tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 41, recante il
Codice dei beni culturali e del paesaggio. Al riguardo si evidenzia che
l'assenza di finalità istituzionali nel settore dei beni culturali non preclude
alle parrocchie di essere destinatarie delle erogazioni agevolate previste dalla
disposizione in esame, in quanto la stessa non pone tale condizione
(diversamente per le erogazioni di cui all'art. 100, comma 2, lettera m) del TUIR
lo svolgimento di compiti istituzionali nel settore dei beni culturali è stato
espressamente stabilito dal decreto del Ministero per i beni e le attività
culturali del 3 ottobre 2002 - vedasi al riguardo la risoluzione n. 198/E del 20 ottobre 2003).
In ordine alle modalità secondo cui devono essere
effettuate le suddette erogazioni al fine della detraibilità, in particolare in
ordine al significato da attribuire all'inciso "effettuate in base ad
apposita convenzione" contenuto nella norma sopra riportata, si è
provveduto ad acquisire il parere del Ministero per i beni e le attività
Detto Ministero ha precisato che le erogazioni liberali
previste dal richiamato art. 15,
comma 1, lettera h) del TUIR devono essere regolate mediante convenzione.
Premesso che - a seguito dell'abrogazione disposta
dall'art. 4 della legge 12 luglio 1999, n. 237 - è stata soppressa la peculiare
procedura prevista dall'art. 2 della legge 8 ottobre 1997, n. 352, che aveva
reso la "convenzione" di cui all'art. 15, comma 1, lettera h) del TUIR,
contratto trilaterale, coinvolgendovi necessariamente soggetto erogatore,
soggetto beneficiario e attuatore dell'iniziativa culturale e soggetto pubblico
preposto all'autorizzazione e al controllo dell'iniziativa stessa, il Ministero
per i beni e le attività culturali ha precisato che la convenzione deve essere
stipulata solo tra il soggetto erogatore ed il beneficiario attuatore
dell'iniziativa culturale. Al Ministero è stato mantenuto il ruolo di
controllore istituzionale dell'iniziativa predetta, sia in fase di progettazione
e preventivazione della relativa spesa (che, per espressa previsione normativa
deve essere previamente autorizzata), sia in fase di consuntivo (anch'esso da
verificare ed approvare espressamente).
Affinché l'erogazione liberale possa dar luogo alla
detrazione prevista dalla legge è necessario, altresì, che essa sia effettuata
in favore di iniziative o attività che abbiano già acquisito l'autorizzazione
del Ministero per i beni e le attività culturali con l'approvazione, almeno,
del preventivo di spesa, in mancanza della quale, secondo lo stesso Ministero,
appare difficile poter qualificare dette attività come iniziative culturali
utili ai fini dello sgravio stesso.
La competenza in ordine all'autorizzazione di cui s'è
detto spetta, in base all'assetto organizzativo vigente, alla Soprintendenza di
- Borgo San Dalmazzo , 17 ore fa	AteneoWeb s.r.l.