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Timestamp: 2018-11-19 04:11:36+00:00
Document Index: 89244682

Matched Legal Cases: ['art. 129', 'art. 129', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 150', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 129', 'sentenza ']

Art. 150 codice penale: Morte del reo prima della condanna
La morte del reo, avvenuta prima della condanna, estingue il reato (1).
(1) La morte del reo estingue tutti gli effetti penali del reato incluse le pene principali ed accessorie [v. 20]; sopravvivono le obbligazioni civili relative al risarcimento del danno nascente dal reato, il pagamento delle spese processuali e l’esecuzione della confisca [v. 240], in quanto obbligazioni inerenti al patrimonio del defunto.
È discusso se in caso di morte del reo possa trovare applicazione l’art. 129, c. 2 c.p.p., il quale dispone che, pur in presenza di una causa di estinzione del reato, vada privilegiata una formula di proscioglimento più favorevole all’imputato ove ne ricorrano le condizioni. La soluzione negativa muove dalla considerazione che la morte, a differenza delle altre cause estintive del reato, determina il venir meno del soggetto del rapporto giuridico processuale. Tende, tuttavia, a prevalere la soluzione positiva, in base alla considerazione che l’art. 129 c.p.p. non richiede l’esistenza dell’imputato al momento in cui il giudice deve pronunciarsi, essendo sufficiente che le prove dell’innocenza siano state acquisite prima della sopravvenuta morte dello stesso imputato.
In giurisprudenza si è affermato che la declaratoria di estinzione del reato per morte dell’imputato prevale su quella di prescrizione, pur maturata anteriormente, avendo quest’ultima carattere accertamento costitutivo, precluso nei confronti di persona non più in vita e in relazione a un rapporto processuale oramai estinto (Cass. Sez Un. 29-12-2009, n. 49783).
La dottrina risalente riteneva che la norma in esame, nel disporre che la morte del reo è causa di estinzione del reato, trovasse il suo fondamento nel principio costituzionale secondo cui la responsabilità penale è personale (art. 27 Cost.).
La dottrina più recente è orientata nel ritenere che il comma 1 dell’art. 27 Cost. dia, invece, rilievo costituzionale al divieto di responsabilità oggettiva e non presenti alcuna connessione con la norma in esame.
La morte dell'incolpato non ha l'effetto di estinguere il giudizio disciplinare previsto a carico degli esercenti la professione sanitaria, non esistendo alcuna norma specifica che dia rilievo a tale evento, né essendo applicabili in via analogica, in detto giudizio, i principi che regolano le conseguenze della morte del reo nel processo penale. Dichiara inammissibile,Comm.Centr.Eserc.Prof.Sanitarie Roma,9/10/2007
Cassazione civile sez. III 17 ottobre 2013 n. 23577
È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 150 c.p., censurato, in riferimento all'art. 3 cost., nella parte in cui non prevede che l'estinzione del reato consegua, oltre che alla morte del reo, "ad uno stato mentale dell'imputato in vita che ne impedisca in modo permanente ed irreversibile la cosciente partecipazione al procedimento". L'eterogeneità delle situazioni poste a confronto - segnatamente quanto alla ratio di tutela che viene in rilievo nei due frangenti, posto che l'estinzione del reato per morte del reo costituisce diretto riflesso del principio di carattere sostanziale di personalità della responsabilità penale (art. 27 comma 1 cost.), mentre la preclusione allo svolgimento del procedimento nei confronti della persona che, per il suo stato di mente, non è in grado di parteciparvi in modo cosciente ha un obiettivo di protezione di natura prettamente processuale, mirando alla salvaguardia del diritto di difesa (art. 24 comma 2 cost.), nel particolare aspetto della difesa personale o autodifesa - impedisce di ravvisare la denunciata violazione del principio di eguaglianza (sent. n. 281 del 1995; ordd. n.298 del 1991, 33 del 2003).
Corte Costituzionale 04 novembre 2011 n. 289
Non può essere disposta, con la sentenza di non doversi procedere per morte del reo, la confisca amministrativa del veicolo utilizzato per commettere il reato di guida in stato di ebbrezza. (Fattispecie relativa a reato commesso prima dell'entrata in vigore della l. n. 120 del 2010, che la Corte ha considerato "lex mitior", poiché ha mutato la qualificazione giuridica della confisca, da sanzione accessoria penale ad amministrativa). Rigetta, Gip Trib. Genova, 11 aprile 2009
Cassazione penale sez. IV 25 novembre 2010 n. 45417
La morte del reo avvenuta in sede di gravame obbliga il giudice a pronunciare una sentenza di non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato
Corte appello Torino sez. III 03 maggio 2010
La morte del reo, dopo la sentenza di primo grado, ma prima del giudizio di appello, comporta la declaratoria di estinzione del reato e preclude al giudice ogni indagine di merito a meno che dagli atti non emerga in maniera evidente che il fatto non sussista o che l'imputato non lo abbia commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato (art. 129 c.p.p.)
Corte appello Torino sez. III 30 aprile 2010
La morte del ricorrente, intervenuta prima della decisione del ricorso da parte della Corte di cassazione, determina l'inesistenza giuridica della sentenza, che deve pertanto essere dichiarata dallo stesso giudice che l'ha deliberata. Annulla senza rinvio, Cass., 16/11/2009
Cassazione penale sez. VI 09 marzo 2010 n. 10199
Il giudice pronuncia sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato qualora intervenga nel corso del dibattimento la morte del reo.
Tribunale Napoli sez. IV 13 maggio 2009 n. 7741
La declaratoria di estinzione del reato per morte dell'imputato prevale su quella di prescrizione, avendo quest'ultima carattere di accertamento costitutivo, precluso nei confronti di persona non più in vita e in relazione a un rapporto processuale oramai estinto. Annulla senza rinvio, App. Milano, 16 settembre 2005
Cassazione penale sez. II 22 aprile 2009 n. 25615
È inesistente la decisione della Corte di cassazione deliberata dopo la morte del reo, intervenuta nelle more del giudizio di legittimità dopo condanna in sede di merito, e spetta al giudice dell'esecuzione, adito per la declaratoria d'estinzione del reato per morte del reo avvenuta prima della pronuncia della Corte suprema, il potere-dovere di dichiarare tale inesistenza. Annulla senza rinvio, Ass.App. Cagliari, 22 Settembre 2008
Cassazione penale sez. I 05 marzo 2009 n. 14509