Source: http://condominio.ilcaso.it/codice_procedura_civile/644
Timestamp: 2020-08-10 06:33:34+00:00
Document Index: 141014463

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art.188', 'art.615', 'art.645', 'art.650', 'art.645', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 153', 'art. 644', 'art. 184', 'art. 153', 'art. 644']

I. Il decreto di ingiunzione diventa inefficace qualora la notificazione non sia eseguita nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nel territorio della Repubblica, e di novanta giorni negli altri casi; ma la domanda può essere riproposta.
Notificazione tardiva decreto ingiuntivo oltre termine sessanta giorni - Inefficacia ingiunzione - Qualificabilità ricorso come domanda giudiziale se instaurato rapporto processuale in opposizione - Valutazione fondatezza domanda azionata in sede monitoria - Sussiste.
La notificazione del decreto ingiuntivo oltre il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 644 c.p.c., comporta l’inefficacia del provvedimento, vale a dire rimuove l’intimazione di pagamento con esso espressa, ma non tocca la qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale: ne deriva che, ove su detta domanda si costituisca il rapporto processuale, ancorché su iniziativa della parte convenuta in senso sostanziale, la quale eccepisca quell’inefficacia, il giudice adito, alla stregua delle comuni regole del processo di cognizione, ha il potere-dovere non soltanto di vagliare la consistenza dell’eccezione, con le implicazioni in ordine alle spese della fase monitoria, ma anche di decidere sulla fondatezza della pretesa avanzata dal creditore ricorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Maggio 2018. Segue...
Procedimento monitorio – Notificazione tardiva del decreto ingiuntivo – Opposizione al decreto – Riproposizione della domanda da parte del creditore opposto – Soggezione alla cognizione del giudice – Sussiste.
L’inefficacia del decreto ingiuntivo opposto per tardività della sua notificazione non impedisce, nel caso di costituzione dell’opposto creditore e di riproposizione della domanda da parte di quest’ultimo, la decisione da parte del giudice dell’opposizione in merito all’esistenza del diritto già fatto valere attraverso il ricorso per ingiunzione; in altre parole, la notificazione tardiva del decreto ingiuntivo comporta l’inefficacia del provvedimento ma non tocca la qualificabilità del ricorso per ingiunzione come domanda giudiziale; ne deriva che, ove su detta domanda si costituisca il rapporto processuale, ancorché su iniziativa della parte convenuta (in senso sostanziale), la quale eccepisca quell’inefficacia, il giudice adito ha il potere-dovere anche di decidere sulla fondatezza della pretesa avanzata dal creditore ricorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07 Novembre 2016. Segue...
Procedimento monitorio – Irregolarità della notificazione del decreto ingiuntivo – Eccezione di inefficacia del decreto – Oggetto della cognizione del giudice – Estesa alla pretesa creditoria – Sussiste.
Si distinguono tre diverse ipotesi quanto all’irregolarità della notificazione del decreto ingiuntivo:
1- Notificazione inesistente, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con la procedura prevista dal 1° e 2° comma dell’art.188 disp. attuaz. c.p.c.; con autonoma azione ordinaria di accertamento negativo; con l’opposizione all’esecuzione a norma dell’art.615 c.p.c.;
2- Notificazione nulla o irregolare, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con l’opposizione ai sensi dell’art.645 c.p.c. oppure con l’opposizione tardiva dell’art.650 c.p.c.;
3- Notificazione tardiva, nel qual caso l’inefficacia del decreto può essere fatta valere con l’opposizione ai sensi dell’art.645 c.p.c. e nel termine decorrente dalla notificazione, pur se tardiva, del decreto.
Peraltro, ove si costituisca il rapporto processuale, ancorché su iniziativa della parte convenuta (in senso sostanziale), la quale eccepisca l’inefficacia del decreto, il giudice adito ha il potere-dovere non soltanto di vagliare la consistenza dell’eccezione, ma anche di decidere sula fondatezza della pretesa avanzata dal creditore ricorrente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06 Marzo 2015. Segue...
Opposizione a precetto del terzo proprietario – Medesimi rimedi processuali spettanti al debitore principale – Inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo al debitore principale e inefficacia del decreto ex art. 644 c.p.c. pronunciata nel procedimento di opposizione. Conseguente difetto del titolo e insussistenza del diritto del creditore ad agire esecutivamente sul bene del terzo.
Il terzo proprietario dei beni soggetti ad esecuzione forzata è equiparato al debitore principale e può azionare, ex artt. 2859 e 2870 c.c., tutti i rimedi processuali che la legge riconosce a quest’ultimo.
Il terzo proprietario può pertanto proporre opposizione all’esecuzione facendo valere l’inesistenza della notifica al debitore principale del decreto ingiuntivo e la conseguente inefficacia ex art. 644 c.p.c. del decreto ingiuntivo ottenuto dal creditore nei confronti del debitore principale. Da tale inefficacia consegue l’insussistenza del diritto del creditore ad agire esecutivamente sui beni del terzo proprietario, in difetto del titolo necessario per iniziare e/o proseguire l’azione esecutiva. (Francesca Sciarrotta) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 30 Giugno 2014. Segue...
Notificazione del decreto ingiuntivo – Omesso perfezionamento del procedimento notificatorio per causa non imputabile – Rimessione in termini – Art. 644 c.p.c. – Ammissibilità – Art. 153 c.p.c. ex lege 69/2009 – Sussiste..
La rimessione in termini prevista dall’art. 153 c.p.c. è applicabile in generale a tutti i termini processuali e, quindi, anche a quello di cui all’art. 644 c.p.c., per l’ipotesi in cui il creditore non abbia notificato in modo tempestivo, il decreto ingiuntivo ottenuto, per una causa non imputabile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 04 Ottobre 2012. Segue...
Processo civile – Rimessione in termini – Istituto di applicazione generalizzata – Omessa notifica senza colpa del decreto ingiuntivo – Rimessione in termini – Ammissibilità. .
L’abrogazione dell’art. 184-bis codice procedura civile e lo spostamento del suo contenuto nell’art. 153, cioè nel capo dedicato in via generale ai termini processuali, indica la volontà del legislatore di fare in modo che l’istituto della rimessione in termini sia di applicazione generalizzata e non limitata all’ipotesi in cui le parti siano decadute dal potere di compiere determinate attività difensive nel corso della trattazione della causa. In applicazione di tale principio ed in considerazione dell’esigenza di evitare una inutile duplicazione di azioni legali oltre che nel rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, si deve ritenere che possa essere rimesso in termini il creditore che sia incorso senza colpa nella sanzione dell’inefficacia del decreto ingiuntivo prevista dall’art. 644 codice procedura civile per il caso di omessa notifica del provvedimento nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 19 Febbraio 2010. Segue...