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Timestamp: 2018-09-26 11:07:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ']

2. ( 1 ) Dichiarazione fraudolenta mediante uso - PDF
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1 Violazioni finanziarie 1. D.L.vo 10 marzo 2000, n. 74. Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205 (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 76 del 31 marzo 2000). Titolo I Definizioni 1. Definizioni. 1. Ai fini del presente decreto legislativo: a) per «fatture o altri documenti per operazioni inesistenti» si intendono le fatture o gli altri documenti aventi rilievo probatorio analogo in base alle norme tributarie, emessi a fronte di operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l operazione a soggetti diversi da quelli effettivi; b) per «elementi attivi o passivi» si intendono le componenti, espresse in cifra, che concorrono, in senso positivo o negativo, alla determinazione del reddito o delle basi imponibili rilevanti ai fini dell applicazione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto; c) per «dichiarazioni» si intendono anche le dichiarazioni presentate in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche; d) il «fine di evadere le imposte» e il «fine di consentire a terzi l evasione» si intendono comprensivi, rispettivamente, anche del fine di conseguire un indebito rimborso o il riconoscimento di un inesistente credito d imposta, e del fine di consentirli a terzi; e) riguardo ai fatti commessi da chi agisce in qualità di amministratore, liquidatore o rappresentante di società, enti o persone fisiche, il «fine di evadere le imposte» ed il «fine di sottrarsi al pagamento» si intendono riferiti alla società, all ente o alla persona fisica per conto della quale si agisce; f) per «imposta evasa» si intende la differenza tra l imposta effettivamente dovuta e quella indicata nella dichiarazione, ovvero l intera imposta dovuta nel caso di omessa dichiarazione, al netto delle somme versate dal contribuente o da terzi a titolo di acconto, di ritenuta o comunque in pagamento di detta imposta prima della presentazione della dichiarazione o della scadenza del relativo termine; g) le soglie di punibilità riferite all imposta evasa si intendono estese anche all ammontare dell indebito rimborso richiesto o dell inesistente credito di imposta esposto nella dichiarazione. Titolo II Delitti Capo I Delitti in materia di dichiarazione 2. ( 1 ) Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 1. È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi. 2. Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell amministrazione finanziaria. [3. Se l ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a ,07, si applica la reclusione da sei mesi a due anni] ( 2 ). Leggi complementari
2 Art. 3 Violazioni finanziarie 1022 ( 2 ) Questo comma è stato abrogato dall art. 2, comma 36 vicies semel lett. a), del D.L. 13 agosto 3. ( 1 ) Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. 1. Fuori dei casi previsti dall articolo 2, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l accertamento, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente: a) l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro trentamila ( 2 ); b) l ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro un milione ( 3 ). ( 2 ) Le parole: «a lire centocinquanta milioni» sono state così sostituite dalle attuali: «a euro trentamila» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. b), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 138/2011. ( 3 ) Le parole: «a lire tre miliardi» sono state così sostituite dalle attuali: «a euro un milione» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. c), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 138/ ( 1 ) Dichiarazione infedele. 1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 2 e 3, è punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, congiuntamente: a) l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro cinquantamila ( 2 ); b) l ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al dieci per cento dell ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro due milioni ( 3 ). ( 2 ) Le parole: «a lire duecento milioni» sono state così sostituite dalle attuali: «a euro cinquantamila» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. d), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 138/2011. ( 3 ) Le parole: «a lire quattro miliardi» sono state così sostituite dalle attuali: «a euro due milioni» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. e), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano 5. ( 1 ) Omessa dichiarazione. 1. È punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte, quando l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a euro trentamila ( 2 ). 2. Ai fini della disposizione prevista dal comma 1 non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.
3 1023 D.L.vo 10 marzo 2000, n. 74 Art. 6 ( 2 ) Le parole: «a lire centocinquanta milioni» sono state così sostituite dalle attuali: «a euro trentamila» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. f), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano ai fatti successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 138/ Tentativo. 1. I delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 4 non sono comunque punibili a titolo di tentativo. 7. Rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio. 1. Non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell esercizio di competenza ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio. 2. In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili a norma degli articoli 3 e 4 le valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1, lettere a) e b), dei medesimi articoli. Capo II Delitti in materia di documenti e pagamento di imposte 8. ( 1 ) Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 1. È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 2. Ai fini dell applicazione della disposizione prevista dal comma 1, l emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato. [3. Se l importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è inferiore a ,07 per periodo di imposta, si applica la reclusione da sei mesi a due anni] ( 2 ). ( 2 ) Questo comma è stato abrogato dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. g), del D.L. 13 agosto 9. Concorso di persone nei casi di emissione o utilizzazione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. 1. In deroga all articolo 110 del codice penale: a) l emittente di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall articolo 2; b) chi si avvale di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall articolo Occultamento o distruzione di documenti contabili. 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari. 10 bis. ( 1 ) ( 2 ) Omesso versamento di ritenute certificate. 1. È punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d imposta. ( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall art. 1, comma 414, della L. 30 dicembre 2004, n ( 2 ) A norma dell art. 1, comma 143, della L. 24 Leggi complementari
4 Art. 10 ter Violazioni finanziarie ter. ( 1 ) ( 2 ) Omesso versamento di IVA. 1. La disposizione di cui all articolo 10 bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa l imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell acconto relativo al periodo di imposta successivo. ( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall art. 35, comma 7, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n ( 2 ) A norma dell art. 1, comma 143, della L quater. ( 1 ) ( 2 ) Indebita compensazione. 1. La disposizione di cui all articolo 10 bis si applica, nei limiti ivi previsti, anche a chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione, ai sensi dell articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, crediti non spettanti o inesistenti. ( 1 ) Questo articolo è stato inserito dall art. 35, comma 7, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n ( 2 ) A norma dell art. 1, comma 143, della L ( 1 ) ( 2 ) Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. 1. È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni. 2. È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di ottenere per sè o per altri un pagamento parziale dei tributi e relativi accessori, indica nella documentazione presentata ai fini della procedura di transazione fiscale elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi per un ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila. Se l ammontare di cui al periodo precedente è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni. ( 2 ) Questo articolo è stato così sostituito dall art. 29, comma 4, del D.L.31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, nella l. 30 luglio 2010, n Titolo III Disposizioni comuni 12. Pene accessorie. 1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente decreto importa: a) l interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per un periodo non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni; b) l incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo non inferiore a un anno e non superiore a tre anni; c) l interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per un periodo non inferiore a un anno e non superiore a cinque anni; d) l interdizione perpetua dall ufficio di componente di commissione tributaria; e) la pubblicazione della sentenza a norma dell articolo 36 del codice penale. 2. La condanna per taluno dei delitti previsti dagli articoli 2, 3 e 8 importa altresì l interdizione dai pubblici uffici per un periodo non inferiore a un anno e non superiore a tre anni, salvo che ricorrano le circostanze previste dagli articoli 2, comma 3, e 8, comma 3. 2 bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del presente decreto l istituto della sospensione condizionale della pena di cui all articolo 163 del codice penale non trova applicazione nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) l ammontare dell imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d affari; b) l ammontare dell imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro ( 1 ). ( 1 ) Questo comma è stato aggiunto dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. h), del D.L. 13 agosto 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si appli-
5 1025 D.L.vo 10 marzo 2000, n. 74 Art. 13 cano 13. Circostanza attenuante. Pagamento del debito tributario. 1. Le pene previste per i delitti di cui al presente decreto sono diminuite fino ad un terzo ( 1 ) e non si applicano le pene accessorie indicate nell articolo 12 se, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti medesimi sono stati estinti mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative o di adesione all accertamento previste dalle norme tributarie. 2. A tale fine, il pagamento deve riguardare anche le sanzioni amministrative previste per la violazione delle norme tributarie, sebbene non applicabili all imputato a norma dell articolo 19, comma 1. 2 bis. Per i delitti di cui al presente decreto l applicazione della pena ai sensi dell articolo 444 del codice di procedura penale può essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza attenuante di cui ai commi 1 e 2 ( 2 ). 3. Della diminuzione di pena prevista dal comma 1 non si tiene conto ai fini della sostituzione della pena detentiva inflitta con la pena pecuniaria a norma dell articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n ( 1 ) Le parole: «alla metà» sono state così sostituite dalle attuali: «ad un terzo» dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. i), del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella L. 14 settembre 2011, n Tali disposizioni si applicano della legge di conversione del D.L. n. 138/2011. ( 2 ) Questo comma è stato inserito dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. m), del D.L. 13 agosto 14. Circostanza attenuante. Riparazione dell offesa nel caso di estinzione per prescrizione del debito tributario. 1. Se i debiti indicati nell articolo 13 risultano estinti per prescrizione o per decadenza, l imputato di taluno dei delitti previsti dal presente decreto può chiedere di essere ammesso a pagare, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, una somma, da lui indicata, a titolo di equa riparazione dell offesa recata all interesse pubblico tutelato dalla norma violata. 2. La somma, commisurata alla gravità dell offesa, non può essere comunque inferiore a quella risultante dal ragguaglio a norma dell articolo 135 del codice penale della pena minima prevista per il delitto contestato. 3. Il giudice, sentito il pubblico ministero, se ritiene congrua la somma, fissa con ordinanza un termine non superiore a dieci giorni per il pagamento. 4. Se il pagamento è eseguito nel termine, la pena è diminuita fino alla metà e non si applicano le pene accessorie indicate nell articolo 12. Si osserva la disposizione prevista dal comma 3 dell articolo Nel caso di assoluzione o di proscioglimento la somma pagata è restituita. 15. Violazioni dipendenti da interpretazione delle norme tributarie. 1. Al di fuori dei casi in cui la punibilità è esclusa a norma dell articolo 47, terzo comma, del codice penale, non danno luogo a fatti punibili ai sensi del presente decreto le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione. 16. Adeguamento al parere del Comitato per l applicazione delle norme antielusive. 1. Non dà luogo a fatto punibile a norma del presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita dall articolo 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si è uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per l applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni, ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell istanza sulla quale si è formato il silenzio-assenso. 17. Interruzione della prescrizione. 1. Il corso della prescrizione per i delitti previsti dal presente decreto è interrotto, oltre che dagli atti indicati nell articolo 160 del codice penale, dal verbale di constatazione o dall atto di accertamento delle relative violazioni. 1 bis. I termini di prescrizione per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del presente decreto sono elevati di un terzo ( 1 ). ( 1 ) Questo comma è stato aggiunto dall art. 2, comma 36 vicies semel, lett. l), del D.L. 13 agosto Leggi complementari 33
6 Art. 18 Violazioni finanziarie Competenza per territorio. 1. Salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, se la competenza per territorio per i delitti previsti dal presente decreto non può essere determinata a norma dell articolo 8 del codice di procedura penale, è competente il giudice del luogo di accertamento del reato. 2. Per i delitti previsti dal capo I del titolo II il reato si considera consumato nel luogo in cui il contribuente ha il domicilio fiscale. Se il domicilio fiscale è all estero è competente il giudice del luogo di accertamento del reato. 3. Nel caso previsto dal comma 2 dell articolo 8, se le fatture o gli altri documenti per operazioni inesistenti sono stati emessi o rilasciati in luoghi rientranti in diversi circondari, è competente il giudice di uno di tali luoghi in cui ha sede l ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall articolo 335 del codice di procedura penale. Titolo IV Rapporti con il sistema sanzionatorio amministrativo e fra procedimenti 19. Principio di specialità. 1. Quando uno stesso fatto è punito da una delle disposizioni del titolo II e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, si applica la disposizione speciale. 2. Permane, in ogni caso, la responsabilità per la sanzione amministrativa dei soggetti indicati nell articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, che non siano persone fisiche concorrenti nel reato. 20. Rapporti tra procedimento penale e processo tributario. 1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il processo tributario non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente a oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento comunque dipende la relativa definizione. 21. Sanzioni amministrative per le violazioni ritenute penalmente rilevanti. 1. L ufficio competente irroga comunque le sanzioni amministrative relative alle violazioni tributarie fatte oggetto di notizia di reato. 2. Tali sanzioni non sono eseguibili nei confronti dei soggetti diversi da quelli indicati dall articolo 19, comma 2, salvo che il procedimento penale sia definito con provvedimento di archiviazione o sentenza irrevocabile di assoluzione o di proscioglimento con formula che esclude la rilevanza penale del fatto. In quest ultimo caso, i termini per la riscossione decorrono dalla data in cui il provvedimento di archiviazione o la sentenza sono comunicati all ufficio competente; alla comunicazione provvede la cancelleria del giudice che li ha emessi. 3. Nei casi di irrogazione di un unica sanzione amministrativa per più violazioni tributarie in concorso o continuazione fra loro, a norma dell articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, alcune delle quali soltanto penalmente rilevanti, la disposizione del comma 2 del presente articolo opera solo per la parte della sanzione eccedente quella che sarebbe stata applicabile in relazione alle violazioni non penalmente rilevanti. Titolo V Disposizioni di coordinamento, transitorie e finali 22. Modalità di documentazione dell avvenuta estinzione dei debiti tributari. 1. Con decreto del Ministero delle finanze, emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, sono stabilite le modalità di documentazione dell avvenuta estinzione dei debiti tributari indicati nell articolo 13 e di versamento delle somme indicate nell articolo 14, comma 3 ( 1 ). ( 1 ) Si veda il D.M. 13 giugno 2000 (G.U. Serie gen. - n. 140 del 17 giugno 2000). 23. Modifiche in tema di utilizzazione di documenti da parte della Guardia di finanza. (Omissis). 24. Modifica dell articolo 2 della legge 26 gennaio 1983, n. 18. (Omissis). 25. Abrogazioni. 1. (Omissis).