Source: https://www.spfmediazione.it/2016/05/10/lobbligo-di-attivare-la-mediazione-spetta-al-creditore-opposto/
Timestamp: 2018-04-24 12:46:15+00:00
Document Index: 22724796

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art. 5', 'art, 8', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 40', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 96']

L’obbligo di attivare la mediazione spetta al creditore opposto – Spf Mediazione
L’obbligo di attivare la mediazione spetta al creditore opposto
La Cassazione, l’anno scorso, seguita poi da numerosi tribunali aveva ritenuto di dover accollare l’onere sul debitore opponente. E ciò perché, seppur nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il ruolo di attore sostanziale lo ha il creditore opposto, è vero che tale regola riguarda solo l’onere della prova e dunque la fase istruttoria. Nulla cambia invece per le fasi introduttive e preliminari al giudizio, tant’è che nessuno mette in dubbio che il contributo unificato lo debba pagare il debitore opponente.
certo “favor” per la conciliazione delle vertenze; basti pensare, tra l’altro, all’introduzione dell’art. 185-bis C.P,C., che impone al Giudice di formulare ipotesi transattive fino all’udienza di precisazione delle conclusioni, traendo elementi di valutazione dal successivo comportamento delle parti sul punto, nonché alla recentissima riforma che ha introdotto i nuovi istituti del trasferimento alla sede arbitrale di procedimenti pendenti avanti I’A.G. e della negoziazione assistita dall’avvocato per le controversie in materia
di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, di contratti di trasporto e subtrasporto, nonché per quelle aventi ad oggetto una domanda di pagamento di somme non eccedenti E 50.000 (D.L. n. 13212014).
L’art. 5, comma 5 bis dlgs. n. 28/2010. dispone: “Quando l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità delladomando giudiziale la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l’accordo”.
Come si vede le due norme sono formulate in modo ambiguo: nell’art, 8 sembra che il primo incontro sia destinato solo alle informazioni date dal mediatore e a verificare la volontà di iniziare la mediazione. Tuttavia, nell’art. 5, comma 5 bis. si parla di “primo incontroconcluso senza l’accordo”.
A. i difensori, definiti mediatori di diritto dalla stessa legge, hanno sicuramente già conoscenza della natura della mediazione e delle sue finalità. Se cosi non fosse non si vedecome potrebbero fornire al cliente l’ informazione prescritta dall’art. 4, comma 3, del d lgs 28/2010, senza contare che obblighi informativi in tal senso si desumono già sui piano deontologico (art. 40 codice deontologico ). Non avrebbe dunque senso imporre l’incontro tra i soli difensori e il mediatore solo in vista di un’Informativa.
C. ritenere che la condizione di procedibilità sia assolta dopo un primo incontro, in cui il mediatore si limiti a chiarire alle parti la funzione e le modalitàdi svolgimento della mediazione, vuol dire in realtà ridurre ad un’ inaccettabile dimensione notarile il ruolo del giudice, quello del mediatore e quello dei difensori. Non avrebbe ragion d’essere una dilazione del processo civile per un adempimento burocratico del genere. La dilazione si giustifica solo quando una mediazione sia effettivamente svolta e vi sia stata data un’effettiva chance di raggiungimento dell’accordo alle parti. Pertanto occorre che sia svolta una vera e propria sessione di mediazione. Altrimenti, si porrebbe un ostacolo non giustificabile all’accesso alla giurisdizione. (.).
E. L’ipotesi che la condizione si verifichi con il solo incontro tra gli avvocati e il mediatore per le informazioni appare particolarmente irrazionale nella mediazione disposta dal giudice: in tal caso, infatti, si presuppone che il giudice abbia già svolto la valutazione di ‘mediabilità’ del conflitto (come prevede l’art. 5 cit.: che impone al giudice di valutare “la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, e che tale valutazione si sia svolta nel colloquio processuale con i difensori. Questo presuppone anche un’adeguata informazione ai clienti da parte dei difensori. inoltre, in caso di lacuna al riguardo, lo stesso giudice, qualora verifichi la mancata allegazionedel documento informativo, deve a sua volta informare la parte della facoltà di chiedere la mediazione. Conte si vede dunque, sono previsti plurimi livelli informativi e non è pensabile che il processo venga momentaneamente interrotto per un ‘ulteriore informazione anziché per un serio tentativo di risolvere il conflitto.
Alla luce delle considerazioni che precedono, il giudice ritiene che le ambiguità interpretative evidenziale vadano risolte considerando quale criterio fondamentale la ragion d’essere della mediazione, dovendosi dunque affermare la necessità che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori come previstodall’art. 8 d.lgs. n. 28/2010) e che la mediazione sia effettivamente avviata.
Prosegue tuttavia la Corte:”questo può portare ad un errato automatismo logico per cui si individua nel titolare del rapporto sostanziale (che normalmente è l’attore nel rapporto processuale) la parte sulla quale grava l’onere. Ma in realtà – avendo come guida il criterio ermeneutico dell’interesse e del potere di introdurre il giudizio dicognizione- la soluzione deve essere quella opposta.”
Deve, infine, respingersi la domandarisarcitoria avanzata dagli opponenti ai sensi dell’art. 96. 1° e 3° comma, C.P.C. in quanto la mancata attivazione della procedura di mediazione ha comportato l’improcedibilità della domanda monitoria senza che sia stato possibile esaminare la fondatezza o meno della stessa nel merito e, d’altro canto, l’individuazione della parte tenuta all’espletamento del predetto incombente e questione controversa in giurisprudenza. Alla soccombenza dell’opposta consegue il suo obbligo di rifondere le spese processuali sostenute dalla controparte nell’importo liquidato in dispositivo.
ACCERTARE la nullità dei ricorso per decreto ingiuntivo presentato dall’opposta, inquanto, la domanda avanzata risulta di oggetto indeterminato e comunque non supportata da elementi probatori;
– ACCERTARE e DICHIARARE, previo accertamento dei Tasso EffettivoGlobale, la nullità e l’inefficacia di ogni e qualsivoglia pretesa della convenuta banca per interessi, spese, commissioni, e competenze per contrarietà al disposto di cui alla legge 7 marzo 1996 n. 108, perché eccedente il c.d. tasso 11 soglia nel periodo trimestrale di riferimento, con l’effetto, ai sensi degli artt. 1339 e 1419 c.c., della applicazione dei tasso legale senza capitalizzazione;
A) Si chiede che venga disposta consulenzatecnico contabile tesa a stabilire.
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