Source: http://www.turismoefisco.it/category/turismo/agenzie-di-viaggi-e-turismo/
Timestamp: 2019-06-25 02:53:58+00:00
Document Index: 127442897

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art 10', 'art 10', 'art. 19']

Agenzie di Viaggi e turismo Archivi - Turismo e Fisco
Category Archives: Agenzie di Viaggi e turismo
Tags : buoni carburante deducibilità fiscale buoni corrispettivo buoni multiuso buono monouso buono monouso e multiuso emissione scontrino per buono regalo gift card e scontrino fiscale normativa buoni sconto o trattamento fiscale gift card registrazione contabile buoni scont trattamento fiscale buoni acquisto trattamento fiscale buono vacanza viaggi premio dipendenti trattamento fiscale voucher iva voucher monouso voucher multiuso
La tipologia dei buoni e delle gift cards è stata recentemente oggetto di un accurato approfondimento che ha anche avuto il pregio di solidificare alcuni dubbi intercorsi tra gli operatori ; tale approfondimento ha generato il comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 29 del 28 novembre 2018.
In particolare tra le altre cose nel comunicato viene data una nuova nuova definizione del buono corrispettivo ovvero che lo stesso debba essere accettato come corrispettivo o parziale corrispettivo a fronte di una cessione di beni o di una prestazione di servizi e che indica, sullo strumento medesimo o nella relativa documentazione, i beni o i servizi da cedere o prestare o le identità dei potenziali cedenti o prestatori, ivi incluse le condizioni generali di utilizzo ad esso relative.
Tale buono ( ticket o card) può avere una forma:
fisica ( prevede delle spese accessorie di stampa per la sua diffusione o trasferimento)
in forma elettronica. (non prevede spese accessorie per la sua diffusione o trasferimento)
Inoltre, dal 1 Gennaio viene chiaramente identificato la tipologia di buono emesso , a seconda del fatto che:
la cessione del bene o la prestazione del servizio oggetto del buono stesso, sia identificabile a livello fiscale con un’aliquota Iva determinabile ( buono monouso)
la cessione del bene o la prestazione del servizio oggetto del buono stesso, non sia identificabile fino al momento in cui l’usufrutore del servizio non lo richieda ( buono multiuso)
Buoni-corrispettivo MONOUSO
Il buono Monouso è un buono-corrispettivo nel quale il prodotto o servizio che viene ceduto all’emissione del buono stesso ( che è sempre precedente alla effettuazione dell’operazione) può essere identificato immediatamente ( esempio un buono per l’acquisto di un televisore o in generale di un prodotto elettronico sempre soggetto ad iva 22%).
Di conseguenza questa tipologia di buono va considerato come una cessione di beni o una prestazione di servizi, poiché sono noti tutti gli elementi richiesti per la documentazione dell’operazione (natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi). Vale a dire che la fattura per l’emissione di questa tipologia di buono non ricade nell’esenzione di cui all’art. 2 comma 3 ma viene assoggettata ad iva ordinaria ( relativa al bene in oggetto o 22% se trattasi di un servizio) e la successiva cessione di beni o prestazione di servizi effettuata non rileva ai fini IVA.
Buoni-corrispettivo MULTIUSO
Viceversa il buono Multiuso è un buono-corrispettivo per il quale, all’atto dell’emissione la disciplina IVA da applicare alla cessione dei beni o alla prestazione dei servizi cui gli stessi danno diritto non è nota. Esempio il prodotto turistico nel quale il cliente finale ( usufruitore del buono) potrà scegliere se richiedere:
Pacchetto turistico in ambito U.E. –> soggetto al regime speciale 74 ter ambito E
Pacchetto turistico in ambito EXTRA –> soggetto al regime speciale 74 ambito EXTRA E
Pacchetto turistico in ambito U.E. –> soggetto al regime speciale 74 ter U.E
Singolo servizio ( esempio volo o Hotel) in Italia –> soggetto a Iva ordinaria 10%
Singolo servizio ( esempio volo ) fuori Italia –> non imponibile ai sensi dell’art. 9 D.P.R. 633/72 Singolo servizio ( esempio Hotel) fuori Italia –> non imponibile ai sensi dell’art. 7 TER D.P.R. 633/72
In questa circostanza, non essendo pertanto note le informazioni base per la tassazione del buono-corrispettivo, è reso impossibile determinare con certezza il trattamento IVA applicabile alla corrispondente cessione di beni o prestazione di servizi. Di conseguenza, l’imposta sarà esigibile dal solo momento a partire dal quale i beni saranno ceduti o i servizi prestati. Pertanto questa tipologia di buono ( multiuso) continuerà ad essere fatturata ai sensi dell’art. 2 comma 3. E’ questo il caso della TEAM e dei prodotti servizi fatturati.
Base imponibile delle operazioni sui buoni-corrispettivo
La base imponibile del buono monouso è il valore del corrispettivo richiesto per l’emissione del buono stesso.
Invece, per i buoni multiuso, dobbiamo osservare queste specifiche:
La fattura dei ticket-cards dovrà essere emessa per il valore nominale richiesto in esenzione Iva ai sensi dell’art. 2 comma 3
Dovrà essere specificato nella fattura che trattasi di cessione di buono-multiuso per il quale non è determinabile con certezza il trattamento IVA applicabile alla corrispondente prestazione di servizi turistici futura.
Le operazioni accessorie alla cessione dei ticket e/o cards come ad esempio la stampa personalizzata, la confeziona tura o altre, dovranno essere invece individuate e fatturate applicando l’aliquota Iva del 22%.
Fattura a Cliente ( indifferente se trattasi di privato o di Azienda) di 1 ticket vacanza del valore complessivo di € 200:
Se il buono vacanza viene inviato in formato elettronico la fattura sarà di € 200 esente da Iva ai sensi dell’art. 2 comma 3. (*)
Se il buono viene inviato in forma fisica la fattura sarà di € 200 esente da Iva + ad esempio € 5 + Iva 22% per stampa di n. 1 ticket e sua confezionatura.
Ovvero la fattura per complessive € 200 ( come da contratto e pagate del cliente) dovrà essere scorporata in € 193,90 ( importo del ticket esente) ed € 6,1 ( importo della componente stampa e confezionamento)
(*) Ricordiamo che all’atto delle riscossione del buono ( individuazione del prodotto turistico prescelto) dovrà essere emessa fattura con aliquota corrispondente per il valore del servizio erogato e non incassato per via del buono.
cedolare secca affitti immobili commerciali 2019
Tags : cedolare secca 2018 affitti commerciali cedolare secca 2018 immobili commerciali cedolare secca affitti commerciali 2019 cedolare secca locali commerciali 2018 cedolare secca negozi 2018 cedolare secca negozi 2019 cedolare secca per gli affitti commerciali cedolare secca uffici
Ultima novità della legge di bilancio 2019 la cedolare secca per gli immobili commerciali
2019: cedolare secca anche per negozi e capannoni prevista dalla Legge di Bilancio 2019 in materia di locazione.
A partire dal 1° gennaio sarà possibile aderire al regime di tassazione sostitutivo Irpef della cedolare secca anche per le locazioni di negozi e capannoni e optare optare per la tassazione fissa del 21% che, oltre a sostituire aliquote Irpef e addizionali, comprende anche imposta di bollo e di registro, non solo per l’affitto di immobili ad uso abitativo ma anche per finalità commerciali.
Così come attualmente previsto, il regime fiscale della cedolare secca sui contratti di locazione potrà essere scelto per i locali appartenenti alla categoria catastale C\1 e nell’attuale bozza della Legge di Bilancio 2019 spuntano i primi vincoli e requisiti.
La tassazione agevolata dei redditi da locazione con cedolare secca al 21%, potrà essere applicata ai locali commerciali con superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze, e relative pertinenze locate congiuntamente.
La flat tax al 21% non sarà applicabile, tuttavia, per i contratti stipulati nel 2019 qualora al 15 ottobre 2018 risulti in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto in anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Le novità previste dalla Legge di Bilancio 2019 in merito alle locazioni e non solo dovranno ottenere il via libera definitivo da parte del Parlamento entro il mese di dicembre. Soltanto allora si saprà se le due misure di cui sopra sull’affitto non pagato e sulla cedolare secca commerciale rientreranno tra le novità fiscali del prossimo anno.
Tags : art 10 dpr 633/72 biglietti musei e iva esente iva art 10 comma 22 dpr 633/72 esenzione iva servizi museali guida turistica esente iva iva ingresso musei iva sui biglietti dei musei regime iva musei regime iva visite guidate visite guidate iva
Regime iva delle visite guidate Roma
Quale regime Iva applicare ai tour che si configurano come visite guidate anche intese come prestazioni rese nell’ambito di una mostra culturale?
Sempre più spesso si fa confusione in merito all’organizzazione di visite guidate effettuate singolarmente o in gruppo specialmente se includono fornitura del servizio di audioguida ( indispensabile per usufruire al meglio della visita e nei casi in cui il cliente è turista di un altro paese) e la fornitura di una guida o di un accompagnatore per il gruppo. Le prestazioni relative alla fornitura di audioguide e visite guidate sono esenti da Iva e, ancorché rese nell’ambito di una mostra culturale, non sono assoggettate né all’obbligo di emissione del titolo di accesso, attraverso gli appositi apparecchi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate. Se la visita viene organizzata da un terzo ( esempio Agenzia di Viaggi) sussiste il solo obbligo della certificazione fiscale del compenso percepito ( fee) con emissione della certificazione fiscale.
Questo è quanto emerge anche dalla risoluzione 30 E del 28 febbraio, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha chiarito e ricondotto tutte le prestazioni ( anche quelle accessorie dell’ audioguida e dell’accompagnatore) fra quelle “inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili“. Tali prestazioni sono sempre esenti dall’Iva ai sensi dell’articolo 10, primo comma , n. 22), del Dpr n. 633 del 1972.
Mentre tutti gli altri eventuali servizi non inerenti alla visita ad una mostra, quali, ad esempio, “la vendita di cataloghi, stampe o merchandising ”, eventualmente forniti anche da un’agenzia di Viaggi vanno tutti interamente assoggettati ad IVA prevista per la tipologia del servizio prestato.
E’ bene inoltre chiarire che, la visita di una mostra culturale così come un museo o un monumento vengono ricomprese fra le prestazioni spettacolistiche di cui alla
tabella C, allegata al DPR n. 633 del 1972 e, pertanto, in mancanza di una specifica norma esonerativa, i corrispettivi delle visite alle mostre culturali, al
pari di quelli relativi alle altre attività di spettacolo di cui alla citata tabella C, “devono essere certificati, in via generale, mediante titoli di accesso emessi
attraverso gli appositi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate”. (Risoluzione n. 85 del 15 giugno 2004) ovvero dalla biglietteria della mostra o del museo.
Pertanto per quanto riguarda il biglietto di ingresso alla mostra o museo, questo non deve essere certificato da chi effettua la prestazione ( es Agenzia di Viaggi) mentre il caso è diverso per la prestazione di accompagnatore e/o audioguida ( qualora non fornite e certificate dall’ente organizzatore e ricomprese nel prezzo del biglietto). Dette ultime prestazioni, pur essendo inerenti alla mostra, in quanto rese solo nel contesto di una specifica esposizione artistica, non si identificano con l’attività spettacolistica né possono ritenersi ad essa accessorie agli effetti fiscali. La fornitura delle audioguide o dell’accompagnatore, ( qualora non fornite e certificate dall’ente organizzatore e ricomprese nel prezzo del biglietto )costituiscono una prestazione ulteriore. Se questa prestazione viene resa da un terzo esterno all’organizzazione della mostra/museo ( es Agenzia di Viaggi) ricopre la funzione di informare il visitatore nel contesto della visita, ( esenzione Iva) ma non può ritenersi una necessaria integrazione della mostra – attività spettacolistica.
Pertanto, le prestazioni relative alla fornitura di audioguide e delle visite guidate, rimangono esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 22), del DPR n. 633, non sono assoggettate, ancorché rese nell’ambito di una mostra culturale, all’obbligo di emissione del titolo di accesso attraverso gli appositi apparecchi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate di cui ai richiamati articoli 74- quater del DPR n. 633 e 7, comma 1, del DPR n. 544 e sono esonerate
dall’emissione della certificazione fiscale ai sensi del citato articolo 22, primo comma, n. 6), del DPR n. 633 del 1972 e dell’articolo 2, comma 1, lettera n), del DPR n. 696 del 1996
Il documento di prassi ha precisato, pertanto, che alle prestazioni relative alla fornitura di audioguide e di visite guidate, non riconducibili fra quelle spettacolistiche, deve ritenersi applicabile l’esonero dall’emissione della certificazione fiscale, ai sensi del citato articolo 22, primo comma, n. 6), del Dpr n. 633/1972, e dell’articolo 2, comma 1, lettera n), del Dpr n. 696/1996.
Pertanto per chiarire ogni dubbio in merito alla corretta gestione di queste particolari attività ribadiamo che, l’indirizzo interpretativo dell’agenzia delle Entrate si può così riassumere:
i corrispettivi relativi alla visita a una mostra culturale sono esenti dall’Iva ai sensi dell’articolo 10, primo comma, del Dpr 633/1972, e vanno certificati, in quanto prestazioni spettacolistiche, mediante gli appositi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate, secondo le disposizioni dell’articolo 74-quater del Dpr 633/1972, e dell’articolo 7, comma 1, del Dpr 544/1999. ( Ovvero esclusivamente a carico dall’ente organizzatore dell’evento);
le prestazioni relative alla fornitura di audioguide e visite guidate, inerenti alla mostra culturale, sono esenti dall’Iva, ai sensi dell’articolo 10, primo comma, del Dpr 633/1972, e sono esonerate dall’emissione della certificazione fiscale, ai sensi dell’articolo 22, primo comma, n. 6), del Dpr 633/1972, e dell’articolo 2, comma 1, lettera n), del Dpr 696/1996.( Ovvero a carico del fornitore dei servizi effettuati ma in esenzione di Iva e in esenzione di certificazione fiscale)
Tags : direttiva pacchetti turistici 2018 direttiva ue 2015/2302 direttiva ue 2015/2302 del 25 novembre 2015 direttiva ue pacchetti turistici nuova direttiva pacchetti turistici nuova direttiva sui pacchetti turistici recepimento direttiva pacchetti turistici servizi turistici collegati
Nuove e importanti novità scatteranno dal 1 luglio per i “pacchetti turistici viaggi tutto compreso” introdotte dalla direttiva 2015/2302 che l’Italia ha recepito lo scorso 16 maggio. Vengono infatti focalizzate e disciplinate sia le combinazioni di servizi turistici offerti al cliente viaggiatore nell’ambito del pacchetto venduto fino alle responsabilità specifiche imputabili all’organizzatore ( T.O) e all’agenzia intermediaria al fine di una maggior tutela del cliente vista in ambito europeo. Questa nuova normativa amplia e rafforza quella già in vigore dagli anni 90; questo perché nel frattempo le abitudini di viaggio ( e di acquisto) dei clienti viaggiatori consumatori sono cambiate fortemente grazie all’avvento di internet e alla difficoltà di capire da chi si sta effettivamente acquistando un prodotto turistico e quale siano
La nuova normativa si applicherà:
ai pacchetti preconfezionati: quelli già tutelati, in cui l’agenzia di viaggi prenota in nome proprio o per conto del cliente almeno due elementi del viaggio: ad esempio trasporti, hotel e/o autonoleggio;
pacchetti personalizzati: ovvero le combinazioni composte liberamente dal consumatore e acquistati da un’unica agenzia di viaggi sia che siano venduti online che offline;
servizi turistici assistiti: combinazioni di servizi turistici venduti da un’agenzia viaggi tradizionale o da un operatore online che fa da intermediario. In questo caso, l’operatore vende servizi diversi in transazioni distinte. Ad esempio quando approdiamo su portali come tripadvisor, expedia o compagnie aeree che ci propongono all’inizio solo un biglietto aereo ma poi offrono anche l’hotel dove soggiornare, il noleggio auto etc attraverso compagnie collegate o con le quali hanno un accordo specifico.
Nessun cambiamento invece quando si vende un ” singolo servizio” come ad esempio un volo aereo o un hotel e nemmeno quando l’oggetto della prenotazione sia un viaggio di lavoro.
Desideriamo ricordare che, la definizione di viaggio tutto compreso (pacchetto turistico), da un punto di vista normativo legale e fiscale ( applicazione di diritto del 74 ter) è inclusa nell’articolo 34 del Dlgs 79 /2011, (Codice del Turismo) e prevedeva la combinazione, da chiunque ed in qualunque modo realizzata, di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario:
c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio di cui all’articolo 36 Dlgs 79 /2011, che costituiscano, per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico.
La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottraeva l’organizzatore o il venditore agli obblighi normativi.
Spesso capitava al cliente viaggiatore che al momento di pagare l’importo dovuto per la vacanza, questo lievitasse magicamente rispetto al momento della prenotazione per via degli eventuali aumenti di carburante, tasse e oscillazioni dei tassi di cambio: la nuova direttiva prevede che questi non debbano superare il 10% e che, in caso di aumento superiore dell’8%, si possa recedere gratuitamente.
L’agenzia di viaggi dovrà indicare in modo chiaro se il servizio che sta offrendo è un pacchetto e quali sono le tutele previste in caso di problemi. Se il cliente acquista online deve capire esattamente se sta acquistando un pacchetto turistico o meno ( esempio singolo servizio) per ogni tipologia di servizio richiesto ( esempio clicco su volo mi propone volo + hotel passo da un singolo servizio a un pacchetto turistico).
In caso di disservizi il responsabile sarà sempre l’organizzatore ( T.O.) anche quando i servizi non vengano erogati direttamente da lui. Sempre l’organizzatore deve gestire tutti i reclami e le denunce: il punto di contatto è unico. Gli Stati membri possono, in aggiunta, inserire anche l’agenzia intermediaria (il venditore) tra i responsabili.
In caso di “circostanze eccezionali e inevitabili” il consumatore ha diritto all’annullamento del pacchetto senza pagare alcuna penale. In altri casi, la direttiva prevede più flessibilità, previo pagamento di un indennizzo all’agenzia che ha organizzato il viaggio.
Se il tour operator fallisce il consumatore deve essere totalmente rimborsato e, nel caso in cui la vacanza sia già iniziata, rimpatriato senza spese aggiuntive.
La direttiva introduce anche la nuova categoria dei “servizi turistici collegati”: ovvero due diversi tipi di servizi turistici, che non costituiscono un “pacchetto” e comportano la conclusione di contratti distinti a cui vengono estese le misure di protezione in caso di insolvenza o fallimento e vengono previsti obblighi di informazione sul fatto che non si tratti di pacchetti turistici. In caso di violazioni, le società del settore dovranno pagare le stesse sanzioni previste per i pacchetti turistici.
La direttiva si applicherà sia ai pacchetti turistici relativi a due o più servizi turistici acquistati presso la stessa agenzia di viaggi o su un sito web ma anche alle vendite cosiddette “click-through”, ovvero quando due o più servizi saranno acquistati presso più agenzie online nel quadro di contratti distinti, ma con lo stesso nome viaggiatore partecipanti; Attenzione: ci sarà l’obbligo di trasmettere l‘indirizzo di posta elettronica e gli estremi del pagamento direttamente tra le due agenzie organizzatrici o venditrici entro 24 ore; ed ancora si applicherà ai servizi turistici collegati, quando almeno due servizi turistici diversi saranno venduti da un a agenzia che li agevolerà ai fini dello stesso viaggio o della stessa vacanza.
Le caratteristiche principali della nuova normativa saranno fondamentalmente le seguenti:
Obblighi di informazione precontrattuale rafforzati.
Diritto di risoluzione in caso di aumento del prezzo superiore all’8%.
Diritto di risoluzione prima dell’inizio del viaggio. In tal caso, il viaggiatore potrà essere tenuto a pagare all’organizzatore spese di risoluzione adeguate e giustificabili.
I consumatori potranno risolvere il contratto a titolo gratuito, prima della partenza, in caso di calamità naturali, disordini civili o gravi situazioni analoghe nel luogo di destinazione che abbiano un’incidenza sostanziale sulla vacanza.
Ci sarà una maggiore tutela nei casi in cui il ritorno del viaggiatore sarà impossibile a causa di circostanze eccezionali e inevitabili. I viaggiatori avranno diritto a un indennizzo fino a tre notti di alloggio se non potranno fare rientro a casa.
Norme più efficaci in materia di protezione del consumatore nell’eventualità di insolvenza del professionista. Sarà creata una rete di punti di contatto centrali negli Stati membri per agevolare la cooperazione transfrontaliera.
Norme più rigorose in materia di responsabilità dei professionisti in caso di cattiva esecuzione del contratto di pacchetto turistico.
Vediamo insieme alcune delle novità più significative:
Il limite del 25 per cento
Molto probabilmente non rientreranno nella disciplina dei pacchetti turistici “le combinazioni in cui i servizi turistici diversi dal trasporto, alloggio e noleggio veicoli siano di scarsa rilevanza (non rappresentino almeno il 25 per cento del valore della combinazione)”.
Sarà intensificata la responsabilità dell’organizzatore ( T.O. o agenzia organizzatrice) per l’inesatta esecuzione del pacchetto: è, infatti, in ogni caso garantita al viaggiatore una riduzione del prezzo, oltre all’eventuale risarcimento dei danni e alla possibilità di recedere dal contratto” e viene prevista “la possibilità per il viaggiatore stesso di porre rimedio al difetto di conformità”.
Rafforzati anche gli adempimenti assicurativi per le agenzie di viaggi organizzatrici e per i Tour Operator per la responsabilità civile con un rafforzamento delle garanzie per il viaggiatore in caso di insolvenza o fallimento.
Novità anche per l turismo scolastico, che nella legge di recepimento è stato inserito all’interno della direttiva pacchetti. Anche i ‘viaggi di classe’dovranno sottostare alle regole stabilite dal documento varato dal Consiglio dei Ministri mentre viene escluso il business travel, ma solo se si fonda su un accordo generale preventivo tra l’agenzia di viaggi e l’azienda che acquista i viaggi.
L’INFORMATIVA PRECONTRATTUALE
Cambia l’informativa precontrattuale. Le nuove norme prevedono due tipi di documenti: uno per i pacchetti turistici viaggio tutto compreso e uno per i servizi turistici collegati che vengono standardizzati e sono contenuti in allegato alla legge. L’agenzia di viaggi intermediaria ( dettagliante) dovrà consegnare l’informativa dettagliata al cliente in fase di vendita ma dovrà scegliere nel modo giusto ( e capire) la tipologia di informativa, a seconda che stia vendendo effettivamente pacchetti turistici oppure servizi turistici collegati.
Il contratto di viaggi dovrà contenere anche gli estremi di chi offre la garanzia protection, ovvero quella che tutela il passeggero in caso di fallimento o insolvenza che precedentemente era assolta dal vecchio fondo di garanzia. A differenza di quanto accade ora, da luglio il cliente dovrà sapere chi è il soggetto che offre questa garanzia (fondo, assicurazione o altro).
MODIFICHE AL PREZZO
Viene come detto modificata la percentuale massima di aumento: dal 10 per cento in vigore attualmente si passerà infatti all’8. Se gli adeguamenti valutari, carburante e quant’altro comporteranno una variazione superiore a questa percentuale, permetterà al cliente viaggiatore di recedere dal contratto.
Viene introdotta inoltre la reciprocità. Vale a dire che se viene previsto un possibile incremento del costo, deve essere stabilita anche una possibile diminuzione in base allo stesso parametro. Al cliente va detto e applicato che se un aumento del costo del carburante potrebbe comportare un incremento del prezzo del pacchetto, la sua diminuzione dovrà necessariamente comportare una riduzione dell’importo originariamente previsto.
LE CIRCOSTANZE STRAORDINARIE
L’avvocato Lucarelli sottolinea anche che la nuova normativa fa chiarezza sulle famose “circostanze inevitabili e straordinarie” che fanno scattare il diritto di recesso.
La legge stabilisce infatti che, per comportare la possibilità di recedere, l’evento deve colpire il luogo di destinazione o le immediate vicinanze; viene inoltre introdotto il principio dell’incidenza sostanziale.
Il cliente può esercitare dunque il diritto di recesso solo se l’evento (caso fortuito o forza maggiore, come possono essere eventi politico/sociali o naturali) colpisce la destinazione del viaggio e incide realmente sul viaggio. Si tratta di un passaggio importante, perché introduce criteri oggettivi per le cause di annullamento.
VIAGGI DI GRUPPO E NUMERO MINIMO
Per le agenzie di viaggi che organizzano viaggi di gruppo vengono introdotti nuovi termini per i limiti temporali entro cui l’organizzatore può cancellare il tour nel caso in cui non sia stato raggiunto il numero minimo di partecipanti legati alla tipologia del viaggio organizzato.
La normativa attuale prevede che, l’organizzatore di un tour di gruppo può annullare il viaggio entro 20 giorni dalla partenza, indipendentemente dal programma. Con la nuova normativa, il termine viene rimodulato in formula crescente: se la durata del viaggio è inferiore ai 2 giorni, il termine sarà di 48 ore prima della partenza; se la durata è compresa tra 2 e 6 giorni, il termine sarà di 7 giorni; oltre i 6 giorni di durata viene confermato il termine di 20 giorni.
CANCELLAZIONI E FORNITORI
E’ stata accolta la teoria del ‘collegamento negoziale’, quindi nel caso in cui l’organizzatore sia costretto a cancellare il viaggio (ad esempio come accadde nel 2010 con l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull che causò il blocco dei cieli in gran parte dell’Europa), riconoscendo il rimborso al cliente, il fornitoredei servizi dovrà a sua volta rimborsare l’organizzatore stesso per i servizi non erogati.
VINCOLO DI ASSISTENZA
In caso di eventuali catastrofi l’organizzatore ha l’obbligo di prestare assistenza fino a 3 notti al cliente viaggiatore. La direttiva prevede però che l’organizzatore possa richiedere ai vettori i costi sostenuti per tali obblighi prestati.
LE RESPONSABILITÀ DELLE PARTI COINVOLTE
La normativa prevede due profili diversi di responsabilità: uno riguarda l’erogazione dei servizi, ed è riconducibile all’agenzia organizzatrice del viaggio, mentre l’altro riguarda il mandato di intermediario, e riguarda ovviamente l’agenzia intermediaria che ha rivenduto il viaggio al cliente finale.
ORGANIZZATORI DI VIAGGI NON EUROPEI
Deve essere tutelato il cliente viaggiatore europeo. Questa tutela è vincolante e i clienti europei devono essere garantiti indipendentemente dalla sede legale dell’organizzatore del viaggio.
Per questo viene prevista una clausola che riguarda gli organizzatori al di fuori dello spazio economico europeo che, per vendere in Europa, devono uniformarsi alle regole della direttiva.
Se non si uniformano: attenzione perché ne risponderà i venditore del pacchetto, che diventa organizzatore. Ovvero anche l’agenzia intermediaria ne potrà rispondere al suo cliente che avrò diritto di richiedere risarcimento in luogo dell’operatore estero non conforme ai parametri previsti.
Questa parte della norma protegge le agenzie di viaggi regolarmente abilitate. Infatti gli abusivi non saranno solamente perseguiti dalle leggi regionali ma anche dalla normativa nazionale che incaricherà l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ovvero l’Antitrust a vigilare.
Attenzione quindi alla scadenza del 1 luglio quando tutte le nuove regole dovranno essere osservate da organizzatori e venditori di pacchetti turistici e tenetevi pronti a un cambiamento radicale nel vostro modo di gestire le vendite dei servizi turistici erogati.
Questa direttiva pacchetti si uniforma inoltre alle regole sulla privacy, con l’introduzione del Gdpr, e il Pci-Dss di Iata, lo standard per il trattamento dei dati relativi alle carte di credito; saranno inoltre previste nuove regole sulla vendita di assicurazioni e dal 1 gennaio 2019 la fatturazione elettronica obbligatoria.
Uno scenario che stravolge totalmente le abitudini di lavoro consolidate nel tempo e che vi obbliga a una formazione continua per non perdere competitività ma soprattutto per adeguarvi alle nuove regole evitando pesanti sanzioni e problematiche difficili da gestire.
LE PROBLEMATICHE FISCALI
Un cambio di rotta anche nei confronti del fisco, cambieranno infatti anche le regole dei lavori per gli addetti al banco soprattutto per la loro formazione nell’individuare con esattezza il pacchetto di viaggio. La norma di riferimento dei pacchetti turistici ai fini fiscali Mrimane comunque il decreto ministeriale 340/1999 quindi nessuma paura sul recepimento della direttiva Ue che non va a modificare direttamente gli aspetti fiscali. Il decreto ministeriale 340/99″.rimane quindi il punto di riferimento per la getsione fiscale dell’adv. Sarà comunque importante verificare la composizione del pacchetto turistico. infatti mentre prima la presenza del ” pernottamento” era una condizione indispensabile perché si potesse parlare di ‘pacchetto’, da ora in poi le cose si complicano perchè la direttiva Ue ha introdotto in concetto di “incidenza dei servizi accessori” che non devono superare il 25% del valore della combinazione.
Cambia quindi radicalmente il punto di vista della gestione del pacchetto. Da uno stretto ounto di vista fiscale faremo riferimento al decreto 340/99 quindi legato a quanto questo specirficatamente prevede. Mentre da un punto di vista legale il pacchetto seguirà le definizioni previste dalla nuova normativa UE. Le due situazioni potrebbero non convergere nella composizione dello stesso pacchetto nei confronti del cliente.
Attenzione quindi al Mark up e alla marginalità del pacchetto creato che dovrà essere attentamente valutata in fase di composizione e vendita nei confronti del cliente viaggiatore finale.
Sicuramente ci sarà presto una chiarificazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e questo per capire se coresisteranno i vantaggi fiscali nella composizione del pacchetto turistico con conseguente ritorno di marginalità per l’agenzia di Viaggi.
Una cosa è certa, un chiarimento è intervenuto da parte dell’Agenzia delle Entrate ovvero la possibilità per le imprese di scaricare l’Iva sui viaggi aziendali ( con la fatture emessa in regime 74/ter le imprese non possono detrarre l’Iva in quanto non esposta).
Cosa accadeva, che con l’applicazione del regime 74 ter in caso di viaggio aziendale l’agenzia rischiava di perdere il cliente poichè impossibilitata a riconoscere la detrazione Iva prevista dall’art. 19 del DPR 633/72. Ora con il chiarimento effettuato, il viaggio aziendale non sarà considerato “pacchetto” se effettuato all’interno di un accordo di vendita tra committente azienda e agenzia di viaggi. Mediante questo accordo l’agenzia potrà emettere fatture in regime di vendita ordinaria ( Iva 22%) permettendo la regolare detrazione di Iva ( se inerente).
Infine il divieto di effettuare viaggi da parte di soggetti che non sono organizzatori professionali di viaggi ( non possono svolgere questa attività più di 2 volte l’anno) creerà maggior fatturato e maggiori opportunità per le ADV regolari relegando i “pacchetti occasionali” a sporadiche vendite che non dovrebbero preoccupare più di tanto le agenzie regolarmente operanti e in possesso di regolare licenza regionale.