Source: http://www.privacy.it/archivio/garanterisp20020718c.html
Timestamp: 2018-03-22 08:12:32+00:00
Document Index: 141628779

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 29', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 20']

Il mittente di una comunicazione elettronica a contenuto promozionale non richiesta deve indicare specificamente all'interessato la fonte dalla quale ha tratto il suo indirizzo e-mail, senza limitarsi ad indicare una presumibile e non identificata "fonte web".
Esaminato il ricorso presentato dal sig. ......... ........
................ - Il collocamento privato di ........... ........... & .. S.a.s.;
Il ricorrente, destinatario di un messaggio promozionale inviato da una società di mediazione tra domanda e offerta di lavoro tramite una comunicazione e-mail non richiesta, lamenta di non aver ricevuto riscontro dalla società medesima all'istanza formulata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 con la quale si era opposto al trattamento dei dati che lo riguardano ed aveva chiesto di conoscere la loro origine ed il nominativo dell'eventuale responsabile del trattamento.
Nel successivo ricorso proposto al Garante ai sensi dell'art. 29 della legge n. 675/1996, l'interessato ha ribadito le proprie richieste, chiedendo anche un ristoro per le spese sostenute.
All'invito ad aderire formulato da questa Autorità in data 26 giugno 2002, ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 501/1998, la società resistente, con nota anticipata via fax in data 5 luglio 2002, ha sostenuto:
- che l'invio di e-mail al ricorrente era avvenuto per un errore "da attribuirsi presumibilmente ad una fonte web" (la cui ricerca non avrebbe permesso di riscontrare per tempo l'istanza), non avendo l'interessato rilasciato un preventivo e informato consenso al trattamento dei dati in questione;
- "di aver attivato gli opportuni accorgimenti per evitare eventuali ed ulteriori invii di messaggi promozionali al ricorrente".
Con nota fax del 5 luglio 2002 il ricorrente ha ribadito le proprie richieste.
Sul ricorso va dichiarato non luogo a provvedere ai sensi dell'art. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998 in riferimento all'opposizione al trattamento, avendo in proposito il titolare del trattamento fornito adeguato riscontro attestando di aver adottato misure per prevenire ulteriori invii di messaggi non richiesti.
Il ricorso deve essere invece accolto per ciò che concerne la richiesta di conoscere l'origine dei dati (stante la genericità del riscontro fornito, che si riferisce solo "presumibilmente" ad una non meglio identificata "fonte web" che la società attesta peraltro di aver fatto oggetto di specifica ricerca dopo l'istanza ex art. 13) e per ciò che riguarda il nominativo dell'eventuale responsabile del trattamento (nessuna precisazione è stata fornita al riguardo). La società resistente dovrà quindi fornire idonei riscontri al riguardo, entro un termine che appare congruo fissare al 15 settembre 2002.
a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998 in riferimento alla richiesta riguardante l'opposizione al trattamento;
b) accoglie parzialmente il ricorso e ordina per l'effetto alla società resistente di comunicare all'interessato l'origine dei dati e gli estremi identificativi del o dei responsabili del trattamento eventualmente designati, nei termini di cui in motivazione, entro il 15 settembre 2002, dando conferma dell'avvenuto adempimento entro la stessa data a questa Autorità;
c) determina, ai sensi dell'art. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di euro 250, di cui 25,82 per diritti di segreteria, l'ammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento posto a carico di ............ - Il collocamento privato di ......... .......... & .. S.a.s., la quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.