Source: https://www.fiscomania.com/2018/01/lavoratore-in-trasferta-trasfertista/
Timestamp: 2018-10-20 10:43:06+00:00
Document Index: 76538510

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ']

Lavoratore in trasferta e lavoratore trasfertisti
Un aspetto da tenere in considerazione quando ti trovi ad dover effettuare un’attività lavorativa fuori dalla ordinaria sede di lavoro è capire se stai operando come lavoratore in trasferta oppure, come trasfertista. In questo contributo andremo ad analizzare queste differenze, sia da un punto di vista fiscale che contributivo. Il tutto anche alla luce della sentenza della Cassazione in Sezioni Unite n. 27093 del 15 novembre 2017.
1 Lavoratore in trasferta
1.1 Rimborsi spesa
1.1.1 Rimborso forfettario
1.1.2 Rimborso misto
1.1.3 Rimborso analitico
2 Lavoratore trasfertista
3 La sentenza a Sezioni Unite
3.2 I principi espressi dalla Corte
Sotto il profilo economico, proprio per quanto detto, le ore lavorate in trasferta soggiacciono ad una disciplina diversa da quelle lavorate nella sede abituale di lavoro. Al lavoratore in
trasferta è riconosciuta un’indennità detta, appunto, di trasferta o diaria e/o il rimborso delle spese da lui sostenute per lo spostamento.
Al dipendente può alternativamente esser dato un rimborso con metodo misto riconoscendo un rimborso spese a pié di lista per il vitto e l’alloggio. Ciò che importa è che il lavoratore, per ottenere il rimborso, deve predisporre, alla fine della trasferta, una distinta analitica delle spese sostenute a cui allegherà tutti i giustificativi di spesa necessari per il rimborso, oltre ad una indennità di trasferta ridotta.
Altro sistema di rimborso consiste nel rimborso analitico consistente nella esposizione dettagliata ed analitica di tutte le spese sostenute dal dipendente nello svolgimento della prestazione lavorativa, nel luogo in cui è stato inviato in trasferta con l’obbligo della azienda di provvedere al totale rimborso sulla base della nota spesa presentata dal dipendente, completa di tutti i documenti giustificativi.
Va aggiunto che per altre spese, diverse da quelle sostenute per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, la normativa fiscale stabilisce che non concorrono a formare il reddito del dipendente, fino all’importo massimo giornaliero di €. 15,49, elevate ad €. 25,82 per le trasferte all’estero. Si pensi ad esempio a spese telefoniche, spese di parcheggio, mance.
Lavoratore trasfertista
La qualificazione del trasfertista è demandata alle parti ed individuata in chi non è in trasferta e non ha quindi una missione specifica da svolgere in un luogo preciso. Le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto all’espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte con carattere di continuità, concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare. Questo ai sensi dell’articolo 51, comma 6, del DPR n. 917/86.
La sentenza a Sezioni Unite
La Suprema Corte si è pronunciata a Sezioni Unite riguardo al regime contributivo applicabile alle indennità corrisposte dal datore di lavoro ai dipendenti che prestano la loro opera al di fuori della sede dell’impresa. In considerazione della norma di interpretazione emanata nel 2016 (art. 7-quinquies D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla Legge 1º dicembre 2016, n. 225).
La ditta ricorrente svolge lavori di impiantistica in cantieri itineranti posti in luoghi sempre diversi e variabili e corrisponde ai lavoratori una indennità di trasferta per i giorni in cui la
prestazione è resa fuori dal comune ove è allocata la sede aziendale, considerandola esente da IRPEF e contribuzione nei limiti stabiliti dalla legge.
Riformando la sentenza di primo grado, la Corte di Appello ha sancito dovesse invece applicarsi il regime dei c.d. ‘‘trasfertisti’’. Stante il contrasto di giurisprudenza, la Suprema Corte si è pronunciata a Sezioni Unite riguardo al regime contributivo applicabile alle indennità corrisposte dal datore di lavoro ai dipendenti che prestano la loro opera al di fuori della sede dell’impresa, ritenendo perfettamente lecito l’intervento retroattivo del Legislatore – volto a risolvere l’annoso contenzioso in materia – e ha chiarito il senso dell’espressione ‘‘anche se corrisposta con carattere di continuità (sentenza n. 27093 del 15/11/2017).
Tax Planning 2018-01-16