Source: http://concordati.ilcaso.it/codice_sovraindebitamento/7
Timestamp: 2020-01-22 22:58:30+00:00
Document Index: 158037210

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 7', 'art. 111', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2135', 'art. 7', 'art.7', 'art. 7']

1. Il debitore in stato di sovraindebitamento puo' proporre ai creditori, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell'articolo 9, comma 1, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili ai sensi dell'articolo 545 del codice di procedura civile e delle altre disposizioni contenute in leggi speciali, preveda scadenze e modalita' di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l'adempimento dei debiti e le modalita' per l'eventuale liquidazione dei beni. E' possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorche' ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi. In ogni caso, con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, [all'imposta sul valore aggiunto] (3) ed alle ritenute operate e non versate, il piano puo' prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 13, comma 1, il piano puo' anche prevedere l'affidamento del patrimonio del debitore ad un gestore per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori, da individuarsi in un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Il gestore e' nominato dal giudice; si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. (2)
1-bis. Fermo il diritto di proporre ai creditori un accordo ai sensi del comma 1, il consumatore in stato di sovraindebitamento puo' proporre, con l'ausilio degli organismi di composizione della crisi di cui all'articolo 15 con sede nel circondario del tribunale competente ai sensi dell'articolo 9, comma 1, un piano contenente le previsioni di cui al comma 1.
2-bis. Ferma l'applicazione del comma 2, lettere b), c) e d), l'imprenditore agricolo in stato di sovraindebitamento puo' proporre ai creditori un accordo di composizione della crisi secondo le disposizioni della presente sezione.
(2) L'art. 4 del D.lgs. 18 maggio 2018, n. 54, dopo le parole «nominato dal giudice» ha agguinto le parole «; si applicano gli articoli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159». La modifica è entrata in vigore il 25 giugno 2018.
(3) La Corte costituzionale, con sentenza 22 Ottobre 2019, n. 245, ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 7, comma 1, terzo periodo, della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), limitatamente alle parole: «all’imposta sul valore aggiunto».
Fallimento e procedure concorsuali - Procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento - Proposta di accordo di ristrutturazione e relativo piano - Possibilità per il piano di prevedere, a pena di inammissibilità, con riguardo ai debiti inerenti all'imposta sul valore aggiunto, esclusivamente la dilazione del pagamento e non anche la falcidia del credito fiscale.
E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 7, comma 1, terzo periodo, della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), limitatamente alle parole: «all’imposta sul valore aggiunto». (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 22 Ottobre 2019, n. 245. Segue...
Sovraindebitamento – Strumenti messi a disposizione dalla legge n. 3 del 2012 – Presupposti analoghi a quelli di crisi e insolvenza per l’accesso alle altre procedure concorsuali.
I rimedi previsti dalla legge n. 3 del 2012 sul sovraindebitamento, quale che sia la connotazione tipologica del debitore che intende avvalersene, presuppongono la medesima situazione di sovraindebitamento, descritta dall’art. 6, comma 2, della medesima legge n. 3 del 2012 in termini di «perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente».
Definizione, questa, che con gli aggiustamenti del caso (determinati dalla presenza, tra i debitori coinvolti, anche di soggetti estranei ad attività di impresa) non si distanzia da quelle (di crisi e insolvenza) che legittimano, per gli imprenditori commerciali, l’accesso alle procedure concorsuali previste dalla legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 22 Ottobre 2019, n. 245. Segue...
Il potere di controllo del Tribunale in sede di omologazione dell’accordo di ristrutturazione riguarda sia la regolarità formale del procedimento sotto il profilo della completezza della produzione documentale richiesta dall’art. 182 bis l. fall. e dell’esistenza delle condizioni soggettive ed oggettive dell’imprenditore per l’accesso alla procedura; sia la capacità del proponente di soddisfare per l’intero i creditori estranei e di adempiere agli accordi conclusi con gli aderenti; più specificamente, quanto al profilo sostanziale, il Tribunale, con un giudizio prognostico ex ante, deve valutare l’attuabilità dell’accordo, tenuto conto del fatto che il successivo inadempimento del debitore cristallizzerebbe - con l’esenzione da revocatoria prevista dall’art. 67 3° co., lett. e) l. fall. degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione dell’accordo omologato - una situazione non più rimediabile, a scapito dei creditori estranei, pur se privilegiati; in tale prospettiva deve quindi essere valutato il merito del ricorso, con particolare attenzione alla concreta attuabilità del piano, alle concrete prospettive di realizzo prospettate, alla sussistenza di una ragionevole liquidità, tale da consentire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Giugno 2019. Segue...
Crisi da sovra indebitamento – Piano del consumatore – Pagamento del creditore ipotecario – Somma pari al valore di mercato del bene ipotecato – Riferimento al mercato degli immobili all’asta – Omologabilità – Affermazione.
Può essere omologato il piano del consumatore che preveda il pagamento del creditore ipotecario in misura pari al valore attuale di mercato dell’immobile su cui grava la garanzia ipotecaria, tenuto conto che il mercato di riferimento andrebbe individuato in quello degli immobili all’asta e che la vendita del bene all’interno della procedura esecutiva potrebbe consentire di incassare un importo inferiore rispetto a quello oggetto del piano, essendo ammissibili offerte inferiori di un quarto rispetto al prezzo posto a base d’asta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 03 Marzo 2019. Segue...
Sovraindebitamento – Proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti – Decreto di inammissibilità pronunciato dal tribunale – Ricorribilità per cassazione – Esclusione – Fondamento – Possibilità di reiterare la proposta – Prima del decorso del quinquennio di cui all’art. 7, comma 2, lett. b) della legge n. 3 del 2012 – Sussistenza – Fondamento.
Avverso il decreto del tribunale che abbia dichiarato inammissibile la proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, presentata dal debitore che versi in stato di sovraindebitamento, non è proponibile ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., perché il provvedimento è privo dei caratteri della decisorietà e definitività, e pertanto non è suscettibile di passaggio in giudicato. Tale conclusione non determina alcun vulnus al diritto di difesa di cui all'art. 24 Cost., dal momento che il decreto, in relazione al quale non è prevista alcuna forma di impugnazione, non preclude la riproposizione della medesima domanda, anche prima del decorso dei cinque anni di cui all'art. 7, comma 2, lett. b), della legge n. 3 del 2012, operando tale termine preclusivo nella sola ipotesi che il debitore abbia concretamente beneficiato degli effetti riconducibili a una procedura della medesima natura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Novembre 2018, n. 30534. Segue...
Procedure concordate di composizione della crisi – Falcidia Iva – Ratio – Condizioni – Applicabilità all’accordo ex l. 3/2012 – Costituzionalità rispetto agli artt. 3 e 97 Carta Costituzionale.
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 1, terzo periodo, L. n. 3/12 (limitatamente alle parole “all’imposta sul valore aggiunto”) rispetto al parametro costituzionale di uguaglianza e ragionevolezza atteso che ai sensi di tale norma le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento sono disciplinate in modo irragionevolmente diverso dalle procedure concorsuali del concordato preventivo e dell’accordo di ristrutturazione nonostante queste ultime siano simili alle prime poiché regolate dalle medesime cadenze di massima e dalle stesse finalità.
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 1, terzo periodo, L. n. 3/12 (limitatamente alle parole “all’imposta sul valore aggiunto”) rispetto al parametro costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione. Invero tale norma, quando rende necessariamente inammissibile la proposta di accordo che non preveda il pagamento integrale dell'Iva, priva la Pubblica Amministrazione del potere di valutare autonomamente ed in concreto se la proposta (al di là delle attestazioni di corredo e del primo vaglio giudiziale) è davvero in grado di soddisfare tale credito erariale in misura pari o addirittura superiore al ricavato ottenibile nell’alternativa liquidatoria, e dunque di determinarsi nel caso concreto al voto favorevole o contrario (con facoltà di successiva opposizione e reclamo). Ciò non assicura il principio costituzionale del buon andamento, perché preclude in radice alla P.A. di condursi secondo criteri di economicità e di massimizzazione delle risorse nel caso concreto, anche quando in realtà ciò sarebbe possibile consentendo ad un pagamento del credito Iva parziale, ma in termini più rapidi ed in misura non inferiore alle alternative meramente liquidatorie. (Marco A. Centore) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 14 Maggio 2018. Segue...
Sovraindebitamento - OCC di Cremona - Omologa e Accordo ex art. 7 l. 3 gennaio 2012 n. 2.
Tribunale Cremona, 14 Marzo 2018. Segue...
Sovraindebitamento - Fideiussione a favore di attività di impresa in cui il ricorrente era professionalmente coinvolto - Qualità di “consumatore” - Esclusione.
E’ esclusa la qualità di “consumatore” ai fini del sovraindebitamento nel caso che il debitore abbia prestato fideiussione a favore di un’attività di impresa in cui era professionalmente coinvolto. (Cecilia Marino) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07 Agosto 2017. Segue...
Sovra indebitamento – Piano del consumatore – Verifica della fattibilità giuridica – Ratio.
Oltre alle condizioni di ammissibilità di cui all’art. 7 l. 3/2012 il tribunale è chiamato ad una verifica della fattibilità giuridica della proposta di piano del consumatore in termini non dissimili da quanto da tempo previsto nel concordato preventivo, risultando del tutto superfluo disporre oneri di pubblicità, costi prededuttivi e l’ammissione al voto di una proposta che risulti radicalmente priva delle sue condizioni di ammissibilità e quindi, comunque non omologabile; ragioni di economicità, speditezza ed efficienza processuale impongono, infatti, in tali condizioni, una valutazione prognostica negativa anticipata alla fase di ammissione, non potendo ammettersi al voto una proposta che appaia priva di quelle condizioni minime che siano indispensabili, in caso di gradimento dei creditori, ai fini di una possibile successiva omologabilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Marzo 2017. Segue...
Sovraindebitamento – Requisiti di meritevolezza – Sindacato del tribunale – Verifica – Fattispecie
Sovraindebitamento – Possibilità di estinzione dell’intera posizione debitoria – Convenienza rispetto alla alternativa liquidatoria – Esclusione.
Al fine di escludere che la situazione di sovra indebitamento sia addebitabile a colpa del debitore, il giudice deve verificare che se lo stesso abbia contratto obbligazioni astrattamente compatibili con le capacità reddituali della sua famiglia.
(Nel caso di specie, l’accesso al beneficio è stato negato a causa dell’assunzione di un mutuo la cui rata assorbiva oltre l’85% della unica fonte di reddito). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Non appare conveniente, rispetto alla alternativa liquidatoria, il piano proposto dal consumatore quando la vendita di un immobile di sua proprietà consentirebbe la soddisfazione di tutti i debiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 14 Febbraio 2017. Segue...
Sovra indebitamento - Ente morale di diritto pubblico - Attività svolta - Attività agricola.
Può accedere alla procedura di sovra indebitamento di cui alla legge 3/2012 l’ente morale di diritto pubblico che non abbia mai adottato forme privatistiche attraverso le quali perseguire le proprie finalità, che non eserciti attività di impresa commerciale e ove l’unica attività economica esercitata (peraltro in modo del tutto minoritario e servente rispetto alla più ampia finalità pubblicistica) sia da ricondurre a quella di carattere agricolo, pure essa notoriamente sottratta alle procedure concorsuali anche se svolta in forma di impresa, ex art. 2135 c.c., ed esplicitamente indicata dall’art. 7, co. 2 bis della citata legge. a proposito dei soggetti legittimati a proporre ai propri creditori un accordo di composizione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Febbraio 2016. Segue...
Sovraindebitamento - Inammissibilità della proposta - Valutazione al momento del deposito.
L'ammissibilità della proposta di composizione della crisi da sovraindebitamento deve essere valutata al momento in cui la stessa viene depositata con l'ausilio dell'organismo di composizione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Imprenditore individuale assoggettabile al fallimento - Inammissibilità della domanda.
Non è ammissibile la domanda di sovraindebitamento proposta da imprenditore individuale assoggettabile al fallimento in ragione delle soglie quantitative previste dall'articolo 1 legge fall. e non sia ancora decorso l'anno di cui all'articolo 10 legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2015. Segue...
Sovraindebitamento - Produzione della dichiarazione dei redditi nei termini prescritti - Necessità anche ai fini della attestazione.
La mancata produzione della dichiarazione dei redditi nei termini prescritti comporta l'inammissibilità della domanda di composizione della crisi da sovraindebitamento, in quanto non consente di ricostruire compiutamente la situazione economica e patrimoniale del ricorrente, così come previsto dall'articolo 7, comma 2, lettera d) della legge n. 3 del 2012, mentre la sua produzione tardiva non consente l'esplicazione dell'esame dell'attestatore al fine della valutazione sulla fattibilità del piano, il che configura un ulteriore profilo di inammissibilità rappresentato dalla incompleta attestazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 18 Novembre 2014. Segue...
art.7 L.n.3/2012.
L’imprenditore agricolo che depositi proposta di accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge n. 3 del 2012 non è esonerato, per il sol fatto di non esser obbligato alla tenuta delle scritture contabili e alla redazione dei bilanci, dal deposito di documentazione che consenta di ricostruire compiutamente la sua situazione patrimoniale ed economica, ai sensi dell’art. 7, co. 2, lett. d) l. cit., dovendo se del caso provvedere alla redazione ex novo di documenti riepilogativi a ciò finalizzati. (Benedetto Sieff) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 17 Aprile 2014. Segue...