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Timestamp: 2018-12-19 02:28:45+00:00
Document Index: 56498806

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 25', 'art. 300', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 45', 'art. 9', 'art. 335', 'art. 36', 'art. 2381', 'art. 2392', 'art. 2381', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 12']

IL SISTEMA GIURIDICO ITALIANO - PDF
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1 Studio Legale Associato Tosello & Partners Modello D.Lgs. 231/01 integrato con l art. 30 D.Lgs. 81/08 La responsabilità degli amministratori per mancata adozione del Modello 231 secondo la giurisprudenza LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA INTRODOTTA DAL D.LGS. 231/01 E UNA NOVITA ASSOLUTA PER IL SISTEMA GIURIDICO ITALIANO AMBITO DI APPLICAZIONE art. 1, co. 1 D.Lgs. 231/01 IL PRESENTE DECRETO DISCIPLINA LA RESPONSABILITA DEGLI ENTI PER ILLECITI AMMINISTRATIVI DIPENDENTI DA REATO CARATTERISTICA NELLO STESSO FATTO STORICO COESISTONO: UN REATO A CARICO DELLA PERSONA FISICA E UN ILLECITO AMMINISTRATIVO A CARICO DELLA PERSONA GIURIDICA parziale. 1
2 E UNA RESPONSABILITÀ AUTONOMA BENCHÉ OGGETTIVAMENTE COLLEGATA ALLA COMMISSIONE DI SPECIFICI REATI NASCE DA UN DEFICIT NELL ORGANIZZAZIONE DI SOCIETÀ, ASSOCIAZIONI ED ENTI LA RESPONSABILITÀ È DIRETTA PERCHÉ DERIVA DA FATTO PROPRIO DELLA ORGANIZZAZIONE DELL ENTE DA CIÒ CONSEGUE CHE L ENTE È CHIAMATO A RISPONDERE DIRETTAMENTE CON IL PROPRIO PATRIMONIO SOCIALE I SOGGETTI art. 1, co. 2 D.Lgs. 231/01 LE DISPOSIZIONI SI APPLICANO: - AGLI ENTI FORNITI DI PERSONALITA GIURIDICA - ALLE SOCIETA ED ASSOCIAZIONI ANCHE PRIVE DI PERSONALITA GIURIDICA SOGGETTI DESTINATARI ENTI A SOGGETTIVITÀ PRIVATA CHE ESERCITANO UN SERVIZIO PUBBLICO DERIVANTE DA CONCESSIONE O ALTRO ATTO AMMINISTRATIVO Esempio caratteristico società per azioni con partecipazione dello Stato o di Enti Pubblici che perseguono attività economica parziale. 2
3 SOGGETTI DESTINATARI ENTI A SOGGETTIVITÀ PUBBLICA - enti pubblici economici (privi di poteri pubblici); - agenzie pubbliche (le aziende sanitarie locali, gli enti strumentali delle regioni e altri enti locali territoriali); - aziende pubbliche per la gestione di servizi pubblici che operano in regime di diritto privato (aziende municipalizzate, aziende regionali e provinciali); - Enti pubblici autarchici istituzionali che perseguono fini e interessi propri dello Stato (INPS, INAIL, ISTAT). SOGGETTI PUBBLICI ESCLUSI Stato, Regioni, Province e Comuni Enti pubblici non economici Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale (partiti politici-sindacati) In sostanza sono esclusi gli enti pubblici, che seppur sprovvisti di pubblici poteri,perseguono e curano interessi pubblici PRESCINDENDO da finalità lucrative come manifestato nella relazione accompagnatoria al D.Lgs. 231/01 SOGGETTI PRIVATI ESCLUSI Imprese familiari Associazioni in partecipazione A.T.I. (come soggetto giuridico a sé stante) Ditte individuali (GIP - Trib. Roma ) Comitati e associazioni prive di personalità giuridica che non svolgono attività economica FATTORI CAUSALI Reati presupposti commessi da soggetti qualificati appartenenti a Società o Ente reati contro la Pubblica Amministrazione corruzione di Pubblico Ufficiale o di incaricato di pubblico servizio - malversazione a danno dello Stato o di altro Ente Pubblico - truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico - frode informatica ai danni dello Stato o di altro Ente Pubblico; parziale. 3
4 FATTORI CAUSALI Reati presupposti commessi da soggetti qualificati appartenenti a Società o Enti reati societari false comunicazioni sociali -falso in bilancio - falso in prospetto - impedito controllo - illecita influenza sull Assemblea - aggiotaggio - ostacolo alle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza - illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante -operazioni in pregiudizio dei creditori FATTORI CAUSALI Reati presupposti commessi da soggetti qualificati appartenenti a Società o Enti altri reati reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita di cui agli artt. 648, 648bis, 648ter c.p. reati informatici disposizioni per la tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari - falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo - delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili - delitti contro la personalità individuale FATTORI CAUSALI Reati presupposti commessi da soggetti qualificati appartenenti a Società o Enti Reati in materia di salute e sicurezza dei lavoratori art. 9 L. 123/2007 ha introdotto art. 25septies D.Lgs. 231/07 art. 300 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 modifica ed integra art. 25septies D.Lgs. 231/01 delitti di omicidio colposo o lesioni gravi e gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro PREVISIONE DI ESTENSIONE Consiglio dell Unione Europea nel 2003 ha adottato due importanti decisioni quadro richiedere agli Stati membri l adozione di misure necessarie al fine di perseguire in sede penale i comportamenti contrari alla tutela dell ambiente e i fenomeni di corruzione privata parziale. 4
5 CRITERI IMPUTAZIONE art. 5 D.Lgs. 231/01 L Ente è responsabile per i reati commessi: 1) nel suo interesse o a suo vantaggio - da un soggetto in posizione apicale, che riveste funzioni di rappresentanza, amministrazione, direzione dell ente ovvero di una sua unità organizzativa dotata di autonomia funzionale - da persona che esercita di fatto la gestione o il controllo - da un soggetto subordinato, cioè sottoposto ai poteri di direzione e controllo dei soggetti apicali ELEMENTO OGGETTIVO ELEMENTO SOGGETTIVO CRITERI IMPUTAZIONE art. 3 D.Lgs. 61/02 art. 25ter D.Lgs. 231/01 L Ente è responsabile per i reati commessi: 2. nel suo interesse da Amministratori Legali rapp.ti Direttori generali Direttori di divisione muniti di autonomia finanziaria e funzionale Liquidatori Persone sottoposte alla loro vigilanza quando il fatto non si SAREBBE realizzato se avessero vigilato in conformità degli obblighi inerenti alla loro carica Amministratore di fatto Socio non amministratore quando effettivamente gestisca ed amministri la Società ELEMENTO OGGETTIVO ELEMENTO SOGGETTIVO REATO COMMESSO DA UN SOGGETTO APICALE L Ente sarà costretto a provare di non essere in colpa rispetto alla commissione del reato INVERSIONE DELL ONERE DELLA PROVA REATO COMMESSO DA SOGGETTI SOTTOPOSTI La responsabilità dell Ente sorge dall elusione degli obblighi di controllo e vigilanza previsti nei modelli. SARA L ACCUSA A DOVER DIMOSTRARE IL DEFICIT ORGANIZZATIVO DELLA PERSONA GIURIDICA parziale. 5
6 REATI COMMESSI DA AGENTI, RAPPRESENTANTI, CONCESSIONARI, COLLABORATORI ESTERNI, PROFESSIONISTI ecc. L Ente è responsabile per i reati commessi: da soggetti esterni alla struttura che abbiano agito nell interesse o a vantaggio dell Ente, tutte le volte che l ente comunque faccia propria detta attività L art. 5, co. 1, lett. b QUALSIASI PERSONA comunque sottoposta alla direzione o alla vigilanza dei soggetti incaricati della rappresentanza o dell amministrazione dell Ente stesso SANZIONI AMMINISTRATIVE art. 9 D.Lgs. 231/01 a) sanzione pecuniaria artt. 10, 11, 12 b) sanzioni interdittive art. 9. co. 2 artt. 13, 14 c) confisca art. 19 è sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato salvo per la parte che può essere restituita al danneggiato. Quando non è possibile la stessa può avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente d) pubblicazione della sentenza SANZIONI PECUNIARIE Quote (da 100 a 1000) proporzionate a: a) gravità del fatto b) grado di responsabilità dell ente c) attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto d) attività svolta per prevenire la commissione di ulteriori illeciti Valore quota (da 258 a 1549) determinato in base a: a) condizioni economiche e patrimoniali dell ente, allo scopo di assicurare l efficacia della sanzione SANZIONI INTERDITTIVE 1- sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito 2- interdizione dall esercizio dell attività 3- divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione 4- esclusione da agevolazioni, finanziamenti o sussidi ed eventuale revoca di quelli già concessi 5- divieto di pubblicizzare beni o servizi. parziale. 6
7 MISURA CAUTELARE INTERDITTIVA Il PM può richiedere - art. 45 D.Lgs. 231/01 l applicazione come misura cautelare di una delle sanzioni interdittive previste dall art. 9, co. 2 quando: sussistano gravi indizi per la responsabilità dell Ente risultino fondati e specifici elementi che fanno ritenere concreto il pericolo che siano commessi illeciti della stessa indole. ANNOTAZIONE DELL ILLECITO AMMINISTRATIVO Art. 55 Il PM annota immediatamente nel registro di cui all art. 335 c.p.p.: - gli elementi identificativi dell ente - le generalità del suo legale rappresentante - il reato da cui dipende l illecito DISCIPLINA DELL ACCERTAMENTO art. 36, co. 2 il procedimento di accertamento dell illecito amministrativo dell Ente segue le disposizioni del c.p.p. in quanto applicabili COMPETENZA: MAGISTRATURA PENALE NOVITA ESSENZIALI SONO DERIVATE DALLA RIFORMA SOCIETARIA D.Lgs. 6/2003 e ss. E CAMBIATO IL QUADRO DI OBBLIGHI E DOVERI DEI SOGGETTI CHE AMMINISTRANO LA SOCIETA parziale. 7
8 CONTENUTO DELLA GESTIONE DELL IMPRESA Gli amministratori in via esclusiva Attuano l oggetto sociale Art. 2380bis co. 1 Organizzano il funzionamento della società Art co. 3 Valutano l adeguatezza dell assetto Organizzativo Amministrativo Contabile Strategici Esaminano, se elaborati, i piani Industriali Finanziari Valutano il generale andamento della gestione sulla base della relazione degli organi delegati AMMINISTRATORI DELEGATI art c.c. Il Consiglio di Amministrazione, se lo Statuto o l Assemblea lo consentono, può delegare proprie attribuzioni: ad un Comitato esecutivo composto da alcuni suoi componenti ovvero ad uno o più dei suoi componenti Il Consiglio di Amministrazione determina il contenuto, i limiti e le modalità di esercizio della delega. Non possono essere delegati: Es. Redazione del bilancio art c.c. Aumento del capitale sociale art c.c. Provvedimenti di riduzione del capitale art c.c. Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale art c.c. ORGANI DELEGATI art. 2381, co. 4 c.c. Curano che l assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell impresa Riferiscono al CdA e al Collegio sindacale, con la periodicità fissata dallo Statuto o almeno ogni 6 mesi, sul generale andamento della gestione, sulla prevedibile evoluzione, sulle operazioni di maggior rilievo effettuate dalla società e dalle sue controllate DILIGENZA DEGLI AMMINISTRATORI Gli Amministratori devono adempiere i doveri imposti dalla legge e dallo Statuto Con la diligenza richiesta dalla natura dell incarico e dalle specifiche competenze art. 2392, co. 1 c.c. NON E PIU LA DILIGENZA SEMPLICE DEL MANDATARIO art c.c. bensì art co. 2 parziale. 8
9 RILEVANTE RESPONSABILITA DEGLI AMMINISTRATORI art c.c. Devono adempiere a doveri imposti: Dalla legge Dall Atto costitutivo Dal contratto (in base al quale hanno assunto il loro incarico) Rispondono solidalmente verso la Società dei danni derivanti dall inosservanza dei doveri. Gli Amministratori, anche se deleganti, devono agire in modo informato art. 2381, co. 5 c.c. COLLEGIO SINDACALE CONTROLLO DI LEGALITA art c.c. Vigila sull osservanza della legge e dello statuto Vigila sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento Il controllo sull amministrazione dovrebbe censurare comportamenti non conformi ad oculata e corretta amministrazione, nell interesse e nelle finalità della società. Lettura combinata dell art. 6 D.Lgs. 231/2001 e dell art c.c. Gli Amministratori sono responsabili civilmente per danni causati alla società per aver omesso di attivarsi nell obbligazione contrattuale di impedire la realizzazione di reati La mancata adozione tempestiva e la non attuazione efficace dei modelli organizzativi di gestione e controllo previsti dal D.Lgs. 231/2001 costituiscono la inosservanza di un obbligo contrattuale Gli amministratori hanno l obbligo di evitare alla società il rischio di illeciti e di reati, con le conseguenti misure cautelari e sanzioni a carico dell Ente integra gli estremi di una mala gestio l azione del convenuto (presidente e amministratore delegato processato per reati di corruzione, turbativa d asta e truffa) circa l an debeatur per quanto attiene all omessa adozione di un adeguato modello organizzativo e gestorio che ha determinato la responsabilità amministrativa della società con condanna all esborso della sanzione e determina la responsabilità dell amministratore che aveva l onere di attivare il CdA all adozione di un adeguato modello organizzativo concorrendo all inerzia dello stesso organo Tribunale di Milano, sez. VIII civile sentenza 13 febbraio 2008, n parziale. 9
10 COME TUTELARE L AZIENDA? LA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DI SOCIETA ED ENTI INTRODOTTA DAL D.LGS. 231/01 IN VIA ASSOLUTA TROVA UNA DIFESA EFFICACE NELLA RICERCA DELL ESONERO DALLA RESPONSABILITA CAUSATA DAL RISCHIO DERIVANTE DA REATI SPECIFICAMENTE PREVISTI DALLA NORMA LA RISPOSTA SI TROVA NELLE SEGUENTI DISPOSIZIONI NORMATIVE L ENTE NON RISPONDE art. 6, co. 1, lett. a) D.Lgs. 231/01 SE L ORGANO DIRIGENTE HA PREVENTIVAMENTE ADOTTATO ED EFFICACEMENTE ATTUATO MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE IDONEI A PREVENIRE REATI DELLA SPECIE DI QUELLI PREVISTI; parziale. 10
11 L ENTE NON RISPONDE art. 6, co. 1, lett. c) D.Lgs. 231/01 SE L ENTE PROVA CHE LE PERSONE HANNO COMMESSO IL REATO UNICAMENTE PERCHÉ SONO RIUSCITE AD ELUDERE FRAUDOLENTEMENTE I MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE; L ENTE NON RISPONDE art. 6, co. 1, lett. b) D.Lgs. 231/01 SE l Ente prova di aver affidato il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curarne il loro aggiornamento ad un proprio organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; L ENTE NON RISPONDE L ENTE NON RISPONDE art. 6, co. 1, lett. d) D.Lgs. 231/01 SE è provato che non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell Organismo di Vigilanza. art. 5, co. 2 D.Lgs. 231/01 SE le persone indicate al co. 1 hanno agito nell interesse esclusivo proprio o di terzi parziale. 11
12 Altre agevolazioni legate al Modello 231 a) Trattamento di favore per il ravvedimento operoso post-factum, prima dell apertura del dibattimento art. 17 b) Riduzione della sanzione pecuniaria art. 12 Senza il Modello 231 ultima spiaggia RESTA LA DIFESA TECNICA NEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO A CARICO DELLA SOCIETA CONNESSO AL PROCEDIMENTO PENALE DEI SOGGETTI APICALI E SUBORDINATI CHE HANNO COMMESSO IL REATO PRESUPPOSTO DAVANTI AL COMPETENTE MAGISTARTO PENALE Studio Legale Associato Tosello & Partners P.Le Stazione n Padova Tel Fax parziale. 12