Source: http://www.guidaaldirittodigital.ilsole24ore.com/edizione/201810Z
Timestamp: 2019-03-21 19:49:55+00:00
Document Index: 115731396

Matched Legal Cases: ['art. 395', 'sentenza ', 'art. 395', 'art. 591', 'art. 474', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 53', 'art. 24']

Tutela del proprietario di immobile abusivamente occupato
LA QUESTIONE In tema di occupazioni abusive, il danno risarcibile dallo Stato italiano, relativamente alla lesione del diritto di proprietà, deve determinarsi con riferimento all'oggettiva impossibilità di disporre del bene e commisurarsi in ragione del valore locatizio del bene stesso mentre, quanto al diritto di iniziativa economica, si deve fare riferimento all'impossibilità di concludere positivamente l'investimento programmato e deve dunque essere commisurato al profitto non introitato.
Danno da occupazione abusiva di un compendio immobiliare
L'ANALISI DELLA DECISIONE È risarcibile dal giudice ordinario il danno al diritto di proprietà e di iniziativa economica derivante al privato, titolare di un immobile arbitrariamente occupato da terzi, per la mancata esecuzione, da parte dell'autorità di pubblica sicurezza, di un ordine di sgombero emanato dal giudice penale.
Tardività del ricorso per revocazione
LA QUESTIONE In tema di mezzi di impugnazione, il termine perentorio per la proposizione del ricorso per revocazione è di trenta giorni dalla notificazione della sentenza, salvo i casi di cui ai numeri 1), 2), 3) e 6) dell'art. 395 c.p.c., riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento.
Inammissibile la revocazione proposta oltre i termini di rito
L'ANALISI DELLA DECISIONE La Corte dichiara inammissibile l'impugnazione, mediante il mezzo straordinario della revocazione, di una sentenza passata in giudicato, in quanto tardivamente proposta oltre il termine perentorio e decadenziale di 30 giorni dalla scoperta del vizio fissato dall'art. 395 c.p.c.
Delitto di abbandono di persona incapace
LA QUESTIONE L'elemento oggettivo del reato di abbandono di persone minori o incapaci, di cui all'art. 591 cod. pen., è integrato da qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo.
L'abbandono di persone minori o incapaci e il dovere di custodia
L'ANALISI DELLA DECISIONE Ai fini dell'integrazione del reato di abbandono di persone minori o incapaci di cui all'articolo 591 del Codice penale, il dovere di custodia della vittima può essere spontaneamente assunto dall'agente e non deve necessariamente nascere, come il dovere di cura, solamente da obblighi giuridici formali. In questo senso, è sufficiente che il soggetto passivo sia entrato nella sfera di disponibilità e di controllo del reo.
Commercio di prodotti con marchio contraffatto
LA QUESTIONE La grossolanità della contraffazione esclude la configurabilità del delitto di cui all'art. 474 del codice penale. La provenienza prestigiosa del prodotto, traendo in inganno il compratore di media esperienza e determinandolo all'acquisto, costituisce l'unico elemento qualificatore.
La punibilità del falso grossolano
L'ANALISI DELLA DECISIONE Il Giudice, in netto contrasto con la più attuale giurisprudenza di legittimità, esclude la presenza di indici di reità nei confronti di un commerciante ambulante trovato in possesso di prodotti contraffatti valorizzando la qualità "grossolana e palese" della falsificazione che viene, come tale, ritenuta inidonea a trarre in inganno l'acquirente circa la provenienza prestigiosa della merce.
Esclusione della società dalla gara di appalto per grave illecito professionale
LA QUESTIONE La pregressa estromissione da una gara di appalto per carenza del requisito della regolarità fiscale, non dichiarata dal concorrente nella gara per l'affidamento del servizio di refezione scolastica, legittima la sua esclusione per omessa dichiarazione di gravi illeciti professionali.
La gravità dell'illecito professionale
L'ANALISI DELLA DECISIONE È legittima l'esclusione di una ditta da una gara di appalto di servizi, disposta per gravi illeciti professionali, ex art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. n. 50 del 2016 in quanto, disattendendo le prescrizioni del bando, ha omesso di dichiarare nella domanda di partecipazione di essere stato destinatario, in precedenza, di un provvedimento di revoca dell'aggiudicazione di un'altra procedura, stante l'assenza del requisito della regolarità fiscale. Omettendo tale segnalazione, avrebbe "compresso" il diritto della stazione appaltante di valutare l'affidabilità dell'operatore ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. c).
Istanza di accesso agli atti e tutela del segreto commerciale
LA QUESTIONE In ragione di un contrapposto diritto alla riservatezza avente ad oggetto segreti tecnici o commerciali, il diritto di accesso ottiene riconoscimento limitatamente a quegli atti o documenti di gara la cui ostensione risulti necessaria per curare o per difendere gli interessi giuridici dell'istante.
Diritto di accesso e tutela del know-how
L'ANALISI DELLA DECISIONE L'art. 53 del D.Lgs, n. 50/2016, con tratti di specialità rispetto alla normativa generale di cui all'art. 24, comma 7, L. 241/1990, delinea una forma di accesso azionabile anche nelle ipotesi di cui alla lett. a) del medesimo comma: "ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto". Da ciò consegue che, nei casi in cui l'istanza di accesso riguardi informazioni afferenti al know-how dell'impresa aggiudicataria, fornite nell'ambito dell'offerta ovvero nel sub procedimento di verifica dell'anomalia della stessa, e adeguatamente individuati e motivati come segreti tecnici o commerciali dell'offerente, l'ostensione sarebbe configurabile limitatamente ai casi in cui l'istante volesse promuovere un sindacato giudiziale avverso gli atti della procedura di gara.