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Timestamp: 2019-07-16 16:22:04+00:00
Document Index: 39302440

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1182', 'art 149', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 141', 'art. 12', 'art 145', 'sentenza ']

Trasportato 2008-07-18 - Pdf - Stampa
Giudice di Pace di Pozzuoli (NA) dep. 14 luglio 2008
"il danneggiato ha la facoltà di agire in giudizio nei soli confronti del danneggiante (avendolo, però, preventivamente messo in mora) o congiuntamente con la sua compagnia d’assicurazione, ai sensi degli articoli 2043 e 2054 c.c."
Photo courtesy of sundstrom Fonte: Italo Bruno
nella causa iscritta al n° 6214/07 R.G. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:
(…) Giuseppe, nato a (…) il (…) e res.te in (…) alla Via (…) n.(…) – c.f. (…), elett.te dom.to in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che lo rapp.ta e difende giusta mandato a margine dell’atto di citazione; ATTORE
S.p.A. (Y), in persona del suo legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) - elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alla copia notificata dell’atto di citazione; CONVENUTA
S.p.A. (Z), in persona del suo legale rapp.te pro-tempore, dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…);	CONVENUTA-CONTUMACE
(…) Giuseppe, con atto di citazione ritualmente notificato il 4-8/10/07 alla S.p.A. (Y) ed alla S.p.A. (Z), conveniva innanzi a questo Giudice i predetti soggetti, affinché - previa declaratoria dell’esclusiva responsabilità della Spa (Y) nella produzione del sinistro avvenuto il giorno 26/6/07 in (…) alla Via (…), in occasione del quale l’auto Alfa 146 tg.(…) di sua proprietà, veniva investita dall’autobus di linea tg.(…) di proprietà della convenuta - fosse condannata la medesima Spa (Y)in solido con la Spa (Z), in persona dei rispettivi legali rapp.ti pro-tempore, come da richieste in epigrafe riportate.
In merito si è espressa la SCS con sentenza n.4929 del 24/9/79, stabilendo che nell’azione di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale concorrono il forum delicti (luogo del sinistro), - il forum rei (luogo di residenza o di domicilio di uno dei convenuti), il forum destinatae solutionis (luogo di residenza o di domicilio di uno dei litisconsorti necessari solidalmente tenuti al risarcimento dei danni, ciò perché, generalmente nei sinistri derivanti dalla circolazione, il danno non è determinato e, pertanto, per forum solutionis deve intendersi il luogo ove risiede il debitore. Conseguentemente, il pagamento, non essendo ancora definito il suo ammontare, deve avvenire nella sede del debitore trattandosi di debito di valore scaturente da risarcimento dei danni dipendenti da fatto illecito, giusta le previsioni dell’art. 1182 c.c. (Cass. 97/69; 4057/95; 4975/97).
- opera unicamente in caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria (art 149 comma 1), cosicché la procedura in esame non si applica nei casi di sinistri multipli, ossia laddove il sinistro veda coinvolti più di due veicoli;
- riguarda solo i danni al veicolo nonché i danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente e, nel caso di lesioni, si applica solo al danno alle persone subito dal conducente non responsabile, posto che questo danno rientri tra lesioni di lieve entità di cui all’articolo 139;
Si deve, dunque, rilevare come il giudice delle leggi, nel dichiarare inammissibile la questione sollevata ha pronunciato, come spesso accade, un'ordinanza di inammissibilità che va inquadrata fra quelle interpretative. Perciò, l’affermazione della Corte costituzionale nell’ordinanza in esame, non può affatto essere ritenuta neutra, e costituisce un autorevole precedente anche se di livello inferiore ad una sentenza interpretativa di rigetto. La predetta ordinanza, con l’invitare i Giudici a seguire una interpretazione costituzionalmente orientata, quale è quella prospettata dalla stessa Corte, ha finito con il vincolare gli stessi a detta esegési. Secondo la Corte, le norme di cui agli articoli 149 e 141, vanno dunque interpretate nel senso che, esse si limitano a rafforzare la posizione del danneggiato, considerato soggetto debole, legittimandolo ad agire direttamente nei confronti della propria compagnia di assicurazione o nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo su cui era trasportato, senza peraltro togliergli la possibilità di fare valere i diritti derivanti dal rapporto obbligatorio nato dalla responsabilità civile dell'autore del fatto dannoso”.
La Corte ha, difatti, suggerito l’interpretazione costituzionalmente orientata in riferimento all’impugnazione delle norme fatte dai giudici remittenti nella parte in cui “escluderebbero che il medesimo trasportato possa agire nei confronti del vero responsabile del danno, così come previsto dal sistema degli artt.1917, 2043 e 2054 del codice civile”.
Pare, dunque, che il principio ermeneutico da seguire sia il rafforzamento della posizione del trasportato, (o del danneggiato in senso lato) che, dev’essere considerato soggetto debole.
Le norme impugnate sono, dunque, da interpretarsi nel senso che le stesse debbono limitarsi a rafforzare la posizione del danneggiato.
E’ del tutto evidente, che ogni altra interpretazione della normativa di cui agli articoli 141 e 149 nel senso che tali norme, anziché limitarsi ad aggiungere nuove e semplificate azioni al danneggiato, lo avrebbero privato della generale azione diretta prevista in sede comunitaria come livello di tutela minimale, non pare abbia incontrato il favore della Corte.
Tale autorevole interpretazione, estensibile ovviamente anche alla normativa del 149, non fa che confermare l’orientamento sinora maggioritaria della giurisprudenza di merito, che proprio nel senso di quell’interpretazione costituzionalmente orientata della normativa del D.L.vo 209 del 2005 va ritenendo che, nel sistema del Codice delle assicurazioni, al danneggiato non sia stata affatto tolta la generale azione diretta ex 144 ma, siano state in realtà aggiunte le due speciali azioni ex 141 e 149 ultimo comma.
Pertanto, alla luce dell’ordinanza della Corte Costituzionale, una volta esperita infruttuosamente la procedura stragiudiziale nei confronti della propria compagnia di assicurazione (art. 149) e di quella del vettore (art. 141) - in caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto, ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall’articolo 148, o di mancato accordo), il danneggiato PUO’ proporre l’azione giudiziale di cui all’articolo 145, comma 2, NEI SOLI confronti della propria compagnia di assicurazioni o di quella del vettore.
Infatti, in applicazione della norma di cui all’art. 12, comma 1, delle Disposizioni sulla legge in generale del c.c. che dispone: nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese del significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore, l’interpretazione letterale della norma di cui agli articoli 149 e 141 esclude la legittimazione passiva del responsabile civile rispetto alla pretesa creditoria del danneggiato nei confronti della propria compagnia di assicurazione e di quella del vettore.
E, si badi bene, lo può fare anche perché la compagnia d’assicurazione del responsabile civile è stata già messa in mora in quanto l’articolo 149 obbliga di inviare la c.d. messa in mora anche a detta compagnia, anche se per conoscenza - art 145 comma 2.
In assenza di espresse modifiche, non appare dubitabile che il danneggiato ha la facoltà di agire in giudizio nei soli confronti del danneggiante (avendolo, però, preventivamente messo in mora) o congiuntamente con la sua compagnia d’assicurazione, ai sensi degli articoli 2043 e 2054 c.c. (assicuratore già messo in mora ex articolo 149 e 145) (in tal senso confrontare Cass. Civ. Sezione III 28/5/07 n.12376).
- che il danneggiato non sia responsabile in tutto o in parte del sinistro, ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del DPR 18/07/06 n.254 di attuazione dell’articolo 150 del codice delle assicurazioni e della tabella di cui all’allegato A - (cosa che avrebbe dovuto fare la compagnia di assicurazione del danneggiato in forza dell’obbligo di legge che le attribuisce il potere/dovere di sostituirsi alla compagnia del danneggiante e, quindi, una volta ricevuta la richiesta di risarcimento avrebbe dovuto darne immediata comunicazione all’impresa del responsabile civile affinché quest’ultima verificasse, con il suo assicurato, le modalità di accadimento del sinistro. Se dalle opportune verifiche si fosse riscontrato una qualsiasi corresponsabilità, la compagnia di assicurazione del presunto danneggiato avrebbe dovuto darne a questi comunicazione il quale, avrebbe potuto azionare l’azione di cui all’articolo 144 e non più l’azione diretta in quanto questa sarebbe stata inammissibile e/o improcedibile).
Nel giudizio intrapreso dal terzo trasportato nei soli confronti della compagnia di assicurazioni del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro, il Giudice dovrà solo verificare:
- la proponibilità della domanda;
- la legittimazione passiva della Compagnia di assicurazione;
- il nesso di causalità del danno lamentato con la qualità di trasportato;
- l’entità del danno.
Per quanto sopra esposto, la domanda deve ritenersi ammissibile e proponibile essendo stata preceduta da rituale richiesta di risarcimento danni, ex artt. 145 e 148 D.L.vo 209/04, ed è trascorso lo spatium deliberandi.
2008-07-18 Chi: Spataro Fonte: Italo Bruno
Trasportato - Indice: 1. Guida: Il risarcimento del terzo trasportato in sinistro stradale v1.5 del 2019 2. Cinture del trasportato e responsabilita' 3. La Cassazione sul risarcimento del passeggero trasportato 4. Avv. Italo BRUNO: La tutela del terzo trasportato nell'ambito della responsabilità civile da circolazione stradale 5. Anche il proprietario-trasportato ha diritto al risarcimento 6. Trasportato e testimone: l'interesse che rende incapaci a testimoniare 7. Terzo trasportato e fotocopia polizza: Cassazione 23294 del 2004 8. Minori terzi trasportati e il risarcimento danni: Cassazione 6316 del 2009 9. Terzo trasportato: le condizioni dell'azione: sentenza del Giudice di Pace di Pozzuoli dott. Italo Bruno 10. Terzo trasportato e indennizzo diretto: Corte Costituzionale, ordinanza 205 del 2008 - Torna alle guide
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