Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/edfisica/cm_149varie_93.html
Timestamp: 2017-11-22 22:09:09+00:00
Document Index: 178646440

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 6']

Attività sperimentazione at sensi art. 3 D.P.R. n. 419/74 presso scuole ogni ordine et grado - A.s. 1994/95
Confermansi termini presentazione progetti sperimentazione scuole medie et istituti istruzione media non statale rispettivamente at 31 maggio 1993 (C.M. n. 99/1993) e at 15 novembre 1993 (D.M. 11 luglio 1991 n. 212).
Disponesi termine presentazione progetti scuole materne, elementari et istituti istruzione secondaria secondo grado statali at 30 settembre 1993.
Termini successivi adempimenti IRRSAE e Provveditori Studi sunt fissati rispettivamente at 31 ottobre 1993 e at 30 novembre 1993.
Con successive circolare saranno emanate eventuali et ulteriori disposizioni attinenti al problematiche specifiche at ogni ordine et grado istruzione.
C.M. 6 agosto 1993, n. 245
Attività sperimentazione at sensi art 3 D.P.R. n. 419/74 presso istituti di istruzione secondaria superiore ed artistica - Anno scolastico 1994/95
Facendo seguito circolare telegrafica n. 149, prot. n. 3108, del 13 maggio 1993 comunicasi che entro settembre saranno emanate ulteriori istruzioni attinenti at problematiche specifiche istituti di istruzione classica, scientifica, magistrale, professionale, tecnica ed artistica.
Termini presentazione progetti sperimentazione da parte predetti istituti sunt pertanto rinviati at 15 novembre 1993.
Termini successivi adempimenti IRRSAE et provveditori studi sunt fissati rispettivamente at 15 dicembre et 31 dicembre 1993.
C.M. 12 ottobre 1993, n. 299
Attività di sperimentazione ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 419/74 presso gli istituti statali di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica per l'a.s. 1994/95
La presente circolare intende fornire aggiornate indicazioni utili per la formulazione e la presentazione delle proposte di sperimentazione da attuare a norma dell'art. 3 del D.P.R. 31 maggio 1974 n. 419, nell'a.s. 1994/95, negli istituti statali d'istruzione secondaria di secondo grado ed artistica. Con essa pertanto si introducono elementi di razionalizzazione e di sistemazione organica della materia in un quadro di insieme che tenga conto dei peculiari bisogni formativi dei singoli settori, in previsione della definizione del nuovo ordinamento dell'istruzione secondaria superiore, delineato dal disegno di legge quadro per il riordino del
settore per il prolungamento dell'obbligo scolastico, in atto all'esame del Parlamento.
Allorquando sarà stato definito il nuovo contesto, saranno attualizzate le indicazioni necessarie a riorganizzare complessivamente i processi di sperimentazione e di innovazione.
Il ricorso sempre crescente alla pratica sperimentale è chiaramente indicativo della diffusa consapevolezza che le istituzioni scolastiche avvertono in ordine alla necessità di fornire adeguate risposte ai bisogni formativi emergenti nonché della rilevanza che a questo fine assume l'impegno verso soluzioni operative idonee a corrispondervi.
La sperimentazione di ordinamenti e di strutture, realizzata ai sensi dell'art. 3 del D.P.R. n. 419 del 1974, ha rappresentato a tutt'oggi il principale strumento di innovazione della scuola
secondaria superiore; essa costituisce un significativo momento di esplicazione dell'autonomia didattica ed organizzativa, destinata a ricevere impulso dall'attuazione dell'art. 8 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 35 e dalle ulteriori iniziative legislative in corso.
L'obiettivo della modernizzazione e della riqualificazione dell'istruzione - perseguito anche dall'accordo sul costo del lavoro nel quadro della integrazione dei sistemi formativi - richiede
strumenti idonei a recuperare tutti gli spazi che, nei limiti delle risorse disponibili, consentano di riorganizzare e di diffondere i risultati già conseguiti.
Per quanto concerne il settore dell'istruzione secondaria di secondo grado, la domanda di sperimentazione si è nell'ultimo decennio sviluppata attraverso quadri generali di riferimento che, nel tempo, si sono giustapposti. Allo stato attuale è, quindi, avvertita la necessità di una nuova cornice di orientamenti, che tenga conto dei recenti provvedimenti di contenimento della spesa pubblica, idonea a rendere facilmente leggibili, da parte degli utenti e degli operatori scolastici, i processi innovativi in atto.
Tali processi sono stati progressivamente espressi soprattutto dai progetti di sperimentazione coordinati a livello nazionale, i quali hanno peraltro mutato non pochi contributi originali dalle sperimentazioni promosse autonomamente dalle scuole.
Per il suo carattere di trasversalità a tutti gli ordini di studi secondari superiori, assume particolare rilevanza il progetto Brocca, presentato nella sua articolazione complessiva nei numeri 56, 59/60 e 61 degli Studi e Documenti degli Annali della P.I. e nella C.M. 338 del 14 novembre 1992, la cui premessa deve intendersi qui richiamata.
Un'attenzione sempre maggiore va ora posta nella valutazione dei risultati già maturati, anche in relazione al contesto formativo in cui ciascun progetto si è sviluppato, al fine di conseguire l'obiettivo di incentivare le azioni innovative che inneschino reali cambiamenti, superando, per quanto possibile, la frammentazione delle iniziative che ancora permane in alcuni settori scolastici e, spesso, anche nell'ambito di una stessa istituzione scolastica.
2. Indicazioni per gli istituti e le scuole di istruzione classica, scientifica e magistrale
Le linee di tendenza alle quali deve essere conformata l'azione nell'ambito delle iniziative sperimentali sono quelle di seguito indicate.
a) Per quanto concerne le numerose sperimentazioni che negli ultimi venti anno sono state attivate ai sensi dell'articolo 3 del D.P.R. 419/74, onde realizzare modifiche di orario e di programma di singole discipline - sperimentazioni comunemente designate col termine "minisperimentazioni" - si intende proseguire nell'azione già impostata, recependo la validità delle istanze innovative della maggior parte di dette sperimentazioni, per giungere alla definizione di modelli da proporre alla generalità delle istituzioni scolastiche.
Si fa particolare riferimento a quanto è avvenuto per il Piano nazionale per l'informatica, in relazione alla innovazione nell'ambito dell'insegnamento della matematica e della fisica, e dell'estensione della lingua straniera nel triennio dei licei classici e secondo biennio degli istituti magistrali, nonché all'introduzione dell'insegnamento di una seconda lingua straniera
nell'istruzione scientifica. Su questa linea di tendenza si intende proseguire, realizzando analoghi modelli operativi anche per altre discipline, sempre facendo riferimento ai risultati conseguiti nelle migliori iniziative sperimentali autonomamente proposte dalle singole istituzioni scolastiche e non perdendo di vista le recenti proposte di quadri orari e di programmi formulate dalla Commissione Brocca.
b) Parallelamente a questa azione di diffusione di modelli, mediati attraverso le migliori iniziative sperimentali, verrà condotta una improcrastinabile azione di razionalizzazione delle
richieste di "minisperimentazioni". Le verifiche di tali attività hanno, infatti, ampiamente dimostrato che la presenza di un alto e in qualche caso altissimo numero di "minisperimentazioni" nello stesso contesto istituzionale scolastico, se da una parte stravolge le caratteristiche organiche della struttura scolastica di base, dall'altra non consegue di obiettivi di una effettiva, efficace ed organica innovazione sperimentale, finendo sostanzialmente col determinare una ibrida commistione tra momenti didattici innovativi ed altri ancorati a dimensioni di assoluta tradizionalità commistione che non è certamente suscettibile di produrre risultati di organica produttività culturale e didattica. Pertanto, il quadro autorizzativo di tali tipologie di "minisperimentazioni" deve essere progressivamente ricondotto ad una razionale ed unitaria impostazione complessiva.
c) Per quanto concerne le sperimentazioni globali di ordinamento e di struttura, comunemente designate col termine "maxisperimentazioni", saranno privilegiate quelle proposte di attività sperimentali che assumono a propri parametri di riferimento le progettazioni che già hanno raggiunto lo stadio di modelli mediati attraverso il confronto tra le iniziative sperimentali fin qui svolte in riferimento alle possibilità offerte dal D.P.R. 419/74. In particolare, si fa riferimento alle proposte organiche di quadri orari e di programmi elaborate dalla Commissione Brocca (indirizzo classico, scientifico, scientifico tecnologico, socio-psicopedagogico e linguistico) nonché ai quadri orari di indirizzo linguistico e indirizzo pedagogico-sociale proposti con la C.M. n. 27 dell'11 febbraio 1991.
d) Uno spazio particolare verrà riservato nell'ambito delle progettazioni sperimentali di iniziativa ministeriale e di diffusione nazionale al progetto del liceo classico europeo, la cui sperimentazione viene promossa inizialmente presso i convitti nazionali, nell'ottica di un recupero della dimensione formativa dell'attività convittuale, ma che è destinata ad essere verificata in un quadro di tendenza più vasto, qual è quello della formazione europea dei giovani.
e) Con gli stessi obiettivi verrà anche perseguita una progressiva razionalizzazione di quelle sperimentazioni globali che non sono in linea con le più recenti scelte pedagogiche e che debbono comunque uscire da una situazione di sperimentalità in qualche caso più che ventennale e sostanzialmente priva di sbocchi istituzionali.
3. Indicazioni per gli istituti di istruzione tecnica
Nel contesto dell'ordinamento attuale e con riferimento alle particolari esigenze formative del settore, la riorganizzazione dei processi di innovazione costituisce un'azione fondamentale per il raccordo continuo dei piani di studio con i bisogni della società e del mondo del lavoro.
A tale strategia sono ispirate tutte le iniziative che, nel tempo, hanno riguardato i singoli progetti assistiti, dalla fase di ideazione a quella di gestione, di verifica e di valutazione nonché di disseminazione. Fasi, queste, che, nell'ambito di ciascun progetto, hanno visto sempre compartecipi le stesse istituzioni scolastiche, collegate tra loro da reti formali e informali di comunicazione.
Non pochi dei progetti assistiti, per la diffusione che hanno già conseguito e per la rispondenza dei percorsi formativi agli obiettivi sopra indicati, potrebbero essere progressivamente introdotti presso gli istituti interessati in sostituzione degli attuali corsi ordinari.
Coerentemente con tale linea di orientamento è stata già avviata la procedura volta ad introdurre nell'ordinamento dell'istruzione tecnica industriale i progetti assistiti Ambra (per i settori elettronica, elettrotecnica e telecomunicazioni) ed Ergon (per il settore meccanico).
Un intervento nei termini suindicati e la definizione delle prospettive della formazione post-secondaria possono consentire, nell'ottica di una diversificazione delle opportunità formative, la graduale apertura nell'istruzione tecnica di maggiori spazi per il progetto Brocca. Quest'ultimo, come è noto, assume il "criterio della integralità" quale "fondamento sia della unitarietà della scuola secondaria superiore sia della sua differenziazione", prevedendo un diverso grado di terminalità degli studi rispetto agli attuali curricoli d'istruzione tecnica.
Per quanto concerne le sperimentazioni "autonome", l'ampia revisione condotta a seguito della C.M. n. 338 del 14 novembre 1992 ha posto in evidenza tanto la frammentazione del panorama delle iniziative in corso, molte delle quali limitate a parziali modifiche dei piani di studio vigenti, quanto la frequente, contemporanea richiesta di adozione, da parte di singole scuole, di progetti impostati secondo differenti modelli di sperimentazione; situazioni, queste, che contrastano sia con l'esigenza della ottimizzazione dell'insieme delle risorse attualmente disponibili, sia con il più ampio coinvolgimento delle istituzioni scolastiche nell'innovazione.
Da ciò consegue la necessità che ciascun istituto si orienti verso un solo modello di sperimentazione - progetto assistito oppure progetto Brocca oppure progetto autonomo - sul quale far convergere le risorse disponibili per l'innovazione. La scelta, che viene a configurarsi come progetto d'innovazione di istituto, deve essere adeguatamente dibattuta nell'ambito degli organi collegiali e partecipata all'utenza, la quale può, così, avere maggiori elementi per orientarsi consapevolmente.
Per i progetti coordinati a livello nazionale, nel successivo paragrafo sono presentate le opportunità offerte a ciascuna tipologia scolastica in relazione agli indirizzi e alle specializzazioni ivi presenti. Soltanto nell'ambito di un medesimo modello d'innovazione - progetto assistito oppure progetto Brocca - può essere presentata richiesta di adozione di specifici progetti riferiti ad uno o più indirizzi.
3.1 Progetti coordinati a livello nazionale
Relativamente ai progetti coordinati a livello nazionale si invitano le istituzioni scolastiche a compiere le proprie scelte con riferimento alle seguenti opportunità a) adozione dei progetti assistiti coerenti con ciascuno degli indirizzi presenti presso l'istituto; essi innovano i profili professionali e la struttura generale dei corrispondenti corsi previsti dall'ordinamento vigente, mantenendone il livello di terminalità;
b) adozione del progetto Brocca in relazione agli indirizzi indicati nel successivo elenco.
Si fa presente che i progetti assistiti tengono conto dei nuovi curricoli previsti dal Piano nazionale per l'informatica; il progetto Brocca ne ha, invece, recepito il curricolo previsto per il solo insegnamento di matematica, in considerazione del diverso impianto formativo delle discipline sperimentali.
È comunque consentita l'adozione del Piano nazionale per l'informatica per gli insegnamenti di matematica e fisica (sia nel biennio sia nel triennio, nei corsi non interessati da progetti assistiti o dal progetto Brocca.
Per i progetti coordinati a livello nazionale non possono essere previsti indirizzi diversi da quelli indicati, per ciascuna tipologia, nel successivo elenco.
Elenco dei progetti di sperimentazione coordinati a livello nazionale, di cui alle precedenti lett. a) e b), offerti negli istituti tecnici
Indirizzo navigazione aerea
Progetto assistito ALFA
Indirizzo assistenza alla navigazione aerea
Progetto assistito CERERE, indirizzo generale
Progetto Brocca, indirizzo territorio
Progetto Brocca, indirizzo agroindustriale
Indirizzo viticolo-enologico
Progetto assistito CERERE (12)
Progetto assistito IGEA
Progetto Brocca, indirizzo economico aziendale
Indirizzo commercio con l'estero
Indirizzo mercantile
Progetto assistito MERCURIO
Progetto Brocca, indirizzo biologico
Indirizzo econome dietiste
Indirizzo dirigenti di comunità
Progetto assistito CINQUE
Progetto Brocca, indirizzo costruzioni
Indirizzo arti grafiche
Progetto assistito TEMPT
Indirizzo chimica industriale
Progetto assistito DEUTERIO
Progetto Brocca, indirizzo chimico
Indirizzo confezione industriale
Progetto assistito ARACNE
Progetto Brocca, indirizzo tessile
Indirizzo edilizia
Indirizzo elettronica industriale
Progetto assistito AMBRA
Progetto Brocca, indirizzo elettronica e telecomunicazioni
Progetto Brocca, indirizzo scientifico-tecnologico
Indirizzo elettrotecnica
Progetto Brocca, indirizzo elettrotecnica e automazione
Indirizzo energia nucleare
Progetto assistito FASE
Indirizzo fisica industriale
Indirizzo industria metalmeccanica
Progetto assistito ERGON
Indirizzo industria mineraria
Progetto assistito GEO
Indirizzo industria tessile
Progetto assistito ABACUS
Progetto Brocca, indirizzo informatico e telematico
Indirizzo maglieria
Progetto Brocca, indirizzo meccanico
Indirizzo meccanica di precisione
Indirizzo metallurgia
Indirizzo tecnologie alimentari
Indirizzo telecomunicazioni
Indirizzo termomeccanica
Indirizzo capitani
Progetto assistito NAUTILUS
Indirizzo macchinisti
Indirizzo costruttori navali
Istituto tecnico per periti aziendali e corrispondenti in
Progetto assistito ERICA
Progetto Brocca, indirizzo linguistico aziendale
Nell'elenco non è previsto alcun progetto assistito per il settore turistico, in quanto non ancora configurato; nel frattempo può essere presentata richiesta di sperimentazione anche da gruppi di istituti che facciano riferimento ad un progetto tra i medesimi concordato, ferma restando l'adozione delle relative delibere da parte dei rispettivi organi collegiali.
3.2 Progetti autonomi di sperimentazione
Gli istituti impegnati nell'autonoma ricerca di più avanzati ed originali modelli pedagogici e di organizzazione didattica sono invitati a tenere presenti, nell'elaborazione dei progetti, le linee di tendenza oramai consolidate nel settore quanto alle scelte pedagogiche e curricolari che di seguito si indicano:
a) l'acquisizione, da parte degli allievi, di una vasta professionalità di base; ciò comporta che la formazione generale abbia maggiore spazio e che la stessa formazione specifica sia impostata in modo da dare risalto ad abilità di tipo trasversale, come quelle di comunicare secondo stili e standard definiti, da lavorare in gruppo, di seguire percorsi autonomi di acquisizione delle conoscenze, di analisi e di progettazione;
b) il disegno delle aree specialistiche dei curricoli sulla base di paradigmi tecnico-scientifici, senza pretese di trattazioni esaustive ed enciclopediche, ma sempre con uno stretto rapporto fra teoria e pratica;
c) la flessibilità dei curricoli che i consigli di classe possono rendere concreta attraverso una opportuna programmazione;
d) l'acquisizione di capacità progettuali e di autonomia culturale attraverso l'attivazione, nel curricolo, di un'area di progetto che i consigli di classe devono programmare con cura e organizzare adeguatamente. È opportuno creare le condizioni affinché ogni studente trovi nel corso di studi le opportunità per la migliore possibile realizzazione personale; l'area di progetto offre molte possibilità in questo senso, ma, più in generale, la personalizzazione del curricolo dovrebbe diventare una costante della didattica per il recupero della produttività scolastica;
e) il contenimento della dispersione scolastica, soprattutto nei primi anni di corso, mediante una organizzazione didattica che utilizzi sistematicamente la valutazione formativa e il recupero;
f) l'orientamento che deve diventare, specialmente nei momenti in cui gli allievi debbono scegliere, un'attività sistematica e scientificamente organizzata alla quale possano concorrere forze interne ed esterne alla scuola;
g) la valutazione e l'autovalutazione, come pratica permanente a tutti i livelli e per tutti i soggetti, singoli (studenti, docenti) e collettivi (consigli di classe, organi di istituto).
La necessità di dare spazio ai progetti così caratterizzati sconsiglia, invece, la richiesta di rinnovo dei progetti finalizzati ad introdurre parziali modifiche nei vigenti piani di studio, che da tempo necessitano di una revisione complessiva; tanto più che il mantenimento di tali sperimentazioni, per effetto dei limiti posti all'incremento delle classi sperimentali dal vigente decreto sulla formazione delle classi, pregiudicherebbe la realizzazione dei progetti autonomi che prevedono significative innovazioni.
Tuttavia, per quel che concerne, in particolare, le proposte limitate alla sola prosecuzione dello studio della lingua straniera, l'approvazione eventuale delle stesse è comunque subordinata all'adozione dei programmi previsti, per ciascun tipo d'istituto, dai progetti coordinati a livello nazionale sopraelencati. Per esigenze di contenimento della spesa, non possono essere accolte le richieste di contemporanea prosecuzione, nei trienni, dell'insegnamento della matematica, secondo i programmi del Piano nazionale per l'informatica, e dello studio della lingua straniera.
4. Indicazioni per gli istituti di istruzione professionale
La sperimentazione negli istituti professionali riveste particolari caratteristiche determinate dal profondo processo di innovazione in atto a livello istituzionale nell'ordine di studi.
Si ricorda che i curricoli triennali di Progetto '92 sono stati resi di ordinamento con il D.M. 24 aprile 1992 e con i successivi DD. MM. 7 agosto 1992, relativi alla definizione dei programmi delle aree di indirizzo: l'introduzione del nuovo ordinamento didattico determina il superamento di tutte le sperimentazioni diverse per le quali è confermata la progressiva conduzione ad esaurimento; nuove proposte non possono, ovviamente, essere formulate se non dopo il consolidamento del nuovo assetto.
Grande rilevanza assume, al momento attuale, la ricerca sperimentale nel biennio terminale - concretatasi nel Progetto '92 post-qualifica, su cui si è ripetutamente espresso in senso favorevole il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione - che va intesa come prosecuzione e completamento al processo avviato nel primo ciclo.
La ridefinizione dei programmi e, ancor di più, il rivoluzionamento degli obiettivi formativi operati con la forte valenza di formazione generale del triennio di qualifica, rendono, infatti, non più coerente il tradizionale percorso del successivo biennio, a suo tempo progettato con la specifica finalità di conseguire un recupero culturale.
Tenendo conto della particolare complessità dei cambiamenti in atto, che richiedono in questa fase coerenza di indirizzo ed una omogenea gestione a livello nazionale del processo evolutivo, si dispone che, come per gli anni precedenti, le richieste di sperimentazione degli istituti professionali vengano inoltrate, nei tempi e con le modalità previste dalla presente circolare, direttamente anche alla competente Direzione generale per l'istruzione professionale oltreché ai Provveditorati agli studi per gli adempimenti di competenza.
Trattandosi di progetto sperimentale a diffusione nazionale, gli IRRSAE sono invitati ad esprimere alla medesima Direzione il loro parere sugli aspetti globali del progetto.
5. Indicazioni per i licei artistici e per gli istituti d'arte
Nelle istituzioni scolastiche di cui al presente paragrafo l'attuale realtà sperimentale è caratterizzata dal consolidamento del progetto assistito "Leonardo" nell'ambito dei licei artistici e dalla diffusione negli istituti d'arte di progetti sperimentali che adattano nel biennio l'ipotesi "Brocca", conservando, tuttavia, proprie peculiarità nelle discipline di indirizzo.
In tale contesto si conta di pervenire al superamento della frammentazione dei progetti in atto su tutto il territorio nazionale del settore artistico, al fine anche di generalizzare i risultati già conseguiti.
A questo scopo si segnala la necessità che gli istituti interessati trasmettano direttamente anche all'Ispettorato per l'istruzione artistica copia dei progetti presentati ai Provveditorati agli studi ed IRRSAE competenti, ai sensi della presente circolare.
Si richiama, inoltre, l'attenzione degli uffici scolastici provinciali affinché, nell'applicazione delle disposizioni contenute nel D.I. sulla formazione delle classi, valutino opportunamente le
specifiche esigenze di ammodernamento degli istituti di istruzione artistica che richiedano un potenziamento del numero dei corsi sperimentali.
6. Modalità e termini di presentazione dei progetti
Le presenti istruzioni sono dirette a conseguire maggiore uniformità e tempestività nella valutazione e nelle verifiche dei progetti per avviare un processo di linearità didattica e amministrativa che consenta di presentare, se possibile entro il termine delle preiscrizioni e comunque in tempo debito per le iscrizioni, tutte le innovazioni offerte dalle scuole, affinché studenti e genitori possano operare le scelte più significative ed opportune sulla base di una più compiuta informazione.
In tal quadro, le autorizzazioni riferite sia ai nuovi progetti, sia ai rinnovi con o senza modifica, vanno disposte in tempo utile anche per la gestione delle relative situazioni di organico, nel contesto della sequenza logico-temporale relativa alla mobilità territoriale e professionale del personale della scuola.
Per l'anno scolastico 1994/95, le richieste di nuove sperimentazioni o di modifica dei progetti già autorizzati devono essere inviate dai capi d'istituto, entro il 30 novembre 1993 e, a mezzo di raccomandata, all'IRRSAE competente per territorio e, in duplice copia, al Provveditorato agli studi.
Tale termine, avendo lo scopo - come si è detto - di disciplinare l'attività amministrativa in vista al soddisfacimento di interessi pubblici preminenti, è di carattere perentorio e non meramente organizzativo; non si tiene, pertanto, conto di tutti quei progetti che risultano spediti dopo la succitata scadenza o di quelli che siano stati comunque inoltrati con modalità diverse da quelle sopraindicate in via esclusiva. Lo stesso dicasi per le eventuali documentazioni integrative.
Nel caso degli istituti di istruzione professionale e artistica copia della richiesta deve essere inviata direttamente anche alla Direzione generale od Ispettorato competenti, come indicato nei rispettivi paragrafi specifici.
Per agevolare l'esame delle richieste si suggerisce il loro inserimento nel seguente ambito classificatorio:
1) Nuovo progetto (progetto da attuare per la prima volta oppure progetto ripresentato dopo interruzione oppure progetto autorizzato e mai attuato).
2) Rinnovo con modifiche (riproposizione con modifiche ovvero prosecuzione con modifiche di un progetto già in atto). In questo caso è indispensabile che sia esplicitato se le modifiche riguardino solo il nuovo ciclo che deve iniziare nell'anno di riferimento oppure se esse vadano a incidere sulla sperimentazione in corso nei cicli già avviati.
3) Rinnovo senza modifiche (si intende con questa espressione la riproduzione della sperimentazione in un nuovo ciclo).
Le richieste, sub 1), 2) e 3) devono essere corredate dalla seguente documentazione:
a) il progetto contenente tutti gli elementi di cui all'art. 3 del D.P.R. 419/1974 come di seguito indicati:
- la formulazione scientifica dell'ipotesi di lavoro;
- la individuazione degli strumenti e la descrizione delle condizioni organizzative;
- il preventivo di spesa;
- la descrizione dei procedimenti metodologici nelle varie fasi della sperimentazione;
- le modalità di verifica dei risultati e della loro pubblicizzazione;
b) copia integrale della delibera del collegio dei docenti da cui risultino sia la discussione avvenuta con le relative argomentazioni, sia le modalità di approvazione della proposta (all'unanimità o a maggioranza);
c) copia integrale della delibera del consiglio di istituto da cui risultino le medesime indicazioni di cui al punto b);
d) la relazione del preside.
Per le richieste di rinnovo e/o di prosecuzione con modifiche, oltre agli elementi sopra indicati, le scuole devono far conoscere altresì
- la valutazione dell'andamento e dei risultati della sperimentazione anche sulla base delle indicazioni degli organi della scuola interessati;
- ogni altro elemento idoneo a fornire una puntuale valutazione delle esperienze in atto;
- le motivazioni scientifico-didattiche delle eventuali modifiche che si propongono;
- la descrizione analitica delle variazioni proposte con esplicito raffronto tra il piano di studi in atto e quello che si intende attuare;
- gli anni di corso cui si riferiscono le eventuali modifiche.
Limitatamente ai progetti coordinati a livello nazionale, si fa presente quanto segue:
1) i rinnovi senza modifiche sono da considerare implicitamente autorizzati previa apposita delibera da parte degli organi scolastici competenti; ne consegue che le scuole sono esonerate dall'obbligo della relativa richiesta essendo sufficiente la trasmissione di copia delle delibere degli organi collegiali ai Provveditorati agli studi;
2) riguardo alle nuove richieste, limitatamente agli adempimenti di cui al precedente punto a), è sufficiente la menzione del progetto che si intende adottare.
Gli IRRSAE inviano, per ciascun progetto, entro un mese dalla scadenza dei termini come sopra prefissati, sia alla Direzione generale o Ispettorato competenti, sia ai Provveditorati agli studi il proprio motivato parere tecnico, previsto dal IV comma dell'art. 3 del precitato D.P.R. n. 419 del 1974; decorso inutilmente tale termine, l'amministrazione si riserva di applicare le disposizioni di cui all'art. 16, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
7. Adempimenti dei provveditori agli studi
I provveditori agli studi, sentiti i Consigli scolastici provinciali, predispongono, entro il limite delle classi sperimentali autorizzabili in base al D.I. che disciplina la materia, un piano complessivo di proposte. Il piano deve essere impostato secondo i seguenti criteri:
a) la necessità di una equilibrata e articolata presenza della sperimentazione in ciascun ordine di studi sulla base della consistenza delle relative classi previsionalmente determinabile;
b) la priorità di diffusione dei progetti coordinati;
c) la localizzazione delle varie tipologie di sperimentazioni da attivare;
d) la coerenza degli indirizzi sperimentali con il tipo di istituto presso il quale se ne richiede l'introduzione, con specifico riferimento alla corrispondenza del titolo finale di studio;
e) l'esigenza di riequilibrare le iniziative sperimentali nelle aree in svantaggio di sviluppo.
Il piano deve, inoltre, assicurare in primo luogo la conclusione dei cicli formativi avviati, quindi tener presenti le richieste di rinnovo e successivamente quelle di avvio di nuovi cicli, in adesione ai progetti coordinati a livello nazionale. Con l'occasione si puntualizza che il rinnovo senza modifiche delle sperimentazioni autorizzate nei decorsi anni viene implicitamente accordato soltanto per i progetti "coordinati" previsti dalla presente circolare, purché muniti di favorevoli delibere degli organi collegiali e ferma restando comunque l'esistenza di tutte le condizioni sopraindicate, prima fra tutte quella della compatibilità con le percentuali di incremento di organico consentite.
Il piano di proposte complessive dei provveditori agli studi, corredato, per ciascuna Direzione generale o Ispettorato, da copia dei soli progetti di rispettiva competenza, deve essere inviato agli uffici interessati unitamente a copia delle delibere concernenti i rinnovi senza modifiche, entro il 31 gennaio 1994.
Con l'occasione si richiama l'attenzione dei provveditori agli studi sull'esigenza che i modelli organizzativi della didattica, presenti nelle richieste, prevedano la durata dell'ora di lezione pari a 60 minuti, senza possibilità di deroga, se non in presenza delle medesime condizioni previste per i corsi ordinari dalla C.M. n. 243 del 22 settembre 1979, rispetto alle quali, ad ogni buon fine, deve sussistere un esplicito provvedimento autorizzativo. Eventuali modelli con una diversa articolazione degli orari di lezione devono essere caso per caso, espressamente autorizzati.
8. Attuazione dei progetti sperimentali
I singoli uffici centrali, in relazione ai settori di competenza, danno comunicazione delle autorizzazioni accordate ai provveditori agli studi.
La concreta attuazione delle iniziative può aver luogo solo dopo che i provveditori medesimi abbiano contrastato l'esistenza delle condizioni contenute nel citato D.I. sulla formazione delle classi e ne abbiano dato apposita comunicazione alle scuole interessate.
Nella fase di avvio delle sperimentazioni autorizzate, i capi d'istituto devono accertare l'esistenza delle seguenti condizioni:
- la presenza del numero di allievi previsto per i corrispondenti corsi ordinari;
- l'acquisizione della dichiarazione scritta, da parte dei docenti, a norma dell'art. 6 dell'O.M. 17 aprile 1986 n. 110, di competenza e di disponibilità ad impegnarsi nell'attività sperimentale.
Non è consentita l'effettuazione di co-presenze di docenti, che concorrano alla formazione dell'orario di cattedra, se non esplicitamente autorizzate.
Per gli insegnamenti oggetto di sperimentazione debbono essere costituite cattedre-orario secondo ipotesi decrescenti dalle 18 alle 14 ore, secondo quanto disposto dall'O.M. n. 78 del 23 marzo 1993; la concreta articolazione dell'orario di cattedra deve, in ogni caso, ricercare l'ottimale raggruppamento delle ore di insegnamento, secondo ipotesi decrescenti dalle 18 alle 14 ore. In proposito si segnala che essa preclude all'amministrazione stessa la possibilità di autorizzare il rinnovo senza modifiche per quegli impianti curricolari modulati nel passato in base al criterio-guida di comporre numerose cattedre assestate a sole 14 ore.
I capi d'istituto sono tenuti a dare immediata comunicazione dell'eventuale mancato avvio della sperimentazione agli stessi uffici destinatari della domanda.
I provveditori agli studi, entro il 31 ottobre 1994, dovranno inviare alla Direzione generale o all'Ispettorato competenti l'elenco degli istituti interessati alla sperimentazione con l'indicazione, per ognuno di essi, dei progetti attuati, degli indirizzi attivati, del numero delle classi e degli alunni per ogni anno di corso. Il Servizio informativo fornisce le necessarie istruzioni per l'acquisizione e la trasmissione dei relativi dati.
La rilevanza che questo Ministero annette alle iniziative sperimentali e l'esigenza di pervenire ad un più elevato livello di coordinamento e di razionalizzazione della materia rendono auspicabile un maggiore coinvolgimento dei provveditori agli studi, oltre che nella fase di esame e di valutazione dei progetti, anche in quella di verifica e di valutazione dei risultati. Per garantire il necessario coordinamento è prevista l'organizzazione di apposite conferenze di servizio ai vari livelli territoriali. I provveditori agli studi sono chiamati, attraverso l'azione tecnico-ispettiva, ad offrire alle istituzioni scolastiche interessate il necessario supporto di assistenza e di vigilanza sull'attuazione dei singoli progetti sperimentali e sull'osservanza delle disposizioni sopra richiamate.
Si pregano le SS.LL. di dare la massima diffusione alla presente circolare.