Source: http://www.slc-cgil-catania.com/2011_01_01_archive.html
Timestamp: 2014-03-11 10:53:43+00:00
Document Index: 166467255

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 42', 'art. 6', 'art. 30']

01/01/2011 - 02/01/2011 ~ Slc Cgil Catania
Rappresentanza: CGIL, testo Odg approvato oggi dal Comitato Direttivo
Congresso Cgil 2014
Cassazione: lavoratore ha diritto a chiedere il trasferimento per assistere il familiare disabile
Dopo Mirafiori e Pomigliano: quali regole della rappresentanza sindacale
a cura del Prof. Luigi MariucciSono molti gli aspetti problematici dell’accordo Fiat di Mirafiori, anche sul piano della stretta legittimità. Non intendo qui svolgere una analisi sistematica del testo. In via generale mi limito a dire che condivido largamente le opinioni critiche formulate da molti interventi (Cfr. in particolare Vincenzo Bavaro, “Dall’”archetipo” al “prototipo” nella vicenda FIAT”, in Diario del lavoro, 2011; qualche iniziale osservazione ho svolto nel mio intervento pubblicato nel Il fatto quotidiano del 27 dicembre 2010 e in forma più estesa col titolo “Perché il modello proposto dalla FIAT va respinto” in www.pietroichino.it). Ma su un punto specifico, e in verità il più rilevante sul piano sistemico, ritengo necessario svolgere alcune considerazioni anche per contrastare una vulgata che sta prendendo piede, tra i colti e gli incliti, sul disinvolto ricorso a ipotetici interventi di legge diretti, a loro dire, a sanare l’aspetto più macroscopico della vicenda: l’abolizione della rappresentanza elettiva dei lavoratori alla FIAT e la conseguente esclusione della FIOM CGIL dai diritti sindacali in azienda.Il punto è in effetti cruciale, sotto molti aspetti. Per un verso ha un carattere sismico rispetto all’intero sistema delle relazioni industriali. Certamente appare poco realistica l’idea di generalizzare il modello Fiat all’universo delle aziende meccaniche, dato che la FIOM CGIL in molte realtà (come l’Emilia-Romagna) non solo è il sindacato largamente maggioritario anche in termini di soli iscritti ma costituisce un protagonista indiscusso delle relazioni contrattuali. In larga parte del tessuto industriale italiano insomma appare impraticabile l’idea di espellere la FIOM dalle aziende. In questo senso la vicenda FIAT costituisce sicuramente una anomalia: dato che si tratta di una impresa multinazionale, che a dispetto del suo logo sembra avere uno scarso tasso di italianità, monopolistica sul piano produttivo ma minoritaria nelle vendite sul mercato interno.
BT ITALIA: CONTRO L’ARROGANZA DI BT: VERTENZE COLLETTIVE E NUOVA GIORNATA DI MOBILITAZIONE.
COMUNICATO SINDACALE DIFENDIAMO IL LAVORO DI TUTTI ! Dopo che l’azienda si è rifiutata ufficialmente di presentarsi all’incontro fissato dal Ministero dello Sviluppo ai primi di Dicembre e soprattutto dopo aver appreso che – nonostante una “fantomatica” e poco credibile messa in cassa integrazione di decine di lavoratori per “riorganizzazione” – BT Italia ci risulta abbia proceduto ad effettuare nuove assunzioni in violazione, a nostro parere, della legge e di un minimo di moralità (potendo riconvertire diversi colleghi su quelle posizioni), come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, e UILCOM-UIL ribadiamo che: 1) la richiesta di cassa integrazione per riorganizzazione è una “farsa” avendo l’azienda stessa dichiarato esplicitamente ai tavoli che si tratta di esuberi strutturali, i primi di una serie, e non di una “riorganizzazione”; 2) non vi sono per noi le condizioni di fatto e di diritto per accettare il piano di riorganizzazione dell’azienda e relativa cassa integrazione, in quanto fumosi per non dire “assenti” i necessari nuovi investimenti per il rilancio di BT Italia, così come assenti sono i piani formativi volti a riconvertire su figure professionali realmente spendibili nel perimetro aziendale; 3) non è chiara la strategia di BT per rimane sul mercato italiano, se non come mero server di servizi e assistenza sempre più “virtualizzata”. CONTINUA A LEGGERE...
Riflessioni primi due commi art. 6 L. 604/1966 dopo novella collegato lavoro
Antonio Dibitonto - Laura PetriniCattedra di diritto del Lavoro della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di TeramoLa legge N° 183 del 2010 (collegato lavoro), entrata in vigore il 24.11.2010, ha modificato i primi due commi dell’art. 6 della legge N° 604 del 1966 nei seguenti termini: Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anch’essa in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso.L’impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di duecentosettanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilità di produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso. Qualora la conciliazione o l’arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l’accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo.È evidente, dall’esame letterale della norma, che la novella, per ciò che riguarda il primo comma, non ha sostanzialmente mutato il modo ed i termini per impugnare: “qualsiasi atto scritto” nel termine di 60 giorni “dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anch’essa in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale”. Per inciso, sui termini per impugnare, la Cassazione Sezioni Unite, con la pronunzia N° 8830 del 14.04.2010, aveva stigmatizzato un precedente orientamento affermando cheAbsit iniuria verbis ma la posizione, ad avviso degli scriventi, non può essere condivisa in quanto il testo normativo prima della novella del collegato, allorché stabiliva che: Il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore … affermava la necessità di certezza sulla “stabilità” dei risultati dell’atto espulsivo! È impensabile, infatti, che la situazione di incertezza sul consolidarsi dell’effetto espulsivo del licenziamento si dovesse stabilizzare solo dopo cinque anni. E tutto ciò a tacere di quei licenziamenti nulli per i quali il termine di prescrizione non opera).
CGIL, finalmente il decreto su lavori usuranti.
“Riteniamo positivo che finalmente il governo prende atto che i lavori non sono tutti uguali, e che l’applicazione dell’anticipo per l’andata in pensione per coloro che svolgono lavori particolarmente faticosi e pesanti”, ha dichiarato oggi (28 gennaio) Vera Lamonica, Segretaria confederale della CGIL a proposito del decreto sui lavori usuranti, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, del quale ancora non si conosce il testo, perciò spiega Lamonica “la CGIL attende di conoscere le norme che vengono proposte per dare un giudizio di merito”. La dirigente sindacale considera il varo del decreto “un atto dovuto” che, sottolinea “attendiamo da anni, per il quale ci siamo battuti, e sul quale si era, con il precedente governo, raggiunto un difficile punto di equilibrio”. La sindacalista ricorda come l’interruzione della legislatura provocò la caduta di quel provvedimento e “oggi, nel riprenderlo – prosegue Lamonica -, è necessario un vero confronto con le parti sociali” per consentire un’applicazione a tutte le fattispecie di lavoratori che hanno diritto, e per impedire – spiega - che spinte, che vengono da più parti, possano peggiorare il testo precedentemente proposto che aveva già notevoli punti di sofferenza”. Vera Lamonica precisa infine che CGIL, CISL e UIL hanno unitariamente già inviato al governo osservazioni e proposte che, se accolte, possono rispondere positivamente ad una platea significativa di lavoratori. Quelle stesse osservazione saranno ora riproposte alle Commissioni parlamentari.NOTA DI REDAZIONE:Vera Lamonica è nata a Lamezia Terme nel 1956. Inizia la sua attività sindacale nel 1978 nella Federbraccianti, organizzando i lavoratori e le lavoratrici agricole durante il periodo caldo delle lotte bracciantili. Passa dalla categoria zonale a quella provinciale di Catanzaro fino a quella regionale. Nel 1987 entra nella struttura confederale della CGIL regionale Calabria dove segue il Dipartimento mercato del lavoro ed organizza le Leghe dei disoccupati. Nel 1993 viene eletta nella Segreteria regionale della Funzione Pubblica calabrese, con la delega alla sanità, fino al 1997 quando viene diventa segretaria generale della stessa Funzione Pubblica. Ricopre questo incarico fino al 2000, quando viene chiamata nella Segreteria regionale della CGIL Calabria con delega alla pubblica amministrazione ed al mercato del lavoro. Nel luglio del 2006 diventa la prima Segretaria generale donna della CGIL Calabria. Eletta in Segreteria confederale il 16 Giugno 2008 assume la responsabilità di:* Legalità e sicurezza* Politiche delle riforme istituzionali e del federalismo * Politiche di coesione economica e sociale del Mezzogiorno
Assemblee Lavoratori 187.1 di Catania
Le scriventi OO.SS. con la presente indicono le assemblee dei lavoratori Telecom del 187.1 di via Mons. Dom. Orlando n.10 Catania così articolate: 01/02/2011 Intero Reparto dalle ore 10.00 alle ore 12.00 L’o.d.g. delle assemblee sarà il seguente: 1. Organizzazione del lavoro e Carichi di Lavoro 2. Fruizione FE, EF e permessi Mamma e Papà 3. Controllo a distanza 4. Varie ed eventuali Le assemblee si svolgeranno presso i locali mensa. La presente vale come richiesta locali
Almaviva Verbale incontro per ALICOS 26 - 01 - 2011
LEGGI E SCARICA IL VERBALE PER ALICOS DEL 26 - GENNAIO - 2011Almaviva Alicos AlitaliaPosted On gennaio 2011 at il gennaio, 2011 by Salvo MoschettoRicordo a tutti quanti che il 3 maggio u.s. abbiamo lanciato, unitariamente, l'allarme per il destino dei call center in outsourcing in cui l'occupazione è a forte rischio a causa dell'innalzamento progressivo del costo del lavoro e per le politiche di delocalizzazione (soprattutto all'estero).Queste ultime vengono implicitamente sollecitate dalle grandi committenti del settore molte delle quali operano nel nostro paese grazie a tutta una serie di concessioni governative.Ci preoccupò in particolare, nel momento in cui inviammo la lettera di cui in allegato, ciò che stava avvenendo all'interno della tanto declamata "italianissima" Alitalia in quanto quest'ultima aveva dirottato quote importanti del proprio traffico telefonico verso un outsourcer (Teleperformance) che a sua volta trasferiva rilevanti quota di tale commessa all'estero. Da allora nessuno dei destinatari della nostra comunicazione si è sentito in dovere di chiedere chiarimenti a chicchessia ne di intervenire sulla materia nonostante l'elevato numero degli addetti che operano su tale commessa.Giovanni PistorioCoordinatore Generale RegionaleSLC CGIL SiciliaLeggi il documemto Sicilia - Italia - Alitalia...
Convocazione R.L.S. del 11/02/2011, Regione Sicilia.
Vi informiamo che il giorno 11 febbraio 2011 a partire dalle ore 10,00, presso la sala riunioni n°9 del 1° piano della sede di Palermo/DR6 via Ugo La Malfa n° 99, si terrà la riunione da voi richiesta. Gli argomenti che saranno trattati sono i seguenti: * Approfondimento Valutazione Stress lavoro correlato * Progetto Long Term * Aggiornamento attività operative sugli immobili di Palermo * Analisi Infortuni della regione Sicilia del 2010 * Aggiornamento piano di sostituzione auto sociali * Varie Per l’intera durata dei lavori gli RLS saranno considerati in servizio. Cordiali Saluti Natale Lanzuise
Telecom Italia: SLC-CGIL “Oltre 2500 domande per accedere a università. Con accordo sindacale, tutte saranno accolte”.
“Alla luce della positiva accoglienza da parte di migliaia di lavoratori di Telecom Italia e SSC del progetto universitario concordato tra sindacato e azienda (ben 600 corsi di laurea messi a disposizione dall’azienda ai propri dipendenti, con priorità a chi era maggiormente in solidarietà), pochi giorni fa è stato sottoscritto un accordo sindacale che prevede che tutte le domande avanzate dai lavoratori saranno accolte”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato in Telecom Italia. “Circa duemila e cinquecento lavoratori potranno così iscriversi all’università, secondo un’idea di valorizzazione dei lavoratori, della loro voglia di crescere in termini culturali e professionali che, ci auguriamo, segni un modello anche per tante altre aziende. Ovviamente -anche se ne siamo già certi - l’invito che rivolgiamo ai lavoratori è quello di impegnarsi al massimo per non perdere questa importante occasione”. “Anzi – continua Genovesi – ci auguriamo che dopo Telecom Italia e SSC anche per i lavoratori di altre aziende del gruppo Telecom Italia possa aprirsi questa possibilità”. “Ovviamente lo spirito di questa ultima intesa si inserisce nel quadro degli accordi sottoscritti il 4 Agosto e poi nel mese di Ottobre, consapevoli però che molto rimane ancora da fare. Occorrono progetti concreti per le reinternalizzazioni di attività pregiate in ambito customer, sales, infrastrutture, rete ed informatica. Occorre accelerare con la riduzione di consulenti esterni in SSC e con nuovi bandi che diano concretezza ulteriore agli accordi sottoscritti. Su questo i prossimi appuntamenti saranno importanti. Non vorremo infatti che – anche mediaticamente – pur lodando l’importante iniziativa messa in campo a partire dai massimi vertici di Telecom Italia, ci si dimenticasse che siamo tutti impegnati in una sfida ben più importante – riconvertire ben 1100 lavoratori e riqualificarne altre migliaia – per dare un futuro a tutti i dipendenti del gruppo”.
Unità d’Italia, è ufficiale: il 17 marzo sarà festa nazionale
E’ ufficiale il 17 marzo 2011 sarà festa nazionale per l’Italia. Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha annunciato che per festeggiare il 150esimo anno dell’Unità d’Italia scuole e uffici pubblici saranno chiusi. Sarà una giornata di riposo a seguito dei festeggiamenti che si terranno la notte del tricolore tra il 16 e il 17 marzo. ”La legge ha stabilito che il 17 marzo 2011 sarà festa quindi non si andrà a scuola e non si andrà neanche negli uffici pubblici”, afferma il sottosegretario a seguito della conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi. Sarà festa solo per quest’anno, per ricordare i 150 anni passati da quanto Vittorio Emanuele II assumeva il titolo di Re d’Italia. La scelta del 17 marzo è stata anche dettata considerando che quest’anno il 25 aprile, il giorno della liberazione, coincide con il lunedì dell’Angelo, la festività meglio conosciuta come Pasquetta. Inoltre, il primo maggio cade di domenica e per quel giorno è anche prevista la beatificazione di Papa Wojtyla. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato la direttiva che verrà inviata a tutti i prefetti e una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale avrà anche effetto civile. I preparativi per festeggiare i 150 anni di Unità incominceranno a marzo con il 17, poi dal 18 al 22 verranno celebrate le cinque giornate di Milano, il 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica saranno attesi i capi di Stato di governi stranieri ed infine il 4 novembre si festeggerà la Giornata delle Forze Armate e dell’unità nazionale, data in cui ricorre la vittoria dell’Italia dopo la prima guerra mondiale: un percorso di celebrazione nazionale che attraversa un secolo e mezzo di unione.
TELECOM: ANCORA UN INCIDENTE MORTALE SUL LAVORO
COMUNICATOMartedì scorso, in un incidente sul lavoro a Piazza Armerina (EN) ha perso la vita Roberto Fazzi 49 anni, assistente Telecom Italia, mentre si recava ad un sopralluogo tecnico. Nell’immediatezza della tragedia e in un momento di grande dolore, Segreterie Regionali, RSU e R.L.S. esprimono, anche a nome di tutti i lavoratori, il più sentito e profondo cordoglio ai familiari di Roberto ed auspicano che, attraverso la rapida conclusione della perizia tecnica, possa essere fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente. I RLS, convinti che, in termini di sicurezza sul lavoro, non si fa mai abbastanza, nel primo incontro di ieri con il RSPPA Sud (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ambientale), hanno acquisito le prime informazioni inerenti l’incidente, al fine di accertare e stimare il rispetto di tutte le norme sulla sicurezza, riservandosi una corrette e completa valutazione, non appena saranno acquisiti gli elementi peritali mancanti, al fine di intraprendere eventuali atti formali a tutela di tutti i lavoratori. L’attività di chi per ruolo opera all’esterno, rappresenta la più esposta a gravi incidenti sul lavoro nell’ambito delle TLC, come i diversi eventi, spesso anche mortali, dimostrano negli ultimi anni e che hanno coinvolto sia lavoratori di Telecom, che lavoratori delle numerose ditte appaltatrici e subappaltatrici, operanti nel settore per conto di Telecom Italia. In tale contesto poi, la sequenza d’incidenti sul lavoro accaduti sempre negli ultimi anni, indica la nostra area territoriale di particolare criticità operativa, in cui risultano ancora insufficienti gli interventi organizzativi e d’impiego del fattore umano, reso operativo dall’azienda. Le Segreterie Regionali, RSU e i RLS, auspicano altresì, che Telecom non si limiti prossimamente ad attribuire a mera fatalità l’errore umano, come causa di questa nuova tragedia e pertanto chiedono un tavolo urgente per discutere gli effetti che l’organizzazione del lavoro, produce in materia di sicurezza, che, per quanto ci riguarda, deve essere sempre al centro di ogni processo aziendale. Le Segreterie Regionali e le RSU valuteranno le iniziative necessarie per realizzare una concreta solidarietà nei confronti della famiglia di Roberto Fazzi, con l’auspicabile e concreto coinvolgimento dell’Azienda. Segreterie Regionali, RSU e RLS Sicilia SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL NOTA DI REDAZIONE:Nella foto Davide Foti, RLS/RSU Nazionale, della Slc Cgil Catania.
Telecom Italia: Riorganizzazione attività di appalto su manutenzione infrastrutture
Il giorno 26 Gennaio si sono incontrate le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL con i rappresentanti di Telecom Italia in merito al progetto di rimodulazione delle attività di conduzione, manutenzione ed adeguamento degli impianti tecnologici delle infrastrutture edili. L’incontro informativo era stato chiesto ed ottenuto in sede di ultimo Coordinamento Nazionale delle RSU appena il progetto sarebbe stato definito, in quanto diverse voci indicavano un’uscita di ulteriori volumi complessivi di lavoro nel settore delle technical infrastructure. Progetto che, se confermato in quelle linee, avrebbe rappresentato una violazione degli accordi sindacati sottoscritti il 4 agosto e il 21 ottobre. Durante l’incontro è emerso che: 1) Telecom Italia intende ridurre gli attuali fornitori esterni dalle attuali 130 imprese (di cui molte anche piccole e piccolissime) a circa 20 grandi soggetti radicati sui diversi ambiti (lotti) territoriali, rendendo così più trasparente la filiera e soprattutto efficaci gli interventi; CONTINUA A LEGGERE...
EMILIO MICELI (SLC/CGIL): L'AUTHORITY SERVE ANCHE A POSTE ITALIANE
SLC CGIL NAZIONALECondividiamo assolutamente le posizioni espresse dalle autorità di vigilanza sulla scelta sbagliata del governo circa il ricorso ad un’agenzia e non ad un’authority indipendente di regolazione dei servizi postali. Serve a tutti: cittadini, operatori.Ma serve soprattutto a Poste Italiane misurarsi sul mercato, sviluppando sempre più la propria capacità di offrire prodotti di qualità e soprattutto per entrare definitivamente in una logica di competitività che non è solo ormai nazionale, ma internazionale.Se non ci si misura fino in fondo sul mercato interno non ci si abitua a competere sui mercati internazionali.
INPS: NIdiL CGIL, sciopero nazionale e manifestazione nazionale dei somministrati giovedì 27 gennaio
100 milioni di euro di risparmio per ciascuno dei prossimi tre anni. È quanto lo stato risparmierà dalla mannaia fatta cadere sul lavoro pubblico flessibile (a tempo determinato, in somministrazione, parasubordinato, ecc.) con la manovra di bilancio dello scorso luglio (legge 122/2010). 100 milioni sono pari allo 0,83% dell’intera manovra per il 2011 (pari complessivamente a 12.053 milioni di euro), allo 0,4% dell’intera manovra per il 2012 e per il 2013 (pari rispettivamente a 24.982 e 24.979 milioni di euro).IL CASO INPSLa vicenda socialmente più grave dal punto di vista numerico è quella specifica che riguarda i lavoratori dell'Inps, ad oggi quasi 1800 persone, la maggioranza delle quali da diversi anni occupati nelle sedi dell'Istituto di tutta Italia con contratti di somministrazione attraverso varie agenzie per il lavoro. Questi lavoratori sono spesso adibiti negli uffici dell'Inps a funzioni ordinarie e strutturali di lavoro, tanto che la loro mancata presenza non potrà far altro che rallentare, quando non sospendere, l'iter di pratiche pensionistiche e sociali di competenza dell'Istituto.
La Slc Cgil Catania è vicina ed esprime tutto il suo cordoglio ai familiari di Roberto Fazi, dipendente Telecom Italia.
Piazza Armerina. Ha perso la vita Roberto Fazi, 50 anni di Enna, dipendente Telecom che era a bordo di una Fiat “Panda” della società telefonica, scontrandosi frontalmente con una Fiat “Multipla” che viaggiava sulla corsia opposta, alle 9,30 di questa mattina, alle porte dello svincolo Nord della città dei mosaici. Il conducente Giuseppe Salvatore Nisi, 57 anni di Niscemi, è rimasto ferito in modo non grave ed è stato trasportato all’ospedale di Piazza Armerina, dove gli sono stati riscontrate escoriazioni al volto e trauma ad una gamba. Il tecnico Telecom è deceduto sul colpo. Continua...
Vodafone in risposta al comunicato stampa Slc Cgil su esternalizzazione
Desidero mettere a fattore comune la nostra risposta al comunicato diffuso dalla SLC-CGIL agli organi di stampa lo scorso 19 gennaio. Tale comunicato oggi e' stato circolato anche attraverso i canali aziendali. Coerentemente vi riportiamo la nostra stessa posizione:''Vodafone: Investe e crea valore in ItaliaVodafone Italia ritiene pretestuose le dichiarazioni e precisa quanto segue: - Vodafone Italia e’ una azienda che dalla sua nascita ha investito nel Paese 15 miliardi di euro (incluse le licenze) e continua ad investire un miliardo ogni anno - Conta su 8.000 persone in Italia, di cui 3000 professionisti che lavorano in 8 centri di competenza di Vodafone che si occupano del servizio al Cliente, e con un indotto di altre 7000 persone in Italia presso diversi partner che lavorano per Vodafone sulla gestione del Cliente - Nel solo 2010 Vodafone ha creato circa 1000 nuovi posti di lavoro in virtu’ del successo delle attivita’ commerciali e dei servizi al Cliente- Alcuni partner, nell’ambito della loro autonomia imprenditoriale, gestiscono all’estero attivita’ marginali assolutamente irrilevanti rispetto all’investimento complessivo nel servizio al Cliente da parte di Vodafone, nel pieno rispetto delle leggi italiane e degli standard aziendali in materia di privacy di cui Vodafone rimane garante. La SLC CGIL di Catania nel merito sottolinea che: Attraverso tale comunicato Vodafone non ha affatto smentito di avere iniziato un processo di delocalizzazione delle proprie attività di servizio al cliente verso l'estero utilizzando, a tal proposito, partener disposti a tutto;- l'Albania è uno Stato sovrano e ci pare ovvio, quindi, che in Albania esistono Leggi , norme e tutele diverse rispetto a quelle vigenti in Italia. Il Segretario Generale SLC CGIL Catania Giovanni Pistorio
Vodafone, Comunicato stampa: Slc Cgil" Azienda smentisce progetto di delocalizzazione in Albania e Romania"
“Sempre di più i responsabili delle attività di customer care di Vodafone Italia vanno dichiarando esplicitamente ai propri dipendenti che l’azienda ha avviato un progetto di delocalizzazione delle attività a minor valore verso call center rumeni e albanesi, in particolare l’assistenza telefonica di front end. Inoltre a noi ci risulta che, già da mesi, Vodafone direttamente, o tramite i propri outsourcer italiani, ha delocalizzato parte delle attività di back office, cioè le pratiche amministrative. Vodafone deve fare chiarezza e dichiarare quello che realmente intende fare, assumendosi tutte le proprie responsabilità”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il principale sindacato del settore.“Ci troviamo di fronte ad un’azienda dagli utili stratosferici, che sta distruggendo lavoro nel nostro Paese con evidenti rischi anche sul piano della tutela della privacy. Chi controlla infatti il corretto utilizzo dei dati sensibili, dal traffico telefonico alle coordinate bancarie di milioni di clienti italiani? Cosa impedisce che anche i clienti Vodafone non finiscano nel traffico illegale internazionale di dati?”.“Da più di un anno come SLC-CGIL denunciamo quanto la delocalizzazione delle attività di call center da parte di Vodafone, Wind, SKY, H3G, Telecom, Alitalia, ecc. stia distruggendo migliaia di posti lavoro nel nostro Paese, alimentando una forma di dumping perversa che fa della competizione sul costo e non della qualità la bussola per erogare servizi ai clienti TLC”.“Confindustria, Governo e le diverse grandi aziende – conclude SLC-CGIL – non possono continuare a far finta di nulla, di fronte magari a pochi milioni di euro di risparmio su bilanci multimiliardari che si traducono però in disoccupazione o ricorso agli ammortizzatori sociali per migliaia di ragazze e ragazzi”.
Telecom HRS: Comunicato unitario del 24 Gennaio 2011
COMUNICATO In questi giorni Telecom Italia ha avviato del colloqui nei confronti del personale Telecom attualmente distaccato in HRS, al quale viene proposto di scegliere al termine dei 3 mesi di distacco se rimanere in HRS o rientrare nel ciclo produttivo di Telecom Italia. A riguardo di quanto sopra SLC-FISTel-UILCOM ritengono che la scelta dei lavoratori in questione debba poter essere fatta con serenità ed attenzione, in particolare avendo la massima conoscenza di tutte le eventuali garanzie rispetto a gli scenari complessivi delle aziende stesse. Per questi motivi chiediamo a Telecom Italia di sospendere immediatamente i colloqui in questione in attesa di un confronto con il sindacato che possa consentire una corretta informazione ai lavoratori interessati, ai quali nel frattempo consigliamo di non dare risposte definitive. Le OO.SS. presteranno la massima attenzione nella gestione di tale processo ricordando all’azienda che bisognerà al più presto aprire un confronto su normativa, contrattazione di 2° livello e garanzia occupazionale per i lavoratori che scelgano di aderire alla nuova opportunità lavorativa. Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Privacy in Azienda: La protezione dei dati sensibili
Nell’attuale società dell’informazione è necessario conoscere la regolamentazione che governa l’utilizzo in azienda dei dati personali di dipendenti, di clienti e di fornitori. La pubblicazione del "Codice in materia di protezione dei dati personali" impone una rivisitazione dei principali adempimenti di legge. Il nuovo codice, infatti, non solo accorpa tutti i precedenti provvedimenti legislativi, ma rappresenta anche una significativa integrazione ai testi vigenti sulle misure minime di sicurezza nel trattamento dei dati, sia in formato cartaceo, sia in formato elettronico. LEGGI DISCIPLINARE TECNICO IN MATERIA DI MISURE MINIME DI SICUREZZA...
Produzione Culturale - Emendamenti " mille proroghe"
PROROGA ANNULLAMENTO COMPENSI PER LA PARTECIPAZIONE AGLI ORGANI COLLEGIALIDopo il comma 4 aggiungere i seguenti:"4-bis. Al comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole "A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti "A decorrere dal 1º gennaio 2012".4-ter. Al comma 11, lettera a), dell'articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: "0,30 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "0,25 per cento"."VITA, A.S. 2518EmendamentoArt. 2EMENDAMENTO FEDERCULTUREPROROGA RIDUZIONE NUMERO COMPONENTI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLOIl decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 ha previsto un limite al numero di componenti degli organi di amministrazione e di controllo di tutti gli enti pubblici e di tutti gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato.Dopo il comma 4 aggiungere i seguenti:"4-bis. All’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le parole "A decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti "A decorrere dal primo rinnovo successivo all’anno 2012".4-ter. Al comma 11, lettera a), dell'articolo 82 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: "0,30 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "0,27 per cento"."
Sicurezza sul posto di lavoro per i videoterminalisti
La postazione di lavoroIl rischio professionale nei call centersPostura e stress: eserciziLo stress da videoterminali: la rieducazione visivaGuida Inail: "Il lavoro al videoterminale"
Il datore di lavoro che costringe i lavoratori ad accettare trattamenti retributivi non adeguati alle prestazioni commette estorsione
"Integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato di lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell'offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni di lavoro contrarie alle leggi ed ai contratti collettivi". E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 1284 del 18 gennaio 2011; con la pronuncia la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro che riteneva non ravvisabili gli estremi del reato di estorsione mancando, a suo dire, l'elemento materiale della minaccia e, quindi, lo stato di soggezione delle parti offese. La Suprema Corte, ritenendo corretta ed adeguata la decisione dei giudici di merito, precisa che "la Corte territoriale non solo ha ben chiarito in punto di fatto che il contegno e le espressioni reiteratamente adoperate avevano un'indubbia e specifica valenza intimidatoria e coartativa, ma ha anche ribattuto all'obiezione secondo la quale le lavoratrici non potevano sentirsi minacciate atteso che si erano rivolte al giudice del lavoro ed al sindacato, osservando correttamente che 'per configurarsi il reato di estorsione è sufficiente che la minaccia sia tale da incutere una coercizione dell'altrui volontà ed a nulla rileva che si verifichi un'effettiva intimidazione del soggetto passivo' […] sicché diventa del tutto irrilevante che le parti offese, in seguito, si siano rivolte al giudice del lavoro per ottenere le proprie spettanze."
In presenza di una malattia professionale l'imprenditore è tenuto a provare di aver adottato, nel rispetto dell’art. 2087 c.c., "tutte le misure che, seconda la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro". E' quanto affermato dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 306 del 10 gennaio 2011 accogliendo il ricorso di un lavoratore che aveva visto accertare, dalla Corte d’Appello, la natura professionale della propria malattia ma non la domanda di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno morale. Alla base della decisione dei giudici di merito veniva posta l'omissione da parte del lavoratore di allegazione della documentazione relativa alla violazione delle misure di prevenzione idonee ad evitare il danno da parte del datore di lavoro e il fatto che l'articolo 2087 c.c. non prevede una responsabilità oggettiva e non può risolversi in un obbligo assoluto di rispettare ogni cautela possibile. I Giudici di legittimità ritengono la sentenza della Corte d'Appello non rispettosa del dettato normativo e la cassano con rinvio ad altra Corte d'Appello per una nuova valutazione di merito, alla luce del criterio di ripartizione dell'onere della prova in forza del quale "incombe sul lavoratore che lamenti di aver subito, a causa dell’attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la nocività dell’ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'uno e l'altro elemento, mentre grava sul datore di lavoro l'onere di provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo". (Data: 19/01/2011)
187.1- Telecom Catania: Comunicato ufficiale del 21 - Gennaio - 2011
COMUNICATORazionalizzazione, solidarietà, ristrutturazione, costi...... è veramente questo il problema di Telecom Italia o più diffusamente l'incapacità imprenditoriale a sostenere i progetti che come sempre viene strapagata dai lavoratori sacrificati nel nome del mantenimento dell' occupazione?E’ in questo terreno di coltura che, purtroppo, spesso proliferano micro-organismi che a cui si attribuiscono ruoli di responsabilità e la cui azione si caratterizza non per il buon senso e per la lungimiranza ma per l’organica inconsistenza.Quanto, a tal proposito, avviene presso il 187.1 di Catania è significativo ed emblematico.Presso tale struttura, infatti, nonostante le rappresentanze sindacali a più riprese abbiano tentato di interloquire ai diversi livelli di responsabilità, e ciò al fine di rasserenare l’ambiente, non passa giorno che l’interlocuzione non agisca facendo violenza alle regole e agli accordi già superiormente sanciti, e ciò a mezzo di atteggiamenti sterili volti a coercizzare mentalmente chi lavora.Chi detta i “tempi”, presso il 187.1 di Catania, quasi fosse il musico di una galera romana, lo fa lasciandosi guidare dal proprio umore che dovrebbe essere esplicitamente compreso, dalle masse operaie, in virtù dei cambi di tonalità vocale.
Teleperformance: l’azienda dia risposte chiare ai propri lavoratori
Il 19 gennaio è stata inoltrata al Ministero del Lavoro da SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL una richiesta di verifica sui contratti di solidarietà sottoscritti con Teleperformance. “Quando lo scorso 24 giugno firmammo con Teleperformance l’accordo che ritirava gli 847 esuberi dichiarati sulle tre sedi italiane (Roma, Fiumicino e Taranto) a fronte dell’introduzione dei contratti di solidarietà per l’intera platea dei lavoratori di TP, ponemmo come condizione irrinunciabile l’impegno dell’azienda a rafforzare i volumi di lavoro in Italia anziché continuare a portare attività nelle sedi albanesi – così recita una nota della Segreteria Nazionale della SLC-CGIL”. “Purtroppo a distanza di sei mesi dalla firma di quell’accordo dobbiamo constatare come l’azienda non stia dando quei segnali di discontinuità richiesti. Con centinaia di lavoratrici e lavoratori quotidianamente interessati dalla solidarietà, importanti commesse (Alitalia, Sky) continuano ad essere lavorate in maggioranza nelle sedi estere – così continua la nota della SLC-CGIL”. “Noi riteniamo che Teleperformance abbia il dovere, verso i propri dipendenti e verso la collettività, di dare risposte concrete alla crisi delle sedi italiane – conclude SLC-CGIL – Nel biennio 2008-2010, mentre le sedi italiane vedevano l’acuirsi della crisi sfociata nella dichiarazione di 847 esuberi, le sedi albanesi, nate per l’offerta off-shore per il mercato italiano, vedevano una crescita del 700% (passando da 100 postazioni di lavoro a più di 700). E’ tempo che Teleperformance smetta di essere fra le società in outsourcing che maggiormente fanno ricorso alle delocalizzazioni, alimentando così in tutto il settore la competizione basata sulla contrazione dei costi e non più sulla qualità, e torni a puntare sulla professionalità delle centinaia di lavoratrici e lavoratori di Roma e Taranto”
Incontro Coordinamento Nazionale Settore Poste
Giorno 19 si è svolto il Coordinamento Nazionale di Poste alla presenza del Segr Gen Emilio Miceli e della Segretaria di Settore Poste Barbara Apuzzo. Dopo la relazione di Barbara sono intervenuti i vari territori ed è emerso quanto di seguito: - Circa il rinnovo del C.C.N.L. nella prossima settimana dovrebbero, dopo l'incontro dei Segr. Gen. con l'A.D. Sarmi, riprendere i lavori delle due commissioni Nazionali. I lavori per una positiva chiusura potrebbero andare avanti per tutto il mese di febbraio. Come SLC tendiamo ad un contratto che chiuda le questioni normative con alcune necessarie modifiche ma che non sconvolga l'impianto base in attesa di un possibile contratto di settore.La parte economica, visto gli indici che la determinano, ha oggettive difficoltà di chiusura rispetto alla richiesta avanzata in piattaforma. - La situazione riguardante l'avanzamento del progetto di riorganizzazione di S.P. ha evidenziato un vero fallimento su tutto il territorio nazionale. E' stata avanzata la richiesta di un passaggio al tavolo nazionale e di iniziative per far si che, attraverso l'esigibilità dell'accordo, vengano salvaguardati i livelli occupazionali del settore. - Le questioni che riguardano M.P. non possono prescindere dal progetto che ha l'Azienda, in termini di riorganizzazione (vedi "Banca del Sud"); sarà, pertanto, oggetto centrale di un apposito incontro dopo il passaggio con Sarmi. Ha concluso i lavori Emilio Miceli.
Telecom Italia: - Comunicato nazionale su premi economici
In questi giorni nella Directory Assistance circola insistentemente la voce che l'azienda abbia dato corso ad una elargizione di premi economici ad addetti del settore. Sicuramente sono coinvolti i supervisor (non tutti) ma è ovvio presumere che la premialità interessi tutta la catena gerarchica a salire, compresi i livelli inquadramentali più alti, tra l'altro non inclusi nel Contratto di Solidarietà.E' immorale elargire premi economici in un settore ritenuto in crisi e dove da un anno e mezzo le persone sono tenute ad un orario ridotto del 47% e con una decurtazione salariale importante.E' ingiusto prevedere ritorni economici a pochi mentre ai più vivono un sacrificio che durerà 4 anni !!!!E' offensivo tutto questo nei confronti di lavoratori a cui viene chiesto sempre maggiore “impegno” per salvare il settore aumentandone la redditività.E' inaccettabile che a quei lavoratori da oltre un anno non si ritenga di riconoscere nemmeno UNA pausa codificata nel proprio turno di lavoro (sia pur esso ridotto) per avere una maggiore produttività individuale.
RELAZIONE Davide Foti
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Licenziamento del lavoratore, beneficiario delle agevolazioni di cui alla L. 104/92, che rifiuta il trasferimento. Sentenza della Corte di Cassazione
Modifiche alla legge 104 del 1992 (art. 33), alla legge 53/2000 (art. 20) ed al Dlgs 151/2001 (art. 42)
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