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Timestamp: 2016-12-08 04:16:14+00:00
Document Index: 13849993

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 129 del 09.11.2006
Istanza d'interpello - ART. 11, legge 27
luglio 2000 n. 212 FONDAZIONE ALFA
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 10 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, è
La Fondazione ALFA fa
presente di aver inoltrato alla Direzione regionale ...., in data ....maggio
2006, un'istanza di interpello relativa al trattamento tributario applicabile,
ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, alle prestazioni socio-sanitarie che
verranno rese da una futura società che l'istante intende costituire secondo il
modulo del c.d. "in house providing".
La Direzione Regionale ....., nella risposta fornita
alla suddetta istanza di interpello, ha ritenuto che le prestazioni
socio-sanitarie rese dalla costituenda società fossero riconducibili all'ambito
applicativo dell'art. 10, n. 21), del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel presupposto che tale società
avrebbe effettuato la gestione globale delle case di riposo di proprietà della
fondazione istante.
Ciò premesso, la Fondazione ALFA, evidenziando che
alla futura società, diversamente da quanto risultava dalla precedente istanza
di interpello, verrà affidata solo una parte dei servizi socio-sanitari e non
la gestione globale delle case di riposo, riformula una nuova domanda di
In particolare, con l'istanza di interpello in esame
viene chiesto di sapere se alla parte dei servizi socio-sanitari che saranno
resi dalla costituenda società agli anziani ricoverati nelle strutture gestite
dalla fondazione interpellante potrà applicarsi il regime di esenzione dall'IVA
previsto dal n. 27-ter) dell'art. 10
L'istante ritiene che nella
fattispecie in esame sussistano tutti i presupposti per l'applicazione
dell'esenzione dall'IVA ai sensi dell'art. 10, n. 27-ter), del
In particolare, la fondazione interpellante è
dell'avviso che alla futura società, in quanto sarà costituita da un ente
pubblico come società in house, possa riconoscersi la natura di organismo di
diritto pubblico ai fini dell'applicabilità dell'esenzione dall'IVA di cui
all'art. 10, n. 27-ter), in
A sostegno della soluzione prospettata la fondazione
interpellante fa presente, in via preliminare, di essere essa stessa ente
pubblico, in quanto Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB) che,
quando la Regione .... provvederà ad emanare la legge regionale di riordino
delle IPAB, si trasformerà in Azienda pubblica di servizi alla persona.
L'interpellante fa presente, altresì, che le IPAB sono
espressamente incluse tra i soggetti che il decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163, contenente il codice unico degli appalti, all'allegato III considera
come organismi di diritto pubblico ai fini della riconducibilità degli stessi
tra le amministrazioni aggiudicatrici destinatarie delle disposizioni del
Per quanto riguarda la costituenda società, l'istante
richiama numerose sentenze della Corte di Giustizia CE e del Consiglio di Stato,
le quali evidenziano, nell'ipotesi di servizi affidati "in house providing",
l'esistenza di un rapporto di delegazione interorganica tra l'amministrazione
pubblica appaltante e la società aggiudicataria e, in sostanza, di un modulo
essenzialmente pubblicistico nello svolgimento del rapporto instaurato fra
l'ente pubblico e una struttura definibile come sua articolazione interna.
Le stesse pronunce ritengono, ai fini dell'applicazione
della normativa sulle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, che
alla nozione di organismo di diritto pubblico debba essere data
un'interpretazione estensiva.
L'istante richiama, inoltre, l'art. 3, comma 26, del d.
lgs. n. 163 del 2006, secondo il quale per organismo di diritto pubblico si può
intendere qualsiasi organismo, anche in forma societaria, che sia stato
istituito per soddisfare esigenze di interesse generale, che sia dotato di
personalità giuridica e che svolga un'attività finanziata in modo
maggioritario dallo Stato o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui
gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi.
L'art. 10, n.
27-ter), del DPR n. 633 del 1972 dispone l'esenzione dall'imposta sul valore
aggiunto per le "prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o
ambulatoriale, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti,
di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei
minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da
organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano
assistenza pubblica, previste all'art. 41 della L. 23 dicembre 1978, n. 833, o
da enti aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS".
Alle prestazioni socio-sanitarie e di assistenza di cui
al citato art. 10, n. 27-ter) il
regime di esenzione dall'IVA è, pertanto, applicabile a condizione:
a) che siano rese in favore delle categorie
di soggetti svantaggiati elencati dalla predetta norma;
b) che siano rese da organismi di diritto
pubblico e dagli altri organismi ed enti espressamente indicati dalla stessa
Per quanto concerne il requisito sub b) si evidenzia
che la norma in esame, subordinando l'applicabilità dell'esenzione alla
circostanza che le prestazioni socio-sanitarie siano rese dai soggetti da essa
espressamente elencati, esclude, di conseguenza, dal beneficio le prestazioni
dell'art. 10, n. 27-ter in
argomento quando le stesse siano rese da soggetti diversi da quelli individuati.
Quanto sopra precisato si osserva, con riferimento al
caso di specie, che la soluzione prospetta dall'istante, secondo la quale la
società costituita in house providing si qualifica come organismo di diritto
pubblico e, pertanto, può ricondursi tra i soggetti di cui al citato art. 10, n. 27-ter) del DPR n. 633 del
1972, si fonda su una nozione estensiva di organismo di diritto pubblico mutuata
dalla giurisprudenza e dalla normativa in materia di appalti pubblici.
In particolare, la giurisprudenza della Corte di
Giustizia CE e del Consiglio di Stato richiamata dall'istante esamina la
problematica del rapporto tra l'appaltante ente pubblico e la società
costituita in house providing con riferimento alla disciplina degli appalti
pubblici e, in particolare, alle procedure ad evidenza pubblica secondo le
direttive CE.
Il decreto legislativo n. 163 del 2006, anch'esso
richiamato dall'istante, reca il "Codice dei contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture", in attuazione delle direttive comunitarie
aventi ad oggetto le procedure degli appalti pubblici.
L'articolo 3 del suddetto decreto, nel fornire alcune
definizioni finalizzate a individuare l'ambito applicativo del medesimo codice,
al comma 26 prevede che per organismo di diritto pubblico si debba intendere
qualsiasi organismo, anche in forma societaria, dotato di personalità
giuridica, che sia stato istituito per soddisfare specificatamente esigenze di
interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale, e la cui
attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici
territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia
soggetta al controllo di questi ultimi.
L'orientamento giurisprudenziale e le definizioni
fornite dalla normativa sopra richiamate esplicano i propri effetti, come
evidenziato dallo stesso art. 3 del decreto legislativo n. 163 citato, ai fini
dell'applicazione delle disposizioni in materia di appalti pubblici di lavori,
forniture e servizi, senza assumere, a parere della scrivente, valenza generale
nell'ordinamento giuridico.
In particolare, la definizione di organismo di diritto
pubblico dettata dal codice in materia di appalti pubblici non può ritenersi,
in mancanza di qualsiasi indicazione normativa al riguardo, immediatamente
applicabile ai fini fiscali per la delimitazione dell'ambito applicativo delle
norme tributarie riferite ad enti ed organismi pubblici.
Tutto quanto sopra rappresentato, si ritiene che la
società che sarà costituita dalla fondazione istante, in quanto società di
capitali, non possa ricondursi tra i soggetti elencati dall'art. 10, n. 27-ter) del DPR n. 633 del
Ne consegue che le prestazioni socio-sanitarie in
argomento che saranno rese dalla futura società cui si riferisce l'istanza di
interpello non potranno fruire del regime di esenzione dall'IVA previsto dal
citato n. 27-ter) dell'art. 10 del
istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale ....., viene resa