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Timestamp: 2018-02-18 20:03:37+00:00
Document Index: 103264350

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 359', 'art. 532', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

﻿ Principali novità del DDL sulla giustizia civile: mutamento del rito d'ufficio, lite temeraria dell'avvocato e semplificazione espropriazioni. Tutte le proposte di modifica, articolo per articolo. - Iapicca.com -
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8 gennaio 2014 Michele Iapicca Civile, Consumatori, Esecuzione forzata, News
Di seguito si riportano le principali novità (ovvero follie, dipende dai punti di vista) del DDL sulla giustizia civile varato il 17/12/13 dal Consiglio dei Ministri, finalizzato a migliorare ‘l’efficienza del processo civile’, a favorire ‘la riduzione dell’arretrato ed il riordino delle garanzie mobiliari, nonche’ a ‘semplificare e accelerare il processo di esecuzione forzata‘ 1.
Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, decreti legislativi volti a garantire l’efficienza ed accelerare il processo civile di cognizione e del processo di esecuzione forzata.
Gli schemi dei Dlgs sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e successivamente trasmessi al Parlamento ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti per materia.
PROCESSO DI COGNIZIONE.
Al fine di velocizzare il processo civile, il Dlgs dovrà prevedere:
1) che il giudice, all’udienza di prima comparizione delle parti e trattazione, potrà disporre il mutamento del rito ordinario di cognizione nel rito sommario.
2) che il giudice potrà definire i giudizi di primo grado mediante pubblicazione del solo dispositivo. Le parti potranno ottenere la motivazione previo versamento del contributo unificato dovuto per l’impugnazione. Quest’altra fantastica previsione, permetterà allo Stato di prendere ‘in ostaggio’ la nostra sentenza, subordinandone il rilascio al pagamento di una tassa. In ogni caso mi permetto di ricordare agli incompetenti che hanno suggerito tale assurda riforma, che la Corte Costituzionale con sentenza n. 522 del 06.12.2002 ha stabilito che ‘L’onere del preventivo assolvimento dell’imposta di registro, quale condizione per ottenere il rilascio dell’atto da notificare per procedere all’esecuzione forzata, contrasta con il diritto di difesa previsto dall’art. 24 della costituzione’. Chiedere il pagamento di una tassa per ‘fare appello’, è allo stesso modo lesivo del diritto di difesa.
3) che la sentenza di secondo grado possa semplicemente richiamare, in caso di rigetto dell’appello, quella di primo grado.
4) che la Corte d’Appello decida in composizione monocratica le controversie iscritte a ruolo da oltre tre anni, aventi ad oggetto la materia di condominio, diritti reali e possesso, divisione, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti con danni esclusivamente a cose, nonché nelle materie indicate nell’articolo 445-bis del codice di procedura civile (accertamento tecnico preventivo);
5) l’estensione dell’ambito di operatività delle misure di cui all’articolo 614-bis del codice di procedura civile, prevedendone l’adozione anche d’ufficio 2;
6) che, nelle controversie in materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti ovvero da responsabilità medica e sanitaria, sia condizione di procedibilità l’esperimento di un procedimento di ATP, in sostituzione della mediazione ex Dlgs 28/10. Non si comprende quale semplificazione possa portare tale proposta, se non una duplicazione dei giudizi risarcitori (prima ATP, poi causa di merito), con conseguente enorme spreco di energie processuali.
7) che nei casi di condanna per lite temeraria ex art. 96 cpc, il difensore sia responsabile in solido con la parte. Anche questa norma contrasta con il fondamentale diritto alla difesa nonché finisce per svilire la professione forense che, già secondo il Codice Rocco (art. 359) veniva considerata “servizio di pubblica necessità”.
La funzione dell’avvocato quindi, è di rango costituzionale, non solo perché nella carta fondamentale si parla di difesa agli artt. 24 e 111, ma anche perché senza l’avvocato non c’è l’attuazione dell’ordinamento: né spontanea né coattiva. Detto questo, e ribadito che la prestazione dell’avvocato è di mezzi e non di risultato, non si riesce a comprendere da ‘quale mente malata’ sia stata concepita una tale e plurima violazione di norme di elevato rango, sì da mortificare in modo assoluto il diritto alla difesa di coloro che ‘prima facie’ potrebbero risultare soccombenti in un giudizio civile. Queste persone, infatti, rischiano di non poter tutelare i propri diritti perché mai nessun avvocato ne assumerebbe la difesa (per il rischio di subire una condanna per lite temeraria). A pensarla come un legislatore lobbista, invece, questa norma potrebbe essere una facile via per aumentare i premi delle polizze professionali, per garantire la copertura da ‘condanna alle spese’.
8) che il difensore possa autenticare le copie di tutti gli atti del processo;
9) che sia ridotto il periodo feriale di sospensione dei termini processuali.
Con i Dlgs che dovrà adottare, il Governo è delegato ad utilizzare misure per rendere più efficace la ricerca delle cose da pignorare ed a semplificare la dichiarazione del terzo pignorato.
I decreti dovranno prevedere:
1) che, ad istanza del creditore, su autorizzazione del Presidente del tribunale e previo pagamento del contributo unificato, la ricerca delle cose e dei crediti da pignorare sia eseguita dagli ufficiali giudiziari anche con modalità telematiche mediante l’accesso a specifiche banche dati gestite dalle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e stabilire che l’istanza tenga luogo della richiesta di pignoramento;
l) assicurare che dall’attuazione dei criteri direttivi di cui al presente articolo non derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica o minori entrate.
MODIFICHE AL CPC
Il successivo articolo 5, infine, dovrebbe apportare le seguenti modifiche al codice di procedura civile (le modifiche sono in grassetto – il testo abrogato è in corsivo):
Art. 126 cpc comma II: Il processo verbale è sottoscritto dal cancelliere. Se vi sono altri intervenuti, il cancelliere, quando la legge non dispone altrimenti, dà loro lettura del processo verbale e li invita a sottoscriverlo. Se alcuno di essi non può o non vuole sottoscrivere, ne è fatta espressa menzione.
Art. 207 cpc comma II: Le dichiarazioni delle parti e dei testimoni sono riportate in prima persona e sono lette al dichiarante che le sottoscrive.
Art. 503 cpc. La vendita forzata può farsi con incanto o senza è fatta senza incanto, secondo le forme previste nei capi seguenti.»;
Art. 520 cpc comma II: Per la conservazione delle altre cose l’ufficiale giudiziario provvede, quando il creditore ne fa richiesta, trasportandole presso un luogo di pubblico deposito oppure affidandole a un custode diverso dal debitore; nei casi di urgenza l’ufficiale giudiziario affida la custodia agli istituti autorizzati di cui all’articolo 159 delle disposizioni per l’attuazione del presente codice. «Per la conservazione delle altre cose l’ufficiale giudiziario provvede affidandole immediatamente a un custode nominato a norma dell’articolo 521»;
Art. 518 cpc VI comma: Il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto devono essere depositati in cancelleria entro le ventiquattro ore dal compimento delle operazioni. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell’esecuzione. L’ufficiale giudiziario trasmette copia del processo verbale al creditore e al debitore che lo richiedono a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando ciò non è possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.
Art. 521 cpc comma I: Non possono essere nominati custode il creditore o il suo coniuge senza il consenso del debitore, ne’ il debitore o le persone della sua famiglia che convivono con lui senza il consenso del creditore. Possono essere nominati custode esclusivamente gli istituti autorizzati di cui all’articolo 159 delle disposizioni per l’attuazione del presente codice. In ogni caso il giudice dell’esecuzione, anche d’ufficio, può con provvedimento motivato nominare custode delle cose pignorate altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell’elenco di cui all’articolo 169-sexies delle disposizioni per l’attuazione del presente codice o uno dei professionisti delegati iscritti negli elenchi previsti dall’articolo 179-ter delle medesime disposizioni.»;
Art. 521 cpc comma V: Quando è depositata l’istanza di vendita il giudice dispone la sostituzione del custode nominando l’istituto di cui al primo comma dell’articolo 534 che entro trenta giorni, previo invio di comunicazione contenente la data e l’orario approssimativo dell’accesso, provvede al trasporto dei beni pignorati presso la propria sede o altri locali nella propria disponibilità.
Art. 530 cpc comma VI: Il giudice dell’esecuzione può stabilire che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e l’incanto, ai sensi degli articoli 532, 534 e 534-bis, nonché il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche.
«Il giudice dell’esecuzione stabilisce che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti, ai sensi dell’articolo 532, nonché il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, salvo che le stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura»;
Art. 530 cpc comma VII:
In ogni caso il giudice dell’esecuzione può disporre dispone che sia effettuata la pubblicità prevista dall’articolo 490, secondo comma, almeno dieci giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte o della data dell’incanto.
Art. 532 cpc (Vendita senza incanto a mezzo di commissionario) comma I: Il giudice dell’esecuzione può disporre la vendita senza incanto o tramite commissionario dei beni pignorati. Le cose pignorate devono essere affidate all’istituto vendite giudiziarie, ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario. «Il giudice dell’esecuzione dispone la vendita senza incanto dei beni pignorati tramite commissionario. Le cose pignorate sono affidate, affinché proceda alla vendita in qualità di commissionario, all’istituto vendite giudiziarie ovvero, con provvedimento motivato, ad altro soggetto specializzato nel settore di competenza iscritto nell’elenco di cui all’articolo 169-sexies delle disposizioni per l’attuazione del presente codice o ad uno dei professionisti delegati iscritti negli elenchi previsti dall’articolo 179-ter delle medesime disposizioni.»;
Art. 532 cpc comma II: Nello stesso provvedimento di cui al primo comma il giudice, dopo avere sentito, se necessario, uno stimatore dotato di specifica preparazione tecnica e commerciale in relazione alla peculiarità del bene stesso, fissa il prezzo minimo della vendita e l’importo globale fino al raggiungimento del quale la vendita deve essere eseguita, e può imporre al commissionario una cauzione. «Il giudice fissa altresì il numero complessivo degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi e il termine finale alla cui scadenza il commissionario restituisce gli atti in cancelleria affinché, sentite le parti, si proceda a norma dell’articolo 187-ter delle disposizioni per l’attuazione del presente codice.»;
Art. 533 cpc comma II: Qualora la vendita senza incanto non avvenga nel termine di un mese dal provvedimento di autorizzazione, il commissionario, salvo che il termine sia prorogato su istanza di tutti i creditori intervenuti, deve riconsegnare i beni, affinché siano venduti all’incanto.
«Qualora la vendita senza incanto non avvenga nel termine fissato a norma dell’art. 532, secondo comma, secondo periodo, il commissionario restituisce immediatamente gli atti.»;
Art. 534 cpc (Vendita all’incanto): Quando la vendita deve essere fatta ai pubblici incanti, il giudice dell’esecuzione (1), col provvedimento di cui all’articolo 530, stabilisce il giorno, l’ora e il luogo in cui deve eseguirsi, e ne affida l’esecuzione al cancelliere o all’ufficiale giudiziario o a un istituto all’uopo autorizzato.
Art. 534-bis (Delega delle operazioni di vendita): Il giudice, con il provvedimento di cui all’articolo 530, può, sentiti gli interessati, delegare all’istituto di cui al primo comma dell’articolo 534, ovvero in mancanza a un notaio avente sede preferibilmente nel circondano o a un avvocato o a un commercialista, iscritti nei relativi elenchi di cui all’articolo 179-ter delle disposizioni di attuazione del presente codice, il compimento delle operazioni di vendita con incanto ovvero senza incanto di beni mobili iscritti nei pubblici registri. La delega e gli atti conseguenti sono regolati dalle disposizioni di cui all’articolo 591-bis, in quanto compatibili con le previsioni della presente sezione.
Art. 535 cpc (Prezzo base dell’incanto Prezzo minimo della vendita) comma II:
In ogni altro caso il giudice dell’esecuzione, nel provvedimento di cui all’articolo 530, sentito quando occorre uno stimatore, fissa il prezzo di apertura dell’incanto minimo della vendita o autorizza, se le circostanze lo consigliano, la vendita al migliore offerente senza determinare il prezzo minimo.
Art. 536 cpc comma I: Chi è incaricato della vendita fa trasportare, quando occorre, le cose pignorate nel luogo stabilito per l’incanto per la vendita, e può richiedere l’intervento della forza pubblica.
Art. 536 cpc comma II: In ogni caso, prima di addivenire agli incanti alle vendite deve fare, in concorso col custode, la ricognizione degli oggetti da vendersi, confrontandoli con la descrizione contenuta nel processo verbale di pignoramento.
Art. 537 cpc: Le cose da vendere si offrono singolarmente oppure a lotti secondo la convenienza, per il prezzo base di cui all’articolo 535. L’aggiudicazione al maggiore offerente segue quando, dopo una duplice pubblica enunciazione del prezzo raggiunto, non è fatta una maggiore offerta.
Dell’incanto Della vendita si redige processo verbale, che si deposita immediatamente nella cancelleria.
Art. 538 cpc (Nuovo incanto): Quando una cosa messa all’incanto resta invenduta, il soggetto a cui è stata affidata l’esecuzione della vendita fissa un nuovo incanto ad un prezzo base inferiore di un quinto rispetto a quello precedente.
Art. 540 cpc comma I: Se il prezzo non è pagato, si procede immediatamente a nuovo incanto «nuovo esperimento di vendita», a spese e sotto la responsabilità dell’aggiudicatario inadempiente.
Art. 540 cpc comma II: La somma ricavata dalla vendita è immediatamente consegnata al cancelliere per essere depositata con le forme dei depositi giudiziari depositata secondo le modalità stabilite dal giudice nel provvedimento di cui all’articolo 530.
Art. 543 cpc comma IV: L’ufficiale giudiziario, che ha proceduto alla notificazione dell’atto, è tenuto a depositare immediatamente l’originale nella cancelleria del tribunale (3) per la formazione del fascicolo previsto nell’articolo 488. In tale fascicolo debbono essere inseriti il titolo esecutivo e il precetto che il creditore pignorante deve depositare in cancelleria al momento della costituzione prevista nell’articolo 314. «L’originale dell’atto di citazione il titolo esecutivo e il precetto devono essere consegnati dall’ufficiale giudiziario al creditore entro le ventiquattro ore dall’ultima notificazione. Il creditore deve presentare la nota di iscrizione a ruolo, con gli atti di cui al periodo precedente, entro trenta giorni dalla consegna. Il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione. Il pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi trenta giorni senza che sia stata depositata la nota di iscrizione a ruolo.»
Art. 557 cpc (Deposito dell’atto di pignoramento): L’ufficiale giudiziario che ha eseguito il pignoramento deve depositare immediatamente nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione l’atto di pignoramento e, appena possibile, la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari.
Il creditore pignorante deve depositare il titolo esecutivo e il precetto entro dieci giorni (1) dal pignoramento e, nell’ipotesi di cui all’articolo 555 ultimo comma, la nota di trascrizione appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari.
«L’atto di pignoramento è consegnato dall’ufficiale giudiziario al creditore immediatamente dopo l’ultima notificazione.
Il cancelliere forma il fascicolo dell’esecuzione. L’atto di pignoramento perde efficacia quando dal suo compimento sono trascorsi dieci giorni senza che sia stata depositata la nota di iscrizione a ruolo. »
Art. 559 cpc comma IV: Il giudice, se custode dei beni pignorati è il debitore e salvo che per la particolare natura degli stessi ritenga che la sostituzione non abbia utilità, dispone, al momento in cui pronuncia l’ordinanza con cui è autorizzata la vendita o disposta la delega delle relative operazioni, che custode dei beni medesimi sia la persona incaricata delle dette operazioni o l’istituto di cui al primo comma dell’articolo 534 all’articolo 159 delle disposizioni per l’attuazione del presente codice.
Art. 560 cpc comma II: Il giudice dell’esecuzione dispone, con provvedimento non impugnabile, la liberazione dell’immobile pignorato, quando non ritiene di autorizzare il debitore a continuare ad abitare lo stesso, o parte dello stesso, ovvero quando revoca la detta autorizzazione, se concessa in precedenza, ovvero quando provvede all’aggiudicazione o all’assegnazione dell’immobile «autorizza la vendita»
Art. 569 cpc comma III: Se non vi sono opposizioni o se su di esse si raggiunge l’accordo delle parti comparse, il giudice dispone con ordinanza la vendita, fissando un termine non inferiore a novanta giorni, e non superiore a centoventi, entro il quale possono essere proposte offerte d’acquisto ai sensi dell’articolo 571. Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le modalità con cui deve essere prestata la cauzione, fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l’udienza per la deliberazione sull’offerta e per la gara tra gli offerenti di cui all’articolo 573 e provvede ai sensi dell’articolo 576, per il caso in cui non siano proposte offerte d’acquisto entro il termine stabilito, ovvero per il caso in cui le stesse non siano efficaci ai sensi dell’articolo 571, ovvero per il caso in cui si verifichi una delle circostanze previste dall’articolo 572, terzo comma, ovvero per il caso, infine, in cui la vendita senza incanto non abbia luogo per qualsiasi altra ragione.
Art. 571 cpc comma I: Ognuno, tranne il debitore, è ammesso a offrire per l’acquisto dell’immobile pignorato personalmente o a mezzo di procuratore legale anche a norma dell’articolo 579, ultimo comma a norma dell’articolo 579.
Art. 571 cpc comma III: L’offerta è irrevocabile, salvo che:
Art. 572 cpc comma I: Sull’offerta il giudice dell’esecuzione sente le parti e i creditori iscritti non intervenuti. Se l’offerta è superiore al valore dell’immobile determinato a norma dell’articolo 568, aumentato di un quinto, la stessa è senz’altro accolta.
Art. 572 cpc comma III: Si applicano le disposizioni degli articoli 573, 574 e 577.
Art. 573 cpc comma II: Se la gara non può aver luogo per mancanza di adesione degli offerenti, il giudice può disporre la vendita a favore del maggiore offerente oppure ordinare l’incanto.
«Se la gara non può avere luogo per mancanza di adesioni degli offerenti, il giudice può disporre la vendita a favore di colui che ha formulato l’offerta più conveniente. A parità di condizioni di offerta, la vendita è disposta a favore di colui che ha presentato l’offerta per primo»
Art. 576 cpc: (Contenuto del provvedimento che dispone la vendita) Il giudice dell’esecuzione, quando ordina l’incanto, stabilisce, sentito quando occorre un esperto:
4) il termine che deve decorrere tra il compimento delle forme di pubblicità e l’incanto, nonché le eventuali forme di pubblicità straordinaria a norma dell’articolo 490 ultimo comma;
L’ordinanza è pubblicata a cura del cancelliere.
Art. 578 cpc: Se una parte dei beni pignorati è situata nella circoscrizione di altro tribunale, con l’ordinanza che dispone la vendita il giudice dell’esecuzione può stabilire che l’incanto la stessa avvenga, per quella parte, davanti al tribunale del luogo in cui è situata.
Art. 580 cpc comma I: Per offrire all’incanto è necessario avere prestato la cauzione a norma dell’ordinanza di cui all’articolo 576.
Art. 580 cpc comma II: Se l’offerente non diviene aggiudicatario, la cauzione è immediatamente restituita dopo la chiusura dell’incanto, salvo che lo stesso non abbia omesso di partecipare al medesimo, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, senza documentato e giustificato motivo. «se l’offerente non diviene aggiudicatario la cauzione è immediatamente restituita dopo la vendita.»
Art. 581 cpc: (Modalità dell’incanto) L’incanto ha luogo davanti al giudice dell’esecuzione, nella sala delle udienze pubbliche.
Art. 583 cpc: Il procuratore legale, che è rimasto aggiudicatario per persona da nominare, deve dichiarare in cancelleria nei tre giorni dall’incanto dalla vendita il nome della persona per la quale ha fatto l’offerta, depositando il mandato.
In mancanza, l’aggiudicazione diviene definitiva al nome del procuratore,
Art. 584 cpc: Avvenuto l’incanto, possono ancora essere fatte offerte di acquisto entro il termine perentorio di dieci giorni, ma esse non sono efficaci se il prezzo offerto non supera di un quinto quello raggiunto nell’incanto.
Artt. 585, 587, 588, 590, 591, 591 bis, 594, 595, 784, 787 cpc, 159 disp att cpc, 376 cc, 719, 720, 757, 1506, 1515, 2466, 2471, 2646, 2797, 2862, 2893, 2893, 2897, 83 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile : la parola ‘incanto’ è soppressa o sostituita da ‘vendita’ o ‘senza incanto’.
Art. 609 cpc: Se nell’immobile si trovano cose mobili appartenenti alla parte tenuta al rilascio e che non debbono essere consegnate, l’ufficiale giudiziario, se la stessa parte non le asporta immediatamente, può disporne la custodia sul posto anche a cura della parte istante, se consente di custodirle, o il trasporto in altro luogo.
Art 615 cpc: Quando si contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata e questa non e’ ancora iniziata, si puo’ proporre opposizione al precetto con citazione davanti al giudice competente per materia o valore e per territorio a norma dell’articolo 27. Il giudice, concorrendo gravi motivi, sospende su istanza di parte l’efficacia esecutiva del titolo. Il provvedimento di sospensione perde efficacia se con sentenza, anche non passata in giudicato, è stata rigettata l’opposizione. L’inefficacia è dichiarata nella stessa sentenza o, in mancanza, con ordinanza a seguito di ricorso della parte interessata.
Quando e’ iniziata l’esecuzione, l’opposizione di cui al comma precedente e quella che riguarda la pignorabilita’ dei beni si propongono con ricorso al giudice dell’esecuzione stessa. Questi fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a se’ e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto.
Art. 618 cpc: Il giudice dell’esecuzione fissa con decreto l’udienza di comparizione delle parti davanti a sé e il termine perentorio per la notificazione del ricorso e del decreto, e dà, nei casi urgenti, i provvedimenti opportuni.
All’udienza dà con ordinanza i provvedimenti che ritiene indilazionabili ovvero sospende la procedura. In ogni caso fissa un termine perentorio per l’introduzione del giudizio di merito, previa iscrizione a ruolo a cura della parte interessata, osservati i termini a comparire di cui all’articolo 163-bis, o altri se previsti, ridotti della metà. La causa è decisa con sentenza non impugnabile. (1)
Il provvedimento di sospensione perde efficacia se con sentenza, anche non passata in giudicato, è stata rigettata l’opposizione. L’inefficacia è dichiarata dal giudice dell’esecuzione su ricorso della parte interessata.
Art. 624 cpc: Se è proposta opposizione all’esecuzione a norma degli articoli 615 e 619, il giudice dell’esecuzione, concorrendo gravi motivi, sospende, su istanza di parte, il processo con cauzione o senza.
a disposizione di cui al terzo comma si applica, in quanto compatibile, anche al caso di sospensione del processo disposta ai sensi dell’articolo 618.
Il provvedimento di sospensione perde efficacia se con sentenza, anche non passata in giudicato, è stata rigettata l’opposizione. L’inefficacia è dichiarata dal giudice dell’esecuzione su ricorso della parte interessata;
Art. 624 bis cpc: Il giudice dell’esecuzione, su istanza di tutti i creditori muniti di titolo esecutivo, può, sentito il debitore, sospendere il processo fino a ventiquattro mesi. L’istanza può essere proposta fino a venti giorni prima della scadenza del termine per il deposito delle offerte di acquisto o, nel caso in cui la vendita senza incanto non abbia luogo, fino a quindici giorni prima dell’incanto. Sull’istanza, il giudice provvede nei dieci giorni successivi al deposito e, se l’accoglie, dispone, nei casi di cui al secondo comma dell’articolo 490, che, nei cinque giorni successivi al deposito del provvedimento di sospensione, lo stesso sia comunicato al custode e pubblicato sul sito Internet sul quale è pubblicata la relazione di stima. La sospensione è disposta per una sola volta L’ordinanza è revocabile in qualsiasi momento, anche su richiesta di un solo creditore e sentito comunque il debitore.
Nelle espropriazioni mobiliari l’istanza per la sospensione puo’ essere presentata non oltre la fissazione della data di asporto dei beni ovvero fino a dieci giorni prima della data della vendita se questa deve essere espletata nei luoghi in cui essi sono custoditi e, comunque, prima della effettuazione della pubblicita’ commerciale ove disposta. Nelle espropriazioni presso terzi l’istanza di sospensione non puo’ piu’ essere proposta dopo la dichiarazione del terzo;
Art. 627 cpc: Il processo esecutivo deve essere riassunto con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice dell’esecuzione e, in ogni caso, non più tardi di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza d’appello che rigetta l’opposizione dalla comunicazione della sentenza che rigetta l’opposizione;
Art. 733. (Vendita di beni). Se, nell’autorizzare la vendita di beni di minori, interdetti o inabilitati, il tribunale stabilisce che essa deve farsi a norma degli articoli 532 e seguenti per i beni mobili e degli articoli 569 e seguenti per i beni immobili, designa un soggetto che risiede nel circondario in cui è compreso il luogo ove si trovano i beni;
Art. 159-bis (Nota d’iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione). La nota d’iscrizione a ruolo del processo esecutivo per espropriazione è redatta in conformità al modello adottato con decreto, avente natura non regolamentare, del Ministro della giustizia;
Art. 164-bis (Infruttuosità dell’espropriazione forzata). Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo;
Art. 169-sexies. (Elenco dei soggetti specializzati per la custodia e la vendita dei mobili pignorati) Presso ogni tribunale è istituito un elenco dei soggetti specializzati di cui all’articolo 532 del codice per la custodia e la vendita dei mobili pignorati. Si applicano gli articoli 13 e seguenti di queste disposizioni in quanto compatibili.
Sembra tutto… speriamo.
1) il giudice possa definire i giudizi di primo grado mediante dispositivo corredato dall’indicazione dei fatti e delle norme che fondano la decisione e delimitano l’oggetto dell’accertamento, riconoscendo alle parti il diritto di ottenere la motivazione della decisione da impugnare, a richiesta e previo versamento di una quota del contributo unificato dovuto per l’impugnazione;
1. Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. ↩
Art. 614-bis. (1)
Il giudice determina l’ammontare della somma di cui al primo comma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile. ↩