Source: http://archivio.camera.it/patrimonio/archivio_della_camera_regia_1848_1943/are12/documento/CD3700008087
Timestamp: 2018-06-24 01:22:47+00:00
Document Index: 56246820

Matched Legal Cases: ['art. 56', 'art. 102', 'art. 110', 'art. 100', 'art. 91', 'art. 66']

Petizioni illegali 1861 - 1895 / Inventario: Petizioni (1848-1938) / Archivio della Camera Regia (1848-1943) / Patrimonio / Archivio storico della Camera dei deputati
Stai consultando: Archivio storico > Patrimonio > Archivio della Camera Regia (1848-1943) > Inventario: Petizioni (1848-1938) > Petizioni illegali 1861 - 1895
Petizioni illegali
buste 16bis, 19ter, 19quater, 22bis, 22ter, 23bis, 27bis, 35bis, 38bis, 43bis, 45, 50, 58, 69bis
50	fascicoli
Le petizioni illegali, conservate fino al 1860 tra quelle legali, a partire dall'VIII legislatura (18 febbraio 1861) vengono raccolte separatamente. Già lo Statuto Albertino (1848) sanciva il diritto di petizione ai soli cittadini maggiorenni e per le "Autorità costituite" (artt. 57 e 58), prevedendo un primo esame da parte di un'apposita Giunta. Precisazioni circa la modalità di accertamento della maggiore età del petente vennero date nell'Appendice al Regolamento per le petizioni adottato nella seduta del 22 aprile 1850. Il Regolamento del 1868 infatti, all'art. 56, stabiliva che la singola petizione fosse o accompagnata dalla fede di nascita, o legalizzata dal sindaco del Comune di residenza, oppure presentata alla Segreteria della Camera da un deputato. Le stesse norme vennero ribadite nell'art. 102 del Regolamento del 1888, art. 110 del Regolamento 1900, art. 100 del Regolamento del 1925, art. 91 del Regolamento del 1930. L'art. 66 del Regolamento del 1938 prevedeva soltanto che la firma della petizione, salvo il caso che fosse presentata da un consigliere nazionale, venisse autenticata dal podestà o da un notaio del luogo di residenza. Nei Regolamenti dell'Assemblea costituente del 1946 e del 1949 si riprendeva la normativa del 1868.
La documentazione è raccolta in 50 fascicoli, all'interno dei quali le singole petizioni sono numerate progressivamente da 1 a 4114 nei fascc. 1-36 (1861-1872); dal fasc. 37 la numerazione è discontinua: nn. 1-300, fascc. 37-39 (1871-1874); nn. 1-113, fascc. 40-41 (1875-1876); nn. 2-149, fascc. 42-45 (1877-1880); dal fasc. 46 al fasc. 50 ricomincia ogni volta da 1. La successione delle petizioni all'interno di ogni fascicolo è organizzata in ordine cronologico o alfabetico.
Diversamente dalle petizioni legali, che potevano avere iter differenti ed essere quindi inviate ad altri organismi, le petizioni illegali sono per lo più conservate integralmente nella presente serie: eventuali lacune sono da attribuirsi al ritiro dell'istanza da parte del petente.