Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/1990_0241.htm
Timestamp: 2014-09-15 09:26:36+00:00
Document Index: 58561586

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 9', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 9', 'art. 9']

Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
Nuove norme sul procedimento amministrativo
Art. 1 (Princ�pi generali dell'attivit� amministrativa)
1. L’attivit� amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed � retta da criteri di economicit�, di efficacia, di imparzialit�, di pubblicit� e di trasparenza, secondo le modalit� previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni
che disciplinano singoli procedimenti, nonch� dai princ�pi dell'ordinamento comunitario.
(comma cos� modificato dall'art. 1, comma 1, legge n. 15 del 2005 poi dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)
1-bis. La pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
1-ter. I soggetti privati preposti all'esercizio di attivit� amministrative assicurano il rispetto dei princ�pi di cui al comma 1, con un livello di garanzia non inferiore a quello cui sono tenute le pubbliche amministrazioni in forza delle disposizioni di cui alla presente legge.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005, poi cos� modificato dall'art. 1, comma 37, legge n. 190 del 2012)
2. La pubblica amministrazione non pu� aggravare il
procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento
dellistruttoria.
Art. 2 (Conclusione del
procedimento)
(articolo cos� sostituito dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)
1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso. Se ravvisano la manifesta irricevibilit�, inammissibilit�, improcedibilit� o infondatezza della domanda, le pubbliche amministrazioni concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma semplificata, la cui motivazione pu� consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo.
(comma cos� modificato dall'art. 1, comma 38, legge n. 190 del 2012)
3. Con uno o pi� decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza.
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilit� dei tempi sotto il profilo dell’organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessit� del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l’immigrazione.
5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorit� di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformit� ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza.
6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento � ad iniziativa di parte.
7. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualit� non attestati in documenti gi� in possesso dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 14, comma 2.
8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione � disciplinata dal codice del processo amministrativo. Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti.
(comma cos� sostituito dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonch� di responsabilit� disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (comma cos� sostituito dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al funzionario di pi� elevato livello presente nell'amministrazione. Per ciascun procedimento, sul sito internet istituzionale dell’amministrazione � pubblicata, in formato tabellare e con collegamento ben visibile nella homepage, l’indicazione del soggetto a cui � attribuito il potere sostitutivo e a cui l’interessato pu� rivolgersi ai sensi e per gli effetti del comma 9-ter. Tale soggetto, in caso di ritardo, comunica senza indugio il nominativo del responsabile, ai fini della valutazione dell’avvio del procedimento disciplinare, secondo le disposizioni del proprio ordinamento e dei contratti collettivi nazionali di lavoro, e, in caso di mancata ottemperanza alle disposizioni del presente comma, assume la sua medesima responsabilit� oltre a quella propria.
(comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012, poi cos� modificato dall'art. 13, comma 01, legge n. 134 del 2012)
9-ter. Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento o quello superiore di cui al comma 7, il privato pu� rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis perch�, entro un termine pari alla met� di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non � stato rispettato il termine di conclusione previsti dalla legge o dai regolamenti. Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte � espressamente indicato il termine previsto dalla legge o dai regolamenti di cui all'articolo 2 e quello effettivamente impiegato. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
Art. 2-bis. (Conseguenze per il ritardo dell’amministrazione nella conclusione del procedimento)
(articolo introdotto dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)
1. Le pubbliche amministrazioni e i soggetti di cui all’articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento.
1-bis. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 e ad esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, in caso di inosservanza del termine di conclusione del procedimento ad istanza di parte, per il quale sussiste l'obbligo di pronunziarsi, l'istante ha diritto di ottenere un indennizzo per il mero ritardo alle condizioni e con le modalit� stabilite dalla legge o, sulla base della legge, da un regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400. In tal caso le somme corrisposte o da corrispondere a titolo di indennizzo sono detratte dal risarcimento.
(comma introdotto dall'art. 28, comma 9, legge n. 98 del 2013)
(comma abrogato dall'Allegato 4, articolo 4, del d.lgs. n. 104 del 2010)
Art. 3 (Motivazione del provvedimento)
1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli
concernenti lorganizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed
il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La
motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno
determinato la decisione dellamministrazione, in relazione alle risultanze
2. La motivazione non � richiesta per gli atti
normativi e per quelli a contenuto generale.
3. Se le ragioni della decisione risultano da altro
atto dellamministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla
comunicazione di questultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della
presente legge, anche latto cui essa si richiama.
4. In ogni atto notificato al destinatario devono
essere indicati il termine e lautorit� cui � possibile ricorrere.
Art. 3-bis (Uso della telematica)
(introdotto dall'art. 3 della legge n. 15 del 2005)
1. Per conseguire maggiore efficienza nella loro attivit�, le amministrazioni pubbliche incentivano l'uso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati.
Art. 4 (Unit� organizzativa responsabile del procedimento)
1. Ove non sia gi� direttamente stabilito per legge o
per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo
di procedimento relativo ad atti di loro competenza lunit� organizzativa
responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonch�
delladozione del provvedimento finale.
2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono
rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli ordinamenti.
Art. 5 (Responsabile del
1. Il dirigente di ciascuna unit� organizzativa
provvede ad assegnare a s� o ad altro dipendente addetto allunit� la
responsabilit� della istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo
procedimento nonch�, eventualmente, delladozione del provvedimento finale.
2. Fino a quando non sia effettuata lassegnazione
di cui al comma 1, � considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario
preposto alla unit� organizzativa determinata a norma del comma 1 dellarticolo
3. Lunit� organizzativa competente e il
nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui allarticolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.
Art. 6 (Compiti del
responsabile del procedimento)
a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di
ammissibilit�, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per
lemanazione di provvedimento;
b) accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti alluopo
necessari, e adotta ogni misura per ladeguato e sollecito svolgimento
dellistruttoria. In particolare, pu� chiedere il rilascio di dichiarazioni e la
rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e pu� esperire accertamenti
tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;
c) propone lindizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di
cui allarticolo 14;
d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni previste dalle leggi e dai
e) adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti all’organo competente per l’adozione. L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non pu� discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale.
(lettera cos� modificata dall'art. 4 della legge n. 15 del 2005)
(introdotto dall'art. 1, comma 41, legge n. 190 del 2012)
1. Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale.
Art. 7 (Comunicazione di avvio del procedimento)
1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti
da particolari esigenze di celerit� del procedimento, lavvio del procedimento
stesso � comunicato, con le modalit� previste dallarticolo 8, ai
soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale � destinato a produrre effetti
diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le
ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio
a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari,
lamministrazione � tenuta a fornire loro, con le stesse modalit�, notizia
dellinizio del procedimento.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la
facolt� dellamministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle
comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.
Art. 8 (Modalit� e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento)
1. Lamministrazione provvede a dare notizia
dellavvio del procedimento mediante comunicazione personale.
a) lamministrazione competente;
b) loggetto del procedimento promosso;
c) lufficio e la persona responsabile del procedimento;
(lettera introdotta dall'art. 5 della legge n. 15 del 2005)
d) l’ufficio in cui si pu� prendere visione degli atti.
3. Qualora per il numero dei destinatari la
comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa,
lamministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante
forme di pubblicit� idonee di volta in volta stabilite dallamministrazione
4. Lomissione di taluna delle comunicazioni
prescritte pu� esser fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione �
Art. 9 (Intervento nel procedimento)
1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici
o privati, nonch� i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati,
cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facolt� di intervenire nel
Art. 10 (Diritti dei partecipanti al procedimento)
1. I soggetti di cui allarticolo 7
e quelli intervenuti ai sensi dellarticolo 9 hanno diritto:
a) di prendere visione degli atti del procedimento,
salvo quanto previsto dallarticolo 24;
b) di presentare memorie scritte e documenti, che lamministrazione ha lobbligo
di valutare ove siano pertinenti alloggetto del procedimento.
(introdotto dall'art. 6 della legge n. 15 del 2005)
1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorit� competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni � data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali. Non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione.
(comma cos� modificato dall'art. 9, comma 3, della legge n. 180 del 2011)
Art. 11 (Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento)
1. In accoglimento di osservazioni e proposte
presentate a norma dellarticolo 10, lamministrazione
procedente pu� concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel
perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare
il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero
in sostituzione di questo.
(comma cos� modificato dall'art. 7, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi
di cui al comma 1, il responsabile del procedimento pu� predisporre un calendario di
incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed
eventuali controinteressati.
(comma introdotto dall'art. 3-quinquies della legge n. 273 del 1995)
2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono
essere stipulati, a pena di nullit�, per atto scritto, salvo che la legge disponga
altrimenti. Ad essi si applicano, ove non diversamente previsto, i princ�pi del codice
civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili. Gli accordi di cui al presente articolo devono essere motivati ai sensi dell’articolo 3.
(comma cos� modificato dall'art. 1, comma 47, legge n. 190 del 2012)
3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono
soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi.
4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l’amministrazione recede unilateralmente dall’accordo, salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.
4-bis. A garanzia dell'imparzialit� e del buon andamento dell'azione amministrativa, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione conclude accordi nelle ipotesi previste al comma 1, la stipulazione dell'accordo � preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento.
(comma introdotto dall'art. 7, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
Art. 12 (Provvedimenti attributivi di vantaggi economici)
1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi
ed ausili finanziari e lattribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a
persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai
rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalit� cui le amministrazioni stesse devono
attenersi.
(comma cos� modificato dall'art. 42, comma 2, d.lgs. n. 33 del 2013)
2. Leffettiva osservanza dei criteri e delle
modalit� di cui al comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli
interventi di cui al medesimo comma 1.
Art. 13 (Ambito di applicazione delle norme sulla partecipazione)
1. Le disposizioni contenute nel presente capo non si
applicano nei confronti dellattivit� della pubblica amministrazione diretta alla
emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di
programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la
2. Dette disposizioni non si applicano altres� ai
procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li
regolano.
Art. 14 (Conferenza di
servizi)
(articolo gi� sostituito dall'art. 9 della
legge n. 340 del 2000)
1. Qualora sia opportuno effettuare
un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento
amministrativo, l’amministrazione procedente pu� indire una conferenza di servizi.
(comma cos� modificato dall'art. 49, comma 1, legge n. 122 del 2010) 2. La conferenza di servizi � sempre indetta quando l’amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza pu� essere altres� indetta quando nello stesso termine � intervenuto il dissenso di una o pi� amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui � consentito all'amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti.
(comma cos� modificato dall'art. 8, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005, poi
dall'art. 49, comma 1, legge n. 122 del 2010) 3. La conferenza di servizi pu� essere convocata anche per l’esame contestuale di interessi coinvolti in pi� procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attivit� o risultati. In tal caso, la conferenza � indetta dall’amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l’interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza pu� essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta. (comma cos� modificato dall'art. 8, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
4. Quando l’attivit� del privato sia subordinata ad
atti di consenso, comunque denominati, di competenza di pi� amministrazioni
pubbliche, la conferenza di servizi � convocata, anche su richiesta
dell’interessato, dall’amministrazione competente per l’adozione del
5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi � convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal concessionario, entro quindici
giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi regionali in materia di
valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza � convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto.
(comma cos� modificato dall'art. 8, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi � convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalit� stabiliti dalle medesime amministrazioni.
(comma introdotto dall'art. 8, comma 1, lettera d), legge n. 15 del 2005)
Art. 14-bis (Conferenza di
servizi preliminare)
(articolo gi� sostituito dall'art. 10 della
1. La conferenza di servizi pu�
essere convocata per progetti di particolare complessit� e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilit�, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente.
(comma cos� modificato dall'art. 9, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
1-bis. In relazione alle procedure di cui all'articolo 153 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la conferenza dei servizi � sempre indetta. La conferenza si esprime sulla base dello studio
di fattibilit� per le procedure che prevedono che lo stesso sia
posto a base di gara ovvero sulla base del progetto preliminare per
le procedure che prevedono che lo stesso sia posto a base di gara. Le
indicazioni fornite in sede di conferenza possono essere
motivatamente modificate o integrate solo in presenza di
significativi elementi emersi nelle fasi successive del
(comma introdotto dall'art. 3, comma 1, legge n. 134 del 2012)
2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche
e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime sul progetto
preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul
progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le
licenze, i nullaosta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla
normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni preposte alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla
tutela della salute e della pubblica incolumit�, si pronunciano, per quanto riguarda l’interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile, elementi comunque preclusivi della realizzazione del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso.
(comma cos� modificato dall'art. 9, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza di
servizi si esprime entro trenta giorni dalla conclusione della fase preliminare
di definizione dei contenuti dello studio d’impatto ambientale, secondo quanto
previsto in materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro novanta
giorni dalla richiesta di cui al comma 1, la conferenza di servizi si esprime
comunque entro i successivi trenta giorni. Nell’ambito di tale conferenza,
l’autorit� competente alla VIA si esprime sulle condizioni per la
elaborazione del progetto e dello studio di impatto ambientale. In tale fase,
che costituisce parte integrante della procedura di VIA, la suddetta autorit�
esamina le principali alternative, compresa l’alternativa zero, e, sulla base
della documentazione disponibile, verifica l’esistenza di eventuali elementi
di incompatibilit�, anche con riferimento alla localizzazione prevista dal
progetto e, qualora tali elementi non sussistano, indica nell’ambito della
conferenza di servizi le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del
progetto definitivo, i necessari atti di consenso.
3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumit�, con riferimento alle opere interregionali, � sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 14-quater, comma 3.
(comma introdotto dall'art. 9, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)
4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza di
servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione e le indicazioni
fornite in tale sede possono essere motivatamente modificate o integrate solo in
presenza di significativi elementi emersi nelle fasi successive del
procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei privati sul progetto
5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico
del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate il progetto
definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse
amministrazioni in sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e
convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivi alla
trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di
lavori pubblici, l’amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di
servizi sulla base del solo progetto preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. (ora d.lgs. n. 163 del 2006 - n.d.r.)
Art. 14-ter (Lavori della conferenza di servizi)
(articolo gi� sostituito dall'art. 11
della legge n. 340 del 2000)
01. La prima riunione della conferenza di servizi � convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessit� dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione.
(comma introdotto dall'art. 10, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all’organizzazione dei propri lavori a maggioranza dei presenti e pu� svolgersi per via telematica.
(comma cos� modificato dall'art. 9, comma 1, legge n. 69 del 2009)
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare, l’effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, l’amministrazione procedente concorda una nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima.
La nuova data della riunione pu� essere fissata entro i quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga da un'autorit� preposta alla tutela del patrimonio culturale. I responsabili degli sportelli unici per le attivit� produttive e per l'edilizia, ove costituiti, o i Comuni concordano con i Soprintendenti territorialmente competenti il calendario, almeno trimestrale, delle riunioni delle conferenze di servizi che coinvolgano atti di assenso o consultivi comunque denominati di competenza del Ministero per i beni e le attivit� culturali.
(comma cos� modificato dall'art. 10, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005, poi dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e 14-bis sono convocati i soggetti proponenti il progetto dedotto in conferenza, alla quale gli stessi partecipano senza diritto di voto.
(comma aggiunto dall'art. 9, comma 2, legge n. 69 del 2009)
2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attivit�. Agli stessi � inviata, anche per via telematica e con congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione.
(comma aggiunto dall'art. 9, comma 2, legge n. 69 del