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Timestamp: 2018-02-22 13:17:32+00:00
Document Index: 50912700

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 49', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 19', 'art. 9', 'art. 10']

Novità fiscali del 20 marzo 2008: trasferimento aziendale e imposta di successione; termine di validità dell'autorizzazione commerciale; condono fiscale non valido se si è pagata solo la prima rata; antiriciclaggio
Novità fiscali del 20 marzo 2008: trasferimento aziendale e imposta di successione; termine di validità dell’autorizzazione commerciale; condono fiscale non valido se si è pagata solo la prima rata; antiriciclaggio
1) Modificate le specifiche tecniche per l’invio di UNICO SC e ENC e del Mod. 730
2) Istituti scolastici: versamento ritenute alla fonte anche per piccoli importi
3) Autorizzazioni commerciali: Termine di validità dell’autorizzazione commerciale
4) Antiriciclaggio: Vecchi assegni validi anche dopo il 30/4/2008
5) Cambiali e pagherò esclusi dall’applicazione dell’imposta di bollo
6) Auto usate, effetto boomerang
7) Canone Tv, non spetta all’Agenzia delle Entrate individuare le tipologie di apparecchi
8) Ritardati e omessi versamenti: Condono fiscale non valido se si paga solo la prima rata
– Finanze, debutta il dipartimento
– Onlus: Nelle scuole l’esenzione IVA conquista nuovi spazi
– Trasferimento aziendale e imposta di successione
– Telefoni cellulari aziendali
Con tre distinti Provvedimenti datati 13 marzo 2008 e pubblicati sul sito Internet, l’Agenzia delle Entrate ha variato le specifiche tecniche per la trasmissione del Modello 730/2008, UNICO 2008 SC e ENC.
Si riportano, in sintesi, i principali contenuti dei diversi Provvedimenti relativamente a ciascun modello:
– 730/2008: sono state modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello e nella scheda riguardante le scelte della destinazione dell’8 e del 5 per mille nonchè delle istruzioni per lo svolgimento degli adempimenti previsti per l’assistenza fiscale da parte di sostituti d’imposta, CAF e professionisti abilitati;
– UNICO SC: sono stati approvati i criteri di liquidazione e di controllo per la verifica della conformità dei dati contenuti nella dichiarazione con le indicazioni fornite nelle istruzioni al modello, unitamente ai dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indicatori di normalità economica, da presentare nel 2008.
Sono state, inoltre, rettificate ed integrate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati;
– UNICO ENC: sono state approvate le modifiche al modello da presentare nel 2008 per correggere alcuni errori riscontrati dopo la pubblicazione sul sito Internet dell’Agenzia.
Infine è stata approvata la busta da utilizzare per la consegna della dichiarazione agli uffici postali nei soli casi in cui il contribuente non sia tenuto alla sua presentazione in via telematica.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate 13/03/2008, n. prot. 37944/2008, Provvedimento Agenzia delle Entrate 13/03/2008, n. prot. 27813/2008, in Seac del 19/3/2008)
Con la circolare 14 marzo 2008, n. 9, la Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito alcuni aspetti relativi alle nuove modalità di versamento delle ritenute alla fonte IRPEF, IRAP e addizionali regionale e comunale, da parte delle istituzioni scolastiche.
A decorrere dal 1° gennaio 2008 gli istituti scolastici, se titolari di partita IVA, per effettuare i predetti versamenti, sono tenuti ad utilizzare il modello F24 telematico; non deve, invece, essere utilizzato il modello “F24 enti pubblici” in quanto le scuole non sono soggette al sistema della tesoreria unica.
Tra le precisazioni fornite, la Ragioneria Generale ha specificato che gli istituti scolastici sono tenuti al pagamento anche qualora gli importi siano pari a pochi euro.
Infatti, come sottolinea la Ragioneria, in tema di ritenute alla fonte non sono previsti limiti di importo al di sotto dei quali il versamento non è dovuto.
(Ragioneria Generale dello Stato, circolare 14 marzo 2008, n. 9 in Seac del 19/3/2008)
Nell’ipotesi di trasferimento negoziale della gestione di un esercizio commerciale, l’autorizzazione rilasciata al subentrante è valida sino alla data in cui ha termine l’effettiva gestione dell’esercizio, e non fino alla data teorica in cui è previsto, in un eventuale contratto di affitto di azienda, il termine dell’affitto medesimo.
Con sentenza 28 febbraio 2008, n. 339, la Seconda Sezione del TAR Sardegna, ha dichiarato l’illegittimità di un’ordinanza con la quale la Polizia Municipale aveva ordinato alla ricorrente la cessazione dell’attività abusiva in un esercizio pubblico di albergo-bar-ristorante-pizzeria, affermando il principio secondo cui, ai sensi dell’ art. 49, comma 8, del D.M. 4 agosto 1988 n. 375, nell’ipotesi di trasferimento negoziale della gestione di un esercizio commerciale, l’autorizzazione rilasciata al subentrante è valida sino alla data in cui ha termine l’effettiva gestione dell’esercizio, e non fino alla data teorica in cui è previsto, in un eventuale contratto di affitto di azienda, il termine dell’affitto medesimo.
Da ciò consegue l’illegittimità del provvedimento di chiusura di un esercizio commerciale adottato dall’Amministrazione comunale alla scadenza contrattuale, in quanto la determinazione di tale scadenza è questione che deve essere accertata dal giudice ordinario, con la conseguenza che il provvedimento amministrativo interferirebbe con i poteri spettanti allo stesso giudice.
(TAR Sardegna, sentenza 28/02/2008, n. 339, commentata da Roberto Proietti, magistrato amministrativo, Ipsoa del 19/3/2008)
I carnet di assegni rilasciati dalle banche prima del 30/4/2008 potranno essere utilizzati anche dopo tale data.
Sarà sufficiente allinearli alle nuove regole commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio con l’apposizione della clausola di non trasferibilità.
La dicitura potrà essere apposta a mano direttamente dal traente senza alcuna ulteriore formalità.
Il chiarimento deriva dal contenuto di una circolare di prossima emanazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il documento dovrà sciogliere alcuni dubbi applicativi derivanti dal decreto legislativo commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio (D.Lgs n. 231 del 2007) ed in particolare dall’art. 49 che pone rilevanti limitazioni all’uso del denaro contante.
A partire da tale data coloro che intenderanno emettere assegni liberi entro la soglia massima di 5.000 euro dovranno inoltrare alle banche un’apposita richiesta (per ottenere il rilascio del carnet) pagando un’imposta di bollo di 1,5 euro per ogni assegno.
In questi casi la girata dovrà riportare il codice fiscale del girante.
Per i carnet di assegni già rilasciati dalle banche non sarà necessario assolvere l’imposta di bollo.
Invece gli assegni bancari e postali emessi a me medesimo potranno solo essere girati per l’incasso direttamente dall’emittente a una banca o ad un ufficio postale.
Il Ministero chiarisce poi che nonostante l’irregolarità l’assegno si potrà incassare, ma la banca dovrà segnalare le irregolarità.
In questi casi il Ministero applicherà le relative sanzioni previste dal decreto legislativo dall’1 al 40% dell’importo trasferito.
Invece per gli assegni liberi la girata irregolare blocca la possibilità di incasso.
Alcune novità riguardano anche i libretti di deposito.
Per quelli già esistenti il saldo esistente dopo il 30 giugno 2009 dovrà essere portato sotto i 5 mila euro.
Nuova disciplina su assegni (art. 49, D.Lgs n. 231 del 2007)
I commi da 4 a 11 deIl’art. 49 sanciscono, con decorrenza 30 aprile 2008, novità di rilievo in materia di emissione e circolazione di assegni bancari e circolari.
In sintesi (nota 2008 del CNDCEC):
I moduli di assegni devono essere muniti della clausola di non trasferibilità, fin dal momento del rilascio.
Gli assegni bancari o circolari in forma libera possono essere rilasciati previa richiesta scritta e pagamento, a titolo di imposta di bollo, di una somma di 1,50 euro per ogni assegno, possono essere utilizzati solo per importi inferiori a 5.000,00 euro e, per ciascuna girata, deve essere apposto, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.
Lo sbarramento dell’assegno non è idoneo a conseguire la finalità di intrasferibilità richiesta dalla legge, perché l’assegno sbarrato può circolare mediante girata.
Gli assegni bancari o postali emessi all’ordine del traente (con intestazione m.m. o a me stesso) potranno essere girati unicamente dal traente per l’incasso presso una banca o Poste Italiane Spa, senza quindi ulteriori possibilità di girata del titolo a mezzo girata.
Gli uffici dell’amministrazione finanziaria e la guardia di finanza potranno chiedere alla Banca o a Poste italiane SpA i dati identificativi ed il codice fiscale dei soggetti ai quali siano stati rilasciati moduli di assegni bancari o postali in forma libera o che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali in forma libera nonché di tutti i giratari e di coloro che li abbiano presentati all’incasso.
Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore deve essere inferiore a 5.000,00 euro e, se superiore, i libretti devono essere estinti entro il 30 giugno 2009 ovvero il saldo deve essere ridotto sotto la soglia.
(Valentina Maglione in Il Sole 24 Ore del 19/3/2008, e documento 2008 del CNDCEC)
Le cambiali e i pagherò sono esclusi dall’applicazione dell’imposta di bollo pari a 1,5 euro prevista per gli assegni bancari, postali e circolari e per i vaglia postali o cambiari speciali. Infatti il riferimento fatto dalla normativa commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio ai “vaglia cambiari” riguarda esclusivamente quelli emessi dalla Banca d’Italia, Banco di Napoli e Banco di Sicilia. Invece sono esclusi i vaglia cambiari ordinari (cambiali e pagherò).
L’indicazione proviene dall’Assonime con la circolare n. 18 del 18/3/2008.
Inoltre secondo l’Assonime anche se il nuovo prelievo è stato qualificato come imposta di bollo le finalità che esso intende raggiungere sono extratributarie.
L’obiettivo è disincentivare l’utilizzo di questi titoli. Inoltre deve essere chiarito che lo sbarramento non è idoneo a conseguire la finalità di intrasferibilità, in quanto l’assegno sbarrato può continuare a circolare liberamente mediante girata.
Gli assegni rilasciati dalle banche entro il 30 aprile non dovranno scontare l’imposta di bollo, tuttavia dovranno seguire tutte le altre regole previste dalla normativa commercialistatelematico.com/antiriclaggio-professionisti” title=”Antiriciclaggio”>antiriciclaggio.
(Luca De Stefani in Il Sole 24 Ore del 19/3/2008)
La rivendita delle auto usate che hanno beneficiato della detrazione Iva nella misura del 40% determina un effetto boomerang con la conseguente riduzione del vantaggio della maggiore detrazione in funzione dell’entità del corrispettivo di rivendita.
All’atto della rivendita rimane ancora un beneficio, ma che non corrisponde alla maggiore detrazione del 40% rispetto al 15% in precedenza applicabile.
La ragione di questo svantaggio è nel fatto che in precedenza la vendita di veicoli usati che avevano beneficiato della detrazione del 10 o del 15% consentiva l’applicazione del regime dei beni usati.
Pertanto l’unica Iva dovuta era quella applicabile sul margine di rivendita (Art. 30 L. n. 388/2000).
La detrazione del 40% è espressamente prevista dall’art. 19-bis1 del Decreto Iva.
Lo stesso decreto prevede i criteri di determinazione della base imponibile ridotta nei casi di vendita dei predetti beni.
Nulla però si dice per i successivi passaggi non potendosi applicare il regime del margine, ma quello ordinario che implica l’applicazione del tributo sull’intero corrispettivo.
(Raffaele Rizzardi in Il Sole 24 Ore del 19/3/2008)
Spetta al ministero delle Comunicazioni, e non alle Entrate, il compito di individuare le tipologie di apparecchi il cui possesso fa scattare l’obbligo di pagare il canone Rai.
Con una risoluzione, l’Agenzia delle Entrate ha risposto alla richiesta di chiarimenti formulata dall’Aduc, associazione per i diritti degli utenti e consumatori, in merito alla nozione di “apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni” contenuta nel R.D.L. n. 246/1938.
Secondo l’associazione solo gli apparecchi televisivi, e non altri apparecchi riceventi come ad esempio computer, mp3 player con display e videocellulari, sarebbero soggetti al pagamento del canone.
L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che il canone di abbonamento é una imposta, ovvero una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva e alla volontà di fruire dei programmi della Concessionaria del servizio pubblico.
Si tratta di un orientamento consolidato, più volte espresso dalla Corte costituzionale e dalla Corte di cassazione.
Quanto alle tipologie di apparecchi, l’Agenzia ha già chiesto al competente Ministero di fornire eventuali precisazioni.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 102/E, del 19/3/2008)
La posizione assunta dall’Agenzia ha trovato conferma nell’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione.
Il condono degli omessi e tardivi versamenti (art. 9-bis, legge 289/2002) non è valido se, avendo optato per la rateizzazione degli importi dovuti, non sono stati effettuati i pagamenti successivi al primo.
Gli uffici devono pertanto proseguire il contenzioso instaurato a seguito dei provvedimenti di diniego emessi.
In linea con la tesi dell’Agenzia dell’Agenzia contenuta nella circolare n. 23 del 19/3/2008, la Cassazione ha smentito quella parte della giurisprudenza di merito che aveva ritenuto comunque efficace la sanatoria anche con il pagamento della sola prima rata.
(Agenzia delle Entrate, circolare n. 23 del 19/3/2008)
Il D.P.R. n. 43 del 30/1/2008 (che è stato pubblicato nella G.U. n. 66 del 18/3/2008), ha ufficializzato il debutto del Dipartimento delle finanze, articolato in quattro dipartimenti: tesoro, ragioneria generale dello stato, finanze e amministrazione generale del personale e dei servizi.
La riorganizzazione MEF: il Dipartimento delle Finanze
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il regolamento di riorganizzazione del Ministero dell’E conomia e delle Finanze (DPR 43/08) che attribuisce al Dipartimento delle Finanze il ruolo di regia complessiva del sistema fiscale e di progettazione del suo sviluppo.
Il regolamento rafforza la funzione del Dipartimento di indirizzo e controllo sulle Agenzie e sugli altri soggetti che compongono l’Amministrazione finanziaria e attribuisce alla nuova struttura poteri più efficaci nell’interpretazione delle norme fiscali.
Il Dipartimento sarà articolato in 8 direzioni, con il compito di:
curare la produzione delle norme, emanare direttive interpretative della legislazione tributaria e coordinare l’attività delle Agenzie;
monitorare l’andamento delle entrate fiscali e analizzare i dati statistici per la definizione e valutazione delle politiche tributarie;
verificare che siano rispettate le esigenze di semplificazione degli adempimenti fiscali e dei relativi modelli di dichiarazione;
garantire, sulla base degli indirizzi del Ministro, l’unità di indirizzo dell’Amministrazione finanziaria attraverso la programmazione degli obiettivi delle Agenzie, il coordinamento generale del sistema e la verifica dei risultati;
assicurare la partecipazione dell’Italia allo sviluppo dei processi di integrazione europea e di cooperazione internazionale in campo tributario e fiscale;
gestire i rapporti con il sistema delle autonomie regionali e locali per lo sviluppo del federalismo fiscale e di ogni forma di decentramento dell’i mposizione e del prelievo tributario;
promuovere la conoscenza del sistema fiscale e delle norme tributarie, realizzando attività di comunicazione e anche coordinando le funzioni di informazione e assistenza ai contribuenti svolte dalle Agenzie;
coordinare il sistema informativo della fiscalità per favorire anche lo sviluppo e l’innovazione delle tecnologie d’informazione e comunicazione;
monitorare la giurisprudenza in materia tributaria e fiscale evidenziando i casi in cui non vi sia un univoco orientamento giurisprudenziale.
L’Agenzia delle entrate ha fornito alcuni chiarimenti sull’esenzione dell’Iva per le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e di quelle didattiche, anche per formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS.
La disposizione interessata è costituita dall’art. 10, n. 20 del D.P.R. n. 633/1972 e la circolare è la n. 22/E del 18 marzo 2008.
(Marta Saccaro in Il Sole 24 Ore del 19/3/2008)
La legge Finanziaria 2008 ha apportato novità significative sul versante dei trasferimenti gratuiti di aziende o rami di esse, di quote sociali e azioni effettuati in ambito familiare.
La manovra, infatti, ha incluso il coniuge del dante causa tra i possibili destinatari dell’agevolazione in questione; in particolare, l’articolo sottolinea che sono da considerarsi esenti dall’imposta sulle successioni e le donazioni anche i trasferimenti di aziende disposti mediante patti di famiglia.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, con la C.M. 22.01.2008, n. 3/E, ha chiarito che il patto di famiglia è riconducibile nell’ambito degli atti a titolo gratuito, in quanto:
a) è caratterizzato dall’intento di prevenire liti ereditarie e lo smembramento di aziende o partecipazioni societarie, ovvero l’assegnazione di tali beni a soggetti inidonei ad assicurare la continuità gestionale degli stessi;
b) non comporta il pagamento di un corrispettivo da parte dell’assegnatario dell’azienda o delle partecipazioni sociali, ma solo l’onere in capo a quest’ultimo di liquidare gli altri partecipanti al contratto, in denaro o in natura.
(Guida Normativa Il Sole 24Ore n. 7/2008)
Dal 1.01.2008 per l’utilizzo di telefonini aziendali si passa da una detrazione limitata ad una detrazione piena; tuttavia, se i cellulari sono utilizzati dall’imprenditore o dai dipendenti anche per motivi privati, l’impresa ha due possibilità:
a) rendere indetraibile l’Iva a monte, in base all’effettivo utilizzo del bene per motivi privati, da determinare secondo criteri oggettivi, coerenti con la natura dei beni e servizi acquistati;
b) oppure deve considerare prestazione di servizi imponibile la messa a disposizione del telefono al dipendente (sempre che questi sia abilitato anche alle chiamate per motivi privati) o all’imprenditore. In quest’ultimo caso, l’impresa deve assoggettare ad Iva la prestazione di servizi gratuita resa al dipendente o all’imprenditore.
(L’Iva n. 2/2008, Ipsoa)