Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-250-del-12092007.html
Timestamp: 2016-12-05 12:42:59+00:00
Document Index: 55609126

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 184', 'art. 7', 'art. 184', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 198', 'art. 184']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 250 del 12.09.2007
smaltimento di rifiuti pericolosi. - N. 127 - sexiesdecies della Tabella A,
L'Alfa s.p.a. riferisce di svolgere, in base al
contratto di servizio stipulato con il Comune di .... in data .... 2005,
l'attività di gestione dei rifiuti mediante raccolta, trasporto, recupero e
L'Alfa s.p.a. evidenzia, inoltre, di appaltare ad
imprese terze l'attività di smaltimento delle tipologie di rifiuti identificati
dai seguenti codici C.E.R. (Catalogo Europeo dei Rifiuti), alcuni dei quali
contrassegnati con apposito asterisco che ne segnala la pericolosità:
- 05.01.03 - morchie depositate sul fondo
di serbatoi;
- 06.02.03* - idrossido di ammonio;
- 08.03.17* - toner per stampa esauriti
contenenti sostanze pericolose;
- 13.02.02 - oli esauriti da motore;
- 16.02.11* - apparecchiature fuori uso
contenenti clorofluorocarburi;
- 16.02.13* - apparecchiature fuori uso
- 16.02.15* - componenti pericolose
- 17.06.05 - materiale da costruzione a
base di amianto;
- 19.01.03 - ceneri leggere;
- 19.01.05* - residui di filtrazione
prodotti dal trattamento dei fumi;
- 19.01.06* - rifiuti liquidi acquosi;
- 19.01.07* - rifiuti solidi prodotti dal
trattamento di fumi;
- 19.01.15* - ceneri di caldaia contenenti
- 20.01.21* - tubi fluorescenti ed altri
rifiuti contenenti mercurio;
- 20.01.23* - apparecchiature fuori uso
- 20.01.33* - batterie ed accumulatori;
- 20.01.35* - apparecchiature elettriche ed
elettroniche fuori uso.
Ciò premesso, l'Alfa s.p.a. chiede chiarimenti in
ordine all'aliquota applicabile, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, alle
attività di smaltimento dei richiamati rifiuti e, in particolare, chiede di
sapere se le predette prestazioni siano o meno riconducibili nel n.
Parte III, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
L'Alfa s.p.a. ritiene che le prestazioni di
smaltimento dei rifiuti identificati dai codici C.E.R. sopra indicati debbano
essere assoggettate all'aliquota ordinaria del 20 per cento, in quanto, a parere
dell'istante, l'aliquota ridotta del 10 per cento di cui al n. 127-sexiesdecies
allegata al DPR n. 633 del 1972 non si applica alle prestazioni di gestione
aventi ad oggetto rifiuti pericolosi.
Il n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al DPR
n. 633 del 1972 prevede l'applicazione dell'aliquota IVA al 10 per cento per le
"prestazioni di gestione, stoccaggio e deposito temporaneo, previste
dall'articolo 6, comma 1, lettere d), l) e m) del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, di rifiuti urbani di cui all'articolo 7, comma 2, e di rifiuti
speciali di cui all'articolo 7, comma 3, lettera g), del medesimo decreto
decorrere dalla data di entrata in vigore di detto decreto (29 aprile 2006).
Il richiamo all'art. 7, comma 2, del D. Lgs. n. 22 del
1997, relativo alla definizione di rifiuti urbani, deve intendersi riferito
all'art. 184, comma 2, del D. Lgs. n. 152 del 2006.
Il riferimento alla lettera g) dell'art. 7, comma 3,
del D. Lgs n. 22 del 1997, recante la nozione di rifiuti speciali, deve
intendersi riferito alla lettera g) dell'art. 184, comma 3, del D. Lgs. n. 152
Pertanto, l'aliquota ridotta prevista dal n.
Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972 si applica alle prestazioni di
gestione, stoccaggio e deposito temporaneo, come definite dall'art. 183, comma
1, lett. d), l) e m), del D. Lgs. n. 152 del 2006, relative ai "rifiuti
urbani" di cui all'art. 184, comma 2, del medesimo decreto e ai
"rifiuti speciali" di cui alla lettera g) dello stesso articolo 184,
Il citato art. 184, comma 1, del D. Lgs. n. 152 del
2006 stabilisce, in merito alla classificazione dei rifiuti, che gli stessi
"sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali
e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti
non pericolosi".
Il comma 2 dello stesso articolo 184 del citato decreto
fornisce le seguenti definizioni di "rifiuti urbani":
a) "rifiuti domestici, anche
ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile
abitazione";
b) "rifiuti non pericolosi provenienti
da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a),
assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo
198, comma 2, lettera g)";
c) "rifiuti provenienti dallo
spazzamento delle strade";
d) "rifiuti di qualunque natura o
provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree
private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e
sulle rive dei corsi d'acqua";
e) "rifiuti vegetali provenienti da
aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali";
f) "rifiuti provenienti da esumazioni
ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale
diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e)".
Il successivo comma 3 dell'art. 184 del citato D. Lgs.
n. 152 del 2006 reca inoltre la definizione di "rifiuti speciali",
stabilendo che devono ricomprendersi in detta categoria, fra l'altro, ai sensi
della lettera g), i "rifiuti derivanti dalla attività di recupero e
smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri
trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento
di fumi".
Quanto sopra premesso, si rileva che il quesito
formulato dall'Alfa, relativo all'aliquota IVA applicabile allo smaltimento dei
rifiuti identificati dai codici CER riportati nell'istanza di interpello e sopra
richiamati, presuppone la classificazione dei suddetti rifiuti tra i rifiuti
urbani di cui all'art. 184, comma 2, del D. Lgs. n. 152 del 2006 e i rifiuti
speciali di cui alla lettera g) dell'art. 184, comma 3, del medesimo decreto.
L'anzidetta problematica richiede competenze tecniche
di natura extra fiscale dalle quali non può prescindersi ai fini
dell'applicazione della disposizione recata dal n. 127-sexiesdecies della Tabella A, Parte III, allegata al DPR
Al fine di fornire soluzione al presente quesito, sono
del territorio e del mare gli elementi tecnici necessari a verificare la
riconducibilità dei rifiuti indicati nell'istanza di interpello fra i rifiuti
urbani o fra i rifiuti speciali indicati, rispettivamente, dall'art. 184, comma
2 e comma 3, lett. g), del D. Lgs n. 152 del 2006.
Con nota prot. n. .......... del......., il Ministero
dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare ha precisato che "la
pericolosità o meno dei rifiuti è irrilevante ai fini della classificazione
degli stessi" ai sensi dell'articolo 184, comma 2 e comma 3, lett. g), del
D. Lgs. n. 152 del 2006 "in quanto tale classificazione ha riguardo
unicamente all'origine dei rifiuti" così come specificato al citato comma
1 dell'articolo 184 del medesimo decreto.
Nella successiva nota prot. n....... del ........... il
suddetto Ministero ha altresì precisato che "per quanto riguarda i rifiuti
urbani, gli stessi sono indicati nell'Elenco dei rifiuti di cui all'allegato D,
alla parte quarta del citato D. Lgs. 152/06, con riferimento alla fonte che
genera il rifiuto, sotto il capitolo 20".
Nell'anzidetta nota è stato quindi chiarito che
"tutti i rifiuti identificati, a cura e sotto la responsabilità del
produttore o del detentore, con il codice a sei cifre del capitolo 20" di
cui all'elenco dell'Allegato D "sono rifiuti urbani di cui all'art. 184,
comma 2 del D. Lgs 152/06".
e del mare ha, inoltre, chiarito che "i rifiuti prodotti da impianti di
trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito,
nonché dalla potabilizzazione dell'acqua e dalla sua preparazione per uso
industriale" sono indicati, sempre con riferimento alla fonte che genera il
rifiuto, "nell'Elenco dei rifiuti di cui all'allegato D, alla parte quarta
del citato D.Lgs 152/06, sotto il capitolo 19".
e del mare ha, pertanto, chiarito che "tutti i rifiuti identificati, a cura
e sotto la responsabilità del produttore o del detentore, con il codice a sei
cifre del capitolo 19 rientrano nella tipologia di cui all'art. 184, comma 3,
lettera g) del Dlgs 152/06".
Per quanto concerne i rifiuti identificati dai codici
non relativi, rispettivamente, ai capitoli 20 e 19, il suddetto Ministero ha
precisato che la possibilità di ascrivere gli stessi alle tipologie di rifiuti
indicati nel citato art. 184, comma 2 e comma 3, lett. g), del D. Lgs. n. 162
del 2006 "deve essere valutata caso per caso con riferimento alla
fattispecie concreta".
Il suddetto Ministero ha, infine, precisato che
"come specificato all'art. 198, comma 2 lettera g) del D Lgs 152/06,
possono essere assimilati ai rifiuti urbani solo i rifiuti non pericolosi".
Da quanto precisato dal Ministero dell'ambiente, della
tutela del territorio e del mare emerge che i rifiuti elencati dall'istante e
identificati con i codici relativi ai capitoli 19 e 20 dell'elenco di cui al
citato Allegato D sono riconducibili, rispettivamente, nei rifiuti speciali di
cui alla lett. g) dell'art. 184, comma 3, del D. Lgs. n. 152 del 2006 e nei
rifiuti urbani di cui al comma 2 del citato articolo 184 del medesimo decreto.
Conseguentemente, le prestazioni di gestione aventi ad
oggetto lo smaltimento dei rifiuti identificati dai predetti codici 19 e 20 sono
assoggettabili all'aliquota ridotta del 10 per cento, ai sensi del n.
Per quanto riguarda i rifiuti ai quali si riferisce
l'Alfa s.p.a. nell'istanza di interpello che sono identificati da codici non
relativi ai suddetti capitoli 19 e 20, il competente Ministero dell'ambiente,
della tutela del territorio e del mare ha precisato che la classificazione degli
stessi tra i rifiuti urbani e i rifiuti speciali "deve essere valutata caso
per caso con riferimento alla fattispecie concreta".
Pertanto, l'applicabilità della disposizione recata
dal n. 127-sexiesdecies della Tabella A,
Parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972 ai rifiuti diversi da quelli
contrassegnati dai codici 19 e 20 va verificata sulla base di un'indagine di
natura tecnica e di fatto che non rientra nelle prerogative dell'istituto
dell'interpello, ma deve essere operata di volta in volta e alla luce dei
criteri forniti dal Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del
mare, il quale ha evidenziato, al riguardo, la rilevanza dell'origine del
rifiuto, a prescindere dalle caratteristiche di pericolosità dello stesso.
- Magione, 4 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.