Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/03/novita-fiscali-del-7-marzo-2008-diritto-camerale-2008-pesanti-rincari-per-le-imprese-contribuenti-minimi-il-codice.html
Timestamp: 2018-01-22 10:15:25+00:00
Document Index: 88374160

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 21', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 3']

Novità fiscali del 7 marzo 2008: diritto camerale 2008: pesanti rincari per le imprese; contribuenti minimi: il codice tributo per il versamento dell'IVA derivante della rettifica della detrazione
Novità fiscali del 7 marzo 2008: diritto camerale 2008: pesanti rincari per le imprese; contribuenti minimi: il codice tributo per il versamento dell’IVA derivante della rettifica della detrazione
1) Fissato il tasso semestrale di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali
2) Il datore di lavoro può riconoscere le detrazioni d’imposta anche senza la dichiarazione del lavoratore
3) Bilancio 2007: La scomparsa del quadro EC non ha fatto venire meno la necessità di stanziare le imposte differite
4) Diritto camerale 2008: Pubblicato in G.U. il Decreto, pesanti rincari per le imprese
5) Contribuenti minimi: Istituito il codice tributo per il versamento dell’IVA derivante della rettifica della detrazione
6) Cartelle di pagamento: Validi i ruoli emessi fino al 31/5/2008
7) Applicazione degli ecoincentivi: E’ applicabile il doppio incentivo
8) IVA ordinaria per impianti di innevamento
9) IVA su prestazioni di servizi relativi alla costruzione delle navi
Il saggio d’interesse per il pagamento differito dei diritti doganali, effettuato oltre il periodo di 30 giorni è stato fissato nella misura del 3,476% annuo per il periodo 13/1/2008 – 12/7/2008.
(D.M. Ministero Economia e Finanze 06/02/2008, G.U. 05/03/2008, n. 55)
Nessuna sanzione al datore di lavoro che riconosce le detrazioni d’imposta anche in assenza della dichiarazione del lavoratore, a patto che dal mese successivo interrompa l’erogazione delle detrazioni concesse e recuperi quelle già erogate.
È questa una delle più interessanti precisazioni contenute nella circolare 15/E/2008 dell’Agenzia delle Entrate, con la quale ha fornito chiarimenti su quattro tematiche legate al sistema delle detrazioni per familiari a carico, in occasione dell’incontro con la stampa specializzata del 20/2/2008.
Il recupero delle detrazioni non dovute esclude le sanzioni per i sostituti
Se il dipendente o collaboratore non effettua la comunicazione annuale necessaria al riconoscimento delle detrazioni, come previsto dalla Finanziaria 2008, entro il termine stabilito dal sostituto, questo a partire dal mese successivo è tenuto ad interrompere l’erogazione delle detrazioni concesse e recuperare quelle corrisposte precedentemente. In questo modo il datore di lavoro non sarà sanzionato per aver riconosciuto le detrazioni anche in assenza della dichiarazione del proprio dipendente che riporta i codici fiscali dei familiari a carico.
Nessuna eccezione per gli extracomunitari
Anche i lavoratori extracomunitari residenti che vogliono usufruire delle detrazioni per i familiari residenti all’estero devono presentare la comunicazione al sostituto d’imposta.
Pertanto dovranno richiedere il codice fiscale delle persone a carico agli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate.
Non è obbligatorio indicare nel 770/2008 i codici fiscali dei familiari a carico
I sostituti d’imposta non subiranno sanzioni in caso di mancata indicazione nel modello 770/2008 del codice fiscale dei familiari a carico dei propri dipendenti e non avranno problemi nella compilazione e trasmissione telematica delle dichiarazioni.
L’obbligo, infatti, pur essendo in vigore dal primo gennaio di quest’anno, scatterà effettivamente con la dichiarazione 2009 per i redditi 2008.
Aliquote comunali e regionali: fa fede il sito Internet
Per calcolare correttamente le addizionali comunali e regionali da applicare ai rapporti di lavoro che cessano nel corso del periodo d’imposta, il sostituto deve fare riferimento alle aliquote disponibili nell’area fiscalità locale del sito Internet del Dipartimento delle politiche fiscali – www.finanze.it – tenendo conto della data di cessazione.
In caso di modifiche delle aliquote, sul sito è indicata la data di pubblicazione della delibera.
Pertanto il sostituto non dovrà provare la correttezza del proprio operato facendo fede quanto riportato sul sito Internet.
(Agenzia delle Entrate, circolare del 05/03/2008, n. 15)
Entra nel bilancio relativo al 2007 l’affrancamento del quadro EC.
Le società che optano per tale possibilità versando la relativa imposta sostitutiva prevista dalla Finanziaria del 2008 devono eliminare dal bilancio le corrispondenti imposte differite con conseguenze positive sul risultato d’esercizio.
Nel calcolo delle imposte correnti trovano spazio per l’ultima volta all’interno del Modello Unico 2008 le deduzioni extracontabili abrogate dall’ultima legge Finanziaria a partire dal 2008.
La scomparsa del quadro EC non fa venire meno la necessità di stanziare le imposte differite.
La società prima di chiudere i conti del 2007 deve valutare la possibilità di affrancare le eccedenze residue pagando l’imposta sostitutiva.
L’operazione può essere particolarmente conveniente per gli ammortamenti anticipati. Infatti con l’affrancamento questi costi torneranno ad essere nuovamente deducibili sia ai fini Ires che ai fini Irap.
La sorte delle eccedenze residue deve essere manifestata nella dichiarazione dei redditi da presentare entro il 31 luglio prossimo.
Tuttavia l’assoggettamento ad imposta sostitutiva, se deciso prima deve riflettersi nelle scritture contabili dello scorso esercizio.
L’impatto sul bilancio riguarda le poste che accolgono la fiscalità differita e può tradursi in un aumento significativo dell’utile d’esercizio.
Se si utilizza l’affrancamento deve essere eliminato dal bilancio il fondo imposte differite iscrivendo la relativa imposta sostitutiva con un effetto positivo sulla voce 22 del conto economico.
La soppressione del quadro Ec riguarda il Modello Unico 2008.
Infatti il modello relativo alla prossima dichiarazione dei redditi prevede una nuova sezione nel quadro RQ concernente le imposte sostitutive, da utilizzare se i contribuenti decidono di affrancare le eccedenze contabilizzate fino al periodo d’imposta 2007 come previsto dall’art. 1, comma 48 della Legge n. 244/2007.
Tuttavia le correzioni riguardanti il Modello Unico SC previste dal provvedimento delle entrate del 4 marzo hanno ridotto la convenienza economica dell’operazione.
A partire dal 2008 non è più possibile fruire delle deduzioni extracontabili.
Il quadro Ec è destinato a scomparire completamente quando sarà completato il processo di riassorbimento delle eccedenze pregresse contabilizzate fino al 2007.
Per rendere più veloce la scomparsa la Finanziaria del 2008 ha previsto la possibilità di effettuare immediatamente il riallineamento delle differenze esistenti pagando un’imposta sostitutiva sugli ammontari riallineati.
In sostanza la scomparsa del quadro Ec potrà verificarsi in due diversi modi: tramite il naturale riassorbimento delle eccedenze pregresse, o immediatamente con l’imposta sostitutiva. In questo caso i maggiori valori affrancati saranno deducibili nel 2008 e le riserve si libereranno. L’operazione potrà anche essere parziale e riguardare solo alcune classi omogenee.
(L. Gaiani, R. Giorgetti, B. Santacroce in Il Sole 24 Ore del 6/3/2008)
Avevamo già preannunciato (articolo sulle novità fiscali del 27/2/2008) nei giorni scorsi il contenuto del Decreto Ministeriale, che è adesso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
Sono stati, quindi, previsti pesanti rincari per le imprese.
Basti pensare che fino a l’anno scorso il contributo fissato per le ditte individuali era solo di € euro, mentre adesso è passato a € 200,000 e se il fatturato del 2007 non ha superato la soglia di € 100.000,00.
In particolare le misure del diritto annuale dovuto ad ogni singola Camera di Commercio da ogni impresa iscritta, o annotata nel Registro per l’anno 2008, sono state così determinate:
Per le imprese iscritte e per le imprese individuali annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese il diritto annuale è dovuto nella misura fissa di € 88,00.
Per le imprese con ragione di società semplice non agricola il diritto annuale è dovuto nella misura di € 144,00.
Per le società iscritte nella sezione speciale (di cui al comma 2 dell’art. 16 del D.Lgs. n. 96/2001) il diritto annuale è dovuto nella misura di € 170,00.
Per la sede legale di tutte le imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, ancorchè annotate nella sezione speciale, il diritto annuale è determinato applicando al fatturato dell’esercizio 2007 le seguenti misure fisse o aliquote per scaglioni di fatturato:
– Fino a € 100.000,00, è dovuta la misura fissa di € 200,00;
– oltre 100.000,00 di fatturato si applicano le diverse aliquote, la prima è del 0,015% fino a € 250,000,00 di fatturato. Segue l’aliquota del 0,013% fino € 500.000,00 di fatturato, poi l’aliquota del 0,010% fino € 1.000.000,00 di fatturato e cosi via.
Il diritto camerale 2008 massimo sarà, comunque, di Euro 40.000,00.
Le nuove imprese iscritte, o annotate nella sezione speciale del Registro delle imprese, nel corso del 2008, l’entrata in vigore del suddetto decreto, sono tenute al versamento dei diritti tramite modello F24, o direttamente allo sportello camerale, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione.
Le nuove imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese nel corso del 2008 sono tenute a versare l’importo relativo alla prima fascia di fatturato pari a € 200,00, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda dell’iscrizione, tramite modello F24 o direttamente allo sportello camerale.
Le nuove unità locali, che si iscrivono nel corso del 2008, appartenenti ad imprese già iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al 20% dell’importo sopra indicato.
Infine, le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare per ciascuna di esse in favore della camera di commercio nel cui territorio competente ha sede l’unità locale, un diritto annuale pari ad € 110,00.
€ 200.000,00 (misura fissa)
oltre 50.000,000,00
0,001% (fino a un massimo di € 40,000,00)
(D.M. 1/2/2008, pubblicato in G.U. 04/03/2008, n. 54)
La risoluzione n. 80 del 6.3.2008 ha istituito il codice tributo 6497, che consente il versamento dell’Iva dovuta a seguito della rettifica della detrazione da parte dei contribuenti minimi.
Come è noto il pagamento va effettuato con il modello F24 in una unica rata o va differito in cinque quote annuali di pari importo senza applicazione di interessi.
La prima o unica rata va versata entro il termine per il versamento del saldo Iva 2007 (17.3.2008), mentre le successive vanno pagate entro il termine del versamento del saldo dell’imposta sostitutiva.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 6/3/2008, n. 80)
Sono validi i ruoli emessi fino al 31/5/2008 anche se sono privi dell’indicazione del responsabile del procedimento.
La mancata indicazione del responsabile del procedimento non pregiudica la legittimità delle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati agli agenti della riscossione prima del 1 giugno 2008, mentre a partire da questa data le stesse condizioni determinano la nullità dell’atto, come stabilito dal Decreto Milleproroghe.
Con la circolare 16/E, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla gestione delle liti fiscali riguardanti la mancata indicazione del responsabile del procedimento nelle cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione antecedentemente al 1 giugno 2008.
Gestione delle controversie pendenti
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, fornito le seguenti istruzioni per la gestione delle controversie nelle quali si faccia questione della mancata indicazione del responsabile del procedimento.
A) Per le controversie concernenti la mancata indicazione del responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella di pagamento nelle quali sia stato chiamato in causa l’ufficio dell’Agenzia delle entrate che ha iscritto a ruolo le somme contenute nella cartella di pagamento oggetto di impugnazione, l’ufficio deve eccepire in via pregiudiziale l’imputabilità di tale vizio all’agente della riscossione.
Nell’eventualità che l’agente della riscossione non sia stato evocato in giudizio dal ricorrente, lo stesso agente va chiamato in causa da parte dell’ufficio.
B) Per le questioni controverse riguardanti l’omessa indicazione del responsabile del procedimento in atti amministrativi diversi dalla cartella di pagamento, gli uffici rilevano che detta omissione costituisce un vizio non invalidante e che la mancata indicazione del responsabile non determina la nullità nè l’annullabilità dell’atto.
Le indicazioni fornite con la circolare, di cui gli uffici ne tengono conto in sede di difesa dei propri atti, non esimono l’Agenzia dall’osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni dello Statuto dei diritti del contribuente, ivi compresa quella recata dall’art. 7, comma 2, della legge n. 212 del 2000, concernente l’indicazione nei propri atti del responsabile del procedimento.
(Agenzia delle Entrate, circolare del 6/3/2008, n. 16)
Sono stati chiesti chiarimenti sull’applicazione delle norme riguardanti gli ecoincentivi previsti dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.
In particolare è stato chiesto se sia possibile cumulare l’incentivo di cui all’art. 1, comma 228, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 con quello previsto dall’art. 29, commi 3 e 4, del d.l. n. 248 del 2007.
Il citato comma 228 sanciva espressamente l’ammissibilità di cumulare il contributo di euro 1.500 o 2.000, a seconda dei casi di specie, previsto per l’acquisto, senza rottamazione, di autovetture ed autocarri, omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, a metano, Gpl, elettrica o idrogeno, con l’incentivo previsto in caso di acquisto, con contestuale demolizione, di autovetture o autocarri di categoria “euro 4” o “euro 5”, di cui ai citati commi 226 e 227.
Pertanto, in mancanza di una disposizione che esplicitamente escluda una tale possibilità, non sussistono ostacoli all’ammissibilità di cumulare entrambi i contributi in esame, qualora si realizzino le due diverse condizioni prescritte dalla legge, che sono, da un lato l’acquisto di veicoli omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia del motore con gas metano o Gpl, nonché mediante alimentazione elettrica ovvero ad idrogeno, dall’altro la dismissione di veicoli aventi un negativo impatto ambientale.
(Ministero dell’economia e delle finanze risoluzione del 6/3/2008, n. 7/dpf)
Agli impianti di innevamento non si applica l’aliquota IVA agevoltata del 10%, ma quella ordinaria del 20%.
Il chiarimento è giunto a seguito di istanza di interpello presentata da società che deve realizzare impianti di innevamento che “trovano origine in una complessa procedura di programmazione e stanziamento pubblico cosiddetta “Opere di accompagnamento ai XX Giochi Olimpici Invernali Torino 2006″”, che si basa sull’art. 21 della legge n. 166 del 2002, al quale e’ stata data attuazione, tra l’altro, con le deliberazioni della Giunta della Regione Piemonte.
Pertanto, la società interpellante aveva chiesto di sapere se alle opere che dovrà realizzare con la procedura propria delle opere di accompagnamento ai Giochi olimpici “Torino 2006” poteva applicare l’aliquota IVA ridotta del 10%.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 6/3/2008, n. 78)
Se manca l’iscrizione nel Registro Internazionale, sugli acconti e sulla differenza dovuta all’atto della conclusione dei lavori non si applica il beneficio della non imponibilità ad IVA di cui all’art. 8-bis del D.P.R. n. 633/1972.
Viene consentito rettificare l’operazione, al verificarsi dell’iscrizione nel Registro Internazionale, utilizzando la procedura di variazione in diminuzione.
Infatti, riguardo il trattamento IVA delle prestazioni di servizi relativi alla costruzione delle navi, l’art. 8-bis, del D.P.R. n. 633/72, assimila alle cessioni all’esportazione, non imponibili all’IVA, le cessioni e le prestazioni riguardanti la costruzione di navi destinate all’esercizio di attività commerciali o della pesca escluse le unità da diporto.
L’esclusione dal beneficio della non imponibilità delle unità da diporto si basa sulla considerazione che la navigazione da diporto non ha finalità commerciali, ma scopi ricreativi dai quali esuli il fine di lucro.
Tuttavia, anche le imbarcazioni e i natanti da diporto possono essere utilizzati in attività commerciali mediante contratti di locazione o di noleggio.
In tale contesto, l’art. 3 della legge n. 172/2003 ha previsto la possibilità di iscrivere nel Registro Internazionale le navi da diporto con scafo di lunghezza superiore a 24 metri e comunque di stazza lorda non superiore alle 1.000 tonnellate, adibite in navigazione internazionale esclusivamente al noleggio per finalità turistiche.
Ne deriva le unità da diporto possono essere oggetto di attività commerciali previa iscrizione nel citato Registro Internazionale.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 6/3/2008, n. 79)