Source: http://www.spigarellimariano.it/2012/09/Rappresentante-fiscale-di-societa-comunitaria-ed-IVA-di-gruppo
Timestamp: 2019-06-26 12:14:32+00:00
Document Index: 180838509

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 35', 'art. 30', 'art. 44', 'art. 8']

Rappresentante fiscale di società comunitaria ed IVA di gruppo - Approfondimento di Spigarelli Mariano dottore commercialista
Rappresentante fiscale di società comunitaria ed IVA di gruppo
Un gruppo societario opera in Italia tramite tre entità legali: A S.p.A., B S.p.A. e C S.r.l.. A S.p.A., inoltre, è anche Rappresentante Fiscale IVA della nostra controllante comunitaria Alfa NV. Alfa NV è la controllante di tutte e tre le società Italiane. A fine 2011 abbiamo infatti raggruppato tutte le entità Italiane sotto il controllo della medesima controllante per poter applicare l'IVA di gruppo. L'attuale assetto organizzativo prevede che le società produttive (B S.p.A. e C S.r.l.) vendano beni alla rappresentanza fiscale Italiana, applicando l'IVA per lo più del 10%, la quale procede alla vendita alla clientela (per il 90% Italiana). La rappresentanza fiscale si trova a credito di IVA (per importi elevati) in quanto, essendo una rappresentanza senza stabile organizzazione, fattura ai clienti Italiani (a seguito del recepimento delle normative CEE 2008/8, 2008/9 e 2008/17), fuori campo IVA ai sensi dell'art. 17, comma 3, DPR 633/72. Vorremmo sapere quali sono le modalità operative di attuazione inerenti l'applicazione dell'IVA di gruppo.
Con Risoluzione 21/02/2005 n. 22/E, l’Agenzia delle Entrate ha superato la sua contraria precedente posizione in merito alla possibilità di applicazione del regime di liquidazione di IVA di gruppo, di cui all’art. 73 del D.P.R 26 ottobre 1972, n. 633, da parte di società residenti in territorio comunitario.
In detta risoluzione, l’Agenzia delle Entrate, nel ribadire preliminarmente che il regime dell'IVA di gruppo è utilizzabile esclusivamente dalle società riconducibili a una delle tipologie di società di capitali previste dal diritto interno, alle quali deve appartenere anche la capogruppo e che le azioni o quote delle società controllate aventi diritto di voto devono essere possedute dalla società controllante o da altra società da quest'ultima controllata per una quota superiore al 50% del loro capitale, ininterrottamente fin dall'inizio dell'anno solare precedente, è addivenuta ad una interpretazione evolutiva delle norme disciplinanti l'istituto dell'IVA di gruppo, estendendone l'applicazione alle società di capitali residenti in altri Stati comunitari, che assumono forme giuridiche equipollenti alle società di capitali di diritto italiano.
L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che ai fini del concreto esercizio dei diritti previsti dall’art. 73, ultimo comma, del D.P.R. 633/72, reso applicativo dal D.M. 13 dicembre 1979, i soggetti societari, residenti in territorio comunitario, devono identificarsi ai fini IVA in Italia o tramite l'esistenza di una stabile organizzazione, o la nomina di un rappresentante fiscale, o mediante l'identificazione diretta ai sensi dell'art. 35-ter del D.P.R. 633/72.
La procedura di liquidazione IVA di gruppo permette alle società facenti parte del gruppo, che, avendone i requisiti, optano per tale regime, di compensare le rispettive posizioni creditorie e debitorie di IVA, trasferendo i relativi saldi in capo al soggetto consolidante.
Le singole società interessate alla procedura di compensazione dell’IVA di gruppo conservano la propria individualità giuridica e fiscale e rimangono sotto la competenza degli Uffici IVA nella cui circoscrizione hanno il loro domicilio fiscale.
Verificata la sussistenza dei requisiti richiesti, il primo adempimento da effettuare, per potersi avvalere del regime dell'IVA di gruppo, è la presentazione da parte del soggetto controllante, entro il termine di liquidazione e versamento dell'imposta relativa al mese di gennaio (16 febbraio) dell'anno per il quale ha effetto l'opzione stessa, di un'apposita dichiarazione (Mod. IVA 26), sottoscritta anche da tutte le partecipanti. L'opzione non può essere esercitata attraverso il cosiddetto comportamento "concludente".
L'opzione vincola le società aderenti al regime per l'intero anno solare, fatta eccezione per il caso in cui vengano a mancare i presupposti richiesti dalla norma. L’opzione ha efficacia annuale, senza possibilità di tacito rinnovo, e pertanto sussiste l'obbligo di presentare, sempre per via telematica, eventuali nuove dichiarazioni nel caso in cui si voglia prorogare annualmente detto regime.
Il suddetto modello IVA 26 deve essere inviato esclusivamente per via telematica direttamente dall'ente o società controllante, o, come previsto per tutti i modelli dichiarativi, tramite gli intermediari abilitati.
Il soggetto controllante deve calcolare, nei termini ordinari, l'ammontare complessivo dell'imposta a debito o a credito risultante dalla somma algebrica dei crediti e debiti d'imposta che vengono liquidati nei rispettivi periodi di riferimento dalle società che partecipano alla procedura di compensazione in commento. La procedura di liquidazione di gruppo comporta che i versamenti dell'IVA, sia mensili o trimestrali che a saldo, sono effettuati, per tutte le società aderenti, soltanto dalla controllante, previa compensazione delle eventuali eccedenze detraibili trasferite dalle partecipanti.
Al fine di evitare manovre elusive finalizzate all'utilizzo di crediti IVA preesistenti rispetto alla liquidazione dell'IVA di gruppo, le società che entrano per la prima volta nella liquidazione dell'IVA di gruppo non possono trasferire alla capogruppo il credito dell'anno precedente. Tale credito, infatti, può essere solamente richiesto a rimborso o utilizzato in compensazione dalla società stessa.
Con riferimento alla disciplina delle società cosiddette “non operative” ai sensi dell’art. 30 Legge n. 724/1994, l'eccedenza di credito IVA generata da una società controllata “non operativa” non può essere utilizzata dalla controllante in compensazione dell'imposta dovuta da altre società del gruppo, né può essere chiesta a rimborso della stessa controllante.
Le dichiarazioni annuali delle società che partecipano all'IVA di gruppo devono essere presentate in via autonoma entro i termini ordinari stabiliti per la trasmissione della dichiarazione dei redditi.
La società controllante, nella propria dichiarazione dei redditi, dovrà altresì presentare il prospetto IVA 26PR.
Il soggetto controllante è tenuto alla presentazione - presso il Concessionario per la Riscossione competente – di due prospetti riepilogativi (Mod. IVA 26 PR E Mod. IVA 26 LP), allegando anche:
-	le (eventuali) garanzie prestate dalle singole società partecipanti alla liquidazione di gruppo per i rispettivi crediti effettivamente compensati;
-	la garanzia per l'eventuale eccedenza di credito di gruppo compensata nell'anno.
Eventuali comunicazioni di variazione di dati della dichiarazione già presentata, compresa la sopravvenuta mancanza dei requisiti, devono essere trasmessi entro 30 giorni dalla data in cui si è verificata la variazione, utilizzando sempre il modello IVA 26. Non sono oggetto di comunicazione le variazioni in aumento o in diminuzione della percentuale di partecipazione al capitale sociale delle società partecipate, ove venga mantenuto il controllo delle società medesime.
Con riferimento al caso specifico, si fa presente che nelle istruzioni al modello IVA 26, relativamente ai dati del rappresentante firmatario della dichiarazione, il codice 10 è riferito al Rappresentante fiscale di soggetto non residente con le limitazioni di cui all’art. 44, comma 3, del D.L. n. 331/1993.
Ai sensi dell'art. 8, comma 1, del D.P.R. n. 542/99, i crediti e debiti IVA trasferiti dalle società al gruppo non possono formare oggetto della compensazione di cui al D.Lgs. n. 241/97; sono invece ammessi alla compensazione i crediti risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo prodotti dalla capofila e, sussistendo i presupposti per il rimborso infrannuale, quelli trimestrali.
La società controllante è la sola legittimata a chiedere il rimborso dell'eccedenza del gruppo, attraverso il prospetto PR della dichiarazione annuale, fermo restando che, ai fini del diritto al rimborso, occorre verificare la sussistenza dei presupposti di legge in capo a ciascuna società creditrice, ivi compresa l'assenza dello status di “società di comodo”.
La società controllante deve tenere un apposito registro IVA riassuntivo per le liquidazioni dell'IVA di gruppo, che deve contenere in ogni liquidazione mensile i dati sia della società controllante che delle società controllate che aderiscono alla procedura.
Il modello F24 per il pagamento dell'IVA periodica viene presentato dalla società controllante e lo stesso vale per l'acconto IVA annuale.
Le liquidazioni mensili delle società controllate possono riportare la seguente descrizione :"il saldo è stato trasferito alla società controllante ............ partita IVA nr. ............. .»
Da parte delle singole società controllate che aderiscono alla procedura deve essere redatta la propria dichiarazione IVA annuale con indicazione della società controllante.
Si ricorda inoltre che, se per l'anno successivo, non viene rinnovata l'opzione per la liquidazione dell'IVA di gruppo, il credito di dicembre rimarrà in capo alla controllante, essendo stati trasferiti i crediti a titolo definitivo.