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Caso giurisprudenziale sullazienda 4 Cass., 16 aprile 2008, n. 10062 Parma 2 ottobre 2008.
PubblicatoLodovico Fumagalli
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Caso giurisprudenziale sullazienda 4 Cass., 16 aprile 2008, n Parma 2 ottobre 2008 2
Ricorso Pret. Pesaro Con contratto del 25 marzo 1988 P.L. cedeva alla Bazar snc di P. e M. la propria azienda commerciale (drogheria). Il 1 aprile 1988 la P. concedeva in locazione per sei anni i locali in cui aveva esercitato lazienda commerciale. Con contratto del 25 marzo 1988 P.L. cedeva alla Bazar snc di P. e M. la propria azienda commerciale (drogheria). Il 1 aprile 1988 la P. concedeva in locazione per sei anni i locali in cui aveva esercitato lazienda commerciale. Il contratto di locazione si interruppe il 18 settembre 1992, in seguito a provvedimento di rilascio ottenuto da P. L. nei confronti di Bazar snc. Il contratto di locazione si interruppe il 18 settembre 1992, in seguito a provvedimento di rilascio ottenuto da P. L. nei confronti di Bazar snc. Con ricorso del 24 ottobre 1992 la società Bazar sosteneva che P.L. aveva violato lart c.c. Con ricorso del 24 ottobre 1992 la società Bazar sosteneva che P.L. aveva violato lart c.c. 3
Ricorso Pret. Pesaro Bazar snc sosteneva che sei mesi dopo la cessione dellazienda P. L. aveva richiesto al comune di Fano la licenza per le voci profumeria e giocattoli e dopo circa un anno pure per generi di drogheria e combustibili relative ad altro esercizio commerciale che gestiva in locali quasi confinanti con quelli locati a Bazar snc. Bazar snc sosteneva che sei mesi dopo la cessione dellazienda P. L. aveva richiesto al comune di Fano la licenza per le voci profumeria e giocattoli e dopo circa un anno pure per generi di drogheria e combustibili relative ad altro esercizio commerciale che gestiva in locali quasi confinanti con quelli locati a Bazar snc. Chiedeva al Pretore di Pesaro sequestro conservativo sui beni immobili fino alla concorrenza di L , sul presupposto che P.L. versava in cattive condizioni economiche. Chiedeva al Pretore di Pesaro sequestro conservativo sui beni immobili fino alla concorrenza di L , sul presupposto che P.L. versava in cattive condizioni economiche. Il pretore concedeva il sequestro. Il pretore concedeva il sequestro. 4
Processo Trib. Pesaro Bazar conveniva quindi avanti al Tribunale di Pesaro la P. L., chiedendo la convalida della misura cautelare e condanna al risarcimento del danno. Bazar conveniva quindi avanti al Tribunale di Pesaro la P. L., chiedendo la convalida della misura cautelare e condanna al risarcimento del danno. Si costituiva la convenuta la quale sosteneva che la società era perfettamente a conoscenza che, ancor prima della cessione, era stato richiesto il rilascio delle autorizzazioni indicate, senza che nulla avesse contestato. Inoltre non era credibile che la Bazar non si fosse accorta della concorrenza illecita fino al procedimento di fine locazione. Si costituiva la convenuta la quale sosteneva che la società era perfettamente a conoscenza che, ancor prima della cessione, era stato richiesto il rilascio delle autorizzazioni indicate, senza che nulla avesse contestato. Inoltre non era credibile che la Bazar non si fosse accorta della concorrenza illecita fino al procedimento di fine locazione. P.L. proponeva domanda riconvenzionale di risarcimento dei danni derivanti dalla illegittima misura cautelare. P.L. proponeva domanda riconvenzionale di risarcimento dei danni derivanti dalla illegittima misura cautelare. 5
Sentenza Trib. Pesaro Trib. Pesaro (sentenza n. 36 del 1999) convalidò il sequestro e condannò P. L. al pagamento in favore della società Bazar della somma di L oltre alla svalutazione monetaria ed agli interessi legali. Trib. Pesaro (sentenza n. 36 del 1999) convalidò il sequestro e condannò P. L. al pagamento in favore della società Bazar della somma di L oltre alla svalutazione monetaria ed agli interessi legali. 6
Appello Ancona La P. impugnò la sentenza innanzi alla corte dappello di Ancona. La P. impugnò la sentenza innanzi alla corte dappello di Ancona. La Bazar si costitutiva chiedendo il rigetto dellappello di P. L. e proponendo appello incidentale La Bazar si costitutiva chiedendo il rigetto dellappello di P. L. e proponendo appello incidentale La corte dappello di Ancona (2-25 ottobre 2003) accoglieva il gravame, respingeva la domanda proposta dalla società Bazar, ordinava la cancellazione della trascrizione del sequestro e rigettava la domanda riconvenzionale. La corte dappello di Ancona (2-25 ottobre 2003) accoglieva il gravame, respingeva la domanda proposta dalla società Bazar, ordinava la cancellazione della trascrizione del sequestro e rigettava la domanda riconvenzionale. 7
Appello Ancona La corte dappello sosteneva che: essendo gli esercizi ubicati a distanza di pochi metri ed essendo emerso da prove testimoniali che tra le parti avveniva scambi di merci, non era credibile la circostanza dedotta dalla società Bazar di essere venuta a conoscenza solo dopo svariati anni che la P. L. avesse venduto determinati articoli e che lacquirente non avesse conosciuto in anticipo tali intenzioni, dovendosi ritenere invece che la società avesse avuto piena consapevolezza circa lattività svolta dalla P. L. e che quindi poteva ritenersi dimostrato un accordo fra le parti sulla inapplicabilità del divieto di concorrenza previsto dallart c.c. La corte dappello sosteneva che: essendo gli esercizi ubicati a distanza di pochi metri ed essendo emerso da prove testimoniali che tra le parti avveniva scambi di merci, non era credibile la circostanza dedotta dalla società Bazar di essere venuta a conoscenza solo dopo svariati anni che la P. L. avesse venduto determinati articoli e che lacquirente non avesse conosciuto in anticipo tali intenzioni, dovendosi ritenere invece che la società avesse avuto piena consapevolezza circa lattività svolta dalla P. L. e che quindi poteva ritenersi dimostrato un accordo fra le parti sulla inapplicabilità del divieto di concorrenza previsto dallart c.c. 8
Ricorso in cassazione Bazar s.n.c ricorre per la cassazione della sentenza della corte di Ancona. Bazar s.n.c ricorre per la cassazione della sentenza della corte di Ancona. Resiste con controricorso P. L.. Resiste con controricorso P. L.. Successivamente propone ricorso per cassazione Bazar s.a.s. dando atto della trasformazione della precedente s.n.c. Successivamente propone ricorso per cassazione Bazar s.a.s. dando atto della trasformazione della precedente s.n.c. Resiste anche a tale ricorso la P. L. proponendo controricorso. Resiste anche a tale ricorso la P. L. proponendo controricorso. La corte riunisce tutti i ricorso e controricorsi La corte riunisce tutti i ricorso e controricorsi 9
Motivi del ricorso principale 1. La corte dappello ha ritenuto dimostrato per pacta concludentia lesistenza di un accordo in deroga allart c.c., ma il divieto di concorrenza costituisce un effetto naturale del contratto di cessione dazienda e di conseguenza cogente fra le parti se non sia stato espressamente pattuito il contrario attraverso uno specifico accordo del quale nel caso in esame nemmeno P. L. aveva sostenuto lesistenza. 2. Essendo il presunto accordo derogatorio anteriore o al limite, coevo al contratto di cessione dazienda, trova applicazione lart c.c., il quale esclude la possibilità di fornire prova testimoniale contraria alle risultanze documentali. 10
Motivi del ricorso incidentale 1. P.L. rilevò limprocedibilità del primo ricorso perché la società Bazar si era trasformata prima di proporre ricorso. 2. Sostenne poi limprocedibilità del secondo ricorso per ragioni formali. 3. La corte dappello aveva respinto la richiesta di risarcimento danni rilevando che P. L. non aveva provato lesistenza del danno, ma il danno era in re ipsa (pregiudizio allimmagine commerciale derivante dalla trascrizione del sequestro) e liquidabile dufficio dal giudice in via equitativa. 11
Decisione 1. Il primo motivo pregiudiziale proposto da P. L. viene respinto perché la trasformazione non è casa interruttiva dei rapporti processuali. 2. Essendo stato respinto il primo motivo preliminare non cè neppure bisogno di affrontare il secondo (relativo al secondo ricorso principale) poiché la causa è correttamente proposta con il primo ricorso principale. 12
Decisione 3. Il primo motivo del ricorso principale è ritenuto infondato perché il patto che deroga al divieto di concorrenza ex art può essere tacito. Il patto tacito è da ravvisare allorché risulti, attraverso una rigorosa valutazione del giudice di merito immune da vizi logici, non mera tolleranza del cessionario ma leffettiva volontà delle parti di consentire al cedente lo svolgimento della stessa attività commerciale nonostante la sua ubicazione si ponga inevitabilmente in concorrenza con quella del cessionario. 13
Decisione 4. Anche il secondo motivo del ricorso principale viene considerato infondato perché la limitazione prevista dallart c.c. doveva essere dedotta dalla parte in sede di merito allatto dellammissione delle prove o nella prima istanza o difesa successiva ovvero, quanto meno, in sede di espletamento della stessa. 5. Il motivo di diritto del ricorso incidentale è reputato anchesso infondato perché anche se il danno può essere liquidato dufficio, non si prescindere dalla prova in ordine allesistenza di esso che della sua entità, o almeno dalla desumibilità di tali elementi dagli atti di causa. 14
Dispositivo La corte: La corte: 1. Riunisce i diversi procedimenti. 2. Rigetta il primo ricorso principale ed il primo ricorso incidentale. 3. Dichiara inammissibili il secondo ricorso principale ed il secondo ricorso incidentale. 4. Compensa le spese del giudizio di legittimità. Scaricare ppt "Caso giurisprudenziale sullazienda 4 Cass., 16 aprile 2008, n. 10062 Parma 2 ottobre 2008."
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