Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/5
Timestamp: 2019-08-18 13:16:09+00:00
Document Index: 18242676

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'art. 184', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art.5', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2423', 'art. 2490', 'art. 67', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 15']

I. L'imprenditore che si trova in stato d'insolvenza è dichiarato fallito.
II. Lo stato d'insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Fallimento – Presupposti – Insolvenza – Accertamento – C.d. insolvenza prospettica.
L'accertamento dell'insolvenza, come sopra intesa, non s'identifica in modo necessario e automatico con il mero dato contabile fornito dal raffronto tra l'attivo ed il passivo patrimoniale dell'impresa; è, inoltre, pacifico che in presenza di un eventuale sbilancio negativo è pur possibile che l'imprenditore continui a godere di credito e sia di fatto in condizione di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, configurandosi l'eventuale difficoltà in cui egli versa come meramente transitoria.
Al tempo stesso ove - all'opposto - l'eccedenza di attivo dipenda dal valore di beni patrimoniali non agevolmente liquidabili, o la cui liquidazione risulterebbe incompatibile con la permanenza dell'impresa sul mercato e con il puntuale adempimento di obbligazioni già contratte, il presupposto dell'insolvenza può esser egualmente riscontrato.
Nondimeno è un fatto logicamente incontrovertibile che l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce, pur sempre, e nella maggior parte dei casi, uno dei tipici "fatti esteriori" che dimostrano l'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni; anche a prescindere, cioè, dal semplice risultato della somma algebrica tra poste attive e passive della situazione patrimoniale, è evidente che sempre dai dati di contabilità dell'impresa è consentito muovere per poter vagliare, nella concretezza di ciascuna singola fattispecie, se il debitore disponga di risorse idonee a fronteggiare in modo regolare le proprie obbligazioni, avendo riguardo alla scadenza di queste e alla natura e composizione dei cespiti dai quali sia eventualmente ipotizzabile ricavare il necessario per farvi fronte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2018, n. 29913. Segue...
Fallimento – Stato di insolvenza – Conversione del pignoramento – Effetti.
L’ammissione del debitore al beneficio della conversione del pignoramento (nella specie con rateizzazione in trentasei mensilità) non elimina lo stato di insolvenza dell’impresa, trattandosi di modalità di adempimento dell’obbligazione non spontanea ed attuata con mezzi non ordinari.
[Nel caso di specie, il tribunale rilevava, inoltre, come il vincolo di solidarietà avrebbe esposto il debitore ad azioni di regresso promosse dai condebitori, anch’essi assoggettati a procedure di espropriazione individuale ad iniziativa del creditore.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 15 Novembre 2018. Segue...
Abusiva concessione di credito ad imprenditore in stato di insolvenza - Azione da illecito aquiliano nei confronti del finanziatore (banca) per il risarcimento del danno causato ai creditori - Responsabilità nei confronti dei terzi che abbiano confidato sulla solvibilità dell’imprenditore - Sussistenza - Condizioni.
In tema di concessione abusiva di credito, sussiste la responsabilità della banca, che finanzi un'impresa insolvente e ne ritardi perciò il fallimento, nei confronti dei terzi che, in ragione di ciò, abbiano confidato nella sua solvibilità ed abbiano continuato ad intrattenere rapporti contrattuali con essa, allorché sia provato che i terzi non fossero a conoscenza dello stato di insolvenza e che tale mancanza di conoscenza non fosse imputabile a colpa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Maggio 2018, n. 11695. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Presupposti - Stato di insolvenza - Definizione - Impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa.
Lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell'imprenditore, non è escluso dalla circostanza che l'attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili
Il significato oggettivo dell'insolvenza, che è quello rilevante agli effetti della art. 5 legge fall., deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all'esercizio di attività economiche e si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché nell'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Febbraio 2018. Segue...
Fallimento - Stato d'insolvenza - Nozione - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie.
Lo stato di insolvenza dell'imprenditore commerciale, consistendo nell'impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, non suppone necessariamente l'esistenza di inadempimenti, né è da essi direttamente deducibile, essendo gli stessi, se effettivamente riscontrati, equiparabili agli altri fatti esteriori idonei a manifestare quello stato, con valore, quindi, meramente indiziario, da apprezzarsi caso per caso, e con possibilità di escludersene la rilevanza ove si tratti di inadempimento irrisorio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto la sussistenza dello stato di insolvenza della società debitrice in base al riscontro di rilevanti passività, di numerose procedure esecutive e dell'omesso deposito dei bilanci relativi ai due esercizi sociali precedenti il fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Dicembre 2017, n. 30209. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Presupposti - Insolvenza - Regolare adempimento delle obbligazioni - Transazioni e dilazioni - Rinegoziazione di debiti - Indebitamento ulteriore mediante il ricorso al credito bancario - Indici di crisi - Esclusione.
Per altro verso e in particolare, non è in linea con il dato normativo correttamente letto e interpretato, nella misura in cui una transazione o una rinegoziazione di un debito, costituendo mezzo contrattuale, oltre che giuridicamente lecito, largamente diffuso nella prassi commerciale, integra per ciò stesso, ove regolarmente onorata dal debitore, una forma di soddisfazione dell'obbligazione non anomala, tanto più che essa dimostra, alla prova dei fatti, l'esatto opposto di quello che la legge sanziona come insolvenza ai fini dell'eliminazione dell'impresa dal mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 12 Dicembre 2017. Segue...
Concordato preventivo - Inadempimento ai debiti falcidiati - Istanza di fallimento - Ammissibilità.
Concordato preventivo - Inadempimento - Istanza di fallimento - Eccezione opponibile dal debitore.
Concordato preventivo - Inadempimento - Istanza di fallimento - Ammissibilità - Decorso dell'anno di cui all'art. 184 l.f. - Irrilevanza - Istanza proponibile anche dal PM e dai nuovi creditori .
Banca sottoposta a liquidazione coatta amministrativa - Stato di insolvenza - Accertamento giudiziario - Momento rilevante - Nozione - Venir meno delle condizioni di liquidità e di credito - "Deficit" patrimoniale - Rilevanza preminente - Sussistenza.
Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Sospensione ex art. 20 della l. n. 44 del 1999 - Portata - Rilevanza sulla esigibilità dei singoli crediti attinti dal reato - Accertamento dello stato d'insolvenza - Doverosità - Conseguenze - Fattispecie.
La disciplina dettata dai primi quattro commi dell'art. 20 della l. n. 44 del 1999, mirando a realizzare, attraverso la sospensione dei termini sostanziali e processuali, rispettivamente, per il pagamento e per l’accertamento dei debiti pecuniari, un bilanciamento tra l'interesse dei creditori all'adempimento e l'esigenza di verificare il nesso eziologico tra la difficoltà dell'adempimento e la genesi criminale del debito, determina un'indubbia alterazione delle ordinarie relazioni civili, la cui operatività, pur trovando giustificazione nell'interesse pubblico alla tutela delle posizioni debitorie, deve ritenersi necessariamente circoscritta ad ipotesi tassative. Conseguentemente, la proposizione della domanda di elargizione delle provvidenze previste dalla legge in esame comporta il riconoscimento della sospensione prevista dall’art. 20, comma 1, con riguardo ai singoli crediti, ma non pregiudica il doveroso riscontro dello stato d'insolvenza di cui all'art. 5 l.fall., da valutarsi in relazione alla situazione generale dell'imprenditore, avendo riguardo alla sussistenza di altri inadempimenti o debiti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che, pur non negando la rilevanza della sospensione ad incidere sull’accertamento dello stato di insolvenza di una società, poi dichiarata fallita, ha ritenuto non provata l’applicabilità della sospensione ai crediti scaduti di detta società, nonché la capacità della stessa di far fronte con mezzi normali all’adempimento delle obbligazioni non colpite dalla predetta misura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 2017, n. 1582. Segue...
Fallimento - Stato d'insolvenza - In genere - Accertamento - Rilevanza delle cause - Esclusione - Fattispecie.
Ai fini della dichiarazione di fallimento, l'accertamento dello stato di insolvenza prescinde dalle cause che lo hanno determinato, anche se non imputabili all'imprenditore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di fallimento di una società a responsabilità limitata reputando irrilevante che la relativa insolvenza fosse stata determinata dall'inagibilità, imputabile a terzi, del capannone dove sarebbe dovuta avvenire la produzione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 Gennaio 2017, n. 441. Segue...
Fallimento – Dichiarazione di fallimento – Stato d'insolvenza – Società in stato di liquidazione – Accertamento dello stato di insolvenza – Modalità – Sufficienza dell’attivo per il soddisfacimento eguale ed integrale dei creditori sociali – Necessità – Fondamento.
Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l.fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori previa realizzazione delle attività, ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Dicembre 2016, n. 25167. Segue...
Fallimento – Accertamento dello stato di insolvenza – Rilevanza dell’attivo patrimoniale – Esclusione – Rilevanza della liquidità – Sussiste.
La valutazione del giudice ai fini dell’applicazione dell’art.5 L.F. non deve essere diretta ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, ma deve essere volta a verificare se il debitore disponga di credito e di risorse, e quindi della liquidità necessaria per soddisfare le obbligazioni contratte nell’esercizio dell’impresa.
Le proprietà immobiliari, nell’ambito di un’azienda non in liquidazione, non valgono a modificare il giudizio sull’insolvenza in quanto non costituiscono liquidità pronta e immediata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 05 Ottobre 2016. Segue...
Fallimento - Valutazione dello stato di insolvenza - Stima dei cespiti - Valutazione di mercato - Irrilevanza - Riferimento alla celere possibilità di liquidazione.
Ai fini della dichiarazione dello stato di insolvenza, l'eventuale stima dei cespiti non può essere effettuata sulla base di un valore di mercato ma con riferimento alla celere possibilità di liquidazione verificandone l'attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti (Cass. 5215/2008). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Aprile 2016. Segue...
Fallimento - Valutazione dello stato d'insolvenza - Gruppo societario - Irrilevanza - Valutazione delle risorse della singola società.
Il fatto che la società faccia parte di un gruppo di imprese costituisce una situazione di fatto che non influisce sulla valutazione dello stato di insolvenza la quale deve essere condotta verificando le risorse proprie della società e non l'insolvenza del gruppo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14 Aprile 2016. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Stato d'insolvenza - Ragionevole contestazione del credito vantato dal ricorrente - Accertamento incidentale dello stesso - Necessità - Limiti - Pronuncia giudiziale a cognizione piena di accertamento del credito - Rinvio ad essa - Sufficienza - Condizioni.
Dichiarazione di fallimento - Mancato pagamento dei lavoratori dipendenti - Temporanea difficoltà - Stato d'insolvenza - Esclusione.
Tribunale Padova, 19 Novembre 2015. Segue...
Società in liquidazione - Valutazione dell'insolvenza - Idoneità degli elementi attivi del patrimonio ad assicurare il soddisfacimento dei creditori concorsuali.
Quando si tratti di società in liquidazione, la valutazione del giudice ai fini dell'applicazione dell'articolo 5 legge fall. deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'uguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 24 Settembre 2015. Segue...
Fallimento - Accertamento dello stato di insolvenza - Svolgimento di diverse attività da parte del medesimo imprenditore - Requisito dell'insolvenza riferibile all'imprenditore e non alle singole attività.
Ai fini della dichiarazione dello stato di insolvenza, non è rilevante il fatto che il medesimo soggetto abbia svolto diverse attività, in quanto l'impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni concerne necessariamente tutto il patrimonio dell'imprenditore senza che sia possibile distinguere tra debiti ascrivibili ad una attività piuttosto che ad un'altra. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 03 Giugno 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Presupposti - Stato d'insolvenza - Situazione irreversibile - Debiti accertati nel corso dell'istruttoria prefallimentare.
In tema di dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza dell'impresa, che esso presuppone, da intendersi come situazione irreversibile, e non già come una mera temporanea impossibilità di regolare l'adempimento delle obbligazioni assunte, può essere desunto, ai sensi dell'art. 15 ult. co. della L.F., dal complesso dei debiti, purché almeno pari all'ammontare stabilito, secondo il periodico aggiornamento previsto dal terzo comma dell'art. 1 L.F., dallo stesso art. 15 ult. co. L.F., accertati nel corso dell'istruttoria prefallimentare. Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Opposizione - Accertamento della situazione d'insolvenza - Accertamento di fatti diversi da quelli che hanno fondato la dichiarazione di fallimento - Fatti anteriori alla pronuncia - Risultanze non contestate dello stato passivo - Acquisizione d'ufficio degli elementi rilevanti.
Nel giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento, l'accertamento della situazione di insolvenza, pur se va compiuto con riferimento alla data di dichiarazione del fallimento, può fondarsi anche su fatti diversi da quelli in base ai quali il fallimento è stato dichiarato, purché si tratti di fatti anteriori alla pronuncia, anche se conosciuti successivamente. La sussistenza della insolvenza può essere pure desunta dalle risultanze non contestate dello stato passivo mediante l'acquisizione, anche ufficiosa, degli elementi rilevanti (Sez. 1, Sentenza n. 5869 del 1993). Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2015. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Opposizione - Accertamento dello stato d'insolvenza - Accertamento di fatti diversi da quelli che hanno fondato la dichiarazione di fallimento - Fatti anteriori alla pronuncia - Risultanze del fascicolo fallimentare.
Dichiarazione di fallimento - Società in liquidazione - Accertamento dello stato d'insolvenza - Inadeguatezza del patrimonio a far fronte alla esposizione debitoria.
L'impresa in liquidazione non è destinata a rimanere sul mercato, ma a provvedere alla liquidazione dell'attivo per soddisfare i debiti e distribuire l'eventuale residuo tra i soci; da ciò consegue che la valutazione dello stato di insolvenza ai fini della dichiarazione di fallimento dell'impresa commerciale in liquidazione deve avere ad oggetto l'accertamento della inadeguatezza delle risorse attive a far fronte alla esposizione debitoria e non, come invece avviene per la società in piena attività, la disponibilità di credito e di liquidità necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 31 Marzo 2015. Segue...
Fallimento – Attribuzione della qualifica di fallito alla persona fisica – Contrasto con i principi che tutelano la dignità della persona e l’uguaglianza tra i cittadini.
Gli artt. 1, co. 1, e 5, co. 1, l.f. contrastano con gli artt. 2, 3 e 41 della Costituzione, per: 1) la lesione del principio di uguaglianza, per la disparità di trattamento tra un imprenditore soprasoglia ed uno sottosoglia (e tra un soggetto fallibile ed uno non fallibile) nel subire la capitis deminutio sociale conseguente alla attribuzione dell’appellativo “fallito”, che viene dato con sentenza ad una persona fisica, per l’insolvenza della sua impresa, o della società di cui è socio illimitatamente responsabile; 2) lo iato di sensibilità (sociale e giuridica) rispetto alla vigente Costituzione materiale, che più non tollera nel proprio sentire che un soggetto persona fisica debba essere qualificato “fallito”, sol perché la sua impresa commerciale (e solo essa) non abbia funzionato a dovere, eventualmente anche per cause esterne al suo volere, come è dimostrato nei fatti dalla mutata sensibilità del Legislatore, che nella L. n. 3/2012 ha adoperato espressioni e fatto riferimento a procedure affatto diverse, comunque svincolate da una logica nominalmente punitiva fallimentaristica, ed implicanti soltanto procedure di regolazione concordata della crisi, oppure di liquidazione giudiziale, non traumatiche per la persona fisica e per la sua dignità. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Giugno 2014. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Stato di insolvenza - Ruolo impugnato e non sospeso - Fallimento cd. “Fiscale” - Rilevanza.
La sola impugnazione del ruolo, data la sua natura di titolo esecutivo, in difetto di sospensiva, non consente di giustificare il mancato pagamento del tributo con l’avvenuta contestazione dello stesso e di escludere, quindi, che l’inadempimento possa considerarsi atto sintomatico di una situazione di insolvenza ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 5 della legge fallimentare.
Anche la sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 1992, con la quale il giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 97, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, nella parte in cui prevede la dichiarazione di fallimento, a richiesta dell’Intendente di Finanza, del debitore di imposta che sia imprenditore commerciale, per morosità o rate di imposta di importo superiore a L. 500.000, ancorché iscritte a ruolo in via provvisoria per la pendenza di ricorsi dinnanzi alle commissioni tributarie, non ha affatto espunto dal nostro ordinamento il fallimento c.d. fiscale. Essa ha infatti non ha negato, in qualche modo rilevanza al mancato pagamento di un’imposta iscritta a ruolo al fine della dichiarazione di fallimento ex art. 5 della legge fallimentare, ma si è limitata a dichiarare la illegittimità, per contrasto con l’art. 24 della Costituzione, della norma in questione, soltanto perché questa non consentiva all’imprenditore commerciale, prima della dichiarazione una adeguata difesa. (Domenico Barbalace) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 13 Gennaio 2014. Segue...
Fallimento - Iniziativa - Istanza del pubblico ministero - Segnalazione dell'insolvenza da parte del giudice civile - Atto neutro - Iniziativa per la dichiarazione di fallimento da parte del pubblico ministero - Valutazioni di sua spettanza.
La segnalazione ex art. 7, n. 2, legge fall. effettuata dal giudice che ha rilevato l'insolvenza dell'imprenditore in un procedimento civile è un atto neutro, privo di contenuto decisorio e assunto "prima facie", mentre la valutazione della sussistenza di una situazione di insolvenza tale da giustificare l'iniziativa per la dichiarazione di fallimento compete al P.M., che può eseguire, ove lo ritenga necessario, ulteriori accertamenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2013. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Stato di insolvenza - Consistenza patrimoniale del debitore - Irrilevanza..
Lo stato di insolvenza che costituisce il presupposto della dichiarazione di fallimento consiste nella incapacità del debitore di adempiere con regolarità e tempestività alle proprie obbligazioni, condizione, questa, sulla quale in alcun modo può influire la consistenza patrimoniale del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Trani, 18 Luglio 2013. Segue...
Sequestro preventivo penale - Effetti - Valutazione della situazione di decozione della società..
Un provvedimento di sequestro preventivo penale se priva la società in bonis della disponibilità dell’intero suo patrimonio, esplica tuttavia i suoi effetti, quanto alla indisponibilità del patrimonio anche nei confronti della curatela, determinando uno squilibrio tra massa dei debiti concorsuali e attivo (o liquidità della società debitrice) certamente decisiva ai fini sia della revocata procedura di concordato preventivo, sia – a maggior ragione – ai fini della valutazione della situazione di decozione della società. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Reggio Calabria, 11 Aprile 2013. Segue...
Dichiarazione di fallimento – Presupposti – Accertamento – Valori di bilancio – Valore delle immobilizzazioni materiali – Criterio del costo storico – Valore di mercato – Esclusione..
Fallimento - Presupposti - Insolvenza - Perdita di bilancio - Rilevanza.
L’esistenza di una perdita di bilancio non rappresenta ex sé elementi rivelatore dell’insolvenza, potendo essere bilanciata da riserve legali e capitale sociale idonee a garantire l’equilibrio per il proseguimento dell’attività di impresa. (Barnaby Dosi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04 Febbraio 2013. Segue...
Imprese di assicurazione - Accertamento dello stato di insolvenza - Particolarità - Insufficienza patrimoniale a far fronte agli impegni contrattuali - Giudizio prognostico e valutazione normativa.
Imprese di assicurazione - Accertamento dello stato di insolvenza - Riserve tecniche e i margini di solvibilità - Rilevanza..
L'impresa di assicurazione versa in stato di insolvenza non soltanto qualora emergano a suo carico inadempimenti o altri elementi esteriori i quali dimostrino che essa non è in grado di far regolarmente fronte alle proprie obbligazioni (così come descritto in via generale dall'articolo 5, legge fallimentare), ma anche quando se ne accerti l'insufficienza patrimoniale a far fronte agli impegni contrattuali. In base alla definizione di insolvenza contenuta nell'articolo 248 del decreto legislativo 209/2005, si evince che la particolare condizione di insolvenza dell'impresa di assicurazione è: a) alternativa rispetto a quella prevista dalla legge fallimentare poiché a determinare l'insolvenza dell'impresa assicuratrice può essere sufficiente anche soltanto uno stato di sottopatrimonializzazione non esternamente percepibile e non immediatamente influente sull'attività corrente dell'impresa stessa e sulla sua capacità di fare normalmente fronte ai debiti scaduti ed esigibili; b) proiettiva, non nel senso che non debba essere accertata nella sua attuabilità ed immanenza, ma nel senso che essa deve essere riscontrata ogniqualvolta le attività patrimoniali risultino insufficienti a far fronte agli impegni relativi ai contratti di assicurazione, a loro volta assunti in una dimensione prudenziale prognostica; c) normativa, nel senso che una volta riscontrata l'insufficienza patrimoniale non transitoria in rapporto agli obblighi contrattuali di rischio, si prescinde dalla concreta scadenza ed esigibilità dei crediti contrattuali degli assicurati e dunque dalla effettiva maturazione economica dei suddetti costi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
In tema di accertamento dello stato di insolvenza di impresa di assicurazione, è irrilevante la circostanza che l'articolo 248 del decreto legislativo 209/2005 non richiami espressamente i parametri delle "riserve tecniche" e del "margine di solvibilità", in quanto detto specifico mancato richiamo non esclude che tali parametri assumano un ruolo nevralgico nell'accertamento di fatto dello stato di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Giugno 2012. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Stato d'insolvenza - Criterio di valutazione esclusivamente patrimoniale - Inadeguatezza..
In ordine ai criteri di valutazione dello stato di insolvenza, il criterio esclusivamente patrimoniale, pur astrattamente corretto in relazione ad una società in stato di liquidazione, è tuttavia del tutto incongruo rispetto ad una società che detto stato non ha dichiarato e che dunque deve sottostare al criterio di base individuato dall'art. 5, legge fallimentare, in forza del quale la situazione di insolvenza é integrata non già dal confronto fra attivo e passivo, bensì dall'impossibilità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. (Fabrizio Garuti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12 Luglio 2011. Segue...
Società in liquidazione - Stato d'insolvenza - Valutazione - Insufficienza degli elementi attivi del patrimonio soddisfare i creditori..
Nel caso di società in liquidazione, ai fini dell'insolvenza deve essere considerata l'insufficienza degli elementi attivi del patrimonio sociale a soddisfare i creditori, anziché la capacità della società di far fronte alle proprie obbligazioni. (Alfredo Antonini) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 12 Aprile 2011. Segue...
Holding di società - Valutazione dello stato di insolvenza - Insolvenza delle società partecipate - Mancata impugnazione della sentenza di fallimento - Effetti..
Ai fini della valutazione dello stato di insolvenza di una holding, la dichiarazione di fallimento delle società partecipate, avverso la quale non sia stato proposto reclamo, rende certa la loro insolvenza, con i conseguenti riflessi sul valore delle voci attive del patrimonio della holding rappresentate dalle partecipazioni nelle suddette società e dai crediti verso le medesime. (Alfredo Antonini) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 12 Aprile 2011. Segue...
Fallimento - Procedimento per dichiarazione - Valutazione dello stato di insolvenza - Società in liquidazione - Patrimonio sociale positivo - Risultanze dei bilanci..
Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5, legge fallimentare deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale e integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. Ove, pertanto, dal bilancio della società risulti un patrimonio netto positivo e tali risultanze non vengano contestate dai creditori che richiedono il fallimento, in mancanza di ulteriori elementi, la domanda di fallimento dovrà essere rigettata. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)
Tribunale di Padova 10 marzo 2011
Tribunale di Padova 24 novembre 2010 Tribunale Padova, 14 Marzo 2011. Segue...
Fallimento - Dichiarazione - Presupposti - Stato di insolvenza - Accertamento - Società in liquidazione - Modalità..
Ai fini dell’accertamento dello stato d’insolvenza di una società in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l.fall., dev’essere diretta unicamente a verificare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività – di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. All’uopo peraltro non potrà computarsi nel patrimonio netto, in base ai principi contabili nazionali ed internazionali, l’esito di procedure legali aventi ad oggetto pretese risarcitorie allo stato intrinsecamente incerte, potenziali e lontane nel tempo, tenuto altresì conto che, nella determinazione delle attività dello stato patrimoniale di una società in liquidazione, il principio della prudenza di cui all’art. 2423 bis, n. 1, c.c. deve osservarsi con ancor maggior rigore, non potendo viceversa trovare per definizione applicazione quello della prospettiva della continuazione dell’attività (art. 2490 c.c.), per l’effettiva tutela dei creditori sociali. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 08 Febbraio 2011. Segue...
Fallimento – Accertamento dello stato di insolvenza – Raffronto tra attivo e passivo patrimoniale dell'impresa – Sbilancio negativo – Capacità di soddisfare ugualmente le proprie obbligazioni – Eccedenza di attivo e beni di difficile liquidazione – Presupposto dell'insolvenza – Sussistenza. (07/09/2010).
L'accertamento dell'insolvenza non si identifica in modo necessario ed automatico con il mero dato contabile fornito dal raffronto tra l'attivo ed il passivo patrimoniale dell'impresa: è noto, infatti, che anche in presenza di un eventuale sbilancio negativo è possibile che l'imprenditore continui a godere di credito e sia di fatto in condizione di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, configurandosi l'eventuale difficoltà in cui versa come meramente transitoria; e che, per contro, ove l'eccedenza di attivo dipenda dal valore di beni patrimoniali non agevolmente liquidabili, o la cui liquidazione risulterebbe incompatibile con la permanenza dell'impresa sul mercato o con il puntuale adempimento di obbligazioni già contratte, il presupposto dell'insolvenza ben possa ugualmente essere riscontrato. Non di meno, l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce pur sempre, nella maggior parte dei casi, uno dei tipici "fatti esteriori" che dimostrano l'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 09 Luglio 2010, n. 0. Segue...
Fallimento – Accertamento dell'insolvenza – Obbligazioni rilevanti ai fini della pronuncia di fallimento – Crediti contestati – Cognizione in via incidentale delle relative obbligazioni – Ammissibilità. (07/09/2010).
Ai fini dell'accertamento dello stato di insolvenza richiesto per la dichiarazione di fallimento, occorre tener conto del complesso delle obbligazioni (già scadute al tempo della dichiarazione di fallimento) che si possono ritenere allo stato ragionevolmente certe, ma non necessariamente solo quelle che frattanto siano state definitivamente ammesse al passivo nell'ambito della procedura di verifica dei crediti; né può, in via di principio, escludersi che nel novero delle prassi delle passività da considerare siano compresi in tutto o in parte dei crediti contestati (in ordine ai quali eventualmente sia in corso un giudizio di opposizione allo stato passivo), ogni qual volta - e nella misura in cui - il giudice dell'opposizione alla dichiarazione di fallimento abbia ragione di ritenere sufficientemente certi l'esistenza è l'ammontare di dette obbligazioni e ne conosca, sia pur solo incidentalmente ai fini dell'accertamento dell'insolvenza, non diversamente da quanto fa il giudice precedentemente chiamato a pronunciarsi sull'istanza di fallimento proposto da un creditore che tale si qualifica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 09 Luglio 2010, n. 0. Segue...
Fallimento – Stato di insolvenza – Mancato pagamento di un debito di modesto importo – Rilevanza – Fattispecie. (12/07/2010).
Il mancato pagamento di un credito di modesto importo può integrare un'ipotesi non già di mero ed occasionale inadempimento, bensì di vera e propria incapacità del debitore “di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”, così come previsto dall'articolo 5, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 15 Giugno 2010, n. 0. Segue...
Stato di insolvenza – Accertamento prospettico – Esistenza di elementi di immediata verificazione – Necessità..
La valutazione in ordine alla incapacità di far fronte con mezzi propri alle obbligazioni e quindi l’accertamento dello stato di insolvenza presuppone l’evidenza di elementi di immediata verificazione e ciò anche nel caso in cui appaia verosimile che l’insolvenza, pur non essendosi già manifestata, possa emergere in un prossimo futuro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0. Segue...
Amministrazione controllata - Presupposto - Temporanea difficoltà di adempiere alle proprie obbligazioni - Sostanziale coincidenza con lo stato di insolvenza posto a fondamento del fallimento - Conseguenze - Dichiarazione di fallimento successiva al decreto di ammissione all'amministrazione controllata - Periodo sospetto per la revocatoria dei pagamenti - Decorrenza - Dalla data di apertura del fallimento - Esclusione - Dalla data di ammissione alla procedura di amministrazione controllata - Configurabilità - Fondamento - Principio di consecuzione tra le due procedure - Elementi - Continuità temporale - Rilevanza - Limiti - Conseguenze - Fattispecie..
In tema di successione del fallimento all'amministrazione controllata, il computo a ritroso del cosiddetto periodo sospetto di cui all'art. 67 legge fallimentare, ai fini dell'esercizio dell'azione revocatoria avente per oggetto pagamenti costituiti dalle rimesse in conto corrente bancario, decorre dalla data del decreto di ammissione alla prima procedura e non da quella della dichiarazione di fallimento; tra le due procedure, la continuità non si risolve infatti in un mero dato temporale, ma si configura come fattispecie di consecuzione (più che di successione) tra esse, il fallimento rappresentando lo sviluppo della condizione di temporanea difficoltà denunciata dall'imprenditore che chiede il beneficio dell'amministrazione controllata, essendosi rivelata errata la prognosi di risanamento alla base di quest'ultima. (Principio di diritto enunciato dalla S.C. in un caso in cui la convocazione dei creditori disposta con il decreto di ammissione alla procedura di amministrazione controllata non aveva avuto luogo in quanto la società era stata dichiarata fallita). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 28 Novembre 2008, n. 28445. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (Dichiarazione) di fallimento - Stato d’insolvenza - In genere - Presupposti - Impossibilità di adempiere con mezzi normali alle obbligazioni - Relativo accertamento - Debiti - Desumibilità dallo stato passivo e dalla contabilità - Attivo - Idoneità al pronto realizzo - Condizioni. .
Nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento, la verifica, ex art. 5 legge fall., dello stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale esige la prova di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, valutate nel loro complesso, in quanto già scadute all'epoca della predetta dichiarazione e ragionevolmente certe; ne consegue, quanto ai debiti, che il computo non si limita alle risultanze dello stato passivo nel frattempo formato, ma si estende a quelli emergenti dai bilanci e dalle scritture contabili o in altro modo riscontrati, anche se oggetto di contestazione, quando (e nella misura in cui) il giudice dell'opposizione ne riconosca incidentalmente la ragionevole certezza ed entità; quanto all'attivo, i cespiti vanno considerati non solo per il loro valore contabile o di mercato, ma anche in rapporto all'attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione - di regola - dell'operatività dell'impresa, salvo che l'eventuale fase della liquidazione in cui la stessa si trovi renda compatibile anche il pronto realizzo dei beni strumentali e dell'avviamento. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2008, n. 5215. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Annullamento e risoluzione - In genere - Dichiarazione di fallimento a seguito di risoluzione del concordato - Giudizio di opposizione - Qualità di imprenditore commerciale del debitore e sua insolvenza - Discutibilità - Esclusione - Fondamento..
Nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento pronunciata in seguito alla risoluzione del concordato preventivo non è possibile rimettere in discussione la sussistenza della qualità di imprenditore commerciale del debitore, né del suo stato di insolvenza, vale a dire i presupposti per la dichiarazione di fallimento, atteso che nei confronti di tali presupposti la sentenza irrevocabile di omologazione esercita autorità di cosa giudicata. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 07 Giugno 2007, n. 13357. Segue...
Ricorso di fallimento - Onere della prova a carico del creditore - Contenuto..
Gli accertamenti previsti dall’art. 15 l.f. nel testo novellato possono essere disposti solo ove il creditore alleghi quantomeno un principio di prova in ordine alla sussistenza dello stato di insolvenza altrimenti la decisione verrebbe a fondarsi su fatti del tutto diversi rispetto a quelli dedotti con l’effetto di reintrodurre in modo surrettizio l’officiosità nella iniziativa del fallimento. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16 Novembre 2006. Segue...
Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Stato d'insolvenza - Accertamento - "Pactum de non petendo" - Efficacia - Condizioni.
L'efficacia del "pactum de non petendo", pur non condizionata all'adesione di tutti i creditori, è tuttavia correlata alla sua idoneità - che deve essere valutata alla luce della complessiva condizione debitoria dell'impresa, e, quindi anche con riguardo alla scadenza delle obbligazioni escluse dal patto medesimo - ad escludere lo stato d'insolvenza del debitore, se ed in quanto esso testimoni la condizione di credito e di fiducia di cui gode il debitore nel ceto creditorio considerato nel suo complesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 2005, n. 27386. Segue...
Istituti o enti di credito - Banca o istituto di credito - Configurabilità - Condizioni.