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Timestamp: 2018-12-14 06:33:56+00:00
Document Index: 108213766

Matched Legal Cases: ['art. 48', 'art. 48', 'art. 8', 'art. 100', 'art. 100', 'art. 48']

In merito al DDL che prevede la partecipazione del capitale nelle farmacie - PDF
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1 Legge annuale per il mercato e la Concorrenza (A.S. 2085) Audizione presso la X Commissione Industria, Commercio, Turismo Senato della Repubblica Roma, 12 novembre 2015 La Distribuzione Intermedia Farmaceutica full-line ADF rappresenta in Italia, nell ambito della Distribuzione Intermedia full-line, 41 aziende operanti in tutta Italia con 137 siti logistici, costituite da tutte le differenti tipologie di azionisti: multinazionali, e società di capitale privato di dimensioni grandi, medie e piccole e cooperative e società di farmacisti. A Federfarma Servizi - 21 società con 44 siti logistici - aderiscono soltanto cooperative e società di farmacisti. Nel 2014 il mercato totale delle vendite intermediato dai grossisti si è ridotto al 74% degli acquisti da parte delle farmacie, mentre il restante 26% è rappresentato da vendite dirette dell industria (dati IMS Health), con un trend in continua crescita. Un significativo campione CERVED* relativo al 2014 evidenzia inoltre come 37 aziende ADF abbiano realizzato il 68% del fatturato intermediato dai grossisti, contro il 32% delle 12 cooperative o società di farmacisti associate Federfarma Servizi prese a campione. *CERVED ha analizzato i bilanci 2014 di un campione di 49 aziende distributrici il cui fatturato totale è stato pari a milioni di Euro, corrispondente al 95% circa del fatturato intermediato dai grossisti. E da rilevare inoltre come in Italia, nonostante sia in corso ormai da anni nel settore della distribuzione intermedia un processo continuo di aggregazione, il mercato resti comunque caratterizzato da un elevato livello concorrenziale. 1
2 In merito al DDL che prevede la partecipazione del capitale nelle farmacie Il Disegno di Legge sulla Concorrenza 2015, che interviene sulla modernizzazione della distribuzione farmaceutica (art. 48 Misure per incrementare la concorrenza nella distribuzione farmaceutica ), in particolare eliminando il limite di quattro farmacie in capo ad un unico soggetto e consentendo l esercizio della farmacia privata da parte di società di capitali, trova da parte ADF piena condivisione nella sua attuale stesura che non prevede vincoli e limiti, fissando solo l incompatibiltà per ben individuate fattispecie. Breve analisi dell art. 48 L innovazione principale è contenuta nel 1 comma con l introduzione delle società di capitali tra i possibili titolari dell esercizio della farmacia privata. Tale introduzione risulta in linea con la tendenza della legislazione, poiché nel nostro Paese sono ammesse da sempre le farmacie comunali (attualmente 1.641), esempio di titolarità disgiunta dalla persona di un farmacista. Inoltre, dal 1999 le società distributrici intermedie (o grossiste) hanno avuto modo di acquisire quote di controllo in 15 società di gestione a capitale misto per circa 260 farmacie, senza peraltro che si siano mai verificate problematiche nel rapporto con i cittadini. 2
3 Piena compatibilità tra grossisti e farmacisti Nell esame del DdL alla Camera è stata eliminata per maggior chiarezza l incompatibilità della partecipazione a tali società di capitali per i soggetti che esercitano attività di intermediazione farmaceutica, mantenendola esclusivamente e specificatamente per chi eserciti la professione medica, svolga attività nei settori della produzione ed informazione scientifica del farmaco, essendo queste le categorie che possono influenzare la domanda di farmaci, laddove chiaramente i distributori intermedi non hanno possibilità di incidere sulla domanda. In merito, tale previsione andrebbe meglio definita inserendo rispetto alle società di capitali anche le società controllanti, controllate o soggette a comune controllo. La Legge Bersani nel 2006 peraltro, modificando l art. 8. co. 1 della L. 8 novembre 1991, n. 362, aveva eliminato la parola distribuzione dalle attività incompatibili con la gestione societaria delle farmacie e di conseguenza anche l incompatibilità tra attività di distribuzione all ingrosso e fornitura al pubblico di medicinali in farmacia (art. 100, co. 2 del Codice Farmaceutico D.L.vo 24/4/2006, n. 219). In aggiunta, lo stesso D.L.vo 219/2006 all art. 100, co.1- bis recita I farmacisti e le società di farmacisti, titolari di farmacia ai sensi dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, nonché le società che gestiscono farmacie comunali possono svolgere attività di distribuzione all'ingrosso dei medicinali, nel rispetto delle disposizioni del presente titolo. Parimenti le società che svolgono attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali possono svolgere attività di vendita al pubblico di medicinali attraverso la gestione di farmacie comunali.. Ciò testimonia come il Legislatore giudichi meritevole di maggior chiarezza la sinergia tra distribuzione intermedia (grossisti) e distribuzione finale (farmacisti), completando con il DdL in discussione l azione liberalizzatrice già avviata con il citato art bis D.L.vo 219/
4 Considerazioni La distribuzione farmaceutica intermedia e quella finale in Italia svolgono un attività sistemica caratterizzata da elevati livelli di servizio assicurando la massima efficienza e sicurezza nell assistenza farmaceutica al cittadino-paziente, ai costi più contenuti in Europa. Va inoltre sottolineato il ruolo essenziale svolto dai grossisti oltreché nella distribuzione convenzionata territoriale, anche nella Distribuzione Per Conto delle Regioni, la cosiddetta DPC. l apertura al capitale così come prevista dall art. 48 del ddl sulla Concorrenza, offre la ulteriore e concreta possibilità di rafforzare in chiave sinergica e di sistema l integrazione già esistente con le farmacie. le difficoltà economico finanziarie delle farmacie, richiamate anche dalla SOSE (società del Ministero dell Economia che predispone e aggiorna gli studi di settore), registrano un considerevole aumento, presentando anche una grave situazione di debolezza patrimoniale (passate da poco più di nel 2010 a nel 2012) con serio rischio di chiusura (fonte: audizione Federfarma del 12/6/2015 alla Camera dei Deputati, Commissioni Referenti). Di conseguenza sono oggi pesanti le ricadute sui bilanci delle aziende grossiste di farmaci, dovute all elevata esposizione per ritardati e soprattutto mancati pagamenti ed alla crescente incidenza di procedure di concordato/fallimento. Le previsioni di imminente e progressiva apertura di ulteriori farmacie, come sotto rappresentata, non può che aggravare tale situazione. In un contesto economico siffatto, solo l ingresso del capitale in farmacia può sanare queste crescenti situazioni di crisi della farmacia, evitando di fatto la chiusura di molte di esse. 4
5 Della classe C Per quanto si riferisce ai farmaci di fascia C di prescrizione medica, si ritiene che la loro dispensazione debba rimanere di esclusiva competenza della farmacia allo scopo di non depotenziare la farmacia medesima: Il quadro di riferimento infatti va analizzato alla luce dei seguenti dati: farmacie sono oggi già attive, delle quali di titolarità dei Comuni nuove farmacie sono state inoltre previste come nuova apertura nelle singole Regioni, dopo i concorsi straordinari disciplinati dal DL Cresci Italia e ulteriori farmacie, non ancora determinate, potranno trovare apertura in stazioni, porti, aeroporti e centri commerciali. Il fatturato pro-capite per farmacia subirà pertanto prevedibilmente un calo medio del 10%, con punte decisamente più elevate in determinati contesti territoriali. I costi operativi per il sistema distributivo intermedio subiranno di conseguenza un considerevole aumento. Questo contesto, in presenza dell attuale efficiente sistema di pianificazione sul territorio (completato dalle nuove aperture), sconsiglia assolutamente squilibri nella copertura territoriale e ulteriori riduzioni dei volumi di attività per singola farmacia con l allargamento della dispensazione della classe C, a pena di un aggravarsi della non sostenibilità in chiave economico/finanziaria, con conseguenti pesanti e pericolose ripercussioni anche nel settore distributivo intermedio. 5
6 Il capitale negli altri Paesi europei Nella maggior parte dei Paesi europei non ci sono limitazioni alla proprietà delle farmacie, fermo restando l impiego obbligatorio di un laureato in farmacia. E precisamente la proprietà da parte di società (generalmente aziende distributrici) e la conseguente presenza di catene di farmacie sono ammesse in 1. Belgio 2. Bulgaria 3. Croazia 4. Repubblica Ceca 5. Estonia 6. Finlandia 7. Irlanda 8. Paesi Bassi 9. Norvegia 10. Polonia 11. Regno Unito 12. i 3 Paesi Baltici 13. Romania 14. Serbia 15. Svezia 16. Svizzera 17. Ungheria Dovunque ci sia una catena di farmacie sono stati i grossisti a costituirla, come si può vedere dall allegato elenco in cui sono riportati i nomi dei comproprietari delle catene di farmacie nei Paesi UE (all. 1). Allegati: 1. Catene di farmacie nei Paesi UE 6
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