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Timestamp: 2017-10-22 00:42:30+00:00
Document Index: 56003398

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 2569', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36']

Articolo inserito il 07/01/2013
Dal 1° gennaio 2013 entra in vigore il nuovo testo dell'art. 21, DPR IVA, che introduce molte novità applicative nella fatturazione. In merito alla numerazione delle fatture, il nuovo art. 21, lett. b) del comma 2, DPR 633/72, dispone che la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoci. In attesa di indicazioni più precise da parte dell'Agenzia delle Entrate, si segnala che la numerazione progressiva e univoca possa essere realizzata in alternativa:
1.senza azzeramento all'inizio di ciascun anno solare, con la conseguenza che, già a partire dal 1° gennaio 2013, la numerazione seguirà quella dell'ultimo documento emesso nel 2012;
2.con azzeramento all'inizio di ciascun anno solare, e quindi in continuità con il comportamento adottato dai soggetti passivi fino al 2012. In tale caso però, dovendo la numerazione essere anche univoca , le fatture emesse dal 1° gennaio 2013 devono riportare una numerazione progressiva a partire dal n. 1/2013.
Sulla Gazzetta del 3 gennaio 2012 è pubblicato il Decreto del MEF dedicato alla definizione del " Contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito" (cd Redditometro).
Le spese relative ai beni e servizi si considerano sostenute dalla persona fisica cui risultano riferibili sulla base dei dati disponibili o delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria.
Si considerano, inoltre, sostenute dal contribuente, le spese relative ai beni e servizi effettuate dal coniuge e dai familiari fiscalmente a carico.
Il reddito complessivo accertabile del contribuente è determinabile sulla base:
1.dell'ammontare delle spese dai dati disponibili o dalle informazioni presenti nel Sistema informativo dell'Anagrafe tributari che risultano sostenute dal contribuente;
2.della quota parte, attribuibile al contribuente, dell'ammontare della spesa media ISTAT riferita ai consumi del nucleo familiare 3.dell'ammontare delle ulteriori spese riferite ai beni e servizi, nella misura determinata considerando la spesa rilevata da analisi e studi socio economici;
4.della quota relativa agli incrementi patrimoniali del contribuente imputabile al periodo d'imposta, nella misura determinata con le modalità indicate nella tabella A;
5della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell'anno.
Articolo inserito il 06/01/2013
Tares,prima rata ad aprile 2013
La Legge di Stabilità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2012, fa entrare in vigore dal 1° gennaio la Tares, ovvero il nuovo Tributo Comunale sui rifiuti che sostituirà la TARSU e la TIA, e sarà attivo in tutti i Comuni del territorio nazionale, a copertura non solo dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, ma anche dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni
L’Agenzia delle Entrate chiarisce nella Risoluzione n.114/E del 31.12.2012, come determinare il reddito tassabile, ai fini Irpef-Ires, derivante dal possesso di immobili di interesse storico-artistico. Nell’ipotesi di locazione di bene immobile dichiarato di interesse storico-artistico, i valori da confrontare per determinare l’imponibile ai fini IRES è il canone annuo ridotto del 35 per cento e la rendita catastale, sempre rivalutata, ridotta del 50 per cento, sia che si tratti di immobili non locati che di immobili concessi in locazione.
Per quanto riguarda il mondo Irpef, la risoluzione afferma che il criterio appena enunciato si deve applicare anche alle persone fisiche.
Aspetti Civilistici, Fiscali Dei Marchi
Nuovi profili contabili e fiscali del marchio d’azienda che nascono dalla creazione e/o l’acquisto fino alla tutela aziendale dei marchi stessi.
L'impresa, oltre a definire i segni o gli emblemi atti a distinguere i prodotti o servizi della propria attività da quelli di altre imprese, all’interno della più ampie strategie, dovrà individuare e analizzare i nuovi profili contabili e fiscali connessi alla gestione del marchio, che le consentano una efficace e corretta gestione dello stesso.
Il codice civile agli artt. 2569 – 2574 nonché il D.Lgs. 30 del 2005 parla della proprietà industriale.
 gli art. 2569 – 2574 del codice civile disciplinano l’uso del marchio;
 gli articoli 7 – 28 del codice della proprietà industriale, disciplinano, tra l’altro, in modo puntuale, le modalità nonchè gli effetti della registrazione.
Dichiarazione Emendata Dal Contribuente Non Preclude Un Maggiore Imponibile
È quanto emerge dalla sentenza n. 23000 pubblicata il 13 dicembre 2012 dalla Suprema Corte di Cassazione. La Sezione Tributaria ha accolto il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria sul principio di emendabilità in ogni tempo delle dichiarazioni fiscali. La dichiarazione di successione, così come ogni altra dichiarazione fiscale, è emendabile anche dopo l'avviso di rettifica da parte dell’Ufficio, ma la modifica inficia il potere di accertamento, che quindi può individuare un imponibile superiore.
Con la circolare 49/T del 28 dicembre 2012, l’Agenzia ha ritenuto opportuno fornire precisazioni sulla mediazione tributaria per gli atti emessi dagli Uffici Provinciali – Territorio dell’Agenzia. Il reclamo - mediazione disciplinato dall’articolo 17 – bis del D.Lgs. n. 546 del 1992 e riguarda le controversie di valore non superiore a 20mila euro instaurate con l’Agenzia delle Entrate. Detto istituto deflativo del contenzioso tributario, in quanto finalizzato all’esame in sede amministrativa, della potenziale controversia.
Rigetto Interpello Disapplicativo Per Le Società Di Comodo
È quanto emerge dalla sentenza n. 462/02/12 pubblicata lo scorso 18 dicembre dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce.
In materia di società di comodo, il Fisco non può rideterminare il reddito d’impresa sulla base di un provvedimento di rigetto di istanza d’interpello disapplicativo dichiarato illegittimo dal giudice tributario, il quale ha constatato l’esistenza di una situazione oggettiva che ha impedito il conseguimento di redditi minimi correlati all’oggetto sociale, indipendente dall'azienda.
Cassazione:accertamento Induttivo
Articolo inserito il 04/01/2013
Quando l’Amministrazione Finanziaria procede all’accertamento induttivo dei redditi d’impresa, basandosi sulla documentazione extracontabile rinvenuta presso l’abitazione dell’imprenditore, ai sensi dell’articolo 39 del D.P.R. n. 600/1973, il contribuente ha l’onere della prova dei costi e degli oneri deducibili, nella determinazione dell’imponibile, ivi compresa la loro inerenza e
la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi. È quanto emerge dalla sentenza n. 20110 pubblicata il 16 novembre 2012 dalla Suprema Corte di Cassazione.
Responsabilità Del Liquidatore Per Le Società Estinte
Per la società estinta in seguito a cancellazione dal registro delle imprese, che non ha onorato il proprio debito nei confronti dell’Erario, risponde il liquidatore quando il Fisco dimostri che questi ha privilegiato altri crediti. Il primo comma dell’art. 36 del D.P.R. n. 602 del 1973 prevede che i liquidatori di enti soggetti all'IRES rispondano in proprio per le imposte dovute dalla società per il periodo della liquidazione quando, disponendo delle risorse per pagare l'imposta, abbiano assegnato beni ai soci o soddisfatto creditori che non dovevano essere preferiti all'Ufficio finanziario.
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