Source: http://www.avvocatogratis.com/2011/01/gratuito-patrocinio-alle-societa-lo-dice-la-corte-di-giustizia-europea/
Timestamp: 2016-10-23 01:18:01+00:00
Document Index: 161745890

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 47', 'art. 234', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 94', 'art. 95', 'art. 94', 'art. 12', 'art. 78', 'art. 114', 'art. 116', 'art. 122', 'art. 123', 'art. 12', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 116', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 51', 'art. 47', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 52', 'art. 47', 'art. 6', 'art. 47', 'art. 122', 'art. 52', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 47']

GRATUITO PATROCINIO ALLE SOCIETA': LO DICE LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
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La conoscenza è potere: condividi e fai girare.DALL’EUROPA ARRIVA IL VIA LIBERA AL GRATUITO PATROCINIO PERÂ LE SOCIETA’ Corte di Giustizia Europea e Gratuito PatrocinioERA ORA! Il gratuito patrocinio Ã¨ finalmente ammesso anche per le persone giuridiche qualora sia finalizzato a garantire l’effettivo accesso alla giustizia.Questa Ã¨ la decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea contenuta nella sentenza del 22 dicembre 2010 (nella causa C-279/09),: Ã¨ cosÃ¬ applicataÂ la direttiva 2003/8/CeÂ in riferimento alle controversie transfrontaliereÂ ed al rinvio allâ€™utilizzo delle primarie normeÂ comuni per usufruire del gratuito patrocinio (riconosciuto in Italia con Dlgs 116/2005).Il caso nasce quando una societÃ germanica aveva fatto ricorso alla giustizia per inottemperanza alle norme UE da parte dello Stato tedesco.PoichÃ¨ non aveva i mezzi reddituali per sostenere la propria difesa aveva chiestoÂ l’ammissione al gratuito patrocinio cheÂ era stato poi negato dalle AutoritÃ tedesche, motivandolo che lo stesso Ã¨ una forma di aiuto sociale e che la vertenza non riguardava la maggioranza della popolazione: si sosteneva che la concessione del gratuito patrocinio costituisce una misura di aiuto sociale derivata dal principio dello Stato sociale e necessaria al rispetto della dignitÃ umana e quindi correlata alle necessitÃ della persona umana, cosa che di conseguenza non vale e non puÃ² valere per le persone giuridiche.Queste ultime, infatti, viene detto che sono creazioni artificiali, di forma giuridica autorizzata dallâ€™ordinamento di uno Stato, per una finalitÃ pratica. Pertanto, la Repubblica tedesca aveva negato l’ammissione al benefici da parte della societÃ richiedente.Di opposto avviso Ã¨ stata invece la Corte UE che ha evidenziato come il gratuito patrocinio deve essere accordato quando, a non concederlo, verrebbe vanificata la garanzia di un accesso effettivo alla giustizia. Non Ã¨ precisato se tale aiuto debba essere concesso anche ad una persona giuridica nÃ© quali spese copra, lo stesso Ã¨ perciÃ² Ã¨ Â«necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustiziaÂ» a coloro che mancanoÂ degli adeguati mezzi economici.La Corte ha poi chiaritoÂ che Â«l’impiego del termine Â«PersonaÂ» nella versione linguistica tedesca dellâ€™art. 47 suddetto, in opposizione al termine Â«Essere UmanoÂ», che ricorre in numerose altre disposizioni, quali gli artt. 1, 2, 3, 6, 29, 34 e 35 della Carta, puÃ² significare che le persone giuridiche non sono escluse.Â».Per questa ragione Ã¨ stata rigettata la tesi dello Stato tedesco ed accolta la domanda della societÃ , cosÃ¬ statuendo che l’ammissione alÂ gratuito patrocinio puÃ² essere concessa sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche.La vicenda crea un precedente di importanza rilevante e consentirÃ l’estensione del principio anche alla giurisprudenza italiana.Avv.ti Alberto Vigani & Victor Rampazzo
***SENTENZA DELLA CORTE(Seconda Sezione)22 dicembre 2010 Â«Tutela giurisdizionale effettiva dei diritti conferiti dal diritto dellâ€™Unione â€“ Diritto di ricorso a un giudice â€“ Gratuito patrocinio â€“ Normativa nazionale che nega il gratuito patrocinio alle persone giuridiche in assenza di un â€œinteresse generaleâ€Â»Nel procedimento CÂ 279/09,avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dellâ€™art. 234 CE, dal Kammergericht (Germania), con decisione 30 giugno 2009, pervenuta in cancelleria il 22 luglio 2009, nella causaDEB Deutsche Energiehandels- und Beratungsgesellschaft mbHcontroBundesrepublik Deutschland,LA CORTE (Seconda Sezione),composta dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, presidente di sezione, dai sigg. A. Rosas (relatore), U. LÃµhmus, A. Ã“ Caoimh e dalla sig.ra P. Lindh, giudici,avvocato generale: sig. P. Mengozzicancelliere: sig. B. FÃ¼lÃ¶p, amministratorevista la fase scritta del procedimento e in seguito allâ€™udienza del 3 giugno 2010,considerate le osservazioni presentate:â€¢	per la DEB Deutsche Energiehandels- und Beratungsgesellschaft mbH, dallâ€™avv. L. Schwarz, RechtsanwÃ¤ltin;â€¢	per il governo tedesco, dal sig. M. Lumma e dalla sig.ra J. Kemper, in qualitÃ di agenti;â€¢	per il governo danese, dalla sig.ra V. Pasternak JÃ¸rgensen e dal sig. R. Holdgaard, in qualitÃ di agenti;â€¢	per il governo francese, dai sigg. G. de Bergues e S. Menez nonchÃ© dalla sig.ra B. BeaupÃ¨reÂ Manokha, in qualitÃ di agenti;â€¢	per il governo italiano, dalla sig.ra G. Palmieri, in qualitÃ di agente, assistita dal sig. G. Aiello, avvocato dello Stato;â€¢	per il governo polacco, dal sig. M. Dowgielewicz, in qualitÃ di agente;â€¢	per la Commissione europea, dai sigg. J.Â P. Keppenne e F. Hoffmeister, in qualitÃ di agenti;â€¢	per lâ€™AutoritÃ di vigilanza EFTA, dalle sig.re F. Simonetti, I. Hauger e L. Armati, in qualitÃ di agenti,sentite le conclusioni dellâ€™avvocato generale, presentate allâ€™udienza del 2 settembre 2010,ha pronunciato la seguenteSentenza1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sullâ€™interpretazione del principio di effettivitÃ , quale sancito nella giurisprudenza della Corte di giustizia dellâ€™Unione europea, al fine di stabilire se esso imponga di accordare il gratuito patrocinio a persone giuridiche.2. Tale domanda Ã¨ stata proposta nellâ€™ambito di una controversia tra la DEB Deutsche Energiehandels- und Beratungsgesellschaft mbH (in prosieguo: la Â«DEBÂ») e la Bundesrepublik Deutschland [Repubblica federale di Germania] in merito allâ€™istanza di gratuito patrocinio presentata da detta societÃ alle autoritÃ giudiziarie tedesche.Contesto normativoIl diritto dellâ€™Unione3. Il quinto e lâ€™undicesimo â€˜considerandoâ€™ della direttiva del Consiglio 27 gennaio 2003, 2003/8/CE, intesa a migliorare lâ€™accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie (GU L 26, pag. 41; rettifica in GU L 32, pag. 15), enunciano quanto segue:Â«5) La presente direttiva mira a promuovere lâ€™applicazione del principio secondo il quale il patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere deve essere concesso a tutti coloro che non dispongono di mezzi sufficienti, qualora ciÃ² sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia. Il diritto generalmente riconosciuto di avere accesso alla giustizia Ã¨ anche ribadito allâ€™articolo 47 […] della Carta dei diritti fondamentali dellâ€™Unione europea [in prosieguo: la Â«CartaÂ»].(â€¦)11)	Il patrocinio a spese dello Stato dovrebbe includere la consulenza legale nella fase precontenziosa al fine di giungere ad una soluzione prima di intentare unâ€™azione legale, lâ€™assistenza legale per adire un tribunale, la rappresentanza in sede di giudizio, lâ€™esonero totale o parziale dalle spese processualiÂ».4. Lâ€™ambito di applicazione personale del diritto al patrocinio a spese dello Stato Ã¨ definito come segue allâ€™art. 3, n. 1, della direttiva 2003/8:Â«La persona fisica, che sia parte in una controversia ai sensi della presente direttiva, ha diritto a un patrocinio adeguato a spese dello Stato che le garantisca un accesso effettivo alla giustizia in conformitÃ delle condizioni stabilite dalla presente direttivaÂ».5. Lâ€™art. 6, n. 3, della medesima direttiva precisa:Â«Nel prendere una decisione sul merito di una domanda e fatto salvo lâ€™articolo 5, gli Stati membri valutano lâ€™importanza del caso specifico per il richiedente ma possono anche tener conto della natura della causa quando il richiedente chieda il risarcimento dei danni alla sua reputazione senza aver sofferto perdite materiali o finanziarie o quando la domanda riguardi una pretesa derivante direttamente dallâ€™attivitÃ autonoma o commerciale del richiedenteÂ».6. Conformemente allâ€™art. 94, nn. 2 e 3, del regolamento di procedura del Tribunale dellâ€™Unione europea del 2 maggio 1991 (testo consolidato pubblicato in GU 2010, C 177, pag. 37):Â«2. Ogni persona fisica che, in ragione della propria situazione economica, si trovi nellâ€™incapacitÃ totale o parziale di far fronte alle spese di cui al precedente paragrafo 1 ha il diritto di beneficiare del gratuito patrocinio. La situazione economica viene valutata tenendo conto di elementi oggettivi quali il reddito, il patrimonio posseduto e la situazione familiare.3.	Il gratuito patrocinio viene negato qualora lâ€™azione per la quale venga richiesto appaia manifestamente irricevibile o manifestamente infondataÂ».7. Lâ€™art. 95, nn. 2 e 3, del regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica dellâ€™Unione europea del 25 luglio 2007 (testo consolidato pubblicato in GU 2010, C 177, pag. 71) Ã¨ redatto in termini identici a quelli dellâ€™art. 94, nn. 2 e 3, del regolamento di procedura del Tribunale.Il diritto nazionale8. Lâ€™art. 12, n. 1, della legge sulle spese di giustizia (Gerichtskostengesetz), che definisce il principio dellâ€™anticipo delle spese giudiziali per tutti coloro che intendano promuovere unâ€™azione civile, cosÃ¬ recita:Â«Nei procedimenti civili la domanda puÃ² essere notificata solo dopo il pagamento di una tassa generale di procedura. In caso di ampliamento dellâ€™oggetto del giudizio nessun atto giudiziario puÃ² essere compiuto prima che detta tassa venga pagata; altrettanto vale per le impugnazioniÂ».9. Lâ€™art. 78, n. 1, del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung; in prosieguo: la Â«ZPOÂ») enuncia:Â«Dinanzi ai Landgerichte e agli Oberlandesgerichte, le parti devono farsi rappresentare da un avvocato (â€¦)Â».10. Ai sensi dellâ€™art. 114 della ZPO:Â«Una parte che, in ragione della sua situazione personale e finanziaria, non sia in grado di pagare le spese giudiziali, o possa pagarle solo in parte oppure a rate, ha diritto al gratuito patrocinio, ove ne faccia richiesta, se lâ€™azione o la difesa in giudizio ha sufficienti possibilitÃ di successo e non appare pretestuosa (â€¦)Â».11. Lâ€™art. 116, n. 2, della ZPO, stabilisce quanto segue:Â«Sono ammesse al gratuito patrocinio, ove ne facciano richiesta:1. (â€¦)2.	le persone giuridiche o le associazioni in grado di stare in giudizio, costituite e stabilite (…) in Germania, qualora nÃ© esse medesime nÃ© i soggetti che hanno un interesse economico alla controversia siano in grado di sostenere tali spese e risulti contrario allâ€™interesse generale che dette persone rinuncino allâ€™azione o alla difesa in giudizioÂ».12. Lâ€™art. 122, n. 1, della ZPO precisa quanto segue:Â«Lâ€™ammissione al gratuito patrocinio comporta che:1.	lo Stato federale o il Land possa esigere dalla parte interessata:a) il pagamento delle spese giudiziali e di notifica sostenute o da sostenere,b) la soddisfazione dei crediti vantati dai legali incaricati e ad esso trasferiti,solo conformemente a quanto disposto dal giudice;2.	la parte sia liberata dallâ€™obbligo di fornire garanzia per le spese processuali;3.	i legali incaricati non possano pretendere dallâ€™interessato il pagamento dei propri onorari.(â€¦)Â».13. Lâ€™art. 123 della ZPO enuncia che:Â«La concessione del gratuito patrocinio non ha effetto sullâ€™obbligo di rimborso delle spese sostenute dalla controparteÂ».Causa principale e questione pregiudiziale14. La DEB chiede il gratuito patrocinio per intentare unâ€™azione di responsabilitÃ contro la Bundesrepublik Deutschland per violazione del diritto dellâ€™Unione.15. Essa intende ottenere un risarcimento dei danni subiti in conseguenza della tardiva attuazione da parte di detto Stato membro delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 22 giugno 1998, 98/30/CE, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale (GU L 204, pag. 1), e 26 giugno 2003, 2003/55/CE, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 98/30/CE (GU L 176, pag. 57), le quali avrebbero dovuto garantire un accesso non discriminatorio alle reti di gas nazionali. A causa di detto ritardo di attuazione la ricorrente non avrebbe potuto ottenere dai gestori del sistema tedeschi lâ€™accesso alle loro reti di gasdotti, per un mancato guadagno di circa EUR 3,7 miliardi a titolo di contratti per lâ€™approvvigionamento di gas conclusi con taluni fornitori.16. Mancando di liquiditÃ e di patrimonio, la DEB, che al momento non ha nÃ© dipendenti nÃ© creditori, non Ã¨ in grado di pagare lâ€™anticipo sulle spese previsto dallâ€™art. 12, n. 1, della legge sulle spese di giustizia, pari a EUR 274 368.17. La DEB non ha neppure i mezzi finanziari per farsi rappresentare da un avvocato, il cui ministero Ã¨ obbligatorio nella causa principale.18. Il Landgericht Berlin le ha rifiutato il gratuito patrocinio, poichÃ© non ricorrono le condizioni poste dallâ€™art. 116, punto 2, della ZPO.19. Anche il Kammergericht, adito in appello, ritiene che le condizioni poste dallâ€™art. 116, punto 2, della ZPO non siano soddisfatte.20. Esso considera, facendo riferimento alla giurisprudenza del Bundesgerichtshof relativa alla suddetta disposizione, che non Ã¨ contrario allâ€™interesse generale che la DEB rinunci allâ€™esercizio del suo diritto nel caso di specie. Una tale contrarietÃ potrebbe sussistere solo se la decisione riguardasse una parte significativa della popolazione o della vita economica o se potesse sortire conseguenze sociali (v. ordinanza del Bundesgerichtshof 20 dicembre 1989, VIII ZR 139/89). La rinuncia allâ€™azione nocerebbe allâ€™interesse generale se impedisse ad una persona giuridica di continuare ad attendere ad un compito di pubblico interesse o se lâ€™esistenza stessa di tale persona giuridica dipendesse dallo svolgimento del procedimento e fossero per questo in gioco posti di lavoro oppure i crediti di parecchie persone. Non Ã¨ questo il caso di specie, poichÃ© la ricorrente al momento non ha nÃ© dipendenti nÃ© creditori.21. Certo, la nozione giuridica di Â«interesse generaleÂ» puÃ² essere interpretata in modo da comprendere, a vantaggio della persona giuridica, tutti gli interessi generali possibili (v. ordinanza del Bundesgerichtshof 24 ottobre 1990, VIII ZR 87/90). Nondimeno, in linea di massima, lâ€™interesse generale ad una decisione giusta non basta. NÃ© Ã¨ sufficiente il fatto che, per risolvere la controversia, possa rivelarsi necessario rispondere a questioni di diritto di interesse generale (v. citata ordinanza del Bundesgerichtshof 20 dicembre 1989). In tali ipotesi, cosÃ¬ come nella fattispecie, a parte lâ€™assenza di giudicato, non sussisterebbe un danno effettivo per la collettivitÃ . La stessa DEB ammette che una condanna della Bundesrepublik Deutschland non puÃ² comportare automaticamente quellâ€™apertura del mercato dellâ€™energia sul cui fondamento essa ha considerato la propria domanda come di interesse generale nel senso dellâ€™art. 116, punto 2, della ZPO.22. Unâ€™interpretazione di tale disposizione nazionale che tenga conto dellâ€™intenzione del legislatore tedesco non permette che essa sia estesa ed applicata a qualsivoglia effetto, anche indiretto. La giurisprudenza Ã¨ da sempre dellâ€™avviso, sulla scorta dei lavori preparatori della ZPO, che, oltre ai detentori di un interesse economico alla controversia, debbano necessariamente risentire della rinuncia allâ€™azione giudiziaria numerose altre persone.23. Lâ€™art. 116, n. 2, della ZPO Ã¨ altresÃ¬ conforme alla legge costituzionale (Grundgesetz). In particolare, non Ã¨ incostituzionale il fatto di richiedere per la concessione del gratuito patrocino alle persone giuridiche condizioni piÃ¹ restrittive di quelle applicate alle persone fisiche.24. Il Bundesverfassungsgericht (Corte costituzionale federale) lâ€™ha dichiarato piÃ¹ volte. La concessione del gratuito patrocinio costituisce, in fin dei conti, una misura di aiuto sociale derivata dal principio dello Stato sociale e necessaria al rispetto della dignitÃ umana, cosa che non vale per le persone giuridiche. Queste ultime sono creazioni artificiali, di forma giuridica autorizzata dallâ€™ordinamento di uno Stato, per una finalitÃ pratica. Detta forma offre vantaggi economici agli associati, anzitutto la limitazione della responsabilitÃ al patrimonio sociale. La persona giuridica deve avere, pertanto, un patrimonio sufficiente; questâ€™ultimo Ã¨ una conditio sine qua non per la sua costituzione, ed Ã¨ necessario per la sua esistenza successiva. Ed Ã¨ per questo motivo che, in linea di principio, la persona giuridica puÃ² essere riconosciuta dallâ€™ordinamento giuridico solamente se Ã¨ in grado di perseguire i suoi scopi e i suoi compiti con mezzi propri. Conseguentemente, lâ€™art. 116, punto 2, della ZPO tiene conto della particolare situazione delle persone giuridiche (v. ordinanza del Bundesgerichtshof 3 luglio 1973, 1 BvR 153/69).25. Il Kammergericht si chiede, tuttavia, se il rifiuto di accordare il gratuito patrocinio alla DEB perchÃ© possa far valere la responsabilitÃ dello Stato ai sensi del diritto dellâ€™Unione non sia contrario ai principi di tale diritto, in particolare al principio di effettivitÃ . Infatti, tale diniego impedirebbe completamente alla ricorrente di esercitare unâ€™azione di responsabilitÃ contro lo Stato in applicazione del diritto dellâ€™Unione. CosÃ¬ le sarebbe praticamente impossibile o quantomeno eccessivamente difficile ottenere un risarcimento. Depone per tale interpretazione anche la circostanza che la Corte faccia derivare la responsabilitÃ dello Stato in forza del diritto dellâ€™Unione dallâ€™esigenza della piena efficacia delle norme dellâ€™Unione, e ciÃ² proprio per tutelare i diritti dei singoli (sentenza 19 novembre 1991, cause riunite CÂ 6/90 e CÂ 9/90, Francovich e a., Racc. pag. IÂ 5357).26 Alla luce di quanto sopra, il Kammergericht ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:Â«Atteso che la regolamentazione nazionale delle condizioni di esercizio del diritto al risarcimento e della procedura per far valere la responsabilitÃ di uno Stato membro ai sensi del diritto [dellâ€™Unione] non deve rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile ottenere da tale Stato un indennizzo a titolo della responsabilitÃ suddetta, se sia possibile che una normativa nazionale subordini lâ€™esercizio dellâ€™azione giudiziaria al pagamento di un anticipo sulle spese e neghi il gratuito patrocinio ad una persona giuridica che non sia in grado di provvedere a tale anticipoÂ».Sulla questione pregiudiziale27. Con la sua questione la giurisdizione remittente chiede se il diritto dellâ€™Unione, in particolare il principio di effettivitÃ , debba essere interpretato nel senso che, nel contesto di un procedimento per responsabilitÃ dello Stato introdotto ai sensi di detto diritto, tale principio osti a una normativa nazionale che subordina lâ€™esercizio dellâ€™azione giudiziaria al pagamento di un anticipo sulle spese e prevede che non possa essere accordato il gratuito patrocinio ad una persona giuridica benchÃ© non sia in grado di provvedere a tale anticipo.28. Come risulta da una giurisprudenza consolidata relativa al principio di effettivitÃ , le modalitÃ procedurali dei ricorsi intesi a garantire la tutela dei diritti spettanti ai singoli in forza del diritto dellâ€™Unione non devono rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile lâ€™esercizio dei diritti conferiti dallâ€™ordinamento giuridico dellâ€™Unione (v., in particolare, sentenze 16 dicembre 1976, causa 33/76, Rewe-Zentralfinanz e Rewe-Zentral, Racc. pag. 1989, punto 5; 13 marzo 2007, causa CÂ 432/05, Unibet, Racc. pag. IÂ 2271, punto 43, e 15 aprile 2008, causa CÂ 268/06, Impact, Racc. pag. IÂ 2483, punto 46). La giurisdizione remittente chiede, in sostanza, se il fatto, per una persona giuridica, di non poter beneficiare del gratuito patrocinio renda lâ€™esercizio dei suoi diritti praticamente impossibile nel senso che, non avendo i mezzi per anticipare le spese giudiziali e farsi assistere da un avvocato, tale persona giuridica non sarebbe in grado di agire in giudizio.29. La questione sollevata concerne, cosÃ¬, il diritto di una persona giuridica ad un accesso effettivo alla giustizia e dunque, nel contesto del diritto dellâ€™Unione, il principio della tutela giurisdizionale effettiva. Ãˆ, questâ€™ultimo, un principio generale del diritto dellâ€™Unione, che deriva dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri ed Ã¨ stato sancito dagli artt. 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dellâ€™uomo e delle libertÃ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (in prosieguo: la Â«CEDUÂ») (sentenze 15 maggio 1986, causa 222/84, Johnston, Racc. pag. 1651, punti 18 e 19; 15 ottobre 1987, causa 222/86, Heylens e a., Racc. pag. 4097, punto 14; 27 novembre 2001, causa CÂ 424/99, Commissione/Austria, Racc. pag. IÂ 9285, punto 45; 25 luglio 2002, causa CÂ 50/00 P, UniÃ³n de PequeÃ±os Agricultores/Consiglio, Racc. pag. IÂ 6677, punto 39; 19 giugno 2003, causa CÂ 467/01, Eribrand, Racc. pag. IÂ 6471, punto 61, e Unibet, cit., punto 37).30. Quanto ai diritti fondamentali, dallâ€™entrata in vigore del Trattato di Lisbona Ã¨ necessario tener conto della Carta, la quale ha, ai termini dellâ€™art. 6, n. 1, primo comma, TUE, Â«lo stesso valore giuridico dei trattatiÂ». Il suo art. 51, n. 1, enuncia, infatti, che le disposizioni della Carta si applicano agli Stati membri nellâ€™attuazione del diritto dellâ€™Unione.31. Ora, secondo lâ€™art. 47, primo comma, della Carta, ogni persona i cui diritti e le cui libertÃ garantiti dal diritto dellâ€™Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel suddetto articolo. A termini del secondo comma del medesimo articolo, ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni persona ha la facoltÃ di farsi consigliare, difendere e rappresentare. A sua volta, lâ€™art. 47, terzo comma, stabilisce espressamente che a coloro che non dispongono di mezzi sufficienti Ã¨ concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciÃ² sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.32. Secondo le spiegazioni relative a tale articolo, le quali, conformemente allâ€™art. 6, n. 1, terzo comma, TUE e allâ€™art. 52, n. 7, della Carta, debbono essere prese in considerazione per lâ€™interpretazione di questâ€™ultima, lâ€™art. 47, secondo comma, della Carta corrisponde allâ€™art. 6, n. 1, della CEDU.33. CiÃ² considerato, occorre riformulare la questione sollevata nel senso che essa verte sullâ€™interpretazione del principio della tutela giurisdizionale effettiva, quale sancito dallâ€™art. 47 della Carta, al fine di stabilire se, nel contesto di un procedimento per responsabilitÃ dello Stato introdotto ai sensi del diritto dellâ€™Unione, tale disposizione osti a una normativa nazionale che subordina lâ€™esercizio dellâ€™azione giudiziaria al pagamento di un anticipo sulle spese e prevede che non possa essere accordato il gratuito patrocinio ad una persona giuridica benchÃ© non sia in grado di provvedere a tale anticipo.34. Risulta dallâ€™art. 122, n. 1, della ZPO che il gratuito patrocinio puÃ² coprire tanto le spese giudiziali quanto i crediti dei legali. PoichÃ© la giurisdizione nazionale non ha precisato se la questione sollevata verte unicamente sullâ€™anticipo delle spese giudiziali, vanno esaminati entrambi gli aspetti.35. Quanto alla Carta, il suo art. 52, n. 3, precisa che, laddove essa contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla CEDU, il significato e la portata di tali diritti sono uguali a quelli loro conferiti da detta convenzione. Secondo la spiegazione di tale disposizione, il significato e la portata dei diritti garantiti sono determinati non solo dal testo della CEDU, ma anche, in particolare, dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dellâ€™uomo. Lâ€™art. 52, n. 3, seconda frase, della Carta precisa che la prima frase del medesimo paragrafo non preclude che il diritto dellâ€™Unione conceda una protezione piÃ¹ estesa (v., in tal senso, sentenza 5 ottobre 2010, causa CÂ 400/10 PPU, McB., non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 53).36. Per quanto concerne piÃ¹ specificamente lâ€™art. 47, n. 3, della Carta, lâ€™ultimo paragrafo della spiegazione relativa a detto articolo menziona la sentenza Airey c. Irlanda del 9 ottobre 1979 (Corte eur. D.U., serie A n. 32, pag. 11), secondo la quale il gratuito patrocinio deve essere accordato quando, a non concederlo, verrebbe vanificata la garanzia di un accesso effettivo alla giustizia. Non Ã¨ precisato se tale aiuto debba essere concesso anche ad una persona giuridica nÃ© quali spese copra.37. Occorre interpretare tale disposizione nel suo contesto, alla luce degli altri testi del diritto dellâ€™Unione, del diritto degli Stati membri e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dellâ€™uomo.38. Come ha rilevato la Commissione delle ComunitÃ europee nelle sue osservazioni scritte, il termine Â«personaÂ» utilizzato nei due primi commi dellâ€™art. 47 della Carta puÃ² riferirsi ad individui, ma â€“ da un punto di vista puramente linguistico â€“ non esclude le persone giuridiche.39. Bisogna constatare al riguardo che, sebbene le spiegazioni relative alla Carta non precisino nulla in proposito, lâ€™impiego del termine Â«PersonÂ» nella versione linguistica tedesca dellâ€™art. 47 suddetto, in opposizione al termine Â«MenschÂ», che ricorre in numerose altre disposizioni, quali gli artt. 1, 2, 3, 6, 29, 34 e 35 della Carta, puÃ² significare che le persone giuridiche non sono escluse.CondividiTweet ASSOCIAZIONE ART. 24 COST. 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