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Timestamp: 2013-12-05 19:31:16+00:00
Document Index: 104898389

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 43', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 3', 'art. 5']

INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica - DML - Re.Na.M. - Personale e compiti
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Compiti del Registro Nazionale Mesoteliomi
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 308/2002
Regolamento per la determinazione del modello e delle modalita' di tenuta del registro dei casi di mesotelioma
asbesto correlati ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del decreto legislativo n. 277 del 1991.
Visto l'articolo 36, comma 3 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, il quale prevede, per la tutela dei
lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione all'amianto durante il lavoro, la determinazione del modello e delle modalita' di tenuta del registro dei casi di mesotelioma asbesto-correlati, nonche' le modalita' di trasmissione della documentazione clinica all'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, da parte degli organi del Servizio sanitario nazionale e degli Istituti previdenziali assicurativi pubblici e privati;
di Trento e Bolzano nella seduta del 21 maggio 1998;
Art. 1 - Registro nazionale dei casi di mesotelioma asbesto-correlati
E' istituito presso l'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, il registro
nazionale dei casi di mesotelioma asbesto-correlati. L'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, e' autorizzato alla raccolta ed al trattamento dei dati ai sensi dell'articolo 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, cosi' come modificato dall'articolo 5 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135.
Nel registro e' raccolta l'informazione relativa ai casi di mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, diagnosticati in Italia, con lo scopo di:
stimare l'incidenza dei casi di mesotelioma in Italia;
raccogliere informazioni sulla pregressa esposizione ad amianto dei casi registrati;
contribuire alla valutazione degli effetti, dell'avvenuto uso industriale, dell'amianto ed al riconoscimento delle fonti di contaminazione;
promuovere progetti di ricerca per la valutazione dell'associazione tra casi di mesotelioma ed esposizione ad amianto.
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato
con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali
e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Il comma 3 dell'art. 36 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, concernente:
"Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e
biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212" (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 200 del 27 agosto 1991, supplemento ordinario), reca:
Art. 36 - Registro dei tumori
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza
sociale e della sanita', sono determinati il modello e le modalita' di tenuta del registro, nonche' le modalita' di trasmissione della documentazione di cui al comma 2.
I commi 3 e 4 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, concernente:
"Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, supplemento ordinario), recano:
Art. 17 - Regolamenti
Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti,
per materie di competenza di piu' Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti
emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
Il testo dell'art. 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 (tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al
trattamento dei dati personali), cosi' come modificato dall'art. 5 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135
(disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento dei dati sensibili da parte dei
soggetti pubblici) e dal decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 467 (Disposizioni correttive ed integrative
della normativa in materia di protezione dei dati personali, a norma dell'art. 1 della legge 24 marzo 2001,
n. 127), e' il seguente:
I dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di
altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche' i dati personali idonei a rivelare lo stato di
salute e la vita sessuale, possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato
e previa autorizzazione del Garante.
Il comma 1 non si applica ai dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o intese ai sensi degli articoli 7 e 8 della Costituzione, nonche' relativi ai soggetti che con riferimento a finalita' di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, che siano trattati dai relativi organi o enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano comunicati o diffusi fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano
idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati.
Il comma 1 non si applica, altresi', ai dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di categoria.
Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro trenta giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente,
anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante puo' prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento e' tenuto ad adottare.
Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici,
e' consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge, nella quale siano specificati i tipi di
dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalita' di interesse pubblico
perseguite. In mancanza di espressa disposizione di legge, e fuori dai casi previsti dai decreti legislativi di modificazione ed integrazione della presente legge, emanati in attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante, nelle more della specificazione legislativa, l'individuazione delle attivita', tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono rilevanti finalita' di interesse pubblico e per le quali e' conseguentemente autorizzato, ai sensi del comma 2, il trattamento dei dati indicati al comma 1.
Nei casi in cui e' specificata, a norma del comma 3, la finalita' di rilevante interesse pubblico, ma non sono specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili, i soggetti pubblici, in applicazione di quanto
previsto dalla presente legge e dai decreti legislativi di attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, in materia di dati sensibili, identificano e rendono pubblici, secondo i rispettivi ordinamenti, i tipi di dati e di operazioni strettamente pertinenti e necessari in relazione alle finalita' perseguite nei singoli casi, aggiornando tale identificazione periodicamente.
I dati personali indicati al comma 1 possono essere oggetto di trattamento previa autorizzazione del Garante:
qualora il trattamento sia effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non
riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e movimenti politici, confessioni e comunita' religiose, per il perseguimento di finalita' lecite, relativamente ai dati personali degli aderenti o dei soggetti che in relazione a tali finalita' hanno contatti regolari con l'associazione, ente od organismo, sempre che i dati non siano comunicati o diffusi fuori del relativo
ambito e l'ente, l'associazione o l'organismo determinino idonee garanzie relativamente ai trattamenti
qualora il trattamento sia necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita' fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in cui l'interessato non puo' prestare il proprio consenso per
impossibilita' fisica, per incapacita' di agire o per incapacita' d'intendere o di volere;	qualora il trattamento sia necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397 o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, di rango pari a quello dell'interessato quando i dati siano idonei a rivelare lo stato di salute
e la vita sessuale, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita' e per il periodo
strettamente necessario al loro perseguimento. Il Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui
al comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito codice di deontologia e di buona condotta secondo
le modalita' di cui all'art. 31, comma 1, lettera h). Resta fermo quanto previsto dall'art. 43, comma 2
Art. 2 - Centri operativi regionali
Presso ogni regione, gli assessorati alla sanita' individuano i Centri operativi regionali, di seguito denominati COR, e nominano il funzionario responsabile della rilevazione dei casi di mesotelioma e dell'accertamento della pregressa esposizione ad amianto, nonche', su proposta di questo, il soggetto vicario
nei casi di vacanza, assenza o impedimento del primo.
Ai fini della individuazione dei COR, gli assessorati alla sanita' tengono conto, ove istituite, delle
strutture gia' operanti nella regione e nelle province autonome quali: osservatori epidemiologici regionali
o altri servizi epidemiologici, archivi locali di mesoteliomi, registri tumori di popolazione.
Entro centottanta giorni dalla data di emanazione del presente decreto, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano comunicano all'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, i dati identificativi e le modalita' operative dei COR.
La rilevazione di cui al comma 1 comprende i casi di cui al precedente articolo 1, diagnosticati a partire dal 1 gennaio 2000.
Art. 3 - Compiti dei Centri operativi regionali
I COR provvedono:
alla raccolta ed archiviazione delle informazioni su tutti i casi di mesotelioma della pleura, del peritoneo e della tunica vaginale del testicolo, sulla base delle informazioni di cui al comma 4;
alla definizione dei casi dal punto di vista diagnostico;
alle verifiche di qualita' delle diagnosi pervenute;
alla ricerca ed integrazione dell'informazione sulla pregressa esposizione all'amianto dei casi identificati;
al controllo periodico del flusso informativo dei casi di mesotelioma, anche al fine di valutarne la completezza;
all'invio all'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, mediante la scheda di notifica di cui all'allegato 1, delle informazioni relative
alla diagnosi ed alle valutazioni dell'esposizione con salvaguardia delle previsioni normative di cui
alla legge n. 675 del 1996 e del decreto legislativo n. 135 del 1999.
I COR provvedono all'assolvimento dei compiti di cui al precedente comma 1, in conformita' a standards definiti e periodicamente aggiornati dall'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, anche con la collaborazione dei COR, attraverso la elaborazione delle apposite linee guida.
Il personale dei COR e' tenuto al rispetto del segreto professionale e d'ufficio nello svolgimento dei
compiti di cui al comma 1.
Le strutture sanitarie pubbliche e private forniscono ai COR le informazioni di cui al comma 1, lettera a).
Art. 4 - Collaborazione con altri istituti
L'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, l'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS), l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro
gli infortuni sul lavoro (INAIL) e gli altri istituti previdenziali assicurativi pubblici e privati, collaborano al fine di completare od integrare reciprocamente i dati in loro possesso.
Art. 5 - Modalita' e tenuta del registro
Il registro di cui all'articolo 1, puo' essere informatizzato secondo quanto previsto al successivo articolo
6, ed e' comunque tenuto in conformita' alle norme di cui alla legge n. 675 del 1996, secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 318, concernenti la tutela delle
persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.
I COR e l'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, dovranno rilasciare, a cura dei responsabili del trattamento dei dati, individuati ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 675 del 1996 e del precedente articolo 2, comma 1, specifiche autorizzazioni agli incaricati del trattamento o della manutenzione dei dati.
Il registro di cui all'articolo 1, ove tenuto in forma cartacea, deve essere conforme al modello riportato
in allegato 1.
L'INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro, trasmette annualmente alle regioni i dati di sintesi relativi alle risultanze del registro di cui al presente decreto. Detta trasmissione viene effettuata in forma anonima, ai sensi dell'articolo 23, comma 4, della legge n. 675 del 1996.
Il testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 318 del 28 luglio 1999 (Regolamento recante norme per l'individuazione delle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati personali, a norma dell'art. 15, comma 2, della legge 31 dicembre 1996, n. 675), e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14 settembre 1999.
Il testo dell'art. 5 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e' il seguente:
Il testo dell'art. 23, comma 4, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e' il seguente:
Art. 23 - Dati inerenti la salute
La diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e' vietata, salvo nel caso in cui sia necessaria
per finalita' di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, con l'osservanza delle norme che regolano
Art. 6 - Sistemi di elaborazione automatica dei dati
Le modalita' informatiche di formazione, trasmissione, conservazione, duplicazione, riproduzione e di
validazione, anche temporale dei dati riguardanti il registro di cui all'articolo 1, debbono rispondere
a quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, e dal decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di attuazione dell'8 febbraio 1999, dalla deliberazione dell'Autorita'
per l'informatica nella pubblica amministrazione (AIPA) n. 24 del 30 luglio 1998, e successive modifiche
e dalle regole di attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 428. E' fatto salvo ogni riferimento normativo ove raccolto in un testo unico.
L'accesso alle funzioni del sistema e' consentito ai soli soggetti espressamente abilitati all'inserimento
dei dati e, con separato elenco, ai soggetti abilitati alla sola lettura.
La validazione anche temporale delle informazioni, deve essere riconducibile al soggetto responsabile del COR, con l'apposizione al documento della firma digitale e della marca temporale di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 513 del 1997.
Le eventuali informazioni di modifica non debbono mai sostituire il dato originario gia' memorizzato, ma solo
Le comunicazioni effettuate ai sensi dell'articolo 36, comma 3, del decreto legislativo n. 277 del 1991, possono essere effettuate anche mediante sistemi informatizzati, con le modalita' fissate dagli organismi
destinatari di tali comunicazioni.
Le informazioni presenti in banche dati, elenchi o registri, devono essere trattate con tecniche di cifratura o codici identificativi, ovvero nuovi sistemi, che si rendessero disponibili in base al progresso
tecnologico, che consentano di identificare gli interessati solo in caso di necessita', ai sensi dell'articolo
3, commi 4 e 5, del decreto legislativo n. 135 del 1999.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
Il testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 513 del 10 novembre 1997 (Regolamento recante criteri
e modalita' per la formazione, l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici
e telematici, a norma dell'art. 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59), e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 13 marzo 1998, n. 60.
Il testo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 febbraio 1999 (Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici ai sensi dell'art. 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513), e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 1999, n. 87.
Il testo del decreto del Presidente della Repubblica n. 428 del 20 ottobre 1998 (Regolamento recante norme
per la gestione del protocollo informatico da parte delle amministrazioni pubbliche), e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 291 del 14 dicembre 1998.
Per il testo dell'art. 36, comma 3, del decreto legislativo n. 277 del 1991, si rimanda alle note alle premesse.
Il testo dell'art. 3, commi 4 e 5, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, e' il seguente:
I dati contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di mezzi elettronici o comunque
automatizzati, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici identificativi
o di altri sistemi che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessita'.
I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati separatamente da ogni altro
dato persone trattato per finalita' che non richiedano il loro utilizzo. Al trattamento di tali dati si procede con le modalita' di cui al comma 4 anche quando detti dati non sono contenuti in elenchi, registri
o banche dati o non sono tenuti con l'ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati.
Allegato 1 (art. 5, comma 3)
INAIL, Settore Ricerca Certificazione e Verifica, Dipartimento Medicina del Lavoro - Registro Nazionale dei Mesoteliomi - 2a Edizione - Aggiornamento documenti 2010 - Visitatori 217722