Source: https://www.file-pdf.it/2017/05/06/eritrine-esposto-proposta-al-comune-di-trapani-arch-corte-signed/
Timestamp: 2019-10-20 01:48:16+00:00
Document Index: 175234865

Matched Legal Cases: ['art.136', 'art.3', 'art.4', 'art. 136', 'art.4', 'art.3', 'art. 16']

eritrine lettera al comune.doc da Administrator - eritrine esposto proposta al comune di trapani arch. corte-signed pdf - File PDF .it
eritrine esposto proposta al comune di trapani arch. corte signed .pdf
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eritrine esposto proposta al comune di trapani arch. corte-signed.pdf (PDF, 240 KB)
Trapani, li 24.04.2017
Gen. Dott. Vito Damiano
&gt;………………………Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
- alla c.a. del Sottosegretario On.Dott. Ilaria Borletti Buitoni
&gt;…………..………………,….………………….Alla Soprintendenza ai BB.CC.AA
– alla c.a. della Soprintendente Arch. Paola Misuraca
&gt;……………...,,……………………………..All’Ispettorato Ripartimentale Foreste
– alla c.a. del Dirigente Servizio 16 Dott. Francesco Trapani
francesco.trapani@regione.sicilia.it
&gt;………….….……………………………….Al Dipartimento Beni Culturali e I.S.
– alla c.a. del Dirigente Generale, Prof. Dott. Gaetano Pennino
&gt;……………...…………………….All’Orto Botanico e Herbarium Mediterraneum
– alla c.a. del Direttore Prof. Dott. Rosario Schicchi
botanica@unipa.it - rosario.schicchi@unipa.it
&gt;……..……..……………… ………………………Alla Federazione Verdi Sicilia
alla c.a. della Prof. Adelaide Conti
sicilia@verdi –sicilia.it - federazione@verdi.it
&gt;………………………………………………..Al FAI – Fondo Ambiente Italiano
- alla c.a. del Capo delegazione prof. Rita Barraco
delegazionefai.trapani@fondoambiente.it
&gt;…………………………………………………A Italia Nostra – Sede di Trapani
- alla c.a. della Presidente arch. Rosellina La Commare
trapani@italianostra.org - studio.lacommare@gmail.com
&gt;……………………………………………………Al WWF Italia sez. di Trapani
- alla c.a. della Direttrice, dott.ssa Anna Giordano
&gt; ………………………………………………………… A Legambiente Trapani
- alla c.a. del dott. Benigno Martinez
legambiente@legambiente.it - legambientetrapanier@libero.it
&gt; ………………………….………….A Lipu Sicilia – Coordinamento Regionale
- alla c.a. del dott. Antonino Provenza
lipualcamo@hotmail.com
&gt; ……………………………………….A CAI – Club Alpino Italiano, sez. Erice
- alla c.a. del dott. Vincenzo Fazio
&gt; ……….....…A WISH World International Sicilian Heritage – Palermo/Trapani
- alla c.a. della Presidente avv. Chiara Modica Donà dalle Rose
chiaradonadallerose@gmail.com
&gt; ……..…..………………………..All’Ordine degli Architetti, P.P.C. di Trapani
- alla c.a. del Presidente Arch. Alberto Ditta
&gt; …………………………………………..All’Ordine degli Ingegneri di Trapani
- alla c.a. del Presidente Ing. Andrea Giannitrapani
&gt; ……..…..………,…….All’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Trapani
- alla c.a. del Presidente dott. Agr. Giuseppe Pellegrino
ordinetrapani@conaf.it - dottore@peppepellegrino.it
&gt; ……..….…,,……………………………..A Amici della Terra, Club di Trapani
- alla c.a. del Presidente Arch. Carlo Foderà
amiciterratrapani@virgilio.it - carlofodera@libero.it
&gt;….…,,.….A AIAPP – Associazione Italiana Architettura del Paesaggio
- alla c.a. della Presidente Sezione Sicilia Dott.ssa Carmela Canzoneri
presidente.sicilia@aiapp.net
Oggetto: Abbattimento Eritrine secolari ubicate in Trapani, Viale Duca d’Aosta, Piazza Vittorio
Veneto e Via Salvatore Calvino. Esposto-Proposta.
.----- oOo -----
Il sottoscritto Vito Corte, nato a Trapani il 02.01.1961 ed ivi residente in Piazza Scarlatti n.4, architetto
iscritto all’Albo dell’Ordine degli Architetti di Trapani con il n.431,
riguardo all’argomento in oggetto,
i fatti e le proprie considerazioni in proposito, e successivamente
alcuni interventi, verifiche e procedure sottoponendo quanto riportato all’attenzione di codesta
Amministrazione Comunale e delle Istituzioni portate a conoscenza della presente nota.
Diversamente dai manufatti antropici gli alberi sono organismi viventi e strutture dinamiche.
Nella loro gestione possono essere applicate tecniche colturali diverse.
Sebbene un ragionevole sistema di gestione del rischio ha generalmente l’obiettivo di conservare alberi che
appaiono stabili in presenza degli eventi meteorici che normalmente possono verificarsi, è tuttavia
necessario precisare che tutti gli alberi conservano inevitabilmente una certa dose di propensione al
cedimento, e quindi di pericolosità.
In Arboricoltura non è infatti possibile individuare tutte le condizioni che potrebbero portare un albero al
Dunque nella gestione degli alberi l’obiettivo da perseguire è quello di ridurre il rischio e non di
eliminarlo: poiché per eliminarlo occorrerebbe eliminare l’esemplare arboreo.
L’installazione di sistemi di supporto strutturale rappresenta un valido ausilio per la riduzione del pericolo
di schianto delle alberature classificate a medio ed elevato rischio.
Alla fine del sec. XIX la città di Trapani avviò un processo di urbanizzazione delle aree ad ovest
delle fortificazioni cinquecentesche corrispondenti all’attuale bordo costruito del Viale Duca d’Aosta. In
quel periodo vennero poste a dimora in doppio filare di circa 40 eritrine caffra. Una cartolina storica recante
timbro 1910 rappresenta le alberature in argomento già molto alte e sviluppate. Cfr. allegato n.1
L’Erythrina Caffra, meglio conosciuto come “albero di corallo”, è un albero deciduo di medie-
grandi dimensioni, molto amato per il caldo colore rosso scarlatto dei suoi fiori, che appaiono dai freddi
mesi invernali fino a primavera. La sua popolarità si deve alla facilità di coltivazione e al lungo periodo di
fioritura. L’albero del corallo è una pianta da giardino ideale e, grazie al suo aspetto unico, ha continuato a
richiamare l’interesse dei botanici, orticultori, amanti della natura, e del pubblico di giardinaggio in generale
per molti decenni. Gli alberi possono raggiungere anche un’altezza di 20 m nelle regioni costiere, come a
Trapani. Il nome generico Erythrina proviene da Erythros, parola greca che significa rosso e allude alla
fioritura, mentre Caffra deriva da una parola araba e viene utilizzata in opere di botanica per indicare
generalmente che la pianta è stata trovata a sud dell’Africa.
Com’è noto la popolarità della Città di Trapani nella Storia e nella Cultura è data anche e prevalentemente
grazie al Corallo, che ha caratterizzato la produzione artistica di argentieri, orafi e, appunto maestri corallari,
Le eritrine poste a dimora a Trapani segnarono alla fine del 1800 il processo di abbattimento delle
fortificazioni occidentali e di trasformazione e bonifica delle aree poste ai piedi delle opere a difesa della
città, in previsione di una connessione di questa con alcune parti, quali specialmente il Convento dei Padri
Cappuccini/Ospizio di Mendicità, la Torre camillianea del Lignè, il borgo marinaro ed il Lazzaretto, rimaste
extramoenia. La vasta area corrispondente ai fossati ed alle opere difensive è tuttora leggibile grazie alla
segnatura del doppio filare di monumentali alberi. Dal 1897 in avanti, dunque, quei grandi alberi hanno
raccontato la storia urbana affiancando le chiome alle costruzioni ed al paesaggio circostante..Le cartografie
storiche che dal 1500 ad oggi hanno rappresentato quella parte di città descrivono compiutamente quanto sia
caratterizzante il contesto storico urbano. Fonti: web; archivio fotografico Rallo; R. Del Bono, A.Nobili Il
divenire della città, ed. Coppola, Tp 2002; tesi di laurea forma urbis draepanensis – Alma Mater
Studiorum, UniBo, Facoltà Conservazione Beni Culturali di Ravenna – relatore V. Corte - a.a. 2004-05 Cfr. foto di cui agli allegati nn.2 – 3 - 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 -10 – 10bis – 10 ter – 10 quater – 10 quinquies –
10 sexties.
In data 6.02.2013 a proposito di verde pubblico codesta A.C. dichiarava di avere “a cuore il verde
pubblico” e di adoperarsi per la sua salvaguardia. La dichiarazione si concludeva che “quanto prima verrà
redatto un regolamento comunale per la tutela del verde urbano riprendendo quello che nel l 2010 era stato
sottoposto all’esame del consiglio comunale”. Fonte sito web istituzionale del Comune di Trapani. Cfr.
Il 27.01.2015 l’Ordine degli Agronomi di Trapani inviava una nota prot. n.38 a codesta A.C.,
all’attenzione della Commissione Generali Affari Generali e Regolamenti, nella quale si sollecitava
l’approvazione del regolamento comunale per il Verde Pubblico e Privato e si davano utili indicazioni di
dettaglio. Fonte: web. Cfr. allegato n.12
Il 24.02.2015, notizia di stampa riportava: “Un morto e cinque feriti non gravi alle porte di Trapani
per un albero che si è sradicato e abbattuto su un furgone in transito sulla bretella di raccordo con
l'autostrada. L'incidente è avvenuto intorno alle 15,30 lungo lo scorrimento veloce nei pressi della rotonda
di Villa Rosina a Trapani. La vittima si chiamava Antonino Giordano e aveva 43 anni”. Fonte:
http://palermo.repubblica.it/sport/2015/02/24/news/albero_su_camion_per_il_vento_muore_operaio_a_trap
ani-108106020/
Il grave evento ha giustamente assai preoccupato l’A.C. che ha prontamente avviato una revisione e
verifica dello stato del verde urbano, mai prima d’allora attuata, finalizzando la ricerca alla individuazione
ed alla eliminazione dei pericoli per l’incolumità pubblica e privata. L’attività di abbattimento oggetto del
presente documento discende essenzialmente dalla pregevole attenzione che per la prima volta l’A.C. di
Trapani ha posto nei riguardi del problema, fino a quel momento trascurato da altre precedenti
Il 30.01.2015 l’A.C. di Trapani comunicava, di conseguenza: “verde pubblico: verrà pubblicato il
programma degli interventi e il report delle attività svolte”. Si diceva che sarebbe stato monitorato l’intero
verde pubblico comunale. Fonte sito web istituzionale del Comune di Trapani. Cfr. allegato n13
Con determina del dirigente n.289 del 16.11.2015 veniva contratto l’avvio per la procedura
negoziata mediante Mercato elettronico della Consip per il servizio di “verifica di stabilità degli alberi di
alto fusto del territorio comunale con la metodologia V.T.A. . Fonte sito web istituzionale del Comune di
Trapani. Cfr. allegato n.14
Con Determina del Dirigente del n. 564 del 25.03.2016 veniva aggiudicata alla ditta Demetra
Soc.Coop. Onlus e alla ditta PQ2011 soc.coop. , riuntite in A.T.I., il Servizio di verifica e stabilità degli
alberi di alto fusto del territorio comunale con metodologia V.T.A. per l’importo al lordo pari a €
247.412.000,oo di cui € 10.378,70 di ribasso (37,8116%); per cui l’importo netto risultò pari a € 17.053,30.
Cfr. allegato n.15
il 03.04.2017 l’A.C. di Trapani comunicava: “Avviso alla cittadinanza di abbattimento delle eritrine
di Via Duca d’Aosta, Piazza Vittorio Veneto e Via Salvatore Calvino. L’elenco degli alberi il cui
abbattimento è stato disposto riguarda n.39 alberi nelle via Duca d’Aosta, n.6 nella Piazza Vittorio Veneto e
n.3 alberi nella Via Salvatore Calvino”. Nello stesso Avviso si dava notizia che già n.104 alberi, di cui n.80
nello scorrimento veloce, erano stati già abbattuti. Fonte sito web istituzionale del Comune di Trapani. Cfr.
allegato n.16
l’attività di abbattimento delle eritrine del Viale Duca d’Aosta ha già prodotto l’abbattimento di n.2
esemplari. A seguito di diverse manifestazioni di protesta da parte di cittadini comuni l’A.C. sospendeva
temporaneamente l’attività, transennando l’area di pertinenza delle alberature. Attualmente l’area è recintata
e munita di cartellonistica di avviso per presunto pericolo. Cfr. allegati n. 17 -18-19-20.
il 07.04.2017 la Soprintendenza ai BB.CC.A. di Trapani con nota n.1622 inviava al Comune di
Trapani, e p.c. alI’Ispettorato Ripartimentale Foreste di Trapani e al Dipartimento Beni Culturali e I.S. di
Palermo propria nota nella quale a seguito di comunicazione del 31.03.2017 prot 3101, si invitava a
sospendere l’attività di abbattimento delle eritrine, procedendo più approfonditamente ad una puntuale
analisi diagnostica specialistica che possa indicare eventuali metodi alternativi atti alla salvaguardia del
bene e alla tutela della pubblica incolumità, giacchè le alberature in argomento costituiscono patrimonio
pubblico e rappresentative dell’identità storica del centro tutelato. Cfr. allegato n.21.
la Relazione Tecnica dei rilievi eseguiti da Demetra Soc. Coop. Soc. Onlus il 16.06.2016. Cfr.
allegato n.22.
le Schede di controllo fitosanitario del 03.05.2016 eseguita dalla ditta PQ2011. Cfr. allegati n.23-24.
la Scheda di controllo fitosanitario del 0705.2016 eseguita dalla ditta PQ2011. Cfr. allegato n.25,
la Relazione metodologica sulla verifica di stabilità eseguita da Demetra e PQ2011 il 10.03.2016
allegato n.26.
Il Regolamento per l’acquisizione in economia di beni e servizi approvato con deliberazione di
Consiglio Comunale di Trapani n.30 del 22.01.2010. Fonte sito web istituzionale del Comune di
Trapani. Cfr. allegato n.27.
il Vincolo di notevole interesse pubblico al centro storico di Trapani, a seguito di D.A. n.2167 del
07.10.1978 (su G.U.R.S. n.3 del 20.01.1979);
il Codice in materia di tutela di beni paesaggistici di cui al Dlgs 42/2004 e ss.mm.ii.;
il D.lgs 63/2008, all’art.136 lett.a sugli “alberi monumentali”;
il D.P.C.M. del 12.12.2005;
la Legge n.10/2013 recante norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.
Ciò esposto in premessa; considerato e visto
Il sottoscritto architetto Vito Corte, nato a Trapani il 02.10.1961, cod. fisc. CRT VTI 61 A02L331S,
nella qualità di cittadino residente nel Comune di Trapani, in Piazza Scarlatti n.4
all’attenzione di codesta A.C. i fatti, gli argomenti ed i riferimenti di cui sopra, nonché le annotazioni
qui di seguito riportate, affinchè detta A.C. valuti l’opportunità di disporre quelle iniziative correttive
al procedimento posto in essere, al fine pervenire al migliore risultato auspicabile.
Annotazione n.1
Gestione del verde urbano e degli alberi monumentali
La legge 10/2003 stabiliva che, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore i Comuni avrebbero dovuto
identificare principi e criteri per il censimento degli alberi monumentali nel proprio territorio e fornire
questa informazione alla rispettiva Regione, la quale, a sua volta, entro i successivi sei mesi avrebbe dovuto
redigere l'elenco regionale trasmettendolo al Corpo Forestale dello Stato (CFS).
E' il CFS che ha il compito di gestire l'elenco nazionale, che deve essere reso pubblico e disponibile a tutti
sui siti internet delle competenti istituzioni.
Per le Regioni afflitte da “persistente inerzia” il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
avrebbe attivato i poteri sostitutivi.
Dunque la tutela degli alberi monumentali e' legge dello Stato e gode di un quadro normativo omogeneo per
Agli alberi monumentali e' riconosciuto non solo un valore ambientale ma anche culturale: essi diventano
simbolo di importanti eventi storici, culturali, tradizioni o semplicemente identificano l'identita' di un luogo
e della gente che vi vive.
Come scrive Carolina Tagliafierro, Economista del Paesaggio, la presenza di un albero monumentale è il
simbolo di un pluri-centinenario connubio uomo-albero: un rapporto di rispetto, di memorie, ricordi,
Tali esseri viventi hanno un valore artistico, culturale, religioso, custodi di una sacralità universale. Sono i
nostri profeti, luoghi di contemplazione.
Abbattere alberi monumentali è sacrilegio contro la cultura, la storia e l'arte.
I vecchi patriarchi appartengono tutti al patrimonio storico-artistico della Nazione.
Un albero monumentale è anche luogo di energie positive che curano l'anima e il corpo.
Intorno a questi esseri viventi straordinari nasce la vita, la cultura, c'è un fiorire di personaggi di attività
artistiche e poesia”.
La tutela degli spazi verdi urbani intende essere un passo importante per lo sviluppo sostenibile delle citta'
italiane e per diffondere una cultura del verde.
Rispettando la Legge 10/2013 si mira a conservare la biodiversità e ad aumentare il numero degli alberi: ma
al tempo stesso si vuole ridurre l’inquinamento, proteggere il territorio dal dissesto e stimolare
comportamenti quotidiani virtuosi.
Lo sviluppo del verde urbano è uno strumento di miglioramento della vivibilità delle città e promuove
l'obbligo per i Comuni di rispettare gli standard urbanistici relativi alla quantità minima di verde pubblico
per cittadino nonché di realizzare il miglioramento della qualità dell' aria, la valorizzazione delle tradizioni
legate all'albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani.
Introducendo l'art.3 bis, la legge fa esplicito riferimento all'obbligo per i Comuni, entro un anno dall'entrata
in vigore della legge stessa, di censire e classificare gli alberi piantati nel proprio territorio e per il sindaco,
due mesi prima della scadenza naturale del mandato, di rendere noto il bilancio arboreo del comune, ossia il
rapporto tra numero di alberi piantati al principio ed al termine del suo mandato, dando anche conto dello
stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane.
Una misura, quindi, dell'impegno “verde”, di quanto ciascun sindaco abbia effettivamente contribuito a
migliorare, attraverso questa specifica misura, il patrimonio arboreo della propria citta'.
Per i Comuni inadempienti (comma 2 dell'art.4) nel rispetto degli standard urbani, in particolare in termini
di quantità minime di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a verde pubblico o parcheggi rispetto
alle aree edificate, c'è l'obbligo a porre rimedio con le necessarie varianti urbanistiche entro il 31 dicembre
Le eventuali inadempienze dei soggetti istituzionalmente chiamati al rispetto della richiamata legge e
degli Uffici pubblici non devono e non possono tradursi in un danno per la comunità civile.
Annotazione n.2
Come ricordato in Premessa il centro storico di Trapani è sottoposto a vincolo di notevole interesse pubblico
a seguito di D.A. n.2167 del 07.10.78 (G.U.R.S. n.3 del 20.01.79).
Conseguentemente a ciò gli interventi di modificazione del contesto sottoposto a vincolo sono regolamentati
dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, approvato con Decreto Legislativo n.42/2004 e ss.mm.ii.
Gli abbattimenti delle piante, così come le sistemazioni di spazi liberi, sono soggetti ad autorizzazione
paesaggistica poiché modificano lo stato dei luoghi tutelati.
Infatti, ai sensi del vigente Codice in materia di tutela di beni paesaggistici (Dlgs 42/2004 e successive
modifiche) il Patrimonio Culturale nazionale è costituito da Beni culturali e da Beni paesaggistici.
Il D.lgs. 63/2008 ha introdotto, nella categoria delle cose immobili, di cui all'art. 136 lett. a del Codice, gli
«alberi monumentali».
Gli alberi monumentali, in quanto Beni paesaggistici a tutti gli effetti, sono, quindi, entrati a far parte del
patrimonio culturale nazionale, proprio come i capolavori dell'arte umana. Su di essi, quindi può essere
apposto il &quot;vincolo paesaggistico&quot; che ne impedisce l'alterazione o l'abbattimento.
I nostri alberi, di cui all’oggetto, possiedono già il vincolo paesaggistico in quanto all’interno del più
generale vincolo di notevole interesse pubblico di cui al D.A. n.2167/78.
La modificazione irreversibile dei luoghi sottoposti a vincolo di tutela può essere autorizzata dal competente
Ufficio della Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Trapani a seguito di regolare istanza corredata di particolari
Tali elaborati dovranno essere conformi alle prescrizioni di cui al DPCM 12/12/2005 che prevede, tra
l’altro, la redazione della Relazione Paesaggistica.
Essa può essere redatta in forma semplificata solo nel caso d’interventi puntuali e limitati: non è il caso
delle eritrine urbane di Trapani.
Nel caso in specie invece dovrà predisporsi la Relazione Paesaggistica Ordinaria, che dovrà prendere in
esame l’ambito paesaggistico influenzato in misura apprezzabile dall’intervento, anche mediante
documentazione fotografica particolarmente riferita alle visuali pubbliche, ravvicinate e panoramiche.
Dovrà essere redatta una descrizione dettagliata ed un rilievo delle essenze presenti nell’intera proprietà
interessata dall’intervento, comprese tutte le sue pertinenze esterne, così da indicare la complessiva
consistenza del verde e lo stato delle singole piante.
Al fine di evitare ulteriori equivoci non risulti ultroneo qui suggerire alcuni passaggi fondamentali.
La relazione dovrà sempre indicare:
- lo stato della pianta che si intende abbattere (fisiologico, patologico, di stabilità);
- l’impossibilità a mantenere la pianta, anche mediante interventi di manutenzione straordinaria (tirantaggi,
modifica dei manufatti e delle superfici interessate, potature, interventi di cura e lotta di malattie o
infestazioni);
Il documento potrà essere redatto da professionista abilitato, rimandando gli aspetti vegetazionali a
professionista specializzato quando lo stato di fatto comprende situazioni connesse allo stato fisiologico,
patologico, di stabilità
Nel caso di piante già morte, è necessario indicarne le cause.
In caso di pericolo per cose e/o persone, all’interno della relazione paesaggistica dovrà essere indicato
l’effettivo rischio, rimanendo facoltà del richiedente porre in atto tutti gli accorgimenti ritenuti necessari per
la messa in sicurezza (interdizione dell’area, tirantaggi, riduzione della chioma) e fatta salva la necessità di
ottenere in ogni caso l’autorizzazione paesaggistica per l’eventuale abbattimento ed i conseguenti interventi
di mitigazione e compensazione.
IN SINTESI, di seguito, sperando di fare cosa utile, si suggerisce la modalità di predisposizione della
richiesta di autorizzazione paesaggistica per l’abbattimento delle piante pericolose per l’incolumità
Si dovrà predisporre:
Essa dovrà dar conto sia dello stato dei luoghi prima dell'esecuzione delle opere previste, sia delle
caratteristiche progettuali dell'intervento, nonché rappresentare nel modo più chiaro ed esaustivo possibile lo
stato dei luoghi dopo l'intervento.
La documentazione tecnica minima dovrà essere:
descrizione, anche attraverso estratti cartografici, dei caratteri paesaggistici del contesto
paesaggistico e dell'area di intervento- appartenenza a percorsi panoramici o ad ambiti di percezione
da punti o percorsi panoramici; contestualizzazione nel sistema insediativo storico, l’appartenenza
all’ambito urbano a forte valenza simbolica in quanto margine della città fortificata cinquecentesca,
anche in rapporto visivo diretto con luoghi celebrati dalla devozione popolare, dalle guide turistiche,
dalle rappresentazioni pittoriche o letterarie;
Rappresentazione fotografica dello stato attuale dell'area d'intervento e del contesto paesaggistico,
ripresi da luoghi di normale accessibilità e da punti e percorsi panoramici, dai quali sia possibile
cogliere con completezza le fisionomie fondamentali del territorio.
Dovranno essere corredati di un testo di accompagnamento con la motivazione delle scelte progettuali in
coerenza con gli obiettivi di conservazione e/o valorizzazione e/o riqualificazione paesaggistica, in
riferimento alle caratteristiche del contesto urbano nel quale si inseriranno gli interventi, nonché in coerenza
con le misure di tutela e le indicazioni della pianificazione paesaggistica ai diversi livelli.
Simulazione dettagliata dello stato dei luoghi a seguito della realizzazione degli interventi previsti
resa mediante foto modellazione realistica (rendering computerizzato o manuale), comprendente un
adeguato intorno dell'area di intervento, desunto dal rapporto di intervisibilità esistente, per consentire la
valutazione di compatibilità e adeguatezza delle soluzioni nei riguardi del contesto urbano e paesaggistico.
Revisione degli effetti delle trasformazioni dal punto di vista paesaggistico, ove significative, dirette
e indotte, reversibili e irreversibili, a breve e medio termine, nell'area di intervento e nel contesto
paesaggistico sia in fase di cantiere che a regime, con particolare riguardo per gli interventi da sottoporre a
procedure di V.I.A. nei casi previsti dalla legge.
Indicazione delle opere di mitigazione sia visive che ambientali previste, nonché evidenziati gli
effetti negativi che non possano essere evitati o mitigati e potranno essere proposte le eventuali misure di
Insomma, l’intervento sul contesto delle eritrine monumentali dovrà rispettare i seguenti parametri di lettura
di qualità e criticità paesaggistiche:
a) - diversità: riconoscimento di caratteri /elementi peculiari e distintivi, naturali e antropici, storici,
culturali, simbolici, ecc.;
b) - integrità: permanenza dei caratteri distintivi di sistemi naturali e di sistemi antropici storici (relazioni
funzionali, visive, spaziali, simboliche, ecc. tra gli elementi costitutivi);
c) - qualità visiva: presenza di particolari qualità sceniche, panoramiche, ecc.;
d) - rarità: presenza di elementi caratteristici, esistenti in numero ridotto e/o concentrati in alcuni siti o aree
e) - degrado: perdita, deturpazione di risorse naturali e di caratteri culturali, storici, visivi, morfologici,
Inoltre dovranno essere valutati i seguenti parametri di lettura del rischio paesaggistico, antropico e
ambientale, quali:
f) - sensibilità: capacità dei luoghi di accogliere i cambiamenti, entro certi limiti, senza effetti di alterazione
o diminuzione dei caratteri connotativi o degrado della qualità complessiva
g) - vulnerabilità/fragilità: condizione di facile alterazione o distruzione dei caratteri connotativi
h) - capacità di assorbimento visuale: attitudine ad assorbire visivamente le modificazioni, senza
diminuzione sostanziale della qualità
i) - stabilità: capacità di mantenimento dell'efficienza funzionale dei sistemi ecologici o situazioni di assetti
antropici consolidate
l) - instabilità: situazioni di instabilità delle componenti fisiche e biologiche o degli assetti antropici
l’art.4.2 del DPCM 12/12/2005 indica quali sono i principali tipi di modificazioni e di alterazioni del
contesto sottoposto a tutela paesaggistica: tra gli altri figurano le modificazioni della compagine vegetale
(abbattimento di alberi, eliminazioni di formazioni ripariali,...): dunque è lapalissiana la necessità di
Annotazione n.3
E’ noto che la legge n.10/2013 recante &quot;Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani&quot;. (pubblicata sulla
GU n.27 del 1-2-2013) abbia introdotto la definizione giuridica di &quot;albero monumentale&quot;.
1. l'albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate
ovvero l'albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità,
per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie,
ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale,
documentario o delle tradizioni locali;
2. i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi
quelli inseriti nei centri urbani;
3. gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e
culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.
Le eritrine situate nel Viale Duca d’Aosta, nella Piazza Vittorio Veneto e in altri luoghi della città storica di
Trapani sicuramente rientrano nella attribuzione di “albero monumentale” di cui alla richiamata Legge.
Inoltre, e solo per inciso, la legge n.10/2013 stabilisce che: &quot;salvo che il fatto costituisca reato,
per l'abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 100.000&quot;.
Infine, è applicabile l'articolo 635 del Codice penale che disciplina il reato di danneggiamento.
Il Corpo Forestale dello Stato, e nel caso in esame al suo Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Trapani,
ha il compito di curare, ai sensi della legge n.10/2013, l'elenco degli alberi monumentali d'Italia.
Tale elenco è costituito dagli elenchi regionali alimentati dai rilievi e raccolta dei dati operata dai Comuni:
se tale elenco a Trapani non è stato ancora predisposto l’evidente inadempienza non può giustificare
l’abbattimento di alberi monumentali senza le necessarie e preventive autorizzazioni.
Annotazione n.4
Gli atti consultati rimandano, in sintesi, al regolamento comunale per l’acquisizione in economia di beni e
servizi, di cui all’allegato 27.
Orbene, l’art.3 di quel Regolamento elenca le tipologie di beni e servizi disciplinati dal ricorso
all’acquisizione in economia: né tra i beni né tra i servizi figura l’attività di abbattimento di alberi
monumentali. Solo il punto 21 dell’elenco “tipologie di servizi” riguarda “servizi per la manutenzione di
aree verdi, giardini e ville”: ma è quanto mai evidente che nella fattispecie non trattasi di manutenzione
quella posta in essere quanto invece di abbattimento di un elevato numero di alberi secolari.
Pertanto il procedimento per l’individuazione del contraente per l’acquisizione del servizio appare, a parere
dello scrivente, improprio.
Peraltro l’Ufficio di Ragioneria del Comune restituì la Determina Dirigenziale n.246 del 07.10.2015 in
quanto la tipologia di spesa da imputare al bilancio a quello risultò essere più pertinente ad un incarico
professionale (cfr. Determina n.289/15 pag.2)
Annotazione n.5
Ricorso alle procedure telematiche di acquisto di beni e servizi (Mercato Elettronico della Pubblica
Amministrazione – Consip).
L’A.C. ha fatto ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione o di altri mercati elettronici
per gli acquisti di beni e servizi.
La ricerca eseguita su MEPA ha prodotto l’attività necessaria alla realizzazione del servizio richiesto.
Nell’Elenco dei prodotti del Mercato Elettronico disponibile presso Consip la specificità delle attività di
verifica di stabilità di alberi ad alto fusto con metodologia VTA e conseguente attività di abbattimento degli
alberi risultanti in classe D non è stata rinvenuta. Cfr. allegato 28.
Né tra le attività di Facility Management Urbano del Portale degli acquisti della P.A. “acquistinretepa.it” è
stata rinvenuta una attività assimilabile a quella che poi all’atto pratico si è tradotta nell’avvio
dell’abbattimento delle secolari eritrine.
Cfr.:https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/main/pa/strumenti/dettaglio.jsp?idT=355683&amp;tipoVis
=lotti&amp;vetrina=PA&amp;idL=&amp;nome=Facility+Management+Urbano&amp;orderBy=iniziativa&amp;__pagina=1&amp;__ele
ment=paginazione&amp;frompage=mercatoElettronico.jsp&amp;categoria=&amp;altribsemp=&amp;nomebsemp=&amp;user_id=9
d621efd-c454-39a9-a475bd1f828bb103&amp;adfgen_menuId=0&amp;id_cat=&amp;numPagina=1&amp;maxPagina=0&amp;maxPaginaBS=0
Se ne conclude che, pur ripugnando il pensiero che la verifica della sorte di decine di secolari alberi
monumentali del nostro centro antico possa essere stato proceduralmente assimilato alla ricerca del più
economico fornitore di un qualsivoglia bene di comune consumo, tale attività essendo consentita dal Codice
degli Appalti sarebbe da collocare all’interno di categorie “merceologiche” che, sicuramente per difetto
dello scrivente, non sono state individuate: quindi vista la rilevanza dell’argomento ci si interroga se adesso
non fosse opportuno effettuare una ulteriore verifica per apportare per tempo, eventualmente, i necessari
Peraltro il cospicuo ribasso d’asta, ben al di sotto dell’utile medio dell’impresa calcolato in fase progettuale,
(23% l’utile e quasi 38% il ribasso) potrebbe non rassicurare l’A.C. circa la qualità del servizio prestato.
Annotazione n.6
Come leggesi nella Determina n.289/2015 l’A.C. non dispone di professionalità interne adeguate. Eppure,
nonostante tale limite, dietro “specifica direttiva dell’A.C.” ha predisposto apposito progetto a firma del
tecnico comunale geom. Leonardo Asaro. Si suggerisce a codesta Amministrazione di verificare quali
attestazioni di competenza abbia conseguito il tecnico comunale per poter elaborare un progetto così
specialistico, le cui attribuzioni già sono circoscritte ad una ristretta cerchia di dottori agronomi specialisti
dei protocolli atti alla verifica della stabilità di un albero. La Società Italiana di Arboricoltura infatti
prescrive che le attività di verifica siano fondate su acquisite nozioni di patologia vegetale, di botanica, di
meccanica, di tecnologia del legno ecc. : ciò non per mera difesa corporativistica delle competenze ma
perché il fine di questa attività è quello di consentire l’individuazione di procedure operative atte a
ripristinare, per gli alberi oggetto di analisi, una situazione di equilibrio statico. E’ opportuno, a chiarimento
di ciò, ripetere quanto già anticipato in premessa: nella gestione degli alberi l’obiettivo da perseguire è
quello di ridurre il rischio e non di eliminarlo poiché per eliminarlo occorrerebbe eliminare l’esemplare
arboreo. In difetto di quel Catasto degli alberi comunali prescritto dalla L.10/13; in difetto di qualifiche
certe del tecnico redattore del progetto posto a gara e in difetto del Regolamento Comunale per il Verde si
ha dunque motivo di ritenere che il procedimento che ha portato alla gara d’appalto possa essere viziato ab
Annotazione n.7
Ai sensi dell’art. 16 del Capitolato Speciale d’Appalto l’impresa ha l’obbligo di collocare, al momento della
consegna dei lavori, un cartello di cantiere riportante i dati dell’appalto e conforme per caratteristiche ed
informazioni, alle disposizionidi legge..
Tale cartello non c’è.
Annotazione n.8
Regolamento comunale per il verde pubblico e privato
La redazione e l’approvazione di tale strumento risulta essere ormai improcastinabile.
Ciò esposto, considerato, visto ed annotato
Il sottoscritto infine
1. di procedere con diverso approccio verso una soluzione che contemperi le prioritarie esigenze di
incolumità e sicurezza per le persone e le cose con le altrettanto prioritarie esigenze di tutela storica,
ambientale, paesaggistica, arborea, colturale, culturale, urbanistica, ecologica e di qualità della vita;
2. di effettuare un nuovo e diverso programma di verifica di stabilità delle alberature ad alto fusto
comunali a seguito di una campagna di indagini valutata da un tecnico con qualifiche e competenze
idonee al delicato scopo e che utilizzi i risultati già acquisiti dalle società già aggiudicatarie solo
come punto di partenza, e non come punto di arrivo.
3. di incrociare i risultati cui già è pervenuta l’A.T.I. aggiudicataria con altri risultati derivanti da
almeno una seconda campagna di analisi diagnostiche specialistiche: qualora i puntuali risultati
fossero opposti che prevalga il principio della conservazione del bene arboreo, con gli opportuni
accorgimenti di mitigazione del rischio e l’installazione di sistemi di supporto strutturale, di
tirantatura o di contenimento. Qualora i risultati fossero coincidenti circa l’alto rischio di schianto
rilevato in alcuni esemplari che l’abbattimento dell’albero possa essere escluso perché se ne saranno
previsti puntuali metodi alternativi e finalizzati alla salvaguardia del bene arboreo e del contesto
paesaggistico di pertinenza.
4. di predisporre un progetto di qualificazione urbana, fortemente caratterizzato dalla presenza
del verde con nuove e cospicue alberature, ad integrazione delle fallanze già esistenti e
degli esemplari già abbattuti: tale progetto non dovrebbe intendersi come semplicistica
messa a dimora entro le preesistenti aiuole di nuove essenze arboree ma invece come
occasione per realizzare dense, ricche e folte aree vegetali in forma di “isole” nel costruito.
Tali “isole” potrebbero contenere al loro interno, qualora le risultanze scientifiche fossero
inequivocabili circa la pericolosità di taluni esemplari, porzioni recintate ed inaccessibili al
5. di prendere in diversa considerazione il problema: piuttosto che intendere il tema del verde
urbano come un necessario sacrificio di risorse, anche economiche, gestire il verde come
una risorsa. Infatti, le “infrastrutture verdi” ed i servizi ecosistemici possono essere uno
strumento per le politiche ambientali e per la green economy, addirittura in termini di
rendite e di nuovi posti di lavoro. Letteratura ufficiale sui Fondi Europei, infatti, dimostra
che lo spostamento di risorse di bilancio verso le attività green, in particolare verso la
conservazione dell’ambiente, producono benefici effetti. È importante notare che i
finanziamenti europei destinati alla green economy generano effetti virtuosi soprattutto nel
lungo periodo, con grandi vantaggi in termini di occupazione, senza dimenticare la
riduzione dei rischi ambientali e gli ulteriori miglioramenti economici e occupazionali. La
stessa letteratura valuta che il quadro finanziario pluriennale 2014 - 2020 dell’Unione
Europea ha già messo in luce grandi potenzialità in termini di occupazione e di investimenti
nella green economy: sta alle nostre rispettive capacità captare e gestire tali risorse, ad
esempio trasformando il vasto piano di Viale Duca d’Aosta o l’ambito di Piazza Vittorio
Veneto compreso tra la Questura e la Prefettura come due grandi polmoni di verde
attrezzato, gestito da privati terzi! La Green Economy rappresenta una scelta di fondo
imprescindibile e necessaria per trasformare le sfide (ecologiche, economiche e sociali) in
occasioni di rilancio e riqualificazione delle città italiane vista la loro essenziale peculiarità
storica, culturale, artistica ed ambientale: a fine anno 2017 si terranno, nell’ambito della
manifestazione “ecomondo” a Rimini gli “Stati Generali della Green Economy” supportati
dal Ministero dell’Ambiente e con il Ministero dello Sviluppo Economico. La
partecipazione attiva a tale manifestazione internazionale forse non è nei programmi di
codesta Amministrazione, anche in considerazione della imminente scadenza di mandato.
Ma questa Amministrazione può ugualmente lasciare un segno di positività che potrà essere
raccolto da chi si insedierà per il governo della Città.
http://www.statigenerali.org/2016/11/per-la-green-economy-italiana-arriva-il-
decalogo-verde/
Si rassegna la presente nota confidando nel positivo accoglimento delle annotazioni propositive.
Documento PDF eritrine esposto proposta al comune di trapani arch. corte-signed.pdf
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