Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2011/10/verifiche-tributarie-extra-time-semaforo-verde-dalla-cassazione.html
Timestamp: 2019-02-15 20:46:11+00:00
Document Index: 59722647

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 12', 'sentenza ', 'art.12', 'sentenza ', 'art. 7']

Verifiche tributarie extra time: semaforo verde dalla Cassazione | Commercialista Telematico
Verifiche tributarie extra time: semaforo verde dalla Cassazione
Con sentenza n. 19338 del 22.9.2011 (ud. del 27.5.2011) la Corte di Cassazione, nell’escludere l’efficacia retroattiva delle norme della Statuto del contribuente, ha confermato che “alla eventuale violazione del termine di permanenza non siano ricollegate dalla legge le conseguenze (inutilizzabilità delle prove raccolte; nullità degli atti di accertamento compiuti) che ne intende trarre la parte ricorrente, come è dato agevolmente evincere dalla mancanza di una siffatta norma sanzionatoria e dalla compiuta disciplina dettata dalla legge n. 212/2000 con riferimento ad eventuali irregolarità commesse dai verificatori durante la ispezione. In tali ipotesi – tra cui deve ricomprendersi anche la ingiustificata protrazione delle operazioni di verifica – il contribuente, oltre a formulare a verbale osservazioni e rilievi (art. 12, co. 4), può, infatti, rivolgersi al Garante (art. 12, co. 6) che in seguito alla segnalazione esercita i poteri istruttori richiesti dal caso (art. 13, co. 6), richiamando gli uffici al rispetto di quanto previsto dagli artt. 5 e 12 della presente legge (art. 13, co.9), ed ove rilevi comportamenti che determinano un pregiudizio per i contribuenti o conseguenza negative nei loro rapporti con l’amministrazione, trasmette le relative segnalazioni ai titolari degli organi dirigenziali al fine di un eventuale avvio del procedimento disciplinare (art. 13, co. 11)”.
Effettuato l’accesso, l’eventuale superamento dei termini indicati dall’art. 12, c. 5, dello Statuto del contribuente, non può determinare l’inutilizzabilità degli elementi probatori acquisiti, per l’assenza della norma sanzionatrice.
Come è noto, il comma 5 dell’articolo 12 dello Statuto del Contribuente vincola la permanenza presso il soggetto verificato al rispetto del termine perentorio di 30 giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori 30 giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine, individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio (prima delle modifiche apportate dal cd. D.L. Sviluppo).
Il Se.C.I.T., nella relazione del 30.9.2002 – delibera n.42/2002 –, ha sottolineato che “se da un punto di vista funzionale e, direi, anche etico è sacrosanto che si cerchi di abbreviare al massimo lo stato di disagio e di crisi che inevitabilmente comporta la presenza di estranei presso i locali dell’azienda o dello studio artistico o professionale, è altrettanto giusto coniugare questa esigenza con la necessità di imprimere ai controlli un apprezzabile grado di incisività e di efficacia, che altrimenti si finisce con il compromettere“.
La Corte di Cassazione, già nella sentenza n. 8344/2001, porta ad esempio proprio la fattispecie qui in esame, statuendo che “la violazione delle regole dell’accertamento tributario non comporta come conseguenza necessaria la inutilizzabilità degli elementi acquisiti. Si pensi al caso in cui, nel corso di una verifica fiscale, vengano acquisiti elementi determinanti ai fini dell’accertamento soltanto il trentunesimo (o sessantunesimo) giorno lavorativo dall’inizio della verifica stessa, in violazione del precetto di cui all’art.12, co. 5, della L. 27.7.2000, n .212“. E prosegue affermando che “le conseguenze sanzionatorie ricadono direttamente sull’autore dell’illecito, sul piano disciplinare e, se del caso, sul piano della responsabilità civile e penale. Non sarebbe giusto che una prova oggettivamente ammissibile, non possa essere utilizzata a causa della negligenza di chi l’ha acquisita“.
Ancora di recente, con sentenza n. 14020 del 27 giugno 2011 (ud. del 25 ottobre 2010)1 la Corte di Cassazione ha legittimato le verifiche lunghe, cioè oltre i termini previsti dalla Statuto del contribuente. Per la Corte, “il termine fissato per il compimento di un atto deve ritenersi ordinatorio o sollecitatorio se non ne sia espressamente stabilita la perentorietà. Le norme di cui agli artt. 152 e 156 cod. proc. civ. traducono principi generali applicabili a tutt i procedimenti salvo che per essi non sia diversamente disposto o che la norma generale non possa trovare applicazione per incompatibilità”.
Le modifiche del D.L. Sviluppo
Si ricorda che l’art. 7 del D.L. Sviluppo – D.L.n.70 del 13 maggio 2011, convertito, con modificazioni, in legge n. 106 del 12 luglio 2011 – ha introdotto, nell’ambito del comma 5 dell’articolo 12 della legge 27 luglio 2000, n. 212, un ulteriore periodo.
1 Cfr. DE MARCHI, Verifiche tributarie fuori tempo massimo: via libera dalla Cassazione, in www.https://www.commercialistatelematico.com del 23/09/2011.