Source: http://fidenza-luoghi.blogspot.com/2016/01/il-diritto-negato-ai-cittadini-bocciato.html
Timestamp: 2018-03-18 23:21:33+00:00
Document Index: 57878033

Matched Legal Cases: ['art.27', 'art. 29', 'art. 27', 'art. 29', 'art.27', 'art. 27', 'art. 29', 'art. 27', 'art. 27', 'art.27', 'art. 29', 'art. 31', 'art. 2']

Fidenza: Il diritto negato ai cittadini. Bocciato il Comune di Fidenza
Il referendum se effettuato avrebbe avallato o bocciato il percorso intrapreso dall'amministrazione di trasferire in capo alle cooperative la gestione delle case protette e dei centri diurni di Fidenza e del Distretto finora gestiti egregiamente dall'ASP ed avrebbe evitato che l'ente riversasse mezzo milionie di perdite ai comuni del distretto (nel 2014 l'ente aveva chiuso in utile!).
Ma l'Amministrazione non ha voluto questo coinvolgimento ha negato un diritto in compenso ha mandato nelle nostre case un foglio, "Il Fidentino".
Al centro Luca Pollastri ed Angela Amoruso a sinistra Carduccio Parizzi
di Rete Civica e a destra Daniele Ghirarduzzi del Movimento 5 Stelle
Ieri mattina Luca Pollastri di Rete Civica Fidenza ed Angela Amoruso del Movimento 5 Stelle hanno tenuto una Conferenza Stampa presso la Sala Consiliare del municipio e distribuito due distinti comunicati stampa che integralmente pubblichiamo senza per ora entrare nel merito delle varie affermazioni ma evidenziando alcuni passaggi significativi.
Pubblichiamo inoltre il documento del Difensore Civico Regionale che, come abbiamo già accennato, richiama il Sindaco Andrea Massari ed il Presidente del Consiglio Comunale Amedeo Tosi sul mancato rispetto delle istanze dei cittadini e li sollecita ad attivare entro 30 giorni l’iter previsto per le petizioni popolari dall'art.27 dello Statuto comunale e a proporre al Consiglio Comunale, entro 30 giorni, uno specifico regolamento da adottare, in attuazione dell’art. 29, comma 9 dello Statuto Comunale.
Questo il dispositivo della nota indirizzata al Sindaco Andrea Massari al Presidente del Consiglio Comunale di Fidenza Amedeo Tosi ed al Segretario Generale che impegna
il Sindaco del Comune di Fidenza
­‐ ad attivare entro 30 giorni qualora non l'avesse già fatto, l'iter previsto per le petizioni popolari dall'art. 27 dello Statuto comunale;
­‐ a proporre al Consiglio Comunale, entro 30 giorni, uno specifico regolamento da adottare, in attuazione dell'art. 29, comma 9 dello Statuto Comunale.
Ma ecco l'intero documento:
LA NOSTRA RICHIESTA AL DIFENSORE CIVICO
Petizione 7 Febbraio 2015
La contrarietà alla privatizzazione di gran parte di servizi alla persona è stata oggetto, invano, della nostra attività dell’opposizione, ma anche di gran parte della cittadinanza: oltre 2.000 cittadini del distretto, di cui oltre 1.000 del Comune di Fidenza.
Il 07 febbraio 2015 abbiamo depositato al protocollo del Comune di Fidenza la petizione, chiedendo al Sindaco di Fidenza, nonché Presidente dell’Assemblea dei Soci di Asp:
1. Il ritiro, o in subordine, la sospensione della delibera n. 10 del 26 giugno 2014 del Comitato di Distretto, al fine di conoscere, come prevede la legge regionale del 26 luglio 2013 n. 12, quali sono “le motivate ragioni di opportunità ed economicità” che hanno convinto gli undici Sindaci membri dell’Assemblea stessa ad adottare la suddetta deliberazione;
2. Il coinvolgimento dei cittadini nella decisione attivando lo strumento del referendum consultivo.
Non intendiamo mettere in discussione la potestà deliberativa, ma vogliamo evidenziare che, in ordine alla petizione sopra richiamata, si è consumata una gravissima violazione dello Statuto del Comune di Fidenza, che all’art.27 “Istanze, petizioni e proposte”, testualmente recita:
I cittadini singoli o associati possono presentare all’Amministrazione comunale istanze, petizioni, proposte circa atti e provvedimenti di sua competenza per la tutela e il soddisfacimento di interessi collettivi.
Esse devono essere scritte, sottoscritte e motivate. Entro cinque giorni dal ricevimento all’ufficio protocollo sono pubblicate in copia all’albo pretorio comunale per la durata di 15 giorni e dal Sindaco trasmesse, se l’esame non competa a lui, alla Giunta o al Consiglio comunale, secondo la rispettiva competenza.
Il Consiglio, la Giunta, il Sindaco le esaminano rispettivamente entro due mesi, un mese, quindici giorni dal ricevimento. Le decisioni adottate sono pubblicate all’albo pretorio comunale e comunicate al proponente o al primo dei proponenti se più di uno, entro 5 giorni dalla loro adozione.
L’elenco delle istanze, petizioni e proposte e delle decisioni ad esse relative di competenza della Giunta e del Sindaco sono comunicati al Consiglio comunale al termine di ciascun semestre solare.
Dopo che i termini per l’esame della petizione e per la comunicazione delle decisioni erano ampiamente scaduti, senza che nessuna iniziativa sia stata promossa in merito alla inequivocabile indicazione statutaria, gli scriventi si sono rivolti al Presidente del Consiglio e al segretario alla presente segnalazione. Entrambe le note giustificano l'impossibilità di indizione del referendum per mancanza di un regolamento comunale ma non chiariscono perchè la nostra petizione non sia stata trattata secondo quanto indicato dallo Statuto all'art. 27. Peraltro il segretario stesso, nella Sua nota in risposta, precisa che referendum e petizione sono due diversi istituti, il primo normato dall'art. 29 , il secondo dall'art. 27.
Per questo motivo nel Luglio scorso, ci siamo ulteriormente rivolti al Segretario Comunale prendendo atto della impossibilità di indire il referendum e chiedendo come mai non fossero stati rispettati i termini indicati dall'art. 27 dello statuto nei commi 2-3-4 (sopra citati).
Abbiamo inoltre richiesto, qualora si confermasse l'ipotesi di violazione della norme sopra riportate, di darne formale comunicazione alle autorità competenti ed avviare se necessario le azioni conseguenti.
Dal Comune però, a distanza di mesi, non è arrivato alcun giudizio sull’ammissibilità o meno del quesito.
Precisiamo inoltre che dopo la presentazione petizione dove chiedevamo di sospendere la decisione "Il ritiro, o in subordine, la sospensione della delibera n. 10 del 26 giugno 2014 del Comitato di Distretto, al fine di conoscere, come prevede la legge regionale del 26 luglio 2013 n. 12, quali sono “le motivate ragioni di opportunità ed economicità” che hanno convinto gli undici Sindaci membri dell’Assemblea stessa ad adottare la suddetta deliberazione", il Sindaco del Comune di Fidenza, in qualità anche di Presidente dell'assemblea dei Soci, ha proseguito l’iter per l’esternalizzazione.
Sarebbe stato forse difficile sostenere ragioni di opportunità: la verità di questa scelta è che a Fidenza è stato soppresso un centro diurno. La verità è che sono stati spesi soldi inutilmente sulla struttura di via Esperanto creando disagi agli ospiti, ai loro famigliari ed a tutto il personale.
Sarebbe stato difficile sostenere ragioni di economicità: la verità è che questa scelta ha mandato in un batter d’occhio, in forte perdita l’Ente pubblico (ASP). L’azienda nel 2014 aveva 535.000 euro di utile che potevano essere spesi in servizi per gli anziani e le famiglie (per Fidenza il 25%) invece sono stati spesi in prevalenza per coprire le perdite del 2015: - 480.000 euro di perdite che aumentano nel 2016: -576.000 euro e ancor di più nel 2017, coperti da contributi dei Comuni che potevano essere usati per potenziare i servizi e contribuire al costo degli stessi, alleviando le famiglie. Soldi volatilizzati, nella scelta presa da questa Amministrazione. Nessun beneficio ai servizi anche dai minori costi da IRAP che anch’essi andranno impegnati a coprire le perdite. Politica inoltre anche a svantaggio della stabilità occupazionale visto che non incrementano le ore di attività alla persona, non si aumentano i posti di lavoro e che la continuità dell’assistenza con questa scelta è stata messa a dura prova. Siamo da sempre convinti che si potesse fare una scelta alternativa che avrebbe evitato tutto questo e avrebbe mantenuto il giusto equilibrio pubblico/privato.
La nostra petizione non è stata presa in considerazione istituzionalmente nei termini e nei modi stabiliti dallo Statuto.
A questo punto ci siamo rivolti al Difensore Civico che, ringraziamo per l’attenzione posta a questa nostra segnalazione, chiedendo se vi fossero gli estremi per una “omissione di atti dovuti ad inerzia dell’Amministrazione”.
IL DIFENSORE CIVICO il 17 dicembre scorso ha dato riscontro positivo alla nostra richiesta ed INVITA il Sindaco del Comune di Fidenza:
- ad attivare entro 30 giorni, qualora non l’avesse già fatto, l’iter previsto per le petizioni popolari dall’art.27 dello Statuto comunale;
- a proporre al Consiglio Comunale, entro 30 giorni, uno specifico regolamento da adottare, in attuazione dell’art. 29, comma 9 dello Statuto Comunale.
Se l’inerzia perdura, la legge mette a disposizione uno strumento veloce, l’azione contro il silenzio-inadempimento (art. 31 Codice processo amministrativo) per giungere in tempi rapidi all’adozione dell’atto da parte della p.a., anche attraverso l’eventuale nomina di un commissario ad acta. Si potrebbe inoltre profilare una responsabilità da ritardo ai sensi dell’art. 2bis della legge n. 241/90.
Qualora il termine non sia rispettato è nostra intenzione attivare la procedura del silenzio inadempimento.
Con questa omissione dei doveri giuridici, statutari e regolamentari, l’amministrazione comunale di Fidenza impedisce ai cittadini di esercitare i propri diritti di partecipazione alle scelte deliberative dell’amministrazione.
Tutto questo la dice lunga sul comportamento di una Amministrazione che si vanta della partecipazione. Aver fatto slittare i tempi e non aver voluto adeguare il regolamento per indire il referendum, ha consentito l'esternalizzazione di grossa fetta di servizi alla persona, da ultimo anche la funzione sociale. Il referendum probabilmente avrebbe fatto capire al Sindaco che i cittadini di Fidenza la pensano diversamente.
Tutta questa vicenda ha molti altri aspetti da chiarire ed è nostra intenzione tentare di farlo.
Coordinamento Rete Civica Fidenza
MOVIMENTO 5 STELLE - Fidenza
COMUNICATO STAMPA Fidenza 04-01-2016
SUBITO IL REFERENDUM!
Il difensore civico regionale “bacchetta” Tosi e Massari.
Dopo oltre un anno una buona notizia per i fidentini, la dimostrazione che la battaglia portata avanti dal MoVimento 5 Stelle, insieme a Rete Civica, era fondata.
A darne prova è stato il Difensore Civico che pochi giorni fà dalla Regione ha inviato al Sindaco Andrea Massari, al Presidente del Consiglio Comunale Amedeo Tosi ed al Segretario Generale una lettera in cui si invita ufficialmente a provvedere entro 30 giorni all’attivazione della procedura per le petizioni popolari (come da nostro Statuto comunale) ed inoltre di proporre al Consiglio Comunale uno specifico regolamento per i referendum (sempre entro 30 giorni).
Tutto ciò che, noi ed i fidentini che hanno firmato le petizioni, abbiamo fin da subito richiesto.
E’ la dimostrazione di quanto questa amministrazione abbia perso tempo, violando i diritti dei cittadini ed agendo fuori dai regolamenti comunali che già esistono.
Qualcuno di questa amministrazione ha forse paura del parere dei fidentini sulla questione ASP e Di Vittorio? Fidenza farebbe la stessa scelta del PD di privatizzare i servizi agli anziani ed ai più deboli?
Come definireste chi:
· si rimangia le promesse elettorali;
· tradisce le proprie linee politiche dichiarate ad inizio mandato;
· umilia i Consiglieri comunali, relegandoli a figuranti senza ruolo;
· disconosce i valori della democrazia, impedendo il confronto coi cittadini;
· tradisce i valori della sinistra arroccandosi nel Palazzo.
Bene, questo è ciò che ha fatto il sindaco di Fidenza, Andrea Massari. Probabilmente non sta a noi definirlo, o etichettarlo in qualche modo, ma noi del MoVimento 5 Stelle, che facciamo dell'Onestà la nostra bandiera, che proponiamo la democrazia partecipata al posto di quella rappresentativa, non possiamo stare a guardare, dobbiamo esprimere la nostra più ferma condanna!
Noi vogliamo far decidere a tutta la cittadinanza, è arrivato il momento che sia Fidenza a scegliere ciò che ritiene giusto sui temi più importanti.
Il concetto è chiaro, e si basa su ciò per cui si batterono i nostri antenati, per il quale hanno dato per noi la vita, ed è il principio fondante della democrazia, una parola che vuol dire POTERE DEL POPOLO.
Quel potere che il sindacoMassari, diversamente da quanto ha professato in questi anni, ha scippato ai cittadini, utilizzando le Istituzioni a proprio piacimento, in particolare il Consiglio Comunale.
Noi del MoVimento 5 Stelle, insieme a Rete Civica Fidenza, al sindacato USB, ai lavoratori dell'ASP, abbiamo raccolto oltre 2.000 firme per chiedere la sospensione delle scelte effettuate sul futuro dell'ASP, e chiedemmo inoltre di coinvolgere i cittadini attraverso un Referendum, per decidere.
Ricordiamo che nelle "Linee di Mandato 2014/2019" del Sindaco Massari, egli dichiarava: "attueremo non la partecipazione sventolata sui volantini che durano lo spazio di una campagna elettorale ma, al contrario, una strutturata iniziativa di ascolto capillare della città sia attraverso i referendum e le consultazioni dei fidentini su temi specifici"
La risposta - purtroppo negativa - alle oltre 2.000 firme dei cittadini di Fidenza, è stata data in burocratese dal Segretario Generale del Comune. In questo modo il sindaco Massari ha cercato di sottrarsi alle sue responsabilità politiche.
Dopo di ché su sollecitazione dei Consiglieri comunali, il Presidente del Consiglio Comunale ha risposto lapidariamente "non si può procedere con l'indizione referendaria richiesta". E' questa la Democrazia tanto professata dal Partito cosiddetto Democratico?!
Siamo dovuti quindi ricorrere al Difensore Civico Regionale, che ha inviato una lettera al Comune di Fidenza invitandolo a procedere entro trenta giorni.
Peccato che nel frattempo la Giunta del Partito Antidemocratico non abbia sospeso le proprie decisioni anzi ha portato avanti con veemenza ed in tutta fretta, per cui l'ASP è stata smembrata, privatizzata, e resa molto più costosa - è ovvio, privatizzandola succede sempre così - di quanto non fosse prima, per fare favori agli amici ovvero alle famose Cooperative, quelle che costano di più, ma che pagano i lavoratori, pur facendo lo stesso lavoro degli altri, molto meno.
I fatti ed il Difensore Civico ci danno ragione, ora il Sindaco più AntiDemocratico che Fidenza abbia mai conosciuto, Andrea Massari, Tosi ed amministrazione al completo, dovranno fare quello che i cittadini di Fidenza meritano da anni, cioè adottare tutti gli strumenti referendari previsti dallo Statuto del Comune, ma mai attuati.
Ci auguriamo che la lezione serva a loro per il futuro.
Ci auguriamo pertanto che il Sindaco si ravveda, e, dopo il bagno di umiltà impostogli dal Difensore Civico, porti un po' più di rispetto per i Consiglieri Comunali e, specialmente, per i suoi Concittadini.
Angela Amoruso Portavoce MoVimento Cinque Stelle di FIDENZA
Pubblicato da Ambrogio a 08:32
Anonimo 5 gennaio 2016 20:51
Dei dilettanti allo sbaraglio avrebbero senza dubbio saputo fare di meglio, l'ennesima figura di m....della premiata ditta M&M. Avanti un altro...possibilmente più furbino.
Anonimo 7 gennaio 2016 08:33
Furbino? non è meglio intelligente?