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Timestamp: 2019-10-24 04:51:48+00:00
Document Index: 178563119

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 19', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 20', 'art. 7']

Trasporti - Magazzini generali: CCNL, 11 giugno 1987
Data firma: 11 giugno 1987
Validità: 01.06.1987 - 30.06.1990
Parti: Assodocks-Confindustria e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ultratrasporti-Uil
Art. 18 - Lavoro supplementare o straordinario, notturno e festivo
Art. 20 - Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o a mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 23 - Indennità di contingenza
Art. 26 - Contrattazione integrativa aziendale
Art. 27 - Mense aziendali e indennità di mensa
Art. 29 - Indennità di disagio
Art. 28 - Indennità maneggio denaro
Art. 32 - Indennità di lontananza dai centri abitati Art. 33 - Tredicesima mensilità
Art. 34 - Erogazione annuale
Art. 35 - Contributi assistenziali e previdenziali
Art. 36 - Trattamento di malattia e infortunio
Art. 37 - Trattamento di infortunio per gli impiegati esterni e per gli impiegati il cui lavoro è connesso con quello degli operai
Art. 38 - Assenze e permessi
Art. 42 - Indumenti di lavoro
Art. 43 - Alloggio al personale
Art. 44 - Trattamento di missione e trasferta
Art. 45 - Rimborso spese per rinnovo porto d’armi
Art. 47 - Trasferimenti
Art. 48 - Ex fondo di previdenza impiegati magazzini generali
Art. 49 - Doveri del lavoratore
Art. 50 - Provvedimenti disciplinari - Licenziamento
Art. 51 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 52 - Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 53 - Restituzione documenti
Art. 54 - Cessione, trasformazione, fallimento, cessazione dell’azienda
Art. 55 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto
Art. 56 - Norme speciali
Art. 58 - Quadri - Norme particolari
Art. 59 - Orario normale a tempo parziale
Art. 61 - Minimi tabellari
Art. 62 - Indennità quadri
Allegato 1 - Precedente normativa su aumenti periodici di anzianità
Allegato 2 - Precedente normativa sull’indennità di anzianità
A Roma, il giorno 11 giugno 1987, fra la Assodocks (Associazione Italiana Magazzini Generali, Frigoriferi e Depositari Conto Terzi), con l’assistenza della Confindustria e la Federazione Italiana Lavoratori Trasporti (Filt-Cgil) e la Fit-Cisl e l’Unione Italiana Lavoratori dei Trasporti e Ausiliari Traffico e Portuali (Ultratrasporti-Uil), si è stipulato il contratto collettivo nazionale di lavoro che segue, da valere per il personale dipendente da magazzini generali, depositi per conto terzi, aziende produttrici di energia refrigerante e di ghiaccio.
Questo contratto collettivo nazionale di lavoro regola il rapporto tra aziende di magazzini generali-depositi per conto terzi, aziende produttrici di energia refrigerante e di ghiaccio ed i propri lavoratori con esclusione delle aziende appartenenti ad enti o consorzi portuali.
Pertanto, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle OO.SS. dei lavoratori, convengono quanto segue:
- investimenti e prospettive produttive;
- andamento occupazionale, con particolare riferimento all’occupazione giovanile, anche in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 su contratti di formazione lavoro.
Inoltre le parti concordano che potranno formare oggetto di esame, con la periodicità richiesta dai temi trattati, gli aspetti più significativi della realtà evolutiva del settore nonché i progetti di provvedimenti e di interventi di politica economica generale suscettibili di incidere sugli equilibri settoriali.
Di norma annualmente su iniziativa delle Organizzazioni sindacali di categoria potranno essere richiesti incontri nel corso dei quali verranno forniti ed esaminati elementi conoscitivi globali sui processi di riorganizzazione dell’attività sul territorio regionale e sugli investimenti con riferimento alle innovazioni tecnologiche, alle riconversioni, all’andamento occupazionale ed alla mobilità, ai programmi di formazione e riqualificazione professionale, all’andamento della occupazione giovanile in relazione all’accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro.
Su richiesta delle Organizzazioni sindacali, tramite le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti e/o in alternativa l’Associazione nazionale stipulante, le aziende che abbiano notevole peso produttivo e significativa incidenza nel settore porteranno a conoscenza delle strutture sindacali aziendali e delle organizzazioni sindacali di categoria informazioni riguardanti:
- previsione e programmi aziendali;
- andamento occupazionale, con particolare riferimento all’occupazione giovanile anche in relazione all’Accordo Interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro;
- stato di applicazione della legge di parità (9 dicembre 1977, n. 903).
Le parti, nell’ambito delle rispettive autonomie e distinte responsabilità, dovranno impegnarsi perché l’utilizzazione dei facchini avvenga nel rispetto della legge 407 e sia fatta nell’ambito delle cooperative e/o carovane e/o facchini liberi che risultino regolarmente iscritti nel registro depositato presso la Commissione provinciale del facchinaggio ai sensi della legge n. 407 del 3 maggio 1955.
A fronte di accertare inadempienze previdenziali ed amministrative le aziende interromperanno i rapporti con tali organismi. Il corretto utilizzo del personale di carovane e/o cooperative nell’ambito di quanto previsto dalla legge n. 407 potrà essere oggetto di esame tra l’azienda e le rappresentanze sindacali aziendali, assistite dalle rispettive organizzazioni.
I compiti delle commissioni interne, in caso di mancata costituzione delle stesse, vengono attribuiti alle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Le parti nel comune intendimento di assicurare al massimo la loro composizione pacifica, hanno concordato che le controversie individuali e plurime, aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro, siano risolte secondo le procedure indicate dal presente articolo. Restano escluse da detta norma le controversie relative ai licenziamenti individuali e collettivi e quelle previste dall’accordo, sulle commissioni interne.
1) Il lavoratore che ritenga disattesa una norma disciplinante il proprio rapporto di lavoro, o ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale, presenterà reclamo verbale alla direzione aziendale. Questa entro una settimana, comunicherà verbalmente al reclamante e alla commissione interna l’accettazione o il rigetto del reclamo.
3) Qualora problemi relativi all’applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo delle categorie, la commissione interna può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla direzione aziendale, informandone contemporaneamente le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro.
I compiti delle commissioni interne previsti in questo articolo vengono attribuiti alle rappresentanze sindacali aziendali di cui all’art. 19 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Le direzioni aziendali consentiranno altresì l’affissione negli albi di cui al 1o comma, della stampa sindacale periodica, regolarmente autorizzata dalle competenti autorità, trasmessa a firma degli stessi segretari responsabili.
Le modalità di cui ai precedenti commi saranno definite a livello aziendale.
Le parti, costituitesi in Commissione paritetica, composta di 6 membri (3 dell’Assodocks e 3 complessivamente delle OO.SS. stipulanti) valuteranno le effettive necessità di integrazione nell’attuale sistema di inquadramento di nuovi profili professionali emergenti dall’introduzione significativa di nuove tecnologie.
I profili professionali effettivamente nuovi indotti da innovazioni tecnologiche, concordemente individuati, troveranno idonea collocazione nell’attuale sistema di inquadramento.
In questo senso le parti intendono promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori nell’ambito di quanto richiesto dalle attività aziendali e nel comune interesse di un equilibrato evolversi delle tecnologie, delle organizzazioni, della produttività e delle capacità professionali stesse.
2) Le aziende, compatibilmente con le specifiche esigenze tecniche e con le esigenze organizzative ed economico-produttive possono promuovere lo studio di nuove forme di organizzazione del lavoro che tendano a raggiungere gli obiettivi di cui al punto 1). Tale ricerca può comprendere, da parte delle aziende, l’accorpamento di più mansioni - senza peraltro escludere le singole effettuazioni - anche mediante fasi di lavoro di gruppo compatibili con le esigenze di produttività e realizzate attraverso fasi sperimentali reversibili supportate all’occorrenza da iniziative di addestramento professionale.
La durata dell’orario contrattuale individuale è di 8 ore giornaliere e di 40 settimanali.
L’orario settimanale di 40 ore verrà normalmente distribuito su 5 giorni nella settimana.
Ove l’impresa, per obiettive esigenze economico-operative, anche temporanee, ripartisca su 6 giorni il normale orario contrattuale di lavoro, ne darà preventiva comunicazione alle RSA.
Nel caso di distribuzione dell’orario di lavoro con prestazione individuale su 6 giorni, la retribuzione individuale per il 6o giorno viene maggiorata del 15 per cento.
Per i dipendenti di aziende produttrici di energia refrigerante e di ghiaccio l’orario contrattuale di 40 ore settimanali sarà distribuito, normalmente, su 6 giorni settimanali, fatta salva comunque, previa comunicazione preventiva alle RSA, l’eventuale distribuzione su 5 giorni.
Per i magazzini portuali, magazzini interni con dogana, sezione doganale, ufficio doganale, magazzini raccordati, terminal containers, la prestazione di lavoro ordinaria giornaliera può essere distribuita dall’azienda su orari sfalsati con anticipazione o posticipazione di un massimo di due ore rispetto al normale orario di lavoro.
Le parti riconoscono che le Aziende, in uno o più periodi dell’anno o dell’esercizio produttivo, possono avere esigenze produttive connesse a fluttuazioni di mercato e/o punte di lavorazione.
Con riferimento a quanto sopra le Aziende potranno realizzare orari settimanali di lavoro in regime di flessibilità, per tutta l’unità produttiva o per singoli reparti, consistenti nel prolungamento a regime normale dell’orario settimanale di lavoro nei periodi di maggiore intensità produttiva fino ad un massimo di 88 ore per anno solare (o per esercizio) e sino al limite delle 48 ore settimanali, ai quali corrisponderanno equivalenti riposi di conguaglio nei periodi di minore intensità produttiva.
Per le ore prestate oltre l’orario settimanale contrattuale verrà corrisposta la maggiorazione del 15 per cento da liquidare nei periodi di superamento medesimo.
Previo incontro con le RSA saranno comunicati i periodi previsti di maggiore e di minore intensità produttiva e le ore necessarie per l’attivazione degli orari di lavoro in regime di flessibilità.
Qualora per esigenze di servizio la giornata di riposo compensativo debba essere spostata in altro giorno della settimana, non previsto dal turno di servizio prestabilito il lavoratore avrà diritto per il lavoro prestato nel giorno in cui avrebbe dovuto avere il riposo, ad una maggiorazione della retribuzione individuale del 50 per cento per gli impiegati e del 35 per cento per gli intermedi e gli operai.
È considerato straordinario contrattuale o supplementare il lavoro prestato oltre l’orario contrattuale giornaliero e settimanale.
È considerato straordinario, ai fini legali, il lavoro prestato oltre l’orario di legge.
L’azienda ha facoltà di far effettuare a ciascun dipendente non addetto a mansioni discontinue, salvo giustificati impedimenti, prestazioni straordinarie o supplementari con un massimo di 2 ore giornaliere e di 25 ore mensili. Ulteriori prestazioni straordinarie o supplementari potranno essere effettuate previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali.
È considerato lavoro notturno quello eseguito dalle 22 alle ore 6 del mattino. Per i magazzini situati entro un recinto portuale, il lavoro notturno decorre dalle ore 20 alle ore 24 e dalle 1 alle 5 del mattino.
Per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia, quali autisti, custodi, portieri e guardiani, l’orario normale lavorativo è di 45 ore settimanali, con un massimo di 9 ore giornaliere.
La contrattazione aziendale sarà espletata, su richiesta di una delle parti, congiuntamente alle emanazioni o strutture territoriali o nazionali delle parti stipulanti il presente contratto. Le parti firmatarie si danno reciprocamente atto che agli aumenti retributivi derivanti dal presente CCNL sono comprensivi di qualsiasi aumento di carattere collettivo a livello aziendale fino al 18° mese dalla presente stipula.
Le parti si danno infine atto che la contrattazione aziendale non potrà aver per oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione.
b) la corretta applicazione di quanto previsto dall’art. 15 - orario di lavoro;
c) l’effettuazione di lavoro straordinario oltre i limiti di cui all’art. 17;
d) le condizioni ambientali, la prevenzione delle malattie e degli infortuni, in attuazione dell’art. 9 della legge n. 300/1970;
e) l’eventuale fornitura aggiuntiva di indumenti di lavoro;
g) la misura dell’indennità di lontananza dai centri abitati.
- concordano con la direzione aziendale, ogniqualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. I medici ed i tecnici appartenenti agli istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato. Sempre allo scopo di tutelare lo stato di salute e l’integrità fisica dei lavoratori, le aziende nell’ipotesi che, dagli accertamenti sulle condizioni di lavoro ed ambientali risultino confermati inquinamenti, nocività e rischi oltre il tasso di tollerabilità, provvederanno a proprie spese quando non sia possibile valersi dei presidi sanitari pubblici a far sottoporre i lavoratori a controlli sanitari ed a tutti gli esami che saranno ritenuti opportuni ai fini di un’efficace azione preventiva.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rivelazioni effettuate dagli enti di cui al primo comma, in ordine ai seguenti fattori: microclima e gli altri fattori che interessano l’ambiente di lavoro (fumo, gas, vapori, polvere, rumorosità, freddo, ecc.).
Le RSA potranno, a richiesta, prendere visione delle denunce di infortunio di cui agli articoli 16 e 33 del testo unico 30 giugno 1965, n. 1124.
Per quanto riguarda i valori limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, si fa riferimento a quanto previsto dagli articoli 4 (ultimo comma) e 24, n. 14 della legge 24 dicembre 1978, n. 833.
Fermo quanto stabilito all’art. 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, il lavoratore, che commetta un qualunque atto che porti pregiudizio alla sicurezza dell’azienda, al normale e puntuale andamento del lavoro e comunque alla morale e all’igiene, è passibile di sanzioni disciplinari, salve le eventuali responsabilità penali in cui incorra.
Il licenziamento immediato con diritto al trattamento di fine rapporto può essere inflitto al lavoratore che:
i) violi il segreto d’ufficio;
L’apprendistato è regolato alle norme di legge e dalle particolari disposizioni che seguono.
Nel libretto di lavoro o nell’attestato di tirocinio devono essere registrati i periodi di servizio prestato.
Il periodo di addestramento iniziato presso altra ditta dello stesso settore deve essere computato per intero, nella nuova azienda, ai fini del compimento del periodo prescritto, sempreché riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa tra un periodo e l’altro una interruzione superiore a 12 mesi.
Durante il periodo di tirocinio l’apprendista non deve essere adibito a lavori diversi da quelli attinenti alla specialità professionale a cui si riferisce il tirocinio.
L’assunzione può essere fatta con prefissione del termine.
L’apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre che nelle ipotesi di cui all’articolo 1 della legge 18 aprile 1962, n. 230, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché dall’articolo 8-bis del decreto-legge 29 gennaio 1983, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1983, n. 79 è consentita nelle seguenti ulteriori ipotesi, secondo quanto previsto dall’articolo 23, comma 1, della legge 28 febbraio 1987, n. 56:
2) esecuzione di un’opera o di un servizio definito o predeterminato del tempo;
3) lavorazioni a fasi successive che richiedono specializzazioni professionali diverse da quelle normalmente impiegate;
4) incremento di attività in dipendenza di commesse eccezionali e/o vincolate a termini di consegna urgenti o perentori;
5) attività connesse all’aggiudicazione di commesse che presentino carattere di eccezionalità rispetto alla normale attività produttiva.
I contratti a termine possono essere conclusi:
- nelle aziende fino a 50 dipendenti, entro la misura massima del 25 per cento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato;
- nelle aziende con più di 50 dipendenti, entro la misura massima del 10 per cento dei lavoratori assunti a tempo indeterminato e in ogni caso in numero non inferiore a quello consentito alle aziende fino a 50 dipendenti.
Se dall’applicazione delle suddette percentuali risultassero frazioni di unità, il numero degli assumendi è elevato all’unità superiore.
Le parti s’impegnano a rispettare ed a far rispettare ai propri iscritti questo contratto nazionale di categoria.
L’Associazione imprenditoriale s’impegna cioè ad intervenire per l’osservanza delle norme del contratto da parte delle associate, e le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere, e ad intervenire perché siano evitate, azioni e rivendicazioni intese a modificare quanto forma oggetto del contratto.