Source: https://www.lexced.com/2018/11/appalto_di_opere_pubbliche/
Timestamp: 2019-06-17 13:38:19+00:00
Document Index: 56650391

Matched Legal Cases: ['art. 1664', 'art. 183', 'art. 165', 'art. 1669', 'art. 1664', 'art. 1467', 'art. 1664']

Appalto di opere pubbliche, eccezione di decadenza dell'appaltatore dal diritto di formulare le riserve | LexCED
Pubblicato il 11/11/2018 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI NUORO SEZIONE CIVILE
in persona del dott., in funzione di Giudice unico, ha pronunciato la seguente
SENTENZA n. 587/2018 pubblicata il 09/11/2018
rappresentata e difesa dagli avv.ti
YYY, rappresentata e difesa dall’avv.
Udienza di precisazione delle conclusioni: 10.5.2018
“Voglia codesto Ecc.mo Tribunale adito, per tutti i motivi di cui in narrativa, rigettata ogni altra contraria istanza, domanda, deduzione ed eccezione:
– Accertare il diritto del XXX, in riferimento al contratto del 29.12.2005 n. 88320 e al successivo atto aggiuntivo dell’ 11.05.2006, n. 1986, al riconoscimento dell’importo di Euro 171.685,32 per lavorazioni effettivamente eseguite dal XXX odierno esponente e dovute alla conformazione geologica dell’area di scavo, di cui alla riserva numero 1 e, conseguentemente, condannare la committente YYY a pagare al XXX la somma complessiva di Euro 171.685,32, oltre rivalutazione monetaria ed interessi.
– Accertare il diritto del XXX, in riferimento al contratto del 29.12.2005 n. 88320 e al successivo atto aggiuntivo dell’ 11.05.2006, n. 1986, al riconoscimento dei maggiori oneri (spese generali ed improduttivo utilizzo del cantiere) conseguenti ad irregolare andamento del cantiere, di cui alla riserva numero 2, per la somma complessiva di Euro 78.930,12 e, conseguentemente, condannare la committente YYY a corrispondere al XXX la somma complessiva di Euro 78.930,12, oltre rivalutazione monetaria ed interessi.
– Accertare il diritto del XXX, in riferimento al contratto del 29.12.2005 n. 88320 e al successivo atto aggiuntivo dell’ 11.05.2006, n. 1986, alla refusione dei costi fissi di cantiere sostenuti per il personale produttivo nel periodo di irregolare andamento dei lavori, per la somma complessiva di Euro 410.550,00, di cui alla riserva numero 3, e, conseguentemente, condannare la committente YYY a corrispondere al XXX la somma complessiva di Euro 410.550,00, oltre rivalutazione monetaria ed interessi.
– Accertare il diritto del XXX, in riferimento al contratto del 29.12.2005 n. 88320 e al successivo atto aggiuntivo dell’ 11.05.2006, n. 1986, al riconoscimento dei maggiori oneri sopportati per il fermo macchine nel periodo di anomalo andamento del cantiere (della durata di 119 giorni) per la somma complessiva di Euro 120.251,88, di cui alla riserva numero 4 e, conseguentemente, condannare la committente YYY a corrispondere al XXX la somma complessiva di Euro 120.251,88, oltre rivalutazione monetaria ed interessi.
Nel merito, in via subordinata:
– Accertare il diritto del XXX, in riferimento al contratto del 29.12.2005 n. 88320 e al successivo atto aggiuntivo dell’11.05.2006, n. 1986, al riconoscimento, ai sensi dell’art. 1664 comma II c.c. dell’equo compenso per l’imprevisto geologico che ha cagionato irregolare andamento delle opere e, conseguentemente, condannare la committente YYY a versare al XXX le somme di cui alle riserve iscritte ovvero la somma che sia ritenuta di giustizia. In via istruttoria, in via subordinata:
– Chiede ammettersi la CTU richiesta con la memoria ex art. 183, comma 6, n. 3 c.p.c.; In ogni caso:
– con vittoria di spese diritti ed onorari del presente giudizio”
“- in via preliminare, dichiarare la tardività delle eccezioni e riserve iscritte dall’appaltatore sul registro di contabilità, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 165 DPR 21/12/1999 n. 554;
– nel merito, dichiarare infondate, per i motivi suesposti, le pretese azionate dal XXX
Grecale, di cui alle riserve contabili n.1, n. 2, n. 3 e n. 4; – vinte le spese.”
1. Il XXX ha convenuto in giudizio la società YYY chiedendone la condanna al pagamento in proprio favore di somme dovute per maggiori costi e oneri sostenuti dal XXX nell’esecuzione dei lavori di cui all’appalto pubblico oggetto del contratto stipulato in data 29.12.2005 nonché dell’atto aggiuntivo del 11.5.2006 e riportati in quattro riserve iscritte dell’appaltatore nel registro di contabilità.
Nell’ordine, con la riserva numero 1, il XXX ha chiesto il riconoscimento di maggiori costi, per una somma complessiva di Euro 171.685,32, per lavorazioni extracontrattuali che era stato necessario realizzare in dipendenza delle caratteristiche dei materiali che componevano l’area oggetto degli scavi, risultati difformi da quelli previsti. In particolare, il XXX ha riferito che, durante la realizzazione dei lavori di perforazione, il terreno era risultato presentare caratteristiche geologiche difformi da quelle originariamente prospettate dalla stazione appaltante e sulla base delle quali era stato redatto il progetto esecutivo da parte del XXX in esito all’aggiudicazione.
Con la riserva numero 3 ha chiesto la refusione dei costi fissi di cantiere sostenuti per il personale produttivo – direttore cantiere (Euro/gg 600,00); capocantiere (Euro/gg. 450,00); manodopera (Euro/gg. 2.400,00) – nel periodo di irregolare andamento dei lavori (tra il 21.06.2006 ed il 17.10.2006 per complessivi 119 giorni), dovuto alla situazione già menzionata, per la somma complessiva di Euro 410.550,00.
Con la riserva numero 4, infine, il XXX ha chiesto la refusione dei costi fissi di cantiere sostenuti per la inoperosità ed improduttività delle attrezzature e dei macchinari di cantiere verificatosi sempre durante il periodo di anomalo andamento compreso tra il 21.06.2006 ed il 17.10.2006 (119 giorni totali) per somma complessiva di Euro 120.251,88.
Le richieste avanzate dal XXX sono dunque tutte correlate alle difficoltà di esecuzione delle lavorazioni conseguenti alla scoperta, avvenuta nel corso dei lavori, di caratteristiche dei materiali che componevano l’area oggetto degli scavi differenti rispetto a quelle previste.
In relazione, in particolare, all’eventuale insorgere di difficoltà nei lavori correlate a condizioni geologiche non previste, l’onere d’indagine dell’appaltatore permane anche in presenza di un progetto fornito dalla committenza e d’indagini geologiche compiute da quest’ultima: “L’appaltatore risponde per i difetti della costruzione derivanti da vizi ed inidoneità del suolo anche per mancanza dell’ordinaria diligenza e pure quando gli stessi siano ascrivibili alla imperfetta od erronea progettazione fornitagli dal committente, potendo andare esente da responsabilità, che si presume ai sensi dell’art. 1669 c.c., solamente ove le condizioni geologiche non risultino in concreto accertabili con l’ausilio di strumenti, conoscenze e procedure “normali” avuto riguardo alla specifica natura e alle peculiarità dell’attività esercitata.” (Cass. civ. Sez. II Sent., 12/06/2018, n. 15321); “In materia di appalto, rientra tra gli obblighi di diligenza dell’appaltatore esercitare il controllo della validità tecnica del progetto fornito dal committente, di cui costituisce parte integrante – ai sensi del d.m. 11 marzo 1988, che disciplina i progetti relativi a gallerie e manufatti sotterranei – la relazione contenente i risultati delle indagini geologiche fondanti la scelta dell’ubicazione e del tracciato dell’opera e la previsione dei metodi di scavo, sicché permane in sede esecutiva l’obbligo dell’appaltatore di segnalare al committente le inesattezze delle informazioni risultanti dalla relazione geologica, al fine di promuovere le modifiche progettuali necessarie per la buona riuscita dell’opera.” (Cass. civ. Sez. I, 31-12-2013, n. 28812); Nel contratto di appalto, obbligandosi l’appaltatore al compimento dell’opera con gestione a proprio rischio, rientrano nell’ambito di detta alea anche le difficoltà di natura geologica alle quali non possa attribuirsi carattere d’imprevedibilità. L’esecuzione a regola d’arte di una costruzione dipende infatti anche dall’adeguatezza del progetto rispetto alle caratteristiche geologiche del terreno, sicché la relativa indagine non può che far carico all’appaltatore. Si è pertanto ritenuto che la scoperta in corso d’opera di peculiarità geologiche del terreno tali da impedire l’esecuzione dei lavori o da richiedere modalità di esecuzione diverse e più gravose non possa essere invocata dall’appaltatore per esimersi dall’obbligo di accertare le caratteristiche idrogeologiche del suolo (o sottosuolo, come nella specie) sul quale l’opera deve essere realizzata e per pretendere dilazioni od indennizzi. (Cass. civ. Sez. I, 31/12/2013, n. 28812).
La concessione da parte della stazione appaltante di un esonero dell’appaltatore dall’obbligo di redigere un progetto esecutivo adeguato all’opera da realizzare infatti, a prescindere da ogni ogni considerazione circa la legittimità di una simile previsione in relazione alla normativa in tema di appalti pubblici, avrebbe certamente richiesto l’esplicita previsione di una clausola in tal senso. Sotto altro profilo, occorre per altro osservare che, siccome nella presente controversia non risulta prodotta la relazione geognostica costituente gli esiti delle indagini che sarebbero state compiute dalla stazione appaltante e che il XXX attore riferisce di aver considerato nella redazione del progetto, non è neppure possibile valutare in cosa sia esattamente consistita l’indagine e se la stessa potesse, comunque, essere ritenuta sufficiente ai fini della redazione del progetto esecutivo.
Si deve dunque fare applicazione della giurisprudenza già richiamata che, in tema di appalti pubblici e in un caso simile al presente, ha avuto modo di osservare ulteriormente che: “Nell’appalto sia pubblico che privato, rientra tra gli obblighi di diligenza dell’appaltatore, senza necessità di una specifica pattuizione (nella specie, peraltro, sussistente), esercitare il controllo della validità tecnica del progetto fornito dal committente, anche in relazione alle caratteristiche del suolo su cui l’opera deve sorgere, posto che dalla corretta progettazione, oltre che dall’esecuzione dell’opera, dipende il risultato promesso. Pertanto la scoperta in corso d’opera di peculiarità geologiche del terreno tali da impedire l’esecuzione dei lavori, non può essere invocata dall’appaltatore per esimersi dall’obbligo di accertare le caratteristiche idrogeologiche del terreno sul quale l’opera deve essere realizzata e per pretendere una dilazione od indennizzo, essendo egli tenuto a sopportare i maggiori oneri derivanti dalla ulteriore durata dei lavori, mentre la sua responsabilità è esclusa solo se le condizioni geologiche non siano accertabili con l’ausilio di strumenti, conoscenze e procedure normali.” (Cass. civ. Sez. I Sent., 18/02/2008, n. 3932).
6. Neppure la domanda subordinata con la quale si richiede il riconoscimento di un equo compenso correlato alla c.d. sorpresa geologica merita accoglimento, perché tale istituto non è applicabile nel caso in cui l’appaltatore sia rimasto inadempiente all’obbligo di effettuare analisi geologiche per la redazione del progetto delle opere (cfr. ancora Cass. civ. Sez. I Sent., 18/02/2008, n. 3932: “L’indagine sulla natura e consistenza del suolo edificatorio rientra tra gli obblighi (anche) dell’appaltatore di opera pubblica, dipendendo l’esecuzione a regola d’arte di una costruzione dall’adeguatezza del progetto alle caratteristiche geologiche del terreno su cui devono essere poste le fondazioni. Ne segue che la cosiddetta sorpresa geologica, quale sarebbe stata la scoperta in corso d’opera di peculiarità geologiche del terreno tali da impedire l’esecuzione dei lavori, non può essere invocata dall’appaltatore per esimersi dall’obbligo, che gli è proprio, di accertare le caratteristiche idrogeologiche del terreno sul quale l’opera deve essere realizzata” e questo perché, come approfonditamente osserva la corte in motivazione: “…il secondo comma dell’art. 1664 c.c. deve essere interpretato in conformità con il principio generale – espressamente enunciato sia nell’art. 1467 c.c., comma 2, sia nello stesso art. 1664 c.c., comma 1, – secondo il quale le parti, nei contratti a prestazioni corrispettive, ancorchè continuate o differite, assumono il rischio di eventuali alterazioni del valore economico delle rispettive prestazioni entro limiti rientranti nella normale alea negoziale, che ciascun contraente deve conoscere al momento della stipula; c) nell’ambito di detta alea rientrano
– nel contratto di appalto, in cui l’appaltatore si obbliga al compimento dell’opera con gestione a proprio rischio – le difficoltà di natura geologica non aventi il carattere di imprevedibilità, da valutarsi sulla base della diligenza richiesta dall’attività esercitata, delle Quali deve, quindi, ritenersi si sia tenuto conto nella formazione del sinallagma…”. Si veda ancor prima, nel medesimo senso, Cass. civ. Sez. I, 23/11/1999, n. 12989).
7. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo in prossimità ai parametri medi previsti dal D.M. 55/2014 per le cause di valore corrispondente alla presente, tenuto conto dell’attività defensionale esplicata.
Condanna l’attore a rimborsare al convenuto le spese di lite, che liquida in € 17.000,00 per onorari oltre 15% per rimborso spese generali, CPA e IVA come per legge. Nuoro, 9 novembre 2018
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