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Timestamp: 2020-04-03 19:45:48+00:00
Document Index: 22180815

Matched Legal Cases: ['art. 102', 'art. 9', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 102', 'art. 96', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 9', 'art 65', 'art. 64', 'art. 14', 'in fine', 'art. 590', 'art. 12', 'art. 590']

Sostituto processuale: la nomina per l’udienza può avvenire anche con delega orale (Cass. Pen. Sez. I – 48862/18) | Studio Vigna
Nuova puntata della querelle relativa alle modalità di conferimento della nomina a sostituto processuale, per la quale avevamo precedente segnalato questo arresto giurisprudenziale.
Ai fini della nomina di un sostituto processuale ex art. 102 c.p.p. per il patrocinio dell’udienza, limitatamente alla delega tra avvocati, non è necessaria la forma scritta (prevista invece per la delega al praticante abilitato) essendo sufficiente la delega orale da dichiarare innanzi l’Autorità Giudiziaria procedente. Ciò in quanto la disciplina prevista dall’art. 9 del R.D.L. 1578/33 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore) risulta riformata per effetto della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) il cui art. 14 prevede espressamente che “la sostituzione processuale fra avvocati può essere conferita anche verbalmente”.
Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 2 ottobre 2018 – 25 ottobre 2018, n. 48862
1. A. S. è imputato, dinanzi al G.u.p. del Tribunale di Vicenza, dei reati di cui agli artt. 348 e 640, secondo comma, n. 1), cod. pen., per aver esercitato abusivamente la professione medica, nel periodo compreso tra il novembre 1997 e il marzo 2014, lavorando come ginecologo-ostetrico, senza essere laureato né abilitato, alle dipendenze dell’Ospedale di Bassano del Grappa; nonché per avere, sul contrario falso presupposto, che induceva in errore l’Ente pubblico datore, conseguito un profitto ingiusto, pari agli emolumenti stipendiali indebitamente percepiti.
Nel trasmettere la denuncia a questa Corte di Cassazione, mediante l’ordinanza in epigrafe, il G.u.p. osservava, ai sensi dell’art. 30, comma 2, cod. proc. pen., come dovesse in realtà escludersi l’esistenza del conflitto positivo. Il delitto di esercizio abusivo della professione, reato eventualmente abituale, si consumerebbe nel luogo e nel tempo di realizzazione dell’ultima condotta tipica, reiterativa della serie unitariamente lesiva del bene giuridico tutelato, sorretta da dolo unitario. Quest’ultimo sarebbe, nel caso di specie, venuto meno con il pensionamento di Stampini e la correlata cessazione del rapporto di impiego con il Servizio sanitario nazionale; la successiva intrapresa di un nuovo rapporto di collaborazione professionale, con soggetto privato, integrerebbe una nuova determinazione a delinquere, idonea a configurare un distinto reato.
2. E’ noto che, ai sensi dell’art. 102 c.p.p., il difensore di fiducia e quello di ufficio possono nominare un sostituto – la cui attività professionale viene ad ogni effetto ricondotta al sostituito, senza che rilevino eventuali limitazioni apposte da quest’ultimo (Sez. 3, n. 7458 del 15/01/2008, Barranca, Rv. 239010; Sez. 2, n. 40230 del 28/09/2005, Rizzo, Rv. 232663; Sez. 5, n. 14115 del 10/11/1999, Di Prenda, Rv. 216105) – con dichiarazione che, ai sensi del combinato disposto dell’art. 96, comma 2, cod. proc. pen., e 34 disp. att. cod. proc. pen., deve essere fatta verbalmente all’autorità procedente, ovvero consegnata alla stessa dal difensore o trasmessa con raccomandata.
L’art. 14 di essa, intitolato «Mandato professionale. Sostituzioni e collaborazioni», prevede, tra l’altro, che l’avvocato possa nominare stabilmente uno o più sostituti presso ogni ufficio giudiziario, depositando la nomina presso l’ordine di appartenenza (comma 4), ma possa altresì, in via contingente, farsi sostituire da un altro avvocato, o praticante abilitato, con incarico verbale nel primo caso, e scritto nel secondo (comma 2).
Come risulta da un’indagine, anche rapida, di tipo comparatistico, negli ordinamenti dei Paesi di tradizione giuridica affine a quella italiana, come la Francia, la sostituzione all’udienza dell’avvocato officiato dal cliente non richiede forma scritta, salvo casi particolari, e presuppone il solo onere di informarepreventivamente il cliente (Reglement Intérieur National, art. 6.2); ma anche in un ordinamento di tipo anglosassone, come quello inglese, la delega per l’udienza può essere orale e non è richiesta la presenza del delegante.
5. Occorre dare atto dell’esistenza di un precedente arresto di questa Corte (Sez. 5, n. 26606 del 26/04/2018, Vitanza, Rv. 273304), che ha concluso in senso contrario, negando l’intervenuta abrogazione dell’art. 9 r.d.l. n. 1578 del 1933, sopra citato. Si argomenta dal fatto che l’art 65 della legge n. 247 del 2012 farebbe salve le norme anteriori fino all’entrata in vigore dei regolamenti previsti dalla stessa legge, che non risulterebbero allo stato emanati, e dal fatto che non risulti esercitata la delega prevista dall’art. 64 della medesima legge di riforma. Si ritiene, poi, che l’art. 14 di quest’ultima sia suscettibile, in parte qua,di un’interpretazione restrittiva, che ne limiti l’applicazione ai casi di sostituzione extra-processuale. Si afferma infine che, comunque intesa, tale disposizione costituirebbe norma generale, inidonea a derogare alle preesistenti disposizioni codicistiche di natura speciale.
La nuova disposizione ha un ambito squisitamente giudiziale, come si ricava dall’esegesi in precedenza condotta e come è confermato dai lavori preparatori. Nella relazione di accompagnamento al testo unificato dei disegni di legge in materia di riforma dell’ordinamento forense, elaborato dal Comitato ristretto della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica (A.S. 601-A, XVI legislatura), poi tradottosi nella legge n. 247 del 2012 – dopo l’affermazione che «l’articolo 13 [poi divenuto 14 nella redazione definitiva] reca, secondo la rubrica, la disciplina delle sostituzioni e delle collaborazioni» – si legge che il comma 1 ha piuttosto ad oggetto le modalità di perfezionamento del mandato
professionale, mentre i commi successivi disciplinano in maniera più compiuta la disciplina delle sostituzioni e delle collaborazioni; e in fine si sottolinea che, mentre «la sostituzione processuale fra avvocati può essere conferita anche verbalmente», nel caso di praticante abilitato è necessaria la delega scritta.
Queste ultime sono le disposizioni dei precedenti regolamenti. Il legislatore ha inteso stabilire che, fino alla emanazione di quelli nuovi, si debbano osservare le prescrizioni di quelli che furono adottati per l’esecuzione del precedente ordinamento professionale, nella parte di esso ancora «attuale» ossia rispetto a settori di disciplina non incisi dalla novella.
In ordine al reato di cui all’art. 590 cod. pen. – non legato ai rimanenti da alcuna delle ragioni di connessione, disciplinate dall’art. 12 cod. proc. pen. – resta ferma la competenza del Tribunale di Venezia.
Dichiara la competenza del Tribunale di Vicenza per i reati di cui agli artt. 348 c.p. e 640, secondo comma, c.p., al cui ufficio GIP dispone trasmettersi i relativi atti. Ferma la competenza del Tribunale di Venezia per il reato di cui all’art. 590 c.p.
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