Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-viii/capo-i/art2555.html
Timestamp: 2020-04-01 08:20:47+00:00
Document Index: 84711057

Matched Legal Cases: ['art. 2555', 'art. 2555', 'art. 2555', 'art. 2555', 'art. 1497', 'art. 2556', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 2555 codice civile - Nozione - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 2555 Codice civile
L'azienda (1) è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa [365, 2082; 670, n. 1 c.p.c.].
(1) Azienda e impresa sono due concetti che vanno tenuti distinti: azienda è il complesso dei beni impiegati nel processo produttivo aziendale da parte dell'imprenditore.
L'impresa, invece, è l'attività legata all'azienda da un rapporto di mezzo a fine.
Elemento che qualifica l’azienda è la destinazione dei beni all’esercizio dell’impresa.
La nozione di bene include non solo i beni mobili, immobili e immateriali (es. i brevetti), ma anche più in generale i contratti che l’imprenditore ha stipulato per l’esercizio dell’impresa e le situazioni giuridiche che ne derivano (crediti o debiti).
Non è incluso l’avviamento, ossia il valore aggiunto dell’azienda rispetto ai singoli beni aziendali che consiste nella capacità di attrarre clientela e generare reddito, in base all’organizzazione di fattori produttivi (c.d. avviamento oggettivo) e all’efficienza dell’imprenditore nella gestione dell’impresa (c.d. avviamento soggettivo).
Spiegazione dell'art. 2555 Codice civile
L'azienda consiste in una «universitas rerum», comprendente cose materiali ed immateriali, funzionalmente organizzate in un complesso unitario ad un unico fine e, come non si richiede per la sua esistenza che concorrano tutti gli elementi, specie quelli immateriali, cosi la titolarita dell'azienda puo essere disgiunta dalla proprieta dei beni strumentali, destinati al funzionamento di essa, posto che l'azienda appartiene alla categoria degli oggetti di diritto, mentre e l'imprenditore il soggetto che assume l'iniziativa ed il rischio della attivita economica produttiva, risolvendosi nel complesso dei beni aziendali all'uopo organizzati (Cass. n. 1939/1980). Carattere precipuo dell'azienda, secondo la nozione civilistica dell'istituto, e “l'organizzazione dei beni finalizzata all'esercizio dell'impresa”, intesa come opera unificatrice dell'imprenditore funzionale alla realizzazione di un rapporto di complementarita strumentale tra beni destinati alla produzione. Ne consegue la legittimita della configurazione della fattispecie della cessione di azienda tutte le volte in cui la relativa convenzione negoziale abbia avuto ad oggetto il trasferimento di beni organizzati in un contesto produttivo, anche solo potenziale, dell'imprenditore per l'attivita d'impresa, senza che risulti d'ostacolo alla configurabilita della cessione ne l'eventuale mancanza attuale del cosi detto “avviamento”, ne la destinazione dei beni aziendali ad altro settore produttivo da parte dell'acquirente, purche la nuova produzione si realizzi, pur sempre, attraverso tale complesso di beni gia organizzati dal precedente imprenditore (Cass. n. 4319/1998).
L'attivita professionale, anche se svolta con organizzazione di mezzi strumentali ed assistenza di ausiliari, e in se, esclusivamente ed insostituibilmente personale, non essendo diretta al fine della produzione di servizi per lo scambio, sicche non ha il carattere di una organizzazione imprenditoriale e non determina la costituzione di un'azienda in senso tecnico, suscettibile come tale di alienazione.
Il concetto di azienda e riferibile sia alle imprese commerciali, sia alle imprese agricole (AULETTA), sia alle piccole imprese (GALGANO).
L'avviamento e stato definito non elemento, ma qualita dell'azienda.
L'azienda, quale complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, e compiutamente identificata mediante la specificazione del tipo di attivita svolta e dei locali nei quali essa e esercitata, trattandosi di indicazioni idonee a comprendere tutti i beni presenti in detti locali e destinati allo svolgimento dell'attivita, mentre la analitica individuazione di detti beni rileva al solo scopo di prevenire eventuali contestazioni in ordine alla riconducibilita degli stessi alla azienda; pertanto il sequestro giudiziario dell'azienda e validamente eseguito indicando nei relativi atti gli elementi indispensabili a permetterne l'individuazione, non occorrendo la specifica elencazione di tutti i beni che la compongono. (Cass. n. 877/2004: fattispecie concernente un'azienda di rivendita al pubblico di tabacchi e valori bollati). Nel senso che in tema di sequestro giudiziario, a differenza del sequestro conservativo, la mancata indicazione dei singoli componenti non e causa di invalidita o inefficacia, (Cass. n. 8429/2000).
E prevalentemente negato invece che l'azienda possa essere oggetto di sequestro conservativo, poiche si nega che l'azienda, unitariamente considerata, possa costituire oggetto di espropriazione (MARTORANO). Se ne ammette talora, ma non pacificamente, la costituibilita in pegno (MARTORANO).
Massime relative all'art. 2555 Codice civile
Cass. civ. n. 11130/2006
Ai sensi dell'art. 2555 c.c. l'azienda, quale complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa, è compiutamente identificata mediante la specificazione del tipo di attività svolta e dei locali nei quali essa è esercitata, trattandosi di indicazioni idonee a comprendere l'insieme degli elementi organizzati detti locali e destinati allo svolgimento dell'attività dell'impresa, mentre la analitica individuazione di detti beni rileva al solo scopo di prevenire eventuali contestazioni in ordine alla riconducibilità degli stessi alla azienda; pertanto, deve ritenersi correttamente pronunciata dal giudice di merito, ex art. 1497 c.c., la risoluzione del contratto per mancanza delle qualità promesse ed essenziali per l'uso a cui la cosa è destinata, qualora l'azienda, trasferita ai sensi dell'art. 2556 c.c., sia risultata priva di un elemento essenziale per l'esercizio dell'attività commerciale dedotta in contratto anche se esso non sia stato menzionato tra i beni aziendali. (Nella specie, è stata pronunciata la risoluzione della cessione di un'azienda alimentare che, essendo sprovvista delle canne fumarie — peraltro non indicate fra i beni aziendali — non era stata in grado di svolgere l'attività di cottura dei cibi alla quale era preordinata per mancanza delle prescritte autorizzazioni amministrative, di cui il cedente aveva dichiarato l'esistenza).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 11130 del 15 maggio 2006)
Cass. civ. n. 3973/2004
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3973 del 27 febbraio 2004)
Cass. civ. n. 10992/1998
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 10992 del 3 novembre 1998)
Cass. civ. n. 4319/1998
Carattere precipuo dell'azienda, secondo la nozione civilistica dell'istituto, è «l'organizzazione dei beni finalizzata all'esercizio dell'impresa», intesa come opera unificatrice dell'imprenditore funzionale alla realizzazione di un rapporto di complementarietà strumentale tra beni destinati alla produzione. Ne consegue la legittimità della configurazione, da parte del giudice di merito, della fattispecie della cessione di azienda tutte le volte in cui la relativa convenzione negoziale abbia avuto ad oggetto il trasferimento di beni organizzati in un contesto produttivo (anche solo potenziale) dall'imprenditore per l'attività d'impresa, senza che risulti di ostacolo alla configurabilità della cessione né la eventuale mancanza attuale del cosiddetto «avviamento», né la destinazione dei beni aziendali ad altro settore produttivo da parte dell'acquirente, purché la nuova produzione si realizzi, pur sempre, attraverso tale complesso di beni già organizzati dal precedente imprenditore (nell'affermare tale principio di diritto, la S.C. soggiunge, ancora, che, in presenza di tali condizioni, al negozio di cessione va senz'altro applicata la normativa in tema di imposta di registro, e non anche di Iva come, invece, preteso dall'amministrazione finanziaria ricorrente sulla premessa che l'alienazione controversa integrasse gli estremi non della cessione di azienda bensì della mera vendita di beni strumentali ).
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4319 del 28 aprile 1998)
Cass. civ. n. 4512/1991
La titolarità dell'azienda, anche al fine della legittimazione all'azione di risarcimento dei danni ad essa arrecati, non viene meno per effetto di vicende traslative della proprietà dei singoli beni organizzati per la relativa attività imprenditoriale, qualora tali vicende non incidano sulla disponibilità dei beni medesimi (nella specie, trattandosi di decreto di espropriazione del suolo la cui esecutività era stata sospesa dal giudice amministrativo), atteso che detta titolarità non esige la proprietà di quei beni, essendo sufficiente la facoltà di destinarli all'impresa.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 4512 del 24 aprile 1991)
Autore: Gogliettino G. Piero
Categorie: Affitto e trasferimento di azienda, Diritto del lavoro, Diritto fallimentare e procedure concorsuali
Il volume, partendo da una ricostruzione della disciplina nazionale relativa al fenomeno circolatorio delle imprese in bonis, anche alla luce del diritto dell'Unione europea e della sua giurisprudenza, affronta le novità che hanno interessato l'ordinamento in materia, a seguito della condanna del nostro Paese dalla Corte di Giustizia Europea con la sentenza n. 561/07 del 2009. Particolare attenzione è stata riservata ai risvolti lavoristici connessi non solo al nuovo... (continua)
Il modulo "Delle società, Dell'azienda, Della concorrenza", coordinato dal prof. Santosuosso, è un commento, articolo per articolo, alla disciplina codicistica (artt. 2247 - 2642). In ciascuno dei 5 volumi che compongono questa sezione del Commentario, il professionista trova un'analisi approfondita delle disposizioni di ciascun articolo del codice civile, unitamente ad una panoramica degli spunti più interessanti per la pratica professionale offerti dalla dottrina... (continua)
Autore: Converso Rosaria
Collana: Diritto. Nuovi casi
I segni distintivi sono una sorta di biglietto da visita dell'impresa. Essa si manifesta, così, ai terzi. Novità e differenziazione sono i principi che regolano formazione e vita dei segni distintivi e rappresentano, pertanto, la soglia a partire dalla quale l'impresa può far valere il proprio diritto di uso esclusivo. Gli stessi costituiscono entità di rilievo patrimoniale, la cui tutela serve a mantenere integri ed a salvaguardare gli interessi sociali, dei... (continua)