Source: https://www.exeo.it/free/risarcimento-danni-ed-occupazione-terreno-edificabile
Timestamp: 2018-02-22 05:08:57+00:00
Document Index: 45228818

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 5', 'art. 37', 'art. 43', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art 2043', 'art 832']

Risarcimento danni ed edificabilità legale del bene occupato
La misura del pregiudizio subito per la perdita della proprietà dei terreni va valutata alla luce del loro valore venale; si dovrà dunque tenere conto anche dell'eventuale edificabilità del fondo. In ipotesi di occupazione c.d. usurpativa non può farsi riferimento, nel calcolo del risarcimento danni, all'edificabilità di fatto del fondo. Il valore venale del bene ai fini del risarcimento del danno va determinato tenendo conto prioritariamente dell'edificabilità legale del bene.
In ipotesi di occupazione illegitima, la misura del pregiudizio subito per la perdita della proprietà dei terreni va quantificata, nei limiti della domanda giudiziale, in misura corrispondente al valore venale, da determinarsi in considerazione delle possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento dell'occupazione degli stessi, senza considerare il pregiudizio derivante dagli effetti del vincolo preordinato all'esproprio, «assorbito» dalla complessiva unica voce di danno (valore venale del bene).
In ipotesi di occupazione senza titolo, il valore del bene è determinato anzitutto dalle "possibilità legali ed effettive di edificazione" ad esso attribuite dalla disciplina urbanistica, posto che lo schema dell'illecito aquiliano comporta come unica conseguenza la sostituzione all'indennizzo peculiare delle espropriazioni il meccanismo del ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o del danno di cui all'art. 2043 cod. civ., ma non anche la restituzione al terreno di connotazioni, qualità e valutazioni commerciali che l'impossibilità di conseguire la concessione edilizia inequivocabilmente gli precludono.
In ipotesi di occupazione usurpativa, il risarcimento del danno deve essere commisurato al valore pieno del terreno perduto e la valutazione dell'area occupata deve essere compiuta in funzione dell'utilizzazione economica di essa secondo la disciplina urbanistica vigente al tempo del compiuto illecito ed in base al criterio dell'edificabilità legale, applicando la dicotomia tra aree edificabili ed aree agricole.
In tema di liquidazione del danno da occupazione appropriativa, si deve ritenere applicabile la suddivisione di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, tra aree edificabili ed aree agricole (cui sono equiparate quelle non classificabili come edificatorie), e l'accertamento va compiuto sulla base della classificazione urbanistica, senza che i criteri legali di classificazione dell'area possano essere obliterati per dare la prevalenza a criteri di effettualità.
Il valore venale dell'area, ai fini risarcitori, deve determinarsi tenendo conto prioritariamente della (eventuale) e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à legale del fondo, salva la considerazione del profilo della cd."edificabilità di fatto" in via solo residuale e integrativa.
La determinazione del risarcimento del danno deve conformarsi al principio di integralità del rimedio risarcitorio per equivalente, con la conseguenza che dovrà tenersi conto delle possibilità legali ed effettive di edificazione, come previsto dall'art. 37, comma 3 e dall'art. 43, comma 6 del D.P.R. 327/01.
Il carattere illegittimo dell'ingerenza nella proprietà altrui, pur in mancanza di una dichiarazione di p.u., è inidoneo ad attribuire all'immobile qualità e destinazioni escluse dagli strumenti urbanistici; lo schema dell'illecito aquiliano comporta, infatti, come unica conseguenza, la sostituzione dell'indennizzo di natura risarcitoria a quello tipico da espropriazione legittima del bene, ma non anche la facoltà di restituire al terreno connotazioni, qualità e valutazioni commerciali escluse dallo strumento urbanistico.
Anche per la determinazione del danno da occupazione appropriativa, vale la suddivisione su cui è impostato il sistema della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, definito dalla Corte Costituzionale non irrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ute; arbitrario, tra aree edificabili ed aree agricole (cui sono equiparate quelle non classificabili come edificatorie).
La posizione di chi è specificamente autorizzato all'esercizio di una determinata e specifica attività edificatoria è commisurabile, ove sia ravvisabile una lesione, alla stregua della rendita prospettabile in virtù della trasformazione del suolo.
Anche per la determinazione del danno da occupazione appropriativa, vale la suddivisione su cui è impostato il sistema dell'art. 5 bis L. n. 865/1971, tra aree edificabili ed aree agricole (cui sono equiparate quelle non classificabili come edificatorie). E valgono, di conseguenza, a tal fine i principi enunciati dalla giurisprudenza sulla rilevanza delle "possibilità legali ed effettive di edificazione", in particolare sulla priorità (e sulla relativa necessità di una verifica preliminare) delle qualità attribuite al suolo dalla disciplina urbanistica.
In ipotesi di occupazione illecita (acquisitiva o usurpativa), la valutazione dei beni deve essere effettuata con riferimento alla disciplina urbanistica vigente al tempo del compiuto illecito ed in base al criterio dell'edificabilità o meno de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...certando, quindi, la destinazione ad essi impressa dallo strumento medesimo.
Il regime delle aree non pianificate (già previsto dall'art. 4, ultimo comma, della legge n.10 del 1977, trasfuso nel testo unico sull'edilizia), a seguito della decadenza dei vincoli, ancorché previsto dal legislatore come transitorio, è certamente tale da escludere una destinazione edificatoria, circostanza della quale non può non tenersi conto nello stimare il valore di mercato di un suolo che a tale regime risulti soggetto, con conseguente sua valutazione secondo il criterio di cui all'art. 16 della L. n. 865/1971.
Sulla base degli interventi ammessi dalla normativa vigente (nel caso di specie ex L.R. Emilia Romagna n. 37/2002 e n. 31/2002), deve ritenersi insussistente una possibilità legale di edificazione delle c.d."zone bianche", con conseguente necessità di ascrivere le aree interessate all'ambito dei terreni non edificabili.
Dalla disposizione di cui all'art. 37, comma 3, del D.P.R. n. 327 del 20... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e il principio secondo il quale il riconoscimento del carattere edificabile di un suolo richiede il necessario concorso dell'edificabilità di diritto e dell'edificabilità di fatto, onde l'assenza anche di uno solo dei due requisiti determina la riconducibilità dell'area alla categoria dei terreni non edificabili ed impone la commisurazione del risarcimento secondo il criterio del valore agricolo, anche se l'area non fosse destinata a zona agricola.
In tema di liquidazione del danno da occupazione illegittima di un suolo agricolo, la valutazione del danno deve essere compiuta sulla base della classificazione urbanistica, senza che i criteri di classificazione dell'area possano essere obliterati per dare prevalenza ai criteri di effettualità.
In ipotesi di occupazione c.d. usurpativa non può farsi riferimento, al fine della riparazione del pregiudizio subito dal proprietario (che abbia optato per l'azione risarcitoria), all'edificabilità di fatto, pure se in contrasto con le previsioni del vigente piano relatore; ciò in quanto la valutazione del merca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., innanzitutto, sul criterio della edificabilità legale.
La valutazione del danno deve essere compiuta sulla base della classificazione urbanistica, senza che i criteri di classificazione dell'area possano essere obliterati per dare prevalenza ai criteri di effettualità.
In sede di valutazione del bene ai fini della liquidazione del risarcimento del danno, occorre riferirsi alla sua concreta destinazione urbanistica all'epoca dell'illecita occupazione, con esclusione di ogni rilievo alla c.d. edificabilità di fatto.
La determinazione del valore dell'area in sede di liquidazione del risarcimento del danno deve essere operata con apprezzamento analogo a quello dettato per le ipotesi di espropriazione, con riferimento alla disciplina urbanistica vigente al tempo del compiuto illecito e sulla base del criterio dell'edificabilità o meno dei suoli; deve escludersi l'adozione del criterio dell'edificabilità di fatto, cui può farsi ricorso, in via complementare ed integrativa, solo allorché difetti una classificazione del suolo da parte della pianificazione urbanistica.
Lo schema dell'illecito aquiliano che da luogo all'occupazione acquisitiva comporta come unica conseguenza risp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...propriazione ritualmente conclusa la sostituzione del risarcimento del danno all'indennizzo da espropriazione legittima del bene, non anche la facoltà di restituire al terreno connotazioni, qualità e valutazioni commerciali che l'impossibilità di conseguire la concessione edilizia inequivocabilmente gli precludono; ed ancor meno la valutazione della possibilità autonoma di edificare non solo "praeter", ma anche "contra" la classificazione amministrativa del suolo, in forza di presupposti fattuali creati in dispregio alla disciplina suddetta (urbanizzazione di fatto della zona, presenza di infrastrutture, di opere ed altro).
In ipotesi di occupazione usurpativa, una volta verificato che il terreno interessato è assolutamente inedificabile in quanto urbanisticamente inserito in zona agricola e soggetto a vincoli paesistici e ambientali, correttamente la liquidazione del dovuto ristoro integrale del subito danno, è effettuata in base al valore di mercato correlato alla sua natura non edificabile, senza considerare potenzialità edificatorie proprie delle aree limitrofe e più in generale attinenti al concetto di edificabilità di fatto.
Nella liquidazione del danno da occup... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cita, non ricorrendo il parametro dell'edificabilità legale, si deve tener conto di quello dell'edificabilità di fatto e, quindi, fare riferimento alle obiettive caratteristiche della zona ed alla possibile utilizzazione del terreno, anche in relazione al contesto spaziale nel quale quest'ultimo concretamente si ponga in ragione del rapporto di fisica contiguità con aree limitrofe edificate o appartenenti alla medesima zona cui l'area espropriata è funzionale.
In ipotesi di terreno incluso in zona in zona E2, destinata a verde agricolo, il risarcimento da occupazione acquisitiva va determinato in base al valore di mercato dell'area urbanisticamente non avente natura edificabile, senza possibilità di considerare potenzialità edificatorie proprie delle aree limitrofe e più in generale attinenti al concetto di edificabilità di fatto, divergente dalla previsione dello strumento urbanistico generale.
Il valore venale del bene ai fini del risarcimento del danno conseguente ad irreversibile trasformazione, deve determinarsi tenendo conto prioritariamente della (eventuale) edificabilità legale del fondo, salva la considerazione del profilo della cd."edificabilità di fatto" in vi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...duale e integrativa.
Il valore venale dell'area in sede di quantificazione del risarcimento del danno deve determinarsi tenendo conto prioritariamente della (eventuale) edificabilità legale del fondo, salva la considerazione del profilo della cd."edificabilità di fatto" in via solo residuale e integrativa.
Anche per la determinazione del danno da occupazione appropriativa valgono i principi enunciati dalla giurisprudenza sulla rilevanza delle "possibilità legali ed effettive di edificazione", in particolare sulla priorità delle qualità attribuite al suolo dalla disciplina urbanistica; deve escludersi che in nome di una più congrua reintegrazione del patrimonio del proprietario che ha subito la perdita del fondo, debbano obliterarsi i criteri legali di classificazione dell'area, per dare la prevalenza a criteri di effettualità (c.d. edificabilità di fatto), eventualmente anche in termini divergenti dalla previsione degli strumenti urbanistici.
In tema di occupazione appropriativa, la ricognizione della qualit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...catoria di un'area ai fini della determinazione del risarcimento del danno deve tenere conto dell'effettiva destinazione data nell'ambito della programmazione del territorio alle aree utilizzate per la realizzazione dell'opera.
La regola della prevalenza ed autosufficienza delle "possibilità legali" (e non di fatto) è posta dalla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 3 anche per le espropriazioni illegittime.
Agli effetti della determinazione del ristoro dei danni, deve tenersi esclusivamente conto del criterio della "edificabilità legale".
Anche in ipotesi riconducibile ad occupazione usurpativa, la valutazione dei beni deve essere effettuata con riferimento alla disciplina urbanistica vigente al tempo del compiuto illecito ed in base al criterio dell'edificabilità o meno dei suoli, accertando, quindi, la destinazione ad essi impressa dallo strumento medesimo.
Anche per la determinazione del danno da occupazione appropriativa, vale la suddivisione su cui è impostato il sistema dell'art. 5 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...59/1992, tra aree edificabili ed aree prive di siffatta destinazione, che non è disapplicabile in nome di una più congrua reintegrazione patrimoniale del proprietario del fondo; valgono, di conseguenza, i principi enunciati dalla giurisprudenza sulla rilevanza delle "possibilità legali ed effettive di edificazione", in particolare sulla priorità (e sulla relativa necessità di una verifica preliminare) delle qualità attribuite al suolo dalla disciplina urbanistica.
Anche per la determinazione del danno da occupazione appropriativa, vale la suddivisione su cui è impostato il sistema dell'art. 5 bis L n. 359/1992 (ora trasfuso negli artt. 32 e 37 del D.P.R. n. 327 del 2001), tra aree edificabili ed aree prive di siffatta destinazione, che non è disapplicabile in nome di una più congrua reintegrazione patrimoniale del proprietario del fondo; valgono di conseguenza, i principi enunciati dalla giurisprudenza sulla rilevanza delle "possibilità legali ed effettive di edificazione", in particolare sulla priorità (e sulla relativa necessità di una verifica preliminare) delle qualità attribuite al suolo dalla disciplina urbanistica.
Anche per la deter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el danno da occupazione appropriativa, vale la suddivisione, su cui è impostato il sistema di cui alla L. n. 359/1992, art. 5 bis, tra aree edificabili ed aree agricole (cui sono equiparate quelle non classificabili come edificatorie) e valgono, di conseguenza, a tal fine, i principi enunciati dalla giurisprudenza sulla rilevanza delle "possibilità legali ed effettive di edificazione" ed in particolare sulla priorità (e sulla relativa necessità di una verifica preliminare), delle qualità attribuite al suolo dalla disciplina urbanistica.
Ai fini della determinazione del valore dei beni occorre fare riferimento alla classificazione inserita negli strumenti urbanistici al momento dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, non potendo la natura edificabile essere supposta e neppure essere collegata alla prevista realizzazione dell'opera pubblica per cui è causa.
Nel valore venale da corrispondere a base del risarcimento non possono essere considerate sia la p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di costruzioni pur realizzate (con o senza permesso) in zona di inedificabilità assoluta per distanza di rispetto cimiteriale, sia la sussistenza per dette zone di previsioni edificatorie, seppur limitate, emergenti in forza delle norme urbanistiche di zona; in particolare è del tutto evidente che queste subiscono deroga per quelle zone e in quei limiti da parte di vincoli inedificabilità .
Nessun danno deve essere risarcito a fronte della minore edificabilità delle aree residue per effetto dell'imposizione sul fondo della servitù di rispetto stradale, qualora tale potenzialità edilizia sia stata non già repressa dalla servitù, ma – fermo restando ivi il vincolo d'inedificabilità - consentita all'esterno del perimetro vincolato.
In ipotesi di intervenuta occupazione acquisitiva, va affermata la risarcibilità anche dei terreni assoggettati a zone di rispetto (nel caso di specie a sede stradale), data la ripercussione della loro espropriazione anche su corrispondenti porzioni di terreno agricolo, che vengono a costituire analoghe fasce di rispetto.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> EDIFICABILITÀ --> FUNZIONALE AGLI SCOPI PUBBLICI --> A... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...SCOPO PUBBLICISTICO
In ipotesi di zona integralmente vincolata a utilizzi meramente pubblicistici (verde pubblico), siccome interessata da un vincolo di destinazione che preclude ai privati ogni tipo di trasformazione riconducibile alla nozione tecnica di edificazione, il risarcimento da occupazione acquisitiva va determinato in base al valore di mercato dell'area urbanisticamente non avente natura edificabile senza possibilità di considerare potenzialità edificatorie proprie delle aree limitrofe e più in generale attinenti al concetto di edificabilità di fatto, divergente dalla previsione degli strumenti urbanistici o da vincoli imposti dalla legge.
La natura normalmente conformativa e non espropriativa della destinazione a edilizia scolastica, e a maggior ragione universitaria, esclude l'edificabilità legale a favore dei privati proprietari, e non giova a questi in sede di liquidazione dell'indennità espropriativa ed in sede di risarcimento del danno. Quest'ultimo va in ogni caso compiuto all'interno della categoria dei suoli inedificabili, oss... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rimento a prezzi di mercato ben lontani da quelli assai elevati peculiari del mercato edilizio.
Nella liquidazione del danno da occupazione c.d. appropriativa di area destinata ad opere di viabilità dallo strumento urbanistico, occorre verificare se tale destinazione comporti limitazioni incidenti su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione lenticolare dell'opera pubblica e sia, quindi, riconducibile a vincoli imposti a titolo particolare, a carattere espropriativo, ovvero se venga effettuata nell'ambito del programma generale di sviluppo urbanistico così assumendo contenuto conformativo della proprietà privata.
In sede di liquidazione del risarcimento del danno a fronte d'intervenuta occupazione illegittima, non è accoglibile la pretesa del privato a vedersi riconoscere anche il valore derivante dalla mancata edificazione del suolo del quale si suppone l'edificabilità senza alcun ris... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...reto in atti.
Ai fini della liquidazione del danno conseguente ad occupazione illegittima, le meramente eventuali quanto future possibilità di edificazione in base a modifiche degli strumenti urbanistici non possono essere prese in seria considerazione.
Al fine della determinazione del risarcimento del danno spettante a chi ha perduto la proprietà del bene occorre avere riguardo alla vocazione del terreno al momento della consumazione dell'illecito, sicché non rileva la nuova destinazione urbanistica edificatoria, sopravvenuta nella pendenza del giudizio risarcitorio, ove il terreno avesse, al momento del verificarsi dell'accessione invertita, natura agricola.
Al fine della determinazione del risarcimento del danno spettante a chi ha perduto la proprietà del bene occorre avere riguardo alla vocazione del terreno al momento della consumazione dell'illecito; se non rileva la sopravvenuta edificabilità, a maggior ragione non può rilevare la possibile sopravvenienza della edificabilità, ancora allo stato inesistente.
In tema di occupazione appropriativa la ricogn... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a qualità edificatoria di un'area ai fini della determinazione del risarcimento del danno spettante a chi ha perduto la proprietà va riferita al momento della consumazione dell'illecito.
In tema di occupazione appropriativa, la ricognizione della qualità edificatoria di un'area ai fini della determinazione del risarcimento del danno spettante a chi ha perduto la proprietà va riferita al momento della consumazione dell'illecito.
Ai fini del calcolo del risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima il valore venale delle aree interessate deve essere determinato con riferimento alla qualificazione urbanistica dalle stesse posseduto al momento dell'intervenuta illegittima occupazione e per tutto il tempo in cui tale occupazione si è protratta. Il mutamento di destinazione urbanistica, migliorativo della qualificazione del bene, intervenuto dopo la restituzione delle aree, risulta ininfluente, sia in ordine alle richieste risarcitorie dei ricorrenti, che in ordine alle pretese "compensative" avanzate dal Comune.
La ricognizione legale dei beni, con riguardo all'occupazione espropriativa deve essere effettuata alla data di consumazione dell'illecito ed acquisizione in proprietà de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., perciò divenendone irrilevante la situazione urbanistica sia antecedente, sia successiva.
La ricognizione legale dei terreni illegittimamente occupati, per accertarne la destinazione, deve essere compiuta con riferimento all'epoca della loro irreversibile trasformazione, seguita alla scadenza del periodo di occupazione.
L'accertamento della destinazione edificatoria di un terreno deve essere compiuto esclusivamente al lume degli strumenti urbanistici vigenti nel Comune all'epoca dell'irreversibile trasformazione dei terreni.
In sede di quantificazione del risarcimento del danno non è possibile considerare la potenzialità dei terreni in ordine alla futura utilizzazione degli stessi, come da sempre affermato dalla Corte Costituzionale nell'escludere l'esistenza di un tertium genus di aree oltre a quelle edificabili e non edificabili.
Nella liquidazione del danno da occupazione usurpativa, occorre tener conto dell'esistenza di vincoli ed accertare la natura conformativa oppure... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iva dei vincoli stessi.
Il risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva di area destinata a viabilità, deve essere rapportato al valore agricolo qualora suddetto vincolo viabilistico abbia carattere conformativo, trattandosi di area non edificabile.
Ai fini della quantificazione del risarcimento del danno l'edificabilità del bene deve essere accertata anche considerando la sussistenza di vincolo paesistico; l'esistenza del suddetto vincolo d'inedificabilità - alla data di verificazione del danno in contestazione, costituito dalla perdita della proprietà – rende infatti del tutto irrilevante l'astratta edificabilità, attribuile al bene prima di quel vincolo.
La localizzazione di un metanodotto, con le condotte interrate nel sottosuolo, non sottrae indice di edificabilità e dunque volumetria.
La dichiarazione di pubblica utilità propria dell'approvazione di un Piano di lottizzazione poi non seguita dall'espropriazione o cessione bonaria delle aree, determina quanto alla concreta apprensione della volumetria nat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pettante alle aree non oggetto di convenzionamento, un' obbligazione risarcitoria a carico del Comune a beneficio dei relativi proprietari, ingiustamente lesi ex art 2043 c.c. da tal anomala forma ablatoria, costituente fatto illecito.
Sulla base del paradigma normativo di riferimento costituzionale e comunitario, discende l'obbligo per l'Amministrazione di risarcire non soltanto la materiale espropriazione delle aree private preordinata alla realizzazione di opere pubbliche, oltre all'indennizzo per la eventuale reiterazione dei vincoli (c.d. espropriazione di valore), bensì la stessa apprensione della "sola" volumetria spettante, inerendo strettamente anche tale privazione alle prerogative dominicali di cui all'art 832 c.c.
Ai fini dell'esatta determinazione della superficie oggetto di occupazione sine titulo alla quale rapportare la quantificazione del danno, deve aversi riguardo non solo alle aree materialmente sottratte alla disponibilità dei proprietari, ma anche a quelle che risultino sostanzialmente svuotate di ogni capacità edificatoria per essere stata la relativa volumetria realizzabile, integralmente assorbita dagli interventi posti in essere dall'Amministrazione.