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Timestamp: 2019-01-20 15:11:28+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 120', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 120', 'CGUE ']

Il rito super accelerato per impugnare le ammissioni e le esclusioni dalla gara al vaglio della giurisprudenza amministrativa di Daniela Corsetti
Il rito super accelerato per impugnare le ammissioni e le esclusioni dalla gara al vaglio della giurisprudenza amministrativa
Consiglio di Stato, sez. III, 26 gennaio 2018, n. 565
06 Feb 2018 di Daniela Corsetti
Ai sensi dell’art. 120, comma 2-bis, c.p.a. l’onere di impugnazione dell’altrui ammissione è ragionevolmente subordinato alla pubblicazione degli atti della procedura, perché diversamente l’impresa sarebbe costretta a proporre un ricorso “al buio”
La sentenza in commento è l’ultima, in ordine temporale, di una serie di pronunce della giurisprudenza amministrativa aventi ad oggetto il rito super accelerato per impugnare le ammissioni e le esclusioni dalle gare d’appalto previsto dall’art. 120, comma 2 bis c.p.a.
Come è noto, a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 50/2016 (il “Codice”), non è più possibile aspettare che la gara venga aggiudicata per far valere, tramite ricorso o ricorso incidentale, l’altrui carenza dei requisiti per partecipare alla gara ma occorre farlo da subito, impugnando direttamente l’atto di ammissione alla procedura. Si vuole in tal modo evitare che l’aggiudicazione - o la gara stessa - possa essere posta nel nulla per un vizio a monte, inerente la valutazione dei requisiti di partecipazione in capo ai concorrenti. Per questo non solo si è previsto che le ammissioni alla gara debbano essere immediatamente impugnate ma che il relativo giudizio debba svolgersi in tempi ancor più rapidi di quelli che caratterizzano normalmente il rito in materia di appalti (da qui la denominazione di “rito super accelerato”). Per la medesima ragione, vanno impugnate seguendo le regole del rito super accelerato anche le esclusioni per mancato possesso dei requisiti di partecipazione alla procedura.
Per far fronte alle suddette esigenze di speditezza il Codice ha previsto che, nel termine di due giorni dalla loro adozione, il committente debba pubblicare sul proprio profilo le ammissioni e le esclusioni dalla gara e che dalla data di pubblicazione (non dalla loro comunicazione) decorra il termine per proporre impugnazione.
Si tratta di un rito che, sin dalla sua entrata in vigore, ha dato origine ad un intenso dibattito giurisprudenziale, essendo molteplici le criticità riconnesse alla sua concreta applicazione.
Si segnalano tra tutte:
(i) l’ammissibilità di impugnare con motivi aggiunti nel giudizio pendente ex art. 120, comma 2 bis c.pa. l’aggiudicazione che sopraggiunga in corso di causa, (Tar Napoli, sez. VIII, 19 gennaio 2017, n. 434) nonché della tutela cautelare nel rito super accelerato (Cons. St., sez. V, 23 marzo 2017, n. 1323);
(iii) la (ir)ricevibilità del ricorso proposto direttamente avverso l’ammissione per vizi propri della fase dell’ammissione (Tar Napoli n. 696/2017; Tar Catania, sez. I, 2 marzo 2017, n. 420)
(iv) le conseguenze legate alla mancata pubblicazione delle ammissioni ed esclusioni sul profilo del committente, che porta a “rivivere” la possibilità di dedurre i vizi inerenti la fase di ammissione alla gara impugnando direttamente l’aggiudicazione (Cons. St., sez. VI, 13 dicembre 2017, n. 5870 , , Tar Toscana, sez. I, 18 aprile 2017, n. 582, Tar Napoli, sez. I, 29 maggio 2017, n. 2843 Tar Basilicata, sez I, 13 gennaio 2017, n. 24) con conseguente applicazione del rito appalti ordinario in luogo di quello super accelerato (Tar Bari, sez. III, 5 aprile 2017, n. 340)
(v) le conseguenze, ai fini della decorrenza del termine per impugnare, dalla presenza di un delegato dell’impresa alla seduta in cui vengono comunicate le ammissioni. Sotto tale profilo, se un parte della giurisprudenza si è espressa per l’irrilevanza di tale circostanza poiché, nel sistema delineato dal legislatore, ciò che rileva ai fini del decorso del termine per impugnare, è solo la pubblicazione sul profilo del committente degli ammessi alla procedura (Tar Lazio, sez. III quater, 22 agosto 2017, n. 9379, nello stesso senso Tar Lazio, sez. I ter, 18 gennaio 2017, n. 878), altra parte della giurisprudenza è dell’avviso contrario (Tar Puglia n. 1262/2016 Tar Napoli, sez. VIII, 18 gennaio 2018, n. 394).
La sentenza in commento si aggiunge a quelle che precedono nel delineare l’ambito di operatività del rito in esame.
Il caso è quello di un sistema dinamico di acquisizione ex art. 55 del Codice indetto per la fornitura di farmaci in cui si prevedeva che, esaurita la fase di ammissione al sistema dinamico di acquisizione, per l’affidamento dei contratti di fornitura, sarebbero state indette tra i concorrenti ammessi delle successive procedure ristrette, specificando, per ciascuna di esse “le caratteristiche tecniche, le quantità, la tipologia dei prodotti da acquistare, il criterio di aggiudicazione nonché la durata della fornitura”.
L’aggiudicazione della procedura veniva impugnata sul presupposto della diversità delle caratteristiche prodotti forniti dall’aggiudicatario rispetto a quelli previsti dal Capitolato con conseguente impossibilità per lo stesso di essere ammesso alla procedura. L’aggiudicatario eccepiva, tuttavia, la tardività delle censure mosse avverso l’aggiudicazione poiché esse, attenendo al possesso dei requisiti per partecipare alla gara, avrebbero dovuto essere fatte valere, così come previsto dall’ art. 120 bis c.p.a., nei trenta giorni successivi all’ammissione al sistema dinamico di acquisizione considerato che, indipendentemente dall’indizione delle procedure ristrette a valle, le caratteristiche dei prodotti offerti dall’aggiudicatario erano ben note al ricorrente trattandosi di ditte che si confrontano ordinariamente sul mercato che, pertanto, conoscono nel dettaglio le qualità dei prodotti dell’altra.
Confermando quanto già rilevato dal giudice di primo grado, il Consiglio di Stato ha rilevato che, non essendovi prova della conoscenza, da parte del ricorrente, delle caratteristiche del prodotto offerto dalla controinteressata, il termine per impugnare non poteva iniziare a decorrere dall’ammissione al sistema dinamico di acquisizione dal momento che “l’onere di impugnazione dell’altrui ammissione senza attendere la conclusione della gara, prevista dal comma 2 bis dell’art. 120 c.p.a., è ragionevolmente subordinato alla pubblicazione degli atti della procedura, perché diversamente l’impresa sarebbe costretta a proporre un ricorso “al buio”. Nel caso di specie, ai fini dell’ammissione, le imprese non avevano dovuto presentare alcuna documentazione tecnica e, pertanto, non erano note le caratteristiche dei prodotti offerti tale da determinare la decorrenza del termine per la proposizione del ricorso.
Nel contesto che precede va, da ultimo, segnalato che il neo rito super accelerato in materia di appalti, che tanto sta facendo discutere in dottrina e giurisprudenza, è stato recentemente rimesso al vaglio della CGUE. In particolare, dopo che il Tar Lazio si era pronunciato sulla compatibilità del rito di cui all’art. 120, co. 2 bis del c.p.a. con la disciplina comunitaria (Tar Lazio, sez. III quater, 22 agosto 2017, n. 9379), il Tar Piemonte, con ordinanza n. 88 del 17 gennaio 2018 ha invece rimesso al vaglio della CGUE il rito in esame, mettendone in luce le numerose aporie applicative.
Per citarne solo alcune, non vi è chi non veda come si tratta di un sistema che, nel precludere all’operatore economico di far valere, a conclusione della gara, anche con ricorso incidentale, l’illegittimità delle altrui ammissioni, finisce per porre in capo al concorrente un onere “inutile” nei casi in cui, ad esempio, venga censurata l’ammissione/mancata esclusione di una concorrente che, conclusa la gara, non si riveli poi aggiudicataria ovvero nel diverso caso in cui la stessa ricorrente, a graduatoria definita, si collochi in una posizione tale da non avere alcun interesse a contestare l’aggiudicazione.