Source: http://www.valentinovecchi.it/1/tassi_usurari_nuova_sentenza_della_cassazione_2557089.html
Timestamp: 2019-08-23 15:31:50+00:00
Document Index: 33508705

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1339', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1421']

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Tassi usurari, nuova sentenza della Cassazione
Con la sentenza n.17150 del 17.08.2016, la Corte di Cassazione è intervenuta, nuovamente, sulla oramai annosa questione dell'usura nei rapporti di conto corrente.
I giudici ermellini, difatti, richiamando un precedente arresto della Corte di legittimità (sezione terza, sentenza n.1689 del 2006) hanno dapprima ribadito – in termini più generali – che <<relativamente ad un rapporto contrattuale di durata, l’intervento nel corso di essa, di una nuova disposizione di legge diretta a porre, rispetto al possibile contenuto del regolamento contrattuale, una nuova norma imperativa condizionante l’autonomia contrattuale delle parti nel regolamento del contratto, in assenza di una norma transitoria che preveda l’ultrattività della previgente disciplina normativa non contenente la norma imperativa nuova, comporta che la contrarietà a quest’ultima del regolamento contrattuale non consente più alla clausola di operare, nel senso di giustificare effetti del regolamento contrattuale che non si siano già prodotti, in quanto, ai sensi dell’art. 1339 cod. civ., il contratto, per quanto concerne la sua efficacia normativa successiva all’entrata in vigore della norma nuova, deve ritenersi assoggettato all’efficacia della clausola imperativa da detta norma imposta, la quale sostituisce o integra per l’avvenire (cioè per la residua durata del contratto) la clausola difforme, relativamente agli effetti che il contratto dovrà produrre e non ha ancora prodotto>>.
Chiarito il principio generale, il Supremo Collegio ha poi precisato, che <<in tema di interessi usurari, le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali che determinano la misura degli interessi in tassi così elevati da raggiungere la soglia dell'usura, pur non essendo retroattive, in relazione ai contratti conclusi prima della loro entrata in vigore comportano la inefficacia ex nunc delle clausole dei contratti stessi, sulla base del semplice rilievo – operabile anche d'ufficio dal giudice – che il rapporto giuridico non si sia esaurito prima ancora dell'entrata in vigore di tali norme e che il credito della banca si sia anch'esso cristallizzato precedentemente>>.
Il secondo importante principio ribadito dai giudici ermellini attiene alla rilevabilità d'ufficio dell'usurarietà del rapporto (quantomeno nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo). La Corte, difatti, richiamando anche in tal caso propri precedenti pronunciamenti (sezione prima, sentenza n.24483 del 2013; sentenza n.21080 del 2005) ha ribadito che <<nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto da una banca nei confronti di un correntista, la nullità delle clausole del contratto di conto corrente bancario che rinviano alle condizioni usualmente praticate per la determinazione del tasso d’interesse o che prevedano un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, ai sensi dell’art. 1421 cod. civ., qualora via sia contestazione, anche per ragioni diverse, sul titolo posto a fondamento della richiesta di interessi, senza che ciò si traduca in una violazione dei principi della domanda e del contraddittorio, i quali escludono che, in presenza di un’azione diretta a far valere l’invalidità di un contratto, il giudice possa rilevare d’ufficio la nullità per cause diverse da quelle dedotte dall’attore >>.
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