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Matched Legal Cases: ['art.12', 'arte 1', 'art.16', 'arte 1', 'arte 4', 'arte 6', 'art.71', 'art. 71', 'art. 71']

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Settore Verifica Certificazione e Ricerca
PubblicatoMirella Rostagno Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Settore Verifica Certificazione e Ricerca"— Transcript della presentazione:
1 Settore Verifica Certificazione e Ricerca
ATTREZZATURE DI LAVORO: LE PROCEDURE OPERATIVE PER LA VERIFICA DELLE ATTREZZATURE DI SOLLEVAMENTO I N A L Dott. Ing. Massimiliano Faiella NAPOLI - 20 FEBBRAIO 2014 ACEN - NAPOLI
2 Legislazione SICUREZZA ISTITUZIONALE CONTROLLO PERIODICO
APPROCCIO TRADIZIONALE ASSENZA DELLE DIRETTIVE EUROPEE SOGGETTO ISTITUZIONALE ASL, ISPETT. LAVORO, ECC VERBALE LEGISLAZIONE E/O NORMATIVA NAZIONALE SICUREZZA ISTITUZIONALE CONTROLLO PERIODICO
3 PRESENZA DELLE DIRETTIVE EUROPEE
Legislazione NUOVO APPROCCIO PRESENZA DELLE DIRETTIVE EUROPEE SOGGETTO NON ISTITUZIONALE DATORE DI LAVORO, COSTRUTTORE, COMMITTENTE, ECC. ANALISI DEI RISCHI PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE DIRETTIVE COMUNITARIE, LEGISLAZIONE DI RECEPIMENTO, NORME ARMONIZZATE SICUREZZA AUTODICHIARATA CERTIFICAZIONE CE, CONTROLLO PERIODICO E SORVEGLIANZA DEL MERCATO
4 Nuova Direttiva Macchine
DIRETTIVA 2006/42/CE DEL 17 MAGGIO 2006 PUBBLICATA SULLA GUUE 09/06/06 RECEPIMENTO DECRETO LEGISLATIVO 17/2010 DEL 27 GENNAIO 2010
5 Nuova Direttiva Macchine
Il costo sociale dovuto all’alto numero di infortuni provocati dalla utilizzazione delle macchine può essere ridotto integrando la sicurezza nelle fasi di progettazione e di costruzione nonché effettuando una corretta installazione e manutenzione. Il principio di integrazione della sicurezza prevede nell’ordine: eliminazione dei rischi in fase progettuale riduzione dei rischi in fase progettuale adozione di protezioni o dispositivi di sicurezza evidenziazione (nelle istruzioni) dei rischi residui non eliminabili Basandosi su queste considerazioni il primo gennaio 1993 è stata emanata la prima direttiva comunitaria relativa alle macchine che interessa sia la produzione e la commercializzazione delle macchine che la responsabilità dei vari soggetti coinvolti nelle attività lavorative ai fini della prevenzione infortuni.
6 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature progettista Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella utilizzatore
7 Nuova Direttiva Macchine
La Direttiva Macchine rappresenta, quindi, dal punto di vista tecnico un insieme di nuove regole per la produzione delle macchine e dal punto di vista amministrativo un nuovo insieme di adempimenti burocratici da soddisfare al momento della loro commercializzazione. In sintesi la Direttiva Macchine prescrive che una macchina, per poter essere immessa sul mercato della UE, debba: Risultare accettabilmente sicura (rispetto dei RES con analisi rischi e conseguente applicazione di norme tecniche) Essere costruita sulla base di un progetto tecnico disponibile in caso di contestazione (fascicolo tecnico) Essere riconoscibile (targa costruttore e marcatura CE) Essere accompagnata da un libretto (manuale di istruzioni per l’uso e la manutenzione) Essere garantita da una assunzione di responsabilità da parte del fabbricante (dichiarazione di conformità). Questa direttiva, recepita in Italia con D.P.R. 459/96, è entrata in vigore il 21 settembre 1996.
8 È conforme a tutte le disposizioni comunitarie applicabili
Il rischio meccanico La marcatura CE è obbligatoria e deve essere apposta prima che i prodotti ad essa collegati siano commercializzati e messi in servizio, salvo il caso in cui direttive specifiche dispongano altrimenti La marcatura CE sui prodotti è una dichiarazione della persona responsabile che il prodotto È conforme a tutte le disposizioni comunitarie applicabili È stato sottoposto alle procedure di valutazione della conformità del caso
9 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE
Documentazione che deve predisporre il Costruttore per commercializzare e immettere sul mercato una Macchina DICHIARAZIONE CE DI CONFORMITÀ (Direttiva macchine) Dichiarazione per le macchine destinate ad essere inserite in altre macchine e non funzionanti in modo indipendente Fabbricante : Indirizzo : Dichiara che: (Descrizione del macchinario : tipo, modello, serie, ecc.) – è costruito per essere incorporato in una macchina o per essere assemblato con altri macchinari per costituire una macchina considerata dalla direttiva 89/392 CEE, e successivi emendamenti; – è conforme alle disposizioni delle seguenti altre direttive (da menzionarsi solo ove appropriato) e che – sono state applicate le seguenti norme armonizzate: (da menzionarsi solo ove appropriato; se le norme non sono state applicate in toto è opportuno indicare le parti/clausole applicate); – sono state applicate le seguenti norme e specifiche tecniche nazionali: (da menzionarsi solo ove appropriato; se le norme non sono state applicate in toto è opportuno indicare le parti/clausole applicate) Inoltre dichiara che non è consentito mettere in servizio il macchinario fino a che la macchina in cui sarà incorporato e di cui diverrà componente sia stata identificata e ne sia stata dichiarata la conformità alle disposizioni della direttiva 89/392 CEE e successivi emendamenti (direttive 91/368/CEE, 93/44/CEE, 93/68/CEE) ; vale a dire fino a che il macchinario di cui alla presente dichiarazione non formi un corpo unico con la macchina finale. Luogo e data: Firma: (Nome completo e identificazione della persona con facoltà di firma):
10 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE
Documento che rimane a disposizione delle Autorità investite dell’attività di sorveglianza del mercato delle macchine; ISPESL Documentazione che deve essere a disposizione degli acquirenti ad esempio DATORI DI LAVORO DICHIARAZIONE CE DI CONFORMITÀ (Direttiva macchine) Dichiarazione per le macchine destinate ad essere inserite in altre macchine e non funzionanti in modo indipendente Fabbricante : Indirizzo : Dichiara che: (Descrizione del macchinario : tipo, modello, serie, ecc.) – è costruito per essere incorporato in una macchina o per essere assemblato con altri macchinari per costituire una macchina considerata dalla direttiva 89/392 CEE, e successivi emendamenti; – è conforme alle disposizioni delle seguenti altre direttive (da menzionarsi solo ove appropriato) e che – sono state applicate le seguenti norme armonizzate: (da menzionarsi solo ove appropriato; se le norme non sono state applicate in toto è opportuno indicare le parti/clausole applicate); – sono state applicate le seguenti norme e specifiche tecniche nazionali: (da menzionarsi solo ove appropriato; se le norme non sono state applicate in toto è opportuno indicare le parti/clausole applicate) Inoltre dichiara che non è consentito mettere in servizio il macchinario fino a che la macchina in cui sarà incorporato e di cui diverrà componente sia stata identificata e ne sia stata dichiarata la conformità alle disposizioni della direttiva 89/392 CEE e successivi emendamenti (direttive 91/368/CEE, 93/44/CEE, 93/68/CEE) ; vale a dire fino a che il macchinario di cui alla presente dichiarazione non formi un corpo unico con la macchina finale. Luogo e data: Firma: (Nome completo e identificazione della persona con facoltà di firma):
11 Nuova Direttiva Macchine
Perché una nuova direttiva Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea, considerato che: Si sono riscontrati forti cambiamenti sia nell’ambito tecnologico che commerciale significativo aumento del numero di macchinari immessi sul mercato della UE provenienti da paesi extracomunitari È diventato necessario provvedere alla inclusione nell’ambito di applicazione della Direttiva Macchine di attrezzature che ricadevano nell’ambito di applicazione di altre direttive di prodotti provvedere alla inclusione nell’ambito di applicazione della Direttiva Macchine di attrezzature che erano escluse dall’ambito di applicazione di tutte le direttive di prodotto fare chiarimento sulle esclusioni di alcune macchine dall’ambito di applicazione della Direttiva Macchine.
12 Nuova Direttiva Macchine
Perché una nuova direttiva inserire RES relativi a nuove categorie di macchine e alla evoluzione tecnologica rivedere l’elenco delle macchine in allegato IV dettare nuovi criteri minimi, adeguandoli a quelli riportati nelle altre direttive, per la notifica degli organismi determinare le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle norme nazionali di attuazione della direttiva. ha emanato la nuova Direttiva Macchine (2006/42/CE) il 17 maggio 2006
13 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
Macchine e attrezzature di lavoro LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
14 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
15 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
16 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
17 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
18 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
19 Nuova Direttiva Macchine
Quasi macchine Sono incluse nella direttiva ma non con la stessa dignità delle macchine Non devono essere marcate CE Ad esse non si applica la clausola di salvaguardia
20 Nuova Direttiva Macchine
Quasi macchine Il fabbricante prima della immissione sul mercato deve elaborare: Una documentazione tecnica diversa dal fascicolo tecnico Dichiarazione di incorporazione Istruzioni di assemblaggio Dichiarazione di rispondenza solo ai RES soddisfatti
21 Nuova Direttiva Macchine
Immissione sul mercato macchine - messa in servizio Accertarsi che siano soddisfatti i RES all.I Accertarsi che sia disponibile fascicolo tecnico all. VII A Fornire istruzioni Espletare appropriate procedure di valutazione della conformità art.12 Redigere dichiarazione di conformità all.II parte 1 sez. A Apporre marcatura CE art.16
22 Nuova Direttiva Macchine
Norme armonizzate Le norme armonizzate pubblicate sulla GUUE ai sensi della 98/37CE non conferiscono automaticamente la presunzione di conformità alla nuova direttiva Esse saranno revisionate e si prevede la loro pubblicazione sulla GUUE come norme armonizzate ai sensi della 2006/42/CE entro la fine del 2009 Per le procedure di valutazione della conformità si rimanda agli allegati VIII, IX, X
23 Nuova Direttiva Macchine
Immissione sul mercato - Quasi macchine Accertarsi prima della immissione sul mercato che sia preparata la pertinente documentazione ( all. VII B ) siano preparate le istruzioni per l’assemblaggio ( all. VI ) sia stata redatta la dichiarazione di incorporazione ( all. II parte 1 sez.B ) Le istruzioni e la dichiarazione fanno parte del FT della macchina finale
24 Nuova Direttiva Macchine
MARCATURA deve essere apposta su tutti i prodotti inclusi nello scopo ( anche per dispositivi amovibili di trasmissione meccanica: catene funi cinghie) deve essere apposta nelle immediate vicinanze del nome del fabbricante nel caso di regime di “Garanzia Di Qualità Totale “ deve essere seguita da numero di identificazione di ON non deve essere applicata sulle quasi macchine
25 LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE
Macchine e attrezzature di lavoro LE NOVITA’ DELLA NUOVA DIRETTIVA MACCHINE INTRODOTTE SANZIONI Dipartimento Territoriale di Palermo – Dott. Ing. F. Amaro
26 Nuova Direttiva Macchine
MODIFICA DELLA DIRETTIVA ASCENSORI 95/16 CE Introduzione del termine “supporto del carico” al posto di “cabina” Ascensori con velocità inferiore a 0,15 m/s e ascensori di cantiere ricadono ora nel campo di applicazione della nuova DM
27 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO I Considerazioni generali Nella direttiva 98/37 i termini “rischio” e “pericolo” vengono usati indifferentemente per la traduzione di “hazard” Nella nuova direttiva è stato razionalizzato l’uso dei termini “risk” (rischio) e “hazard” (pericolo) “pericolo” : potenziale fonte di lesione o danno alla salute “rischio” : combinazione della probabilità e della gravità di una lesione o di un danno alla salute che possano insorgere in una situazione pericolosa Per la valutazione dei rischi è stata pubblicata la norma UNI EN ISO che sostituisce la UNI EN 1050
28 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO I RES Inclusione dei res relativi a: Macchine per prodotti cosmetici e farmaceutici Macchine portatili a carica esplosiva per fissaggio e ad impatto (pistole sparachiodi pistole per macellazione e marchiatura) Modifiche ai res parte 4 (sollevamento) parte 6 (sollevamento persone) per tener conto dell’introduzione di ascensori cantieri e ascensori con velocità < 0,15 m/s
29 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO II Dichiarazione di conformità La dichiarazione II A è per tutti i prodotti elencati nello scopo (anche i componenti di sicurezza) tranne le “quasi macchine”: Deve essere indicato nome ed indirizzo della persona stabilita nella Comunità autorizzata a costituire il fascicolo tecnico L’identificazione della macchina deve essere precisa: il collegamento tra macchina e dichiarazione non si deve prestare a fraintendimenti Sono ammessi solo i riferimenti alle direttive europee pertinenti e non i riferimenti alle normative nazionali di recepimento
30 Macchine e attrezzature di lavoro
31 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO II Dichiarazione di incorporazione La dichiarazione di incorporazione è per “quasi macchine”: Deve essere indicato nome ed indirizzo della persona stabilita nella Comunità autorizzata a costituire il fascicolo tecnico L’identificazione delle “quasi macchine” deve essere precisa E’ facoltà del fabbricante applicare e rispettare uno o più RES Il fabbricante della macchina finale deve conoscere quali RES sono stati applicati e rispettati
32 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO III Marcatura CE Deve essere apposta vicino al nome del fabbricante usando la stessa tecnica Seguita dal numero di identificazione del ON quando è applicata la procedura di garanzia qualità totale
33 Macchine e attrezzature di lavoro
LA MARCATURA CE Ogni macchina deve recare, in modo leggibile ed indelebile, il “marchio” CE e almeno le seguenti indicazioni: Nome del fabbricante e suo indirizzo Designazione della serie o del tipo Eventualmente numero di serie (potrebbe essere un unico esemplare) Anno di costruzione In funzione della sua caratteristica, la macchina deve recare anche tutte le indicazioni indispensabili alla sicurezza dell’esercizio, p. e. : Frequenza massima di rotazione di organi, Diametro massimo di utensili Massa Ecc.
34 Macchine e attrezzature di lavoro
35 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO IV Esclusioni Motori a combustione interna destinati ad equipaggiare macchine per lavori in sotterranei Macchine per la fabbricazione di articoli pirotecnici Inclusioni Tutti i blocchi logici con funzione di sicurezza Macchine portatili a carica esplosiva per fissaggio e ad impatto (pistole sparachiodi pistole per macellazione e Marchiatura) Per le macchine in Allegato IV in alternativa alle procedure già previste è stata introdotta la possibilità di operare in regime di “Garanzia Di Qualità Totale “ secondo un sistema approvato da un ON
36 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO V Elenco indicativo dei componenti di sicurezza che può essere aggiornato Tutti i blocchi logici per assicurare funzioni di sicurezza sono in all. IV
37 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO VI Quasi-macchine Le istruzioni per assemblaggio devono contenere una descrizione delle condizioni da rispettare per effettuare una corretta incorporazione nella macchina finale, al fine di non compromettere la sicurezza e la salute devono essere redatte in una lingua ufficiale della UE concordata tra le parti commerciali
38 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO VII Fascicolo tecnico macchine E’ richiesta l’intera documentazione relativa alla VR - la vecchia direttiva richiedeva solo la descrizione delle soluzioni adottate Per la compilazione della documentazione relativa alla VR sono utili strumenti la norma UNI EN ISO (sostituisce la UNI EN 1050) e il rapporto tecnico ISO/TR Sono richieste dichiarazione di incorporazione e istruzioni di assemblaggio di quasi-macchine incorporate nella macchina finale Deve contenere risultati/relazioni delle prove/ricerche effettuate
39 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO VII Documentazione quasi-macchine È denominata “documentazione tecnica pertinente” per distinguerla dal “fascicolo tecnico” per le macchine Deve essere compilata quando uno o più RES sono applicati e soddisfatti
40 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO VIII Valutazione conformità con controllo interno Procedura per macchine non all. IV Può essere applicata a macchine all. IV costruite nel rispetto di norma armonizzata Il fascicolo tecnico è lo stesso richiesto per esame CE di tipo È stata esplicitata la necessità di controllo interno sulla fabbricazione di prodotti
41 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO IX Esame CE di tipo Procedura secondo la quale un ON verifica e attesta che un modello rappresentativo di una macchina in all. IV soddisfa i RES Il FT da elaborare è lo stesso di quello richiesto per la normale valutazione di conformità Certificato e documentazione devono essere conservati per 15 anni dalla data di emissione La validità del certificato è di 5 anni
42 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO X Garanzia qualità totale Nuova possibilità di certificazione per macchine in all.IV come già previsto da direttiva ascensori Il FT uguale a macchine in all.IV serve a verificare la capacità del fabbricante di compilare il documento per quella specifica categoria di macchine L’idoneità di documenti relazioni e test contenuti per l’accertamento della conformità
43 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO XI ON I criteri minimi per la notifica sono più specifici e adeguati a quelli delle altre direttive Gli ON ai sensi della 98/37 devono essere nuovamente notificati ai sensi della nuova direttiva sulla base di questi criteri minimi
44 Nuova Direttiva Macchine
ALLEGATO XII Tavola di concordanza tra direttiva 98/37 e direttiva 2006/42/CE
45 D.Lgs 81/08 Art. 71 c.11 Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL che vi provvede nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL e o di soggetti pubblici o privati abilitati ….. Le successive verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, MODIFICHE ALL’ ART. 71 COMMA 11 I SESSANTA GIORNI DI CUI SOPRA SONO STATI PORTATI A 45. IL DATORE DI LAVORO PER LE VERIFICHE SUCCESSIVE ALLA PRIME PUO’ AVVALERSI DI SOGGETTI PUBBLICI E PRIVETI ABILITATI
46 Macchine e attrezzature di lavoro
47 D.Lgs 81/08 Art. 71 c.12 Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l’ISPESL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
48 D.M.11/04/2011 In G.U. del 29 aprile 2011, n° 98, S.O. n°111 è stato pubblicato il D.M.11 aprile 2011 che disciplina le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’Allegato VII del D.Lgs. 81/08, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art.71 c.13 del medesimo decreto legislativo. Il datore di lavoro che mette in servizio, successivamente al 23 maggio 2012, un’attrezzatura di lavoro fra quelle riportate nell’Allegato VII del D.Lgs. 81/08, ne dà immediata comunicazione all’INAIL territorialmente competente, che assegnerà all’attrezzatura un numero di matricola comunicandolo al datore di lavoro. Successivamente, per il datore di lavoro è previsto l’obbligo di sottoporre a verifiche periodiche (prima verifica e verifiche successive alla prima) le attrezzature di lavoro riportate nell’Allegato VII del Dlgs 81/08. Della prima delle verifiche periodiche il soggetto titolare è l’INAIL (ex ISPESL), mentre delle verifiche periodiche successive alla prima il soggetto titolare è l’Arpa o l’ASL.La prima delle verifiche periodiche deve essere effettuata entro 45 giorni dalla richiesta, le successive entro 30 giorni dalla richiesta.
49 DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER LA VERIFICA
Ai sensi dei punti e dell’allegato II del D.M. 11 aprile 2011, è requisito essenziale per l’effettuazione della verifica che siano messi a disposizione del verificatore il personale occorrente sotto la vigilanza di un preposto ed i mezzi necessari per l’esecuzione delle operazione stesse (quali pesi, imbracature) nonché la seguente documentazione: - Libretto delle verifiche rilasciato dall’Enpi oppure dall’INAIL / ISPESL ovvero per apparecchi a marchio CE , rientranti nel regime applicazione della Direttiva Macchine (DPR 459/96), copia della dichiarazione CE di conformità con relativa denuncia all’ISPESL/INAIL. - Verbali delle precedenti verifiche periodiche eseguite da ARPA / A.S.L. / SOGETTI ABILITATI. - Manuale di installazione, uso e manutenzione. - Registro di controllo ai sensi dei commi 4 e 8 dell’art. 71 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. - Risultanze delle indagini supplementari di cui al punto dell’Allegato II del DM (in caso di gru mobili, gru trasferibili, ponti sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato messe in esercizio da oltre 20 anni).
50 OPERAZIONI DI VERIFICA
Le verifiche periodiche sono finalizzate ad accertare la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso, lo stato di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e specifiche dell’attrezzatura di lavoro. Verranno effettuate anche le prove di funzionamento dell’attrezzatura di lavoro e di efficienza dei dispositivi di sicurezza. L’indagine supplementare e l’attività finalizzata ad individuare eventuali vizi, difetti o anomalie, prodottisi nell’utilizzo dell’attrezzatura di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni, nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza con le eventuali relative nuove portate nominali. D. M. 11 APRILE ALLEGATO II P.TO 3.1
55 Nuova Direttiva Macchine
Impianti di sollevamento prime verifiche effettuata dal Dipartimento ISPESL di Napoli anno 2012
56 Nuova Direttiva Macchine
Segnalazione provenienti dalla Campania
57 Nuova Direttiva Macchine
58 Nuova Direttiva Macchine
Caratteristiche macchina: Ponte sviluppabile per ispezione strutture viadotti autostradali Anno di costruzione 2007 Descrizione macchina La macchina è costituita da un carro semovente sul cui pianale posteriore è montato il ponte che in posizione di trasporto è completamente Ripiegato; mentre in posizione di lavoro si sviluppa sul fianco destro del camion.
59 Nuova Direttiva Macchine
Schema macchina con navicella in posizione di lavoro: sottoponte
60 Nuova Direttiva Macchine
Traslazione della macchina con operatore in navicella Ponte sviluppabile per ispezione viadotti
61 Nuova Direttiva Macchine
Composizione macchina: Contrappeso fisso di bilanciamento del momento ribaltante Torretta verticale collegata al controtelaio a mezzo di ralla di base girevole Contrappeso girevole collegato al fulcro Braccio incernierato al fulcro e sollevabile a mezzo di cilindri oleodinamici Traliccio di guida per lo scorrimento verticale della torre Alla torre è collegata la navicella a mezzo una ralla girevole Costituita da una parte fissa lunga 6.00 mt ed una estensibile di 6.00 mt
62 Nuova Direttiva Macchine
Non conformità riscontrate RES direttiva EN 280 P.to 5.6.2 Altezza parapetto sbalzo navicella pari ad 1.04 mt Accesso ai posti di lavoro ed ai punti di intervento utilizzati per la manutenzione (2006/42 CE) La macchina deve essere progettata e costruita in modo da permettere l’ accesso in condizioni di sicurezza a tutte le zone in cui è necessario intervenire durante il funzionamento, la regolazione e la manutenzione della macchina Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti di intervento (98/37 CE) Il fabbricante deve prevedere mezzi di accesso (scale, passerelle etc) che consentano di raggiungere in completa sicurezza tutti i punti in cui devono avvenire le operazioni di produzione, di regolazione e di manutenzione
63 Nuova Direttiva Macchine
Commento: Dalla nuova direttiva sono stati eliminati tutti gli esempi riportati nel vecchio allegato I atti a rendere più comprensibili i RES in quanto si è ritenuto opportuno che gli esempi specifici potessero essere fuorvianti o riduttivi. Caso specifico: L’ altezza del parapetto della navicella è di mt in difformità da quanto disposto dalla norma specifica per i ponti sviluppabili EN 280 (norma di tipo C) che a p.to stabilisce la suddetta altezza pari a 1.10 mt
64 Nuova Direttiva Macchine
65 Nuova Direttiva Macchine
Altezza parapetto non conforme
66 Nuova Direttiva Macchine
Non conformità riscontrate RES direttiva EN 280 P.to Assenza di sistema rilevamento del carico Le macchine con un carico massimi di utilizzo pari a 1000 kg o il cui momento di rovesciamento è pari ad almeno Nm, devono essere dotate di dispositivi che avvertano il conducente e impediscano i movimenti pericolosi del carico in caso di: sovraccarico della macchina di carico massimo di utilizzazione sia per il di eccesso superamento dei momenti dovuti a tali carichi
67 Nuova Direttiva Macchine
EN 280 P.to Il sistema di rilevamento del carico ……deve evitare qualsiasi movimento normale della piattaforma di lavoro nella posizione stazionaria di lavoro dopo il raggiungimento del carico nominale e prima del superamento del 120% del carico nominale
68 Nuova Direttiva Macchine
Tabelle di carico Prova di carico
69 Nuova Direttiva Macchine
Ribaltamento autogrù causato dal cedimento del terreno al di sotto degli stabilizzatori della macchina.
70 Nuova Direttiva Macchine
71 Nuova Direttiva Macchine
Carico che ha provocato il Ribaltamento dell’ autogrù
72 Nuova Direttiva Macchine
Stabilizzatore danneggiato a seguito del ribaltamento dell’ autogrù
73 Nuova Direttiva Macchine
74 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE
Distruttore di documenti di carta Pressa chiuditrice elettrica per rilegatura RISCHIO PREVALETEMENTE MECCANICO Direttiva Macchine 98/37/CE Recepita in ITALIA con il DPR 459/96 Timbratrice elettrica Direttiva Bassa Tensione 2006/95/CE RISCHIO PREVALETEMENTE ELETTRICO Taglierina a mano DLGS 21 maggio 2004, n.172 Direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti. I PRODOTTI SIANO SICURI
75 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE
ANNO DELLA SEGNALAZIONE 1999 n.i. 266/i MACCHINA Distruttore di documenti di carta SOGGETTO SEGNALANTE Servizio Ispezione del Lavoro A SEGUITO DI INFORTUNIO NON CONFORMITÀ RILEVATE SERVIZIO ISPEZIONE LAVORO RES – Principi di integrazione della sicurezza RES – Requisiti generali RES – Marcatura RES – Istruzioni per l’uso La fessura di introduzione della carta presente nella tramoggia di alimentazione permette l’accesso agli arti superiori Il riparo non è in grado di sopportare le sollecitazioni prevedibili Non è chiaro l’anno di costruzione della macchina La traduzione che accompagna il manuale è insufficiente ESITO DELL’ACCERTAMENTO ISPESL Conforme perché la tramoggia è ad una distanza dalla zona pericolosa non minore a quella prevista dalla EN 294 Conforme durante l’uso prevedibile a sopportare le sollecitazioni senza subire deformazioni che ne modifichino la geometria. NON Conforme perché l’anno di costruzione e indicato dal numero di serie seguito da una lettera e quindi non comprensibile Conforme perché le carenze riguardano solo la traduzione che accompagna il manuale in originale
76 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE
ANNO DELLA SEGNALAZIONE 2002 n.i. 352/i MACCHINA Pressa chiuditrice elettrica per rilegatura SOGGETTO SEGNALANTE Dipartimento Provinciale del Lavoro A SEGUITO DI INFORTUNIO NON CONFORMITÀ RILEVATE DIPARTIMENTO PROVINCIALE DEL LAVORO RES – Requisiti generali RES B – Protezioni mobili del tipo B Il riparo non è in grado di impedire il passaggio delle dita dell’operatore La persona esposta può accedere agli elementi mobili in movimento ESITO DELL’ACCERTAMENTO ISPESL La macchina è risultata essere NON RISPONDENTE a quanto previsto ai punti e B in quanto le distanze tra l’organo in movimento (barra di chiusura spirale) e le aperture a feritoia lasciate dal riparo mobile interbloccato e/o dalla fotocellula sono inferiori a quelle previste dalla UNI EN 294
77 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE Verificare:
Marcatura CE; Manuale d’uso e manutenzione; Integrità del cavo di alimentazione; Idoneità della spina di alimentazione; Se utilizza spina schuko utilizzare la presa adatta; In fase di manutenzione staccare l’apparecchio dall’alimentazione; Non trasportare l’apparecchio per il cavo di alimentazione. RISCHIO PREVALETEMENTE ELETTRICO Direttiva Bassa Tensione 2006/95/CE Il marchio CE può trovarsi anche disposto sullo scatolo di imballaggio, sul manuale d’uso e manutenzione sulla busta di cellophane di contenimento del prodotto. La dichiarazione di conformità non segue il prodotto ma è a disposizione delle autorità di sorveglianza
78 LE MACCHINE DA UFFICIO Macchine Nuove marcate CE Verificare:
Manuale d’uso e manutenzione; Che non vengano rimossi durante l’uso i dispositivi di protezione; Usarla secondo le indicazioni contenute nel manuale d’uso e manutenzione RISCHIO DA TAGLIO DLGS 21 maggio 2004, n.172 Direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti. a) PRODOTTO: qualsiasi prodotto destinato al consumatore, anche nel quadro di una prestazione di servizi, o suscettibile, in condizioni ragionevolmente prevedibili, di essere utilizzato dal consumatore, anche se non a lui destinato, fornito o reso disponibile a titolo oneroso o gratuito nell'ambito di un'attività' commerciale, indipendentemente dal fatto che sia nuovo, usato o rimesso a nuovo;tale definizione non si applica ai prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione, purché' il fornitore ne informi per iscritto la persona cui fornisce il prodotto;
79 Manuale d’uso e manutenzione
Nuova Direttiva Macchine Esempio applicativo 2006/42/CE Marcate NON marcate D. Lgs. 27/01/2010 n° 17 recepimento 2006/42/CE Allegato V e VI del D.Lgs. 81/2008 Parte I allegato V Fascicolo tecnico REQUISITI GENERALI APPLICABILI A TUTTE LE ATTREZZATURE DI LAVORO Marchio CE Parte II allegato V PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI APPLICABILI AD ATTREZZATURE DI LAVORO SPECIFICHE Manuale d’uso e manutenzione Allegato VI Dichiarazione di conformità del fabbricante DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO Allegato VI DLgs.81/2008 Attestato di conformità
80 Nuova Direttiva Macchine
Istruzioni per l’uso 98/37/CE D.Lgs. 17/2010 Istruzioni per l'uso a) Ogni macchina deve essere accompagnata da un'istruzione per l'uso che fornisca almeno le seguenti informazioni: Istruzioni Ogni macchina deve essere accompagnata da istruzioni per l'uso nella o nelle lingue comunitarie ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in servizio. … Omissis … Principi generali di redazione c) Il contenuto delle istruzioni non deve riguardare soltanto l'uso previsto della macchina, ma deve tener conto anche dell'uso scorretto ragionevolmente prevedibile. 2006/42/CE Contenuto delle istruzioni d) una descrizione generale della macchina; Pubblicazioni illustrative o promozionali Le pubblicazioni illustrative o promozionali che descrivono la macchina non possono essere in contraddizione con le istruzioni per quanto concerne gli aspetti relativi alla salute e alla sicurezza. … OMISSISS …
81 INFATTI Nuova Direttiva Macchine Il rischio con parti in movimento
Micro - interruttore FACILMENTE ELUDIBILE CONNESSO Principi generali di redazione INFATTI 2006/42/CE Principi d'integrazione della sicurezza c) In sede di progettazione e di costruzione della macchina, nonché all'atto della redazione delle istruzioni il fabbricante, o il suo mandatario, deve prendere in considerazione non solo l'uso previsto della macchina, ma anche l'uso scorretto ragionevolmente prevedibile.
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature L’uso di una macchina e/o di una attrezzatura di lavoro può comportare l’esposizione a rischi di tipo fisico. In particolare: RISCHIO MECCANICO; RISCHIO ELETTRICO; RISCHIO TERMICO; RISCHIO DA RUMORE; RISCHIO DA VIBRAZIONI; Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
83 Dipartimento Territoriale di Napoli
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il RISCHIO MECCANICO è caratterizzato dall’insieme dei fattori fisici che possono provocare una lesione per l’azione meccanica di componenti della macchina, di attrezzi, di parti o materiali solidi o fluidi espulsi. All’origine dei fenomeni pericolosi di questa natura troviamo soprattutto: ELEMENTI DI TRASMISSIONE (pulegge, cinghie, ingranaggi,..) ELEMENTI LAVORATORI (utensili da taglio, punte,...) ORGANI DI COLLEGAMENTO Dipartimento Territoriale di Napoli
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Tali elementi generano rischio meccanico in rapporto: ALLA LORO FORMA (elementi taglienti, spigoli vivi, parti di forma aguzza,..) ALLA LORO POSIZIONE RELATIVA (creazione di zone di schiacciamento, di taglio, di trascinamento,… se in movimento) ALLA LORO MASSA E STABILITA’ (energia potenziale di elementi che possono spostarsi sotto l’effetto della gravità) ALLA LORO MASSA E VELOCITA’ (energia cinetica di elementi in movimento controllato o incontrollato) ALLA LORO ACCELERAZIONE ALLA INSUFFICIENZA DELLA LORO RESISTENZA MECCANICA (che può provocare rotture o esplosioni pericolose); ALL’ENERGIA POTENZIALE DEGLI ELEMENTI ELASTICI (molle) O DEI LIQUIDI O DEI GAS IN PRESSIONE Dipartimento Territoriale di Napoli
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature SCHIACCIAMENTO CESOIAMENTO TAGLIO o SEZIONAMENTO IMPIGLIAMENTO Rischio Meccanico TRASCINAMENTO e INTRAPPOLAMENTO Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella URTO PERFORAZIONE e PUNTURA ATTRITO e ABRASIONE EIEZIONE DI FLUIDO AD ALTA PRESSIONE RIBALTAMENTO o PERDITA DI STABILITA’ SCIVOLAMENTO PROIEZIONE DI PARTI
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Danno generato da due parti mobili o da una mobile e l’altra fissa in movimento reciproco di avvicinamento. SCHIACCIAMENTO Danno generato da due parti mobili o da una mobile e l’altra fissa in movimento reciproco. CESOIAMENTO Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Danno generato da parti fisse o mobili con spigoli taglienti (p.e. lame, coltelli, ..). TAGLIO o SEZIONAMENTO Rischio generato da elementi in movimento (p.e. alberi) aventi parti sporgenti o conformate in modo tale che indumenti o parti del corpo possano rimane impigliati (bordi sporgenti, viti, denti, ..). IMPIGLIAMENTO
87 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Rischio generato da due parti rotanti in direzioni opposte a contatto tra loro o a minima distanza o da una parte rotante ed una tangente fissa o in movimento poste a minima distanza. TRASCINAMENTO o INTRAPPOLAMENTO Danno generato da una parte mobile che viene a contatto con il corpo o parti del corpo. URTO Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Danno generato da parti fisse o mobili con estremità o punte acuminate. PERFORAZIONE e PUNTURA Danno generato da contatto con superficie in rapido movimento o con parte mobile con superficie abrasiva. ATTRITO O ABRASIONE
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Rischio di proiezione di fluido in pressione per rottura di tubazione, raccordi, recipienti, che può provocare danni alle persone…. EIEZIONE DI FLUIDO AD ALTA PRESSIONE Rischio generato da una parte mobile o dall’intera macchina per mancanza intrinseca di stabilità o per avviamento rapido. RIBALTAMENTO o PERDITA DI STABILITA’ Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Rischio generato da parti (passerelle, scale, pavimenti,..) scivolose, irregolari o con parti sporgenti o dalla presenza di materiale di processo o dispositivi di trasporto non segnalata. SCIVOLAMENTO, INCIAMPO o CADUTA Rischio generato da una parte mobile (elemento o parte o materiale di processo) che lascia il suo percorso definito o viene sbalzata fuori dalla macchina. PROIEZIONE DI PARTI
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio Il processo di riduzione del rischio si basa su un percorso iterativo finalizzato ad ottenere, per ogni singolo rischio e per ogni singola zona pericolosa, il valore più basso del rischio, applicando nel modo migliore la tecnologia disponibile. Si svolge in due fasi principali: Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella LA PRIMA A CARICO DEL PROGETTISTA/COSTRUTTORE DELL’ATTREZZATURA DI LAVORO SI CONCLUDE CON L’IMMISSIONE SUL MERCATO (prima messa a disposizione a titolo oneroso o gratuito per la distribuzione o utilizzazione) CON EVENTUALE MARCATURA CE (se esiste una pertinente direttiva di prodotto)
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio LA SECONDA A CARICO DELL’UTILIZZATORE/DATORE DI LAVORO (colui che mette a disposizione dei lavoratori l’attrezzatura di lavoro) SI CONCLUDE CON L’ADOZIONE DI ADEGUATE MISURE TECNICHE E ORGANIZZATIVE (procedure, assegnazione di incarichi e mansioni, sorveglianza, formazione) Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
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Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE MISURE DI PROTEZIONE INTEGRATE NELLA PROGETTAZIONE Rappresenta il primo e più importante passaggio del processo di riduzione del rischio perchè le misure adottate in questa fase, verosimilmente, rimangono efficaci. Sono ottenute evitando i pericoli o riducendo i rischi mediante una selezione idonea delle caratteristiche di progetto e/o l’interazione tra le persone esposte e la macchina. Per raggiungere l’obiettivo vengono adottati i seguenti metodi: Eliminazione della sorgente di rischio modificando la configurazione degli elementi Eliminazione della sorgente di rischio tramite l’adozione di spazi minimi di sicurezza Inaccessibilità della zona pericolosa tramite adozione di distanze di sicurezza Riduzione degli sforzi e dell’energia a valori non pericolosi Adeguata progettazione dei sistemi di comando
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Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento, cesoiamento Principi di protezione: modifica della configurazione dell’elemento Principio di funzionamento: Eliminazione del rischio attraverso la costruzione, rispettando spazi minimi di sicurezza nella posizione relativa tra le parti, mediante interruzione dell’elica. a > 100 mm Mano a > 120 mm Braccio EN 349 “Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo” Nota: Principio attuabile in considerazione del prodotto trasportato (nessuna ostruzione, riscaldamento,...) a
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento Principi di protezione: spazi minimi di sicurezza Principio di funzionamento: Eliminazione del rischio attraverso la costruzione, rispettando spazi minimi di sicurezza. a > 120 mm Braccio a > 100 mm Mano, Polso, Pugno a > 25 mm Dito della mano EN 349 “Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo” Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Nota: Nel caso in cui diverse parti del corpo possano accedere alla zona pericolosa, è opportuno considerare il valore relativo alla parte più voluminosa.
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento Principi di protezione: spazi minimi di sicurezza Principio di funzionamento: Eliminazione del rischio attraverso la costruzione, rispettando spazi minimi di sicurezza. a > 500 mm Corpo a > 300 mm Testa a > 180 mm Gamba EN 349 “Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo” Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Nota: Nel caso in cui diverse parti del corpo possano accedere alla zona pericolosa, è opportuno considerare il valore relativo alla parte più voluminosa.
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento Principi di protezione: spazi minimi di sicurezza Principio di funzionamento: Eliminazione del rischio attraverso la costruzione, rispettando spazi minimi di sicurezza. a > 120 mm Piede a > 50 mm Dita del piede EN 349 “Spazi minimi per evitare lo schiacciamento di parti del corpo” Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
96 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: trascinamento, intrappolamento, schiacciamento Principi di protezione: spazi minimi di sicurezza Principio di funzionamento: Il trascinamento o l’intrappolamento della mano e/o del braccio è impedito per costruzione. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella e <= 5 mm
97 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti Principi di protezione: distanze di sicurezza Principio di funzionamento: Eliminazione del rischio attraverso la costruzione, rispettando le distanze di sicurezza minime. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella h > 2500 mm h > 2700 mm (per elevato liv. rischio) EN 294 “Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori” h
98 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: trascinamento, intrappolamento, schiacciamento Principi di protezione: inaccessibilità Principio di funzionamento: Elemento costitutivo della macchina necessario al suo uso e che assicura anche una funzione di sicurezza. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Sr >= – 120 – 850 mm e >= – mm EN 294 “Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori” e Sr
99 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Principio di funzionamento: La zona pericolosa, in fase di progettazione, viene opportunamente posizionata verso l’interno della macchina in modo che risulti irraggiungibile. Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: inaccessibilità Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Per rischio ridotto
100 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Principio di funzionamento: La zona pericolosa, in fase di progettazione, viene opportunamente posizionata verso l’interno della macchina in modo che risulti irraggiungibile. Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: inaccessibilità Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Per rischio elevato
101 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Principio di funzionamento: Una struttura di protezione impedisce l’accesso alla zona pericolosa con un ostacolo (1) o tramite allontanamento (2) Rischi elementari: schiacciamento, cesoiamento Principi di protezione: inaccessibilità Sr e Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella e Sr
102 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: trascinamento, intrappolamento, schiacciamento, cesoiamento, taglio, sezionamento Principi di protezione: forza limitata Principio di funzionamento: In caso di intrappolamento della mano, il rullo A, retraibile, si disimpegna e libera uno spazio sufficiente per consentire di ritrarre la mano o il braccio. F Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella A F < 150 N = 15 Kg circa
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento Principi di protezione: forma limitata Principio di funzionamento: La forza esercitata dal punzone è limitata a valori che garantiscono assenza di lesioni. F Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella F < 150 N = 15 Kg circa P < 50 N/cm2 Energia cinetica 10 Joules
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE ALCUNI ESEMPI di ADEGUATA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI COMANDO Gli attuatori dei comandi devono essere progettati o protetti in modo che il loro effetto, qualora sia implicato un rischio, non possa verificarsi senza l’azionamento Intenzionale; I comandi manuali devono essere posizionati al di fuori della portata delle zone di pericolo, eccetto per alcuni comandi che, necessariamente, sono posizionati all’interno di una zona pericolosa, come l’arresto di emergenza; Comandi di arresto mantenuti (per esempio interblocco) per prevenire il riavviamento che potrebbe determinare un comportamento pericoloso della macchina; Ogni qualvolta è possibile, i dispositivi di comando e le postazioni di comando devono essere posizionati in modo tale che l’operatore sia in grado di osservare l’area di lavoro o la zona pericolosa; Se è possibile avviare lo stesso elemento pericoloso mediante diversi comandi, il circuito di comando deve essere disposto in modo tale che in un dato momento, sia abilitato un solo comando. Questo si applica in particolare a macchine che possono essere comandate manualmente mediante, tra gli altri, un'unità di comando portatile, con la quale l’operatore può entrare nelle zone pericolose; Per il comando senza fili, deve essere eseguito un arresto automatico quando non sono ricevuti corretti segnali di comando, inclusa la perdita di comunicazione; Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
105 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE ADOZIONE DI PROTEZIONI E MISURE DI PROTEZIONE COMPLEMENTARI Ogni qualvolta la progettazione intrinsecamente sicura non renda ragionevolmente possibile rimuovere i pericoli o ridurre sufficientemente i rischi devono essere utilizzati: RIPARI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
106 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE I ripari possono essere FISSI MOBILI (interbloccati con o senza bloccaggio del riparo) REGOLABILI Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
107 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: riparo fisso a segregazione totale Principio di funzionamento: La struttura di protezione è disposta direttamente davanti alla zona pericolosa e ne impedisce l’accesso. E’ mantenuta in posizione permanente tramite dispositivi di fissaggio che impediscono la sua apertura e/o lo spostamento senza un attrezzo. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella EN 953 “Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili” Nota Il riparo fisso può essere previsto solo per basse frequenze di accesso (p.e. 1 al mese).
108 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: riparo fisso - barriera distanziatrice Sr Principio di funzionamento: La struttura di protezione permette il passaggio del materiale o della parte lavorata impedendo di raggiungere la zona pericolosa. E’ mantenuta in posizione permanente tramite dispositivi di fissaggio che impediscono la sua apertura e/o lo spostamento senza un attrezzo. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella e EN 953 “Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili” Sr e e secondo EN 294
109 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: riparo mobile interbloccato Principio di funzionamento: Il riparo è associato ad un dispositivo di interblocco. Le funzioni pericolose non possono essere svolte finché il riparo non sia chiuso Se il riparo viene aperto durante lo svolgimento delle funzioni pericolose viene dato un ordine di arresto La chiusura del riparo consente l’esecuzione delle funzioni pericolose ma non ne comanda l’avvio. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella EN 953 “Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili”
110 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: riparo mobile interbloccato Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella scorrevole incernierato
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112 Nuova Direttiva Macchine
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Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi meccanici Principi di protezione: riparo regolabile Principio di funzionamento: Il riparo può essere regolato in base alla lavorazione da compiere. La regolazione rimane fissa durante l’operazione. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella EN 953 “Ripari – Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili”
117 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE I dispositivi di protezione possono essere SENSIBILI includono, per esempio: - tappeti sensibili alla pressione; - barre, bordi, fili sensibili - barriere foto sensibili. MECCANICI per esempio: - dispositivo scansa mani DI COMANDO - dispositivo di comando a due mani Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
118 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: trascinamento, intrappolamento Principi di protezione: barra sensibile alla pressione Principio di funzionamento: La piastra incernierata (A), posta davanti alla zona di intrappolamento, se forzata a ruotare, interrompe i movimenti pericolosi. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
119 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: trascinamento, intrappolamento Principi di protezione: bordo sensibile alla pressione Principio di funzionamento: Il bordo gommato (A), posta davanti alla zona di intrappolamento, interrompe i movimenti pericolosi se schiacciato. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella A
120 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento, cesoiamento Principi di protezione: protezione elettrosensibile Principio di funzionamento: Due barre verticali, poste davanti alla zona pericolosa, realizzano una barriera immateriale a fasci luminosi che, se intercettati, interrompono i movimenti pericolosi. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
121 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: tutti i rischi Principi di protezione: allontanamento delle mani dalla zona pericolosa Principio di funzionamento: Poichè l’operatore è costretto ad eseguire il comando attraverso l’azionamento contemporaneo dei due pulsanti, si ha la sicurezza che le sue mani si trovino fuori dalla zona pericolosa durante i movimenti pericolosi. Dispositivo di comando a due mani Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Nota Il dispositivo ha efficacia nel caso in cui la zona pericolosa possa essere raggiunta solamente dall’operatore che esegue il comando.
122 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE INFORMAZIONE DEGLI UTILIZZATORI SUI RISCHI RESIDUI DOVUTI ALL’INCOMPLETA EFFICACIA DELLE MISURE DI PROTEZIONE ADOTTATE Dopo aver eliminato o ridotto il rischio tramite la progettazione e l’adozione di dispositivi di protezione, eventuali rischi non del tutto eliminati, che siano ritenuti accettabili alla luce delle tecnologie a disposizione, vengono classificati RISCHI RESIDUI, cioè rischi con i quali l’operatore deve convivere. Il costruttore deve segnalare i rischi residui sia sulla macchina che sul manuale di istruzione, di modo che l’utilizzatore ne sia consapevole e avvertito. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
123 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Informazioni ed avvertenze sulla macchina DISPOSITIVI DI AVVERTIMENTO (acustici, luminosi) SEGNALI (pittogrammi, avvertenze) Sul manuale di istruzioni per l’uso e la manutenzione AVVERTENZE Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
124 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Rischi elementari: schiacciamento Principi di protezione: pittogrammi Principio di funzionamento: Attrarre l’attenzione degli operatori sui rischi della zona, ricordando eventuali procedure stabilite nell’ambito del luogo di lavoro. Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
125 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - COSTRUTTORE Il processo di riduzione del rischio effettuato dal PROGETTISTA /COSTRUTTORE dell’attrezzatura di lavoro è un obbligo previsto e riportato sulle direttive di prodotto. Nel caso della “Direttiva Macchine” tale obbligo è contenuto nel cosidetto “principio di integrazione della sicurezza” riportato al punto dell’allegato I secondo il quale: Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Per la scelta delle soluzioni più opportune il fabbricante deve applicare i seguenti principi, nell’ordine indicato: Eliminare o ridurre i rischi nel miglior modo possibile (integrazione della sicurezza nella progettazione e nella costruzione della macchina); Adottare le misure di protezione necessarie nei confronti dei rischi che non possono essere eliminati; Informare gli utilizzatori dei rischi residui dovuti all’incompleta efficacia delle misure di protezione adottate;
126 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - UTILIZZATORE L’UTILIZZATORE Con un processo di riduzione del rischio del tutto simile a quello messo in atto dal costruttore, adotta le misure di prevenzione e protezione applicando, nell’ordine, i seguenti principi: SCELTA DELLA CONFIGURAZIONE DELL’ATTREZZATURA DI LAVORO O REGOLAZIONE DELLE SUE PRESTAZIONI IN MANIERA DA ELIMINARE IL RISCHIO; DISPOSIZIONE ED USO DI MEZZI DI PROTEZIONE SUPPLEMENTARI; MISURE ORGANIZZATIVE (procedure di lavoro sicuro, sorveglianza); UTILIZZO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE; FORMAZIONE; Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
127 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - UTILIZZATORE Tale obbligo è riportato sul T.U. (D.L. 81/2008) all’art. 71 – Obblighi del datore di lavoro Secondo il quale Il datore di lavoro deve mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature che siano : Conformi ai requisiti riportati sulle direttive di prodotto o, in assenza di specifica direttiva e per attrezzature già messe a disposizione prima del settembre 1996, conformi ai requisiti dell’allegato V; Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Adeguate al lavoro da svolgere o adatte a tali scopi; Utilizzate in conformità alle disposizioni legislative;
128 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - UTILIZZATORE Deve scegliere le attrezzature considerando: Le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere; I rischi presenti nell’ambiente di lavoro; Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella I rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse; I rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso;
129 Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella
Rischio meccanico - macchine e attrezzature Il processo di riduzione del rischio - UTILIZZATORE Deve ridurre al minimo I rischi connessi al loro uso: Adottando adeguate misure tecniche ed organizzative (tra le quali quelle dell’allegato VI); Dipartimento Territoriale di Napoli – Dott. Ing. M. Faiella Prevedendo che il posto di lavoro e la posizione dei lavoratori durante il loro uso rispondano ai principi dell’ergonomia; Formando adeguatamente i lavoratori incaricati del loro uso;
130 GRAZIE PER L’ ATTENZIONE
Dott. Ing. Massimiliano Faiella
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LE PRIME VERIFICHE PERIODICHE DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO