Source: https://iris.unibocconi.it/handle/11565/3998549
Timestamp: 2020-07-02 10:05:10+00:00
Document Index: 100186930

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2']

La Corte di Strasburgo assesta un duro colpo alla disciplina italiana delle misure di prevenzione personali | IRIS Università Commerciale Luigi Bocconi Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
Trentasette anni dopo Guzzardi c. Italia, che aveva in pratica decretato la morte del ‘confino’ di poliziesca memoria, la Grande Camera Corte europea dei diritti dell’uomo torna con la sentenza qui pubblicata a sferrare un duro colpo alla disciplina delle misure di prevenzione personali fondate sulle fattispecie di pericolosità ‘generica’ di cui alla legge n. 1423/1956, oggi trasfuse nell’art. 1 della legge n. 159/2011 (il c.d. codice antimafia), dichiarando tale disciplina incompatibile – in particolare – con la libertà di circolazione, riconosciuta dall’art. 2 Prot. 4 Cedu
Titolo: La Corte di Strasburgo assesta un duro colpo alla disciplina italiana delle misure di prevenzione personali
Abstract: Trentasette anni dopo Guzzardi c. Italia, che aveva in pratica decretato la morte del ‘confino’ di poliziesca memoria, la Grande Camera Corte europea dei diritti dell’uomo torna con la sentenza qui pubblicata a sferrare un duro colpo alla disciplina delle misure di prevenzione personali fondate sulle fattispecie di pericolosità ‘generica’ di cui alla legge n. 1423/1956, oggi trasfuse nell’art. 1 della legge n. 159/2011 (il c.d. codice antimafia), dichiarando tale disciplina incompatibile – in particolare – con la libertà di circolazione, riconosciuta dall’art. 2 Prot. 4 Cedu
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http://hdl.handle.net/11565/3998549