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Timestamp: 2020-03-30 23:34:36+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 9', 'art. 29', 'art 29', 'art 29', 'art. 29', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25']

START UP INNOVATIVE E INCUBATORI CERTIFICATI - GLI INCENTIVI E LE AGEVOLAZIONI FISCALI
1. 20 MARZO 2014 - Investimenti in Start-Up innovative – Disciplinati gli incentivi fiscali
E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014, il decreto interministeriale 30 gennaio 2014, recante “Modalità di attuazione dell'articolo 29, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, in materia di incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative”.
Il decreto interministeriale (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha dato così concreta attuazione alla disciplina di favore contenuta nell’art. 29 del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012 (c.d. “Decreto Crescita 2.0), che mira ad agevolare la partecipazione di aziende e privati al capitale delle start-up innovative per il triennio 2013-2015, esteso poi fino all’anno d’imposta 2016 dalla legge n. 99/2013, di conversione del D.L. n. 76/2013 (c.d. “Decreto Lavoro).
La misura chiarisce nel dettaglio il funzionamento degli incentivi fiscali, delimitandone l’ambito e le modalità di applicazione, precisando l’entità delle agevolazioni ma anche individuando le ipotesi di decadenza dal beneficio.
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2. 11 GIUGNO 2014 - START-UP E INCUBATORI - Dall'Agenzia delle Entrate arrivano i chiarimenti sulle agevolazioni fiscali
Con la circolare n. 16/E del 11 giugno 2014, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulle agevolazioni fiscali destinate alle Start-up innovative, definendo la portata degli interventi introdotti dal D.L. n. 179/2012, convertito nella L. n. 221/2012, volti a favorire la nascita di tali nuove iniziative imprenditoriali.
- le agevolazioni di carattere fiscale e contributivo che si applicano agli strumenti finanziari diretti a remunerare prestazioni lavorative e consulenze qualificate (punto 3); - l’emissione di strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start-up innovative o di incubatori certificati (punto n. 4);
- le misure di semplificazione per l’accesso al credito di imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato (in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di una laurea magistrale tecnico-scientifica e impiegato in attività di ricerca e sviluppo) (punto 5);
- le agevolazioni fiscali ai fini delle imposte sui redditi in favore dei soggetti che effettuano investimenti nel capitale sociale di imprese start-up innovative (punto 6).
A proposito del regime di pubblicità e all’esonero dall'imposta di bollo e dai diritti Camerali, la circolare, confermando l’interpretazione che l’esonero deve essere interpretato nella sua più ampia accezione possibile, ribadisce che “anche l’esonero dal versamento dell’imposta di bollo possa essere interpretato come esonero generale, relativo a tutti gli atti posti in essere dalle start-up innovative, successivi all’iscrizione nel registro delle imprese, quali gli aumenti di capitale agevolati” (punto 1.3.).
La circolare ribadisce, inoltre, che nei confronti delle start-up innovative non trova applicazione la disciplina prevista per le società di comodo, sia quelle non operative sia quelle in perdita sistematica (punto 2).
3. 13 NOVEMBRE 2014 - D.M. 24 settembre 2014 - Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di Start-up innovative in tutto il territorio nazionale
E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, il DECRETO 24 settembre 2014, recante "Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative in tutto il territorio nazionale".
In precedenza riguardavano solo sei Regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia) e le aree del cratere Aquilano; con questo nuovo decreto le agevolazioni vengono estese a tutte le Regioni d’Italia per cui sono disponibile circa 200 milioni di euro.
Sono ammissibili agevolazioni per piani di impresa con costi tra 100.000,00 e 1.500.000,00 euro:
- mirati allo sviluppo di prodotti e servizi nel campo dell’economia digitale;
Per i piani di impresa sono concessi i seguenti aiuti:
- finanziamento agevolato senza interessi pari al 70% (per un massimo di 8 anni) e con una quota di contributo a fondo perduto pari al 20% del finanziamento concesso;
- servizi di tutoraggio tecnico gestionale di:
Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le start-up innovative, costituite da non piu' di 48 mesi cosi' come previsto dal decreto-legge n. 179/2012:
Nel caso di imprese non residenti sul territorio italiano, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti, l'iscrizione nell'apposita sezione speciale del Registro delle imprese e la disponibilità di almeno una sede sul territorio italiano devono essere dimostrate, pena la decadenza dal beneficio, alla data di richiesta della prima erogazione dell'agevolazione.
Possono altresi' richiedere le agevolazioni in questione le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start-up, purche' l'impresa sia formalmente costituita entro e non oltre il termine indicato sopra (48 mesi).
Ai fini dell'accesso alle agevolazioni in questione, le imprese di cui al comma 1 devono:
a) essere regolarmente costituite e iscritte nell'apposita sezione speciale del Registro delle imprese;
e) non essere "in difficoltà", secondo quanto previsto dall'art. 2, sub 18, del Regolamento di esenzione (Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014) .
I piani di impresa di cui sopra possono avere ad oggetto la realizzazione dei precisi programmi di investimento e/o il sostenimento dei costi di esercizio (individuati al comma 7 dell'art. 5), per un importo complessivo di spese e/o costi ammissibili non superiore a euro 1.500.000,00 e non inferiore a euro 100.000,00.
Nell'ambito dei piani di impresa sono ammissibili i programmi di investimento aventi ad oggetto l'acquisizione di:
e) progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche funzionali al progetto di investimento, nonche' relativi interventi correttivi e adeguativi (art. 5, comma 3).
4. 12 DICEMBRE 2014 - Circolare attuativa del D.M. 24 settembre 2014 - Dal 16 febbraio 2015 al via le domande per gli incentivi
Con la circolare n. 68032 del 10 dicembre 2014, recante “Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni ai sensi del decreto ministeriale 24 settembre 2014 concernente il regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di start-up innovative”, il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce gli aspetti rilevanti per l’accesso alle agevolazioni e il funzionamento del regime di aiuto in favore delle start-up innovative di cui al decreto ministeriale 24 settembre 2014 (Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative in tutto il territorio nazionale).
Il citato decreto prevede l’istituzione di un apposito regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo, su tutto il territorio nazionale, di Start-up innovative, demandando ad un’apposita circolare esplicativa la definizione di ulteriori aspetti rilevanti per l’accesso alle agevolazioni e il funzionamento del regime di aiuto.
La circolare, emessa in base a quanto disposto dall’articolo 5, comma 8, del suddetto decreto, oltre a fornire ulteriori specificazioni sui requisiti dei piani d’impresa e delle spese ammissibili alle agevolazioni previste dall’intervento, definisce nel dettaglio le modalità, le forme e i termini di presentazione delle domande e reca ulteriori dettagli in merito a:
Le domande di agevolazione potranno essere presentate dal 16 febbraio 2015, esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione sul sito internet www.smartstart.invitalia.it secondo le modalità e gli schemi indicati.
Gli schemi saranno resi disponibili dal Soggetto gestore (Invitalia S.p.a) in un’apposita sezione del sito almeno 10 giorni prima dell’apertura dello sportello.
5. 22 GENNAIO 2015 - START-UP INNOVATIVE - Incentivi all'investimento in caso di sottoscrizione di quote tramite società fiduciarie - Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate
Un Tizio, che ha costituito la Società Beta Srl, tramite la Società Alfa Spa, la quale, in virtù del mandato fiduciario conferitole dall'istante, ha sottoscritto una quota pari al 96% del capitale sociale, può beneficiare della detrazione relativa all’investimento effettuato nel periodo di imposta 2013 nel capitale sociale della Start-up innovativa Beta S.r.l..
E’ questa la conclusione a cui giunge l’Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 9/E del 22 gennaio 2015 rispondendo ad un interpello con cui l’interpellante chiedeva se potesse usufruire delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 29, D.L. n. 179/2012 in relazione al conferimento effettuato in sede di costituzione di Beta S.r.l., in presenza delle seguenti circostanze:
2) l’iscrizione di Beta S.r.l. nella sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle Start-up innovative è avvenuta in data successiva a quella dell’iscrizione nella sezione ordinaria.
In merito alla prima circostanza, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver ricordato i requisiti necessari per essere considerata una Start up innovativa e godere quindi dei benefici previsti dalla normativa, ritiene che, l’interposizione della società fiduciaria, tra la partecipata ed i soci, di per sé non rappresenta causa ostativa per l’applicazione del regime agevolativo in commento, a condizione che sussistano tutti i presupposti richiesti dalla relativa disciplina.
Come evidenziato, infatti, dalla Sentenza n. 4943 del 21 maggio 1999 della Cassazione civile, "i fiducianti, vanno identificati come gli effettivi proprietari dei beni affidati alla fiduciaria ed a questa strumentalmente intestati".
Sotto il profilo temporale, nel caso di sottoscrizione di quote del capitale sociale di una Start-up innovativa, il diritto a fruire dell’agevolazione per il soggetto conferente matura nel periodo di imposta in corso alla data di deposito dell’atto costitutivo della Start-up innovativa per l’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, a nulla rilevando che alla predetta data l’iscrizione nella sezione speciale non sia ancora perfezionata.
La disciplina delle Start-up innovative non fissa, infatti, un termine per l’iscrizione della società nella apposita sezione speciale che, tuttavia, deve, ai sensi del comma 8 dell’articolo 25, intervenire in tempo utile per “poter beneficiare della disciplina” contenuta nella sezione IX del decreto-legge n. 179 del 2012.
L’iscrizione nella sezione speciale deve quindi perfezionarsi in tempo utile affinché la società possa rilasciare la certificazione prevista, che consente agli investitori di fruire dell’incentivo fiscale con riferimento al periodo di imposta in cui matura il relativo credito.
6. FEBBRAIO 2016 - START UP INNOVATIVE - Incentivi fiscali all'investimento anche per il 2016 - Disco verde dalla Commissione europea
L’autorizzazione all’estensione anche al 2016 delle agevolazioni fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle Start-up innovative è arrivata dalla Commissione europea con la decisione SA 36866 del 14 dicembre 2015.
Ricordiamo che l’articolo 29, del D.L. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, nella sua formulazione attuale, prevede, infatti, che per i contribuenti IRPEF l’agevolazione si applichi “per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016”, e che per quelli IRES, “per i periodi di imposta 2013, 2014, 2015 e 2016”.
In realtà, nella sua prima formulazione, la disposizione in esame limitava l’applicazione della disciplina alle annualità 2013, 2014 e 2015.
In sintesi, ad oggi sono considerati agevolabili gli investimenti nel capitale di Start-up innovative, effettuati direttamente o indirettamente:
- dai soggetti IRPEF, nei periodi di imposta 2013, 2014 e 2015;
- dai soggetti IRES, nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2012, cioè fino a quello in corso al 31 dicembre 2015.
Le modifiche apportate dal comma 16-ter, dell’art. 9, del D.L. n. 76/2013, convertito dalla L. n. 99/2013, hanno poi previsto l’estensione delle agevolazioni fiscali anche al 2016.
Tuttavia, la decisione della Commissione europea C(2013) 8827 final del 5 dicembre 2013 (pubblicata sulla G.U.U.E – Comunicazioni e Informazioni n. C17 del 21 gennaio 2014) ha autorizzato solo gli investimenti agevolabili effettuati fino al periodo di imposta 2015, classificandoli come un aiuto di Stato “compatibile con il mercato interno”, sulla base degli “Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese” (2006/C 194/02).
Le disposizioni di dettaglio delle agevolazioni sono state definite nel Decreto interministeriale dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico 30 gennaio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014.
Chiarimenti interpretativi sull’applicazione degli incentivi sono stati poi forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 16/E dell’11 giugno 2014.
- ai soggetti passivi IRPEF, di cui al Titolo I del TUIR (vale a dire persone fisiche, enti non commerciali, imprenditori individuali, soggetti che producono redditi in forma associata);
- ai soggetti passivi IRES, di cui al Titolo II dello stesso TUIR.
Per espressa previsione normativa non possono fruire degli incentivi fiscali:
- gli organismi di investimento collettivo del risparmio e le altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative, che realizzino investimenti propri nel capitale di start-up innovative.
Per i soggetti passivi IRPEF, l’agevolazione consiste in una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 19% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative.
La percentuale è elevata al 25% nel caso di investimenti in start-up innovative a vocazione sociale o in start-up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.
L’investimento massimo su cui calcolare la detrazione non può eccedere l’importo di 500.000 euro.
Con riferimento ai soggetti IRES, il beneficio consiste in una deduzione dal reddito imponibile pari al 20% dei conferimenti rilevanti.
La deduzione è aumentata al 27% nel caso in cui l’investimento venga effettuato in start-up innovative a vocazione start-up innovative a vocazione sociale e del settore energetico.
In ogni caso, l’investimento massimo deducibile non può comunque eccedere l’importo di 1,8 milioni di euro.
7. MARZO 2016 - START UP INNOVATIVE - In arrivo nuove regole per incentivare gli investimenti
Al via le nuove norme sulle agevolazioni fiscali a favore di coloro che investono in Start up innovative. È stato, infatti, firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e dal Ministro dello Sviluppo Economico, il decreto interministeriale recante le nuove disposizioni di attuazione dell’art. 29 del D.L. 179/2012, al fine di adeguare la disciplina ai nuovi orientamenti comunitari in materia di capitale di rischio e alla decisione della Commissione europea del 14 dicembre 2015 che ha autorizzato gli aiuti anche per il 2016.
Importanti e sostanziali sono le novità introdotte con il nuovo decreto rispetto alla precedente disciplina, dettata dal decreto interministeriale del 30 gennaio 2014.
La prima novità riguarda l’estensione al 2016 e il rafforzamento delle agevolazioni fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale delle Start-up innovative.
Per le persone fisiche è prevista la detrazione IRPEF del 19% degli investimenti fino a un massimo investito pari a 500.000 euro. I soggetti passivi IRES potranno fruire di una deduzione dal reddito complessivo di un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati, fino a 1,8 milioni euro. Le percentuali salgono rispettivamente al 25% e al 27% nel caso di investimenti nelle start up a vocazione sociale o per gli investimenti in start up innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.
La seconda novità riguardala l’innalzamento della soglia di investimenti ammissibili per ciascuna Start up innovativa, che passa da 2,5 milioni di euro all’anno per 4 anni a 15 milioni di euro calcolabili su un arco temporale di 5 anni.
Una ulteriore modifica riguarda l’aumento da 2 a 3 anni del periodo obbligatorio in cui mantenere l’investimento, pena la decadenza dalle agevolazioni.
Vengono, infine, razionalizzate le cause di decadenza dell’agevolazione: non determina più la decadenza dell’incentivo la perdita dello status di start up innovativa, se dovuta al superamento del limite temporale dei 5 anni dalla costituzione, o del tetto di 5 milioni di euro del valore della produzione annua o la quotazione su una piattaforma multilaterale di negoziazione.
Vogliamo infine segnalare che il Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le PMI, ha inviato a tutte le Start-Up una lettera con la quale vengono illustrate tutte le novità che verranno introdotte con il nuovo decreto.
Nella lettera si ricorda che il nuovo decreto rafforza ed estende al 2016 gli incentivi fiscali all’investimento in startup innovative; si informa dell’imminente lancio di #StartupSurvey, la prima indagine ISTAT sulle startup innovative e del recente aggiornamento, da parte di CONSOB, del regolamento sull’equity crowdfunding, che è stato notevolmente alleggerito e semplificato. Con l’occasione, viene infine incoraggiato l’accesso a #ItalyFrontiers, piattaforma online bilingue pensata per favorire l’attrazione di investimenti nelle startup innovative.
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8. 11 APRILE 2016 - START UP INNOVATIVE - Pubblicato il decreto che fissa le nuove regole per incentivare gli investimenti
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 11 aprile 2016, il Decreto 25 febbraio 2016, recante “Modalità di attuazione dell'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative”.
Il decreto entra in vigore il 12 aprile 2016. Dalla stessa data cessa di avere efficacia il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del 30 gennaio 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 marzo 2014, n. 66.
9. 30 MAGGIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Decadenza dagli incentivi - Stabiliti i codici per recuperare l’IRES
Via libera dell’Agenzia delle Entrate ai codici tributo per il versamento, mediante il modello F24, delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico, per decadenza dalle agevolazioni fiscali a favore degli investimenti in start-up innovative. I codici tributo sono stati istituiti con la risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016. In caso di decadenza dalle agevolazioni fiscali all’investimento in start up innovative (consistenti in una riduzione delle imposte sui redditi derivante dalla concessione di detrazioni o di deduzioni), per consentire il versamento tramite modello F24 delle somme dovute a titolo di recupero dell’IRES e dell’addizionale IRES per il settore energetico dai soggetti che, successivamente alla fruizione del beneficio, hanno aderito al consolidato ovvero al regime di trasparenza fiscale, l'Agenia delle Entrate, con la risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016, ha istituito i codici tributo:
- 2016 - Recupero IRES per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012;
- 2017 - Recupero Addizionale IRES settore petrolifero e gas per decadenza dalle agevolazioni a favore degli investimenti in Start up innovative - Soggetto consolidato o trasparente - art 29 del decreto legge n. 179/2012.
10. 19 LUGLIO 2016 - START-UP INNOVATIVE - Modalità di versamento delle imposte - Istituiti i codici tributo per il versamento
Con il Provvedimento Prot. n. 115137/2016 del 19 luglio 2016, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha esteso l’utilizzo del modello F24 ai versamenti delle imposte, delle sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle startup innovative.
Le disposizioni contenute nel presente provvedimento decorrono a partire dal 20 luglio 2016. In ogni caso, in considerazione dei tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi informativi per permettere il versamento dei tributi di cui al punto 1.1 con il modello “F24”, fino al 31 luglio 2016 gli stessi pagamenti potranno essere effettuati con il modello “F23” utilizzando i relativi codici tributo ordinariamente previsti per la registrazione degli atti privati.
Con la risoluzione n. 56/E del 19 luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate, per consentire il versamento, tramite modello F24, delle imposte e delle relative sanzioni ed interessi connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle Start up innovative, ha istituito i seguenti codici tributo:
- 1540 – Start up innovative – atto costitutivo - Imposta di registro;
- 1541 – Start up innovative – atto costitutivo - Sanzione da ravvedimento imposta di registro;
- 1542 – Start up innovative – atto costitutivo - Imposta di bollo;
- 1543 – Start up innovative – atto costitutivo - Sanzioni da ravvedimento imposta di bollo;
- 1544 – Start up innovative - atto costitutivo - Interessi da ravvedimento.
I codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno di stipula degli atti, nel formato “AAAA”.
11. GENNAIO 2017 - L. 232/2016 - LEGGE DI BILANCIO 2017 - Novità per le Start-up innovative - Rafforzati gli incentivi fiscali
Si prevede, in primo luogo, che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sarà aumentato a euro 1.000.000,00, mentre il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile sarà aumentato a tre anni. Inoltre, la percentuale dell'investimento considerata verrà aumentata al 30% del totale.
All’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, si prevedeva che - nel quadriennio 2013 / 2016 - l'investimento massimo detraibile dall’IRPEF - per le persone fisiche che avessero riversato somme nel capitale sociale delle predette imprese, sia per gli investimenti effettuati direttamente che per tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o di altre società che investono prevalentemente in start-up innovative - fosse un'aliquota pari al 19% del totale, non potesse eccedere l'importo di euro 500.000,00 (in ciascun periodo d'imposta) e dovesse essere mantenuto per almeno due anni.
Il comma 66 prevede invece che, a decorrere dall’anno 2017, l’investimento massimo detraibile sia aumentato a euro 1.000.000,00 per le somme "di cui al comma 3". Il termine minimo di mantenimento dell’investimento detraibile è poi aumentato a tre anni.
Il comma 68 modifica l’articolo 4 del D.L. n. 3/2015, al fine di estendere l’ambito applicativo della disciplina sulle PMI innovative. In particolare, viene escluso l’attuale requisito richiesto (operatività inferiore a sette anni delle PMI) ai fini dell’applicazione automatica delle agevolazioni di cui all’art. 29 del D.L. n. 179/2012. Tali agevolazioni, infatti, in caso di PMI innovative sul mercato da più di sette anni, si applicano solo in presenza di ulteriori requisiti indicati nel comma 9-bis dell’art. 4 del quale, peraltro, si prevede la soppressione.
Il comma 69 esonera dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria l’atto costitutivo delle start up innovative, laddove si tratti di atto pubblico ovvero di atto sottoscritto con le modalità previste dall'articolo 24 del Codice dell'amministrazione digitale (redatti dal 2015 secondo un modello uniforme adottato con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e così trasmessi al competente ufficio del Registro delle imprese).
12. GENNAIO 2019 - L. 145/2018 - LEGGE DI BILANCIO 2019 - Incremento delle agevolazioni fiscali per gli investitori per l’anno 2019
Per l’anno 2019, le aliquote di cui ai commi 1, 4 e 7 dell’articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono incrementate dal 30 al 40 per cento.
Lo stabilisce il comma 218, dell’art. 1, della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019).
Per espressa previsione normativa (Legge n. 145/2018, art.. 1, comma 220), l’efficacia delle nuove aliquote è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.
Le agevolazioni a cui fa riferimento la norma sono quelle previste dall’art. 29 (commi 1, 4 e 7) del DL n. 179/2012 e sono riconosciute ai soggetti passivi IRPEF, di cui al Titolo I del TUIR (vale a dire persone fisiche, enti non commerciali, imprenditori individuali, soggetti che producono redditi in forma associata) ed ai soggetti passivi IRES, di cui al Titolo II dello stesso TUIR (ad esclusione delle start up innovative, degli incubatori certificati, degli organismi di investimento collettivo del risparmio – OICR – e delle altre società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative).
Con la legge di bilancio 2019 - anche se solo per l’anno 2019 - investire nelle start up innovative sarà particolarmente conveniente. Due sono in concreto le novità introdotte:
1) una rivolta ai soggetti IRPEF e ai soggetti IRES: la misura dell’agevolazione per le relative detrazioni passa dal 30 al 40%;
2) una rivolta esclusivamente ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, diversi da imprese start-up innovative: per tali soggetti l’agevolazione è incrementata, per l’anno 2019, dal 30% al 50% nei casi di acquisizione dell’intero capitale sociale di start-up innovative, a condizione che l’intero capitale sociale sia acquisito e mantenuto per almeno 3 anni.
. Se vuoi approfondire i contenuti e scaricare il testo della legge n. 145/2018 (Legge di bilancio 2019), clicca QUI.
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13. LUGLIO 2019 - START-UP E PMI INNOVATIVE– Fissate le modalità di attuazione degli incentivi fiscali
E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 5 luglio 2019, il decreto interministeriale 7 maggio 2019, con il quale, il Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha fissato le “Modalità di attuazione degli incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative e in PMI innovative”.
I soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, che effettuano un investimento agevolato, in una o più Start-up innovative o PMI innovative, possono detrarre dall'imposta lorda, un importo pari al 30 per cento dei conferimenti rilevanti effettuati, per importo non superiore a euro 1.000.000, in ciascun periodo d'imposta.
Lo prevede al comma 1, dell’articolo 4, il decreto del 7 maggio 2019, con cui ha specificato che l’agevolazione si applica anche ai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società, che effettuano un investimento agevolato, in una o più start-up innovative o PMI innovative ammissibili nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2016.
L'investimento agevolato può essere effettuato indirettamente per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative o PMI innovative ammissibili.
Le agevolazioni si applicano ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative, delle PMI innovative ammissibili o delle società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative o PMI innovative ammissibili.
- una certificazione della Start-up innovativa o PMI innovativa ammissibile che attesti di non avere superato il limite;
- copia del piano di investimento della Start-up innovativa o PMI innovativa ammissibile.
Tra le cause di decadenza vi è la cessione entro tre anni, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni o quote ricevute in cambio degli investimenti agevolati; il recesso o l'esclusione degli investitori e tra l’altro la perdita dei requisiti.
14. OTTOBRE 2019 - START-UP INNOVATIVE - Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo su tutto il territorio nazionale - Adeguati i contenuti del decreto del 24 settembre 2014
Con il presente decreto vengono adeguati i contenuti del citato decreto del 24 settembre 2014 alle specifiche disposizioni di cui all’art. 29, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, al fine di semplificare ed accelerare le procedure di accesso, concessione e erogazione delle agevolazioni, anche attraverso l'aggiornamento delle modalità di valutazione delle iniziative e di rendicontazione delle spese sostenute dai beneficiari, nonchè di incrementare l'efficacia degli interventi con l'individuazione di modalità di intervento più adeguate al contesto di riferimento e idonee a consentire l'ampia partecipazione dei soggetti interessati.
Tra le novità più significative, l’innalzamento del limite massimo di finanziamento concesso, che passa dal 70% all’80% delle spese ritenute ammissibili. Ammessi alle agevolazioni anche i piani d’impresa ad alto contenuto tecnologico e innovativo.
Ricordiamo che il decreto 24 settembre 2014 ha previsto l’istituzione di un apposito regime di aiuto finalizzato a sostenere la nascita e lo sviluppo di Start-Up innovative che sarebbe dovuto durare fino al 2020.
In precedenza riguardavano solo sei regioni del Mezzogiorno e le aree del cratere Aquilano; con questo nuovo decreto le agevolazioni sono state estese a tutte le Regioni d’Italia con stanziamento di risorse di circa 200 milioni di euro. L’importo massimo finanziabile era passato da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro.
Potevano beneficiare delle agevolazioni di cui al citato decreto le Start-up innovative, costituite da non più di 48 mesi:
Erano ammissibili alle agevolazioni di cui al citato decreto i piani di impresa:
I piani di impresa potevano avere ad oggetto la realizzazione dei precisi programmi di investimento (individuati al comma 3 dell’art. 5) e/o il sostenimento dei costi di esercizio (individuati al comma 7 dell'art. 5), per un importo complessivo di spese e/o costi ammissibili non superiore a euro 1.500.000,00 e non inferiore a euro 100.000,00.
Il decreto ministeriale, all'art. 1, comma 1, lett. a), modifica innanzitutto le seguenti definizioni:
- "visto start-up": si tratta del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, rilasciato ai cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che intendono costituire un’impresa startup innovativa in presenza dei requisiti previsti dallo stesso decreto e in favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa;
- "organismo di ricerca": che è “un’entità (ad esempio, università o istituti di ricerca, agenzie incaricate del trasferimento di tecnologia, intermediari dell’innovazione, entità collaborative reali o virtuali orientate alla ricerca), indipendentemente dal suo status giuridico (costituito secondo il diritto privato o pubblico) o fonte di finanziamento, la cui finalità principale consiste nello svolgere in maniera indipendente attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale o nel garantire un’ampia diffusione dei risultati di tali attività mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di conoscenze”.
Piani d'impresa
Il nuovo decreto ha sostituito l’articolo 5 del precedente decreto prevedendo, come novità, che sono ammissibili alle agevolazioni, oltre ai piani d’impresa di cui alle lettere a) e c), i piani d’impresa “mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale, dell'intelligenza artificiale, della blockchain e dell'internet of things”.
Ai fini dell'ammissibilità alle agevolazioni, i piani d'impresa devono prevedere spese ammissibili, al netto dell'IVA, di importo non superiore a euro 1.500.000,00 e non inferiore a euro 100.000,00.
a) immobilizzazioni materiali quali impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, purchè coerenti e funzionali all'attività d'impresa, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell'iniziativa agevolata;
b) immobilizzazioni immateriali necessarie all'attività oggetto dell'iniziativa agevolata;
c) servizi funzionali alla realizzazione del piano d'impresa, direttamente correlati alle esigenze produttive dell'impresa, ivi compresi i servizi di incubazione e di accelerazione d'impresa e quelli relativi al marketing ed al web-marketing;
d) personale dipendente e collaboratori a qualsiasi titolo, “in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale” (art. 25, comma 2, lett. h), n. 2, D.L. n. 179/2012), nella misura in cui sono impiegati funzionalmente nella realizzazione del piano d'impresa.
Il decreto modifica l’importo del finanziamento concesso che passa dal 70% all’80% delle spese ammissibili.
Per le start-up innovative localizzate nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia il finanziamento agevolato è restituito dall’impresa beneficiaria in misura parziale, per un ammontare pari al 70% rispetto al precedente 80% dell’importo del finanziamento agevolato concesso.
A copertura delle spese destinate alla realizzazione del piano di impresa l’erogazione del finanziamento agevolato avviene su richiesta dell’impresa beneficiaria in non più di 5 stati di avanzamento lavori di importo non inferiore al 10% delle spese ammesse.
Ciascuna richiesta di erogazione deve essere presentata unitamente ai titoli di spesa, anche non quietanzati purché nel limite del 30% (trenta percento) delle spese ammesse alle agevolazioni, dai quali deve risultare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità delle spese esposte.
Per ogni erogazione, ad eccezione della prima, è necessario dimostrare l’effettivo pagamento mediante l’esibizione delle relative quietanze, dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente e della documentazione giustificativa ai fini dell’ammissibilità delle spese.
Prevista una circolare esplicativa
Il Ministero, con propria circolare esplicativa, dovrà provvedere a fornire ulteriori specificazioni relative ai requisiti dei piani e delle spese ammissibili ai fini dell'accesso alle agevolazioni, recependo le novità introdotte dal presente decreto.
La circolare dovrà altresì individuare la data a decorrere dalla quale possono essere presentate le domande di agevolazione ai sensi della disciplina modificata, la quale entrerà in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione della circolare in questione.
15. DICEMBRE 2019 - START-UP INNOVATIVE - Definite le modalità di attuazione del “Voucher 3I” – Investire in innovazione
Nel decreto sono stabiliti sia i servizi che potranno essere acquisiti dalle imprese interessate sia gli importi concessi tramite il “Voucher 3I”. Essi sono:
1) servizi di consulenza relativi all'effettuazione delle ricerche di anteriorità preventive e alla verifica della brevettabilità dell'invenzione, concedibile nella misura massima di euro 2.000,00 + IVA;
2) servizi di consulenza relativi alla stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, concedibile nella misura massima di euro 4.000,00 + IVA;
3) servizi di consulenza relativi al deposito all'estero di una domanda che rivendica la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto, concedibile nella misura massima di euro 6.000,00 + IVA.
Il “Voucher 3I” può essere fornito esclusivamente per l’acquisizione di servizi prestati dai consulenti in proprietà industriale iscritti all’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e da avvocati iscritti al Consiglio nazionale forense, sulla base di criteri e modalità fissati dal direttore generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero dello sviluppo economico. Il decreto nomina quale soggetto gestore del voucher 3I, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.a. - Invitalia.
GUIDA COMPLETA ALLE AGEVOLAZIONI E AGLI INCENTIVI
1. MAGGIO 2019 - STARTUP E PMI INNOVATIVE - Vademecum sulle agevolazioni
Nella giungla di incentivi per startup, PMI e anche grandi aziende, ecco un vademecum per far chiarezza su quali siano le agevolazioni più adatte per sostenere la propria attività a seconda della tipologia d’azienda, del settore operativo e del territorio in cui si vuole investire.
Le proposte di sostegno contemplate dallo Stato riguardano numerosi ambiti di azione, categorie e tipologie di aziende.
In questa guida vengono riassunte le principali agevolazioni per permettere di comprendere se un’impresa o attività può essere oggetto di finanziamenti, per fornire un aiuto nel selezionare l’incentivo giusto a seconda di ciò che davvero serve, del territorio in cui si opera e della dimensione della tua azienda.
Un aiuto alle startup per permettere loro di svilupparsi all’interno del tessuto economico italiano.
Di seguito vengono presentati tutti i finanziamenti e le agevolazioni per i diversi tipi di aziende appena avviate.
Si tratta in questo caso di aziende individuali o con al massimo nove soci. Sono ammesse ai finanziamenti solo cooperative o società di persone.
Con il termine giovani, in questo caso s’intendono i NEET ovvero 18-29 anni d’età che hanno fatto domanda per la Garanzia Giovani.
Il o i fondatori non devono lavorare o essere studenti, ma disoccupati. L’importo del finanziamento a tasso zero varia da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50.000 euro.
Nel caso di attività nate da chi percepisce il reddito di cittadinanza, l’organo della PA competente si limita ad anticipare 4 mensilità (da 780 euro l’una) in un’unica soluzione.
Un discorso a parte e più complesso va fatto per startup innovative, a cui dedicheremo un paragrafo specifico.
•	Essere imprese tecnologiche o comunque innovative. Ad esempio, creare processi che fanno parte dell’Industria 4.0.
•	Vendono prodotti o servizi che appartengono all’economia digitale.
•	Sono degli spin-off della ricerca pubblica o privata.Se si sono formate da meno di 60 mesi e hanno costi/piani d’impresa di un valore compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro entrano nel programma Smart&Start.
•	Finanziamento a tasso zero che varia dal 70%-80% del piano d’impresa per un massimo di 8 anni. Se la startup opera nel Meridione, ha anche diritto ad un contributo ulteriore pari al 20% del finanziamento iniziale.
•	Se è costituita da meno di 12 mesi, puoi usufruire anche di un servizio di tutoring sul come fare impresa. Per le startup innovative con meno di 60 mesi, che sono però società di capitali non quotate con un fatturato < 5 milioni di euro.
•	Procedure di costituzione e amministrativi semplificate e totalmente digitalizzate.
•	Accesso al fondo di credito delle PMI, il Fondo di Garanzia.
•	Possibilità di avvalersi dell’equity crowdfunding, ovvero la raccolta di finanziamenti tramite piattaforme di crowdfunding dove i finanziatori diventano soci dell’azienda.
•	Accesso al programma Smart&Start di cui sopra.
•	Retribuire i dipendenti con mezzi alternativi, come ad esempio il work of equity, ovvero tramite cessione di quote o azioni della società in cambio del lavoro svolto.
Arriva lo sconto fiscale del 30%, ora aumentato al 50%, sugli investimenti fatti da persone o aziende in startup innovative e PMI innovative. Il decreto che attua quanto contenuto nella Legge di Bilancio per il 2017, da il via libera alla detrazione d’imposta sugli investimenti fatti dal 2017 in poi, fino a un milione di euro (per persone fisiche) e 1,8 milioni di euro (persone giuridiche).
Per quanto riguarda le disposizioni normative, che attuano quanto previsto nella Legge di Bilancio per il 2017, si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto per le PMI, mentre quello per le startup è già stato pubblicato.
Le disposizioni introdotte prevedono che per ottenere gli incentivi, bisogna conservare per tre anni le quote ottenute con l’investimento effettuato, pena la perdita dei benefici. Inoltre le aziende possono scegliere anche di distribuire gli investimenti effettuati su più periodi fiscali, con il solo limite massimo di tre anni.
Per le PMI sono previste agevolazioni per investimenti su macchinari, impianti, tecnologie; credito imposta per investimenti nel mezzogiorno; voucher per consulenza sull’innovazione; incentivi per brevetti e marchi; voucher internazionalizzazione.
Il tessuto imprenditoriale europeo e soprattutto quello italiano è formato in prevalenza da PMI. I servizi e gli incentivi per le PMI offerti dal Mise, come avremo modo di vedere, abbracciano vari aspetti, dagli investimenti per macchinari all’innovazione 4.0.
In questa fase introduttiva vorremmo evidenziare due fattori: la gestione del capitale/risorsa umana e l’industria 4.0.
Le risorse umane costituiscono una delle chiavi di svolta per il successo di un piano aziendale, soprattutto per le PMI dove il numero di dipendenti è minore. Ne consegue che se il costo del lavoro è troppo alto e/o se i dipendenti non sono adeguatamente formati una PMI rischia di non farcela.
Da considerare inoltre che il tasso di fallimento delle PMI negli ultimi anni è stato di 1 su 5.
Con l’ultima manovra di Bilancio il credito d’imposta è stato tolto per gli anni 2021/2023, ma sino al 31 dicembre 2020 è rimasto in vigore.
•	2,75% se si parla di beni ordinari.
•	3,575% se invece l’azienda decide di investire in tecnologie o in sistemi di tracking e pesatura dei rifiuti.
Le agevolazioni si riferiscono a quelle PMI che operano nelle aree meno sviluppate dal punto vista manifatturiero e vogliono intraprendere investimenti innovativi per trasformare le loro imprese in Smart Factory. Si parla di quell’insieme di processi e tecnologie d’integrazione (vedi ad esempio l’IOT) tipici dell’Industria 4.0.
Anche in questo caso si parla di un contributo economico pari al 75% delle spese:
•	Per le micro e piccole imprese manifatturiere si parla di 35% di contributo e il resto di finanziamento agevolato.
•	Per le medie imprese 25% di contributo e il restante è finanziamento agevolato.
•	Se hai una micro o piccola impresa il voucher coprirà il 50% delle spese fino ad un massimo di 40 mila euro.
•	Per una media impresa il 30% fino ad un massimo di 25 mila euro.
•	Se decidi di fare rete con altre PMI per un progetto comune la copertura sarà del 50% fino ad un massimo di 80 mila euro.
•	Brevetto rilasciato dopo il 1 gennaio del 2013.
•	Accordo o clausola di opzione di acquisto di un brevetto.
•	Se l’azienda è neo costituita ed è uno spin-off di ricerca, oltre all’accordo per il brevetto, l’università deve partecipare nel capitale sociale con una quota non inferiore al 10%.
Il contributo in denaro consiste nell’80% delle spese sostenute, fino al 100% per le aziende spin off. Tale contributo non può in ogni caso superare 140 mila euro
Per i marchi sono previsti due regimi diversi, uno dedicato a quelli storici. I marchi storici sono quelli relativi a micro imprese e PMI aventi sede legale e operativa in Italia che si sono registrate prima del 1967. Gli incentivi vengono conferiti se l’impresa compie delle azioni per valorizzare o rivalutare il marchio storico. Nello specifico se acquista servizi o beni con il preciso intento di rivalutare il marchio.
Per prima cosa viene fatta una valutazione del marchio ed in base a questa si decide l’ammontare della somma da conferire. Tale somma non può essere superiore a 65 mila euro e non più dell’80% sul totale delle spese sostenute per le operazioni di valorizzazione.
Per gli altri marchi si distingue tra quelli europei e quelli internazionali di PMI che hanno comunque sede in Italia.
Nel primo caso vengono concesse agevolazioni per una somma massima di 6 mila € e non superiore all’80% delle spese sostenute.
Per i marchi internazionali, invece, l’80% di un massimo di 6 mila € se il marchio si riferisce ad un solo paese extracomunitario, mentre 7 mila € per più paesi.
Il voucher per le imprese che intendono intraprendere investimenti all’estero viene conferito sia alle PMI sia alle startup innovative.
Solo per le PMI, però, sussiste un limite di fatturato.
Le PMI devono aver conseguito un utile in bilancio di almeno 500 mila euro, durante l’ultimo esercizio.
•	Early stage, in questo caso il contributo è di 10 mila euro se c’è stata una spesa netta di almeno 13 mila euro.
•	Advanced stage, finanziamento di 15 mila euro se c’è stata una spesa netta di almeno 25 mila euro.
In quest’ultimo capitolo analizzeremo i servizi e gli incentivi previsti per tutte le imprese (indipendentemente dalla dimensione) e dedicheremo una parte alle aziende che si occupano di energia e alle PA.
Per quanto riguarda i servizi, le grandi imprese necessitano di:
•	Servizi per l’innovazione e la formazione del management, similmente alle PMI.
•	Operazioni di corporate finance, in particolare di finanza straordinaria.
•	Servizi specifici per le aziende distributrici di energia, per aiutarle a creare progetti e piani che gli permettano di ottenere gli incentivi.
L’incentivo economico viene assegnato ad imprese che operano o si trovano in aree disagiate e scarsamente industrializzate. Il finanziamento consta nel conferire un finanziamento agevolato pari al 50% degli investimenti sostenuti dall’impresa.
La concessione del finanziamento agevolato dipende da:
•	Il soggetto che lo richiede deve essere credibile.
•	Deve essere condotta un’analisi di fattibilità tecnica e finanziaria dei progetti che l’impresa vuole avviare.
•	Analisi di mercato per capire se il progetto o i progetti costituiscono un vantaggio competitivo e porteranno profitti all’azienda. Imprese e progetti di ampio respiro.
•	I progetti di sviluppo strategico.
•	Grossi accordi per l’innovazione.
I progetti di sviluppo strategico servono a rafforzare l’impianto produttivo del Paese e per ricevere gli incentivi devono avere un costo di almeno 20 milioni di euro o di almeno 7,5 milioni di euro per il settore agricolo.
Gli incentivi non riguardano solo finanziamenti agevolati a tassi ridotti, ma anche contributi direttamente sulle spese di bilancio come:
•	Contributi in conto interessi e impianti.
•	Contributi diretti alla spesa.
Per progetti specifici diretti ad innovare l’azienda, che riguardano investimenti in ricerca e sviluppo, tra i 5 e i 40 milioni di euro sono previsti dei finanziamenti agevolati che, anche in questo caso, vengono definiti di volta in volta.
Sempre per quanto riguarda l’innovazione e l’Industria 4.0, ci sono degli incentivi per le aziende che scelgono di far fare formazione ai propri dipendenti. Imprese che contestualmente investono in capitale umano e nell’innovazione.
Queste imprese beneficiano di un credito d’imposta relativo alle ore e al numero di dipendenti partecipanti ai corsi di formazione considerati validi per legge.
L’ammontare ricevuto dipende dalla dimensione dell’impresa beneficiaria:
•	Per le piccole imprese il credito equivale al 50% delle spese sostenute e non può essere superiore ai 300 mila euro per beneficiario del corso.
•	Per medie imprese il credito equivale al 40% delle spese sostenute e non può essere superiore ai 300 mila euro.
•	Per grandi imprese il credito equivale al 30% delle spese sostenute e non può essere superiore ai 200 mila euro.
•	Incentivi per l’export – viene concesso un credito all’esportazione sia nei confronti del fornitore che dell’acquirente. In altre parole viene destinato un contributo agli interessi, dove questi ultimi sono fissati al tasso CIRR previsto dall’OCSE. Ciò permette alle aziende italiane che esportano di dilazionare fino all’85% del costo del bene venduto a tassi competitivi, mentre la parte restante viene pagata in contanti.
•	Incentivi per le imprese che aprono una sede in un paese extracomunitario o che acquistano delle quote di una società non europea – In questo caso la Simest acquista una quota del capitale sociale dell’impresa estera fino ad un massimo del 49% dell’impresa stessa e comunque tale quota non può essere superiore a quella detenuta dall’impresa italiana.
La partecipazione della Simest dura al massimo 8 anni.
La Simest è per prima cosa una fonte di finanziamento complementare che permette all’azienda italiana di ridurre il costo del finanziamento sulla quota di partecipazione.
La Simest aiuta l’impresa a posizionarsi sul mercato estero e se tale mercato è di particolare interesse è possibile richiedere anche la partecipazione al Fondo di Venture Capital.
•	Promozione del made in italy – Riguarda sia i piani promozionali (come la partecipazione a fiere e la creazione campagne di comunicazione sui mercati esteri), sia attività di consulenza e formazione da parte dell’ICE, che piani per la salvaguardia della proprietà individuale.
•	Finanziamenti a tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento EU – Per favorire piani di internazionalizzazione da parte delle imprese italiane, con occhio di riguardo verso le PMI.
Secondo disposizioni del Ministero dello sviluppo economico possono venire finanziati:
•	Studi di fattibilità per valutare l’ingresso in un mercato extra UE.
•	Programmi di inserimento sui mercati extra UE.
•	Programmi di assistenza tecnica: finanziamento delle spese sostenute per la formazione del personale operativo nelle iniziative di investimento in Paesi extra UE (comprende costi per personale, viaggi, soggiorni e consulenze).
•	Partecipazione a fiere, mostre e missioni di sistema in mercati extra UE.
•	Patrimonializzazione delle PMI esportatrici.
Presente anche uno speciale iper ammortamento che consiste in una supervalutazione dei beni acquistati daun’impresa allo scopo di innovarla secondo logiche 4.0. Sono ricompresi: macchinari e tecnologie.
Iperammortamento significa quindi aumento del costo dei beni imputato a bilancio, che comportano una maggiorazione della quota annua di ammortamento che risulta deducibile dalle tasse:
•	Fino al 170% del valore del bene per investimenti ≤ 2,5 milioni di euro.
•	Fino al 100% del valore del bene per investimenti compresi tra 2,5-10 milioni di euro.
•	Fino al 50% del valore del bene per investimenti compresi tra 10-20 milioni di euro. Questa è la soglia massima per poter richiedere l’iper ammortamento.
Intelligente, Agrifood e Scienze della vita: tali progetti devono possedere una forte componente di R&S e la somma investita deve essere compresa tra 5-40 milioni di euro.
•	Software protetti da copyright.
•	Brevetti e disegni e modelli industriali di proprietà dell’azienda.
•	Altri aspetti, come processi, formule o informazioni, che possono godere di protezione giuridica.
•	L’utilizzo di uno o più tra i beni immateriali appena elencati, al fine della creazione di un prodotto o di un processo aziendale.
Incentivi e agevolazioni per le aziende distributrici di gas e energia elettrica.
•	Certificati bianchi.
•	Fondo nazionale per l’efficienza energetica.
•	Conto termico.
•	Società per la fornitura di servizi energetici ( ESCO, acronimo di Energy Service Company).
•	Aziende distributrici di energia elettrica e gas.
•	Imprese che si sono dotate di un energy manager.
•	Imprese che hanno un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001.
Il numero di certificati bianchi dipende dalla quantità di energia risparmiata, viene assegnato per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata (TEP), mentre il valore economico del singolo certificato dipende dalle contrattazioni di mercato (logiche di domanda e offerta).
Le imprese obbligate al risparmio energetico hanno due modalità per adempiere al loro compito:
•	Attivare dei processi di efficienza energetica.
•	Acquistare certificati bianchi da altri soggetti ammessi al meccanismo di efficienza energetica.
(Fonte: Luigi Jovacchini e Daniele Tumietto – Agenda Digitale - 13 maggio 2019)
2. GENNAIO 2020 - Attive le nuove agevolazioni “Smart&Start Italia” - Il punto della Fondazione Nazionale Commercialisti
Con la Legge di Bilancio per il 2020, è stata modificata la disciplina relativa a uno dei principali strumenti a sostegno della creazione e dello sviluppo di imprese innovative (Smart&Start Italia), la cui dotazione finanziaria è pari a 90 milioni.
Con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 30 agosto 2019 sono state apportate modifiche ai meccanismi agevolativi in oggetto, introdottidal Decreto Ministeriale 24 settembre 2014, al fine di effettuare una revisione della disciplina attuativa dell’intervento improntata, tra l’altro, alla semplificazione e accelerazione delle procedure di accesso, concessione e erogazione delle agevolazioni, anche attraverso l’aggiornamento delle modalità di valutazione delle iniziative e di rendicontazione delle spese sostenute dai beneficiari.
Con Circolare della Direzione Generale per gli incentivi alle imprese n. 439196 del 16 dicembre 2019 sono stati successivamente definiti i criteri e le modalità per l’accesso, la concessione e l’erogazione delle agevolazioni.
La misura in oggetto si rivolge alle start-up innovative, in possesso dei requisiti previstidall’art. 25 del D.L. 179/2012, di piccola dimensione e non costituite da più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda.
Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di impresa di importo compreso tra euro 100.000 e euro 1.500.000, aventi ad oggetto la produzione di beni e l’erogazione di servizi che presentano almeno una delle seguenti caratteristiche:
• sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, intelligenza artificiale,blockchaine internet of things;
• valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata (spin offda ricerca).
• impianti, attrezzature e macchinaritecnologici, o tecnico-scientifici, nuovi, coerenti e funzionali all’attività d’impresa;
• immobilizzazioni immaterialiutilial buon esitodell’iniziativa agevolata(brevetti, certificazioni, marchi, licenze,ecc.);
• personale dipendente e collaboratori a qualsiasi titolo aventi i requisiti indicati all’art. 25, comma 2, lett.h), numero 2), del D.L. 179/2012, laddove sianofunzionali alla realizzazione del piano d’impresa;
• servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa (sviluppo, di soluzioni architetturali informatiche e di impianti produttivi, consulenze tecnologiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa e quelli relativi almarketinged alweb-marketing, costi connessi alle collaborazioni con organismi di ricerca);
• capitale circolante, nei limiti del 20% del totale delle altre categorie dei spesa.
Le agevolazioni sono costituite, generalmente, da un finanziamento agevolato a copertura dell’80% dei costi ammissibili, il cui periodo di ammortamento è salito a 10 anni.
In seguito alle ultime modifiche, tale percentuale può essere elevata al 90% nei casi in cui la società richiedente sia interamente costituita da donne e/o da giovani di età non superiore a 35 anni, o preveda la presenza di almeno un esperto con titolo di dottore di ricerca (o equivalente) conseguito da non più di 6 anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.
Per le startup ubicate nelle Regioni del Sud, l’importo del finanziamento da rimborsare è pari al 70%, mentre il restante 30% non dovrà essere restituito e costituirà, di fatto un contributo a fondo perduto.
L’erogazione è strutturata per stati di avanzamento e può avvenire anche sulla base di fatture non quietanzate, ovvero tramite l’apertura di un conto corrente vincolato.
I piani di impresa dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.
La succitata Circolare Ministeriale, in ultimo, ha introdotto anche significative semplificazioni per la concessione delle agevolazioni e nuove premialità in caso di collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, compresi i Digital Innovation Hub, e di realizzazione di piani di impresa al Sud da parte di start up già operative al Centro-Nord.
Le domande di agevolazione potranno essere presentate ad INVITALIA (soggetto gestore della misura), utilizzando la nuova modulistica, a partire dal 20 gennaio 2020.
(Fonte: CNDCEC - Fondazione Nazionale Commercialisti - Informatiova periodica - 24 febbraio 2020).
Pubblicato su: 2019-01-27 (367 letture)