Source: https://sicurya.net/sostenibilita-ambientale/
Timestamp: 2020-03-31 09:04:33+00:00
Document Index: 56183455

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 22', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 112', 'art. 269', 'art. 272', 'art. 9']

Sostenibilità ambientale: autorizzazioni ed adempimenti - Sicurya
AUTORIZZAZIONI EADEMPIMENTI AMBIENTALI
La normativa in tema di sostenibilità ambientale europea e nazionale obbliga tutte le imprese ad una corretta gestione dei propri aspetti ed impatti ambientali. Destreggiarsi tra le diverse regole ed adempimenti, in continua evoluzione, può non essere semplice ma è fondamentale per non incorrere in sanzioni, anche pesanti. Possiamo fornire, anche sulle tematiche ambientali, un aiuto concreto ai nostri clienti con i nostri servizi.
I nostri servizi in materia ambientale
In funzione delle Vostre esigenze, siamo in grado di supportarvi durante una o più fasi del progetto. Possiamo gestire l’intero progetto. Comprensivo delle attività di project management necessarie per la programmazione e l’interazione concertata tra tutti gli attori coinvolti.
In alternativa, se ci richiedete di collaborare con Voi sin dalla fase di fattibilità. Possiamo trovare insieme le soluzioni che consentano di prevenire gli impatti.
Nonché di dialogare con gli Enti competenti. Riducendo così tempi e costi per i vari percorsi previsti dalla norma. Ancora, se preferite, possiamo predisporre gli elaborati specialistici richiesti e fornirvi assistenza presso gli Enti Competenti.
Lo studio di compatibilità ambientale è un elaborato specialistico che le Amministrazioni possono richiedere per l’esecuzione (generalmente in forma preliminare) di progetti. Tali da poter avere effetti rilevanti in termini di sostenibilità ambientale sulle componenti ambientali locali.
Ad esempio i progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità ai sensi dell’art. 20 della Parte Seconda del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.. Nonché i progetti degli impianti per lo smaltimento e recupero di rifiuti.
Qualora non assoggettati alla valutazione di impatto ambientale. Devono essere corredati, ai sensi dell’art. 22, comma 4, della L.R. del Veneto n. 3/2000. Sia da uno studio preliminare ambientale che da una relazione di compatibilità ambientale.
Ogni Regione può avere una sua normativa specifica, che stabilisce in quali casi sia necessario questo studio specialistico. I contenuti di questo studio possono essere definiti dalla normativa o rispondere a precise richieste degli Enti competenti e generalmente comprendono:
la descrizione dei potenziali impatti ambientali, anche con riferimento a parametri e standard previsti dalla normativa ambientale, nonché ai piani di utilizzo del territorio;
la rassegna delle relazioni esistenti tra il progetto proposto e le norme in materia di sostenibilità ambientale;
Attenzione alla normativa regionale
I riferimenti per la redazione sono dati dall’Allegato V alla Parte Seconda del D. Lgs. 152/06 e s.m.i e dalle disposizioni previste dalla D.G.R.V. n. 1624/2000 in merito alla relazione per la procedura di verifica (screening).
Lo Studio d’Impatto Ambientale (SIA) è il documento tecnico redatto dal proponente il progetto (solitamente da tecnici da lui incaricati).
In questo documento è presentata una descrizione approfondita e completa delle specifiche del progetto. Nonché delle principali interazioni dell’opera con l’ambiente circostante.
Nel SIA deve essere fatto un quadro completo della situazione precedente all’opera (ante operam) e una previsione della situazione successiva (post operam). Ciò al fine di poterne valutare la sostenibilità ambientale.
Il SIA è la relazione attorno alla quale si sviluppa la procedura di VIA. Spesso ci si chiede quante analisi vanno fatte e quale è il livello di dettaglio di un SIA. Capite bene che la valutazione di questi aspetti è di primaria importanza.
Per una maggiore e attendibile valutazione di quali saranno gli elementi di maggiore criticità (ambientali e sociali) è opportuno aprire una fase di dialogo con gli Enti. Questi potranno esprimere pareri sugli aspetti che riceveranno maggiore attenzione per le prevedibili maggiori criticità ambientali o sociali.
Il D.Lgs 152/2006, art. 27, al comma 5 fornisce il contenuto minimo del SIA. Questo deve comunque contenere almeno le informazioni indicate di seguito:
Una descrizione del progetto con informazioni relative alle sue specifiche, alla sua dislocazione ed alle sue dimensioni.
Una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e possibilmente compensare gli effetti negativi rilevanti.
I dati necessari per trovare e valutare i principali effetti sull’ambiente e sul patrimonio culturale che il progetto può produrre. Sia in fase di esecuzione che in fase di esercizio.
Una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal committente. Ivi compresa la cosiddetta “opzione zero”, con indicazione delle principali ragioni della scelta, sotto il profilo dell’impatto ambientale.
Una valutazione del rapporto costi – benefici del progetto dal punto di vista della sostenibilità ambientale, economico e sociale.
L’analisi previsionale di impatto acustico viene richiesta in base all’articolo 8 della legge quadro sull’inquinamento acustico n.447/95.
Lo scopo di questo tipo di valutazione è importante. Si tratta di valutare la previsione degli effetti indotti da attività o infrastrutture non ancora realizzate. Il tutto in rapporto alle condizioni sonore esistenti nell’area circostante l’insediamento.
Questa valutazione prevede sopralluoghi e rilevazioni fonometriche e attività modellistiche di calcolo previsionale per la redazione della relazione tecnica conclusiva.
La legge quadro nazionale specifica che il Comune eserciti le funzioni relative al controllo sull’osservanza delle disposizioni contro l’inquinamento acustico. Ciò, di fatto, obbliga i Comuni a verificare che tutte le attività potenziali fonte di rumore abbiano una relazione tecnica di impatto acustico ambientale. Nonché che la perizia contenga quanto richiesto dalle leggi vigenti in materia: DM 16.03.1998 Allegati B e D, ecc.
Di fatto questa relazione previsionale di impatto viene richiesta in determinate situazioni. Tipicamente per il rilascio della concessione edilizia di nuovi impianti e infrastrutture produttive e sportive. Nonché ricreative e per postazioni di servizi commerciali.
Viene chiesta anche al momento delle domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive o ricreative. Nonché al momento del cambio di gestore o all’ampliamento delle stesse.
L’obiettivo della valutazione previsionale
L’obiettivo è quello di valutare la sostenibilità ambientale del progetto in rapporto all’ambiente circostante. E’ un documento ufficiale che tutela tutte le figure in gioco (il titolare dell’attività, il comune e i vicini dell’attività stessa).
Deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale. Questo è uno dei servizi di consulenza e ingegneria acustica che offriamo operando su tutto il territorio nazionale. Per ulteriori dettagli visita la nostra sezione di acustica
La Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) è un processo previsto dalla normativa. Mira a valutare le conseguenze. Sul piano della sostenibilità ambientale. Di azioni proposte da piani o programmi adottati da autorità competenti.
Sostenibilità ambientale, una necessità sempre più importante
Il fine è garantire che tali conseguenze siano incluse a tutti gli effetti. Nonché affrontate in modo adeguato fin dalle prime fasi del processo decisionale. Mettendole sullo stesso piano delle valutazioni di ordine economico e sociale.
La Direttiva 2001/42/CE e i recepimenti nazionali (D.Lgs. 152/2006 e D.Lgs. 04/2008) e regionali prevedono:
Stesura di un rapporto ambientale.
Lo svolgimento di consultazioni.
Il rapporto ambientale deve contenere la ricerca e la descrizione. Nonché la valutazione degli effetti rilevanti che il piano o il programma potrebbero avere sull’ambiente. Così come le ragionevoli alternative.
Nel Rapporto Ambientale vanno indicate le eventuali misure di mitigazione e compensazione. Qualora non sia possibile eliminare gli impatti ambientali e va definito il “monitoraggio”.
Ossia il controllo degli effetti ambientali rilevanti dell’attuazione dei piani e dei programmi al fine di valutare gli effetti negativi imprevisti. Nonché essere in grado di adottare le misure correttive più opportune.
A livello nazionale il riferimento normativo è il D.Lgs n. 152/2005 s.m.i..
Sono sottoposti a VAS in sede statale i piani e programmi la cui approvazione compete ad organi dello Stato.
Ogni Regione ha una sua normativa specifica, derivante da quella nazionale, che stabilisce attori e modalità di svolgimento della procedura. Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi la cui approvazione compete alle Regioni e Province autonome o agli enti locali.
La Valutazione di impatto ambientale (VIA) è una procedura obbligatoria prevista dalla normativa. E’ necessaria per ottenere il via libera su determinati progetti che possono avere elevato impatto ambientale o che ricadono in aree naturali protette.
Cosa bisogna tenere presente
La valutazione d’impatto ambientale comprende, secondo le disposizioni normative italiane:
Lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità (screening).
La definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (scoping).
La presentazione e la pubblicazione del progetto.
La valutazione dello studio ambientale e degli esiti delle consultazioni.
L’informazione sulla decisione.
Il monitoraggio ambientale e valutazioni sulla sostenibilità ambientale.
Ogni Regione ha poi una sua normativa specifica. Essa deriva da quella nazionale, che definisce le categorie di progetti ricadenti in verifica di assoggettabilità. Nonché quelle ricadenti in V.I.A. regionale o provinciale e quelle ricadenti in V.I.A. nazionale.
Sicurya con i suoi tecnici ha accumulato notevole esperienza in materia di VIA in varie situazioni aziendali, predisponendo i documenti previsti e seguendo l’intero iter procedurale.
Per “facilitare” dal punto di vista burocratico anche le aziende non soggette ad AIA, in particolare piccole e medie. Il D.P.R. 59/2013 ha istituito l’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.). Questa ingloba in un unico provvedimento sette diverse autorizzazioni ambientali, con scadenza di quindici anni.
AUA, quando si strizza l’occhio alla sostenibilità ambientale
L’AUA sostituisce gli atti di segnalazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale indicati all’art. 3, D.P.R. n. 59/2013, ossia:
Autorizzazione agli scarichi (artt. 124 e ss., D.L.vo n. 152/2006).
Segnalazione preventiva per l’utilizzo agronomico degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e dalle acque reflue delle medesime aziende (art. 112, D.L.vo n. 152/2006).
Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti (art. 269, D.L.vo n. 152/2006).
Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli impianti e le attività in deroga (art. 272, D.L.vo n. 152/2006).
Il nulla osta per il rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive o sportive. Nonché ricreative o a postazioni di servizi commerciali ai sensi della L. n. 447/1995.
Autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura (art. 9, n. D.L.vo 99/1992).
Segnalazioni in materia di autosmaltimento e recupero di rifiuti (artt. 215 e 216, D.L.vo n. 152/2006).
In Veneto, attualmente, le richieste di autorizzazione vanno presentate alla Provincia, tramite il SUAP (Sportello unico delle Attività Produttive). E’ possibile utilizzare solo le modalità previste (documenti solo in formato elettronico, con firma digitale).
La nostra attività a riguardo e l’importanza della sostenibilità ambientale
Sicurya, grazie all’esperienza maturata nei diversi ambiti di applicazione dell’AUA, è in grado di seguire tutto l’iter procedurale. Dalla presentazione telematica della domanda al SUAP competente. Fino al rilascio del provvedimento di autorizzazione.
Offriamo inoltre servizi di assistenza per la gestione degli adempimenti previsti dal relativo provvedimento. Ad esempio stesura della modulistica per la registrazione delle manutenzioni. Nonché gestione delle scadenze delle analisi e controlli ambientali. Fino alla esecuzione dei campionamenti analitici tramite laboratori convenzionati.
IPPC è l’acronimo di Integrated Pollution Prevention and Control ovvero controllo e prevenzione integrata dell’inquinamento. Le attività produttive elencate negli allegati VIII e XII alla parte II del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii. indicano gli impianti assoggettati alla Direttiva IPPC e sono soggetti per il loro esercizio ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
AIA e IPPC di che si tratta?
L’I.P.P.C., al fine di aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione, si basa sui alcuni principi generali.
Anzitutto prevenire l’inquinamento utilizzando le migliori tecniche disponibili. Inoltre, evitare fenomeni di inquinamento rilevanti. Nonché la produzione di rifiuti. Ovvero, ove ciò non sia possibile, favorirne il recupero.
Favorire un utilizzo efficace dell’energia e organizzare il monitoraggio ambientale in modo integrato prevenendo gli incidenti e limitandone le conseguenze. Favorire un adeguato ripristino del sito al momento della cessazione definitiva dell’attività.
Le attività soggette alla normativa I.P.P.C. sono attività energetiche, di produzione e trasformazione dei metalli. Nonché industria dei prodotti minerari. Ancora, attività di gestione dei rifiuti ed altre attività (cartiere, allevamenti, macelli, industrie alimentari, concerie…).
Se l’attività industriale della propria azienda rientra nel campo di applicazione della direttiva I.P.P.C. 96/61/CE e dei decreti di recepimento nazionali. Si dovrà fare richiesta all’Autorità Competente per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).
Sostenibilità ambientale e BAT
L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è il provvedimento che autorizza l’esercizio di una installazione a determinate condizioni. Tale autorizzazione è necessaria per poter esercire le attività specificate nell’allegato VIII alla parte seconda dello stesso D.Lgs 152/06.
L’autorizzazione integrata ambientale è rilasciata tenendo conto di quanto indicato all’allegato XI alla parte seconda. Le relative condizioni sono definite avendo a riferimento le Migliori Tecniche Disponibili (o MTD). In inglese BAT (Best Available Techniques).
Queste ultime consentono di limitare il più possibile la produzione di emissioni nocive nell’ambiente incrementando così la sostenibilità ambientale.
I nostri servizi “in pillole”
La nostra consulenza … la tua sicurezza!
In funzione delle Vostre esigenze, siamo in grado di supportarvi durante una o più fasi del progetto. Possiamo gestire l’intero progetto. Comprensivo delle attività di project management necessarie per la programmazione. Nonché l’interazione concertata tra tutti gli attori coinvolti.
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Ci distinguiamo perché siamo in grado di fornire servizi perfettamente rispondenti alle richieste. Il tutto nei tempi e nei budget previsti. Con i nostri Clienti creiamo relazioni solide e sincere, fondate su rispetto e assoluta disponibilità.
Svolgiamo le attività di consulenza direttamente presso l’azienda, così da garantire il massimo trasferimento di conoscenza ed efficacia. I nostri tecnici presentano conoscenze e competenze forti di una lunga esperienza nel settore ambientale che garantisce estrema affidabilità ed una rapida risoluzione degli imprevisti.