Source: http://lamministrativista.it/rubriche/news?page=104
Timestamp: 2018-03-20 13:59:37+00:00
Document Index: 86807951

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 12', 'art. 38', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 6']

Non è ammessa l’integrazione del personale tramite appalto di servizi invece che con contratto di somministrazione di lavoro
16.03.2018 | di Esper Tedeschi
Cons. St., Sez. III, 12 marzo 2018, n. 1571.pdf
La funzione del RUP è compatibile con quella di Presidente della commissione giudicatrice
TAR Emilia Romagna, Bologna, II, 14 marzo 2018, n. 227.pdf
ANAC: pubblicata la versione definitiva dell'aggiornamento delle Linee Guida n. 1 sull’affidamento dei servizi attinenti...
19.03.2018 | di Luigi Seccia
Anac: aggiornate le Linee Guida n. 4 sull’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza...
14.03.2018 | di Carmine Genovese
L’ammissibilità dell'impugnativa del bando con riferimento al criterio di aggiudicazione all'indomani della rimessione...
20.03.2018 | di Silvia Iliadis
La revoca dell'aggiudicazione provvisoria per mancato invio della cauzione definitiva nel termine assegnato dal R.U.P.
13.03.2018 | di Giuseppe Andrea Primerano
Laddove il bando non lo preveda espressamente, sussiste comunque per il concorrente l'obbligo di indicare gli oneri di...
14.03.2018 | di Benedetta Valcastelli
Inammissibile l’impugnazione di un bando per profili relativi al precedente rapporto con la PA
12 Maggio 2016 | di Benedetta Barmann
È inammissibile, per carenza dell’interesse ad agire, l’azione che, sebbene abbia ad oggetto l’impugnazione di un atto amministrativo (bando di gara), non contiene specifiche censure contro il suo contenuto, ma costituisce il pretesto per introdurre dinanzi al giudice questioni interpretative afferenti un pregresso rapporto contrattuale con la Pubblica Amministrazione. Da ciò discende, altresì, il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo, atteso che si verte in materia di diritti soggettivi nascenti da contratto di concessione.
È sproporzionato e anticoncorrenziale chiedere l’iscrizione all’Albo dei concessionari per l’affidamento di attività di (mero) supporto alla riscossione delle entrate
È illegittima per evidente sproporzione – e immediatamente impugnabile – la clausola del bando di gara per l’affidamento dei servizi di (mero) supporto alle attività di riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie degli Enti locali che prevede, ai fini dell’abilitazione del fornitore, l’iscrizione all’Albo dei concessionari, limitando la stessa eccessivamente la concorrenza in favore degli operatori iscritti all’Albo di cui all’art. 53 d.lgs. n. 446 del 1997.
Costituzionalità dell’obbligo di autorizzazione all’arbitrato
11 Maggio 2016 | di Maria Grazia Carcione
La Corte costituzionale ha ribadito la conformità a Costituzione della legge n. 190 del 2012 nella parte in cui, stabilendo che gli arbitrati nella fase di esecuzione dei contratti pubblici sono ammissibili se previamente autorizzati dall’amministrazione, ha sancito l’applicazione di tale divieto anche agli arbitrati conferiti dopo l’entrata in vigore della legge sulla base di clausole compromissarie antecedenti.
Condizioni e limiti dei ricorsi cumulativi
Nel settore degli appalti pubblici, il ricorso cumulativo relativo a distinti procedimenti di gara è ammesso nel caso in cui vengano in rilievo atti della medesima Amministrazione, le procedure si siano svolte con le identiche regole e siano state prospettate univoche censure.
Le imprese concorrenti devono dichiarare tutte le pregresse risoluzioni contrattuali a pena di esclusione
10 Maggio 2016 | di Federica Moschella
In conformità all’onere collaborativo che sottende i rapporti con la pubblica amministrazione, il requisito, e i relativi obblighi dichiarativi, di cui all’art. 12, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 157 del 1995 – cui corrisponde la fattispecie ex art. 38, comma 1, lett. f), ultima parte, d.lgs. n. 163 del 2006 – non può riferirsi ai soli errori commessi in precedenti rapporti con la stazione che ha indetto la gara. Le imprese concorrenti devono pertanto dichiarare, a pena di esclusione, le pregresse risoluzioni contrattuali anche se relative ad appalti affidati da altre stazioni appaltanti - diverse da quella che ha bandito la gara che, normalmente, non è a conoscenza di tali fatti - atteso che tale causa di esclusione è posta a garanzia del rapporto fiduciario con la pubblica amministrazione.
Presupposti di iscrizione nel casellario informatico: dichiarazioni mendaci per l’attestazione SOA
Requisiti: Falsa dichiarazione e falsa documentazione
Gli operatori economici impegnati nel settore dei pubblici appalti, al fine di garantire l’affidabilità e la sicurezza richiesta, devono adempiere con la massima diligenza gli oneri dichiarativi, funzionali all’acquisizione delle attestazioni di qualificazione utili alla partecipazione alle gare, in quanto la sensibilità e il rango elevato degli interessi in gioco implica l’impiego della diligenza professionale corrispondente a quella di matrice civilistica da parte dei soggetti contraenti con l’Amministrazione. A tutela dei suddetti principi, l’art. 40, comma 9-quater, d.lgs. n. 163 del 2006 prevede un meccanismo sanzionatorio per le ipotesi di dichiarazioni mendaci rese con dolo o colpa grave.
Obbligo di dichiarazione dei precedenti penali ed esclusione dalla gara
09 Maggio 2016 | di Angelica Cardi
Il principio di parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza obbligano l’Amministrazione ad escludere un operatore che non abbia comunicato un documento o un’informazione la cui produzione era prevista dalla lex specialis a pena di esclusione e non vi è possibilità di invocare il soccorso istruttorio né il cd. falso innocuo.
Il risarcimento del danno e annullamento d’ufficio in autotutela
Il provvedimento di autotutela, anche nel caso di aggiudicazione provvisoria, deve comunque esternare le ragioni di fatto e di diritto sulla base delle quali l’Amministrazione si è determinata a provvedere in tal senso, con conseguente obbligo della stazione appaltante di risarcire i danni derivanti dall’atto che le abbia omesse.
Acta est fabula: dopo la sentenza “Puligienica” il ricorso incidentale non è più escludente
09 Maggio 2016 | di Sabrina Tranquilli
La regola dell'esame prioritario del ricorso incidentale escludente rispetto al ricorso principale deve ritenersi definitivamente superata per effetto della sentenza Puligienica (Corte giust. UE, grande Sez., 5 aprile 2016, C- 689/13). La suddetta sentenza ha infatti sancito che il numero di partecipanti alla procedura di aggiudicazione dell’appalto pubblico, il numero dei ricorrenti e la divergenza dei motivi dedotti in giudizio, sono privi di rilevanza ai fini dell’applicazione del principio giurisprudenziale della sentenza Fastweb (Corte giust. UE, Sez. X, 4 luglio 2013, C-100/2012) riconoscendo dunque che, in tali circostante, vi è la necessità di esaminare entrambi i ricorsi.
Sulla natura non vincolante dei pareri espressi dall’ANAC ex art. 6, comma 7, d.lgs. n. 163/2006 e sulla non risarcibilità dei danni evitabili con la diligente utilizzazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento
06 Maggio 2016 | di Giusj Simone
Con la sentenza n. 5019, scaturita dalla iniziativa giurisdizionale di una stazione appaltante volta a contestare il contenuto di due pareri di precontenzioso resi dalla allora AVCP, ora ANAC, sulla gara bandita dalla stazione appaltante medesima, l’adito TAR ha modo di ribadire, per un verso, l’ “incontroverso quadro normativo e giurisprudenziale” sulla mancanza di valore cogente dei pareri resi dall’ANAC nell’esercizio del potere consultivo di cui all’art. 6, comma 7, lett. n), del d.lgs. n. 163/2006, e, per altro verso, il canone ermeneutico della non risarcibilità dei danni evitabili con l’impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
P. Clarizia, F. Freni