Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/10/02/e-consentito-lavoratore-cumulare-prestazioni-subordinate-ed-accessorie/
Timestamp: 2017-01-23 16:48:28+00:00
Document Index: 122892962

Matched Legal Cases: ['art.48', 'art.34', 'art.70', 'art.70', 'art.70', 'art.70', 'art. 12', 'art.70', 'e contrario']

E’ CONSENTITO LAVORATORE CUMULARE PRESTAZIONI SUBORDINATE ED ACCESSORIE ? | Francesco Colaci's BLOG
« REGOLAMENTAZIONE VIGENTE SUI PERMESSI LAVORATORI PER DONAZIONE SANGUE
E’ CONSENTITO LAVORATORE CUMULARE PRESTAZIONI SUBORDINATE ED ACCESSORIE ?
Riguardo al quesito di cui al titolo,si deve premettere che la questione prevista dal medesimo nella realta’ puo’ interessare due distinte ipotesi concernenti:
1)lavoratore subordinato che intende svolgere contestualmente prestazioni accessorie con distinto datore di lavoro ;
2) lavoratore subordinato interessato a rendere contestualmente prestazioni accessorio con il medesimo datore di lavoro.
Delineate le possibili situazioni come precisate nei numeri 1) e 2) ,per rispondere al quesito riguardanti le stesse ,necessita anzitutto riportarsi alla regolamentazione del lavoro accessorio ,indagando se e come essa abbia previsto e disciplinato la questione riportata nel titolo.
Orbene ,ricordato che il lavoro accessorio, almeno con riferimento al nostro attuale ordinamento nazionale, è stato introdotto dal D.Lgs. n. 276/2003, che , malgrado le molteplici modifiche intervenute nel tempo trascorso ,non risulta aver mai preso in considerazione e disciplinata l’ipotesi sub 1) , il che in pratica consente di affermare che la legislazione , le dispsizioni amministrative delle istituzioni competenti ,(Mlps ed Inps in primis), la dottrina e neppure la giurisprudenza hanno avuto modo di intervenire per negare la legittimita’ dell’eventuale situazione in cui lavoratore subordinato svolge contestualmente anche prestazioni accessorie con un distinto datore di lavoro .
La stessa cosa ,invece ,non e’ stato per l’ipotesi sub 2)., rispetto alla quale ,si reputa opportuno amzitutto evidenziare che in materia di lavoro accessorio ,dal 25.6.2015 ,, vige l’art.48 del dec.legvo n.81/2015 ,che, abrogando tra’altro gli artt . 70 e seguenti del dec.legvo n.276/03, ha introdotto una nuova regolamentazione sul lavoro accessorio ,prevedendo in particolare , attraverso il combinato disposto dei commi 1 e 3 dell’articolo citato ,quanto segue:
“a) Prestazioni di lavoro accessorio ,intendendo per tali le attivita’lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalita’ dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro netti nel corso di un anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati,nonche’ , le attivita’ lavorative svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro netti , rivalutati annualmente” ;
“b) Dette prestaxioni accessorie si applicano in agricoltura:
B) alle attivita’ agricole svolte a favore di soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.,restandp precisato che il citato comma 6 dell’art.34 recita:”. I produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato, in caso di inizio di attivita’, prevedono di realizzare un volumeDecreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972 n. 633 -d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi dacessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l’obbligo di numerare e conservare lefatture e le bollette doganali a norma dell’articolo 39. I cessionari e i committenti, se acquistano i beni o utilizzano i servizi nell’esercizio dell’impresa, devono emettere fattura, con le modalita’ e nei termini di cuiall’articolo 21, indicandovi la relativa imposta, determinata applicando le aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione, consegnarne copia al produttore agricolo e registrarla separatamente a norma dell’articolo 25.Le disposizioni del presente comma cessano comunque di avere applicazione a partire dall’anno solare successivo a quello in cui e’ stato superato illimite di 7.000 euro a condizione che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni di altri beni. I produttori agricoli hanno facolta’ di non avvalersi delle disposizioni del presente comma. In tal caso, l’opzione ola revoca si esercitano con le modalita’ stabilite dal regolamento di cui al, edecreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442 successive modificazioni.”
In secondo luogo , ai fini che interessano , si segnala che il comma 1 ,secondo periodo, dell’art.70 del decreto legvo, 276 /03 , (successivamente abrogato ) disponeva :
“In via sperimentale per l’anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche le attivita’ lavorative di natura occasionale rese nell’ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatore in favore di datori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilita’ di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale”
Si rimarca ,altresi’, che la disposizione or ora riportata e’ stata oggetto di interpello al MLPS ,che ha fornto ‘ risposta con la nota prot. n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 , secondo cui:” La medesima disposizione(art.70 ,c.1 secondo periodo) ) esclude …la possibilità di utilizzare il sistema dei c.d. voucher presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale, con l’intento di tutelare la ratio sottesa a tale rapporto di lavoro ed evitare possibili forme elusive dell’utilizzo del lavoro accessorio.In risposta al quesito avanzato, si ritiene dunque che i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale ” Pertanto ,in virtu’ di quanto sopra specificato ,.l’ipotesi sub 2) ,non solo è risultata disciplinata ed ammessa dal legislatore( art.70 ,comma 1 ,secondo periodo, del dec.legvo276/03) ,ma anche dal MLPS ( risposta n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ), sia pure con la precisazione che soltanto ” i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale con lo stesso datore di lavorio“, risultando invece , esclusi i lavoratori subordinati a part time , e cio’ “onde evitare possibili forme elusive dell’utilizzo del lavoro accessorio”.
Infine ,per completezza informativa , non si puo’ fare a meno di richiamare l’attenzione pure sulla circolare Inps n.49/2013 ,che al punto 2 dichiara:”
“Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, con riferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto,salvo poi aggiungere che:”“In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto del lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.”
Quest’ultima affermazione dell’Istituto previdenziale ,.non solo si pone in contrasto con quanto asserito dal Mlps nella risposta all’interpello n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ,ma soprattutto non trova fondamento e giustificazione in una specifica e vigente disposizione normativa sul lavoro accessorio ,anche perché nel frattempo la disposizione del comma 1 ,secondo periodo, dell’art.70 del dec.276/03 ,di cui si è fatto cenno prima, e’ stata abrogata ad opera della legge n.106/2011 ,di conversione del dec.legge n.70/2011 , il che , quindi , significa che , quando risulta emanata la circolare Inps n.49/13 ,il richiamato comma 1 ,secondo periodo,aveva cessato di far parte delle norme sulla regolamentazione del lavoro accessorio e di conseguenza va considerara decaduta pure la pronuncia fornita in merito dal Mlps con l’interpello di cui alla n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 , secondo cui era confermato il divieto di prestare lavoro occasionale nei confronti del prestratore subordinato occupato presso lo stesso datore di lavoro, se legato al medesimo da rapporto subordinato part time.
Il valore vincolante di quanto previsto nella circolare Inps richiamata ,si ritiene essere pari a quello che,ad esempio ,si legge percorrendo le strade di grande cpmunicazioni che inviotano alla prudenza e a moderare la velocita.Vale a dire che l’infrazione scatta non gia’ perché l’atomibilista non ha tenuto conto di quanto raccomandato dalla società gestrice dell’autostrada ,bensi’ in quanto venga superato il limite di velocita’ fissato dallle norme legislative contenute nel codice della strada.
In proposito appare di conforto :
a) il brocardo che dichiara :”Quam lex voluit dixit,ubi noluit tacuit”;
b) il principio di legalità ,che afferma la corrispondenza dell’attività amministrativa alle prescrizioni di legge ;
c) il dispositivo dell’art. 12 della c.d. Preleggi,che recita:”Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore ,Infatti ,nel caso in esame la legge ha taciuto,l’attivita’ amministtativa deve corrispondere alle prscrizioni di legge ,che in concreto mancano ed infine l’Inps non puo’ introdurre un’interpretazione che non puo’ riportarsi ad uno specifivo testo legislativo,che risulta inesistente.
Infatti ,circa l’ipotesi sub 1),la risposta affermativa risultava gia’ fornita dal Mlps in occasione del riscontro all’interpello . con nota n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010 ,in cui testualmente dichiarava: “… si ritiene dunque che i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno possano comunque svolgere prestazioni di natura occasionale ”
Ma consenso deve essere fornito pure per l’ipotesi sub 2), rispetto al quale oltretutto ormai non è consentito distinguere tra lavoro subordinato a tempo pieno e parziale, dopo l’ intervenuta abrogazione del comma 1 ,secondo periodo ,dell’art.70 del dec.legvo n.276/03 ,ed il venir della persistenza di validita’ed efficacia del parere contrario ,pur se limitato al part time ,esplicitato, in costanza di vigenza del predetto comma ,dal Mlps con la piu’ volte citata nota .n. 25/I/0021956 del 22 dic 2010,.
Si conclude la presente esposizione, confidando che senso di responsabilità dei datori di lavoro , assistito dal diligente e costante impegno degli organi istituzionali addetti alla vigilanza , riescano a prevenire e contrastare con la necessaria efficacia le finalita’ antielusive .che di certo potrebbero essere favorite dal ricorso strumentale e fraudolento al lavoro accessorio assegnato a prestatori titolari di contratto di tipo subordinato a tempo pieno o parziale presso lo stesso o diverso datore di lavoro ,che ,non solo deve comuque avvenire nel rispetto dei limiti fissiti dalle leggi per il compenso e lper l’orario di prestazione giornaria ,ma che risulterebbe preferibile utilizzare i voucher per prestazioni occasionali riferbili a categoria professionale,,mansioni lavorative , attivita’ produttive ed inquadramento contrattuale del tutto differenti ,rispetto a quelle del rapporto dipendente,proprio al fine di non favorire involontarie ,ma pericolose commistioni ,che potrebbero alimentare dubbi ed incertezza di giudizio negli organi istituzionali con valutazioni negative e decisioni dannose a carico dei datori di lavoro coinvolti.
Vale a dire che nel caso di specie ,predendo atto di una legislazione incompleta e d’indirizzi amministrativi contrastanti tra organi istituzionali , e’ opportuno affidarsi alla sapienza popolare ed in particolare al proverbio secondo cui :”la prudenza non e’ mai troppa!”
Min. lav., nota 46/2010,
Inps, circ. 29.3.2013, n. 49
This entry was posted on 02/10/2016 at 18:01 and is filed under Uncategorized.	You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.