Source: http://www.cortinirizzo.it/blog/2015/04/
Timestamp: 2020-07-08 04:48:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.25', 'art.21', 'art.25', 'art.25', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15']

Con riferimento al nuovo obbligo di emissione in formato elettronico delle fatture verso la Pubblica Amministrazione decorso dal 31 marzo 2015, con la presente desideriamo riepilogare brevemente le modalità operative collegate a tale adempimento.
Il D.L. 66 del 24 aprile 2014, all’art.25, ha introdotto l’obbligo, a partire dal 31 marzo 2015, di emissione della fattura elettronica verso tutte le Pubbliche Amministrazioni.
I fornitori dovranno emettere la fattura in formato XML, firmarla digitalmente ed inviarla al SdI, ossia il Sistema di Interscambio, che si occupa di ricevere la FatturaPA, controllare la stessa e consegnarla all’ente destinatario per poi emettere un report sull’esito della consegna; infine, la fattura dovrà essere conservata con le disposizioni previste per le fatture elettroniche.
Il Fornitore può, inoltre, controllare lo stato di avanzamento della fattura abilitandosi gratuitamente sulla Piattaforma per la Certificazione dei Crediti così da monitorare l’invio, la ricezione, gli esiti, la contabilizzazione e il pagamento da parte dell’ente.
Nel “corpo” della fattura devono essere indicati obbligatoriamente, oltre ai dati previsti dall’art.21 DPR 633/1972 e nel caso siano stati attribuiti dall’ente alla fornitura in questione:
il Codice univoco Ufficio che, in caso di mancata comunicazione da parte dell’Amministrazione Pubblica, è recuperabile sul sito www.indicepa.gov.it, nella sezione ricerca avanzata selezionando l’ente di riferimento;
il Codice Identificativo Gara (CIG, di cui all’art.25 c.2 D.L. 66/2014, tranne nei casi di esclusione ivi richiamati);
il Codice Univoco di Progetto (CUP, per le fatture di opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria o interventi finanziati da contributi comunitari).
La mancata indicazione del primo codice comporterà lo scarto della fattura, mentre, nel caso in cui fossero omessi il secondo e il terzo codice, se ne è prevista l’indicazione, la P.A. sarà impossibilitata a procedere con il pagamento del corrispettivo (c.3, art.25 D.L. 66/2014).
Per le operazioni rese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, opererà, inoltre, anche lo Split Payment (salvo i casi in cui tale meccanismo non operi: prestazioni di reverse charge per cui l’ente è debitore d’imposta e prestazioni rese da professionisti), ma appunto in “formato elettronico”.
Dal punto di vista contabile, infine, è necessario attribuire una numerazione separata delle fatture elettroniche rispetto a quella attribuita alle fatture “cartacee” e contabilizzarle separatamente utilizzando due registri Iva differenti; ciò in considerazione del fatto che le fatture elettroniche soggiacciono all’obbligo della conservazione sostitutiva.
LA COMPENSAZIONE INTERNA DI RITENUTE VIETATA DAL 2015
Una delle disposizioni introdotte dal Decreto “Semplificazioni” al fine di “favorire la trasparenza e semplificare le operazioni poste in essere dai sostituti d’imposta” riguarda il “recupero” delle ritenute versate in eccesso rispetto al dovuto.
In particolare è disposto che, a decorrere dal 1 gennaio 2015, quanto versato in eccesso a titolo di ritenute (di qualsiasi natura) può essere scomputato dai successivi versamenti esclusivamente tramite compensazione nel mod. F24. Non è quindi più possibile lo “scomputo diretto”.
Con una recente Risoluzione sono stati istituiti gli appositi codici tributo per evidenziare nel mod. F24 l’importo a credito, derivante dal maggior versamento, da utilizzare in compensazione.
Utilizzo dell’eccedenza di versamento di ritenute
A fronte di un erroneo versamento in eccesso di ritenute:
fino al 31 dicembre 2014 il sostituto d’imposta aveva la possibilità di scomputare nell’anno le maggiori ritenute versate dai successivi versamenti di ritenute:
senza “transitare” per il modello F24, che doveva essere utilizzato soltanto per il versamento di quanto dovuto, al netto dello scomputo operato;
evidenziando lo scomputo operato in sede di dichiarazione (quadri ST ed SX del mod. 770);
dall’ 1 gennaio 2015 il sostituto d’imposta deve obbligatoriamente evidenziare nel modello F24 la compensazione tra il maggior importo versato (credito) e l’importo dovuto, anche se debito e credito riguardano la medesima tipologia di ritenuta.
A seguito di tale nuova modalità obbligatoria è stato quindi abrogato il comma 1 dell’art. 1, DPR n. 445/97 in base al quale il sostituto d’imposta poteva scomputare “direttamente” dai versamenti successivi di ritenute l’eccedenza di ritenute sorta precedentemente, evidenziando l’utilizzo del credito nel modello 770.
N.B. La nuova modalità di compensazione tramite il modello F24 costituisce solo una diversa modalità espositiva di dette compensazioni rispetto a quanto previsto fino al 2014. Ciò comporta che restano inalterate le regole e le limitazioni alle quali sono soggette le compensazioni delle ritenute “in corso d’anno”. In particolare si evidenzia che, come in passato, tali compensazioni continuano a poter essere effettuate nel limite del monte ritenute del mese. Non è quindi possibile compensare somme di natura diversa, quali, contributi, Iva, Irpef, Ires, ecc. Tale possibilità rimane confermata con riferimento alle eccedenze risultanti dal modello 770 (codici tributo 6781, 6782 e 6783).
Come previsto dall’ultimo periodo del citato art. 15 e precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 30.12.2014, n. 31/E:
tali compensazioni non concorrono alla determinazione del limite massimo compensabile annuo, pari ad € 700.000;
in caso di crediti compensati per importi superiori a € 15.000 annui, l’obbligo di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione, trovando applicazione per le sole compensazioni orizzontali, non riguarda la compensazione tra crediti e debiti entrambi relativi a ritenute.
Come sopra accennato l’art. 15 in esame prevede espressamente che le nuove modalità di utilizzo delle eccedenze di versamento di ritenute trovano applicazione a decorrere dall’ 1 gennaio 2015. In merito, nella citata Circolare n. 31/E l’Agenzia delle Entrate ha precisato che: “le predette modalità di scomputo devono essere adottate per tutte le compensazioni effettuate a decorrere dall’ 1 gennaio 2015, indipendentemente dall’anno di formazione delle eccedenze, sempreché la compensazione non sia riferita all’anno 2014”.
La stessa Agenzia fa riferimento, ad esempio, alle ritenute compensate a febbraio 2015, relative a retribuzioni 2014 erogate entro il 12 gennaio 2015.
Ciò è ribadito nella Risoluzione 10 febbraio 2015, n. 13/E nella quale è precisato che le compensazioni “riferite ad operazioni di competenza dell’anno d’imposta 2014 … continuano ad essere effettuate con le previgenti modalità”.
Con la citata Risoluzione n. 13/E, l’Agenzia delle Entrate ha istituito gli specifici codici tributo da utilizzare per l’esposizione nel modello F24 degli importi a credito compensabili, derivanti dal versamento in eccesso di ritenute.
Codice Descrizione Sezione mod.F24
1627 Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro dipendente e assimilati – ex art. 15, comma 1, lett b), D.Lgs. n. 175/2014 Erario
Eccedenza di versamenti di ritenute da lavoro autonomo, provvigioni e
redditi diversi – ex art. 15, comma 1, lett b), D.Lgs. n. 175/2014 Erario
1629 Eccedenza di versamenti di ritenute su redditi di capitale e di imposte sostitutive su redditi di capitale e redditi diversi – ex art. 15, comma 1, lett b), D.Lgs. n. 175/2014 Erario
1669 Eccedenza di versamenti di addizionale regionale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta – ex art. 15, comma 1, lett b), D.Lgs. n. 175/2014 Regioni
1671 Eccedenza di versamenti di addizionale comunale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta – ex art. 15, comma 1, lett b), D.Lgs. n. 175/2014 Imu e altri tributi locali
N.B. Come “Anno di riferimento” va indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento in eccesso.
Dichiarazione redditi per l’anno 2014: quali documenti servono
Anche per quest’anno si avvicina l’appuntamento per le persone fisiche per dichiarare con il modello Unico 2015 oppure con il modello 730/2015 i redditi percepiti nell’anno appena trascorso e per beneficiare di deduzioni (dal reddito) e/o detrazioni (d’imposta) per oneri sostenuti. La redazione della dichiarazione dei redditi, inoltre, è necessaria per comunicare al fisco situazioni o fatti specifici.
Al fine di poter correttamente dichiarare i redditi 2014 e fruire delle detrazioni/deduzioni possibili ti forniamo un elenco dei documenti che certificano redditi percepiti, spese sostenute e altri documenti che sei invitato a raccogliere e trasmettere allo Studio entro il 30 aprile 2015.
Per i familiari a carico serve un prospetto indicante i dati del familiare, i mesi per cui è a carico, la percentuale di detrazione;
Copia della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (se non redatta dallo Studio);
Visure catastali degli immobili di proprietà (in caso di nuovo Cliente o variazioni dati);
Copie atti di acquisto, vendita, donazione, successione, ecc.;
Documentazione rivalutazione terreni, fabbricati, partecipazioni ed estromissioni di immobili;
Copie Contratti di locazione (se non curati dallo Studio per conto dei proprietari);
Certificazione Unica 2015 – CU (dipendenti, pensionati, amministratori, collaboratori, ecc.);
Certificato compensi di lavoro autonomo/occasionale;
Certificazione redditi d’impresa (redditi di società di persone e/o società di capitali in regime di trasparenza fiscale) per le società la cui contabilità non è curata dallo Studio;
Certificazioni di ritenute d’acconto subite per prestazioni occasionali, provvigioni occasionali, diritti d’autore, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi di partecipazione, ecc.;
Spese mediche e dentistiche, per occhiali, lenti a contatto, spese per esami, terapie, anche omeopatiche o riabilitative, per protesi e apparecchi sanitari, degenze, interventi chirurgici, assistenza infermieristica, per acquisto di medicinali dietro prescrizione medica, ecc. Eventuali spese sanitarie sostenute nell’interesse di familiari non a carico. Dette spese devono essere documentate da fatture, scontrini parlanti, prescrizioni mediche;
Interessi passivi su mutui ipotecari relativi ad immobili adibiti ad abitazione, su mutui contratti per interventi di manutenzione/ristrutturazione e su mutui agrari (allegare anche copia del contratto di mutuo e atto di compravendita); in caso di acquisto nell’esercizio allegare anche parcella del notaio e fattura del mediatore; spese di perizia; spese di istruttoria mutuo;
Documentazione (anche di anni passati) per la detrazione del 36% – 50% sulle ristrutturazioni immobiliari e pratiche di risparmio energetico per detrazione 55% – 65% (fatture, bonifici, dati catastali, certificaz. condominio, comunicazioni, pratica ENEA);
Documentazione per la detrazione del 50% relativa al “bonus mobili”;
Certificato di versamento della Assicurazione R.C. Auto;
Deleghe di pagamento delle imposte pagate nell’anno (modello F24 per versamenti di giugno, rate successive e secondo acconto di novembre);
Deleghe di pagamento delle imposte non pagate nell’anno (modello F24 per versamenti di giugno, rate successive e secondo acconto di novembre);
Ricevute versamenti contributi previdenziali e assistenziali (artigiani, commercianti, professionisti, ecc.);
Versamenti IMU effettuati nell’anno (giugno e dicembre).