Source: http://www.edilone.it/normativa/agenzia-per-la-rappresentanza-negoziale-delle-pubbliche-amministrazioni-comunicato-contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-del-personale-del-comparto-delle-istituzioni-e-degli-enti-di-ricerca-e-s/
Timestamp: 2019-02-20 23:51:24+00:00
Document Index: 106753823

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 53', 'art. 13', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 13', 'art.  54', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 15', 'art.  19', 'art. 1', 'art. 1', 'art.  2122', 'art. 71', 'art.  11', 'art. 2', 'art.  4', 'art. 8', 'art.\n43', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 5', 'art. 43', 'art.  63', 'art. 64', 'art.  64', 'art. 64', 'art.  6', 'art. 6', 'art.   2122', 'art.  18', 'art. 30', 'art. 52', 'art.  58', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 22', 'art. 19', 'art.  19', 'art. 19', 'art. 40', 'art.  8', 'art. 32', 'art. 34', 'art. 39', 'art. 28', 'art.  34', 'art. 36', 'art. 33', 'art. 40', 'art. 34', 'art.   10', 'art. 47', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 4', 'art.  4', 'art. 4', 'art.  69']

AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione per il quadriennio normativo 2002-2005 | Edilone.it
<MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 13 gennaio 2006
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 19 aprile 2006>
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione per il quadriennio normativo 2002-2005
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione per il quadriennio normativo 2002-2005 ed il primo biennio economico 2002-2003. (GU n. 93 del 21-4-2006)
Contratto  collettivo  nazionale di lavoro del personale del comparto
delle  istituzioni  e  degli enti di ricerca e sperimentazione per il
quadriennio   normativo  2002-2005  ed  il  primo  biennio  economico
—->   Vedere a pag. 47  in formato zip/pdf
Le  Parti,  preso  atto  che  la Corte dei conti in data 7 aprile
2006,  ha  certificato  positivamente  l’ipotesi gia’ sottoscritta il
23 marzo  2006 procedono alla sottoscrizione definitiva dell’allegato
COMPARTO  DELLE ISTITUZIONI E DEGLI ENTI DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE
PER  IL  QUADRIENNIO  NORMATIVO  2002-2005  ED  IL  BIENNIO ECONOMICO
1.  Il  presente  C.C.N.L.  si  applica  a tutto il personale con
rapporto  di  lavoro  a  tempo  indeterminato  o a tempo determinato,
esclusi  i dirigenti amministrativi, dipendente dalle amministrazioni
del  comparto  di  cui  all’art. 7 del C.C.N.Q. sulla definizione dei
comparti di contrattazione collettiva stipulato il 18 dicembre 2002 e
2.  Al personale del comparto soggetto a processi di mobilita’ in
conseguenza  della  soppressione, fusione, scorporo, trasformazione e
riordino,  ivi  compresi i processi di privatizzazione, si applica il
presente contratto sino alla data dell’inquadramento definitivo nella
nuova  amministrazione  o  ente  pubblico o privato, data dalla quale
decorre  il  contratto  vigente  nel comparto o ente o istituzione di
3.   Il  riferimento  alle  istituzioni  ed  enti  di  ricerca  e
sperimentazione di cui al comma 1 e’ riportato nel testo del presente
contratto come enti.
Durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione
1.  Il presente contratto concerne il periodo dal 1° gennaio 2002
al  31 dicembre  2005  per  la  parte  normativa  ed  e’  valido  dal
1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2003 per la parte economica.
2. Gli effetti giuridici decorrono dalla data di stipulazione del
presente  C.C.N.L., salvo diversa indicazione nel corpo del contratto
medesimo.   La   stipula   s’intende   avvenuta   al   momento  della
sottoscrizione  da  parte  dei  soggetti  negoziali,  a  seguito  del
perfezionamento  delle  procedure  di  cui  agli articoli 47 e 48 del
3.  Gli  istituti a contenuto economico e normativo con carattere
vincolato  e  automatico  sono applicati dagli enti destinatari entro
trenta giorni dalla data di stipula di cui al comma 2.
di  anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti,
scadenza.  Le  disposizioni  contrattuali  rimangono in vigore fino a
quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo.
tale  periodo  e  per  il  primo  mese  successivo  alla scadenza del
contratto, le parti negoziali non assumono iniziative unilaterali ne’
procedono ad azioni conflittuali.
nelle  misure  e  secondo  le  scadenze  previste  dall’accordo sulla
politica  dei  redditi  del 23 luglio 1993. Per l’erogazione di detta
indennita’ si applica la procedura degli articoli 47 e 48 del decreto
7.  In sede di rinnovo biennale per la determinazione della parte
economica,   ulteriore  punto  di  riferimento  del  negoziato  sara’
costituito  dalla  comparazione tra l’inflazione programmata e quella
effettiva intervenuta nel precedente biennio, secondo quanto previsto
dall’accordo di cui al comma precedente.
1.  Il  rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato e’
costituito  e  regolato dai contratti individuali secondo il presente
contratto e disposizioni di legge.
2. Nel contratto di lavoro individuale, per il quale e’ richiesta
la forma scritta, sono comunque indicati:
b) data  di  inizio  e, per il tempo determinato, l’apposizione
del termine finale;
c) livello  e profilo di assunzione, unitamente all’indicazione
della retribuzione;
e) sede di prima destinazione;
f) causale per il tempo determinato.
3.  Il  contratto individuale specifica che il rapporto di lavoro
e’  disciplinato dai contratti collettivi nel tempo vigenti anche per
le  cause  di  risoluzione  e per i termini di preavviso. E’, in ogni
modo,   condizione   risolutiva   del  contratto,  senza  obbligo  di
preavviso,  l’annullamento  della  procedura  di  reclutamento che ne
costituisce il presupposto.
4.  In caso di assunzione a tempo parziale, ai sensi dell’art. 19
del  C.C.N.L.  21 febbraio  2002,  il contratto individuale di cui al
comma 1 indica anche l’articolazione dell’orario di lavoro assegnata,
nell’ambito delle tipologie di cui allo stesso art. 19.
5.  L’ente,  prima  di  procedere  alla  stipula del contratto di
lavoro  individuale  ai  fini dell’assunzione, invita l’interessato a
presentare  entro  trenta  giorni  la documentazione prescritta dalle
disposizioni  vigenti  ed indicata nel bando di concorso, fatte salve
le  norme  di semplificazione amministrativa e di autocertificazione.
Entro il medesimo termine l’interessato e’ tenuto a dichiarare, sotto
la propria responsabilita’, salvo quanto previsto dall’art. 19, comma
8  del  C.C.N.L.  21 febbraio  2002,  di  non avere altri rapporti di
impiego  pubblico  o  privato  e  di  non  trovarsi  in nessuna delle
situazioni  di  incompatibilita’  richiamate dall’art. 53 del decreto
legislativo  n.  165/2001,  ovvero  a  presentare la dichiarazione di
opzione per la nuova amministrazione.
6.  Scaduto  inutilmente  il  termine  di cui al comma 5, e fatta
salva la possibilita’ di una sua proroga a richiesta dell’interessato
nel  caso di comprovato impedimento, l’ente comunica di non poter dar
luogo alla stipula del contratto.
7.  Nelle  ipotesi in cui e’ prevista la riammissione in servizio
ai  sensi dell’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica n.
411/1976,  il  rapporto  di  lavoro  si instaura nuovamente a seguito
della  stipulazione  di un nuovo contratto individuale di lavoro, con
salvaguardia   del   livello   e  profilo  acquisiti,  nonche’  della
corrispondente  retribuzione (ivi compresa la progressione economica)
o,  per  i  ricercatori  e  tecnologi,  della  posizione  stipendiale
corrispondente  all’anzianita’  maturata  e/o  riconosciuta  all’atto
della cessazione dell’impiego
1.  Il dipendente assunto a tempo indeterminato e’ soggetto ad un
periodo di prova della durata di tre mesi.
2. Ai fini del compimento del periodo di prova si tiene conto del
solo servizio effettivamente prestato.
3.  Il  periodo  di  prova  e’  sospeso  in  caso  di assenza per
malattia. In tal caso il dipendente ha diritto alla conservazione del
posto  per  un  periodo  massimo  di  sei  mesi,  decorso il quale il
rapporto  e’  risolto  fatta  salva  diversa, motivata determinazione
dell’ente,  anche  in relazione a quanto previsto dall’art. 17, comma
3,  del  C.C.N.L.  21 febbraio  2002.  In  tale periodo al dipendente
compete lo stesso trattamento economico previsto per il personale non
in  prova.  In  caso di infortunio sul lavoro o malattia per causa di
servizio si applica l’art. 18 del C.C.N.L. 21 febbraio 2002.
4.  Il  periodo  di prova resta altresi’ sospeso negli altri casi
espressamente previsti dalle leggi o dai regolamenti vigenti.
5. Le assenze riconosciute come causa di sospensione ai sensi del
comma  4 sono soggette allo stesso trattamento economico previsto per
le corrispondenti assenze del personale non in prova.
6.  Decorsa  la meta’ del periodo di prova di cui al comma 1, nel
restante  periodo  ciascuna delle parti puo’ recedere dal rapporto in
qualsiasi  momento  senza  obbligo  di  preavviso  ne’  di indennita’
sostitutiva del preavviso, fatti salvi i casi di sospensione previsti
dai  commi 3  e  4.  Il recesso opera dal momento della comunicazione
alla controparte. Il recesso dell’ente deve essere motivato.
7. Il periodo di prova non puo’ essere rinnovato o prorogato alla
8.  Decorso  il  periodo di prova senza che il rapporto di lavoro
sia  stato  risolto  da  una  delle  parti,  il dipendente si intende
confermato  in  servizio  e  gli  viene riconosciuta l’anzianita’ dal
giorno dell’assunzione a tutti gli effetti.
9.  In  caso  di  recesso, la retribuzione viene corrisposta fino
all’ultimo  giorno  di  effettivo  servizio,  compresi  i ratei della
tredicesima mensilita’; spetta altresi’ al dipendente la retribuzione
10.  Il  dipendente  proveniente  dallo  stesso  ente, durante il
periodo  di  prova,  che  in  tal  caso e’ dimezzato, ha diritto alla
conservazione  del  posto  ed  in  caso  di mancato superamento della
prova, a domanda, e’ restituito al livello e profilo di provenienza.
11.  Al  dipendente gia’ in servizio a tempo indeterminato presso
gli  enti  del  comparto,  vincitore  di concorso presso altro ente o
altra amministrazione italiana o degli altri Stati membri dell’Unione
europea  che  consentono l’accesso di cittadini italiani, o presso le
istituzioni   dell’Unione   europea,   e’   concesso  un  periodo  di
aspettativa,  senza  retribuzione  e  decorrenza dell’anzianita’, non
inferiore   alla   durata   del  periodo  di  prova  e,  qualora  non
espressamente prevista, per un periodo massimo di sei mesi.
12.  Durante  il  periodo di prova l’ente adotta, ove necessarie,
iniziative  per la formazione del personale neoassunto. Il dipendente
puo’  essere  destinato  in  successione  di tempo a piu’ attivita’ o
servizi,  ferma restando la sua utilizzazione nelle attivita’ proprie
del profilo e livello professionale di appartenenza.
13.  Il  periodo di prova di cui al comma 1 e’ dimezzato nel caso
in  cui  il  vincitore  di  concorso,  assunto a tempo indeterminato,
presti  servizio,  nel  medesimo  ente, senza interruzione, da almeno
dodici  mesi  nel  medesimo  profilo  e  livello pari o superiori con
1.  Fermo  restando  che  i contratti a termine legati a progetti
hanno durata congruente con quella dei progetti stessi, la durata del
rinnovo  degli  altri contratti a termine non puo’ essere superiore a
2.  Qualora  l’assunzione  a  tempo  determinato  avvenga  con le
medesime  modalita’ e procedure previste dalla legge per i concorsi a
tempo   indeterminato,   l’ente  potra’,  nei  limiti  stabiliti  del
fabbisogno  di  personale  e  previo  il  superamento di un’ulteriore
verifica  sull’attivita’  svolta  e  sulla qualificazione conseguita,
trasformare  il  rapporto  a  tempo indeterminato. La norma di cui al
presente  comma  si applica, per un quadriennio, anche al personale a
tempo determinato che, in servizio alla data di entrata in vigore del
presente  contratto, sia in possesso dei requisiti di ammissione alle
predette  procedure  concorsuali.  Restano  ferme,  oltre ai principi
costituzionali   di  acceso  ai  pubblici  impieghi,  le  limitazioni
relative   alle   procedure  autorizzative  alle  assunzioni  e  alle
determinazioni del fabbisogno.
3.  Il  servizio  prestato  a  tempo  determinato  negli enti del
comparto  e’  titolo  valutabile  ai  fini  dell’assunzione  a  tempo
determinato  o  indeterminato,  fino ad un massimo di dieci anni. Gli
enti   potranno  altresi’  prevedere,  nella  definizione  dei  bandi
concorso,  una riserva per il personale di cui al presente comma fino
al  20%  dei posti. Alla stessa riserva puo’ accedere il personale di
ruolo  che,  appartenente  al  profilo inferiore, sia in possesso dei
necessari  requisiti  professionali  e  di  studio  per concorrere al
profilo immediatamente superiore.
4.  Fatti salvi i contratti a tempo determinato a carico di altri
fondi,  la percentuale dei contratti a tempo determinato a carico del
fondo  ordinario  dovra’  tendenzialmente  e  progressivamente essere
ricondotta,   sentite   le   organizzazioni   sindacali,  nei  limiti
fisiologici  previsti  dalle  vigenti  disposizioni  e, comunque, non
oltre il 20%.
Struttura e funzionalita’ del rapporto
Criteri per le procedure di equiparazione
1.  Nelle  ipotesi di passaggio di personale proveniente da altri
comparti  di contrattazione, questo verra’ inquadrato nei livelli del
comparto  ricerca previa contrattazione integrativa nazionale di ente
sulle  tabelle  che,  comunque, dovranno attenersi, pena nullita’, ai
a) equivalenza del titolo di studio previsto dall’inquadramento
nel  comparto  di  provenienza con quello corrispondente nel comparto
b) equivalenza  dei compiti propri del profilo di inquadramento
di origine con quelli del profilo di destinazione.
2.  L’inquadramento  nei  livelli  II  e  I  di  ricercatore e di
tecnologo  avviene  previa  valutazione  della  corrispondenza  delle
posizioni   professionali   e/o   giuridiche   di  provenienza  e  di
destinazione.  La collocazione nelle fasce stipendiali del livello di
inquadramento  avviene  sulla base comparativa del maturato economico
3.  Ai  fini  dell’inquadramento  economico  verra’  calcolato il
maturato  acquisito  nell’ente  di  provenienza  distintamente per la
parte  riferibile  agli  assegni  a  carattere fisso e ricorrente con
carattere  di  generalita’  e  alla  parte concernente il trattamento
accessorio.  L’inquadramento  economico  nella  nuova posizione sara’
effettuato  con  il  conferimento  del  livello  economico  e gradone
annesso  alla fascia o gradone di destinazione; l’eventuale eccedenza
e’  conservata  a  titolo  di  assegno  personale riassorbibile con i
successivi  miglioramenti  economici  a  qualsiasi titolo conseguiti.
Quanto  all’importo  riferito  al  trattamento accessorio, esso sara’
conferito  al  fondo per la produttivita’ con vincolo di destinazione
al  medesimo  dipendente ove sussistano le condizioni di erogabilita’
dei  benefici  di  cui  al fondo stesso, fatta eccezione per la somma
ascrivibile  a  remunerazione  per  lavoro straordinario, che resta a
destinazione indistinta.
Riconoscimento servizi pregressi
1.   In  materia  di  riconoscimento  dei  servizi  pregressi  al
personale  confluito  nel comparto EPR per effetto di disposizioni di
accorpamento,   ristrutturazione  o  soppressione,  si  applicano  le
disposizioni vigenti per il personale del comparto.
2.   Il   20%  delle  anzianita’  di  servizio  eccedenti  quelle
necessarie  alla  partecipazione  alle  selezioni  per  i passaggi di
livello  e/o  gradoni  sono  riconosciute nel gradone e/o nel livello
conseguito  e  sono  utili  ai fini della partecipazione a successive
Opportunita’ di sviluppo professionale per il personale
dal IV al IX livello
1.  Le  anzianita’  di  servizio di cui all’art. 13, comma 3, del
decreto  del  Presidente della Repubblica n. 171/1991 sono ricondotte
rispettivamente  ad  anni  cinque  e ad anni quattro. Tali anzianita’
possono  essere  ulteriormente abbreviate rispettivamente a quattro e
tre  anni previo giudizio di merito formulato da apposita commissione
2.  L’art.  54,  comma 6, terzo periodo, del C.C.N.L. 21 febbraio
2002  e’  sostituito come segue: «I criteri generali per le selezioni
ai fini delle progressioni nei profili sono oggetto di contrattazione
integrativa.  Ove questa non venga conclusa entro sessanta giorni, si
applicano i criteri generali di cui al comma 5.».
3.  Le  progressioni  economiche di cui all’art. 53, comma 2, del
C.C.N.L.  21 febbraio  2002  si realizzano mediante l’attribuzione di
due successive posizioni economiche, ciascuna delle quali conseguente
a distinta procedura selettiva attuata secondo i criteri indicati nei
seguenti commi. Ai fini della partecipazione alla procedura selettiva
per   l’attribuzione  delle  posizioni  economiche,  gli  interessati
debbono  aver  maturato un’anzianita’ di servizio di quattro anni nel
livello  di  appartenenza  o  nella posizione economica inferiore. La
tabella  di cui al comma 1 dell’art. 53 del C.C.N.L. 21 febbraio 2002
deve   intendersi  comprensiva  delle  ex  qualifiche  del  ruolo  ad
esaurimento e di cui all’art. 15 della legge n. 88/1989. Al personale
appartenente  a  tali  ex  qualifiche gli enti conferiranno incarichi
comportanti particolari responsabilita’.
4.  A  decorrere dal biennio 2004-2005 le procedure selettive per
le progressioni di livello ed economiche sono attivate, di norma, con
cadenza biennale.
5.  Gli  enti che non abbiano proceduto ad applicare a regime gli
articoli 53  e  54  del  C.C.N.L.  21 febbraio  2002  possono, previa
contrattazione integrativa, attivare dette procedure con risorse pari
allo  0,25%  del  monte salari del personale di cui al presente Capo,
con decorrenza 1° gennaio 2003.
6.  Gli  effetti  giuridici  ed  economici delle selezioni per il
passaggio  di  livello  e/o  di  progressione economica decorrono dal
1° gennaio   dell’anno   di   riferimento;  i  requisiti  utili  alla
valutazione  di  cui  agli  articoli 53  e  54 predetti devono essere
posseduti alla stessa data.
Soppressione del profilo di ausiliario
1.  Dalla  data  di  entrata in vigore del presente C.C.N.L. sono
soppressi  i profili di ausiliario di amministrazione e di ausiliario
tecnico.  Nelle  more  dell’attivazione delle procedure relative alla
mobilita’ orizzontale e verticale di tale personale, lo stesso rimane
inquadrato ad esaurimento nel profilo di ausiliario. Sono fatte salve
eventuali procedure di reclutamento in atto.
Indennita’ di responsabilita’ per i CTER del IV livello
e funzionari di amministrazione
1. In sede di contrattazione integrativa nazionale di ente verra’
definita  un’indennita’  ulteriore  per  dodici  mensilita’, a carico
delle  risorse  di  cui  al  successivo  art.  19,  da  attribuire al
personale nel profilo professionale di CTER IV livello e al personale
inquadrato  funzionario  di  amministrazione,  cui  venga affidato un
incarico comportante una specifica responsabilita’.
2.   La   medesima   indennita’   e’  attribuibile  al  personale
ricercatore e tecnologo.
1.  Gli  stipendi  tabellari, come stabiliti dall’art. 1, sez. I,
del   C.C.N.L.   21 febbraio   2002,   II   biennio  economico,  sono
indicati nella allegata tabella A, alle scadenze ivi previste.
2.   Gli   importi  annui  degli  stipendi  tabellari  risultanti
3.  A  decorrere  dal  1° gennaio  2003, l’indennita’ integrativa
speciale  (IIS)  di  cui al comma 3 dell’art. 1, sez. I, del C.C.N.L.
21 febbraio  2002,  II biennio economico, cessa di essere corrisposta
come  singola  voce  della  retribuzione  ed e’ conglobata nella voce
stipendio  tabellare.  Detto  conglobamento  non ha effetti diretti o
indiretti  sul trattamento economico complessivo fruito dal personale
in servizio all’estero in base alle vigenti disposizioni.
con riferimento al comma 3 del presente articolo si precisa che
al   personale  in  servizio  all’estero  destinatario  del  presente
contratto,  cui non spetta l’IIS, verra’ applicata una ritenuta sullo
stipendio  metropolitano  corrispondente  alla misura dell’indennita’
integrativa  speciale  percepita al 31 dicembre 2002, che continua ad
essere  considerata  per  il  calcolo  delle trattenute previdenziali
secondo  la  normativa  vigente.  Si  conferma,  altresi’, che per il
suddetto   personale  il  conglobamento  dell’indennita’  integrativa
speciale  sullo  stipendio tabellare e’ utile ai fini dell’indennita’
di buonuscita.
servizio  con  diritto a pensione nel periodo di vigenza del presente
contratto, gli incrementi di cui al precedente articolo hanno effetto
integralmente, alle scadenze e negli importi previsti nella tabella A
ai  fini  della  determinazione  del  trattamento di quiescenza. Agli
effetti  dell’indennita’  premio di fine servizio, di buonuscita o di
trattamenti  equipollenti  comunque  denominati, con esclusione delle
polizze   integrative,  dell’indennita’  sostitutiva  del  preavviso,
nonche’  di  quella  prevista  dall’art.  2122  del codice civile, si
considerano  solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione
del rapporto. Si conferma quanto gia’ previsto dall’art. 71, comma 3,
del C.C.N.L. 21 febbraio 2002.
2. Salvo diversa espressa previsione del C.C.N.L., gli incrementi
dello  stipendio  tabellare  previsti  dal  presente  C.C.N.L.  hanno
effetto, dalle singole decorrenze, su tutti gli istituti di carattere
economico   per   la  cui  quantificazione  le  vigenti  disposizioni
prevedono un espresso rinvio allo stipendio tabellare.
3.  Il  conglobamento  sullo  stipendio tabellare dell’indennita’
integrativa  speciale,  di  cui  all’art.  11,  comma 3, del presente
C.C.N.L.,  non  modifica le modalita’ di determinazione della base di
calcolo  in  atto del trattamento pensionistico anche con riferimento
all’art. 2, comma 10, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
1.   Le   risorse  destinate  al  finanziamento  del  trattamento
accessorio,   determinate  ai  sensi  e  con  le  modalita’  previste
dall’art.  4  del  C.C.N.L.  del  21 febbraio  2002,  II  biennio,  a
decorrere  dal  1° gennaio 2003 sono ulteriormente incrementate di un
importo  pari  allo  0,55%  del  monte salari riferito all’anno 2001,
relativo   al  personale  destinatario  della  presente  sezione  del
2.  Al fondo di cui al comma 1 confluiscono altresi’ le eventuali
risorse non utilizzate relative all’applicazione dell’art. 8, comma 5
con  vincolo  di destinazione in favore delle risorse di cui all’art.
43, comma 2, lettera c) del C.C.N.L. del 7 ottobre 1996.
Utilizzo delle risorse per il trattamento accessorio
1.  Sono  confermate  le  risorse  e le modalita’ di suddivisione
delle   stesse,   gia’   destinate   agli  istituti  del  trattamento
accessorio,  sulla base di quanto stabilito dall’art. 43, comma 2 del
C.C.N.L.   del   7 ottobre   1996  e  dalle  successive  disposizioni
contrattuali,   salvo  quanto  espressamente  previsto  nel  presente
2.  A  decorrere dal 1° gennaio 2003 il fondo di cui all’art. 43,
comma  2,  lettera  c) del C.C.N.L. 7 ottobre 1996, comprensivo delle
somme indicate dall’art. 5, comma 2 del C.C.N.L. 21 febbraio 2002, e’
ulteriormente  incrementato di un importo pari allo 0,26% della massa
salariale  2001,  relativa  al  personale destinatario della presente
sezione  del  contratto. Dalla medesima decorrenza e a valere su tali
risorse  l’indennita’  di  ente  e’  incrementata  nelle misure annue
indicate  nella  tabella C. La quota mensile dell’indennita’ di ente,
stabilita  in  sede di contrattazione integrativa e nell’ambito delle
risorse  ad  essa  dedicate,  e’  definita in ciascun ente, in valore
unico  in  relazione al livello di appartenenza, fatti salvi comunque
gli importi in godimento.
3.  A decorrere dal 1° gennaio 2003 il fondo per la produttivita’
collettiva ed individuale di cui all’art. 43, comma 2, lettera e) del
C.C.N.L.  7 ottobre  1996 e’ ulteriormente incrementato di un importo
pari  allo  0,29  %  della massa salariale 2001 relativa al personale
destinatario della presente sezione del contratto.
1.  Il  profilo  dei ricercatori e’ caratterizzato da un’omogenea
professionalita’  e  quindi  da  un unico organico, articolato su tre
livelli, denominati:
1) dirigente di ricerca;
2) primo ricercatore;
3) ricercatore.
2.  Il  profilo  dei  tecnologi  e’  anch’esso  caratterizzato da
un’omogenea  professionalita’  e  da un unico organico, articolato su
tre livelli, denominati:
1) dirigente tecnologo;
2) primo tecnologo;
3) tecnologo.
3.  Il  numero  complessivo  dei  posti  riferibili agli organici
predetti  e’  determinato da ciascun ente in sede di approvazione del
bilancio di previsione nel rispetto dei vincoli di legge.
4.  Il  rapporto di lavoro a tempo indeterminato per attivita’ di
ricerca  scientifica  o  tecnologica  attinente  al  III  livello  si
instaura  previo  l’espletamento  di  concorso pubblico. Per accedere
alla  selezione  per  il  livello  III occorre essere in possesso del
titolo di studio che consente l’accesso al dottorato. Inoltre occorre
essere  in  possesso del dottorato di ricerca attinente all’attivita’
richiesta  dal  bando  ovvero  aver svolto per un triennio attivita’,
certificata  ai  sensi  del  comma  4,  dell’art.  63,  del  C.C.N.L.
21 febbraio  2002,  di  ricerca  ovvero tecnologica e/o professionale
presso  universita’ o qualificati enti e centri di ricerca pubblici e
privati, anche stranieri.
Sono  confermate  le  vigenti  modalita’  e  requisiti di accesso
dall’esterno  ai  livelli  I  e  II  del  profilo  di  ricercatore  e
tecnologo.
5. L’accesso al II livello del profilo di ricercatore e tecnologo
avviene  anche  attraverso  procedure  selettive affidate ad apposite
commissioni  esaminatrici  finalizzate  all’accertamento  del  merito
scientifico   ovvero   tecnologico,  attivate  con  cadenza  biennale
all’interno  dei  profili  di  ricercatore e tecnologo. Il numero dei
posti  destinati  alle  procedure  di  cui  al  presente  comma sara’
definito  con  riferimento  al  numero  degli appartenenti al livello
6.  Con  gli stessi criteri e modalita’ di cui al comma 5 saranno
attivate selezioni all’interno dei profili di ricercatore e tecnologo
per l’accesso al I livello del profilo professionale di ricercatore e
tecnologo   da   parte   del   personale   appartenente   al  livello
immediatamente inferiore.
7.  In  sede  di  approvazione del bilancio di previsione, previa
contrattazione  con  le OO.SS., vengono definite le risorse destinate
al  fondo  per  l’applicazione  delle  procedure di cui ai precedenti
commi 5 e 6. Tali risorse dovranno comunque garantire la copertura di
un congruo numero di posti.
8.   Per   una   sola   volta,   previa   contrattazione  con  le
organizzazioni  sindacali,  e  a  decorrere  dal  1° gennaio  2003 si
provvedera’:
a)  negli enti che abbiano in corso le procedure concorsuali di
cui all’art. 64, comma 1, del C.C.N.L. 21 febbraio 2002, a completare
le procedure stesse;
b)  negli  enti  che  hanno  comunque utilizzato le risorse per
l’attuazione  dell’art.  64  e che non hanno graduatorie di idonei, a
bandire  nuove  selezioni  ai  sensi  del  presente  articolo  oppure
utilizzare  le  graduatorie  degli idonei delle procedure attivate ai
sensi dell’art. 64, qualora esistenti.
Ai fini di cui al presente comma sono destinate risorse pari allo
0,25% del monte salari 2001 del personale di cui al presente Capo, in
aggiunta alle risorse a suo tempo gia’ previste.
9.  Gli  effetti giuridici ed economici delle selezioni di cui al
presente  articolo decorrono dal 1° gennaio dell’anno di riferimento;
i  requisiti  utili  alla  valutazione  del  presente articolo devono
essere posseduti alla stessa data.
Servizio in turno
1.  Al  personale  ricercatore  e  tecnologo  che  partecipa alle
attivita’  che,  per  esigenze  della  pubblica  amministrazione,  si
svolgano  in  turni  sono estese, per l’attribuzione delle indennita’
previste,  le  norme  vigenti  per  il  restante  personale. Il fondo
destinato  alla  retribuzione  delle  attivita’  di  servizio  che si
svolgono  in turni per le esigenze sopra richiamate e’ posto a carico
dei finanziamenti specificamente previsti per le suddette attivita’.
1.  Gli  stipendi  dei  ricercatori  e  tecnologi, come stabiliti
dall’art.  6,  sez.  II,  del  C.C.N.L.  21 febbraio 2002, II biennio
economico, sono incrementati per ciascun livello e fascia stipendiale
degli  importi  mensili lordi, per tredici mensilita’, indicati nella
allegata tabella D, alle scadenze ivi previste.
2.   Gli  importi  annui  lordi  degli  stipendi  e  delle  fasce
stipendiali   risultanti   dall’applicazione   del   comma   1,  sono
rideterminati  nelle  misure e alle scadenze stabilite dalla allegata
3.  A  decorrere  dal 1° gennaio 2003 gli intervalli di tempo per
poter  accedere  alla  fascia  stipendiale successiva sono rimodulati
secondo quanto indicato nella medesima tabella D.
4.  A  decorrere  dal  1° gennaio  2003, l’indennita’ integrativa
speciale  (IIS)  di cui al comma 3 dell’art. 6, sez. II, del C.C.N.L.
con riferimento al comma 4 del presente articolo si precisa che
integralmente, alle scadenze e negli importi previsti nella tabella C
effetti  dell’indennita’  premio  di  fine  servizio, dell’indennita’
sostitutiva   del   preavviso,   di   buonuscita   o  di  trattamenti
equipollenti   comunque   denominati,   nonche’  di  quella  prevista
dall’art.   2122   del   codice   civile,  si  considerano  solo  gli
dello  stipendio  previsti dal presente C.C.N.L. hanno effetto, dalle
singole  decorrenze, su tutti gli istituti di carattere economico per
la  cui quantificazione le vigenti disposizioni prevedono un espresso
rinvio allo stipendio.
integrativa  speciale,  di  cui  all’art.  18,  comma 3, del presente
Attivita’ per prestazioni a committenti esterni
1.  I  proventi  di  progetti di ricerca, consulenza e formazione
finanziati  con  risorse  private,  comunitarie  o pubbliche, diverse
dalle  fonti di finanziamento delle attivita’ istituzionali, detratte
tutte  le spese direttamente connesse alla realizzazione del progetto
stesso e i relativi costi marginali di funzionamento, sono utilizzati
anche  per  la  costituzione  di  un  fondo  di incentivazione la cui
destinazione  terra’  conto  dell’apporto  dei  gruppi  oltre che dei
singoli dipendenti. La relativa deliberazione dell’ente sara’ assunta
previa concertazione con le organizzazioni sindacali.
1.  In  attuazione dell’art. 30, comma 2, del decreto legislativo
n.  165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni, gli enti, in
sede  di  programmazione  del fabbisogno di personale, sono tenuti ad
individuare,  previa contrattazione integrativa, i profili, i livelli
ed  il  numero  dei  posti da rendere disponibili per le procedure di
mobilita’ volontaria ed obbligatoria.
2.  Il  titolo  di  studio  di  cui  al  comma 1 dell’art. 52 del
C.C.N.L.  21 febbraio 2002 (mobilita’ tra profili) va valutato, salva
l’esigenza  dello  specifico  titolo,  in relazione alle equipollenze
previste dalla vigente normativa.
1.  All’art.  58  del  C.C.N.L.  21 febbraio  2002 e’ aggiunto il
seguente comma 8:
«8. Per gli enti di ricerca e di sperimentazione la cui attivita’
si  lega  ad  eventi  eccezionali ovvero a scadenze istituzionali, la
presenza   in   servizio  di  ricercatori  e  tecnologi  puo’  essere
disciplinata,  previa concertazione, in funzione degli incarichi loro
conferiti e di specifiche esigenze organizzative connesse ai processi
di produzione.».
1. Le parti convengono di procedere alla costituzione di un Fondo
nazionale  pensione  complementare  per  i lavoratori del comparto ai
sensi  del  decreto legislativo n. 124/1993, della legge n. 335/1995,
della  legge  n. 449/1997 e successive modificazioni ed integrazioni,
dell’Accordo  quadro  nazionale  in  materia  di  trattamento di fine
rapporto  e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici del
29 luglio 1999, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 20 dicembre 1999.
2.  Al  fine  di  garantire  un numero di iscritti piu’ ampio che
consenta  di  minimizzare  le  spese di gestione, le parti competenti
potranno  definire  l’istituzione  di  un  Fondo pensione unico con i
lavoratori   appartenenti   ad   altri   comparti,  a  condizioni  di
reciprocita’.
3.  Il  Fondo pensione viene finanziato ai sensi dell’art. 11 del
predetto  Accordo  quadro  e  si  costituisce  secondo  le  procedure
previste dall’art. 13 del medesimo.
1.  Il  rappresentante  dei lavoratori per la sicurezza, in tutti
gli  enti  del  comparto,  e’  individuato con le modalita’ di cui al
decreto   legislativo  n.  626/1992  e  successive  modificazioni  ed
Qualora  successivi  Accordi  quadro  modificassero in tutto o in
parte  la  normativa  contrattuale anzidetta, questa dovra’ ritenersi
recepita   previo  confronto  con  le  organizzazioni  sindacali  del
2.  Con  riferimento  alle  attribuzioni  del  rappresentante dei
lavoratori  per  la  sicurezza,  la cui disciplina e’ contenuta negli
articoli 18  e  19  del  decreto legislativo n. 626/1994 e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  le  parti attribuiscono particolare
rilievo alle seguenti indicazioni:
a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto
di accesso ai luoghi di lavoro nel rispetto dei limiti previsti dalla
legge.  Egli  segnala  preventivamente all’ente le visite che intende
effettuare  negli  ambienti  di lavoro; tali visite possono svolgersi
congiuntamente  con  il responsabile del servizio di prevenzione o un
addetto da questi incaricato;
b) laddove il decreto legislativo n. 626/1994 preveda l’obbligo
da parte dell’ente di consultare il rappresentante dei lavoratori per
la  sicurezza,  la  consultazione  si  dovra’  svolgere  in  modo  da
garantire  la  sua  effettivita’  e tempestivita’. L’ente consulta il
rappresentante  dei  lavoratori su tutti quegli eventi per i quali la
disciplina   legislativa   prevede   un   intervento  consultivo  del
rappresentante  medesimo;  in occasione della consultazione questi ha
facolta’  di formulare proposte e opinioni sulle tematiche oggetto di
consultazione.  La  consultazione  deve  essere  verbalizzata  e  nel
verbale,   depositato   agli   atti,   devono   essere  riportate  le
osservazioni  e  le proposte del rappresentante. Inoltre lo stesso e’
consultato  sulla  designazione  del responsabile e degli addetti del
servizio  di  prevenzione, sul piano di valutazione dei rischi, sulla
programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell’ente.
E’  altresi’ consultato in merito all’organizzazione della formazione
di cui all’art. 22, comma 5, del decreto legislativo n. 626/1994;
c) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto
di  ricevere  le  informazioni  e  la  documentazione  relativa  alla
valutazione  dei  rischi e alle misure di prevenzione, nonche’ quelle
inerenti  le  sostanze  e  i  preparati  pericolosi, le macchine, gli
impianti,  l’organizzazione  del  lavoro e gli ambienti di lavoro, la
certificazione relativa all’idoneita’ degli edifici, agli infortuni e
alle  malattie professionali. Riceve inoltre informazioni provenienti
dai servizi di vigilanza;
d) L’ente  su  istanza del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza   e’   tenuto   a   fornire  tutte  le  informazioni  e  la
documentazione  richiesta,  col  vincolo di farne un uso strettamente
connesso alla sua funzione;
e) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto
alla  formazione  specifica prevista all’art. 19, comma 1, lettera g)
del decreto legislativo n. 626 citato. Tale formazione deve prevedere
un  programma base di almeno trentadue ore, come previsto dal decreto
legislativo  n.  626/1994  e  dal decreto del Ministro del lavoro del
16 gennaio  1997.  In  sede  di  organismo  paritetico possono essere
proposti   percorsi   formativi   aggiuntivi   in  considerazione  di
particolari esigenze;
f) il  rappresentante  dei lavoratori per la sicurezza non puo’
subire  pregiudizio  alcuno  a  causa dello svolgimento della propria
attivita’  e nei suoi confronti si applicano le tutele previste dalla
legge per le rappresentanze sindacali;
g) per  l’espletamento  dei  compiti  di  cui  all’art.  19 del
decreto  legislativo  n. 626/1994, i rappresentanti per la sicurezza,
oltre  ai  permessi  gia’  previsti  per le rappresentanze sindacali,
utilizzano  appositi  permessi  retribuiti  orari pari a quaranta ore
annue  per  ogni rappresentante. Per l’espletamento e gli adempimenti
previsti dai punti b), c), d), g), i), ed l) dell’art. 19 del decreto
legislativo  n.  626/1994,  il  predetto monte-ore e l’attivita’ sono
considerati tempo di lavoro.
3.  Per quanto non previsto dal presente articolo si fa esplicito
riferimento   al   decreto   legislativo   n.  626/1994,  al  decreto
legislativo  n.  242/1996,  al  decreto  ministeriale n. 292/1996, al
decreto   ministeriale   n.  363/1998,  al  decreto  ministeriale  n.
382/1998,  al  C.C.N.Q.  del  7 maggio  1996  e  alla legislazione in
materia di igiene e sicurezza.
1. Per mobbing si intende una forma di violenza morale o psichica
nell’ambito  del  contesto lavorativo, attuato dal datore di lavoro o
da   dipendenti   nei   confronti   di   altro   personale.  Esso  e’
caratterizzato  da  una  serie di atti, atteggiamenti o comportamenti
diversi  e ripetuti nel tempo in modo sistematico ed abituale, aventi
connotazioni aggressive, denigratorie o vessatorie tali da comportare
un’afflizione  lavorativa  idonea  a  compromettere  la salute e/o la
professionalita’  e  la  dignita’ del dipendente sul luogo di lavoro,
fino all’ipotesi di escluderlo dallo stesso contesto di lavoro.
2.  In relazione al comma 1, le parti, anche con riferimento alla
risoluzione del Parlamento europeo del 20 settembre 2001, riconoscono
la  necessita’ di avviare adeguate ed opportune iniziative al fine di
contrastare   l’evenienza   di  tali  comportamenti;  viene  pertanto
istituito,  entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente
contratto,  uno specifico comitato paritetico presso ciascun ente con
i seguenti compiti:
a) raccolta   dei  dati  relativi  all’aspetto  quantitativo  e
qualitativo del fenomeno;
b) individuazione   delle   possibili  cause,  con  particolare
riferimento  alla  verifica  dell’esistenza di condizioni di lavoro o
fattori   organizzativi   e   gestionali   che   possano  determinare
l’insorgere di situazioni persecutorie o di violenza morale;
c) proposte di azioni positive in ordine alla prevenzione delle
situazioni che possano favorire l’insorgere del mobbing;
d) formulazione  di  proposte  per la definizione dei codici di
3.  Le  proposte formulate dai comitati sono presentate agli enti
per  i connessi provvedimenti, tra i quali rientrano, in particolare,
la   costituzione   e   il  funzionamento  di  sportelli  di  ascolto
nell’ambito delle strutture esistenti, l’istituzione della figura del
consigliere/consigliera di fiducia, nonche’ la definizione dei codici
di  condotta,  sentite  le  organizzazioni  sindacali  firmatarie del
presente C.C.N.L.
4.  In  relazione  all’attivita’  di  prevenzione del fenomeno, i
comitati  valutano  l’opportunita’  di attuare, nell’ambito dei piani
generali   per  la  formazione,  idonei  interventi  formativi  e  di
aggiornamento  del  personale,  che  possono  essere finalizzati, tra
l’altro, ai seguenti obiettivi:
a) affermare   una   cultura  organizzativa  che  comporti  una
maggiore  consapevolezza  della  gravita’  del  fenomeno  e delle sue
conseguenze individuali e sociali;
b) favorire  la  coesione  e  la  solidarieta’  dei  dipendenti
attraverso  una piu’ specifica conoscenza dei ruoli e delle dinamiche
interpersonali,  anche  al  fine  di  incentivare  il  recupero della
motivazione  e  dell’affezione  all’ambiente  lavorativo da parte del
5.  I comitati di cui al comma 3 sono costituiti da un componente
designato  da  ciascuna delle organizzazioni sindacali firmatarie del
presente C.C.N.L. e da un pari numero di rappresentanti dell’ente. Il
presidente  del  comitato  viene  alternativamente  designato  tra  i
rappresentanti dell’ente ed il vicepresidente dai componenti di parte
sindacale.  Per  ogni  componente effettivo e’ previsto un componente
supplente.  Ferma  rimanendo la composizione paritetica dei comitati,
di  essi  fa  parte  anche un rappresentante del comitato per le pari
opportunita’,  appositamente designato da quest’ultimo, allo scopo di
garantire il raccordo tra le attivita’ dei due organismi.
6.   Gli   enti   favoriscono   l’operativita’   dei  comitati  e
garantiscono  tutti  gli  strumenti  idonei al loro funzionamento. In
particolare  valorizzano  e pubblicizzano con ogni mezzo, nell’ambito
lavorativo,  i  risultati  del lavoro svolto dagli stessi. I comitati
sono tenuti a redigere una relazione annuale sull’attivita’ svolta.
7. I comitati di cui al presente articolo rimangono in carica per
la  durata  di  un  quadriennio e comunque fino alla costituzione dei
nuovi.   I   componenti   dei   comitati   possono  essere  rinnovati
nell’incarico per un sola volta.
8.  Sono fatti salvi i regolamenti gia’ in vigore presso gli enti
che le parti ritengano meglio articolati.
1. Si intende per lavoro notturno l’attivita’ svolta nel corso di
un periodo di almeno sette ore consecutive ricomprese nell’intervallo
fra le ventiquattro e le cinque del mattino successivo.
2.  E’  considerato  lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che
svolga  lavoro  notturno  in  via  non eccezionale per almeno tre ore
nell’intervallo  di  tempo sopra indicato e per un minimo di sessanta
giorni lavorativi all’anno.
a  cura  e  a  spese  del  datore  di  lavoro  a  visita medica
preventiva allo scopo di constatare l’assenza di controindicazioni al
lavoro notturno cui sono adibiti;
ad  accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare
il loro stato di salute;
ad  accertamenti  in  caso  di  evidenti  condizioni  di salute
incompatibili con il lavoro notturno.
4.  E’  vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore
6,  dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di
un anno di eta’ del bambino.
a) dalla lavoratrice madre di un figlio di eta’ inferiore a tre
anni o alternativamente dal padre convivente con la stessa;
b) dalla  lavoratrice o dal lavoratore che sia l’unico genitore
affidatario di un figlio convivente di eta’ inferiore a dodici anni;
c) dalla  lavoratrice  o  dal  lavoratore  che  abbia a proprio
carico  un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n.
104, e successive modificazioni.
5.  Sono  adibiti  al  lavoro  notturno  con priorita’ assoluta i
dipendenti  che  ne  facciano  richiesta  nell’ambito  delle esigenze
organizzative aziendali.
6.   La   contrattazione  collettiva  integrativa  stabilisce  la
riduzione  dell’orario  di  lavoro  normale settimanale e mensile nei
confronti   dei  lavoratori  notturni  e  la  relativa  maggiorazione
7.  Il  datore  di  lavoro, preventivamente, informa i lavoratori
notturni  e  il  rappresentante  della  sicurezza sui maggiori rischi
derivanti dallo svolgimento del lavoro notturno, ove presenti.
8.  Il datore di lavoro garantisce l’informazione sui servizi per
la   prevenzione   e  la  sicurezza,  nonche’  la  consultazione  dei
rappresentanti   dei   lavoratori  per  la  sicurezza,  ovvero  delle
organizzazioni  sindacali  rappresentative,  per  le  lavorazioni che
comportano rischi particolari.
Codice  di  condotta  relativo  alle  molestie sessuali nei luoghi di
1.  L’ente  da’  applicazione,  con  proprio  atto,  al codice di
condotta  relativo ai provvedimenti da assumere nella lotta contro le
molestie   sessuali   nei  luoghi  di  lavoro,  come  previsto  dalla
raccomandazione  della  Commissione  europea del 27 novembre 1991, n.
92/131/CEE,  allegata  a  titolo esemplificativo al n. 1 del presente
contratto  per  fornire  linee  guida  uniformi in materia. Dell’atto
cosi’   adottato  l’ente  da’  informazione  preventiva  alle  OO.SS.
firmatarie del presente C.C.N.L.
1.  Il  sistema  delle  relazioni  sindacali,  nel rispetto della
distinzione  dei  ruoli  e  delle  responsabilita’  degli  enti e dei
sindacati,  e’  strutturato  in  modo  coerente  con  l’obiettivo  di
contemperare  l’interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro
e  allo  sviluppo  professionale con quello di migliorare e mantenere
elevate  la  qualita’,  l’efficienza  e l’efficacia dell’attivita’ di
ricerca scientifica e tecnologica e dei servizi istituzionali.
2. La condivisione dell’obiettivo predetto comporta la necessita’
di  un  sistema  di  relazioni  sindacali  stabile,  improntato  alla
correttezza  e  trasparenza  dei comportamenti delle parti, orientato
alla   prevenzione   dei   conflitti,   in   grado   di  favorire  la
collaborazione  tra  le  parti  per  il perseguimento delle finalita’
individuate  dalle  leggi,  dai contratti collettivi e dai protocolli
tra  Governo  e  parti  sociali,  nonche’ per il sostegno ai processi
innovatori in atto.
3.  In  coerenza  con  i  commi  1  e  2, il sistema di relazioni
sindacali,  oltre  che  a livello nazionale, si articola nei seguenti
modelli relazionali, a livello di singolo ente:
a) contrattazione  collettiva  integrativa,  tra  i  soggetti e
sulle   materie,  i  tempi  e  le  modalita’  indicate  dal  presente
Contrattazione integrativa collettiva
1. Gli enti attivano, ai sensi dell’art. 40, comma 3, del decreto
legislativo   n.   165/2001,   autonomi   livelli  di  contrattazione
collettiva  integrativa,  nel  rispetto  dei  vincoli  indicati dalla
richiamata disposizione legislativa, nonche’ dal successivo comma 5.
2.    La   contrattazione   integrativa   e’   finalizzata   alla
valorizzazione  dell’autonomia  progettuale  e  operativa dei singoli
enti,   nonche’   al   miglioramento   della   qualita’  dei  servizi
istituzionali  anche  attraverso  il  coinvolgimento,  con le diverse
modalita’  previste,  dei  sindacati  rappresentativi  e delle R.S.U.
nella   elaborazione   e  attuazione  dei  programmi  di  innovazione
organizzativa, ristrutturazione, riqualificazione e incentivazione.
3.  La  contrattazione  collettiva  integrativa  si  svolge sulle
a) criteri  generali  relativi alle forme di incentivazione del
personale  dal IV al IX livello, in relazione a obiettivi e programmi
di   innovazione  organizzativa,  incremento  della  produttivita’  e
miglioramento   della   qualita’   del   servizio,   con  particolare
a1)  criteri generali di distribuzione della quota di risorse
destinate ai sistemi di incentivazione del personale, in relazione ai
progetti e programmi e tra i gruppi e i singoli;
a2)  criteri  generali  di scelta del personale da adibire ai
progetti,  in  modo  funzionale  alle  priorita’  organizzative  e al
miglioramento del servizio;
b) criteri  generali  per  la  corresponsione  dei compensi del
personale dal IV al IX livello con riguardo alle condizioni di lavoro
disagiate  ovvero  comportanti  esposizione  a rischio, assunzione di
specifiche   responsabilita’,   possesso   di   titoli  professionali
specifici,  nonche’ a prestazioni finanziate da apposite disposizioni
di  legge,  secondo  quanto  previsto  per  ciascuna situazione negli
articoli di   riferimento   del  presente  C.C.N.L.  e  del  C.C.N.L.
21 febbraio 2002;
c) linee di indirizzo e programmazione generale per i programmi
annuali e pluriennali delle attivita’ di formazione, riqualificazione
e aggiornamento del personale, volti ad adeguarne la professionalita’
ai processi di innovazione;
d) linee   di   indirizzo  e  criteri  per  la  garanzia  e  il
miglioramento  dell’ambiente  di  lavoro,  per gli interventi rivolti
alla prevenzione e alla sicurezza sui luoghi di lavoro;
e) le  linee  di  indirizzo  e i criteri per l’attuazione degli
adempimenti rivolti a facilitare l’attivita’ dei dipendenti disabili,
nonche’  i  criteri  generali  per  l’applicazione della normativa in
f) implicazioni  in  ordine  alla  qualita’  del  lavoro e alle
professionalita’  dei  dipendenti  in  conseguenza  delle innovazioni
degli assetti organizzativi, tecnologiche e della domanda di servizi;
g) i  criteri  generali per le politiche dell’orario di lavoro,
ivi  compresa  la  predisposizione  dei  software  per l’utilizzo del
sistema automatico di rilevazione delle presenze;
h) modalita’  e  verifiche  per  l’attuazione  della  riduzione
dell’orario di lavoro, a integrazione e nel quadro delle disposizioni
contenute nel C.C.N.L. 21 febbraio 2002;
i) criteri  generali  per la determinazione delle priorita’ nei
casi  di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo
parziale e viceversa;
j) criteri   generali  per  la  istituzione  e  gestione  delle
attivita’ socio-assistenziali per il personale;
k) forme   di   copertura   assicurativa   delle   attrezzature
utilizzate nel telelavoro e dell’uso delle stesse;
l) le iniziative per l’attuazione delle disposizioni vigenti in
materia  di  pari  opportunita’,  ivi  comprese le proposte di azioni
m) i criteri generali per l’attribuzione dell’indennita’ di cui
all’art.  8 comma 1 del C.C.N.L. 5 marzo 1998, sez. II, ricercatori e
n) criteri  generali  di  priorita’  per  il  trasferimento,  a
domanda,  da  una sede ad altra dello stesso ente, limitatamente agli
enti  articolati per aree geografiche di ricerca ovvero con piu’ sedi
periferiche autonome in comuni diversi;
o) definizione  dei  casi  che  richiedono  la  deroga,  in via
eccezionale,  per  le attivita’ connesse agli organi collegiali e dei
vertici  dirigenziali, dal limite individuale massimo di duecento ore
annue di lavoro straordinario;
p) criteri generali per la ripartizione delle risorse destinate
alla  corresponsione  del  compenso  per  lavoro straordinario tra le
strutture individuate dai singoli ordinamenti.
4.  Fermo  restando  il  principio dell’autonomia negoziale e nel
quadro  di un sistema di relazioni sindacali improntato ai criteri di
comportamento  richiamati  nel  precedente  art. 32, comma 1, decorsi
trenta giorni dall’inizio delle trattative, eventualmente prorogabili
in accordo tra le parti fino a un massimo di ulteriori trenta giorni,
le   parti   riassumono  le  rispettive  prerogative  e  liberta’  di
iniziativa e decisione, limitatamente alle materie di cui al comma 3,
lettere  d),  e),  h), l), n), nonche’ relativamente alle materie non
direttamente   implicanti   l’erogazione   di  risorse  destinate  ai
trattamenti economici accessori. In tal caso verra’ data informazione
alle organizzazioni sindacali.
5.  I  contratti  collettivi  integrativi  non  possono essere in
contrasto con vincoli risultanti dai contratti collettivi nazionali o
comportare  oneri  non  previsti  negli  strumenti  di programmazione
annuale  e  pluriennale  di  ciascun  ente. Le clausole difformi sono
nulle e non possono essere applicate.
Tempi e procedure per la stipulazione o il rinnovo
del contratto collettivo integrativo
1. I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale e
si  riferiscono  a  tutti  gli  istituti  contrattuali rimessi a tale
livello da trattarsi in un’unica sessione negoziale. Sono fatte salve
le  materie  previste  dal presente C.C.N.L. che, per la loro natura,
richiedano tempi diversi o verifiche periodiche.
2.  L’ente provvede a costituire la delegazione di parte pubblica
abilitata  alle  trattative  di cui al comma 1 entro trenta giorni da
quello successivo alla data di stipulazione del presente contratto ed
a convocare la delegazione sindacale di cui all’art. 34, comma 2, per
l’avvio  del negoziato, entro trenta giorni dalla presentazione delle
piattaforme.  Le  piattaforme per il rinnovo dei contratti collettivi
integrativi  sono presentate almeno tre mesi prima della scadenza dei
3.   Il   controllo   sulla   compatibilita’   dei   costi  della
contrattazione  collettiva  integrativa  con i vincoli di bilancio e’
effettuato  dal  collegio  dei  revisori  o  analogo  organo previsto
dall’ordinamento  dell’ente.  A  tal  fine,  l’ipotesi  di  contratto
collettivo   integrativo  definita  dalla  delegazione  trattante  e’
inviata  a  tale organismo entro cinque giorni, corredata da apposita
relazione illustrativa tecnico-finanziaria. Trascorsi quindici giorni
senza  rilievi, l’organo di governo dell’ente autorizza il presidente
della delegazione trattante di parte pubblica alla sottoscrizione del
contratto.  Resta  fermo  quanto  previsto dall’art. 39, comma 3-ter,
della  legge  27 dicembre  1997, n. 449 e successive modificazioni ed
4.  I  contratti collettivi integrativi devono contenere apposite
clausole  circa  tempi,  modalita’ e procedure di verifica della loro
attuazione.  Essi conservano la loro efficacia fino alla stipulazione
dei successivi contratti collettivi integrativi.
5.  Gli  enti sono tenuti a trasmettere all’A.Ra.N., entro cinque
giorni   dalla   sottoscrizione,   il   testo   contrattuale  con  la
specificazione  delle  modalita’  di copertura dei relativi oneri con
riferimento agli strumenti annuali e pluriennali di bilancio.
Contrattazione a livello locale
1.  Il  livello  locale  di  contrattazione  riguarda, secondo le
caratteristiche  ordinamentali  degli enti, la struttura centrale, le
aree  di ricerca laddove esistenti, ovvero le sedi locali, escluse le
strutture   che   costituiscono  mere  diramazioni  territoriali.  La
contrattazione a livello locale si svolge, evitando sovrapposizioni e
duplicazioni di materie con la contrattazione collettiva nazionale ed
integrativa di ente, sulle seguenti materie:
a) criteri   per   l’attuazione   di   iniziative  addestrative
realizzabili  a  livello  locale  in  conseguenza  delle  innovazioni
organizzative e tecnologiche;
b) criteri  di  applicazione,  con  riferimento ai tempi e alle
modalita’,   delle   normative   relative  all’igiene,  all’ambiente,
sicurezza   e   prevenzione   nei   luoghi  di  lavoro,  nonche’  per
l’attuazione  degli  adempimenti rivolti a facilitare l’attivita’ dei
dipendenti disabili;
c) modalita’    attuative    dei    criteri    definiti   dalla
contrattazione  integrativa collettiva di ente, ove necessario per le
caratteristiche peculiari locali.
2.   I   contratti   sottoscritti  in  sede  locale  non  possono
comportare,  ne’  direttamente  ne’ indirettamente, anche a carico di
esercizi  successivi  oneri aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal
presente contratto, nonche’ dalla contrattazione integrativa di ente,
e  conservano la loro efficacia sino alla stipulazione dei successivi
3.  Nel  rispetto  dei  principi  di  cui  al precedente comma 2,
possono  essere  oggetto  di  contrattazione  in  sede  locale  altre
questioni  che  a  tale  sede  siano  demandate, senza duplicazioni o
sovrapposizioni,  dalla  contrattazione  collettiva integrativa nelle
materie indicate nell’art. 28.
1.   L’informazione   si  propone  di  basare  sulla  trasparenza
decisionale  e sulla prevenzione dei conflitti, pur nella distinzione
dei ruoli, i comportamenti delle parti.
2.  Ciascun  ente  fornisce informazioni ai soggetti sindacali di
cui  all’art.  34  in  materia  di  ambiente di lavoro e sulle misure
generali inerenti la gestione del rapporto di lavoro.
3.  Gli  enti  sono  tenuti a fornire un’informazione preventiva,
facendo pervenire tempestivamente la documentazione necessaria, sulle
b) definizione dei criteri per la determinazione dei carichi di
lavoro laddove previsti e delle dotazioni organiche;
c) verifica periodica della produttivita’ delle strutture;
e) criteri   generali  di  riorganizzazione  degli  uffici,  di
programmazione  della  mobilita’, di innovazione e di sperimentazione
f) criteri  generali  riguardanti l’organizzazione del lavoro e
le sue modifiche;
g) modalita’  di  realizzazione  dei  progetti  e  ambito delle
professionalita’ da impiegare nei progetti di telelavoro;
h) adozione  di forme di lavoro flessibili, di cui all’art. 36,
comma 1, del decreto legislativo n. 165/2001;
j) modalita’ di gestione delle eventuali eccedenze di personale
secondo  la  disciplina  e  nel  rispetto dei tempi e delle procedure
dell’art. 33 del decreto legislativo n. 165/2001;
k) modalita’  e  cadenze  delle verifiche ai fini del passaggio
dei  ricercatori e tecnologi dalla posizione stipendiale in godimento
a quella immediatamente successiva.
4.  Nelle  seguenti materie l’informazione e’ successiva e ha per
oggetto gli atti di gestione adottati e i relativi risultati:
b) misure  in  materia  di  igiene  e  sicurezza  nei luoghi di
c) andamento generale della mobilita’ del personale;
d) distribuzione  delle  ore di lavoro straordinario e relative
e) distribuzione complessiva delle risorse per la produttivita’
collettiva  e  il  miglioramento dei servizi, e per la qualita’ della
prestazione individuale;
f) attuazione  delle  iniziative relative ai servizi sociali in
favore del personale;
5.   Nel   caso   in   cui   il  sistema  informativo  utilizzato
dall’amministrazione  consenta la raccolta e l’utilizzo di dati sulla
quantita’   e  qualita’  delle  prestazioni  lavorative  dei  singoli
operatori,  le amministrazioni provvedono a una adeguata tutela della
riservatezza della sfera personale del lavoratore.
6.   Non   e’   oggetto   di   riservatezza  l’informazione  alle
organizzazioni  sindacali  sui  principi  e criteri di erogazione dei
trattamenti accessori.
1.  Ciascuno  dei soggetti sindacali di cui all’art. 40, ricevuta
l’informazione,   puo’   attivare,  mediante  richiesta  scritta,  la
concertazione.  La  concertazione  si  effettua  sui criteri generali
a) articolazione dell’orario;
b) modalita’  di  realizzazione  dei  progetti  e  ambito delle
c) modalita’ di gestione delle eventuali eccedenze di personale
d) modalita’  e  cadenze  delle verifiche ai fini del passaggio
2.  La concertazione si svolge in appositi incontri, che iniziano
entro  il  quarto  giorno  dalla  data  di ricezione della richiesta;
durante   la   concertazione   le   parti   si   adeguano,  nei  loro
comportamenti,   ai   principi   di  responsabilita’,  correttezza  e
3.  La  concertazione  si  conclude nel termine massimo di trenta
giorni  dalla  data della relativa richiesta. Dell’esito della stessa
e’  redatto  specifico verbale dal quale risultino le posizioni delle
4.   Per   l’approfondimento   di  specifiche  problematiche,  in
particolare  concernenti  l’organizzazione  del  lavoro,  l’ambiente,
l’igiene   e   sicurezza   del   lavoro,  la  mobilita’,  i  benefici
assistenziali,  i  servizi  sociali,  possono  essere  costituite,  a
richiesta, in relazione alle dimensioni delle amministrazioni e senza
oneri  aggiuntivi  per le stesse, entro il termine di sessanta giorni
dalla  stipulazione  del  presente  contratto, commissioni bilaterali
ovvero  osservatori  con il compito di raccogliere dati relativi alle
predette  materie  – che le amministrazioni sono tenute a fornire – e
di  formulare proposte in ordine ai medesimi temi. I compiti previsti
dal  presente  comma  sono  attribuiti,  per quanto di competenza, ai
comitati   per   le  pari  opportunita’,  istituiti  ai  sensi  delle
disposizioni  vigenti.  La  composizione degli organismi previsti nel
presente  comma,  che  non  hanno  funzioni  negoziali,  e’  di norma
paritetica e deve comprendere una rappresentanza femminile adeguata.
1.  La  consultazione  si  svolge  sulle  materie per le quali e’
prevista  da  disposizioni  legislative o norme contrattuali. In tali
casi,  senza  particolari formalita’, l’ente acquisisce il parere dei
soggetti sindacali di cui all’art. 34.
2.  La  consultazione  si  svolge  in  particolare  sulle materie
attinenti  la  prevenzione e la sicurezza sul posto di lavoro, con il
rappresentante  per  tali materie, al fine di assicurare l’attuazione
di  quanto  previsto dal decreto legislativo n. 626/1994 e successive
3.  I  soggetti  sindacali  di cui al successivo articolo vengono
informati  sullo  stato  dell’occupazione  negli enti. A tal fine gli
enti  predispongono, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del
presente  C.C.N.L.,  un  atto  ricognitivo  dei  rapporti  di  lavoro
dipendente, delle collaborazioni, delle forme contrattuali flessibili
comunque   denominate   in   corso   nelle   strutture   in   cui  le
amministrazioni  si  articolano,  anche se dotate di autonomia. Delle
varie  forme  di  occupazione  viene  rilevato e comunicato il temine
eventualmente  previsto, l’area e la categoria cui sono riconducibili
i   compiti   affidati,   nonche’   le   risorse  complessivamente  e
analiticamente  impegnate,  che  sono  oggetto di consultazione con i
soggetti  di  cui  al  successivo  articolo. L’atto ricognitivo viene
1.   La   delegazione   trattante  di  parte  pubblica,  in  sede
decentrata, e’ costituita per gli enti:
a) a  livello  nazionale: dal presidente o da un suo delegato e
dal direttore generale o da un suo delegato;
b) a  livello locale: dal titolare del potere di rappresentanza
dell’ente  nell’ambito  della sede locale, eventualmente assistito da
una rappresentanza dei responsabili degli uffici interessati.
2. Per le organizzazioni sindacali, la delegazione e’ composta:
a) a livello nazionale: dai rappresentanti delle organizzazioni
sindacali nazionali di categoria firmatarie del presente contratto;
b1) dalle R.S.U.;
b2)   dai   rappresentanti   delle  organizzazioni  sindacali
territoriali di categoria firmatarie del presente C.C.N.L.
3.  Gli  enti  possono avvalersi, nella contrattazione collettiva
integrativa,   dell’assistenza  dell’Agenzia  per  la  rappresentanza
negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.Ra.N.).
a) le  rappresentanze  sindacali  unitarie  (R.S.U.)  elette ai
sensi  dell’accordo  collettivo  quadro  per  la  costituzione  delle
rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle
pubbliche   amministrazioni   e   per  la  definizione  del  relativo
regolamento elettorale, stipulato il 7 agosto 1998;
b) gli   organismi   di  tipo  associativo  delle  associazioni
sindacali   rappresentative   previste   dall’art.   10,   comma   2,
dell’accordo collettivo indicato nella lettera a).
2.  Per  le  prerogative  e diritti sindacali, si rinvia a quanto
previsto   dal  C.C.N.Q.  del  7 agosto  1998,  nonche’  ai  C.C.N.Q.
stipulati  il  27 gennaio 1999, il 9 agosto 2000, il 13 febbraio 2001
ed il 18 dicembre 2002, e loro successive modifiche.
1. Il sistema delle relazioni sindacali e’ improntato ai principi
di  correttezza,  buona  fede  e  trasparenza dei comportamenti ed e’
orientato  alla  prevenzione  dei  conflitti. Entro il primo mese del
negoziato  relativo alla contrattazione integrativa le parti, qualora
non   vengano  interrotte  le  trattative,  non  assumono  iniziative
unilaterali ne procedono ad azioni dirette. Durante il periodo in cui
si   svolge   la  concertazione  le  parti  non  assumono  iniziative
unilaterali sulle materie oggetto della stessa.
1. Qualora insorgano controversie aventi carattere di generalita’
sull’interpretazione    dei   contratti   collettivi,   nazionali   o
integrativi,  le  parti  che  li hanno sottoscritti si incontrano per
definire  consensualmente  il significato della clausola controversa.
L’eventuale  accordo,  stipulato  con le procedure di cui all’art. 47
del  decreto  legislativo  n.  165/2001,  sostituisce  la clausola in
questione sin dall’inizio della vigenza del contratto.
2.  La  medesima procedura puo’ essere attivata anche a richiesta
di una delle parti.
3.  Con  analoga  modalita’ si procede, tra le parti che li hanno
sottoscritti,  quando insorgano controversie sull’interpretazione dei
contratti   integrativi.   L’eventuale   accordo,  stipulato  con  le
procedure  di  cui all’art. 36 del presente contratto, sostituisce la
clausola  controversa  sin  dall’inizio  della  vigenza del contratto
1.  I dipendenti hanno la facolta’ di rilasciare delega, a favore
dell’organizzazione  sindacale  da loro prescelta, per la riscossione
di  quota  mensile  dello  stipendio  per il pagamento dei contributi
sindacali  nella misura stabilita dai competenti organi statutari. La
delega  e’  rilasciata  per  iscritto ed e’ trasmessa all’ente a cura
dell’organizzazione sindacale interessata.
2.  La  delega  ha effetto dal primo giorno del mese successivo a
quello del rilascio.
3.  Il  dipendente  puo’  revocare in qualsiasi momento la delega
rilasciata  ai  sensi  del  comma  1  inoltrando  contestualmente  la
relativa comunicazione all’ente di appartenenza ed all’organizzazione
sindacale  interessata.  L’effetto della revoca decorre dal primo del
mese successivo alla presentazione della stessa.
4.  Le  trattenute  devono  essere operate dai singoli enti sulle
retribuzioni  dei  dipendenti  in  base  alle deleghe ricevute e sono
versate mensilmente alle organizzazioni sindacali interessate secondo
modalita’ concordate con l’ente.
5. Gli enti sono tenuti, nei confronti dei terzi, alla segretezza
sui  nominativi  del  personale delegante e sui versamenti effettuati
6.  Gli  enti  sono  tenuti  a  trasmettere  annualmente  per via
O.S.  gli elenchi nominativi dei propri iscritti comprensivi dei dati
di  interesse  per  le  OO.SS.  medesime,  purche’ nel rispetto della
vigente normativa in materia di tutela della privacy.
1.  Sono  confermati  i  comitati  per  le pari opportunita’ gia’
insediati presso gli enti, ai sensi delle disposizioni vigenti.
2.  Nei  casi  in  cui  detti  comitati  non  siano  ancora stati
insediati, essi dovranno essere costituiti entro novanta giorni dalla
stipulazione del presente contratto.
3.  In  occasione  del  rinnovo del CPO il presidente e’ eletto a
4.  Le  misure  per favorire pari opportunita’ nel lavoro e nello
sviluppo  professionale, ivi comprese le proposte di azioni positive,
sono oggetto di contrattazione integrativa.
5. Le modalita’ di attuazione delle misure di cui al comma 3 sono
oggetto  di  informazione preventiva e, a richiesta, di concertazione
con  le  OO.SS. rappresentative, secondo le procedure individuate dal
6.  Gli  enti garantiscono gli strumenti per il funzionamento dei
comitati,  mettendo  immediatamente a loro disposizione idonei locali
per la loro attivita’.
Trattamento   giuridico   economico  dei  dipendenti  in  particolari
situazioni di stato
1. Ai dipendenti che usufruiscono dei distacchi di cui all’art. 5
del  C.C.N.L.  quadro  del  7 agosto  1998,  compete  la retribuzione
individuale mensile, costituita dalla retribuzione tabellare mensile,
dagli  eventuali  incrementi  economici  derivanti dalla progressione
economica,  dalla indennita’ integrativa speciale, dalla retribuzione
individuale   di  anzianita’  e  da  altri  eventuali  altri  assegni
personali  a  carattere continuativo e non riassorbibile, nonche’ dal
trattamento  economico  accessorio fisso e ricorrente e con carattere
di generalita’.
2.  Il periodo di distacco o aspettativa sindacale e’ considerato
utile  come  anzianita’  di  servizio  ai  fini della progressione di
livello nel profilo, di profilo e di quella economica.
3. Nei casi in cui disposizioni vigenti prevedano il collocamento
in  aspettativa,  retribuita  o non retribuita, per lo svolgimento di
funzioni  e  compiti diversi da quelli di titolarita’, l’accertamento
di  cui  all’art. 4, comma 6, del C.C.N.L. 5 marzo 1998 (II biennio),
e’  effettuato ove l’aspettativa sia utile ai fini dell’anzianita’ di
servizio  in  base  alle  disposizioni  applicate,  con  le modalita’
definite   dal  comma  7  del  medesimo  art.  4;  l’accertamento  e’
effettuato  per  l’aspettativa  retribuita  alla scadenza dei periodi
utili  alla  maturazione delle posizioni stipendiali e per quella non
retribuita   al   termine   e   tenuto   conto   dell’intera   durata
dell’aspettativa stessa.
4.  Le  verifiche  di  cui  agli  articoli 53  e  54 del C.C.N.L.
21 febbraio  2002  e  l’accertamento  di cui all’art. 4, comma 6, del
C.C.N.L.  5 marzo  98,  II  biennio, nei confronti dei dipendenti che
fruiscano   di  distacchi  o  aspettative  previste  da  disposizioni
vigenti,  sono effettuate dal legale rappresentante dell’ente, tenuto
conto   anche   degli   elementi   informativi   forniti  dall’organo
responsabile   della   struttura  presso  cui  il  dipendente  presta
l’attivita’ stessa.
1.  In  sede  di  contrattazione  integrativa sara’ verificata la
possibilita’ di incrementare il valore unitario del buono pasto entro
un valore pari a Euro 7,00.
1.   Le  Parti  convengono  di  rimandare  ad  apposita  sequenza
contrattuale   l’attuazione   dell’art.  69,  comma  1,  del  decreto
2.  Resta  in  vigore, per quanto compatibile con le disposizioni
del  presente C.C.N.L., tutta la normativa contrattuale e legislativa
fin qui applicata nel comparto.
—->   Vedere da pag. 56 a pag. 57  in formato zip/pdf
SCHEMA DI CODICE DI CONDOTTA DA ADOTTARE NELLA LOTTA
CONTRO LE MOLESTIE SESSUALI
1.  Per  molestia  sessuale  si intende ogni atto o comportamento
indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale arrecante offesa
alla  dignita’  e  alla liberta’ della persona che lo subisce, ovvero
che sia suscettibile di creare ritorsioni o un clima di intimidazione
1. Il codice e’ ispirato ai seguenti principi:
a) e’  inammissibile ogni atto o comportamento che si configuri
come molestia sessuale nella definizione sopra riportata;
b) e’  sancito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori ad
essere  trattati  con  dignita’  e  ad  essere tutelati nella propria
liberta’ personale;
c) e’  sancito  il  diritto  delle lavoratrici/dei lavoratori a
denunciare  le  eventuali intimidazioni o ritorsioni subite sul luogo
di lavoro derivanti da atti o comportamenti molesti;
d) e’  istituita la figura della consigliera/del consigliere di
fiducia, cosi’ come previsto dalla risoluzione del Parlamento europeo
A3-0043/94,  e  denominata/o  d’ora in poi consigliera/consigliere, e
viene  garantito  l’impegno delle aziende a sostenere ogni componente
del  personale  che  si avvalga dell’intervento della consigliera/del
consigliere  o  che  sporga  denuncia  di molestie sessuali, fornendo
chiare  ed  esaurimenti  indicazioni  circa  la procedura da seguire,
mantenendo  la  riservatezza  e prevenendo ogni eventuale ritorsione.
Analoghe garanzie sono estese agli eventuali testimoni;
e) viene  garantito  l’impegno  dell’amministrazione a definire
preliminarmente,  d’intesa  con  i  soggetti firmatari del protocollo
d’intesa  per  l’adozione  del  presente  codice,  il ruolo, l’ambito
d’intervento, i compiti e i requisiti culturali e professionali della
persona  da  designare quale consigliera/consigliere. Per il ruolo di
consigliera/consigliere  gli  enti individuano i soggetti in possesso
dei  requisiti  necessari,  oppure  individuano  al  proprio  interno
persone  idonee  a  ricoprire  l’incarico  alle  quali  rivolgere  un
apposito percorso formativo;
f) e’  assicurata,  nel  corso  degli  accertamenti, l’assoluta
riservatezza dei soggetti coinvolti;
g) nei  confronti  delle lavoratrici e dei lavoratori autori di
molestie  sessuali  si  applicano  le misure disciplinari ai sensi di
quanto previsto dagli articoli 55 e 56 del decreto legislativo n. 165
del  2001,  prevedendo  altresi’  che venga inserita, precisandone in
modo  oggettivo  i profili ed i presupposti, un’apposita tipologia di
infrazione  relativamente  all’ipotesi di persecuzione o vendetta nei
confronti  di  un  dipendente  che  ha  sporto  denuncia  di molestia
sessuale.  I  suddetti comportamenti sono comunque valutabili ai fini
disciplinari  ai  sensi  delle  disposizioni normative e contrattuali
attualmente vigenti;
h) l’amministrazione  si  impegna  a dare ampia informazione, a
fornire  copia  ai propri dipendenti e dirigenti, del presente codice
di  comportamento  e,  in particolare, alle procedure da adottarsi in
caso  di  molestie  sessuali,  allo  scopo  di diffondere una cultura
improntata al pieno rispetto della dignita’ della persona.
1. Qualora si verifichi un atto o un comportamento indesiderato a
sfondo  sessuale  sul  posto  di  lavoro  la dipendente/il dipendente
potra’  rivolgersi  alla  consigliera/al  consigliere designata/o per
avviare  una  procedura  informale nel tentativo di dare soluzione al
2.   L’intervento   della   consigliera/del   consigliere  dovra’
concludersi   in   tempi   ragionevolmente  brevi  in  rapporto  alla
delicatezza dell’argomento affrontato.
3.  La  consigliera/il  consigliere,  che deve possedere adeguati
requisiti  e  specifiche competenze e che sara’ adeguatamente formato
dagli  enti,  e’ incaricata/o di fornire consulenza e assistenza alla
dipendente/al   dipendente   oggetto   di   molestie  sessuali  e  di
contribuire alla soluzione del caso.
Procedura informale intervento della consigliera/del consigliere
1. La consigliera/il consigliere, ove la dipendente/il dipendente
oggetto di molestie sessuali lo ritenga opportuno, interviene al fine
di   favorire   il   superamento  della  situazione  di  disagio  per
ripristinare  un  sereno  ambiente  di  lavoro, facendo presente alla
persona  che  il  suo  comportamento  scorretto  deve cessare perche’
offende, crea disagio e interferisce con lo svolgimento del lavoro.
2.  L’intervento  della consigliera/del consigliere deve avvenire
mantenendo la riservatezza che il caso richiede.
1.   Ove  la  dipendente/il  dipendente  oggetto  delle  molestie
sessuali   non   ritenga   di   far   ricorso   all’intervento  della
consigliera/del consigliere, ovvero, qualora dopo tale intervento, il
comportamento   indesiderato   permanga,   potra’   sporgere  formale
denuncia,  con  l’assistenza  della consigliera/del consigliere, alla
dirigente/al  dirigente  o  responsabile dell’ufficio di appartenenza
che  sara’ tenuta/o a trasmettere gli atti all’ufficio competenze dei
procedimenti  disciplinari,  fatta  salva,  in  ogni caso, ogni altra
forma di tutela giurisdizionale della quale potra’ avvalersi.
2.  Qualora  la  presunta/il presunto autore di molestie sessuali
sia  la  dirigente/il  dirigente  dell’ufficio  di  appartenenza,  la
denuncia   potra’   essere   inoltrata  direttamente  alla  direzione
3.   Nel   corso  degli  accertamenti  e’  assicurata  l’assoluta
riservatezza dei soggetti coinvolti.
4.  Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/1991,
qualora  l’amministrazione,  nel corso del procedimento disciplinare,
ritenga fondati i dati, adottera’, ove lo ritenga opportuno, d’intesa
con  le  OO.SS.  e  sentita  la consigliera/il consigliere, le misure
organizzative  ritenute  di  volta  in  volta  utili  alla cessazione
immediata dei comportamenti di molestie sessuali ed a ripristinare un
ambiente  di  lavoro  in cui uomini e donne rispettino reciprocamente
l’inviolabilita’ della persona.
5.  Sempre  nel  rispetto  dei principi che informano la legge n.
125/1991   e   nel  caso  in  cui  l’amministrazione  nel  corso  del
procedimento  disciplinare ritenga fondati i fatti, la denunciante/il
denunciante  ha  la possibilita’ di chiedere di rimanere al suo posto
di  lavoro  o  di  essere  trasferito altrove in una sede che non gli
comporti disagio.
6.  Nel rispetto dei principi che informano la legge n. 125/1991,
qualora l’amministrazione nel corso del procedimento disciplinare non
ritenga  fondati  i  fatti,  potra’  adottare,  su richiesta di uno o
entrambi  gli  interessati,  provvedimenti  di  trasferimento  in via
temporanea,    in   attesa   della   conclusione   del   procedimento
disciplinare,  al  fine di ristabilire nel frattempo un clima sereno;
in  tali  casi e’ data la possibilita’ ad entrambi gli interessati di
esporre  le  proprie  ragioni,  eventualmente  con l’assistenza delle
organizzazioni  sindacali,  ed  e’  comunque garantito ad entrambe le
persone che il trasferimento non venga in sedi che creino disagio.
Attivita’ di sensibilizzazione
1.  Nei  programmi di formazione del personale e dei dirigenti le
aziende   dovranno  includere  informazioni  circa  gli  orientamenti
adottati  in  merito alla prevenzione delle molestie sessuali ed alle
procedure da seguire qualora la molestia abbia luogo.
2.  L’amministrazione  dovra’,  peraltro,  predisporre  specifici
interventi  formativi  in  materia  di  tutela della liberta’ e della
dignita’  della  persona  al  fine  di  prevenire  il  verificarsi di
comportamenti   configurabili  come  molestie  sessuali.  Particolare
attenzione  dovra’ essere posta alla formazione delle dirigenti e dei
dirigenti  che  dovranno  promuovere  e  diffondere  la  cultura  del
rispetto della persona volta alla prevenzione delle molestie sessuali
3.  Sara’  cura  dell’amministrazione promuovere, d’intesa con le
organizzazioni sindacali, la diffusione del codice di condotta contro
le molestie sessuali anche attraverso assemblee interne.
4. Verra’ inoltre predisposto del materiale informativo destinato
alle  dipendenti/ai  dipendenti sul comportamento da adottare in caso
5.   Sara’  cura  dell’amministrazione  promuovere  un’azione  di
monitoraggio  al  fine di valutare l’efficacia del codice di condotta
nella  prevenzione  e nella lotta contro le molestie sessuali. A tale
scopo la consigliera/il consigliere, d’intesa con il CPO, provvedera’
a  trasmettere  annualmente  ai  firmatari  del  protocollo  ed  alla
presidente  del  Comitato  nazionale di parita’ un’apposita relazione
sullo stato di attuazione del presente codice.
6.  L’amministrazione  e  i  soggetti  firmatari  del  protocollo
d’intesa   per   l’adozione  del  presente  codice  si  impegnano  ad
incontrarsi  al  termine  del  primo  anno  per verificare gli esisti
ottenuti  con  l’adozione  del  codice di condotta contro le molestie
sessuali  ed  a procedere alle eventuali integrazioni e modificazioni
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione per il quadriennio normativo 2002-2005 redazione redazione 2015-05-20T12:21:24+00:00