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Timestamp: 2017-01-17 11:12:37+00:00
Document Index: 14055200

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 10']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 7 del 09.01.2006
Prestazioni mediche per visite fiscali
effettuate su richiesta dell'INPS - Esenzione o imponibilità ai fini IVA
riferimento, codesta Direzione Regionale ha chiesto alla scrivente di
pronunciarsi sul trattamento fiscale applicabile, ai fini IVA, alle prestazioni
rese dai medici che effettuano le visite fiscali per conto dell'INPS.
L'INPS, infatti, in caso di lavoratore assente per
malattia, eroga un'indennità, avente valore sostitutivo della retribuzione, nei
casi in cui l'esistenza della malattia sia certa e documentata
Al riguardo, si osserva che il Decreto Legge n. 463 del
12 settembre 1983 (convertito con la Legge n. 638 dell'11 novembre 1983),
stabilisce, all'art. 5, comma 12, che, per l'effettuazione delle visite mediche
domiciliari di controllo dei lavoratori assenti per malattia, l'Istituto
Nazionale della Previdenza Sociale istituisce presso le proprie sedi liste
speciali formate da medici vincolati da rapporto di impiego con pubbliche
amministrazioni e da medici liberi professionisti, ai quali possono fare ricorso
gli istituti previdenziali o i datori di lavoro.
La Direzione Regionale si chiede se le prestazioni in
argomento possano rientrare tra le prestazioni mediche cui si applica
l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto di cui all'art. 10, comma 1, n. 18), del D.P.R. n. 633
del 1972 che fa riferimento alle "prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e
Quest'ultima disposizione deriva dal recepimento nel
nostro ordinamento di quanto previsto dall'art. 13, parte A, n. 1, lett.c),
della Sesta Direttiva n. 77/388/CEE del 17 maggio 1977.
Questa amministrazione è intervenuta in materia con la
circolare n. 4 del 2005, con la quale
si è inteso fornire alcuni chiarimenti in tema di prestazioni mediche esenti da
IVA, alla luce dei principi interpretativi espressi in materia dalla Corte di
Giustizia, con particolare riguardo alle prestazioni di natura certificativa e
peritale, distinguendo tra di esse le fattispecie riconducibili o meno
nell'esenzione.
(cause C-212/01 e C-307/01), possono beneficiare dell'esenzione da IVA
esclusivamente le prestazioni mediche effettuate al fine di tutelare, di
mantenere o di ristabilire la salute delle persone, compresi quei trattamenti o
accertamenti aventi una finalità preventiva.
In altri termini, è lo scopo della prestazione medica
che determina se quest'ultima debba essere esentata dall'IVA.
Pertanto, al fine di delimitare l'ambito di
applicazione dell'esenzione occorre individuare il contesto in cui le
prestazioni sanitarie sono rese per verificare che le stesse abbiano uno scopo
Avendo specifico riguardo alle visite fiscali
effettuate per conto dell'INPS, si osserva che il medico incaricato deve
accertare lo stato di malattia e l'incapacità del lavoratore a svolgere la
relativa attività lavorativa confermando la diagnosi del medico curante nonché
la prognosi, se nota, provvedendo, eventualmente, a ridurla qualora non
sussistano condizioni patologiche giustificative.
Inoltre, il medico di controllo, nel caso in cui lo
stato di incapacità o di inabilità dell'assistito perdurino, pur non potendo
prolungare la prognosi, accerta l'inidoneità del lavoratore a riprendere
l'attività e lo invita a rivolgersi al medico curante per la formulazione di
una ulteriore prognosi.
Infine, in caso di assenza di patologia in atto, il
medico dichiara l'idoneità del lavoratore a riprendere l'attività lavorativa e
la capacità a svolgere le mansioni cui è preposto
Sulla base di quanto descritto, ad avviso della
scrivente, le prestazioni oggetto del quesito, imponendo la sospensione
dell'attività lavorativa per tutto il tempo necessario alla completa guarigione
del lavoratore, non sono dirette esclusivamente ad individuare i casi in cui non
sussiste la malattia dell'assistito con conseguente perdita del diritto
all'indennità relativa, ma sono riconducibili ad una prestazione sanitaria che
ha il primario scopo di tutelare ed, in particolare, di ristabilire la salute
dell'assistito al fine di evitare che la stessa venga ulteriormente compromessa.
Del resto, questa soluzione interpretativa, coerente
con il criterio dello scopo della prestazione sancito dalla Corte di Giustizia,
è stata già adottata nella circolare n. 4
del 2005 con riferimento alle prestazioni mediche rese dall'INAIL.
Al riguardo, al punto 5.1 della predetta circolare, è
stato chiarito che gli accertamenti medico-legali effettuati dall'INAIL
preordinati al riconoscimento o meno di eventuali benefici economici a favore
dei lavoratori dipendenti e, quindi, non aventi come finalità la tutela della
salute degli stessi, devono essere assoggettati ad IVA.
Tuttavia, si è precisato che nei casi in cui l'INAIL
renda prestazioni mediche aventi una finalità terapeutica o di prevenzione,
queste rientrano nell'ambito di applicazione dell'esenzione di cui all'art. 10, comma 1, n. 18), del D.P.R. n. 633
La circolare in discorso, in particolare, ha chiarito
che devono comprendersi tra le operazioni esenti da IVA i controlli medici
eseguiti sui lavoratori a scopo profilattico o al fine di stabilire l'idoneità
fisica degli stessi per lo svolgimento di determinate mansioni o per il rientro
Considerato che le prestazioni rese dal medico che
effettua le visite fiscali per conto dell'INPS sono analoghe alle prestazioni
rese dal medico incaricato dall'INAIL, trattandosi, in entrambi i casi di
prestazioni mediche tendenti a stabilire l'idoneità psico-fisica del lavoratore
e la capacità alla ripresa del lavoro, si impone anche per le prestazioni
oggetto del quesito la medesima soluzione interpretativa favorevole
all'esenzione IVA.
Ciò si pone in stretta connessione con quanto espresso
dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia, in particolare nella causa C-307/01, secondo la quale "i controlli medici regolari, istituiti da
taluni datori di lavoro e da talune compagnie di assicurazione possono
realizzare le condizioni dell'esenzione prevista dall'art. 13, parte A, n. 1,
lett. c), della Sesta Direttiva, purché tali controlli siano diretti
principalmente a permettere la prevenzione ed il depistaggio di malattie e la
verifica costante dello stato di salute dei lavoratori o degli assicurati. Il
fatto che tali controlli medici avvengano su richiesta di terzi, e che possano
soddisfare interessi propri dei datori di lavoro o delle compagnie di
assicurazioni, non impedisce di considerare che tali controlli hanno come scopo
principale la tutela della salute".
ad avviso della scrivente, le prestazioni rese dai medici che effettuano le
visite fiscali per conto dell'INPS rientrano tra le prestazioni mediche esenti
dall'IVA ai sensi dell'art. 10,
comma 1, n. 18), del D.P.R. n. 633 del 1972.
Si fa presente, per completezza, che, anche al di là
della fattispecie considerata, il trattamento di esenzione compete in tutte le
ipotesi di visite fiscali dirette alla verifica delle condizioni di salute dei
lavoratori assenti per malattia.
- Alfonsine, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.