Source: https://danielemajori.com/2015/09/24/sullobbligo-del-concorso-pubblico-anche-per-i-passaggi-a-qualifiche-funzionali-superiori-o-progressioni-verticali/
Timestamp: 2019-08-23 23:18:34+00:00
Document Index: 72019085

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 97', 'art. 3', 'art. 97', 'art. 97', 'sentenza ']

L’Amministrazione ha l’obbligo di rispettare il principio del concorso pubblico, quale mezzo ordinario di accesso al pubblico impiego, anche per quanto attiene i passaggi a qualifiche funzionali superiori. | Avvocato Daniele Majori
L’Amministrazione ha l’obbligo di rispettare il principio del concorso pubblico, quale mezzo ordinario di accesso al pubblico impiego, anche per quanto attiene i passaggi a qualifiche funzionali superiori.
Inviato da Avv. Daniele Majori ⋅ 24 settembre 2015 ⋅ Lascia un commento
Archiviato in art. 3 cost., art. 97 Cost., buon andamento, concorsi interni, concorso pubblico, deroghe, eccezioni, imparzialità, mezzo ordinario di accesso al pubblico impiego, passaggio a qualifiche funzionali superiori, principi costituzionali, progressioni verticali, uguaglianza
(Consiglio di Stato, sez. V, 7 settembre 2015, n. 4139)
«La giurisprudenza della Corte Costituzionale (sentenze n. 227 del 2013, n. 90 e n. 62 del 2012, n. 310 e n. 299 del 2011) ha più volte ribadito che il concorso pubblico costituisce la modalità ordinaria di accesso nei ruoli delle pubbliche amministrazioni, in coerenza con i principi costituzioni di uguaglianza (art. 3) ed i canoni di imparzialità e di buon andamento (art. 97) e che pertanto i concorsi interni sono da considerare come eccezione al principio dell’ammissione in servizio per il tramite del pubblico concorso.
E’ stato precisato inoltre che al principio del concorso pubblico “…deve riconoscersi un ambito di applicazione ampio, tale da non includere soltanto le ipotesi di assunzione di soggetti precedentemente estranei alle pubbliche amministrazioni, ma anche i casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio e quelli di trasformazione di rapporti non di ruolo, e non istaurati ab origine mediante concorso, in rapporti di ruolo” (Corte Cost. 12 aprile 2012, n. 90): come ha sottolineato Cons. St., sez. IV, 25 giugno 2013, n. 3438, ciò “…implica che la valutazione delle necessità eccezionali, tali da escludere il ricorso alle procedure ordinarie, può essere giustificata solo in collegamento con altre esigenze di pari rango costituzionale, spesso richiamate dalla Corte, quando afferma che il principio del pubblico concorso non è (Corte Costituzionale 10 novembre 2011, n. 299).
4.3. Sulla scorta di tali rilievi sussisteva e sussiste l’interesse personale, concreto, diretto ed attuale [dell’odierno appellante], in virtù del titolo di studio posseduto (laurea in ingegneria civile), astrattamente idoneo a ricoprire posti di categoria D1 o D3 aventi profilo tecnico (come indicati nella approvata dotazione organica), ad impugnare quei bandi di procedure riservate per selezioni verticali che sottraggono i predetti posti di categoria D1 e D3 al principio del pubblico concorso, senza alcuna motivazione delle ragioni di tale deroga in violazione del principio di imparzialità e buon andamento (ex art. 97 della Costituzione), creando altresì una ingiustificata posizione di privilegio per il personale già dipendente (in violazione dell’articolo 97) ed impedendogli così altrettanto ingiustificatamente di concorrere per l’accesso nella pubblica amministrazione.
E’ appena il caso di rilevare che, così ricostruito l’interesse e la legittimazione ad agire [dell’odierno appellante], la sua iniziativa giurisdizionale, diversamente da quanto ritenuto dai primi giudici, non si atteggia affatto come mera inammissibile azione volta ad un sindacato generalizzato sull’attività della pubblica amministrazione, giacché la contestazione riguarda esclusivamente atti che incidono direttamente ed immediatamente nella sua sfera giuridica, qualificata e differenziata, non potendo sottacersi che non è rilevante ai fini dell’interesse (e della legittimazione ad agire) la mancata indicazione della qualifica e del profilo professionale per il quale egli avrebbe avuto interesse a ricorrere, trattandosi di elementi non individuati nei contestati bandi (e non presenti neppure nei fac – simile di domanda di partecipazione alle predette selezioni riservate).
Deve poi aggiungersi per completezza che la lesione diretta ed attuale della posizione [dell’odierno appellante] è ricollegabile unicamente agli impugnati bandi delle procedure riservate e non anche, come sostenuto dall’amministrazione regionale, alle delibere (temporalmente più risalenti) di cui costituiscono attuazione: queste ultime infatti hanno natura regolamentare e la loro impugnazione può avvenire in uno con l’atto applicativo, il che esclude ogni tardività, sotto tale profilo, del ricorso di primo grado.
5 In conclusione l’appello deve essere accolto e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata deve essere accolto il ricorso di primo grado, con conseguente annullamento degli atti impugnati».
« Se la lex specialis richiede che il ribasso percentuale sia riferito all’elenco prezzi posto a base di gara “al netto del costo della manodopera”, l’offerta che sia priva di tale puntualizzazione rimane equivoca e non ben determinata, creando una obiettiva incertezza sul suo contenuto: non si può, infatti, dare per sottintesa una precisazione che la normativa di gara richiede di formulare espressamente, né interpretare come se fosse riferita alla “base di gara” un’offerta testualmente riferita, invece, “all’elenco prezzi posto a base di gara”.
E’ illegittima la pronuncia della decadenza dal titolo edilizio per decorso del termine triennale per l’ultimazione dei lavori nell’ipotesi di sopravvenienza di fatti impeditivi non imputabili a comportamento inerziale del concessionario, ma a fatti o atti dell’Amministrazione comunale che lo ha rilasciato (nella fattispecie, il Tar ha ritenuto che i lavori assentiti e regolarmente avviati fossero stati ostacolati dalla reiterata emissione, da parte del Comune, di provvedimenti interdittivi di sospensione, sì da rendere evidente la non esigibilità della presentazione di alcuna istanza di proroga da parte della società interessata). »