Source: http://www.editrice-edis.it/index/rivista/ministero-dell-ambiente-e-della-tutela-del-territorio-e-del-mare-decreto-15-giugno-2016-gazzetta-ufficiale-n-243-del-17-ottobre-2016-modalit-attuative-del-credito-d-imposta-per-interventi-di-bonifica-dei-beni-e-delle-aree-contenenti-amianto/ZWRpc19ibHQ=/NDA2MjM=.html
Timestamp: 2020-05-25 20:43:04+00:00
Document Index: 11037690

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 107', 'art. 109', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1']

1. Possono beneficiare del credito d'imposta i soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, che effettuano interventi di bonifica dall'amianto, su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, dall'1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.
2. Sono ammissibili al credito d'imposta gli interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell'amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive ubicati nel territorio nazionale effettuati nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono ammesse, inoltre, le spese di consulenze professionali e perizie tecniche nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l'ammontare di € 10.000 per ciascun progetto di bonifica unitariamente considerato.
1. Il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 50 per cento delle spese sostenute per gli interventi di cui all'art. 2, effettuati dall'1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.
2. L'agevolazione è concessa a ciascuna impresa nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui al Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli art. 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis.
3. Il credito d'imposta spetta a condizione che la spesa complessiva sostenuta in relazione a ciascun progetto di bonifica, unitariamente considerato, sia almeno pari a € 20.000.
4. L'ammontare totale dei costi eleggibili è, in ogni caso, limitato all'importo di € 400.000 per ciascuna impresa.
5. Le spese si considerano sostenute secondo quanto previsto dall'art. 109 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (2), recante il Testo unico delle imposte sui redditi.
1. A decorrere dal 30° giorno successivo a quello di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale e sino al 31 marzo 2017, le imprese interessate presentano al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare apposita domanda per il riconoscimento del credito d'imposta di cui all'art. 1, da presentarsi esclusivamente accedendo alla piattaforma informatica che sarà accessibile sul sito www.minambiente.it.
d) la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa agli altri aiuti de minimis eventualmente fruiti durante l'esercizio finanziario in corso e nei due precedenti, come previsto dall'art. 6, paragrafo 1., del Regolamento (UE) n. 1407/2013 del 18 dicembre 2013.
5. Entro 90 giorni dalla data di presentazione delle singole domande di cui al comma 1, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare comunica all'impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell'agevolazione e, nel primo caso, l'importo del credito effettivamente spettante.
7. Il credito d'imposta è ripartito nonchè utilizzato in tre quote annuali di pari importo ed è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi fino a quello nel corso del quale se ne conclude l'utilizzo, a decorrere dalla dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016. La 1ª quota annuale è utilizzabile a decorrere dall'1 gennaio 2017.
8. Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. A tal fine, il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento. L'ammontare del credito d'imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l'importo concesso dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, pena lo scarto dell'operazione di versamento. Ai fini del controllo di cui al periodo precedente, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, preventivamente alla comunicazione alle imprese beneficiarie, trasmette all'Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d'intesa, le imprese ammesse a fruire dell'agevolazione e l'importo del credito concesso, nonchè le eventuali variazioni e revoche.
9. Per consentire la regolazione contabile delle compensazioni esercitate dalle imprese ai sensi del presente decreto, le risorse stanziate sono trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 Agenzia delle entrate - fondi di bilancio, aperta presso la Banca d'Italia.
2. Qualora l'Agenzia delle entrate accerti, nell'ambito dell'ordinaria attività di controllo, l'eventuale indebita fruizione, totale o parziale, del credito d'imposta di cui all'art. 1, la stessa ne dà comunicazione in via telematica al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che previe verifiche per quanto di competenza, ai sensi dell'art. 1, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge.
Registrato alla Corte dei conti il 23-8-2016
Ufficio controllo atti Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, registro n. 1, foglio n. 2795