Source: https://www.jusdicere.it/Ragionando/avv-daniela-gattoni-separazione-o-divorzio-davanti-allufficiale-di-stato-civile-con-previsione-di-assegno-di-mantenimento-si-anzi-no/
Timestamp: 2020-02-18 15:08:05+00:00
Document Index: 62621531

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ']

Separazione o divorzio davanti all'Ufficiale di stato civile: con previsione di assegno di mantenimento? Sì. Anzi No. | Avv. Daniela Gattoni
By Avv. Daniela Gattoni | 14/09/2016
1 I termini del problema
2 La sentenza n. 7813/2016 del Tar Lazio
Con sentenza 07/07/2016, n. 07813 il TAR del Lazio ha annullato la Circolare ministeriale n. 6/2015, cioè proprio quella Circolare che, con sorpresa un po’ di tutti, in effetti, aveva introdotto la possibilità di prevedere la pattuizione tra i coniugi di un assegno periodico di mantenimento anche nella procedura c.d. semplificata davanti all’Ufficiale di stato civile (procedura, come noto, introdotta ex novo dall’art. 12 D.L. 12/09/2014, n. 132 conv. in L. 10/11/2014, n. 162).
A suo tempo, cioè quando la Circolare 24/04/2015 n. 6 venne emanata anche noi avevamo manifestato le nostre profonde perplessità (si rimanda sul punto all’articolo del 06/05/2015 contenente alcune riflessioni sulla Circolare n. 6/2015 di cui si tratta).
Come noto (oltre alla presenza dei figli minori o incapaci o non autosufficienti) il più importante discrimine tra la procedura esperibile attraverso la negoziazione assistita, e quella attraverso l’ufficiale di stato civile, era proprio l’assenza (nel senso di preclusione prevista ab origine dalla normativa) in quest’ultima (quella attraverso l’ufficiale di stato civile) di poter concordare disposizioni di natura patrimoniale (art. 12, comma 3 cit. L. 162/2014).
Poi, però, in un secondo momento rispetto all’entrata in vigore della normativa L. 162/2014, le cose erano cambiate perchè il Ministero dell’Interno, dapprima con la Circolare n. 19/2014 aveva testualmente affermato :
Ebbene, questa Circolare n. 6/2015 è stata impugnata al TAR Lazio da Associazioni forensi di categoria che hanno giustamente censurato proprio la sua illegittimità sia sotto il profilo del contrasto con l’art. 12 della L. 162/2014 che – e prima ancora – con l’art. 24 Cost. sotto il profilo della violazione del diritto di difesa del soggetto debole.
La sentenza n. 7813/2016 del Tar Lazio
E, come detto, con la sentenza 07/07/2016 n. 07813, in accoglimento del ricorso, il TAR Lazio ha dichiarato illegittimo e conseguentemente ha annullato la predetta Circolare ministeriale n. 6/2015 affermando che:
E chiarisce meglio con riferimento allo spirito di fondo della norma in parola affermando che:
«d’altra parte, una tale previsione normativa è conforme alla ratio sottesa alla procedura semplificata di separazione o divorzio o di modifica delle condizioni dell’una o dell’altro, che è quella di rendere estremamente agevolato l’iter per pervenire a tale risultato, ma solo in presenza di condizioni che non danneggino i soggetti deboli.
Ma anche la scelta di escludere dall’ambito applicativo dell’art. 12 del d.l. n. 132/2014 l’ipotesi di patti di trasferimento patrimoniale è tesa a garantire il soggetto più debole della coppia, che altrimenti sarebbe fortemente penalizzato, stante la procedura particolarmente accelerata e semplificata, che peraltro vede la presenza solo eventuale – e non già obbligatoria – di avvocati e che attribuisce all’ufficiale di stato civile un ruolo meramente certificatore dell’accordo tra le parti».
La conclusione del Tar Lazio non lascia dubbi al riguardo:
Va bene, dunque, come si suole dire abbiamo scherzato. D’ora in poi non si potranno più fare separazioni o divorzi con la previsione di un assegno di mantenimento (né per i figli, né per il coniuge).
Ma ….. quelle separazione e quei divorzi che lo hanno previsto? che fine fanno quelle previsioni?
Vi lasciamo con questo dubbio amletico……
Scarica il testo del D.L. 12/09/2014, n. 132 conv. in L. 10/11/2014, n. 162
Scarica il testo della sentenza Tar Lazio, Sez. I ter, 07/07/2016, n. 7813
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