Source: https://www.icselliamarina.edu.it/12-articoli-vari/3125-settimana-corta-qual-e-l-iter-corretto-per-l-adozione-quale-ruolo-al-sondaggio-delle-famiglie.html
Timestamp: 2020-02-22 18:40:17+00:00
Document Index: 63942120

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.3', 'art.10', 'art.10', 'art.7', 'art.7']

L’adozione della settimana corta costituisce per le scuole, in regime di autonomia, una possibilità organizzativa, essendo tra l’altro tale opportunità ricavabile dall’art.4 del DPR n.275 del 1999 ove è appunto sancito il principio della ﬂessibilità oraria (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”).
La Circolare 105 del 1975 all’art.3 già allora rimarcava il ruolo coordinato dei diversi organi collegiali, “ciascun organo collegiale opera in forma coordinata con gli altri organi collegiali che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in determinate materie. Ai ﬁni di cui al precedente comma si considerano anche le competenze, in materia deﬁnite, di un determinato organo quando il loro esercizio costituisca presupposto necessario od opportuno per l’esercizio delle competenze di altro organo collegiale”.
La consultazione dei predetti organi è senza dubbio il primo passo da realizzare. Nel corso delle sedute, nella deﬁnizione della delibera di adozione o meno della settimana corta, è opportuno individuare le posizioni emergenti dai due organi, non dimenticando che il consiglio di istituto è l’organo di indirizzo e di controllo della scuola e il collegio dei docenti è al contrario l’organo tecnico-didattico. Si tratta comunque di funzioni parimenti signiﬁcative; nel caso del collegio docenti, le decisioni e le motivazioni devono pur considerare l’incidenza che la scelta della settimana corta, strutturata su cinque giorni, produrrebbe sugli alunni, perciò occorre più che mai tener conto delle esigenze dei soggetti apprendenti.
Da ciò si ricava che l’iter di adozione parte dal consiglio di istituto chiamato a dettare ex art.10 del D.Lgs. 297 del 1994 i criteri generali per la programmazione educativa; il comma 4 (art.10) indica un’altra competenza: la deﬁnizione dei criteri dell’orario delle lezioni; di seguito il collegio dei docenti, ex art.7 dello stesso decreto richiamato, formula proposte al direttore didattico o al preside (…) per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto. Come stabilito nel comma 3 dell’art.7 il collegio dei docenti “nell’adottare le proprie deliberazioni (…) tiene conto delle eventuali proposte e pareri dei consigli di intersezione, di interclasse.
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