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Timestamp: 2018-02-25 15:55:34+00:00
Document Index: 81057679

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 202', 'art. 113', 'art. 2', 'art. 113', 'art. 2']

Legittimo anche l’affidamento diretto a Sicilia-Ambiente | Liberamente Enna
Legittimo anche l’affidamento diretto a Sicilia-Ambiente
Con la sentenza n. 52/2008 depositata il 4 gennaio il Collegio del Tar di Catania, nel respingere il ricorso presentato dall’Assoutenti, argomenta, tra l’altro, anche il complesso caso dell’affidamento in house del servizio d’igiene ambientale, riscontrandone i requisiti di matrice comunitaria del controllo analogo e dell’attività prevalente. La sentenza, tuttavia merita di essere approfondita non tanto per la questione vessata degli affidamenti diretti a società miste, ma perché il modello dell’in house sembra espressamente escluso dalle norme del nuovo Codice Ambientale. Alcune questioni rimangono infatti ancora aperte in ordine alla praticabilità di tale istituto in tutti gli ambiti del sistema di affidamento dei servizi pubblici, soprattutto nel silenzio di alcune normative di settore, tant’è che la V° Sezione del Consiglio di Stato (decisione 23/10/2007, n. 5587), ha rimesso la questione all’Adunanza Plenaria, prospettando la possibilità che la stessa, nell’esaminare complessivamente l’intera problematica, valuti la necessità di deferire la questione alla Corte di Giustizia (Roberto Giovagnoli, “Gli affidamenti in house tra lacune del Codice e recenti interventi legislativi, Relazione al Convegno sul codice dei contratti pubblici del 19/10/2007, Palazzo Spada”). Ma, in altre materie, come quella ambientale, la normativa più recente sembra escludere espressamente la praticabilità del modello dell’in house. Il Codice dell’ambiente, infatti, non prevede una normativa derogatoria, anzi. L’art. 202, comma 1, del D.Lgs n. 152/2006, nello stabilire che l’Autorità d’Ambito aggiudica il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani mediante “gara”, precisa che la stessa deve essere disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie, in conformità ai criteri di cui all’art. 113, comma 7, del D.Lgs 267/2000. Il Decreto Ministeriale 2 maggio 2006 pubblicato sulla G.U. n. 108 dell’11 maggio 2006, anche se non produttivo di effetti giuridici in forza della nota dello stesso Ministero del 26/06/2006 pubblicata nella G.U. n. 146 del 26/06/2006 (vedasi pure Tar Palermo, sez. I, sent. n. 2511, 05/11/2007), all’art. 2, comma 2°, così recita: “La gestione del servizio di cui al precedente comma 1 è aggiudicata mediante gara ad evidenza pubblica disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie, in conformità ai criteri di cui all’art. 113, comma 7, del decreto legislativo n. 152/2006, nel rispetto del piano d’ambito e del principio di unicità della gestione per ciascun ATO”. Il successivo art. 2, comma I°, così recita: “Le AATO sono soggetti aggiudicatari e procedono all’affidamento della gestione del servizio mediante gara pubblica, da espletarsi con il sistema della procedura aperta, adottando per l’aggiudicazione il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa
individuata secondo le modalità di cui al presente decreto”.
Alla luce dell’argomentato quadro normativo, il rapporto tra la società d’ambito “EnnaEuno” e la società affidataria “Sicilia Ambiente” non sembra essere conforme alle novità apportate dal citato Codice dell’ambiente, e ciò a prescindere dalla verifica dei requisiti del controllo analogo e dell’attività prevalente riscontrati positivamente dal Tar. Nessuna meraviglia, quindi, se il Consiglio di Giustizia Amministrativa, già chiamato in soccorso nella sede cautelare, dovesse ribaltare anche nel merito il risultato accogliendo il ricorso promosso dall’Assoutenti.