Source: http://www.orsiniemidio.it/default.asp?sec=69&page=234
Timestamp: 2019-03-23 06:27:44+00:00
Document Index: 137434595

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1283', 'art. 120', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 20']

03/01/2008 00:12:07
33 Banchieri condannati . Alla fine qualcuno andrà in GALERA
Dal sito di Mauro Novelli www.mauronovelli.it - abbiamo scaricato il seguente articolo che ci sembra interessante.
Il Condirettore Generale della Banca di Roma, Antonio NOTTOLA, è indagato anche dalla Procura di Ascoli Piceno per usura. Stiamo aspettando la richiesta del suo rinvio a giudizio.
Alla fine qualcuno andrà in galera? Vedremo .
La Repubblica 19-5-2007
DAL FALLIMENTO TREVITEX SPUNTA UN CODICE SALVA GRANDI BANCHE
IL DOCUMENTO. Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha condannato i Dalle Carbonare e 33 dirigenti del credito Dal fallimento Trevitex spunta un codice salva-grandi banche Accordi per garantire i maggiori istituti ed evitare abusi da parte dell'imprenditore
MILANO - Mors tua vita mea. Un motto latino che non ha molto di finanziario, ma che, stando alle accuse, ben si addice al comportamento delle banche nel fallimento Trevitex. E che viene teorizzato in un "codice di comportamento del sistema bancario", rimasto finora inedito e trovato durante una perquisizione nello studio di Angelo Casò, nominato ai tempi liquidatore della società e ora presidente del collegio sindacale di Mediobanca. La Trevitex, il secondo gruppo tessile italiano, fallì l'8 giugno 1995. Ma le banche, a conoscenza dello stato di dissesto almeno fin dal 1992, chiusero da subito i rubinetti del credito alla famiglia Dalle Carbonare, proprietaria della società . E, proprio sotto la regia di Mediobanca, si accordarono fra loro per subire i minor danni possibili a scapito degli altri creditori. A metterlo nero su bianco sono stati i giudici della seconda sezione penale di Milano che ieri hanno pubblicato le motivazioni relative alla sentenza di primo grado. Un giudizio che ha condannato non solo Sebastiano (sette anni e nove mesi), Pietro (cinque anni) e Diego (quattro anni) Dalle Carbonare, ma anche 33 banchieri di quattro istituti di credito. Tra questi, Antonio Nottola, condirettore della Banca di Roma, Alberto Cravero, direttore del Credito Italiano, Luigi Coccioli, presidente del Banco di Napoli, Giuliano Segre al vertice della Cassa di Risparmio di Venezia. Condannato a tre anni e mezzo per via di una perizia, giudicata falsa, e grazie alla quale vennero alterati i bilanci del gruppo anche Stefano Podestà, docente della Bocconi e nel 1994 ministro dell'Università. L'inchiesta curata dal pm Alfredo Robledo ipotizza per le banche il concorso in bancarotta e getta una luce oscura sul comportamento dei principali istituti di credito italiani. Nessuno escluso, perchè le posizioni di altri 18 banchieri, rappresentanti del Banco Ambrosiano Veneto (Giovanni Bazoli), del SanPaolo di Torino (Luigi Maranzana) e del Monte dei Paschi di Siena (Carlo Zini) sono state stralciate a Vicenza. Il "codice di comportamento del sistema bancario", rinvenuto dalla Guardia di Finanza, porta un titolo incontrovertibile, "Crisi di impresa". E suggerisce il comportamento che, durante tutte le fasi di una crisi come appunto quella della Trevitex, dovrebbero tenere le banche. O meglio le grandi banche e non le piccole, perchè le prime vengono spesso "danneggiate - si legge nel documento - dalle azioni di recupero crediti delle banche marginali". Un motivo questo che consiglia tra l'altro di escludere i piccoli istituti, anche attraverso una moral suasion dell'Abi, da operazioni di finanziamento molto redditizie come quelle in pool. L'accordo tra le banche dovrebbe non solo evitare "abusi da parte dell'imprenditore", ma anche la penalizzazione dei grandi gruppi "rispetto ad altri creditori non vincolati dal "codice "". I suggerimenti vanno dalla fase di conoscenza della crisi, che secondo il documento avviene, proprio come nel caso Trevitex, con il rientro dei crediti, fino all'attuazione del piano di intervento. Il codice prevede la costituzione di un Comitato Ristretto di banche (3 o 5 istituti) che garantisca in modo equo gli interessi di tutti gli istituti e che soprattutto pieghi l'imprenditore in difficoltà al volere dei grandi istituti. Per essere salvato, se le banche lo richiedono, l'azionista deve "consentire il rinnovo degli organi amministrativi", "impegnarsi a consentire l'inserimento di managers qualificati proposti dalle banche" e "costituire in pegno a garanzia dei crediti del sistema bancario le azioni in suo possesso". Non andò molto diversamente la storia di Trevitex. Il 2 giugno 1992 la famiglia Dalle Carbonare fu invitata a rinnovare il cda e a farsi da parte. Giuseppe Maranghi, fratello di Vincenzo, venne indicato da Mediobanca come il manager qualificato per risolvere la crisi. E lo stesso Maranghi, il 2 ottobre, invitò le banche a realizzare le garanzie in loro possesso.
31/12/2007 11:06:43
CLASS ACTION : Le BANCHE ALLA RESA DEI CONTI
CLASS ACTION: I COMPORTAMENTI SCORRETTI E FRAUDOLENTI DI POTENTATI E BANCHE, CHE HANNO TRUFFATO MILIONI DI RISPARMIATORI FACENDOLA SEMPRE FRANCA, FINALMENTE ALLA RESA DEI CONTI !
ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI CHE NON AZIONERANNO LITI TEMERARIE, HANNO AFFIDATO A PRINCIPI DEL FORO (RUFFOLO E GALASSO) VALUTAZIONI E LE PIU’ PRUDENTI ISTRUZIONI PER L’USO.
Si avvicina la resa dei conti giudiziaria per assicurazioni, potentati e banche, che confidando con i tempi lunghi della giustizia, ponevano in atto truffe seriali a danno di milioni di consumatori,utenti e risparmiatori,con la consapevole certezza dell’impunità.
Come si evince chiaramente dall’ultima transazione di San Paolo Intesa, che per evitare il giudizio ha risarcito 310 milioni di euro, le banche sapevano bene che Parmalat, al collasso, era tenuta in piedi dai prestiti che il sistema bancario continuava ad erogare,a condizioni capestro in una sorta di catena di S.Antonio, al lattaio di Collecchio, ma che ciononostante hanno continuato a vendere bond bidone a decine di migliaia di risparmiatori.
Adusbef e Federconsumatori, hanno intentato centinaia di azioni giudiziarie, quasi tutte vittoriose contro le banche per la truffa Parmalat, ma senza un’azione collettiva, i banchieri continueranno a non pagare per i danni causati dal risparmio tradito, che ha visto coinvolto 1 milione di risparmiatori, da Cirio ai bond argentini, da My Way e For You a Bipop Carire, per un controvalore di 50 miliardi di euro.
Con l’approvazione della class action, inserita in finanziaria dai senatori Bordon e Manzione, che assieme ad esponenti dell’Adusbef avevano fondato l’Unione Democratica, pesantemente osteggiata con grida manzoniane da banche, assicurazioni, potentati e Confindustria che hanno subito una cocente sconfitta, inizierà il riscatto del vessato popolo dei consumatori, che hanno promulgato per il 21 dicembre di ogni anno, la giornata dei diritti.
Inizia quindi dal 1 gennaio 2008 la stagione della class action, ossia la possibilità di un risarcimento collettivo rispetto a danni subiti, con i primi casi all’esame del principi del foro, per evitare false partenze.
Adusbef e Federconsumatori che sono pronte all'azione, con sette ipotesi già sul tavolo che riguardano banche, assicurazioni, servizi telefonici, trasporti, hanno già sottoposto i casi più eclatanti di risparmio tradito ad un pool di esperti (tra gli altri gli avvocati Ugo Ruffolo e Alfredo Galasso) per valutare la materia. Su queste cose non si può sbagliare, perchè la class action deve essere sempre l'ultima istanza, sempre preceduta da studi approfonditi a da una possibile conciliazione: se ci sarà anche solo un dubbio non se ne farà niente. Perché la class action funziona anche come semplice deterrente, migliorando la competizione tra le imprese e i servizi ai cittadini.
Che poi la class action si un formidabile deterrente è dimostrato dall’accordo con le FS: sarà solo una coincidenza,ma due ore dopo varata la Finanziaria, le Ferrovie hanno siglato l'accordo che riconosce un risarcimento di 800 euro ai 450 passeggeri bloccati sull'Eurostar per 12 ore. In precedenza le ferrovie a fronte di disastri procurati,neppure risarcivano il prezzo dei biglietti.
Queste le ipotesi al vaglio dei legali:
1) Anatocismo: è stata la prima grande vittoria dell’Adusbef contro le banche. Il termine anatocismo (dal greco anà - di nuovo, e tokòs - interesse) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi). Nonostante fosse vietato dal codice civile,è stato praticato dal sistema bancario per oltre mezzo secolo, fino al 1999 quando la Corte di Cassazione, ha più volte affermato la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale, sostanzialmente argomentando nel senso della inesistenza di un uso normativo idoneo a derogare all'art. 1283 c.c. Per evitare scompensi tra il lavoro dei giudici e la prassi, il legislatore ha ritenuto opportuno, con il decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 342, modificare l'art. 120 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia): tale intervento ha introdotto in materia il principio della eguale cadenza di capitalizzazione dei saldi attivi e passivi, nel contempo stabilendo – con norma transitoria – una sanatoria per il pregresso, facendo salve le clausole di capitalizzazione trimestrale contenute nei contratti conclusi prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. La norma transitoria è stata però dichiarata illegittima, per eccesso di delega e conseguente violazione dell'articolo 77 Costituzione, dalla Corte Costituzionale (sentenza 17 ottobre 2000, n. 425).Venuta meno la norma transitoria, finalizzata ad assicurare validità ed efficacia alle clausole di capitalizzazione degli interessi inserite nei contratti bancari stipulati anteriormente alla entrata in vigore della nuova disciplina, paritetica, della materia, la Corte di Cassazione ha continuato, con una ulteriore serie di sentenze (tra le altre, si veda la sentenza 13 dicembre 2002, n. 17813), a ribadire il suo approccio più recente, peraltro estendendo i principi enunciati inizialmente con riferimento al conto corrente bancario anche ai contratti di mutuo. Infine, con sentenza n. 21095/2004 (Cass. Civ., SS.UU., 4 Novembre 2004, n. 21095), la suprema Corte ha confermato in modo netto il revirement del 1999, così consolidando il nuovo trend giurisprudenziale. Non c’è tribunale che non condanni le banche,ma l’azione di classe sull’anatocismo potrà interessare almeno 3 milioni di cittadini, costretti dalla protervia delle banche ad una usura legalizzata.
2) Bond Argentini: le banche hanno appioppato bond argentini a 470 mila risparmiatori per un controvalore di 14,5 miliardi di dollari, pur consapevoli (come sancite dalle sentenze dei Tribunali) che lo stato argentino andava verso il default, dichiarato già nel 1999 dalle principali agenzie di rating. Le banche quindi,hanno piazzato quei titoli a pensionati,casalinghe,ecc.,addirittura in “contropartita diretta” ossia prelevando i bond dal loro portafoglio titoli mandando in fumo i risparmi ed i sacrifici di intere vite di lavoro,equiparando quei titoli ai Bot italiani ed affermando che l’Argentina non sarebbe mai fallita. Almeno 270.000 risparmiatori che non hanno aderito al con cambio e che hanno già interrotto i termini prescrizionali,hanno una buona possibilità di rivalersi con un’azione collettiva contro i comportamenti fraudolenti degli istituti di credito.
3) Bond Parmalat: Parmalat è stata la madre di tutte le frodi a danno di risparmiatori ed azionisti,per un controvalore di 15 miliardi di euro,con precise responsabilità delle banche. Come si evince chiaramente dall’ultima transazione di San Paolo Intesa, che per evitare il giudizio ha risarcito 310 milioni di euro, le banche sapevano bene che Parmalat,al collasso,era tenuta in piedi dai prestiti che il sistema bancario continuava ad erogare,a condizioni capestro in una sorta di catena di S.Antonio,al lattaio di Collecchio, ma che ciononostante hanno continuato a vendere bond bidone a decine di migliaia di risparmiatori. Sono 145.000 i cittadini truffati (95.000 obbligazonisti,40.000 azionisti) che a prescindere dai due filoni di inchiesta (Parma e Milano) potranno rivalersi direttamente contro le banche che sapevano la gravità di una impresa,tenuta in piedi con l’ossigeno del rinnovo dei finanziamenti a costi sempre più onerosi.
4) Bollette e servizi telefonici: Sotto la lente sono finiti i costi per l'invio delle bollette, messi a carico degli utenti,che secondo le associazioni l'invio dovrebbe essere pagato dalle aziende telefoniche. Le quali finiscono sotto accusa anche perché spesso richiedono il pagamento di servizi non richiesti dai consumatori. Nuove voci finiscono di soppiatto in bolletta e scalzarle diventa difficilissimo. Si calcola che ogni anno,almeno 1 milione di utenti, sono costretti a subire servizi non richiesti ed addebiti per telefonate fantasma mai effettuate. Sono truffe seriali di poche centinaia di euro che i gestori telefonici continuano indisturbati perché certi dell’impunità (affrontare una contenzioso legale costa 4-5 volte l’importo della frode subita). Dal 1 gennaio 2008,tali frodi saranno meno facili da eseguire.
5) Derivati e swap: Le banche hanno ideato la madre di tutte le Parmalat ed Enron messe insieme ideando il meccanismo delle emissioni di prodotti derivati,appioppati alle imprese,per garantirle contro il rischio dei tassi o dei cambi,che non offriva poi alcuna copertura,o agli enti locali, con contratti capestro. Anche su questo delicato aspetto,Adusbef e Federconsumatori stanno studiando l’ipotesi di una class action contro le banche.
6) Ferrovie Il caso riguarderebbe in particolar modo i pendolari e i servizi a cui hanno diritto acquistando il biglietto. In primo luogo puntualità e pulizia dei treni. L'ipotesi di class action potrebbe spingere le Regioni a sottoscrivere contratti di servizio più vincolanti.
7) Mutui indicizzati.. Le banche hanno appioppato a 3,2 milioni di mutuatari su 3,5 milioni (91%) mutui a tassi indicizzati quando già tutti gli indicatori economici segnavano un aumento imminente Tali cattivi consigli delle banche,hanno prodotto un reale rischio d insolevnza per 1,9 milioni di mutuatari che rischiano di perdere la casa. Le valutazioni di un’azione di classe contro le banche,perché non hanno affatto informato sulla rischiosità di un imminente aumento di tassi sulle rate.
8) RC Auto: Si punta ad ottenere almeno in parte il rimborso dei danni prodotti dal cartello delle compagnie, che produsse una multa da 700 miliardi di vecchie lire, comminata dall'Antirust, per danni pari a 4,2 miliardi di euro Finora le società si sono salvate grazie al decreto truffa "salva-compagnie" varato dall’ex ministro Antonio Marzano e dal governo Berlusconi .Ma le associazioni, forti u di una grande campagna che mobilitò milioni di cittadini,non escludono di poter avviare un’azione di classe per far rimborsare 516 euro ad ognuno dei 18 milioni di automobilisti danneggiati.
24/12/2007 17:56:12
AUGURI da Roberto Di Napoli
Dallâ€™Avv. Roberto DI NAPOLI 24.12.2007
Tanti auguri (ai miei amici e ad ogni vittima) e, con la speranza di un cambiamento, tanti auguri scomodi (ad altri soggetti)
Non so se si tratti di una mia sensazione personale, oppure, se sia normale che capiti a chi ha avuto la "fortuna" di subire, almeno una volta nella vita, tristi giornate: a me, perÃ², il Natale non riempie piÃ¹ di gioia. Anzi: mi rattrista. Non capisco come si possa, in Italia, conciliare una FestivitÃ che dovrebbe essere ricca di significati con l' indifferenza quotidiana che, puntualmente, (anche, a volte, nelle famiglie) riprende dopo le feste.
Il mio pensiero e, soprattutto, i miei veri e sinceri auguri, vanno a chiunque soffre, a chi, ogni giorno, viene ignorato o calpestato. E' chiaro che, immedesimandomi, principalmente, nelle vittime di usura e di estorsione e immaginando con quali pensieri vivano le "feste", a loro, innanzitutto, mi sento vicino.
In meno di un mese, giornali, telegiornali, siti internet e Striscia la Notizia hanno affrontato il tema dellâ€™usura e della mancata tutela delle vittime. Il 6 Novembre, in particolare, TG5 ha dedicato un servizio sullâ€™assurda vicenda di cui Ã¨ vittima la mia famiglia che, dopo essere stata sbattuta fuori casa pur in presenza della sospensione ex art. 20 l. 44/99 (in seguito ad una vendita illegittima per molteplici motivi, disposta in una procedura instaurata unicamente dagli imputati ed, ovviamente, oggetto di impugnazione nelle competenti sedi), non ha ricevuto nemmeno un centesimo dellâ€™elargizione prevista dallo Stato. Probabile motivo? Unâ€™errata interpretazione della normativa da parte degli organi competenti: vedremo, quindi, cosa diranno i giudici!
La settimana scorsa, Striscia La Notizia ha dedicato un servizio sulla vicenda che vede coinvolta unâ€™ imprenditrice la quale, dopo avere ottenuto, da parte del Prefetto di Modena e del Presidente del Tribunale, i pareri previsti dallâ€™art. 20 l. 44/99 (normativa antiusura ed antiracket) per potere godere della sospensione per 300 giorni delle vendite giudiziarie, delle scadenze di rate di mutui e dei termini esecutivi (la stessa sospensione calpestata nel caso che ha coinvolto la mia famiglia), Ã¨ stata dichiarata â€œfallitaâ€�.
Pochi giorni fa, infine, sempre â€œStriscia La Notiziaâ€� si Ã¨ occupata del caso di Emidio Orsini, lâ€™imprenditore anchâ€™esso vittima di usura bancaria, che ha ottenuto, da parte del Consiglio di Stato, il riconoscimento delle proprie ragioni e, dâ€™altra parte, la smentita della bizzarra interpretazione da parte del Comitato di solidarietÃ che aveva tentato di sostenere una differenziazione della vittima di usura bancaria rispetto allâ€™ usura criminale.
Questi casi sono stati portati a conoscenza grazie alla pazienza e alla professionalitÃ di chi, come i giornalisti del TG5 e di Striscia la Notizia, ha ritenuto opportuno informare in merito a tali vicende paradossali.
Nel caso che coinvolge la mia famiglia cosÃ¬ come, sicuramente, negli altri casi, non si Ã¨ persa, ancora, la voglia di combattere. Tante vittime, perÃ², hanno preferito mollare tutto! Qualcuno, poi, ha subito la perdita piÃ¹ grande: la vita.
Penso che se chi ha la responsabilitÃ della tutela delle vittime (non solo, di certo, il Comitato di solidarietÃ ) avesse una minima idea di quali siano i sacrifici, i disagi materiali cui Ã¨ sottoposta la vittima di usura ed estorsione (di quella bancaria e di quella criminale), le umiliazioni e le sofferenze, i procedimenti andrebbero piÃ¹ spediti e non si verificherebbero le â€œfiniâ€� interpretazioni giuridiche puntualmente smentite dalla giurisprudenza ( su Puglia Live Ã¨ stato pubblicato, il 20 Dicembre u.s., un mio comunicato â€œEâ€™ emergenzaâ€¦.. antiusuraâ€�).
Mi chiedo, insomma: si ha unâ€™idea di ciÃ² che puÃ² accadere ad una vittima?
Nel caso che ha coinvolto la mia famiglia, cosÃ¬ come in tanti altri casi ai danni di persone ancora piÃ¹ sfortunate, chi si Ã¨ preoccupato, finora, di conoscere lo stato di salute o di sapere se i miei familiari avessero bisogno di qualcosa in attesa della definizione di quel procedimento a tutela delle vittime che, per legge, dovrebbe esaurirsi in pochi mesi ma che lo Stato, dopo avere incentivato a denunciare, ha dimostrato di non essere in grado di controllare?
Chi si preoccupa di tutte quelle vittime che stanno soffrendo in silenzio, che non hanno piÃ¹ lacrime, che hanno perso la speranza di vedere un aiuto magari anche convinte che lâ€™ usura bancaria non esista o sia diversa e meno grave di quella criminale (cosÃ¬ come si voleva far credere prima del recente parere del Consiglio di Stato) o che, addirittura, hanno rinunciato a lottare (se non, addirittura, a vivere) pensando che se sono state dichiarate â€œfalliteâ€� su istanza degli stessi imputati non potranno ricevere i benefici dello Stato (cosÃ¬ come sembrerebbe da unâ€™altra singolare interpretazione di un Comitato che non mi pare sia stato, in molti casi, â€œdi solidarietÃ â€�)?
Qualcuno potrebbe pensare che, tanto, cosÃ¬ come noi, tutte le vittime, se hanno interesse, possono rivolgersi al giudice e, oltre a vedere puniti gli estorsori o gli usurai, avere i benefici richiesti dalla legge . Non Ã¨ cosÃ¬, invece, a mio avviso: non puÃ² ragionare in questo modo chi ha il potere-dovere di applicare la normativa interpretandola in conformitÃ ai vigenti canoni ermeneutici e, prima ancora, considerando che â€œ in claris non fit interpretatioâ€�.
Tante persone non hanno la possibilitÃ di attendere, a fronte di singolari interpretazioni, lâ€™ulteriore riconoscimento, da parte dei giudici, di ciÃ² che emerge chiaramente dalla normativa. La gente deve lottare coi bisogni quotidiani oltre che con le esigenze della propria impresa o con la tutela dei propri beni e, pertanto, deve confidare nellâ€™ottenimento di quanto promesso e pubblicizzato dallo Stato.
Mi farebbe piacere sapere se qualcuno â€œdellâ€™antiusuraâ€� si sia occupato delle sorti di Antonella e dei suoi familiari che, dopo avere denunciato gli usurai, mesi fa, durante lâ€™esecuzione per il rilascio della sua abitazione, mentre speravano di ottenere i provvedimenti idonei ad ottenere la sospensione e, in lacrime, minacciavano di dare fuoco, hanno ottenuto, invece, il ricovero coatto in ospedale e qui trattenuti per vari giorni (forse senza che ne ricorressero i presupposti e con metodi, a mio avviso, secondo quanto mi Ã¨ stato raccontato, discutibili): sbattuti fuori casa con la nonna malata di Alzheimer.
Sono convinto che se, in ogni settore, dalla giustizia alla tutela delle vittime dâ€™usura e di reati mafiosi, nella sanitÃ , nella politica, si agisse con un minimo di buon senso interpretando ogni norma giuridica cosÃ¬ come la Costituzione impone, ossia, nel prioritario e fondamentale rispetto della persona umana e della sua dignitÃ (i diritti di credito, anche laddove esistenti, non possono mai prevalere su tali valori), vedremmo un sorriso in piÃ¹ e meno persone soffrire ingiustamente .
Eâ€™ a tutte le vittime sconosciute di usura e di estorsione, cosÃ¬ come ai parenti delle vittime di tutte le mafie, ai parenti dei lavoratori morti sul posto di lavoro, ai piccoli figli di una giovane ragazza che, poche settimane fa, sono stati messi a letto dalla propria mamma senza mai poterla piÃ¹ rivedere avendo, la povera madre (vittima, a Gallipoli, di una probabile disperazione interiore o psicologica), pensato di scappare via da questo mondo e da questa societÃ nel modo piÃ¹ tragico possibile, a tutti coloro che soffrono, a tutti coloro che, sedendosi a tavola domani, vedono una sedia vuota o un volto triste, ai rappresentanti di tutte le associazioni che, ogni giorno, lavorano davvero per aiutare chi ha bisogno, a quei volontari che, a Roma, a Milano, nelle grandi cittÃ , affrontando il gelo, svegliano i barboni per donare loro un piatto caldo, a tutti coloro i quali, al di lÃ delle "chiacchiere", insegnano in silenzio, ogni giorno, quale sia la vera solidarietÃ , a tutti i miei veri amici, che rivolgo i miei piÃ¹ sinceri auguri di Buon Natale con la speranza che, nella loro vita -e, soprattutto, nei momenti piÃ¹ tristi-, ci sia, sempre, qualcuno a loro vicino in grado di abbracciarle, di ospitarle, di stringere la mano: scopriranno la ricchezza della bontÃ , di quella vera solidarietÃ che solo poche persone sono, realmente, in grado di offrire.
A tutti coloro che, invece, restano insensibili, a chi -di fronte a qualsiasi tipo di richiesta di aiuto- continua a filosofeggiare, ai donabbondio, agli ominicchi e ai quaquaraquÃ , agli â€œ indifferentiâ€�, ai corrotti, ai mafiosi, agli â€œ impotentiâ€� o a chi preferisce apparire tale senza, cosÃ¬, rischiare di offendere qualcuno, a chi, semplicemente, pensa che Natale sia soltanto un giorno da festeggiare o nel quale scambiarsi i regali; a chi, abituato a vivere nel lusso o, comunque, senza mai avere â€œassaporatoâ€� le amare difficoltÃ della gente comune, nemmeno avverte quali possano essere i bisogni primari di una persona auguro che la loro coscienza, prima o poi, turbi il loro sonno o i loro festeggiamenti (in qualche caso anche con soldi non sudati) fino a determinarli a cambiare. A questi personaggi auguro, davvero, Buon Natale con la speranza che, riflettendo, solo un minuto, sul significato di tale FestivitÃ , il loro cuore li costringa a riflettere sul loro operato, sulle loro potenzialitÃ , sulle possibilitÃ che ha nei confronti di chi sta soffrendo.
A queste persone consiglio tantissimo una breve lettura di alcune parole di Don Tonino Bello nella lontana (ma sembra cosÃ¬ vicina) notte di Natale del 1985: sono sicuro che, a persone con un minimo di buona volontÃ , basterebbe poco per farli riflettere a cambiare. Roberto Di Napoli.
Per agevolare la lettura di un passo che a me piace ricordare, lo inserisco qui sperando sia letto con attenzione:
â€œNon obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi Â«Buon NataleÂ» senza darvi disturbo.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla Â«routineÂ» di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
GesÃ¹ che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchÃ© non avrete dato ospitalitÃ a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finchÃ© la vostra coscienza ipocrita accetterÃ che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse Ã¨ il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillitÃ incapace di vedere che, poco piÃ¹ lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscuritÃ e la cittÃ dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere Â«una grande luceÂ», dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. Che il numero 167 non Ã¨ la cifra matricola data ai condannati dal sistema. Che i ricorsi a tutti i T.A.R. della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.
I pastori che vegliano nella notte, Â«facendo la guardia al greggeÂ» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi Ã¨ l'unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranzaâ€�.
(da Antonio Bello, " Oltre il Futuro- PerchÃ¨ sia Natale " edizioni La Meridiana)