Source: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/117.php
Timestamp: 2018-09-22 07:01:50+00:00
Document Index: 26428431

Matched Legal Cases: ['art 1419', 'art. 2446', 'art. 2447', 'art 34', 'art 34', 'art 35', 'art 1']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 117 - pubb. 01/07/2007
Tribunale Catania 26 novembre 2004 - Pres. Macrì - Est. Paternò Raddusa.
La clausola arbitrale che, alla data del 1 ottobre 2004, non sia stata adeguata alla nuova normativa in materia societaria e che preveda il conferimento del potere di nomina degli arbitri in capo a soggetti intranei alla compagine sociale deve essere considerata radicalmente nulla; trattasi di nullità radicale che priva di qualsivoglia effetto nella sua interezza la originaria scelta compromissoria, non potendo nella specie trovare applicazione il meccanismo di salvezza di cui al comma II dell'art 1419 cc per le ipotesi di nullità parziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La norma contenuta nell’art. 2446 c.c., la quale subordina la validità della delibera assembleare di riduzione e ricostituzione del capitale sociale al deposito, durante gli otto giorni che precedono la relativa assemblea, di una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale della società idonea a rappresentare l’effettiva ed attuale consistenza economica dell’ente, è applicabile anche alla fattispecie prevista dall’art. 2447 c.c. di riduzione per perdite del capitale sociale al di sotto del minimo legale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L'ultima di siffatte opzioni normative non convince il Collegio. Essa si fonda principalmente sul dato letterale dell'art 34 nella parte in cui si limita a prevedere che gli atti costitutivi delle società "possono" prevedere la devoluzione ad arbitri delle controversie mediante clausole compromissorie; e, per il vero, trova una (immediata ma equivoca) conferma nella relazione al decreto delegato nella quale si legge che “la formulazione del testo contribuisce alla creazione di una compiuta speciesarbitrale che si sviluppa senza pretese di sostituire il modello codicistico (naturalmente ultrattivo anche in materia societaria) comprendendo numerose opzioni di rango processuale...che appaiono assolutamente funzionali alla promozione della cultura dell'arbitrato endosocietario”. E' a dirsi, tuttavia, che, fermandosi al dato letterale, il riferimento al "possono" di cui al I comma dell'art 34 appare evidentemente volto a garantire non tanto la sopravvivenza dell'arbitrato di diritto comune anche per le controversie societarie quanto la libertà; per le società, di scegliere, per la definizione delle controversie, la via arbitrale quale alternativa a quella giurisdizionale sottoponendosi, tuttavia, in caso di previsione della clausola compromissoria, alle previsioni procedurali da ritenersi, per come riportato dalla stessa formulazione del successivo art 35, inderogabili (e qui, al contrario del richiamo precedente, il dato letterale assume un significato interpretativo certamente più pregnante nel senso della imprescindibilità delle regole ivi dettate per gli arbitrati che coinvolgano le materie segnalate dall'art 1 del decreto).