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Timestamp: 2017-05-23 19:09:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 12', 'art. 13', 'art.7', 'art. 28', 'art. 31', 'art. 34']

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I Bambini e i diritti.
PubblicatoBàrtolo Cecchini
Presentazione sul tema: "I Bambini e i diritti."— Transcript della presentazione:
i Bambini e i diritti
L’educazione ai diritti umani può essere intesa come un processo indirizzato a formare in ogni individuo la coscienza di “cittadino del mondo”. Gli educatori devono dunque promuovere lo sviluppo nei giovani della consapevolezza di essere parte integrante di un’umanità dove l “ altro” è portatore degli stessi bisogni e diritti fondamentali che ognuno avverte come propri, e di favorire la concreta traduzione in comportamenti dei valori appresi.
La dichiarazione dei diritti umani è un codice etico di importanza storica fondamentale ed è frutto di una elaborazione umana millenaria Tra i primi ad approfondire sono stati i filosofi greci in particolare Aristotele e gli Stoici. Affermano l’esistenza un diritto naturale: cioè l’insieme di norme di comportamento Giusnaturalismo Il concetto dei diritti dell’uomo viene approntato storicamente nel VI secolo a.C. da Ciro il Grande, sovrano dell’ Impero Romano. Il re emana il testo scolpito sul “ Cilindro di Ciro ”nel 539 a.C. dopo la conquista di Babilonia. E questo documento è menzionato come “ la prima carta dei diritti dell’uomo”, poiché esprime rispetto per l’uomo in quanto tale e promuove le forme di libertà e tolleranza religiosa.
Bisogna arrivare al Medioevo per trovare le prime manifestazioni concrete con effetto pratico dell’idea dei diritti dell’uomo. Nel XIII secolo con San Tommaso d’Aquino, il Giusnaturalismo scolastico descrive: i diritti umani come un insieme di cose non più concesse da qualche autorità; ma è diritto dell’uomo rivendicare la propria libertà quale il diritto naturale. Nel 1215 il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra (John Lacklend ) fu costretto dai baroni del regno a concedere, firmandola, la Magna Charta Libertatum ( Carta della Libertà ) È il primo documento fondamentale per la concessione di diritti ai cittadini perché impone al re il rispetto di alcune procedure, limitando la sua volontà sovrana per legge. Alla fine del 1222 fu proclamata e tramandata la Carta Manden: una dichiarazione ai diritti umani essenziali.
Tra il 1600 e il 1700 nacque il Giusnaturalismo Razionalistico ModernoIlluminismo: con l’affermazione del concetto di libertà dell’individuo, soprattutto in opposizione all’assolutismo. Diritti Inalienabili: che non possono essere modificati dalle leggi; questi diritti sono tali perché razionalmente giusti, e vengono riconosciuti da Dio come diritto proprio in quanto corrispondenti alla ragione. Nel luglio 1776 Thomas Jefferson scrisse per la dichiarazione dei diritti dell’uomo contenuta nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America: << tutti gli uomini sono creati uguali tra loro, sono dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità. >> Prima carta formale dei diritti dell’uomo è nata nel 1789 dalla Rivoluzione Francese conosciuta come Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
Un’ ulteriore grande affermazione dei diritti umani si ebbe dopo la fine della Seconda guerra mondiale con la costituzione dell’ Organizzazione delle nazioni unite ( ONU ), basata su un concetto di dignità umana inalienabile ed universale: Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo siglata a New York nel 1948.
Diritti fondamentali dei BambiniGioco Nome Famiglia Casa nazionalità Cure alimentazione istruzione Educazione Tutela
<< bisogna che la società riconosca pienamente i diritti sociali del bambino>>È da questo bisogno che nasce: La Convezione sui diritti dell’Infanzia. (1989) All’interno della quale vengono riconosciuti dei diritti fino alla maggiore età. Maria Montessori
Maria Montessori Figlia di Alessandro e Renilde StoppaniNata nel 1870 al civico 10 di Piazza Mazzini a Chieravalle Fin dai primi anni dimostra interesse per le materie scientifiche (matematica e biologia ) Contro le aspettative dei genitori si iscrive alla facoltà di medicina dell’università la Sapienza Consegue la prima laurea nel 1896 in medicina ( dopo l’unità d’Italia ) È una delle prime donne ad essersi laureata Fa parte della lega nazionale per la cura e l’educazione dei deficienti Insieme a Giuseppe Montesano ( legata professionalmente e affettivamente ) si dedica al recupero dei bambini con problemi psichici da lei definiti anormali Entra materialmente in ambienti scientifici di Inghilterra e Francia, interessandosi alla loro letteratura del primo ‘800 a proposito di casi di bambini selvaggi, allevati da animali e ritrovati in zone isolate. E per esperimenti rieducativi tentati da Jean Marc Itard ( 1765 – 1835 ) Entra a contatto con la scuola di Itard e di Seguin, apprendendone i modi sperimentali di rieducazione dei minorati mentali.
Cerca di inserire all’interno della società i bambini anormali, attraverso un percorso educativo adeguato. Contribuisce con il suo impegno all’emancipazione femminile ed è rimasto famoso un suo intervento al congresso femminile di Berlino nel Partecipa anche al successivo congresso di Londra 1899. Nel 1898 presenta a Torino, al congresso pedagogico, i risultati delle sue prime ricerche e dopo breve tempo, diventa direttrice della scuola ortofrenica di Roma. Nel 1904 consegue la libera docenza in antropologia ed ha dunque l'opportunità di occuparsi dell'organizzazione educativa degli asili infantili. Nel 1907, a San Lorenzo, apre la prima Casa dei Bambini, in cui applica una nuova concezione di scuola d'infanzia: Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello, durante il primo corso di specializzazione (1909). Il testo viene tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo. Al suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la presentò come the most interesting woman of Europe (la donna più interessante d'Europa). Da quel momento, il suo metodo avrebbe riscosso un buon interesse nel Nord America , col tempo poi affievolitosi, fino al ritorno in auge sostenuto da Nancy McCormick Rambusch, fondatrice, nel 1960, della Società Montessori Americana.
Nel 1924 avrà origine la scuola magistrale Montessori e l'"opera Nazionale Montessori", eretta, quest'ultima, in Ente Morale e volta alla conoscenza, alla diffusione, all'attuazione e alla tutela del suo Metodo. Maria Montessori ne diviene Presidente onoraria. Nel 1929 viene fondata l’Associazione Montessori Internazionale (A.M.I.) di cui attualmente è presidente André Roberfroid. Nei primi anni trenta incontra incomprensioni e crescenti difficoltà da parte del regime fascista che aveva tentato di farne uno strumento di propaganda politica e nazionalistica e soprattutto da parte del regime nazista che fece sì che la sua immagine e i suoi libri venissero dati alle fiamme prima a Berlino e poi a Vienna. Nel 1933 esce "La pace e l'educazione", ma la Montessori è ormai emarginata dalla cultura fascista A causa degli ormai insanabili contrasti con il regime fascista era stata costretta ad abbandonare l'Italia, nel 1934. Continuano così i suoi viaggi in vari paesi per diffondere la propria teoria educativa. Si reca in India , durante la Seconda Guerra Mondiale , dove continua a diffondere la sua opera pedagogica, per tornare poi in Europa nel Ovunque viene accolta con onori. Grazie ad alcune persone il metodo montessori riuscì ad andare avanti. ancora oggi esistono molte scuole che seguono questo metodo pedagogico.
Maria Montessori muore il 6 maggio 1952 nella città di Noordwijk in Olanda dove si era stabilita.
Convezione internazionale sui diritti dell’infanziastrumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia. La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990. Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini“ gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1) Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13). I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).
Bambini Bambino dimenticato Baby – criminali o bambini di stradaFamiglie affettivamente inadeguate Scuole disattente ai loro bisogni Ambienti urbani invivibili Vittime di abusi Ignorati Condizionati dai mas - media Privi di qualunque protezione Spesso analfabeti Vivono di prostituzione Sono oggetto di manovalanza criminale Oggetto di violenze ( donazione di organi)
Francesco Tonucci: Il bambino soloAnalizza il bambino di ieri e di oggi Ieri: Privi di diritto Molti bambini non sopravvivevano alla nascita Crescevano in famiglie molto numerose Non tutti frequentavano la scuola elementare A 10 anni venivano a conoscenza del lavoro Il rapporto con i genitori era duro e spesso violento Oggi: Affermazione dei diritti: tutti i bambini sono uguali non può essere offeso, picchiato, discriminato è posto al centro dell’ attenzione ma nello stesso tempo è: solo.
Il Bambino di Ieri Per il costume, il minore è stato alungo percepito come un essere che diviene persona-soggetto di diritti solo dopo essere stato educato e plasmato. Prima il minore era veramente minore, infatti si trovava in una condizione di inferiorità umana e di assoluta incompiutezza che lo facevano dipendere da altri.
Concezione storica del bambino di Ieri- Montagné lamentava di aver perso tanti figli precocemente, ma aggiungeva di non ricordare né il nome, né quanti erano . - Voltaire riteneva normalissimo che i suoi figli stessero in un orfanotrofio . - Bousset sosteneva che un bambino é solo un animaletto che non conta nulla. - De Berulle, la condizione infantile doveva essere considerata la più vile ed abietta - Cartesio, era necessario liberarsi dell'infanzia come ci si libera dal male, perché dal fatto che ogni uomo è dovuto essere prima un bambino dipendono i suoi errori una volta divenuto adulto.
Il bambino oggi Gioco,ragionando e riflettendo sulle cose,Esprime la sua intelligenza tramite I bambini di oggi sono soggetti pensanti Gioco,ragionando e riflettendo sulle cose, L’evoluzione del bambino oggi non ha a che vedere con i ceti sociali o con i titoli di studio ma riguarda la crescita in senso generale e completo. Anche il bambino disagiato porta lo stesso livello di evoluzione (in senso generico) del bambino che vive in una famiglia media, ma diversamente da quest’ultimo, il bambino disagiato vive una condizione di costrizione che non gli permette di esprimersi. La condizione di “castrazione” della personalità, non permette al bambino di sperimentare il suo percorso e di crescere. Se la condizione familiare pesante non facilita la crescita, lo strapparlo dalle sue radici per collocarlo temporaneamente in un’altra famiglia, produce danni ulteriori sulla vita del bambino. Questi danni agiscono nel tempo e producono una deviazione dal suo percorso iniziale. Il bambino disagiato non viene spesso riconosciuto per quello che è; passa da una famiglia che lo maltratta ad una istituzione che lo sballotta tra una figura professionale e l’altra, e che oggi propone una famiglia alternativa: La famiglia professionale. Con questo progetto si frena l’evoluzione del bambino che viene a contatto con nuovi schemi a lui sconosciuti e che gli iniettano un dubbio comportamentale.
Questo dubbio gli crea un conflitto interiore, deleterio per lo sviluppo della sua identità. Non dimentichiamo che il bambino di oggi sarà un genitore domani. Oppure cosa sarà? Cosa può significare per un bambino, che già sta male per disagi familiari, essere inserito in una famiglia a lui sconosciuta, a sua insaputa? Dieci anni fa gli inserimenti nelle famiglie affidatarie da parte di bambini in condizioni disagiate avvenivano secondo modalità diverse. Prima di ricorrere alla famiglia affidataria l’ente pubblico attivava una serie di servizi a favore della famiglia disagiata per permetterle di porsi in modo più adeguato nei confronti delle esigenze dei figli. Solo nel momento in cui i servizi attivati non producevano una risposta sufficientemente adeguata perché la famiglia presentava al suo interno delle dinamiche pesantissime e difficilmente arginabili, si ricorreva alla famiglia affidataria. Le persone che accoglievano questi bambini erano spinte dalla solidarietà e percepivano solo un rimborso spese. Oggi le persone che vogliono diventare genitori professionisti devono sottoscrivere un contratto professionale per il quale ricevono un compenso-stipendio. Come si formano questi “professionisti”? Facendo degli incontri presso delle associazioni remunerate per il servizio e facendo dei colloqui di supervisione con professionisti remunerati.
I bambini dati in affidamento secondo questo progetto sono neonati, bambini e ragazzi in situazioni problematiche. Allora mi chiedo : un neonato in un ciclo di sei anni con quante nuove famiglie viene a contatto e quali sono i fini per l’affidamento di un neonato? Dal momento che la famiglia è la base di formazione del carattere del bambino, cosa accade nel suo carattere in evoluzione quando è costretto a cambiare diverse famiglie? Se le prime parole che il bambino dice sono mamma e papà, come chiamerà i genitori “professionisti”? (Forse li chiamerà professori o istruttori?). Non è meglio affiancare un vero professionista, come ad esempio un educatore, che lavori all’interno della famiglia d’origine per educare i genitori e i figli? Costerebbe meno e aiuterebbe molto il bambino. Inoltre chi controlla, a tutela dei diritti dei bambini, i criteri di selezione dei futuri genitori “professionisti” e gli abbinamenti dei bambini? In una visione così catastrofica dal punto di vista psicologico per il bambino, mi chiedo se il tutore dei minori è messo a conoscenza della drammaticità degli eventi che stanno accadendo a Trieste all’interno dei quali i bambini sono trattati come merce di scambio tra liberi cittadini, professionisti privati e le istituzioni. Di questo passo tra breve troveremo i bambini in vendita alle bancarelle come i cuccioli di cani o in affitto su un giornale
Chi difende questi bambiniChi difende questi bambini? La mancanza di un avvocato per i bambini pone di fronte ad un vuoto legislativo che deve essere necessariamente riempito. I soggetti politici propongono progetti di legge che riguardano i bambini dimenticando che loro oggi sono i bambini di ieri. La popolazione adulta ha diritto ad un avvocato, anche d’ufficio, mentre la popolazione infantile non ha questo diritto e dunque non ha il diritto di difendersi e di proteggersi. Una società che non protegge e non educa i propri figli è una società deputata al declino culturale.
La solitudine È un dono del vertiginoso progresso e del crescente benessere, dovuta anche da un costo sociale che compensa la comodità della nostra vita di occidentali ricchi. Affidato ad una moderna ed efficace baby – sitter: la televisione. Il bambino è solo perché sempre più spesso è figlio unico. Prigioniero di una casa- fortezza
Il bambino è solo perché sempre più spesso è figlio unicoPriva il bambino della compagnia dei pari all’interno della famiglia Priva il bambino anche di modelli intermedi tra se stesso e gli adulti Essere figlio unico significa anche far fronte a tutte le aspettative dei due adulti e quindi essere oggetto di investimento eccessivo da parte dei genitori L’autonomia del figlio verrà riconosciuta con molte più difficoltà
Prigioniero di una casa - fortezzaLa mancanza di compagnia in casa è resa più grave dall’impossibilità di andarsela a cercare all’ esterno: fuori ci sono pericoli, che spingono l’adulto a proteggere il bambino impedendogli di uscire.
Affidato ad una moderna ed efficace baby – sitter: la televisioneLa televisione è uno dei migliori collaboratori dei genitori. Questo “collaboratore ”però ha sia effetti negativi sia effetti positivi Negativi: Toglie tempo al “ lavoro ” Perdita della manualità Trasmette programmi di basso livello. Manipola la mente del bambino Produce danni fisici ( obesità) Rende il bambino sempre più solo. Positivi: Aumento della conoscenza
Violazione dei dirittiprotettiva Famiglia Esigente Abusante Sfruttatrice Autoritaria
La famiglia abusante Un fenomeno, questo del maltrattamento in famiglia, che non va inteso solo come violenza sul piano fisico ma anche come violenza psicologica o come trascuratezza ed abbandono. Mentre è possibile individuare i casi di maltrattamento fisico diviene assai più difficile identificare i casi di maltrattamento psicologico o di incuria. Solo una attenta osservazione del bambino e delle sue difficoltà relazionali può essere rivelatrice di gravi insufficienze familiari. Difficilmente il bambino parla in quanto, malgrado tutto, il genitore maltrattante costituisce un punto di sicurezza che non può essere abbandonato; inoltre il bambino è portato a giustificare chi lo maltratta anche addossandosi colpe che non ha perché la più generale omertà tra adulti porta anche chi non fa parte della famiglia a tacere, anche per evitare reazioni da chi si percepisce violento e quindi pericoloso. Un fenomeno, questo del maltrattamento in famiglia, che non va inteso solo come violenza sul piano fisico ma anche come violenza psicologica o come trascuratezza ed abbandono. Mentre è possibile individuare i casi di maltrattamento fisico diviene assai più difficile identificare i casi di maltrattamento psicologico o di incuria. Solo una attenta osservazione del bambino e delle sue difficoltà relazionali può essere rivelatrice di gravi insufficienze familiari.
La famiglia autoritariaEssa esercita potere e tende ad avere una rigidità emotiva ed intellettuale nei confronti dei componenti più deboli della famiglia,privandoli dei loro bisogni di base necessari per la loro crescita. A causa di questo autoritarismo essi tendono a diventare intrattabili e ostili nei rapporti interpersonali e mostrano difficoltà a trattare con le esigenze ordinarie della loro vita. I genitori autoritari spesso per disciplinare i figli li puniscono in maniera dura e categorica. Questo desiderio di disciplina da parte dei genitori è spesso così fondamentale da trascurare l’aspetto affettivo-sociale così da portare i bambini a cercare affetto e comprensione presso figure meno autoritarie ( nonni,zii,…).
La famiglia sfruttatriceNel mondo vengono sfruttati quasi 250 milioni di bambini, fra i 5 e i 14 anni. La vergognosa piaga del lavoro minorile non riguarda solamente i Paesi in via di sviluppo, ma tocca anche il cosiddetto mondo civilizzato, dall’America all’Europa, Italia compresa. Lo sfruttamento dei minori non si ferma alle piccole faccende di casa, alle commissioni per i genitori, ai piccoli lavori estivi. Spesso i piccoli sono utilizzati in pericolose lavorazioni nelle fabbriche chimiche, in pesanti turni nelle miniere o in faticose corvée nei laboratori tessili. L'uso dei bambini come lavoratori salariati è una pratica molto diffusa. Non si applica alcuna sanzione legale alle famiglie che sfruttano i bambini e gli adolescenti in condizioni dannose per la loro salute. In numerosi casi la famiglia, a malincuore, è costretta a “sfruttare” i figli a causa di gravi problemi economici che non gli permettono di arrivare alla fine del mese; nei rimanenti casi,invece, si tratta di una vero e proprio sfruttamento minorile.
La famiglia esigente La famiglia esigente richiede al ragazzo di non sbagliare mai, è sempre pronta a condannare, a colpevolizzare perché ogni errore o deviazione dal modello familiare costituisce un tradimento. L’insicurezza, la costante paura di sbagliare, la mancanza di fiducia possono bloccare il processo di crescita e portare a vivere una dipendenza parassitaria o provocare atteggiamenti di rivolta e sensi di colpa.
La famiglia protettivaIl problema dei genitori protettivi è uno dei più difficili che i giovani devono affrontare. Purtroppo, alcuni genitori non sanno come esprimere l'amore in modo positivo. La loro preoccupazione per il benessere del bambino e il desiderio di essere "buoni genitori" può indurli a bloccare la crescita del bambino Questo tipo di genitorialità è stato giustamente chiamato "l'amore soffocare". Nelle famiglie “normali”, i genitori permettono un’acquisizione graduale di autonomia, mentre il genitore che tende a proteggere totalmente il bambino da questo processo farà crescere il figlio senza quella forma di responsabilità che lo renderà capace di prendere decisioni autonomamente. Nei casi in cui l’atteggiamento responsabile di un figlio non è sufficiente per il genitore, subentra una terza persona, (uno zio, un amico di famiglia ecc… ) il cui parere può influenzare e migliorare la condizione famigliare. I genitori definiti iperprotettivi tendono a considerarsi dei “cattivi genitori” e non hanno fiducia del proprio figlio, ma soprattutto, sono convinti che quest’ultimo non sia abbastanza responsabile per affrontare la sua vita senza incorrere in errori, a volte anche gravi. Infine un genitore protettivo dovrebbe semplicemente PARLARE con il proprio figlio mantenendo viva la comunicazione in famiglia, cosi da acquisire fiducia nel ragazzo, permettendogli di vivere serenamente la sua vita.
Telefono Azzurro Associazione di volontariato, fondato a Bologna nel 1987, per la denuncia dell’abuso sui bambini e come punto di riferimento per gli adolescenti stessi. Contemporaneamente cerca di dare aiuto alla famiglia e dare il via per azioni di volontariato e di sensibilizzazione. Fondato da Ernesto Caffo << non tutti gli adulti sono in grado di diventare genitori “ sufficientemente buoni”, ma è necessario evitare che le difficoltà degli adulti possano determinare danno talora gravissimi e permanenti ai bambini >>.
I bambini e la scuola Mario Lodi afferma che il bambino è un cittadino sia all’interno di una struttura scolastica sia in una famiglia. I diritti in un contesto scolastico si possono sintetizzare dicendo che: << bisogna vivere l’ esperienza scolastica come un periodo normale della sua crescita a livello umano, intellettuale e sociale >> Anche se la scuola di oggi tende a negare questo diritto, rendendo lo studio libresco e basato sull’ascolto passivo della lezione.
Alfredo Carlo Moro: mette in dubbio il diritto all’istruzione infatti egli afferma: << i bambini dispongono soltanto del diritto formale di iscriversi. Poi, quello che ne sarà di loro non interessa. >> La scuola ha negato anche i diritti di: Diversità Educazione fisica Mario Lodi: << l’uomo, fin da piccolo, ha il diritto di mantenere la sua interezza fondata su tre dimensioni che la moderna società tende in ogni campo a separare al fine di “ specializzare”: Homo Ludens Homo Faber Homo Sapiens >>
Il futuro di molti giovani inizia proprio dai banchi di scuola, è qui che si creano le basi della crescita intellettuale e sociale,e le premesse per una cittadinanza attiva e personale. A scuola si impara a comprendere la realtà e i propri diritti e doveri. Bisogna soddisfare i loro bisogni educativi: quali riguardano tanto gli strumenti di apprendimento essenziali (lettura, scrittura, espressione orale, calcolo risoluzione di problemi)quanto i contenuti educativi(conoscere, attitudini, valori, atteggiamenti)di cui l'essere umano ha bisogno per sviluppare tutte le sue facoltà, per vivere e lavorare nella dignità per partecipare pienamente allo sviluppo, per migliorare la qualità della sua esistenza, per prendere decisioni e continuare ad apprendere.
La marcia dei Bambini Un-due, un-due, un-due, un-due. È la marcia dei diritti dei bambini. Della Carta dei Diritti dei bambini Marsch! Ho aperto un libricino ed ho letto che un bambino da mangiare, non ce l'ha. E c'è chi non ha da bere con il rischio di morire: senza acqua come fa? Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. O sfogliato bene bene quelle foto di bambine invecchiate dal lavoro. E di quelli senza un tetto e di quelli senza affetto senza un poco di decoro. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può.
diritti sono di tutti ... Allora perché?diritti sono di tutti l'ha spiegato la maestra c'è una carta scritta apposta per difendere i bambini. Tutti i capi delle nazioni hanno fatto riunioni hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini Allora perché? Allora perché? Quando gioco al girotondo penso che su questo mondo c'è qualcosa che non va. Che ci sono dei bambini, sulle strade abbandonati senza mamma né papà. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Poi da un'altra parte ancora c'è chi non può andare a scuola. Chi giocattoli non ha. E c'è pure chi si ammala e gli manca quella cura che il suo medico non ha. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può. diritti sono di tutti ... Allora perché?
Con la Carta, il futuro migliore sarà. Un-due, un-due, un-due, un-dueC'è un bambino che lavora, chi subisce una tortura. Che è venduto come schiavo. Chi è costretta per le strade già per vendere l'amore da qualcuno assai cattivo. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Cè chi muore appena nato: non è stato vaccinato. C'è chi cresce malnutrito. C'è chi viene emarginato c'è chi un handicap ha avuto, c'è chi viene malmenato. Ma come fanno, io non ci credo. Non si può fare, io non ci credo. Non si può. I diritti sono di tutti... Con la Carta, il futuro migliore sarà. Un-due, un-due, un-due, un-due E' la marcia dei diritti dei bambini. Della Carta dei Diritti dei bambini.
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