Source: https://senigallia.openmunicipio.it/acts/deliberations/2016-09-28-000000-s-of-2016-2086-causa-n9922014-rg-avanti-al-tribunale-civile-di-ancona-sezione-lavoro-promossa-dal-sig-dambrosio-ugo-contro-il-comune-di-senigallia-riconoscimento-debito-fuori-bilancio/
Timestamp: 2020-07-09 16:41:16+00:00
Document Index: 48751403

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 431', 'sentenza ', 'art. 194', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.194', 'sentenza ']

Open municipio - Dettaglio Contenzioso civile con U. D. riconoscimento debito fuori bilancio per condanna
Delibera del Consiglio Comunale N° CC/2016/88 del 28 settembre 2016
OGGETTO:	CAUSA N.992/2014 RG AVANTI AL TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA – SEZIONE LAVORO PROMOSSA DAL SIG. D'AMBROSIO UGO CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA - RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO
Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 8 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: CAUSA N.992/2014 RG AVANTI AL TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA – SEZIONE LAVORO PROMOSSA DAL SIG. D'AMBROSIO UGO CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA - RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO.
Il SINDACO: sarebbe stato per me molto più comodo politicamente assecondare l’approccio che c’è stato in questo Consiglio, dicendo c’è una sentenza, ci adeguiamo, andiamo a vedere eventualmente di chi siano le responsabilità e non aggiungere altro, però ritengo invece che sia necessario, mi spiace intanto che abbiamo inserito segretario il nome, io non li ho citati però ovviamente nella delibera ci sono e sono stati inevitabilmente richiamati, ma io non ne faccio un problema personale, conosco le storie, conosco i percorsi, so che cosa hanno fatto, so che cosa hanno percepito, so quali sono stati i problemi perché forse c’è stato un riconoscimento del recupero ICI che è passato dal 5 al 3% e quindi ha aperto un po’ di tensione e quindi non c’erano più le risorse che erano messe a disposizione e quindi una mansione che faceva prima andava bene la stessa con una condizione diversa non andava più bene e quindi ho detto quello che pensavo e lo dico da amministratore pubblico, che difende il pubblico che deve essere un esempio, che deve essere il pubblico che è in grado di gestire e che è fatto di persone che sono un esempio, quando non lo sono, anche se poi un giudice lo decide mi sembra giusto sottolinearlo, anche se politicamente ma avrebbe fatto comodo semplicemente assecondare una sentenza. Poi rispetto alle questioni poste da Paradisi sa che le condivido, e non le condivido sul fatto del ricorso all’avvocato amico, l’avvocato di fiducia, l’avvocato di partito perché così non è, è molto molto lontano dal mio modo di approcciare tant’è che ogni tanto qualcuno mi richiama pure, io faccio il Sindaco della città, le tessere di partito non mi interessano, proprio non mi interessa, non mi interessano nemmeno gli assessori che provengono dal partito guardi un po’, anzi proprio non li voglio, perché non è così, perché la legge fa un’altra cosa, mi impone un’azione di governo approvata da questo Consiglio comunale, fatta con i soggetti che siano in grado di attuare e quindi io non voglio interferenze, pensi se le voglio per gli avvocati, proprio no,  anzi ritengo che dovremmo e chiedo alla prima Commissione di dar seguito al grande lavoro che il consigliere delegato sta facendo e quindi provare a trovare un Regolamento che disciplini in maniera più chiara perché io ho lavorato, contrastandole, con le famose parcelle proforma, ci lavoravano tutti, la parcella pro forma e poi arrivavano cose che sono talmente lontane dal mio modo di essere e che adesso il consigliere Sardella ha risottolineato, bisogna vedere qual è l’importo del contenzioso, poi arrivano queste parcelle che erano per me sconvolgenti ma ovviamente oggi non siamo più nelle condizioni di garantire nemmeno l’accesso a quei professionisti, non ce lo possiamo permettere, in passato potevamo rivolgerci a professionisti di altro calibro con modalità che erano previste e che poi hanno anche ricadute attuali perché inevitabilmente i contratti sottoscritti anni fa poi le sentenze arrivano dopo tremila anni e arrivano anche le parcelle dopo quel periodo. Non ce lo possiamo permettere perché una volta facevamo i campi da bocce, non li facciamo più, facevamo le strade, non lo possiamo fare più, realizzavamo le scuole oggi non riusciamo più nemmeno a fare gli interventi, non ci possiamo permettere nemmeno gli avvocati di grido, non ce lo possiamo più permettere e dobbiamo essere consapevoli di questo e dobbiamo trovare anche modalità diverse perché pagare quelle parcelle per me è un dolore, lo dico aprendo un altro fronte, dice cosa apri prima con i dipendenti e poi con gli avvocati? No no, loro fanno i professionisti seri ma noi non ce li possiamo più permettere e quindi l’impegno che io prendo Paradisi è proprio sempre quello cercando di lavorare per diminuire il contenzioso, non è un caso la nomina del Consigliere delegato che sta facendo un grandissimo lavoro e alcune situazioni sono inevitabili perché poi dentro il contenzioso ci troviamo anche quando non vogliamo, dico che per esempio su quello tributario abbiamo fatto un lavoro incredibile, devo ringraziare formalmente la dirigente Filonzi e i collaboratori del suo ufficio a iniziare dalla dottoressa Russo perché siamo riusciti ad affrontarlo anticipatamente rispetto ad una modalità che invece in passato ci portava ad aprire confronti che se invece costruiti prima evitano quello quel tipo di situazioni. Ovviamente non era una sottolineatura per i dipendenti, era solo proprio rammarico e tristezza perché conosco i percorsi, conosco le situazioni e guardate un po’, conosco anche le persone, una a una e quindi c’è la sentenza, ci adeguiamo, ha ragione Sardella se ci sono le condizioni, e l’ufficio legale e la dottoressa Filonzi è il dirigente che se vuole completare l’intervento del Sindaco rispetto ad alcune valutazioni forse è il caso che lo faccia, se ci sono le condizioni siamo chiamati obbligatoriamente, ma non perché si crea il precedente o perché faccia giurisprudenza, so che ci sono dipendenti, in virtù delle cose che diceva la Martinangeli prima, che hanno chiuso il rapporto con il Comune e hanno continuato a lavorare gratis per un anno, questo lo so per certo, ai quali va il mio grazie perché non facevano i dirigenti, hanno continuato a lavorare gratuitamente per il nostro Comune. E poi Sartini sui dirigenti non è che se lo Statuto e le norme prevedono determinate cose noi non è che lo dobbiamo applicare perché se lo stipendio di una dirigente viene spezzato in due, una parte è ottenuta con gli obiettivi raggiunti, non è colpa nostra, io avrei fatto un’altra cosa, io darei solo lo stipendio punto, ma così non è, non apro un altro contenzioso, anzi forse succederà pure, perché non ottemperiamo a quella norma, è talmente complicata qualche volta perché non ci sono le pesature, non le abbiamo fatte, abbiamo spostato troppo su quello e poco sullo stipendio base.
Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): al termine di questo brevissimo intervento preannuncio anche il voto. Intanto dice il Sindaco non possiamo permetterci più avvocati di grido, ma non è che un avvocato diventa di grido quando ha la tessera del PD, gli avvocati di grido si individuano in altro modo se poi esiste il termine avvocato di grido, ci sono tanti avvocati bravissimi che non hanno tessere di partito e che magari sono estremamente bravi e professionali e che magari si accontentano di parcelle anche estremamente più contenute, per cui ritengo che questo tema sia un tema da affrontare davvero con estremo rigore. Il Sindaco dice è lontana da me l’idea di affidare incarichi ad un avvocato solo perché ha la tessera del PD, bene allora non lo faccia però, non lo doveva fare e non lo faccia mai più, sgomberiamo il campo da ogni ambiguità, ce ne sono talmente tanti di avvocati che io credo che sia un dovere etico dire io questo non lo faccio più, non lo faremo mai più, e così sgombriamo il campo da ogni equivoco, da ogni ambiguità, da ogni lettura interpretativa diversa. Continuo a non comprendere il suo fervore quando dice quel dipendente è un cattivo esempio perché doveva dimostrare a tutti al di là di quello che prevedono le norme che era uno stakanovista, che lavorava, che era dedito. E allora io le ricordo che quando le chiesi sindaco perché non togliamo i maccheroni e gli spaghetti a due euro e cinquanta a Roccato, a Mirti e a tutti i dirigenti perché dicevo è vergognoso che un dirigente che percepisce centoventi, centotrenta, centosettantamila euro all’anno vada in un ristorante convenzionato e paghi due euro e cinquanta i maccheroni, gli spaghetti alla carbonara, i filetti, ricordo Perini che in campagna elettorale li difese e disse Spacca, alleato di Perini da sempre, quante carbonare, era ossessionato dalle uova e dal guanciale Perini. Sindaco lei mi rispose, io lo ricordo, io ricordo tutto come lei ben sa, e lei mi disse sono diritti, i diritti non si discutono lo prevede il contratto, si ricorda? E si disse così, quei pasti li prevede il contratto, io non glieli posso togliere, per i dirigenti valeva e dovevano appellarsi alle norme contrattuali, per il dipendente no. Allora meno spaghetti, meno maccheroni ai dirigenti e magari paghiamo ai dipendenti comunali quello che devono avere, lo dico davanti alla Dottoressa Filonzi perché so che non frequenta i ristoranti a prezzo convenzionato, Le fa onore questo Dirigente Filonzi. Detto questo concludo ovviamente, apprezzo l’intervento della collega Profili, ne prendo atto, prendo atto che le spese legali esterne in questo caso, almeno in questi due casi, non ci sono ma detto questo aggiungo però sui motivi d’appello, solo questo, adesso non vorrei fare una dichiarazione contro l’ente ma il dipendente basta che prenda il verbale di oggi in cui Sindaco dice il B3 per intenderci doveva andare a tagliare l’erba, gli abbiamo fatto fare un altro lavoro, ha già vinto l’appello Sindaco, ha già vinto l’appello, quindi mi auguro non abbia registrato il dipendente questo Consiglio comunale perché lei ha fatto una dichiarazione che in qualche modo in Corte d’Appello potrebbe essere usata contro di noi come si dice in questi casi. Detto questo, e concludo, preannuncio l’astensione del gruppo, astensione motivata ovviamente dal fatto che non condividiamo i presupposti per cui si è andati in causa e quindi conseguentemente non voteremo si ma ovviamente non voteremo no perché questi dipendenti, un ex dipendente e l’attuale dipendente hanno diritto ovviamente a percepire questo denaro quindi l’astensione si spiega in questi termini.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta iscritta al punto 8 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene approvato con 18 voti favorevoli, nessuno contrario, 4 astenuti (Mandolini, Martinangeli, Paradisi, Rebecchini), 1 presente non votante (Canestrari), come proclama il Presidente ai sensi di legge.
- Atteso che con ricorso n.992/2014 il sig. D’Ambrosio Ugo, presentava ricorso  al Tribunale Civile di Ancona – sezione lavoro contro il Comune di Senigallia
- in via principale per l’accertamento e la dichiarazione dell’illegittimità e/o invalidità e/o inefficacia del tirocinio formativo svolto dal ricorrente  presso il Comune di Senigallia dal 22/4/2013 al 21/10/2013, per carenza dei requisiti ex lege prescritti e l’accertamento e la dichiarazione della sussistenza  di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fra il Comune di Senigallia e il ricorrente fin dall’inizio del tirocinio, e la conseguente condanna del Comune di Senigallia a riammettere in servizio il sig. D’Ambrosio e a corrispondergli tutte le differenze retributive e contributive maturate nel corso del tirocinio formativo, nonché al pagamento di tutto quanto dovuto a favore del ricorrente, sino all’effettiva riammissione in servizio;
- in subordine per l’accertamento e la dichiarazione dell’illegittimità e/o invalidità e/o inefficacia del tirocinio formativo e la condanna a corrispondere al sig. D’Ambrosio tutte le differenze retributive e contributive maturate limitatamente al periodo del tirocinio formativo,
in ogni caso: con vittoria di spese di lite;
- Atteso che il Tribunale civile di Ancona - Sezione Lavoro con sentenza n.81/2016 emessa in data 23/02/2016,  esecutiva ai sensi dell’art. 431 del C.p.C., rigettava la domanda di conversione del rapporto di tirocinio formativo in rapporto a tempo indeterminato, e accoglieva la domanda al pagamento delle differenze retributive e contributive limitatamente al periodo del tirocinio con riferimento alla retribuzione prevista per il profilo di custode (o equivalente), e detrazione di quanto percepito a titolo di borsa lavoro, con interessi, rivalutazione e regolarizzazione contributiva, e al pagamento delle spese di lite liquidate in complessivi Ђ 3.600 per compenso professionale, oltre 15% per spese forfettarie ed oltre accessori di legge;
- Visti i conteggi effettuati dall’’Ufficio Organizzazione e Risorse Umane per la quantificazione delle differenze retributive, rivalutazione ed interessi, e regolarizzazione previdenziale ed assicurativa, e dall’Ufficio Legale per le spese legali;
- Atteso che dai conteggi di cui sopra risulta che per dare esecuzione alla sentenza n.81/2016 sopra richiamata risultano dovuti dal Comune di Senigallia i seguenti importi:
- Ђ  6.054,36 per differenze retributive;
- Ђ     238,90 per interessi e rivalutazione;
- Ђ  4.859,76 per regolarizzazione previdenziale ed assicurativa;
- Ђ  5.252,83 per spese legali;
- Visti, altresì, i Principi Contabili per gli Enti Locali, approvati dal Ministero dell’Interno, Osservatorio per la Finanza e Contabilità degli Enti Locali, con riferimento al principio n. 2 – punto 97 laddove prevede che: la funzione della delibera del Consi-glio di riconoscimento del debito fuori bilancio è diretta ad accertare se il debito rientri in una delle tipologie individuate dall’art. 194 del Tuel e quindi ricondurre l’obbligazione all’interno della contabilità dell’Ente, individuando contestualmente le risorse effettivamente disponibili per farvi fronte e n. 101, laddove prevede che nel caso di debiti derivanti da sentenza esecutiva il significato del provvedimento del Con-siglio non è quello di riconoscere la legittimità del debito che già esiste, ma di ricondurre al sistema di bilancio un fenomeno di rilevanza che è maturato all’esterno di esso.
- Atteso che pertanto occorre sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il riconoscimento del debito fuori bilancio derivato dalla predetta sentenza per l’importo di  Ђ 16.405,86
2°) - DI RICONOSCERE la legittimità del debito fuori bilancio, ai sensi dell’art.194, comma 1, lett.a9 del d.lgs.267/2000, per l’importo complessivo di  Ђ 16.405,86, da liquidarsi, in esecuzione della sentenza del Tribunale civile di Ancona – sez. Lavoro, n.81/2016, pronunciata nel ricorso n.992/2014 promosso dal sig. D’AMBROSIO UGO,  a titolo di differenze retributive per mansioni superiori oltre ad interessi legali, rivalutazione, regolarizzazione previdenziale ed assicurativa e spese legali (quantificate in Ђ 5.252,83),  come riportato in premessa;
3°) - DI DARE ATTO che il debito fuori bilancio di cui al punto 2) è finanziato con apposito stanziamento di spesa previsto nel Bilancio di previsione 2016 al  cap. d’uscita n.1171/20;
5°) - DI DARE ATTO che all’impegno e alla successiva liquidazione della somma di Ђ 16.405,86 si provvederà con successiva determinazione dirigenziale;
28-09-2016 - L'atto Contenzioso civile con U. D. riconoscimento debito fuori bilancio per condanna è stato approvato
28-09-2016 - L'atto CAUSA N.992/2014 RG AVANTI AL TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA – SEZIONE LAVORO PROMOSSA DAL SIG. D'AMBROSIO UGO CONTRO IL COMUNE DI SENIGALLIA - RICONOSCIMENTO DEBITO FUORI BILANCIO è stato presentato