Source: http://architetticampagna.blogspot.it/2016/08/nuovo-regolamento-sismico-regione-lazio.html
Timestamp: 2017-02-27 06:44:31+00:00
Document Index: 132916034

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art.6', 'art. 11', 'art. 6', 'art.8', 'art 8', 'art 8', 'art. 6']

diari di un architetto: nuovo regolamento sismico regione lazio: cosa cambia nelle piccole ristrutturazioni
Il regolamento introduce una definizione di "varianti non sostanziali" (art. 2) cioè interventi che non sono considerati come significativi a livello strutturale. ovviamente vi rientrano tutti gli interventi su elementi non strutturali, e per tali vengono specificatamente richiamati quelli descritti al punto 7.2.3. delle NTC 2008 (p.e. tramezzi interni di spessore non superiore a 10cm).
l'art. 8 del nuovo regolamento descrive gli interventi non soggetti ad autorizzazione sismica: si tratta di quegli interventi per i quali non è necessario nessun adempimento presso il genio civile. Sintetizzo qui di seguito quelli che possono verificarsi con maggiore frequenza nelle ristrutturazioni di immobili esistenti, rimandandovi alla lettura del testo normativo per l'elenco completo:
realizzazione ponteggi con vita attesa inferiore a 2 anni (prima il limite era l'altezza); realizzazione linee vita sulle coperture dei fabbricati;
demolizione e ricostruzione di tramezzi interni e tamponature esterne "che non modifichino il comportamento deformativo degli elementi strutturali". Questa definizione è presa da quella del vecchio regolamento e qui permane una grande ambiguità o, comunque, una forte problematica di tipo operativo: per come è scritto nel regolamento, di fatto ogni volta che si demolisce un tramezzo occorrerebbe far fare uno studio da uno strutturista per capire se la demolizione di quel tramezzo possa influire sullo stato deformativo. Detto fra noi, negli edifici realizzati fino a qualche decennio fa, lo stato deformativo viene sempre alterato dalla rimozione dei tramezzi, perché essendo le strutture progettate senza obbligo di dover rispettare delle frecce limite d'inflessione, queste vanno ad "adagiarsi" nel momento in cui vengono rimossi i tramezzi che "impedivano" il naturale assestamento. Qui scatta una questione prettamente interpretativa: rimuovendo un tramezzo che fa "assestare" il solaio - solo perché quel tramezzo impediva il suo naturale assestamento -, sto "modificando il comportamento deformativo?" in verità no, perché la deformazione è connaturata nel funzionamento stesso delle strutture, ma per come è scritto il passaggio normativo permane il dubbio interpretativo. Diverso è il caso limite dei solai comunque realizzati in modo errato, ma sono situazioni difficilmente prevedibili in sede di progettazione. Personalmente, invece che fare degli studi preliminari che possono risultare anche inutili se non del tutto impossibili (bisognerebbe fare dei saggi nelle strutture portanti per determinarne con precisione le dimensioni e la qualità), preferisco adottare delle tempistiche di cantiere che impediscano un assestamento dei solai (p.e. realizzazione dei futuri tramezzi prima della demolizione di quelli preesistenti) oppure prevedere la posa in opera dei travetti in acciaio da posizionarsi al posto dei tramezzi da demolire per poter assorbire l'assestamento del solaio.
rifacimento di impianti e pavimentazioni;
rifacimento di piccole orditure o manti di copertura e lastrici (la frase non è scritta secondo me in modo del tutto chiaro);
ringhiere, cancelli mobili, gabbionate di altezza fino ad un metro;
scale interne in legno o metallo prefabbricate (questa è importante perché assente nel precedente regolamento) in edifici privati non aperti al pubblico. Dunque nel caso di realizzazione di scale in calcestruzzo, occorre comunque il progetto;
controsoffitti leggeri. Questa definizione viene riportata in modo esatto a come era nel vecchio regolamento: mi sarei aspettato un miglioramento di questa definizione perché di controsoffitti ve ne sono di centinaia di tipi: esistono controsoffitti acustici con lastre di peso specifico molto elevato e coibentati, così come esistono soppalchi realizzati con semplice controsoffittatura;
muri di recinzione non aventi anche funzione di sostegno, se di altezza fino ad 1 metro da terra escludendo dal calcolo l'eventuale ulteriore recinzione (che fino ad un ulteriore metro è anch'essa esclusa, a leggere la relativa definizione, ma non è chiaro se le dimensioni si debbano "sommare", nel qual caso si sconfinerebbe nell'applicazione dell'art. 6 descritto in seguito);
impianti solari o fotovoltaici realizzati sulle coperture dei fabbricati se di peso fino a 0,2kN/mq (circa 20kg/mq) - attenzione: un semplice impianto solare con boiler esterno supera facilmente questo valore, perché il boiler già di per sè, riempito d'acqua, arriva a pesare anche fino a 200kg. dunque se anche l'impronta a terra complessiva del pannello può essere di 5mq, il valore medio viene facilmente superato. Questa distinzione è una novità rispetto a prima;
Fin qui abbiamo visto gli interventi che possono essere fatti senza preoccuparsi di alcuna procedura sismica: nell'elenco stesso avete trovato dei miei commenti ai punti più delicati. Rispetto a prima, si definisce meglio la sfera dei progetti che sono soggetti solo ad asseverazione del progettista (art. 6) e quindi non soggetti a controllo (in base al comma 6, le aree genio civile di competenza possono comunque istituire dei controlli a campione, ma non sono obbligati). Con il nuovo regolamento pertanto si definisce meglio la "zona intermedia" tra la totale assenza di necessità di progetto e quello invece soggetto a controllo che per certi versi potremmo definire semplificata secondo cui è sufficiente il solo deposito al genio. Questo significa che i progetti vanno comunque depositati attraverso l'applicazione OPENGENIO ma, di fatto, non bisogna attendere alcun sorteggio poiché si devono intendere automaticamente autorizzati: ciò si traduce in una velocizzazione delle procedure autorizzative, cosa che può risultare di fondamentale importanza nelle piccole ristrutturazioni dove il tempo di esecuzione è generalmente ridotto all'arco di pochi mesi. Vi rimando alla lettura dell'art. 6 per l'elenco completo, comunque per quanto riguarda le ristrutturazioni su immobili esistenti segnalo in particolare:
realizzazione di tettoie con H max 350cm e con fondazioni superficiali (sono pertanto escluse, a mio avviso, le tettoie realizzate su terrazzi esistenti);
le pensiline, cioè coperture prive di pilastri ancorate solo al muro verticale, se di sporgenza superiore ad 1,0 metri e fino a 2,5 metri: ciò impatta notevolmente, perché per esempio secondo le definizioni del comune di Roma, una pensilina è tale fino a 120cm di sporgenza: ciò significa che questa definizione adesso introduce un ulteriore livello di complessità: fino a 100cm di sbalzo abbiamo quindi pensiline che sono tali per il comune e che non necessitano di progetto strutturale; da 100 a 120cm abbiamo pensiline che necessitano di progetto strutturale asseverato; oltre 120cm abbiamo tettoie che necessitano di progetto sismico;
recinzioni di altezza compresa tra 1 metro e 3,5 metri (ne consegue che le recinzioni fino ad 1 metro di altezza non necessitano di progettazione);
soppalchi abitabili interni realizzati al piano terra dei fabbricati ed aventi struttura indipendente (quindi è escluso il caso in cui l'edificio abbia degli ulteriori piani al di sotto di quello terreno;
sostituzione di piattabande esistenti e nuova realizzazione di varchi murari su muratura portante aventi larghezza fino a 150cm e se la superficie frontale dell'apertura non supera il 25% della superficie della "parete libera piena" su cui si interviene;
per i primi tre punti dell'elenco, alla relazione tecnica deve essere allegata anche quella geologica. In ogni caso, la procedura "semplificata" vale solo se sussistono anche le condizioni di cui al comma 2 dell'art.6 a cui vi rimando senza citarle. Gli interventi sopra descritti sono comunque soggetti alla relazione a struttura ultimata ed a collaudo, pertanto la procedura dei progetti sopra elencati è semplificata solo nel fatto che non si deve attendere il sorteggio per il controllo il che, come detto, è comunque un bel vantaggio soprattutto per quelle circostanze in cui vengono introdotte delle varianti in corso d'opera che "sconfinano" nelle opere soggette a progettazione. Non ritengo comunque che questa semplificazione debba incidere sulle parcelle professionali legittimamente richieste dai progettisti strutturali e dai collaudatori, in quanto le loro responsabilità di fatto non cambiano.
purtroppo la nuova normativa non specifica nulla riguardo i soppalchi e palchettoni. Ritengo comunque rimangano valide le considerazioni che il sottoscritto ha sintetizzato in questo post sebbene, non essendo stato definito in questo contesto il "palchettone", questo sarebbe da intendersi come da autorizzare con procedura ordinaria se non classificabile come "controsoffitto leggero".
Marcogancio15 settembre 2016 21:29Buonasera,il 19 luglio e' stata presentata in sanatoria (DIA) una tettoia preesistente sul mio balcone (4° piano di 16 totali e primo scoperto - in pratica ho 12 piani sopra di gente che mi getta nel balcone qualsiasi cosa, da sigarette a pezzi di ferro!) di dimensioni totali 6,5 mq e ben sotto il 15% della superficie dell'appartamento. Contestualmente ho pagato oltre 3000 euro al comune per l'adempimento della pratica di regolarizzazione (altrimenti non era presentabile). Oggi mi viene comunicato che, stante la nuova legge sismica che lei riporta, la tettoia non solo non puo' piu' essere autorizzata ma che oltre al ripristino ho perso pure quanto da me versato. E' possibile tutto cio'? Un cittadino onesto deve essere penalizzato in questo modo? Tutte le altre tettoie del mio condominio, non regolarizzate non rischiano nulla (in pratica) mentre io ci rimetto soldi e tettoia? La tettoia, per quanto utile, era li' da 30 anni e costruita non da me che sono proprietario da 15 anni ed ignoravo fosse abusiva. Il tecnico allo sportello che aveva dato l'OK e ha poi protocollato il tutto non ha qualche colpa?grazie....RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna15 settembre 2016 22:25se la contestazione del comune è limitata all'aspetto strutturale, si può cercare di risolverla con il deposito di un progetto in sanatoria, ma il problema è sempre la verifica della struttura che dovrà sostenere il carico. la pre istruttoria che fanno molti municipi non ha alcun valore validante, infatti sotto certi aspetti non serve a niente se non a quello di "filtrare" pratiche con errori madornali. purtroppo la materia è complessa, mi rendo conto e capisco la sua amarezza.EliminaMarcogancio19 settembre 2016 12:38Grazie architetto. In questi giorni andro' nuovamente in comune per avere chiarimenti sia sul modus operandi del "filtro" al front-office che ha accettato la domanda sia sulla possibilita' di recuperare quanto (a mio giudizio impropriamente) versato. Poi dovro' capire come proseguire (genio civile per l'approvazione della tettoia rimossa oppure piano casa?) e molto dipendera' dalla restituzione o meno di quanto versato. In ogni caso la contestazione era relativa ad un progetto in sanatoria (DIA in sanatoria)....grazieEliminaarch. Marco Campagna19 settembre 2016 14:47le procedure repressive sono molto individuali e variano da municipio a municipio. penso che tratterranno la somma per convertirla in sanzione per abusivismo edilizio, visto che, avendo presentato un titolo, vi è una sorta di auto-denuncia: tanto la procedura di calcolo è la medesima. Nel frattempo, e prima che inizi la procedura repressiva che sfocerà non solo nel trattenere i soldi ma anche nell'intimare la demolizione, può provare come dicevo a superare il vizio vedendo se è possibile depositare una sanatoria strutturale, integrarla all'istanza di DIA e quindi chiedere il riesame della documentazione già trasmessa.EliminaMarcogancio19 settembre 2016 19:27La ringrazio ancora architetto ma se ho ben capito tale sanatoria strutturale (ex art. 11 comma 4 del Regolamento regionale 7 febbraio 2012) e' comunque successiva all'esito del procedimento penale. Immaginavo erroneamente che potesse sospendere tale procedura repressiva. Corretto? In caso uno non volesse intraprendere il procedimento penale e' sufficiente demolire l'opera oppure e' comunque conseguenza oramai sicura?Eliminaarch. Marco Campagna20 settembre 2016 07:57guardi sinceramente non ho molta esperienza di questa procedura, ma da quello che ho capito e sentito, il genio civile quando riceve una istanza di sanatoria si limita a fare l'esposto in procura, e poi procede con l'iter amministrativo. Dunque immagino che la procura poi si muova per suo conto. Se sta valutando di demolire il manufatto per far decadere il procedimento, può essere un idea ma deve coordinarsi con l'ufficio disciplina edilizia dle municipio dove la sua pratica dovrebbe essere istruita.EliminaMarcogancio20 settembre 2016 12:12La ringrazio ancora architetto.Oggi, a colloquio con il tecnico responsabile del comune, ho deciso di procedere cosi':1) Richiesta di annullamento della DIA in sanatoria in corso (in modo da bloccare, entro i 60 giorni, il silenzio-diniego che sfocerebbe nell'ordine di ripristino2) Scia per la rimozione della tettoia (se non ho capito male per la "fine lavori" della scia ci sono 36 mesi di tempo, mi corregga se sbaglio)3) Istanza per richiedere il rimborso dell'oblazione avendo annullato la DIA in sanatoria (questa dovrebbe essere discussa direttamente in assemblea capitolina quando si trattera' di fare il bilancio del comune).Successivamente a tali adempimenti dovro' decidere come procedere.In caso mi fossero restituiti i soldi proverei, a tettoia smontata e quindi a SCIA conclusa, a chiedere l'idoneita' per ricostruirla tramite opengenio ecc. ecc.Altrimenti o metto pensilina da 1mt (che certamente non risolverebbe il problema ma lo sposterebbe di un metro... oppure pergotenda se fosse possibile farla (qui non ho capito se il nuovo regolamento sismico apporta modifiche alle autorizzazioni per le pergotende oppure no).Grazie....Eliminaarch. Marco Campagna20 settembre 2016 17:28è una strada possibile ma le opere indicate nella SCIA devono comunque avere inizio entro un anno solare dalla protocollazione, e poi possono proseguire per concludersi entro i tre anni. la pergotenda ormai sembra l'unica soluzione urbanisticamente fattibile in molti contesti.EliminaRispondiMarcogancio19 settembre 2016 19:26Questo commento è stato eliminato dall'autore.RispondiEliminaCarlo Bernari27 settembre 2016 14:48Salve architetto, nel mio condominio un proprietario ha installato dei pannelli solari sul lastrico di copertura del fabbricato di pertinenza condominiale.I pannelli solari danno utilità solo al suddetto proprietario, e sono stati montati e collegati personalmente dal medesimo.Volevo sapere se una tale opera, anche se autorizzata dai condomini, necessita di asseverazione di un tecnico anche se non ricade nella normativa antisismica.Inoltre quali altri adempimenti avrebbe dovuto fare il condomino.A tal proposito leggendo il suo post non ho capito se il limite per essere esonerati dalla normativa antisismica nel caso di pannelli solari è di 20 kg al m2 oppure di 150 kg/m2.Grazie milleRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna27 settembre 2016 15:36il limite di peso per essere esonerati da ogni procedura sismica è 20kg/mq per impianti solari/fotovoltaici; se tuttavia l'impianto fosse stato installato prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, secondo me non è soggetto ad adempimenti di progettazione sismica anche se oggi li dovrebbe rispettare(la norma non può essere retroattiva) perché il precedente regolamento non specificava nulla; e se si intende non soggetto, non necessita di nessuna asseverazione tecnica. viceversa se fosse stato installato posteriormente all'entrata in vigore del nuovo regolamento, allora sarebbe stato obbligatorio effettuare il progetto (se si supera il valore indicato) redatto da tecnico qualificato e depositato presso il genio civile.EliminaRispondiflv29 settembre 2016 20:14Salve, vorrei un suo parere su una situazione complessa che si è venuta a creare all'interno di un PdC Piano Casa Regione Campania Parco del Cilento. Una porzione dell'edificio (casa monofamiliare da ampliare e suddividere) ha mostrato cedimenti fondali in una porzione esistente della stessa e in particolare quella in muratura (abbiamo una parte della casa in tufo e l'altra in c.a.). Si può considerare variante in corso d'opera la demolizione parziale e controllata della suddetta parte per ricostruirla in c.a. nel rispetto delle norme sismiche o meglio comprendente il rafforzamento o la sostituzione di singoli elementi strutturali (travi, architravi, porzioni di solaio, pilastri, setti murari) che non creano diminuzione della sicurezza strutturale rispetto al progetto originario anzi ne costituiscono miglioramento e garanzia? L'intervento necessario prevede il rifacimento strutturale parziale della sola porzione di muratura, della porzione di solaio a quota +0.80 realizzato con un magrone su terrapieno e della porzione di tetto che poggia sulla parte con fondazioni cedevoli, assolutamente nel rispetto del titolo autorizzativo concesso.Naturalmente vorremmo non fermare il cantiere e procedere sia nel progetto autorizzato di ampliamento e suddivisione sia nel miglioramento strutturale (variante in corso d'opera) con deposito ad integrazione al genio del progetto già depositato per la porzione in aderenza che si andava ad ampliare. Mi scuso se non sono riuscita a spiegare. Grazie anticipatamenteRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna30 settembre 2016 09:59come forse ho già scritto non sono uno strutturista: mi informo sulle procedure per sapere quando ho bisogno di un collega che se ne occupa, ma non ho dimestichezza con i casi limite. dovreste sentire uno strutturista e confrontarvi col Genio Civile.Eliminaflv30 settembre 2016 18:48Grazie per la sua solerte risposta e lo strutturista c'è, ma la domanda riguardava l'aspetto della procedura amministrativa che si deve intraprendere.1-Scia per variante in corso d'opera non sostanziale perchè il progetto non viene assolutamente variato nella suo aspetto architettonico e quindi senza fermo cantiere2-Dia per variante sostanziale con attesa di tutti i NullaOsta??grazie comunque un suo parere ci potrebbe aiutareEliminaarch. Marco Campagna1 ottobre 2016 14:55secondo me si può andare in SCIA, ma se la modifica incide su eventuali vincoli, bisogna chiedere l'aggiornamento anche dei rispettivi pareri.Eliminaflv4 ottobre 2016 18:33grazie mille EliminaRispondiAspolve9 ottobre 2016 23:37Salve architetto Campagna,riguardo il punto h dell'art. 6 sembrerebbe riportato per le pergotende l'asseveramento per superfici mqggiori di 20 mq, e non fino a mq 20 che suppongo possano essere montate senza nessun adempimento. Mi sbaglio? Grazieh)tettoie e portici con altezza massima pari a 3,50 metri, misurata alla quota d’imposta della falda, con fondazione superficiale; pensiline esterne a sbalzo su strutture esistenti, o isolate su fondazioni superficiali, con aggetto superiore ad 1,00 metro e fino a 2,50 metri; pergolati con struttura in legno o acciaio, di altezza massima di 3,50 metri con superficie maggiore di 20 metri quadratiRispondiEliminaLudovico Racheli18 ottobre 2016 12:34Buongiorno Aechitetto, mi sa dire quale era la normativa di riferimento prima del 2008?GrazieRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna18 ottobre 2016 14:53prima coesistevano diverse norme tecniche, del 2003 e del 1996 mi pare (non sono uno strutturista), che poi nel 2008 sono state tutte elminate ed unificate nell'unico testo. Il precedente regolamento sismico della regione lazio invece era del 2010 se non ricordo male, dovrebbe trovarsi copia ancora in rete, se interessa.EliminaRispondiarchitrave1 novembre 2016 15:33Questo commento è stato eliminato dall'autore.RispondiEliminaarchitrave1 novembre 2016 18:27Questo commento è stato eliminato dall'autore.RispondiEliminaarchitrave1 novembre 2016 19:31Salve Architetto, secondo lei le seguenti tipologie d’intervento sono escluse dall’obbligo di ottenimento dell’autorizzazione sismica ai sensi dell’art.8, co.1, lett. c), d) del Regolamento Regione Lazio n.14/16? 1) la chiusura con una tamponatura in muratura (sp. 10 cm) con contestuale creazione di uno o due vani porta, di una preesistente apertura già munita di saracinesca. E’ necessario tenere conto anche delle dimensioni più o meno ampie (L x H) del vano da chiudere?2) l'apertura di una nuova finestra o portafinestra su una tamponatura perimetrale non avente funzioni strutturali di edificio in cemento armato. E’ necessario effettuare la verifica dell’alterazione della rigidezza del telaio o dell’aumento dei carichi?GrazieRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna2 novembre 2016 12:59per il primo caso direi quasi certamente no; nel secondo caso direi pure, ma certo in teoria la verifica dell'alterazione della rigidezza e la verifica dell'eventuale aumento dei carichi, ad essere proprio pignoli, andrebbe fatta in entrambi i casi.EliminaRispondiarchitrave3 novembre 2016 21:52Salve Architetto,grazie per il sollecito riscontro, avrei necessità di un ulteriore chiarimento, in merito a come comportarsi nel caso della sanatoria di opere realizzate in assenza di titolo in area sottoposta a vincolo paesaggistico, sia non strutturali (come i tramezzi interni e l'apertura di una finestra su una tamponatura) che strutturali (come la realizzazione di un solaio a chiusura di un’asola di una scala e di una tettoria esterna).Un conoscente mi ha detto di procedere nel seguente modo:1) ottenere il preventivo parere di compatibilità paesaggistico;2) presentare una D.I.A. in sanatoria, a condizione che le opere risultino conformi alla normativa urbanistica vigente sia al momento della loro realizzazione che al momento della presentazione della domanda;3) presentare una denuncia strutturale in sanatoria al Genio Civile;In alternativa: 4) si potrebbero sanare con D.I.A. le opere non strutturali (tramezzi e finestra), procedendo nel contempo alla demolizione delle opere strutturali (solaio interno asola scala e tettoia esterna), prevedendo la loro ricostruzione con altra D.I.A. una volta ottenuta l’autorizzazione sismica;La necessità di predisporre due pratiche edilizie, sembrerebbe connessa alla impossibilità nell’ambito di una sanatoria di prevedere l’esecuzione di ulteriori opere, tanto più se inerenti la modifica del manufatto da regolarizzare al fine di renderlo conforme alla normativa. Che ne pensa?A questo punto nasce però una domanda, come la mettiamo con il parere di compatibilità paesaggistico già ottenuto che legittimava la tettoia esterna da rimuovere per motivi strutturali?Ci potrebbero essere problemi nella “fase intermedia”, tra la presentazione della prima D.I.A. a sanatoria con demolizione della tettoia e la seconda D.I.A. di nuova costruzione della tettoia? Cosa mi consiglia?GrazieRispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna4 novembre 2016 14:53la procedura di DIA può prevedere sia la sanatoria di abusi, sia ulteriori opere necessarie o meno alla legittimizzazione. la sanatoria dello strutturale ha il problema dell'esposto in procura, ed inoltre la struttura realizzata dovrebbe rispettare le norme di progettazione sismica attualmente in vigore il che non è detto: forse effettivamente conviene agire come da punto 4, fermo restando il chiedere preventivamente il paesaggistico in sanatoria, per il quale però ci vuole molto tempo (qualche anno).EliminaRispondiminis13 gennaio 2017 16:44Salve volevo un suo parere in relazione agli interventi non soggetti ad autorizzazione sismica.Con le nuove indicazioni del regolamento del luglio 2016 nel suo articolo parla al punto 2 di demolizione e ricostruzione di tramezzature interne ed esterne che non interferiscono con lo stato tensionale. In realtà nella circolare si parla solo di tramezzi (quindi suppongo solo interne) per cui è specificato la demolizione e ricostruzione (punto b art 8). Mentre al punto c) sempre art 8 si parla di interventi su tamponature (quindi suppongo sia esterne che interne) e non viene specificato nulla sulla demolizioni e ricostruzione, come fatto al punto sopra. Quindi mi sembra di capire che per interventi si intenda solamente magari una aumento di spessore (per installazione capotto ad esempio) e non la demolizione o la costruzione di una nuova tamponatura perimetrale (che naturalmente non deve interferire con il comportamento strutturale). La mia interpretazione è a suo parere troppo restrittiva o no e le chiedo nel caso in cui sia necessaria una tamponatura di una parete perimetrale (per chiusura balcone) di altezza pari a 2.70m e dimensione inferiore ai 2.00m (sempre non interferente con il comportamento strutturale del telaio) è necessario presentare la pratica sismica?RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna13 gennaio 2017 18:16non sono uno strutturista, dunque dovrebbe porre domande così specifiche a chi si occupa di questo ambito. tendenzialmente direi che non serve il progetto strutturale nei casi da lei citati, ma è bene chiedere a chi eventualmente se ne occuperà.EliminaRispondiminis13 gennaio 2017 18:59GrazieRispondiEliminaandrea l9 febbraio 2017 10:12buongiorno Marcooggi è la prima volta che visito il tuo blog e ti faccio con sincerità i miei complimenti, non solo per la professionalità del contenuto ma anche per la tua disponibilità. Vorrei porre la tua attenzione su una tipologia di lavori che il genio civile rifiuta come progetto strutturale asseverato di seguito descritto: art. 6) lettera non mi ricordo..... sostituzione di piattabande e apertura di vano in muri portanti..... Voglio dire, che a seguito di sicuro errore nello scrivere la normativa regionale la quale si riferisce alla parola vano e non vani, il genio civile rifiuta una pratica di asseverazione se il progetto presenta contemporaneamente due apertura su muratura portante. E' incredibile quanto imbarazzante ma vero (esperienza diretta)un cordiale salutoandrea lombardi RispondiEliminaRispostearch. Marco Campagna9 febbraio 2017 15:19non sono uno strutturista, ma la normativa tecnica (non ricordo esattamente il punto ma ricordo la questione) specifica che è in effetti ammissibile la realizzazione di un solo vano su una porzione di muratura portante in modalità semplificata, mentre la realizazione di più vani è un intervento più delicato, ed in effetti è così: laddove si toglie il muro, bisogna ripristinare capacità portante con telai in acciaio, e la concentrazione di carico potrebbe essere un problema e va gestita. Secondo me dunque il genio non è in errore pretendendo un progetto non semplificato per la realizzazione di più di un vano.EliminaRispondiAggiungi commentoCarica altro...