Source: https://www.enzocuzzola.it/numero-37-anno-2018-2/
Timestamp: 2019-11-12 00:21:25+00:00
Document Index: 71192819

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 21', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 6', 'art. 82']

Numero 37 anno 2018 – Centro Studi
Numero 37 anno 2018
Centro Studi / Settimanale Prometheus 2018 / Numero 37 anno 2018
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Spesometro 2018: le bollette-fatture vanno comunicate
Entro il 15 novembre trasmissione del Certificato al bilancio di previsione 2018/2020
Per la costituzione di una Unione di Comuni serve una maggioranza qualificata nella prima seduta
L’indennità di funzione è dimezzata anche per l’assessore dipendente a tempo determinato o part-time
Con la recente risoluzione n. 68/E del 21 settembre 2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti indicazioni circa il corretto trattamento delle bollette – fatture relative alla gestione diretta del servizio idrico integrato da parte delle PP.AA.
La risoluzione è diretta a risolvere un caso di interpello nel quale l’istante riteneva l’esenzione di tali documenti dall’adempimento fiscale relativo alla comunicazione dei dati delle fatture del 1°semestre e del 2° trimestre 2018, la cui scadenza è giorno 1°ottobre 2018 (essendo il 30 settembre una domenica), sulla base di due ordini di motivi:
uno di natura oggettiva, non configurandosi la bolletta-fattura emessa ai sensi del D.M. 370 del 2000, come una vera e propria fattura ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. 633/1972;
uno di natura normativa, facendo riferimento al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 94908 del 2 agosto 2013, il quale esclude dalla “Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”, ante modifiche recate nel 2016, “le operazioni che costituiscono oggetto di comunicazione all’Anagrafe tributaria, ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605 e delle altre norme che stabiliscono obblighi di comunicazione all’Anagrafe tributaria”, tra le quali figurano i contratti di somministrazione di energia elettrica, servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare, servizi idrici e del gas.
Tuttavia, l’interpretazione fornita dall’amministrazione finanziaria con la citata risoluzione considera le bollette-fatture alla stregua delle fatture di cui all’art. 21 del decreto IVA, in quanto tengono luogo delle fatture e vengono emesse per l’addebito dei corrispettivi relativi ai diversi servizi di somministrazione.
Circa il secondo punto di esclusione indicato dal soggetto interpellante, l’Agenzia delle Entrate precisa che il comma 4 dell’art. 1 del D.L. 193 del 2016 prevede espressamente che “in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ivi comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni”. Pertanto, tutti i soggetti IVA devono comunicare i dati di tutte le fatture emesse e ricevute. L’unica semplificazione viene prevista dal D.L. 148 del 2017 il quale prevede all’art. 1-ter l’esonero da parte delle PP.AA. di comunicare i dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.
Possiamo concludere che per l’imminente adempimento del 1° ottobre tutte le PP.AA. che gestiscono direttamente il servizio idrico integrato dovranno comunicare all’interno del modello i dati delle bollette-fatture emesse esclusivamente nei confronti dei soggetti passivi IVA.
Entro il 15 novembre la trasmissione del Certificato al bilancio di previsione 2018/2020
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 20/09/2018 n. 219 il Decreto del Ministero dell’Interno dell’11 settembre 2018 con il quale sono stati disposti termini e modalità di trasmissione della certificazione al bilancio di previsione 2018/2020 delle amministrazioni provinciali, delle città metropolitane, dei comuni, delle comunità montane e delle unioni di comuni. L’art. 1 del citato decreto, sancisce che il termine per la trasmissione delle certificazioni è fissato nel 15 novembre 2018. La trasmissione dello stesso deve avvenire per Posta Elettronica Certificata (PEC) accompagnata dalla firma digitale dei sottoscrittori che, ai sensi dell’art. 5, sono individuati nel Responsabile Finanziario, nell’Organo di Revisione e nel Segretario Comunale. In merito alle modalità di trasmissione, è necessario che gli Enti Locali provvedano all’accesso nell’area tematica del portale TBEL – Finanza Locale al seguente indirizzo http://finanzalocale.interno.gov.it/apps/tbel.php/login/verify e scaricare l’apposito documento di sintesi contenente le informazioni del Comune e firmarlo digitalmente assieme al file XML riguardante il certificato del bilancio di previsione; successivamente, i file firmati digitalmente, dovranno essere trasmessi all’indirizzo PEC finanza locale.prot@pec.interno.it.
Ai sensi dell’art. 32 comma 6 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000), “L’atto costitutivo e lo statuto dell’unione sono approvati dai consigli dei comuni partecipanti con le procedure e con la maggioranza richieste per le modifiche statutarie”; ai sensi dell’art. 6 comma 4 del medesimo Testo Unico, “Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie”.
Dall’analisi delle norme richiamate è evidente che non basta un voto a maggioranza semplice nella prima seduta per la costituzione di una Unione di Comuni: lo ha ribadito la recente sent. 20 settembre 2018, n. 265 del TAR Abruzzo, Pescara, sez. I, con la quale è stata annullata una delibera di un Consiglio comunale che, nella prima seduta, costituiva una Unione con una maggioranza di un solo voto (nel caso specifico, 6 favorevoli contro 5 voti contrari), per violazione del quorum legislativamente previsto.
L’art. 82 comma 1 del TUEL (Decreto Legislativo n. 267/2000) stabilisce il dimezzamento dell’indennità di funzione degli assessori comunali nei confronti dei dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa.
Il dimezzamento, come ricordato anche recentemente dalla Corte dei conti nella delib. n. 109/2018 della sez. reg. di controllo per la Liguria, è giustificato dalla circostanza che il dipendente continua a percepire gli emolumenti anche nel corso dello svolgimento del mandato di assessore; ciò significa che non è in pericolo il venir meno del tenore di vita dell’interessato in ragione della nuova carica pubblica ricoperta.
L’aspetto interessante della citata delibera riguarda la precisazione, di indubbia rilevanza pratica, secondo cui il dimezzamento dell’indennità si applica anche nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente dell’assessore sia a tempo determinato o a tempo parziale, visto che la disposizione non prevede alcuna distinzione. È evidente che la mancata riduzione prevista concretizzerà un possibile danno erariale.