Source: http://www.voipartners.it/it/blog/appalti-vizi-e-difetti-negli-immobili/appalto%3Cbr%3Edenuncia-del-difetto---termine-di-decorrenza
Timestamp: 2018-05-21 07:06:31+00:00
Document Index: 83838860

Matched Legal Cases: ['art.1669', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art.1669', 'art. 1667', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1669', 'art. 1667', 'art. 1668']

Cassazione sez. II, 12-05-2000 n.6092 Il termine annuale per la denunzia dei vizi posto dall'art.1669 c.c. in materia di appalto ha inizio non già quando il committente abbia acquisito la cognizione degli effetti dei vizi medesimi o dei loro segni esteriori di danno o di pericolo, bensì dal momento in cui abbia conseguito un apprezzabile grado di conoscenza dell'entità del difetto, della sua gravità, delle sue cause, non trovandosi il predetto, in caso contrario, nella condizione di stabilire se il vizio sia o meno imputabile all'appaltatore. La relativa indagine si risolve in un apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito e, come tale, incensurabile in sede di legittimità se sorretto da congrua motivazione.
Secondo la S.C. solo l'apprezzabile conoscenza dell'entità di un difetto nell'opera eseguita dall'appaltatore, la sua gravità e le sue cause, fanno scattare il termine annuale di denuncia ex art. 1669 c.c. La norma, dettata in tema di rovina e difetti di cose mobili, dispone che quando edifici o altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, nel corso di dieci anni dal compimento, per vizio del suolo o per difetto di costruzione, rovina del tutto o in parte ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente. Il committente deve denunziare il fatto entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente al risarcimento si prescrive, poi, in un anno dalla denuncia. Proprio sul significato di "scoperta" che fa scattare il termine di denunzia ha dibattuto a lungo la giurisprudenza. Oggi prevale nelle pronunce della S.C. l'indirizzo sopra riportato. Il termine per proporre la denunzia decorre anche per Cass. 5-4-1990 n.2805 dal momento in cui il denunziante abbia conseguito un apprezzabile grado di conoscenza dell'entita' e della gravita' dei vizi e del loro collegamento causale all'attivita' di esecuzione dell'opera svolta dal costruttore (nella specie da una relazione di consulenza tecnica). Conforme Cass. 29-5-1988 n.2311.
RICONOSCIMENTO DEI VIZI
Cassazione sez. II, 23-5-2000 n.6682
In tema di riconoscimento dei vizi dell'opera da parte dell'appaltatore, l'art. 1667 c.c. (applicabile, in parte qua, anche nel caso dei gravi difetti di cui all'art.1669 c.c.), equipara, alla denuncia, il riconoscimento del vizio, pur se successivo al termine di decadenza stabilito per la denuncia stessa da parte dell'appaltatore, con la conseguenza che quest'ultimo non perde il diritto alla garanzia, non essendo normativamente prescritto che l'uno debba avvenire entro il termine stabilito per l'altra.
Cassazione sez., II, 5-9-2000 n.11672
Il principio di diritto fornito dall'art. 1667 c.c., in tema di vizi e difformità dell'opera dal progetto o dal capitolato e dei quali il committente può chiedere l'eliminazione, a tenore del quale il loro riconoscimento da parte dell'appaltatore esonera l'altra parte dalla loro tempestiva denuncia, è operante anche nella materia disciplinata dall'art. 1669 c.c., quando l'autore dell'opera destinata per sua natura a lunga durata, che sia stato convenuto in giudizio per la garanzia dei gravi vizi costruttivi, non abbia nella sua prima difesa negato la loro esistenza ma solo negato la responsabilità.
Il riconoscimento del vizio dell'opera appaltata può avvenire o su denuncia del committente nei termini di sessanta giorni dalla scoperta (per le difformità e i vizi non gravi - art. 1667 c.c.) o entro l'anno (per la rovina e i difetti di cose immobili gravi - art. 1669 c.c.), ovvero dallo stesso appaltatore come enuncia il secondo comma, secondo capoverso dell'art. 1667 c.c. - applicabile anche in caso di rovina. In questo caso, secondo l'articolo 1667 II comma, la denuncia non è necessaria perché: "l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi ..). Addirittura secondo Cass. 11672/2000, non negando gli stessi in causa. Il riconoscimento fa sorgere una nuova obbligazione in capo all'appaltatore in forza della quale si obbliga unilateralmente ed alternativamente all'eliminazione o alla riduzione del prezzo, salvo il risarcimento del danno (art. 1668 c.c.). Se però le difformità o i vizi sono così gravi da rendere l'opera inidonea alla sua destinazione il committente può chiedere la risoluzione del contratto.
MULTIPROPRIETA' IMPUGNAZIONE DI DELIBERA CONDOMINIALE DIRITTO CONDOMINIALE VIZI e DIFETTI RAPPORTI FRA BENI IN PROPRIETA' ESCLUSIVA E BENI COMUNI TUTELA GIUDIZIARIA DEL CONDOMINIO ASSEMBLEA DI CONDOMINIO APPALTO