Source: https://dadosav.wordpress.com/2016/03/08/ucina-iym-incontrano-il-dott-bonaretti/
Timestamp: 2016-12-03 19:45:45+00:00
Document Index: 13812488

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 19', 'art. 19', 'art 11', 'art 11']

UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI | MARITTIMI DEL DIPORTO
informativa sulle nuove regolamentazioni sull’acquisto di fuel duty free per gli yacht commerciali in Francia in vigore per questa stagione 2016.	Grande risultato, decreto rinnovi titoli STCW	UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI	8 marzo 2016	dadosav	ITALIANYACHTMASTERS, requisiti minimi di formazione per la gente di mare, STCW MANILA 2010, titoli imo stcw navigazione estera, titoli IMO STCW rinnovo, UCINA	Commenti disabilitati su UCINA IYM INCONTRANO IL DOTT. BONARETTI	NEL CORSO DELL’INCONTRO DEL 29.02.2016 CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GRAZIANO DEL RIO , DOTT. MAURO BONARETTI , UCINA ED ITALIANYACHTMASTERS HANNO PRESENTATO QUESTO DOCUMENTO IN DIFESA DEI DIRITTI DEI SEAFARERS ITALIANI.
Proposte di integrazione e modifica alle bozze dei Decreti attuativi allegati alla lettera di convocazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9.12.2015, e segnatamente
Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza
Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007
note, osservazioni e proposte in merito ai corsi richiamati dall’art. 13 del D.lgs. 71/2015
ha rilasciato un parere condizionato all’approvazione dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2012/35/UE che modifica la direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione della gente di mare (Atto n. 142 CD).
In particolare, la IX Commissione Trasporti ha evidenziato che
“l’attuazione del decreto legislativo n.136 del 2011 ha dato luogo a problematiche dovute alle rigidità e agli aggravi procedurali specificamente previsti nell’ordinamento italiano, che hanno avuto l’effetto di indurre un numero considerevole di lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito;
“occorre pertanto, nell’ambito dello schema di decreto in esame e dei successivi decreti ministeriali attuativi, definire una disciplina che assicuri l’efficacia delle procedure e la semplificazione degli adempimenti”;
approvando lo schema di D.Lgs, fra l’altro, con le seguenti condizioni:
4) con riferimento all’articolo 11, comma 10, per quanto concerne la determinazione delle procedure e delle modalità di autenticazione della navigazione effettuata su navi battenti bandiera estera, si definisca una disciplina che privilegi finalità di efficacia e semplificazione;
5) con riferimento all’articolo 19, comma 1, si preveda che il riconoscimento dei certificati di competenza e dei certificati di addestramento rilasciati da uno Stato membro dell’Unione europea sia subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.
esprimendo un parere condizionato del tutto conforme a quello della Camera, ha evidenziato che:
“nell’applicazione del decreto legislativo n. 136 del 2011 e dei relativi decreti ministeriali di attuazione si sono riscontrati una serie di inconvenienti, legati ad appesantimenti procedurali e rigidità propri della legislazione italiana, il che ha indotto numerosi lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito”;
“appare invece essenziale che, per la categoria professionale del personale marittimo, caratterizzata da un mercato naturalmente globalizzato, siano garantiti livelli di qualificazione e titoli di abilitazione del tutto equivalenti a quelli degli altri Stati aderenti alla Convenzione STCW e in particolare degli altri Paesi dell’Unione europea”;
esprimendo parere favorevole, con le seguenti condizioni:
5) in relazione ai corsi di livello manageriale introdotti per chiudere la procedura di infrazione comunitaria n. 2012/2210, si assumano tutte le iniziative necessarie per evitare che il personale imbarcato debba sottoporsi ad un ulteriore corso obbligatorio per il conseguimento delle competenze di livello direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina ovvero, qualora ciò non sia possibile in ragione degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea per la chiusura della procedura d’infrazione, siano adottate tutte le misure necessarie affinché il corso di formazione sia effettuato con modalità quanto più possibile semplificate, riconoscendo al personale imbarcato interessato l’esperienza già acquisita e riducendo comunque al minimo gli oneri e gli adempimenti a suo carico.
Anche sulla base delle indicazioni fatte proprie dal Parlamento, certi che questa PA intenda conformarvisi in pieno, sono avanzate le seguenti osservazioni e proposte.
Facendo seguito alla Riunione del 15 dicembre 2015, ove si è discusso della bozza dei provvedimenti in oggetto predisposti da Codesta Spett.le Amministrazione di concerto con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, in attuazione degli Emendamenti Manila 2010 (i “Provvedimenti”), con la presente nota la sottoscritta Associazione porta alla Vostra attenzione alcune proposte di integrazioni e modifica dei Provvedimenti, fondamentali per rendere compiutamente operativi gli Emendamenti Manila 2010 e tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori marittimi italiani.
1. A – Decreto Ministeriale relativo ai rinnovi dei Certificati di Competenza
– Modificare l’art. 6 aggiungendo, tra le funzioni equivalenti, la Navigazione effettuata su qualsiasi unità da diporto > 80GT, quindi pure su quelle non adibite ad uso commerciale (pleasure).
Si ritiene, infatti, come esposto durante la Riunione e condiviso con Codesta PA, che tale navigazione debba considerarsi valida ai fini del rinnovo dei CdC alla stregua di altre attività alternative utili a confermare l’assolvimento delle funzioni relative al certificato da rinnovare, sfruttando ogni possibile utile spazio interpretativo.
In questo, ad esempio, si è scelto di operare ammettendo l’equivalenza della navigazione effettuata al Personale militare dei corpi delle Capitanerie di Porto, della Guardia di Finanza, ecc, che fanno navigazione solo su Motovedette.
Il permanere di questa eccezione per il personale di Corpi di polizia e il contemporaneo negarsi di uno sbocco lavorativo ai marittimi imbarcati sui pleasure yacht in uso privato non commerciale , che per ragioni di mercato stanno assistendo a un fenomeno di gigantismo navale tale da surclassare sempre più spesso in dimensioni le unità da diporto commerciale – risulterebbe in violazione, da ultimo, dei principiti garantiti dall’art. 3 della Costituzione.
– Ridurre il periodo necessario per le funzioni equivalenti modificando l’art. 6, 4., primo comma, ed in particolare sostituendo l’inciso “trenta mesi” con “ventiquattro mesi”, che rappresenta già il raddoppio dei requisiti minimi previsti dalla Convenzione, in aderenza alle condizioni prescritte dal Parlamento.
Si è rivelato sempre più difficile, infatti, per alcune tipologie di imbarchi (frequentemente stagionali) riuscire a raggiungere 30 mesi nei cinque anni di validità del certificato da rinnovare.
1.B – Decreto Ministeriale relativo alle Qualifiche e abilitazioni per il settore di coperta e di macchina per gli iscritti alla gente di mare che andrà ad abrogare l’attuale D.M. 30 novembre 2007
Addestramento ECDIS
In merito ai titoli di coperta, laddove si fa riferimento al necessario addestramento ECDIS, occorre specificare che con esso deve intendersi il corso generale e non anche quello specifico per il modello di apparecchiatura ECDIS, che è invece specifico in base alla nave su cui si intende imbarcare.
L’art. 25, c) abroga l’art. 13 del DM 10.5.2005 n. 121 sui Rapporti tra titoli professionali marittimi e titoli professionali del diporto, eliminando di fatto quanto prescritto dalla Convenzione STCW in merito ai titoli alternativi di cui alla Regola VII/3 par. 2. Tale Regola è formulata come segue.
1 Ogni Contraente che decide di rilasciare o autorizzare il rilascio di certificati alternativi dovrà garantire che i seguenti principi sono osservati:
.1 nessun sistema di certificazione alternativa sarà messo in vigore a meno che esso non garantisca un grado di sicurezza in mare ed abbia un effetto preventivo nei riguardi dell’inquinamento come minimo equivalente a quelli forniti dagli altri capitoli; e
.2 qualsiasi disposizione per la certificazione alternativa rilasciata secondo questo capitolo dovrà prevedere l’intercambiabilità dei certificati con quelli rilasciati secondo gli altri capitoli.
UCINA Confindustria Nautica è assolutamente contraria alla suddetta abrogazione che, fra l’altro, implica che il titolo italiano cosiddetto “del diporto” (di cui al DM n. 121 del 10.5.2005) divenga definitivamente un privo di valore, senza alcuna possibilità di crescita per i marittimi, neppure con i dovuti e necessari passaggi, esami, corsi etc.
In tal modo, verrebbe precluso il passaggio da una carriera del diporto ad uno yacht superiore a 3000 GT ed è negata, quindi, l’opportunità di lavoro ai marittimi italiani. Le altre amministrazioni europee, tipo MCA, al contrario, hanno previsto tale possibilità, tramite la previsione di specifici percorsi formativi che possano colmare il gap esistente tra certificati del diporto e quelli mercantili.
Questa soluzione è contraria alle condizioni poste dal Parlamento al Governo ai fini della concessione del parere favorevole all’adozione del D.lgs recante attuazione della direttiva 2012/35/UE.
E’ anche difforme da quando normato da altri Paesi europei e segnatamente dalla Gran Bretagna dove, ai fini del rinnovo, la norma non prevede alcuna distinzione fra commercial yacht e pleasure yaccht, richiedendosi solo che l’unità sia maggiore di 80 Gt o comunque di 24 metri:
“3.2 Vessel size
For the revalidation of a code vessel Certificate of Competency, the MCA will accept at 6 months’ seagoing service (on code vessels) in total during the 5 years immediately prior to revalidating your Certificate of Competency” (MSN 1861 M).
Si richiamano, in proposito, le considerazioni sulle eccezioni disposte per i Corpi di polizia di cui al precedente paragrafo 1-A.
2.A – Riconoscimento dei corsi di addestramento effettuati all’interno dell’Unione Europea
Si chiede che, conformemente a quanto prescritto dalla STCW emendata da Manila 2010 e come stabilito dalla normativa Europea (Dir. 2012/35/UE) ed in quella nazionale di recepimento (D.lgs. 71 /2015), i corsi di addestramento seguiti nell’ambito dell’Unione Europea vengano espressamente riconosciuti nel nostro Paese.
Il D.Lgs. 71/2015, art. 19, infatti, prevede che i certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione Europea vengano riconosciuti dalle Amministrazioni competenti. In particolare l’art. 19 così dispone:
Art.19 Riconoscimento dei certificati emessi da uno Stato membro dell’Unione europea 1. I certificati di competenza di cui all’articolo 2, comma 1, lettera uu), e i certificati di addestramento di cui all’articolo 2, comma 1, lettera vv), rilasciati ai sensi delle regola V/1-1, V/1-2 e VII, della Convenzione STCW, da uno Stato membro dell’Unione europea a cittadini di Stati membri dell’Unione europea, sono soggetti a riconoscimento da parte delle amministrazioni di cui all’articolo 3 del presente decreto, competenti per materia. Il riconoscimento dei certificati di cui al periodo precedente è subordinato esclusivamente alla verifica di conformità dei certificati stessi alla Convenzione STCW.
2.B – Riconvalida dei certificati di Competenza professionale
Sarebbe auspicabile, che l’Amministrazione prevedesse negli emanandi decreti tutte le possibilità alternative ai fini della riconvalida dei Certificati, così come vengono fornite dalla convenzione STCW, in alternativa ai 12 mesi di navigazione nei precedenti cinque anni, ivi incluso uno specifico corso/i per dimostrare il mantenimento della competenza delle funzioni, diverso dall’esame tout-court prescritto per ottenere il CdC STCW, di cui il marittimo ne sia già in possesso.
È necessario, poi, che venga previsto – sempre come prescritto dalla Convenzione – l’uso dei simulatori. Si riporta qui di seguito, per completezza di analisi, la Sezione A-I/11 sulla Riconvalida dei certificati:
I corsi di rinfrescamento (refreshment) e di aggiornamento richiesti dalla regola I/11 dovranno essere approvati e includere i cambi nelle pertinenti norme nazionali e internazionali relative alla sicurezza della vita in mare, sicurezza (security) e la protezione
.1 approvato periodo di imbarco, svolgendo i compiti (duties) appropriati al certificato per la cisterna (tanker) o convalida (endorsement) posseduta, per un periodo totale di almeno 3 mesi nei precedenti 5 anni, o
.2 aver completato con successo un pertinente corso o corsi di addestramento approvato
2.D – Corsi MAMS e MABEV
In merito a tali corsi si rileva che, in taluni casi, per il marittimo ne risulta impossibile l’ottenimento, in quanto non sempre si riesce né ad avere l’estratto di giornale parte seconda, né che si abbia un Comandante di nazionalità italiana a bordo della nave che possa firmare l’Allegato che comprovi le prove pratiche svolte a bordo.
Sarebbe auspicabile, dunque, che la normativa attualmente in vigore venisse integrata con la previsione di corsi da svolgersi in training center approvati (come, per altro, avviene nel resto del mondo) in quanto ciò semplificherebbe l’ottenimento dei suddetti certificati (Decreto Direttoriale 21 gennaio 2008 e Decreto Direttoriale 28 gennaio 2008)
In questo clima di totale incertezza oltre 70.000 seafarers Italiani guardano con terrore la scadenza tassativa del 1.1.17 che l’Amministrazione Italiana ha voluto dare a tutti i certificati , anche se ad oggi non c’e’ un quadro normativo chiaro di quanto sia necessario fare per rinnovare i certificati di competenza STCW , indispensabili per imbarcare ed espletare le proprie funzioni a bordo , ne’ c’e’ alcuna certezza di quando i centri di formazione italiani saranno in grado di somministrare i corsi di addestramento previsti dagli Emendamenti di Manila alla convenzione che fu pubblicata nel lontano 2010. Ci si domanda perche’ i disagi di una amministrazione inadempiente debbano cadere sui cittadini che in questo modo rischiano di perdere i certificati ed il lavoro .
Relativamente al Decreto pubblicato relativo al corsi di addestramento ‘’Leadership e Managment’’. A detta dei centri di formazione il decreto necessita di una revisione relativa ai programmi per illivello manageriale , e per l’autorizzazione dei formatori gia’ accreditati , altrimenti sara’ difficilmente realizzabile in tempi brevi .
Per quanto il corso di addestramento BST ‘’BASIC SAFETY TRAINING’’ previsto per tutto il personale imbarcato , secondo quanto previsto da Manila andrebbe rinnovato ogni 5 anni , tuttavia manca il decreto che codifichi il corso di refreshment.
Corso Medical Care , il dlgs 71 art 11 par 3 recita che ha validità’ 5 anni , ed entro gennaio 2016 bisognava rinnovarlo, poi e’ uscito a gennaio un decreto con una proroga di 10 mesi. Non si capisce se istituiranno faranno un corso di refresh con un decreto , e nel caso chi ’ha appena fatto un corso Medical Care ex novo adesso , avrà’ una validità’ di 5 anni?
Corso First aids questa richiesta e’ sempre nel dlgs 71 art 11 par 3, in quanto incluso nel BST ( basic safety Training refresh )
C’e’ da rilevare che ormai restano solo 10 mesi per fare in modo che oltre 70.000 marittimi italiani possano frequentare tali corsi , nel frattempo navigare e portare uno stipendio a casa. Che i centri di formazione prima di poter somministrare un corso ,devono prepararlo , presentarlo al MIT per essere accreditati e da gennaio 2016 fare in maniera di essere conformi sia al decreto traing of trainers che alle normative ISO.
Bisogna notare che maggior parte di tali corsi viene gia’ somministrata regolarmente da alcuni anni da molte amministrazioni europee , i corsi di addestramento effettuati in altri paesi della comunità’ europea , diversamente da quanto stabilito sia dalla STCW che dalla Legge eu che del DLGS 71 di maggio 2015 non vengono riconosciuti dal MIT.
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