Source: https://amblubiana.esteri.it/ambasciata_lubiana/it/informazioni_e_servizi/servizi_consolari/stato_civile
Timestamp: 2020-04-06 01:14:03+00:00
Document Index: 31628623

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'sentenza ', 'art. 51', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 64', 'sentenza ', 'art. 47', 'art. 22', 'art. 12']

Gli atti di stato civile (cittadinanza, nascita, matrimonio, morte) relativi ad eventi verificatisi all’estero possono essere presentati, per la trascrizione in Italia, dagli interessati e da chiunque ne abbia interesse direttamente al Comune italiano di appartenenza (vedi art. 12, comma 11, DPR 396/2000) oppure all’Ufficio consolare di residenza dell’interessato o quello nella cui circoscrizione gli atti sono stati formati.
Per richiedere all’Ufficio consolare la trascrizione di una nascita, occorre presentare i seguenti documenti:
atto di nascita originale emesso dall’Ufficio di Stato Civile su modulo plurilingue;
dichiarazione sostitutiva comprovante la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori (se non iscritto nell’anagrafe consolare).
Attribuzione del cognome materno ai figli al momento della nascita
Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n.286/2016 (pubblicata nella G.U. serie speciale C.C., n.52 del 28/12/2016) i genitori possono di comune accordo trasmettere al figlio, al momento della nascita, anche il cognome materno oltre a quello paterno, facendone richiesta all’ufficiale di stato civile che registra il neonato.
La possibilità dell’attribuzione del cognome materno in aggiunta a quello paterno prescinde dal legame matrimoniale dei genitori e si estende quindi anche ai figli naturali riconosciuti dal padre. Analogamente è possibile attribuire anche il cognome materno all’adottando quando l’adozione è stata promossa da parte di entrambi i coniugi.
I genitori entrambi italiani di figli nascituri in Slovenia, potranno esprimere la loro volontà di attribuire al neonato anche il cognome materno al momento della richiesta di trascrizione in Italia della nascita presentata all’ufficio consolare.
Richiesta trascrizione certificato di nascita
Il riconoscimento di figlio naturale risulta di norma nell’atto di nascita sloveno da trascrivere in Italia. Esso tuttavia può anche essere contenuto in un atto separato, formato presso il locale Ufficiale di stato civile o un notaio.
Qualora l’atto di riconoscimento, risultante dall’atto di nascita o da atto separato, non risulti conforme ai requisiti sopra menzionati, sarà necessario effettuare il riconoscimento di figlio naturale presso l’Ufficio consolare con un verbale ad hoc che andrà ad integrare l’atto di nascita da trascrivere.
Maggiori informazioni nel portale esteri.it
Gli italiani residenti nella circoscrizione che desiderano sposarsi in Italia devono richiedere le pubblicazioni di matrimonio all’Ufficio consolare, che successivamente delegherà alla celebrazione il Comune italiano indicato.
Occorre presentarsi di persona presso l’Ufficio consolare muniti di un documento di identità valido (art. 51, comma 1, del DPR 396/2000 - richiesta di pubblicazione di matrimonio).
Se non potete presentarvi di persona a richiedere le pubblicazioni, potete comunque incaricare una terza persona munita della procura speciale che le avete conferito e della copia del vostro documento di identità valido.
Matrimonio in Slovenia
I cittadini italiani che si sposano all’estero non sono soggetti alle pubblicazioni di matrimonio.
E’ opportuno verificare con il Comune sloveno i documenti richiesti. Normalmente le Autorità slovene richiedono un’attestazione di assenza di impedimenti per contrarre matrimonio, rilasciata dalla Rappresentanza diplomatico-consolare nella cui circoscrizione territoriale si intende contrarre matrimonio, anche se residenti in Italia.
L’Ufficio consolare potrà rilasciare il documento richiesto solo sulla base del positivo esito degli accertamenti, acquisiti d’ufficio i documenti previsti dalla legge e quelli ritenuti necessari per provare l’inesistenza di impedimenti.
Richiesta di attestazione di assenza impedimenti al matrimonio
Per avere valore in Italia, il matrimonio celebrato all’estero deve essere trascritto presso il Comune italiano competente.
Ai fini della trascrizione in Italia, l’atto di matrimonio in originale su modello plurilingue può essere presentato, a cura degli interessati, direttamente al Comune italiano di residenza/residenza A.I.R.E. (vedi art. 12, comma 11, DPR 396/2000) oppure all’Ufficio consolare che ne curerà la trasmissione in Italia.
Richiesta trascrizione certificato di matrimonio
La legge 20 maggio 2016, n. 76 (pubblicata nella G.U. del 21 maggio 2016 n.118) sulle unioni civili tra persone delle stesso sesso e le convivenze di fatto disciplina, da un lato, il legame fra due persone dello stesso sesso, denominato "unione civile" e, dall’altro, la convivenza di fatto tra due persone dello stesso sesso o di sesso diverso.
Il cittadino italiano iscritto all’AIRE e residente nella circoscrizione che intende costituire all’estero un’unione civile può rivolgersi all’Ufficio consolare.
Le unioni civili costituite presso l’Ufficio consolare italiano sono trascritte negli archivi dello stato civile del Comune di iscrizione A.I.R.E.
E’ prevista anche la trascrizione in Italia degli atti di matrimonio o di unione civile tra persone dello stesso sesso – delle quali almeno una di cittadinanza italiana – costituite di fronte alle Autorità estere (anche prima dell'entrata in vigore della legge 76/2016). La richiesta di trascrizione deve essere presentata all’Ufficio consolare della circoscrizione di residenza.
La convivenza di fatto non modifica lo stato civile delle parti.
Il cittadino italiano residente all’estero può dichiarare la “convivenza di fatto” con persona dello stesso sesso o di sesso diverso presso l’Ufficio consolare competente per residenza. Presso lo stesso ufficio il cittadino italiano residente all’estero può stipulare il “contratto di convivenza” previsto dal comma 50 della legge n. 76/2016 o chiedere l’autenticazione delle sottoscrizioni in calce al contratto stesso. Il contratto di convivenza è regolato dalla legge italiana solo se i contraenti sono entrambi cittadini italiani o risiedono in Italia; se i due contraenti hanno diversa nazionalità e risiedono in un Paese estero, la legge applicabile sarà quella di tale Paese.
Le sentenze straniere, munite di legalizzazione e traduzione in italiano, possono essere presentate per la trascrizione presso il Comune competente in Italia:
al Comune, direttamente dall’interessato; oppure
tramite il Consolato italiano nella cui circoscrizione è stata emessa la sentenza.
istanza di trasmissione della sentenza sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, attestante la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 64 della legge 218/1995, nella quale si dichiara che la sentenza non è contraria ad altre sentenze pronunciate da un giudice italiano e che non pende un giudizio davanti a un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti;
Per la trascrizione delle sentenze di divorzio emesse in Slovenia, come in tutti i Paesi UE, si fa riferimento a quanto stabilito dal Regolamento (CE) 2201/2003 del 27.11.2003. L’Autorità competente dello Stato membro in cui è stato pronunciato il divorzio rilascia, su richiesta dell’interessato, un certificato utilizzando il modello standard previsto dal suddetto Regolamento, che non necessita di traduzione e non deve essere legalizzato. L’interessato dovrà esibire un documento di identità in corso di validità e dovrà allegare al suddetto certificato una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000, attestante la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 22 del suddetto Regolamento.
I documenti necessari per trascrivere il decesso avvenuto all’estero sono:
atto di morte in originale emesso dall’Ufficio di Stato Civile sloveno su modulo plurilingue;
documentazione comprovante la cittadinanza del defunto (se non iscritto nello schedario consolare).
In alternativa si potrà presentare l’atto direttamente al Comune italiano di residenza (vedi art. 12, comma 11, DPR 396/2000).
Richiesta trascrizione certificato di morte