Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1856-codice-civile-esecuzione-dincarichi
Timestamp: 2019-09-19 22:04:16+00:00
Document Index: 130804373

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 1856', 'sentenza ', 'art. 1856', 'art. 1717', 'art. 1856', 'art. 1717']

Art. 1856 codice civile: Esecuzione d'incarichi | La Legge per tutti
La banca risponde secondo le regole del mandato per l’esecuzione d’incarichi (1) ricevuti dal correntista o da altro cliente (2).
Se l’incarico deve eseguirsi su una piazza dove non esistono filiali della banca, questa può incaricare dell’esecuzione un’altra banca o un suo corrispondente.
(1) I servizi cui la banca è tenuta, sono quelli inseriti espressamente nel contratto o stabiliti dalla prassi bancaria. Nulla vieta l’imposizione alla banca di una nuova prestazione in seguito ad un successivo ed autonomo contratto di mandato.
(2) Un altro cliente (della banca) può infatti ordinare alla banca di trasferire una somma a favore del correntista sul suo conto. Questo ordine, detto ordine di giro, è vincolante per la banca che, quindi, non può rifiutarsi di eseguirlo.
Cassazione civile sez. I 10 ottobre 2013 n. 23077
Il traente che, dopo avere emesso il titolo, ordini alla banca di non pagare (prima che sia spirato il termine di presentazione) si assume il rischio del protesto e, in caso di revoca della provvista o estinzione anticipata del conto, della sanzione amministrativa ex art.2 l. n. 386 del 1990, non potendo tale condotta essere giustificata neanche dall'intento di prevenire il rischio dell'inadempimento altrui. Deriva da quanto precede, pertanto, che il cliente è - in una tale eventualità - l'unico a rispondere degli ordini da lui stesso impartiti alla banca, non potendosi dolere del protesto eziologicamente determinato dagli ordini medesimi. (Nella specie il giudice di appello aveva dichiarato l'illegittimità dei protesti levati in ordine a cinque assegni di conto corrente - a seguito dell'ordine dato dal traente alla banca di non pagarli - e condannato, per l'effetto, l'istituto di credito al risarcimento dei danni patiti dall'emittente. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema corte ha cassato una tale statuizione e deciso la causa nel merito rigettando la domanda di danni).
La banca, nei rapporti contrattuali con il cliente, risponde secondo le regole del mandato (art. 1856 c.c.) e la diligenza a cui è tenuta va valutata con particolare rigore: la diligenza del buon banchiere deve essere qualificata dal maggior grado di prudenza e attenzione che la connotazione professionale dell'agente consente e richiede. In particolare, con specifico riferimento all'utilizzazione di servizi e strumenti, con funzione di pagamento o altra, che si avvalgono di mezzi meccanici o elettronici, non può essere omessa la verifica dell'adozione, da parte dell'istituto bancario, delle misure idonee a garantire la sicurezza del servizio; infatti, la diligenza posta a carico del professionista ha natura tecnica e deve essere valutata tenendo conto dei rischi tipici della sfera professionale di riferimento ed assumendo quindi come parametro la figura dell'accorto banchiere.
Tribunale Verona sez. IV 02 ottobre 2012
Il conto corrente di corrispondenza è caratterizzato dall'esplicazione di un servizio di cassa, in relazione alle operazioni di pagamento o di riscossione di somme da effettuarsi, a qualsiasi titolo, per conto del cliente e la disponibilità sul conto può essere costituita con versamento di somme, con accrediti sul conto od anche con intervento da parte della banca — che può assumere il carattere di un'apertura di credito in senso proprio o di una concessione temporanea di credito — il quale costituisce, nella complessità del rapporto, una prestazione accessoria rispetto a quella principale di mandato, non eccedente dai relativi limiti, né contraria ai principi di correttezza e buona fede. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva riconosciuto il diritto della banca, ed il conseguente obbligo dei correntisti, alla restituzione delle somme anticipate per dare esecuzione ad ordini di pagamento allo scoperto, da intendersi effettuati nello svolgimento del mandato).
Cassazione civile sez. I 05 dicembre 2011 n. 25943
La girata per l'incasso dell'assegno bancario, che dà luogo ad un rapporto di mandato, trasferendo al giratario l'esercizio dei diritti inerenti al titolo di credito abilita la banca girataria ad esigere, presso la banca trattaria, il pagamento in nome e per conto del girante, e ciò che la banca girataria per l'incasso pone in essere presso la banca trattaria non è altro che una presentazione del titolo per il pagamento alla trattaria, la quale, a sua volta, svolge il servizio di cassa in favore del suo cliente, traente dell'assegno, ed è obbligata al pagamento del titolo in forza della convenzione di assegno. Pertanto deve escludersi che tra la banca girataria per l'incasso e la banca trattaria venga in essere, in relazione alla richiesta di pagamento del titolo, quel rapporto giuridico enunciato o dall'art. 1856 o dall'art. 1717 c.c., che nel primo caso - nella configurazione dell'art. 1856 c.c. come ulteriore caso di sostituzione, che si aggiunge a quella regolata dall'art. 1717 c.c. - abilita il cliente mandante ad agire direttamente contro il sostituto del mandatario.
Corte appello Bari sez. II 26 gennaio 2012 n. 59