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Timestamp: 2017-06-22 18:19:08+00:00
Document Index: 36959225

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 13', 'art. 307']

Yüklə 21.16 Kb.tarix25.04.2016ölçüsü21.16 Kb.Istanza di accesso alla dichiarazione dei redditi del figlio mantenuto Traccia A seguito della separazione dalla moglie, Aldo Rossi versa un sostanzioso assegno di mantenimento in favore dei due figli, Giovanni e Antonio, di diciotto e sedici anni. Sennonché, il figlio diciottenne, Giovanni, si trasferisce fuori città per ragioni di studio e l’importo originario dell’assegno viene sostanziosamente incrementato con disposizione del Tribunale civile per far fronte, insieme alla ex moglie, alle spese di vitto e alloggio del ragazzo fuori sede.
Passano quattro anni e il signor Aldo Rossi viene a sapere, per caso, attraverso alcuni contatti professionali nella città dove il ragazzo è domiciliato, che costui ha trovato un lavoro fonte di ottimo reddito. Così, il Rossi presenta un’istanza al Tribunale civile perché quanto saputo in via informale sia accertato e, di conseguenza, sia revocato l’onere di mantenimento del figlio Giovanni in capo al padre. Sennonché, il Tribunale civile elude ogni attività istruttoria per l’acquisizione delle informazioni sullo stato patrimoniale del ragazzo, ragion per cui il padre si rivolge all’Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate e chiede formalmente di accedere alla dichiarazione dei redditi del figlio Giovanni, dando atto dell’oneroso rapporto di mantenimento e dunque precisando la posizione d’interesse dell’istante rispetto alla documentazione richiesta.
Tuttavia, l’Amministrazione locale delle Finanze non ritiene la richiesta correttamente formulata e la respinge. In seguito a tale diniego il signor Aldo Rossi presenta istanza giudiziale di accesso, impugnando il diniego come illegittimo perché sostanzialmente immotivato a fronte di una richiesta che assume precisa, chiara, completa e circostanziata.
Ecc.mo TAR per xxx sede di xxx
RICORSO ex art. 25 comma 5 L. 241/90
per il signor Aldo Rossi (C.F. RSSLDxxxxxxxx), residente in xxx alla via xxx, n. xxx, rappresentato e difeso, come da procura in calce al presente atto, dall’avv. Marco Bianchi e presso il suo studio elettivamente domiciliato in xxx alla via xxx n. xxx
Agenzia delle Entrate – Ufficio locale di xxx x
del diniego espresso con nota n. xxx/2005 dell’Agenzia delle Entrate di xxx x opposto alla richiesta di accesso ai documenti avanzata dal signor Aldo Rossi in data xx.xx.2005 prot. n. xxx/05
del ricorrente a prendere visione e ottenere copia dei documenti richiesti con la suddetta istanza del xx.xx.2005
dell’Agenzia delle entrate, in persona del legale rappresentante p.t., ad esibire integralmente e senza eccezione alcuna la documentazione richiesta.
Con sentenza n. xxx/2000 veniva dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, celebrato in xxx il giorno xx.xx.1980, tra l’odierno ricorrente e la signora Anna Verdi. In quella sentenza il Rossi veniva condannato al pagamento, in favore dei figli Giovanni e Antonio, di Lit. 2.200.000 mensili soggetti alla rivalutazione annuale in base agli indici Istat, per il mantenimento, l’istruzione l’educazione dei figli.
Con ordinanza n. xxx/2000 del Tribunale civile di xxx l’assegno veniva successivamente incrementato di Lit. 1.000.000 mensili in favore del figlio Giovanni per sostenerne le spese ulteriori a seguito di trasferimento a Roma per ragioni di studio.
A distanza di quattro anni, il ricorrente ha appreso da terzi che il figlio Giovanni, sempre domiciliato a Roma per ragioni di studio, percepirebbe un reddito superiore a Euro 50.000.000 annui, regolarmente dichiarati dall’anno 2000 ad oggi.
A seguito di questa notizia Aldo Rossi ha proposto ricorso, pendente innanzi al Tribunale civile di xxx sez. x R.G. xxx/2004.
In detto giudizio sono state però immotivatamente disattese le istanze istruttorie dirette all’acquisizione dei redditi del figlio Giovanni.
In ragione di tanto, al fine di produrre personalmente in giudizio le dichiarazioni dei redditi del figlio primogenito, l’odierno ricorrente, con nota prot. n. xxx del xx.xx.2005, ha rivolto istanza all’Agenzia delle entrate – Ufficio di xxx x per ottenere l’accesso alla documentazione relativa ai redditi dichiarati dal figlio.
Con nota n. xxx del xx.xx.2005 l’Agenzia delle entrate ha negato all’odierno ricorrente l’accesso alla documentazione richiesta.
Tale diniego di accesso alla documentazione amministrativa è illegittimo, onde il ricorrente chiede tutela a questo Ecc.mo Tribunale Amministrativo e a tal fine adduce le seguenti motivazioni di DIRITTO
VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DI PUBBLICITÁ, IMPARZIALITÁ E TRASPARENZA DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA. VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 24 E 113 Cost. VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 3, 22, 24 DELLA L. 241/1990. ECCESSO DI POTERE PER ILLOGICITÁ E DIFETTO DI MOTIVAZIONE.
Il diniego opposto dall’Amministrazione si palesa manifestamente illegittimo. Infatti, contravvenendo ai più elementari principi in tema di pubblicità, imparzialità e trasparenza, l’Amministrazione, in maniera del tutto immotivata e generica, ha impedito l’ostensione della documentazione richiesta dal ricorrente. A fronte della nota xx.xx.2005 prot. xxx, estremamente precisa e circostanziata, nella quale bene si indicavano sia la posizione di interesse giuridico vantata, sia l’attualità della medesima in ragione del pregiudizio economico ingiustamente patito, il ricorrente si è visto rispondere che la richiesta non era munita di un’adeguata indicazione relativa all’interesse giuridico vantato e alla sua attualità. A ciò si aggiunga che il diniego opposto è parso carente di adeguata motivazione circa le ragioni ostative dell’ostensione.
Nella fattispecie in questione si realizza inoltre una palese violazione del diritto di difesa del ricorrente il quale, in mancanza della produzione in giudizio delle dichiarazioni dei redditi percepiti dal figlio Giovanni, non potrebbe procedere all’eventuale revisione dell’assegno di mantenimento.
Sotto quest’ultimo profilo si evidenzia l’illegittimità del comportamento della Amministrazione, in quanto tenuto anche in violazione dell’art. 24, comma 7 della L. 241/1990, la quale norma garantisce ai richiedenti “l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici”.
Tanto ciò premesso, Voglia codesto Ecc.mo TAR
accogliere il presente ricorso con conseguente declaratoria dell’illegittimità del diniego opposto dall’Amministrazione all’istanza del ricorrente;
per l’effetto, ordinare all’Agenzia delle Entrate – Ufficio locale di xxx x, l’esibizione delle dichiarazioni dei redditi presentate dal figlio Giovanni Rossi per gli anni 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, al fine di consentirne l’esame e l’estrazione di copia.
Ai sensi dell’art. 13 della L. 115/2002, come modificato dall’art. 307 della L. 311/2004, la controversia è di valore indeterminabile: contributo unificato Euro 340,00.
PROCURA: Io sottoscritto Aldo Rossi, residente in xxx, alla via xxx, n. xxx, delego l’avv. Marco Bianchi a rappresentarmi e difendermi nel giudizio di cui all’esposto ricorso dinanzi al Consiglio di Stato, gli conferisco ogni facoltà di legge ed eleggo con lui domicilio in Roma, alla via xxx, n. xxx
Istante il signor Aldo Rossi, rappresentato e difeso dall’avv. Marco Bianchi, io sottoscritto aiutante Ufficiale Giudiziario, addetto all’Ufficio Notifiche presso la Corte d’Appello di Bari, ho notificato il presente ricorso:
- al Dirigente Capo Area Servizi Agenzia delle Entrate – Ufficio Locale xxx x, via xxx, n. xxx, ivi recandomi e consegnando copia conforme all’originale;
- all’Agenzia delle’Entrate–Ufficio Locale di xxx x, in persona del legale rappresentante p.t., presentandone copia presso l’Ufficio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di xxx, alla via xxx, n. xxx ed ivi consegnando copia conforme all’originale;
- al signor Giovanni Rossi, presso la sua residenza in xxx, alla via xxx, n. xxx, ivi recandomi e consegnando copia conforme all’originale.
(di Miriam Giorgio)
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