Source: https://luca.postregna.name/2015/01/16/riforma-degli-enti-locali-il-testo-delliniziativa-di-drenchia-savogna-e-stregna/
Timestamp: 2017-11-24 21:53:55+00:00
Document Index: 120234568

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 24', 'art.24', 'art. 4', 'art. 4']

16 January 2015 / valli del natisone
Su iniziativa dei Sindaci di Drenchia (Mario Zufferli), Savogna (Germano Cendou) e Stregna (Luca Postregna), è stato proposto un testo che vuole suggerire alla giunta regionale una definizione territoriale delle nuove unioni (UTI) che tegna presente dell'uniformità dei comuni della Comunità Montana Torre Collio Natisone nei quali si applica la tutela della minoranza linguistica slovena.
L'invito iniziale a sottoscrivere questo documento è rivolto quindi ai comuni di:
Per conoscenza, e senza chiudere nessuna eventuale partecipazione, il testo è stato inoltrato anche ai comuni di Dolegna del Collio, Premariacco e Moimacco.
Come ho già avuto più volte modo di sottolineare anche con alcuni interventi sulla stampa locale, credo che un dimensionamento di questo tipo sia nell'assoluto interesse di tutti i cittadini delle Valli del Natisone, anche tra quelli che non si riconoscono nell'applicazione della legge 38.
L'unica altra bozza, che fino a questo momento è stata discussa, è quella proposta dal Comune di Cividale del Friuli, che prevede la formazione di una UTI, che oltre a contenere i comuni del cividalese, delle valli e del manzanese, include anche i comuni fino a Pavia di Udine, Santa Maria la Longa e Trivignano Udinese.
Al testo che segue abbiamo chiesto un riscontro d'interesse entro lunedì 19 gennaio 2015.
San Pietro al Natisone, gennaio 2015
Oggetto: Legge Regionale 12 dicembre 2014 n. 26. Riordino del sistema regione-autonomie locali nel FVG – Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative. RICHIESTA ISTITUZIONE UNIONE TERRITORIALE INTERCOMUNALE della fascia confinaria.
Premesso che nel corso dei lavori preparatori della norma riferita al Riordino del sistema regione-autonomie locali nel FVG gli amministratori locali della fascia montana orientale del Friuli Venezia Giulia hanno più volte evidenziato, anche tramite documenti, la necessità che la riforma tenga debito conto della situazione sociale, economica e culturale del territorio di riferimento prevedendo adeguate forme di autonomia.
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con la Legge Regionale 12 dicembre 2014 n. 26. Riordino del sistema regione-autonomie locali nel FVG – Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative si propone in linea generale di realizzare un sistema equilibrato che contemperi gli obiettivi di efficienza, efficacia e contenimento della spesa, di semplificazione istituzionale e di valorizzazione dell'autonomia.
Gli obiettivi sono esposti in maniera chiara nei primi tre articoli del Titolo I – Finalità e principi.
Il successo e l'efficacia di una riforma epocale come questa è sicuramente collegato però anche alle diverse situazioni degli enti locali coinvolti: ricordiamo che la riforma, riguardando l'intero sistema delle autonomie locali regionali, deve peraltro necessariamente tenere conto dei diversi livelli di sviluppo, delle disomogeneità comunque presenti nel territorio comprensivi di aspetti culturali variegati normativamente oggetto di tutela.
Pertanto si ritiene necessario cogliere le opportunità che la Legge offre in prospettiva di un futuro sviluppo al fine di ottenere una doverosa realizzazione di un sistema equilibrato ed efficace di servizi associati.
I sottoscritti Sindaci nell'auspicare una rapida attivazione della riforma e soprattutto una veloce attuazione delle funzioni associate ritengono che giustamente al momento non sia prioritario l'aspetto collegato a possibili fusioni, considerato anche le minimali funzioni che rimarranno ai comuni, bensì quello di attuare al meglio la Legge consentendo alle Unioni la piena attività.
Alla luce di quanto in premessa indicato, i sottoscritti Sindaci ritengono determinante l'aspetto della delimitazione territoriale al fine di attuare con successo la previsione dell'art.17 Piano dell’Unione, strumento fondamentale di partecipazione, programmazione e pianificazione necessario in un'ottica di progettazione e sviluppo economico.
Con la presente pertanto si chiede l'istituzione di una Unione Territoriale Intercomunale di fascia confinaria composta tra i Comuni della Comunità Montana del Torre, Natisone e Collio inseriti nella Tabella di cui al Decreto del Presidente della Repubblica Italiana 12 settembre 2007 nei quali si applicano le misure di tutela della minoranza linguistica slovena a norma dell'art. 4 della Legge 23 febbraio 2001 n. 38.
La presente richiesta viene effettuata in ossequio all'art. 4 Piano di riordino territoriale comma 7 della L.R. 26/2014 di cui si chiede l'applicazione.
La richiesta è finalizzata a garantire, a questa porzione di territorio regionale, omogeneo dal punto di vista sociale, culturale ed economico, una politica di sviluppo ed una progettualità che tenga conto della necessità di garantire adeguate opportunità per migliorare le condizioni sociali ed economiche delle aree più svantaggiate.
Il territorio di riferimento, che fa parte dell'area montana e di confine, per le note vicende geopolitiche del passato non ha potuto avere uno sviluppo armonioso ed equilibrato rispetto alle altre aree della regione e pertanto necessita di particolare attenzione ed adeguati interventi finalizzati alla compensazione di questo mancato sviluppo.
Si ritiene che un'autonomia gestionale del territorio con relativa assunzione di responsabilità e per mezzo degli ulteriori strumenti che potrebbero essere messi a disposizione quali il “fondo montagna”, i fondi di cui all'art. 21 della L.38/2001, i programmi europei (PSR e programmi Leader) potrà esprimere una svolta riguardo al destino di quest’area.
Si evidenzia che il territorio di confine presenta caratteristiche idonee anche per l'attuazione e applicazione dell'art. 24 della L.R. 26/2014 “Accordi per la programmazione di area vasta transnazionale e transfrontaliera e altre forme di collaborazione”: ci si riferisce in particolare ai progetti transfrontalieri ed alla consapevolezza che ormai è confermato che la maggior parte dei finanziamenti destinati allo sviluppo sociale, culturale, economico e rurale avranno una provenienza diretta dall'Unione Europea nonché all'opportunità di partecipare ai Gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT).
Infine si sottolinea che sempre ai sensi del sopraccitato art.24 le Unioni Territoriali Intercomunali potranno convenzionarsi tra loro o con singoli comuni per la gestione coordinata di determinate funzioni.
Alla luce di quanto sopraesposto si chiede l'istituzione di un'Unione Territoriale Intercomunale ai sensi dell'art. 4 comma 7 prevedendo deroghe per i comuni inseriti nella Tabella di cui al Decreto del Presidente della Repubblica Italiana 12 settembre 2007 nei quali si applicano le misure di tutela della minoranza linguistica slovena a norma dell'art. 4 della Legge 23 febbraio 2001 n. 38.
Nel consiglio comunale di Stregna di ieri 5 febbraio 2015 si è discussa una mozione di sfiducia nei miei confronti, presentata dalla minoranza consigliare. Riporto di seguito il mio intervento: La canzone di
Non sono un frequentatore di luoghi sacri molto attivo specie nelle occasioni solenni, ma capita che mi arrampichi sulle molte chiese della Valli del Natisone. Manco però raramente agli appuntamenti più sentiti dalla