Source: https://www.laleggepertutti.it/184393_multe-i-6-euro-per-spese-aggiuntive-sono-legali
Timestamp: 2019-03-26 21:50:40+00:00
Document Index: 163555184

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 196', 'art. 12', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 8']

Multe: i 6 euro per spese aggiuntive sono legali?
Chi non paga le spese di notifica e quelle accessorie non subisce il raddoppio della sanzione amministrativa.
Spesso, quando si riceve una multa stradale, si guarda l’importo complessivo da pagare per valutare quanto pesa sul proprio bilancio. Sono in pochi quelli che vanno a spulciare il dettaglio per comprendere a che titolo sono dovute le varie voci. La legge impone che la contravvenzione, in quanto atto della pubblica amministrazione, debba essere chiaro e specifico, indicare cioè in modo dettagliato la motivazione dei singoli importi richiesti all’automobilista. Ma evidentemente non sempre è così. Se pertanto hai ricevuto una multa stradale e, insieme alla sanzione vera e propria, hai trovato anche un addebito di 6 euro per spese aggiuntive e non sai di cosa si tratta, cercheremo di spiegartelo in questo articolo.
A volte, oltre all’ammenda e alle spese di notifica, un verbale di accertamento infrazioni al Codice stradale può addebitare 6 euro per spese aggiuntive senza altra specificazione. A richiesta viene precisato che si tratta della spesa per la «visura al Pra». È un addebito legittimo e suffragato da norme di legge? E che succede se non si paga questa voce?
Nel momento in cui la contravvenzione viene elevata tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, come tutor o autovelox, la polizia viene a conoscenza solo della targa del mezzo. Per risalire però al proprietario e spedire a quest’ultimo la contravvenzione, è necessario richiedere al Pra (il pubblico registro automobilistico) una visura. La visura rivela il nome dell’intestatario del mezzo in base alla sua targa. Questa procedura è illustrata in Risalire al proprietario dell’auto tramite la targa. L’ispezione al Pra è a pagamento: il costo è di circa 6 euro. Pertanto tale importo viene poi addebitato all’automobilista.
È giusto che a pagare la visura al Pra sia l’automobilista? La risposta è nel codice della strada [1] ove si specifica che le spese di accertamento e di notificazione della multa sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria. Ebbene, le spese di accertamento che comprendono anche quelle di visura al Pra. Quindi non vi sono dubbi che tale importo gravi sul trasgressore.
Il punto più interessante però è un altro. Cosa succede se non si paga? Come noto, un solo giorno di ritardo nel pagamento della multa o un pagamento non completo determina l’applicazione della contravvenzione in misura piena (quasi il doppio di quella riportata nel verbale). Tuttavia la giurisprudenza ha detto che tale conseguenza scatta solo in caso di omesso pagamento della sanzione vera e propria e non delle spese accessorie come quelle di notifica ed, evidentemente, anche quelle per la visura al Pra. In altri termini, salvo il pagamento degli interessi per la mora, non ci saranno ripercussioni gravi in caso di omissione del versamento dei sei euro.
In passato la Suprema Corte [2] aveva ritenuto che le spese postali sostenute dall’amministrazione per la notifica del verbale di contestazione di un’infrazione al codice della strada formano un tutt’uno con la sanzione. Per cui, nel determinare l’importo «in misura ridotta» dovuto dal soggetto multato, bisognava inglobare anche tali spese accessorie. Questa tesi è stata però successivamente sconfessata dalla stessa Cassazione che, con un cambio di rotta, ha ribaltato il proprio precedente orientamento [3].
La legge – si legge nella sentenza in questione -, nel conteggiare quanto dovuto «in misura ridotta», non menziona affatto le spese di procedimento, quali appunto sono quelle postali. Una diversa interpretazione sarebbe artificiosa e contraria al dato testuale della norma.
[1] Art. 201 cod. strada.
[2] Cass. sent. n. 14181/2012.
[3] Cass. sent. n. 9507 del 30.04.14.
Sezione I – DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IMPORTANTI SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE ED APPLICAZIONE DI QUESTE ULTIME
Art. 201 codice della strada. Notificazione delle violazioni.
1. Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall’accertamento, essere notificato all’effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento. Se si tratta di ciclomotore la notificazione deve essere fatta all’intestatario del contrassegno di identificazione. Nel caso di accertamento della violazione nei confronti dell’intestatario del veicolo che abbia dichiarato il domicilio legale ai sensi dell’articolo 134, comma 1-bis, la notificazione del verbale e’ validamente eseguita quando sia stata effettuata presso il medesimo domicilio legale dichiarato dall’interessato. Qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione la notificazione puo’ essere effettuata agli stessi entro novanta giorni dalla data in cui risultino dai pubblici registri o nell’archivio nazionale dei veicoli l’intestazione del veicolo e le altre indicazioni identificative degli interessati o comunque dalla data in cui la pubblica amministrazione e’ posta in grado di provvedere alla loro identificazione. Per i residenti all’estero la notifica deve essere effettuata entro trecentosessanta giorni dall’accertamento. Quando la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei soggetti individuati ai sensi dell’articolo 196 entro cento giorni dall’accertamento della violazione. (1) (4).
g) rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali, o della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate attraverso i dispositivi previsti dall’articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127(2) (4).
1-ter. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 1-bis nei quali non è avvenuta la contestazione immediata, il verbale notificato agli interessati deve contenere anche l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Nei casi previsti alle lettere b), f) e g) del comma 1-bis non e’ necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1. (2) (4)
1-quater. In occasione della rilevazione delle violazioni di cui al comma 1-bis, lettera g-bis), non e’ necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1, e fuori dei centri abitati possono essere installati ed utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. I tratti di strada di cui al periodo precedente sono individuati tenendo conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico. (5)
2-bis. Le informazioni utili ai fini della notifica del verbale all’effettivo trasgressore ed agli altri soggetti obbligati possono essere assunte anche dall’Anagrafe tributaria. (2a)
3.Alla notificazione si provvede a mezzo degli organi indicati nell’art. 12, dei messi comunali o di un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione, con le modalità previste dal codice di procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale. Nelle medesime forme si effettua la notificazione dei provvedimenti di revisione, sospensione e revoca della patente di guida e di sospensione della carta di circolazione. Comunque, le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione o dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente. (2) (3)
4.Le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.
5.L’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria, si estingue nei confronti del soggetto a cui la notificazione non sia stata effettuata nel termine prescritto.
(1) Così modificato dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conv. del decreto-legge n. 151/2003. (2) Comma inserito dalla legge n. 214 del 1° agosto 2003, di conv. del decreto-legge n. 151/2003. (2a)Comma introdotto dall?art. 3-bis della legge 31 luglio 2005 n. 156 (in G.U. 9 agosto 2005 n. 184) di conversione del decreto legge 17 giugno 2005 n. 106. (3) La Corte costituzionale, con sentenza n. 346 del 23 settembre 1998, ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 8, secondo e terzo comma, della legge 890/82 (Notificazione di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari) nella parte in cui, rispettivamente, non prevede che, in caso di assenza o di rifiuto del destinatario, del deposito dell’atto presso l’ufficio postale sia data notizia al destinatario a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, e nella parte in cui prevede che l’atto sia restituito al mittente decorsi dieci giorni dal suddetto deposito. (4) Comma modificato legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).(4a) Le disposizioni dell’articolo 201 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo modificato dal comma 1, lettere a) e b), del presente articolo, si applicano alle violazioni commesse dopo la data di entrata in vigore della legge citata.(5) Lettera inserita dalla legge cit. cfr. nota 4.