Source: http://zonafrancasardegna.com/index.php/movimento/francesco-scifo/tag/zona%20franca%20sardegna
Timestamp: 2018-01-24 08:01:59+00:00
Document Index: 118565347

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 18', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art.2', 'art. 1']

Venerdì, 14 Luglio 2017 15:12
RIVOLUZIONE FISCALE IN SARDEGNA: PRONTA LA RICHIESTA DI RIMBORSO IVA E ACCISE
"Tutti i consumatori che vogliono lottare per ottenere la restituzione dell'Iva e accise possono chiedere il rimborso dell'IVA versata in Sardegna per qualsiasi acquisto dal 7 febbraio 2013. Richiesta (fornita solo agli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca) da formulare all'Agenzia delle Entrate della loro provincia sarda, in carta semplice e con allegati: le delibere della Regione Sardegna del 2013, il Prot.909 in cui si comunica l'attivazione della zona franca, la prova dell'acquisto e dei pagamenti (scontrini o fatture o ricevute dei pagamenti) anche via pec." ecco quanto invita a fare dalla sua pagina social l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca.
E poi continua: "In caso di mancata risposta entro 30 giorni, potranno poi utilizzare il meccanismo della compensazione. In caso di risposta negativa dell'Agenzia fiscale dovranno impugnare in massa il diniego, entro 60 giorni, davanti alle Commissioni Tributarie provinciali. Questa è la nostra rivoluzione fiscale e, se saremo migliaia, costringeremo lo Stato ad applicare lo statuto sardo e il D.lgs n.75/98.
Il secondo comma dell'art. 14 del D.lgs. n.114/16 afferma che: "La Regione autonoma della Sardegna puo', con apposita legge e nel rispetto delle norme dell'Unione europea sugli aiuti di Stato, concedere incentivi, contributi, agevolazioni, sovvenzioni e BENEFICI DI QUALSIASI GENERE, da utilizzare in compensazione ai sensi del Capo III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241".
Questa legge è retroattiva al 2010 secondo l'art. 18 della stessa legge. Ciò significa che la Delibera n. 8/2 del 7 febbraio 2013 della Giunta Regionale della Sardegna che ha attivato la zona franca integrale su tutta l'Isola è oramai ratificata da una legge dello Stato che retroagendo al 2010 legittima la delibera suddetta. La delibera di Giunta del 2013 scritta da NOI ha ora il timbro della legge dello Stato Italiano. Abbiamo vinto."
Il facsimile per la richiesta di rimborso, redatto dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e dall'avv. Francesco Scifo, è disponibile gratuitamente solo per gli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca.
Martedì, 28 Febbraio 2017 17:10
FINANZIAMENTI PERDUTI E DA SFRUTTARE NEI PORTI E NELLE ZONE FRANCHE DELLA SARDEGNA
In attuazione di quanto previsto dalla Direttiva Comunitaria n. 85/337/CE del Consiglio, della Direttiva n. 97/11/CE, ed in attuazione di quanto previsto dalla Legge n.355/76 (art. 2) e della Legge n.443/2001 (art. 1), l’art. 1 (co.mi da 990 a 996) della Legge n. 296/2006 (FINANZIARIA 2007) aveva autorizzato un contributo annuo di 20 milioni per 20 anni a decorrere dal 2007 da destinare alle grandi infrastrutture portuali considerate "insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del paese".
I fondi sono stati assegnati direttamente alle Autorità Portuali, perché li destinassero ad opere immediatamente cantierabili, previa trasmissione al Ministero dell’Economia e Finanze dei corrispondenti piani finanziari.
L’art.2 comma 2 novies, 2 decies e 2 undecies del D.L. n.225/2010 - convertito nella Legge n. 10/2011 - ha proceduto a revocare i suddetti fondi statali a fronte dei quali non è stato pubblicato il bando di gara per l’assegnazione dei lavori entro il quinto anno dal trasferimento o dall’assegnazione dei fondi, le cui quote non utilizzate sono state ripartite tra le altre Autorità Portuali che invece hanno provveduto ad attivare le procedure con pubblicazione dei bandi di gara entro la data del 30 settembre 2010.
Per le stesse finalità (miglioramento della competitività dei porti italiani) nuovi finanziamenti sono stati stanzianti a favore delle Autorità Portuali, con il D.L. n.145/2013 convertito nella Legge n.190/2014 art. 1 comma 236.
Queste sono alcune delle occasioni perdute (o da sfruttare) del popolo sardo, che tutt'ora è amministrato da politici che preferiscono lingere la propria poltrona piuttosto che rivolgere lo sguardo verso i veri benefici per la Sardegna, che non sono quelli di avere a tutti i costi una manciata di posti di lavoro per esempio in un'industria pericolosa e inquinante, ma posti di lavoro per tutto quel 40% di Sardi che li aspettano. E che si aspettano da chi hanno votato (o da chi muove i fili in Regione) risposte e fatti. Fatti che ancora non arrivano, leggi e delibere chiuse in un cassetto mentre un popolo intero anela al benessere e chiede di avere le stesse opportunità di chi vive sulla terra ferma. Il popolo attende che la Regione si metta a studiare o che almeno sappia farsi consigliare da consulenti preparati, affinché almeno i soldi che l'Europa ci destina siano portati nelle tasche dei cittadini e delle imprese.