Source: https://www.slideserve.com/philomena/fabbricati-rurali
Timestamp: 2018-07-18 04:05:33+00:00
Document Index: 110499332

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 7', 'art. 60', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 31', 'art. 40', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1140', 'arte 1']

PPT - FABBRICATI RURALI PowerPoint Presentation - ID:535342
FABBRICATI RURALI PowerPoint Presentation
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FABBRICATI RURALI - PowerPoint PPT Presentation
FABBRICATI RURALI. MODALITA’ TECNICHE ED OPERATIVE PER L’ACCERTAMENTO DEI FABBRICATI CHE HANNO PERSO I REQUISITI DI RURALITA’ (D.L. 03 OTTOBRE 2006 N. 262) A cura di Silverio Bianchini, Luigi del Monaco e Italo Natillo Agenzia del territorio - Ufficio provinciale di Modena
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MODALITA’ TECNICHE ED OPERATIVE PER L’ACCERTAMENTO DEI FABBRICATI CHE HANNO PERSO I REQUISITI DI RURALITA’
(D.L. 03 OTTOBRE 2006 N. 262)
Silverio Bianchini, Luigi del Monaco e Italo Natillo
Agenzia del territorio - Ufficio provinciale di Modena
Modena, 19 aprile 2007
L’accatastamento dei fabbricati censiti o mai dichiarati al NCT
Aspetti generali sull’accatastamento dei fabbricati (Luigi del Monaco)
I fabbricati rurali presenti nella banca dati del catasto terreni, alcune definizioni
(Italo Natillo)
Le modalità di compilazione del tipo mappale e alcuni esempi (Italo Natillo)
Le avvertenze per la compilazione del DOCFA e le sanzioni per violazione di norme catastali (Silverio Bianchini)
Gli accertamenti d’ufficio dei fabbricati censiti o mai dichiarati al NCT
(Luigi del Monaco e Italo Natillo)
I controlli DOCFA dei Comuni, art. 34 quinquies, DL n. 4/2006
(Silverio Bianchini)
L’accertamento dei fabbricati in corso di costruzione F3 e di definizione F4 (Luigi del Monaco)
Le nuove disposizioni in merito all’accatastamento delle unità immobiliari appartenenti al gruppo E (Luigi del Monaco)
Le regole inerenti l’accatastamento dei fabbricati rurali sono dettate, principalmente, dalla seguente normativa:
DPR 23 marzo 1998, n. 139 (regolamento recante norme per la revisione dei criteri di accatastamento dei fabbricati rurali, a norma dell’art. 3, comma 156, della legge 23 dicembre 1996, n. 662)
In particolare, si rileva che l’art. 1 comma 1 del DPR 139/98 stabilisce che per l’accatastamento di questi fabbricati si applicano le disposizioni di cui all’art. 5 del DM 2 gennaio 1998 (regolamento recante norme in tema di costituzione del catasto dei fabbricati e modalità di produzione ed adeguamento della nuova cartografia catastale), ossia si applicano le disposizioni per la conservazione del catasto edilizio urbano (legge 11 agosto 1939, n. 1939).
Aspetti generali sull’accatastamento dei fabbricati (di Luigi del Monaco)
E’ importante sottolineare come in base al DM 2 agosto 1998 tutti i fabbricati (urbani e rurali) saranno oggetto di dichiarazione al catasto edilizio urbano (accatastamento) in occasione della formazione del catasto dei fabbricati (CF), che sostituiràl’attuale catasto edilizio urbano (CEU).
Oggi, è possibile delineare il seguente quadro:
I fabbricati non censiti nel catasto dei terreni, perché di nuova costruzione o perché mai dichiarati, sono da accatastare obbligatoriamente al CEU
I fabbricati censiti nel catasto dei terreni, sono da accatastare obbligatoriamente al CEU:
Quando subiscono variazioni oggettive (frazionamenti, ampliamenti, demolizioni, ecc.)
quando vengono meno i requisiti di ruralità
quando devono essere suddivisi in più porzioni rurali o promiscue.
Viceversa non è obbligatorio l’accatastamento al CEU di questi fabbricati
In tutti i casi diversi da quelli sopra delineati
Nei casi di trasferimento o costituzione di diritti reali (art. 27 del DM 2 gennaio 1998).
A maggior chiarimento, anche di situazioni particolari frequentemente riscontrabili tra i fabbricati rurali o ex rurali, è bene porre in evidenza che (vedi DM 2 gennaio 1998):
I fabbricati sono censiti al catasto edilizio urbano (CEU) per unità immobiliare, cioè
una porzione di fabbricato, o un fabbricato, o un insieme di fabbricati o un’area, che, nello stato in cui si trova e secondo l’uso locale, presenta potenzialità di autonomia funzionale e reddituale. Questo vuol dire che non è possibile accatastare una porzione di fabbricato non autonomamente utilizzabile (ad es. una più stanze) anche se ciò è richiesto per il venir meno del requisito dimensionale per il riconoscimento della ruralità. In questi casi è meglio procedere all’accatastamento dell’intera unità immobiliare e poi dichiarare fiscalmente solo la parte di reddito afferente la porzione non più rurale. Si tenga presente che l’abitazione e gli immobili di uso diverso (stalle, fienili, deposito attrezzi, ecc.), strumentali all’esercizio dell’attività agricola, costituiscono unità immobiliari distinte e sono da accatastare al CEU separatamente
Ad ogni unità immobiliare è attribuito l’identificativo catastale (foglio, mappale ed eventuale subalterno);
Per ogni unità immobiliare è determinata la rendita catastale;
Sono iscritte in catasto senza attribuzione di rendita (art. 3, comma 2):
Costruzioni inidonee ad utilizzazioni produttive di reddito, a causa dell’accentuato livello di degrado;
Non devono essere accatastate al CEU le seguenti opere (art. 3, comma 3, DM 2 gennaio 1998):
Le opere di cui ai punti 1, 5 nonché quelle di cui al punto 3 rivestite con paramento murario, qualora accessori a servizio di una o più unità immobiliari ordinarie, sono oggetto di iscrizione in catasto contestualmente alle predette unità (art. 3, comma 4, DM 2 gennaio 1998).
Una notazione particolare meritano i fabbricati rurali ad uso diverso dell’abitazione.
Questi fabbricati, se dichiarati al CEU, perché di nuova costruzione, oppure perché subiscono variazioni oggettive, oppure, infine, per volontà del proprietario, sono qualificabili nella categoria D/10 (istituita dall’art. 1, comma 5, del DPR 139/98) qualora:
Non sono adibiti ad abitazione fatta eccezione per gli agriturismo
Sono strumentali all’esercizio dell’attività agricola di cui all’art. 32 del T.U. delle imposte sui redditi (DPR 22 dicembre 1986, n. 917), tra cui sono comprese anche quelle di agriturismo.
Abbiano caratteristiche di destinazione e tipologia tali da non consentire, senza radicali trasformazioni, una destinazione diversa da quella per la quale furono originariamente costruite.
Si sottolinea la circostanza che l’unico elemento discriminante per definire la concreta strumentalità all’attività agricola effettivamente praticata, quindi la ruralità del fabbricato, risiede nella compatibilità delle caratteristiche tipologiche e funzionali con l’effettiva produzione del fondo al quale è asservito.
Da quanto riportato nella precedente slide si desume che:
Deve ritenersi compatibile con l’attività agrituristica la destinazione residenziale, cui è attribuita una delle categorie del gruppo A;
nel caso in cui le costruzioni di cui si tratta hanno caratteristiche ordinarie (per tipologia, strutture, finiture, impianti, dimensione, ecc.) esse vanno qualificate con una delle categorie del gruppo C (C/2, C/3, C/6 e C/7)
Se i caratteri di strumentalità non sono presenti il fabbricato è da qualificare in una delle altre categorie del gruppo D, in genere D/7 o D/8, ovvero in una delle predette categorie del gruppo C a seconda delle caratteristiche del fabbricato stesso, speciali o ordinarie
In termini del tutto generali, si tenga presente che:
gli aspetti catastali sono sempre da tenere distinti da quelli urbanistici e fiscali
le unità già censite al CEU non sono oggetto di variazione qualora vengano riconosciute rurali
I fabbricati rurali presenti nella banca dati del catasto terreni, alcune definizioni (Italo Natillo)
Nella banca dati catastale I fabbricati rurali assumono le seguenti qualità:
FABB PROMIS - Fabbricato promiscuo, costituito da una o più porzioni rurali e da una o più porzioni urbane. Queste porzioni sono contraddistinte sempre da subalterni.
FABB RURALE - Intero fabbricato contraddistinto da un numero di particella a cui può essere graffata un’area rurale di pertinenza. A tale proposito si fa rilevare che non è infrequente il caso in cui aree rurali derivate da frazionamento di fabbricati rurali hanno mantenuto la qualità di FABB RURALE. In questi casi occorre presentare un DOCTE per il cambio di qualità.
FR DIV SUB - Intero fabbricato rurale suddiviso in porzioni appartenenti a ditte diverse e contraddistinte da subalterni, definite a suo tempo con l’ex mod. 6.
I fabbricati rurali presenti nella banca dati del catasto terreni, alcune definizioni (di Italo Natillo)
Segue classificazione:
PORZ ACC FR - Accessori comuni (scale, portici, pozzi, forni, ecc) a più fabbricati rurali. Tali porzioni sono sempre contraddistinte da subalterni.
PORZ RUR FP - Porzione rurale facente parte di un fabbricato promiscuo.
Non è superfluo richiamare l’attenzione su quei fabbricati che nella banca dati del catasto terreni sono qualificati FU D’ACCERT. Trattasi di interi fabbricati, ritenuti non rurali dai rilevatori catastali, la cui presenza sul territorio è stata rilevata nel corso di sopralluoghi di lustrazione in anni non recenti.
Con riferimento alla precedente classificazione sono utili le seguenti considerazioni generali:
Per accatastare un fabbricato non censito al catasto dei terreni, oppure un fabbricato che ha variato la “geometria” esistente in mappa, occorre presentare un tipo mappalecon proposta di aggiornamento redatta con PREGEO 9.0:
di modesta entità:
Se si verifica un ampliamento inferiore o uguale al 50% della superficie del fabbricato esistente
Se si demolisce parzialmente il fabbricato esistente
Quando trattasi di fabbricato ex novo avente una superficie non superore a 20 mq
Quando si inserisce in mappa una geometrie da rappresentarsi con linea tratteggiata o punteggiata
ordinario (con il riferimento ai punti fiduciali), negli altri casi
Continua da pagina precedente
Per accatastare un fabbricato censito al catasto terreni, la cui “geometria” è conforme allo stato di fatto, occorre presentare:
un tipo mappale ordinario per conferma di mappa. Si ricorda che dopo le righe 0 e 9 deve essere inserita una riga 6 con scritto CONFERMA. In questi casi la proposta di aggiornamento è obbligatoria solo nel caso di cambio del numero della particella.
Il cambio del numero di particella è necessario soltanto quando si tratta di un fabbricato rurale intero, ossia non diviso in subalterni intestati a ditte diverse oppure non si tratti di un fabbricato di tipo promiscuo, essendo quest’ultimo in parte censito al catasto urbano
Per i fabbricati urbani da accertare (FU D’ACCERT) bisogna regolarsi come per i fabbricati che hanno perso i requisiti di ruralità, ossia presentare il di tipo mappale come sopra indicato e relativa pratica DOCFA (vedi pagine successive). NB. Per questi fabbricati l’eventuale voltura si esegue solo dopo l’accatastamento al catasto edilizio urbano.
Per la demolizione di un fabbricato rurale censito nel catasto dei terreni basta presentare un mod. 26 con allegato un estratto di mappa. NB. Questo è uno dei pochissimi casi in cui è previsto l’utilizzo del modello 26.
Sono stati sviluppati alcuni esempi di redazione di tipo mappale per i casi più significativi di conferma di mappa (vedi file PDF a parte):
1° caso – Accatastamento di un fabbricato rurale
2° caso – Accatastamento di una porzione di fabbricato rurale diviso in subalterni appartenenti a ditte diverse
3° caso – Accatastamento della porzione rurale di un fabbricato promiscuo
Per l’accatastamento dei fabbricati rurali o ex rurali, sia interi che porzioni, occorre presentare al catasto edilizio urbano il documento DOCFA tradizionale dopo che è stato introdotto il tipo mappale nel catasto dei terreni
La redazione della pratica DOCFA per i FABBRICATI RURALI ed EX RURALI presenta le seguenti particolarità
I fabbricati ex rurali mai dichiarati, i fabbricati ex rurali censiti al catasto dei terreni, i fabbricati ex rurali presenti a partita 1 o quelli classificati FU D’ACCERT, devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano come se fossero nuove costruzioni
Le porzioni di fabbricato promiscuo, invece, devono essere dichiarate quali unità afferenti
Il subalterno che identifica la porzione ex rurale al catasto dei terreni, soppresso con il tipo mappale, può non essere ripristinato al catasto edilizio urbano, in quanto le due numerazioni sono autonome
A questo proposito si fa presente che è utile indicare nell’elaborato planimetrico o, in mancanza, nello spazio per la relazione tecnica del DOCFA, la natura di ex fabbricato rurale dei subalterni soppressi e la corrispondenza tra i subb. soppressi ai terreni ed i nuovi subb. costituiti all’urbano.
Nella relazione tecnica:
dichiarare se trattasi di Fabbricato rurale, di Ex fabbricato rurale o di Ex Fabbricato rurale mai dichiarato
dichiarare l’esistenza dei requisiti di strumentalità, previsti nel caso di Fabbricato rurale non abitativo
la data in cui sono venuti meno i requisiti per il riconoscimento della ruralità e se la mancanza di questi requisiti, per le sole abitazioni, è dovuta alla non iscrizione nel registro delle imprese dell’imprenditore agricolo;
Legenda elaborato planimetrico ex mod. EP3
Ex fabbricato rurale – L’unità abitativa ha perso i requisiti di ruralità il 15/03/2006 per effetto dell’art. 9 del DL 31 dicembre 1993 n. 557, comma 3, modificato con D.L. 03 ottobre 2006, art. 2, comma 37.
Si riportano di seguito le principali fattispecie in cui sono applicabili le sanzioni previste dalla legge:
Omessa o tardiva dichiarazione di nuova costruzione o denuncia di variazione di fabbricati (urbani e rurali) – DOCFA
Rientrano in questa fattispecie anche i fabbricati esistenti mai dichiarati o censiti nel Catasto Terreni che hanno perso i requisiti di ruralità
Mancata presentazione di planimetria
Regolarizzazione di pratica DOCFA per errata redazione di planimetria
Mancata o tardiva presentazione di tipo mappale
Mancata presentazione od errata redazione di tipo di frazionamento
Mancata o tardiva presentazione di volture
Opposizione all’accesso dei funzionari catastali e dei membri delle commissioni censuarie ai beni iscritti o da iscrivere al catasto dei terreni o al catasto edilizio urbano
E’ importante tenere presente i seguenti elementi
Dlgs 18 dicembre 1997, n. 472, tratta delle disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie. Sono importanti gli articoli 2, 8, 13, 16, 18 e 26
Importo della sanzione. Trattasi di misura stabilita per ogni documento catastale (es. per unità immobiliare, per tipo mappale, per tipo di frazionamento,, ecc.) da disposizioni legislative variabili tra un minimo ed un massimo. Sta all’Ufficio stabilire l’importo della sanzione in base:
Alla gravità della violazione accertata
All’opera svolta per l’eliminazione o l’attenuazione delle conseguenze
Alle condizioni soggettive, economiche e sociali, del trasgressore;
Alla recidiva violazione nei tre anni precedenti
E’ importante tenere presente i seguenti elementi (segue)
Spese di notifica. Si tratta delle spese per la notifica dell’atto di contestazione (vedi dopo)
Interessi moratori. Sono dovuti gli interessi ai soli tributi non versati. Questi interessi al tasso legale si calcolano su base giornaliera nel caso di ravvedimento operoso (vedi dopo) o per semestri compiuti nel caso di elevazione di atto di contestazione della sanzione (vedi dopo)
Importo minimo di riscossione. Non si riscuotono sanzioni o interessi qualora l’ammontare dovuto, per anno di imposta, non supera l’importo di € 16,53
Il termine entro cui deve essere presentato il documento catastale. Trattasi di un numero di giorni o di una data fissati da disposizioni di legge che regolano le diverse materie catastali.
L’intervallo di tempo intercorrente tra la data della violazione catastale commessa e la data in cui doveva essere presentato il documento catastale
Ravvedimento operoso. Trattasi della spontanea presentazione dei documenti oltre i termini stabiliti. Nel caso in cui ciò avvenga entro 90 gg. dal termine prefissato la sanzione si riduce ad 1/8. Se invece tale ravvedimento avviene dal 91° giorno fino all’anno la sanzione si riduce ad 1/5
Atto di contestazione – E’ l’atto con il quale l’Ufficio contesta all’interessato l’avvenuta violazione di una norma catastale e con il quale irroga la sanzione e determina le spese accessorie (interessi e spese di notifica). Una volta ricevuto l’atto di contestazione non è più possibile ricorrere al ravvedimento operoso. E’ possibile, però, ottenere la riduzione dell’importo della sanzione ad ¼ qualora il pagamento avvenga entro 60 gg. dalla data della notifica dell’atto.
Decadenza - In virtù del termine quinquennale di decadenza, descritto dall’art. 20 del Decreto legislativo del 18.12.1997 n° 472 : “l’atto di contestazione di cui all’art. 16, ovvero l’atto di irrogazione, devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione. Entro gli stessi termini devono essere resi esecutivi i ruoli nei quali sono iscritte le sanzioni irrogate ai sensi dell’art. 17, comma 3.
Modalità di pagamento che può avvenire:
direttamente allo sportello o per via telematica, nel caso di ravvedimento operoso
direttamente allo sportello o per posta, nel caso di avvenuta verbalizzazione
Ricorso – è opponibile ricorso alla Commissione tributaria provinciale alla notifica dell’atto di contestazione
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Omessa o tardiva dichiarazione di nuova costruzione o denuncia di variazione per fabbricati urbani e rurali
TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE PRATICHE DOCFA
Entro il 31/01 dell'anno successivo a quello della realizzazione delle opere, del cambio di destinazione o della perdita dei requisiti per il riconoscimento della ruralità (art. 28 R.D.L. 652/39) se la violazione è stata commessa prima 12/03/2006, data di entrata in vigore della legge 80/2006
entro 30 gg. dalla data di ultimazione delle opere, del cambio di destinazione o della perdita dei requisiti per il riconoscimento della ruralità, se la violazione è stata commessa a partire dal12/03/2006.
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Omessa o tardiva dichiarazione di nuova costruzione o denuncia di variazione per fabbricati urbani e rurali (segue)
SANZIONI INTERE importi per unità immobiliare
violazioni commesse fino al 31/12/2004 da € 10,00 a € 103,00
violazioni commesse dall’ 01/01/2005 da € 258,00 a € 2.066,00
SANZIONI RIDOTTE importi per unità immobiliare
Ravvedimento operoso (pagamento allo sportello di presentazione del DOCFA o per via telematica)
Regolarizzazione entro 90 gg. dalla data della violazione, riduzione della sanzione intera ad 1/8
Regolarizzazione entro l’anno dalla data della violazione, riduzione della sanzione intera ad 1/5
Definizione della controversia verbalizzata (per i casi in cui non è stato possibile optare per il ravvedimento operoso) entro 60 gg dalla notifica del verbale, riduzione dell’importo ad 1/4
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Omessa presentazione di planimetria (art. 7 RDL 652/39 e art. 60 del DPR 1142/1949)
La planimetria può essere presentata spontaneamente o su invito dell’Ufficio. In entrambi i casi è irrogata la sanzione. Nel primo caso è applicabile il ravvedimento operoso.
SANZIONE INTERA importo per unità immobiliare	da € 10,00 a € 103,00
SANZIONE RIDOTTA importo per unità immobiliare
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Regolarizzazione di documento DOCFA per errata redazione di planimetria (art. 7 RDL 652/39)
La planimetria corretta deve essere presentata entro il termine stabilito con l’invito a regolarizzare la violazione. Non è applicabile il ravvedimento operoso.
SANZIONE RIDOTTA importi per unità immobiliare
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: omessa presentazione di tipo mappale
TERMINI - Il tipo mappale deve essere presentato entro 6 mesi dalla data di ultimazione delle opere o della perdita dei requisiti per il riconoscimento della ruralità (art. 8 legge 679/69)
DICHIARAZIONI – Indicazione nel libretto delle misure (relazione tecnica) della data di ultimazione delle opere o della perdita dei requisiti per il riconoscimento della ruralità
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Omessa presentazione di tipo mappale (art. 8 legge 679/69), segue
SANZIONE INTERA importi per tipo mappale	da € 10,00 a € 103,00
SANZIONE RIDOTTA importi per tipo mappale
Ravvedimento operoso (pagamento allo sportello di presentazione del Tipo o per via telematica)
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Mancata presentazione o errata redazione di tipo di frazionamento
Il tipo di frazionamento corretto deve essere presentato entro il termine stabilito con l’invito a regolarizzare la violazione (artt. 5, 6 e 7 del DPR 26 ottobre 1972 n. 650). Non è applicabile il ravvedimento operoso.
SANZIONE INTERA importo per tipo di frazionamento	da € 4,00 a € 61,00
SANZIONE RIDOTTA importi per tipo di frazionamento
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Mancata o tardiva presentazione delle volture per i beni censiti al catasto dei terreni ed al catasto edilizio urbano (artt. 3 e 12 del DPR 650/72)
La voltura deve essere richiesta entro 30 giorni dalla data di registrazione dell’atto di trasferimento. Essa può essere presentata spontaneamente o su invito dell’Ufficio. Nel primo caso è applicabile il ravvedimento operoso. Nel secondo caso la sanzione è irrogata trascorso il termine stabilito dall’invito all’eliminazione dell’irregolarità.
SANZIONE INTERA importo per domanda di volture	da € 15,00 a € 61,00
SANZIONE RIDOTTA importo per domanda di volture
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Opposizione all’accesso dei funzionari catastali e dei membri delle commissioni censuarie ai beni iscritti o da iscrivere al catasto edilizio urbano (art. 31 RDL 652/39)
Non è applicabile il ravvedimento operoso.
SANZIONE INTERA importo per tipo di frazionamento	da € 10,00 a € 103,00
TIPOLOGIA DELLA VIOLAZIONE: Opposizione all’accesso dei funzionari catastali e dei membri delle commissioni censuarie ai beni iscritti o da iscrivere al catasto dei terreni (RDL 1572/31 art. 40)
SANZIONE INTERAda € 4,00 a € 30,00
Gli accertamenti d’ufficio dei fabbricati censiti o mai dichiarati nel NCT (Luigi del Monaco e Italo Natillo)
L’art. 2, comma 36, del DL 3 ottobre 2006 n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, come modificato dalla legge 27 dicembre 2006 n. 296, ha dato un rilevante impulso all’attività di accertamento in catasto di quei fabbricati che hanno perso i requisiti per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali, ovvero non dichiarati, prevedendo un’importante cooperazione tra Agenzia del territorio e AGEA.
Per consentire più efficaci controlli la dichiarazione annuale resa ad AGEA da parte degli interessati all’ottenimento dei contributi agricoli, contiene dal 1.1.2007 una sezione dedicata ai fabbricati con i seguenti dati:
identificativi catastali dei fabbricati;
destinazione d’uso degli immobili;
generalità del soggetto dichiarante e informative sul proprietario;
generalità dei soggetti utilizzatori;
dichiarazione di conformità sull’intestazione catastale.
Per l’anno 2007 l’Agenzia del territorio ha programmato lo svolgimento di attività straordinarie che riguardano:
l’analisi ed elaborazione delle informazioni ottenute dalle dichiarazioni Agea a partire dall’anno 2007 rese dai soggetti interessati ai contributi agricoli e che detengono i fabbricati, ai sensi di quanto previsto dall'art. 2, comma 33, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262
Le verifiche sui soggetti intestatari di fabbricati censiti al catasto dei terreni attraverso incroci dati con le informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate allo scopo di accertare la presenza di volume di affare IVA da attività agricola e redditi complessivi ed iscrizione presso il registro delle imprese agricole;
Le verifiche sui soggetti intestatari in catasto di fabbricati censiti al catasto dei terreni attraverso incroci dati con le informazioni in possesso del Comune, tesi ad individuare eventuali loro residenze nei fabbricati medesimi (incrocio con la banca dati anagrafica dei residenti) ed eventuali autorizzazioni edilizie rilasciate per la trasformazione e/o restauro (incrocio con la banca dati delle autorizzazioni e permessi edilizi);
l’individuazione di fabbricati e non dichiarati in catasto presenti in foto aeree sovraimposte e georiferite rispetto alla cartografia catastale.
Il risultato degli accertamenti consentirà di provvedere alla formazione di specifici elenchi comunali di fabbricati per i quali i soggetti titolari di diritti reali sugli stessi sono obbligati alla presentazione della dichiarazione in catasto, da pubblicizzare secondo specifiche modalità.
La legge finanziaria 2007 (n. 298/06), al comma 339, modificando la precedente formulazione portata dal D.L. n. 262/06, ha previsto che la richiesta ai soggetti interessati ad accatastare possa essere eseguita secondo le seguenti modalità:
comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della disponibilità, per ciascun comune, dell’elenco degli immobili individuati
pubblicizzazione, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, il predetto elenco, con valore di richiesta, per i titolari dei diritti reali, di presentazione degli atti di aggiornamento catastale redatti ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, presso
gli uffici provinciali
sul proprio sito internet
Se i soggetti interessati non ottemperano alla richiesta entro novanta giorni dalla data di pubblicazione del comunicato, gli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio provvedono, con oneri a carico dell’interessato, alla iscrizione in catasto attraverso la predisposizione delle relative dichiarazioni redatte in conformità al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, e a notificarne i relativi esiti.
Attività di accertamento straordinario dei fabbricatio censiti al catatso dei terreni o mai dichiarati
Alla fine degli anni novanta è stata stipulata una convenzione tra l’ex Dipartimento del Territorio e l’ex AIMA finalizzata alla foto identifcazione dei fabbricati non presenti nella mappa catastale.
L’AIMA ha fornito al Dipartimento il seguente materiale per ciascun fabbricato foto identificato:
Schede di rilevamento :
Estratto di mappa aggiornato a seguito dell’interpretazione dell’ortofoto
L’AIMA ha fotoidentificato n. 4.685 fabbricati per la provincia di Modena
L’Ufficio ha collaudato le risultanze AIMA mediante sopralluoghi a campione
Fotoidentificazioni
Elenco delle province interessate alle collaborazioni attivate negli anni successivi al 1996
Le attività di accertamento dei fabbricati individuati dall’AIMA programmate per l’anno 2007 sono le seguenti:
Verifica della situazione catastale (NCT e NCEU) dei fabbricati fotoidentificati finalizzata ad accertare se nel frattempo gli interessati abbiano provveduto all’accatastamento (mod. 26 o tipo mappale, eventuale DOCFA)
Compilazione di un elenco dei fabbricati non dichiarati, con tutti i dati di identificazione catastale (foglio, mappale e ditta)
1° esempio: fabbricato urbano non censito
ortofoto del 1996
Gli accertamenti d’ufficio dei fabbricati ex rurali censiti o mai dichiarati (Luigi del Monaco e Italo Natillo)
Estratto di mappa ricognitivo (anno 1998) aggiornato da interpretazione dell’ortofoto e modificato successivamente con rilievi sopralluogo
Scheda di rilevamento del fabbricato (anno 1998)
Gli accertamenti d’ufficio dei fabbricati ex rurali censiti o mai dichiarati(Luigi del Monaco e Italo Natillo)
Foto del fabbricato rilevato (anno 1998)
Estremi del tipo mappale presentato nel 2001
Gli accertamenti d’ufficio dei fabbricati censiti o mai dichiarati nel NCT(Luigi del Monaco e Italo Natillo)
Estratto di mappa attuale con il fabbricato già inserito a seguito di denuncia di parte
Dati di accatastamento al CEU
2° esempio: fabbricato rurale non censito
Estratto di mappa ricognitivo (anno 1998) aggiornato da interpretazione dell’ortofoto
Schede di rilevamento del fabbricato (anno 1998)
Dati del mod. 26 presentato per la denuncia in catasto del fabbricato rurale (anno 1997)
I controlli DOCFA da parte dei Comuni, art. 34 quinquies, DL n. 4/2006 (Silverio Bianchini)
L’art. 34-quinquies del DL 4 - 2006, convertito con legge n. 80 del 9 marzo 2006, prevede l’istituzione di un modello unico digitale per l’edilizia, da introdurre gradualmente, per la presentazione in via telematica ai comuni delle pratiche edilizie, che dovrà comprendere anche le informazioni necessarie al successivo accatastamento.
In via transitoria è previsto l’inoltro ai Comuni da parte dell’Agenzia del Territorio delle denunce di variazione o di nuovo accatastamento (DOCFA), presentate a partire dal 1° gennaio 2006.
Ai Comuni è demandata un’attività di verifica della coerenza tra le dichiarazioni presentate all’Ufficio tecnico comunale, a fini autorizzativi, e le denunce in catasto. Eventuali incoerenze devono essere oggetto di segnalazione, costituendo un flusso informativo di ritorno che verrà utilizzato dagli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio per l’attività di accertamento delle rendite catastali dichiarate.
L’Agenzia del territorio ha emanato il Decreto 6 dicembre 2006 con funzioni di regolamento delle attività di cui si tratta.
DECRETO 6 DICEMBRE 2006
L’Agenzia del Territorio, fino a quando non sarà operativo il modello unico per l’edilizia, trasmette ai comuni per via telematica o su supporto informatico le dichiarazioni di variazione e di nuova costruzione a far data dal 1° gennaio 2006.
Le incoerenze riscontrate e validate da personale tecnico del comune, sulla base degli atti tecnico-amministrativi in suo possesso, sono segnalate dal responsabile del procedimento del comune stesso all’ufficio provinciale dell’Agenzia del Territorio, che provvede agli adempimenti di competenza.
Il comune si impegna ad utilizzare i dati ricevuti ed i documenti planimetrici, ai soli fini istituzionali, nel rispetto delle norme vigenti in materia.
Art. 2 Modalità e termini per la trasmissione ai comuni delle dichiarazioni pervenute
Inizialmente, è stato predisposto e consegnato ai comuni un CD contenente la fornitura di impianto delle informazioni concernenti le dichiarazioni (DOCFA) di nuova costruzione e di variazione relative al periodo dall’1/1/2006 al 30/9/2006.
A partire dal 1° di ottobre 2006 e fino all’introduzione del modello unico digitale per l’edilizia tali dichiarazioni sono rese disponibili sul portale per i comuni con cadenza mensile.
Le informazioni messe a disposizione dei comuni sono le seguenti:
Modelli D1, 1NB – PARTE I, 1 NB – PARTE II, 2N (per le sole unità di categorie non ordinarie)
File dati censuari delle unità immobiliari movimentate
Art. 3 - Modalità e termini per la segnalazione di eventuali incoerenze
I comuni, entro novanta giorni dalla ricezione dei files di cui all’art. 2, verificano la coerenza delle caratteristiche dichiarate delle unità immobiliari rispetto alle informazioni disponibili, sulla base degli atti in loro possesso, e comunicano le eventuali incoerenze riscontrate agli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio, con le modalità di cui all’allegato tecnico
Art. 4 - Gestione delle incoerenze
Gli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono ad effettuare gli adempimenti di competenza in materia di validazione delle rendite catastali, anche sulla base delle segnalazioni pervenute dai comuni, ove ne ricorrano i presupposti.
Qualora le segnalazioni delle incoerenze non producano effetti sulla variazione del classamento, ne viene data comunque motivata comunicazione al comune.
Principali controlli che il comune deve effettuare
Corrispondenza del numero delle unità immobiliari dichiarate tra DOCFA e atti in possesso del Comune (DIA, Permesso di costruire, ecc.)
Verifica della toponomastica e della conformità edilizia e della destinazione d’uso dell’unità denunciata, con l’ausilio dei seguenti elementi:
Dati generali del fabbricato (riferimento alle informazioni catastali presenti nel mod. 1NB parte I);
Dati riferiti alla singola unità immobiliare urbana (riferimento alle informazioni catastali presenti nel mod. 1NB parte II)
Verifica della data ultimazione dei lavori
Controllo delle categorie F
F1 (Area urbana), con particolare riferimento ai posti macchina;
F2 (Unità collabenti);
F3 (Unità in corso di costruzione);
F4 (Unità in corso di definizione).
Indicazioni sulla congruità del classamento proposto
Un’altra attività di accertamento straordinario, programmata per l’anno 2007, riguarda le costruzioni dichiarate al CEU in corso di costruzione (F3) e in corso di definizione (F4)
Per la provincia di Modena dovranno essere trattate n. 3.500 F3 e n. 1.300 F4
Si ricorda che la permanenza massima in queste speciali categorie è di
un anno per le F3
sei mesi per le F4
Dall’analisi dei dati statistici estratti dalla banca dati catastale con riferimento alla data del 31/12/2006, risulta, invece, per l’una e l’altra categoria, una permanenza media di circa 4,5 anni, con un massimo di circa 9 anni
Invio degli elenchi delle unità interessate ai comuni affinché verifichino, specialmente per le unità dichiarate in corso di costruzione, il loro stato attuale
Invito a provvedere al perfezionamento dell’accatastamento ai soggetti titolari di diritti reali su questi immobili o a confermare lo stato dichiarato in catasto
Notifica ai soggetti inadempienti della diffida a completare l’accatastamento attraverso
Attività del comune, ai sensi dell’art. 1, comma 336, della legge 311/2004
Iniziativa d’Ufficio, con azione di surroga e addebito di oneri
Sono applicabili le sanzioni per avvenute irregolarità catastali , variabili da € 10 a € 103 se commesse prima del 1/1/2005, da € 258 a € 2.066 se commesse dopo 1/1/2005, per ogni unità immobiliare.
L’art. 2, commi 40 e seguenti, del DL 3 ottobre 2006, n. 262, convertito con modificazioni con legge 24 novembre 2006, n. 286, ha dettato norme in materia di classificazione degli immobili ed in particolare delle unità immobiliari polifunzionali censite nelle categorie catastali del Gruppo E, con esclusione delle categorie E/7 ed E/8.
Il comma 40 dispone che nelle unità immobiliari censite nelle categorie E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 e E/9 non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale ad ufficio privato o ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale.
Il comma 41 assegna ai soggetti intestatari nove mesi di tempo, con termine in scadenza al 3 luglio 2007, per dichiarare al catasto queste porzioni che costituiscono unità immobiliari a se stanti.
In caso di inadempienza, gli Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio provvedono, con oneri a carico dell’interessato e tenendo conto di eventuali iniziative dei comuni per quanto riguarda l’applicazione del comma 336 dell’art. 1 della legge 3111/2004, agli adempimenti previsti dal regolamento di cui al DM 19 aprile 1994, n. 701 (DOCFA), in tale caso si applicano le sanzioni previste per le irregolarità catastali
In ottemperanza a citato decreto è stato emanato in data 02 gennaio 2007 il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio con il quale sono state:
precisate le modalità tecniche attuative
le procedure relative agli adempimenti di parte
le attività di competenza degli Uffici provinciali peri casi di inadempienza
Più recentemente, in data 13 aprile 2007, è stata emanata la circolare n. 4, che intende definire più in dettaglio alcuni aspetti peculiari introdotti dal DL n. 262/2006.
E’ importante sottolineare il riferimento anche alla circolare n. 4 del 16 maggio 2006 che tratta le modalità di individuazione e classamento delle unità immobiliari censibili nei gruppi speciali D ed E.
Con le nuove disposizioni dovranno essere trattate, in particolare, le seguenti unità di tipo complesso:
Stazioni di trasporto terrestri (E/1), Autogrill (E/3), Fiere (E/4)
Le unità di tipo più semplice, segnatamente i chioschi per la vendita di prodotti artigianali o alimentari, edicola per la rivendita di giornali e riviste, impianti di erogazione di carburante, quando circoscritti alla sola area OIL, ecc, saranno trattati nell’ambito della pianificazione delle attività ordinarie dell’Agenzia, in quanto rientranti negli obiettivi di miglioramento e razionalizzazione del sistema catastale, anche in relazione all’attuazione dei processi di iniziativa degli enti locali riconducibili nell’alveo del comma 336 dell’art. 1 della legge 311/2004. Ciò in quanto occorre un approfondito riesame del classamento di queste unità immobiliari così come indicato dalla citata circolare n. 4/2006.
Difatti, con la circolare n. 4/2006 è stato indicato che
tali complessi immobiliari di tipi semplice sono qualificabili nella categoria E/3 solo quando presentano caratteri singolari per tipologia costruttiva (precaria per l’uso di materiali leggeri), nonché per dimensione e diffusione normalmente contenuta
di contro, ogni tipologia sufficientemente diffusa sul territorio, tale da poter costituire un insieme omogeneo di unità immobiliari raggruppabili in classi, in funzione degli specifici caratteri costruttivi, andrà censito nella categoria appropriata in base alla destinazione ed alle caratteristiche intrinseche.
Per un corretto censimento delle unità immobiliari di tipo complesso è pregiudiziale verificare se le porzioni di fabbricato, eventualmente da stralciare dall’unità originaria, presentino o meno i caratteri dell’unità immobiliare stabiliti dall’art. 2, comma 1, del DM 2 gennaio 1998, n. 28.
Inoltre, è necessario riferirsi al comma 2 dell’art. 8 del DPR 1° dicembre 1949, n. 1142 ed alle direttive di prassi (Istruzione II del 24 maggio 1942) al fine di individuare quali attività siano strettamente funzionali alle destinazioni catastali menzionate, al fine di comprendere nella stessa categoria solo quegli immobili o loro porzioni ospitanti tali attività.
Ad esempio, per le stazioni di trasporto (categoria E/1), che rappresenta il caso tipico più complesso, ricadono senz’altro in tale ambito strumentale:
I fabbricati o locali utilizzati dai viaggiatori e dal personale adibito al servizio di trasporto
I servizi igienici ad uso dei viaggiatori e del personale
Le aree occupate da binari, moli, piste aeroportuali e dalle banchine destinate al servizio pubblico
I parcheggi siti all’interno del perimetro delle stazioni
Di contro, costituiscono unità immobiliari autonome, censibili nelle categorie ordinarie (gruppi A, B e C) o speciali (gruppo D):
Le abitazioni e foresterie
Le rivendite di giornali e/o di tabacchi
I locali adibiti a vendita o esposizione di qualsiasi altra merce
i centri commerciali, gli alberghi, gli ostelli e gli uffici pubblici e privati
Caserme per organi di vigilanza
Hangar e capannoni per la costruzione e la manutenzione dei veicoli
Le autorimesse e le aree di parcheggio appositamente realizzate ed altre destinazioni autonome rispetto ai servizi di pubblico trasporto.
Anche per gli immobili ospitanti in particolare gli impianti per l’erogazione di carburante, sono da distinguere, quali unità immobiliari autonome:
I locali per la vendita di merci di diverso genere, alimentare e non.
In sede di dichiarazione delle porzioni non qualificabili nel gruppo E occorre che:
Siano presentate, con causale di frazionamento, tante dichiarazioni per quante sono le porzioni stralciate, oltre la dichiarazione dell’unità residuale che deve rimanere nel gruppo E
Nel campo relazione del DOCFA sia specificata la locuzione “Stralcio da categoria E – comma 40 art. 2 DL 262/06”
E’ appena il caso di sottolineare che la determinazione della rendita catastale dipende in modo diretto da:
caratteristiche ubicazionali
caratteristiche dimensionali e geometriche
In chiusura, si riportano alcune sintetiche indicazioni integrative di quanto già illustrato, utili per il classamento delle unità immobiliari di cui si tratta (cfr. circolare n. 4 del 13 aprile 2007):
I semplici distributori di carburanti (compresivi dell’area scoperta di pertinenza, di spazi per autolavaggio scoperto a spazzole rotanti, chioschi, piccoli depositi, nonché locali per una contenuta attività di vendita dei principali articoli di autoaccessori) sono qualificabili nella categoria E/3
Le edicole di nuova costruzione sono da qualificare nella categoria C/1 (quelle già censite restano nella categoria E/3 fino al prevista revisione del classamento)
Non rientrano nella categoria E/1 i porti turistici, gli aeroporti per voli non di linea, le funivie, sciovie, seggiovie e simili (fatta eccezione per quelle ad uso di pubblico trasporto), ai quali si attribuisce la categoria D/8
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