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Timestamp: 2018-05-26 17:42:18+00:00
Document Index: 3400894

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1591', 'art. 35', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 35']

N. 416 ORDINANZA 11 - 31 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Locali adibiti a farmacia - Sfratti - Potere comunale di autorizzarne l'esecuzione - Mancata fissazione di un limite temporale al provvedimento di diniego allo sfratto o, in subordine, mancata previsione di indennizzo al locatore | Ingegneri.info
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO – DECRETO 12 agosto 2002: Modalita’ di presentazione delle proposte relative al programma finanziario europeo Life>
N. 416 ORDINANZA 11 – 31 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Locali adibiti a farmacia – Sfratti – Potere comunale di autorizzarne l’esecuzione – Mancata fissazione di un limite temporale al provvedimento di diniego allo sfratto o, in subordine, mancata previsione di indennizzo al locatore
N. 416 ORDINANZA 11 - 31 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Locali adibiti a farmacia - Sfratti - Potere comunale di autorizzarne l'esecuzione - Mancata fissazione di un limite temporale al provvedimento di diniego allo sfratto o, in subordine, mancata previsione di indennizzo al locatore - Difetto di motivazione...
N.  416 ORDINANZA 11 – 31 luglio 2002.
Locazione  di immobili urbani – Locali adibiti a farmacia – Sfratti –
Potere  comunale  di autorizzarne l’esecuzione – Mancata fissazione
di  un limite temporale al provvedimento di diniego allo sfratto o,
in  subordine,  mancata  previsione  di  indennizzo  al  locatore –
Difetto  di  motivazione  in  ordine  ai  parametri  costituzionali
evocati – Manifesta inammissibilita’ della questione.
– Legge 23 maggio 1950, n. 253, art. 35.
– Costituzione, artt. 2, 24, 41, 42 e 113.
(GU n. 31 del 7-8-2002)
nel  giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 35 della legge
23 maggio  1950, n. 253 (Disposizioni per le locazioni e sublocazioni
di immobili urbani), promosso con ordinanza emessa il 26 gennaio 2000
dal  Tribunale  amministrativo  regionale  della  Toscana sul ricorso
proposto  da  Masetti  Paolo  contro  il  Comune di Campi Bisenzio ed
altri,  iscritta  al  n. 372 del registro ordinanze 2001 e pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica n. 21, 1a serie speciale,
Visti  l’atto  di costituzione di Masetti Paolo nonche’ l’atto di
Fernanda Contri;
Udito l’avvocato dello Stato Sergio Sabelli per il Presidente del
Ritenuto  che il Tribunale amministrativo regionale della Toscana
ha  sollevato,  per  violazione degli artt. 2, 24, 41, 42 e 113 della
Costituzione,  questione  di  legittimita’  dell’art. 35  della legge
di  immobili  urbani),  nella  parte  in cui attribuisce al comune il
potere  di  autorizzare l’esecuzione degli sfratti dai locali adibiti
ad uso di farmacia, senza prevedere un limite temporale all’efficacia
del  provvedimento  che  nega l’autorizzazione o, in subordine, senza
prevedere  un  indennizzo per l’ingiusta compressione del diritto del
che   il   Tribunale   amministrativo  regionale  Toscana  e’
investito dell’esame del ricorso proposto dal locatore di un immobile
adibito  ad  esercizio  di  farmacia  per il quale, alla scadenza del
contratto,   era   stata   pronunciata  ordinanza  di  rilascio,  con
successivo    diniego   del   comune   dell’autorizzazione   prevista
dall’art. 35  della legge n. 253 del 1953, motivato in relazione alla
ritenuta pubblica utilita’ della farmacia in questione;
che,   ad   avviso  del  Tribunale  amministrativo  regionale
Toscana,   la   norma   impugnata   non   attribuisce  alla  pubblica
amministrazione  la facolta’ di graduare o differire l’esecuzione del
rilascio arbitrariamente ma in ragione del pubblico interesse sotteso
alla   presenza   delle   farmacie   sul   territorio  ed  il  potere
autorizzatorio  in  questione  riveste carattere eccezionale, secondo
quanto indicato dalla Corte con la sentenza n. 579 del 1987;
che,  come  osserva  il  collegio  rimettente, le motivazioni
poste  nel  caso di specie a fondamento del rifiuto di autorizzazione
all’esecuzione  dello  sfratto integrano una adeguata motivazione del
provvedimento  ma, nel contempo, si sostanziano in un rinvio sine die
dell’autorizzazione,  che  determina  di  fatto la compressione senza
limiti  di  tempo del diritto del proprietario dell’immobile a favore
del conduttore;
che,   come  rileva  ancora  il  giudice  a  quo,  il  potere
autorizzatorio   di  cui  si  discute,  dalla  legge  originariamente
attribuito  al  prefetto,  e’ stato ora trasferito ai comuni anziche’
alla regione, cui e’ riservata la competenza in ordine alla razionale
distribuzione delle farmacie sul territorio;
che  il  Tribunale  amministrativo  regionale rimettente, “in
relazione   a   tali   considerazioni”,   dubita  della  legittimita’
costituzionale della norma impugnata in riferimento agli artt. 2, 24,
41, 42 e 113 della Costituzione;
che  e’  intervenuto  nel presente giudizio il ricorrente nel
giudizio a quo, chiedendo alla Corte di voler dichiarare la questione
fondata;
che,  secondo  la  parte  privata,  la disposizione impugnata
costituisce  “un palese anacronismo normativo”, emanato in un momento
storico  del  tutto  diverso da quello attuale, mentre analoga tutela
non  viene  prevista  per  altri  immobili che hanno un’utilizzazione
rilevante  per  il pubblico interesse, quali caserme dei carabinieri,
scuole, uffici postali;
che  la  parte  rileva  ancora  che la facolta’ di graduare o
differire  l’esecuzione  dello  sfratto dai locali adibiti a farmacia
opera  una  degradazione del diritto soggettivo del locatore senza un
adeguato  bilanciamento  dello  stesso  con il contrapposto interesse
degli  utenti  del  servizio  farmaceutico,  creando un’ingerenza del
potere  amministrativo  nell’attivita’  giurisdizionale  che  sarebbe
tollerabile  solo  in relazione ad esigenze eccezionali e temporanee,
non rimesse ad un potere discrezionale praticamente insindacabile;
che,  richiamate  le  sentenze  della Corte n. 321 del 1998 e
n. 179   del   1999,   la   parte   rileva   come   il   sospetto  di
incostituzionalita’  della  norma  impugnata  sia del tutto fondato e
possa  portare  la  Corte  a  rivedere  la  propria  decisione di non
fondatezza di cui alla sentenza n. 579 del 1987;
che    e’    intervenuto   nel   giudizio   di   legittimita’
costituzionale    il   Presidente   del   Consiglio   dei   ministri,
rappresentato   e  difeso  dalla  Avvocatura  generale  dello  Stato,
chiedendo  alla  Corte di dichiarare la questione inammissibile o, in
subordine, infondata;
che,  come  osserva preliminarmente l’Avvocatura, l’ordinanza
di  rimessione  omette  di  motivare  in  relazione  ai  parametri di
costituzionalita’  invocati,  carenza ancor piu’ evidente in presenza
di  un precedente specifico della Corte, la sentenza n. 579 del 1987,
che ha gia’ ritenuto legittima la disposizione impugnata;
che,  come  rileva ancora la difesa erariale, la questione e’
comunque infondata, dal momento che la ratio della norma e’ quella di
tutelare  l’interesse  pubblico  sotteso  alla  localizzazione  delle
farmacie, interesse che ha durata potenzialmente indeterminata, e che
–  anche  secondo  la  piu’  recente  giurisprudenza  della  Corte di
cassazione  (sentenza 9 ottobre 1998, n. 10032) – le vicende relative
alla  esecuzione  dello sfratto degli immobili adibiti a farmacia non
incidono  sugli  aspetti  civilistici  del  rapporto  locativo  e non
precludono  percio’  l’applicabilita’  dell’art. 1591  cod.  civ. per
quanto riguarda il risarcimento del danno subito dal locatore a causa
del ritardo nel rilascio dell’immobile.
Considerato  che  il  Tribunale  amministrativo  regionale  della
Toscana  dubita  della legittimita’ costituzionale dell’art. 35 della
legge  23 maggio  1950,  n. 253  (Disposizioni  per  le  locazioni  e
sublocazioni  di  immobili urbani), nella parte in cui attribuisce al
comune il potere di autorizzare l’esecuzione degli sfratti dai locali
adibiti  ad  uso  di  farmacia senza prevedere un limite temporale al
provvedimento  negativo  emesso  dalla pubblica amministrazione o, in
subordine,  senza prevedere un indennizzo per l’ingiusta compressione
del  diritto dei locatori, per violazione degli artt. 2, 24, 41, 42 e
113 della Costituzione;
che  l’ordinanza  di  rimessione,  pur  se indica i parametri
costituzionali   che   il   giudice   a  quo  ritiene  violati  dalla
disposizione   oggetto   di   censura,   omette  qualsiasi  specifica
motivazione in ordine agli stessi;
che  la  giurisprudenza  di  questa  Corte  ha  ripetutamente
affermato  (cfr.,  fra  le  molte,  la  sentenza n. 384 del 1999 e le
ordinanze  n. 166  e  n. 275 del 2000) che le ordinanze di rimessione
devono  contenere  le  ragioni  della presunta violazione delle norme
costituzionali invocate dal rimettente, come prescrive il primo comma
dell’art. 23   della   legge   11 marzo   1953,  n. 87,  non  essendo
sufficiente la semplice indicazione delle stesse;
che la rilevata carenza di motivazione determina la manifesta
inammissibilita’ della questione oggi sollevata.
legittimita’  costituzionale dell’art. 35 della legge 23 maggio 1950,
n. 253  (Disposizioni  per  le  locazioni  e sublocazioni di immobili
urbani),  sollevata,  in  riferimento  agli artt. 2, 24, 41, 42 e 113
della  Costituzione,  dal  Tribunale  amministrativo  regionale della
Toscana con l’ordinanza indicata in epigrafe.
Palazzo della Consulta, l’11 luglio 2002.
Depositata in Cancelleria il 31 luglio 2002.
N. 416 ORDINANZA 11 – 31 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Locali adibiti a farmacia – Sfratti – Potere comunale di autorizzarne l’esecuzione – Mancata fissazione di un limite temporale al provvedimento di diniego allo sfratto o, in subordine, mancata previsione di indennizzo al locatore redazione redazione 2015-05-06T10:55:36+00:00