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Timestamp: 2017-12-15 08:24:20+00:00
Document Index: 74473967

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 22', 'art. 10', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 117', 'art. 22', 'art. 97']

L’istanza è indirizzata anche al responsabile della trasparenza, nonché a quello dell’ anticorruzione, figure previste dalla normativa, per le azioni in crisi.
Dopo un preambolo di costruzione artificiosa della normativa di cui alla legge 241/90 il dirigente, adottando i soliti termini: ritenuto, considerato etc, nega l’accesso, ritenendo la richiesta troppo generica e non sufficientemente motivata, dimenticando che si tratta di un affare del suo ufficio e che l’istanza proveniva dal legale della interessata di cui conosceva bene la questione: (La norma di salvaguardia di cui all’art. 24, comma 7, l. n. 241/90 secondo la quale “Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici” è stata riconosciuta di generale applicazione dalla giurisprudenza del giudice amministrativo e di questa Commissione) Dec. Comm. Minist..
Il legale della signora, puntiglioso, ripropone l’istanza alla Commissione, appositamente istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Intanto i termini volano, il giudizio è prossimo e la cittadina è costretta a presentarsi davanti al collegio giudicante del tribunale dei minorenni, privata del diritto di conoscere la documentazione del Comune
La commissione ministeriale rimette la nota per competenza al Difensore civico della Regione Liguria e i termini continuano inesorabilmente a correre.
Il Difensore civico regionale, ricalcando premessa e considerazioni del dirigente del Comune di Bordighera ha confermato il diniego.
In Questo GRANDE PAESE nessuno segue più l’evoluzione della cultura legislativa e la volontà del legislatore, che pure formano gli atti parlamentari, il significato di un termine e la sua portata in regime giuridico.
Altri miraggi hanno distratto la responsabilità dell’impegno culturale in una società in cui sono messi al bando principi e valori, imparzialità, trasparenza e buon andamento amministrativo, indipendenza e responsabile autonomia decisionale.
Sia il responsabile del Comune di Bordighera che il Difensore civico Regionale hanno prestato poca attenzione all’evoluzione della materia che ormai è entrata a pieno titolo nel mondo del diritto del cittadino.
Il legislatore dal 1990, nel 2005, dopo accanite discussioni in materia, ha riportato l’istituto dell’interesse legittimo nel regime di diritto di accesso.
Ciò vuol dire che al diritto corrisponde un obbligo da parte di chi lo deve garantire.
“” (rif. Altalex) La legge 11.2.2005 n. 15, innovando profondamente la legge generale sul procedimento amministrativo (n. 241/1990), ha dettato una disciplina più organica e completa in materia di accesso ai documenti, disciplinato dal capo V agli artt. 22 e seg.
L’art. 22 come novellato dalla legge n. 15/2005 alla lett. A) del comma 1 si preoccupa, a differenza della normativa precedente, di definire il diritto di accesso, inteso come il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi.
Il diritto di accesso in questione è il c.d. accesso conoscitivo (o informativo) e va distinto dal c.d. accesso partecipativo disciplinato dal precedente art. 10 della legge 241/90.i
Il fondamento giuridico del diritto di accesso (conoscitivo) va individuato nel principio di trasparenza dell’attività amministrativai e più a monte negli artt. 97 e 98 Cost. ove si enuncia il principio di buon andamento dei pubblici uffici (parte della dottrina ha invece collegato il diritto di accesso al diritto di informazione, garantito dall’art. 21 Cost.).
La stessa legge n. 15/2005 contiene in proposito un’importante enunciazione di principio, laddove innovando l’art. 22 della legge n. 241/90, prevede che l’accesso ai documenti, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce un principio generale dell’attività amministrativa, finalizzato a favorire la partecipazione dei privati e ad assicurare l’imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa. Poiché il diritto di accesso, prosegue la norma, attiene ai “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”, il relativo fondamento può essere rinvenuto anche nell’art. 117 co. 2 lett. M) della Costituzione, espressamente richiamato dal nuovo art. 22 “”.
Tutto l’impianto normativo infatti si fonda su tre istituti: trasparenza, diritto di accesso e procedimento amministrativo. I regolamenti imposti dalla legge sono gli strumenti attraverso cui gli Enti territoriali devono garantire l’esercizio del diritto.
Trasparenza per una certa burocrazia vuol dire far sapere che sono stati compiuti certi atti. Invece il termine, dal latino trans- parere, significa lasciar vedere, far conoscere.
Con questo istituto giuridico i cittadini devono vedere e conoscere gli elementi in base ai quali sono state adottate certe scelte.
Il principio, introdotto con la legge 15/2005 impone l’obbligo di rendere visibile e controllare l’operato della P.A.
Il procedimento amministrativo è il corretto percorso attraverso cui la P.A svolge l’azione, consentendo al cittadino di parteciparvi e controllare.
Trasparenza e responsabilità tendono a garantire il principio costituzionale di cui all’art. 97 Cost.”” I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione””.
Nel Comune di Bordighera, non è stato individuato il responsabile del procedimento sul caso in questione, non è stato avviato il procedimento specifico e non è stato consentito alla interessata di parteciparvi, come detta la legge.
Appare chiara la violazione del principio del buon andamento amministrativo e della imparzialità, con l’eccessivo uso dei poteri personali che cadono nell’abuso del diritto.
Le altre figure poste a sentinella dell’anticorruzione e della trasparenza? Come vengono valutati i piani e i programmi e la spesa pubblica?
Il Difensore civico regionale ha esteso l’istruttoria a tutta la problematica pur esistente che ha influenzato la risposta del dirigente?
Il diritto prima di scriverlo ed interpretarlo bisogna sentirlo e profondamente, soprattutto quando riguarda i figli minori, quelli di tutti, non soltanto quelli propri.
Nessun tribunale può decidere nella sfera affettiva dei minori e nessuna pubblica istituzione può emettere PQM contro il padre o la madre per vietare di conoscere documenti ed atti che riguardano la loro vita. Questo dice la legge!
Siamo nel 2016 e non nel medioevo!
Con l’interessante intervento sulla P.A. dell’avvocato, si apre un dibattito su questo importante argomento, riservando spazio ai legali, alle istituzioni e a tutti coloro che possono dare un contributo per meglio comprendere come questo diritto del cittadino venga assiduamente disatteso con cavilli discutibili e talvolta inopportuni. Gli interventi dovranno essere inviati a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .