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Timestamp: 2020-08-15 13:31:13+00:00
Document Index: 18972987

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 52', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Ferrara | Marcella Zappaterra
Tiziano Tagliani è il nuovo presidente della Provincia. Eletti i dodici consiglieri provinciali
Posted in News-Informazioni, tagged Ferrara, Provincia on settembre 30, 2014| Leave a Comment »
Al termine delle prime elezioni della Provincia trasformata dalla riforma Delrio in ente di secondo livello, cioè non più eletta dai cittadini ma da sindaci e consiglieri comunali del territorio, il nuovo presidente è Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara.
Hanno votato in cifra assoluta per Tagliani presidente della Provincia in 242.
Ferrara, 30 settembre 2014
In allegato le Tabelle del dettaglio delle elezioni per la Provincia
Il Tar rigetta la richiesta di sospensiva del Piano di stazione Centro storico di Comacchio presentata da Legambiente
Posted in Le mie idee, News-Informazioni, Province, tagged Comacchio, Ferrara, Porto Garibaldi on agosto 23, 2014| Leave a Comment »
Il Tar di Bologna si è pronunciato rigettando la richiesta di sospensiva presentata da Legambiente nazionale sulla parte del Piano di stazione Centro storico del Comune di Comacchio, che riguarda la regolamentazione di eventuali insediamenti di attività turistiche nella zona di Porto Garibaldi.
Il Piano è stato approvato dalla Provincia sul finire dell’ultimo mandato amministrativo ed è l’ultimo pezzo mancante del Piano del Parco del Delta del Po.
Legambiente nazionale si è rivolta al Tribunale amministrativo regionale, per chiedere in sostanza la cancellazione delle regole che il Piano prevede siano rispettate da chiunque volesse avviare attività imprenditoriali nel settore turistico, nella specifica area del litorale comacchiese.
Il motivo della contestazione è che, secondo Legambiente, quelle stesse regole fissate dalla Provincia sarebbero in contrasto con la tutela paesaggistica del luogo.
Il Tar, invece, non ravvisando alcun pericolo per il contesto naturalistico ed ambientale ha quindi respinto la richiesta avanzata.
“Una notizia molto positiva – è il commento della presidente della Provincia, Marcella Zappaterra – perché anche in sede giudiziaria è stato dato atto alla Provincia di Ferrara non solo di avere lavorato pienamente nel solco della legge, ma di avere anche stabilito regole precise che vanno esattamente nella tutela del nostro patrimonio paesaggistico, consapevoli di operare in un’area riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’umanità”.
Comunicato stampa della Provincia di Ferrara in merito alla sentenza della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna
Posted in News-Informazioni, Provinciali-Locali, tagged Corte dei Conti, Ferrara, Provicnia, Zappaterra on maggio 28, 2014| Leave a Comment »
In merito alla sentenza della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, la Provincia rende noto che non ha nulla da nascondere e pertanto non chiamerà in causa chi ha pubblicato la notizia in difformità da quanto previsto dal dispositivo dei giudici: “ai sensi dell’art. 52 del d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (legge sulla Privacy), in caso di diffusione, omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei contenuti e, se esistenti, del dante causa e degli aventi causa”.
Da chiarire sono i fatti e cioè l’incarico conferito alla figura di capo gabinetto. Le oltre 70 pagine della sentenza pongono in evidenza che le tesi iniziali della Procura sono state respinte, a partire dall’aspetto riguardante il titolo di studio richiesto (la laurea), proseguendo su quello della figura dirigenziale e, soprattutto, è stata rigettata la tesi di nullità del contratto.
Rispetto al danno inizialmente indicato in sede di citazione di 226.070,90 euro, la sentenza ha totalmente stralciato l’imputazione sulla nullità del contratto a suo tempo stipulato e riconosciuto parte dell’emolumento ad personam, riducendo a 90mila euro la richiesta di restituzione.
In ogni caso, siccome la Provincia ritiene che la sentenza sia ingiusta anche per la parte residua, è già stata data disposizione ai legali di preparare il ricorso in appello.
Per concludere: se la legge dello Stato obbliga gli enti locali ad avere un segretario generale che vigila sulla legittimità degli atti, l’amministrazione del Castello Estense si chiede perché poi dovrebbero essere amministratori che non hanno alcuna competenza giuridica a pagare per un atto che, a parere della Procura della Corte dei Conti, contiene un vizio di legittimità. La questione, infatti, riguarda un’assunzione temporanea prevista dalla legge e attuata con i pareri positivi di tutti i tecnici.
Il sindaco Tagliani e la presidente Zappaterra in merito alla decisione dalla direzione sanitaria regionale
Posted in Le mie idee, News-Informazioni, Provinciali-Locali, tagged Emilia Romagna, Ferrara, Sanità on febbraio 17, 2014| Leave a Comment »
“Siamo contrari a questa riorganizzazione del programma di screening voluta dalla Regione. Intendiamo tutelare le eccellenze del nostro territorio”
Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e la presidente della Provincia Marcella Zappaterra hanno incontrato i giornalisti questa mattina, lunedì 17 febbraio in residenza municipale per esprimere decisa contrarietà alla recente comunicazione della direzione generale della Sanità della Regione Emilia Romagna relativamente alla riorganizzazione del programma screening regionale per la prevenzione dei tumori al collo dell’utero, che vedrebbe trasferire a Bologna il centro di analisi dei campioni prelevati.
“E’ una decisione che non condividiamo – ha affermato il sindaco Tiziano Tagliani – perchè la storia della ricerca e l’applicazione clinica del PAP test è stata introdotta per la prima volta a Ferrara già a partire dagli Anni ’60 grazie al lavoro di importanti ricercatori che hanno poi sviluppato significativamente questo settore portandolo ai vertici. E’ ingiusto, immotivato e scorretto non permettere alla città di portare avanti questa ricerca e le esperienze acquisite. Per questo chiediamo al direttore generale della Sanità della Regione Emilia Romagna Tiziano Carradori la motivazione tecnica e scientifica dell’allocazione del servizio presso l’area di Bologna e all’assessore alla Sanità Carlo Lusenti e al presidente Vasco Errani di agire per la revoca della decisione. Con questa azione intendiamo difendere in ogni modo le eccellenze del nostro territorio”
La presidente Marcella Zappaterra ha ribadito che “questa scelta è inaccettabile sia per le modalità con la quale viene proposta sia per il fatto che la riorganizzazione dei servizi sanitari regionali, nell’ottica dell’Area Vasta, ha un senso solo se vengono valorizzate le eccellenze di ciascuna realtà territoriale”.
Questo il documento integrale consegnato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa
“Con comunicazione 11.2.2014 il Direttore Generale della Sanità della Regione Emilia Romagna Tiziano Carradori ha comunicato che : “dopo le necessarie consultazioni con i servizi interessati regionali e le Aziende sanitarie della Regione a seguito della decisione di modificare l’intervento di screening per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori del colle dell’utero con adozione di HPV-DNA test si è deciso di collocare il service per lo sviluppo dei test HPV-DNA presso i seguenti servizi
Area Vasta Nord: REGGIO EMILIA
Area Vasta Centro: Sant’ Orsola BOLOGNA
ASL ROMAGNA : PIEVESESTINA (FC)
IN PRIMO LUOGO, per tranquillizzare le cittadine di Ferrara, questo non significa che le stesse dovranno “emigrare” a Bologna per il test che da anni a Ferrara viene svolto in forma di screening, ma egualmente la decisione della Direzione Generale Sanitaria dell’Emilia Romagna ha un significato gravemente incidente sulla sanità ferrarese e soprattutto accredita un metodo inaccettabile che penalizza gli sforzi ed i risultati clinici e di ricerca acquisiti in decenni di attività riconosciuta a tutti i livelli anche sovra regionali, questo perchè tutti si aspettavano la Candidatura di Ferrara ad hub dell’HPV test nel programma di screening cervico–vaginale dell’ AVEC
Cenni storici e tradizione
La provincia di Ferrara è stata la prima in Europa ad introdurre uno screening cervicale di massa con Pap-test (1962) grazie all ‘iniziativa del Prof. Mario Tortora, che ebbe il merito di introdurre in Italia il test di Papanicolau (PAP test).
L’opera del Prof. Tortora è stata portata avanti negli anni dal Centro di Citodiagnostica dell’
Azienda USL di Ferrara e successivamente dall’Istituto di Anatomia Patologica dell’ Azienda
Ospedaliero-Universitaria S.Anna di Ferrara, secondo il protocollo diagnostico-terapeutico dello
screening per la prevenzione dei tumori del collo dell ‘utero, introdotto successivamente nella
Competenze e preparazione scientifica
L’attività dello screening è sempre stata caratterizzata da una formazione e preparazione
capillare del personale a tempo indeterminato addetto a tutti i livelli, che ha sempre seguito, e spesso positivamente influenzato, l’evoluzione tecnico scientifica del programma nel corso dei decenni, anche attraverso numerose iniziative congressuali e di divulgazione scientifica (professori Univ. Ferrara Lanza e Bianchin)i. Dalla fine degli anni ’80 tutta l’attività di screening è monitorata dal Registro tumori di popolazione attraverso i necessari parametri di valutazione di impatto.
Le Dirigenze aziendali susseguitesi negli anni sono sempre state sensibili all’introduzione di
nuove tecnologie. In conseguenza di ciò la U.O. di Anatomia Patologica è stata la prima in Regione ad introdurre le tecniche di citologia in strato sottile (2003), utilizzando sia la metodica ThinPrep che metodica SurePath. Dal 2004 la U. O. si avvale della lettura automatizzata dei P AP test con lettore automatico Focal Point OS. I numerosi vantaggi di tale metodica comprendono la possibilità di indagini successive sullo stesso campione (HPV test, citologia tradizionale, test ancillari) senza ulteriori richiami delle donne. I tempi di refertazione attuali del 99,71 % entro i 21 gg., rientrano ampiamente entro i requisiti richiesti dai programmi di screening (standard richiesto 2: 90%).
Nel periodo 2006-2013 la nostra U.O. di citodiagnostica ha eseguito circa 10.500 casi di
determinazione di HPV di alto rischio superando ampiamente gli standard minimi della regione
Emilia Romagna (secondo il documento ministeriale “Screening Oncologici” del 2006)
L‘expertise accumulato rende pertanto la struttura (in termini di know-how del personale e
risorse tecniche) perfettamente all’ altezza della gestione delle attività e complessità previste
dall’imminente “nuovo” modello regionale di screening cervico-vaginale per tutta l’Area Vasta
Emilia Centrale.
Idoneità degli ambienti e logistica
Il recente trasferimento presso il nuovo Polo Ospedaliero di Cona ha permesso alla U.O. di
citodiagnostica di disporre di spazi ampi dedicati alle singole metodiche e di ambienti moderni ed
attrezzati con tutte le caratteristiche di idoneità richieste da un laboratorio qualificato a sostenere
l’applicazione del test HPV come test primario nello screening per la prevenzione dei tumori del
collo dell’utero per tutta l’Area Vasta Emilia Centrale della Regione Emilia-Romagna.
>> Perché la scelta della Direzione Generale è sbagliata e penalizzante ?
Perché esistono due situazioni organizzative diverse, una ipotetica (Bologna) ed una
reale (Ferrara). Quella ipotetica (Bologna), che quindi allo stato non
è operativa, in termini di “Service per lo sviluppo del test HPV”, non corrisponderebbe comunque alle linee guida regionali per quanto riguarda la centralizzazione in un punto unico, e per quanto riguarda le metodiche indicate sarebbero necessari almeno due anni per andare a regime. Quella reale (Ferrara) è in linea con le raccomandazioni regionali sotto entrambi i punti di vista ed è già in essere. A settembre 2013 le attività di pap-test di Bologna sono state spostate dal S. Orsola al Maggiore perché i
tempi di refertazione non erano adeguati.
Parte del lavoro a Bologna utilizza la presenza di personale a contratto,
mentre Ferrara utilizza personale strutturato.
In base al valore predittivo positivo del test, dati di Bologna comporterebbero, rispetto a quelli di Ferrara, una richiesta di colposcopie
inappropriate superiore al 50%; se i dati di Bologna sono riferiti a donne già in
trattamento diventa evidente che non dispongono di dati relativi allo
Il sistema Ferrara copre l’80% delle donne eleggibili, quello di Bologna, come
affermato, il 50%.
Il 3% delle donne servite da Bologna deve ripetere il PAP test perché
inadeguato, a Ferrara pressoché nessuna.
I tempi di refertazione dei PAP test entro i 21 giorni prescritti, a Bologna sono
solo il 44 %, a Ferrara il 98%.
PERCHE ALLORA BOLOGNA ?
La motivazione non è scritta, ma sono note a tutti le pressioni sulla Regione da parte di ambienti Universitari Bolognesi in ossequio deviato rispetto a quel fondamentale principio secondo il quale gli amministratori, che pure ci mettono la faccia di fronte ai cittadini, DEVONO STARE FUORI DALLA SANITA’, appannaggio di manager e tecnici clinici, .
Ma questo principio, sacrosanto in pura teoria, per NOI VALE SOLO SE viene posto a difesa di valori CLINICI, SCIENTICI, ORGANIZZATIVI che puntano al meglio in assoluto, non se diventano mero arbitrio.
Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e La Presidente della conferenza socio sanitaria ferrarese Marcella Zappaterra, Presidente della Provincia
Senza appello il lavoro della AREA Vasta Emilia Centro che fino ad oggi non ha prodotto alcun risultato significativo
La piena collaborazione prestata dalle Istituzioni locali in un momento difficile di riqualificazione della rete sanitaria volta ad ottimizzare i servizi per produrre la massima efficacia alla spesa sanitaria.
La piena collaborazione prestata allorquando in Area Vasta : sia sulla centrale 118, sia sul Centro unico trasfusionale si sono fatte prevalere motivate esigenze organizzative su Bologna e si badi non sono in gioco disagi degli utenti in quanto in una direzione e nell’altra si muoverebbero solo campioni biologici e/ file
Il Direttore Generale della Sanità Regionale dr. Tiziano Carradori a motivare in forma scritta sul piano scientifico e clinico organizzativo la decisione sulla HPV DNA test così da rendere note alla comunità scientifica e sanitaria regionale le ragioni obiettive di tale scelta, che appaiono ai più assolutamente non convincenti.
All’assessore alla Sanità Carlo Lusenti e al Presidente Vasco Errani di affermare con chiarezza quali siano le linee di indirizzo per scelte di questa portata e conseguentemente affermare come opportuna la revoca della decisione assunta dalla Direzione Regionale Sanitaria perché NON IN LINEA con gli indirizzi della stessa forniti , immotivata, in contrasto con le evidenze cliniche, scientifiche ed organizzative già in atto .
– See more at: http://www.cronacacomune.it/notizie/23047/siamo-contrari-questa-riorganizzazione-del-programma-di-screening-voluta-dalla-Regione-intendiamo-tutelare-le-eccellenze-del-nostro-territorio.html#sthash.inDMMHlY.dpuf
Posted in Iniziative-Incontri, News-Informazioni, Proposte- Partecipazioni, tagged Ascom, Berba Eventi, Comacchio, Ferrara, Giovani, Imprenditoria on novembre 1, 2013| Leave a Comment »
1. Modulo di adesione “Giovani Idee 2013” – Per partecipante singolo
2. Modulo di adesione “Giovani Idee 2013” – Per team di partecipanti
3. Modulo di adesione “Giovani Idee 2013” – Partecipazione scolastica (per istituti e classi)
Posted in Iniziative-Incontri, Le mie idee, News-Informazioni, Proposte- Partecipazioni, Provinciali-Locali, tagged Creatività, Cultura, Ferrara, Lavoro on agosto 29, 2013| Leave a Comment »
Sabato 7 Settembre ore 19,00 – Piazzetta San Nicolò – Ferrara
– Marcella Zappaterra (Presidente Provincia di Ferrara)
– Presentazione progetto FE2020 a cura di Ilaria Baraldi
– Presentazione cultura e creatività e serata: Mauro Vignolo
Spazio Grisù alcune precisazioni – Aggiornamento 12 Agosto 2013
Posted in Le mie idee, News-Informazioni, Provinciali-Locali, Varie, tagged Ferrara, Spazio Grisù on agosto 9, 2013| 1 Comment »
Con questo post cerco di fornire alcune brevi precisazioni per fugare i “dubbi” sollevati da un articolo di estense.com sulla Factory nella ex-caserma dei vigili del fuoco e cercherò di rispondere man mano alle ulteriori domande che vorrete farmi nei commenti di questa nota:
1) l’immobile è di proprietà della Provincia, ma in gestione all’associazione Grisù che seleziona le aziende e tiene con loro i contatti.
2) si sono però già tenute frequenti riunioni con tutti gli interessanti nelle quali è stato esplicitato che non solo la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso. Il dibattito che qui si sta svolgendo è ormai da tempo superato e quindi poco costruttivo, il contratto di comodato d’uso precario era lo strumento che consentiva di partire in fretta (senza aspettare i tempi burocratici di altri istituti) e di gestire la provvisorietà della fase di avvio.
3) come ente proprietario controlliamo però che tutti operino nel rispetto delle norme e delle procedure, dentro Grisù non c’è il Far West.
4) dai sopralluoghi effettuati fino ad ora non risulta che si siano effettuati lavori veri e propri con aumento di volumi, ma solo interventi che in gergo tecnico vengono definiti ad “edilizia libera” e pertanto non necessitano di Dia, Scia, permessi di agibilità e per i lavori che dovranno essere fatti prossimamente le aziende stesse certamente si attiveranno per fare le necessarie richieste nel rispetto delle normative come fanno tutte le aziende che operano fuori da quel contesto che non rappresenta affatto una zona franca rispetto alle leggi vigenti. Poi ricordo che tutti i giornalisti hanno il mio numero di cell e così come mi contattano per altre informazioni possono farlo anche per Grisù .
5) aggiungo poi per pura informazione che la ex-caserma dei Vigili del Fuoco è stata inserita nel programma speciale d’area del centro storico di Ferrara e la variante che ne è seguita ha tolto il vincolo di struttura annonaria, in sostanza sono consentiti molteplici usi che non siano solo servizi pubblici al punto che l’attuale uso sarebbe assolutamente compatibile con lo strumento urbanistico comunale vigente. Lo dico semplicemente perché ad un approccio superficiale è facile che venga il dubbio che in una ex caserma si possano svolgere quelle attività, ma è bene che tutti sappiano che sono attività perfettamente coerenti e compatibili con gli strumenti urbanistici comunali.
Edito questa nota per integrarvi le ulteriori risposte alla richieste di chiarimenti che mi sono pervenute dalla giornata di venerdì ad oggi:
6) La DIA per i lavori negli spazi comuni verrà richiesta dall’associazione Grisù in accordo con le aziende interessate, quando saranno in grado di partire con i lavori;
7) Per i lavori ad “edilizia libera” i cartelli di “lavori in corso” o similari non sono necessari e non essendo area per servizi pubblici entrare all’interno dello stabile è come entrare a casa da un privato, ogni atto o fatto conseguente all’accesso costituisce responsabilità personale (ribadisco che lo spazio Grisù è uno spazio PRIVATO non pubblico, NON si può entrare senza permesso così come in qualunque casa privata);
8) Relativamente all’inaugurazione e altre presentazioni se non c’è “pubblico spettacolo o intrattenimento” non servono permessi (il testo unico per il pubblico spettacolo RD 773/1931 Art. 68-69 differenzia chiaramente le due tipologie e nel caso specifico non si rende necessaria alcuna richiesta di licenza);
9) Per i concerti tutti i permessi sono stati richiesti e concessi regolarmente con la supervisione della commissione di vigilanza, così come le verifiche dei livelli di rumore, se sono stati sforati i decibel massimi consentiti l’organizzazione degli stessi deve essere sanzionata, ma non c’entra né l’organizzazione Grisù ne’ la Provincia;
10) L’associazione Grisù ha il compito e l’onere di vigilare e controllare, è sempre l’associazione che si occupa delle selezione delle Aziende;
11) Le aziende versano una quota all’associazione perche’ li sostenga nei percorsi che li porteranno all’insediamento, alcune di loro sono anche nel consiglio direttivo dell’associazione stessa, hanno quindi pieno potere a far in modo che l’associazione stessa faccia al meglio i loro interessi: L’associazione non è controparte delle aziende, ma le rappresenta, credo quindi che le aziende abbiano tutto l’interesse a lavorare con l’associazione giornalmente e verificare che tutto proceda nei tempi più adatti alle loro esigenze;
12) Relativamente all’ennesima “affermazione” sulla possibile vendita dello stabile, confermo come ho già detto all’inaugurazione di Grisù, ai media e più volte nei social network oltre che poco sopra che lo “la Provincia non intende più vendere e quindi toglierà l’immobile dal piano delle alienazioni, ma che è in fase di studio uno strumento giuridico che consenta di vincolare l’immobile a quella finalità a prescindere dalle persone (un altro presidente potrebbe rivedere la scelta) e dall’abolizione o meno dell’ente (se il comune entrasse in possesso dell’immobile in sostituzione della Provincia potrebbe disporne diversamente). In sostanza “blinderemo” l’immobile perché nessuno possa venderlo in futuro predisponendo ovviamente i necessari strumenti per il controllo sulla gestione dello stesso”
13) Relativamente al fatto di aver usato quel tipo di contratto come ho già precisato in precedenza senza quel tipo di contratto “provvisorio” i tempi amministrativi e burocratici di altri istituti sarebbero stati lunghissimi e probabilmente oggi non saremmo nemmeno partiti
14) L’immobile non è soggetto a vincoli del M.ro dei Beni Culturali se non per la pate esterna (che quindi rimarrà inalterata): chi pensa che dovrebbe/potrebbe esserlo può rivolgersi alla Soprintendenza chiedendo le motivazioni in base alle quali non è stato ritenuto tale.
15) Relativamente al vincolo di struttura annonaria si è fatto notare come il testo della delibera poneva a capo dell’associazione “l’eventuale cambio di destinazione urbanistica (art. 3)” il termine “eventuale” significa che l’associazione interviene direttamente in caso di necessità, necessità che proprio la variante del comune fa si che non ci sia;
16) L’immobile non è frazionato e non è richiesto nessun CPI essendo al di sotto dei 500 mq di terziario, al di sotto del numero di 300 addetti e con attività che a mio parere non rientrano nell “Elenco di Attività Soggette ai Controlli di Prevenzione Incendi” http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=5574 (sono comunque chiarimenti da richiedere direttamente all’associazione Grisu);
17) Rispetto ai tempi per la partenza dei primi uffici/aziende le scadenze e le tempistiche sono concordate tra le aziende e l’associazione, come Provincia non abbiamo alcuna voce in capitolo e non c’è alcun obbligo di comunicarcele.
Posted in Iniziative-Incontri, Le mie idee, News-Informazioni, Provinciali-Locali, tagged Berco, Ferrara, Lavoro on giugno 14, 2013| Leave a Comment »
Berco non è solo un’azienda copparese o ferrarese, Berco è un pezzo del sistema industriale italiano e per questo, la crisi che sta attraversando, va affrontata come una priorità di carattere nazionale.
In un’economia globalizzata le crisi aziendali di colossi come Thyssen (piuttosto che Basell o altre) non possono essere lasciate solamente nelle mani degli umori del mercato o delle trattative tra l’azienda e i lavoratori, devono vedere un impegno straordinario delle principali istituzioni del Paese e del Governo in primo luogo.
Un Governo che afferma giustamente che i temi del lavoro e dello sviluppo sono prioritari, che commissaria l’Ilva per non perdere un pezzo importante del sistema industriale italiano, esprime la volontà di portare avanti una chiara strategia di politica industriale e quindi non può non affrontare con altrettanta determinazione la questione Thyssen.
In questi anni il nostro Paese sulle politiche industriali è rimasto al palo e nel frattempo la congiuntura economica ha portato molte imprese multinazionali ad entrare in crisi e chiudere i battenti in Italia senza che ci fossero interventi forti per impedire tutto questo. Nel nostro territorio le situazioni di sofferenza sono diverse e credo si sia tutti consapevoli che non possono certo essere gli enti locali a trovare le soluzioni. Non abbiamo gli strumenti, non abbiamo la forza, non abbiamo risorse da mettere in campo. Berco è l’emblema della difficoltà ad avviare un confronto vero in assenza di un ruolo forte del Governo.
Certo, nel caso di Berco oltre alle difficoltà della situazione si aggiungono altri fattori: un atteggiamento irrispettoso per non dire provocatorio nei confronti delle istituzioni e delle forze sindacali che ha visto l’azienda mostrare disponibilità al confronto la mattina e comunicare ai lavoratori lo stesso pomeriggio l’applicazione del contratto nazionale in sostituzione di quello aziendale con decurtazione significativa degli stipendi dei lavoratori.
Nel caso di Berco poi constatiamo un’inconsueto atteggiamento in tema di relazioni industriali e sindacali in una Regione nella quale si è sottoscritto un impegno condiviso anche da Confindustria a mettere in atto tutti gli interventi possibili per superare le crisi senza licenziamenti, senza scaricare sui lavoratori i problemi in una fase nella quale la coesione sociale è già a rischio.
Da questa situazione si può uscire solo con l’impegno di tutti. Regione, Provincia e Comune stanno facendo la loro parte, adesso serve uno scatto del Governo nel trattare la vicenda Berco come Ilva, Alcoa e altre crisi aziendali.
Non può essere che in questo paese lo Stato si impegni a salvare banche, a “nazionalizzare” imprese in maniera del tutto discrezionale, a buttare miliardi in un pozzo senza fondo come Alitalia (che ormai è messa male come 3 anni fa) ……e non si possa trovare una soluzioni per una realtà industriale come Berco.
E’ indispensabile continuare a lavorare come abbiamo fatto finora mantenendo unito il fronte istituzioni-sindacati-lavoratori, ma è altrettanto indispensabile che a breve arrivino risposte concrete che sostanzino gli impegni. Le parole non bastano più, i vertici aziendali giorno dopo giorno martellano per avvicinarsi ai loro obiettivi senza aver mai presentato un piano industriale, senza aver mai chiarito se intendono vendere o rilanciare il gruppo, senza aver mai scambiato opinioni al tavolo ministeriale con istituzioni e sindacati (almeno fino ad oggi).
L’azienda farà di tutto per spaccare il fronte di cui parlavo, cercherà di mettere tutti contro tutti e se succederà avrà vinto. Noi (intendendo con il noi gli enti locali) la partita non la molleremo e fino alla fine saremo al fianco dei lavoratori, dello stabilimento e del territorio per il quale rappresenta un’eccellenza, ma confidiamo di non essere da soli perché quello che ci interessa è salvare l’azienda e i posti di lavoro non solo tenere alta la bandiera dei principi.
Provincia di #Ferrara finalista al premio smart city, Bologna, 6 giugno 2013
Posted in Le mie idee, Nazionali-Internazionali, News-Informazioni, tagged Ferrara, Progetto Cartografico Unico, Smart City on maggio 27, 2013| Leave a Comment »
SMART CITY ROADSHOW nasce nel 2011 da un’iniziativa di Smau e Anci.