Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_societario/2195
Timestamp: 2019-07-16 12:36:25+00:00
Document Index: 140544271

Matched Legal Cases: ['art. 2135', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2195', 'sentenza ', 'art. 2195', 'art. 2082', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 31', 'art. 2195', 'art. 1', 'art. 2195']

I. Sono soggetti all'obbligo dell'iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:
II. Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano.
Società cooperative e consorzi di produttori aventi ad oggetto attività agricole - Esenzione dal fallimento - Valutazione del giudice - Contenuto.
Ai fini dell’esonero dal fallimento delle società cooperative fra imprenditori agricoli e dei consorzi di produttori che commercializzano i prodotti degli associati, occorre procedere alla verifica: a) della forma sociale e della qualità dei soci; b) dello svolgimento di attività agricole in senso proprio o di attività “connesse” alle prime, anche in via esclusiva, da parte della società o del consorzio, ai sensi dell’art. 2135, comma 3, c.c.; c) dell’apporto prevalente dei soci o della destinazione prevalente a questi ultimi di beni e servizi diretti alla cura ed allo sviluppo del ciclo biologico, ai sensi dell’art. 2, comma 2, d.lgs. n. 228 del 2001. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Giugno 2018, n. 831. Segue...
Fallimento - Imprese soggette Esercizio in forma organizzata di attività di intermediazione o consulenza finanziaria - Attività di impresa commerciale - Sussistenza - Fattispecie.
Ai fini della dichiarazione di fallimento, l'esercizio in forma organizzata di un'attività di intermediazione o di consulenza finanziaria determina la soggezione alla procedura concorsuale, poiché l'art. 1 l.fall. rimanda alla nozione di imprenditore commerciale di cui all'art. 2195 c.c., che vi annovera, tra gli altri, coloro che esercitano un'attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi, un'attività intermediaria nella circolazione di beni (comprese quindi le imprese finanziarie), un'attività bancaria o assicurativa e in genere le "altre attività ausiliarie delle precedenti". (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto fallibile il soggetto dedito ad una attività consistente in servizi di intermediazione e di consulenza finanziaria, con l'utilizzazione di personale dipendente). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2018, n. 15285. Segue...
Imprenditore agricolo - Concessione in affitto dell'azienda - Fallibilità.
Perché l'imprenditore agricolo mantenga tale qualifica nonostante la concessione in affitto della sua intera azienda ed aver cessato l'attività occorre - ai fini dell'esenzione da fallimento - che non intraprenda alcuna attività commerciale.
Laddove invece egli, dopo aver cessato ogni attività agricola e aver quindi abbandonato ogni collegamento funzionale della sua attività con il fattore produttivo terra, intraprenda una delle attività commerciale di cui all'art. 2195 c.c., sarà - sussistenti gli altri presupposti di cui all'art. 2082 c.c. - da considerare imprenditore commerciale e dunque fallibile e non potrà più avvalersi della previsione dell'art. 2135, 3° comma, c.c., per cui all'imprenditore agricolo, che effettivamente eserciti attività agricola vera e propria, è permesso svolgere attività connesse, anche commerciali, senza che ciò possa far mutare la sua qualifica da imprenditore agricolo non fallibile ad imprenditore commerciale soggetto a fallimento.
L'articolo 2135 c.c. elenca una serie di attività di per sé commerciali, oltre a quelle dall'imprenditore agricolo compiute di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti della sua azienda, che sono ritenute connesse con l'attività agricola, quale "le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata" e il cui esercizio, anche a scopo di lucro, offerto a terzi (altri agricoltori o no) non farà mutare la qualifica dell'imprenditore agricolo. Non varrà però l'inverso: l'imprenditore agricolo, che abbia cessato l'attività agricola e compia esclusivamente, senza più collegamento con il fondo, attività commerciale, non manterrà la sua qualifica sol perché essa viene prestata in favore di altro soggetto imprenditore agricolo. Ammettendo tale ipotesi inversa, implicante l'espansione della qualifica agricola del soggetto ausiliato al soggetto ausiliante non oppure non più agricolo, si verrebbe ad estendere, a dismisura e senza giustificazione normativa, il novero degli imprenditori agricoli non passibili di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Trento, 24 Febbraio 2018. Segue...
Fallimento - Imprenditore agricolo - Affitto dell'azienda - Attività di importazione e rivendita di prodotti.
Non può considerarsi imprenditore agricolo ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2135 c.c. il soggetto che, dopo aver affittato a terzi l'azienda agricola, abbia modificato l'attività svolgendo esclusivamente quella di importazione dall'estero di prodotti poi rivenduti all'affittuaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017. Segue...
Impresa - Imprenditore - Commerciale e industriale - Promotore finanziario - Qualifica di imprenditore commerciale - Requisiti.
Ai fini della configurabilità dell'esercizio di attività imprenditoriale da parte del promotore finanziario di cui all'art. 31, comma 2, del d.lgs. n. 58 del 1998, è sufficiente che egli svolga la propria attività sulla base di un'autonoma organizzazione di mezzi ed a proprio rischio, considerato che gli altri elementi che caratterizzano l'attività di impresa sono già presenti, per definizione, in quella del promotore finanziario, la quale rientra tra le cd. attività ausiliarie previste dall'art. 2195, n. 5, c.c. e costituisce, dunque, impresa commerciale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Marzo 2017, n. 5660. Segue...
Società di capitali – Società pubblica – Assogettabilità Fallimento – Requisiti di fallibilità – Requisito Commercialità..
Reputa il Tribunale come la prescrizione dell’art. 1 l.fall. importi quindi un accertamento specifico in ordine al requisito della commercialità, peraltro ben coniugabile col disposto del secondo comma dell’art. 2195 c.c. (cfr. se non risulta diversamente), consentendo di escluderlo (come avviene nel caso di scrutinio sulle “cooperative”) nelle limitate ipotesi in cui l’attività economica svolta non consenta, né in astratto né in concreto, per prescrizione di legge o regolamento (e non di certo per libera autodeterminazione degli organi amministrativi), come nel caso di specie, il perseguimento dell’attività precipua lucrativa. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 26 Luglio 2013. Segue...