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Timestamp: 2017-02-20 04:18:36+00:00
Document Index: 119348635

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 11', 'art. 49', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 10', 'art. 20']

Legge 241/90 aggiornata al 2012
Documenti Dispense Dispense Giurisprudenza Dispense Diritto Amministrativo gtoscan98627 aprile 2012Legge 241/90 aggiornata al 2012, Dispense di Diritto Amministrativo. Politecnico di TorinoPolitecnico di TorinoDiritto Amministrativo,GiurisprudenzaPDF (254 KB)19 pagine50Numero di download1000+Numero di visite96%su 76 votiNumero di voti57Numero di commentiDescrizioneLegge 241/90 sul Procedimento Amministrativo aggiornata al 2012Aggiungi ai preferitiCommentaSegnala il documento60puntiPunti download necessari per scaricarequesto documentoScarica il documentoAnteprima3 pagine / 19Questa è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 19 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 19 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 19 totaliScarica il documentoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 19 totaliScarica il documentoCarica altriCerca nell'estratto del documento
7. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono
essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l’acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell’amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano Pagina 1 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmle disposizioni dell’articolo 14, comma 2.
8. La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo. Le sentenze passate in giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via telematica, alla Corte dei conti. (comma così sostituito dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9. La mancata o tardiva emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente. (comma così sostituito dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia. Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo si considera attribuito al dirigente generale o, in mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza al funzionario di più elevato livello presente nell'amministrazione. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-ter. Decorso inutilmente il termine per la conclusione del procedimento o quello superiore di cui al comma 7, il privato può rivolgersi al responsabile di cui al comma 9-bis perché, entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto, concluda il procedimento attraverso le strutture competenti o con la nomina di un commissario. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali non è stato rispettato il termine di conclusione previsti dalla legge o dai regolamenti. Le Amministrazioni provvedono all'attuazione del presente comma, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
9-quinquies. Nei provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte è espressamente indicato il termine previsto dalla legge o dai regolamenti di cui all'articolo 2 e quello effettivamente impiegato. (comma introdotto dall'art. 1, comma 1, legge n. 35 del 2012)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmArt. 3-bis (Uso della telematica)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmArt. 8 (Modalità e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm(comma così modificato dall'art. 7, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento
amministrativo, l’amministrazione procedente può indire una conferenza di servizi.
(comma così modificato dall'art. 49, comma 1, legge n. 122 del 2010) 2. La conferenza di servizi è sempre indetta quando l’amministrazione procedente deve acquisire intese,
concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro
trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza
può essere altresì indetta quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni
interpellate ovvero nei casi in cui è consentito all'amministrazione procedente di provvedere direttamente in
assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti.
(comma così modificato dall'art. 8, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005, poi dall'art. 49, comma 1, legge
n. 122 del 2010) Pagina 5 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm3. La conferenza di servizi può essere convocata anche per l’esame contestuale di interessi coinvolti in più
procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attività o risultati. In tal caso, la conferenza è
indetta dall’amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l’interesse
pubblico prevalente. L'indizione della conferenza può essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione
coinvolta. (comma così modificato dall'art. 8, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)
4. Quando l’attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di più
amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi è convocata, anche su richiesta dell’interessato,
dall’amministrazione competente per l’adozione del provvedimento finale.
5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi è convocata dal concedente
ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal concessionario, entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto
dalle leggi regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza è convocata
ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto.
5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi è convocata e svolta avvalendosi
degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalità stabiliti dalle medesime amministrazioni.
1. La conferenza di servizi può essere convocata per progetti di particolare complessità e di insediamenti
produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto
preliminare, da uno studio di fattibilità, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al
fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In
tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico
2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime
sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le
intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nullaosta e gli assensi, comunque denominati,
richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, si
pronunciano, per quanto riguarda l’interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni progettuali prescelte. Qualora
non emergano, sulla base della documentazione disponibile, elementi comunque preclusivi della realizzazione
del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le condizioni e gli elementi
necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso.
3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza di servizi si esprime entro trenta giorni dalla conclusione della
fase preliminare di definizione dei contenuti dello studio d’impatto ambientale, secondo quanto previsto in
materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro novanta giorni dalla richiesta di cui al comma 1, la
conferenza di servizi si esprime comunque entro i successivi trenta giorni. Nell’ambito di tale conferenza,
l’autorità competente alla VIA si esprime sulle condizioni per la elaborazione del progetto e dello studio di
impatto ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante della procedura di VIA, la suddetta autorità
esamina le principali alternative, compresa l’alternativa zero, e, sulla base della documentazione disponibile,
verifica l’esistenza di eventuali elementi di incompatibilità, anche con riferimento alla localizzazione prevista dal
progetto e, qualora tali elementi non sussistano, indica nell’ambito della conferenza di servizi le condizioni per
ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i necessari atti di consenso.
3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una amministrazione preposta alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità,
con riferimento alle opere interregionali, è sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 14-quater, comma 3.
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza di servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione e
le indicazioni fornite in tale sede possono essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di
significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei
5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate
il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in sede di
conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo
giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di lavori
pubblici, l’amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto
preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. (ora
decreto legislativo n. 163 del 2006 - n.d.r.)
1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all’organizzazione dei propri lavori a maggioranza
dei presenti e può svolgersi per via telematica.
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni
interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i
successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare,
l’effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, l’amministrazione procedente concorda una
nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima. La nuova data della riunione può essere fissata
entro i quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga da un'autorità preposta alla tutela del
patrimonio culturale. I responsabili degli sportelli unici per le attività produttive e per l'edilizia, ove costituiti, o i
Comuni concordano con i Soprintendenti territorialmente competenti il calendario, almeno trimestrale, delle
riunioni delle conferenze di servizi che coinvolgano atti di assenso o consultivi comunque denominati di
competenza del Ministero per i beni e le attività culturali.
(comma così modificato dall'art. 10, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005, poi dall'art. 49, comma 2, legge
n. 122 del 2010) 2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e 14-bis sono convocati i soggetti proponenti il progetto
dedotto in conferenza, alla quale gli stessi partecipano senza diritto di voto.
2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi,
nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti
ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata, anche per via telematica e con
congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono
partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure
pubbliche di agevolazione.
3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla
trasmissione dell’istanza o del progetto definitivo ai sensi dell’articolo 14-bis, le amministrazioni che vi
partecipano determinano il termine per l’adozione della decisione conclusiva. I lavori della conferenza non
possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4. Decorsi inutilmente tali termini,
l’amministrazione procedente provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo.
3-bis. In caso di opera o attività sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime,
in via definitiva, in sede di conferenza di servizi, ove convocata, in ordine a tutti i provvedimenti di sua
competenza ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, 42.
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm(comma introdotto dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione
medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino
all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto per
l’adozione del relativo provvedimento, l’amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi,
la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei
soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo è
prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessità di approfondimenti istruttori.
(comma così modificato dall'art. 10, comma 1, lettera d), legge n. 15 del 2005)
4-bis. Nei casi in cui l'intervento oggetto della conferenza di servizi è stato sottoposto positivamente a
valutazione ambientale strategica (VAS), i relativi risultati e prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti di cui ai
commi 4 e 5 dell'articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, devono essere utilizzati, senza
modificazioni, ai fini della VIA, qualora effettuata nella medesima sede, statale o regionale, ai sensi dell'articolo
7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
(comma introdotto dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia già intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni di
cui al comma 3 dell’articolo 14-quater, nonché quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si
applicano alle sole amministrazioni preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e della
6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante
legittimato, dall’organo competente, ad esprimere in modo vincolante la volontà dell’amministrazione su tutte
le decisioni di competenza della stessa.
6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4,
l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale, può adire direttamente il consiglio dei ministri ai sensi
dell'articolo 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le
specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta
la determinazione motivata di conclusione del procedimento che sostituisce a tutti gli effetti, ogni
autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di competenza delle
amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla predetta conferenza.
La mancata partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la ritardata o mancata adozione della
determinazione motivata di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della responsabilità dirigenziale
o disciplinare e amministrativa, nonché ai fini dell'attribuzione della retribuzione di risultato. Resta salvo il
diritto del privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata osservanza del termine di conclusione del
procedimento ai sensi degli articoli 2 e 2-bis.
(comma così sostituito dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 7. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla tutela della salute e
della pubblica incolumità, alla tutela paessaggistico-territoriale e alla tutela ambientale, esclusi i provvedimenti
in materia di VIA, VAS e AIA, il cui rappresentante, all'esito dei lavori della conferenza, non abbia espresso
definitivamente la volontà dell'amministrazione rappresentata.
(comma così sostituito dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 8. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti, per una sola volta, ai proponenti dell’istanza o ai
progettisti chiarimenti o ulteriore documentazione. Se questi ultimi non sono forniti in detta sede, entro i
successivi trenta giorni, si procede all’esame del provvedimento.
9. (comma abrogato dall'art. 49, comma 2, legge n. 122 del 2010) 10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA è pubblicato, a cura del proponente,
unitamente all’estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA
regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmArt. 14-quater (Effetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi)
(comma così modificato dall'art. 49, comma 3, legge n. 122 del 2010) 2. (abrogato dall'art. 11, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)
3. Al di fuori dei casi di cui all'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed
insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo terzo,
capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, nonché dei casi di
localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga espresso motivato dissenso da parte di
un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storicoartistico o
alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale
collaborazione e dell'articolo 120 della Costituzione, è rimessa dall'amministrazione procedente alla
deliberazione del Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le
Regioni e le Province autonome interessate, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una regionale
o tra più amministrazioni regionali, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di
dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra più enti locali. Se l'intesa non è
raggiunta entro trenta giorni, la deliberazione del Consiglio dei ministri può essere comunque adottata. Se il
motivato dissenso è espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria
competenza, il Consiglio dei Ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei
Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate.
(comma così sostituito dall'art. 49, comma 3, legge n. 122 del 2010, che ha soppresso anche i commi 3-bis, 3-
ter e 3-quater, poi modificato dall'art. 5, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
3-quinquies. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e di Bolzano dagli statuti speciali di autonomia e dalle relative norme di
5. Nell’ipotesi in cui l’opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento negativo trova applicazione
l’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotta dall’articolo 12, comma 2,
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto definitivo in relazione alla quale
trovino applicazione le procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, (ora
articolo 153 del decreto legislativo n. 163 del 2006 - n.d.r.) sono convocati alla conferenza, senza diritto di
voto, anche i soggetti aggiudicatari di concessione individuati all'esito della procedura di cui all'articolo 37-
quater della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all'articolo 37-quinquies della medesima
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm(comma così modificato dall'Allegato 4, articolo 3, comma 2, decreto legislativo n. 104 del 2010)
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l’amministrazione richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma. (comma così sostituito dall'art. 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano in caso di pareri che debbano essere rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini. 4. Nel caso in cui l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie i termini di cui al comma 1 possono essere interrotti per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a garantire l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di Pagina 10 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmpresentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno comunicazione alla Commissione di cui all’articolo 27.
(per l'interpretazione si veda l'articolo 5, comma 2, legge n. 106 del 2011)
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli previsti dalla normativa per le costruzioni in zone sismiche e di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione è corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, nonché, ove espressamente previsto dalla normativa vigente, dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque
sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti. La segnalazione, corredata delle dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni nonché dei relativi elaborati tecnici, può essere presentata a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, ad eccezione dei procedimenti per cui è previsto l’utilizzo esclusivo della modalità telematica; in tal caso la segnalazione si considera presentata al momento della ricezione da parte dell'amministrazione.
(comma così modificato dall'art. 5, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011, poi dall'art. 2, comma 1, legge n. 35 del 2012)
4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3 ovvero di cui al Pagina 11 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmcomma 6-bis, all’amministrazione è consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.
6-ter. La segnalazione certificata di inizio attività, la denuncia e la dichiarazione di inizio attività non costituiscono provvedimenti taciti direttamente impugnabili. Gli interessati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'articolo 31, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. (comma aggiunto dall'art. 6, comma 1, decreto-legge n. 138 del 2011, convertito dalla legge n. 148 del 2011)
1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2. 2. L'amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma
1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati. 3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, l’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti. (comma così modificato dall'art. 9, comma 3, legge n. 69 del 2009)
5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis. (comma così modificato dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm5-bis. Ogni controversia relativa all'applicazione del presente articolo è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attività soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se è stato dato inizio all'attività ai sensi degli articoli 19 e 20. (comma aggiunto dall'art. 3, comma 6-nonies, legge n. 80 del 2005)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. (comma così modificato dall'Allegato 4, articolo 4, del decreto legislativo n. 104 del 2010)
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm1. Ai fini del presente capo si intende:
(comma così sostituito dall'art. 10, comma 1, legge n. 69 del 2009) 3. Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all'articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6.
(articolo così sostituito dall'art. 4, comma 2, legge n. 265 del 1999) 1. Il diritto di accesso di cui all’articolo 22 si esercita nei confronti delle amministrazioni , delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autorità di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24.
(articolo così sostituito dall'art. 16 della legge n. 15 del 2005) 1. Il diritto di accesso è escluso:
c) nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le Pagina 15 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmparticolari norme che ne regolano la formazione;
3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell’accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dall’articolo 24
e debbono essere motivati.
4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell'accesso, Pagina 16 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmespresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell'articolo 24, comma 4, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza è attribuita al difensore civico competente per l'ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta è inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 nonché presso l’amministrazione resistente. Il difensore civico o la Commissione per l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infruttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all'autorità disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o della Commissione, l'accesso è consentito. Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l'accesso è negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione.
(articolo così sostituito dall'art. 18 della legge n. 15 del 2005) 1. È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.
2. La Commissione è nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei Pagina 17 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmministri. Essa è presieduta dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed è composta da dodici membri, dei quali due senatori e due deputati, designati dai Presidenti delle rispettive Camere, quattro scelti fra il personale di cui alla legge 2 aprile 1979, n. 97, su designazione dei rispettivi organi di autogoverno, due fra i professori di ruolo in materie giuridiche e uno fra i dirigenti dello Stato e degli altri enti pubblici. È membro di diritto della Commissione il capo della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri che costituisce il supporto organizzativo per il funzionamento della Commissione. La Commissione può avvalersi di un numero di esperti non superiore a cinque unità, nominati ai sensi dell'articolo 29 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
(articolo così sostituito dall'art. 19 della legge n. 15 del 2005) 1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all’esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2-bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6, nonché quelle del capo IV-bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche.
(comma così modificato dall'art. 10, comma 1, legge n. 69 del 2009) 2. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, regolano le materie disciplinate dalla presente legge nel rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, così come definite dai princípi stabiliti dalla presente legge.
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27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htm2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti la dichiarazione di inizio attività e il silenzio assenso e la conferenza di servizi, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano.
(comma così modificato dall'art. 49, comma 4, legge n. 122 del 2010) 2-quater. Le regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela.
(commi da 2-bis a 2-quinquies aggiunti dall'art. 10, comma 1, legge n. 69 del 2009) Art. 30 (Atti di notorietà)
Art. 31. (abrogato dall'art. 20 della legge n. 15 del 2005) Pagina 19 di 19Bosetti & Gatti - Legge n. 241 del 1990
27/04/2012http://www.bosettiegatti.com/info/norme/statali/1990_0241.htmcommenti (57)tona88perfetto!!!!!!!!!!
non ci sono paroletona88complimenti!francysognatriceOttimo!marameomaraottimomarameomaraperfettoQuesta è solo un'anteprima3 pagine mostrate su 19 totaliScarica il documentoAppunti correlatiLegge 241/90 aggiornata al 2012Legge 241-1990 - 8_06_2013Legge 241/90 Aggiornata.Legge 241/90L 241- 90 aggiornata ottobre 2012commento legge 241/90 - Università di MacerataCarica altriCondividiIntegra questo contenuto sul tuo sito<iframe src="http://www.docsity.com/it/docs/embed-player/legge-241-90-aggiornata-al-2012" width="383px" height="550px"></iframe>dello stesso utenteLegge 241/90 aggiornata al 2012Sentenza n. 500/1999 CassazioneDecreto Legislativo n. 165/2001Legge n. 241/1990Materie similiDiritto3727Diritto Amministrativo Dello Sport67Diritto Amministrativo I1241Diritto Amministrativo II983Diritto Pubblico3030Giurisprudenza2356	Il ProgettoIl TeamContattiDocumentiDomandeTutorsBlog	Doc4saleCookie PolicyTermini d'utilizzoPrivacy	Made with love in Rome and Turin	Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti,