Source: http://crs.commonhelp.it/2020/07/05/differenziazione-e-diseguaglianze-il-regionalismo-asimmetrico-nella-repubblica-una-e-indivisibile/
Timestamp: 2020-08-08 15:08:04+00:00
Document Index: 38626541

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 116', 'art. 116']

Differenziazione e diseguaglianze: il regionalismo asimmetrico nella Repubblica una e indivisibile – CRS – Centro per la Riforma dello Stato
Sotto questo profilo si rende necessario un approfondimento, se non un chiaro e netto revirement, della stessa giurisprudenza costituzionale sul tema, che al momento si limita alla sentenza n. 118 del 2015 con la quale la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il quesito referendario con cui la Regione Veneto ha chiesto agli elettori, imitata dalla Lombardia, se fossero d’accordo a richiedere «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia». Sebbene mancasse «qualsiasi precisazione in merito agli ambiti di ampliamento dell’autonomia regionale su cui si intende interrogare gli elettori», la Corte costituzionale si limitò a constatare che tali ambiti «possano riguardare solo [corsivo nostro]» le materie di competenza legislativa concorrente, di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione nonché le materie di potestà legislativa esclusiva dello Stato (art. 117, secondo comma) organizzazione della giustizia di pace (lett. l)), norme generali sull’istruzione (lett. n)), tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali (lett. s)): secondo la Corte, «così interpretato, il quesito referendario non prelude a sviluppi dell’autonomia eccedenti i limiti costituzionalmente previsti [corsivo nostro]»(sent. n. 118 del 2015).
(4) Per la distinzione tra un’accezione positiva di autonomia e una sua concezione negativa si rinvia a O. Chessa, Autonomia negativa, autonomia positiva e regionalismo differenziato: co-me uscire dalla crisi del principio autonomista, inJ.M. CastellàAndreu, G. Rivosecchi, S. Pajno,G. Verde (a cura di), Autonomie territoriali, riforma del bicameralismo e raccordi intergover-nativi: Italia e Spagna a confronto, Napoli, Editoriale Scientifica, 2018, p. 175 ss., secondo cui«l’autonomia negativa si realizza incrementando il numero di decisioni che un singolo ente può adottare singolarmente e quindi in modo potenzialmente differenziato da quello degli altri enti, invece l’autonomia positiva si valorizza aumentando il numero delle decisioni che i diversi enti prendono assieme».
(10) V. Crisafulli, Sull’efficacia normativa delle disposizioni di principio della Costituzione, 1948, ora in Id., Prima e dopo la Costituzione, cit., pp. 152-153, richiamava, oltre all’art. 3, anche l’art. 5 tra le disposizioni programmatiche, sottolineando anche che questo stabilisce «con efficacia immediata il principio fondamentale della struttura politica dello Stato oltre a quel principio delle autonomie lo-cali che sta alla base del Titolo V della seconda parte della Costituzione»: tra questi principi e le al-tre parti della Costituzione «non vi è soluzione di continuità, bensì sviluppo coerente e arricchimen-to» (p. 155). Sotto questo profilo non manca chi, come A. Morelli, Dinamiche del regionalismo diffe-renziato e declinazioni congiunturali dell’autonomia, in Diritto pubblico europeo, numero speciale2, 2019, Regionalismo differenziato o trasformazione della forma di Stato?, a cura di A. Lucarelli, A. Patroni Griffi, prospetti una questione di legittimità costituzionale della stessa legge di revisione n. 3 del 2001 proprio rilevando il contrasto tra principio unitario ex art. 5 e l’ampiezza delle forme di differenziazione consentite dal nuovo terzo comma dell’art. 116.
(17) Così M. Belletti, La differenziazione in Emilia-Romagna tra rispetto dell’equilibrio di bilancio e tenuta dei livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali su base nazionale, inAa.Vv., Regionalismo differenziato. Un percorso difficile, Atti del convegno “Regionalismo differenziato: opportunitàe criticità”, Milano, 8 ottobre 2019, in www.csfederalismo.it (http://www.csfederalismo.it/images/at-tachments/atticonvegni/UniMi-CSF_RegionalismoDifferenziato_Dic2019.pdf).
(24) Per una riflessione su «la selezione del demos per parti separate» cfr. F. Bilancia, Le forme della democrazia contemporanea e il germe della sua autodistruzione, inAa.Vv., Democrazia. Storia e crisi di una forma politica, Napoli, Editoriale Scientifica, 2013, pp. 155-164.
(34) A proposito dell’applicazione diretta dell’art. 116, comma 3, usano la parola secessione, per quanto non territoriale, sia G. Viesti, La secessione dei ricchi? Autonomie regionali e unità nazionale, Bari-Roma, Laterza, 2019 cheM. Villone, Italia, divisa e diseguale. Regionalismo differenziato o secessione occulta?, Napoli, Editoriale scientifica, 2019.
(44) Appare affatto convincente l’interpretazione sostenuta da S. Mangiameli, L’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, con particolare riferimento alle recenti iniziative delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, Indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per le questioni regionali, Audizione del 29 novembre 2017, in Issirfa. cnr.it, 2017, della analogia con le intese che il Governo raggiunge con le confessioni religiosediverse dalla cattolica.