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Timestamp: 2020-06-04 21:36:13+00:00
Document Index: 140766235

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 2043', 'art. 2495', 'art. 2495', 'art. 2495', 'art. 4', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 28', 'art. 2495', 'art. 4', 'art. 2495', 'art. 2495', 'art. 2456', 'art. 2495', 'art. 4', 'art. 4']

II. Ferma restando l'estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi. La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l'ultima sede della società.
In base alla regola generale posta dall’art. 2697 c.c., incombe sul creditore che agisce in giudizio l’onere della prova della distribuzione dell’attivo e della riscossione di quote dello stesso da parte dei soci nei cui confronti agisce, trattandosi di elemento della fattispecie costitutiva del diritto azionato. (Andrea Pazzini) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2020. Segue...
Società – Responsabilità dei liquidatori – Fondamento – Natura – Onere della prova.
La responsabilità dei liquidatori si fonda sulla prova di due presupposti, uno di natura oggettivo relativo al mancato pagamento dei debiti sociali e l’altro di natura soggettiva consistente nella riconducibilità del mancato pagamento al comportamento doloso o colposo dei liquidatori, per cui la lesione dei diritti dei creditori si sostanzia nel mancato adempimento, con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico, dei doveri legali e statutari; in proposito.
La responsabilità del liquidatore deve essere esclusa quando il mancato pagamento del debito sociale non dipenda dal mancato inserimento di quest’ultimo nel bilancio finale, quanto piuttosto dalla mancanza di qualsiasi risorsa economica necessaria per poter procedere al pagamento. Peraltro, dalla giurisprudenza di merito è stato anche chiarito che la mancata richiesta, da parte del liquidatore, del fallimento o dell’ammissione ad altra procedura concorsuale, della società non integra di per sé un profilo di responsabilità, in assenza della specifica dimostrazione del fatto che tale declaratoria avrebbe permesso di pervenire alla soddisfazione dei creditori sociali.
Quanto alla natura, la responsabilità dei liquidatori in argomento costituisce una responsabilità di matrice tipicamente extracontrattuale per lesione del diritto di credito del terzo; ed invero, non appare condivisibile l’opinione che ravvisa, nella fattispecie in esame, un caso di responsabilità di natura contrattuale in considerazione della sua derivazione dalla violazione di una preesistente obbligazione ex lege; infatti, come quella degli amministratori nei confronti dei creditori sociali, anche la responsabilità dei liquidatori nei confronti dei creditori stessi è responsabilità da fatto illecito, disciplinata in via generale dall'art. 2043 c.c., e che trova soltanto un richiamo, senza alcuna mutazione di fondamento, nell'art. 2495 c.c. L'obbligo di procedere al pagamento dei creditori vincola il liquidatore nei confronti della società in liquidazione ed è inerente al suo incarico di liquidatore e non può confondersi con l'obbligo che vincola la società debitrice nei confronti del proprio creditore.
Ricade in capo al creditore che agisca in giudizio al fine di far valere la responsabilità del liquidatore l’onere probatorio in relazione all’esistenza del credito, all’inadempimento da parte della società e, in particolare, alla condotta dolosa o colposa del liquidatore, oltre, ancora, al nesso di causalità con il mancato soddisfacimento del credito.
Pertanto, il creditore sociale rimasto insoddisfatto che intenda agire nei confronti del liquidatore ha l'onere di provare l'esistenza nel bilancio finale di liquidazione di una massa attiva che sarebbe stata sufficiente a soddisfare il suo credito, e che, invece, sia stata distribuita ai soci, oppure la sussistenza di una condotta dolosa o colposa del liquidatore cui sia imputabile la mancanza di attivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Gennaio 2019. Segue...
Registro imprese - Cancellazione della società - Efficacia costitutiva - Estintiva - Cessazione dell'attività - Vicende evolutive e modificative - Fusione - Esclusione.
L’efficacia costitutiva - estintiva della società attribuita dall’art. 2495 c.c. alla cancellazione dal registro delle imprese si riferisce esclusivamente alle ipotesi di cancellazione conseguenti alla cessazione dell’attività e non già a quelle conseguenti a vicende evolutive - modificative dello stesso soggetto come la fusione (Cass., sez. un., 12 marzo 2013, n. 6070). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Marzo 2016. Segue...
Impresa individuale - Cancellazione dal registro delle imprese - Estinzione - Irrilevanza - Effettivo svolgimento dell'attività di impresa.
La disciplina di cui all'art. 2495 cod. civ. (nel testo introdotto dall'art. 4 del d.lgs. n. 6 del 2003), secondo la quale l'iscrizione della cancellazione delle società di capitali e delle cooperative dal registro delle imprese, avendo natura costitutiva, estingue le società, anche se sopravvivono rapporti giuridici dell'ente, non è estensibile alle vicende estintive della qualità di imprenditore individuale, il quale non si distingue dalla persona fisica che compie l'attività imprenditoriale, sicché l'inizio e la fine della qualità di imprenditore non sono subordinati alla realizzazione di formalità, ma all'effettivo svolgimento o al reale venir meno dell'attività imprenditoriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Gennaio 2016, n. 98. Segue...
Registro imprese - Cancellazione della società - Diritto dei creditori non soddisfatti di rivolgersi ai soci - Residui attivi non liquidati - Debiti non soddisfatti - Trasferimento di diritti e beni ai soci in regime di contitolarità - Configurazione di eredità giacente - Esclusione.
Con riferimento alla norma di cui all'articolo 2495 c.c., secondo la quale, dopo la cancellazione della società, i creditori non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, occorre precisare che anche per i residui attivi non liquidati al momento della cancellazione, così come per i debiti non soddisfatti, si verifica un fenomeno successorio per cui i diritti e i beni si trasferiscono del pari ai soci in regime di contitolarità con esclusione quindi dell'ipotesi di un patrimonio assimilabile alla figura dell'eredità giacente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 24 Settembre 2015. Segue...
Società cancellata dal registro delle imprese – Art. 28 comma IV D.Lgs. 175 del 2014 – Contenuti ed effetti.
Il contenuto complessivo del comma 4 dell’art. 28 del dlgs 175 del 2014, facendo decorrere il periodo di sospensione degli effetti dell’estinzione dalla richiesta di cancellazione presuppone che: a) alla richiesta di cancellazione segua in tempi brevi la cancellazione dal registro delle imprese; b) alla cancellazione dal registro corrisponda l’estinzione della società. Ora, se la circostanza sub a) appare evenienza normale, quella sub b) riguarda solo il periodo successivo al 2003. Si è già rilevato, infatti, che, in base alla citata consolidata giurisprudenza di Cassazione, l’estinzione della società coincide con la cancellazione dal registro delle imprese solo se questa è successiva al 1° gennaio 2004, mentre ha effetto dal 1° gennaio 2004 se la cancellazione è avvenuta in data anteriore. Ne deriva che l’applicazione retroattiva del comma 4 dell’art. 28 potrebbe portare in alcuni casi alla totale inapplicabilità della norma (ove la richiesta dì cancellazione e la cancellazione siano intervenute fino a tutto il 1998) e, in altri casi, ad un ridotto periodo di sospensione degli effetti dell’estinzione (ove la richiesta di cancellazione e la cancellazione siano anteriori al 1° gennaio 2004), con la necessità di porre rimedio, ora per allora, alle più svariate situazioni (anche processuali) venutesi a creare nel tempo; situazioni che potrebbero essere ulteriormente complicate dal successivo automatico prodursi degli effetti dell’estinzione, una volta compiuto il quinquennio di differimento. Occorre perciò concludere che il comma 4 dell'art. 28 del dlgs. n. 175 del 2014, recante disposizioni di natura sostanziale sulla capacità della società cancellata dal registro delle imprese, non ha efficacia retroattiva e, pertanto, il differimento quinquennale (operante nei soli confronti dell’amministrazione finanziarla e degli altri enti creditori o di riscossione, indicati nello stesso comma, con riguardo a tributi o contributi) degli effetti dell’estinzione della società derivanti dall’art. 2495, secondo comma, cod. civ. si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (richiesta che costituisce il presupposto di tale differimento) sia presentata nella vigenza di detto decreto legislativo (cioè il 13 dicembre 2014 o successivamente). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 02 Aprile 2015, n. 6743. Segue...
Cancellazione delle società di capitali: estinzione immediata – Art. 2495 c.c. così come modificato dall’art. 4 del D. Lgs. 17 gennaio 2003 n. 6 – Estinzione della società come fenomeno successorio – Intestazione fiduciaria delle quote – Responsabilità della società fiduciaria – Sussistenza – Obbligo dei fiducianti di manlevare la società fiduciaria – Sussistenza..
Appare fondata la domanda di manleva formulata dalla società fiduciaria nei confronti dei terzi chiamati in causa quali eredi del fiduciante, in forza dell’espresso disposto del contratto di conferimento dell’incarico fiduciario sottoscritto dal loro dante causa, secondo il quale questi si era impegnato a manlevare la fiduciaria “da ogni onere, danno, molestia, anche di natura fiscale, che possa derivar direttamente o indirettamente da questo incarico” (Alessandro Colavolpe) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Marzo 2014. Segue...
Società di capitali cancellata dal registro delle imprese - Domanda giudiziale introdotta dal liquidatore - Improponibilità - Cessazione del potere di rappresentanza - Venir meno della successione dei soci alla società..
La domanda giudiziale introdotta dal liquidatore di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese è improponibile. L'effetto estintivo che inevitabilmente ne deriva, - e che, a seguito della riforma del diritto delle società, per quelle cancellate prima del 2004 opera a decorrere dal 1 gennaio 2004, e si produce, ai sensi dell'art. 2495 c.c., comma 2, anche in presenza di debiti insoddisfatti o di rapporti non definiti, istituendosi una comunione fra i soci in ordine ai beni residuati dalla liquidazione o sopravvenuti alla cancellazione- determina il venir meno del potere di rappresentanza dell'ente estinto in capo al liquidatore stesso, come pure la successione dei soci alla società ai fini dell'esercizio, nei limiti e alle condizioni stabilite, delle azioni dei creditori insoddisfatti (Cfr. anche Cass. Ord. n. 22863 del 03 novembre 2011; Cass. Sez Un. n. 4060 del 2010). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 17 Dicembre 2013. Segue...
Società - Registro imprese - Cancellazione - Conseguenze sul giudizio pendente - Interruzione - Riassunzione nei confronti dei soci..
Qualora la cancellazione della società dal registro delle imprese (la quale, ai sensi dell'articolo 2495, comma 2, c.c. comporta l'estinzione della società indipendentemente dall'esistenza di crediti insoddisfatti o di rapporti non ancora definiti) intervenga in pendenza di un giudizio in cui sia parte la società, dovrà essere dichiarata l'interruzione del processo e la sua riassunzione potrà essere effettuata nei confronti dei soci cessati, successori a titolo particolare della società estinta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 30 Maggio 2011. Segue...
Società - Cancellazione ed estinzione - Iscrizione nel registro delle imprese - Esaurimento del procedimento di liquidazione - Irrilevanza - Persistenza di debiti e crediti sociali - Irrilevanza applicazione della norma di cui all'articolo 2495 c.c. alle cancellazioni avvenute prima della sua entrata in vigore - Modalità..
L’art. 2495, comma 2, c.c., così come modificato dal D.Lgs. n. 6/2003 ed in vigore dal 1 gennaio 2004 sostituendo il previgente art. 2456 c.c., sancisce l’estinzione della società al momento dell’iscrizione della cancellazione nel registro delle imprese, indipendentemente dall’esaurimento o meno del procedimento di liquidazione e dal persistere o meno di debiti o crediti sociali: trattasi di norma innovativa e non interpretativa, che vale quindi solo per l’avvenire, ma, con riferimento alle cancellazioni avvenute prima del 1 gennaio 2004, è da tale data che deve comunque ritenersi avvenuta l’estinzione della società. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 14 Aprile 2011. Segue...
Società - Cancellazione - Azione dei creditori nei confronti del liquidatore - Presupposti - Natura ed autonomia - Riassunzione del processo instaurato nei confronti della società - Inammissibilità..
L'azione nei confronti del liquidatore della società prevista dall'articolo 2495, comma 2, c.c. presuppone il mancato pagamento dei debiti sociali, l'imputabilità di tale evento alla condotta colposa del liquidatore, ha natura di responsabilità aquiliana ed è autonoma rispetto a quella esperibile nei confronti dei soci. Ne consegue che detta azione non può essere introdotta nelle forme della riassunzione del processo instaurato nei confronti della società e poi interrotto a seguito di cancellazione, non essendovi alcune successione del liquidatore nel rapporto originariamente dedotto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 18 Novembre 2010. Segue...
Società di persone - Cancellazione dal registro delle imprese - Estinzione immediata della società - Natura dichiarativa - Presunzione del venir meno della capacità soggettiva..
In tema di società, una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 2495, secondo comma, cod. civ., come modificato dall'art. 4 del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, nella parte in cui ricollega alla cancellazione dal registro delle imprese l'estinzione immediata delle società di capitali, impone un ripensamento della disciplina relativa alle società commerciali di persone, in virtù del quale la cancellazione, pur avendo natura dichiarativa, consente di presumere il venir meno della loro capacità e soggettività limitata, negli stessi termini in cui analogo effetto si produce per le società di capitali, rendendo opponibile ai terzi tale evento, contestualmente alla pubblicità nell'ipotesi in cui essa sia stata effettuata successivamente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 6 del 2003, e con decorrenza dal 1° gennaio 2004 nel caso in cui abbia avuto luogo in data anteriore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Ottobre 2010, n. 20878. Segue...
Società a responsabilità limitata - Registro imprese - Cancellazione - Responsabilità dei soci per i debiti sociali - Limite delle somme riscosse - Riassunzione della causa interrotta per effetto della cancellazione - Prosecuzione della causa nei confronti dei soci - Inammissibilità delle domande..
Poiché a norma dell'articolo 2495, comma 2, codice civile, i soci di una società a responsabilità limitata rispondono dei debiti da questa contratti e rimasti insoddisfatti solo se e nei limiti in cui hanno riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione, ne deriva che gli stessi non possono essere considerati successori universali nè successori a titolo particolare della società medesima nel vincolo obbligatorio, con la conseguenza, sul piano processuale, che non vi sono soggetti cui spetta proseguire il processo di cui la società estinta sia stata parte; pertanto, sulla domanda proposta contro la società che in corso di causa si cancelli del registro delle imprese, il giudice non può più statuire nel merito e le domande proposte nella causa eventualmente riassunta nei confronti dei soci e del liquidatore della società dovranno essere dichiarate inammissibili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17 Maggio 2010. Segue...
Società – Di capitali – Società per azioni – Scioglimento – Liquidazione – Liquidatori – Cancellazione della società – In genere – Art. 2495 cod. civ., come modificato dall'art. 4 del d.lgs. n. 6 del 2003 – Cancellazione dal registro delle imprese – Effetti - Estinzione immediata della società – Configurabilità – Efficacia retroattiva – Esclusione – Conseguenze – Società cancellate anteriormente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 6 del 2003 – Estinzione – Decorrenza dal 1° gennaio 2004. (17/05/2010).
Società di persone – Cancellazione dal Registro Imprese – Effetti – Estinzione..
La cancellazione dal Registro delle Imprese della società di persone ne determina l'estinzione, negli stessi termini in cui analogo effetto si produce per le società di capitali. (st) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 09 Febbraio 2010. Segue...
Società – Cancellazione dal registro delle imprese – Estinzione – Sopravvenienze e rapporti giuridici attivi – Legittimazione degli ex soci – Sussistenza..
Una volta che la società sia stata cancellata dal registro delle imprese, eventuali sopravvenienze o rapporti giuridici attivi spettano agli ex soci, i quali sono anche legittimati ad agire in giudizio al fine di realizzare tali diritti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Febbraio 2009. Segue...