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Timestamp: 2020-05-25 08:06:00+00:00
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 25 gennaio 2017, n. 306 - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 25 gennaio 2017, n. 306
La pergotenda è qualificabile come mero arredo esterno quando è di modeste dimensioni, non modifica la destinazione d’uso degli spazi esterni ed è facilmente ed immediatamente rimovibile, con la conseguenza che la sua installazione si va ad inscrivere all’interno della categoria delle attività di edilizia libera e non necessita quindi di alcun permesso. Infatti, ai sensi del combinato disposto degli articoli 3 e 10 del DPR n. 380 del 2001, sono soggetti al rilascio del permesso di costruire gli “interventi di nuova costruzione”, che determinano una “trasformazione edilizia e urbanistica del territorio”, mentre una struttura leggera destinata ad ospitare tende retrattili non integra tali caratteristiche. L’opera principale non è, infatti, la struttura in sé, ma la tenda, quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa, con la conseguenza che la struttura (in alluminio anodizzato) si qualifica in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda.
sentenza 25 gennaio 2017, n. 306
Pa. An., rappresentata e difesa dall’avvocato Gi. Mo., con domicilio eletto presso Si. Ri. Ga. in Roma, via (…);
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 6 dicembre 2016 il Cons. Dante D’Alessio e uditi per le parti l’avvocato Si. Ri. Ga., per delega dell’avvocato Gi. Mo.;
1.- La signora Anna Pa. ha impugnato davanti al T.A.R. per la Campania, Sezione Staccata di Salerno, l’ordinanza, n. 23 del 16 giugno 2015, con la quale il Responsabile del Settore Ufficio Tecnico del Comune di (omissis), le ha ingiunto di provvedere, a sua cura e spese, alla demolizione di una copertura e chiusura perimetrale di un pergolato con teli plastificati, fissati alla struttura con il sistema degli occhielli e chiavetta, con un riquadro di materiale plastico come finestra nella parte centrale, in quanto realizzate in assenza di titolo abilitativo.
3- Per valutare la legittimità del provvedimento con il quale il Comune di (omissis) (che non ha ritenuto di doversi costituire in giudizio) ha ordinato la demolizione delle opere realizzate dall’appellante in assenza di alcun titolo abilitativo occorre qualificare la natura delle opere realizzate.
3.1- Per realizzare tale struttura l’interessata non ha presentato una dichiarazione o richiesta di assenso al Comune. Risulta peraltro dagli atti che la signora Pa., con SCIA del 15 marzo 2011, aveva realizzato alcuni lavori nell’immobile oggetto dei lavori contestati con l’ordinanza impugnata.
8- La signora Anna Pa. nel suo appello ha insistito nel sostenere che le opere sanzionate dal Comune di (omissis) altro non sono che una “pergotenda”, realizzata con teli amovibili (appoggiati sul preesistente pergolato), che non ha determinato alcun aumento di volumetria e di superfice coperta.
11- Per gli esposti motivi, l’appello deve essere accolto e, in riforma della appellata sentenza del T.A.R. per la Campania, Sezione Staccata di Salerno, Sezione I, n. 2543 del 4 dicembre 2015, deve essere disposto l’annullamento dell’ordinanza di demolizione del Comune di (omissis), n. 23 del 16 giugno 2015, impugnata in primo grado.
definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, in riforma della appellata sentenza del T.A.R. per la Campania, Sezione Staccata di Salerno, Sezione I, n. 2543 del 4 dicembre 2015, dispone l’annullamento dell’ordinanza del Comune di (omissis), n. 23 del 16 giugno 2015.
Giulio Castriota Scanderbeg –
Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 21 novembre 2014, n. 5769....