Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19672-del-07-08-2017
Timestamp: 2020-05-25 21:36:35+00:00
Document Index: 177267344

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'CGUE ', 'art. 380', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 53', 'art. 4', 'art. 526', 'art. 360', 'art. 53', 'art. 53', 'sentenza ', 'art. 53']

Sentenza Cassazione Civile n. 19672 del 07/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19672 del 07/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 07/08/2017, (ud. 22/06/2017, dep.07/08/2017), n. 19672
sul ricorso 20123-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 1447/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 03/02/2014;
partecipata del 22/06/2017 dal Consigliere Dott. GIULIO FERNANDES.
che la Corte di Appello di Torino ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza del Tribunale della stessa città, che aveva riconosciuto il diritto di O.L. – collaboratrice scolastica (personale ATA) alle dipendenze del MIUR in forza di consecutivi contratti a tempo determinato – alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrispondere alla predetta le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità di servizio maturata;
che la Corte territoriale ha posto a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato, precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle nonne in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato trasfuso nella indicata Direttiva;
che avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il MIUR affidato ad un unico motivo;
che la O. è rimasta intimata;
che è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
che viene denunziata violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53 e della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526 e della direttiva 99/70/CE (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) assumendosi: che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; che il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente; che, sull’applicabilità della L. n. 312 del 1980, art. 53 alla luce degli interventi legislativi, la lettura dei richiamati articoli della contrattazione collettiva doveva essere nel senso che l’art. 53 menzionato indicava la perdurante vigenza della disciplina specificamente dettata per gli insegnanti di religione, senza alcun riferimento al mantenimento del trattamento giuridico ed economico di una categoria di personale non più esistente, e cioè gli “incaricati” annuali con nomina del Provveditore;
che il motivo è infondato in quanto la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte (Cass. 7.11.2016 n. 22558, e 23.11.2016n. 23868 alle cui motivazioni ci si riporta integralmente in quanto del tutto condivise) secondo cui “nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini dell’attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai c.c.n.l. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”; che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto;
che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore ed essendo inconferente rispetto ai termini di causa ogni riferimento alla questione relativa all’applicabilità dell’art. 53 1. 312/80, il ricorso va rigettato;
che non si provvede in ordine alle spese del presente giudizio essendo la O. rimasta intimata;
La Corte, rigetta il ricorso; nulla per le spese del presente giudizio.