Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/circolare-agenzia-entrate-n-3-del-04022009.html
Timestamp: 2017-01-17 15:09:52+00:00
Document Index: 172974840

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2508', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 47', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1']

Immatricolazione di veicoli importati e commercializzati in Italia e
provenienti da altri Stati membri della U.E. - Chiarimenti
Com'è noto, con due provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle
Entrate del 25 ottobre 2007 [provv. A
- provv. B] (pubblicati nella G.U. n. 266 del 15 novembre
2007) è stata data attuazione alle disposizioni introdotte dall'art. 1,
commi 9, 10 e 11 del decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006, convertito con
modificazioni nella legge 24 novembre 2006, n. 286, in cui sono contemplate
alcune misure di contrasto alle frodi IVA perpetrate nel settore del
commercio intracomunitario di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi ed
In particolare, l'art. 1, comma 9, del richiamato decreto legge n.
262/2006 impone, agli operatori commerciali residenti che acquistino i
predetti beni, il versamento dell'IVA relativa alla prima cessione interna
nel territorio dello Stato. Il versamento deve avvenire secondo le modalità
determinate dai suddetti provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle
E' altrettanto noto che, in forza dei citati provvedimenti, il
Dipartimento per i Trasporti Terrestri, con circolare prot. n. 108243 del 27
novembre 2007, ha diramato istruzioni generali in tema di immatricolazione
dei veicoli nuovi od usati oggetto di acquisto intracomunitario,
evidenziando che l'immatricolazione stessa è consentita a condizione che
detti veicoli vengano preventivamente censiti all'atto dell'ingresso nel
territorio italiano (cfr. decreto 30 ottobre 2007 adottato congiuntamente
dal Capo del Dipartimento per i Trasporti Terrestri e dal Direttore
dell'Agenzia delle Entrate), che siano abilitati all'immatricolazione e che
per essi sia acquisito al sistema informativo della motorizzazione la
conferma circa l'assolvimento degli obblighi IVA, da versare a mezzo del
Inoltre, con la circolare n. 14/E del 26 febbraio 2008 dell'Agenzia
delle Entrate e la circolare prot. n. 19031 del 27 febbraio 2008 del
Dipartimento per i Trasporti terrestri sono state altresì fornite
indicazioni ai fini della immatricolazione dei veicoli il cui acquisto
intracomunitario rientri nel regime dell'IVA del margine.
Tutto ciò premesso, con la presente circolare si intendono fornire
istruzioni operative e chiarimenti in merito ad una serie di fattispecie
rispetto alle quali si è avuto modo di appurare il permanere di dubbi
interpretativi non solo da parte degli operatori commerciali ma anche degli
stessi Uffici Motorizzazione Civile e degli Uffici locali dell'Agenzia.
Il provvedimento prot. n. 166781 del 25 ottobre 2007 adottato dal
direttore dell'Agenzia delle Entrate esclude, all'art. 2, l'applicabilità
della procedura descritta in premessa agli acquisti intracomunitari di
purché la cessione abbia ad
oggetto veicoli provvisti di codice antifalsificazione.
Il codice di antifalsificazione infatti, identificando
inequivocabilmente il veicolo oggetto di cessione, costituisce un utile
strumento di contrasto delle frodi fiscali attuate secondo gli schemi
Cosicché, i veicoli muniti di codice antifalsificazione possono
essere immatricolati senza che sia necessaria nè l'abilitazione alla immatricolazione
né la validazione, da parte dell'Agenzia delle Entrate,
del dato relativo all'adempimento degli obblighi IVA essendo questi esentati dal versamento a mezzo del modello "F 24 Iva auto UE".
Per inciso, si rammenta che la circolare prot. n. 54409 del 1 luglio
2008 emanata dalla Direzione Generale per la Motorizzazione ha chiarito che
il codice di antifalsificazione può essere rilasciato esclusivamente alle
filiali delle case costruttrici estere, intendendo per tali:
1. le sedi secondarie, stabilite in Italia ed iscritte nel registro
delle imprese (art. 2508 cod. civ.), delle case costruttrici
costituite in altro Stato della U.E.;
2. le unità locali, stabilite in Italia ed iscritte nel REA, delle
case costruttrici costituite in altro Stato della U.E.; in tal caso, nell'unità locale debbono svolgersi
3. le società costituite in Italia, regolarmente iscritte nel
registro delle imprese, controllate dalla casa costruttrice costituita
in altro Stato della U.E. attraverso una partecipazione maggioritaria
Si rammenta altresì che il codice antifalsificazione viene rilasciato
direttamente dal CED della Direzione Generale per la Motorizzazione, quindi
non dagli Uffici Motorizzazione Civile presenti sul territorio, e solo su
Il costante monitoraggio condotto dalle Amministrazioni scriventi
rileva, tuttavia, che ad oggi le filiali di talune case costruttrici estere
non hanno ancora provveduto a richiedere il codice di antifalsificazione.
Al riguardo, in applicazione delle disposizioni dettate dal richiamato
provvedimento del 25 ottobre 2007 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate,
giova rammentare che le filiali di case costruttrici estere, che non
abbiano fatto richiesta dei codici antifalsificazione, non possono
sottrarsi, in relazione agli acquisti intracomunitari di autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi nuovi, al versamento dell'IVA relativa alla prima
cessione interna secondo le previsioni dell'art. 1, comma 9, del decreto legge n. 262/2006.
Ad ogni buon fine, considerati i problemi tecnico-organizzativi
connessi al rilascio dei codici di antifalsificazione, le Amministrazioni
scriventi ritengono di poter accordare, in via transitoria, la possibilità
di procedere, in attesa del rilascio del codice di antifalsificazione e comunque non oltre il 30 giugno 2009, all'immatricolazione di autoveicoli,
di motoveicoli e di rimorchi nuovi oggetto di acquisto intracomunitario e
ceduti direttamente dalle filiali delle case costruttrici estere, producendo
una dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell'art. 46
del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e redatta utilizzando i modelli allegati
alla presente circolare, che attesti lo status di filiale di casa
costruttrice estera e l'avvenuta presentazione della richiesta di rilascio
Detta possibilità è riferita ai veicoli muniti di C.O.C. emessi sino
al 30 giugno 2009.
Si precisa che, scaduto il termine del 30 giugno 2009, le filiali
delle case costruttrici estere che non abbiano ritenuto di aderire alla
richiesta di rilascio del codice di antifalsificazione, ovvero le case
costruttrici che, ai fini della commercializzazione dei veicoli fabbricati,
non abbiano stabilito proprie filiali in Italia e, pertanto, non siano in
possesso del requisito soggettivo necessario per l'ottenimento del codice di
antifalsificazione, dovranno attestare l'avvenuto assolvimento dell'imposta
relativa alla prima cessione interna mediante il cosiddetto modello "F24 Iva
1. l'istanza di rilascio del codice antifalsificazione deve essere
proposta esclusivamente dalla filiale in nome e per conto della casa
costruttrice estera, al fine di consentire controlli successivi circa
il permanere dei requisiti che consentono l'utilizzo del codice
stesso; competente a ricevere l'istanza è il CED della Direzione
Generale della Motorizzazione, sito in Via Caraci 36 - 00157 Roma;
2. l'autocertificazione di cui agli allegati modelli deve essere
prodotta, unitamente alla istanza di immatricolazione dei veicoli e della relativa documentazione di rito, allo Sportello telematico
dell'automobilista presso il quale si intende effettuare
l'immatricolazione stessa ovvero, se si tratta di veicoli la cui
immatricolazione non rientra nel campo si applicazione del d.P.R. n.
358/2000, ad un Ufficio Motorizzazione Civile;
3. la richiesta del codice antifalsificazione e l'autocertificazione
utile ai fini della immatricolazione debbono essere formulate e
sottoscritte da persona fisica munita del potere di agire in nome e
per conto della filiale che, in quanto tale, è a sua volta titolata ad agire in rappresentanza della casa costruttrice estera. A tal fine,
quindi, non potranno essere prese in considerazione le richieste e le
autocertificazioni sottoscritte dalle persone fisiche che, sebbene
accreditate presso la Direzione generale della Motorizzazione, siano
state investite del potere di rappresentare la casa costruttrice
estera esclusivamente per la trattazione delle procedure
tecnico-amministrative di omologazione.
1) Veicoli dotati di codice di immatricolazione OE/OA ovvero di
dichiarazione di conformità nazionale
Così come già chiarito con la richiamata circolare prot. n. 54409
del 1 luglio 2008 della Direzione Generale per la Motorizzazione, si
ritiene opportuno ribadire che, ai fini della immatricolazione dei veicoli
oggetto di acquisto intracomunitario, la sussistenza del codice di
immatricolazione OE/OA ovvero della dichiarazione di conformità nazionale
non costituisce elemento sufficiente ad esentare dall'obbligo di attestare
l'assolvimento dell'imposta mediante il cd. modello "F24 Iva auto UE"; tale
procedura, infatti, può essere ovviata solo se i veicoli stessi siano
comunque muniti di codice antifalsificazione.
2) Veicoli fabbricati da case costruttrici italiane in altri Stati della
U.E. importati per essere commercializzati in Italia
Ai fini fiscali, l'ipotesi deve essere trattata alla stregua di un
ordinario acquisto intracomunitario e, pertanto, trovano applicazione le
medesime istruzioni operative descritte nel precedente paragrafo B).
Ne consegue che anche per i veicoli in parola, se non muniti di codice
antifalsificazione, l'assolvimento degli obblighi IVA deve avvenire per
il tramite del modello "F24 Iva auto UE" e, ai fini della
immatricolazione, il relativo dato deve essere acquisito al sistema
informativo della motorizzazione.
3a) i veicoli fabbricati in Italia e trasferiti in altro Stato membro
della U.E per l'allestimento o il completamento e reimportati per
essere commercializzati in Italia;
3b) i veicoli fabbricati all'estero, importati in Italia e successivamente
trasferiti in altro Stato membro della U.E per l'allestimento o il
completamento, quindi importati nuovamente per essere commercializzati
In entrambi i casi, se il veicolo allestito o completato non
è munito
di proprio codice di antifalsificazione (distinto da quello del veicolo
base), l'immatricolazione potrà avvenire a condizione che lo stesso sia
stato censito all'atto dell'importazione finalizzata alla
commercializzazione in Italia, sia stato abilitato all'immatricolazione,
abbia assolto gli obblighi IVA a mezzo del modello "F24 Iva auto UE" ed il
relativo dato sia stato acquisto al sistema informativo della motorizzazione.
E' noto che formano oggetto della comunicazione telematica prevista
dall'art. 1, comma 378, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (le cui
disposizioni attuative sono ora contenute nel già richiamato decreto 30
ottobre 2007 adottato congiuntamente dal Capo del Dipartimento per i Trasporti Terrestri e dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate) anche i dati
relativi agli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi ed usati oggetto di acquisto intracomunitario i quali, dopo aver fatto ingresso nel territorio
italiano, non vengano qui immatricolati bensì esportati o ceduti in altro
Paese della U.E..
E' altresì noto che detta disposizione attuativa è stata sinora resa
operativa solo con riguardo agli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi ed usati che giungono in Italia attraverso canali di importazione non
Ciò posto, si ritiene che lo stato attuale del processo di
perfezionamento delle procedure informatiche, inerenti l'immatricolazione
dei veicoli oggetto di acquisto intracomunitario, consente di estendere
l'operatività della disposizione attuativa in esame anche agli autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi nuovi muniti di codice antifalsificazione.
Pertanto, si rende noto che sono in fase di completamento le procedure
informatiche e le relative transazioni attraverso le quali gli operatori, all'atto delle esportazione o della cessione intracomunitaria di
autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi non ancora immatricolati, muniti di codice di antifalsificazione, dovranno comunicare la cessazione per
esportazione dei veicoli stessi.
La comunicazione dovrà essere effettuata secondo le
modalità già in
uso, vale a dire avvalendosi del collegamento telematico diretto con il
C.E.D. della Direzione Generale della Motorizzazione, ovvero per il tramite
di uno Studio di consulenza abilitato quale STA.
La ricevuta attestante l'effettuazione della comunicazione
essere conservata unitamente alla fattura relativa, costituendo prova dell'avvenuta esportazione o della cessione intracomunitaria.
Nel caso in cui il veicolo cessato per esportazione venga reimportato
in Italia, dovrà essere nuovamente censito ai sensi dell'art. 1, comma 378,
legge 30 dicembre 2004 n. 311."
Il C.E.D. della Direzione Generale della Motorizzazione
avrà cura di far conoscere, con apposito file-avvisi, la data a decorrere dalla quale le
predette transazioni saranno concretamente disponibili.
La commercializzazione in Italia di veicoli fabbricati nel territorio
dello Stato si esaurisce in una operazione economica meramente interna; pertanto, non ricorrendo l'ipotesi di acquisto intracomunitario di veicoli,
la fattispecie esula completamente dal campo di applicazione della normativa
oggetto della presente circolare.
Ne consegue quindi che, in sede di immatricolazione, non sussiste la
necessità di effettuare alcuna verifica formale in ordine all'assolvimento dell'IVA
né che i veicoli siano stati preventivamente censiti e abilitati
alla immatricolazione.
Tuttavia, anche in tal caso appare indispensabile che i veicoli in
parola siano muniti di codice antifalsificazione, laddove ci si voglia
avvalere della possibilità di effettuare l'immatricolazione presso un
qualsiasi "Sportello telematico dell'automobilista"; in caso contrario, la
richiesta di immatricolazione deve essere presentata esclusivamente presso
un Ufficio Motorizzazione Civile unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell'atto di
notorietà (art. 47, d.P.R. n. 445/2000) rilasciata dal
rappresentante della casa costruttrice ed attestante la sede dello
stabilimento di fabbricazione.
E) Immatricolazione di ciclomotori,di macchine agricole e di macchine
operatrici oggetto di acquisto intracomunitario
Il presupposto fondamentale della disciplina richiamata in premessa
è che l'acquisto intracomunitario abbia ad oggetto autoveicoli, motoveicoli o rimorchi; conseguentemente, dal campo di applicazione della disciplina
stessa restano esclusi i ciclomotori, le macchine agricole e le macchine operatrici, sia nuove sia usate, che provengano da altro Stato della
Con riferimento a detta tipologia di veicoli, pertanto, continuano ad
applicarsi le tradizionali procedure di immatricolazione, ivi compresa la dimostrazione dell'assolvimento degli obblighi IVA a mezzo di dichiarazione
sostitutiva di certificazione che gli Uffici Motorizzazione Civile
sottoporranno al vaglio degli Uffici locali dell'Agenzia per gli
accertamenti di competenza.
Peraltro, si rammenta che le procedure di immatricolazione in parola
non sono gestibili attraverso lo "Sportello telematico dell'automobilista", trattandosi di veicoli per i quali non
è prevista l'iscrizione nel pubblico
F) Immatricolazione di veicoli provenienti da particolari circoscrizioni
Gli acquisti effettuati nei confronti di operatori della RSM sono da
assimilare alle importazioni disciplinate dall'art. 72 del d.P.R. n. 633/1972, alle quali
però non si accompagnano le formalità ivi previste
Essendo giuridicamente classificabili come operazioni
all'importazione, trova altresì applicazione la previsione di cui all'art. 1, comma 10, del decreto-legge n. 262/2006 (immatricolazione subordinata
alla "presentazione di certificazione doganale attestante l'assolvimento
dell'IVA...").
Tuttavia, in forza dei particolari rapporti commerciali intercorrenti
con l'Italia, ai fini dell'immatricolazione dei veicoli acquistati nella RSM
il richiedente l'immatricolazione stessa è tenuto a presentare all'Ufficio
Motorizzazione Civile, in luogo della certificazione doganale, la documentazione comprovante il versamento dell'IVA eseguito dal fornitore
(operatore della RSM) presso l'Ufficio tributario della Repubblica di San Marino, ovvero documento equipollente.
- l'immatricolazione di veicoli acquistati nella RSM,
ancorché provengano da altri Paesi membri della U.E., non è gestibile con procedura "Sportello telematico dell'automobilista"
poiché, come già
evidenziato, i predetti acquisti sono da assimilare alle importazioni
da Stati extracomunitari;
- i veicoli in parola non sono soggetti a censimento all'atto
dell'ingresso nel territorio italiano e restano esclusi dalla
procedura di versamento dell'IVA con modello "F 24 Iva auto UE".
A norma dell'art. 7, comma 1, let. b), del d.P.R. n. 633/1972, le
Isole Canarie (così come: Livigno, Campione d'Italia, Monte Athos, Isola di
Helgoland, territorio di Buesingen, Dipartimenti d'oltremare francesi, Ceuta, Melilla, Isole Aland), non appartengono all'Unione Europea e,
pertanto, sono escluse dalla relativa disciplina doganale.
Anche Gibilterra è esclusa dall'area doganale dell'Unione europea, in
forza degli artt. 28 e 29 dell'Atto di Adesione del Regno Unito al Trattato
Istitutivo delle Comunità Europee.
Pertanto, ai fini della immatricolazione dei veicoli provenienti dalle
predette circoscrizioni territoriali, la documentazione doganale deve essere
presentata agli Uffici Motorizzazione Civile (art. 1, comma 10, del
decreto-legge n. 262/2006) unitamente alla relativa documentazione tecnica.
- l'immatricolazione non è gestibile con procedura "Sportello
telematico dell'automobilista";
Secondo le disposizioni contenute nell'art. 7, comma 1, let. c), del
d.P.R. n. 633/1972, il Principato di Monaco si intende, ai fini dell'IVA,
compreso nel territorio della Francia.
Pertanto le operazioni commerciali da e per il Principato di Monaco si
intendono effettuate nei confronti della Repubblica francese
- l'immatricolazione di veicoli provenienti dal Principato di Monaco
debbono essere gestite con procedura "Sportello telematico
dell'automobilista";
- all'atto dell'ingresso nel territorio italiano, i veicoli in parola
debbono essere censiti ed i relativi obblighi IVA debbono essere
assolti con modello "F24 Iva auto UE".
G) Immatricolazione di veicoli oggetto di acquisto intracomunitario a fini
Incertezze operative sono state registrate, infine, anche in ordine alla
trattazione delle immatricolazioni richieste da parte di soggetti passivi IVA (imprese,
società, liberi professionisti, ecc) per i quali i veicoli,
oggetto di acquisto intracomunitario, rilevino quali beni strumentali all'esercizio della propria
Trattandosi di acquisti effettuati non a fini di rivendita, le ipotesi
in esame risultano erroneamente assimilate alle immatricolazioni di veicoli acquistati, in altri Paesi della U.E., dai cd. privati, vale a dire da
singoli che non rivestono la qualità di soggetti passivi IVA, ai quali, com'è noto,
è consentito autocertificare l'assolvimento dell'eventuale
imposta dovuta e sono esentati dall'obbligo di censire i veicoli stessi all'atto del loro ingresso nel territorio italiano.
Infatti, a norma dell'art. 1, comma 1, del decreto 30 ottobre 2007
adottato congiuntamente dal Capo del Dipartimento per i Trasporti Terrestri
e dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, tutti i "soggetti operanti
nell'esercizio di imprese, arti e professioni", anche se non esercitano attività nello specifico settore del commercio di veicoli, i quali
"effettuano acquisti di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi provenienti da Stati dell'Unione Europea o aderenti allo spazio economico europeo
attraverso canali di importazione non ufficiali, comunicano al Dipartimento
per i trasporti terrestri ... (omissis)... i dati riepilogativi dell'operazione" secondo le disposizioni contenute nel decreto stesso.
Al riguardo, si richiamano le direttive già impartite dall'Agenzia
delle Entrate con circolare n. 52/E del 30 luglio 2008, la quale ha chiarito
- nel caso di acquisto di veicoli quali beni strumentali, i soggetti
in parola non sono conseguentemente tenuti ad effettuare il versamento
dell'imposta mediante modello "F 24 Iva auto UE", non essendo
l'acquisto intracomunitario finalizzato ad una successiva cessione;
- i medesimi soggetti, viceversa, sono tenuti ad esibire od a
trasmettere all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate la fattura od altro
documento di acquisto, nonché una dichiarazione attestante l'oggetto
della propria attività e la volontà di utilizzare il veicolo
acquistato ai fini dell'esercizio dell'attività medesima e non per la rivendita;
- svolti gli accertamenti del caso, l'Ufficio dell'Agenzia delle
Entrate provvede in via telematica a comunicare i dati identificativi
del veicolo al CED della Direzione Generale per la Motorizzazione,
consentendone in tal modo l'immatricolazione conformemente alle
direttive emanate al riguardo.
Nel caso di specie, pertanto, la procedura di immatricolazione deve
essere gestita secondo gli schemi già adottati nell'ipotesi di veicoli assoggettati al regime IVA cd. del margine (cfr. circolare prot. n. 19031
del 27 febbraio 2008 diramata dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri).
Si coglie l'occasione per ribadire che in entrambe le ipotesi
(acquisto di veicoli quali beni strumentali ed acquisto di veicoli
assoggettati al regime dell'IVA del margine), ai fini dell'immatricolazione
si rende comunque necessario, dopo l'acquisizione alla banca dati della Motorizzazione dei dati identificativi del veicolo trasmessi a cura
dell'Agenzia delle Entrate, anche il preventivo rilascio del codice di
immatricolazione, previa verifica, da parte dell'Ufficio Motorizzazione
Civile competente, della documentazione tecnica del veicolo da
immatricolare, secondo le istruzioni generali impartite con circolare prot. n. 108243 del 27 novembre 2007 del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.
Per quanto attiene agli aspetti più propriamente operativi, si
avverte infine che, in fase di immatricolazione dei veicoli acquistati quali beni strumentali, il campo "IMPORT PRIVATO" deve essere avvalorato con il
valore "N".
La presente circolare sarà pubblicata sui siti internet dell'ex Ministero
dei Trasporti www.trasporti.gov.it e
dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it.
- Roma , 1 ora e 34 minuti fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016