Source: https://avvocatostefanostefano.com/2017/06/26/primo-articolo-del-blog/
Timestamp: 2020-08-09 02:02:23+00:00
Document Index: 14215911

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 34', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 34']

Decreto Legge “vaccini”. Profili di incostituzionalità (3). – Avvocato Stefano Stefàno
26Giu 2017 23 Dic 2018
Coordinamento che invece sarebbe opportuno, anzi necessario, anche sotto l’ulteriore aspetto delle disposizioni finanziarie, di cui all’art. 7 del D.L., e delle conseguenti coperture (previste dall’art. 8 della L. n. 210/1992, nella misura di 10 miliardi di lire annui; nonché dall’art. 5 della L. n. 229/2005, nella misura di 30 milioni di Euro annui) in ossequio al principio costituzionale che “ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte“[cfr. Parte II Ordinamento della Repubblica Titolo I-sezione II (Artt. 70-82)]; poichè è facile prevedere – pur se, non augurare – che la triplicazione delle vaccinazioni obbligatorie comporterà purtroppo l’inevitabile aumento del contenzioso in materia, qualora questo provvedimento, dovesse divenire legge.
5) La negazione dell’accesso al sistema educativo di istruzione e di formazione, nella articolazione della scuola dell’infanzia, per il caso della mancata presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (art. 3, 3°co. D.L.); in relazione all’art. 34, 1°comma della Costituzione (forse anche all’art. 2) ed al principio del bilanciamento dei diritti.
La scuola dell’infanzia, di durata triennale, che realizza la continuità educativa con il complesso dei servizi all’infanzia e con la scuola primaria, fa parte integrante del sistema scolastico nazionale.
Tant’è che viene “assicurata la generalizzazione dell’offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell’infanzia” (art. 2, 2°co., lett. e, legge citata).
Se così è, per la scuola materna, è possibile ravvisare un ulteriore profilo di illegittimità costituzionale, in relazione all’art. 34, 1°co. [cfr. https://cipensoevotono.wordpress.com/2016/07/01/parte-i-diritti-e-doveri-dei-cittadini-titolo-ii-artt-29-34/ ], laddove, l’art. 3, 3°co. del D.L. prevede che la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisca requisito di accesso del bambino/a alle scuole dell’infanzia.
Un chiaro caso in cui configgono due ordini di diritti fondamentali: il diritto alla salute, da un lato, il diritto alla scuola, dall’altro.
Un po’ come per il “caso ILVA” in cui la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 85/2013, ha affermato un importante principio: “la Costituzione italiana, come le altre Costituzioni democratiche e pluraliste contemporanee, richiede un continuo e vicendevole bilanciamento tra princìpi e diritti fondamentali, senza pretese di assolutezza per nessuno di essi. La qualificazione come “primari” dei valori dell’ambiente e della salute significa pertanto che gli stessi non possono essere sacrificati ad altri interessi, ancorché costituzionalmente tutelati, non già che gli stessi siano posti alla sommità di un ordine gerarchico assoluto. Il punto di equilibrio, proprio perché dinamico e non prefissato in anticipo, deve essere valutato – dal legislatore nella statuizione delle norme e dal giudice delle leggi in sede di controllo – secondo criteri di proporzionalità e di ragionevolezza, tali da non consentire un sacrificio del loro nucleo essenziale“.
Non sembra proprio che il Governo abbia seguito questo principio del bilanciamento dei diritti delineato dal giudice delle leggi ……
In conclusione, dalla prima lettura del Decreto Legge n. 73/2017, è possibile ravvisare questi profili di incostituzionalità, anche secondo l’autorevole parere del Prof. Paolo Maddalena:
2) la compressione della libertà di scelta in ordine a un trattamento sanitario tramite la triplicazione (da 4 a 12) delle vaccinazioni obbligatorie (art. 1, 1°co. D.L.); in violazione del “principio ermeneutico della ragionevolezza” imposto dall’articolo 3 della Costituzione ed in raccordo con la violazione dell’articolo 32, 2°comma, 2° periodo, della Costituzione per “mancato rispetto della persona umana” (violazione della libertà di scelta).
Viceversa, per gli ulteriori profili, trattati in questo articolo, sarà opportuno un supplemento di riflessione:
4) la mancata previsione, a carico dello Stato, di un’equa indennità per il caso di danno derivante da contagio o da altra apprezzabile malattia causalmente riconducibile alle nuove vaccinazioni obbligatoria imposte, riportato dal bambino vaccinato o da altro soggetto a causa dell’assistenza personale diretta prestata al primo, in applicazione della sentenza n. 307/1990 della Corte Costituzionale; e la conseguente mancata previsione della copertura finanziaria, in relazione all’ articolo 81, 3°comma, della Costituzione;
5) la negazione dell’accesso al sistema educativo di istruzione e di formazione, nella articolazione della scuola dell’infanzia, per il caso della mancata presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni (art. 3, 3°co. D.L.); in relazione all’art. 34, 1°comma, della Costituzione ed al principio del bilanciamento dei diritti.
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