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Timestamp: 2017-06-25 07:12:24+00:00
Document Index: 55468501

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 397', 'art. 127', 'art. 2', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 100', 'sentenza ', 'art. 43']

4C.260/2006 (20.12.2006)
4C.260/2006 /biz
patrocinato dall'avv. Nicola Urbani.
Il 9 giugno 2000 la Corte delle Assisi criminali ticinese ha condannato C.________ - già direttore della filiale di Mendrisio/Chiasso della banca A.________SA - alla pena di tre anni e nove mesi di reclusione per truffa e falsità in documenti commesse ai danni di alcuni clienti, fra cui B.________, Milano.
Con petizione del 14 dicembre 2004, presentata direttamente al Tribunale d'appello del Cantone Ticino, B.________ ha chiesto la condanna di A.________SA al pagamento di fr. 571'745.--, con interessi al 5 % dal 9 novembre 1998. Si trattava del controvalore di USD 410'000.--, dei quali USD 190'000.-- costituivano il prezzo pagato per l'acquisto di azioni della società D.________, mentre la somma di USD 220'000.-- era stata data in mutuo alla società E.________ e mai rimborsata. L'attore sosteneva che le due operazioni, conclusesi con la perdita totale dei capitali investiti, gli erano state consigliate negli anni 1995-1998 da C.________, agente quale ausiliario della banca.
La II Camera civile del Tribunale d'appello si è pronunciata con sentenza del 16 giugno 2006. Riprendendo per buona parte i fatti accertati nella sentenza penale, la Corte ticinese ha respinto la pretesa concernente le azioni D.________, mentre ha accolto quella riferita al mutuo a favore della società E.________. Dalla somma originariamente mutuata di USD 220'000.-- ha tuttavia dedotto gli interessi di USD 9'578.54 percepiti durante i primi cinque mesi, così che il danno subito dall'attore è stato quantificato in USD 210'421.46, che corrispondono a fr. 259'121.40; su questo capitale sono infine stati riconosciuti interessi al 5 % dal 14 dicembre 2004.
Con risposta del 30 ottobre 2006 B.________ propone la reiezione del gravame e la conferma della pronunzia impugnata.
Nella sentenza impugnata l'autorità cantonale ha innanzitutto premesso di essere vincolata ai fatti accertati nella sentenza della Corte delle Assise criminali in forza dell'art. 112 cpv. 1 CPC/TI, giusta il quale se - come nel caso in esame - la parte lesa si è costituita parte civile, il giudizio penale di condanna pronunciato nel cantone fa stato per l'accertamento dell'esistenza del fatto oggetto del giudizio penale.
La Corte ticinese ha quindi constatato come in quella sentenza C.________ sia stato condannato per truffa ai danni di alcuni clienti della convenuta, proprio in relazione con il mutuo concesso alla società E.________, per cui le Assise criminali - oltre a infliggergli una pena detentiva - hanno posto a suo carico anche il rimborso di USD 220'000.-- a favore dell'attore. Nel processo penale è infatti emerso che i clienti della banca non avrebbero mai concesso il mutuo se avessero saputo che - contrariamente a quanto garantito loro C.________ - l'investimento non era sicuro bensì comportava un rischio accresciuto, siccome la società E.________ era priva di capitale proprio, utilizzava i fondi in modo difforme da quanto assicurato ed eseguiva investimenti in borsa altamente speculativi; tantomeno lo avrebbero concesso se avessero saputo che C.________ non si preoccupava minimamente di verificare l'impiego dei capitali raccolti. Da questi fatti i giudici cantonali hanno dedotto la responsabilità della convenuta per l'operato del suo direttore in forza dell'art. 101 CO (responsabilità per persona ausiliaria), non avendo essa peraltro opposto serie eccezioni contro l'applicazione di questa norma.
Con riferimento all'eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta, la quale ha addotto il carattere extracontrattuale della pretesa attorea, i giudici cantonali hanno stabilito che il mutuo era stato proposto all'attore da C.________ nell'ambito delle sue funzioni di direttore della convenuta, per il che si era instaurato tra le parti un rapporto contrattuale di mandato, che comportava in particolare l'obbligo della banca di informare correttamente il cliente (art. 397 e 398 CO) e che è soggetto alla prescrizione decennale dell'art. 127 CO. Essi hanno soggiunto che la convenuta non ha provato che la consulenza in discussione fosse avvenuta all'esterno dei locali della banca, né che essa si situasse nel contesto di un rapporto contrattuale privato con C.________ - l'unica testimonianza in tal senso essendo quella giudicata inattendibile di F.________ - né, infine, che il cliente fosse stato informato di una siffatta natura particolare dell'investimento.
Dinanzi al Tribunale federale la convenuta censura la decisione sulla prescrizione e lamenta la violazione degli art. 2 e 8 CC nonché degli art. 60, 127 e 394 segg. CO; essa menziona il mancato rispetto o il sovvertimento dell'onere probatorio, l'omessa considerazione di "accertamenti processuali", l'apprezzamento giuridico erroneo dei fatti e l'arbitrio.
In sede cantonale la convenuta aveva invocato anche la dichiarazione di scarico sottoscritta il 9 novembre 1998, nella quale l'attore confermava che gli investimenti di suoi averi presso A.________Private Banking, compreso il bonifico a favore della società E.________, erano avvenuti conformemente alle sue disposizioni e dava di conseguenza "pieno e totale scarico alla banca del proprio operato".
Nella sentenza impugnata le obiezioni della convenuta alla pretesa attorea fondate su questo documento sono state disattese per due motivi: in primo luogo i giudici cantonali hanno considerato che una dichiarazione di scarico può essere operante soltanto se colui che la rilascia è a conoscenza dei fatti ai quali essa si riferisce, mentre in concreto l'attore - il 9 novembre 1998 - non sapeva ancora che avrebbe perso completamente il capitale mutuato; in secondo luogo essi hanno stabilito che la dichiarazione sarebbe in ogni caso nulla in applicazione degli art. 100 cpv. 1 e 101 cpv. 3 CO, essendo stata firmata prima dell'insorgere del danno e avendo C.________, organo e ausiliario della banca, agito dolosamente.
Eccezion fatta per l'obiezione secondo cui C.________ avrebbe agito a titolo personale, già dichiarata inammissibile al consid. 3, la convenuta non propone altri argomenti contro la nullità della dichiarazione di scarico del 9 novembre 1998. Su questo punto il giudizio cantonale va pertanto confermato.
Nell'ultima parte della loro sentenza i giudici cantonali hanno escluso la possibilità di imputare all'attore una concolpa, rilevando ch'egli ha accettato un investimento con un tasso d'interesse non speculativo (10 %) propostogli da un funzionario dimostratosi affidabile nel corso degli anni. I giudici cantonali hanno aggiunto che non si può rimproverare all'attore di non aver reclamato entro un mese dal ricevimento degli estratti bancari, come gli imponevano le condizioni generali, dal momento che il mutuo a favore della società E.________ non vi figuarava al pari dei crediti fiduciari, dei piani d'investimento, delle operazioni in sospeso, ecc. Essi hanno concluso osservando che la convenuta non ha del resto preteso una riduzione del risarcimento per questo titolo.
A queste considerazioni la convenuta oppone critiche nuovamente inammissibili. D'un lato contesta i fatti, o si fonda su fatti diversi da quelli accertati nel giudizio cantonale, quando afferma che il saldo degli attivi figuranti sugli estratticonto era giusto e ribadisce che l'operazione era avvenuta al di fuori del contesto bancario. Dall'altro tocca questioni rette dal diritto processuale cantonale laddove rimprovera all'autorità cantonale di aver considerato obiezioni che l'attore avrebbe formulato soltanto con le conclusioni di causa (l'inaffidabilità degli estratticonto). Si tratta di censure improponibili nel quadro del presente rimedio, che avrebbero semmai dovuto venir proposte con un ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 43 cpv. 1 e 55 cpv. 1 lett. c OG).
In conclusione, nella limitata misura in cui è ammissibile, il gravame è infondato.
La tassa di giustizia di fr. 6'500.-- è posta a carico della convenuta,
la quale rifonderà all'attore fr. 7'500.-- per ripetibili della sede federale.