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Timestamp: 2013-05-21 11:25:22+00:00
Document Index: 109704381

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art.5', 'art.6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.2', 'art.3', 'art.6', 'art.6', 'art. 1', 'art.6', 'art. 6', 'art.6', 'art.7', 'art.2', 'art.5', 'art.4', 'art.7']

sei nella sezione Documentazione alla voce Circolare CEI CIRCOLARE DELLA C.E.I. SULL' INTESA 18 APRILE 2000PER LA CONSERVAZIONE E LA CONSULTAZIONEDEGLI ARCHIVI DI INTERESSE STORICO E DELLE BIBLIOTECHEAPPARTENENTI AD ENTI E ISTITUZIONI ECCLESIASTICHEIl documento, predisposto dalla Consulta nazionale per i beni culturali ecclesiastici e diramato dalla CEI agli Ordinari di luogo e ai Presidenti della CISM e dell'USMI il 7 marzo 2001, ha carattere tecnico, elenca i primi adempimenti e propone alcuni suggerimenti che facilitano l'avvio delle forme di collaborazione previste dall'Intesa.
Premesse1. Il giorno 18 aprile 2000 il Ministro per i beni e le attivit� culturali e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana hanno sottoscritto l�Intesa per la conservazione e la consultazione degli archivi e delle biblioteche appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 10 luglio 2000, n. 159 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 2000, n. 189 e nel Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana 15 luglio 2000, n.6 del decreto del Presidente della Conferenza medesima 15 luglio 2000, n. 904, le norme dell�Intesa sono entrate in vigore sia nell�ordinamento civile sia in quello canonico.
La nuova Intesa fa seguito e si collega a quella firmata il 13 settembre 1996 dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e dal Ministro per i beni culturali e ambientali, dedicata ai soggetti e alle forme della collaborazione tra Stato e Chiesa Cattolica. In particolare questa seconda Intesa d� attuazione all�articolo 12, n. 1, comma terzo dell�Accordo 18 febbraio 1984 che apporta modificazioni al Concordato Lateranense: "la conservazione e la consultazione degli archivi d�interesse storico e delle biblioteche dei medesimi enti e istituzioni saranno favorite e agevolate sulla base di intese tra i competenti organi delle due parti".
Mentre l�Intesa del 13 settembre 1996 si limitava a porre alcune premesse essenziali in vista della collaborazione, identificando i soggetti, le forme e le procedure della collaborazione tra Stato e Chiesa Cattolica, la nuova Intesa entra nel merito della collaborazione, identificando le forme di collaborazione in riferimento a due settori ben determinati dei beni culturali, gli archivi di interesse storico e le biblioteche appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche, allo scopo di agevolarne e favorirne la conservazione e la consultazione.
Pu� essere utile ricordare che gli archivi ecclesiastici, oltre a raccogliere testimonianze scritte della storia degli enti ecclesiastici, custodiscono documenti di fondamentale importanza per la loro storia istituzionale e la loro attivit� amministrativa e, spesso, per la storia italiana nel suo complesso. La documentazione in essi conservata ha peraltro una funzione eminentemente ecclesiale.
Nel campo degli archivi ecclesiastici opera attivamente in Italia l�Associazione Archivistica Ecclesiastica (A.A.E.), fondata nel 1956, che ha carattere internazionale; essa, tra l�altro, sta procedendo al censimento degli archivi ecclesiastici esistenti nel nostro Paese.
Nel campo delle biblioteche ecclesiastiche � attiva l�Associazione Bibliotecari Ecclesiastici Italiani (A.B.E.I.), fondata nel 1978, che ne ha iniziato il censimento e lo sta gradualmente completando.
Gli archivi e le biblioteche ecclesiastiche in Italia sono gi� in gran parte aperti alla consultazione degli studiosi e dei ricercatori. La recente Intesa consentir� di migliorare le condizioni di conservazione e di ampliare la consultazione dei documenti e dei volumi conservati in tali fondamentali istituzioni culturali ecclesiastiche. La migliore conservazione e la pi� ampia possibilit� di fruizione degli archivi e delle biblioteche ecclesiastiche consentiranno di agevolare la ricerca storica e di favorire studiosi e ricercatori.
2. L�Intesa per la conservazione e la consultazione degli archivi di interesse storico e delle biblioteche appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche � frutto di una trattativa che ha conosciuto una prima fase preparatoria nel 1994 e una fase conclusiva negli anni 1998-2000.
In particolare, nel 1998, alla preparazione dell�Intesa ha lavorato a livello tecnico un gruppo misto formato dai Direttori Generali del Ministero per i beni culturali e ambientali e da esperti della Conferenza Episcopale Italiana. Nel 1999 la bozza di Intesa � stata oggetto di accurata valutazione giuridica da parte di S.E. Mons. Attilio Nicora e del prof Francesco Margiotta Broglio.
La trattativa non ha incontrato difficolt� significative e si � svolta in un clima cordiale e costruttivo. Essa ha tratto grande vantaggio dalla pi� che decennale collaborazione esistente tra l�Associazione Archivistica Ecclesiastica (A.A.E.) e l�Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani (A.B.E.I.), da una parte, e gli organi centrali del Ministero per i beni e le attivit� culturali preposti agli archivi e alle biblioteche, dall�altra.
3. Accompagniamo l�entrata in vigore della nuova Intesa con una circolare, la terza della serie, preparata in accordo con il Ministero per i beni e le attivit� culturali.
La presente circolare intende: 1. illustrare i contenuti dell�Intesa stessa; 2.indicare i primi adempimenti che ne conseguono; 3. dare alcuni suggerimenti.
1. I contenuti dell?IntesaL�Intesa � articolata in tre parti e un allegato. La parte prima riguarda gli archivi, la parte seconda si riferisce alle biblioteche, la terza contiene le disposizioni finali.
1.1. La parte prima dell�Intesa ha come titolo "Disposizioni relative agli archivi di interesse storico" e comprende quattro articoli dedicati nell�ordine: ai principi generali (art. 1), agli interventi della Chiesa Cattolica (art. 2), agli interventi dello Stato (art. 3), agli interventi in collaborazione tra la Chiesa Cattolica e lo Stato (art. 4).
Dopo avere preliminarmente precisato che cosa esattamente si deve intendere con l�espressione "archivi di interesse storico di propriet� di enti e istituzioni ecclesiastiche", l�art. 1 contiene tre principi generali: a) il patrimonio documentario e archivistico di interesse storico appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche "deve rimanere, per quanto possibile, nei luoghi di formazione o di attuale conservazione"; b) il Ministero e la C.E.I. concordano sulla necessit� di assicurare, secondo le rispettive competenze, ogni possibile intervento per garantire la tutela e la salvaguardia del patrimonio documentario e archivistico e delle relative sedi; c) in caso di necessit� e, in particolare, nel caso di parrocchie e di diocesi soppresse, allo scopo di agevolarne la conservazione e la consultazione gli archivi "vengono depositati presso l�archivio storico della diocesi competente per territorio".
L�art. 2 specifica quattro tipi di interventi di competenza propria della Chiesa Cattolica: a) l�impegno alla conservazione degli archivi ecclesiastici di interesse storico e alla loro consultazione, nel rispetto delle disposizioni pertinenti contenute nella normativa civile vigente; b) l�impegno a dotare gli archivi di tutto quanto, in concreto, ne consente la consultazione: regolamento approvato, orario di apertura, personale qualificato, inventari e strumenti di corredo aggiornati; c) l�impegno a promuovere l�inventariazione, la tutela e la salvaguardia; d) l�impegno a destinare specifici finanziamenti a favore degli archivi storici diocesani.
A sua volta il Ministero (art. 3) si assume i seguenti impegni: a) fornisce agli archivi ecclesiastici per il tramite delle Soprintendenze archivistiche, collaborazione tecnica e contributi finanziari, alle condizioni previste dalle vigenti leggi, per dotarli di attrezzature, inventari, restauri, mezzi di corredo, pubblicazioni, materiale informatico da destinare all�inventariazione, formazione del personale; b) nei suoi interventi d� la priorit� agli archivi diocesani nonch� agli archivi generalizi e provinciali di particolare rilevanza appartenenti agli istituti di vita consacrata e alle societ� di vita apostolica e, a determinate condizioni, fornisce sostegni anche agli altri archivi ecclesiastici; c) favorisce la formazione degli archivisti ecclesiastici; d) incrementa la sua attivit� di vigilanza sul mercato antiquario.
La collaborazione tra Chiesa Cattolica e Stato (art. 4) ha come fine la conservazione e la consultazione degli archivi di interesse storico appartenenti ad enti e istituzioni ecclesiastiche. Essa trova attuazione con l�inventariazione del patrimonio documentario e archivistico, nel contesto delle operazioni di ricognizione effettuate dalle Soprintendenze archivistiche e in occasione di mostre.
1.2. La seconda parte dell�Intesa contiene "Disposizioni relative alle biblioteche" e si compone di quattro articoli: principi generali (art. 5), interventi della Chiesa Cattolica (art. 6), interventi dello Stato (art. 7), interventi in collaborazione tra la Chiesa Cattolica e lo Stato (art. 8).
I principi sui quali nella loro attivit� la C.E.I. e il Ministero concordano (art.5) sono: a) "i beni librari di interesse storico (manoscritti, a stampa e su altri supporti) appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche rimangono nei rispettivi luoghi di conservazione"; b) � necessario "assicurare ogni possibile intervento atto a garantire misure di sicurezza, antifurto, antincendio e prevenzione contro il degrado degli edifici e dei fondi storici delle biblioteche" ecclesiastiche; c) � necessario "fornire indirizzi e strumenti omogenei in materia di inventariazione e di catalogazione"; d) "la rete italiana per le informazioni e i servizi bibliografici del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) costituisce il sistema di riferimento per garantire l�uniformit� dei formati di descrizione catalografica, la diffusione delle informazioni bibliografiche e l�erogazione dei servizi"; e) la collaborazione si attua mediante convenzioni e ha come fine la conservazione, consultazione e valorizzazione del patrimonio bibliografico ecclesiastico.
Gli ambiti nei quali la Chiesa Cattolica si impegna in modo particolare (art.6) sono: a) la conservazione e l�apertura al pubblico delle biblioteche, la inventariazione, catalogazione e revisione dei cataloghi esistenti; b) la dotazione delle biblioteche di particolare rilevanza, inserite in un apposito elenco, di un regolamento approvato dall�autorit� ecclesiastica competente, elaborato sulla base di uno schema-tipo predisposto dalla C.E.I.; c) il censimento e l�aggiornamento dei dati relativi alle strutture e al patrimonio; d) la programmazione annuale e triennale degli interventi; e) la destinazione alle biblioteche da parte della C.E.I. di specifici finanziamenti nell�ambito delle risorse disponibili.
Da parte sua (art. 7), lo Stato si impegna a: a) dar vita a un "gruppo permanente di lavoro", costituito da sette esperti di parte statale e sette di parte ecclesiastica, il cui compito � di coordinare le richieste di intervento, di individuare le priorit�, gli strumenti e le strutture e di formulare pareri e proposte in ordine alle materie di pi� rilevante interesse per le Parti; b) fornire le norme per il trattamento dei dati relativi al patrimonio librario, manoscritto, a stampa e su altro supporto, c) fornire indicazioni tecnico-scientifiche in relazione alla conservazione e alla tutela del patrimonio bibliografico.
La Chiesa Cattolica e lo Stato (art. 8) attueranno alcune iniziative in collaborazione, in particolare, nei seguenti settori: a) beni librari di diocesi e parrocchie soppresse; b) tutela contro i furti e le alienazioni abusive; c) vigilanza sul mercato antiquario; d) prestiti e mostre; e) interventi a seguito di calamit� naturali.
Sono previste iniziative in collaborazione anche nel settore della formazione e dell�aggiornamento del personale.
Ad alcuni progetti specifici, elencati nell�"allegato A", viene assegnata priorit� da parte dell�Ufficio centrale per i beni librari.
1.3. La parte terza dell�Intesa � composta da due articoli che riguardano l�attuazione dell�Intesa stessa.
In particolare, l�art. 9 prevede che la C.E.I. e il Ministero cureranno congiuntamente l�emanazione di apposite circolari per regolamentare le procedure per l�attuazione dell�Intesa, mentre l�art. 10 precisa le modalit� per l�entrata in vigore dell�Intesa stessa.
2. Primi adempimenti per dare attuazione alle disposizioni dell?Intesa2.1. L�Intesa elenca una lunga serie di impegni, che attribuisce con precisione alla Chiesa Cattolica, allo Stato e ad entrambi in collaborazione.
Poich� l�Intesa indica una serie articolata di impegni, non di semplici auspici, il primo adempimento al quale la Chiesa Cattolica, nelle sue diverse articolazioni territoriali, � tenuta consiste nell�identificare con precisione tali impegni, nel verificare se e fino a che punto essi sono gi� stati assunti ed eventualmente nel farsi carico di quelli che non lo fossero ancora, sulla base di un programma di massima da attuare gradualmente.
Se da un lato, infatti, � noto che la maggior parte degli archivi storici diocesani e delle biblioteche sono gi� conservati e aperti alla pubblica consultazione, � altrettanto vero che non tutti lo sono ancora, che i regolamenti adottati non sono omogenei, che le condizioni generali in cui versano gli archivi e le biblioteche ecclesiastiche sono tali da richiedere interventi migliorativi di varia natura.
Deve essere ben chiaro che l�obiettivo a cui la Chiesa Cattolica, sulla base dell�intesa, intende mirare � la conservazione del patrimonio archivistico e bibliografico e l�apertura alla pubblica fruizione degli archivi di interesse storico e delle biblioteche e la gestione di tali importantissimi servizi culturali secondo regole comuni su tutto il territorio nazionale; tutto ci� in collaborazione con gli organi del Ministero per i beni e le attivit� culturali.
In concreto, perci�, si suggeriscono alcune iniziative di carattere programmatorio da attuare a livello diocesano e a livello regionale.
A livello diocesano: l�organo di curia competente in materia di beni culturali, unitamente alla Commissione diocesana per i beni culturali e ai responsabili dell�archivio storico diocesano, della biblioteca diocesana e del progetto culturale, studiano attentamente l�intesa, predispongono iniziative volte alla migliore conoscenza della situazione in cui versano gli archivi storici e le biblioteche in diocesi e definiscono programmi che consentano la concreta e graduale attuazione delle disposizioni dell�Intesa stessa.
Tali iniziative vengono presentate, perch� ne discutano nei modi e nei tempi opportuni, anche al Consiglio presbiterale e al Consiglio pastorale diocesano, allo scopo di sensibilizzarli all�iniziativa e sollecitare la loro autorevole collaborazione nel contesto del "progetto culturale".
A livello regionale: la Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici, unitamente al rappresentante regionale dell�A.A.E. e dell�A.B.E.I., studia attentamente l�Intesa, mette a confronto i programmi elaborati dalle diocesi e, per quanto possibile, ne sollecita l�armonizzazione.
2.2. In particolare, in relazione agli archivi, i fondamentali adempimenti previsti dall�Intesa sono i seguenti:
per quanto riguarda le diocesi, gli istituti di vita consacrata e le societ� di vita apostolica:
2.2.1 l�autorit� ecclesiastica competente si impegna ad assicurare la conservazione e a disporre l�apertura alla consultazione degli archivi di cui all�articolo 1, comma 1 (art.2, comma 1);
2.2.2. l�autorit� ecclesiastica competente si impegna, inoltre, a dotare gli archivi storici diocesani di apposito regolamento approvato dalla medesima sulla base di unoschema-tipo che la C.E.I. predisporr�; il regolamento disciplina tra l�altro l�orario di apertura al pubblico e i termini di consultazione, previa intesa con il Ministero; l�autorit� ecclesiastica competente si impegna, infine, a dotare gli archivi storici diocesani di personale qualificato, di inventari e di strumenti di corredo aggiornati (art.2, comma 2);
per quanto riguarda il livello nazionale, la C.E.I.:
2.2.3. aggiorna lo schema-tipo di regolamento degli archivi ecclesiastici italiani (cf. Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, n. 8, 5 novembre 1997, pp. 227�237) in modo che disciplini, tra l�altro, i termini di consultazione, previa intesa con il Ministero (art.2, comma 2);
2.2.4. destina agli archivi storici diocesani specifici finanziamenti nell�ambito delle risorse disponibili (art.2, comma 4) (a questo riguardo cf. l�art.l, numero 3., lettera c) delle "Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per i beni culturali ecclesiastici", pubblicate nel Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, n. 5, 31 maggio 2000, pp. 153-156);
2.2.5. predispone un elenco di archivi di interesse storico e lo trasmette, periodicamente aggiornato, al Ministero (art.3, comma 2); l�elenco viene predisposto dalla C.E.I. in collaborazione con l�A.A.E.
2.3. Con riferimento alle biblioteche, i fondamentali adempimenti previsti dall�Intesa in relazione agli enti ecclesiastici sono i seguenti:
per quanto riguarda la C.E.I.:
2.3.1. la C.E.I. trasmette al Ministero un elenco, periodicamente aggiornato, delle biblioteche di particolare rilevanza esistenti nelle diocesi; tale elenco � integrato con l�indicazione delle biblioteche di particolare rilevanza appartenenti a istituti di vita consacrata e a societ� di vita apostolica segnalate alla C.E.I. dai rispettivi superiori maggiori (art.6, comma 2); la segnalazione alla C.E.I. delle biblioteche da inserire nell�elenco � a carico dell�autorit� ecclesiastica competente che utilizza a tale scopo una scheda predisposta dall�A.B.E.I. e approvata dalla C.E.I. stessa;
2.3.2. la C.E.I. approva un regolamento-tipo che disciplina, tra l�altro, l�orario di apertura al pubblico (art.6, comma 2); la bozza del regolamento-tipo viene predisposta dall�A.B.E.I.;
3.la C.E.I. destina alle biblioteche di cui al comma 2 specifici finanziamenti nell�ambito delle risorse disponibili (cf l�art. 1, numero 3, lettera e) delle "Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per i beni culturali ecclesiastici" pubblicate nel Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, n. 5, 31 maggio 2000, pp. 153-156) (art.6, comma 5).
2.3.4. l�autorit� ecclesiastica competente si impegna a dotare le biblioteche comprese nell�elenco di cui sopra: di un apposito regolamento, approvato dalla medesima sulla base di un regolamento-tipo predisposto dalla C.E.I. che disciplini, tra l�altro l�orario di apertura al pubblico; di personale qualificato; di cataloghi aggiornati (art. 6, comma 2);
2.3.5. l�autorit� ecclesiastica competente predispone una programmazione triennale, aggiornata annualmente, che invia alle competenti autorit� pubbliche (Ufficio centrale per i beni librari, le Istituzioni culturali e l�editoria del Ministero per i beni e le attivit� culturali, via M. Mercati, 4 - 00197 Roma) (art.6, comma 4).
Per quanto riguarda gli interventi dello Stato:
2.3.6. del Gruppo permanente di lavoro costituito dall�Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l�editoria fanno parte tre rappresentanti della C.E.I., due rappresentanti dell�A.B.E.I. e due rappresentanti degli organismi di coordinamento dei superiori maggiori degli istituti di vita consacrata e delle societ� di vita apostolica (C.I.S.M. e U.S.M.I.) (art.7, comma 1).
3. SuggerimentiPoich� ci troviamo ancora in fase di prima ricezione delle Intese 13 settembre 1996 e 18 aprile 2000, riteniamo necessario che le diocesi italiane, gli istituti di vita consacrata e le societ� di vita apostolica si dotino con urgenza dei supporti organizzativi che consentano di dare alle intese stesse concreta e rapida attuazione.
A questo scopo abbiamo ritenuto opportuno formulare una duplice serie di suggerimenti.
3.1. La prima serie di suggerimenti ha lo scopo di predisporre o consolidare gli organismi a livello diocesano e regionale e di attivare le procedure previste dall�Intesa 13 settembre 1996, che sono basilari anche per l�attuazione delle disposizioni previste dall�Intesa 18 aprile 2000.
A questo proposito riteniamo indispensabile che nell�ambito di ciascuna diocesi l�Ordinario diocesano provveda a:
3.1.1. istituire, nel caso in cui ancora non lo si sia fatto, attivare e qualificare gli organismi quali l�Ufficio diocesano per i beni culturali e l�arte sacra e la Commissione diocesana per i beni culturali e l�arte sacra, con competenze estese anche agli archivi di interesse storico e alle biblioteche;
3.1.2. nominare, nel caso in cui ancora non lo si sia fatto, il delegato che rappresenta il Vescovo nei rapporti con i Soprintendenti, con competenze estese anche agli archivi di interesse storico e alle biblioteche;
3.1.3. prevedere occasioni di incontro e favorire la collaborazione tra diocesi vicine, nell�ambito della medesima regione ecclesiastica;
3.1.4. perseguire tenacemente l�attuazione di tutte le forme di collaborazione tra enti ecclesiastici e Amministrazione previste dall�Intesa 13 settembre 1996. In particolare: sollecitare la regolare convocazione degli incontri di programmazione (art.2); rispettare e sollecitare il rispetto delle procedure per le autorizzazioni (art.5); rispettare e sollecitare il rispetto delle procedure previste in relazione ai provvedimenti amministrativi, in special modo per quel che concerne le esigenze di culto; facilitare lo scambio di informazioni tra gli enti ecclesiastici e le amministrazioni pubbliche interessate (art.4); informare l�Osservatorio centrale per i beni culturali di interesse religioso di propriet� ecclesiastica (art.7) circa lo stato di attuazione delle Intese.
A livello regionale riteniamo urgente che, l� dove ci� non sia ancora avvenuto, la Conferenza Episcopale regionale provveda a:
3.1.5. nominare il Vescovo delegato per i beni culturali;
3.1.6. istituire la Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici con competenze estese anche agli archivi di interesse storico e alle biblioteche;
3.1.7. convocare la Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici almeno due volte l�anno.
3.2. La seconda serie di suggerimenti � riferita direttamente alle materie che sono oggetto dell�Intesa.
In particolare, per quanto riguarda gli archivi di interesse storico:
3.2.1. � indispensabile che nell�ambito di ogni diocesi venga identificato l�"archivio storico diocesano", cio� l�archivio di rilevante interesse che costituisce il punto di
riferimento centrale per il sistema archivistico diocesano composto da tutti gli archivi storici esistenti sul territorio della diocesi;
3.2.2. � indispensabile, inoltre, che venga nominato il responsabile dell�archivio storico diocesano, attribuendo tale incarico a una persona dotata di elevata preparazione e di specifica competenza in materia; al responsabile dell�archivio storico diocesano sia affidato anche il coordinamento degli archivi ecclesiastici esistenti nella diocesi; il responsabile � membro di diritto della Consulta diocesana per i beni culturali e l�arte sacra;
3.2.3. � indispensabile, infine, che si provveda all�apertura alla consultazione dell�archivio storico diocesano e, l� dove esistono, anche degli altri archivi storici diocesani; l�apertura sia assicurata almeno per un determinato numero di ore e in giorni stabiliti ogni settimana; l�archivio storico diocesano sia dotato del prescritto regolamento;
3.2.4. il responsabile dell�archivio storico diocesano si iscriva all�A.A.E. e partecipi alle sue attivit�;
3.2.5 a livello diocesano, regionale e nazionale l�A.A.E. costituisce organo di consulenza degli enti ecclesiastici in materia di archivi ecclesiastici, in particolare per tutto ci� che attiene ai problemi della catalogazione.
Per quanto riguarda le biblioteche:
3.2.6. nell�ambito di ogni diocesi � indispensabile individuare la "biblioteca diocesana", cio� una importante biblioteca che costituisca il punto di riferimento centrale per il sistema bibliotecario diocesano, composto dalle biblioteche esistenti sul territorio della diocesi;
3.2.7. � indispensabile, inoltre, che venga nominato il responsabile della biblioteca diocesana, incaricando persona dotata di elevata preparazione e di specifica competenza in materia; al responsabile della biblioteca diocesana sia affidato anche il compito di coordinare le biblioteche ecclesiastiche esistenti nella diocesi; il responsabile � membro di diritto della Consulta diocesana per i beni culturali e l�arte sacra;
3.2.8.� indispensabile, infine, che si provveda all�apertura della biblioteca diocesana alla pubblica consultazione e che questa sia garantita almeno per un determinato numero di ore e di giorni stabiliti ogni settimana; la biblioteca diocesana sia provvista almeno di regolamento provvisorio;
3.2.9.il responsabile della biblioteca diocesana si iscriva all�A.B.E.I. e partecipi alle sue attivit�;
3.2.10.a livello diocesano, regionale e nazionale l�A.B.E.I. costituisce organo di consulenza degli enti ecclesiastici in materia di biblioteche ecclesiastiche, in particolare per tutto ci� che attiene ai problemi della catalogazione.
La seconda Intesa sui beni culturali chiede alle diocesi italiane un rinnovato impegno a favore dei beni culturali. Si tratta di un onere non lieve ma di grande valore pastorale, tenuto conto della rilevanza del patrimonio archivistico e bibliotecario. Le diocesi italiane sono chiamate da una parte a mantenere fede ai loro obblighi istituzionali e dall�altra a conservarsi all�altezza della loro tradizionale e assai qualificata presenza nel mondo della cultura, sollecitata dal "progetto culturale" promosso dalla C.E.I..
L�Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici rimane a disposizione per eventuali consulenze, chiarimenti e suggerimenti.