Source: http://cassanoweb.it/politica/28838-piano-di-zona-grumo-non-convoca-le-parti-sociali-per-lapprovazione-diffida-di-zullo-qnon-si-proceda-senza-concertazioneq.html
Timestamp: 2019-04-23 06:43:03+00:00
Document Index: 40775567

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 13']

Scritto da Giovanni Brunelli	Lunedì 18 Marzo 2019 13:06
Non c’è pace per il Piano di Zona del nostro Ambito: oltre al ritardo incredibile (oltre un anno!) con il quale il Comune capofila, Grumo Appula, l’ha inviato alla Regione Puglia per chiederne l’approvazione, ci si mette anche la mancanza di condivisione e compartecipazione (obbligatoria per legge) fra tutti i soggetti portatori di interessi (associazioni, cooperative, ecc.).
Praticamente il Sindaco di Grumo Michele D’Atri e i suoi omologhi degli altri comuni (Acquaviva, Cassano, Toritto, Binetto e Sannicandro) avrebbero approvato il Piano senza ascoltare le diverse voci per condividerlo, modificarlo, arricchirlo dalle più diverse esigenze.
Per questo motivo il Capogruppo di Direzione Italia alla Regione Puglia, Ignazio Zullo ha formalmente diffidato la Regione stessa e i Sindaci dei comuni coinvolti a procedere all’approvazione del Piano che sarebbe carente dei prescritti pareri.
"La solerzia per la nota questione della piscina - spiega il Consigliere Zullo in una nota - contrasta con il gravissimo ritardo nell'approvazione del Piano di Zona 2018-2020, ritardo di oltre un anno di gravissima rilevanza perchè si scarica sulla pelle e sulla salute psico-fisica e sociale di soggetti deboli.
Non si possono colmare i ritardi nell'approvazione del Piano di Zona 2018-2020 escludendo dalla partecipazione il parternariato sociale, i portatori di interessi legittimi e le associazioni di tutela dei malati di mente, dei disabili, degli anziani e così via dell'intero ambito. Arrivare a confezionare e adottare un Piano di Zona realizzato solo nelle stanze segrete dei Sindaci non solo viola gli art. 13 e 16 del Reg. Reg.le n° 4/2007 ma dimostra insensibilità, scarso rispetto per la partecipazione e per la concertazione con chi ha diritto a fruire dei servizi e delle prestazione.
Il Piano di Zona non è uno strumento dei Sindaci calato dall'alto sui deboli ma un percorso partecipato, organizzato, concertato che deve partire dal parternariato sociale di tutti i Comuni dell'ambito.
Percorso che deve essere avviato dal Sindaco del Comune capofila che è mancato così come sono mancati i Sindaci di tutti i Comuni dell'ambito.
Per questo, in continuità con le altre azioni che sto attuando in Consiglio Regionale, abbiamo il dovere di comprendere come una mole di risorse finanziarie (oltre 1 milione di euro annuo tra Regione e risorse comunali) vengono spese".
Di seguito, il testo della Diffida.
Oggetto: Piano di Zona Ambito 5 DSS di Grumo Appula-ASL BARI-diffida a procedere con la Conferenza di Servizio per la valutazione finale
Dal sito istituzionale del Comune di Grumo si apprende dell’avvenuta adozione Piano Sociale di Zona 2018-2020 mediante delibera n° 9 del 27/02/2019 DEL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE.
Nella delibera sopra citata si rileva che ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Regionale n.4/2007 e s.m.i., si procederà ad avviare la procedura per l'approvazione dei Piani Sociali di Zona mediante Conferenze dei Servizi, ai sensi di quanto disposto dalla Legge n.241/90 e s.m.i. quale momento e luogo istituzionale per una valutazione concertata del Piano di Zona dove le volontà delle singole Amministrazioni coinvolte si incontrano per la determinazione della decisione finale.
In disparte ogni considerazione sul notevole ritardo dell’adempimento, si vuole con la presente significare che, il comma 2 dell’art. 13 del Reg.to Reg.le n° 4/2007 prevede:
“Il Sindaco del Comune Capofila da avvio al percorso per la stesura del Piano sociale di Zona, assicurando la piena partecipazione di tutto il partenariato istituzionale e sociale, mediante gli strumenti e le modalità per la progettazione partecipata di cui all’art. 16 dello stesso regolamento ed in coerenza con quanto disposto da eventuali regolamenti di ambito.”
Giova qui riportare il dettato dell’art. 16 sopra richiamato:
(Partecipazione e cittadinanza attiva)
1. L’ambito territoriale assicura, attraverso la adozione di idonee procedure e strumenti, la partecipazione attiva dei cittadini singoli e associati alla realizzazione del sistema integrato dei servizi sociali, nonché delle associazioni familiari, delle organizzazioni sindacali, degli organismi di tutela, dei patronati e delle associazioni di categoria.
2. I cittadini partecipano in tutte le fasi della realizzazione del sistema integrato, ed in particolare svolgono un ruolo attivo per:
a) la programmazione del Piano Sociale di Zona, attraverso i soggetti di cui all’art. 4 comma 2 lett. c) della legge regionale n° 19/2006 prevedendo la concertazione tra i diversi livelli istituzionali e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, gli organismi di rappresentanza del volontariato e della cooperazione sociale, gli ordini e le associazioni professionali, le associazioni di categoria, le associazioni delle famiglie e degli utenti della Regione Puglia.
b) la progettazione e organizzazione dei servizi e degli interventi sociali;
c) la valutazione della efficacia degli interventi attuati e della qualità delle prestazioni erogate, con le modalità e gli strumenti di cui al Titolo I del regolamento n° 4/2007
3. Con specifico riferimento alle fasi di programmazione e attuazione del Piano Sociale di Zona, l’ambito provvede a:
a) pubblicare l’avviso di avvio del percorso di progettazione partecipata per la stesura del Piano, ovvero dei relativi aggiornamenti, indicando tempi e modalità della concertazione.
b) istituire il tavolo di concertazione, assicurandone il corretto funzionamento, in termini di periodicità degli incontri, modalità di convocazione, verbalizzazione delle decisioni assunte, in ciascuna delle fasi di predisposizione, attuazione e valutazione del Piano, attraverso la adozione di apposito regolamento. In sede di predisposizione del Piano di Zona, il verbale dell’esito della concertazione deve essere obbligatoriamente allegato al Piano con la esplicita indicazione della posizione assunta dalle parti;
c) predisporre e diffondere, con cadenza almeno annuale, la relazione sociale dell’ambito territoriale, sullo stato di attuazione del Piano Sociale di Zona, relativamente all’utilizzo delle risorse finanziarie assegnate, alle caratteristiche del contesto socio-economico, alla efficacia delle azioni realizzate, alla qualità dei processi di partecipazione attivati, al raggiungimento dei parametri di copertura dei servizi rispetto ai relativi bisogni sociali e degli indicatori di costo medio delle prestazioni, così come individuati dalla Regione.
Orbene, il Piano di Zona adottato dal Coordinamento Istituzionale non ha seguito le fasi procedurali indicate dagli artt. 13 e 16 del Regolamento n° 4/2007 negando di fatto la concertazione con il partenariato sociale tagliato fuori da ogni analisi, valutazione, possibilità di proposta e di controllo sociale dei fondi appostati per le linee di intervento. Ed infatti, è privo del verbale dell’esito della concertazione che deve essere obbligatoriamente allegato al Piano con la esplicita indicazione della posizione assunta dalle parti.
Infatti, in data 01/03/2019, ovvero in data successiva all’adozione avvenuta il 27/02/2019 le Associazioni A.IT.A-Terza Rete-LiAs.S-Comitato Misericordie scrivevano ai Sindaci e agli Assessori dell’ambito chiedendo un incontro per essere informati dello stato di attuazione del Piano di Zona in essere e notizie sulla programmazione dei servizi del prossimo Piano di Zona (2018-2020) ignari di tutto il percorso e convocavano i destinatari della missiva ( ripeto Sindaci e Assessori dell’ambito ) per il giorno 7 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Grumo.
In pratica, anziché essere il Sindaco del Comune capofila ad assicurare la piena partecipazione di tutto il partenariato istituzionale e sociale, mediante gli strumenti e le modalità per la progettazione partecipata, sono alcune associazioni ( tenute all’oscuro di tutto) a convocare i Sindaci per essere notiziati sul Piano di Zona
Ciò posto, si diffidano le SS.LL. a determinare la valutazione decisoria e conclusiva in Conferenza di Servizio ex art. 13 Reg.to Reg.le n° 4/2007 su un Piano di Zona non assoggettato alla partecipazione e alla concertazione con il partenariato sociale.
Nel caso in Conferenza di Servizio si proceda contro legge, sarà mia cura informare gli Organi Competenti.