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Timestamp: 2020-07-06 06:30:18+00:00
Document Index: 100191694

Matched Legal Cases: ['art. 2915', 'art. 2643', 'art. 2915', 'art. 2915', 'art. 2915', 'art. 2915', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 2915 codice civile - Atti che limitano la disponibilità dei beni pignorati - Brocardi.it
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Articolo 2915 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2915 Codice civile
Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione gli atti che importano vincoli di indisponibilità, se non sono stati trascritti prima del pignoramento, quando hanno per oggetto beni immobili [812] o beni mobili iscritti in pubblici registri [815, 2683, 2687], e, negli altri casi, se non hanno data certa anteriore al pignoramento [2704].
Non hanno del pari effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione gli atti e le domande per la cui efficacia rispetto ai terzi acquirenti la legge richiede la trascrizione [2652, 2653], se sono trascritti successivamente al pignoramento(1).
(1) Si detta una disciplina relativamente ai frequenti contrasti inerenti agli atti di alienazione di beni compiuti successivamente al pignoramento: se non è ancora stata operata la pubblicità nella forma richiesta della trascrizione e i medesimi atti non dimostrino una data anteriore al pignoramento, la presente disposizione stabilisce che questi non producono effetti nei confronti dei creditori procedenti.
La disposizione in esame, al pari delle precedenti, è posta allo scopo di evitare che, ormai effettuata la trascrizione del pignoramento ex art. 2643, il debitore possa operare atti di trasferimento o di disposizione del bene sottoposto a procedura esecutiva, rendendola in tal modo inutile.
Spiegazione dell'art. 2915 Codice civile
Efficacia degli atti che limitano la disponibilità dei beni pignorati
In base al principio illustrato sotto l'articolo precedente, anche. gli atti i quali importino vincoli di indisponibilità non hanno effetto nel confronti dei creditori, se non sono stati trascritti prima del pignoramento, quando abbiano per oggetto beni immobili o mobili iscritti nei pubblici registri, e se non hanno data certa anteriore al pignoramento, se si tratta di mobili ordinari o universalità di mobili. È evidente che se si vuole assicurare la completa salvaguardia delle ragioni dei creditori contro atti compiuti dal debitore, tali da menomare la garanzia patrimoniale (su cui si esercita l'azione esecutiva), anche gli atti di cui sopra debbano essere dichiarati inefficaci, malgrado essi siano stati compiuti prima del pignoramento, ma siano stati resi pubblici posteriormente. La pubblicità, come s'è visto all'articolo precedente può per l'appunto essere conseguita o attraverso la trascrizione, o con' l'iscrizione in appositi registri o con la certezza della data.
In particolare della costituzione in dote, della comunione fra coniugi e del patrimonio familiare
Rientrano tra gli atti considerati dal presente articolo la costi­tuzione del vincolo dotale, della comunione fra coniugi e del patrimonio familiare. Rispetto all'indisponibilità proveniente dalla cessione dei beni ai creditori, l'art. 2915 si applicherà, dato il disposto dell' arti­colo 1980, secondo comma, ai creditori successivi, i quali abbiano trascritto il pignoramento prima della trascrizione della cessione.
Efficacia degli atti e delle domande per cui è richiesta la trascrizione
Il capoverso si riferisce a tutte quelle domande ed a tutti quegli atti, rispetto ai quali il codice dispone la trascrizione a mente dell'arti­colo 2644. Ne consegue che in caso di conflitto tra creditore e avente causa, in base ad una sentenza, avrà la preferenza quest'ultimo solo se la relativa domanda giudiziale è stata trascritta prima del pignoramento.
Massime relative all'art. 2915 Codice civile
Cass. civ. n. 25865/2013
I creditori particolari di uno dei coniugi che siano pignoranti o intervenuti nel processo esecutivo avente ad oggetto un bene formalmente intestato soltanto al coniuge esecutato, ed escluso dalla comunione legale, godono della tutela di cui all'art. 2915, secondo comma, cod. civ., anche rispetto alla domanda di accertamento della comunione legale avanzata dal coniuge non acquirente. Pertanto l'eventuale sentenza di accoglimento di tale domanda non può pregiudicare i loro diritti, quando il pignoramento del bene che ne forma oggetto sia stato trascritto prima della trascrizione della domanda di accertamento della comunione legale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 25865 del 18 novembre 2013)