Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-sesto/titolo-iv/art455.html
Timestamp: 2020-06-02 01:04:59+00:00
Document Index: 2034459

Matched Legal Cases: ['art. 455', 'art. 2', 'art. 455', 'art. 455', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 455', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 455 codice di procedura penale - Decisione sulla richiesta di giudizio immediato - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO SESTO - Procedimenti speciali > Titolo IV - Giudizio immediato > Articolo 455
Articolo 455 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 455 Codice di procedura penale
1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero(1).
1-bis. Nei casi di cui all'articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se l'ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza(2).
(1) Il giudice provvede al rigetto con decreto non motivato quando la prova non appare evidente o se manca una delle altre condizioni cui la legge subordina l'ammissibilità del rito. In questo caso gli atti ritornano al P.M., il quale provvederà a far proseguire il procedimento per le vie ordinarie.
(2) Tale comma è stato inserito dall’art. 2, comma 1, lett. h) del D. L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito nella l. 24 luglio 2008, n. 125.
Spiegazione dell'art. 455 Codice di procedura penale
Ai sensi della presente norma, il giudice deve decidere entro cinque giorni dalla trasmissione della richiesta. In caso negativo, restituisce gli atti al pubblico ministero, affinché proceda ad una modalità alternativa all'esercizio dell'azione penale.
Al di là di tale termine, il p.m. può richiedere l'immediato entro centoottanta giorni dall'iscrizione di cui sopra qualora l'indagato si trovi sottoposto alla custodia cautelare (c.d. giudizio immediato custodiale), sempre con il limite di non arrecare pregiudizio alle indagini. Tuttavia, è bene precisare che in tale ipotesi vi deve essere una sorta di giudicato interno, dato dal fatto che è già stato definito il procedimento di riesame della misura cautelare, oppure sono scaduti i termini per proporlo.
Sempre con riguardo al giudizio immediato custodiale, la norma in esame stabilisce che il giudice deve rigettare la richiesta ove l'ordinanza che disponeva l'esecuzione della custodia cautelare stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Il procedimento di riesame, o meglio il suo esito, è dunque strettamente correlato all'ammissibilità del giudizio immediato, dato che altrimenti si determinerebbe un contrasto interno di giudicati.
Massime relative all'art. 455 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 42049/2008
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 42049 del 12 novembre 2008)
Cass. pen. n. 40093/2001
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 40093 del 9 novembre 2001)
Cass. pen. n. 883/1996
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 883 del 17 aprile 1996)
Cass. pen. n. 10932/1992
In tema di giudizio immediato, per la violazione del termine di cinque giorni previsto dall'art. 455 c.p.p. (decisione sulla richiesta di giudizio immediato) non è prevista nullità di sorta e neppure decadenza, sicché tale termine è meramente ordinatorio e nessuna conseguenza, sul piano processuale, può derivare dalla sua inosservanza.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10932 del 12 novembre 1992)
Cass. pen. n. 10261/1991
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 10261 del 11 ottobre 1991)
Cass. pen. n. 1504/1990
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1504 del 12 maggio 1990)