Source: http://www.fabianoamati.it/documenti/proposte-di-legge
Timestamp: 2018-03-18 00:24:32+00:00
Document Index: 105481276

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12']

Documenti/Proposte di legge | Fabiano Amati - Consigliere Regionale PUGLIA
Documenti/Proposte di legge
Giovedì 29 Giugno 2017 14:26
Gas Radon, modifiche alla legge: c'è l'ok in commissione
«Approvata in commissione la proposta di legge che modifica la legge per la riduzione dei rischi legati al gas radon».
Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge “Modifica della legge regionale n. 30 del 3 novembre 2016 (“Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato”). La proposta è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Donato Pentassuglia.
«La proposta di modifica, che spero sia approvata al più presto dal Consiglio, prevede norme di semplificazione del procedimento di misurazione delle esposizioni al gas radon, limitando gli obblighi agli interrati, seminterrati e locali a piano terra con superficie non superiore a 20 mq. Con la stessa proposta di modifica sono stati alleggeriti gli adempimenti sulle nuove costruzione e prorogati tutti i termini per avviare le misurazioni sugli immobili esistenti».
Martedì 20 Giugno 2017 17:09
Gas Radon, Amati: "Presentata proposta di legge migliorativa"
Martedì 14 Febbraio 2017 10:10
Regolamento edilizio unico per tutti i comuni della Regione per garantire la concorrenza e i diritti civili e sociali. Per raggiungere tale finalità, in coerenza con l'intesa Stato-Regioni. La proposta di legge comporterà l'obbligo di adeguamento a carico dei comuni entro 180 giorni dall'entrata in vigore.
Giovedì 24 Novembre 2016 14:04
Venerdì 14 Ottobre 2016 12:36
Piano casa, la proposta di Amati: "Prorogare il termine della presentazione delle istanze"
Giovedì 08 Settembre 2016 17:51
Lo dichiara Fabiano Amati, Presidente della Commissione bilancio della Regione Puglia, che oggi (giovedì 8 settembre) ha presentato una Proposta di legge con modifiche all'articolo 33 della legge regionale del 26 aprile 1995, n. 27 su “Disciplina del demanio e del patrimonio regionale”.
Martedì 30 Agosto 2016 17:52
“Disposizioni in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni – Istituzione del fascicolo del fabbricato”
Al fine di dotare l’ordinamento regionale di uno strumento normativo idoneo alla tutela e alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità, si è reputato necessario depositare una proposta di legge che introduca, nell’interesse primario della collettività, un sistema mirato alla conoscenza delle caratteristiche del patrimonio edilizio esistente e che prefiguri elementi diretti alla prevenzione e protezione dai rischi di tale natura. In tal senso sono enunciati i principi e finalità generali che si propone la legge per ridurre i rischi e le conseguenze derivanti dal manifestarsi di eventi calamitosi.
La Regione Puglia, infatti, a tutela della pubblica e privata incolumità, dovrebbe perseguire una politica mirata alla conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio, nell’ottica della salvaguardia del regime di sicurezza e della qualità delle strutture e del buon governo del territorio.
La presente proposta di legge riproduce il testo dell’abrogata Legge regionale n. 27 del 2014, adeguato alle sollevate eccezioni di illegittimità costituzionale avanzate dal Governo nazionale con ricorso del 24.7.2014 n. 5, ritenuto poi estinto con ordinanza del Giudice delle leggi del 15.4.2015.
In ossequio ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Regione e Comuni, la proposta di legge persegue primari obiettivi nell’interesse della collettività, proponendo la realizzazione di un sistema integrato ed informatizzato per la conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione agli edifici strategici, ai fini di protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche.
L’art. 2 della proposta rinvia all’ordinamento statale circa le definizioni.
L’art. 3 dispone l’obbligatorietà dell’istituzione del fascicolo per fabbricati pubblici e privati di nuova costruzione, e il regime del suo aggiornamento. Istituisce, inoltre, una “Scheda di sintesi” da aggiornare contestualmente al fascicolo del fabbricato. Per i fabbricati esistenti elencati nella D.G.R. n. 1214 del 2011, pubblici o privati a uso pubblico, si prevede l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato e la sua redazione nel termine perentorio di sei mesi dalla data di entarta in vigore della legge, conformemente a quanto stabilito sin dal 2003, cioè ben tredici anni fa a fronte di una prescrizione di adeguamento entro il cinque anni successivi (e cioè entro il 2008), con OPCM n. 3274.
L’art. 4 attribuisce la facoltà ai Comuni di estendere l’obbligatorietà della redazione del fascicolo anche per i fabbricati privati esistenti ricadenti nelle zone di alta sismicità classificate “1” e “2”, ai sensi dell’O.P.C.M. n° 3274 del 20 marzo 2003, disciplinante le norme in materia di “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.
L’art. 5 prevede, per tutti i fabbricati esistenti e per i quali non si rende obbligatoria la redazione del Fascicolo del fabbricato, la redazione a cura dei proprietari di “Scheda informativa” del fabbricato nella quale siano riportati i dati tecnici e abilitanti.
L’art. 6 disciplina le attività di verifica delle condizioni di staticità attuali: i fabbricati esistenti sono raggruppati per probabile livello di rischio attuale sulla scorta delle informazioni e delle conoscenze sulle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo; essi sono sottoposti, secondo le priorità temporali definite da ogni Amministrazione comunale, secondo un crono programma definito in base al livello di rischio, predisposto dai comuni entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore della legge, a verifica obbligatoria della loro condizione statica, anche con riferimento alle disposizioni di cui all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003 n° 3274, art. 2 commi 3, 4. Scaduto tale termine la Giunta Regionale esercita i poteri sostitutivi per il compimento degli atti necessari.
L’art. 7 disciplina i casi di interventi sulle strutture esistenti, quali gli aggregati e le sopraelevazioni. Nel caso di interventi sulle strutture aventi funzione statica degli edifici esistenti, sia pubblici o di uso pubblico, che privati, che riguardino in particolare le sopraelevazioni e gli aggregati, così come definiti dal Cap. 8 del D.M. 14.01.2008, diviene obbligatorio redigere il progetto di messa in sicurezza delle unità strutturali sottostanti ed adiacenti, anche nel caso che riguardino proprietà diverse; il progetto di messa in sicurezza statica delle unità strutturali sottostanti e adiacenti fa parte del progetto strutturale dell’intero fabbricato e dovrà essere controfirmato da tutti i proprietari cointeressati e trasmesso all’Ufficio tecnico del comune di pertinenza, per gli adempimenti previsti dal D.P.R. 380/2001.
L’art. 8 prevede che per gli interventi di demolizione non è consentito alcun avvio dei lavori riguardante fabbricati o porzioni di essi in assenza del progetto di messa in sicurezza statica di fabbricati che ricadono direttamente in zone di influenza diretta di tali opere di demolizione. Il progetto di messa in sicurezza statica è trasmesso all’Ufficio tecnico comunale per gli adempimenti previsti in adempimento alle procedure vigenti di cui al D.P.R. n. 380/2001, unitamente al piano della sicurezza e al piano delle demolizioni che dovrà prevedere anche le relative modalità, i mezzi d’opera da utilizzare e le maestranze da impegnare. La comunicazione dovrà riportare il nominativo del designato tecnico coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
L’art. 9 dispone i compiti dei Comuni che devono provvedere alla identificazione degli immobili realmente a rischio. Ogni Comune organizza, sulla base degli elementi conoscitivi rinvenibili dai fascicoli pervenuti, apposita banca dati relativa alla condizione e conservazione dello stato del patrimonio edilizio comunale censito e alla identificazione degli immobili a rischio, trasmettendo con cadenza semestrale apposito documento di monitoraggio all’Ufficio sismico e geologico, istituito presso il Servizio regionale LL.PP.
L’art. 10 stabilisce criteri per la sorveglianza e fissa le sanzioni riguardanti l’omesso adempimento alle prescrizioni di legge. I Comuni provvedono a comminare una sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 5000 ai soggetti inadempienti e per ogni anno successivo in cui perduri l’inadempimento, salvo che – previa diffida – gli obbligati non adempiano e a seguito di ciò si estingue anche la sanzione. Circa gli immobili comunali, il potere sanzionatorio spetta alla Regione sia pur incrementato. I fondi derivanti dalle sanzioni sono vincolati in un fondo diretto a contribuire alle spese necessarie per l’adeguamento alle disposizioni della legge per soggetti obbligati e con condizione reddituale insufficiente per farvi fronte.
L’art. 11 fissa i criteri per l’elaborazione degli aggiornamenti.
L’art. 12 prevede che i Comuni, previa specifica regolamentazione, possano incentivare la formazione del fascicolo del fabbricato.
Dichiarazione di invarianza:
Il presente emendamento non comporta variazioni in entrata e in uscita a carico del bilancio regionale.
La Regione Puglia, a tutela della pubblica e privata incolumità, persegue una politica mirata alla conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio a salvaguardia della sicurezza e della qualità delle strutture, nonché del buon governo del territorio.
In ossequio ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Regione e Comuni, la presente legge consegue gli obiettivi di cui al comma 1 anche attraverso:
un sistema integrato e informatizzato per la conoscenza dello stato conservativo del patrimonio edilizio esistente, con particolare attenzione agli edifici strategici, ai fini di protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche;
una politica di prevenzione e protezione dai rischi di eventi calamitosi mediante l’individuazione di modalità di attuazione che sensibilizzino anche i soggetti privati interessati.
1.La normativa statale definisce le nozioni di fabbricato, aggregato, fabbricati di nuova costruzione, fabbricati esistenti e proprietari.
Fascicolo del fabbricato e sua obbligatorietà
Il fascicolo del fabbricato è obbligatorio per gli immobili pubblici e privati di nuova costruzione ed è redatto in formato cartaceo o in formato elettronico, quale strumento operativo idoneo al perseguimento delle finalità definite all’articolo 1, a cura dei proprietari in forma unica.
Il fascicolo riferito a un fabbricato strutturalmente indipendente e alle sue pertinenze deve contenere tutte le informazioni riguardanti la situazione progettuale, urbanistica, edilizia, catastale, strutturale, impiantistica, nonché i dati dei relativi atti autorizzativi, nonché gli estremi e l’oggetto degli atti autorizzativi comunque denominati.
Il fascicolo deve essere aggiornato in occasione di ogni lavoro o di modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato o di parte di esso. L’aggiornamento deve essere effettuato anche nel caso di lavori eseguiti da enti erogatori di pubblici servizi (luce, acqua, gas, telefono, ecc.). In ogni caso compete al soggetto obbligato l’aggiornamento nel termine perentorio di dieci anni dall’ultimo deposito della scheda di sintesi di cui al comma 5.
II fascicolo relativo ai fabbricati pubblici, completo di tutti gli elaborati, deve essere depositato presso l’amministrazione pubblica responsabile e tenuto, in copia, presso l’edificio, a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti. In caso di fabbricato privato, il fascicolo deve essere depositato presso l’amministrazione pubblica responsabile e tenuto, in copia, presso l’amministratore del condominio ovvero, in sua mancanza, presso il proprietario o uno dei proprietari all’uopo delegato e deve essere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti.
Una sintesi delle informazioni contenute nel fascicolo è riportata in una scheda, denominata “Scheda di sintesi”, suscettibile di trattamento informatizzato, da aggiornare contestualmente al fascicolo del fabbricato. La scheda e i suoi aggiornamenti sono inviati al comune di competenza, nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di formazione e, nel caso previsto dal comma 7, al Servizio regionale competente.
Per i fabbricati esistenti elencati nella deliberazione di Giunta regionale 31 maggio 2011, n. 1214, pubblici o privati a uso pubblico, la redazione del fascicolo del fabbricato è obbligatoria e deve essere effettuata nel termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, in conformità con quanto richiesto dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 20 marzo 2003, n. 3274 (Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica), e con le modalità previste dalla presente legge.
Facoltà di redazione del fascicolo del fabbricato
E’ facoltà per i comuni di estendere l’obbligatorietà della redazione del fascicolo anche per i fabbricati pubblici non elencati nella deliberazione di Giunta regionale 31 maggio 2011, n. 1214 e privati esistenti, ricadenti in aree instabili o potenzialmente instabili, considerate a pericolosità geomorfologica e a rischio di dissesto idrogeologico legato alla possibile subsidenza del suolo, così come individuate dagli atti di indirizzo dell’Autorità di Bacino della Puglia e dal Piano di assetto idrogeologico. In tal caso, il fascicolo del fabbricato deve essere integrato da apposita analisi di stabilità.
E’ facoltà dei comuni estendere l’obbligatorietà della redazione del fascicolo anche per i fabbricati privati esistenti ricadenti nelle zone ad alta sismicità classificate “1” e “2”, ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 20.3.2003 n. 3274. In tal caso, il fascicolo del fabbricato deve essere integrato da una valutazione di sicurezza alle azioni sismiche.
Scheda informativa per i fabbricati esistenti
1. Per tutti i fabbricati esistenti per i quali non è obbligatoria la redazione del fascicolo del fabbricato, entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere redatta, a cura dei proprietari, la “Scheda informativa” del fabbricato, il cui modello è predisposto dalla Regione Puglia e nella quale sono riportati i seguenti dati:
titolo abilitativo;
provvedimenti autorizzativi;
destinazione d’uso delle unità immobiliari;
tipologia della struttura portante dell’edificio;
tipologia degli orizzontamenti (solai, volte, di copertura ed interpiano);
categoria del terreno di fondazione (decreto ministero delle infrastrutture 14 gennaio 2008, punto 3.2,“Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni“);
interventi di modifiche strutturali eventualmente eseguiti e loro titoli autorizzativi;
estremi del collaudo statico;
estremi del certificato di abitabilità e/o d’uso;
referto tecnico di verifica della condizione statica attuale.
2. La scheda informativa è custodita dal proprietario o dall’amministratore del condominio, deve essere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti e deve essere allegata ai progetti di manutenzione straordinaria, recupero, restauro, ristrutturazione, ampliamento in orizzontale e verticale, da sottoporre a Permesso di Costruire, SCIA, DIA o CIL.
3. La scheda informativa deve essere aggiornata ogni qualvolta mutino i dati in essa riportati, con indicazione delle delibere di assenso dei condomini per gli interventi eseguiti sulle strutture da parte del singolo condomino. In ogni caso compete al soggetto obbligato l’aggiornamento nel termine perentorio di dieci anni dalla data dell’ultimo deposito della scheda informativa.
4. I singoli dati richiesti ai sensi del comma 1 devono essere indicati solo ove richiesti dalla legislazione vigente all’epoca della costruzione.
Verifica condizione statica attuale
I comuni, entro il termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, anche con riferimento alle disposizioni di cui all’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 20.3.2003 n. 3274, articolo 2, commi 3 e 4, provvedono a raggruppare i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale (strutturale, geologico, e idrogeologico del suolo), sulla base delle informazioni e delle conoscenze delle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo. Entro lo stesso termine, i comuni predispongono un cronoprogramma definito in base al livello del rischio, finalizzato alla sottoposizione dei fabbricati interessati alla verifica obbligatoria della loro condizione statica. L’atto di raggruppamento e il relativo cronoprogramma devono essere trasmessi al Servizio regionale competente.
La verifica delle condizioni statiche dei fabbricati, effettuata da un tecnico con idoneo titolo professionale, deve essere a disposizione per ogni controllo da parte delle autorità competenti ed è svolta nel termine perentorio di tre mesi dalla data di approvazione del cronoprogramma comunale, al fine di accertare l’eventualità di probabili dissesti statici in corso e relativi rischi.
A conclusione delle operazioni di verifica, il professionista incaricato redige una relazione tecnica finale che, a cura del committente, è trasmessa al comune di competenza.
Il tecnico incaricato, ove necessario, propone nella relazione ulteriori fasi di approfondimento conoscitivo e controlli specialistici, nonché i conseguenti interventi idonei a ripristinare le condizioni di sicurezza del fabbricato. Può altresì proporre un piano di corretta manutenzione del fabbricato per migliorarne il livello qualitativo.
La relazione tecnica non sostituisce i certificati prescritti dalla legge in materia di edilizia e ha valore di atto ricognitivo sulla condizione statica attuale dell’edificio.
Scaduto il termine di cui al comma 1, la Giunta regionale esercita i poteri sostitutivi per il compimento degli atti necessari a spese dell’amministrazione inadempiente, previa notifica ai comuni interessati di comunicazione di avvio del relativo procedimento e valutate eventuali osservazioni prodotte.
Aggregati e sopraelevazioni
Nel caso di interventi sulle strutture aventi funzione statica dei fabbricati esistenti, privati, pubblici o di uso pubblico che riguardino, in particolare, le sopraelevazioni e gli aggregati, così come definiti dal cap. 8 del Decreto ministeriale 14 gennaio 2008, è obbligatorio redigere il progetto di messa in sicurezza delle unità strutturali sottostanti e adiacenti, anche se attinenti a proprietà diverse.
Il progetto di messa in sicurezza statica di cui al comma 1è da ritenersiparte del progetto strutturale dell’intero fabbricato ed è trasmesso all’Ufficio tecnico del comune di pertinenza, per gli adempimenti previsti dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
Non è consentita alcuna demolizione di fabbricati o porzioni di essi in assenza del progetto di messa in sicurezza statica di fabbricati che ricadono direttamente in zone di influenza diretta di tali opere di demolizione.
Il progetto di messa in sicurezza statica di cui al comma 1 è trasmesso all’Ufficio tecnico comunale per gli adempimenti previsti in relazione alle procedure vigenti di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, unitamente al piano della sicurezza e al piano delle demolizioni, che deve prevedere anche le relative modalità operative, i mezzi d’opera da utilizzare e le maestranze da impegnare. La comunicazione deve riportare il nominativo del designato coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
In relazione alla facoltà cui è fatta riserva dall’articolo 4, comma 1, i comuni provvedono alla identificazione degli immobili realmente a rischio.
I comuni provvedono a comminare una sanzione pecuniaria da euro 500 a euro 5000 ai soggetti inadempienti, e per ogni anno successivo in cui perduri l’inadempimento, rispetto agli obblighi e ai relativi termini stabiliti dagli articoli 3 e 5 e dai commi 2 e 3 dell’articolo 6, salvo quanto previsto dal comma 4.
Gli immobili ritenuti a rischio devono essere oggetto di messa in sicurezza da parte dei proprietari, nelle more del successivo recupero strutturale e funzionale.
Qualora venga accertato da parte dell’amministrazione comunale interessata la mancata messa in sicurezza dei fabbricati di cui al comma 2, si procede alla dichiarazione di inagibilità e allo sgombero forzato degli edifici. Alla messa in sicurezza provvede l’amministrazione comunale interessata con spese a carico del proprietario inadempiente.
I comuni, accertato l’inadempimento agli obblighi e relativi termini stabiliti agli articoli 3 e 5 e ai commi 2 e 3 dell’articolo 6,provvedono a diffidare all’adempimento il soggetto obbligato e a comminare le sanzioni previste dal comma 1. L’adempimento nel termine di sessanta giorni dalla data di notifica della diffida comporta l’estinzione della sanzione pecuniaria per dettato di legge.
Per il patrimonio edilizio realizzato abusivamente, non oggetto di condono, per il quale sia accertata una situazione di rischio, deve essere disposta la immediata demolizione da parte dell’amministrazione comunale interessata, da eseguirsi a cura e spese del soggetto titolare del diritto di proprietà.
In relazione al patrimonio edilizio comunale le sanzioni per l’inadempimento agli obblighi di cui agli articoli 3 e 5 e ai commi 2 e 3 dell’articolo 6 sono comminate dalla Regione, con le stesse modalità previste dai commi 1 e 4 del presente articolo e con apparato sanzionatorio incrementato a 5000 euro nel minimo e 50.000 euro nel massimo, previa comunicazione obbligatoria dell’ente locale al Servizio regionale competente in materia di rischio sismico e geologico degli immobili di proprietà esistenti e di progetto.
Il mancato adempimento all’obbligo previsto dal comma 1 dell’articolo 6 comporta l’esercizio dei poteri sostitutivi della Regione, a spese del comune inadempiente, attraverso un commissario ad acta nominato dalla Giunta regionale.
Il mancato adempimento agli obblighi di cui alla presente legge comporta il divieto di erogazione di contributi e/o benefici finanziari pubblici per interventi di qualsiasi natura sui fabbricati oggetto della presente legge.
I proventi delle sanzioni previste dai commi 1, 4 e 6, confluiscono in un apposito capitolo di bilancio dei Comuni e della Regione, denominato “Fondo sicurezza dei fabbricati”, la cui destinazione è vincolata a contribuire alle spese necessarie per l’adeguamento alle disposizioni della presente legge per soggetti obbligati e con condizione reddituale insufficiente a farvi fronte. Le griglie reddituali per accedere al fondo sono stabilite con delibera della Giunta regionale.
La Regione, sulla base della elaborazione dei dati pervenuti dai comuni e degli indicatori desumibili, adegua le azioni di indirizzo e di coordinamento ascritte alla propria competenza in materia.
Per le finalità di cui al comma 1, la Regione può avvalersi del supporto tecnico di soggetti pubblici e privati che abbiano maturato specifica e documentata competenza specialistica in materia di gestione del patrimonio edilizio e di prevenzione dal rischio sismico, da selezionarsi da un elenco di esperti da aggiornarsi ogni due anni.
I comuni, previa specifica regolamentazione, possono incentivare la formazione del fascicolo del fabbricato, ove non obbligatorio, anche mediante la proporzionale riduzione delle imposte comunali gravanti sugli immobili, in rapporto alla condizione economica dei soggetti privati interessati, di una aliquota commisurata all’onorario e alle spese professionali da liquidarsi in favore dei tecnici incaricati di procedere alla compilazione del fascicolo, ripartiti proporzionalmente ai valori delle unità immobiliari sottoposte a esame.
Per i fabbricati da sottoporre a verifica obbligatoria della condizione statica attuale i comuni possono prevedere altresì la concessione di contributi in favore dei proprietari dei fabbricati privati, a fronte di spese sostenute dagli stessi per onorari professionali, controlli specialistici e interventi idonei a ripristinare le condizioni di sicurezza del fabbricato. I comuni disciplinano con appositi bandi l’ammontare dei contributi e le modalità di relativa erogazione.
Proposta di legge su "Pianificazione paesaggistica”