Source: https://www.portalecompliance.it/ambito-di-applicazione-della-normativa.html
Timestamp: 2020-04-08 08:52:17+00:00
Document Index: 62133571

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 6', 'art. 6']

Ambito di applicazione della normativa - PortaleCOMPLIANCE
Ambito di applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione (Legge n. 190/2012): oggettivo e soggettivo
A.N.A.C. - Determinazione n. 8 del 17.06.2015 - Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici
﻿L’art. 1 della Legge 6 novembre 2012, n. 190 (in G.U. n. 265 del 13 novembre 2012) reca “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
Tra le misure introdotte dalla norma sono inclusi i seguenti adempimenti a carico delle Amministrazioni pubbliche (centrali, regionali e locali):
definizione di un piano di prevenzione della corruzione che fornisca una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indichi gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio;
adozione di procedure e iniziative in tema di formazione dei dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione;
nomina di un “responsabile della prevenzione della corruzione”.
L’ambito oggettivo di applicazione dei “Modelli di prevenzione della corruzione” è più ampio di quello riferito ai “Modelli di organizzazione, gestione e controllo” ex art. 6, D.Lgs. n. 231/2001, considerato che l’elenco dei reati-presupposto previsti da quest’ultimo Decreto è tassativo e non include tutti i reati contro la Pubblica amministrazione (v., in particolare, artt. 24 e 25, Decreto).
Circa l'ambito soggettivo di applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione recata dalla Legge n. 190/2012, si può fare riferimento all'art. 1, comma 59, di tale provvedimento normativo, che qui di seguito si riporta:
<<Le disposizioni di prevenzione della corruzione di cui ai commi da 1 a 57 del presente articolo, di diretta attuazione del principio di imparzialità di cui all’articolo 97 della Costituzione, sono applicate in tutte le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.>> (ndr.: e, quindi, a tutte le amministrazioni dello Stato - compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative - alle Regioni, alle Province, ai Comuni, alle Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, alle istituzioni universitarie, agli Istituti autonomi case popolari, alle Camere di commercio, a tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, ecc.).
Il Piano Nazionale Anticorruzione individua come "Destinatari" i seguenti soggetti (v. para. 1.3):
tutte le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
le regioni, gli enti del S.S.N., gli enti locali e gli enti ad essi collegati, fermo restando quanto previsto dall’intesa raggiunta in sede di Conferenza unificata il 24 luglio 2013 ai sensi dell’art. 1, commi 60 e 61, della L. n. 190 del 2012;
Forze armate e Forze di polizia ad ordinamento civile e militare;
istituzioni universitarie (v. oltre: FAQ A.N.A.C.);
enti pubblici economici (ivi comprese l’Agenzia del demanio e le autorità portuali);
enti di diritto privato in controllo pubblico, società partecipate e società da esse controllate ai sensi dell’art. 2359 c.c. (per enti di diritto privato in controllo pubblico si intendono le società e gli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle pubbliche amministrazioni, sottoposti a controllo ai sensi dell’art. 2359 c.c. da parte di amministrazioni pubbliche, oppure gli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi).
Più recentemente, la determinazione A.N.A.C. n. 8 del 17 giugno 2015 - «Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici» - ha precisato quanto segue:
<<2.1. Le società in controllo pubblico
La legge n. 190 del 2012 menziona espressamente tra i soggetti tenuti all’applicazione della normativa anticorruzione i soggetti di diritto privato sottoposti al controllo di regioni, province autonome e enti locali (art. 1, co. 60). Analoga disposizione non si rinviene per le società controllate dallo Stato. Tuttavia, come visto sopra, numerose disposizioni normative della stessa legge n. 190 del 2012 e dei decreti delegati si riferiscono a questi soggetti. In considerazione di ciò e della espressa menzione dei soggetti di diritto privato in controllo delle autonomie territoriali, ad avviso dell’Autorità, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità, la norma non può che ricevere una interpretazione costituzionalmente orientata volta a ricomprendere nel novero dei destinatari anche gli enti di diritto privato controllati dalle amministrazioni centrali, atteso che gli stessi sono esposti ai medesimi rischi che il legislatore ha inteso prevenire con la normativa anticorruzione in relazione alle amministrazioni pubbliche e agli enti di diritto privato sottoposti al controllo da parte delle amministrazioni territoriali.
Questa interpretazione sembra peraltro coerente con quanto previsto in materia di incompatibilità ed inconferibilità degli incarichi, dall’art. 15, co. 1, del d.lgs. n. 39 del 2013 sopra richiamato, da cui si evince che anche in ogni ente di diritto privato in controllo pubblico, nazionale o locale, debba essere nominato un responsabile del Piano anticorruzione di ciascuna amministrazione pubblica, ente pubblico e ente di diritto privato in controllo pubblico e adottato un Piano anticorruzione.
Come detto in precedenza, per individuare le società controllate tenute all’applicazione della normativa sulla prevenzione della corruzione e per la promozione della trasparenza occorre fare riferimento alla nozione di controllo prevista dall’art. 2359, in particolare dal co. 1, n. 1) e 2), del codice civile, ossia quando la pubblica amministrazione dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria (art. 2359, co. 1, n. 1), ovvero di voti sufficienti per esercitare una influenza dominante nell’assemblea ordinaria (art. 2359, co. 1, n. 2)3.
Come sopra indicato, tra le società in controllo pubblico rientrano anche le società in house e quelle in cui il controllo sia esercitato da una pluralità di amministrazioni congiuntamente.>>
​Con la determinazione n. 831 del 03.08.2016 (pubblicata sulla G.U. n. 35 del 24.08.2016), l'A.NA.C. ha approvato il Piano Nazionale Anticorruzione 2016.
Qui di seguito si riporta uno stralcio delle FAQ in materia di anti-corruzione pubblicate sul sito dell'A.N.A.C. (www.anticorruzione.it):
<<FAQ in materia di Anticorruzione
1.1 La legge n. 190 del 2012 si applica alle aziende pubbliche di servizi?
Le aziende pubbliche di servizi, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico ai sensi dell’art. 6 del d.lgs. n. 207 del 2001, sono da considerarsi a tutti gli effetti ricomprese nell’ambito di applicazione della legge n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – aziende pubbliche di servizi – art. 6, d.lgs. n. 207/2001.
1.2 La mera previsione della soppressione dell’ente esonera l’ente stesso dall’applicazione della legge n. 190 del 2012?
La mera previsione della soppressione dell’ente da parte di una legge regionale in corso di approvazione non esonera di per sé l’ente dall’applicazione della legge n. 190 del 2012.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – soppressione dell’ente.
1.3 La normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza si applica anche alle fondazioni?
La normativa in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza si applica anche alle fondazioni che rientrano nella categoria degli enti di diritto privato in controllo pubblico, in considerazione anche di quanto precisato dal Piano nazionale anticorruzione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – P.N.A. – fondazioni.
1.4 La legge n. 190 del 2012 si applica anche alle università libere ex R.D. 31 agosto 1933, n. 1592?
La legge n. 190 del 2012 si applica anche alle università libere ex R.D. 31 agosto 1933, n. 1592, in qualità di enti pubblici non economici, così come definite dalle sezioni unite della Corte di cassazione.
Parole chiave per la ricerca: Anticorruzione – ambito di applicazione – l. n. 190/2012 – università libere.
La questione dell'applicabilità della normativa in materia di anti-corruzione e trasparenza è stata affrontata dall'A.N.A.C. (tra l'altro) con la propria determinazione n. 8 del 17 giugno 2015, recante <<Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici>>.