Source: https://renatodisa.com/2014/02/19/corte-di-cassazione-sezione-tributaria-sentenza-12-febbraio-2014-n-3142-in-tema-di-imposte-indirette-ed-accertamento-iva/
Timestamp: 2018-09-23 12:19:05+00:00
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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 12 febbraio 2014, n. 3142. In tema di imposte indirette ed accertamento IVA - Avvocato Renato D'Isa
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Non depongono in contrario i richiami operati… alla giurisprudenza comunitaria ed al precedente di questa Corte n. 14105/2010. Se infatti nella giurisprudenza comunitaria e’ indiscussa l’affermazione della tutela ed effettivita’ delle garanzie di difesa – alle quali va ricondotto anche il principio del contraddittorio – , in quanto i diritti fondamentali desunti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e dalle indicazioni dei trattati internazionali cui gli Stati membri hanno aderito costituiscono “parte integrante dei principi giuridici generali dei quali la Corte garantisce la osservanza’” (Corte Giustizia UE 2 sez. 18.12.2009 in causa C – 349/07, paragr. 3), occorre considerare che, in tema di tributi armonizzati, la regola per cui i soggetti destinatari di decisioni che incidono sensibilmente sui loro interessi
Ipotesi di tale tipo si rinvengono, oltre che nel procedimento tributario, anche nella stessa legge generale sul procedimento amministrativo (Legge n. 241 del 1990, articolo 10 bis introdotto dalla Legge n. 15 del 2005, articolo 6 che nei procedimenti ad istanza di parte, prescrive l’obbligo all’autorita’ procedente “prima della formale adozione di un provvedimento negativo” di comunicare ai soggetti istanti i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, attribuendo a quelli il diritto di presentare entro il termine di dieci giorni “per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti”) essendo pervenuta la giurisprudenza amministrativa a conclusioni analoghe a quelle raggiunte nella richiamata sentenza delle SS.UU. n. 18184/20103 sulla rilevanza “sostanziale” della violazione della norma sul procedimento che assegna un termine dilatorio per la emanazione del provvedimento, essendo stato precisato che “la comunicazione del preavviso di rigetto di cui alla Legge n. 241 del 1990, articolo 10 bis ha un ruolo fondamentale nello svolgimento delle funzioni ampliative o conformative della posizione giuridica del privato, che non puo’ essere svilito a mero onere formale e, neppure, a quello di adempimento istruttorio. Esso, piuttosto, mira a dar luogo ad un contraddittorio predecisorio, fondato sulla motivazione della decisione in nuce dell’amministrazione, anticipando il meccanismo dialettico che ha luogo nel processo. A seguito di tale contraddittorio l’Amministrazione potrebbe anche mutare il proprio orientamento, accogliendo in tutto o in parte le osservazioni dell’interessato” (cfr. T.A.R. Puglia Bari – sez. 2, sentenza n. 2125 del 28 – 05 – 2006 che opportunamente chiarisce come la possibilita’ di invocare l’articolo 21 – octies al fine di degradare il vizio derivante dall’inosservanza della Legge n. 241 del 1990, articolo 10 – bis sussiste unicamente con riferimento alle funzioni vincolate; id. T.A.R. Piemonte Torino – sez. 1, sentenza n. 2191 del 24 – 05 – 2006; id. T.A.R. Cagliari (Sardegna) sez. 2 27 novembre 2013 n. 758; id. T.A.R. Catania (Sicilia) sez. 4 8 novembre 2013 n. 2695; id. Consiglio di Stato sez. 6 31 ottobre 2013 n. 5265 – che ribadisce la diversa rilevanza che assume la violazione del termine Legge n. 241 del 1990, ex articolo 10 bis in caso di provvedimenti discrezionali o vincolati, in quest’ultimo caso soltanto trovando applicazione al regola sulla emendabilita’ del vizio di cui alla Legge n. 241 del 1990, articolo 21 octies, comma 2 – ; contra TAR Campania Napoli – Sez. 4 – sentenza n. 651/2006 che estende la “emendabilita’” ex articolo 21 octies indifferentemente a qualsiasi ipotesi di mancato “preavviso di rigetto'”; cfr. T.A.R. Milano (Lombardia) sez. 2 18 settembre 2013 n. 2177 che qualifica espressamente il vizio come “illegittimita’ sostanziale”).
Orbene consistendo l’urgenza in un fatto impeditivo della osservanza del termine dilatorio e dunque un fatto impeditivo dell’adempimento di un obbligo di condotta che la legge pone a carico della parte pubblica del rapporto tributario, ne segue che, in applicazione del generale principio di responsabilita’ degli effetti delle condotte giuridicamente rilevanti, il fatto – urgenza allegato non deve essere stato determinato da condotte imputabili alla stessa Amministrazione finanziaria che lo invoca come “oggettiva impossibilita’” di adempimento dell’obbligo di osservanza del termine di legge.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-30T15:22:43+00:0019 febbraio 2014|Cassazione civile 2014, Corte di Cassazione, Diritto Tributario, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti