Source: https://www.jamma.it/personaggi/lazzardo-misurato-a-metri-fino-a-500-e-dannoso-oltre-no-di-eugenio-bernardi-14156
Timestamp: 2018-03-19 10:33:24+00:00
Document Index: 75390068

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.9', 'art.718', 'art. 110', 'art. 22', 'art. 38']

L’azzardo misurato a metri, fino a 500 è dannoso, oltre no… di Eugenio Bernardi - Jamma
L’azzardo misurato a metri, fino a 500 è dannoso, oltre no… di Eugenio Bernardi
29 agosto 2012 - 09:29
(Jamma) – Bisogna scusarli, sono poco pratici e forse poco politici. La cosa certa è che il tecnico e Ministro della Salute ha in qualche modo assecondato in modo frettoloso le richieste delle decine di amministrazioni comunali che stanno protestando perché non riescono ad arginare le sproporzionate richieste di apertura di sale videolottery, i mini casinò da strada.
Con questa lettura, forse la notizia potrebbe sembrare meno preoccupante.
L’ho sempre sostenuto, e non solo io. Lo sapevamo che l’aumento esponenziale d’installazione di VLT e l’esorbitante numero di sale aperte, delle richieste di apertura avrebbe portato a questo. Forse chi all’ora affidò il compito e la delega alle Questure, se pur avvisato, non pensava altro che assecondare le volontà governative del tempo: fare cassa velocemente con le 57 mila licenze VLT (15.000 euro a terminale). L’inchiesta BPM ce lo ha, in qualche modo, confermato.
Forse non il Ministro ma AAMS e gli operatori conoscono l’ultimo DECRETO 27 luglio 2011 sul contingentamento all’art.3 che ha recepito in modo ancor più semplificato l’art.9 (ambienti dedicati) del 22 gennaio 2010 (Disciplina dei requisiti tecnici e di funzionamento dei sistemi di gioco VLT, di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b) del T.U.L.P.S.).
Pur non volendo dare la croce addosso ad altre attività, certamente concorrenziali alle New slot, è chiaro che il Ministro forse non è informato della differenza fra i vari tipi di gioco. Decidere così genericamente con una frase come stabilire le distanze minime (500 metri) da luoghi sensibili per l’accesso agli “apparecchi idonei al gioco d’azzardo”, sembra davvero una amenità, i nostri apparecchi le New Slot o A.W.P. (vedi nota in coda all’articolo) sono definiti sul web site di AAMS apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimentoeidonei per il gioco lecito come se tutte le altre tipologie di location(leggi autogrill, centri commerciali o negozi gioco che distribuiscono grattini o tabaccherie, sale scommesse, sale bingo) non offrissero gioco a vincita. Quelle tipologie di giochi cosa sono, leciti legali o d’azzardo?? Allora solo gli apparecchi sono il male assoluto?
Come sia possibile misurare la pericolosità dei giochi in base alla distanza metrica da scuole e altri edifici o luoghi sensibili (a cosa poi), lo vorrei capire. Non vedo un problema di gioco dei minori nei locali pubblici e nelle sale, anche perché ci sono leggi – peraltro giustamente severe – che vietano i giochi tutti ai minori di anni 18 (le NEW Slot erano vietate dalla nascita già nel 2003, solo successivamente il divieto è stato esteso a tutti i giochi).
Da tecnico, quale sono oltre che operatore da 30 anni nel mondo del gioco, ciò che stabilisce universalmente la separazione fra i giochi gaming e quelli gambling (ovvero fra i giochi da intrattenimento, anche con piccola vincita, e i giochi d’azzardo) è il Costo Orario Medio di Partecipazione al Gioco (COM), oppure definito spesa oraria, che si calcola valutando il Costo Partita, il Numero medio di partite all’ora, la percentuale di vincita dell’apparecchio e il costo della partita.
La spesa oraria nelle Newslot è irrisoria se paragonata a quella necessaria per trascorrere un ora giocando con un terminale VLT, con il Gratta e Vinci, il win for life e tutti gli altri giochi istantanei.
Il Ministro evidentemente non ha inteso disciplinare meglio o più chiaramente il settore, ma ha inteso sopprimerlo con l’unico mezzo a sua disposizione una specie di decreto legge con l’eliminazione dei “videopoker” e fisicamente di molte ditte di gestione e produzione corrette, sfoltendone e indebolendone le fila delle circa 6.000 aziende e di oltre 100 mila esercizi pubblici iscritti all’albo degli operatori con tanto di antimafia e pagamento della tassa annuale di 150 euro.
Queste poche righe successive vorrebbero essere indirizzate al Ministro Balducci
Al Sig.Ministro della Salute Prof. Balducci
Le scrivo in merito alla bozza di decreto apparsa sugli organi di stampa, che stabilisce le distanze minime (500 metri) da luoghi sensibili per l’accesso agli “apparecchi idonei al gioco d’azzardo”.
Preliminarmente le devo ricordare che il gioco d’azzardo è vietato in Italia, come da c.p. art.718 -721, esistono apparecchi regolamentati, da leggi dello Stato, che danno vincite in denaro, come danno vincite in denaro, i giochi Gratta e vinci, Superenalotto e tutti i tipi di scommesse, distribuiti e diffusi in migliaia di esercizi pubblici e ricevitorie, perché allora prendersela genericamente solo con gli apparecchi?
Chi le scrive è un operatore del gioco automatico da 30 anni, prima con gli apparecchi videogiochi o coin-op, ormai in disuso con l’avvento delle consolle da casa, ora con gli apparecchi a vincita limitata, le Newslot, come le definisce AAMS sul proprio web site. Apparecchi sempre confusi con altro ovvero con i vecchi videopoker banditi definitivamente dal maggio 2004 e vietati in Italia.
Spero che questa mia analisi non venga cestinata e Le ricordo che la gente nel nostro Paese non gioca solo con le così dette macchinette o apparecchi, presumo identificabili con le Newslot funzionanti e limitate ad 1 euro massimo a giocata, volute da leggi dello Stato per eliminare il gioco illegale. Le Newslot sono certamente molto diffuse ma contingentate, omologate e controllate in rete.
Molti giocano anche con gli apparecchi tipo VLT o Videolottery a 10 euro a giocata (volute in numero esagerato oltre 57 mila VLT, circa 40 mila installate a fatica in 24 mesi, si pensi che in tutto il mondo ve ne sono 160 mila, quindi chi ha previsto la VLT, non si è fatto scrupoli), i Gratta e Vinci – da 2, 3, 5 ,10 o 20 euro, il SuperEnalotto, il Lotto con giocate iperboliche sui ritardatari, i giochi on line accessibili da casa su qualsiasi computer, definiti di abilità (skill games) con giocate da 100 e fino a 1.000 euro alla volta sui tornei di Texas Hold’em o al Poker cash.
Quindi Le chiedo per COERENZA di stabilire le stesse norme e divieti verso tutti i giochi del portafoglio pubblico! Oppure ci spieghi perché penalizzare un gioco rispetto l’altro. Forse perché il concessionario è più simpatico?
Sarebbe bastato che un Parlamento o un Governo avveduto avesse stabilito di devolvere una percentuale del ricavato dei giochi (tutti) alla eventuale cura o prevenzione di certi comportamenti compulsivi. Forse solo ora e in ritardo qualche proposta è stata depositata in Parlamento ( si parla dell’1% dell’ammontare incamerato dallo Stato) ed è giusto che venga regolarizzata la pubblicità dei giochi come in qualche altro stato europeo.
Il paradosso tutto italiano è che proprio settore degli apparecchi con piccola vincita non ha mai fatto pubblicità a se stesso ( lo fanno solo ultimamente certe sale con l’avvento delle videolottery e dei loro sbandierati jackpot milionari) ed è l’unico che finisce sempre sul banco degli imputati.
L’Istat ha stimato che 8,6 milioni di Italiani hanno problemi legati all’abuso di alcol ( nessuno a mai parlato di chiudere bar o esercizi commerciali per questo), di giocatori problematici, secondo l’Istituto superiore di sanità, nel 2009 ce ne erano talmente troppo pochi da non ritenere nemmeno necessario un nuovo studio. Anche se da allora ad oggi i numeri probabilmente saranno aumentati, e anche volendo prendere per buona la stima generica del Censis, comunque non attendibile e disconosciuta dallo stesso istituto, pari a circa 500mila individui ‘potenzialmente’ rei di comportamenti di gioco eccessivi, non starebbe comunque in piedi il confronto tra gioco e alcol. Tanto più l’accusa di gioco peggiore dell’alcol e definita nuova droga, non si disconosce la problematica ma c’è modo e modo di affrontarla.
Forse saprà che i soli apparecchi New Slot comma 6/a del 110 TULPS lo scorso anno hanno portato circa 3,8 miliardi allo Stato, mentre le ben più aggressive Videolottery solo 300 milioni, se lo Stato è in grado di rinunciare a oltre la metà di quell’introito miliardario faccia pure e se poi magari aumenterà il vero gioco d’azzardo illegale non ci si lamenti.
Occorre educare al gioco, qualsiasi esso sia. Il vizio del gioco è antico. Anche nel Vangelo mi pare ci sia traccia di azzardo, e proprio sul Golgota, i soldati romani si giocarono a dadi la veste di Cristo, non c’era bisogno ne di videogiochi ne di baristi, bastava Cristo.
Colpa sua? Si può scommettere su tutto, del resto. Proibire non risolve. Serve educare all’uso del libero arbitrio. Tutto qui.
Non condivide? Estenda il campo d’azione e all’ora si che è una giusta regola, ma colpire solo CERTI giochi e non altri…
Se la pena deve essere commisurata al reato, i nostri giochi che funzionano a 1 euro, contro le giocate iperboliche degli altri giochi, come dovrebbero essere considerati!
Se il gioco é morale, sono morali tutti i giochi, purtroppo c’è un metro e una misura della moralità molto discutibile, spesso falsato anche dai media che ne sono coinvolti ( vedi
trasmissioni televisive e decine di migliaia di banner che incentivano e pubblicizzano certi giochi).
Nel ringraziarla di un eventuale lettura le porgo rispettosi saluti.
(Descrizione dell’apparecchio come riportato sul sito dell’AAMS)
L’art. 110, comma 6, lettera a) del T.U.L.P.S., unitamente al decreto 4 dicembre 2003 , così come modificato dal decreto interdirettoriale 19 settembre 2006, definiscono la categoria degli apparecchi con vincita in denaro , meglio noti come , specificandone le caratteristiche.
ciascun apparecchio di gioco può funzionare unicamente se collegato alla rete telematica di AAMS, si attiva con l’introduzione di moneta nella divisa corrente (euro) e prevede un costo, per ciascuna partita, non superiore a 1 euro;
l’uso di tali apparecchi è vietato ai minori di 18 anni;
Le possono essere installate in tutti gli esercizi assoggettati ad autorizzazione ai sensi degli articoli 86 o 88 del T.U.L.P.S.:
sale pubbliche da gioco, chiamate convenzionalmente “sale giochi”, ovvero locali allestiti specificamente per lo svolgimento del gioco lecito e dotati di apparecchi da divertimento ed intrattenimento automatici, semiautomatici o elettronici, oltre ad eventuali altri apparecchi meccanici quali, ad esempio, biliardi, biliardini, flipper o juke-box;
esercizi che raccolgono scommesse su incarico di concessionari di giochi, titolari di autorizzazione ai sensi dell’articolo 88 del T.U.L.P.S.;
alberghi, locande ed esercizi assimilabili, che hanno come attività prevalente l’offerta di ospitalità;
agenzie di raccolta delle scommesse ippiche e sportive ed altri esercizi titolari di autorizzazione ai sensi dell’articolo 88 del T.U.L.P.S..
punti di vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, ai sensi dell’art. 22, comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come modificato dall’art. 38 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 e convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.