Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-20973-del-17-10-2016
Timestamp: 2020-07-06 10:08:08+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 20973 del 17/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20973 del 17/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 17/10/2016, (ud. 18/07/2016, dep. 17/10/2016), n.20973
sul ricorso 19721-2010 proposto da:
IVALDI S.P.A., P.I. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante
rappresenta e difende unitamente agli avvocati DIEGO DIRUTIGLIANO e
avverso la sentenza n. 890/2009 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 22/07/2009, R.G. N. 109/2009;
Con sentenza depositata il 22.7.2009, la Corte d’appello di Torino rigettava l’appello proposto dall’INAIL avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria l’aveva condannato a pagare alla soc. Ivalidi spa la somma di Euro 58.812,76 a titolo di rimborso del 90% dei premi versati nel triennio 1995-1997 e, in accoglimento dell’appello incidentale proposto dall’azienda, condannava l’Istituto appellante a pagarle gli interessi con decorrenza dalla data della domanda.
La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti. dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai premi assicurativi e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei premi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Con il primo motivo, l’Istituto ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, (conv. con L. n. 17 del 2007), in combinato disposto con la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3, 7-bis e 13, e art. 7, comma 1 (conv. con L. n. 22 del 1995), in relazione al D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 12, per avere la Corte territoriale ritenuto che i benefici di carattere tributario di cui al D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, e al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, citt., si estendessero anche ai premi assicurativi.
Com’è noto, la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, ha esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e già destinatari dei provvedimenti agevolativi in materia di versamento delle somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 6, commi 2, 3 e 7-bis, (conv. con I. n. 22/1995), le disposizioni sulla regolarizzazione automatica delle imposte previste dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, in favore delle imprese colpite dal sisma del (OMISSIS), prevedendo che tali soggetti potessero regolarizzare la propria posizione relativa agli anni 1995, 1996 e 1997 versando il 10% dell’importo dovuto entro il 31.7.2004 (termine successivamente differito al 31.7.2007 dal D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, conv. con L. n. 17 del 2007.
Al riguardo, questa Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, nell’estendere l’applicazione delle disposizioni della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994″ si riferisce espressamente ai provvedimenti agevolativi concernenti i versamenti di quanto dovuto “a titolo di tributi, contributi e premi”, restando privo di rilievo il mancato rinvio, nel testo della norma, anche alla disposizione di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 7, in quanto il richiamo dell’art. 6, commi 2, 3 e 7-bis, d.l. ult. cit., da parte della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, è funzionale esclusivamente all’individuazione della categoria dei destinatari del beneficio e non già all’individuazione della tipologia dei tributi a cui riferire l’agevolazione, e ha precisato che tale interpretazione trova espressa e letterale conferma nel D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), che ha esplicitamente stabilito l’operatività dell’agevolazione “per i contributi previdenziali, i premi assicurativi e i tributi riguardanti le imprese relativi all’alluvione del Piemonte del 1994”, fugando altresì ogni dubbio sulla legittimità costituzionale della norma ult. cit., sulla scorta dell’insegnamento di Corte cost. n. 274 del 2006, in considerazione della piena legittimità in materia civile di leggi retroattive non solo interpretative ma anche innovative con efficacia retroattiva, quando la disposizione trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza (come nel caso in cui l’interpretazione della disciplina richiamata rappresenti una delle possibili letture del dato normativo) e non contrasti con altri valori ed interessi costituzionalmente protetti (Cass. nn. 11133 e 11247 del 2010).
Nel caso di specie, recando una normativa che, all’evidenza, detta una nuova disciplina del rapporto controverso, la decisione della Commissione costituisce ius superveniens, che essendo posteriore alla proposizione del ricorso può e deve essere valutato, dal momento che la questione della spettanza o meno dei benefici (non importa in quale forma nè in virtù di quale profilo di doglianza: v. in tal senso Cass n 11642 del 2010) è stata devoluta all’esame di legittimità. E costituendo principio consolidato quello secondo cui, allorchè il ius superveniens comporti la necessità di accertamenti in fatto incompatibili con il giudizio di legittimità, la decisione di merito deve essere cassata con rinvio (cfr. da ult. Cass. n. 5888 del 2005, sulla scorta di Cass. n. 5224 del 1998), s’impone la cassazione con rinvio della sentenza impugnata.
Non giova in contrario obiettare – come invece ritenuto dal Pubblico ministero nella sua requisitoria – che, essendosi formato il giudicato sulla qualifica di Impresa alluvionata dell’azienda controricorrente, la spettanza dei benefici oggetto della domanda dovrebbe ritenersi ormai intangibile: la vicenda per cui è causa non configura infatti un’ipotesi di “aiuti individuali già versati nel quadro delle misure in esame prima della data di avvio della decisione e dell’ingiunzione di sospensione” del 17.12.2002, di cui al punto 136 della decisione della Commissione, quanto piuttosto un’ipotesi di “pagamenti di aiuti in essere di cui al precedente punto 135 (v. in tal senso Cass nn 13458 e 13459 del 2016), e rispetto a tale seconda ipotesi la qualifica di impresa alluvionata costituisce bensì presupposto necessario per l’accesso ai benefici, ma – come anzidetto – di per sè non sufficiente, il diritto in questione potendo riconoscersi solo in presenza degli ulteriori requisiti di cui s’è detto supra, sub lett. c), ossia quando l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento c.d. de minimis applicabile (punto 115 della decisione), ovvero possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, paragrafo 2, lett. b), TFUE (punto 132 della decisione).
Segue da quanto sopra che il giudice del rinvio dovrà verificare la sussistenza del diritto dell’azienda in epigrafe a fruire dei benefici di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, e successive modifiche e integrazioni, accertando a tal fine, anzitutto, l’eventuale ricorrenza dei presupposti di fatto per l’applicabilità del regolamento de minimis (la cui prova è a carico del soggetto che invoca il beneficio e non può essere ritenuta sussistente soltanto in ragione dell’essere l’importo oggetto della domanda inferiore alla soglia prevista dalla disciplina comunitaria: arg. ex Cass nn 6756 del 2012 e 6780 del 2013) e tenendo conto che la regola de minimis, stabilendo una soglia di aiuto al di sotto della quale l’art. 107, n. 1, TFUE, può considerarsi inapplicabile, costituisce un’eccezione alla generale disciplina relativa agli aiuti di Stato, per modo che, quando la soglia dell’irrilevanza dovesse essere superata, il beneficio dovrà essere negato nella sua interezza (arg. ex Cass. n. 11228 del 2011).