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Timestamp: 2019-02-23 21:22:16+00:00
Document Index: 58686332

Matched Legal Cases: ['art. 183', 'art. 182', 'art. 46', 'art. 182', 'art. 20', 'art. 33']

Trib. Milano Sez. I, Sent., 05/03/2012 | Open Media Coalition
Trib. Milano Sez. I, Sent., 05/03/2012
Al fine di valutare se un’espressione giornalistica rientri o meno nel legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica, i parametri da prendere in considerazione sono costituiti dalla veridicità dei fatti narrati, dalla pertinenza della notizia rispetto all’interesse pubblicoe dalla continenza della forma espressiva (In applicazione di tali principi, il Tribunale di Milano ha rigettato l’azione di risarcimento danni proposta contro l’Editore, il Direttore responsabile e il Caporedattore di un periodico; per il Giudice, infatti, rientra nel legittimo esercizio del diritto di critica la manifestazione di un giudizio anche aspro su fatti realmente accaduti, a condizione che sussista un interesse pubblico non solo alla conoscenza del fatto in sé ma anche della sua interpretazione soggettiva).
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. ROBERTO BICHI
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 87866/2008 promossa da:
KLM REALI LINEE AEREE OLANDESI (C.F. (…)), con il patrocinio dell’avv. GALBUSERA PAOLO MARIO e , elettivamente domiciliato in VIALE TIBALDI, 56 20136 MILANO presso il difensore
RCS QUOTIDIANI SPA (C.F. (…)), P.M. (C.F. (…)), A.M. (C.F. (…)), tutti con il patrocinio dell’avv. Enrico Giliberti e dell’avv. MOROTTI PAOLO e elettivamente domiciliati in Via Visconti Di Modrone, 21 20122 MILANO presso il difensore avv. MOROTTI PAOLO;
IL GRUPPO EDITORIALE L’ESPRESSO SPA (C.F. ), D.H. (C.F. (…)), F.G. (C.F. (…)), tutti con il patrocinio dell’avv. Virginia Ripa di Meana e dell’avv. VITA SAMORY ALBERTO e elettivamente domiciliati in PIAZZA BORROMEO, 10 20123 MILANO presso il difensore avv. VITA SAMORY ALBERTO
Oggetto:risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo stampa.
Con atto di citazione del 4 dicembre 2008 KLM conveniva in giudizio avanti questo Tribunale i convenuti indicati in epigrafe denunciando il carattere diffamatorio dell’articolo apparso su il Corriere della sera del 22 agosto 2008, a firma di A.M., dal titolo ” Tecnici distratti e costi da tagliare…” e di altro articolo apparso su “l’Espresso” del 3/7/2008 a firma di F.G., dal titolo “i pirati dei cieli”.
In particolare KLM evidenziava che nei due articoli era fatto riferimento ad un atterraggio di emergenza avvenuto presso l’aeroporto di Fiumicino nel 2004 di Boeing East African Safari e la cui manutenzione era stata effettuata da tecnico KLM. Rilevava l’attrice che il procedimento penale avviato anche nei confronti di tale tecnico si era concluso con richiesta di archiviazione della Procura di Civitavecchia del 15 maggio 2008 (prima della pubblicazione degli articoli).
Da qui l’obiettivo carattere diffamatorio dei due pezzi, da cui poteva trarsi l’accusa di un coinvolgimento di KLM nella difettosa manutenzione tecnica dell’aereo coinvolto nell’incidente del 2004, senza che il lettore fosse portato a conoscenza degli esiti della indagine penale, favorevoli a KLM.
Si costituivano i convenuti che svolgevano eccezione di nullità della procura rilasciata per insussistenza della legittimazione alle liti del conferente, nonché, per quanto concerne la difesa de l’Espresso, eccezione di incompetenza territoriale. Nel merito chiedevano tutti i convenuti il rigetto delle domande.
Adempiuti gli incombenti di cui all’art. 183 c.p.c., la cause giunge in decisione.
1. In merito alla preliminare eccezione svolta dai convenuti circa la carenza di legittimazione della parte attrice per difetto di potere del soggetto conferente la procura nell’interesse di KLM, può osservarsi quanto segue.
Come rilevato dal Giudice in sede di prima udienza di comparizione, il signor E.D., conferente la procura nell’atto di citazione, non risultava avere poteri rappresentativi di KLM estesi anche alla promozione di tale tipologia di contenzioso e lo stesso Giudice invitava la parte a sanare tale difetto. Il che avveniva attraverso atto di ratifica e nuovo conferimento di procura da parte del legale rappresentante di KLM R.F.J..
Ritiene il Tribunale che tali ultime circostanze permettano di riconoscere l’acquisita valida regolarizzazione in merito alla legittimazione della parte rappresentata.
Deve ritenersi che l’art. 182, secondo comma, cod. proc. civ. , secondo cui il giudice che rilevi un difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione “può” assegnare un termine per la regolarizzazione della costituzione in giudizio, dev’essere interpretato, anche alla luce della modifica apportata dall’art. 46, comma secondo, della L. n. 69 del 2009, nel senso che il giudice “deve” promuovere la sanatoria, in qualsiasi fase e grado del giudizio e indipendentemente dalle cause del predetto difetto, assegnando un termine alla parte che non vi abbia già provveduto di sua iniziativa. L’obbligatorietà di tale regolarizzazione manifesta l’evidente ratio di salvaguardare l’operatività del processo pur instaurato in maniera parzialmente viziata. Sanatoria che, quindi, necessariamente avviene con effetti “ex tunc”, senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali.
Nella specie, sia la ratifica, sia il conferimento di nuova procura, avvenute nel termine assegnato dal Giudice, realizzano pienamente gli effetti perseguiti dall’art. 182 c.p.c.. Può notarsi, inoltre, che il rilievo circa il limite di legittimazione del rappresentante, senza interventi congiunti di altri amministratori ( Euro 130.000,00), nella specie non è violato, giacchè la domanda proposta non indica un “quantum” risarcitorio, individuando, quindi, una causa di valore indeterminato.
Le ulteriori contestazioni svolte appaiono generiche e, comunque, non sono idonee a superare quanto emerge dal contenuto dell’atto conferente i poteri, non contestato nella sua autenticità e corrispondenza all’originale.
2. Riguardo all’eccezione di incompetenza territoriale svolta dalla difesa del “gruppo” “l’Espresso”, va ricordato che nel giudizio promosso per il risarcimento dei danni conseguenti al contenuto diffamatorio di una pubblicazione a stampa o da una trasmissione televisiva e, più in generale, di quelli derivanti dal pregiudizio dei diritti della personalità recati da mezzi di comunicazione di massa, la competenza per territorio si radica in riferimento al “forum commissi delicti” di cui all’art. 20 cod. proc. civ., nel luogo del domicilio (o della sede della persona giuridica) o, in caso di diversità, anche della residenza del soggetto danneggiato. Tale individuazione – che corrisponde al luogo in cui si realizzano le ricadute negative della lesione della reputazione -consente, secondo l’oramai acquisito indirizzo della giurisprudenza di legittimità, da un lato, di evitare un criterio “ambulatorio” della competenza, potenzialmente lesivo del principio costituzionale della precostituzione del giudice e, dall’altro, si presenta aderente alla concezione del danno risarcibile inteso non come danno-evento, bensì come danno-conseguenza (cfr. Cass. ord. 21661/2009, 22525/2006).
Pertanto, stante la sede sociale dell’attrice, in Segrate, deve individuarsi un collegamento con l’ambito di competenza del Tribunale di Milano e ciò a parte ogni pur sussistente rilievo che assume l’art. 33 c.p.c.essendo evidente la sussistenza di un vincolo di connessione tra le domande risarcitorie proposte in merito ad articoli concernenti il medesimo soggetto, la medesima vicenda e, come si vedrà, riportanti le medesime dichiarazioni del Comandante C..
3. Riguardo all’eccezione di nullità dell’atto di citazione per la sua indeterminatezza, può osservarsi che i rilievi svolti sul punto dalla difesa dei convenuti individuano ragioni, sin dalla loro prospettazione, rapportabili alla infondatezza della domanda per difetto dei presupposti: profili diversi rispetto a quelli incidenti sulla validità dell’atto di citazione che, obiettivamente, manifesta in maniera sufficientemente compiuta il petitum e la causa petendi.
Tale notazione permette di introdurre la valutazione del merito delle domande, giacchè il primo profilo che viene dibattuto nelle difese è proprio quello della “genericità” della doglianza di KLM, in dipendenza del fatto che negli articoli non si svolge una qualche considerazione direttamente contro tale Compagnia aerea, né -secondo i convenuti – è dato individuare un qualche specifico profilo avente natura diffamatoria, come tale percepibile dai lettori, nei confronti della Compagnia aerea.
Va premesso che il Tribunale ritiene di svolgere un’unitaria considerazione del contenuto dei due articoli i quali, pur in un contesto articolato diversamente e dovendosi essi valutare in maniera distinta e autonoma, si prestano alle medesime considerazioni. E, d’altra parte, entrambi gli articoli trovano il loro nucleo “informativo” nelle stesse dichiarazioni rese dal Comandante M.C. e nel riferimento alla tipologia di controllo svolta dal tecnico KLM sul Boeing.
A tale riguardo va subito notato che è processualmente incontestata la circostanza del rilascio delle dichiarazioni , nel contenuto riportato, da parte di C.; di ciò, inoltre, vi è conferma di cui al doc. 22 RCS, anch’esso non contestato nella sua autenticità e, provenienza.
Ritiene il Tribunale che il contenuto dell’articolo apparso su il Corriere della Sera “Tecnici distratti e costi da tagliare. Quando i controlli non bastano” e il contenuto dell’articolo apparso su l’Espresso pagg. 33 e 34 (doc. 11 e12 attore) rappresentino una estrinsecazione del diritto di cronaca giornalistica e ciò nell’ambito di servizi di indagine giornalistica di assoluta rilevanza sociale e attualità.
Va premesso che, in riferimento alle dichiarazioni del comandante C., assume rilevanza il principio in virtù del quale in tema di diffamazione a mezzo stampa, è applicabile la scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca alla condotta del giornalista che pubblica le dichiarazioni di un terzo soggetto – anche se , in ipotesi, oggettivamente lesive dell’altrui reputazione- a condizione che la qualità dei soggetti coinvolti, la materia della discussione ed il più generale contesto in cui le dichiarazioni sono state rese presentino indiscutibili profili di interesse pubblico all’informazione, tali da far prevalere sulla posizione soggettiva del singolo il diritto di informare del giornalista (cfr. Cass. 23366/2004, 10686/2008). Ciò che può assumere rilevanza ai fini dell’integrazione dell’illecito è una loro utilizzazione distorta, artatamente inserita in un contesto diffamatorio, in un percorso argomentativo da parte del giornalista consapevolmente rivolto ad effetti lesivi della reputazione del terzo.
Ciò , nel caso concreto, non è ravvisabile. Il tribunale non scorge alcuna capziosità nella presentazione di tali dichiarazioni, ovvero un loro travisamento o una presentazione decettiva o caratterizzata da toni scandalistici eccedenti la regola della continenza; tali dichiarazioni sono inserite in un contesto pertinente rispetto al tema rappresentato.
Sia l’articolo apparso sul Corriere della sera, sia il più ampio servizio de L’espresso attengono al tema della sicurezza dei voli, ricostruendosi vari episodi significativi di evenienze pericolose, prospettandosi l’influenza negativa, a tale riguardo, di possibili carenze nei controlli di manutenzione. Gli episodi cui è fatto riferimento sono specifici; né la stessa attrice deduce la falsità di essi: attengono non a episodi direttamente imputabili a KLM, ma a varie altre Compagnie. Il coinvolgimento di cui si lamenta in particolare KLM deriva, come detto, dal riferimento alle operazioni svolte da un suo tecnico sul Boeing 767 East African Safari.
Ma anche qui, il Tribunale non può che prendere atto dell’esercizio del diritto di cronaca, giacchè, a fronte del riscontrato riferimento contenuto nell’articolo a quanto dichiarato dal Comandante e a quanto emerso in sede di rilievi di controllo della manutenzione, alcunché è dedotto a contrasto dall’attrice a dimostrazione – in ipotesi – della falsità delle dichiarazioni o delle circostanze riferite.
KLM, in definitiva, sembra imputare ai due articoli non una loro “falsità” cronachistica, ma che le circostanze siano state riportate “nonostante” che la Procura della Repubblica di Civitavecchia, pochi giorni prima della data di pubblicazione degli articoli avesse richiesto l’archiviazione del procedimento apertosi nei confronti di KLM e di un suo tecnico per l’incidente avvenuto a Fiumicino nel 2004.
Ma, invero, la prospettazione non assume decisivo rilievo.
Infatti, appare inagibile l’ipotesi che il giornalista potesse sapere di tale richiesta endoprecessuale del maggio 2008 ( l’archiviazione è poi avvenuta il 7/10/2008) , che permane nell’ambito del segreto procedimentale. Per altro, tale circostanza processuale è irrilevante.
Infatti, quale che sia la valutazione che di un episodio sia svolta dal magistrato penale, tuttavia le circostanze, i comportamenti attinenti all’episodio oggetto della valutazione di quel Giudice, permangono quale oggetto della libera valutazione dell’opinione pubblica, che conserva il diritto di conoscere i singoli fatti e di formarsi – questa d’altra parte è la funzione tipica del giornalismo di cronaca e inchiesta – una propria valutazione, non necessariamente coincidente con quella del giudice penale.
Certo, in tali casi la verifica dei principi di “verità”, in merito alle circostanze riferite, e di “continenza” va svolta con rigore, affinchè sia garantita l’esclusione di un effetto distorsivo nella formazione dell’opinione del lettore in merito alla vicenda, già vagliata dal Giudice, nell’ambito del contraddittorio processuale.
Ma, nella specie, neppure in sede di comparsa conclusionale, la difesa dell’attrice è stata in grado di indicare quali specifiche circostanze, quali specifiche dichiarazioni riportate possano essere qualificate come false. D’altra parte, non può revocarsi in dubbio che il tema della sicurezza dei voli, della necessità di più ampi e incisivi controlli tecnici possa esaurirsi nel prendere atto degli esiti ( per altro, come detto, all’epoca neppure esistenti) di un procedimento penale. Il fatto che il P.M. e poi il GIP non ravvisino gli estremi di una responsabilità penale in merito all’accadimento di un incidente, non comporta che non possa dibattersi, in termini documentati e riscontrabili, del problema dei costi e delle modalità di manutenzione degli aerei e ciò anche con una impostazione critica, che menzioni anche l’incidente del 2004 di Fiumicino.
Quanto ora da ultimo evidenziato, rende manifesto come neppure possa concretamente ipotizzarsi una sorta di “diffamazione” per omissione. Gli articoli sono stati pubblicati nel luglio e nell’agosto del 2008 e, quindi, era impossibile per il giornalista fare riferimento all’avvenuta archiviazione del procedimento nei confronti di KLM e del suo tecnico; procedimento che versava in situazione di svolgimento di indagine dal 2004 e che, certo, non era accessibile, avuto riguardo al contenuto dei suoi atti istruttori, per i giornalisti al momento della redazione dei due articoli.
In definitiva , ritiene il Tribunale l’insussistenza di condotte rilevanti ai fini dell’affermazione di un obbligo risarcitorio a carico delle parti convenute.
Le considerazioni svolte appaiono risolutive ed evidenziano la superfluità e inammissibilità delle deduzioni istruttorie.
Ciò determina il rigetto delle domande.
Le spese seguono la regola della soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo, tenuto conto di un giudizio di congruità dei compensi, stante l’abolizione delle Tariffe professionali ex D.L. n. 1 del 2012 e l’unicità delle difese.
rigetta le domande tutte proposte e condanna l’attrice alla rifusione delle spese sostenute che si liquidano, a favore di Gruppo editoriale L’espresso, D.H. e F.G., in Euro 9.800 per compenso professionale e Euro 163, 00 per esborsi, e a favore di RCS Quotidiani spa, P.M., A.M., in Euro 9.800,00 oltre Euro 135,50 per esborsi; oltre iva e c.p.a..