Source: http://tutto-normativa.blogspot.com/2016_07_01_archive.html
Timestamp: 2017-05-28 22:18:09+00:00
Document Index: 60786678

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 41', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 27', 'sentenza ', 'art.10']

Firenze, 29 Luglio 2016. Molti clienti H3G stanno ricevendo in questi giorni questo sms, con il quale viene comunicato un nuovo esborso non richiesto: "Variazione contrattuale dell'opzione 4G LTE: dal 29/8 il costo dell'opzione diventa 1 € al mese IVA incl. Può disattivarla entro il 22/8. Info tre.it/lte" Tutto bene? Non crediamo. La pratica commerciale viene chiamata "variazione contrattuale" ma si tratta di una attivazione non richiesta, simile a quanto già accaduto con Vodafone Exclusive, Tim Prime, Wind Maxi. L'escamotage individuato dalla società per eludere l'applicazione delle norme a tutela del consumatore consiste nell'attivare gratuitamente il servizio 4G LTE - senza chiedere al cliente alcun consenso all'attivazione gratuita - per poi comunicarne la variazione a pagamento. Il servizio viene infatti attivato anche a chi – come capitato a noi – non ha un telefonino che può usufruire di questa tecnologia e quindi non avrebbe alcun interesse a richiederne l'attivazione e, soprattutto, non ha mai ricevuto comunicazione da parte di H3G nemmeno dell'attivazione inizialmente gratuita. Non di modifica contrattuale si tratta, quindi, a nostro avviso ma di attivazione di servizio non richiesto, pratica commerciale scorretta e aggressiva che viola il Codice del Consumo. Aggiungiamo che, quand'anche fosse una modifica contrattuale vera e propria, le modalità di comunicazione al cliente sarebbero comunque illegittime, poiché nell'sms inviato non si fa alcun riferimento al diritto di recesso contrattuale, ma solamente alla possibilità di disattivare l'opzione e si rimanda, per le informazioni su come disattivare, al sito internet della H3G richiedendo quindi al cliente – che già subisce l'attivazione non richiesta di un servizio - di attivarsi ulteriormente per andare a cercare le informazioni su come uscirne. Si tratta di una modalità di comunicazione estremamente macchinosa soprattutto per quelle categorie di utenti – pensiamo alle persone più anziani – che non usano internet, e quindi non ricevono le informazioni necessarie. L'operazione viene, infine, compiuta comunicando a fine luglio una modifica operativa da fine agosto, cioè nel periodo in cui la maggior parte degli italiani è in vacanza, è più distratta ed è quindi più probabile che dia meno peso al messaggio ricevuto, oppure rimandi di occuparsene al rientro dalle vacanze per poi dimenticarsene. Abbiamo quindi denunciato la pratica commerciale scorretta all'AGCM (1) affinchè aprano un procedimento anche contro H3G, chiedendo – soprattutto – di emanare un provvedimento cautelare di sospensione immediata dell'attivazione a pagamento dell'opzione 4G LTE. Nel frattempo, mettiamo in guardia tutti i nostri utenti che siano titolari di una sim della H3G. Se non vi interessa l'attivazione a pagamento della possibilità di navigare in 4G, appena ricevuto il messaggio di prossima attivazione del servizio vi consigliamo di: – disattivarlo subito, inviando un sms con il testo "NO" al numero 4139; – inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida (2); – inviare una segnalazione all'Antitrust (3); - tenerci aggiornati (4) su quanto accade. (1) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2016/H3G%20-%20Esposto%20Antitrust%20per%20pratica%20commerciale%20scorretta.pdf (2) http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora_8675.php (3) http://www.agcm.it/consumatore/55-tutela-consumatore/contact-center/5616-come-segnalare.html (4) http://www.aduc.it/info/scrivici Emmanuela Bertucci, legale Aduc -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Concorrenza: ok delega a governo disciplina Uber-Ncc. UNC: meglio tardi che mai, ma dubbi sull'esito finale. No all'inasprimento delle sanzioni. Entro un anno dall'entrata vigore del ddl Concorrenza, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, ossia Ncc e Uber. Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza, approvato dalla commissione Industria del Senato. "Meglio tardi che mai, ma è evidente che si tratta di un ripiego. La materia andava disciplinata direttamente nel ddl concorrenza, ma per l'opposizione dei tassisti è stata stralciata. Ora se ne riparlerà tra un anno, nella migliore delle ipotesi" afferma Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori.. "Inoltre ci sono dubbi sull'esito finale. Non vorremmo, infatti, che invece di favorire queste nuove forme di trasporto innovativo e la sharing economy, si cogliesse l'occasione per considerare tutto abusivo, per poi sanzionare i responsabili. Non ci piace, infatti, l'emendamento che prevede di adeguare il sistema sanzionatorio, individuando sanzioni efficaci" prosegue Dona L'Unione Nazionale Consumatori ricorda che tra le modifiche più volte condannate dall'Antitrust (AS277 del 3 marzo 2004 e AS683 del 27 marzo 2010) ci sono proprio le sanzioni esagerate già previste dall'art. 11 bis della legge n. 21/1992 per gli esercenti il servizio di noleggio con conducente che violano l'art. 3 e 11, ossia quegli articoli che prevedono l'assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio. Attualmente è previsto un mese di sospensione dal ruolo alla prima inosservanza, due mesi alla seconda, 3 alla terza, cancellazione dal ruolo alla quarta inosservanza. "Ci pare fin troppo!" conclude Dona. -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Tribunale di BENEVENTO: rinviati a giudizio Vertici di Banca Popolare di Ancona e di Novara. Applicata usura INFINITA. Parte civile Orazio Marchetti(clicca qui); Dalla cronaca di Benevento (clicca qui); Tribunale di BARI: ..."anche gli interessi di mora sono soggetti al rispetto delle soglie d'usura" (…) ai fini della determinazione del TAEG si devono considerare tutti i costi, anche solo potenziali, del finanziamento, tra cui deve quindi farsi rientrare anche la commissione o penale di estinzione anticipata" Con la legge 108/96 il legislatore ha inteso prevedere quale sanzione civile a carico del mutuante la non debenza degli interessi (clicca qui); Tribunale di Prato- mutui - da IL CASO.IT: per determinare il TEG complessivo, vanno considerati anche i premi delle polizze a copertura del rischio morte del mutuatario (clicca qui); Tribunale di UDINE: da Diritto Bancario- Il Giudice ha disposto che nelle ipotesi in cui vi sia una parziale mancanza degli estratti conto dall'origine del rapporto, il criterio del c.d. "saldo zero" debba essere applicato sia sul conto corrente principale sia sui c.d. "conti accessori" (conti anticipi, o di appoggio ecc.). La banca che agisce in fase monitoria ha l'onere di fornire piena prova del proprio credito, ed è tenuta a produrre gli estratti conto dall'inizio del rapporto, anche oltre il decennio (clicca qui); RECUPERO CREDITI: la DoBank rileva il 100% di Italfondiario(clicca qui); * * * * * NON FATEVI INGANNARE - Il DELITTO DI USURA, movimento di sole vittime bancarie, offre informazioni gratuite da sempre (clicca qui) . -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
﻿Una riflessione a tutto tondo "su tanti temi aperti e sugli scenari più controversi della società digitale in cui ogni persona diventa dato".
Focus dell'intervista a Key4biz: lotta al terrorismo, Internet delle cose, Cybersecurity, eHealth, Biometria, Sharing Economy, Telemarketing e altro ancora
La digitalizzazione della società riguarda tutti. Nessuno escluso. Perché nell'economia fondata sui dati, ogni persona diventa essa stessa dato. Ma è possibile conciliare la difesa del mercato e la crescita dell'economia con la tutela della dignità e dei diritti della persona? I problemi aperti sono molteplici e trasversali.Ne parla Antonello Soro, Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, in una intervista a tutto tondo su Key4biz.Un'intervista importante ed analitica in cui vengono indicate le direttrici di sviluppo e le criticità che decisori, imprese e cittadini avranno davanti a sé nel breve e medio periodo sulle tematiche della tutela dei dati, dell'economia digitale, della democrazia elettronica.
DDL RIFIUTI, COR: "L'ANCI HA MIGLIORATO TANTISSIMO LA PROPOSTA DI LEGGE 'PASTROCCHIO'. MA ANCORA NON BASTA!" Ancora perplessità sull'impianto normativo dell DDL Rifiuti da parte del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) Meno male che in Puglia esistono ancora Sindaci responsabili, che anche raccogliendo le nostre sollecitazioni e preoccupazioni, ma soprattutto ricordando alla Regione le competenze imposte dalla legge, hanno decisamente migliorato il Disegno di Legge sui Rifiuti. Questo significa che, come da noi sempre auspicato, l'ascolto dei territori e di chi li rappresenta non è un esercizio superfluo e banale della DEMOCRAZIA, ma contribuisce a migliorare sempre l'attività amministrativa regionale Eppure nonostante tutto il presidente dell'Anci Puglia non si dice ancora totalmente soddisfatto. Questo perché il provvedimento che il primo agosto arriverà in aula per l'approvazione nasconde ancora ombre che generano devastanti sospetti che non sono stati dipanati neppure dopo l'importante e decisivo intervento sicuramente migliorativo dei sindaci. Infatti, grazie alle modifiche proposte dall'Anci Puglia abbiamo evitato che si consumasse in Consiglio un grande pastrocchio peggiore dei rifiuti che traboccano dai nostri cassonetti. I sindaci, da noi supportati nella loro azione, hanno fatto capire a questa maggioranza di centrosinistra totalmente soggiogata dal suo presidente Emiliano che i problemi dell'emergenza non si potevano risolvere con una provvedimento che puntava solo ad accentrare tutti i poteri nelle mani di un fedelissimo del governatore, "commissariando" di fatto non solo gli Ato ma anche i sindaci che nella lotta ai rifiuti sono sempre stati in prima linea. E' necessario chiudere il ciclo dei rifiuti e mettere in funzione gli impianti: lo diciamo da sempre, i sindaci anche e oggi lo hanno ribadito. I pugliesi devono, quindi, sapere che questa legge scritta a tavolino da personaggi esterni alla Regione e con l'unico intento di creare una mega poltrona ad hoc e' stata spedita al mittente e rivista grazie all'instancabile opposizione che questa volta in Regione ha visto insieme tutti i consiglieri, da Cor a Forza Italia passando da Ap e anche il Movimento 5 Stelle, ma soprattutto grazie alla fattiva e proficua collaborazione dei sindaci pugliesi. Ma non basta. C'è ancora molto da migliorare e noi siamo pronti a fare la nostra parte nell'interesse dei pugliesi e della nostra bella Puglia. Per questo il presidente Emiliano e la sua maggioranza diano davvero prova di alto senso di responsabilità anziché procedere con atti di imperio e comportamenti arroganti. Bari, 26 luglio 2016 -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Firenze, 22 Luglio 2016. Impazza il "confronto" sulla legalizzazione della cannabis dopo che il disegno di legge e' partito col suo iter parlamentare. Abbiamo letto di chi, favorevole alla legalizzazione, vorrebbe "dannare i giovani" (1), e nello stesso anche -in modo piu' civile- che la "battaglia contro la legalizzazione della cannabis è una battaglia di civiltà e, soprattutto, una battaglia culturale. Non possiamo vendere fumo ai nostri giovani" (2). Solo per citare i piu' recenti. Ma se qualcuno pensava che avremmo sviluppato un confronto tra i pro e i contro in base ad argomentazioni, riferimenti scientifici, esempi di altre esperienze istituzionali, e' bene che si ricreda. I 1.300 emendamenti presentati da chi non e' d'accordo sulla legalizzazione ci dicono che, per l'ennesima volta, nel nostro Paese ci sara' il muro contro muro basato sugli sgambetti, i sotterfugi, le fregature, i colpi bassi, etc... cioe' tutto quel bagaglio che fa parte della non-cultura umana, economica, sanitaria ed istituzionale che e' il perfetto contrario di quello che ci vorrebbe per far capire -a chi e' favorevole e a chi non lo e'- e farsi un'opinione. E' l'Italia, bellezza! Quella che, sempre per restare in ambito istituzionale, quando si teme che una legge possa non passare perche' non si e' tanto sicuri della propria maggioranza, ecco che fioccano i voti di fiducia, la mortificazione della funzione del Parlamento. E' evidente, quindi, che per cercare di far approvare o meno una legge, tutti si attrezzino alla bisogna, sia essa attuale maggioranza (voti di fiducia) che attuale opposizione (ostruzionismo). Tutto legittimo, per carita' e, in un certo senso, anche segnale di vivacita'... ma forse per i cittadini c'e' un contraltare di informazione (quella di Stato della Rai, per esempio) che possa dare strumenti perch'e ognuno si faccia un'opinione? Niente di tutto questo. La legalizzazione della cannabis, e delle droghe oggi illegali piu' in generale, e' un argomento trasversale tipico. Non e' questione di essere di destra o di sinistra o di centro, ma solo di far funzionare il cervello e vedere se due+due fa quattro, cioe' se i vantaggi per Stato e cittadini siano maggiori nel mantenimento dell'attuale regime proibizionista o meno. Non c'e' di mezzo neanche il -frequentemente conclamato- diritto alla vita dello zigote che, per motivi religiosi, contrappone i favorevoli e contrari all'aborto. E neanche il diritto di disporre della propria vita e della propria morte con il diritto all'eutanasia dove, i contrari, sostengono che la vita ce l'ha data il loro dio e nessun'altro ce la puo' togliere. O tante altre questioni che richiamano in gioco la religione (fecondazione eterologa, adozione per genitori omosessuali, staminali embrionali, etc). Tutte questioni di un certo rilievo che, in genere, insieme alla legalizzazione delle droghe, dividono creando due fronti piu' o meno compatti di pro e contro. No, nel caso della legalizzazione della cannabis tutto questo e' piu' attenuato perche', farsi uno spinello e' come bersi un bicchiere di vino a stomaco vuoto (chi dice che non e' cosi' fa parte di quella caciara di cui scrivevamo prima) e, almeno per ora, anche i piu' tenaci contrari alla legalizzazione non sembra abbiano intenzione di metter mano alla legalita' del vino e degli alcolici in generale. Per la cannabis -e anche per tutte le altre droghe- si tratta solo di comportamenti individuali che, se in eccesso come con qualunque altro tipo di prodotto, di base fanno male solo a chi lo ha assunto. In gioco, quindi, c'e' la liberta' individuale, il diritto e il dovere individuale di far parte di una comunita' in cui le proprie liberta' sono tali, anche in modo estremo, solo se non ledono quelle altrui. Ed e' qui il nodo del problema: perche' grossomodo tutti dicono che l'individuo deve essere libero, ma siccome alcuni lo dicono solo per finta (anche verso se stessi), ecco che manifestano la propria contrarieta' con una caciara intrisa di menzogne. Il gioco dello sparigliamento dei punti fermi che in uno Stato dovrebbero essere uguali per tutti, e' tipico di chi e' consapevole della carenza delle proprie argomentazioni, e di voler mantenere lo status quo solo per una questione di potere, sugli individui e sulla comunita'. Chi come noi -che siamo favorevoli alla legalizzazione- ha assunto questa consapevolezza del gioco sporco che si sta cominciando a manifestare, e' bene che sia rigido sui principi del metodo: mai ingannare e mai partire dal presupposto della malafede del proprio avversario, anche se molto manifesta. E' proprio da questo che nasce la forza per meglio comunicare con tutti. Qui il nostro canale web di informazione quotidiana sulle politiche in materia di droghe in tutto il mondo: http://droghe.aduc.it/ (1) on. Maurizio Lupi (2) Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra Vincenzo Donvito, presidente Aduc-- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Firenze, 20 luglio 2016. Se qualcuno di voi crede che in Italia l'ergastolo non esista e che "dopo un po' di anni escono tutti", si sbaglia di grosso. E' il caso dei condannati al c.d. "ergastolo ostativo", che altro non è che la pena perpetua che viene comminata a chi si è macchiato di delitti particolarmente gravi, previsti dal famigerato art. 4 bis dell'ordinamento penitenziario (da non confondersi con l'ancor più famigerato 41bis), relativi, per la gran parte, a fatti di criminalità organizzata e terrorismo. L'unico modo che questi condannati hanno per uscire dal carcere è la collaborazione con lo Stato, a meno che essa non sia impossibile od inesigibile. L'occasione di affrontare la questione ci è data dalla recente pubblicazione del bel libro Gli ergastolani senza scampo. Fenomenologia e criticità costituzionali dell'ergastolo ostativo (prefazione di G. Silvestri, appendice di D. Galliani- Giappichelli, Torino, 2016), scritto a quattro mani da Andrea Pugiotto, docente di diritto costituzionale e Carmelo Musumeci, ergastolano, che ripropone all'attenzione di tutti il paradosso di un Stato di diritto che nega i suoi stessi fondamenti costituzionali. Ne abbiamo avuto una recente dimostrazione col trattamento riservato a Bernardo Provenzano, al quale è stato prorogato dal Ministro della Giustizia il regime del carcere duro previsto dall'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario, nonostante le condizioni di palese infermità, che lo rendevano praticamente un vegetale. Le ragioni di questo interesse ce le fornisce lo stesso autore (Come e perché eccepire l'incostituzionalità dell'ergastolo ostativo - Dalle pagine di un libro a Palazzo della Consulta di Andrea Pugiotto in www.penalecontemporaneo.it): "La mia risposta affonda nei fondamentali del costituzionalismo liberale, laddove si insegna che la Costituzione ammette la forza (di cui lo Stato ha il legale monopolio) ma nega la violenza, ovunque la dignità dell'uomo subisca la mortificazione dell'assoggettamento fisico all'altrui potere. Ecco perché, quando la pena (minacciata dal legislatore, irrogata dal giudice, eseguita dalla polizia penitenziaria sotto il controllo della magistratura di sorveglianza) travalica il confine che separa la forza dalla violenza, è la legalità costituzionale ad essere violata, cioè violentata. È allora che il costituzionalista, che crede nel diritto come violenza domata, deve dire la sua. Ecco perché cerco di usare quel che so, e quel che so fare, per evitare che lo Stato potente diventi prepotente rendendo impotente la Costituzione dietro le sbarre. Il volto costituzionale della pena guarda (cioè riguarda) tutti, anche Caino, perché la persona non è mai tutta e soltanto nel suo errore: nessun individuo «è uguale a quell'io che era venti o trent'anni fa, e perciò è ragionevole che il nostro giudizio sia diverso a seconda che si appunti su quella o su questa figura. […] Ciò che oggi sembra indegno di qualsiasi atteggiamento benevolo, può diventarne creditore dopo molto tempo e moltissimo patire». Distinguere l'errore dall'errante è sforzo cui dovremmo applicarci sempre, se non altro per una forma di altruismo interessato, perché nella vita tutti facciamo esperienza dell'errore (e molti dell'orrore). E nessuno ne uscirebbe bene se fosse ricordato esclusivamente per la cosa peggiore che ha fatto". Perché - come ricorda Gaetano Silvestri, nella sua eloquente prefazione al volume – "la dignità umana, come non si acquista per meriti, non si perde per demeriti". Nel libro, dopo una prima, drammatica, parte dedicata alla giornata tipo dell'ergastolano scritta da Carmelo Musumeci, vengono spiegate le ragioni giuridiche dell'incostituzionalità del regime del carcere perpetuo, undici capitoli, "uno per ogni criticità costituzionale". Sino ad oggi i nostri giudici, di merito e costituzionali, hanno "salvato" questa norma - così come le altre norme, purtroppo numerose ancora oggi, che instaurano nel nostro ordinamento discipline di "doppio binario"– perché secondo loro l'ergastolo ostativo non è de jure una pena perpetua, ma soltanto de facto, essendo ciò imputabile all'ergastolano che preferisce la morte dietro le sbarre a una collaborazione esigibile. E tuttavia questa impostazione si scontra con numerosi precetti costituzionali e convenzionali (Convenzione Europea per i diritti dell'uomo in primis) perché – diversamente da quanto avviene per la pena detentiva "a termine" – finisce col rendere ammissibile nel nostro ordinamento una pena che esclude definitivamente il condannato dal circuito rieducativo e rende irrilevante ogni progressione nel c.d. "trattamento inframurario", finendo con l'equivalere, come pena fino alla morte, alla pena di morte, in violazione dell'art. 27 comma 4 cost., essendo entrambe "privazione di vita, perché cancellazione di futuro, azzeramento di ogni speranza, amputazione dal consorzio umano". Basteranno i titoli degli argomenti richiamati, che l'autore ha condensato in una sorta di vademecum rivolto agli operatori del diritto con lo scopo di veder finalmente rimuovere la preclusione del beneficio della liberazione condizionale all'ergastolano ostativo ed ironicamente intitolato "Come e perché eccepire l'incostituzionalità dell'ergastolo ostativo" (pubblicato in www.penalecontemporaneo.it), per capire le tante ragioni per il superamento dell'ergastolo ostativo: incostituzionale perché pena perpetua (in violazione dell'art. 27 comma 3, Cost.); incostituzionale perché pena perpetua non riducibile (in violazione dell'art. 117 comma 1, Cost. integrato dall'art. 3 CEDU); incostituzionale perché pena fissa che rende irrilevante il percorso rieducativo del reo (in violazione dell'art. 27 comma 3, Cost.); incostituzionale perché pena conseguente a illegittimo automatismo normativo (in violazione degli artt. 2, 3 comma 1, 19, 21 e 27 commi 1 e 3, Cost.); incostituzionale per irragionevolezza dell'equivalenza tra collaborazione e ravvedimento (in violazione degli artt. 3 comma 1, 27 comma 1, Cost.); incostituzionale per violazione del diritto alla difesa (art. 24 Cost.); incostituzionale perché pena fino alla morte (in violazione dell'art. 27 comma 4, Cost.); incostituzionale perché trattamento equivalente alla tortura (in violazione degli artt. 10 comma 1, 13 comma 4, 117 comma 1, Cost.). Speriamo vivamente che i Tribunali di Sorveglianza facciano tesoro di queste preziosi indicazioni e che, prima o poi, nell'inerzia del legislatore, la Corte Costituzionale metta davvero la parola fine al "fine pena mai". Adriano Saldarelli, avvocato penalista e consulente Aduc Pubblicato da
Il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino dopo la riunione a Bruxelles dei ministri agricoli europei: "E' mancata l'ambizione nelle proposte di un esecutivo sempre più 'stanco'. Provvedimenti sbilanciati sul Nord Europa e settori in sofferenza che restano fuori dagli aiuti, come cereali e carni suine. Adesso prioritario accelerare i tempi di attuazione". Gran parte delle speranze che gli agricoltori italiani avevano riposto alla vigilia della presentazione del nuovo "pacchetto Ue anti crisi", sono state disattese da una serie di misure che potremmo definire di accompagnamento e che poco potranno incidere sulla redditività degli agricoltori. Così il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, commenta il nuovo pacchetto di azioni per i settori in crisi presentato ieri dalla Commissione a Bruxelles durante il Consiglio dei ministri dell'Agricoltura europei.In particolare -spiega Scanavino- i 150 milioni di euro stanziati per il contenimento dell'offerta produttiva di latte sembrano essere un risarcimento per quelle imprese, principalmente del Nord Europa, che hanno aumentato le capacità produttive senza misurarsi con il mercato e sottovalutando le conseguenze sugli equilibri economici. Al contrario, riteniamo che una programmazione produttiva duratura, strutturale e non condizionata alla congiuntura, sia una strada percorribile per ridare ossigeno agli allevatori. Per quanto riguarda il plafond di circa 21 milioni di euro assegnati all'Italia -evidenzia il presidente della Cia- sarà prioritario non sprecare in mille rivoli le risorse ma, piuttosto, utilizzarle su iniziative concrete, compresi possibili interventi di ristrutturazione del sistema imprenditoriale localizzato in territori scarsamente vocati. Sullo stesso fronte, la tempistica rappresenta un elemento strategico anche perché, per ora, siamo fermi alle note stampa della Commissione. L'estrema volatilità che caratterizza in particolare il mercato del latte, impone invece un'accelerazione nelle fasi di definizione dei regolamenti esecutivi e d'implementazione nazionale -dice Scanavino-. Al contrario, si rischierebbe di adottare misure controproducenti perché calate all'interno di un contesto diverso rispetto a quello attuale. Quanto alle altre misure del pacchetto Ue, l'aggiornamento dei prezzi di ritiro per i prodotti ortofrutticoli rappresenta una novità positiva che avevamo avanzato nelle nostre proposte.A condizionare il giudizio complessivo, però, non può non esserci la mancanza d'interventi sugli altri settori in sofferenza, a partire dalle difficoltà strutturali delle carni suine e dal crollo dei prezzi cerealicoli, che sta mettendo a rischio la produzione di grano Made in Italy. Forse -conclude il presidente della Cia- l'attenzione su questi temi da parte dell'esecutivo Ue che, sempre di più, mostra segnali di debolezza e stanchezza, è stata distolta dal fatto che alcuni Stati membri dell'Unione non hanno ancora avviato la campagna produttiva. -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Bollette: nessuno avvisa in prima pagina del pagamento del canone Rai Sono arrivate le prime segnalazioni di addebiti del canone Rai da parte di consumatori ignari ed in buona fede che non credevano di dover pagare l'abbonamento alla televisione. Un signore, ad esempio, aveva inviato fin da gennaio un'autocertificazione per dichiarare di non possedere alcuna tv. Una dichiarazione anticipata, fatta prima della predisposizione del modellino da parte dell'Agenzia delle entrate avvenuto il 24 marzo. Nella dichiarazione, però, pur mettendo tutti i dati anagrafici, indirizzo, numero del contratto di fornitura elettrica, dimentica di mettere il codice fiscale, il luogo e la data di nascita. Risultato: pur non avendo la tv ora deve pagare tutti i 100 del canone. Un altro utente ci scrive: "dalla Rai mi era stato comunicato che avendo un'utenza di tipo D3 non residente non dovevo fare alcuna comunicazione. Oggi nella bolletta mi sono trovata addebitato il canone Rai, come mi devo comportare?". Nel frattempo stanno arrivando le bollette di altre imprese, ma nessuna di quelle finora pervenute riporta in prima pagina alcun riferimento al pagamento del canone Rai. "Nonostante debbano ricevere 14 milioni di euro per l'attuazione di quanto previsto nel decreto Mise, le imprese elettriche evidentemente hanno ritenuto troppo costoso modificare la prima pagina della fattura. Una mancanza di trasparenza che danneggia i consumatori. Giusto pagare le tasse, ma è giusto anche sapere che lo stiamo facendo" dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell'Unione Nazionale Consumatori. Tra le migliori bollette finora segnalate dal consumatore, si fa per dire, quella di A2A. Ebbene anche in questo caso in prima pagina è scritto a caratteri cubitali (cfr bolletta sotto riportata): "Quanto devo pagare? - XXX euro – bolletta per i consumi - Dal..... al.......". Peccato che non sia così. L'importo da pagare, infatti, non è relativo ai consumi, ma ai consumi + i 70 euro del canone Rai. Per trovare l'importo di 70 euro bisogna, come sempre, andare nel rompicapo del riepilogo dei corrispettivi, la parte più tecnica della fattura che nessuno legge. Poi nelle istruzioni c'è (ecco perché è finora la migliore) la voce canone Rai. Ma anche in questo caso non si dice che nella fattura sono stati inseriti i 70 euro o cosa deve fare il consumatore per contestare il pagamento, ossia le cose che servono, ma c'è un lungo messaggio dalla dubbia utilità e di non facile comprensione: "I dati personali raccolti per la fornitura dell'energia elettrica sono utilizzati, in base alla tipologia di cliente domestico, anche ai fini dell'individuazione dell'intestatario del canone di abbonamento e del relativo addebito contestuale alla bolletta, che, in caso di cliente domestico residente con potenza impegnata fino a 3 kW (tariffa D2 della spesa per il trasporto e la gestione del contatore), avverrà senza ulteriori verifiche sulla residenza. Per maggiori informazioni è disponibile sul nostro sito la pagina https://www.a2aenergia.eu/canonerai" Pagina 1 della fattura di A2A: -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Il TAR Friuli Venezia Giulia ha così confermato l'orientamento già manifestato in precedenza respingendo il ricorso della stessa Italgas contro il bando di gara dell'Ambito Udine. La nuova sentenza assume notevole importanza non solo perché, ancora una volta, in sede di giustizia amministrativa viene stigmatizzato il pretestuoso ricorso di Italgas al contenzioso, al solo, o prevalente fine di rinviare le gare, ma anche perché ne viene confermata la correttezza dell'operato della Provincia di Udine, supportata nell'espletamento delle procedure di gara dal Consorzio Concessioni Reti Gas, in ordine alle gare "con procedura ristretta". In altri termini, come ha dichiarato l'avv. Capotorto, che ha difeso l'Amministrazione Provinciale in questo come nell'altro giudizio, "Il TAR Friuli Venezia Giulia, con le sue motivate e reiterate pronunce, ha chiarito che è del tutto legittimo, in caso di gare con procedura ristretta, rimettere la definizione di alcuni elementi, rilevanti ai fini dell'offerta che le imprese interessate dovranno proporre alla Stazione appaltante, al momento della lettera d'invito. Ciò agevola ed accelera obiettivamente le procedure, senza in alcun modo compromettere gli interessi delle imprese, chiamate in un primo momento solo ad esprimere in modo qualificato ed esplicito l'interesse alla gara per l'affidamento del servizio della distribuzione del gas. Insomma - ha concluso l'avvocato Capotorto - grazie al TAR Friuli abbiamo qualche certezza in più, in un quadro che per molti versi, resta ancora gravido di incertezze, anche a causa di eccessi di ambiguità e dirigismo delle varie Autorità interessate, Ministero ed AEEGSI inclusi."-- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
CAMERA DEI DEPUTATI, DISCUSSIONE SULLE MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA REGIONE FVG. SERENA PELLEGRINO (SI): RIFORMA FORZATA E ANTIDEMOCRATICA, IN PENDENZA DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE. AI CITTADINI NON INTERESSANO LE GARE TRA SERRACCHIANI E BOSCHI SU CHI REALIZZA PRIMA LE RIFORME. "Il cantiere per riscrivere lo Statuto del FVG deve rimanere ancora aperto. Chiuderlo in fretta prima dell'esito del referendum confermativo DELLA RIFORMA COSTITUZ impedirebbe di ottenere i risultati che vogliamo: stabili, corretti e armonici nel IONALE quadro complessivo delle fonti, efficaci e incontestabilmente democratici. Ai cittadini non interessa scommettere su chi arriverà prima ad abolire le provincie tra la Presidente Serracchiani e l'Onorevole Boschi! Il prezzo di una coccarda da appuntare sul bavero per essere riconosciuti nel club dei renziani non vale il prezzo di un testo disorganico e talora vuoto di effettivi contenuti normativi."L'ha dichiarato oggi la parlamentare Serena Pellegrino (SI) vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera dei deputati durante la discussione generale a Montecitorio della pdl costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia. "Una modifica statutaria che si limita a compiere una mera cancellazione delle Province, senza un effettivo ridisegno delle funzioni e del ruolo degli enti locali , che introduce la città metropolitana per un territorio in cui il sistema urbano è caratterizzato da una rete diffusa e le conurbazioni più importanti non superano i 200.000 abitanti, che non prevede per l'istituzione di nuovi comuni, e per modificarne la circoscrizione, l'approvazione della maggioranza delle popolazioni dei comuni interessati attraverso il referendum. Una riforma che, per contro, produce un forte accentramento decisionale nelle mani della amministrazione regionale, garantendo pieni poteri a chi governerà la regione sulle definizioni degli ambiti territoriali e sulle sue aggregazioni e funzioni. Quindi non solo non si è voluto concedere ai cittadini l'ultima parola attraverso il referendum democratico ma la decisione in merito alle forme di associazione tra comuni verrà imposta obbligatoriamente dalla amministrazione regionale . Tendenza già in atto, vista la recentissima pronuncia di inammissibilità dei quesiti referendari sottoposti alla Regione, tra i quali anche quello che chiedeva l'abrogazione della legge di riforma degli enti locali: poco importa che siano 15 mila o 5 mila le firme per richiedere un referendum. Tanto il consiglio regionale può fermarli all'atto dell'ammissibilità." " Inoltre portare a termine in gran velocità questa riforma - ha precisato nel suo intervento Serena Pellegrino - metterà la regione FVG nelle condizioni di non avere più nel suo statuto l'ente provincia mentre nella Costituzione risulta ancora presente sicuramente fino al prossimo referendum confermativo. E qualora dovesse vincere il NO, come noi auspichiamo, la regione FVG sarà l'unica ad aver un ordinamento senza le province, che invece saranno ancora riconosciute per tutte le altre regioni. Quale risultato otterremo il caos e l'incertezza su funzioni, servizi e personale, disservizi per i cittadini e aumento di spesa." -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
RIFIUTI, CONGEDO: UN DDL CHE SEMBRA UN REBUS DA SETTIMANA ENIGMISTICA! Il consigliere regionale dei Conservatori e Riformisti, Erio Congedo, invita il presidente Emiliano a fare presto, ma fare bene! Emergenza rifiuti: fare presto, ma fare bene! E, invece, non ci sembra che la Regione Puglia stia andando in questa direzione. Nel tentativo di sformare al più presto una Riforma della Riforma il presidente Emiliano ci consegna un Disegno di Legge dove in molti articoli si legge: "sostituisci con…" oppure "aggiungi…". Insomma più che un vero e proprio provvedimento organico un rebus da settimana enigmistica! Sintomo che dopo l'emergenza che ha costretto a far emigrare i nostri rifiuti in Emilia Romagna e in Veneto si è cercato di recuperare il tempo perduto proponendo un Disegno di legge poco comprensibile. Infine, il solito invito – spesso caduto nel vuoto – al presidente Emiliano: non commetta l'errore di pensare di far approvare anche questa importante Riforma senza nessun confronto con i territori. Nel suo desiderio di accentrare sempre più poteri su di sé, Emiliano dimentica che la "partecipazione" non è solo un ritornello che funziona nelle sue "sagre", ma che trova la sua applicazione nel Consiglio regionale. Bari, 18 luglio 2016-- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Si è tenuta il 13 luglio '16, su richiesta del sindacato CISL, l'audizione in Commissione Lavoro e Bilancio per parlare del servizio di assistenza igienico-personale agli alunni disabili frequentanti le scuole di ogni ordine e grado gestiti dalle ex province e dai comuni. Contemporaneamente si sono riuniti in prima, seconda e sesta commissione altri soggetti per discutere lo stesso argomento. «Praticamente separati in casa – commenta la rappresentanza della Cisl composta dalla segretaria regionale della Cisl Scuola Francesca Bellia, dal segretario generale della Cisl Fp Messina Calogero Emanuele e dal segretario provinciale della Cisl Fp Saro Contestabile – la legge per come è stata approvata produrrebbe solo disastri. Abbiamo chiesto a gran voce di cassare o sospendere l'art.10 della legge regionale 8 e dare continuità al servizio assicurando la qualità soprattutto in favore dell'utenza interessata, mantenendo nel contempo i livelli occupazionali». «I collaboratori scolastici – ha sottolineato la rappresentanza della Cisl - sarebbero impegnati anche in altre attività scolastiche, come compiti di accoglienza e di sorveglianza nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all'orario delle attività didattiche, durante la ricreazione e di ricevimento del pubblico, di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi, di vigilanza sugli alunni, compresa l'ordinaria vigilanza e l'assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici. E, altro aspetto, non avrebbero la professionalità né la competenza maturata degli operatori specializzati che sono stati utilizzati sino ad ora e hanno oltre un decennio di esperienza» Per la Cisl, gli interventi di alcuni deputati hanno tratteggiato l'immagine di una politica irresponsabile e superficiale che approva le leggi senza entrare nel merito dei contenuti e delle conseguenze che ne possono derivare. La Cisl ha quindi protestato fortemente e ha abbandonato i lavori, quando il presidente della Seconda Commissione, in maniera irriverente ed inadeguata, ha precluso la possibilità di poter esprimere meglio la posizione del sindacato a tutti i soggetti presenti. La seduta, comunque, si è conclusa con la decisione di convocare un apposito tavolo tra Governo regionale, Sindaci delle Città metropolitane, Ufficio Scolastico Regionale, famiglie e rappresentanti sindacali per trovare delle soluzioni definitive. -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
Roberto Carlo Rossi, Presidente OMCeO Milano: "Rivendichiamo il merito dell'abolizione del Decreto Ministeriale sull'appropriatezza delle prescrizioni mediche" Milano, 17 Luglio 2016 – "Dare a Cesare quel che è di Cesare. Siamo molto contenti che, nei fatti, il Ministero sia venuto sulle nostre posizioni, ma ci tengo a sottolineare che l'annunciata abolizione del Decreto Ministeriale sull'appropriatezza delle prescrizioni mediche del 9 Dicembre 2015 – commenta Roberto Carlo Rossi, Presidente dell'Ordine dei Medici Chirughi e Odontoiatri della Provincia di Milano -, appare semplicemente la presa d'atto della sua incostituzionalità da noi denunciata con un ricorso al TAR del Lazio presentato lo scorso mese di Marzo, condiviso nel merito anche dagli Ordini di Bologna e Savona. Dubito che, senza quelle argomentate controdeduzioni, l'intesa tra la Presidente della FNOMCeO e il Ministro della Salute si sarebbe conclusa con la messa nel cestino del provvedimento". "Il Ministero - aggiunge Roberto Carlo Rossi – con il DM aveva finalità differenti dall'appropriatezza intesa quale appendice del diritto alla salute. Il vero obiettivo era quello di tagliare in modo indiscriminato la spesa sanitaria, mettendo in profonda discussione il ruolo e la responsabilità del medico". "Resta il problema delle sanzioni – conclude il Presidente di OMCeO Milano – che non spariscono, mentre sparisce il 'reato', nel caso che Stato e Regioni le reintroducano per determinate situazioni. Entreranno, però, in convenzioni e contratti e, dunque, solo dopo un confronto e una mediazione condivisa anche dai medici. Mi pare un po' una contraddizione in termini, questa dichiarazione del Ministero, ma per capire davvero cosa succederà, restiamo in attesa di leggere il testo definitivo del provvedimento e le tabelle ad esso allegate, nonché l'articolo che abrogherà il decreto ministeriale così detto della "appropriatezza"". -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da
​ Il Decreto 31 maggio 2016, n. 121 "Regolamento recante modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) di piccolissime dimensioni, nonché requisiti tecnici per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta presso i distributori e per il trasporto" è stato pubblicato sulla GU Serie Generale n.157 del 7-7-2016.Il Decreto disciplina le modalità semplificate per il ritiro gratuito, da parte dei distributori, dei RAEE di piccolissime dimensioni (quelli di dimensioni esterne inferiori a 25 cm) provenienti dai nuclei domestici e conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) di tipo equivalente (criterio di ritiro dell'uno contro zero).In particolare il decreto definisce:le procedure per il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni da parte degli utilizzatori finali; i requisiti tecnici per allestire il luogo di ritiro all'interno dei locali del punto vendita del distributore o in prossimità immediata di essi;i requisiti tecnici e le modalità per lo svolgimento del deposito preliminare alla raccolta dei RAEE ritirati;i requisiti tecnici per il trasporto dei RAEE di piccolissime dimensioni dal deposito preliminare alla raccolta fino ad un centro di raccolta oppure ad un impianto di trattamento.I distributori hanno l'obbligo di informare esplicitamente gli utilizzatori finali della gratuità del ritiro e del fatto che esso non comporta l'obbligo di acquistare altra o analoga merce, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi facilmente leggibili collocati nei locali commerciali. Al fine di favorire il conferimento dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici da parte degli utilizzatori finali, i distributori devono promuovere, anche attraverso le associazioni di categoria, campagne informative o di sensibilizzazione, e iniziative commerciali incentivanti o premiali.Il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici deve essere effettuato all'interno dei locali del punto di vendita del distributore, ovvero in un luogo situato in prossimità immediata dello stesso, purché di pertinenza del punto vendita. Presso il luogo di ritiro il distributore deve mettere a disposizione degli utilizzatori finali uno o più contenitori.In generale, gli oneri per i distributori derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono stati semplificati e in parte allineati con quanto già previsto dalle modalità di raccolta "1 contro 1" in vigore dal 2010. Il decreto si applica ai distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio di almeno 400 mq. Nel caso dei distributori più piccoli, il ritiro può avvenire in maniera facoltativa. (continua)... Leggi tutto Riccardo MarchesiSe vuoi scrivermi clicca sulla foto -- www.CorrieredelWeb.it Pubblicato da