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Timestamp: 2016-10-26 00:29:19+00:00
Document Index: 135841086

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 1', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 1']

Circolare INPS n.74 del 10.04.2015 REGISTRAZIONE GRATUITA
Circolare INPS n.74 del 10.04.2015 Articolo 1, commi da 707 a 709 e 113, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilit� 2015)�. Importo massimo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto. Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con et� inferiore a 62 anni.
l'importo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto non pu� eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l�anzianit� contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.
Alle pensioni anticipate nel sistema misto aventi decorrenza dal 1� gennaio 2015, liquidate in favore dei soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit� contributiva entro il 31 dicembre 2017, non si applica la riduzione percentuale prevista per i soggetti con et� inferiore a 62 anni.
Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con et� inferiore a 62 anni
Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1� gennaio 2015
Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1� gennaio 2015 Cristallizzazione del diritto alla pensione anticipata
Con l�art 1, commi da 707 a 709 della citata legge sono state dettate nuove norme relativamente all�importo complessivo dei trattamenti pensionistici spettanti ai soggetti iscritti all�A.G.O. ed alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un�anzianit� contributiva pari o superiore a 18 anni e con riferimento ai quali la quota di pensione relativa alle anzianit� contributive maturate dal 1� gennaio 2012 � calcolata secondo il sistema contributivo (vedi punto 4 delle circolari n. 35 e 37 del 14 marzo 2012 e messaggio n. 211 del 12 gennaio 2015).
L�art 1, comma 113, della stessa legge ha introdotto nuove disposizioni in tema di penalizzazioni per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un�et� inferiore ai 62 anni.
Con la presente circolare, condivisa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con nota n. 1416 del 19 marzo 2015, si forniscono le istruzioni per l�applicazione della normativa in argomento. Con successivo messaggio verranno diramate le relative istruzioni procedurali.
L�articolo 1, comma 707, della citata legge ha modificato, integrandolo, l�art. 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il testo coordinato dell�articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, alla luce delle modifiche normative risulta cos� riformulato: "A decorrere dal 1� gennaio 2012, con riferimento alle anzianit� contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianit� � calcolata secondo il sistema contributivo. �In ogni caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico non pu� eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l�anzianit� contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa��.
Al riguardo si chiarisce che la norma interessa i soggetti iscritti all�A.G.O. ed alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un�anzianit� contributiva pari o superiore a 18 anni e con riferimento ai quali la quota di pensione relativa alle anzianit� contributive maturate dal 1� gennaio 2012 � calcolata secondo il sistema contributivo (vedi punto 4 delle circolari n. 35 e 37 del 14 marzo 2012 e messaggio n. 211 del 12 gennaio 2015).
La norma non si applica alle pensioni ordinarie di inabilit� di cui alla legge 12 giugno 1984 n. 222, stante il limite di computo dell�anzianit� contributiva espressamente previsto dall�articolo 2, comma 3, lettera a), della citata legge.
Nei confronti dei lavoratori di cui al precedente punto 1, ai fini della determinazione dell�importo del trattamento pensionistico la norma in commento richiede che venga effettuato un doppio calcolo con le regole che verranno di seguito descritte. L�importo pi� basso sar� quello messo in pagamento.
pensione calcolata applicando i criteri vigenti a partire dal 1� gennaio 2012: calcolo retributivo secondo le regole vigenti al 31 dicembre 2011 per le anzianit� contributive maturate a tale data e calcolo contributivo per le anzianit� maturate a partire dal 1� gennaio 2012;
pensione calcolata applicando il secondo periodo del novellato articolo 24, comma 2, della legge n. 214 del 2011. Tale disposizione prevede che l�importo della pensione venga determinato applicando il calcolo interamente retributivo per tutte le anzianit� contributive maturate dall�assicurato. Al riguardo, l�anzianit� contributiva che pu� essere valorizzata ai fini della determinazione della misura della pensione � pari "all�anzianit� contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa�. Il legislatore, quindi, per il nuovo calcolo interamente retributivo supera il concetto di massima anzianit� contributiva valorizzabile, stabilendo che l�anzianit� contributiva valorizzabile sia pari a quella necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione (nel 2015; 20 anni di anzianit� contributiva ed assicurativa per la pensione di vecchiaia, 35 anni di anzianit� contributiva ed assicurativa per la pensione di anzianit� con le quote, 40 anni di anzianit� contributiva ed assicurativa per la pensione di anzianit� indipendente dal requisito anagrafico, 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini di anzianit� contributiva ed assicurativa per la pensione anticipata) che deve essere incrementata con l�anzianit� contributiva che dovesse maturare il lavoratore fino al primo periodo utile per la corresponsione della prestazione. Il legislatore, quindi, ha previsto che i lavoratori conseguano la valorizzazione di tutti i periodi lavorativi accreditati compresi quelli eventualmente maturati dalla data di conseguimento del diritto a quella di effettiva corresponsione della pensione.
Le differenze con il calcolo interamente retributivo in vigore fino al 31 dicembre 2011 si limitano al limite massimo di anzianit� contributiva valorizzabile rimanendo inalterati i criteri per la determinazione della retribuzione pensionabile e delle aliquote di rendimento per la generalit� dei lavoratori decrescenti al crescere dell�importo della stessa retribuzione pensionabile.
Come precedentemente accennato sar� messo in pagamento l�importo minore determinato dal raffronto fra il calcolo secondo le regole sub a) e il calcolo secondo le regole sub b).
Ai sensi di quanto disposto dall�articolo 1, comma 708, della richiamata legge n. 190 del 2014, il doppio calcolo di cui al precedente punto 2 si applica anche ai trattamenti pensionistici gi� liquidati alla data del 1� gennaio 2015, data di entrata in vigore della legge in esame, con effetto a decorrere dalla medesima data.
Pertanto, le Sedi provvederanno d�ufficio al doppio calcolo dei trattamenti pensionistici gi� liquidati alla data del 1� gennaio 2015, ponendo a raffronto l�importo pensionistico in pagamento con quello derivante dal calcolo secondo le regole di cui al punto 2, sub b), al fine di porre in pagamento, a decorrere dalla medesima data, l�importo pensionistico di minore entit�, procedendo al recupero delle somme indebitamente corrisposte a decorrere dalla stessa data.
Ai sensi di quanto disposto dall� articolo 1, comma 709, della richiamata legge n. 190 del 2014, le economie, che saranno verificate a consuntivo sulla base del procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, derivanti dall'applicazione del meccanismo del doppio calcolo, cos� come rappresentato al precedente punto 3, affluiranno in un apposito fondo, istituito presso l'INPS, finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Con il medesimo decreto si provvede altres� a definire i criteri e le modalit� di utilizzo delle risorse del fondo in favore delle predette categorie di soggetti.
Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con et� inferiore a 62 anni.
L�articolo 1, comma 113, della citata legge cos� dispone: "Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1� gennaio 2015, il secondo periodo del comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e successive modificazioni, � sostituito dal seguente: �Le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit� contributiva entro il 31 dicembre 2017��.
Com�� noto, l�articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 ha stabilito che, a decorrere dal 1� gennaio 2012, nei confronti dei soggetti che accedono alla pensione anticipata nel regime misto ad un�et� inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo, una riduzione pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell�accesso al pensionamento rispetto all�et� di 62 anni; tale percentuale annua � elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni. Nel caso in cui l�et� al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale � proporzionale al numero di mesi (vedi circolari n. 35, punto 2 e n. 37, punto 8, del 2012 e messaggio n. 219, punto 5, del 4 gennaio 2013).
L�articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, cos� come modificato dalla legge del 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 e dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, ha stabilito che le disposizioni di cui sopra � cenno, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit� contributiva per il diritto alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, qualora la predetta anzianit� contributiva ivi prevista derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternit�, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di emocomponenti, come previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, e per i congedi parentali di maternit� e paternit� previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché i congedi e i permessi concessi ai sensi dell�articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (vedi messaggio n. 5280 dell�11 giugno 2014).
L�art. 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014, nel sostituire il secondo periodo del comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14 e successive modificazioni e integrazioni, ha stabilito che con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1� gennaio 2015, le disposizioni di cui all�articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non si applicano limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit� contributiva entro il 31 dicembre 2017.
2. Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1� gennaio 2015. L�articolo 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014 si applica, come espressamente previsto dalla legge, alle pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1� gennaio 2015 e limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianit� contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente a tale ultima data.
Pertanto, alle predette pensioni non si applica la riduzione percentuale prevista dall�articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
3. Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1� gennaio 2015. Con riferimento alle pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1� gennaio 2015 continua a trovare applicazione l�articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, cos� come modificato dalla legge del 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 e dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, nel testo in vigore prima delle modifiche apportate dall�articolo 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014 e secondo le indicazioni fornite con le circolari n. 35, punto 2 e n. 37, punto 8, del 2012 ed i messaggi n. 219, punto 5, del 4 gennaio 2013 e n. 5280 del 2014.
Al riguardo si precisa che, ai fini previdenziali, per "anzianit� contributiva derivante esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro�, deve intendersi la contribuzione obbligatoria dovuta per i periodi di "prestazione effettiva di lavoro�, espressa in mesi, settimane o giorni a seconda della gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore.
Pertanto, ai fini della non riduzione percentuale della pensione anticipata nel regime misto, occorre tener conto sia della contribuzione obbligatoria sia della contribuzione diversa da quella obbligatoria tassativamente elencata dall�articolo 6, comma 2-quater.
In applicazione del principio della cristallizzazione del diritto a pensione, volto a tutelare il legittimo affidamento e la certezza del diritto, come gi� chiarito al punto 8 del messaggio n. 219 del 2013, i soggetti che perfezionano il diritto alla pensione anticipata in base al requisito contributivo richiesto dalla legge ad una certa data, possono accedere alla pensione, previa cessazione del rapporto di lavoro subordinato, successivamente alla predetta data senza che sia loro richiesto il perfezionamento dell�eventuale pi� elevato requisito contributivo vigente, anche per effetto dell�adeguamento alla speranza di vita, alla data di presentazione della domanda di pensione.
Tale principio trova applicazione anche nel caso in cui il lavoratore, pur avendo perfezionato il requisito contributivo prescritto dalla legge ad una certa data, avendo meno di 62 anni di et�, abbia continuato a svolgere attivit� lavorativa al fine di evitare, ai sensi del pi� volte citato art. 6, comma 2- quater, la riduzione percentuale della pensione anticipata in regime misto, prevista dal sopra richiamato art. 24, comma 10.
In applicazione di detto principio, con riferimento ai soggetti destinatari della disposizione di cui all�art. 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014, di cui al punto 2 parte II, che entro il 31 dicembre 2017 maturino il diritto alla pensione anticipata, ancorché abbiano alla stessa data meno di 62 anni di et�, non si applica l�articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente alla predetta data ed a quest�ultima l�interessato abbia un�et� inferiore a 62 anni.