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Timestamp: 2019-11-21 22:31:13+00:00
Document Index: 106867633

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 18', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 48', 'art. 17']

Chimici - Ceramica, Industria: CCNL, 16 luglio 1976
Data firma: 16 luglio 1976
Parti: Federceramica, Assopiastrelle, Intersind e Fulc e Federazione nazionale lavoratori vetro e ceramica - Cisnal e Fenalc-Confail
Art. 12 Permessi sindacali
Intese sulle informazioni in materia di investimenti, appalti e decentramento produttivo
Struttura e normative generali del contratto
Art. 8 - Reclami e controversie
• Modulo di delega convenuta tra le parti
Normative comuni del rapporto di lavoro
Art. 25 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo e in turni
Trattamento minori in addestramento
Art. 29 - Sospensioni, interruzioni di lavoro e recuperi
Art. 30 - Riduzione di lavoro e turni
Art. 35 - Trattamento in caso di malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 36 - Trattamento in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale
Art. 37 - Trattamento in caso di maternità
Art. 39 - Servizio militare - Chiamata e richiamo alle armi Art. 40 - Trasferte
A) Lavoratori ai quali si applica la normativa operai
B) Lavoratori ai quali si applicano le normative qualifiche speciali o impiegati
Art. 42 - Gratifica feriale
Art. 46 - Trattamento diplomati e laureati
Art. 47 - Rapporti in azienda
Art. 48 - Provvedimenti disciplinari
Art. 49 - Licenziamento senza preavviso
Art. 52 - Certificato di lavoro e restituzione documenti di lavoro
Art. 53 - Trapasso, cessione, trasformazione, cessazione e fallimento di azienda
Normative speciale
Art. 56 - Modalità di corresponsione della retribuzione
Art. 57 - Calcolo delle indennità
Art. 59 - Indennità di anzianità
Art. 61 - Indennità di maneggio denaro e cauzione
Art. 62 - Indennità di trasporto
Art. 63 - Indennità di anzianità
Art. 64 - Fondo di previdenza
Art. 65 - Benemerenze nazionali
Classificazioni e retribuzioni
Art. 66 - Classificazione del personale
Art. 67 - Retribuzione oraria
Art. 68 - Indennità di contingenza
Allegato 1 - Regolamentazione dell'apprendistato
• Tabella 1 - Durata del tirocinio
• Tabella 2 - Minimi di paga base
Allegato 2 - Intese del 16-7-1976 relative all' anticipazione del trattamento Inam e Inail
Addì 16-7-1976, in Roma, presso la sede della Confederazione generale dell’industria italiana
tra la Federceramica; l'Associazione nazionale dei produttori di piastrelle di ceramica (Assopiastrelle), assistite dalla Confederazione generale dell'industria italiana; l'Associazione sindacale Intersind, e la Federazione unitaria lavoratori chimici (Fulc) è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli addetti all’industria della ceramica e all’industria degli abrasivi.
tra la Federceramica; l'Associazione nazionale dei produttori di piastrelle di ceramica (Assopiastrelle), assistite dalla Confederazione generale dell’industria italiana; l'Associazione sindacale Intersind, e la Federazione nazionale lavoratori vetro e ceramica (Cisnal), con l'assistenza della Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori (Cisnal) è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli addetti all’industria della ceramica e all’industria degli abrasivi, con esclusione dell’art. 12 relativo al Consiglio di fabbrica che viene sostituito dal seguente:
tra la Federceramica; l’Associazione nazionale dei produttori di piastrelle di ceramica (Assopiastrelle), assistite dalla Confederazione generale dell’industria italiana; l’Associazione sindacale Intersind e la Federazione autonoma italiana lavoratori della ceramica (Fenalc-Confail), con l’assistenza della Confederazione autonoma italiana del lavoro (Confail) è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli addetti all’industria della ceramica e all’industria degli abrasivi, con esclusione dell’art. 12 relativo al Consiglio di fabbrica che viene sostituito dal seguente:
1) annualmente, in appositi incontri a livello nazionale, ciascuna Associazione imprenditoriale dei settori di cui all’art. 1 del CCNL 17-6-1973 porterà a conoscenza della Fulc le previsioni degli investimenti complessivi relativi alle attività industriali rappresentate.
Nel corso degli incontri le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti su: occupazione, indirizzi produttivi, localizzazioni e condizioni ambientali-ecologiche, esprimendo le loro autonome valutazioni.
Per consentire alla Fulc di seguire lo sviluppo dell’attuazione delle previsioni, le parti procederanno a incontri annuali per l’accertamento delle realizzazioni nell’ambito nazionale.
2) Per i gruppi industriali - intendendo per gruppo un complesso industriale di particolare importanza nell’ambito dell’area dell’industria ceramica, articolato in più stabilimenti dislocati in più aree del territorio nazionale, avente rilevante influenza nel settore industriale in cui opera in quanto strategicamente collegato alle esigenze di sviluppo dell’economia nazionale - l’informativa sugli investimenti verrà fatta da ciascun gruppo industriale.
Ciascun gruppo industriale, annualmente, in apposito incontro, convocato dalla competente Associazione imprenditoriale individuata secondo i criteri di cui al precedente punto 1), porterà a conoscenza della Fulc le previsioni degli investimenti per nuovi insediamenti industriali, consistenti ampliamenti o trasformazioni di quelli esistenti e miglioramento delle condizioni ambientali-ecologiche.
Con gli stessi criteri indicati al punto 1) e con la procedura di cui al comma precedente, le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno ad incontri annuali, a livello nazionale, per l’accertamento delle realizzazioni nel loro complesso; l’accertamento per le singole realtà territoriali e di fabbrica avverrà con la medesima procedura in appositi incontri tra le parti con intervento della Direzione aziendale e del Consiglio di fabbrica.
3) Nell’ambito degli incontri di cui al punto 1) le parti potranno consensualmente individuare aree interprovinciali significative per il settore (comprensori interprovinciali). Per tali aree le Associazioni imprenditoriali competenti, annualmente, in appositi incontri, porteranno a conoscenza dei Sindacati dei lavoratori le previsioni degli investimenti complessivi relativi alle attività di ciascun singolo settore.
Qualora nell’ambito suddetto le parti dovessero consensualmente individuare province che presentino significative concentrazioni di stabilimenti con produzioni omogenee di settore (comprensori provinciali), le Associazioni imprenditoriali competenti specificheranno gli investimenti complessivi relativi a tali province.
Per gli stabilimenti significativi non facenti parte di gruppi - intendendosi per tali quelli che operando in settori strategici per lo sviluppo dell’economia nazionale abbiano più di 400 dipendenti - le previsioni degli investimenti per nuovi insediamenti, consistenti ampliamenti o trasformazioni di quelli esistenti e miglioramento delle condizioni ambientali-ecologiche saranno fornite con le specificazioni riguardanti i singoli stabilimenti.
Con gli stessi criteri indicati al punto 1) le parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti e procederanno a incontri annuali per l’accertamento delle realizzazioni nell’ambito territoriale, con le specificazioni riguardanti gli stabilimenti significativi come sopra definiti.
Le Aziende informeranno, annualmente su richiesta, i Consigli di fabbrica:
- su eventuali casi di ricorso al lavoro a domicilio e ciò per consentire alle OSL la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio, fermo restando il disposto della legge 18-12-1973, n. 877; (le parti stipulanti, inoltre, congiuntamente manifestano la loro disponibilità a rimuovere le eventuali cause che impediscano la costituzione delle commissioni di cui all’art. 5 della citata legge 18-12-1973, n. 877);
- su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo che abbiano riflessi sull’occupazione complessiva e ciò per consentire alle OSL la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio.
Sono fatti salvi comunque - fino alla loro scadenza - i contratti di appalto stipulati prima della firma del presente contratto.
Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le Aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le Imprese appaltatrici alla osservanza degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge: assicurative, previdenziali, d' igiene e sicurezza del lavoro nonché dei rispettivi contratti di lavoro.
Per l’assolvimento degli obblighi derivanti alle Imprese appaltatrici dalla legge 20-5-1970, n. 300, le Aziende appaltanti si dichiarano disponibili a facilitare, per quanto possibile, la materiale realizzazione delle condizioni di agibilità.
Si riconosce che è comune interesse delle parti, per un armonico sviluppo dei settori nel più ampio contesto dell’economia nazionale valorizzare la prestazione lavorativa e le risorse tecnologiche ai fini della piena utilizzazione degli impianti e della efficienza produttiva.
- porcellane per uso domestico, per uso tecnico e steatite;
- terraglia forte e terraglia dolce;
- piastrelle di gres ceramico;
- piastrelle di maiolica, di terraglia e di altro tipo;
- mosaico ceramico;
- articoli sanitari di terraglia forte e dolce, di porcellana e di fire-clay;
- gres ceramico;
- ceramiche d' arte;
- refrattari di qualsiasi specie e terrecotte.
2) Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapore, polveri, sostanze tossiche, nocive e pericolose superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle ufficiali aggiornate dell’American conference of governmental industrial hygienists' secondo i criteri di applicazione indicati nelle tabelle stesse (premesse ed appendici comprese).
3) Il Cdf sarà informato dei programmi di investimenti concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza. Per la realizzazione di tali programmi che dovessero comportare la provvisoria fermata totale o parziale degli impianti, potranno essere utilizzati i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento: ove ciò non fosse possibile soluzioni alternative saranno esaminate con il Cdf.
Il Consiglio di fabbrica di cui all’art. 12 ricerca le cause che hanno determinato la situazione nella quale siano superati i limiti massimi di cui sopra e contratta le misure per la loro eliminazione.
Ricerca altresì le cause e contratta con la Direzione le misure da adottare per eliminare le condizioni ambientali nocive o particolarmente gravose e che comportino pericolo per l’integrità psico-fisica del lavoratore.
Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione e da essi designati di volta in volta nel proprio ambito, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso e comunque non superiore a 3, partecipano alla discussione.
Il Consiglio di fabbrica partecipa al costante aggiornamento dei registri dei dati ambientali e biostatistici e dei libretti di rischio.
4) L’Azienda assumerà a proprio carico l’onere delle spese per la rilevazione dei dati ambientali e delle concentrazioni delle sostanze nocive effettuate da medici o tecnici professionalmente qualificati - appartenenti agli Enti locali (Comune, Provincia, Regione) o a Centri di medicina preventiva da questi istituiti o a Enti specializzati di diritto pubblico - scelti d' intesa tra la Direzione aziendale ed il Cdf.
Modalità e tempi della rilevazione saranno concordati fra il Consiglio di fabbrica e l’Azienda.
Le parti hanno piena libertà di acquisizione e di valutazione in ordine ai risultati delle rilevazioni ambientali di cui sopra che dovranno essere annotati nell’apposito registro dei dati ambientali.
5) Nei casi in cui, a seguito delle rilevazioni ambientali (anche tenuto conto dei riflessi sul gruppo dei lavoratori direttamente esposti) vengano individuate situazioni di particolare rischio, le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata, che potranno essere effettuati a cura ed a carico dei competenti Istituti assicurativi e previdenziali, se ciò è possibile in maniera idonea e tempestiva.
6) In caso di innovazioni produttive che comportino la esposizione dei lavoratori a nuovi agenti di rischio l’Azienda si atterrà alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti e ne darà preventiva informazione al Cdf.
7) Le Aziende sono tenute all’istituzione dei seguenti documenti:
A) il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato a cura dell’Azienda. In esso saranno annotati per ogni reparto i risultati delle rilevazioni periodiche riguardanti i fattori ambientali fisici e chimici, i quali possono determinare situazioni di nocività o particolari gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati;
B) il registro dei dati biostatistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’Azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattie professionali e malattie comuni; il registro sarà tenuto dall’Azienda a disposizione del Cdf e del lavoratore interessato (ambiente di lavoro);
C) il libretto sanitario personale, tenuto ed aggiornato a cura del servizio sanitario di fabbrica con vincolo del segreto professionale.
D) il libretto personale di rischio, tenuto ed aggiornato a cura dell’Azienda in duplice copia, di cui una consegnata al lavoratore.
8) I dati biostatistici ed ambientali saranno a disposizione del costituendo Servizio sanitario nazionale e degli Enti di diritto pubblico preposti nell’ambito delle Regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
9) Le parti si danno atto che quanto previsto nel presente articolo attua il disposto dell’art. 9 della legge n. 300/1970 e che le disposizioni contenute nel presente articolo saranno da coordinare con eventuali norme di legge o con altre norme comunque obbligatorie per le Aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento al Servizio sanitario nazionale.
Norma transitoria - Nell’attesa che vengano definite e messe in atto le intese aziendali per la realizzazione di quanto previsto nel presente articolo, continuerà a trovare applicazione l’accordo sui fondi assistenziali silicosi nei termini qui appresso riportati.
Man mano che nelle singole aziende il detto accordo cesserà di avere attuazione, le parti si intenderanno circa le modalità di ristrutturazione del fondo per assicurare il mantenimento dell’assistenza in atto a favore dei lavoratori affetti da silicosi.
Per quanto concerne la disciplina dell’apprendistato, valgono le norme di cui all’all. 1.
Ferme restando le possibilità di accordo diretto fra le parti interessate, per eventuali reclami sull’applicazione del presente contratto le controversie individuali o plurime o collettive aziendali di applicazione contrattuale saranno risolte, possibilmente, in prima istanza fra le Direzioni e le Commissioni interne congiuntamente al Consiglio di fabbrica.
In mancanza di accordo saranno esaminate dalle rispettive competenti Organizzazioni sindacali territoriali.
a) di voler affidare, nelle singole unità produttive, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie del livello aziendale;
b) che nel Consiglio di fabbrica composto soltanto dai lavoratori in forza nelle unità produttive si identificano unitariamente le Rappresentanze sindacali aziendali, di cui alla legge 20-5-1970, n. 300.
Per i rapporti con la Direzione aziendale il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito.
I nominativi dei componenti di questa struttura, il cui numero potrà essere al massimo di 30 per le unità maggiori, verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
Nell’esercizio dei suoi compiti, la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica e/o da lavoratori dei reparti interessati in relazione alle materie in discussione.
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni di cui al punto a) il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte/annuo di due ore e trenta minuti (2 ore per le unità produttive con organico fino a 35 dipendenti) per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti RSA a norma dell’art. 23 della legge 20-5-1970, n. 300, nonché quelli sinora concessi per consuetudine alla commissione interna.
Al monte ore di cui sopra, potranno essere ammessi a beneficiarne anche i lavoratori non facenti parte del Consiglio di fabbrica, ma chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell’ipotesi prevista al precedente quarto comma.
I compiti della Commissione interna e del Delegato d' impresa sono quelli previsti dai vigenti accordi interconfederali.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro è limitato a 10 ore all’anno, compensate con la retribuzione che ciascun lavoratore avrebbe percepito se avesse prestato l’attività lavorativa secondo il proprio orario normale di lavoro.
I Consigli di fabbrica o i Sindacati territoriali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente contratto potranno far affiggere, in apposito albo, predisposto dal datore di lavoro a norma dell’art. 25 della legge 20-5-1970, n. 300, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Il materiale di cui sopra dovrà avere l’intestazione o la sigla della Organizzazione sindacale da cui proviene.
Premesso che la durata massima dell’orario normale di lavoro è disciplinata dalle norme di legge, con le relative deroghe ed eccezioni, la durata settimanale dell’orario contrattuale di lavoro è fissata in 40 ore, distribuite in cinque giorni (normalmente dal lunedì al venerdì); eventuali distribuzioni diverse dell’orario settimanale stesso potranno essere effettuate mediante accordo tra Direzione e Consiglio di fabbrica.
Al di là dei casi previsti nel comma precedente, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno preventivamente contrattate tra la Direzione aziendale ed i Consigli di fabbrica.
Le Direzioni aziendali comunicheranno mensilmente ai Consigli di fabbrica i dati a consuntivo concernenti le prestazioni supplementari e straordinarie per servizio o reparto.
Per il personale addetto alle lavorazioni in turni, l’orario contrattuale potrà essere realizzato attraverso turni plurisettimanali con riposi compensativi; qualora l’orario settimanale dei turnisti venga predeterminato mediante un ciclo plurisettimanale, verranno considerate ore supplementari e compensate con la relativa maggiorazione solo le ore eccedenti, nel ciclo stesso, l’orario medio predeterminato.
Per il lavoro prestato dagli operai addetti ai forni ed alle apparecchiature in servizio continuativo nelle 24 ore, ove la prestazione di lavoro superi le 6 ore continuative, sarà concessa mezz' ora di riposo intermedio da retribuirsi con paga tabellare e contingenza quando venga aggiunta ad orari di effettive 8 ore di lavoro, ferma restando invece la retribuzione con paga globale di fatto per 8 ore quando siano effettivamente lavorate solo ore 7,30.
Per gli altri turnisti, qualora siano richieste prestazioni di lavoro oltre le 6 ore continuative, saranno concessi 20 minuti di riposo giornaliero intermedio da retribuirsi con paga tabellare e contingenza quando vengano aggiunti ad orari di effettive 8 ore di lavoro, ferma invece la retribuzione con paga globale di fatto quando siano compresi nel computo dell’orario giornaliero.
Dichiarazione a verbale - Conformemente al disposto dell’art. 18, secondo comma, della legge 26-4-1934, n. 653, sulla tutela delle donne e dei fanciulli si conviene che il riposo intermedio del personale femminile e minorile potrà essere ridotto ad un' ora al giorno nei casi di prestazione superiore alle 8 ore giornaliere ed a mezz' ora al giorno nei casi di prestazioni non superiori alle 8 ore giornaliere.
L’orario normale di lavoro per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, di cui alla tabella annessa al RD 6-12-1923, n. 2657, non può superare le 10 (dieci) ore giornaliere.
La durata settimanale contrattuale dell’orario di lavoro per il singolo lavoratore discontinuo viene ridotta a 50 ore settimanali.
Non si applicano ai lavoratori discontinui le norme del terzo, quarto e quinto comma dell’art. 21 (orario di lavoro).
A decorrere dal 1-1-1977 i turnisti a ciclo continuo in servizio continuativo nelle 24 ore su 7 giorni alla settimana godranno nel corso dell’anno solare di tante giornate di riposo compensativo per quante sono state le festività infrasettimanali lavorate.
La determinazione dell’effettivo godimento nell’arco dell’anno di tali giornate di riposo compensativo sarà periodicamente concordata con il Cdf.
È lavoro supplementare quello effettuato oltre le 40 ore (50 ore per i lavoratori discontinui), e sino alle 48 ore settimanali (60 ore per i lavoratori discontinui), comunque fino all’orario legale.
Ogni ora di lavoro supplementare sarà compensata da una quota oraria di retribuzione di fatto con una maggiorazione del 10 per cento.
Fermo il disposto del terzo e quarto comma dell’art. 21 (orario di lavoro) la prestazione di lavoro supplementare potrà essere richiesta tenendo conto delle esigenze dei lavoratori.
Il lavoro straordinario è quello effettuato oltre le 48 ore settimanali (60 per i lavoratori discontinui). Fermo il disposto del terzo e quarto comma dell’art. 21 (orario di lavoro) la prestazione di lavoro straordinario potrà essere richiesta tenendo conto delle esigenze dei lavoratori.
Il lavoro notturno è quello effettuato dalle ore 22 alle ore 6 (per i lavoratori cui si applica la normativa impiegati dalle ore 22 alle 7). Per il lavoro notturno delle donne e dei minori si fa riferimento alle norme di legge.
Il lavoratore non può esimersi dall’effettuare nei limiti previsti dalla legge e dal presente contratto il lavoro notturno, festivo ed in turni, salvo giustificati motivi individuali di impedimento. Il lavoro supplementare e straordinario, nonché il lavoro festivo, dovranno essere disposti ed autorizzati dalla Direzione aziendale.
Il Cdf, qualora constati che le effettive condizioni di esecuzione di una lavorazione cui si riferisce una tabella di cottimo (o tariffa) consolidata abbiano cessato di corrispondere a quelle esistenti alla fine del periodo di assestamento della tabella medesima, segnalerà il caso all’Azienda.
Qualora invece le modifiche abbiano carattere permanente, o comunque non siano superabili nel termine di cui sopra l’Azienda provvederà a disporre tabelle di cottimo o tariffe revisionate, definitivamente o transitorie regolarmente suscettibili di assestamento e di contestazione a norma dei precedenti punti. Qualora esista divergenza sulla stessa esistenza di modifiche nelle condizioni di esecuzione del lavoro, il Cdf potrà instaurare regolare controversia.
Protocollo di chiarimento - Qualora l’azienda non adotti il cronometraggio od altri sistemi di misurazione dei tempi, indicherà che le produzioni normali sono fissate in base a stima.
È ammesso il recupero a retribuzione normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro concordate dalle parti purché esso sia contenuto nei limiti di un' ora al giorno e si effettui entro 30 giorni immediatamente successivi a quelli in cui è avvenuta l’interruzione.
L’Azienda avrà cura di mettere il lavoratore a conoscenza della organizzazione tecnica e disciplinare della fabbrica, del reparto o dell’ufficio in modo da evitare possibili equivoci circa le persone dalle quali, oltre che dal superiore diretto, ciascun lavoratore dipende e alle quali sarà tenuto a rivolgersi in caso di necessità.
4) avere cura dei locali, dei mobili, macchinari e strumenti, merci e prodotti a lui affidati e non può apportare ad essi modifiche, senza la previa autorizzazione del superiore. I danni che comportino trattenute per risarcimento devono essere contestati al lavoratore non appena l’azienda ne sia venuta a conoscenza.
Ricade sotto il provvedimento del rimprovero scritto, della multa o della sospensione il lavoratore che:
a) […] che abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
g) in qualunque modo trasgredisca le norme del presente contratto di lavoro o dei regolamenti interni o commetta mancanze che apportino pregiudizio alla disciplina, alla morale, all’igiene, al normale andamento del lavoro o alla sicurezza dell’Azienda.
Le norme di cui al presente articolo devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.
Il licenziamento senza preavviso potrà venire intimato al lavoratore qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto, quali ad esempio: gravi infrazioni alla disciplina o alla diligenza del lavoro, grave nocumento morale o materiale arrecato all’azienda, compimento, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, di azioni delittuose a termini di legge.
d) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’art. 48 (provvedimenti disciplinari), quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso articolo nell’arco di un anno;
Per il personale a cui si applicano le suddette eccezioni previste dalla legge, per il personale di attesa o custodia e per quello adibito a turni avvicendati, il riposo settimanale può cadere in giornata non domenicale e si chiamerà "riposo compensativo". In caso di spostamento del giorno destinato al riposo compensativo, l’azienda dovrà preavvisarne l’operaio possibilmente quarantotto ore prima; in mancanza di preavviso nel termine di almeno ventiquattro ore, l’operaio che presterà la sua opera nella giornata di riposo compensativo avrà diritto ad una maggiorazione pari a quella fissata per il lavoro festivo.
Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge stessa, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nel giorno destinato al riposo settimanale, in aggiunta alla normale retribuzione, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo e di concedere all’impiegato un' altra giornata di riposo nel corso della settimana.
La disciplina dell’apprendistato nell’industria della ceramica è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento, dalle disposizioni del presente accordo e, per quanto applicabili, dalle norme del Contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria.
I periodi di tirocinio prestati in qualità di apprendista presso più aziende si cumulano ai fini del computo della durata massima dei periodi di apprendistato, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e purché si riferiscano alle stesse attività.
La durata del tirocinio per gli apprendisti è quella fissata dalla Tabella 1.
Per avere diritto ad essere ammesso ai minori periodi di tirocinio elencati nella Tabella 1, punti A), B), C), l’apprendista, all’atto dell’assunzione o all’atto del conseguimento del titolo scolastico, se conseguito durante il periodo di tirocinio, dovrà presentare il titolo scolastico originale o apposito certificato debitamente autenticato.
Tabella 1 - Durata del tirocinio
Titolo di studio Età di assunzione Durata
A) Scuola elementare + scuola avviamento professionale + licenza di scuola tecnica (industriale, istituto professionale, istituti e scuole d' arte specializzati per la ceramica) di attività corrispondente a quella oggetto dell’apprendistato o frequenza del 4o anno di istituto tecnico industriale
15 anni -
16 anni 18 mesi
17 anni 12 mesi
18 anni 12 mesi
19 anni 6 mesi
B) Scuola elementare + scuola di avviamento professionale + ammissione al 2o corso di scuola tecnica (industriale o istituto professionale) di attività corrispondente all’apprendistato
15 anni 30 mesi
16 anni 24 mesi
17 anni 18 mesi
C) Scuola elementare + licenza scuola o corso di avviamento professionale di attività corrispondente all’oggetto dell’apprendistato
15 anni 36 mesi
16 anni 30 mesi
17 anni 24 mesi
18 anni 18 mesi
19 anni 12 mesi
D) Scuola elementare
16 anni 36 mesi
17 anni 30 mesi
18 anni 24 mesi
N.B . - I termini di cui sopra si intendono tutti aumentati di un semestre per il settore delle ceramiche d'arte.
L’apprendista che ha compiuto la metà del periodo di apprendistato anche in più aziende dello stesso ramo, può richiedere di essere sottoposto all’esame (capolavoro) per conseguire il passaggio alle categorie di qualificazione come previste dall’incasellamento di categoria delle qualifiche derivanti dall’accordo interconfederale di parità salariale. Tale esame, se negativo, potrà essere ripetuto ad intervalli di sei mesi.
L’inserimento dell’apprendista nel lavoro a cottimo, ad incentivo ed in serie, avverrà, solo nell’ultimo periodo di tirocinio, ed il suo trattamento dovrà rispettare le norme contenute nel contratto nazionale di categoria.
L’orario di lavoro degli apprendisti non può superare le 40 ore settimanali con un massimo di 8 ore giornaliere, intendendosi che sono comprese, in detti orari, anche le ore di insegnamento complementare.
È vietato agli apprendisti il lavoro fra le ore 22.00 e le ore 6.00 del mattino.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequentare, ai sensi dell’art. 17 del Regolamento approvato con DPR 30-12-1956, n. 1668, dei corsi di istruzione professionale, sono concesse n. 4 ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.