Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-8890-del-06-04-2017
Timestamp: 2020-08-05 06:58:50+00:00
Document Index: 30453560

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Sentenza Cassazione Civile n. 8890 del 06/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8890 del 06/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/04/2017, (ud. 07/03/2017, dep.06/04/2017), n. 8890
sul ricorso 21488-2014 proposto da:
MERIDIANA FLY S.P.A. (P.I. (OMISSIS)), in persona dell’amministratore
delegato, MERIDIANA S.P.A. (P.I. (OMISSIS)), in persona del
domiciliate in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 21/23, presso lo studio
dell’avvocato CARLO BOURSIER NIUTTA che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato ANTONIO ARMENTANO giusta procure a margine
I.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MARCELLO
PRESTINARI, 13, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO PALLINI che
avverso la sentenza n. 203/2014 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,
depositata il 24/6/2014;
– la Corte di appello di Cagliari, decidendo in sede di rinvio disposto da questa Corte con sentenza n. 14997 del 7 settembre 2012, confermava la decisione della Corte di appello di Sassari che, in accoglimento della domanda proposta da I.A. nei confronti di Meridiana S.p.A. e di Meridiana Fly S.p.A. (cui medio tempore era stato ceduto il ramo di azienda comprendente tutte le attività connesse al volo), accertata la nullità del termine apposto ai contratti stipulati dal ricorrente con Meridiana sin dal 1992 e dichiarata la sussistenza tra le parti di un rapporto a tempo indeterminato sin dal primo contratto, aveva condannato dette società al pagamento della somma di Euro 10.730,00 pari al valore delle azioni sociali cedute gratuitamente agli assistenti di volo nell’anno 1999 nonchè al pagamento degli scatti di anzianità da conteggiarsi tenendo conto dei periodo di prestazione lavorativa effettiva e della prescrizione intervenuta nel periodo anteriore al maggio 2000;
– per la cassazione di tale decisione propongono ricorso Meridiana Fly S.p.A. e di Meridiana S.p.A. affidato a due motivi;
– con il primo motivo la società deduce violazione dell’art. 111 Cost. e art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 (art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5 ) in relazione alla mancanza, nella sentenza impugnata, di una compiuta esposizione della ratio decidendi;
– con il secondo motivo la società deduce violazione e/o falsa applicazione dell’art. 384 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 e 4, in relazione alla mancata applicazione da parte della Corte territoriale del principio di diritto enunciato da questa Corte nella sentenza n. 14997/2012;
– i motivi, da trattarsi congiuntamente, sono manifestamente infondati;
– pur se la sentenza della Corte territoriale presenta, a pag. 4, una frase monca (“il ricorrente ha chiesto la conferma della sentenza della Corte di appello di Cagliari – sezione distaccata di Sassari – in piena consapevolezza che l’applicazione dell’ics superveniens comporta una decisione più Vi ne frase, è del tutto evidente che dal complessivo articolato motivazionale è dato evincere che la quantificazione in concreto dell’indennità omnicomprensiva sulla base dell’ius superveniens rappresentato dalla L. n. 183 del 2010, art. 32, avrebbe comportato il riconoscimento di una somma superiore rispetto a quella già oggetto di condanna da parte della Corte di appello di Sassari che, come precisato nella sentenza rescindente, costituiva il limite imposto dal divieto della reformatio in peius. Il mero lapsus calami costituito dall’omessa indicazione, al termine della frase sopra riportata, dell’aggettivo “sfavorevole” non determina l’impossibilità di ricostruire la ratio decidendi;
– la sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione del principio di diritto enunciato da questa Corte nella sentenza n. 14997/2012 sol che si consideri che, sul presupposto che la natura “onnicomprensiva” della indennità di cui alla L. n. 183 del 2010, art. 32, includendo tutti i danni causati dalla nullità del termine nel periodo cosiddetto “intermedio” (ovvero quello degli “intervalli non lavorati”), fosse tale da includere anche il risarcimento del danno conseguente alla mancata assegnazione delle azioni, come aziendalmente prevista per gli assistenti di volo dipendenti a tempo indeterminato nel 1999 previsto dal legislatore con effetto retroattivo, la verifica demandata al giudice del rinvio era stata, appunto, quella di rideterminare tale indennità con l’osservanza del principio del divieto di reformatio in peius; e poichè, nell’ambito di tale verifica, era emerso che una rideterminazione avrebbe condotto al riconoscimento di una somma inferiore a quella (Euro 10.730,00) intangibile per effetto del divieto di reformatio in peius, correttamente la Corte cagliaritana ha confermato la decisione della Corte di appello di Sassari;
– questione del tutto diversa e non oggetto di verifica da parte del giudice del rinvio era stata, poi, quella degli scatti di anzianità per i periodi “lavorati” (oggetto di ulteriore pronuncia di condanna);
La Corte rigetta il ricorso; condanna le ricorrenti al pagamento, in favore del contoricorrente, delle spese processuali che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed Euro 3.000,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge e rimborso forfetario in misura del 15%.