Source: http://www.studioassociatoghiglione.it/circolari/2016/2016-02.html
Timestamp: 2019-05-25 07:09:20+00:00
Document Index: 157644034

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 1', 'art. 109', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 48', 'art. 17', 'art. 57', 'art. 43', 'art. 331', 'art. 331', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 114', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 66', 'art. 433', 'art. 10', 'art. 27']

CIRCOLARE N° 2 DEL 1 – 3 – 2016
Oggetto: legge di stabilità per il 2016
Anche quest’anno la legge di stabilità si compone di un solo articolo formato da ben 999 commi. Nel seguito ve ne diamo un rapido sunto tralasciando i commi che non hanno contenuto tributario.
Comma 4 – previdenza dei dottori commercialisti
Viene previsto che gli esperti contabili iscritti nella sezione B dell’Albo dei dottori commercialisti dovranno obbligatoriamente iscriversi alla Cassa di previdenza dei Ragionieri Commercialisti e non alla Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti
Comma 8 – fringe benefit per gli atleti professionisti
Viene abrogato il comma 4 bis dell’art. 51 del TUIR ove si prevedeva che dovesse essere considerato come fringe benefit (per gli atleti professionisti) anche il costo dell’attività di assistenza sostenuto dalle società sportive professionistiche nell’ambito delle trattative aventi ad oggetto le prestazioni sportive degli atleti professionisti
Comma 10: modifiche alla normativa IMU⁄TASI sulle abitazioni date in comodato gratuito
Per l’ennesima volta viene modificata la normativa sulle abitazioni date in comodato gratuito ai parenti.
A titolo informativo si ricorda che fino all’anno scorso i Comuni potevano (con il Regolamento comunale in materia di IMU⁄TASI) assimilare all’abitazione principale quelle date in comodato gratuito a parenti in linea retta di 1° grado (padre⁄figlio). Tale possibilità è stata abrogata e quindi, in linea generale, le abitazioni concesse in comodato saranno soggette all’IMU ed alla TASI con l’aliquota ordinaria. Qualora però il Comune avesse disposto un’aliquota agevolata per le case date in comodato, questa rimane, posto che la legge di stabilità ha posto il divieto ai aumentare le aliquota IMU⁄TASI.
La situazione vigente è ora la seguente:
L’IMU viene calcolata, con l’aliquota fissata da ogni Comune sul valore catastale dell’appartamento ridotto al 50% alle seguenti condizioni:
il comodatario deve essere un parente di 1° grado in linea retta, quindi genitori e figli (non ad esempio nonno⁄nipoti) e deve destinare l’immobile a propria abitazione principale
oltre all’abitazione concessa in comodato, il comodante può possedere una sola ulteriore abitazione non di lusso che deve essere situata nel medesimo comune in cui si trova l’abitazione oggetto del comodato e che deve essere adibita a propria abitazione principale. Sono quindi automaticamente esclusi tutti i proprietari di seconde case e coloro che vivono (anche in affitto) in un comune diverso. Se l’abitazione da concedere in comodato è in comproprietà le condizioni debbono essere verificate in capo ad entrambe i coniugi. Così se uno di loro, ad esempio, è titolare di una seconda casa in un comune diverso, l’agevolazione spetterà solo per il 50#37; dell’immobile concesso in comodato.
la proprietà di altri immobili non abitativi (box, negozi, terreni agricoli) non impedisce di usufruire delle agevolazioni qui previste;
il contratto di comodato deve essere registrato entro 20 giorni dalla stipula (costo Euro 216). Qualora un contratto di comodato fosse già in essere, è necessario comunque stipulare un nuovo contratto di comodato, registrarlo e depositarlo in Comune.
possono essere oggetto di comodato gratuito le abitazioni classificate nella categoria catastale “A” escluse le A⁄1, A⁄8 e A⁄9 nonché le relative pertinenze nel limite di una per ciascuna delle seguenti categorie catastali: C⁄2, C⁄6 e C⁄7;
per gli immobili abitativi “storici” è già prevista una riduzione del 50% della base imponibile e tale riduzione si cumula con quella nuova per i comodati. Pertanto nel caso di abitazione storica concessa in comodato l’imposta sarà pagata sul 25% della base imponibile.
È stato chiarito che la riduzione al 50% della base imponibile vale anche per la TASI (se prevista dal Comune). La TASI è dovuta dal proprietario
Si ricorda, infine, che la stipula del contratto di comodato gratuito obbliga alla presentazione della dichiarazione IMU entro il 30⁄6⁄2017.
Commi 11⁄16 – IMU – TASI
Sono numerose le novità in materia di IMU e TASI.
Le novità relative alla c.d. prima casa sono:
vengono abolite sia l’IMU sia la TASI sulle abitazioni principali (escluse quelle di lusso). Per le abitazioni condotte in locazione, l’inquilino beneficerà dell’esenzione TASI mentre il proprietario dovrà pagare sia l’IMU sia la TASI.
le abitazioni di lusso (A⁄1, A⁄8 e A⁄9) continuano ad essere assoggettate sia alla TASI sia all’IMU con l’aliquota del 4 per mille. I Comuni possono aumentarla fino al 6 per mille e ridurla fino al 2 per mille. Spetta la deduzione di Euro 200.
per abitazione principale si intende quella in cui il possessore, anche affittuario, abbia la residenza e vi dimori abitualmente. Se il coniuge ha un’altra abitazione nel medesimo Comune, solo una di queste due può considerarsi abitazione principale.
sono assimilate all’abitazione principale (e quindi non sono assoggettate ad IMU né alla TASI:
la casa assegnata al coniuge dopo la separazione legale,
gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa assegnati ai soci studenti universitari, anche in assenza della residenza anagrafica
le unità immobiliari non locate di proprietà dei dipendenti delle Forze armate
l’esenzione viene estesa alle pertinenze dell’abitazione principale limitatamente ad una pertinenza per ciascuna delle seguenti categoria catastali:
C⁄2: cantine, soffitte, depositi
C⁄6: autorimesse e posti auto
C⁄7: tettoie
Le altre novità in materia di IMU TASI sono:
per gli immobili “merce” ovvero quelli destinati alla vendita da parte dell’impresa che li ha costruiti l’aliquota è fissata allo 0,1% con possibilità per i Comuni di azzerarla o di aumentarla fino allo 0,25%
sono esentate dall’IMU le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari
IMU sui terreni agricoli: dal 2016
sono completamente esentati gli imprenditori agricoli professionali ed i coltivatori diretti anche se i terreni si trovano in Comuni di pianura (e quindi per il 2015 assoggettati ad IMU)
gli altri terreni invece continuano ad essere tassati con l’esclusione di quelli “montani” così come definiti dalla circolare del Ministero delle Finanze N° 9 del 14⁄6⁄1993
sono completamente esentati i terreni agricoli ubicati nelle Isole minori di cui all’allegato A della legge 448⁄2001
Commi 21⁄23 – stima diretta per gli immobili di categoria D ed E
A partire dal 2016 la rendita catastale degli immobili di categoria D ed E (immobili a destinazione speciale) deve essere determinata tenendo conto dei seguenti fattori:
del suolo e delle costruzioni su di esso esistenti
degli elementi strutturalmente connessi con i fabbricati che ne accrescono la qualità e l’utilità
nella determinazione della rendita non si tiene conto dei macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti funzionali al processo produttivo cui i capannoni sono destinati
I proprietari dei suddetti immobili possono presentare atti di aggiornamento per la rideterminazione della rendita catastale con i criteri sopra visti. Le domande di ri–accatastamento presentate fino al 15⁄6⁄2016 hanno effetto retroattivo dal 1° gennaio. A tal fine, nella procedura DOCFA, è stata introdotta una nuova tipologia di variazione denominata “Dichiarazione resa ai sensi dell’art. 1, comma 22 Legge 208⁄2015” finalizzata a rideterminare la rendita catastale escludendo dalla medesima le componenti impiantistiche non soggette a stima diretta.
L’Agenzia delle entrate ha fornito alcuni chiarimenti con la Circolare 2⁄E:
la norma non si configura come norma di interpretazione autentica, quindi non ha effetto retroattivo e si applica dal 1° gennaio 2016
relativamente all’elemento “costruzioni” è stato chiarito che si tratta di qualsiasi opera edile avente i caratteri della solidità, della stabilità, della consistenza volumetrica, nonché delle immobilizzazioni al suolo. A titolo di esempio rientrano in tale categoria i fabbricati, le tettoie, i pontili, le gallerie, le opere di fondazione e di supporto in genere così come quelle di sbarramento, approvvigionamento, contenimento e restituzione di materiali solidi, liquidi, gassosi quali le dighe e le opere di presa e scarico delle acque, i canali, i serbatoi, le cisterne e le vasche, le torri, le ciminiere e i pozzi.
relativamente agli elementi strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni che ne accrescono la qualità e l’utilità è stato chiarito che vi rientrano: gli impianti elettrici, idrico–sanitari, di areazione, di climatizzazione e condizionamento, antincendio, di irrigazione, gli ascensori, i montacarichi, le scale, le rampe ed i tappeti mobili, i pannelli solari integrati sui tetti e sulle pareti,
circa l’esclusione dei macchinari e congegni funzionali allo specifico processo produttivo è stato precisato che si tratta di componenti, di natura essenzialmente impiantistica, che assolvono a specifiche funzioni nell’ambito di un determinato processo produttivo e che non conferiscono all’immobile una utilità comunque apprezzabile, anche in caso di modifica del ciclo produttivo.
Vengono forniti, a titolo di esempio, alcuni chiarimenti in ordine alle principali fattispecie che in passato erano state oggetto di problematiche:
centrali di produzione di energia e stazioni elettriche: non sono più oggetto di stima le caldaie, le camere di combustione, le turbine, i generatori di vapore a recupero, gli alternatori, i condensatori, i compressori, le valvole, i silenziatori ed i sistemi di regolazione dei fluidi in genere, i trasformatori e gli impianti di sezionamento, i catalizzatori ed i captatori di polveri, gli aerogeneratori, gli inverter ed i pannelli fotovoltaici ad eccezione di quelli integrati nella struttura;
industrie manifatturiere: sono esclusi dalla stima tutti i macchinari, le attrezzature e gli impianti costituenti le linee produttive. A titolo di esempio: sistemi di automazione e propulsione, pompe, motori elettrici, carriponte e gru, apparecchiature mobili e sistemi robotizzati, macchine continue, macchinari per la miscelazione, macinazione, pressatura, formatura, taglio, tonitura, tessitura, cottura ed essicazione, altoforni, forni di preriscaldamento, torri di raffinazione atmosferica, cracking, reforming, desolforazione, isomerizzazione, alchilazione, impianti per il trattamento dei fumi e delle acque;
impianti di risalita: non sono oggetto di valutazione le funi, i carrelli, le sospensione e le cabine, i motori che azionano i sistemi di trazione anche se posti in sede fissa;
parchi divertimento: sono escluse dalla stima le attrazioni sostituite da strutture che integrano parti mobili. Sono invece incluse: le piscine, i cinema, le arene
Comma 28 – TASI
L’aliquota aggiuntiva della TASI dello 0,8 per mille può essere confermata ai livelli 2015 con delibera ad hoc
Commi 35⁄38 – promotori finanziari
I promotori finanziari cambiano nome, da oggi si chiamano “Consulenti finanziari”, il relativo Albo dei Consulenti finanziari si compone di tre sezioni:
consulenti persone fisiche abilitate all’offerta fuori sede
consulenti persone fisiche autonomi
A partire dal 1° gennaio 2016 per l’iscrizione all’Albo dei promotori finanziari sarà dovuta la Tassa sulle Concessioni Governative di Euro 168,00
Le funzioni di vigilanza sull’Albo vengono tolte alla Consob ed attribuite al un organismo di vigilanza apposito.
Al suddetto Albo possono iscriversi anche gli agenti di assicurazione iscritti al registro unico intermediari assicurativi – sezione A che quindi diventano anche consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede.
Comma 50 – borse di studio Erasmus
Le borse di studio erogate nell’ambito del programma Erasmus sono deducibili ai fini IRAP in capo ai soggetti erogatori e sono esentate da IRPEF e INPS in capo ai percipienti.
Commi 53⁄54 – sconto IMU⁄TASI per gli immobili affittati a canone concordato
Viene accordato uno sconto del 25% sull’IMU e la TASI delle abitazioni affittate a canone concordato (contratti 3+2 ex L 431⁄1998)
Comma 55 – imposta di registro per l’acquisto della prima casa
Nel caso venga acquistata una nuova abitazione da destinare a “prima casa”, senza che sia stata ancora venduta la precedente abitazione già acquistata con le medesime agevolazioni, l’acquirente potrà avvalersi nuovamente delle agevolazioni prima casa a condizione che la cessione della vecchia abitazione avvenga entro un anno dal secondo acquisto.
Comma 56 – detraibilità ai fini IRPEF dell’IVA sull’acquisto di appartamenti
Viene disposta una detrazione ai fini IRPEF del 50% dell’IVA corrisposta sull’acquisto di unità immobiliari alle seguenti condizioni:
l’acquisto deve essere effettuato nel corso del 2016
il venditore deve essere l’impresa che ha costruito l’immobile
deve trattarsi di un immobile a destinazione abitativa. Si precisa che non deve necessariamente trattarsi della “prima casa” e che sono agevolabili anche le abitazioni di lusso
deve essere un immobile ad alta efficienza energetica (classe A o B)
Al soddisfacimento delle suddette condizioni spetta una deduzione ai fini IRPEF del 50% dell’IVA pagata al momento dell’acquisto da suddividere in 10 rate di pari importo.
La deduzione appena vista è cumulabile con gli altri bonus previsti per il settore immobiliare, in particolare con:
benefici fiscali per l’acquisto della prima casa
bonus sicurezza antisismica
Comma 59 – affitti in “nero”
Al fine di contrastare la pratica degli “affitti in nero” anche mediante il ricorso a clausole contrattuali o a comportamenti scorretti del locatore, viene disposto che:
nel contratto dovrà essere obbligatoriamente previsto l’obbligo di registrazione a carico del locatore nel termine perentorio di 30 giorni e di comunicare l’avvenuta registrazione al conduttore medesimo ed all’amministratore condominiale
sono nulle tutte le clausole che attribuiscono al locatore un canone superiore a quello contrattualmente previsto.
possibilità di azione nanti l’autorità giudiziaria nel caso in cui il locatore non abbia provveduto alla registrazione del contratto
Commi 61⁄62 – riduzione IRES
L’aliquota IRES viene ridotta dal 27,5% al 24% a partire dai redditi societari conseguiti nel 2017.
In conseguenza di tale variazione, con Decreto ministeriale, verranno rideterminate le percentuali di tassazione dei dividendi e delle plusvalenze sulle partecipazioni qualificate detenute dalle persone fisiche
Commi 65⁄66 – addizionale IRES per le banche
A partire dall’esercizio 2017, per gli enti creditizi e finanziari e per la Banca d’Italia l’IRES si applica con una maggiorazione del 3,5%, in pratica resta l’aliquota del 27,5%.
Norme ad hoc sono stabilite per gli enti creditizi e finanziari che partecipano al consolidato e che hanno optato per il regime della trasparenza
Commi 70⁄72 – esenzione IRAP per i settore agricolo e della pesca
Dal 2016 i soggetti che esercitano le attività agricole e della pesca sono esentati dall’IRAP.
Comma 73 – deduzione IRAP per i lavoratori stagionali
Viene introdotta una nuova deduzione per il costo del lavoro dei dipendenti stagionali. La quota di costo del lavoro che eccede le deduzioni spettanti è ammessa nel limite del 70% della differenza medesima quale ulteriore deduzione ai fini IRAP. Per usufruirne bisogna soddisfare le seguenti condizioni:
i lavoratori stagionali devono essere impiegati per almeno 120 giorni all’anno
il contratto deve ripetersi per almeno due anni consecutivi.
La deduzione spetta a partire dal 2° anno del contratto di lavoro stagionale.
Comma 74 – detrazioni 50% e 65%
Vengono prorogate a tutto il 2016 le seguenti agevolazioni:
detrazione del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale
detrazione del 65% per gli interventi antisismici
detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione
detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici
I soggetti che avendo un basso reddito si trovano nella no tax area ai fini IRPEF possono optare per la cessione della propria detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, a favore dei fornitori che hanno eseguito gli interventi. La regolamentazione è rimandata ad un provvedimento dell’Agenzia delle entrate.
Comma 75–bonus mobili giovani coppie
Viene introdotta una nuova deduzione per l’acquisto di mobili e arredi da parte delle giovani coppie in cui almeno uno dei membri abbia età non superiore a 35 anni.
possono usufruirne sia le coppie sposate sia quelle conviventi more uxorio
il nucleo familiare deve essere costituito da almeno 3 anni
deve essere stato effettuato l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione della coppia
non è cumulabile con quella per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per gli appartamenti ristrutturati
La deduzione spetta per l’acquisto di mobili ed arredi (fino ad un massimo di 16.000 Euro) destinati alla medesima unità immobiliare nella misura del 50% dei costi documentati sostenuti nel corso del 2016 e deve essere ripartita in 10 rate di uguale importo.
Commi 76⁄84 – leasing immobiliare per i fabbricati ad uso abitativo
Viene prevista la possibilità di stipulare contratti di leasing per l’acquisto della prima casa. Al termine del contratto l’utilizzatore avrà la possibilità di riscattare il bene ad un prezzo prestabilito. In caso di fallimento del concedente non si applica l’azione revocatoria.
Il beneficio, sfruttabile da parte di giovani di età inferiore a 35 anni e con un reddito non superiore ad Euro 55.000 (al momento della stipula del contratto), consiste in una detrazione del 19% delle spese sostenute per i canoni di leasing sugli immobili adibiti a abitazione principale per un importo non superiore ad Euro 8.000 annui. Anche per il riscatto finale per un importo non superiore ad Euro 20.000 si potrà usufruire di una detrazione del 19%
La nuova detrazione può essere sfruttata esclusivamente per i contratti stipulati nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2020.
L’utilizzatore può chiedere la sospensione dei canoni di leasing per un periodo massimo di 12 mesi nel caso venga meno il rapporto di lavoro per causa a lui non imputabile o per raggiunta età pensionabile.
La detrazione appena vista potrà essere usufruita anche da soggetti di età superiore a 35 anni ma per importi dimezzati
Il contratto di acquisto da parte della società concedente sconta l’imposta di registro nella misura dell’1,5%, le imposte ipotecarie e catastali saranno dovuta in misura fissa di Euro 200 ciascuna. Se la società concedente acquista l’immobile da concedere in leasing direttamente dal costruttore, anche l’imposta di registro è dovuta in misura fissa di Euro 200
Anche in sede di riscatto l’imposta di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di Euro 200 ciascuna.
Se l’utilizzatore cede il contratto di leasing l’imposta di registro sarà dovuta nella misura del 9%, se per l’acquirente ricorrono i presupposti per l’agevolazione prima casa l’imposta di registro è ridotta all’1,5%.
Commi 85⁄86 – credito d’imposta per sostituzione autocaravan
Viene riconosciuto un credito d’imposta fino ad Euro 8.000 per la sostituzione degli autocaravan “euro 0” “euro 1” ed “euro 2” con nuovi autocaravan di classe non inferiore ad “euro 5” purché l’acquisto avvenga nel corso del 2016 e l’immatricolazione entro il 31⁄3⁄17.
Comma 88 – controllo remoto del riscaldamento
Possono usufruire della detrazione del 65% le spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione.
Commi 91⁄94 – maggiorazione degli ammortamenti
La legge finanziaria istituisce un “bonus investimenti” a favore dei soggetti che acquistano beni strumentali nuovi.
L’ambito soggettivo è molto ampio, ne possono usufruire tutti i seguenti:
professionisti in forma individuale
stabili organizzazioni in Italia di enti esteri.
Il bonus viene riconosciuto per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati dal 15⁄10⁄15 al 31⁄12⁄16 ai soli fini delle imposte sui redditi (è quindi esclusa l’IRAP) e consiste in un maggiore ammontare degli ammortamenti e dei canoni di leasing, attraverso la maggiorazione, in misura del 40%, del costo di acquisizione dei beni medesimi. La maggiorazione si applica anche agli autoveicoli, inclusi quelli a deducibilità limitata, per i quali viene aumentata (del 40%) la soglia massima di rilevanza (da Euro 18.076 a 25.306, per gli agenti di commercio ed assimilati da Euro 25.823 a 36.152), per i motocicli (da Euro 4.131,66 ad Euro 5.784,32) e per i ciclomotori (da Euro 2.065,83 ad Euro 2.892,16).
Nel caso di beni acquistati in leasing la maggiorazione si calcola sulla sola quota capitale (esclusi gli interessi) incorporata nel canone di leasing. l’agevolazione non è applicabile a contratti diversi dal leasing quali: noleggio (anche a lungo termine) e leasing operativo (che non prevede il diritto di riscatto). In sede di riscatto e di successivo ammortamento del bene ormai di proprietà, si ritiene che le quote di ammortamento deducibili a decorrere da tale momento debbano essere computate assumendo il prezzo di riscatto maggiorato del 40%.
Il tipo di contabilità adottato non ha alcuna rilevanza (semplificata od ordinaria) ma, per effetto delle modalità di calcolo, ne sono automaticamente esclusi tutti coloro che determinano il reddito con metodi forfetari.
La norma sulla maggiorazione degli ammortamenti non si applica ai seguenti beni:
fabbricati e altre costruzioni
beni di cui all’allegato 3 della legge e cioè: condutture (ad esempio stabilimenti termali), condotte per usi civili, condotte dorsali per trasporto a grandi distanze di prodotti gassosi o liquidi, condotte di derivazione ed allacciamento, materiale rotabile, aerei compreso l’equipaggiamento.
La norma (che ricordiamo si applica dal 15⁄10⁄15) prevede che in sede di conteggio dell’acconto delle imposte dirette da versare entro il 30⁄11⁄15 non si possa tener conto degli importi maggiorati degli ammortamenti sui beni strumentali acquistati dopo il 15⁄10⁄15. Anche per il 2016 bisognerà assumere quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata in assenza dei maggiori ammortamenti e canoni di leasing.
La maggior deduzione viene effettuata extra contabilmente nella dichiarazione dei redditi.
Rispetto ad altre analoghe misure previste negli anni passati, il bonus in argomento è fruibile da un maggior numero di contribuenti in quanto non sono state riproposte le seguenti condizioni:
non esiste alcun limite minimo all’investimento (precedentemente erano agevolabili solo i beni di costo unitario superiore ad euro 10.000)
non occorre effettuare alcun confronto con la media degli investimenti degli anni precedenti.
Per l’identificazione del momento di effettuazione dell’investimento si fa riferimento all’art. 109, commi 1 e 2 del TUIR e, quindi, in linea di massima al momento della consegna o spedizione del bene. Questo fa si che un bene acquistato prima del 15⁄10⁄15 ma consegnato successivamente, possa rientrare negli investimenti agevolabili.
Per usufruire della maggior deduzione degli ammortamenti bisognerà effettuare una variazione in diminuzione del reddito direttamente nella dichiarazione dei redditi. Conseguenza diretta di tale modalità di calcolo è che, in presenza di una perdita fiscale, il bonus non viene perso ma si rimanda agli esercizi successivi con le ordinarie regole sul riporto delle perdite fiscali.
Per l’identificazione dei beni nuovi, in mancanza di specifiche disposizioni, si può far riferimento ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate per casi analoghi che includono tra i beni nuovi i seguenti:
beni destinati all’esposizione (nei show room)
beni complessi, ossia che comprendono al proprio interno anche beni usati, purché venga fornita un’attestazione in merito alla irrilevanza del componente usato rispetto al totale
La maggiorazione del 40% del costo di acquisto ha rilevanza esclusivamente ai fini del conteggio delle quote di ammortamento. In particolare:
non troverà riscontro nella contabilità
non rileva ai fini del plafond per il calcolo delle spese di manutenzione
non rileva ai fini del conteggio delle plusvalenze o minusvalenze in sede di cessione del bene agevolato.
non rileva ai fini della determinazione del ROL per il conteggio degli interessi passivi deducibili
Infine, a differenza di quanto previsto da analoghe disposizioni precedenti, la cessione del bene o del contratto di leasing non ha alcuna conseguenza sul bonus già usufruito.
Commi 95⁄96 – avviamento e operazioni straordinarie
In occasione dell’effettuazione di operazioni straordinarie di aggregazione aziendale (fusioni, scissioni e conferimento di aziende) il TUIR prevede la possibilità di scegliere il regime della neutralità e della continuità dei valori fiscali. In tal modo i valori fiscali dell’avviamento e dei marchi (eventualmente presenti nei bilanci delle società coinvolte) transitano senza variazioni dalle società danti causa a quelle aventi causa, quindi senza alcuna tassazione. Civilisticamente è invece possibile adottare valori diversi che, però, non hanno alcuna rilevanza fiscale.
In alternativa il TUIR (agli artt. 172, 173 e 176) prevede una procedura di riallineamento dei valori fiscali che comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva del 12% per i maggiori importi fino a 5 milioni di euro e aliquote superiori per importi maggiori. l’ammortamento dei maggiori valori potrà avvenire in 10 anni a partire dall’esercizio nel quale è esercitata l’opzione. Regole particolari vengono dettate in caso di cessione dei beni rivalutati.
La procedura di cui ai commi in esame si pone come alternativa a quella prevista dal TUIR.
le disposizioni previste dai commi in esame si possono applicare alle operazioni effettuate a decorrere dal 2016
l’aliquota dell’imposta sostitutiva viene fissata al 16% da versare in un’unica soluzione entro il termine per il versamento delle imposte relative all’esercizio nel quale è stata effettuata l’operazione
la deduzione dei maggiori valori dell’avviamento e dei marchi potrà avvenire in 5 anni, quindi con un’aliquota di ammortamento del 20% a partire dall’esercizio successivo a quello di versamento dell’imposta sostitutiva
ai fini della determinazione della plusvalenza⁄minusvalenza in caso di cessione degli assets rivalutati, i maggiori valori fiscali rilevano a decorrere dal quarto periodo d’imposta successivo a quello di esercizio dell’opzione;
Comma 97 – maggiorazione ammortamenti e studi di settore
Viene disposto che la maggior deduzione degli ammortamenti di cui al commi 91⁄94 non producono effetti ai fini degli studi di settore.
Commi 98⁄110 – credito d’imposta per nuovi investimenti delle imprese localizzate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo
La misura in esame sostituisce misure analoghe ormai scadute che sono state previste per favorire gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno d’Italia negli anni passati. l’aiuto in discussione favorisce l’acquisto di particolari beni strumentali destinati a strutture produttive nelle citate Regioni effettuati nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. Le modalità operative verranno rese note con apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate.
In linea di massima le principali regole di applicazione sono:
l’agevolazione consiste in un credito d’imposta nelle seguenti misure:
20% dell’investimento effettuato dalle piccole imprese
15% dell’investimento effettuato dalle medie imprese
10% dell’investimento effettuato dalle grandi imprese.
beneficiari sono le imprese (di qualsiasi dimensione) escluse quelle del settore navale, siderurgico, carbonifero, delle fibre sintetiche, dei trasporti, della produzione e distribuzione di energia, del settori creditizio, finanziario e assicurativo
gli investimenti ammessi sono rappresentati dall’acquisto (anche in leasing) di macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica e strumentali all’attività svolta
sono previste delle soglie massime di costo complessivo ammissibile per ciascun progetto di investimento nelle seguenti misure:
per le piccole imprese: 1,5 milioni
per le medie imprese: 5 milioni
per le grandi imprese: 15 milioni
sarà necessario presentare apposita domanda
il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione di altri tributi e contributi
non è stato specificato nulla sula rilevanza fiscale del credito d’imposta ovvero se concorra o no alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF e IRES
Commi 111⁄113 – nuovo regime forfetario
I commi in esame modificano le regole del regime forfetario di cui alla legge 190⁄2014 (introdotto per la prima volta con riferimento all’esercizio 2015). Le novità riguardano:
la clausola ostativa relativa al possesso di redditi d’impresa arte o professione d’importo superiore a quelli di pensione o lavoro dipendente. Precedentemente era stabilito che per poter accedere al regime forfetario, il reddito di lavoro autonomo o d’impresa dovesse essere superiore ad eventuali redditi di lavoro dipendente o di pensione e che tutti i redditi complessivamente non potessero superare Euro 20.000. Questa condizione viene ora abolita.
viene introdotta una nuova causa di esclusione molto meno penalizzante: lavoratori dipendenti e pensionati potranno accedere al regime forfetario se il solo reddito da pensione o lavoro dipendente non supera Euro 30.000
viene considerata irrilevante la presenza di redditi di lavoro dipendenti o assimilati (di qualunque importo) nell’esercizio precedente se il rapporto di lavoro è cessato
gli ammontari massimi dei ricavi vengono elevati rispetto a quelli stabiliti nell’originaria legge 190⁄2014
la riduzione dell’aliquota per le nuove attività
la reintroduzione dell’obbligo di versamento dei contributi INPS
Per effetto delle modifiche apportate vengono abrogati i seguenti regimi agevolati:
regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (D.L. 98⁄2011)
regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (L. 388⁄2000)
Per pero promemoria, le regole generali del regime forfetario sono:
si tratta di un regime “naturale” nel senso che al soddisfacimento dei requisiti si applica senza necessità di scelta espressa
l’opzione è invece necessaria qualora si intenda optare per il regime della contabilità semplificata od ordinaria
ogni anno il contribuente deve verificare la sussistenza delle condizioni per l’ammissibilità con riferimento all’anno precedente
il regime si applica anche alle attività già esistenti al 1⁄1⁄16 purché con riferimento al 2015 vengano soddisfatti tutti i requisiti quantitativi;
l’ammontare del reddito si determina forfetariamente mediante applicazione di un’aliquota di redditività all’ammontare dei ricavi
l’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%
per chi invece inizia l’attività dopo il 1° gennaio 2016 l’aliquota viene ridotta al 5% per i primi cinque anni (senza alcun limite legato all’età) purché vengano rispettati i seguenti requisiti:
mancato esercizio nei tre esercizi precedenti di attività artistica, professionale o d’impresa
la nuova attività non deve in alcun modo costituire prosecuzione di altra attività svolta anche sotto forma di lavoratore dipendente
se la nuova attività costituisce prosecuzione di quella esercitata da altra persona (ad esempio in caso di cessione di azienda) l’ammontare dei ricavi dell’esercizio precedente non deve superare il limite posto per ogni attività
i costi sostenuti nell’esercizio dell’attività, quindi, non hanno alcuna rilevanza. Solamente i contributi previdenziali possono essere dedotti dal reddito forfetariamente determinato
per i contributi previdenziali alla gestione artigiani⁄commercianti dell’INPS è possibile chiedere uno sconto del 35% mediante presentazione di apposita domanda telematica.
Nella seguente tabella vengono indicati, per ogni attività, l’ammontare massimo dei ricavi per la permanenza nel nuovo regime e l’aliquota di redditività:
industrie alimentari e delle bevande (ATECO 2007 10 – 11): Euro 45.000 aliquota del 40%
commercio all’ingrosso e al dettaglio (ATECO 2007 45 – da 46.2 a 46,91 – da 47.1 a 47.7 – 47.9): Euro 50.000 aliquota del 40%
commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (ATECO 2007 47.81): Euro 40.000 aliquota del 40%
commercio ambulante di altri prodotti (ATECO 2007 47.82 – 47.8): Euro 30.000 aliquota del 54%
costruzioni ed attività immobiliari (ATECO 200741 – 42 – 43 – 68): Euro 25.000 aliquota dell’ 86%
intermediari del commercio ((ATECO 2007 46.1): Euro 25.000 aliquota del 62%
attività di servizi di alloggio e ristorazione (ATECO 2007 55 –56): Euro 50.000 aliquota del 40%
attività professionali (ATECO 2007 64–65–66–69–70–71–72–73–74–75–85–86–87–88) Euro 30.000 aliquota del 78%
altre attività economiche (ATECO 2007 da 01 a 03 – da 05 a 09 – da 12 a 33 – da 35 a 39 – da 49 a 51 – da 58 a 63 – da 77 a 82 – 84 – da 90 a 99): Euro 30.000 aliquota del 67%
Restano invariate tutte le altre condizioni per l’accesso al regime ovvero:
il valore dei beni strumentali non deve eccedere Euro 20.000
i costi per lavoro accessorio, dipendente e collaboratori escludono l’applicabilità del regime forfetario solamente se d’importo superiore ad Euro 5.000 annui
sono sempre esclusi i soggetti che si avvalgono di regimi speciali IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito (ad esempio regimi speciali per l’agricoltura, vendita sali e tabacchi, agenzie di viaggio, rivendita beni usati, editoria …)
sono altresì esclusi i soggetti che esercitano le seguenti attività:
cessione di fabbricati e di terreni edificabili
cessione di mezzi di trasporto nuovi
i soggetti titolari di partecipazioni in società di persone o in associazioni professionali ed in srl “trasparenti”;
In caso di superamento del limite di ricavi fissato per ogni categoria, la fuoriuscita dal regime forfetario avverrà sempre dall’esercizio successivo.
I contribuenti che negli anni precedenti hanno aderito al regime dei minimi possono mantenerlo fino al compimento del 35° anno di età.
Comma 114 – reddito dei soci delle cooperative artigiane
Ai soli fini della determinazione dell’IRPEF i redditi dei soci delle cooperative artigiane con rapporto di lavoro autonomo (e quindi titolari di Partita IVA) sono determinati applicando le regole stabilite per i lavoratori dipendenti.
Commi 115⁄120 – assegnazione agevolata dei beni ai soci
Le società di qualunque tipo che assegnano o cedono ai propri soci beni immobili o beni mobili registrati non utilizzati come beni strumentali o che si trasformano in società semplici possono usufruire di un regime agevolato ai fini delle imposte sui redditi (per la determinazione delle plusvalenze), dell’imposta di registro e delle ipocatastali.
Per quanto riguarda gli immobili, possono essere oggetto di assegnazione⁄cessione solamente gli immobili strumentali per natura e gli “immobili merce” , non quelli strumentali per destinazione.
il termine per effettuare l’assegnazione o la trasformazione è fissato al 30⁄9⁄16
i beni possono essere assegnati ai soci presenti al 30⁄9⁄15
i beni assegnati devono essere valutati al valore normale
sull’eventuale plusvalenza si applica un’imposta sostitutiva (a carico della società) delle imposte sui redditi e dell’IRAP fissata all’8%. Nel caso non emerga alcuna plusvalenza non sarà dovuta l’imposta sostitutiva;
l’aliquota è maggiorata al 10,5% se la società è stata “non operativa” in almeno 2 esercizi fra i tre precedenti l’assegnazione
le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione sono assoggettate ad imposta sostitutiva del 13%
per gli immobili, anziché utilizzare il criterio di valorizzazione al valore normale, si può optare per la determinazione del valore con il regime catastale.
Il valore catastale si determina con le seguenti regole:
terreni agricoli: il reddito dominicale deve essere moltiplicato per il coefficiente 112,5
immobili di categoria A (esclusi gli A⁄10): la rendita catastale deve essere moltiplicata per il coefficiente 126
immobili di categoria A⁄10 (uffici): la rendita catastale deve essere moltiplicata per il coefficiente 63
immobili di categoria C (esclusi i C⁄1): la rendita deve essere moltiplicata per il coefficiente 126
immobili di categoria C⁄1 (negozi): la rendita deve essere moltiplicata per il coefficiente 42,84
immobili di categoria D: la rendita deve essere moltiplicata per il coefficiente 63
immobili di categoria E: la rendita deve essere moltiplicata per il coefficiente 42,84
se i beni vengono ceduti ai soci anziché assegnati, e se il valore della cessione è inferiore al valore normale, per il conteggio dell’imposta sostitutiva si prende come base imponibile il valore normale medesimo ovvero il valore catastale;
l’importo dell’imposta sostitutiva deve essere versato con le seguenti modalità:
il 60% entro il 30⁄11⁄16
il restante 40% entro il 16⁄6⁄2017
Effetti sul reddito dei soci:
nel caso di cessione agevolata il reddito dei soci che acquistano non subisce alcuna conseguenza
nel caso di assegnazione agevolata, l’operazione si considera quale distribuzione di utili in natura ed il reddito in capo al socio deve essere determinato con le seguenti modalità:
il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote deve essere aumentato della differenza assoggettata ad imposta sostitutiva in capo alla società
il valore normale (o quello catastale) dei beni ricevuti, al netto di eventuali debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote. Se il valore normale supera il costo fiscalmente riconosciuto la differenza viene tassata come dividendo in capo al socio assegnatario.
Ai fini delle imposte indirette (IVA ed imposta di registro):
l’imposta di registro dovuta in caso di cessione o assegnazione di beni immobili è ridotta alla metà e le imposte ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa
ove dovuta l’IVA si applica con l’aliquota ordinaria
Comma 121 – estromissione degli immobili strumentali dall’impresa individuale
Anche gli imprenditori individuali che (alla data del 31⁄10⁄15) possedevano immobili strumentali in regime di reddito d’impresa possono optare per la loro estromissione dal patrimonio dell’impresa entro il 31⁄5⁄16 mediante pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP nella misura dell’8% della differenza tra il valore normale (valore catastale) ed il valore fiscalmente riconosciuto degli immobili medesimi. Si ricorda che gli immobili sono considerati “in regime di reddito d’impresa” ove indicati nell’inventario annuale che gli imprenditori devono compilare con riferimento al 31 dicembre di ogni anno.
Si tratta di una misura particolarmente utile per gli imprenditori individuali che prevedono di cessare a breve la loro attività e che permette un consistente risparmio fiscale sulla plusvalenza relativa all’immobile posseduto. Ricordiamo infatti che, in occasione della cessazione di un’impresa individuale, l’eventuale immobile strumentale (sia per natura sia per destinazione) detenuto in regime di reddito d’impresa, deve transitare dalla spera imprenditoriale a quella privata con conseguente assoggettamento della eventuale plusvalenza alle imposte sui redditi e all’IRAP.
Ai fini IVA il regime del passaggio alla sfera privata muta in relazione ai seguenti elementi:
se l’acquisto era stato fatto da un privato
se l’acquisto era stato fatto da un’impresa.
Nel primo caso anche il passaggio alla sfera privata è un’operazione “esclusa dal campo di applicazione dell’IVA”.
Nel secondo caso, invece, si tratta di un’operazione esente ex art. 10, n° 8–ter, quindi da fatturare senza IVA.
L’assegnazione degli immobili alla sfera privata dell’imprenditore ha effetto dal 1° gennaio 2016.
Commi 123⁄124 – deduzioni IRAP
L’art. 11, comma 4 bis della legge IRAP stabilisce una deduzione forfetaria con i seguenti importi:
Euro 8.000 per i soggetti la cui base imponibile è non superiore ad Euro 180.759,91
Euro 6.000 per i soggetti la cui base imponibile è non superiore ad Euro 180.839,91
Euro 4.000 per i soggetti la cui base imponibile è non superiore ad Euro 180.919,91
Euro 2.000 per i soggetti la cui base imponibile è non superiore ad Euro 180.999,91
Detta deduzione è aumentata di Euro 2.500 per il primo scaglione, o importi inferiori per gli scagioni successivi per le società di persone, imprenditori individuali e professionisti.
Questa ulteriore deduzione viene ora aumentata a:
5.000 per il primo scaglione
3.750 per il secondo
2.500 per il terzo
1.250 per il quarto
Le nuove deduzioni si applicano da periodo d’imposta 2016 e quindi verranno applicate nel modello UNICO 2017
Comma 125 – presupposto IRAP per i medici che lavorano con convenzione negli ospedali
Commi 126⁄127 – modifiche alla normativa IVA in presenza di crisi aziendali
I commi in esame apportano alcune modifiche decisamente importanti alla normativa relativa alle note di credito in presenza di debitori assoggettati a procedure concorsuali. In breve, mentre la normativa precedente posticipava la possibilità di emettere la nota di credito al momento in cui la procedura concorsuale veniva chiusa, adesso tale possibilità viene anticipata al momento di apertura della procedura.
La nuova normativa si applica alle procedure concorsuali che verranno aperte dal 1° gennaio 2017 anche con riferimento alle fatture emesse precedentemente a tale data e prevede che il fornitore possa emettere nota di credito in relazione alle operazioni che sono venute meno in conseguenza di:
a) dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili del contratto
b) applicazione di sconti e abbuoni;
c) assoggettamento del committente o cessionario ad una delle seguenti procedure concorsuali:
accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 bis LF)
piano attestato di risanamento (art. 67, terzo comma LF
d) procedura esecutiva rimasta infruttuosa
La possibilità di emettere nota di credito non è stata prevista qualora il committente⁄cessionario acceda a una delle procedure di esdebitazione da sovraindebitamento regolate dalla legge 27⁄1⁄2012 n° 3.
Le procedure esecutive individuali si considerano infruttuose al verificarsi dei seguenti presupposti:
dal verbale redatto dall’ufficiale giudiziario al termine dell’accesso presso il domicilio del debitore risulti che non vi sono beni da pignorare o che è impossibile effettuare l’accesso
dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulti che presso il terzo pignorato non vi sono beni o crediti da pignorare;
nell’ipotesi in cui, pignorati i beni e indetta l’asta per la vendita, la stessa sia andata deserta per tre volte.
Circa il limite temporale per l’emissione della nota di credito:
nei casi di cui alle lettere a) e b): entro un anno dall’emissione della fattura
nei casi di cui alle lettere c) e d): nell’esercizio in cui i debitore è assoggettato alle procedure elencate o è definitivamente accertata l’infruttuosità della procedura esecutiva individuale.
La possibilità di emettere nota di credito è prevista anche per i soggetti che siano debitori d’imposta in conseguenza dell’applicazione del reverse charge.
La nota di credito deve essere inviata al debitore che, però, non ha alcun obbligo di registrazione.
Qualora, successivamente all’emissione della nota di credito, il debitore o il curatore della procedura concorsuale effettui un pagamento (anche parziale), il creditore deve emettere nota di debito per l’importo ricevuto, con addebito dell’IVA.
Comma 128 – modifiche alla normativa sul reverse charge
Viene prevista l’applicabilità del reverse charge alle prestazioni di servizio rese dalle imprese appartenenti ad un consorzio al consorzio medesimo alle seguenti condizioni:
se il consorzio è aggiudicatario di un appalto con un ente pubblico
è tenuto ad emettere fattura con il metodo dello split payment
Comma 129 – compensazione delle cartelle esattoriali
Vengono estese al 2016 le norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità della normativa vigente. Le pubbliche amministrazioni coinvolte sono: lo Stato, gli enti pubblici nazionali, le regioni, le province, gli enti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale.
I debiti tributari compensabili sono quelli che derivano da:
accertamento con adesione (ex artt. 8 e 11 D. Lgs. 218⁄97)
adesione agli inviti (ex art. 5, comma 1 bis D. Lgs. 218⁄97)
adesione ai processi verbali di constatazione (ex art. 5 bis D. Lgs 218⁄97)
adesione agli inviti (ex art. 11 comma 1 bis D. Lgs. 218⁄97)
acquiescenza all’avviso di accertamento (ex art. 15 D. Lgs. 218⁄97)
definizione agevolata dei provvedimenti di irrogazione delle sanzioni (art. 16 e 17 D. Lgs. 472⁄97)
conciliazione giudiziale (ex art. 48 D. Lgs. 546⁄92)
mediazione tributaria (ex art. 17 bis D. Lgs. 546⁄92)
Commi 130⁄132 – modifiche alla normativa sull’accertamento delle imposte dirette e dell’IVA
Viene integralmente sostituito l’art. 57 del DPR 633⁄72 (legge IVA) relativo ai termini per l’accertamento. A partire dall’anno 2017:
gli avvisi di accertamento devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (prima erano 4 anni)
in caso di omessa presentazione della dichiarazione, l’avviso di accertamento può esser notificato entro il settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata (prima erano 5 anni).
Analogamente viene sostituito l’art. 43 del DPR 600⁄73 in materia di accertamento delle imposte sui redditi. I nuovi termini fissati sono gli stessi già visti per l’IVA (5 e 7 anni).
Le nuove scadenze per la notifica degli avvisi di accertamento si applicano agli eventuali atti che saranno notificati con riferimento all’esercizio 2015 e successivi.
Per le annualità precedenti resta in vigore la disciplina precedente che prevede la notifica entro il 4° od il 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione ed il raddoppio dei termini in caso vengano contestati dei reati tributari.
Sempre a partire dall’esercizio 2017 viene abolita la norma (Art. 37 comma 24 DL 223⁄2006) che prevedeva il raddoppio dei termini per la notifica degli avvisi di accertamento in materia di imposte sui redditi ed IVA in caso di violazioni che comportano obbligo di denuncia penale (ex art. 331 c.p.p.) per uno dei reati previsti dalla legge 74⁄2000 in materia di reati tributari.
In base alla suddetta norma i termini per la notifica degli avvisi di accertamento, in presenza di denuncia penale per un reato tributario, erano:
entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
entro il 31 dicembre del decimo anno a quello in cui si sarebbe dovuta presentare la dichiarazione (nel caso di omessa presentazione).
Comma 133 – anticipazione dell’entrata in vigore delle nuove sanzioni tributarie
Il D. Lgs 158⁄15 che ha introdotto rilevanti modifiche alla normativa sulle sanzioni tributarie prevedeva l’entrata in vigore della riforma dal 1° gennaio 2017. La legge di stabilità ne anticipa l’entrata in vigore al 1° gennaio 2016.
Per effetto della regola del favor rei, nel caso le nuove sanzioni siano più favorevoli al contribuente, le medesime debbono essere applicate anche alle violazioni commesse precedentemente l’entrata in vigore della legge alle seguenti fattispecie:
violazioni commesse prima del 1⁄1⁄16 ma accertate successivamente
violazioni commesse prima del 1⁄1⁄16 già accertate in una atto amministrativo, anche impugnato, purché non ancora definitivo
Un caso particolare si verifica quando la disposizione sanzionatoria è stata abrogata e quindi si applica l’istituto della decadenza della pretesa anche nel caso di definitività del medesimo.
se le sanzioni sono già state irrogate i contribuenti possono attivarsi mediante presentazione di un’istanza in autotutela al fine di chiedere il ricalcolo delle sanzioni con le nuove regole
se le violazioni non sono ancora state accertate si può ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso applicando le nuove sanzioni e le riduzioni conseguenti al ravvedimento.
Nel seguito evidenziamo le sanzioni nella nuova determinazione per le infrazioni di maggiore importanza:
omessa presentazione della dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute. Se non vi sono imposte la sanzione in misura fissa varia tra 250 e 1.000 Euro incrementabili fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scrittura contabili
omessa presentazione della dichiarazione: la regolarizzazione della dichiarazione oltre il termine di 90 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva è ora sanzionata con una sanzione in misura ridotta alla metà rispetto a quella ordinaria, quindi dal 60% al 120% delle imposte dovute e tra 150 e 500 Euro in assenza di debiti d’imposta
infedele dichiarazione: sanzione dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta (prima era dal 100% al 200%). Nel caso l’infedeltà della dichiarazione sia correlata all’utilizzo di operazioni inesistenti o a condotte fraudolente le percentuali sono aumentate dal 135% al 270% della maggiore imposta dovuta
reverse charge: le sanzioni relative alla violazione della normativa sul reverse charge sono ora sempre stabilite in misura fissa con un range di variabilità tra Euro 500 e Euro 20.000
mancato rispetto degli obblighi relativi alla documentazione ed alla registrazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA: dal 90% al 180% dell’imponibile non registrato o non correttamente documentato. Nel caso la violazione non abbia avuto alcuna ripercussione sulla liquidazione periodica IVA la sanzioni è stabilita in misura fissa da Euro 250 a 2.000
cessioni e prestazioni di servizi ad esportatori abituali senza il controllo sulla regolarità delle lettere d’intento: misura fissa da Euro 250 a 2.000
ritardati versamenti: le nuove sanzioni proporzionali al ritardo accumulato sono:
ritardo fino a 14 giorni: 1% per ogni giorno di ritardo (prima era il 2%)
ritardo da 15 a 90 giorni: 15% (prima era il 30%)
ritardo superiore a 90 giorni: 30% (non è stata variata)
utilizzo di crediti esistenti in misura superiore al consentito (oltre i limiti previsti dalla normativa): sanzione del 30% del credito illegittimamente utilizzato
utilizzo di crediti inesistenti: nessuna modifica rispetto alla normativa previgente: sanzione dal 100% al 200% del credito inesistente utilizzato in compensazione
Commi 134⁄138 – modifiche alla normativa sulle rateizzazioni in caso di accertamento con adesione
Si consente ai contribuenti che abbiano sospeso il pagamento delle rate per gli accertamenti con adesione di essere riammessi alla rateazione subordinatamente al verificarsi dei seguenti requisiti:
possono usufruirne i contribuenti decaduti nei 36 mesi precedenti il 15⁄10⁄15
vale solo per le imposte dirette
è condizionata alla ripresa dei pagamenti entro il 31⁄5⁄16
Commi 139⁄140 – disposizioni in caso di violazioni da parte dei notai
Comma 141 – comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei reati
La norma in esame prevede che nel caso vengano accertate violazioni che comportano obbligo di denuncia per qualsiasi reato da cui possa derivare un provento o vantaggio illecito, anche indiretto, le autorità inquirenti debbano darne immediatamente comunicazione all’Agenzia delle entrate affinché proceda al conseguente accertamento.
Si tratta della annosa questione della tassazione dei c.d. proventi illeciti e della collegata questione dei costi da reato.
Viene richiamato l’art. 331 c.p.p. il quale dispone che i pubblici ufficiali che nell’esercizio delle proprie funzioni hanno notizia di un reato perseguibile d’ufficio devono farne denuncia al Pubblico ministero.
Commi 142⁄144 – costi “black list”
Comma 147 – acquisti effettuati da soggetti non residenti
Per le società tenute al bilancio consolidato di almeno 750 milio di Euro, al fine di contrastare l’evasione internazionale, con apposito decreto del Ministro dell’economia verrà regolamentata la raccolta dei dati relativi agli acquisti di beni e prestazioni di servizi effettuati in Italia da soggetti non residenti.
Comma 148 – modifica alla normativa sul patent box
Vengono apportate due modifiche:
il software rientrante nel regime del patent box è solo quello coperto da copyright
i beni collegati da vincolo di complementarietà possono costituire un solo bene immateriale ai fini dell’applicazione della normativa sul patent box
Commi 149–151: produzione di energia elettrica da impianti a biomasse, biogas e bioliquidi
Viene concesso un incentivo agli esercenti impianti di produzione di energia elettrica alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi.
Commi 152⁄159 – canone Rai
Per il 2016 il canone RAI di abbonamento alla TV è di Euro 100. Si presume un abbonamento per ogni luogo di residenza cui sia associata un’utenza elettrica. Il canone si potrà pagare in dieci rate mensili addebitate sulle fatture emesse dall’impresa fornitrice dell’energia elettrica.
Commi 178⁄181 – sgravi contributivi
Per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate dai datori di lavoro privati nel corso del 2016 viene prorogato lo sgravio contributivo per un massimo di 24 mesi (prima era 36 mesi) nella misura del 40% dei contributi a carico del datore di lavoro medesimo fino ad un massimo di Euro 3.250 annui (prima era 8.060)
Il lavoratore non deve aver lavorato presso la medesima impresa nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della legge (1⁄1⁄16)
Sono confermate le esclusioni già previste dalla precedente normativa che riguardano:
lavoratori che nei sei mesi precedenti l’assunzione siano stati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro
lavoratori per i quali il beneficio dello sgravio sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione
lavoratori dipendenti di altre società del gruppo
Commi 182⁄183 – premi di risultato
I premi di risultato di ammontare variabile (con un massimo di Euro 2.000 annui) corrisposti dai datori di lavoro in relazione ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione nonché le somme corrisposte sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa sono assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionale e comunale del 10%. Questa agevolazione già presente nella normativa viene ora confermata in via definitiva (senza alcuna scadenza)
L’agevolazione si applica solamente ai dipendenti del settore privato che abbiano conseguito nell’esercizio precedente un reddito da lavoro dipendente non superiore ad Euro 50.000
Commi 184⁄190 – esenzione IRPEF per i servizi erogati alla generalità dei dipendenti
Sono esenti dall’IRPEF le somme e le prestazioni erogate dai datori di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per fruire dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti e dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali nonché per borse di studio a favore dei familiari.
L’esenzione spetta se il reddito di lavoro dipendente nell’esercizio precedente a quello di corresponsione non supera Euro 50.000
Commi 199⁄202 – Fondo per il credito alle aziende vittima dei mancati pagamenti
Viene istituito il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti. Possono usufruirne le piccole e medie imprese che risultano parti offese in un procedimento penale a carico delle aziende debitrici imputate dei delitti di estorsione, truffa, insolvenza fraudolenta e false comunicazioni sociali.
Comma 203 – gestione separata INPS
L’aliquota contributiva alla Gestione separata INPS è confermata al 27% anche per il 2016.
Comma 259 – rientro dei lavoratori in Italia
Viene prorogato agli anni 2016 e 2017 il regime di tassazione ridotta previsto dalla legge 238⁄2010 per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia entro il 31⁄12⁄15.
La normativa prorogata prevede che il reddito di lavoro dipendente, autonomo e d’impresa conseguito dai c.d. “soggetti rimpatriati” concorra alla formazione del reddito complessivo tassabile ai fini IRPEF nella misura del 20% per le lavoratrici e del 30% per i lavoratori.
Comma 283 – contributi per il baby sitting
Si estende alle madri lavoratrici autonome e imprenditrici la possibilità (già prevista per la lavoratrici dipendenti) di richiedere, in sostituzione del congedo parentale, un contributo economico da impiegare per il servizio di baby sitting o per i servizi per l’infanzia.
Comma 290 – no tax area pensionati
L’importo del reddito dei pensionati esentato dalla tassazione IRPEF viene elevato da Euro 7.500 ad Euro 7.750 per chi ha fino a 75 anni e da Euro 7.500 ad Euro 8.000 per gli over 75
Commi 318 – Art bonus
Viene reso definitivo il contributo Art–bonus che, inizialmente, era stato previsto per il solo triennio 2014–2016
Comma 320 – ristrutturazione alberghi
Il credito d’imposta di cui all’art. 10 del DL 83⁄2014 riconosciuto alle strutture ricettive turistico–alberghiere viene esteso anche alle opere di manutenzione straordinaria, al risanamento conservativo ed alla ristrutturazione edilizia che comporti un aumento della cubatura complessiva, ovviamente nei limiti della normativa edilizia.
Il credito d’imposta è riconosciuto, per il periodo 2014–2016, nella misura del 30% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia ed abbattimento delle barriere architettoniche (fino ad un massimo di Euro 200.000), alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012.
Comma 331 – credito d’imposta per il settore cinematografico ed audiovisivo
Con il comma in esame vengono introdotte rilevanti modifiche alla disciplina dei crediti d’imposta previsti nell’art. 1, comma 327 della legge 244⁄2007. Per la concreta applicazione bisogna attendere l’emanazione di apposito decreto attuativo
Si tratta di misure differenti in relazione alla tipologia di impresa secondo l’appartenenza ad una delle seguenti categorie:
imprese di produzione e distribuzione cinematografica
imprese di esercizio cinematografico e produttori stranieri
imprese esterne al settore cinematografico
Imprese di produzione e distribuzione
Viene introdotta la variabilità delle aliquote che, ora, possono oscillare dal 15% al 30% (precedentemente era prevista l’aliquota fissa del 15%) e viene aumentato il limite massimo di spesa ammissibile al credito d’imposta che passa da 3,5 milioni a 6 milioni.
Il credito d’imposta spetta per gli investimenti effettuati per l’acquisizione e la sostituzione di impianti ed apparecchiature destinate alla proiezione digitale con un limite massimo annuo di Euro 50.000. Il limite massimo viene ora fissato al 40% rispetto a quello precedente del 30%.
Inoltre il credito d’imposta viene allargato alle spese di ristrutturazione ed adeguamento strutturale delle sale cinematografiche e dei relativi impianti e servizi accessori nonché per la realizzazione di nuove sale od il ripristino di quelle inattive.
I produttori stranieri potranno beneficiare del credito d’imposta sulle spese riferibili a film o parti di film girati e realizzati in Italia. In sostanza il credito d’imposta viene allargato alle spese di post produzione anche per i film che non sono stati girati in Italia.
Si tratta di un credito d’imposta che può essere riconosciuto alle imprese non operanti nel settore cinematografico che investono, in associazione con i produttori, nella realizzazione e sfruttamento dell’opera cinematografica. l’aliquota massima viene fissata al 40% (prima era del 40% fisso).
Comma 366 – tassa unità da diporto
Viene abolita la tassa sulle unità da diporto di cui al DL 201⁄2011.
Comma 367 – tassa ancoraggio
Viene data la possibilità, per i porti sede di autorità portuale che abbiano un traffico di transhipment superiore all’80% del proprio traffico globale, di esentare dalla tassa di ancoraggio le navi portacontainer per gli anni dal 2016 al 2018 inclusi.
Comma 368 – rimborsi IVA ai non residenti
Le operazioni di rimborso dell’IVA (ex art. 38 quater, comma 2 del DPR 633⁄72) aventi ad oggetto le cessioni di beni destinati all’uso personale o familiare a soggetti residenti fuori della UE e trasportati nei bagagli personali aventi un importo comprensivo di IVA superiore ad Euro 154,94 possono essere effettuati anche da intermediari finanziari che siano iscritti nell’elenco degli istituti di pagamento di cui all’art. 114 septies DL 385⁄93.
Commi 376⁄384 – società benefit
Viene introdotta una nuova tipologia societaria “società benefit” per favorire la diffusione di aziende che perseguano anche una o più finalità di beneficio comune operando in modo responsabile e sostenibile.
Questi i punti salienti della normativa:
le società benefit si costituiscono secondo le tipologie del codice civile e sono assoggettate alla normativa civilistica in campo societario in base alle singole tipologie;
nell’oggetto sociale debbono essere indicate le finalità specifiche di beneficio comune che si intende perseguire;
le società già costituite possono modificare lo statuto ed inserire le finalità specifiche di beneficio comune che intendono perseguire
il beneficio comune deve concretizzarsi nel perseguimento di uno o più effetti positivi nei confronti di persone, comunità, territori o ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interssi (ad esempio lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, pubblica amministrazione
nella denominazione sociale può essere aggiunta la dicitura “società benefit” o SB;
l’inosservanza degli obblighi conseguenti all’assunzione della qualifica di società benefit può costituire inadempimento dei doveri imposti dalla legge e dallo statuto a carico degli amministratori ed essere, conseguentemente, fonte di responsabilità dei medesimi ai sensi del Codice Civile;
ogni anno deve essere redatta apposita relazione da allegare al bilancio societario
la società benefit che non persegue le finalità dichiarate è soggetta al D. Lgs. 145⁄2007 in materia di pubblicità ingannevole ed alle disposizioni del Codice del Consumo (D. Lgs. 206⁄2005):
Comma 391 – carta per la famiglia
Viene istituita la “Carta per la famiglia” destinata ai nuclei familiari a basso reddito che abbiamo almeno tre figli minorenni. Potrà essere utilizzata per l’acquisto di beni e servizi dalla pubblica amministrazione e dai privati che aderiranno all’iniziativa. Questi ultimi potranno rendere nota la loro partecipazione al programma a scopi promozionali e pubblicitari.
Comma 396 – donazioni alle ONLUS
Per le donazioni che le imprese effettuano alle ONLUS viene elevato da Euro 5.164 a Euro 15.000 il limite per l’attivazione della speciale procedura (di cui all’art. 2 del DPR 441⁄97) relativa alla preventiva comunicazione all’Agenzia delle entrate dell’operazione di donazione.
Qualora la donazione abbia ad oggetto beni deperibili (alimentari) la preventiva comunicazione all’Agenzia non è obbligatoria nemmeno se si supera il limite di Euro 15.000
Commi 414⁄416 – fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno
Viene stabilito che il coniuge in stato di bisogno che non abbia ricevuto l’assegno di mantenimento per inadempienza dell’altro coniuge possa chiedere al Tribunale l’anticipazione di una somma fino all’entità dell’assegno medesimo.
Commi 429⁄431 – versamenti sospesi
Con una modifica all’art. 9 Legge 212⁄2000 (rimessione in termini nel caso di obblighi tributari impediti da cause di forza maggiore) si prevede che la ripresa dei versamenti dei tributi sospesi o differiti nel caso di eventi eccezionali e imprevedibili avvenga senza l’applicazione di sanzioni, anche mediante rateizzazione, dal mese successivo alla scadenza della sospensione.
Comma 618 – credito d’imposta per la negoziazione assistita
Le parti che hanno corrisposto compensi agli avvocati per l’assistenza nelle procedure di mediazione assistita possono usufruire di un credito d’imposta commisurato al compenso pagato fino a Euro 250,00
Comma 634 – imprese marittime
Viene soppresso il contributo per il rinnovo della flotta previsto all’art. 1, comma 38 della legge 147⁄2013
Comma 637 – editoria digitale
L’aliquota IVA ridotta già prevista per gli e–book viene estesa (con decorrenza dal 1° gennaio 2016) alle riviste e giornali on line che siano dotate del codice ISBN (International Standard Book Number) o ISSN (International Standard Serial Number)
Comma 652 – deduzione forfetaria autotrasportatori
Con decorrenza dal 1° gennaio 2016 vengono ridotte le deduzioni forfetarie previste dal TUIR all’art. 66, comma 5 a favore degli autotrasportatori.
Commi 778⁄780 – compensazione crediti avvocati
Gli avvocati che vantano crediti verso lo Stato per spese, diritti e onorari possono utilizzare tali crediti in compensazione di imposte e tasse, contributi previdenziali relativi ai dipendenti ed IVA
Comma 821 – professionisti e fondi UE
I professionisti, che prima erano esclusi dalla possibilità di accedere ai fondi POR e PON della UE, vengono ora equiparati alla piccole e medie imprese.
Commi 887⁄888 – rivalutazioni per i privati
Viene nuovamente prorogata la possibilità di rivalutare fiscalmente il valore delle partecipazioni non quotate e dei terreni (edificabili o con destinazione agricola) possedute al di fuori dell’esercizio di impresa. La rivalutazione riguarda i beni posseduti alla data del 1° gennaio 2016 e richiede l’effettuazione di una perizia ed il pagamento della prima rata dell’imposta sostitutiva entro il 30⁄6⁄2016.
L’imposta sostitutiva sarà dovuta con l’aliquota dell’8% sul valore accertato da apposita perizia.
Si tratta di una misura agevolativa che solitamente consente (previa simulazione dei conteggi da effettuare) un legittimo risparmio fiscale in vista di una futura vendita, risparmio tanto maggiore quanto maggiore sarà la plusvalenza che si presume di realizzare.
i beni devono essere posseduti al 1° gennaio 2016
la perizia di stima deve essere effettuata entro il 30⁄6⁄16
sempre entro il 30⁄6⁄16 bisogna versare l’imposta sostitutiva o la prima rata pari ad 1⁄3 dell’imposta dovuta
la seconda e la terza rata debbono essere versate entro il 30⁄6⁄2017 ed il 30⁄6⁄2018 con la maggiorazione degli interessi al 3% annuo
nel caso il bene oggetto della rivalutazione fosse già stato rivalutato in occasione di precedenti provvedimenti analoghi, l’imposta pagata a suo tempo può essere defalcata dagli importi dovuti in base alla presente legge.
Comma 889⁄897 – rivalutazione per i soggetti IRES
Le società di capitali e gli enti non commerciali soggetti ad IRES possono effettuare la rivalutazione dei beni d’impresa materiali ed immateriali (esclusi gli immobili–merce) e delle partecipazioni iscritti nel bilancio al 31⁄12⁄14. La rivalutazione deve essere effettuata nel bilancio del 2015 e deve riguardare tutti i beni appartenenti ad una medesima categoria omogenea. Il maggior valore derivante dalla rivalutazione deve essere assoggettato ad imposta sostitutiva dell’IRES e dell’IRAP con le seguenti aliquote:
Anche il saldo attivo della rivalutazione può esser affrancato mediante versamento di un’imposta sostitutiva del 10%.
Il maggior valore conseguente alla rivalutazione verrà riconosciuto ai fini dell’IRES e dell’IRAP (ad esempio per il conteggio di eventuali plusvalenze o minusvalenze in occasione della cessione o per il conteggio degli ammortamenti) a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello in cui viene effettuata la rivalutazione (quindi nel 2018).
L’imposta sostitutiva deve essere versata (anche mediante compensazione) in un’unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi relativo al 2015.
Commi 898 – pagamenti in contanti
Il limite di Euro 999,99 oltre il quale i pagamenti in contanti non sono ammessi viene elevato ad Euro 2999,99. Resta fermo ad Euro 999,99 il limite massimo per il servizio di Money transfer
Commi 900⁄901: POS e pagamenti con carte di credito
Il comma in esame contiene alcune modifiche alla normativa sui pagamenti tramite POS e carte di credito (DL 179⁄12). Si ricorda che tutti i soggetti che effettuano vendite di beni e prestazioni di servizi, dal 1° gennaio 2015, sono tenuti a dotarsi del POS al fine di accettare pagamenti con il bancomat e le varie carte di credito⁄debito⁄prepagate. l’inosservanza di tale normativa, fino ad ora, non è sanzionata in alcun modo. Con apposito decreto interministeriale verranno stabilite le modalità, i termini e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie.
Al fine di incentivare l’uso del POS viene previsto che con Decreto del Ministro dell’Economia venga assicurata l’applicazione del Regolamento UE 751⁄2015 che prevede un tetto massimo alle commissioni dello 0,3% del valore dell’operazione per le carte di credito e dello 0,2% per le carte di debito (bancomat)
Il limite al di sotto del quale è ammesso il rifiuto all’incasso tramite carta di credito o bancomat viene abbassato a 5 Euro.
Viene designata la Banca d’Italia come autorità competente per assicurare il rispetto delle disposizioni e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato come autorità competente a verificare il rispetto dei suddetti obblighi.
Dal 1° luglio 2016 viene previsto l’obbligo di accettare pagamenti elettronici per i posteggi del Comuni dove sono presenti apparecchiature per il controllo della durata della sosta.
Commi 902⁄903 – pagamenti dei canoni di affitto e dei trasporti
Anche per i suddetti servizi viene prevista l’applicabilità della regola dei pagamenti in contanti fino ad un massimo di Euro 2.999,99
Comma 904 – pagamenti della Pubblica Amministrazione
Resta ferma la regola che la Pubblica Amministrazione non può effettuare pagamenti in contanti per importi superiori a 1000 Euro
Commi 905 – trasferimenti di terreni agricoli
Viene innalzata dal 12% al 15% l’imposta di registro sui trasferimenti di terreni agricoli per i quali non sono applicabili le agevolazioni per la piccola proprietà contadina
Comma 909 – rivalutazione dei redditi dominicali ed agrari
Viene aumentata dal 7% al 30% la rivalutazione dei redditi dominicale ed agrario (ai fini IRPEF) a decorrere dal 2016. Sono esclusi i terreni agricoli e quelli non coltivati posseduti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali
Commi 949 – spese sanitarie e dichiarazione precompilata
Vengono apportate alcune modifiche al D. Lgs. 175⁄14 concernente la dichiarazione dei redditi precompilata:
lettera a) le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere e le strutture autorizzate all’erogazione dei servizi sanitari devono inviare al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate. In caso di omessa, tardiva o errata comunicazione dei dati relativi alle spese sanitarie si applica la sanzioni di 100 Euro per ogni comunicazione irregolare.
lettera b) tutti i cittadini, indipendentemente dagli obblighi di dichiarazione dei redditi, possono consultare i dati relativi alle proprie spese sanitarie acquisiti dal Sistema Tessera Sanitaria
lettere d), d bis) e): la disciplina dei controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi viene modificata.
se la dichiarazione viene inviata direttamente dal contribuente ovvero tramite il sostituto d’imposta con modifiche rispetto alla versione predisposta dall’Agenzia delle entrate, la stessa può effettuare controlli preventivi entro quattro mesi dal temine previsto per l’invio telematico della dichiarazione (30 settembre di ogni anno)
i medesimi controlli di cui sopra possono essere effettuati se dalla dichiarazione risulta un rimborso superiore ad Euro 4.000
se all’esito del controllo la dichiarazione è regolare il relativo rimborso dovrà essere effettuato entro il termine di sei mesi dalla scadenza per l’invio telematico delle dichiarazioni (30⁄9)
se la dichiarazione viene presentata tramite un Caf o un professionista l’Agenzia può effettuare i controlli anche se la precompilata non viene modificata. In tal caso il controllo formale è effettuato nei confronti del Caf e del professionista, anche con riferimento ai dati relativi agli oneri forniti da soggetti terzi, indicati nella dichiarazione precompilata.
L’agenzia ha l’obbligo di erogare l’importo risultante dalla dichiarazione entro il termine di sei mesi dalla scadenza del termine per l’invio delle dichiarazioni.
Nel caso in cui, invece, la dichiarazione precompilata non venga modificata e venga presentata direttamente o per il tramite del sostituto d’imposta, l’Agenzia delle entrate non procede al controllo formale.
Comma 950 – comunicazioni dei soggetti che effettuano il rimborso delle spese sanitarie
Gli enti, le casse e le società di mutuo soccorso ed i fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale devono trasmettere (entro il 28⁄2 di ogni anno) all’Agenzia delle entrate l’elenco dei soggetti che hanno ottenuto il rimborso delle spese sanitarie
Comma 952 – trasmissione della Certificazione Unica
Comma 953 – tessera sanitaria e spesometro
In via sperimentale e per il solo anno 2016 viene previsto che i soggetti che hanno trasmesso i dati al Sistema tessera sanitaria sono esentati dall’invio della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (spesometro).
Commi 954⁄955 – spese funebri e universitarie
Le spese funebri saranno deducibili fino ad Euro 1.550 anche se sostenute nel caso di decesso di persone diverse da quelle indicate nell’art. 433 Codice Civile
Viene semplificata la regola per determinare la quota deducibile delle spese per le università non statali. La spesa da prendere come riferimento sarà stabilita annualmente per ciascuna facoltà con apposito decreto del Ministero dell’istruzione (MIUR).
Comma 960⁄963 – modifiche aliquote IVA
Viene modificata la tabella A allegata al DPR 633⁄732 (legge IVA) mediante inserimento della parte II bis relativa ai servizi soggetti all’aliquota del 5%. Si tratta delle prestazioni socio sanitarie, di diagnosi e cura, educative, didattiche (incluse le prestazioni degli asili) e le prestazioni assistenziali (ex art. 10 DPR 633⁄72 numeri 18), 19), 20), 21) e 27 ter) rese dalle cooperative sociali e loro consorzi a favore dei soggetti “svantaggiati” indicati nel medesimo art. 27 ter.
La nuova aliquota del 5% si applica alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati dal 1° gennaio 2016.
Comma 979 – card giovani
Tutti i cittadini italiani ed europei residenti in Italia che compiono 18 anni nel 2016 riceveranno una carta elettronica del valore di Euro 500 da utilizzare per le seguenti spese:
ingressi a musei, eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche parchi naturali e spettacoli dal vivo
Comma 982 – videosorveglianza dei privati
Per le spese sostenute da privati per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza viene riconosciuto un credito d’imposta ai fini IRPEF che verrà regolamentato con apposito decreto del ministero dell’economia.
Comma 984 – acquisto di strumenti musicali
Agli studenti dei conservatori di musica viene riconosciuto un contributo di Euro 1.000 per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo coerente con il corso di studi frequentato.
Il credito d’imposta è attribuito al rivenditore dello strumento il quale anticipa il contributo allo studente sotto forma di sconto sul prezzo di vendita e lo recupera in compensazione.