Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-proc-penale/art-441-cod-proc-penale-svolgimento-del-giudizio-abbreviato
Timestamp: 2016-10-24 21:52:17+00:00
Document Index: 144577787

Matched Legal Cases: ['art. 441', 'art. 441', 'art. 507', 'art. 441', 'art. 441', 'art. 441', 'art. 182', 'art. 629', 'art. 441', 'art. 603', 'art. 443', 'art. 599', 'art. 603', 'art. 441', 'art. 441', 'art. 441', 'art. 507']

RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	1. Nel giudizio abbreviato si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste per l’udienza preliminare, fatta eccezione per quelle di cui agli articoli 422 e 423.
Giurisprudenza annotataSvolgimento del giudizio abbreviato
In tema di giudizio abbreviato, i poteri integrativi officiosi del giudice di cui all'art. 441, comma 5, c.p.p., possono essere esercitati in qualsiasi momento, anche successivamente alla integrazione probatoria richiesta dalla parte, difettando una qualunque previsione in senso contrario e considerato che, sulla base degli atti, il giudice può, sin dal primo momento, valutare la necessità di acquisire ulteriori elementi necessari alla decisione. (Rigetta, App. Catanzaro, 26/02/2014 )
Cassazione penale sez. V 10 ottobre 2014 n. 48725 L'ordinanza di ammissione al giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria non è revocabile nel caso in cui la condizione alla quale il rito è stato subordinato si riveli non realizzabile per circostanze imprevedibili e sopraggiunte, tra cui deve essere ricompreso anche il comportamento della parte che volontariamente ometta di effettuare gli adempimenti necessari all'integrazione probatoria cui aveva espressamente condizionato la scelta del rito. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che alla intenzionale mancata citazione di un teste può essere attribuito, per fatti concludenti, il significato di rinuncia alla condizione dell'integrazione probatoria). (Rigetta, App. Roma, 06/03/2014 )
Cassazione penale sez. II 07 ottobre 2014 n. 43876 In tema di giudizio abbreviato condizionato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" attribuito al giudice dall'art. 441, comma 5, c.p.p. è preordinato alla tutela dei valori costituzionali che devono presiedere, anche nei giudizi a prova contratta, all'esercizio della funzione giurisdizionale e risponde, pertanto, alle medesime finalità cui è preordinato il potere previsto dall'art. 507 c.p.p. in dibattimento. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto legittima l'assunzione da parte del g.u.p. di consulenze medico-legale e psichiatrica prodotte dalla parte civile). (Rigetta, Ass.App. Catanzaro, 18/12/2012)
Cassazione penale sez. I 01 luglio 2014 n. 42050 In tema di giudizio abbreviato, l'integrazione probatoria disposta dal giudice, ex art. 441, comma 5, c.p.p., può riguardare anche la ricostruzione storica del fatto e la sua attribuibilità all'imputato, in quanto gli unici limiti cui è soggetto l'esercizio del relativo potere sono costituiti dalla necessità, ai fini della decisione, degli elementi di prova di cui viene ordinata l'assunzione e dal divieto di esplorare itinerari probatori estranei allo stato degli atti formato dalle parti. (Rigetta, App. L'Aquila, 11/01/2013 )
Cassazione penale sez. V 18 giugno 2014 n. 49568 In tema di giudizio abbreviato, l'integrazione probatoria può essere disposta dal giudice ai sensi dell'art. 441 comma 5 c.p.p. in qualsiasi momento e può riguardare anche la ricostruzione storica del fatto e la sua attribuibilità all'imputato, atteso che gli unici limiti a cui è subordinato l'esercizio del relativo potere sono costituiti dalla necessità, ai fini della decisione, degli elementi di prova di cui viene ordinata l'assunzione e dal divieto di esplorare itinerari probatori estranei allo stato degli atti formato dalle parti. (Fattispecie relativa a giudizio abbreviato condizionato nel quale i poteri officiosi di integrazione probatoria erano stati esercitati al momento della pronuncia dell'ordinanza ammissiva del rito speciale). (Dichiara inammissibile, App. Roma, 11/06/2013 )
Cassazione penale sez. III 07 febbraio 2014 n. 20237 Nel corso del giudizio abbreviato non condizionato, il riconoscimento di una circostanza aggravante oggetto di una contestazione suppletiva, effettuata in violazione del divieto di cui all'art. 441 comma 1 c.p.p., determina una nullità a regime intermedio della sentenza, sanabile ex art. 182 comma 2 c.p.p. non potendo essere dedotto dalla parte che vi ha assistito senza eccepirla. (Fattispecie relativa alla contestazione suppletiva dell'aggravante delle più persone riunite, di cui all'art. 629 comma 2 c.p. effettuata dal p.m., presente l'imputato ed il difensore che nulla eccepirono). Rigetta, App. Bari, 14/01/2013
Cassazione penale sez. II 29 gennaio 2014 n. 11953 Posta la possibilità per il giudice di primo grado di assumere, anche d'ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione ai sensi dell'art. 441, comma 5, c.p.p., al giudice di appello è consentito disporre d'ufficio i mezzi di prova ritenuti assolutamente necessari per l'accertamento dei fatti che formano oggetto della decisione, secondo il disposto dell'art. 603, comma 3, c.p.p., mentre le parti - che, prestato il consenso all'adozione del rito abbreviato "senza integrazione probatoria" e, per il pubblico ministero, nonostante la sopravvenuta esclusione di un suo potere di consenso, hanno accettato che la regiudicanda sia definita all'udienza preliminare alla stregua degli atti d'indagine già acquisiti e rinunciato al diritto alla prova, così consentendo di attribuire agli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari quel valore probatorio di cui essi sono normalmente sprovvisti nel giudizio che si svolge invece nelle forme ordinarie del dibattimento - possono solo sollecitare (in virtù del rinvio dell'art. 443, comma 4, c.p.p. all'art. 599 c.p.p. e, quindi, al comma 3 di questo articolo, che a sua volta rinvia al successivo art. 603 c.p.p.) i poteri suppletivi di iniziativa probatoria che spettano al giudice di appello, il cui esercizio è regolato dal rigido criterio dell'assoluta necessità ai fini della decisione. In merito alle conseguenze del mancato esercizio da parte del giudice di appello dei sollecitati poteri officiosi di rinnovazione dell'istruttoria e alla sua traducibilità in un vizio deducibile mediante ricorso per cassazione, l'imputato, che presenti richiesta di giudizio abbreviato incondizionato con l'accettazione che il procedimento si svolga sulla base degli elementi istruttori acquisiti al fascicolo del pubblico ministero, né può dolersi della incompletezza di quello trasmesso al G.u.p., per non esservi inseriti altri atti di indagine dichiaratamente concernenti le imputazioni contestate, né, una volta sollecitato il giudice di appello all'assunzione officiosa di nuove prove o alla riassunzione delle prove già acquisite agli atti, può lamentare il mancato esercizio del relativo potere.
Cassazione penale sez. I 07 marzo 2013 n. 51442 In tema di giudizio abbreviato, l'integrazione probatoria disposta dal giudice ai sensi del quinto comma dell'art. 441 c.p.p. può riguardare anche la ricostruzione storica del fatto e la sua attribuibilità all'imputato, atteso che gli unici limiti a cui è soggetto l'esercizio del relativo potere sono costituiti dalla necessità, ai fini della decisione, degli elementi di prova di cui viene ordinata l'assunzione e dal divieto di esplorare itinerari probatori estranei allo stato degli atti formato dalle parti. Annulla con rinvio, App. Brescia, 24/04/2012
Cassazione penale sez. III 16 gennaio 2013 n. 12842 L’interrogatorio dell’imputato che introduce temi nuovi rispetto a quelli esaminati con le dichiarazioni della persona offesa nell’incidente probatorio, legittima un nuovo esame della persona offesa da parte del giudice in dibattimento o nel rito abbreviato ex art. 441 c.p.p.
Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V. 15 ottobre 2012 n. 749 In tema di giudizio abbreviato condizionato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" attribuito al giudice dall'art. 441 comma 5 c.p.p. è preordinato alla tutela dei valori costituzionali che devono presiedere, anche nei giudizi a prova contratta, all'esercizio della funzione giurisdizionale e risponde, pertanto, alle medesime finalità cui è preordinato il potere previsto dall'art. 507 c.p.p. in dibattimento. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto legittima l'assunzione da parte del g.u.p. delle persone offese dal reato). Rigetta, App. Ancona, 10/06/2011
Cassazione penale sez. I 09 ottobre 2012 n. 24865 Art. precedente
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