Source: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/12/22/che-cosa-succede-allwifi/
Timestamp: 2020-06-06 08:09:37+00:00
Document Index: 12048178

Matched Legal Cases: ['art 7', 'art 7', 'art 7', 'art. 7', 'art 7', 'art. 7']

Che cosa succede all'WiFi - Piovono rane - Blog - L’Espresso
Che cosa succede all'WiFi
Siccome stanno girando voci e notizie non sempre precisissime sul decreto Pisanu e il WiFi, ho chiamato l'onorevole Antonio Palmieri (Pdl, responsabile web del partito e tampinatore di Maroni sulla questione Rete senza fili) e mi ha detto che le cose stanno così:
Nel decreto Milleproproghe è stato inserito un testo che prevede l'abolizione totale delle norme sull'WiFi (quelle del decreto Pisanu, sia in scadenza sia non in scadenza) tranne il comma 1 dell'articolo 7, cioè: "chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soli apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche deve chiederne la licenza al questore".
In altre parole (Palmieri's version): salta l'identificazione del cliente (sia cartacea, sia quella ventilata attraverso sms) e salta anche l'obbligo per il gestore di tenere documentazione della navigazione dei clienti. Resta invece per il gestore l'obbligo di chiedere licenza al questore.
Il Milleproroghe deve ancora essere discusso in Parlamento e può essere cambiato, sia in peggio sia in meglio. Però al momento la parte sull'WiFi così come proposta dal governo sta così.
Non si tratta insomma, dice Palmieri, di un nuovo disegno di legge da calendarizzare e di cui iniziare poi tutto l'iter parlamentare (come si era scritto nei giorni scorsi) ma di un articolo del Milleproroghe - norma contenitore che solitamente viene approvata entro la fine dell'anno.
Non aggiungo il mio centounesimo commento in merito alla vicenda e mi limito a ringraziare Palmieri per le notizie su quello che è uscito dal consiglio dei ministri di oggi.
Beh, se è vero è una bella notizia..Qui a Bologna di Wifi gratuiti ce ne sono pochissimi
Alla luce del fatto che in democrazia tutto ciò che non è esplicitamente vietato è permesso, mi domando a che norme sarebbe invece soggetto colui che intenda implementare una rete wireless ad accesso pubblico che non sia sita presso un pubblico esercizio o un circolo privato e che non preveda la presenza di terminali.
@emanuele No, "u" seguita da "i" nella pronuncia italiana è semiconsonante: si dice e si scrive "all'wifi" proprio come si dice e si scrive "all'uomo" e "all'uovo".
E' la prima volta che intervengo nel blog, anche se lo seguo sempre.
Hai parlato del comma 1 dell'art 7, ma anche i commi due e tre dello stesso articolo si riferiscono alla licenza del questore per gli internet point, che fine fanno quei commi?
Ma poi il milleproproghe, secondo le dichiarazioni dell'On Palm
ieri, avrebbe invece abrogato tutto l'art 7, ma se è cosi, che cosa hanno presentato a fare un disegno di legge governativo in senato 10 giorni fa che fa esattamente la stessa cosa? A che serve un disegno di legge da discutere in parlamento che abroga l'art 7, se poi abrogano dopo 10 giorni lo stesso articolo con il decreto legge milleproproghe???
Tweets that mention Che cosa succede all’WiFi » Piovono rane - Blog - L'espresso -- Topsy.com scrive:
[...] This post was mentioned on Twitter by Wil Nonleggerlo, Libertà di Stampa. Libertà di Stampa said: Che cosa succede all’WiFi http://bit.ly/hV4hC3 [...]
E all’improvviso il ministro Meloni parlò di Wifi libero: effetto annuncio o realtà? » Scene Digitali - Blog - Repubblica.it scrive:
[...] Palmieri (Pdl), uomo chiave nella comunicazione internet del suo partito, dà a Gilioli la versione opposta alla mia. Lo vedete che è un [...]
Mi permetto di riportare le dichiarazioni dell'on.Cassinelli il quale mi ha invece spiegato che bisogna passare tramite un ddl, e che il Milleproroghe non ha nulla a che fare con il Pisanu.
http://www.webnews.it/2010/12/22/wi-fi-tra-mille-proroghe-e-un-ddl/
Pardon, ho modificato il titolo e l'url
Così cmq la sua dichiarazione: "La parte del decreto Pisanu che prevede i ben noti paletti all’utilizzo degli access point pubblici e wi-fi non ha scadenza, sicché nulla ha a che vedere col c.d. Milleproroghe. È necessario che il Governo presenti un ddl (oppure che il Parlamento esamini uno dei ddl già presentati dai parlamentari) in cui si proponga l’abrogazione o la modifica dell’art. 7 di tale decreto. È questa l’unica via per superare il Pisanu"
Bene, sono stati costretti dalle esigenze di efficienza dei navigatori, semplicità, turismo ecc ecc. Chissà quale software complesso avranno messo in piedi per compensare l'assenza di autenticazione.
Domanda: mi sarà possibile rendere l'accesso non protetto (del mio modem) oppure anche i privati rientrano sotto il comma 1 del art 7 ?
- Perché se possibile magari ci sarà un po' di gente che fornisce un po' di banda dove manca copertura.
@fulvio. Secondo Palmieri, gli altri due commi decadrebbero; alla tua seconda (e fondatissima) domanda non so rispondere.
@giacomo: grazie; Palmieri tuttavia sostiene che le notizie che mi ha dato gli sono state riferite al telefono dallo stesso Maroni. Vedremo.
Un piccolo rant da Grammar Nazi: si dice "il/del/sul wifi" non "l'/dell'/sull'wifi". Per favore. Ogni volta che lo leggo è un dito in un occhio.
Pardon, ho modificato il titolo e l'url http://www.webnews.it/2010/12/22/wi-fi-tra-mille-proroghe-e-un-ddl/ Così cmq la sua dichiarazione: "La parte del decreto Pisanu che prevede i ben noti paletti all’utilizzo degli access point pubblici e wi-fi non ha scadenza, sicché nulla ha a che vedere col c.d. Milleproroghe. È necessario che il Governo presenti un ddl (oppure che il Parlamento esamini uno dei ddl già presentati dai parlamentari) in cui si proponga l’abrogazione o la modifica dell’art. 7 di tale decreto. È questa l’unica via per superare il Pisanu"
Ma la citazione del comma è letterale?
Se è così, io lì ci leggo che la richiesta al questore la deve fare *chiunque apre un esercizio pubblico*. Ovvero, l'atto che comporta la richiesta al questore è l'apertura dell'esercizio, non l'installazione della rete. E quindi un esercizio pubblico già aperto non dovrebbe chiedere autorizzazione alcuna.
(ma io sono ingegnere e non avvocato, e quindi non avrò capito una cippa)
No, “u” seguita da “i” nella pronuncia italiana è semiconsonante: si dice e si scrive “all’wifi” proprio come si dice e si scrive “all’uomo” e “all’uovo”.
22 dicembre 2010 alle 19:01
si dice “il/del/sul wifi” non “l’/dell’/sull’wifi”.
Direi anche: "lo uadi", "lo Uebi Scebeli".
Perché non "lo Wi-Fi"?
OT linguistico 2
Che lingua stupenda l'italiano.
http://www.suntini.it/pdf/primo%20capitolo%20Grammatica%20Italiana.pdf
"Per quanto riguarda la semi-consonante u/w iniziale è necessario distinguere:
-i nomi italiani, che presentano l’articolo l’, es.: l’uomo;
-i nomi di origine straniera, che presentano l’articolo il, es.: il whisky [...]"
Licenza del Questore: per chiedere il wifi bisogna portare le piante del locale, dichiarare se è di proprietà o in affitto, fare un atto notorio, compilare l'apposita modulistia etc etc...ma a cosa serve tutto questo?
Se il wifi è libero perchè io che sono un semplice privato devo chiedere la licenza???? A me basta mettere il mio access point sul balcone copro tutta la piazza sotto casa e non credo che qualcuno possa venire a dirmi che non posso farlo.
Sarà un nuovo anno all'insegna dello sviluppo tecnologico?
http://www.pierferdinandocasini.it/2010/12/24/un-buon-natale-digitale-con-la-libera-connessione-wifi-innovazione-tecnologica/
Caro Gilioli, solo una nota stilistica: la prego, abbia pietà, smetta quell'accento prima della W, grazie!