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Timestamp: 2020-01-27 07:36:34+00:00
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CONSIGLIO di STATO sentenza n. 223 del 19 gennaio 2017 sez. V - Deve escludersi che l’indicazione di oneri interni per la sicurezza pari a 0 comporti l’esclusione della concorrente per motivi di ordine formale, ed in particolare per violazione dell'art. 87, comma 4, d.lgs. n. 163 del 2006 e, nel caso di specie, del conforme bando di gara - Studio Cerbone
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CONSIGLIO di STATO sentenza n. 223 del 19 gennaio 2017 sez. V
LAVORO – SICUREZZA SUL LAVORO – RAPPORTO DI LAVORO – BANDO DI GARA – INDICAZIONE DI ONERI INTERNI PER LA SICUREZZA – DOVERI CONCERNENTI LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
1. Con ricorso al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento la A.T.O.S. Servizi s.r.l. impugnava gli atti della procedura di affidamento in appalto del servizio di accostamento alla lingua tedesca ed inglese nei nidi a gestione pubblica e nelle scuole dell’infanzia del territorio della Provincia Autonoma di Trento (indetta da quest’ultima con bando del 20 aprile 2016), aggiudicata per tutti e tre i lotti al concorrente primo graduato, raggruppamento temporaneo di imprese tra le s.r.l. C. unipersonale e ISIT – Istituto accademico di interpreti e traduttori (verbale della commissione di gara n. 1669/16 in data 26 luglio 2016, comunicato con nota di prot. n. S171/2016/398267/3.5/564-16 del 27 luglio successivo).
1. Con il primo motivo d’appello la A.T.O.S. Servizi ripropone la censura diretta a sostenere che il raggruppamento temporaneo con capogruppo la C. avrebbe dovuto essere escluso dalla gara, per avere offerto in due lotti (1 e 2) uno stesso nominativo per lo svolgimento del servizio di accostamento alla lingua straniera. Sul punto, l’appellante critica la decisione di primo grado, nella parte in cui, convalidando l’operato della commissione giudicatrice, ha ritenuto che questa sovrapposizione fosse consistito in un mero errore materiale non inficiante il contenuto dell’offerta tecnica, da cui risulterebbe che i nominativi in questione sono diversi. Secondo la A.T.O.S. Servizi la commissione avrebbe invece manipolato l’offerta in questione, esorbitando dai limiti di pura interpretazione della volontà della concorrente (il vizio si sarebbe verificato in occasione della seduta dell’8 luglio 2016, documentata dal verbale di gara n. 2). L’appellante ribadisce quindi che «nei due lotti si hanno da una parte e dall’altra due identici nominativi», e cioè le signore Omissis (sia nel lotto 1 che nel lotto 2), e che dunque sarebbero violate le previsioni del bando di gara, laddove si dispone (nell’ambito dei «Parametri e criteri di valutazione delle offerte»: allegato 1) che «Qualora, nel caso di partecipazione di una ditta ad uno o più lotti, la medesima indichi uno o più nominativi identici, questa sarà esclusa dalla gara».
Sovvengono a questo riguardo i principi espressi in materia dall’Adunanza plenaria di questo Consiglio di Stato nella sentenza del 27 luglio 2016, n. 19 — ancorché nel caso di specie lo scorporo di questa voce fosse espressamente richiesto dalla lex specialis— ed in particolare l’enfasi posta dall’organo di nomofilachia agli aspetti di ordine sostanziale relativamente ai costi minimi di sicurezza aziendale per le gare bandite anteriormente all’entrata in vigore del c.d. nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016), come appunto quella oggetto del presente giudizio (in conformità ai principi espressi dall’Adunanza plenaria, la successiva giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ha negato valenza escludente alla mancata specificazione nell’offerta degli oneri per la sicurezza aziendali: III, 9 gennaio 2017, n. 30; V, 28 dicembre 2016, n. 5475, 23 dicembre 2016, n. 5444, 22 dicembre 2016, n. 5423,15 dicembre 2016, n. 5283, 17 novembre 2016, n. 4755, 7 novembre 2016, n. 4646, 11 ottobre 2016, n. 4182). Del resto, anche la stessa A.T.O.S. Servizi finisce per porsi in questa prospettiva, laddove a conclusione del motivo in esame afferma che l’indicazione pari a 0 denoterebbe l’ «assoluta non affidabilità dell’offerta», oltre che la contrarietà della stessa a norme inderogabili a tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Turbativa gara pubblica: anche se vi è solo un collegamento di fatto – Cassazione sentenza n. 34917 del 2013