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Timestamp: 2019-04-23 06:04:51+00:00
Document Index: 18233191

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 23', 'art. 339', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 23', 'art. 99', 'art. 113', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 342', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 339', 'art. 1', 'art. 339', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 425', 'art. 425', 'art. 339', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 339', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 14', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 1', 'art. 91', 'art. 91', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 113', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 113', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 342', 'sentenza ', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 1342', 'art. 113', 'art. 1342', 'art. 115', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 111', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 10', 'art. 36', 'art. 40', 'art. 1342', 'sentenza ', 'art. 1342', 'art. 1', 'art. 1342', 'sentenza ', 'art. 1342', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 113', 'art. 14', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 339', 'art. 1342', 'art. 113', 'sentenza ', 'art. 339', 'art. 1', 'art. 2697', 'sentenza ', 'art. 113', 'art. 113', 'art. 112', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 112', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 1294', 'art. 113', 'art. 2054', 'art. 2054', 'art. 41', 'sentenza ']

113. (Pronuncia secondo diritto) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - in genere - giudizio di opposizione a sanzione amministrativa - sentenza del giudice di pace in cause di valore non superiore a euro1.100,00 - regime di impugnazione - d.lgs. n. 40 del 2006 che ha abrogato l'ultimo comma dell'art. 23 della legge n. 689 del1981 - appello - limitazioni di cui all'art. 339, comma 3, c.p.c. - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26613 del 22/10/2018 >>> In seguito all'abrogazione dell'ultimo comma dell'art. 23 della l. n. 689 del 1981, intervenuta con il d.lgs. n. 40 del 2006,la sentenza che definisce il giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, compresa quella del giudice di pace, è soggetta all'appello e non al ricorso per cassazione. L'appello per le cause di valore non superiore a euro 1.100,00, non è sottoposto alle limitazioni di cui all'art. 339, comma 3, c.p.c. poiché, per espressa disposizione dell'art. 23, comma 11, della legge citata, come modificato dall'art. 99 del d.lgs. n. 507 del 1999, non è applicabile l'art. 113, comma 2, c.p.c., sicché non è possibile una pronuncia secondo equità. (Nella specie, il giudice del gravame aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello in quanto non proposto per i motivi contemplati dall'art. 339, comma 3, c.p.c., ritenendo che l'opposizione rientrasse tra quelle da decidersi secondo equità, perché relativa a sanzione per l'emissione di assegno bancario senza provvista dell'importo di euro 1.047,00). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26613 del 22/10/2018...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - in genere - "ius superveniens" relativo a motivi di ricorso inammissibili - applicabilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 23518 del 28/09/2018 >>> Nel giudizio di legittimità non è ammessa l'applicazione d'ufficio dello "ius superveniens" ove i motivi di ricorso cui lo stesso attiene debbano essere dichiarati inammissibili, atteso che, in detta ipotesi, la disciplina sopravvenuta non potrebbe comunque determinare l'accoglimento del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 23518 del 28/09/2018...
Giudice di pace - Sentenza pronunciata secondo equità - Ammissibilità dell'appello - Esclusione - Rilievo d'ufficio - Configurabilità. Le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità possono, ai sensi dell'art. 339, comma 3 c.p.c., soltanto formare oggetto di ricorso per cassazione e sono, pertanto, inappellabili. L'inammissibilità dell'appello, attenendo ai presupposti dell'impugnazione, è rilevabile anche d'ufficio in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22256 del 25/09/2017 ...
Rito cd. Fornero - Fase di opposizione - "Mutatio libelli" - Inammissibilità - Fattispecie in tema di dedotto licenziamento ritorsivo. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19142 del 28/09/2015 Nel rito introdotto con la legge n. 92 del 2012 (cd. rito Fornero), come nel rito generale del lavoro, mentre è consentita, previa autorizzazione del giudice, la modificazione della domanda ("emendatio libelli"), non è ammissibile la proposizione di domanda nuova per mutamento della "causa petendi", ossia introduttiva di un tema d'indagine di fatto completamente diverso (nella specie, la deduzione di un motivo ritorsivo alla base del licenziamento), effettuata soltanto in sede di opposizione all'ordinanza di cui all'art. 1, comma 49, della legge n. 92. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19142 del 28/09/2015 ...
Appello contro sentenza equitativa del giudice di pace - Omessa indicazione del principio informatore violato - Conseguenze - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3005 del 11/02/2014 In tema di impugnazione delle sentenze del giudice di pace pronunziate secondo equità, l'appello per violazione dei principi regolatori della materia è inammissibile, ai sensi dell'art. 342 cod. proc. civ., qualora non indichi il principio violato e come la regola equitativa individuata dal giudice di pace si ponga con esso in contrasto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3005 del 11/02/2014 ...
Domanda principale soggetta a decisione secondo equità - Domanda riconvenzionale soggetta a decisione secondo diritto - Sentenza - Impugnazione esperibile - Appello - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9292 del 08/05/2015 In tema d'impugnazioni, qualora vengano proposte davanti al giudice di pace due domande connesse, una principale soggetta a decisione secondo equità e una riconvenzionale soggetta a decisione secondo diritto, la sentenza con cui il giudice di pace affermi la propria competenza sulla principale e la declini sulla riconvenzionale, negando l'applicazione dell'art. 40 cod. proc. civ., deve considerarsi resa in causa soggetta a regola decisoria secondo diritto, sicché, nel regime anteriore alla modifica dell'art. 339 cod. proc. civ. disposta dall'art. 1 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, il mezzo d'impugnazione è l'appello.Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9292 del 08/05/2015...
Giudice di pace - Sentenza pronunciata secondo equità - Appello - Limiti ex art. 339, terzo comma, cod. proc. civ. - Mancato rilievo dell'inammissibilità del gravame da parte del tribunale - Ricorso per cassazione - Rilevabilità in sede di legittimità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3715 del 24/02/2015 Nel caso di sentenza emessa dal giudice di pace secondo equità, la circostanza che il tribunale, adito quale giudice d'appello, abbia mancato di rilevare l'inammissibilità del gravame, giacché proposto per motivi esorbitanti quelli deducibili ai sensi dell'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ., come sostituito dall'art. 1 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, non esclude che, proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello, lo stesso debba necessariamente dedurre l'inosservanza delle norme sul procedimento, ovvero delle norme costituzionali o comunitarie, o dei principi regolatori della materia, pena la sua inammissibilità ex artt. 339, terzo comma, e 360, primo comma, n. 3), cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3715 del 24/02/2015 ...
Conoscibilità da parte del giudice - Contratto collettivo nazionale di lavoro privato e contratto collettivo nazionale di lavoro del pubblico impiego - Differenze - Onere di allegazione e produzione delle parti - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Sentenza n. 19507 del 16/09/2014 La conoscibilità della fonte normativa si atteggia diversamente a seconda che si versi in un'ipotesi di violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro privatistico rispetto a quella in cui le questioni attengano ad un contratto collettivo nazionale del pubblico impiego, atteso che, mentre in quest'ultimo caso il giudice procede con mezzi propri (secondo il principio "iura novit curia"), nel primo il contratto è conoscibile solo con la collaborazione delle parti, la cui iniziativa, sostanziandosi nell'adempimento di un onere di allegazione e produzione, è assoggettata alle regole processuali sulla distribuzione dell'onere della prova e sul contraddittorio, che non vengono meno neppure nell'ipotesi di acquisizione giudiziale ex art. 425, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Sentenza n. 19507 del 16/09/2014 ...
Conoscibilità da parte del giudice - Contratto collettivo nazionale di lavoro privato e contratto collettivo nazionale di lavoro del pubblico impiego - Differenze - Onere di allegazione e produzione delle parti - Sussistenza. La conoscibilità della fonte normativa si atteggia diversamente a seconda che si versi in un'ipotesi di violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro privatistico rispetto a quella in cui le questioni attengano ad un contratto collettivo nazionale del pubblico impiego, atteso che, mentre in quest'ultimo caso il giudice procede con mezzi propri (secondo il principio "iura novit curia"), nel primo il contratto è conoscibile solo con la collaborazione delle parti, la cui iniziativa, sostanziandosi nell'adempimento di un onere di allegazione e produzione, è assoggettata alle regole processuali sulla distribuzione dell'onere della prova e sul contraddittorio, che non vengono meno neppure nell'ipotesi di acquisizione giudiziale ex art. 425, quarto comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Sentenza n. 19507 del 16/09/2014 ...
Fornitura di acqua potabile - Riscossione del credito dovuto a titolo di canone - Sentenza del Giudice di pace - Appellabilità della stessa - Preclusione ex art. 339 cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis") - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014 La sentenza del giudice di pace che accerti la prescrizione del credito relativo al pagamento del canone per l'erogazione del servizio pubblico di fornitura di acqua potabile, avendo ad oggetto un diritto indisponibile del Comune, è resa secondo diritto, indipendentemente dal valore della controversia, sicché è appellabile senza che operino i limiti di cui all'art. 339, ultimo comma, cod. proc. civ., nel testo (applicabile "ratione temporis") successivo la modifica introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014 ...
Fornitura di acqua potabile - Riscossione del credito dovuto a titolo di canone - Sentenza del Giudice di pace - Appellabilità della stessa - Preclusione ex art. 339 cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis") - Esclusione - Fondamento. La sentenza del giudice di pace che accerti la prescrizione del credito relativo al pagamento del canone per l'erogazione del servizio pubblico di fornitura di acqua potabile, avendo ad oggetto un diritto indisponibile del Comune, è resa secondo diritto, indipendentemente dal valore della controversia, sicché è appellabile senza che operino i limiti di cui all'art. 339, ultimo comma, cod. proc. civ., nel testo (applicabile "ratione temporis") successivo la modifica introdotta dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18184 del 25/08/2014 ...
Domanda di risarcimento dei danni da circolazione stradale - Mancata determinazione del "quantum" - Presunzione di competenza del giudice adito - Sentenza del giudice di pace - Appellabilità - Riduzione del "petitum" in corso di causa nei limiti del giudizio secondo equità - Irrilevanza. La domanda di risarcimento del danno da circolazione stradale proposta dinanzi al giudice di pace senza determinazione del "quantum", si presume, in difetto di tempestiva contestazione, di competenza del giudice adito ai sensi dell'art. 14 cod. proc. civ., e, quindi, pari all'importo massimo previsto dall'art. 7, secondo comma, cod. proc. civ. Ne consegue che la sentenza emessa dal giudice di pace è impugnabile, ai sensi dell'art. 339 cod. proc. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche apportate dall'art. 1 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), con l'appello, senza che assuma rilievo l'eventuale riduzione del "petitum" nei limiti del valore per la pronuncia secondo equità, operata dall'attore in corso di causa, in quanto il momento determinante ai fini della individuazione della competenza è quello della proposizione della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12900 del 09/06/2014 ...
Limite sancito dal quarto comma dell'art. 91 cod. proc. civ. - Ambito di applicazione - Giudizi di opposizione per violazioni stradali - Esclusione - Fondamento. In tema di liquidazione delle spese giudiziali, il limite del valore della domanda, sancito dal quarto comma dell'art. 91 cod. proc. civ., opera soltanto nelle controversie devolute alla giurisdizione equitativa del giudice di pace e non si applica, quindi, nelle controversie di opposizione a ordinanza-ingiunzione o a verbale di accertamento di violazioni del codice della strada, le quali, pur se di competenza del giudice di pace e di valore non superiore ai millecento euro, esigono il giudizio secondo diritto, ciò che giustifica la difesa tecnica e fa apparire ragionevole sul piano costituzionale l'esclusione del limite di liquidazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9556 del 30/04/2014 ...
Contributo di solidarietà ex art. 9 bis del d.l. n. 103 del 1991, conv. in legge n. 166 del 1991 - Illegittimità costituzionale - Modifiche di cui all'art. 1, comma 194, legge n. 662 del 1996 - Mancata considerazione da parte del giudice di merito - Violazione dell'art. 113, comma primo, cod. proc. civ. - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6042 del 14/03/2014 In applicazione del principio "iura novit curia", il giudice deve procedere alla ricostruzione completa della normativa applicabile alla fattispecie oggetto di giudizio, tenendo conto delle pronunce della Corte costituzionale e delle norme di cui le parti chiedono l'applicazione. Ne consegue che viola l'art. 113, primo comma, cod. proc. civ., la sentenza di appello che non abbia dato atto, in materia di contributo di solidarietà, della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 9 bis, comma 1, primo periodo, del d.l. 29 marzo 1991, n. 103, conv. in legge 1° giugno 1991, n. 166 e non abbia tenuto conto, nonostante il richiamo effettuato da una delle parti, delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 194, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6042 del 14/03/2014 ...
Contributo di solidarietà ex art. 9 bis del d.l. n. 103 del 1991, conv. in legge n. 166 del 1991 - Illegittimità costituzionale - Modifiche di cui all'art. 1, comma 194, legge n. 662 del 1996 - Mancata considerazione da parte del giudice di merito - Violazione dell'art. 113, comma primo, cod. proc. civ. - Sussistenza. In applicazione del principio "iura novit curia", il giudice deve procedere alla ricostruzione completa della normativa applicabile alla fattispecie oggetto di giudizio, tenendo conto delle pronunce della Corte costituzionale e delle norme di cui le parti chiedono l'applicazione. Ne consegue che viola l'art. 113, primo comma, cod. proc. civ., la sentenza di appello che non abbia dato atto, in materia di contributo di solidarietà, della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 9 bis, comma 1, primo periodo, del d.l. 29 marzo 1991, n. 103, conv. in legge 1° giugno 1991, n. 166 e non abbia tenuto conto, nonostante il richiamo effettuato da una delle parti, delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 194, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6042 del 14/03/2014 ...
Appello contro sentenza equitativa del giudice di pace - Omessa indicazione del principio informatore violato - Conseguenze - Inammissibilità - Fondamento. In tema di impugnazione delle sentenze del giudice di pace pronunziate secondo equità, l'appello per violazione dei principi regolatori della materia è inammissibile, ai sensi dell'art. 342 cod. proc. civ., qualora non indichi il principio violato e come la regola equitativa individuata dal giudice di pace si ponga con esso in contrasto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3005 del 11/02/2014 ...
Giudice di pace - Domanda di risarcimento danni - Riferimento al limite della competenza per valore del giudice di pace - Conseguenze - Appellabilità della sentenza - Limitazione della domanda in sede di precisazione delle conclusioni al tetto stabilito per la decisione secondo equità - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio innanzi al giudice di pace, proposta una domanda di risarcimento del danno con l'espressa quantificazione di esso in euro 988,50, oppure nella somma che risulterà dovuta e comunque entro i limiti della competenza per valore del giudice adìto, deve escludersi che la stessa sia stata contenuta entro il limite stabilito dall'art. 113 cod. proc. civ. per la decisione della causa secondo equità. Ne consegue che la sentenza è impugnabile con l'appello, senza che rilevi, in senso contrario, che l'attore, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia contenuto la domanda entro il suddetto limite, dato che il momento determinante ai fini dell'individuazione della competenza è quello della proposizione della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22759 del 04/10/2013 ...
Acquisto "on line" di biglietto aereo - Contratto per adesione - Configurabilità - Applicazione dell'art. 1342 cod. civ. - Conseguenze - Controversie ad esso relative rientranti nella competenza del giudice di pace - Decisione secondo diritto - Necessità. Costituisce pronuncia secondo diritto, ex art. 113, secondo comma, cod. proc. civ., quella resa dal Giudice di pace in ordine a rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ., tra i quali rientra anche il contratto di trasporto avente ad oggetto l'acquisto "on line" di un biglietto aereo. Corte di Cassazione . 6 - 4, Ordinanza n. 17080 del 10/07/2013 ...
Liquidazione in via equitativa - Presupposti - Giudizio di diritto - Configurabilità - Conseguenze - Limiti all'appellabilità della decisione - Insussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21103 del 16/09/2013 L'esercizio del potere discrezionale di liquidare il danno in via equitativa, conferito al giudice dagli artt. 1226 e 2056 cod. civ., espressione del più generale potere di cui all'art. 115 cod. proc. civ., dà luogo non già ad un giudizio di equità, ma ad un giudizio di diritto caratterizzato dalla cosiddetta equità giudiziale correttiva od integrativa, con la conseguenza che la sentenza pronunciata dal giudice nell'esercizio di tale potere non è assoggettata ai limiti di appellabilità previsti per le sentenze pronunciate secondo equità dall'art. 339 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21103 del 16/09/2013 ...
Sentenze del giudice di pace secondo equità - Regime introdotto dal d.lgs. n. 40 del 2006 - Appello a motivi limitati di cui all'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ. - Rimedio impugnatorio esclusivo anche in relazione a motivi attinenti alla giurisdizione, alla violazione di norme sulla competenza ed al difetto radicale di motivazione - Sussistenza - Conseguenze - Questione di legittimità costituzionale in riferimento al ricorso straordinario, per supposta non impugnabilità per gli anzidetti motivi - Manifesta infondatezza. Avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace nell'ambito della sua giurisdizione equitativa necessaria, l'appello a motivi limitati, previsto dal terzo comma dell'art. 339 cod. proc. civ., è l'unico rimedio impugnatorio ordinario ammesso, anche in relazione a motivi attinenti alla giurisdizione, alla violazione di norme sulla competenza ed al difetto di motivazione. Ne consegue che è manifestamente infondato il dubbio di legittimità costituzionale dell'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ., nel testo novellato dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 del 2006, per violazione dell'art. 111, settimo comma, Cost., prospettato sotto il profilo che tra i motivi di appello avverso le sentenze secondo equità del giudice di pace non rientrerebbero quelli anzidetti, giacché esso si fonda su un erroneo presupposto interpretativo, dovendosi ritenere tali motivi ricompresi nella formula generale della violazione di norme sul procedimento, con conseguente sottrazione della sentenza al ricorso straordinario, in quanto sentenza altrimenti impugnabile. Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 6410 del 13/03/2013 ...
Sentenze del giudice di pace secondo equità - Regime introdotto dal d.lgs. n. 40 del 2006 - Appello a motivi limitati di cui all'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ. - Rimedio impugnatorio esclusivo anche in relazione a motivi attinenti alla giurisdizione, alla violazione di norme sulla competenza ed al difetto radicale di motivazione - Sussistenza - Conseguenze - Questione di legittimità costituzionale in riferimento al ricorso straordinario, per supposta non impugnabilità per gli anzidetti motivi - Manifesta infondatezza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6410 del 13/03/2013 Avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace nell'ambito della sua giurisdizione equitativa necessaria, l'appello a motivi limitati, previsto dal terzo comma dell'art. 339 cod. proc. civ., è l'unico rimedio impugnatorio ordinario ammesso, anche in relazione a motivi attinenti alla giurisdizione, alla violazione di norme sulla competenza ed al difetto di motivazione. Ne consegue che è manifestamente infondato il dubbio di legittimità costituzionale dell'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ., nel testo novellato dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40 del 2006, per violazione dell'art. 111, settimo comma, Cost., prospettato sotto il profilo che tra i motivi di appello avverso le sentenze secondo equità del giudice di pace non rientrerebbero quelli anzidetti, giacché esso si fonda su un erroneo presupposto interpretativo, dovendosi ritenere tali motivi ricompresi nella formula generale della violazione di norme sul procedimento, con conseguente sottrazione della sentenza al ricorso straordinario, in quanto sentenza altrimenti impugnabile. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6410 del 13/03/2013 ...
Limiti alla giurisdizione equitativa del giudice di pace - Rilevanza ai fini della proponibilità dell'appello (ante riforma del 2006) - Valore della causa - Criteri di determinazione. Ai fini della determinazione della regola di giudizio - di diritto o equitativa - da seguirsi dal giudice di pace ex art. 113, secondo comma, cod. proc. civ., il valore della causa deve essere determinato ai sensi dell'art. 10, secondo comma, cod. proc. civ., sommando, pertanto, al capitale unicamente gli interessi scaduti e non pure quelli maturati dalla data della domanda; nondimeno, ai fini suddetti, è sufficiente che la richiesta di corresponsione degli interessi venga limitata a quelli già scaduti in occasione della precisazione delle conclusioni, in quanto il contenimento della domanda operato in tale sede, se è del tutto ininfluente ai fini dell'individuazione del giudice competente, vale invece a determinare la regola di giudizio cui è vincolato il giudice di pace. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2966 del 07/02/2013 ...
Procedimento davanti al giudice di pace - Proposizione di domanda di valore non eccedente euro 1.100,00 e di riconvenzionale eccedente la competenza del giudice di pace - Rimessione al tribunale sia della domanda principale che della riconvenzionale - Necessità - Fondamento - Conseguenze. Nel procedimento davanti al giudice di pace, qualora siano state proposte una domanda principale di valore non eccedente euro 1.100,00 e una riconvenzionale, connessa ex art. 36 cod. proc. civ., eccedente la competenza del giudice di pace, non può il giudice medesimo separare la riconvenzionale e rimettere essa sola al giudice superiore, dovendo, viceversa, rimettere al tribunale l'intera causa, ai sensi dell'art. 40, sesto e settimo comma, cod. proc. civ., in modo che la domanda principale e la riconvenzionale siano trattate in "simultaneus processus" e decise entrambe con pronuncia secondo diritto, impugnabile, in tutti i capi, con l'appello. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1848 del 28/01/2013 ...
Giudice di pace - Controversia successiva al d.l. n. 18 del 2003, per l'attivazione di servizi connessi ad un contratto concluso secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ - Rimedio impugnatorio - Appello - Sussistenza - Ricorso per cassazione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 793 del 15/01/2013 E appellabile, e non già ricorribile per cassazione, la sentenza pronunciata, secondo diritto, dal giudice di pace in una controversia avente ad oggetto l'attivazione di servizi connessi ad un contratto di utenza telefonica, pacificamente concluso secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ., ed instaurata successivamente all'entrata in vigore del d.l. 8 febbraio 2003 n. 18, convertito con modificazioni dall'art. 1 della legge 7 aprile 2003, n. 63. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 793 del 15/01/2013 ...
Giudice di pace - Controversia successiva al d.l. n. 18 del 2003, per l'attivazione di servizi connessi ad un contratto concluso secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ - Rimedio impugnatorio - Appello - Sussistenza - Ricorso per cassazione - Esclusione. E appellabile, e non già ricorribile per cassazione, la sentenza pronunciata, secondo diritto, dal giudice di pace in una controversia avente ad oggetto l'attivazione di servizi connessi ad un contratto di utenza telefonica, pacificamente concluso secondo le modalità di cui all'art. 1342 cod. civ., ed instaurata successivamente all'entrata in vigore del d.l. 8 febbraio 2003 n. 18, convertito con modificazioni dall'art. 1 della legge 7 aprile 2003, n. 63. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 793 del 15/01/2013 ...
Eccezione di incompetenza per territorio - Correlazione con il principio "iura novit curia" - Configurabilità. Nel procedimento civile sussiste una violazione del principio del contraddittorio allorché la decisione venga calata "ex abrupto" sulle parti ignare della questione officiosamente rilevata e risolta senza alcun contributo delle parti stesse, e non quando il giudice pronunci sull'eccezione (nella specie, di incompetenza per territorio) sollevata da una delle parti sulla base dei fatti oggettivi dedotti, individuando, nell'ambito del principio "iura novit curia", le norme disciplinatrici della fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22731 del 11/12/2012 ...
Valore della controversia - Determinazione - Sentenza che decide l'opposizione a decreto ingiuntivo - Criteri applicabili - Spese successive alla proposizione della domanda monitoria - Rilevanza - Esclusione. Per stabilire se la causa decisa dal giudice di pace sia di valore inferiore o superiore a 1.100 euro (e, di conseguenza, se sia appellabile o ricorribile per cassazione), non si può tenere conto delle spese successive alla proposizione della domanda, secondo quanto stabilito dall'art. 10 cod. proc. civ.: pertanto, nella determinazione del valore della causa di opposizione a decreto ingiuntivo non rilevano le spese processuali liquidate dal giudice che ha pronunciato il decreto oggetto di opposizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10626 del 26/06/2012 ...
Valore della controversia - Determinazione - Sentenza che decide l'opposizione a decreto ingiuntivo - Criteri applicabili - Spese successive alla proposizione della domanda monitoria - Rilevanza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10626 del 26/06/2012 Per stabilire se la causa decisa dal giudice di pace sia di valore inferiore o superiore a 1.100 euro (e, di conseguenza, se sia appellabile o ricorribile per cassazione), non si può tenere conto delle spese successive alla proposizione della domanda, secondo quanto stabilito dall'art. 10 cod. proc. civ.: pertanto, nella determinazione del valore della causa di opposizione a decreto ingiuntivo non rilevano le spese processuali liquidate dal giudice che ha pronunciato il decreto oggetto di opposizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10626 del 26/06/2012 ...
Sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità - Appellabilità - Presupposti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9432 del 11/06/2012 Per stabilire se una sentenza del giudice di pace sia stata pronunciata secondo equità, e sia quindi appellabile solo nei limiti di cui all'art. 339, comma terzo, cod. proc. civ., occorre avere riguardo non già al contenuto della decisione, ma al valore della causa, da determinarsi secondo i princìpi di cui agli artt. 10 e ss. cod. proc. civ., e senza tenere conto del valore indicato dall'attore ai fini del pagamento del contributo unificato. Pertanto, ove l'attore abbia formulato dinanzi al giudice di pace una domanda di condanna al pagamento di una somma di denaro inferiore a millecento euro (e cioè al limite dei giudizi di equità c.d. "necessaria", ai sensi dell'art. 113, comma secondo, cod. proc. civ.), accompagnandola però con la richiesta della diversa ed eventualmente maggior somma che "sarà ritenuta di giustizia", la causa deve ritenersi - in difetto di tempestiva contestazione ai sensi dell'art. 14 cod. proc. civ. - di valore indeterminato, e la sentenza che la conclude sarà appellabile senza i limiti prescritti dall'art. 339 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9432 del 11/06/2012 ...
Giudice di pace - Cause di valore non eccedente millecento euro - Sentenza pronunciata secondo equità - Conseguenze - Cognizione del tribunale in sede di appello ai sensi dell'art. 339, comma terzo, cod. proc. civ., come sostituito dal d.lgs. n. 40 del 2006 - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5287 del 03/04/2012 Le sentenze rese dal giudice di pace in cause di valore non eccedente i millecento euro, salvo quelle derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi mediante moduli o formulari di cui all'art. 1342 cod. civ., sono da considerare sempre pronunciate secondo equità, ai sensi dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. civ. Ne consegue che il tribunale, in sede di appello avverso sentenza del giudice di pace, pronunciata in controversia di valore inferiore al suddetto limite, è tenuto a verificare, in base all'art. 339, terzo comma, cod. proc. civ., come sostituito dall'art. 1 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, soltanto l'inosservanza dei principi superiori di diritto, che non possono essere violati nemmeno in un giudizio di equità. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha escluso la deducibilità in appello della violazione dell'art. 2697 cod. civ. sull'onere della prova contro la sentenza pronunciata dal giudice di pace secondo equità, trattandosi di regola di diritto sostanziale che dà luogo ad un "error in iudicando"). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5287 del 03/04/2012 ...
Contratto di massa (abbonamento per trasporto ferroviario) - Domanda di danno esistenziale da ritardo reiterato - Decisione secondo equità del giudice di pace - Esclusione - Conseguenze - Ricorso per cassazione - Inammissibilità - Fondamento. La controversia relativa al riconoscimento di un danno esistenziale per inadempimento derivante al contraente di un contratto di massa (nella specie, sottoscrittore di un abbonamento ferroviario che si duole dei continui ritardi accumulati dai treni percorrenti una tratta fissa interregionale), benché rientrante nella competenza per valore del giudice di pace, resta sottratta al potere di quest'ultimo di decidere secondo equità, ai sensi dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. civ., nel testo sostituito dal decreto legge 8 febbraio 2003, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2003, n. 63; pertanto la relativa pronuncia non è impugnabile mediante ricorso per cassazione, anche nel regime "ratione temporis" applicabile, ma esclusivamente con l'appello. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1024 del 25/01/2012 ...
Contratto di massa (abbonamento per trasporto ferroviario) - Domanda di danno esistenziale da ritardo reiterato - Decisione secondo equità del giudice di pace - Esclusione - Conseguenze - Ricorso per cassazione - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1024 del 25/01/2012 La controversia relativa al riconoscimento di un danno esistenziale per inadempimento derivante al contraente di un contratto di massa (nella specie, sottoscrittore di un abbonamento ferroviario che si duole dei continui ritardi accumulati dai treni percorrenti una tratta fissa interregionale), benché rientrante nella competenza per valore del giudice di pace, resta sottratta al potere di quest'ultimo di decidere secondo equità, ai sensi dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. civ., nel testo sostituito dal decreto legge 8 febbraio 2003, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 7 aprile 2003, n. 63; pertanto la relativa pronuncia non è impugnabile mediante ricorso per cassazione, anche nel regime "ratione temporis" applicabile, ma esclusivamente con l'appello. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1024 del 25/01/2012 ...
Motivi d'impugnazione - Limiti - Principi informatori della materia - Corrispondenza tra chiesto e pronunciato ex art. 112 cod. proc. civ. - Configurabilità - Fattispecie. In tema di impugnabilità delle sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità, deve essere annoverato tra principi informatori della materia processuale, quello contenuto nell'art. 112 cod. proc. civ. relativo al canone della corrispondenza tra il chiesto e pronunciato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che, nel condannare un'associazione non riconosciuta al pagamento di una somma, aveva esteso la condanna anche nei confronti del presidente della medesima, pur in difetto di una domanda in tal senso da parte dell'attore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 552 del 17/01/2012 ...
Motivi d'impugnazione - Limiti - Principi informatori della materia - Corrispondenza tra chiesto e pronunciato ex art. 112 cod. proc. civ. - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 552 del 17/01/2012 In tema di impugnabilità delle sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità, deve essere annoverato tra principi informatori della materia processuale, quello contenuto nell'art. 112 cod. proc. civ. relativo al canone della corrispondenza tra il chiesto e pronunciato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che, nel condannare un'associazione non riconosciuta al pagamento di una somma, aveva esteso la condanna anche nei confronti del presidente della medesima, pur in difetto di una domanda in tal senso da parte dell'attore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 552 del 17/01/2012 ...
Giudice di pace - Domanda principale da decidere secondo equità e domanda riconvenzionale connessa da decidere secondo diritto - Conseguenze - Decisione secondo diritto - Necessità - Mezzo di gravame idoneo - Appello. Nell'ipotesi di connessione tra una domanda principale da decidere secondo equità ed una riconvenzionale da decidere secondo diritto, o dallo stesso giudice di pace, se rientrante nella sua competenza, o dal tribunale, la connessione comporta che l'intero giudizio debba essere deciso secondo diritto e la relativa decisione deve essere impugnata con l'appello anche laddove, pur essendo competente il tribunale, il giudice di pace, invece di rimettere l'intero giudizio al giudice superiore, abbia deciso sulla domanda principale dichiarandosi incompetente su quella riconvenzionale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26017 del 05/12/2011 ...
Giudice di pace - Domanda principale da decidere secondo equità e domanda riconvenzionale connessa da decidere secondo diritto - Conseguenze - Decisione secondo diritto - Necessità - Mezzo di gravame idoneo - Appello. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26017 del 05/12/2011 Nell'ipotesi di connessione tra una domanda principale da decidere secondo equità ed una riconvenzionale da decidere secondo diritto, o dallo stesso giudice di pace, se rientrante nella sua competenza, o dal tribunale, la connessione comporta che l'intero giudizio debba essere deciso secondo diritto e la relativa decisione deve essere impugnata con l'appello anche laddove, pur essendo competente il tribunale, il giudice di pace, invece di rimettere l'intero giudizio al giudice superiore, abbia deciso sulla domanda principale dichiarandosi incompetente su quella riconvenzionale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26017 del 05/12/2011 ...
Comproprietari di unità immobiliare sita in condominio - Oneri condominiali - Solidarietà - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze nel giudizio dinanzi al giudice di pace - Fattispecie. I comproprietari di un'unità immobiliare sita in condominio sono tenuti in solido, nei confronti del condominio medesimo, al pagamento degli oneri condominiali, sia perché detto obbligo di contribuzione grava sui contitolari del piano o della porzione di piano inteso come cosa unica e i comunisti stessi rappresentano, nei confronti del condominio, un insieme, sia in virtù del principio generale dettato dall'art. 1294 cod. civ. (secondo il quale, nel caso di pluralità di debitori, la solidarietà si presume), alla cui applicabilità non è di ostacolo la circostanza che le quote dell'unità immobiliare siano pervenute ai comproprietari in forza di titoli diversi. Trattandosi di un principio informatore della materia, al rispetto di esso è tenuto il giudice di pace anche quando decida secondo equità ai sensi dell'art. 113, secondo comma, cod. proc. civ.. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che il principio espresso non si pone in contrasto con quello già enunciato da Sez. Un. n. 9148 del 2008, riguardando quest'ultima pronuncia la diversa problematica delle obbligazioni contratte dal rappresentante del condominio verso i terzi e non la questione relativa al se le obbligazioni dei comproprietari inerenti le spese condominiali ricadano o meno nella disciplina del condebito ad attuazione solidale). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21907 del 21/10/2011 ...
Sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità - Presunzione di pari responsabilità di cui all'art. 2054 cod. civ. - Principio informatore della materia - Configurabilità - Sussistenza - Fondamento. Ai fini dell'impugnazione delle sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità, la presunzione di pari responsabilità dei due guidatori, in caso di scontro tra veicoli, di cui all'art. 2054 cod. civ., costituisce principio informatore della materia. Infatti, la norma anzidetta, senza dettare regole in punto di incidenza del rischio della mancata prova di una circostanza rimasta incerta nel giudizio, stabilisce una presunzione che costituisce applicazione dei criteri generalissimi in materia di concorso di cause (art. 41 cod. pen.), ai quali risulta conformata tutta la disciplina della responsabilità per fatto illecito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19871 del 29/09/2011 ...
Proposizione cumulativa di più domande - Limitazione delle domande nei limiti della competenza per valore del giudice adito - Conseguenze - Radicamento della competenza per valore - Vincolatività anche per il giudizio di merito - Sussistenza - Condanna per un importo superiore - Ultrapetizione - Configurabilità. In caso di proposizione cumulativa di più domande, qualora l'attore abbia dichiarato di voler limitare complessivamente le domande nell'ambito della competenza per valore del giudice adito (cosiddetta "clausola di contenimento"), tale limitazione ha effetto non solo ai fini dell'individuazione del giudice competente per valore ma, nel caso del giudice di pace, anche in relazione alla scelta del criterio di decisione e, in ogni caso, anche in relazione al merito, con la conseguenza che è viziata da ultrapetizione la sentenza che, accogliendo la domanda, vada oltre il limite indicato con la clausola di contenimento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18100 del 05/09/2011 ...