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Timestamp: 2016-12-03 05:25:06+00:00
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Matched Legal Cases: ['arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 2', 'arte 24', 'art. 107', 'art. 4']

⭐Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi
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Fortunato Fedele
1 Parte 2: Primo pilastro Requisiti patrimoniali minimi I. Calcolo dei requisiti patrimoniali minimi 40. In questa Parte vengono esposte le modalità di calcolo dei requisiti patrimoniali minimi complessivi a fronte dei rischi di credito, di mercato e operativo. Il calcolo si basa sulla definizione di patrimonio di vigilanza e di attività ponderate per il rischio. Il coefficiente patrimoniale totale non deve essere inferiore all 8%. Il patrimonio supplementare ( tier 2 ) è limitato al 100% del patrimonio di base ( tier 1 ). A. Patrimonio di vigilanza 41. Resta valida la definizione di patrimonio di vigilanza ammesso contenuta nell Accordo del ed esplicitata nel comunicato stampa del 27 ottobre 1998 Strumenti ammessi a far parte del patrimonio di base, fatte salve le modifiche apportate ai paragrafi e Nell ambito del metodo standardizzato per il rischio di credito gli accantonamenti generici, come specificato nei paragrafi , possono essere inclusi nel patrimonio supplementare fino a concorrenza del limite dell 1,25% delle attività ponderate per il rischio. 43. Per quanto riguarda il metodo basato sui rating interni (IRB), viene abolita la regola contenuta nell Accordo del 1988 che prevedeva l inclusione nel patrimonio supplementare degli accantonamenti generici (o delle riserve generali per perdite su crediti). Le banche che ricorrono al metodo IRB per le esposizioni derivanti da cartolarizzazione o a quello PD/LGD per le esposizioni azionarie devono preliminarmente dedurre gli ammontari di perdite attese (EL), nel rispetto di quanto previsto ai paragrafi 563 e 386 rispettivamente. Le banche che utilizzano il metodo IRB per altre classi di attività devono mettere a confronto (i) l ammontare degli accantonamenti totali ammessi così come definiti al paragrafo 380 con (ii) il totale delle EL calcolate con il metodo IRB e definite in base a quanto stabilito al paragrafo 375. Qualora tali perdite superino gli accantonamenti totali ammessi, la differenza dovrà essere dedotta per il 50% dal patrimonio di base e per il 50% dal patrimonio supplementare. Nel caso in cui esse siano inferiori, come precisato ai paragrafi , le banche potranno riconoscere la differenza all interno del patrimonio supplementare per un importo massimo pari allo 0,6% delle attività ponderate per il rischio di credito. Le autorità nazionali di vigilanza hanno la facoltà di applicare un limite più basso. B. Attività ponderate per il rischio 44. Le attività totali ponderate per il rischio si ricavano moltiplicando i requisiti patrimoniali a fronte dei rischi di mercato e operativo per 12,5 (ossia, il reciproco del coefficiente patrimoniale minimo dell 8%) e aggiungendo i prodotti alla somma delle attività ponderate per il rischio di credito. Il Comitato provvederà a rivedere la calibrazione dello Schema prima della sua attuazione. Esso potrà applicare un fattore di scala al fine di mantenere sostanzialmente inalterato il livello aggregato dei coefficienti minimi di capitale, fornendo nel contempo incentivi all adozione delle metodologie più avanzate e sensibili al rischio previste dal nuovo Schema 11. Il fattore di scala si applica all ammontare delle attività ponderate per il rischio di credito calcolate nell ambito del metodo IRB Resta immutata la definizione di patrimonio di classe 3 ( tier 3 ) riportata nell Emendamento dell Accordo sui requisiti patrimoniali per incorporarvi i rischi di mercato, Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (gennaio 1996, revisione del settembre 1997). La stima più attendibile del fattore di scala effettuata in base ai dati del terzo studio di impatto quantitativo (QIS3) corretti alla luce delle decisioni assunte in materia di perdite attese e inattese (EL UL) è attualmente pari a 1,06. La fissazione definitiva del fattore di scala si baserà sui risultati del calcolo parallelo, che rifletteranno tutti gli elementi contenuti nel nuovo Schema. Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004) 112 C. Disposizioni transitorie 45. Il nuovo Schema prevede che le banche che adottano il metodo IRB per il rischio di credito o i metodi avanzati di misurazione (AMA) per il rischio operativo siano soggette a una soglia minima di capitale. Esse dovranno calcolare la differenza tra (i) la soglia definita al paragrafo 46 e (ii) l ammontare calcolato secondo quanto disposto al paragrafo 47. Nel caso in cui l ammontare della soglia sia più elevato, le banche sono tenute ad aggiungervi la differenza rispetto alle attività ponderate per il rischio, moltiplicata per 12, La soglia di capitale è basata sull applicazione dell Accordo del Essa viene ottenuta applicando un fattore di aggiustamento all importo seguente: (i) 8% delle attività ponderate per il rischio, (ii) più le deduzioni dal patrimonio di base e dal patrimonio supplementare, (iii) meno l ammontare degli accantonamenti generici che possono essere riconosciuti nel patrimonio supplementare. Il fattore di aggiustamento per le banche che adottano il metodo IRB di base nei dodici mesi che iniziano alla fine del 2006 è pari al 95%, quello per le banche che utilizzano (i) il metodo IRB di base e/o avanzato, e/o (ii) i metodi AMA nei dodici mesi che iniziano alla fine del 2007 è pari al 90% e nei dodici mesi che iniziano alla fine del 2008 all 80%. La tabella seguente illustra l applicazione dei fattori di aggiustamento. Ulteriori disposizioni transitorie, comprese quelle relative al calcolo parallelo, sono riportate ai paragrafi Da fine 2005 Da fine 2006 Da fine 2007 Da fine 2008 Metodo IRB di base 12 Calcolo parallelo 95% 90% 80% Metodi avanzati per il rischio di credito e/o il rischio operativo Calcolo parallelo o studi di impatto Calcolo parallelo 90% 80% 47. Negli anni in cui si applica la soglia le banche dovranno inoltre calcolare (i) l 8% delle attività totali ponderate per il rischio secondo le disposizioni contenute nel presente Schema, (ii) meno la differenza tra gli accantonamenti totali e l ammontare di EL secondo quanto descritto nella Sezione III.G (cfr. paragrafi ), (iii) più altre deduzioni dal patrimonio di base e dal patrimonio supplementare. Una banca che utilizzi il metodo standardizzato a fronte del rischio di credito per una determinata quota delle proprie esposizioni deve altresì detrarre dall importo calcolato secondo quanto stabilito nella prima frase di questo paragrafo gli accantonamenti generici che potrebbero essere riconosciuti nel patrimonio supplementare, in proporzione alla suddetta quota. 48. Qualora dovessero emergere problemi durante tale periodo, il Comitato si impegna ad adottare misure per farvi fronte; in particolare, esso è disposto ove necessario a mantenere in vigore le soglie oltre il Il Comitato ritiene opportuno che le autorità di vigilanza applichino soglie prudenziali alle banche che adottano il metodo IRB per il rischio di credito e/o gli AMA per il rischio operativo dopo la fine del Per le banche che non completano il passaggio a queste metodologie entro i termini riportati al paragrafo 46, il Comitato è del parere che le autorità di vigilanza debbano continuare ad applicare soglie prudenziali analoghe a quelle previste nel richiamato paragrafo 46 per dare il tempo di assicurare una solida applicazione dei metodi avanzati da parte dei singoli istituti. Il Comitato riconosce tuttavia che, con l andar del tempo, l applicazione delle soglie basate sull Accordo del 1988 diverrà sempre meno agevole, e auspica pertanto che le autorità di vigilanza provvedano a elaborare in linea con i principi delineati nel presente paragrafo soglie adeguate a livello di singola istituzione, rendendone pubblica la natura. Le soglie potranno basarsi sull approccio seguito dalla banca prima di adottare i metodi IRB e/o AMA. 12 Compreso il metodo IRB per le esposizioni al dettaglio. 12 Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004)3 II. Rischio di credito Metodo standardizzato 50. Il Comitato propone di consentire alle banche la scelta tra due metodologie per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito. La prima consiste nella misurazione di tale tipologia di rischio in modo standardizzato, con l ausilio di valutazioni esterne del merito creditizio La metodologia alternativa, subordinata all esplicita approvazione dell autorità di vigilanza, consente alle banche l impiego dei loro sistemi interni di rating per il rischio di credito. 52. La sezione seguente illustra le modifiche apportate all Accordo del 1988 nella ponderazione delle esposizioni del banking book. Le esposizioni non espressamente menzionate in questa sezione manterranno il trattamento attuale; le esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione saranno invece trattate nella Sezione IV. Per determinare le ponderazioni di rischio secondo il metodo standardizzato le banche potranno basarsi su valutazioni esterne della qualità creditizia effettuate da agenzie riconosciute idonee a fini prudenziali dalle autorità nazionali di vigilanza conformemente ai criteri esposti nei paragrafi Le esposizioni dovrebbero essere ponderate per il rischio al netto degli accantonamenti specifici 14. A. Singole esposizioni 1. Crediti verso soggetti sovrani 53. Ai crediti verso soggetti sovrani e rispettive banche centrali verranno applicate le seguenti ponderazioni di rischio: Valutazione Da AAA ad AA- Da A+ ad A- Da BBB+ a BBB- Da BB+ a B- Inferiore a B- Senza rating Ponderazione 0% 20% 50% 100% 150% 100% 54. A discrezione delle autorità nazionali di vigilanza potrà essere applicata una ponderazione di rischio inferiore alle esposizioni verso i soggetti sovrani (o le banche centrali) del paese in cui le banche hanno sede, se denominate in valuta locale e finanziate nella stessa valuta 15, 16. Ove questa facoltà venga esercitata, anche altre autorità nazionali di vigilanza potranno permettere alle banche rientranti nella loro competenza di applicare la stessa ponderazione di rischio alle esposizioni verso gli stessi soggetti sovrani (o banche centrali) denominate in valuta locale e finanziate nella stessa valuta. 55. Ai fini della ponderazione delle esposizioni verso soggetti sovrani, le autorità di vigilanza potranno riconoscere i rating del rischio paese assegnati dalle agenzie per il credito all esportazione (ECA). Per essere riconosciuta idonea, una ECA deve pubblicare i propri punteggi e conformarsi alla metodologia definita dall OCSE. Le banche potranno scegliere di utilizzare i rating pubblicati dalle singole ECA riconosciute dalla propria autorità di vigilanza, oppure quelli concordati dalle ECA aderenti all Arrangement on Officially Supported Export Credits 17. La metodologia dell OCSE prevede otto classi di rating associate a premi minimi di assicurazione delle esportazioni. A questi punteggi corrispondono le seguenti categorie di ponderazione del rischio: In questa sede verrà seguita la classificazione utilizzata da Standard & Poor s. Essa rappresenta tuttavia solo una delle possibili scelte; potrebbero infatti essere indifferentemente impiegati i sistemi di altre agenzie di valutazione. I rating usati in questo documento non sono pertanto indicativi di alcuna preferenza o apprezzamento del Comitato in merito ad agenzie esterne di valutazione. L Allegato 9 riporta una descrizione del metodo standardizzato semplificato. Ciò equivale a dire che la banca avrebbe anche corrispondenti passività denominate in valuta locale. La ponderazione di rischio inferiore potrà essere estesa anche alle garanzie reali e personali (cfr. le Sezioni II.D.3 e II.D.5). Tale classificazione del rischio paese è disponibile sul sito web dell OCSE (http://www.oecd.org) alla pagina Trade Export Credit Arrangement. Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004) 134 Punteggio ECA Ponderazione 0% 20% 50% 100% 150% 56. Ai crediti verso la Banca dei Regolamenti Internazionali, il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea e la Comunità europea può essere applicata una ponderazione dello 0%. 2. Crediti verso enti del settore pubblico non appartenenti alle amministrazioni centrali 57. I crediti nei confronti di enti del settore pubblico (ESP) nazionali saranno ponderati, a discrezione delle autorità nazionali, in base alle opzioni 1 o 2 applicate ai crediti verso banche 18. Ove prescelta, l opzione 2 andrà applicata senza la ponderazione preferenziale prevista per i crediti a breve termine. 58. A discrezione delle autorità nazionali di vigilanza i crediti verso alcuni enti del settore pubblico potranno altresì essere equiparati a quelli verso i soggetti sovrani nelle cui giurisdizioni gli ESP hanno sede 19. Ove questa facoltà venga esercitata, altre autorità nazionali di vigilanza potranno consentire alle banche rientranti nella propria competenza di ponderare nello stesso modo le attività verso tali ESP. 3. Crediti verso banche multilaterali di sviluppo 59. Le ponderazioni di rischio attribuite ai crediti verso le banche multilaterali di sviluppo (BMS) saranno generalmente basate sulle valutazioni esterne del merito creditizio così come proposto nell opzione 2 per i crediti verso banche, ma senza la possibilità di applicare la ponderazione preferenziale prevista per i crediti a breve termine. Una ponderazione dello 0% si applicherà ai crediti verso le BMS con elevato rating che, secondo il Comitato, soddisfano i criteri di idoneità di seguito indicati 20. Il Comitato continuerà a valutare l idoneità caso per caso. I criteri per l applicazione della ponderazione di rischio dello 0% per le BMS sono: rating molto elevato di emittente a lungo termine, ossia la maggior parte delle valutazioni esterne di una BMS deve essere pari ad AAA; Ciò indipendentemente dall opzione scelta a discrezione dell autorità nazionale per i crediti verso le banche dello stesso paese. Pertanto, la scelta di una determinata opzione per i crediti verso banche non implica necessariamente che la stessa opzione debba essere applicata anche ai crediti verso ESP. Gli esempi che seguono rappresentano una possibile classificazione degli ESP sulla base di un fattore specifico, quale la potestà di imposizione fiscale, ma possono esservi altri criteri per stabilire il trattamento applicabile alle varie categorie di ESP, come ad esempio la misura delle garanzie fornite dall amministrazione centrale: le amministrazioni regionali e gli enti locali potrebbero essere ammessi allo stesso trattamento dei crediti verso i soggetti sovrani o le amministrazioni centrali di rispettiva appartenenza, a condizione che abbiano specifici poteri di imposizione fiscale e un assetto istituzionale tale da ridurre il loro rischio di inadempienza; gli organi amministrativi responsabili nei confronti di amministrazioni centrali e regionali o di enti locali e altre imprese non commerciali di proprietà di amministrazioni centrali o periferiche potrebbero non aver diritto allo stesso trattamento riservato ai crediti verso i rispettivi soggetti sovrani nel caso in cui siano privi della potestà di prelievo fiscale o di un assetto istituzionale come sopra descritto. Qualora tali entità siano soggette a norme stringenti in materia di prestiti e non siano passibili di fallimento in virtù del loro particolare status giuridico, potrebbe essere appropriato applicare ai relativi crediti lo stesso trattamento riservato a quelli verso banche; le imprese commerciali di proprietà di amministrazioni centrali, regionali o enti locali potrebbero essere trattate alla stregua di normali aziende commerciali. Ove esse operino come società in regime di concorrenza e a prescindere dal fatto che i loro azionisti di riferimento siano amministrazioni centrali, regionali o enti locali le autorità di vigilanza potrebbero tuttavia decidere di equipararle alle società, applicando loro le corrispondenti ponderazioni di rischio. Le BMS che hanno attualmente titolo a una ponderazione dello 0% sono: il Gruppo Banca mondiale, comprendente la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS) e l International finance corporation (IFC), la Banca asiatica di sviluppo (BAS), la Banca africana di sviluppo (BAfS), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca interamericana di sviluppo (BIAS), la Banca europea per gli investimenti (BEI), il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), la Banca nordica per gli investimenti (BNI), la Caribbean Development Bank (CDB), la Islamic Development Bank (IDB) e la Banca di sviluppo del Consiglio d Europa (BSCE). 14 Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004)5 azionariato comprendente una quota significativa di soggetti sovrani con valutazioni creditizie di emittente a lungo termine pari o superiori ad AA-, ovvero risorse finanziarie raccolte dalle BMS per lo più in forma di azioni o quote di capitale e grado di leva finanziaria basso o nullo; forte sostegno degli azionisti, espresso dall entità del capitale versato, dall ammontare di ulteriori apporti di capitale che la BMS ha il diritto di richiedere se necessario per rimborsare le proprie passività, nonché dai continui apporti patrimoniali e dai nuovi conferimenti in garanzia da parte di soggetti sovrani azionisti; adeguati livelli di capitale e di liquidità (per stimare l adeguatezza di tali livelli in ogni BMS è necessaria una valutazione caso per caso); norme statutarie stringenti in materia di prestiti e prudenti politiche finanziarie che includano, fra le altre condizioni, un processo strutturato di approvazione, limiti interni di affidamento e di concentrazione dei rischi (per paese, settore, singola categoria di esposizione e classe di credito), autorizzazione dei grandi fidi da parte del consiglio di amministrazione o di un comitato del consiglio, piani di rimborso fissi, efficace monitoraggio sull impiego dei proventi, processo di revisione della qualità creditizia e rigorosa valutazione dei rischi e degli accantonamenti a fronte delle perdite su crediti. 4. Crediti verso banche 60. Esistono due opzioni per i crediti verso banche. Le autorità nazionali di vigilanza applicheranno una delle due opzioni a tutte le banche rientranti nella loro giurisdizione. I crediti verso banche prive di rating non potranno in nessun caso ricevere una ponderazione di rischio inferiore a quella applicata ai crediti verso soggetti sovrani del paese di rispettiva appartenenza. 61. L opzione 1 prevede che a tutte le banche con sede in un dato paese sia attribuita la ponderazione di cui alla categoria immediatamente meno favorevole rispetto a quella assegnata ai crediti verso il governo del paese in questione. Tuttavia, i crediti verso le banche appartenenti a paesi con rating da BB+ a B- e a paesi privi di rating saranno soggetti a un coefficiente massimo del 100%. 62. L opzione 2 basa la ponderazione del rischio sui rating assegnati alle singole banche da istituti esterni di valutazione del merito creditizio, applicando una ponderazione del 50% a quelle prive di rating. In base a questa opzione, i crediti con scadenza originaria 21 uguale o inferiore a tre mesi riceveranno una ponderazione preferenziale pari alla categoria immediatamente più favorevole, con l applicazione di una soglia minima del 20%. Questo trattamento sarà riservato alle banche provviste o meno di rating, ma non a quelle con ponderazioni di rischio del 150%. 63. Le due opzioni sono sintetizzate nelle tabelle seguenti. Opzione 1 Valutazione del soggetto sovrano Da AAA ad AA- Da A+ ad A- Da BBB+ a BBB- Da BB+ a B- Inferiore a B- Senza rating Ponderazione 20% 50% 100% 100% 150% 100% 21 Le autorità di vigilanza dovranno assicurarsi che ai crediti con scadenza (contrattuale) originaria inferiore a 3 mesi di cui si preveda il rinnovo (ossia, con scadenza effettiva superiore a 3 mesi) non sia applicato il trattamento preferenziale ai fini dell adeguatezza patrimoniale. Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004) 156 Opzione 2 Valutazione della banca Da AAA ad AA- Da A+ ad A- Da BBB+ a BBB- Da BB+ a B- Inferiore a B- Senza rating Ponderazione 20% 50% 50% 100% 150% 50% Ponderazione per i 22 20% 20% 20% 50% 150% 20% crediti a breve termine 64. Se l autorità nazionale di vigilanza ha deciso di applicare il trattamento preferenziale ai crediti verso soggetti sovrani di cui al paragrafo 54, essa potrà altresì assegnare nel quadro di entrambe le opzioni 1 e 2 la ponderazione della categoria immediatamente meno favorevole rispetto a quella applicata ai crediti verso soggetti sovrani, con un valore minimo del 20%, ai crediti verso banche di scadenza originaria pari o inferiore a tre mesi, denominati e rifinanziati in moneta locale. 5. Crediti verso società di intermediazione mobiliare 65. I crediti verso società di intermediazione mobiliare potranno essere trattati alla stessa stregua dei crediti verso banche, purché tali società siano soggette a norme regolamentari e prudenziali paragonabili a quelle contenute nel presente Schema (fra cui, in particolare, requisiti patrimoniali basati sul rischio) 23. In caso contrario, a tali attività si dovrebbero applicare le regole previste per le attività verso imprese. 6. Crediti verso imprese 66. La tabella seguente riporta i coefficienti di ponderazione applicati ai crediti verso imprese provviste di rating, comprese le compagnie di assicurazione. La ponderazione standard per i crediti a imprese prive di rating sarà del 100%. I crediti verso imprese prive di rating non potranno in nessun caso ottenere una ponderazione più favorevole di quella assegnata al soggetto sovrano del paese in cui risiede l impresa. Valutazione Da AAA ad AA- Da A+ ad A- Da BBB+ a BB- Inferiore a BB- Senza rating Ponderazione 20% 50% 100% 150% 100% 67. Le autorità di vigilanza dovrebbero maggiorare la ponderazione standard per i crediti verso imprese prive di rating qualora ritengano che un valore più alto sia giustificato dai precedenti episodi di inadempienza riscontrati nella propria giurisdizione. Nel quadro del processo di controllo prudenziale, le autorità di vigilanza potranno anche considerare se la qualità dei crediti verso imprese detenuti da singole banche non sia tale da legittimare una ponderazione standard del rischio superiore al 100%. 68. A discrezione delle autorità nazionali, alle banche potrà essere consentito di applicare una ponderazione del 100% a tutti i crediti verso imprese, indipendentemente dai rating esterni. Qualora tale facoltà venga esercitata, l autorità di vigilanza dovrà assicurarsi che le banche applichino con coerenza un unico metodo, ossia che utilizzino i rating esterni in tutti i casi in cui questi sono disponibili ovvero non li utilizzino affatto. Per evitare che la scelta dei rating esterni venga fatta per una mera riduzione del capitale regolamentare, le banche dovrebbero essere autorizzate dall autorità di vigilanza ad adottare l opzione che prevede la ponderazione del 100% per tutti i crediti verso imprese Nell ambito dell opzione 2, per crediti a breve termine si intendono i crediti con scadenza originaria pari o inferiore a tre mesi. Queste tabelle non rispecchiano le ponderazioni preferenziali di rischio che le banche potrebbero applicare ai crediti in valuta locale in base al paragrafo 64. Ossia, requisiti patrimoniali comparabili a quelli applicati alle banche nel quadro del presente Schema. Nel concetto di comparabile è implicito che la società di intermediazione mobiliare (ma non necessariamente la sua casa madre) sia soggetta a regolamentazione e vigilanza su base consolidata in relazione a ogni eventuale affiliata a valle. 16 Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004)7 7. Attività ricomprese nei portafogli regolamentari al dettaglio 69. Le attività che soddisfano i criteri elencati al paragrafo 70 potranno essere considerate a fini di computo del patrimonio di vigilanza come attività al dettaglio e, in quanto tali, ricomprese in un apposito portafoglio regolamentare al dettaglio ( retail ). Le esposizioni incluse in tale portafoglio potranno avere una ponderazione del 75%, fatto salvo quanto disposto al paragrafo 75 per i prestiti scaduti. 70. Per essere inclusi nel portafoglio retail regolamentare, i crediti devono soddisfare i quattro criteri di seguito elencati: criterio della destinazione esposizione nei confronti di una o più persone fisiche, ovvero di un impresa di piccole dimensioni; criterio della tipologia di prodotto esposizione in una delle seguenti forme tecniche: crediti e linee di credito rotativi (tra cui carte di credito e scoperti di conto), prestiti personali e contratti di leasing (ad esempio, finanziamenti rateali, mutui per l acquisto o il leasing di autoveicoli, prestiti agli studenti, crediti al consumo), facilitazioni e aperture di credito a favore di piccole imprese. I titoli (come obbligazioni e azioni), quotati o meno, sono espressamente esclusi da questa categoria. I mutui ipotecari sono esclusi nella misura in cui sono ammessi al trattamento riservato ai crediti garantiti da ipoteca su immobili residenziali (cfr. paragrafo 72); criterio del frazionamento l autorità di vigilanza deve assicurarsi che il portafoglio retail regolamentare sia diversificato in misura sufficiente a ridurne i rischi, giustificando una ponderazione del 75%. Un modo per conseguire questo risultato potrebbe consistere nel fissare un limite quantitativo in base al quale l esposizione aggregata verso un unica controparte 24 non possa superare lo 0,2% del portafoglio retail complessivo; criterio dell esposizione unitaria massima consentita l esposizione massima aggregata nei confronti di una singola controparte non può eccedere la soglia di 1 milione. 71. Le autorità nazionali di vigilanza dovrebbero valutare se le ponderazioni di rischio di cui al paragrafo 69 siano da considerarsi troppo basse sulla base dei passati episodi di inadempienza per questo tipo di esposizioni nelle rispettive giurisdizioni. Esse potranno pertanto richiedere alle banche di innalzare tali coefficienti, ove opportuno. 8. Crediti garantiti da ipoteca su immobili residenziali 72. I crediti totalmente garantiti da ipoteca su immobili di tipo residenziale abitati, destinati ad essere abitati o dati in locazione avranno un coefficiente di ponderazione del 35%. Nell applicare questo coefficiente, le autorità di vigilanza dovrebbero assicurarsi tenuto conto della regolamentazione nazionale per la concessione di finanziamenti all edilizia abitativa che questa ponderazione di favore venga applicata in modo restrittivo ai soli immobili residenziali e in osservanza di rigorosi criteri cautelativi, come l esistenza di un consistente margine di garanzia addizionale sull ammontare del prestito basato su stringenti regole di valutazione. Le autorità di vigilanza dovrebbero maggiorare la ponderazione standard in caso di inosservanza di tali criteri. 73. Le autorità nazionali di vigilanza dovrebbero valutare se le ponderazioni di rischio di cui al paragrafo 72 siano da considerarsi troppo basse sulla base dei passati episodi di inadempienza per questo tipo di esposizioni nelle rispettive giurisdizioni. Esse potranno pertanto richiedere alle banche di innalzare tali coefficienti, ove opportuno. 24 Per esposizione aggregata si intende l ammontare lordo (ossia, senza tener conto di eventuali attenuazioni del rischio di credito) di tutte le forme di esposizione debitoria (ad esempio, prestiti o aperture di credito) che soddisfino singolarmente gli altri tre criteri. Inoltre, l espressione verso un unica controparte fa riferimento a uno o più soggetti che possano essere considerati come un singolo beneficiario (ad esempio, nel caso di una piccola impresa affiliata a un altra piccola impresa, il limite si applicherebbe all esposizione aggregata della banca verso entrambe le entità). Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004) 178 9. Crediti garantiti da ipoteca su immobili non residenziali 74. Considerato che in numerosi paesi i prestiti garantiti da ipoteca su immobili commerciali sono stati una causa ricorrente di deterioramento della qualità degli attivi del settore bancario negli ultimi decenni, il Comitato ribadisce l opinione secondo cui i crediti garantiti da ipoteca su immobili commerciali non giustifichino, in linea di principio, una ponderazione diversa dal 100% Prestiti scaduti 75. La parte non garantita di un prestito (diverso da un mutuo ipotecario qualificato su immobile residenziale) scaduto da oltre 90 giorni, al netto degli accantonamenti specifici (comprese le cancellazioni parziali), avrà una delle seguenti ponderazioni 26 : 150% se gli accantonamenti specifici sono inferiori al 20% dell ammontare in essere del prestito; 100% se gli accantonamenti specifici sono pari ad almeno il 20% dell ammontare in essere del prestito; 100% se gli accantonamenti specifici sono pari ad almeno il 50% dell ammontare in essere del prestito, ma con facoltà dell autorità di vigilanza di ridurre tale ponderazione al 50%. 76. Per definire la parte garantita di un prestito scaduto valgono le stesse garanzie reali e personali ammesse ai fini dell attenuazione del rischio di credito (cfr. Sezione II.D) 27. Nel valutare il criterio del frazionamento di cui al paragrafo 70, i crediti al dettaglio scaduti dovranno essere esclusi dal portafoglio retail regolamentare complessivo ai fini della ponderazione per il rischio. 77. In aggiunta alle fattispecie descritte nel paragrafo 75, a un prestito scaduto totalmente coperto da garanzie reali non rientranti nelle tipologie di cui ai paragrafi potrà essere attribuito un coefficiente di ponderazione del 100% qualora i relativi accantonamenti siano pari ad almeno il 15% dell ammontare in essere del prestito. Queste tipologie di garanzia reale non trovano riscontro in altre prescrizioni del metodo standardizzato. Le autorità di vigilanza dovrebbero fissare rigorosi criteri operativi per assicurare la qualità della garanzia reale. 78. Con riferimento ai mutui ipotecari qualificati su immobili di tipo residenziale, ai prestiti della specie scaduti da oltre 90 giorni dovrà essere applicata una ponderazione del 100%, al netto degli accantonamenti specifici. Se questi ultimi sono pari ad almeno il 20% dell ammontare in essere del prestito scaduto, le autorità nazionali di vigilanza avranno la facoltà di ridurre al 50% la ponderazione applicabile alla parte rimanente del prestito. 11. Categorie a più alto rischio 79. Si applicherà una ponderazione uguale o superiore al 150% a: Il Comitato riconosce tuttavia che, in circostanze eccezionali, nel caso di mercati ben sviluppati e consolidati da tempo i mutui garantiti da ipoteche su locali non residenziali ad uso ufficio e/o commerciale multiuso e/o in condivisione potrebbero ricevere una ponderazione preferenziale del 50% per la tranche di prestito che non supera l ammontare inferiore tra il 50% del valore di mercato e il 60% del valore ipotecario della proprietà a garanzia del prestito. Ogni esposizione superiore a questi limiti riceverà una ponderazione del 100%. Questo trattamento straordinario sarà soggetto a condizioni molto restrittive. In particolare, andranno soddisfatti due requisiti: (i) le perdite derivanti da prestiti per immobili non residenziali fino al limite dell ammontare inferiore tra il 50% del valore di mercato e il 60% del loan-to-value (LTV) basato sul valore ipotecario ( mortgage-lending value MLV) non devono superare in nessun dato anno lo 0,3% dei prestiti in essere; (ii) le perdite complessive derivanti da prestiti per immobili non residenziali non devono superare in nessun dato anno lo 0,5% dei prestiti in essere. Se anche una soltanto di queste condizioni non è rispettata in un dato anno, verrà a cessare l idoneità a utilizzare questo trattamento, e i criteri di idoneità iniziali dovranno essere nuovamente soddisfatti per poter tornare ad applicarlo in futuro. I paesi che fanno uso di tale trattamento devono dimostrare pubblicamente l osservanza di questi e altri requisiti addizionali (ottenibili presso il Segretariato del Comitato). Nel caso in cui i crediti che beneficiano di tale favorevole trattamento rientrino nella categoria dei prestiti scaduti, la ponderazione ad essi applicabile sarà pari al 100%. Le autorità nazionali di vigilanza avranno la facoltà di consentire alle banche di equiparare i crediti non scaduti concessi a controparti assoggettate alla ponderazione di rischio del 150% alla stessa stregua di quelli scaduti di cui ai paragrafi Sarà stabilito un periodo transitorio di tre anni durante il quale, a discrezione delle autorità nazionali, potrà essere ammessa una più ampia gamma di garanzie reali. 18 Nuovo schema di regolamentazione del patrimonio (giugno 2004) Vedere altro
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