Source: https://www.miolegale.it/sentenze/tar-lazio-roma-ii-11411-2019/
Timestamp: 2019-11-19 07:16:57+00:00
Document Index: 39862459

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 2233', 'art. 36', 'art. 2233', 'art. 97', 'art. 55']

TAR Lazio Roma, sez. II, 30 settembre 2019, n. 11411
Home Amministrativo Enti locali TAR Lazio Roma, sez. II, 30 settembre 2019, n. 11411
Comitas – Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo, in persona del legale rappresentante pro tempore, e Giuseppe Ursini, rappresentati e difesi dall’Avvocato Carlo Rienzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie n. 9;
– dell’avviso pubblico del Ministero dell’Economia e delle Finanze in data 27 Febbraio 2019, di manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi di consulenza a titolo gratuito sul diritto nazionale ed europeo societario, bancario e dei mercati e intermediari finanziari, in vista anche dell’adozione o integrazione di normative primarie e secondarie, ai fini, tra l’altro, dell’adeguamento dell’ordinamento interno alle direttive e regolamenti comunitari;
– degli allegati all’avviso e di ogni atto di istruttoria, anche non conosciuto;
– dell’elenco dei professionisti iscritti all’avviso, ove esistente o nelle more approvato;
– e/o dell’affidamento dell’incarico, ove esistente o nelle more approvato, con i relativi contratti, ove nelle more stipulati;
– di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale.
Visto l’intervento ad adjuvandum di Comitas – Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo e di Giuseppe Ursini;
I – Con avviso pubblicato in data 27 febbraio 2019 sul sito web del Ministero dell’Economia e delle Finanze, detta Amministrazione ha reso noto che intendeva cercare un supporto tecnico ad elevato contenuto specialistico di professionalità altamente qualificate per svolgere consulenze a titolo gratuito, sul diritto nazionale ed europeo societario, bancario e dei mercati e intermediari finanziari, in vista anche dell’adozione o integrazione di normative primarie e secondarie, ai fini, tra l’altro, dell’adeguamento dell’ordinamento interno alle direttive e regolamenti comunitari.
II – Avverso tale avviso il ricorrente, che dichiara di essere avvocato con esperienza ultratrentennale nelle materie in questione, ha proposto il gravame in esame, rappresentando di non avervi aderito, stante il carattere gratuito dell’incarico, che contesta in questa sede.
1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 7, commi 6 e 6 bis, del d.lgs. n. 165/2001 – omissione o carenza dei requisiti essenziali dell’atto amministrativo – omessa o carente motivazione – violazione e falsa applicazione della legge n. 241/1990 e dei principi di legge e regolamento in materia di azione amministrativa – eccesso di potere – eccesso di potere per violazione dei canoni di congruità, adeguatezza, imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa – carenza di istruttoria e motivazione – violazione del principio di par condicio.
2) Violazione e falsa applicazione dell’art. 7, commi 6 e 6 bis, del d.lgs. n. 165/2001 – violazione della legge n. 247/2012 – violazione dell’art. 4 del d.lgs. n. 50/2016 – violazione del D.M. n. 55/2014 – violazione della legge 4 dicembre 2017, n. 172 – violazione dell’articolo 19 quaterdecies, comma 3, del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172 – violazione del diritto all’equo compenso – eccesso di potere per travisamento dei presupposti, sviamento, disparità di trattamento, manifesta illogicità, irragionevolezza ed ingiustizia.
La più recente giurisprudenza amministrativa, in un caso simile a quello qui in esame, ha chiarito che la P.A. non può richiedere prestazioni gratuite ai professionisti ed è illegittimo il bando che prevede prestazioni professionali a titolo gratuito (T.a.r. Campania – Napoli – sezione I – ordinanza 24-25 ottobre 2018, n. 1541).
La gratuità non sarebbe compatibile con l’obbligo di garantire il principio dell’equo compenso che la legge impone ora alle Pubbliche Amministrazioni.
Peraltro l’equo compenso è applicabile, oltre che alle prestazioni degli avvocati, anche a quelle degli altri professionisti di cui all’art. 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, comprendendo iscritti agli ordini e collegi. E sul punto l’art. 1 della legge n. 81/2017 fa esplicitamente riferimento “ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro quinto del codice civile, ivi inclusi i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile”, ossia proprio ai contratti d’opera stipulati da qualsiasi professionista, in cui rientrano certamente anche gli incarichi ex art. 7, comma 6, del d.lgs. 165/2001, di cui al caso di specie.
3) Violazione degli artt. 1, 4, 35, 36 e 97 Cost. – eccesso di potere per irragionevolezza – violazione dell’art. 2233 c.c. e degli artt. 6, 9, 23 e 43 del Codice deontologico – eccesso di potere sotto i seguenti profili: sviamento dalla causa tipica, illogicità, ingiustizia manifesta, travisamento ed erroneità dei presupposti – violazione dei principi in materia di indipendenza ed autonomia dei professionisti.
4) Violazione e falsa applicazione degli artt. 3, lett. ii), 4, 95, 97 del d.lgs n. 50/2016; degli artt. 3 e 97 Cost. e degli artt. 3 e 6 della legge n. 241/1990 – eccesso di potere per illogicità, erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti.
5) Violazione e falsa applicazione degli artt. 1, 2, 3 e 23 della legge n. 247/2012, violazione delle norme a tutela dell’indipendenza e dell’autonomia dei professionisti e degli avvocati, eccesso di potere per traviamento, erroneità dei presupposti e sviamento – violazione dell’art. 36 Cost. dell’art. 2233 c.c., degli artt. 6, 9 e 29 del Codice deontologico, dei principi di autonomia e decoro dei professionisti – violazione dell’art. 97 Cost., nonché dei principi in materia di fissazione della base d’asta e delle regole della massima partecipazione e della leale concorrenza – indeterminatezza della consistenza quantitativa oggettiva dell’attività professionale da fornire.
II.1 – In ricorso è stata altresì avanzata istanza istruttoria, chiedendosi che sia ordinata l’esibizione di tutti gli atti del procedimento di indizione della procedura, nonché degli atti propedeutici all’avviso impugnato.
III – Sono intervenuti ad adjuvandum l’Associazione Comitas – Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo – e l’Avvocato Giuseppe Ursini.
III.1 – Si è poi costituito in giudizio il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il quale ha successivamente prodotto una memoria difensiva.
III.2 – Il ricorrente si è, a sua volta, difeso, evidenziando, quanto all’eccepita inammissibilità, che la clausola che non prevede alcuna retribuzione sarebbe escludente e sostenendo la fondatezza del ricorso.
IV – Con ordinanza n. 2346 del 18 aprile 2019, è stato fissato il merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., alla pubblica udienza del 10 luglio 2019.
V – Successivamente, con atto notificato e depositato il 23 aprile 2019, l’interventore Comitas – Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo – ha rinunciato al suo intervento.
V.1 – Il ricorrente ed il Ministero resistente hanno depositato memorie in vista della pubblica udienza del 10 luglio 2019, nella quale il ricorso è stato trattenuto in decisione.
VI – Preliminarmente occorre accertare se il ricorso sia o meno ammissibile, tenuto conto che il ricorrente, in possesso dei requisiti, non ha presentato la propria adesione all’avviso oggetto di contestazione in questa sede.
VI.1 – In proposito si rammenta l’eccezione di inammissibilità opposta dall’Amministrazione resistente, sul rilievo che la mancata partecipazione priverebbe il ricorrente della legittimazione processuale, non essendo lo stesso titolare di una posizione differenziata qualificata.
VI.2 – Il Collegio ritiene che, ai soli fini dell’individuazione della legittimazione processuale e della conseguente ammissibilità del ricorso e fatto salvo naturalmente l’accertamento nel merito, la richiamata prospettazione induce logicamente a sostenere che il ricorso sia ammissibile, attesa la natura asseritamente escludente, nei sensi sopra specificati, della previsione della gratuità dello ‘incarico’.
VII – Evidenziata l’ammissibilità del ricorso, se ne deve, tuttavia, affermare l’infondatezza.
VIII – Occorre inquadrare correttamente l’oggetto dell’avviso, impugnato col ricorso in esame.
XII – Dalle argomentazioni svolte nella presente disamina deriva che l’avviso impugnato è legittimo ed il ricorso è infondato e deve essere respinto.
– dà atto della rinuncia dichiarata dal soggetto interventore Comitas – Coordinamento Microimprese per la Tutela e lo Sviluppo;
– respinge il ricorso, come in epigrafe proposto;