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Timestamp: 2019-09-22 20:46:32+00:00
Document Index: 107504362

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 101', 'art. 58', 'art. 235', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Termini processuali - Repubblica ceca
In generale, i termini rilevanti per i procedimenti civili sono processuali o sostanziali.
Esistono due tipi di termini processuali: statutari e giudiziari.
I termini legali sono stabiliti per legge. Il mancato rispetto di un termine processuale fissato con legge comporta sempre conseguenze procedurali (ad esempio, la perdita della possibilità di porre in essere un determinato atto, l'imposizione di una sanzione disciplinare). Il mancato rispetto di un termine legale può essere giustificato (cfr. articolo 58 della zákon č.99/1963 Sb., občanský soudní řád, ve znění pozdějších předpisů - legge n. 99/1963, il codice di procedura civile - e successive modifiche) se la parte o il suo legale rappresentante non lo hanno rispettato per un valido motivo, a causa del quale non ha potuto compiere l'atto che era legittimata a porre in essere. La domanda deve essere presentata entro 15 giorni dal giorno in cui l'impedimento ha cessato di sussistere e contestualmente deve essere eseguito l'atto. Il giudice può, su richiesta di parte, concedere alla domanda effetto sospensivo per sanare in tal modo il mancato rispetto del termine.
Se il termine per l'esecuzione di un'azione non è fissato direttamente dalla legge, è fissato dal presidente dell'organo giurisdizionale (o dal giudice in composizione monocratica). Il presidente dell'organo giurisdizionale (o il giudice in composizione monocratica) può fissare un termine non solo nei casi previsti dalla legge, ma anche nei casi in cui ciò si rende necessario per garantire l'efficacia e la regolarità del procedimento. Un tribunale può prorogare un termine giudiziario in base alle circostanze (cfr. articolo 55 della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche). Non è consentita la giustificazione di un termine non rispettato.
I termini applicabili agli organi giurisdizionali, ad esempio per emettere decisioni, non hanno carattere processuale, ma natura amministrativa.
Giorno della Restaurazione dello Stato ceco indipendente, Capodanno: 1° gennaio
Lunedì di Pasqua: il giorno cambia, ma di solito la festività cade tra la fine di marzo e l'inizio di aprile.
Festa del lavoro: 1° maggio
Giorno della liberazione: 8 maggio
Giorno dei Santi Cirillo e Metodio: 5 luglio
Giorno del sacrificio di Jan Hus: 6 luglio
Festa della Repubblica ceca: 28 settembre
Giorno della Fondazione dello Stato cecoslovacco indipendente : 28 ottobre
Giorno della lotta per la libertà e la democrazia: 17 novembre
Le norme statutarie per il calcolo dei termini sono stabilite agli articoli 55-58 della legge n. 99/1963, (codice di procedura civile), e successive modifiche.
Un termine fissato in giorni decorre dal giorno successivo all'evento determinante per il suo inizio.
La metà di un mese significa quindici giorni.
Un termine fissato in settimane, mesi o anni scade il giorno che coincide, per nome o numero, con la data in cui si è verificato l'evento a partire dal quale decorrono i termini. Se tale giorno non esiste nell'ultimo mese, il termine coincide con l'ultimo giorno del mese.
Se l'ultimo giorno di un termine coincide con un sabato, domenica o giorno festivo, l'ultimo giorno del termine è il giorno lavorativo successivo.
I termini fissati in ore si concludono alla scadenza dell'ora che, per denominazione, coincide con l'ora in cui si è verificato l'evento a partire dal quale decorrono i termini.
Un termine processuale è rispettato se, entro l'ultimo giorno previsto, l'azione viene eseguita in tribunale o se la relativa richiesta viene depositata presso un'autorità tenuta a consegnarla, vale a dire, il più delle volte, un titolare di licenza postale.
In caso di interruzione del procedimento, viene interrotta anche la decorrenza dei termini processuali (articolo 111, comma 1, del codice di procedura civile). Se il procedimento riprende, i termini ricominciano a decorrere.
Il giorno in cui si è verificato l'evento che determina la decorrenza di un termine non è incluso nel calcolo del termine stesso. Questo principio non è applicabile in caso di un termine fissato in ore. Di conseguenza, un termine decorre generalmente dal giorno successivo a quello in cui si è verificato l'evento determinante per il decorso del termine (cfr. articolo 57, comma 1, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).
Il giorno in cui si è verificato l'evento che determina la decorrenza di un termine non è incluso nel calcolo del termine stesso. Ciò non si applica nel caso di un termine fissato in ore (cfr. articolo 57, comma 1, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).
Un termine viene calcolato in giorni di calendario.
I termini fissati in settimane figurano solo raramente nel codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) (ad esempio articolo 260, comma 3, articolo 295, commi 1 e 2). Più spesso, sono termini giudiziari applicati nei processi.
I termini fissati in mesi ricorrono nel codice di procedura civile come aventi durata rispettivamente di un mese, (ad esempio, articolo 82, comma 3, articolo 336m, comma 2, e articolo 338za, comma 2), due mesi (ad esempio articolo 240, comma 1, e sezione 247, comma 1), tre mesi (ad esempio articolo 111, comma 3, articolo 233, comma 1, e articolo 234, comma 1) e sei mesi (ad esempio articolo 77a, comma 2, e articolo 260g, comma 3).
Nel codice di procedura civile sono previsti due tipi di termini annuali: un termine di un anno (ad esempio, articolo 111, comma 3) e un termine di tre anni (ad esempio, articolo 99, comma 3, articolo 233, comma 2, e articolo 234, comma 2).
I termini fissati in settimane, mesi o anni scadono alla conclusione del giorno che, per denominazione, coincide con il giorno in cui si è verificato l'evento che ha determinato la decorrenza del termine e, in caso di assenza di tale giorno nel mese, l'ultimo giorno del mese (cfr. articolo 57, comma 2, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).
Sì (cfr. articolo 57, comma 2, della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche).
I termini processuali previsti da norme di legge non possono essere modificati da una decisione giudiziaria.
Il termine processuale può essere prorogato da un organo giurisdizionale, a seconda delle circostanze.
Una parte può impugnare la decisione di un okresní soud (tribunale distrettuale) o la decisione di un krajský soud (tribunale regionale) di un procedimento di primo grado avente la forma di sentenza, salvo che la legge non escluda tale possibilità (cfr. articolo 201 della legge n. 99/1963, il codice di procedura civile, e successive modifiche). Il ricorso deve essere presentato entro quindici giorni dalla notifica di una decisione scritta, presso l'organo giurisdizionale di cui viene impugnata la decisione. Il termine per la presentazione del ricorso non comprende il giorno in cui è stata notificata alla parte la decisione. Per rispettare questo termine processuale è sufficiente che il ricorso sia consegnato a un'autorità tenuta a notificarlo (in particolare, un titolare di licenza postale, un'istituzione penitenziaria in caso di persone detenute o sottoposte a custodia cautelare in carcere, un riformatorio per le persone ivi domiciliate, ecc.) o presso l'organo giurisdizionale alla scadenza del termine.
Se è stata emanata una sentenza di rettifica (correttiva) in relazione alla decisione stessa, il termine decorre dalla data di entrata in vigore della sentenza di rettifica (cfr. articolo 204, comma 1, del codice di procedura civile).
Un ricorso proposto dopo la scadenza del termine di quindici giorni, per il solo fatto che il ricorrente ha seguito un'istruzione errata impartita dal giudice in merito all'impugnazione, si considera presentato in modo corretto. Se la decisione non contiene istruzioni sul ricorso, sul termine di impugnazione o sull'organo giurisdizionale presso il quale deve essere presentato, oppure se contiene istruzioni inesatte che stabiliscono che il ricorso non è ammesso, l'impugnazione può essere proposta entro tre mesi dalla notifica della decisione.
È possibile impedire che un'ingiunzione di pagamento emessa in una causa diventi esecutiva soltanto se il convenuto presenta un ricorso in opposizione, entro il termine legale di 15 giorni dalla notifica dell'ingiunzione, presso l'organo giurisdizionale che ha emesso la decisione (cfr. articolo 172, comma 1, del codice di procedura civile). L'ingiunzione di pagamento è annullata con la presentazione del ricorso in opposizione; successivamente il giudice convocherà una nuova udienza. Un ricorso può essere proposto solo contro la decisione relativa alle spese processuali, ma ciò naturalmente non annulla l'ingiunzione di pagamento.
Il codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) consente di rinviare l'udienza per motivi importanti, qualora non sia possibile deliberare e decidere in un'unica udienza (cfr. articolo 119 del codice di procedura civile). Un motivo importante per il rinvio può essere, ad esempio, il fatto che una delle parti del procedimento non si sia presentata davanti all'organo giurisdizionale e che non sia possibile svolgere l'udienza in sua assenza (cfr. art. 101, n. 3, del codice di procedura civile) oppure che una delle parti non abbia avuto tempo a sufficienza per prepararsi all'udienza a causa della mancata notifica della citazione con sufficiente anticipo o per altri motivi importanti.
Una parte può chiedere al giudice di rinviare l'udienza. Il giudice deciderà in merito a una richiesta di rinvio presentata anticipatamente da una parte, sulla base della gravità del motivo addotto. Se il giudice non accoglie la domanda della parte, quest'ultima deve comparire in udienza.
Le leggi della Repubblica ceca non disciplinano esplicitamente tale situazione.
In caso di procedimento che comporti un elemento internazionale, nel corso del quale un atto deve essere notificato o comunicato a una parte all'estero, si applicano le norme processuali della lex fori, vale a dire le norme processuali dell'organo giurisdizionale competente.
Il mancato rispetto di un termine processuale ha conseguenze processuali.
Se il codice di procedura civile (legge n. 99/1963 e successive modifiche) stabilisce un determinato termine per l'esecuzione di un'azione (ad esempio, presentazione di un ricorso in appello o di ricorso straordinario), il mancato rispetto del termine comporta la perdita della possibilità di eseguirla. La mancata osservanza del termine può essere giustificata se la parte, o il suo rappresentante, non l'ha rispettata per una motivazione ragionevole (ad es. malattia improvvisa, incidente, ecc.) e non è stata quindi in grado di eseguire l'azione che era legittimata a compiere (cfr. art. 58 del codice di procedura civile), a meno che la giustificazione del mancato rispetto di un determinato termine non sia esclusa dal codice di procedura civile (ad esempio, ai sensi dell'art. 235, comma 1, del codice di procedura civile, la giustificazione del mancato rispetto di un termine è esclusa in caso di domande di nuovo procedimento e per confusione). In caso di termine fissato per l'adempimento a un determinato obbligo, il mancato rispetto del termine comporta l'irrogazione di una determinata sanzione (ad esempio un'ammenda).
Ogni caso di mancato rispetto di un termine processuale giudiziario implica per legge alcune conseguenze. Un termine giudiziario può essere prorogato dal presidente di una camera giurisdizionale (o da un giudice in composizione monocratica). Non è consentito giustificare il mancato rispetto di un termine giudiziario.
L'ingiunzione di pagamento contro la quale non è stata presentata opposizione produce gli effetti di una sentenza definitiva ed esecutiva (cfr. articolo 174, comma 1, del codice di procedura civile).
La mancata comparizione in udienza ha conseguenze diverse rispetto al mancato rispetto di un termine. Se una parte regolarmente citata in giudizio non si presenta all'udienza e non ha chiesto tempestivamente un rinvio per un motivo importante, l'organo giurisdizionale può deliberare in merito e decidere in sua assenza (cfr. articolo 101, comma 3, della legge n. 99/1963, (codice di procedura civile), e successive modifiche). Qualora ricorrano le condizioni di cui all'articolo 153b del codice di procedura civile, può pronunciare una sentenza in contumacia.
Se il convenuto, per motivi giustificabili, non si presenta alla prima udienza di una causa in cui è stata pronunciata una sentenza contumaciale, il giudice può annullare la sentenza su richiesta del convenuto e ordinarne la convocazione di un'altra. Una parte può presentare tale domanda fino alla data in cui la sentenza contumaciale produce effetti (cfr. articolo 153b, comma 4, del codice di procedura civile).
È inoltre ammesso un ricorso sul merito contro una sentenza pronunciata in contumacia. Se il convenuto, oltre ad aver presentato domanda di annullamento di una sentenza del tribunale di primo grado, ha impugnato la sentenza e l'istanza di annullamento è stata accolta con una decisione esecutiva, l'appello non è preso in considerazione (cfr. articolo 153b, comma 5, del codice di procedura civile).