Source: http://www.confindustrialecce.it/notizie/2212-la-corte-di-cassazione-e-la-necessita-dell-istituzione-di-una-sezione-specializzata-tributaria.html
Timestamp: 2019-03-22 06:59:51+00:00
Document Index: 163730582

Matched Legal Cases: ['art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 54', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 360', 'art. 62', 'art. 30', 'art. 360', 'art. 62', 'art. 99', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 3']

LA CORTE DI CASSAZIONE E LA NECESSITA’ DELL’ISTITUZIONE DI UNA SEZIONE SPECIALIZZATA TRIBUTARIA - Confindustria Lecce
LA CORTE DI CASSAZIONE E LA NECESSITA’ DELL’ISTITUZIONE DI UNA SEZIONE SPECIALIZZATA TRIBUTARIA
3.Proposte di riforma
3.1.Cassazione Sezione Unite n.8053/2014
3.2.Progetto di legge CNEL 20 Marzo 2013
3.3 BFM (Bundesfinanzhof)
3.4 Proposta di legge di riforma della giustizia tributaria
Quando la Corte rileva uno dei vizi, ha il potere e il dovere non solo di cassare la decisione del giudice del grado inferiore, ma anche di enunciare il principio di diritto che il provvedimento impugnato dovrà osservare, al quale anche il giudice del rinvio non potrà fare a meno di conformarsi quando procederà al riesame dei fatti relativi alla causa.
Come chiaramente indicato dall'art. 65 citato, la funzione nomofilattica della Cassazione si articola in due sottofunzioni ben distinte: da un lato, quella di garantire l'attuazione della legge nel caso concreto, realizzando il profilo giurisdizionale in senso stretto, dall’altro quella di fornire indirizzi interpretativi “uniformi” per mantenere, nei limiti del possibile, l'unità dell’ordinamento giuridico, attraverso una sostanziale uniformazione della giurisprudenza. Il controllo delle posizioni interpretative obbedisce all'elementare esigenza di garantire la certezza del diritto; tuttavia, stante la grande complessità della materia giuridica, la naturale mutazione dei tempi, delle idee e dei giudici chiamati a ricoprire incarichi nella magistratura di legittimità, non è raro il caso in cui si assista a mutamenti nella giurisprudenza della Cassazione, che per la loro rapidità e drasticità potrebbero far pensare al venir meno della funzione nomofilattica.
Al potere meramente orientativo della funzione nomofilattica ordinaria svolta attraverso le sentenze delle varie sezioni fa eccezione quella svolta a Sezioni Unite. Difatti, quando la Cassazione decide su un ricorso, il principio di diritto sancito nella sentenza non è vincolante per i giudici di merito. Accade diversamente, invece,quando la decisione è statuita a Sezioni Unite, ossia quando occorre dirimere contrasti insorti tra le decisioni delle singole sezioni o quando le questioni proposte sono di speciale importanza (ad esempio perché si tratta di una questione che si presenta per la prima volta). In tali casi, il Presidente della Corte di cassazione, su richiesta del Procuratore Generale, dei difensori delle parti o anche d'ufficio, assegna il ricorso alle Sezioni Unite. Inoltre, la singola sezione può rimettere alle Sezioni Unite il ricorso se rileva che la questione di diritto, sottoposta al suo esame, ha dato luogo o può dar luogo ad un contrasto giurisprudenziale.
Le decisioni statuite a Sezioni Unite acquistano un'autorevolezza particolare, simile a quella dei "precedenti vincolanti",tipici dei paesi in regime di common law. Difatti, una volta che una sentenza a Sezioni Unite risolve un dubbio interpretativo o fornisce un'interpretazione su una questione particolarmente complessa, se il giudice se ne vuole discostare deve ottenere l'autorizzazione delle Sezioni Unite della Cassazione.
La Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, invece, è stata costituita - previa revisione delle competenze della prima sezione civile da cui è derivata - con decreto del Primo Presidente della Corte 19 giugno 1999, n. 61/99. L’attività della quinta sezione civile è iniziata il 1° novembre 1999 e si è incentrata non solo sulle controversie rientranti nella giurisdizione delle Commissioni tributarie concernenti i tributi elencati nell’art. 2 del D.Lgs.n. 31 dicembre 1992, n. 546, ma anche su quelle aventi ad oggetto imposte e tasse, allora ancora attratte alla cognizione del giudice ordinario a sensi dell’art. 9 c.p.c. Questa residuale sfera di competenza è stata nel corso del tempo erosa, sia con l’ampliamento delle materie assegnate alle Commissioni tributarie ad opera del legislatore, sia grazie all’interpretazione evolutiva del giudice di legittimità che ha dato una nozione estremamente estesa di lite fiscale prescindente dall’elencazione formale dell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, così contribuendo a rafforzare la onnicomprensività ed esclusività di questa giurisdizione che trova il naturale «raccordo di vertice» nella quinta sezione della Corte che ne rappresenta l’«organo di coesione». Data la funzione svolta, correttamente nei progetti di delega legislativa succedutisi per la revisione del contenzioso tributario è stata prospettata - oltre alla modifica del nome delle Commissioni in Tribunali Tributari e Corti di Appello Tributarie (con una connotazione più incisiva della loro giurisdizionalità) - l’istituzione «per legge» della sezione incaricata esclusivamente della trattazione dei ricorsi tributari, così come avviene per la sezione lavoro.
La Cassazione, a Sezioni Unite, nella sentenza n.8053/2014, sollecitata con ordinanza interlocutoria n.23273/2013, si è pronunciata sulla questione, ritenuta di rilevante importanza, del maggioritario orientamento della dottrina “secondo cui la riforma (di cui al d.l. 22 giugno 2012, n. 83) non tocca il processo di cassazione, quando formino oggetto di ricorso sentenze delle Commissioni tributarie”.
Dapprima la Suprema Corte ha affermato che, per dare risoluzione al quesito sottopostole con ordinanza interlocutoria, è necessario verificare preliminarmente se le disposizioni modificative del codice di procedura civile contenute nel d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni, dalla l. 7 agosto 2012, n. 134, trovino applicazione con riferimento ai ricorsi per cassazione proposti avverso le sentenze pronunciate dal giudice tributario. Infatti, l'eventuale applicabilità della riforma condiziona il parametro al quale occorrerà far riferimento per la valutazione dell'ammissibilità e della fondatezza del motivo di ricorso, che sollecita al giudice di legittimità il controllo critico sulla motivazione della sentenza impugnata.
Tale dubbio sull’applicabilità della riforma in esame trova fondamento nella previsione di cui al comma 3-bis dell'art. 54, d.l. n. 83 del 2012 (aggiunto dalla legge di conversione n. 134 del 2012), secondocui“Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al processotributario di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546”.
- la modifica dell'art. 360, n. 5), cod. proc. civ., la cui previsione dell'impugnabilità “per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio” è sostituita dalla previsione d’impugnabilità “per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggettodi discussione tra le parti”;
Di converso, il D.lgs n.546/1992 citato non prevede, invece, una disciplina speciale per il giudizio di legittimità concernente l'impugnazione delle sentenze d'appello pronunciate dal giudice tributario, ma si limita a rinviare, in proposito, alle norme del codice di rito che regolano il ricorso per cassazione avverso le sentenze d'appello pronunciate dal giudice ordinario.
Alla luce delle considerazioni suesposte, il Supremo Consesso ha statuito che “pervenire a conclusioni diverse, ammettendo che l'eccezione prevista dal comma 3-bis del surrichiamato art. 54 riguardi anche la novellata norma di cui all'art. 360, n. 5, cod. proc. civ., significherebbe prevedere in buona sostanza l'esistenza di un giudizio per cassazione "speciale" in materia tributaria: ne conseguirebbe un inammissibile ampliamento, per via interpretativa, della specialità della giurisdizione tributaria, che, invece, il legislatore del 1992 ha voluto si arrestasse sulle soglie della Corte di Cassazione, eletta a simbolo di garanzia dell'unità del sistema di tutela giurisdizionale dei diritti del cittadino. Mediante il ricordato rinvio alle norme del codice di rito disposto dall'art. 62 deld.lgs. n. 546 del 1992, la giustizia tributaria riduce lo spessore della propria specialità e si colloca, sia pur al livello di ultima istanza, nel più generale e complesso sistema di giustizia funzionale all'affermazione e alla tutela dei diritti del cittadino che costituisce l'orizzonte costituzionale dell'ordinamento giuridico italiano…”.
Il legislatore delegato, peraltro, neppure avrebbe potuto istituire un siffatto giudizio, alla luce dei principi dettati dalla legge delega che, all'art. 30, comma 1, lettera d), L. n. 413 del 1991, disponeva l'“articolazione del processo tributario in due gradi di giudizio da espletarsi da commissioni tributarie di primo grado con sede nei capoluoghi di provincia e da commissioni tributarie di secondo grado con sede nei capoluoghi di regione, con conseguente applicazione dell'articolo 360 del codice di procedura civile e soppressione della commissione tributaria centrale”; da ciò ne discendeva “… una riduzione dei margini di specialità del processo tributario destinata ad arrestarsi, nel quadro di unaprospettiva costituzionalmente orientata, alla soglia del giudizio di legittimità senzapossibilità che in quest'ultimo quella specialità esondasse anche indirettamente”.
Per tale motivo, secondo la Suprema Corte, se la voluntas legis, come più volte dimostrato, era nel senso di parificare la giurisdizione tributaria alla giurisdizione ordinaria in punto di sindacato di legittimità,esimendola dai limiti del ricorso straordinario, il rinvio ai numeri da 1) a 5) dell'art. 360, primo comma, cod. proc. civ.,operato dall'art. 62 del d.lgs. n. 546 del 1992, non può che essere "formale" e "mobile", idoneo a conservare, nel tempo, la raggiunta parificazione.
3.2 Progetto di legge CNEL 20 Marzo 2013
In ottemperanza all’art. 99 della Costituzione Italiana, il 20 marzo 2013 il CNEL aveva approvato il Ddl di “Delega legislativa al Governo della Repubblica per razionalizzare e codificare l’attuazione e l’accertamento dei tributi e per la revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario.”
In particolare, all’art. 4 lett. e) di predetto documento, il CNEL disponeva che: “il Governo della Repubblica era delegato ad attuare, con i decreti di cui all'articolo 1, la revisione della disciplina e dell'organizzazione del processo tributario e della giurisdizione tributaria, con l'osservanza dei principi e criteri direttivi:[…]e) articolazione del processo tributario in tre gradi di giudizio. I primi due, da espletarsi da tribunali tributari e da corti d'appello tributarie, quali organi della giurisdizione tributaria derivanti dalle commissioni tributarie provinciali e regionali così come riordinate dall'art. 1 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, aventi rispettivamente sede nei capoluoghi di provincia e di regione, Il, terzo, demandato ad apposita Sezione tributaria della Corte di Cassazione, composta da trenta giudici, ripartiti in cinque sottosezioni in ragione della materia, di cui la prima presieduta dal presidente della Sezione tributaria e le altre da uno dei loro componenti, con l’espressa previsione che il presidente della Sezione tributaria della corte di Cassazione può disporre che i ricorsi che presentano questioni di diritto già decise in senso difforme dalle sottosezioni e quelli che presentano una questione di massima di particolare importanza vengano decise da un Collegio unitariamente composto dai presidenti delle cinque sottosezioni o in loro vece da un componente di ciascuna sottosezione designato dal rispettivo presidente”.
Il Bundesfinanzhof(BFH ), con sede a Monaco di Baviera, è il Supremo Tribunale per le imposte e le questioni doganali e, come tale, insieme alla Corte di Cassazione Federale, al Tribunale Amministrativo Federale, al Tribunale Federale del Lavoro e alla Corte Sociale Federale, è una delle cinque corti supreme della Repubblica Federale di Germania.
Al Bundesfinanzhof sono affidate anche le decisioni in ultimo grado riguardanti il sussidio pubblico per la prima casa, l’incentivo agli investimenti e le questioni professionali dei consulenti fiscali. È
competente anche per le questioni attinenti i figli, il cui assegno,in particolare, ha una duplice funzione: da un lato, serve ad esentare il minimo di residenza dei minori dall'imposta sul reddito e, d'altro canto, serve come beneficio sociale per il sostegno della famiglia. Oltre alle decisioni in ultima istanza in materia fiscale, il Bundesfinanzhof ha una rilevante importanza nelle decisioni di diritto sociale.
Questo Tribunale agisce principalmente come Corte di Cassazione e, in questa veste,deliberale revisioni contro le sentenze dei tribunali fiscali; inoltre, giudica come Corte d'Appello contro determinate decisioni dei tribunali fiscali.
Secondo tale proposta, il Supremo Consesso deve essere composto, inoltre,da trentacinque giudici, ripartiti in cinque sotto sezioni, in ragione della materia (imposta sui redditi, imposta sul valore aggiunto, altri tributi, riscossione, rimborsi). Ancora, il presidente della sezione tributaria deve essere anche presidente della prima sottosezione. Le altre sotto sezioni devono essere presiedute da uno dei loro componenti. I collegi devono essere composti da un numero fisso di tre membri.
La proposta di riforma accoglie le sollecitazioni provenienti dalla giurisprudenza di legittimità, degli operatori del settore e, come espresso recentemente dal CNEL, che hanno avvertito l’esigenza ormai stringente della specializzazione del giudizio di legittimità in materia tributaria, attraverso la creazione di una sezione specializzata tributaria della Corte di Cassazione, con le relative sottosezioni in base alla materia;da qui ne discendel’istituzione delle Sezioni unite della Sezione tributaria della Suprema Corte.
In particolare, il Tribunale Superiore dei Conflitti dovrebbe essere composto da dodici membri:sei magistrati della Corte di Cassazione,tre del Consiglio di Stato e tre della Corte dei Conti.
Predetta proposta, inoltre, prevede che,entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi con i quali modificare i codici di procedura civile, penale, del processo amministrativo, di giustizia contabile e le disposizioni del processo tributario.
Da qui si evince, pertanto, che la creazione specializzata tributaria della Corte di Cassazione è necessaria e urgente, per realizzare l’effettività della difesa ex art. 24 Cost e,successivamente, affinchè i giudici tributari possano entrare anche a far parte, de iure condendo, del Tribunale Superiore, previsto dalla proposta di legge citata,da istituire ad hoc al fine di dirimere i conflitti di giurisdizione.
Precisamente, al Capo II “Deleghe al Governo per la semplificazione e la codificazione” l’art. 3 al comma 1 lett.i) prevede che il Governo, per migliore la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese, è delegato ad adottare decreti legislativi di semplificazione e codificazione, con facoltà d’intervenire anche limitatamente a specifiche attività o gruppi di attività intersettoriali, tra i quali la giustizia tributaria.