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Timestamp: 2020-07-12 09:25:37+00:00
Document Index: 159805034

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 8', 'art 1', 'sentenza ', 'sentenza\n', 'sentenza ', 'sentenza ']

QPA - Imu: ecco chi paga in caso di risoluzione del contratto di leasing senza riconsegna dell’immobile
Imu: ecco chi paga in caso di risoluzione del contratto di leasing senza riconsegna dell’immobile
L’irrilevanza della disponibilità materiale del bene come nel caso di immobile ancora da costruire.
La problematica affrontata dalla Corte di Cassazione riguarda l'individuazione del soggetto passivo nel caso di cessazione del contratto di locazione finanziaria, ove la riconsegna dell'immobile avvenga solo in data successiva .
In particolare la vicenda vede come protagonista un Comune giunto sino in Cassazione per far annullare la sentenza che aveva dato ragione ad una società che aveva impugnato l'avviso di accertamento comportante la richiesta di pagamento del saldo Imu per l'anno 2012 in relazione ad un cespite immobiliare concesso in locazione finanziaria e successivamente risolto per mancato pagamento dei canoni.
Il giudice di appello rilevava che il soggetto passivo dell'imposta Imu nel caso di risoluzione del contratto sénza l'avvenuta consegna del bene doveva essere individuato nell'utilizzatore del cespite immobiliare non essendo la società di leasing nel possesso e nel godimento dell'immobile così come richiesto dall'art 8,comma secondo del decreto legislativo nr 23/2011.
Interpretazione questa che sempre secondo la Commissione Tributaria Regionale era avvallata dalla previsione contenuta nel comma 672 dell'art 1 della legge di stabilità che nell'ambito della disciplina diretta a definire la cornice dei tributi di spettanza comunale raggruppati nell'imposta unica comunale,ha previsto che nel caso di locazione finanziaria la Tasi sia dovuta dal locatario dalla data della stipula alla data della consegna del bene al locatore comprovata dal verbale di consegna.
La Quinta Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza pubblicata in data 22 maggio 2019 ha accolto il ricorso del Comune e decidendo nel merito ha rigettato l'originario ricorso del contribuente.
Ai fini della risoluzione della questione la Suprema Corte ha richiamato l'articolo 9 del D.Lgs. 23/2011 che individua nel locatario il soggetto passivo, nel caso di locazione finanziaria, a decorrere dalla data di stipula e per tutta la durata del contratto, derivandone, qualora il contratto di leasing sia risolto e l'immobile non sia stato restituito, che il locatore ritorna ad essere soggetto passivo :" Soggetti passivi dell'imposta municipale propria sono il proprietario di immobili, inclusi i terreni e le aree edificabile a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell’impresa ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto."
Ad avviso della Corte, dal chiaro dettato normativo contenuto nel menzionato articolo ove si precisa che nel leasing soggetto passivo Imu è il locatario per tutta la durata del contratto, ne discende che con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva ai fini Imu si determina in capo alla società di leasing, anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna da parte dell'utilizzatore.
Ciò in quanto, il legislatore ha ritenuto rilevante, ai fini impositivi, non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale delio stesso, bensì l'esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell'utilizzatore.
In concreto è il titolo (cioè il contratto stipulato) che determina la soggettività passiva del locatario finanziario e non certo la disponibilità materiale del bene. Infatti, per il legislatore fiscale la soggettività passiva del locatario finanziario si realizza addirittura quand'anche il bene da concedere non fosse ancora venuto ad esistenza ("Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione") e pure quand'anche fosse che il bene non sia stato ancora consegnato dal concedente all'utilizzatore, essendo rilevante, per il sorgere della soggettività passiva Imu non già l'adempimento della consegna del bene (e di converso per la sua cessazione la riconsegna), ma la sola sottoscrizione del contratto ("soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula").
Così pure la cessazione dello status di soggetto passivo Imu viene chiaramente individuate dalla norma primaria di imposta e per l'effetto il locatario finanziario non si apprezza più come soggetto passivo, non tanto dalla riconsegna del bene al concedente, ma dal momento della cessazione del contratto, che ai fini dell'Imu, come nella disciplina civilistica, si determina nel momento del pagamento dell'ultimo canone in base alla durata
stabilita nel contratto oppure, nelle ipotesi di risoluzione anticipata per inadempimento, come nella fattispecie, dal momento in cui il contratto è stato risolto.
In questo quadro - conclude la Suprema Corte - non appare pertinente il richiamo operato dal Giudice del gravame alla normativa della Tasi “non potendosi applicare la medesima disposizione, che è riferita a un diverso tributo e che non riveste certo valenza interpretativa”.
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