Source: http://www.enalcaccia-roma.it/statuto-dellunione-nazionale-enalcaccia-pesca-e-tiro/
Timestamp: 2017-04-26 07:55:54+00:00
Document Index: 46998006

Matched Legal Cases: ['art. 86', 'art. 29', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 5', 'art.5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 20', 'art. 19', 'art. 12', 'art. 31', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 3', 'art.23', 'art. 26']

STATUTO DELL’UNIONE NAZIONALE ENALCACCIA PESCA E TIRO - Unione EnalCaccia P.T. sezione provinciale di Roma | Unione EnalCaccia P.T. sezione provinciale di Roma
STATUTO DELL’UNIONE NAZIONALE ENALCACCIA PESCA E TIRO TITOLO I – RAPPORTI DI ASSOCIAZIONE
L’unione Nazionale ENALCACCIA PESCA e TIRO, riconosciuta ai sensi dell’art. 86 della legge 2 agosto 1967, n. 799, dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, con D.M. n. 4223 del 20 marzo 1968, dell’art. 29 della legge 27 dicembre 1977, n. 968 e dell’art. 34 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è una libera Associazione sportiva dilettantistica a carattere nazionale avente il fine di curare l’attività della caccia e delle connesse attività di vigilanza venatoria, ittica nonché di prevenzione incendi, del tiro a volo, del tiro a segno e della cinotecnica ed altresì della pesca organizzata nell’Enalpesca con distinto tesseramento.
L’Unione persegue altresì finalità di difesa ambientale con particolare riguardo agli habitat naturali.
Nell’ambito dei propri fini istituzionali, I’Unione provvede in particolare:
c) all’istituzione e organizzazione di zone addestramento cani;
e) all’addestramento di volontari e alla organizzazione di squadre di intervento per la protezione civile e la difesa ambientale;
f) all’organizzazione di manifestazioni sportivo-dilettantistiche e alla preparazione dei giudici di gara;
g) all’organizzazione di laghi di pesca sportiva;
i) all’organizzazione di seminari e convegni;
m) all’attività naturalistico-ricreativa e micologica.
L’unione ha sede in Roma, non ha scopo di lucro e conseguentemente non distribuisce avanzi di amministrazione né fondi di riserva o capitali.
L’attività dell’Unione è regolata dalle norme del presente Statuto.
L’Unione può affiliarsi ad organismi nazionali e internazionali che hanno i suoi stessi fini.
L’Unione può stipulare convenzioni con Enti e Associazioni che perseguano fini sportivi o ricreativi, per svolgere attività di comune interesse e può partecipare con i propri iscritti, nello spirito di solidarietà sociale richiesto dall’art. 2 della Costituzione, ad attività di previsione, prevenzione e soccorso per il conseguimento delle finalità indicate dalle leggi per la protezione civile.
Possono associarsi all’Unione coloro che praticano le attività di cui al precedente art. 1 e attività connesse, mediante tesseramento annuale.
Il socio si impegna ad osservare le disposizioni degli Statuti e dei regolamenti approvati dal Consiglio Nazionale e le decisioni adottate dagli organi delle strutture periferiche dell’Unione; accetta altresì di sottoporsi al procedimento disciplinare nei casi e nei modi previsti dal presente Statuto.
Il socio ha diritto alle prestazioni e previdenze dell’Unione.
I soci eleggono gli organi statutari dei Sodalizi e concorrono all’attività organizzativa dell’Unione mediante la partecipazione ai Sodalizi e sono rappresentati in Assemblea Nazionale dai rispettivi Presidenti Provinciali.
I sodalizi si costituiscono con un numero minimo di dieci tesserati ad uno o più settori sportivi dell’Unione.
Il numero sale a venti nel caso in cui esista altro Circolo comunale dell’Unione e si riduce a dieci nel caso di istituzione di Circoli Aziendali.
Gli statuti dei Sodalizi sono ratificati dal Presidente Nazionale, previo parere del Presidente Provinciale competente. Dopo la ratifica, i Sodalizi sono affiliati all’Unione con delibera del Consiglio Nazionale.
Nel mese di febbraio di ogni anno, il Presidente Provinciale cura la trasmissione alla Presidenza Nazionale dell’elenco aggiornato della esatta denominazione e sede dei Sodalizi di prima affiliazione e riaffiliate, evidenziando quelli cessati, con la indicazione dei rispettivi Presidenti e numero di soci.
Il Sodalizio affiliato all’Unione partecipa alla vita associativa nei modi previsti dal presente Statuto. Per il rinnovamento del rapporto di affiliazione, il Sodalizio presenta apposita domanda al competente Presidente Provinciale, il quale deve pronunciarsi in merito e darne notizia alla Delegazione Regionale ed alla Presidenza Nazionale dell’Unione.
La quota associativa che i sodalizi debbono versare all’Unione, tramite la Sede Provinciale, per la prima affiliazione o per il successivo rinnovo annuale, è fissata dal Consiglio Nazionale dell’Unione.
Il Consiglio Nazionale dell’Unione, sentito il parere del Consiglio Provinciale competente, può disporre la cessazione della partecipazione di un Sodalizio all’Unione, per uno dei seguenti motivi:
a) grave e ripetuta violazione delle disposizioni dello Statuto del Sodalizio, dello Statuto e dei regolamenti dell’Unione;
TITOLO II – ORGANIZZAZIONE DELL’UNIONE
I presidenti dei Sodalizi o i loro delegati hanno diritto ad un voto nel caso che il Sodalizio abbia fino a 50 soci. Gli stessi, nel caso di Sodalizi con più di 50 soci, avranno diritto ad un ulteriore voto per ogni 50 soci o frazione di 50. A tal fine, se l’Assemblea Provinciale si terrà entro i primi quattro mesi dell’anno, si farà riferimento al numero di soci di ciascun Sodalizio accertati nel penultimo anno precedente, mentre, se si terrà negli altri mesi dell’anno, si farà riferimento al numero di soci accertati nell’anno precedente e la cui posizione associativa sia stata perfezionata con il pagamento alla Sezione Provinciale delle quote sociali fino al termine perentorio di cinque giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea stessa.
I membri del Consiglio Provinciale che non sono Presidenti di Sodalizi devono rivestire la qualità di socio dell’Unione almeno dal mese di settembre dell’anno precedente a quello dell’elezione;
3) delibera le linee programmatiche dell’attività sociale e della gestione della Sede provinciale;
Il Presidente Provinciale, eletto dal Consiglio provinciale ai sensi dell’art. 7, convoca l’Assemblea Provinciale per la seduta ordinaria da tenere entro il mese di marzo di ciascun anno, per le deliberazioni di cui ai numeri 2, 3 e 4 dell’art. 5, ed in seduta straordinaria quando ne ravvisi l’opportunità o ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti l’Assemblea.
Il Consiglio provinciale è composto da sette a quindici membri effettivi, eletti dall’Assemblea provinciale, ai sensi dell’art.5. I membri supplenti, eletti a norma dell’art. 5, sostituiscono quelli cessati dalla carica; l’ordine di successione dei membri è stabilito in base al numero di voti ottenuti da ciascuno di essi nella elezione; in caso di parità di voti viene prescelto il più anziano di età.
Se l’elezione avviene dopo il mese di luglio, la durata in carica scade il 31 marzo del quinto anno successivo a quello di elezione.
Se l’elezione del Consiglio provinciale non ha luogo, per qualsiasi motivo, entro sei mesi dalla sua scadenza, ovvero se il numero dei componenti si riduce al di sotto di cinque membri effettivi e supplenti il Consiglio Nazionale nomina un Commissario provinciale, che svolge le funzioni stabilite dall’art. 9.
Il Consiglio Provinciale cura l’attività istituzionale e organizzativa della Sede provinciale, in conformità delle linee programmatiche tracciate dalla Assemblea Nazionale ai sensi dell’art. 12, numero 5 e delle disposizioni impartite dal Consiglio Nazionale; delibera entro i mesi di ottobre e di febbraio di ciascun anno rispettivamente il preventivo dell’esercizio finanziario successivo ed il rendiconto dell’esercizio precedente; designa i propri rappresentanti in seno agli organismi locali; svolge le funzioni disciplinari ai sensi degli artt. 30 e 31.
Il presidente provinciale convoca il Consiglio Provinciale, oltreché per gli adempimenti previsti dall’art. 7, quando ne ravvisi l’opportunità o ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Il Presidente provinciale rappresenta il Consiglio Provinciale ed ha la firma degli atti e della corrispondenza, partecipa di diritto all’Assemblea Nazionale.
a) gravi o ripetute violazioni delle disposizioni dello Statuto o dei regolamenti dell’Unione;
c) protratta inattività o carenza di funzionamento dell’organo.
Con la deliberazione di scioglimento il Consiglio Nazionale nomina un Commissario Provinciale che svolge le funzioni del Consiglio Provinciale e del Presidente provinciale. Con l’atto di nomina sono stabiliti i compiti del Commissario Provinciale e la durata della carica, che non può superare il periodo di un anno.
Il Commissario Provinciale partecipa al Consiglio Regionale e all’Assemblea Nazionale; non ha diritto di voto per le elezioni delle cariche sociali deliberate dall’Assemblea Nazionale ai sensi dell’art. 12.
Il Commissario Provinciale deve convocare entro il termine del mandato l’Assemblea Provinciale, per l’elezione del Consiglio Provinciale.
I Commissari Provinciali non hanno diritto di voto per l’elezione del Delegato e del Vice Delegato Regionale.
A tal fine, se il Consiglio regionale si terrà entro i primi quattro mesi dell’anno, si farà riferimento al numero dei soci di ciascuna sezione accertati nel penultimo anno precedente, mentre se si terrà negli altri mesi dell’anno si farà riferimento al numero di soci accertati nell’anno precedente e la cui posizione associativa sia stata perfezionata con il pagamento all’Unione delle quote sociali fino al termine perentorio di 5 giorni prima della data di svolgimento del Consiglio regionale stesso.
Nella regione Valle d’Aosta la carica di Delegato Regionale è attribuita di diritto al Presidente Provinciale.
L’elezione del Delegato e del Vice Delegato ha luogo ogni quattro anni, o quando si verifichi il cambiamento di almeno la metà dei membri del Consiglio Regionale. Nelle regioni composte da due province, ove per la nomina del Delegato Regionale si verifichi parità di voto, le funzioni di Delegato Regionale sono attribuite per il primo biennio al Presidente Provinciale più anziano di età e per il secondo biennio all’altro Presidente.
La sede del Consiglio Regionale è stabilita dal Consiglio stesso presso una Sede provinciale della regione. Il Consiglio Regionale cura per il tramite del Delegato i rapporti con la regione; svolge attività di coordinamento e controllo funzionale sulle Sezioni provinciali, in conformità delle linee programmatiche tracciate dall’Assemblea Nazionale ai sensi dell’art. 12, n. 5 e delle disposizioni impartite dal Consiglio Nazionale ai sensi dell’art. 14, comma 5, n. 1. Il Delegato convoca il Consiglio regionale, che deve riunirsi di regola almeno due volte l’anno nei mesi di ottobre e di febbraio per predisporre, rispettivamente, il bilancio preventivo dell’esercizio finanziario successivo e il conto consuntivo dell’esercizio precedente da trasmettere alla Presidenza Nazionale insieme con una dettagliata relazione circa le problematiche venatorie e associative della regione e le proposte di soluzione o intervento dell’Unione. Il Delegato è tenuto altresì a convocare il Consiglio Regionale su richiesta di almeno due Presidenti Provinciali e, nel caso in cui il Consiglio sia composto di soli due membri, su richiesta del Vice Delegato. Il Consiglio Nazionale, valutata la proposta del Delegato Regionale, in occasione della costituzione di nuove province nella regione di competenza, assume o delega la carica di Commissario Straordinario per procedere alla costituzione della nuova Sezione Provinciale ed agli adempimenti relativi promovendo altresì le necessarie intese per regolare i rapporti di tipo economico tra la nuova Sezione e quella, o quelle, da cui risultano scorporati i Sodalizi ricadenti nella nuova provincia.
Se l’elezione del Delegato Regionale non ha luogo, per qualsiasi motivo, entro tre mesi dall’insediamento del Consiglio regionale, il Consiglio Nazionale nomina un Commissario regionale, che svolge le funzioni del Delegato.
Ciascun componente dell’Assemblea nazionale ha diritto ad un voto nel caso la Sezione rappresentata abbia fino a 500 soci e ad un ulteriore voto per ogni 500 soci o frazione di 500 in più. A tal fine, si farà riferimento al numero dei soci accertati e comunicati con l’ultima relazione al Ministero competente e la cui posizione associativa sia stata perfezionata con il pagamento all’Unione delle quote sociali fino al termine perentorio di 5 giorni prima della data di svolgimento dell’Assemblea Nazionale stessa.
Possono altresì intervenire all’Assemblea, senza diritto di voto, i Consiglieri Nazionali, i membri del Collegio Sindacale, i membri del Collegio dei Probiviri, i Presidenti delle Commissioni tecniche e Delegazioni nazionali, i Delegati Regionali e i Commissari regionali.
L’Assemblea Nazionale nella composizione stabilita dall’art. 13, comma secondo:
1) Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Emilia-Romagna;
Nell’ambito di ciascun raggruppamento vengono eletti quattro membri del Consiglio Nazionale dei quali tre devono essere Presidenti Provinciali ed uno eletto tra i soci con anzianità di iscrizione non inferiore ad un anno che sia stato designato da almeno cinque Presidenti Provinciali;
4) delibera le linee programmatiche dell’attività istituzionale e della gestione dell’Unione;
6) delibera sulle proposte di modifica dello Statuto dell’Unione presentate dal Consiglio Nazionale;
Il Presidente Nazionale, eletto dal Consiglio Nazionale ai sensi dell’art. 14, convoca l’Assemblea Nazionale per la seduta ordinaria da tenere entro la fine di ciascun biennio, per l’approvazione della relazione e del rendiconto del Consiglio Nazionale, e in seduta straordinaria quando ne ravvisi l’opportunità o ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Alle riunioni dell’Assemblea Nazionale i Presidenti Provinciali possono farsi rappresentare, con delega scritta, da altro Presidente provinciale o da un componente del proprio Consiglio Provinciale. Ogni delegato può rappresentare una sola Sede provinciale oltre la propria.
La convocazione deve essere diramata con preavviso di almeno trenta giorni per l’Assemblea ordinaria e di quindici giorni per quella straordinaria.
Il Consiglio Nazionale è composto da 12 membri eletti dall’Assemblea Nazionale ai sensi dell’art. 12, da un membro cooptato nella sua qualità di Delegato del settore pesca eletto ai sensi dell’art. 20 comma 2, e dal Segretario Nazionale ai sensi del successivo art. 19. I membri eletti dall’Assemblea Nazionale che cessano dalla carica sono sostituiti dai candidati non eletti, secondo l’ordine delle rispettive graduatorie di elezione in caso di parità di voti prevale l’anzianità d’età.
Il Consiglio Nazionale ha sede presso la sede centrale dell’Unione.
II Consiglio Nazionale elegge nel proprio ambito il Presidente Nazionale e tre Vice Presidenti Nazionali scelti rispettivamente tra i Consiglieri dei tre raggruppamenti regionali di cui all’art. 12.
1) cura l’attività istituzionale e organizzativa dell’Unione, in conformità delle indicazioni dell’Assemblea Nazionale, e impartisce, all’uopo, le necessarie disposizioni alle Sedi regionali e provinciali; vigila sull’andamento della gestione; può proporre al Collegio dei Probiviri, a norma del successivo art. 31, provvedimento disciplinare nei confronti di un socio che rivesta o meno una carica sociale, quando il suo atteggiamento risulti pregiudizievole e contrastante con l’interesse dell’Unione;
2) fissa annualmente la quota associativa per il rilascio della tessera di iscrizione all’Unione;
3) delibera entro i mesi di novembre e di aprile di ciascun anno, rispettivamente, il preventivo dell’esercizio finanziario successivo ed il rendiconto dell’esercizio precedente;
4) nomina ogni quattro anni i Presidenti, i Delegati ed i componenti delle Commissioni e dei Comitati Tecnici nazionali, di cui all’art. 20 e provvede nel corso del quadriennio alle nomine in sostituzione di membri che siano cessati dalla carica;
7) provvede alle nomine dei membri del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri, in sostituzione di quelli comunque cessati dalla carica nel corso del mandato, sulla base del numero dei voti rispettivamente ottenuti nella elezione, attribuendo l’incarico, in caso di parità di voti, al più anziano di età;
9) delibera lo Statuto-tipo dei Sodalizi ed i regolamenti dell’Unione;
10) predispone le proposte di modifica dello Statuto dell’Unione da sottoporre all’Assemblea Nazionale ai sensi dell’art. 12;
11) delibera le convenzioni con altri Enti ed Associazioni, ai sensi dell’art. 2;
12) delibera l’affiliazione e le eventuali espulsioni dei Sodalizi e prende atto della cessazione della partecipazione dei Sodalizi all’Unione, ai sensi degli artt. 7 e 9;
14) delibera la nomina dei Commissari regionali, ai sensi dell’art. 11;
16) REFERENDUM. Per particolari esigenze, il Consiglio Nazionale ha facoltà di decidere la consultazione dei Presidenti e dei Commissari provinciali mediante “REFERENDUM”, avente carattere deliberativo, secondo le modalità fissate dal Consiglio stesso.
Alle due più importanti riunioni annuali del Consiglio Nazionale sono chiamati a partecipare, con pari facoltà dei membri eletti dall’Assemblea, i Delegati Regionali regolarmente nominati a norma dell’art. 10 del presente Statuto.
1) linee programmatiche di sviluppo dell’Associazione ed esame della politica venatoria ed eventuali provvedimenti legislativi inerenti la caccia ed aspetti connessi;
2) valutazione dell’attività svolta in campo associativo e venatorio.
Il Presidente Nazionale convoca il Consiglio Nazionale, oltre che nei casi previsti dall’art. 14, comma 5, n. 3, quando ne ravvisi l’opportunità o ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Il Presidente Nazionale rappresenta l’Unione; è preposto all’organizzazione degli uffici centrali e periferici, dà esecuzione alle deliberazioni dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Nazionale; compie i necessari atti di amministrazione ed esercita tutti i compiti affidatigli dallo Statuto e dai regolamenti.
In caso di cessazione dalla carica del Presidente subentra in sua vece il Vice Presidente che ha ottenuto il maggior numero di voti nelle elezioni o, in caso di parità di voti, il più anziano di età; il Vice Presidente investito delle funzioni di Presidente convoca entro tre mesi il Consiglio Nazionale per l’elezione del nuovo Presidente.
I Vice Presidenti Nazionali collaborano con il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni; svolgono le funzioni ad essi delegate dal Presidente; sostituiscono il Presidente, in caso di assenza o di impedimento, secondo l’ordine di precedenza stabilito dall’art. 17, comma 4.
I compiti della Segreteria della Presidenza Nazionale sono coordinati dal Segretario Nazionale eventualmente coadiuvato da un Vice Segretario Nazionale, eletti a norma dell’art. 14 comma 5, punto 5; il Segretario Nazionale o in caso di sua assenza o impedimento il Vice Segretario Nazionale, assiste il Presidente Nazionale ed il Consiglio Nazionale; partecipa con voto consultivo alle riunioni dell’Assemblea Nazionale, del Consiglio Nazionale e cura l’attuazione delle delibere di questo ultimo.
Il Consiglio Nazionale, per le attività di cui ai precedenti artt. 1 e 2, può istituire Commissioni, Comitati tecnici e Delegazioni nazionali, per lo svolgimento di studi tecnici, la predisposizione e l’attuazione di programmi per specifiche attività sportive dell’Unione e per la organizzazione di interventi per la protezione civile, regolamentandone compiti e funzioni. Ai fini della promozione, della organizzazione e del coordinamento del settore pesca, il Consiglio Nazionale istituisce una Delegazione nazionale Enalpesca, nominandone tre membri, non componenti il Consiglio stesso, che eleggono nel loro seno il Delegato coordinatore. Questi viene cooptato nel Consiglio Nazionale a norma dell’art. 14, comma I, con voto consultivo.
Il Collegio Sindacale è composto da tre membri effettivi eletti dall’Assemblea. I membri effettivi eleggono nel loro ambito il Presidente. Il Collegio Sindacale dura in carica quattro anni; in caso di cessazione della carica dei membri effettivi nel corso del quadriennio subentrano nella carica i membri supplenti nominati a norma dell’art. 12, IV comma, punto 3, secondo la procedura prevista all’art. 14, punto 7.
Il Collegio vigila sull’osservanza delle norme statutarie e regolamentari da parte degli Uffici dell’Unione, controlla l’esattezza e la corretta tenuta dei libri e delle scritture contabili, verifica periodicamente la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori scritti nei documenti contabili. I Sindaci possono in qualsiasi momento compiere anche individualmente atti di ispezione e controllo presso la Sede centrale e le Sedi periferiche, e richiedere atti e notizie riguardanti l’andamento della gestione e determinate operazioni.
Il Collegio assiste alle riunioni dell’Assemblea Nazionale e del Consiglio Nazionale.
Il Collegio dei Probiviri è composto dai tre membri effettivi eletti dall’Assemblea Nazionale.
Il Collegio dura in carica quattro anni; in caso di cessazione dalla carica dei membri effettivi nel corso del quadriennio subentrano nella carica i membri supplenti nominati a norma dell’art. 12, IV comma, punto 3, secondo la procedura prevista all’art. 14, punto 7.
Il Collegio svolge la funzione disciplinare nei modi prescritti dal presente Statuto, e cioè giudica in prima istanza nei casi previsti dall’art. 31 primo e secondo comma e in seconda istanza in quelli previsti dall’art. 30 del presente Statuto.
Per l’elezione e la nomina alle cariche sociali della Unione sono necessari i seguenti requisiti, oltre quelli previsti dall’art. 3:
c) non aver subito condanne definitive per reati dolosi – salvo che le stesse prevedano la non menzione – o per violazione di carattere penale delle leggi sulla caccia e sulla pesca, e delle leggi di pubblica sicurezza per quanto si riferisce alle predette attività e all’attività di tiro, salvo il caso di avvenuta riabilitazione;
d) non aver subito, nell’ambito dell’Unione, gravi sanzioni disciplinari (radiazioni o punizioni anche se condonate superiori ad un anno di sospensione dall’attività sociale) salvo il caso di avvenuta riabilitazione;
a) la perdita di alcuno dei requisiti di eleggibilità o nomina, di cui all’art.23;
b) per i componenti del Consiglio Nazionale, del Collegio Sindacale e del Collegio dei Probiviri, l’assenza ingiustificata a tre riunioni consecutive od a quattro riunioni nel corso di un anno. La giustificazione dell’assenza dovrà risultare da atto scritto da conservare agli atti dell’Organo collegiale;
c) le situazioni di incompatibilità di cui al successivo art. 26 non sanate ai sensi dell’ultimo comma di detto articolo.
L’incompatibilità può essere sanata mediante opzione da esercitare nel termine di dieci giorni dall’insorgere di essa.
Le cariche di Presidente provinciale, Delegato Regionale, Commissario Provinciale o Regionale, e di componente dell’Assemblea Provinciale, del Consiglio Provinciale, del Consiglio regionale sono gratuite, salvo rimborso spese.
1) deplorazione, per comportamento scorretto nei rapporti sociali o nell’esercizio delle attività sportive;
3) radiazione dall’Unione, per comportamento contrario alle regole fondamentali di convivenza nell’Associazione o di esercizio dell’attività sportiva.
Le sanzioni disciplinari nei confronti del socio che non riveste alcuna carica sociale in seno all’Unione sono inflitte dal Consiglio Provinciale della Sede di iscrizione dell’interessato, su proposta del Sodalizio cui il socio appartiene o d’iniziativa.
Il Consiglio Provinciale deve comunicare per iscritto al socio gli addebiti mossi nei suoi confronti, assegnandogli un termine non inferiore a 30 giorni di replica; alla scadenza del termine e dopo aver esaurito l’istruttoria, se ritiene procedere, fissa la riunione per la discussione e ne dà tempestiva notizia al socio con invito a presentarsi; nella riunione fissata il socio, se è presente, viene invitato ad esporre a voce le proprie ragioni; al termine della riunione, anche nel caso di mancata presentazione del socio, viene adottata la decisione che è comunicata senza indugio all’interessato.
Avverso il provvedimento disciplinare adottato, il socio interessato o il Sodalizio proponente possono presentare appello al Collegio dei Probiviri dell’Unione.
b) annulla il provvedimento impugnato per irregolarità e rimette la questione all’autorità che ha adottato il provvedimento stesso;
Il socio dell’Unione, anche se riveste cariche sociali diverse da quelle indicate nel comma successivo, può essere deferito, con deliberazione motivata al Collegio dei Probiviri direttamente dal Consiglio Nazionale o dal Consiglio Provinciale della Sezione di appartenenza.
Il Collegio dei Probiviri, sulla base della proposta formulata dal competente Consiglio Provinciale o dal Consiglio Nazionale della Unione svolge gli adempimenti di propria competenza con la procedura prevista dal precedente articolo 30 e adotta, se del caso, le misure disciplinari previste dall’articolo 29 dello Statuto.
Gli organi delle strutture periferiche dell’Unione (Delegazioni e Commissari regionali – Consigli e Commissari provinciali) nonché i Sodalizi regolarmente affiliati, hanno autonomia amministrativa.
Tutte le controversie tra Soci, Sodalizi e Organi dell’Unione direttamente connesse con l’attività sportiva istituzionale e non rientrante nelle ipotesi disciplinate dal presente Statuto, saranno deferite ad un Collegio arbitrale, che deciderà senza formalità come arbitro amichevole compositore.
Il Collegio arbitrale sarà composto di tre membri, due dei quali nominati da ciascuna parte ed il terzo scelto dai primi due nominati o, in caso di disaccordo, dal Presidente Nazionale dell’Unione.
La presente disposizione si intende espressamente accettata dai Sodalizi all’atto di affiliazione e da tutti gli iscritti all’atto del tesseramento.
Lo scioglimento dell’Unione è deliberato dall’Assemblea nazionale allorché sia accertata l’impossibilità di conseguire gli scopi statuari.
La stessa Assemblea determina i criteri per la liquidazione delle attività al netto delle passività, mediante la devoluzione dell’eventuale patrimonio ad associazioni o enti aventi finalità analoghe ovvero di pubblica utilità.
I Delegati provinciali, regionali e nazionali del settore Pesca, nominati dai rispettivi Consigli ai sensi degli artt. 7,10, e 14 – del presente Statuto, decadono dalle cariche alla scadenza degli Organismi di appartenenza.