Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-7035-del-17-03-2017
Timestamp: 2020-08-06 10:12:49+00:00
Document Index: 174799570

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 152', 'art. 13', 'art. 1', 'Cass. Sez. ', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 7035 del 17/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7035 del 17/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 17/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.17/03/2017), n. 7035
sul ricorso 29229/2015 proposto da:
R.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ADALBERTO 6 SC
B, presso lo studio dell’avvocato GENNARO ORLANDO, che lo
avverso il decreto del TRIBUNALE di NAPOLI, depositato il 16/10/2015;
1. il ricorrente chiede la cassazione del decreto di omologa, dolendosi della disposta compensazione delle spese nel procedimento per accertamento tecnico preventivo di riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento con decorrenza dal mese di aprile 2014 (a fronte di domanda amministrativa in data antecedente – 12.9.2013 – e deposito del ricorso giudiziario in data 3.6.2014);
2. l’INPS ha resistito con controricorso;
4. ai fini del regolamento delle spese del processo civile, la “soccombenza” costituisce un’applicazione del principio di causalità, che vuole non esente da onere delle spese la parte che, col suo comportamento antigiuridico (per la trasgressione delle norme di diritto sostanziale) abbia provocato la necessità del processo; pertanto, con riferimento alle controversie in materia di assistenza e previdenza obbligatoria, sussiste parziale soccombenza della parte privata, idonea a giustificare la compensazione delle spese, sia nell’ipotesi in cui il requisito sanitario sia sopravvenuto alla domanda giudiziale, sia nell’ipotesi in cui, ancorchè esso sia risultato sussistente da epoca anteriore a tale domanda, questa abbia avuto ad oggetto il conseguimento della prestazione da data anteriore a quella in cui l’anzidetto requisito risulta essersi perfezionato (ai sensi dell’art. 149 disp. att. c.p.c.) per effetto di aggravamento successivo alla domanda amministrativa, ma anteriore al procedimento giudiziale (così Cass. n. 7716/2003; Cass. n. 19343/2004; Cass. n. 7307/2011);
5. la censurata illogicità della statuizione, nella parte in cui ha ritenuto perfezionato il requisito sanitario “in corso di giudizio” non coglie nel segno perchè involge un vizio motivazionale, nel profilo della illogicità, e, al più, perchè devolve, inammissibilmente, alla Corte di legittimità un errore revocatorio;
6. al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese, non sussistendo le condizioni previste dal novellato art. 152 disp. att. c.p.c., per l’esonero;
7. la circostanza che il ricorso sia stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013 impone di dar atto dell’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (sulla ratio della disposizione si rinvia a Cass. Sez. Un. 22035/2014 e alle numerose successive conformi) e di provvedere in conformità.
La Corte rigetta il ricorso; condanna LA parte ricorrente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 200,00 per esborsi, Euro 1.000,00 per compensi professionali, oltre accessori di legge. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dichiara sussistenti i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis.