Source: http://www.sbapbo.beniculturali.it/index.php?it/107/verifica-interesse-patrimonio-pubblico
Timestamp: 2018-08-19 16:59:16+00:00
Document Index: 17743134

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 4', 'art 12', 'art.10', 'art.30', 'art. 21', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12']

Verifica interesse Patrimonio Pubblico - Soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara
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Le peculiari caratteristiche del territorio italiano, con stratificazioni culturali millenarie afferenti a molteplici etnie e ceppi insediativi diversificati , lo rendono particolarmente ricco di elementi di particolare interesse nei vari settori, artistico, storico, archeologico e etnoantropologico.
La protezione dei valori culturali attinenti ai molteplici aspetti dell''immenso patrimonio di beni immobili e mobili appartenenti allo Stato, Regioni, Province,Comuni, Enti Pubblici e persone giuridiche private senza fini di lucro è affidata al corpus normativo ben strutturato del D.Lgs 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, opportunamente dettagliato dall'art. 12 e seg.
Evoluzione storico normativa
L'obbiettivo di codificare normativamente il potere cautelare dello Stato a protezione del patrimonio culturale italiano era già evidente nelle leggi di tutela del 1939, in particolare nell'art. 4 della legge n. 1089, in seguito reiterato nel D. Lgs 490/99.
In particolare, però, l'art 12 del D. Lgs 42/2004 introduce e specifica l'iter del procedimento evidenziando che " le cose immobili e mobili indicate nell'art.10 comma1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquantenni, sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al c.2.
Per la regolamentazione della procedura sono stati successivamente emanati specifici decreti ministeriali attuativi , e cioè:
Decreto 6 febbraio 2004 ( successivamente modificato con Decreto 28 febbraio 2005) emanato di concerto con l'Agenzia del Demanio , che stabilisce le modalità per la verifica dell'interesse culturale degli immobili appartenenti allo Stato, alle regioni , alle province , ai comuni e ad ogni altro ente o istituto pubblico.
Decreto 25 gennaio 2005 che definisce le modalità per la verifica dell'interesse culturale degli immobili di proprietà di persone giuridiche private senza fini di lucro.
I soggetti, istituzionali e non , coinvolti nella formalizzazione dell'atto
La procedura prevista si caratterizza per una continua interfaccia tra gli enti pubblici che intendono sottoporre a verifica dell'interesse culturale e beni di proprietà e gli istituti di settore del Ministero per i Beni e le attività culturali ( Soprintendenze e Direzione Regionale) preposti alla suddetta verifica e alla redazione dei provvedimenti di competenza.
Gli specifici decreti attuativi sopraevidenziati , indicano le modalità di redazione delle schede descrittive contenenti i dati identificativi e descrittivi del bene in esame.
Il procedimento di verifica e di dichiarazione
Il procedimento finalizzato alla dichiarazione dell'interesse culturale e la relativa notifica sono normati dagli artt.14 e 15
Per uniformare e rendere più efficace la trasmissione dei dati descrittivi degli immobili è stato attivato un puntuale sistema informatizzato , che consente di acquisire i dati in un formato unitario, ottimizzare e controllare i tempi del procedimento , con la finalità di costituire una banca dati dell'immenso patrimonio culturale pubblico.
Effetti della verifica , doveri e diritti, competenze della Soprintendenza prima e dopo la dichiarazione di interesse
A completamento dell'iter di verifica ed accertamento con esito positivo della sussistenza dei requisiti di interesse culturale, la Direzione Regionale emette il provvedimento di dichiarazione di interesse.
Il provvedimento viene inviato alla Soprintendenza che ne ha curato il procedimento istruttorio, nonché al Comune di ubicazione dell'immobile, affinché venga aggiornato l'elenco dei beni culturali nel rispettivo territorio comunale.
Tali immobili rimangono pertanto sottoposti a tutte le disposizioni del Codice dei Beni Culturali , con particolare riferimento alle misure di Protezione e Conservazione, di cui al Capo III della Parte Seconda , agli obblighi conservativi ( art.30 ) e alla necessità di ottenere l'autorizzazione del Soprintendente (art. 21) per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sul bene culturale.
Nel caso di verifica con esito negativo su tali immobili appartenenti al demanio dello Stato , delle Regioni e degli altri enti pubblici territoriali, come evidenziato al comma 5 del citato art. 12, la scheda contenente i dati identificativi, è trasmessa ai competenti uffici affinché ne dispongano la sdemanializzazione in quanto non più soggetti alle disposizioni di tutela del D.Lgs. 42/2004.
Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", introduce all'art. 12 il procedimento per la verifica dell'interesse culturale dei beni mobili ed immobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici ed alle persone giuridiche private senza fine di lucro.
In particolare l'art. 12 prevede che tutte le cose immobili e mobili appartenenti a tali soggetti, se realizzati da più di 50 anni ad opera di un autore non più vivente, siano sottoposti all'accertamento dell'interesse culturale attraverso una procedura che prevede l'invio dei dati identificativi e descrittivi deglle cose immobili e mobili ai fini della valutazione di merito da parte dei competenti uffici del Ministero.
Per regolamentare tale procedura sono stati emanati appositi decreti ministeriali attuativi:
Decreto 6 febbraio 2004 (in formato PDF, 255 Kbytes) (successivamente modificato dal Decreto 28 febbraio 2005), emanato di concerto con Agenzia del demanio, che stabilisce le modalità per la verifica dell'interesse culturale degli immobili appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni e ad ogni altro ente o istituto pubblico;
Decreto 25 gennaio 2005 (in formato PDF, 239 Kbytes) che definisce le modalità della verifica dell'interesse culturale per gli immobili di proprietà di persone giuridiche private senza fine di lucro.
Decreto 27 settembre 2006 (in formato PDF, 1.481 Kbytes) che definisce i criteri e le modalità per la verifica dell'interesse culturale dei beni mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro.
Decreto 22 febbraio 2007 (in formato PDF, 202 Kbytes) emanato di concerto con l'Agenzia del demanio, che definisce le modalità per la verifica dell'interesse culturale degli immobili in uso al Ministero della difesa.
Per uniformare e rendere più efficace la trasmissione dei dati descrittivi degli immobili è stato attivato il sistema informativo per la verifica dell'interesse culturale;
L'utilizzo del sistema informativo consente di:
controllare l'iter del procedimento;
costituire una banca dati condivisa dei beni d'interesse culturale.
La disamina della Corte è stata complessa e approfondita; in particolare la Corte riconosce che " il Ministero per i beni e le attività culturali ha dimostrato di aver ben percepito l'importanza strategica del compito ad esso affidato dal Codice 2004 e di essersi attivato con tempestività per l'esecuzione delle nuove disposizioni. (...) Forte era infatti la preoccupazione che gli uffici periferici del Ministero venissero "sommersi" da una grande mole di richieste e non fossero in grado di provvedere nei tempi richiesti dalla legge. Una tale evenienza non si è verificata grazie anche alle iniziative intraprese dal Ministero, sicché neanche un bene immobile è rimasto sottratto alle disposizioni di tutela per effetto del c.d. silenzio assenso ".