Source: http://osservatoriomediazionecivile.blogspot.com/2012/10/
Timestamp: 2020-02-23 06:57:05+00:00
Document Index: 166617540

Matched Legal Cases: ['art.12', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 60', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 116', 'art. 8', 'art. 116', 'art.5', 'art.8', 'art. 8', 'art. 116', 'art. 447', 'art.2729']

Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile: ottobre 2012
118/12. Accordo conciliativo, verbale, negozio volontario, omologa, ipoteca giudiziale (Osservatorio Mediazione Civile n. 118/2012)
=> Trib. Varese, 12 luglio 2012
Le parti – concludendo il negozio compositivo della lite – danno linfa ad un contratto che resta a base volontaristica, senza che l’omologa incida sulla natura del patto; ne discende che la previsione di cui all’art.12 d.lgs. n. 28 del 2012 va riferita, per l’appunto, all’accordo (eventualmente contenuto nel verbale) ma non ad atti diversi. Trattasi di una norma speciale integrativa della disciplina di diritto comune che vincola l’interpretazione nel senso di ritenere che l’iscrizione sia, per l’appunto, giudiziale, fermo restando che i dati di iscrizione devono essere riferiti all’accordo e non al decreto; interpretazione – che presenta delle aporie (la base è volontaria ma la garanzia è giudiziale) – che discende dalla scelta del legislatore finalizzata ad evitare che l’accesso all’ipoteca dipenda o meno dalla volontà dei litiganti di prevedere espressamente la garanzia nell’accordo (1).
(I) Si veda l’art. 12 Decreto legislativo n. 28 del 2010 aggiornato alla c.d. manovra bis 2011, in Osservatorio Mediazione Civile n. 2/2011 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 118/2012
Etichette: Omologazione, verbale di conciliazione
117/12. Corte Costituzionale: illegittimità costituzionale della mediazione obbligatoria (Osservatorio Mediazione Civile n. 117/2012)
Con comunicato stampa del 24 ottobre 2012 dell’Ufficio Stampa di Palazzo della Consulta è stato reso noto che la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.
Dallo stesso comunicato stampa si apprende che la motivazione di tale decisione è legata all’eccesso di delega legislativa (1) (2).
(1) Si veda TAR Lazio: questione di legittimità costituzionale sulla mediazione obbligatoria, in Osservatorio Mediazione Civile n. 15/2012 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 117/2012
Etichette: questione di legittimità costituzionale
116/12. Questione di legittimità costituzionale: tutti i dati del ruolo dell’udienza pubblica del 23 ottobre 2012 (Osservatorio Mediazione Civile n. 116/2012)
In attesa della decisione della Consulta, riportiamo i dati riepilogativi della questione di legittimità sottoposta al Giudice delle leggi in materia di mediazione relativi al ruolo delle udienze pubbliche del 23 ottobre 2012 (1) (2).
N. DI RUOLO: 3
REGISTRO: ord. 268/2011
ATTO DI PROMOVIMENTO: ord. 12 aprile 2011 Tribunale amministrativo regionale del Lazio
- Organismo Unitario dell'Avvocatura (O.U.A.) ed altri c/Ministero della giustizia ed altri.
“artt. 5, c. 1° primo, secondo e terzo periodo e 16, c. 1° decreto legislativo 04/03/2010 n. 28
(Procedimento civile - Disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - Obbligatorietà del procedimento di mediazione per le controversie nelle materie elencate dall'art. 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010, configurazione del preventivo esperimento di esso come condizione di procedibilità della domanda giudiziaria.
Procedimento civile - Disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali - Prevista abilitazione degli enti pubblici o privati che diano garanzie di serietà ed efficienza a costituire gli organismi deputati a gestire il procedimento di mediazione)
- rif. artt. 24 e 77 Costituzione, in relazione ad art. 60, lett. c) e n) legge 18/06/2009 n. 69”.
per Organismo Unitario dell'Avvocatura - O.U.A. ed altri:
per "Associazione degli Avvocati Romani" e "Agire e Informare":
per Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze:
per Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano (Interveniente ad adiuvandum):
per Società Italiana Conciliazione Mediazione e Arbitrato Srl (SIC&A) (Interveniente ad opponendum) e per Associazione Nazionale Mediatori e Conciliatori (Interveniente ad opponendum):
Maria Cristina STRAVAGANTI
per Assomediazione - Associazione Italiana Organismi Privati di Mediazione e di Formazione per la Mediazione (**):
per Unioncamere - Unione Italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ed altri (**):
GIUDICE RELATORE: CRISCUOLO
(1) Fonte: sito web istituzionale della Corte Costituzionale.
(2) Si veda TAR Lazio: questione di legittimità costituzionale sulla mediazione obbligatoria, in Osservatorio Mediazione Civile n. 15/2012 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 116/2012
115/12. Mediazione delegata, organismo con regolamento che non limiti la facoltà del mediatore di formulare la proposta (Osservatorio Mediazione Civile n. 115/2012)
=> Trib. Vasto, 5 luglio 2012
Letto l’art. 5, secondo comma, del D. L.gs. 4 marzo 2010, n. 28 e ritenuto che la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti rendono particolarmente adeguato il ricorso a soluzioni amichevoli della medesima, anche in considerazione del contenuto delle proposte conciliative formulate nel corso del giudizio, il giudice invita i difensori e le parti ad attivare la procedura di mediazione per la soluzione della controversia, ricorrendo ad un qualsiasi organismo di conciliazione a condizione che il regolamento dell’ente non contenga clausole limitative della facoltà del mediatore di formulare una proposta conciliativa, subordinandone – in particolare – l’esercizio alla condizione della previa richiesta congiunta di tutte le parti (I).
Si ritiene che nella scelta dell’organismo di mediazione le parti si rivolgano ad enti il cui regolamento non contenga clausole limitative del potere, riconosciuto al mediatore dall’art. 11, secondo comma, del D. Lgs. n. 28/10, di formulare una proposta di conciliazione quando l’accordo amichevole tra le parti non è raggiunto, in particolare restringendo detta facoltà del mediatore al solo caso in cui tutte le parti gliene facciano concorde richiesta, in quanto tali previsioni regolamentari:
· frustrano lo spirito della norma (che è quello di stimolare le parti al raggiungimento di un accordo);
· non consentono al giudice di fare applicazione delle disposizioni previste dall’art. 13 del citato decreto, in materia di spese processuali, così vanificandone la ratio ispiratrice, tesa a disincentivare rifiuti ingiustificati di proposte conciliative ragionevoli (II).
La formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione.
Le recenti disposizioni del D.L. 22.06.2012 n. 83, il quale – modificando l’art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo – ha introdotto il comma 2 quinquies, a norma del quale “non è riconosciuto alcun indennizzo: […] c) nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, confermano la tendenza del legislatore ad introdurre nell’ordinamento meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali ostinatamente protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia, la cui individuazione – però – presuppone necessariamente la previa formulazione (o, comunque, la libera formulabilità) di una proposta conciliativa da parte del mediatore ed il suo raffronto ex post con il provvedimento giudiziale di definizione della lite (III).
(I) Si veda l’art. 5, comma 2 Decreto legislativo n. 28 del 2010 aggiornato alla c.d. manovra bis 2011, in Osservatorio Mediazione Civile n. 2/2011 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
(II) Si vedano gli artt. 11 e 13 Decreto legislativo n. 28 del 2010 aggiornato alla c.d. manovra bis 2011, in Osservatorio Mediazione Civile n. 2/2011 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
(III) Si veda Decreto legge n. 83/2012:escluso l’indennizzo per irragionevole durata del processo in caso diprovvedimento del giudice coincidente con la proposta conciliativa rifiutata, in Osservatorio Mediazione Civile n. 97/2012 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 115/2012
Tribunale di Vasto,
ritenuto che la formulazione di una proposta di conciliazione da parte del mediatore – tutte le volte in cui le parti non abbiano raggiunto un accordo amichevole ed anche in assenza di una richiesta congiunta delle stesse – costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione, vieppiù valorizzato dalle recenti disposizioni del D.L. 22.06.2012 n. 83, il quale – modificando l’art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, in tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo – ha introdotto il comma 2 quinquies, a norma del quale “non è riconosciuto alcun indennizzo: […] c) nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, con ciò confermando la tendenza del legislatore ad introdurre nell’ordinamento meccanismi dissuasivi di comportamenti processuali ostinatamente protesi alla coltivazione della soluzione giudiziale della controversia, la cui individuazione – però – presuppone necessariamente la previa formulazione (o, comunque, la libera formulabilità) di una proposta conciliativa da parte del mediatore ed il suo raffronto ex post con il provvedimento giudiziale di definizione della lite;
rinvia la causa, per il prosieguo, all’udienza del ---;
Etichette: Mediatore professionista, mediazione demandata, Organismi di mediazione, poteri del giudice, proposta del mediatore
114/12. Mancata partecipazione alla mediazione: elemento integrativo ma non decisivo (Osservatorio Mediazione Civile n. 114/2012)
=> Trib. Roma, Sez dist. Ostia, 5 luglio 2012
L’art. 8 d.lgs. n. 28 del 2010, relativamente alla mancata partecipazione senza giustificato motivo - della parte convocata – al procedimento di mediazione, prevede che il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’art. 116, co. 2, c.p.c.; norma richiamata nell’ambito della ricerca ed elaborazione di una serie di incentivi e deterrenti volti a indurre le parti a comparire in sede di mediazione al fine di pervenire a un accordo amichevole che prevenga o ponga fine alle liti. Ne consegue che equivarrebbe a tradire l’intento del legislatore svalutare la portata di tale norma considerandola una mera e quasi irrilevante appendice nel corredo dei mezzi probatori istituiti dall’ordinamento giuridico (I) (II).
Giammai la mancata comparizione in sede di mediazione potrà costituire argomento per corroborare o indebolire una tesi giuridica, che dovrà sempre essere risolta esclusivamente in punto di diritto; infatti lo strumento offerto dall’art. 116 c.p.c. attiene ai mezzi che il giudice valuta, nell’ambito delle prove libere (vale a dire dove si esplica il principio del libero convincimento del giudice precluso in presenza di prova legale ) ai fini dell’accertamento del fatto.
La mancata comparizione della parte regolarmente convocata davanti al mediatore costituisce di regola elemento integrativo e non decisivo a favore della parte chiamante, per l’accertamento e la prova di fatti a carico della parte chiamata non comparsa: secondo le circostanze del caso concreto gli argomenti di prova che possono essere tratti dalla mancata comparizione della parte chiamata in mediazione ed a carico della stessa nella causa alla quale la mediazione, obbligatoria o delegata, pertiene, a seconda dei casi possano costituire integrazione di prove già acquisite, ovvero unica e sufficiente fonte di prova.
(I) Si veda l’art. 8 Decreto legislativo n. 28 del 2010 aggiornato alla c.d. manovra bis 2011, in Osservatorio Mediazione Civile n. 2/2011 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
(II) Si veda l’art. 116 c.p.c. in Codice di procedura civile (fonte: IlProcessoCivile.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 114/2012
Occorre valutare le conseguenze della mancata partecipazione dei convenuti ritualmente convocati al procedimento di mediazione attivato dall’attrice, su impulso del giudice ex art.5 decr. lgsl. 28/10 secondo comma (mediazione delegata).
L’art.8 del decr. lgsl. 28/10 relativamente alla mancata partecipazione senza giustificato motivo - della parte convocata – al procedimento di mediazione prevede che il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.
In questo caso poi l’assicuratore aveva una doppia ragione per partecipare alla mediazione: da una parte la sussistenza dell’usuale conflitto di opinioni fra le parti che in questo caso verteva sulla sussistenza o meno dell’inadempimento ritenuto sussistente dall’attrice ed insussistente dai convenuti. Dall’altra la circostanza che il giudice aveva nella sostanza condiviso l’opinione dell’attrice, peraltro con motivazioni specifiche ed aderenti alle risultanze istruttorie.
condanna Agenzia assicurativa --- snc nonché di Assicurazioni --- spa in persona del suo legale rappresentante pro tempore al risarcimento dei danni che liquida in favore della parte attrice in persona del suo legale rappresentante pro tempore nella complessiva somma di euro --- oltre interessi legali dalla data della domanda al saldo;
condanna Agenzia assicurativa --- snc nonché di Assicurazioni --- spa in persona del suo legale rappresentante pro tempore, in solido, al pagamento delle spese di causa che liquida in favore della parte attrice in persona del suo legale rappresentante pro tempore in complessivi euro --- di cui euro --- per spese, oltre IVA e CAP;
Etichette: contratti assicurativi, mancata partecipazione alla mediazione, Mediazione e processo, poteri del giudice
113/12. Mancata partecipazione alla mediazione: elemento integrativo ma non decisivo (Osservatorio Mediazione Civile n. 113/2012)
Giammai la mancata comparizione in sede di mediazione potrà costituire argomento per corroborare o indebolire una tesi giuridica, che dovrà sempre essere risolta esclusivamente in punto di diritto. A favore o contro la parte non comparsa in mediazione (I) (II).
La mancata comparizione della parte regolarmente convocata davanti al mediatore costituisce di regola elemento integrativo e non decisivo a favore della parte chiamante, per l’accertamento e la prova di fatti a carico della parte chiamata non comparsa (I) (II).
Secondo le circostanze del caso concreto, gli argomenti di prova che possono essere tratti dalla mancata comparizione della parte chiamata in mediazione ed a carico della stessa nella causa alla quale la mediazione, obbligatoria o delegata, pertiene, a seconda dei casi, possano costituire integrazione di prove già acquisite, ovvero unica e sufficiente fonte di prova. Equivarrebbe infatti a tradire l’intento del legislatore della mediazione (art. 8 d.lgs. n. 28 del 2010, che richiama l’art. 116 c.p.c.) svalutare la portata di tale norma considerandola una mera e quasi irrilevante appendice nel corredo dei mezzi probatori istituiti dall’ordinamento giuridico (I) (II).
La sussistenza di un giustificato motivo per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione costituisce elemento che esonera dall’applicazione della sanzione prevista dalla legge e deve essere conseguentemente provato da chi lo invoca: nel caso di specie non avendo il conduttore neppure allegato alcuna giustificazione, il medesimo va condannato al versamento all’entrata del bilancio dello Stato della somma pari a quanto ammonta il contributo unificato dovuto per il giudizio (III).
(III) In tema di mediazione in materia di locazione si veda L’obbligatorietà della media-conciliazione nel processo locatizio ex art. 447-bis in Osservatorio Mediazione Civile n. 20/2012 (www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com).
Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 113/2012
Deve essere ben chiaro in primo luogo che giammai la mancata comparizione in sede di mediazione potrà costituire argomento per corroborare o indebolire una tesi giuridica, che dovrà sempre essere risolta esclusivamente in punto di diritto. A favore o contro la parte non comparsa in mediazione.
E come le presunzioni semplici ha come stella polare il criterio della prudenza (art.2729 c.c.) che deve illuminarne l’utilizzo da parte del giudice.
Nel caso in esame, infatti, sussistono come visto a carico del conduttore elementi documentali provenienti dalla stessa parte intimata, vale a dire la sottoscrizione di un contratto nel quale è stata esposta una causale della differenziazione in aumento dell’ammontare del canone di locazione commerciale rispetto al primo anno, che consentono di ritenere che il mancato pagamento da parte del medesimo dei canoni nella misura pattuita, anche alla luce della circostanza della mancata comparizione del conduttore davanti al mediatore pur essendo stato regolarmente convocato per l’esperimento di mediazione, costituisca inadempimento ingiustificato agli obblighi contrattuali.
dichiara risolto il contratto di locazione ---;
ordina --- il rilascio --- dell’immobile ---;
condanna --- al pagamento in favore dell’intimante dei canoni di locazione ---;
condanna --- in persona del suo legale rappresentante pro tempore al pagamento in favore dell’Erario della somma di €.111,00, oltre interessi dalla data della domanda fino al saldo; mandando alla cancelleria per la riscossione;
condanna --- in persona del suo legale rappresentante pro tempore al pagamento delle spese di causa ---.
Ostia, lì 5.7.2012
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