Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-28288-del-07-11-2018
Timestamp: 2020-05-27 16:06:43+00:00
Document Index: 51417709

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 108', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2033', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 28288 del 07/11/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 28288 del 07/11/2018
Cassazione civile sez. VI, 07/11/2018, (ud. 26/09/2018, dep. 07/11/2018), n.28288
sul ricorso 11122-2017 proposto da:
LA GENTILE SRL, alla quale è stata fusa per incorporazione GENTILE
SGUSCIATURA SRl, in persona dell’amministratore delegato,
difende unitamente agli avvocati DIEGO DIRUTIGLIANO, ERNESTINA
POLLAROLO;
ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTALE
EMANUELE DE ROSE, CARLA D’ALOISIO, ESTER ADA VITYA SCIPLINO, LELIO
MARITATO, GIUSEPPE MATANO;
avverso la sentenza n. 770/2016 della CORTE D’APPELLO di TORINO, DEL
che, con sentenza depositata il 5.1.2017, la Corte d’appello di Torino ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato decaduta la Gentile s.r.l. (alla quale è stata fusa per incorporazione la Gentile Sgusciatura s.r.l.) dai benefici di cui alla L. n. 350 del 2003, in ragione della tardività della richiesta di rimborso;
che avverso tale pronuncia la Gentile s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo due motivi di censura;
che, con il primo motivo, la ricorrente denuncia violazione degli artt. 2033 e 2035 c.c. in relazione al ius superveniens costituito dalla decisione della Commissione UE del 14.8.2015 e dall’art. 108, comma 3 TFUE, per avere la Corte di merito ritenuto che essa sarebbe incorsa in decadenza per non aver presentato la domanda di rimborso dei contributi già versati nel termine fissato dal D.L. n. 300 del 2006 (conv. con L. n. 17 del 2007) e successivamente prorogato al 31.7.2007, laddove il diritto de quo sarebbe maturato soltanto a seguito della decisione della Commissione che, pur rilevandone la natura di aiuto di Stato, ne avrebbe affermato la compatibilità con il diritto comunitario nei limiti dei danni effettivamente documentati;
che, con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione dell’art. 6, paragrafo 1, CEDU dell’art. 1, Protocollo addizionale n. 1 alla CEDU, e dell’art. 14 CEDU, per avere la Corte territoriale pronunciato la decadenza dal beneficio nonostante una simile conclusione confliggesse con il diritto ad un equo processo e con il diritto alla salvaguardia dei propri beni, discriminandola rispetto alle imprese che non avevano ottemperato ai propri obblighi contributivi;
che questa Corte ha ormai consolidato il principio secondo cui il termine del 31.7.2007, risultante per la presentazione delle domande di regolarizzazione L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, a seguito della proroga dell’originario termine del 31.7.2004 da parte del D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, comma 1, (conv. con L. n. 17 del 2017), si applica anche alle imprese abbiano già versato i contributi previdenziali, dovendosi ritenere irragionevole una distinzione tra coloro che non abbiano corrisposto i contributi e coloro che, invece, abbiano già effettuato il pagamento, in quanto la locuzione “regolarizzare la posizione”, di cui all’art. 4, comma 90 cit., include tanto l’ipotesi in cui la definizione della posizione previdenziale intervenga mediante il pagamento del 10% del dovuto, quanto duella in cui avvenga mediante il rimborso del 90% del versato (cfr. Cass. n. 12603 del 2016, cui hanno dato continuità, tra le altre, Cass. nn. 24988 del 2016 e 20740 del 2018);
che del pari consolidato è il principio secondo cui l’acclarata struttura unitaria del beneficio della regolarizzazione L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, esclude che possano trovare in specie applicazione le disposizioni concernenti la prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito oggettivo di cui all’art. 2033 c.c., giacchè in mancanza di (tempestiva) domanda di rimborso non può logicamente configurarsi alcun pagamento indebito, essendo la domanda amministrativa condizione necessaria per lo stesso sorgere del diritto al beneficio (così, espressamente, Cass. nn. 24933 e 24998 del 2016);
che, sulla scorta dei superiori principi, si e precisato che i benefici disposti dalla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, per i soggetti colpiti dall’alluvione piemontese del 1994, non sono soggetti alla riapertura dei termini prevista dalla L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665, atteso che tale disposizione concerne soltanto i beneficiari della regolarizzazione L. n. 289 del 2002, ex art. 9, comma 17, vale a dire i soggetti colpiti dal sisma siciliano del 1990 (cfr. Cass. nn. 24933 e 24988 del 2016, nonchè Cass. n. 20740 del 2018, già cit., che hanno espressamente disatteso il contrario avviso espresso per obiter dictum da Cass. nn. 6685 e 6686 del 2015);
che analogamente deve dirsi con riguardo alla paventata violazione dell’art. 1, Protocollo addizionale n. 1 alla CEDU, essendosi precisato che esso tutela sul piano convenzionale i soli crediti già accertati nonchè liquidi ed esigibili, ossia quelli che possano ritenersi parte del patrimonio dell’individuo (cfr. da ult. Cass. n. 25464 del 2018), mentre, costituendo nel caso di specie la (tempestiva) domanda amministrativa condizione necessaria per lo stesso sorgere del diritto al beneficio (così Cass. un. 24933 e 24998 del 2016, già citt.), nessun diritto in sua assenza poteva dirsi sorto in capo all’odierna ricorrente;
che le spese del giudizio di legittimità vanno interamente compensate tra le parti, in ragione della straordinaria complessità della disciplina e, in specie, del ius superveniens che ha dato luogo all’ordinanza interlocutoria n. 6106 del 2018, cit.; che, in considerazione del rigetto del ricorso, sussistono presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.