Source: http://naturagiuridica.com/solare-fotovoltaico.php?p=5
Timestamp: 2018-03-22 11:29:21+00:00
Document Index: 105329853

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 118', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'e contrario']

Conferenza di servizi, regioni e principio di sussidiarietà verticale
L'art. 12 c.10 del D lgs 387/03 prevede in tema di rapporto tra energie rinnovabili e contesto paesaggistico e ambientale che in prima istanza sia la Conferenza Unificata a dettare le regole su procedimento e criteri di inserimento degli impianti nel paesaggio; in seconda istanza (o meglio in chiave di attuazione) le singole regioni, le quali possono indicare le singole aree ed i siti specifici non idonei a tal fine. Le linee guida statali di cui al DM 10 settembre 2010 si pongono in linea di continuità con tale impostazione, in particolare laddove si afferma che le sole Regioni e le Province autonome possono porre limitazioni e divieti in atti di tipo programmatorio o pianificatorio per l’installazione di specifiche tipologie di impianti alimentati a fonti rinnovabili ed esclusivamente nell’ambito e con le modalità di cui al paragrafo 17. È il cosiddetto principio di sussidiarietà verticale di cui all’art. 118 Cost.
Piano paesaggistico provinciale e previsioni ex art. 12 D lgs 387/03
Le previsioni di cui all’art. 12 del D.Lgs n. 387/03 e quelle contenute nel Piano paesaggistico provinciale hanno un oggetto non sovrapponibile: in particolare, il secondo non intende disciplinare la localizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma si limita a prevedere differenti livelli di tutela per determinate zone, per alcuni dei quali non è consentita la realizzazione di impianti di produzione di energie. Dalla mancata adozione delle linee guida previste dal comma 10 del citato art. 12, comma 7, non si possono far discendere profili di illegittimità del piano paesaggistico, poiché le linee guida riguardano esclusivamente i criteri per il procedimento di autorizzazione unica ed esulano dalle più ampie valutazioni eseguite in sede di adozione di piano paesaggistico. La questione, peraltro, risulta oggi superata dall’adozione delle linee guida nazionali del 2010.
Posizionamento e dimensione; possibile incidenza negativa sulla fruibilità paesaggistica
È plausibile ritenere che la disposizione dei pannelli fotovoltaici in maniera da costituire un unico piano di rilevanti dimensioni e di altezza significativa possa incidere negativamente sulla fruibilità paesaggistica dei luoghi, in assenza di misure, indicate dalla stessa Soprintendenza, idonee a mitigare l’impatto ambientale costituite dal frazionamento della struttura con chiome di alberi. Nella specie, il Collegio ha respinto il ricorso con il quale si chiedeva l’annullamento di un parere del Ministero dei beni culturali ed ambientali, che aveva espresso parere contrario alla realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonti rinnovabili e alle opere connesse e le infrastrutture necessarie al loro funzionamento.
Fotovoltaico ad inseguimento; localizzazione; preclusione di alcune aree; motivazione; obbligo
Non è possibile escludere aree con destinazione non produttiva, che rappresentano una parte cospicua del territorio comunale, dalla realizzazione di una determinata tipologia di opere (gli impianti per produrre energia) fino ad allora permessa, perché altera le destinazioni d’uso, modificandone il contenuto, per di più in senso sfavorevole. Sebbene non possa in astratto venire del tutto precluso all'Amministrazione comunale di porre restrizioni all'installazione di impianti per la produzione di energia, si deve tuttavia trattare, perché siano legittime, di limitazioni puntuali, adeguatamente giustificate dalla peculiarità della situazione, dovendosi in generale presumere l'idoneità a ricevere tali impianti dell' intero territorio comunale, in disparte le aree sottoposte a vincoli paesaggistici o equivalenti.
Il sistema dei Certificati Verdi - Incentivi fonti rinnovabili
Il soddisfacimento dell’obbligo di produrre una quota minima di energia da fonti rinnovabili, introdotto dal D.LGS n. 79/99, il c.d. Drecreto Bersani, può avvenire sostanzialmente attraverso:  l’acquisto di certificati verdi, per una quantità corrispondente alla quota assoggettata all’obbligo;  la messa in esercizio di nuovi impianti alimentati da F.E.R., ai quali verranno concessi i relativi certificati verdi o, infine,  l’importazione di energia rinnovabile da altri paesi, che adottano analoghi strumenti di incentivo, su base di reciprocità.
I certificati verdi possono essere negoziati o attraverso contratti bilaterali, conclusi fra i detentori dei titoli e i produttori/importatori soggetti all’obbligo, oppure attraverso il libero scambio sul mercato organizzato e regolamentato dal G.M.E.