Source: http://www.sdanganelli.it/2017/02/
Timestamp: 2018-04-19 15:49:43+00:00
Document Index: 19053336

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 146', 'art. 1', 'art. 146', 'art. 9', 'sentenza ', 'art.21', 'art.21']

febbraio 2017 - Studio Legale Sdanganelli & AssociatiStudio Legale Sdanganelli & Associati
In memoria di Antonio Romano
Pubblicato il 24 febbraio 2017 da uxs04548
Un faro luminoso dell’Avvocatura si è spento lasciando una scia perenne nella memoria collettiva, nel foro e nella società civile.
Nello studio legale dell’avv. Antonio Romano il lavoro è stato intensamente vissuto in funzione delle persone – ciascuna con la propria individualità e dignità – finalizzato al soddisfacimento di interessi e diritti, valorizzando in senso etico la funzione difensiva assegnataci dalla Costituzione. E’stato lo spazio eletto in cui schiere di allievi, affascinati dalle qualità umane e professionali di un Maestro sapiente e benevolo, si sono formate nella interpretazione del diritto, intesa non già come mestiere, ma come attività culturale, frutto di un metodo basato sullo studio rigoroso di norme e libri. Si percepiva un clima da accademia.
L’unitarietà dell’ordinamento ha predicato ai suoi allievi, fondato sul primato del diritto civile, sostanziale e processuale, che fornisce gli strumenti per operare in ogni disciplina. Civilista purissimo, il Suo ingegno gli ha permesso, con l’avvento dei tribunali amministrativi regionali, di elaborare, da autentico giurisperito, un’ampia casistica processuale presso i giudici territoriali e superiori.
Fervore e austerità, calore e ironia, discussioni trascinanti e il demone dei termini processuali. Tante sigarette. ”Maestro, aria viziata, apro la finestra” “No! volano le carte dal tavolo”.
Ti ho conosciuto molto prima del tempo in cui avresti acceso in me la Tua stessa passione per il diritto. Ci ritrovavamo, d’estate, in un luogo arcadico insieme ai Tuoi amici che avrai già riabbracciato in una dimensione di felicità assoluta.
Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 23 febbraio 2017 n. 856
Pubblicato il 23 febbraio 2017 da uxs04548
In un territorio soggetto a dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 1 della l. n. 1497 del 1939 le valutazioni della competente Sopraintendenza avente a oggetto la posa di pannelli fotovoltaici sui manti di copertura di due fabbricati, – da esercitarsi in rapporto al principio fondamentale dell’art. 9 Cost – sono caratterizzate da un’ampia discrezionalità tecnico-valutativa, in quanto implicano l’applicazione di cognizioni tecnico – scientifiche specialistiche proprie di settori scientifici disciplinari, contraddistinte da margini di opinabilità. Ne consegue che l’apprezzamento compiuto dall’Amministrazione preposta alla tutela è sindacabile, in sede giudiziale, esclusivamente sotto i profili della logicità, coerenza e completezza della valutazione, considerati anche per l’aspetto concernente la correttezza del criterio tecnico e del procedimento applicativo prescelto, senza invadere la sfera riservata alle valutazioni attinenti alla compatibilità paesaggistica, di spettanza esclusiva della Soprintendenza, né di sconfinare nell’ambito di apprezzamenti di compatibilità paesaggistica o di “merito amministrativo -paesistico”, riservati all’organo periferico del Mibact. E’ illegittimo il parere sfavorevole di compatibilità paesaggistica reso dalla Sopraintendenza ai sensi dell’art. 146, comma 5, del t. u. n. 42 del 2004, alla posa di pannelli fotovoltaici se essa, oltre che favorita dall’ordinamento per esigenze di risparmio energetico, non arreca “ex se” alcun degrado all’ambiente circostante ed in sede istruttoria non sia stato tenuto in considerazione che, sull’area, il vincolo ex l. n. 1497 del 1939 è di tipo generico, ricadente in una zona non particolarmente sensibile, né sia stata valutata la proposta progettuale di creare uniformità di colore tra i pannelli da posizionarsi e la falda del tetto interessata dal loro posizionamento, prevedendone l’intera copertura con pannelli opachi di colore rosso mattone sovrapposti a coppi di color mattone.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato alcun, ambiente, ambito, amministrativo paesistico, amministrazione, apprezzamenti, apprezzamento, art. 1 della l. n. 1497/1939, art. 146, art. 9 Costituzione, circostante, coerenza, cognizioni, colore, compatibilità, completezza, copertura, coppi, correttezza, criterio tecnico, d. m. 24 marzo 1976, degrado, dichiarazione, discrezionalità, esclusiva, esigenze, fabbricati, falda, favorita, fotovoltaici, illegittimo, intera copertura, invadere, istruttoria vincolo, logicità, margini, merito, Mibact, non particolarmente sensibile, notevole interesse pubblico, opachi, opinabilità, ordinamento, organo, paesaggistica, pannelli, parere negativo pannelli fotovoltaici, periferico, posa, posizionamento, posizionarsi, profili, progettuale, proporzionalità, Proposta, ricadente, riservata, riservati, risparmio energetico, rosso mattone, scientifiche, scientifici, sconfinare, sede, senza, settori, sfera, sindacabile, Sopraintendenza, Soprintendenza, specialistiche, spettanza, t. u. n. 42 del 2004, tecnico, tecnico-valutativa, territorio, tetto, tipo generico, tutela, uniformità, valutazione, valutazioni, zona
Consiglio di Stato, Sezione Sesta, sentenza 16 febbraio 2017 n. 700
Pubblicato il 19 febbraio 2017 da uxs04548
L’amministrazione che solleva la non annullabilità, ai sensi dell’art.21-octies, comma 2, l. n.241/1990, del provvedimento impugnato ritenuto viziato da violazioni formali, ha l’onere di dimostrare a sostegno della sua tesi che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato, se anche avesse comunicato l’avvio del procedimento.
Pubblicato in diritto	| Contrassegnato adottato, annullabilità, art.21-octies, avvio del procedimento, comma 2, comunicazione, contenuto, dimostrare, dimostrazione, diverso, illegittimità, illegittimo, impugnato, l. n.241/1990, non annullabilità, onere, provvedimento, violazioni formali, viziato, vizio