Source: http://lucacampana.postilla.it/2013/06/06/perdite-su-crediti/
Timestamp: 2018-07-19 13:14:17+00:00
Document Index: 85099143

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 33', 'art. 12', 'art. 101', 'art. 6', 'art. 101', 'art. 101', 'art. 101']

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5. Le perdite di beni di cui al comma 1, commisurate al costo non ammortizzato di essi, e le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti, se il debitore e’ assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Ai fini del presente comma, il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto di omologazione dell’accordo di ristrutturazione o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito stesso. Il credito si considera di modesta entita’ quando ammonta ad un importo non superiore a 5.000 euro per le imprese di piu’ rilevante dimensione di cui all’articolo 27, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e non superiore a 2.500 euro per le altre imprese. Gli elementi certi e precisi sussistono inoltre quando il diritto alla riscossione del credito e’ prescritto. Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.”
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3 Commenti a “Perdite su crediti”
Scritto il 16-7-2013 alle ore 22:53
In sintesi, con le modifiche apportate dall’art. 33 co. 5 del DL 83/2012, viene consentita la deducibilità immediata delle perdite che si generano quando il debitore è assoggettato a:
-accordi di ristrutturazione del debito
Restano esclusi i piani attestati di risanamento.
Chiedo cortesemente conferma sul fatto che pochi dubbi permangono anche rispetto alle nuove fattispecie di composizione della crisi da sovraindebitamento, L. n. 3/2012 (accordo del debitore, piano del consumatore, liquidazione del patrimonio).
Infatti, è lo stesso “Schema di disegno della legge delega al governo per la riforma fiscale” che all’art. 12 lett.a indica, come uno degli obiettivi, la necessità di estendere il regime fiscale previsto per le procedure concorsuali anche ai nuovi istituti introdotti dalla riforma fallimentare e dalla normativa sul sovraindebitamento. In tal senso si è espresso anche il Consiglio Nazionale del Notariato nello studio 25-2012/E (p7-p8)
Scritto il 17-7-2013 alle ore 09:34
Commento acuto e interessante.
La disciplina dell’accordo di composizione della crisi si avvicina molto all’istituto del concordato preventivo e propendo per l’applicazione estensiva dell’art. 101, comma 5, TUIR anche alla “composizione della crisi”, partendo dal dato letterale.
L’art. 6, comma 1, della Legge n.3/2012, recita: «1. Al fine di porre rimedio alle situazioni di
sovraindebitamento non soggette né
assoggettabili a procedure concorsuali diverse da quelle regolate dal presente capo, é consentito al
debitore concludere un accordo con i creditori
Il dato testuale mi pare eloquente: la crisi da sovraindebitamento è una vera e propria procedura concorsuale, il che depone – come detto – per una interpretazione estensiva dell’art. 101 TUIR.
Un chiarimento da parte della Agenzia delle Entrate sarebbe auspicabile.
Ovviamente ove sussistano, tout court, gli elementi certi e precisi (credito di modesta entità e sei mesi dalla scadenza di pagamento) la deducibilità opererebbe comunque.
Scritto il 19-7-2013 alle ore 14:01
Grazie, concordo con Lei sull’ipotesi di interpretazione estensiva della disciplina contenuta nell’art. 101 del T.U.I.R., auspicando in tal senso un intervento interpretativo dell’Amministrazione finanziaria o legislativo. Questo funzionerebbe come incentivo a favore del ricorso agli strumenti di composizione della crisi da sovra-indebitamento mediante accordi con riduzione del debito.
In effetti, dovrebbe considerarsi decisivo per la valutazione degli elementi “certi e precisi” (richiesti dall’art. 101 del T.U.I.R.), il fatto che sia nell’ “accordo del debitore” sia nel “piano del consumatore” intervenga l’omologa del Tribunale (soggetto terzo e indipendente).