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Timestamp: 2020-01-28 13:42:00+00:00
Document Index: 13145960

Matched Legal Cases: ['art. 2728', 'art. 1147', 'art. 2728', 'art. 3', 'art. 2728', 'sentenza ']

Art. 2728 codice civile - Prova contro le presunzioni legali - Brocardi.it
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Articolo 2728 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2728 Codice civile
Contro le presunzioni sul fondamento delle quali la legge dichiara nulli certi atti o non ammette l'azione in giudizio non può essere data prova contraria, salvo che questa sia consentita dalla legge stessa (1).
(1) Le presunzioni legali possono essere assolute (iuris et de iure) nel caso non ammettano prova contraria, ovvero relative (iuris tantum) qualora consenta una prova avversa al ragionamento compiuto e, di conseguenza, ha l'effetto di determinare un'inversione dell'onere della prova (v. 2698) in quanto questa non sarà onere della parte che allega il fatto per il quale è prevista la presunzione, bensì dell'altra, che dovrà perciò dimostrare che la circostanza in questione non accadde. Ad esempio, colui che si vede sollevare contro una presunzione di paternità, dovrà dimostrare che, durante il periodo presunto del concepimento, la moglie aveva una relazione extraconiugale oppure che il marito era infermo in ospedale.
La norma dispone determinate presunzioni che si dicono legali, quando è la stessa legge ad attribuire ad un fatto valore di prova in ordine ad un'altra circostanza che viene appunto presunta (ad esempio, è presunzione legale quella che stabilisce che chi ha il possesso di una cosa altrui sia in buona fede ex art. 1147, comma 3).
“ Fictio iuris cessat, ubi veritas locum habere potest ”
Una presunzione cessa, quando la verità può aver luogo
“ Praesumptio cedit veritati ”
La presunzione cede di fronte alla verità
“ Praesumptio hominis ”
“ Probatio vincit praesumptionem ”
La prova vince sulla presunzione
Massime relative all'art. 2728 Codice civile
Cass. civ. n. 3288/2009
L'ufficio che procede ad accertamento dell'imposta sui redditi ai sensi dell'articolo 39, primo comma, lettera d), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, avvalendosi, ai sensi dell'art. 3, comma 181, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, dei parametri per la determinazione presuntiva dei ricavi, dei compensi e del volume d'affari previsti dal successivo comma 184, e poi specificati dal D.P.C.M. 29 gennaio 1996, non deve apportare alcun elemento atto a confortare il proprio diverso accertamento, perché gli elementi considerati nell'elaborazione dei parametri stessi e l'applicazione di questi ai dati esposti dal singolo contribuente hanno già i caratteri della presunzione legale, quali richiesti dal primo comma dell'art. 2728 cod. civ., e sono di per sé idonei a fondare un corrispondente accertamento, restando comunque consentito al contribuente di provare, anche con presunzioni, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice, l'inapplicabilità dei parametri alla sua posizione reddituale.
(Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 3288 del 11 febbraio 2009)