Source: http://filodiretto.confartigianatobelluno.eu/2020/07/domicilio-digitale-da-comunicare-entro-il-1-ottobre-per-imprese-e-professionisti/
Timestamp: 2020-08-12 21:15:19+00:00
Document Index: 23234524

Matched Legal Cases: ['art. 2630', 'art. 2194', 'art. 37', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2603', 'art. 16', 'art. 2194', 'art. 5']

﻿ Domicilio digitale da comunicare entro il 1° ottobre per imprese e professionisti – Filodiretto Confartigianato Imprese Belluno
22 luglio 2020 di Romina Manarin	/
Imprese e professionisti sono tenuti a comunicare al Registro Imprese e agli Ordini il proprio “domicilio digitale” entro il 1° ottobre 2020. In caso di mancata indicazione, le imprese incorreranno nella sanzione ex art. 2630 c.c. raddoppiata (o ex art. 2194 c.c. triplicata se imprese individuali) e i professionisti nella sospensione dall’Albo o elenco in cui sono iscritti, previa diffida ad adempiere.
Così prevede l’art. 37 del DL 76/2020 (decreto “Semplificazioni”), con l’obiettivo di completare il percorso di transizione digitale di imprese, professionisti e amministrazione, avviato con il DL 185/2008 e il DL 179/2012.
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 16 comma 7 del DL 185/2008, i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato sono tenuti a comunicare ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.
Il medesimo obbligo riguarda anche le imprese costituite in forma societaria (sia quelle già registrate, che quelle di nuova costituzione ex art. 16 commi 6 e 6-bis del DL 185/2008) e quelle individuali (art. 5 commi 1 e 2 del DL 179/2012).
Poiché l’obbligo di comunicare l’indirizzo di posta elettronica certificata (oggi “domicilio fiscale”) è rimasto largamente inattuato, il legislatore è intervenuto con la disposizione in commento, che introduce, tra le altre, le seguenti novità:
– il riferimento alla posta elettronica certificata, presente nelle norme citate, è sostituito dalla locuzione “domicilio digitale”, col solo fine di coordinare la terminologia a quella del DLgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e alla normativa europea. Il domicilio digitale, infatti, altro non è che un indirizzo di posta elettronica certificata, come definito dall’art. 1 comma 1 lett. n-ter) del DLgs. 82/2005;
– le imprese costituite in forma societaria diverse da quelle di nuova costituzione e che non vi hanno già provveduto devono comunicare il domicilio digitale al Registro Imprese nel termine del 1° ottobre 2020; in caso di mancata ottemperanza, sarà applicata una sanzione pari al doppio di quella prevista dall’art. 2603 c.c. (da 103 euro a 1.032 euro) e sarà assegnato d’ufficio un nuovo domicilio digitale (nuovo comma 6-bis dell’art. 16 del DL 185/2008);
– per le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale che non l’hanno già indicato, è previsto l’obbligo di comunicazione del domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020; in caso di mancato adempimento, previa diffida ad adempiere entro 30 giorni, trova applicazione il triplo della sanzione di cui all’art. 2194 c.c. (da 10 a 516 euro) e l’assegnazione d’ufficio di un nuovo domicilio digitale (nuovo comma 2 dell’art. 5 del DL 179/2012);
– per il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all’Albo o elenco a cui è iscritto, è disposto che il collegio o ordine di appartenenza diffidi il professionista ad adempiere entro 30 giorni. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, l’ordine o il collegio commina la sanzione della sospensione dall’Albo o elenco fino a quando non sarà comunicato il domicilio (nuovo comma 7-bis del DL 185/2008).
Anche le imprese di nuova costituzione, siano esse individuali o in forma societaria, sono tenute a corredare con l’indicazione del domicilio fiscale la domanda di iscrizione al Registro. In mancanza dell’indicazione, tuttavia, non si applicano le sanzioni amministrative pecuniarie di cui agli artt. 2603 c.c. e 2194 c.c., ma la domanda è sospesa in attesa dell’integrazione.
Possibili sanzioni anche per i domicili digitali inattivi
In caso di domicilio digitale inattivo, sia per le imprese costituite in forma societaria che per quelle individuali, il Conservatore dell’Ufficio del Registro delle imprese chiede all’impresa di indicare un nuovo domicilio digitale entro 30 giorni. Decorso tale termine senza che vi sia opposizione da parte della stessa società, il Conservatore procede alla cancellazione dell’indirizzo dal Registro delle imprese ed avvia contestualmente la procedura sanzionatoria, con assegnazione d’ufficio di un nuovo e diverso domicilio digitale.
Categoria: Aree, Fiscale Tag: fiscale, in evidenza
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