Source: https://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=3862
Timestamp: 2019-12-14 17:52:47+00:00
Document Index: 6668844

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 1226', 'art. 1226', 'art. 26', 'art. 30', 'art. 92', 'art. 96', 'art. 14', 'art. 1174', 'art. 1218', 'art. 1223', 'art. 12', 'art. 92']

Risarcimento danni · turismo · vacanza rovinata · viaggi · consumerismo · volo · cancellazione · immagine · civile
Ringraziamo del cortese invio tramite web del testo che seguo il gdp Italo Bruno.
"- la nozione di risarcimento supplementare di cui all’art. 12 del Regolamento n.261/04, dev’essere interpretata nel senso che, consente al Giudice Nazionale di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo, alle condizioni previste dalla convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo o dal diritto nazionale;
- Nel caso in cui siano stati lesi diritti della persona, come quello alla reputazione, per il discredito subito, il danno è in re ipsa e dovrà essere risarcito senza che incomba sul danneggiato l'onere di fornire la prova della sua esistenza; se invece viene dedotta la lesione della reputazione commerciale, l'altrui comportamento illecito rappresenta un semplice indizio dell'esistenza del danno, da valutare nel contesto di tutti gli altri elementi della situazione in cui si inserisce. Pertanto la parte che ha subito un pregiudizio alla propria immagine e reputazione commerciale e che invoca in proprio favore l'uso da parte del giudice del potere di liquidazione equitativa del danno, ha l'onere di provare, eventualmente anche con presunzioni, le sfavorevoli conseguenze patrimoniali derivategli dall’inadempimento contrattuale. Infatti il potere riconosciuto al giudice dall'art. 1226 c.c. di liquidare il danno con valutazione equitativa non esonera la parte interessata dall'obbligo di offrire al giudice elementi probatori circa la sussistenza del danno, esaurendosi l'apprezzamento equitativo del magistrato nella necessità di colmare quelle che sono le lacune inevitabili nella determinazione del preciso ammontare del danno. La valutazione equitativa del danno, cioè, presuppone che questo, pur non potendo essere provato nel suo preciso ammontare, sia certo nella sua esistenza ontologica; se tale certezza non sussiste, il potere discrezionale del giudice del merito, nonostante l'affermazione generica del diritto al risarcimento, non ha modo di estrinsecarsi e deve essere applicato il principio actore non probante reus absolvitur."
nelle cause iscritte ai numeri 7377/10 e 7378/10 R.G. - RIUNITE AI SENSI DELL’ART. 274 C.P.C. - Affari Contenziosi Civili - avente ad oggetto:
S.R.L. IPSLON, in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) – P.Iva (…) - elett.te dom.ta in (…) al C.so (…) N.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alle copie notificate degli atti di citazione;	CONVENUTA
S.A.S. ZETA, in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Via (…) n.(…) – P.Iva (…) - elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende giusta mandato in calce alle copie notificate degli atti di citazione;	CONVENUTA
S.p.A. OMEGA, in persona del legale rapp.te pro-tempore, con sede in (…) alla Piazza (…) n.(…) – P.Iva (…) - elett.te dom.ta in (…) alla Via (…) n.(…) presso lo studio dell’avv. (…) che la rapp.ta e difende in uno all’avv. (…) del Foro di (…) giusta mandato e delega in calce alla citazione per chiamata in causa;	CHIAMATA-CONVENUTA
- che, in data 23/12/09 acquistavano dalla Sas Zeta un pacchetto turistico (n.09/002178) emesso dalla Srl Ipslon per il periodo 30/12/09-3/1/10, con destinazione Parigi;
- che, il giorno 29/12/09 veniva comunicato loro che il volo per Parigi non sarebbe più partito dall’aeroporto di Napoli-Capodichino, bensì da Roma che, sarebbe stata raggiunta a mezzo autobus con partenza da Napoli-Capodichino;
- che, giunti all’aeroporto di Napoli veniva comunicato un ulteriore cambio di programma e, cioè, che la partenza sarebbe avvenuta da Napoli con un altro volo (QS n.101) alle ore 13,15 che, veniva, poi, spostato alle ore 19,00 e, successivamente cancellato definitivamente;
- che, per tutta la giornata del previsto imbarco non veniva loro data alcuna assistenza e/o comunicazione;
- che, tale incresciosa situazione, non supportata da nessun’altra soluzione alternativa, li costringeva a rinunciare alla vacanza e procurava loro notevolissimi disagi materiali e morali;
- che, a nulla è valsa la richiesta di risarcimento danni avanzata alla Srl Ipslon ed alla Sas Zeta a mezzo racc.te a.r. n.1349940443-1, 13499404042-0, 13501461116-1 e 13501461117-3 ricevute l’11/1/10.
La Sas Zeta non ha provato, così come asserito, la perdita della clientela mediante la produzione in giudizio delle scritture contabili attestanti la diminuzione del volume d'affari e, né il danno alla reputazione commerciale attraverso la sussistenza di presunzioni gravi, precise e concordanti, dalle quali potesse evincersi l'effettiva verificazione del pregiudizio.
Nel caso in cui siano stati lesi diritti della persona, come quello alla reputazione, per il discredito subito, il danno è in re ipsa e dovrà essere risarcito senza che incomba sul danneggiato l'onere di fornire la prova della sua esistenza; se invece viene dedotta la lesione della reputazione commerciale, come nel caso di specie, l'altrui comportamento illecito rappresenta un semplice indizio dell'esistenza del danno, da valutare nel contesto di tutti gli altri elementi della situazione in cui si inserisce. Pertanto la parte che ha subito un pregiudizio alla propria immagine e reputazione commerciale e che invoca in proprio favore l'uso da parte del giudice del potere di liquidazione equitativa del danno, ha l'onere di provare, eventualmente anche con presunzioni, le sfavorevoli conseguenze patrimoniali derivategli dall’inadempimento contrattuale. Infatti il potere riconosciuto al giudice dall'art. 1226 c.c. di liquidare il danno con valutazione equitativa non esonera la parte interessata dall'obbligo di offrire al giudice elementi probatori circa la sussistenza del danno, esaurendosi l'apprezzamento equitativo del magistrato nella necessità di colmare quelle che sono le lacune inevitabili nella determinazione del preciso ammontare del danno. La valutazione equitativa del danno, cioè, presuppone che questo, pur non potendo essere provato nel suo preciso ammontare, sia certo nella sua esistenza ontologica; se tale certezza non sussiste, il potere discrezionale del giudice del merito, nonostante l'affermazione generica del diritto al risarcimento, non ha modo di estrinsecarsi e deve essere applicato il principio actore non probante reus absolvitur.
- la Spa Omega si obbliga a tenere indenne l’assicurata di quanto questa sia tenuta a pagare a titolo di risarcimento (capitale, interessi e spese) per danni corporali, materiali e patrimoniali involontariamente cagionati ai propri clienti in conseguenza di un fatto accidentale verificatosi in relazione ai rischi descritti (art. 26);
- nel caso di richieste di risarcimento provenienti dai clienti dell’assicurato, restano esclusi dall’assicurazione gli importi dovuti a titolo di restituzione totale o parziale del costo del pacchetto o servizio turistico acquistato o dell’eventuale minor valore della prestazione eseguita rispetto alla prestazione dovuta (art. 30).
E’ pacifica la circostanza dell'avvenuto acquisto, da parte degli attori, in data 23/12/09, del pacchetto di viaggio organizzato dalla Srl Ipsoln, verso il corrispettivo di € 675,00 ciascuno. Tale pacchetto comprendeva un volo diretto, andata e ritorno, da Napoli a Parigi, con volo charter e n. 5 giorni e 4 notti presso Hotel ... ... S.... *, come indicato in dettaglio nel contratto di viaggio.
E' dunque evidente che la cancellazione del volo ha fatto sorgere in capo al tour operator sia l'obbligo di effettuare a favore degli attori, in via alternativa, una delle prestazioni elencate all'art. 92, sia un obbligo risarcitorio in conseguenza del fatto del vettore di cui il tour operator si è servito nell'adempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto.
L’odierna convenuta, Srl Ipslon tuttavia, invoca l’applicazione dell'art. 96 del D.L.vo 206/2005, secondo il quale la responsabilità del “Tour Operator” è esclusa quando “la mancata o inesatta esecuzione del contratto è dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore”.
Ciò dimostra, pertanto, l'insussistenza di una causa di forza maggiore, quale invocata dalla convenuta, nei confronti degli odierni istanti.
- L'organizzatore o venditore di un pacchetto turistico, secondo quanto stabilito nell'art. 14 del d.lgs. n. 111 del 1995, emanato in attuazione della direttiva n. 90/314/CEE ed applicabile ai rapporti sorti anteriormente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 206 del 2005 (Codice del Consumo), è tenuto a risarcire qualsiasi danno subito dal consumatore, a causa della fruizione del pacchetto turistico, anche quando la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altri prestatori di servizi (come il vettore, nella specie), salvo il diritto a rivalersi nei confronti di questi ultimi (Cass . Sez. 3, Sentenza n. 5531 del 29/2/08).
Che interessi di natura non patrimoniale possano assumere rilevanza nell’ambito delle obbligazioni contrattuali, è confermato dalla previsione dell’art. 1174 c.c., secondo cui la prestazione che forma oggetto dell’obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere ad un interesse, anche non patrimoniale, del creditore. L’art. 1218 c.c., nella parte in cui dispone che il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, non può quindi essere riferito al solo danno patrimoniale, ma deve ritenersi comprensivo del danno non patrimoniale, qualora l’inadempimento abbia determinato lesione di diritti inviolabili della persona. Ed eguale più ampio contenuto va individuato nell’art. 1223 c.c., secondo cui il risarcimento del danno per l’inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta, riconducendo tra le perdite e le mancate utilità anche i pregiudizi non patrimoniali determinati dalla lesione dei menzionati diritti. Quanto all’ulteriore somma richiesta dagli attori per il risarcimento del c.d. danno da vacanza rovinata, per giurisprudenza ormai consolidata sia di merito che di legittimità (con l'autorevole avallo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Sezione III, Sentenza 13 ottobre 2011 – C-8310: la nozione di risarcimento supplementare di cui all’art. 12 del Regolamento n.261/04, dev’essere interpretata nel senso che consente al Giudice Nazionale di concedere il risarcimento del danno, incluso quello di natura morale, occasionato dall’inadempimento del contratto di trasporto aereo, alle condizioni previste dalla convenzione per l’unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo o dal diritto nazionale) tale danno può farsi rientrare nella previsione dell'art. 92 comma 2 del D.Lgs 206/2005; esso può essere descritto come quel pregiudizio che si sostanzia nel disagio e nell'afflizione subiti dal turista-viaggiatore per non avere potuto godere pienamente, o per niente come nel caso di specie, della vacanza come occasione di svago e/o di riposo.
Nel caso di specie il danno può ritenersi provato in via presuntiva, in quanto, con l'annullamento del viaggio a Parigi, gli attori hanno perso un’occasione di vedere luoghi agognati e di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo.
Risarcimento danni Turismo Vacanza rovinata Viaggi Consumerismo Volo Cancellazione Immagine Civile