Source: https://annuario.isprambiente.it/ada/downreport/html/7017
Timestamp: 2019-08-24 15:25:24+00:00
Document Index: 124912424

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 17', 'art17', 'art.17', 'art 17', 'art. 17', 'art 17', 'art. 17', 'art. 17']

La Direttiva Habitat (92/43/CEE) rappresenta uno dei principali pilastri della politica comunitaria per la conservazione della natura. L’indicatore si basa sui dati forniti dall’Italia per il reporting periodico richiesto agli Stati Membri dall’art. 17 della Direttiva. L’indicatore fornisce un quadro di sintesi dello stato di conservazione complessivo dei tipi di habitat terrestri presenti sul territorio nazionale evidenziandone la distribuzione quantitativa a livello di regioni biogeografiche e nelle diverse classi di stato di conservazione. Lo stato di conservazione deve considerarsi negativo in quanto il 68% delle valutazioni degli habitat risulta inadeguato o cattivo.
Indicatore di stato che mette in evidenza la ricchezza degli habitat terrestri tutelati dall’allegato 1 della Direttiva 92/43/CEE presenti in Italia e valutati per regione biogeografica di appartenenza e il relativo stato di conservazione definito secondo gli standard previsti dal sistema europeo per la rendicontazione ex art. 17 (per approfondimenti si veda il sito http://cdr.eionet.europa.eu/help/habitats_art17).Si riporta inoltre la consistenza numerica, nei territori regionali, degli habitat rendicontati per regione biogeografica.
Descrivere la ricchezza di habitat terrestri d’interesse comunitario a scala nazionale e regionale e presentarne lo stato di conservazione definito a livello biogeografico.
Direttiva 92/43/CEE (Direttiva “Habitat”)
DPR 357/97 e s.m.i. (recepimento in Italia della Direttiva Habitat)
La Direttiva Habitat (92/43/CEE) rappresenta uno dei principali pilastri della politica comunitaria per la conservazione della natura. L’articolo 1 di tale Direttiva stabilisce come obiettivo generale per gli Stati Membri della Comunità Europea il raggiungimento di uno Stato di Conservazione Favorevole (FCS) per tutti i tipi di habitat elencati nell'allegato I presenti sul territorio nazionale.
Lo Stato di Conservazione Favorevole rappresenta la situazione in cui un habitat prospera in termini di qualità ed estensione dell'area che occupa, ed esistono buone buone prospettive per cui tali condizioni restino stabili anche in futuro. La situazione di condizione favorevole deve quindi essere definita, raggiunta e mantenuta.
Evans D. & Arvela M., 2011. Assessment and reporting under Article 17 of the Habitats Directive Explanatory Notes & Guidelines for the period 2007-2012. Final draft April 2011. European Topic Center on Biological Diversity. http://bd.eionet.europa.eu/article17/reference_portal
MATTM - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 2008. Attuazione della Direttiva Habitat e stato di conservazione di habitat e specie in Italia. Palombi ed.
Zivkovic L., E. Biondi, S. Pesaresi, C. Lasen, G. Spampinato, P. Angelini, 2017. The third report on the conservation status of habitats (Directive 92/43/EEC) in Italy: processes, methodologies, results and comments. Plant Sociology 54 (2): 51-64
https://bd.eionet.europa.eu/article17/reports2012/habitat/summary/ (sito Eionet - European Topic Centre on Biological Diversity: Habitat assessments at EU biogeographical level)
https://bd.eionet.europa.eu/activities/Reporting/Article_17/Reports_2013/Member_State_Deliveries (sito Eionet - European Topic Centre on Biological Diversity: Reporting under Article 17 of the Habitats Directive (period 2007-2012) Member States Deliveries
Nonostante il grande miglioramento metodologico compiuto attraverso la definizione, nel 2011, delle linee guida europee per la valutazione degli habitat, le carenze conoscitive che ancora rimangono e la disomogeneità dei dati a livello nazionale non hanno permesso di attribuire lo stato di conservazione a tutti gli habitat d’interesse comunitario presenti sul territorio nazionale. Pur emergendo importanti elementi positivi legati al fatto che le conoscenze riguardanti gli habitat sono sempre più approfondite, per una completa attendibilità dei dati sono richiesti monitoraggi specifici. Inoltre, sebbene le metodologie siano standardizzate a livello europeo, ancora molto spazio viene dato alla valutazione attraverso “giudizio dell’esperto” utilizzato per lo più per ovviare alla carenza di dati. Si sottolinea inoltre la necessità di approfondire ricerca e monitoraggio per affrontare la quantificazione di valori favorevoli di riferimento, elementi fondanti per le valutazioni.
La messa a regime di un piano nazionale di monitoraggio degli habitat d’interesse comunitario in grado di ottimizzare il lavoro di raccolta dati in un’ottica di efficienza ed efficacia.
Acquisizione dei dati di reporting ex art.17 tramite i siti dedicati
Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F., 2014. Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti, 194/2014
www.reportingdirettivahabitat.it (sito italiano del Reporting della Direttiva Habitat)
La valutazione dello stato di conservazione dei tipi di habitat elencati nell’allegato I della Direttiva Habitat viene effettuata secondo metodologie standardizzate a livello europeo. Lo stato di conservazione complessivo di ciascun habitat, all’interno di ciascuna regione biogeografica di presenza, deriva dal calcolo di singoli parametri che riguardano range, area occupata, struttura e funzioni, prospettive future (per ulteriori approfondimenti si veda Evans & Arvela, 2011).
Lo stato di conservazione viene calcolato tramite l’applicazione di una matrice di valutazione elaborata a livello europeo allo scopo di standardizzare i risultati. A ciascun tipo di habitat e per ciascuna regione biogeografica viene assegnato un valore di stato di conservazione complessivo tra i seguenti:
- Favorevole (FV) se i valori dei parametri risultano tutti e quattro Favorevoli (FV),
- Sfavorevole-Inadeguato (U1) quando almeno uno dei parametri è Inadeguato (U1) e nessuno ha valore Cattivo (U2),
- Sfavorevole-Cattivo (U2) quando almeno uno dei parametri ha valore Cattivo (U2);
- Sconosciuto (XX) quando almeno due parametri sono Sconosciuti (XX) e nessuno ha valore Inadeguato (U1) o Cattivo (U2).
L’indicatore riporta (figure 1 e 2) i numeri delle schede di reporting delle valutazioni effettuate nel terzo report ex art 17. L’indicatore mostra (figura 3) anche il numero di habitat di interesse comunitario rendicontati in ciascuna Regione Amministrativa italiana (per regione biogeografica). In particolare, essendo il reporting realizzato su base biogeografica, viene mostrato il numero di habitat presenti in ciascuna parte di Regione ricadente in una diversa regione biogeografica. Ad esempio per la Regione Lazio, che ricade in parte nella Bioregione Mediterranea ed in parte nella Bioregione Alpina, vengono mostrati i numeri di habitat rendicontati per questi due ultimi territori (rispettivamente 67 e 45).
Le informazioni raccolte ed elaborate per la compilazione dei Rapporti nazionali nel contesto della Direttiva Habitat, rappresentano una fonte di dati importante per misurare lo stato di conservazione degli habitat terrestri d’interesse comunitario. L’indicatore presenta una buona affidabilità e validazione, una discreta comparabilità nel tempo e nello spazio.
Lo stato di conservazione deve considerarsi negativo in quanto il 68% delle valutazioni degli habitat risulta inadeguato o cattivo. La valutazione dei trend non è al momento possibile per carenza di dati e per il cambiamento metodologico avvenuto tra l’ultimo report ex art. 17 (periodo 2007-2012) ed il precedente (2001-2006).
La figura 1 mostra la suddivisione in categorie di stato di conservazione delle schede di reporting elaborate per gli habitat terrestri nel terzo report ex art 17, riferito al periodo 2007-2012. Il 68% degli habitat terrestri di interesse comunitario del nostro Paese è in uno stato di conservazione cattivo (28%) o inadeguato (40%), solo il 22% è in uno stato di conservazione favorevole, inoltre in 24 casi (il 9,5%) non è stato possibile attribuire uno stato di conservazione complessivo.
Analizzando lo stato di conservazione complessivo degli habitat per regione biogeografica (Fig. 2) si rileva che la maggior percentuale di habitat in stato di conservazione non soddisfacente è presente nella regione alpina, dove il 75% (57 habitat su 76) è in uno stato di conservazione inadeguato o cattivo. Anche nelle altre regioni, tuttavia, la percentuale degli habitat in stato di conservazione non soddisfacente è piuttosto elevata: per il 71% dei casi nella regione continentale (59 habitat su 83) e per il 61% nella mediterranea (58 habitat su 94).
In figura 3 può essere osservato il numero di habitat rendicontati in ciascuna Regione Amministrativa italiana, ripartiti nelle diverse Bioregioni. Ciò rende conto della ricchezza di habitat di Interesse Comunitario distribuiti nel territorio italiano. Si tenga presente che uno stesso habitat si può ritrovare nelle diverse Bioregioni comprese nel territorio di una certa Regione e, naturalmente, in Regioni Amministrative diverse. Considerando inoltre che la ricchezza di habitat è funzione sia della superficie territoriale, sia della diversità di ambienti che la caratterizza, si può osservare, dalla figura 3, che la Bioregione mediterranea in Toscana è quella in assoluto con più habitat (78), assai ben rappresentata però anche nel Sud Italia con 70 habitat in Calabria, 67 in Basilicata e 66 in Sicilia. Alla Bioregione continentale possono essere ascritti 71 habitat in Emilia Romagna, mentre quella alpina ne presenta 64 in Piemonte.
Titolo: Figura 1: Stato di conservazione complessivo degli habitat terrestri di Direttiva 92/43/CEE: numero di schede di reporting e distribuzione percentuale, sul totale delle valutazioni effettuate, delle 4 classi di stato di conservazione
Fonte: Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F., 2014. Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti, 194/2014
Fig. 1dati
Sheet 1: Fig. 1
Figura 1: Stato di conservazione complessivo degli habitat terrestri di Direttiva 92/43/CEE: numero di schede di reporting e distribuzione percentuale, sul totale delle valutazioni effettuate, delle 4 classi di stato di conservazione.
Overall assessment N. di habitat
Favorevole 55
Inadeguato 102
Cattivo 72
Titolo: Figura 2: Stato di conservazione degli habitat terrestri di Direttiva 92/43/CEE per Regione Biogeografica: numero di schede di reporting per ciascuna categoria di stato di conservazione in ciascuna Regione Biogeografica
Fig. 2dati
Sheet 1: Fig. 2
Figura 2: Stato di conservazione degli habitat terrestri di Direttiva 92/43/CEE per Regione Biogeografica: numero di schede di reporting per ciascuna categoria di stato di conservazione in ciascuna Regione Biogeografica.
Assessment Reg. Biog. Alpina Reg. Biog. Continentale Reg. Biog. Mediterranea a: esclusi dall'indicatoreMMED
Favorevole 12 18 25 3
Inadeguato 30 30 42 3
Cattivo 27 29 16
Sconosciuto 7 6 11 3
% 15.7894736842105 21.6867469879518 26.5957446808511
% 39.4736842105263 36.144578313253 44.6808510638298
% 35.5263157894737 34.9397590361446 17.0212765957447
% 9.21052631578947 7.2289156626506 11.7021276595745
tot. N. HT nella reg. bio 76 83 94 a: nel totale non è presente HT 2150 "Lagune" considerato MMED in questo report253 a: dati per verifica calcoli262
% 100 100 100 N. totale HT terrestri N. totale HT compresi marini
Titolo: Figura 3: Numero di habitat di Direttiva 92/43/CEE rendicontati nelle Regioni Amministrative italiane, ripartiti per Regione Biogeografica di presenza
Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati del III Report ex art. 17 tratti da: Genovesi, Angelini, Bianchi, Dupré, Ercole, Giacanelli, Ronchi, Stoch, 2014. Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti, 194/2014; www.reportingdirettivahabitat.it
Fonte: Elaborazioni ISPRA su dati del III Report ex art. 17 tratti da:
Genovesi, Angelini, Bianchi, Dupré, Ercole, Giacanelli, Ronchi, Stoch, 2014. Specie e habitat di interesse comunitario in Italia: distribuzione, stato di conservazione e trend. ISPRA, Serie Rapporti, 194/2014
Figura 3: Numero di habitat di Direttiva 92/43/CEE rendicontati nelle Regioni Amministrative italiane, ripartiti per Regione Biogeografica di presenza.
Numero di habitat Sconosciuto Favorevole Unfavourable Inadequate Unfavourable Bad Sfavorevole (calcolo per ISTAT) Tot habitat Tot habitat
Piemonte ALP 64 ALP 4 10 27 23 50 64 64
Piemonte CON 56 CON 6 14 20 16 36 56 56
Piemonte MED 43 MED 8 13 16 6 22 43 43
Valle d'Aosta ALP 51 ALP 10 18 23 41 51 51
Lombardia ALP 58 ALP 2 9 23 24 47 58 58
Lombardia CON 50 CON 5 12 18 15 33 50 50
Trento ALP 59 ALP 10 24 25 49 59 59
Bolzano ALP 53 ALP 1 9 21 22 43 53 53
Veneto ALP 55 ALP 10 22 23 45 55 55
Veneto CON 55 CON 2 11 21 21 42 55 55
Friuli V G ALP 53 ALP 1 10 21 21 42 53 53
Friuli V G CON 52 CON 11 22 19 41 52 52
Liguria ALP 49 ALP 3 10 24 12 36 49 49
Liguria CON 43 CON 5 14 15 9 24 43 43
Liguria MED 65 MED 9 20 28 8 36 65 65
Emilia Romagna CON 71 CON 6 16 26 23 49 71 71
Toscana CON 53 CON 5 15 20 13 33 53 53
Toscana MED 78 MED 10 22 33 13 46 78 78
Umbria CON 40 CON 1 12 18 9 27 40 40
Umbria MED 42 MED 6 13 18 5 23 42 42
Marche CON 60 CON 2 17 23 18 41 60 60
Lazio ALP 45 ALP 6 10 17 12 29 45 45
Lazio MED 67 MED 6 20 30 11 41 67 67
Abruzzo ALP 46 ALP 6 10 18 12 30 46 46
Abruzzo CON 54 CON 2 18 20 14 34 54 54
Abruzzo MED 47 MED 3 19 21 4 25 47 47
Molise CON 25 CON 2 3 8 12 20 25 25
Molise MED 60 MED 4 19 27 10 37 60 60
Campania MED 59 MED 2 18 29 10 39 59 59
Puglia MED 53 MED 13 27 13 40 53 53
Basilicata MED 67 MED 2 22 32 11 43 67 67
Calabria MED 70 MED 3 21 36 10 46 70 70
Sicilia MED 66 MED 1 17 36 12 48 66 66
Sardegna MED 53 MED 2 12 29 10 39 53 53