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Timestamp: 2019-12-14 16:39:30+00:00
Document Index: 76027864

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 12', 'art. 69', 'art. 21', 'art. 33', 'art. 142', 'art. 146']

News Archivi - Pagina 94 di 103 - Studio Legale Avvocato Santi Delia
Studio Legale Santi Delia 19 Marzo 2012 0 Commento
L’appello è già stato notificato e depositato innanzi al C.G.A.
Nei prossimi mesi sapremo la data di trattazione.
Non siamo soliti commentare le sentenze di primo grado ma, ove vi siano i presupposti, appellarle ed ivi spiegare le ragioni del nostro dissenso.
In questo caso, tuttavia, le ragioni che ci hanno già convinto ad annunciare l’appello avverso la sentenza del T.A.R. e prendere posizione sul comunicato stampa diramato dall’Ateneo, sono dovute ad una errata ricostruzione dell’operato della commissione in punto di fatto, su cui è basato l’intero iter argomentativo di cui in sentenza.
La commissione, quindi, a differenza di quanto ha scritto il T.A.R., non si è limitata a verificare la coincidenza dei due codici visibile dall’esterno delle buste ma ha verificato anche che a quel determinato nome corrispondesse quel determinato codice.
Proprio in ragione di tale presupposto fuorviante secondo il T.A.R. “il controllo della Commissione, in sede di consegna delle relative schede, il giorno – 5.9.2011 – della prova, non ha implicato alcun formale abbinamento (tra i nominativi e gli elaborati medesimi) tale da pregiudicare la trasparenza del successivo procedimento di correzione; a meno di volere ipotizzare condotte fraudolente e penalmente rilevanti”.
Proprio in ragione di tale errore di fatto, il T.A.R. arriva a sostenere che la commissione aveva “il preciso DOVERE di accertare la corrispondenza del codice identificativo del candidato, visibile nella “finestra trasparente” della busta contenente la scheda anagrafica, con quello visibile nella analoga “finestra” presente nella busta contenente la scheda-quiz”.
In realtà, come detto sopra, non essendosi limitata la Commissione alla verifica dei codici visibili dalle finestre trasparenti ma, al contrario, ha verificato la corrispondenza del Vostro nome apposto sull’anagrafica rispetto al codice contenuto nella scheda risposte .
Questo l’errore di fondo che, a nostro parere, ha condizionato l’intero ragionamento del T.A.R.
Il TAR sembra essersi convinto che la verifica dell’abbinamento CODICE-CANDIDATO sia necessaria “per evitare episodi di fraudolenta sostituzione di schede tra i candidati testimoniati, purtroppo, dalle cronache di qualche anno addietro)“.
Avevamo spiegato che, da qualche anno, non è più possibile portarsi l’amico o il papà che ti fa il test giacchè la divisione per aula è in base all’età e i quiz sono formulati in modo tale che nessuno studente, se non studia approfonditamente per i test, è capace di aiutare un altro. Il candidato che vuole un aiuto dovrebbe essere così fortunato da trovarsi un genio, della sua età, che non sia interessato all’ammissione e che abbia pure il suo stesso cognome o giù di li.
Lo scambio, inoltre, con l’amico o il papà non può avvenire fuori dall’aula giacchè le nuove norme dispongono che “è consentito lasciare l’aula solo trenta minuti prima della conclusione della prova”. Abbiamo dei verbali di altre Università, infatti, che dimostrano che non si può andare in bagno pena l’esclusione e, anche a Messina, in un caso eccezionale, un candidato è stato accompagnato al wc personalmente da un vigilantes. Nessuno scambio quindi poteva avvenire.
La preoccupazione del T.A.R. è quindi platealmente in contrasto con quanto prevede la legge che regola il vostro concorso.
Siamo rammaricati, inoltre, del fatto che il T.A.R. abbia omesso di chiarire le conseguenze sulla validità della prova con riguardo alla sparizione dei plichi. Sulla vicenda, infatti, avevamo proposto separati motivi aggiunti (pubblicati persino sul sito d’Ateneo) della cui esistenza non si da conto nè in fatto nè in diritto della sentenza.
Per il resto delle censure, invece, il T.A.R. ritiene “nessuna delle addotte censure appare meritevole di essere condivisa (quanto meno in termini di rilevanza sostanziale)” affermando, quindi, che si sia trattato di mere circostanze formali.
In particolare, nonostante il D.M. 15 giugno 2011 (art. 12 dell’allegato I) chiarisce che “la rappresentanza del MIUR presso il CINECA”, avrebbe dovuto “verificare che siano state rispettate le procedure previste nel presente decreto” ed avrebbe dovuto “autorizza[re] il Consorzio stesso alla determinazione del punteggio di ciascun elaborato” e quindi, in particolare, avrebbe dovuto verificare l’integrità dei plichi, manca un verbale che attesti tale circostanza. Non riusciamo a comprendere, pertanto, come avremmo potuto fare a dimostrare che “siano stati rinvenute buste o altri plichi manomessi” (così a pag. 8 della sentenza) quando manca un qualsiasi verbale che attesti l’integrità dei plichi una volta giunti al CINECA e SOPRATTUTTO L’UNIVERSITA’ HA DENUNCIATO DI AVER SUBITO IL FURTO DEI PLICHI.
Ci conforta poco, pertanto, che il T.A.R. dia atto della “pur abile ed ampia difesa dei ricorrenti” (pag. 8) nella rappresentazione dei fatti giacchè tali fatti sembrano, in realtà, da esso erroneamente percepiti.
Siamo fiduciosi, pertanto, che trattandosi di un’evidente errata percezione delle circostanze in punto di mero fatto, in sede di appello si riesca a fare luce sulla vicenda nell’interesse non solo dei ricorrenti ma di tutte le migliaia di studenti partecipanti alla prova.
A nostro parere, infatti, la difesa di un metodo (comunque) astrattamente idoneo a violare le garanzie di segretezza concorsuali con conseguente identificazione e abbinamento dei compiti ai candidati non può giovare all’Ateneo Messinese e alla sua immagine. Il Consiglio di Stato (parere n. 3672/11) ci ha già dato ragione ritenendo “sufficiente la mera, astratta possibilità dell’avverarsi di una tale evenienza” e ora andremo proprio in appello per colpire non l’Università di Messina ma il metodo che propina da dieci anni a questa parte. Non basterebbe, ci chiediamo, uniformarsi ai criteri degli altri Atenei nazionali e evitare inutili polemiche e ricorsi scaturiti a seguito dell’esatta riproposizione delle stesse modalità?
Vai al verbale di concorso
Vai alla scheda anagrafica svelata dai Commissari
Vai al verbale che prova che NON SI PUO’ USCIRE DALL’AULA DURANTE IL CONCORSO
Avv.ti Santi Delia & Michele Bonetti
Studio Legale Santi Delia 14 Marzo 2012 0 Commento
Il diritto allo studio viene nuovamente riaffermato innanzi al Consiglio di Stato. Le ordinanze di rigetto del T.A.R. Lazio sono nuovamente annullate ed i nostri ricorrenti ammessi.
Le Università di Messina e Catania, per i corsi di laurea in Medicina, dovranno occupare tutti i posti liberi ancora presenti (ben 19 a Messina e 2 a Catania) ed ammettere i ricorrenti che, già da domani, potranno cominciare a studiare al Corso di Laurea cui da sempre avevano aspirato.
Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1034
Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1074
Studio Legale Santi Delia 10 Marzo 2012 0 Commento
Il Consiglio di Stato ritenendo che “…dall’esame del modulo risposte compilato dall’appellante non emerge l’apposizione di segni grafici univocamente identificativi della volontà di annullare la risposta fornita al quesito n. 56” ha ammesso con riserva la nostra ricorrente al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria.
Ancora una volta è stato dimostrata l’inefficienza dell’attuale sistema universitario e quanto più volte denunciato dall’Unione degli Universitari sui metodi errati di correzione da parte del Cineca!
Studio Legale Santi Delia 5 Marzo 2012 0 Commento
T.A.R. Lazio, Sez. III bis, ordinanza 2 marzo 2012, n. 785
Studio Legale Santi Delia 28 Febbraio 2012 0 Commento
tutti aspettavamo questa notizia e la notizia è arrivata.
Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Condanna alle spese dell’Università e trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Ha colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia. Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio. Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.
Giornale di Sicilia 10 marzo 2012
——– Le Vostre parole ——
La ringrazio di cuore perchè Lei oggi mi ha regalato un sogno, ma non solo, mi ha sopratutto concesso la possibilità di realizzarlo!!
Non abbiamo mai smesso di sperare, di lottare per quello che è il nostro diritto allo studio, la nostra vita nella legalità ma più di ogni altra cosa noi non abbiamo mai smesso di crederci, di credere che davvero, nell’unica vita che ci appartiene, siamo noi gli artefici del nostro destino e che ci sono obiettivi realmente raggiungibili di cui nessuno, neanche quegli uomini incravattati e sconosciuti possono privarci perchè è solo a noi che appartengono!! è stata un’attesa lunga, silenziosa, non priva di momenti di sconforto ma siamo stati adeguatamente ricompensati, e lo dobbiamo soprattutto a Voi e al Vostro operato! Faremo tesoro di questa opportunità, onoreremo il posto che ci siamo giustamente meritati tra le file dei banchi di quell’aula come tra le file della vita che stringiamo tra le mani.
Un caloroso saluto e i più sentiti ringraziamenti.
Federica D’arpa
Grazie infinite per aver dato voce ai miei di sogni… grazie alla sua immensa Professionalità, all’amore e alla dedizione che presta nel suo lavoro; grazie a lei e al suo staff oggi ho coronato un sogno…1000 volte grazie. Un caloroso saluto,
Giovan Battista Sinnone.
Non smetterò mai di ringraziarla! 🙂
Avrai sempre un posto importante nei miei pensieri! quella foto è in stand by nelle mie foto profilo da sei mesi… e adesso, grazie a te e al maresciallo Sinnone, ho potuto impostarla come immagine profilo… e cosa più importante, potrò realizzare il mio sogno. aiutare chi sta male.. è la cosa che più mi piace al mondo, far stare bene gli altri.. proprio come fai tu!
Tu sei una persona rara, una di quelle che crede fermamente in ciò che fa.. non lo dico per circostanza ma perchè l’ho capito subito e per questo ho avuto subito fiducia in te.. non hai mai agito per interessi economici ma perchè credi fermamente nella causa che porti avanti. Quando avrai un momento di sconforto pensa a queste parole.. tu hai regalato la speranza di un futuro migliore, la realizzazione di un sogno, la voglia di fare, di costruire. Ci hai regalato il nostro futuro e te ne saremo per sempre grati.
Carissimo Avvocato, non avrò mai parole abbastanza per ringraziarLa per tutto ciò che con passione ed amore ha fatto per noi; ci ha permesso di poter realizzare i nostri sogni verso un futuro migliore.. grazie per la pazienza sempre mostrataci e per tutte le splendide qualità che umanamente e professionalmente La contraddistinguono..Non scorderò MAI il Suo nome, ha cambiato la nostra vita..Un sentito GRAZIE.
Avvocato!!! Complimenti! Grazie! Stefania Barbaro
Carissimo Avvocato, non ho parole per ringraziarla per tutto il lavoro svolto, per l’appoggio, e soprattutto per aver creduto in noi quando abbiamo bussato alla sua porta!
Grazie per questa opportunità di vita, per tutto l’impegno ed il tempo speso in questa causa.
Profonda stima per la Vostra persona, per i metodi lavorativi e per quello in cui Vi credete e battete.
Albanese Mirko
Studio Legale Santi Delia 22 Febbraio 2012 0 Commento
Studio Legale Santi Delia 17 Febbraio 2012 0 Commento
Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2009, era tornato sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.
Oggi, in accoglimento di un appello da noi proposto avverso l’Ateneo di Messina, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E’ questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 1.000 i posti che, ora, attendono di essere assegnati.
L’ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni da reggente del dicastero di Piazzale Kennedy, aveva dichiarato di volere “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”; l’ennesima promessa del Ministero rimasta inattuata, difatti rimangono posti mai assegnati ne’ ai comunitari, nè agli extracomunitari. Sono dunque 1.000 i posti che rischiano di rimanere vacanti nonostante migliaia di pretendenti pronti a subentrare.
La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laura cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un’importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e extracomunitari.
La Provincia di Messina.it
Studio Legale Santi Delia 12 Febbraio 2012 0 Commento
Il Ministero deve pagare quanto dovuto per il lavoro già svolto da migliaia di docenti nella loro qualità di vicari dei Dirigenti cui è stata affidata la reggenza.
L’art. 69 comma 2 del CCNL Scuola del 04/08/1995 prevede l’indennità di reggenza da dividere al 50% tra il Dirigente scolastico titolare che assume la reggenza ed il docente vicario di tale scuola. La norma è tutt’ora in vigore così come espressamente previsto dalla contrattazione collettiva in vigore (art. 21 commi 1 e 2 del CCNL Scuola del 26/05/1999, dall’art. 33 del CCNI del 31/08/1999, dall’art. 142 del CCNL Scuola del 24/07/2003 e dall’art. 146 del CCNL Scuola del 29/11/2007).
Nonostante le disposizioni contrattuali di cui sopra prevedano espressamente il pagamento dell’indennità, il MIUR nega alle scuole il finanziamento necessario per il pagamento di tali indennità.
Sono già decide i provvedimenti giudiziali di vari Tribunali di tutta Italia che condannano il M.I.U.R. al pagamento di quanto dovuto e, sino ad oggi, illegittimamente non versato.
Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti lanciano la campagna per l’affermazione del diritto alla retribuzione per l’attività prestata da tali docenti su espresso incarico dei dirigenti scolastici reggenti attraverso ricorsi, in tutta Italia.