Source: https://www.edizioniduepuntozero.it/aggiornamenti/anno/2019
Timestamp: 2019-11-17 04:19:06+00:00
Document Index: 3366143

Matched Legal Cases: ['art. 256', 'art. 263', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 24']

Oggettiva incertezza della norma tributaria: inapplicabilità delle sanzioni solo su istanza del contribuente
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 24707 del 3 ottobre 2019, ha chiarito che, anche in presenza di oggettive condizioni di incertezza normativa sulla portata e sull’ambito di applicazione delle norme tributarie - deducibili da gravi contrasti giurisprudenziali in materia -, il giudice di merito non può decidere d’ufficio in merito all’applicazione dell’esimente ma è tenuto ad irrogare le sanzioni previste, essendo necessaria una richiesta del contribuente in tal senso.
Atto di citazione per impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità
Aggiornamento del 13/11/2019
Nonostante, per espressa previsione normativa (art. 256 c.c.), il riconoscimento del figlio, una volta effettuato, sia irrevocabile, l’art. 263 c.c. ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico una specifica azione che permette di impugnare il riconoscimento: l’impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità, di cui si allega fac simile al presente aggiornamento. L’azione può essere proposta da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse. Quanto ai termini, l’azione di impugnazione da parte dell’autore del riconoscimento deve essere proposta nel termine di un anno che decorre dal giorno dell’annotazione del riconoscimento sull’atto di nascita; nel caso in cui l’autore del riconoscimento provi di aver ignorato la propria impotenza al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza; nello stesso termine, la madre che abbia effettuato il riconoscimento è ammessa a provare di aver ignorato l’impotenza del presunto padre. L’azione non può essere comunque proposta oltre cinque anni dall’annotazione del riconoscimento. L’azione di impugnazione da parte degli altri legittimati deve essere proposta nel termine di cinque anni che decorrono dal giorno dall’annotazione del riconoscimento sull’atto di nascita.
Revoca delle condizioni materiali di accoglienza
La Corte di Giustizia, con sentenza del 12 novembre 2019 (causa C-233/18), ha chiarito che l’art. 20, paragrafi 4 e 5, della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 - recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale -, letto alla luce dell’art. 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che uno Stato membro non può prevedere, tra le sanzioni che possono essere inflitte ad un richiedente in caso di gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza nonché di comportamenti gravemente violenti, una sanzione consistente nel revocare, seppur temporaneamente, le condizioni materiali di accoglienza, ai sensi dell’art. 2, lettere f) e g), della menzionata direttiva, relative all’alloggio, al vitto o al vestiario, dato che avrebbe l’effetto di privare il richiedente della possibilità di soddisfare le sue esigenze più elementari. L’imposizione di altre sanzioni ai sensi del citato art. 20, paragrafo 4, deve, in qualsiasi circostanza, rispettare le condizioni di cui al paragrafo 5 di tale articolo, in particolare quelle relative al rispetto del principio di proporzionalità e della dignità umana. In particolare, nel caso di un minore non accompagnato, dette sanzioni, in considerazione, segnatamente, dell’art. 24 della Carta dei diritti fondamentali, devono essere adottate tenendo conto dell’interesse superiore del minore.
Aggiornamento del 12/11/2019
L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), con circolare n. 30 dell’8 novembre 2019, ha fornito i riferimenti retributivi di rivalutazione, con decorrenza dal 1° luglio 2019, delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale per i settori industria, compreso il settore marittimo, agricoltura, medici esposti a radiazioni ionizzanti. Per l’anno 2019, infatti, l’Istat ha registrato una variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo pari all’1,1%, che ha comportato la necessità di adeguare le prestazioni corrisposte dall’Inail ai mutilati e agli invalidi del lavoro e rivalutarle annualmente sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo.
Legge n. 128 del 2 novembre 2019
La L. n. 128 del 2 novembre 2019, di conversione del D.L. n. 101 del 3 settembre 2019 (cd. “D.L. tutela lavoro e crisi aziendali”), interviene in favore di alcune categorie di lavoratori particolarmente deboli, tra le quali vi è quella dei riders, introducendo maggiore protezione economica e normativa e nuove tutele giuridiche a partire dalla copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, fino alla previsione di una retribuzione di base. I c.d. riders rappresentano una particolare categoria di lavoratori le cui modalità di esecuzione della prestazione sono organizzate mediante piattaforme digitali: trattasi, per l’esattezza, di fattorini, dotati di bicicletta o ciclomotore, che, ricevuto un ordine di consegna attraverso una piattaforma digitale, ritirano il prodotto ordinato dall’azienda e lo consegnano al domicilio del cliente.