Source: https://it.scribd.com/document/63491121/Pubbliche-Affissioni-e-Pubblicita
Timestamp: 2019-11-14 09:45:25+00:00
Document Index: 123622183

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 15', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2752', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 9', 'art. 21', 'art 28', 'art 8', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 32', 'art. 32', 'art 56', 'art. 89', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 33', 'art 30', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 33', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 17', 'art. 33', 'art 29', 'art. 32', 'art. 30', 'art. 29', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 32', 'art 38', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 40', 'art. 32', 'art. 38', 'art. 3', 'art. 23', 'art 10', 'art 38', 'art. 46', 'art. 42', 'art. 46', 'art. 47', 'art. 45', 'art. 44', 'art 87', 'art 39', 'art. 46', 'art. 50', 'art. 68', 'art. 2752', 'art 22', 'art. 32', 'art. 50', 'art. 39', 'art. 6', 'art. 50', 'art. 46', 'art 68', 'art. 32', 'art. 35', 'art. 60', 'art 8', 'art. 9', 'art. 59', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 62', 'art. 58', 'art. 45', 'art 45', 'art 25', 'art. 67', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 59', 'art. 62', 'art. 1117', 'art. 62', 'art. 70', 'art. 63', 'art. 76', 'art. 62', 'art 66', 'art. 61', 'art. 65', 'art. 66', 'art. 25', 'art. 21', 'art. 68', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 74', 'art 71', 'art. 74', 'art 18', 'art. 298', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 2729', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 68', 'art. 68', 'art. 50', 'art. 67', 'art. 35', 'art 2', 'art. 60', 'art. 65', 'art. 33', 'art. 61', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 63', 'art. 72', 'art. 79', 'art. 21', 'art. 8']

"Decreto Legislativo 15 novembre 1993 n° 507 Imposte sulla Pubblicita e del diritto sulle pubbliche affissioni"
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"Decreto Legislativo 15 novembre 1993 n 507
"Decreto Legislativo 15 novembre 1993 n 507 Imposte sulla Pubblicita e del diritto sulle pubbliche affissioni"
Decreto legislativo 15/11/1993, n. 507 (in Suppl ordinario alla GU 288, del 9/12). Revisione ed armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbli che dei comuni e delle province nonch della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell'art. 4 della legge 23/12/1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale.
Il Presidente della Repubblica: Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'art. 4,comma 4,lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23/10/1992, n. 421, concernente il ri ordino della finanza degli enti territoriali; Vista la preliminare deliberazi one del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24/9/1993;Acquisi to il parere delle commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Se nato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12/11/1993; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri delle finanze e dell'interno, di concerto con il Ministro del tesoro; Emana il seguente decreto legislativo: Capo I IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA'E DIRITTO SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI Art. 1. Ambito di applicazione.
La pubblicit esterna e le pubbliche affissioni sono soggette, secondo le disposizioni degli articoli seguen ti, rispettivamente ad una imposta ovvero ad un diritto a favore del comune nel cui territorio sono effettuate. Art. 2. Classificazione dei comuni. 1. Ai fini del presente capo i comuni sono ripartiti,in base alla popolazione residente al 31/12 del penultimo anno precedente a quello in corso, quale ri sulta dai dati pubblicati annualmente dall'Istituto nazionale di statistica, nelle seguenti cinque classi: Classe I: comuni con oltre 500.000 abitanti; Classe II: comuni da oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti; Classe III: comuni da oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti; Classe IV: comuni da oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti; Classe V: comuni fino a 10.000 abitanti. 2. I comuni capoluogo di provincia non possono comunque essere collocati in una classe inferiore alla III. Art. 3. Regolamento e tariffe. 1. Il comune tenuto ad adottare apposito regolamento per l'applicazione del l'imposta sulla pubblicit e per l'effettuazione del servizio delle pubbliche affissioni. 2. Con il regolamento il comune disciplina le modalit di effettuazione della pubblicit e pu stabilire limitazioni e divieti per particolari forme pubblicitarie in relazione ad esigenze di pubblico interesse.
3 Il regolamento deve in ogni caso determinare la tipologia e la quantit degli im pianti pubblicitari, le modalit per ottenere il provvedimento per l'installazione, nonch i criteri per la realizzazione del piano generale degli impianti. Deve altres stabilire la ripartizione della superficie degli impianti pubblici da desti nare alle affissioni di natura istituzionale, sociale o comunque prive di rilevanza economica e quella da destinare alle affissioni di natura commerciale, nonch la superficie degli impianti da attribuire a soggetti privati, comunque diversi dal concessionario del pubblico servizio, per l'effettuazione di affissioni dirette. 4.Il regolamento entra in vigore dal primo gennaio dell'anno successivo a quello in cui la relativa deliberazione divenuta esecutiva a norma di legge. 5. Le tariffe dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche af fissioni sono deliberate entro il 31/10 di ogni anno ed entrano in vigore il 1/1 dell'anno successivo a quello in cui la deliberazione divenuta esecuti va a norma di legge e, qualora non modificate entro il suddetto termine, si intendono prorogate di anno in anno; in caso di mancata adozione della deliberazione in questione, si applicano le tariffe di cui al presente capo. 6. Il comune, in relazione a rilevanti flussi turistici desumibili da ogget tivi indici di ricettivit, pu applicare, per un periodo complessivo nel corso dell'anno non superiore a quattro mesi, una maggiorazione fino al 50% delle tariffe per la pubblicit di cui agli articoli 12, comma 2, 14, commi 2, 3, 4 e 5, e all'art. 15, (1) nonch, limitativamente a quelle di carattere commerciale, della tariffa per le pubbliche affissioni di cui all'art. 19. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 4. Categoria delle localit. 1. Agli effetti dell'applicazione dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni, limitatamente alle affissioni di carattere commerciale, i comuni delle prime tre classi possono suddividere le localit del proprio territo rio in due categorie in relazione alla loro importanza, applicando alla categoria
speciale una maggiorazione fino al 150 per cento della tariffa normale. 2. Il regolamento comunale deve specificare le localit comprese nella categoria speciale, la cui superficie complessiva non pu superare il 35 per cento di quella del centro abitato, come delimitato ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n 285; in ogni caso la superficie degli impianti per pubbliche affissioni installati in categoria speciale non potr essere superiore alla met di quella complessiva. Art. 5. Presupposto dell'imposta. 1. La diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia da tali luoghi percepibile soggetta all'imposta sulla pubblicit prevista nel presente decreto. 2. Ai fini dell'imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell'esercizio di una attivit economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato. Art. 6. Soggetto passivo. 1. Soggetto passivo dell'imposta sulla pubblicit, tenuto al pagamento in via principale, colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso. 2. solidalmente obbligato al pagamento dell'imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicit.
Art. 7. Modalit di applicazione dell'imposta.
1 L'imposta sulla pubblicit si determina in base alla superficie della mini ma figura piana geometrica in cui circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti. 2. Le superfici inferiori ad un metro quadrato si arrotondano per eccesso al metro quadrato e le frazioni di esso, oltre il primo, a mezzo metro quadrato; non si fa luogo ad applicazione di imposta per superfici inferiori a 300 centimetri quadrati. 3. Per i mezzi pubblicitari polifacciali l'imposta calcolata in base alla superficie complessiva adibita alla pubblicit. 4. Per i mezzi pubblicitari aventi dimensioni volumetriche l'imposta calcolata in base alla superficie complessiva risultante dallo sviluppo del minimo solido geometrico in cui pu essere circoscritto il mezzo stesso. 5. I festoni di bandierine e simili nonch i mezzi di identico contenuto, ovvero riferibili al medesimo soggetto passivo, collocati in connessione tra loro si considerano, agli effetti del calcolo della superficie imponibile, come un unico mezzo pubblicitario. 6. Le maggiorazioni di imposta a qualunque titolo previste sono cumulabili e devono essere applicate alla tariffa base; le riduzioni non sono cumulabili. 7. Qualora la pubblicit di cui agli articoli 12 e 13 venga effettuata in forma luminosa o illuminata la relativa tariffa di imposta maggiorata del 100 per cento. Art. 8. Dichiarazione. 1. Il soggetto passivo di cui all'art. 6 tenuto, prima di iniziare la pubblicit, a presentare al comune appo sita dichiarazione anche cumulativa, nella quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata della pubblicit e l'ubicazione dei mezzi pubblicitari utilizzati. Il relativo modello di
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dichiarazione deve essere predisposto dal comune e messo a disposizione degli interessati. 2. La dichiarazione deve essere presentata anche nei casi di variazione della pubblicit, che comportino la modificazione della superficie esposta o del tipo di pubblicit effettuata, con conseguente nuova imposi zione; fatto obbligo al comune di procedere al conguaglio fra l'importo dovuto in seguito alla nuova dichiarazione e quello pagato per lo stesso periodo. 3. La dichiarazione della pubblicit annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purch non si verifi chino modificazioni degli elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta; tale pubblicit si in tende prorogata con il pagamento della relativa imposta effettuato entro il 31/1 dell'anno di riferimento, sempre che non venga presentata denuncia di cessazione entro il medesimo termine. 4. Qualora venga omessa la presentazione della dichiarazione, la pubblicit di cui agli articoli 12, 13 e 14, commi 1, 2 e 3, si presume effettuata in ogni caso con decorrenza dal primo gennaio dell'anno in cui stata accertata; per le altre fatti specie la presunzione opera dal primo giorno del mese in cui stato effettuato l'accertamento. Art. 9. Pagamento dell'imposta. 1. L'imposta dovuta per le fattispecie previste dagli articoli 12, commi 1 e 3, 13 e 14, commi 1 e 3, per anno solare di riferimento cui corrisponde una autonoma obbligazione tributaria; per le altre fattispecie il periodo di impo sta quello specificato nelle relative disposizioni. 2.Il pagamento dell'imposta deve essere effettuato mediante versamento a mezzo di conto corrente postale intestato al comune ovvero, in caso di affidamento in concessione, al suo concessionario, con arrotondamento a mille lire per difetto se la frazione non superiore a lire cinquecento o per eccesso se superiore. L'attestazione dell'avvenuto pagamento deve essere allegata alla prescritta dichiarazione. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con
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il Ministro delle poste e telecomunicazioni, sono determinate le caratteristiche del modello di versamento. 3. Il comune, per particolari esigenze organizzative, pu consentire il pagamento diretto del diritto relativo ad affissioni non aventi carattere commerciale. 4. Per la pubblicit relativa a periodi inferiori all'anno solare l'imposta deve essere corrisposta in unica soluzione; per la pubblicit annuale l'imposta pu essere corrisposta in rate trimestrali anticipate qualora sia di importo superiore a lire 3milioni. 5. La riscossione coattiva dell'imposta si effettua secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 28/01/1988, n. 43 e successive modificazioni: il relativo ruolo deve essere formato e reso esecutivo entro il 31/12 del secondo anno successivo a quello in cui l'avviso di accertamento o di rettifica stato notificato ovvero, in caso di sospensione della riscossione, entro il 31/12 all'anno successivo a quello di scadenza del periodo di sospensione. Si applica l'art. 2752, comma 4, del codice civile. 6. Entro il termine di 2 anni decorrente dal giorno in cui stato effettuato il pagamento, ovvero da quello in cui stato definitivamente accertato il diritto al rimborso, il contribuente pu chiedere la restituzione di somme versate e non dovute mediante apposita istanza. Il comune tenuto a provvedere nel termine di 90 giorni. 7. Qualora la pubblicit sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti o dati in godimento al comune, l'applicazione dell'imposta sulla pubblicit non esclude quella della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, nonch il pagamento di canoni di locazione o di concessione. Art. 10. Rettifica ed accertamento d'ufficio. 1. Il comune, entro 2 anni dalla data in cui la dichiarazione stata o avrebbe dovuto essere presentata, procede a rettifica o ad accertamento d'ufficio,
notificando al contribuente, anche a mezzo posta mediante raccomandata con avviso di ricevimento, apposito avviso motivato. 2. Nell'avviso devono essere indicati il soggetto passivo, le caratteristiche e l'ubicazio ne del mezzo pubblicitario, l'importo dell'imposta o della maggiore imposta accertata, delle soprattasse dovute e dei relativi interessi, nonch il termine di 60 giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. 3. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato dal comune per l'organizzazione e la gestione dell'imposta, ovvero, nel caso di gestione in concessione, da un rappresentante del concessionario. Art. 11. Funzionario responsabile. 1. Nel caso di gestione diretta, il comune designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione ed i poteri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale dell'impo sta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni; il predetto funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi, i provvedimen ti relativi e dispone i rimborsi. 2. Il comune tenuto a comunicare alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze il nominativo del funzionario responsabile entro 60 giorni dalla sua nomina. 3. Nel caso di gestione in concessione, le attribuzioni di cui al comma 1 spettano al concessionario. Capo I IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA'E DIRITTO SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI Art. 12. Pubblicit ordinaria.
1. Per la pubblicit effettuata mediante insegne, cartelli, locandine, targhe, stendardi o qualsiasi altro mezzo non previsto dai successivi articoli, la tariffa dell'imposta per ogni metro quadrato di superficie e per anno solare la seguente: comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . L. 32.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . >> 28.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . >> 24.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . >> 20.000 comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . >> 16.000
2. Per le fattispecie pubblicitarie di cui al comma 1 che abbiano durata non superiore a tre mesi si applica per ogni mese o frazione una tariffa pari ad un decimo di quella ivi prevista. 3. Per la pubblicit effettuata mediante affissioni dirette, anche per conto altrui, di manifesti e simili su apposite strutture adibite alla esposizione di tali mezzi si applica l'imposta in base alla superficie complessiva degli impianti nella misura e con le modalit previste dal comma 1. 4. Per la pubblicit di cui ai commi precedenti che abbia superficie compresa tra metri quadrati 5,5 e 8,5 la tariffa dell'imposta maggiorata del 50 per cento; per quella di superficie superiore a metri quadrati 8,5 la maggiorazione del 100 per cento. Art. 13. Pubblicit effettuata con veicoli. 1. Per la pubblicit visiva effettuata per conto proprio o altrui all'interno e all'esterno di veicoli in genere, di vetture autofilotranviarie, battelli, barche e
simili, di uso pub blico o privato, dovuta l'imposta sulla pubblicit in base alla superficie complessiva dei mezzi pubblicitari installati su ciascun veicolo nella misura e con le modalit previste dall'art. 12, comma 1; per la pubblicit effettua ta all'esterno dei veicoli suddetti sono dovute le maggiorazioni di cui all'art. 12, comma 4. 2. Per i veicoli adibiti ad uso pubblico l'imposta dovuta al comune che ha rila sciato la licenza di esercizio; per i veicoli adibiti a servizi di linea interurba na l'imposta dovuta nella misura della met a ciascuno dei comuni in cui ha inizio e fine la corsa; per i veicoli adibiti ad uso privato l'imposta dovuta al comune in cui il proprietario del veicolo ha la residenza anagrafica o la sede. 3. Per la pubblicit effettuata per conto proprio su veicoli di propriet dell'impresa o adibiti ai trasporti per suo conto, l'imposta dovuta per anno solare al comune ove ha sede l'impresa stessa o qualsiasi altra sua dipendenza, ovvero al comune ove sono domiciliati i suoi agenti o mandatari che alla data del primo gennaio di ciascun anno, o a quella successiva di immatricolazione, hanno in dotazione detti veicoli, secondo la seguente tariffa: a) per autoveicoli con portata superiore a 3.000 kg .. L. 144.000 b) per autoveicoli con portata inferiore a 3.000 kg .. >> 96.000 c) per motoveicoli e veicoli non ricompresi nelle due precedenti categorie .......................... >> 48.000 Per i veicoli circolanti con rimorchio la tariffa di cui al presente comma raddoppiata. 4. Per i veicoli di cui al comma 3 non dovuta l'imposta per l'indicazione del mar chio, della ragione sociale e dell'indirizzo dell'impresa, purch sia apposta non pi di due volte e ciascuna iscrizione non sia di superficie superiore a mezzo metro quadrato. 5. fatto obbligo di conservare l'attestazione dell'avvenuto pagamento
dell'imposta e di esibirla a richiesta degli agenti autorizzati. Art. 14. Pubblicit effettuata con pannelli luminosi e proiezioni. 1. Per la pubblicit effettuata per conto altrui con insegne, pannelli o altre analoghe strutture caratterizza te dall'impiego di diodi luminosi, lampadine e simili mediante controllo elettronico, elettromeccanico o comunque programmato in modo da garantire la variabilit del messaggio o la sua visione in forma inter mittente, lampeggiante o similare, si applica l'imposta indipendentemente dal numero dei messaggi, per metro quadrato di superficie e per anno solare in base alla seguente tariffa: comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 128.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 112.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 96.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 80.000 comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 64.000 2.Per la pubblicit di cui al comma 1 di durata non superiore a tre mesi si applica, per ogni mese o frazione, una tariffa pari a un decimo di quella ivi prevista. 3. Per la pubblicit prevista dai commi 1 e 2 effettuata per conto proprio dall' impresa si applica l'imposta in misura pari alla met delle rispettive tariffe. 4. Per la pubblicit realizzata in luoghi pubblici o aperti al pubblico attraverso diapositive, proiezioni luminose o cinematografiche effettuate su schermi o pareti riflettenti, si applica l'imposta per ogni giorno, indipendentemente dal numero dei messaggi e dalla superficie adibita alla proiezione, in base alla seguente tariffa:
comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 8.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 7.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 6.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 5.000 comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 4.000 5. Qualora la pubblicit di cui al comma 4 abbia durata superiore a trenta giorni, dopo tale periodo si applica una tariffa giornaliera pari alla met di quella ivi prevista. Art. 15. Pubblicit varia. 1. Per la pubblicit effettuata con striscioni o altri mezzi similari, che attraversano strade o piazze la tariffa dell'imposta, per ciascun metro quadrato e per ogni periodo di esposizione di quindici giorni o frazione, pari a quella prevista dall'art. 12, comma 1. 2. Per la pubblicit effettuata da aeromobili mediante scritte, striscioni, disegni fumogeni, lancio di oggetti o manifestini, ivi compresa quella eseguita su specchi d'acqua e fasce marittime limitrofi al territorio comunale, per ogni giorno o frazione, indipendentemente dai soggetti pubblicizzati, dovuta l'imposta a ciascun comune sul cui territorio la pubblicit stessa viene eseguita, nella seguente misura: comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 192.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 168.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 144.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 120.000
comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 96.000 3. Per la pubblicit eseguita con palloni frenati e simili, si applica l'imposta in base alla tariffa pari alla met di quella prevista dal comma 2. 4. Per la pubblicit effettuata mediante distribuzione, anche con veicoli, di manifestini o di altro materiale pubblicitario, oppure mediante persone circolanti con cartelli o altri mezzi pubblicitari, dovuta l'imposta per ciascuna persona impiegata nella distribuzione od effettuazione e per ogni giorno o frazione, indipendentemente dalla misura dei mezzi pubblicitari o dalla quantit di materiale distribuito, in base alla seguente tariffa: comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 8.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 7.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 6.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 5.000 comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 4.000 5. Per la pubblicit effettuata a mezzo di apparecchi amplificatori e simili, la tariffa dell'imposta dovuta per ciascun punto di pubblicit e per ciascun giorno o frazione la seguente: comuni di classe I . . . . . . . . . . . . . . . . L. 24.000 comuni di classe II . . . . . . . . . . . . . . . >> 21.000 comuni di classe III . . . . . . . . . . . . . . . >> 18.000 comuni di classe IV . . . . . . . . . . . . . . . >> 15.000 comuni di classe V . . . . . . . . . . . . . . . . >> 12.000
Art. 16. Riduzioni dell'imposta. 1. La tariffa dell'imposta ridotta alla met: a) per la pubblicit effettuata da comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; b) per la pubblicit relativa a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; c) per la pubblicit relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficienza. Art. 17. Esenzioni dall'imposta. 1. Sono esenti dall'imposta: a) la pubblicit realizzata all'interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di servizi quando si riferisca all'attivit negli stessi esercitata, nonch i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle pareti di ingresso dei locali medesimi purch siano attinenti all'attivit in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso; b) gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle imme diate adiacenze del punto di vendita, relativi all'attivit svolta, nonch quelli riguardanti la localizzazione e l'utilizzazione dei servizi di pubblica utilit, che non superino la superficie di mezzo metro
quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato; c) la pubblicit comunque effettuata all'interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione; d) la pubblicit, escluse le insegne, relativa ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta sulle sole facciate esterne delle edicole o nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei negozi ove si effettua la vendita; e) la pubblicit esposta all'interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico di ogni genere inerente l'attivit esercitata dall'impresa di trasporto, nonch le tabelle esposte all'esterno delle stazioni stesse o lungo l'itinerario di viaggio, per la parte in cui contengano informazioni relative alle modalit di effettuazione del servizio; f) la pubblicit esposta all'interno delle vetture ferroviarie, degli aerei e delle navi, ad eccezione dei battelli di cui all'art. 13; g) la pubblicit comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali; h) le insegne, le targhe e simili apposte per l'individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non persegua scopo di lucro; i) le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato di superficie. Art. 18. Servizio delle pubbliche affissioni. 1. Il servizio delle pubbliche affissioni inteso a garantire specificatamente
l'affissione, a cura del comune, in appositi impianti a ci destinati, di manifesti di qualunque materiale costituiti, contenenti comunicazioni aventi finalit istituzionali, sociali o comunque prive di rilevanza economica, ovvero, ove previsto, e nella misura stabilita nelle disposizioni regolamentari di cui all'art. 3, di messaggi diffusi nell'esercizio di attivit economiche. 2. Il servizio deve essere obbligatoriamente istituito nei comuni che abbiano una popolazione residente, al 31 dicembre del penultimo anno precedente a quello in corso, superiore a tremila abitanti; negli altri comuni il servizio facoltativo. 3. La superficie degli impianti da adibire alle pubbliche affissioni deve essere stabilita nel regolamento co munale in misura proporzionale al numero degli abitanti e comunque non inferiore a 18 mq per ogni 1000 abitanti nei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti, e a 12 mq. negli altri comuni. Art. 19. Diritto sulle pubbliche affissioni. 1. Per l'effettuazione delle pubbliche affissioni dovuto in solido, da chi richiede il servizio e da colui nell'interesse del quale il servizio stesso richiesto, un diritto, comprensivo dell'imposta sulla pubblicit, a favore del comune che provvede alla loro esecuzione. 2. La misura del diritto sulle pubbliche affissioni per ciascun foglio di dimensione fino a cm 70 x 100 e per i periodi di seguito indicati la seguente: Per ogni periodo successivo Per i primi di 5 giorni 10 giorni o frazione comuni di classe I . . . . . . . L. 2.800 L. 840 comuni di classe II . . . . . . >> 2.600 >> 780 comuni di classe III . . . . . . >> 2.400 >> 720 comuni di classe IV . . . . . . >> 2.200 >> 660
comuni di classe V . . . . . . . >> 2.000 >> 600 3. Per ogni commissione inferiore a cinquanta fogli il diritto di cui al comma 2 maggiorato del 50 per cento. 4. Per i manifesti costituiti da otto fino a dodici fogli ildiritto maggiorato del 50 per cento; per quelli costituiti da pi di dodici fogli maggiorato del 100 per cento. 5. Nei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti, qualora il committente richieda espressamente che l'affissione venga eseguita in determinati spazi da lui prescelti, dovuta una maggiorazione del 100 per cento del diritto. 6. Le disposizioni previste per l'imposta sulla pubblicit si applicano, per quanto compatibili, anche al diritto sulle pubbliche affissioni. 7. Il pagamento del diritto sulle pubbliche affissioni deve essere effettuato contestualmente alla richiesta del servizio secondo le modalit di cui all'art. 9; per il recupero di somme comunque dovute a tale titolo e non corrisposte si osservano le disposizioni dello stesso articolo. Art. 20. Riduzioni del diritto. 1. La tariffa per il servizio delle pubbliche affissioni ridotta alla met: a) per i manifesti riguardanti in via esclusiva lo Stato e gli enti pubblici terri toriali e che non rientrano nei casi per i quali prevista l'esenzione ai sensi dell'art. 21; b)per i manifesti di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro; c) per i manifesti relativi ad attivit politiche, sindacali e di categoria, culturali,
sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali; d) per i manifesti relativi a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacoli viaggianti e di beneficienza; e) per gli annunci mortuari. Art. 21. Esenzioni dal diritto. 1. Sono esenti dal diritto sulle pubbliche affissioni: a)i manifesti riguardanti le attivit istituzionali del comune da esso svolte in via esclusiva, esposti nell'ambito del proprio territorio; b)i manifesti delle autorit militari relativi alle iscrizioni nelle liste di leva, alla chiamata ed ai richiami alle armi; c)i manifesti dello Stato, delle regioni e delle province in materia di tributi; d)i manifesti delle autorit di polizia in materia di pubblica sicurezza; e)i manifesti relativi ad adempimenti di legge in materia di referendum, elezioni politiche, per il parlamento europeo, regionali, amministrative; f)ogni altro manifesto la cui affissione sia obbligatoria per legge; g)i manifesti concernenti corsi scolastici e professionali gratuiti regolarmente autorizzati. Art. 22. Modalit per le pubbliche affissioni. 1.Il regolamento comunale stabilisce criteri e modalit per l'espletamento del servizio delle pubbliche affissioni per quanto non disciplinato nei commi
seguenti. 2. Le pubbliche affissioni devono essere effettuate secondo l'ordine di precedenza risultante dal ricevimento della commissione, che deve essere annotata in apposito registro cronologico. 3 La durata dell'affissione decorre dal giorno in cui stata eseguita al completo; nello stesso giorno, su richiesta del committente, il comune deve mettere a sua di sposizione l'elenco delle posizioni utilizzate con l'indicazione dei quantitativi affissi. 4. Il ritardo nell'effettuazione delle affissioni causato dalle avverse condizioni atmosferiche si considera caso di forza maggiore. In ogni caso, qualora il ritardo sia superiore a dieci giorni dalla data richiesta, il comune deve darne tempestiva comunicazione per iscritto al committente. 5.La mancanza di spazi disponibili deve essere comunicata al committente per iscritto entro dieci giorni dalla richiesta di affissione. 6.Nei casi di cui ai commi 4 e 5 il committente pu annullare la commissione senza alcun onere a suo carico ed il comune tenuto al rimborso delle somme versate entro novanta giorni. 7.Il committente ha facolt di annullare la richiesta di affissione prima che venga eseguita, con l'obbligo di corrispondere in ogni caso la met del diritto dovuto. 8. Il comune ha l'obbligo di sostituire gratuitamente i manifesti strappati o comun que deteriorati e, qualora non disponga di altri esemplari dei manifesti da sostitu ire, deve darne tempestiva comunicazione al richiedente mantenendo, nel frattempo, a sua disposizione i relativi spazi. 9 Per le affissioni richieste per il giorno in cui stato consegnato il materiale da affiggere od entro i 2 gior ni successivi, se trattasi di affissioni di contenuto commerciale, ovvero per le ore notturne dalle 20 alle 7 o nei giorni festivi, dovuta la maggiorazione del 10% del diritto, con un minimo di L 50000 per
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ciascuna commissione; tale maggiorazione pu con apposita previsione del capitolato d'oneri di cui all'art 28, essere attribuita in tutto o in parte al concessionario del servizio. 10 Nell'ufficio del servizio delle pubbliche affissioni devono essere esposti, per la pubblica consultazione, le tariffe del servizio, l'elenco degli spazi destinati alle pubbliche affissioni con l'indicazione delle categorie alle quali detti spazi appartengono ed il registro cronologico delle commissioni. Art. 23. Sanzioni tributarie ed interessi. 1. Per l'omessa, tardiva o infedele presentazione della dichiarazione di cui all' art 8, si applica, oltre al pagamento dell'imposta o del diritto dovuti, una soprattassa pari all'ammontare dell'imposta o del diritto evasi. 2. Per l'omesso o tardivo pagamento dell'imposta o delle singole rate di essa o del diritto dovuta, indipendentemente da quella di cui al comma 1, una soprattassa pari al 20% dell'imposta o del diritto il cui pagamento stato omesso o ritardato. 3. Le soprattasse previste dai precedenti commi sono ridotte ad un quarto se la di chiarazione prodotta o il pagamento viene eseguito non oltre 30 giorni dalla data in cui avrebbero dovuto essere effettuati, ovvero alla met se il pagamento viene eseguito entro sessanta giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento. 4. Sulle somme dovute per l'imposta sulla pubblicit, per il diritto sulle pubbliche affissioni e per le relative soprattasse si applicano interessi di mora nella misura del 7 per cento per ogni semestre compiuto, a decorrere dal giorno in cui detti importi sono divenuti esigibili; interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a qualsiasi titolo a decorrere dalla data dell'eseguito pagamento. Art. 24. Sanzioni amministrative.
1.Il comune tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari riguardanti l'effettuazione della pubblicit. Alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni amministrative per la cui applicazione si osservano le norme contenute nelle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, salvo quanto previsto nei successivi commi. 2. Per le violazioni delle norme regolamentari stabilite dal comune in esecuzione del prese nte capo nonch di quelle contenute nei provvedimenti relativi all'installazione degli impi anti, si applica la sanzione da lire duecentomila a lire due milioni con notificazione agli interessati, entro centocinquanta giorni dall'accertamento, degli estremi delle violazioni riportati in apposito verbale. Il comune dispone altres la rimozione degli impianti pubbli citari abusivi facendone menzione nel suddetto verbale; in caso di inottemperanza all'ordine di rimozione entro il termine stabilito, il comune provvede d'ufficio, addebitando ai responsabili le spese sostenute. 3.Il comune, o il concessionario del servizio, pu effettuare, indipendenteme nte dalla procedura di rimozione degli impianti e dall'applicazione delle san zioni di cui al comma 2,la immediata copertura della pubblicit abusiva,in mo do che sia privata di efficacia pubblicitaria, ovvero la rimozione delle af fissioni abusive, con successiva notifica di apposito avviso secondo le modalit previste dall'art. 10. 4. I mezzi pubblicitari esposti abusivamente possono, con ordinanza del sindaco, essere sequestrati a garanzia del pagamento delle spese di rimozione e di custodia, nonch dell'imposta e dell'ammontare delle relative soprattasse ed interessi; nella medesima ordinanza deve essere stabilito un termine entro il quale gli interessati possono chiedere la restituzione del materiale sequestrato previo versamento di una congrua cauzione stabilita nella ordinanza stessa. 5 I proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti al comune e destinati al potenzia mento ed al miglioramento del servizio e dell'impiantistica comunale, nonch alla redazione ed all'aggiornamento del piano generale degli impianti pubblicitari di cui all'art. 3.
Art. 25. Gestione del servizio. 1. La gestione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicit e delle pubbliche affissioni effettuata in forma diretta dal comune. 2. Il comune, qualora lo ritenga pi conveniente sotto il profilo economico e funzionale, pu affidare in concessione il servizio ad apposita azienda speciale di cui all'art. 22, comma 3, lettera c), della legge 8 giugno 1990, n. 142, ovvero ai soggetti iscritti nell'albo previsto dall'art. 32. 3 Il concessionario subentra al comune in tutti i diritti ed obblighi inerenti la gestione del servizio ed tenuto a provvedere a tutte le spese occorrenti, ivi com prese quelle per il personale impiegato. In ogni caso, fatto divieto al concessio nario di emettere atti o effettuare riscossioni successivamente alla scadenza della concessione.
Art. 26. Corrispettivo del servizio. 1.Per la gestione del servizio il concessionario compensato ad aggio sulla riscossione complessiva a qualsiasi titolo conseguita con esclusione di ogni altro corrispettivo; per i comuni appartenenti all'ultima classe il servizio pu essere affidato dietro corresponsione di un canone fisso da versare al comune. 2. L'aggio va rapportato in misura unica all'ammontare lordo complessivamente riscosso a titolo di imposta e del diritto sulle pubbliche affissioni e rela tivi accessori, con facolt di stabilire in favore del comune un minimo garantito al netto dell'aggio per ciascun anno della concessione.
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3. L'ammontare delle riscossioni effettuate al netto dell'aggio, ovvero il ca none convenuto, deve essere versato alla tesoreria comunale a scadenze trimes trali posticipate, fermo restando che l'importo del versamento non pu esse re inferiore alla quota del minimo garantito corrispondente ad ogni rata, sal vo il conguaglio nei versamenti successivi, qualora le riscossioni superino la rata stessa. 4. Per il ritardato versamento delle somme dovute dal concessionario si appli ca una indennit di mora del 7% semestrale sugli importi non versati che pu essere riscossa dal comune utilizzando il procedimento esecutivo previsto dal regio decreto 14/04/1910, n. 639. 5. Nel caso di variazione di tariffe superiore al 10%, deliberata dal comune o stabilita per legge nel corso della concessione, l'aggio o il canone fisso ed il minimo garantito convenuto devono essere ragguagliati in misura proporzionale al maggiore o minore ammontare delle riscossioni. Art. 27. Durata della concessione. 1. La concessione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni ha durata massima di 6 anni. 2. Qualora la concessione sia di durata inferiore a 6 anni, si pu procedere al suo rinnovo fino al raggiungimento di tale limite, purch le condizioni contrattuali proposte siano pi favorevoli per il comune; a tal fine il concessionario deve presentare apposita istanza almeno 6 mesi prima della data di scadenza della concessione indicando le condizioni per il rinnovo. Art. 28. Conferimento della concessione. 1. Il conferimento della concessione ai soggetti iscritti nell'albo di cui all' art. 32 viene effettuato in conform it all'art 56 della L 8/6/1990, n. 142, e previa adozione di apposito capitolato d'oneri, mediante licitazione privata ai sensi
dell'art. 89 del RD 23/5/1924, n. 827, integrato dalle disposizioni, ove compatibili, della L 2 /2/1973, n. 14, e dell'art. 2-bis del DL 2/3/1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla L 26/4/1989 n 155. 2. La licitazione deve essere indetta tra non meno di tre soggetti iscritti nell'albo di cui all'art. 32 che abbiano capacit tecnica e finanziaria adeguata alla classe di appartenenza del comune concedente secondo la suddivisione in categorie prevista dall'art. 33. L'oggetto della licitazione costituito dalla misura percentuale dell'aggio e, se richiesto, dall'ammontare del minimo garantito, ovvero dall'importo del canone fisso. 3. L'iscrizione nell'albo comprovata esclusivamente mediante presentazione di certificato rilasciato dalla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze in data non anteriore a novanta giorni da quella in cui si svolge la gara. 4. I soggetti partecipanti alla licitazione debbono fornire apposita dichiara zione resa ai sensi degli articoli 4, 20 e 26 della legge 4/1/68, n15, attest ante che loro stessi ed i soci della societ che rappresentano non detengono, a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente, interessi in altre societ partecipanti alla licitazione stessa; la omissione della dichiarazione o la sua falsa attestazione comportano la nullit della concessione, ove non sia iniziata la gestione, o la decadenza dalla stessa a norma dell'art 30, comma 1, lettera d). 5. Quando almeno due licitazioni risultino infruttuose la concessione pu essere conferita mediante trattativa privata; in tal caso la durata della concessione non pu essere superiore a tre anni, con esclusione della possibilit di rinnovo. 6. Nell'ipotesi di affidamento in concessione del servizio ad azienda speciale, l'aggio, il minimo garantito ovvero il canone fisso sono determinati dal comune con apposita convenzione. Art. 29. Incompatibilit.
1. Non possono essere iscritti nell'albo di cui all'art. 32 n essere legali rappre sentanti, amministratori o sindaci di societ concessionarie del servizio di accer tamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni: a) i membri del Parlamento e del Governo; b) i pubblici impiegati; c) i ministri dei culti; d) coloro che per legge o per provvedimento giudiziale non hanno la libera amministrazione dei loro beni ovvero sono in stato di fallimento dichiarato, finch non abbiano pagato per intero i loro debiti; e)i condannati per delitti contro la personalit dello Stato, contro la pub blica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per qualsiasi altro reato non colposo che comporti la pena della reclusione non inferiore a due anni; f)i condannati all'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed a quella temporanea per tutto il tempo della sua durata. 2. Non pu essere conferita la concessione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicit e diritto sulle pubbliche affissioni: a) ai consiglieri regionali, provinciali e comunali limitatamente all'ambito territoriale in cui esercitano il loro mandato; b) ai membri degli organi di controllo sugli atti del comune che affida il servizio in concessione; c)al coniuge, ai parenti ed agli affini fino al secondo grado, del sindaco, dei consiglieri e degli assessori del comune che affida il servizio in concessione; d)a coloro che, in dipendenza di precedenti gestioni, siano in lite con il comune
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che affida il servizio in concessione. Art. 30. Decadenza. 1. Il concessionario incorre nella decadenza dalla concessione per i seguenti motivi: a)per non aver prestato o adeguato la cauzione di cui al successivo art. 31; b)per mancato versamento delle somme dovute alle prescritte scadenze; c) per continuate irregolarit o reiterati abusi commessi nella conduzione del servizio; d) per aver reso falsa attestazione in ordine a quanto richiesto dal comma 4 dell'art. 28; e) per l'inosservanza del divieto di contemporaneo svolgimento dell'attivit di concessionario e di commercializzazione della pubblicit previsto dal comma 4 dell'art. 33; f) per aver conferito il servizio in appalto a terzi; g) per la scoperta preesistenza o il verificarsi durante la concessione di una delle cause di incompatibilit previste dall'art. 29. 2. La decadenza richiesta dal comune interessato o d'ufficio da parte della di rezione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze, ed pronun ciata, previa contestazione degli addebiti, con decreto del Ministro delle finanze, sentito, ove occorra, il prefetto. 3.Il concessionario decaduto cessa con effetto immediato dalla conduzione del servizio ed privato di ogni potere in ordine alle procedure di accertamento e riscossione; allo scopo il sindaco diffida i contribuenti a non effettuare pagamenti al con cessionario decaduto e procede all'acquisizione della docume
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ntazione riguardante la gestione, redigendo apposito verbale in contradditto rio con il concessionario stesso. Art. 31. Disciplina del servizio in concessione. 1. Nell'espletamento del servizio, il concessionario pu agire per mezzo di un rappresentan te munito di apposita procura che non si trovi nei casi di incompatibilit previsti nell' art. 29, di ci dovr essere fornita dichiarazione a norma degli articoli 4, 20 e 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, al comune interessato assieme al deposito dell'atto di conferimento della procura. 2. Il personale addetto al servizio deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento rilasciata dal comune. 3. vietata l'attribuzione in appalto del servizio da parte del concessionario. nulla la cessione del contratto a terzi. 4. A garanzia del versamento delle somme riscosse nonch degli altri obblighi patrimoniali derivanti dal conferimento della concessione, il concessionario del servizio tenuto a prestare, prima della stipulazion e del contratto, una cauzione costituita a norma della L. 10/06/82, n. 348, il cui ammontare deve essere pari al minimo garantito o, in mancanza, a due terzi delle riscossioni dell'anno precedente, ovvero al canone fisso convenuto. 5. In caso di mancato versamento delle somme dovute dal concessionario, il comune pu procedere ad esecuzione sulla cauzione utilizzando il procedimento previsto dal RD 14/04/1910, n. 639.
Art. 32. Albo dei concessionari. 1. Presso la direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze istituito l'albo nazionale dei concessionari del servizio di accertamento e
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riscossione dei tributi comunali. 2. Per l'esame delle domande di iscrizione, per la revisione periodica della sussistenza dei requisiti e per la cancellazione dei soggetti iscritti, costituita, con decreto del Ministro delle finanze, una commissione composta: a) dal direttore centrale per la fiscali locale, con funzione di presidente; b) da un dirigente del Ministero dell'interno, in servizio pressola direzione generale dell'amministrazione civile; c) da un dirigente del Ministero delle finanze, addetto al servizio dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni; d) da un rappresentante dei comuni, designato dall'Associazione nazionale dei comuni d'Italia; e) da un rappresentante dei concessionari del servizio di accertamento e riscossione dei tributi locali; f) da un funzionario in servizio presso la direzione centrale per la fiscalit locale, con profilo professionale appartenente almeno all'ottavo livello funzionale, che pu essere sostituito, in caso di assenza, da altro impiegato di pari qualifica, con funzione di segretario. 3. Con decreto del Ministro delle finanze, sono emanate norme ai sensi dell'art. 17 comma 3 L. 23/08/88, n. 400, in ordine alla formazione ed alla tenuta dell'albo dei concessionari, al funzionamento della commissione, alla durata in carica dei suoi componenti, alla disciplina degli accertamenti di cui al comma 5 dell'art. 33 ed alla documentazione necessaria per ottenere l'iscrizione. Art. 33. Iscrizione nell'albo. 1. Nell'albo nazionale dei concessionari del servizio di accertamento e riscossione dei tributi comunali pos sono essere iscritte persone fisiche e
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societ di capitale aventi capitale interamente versato, costituito unicamente da quote o azioni di cui siano titolari persone fisiche. 2. L'iscrizione nell'albo subordinata al riconoscimento, nei confronti della persona fisica e dei legali rapp resentanti della societ, di idonei requisiti morali e della mancanza delle cause di incompatibilit di cui al comma 1 dell'art 29, nonch della capacit tecnica e finanziaria a ben condurre la gestione dei tributi comunali. 3. Con decreto del Ministro delle finanze, da adottare ogni triennio, sono stabiliti i criteri di commisurazion e della capacit finanziaria degli iscritti nell'albo, fermo restando in ogni caso la loro suddivisione in due categorie in relazione all'entit delle garanzie fornite o del capitale sociale. Per il passaggio alla categoria superiore comunque indispensabile la capacit tecnica acquisita attraverso la gestione, anche in tempi diversi, di almeno dieci comuni delle ultime due classi. 4. fatto divieto di contemporaneo svolgimento dell'attivit di concessionario e di commercializzazione di pubblicit; tale condizione deve essere atte stata dalle persone fisiche con dichiarazione resa ai sensi de gli articoli 4, 20 e 26 della legge 4/1/1968, n. 15, ovvero deve essere prevista nello statuto della societ. 5. La direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze pu disporre d'ufficio gli accertamenti che ritenga necessari ai fini della iscrizione. 6. Le determinazioni in ordine all'iscrizione o alla cancellazione dall'albo sono adottate con provvedimento motivato, sentita la commissione di cui all'art. 32. Art. 34. Cancellazione dall'albo. 1. La cancellazione dall'albo pu essere chiesta dall'iscritto in qualunque momento. 2. Si procede alla cancellazione d'ufficio nei confronti degli iscritti che siano
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stati dichiarati decaduti ai sen si dell'art. 30, comma 1, lettere c), d), e), f) e g), escluse le cause di incompatibilit di cui al comma 2 dell' art. 29, nonch nei confronti dei soggetti che entro il 31 marzo di ciascun anno non abbiano presentato al la direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze l'attestazione dell'eseguito pagamen to della tassa di concessione governativa relativa all'anno in corso.
Art. 35. Vigilanza. 1. attribuita alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze la funzione di vigilan za sulle gestioni dirette o in concessione dell'imposta sulla pubblicit e del servizio delle pubbliche affiss ioni. 2. Ai fini di cui al comma 1, il comune tenuto ad inviare, entro 30 giorni dalla loro adozione, le delibera zioni di approvazione del regolamento e delle tariffe; nello stesso termine, il concessionario deve inviare il capitolato d'oneri ed il contratto relativo alla gestione affidata in concessione. 3. La direzione centrale di cui al comma 1, ove ritenga che le deliberazioni concer nenti il regolamento e le tariffe, il capitolato d'oneri e il contratto siano con trarie a disposizioni di legge ne chiede il riesame, ferma restando la loro esecutivit. 4. Con decreto del Ministro delle finanze, sono emanate disposizioni in ordine alla gestione contabile dell'imposta sulla pubblicit e del diritto sulle pubbliche affissioni. 5. La direzione centrale di cui al comma 1 ha facolt di richiedere al comune o al suo concessionario atti o documenti inerenti la gestione del servizio. 6. Il concessionario del servizio tenuto ad osservare tutte le disposizioni del presente decreto al fine di assicurare la regolarit della gestione; la loro manca ta osservanza costituisce, previa contestazione, motivo di sospensione d'ufficio dell'iscrizione nell'albo di cui all'art. 32 per il periodo in cui detta situazione
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perduri. 7. La direzione centrale di cui al comma 1 pu disporre ispezioni sulle gestioni dirette o in concessione del servizio di accertamento e riscossione dell'imposta sulla pubblicit e delle pubbliche affissioni,allo sco po di verificare l'osservanza delle disposizioni in materia; a tal fine, con decreto del Ministro delle finanze, sono stabilite le modalit per la loro programmazione ed esecuzione, nonch per il coordinamento degli uffici preposti, anche al fine di consentire alla commissione prevista dall'art. 32 l'adozione dei provvedi menti di competenza. Art. 36. Norme transitorie. 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono emanati i decreti ministeriali previsti nei precedenti articoli. 2. Per la prima applicazione del presente decreto i comuni devono deliberare il regolamento di cui all'art. 3 entro il 30 giugno 1994 e le tariffe devono essere deliberate entro il 28 febbraio 1994; il termine per il pagamento dell'imposta relativa alla pubblicit annuale differito al 31 marzo 1994. 3. I soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano iscritti nell'albo di cui all'art. 40 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 639, sono iscritti a domanda, da presentare entro il 30 giugno 1994, nell'albo di cui all'art. 32, se in possesso dei requisiti ivi prescritti. 4. I soggetti che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, gestiscono ai sensi dell'art 38 del dPR 26/10/1972, n 639, il servizio di accertamento e riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicit e dei diritti sulle pubbliche affissioni, possono continuare la gestione del servizio, sino alla scadenza del contrat to in corso, purch, entro un anno dalla suddetta data, ottengano l'iscrizione nell'albo di cui all'art. 32. 5. In deroga alle disposizioni dell'art. 31, comma 3, ammessa la cessione dei contratti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto a soggetti
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iscritti nell'albo di cui all'art. 32 entro il termine di un anno dalla suddetta data, previo consenso del comune interessato e nulla osta del la direzione centrale della fiscalit locale del Ministero delle finanze; en tro lo stesso termine altres consentita, previa comunicazione al comune, la cessione degli impianti pubblicitari detenuti dai soggetti iscritti nell'albo. 6. La commissione prevista dall'art. 40 del dPR 26/10/72, n 639, resta in carica sino alla scadenza stabili ta per lo svolgimento delle attribuzioni di cui all'art. 32 del presente decreto. 7. Le concessioni di cui all'art. 38 del dPR 26/10/72, n 639, aventi scadenza nel corso dell'anno 1994 sono prorogate sino al 31/12/94, a condizioni da definire fra le parti sempre che il comune non intenda gestire direttamente il servizio. 8. Il comune non d corso alle istanze per l'installazione di impianti pubblicitari, ove i relativi provvedimenti non siano gi stati adottati alla data di entrata in vigore del pre sente decreto, n pu autorizzare l'installazione di nuovi impianti fino all'approvazione del regolamento comunale e del piano generale previsti dall'art. 3. 9. Gli accertamenti e le rettifiche da effettuare a norma dell'art. 23 del dPR 26/10/72, n. 639, debbono essere notificati nel termine di decadenza ivi previsto, secondo le disposizioni del suddetto decreto. 10 La pubblicit annuale iniziata nel corso dell'anno 1993, per la quale sia stata pagata la relativa imposta, prorogata per l'anno 1994 senza la presentazione di una nuova dichiarazione, con il versamento dell'imposta secondo le disposizioni del presente capo. 11. Le modalit della gestione, l'aggio o il canone fisso, il minimo garanti to nonch le prescrizioni del capitolato d'oneri in atto devono essere adeguati in rapporto alle modifiche introdotte dal presente capo. Art. 37. Norme finali e abrogazioni.
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1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze,previa deli berazione del Consiglio dei Ministri,le tariffe in materia di imposta sulla pubblicit e di diritto sulle pubblich e affissioni possono essere adeguate, comunque non prima di 2 anni dalla data di entrata in vigore del p resente decreto legislativo, nel limite della variazione pe rcentuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato dalla fine del me se precedente la data di emanazione del decreto rispetto al medesimo indice rilevato per l'emanazione del precedente decreto; per il primo adeguamento, si assume come riferimento la data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.I detti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri accertano l'entit delle variazioni, indicano i nuovi importi e stabilisco no la data a decorrere dalla quale essi sono applicati. 2. Con decorrenza dal 1/1/1994 abrogato il dPR 26/10/1972, n. 639 e successive modificazioni ed integrazioni, nonch ogni altra norma incompatibile con le disposizioni del presente capo. 3 Sono fatte salve le disposizioni contenute nella L 18/3/1959, n 132 e nell'art 10 della L 5/12/1986, n 856 Capo II TASSA PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE Art. 38. Oggetto della tassa. 1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate,an che senza titolo, nelle strade,nei corsi,nelle piazze e,comunque, sui beni ap partenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono,parimenti,soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico,di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonch le occupa zioni sotto stanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di
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servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa. 3. La tassa si applica, altres, alle occupazioni realizzate su tratti di aree private sulle quali risulta costituita, nei modi e nei termini di legge, la servit di pubblico passaggio. 4. Le occupazioni realizzate su tratti di strade statali o provinciali che attraversano comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti sono soggette all'imposizione da parte dei comuni medesimi. 5. Sono escluse dalla tassa le occupazioni di aree appartenenti al patrimonio disponibile dei predetti enti o al demanio statale. Art. 39. Soggetti attivi e passivi. La tassa dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di con cessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio. Art. 40. Regolamento e tariffe. 1. Il comune e la provincia sono tenuti ad approvare il regolamento per l'applica zione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. 2. Con il regolamento i predetti enti disciplinano i criteri di applicazione della tassa secondo le disposizioni contenute nel presente capo nonch le modalit per la richiesta, il rilascio e la revoca delle concessioni e delle autorizzazioni. 3. Le tariffe sono adottate entro il 31 ottobre di ogni anno ed entrano in vigore il primo gennaio dell'anno successivo a quello in cui la deliberazione divenuta esecutiva a norma di legge. 4. L'omesso o ritardato adempimento delle disposizioni di cui al comma 3
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comporta l'applicazione delle tariffe gi in vigore, ove queste rientrino nei limiti previ sti dal presente capo, ovvero l'adeguamento automatico delle stesse alla misura minima fissata dal capo medesimo. Art. 41. Revoca di concessioni o autorizzazioni. La revoca di concessioni o autorizzazioni concernenti l'utilizzazione del suolo pub blico d diritto alla restituzione della tassa pagata in anticipo, senza interessi. Art. 42. Occupazioni permanenti e temporanee. Criteri di distinzione. Graduazione e determinazione della tassa. 1. Le occupazioni di spazi ed aree pubbliche sono permanenti e temporanee: a) sono permanenti le occupazioni di carattere stabile, effettuate a seguito del rilascio di un atto di conces sione, aventi, comunque, durata non inferiore all'anno, comportino o meno l'esistenza di manufatti o impianti; b) sono temporanee le occupazioni di durata inferiore all'anno. 2.Per le occupazioni che, di fatto, si protraggono per un periodo superiore a quello consentito originariam ente, ancorch uguale o superiore all'anno, si applica la tariffa dovuta per le occupazioni temporanee di carattere ordinario, aumentata del 20 per cento. 3. La tassa graduata a seconda dell'importanza dell'area sulla quale insiste l'occupazione:a tale effetto, le strade,gli spazi e le altre aree pubbliche, indicate nell'art 38, sono classificate in categorie.L'elenco di classifica zione deliberato dal comune, sentita la commissione edilizia,o dalla provincia, ed pubblicato per 15 giorni nell'albo pretorio e in altri luoghi pubblici.
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4. La tassa commisurata alla superficie occupata, espressa in metri quadrati o in metri lineari. Le frazio ni inferiori al metro quadrato o al metro lineare sono cal colate con arrotondamento alla misura superiore. Nel caso di pi occupazioni, anche della stessa natura, di misura inferiore al metro quadrato o al metro lineare,la tassa si determina autonomamente per ciascuna di esse. Le occupazioni temporanee, ai fini dell'art. 46, effettuate nell'ambito della stessa categoria prevista dal comma 3 del presente articolo ed aventi la medesima natura, sono calcolate cumulativamente con arrotondamento al metro quadrato. 5. Le superfici eccedenti i mille metri quadrati, per le occupazioni sia temporanee che permanenti, possono essere calcolate in ragione del 10 per cento. 6. La tassa determinata in base alle misure minime e massime previste dagli arti coli 44, 45, 47 e 48. Le misure di cui ai predetti articoli costituiscono i limiti di variazione delle tariffe o della tassazione riferita alla prima ovvero unica categoria. Qualora il comune individui nel regolamento pi categorie, ai sensi del comma 3 del presente articolo, la misura corrispondente all'ultima categoria non pu essere, comunque, inferiore al 30 per cento di quella deliberata per la prima. Art. 43. Classificazione dei comuni. 1. Agli effetti dell'applicazione della tassa di cui al presente capo, i comuni sono ripar titi in base alla popolazione residente al 31/12 del penultimo anno precedente a quello in corso, quale risulta dai dati pubblicati dall'Istituto nazionale di statistica, nelle seguenti cinque classi: Classe I: comuni con oltre 500.000 abitanti; Classe II: comuni da oltre 100.000 a 500.000 abitanti; Classe III: comuni da oltre 30.000 a 100.000 abitanti;
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Classe IV: comuni da oltre 10.000 a 30.000 abitanti; Classe V: comuni fino a 10.000 abitanti. 2. I comuni capoluogo di provincia non possono collocarsi al di sotto della classe III. TRIBUTI LOCALI Capo II TASSA PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE Art. 44. Occupazioni permanenti. Disciplina e tariffe. Passi carrabili: criteri di determinazione della superficie. 1. Per le occupazioni permanenti la tassa dovuta per anni solari a ciascuno dei quali corrisponde un'obbligazione tributaria autonoma. Essa commisurata alla superficie occupata e si applica sulla base delle seguenti misure di tariffa: a) occupazioni del suolo comunale: Classi di comuni Minima per mq Massima per mq --- --- lire lire Classe I . . . . . . . . . . . . 85.000 127.000 Classe II . . . . . . . . . . . 68.000 102.000 Classe III . . . . . . . . . . . 54.000 81.000 Classe IV . . . . . . . . . . . 43.000 64.000
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Classe V . . . . . . . . . . . 34.000 51.000 b) occupazioni del suolo provinciale: minima lire 34.000 mq massima lire 51.000 mq; c) occupazioni di spazi soprastanti e sottostanti il suolo: la tariffa, di cui alle lettere a) e b), pu essere ridotta fino ad un terzo. 2. Per le occupazioni con tende, fisse o retrattili, aggettanti direttamente sul suolo pubblico, la tariffa ridotta al 30 per cento. 3. Per i passi carrabili, la tariffa di cui al comma 1 ridotta al 50 per cento. 4 Sono considerati passi carrabili quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pie tra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l'accesso dei veicoli alla propriet privata. 5. La tassa commisurata alla superficie occupata risultante dall'apertura dell'accesso per la profondit del marciapiede o del manufatto. 6. Per i passi carrabili costruiti direttamente dal comune o dalla provincia, la tassa va determinata con riferimento ad una superficie complessiva non superiore a mq. 9. L'eventuale superficie eccedente detto limite calcolata in ragione del 10 per cento. 7. La tassa non dovuta per i semplici accessi, carrabili o pedonali, quando siano posti a filo con il manto stradale e, in ogni caso, quando manchi un'opera visibile che renda concreta l'occupazione e certa la superficie sottratta all'uso pubblico. 8. I comuni e le province,su espressa richiesta dei proprietari degli accessi di cui al comma 7 e tenuto conto delle esigenze di viabilit, possono, previo rilascio di apposito cartello segnaletico, vietare la sosta indiscriminata sull'area
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antistante gli accessi medesimi. Il divieto di utilizzazione di detta area da parte della collettivit, non pu comunque estendersi oltre la superficie di 10 metri quadrati e non consente alcuna opera n l'esercizio di particolari attivit da parte del proprietario dell'accesso. La tassa va determinata con tariffa ordinaria, ridotta fino al 10%. 9. La tariffa parimenti ridotta fino al 10 per cento per i passi carrabili costruiti direttamente dai comuni e dalle province che, sulla base di elementi di carattere oggettivo, risultano non utilizzabili e, comunque, di fatto non utilizzati dal proprietario dell'immobile o da altri soggetti legati allo stesso da vincoli di parentela, affinit o da qualsiasi altro rapporto. 10. Per i passi carrabili di accesso ad impianti per la distribuzione dei carburanti, la tariffa pu essere ridotta fino al 30 per cento. 11. La tassa relativa all'occupazione con i passi carrabili pu essere definitivamente assolta mediante il versamento, in qualsiasi momento, di una somma pari a venti annualit del tributo. In ogni caso, ove i con tribuenti non abbiano interesse ad utilizzare i passi carrabili, possono ottenerne l'abolizione con apposita domanda al comune o alla provincia. La messa in pristino dell'assetto stradale effettuata a spese del richiedente. 12. Per le occupazioni permanenti con autovetture adibite a trasporto pubblico nelle aree a ci destinate dai comuni e dalle province, la tassa va commisurata alla superficie dei singoli posti assegnati. Capo II TASSA PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE Art. 45. Occupazioni temporanee. Disciplina e tariffe. 1. Per le occupazioni temporanee la tassa commisurata alla superficie occupata ed graduata, nell'ambito delle categorie previste dall'art. 42, comma 3, in rapporto alla durata delle occupazioni medesime. I tempi di occupazione e
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le relative misure di riferimento sono deliberati dal comune o dalla provincia ed indicati nel regolamento. 2. La tassa si applica, a giorno, in base alle seguenti misure di tariffa: a) occupazioni di suolo comunale: (1) Classi di comuni Minima per mq Massima per mq --- --- lire lire Classe I . . . . . . . . . . . . 6.000 12.000 Classe II . . . . . . . . . . . 5.000 10.000 Classe III . . . . . . . . . . . 4.000 8.000 Classe IV . . . . . . . . . . . 3.000 6.000 Classe V . . . . . . . . . . . . 2.000 4.000 b ) occupazioni di suolo provinciale: nminima lire 2.000 mq massima lire 4.000 mq; c) occupazioni di spazi soprastanti e sottostanti il suolo: la tariffa di cui alle lettere a) e b) pu essere ridotta fino ad un terzo. 3. Per le occupazioni con tende o simili, la tariffa ridotta al 30 per cento. Ove le tende siano poste a copertura di banchi di vendita nei mercati o, comunque, di aree pubbliche gi occupate, la tassa va determinata con riferimento alla sola parte di esse eventualmente sporgente dai banchi o dalle aree medesime. 4. Per le occupazioni effettuate in occasione di fiere, festeggiamenti e mercati, la tariffa pu essere aumentata in misura non superiore al 50 per cento. 5. Le tariffe, di cui ai precedenti commi, possono essere ridotte fino al 50% per le occupazioni realizzate da venditori ambulanti e da produttori agricoli che
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vendono direttamente il loro prodotto. Sono ridotte ris pettivamente dell' 80% e del 50% le tariffe per le occupazioni poste in essere con installazioni di attrazio ni, giochi e divertimenti dello spettaco lo viaggiante e le tariffe per le occupazioni temporanee per i fini di cui all'art. 46. 6. Le occupazioni con autovetture di uso privato realizzate su areea ci de stinate dal comune o dalla pro vincia sono soggette alla tassa con tariffa che pu essere variata in aumento o in diminuzione fino al 30% 7. Per le occupazioni realizzate in occasione di manifestazioni politico-cult urali si applica la tariffa ridotta nella medesima misura percentuale di cui al comma 6. 8. Per le occupazioni temporanee di durata non inferiore ad un mese o che si verifichino con carattere ricorrente, in facolt del comune o della provincia disporre la riscossione mediante convenzione a tariffa ridotta fino al massimo del 50 per cento. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 46. Occupazioni del sottosuolo e soprassuolo. Disciplina. 1. Le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale con condutture, cavi ed impianti in genere e con seggiovie e funivie sono tassate in base ai criteri stabiliti dall'art. 47. 2. Il comune o la provincia ha sempre facolt di trasferire in altra sede, a proprie spese,le condutture,i cavi e gli impianti; quando per il trasferimen to viene disposto per l'immissione delle condutture,dei cavi e degli impianti in cunicoli in muratura sotto i marciapiedi, ovvero in collettori, op pure in gallerie appositamente costruite, la spesa relativa a carico degli utenti.
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Criteri di determinazione della tassa per l'occupazione del sottosuolo e soprassuolo. 1. La tassa per le occupazioni del sottosuolo o soprassuolo stradale con condutture, cavi ed impianti in genere, di cui all'articolo precedente, determinata forfettariamente in ase alla lunghezza delle strade comunali e provinciali occupate, comprese le strade soggette a servit di pubblico passaggio. 2. La tassa va determinata in base ai seguenti limiti minimi e massimi. a) strade comunali, da lire 250.000 a lire 500.000 per km lineare o frazione; b) strade provinciali, da lire 150.000 a lire 300.000 per km lineare o frazione. 3. Per le occupazioni con seggiovie e funivie, la tassa annuale dovuta, fino ad un massimo di cinque km lineari, entro i limiti minimi e massimi da lire 100.000 a lire 200.000. Per ogni chilometro o frazione superiore a cinque km dovuta una maggiorazione da lire 20.000 a lire 40.000. 4. I comuni e le province che provvedono alla costruzione di gallerie sotterranee per il passaggio delle condutture dei cavi e degli impianti, hanno diritto di imporre, oltre la tassa di cui al comma 1, un contributo una volta tanto nelle spese di costruzione delle gallerie, che non pu superare complessivamente, nel massimo, il 50% delle spese medesime. 5. (1) Per le occupazioni di cui al presente articolo, aventi carattere temporaneo, la tassa, in deroga a quanto disposto dall'art. 45, determinata e applicata dai comuni e dalle province in misura forfettaria sulla base delle seguenti misure minime e massime: a) occupazioni del sottosuolo o soprassuolo comunale fino a 1 kml di durata non superiore a 30 giorni: Tassa complessiva: Classi I, II e III minima lire 20.000 massima lire 50.000; Classi IV e V minima lire 10.000 massima lire 30.000;
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b) occupazioni del sottosuolo o soprassuolo provinciale fino ad 1 kml di durata non superiore a trenta giorni: Tassa complessiva: minima lire 10.000 massima lire 30.000. La tassa di cui alle lettere a) e b) aumentata del 50% per le occupazioni superiori al chilometro lineare. Per le occupazioni di cui alle lettere a) e b), di durata superiore a trenta giorni, la tassa va maggiorata nelle seguenti misure percentuali: 1) occupazioni di durata non superiore a novanta giorni: 30 per cento; 2) occupazioni di durata superiore a novanta giorni e fino a centoottanta giorni: 50%; 3) occupazioni di durata maggiore: 100 per cento. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306]
Art. 48. Distributori di carburante e di tabacchi. - Determinazione della tassa. 1. Per l'impianto e l'esercizio di distributori di carburanti e dei relativi serbatoi sotterranei e la conseguente occupazione del suolo e del sottosuolo comunale dovuta una tassa annuale in base ai seguenti limiti minimi e massimi: Classi Localit dove sono Minimo Massimo di comuni situati gli impianti lire lire a) centro abitato 100.000 150.000 b) zona limitrofa 70.000 105.000 Classe I | c) sobborghi e zone periferiche 40.000 60.000
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d) frazioni 20.000 30.000 a) centro abitato 90.000 135.000 b) zona limitrofa 60.000 (1) 90.000 Classe II | c) sobborghi e zone periferiche 30.000 45.000 d) frazioni 15.000 22.000 a) centro abitato 84.000 132.000 b) zona limitrofa 54.000 81.000 Classe III | c) sobborghi e zone periferiche 30.000 45.000 d) frazioni 15.000 22.000 + a) centro abitato 76.000 114.000 | b) zona limitrofa 46.000 69.000 Classe IV | | c) sobborghi e zone periferiche 20.000 30.000 + d) frazioni 10.000 15.000 + a) centro abitato 60.000 90.000 | b) zona limitrofa 50.000 75.000
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Classe V | | c) sobborghi e zone periferiche 30.000 45.000 + d) frazioni 10.000 15.000 2. Per l'occupazione del suolo e sottosuolo provinciale la tassa annuale va determinata entro il limite minimo di lire 10.000 e massimo di lire 15.000 3. La tassa va applicata ai distributori di carburanti muniti di un solo serbatoio sotterraneo di capacit non superiore a tremila litri. Se il serbatoio di maggiore capacit, la tariffa va aumentata di un quinto per ogni mille litri o frazione di mille litri. ammessa la tolleranza del 5 per cento sulla misura della capacit. 4. Per i distributori di carburanti muniti di due o pi serbatoi sotterranei di differente capacit, raccordati tra loro, la tassa nella misura stabilita dal presente articolo, viene applicata con riferimento al serbatoio di minore capacit maggiorata di un quinto per ogni mille litri o frazioni di mille litri degli altri serbatoi. 5. Per i distributori di carburanti muniti di due o pi serbatoi autonomi, la tassa si applica autonomamente per ciascuno di essi. 6 La tassa di cui al presente articolo dovuta esclusivamente per l'occupazione del suolo e del sottosuol o comunale e provinciale effettuata con le sole colonnine montanti di distribuzione dei carburanti, dell' acqua e dell'aria compressa ed i relativi serbatoi sotterranei,nonch per l'occupazione del suolo con un chiosco che insiste su di una superficie non superiore a 4 mq. Tutti gli ulteriori spazi ed aree pubbliche ev entualmente occupati con impianti o apparecchiature ausiliarie, funzionali o decorative, ivi compresi le tet toie, i chioschi e simili per le occupazioni eccedenti la superficie di 4 mq.i, comunque utilizzati sono sogge tti alla tassa di occupazione di cui al precedente art. 44, ove per convenzione non siano dovuti diritti maggiori.
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7. Per l'impianto e l'esercizio di apparecchi automatici per la distribuzione dei tabacchi e la conseguente occupazione del suolo o soprassuolo comunale dovuta una tassa annuale nei seguenti limiti minimi e massimi: Classi Localit dove sono Minimo Massimo di comuni situati gli impianti lire lire + a) centro abitato 30.000 45.000 I, II e III | b) zona limitrofa 20.000 30.000 | c) frazioni, sobborghi e + zone periferiche 15.000 22.000 + a) centro abitato 20.000 30.000 | b) zona limitrofa 15.000 22.000 IV e V | c) frazioni, sobborghi e + zone periferiche 10.000 15.000 8. Per l'occupazione del suolo o soprassuolo provinciale la tassa annuale fissata entro il limite minimo di lire 10.000 e massimo di lire 15.000. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 49. Esenzioni. 1. Sono esenti dalla tassa: a) le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all'art 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con dPR 22/12/1986, n. 917, per finalit specifiche di assistenza, previdenza, sanit, educazione, cultura e ricerca scientifica; b) le tabelle indicative delle stazioni e fermate e degli orar dei servizi pubblici di trasporto, nonch le tabelle che interessano la circolazione stradale, purch non contengano indicazioni di pubblicit, gli orologi funzionanti per pubblica utilit, sebbene di privata pertinenza, e le aste delle bandiere; c) le occupazioni da parte delle vetture destinate al servizio di trasporto
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pubblico di linea in concessione nonch le vetture a trazione animale durante le soste o nei posteggi ad esse assegnati; d) le occupazioni occasionali di durata non superiore a quella che sia stabilita nei regolamenti di polizia lo cale e le occupazioni determinate dalla sosta dei veicoli per il tempo necessario al carico e allo scarico delle merci; e) le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all'atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al comune o alla provincia al termine della concessione medesima; f) le occupazioni di aree cimiteriali; g) gli accessi carrabili destinati a soggetti portatori di handicap. Art. 50. Denuncia e versamento della tassa. 1. Per le occupazioni permanenti di suolo pubblico,i soggetti di cui all'art 39 devono presentare al comune o alla provincia,aventi diritto alla tassa, apposita denuncia entro 30 giorni dalla data di rilascio dell'atto di concessione e, comunque, non oltre il 31 dicembre dell'anno di rilascio della concessione medesima. La denuncia va effettuata utilizzando gli appositi modelli predisposti dal comune o dalla provincia e dagli stes si messi a disposizione degli utenti presso i relativi uffici; la denuncia deve contenere gli elementi identifi cativi del contribuente, gli estremi dell'atto di concessione, la superficie occupata, la categoria dell'area sulla quale si realizza l'occupazione, la misura di tariffa corrispondente, l'importo complessivamente dovu to Negli stessi termini deve essere effettuato il versamento della tassa dovuta per l'intero anno di rilascio della concessione. L'attestato deve esse re allegato alla denuncia e i relativi estremi trascritti nella denuncia stessa. 2. L'obbligo della denuncia, nei modi e nei termini di cui al comma prece dente, non sussiste per gli anni successivi a quello di prima applicazione della tassa, semprech non si verifichino variazioni nella occupazione che determinino un maggiore ammontare del tributo. In mancanza di variazioni
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nelle occupazioni, il versamento della tassa deve essere effettuato nel mese di gennaio, utilizzando l'apposito modulo di cui al comma 4. 3. Per le occupazioni di cui all'art. 46, il versamento della tassa deve essere effettuato nel mese di gennaio, di ciascun anno. Per le variazioni in aumento verificatesi nel corso dell'anno, la denuncia anche cumulativa e il versamento possono essere effettuati entro il 30 giugno dell'anno successivo. 4. Il pagamento della tassa deve essere effettuato mediante versamento a mezzo di conto corrente postale intestato al comune o alla provincia, ovvero, in caso di affidamento in concessione, al concessionario del comune, con arrotondamento a mille lire per difetto se la frazione non superiore a cinquecento lire o per eccesso se superiore. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, sono determinate le caratteristiche del modello di versamento. 5. Per le occupazioni temporanee l'obbligo della denuncia assolto con il pagamento della tassa e la compilazione del modulo di versamento di cui al comma 4, da effettuarsi non oltre il termine previsto per le occupazioni medesime. Qualora le occupazioni non siano connesse ad alcun previo atto dell'amministrazione, il pagamento della tassa pu essere effettuato, senza la compilazione del suddetto modulo, mediante versamento diretto. Art. 51. Accertamenti, rimborsi e riscossione coattiva della tassa. 1. Il comune o la provincia controlla le denunce presentate, verifica i versa menti effettuati e sulla base dei dati ed elementi direttamente desumibili da gli stessi, provvede alla correzione di eventuali errori materiali o di calco lo, dandone comunicazione al contribuente nei sei mesi successivi alla data di presentazione delle denunce o di effettuazione dei versamenti. L'eventuale integrazione della somma gi versata a titolo di tassa, determinata dai pre detti enti e accettata dal contribuente, effettuata dal contribuente medesimo mediante versamento con le modalit di cui all'art. 50, comma 4, entro sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione.
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2. Il comune o la provincia provvede all'accertamento in rettifica delle denunce nei casi di infedelt, inesattezza ed incompletezza delle medesime, ovvero all'accertamento d'ufficio nei casi di omessa presentazione della denuncia. A tal fine emette apposito avviso di accertamento motivato nel quale sono indicati la tassa, nonch le soprattasse e gli interessi liquidati e il termine di sessanta giorni per il pagamento. 3. Gli avvisi di accertamento, sia in rettifica che d'ufficio, devono essere notificati al contribuente, a pena di decadenza, anche a mezzo posta, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui la denuncia stata presentata o a quello in cui la denuncia avrebbe dovuto essere presentata. 4. Nel caso in cui la tassa risulti totalmente o parzialmente non assolta per pi anni, l'avviso di accertamento deve essere notificato, nei modi e nei termini di cui ai commi precedenti, separatamente per ciascun anno. 5. La riscossione coattiva della tassa si effettua secondo le modalit previste dall'art. 68 del dPR 28/1/1988, n. 43, in un'unica soluzione. Si applica l'art. 2752 del codice civile. 6 I contribuenti possono richiedere, con apposita istanza, ai comuni o alle province il rimborso delle som me versate e non dovute entro il termine di 3 anni dal giorno del pagamento, ovvero da quello in cui sta to definitivamente accertato il diritto alla restituzione. Sull'istanza di rimborso i comuni e le province prov vedono entro 90 giorni dalla data di presentazione della stessa. Sulle somme rimborsate ai contribuenti spettano gli interessi di mora in ragione del 7% per ogni semestre compiuto dalla data dell'eseguito paga mento.
Art. 52. Affidamento da parte del comune del servizio di accertamento e riscossione della tassa. Rinvio.
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Il servizio di accertamento e di riscossione della tassa, ove il comune lo ritenga pi conveniente sotto il profilo economico o funzionale, pu essere affidato in concessione ad apposita azienda speciale di cui all'art 22,comma 3, lettera c), della legge 8/6/1990, n. 142, ovvero ai soggetti iscritti all'albo nazionale di cui all'art. 32. A tal fine, si applicano le disposizio ni previste in materia di imposta sulla pubblicit e diritto sulle pubbliche affissioni. Art. 53. Sanzioni. 1. Per l'omessa, tardiva o infedele denuncia si applica una soprattassa pari al 100%dell'ammontare della tassa o della maggiore tassa dovuta. 2. Per l'omesso, tardivo o parziale versamento dovuta una soprattassa pari al 20% dell'ammontare della tassa o della maggiore tassa dovuta. 3. Per la tardiva presentazione della denuncia e per il tardivo versamento, effettuati nei 30 giorni successi vi alla data di scadenza stabilita nell'art. 50, comma 1, del presente capo, le soprattasse di cui ai commi precedenti sono ridotte rispettivamente al 50% e al 10%. 4. Sulle somme dovute a titolo di tassa e soprattassa si applicano gli interessi moratori in ragione del 7 per cento per ogni semestre compiuto. Art. 54. Funzionario responsabile. 1. Il comune, nel caso di gestione diretta, o la provincia designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione e i poteri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche; il predetto funzionario sottoscrive anche le richeste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi. 2. Il comune o la provincia comunica alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze il nominativo del funzionario responsabile entro sessanta giorni dalla sua nomina. 3. Nel caso di gestione in concessione le
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attribuzioni di cui al comma 1 spettano al concessionario. Art. 55. Abrogazioni. 1. Sono abrogati gli articoli da 192 a 200 del testo unico per la finanza locale,approvato con RD 14/09/31, n. 1175 e successive modificazioni ed integrazioni, nella parte non compatibile con le norme di cui al pre sente capo. Sono, altres, abrogati le disposizioni di cui all'art. 39, della legge 2/7/1952, n. 703 e succes sive modificazioni, l'articolo unico della leg ge 6/3/1958, n. 177, l'articolo unico della legge 26/7/1961, n. 711, l'art. 6 (1) della legge 18/4/1962, n. 208, nonch le disposizioni di cui al decreto dei Ministri delle finanze e dell'interno 26/2/1933, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24/4/1933, per la parte concernente la tassazione delle linee elettriche e telefoniche ed ogni altra disposizione di legge incompa tibile con le norme del presente capo. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 56. Disposizioni transitorie e finali. 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono emanati i decreti ministeriali previsti dal presente capo. 2. Per la prima applicazione delle disposizioni previste dal presente capo, i comuni e le province devono deliberare, unitamente alle tariffe, il regolamento o le variazioni del regolamento gi adottato, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo. 3. I contribuenti tenuti al pagamento della tassa per l'anno 1994, con esclu sione di quelli gi iscritti a ruolo, devono presentare la denuncia di cui all'art. 50 ed effettuare il versamento entro sessanta giorni dalla scadenza del termine previsto dal comma 2. Nel medesimo termine di sessanta giorni va effettuato il versamento dell'eventuale differenza tra gli importi gi iscrit ti a ruolo e quelli risultanti dall'applicazione delle nuove tariffe adottate dai predetti enti.
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4. Per le occupazioni di cui all'art. 46, la tassa dovuta a ciascun comune o provincia per l'anno 1994 pari all'importo dovuto per l'anno 1993,aumentato del 10 per cento, con una tassa minima di L. 50.000. 5. Le riscossioni e gli accertamenti relativi ad annualit precedenti a quel le in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni previste dal presente capo sono (1) effettuati con le modalit e i termini previsti dal testo unico per la finanza locale, approvato con RD 14/9/1931, n1175 e successive modificazioni. La formazione dei ruoli, fatta salva l'ipotesi di cui all'art 68 del dPR 28/1/1988, n. 43, riguarder la sola riscossione della tassa dovuta per le annualit fino al 1994. 6. I soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto, provvedono, in base ad un contratto di appalto,alla riscossione della tassa per l'occupazione temporanea di suolo pubblico,possono ottenere l' af fidamento in concessione del servizio di accertamento e riscossione della tassa dovuta per le occupazio ni permanenti e temporanee di suolo pubblico fino alla data di scadenza del contratto medesimo purch, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ottengano l'iscrizione nell'albo di cui all' art. 32, secondo le modalit previste in materia di imposta di pubblicit e diritto sulle pubbliche affissioni. 7. I contratti di appalto aventi scadenza nel corso dell'anno 1994, sono prorogati fino al 31/12/994, semprech il comune non intenda gestire direttamente il servizio. 8. Le modalit della gestione, l'aggio o il canone fisso, il minimo garantito nonch le prescrizioni del capi tolato d'oneri, vanno adeguati o, comunque, determinati in rapporto a quanto previsto dal presente capo. 9. Il mancato ottenimento della concessione nel termine di cui al comma 6 comporta, a prescindere dalle modalit dell'appalto e dalla durata del relativo contratto, la perdita del diritto di riscossione della tassa per l'occupazione temporanea di suolo pubblico. 10. I comuni nei quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto, risulti
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operante un contratto d'appalto per la riscossione della tassa per l' occupazione temporanea del suolo pubblico, provvedono per il primo anno di ap plicazione del decreto medesimo, salvo l'affidamento in concessione di cui al comma 6, alla riscossione diretta della tassa per l'occupazione permanente. 11. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle finanze, previa deli berazione del Consiglio dei Ministri, le tariffe in materia di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbli che posso no essere adeguate, comunque non prima di 2 anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, nel limite della variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato alla fine del mese precedente la data di emanazione del decreto rispetto al medesimo indice rilevato per l'emanazione del precedente decreto; per il primo adeguamento, si assume come riferimento la data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. I detti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri accertano l'entit delle variazioni, indicano i nuovi importi e stabiliscono la data a decorrere dalla quale essi sono applicati. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 57. Vigilanza. Rinvio. 1. attribuita alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze la funzione di vigilan za sulla gestione, sia diretta che in concessione, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. 2. A tal fine, si applicano le disposizioni previste dall'art. 35 in materia di imposta sulla pubblicit e diritto sulle pubbliche affissioni.
Art. 58. Istituzione della tassa. 1. Per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed
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equiparati ad ogni effetto ai sen si dell'art. 60, svolto in regime di privativa nell'ambito del centro abitato, delle frazioni, dei nuclei abitati ed eventualmente esteso alle zone del territorio comunale con insediamenti sparsi, i comuni debbono istitui re una tassa annuale, da disciplinare con apposito regolamento ed applicare in base a tariffa con l'osservanza delle prescrizioni e dei criteri di cui alle norme seguenti. Art. 59. Attivazione del servizio. 1. Nel regolamento del servizio di nettezza urbana, da adottare ai sensi del l'art 8 del dPR10/09/1982, n 915, sono stabiliti i limiti della zona di raccolta obbligatoria e dell'eventuale estensione del servizio a zone con insediamenti sparsi, la forma organizzativa e le modalit di effettuazione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, con indicazione, a seconda dei singoli ambiti o zone, delle relative distanze massime di collocazione dei contenitori o dei criteri per determinarle nonch delle relative capacit minime da assicurare in relazione all'entit e tipologia dei rifiuti da. 2. Fermo restando il potere di determinazione dei perimetri entro i quali obbligatoriamente istituito il servizio dei rifiuti urbani interni ai sensi degli articoli 3 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, previa ricognizione dei perimetri del centro abitato, delle frazioni e dei nuclei abitati, ivi compresi i centri commerciali e produttivi integrati, i comuni possono estendere il regime di privativa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati ad insediamenti sparsi siti oltre le zone perimetrate sopramenzionate. Nelle zone in cui non effettuata la raccolta in regime di privativa dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati, la tassa dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa da determinare in relazione alla distanza dal pi vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita. 3. Tenuto conto del disposto dell'art. 9 del dPR 10/9/1982, n. 915, gli occupanti o detentori degli insedia menti comunque situati fuori dell'area di raccolta sono tenuti ad utilizzare il servizio pubblico di nettezza urbana, provvedendo al conferimento dei rifiuti urbani interni ed equiparati nei contenitori vicini.
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4. Se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non svolto nella zona di residenza o di dimora nell'immobile a disposizione ovvero di esercizio dell'attivit dell'utente o effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento di cui al comma 1, relative alle distanze e capacit dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l'utente possa usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il tributo dovuto nella misura ridotta di cui al secondo periodo del comma 2. 5. Nelle zone esterne al centro abitato in cui lo svolgimento del normale servizio di raccolta dei rifiuti interni ed equiparati sia limitato con apposita delibera a determinati periodi stagionali, il tributo dovuto in proporzione al periodo di esercizio del servizio, fermo restando il disposto del secondo periodo del comma 2. 6. L'interruzione temporanea del servizio di raccolta per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non comporta esonero o riduzione del tributo. Qualora tuttavia il mancato svolgimento del servizio si protrag ga, determinando una situazione riconosciuta dalla competente autorit sanita ria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente secondo le norme e prescrizioni sanitarie nazionali, l'utente pu provvedere a proprie spese con diritto allo sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una quota della tassa corrispondente al periodo di interruzione, fermo restando il disposto del comma 4. Art. 60. Rifiuti equiparati. 1. Sono qualificati equiparati ai rifiuti urbani i rifiuti derivanti da attivit artigianali, commerciali e di servizi che siano dichiarati assimilabili ai rifiuti urbani interni, ai fini dell'ordinario conferimento al servizio pubblico e della connessa applicazione della tassa, con il regolamento comuna le di cui all'art. 59, comma 1, tenu to conto della qualit e quantit degli stessi e del relativo costo di smaltimento e nel rispetto dei criteri te cnici generali stabiliti dallo Stato ai sensi dell'art. 4, primo comma, lettera e), del dPR 10/9/1982, n. 915. I rifiuti di cui al periodo precedente, ove superino i limiti di quantit o non
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rientrino nelle tipologie di qualit indicate nel regolamento ai fini dell'assimilazione ai rifiuti solidi urbani, ovvero nei casi in cui tali qualit non vengano indicate nel regolamento, sono qualificati come rifiuti speciali ai sensi dell'art. 2, IV comma, n. 1, II parte, del decreto sopra indicato e la superficie su cui essi si formano rimane esclusa da quella tassabile ai sensi del successivo art. 62, comma 3. Art. 61. Gettito e costo del servizio. 1. Il gettito complessivo della tassa non pu superare il costo di esercizio del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati di cui all'art. 58, n pu essere inferiore, per gli enti di cui all'art. 45, comma 2, lettera b), del D.Lvo 30/12/1992, n. 504, al 70 per cento del predetto costo, fermo restando per gli enti di cui alla lettera a) dello stesso art 45,comma 2,il disposto dell'art 25 del DL 2/3/89, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24/04/1989, n. 144. Per gli altri enti il gettito complessivo della tassa non pu essere inferiore al 50% del costo di esercizio. Ai fini dell'osservanza degli indicati limiti minimo e massimo di copertura dei costi si fa riferimento ai dati del conto consuntivo comprovati da documentazioni ufficiali e non si considerano addizionali, interessi e penalit. 2. Il costo di esercizio di cui al comma 1 comprende le spese inerenti e comunque gli oneri diretti ed indi retti. Per le quote di ammortamento degli impianti e delle attrezzature si applicano i coefficienti stabiliti ai sensi dell'art. 67, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,approvato con dPR 22/12/86, n 917. Fra i costi di gestione delle aziende speciali, municipalizzate e consortili debbono essere compresi anche gli oneri finanziari dovuti agli enti proprietari ai sensi dell'art. 44 del dPR 4/10/86, n. 902, da versare agli enti proprietari stessi entro l'esercizio successivo a quello della riscossione ed erogazione in conto esercizio. 3. Dal costo,determinato in base al disposto del comma 2, sono dedotte per quota percentuale, corrispon dente al rapporto tra il costo di smaltimento dei rifiuti interni ed equiparati e quello relativo allo smaltiment o dei rifiuti di cui all'art. 2, terzo comma, n. 3), del d.P.R. 10/9/82, n. 915, le entrate derivanti dal
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recupero e riciclo dei ri fiuti sotto forma di energia o materie prime secondarie diminuite di un impor to pari alla ridu zione di tassa eventualmente riconosciuta nei confronti del singolo utente ai sensi dell'art. 67, comma 2. Art. 62. Presupposto della tassa ed esclusioni. 1. La tassa dovuta per l'occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio istituito ed attivato o comunque reso in via continuativa nei modi previsti dagli articoli 58 e 59, fermo restando quanto disposto dall'art. 59, comma 4. Per l'abitazione colonica e gli altri fabbricati con area scoperta di pertinenza la tassa dovuta anche quando nella zona in cui attivata la raccolta dei rifiuti situata soltanto la strada di accesso all'abitazione ed al fabbricato. 2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perch risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilit nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione. 3. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti. Ai fini della determinazione della predetta superficie non tassabile il comune pu individuare nel regolamento categorie di attivit produttive di rifiuti speciali tossici o nocivi alle quali applicare una percentuale di riduzione rispetto alla intera superficie su cui l'attivit viene svolta. 4. Nelle unit immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un'attivit economica e professionale, pu essere stabilito dal regolamento che la tassa dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attivit ed commisurata alla superficie a tal fine utilizzata.
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5. Sono esclusi dalla tassa i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferi mento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in regime di privativa comunale per effetto di norme legi slative o regolamentari, di ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stati esteri. (1) (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 63. Soggetti passivi e soggetti responsabili del tributo. 1. La tassa dovuta da coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte di cui all'art. 62 con vincolo di solidariet tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse. 2. Per le parti comuni del condominio di cui all'art. 1117 del codice civile, che possono produrre rifiuti agli effetti dell'art. 62, il comune, qualora la relativa superficie non risulti indicata nella denuncia di cui all'art. 70, determina la tassa, aumentando la superficie, dichiarata dagli occupanti o detentori degli alloggi in condominio, di una quota dal 2 al 10 per cento in ragione inversa del numero dei condomini; resta ferma l'obbligazione di coloro che occupano o detengono parti comuni in via esclusiva. 3. Nel caso di locali in multipropriet e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni responsabile del versamento della tassa dovuta per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restan do nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo. 4. fatto obbligo all'amministratore del condominio ed al soggetto responsabile del pagamento di cui al comma 3 di presentare al competente ufficio del comune, entro il 20 gennaio di ciascun anno, l'elenco degli occupanti o detentori dei locali ed aree del condominio e del centro commerciale integrato. Art. 64.
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Inizio e cessazione dell'occupazione o detenzione. 1. La tassa corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria. 2. L'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza. Nel caso di multipropriet la tassa dovuta dagli utenti in proporzione al periodo di occupazione o di disponibilit esclusiva ed versata dall'amministratore con le modalit di cui all'art. 63, comma 3. 3. La cessazione, nel corso dell'anno, dell'occupazione o detenzione dei locali ed aree, d diritto all'abbuono del tributo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui stata presentata la denuncia della cessazione debitamente accertata. 4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione, il tributo non dovuto per le annualit successive se l'utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta dall'utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d'ufficio. Art. 65. Commisurazione e tariffe. 1. La tassa commisurata alle quantit e qualit medie ordinarie per unit di superficie imponibile dei rifiu ti solidi urbani interni ed equiparati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso, cui i medesimi sono destinati, nonch al costo dello smaltimento. 2. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune, secondo il rapporto di copertura del costo prescelto entro i limiti di legge, moltiplicando il costo di smaltimento per unit di superficie imponibile accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o pi coefficienti di produttivit quantitativa e qualitativa di rifiuti.
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Capo III TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Art. 66. Tariffe per particolari condizioni di uso. 1. Sono computate per la met le superfici riguardanti le aree scoperte a qualsiasi uso adibite diverse dalle aree di cui al comma 2. 2. Sono computate nel limite del 25 per cento le aree scoperte che costitui scono pertinenza od accessorio dei locali ed aree assoggettabili a tassa. 3. La tariffa unitaria pu essere ridotta di un importo non superiore ad un terzo nel caso di: a) abitazioni con unico occupante; b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l'abitazione di residen za e l'abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l'alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento da parte del comune; c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l'esercizio dell'attivit. 4. La tariffa unitaria pu essere ridotta: a) di un importo non superiore ad un terzo nei confronti dell'utente che, versando nelle circostanze di cui alla lettera b) del comma 3, risieda o abbia la dimora, per pi di sei mesi all'anno, in localit fuori del territorio nazionale; b) di un importo non superiore al 30% nei confronti degli agricoltori occupanti la parte abitativa della costruzione rurale.
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5. Le riduzioni delle superfici e quelle tariffarie di cui ai precedenti commi sono applicate sulla base di ele menti e dati contenuti nella denuncia originaria, integrativa o di variazione con effetto dall'anno successivo 6. Il contribuente obbligato a denunciare entro il 20/1 il venir meno delle condizioni dell'applicazione della tariffa ridotta di cui ai commi 3 e 4; in difetto si provvede al recupero del tributo a decorrere dall'anno successivo a quello di denuncia dell'uso che ha dato luogo alla riduzione tariffaria e sono applicabili le sanzioni previste per l'omessa denuncia di variazione dall'art. 76. Capo III TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Art. 67. Agevolazioni. 1. Oltre alle esclusioni dal tributo di cui all'art. 62 ed alle tariffe ridot te di cui all'art 66,i comuni possono prevedere con apposita disposizione del regolamento speciale agevolazioni, sotto forma di riduzioni ed, in via eccezionale, di esenzioni. 2. Il regolamento pu prevedere riduzioni nel caso di attivit produttive,com merciali e di servizi per le quali gli utenti dimostrino di avere sostenuto spese per interventi tecnico-organizzativi comportanti un'accertata minore produzione di rifiuti od un pretrattamento volumetrico, selettivo o qualitati vo che agevoli lo smaltimento o il recupero da parte del gestore del servizio pubblico ovvero per le quali gli utenti siano tenuti a conferire a detto servizio rilevanti quantit di rifiuti che possono dar luogo alle entrate di cui all'art. 61, comma 3. 3. Le esenzioni e le riduzioni di cui al comma 1 sono iscritte in bilancio come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa relativa all'esercizio cui si riferisce l'iscrizione predetta.
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Art. 68. Regolamenti. 1. Per l'applicazione della tassa i comuni sono tenuti ad adottare apposito regolamento che deve contenere: a) la classificazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree con omogenea potenzialit di rifiuti e tassabili con la medesima misura tariffaria; b) le modalit di applicazione dei parametri di cui all'art. 65; c) la graduazione delle tariffe ridotte per particolari condizioni di uso di cui all'art. 66, commi 3 e 4; d) la individuazione delle fattispecie agevolative, delle relative condizioni e modalit di richiesta documentata e delle cause di decadenza. 2. L'articolazione delle categorie e delle eventuali sottocategorie effettuata, ai fini della determinazione comparativa delle tariffe, tenendo conto, in via di massima, dei seguenti gruppi di attivit o di utilizzazione: a) locali ed aree adibiti a musei, archivi, biblioteche, ad attivit di isti tuzioni culturali, politiche e religiose, sale teatrali e cinematografiche, scuole pubbliche e private, palestre, autonomi depositi di stoccaggio e depositi di macchine e materiale militari; b) complessi commerciali all'ingrosso o con superfici espositive, nonch aree ricreativo- turistiche, quali campeggi, stabilimenti balneari, ed analoghi complessi attrezzati; c) locali ed aree ad uso abitativo per nuclei familiari, collettivit e convivenze, esercizi alberghieri; d) locali adibiti ad attivit terziarie e direzionali diverse da quelle di cui alle lettere b), e) ed f), circoli sportivi e ricreativi;
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e) locali ed aree ad uso di produzione artigianale o industriale, o di commercio al dettaglio di beni non deperibili, ferma restando l'intassabilit delle superfici di lavorazione industriale e di quelle produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani; f) locali ed aree adibite a pubblici esercizi o esercizi di vendita al det taglio di beni alimentari o deperibili, ferma restando l'intassabilit delle superfici produttive di rifiuti non dichiarati assimilabili agli urbani. 3. I regolamenti, divenuti esecutivi a norma di legge,sono trasmessi entro 30 giorni alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze che formula eventuali rilievi di legittimit entro sei mesi dalla ricezione del provvedimento. In caso di rilievi formulati tardivamente il comune non obbligato ad adeguarsi agli effetti dei rimborsi e degli accertamenti integrativi. Art. 69. Deliberazioni di tariffa. 1. Entro il 31/10 i comuni deliberano,in base alla classificazione ed ai criteri di graduazione contenuti nel regolamento, le tariffe per unit di superficie dei locali ed aree compresi nelle singole categorie o sottoca tegorie, da applicare nell'anno successivo. In caso di mancata deliberazione nel termine suddetto si inten dono prorogate le tariffe approvate per l'anno in corso. 2. Ai fini del controllo di legittimit, la deliberazione deve indicare le ragioni dei rapporti stabiliti tra le tarif fe, i dati consuntivi e previsionali relativi ai costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica, nonch i dati e le circostanze che hanno determinato l'aumento per la copertura minima obbligatoria del costo ovvero gli aumenti di cui al comma 3. 3. Nei casi di dissesto dichiarato, ai sensi dell'art. 25 del D.L. 2/03/1989, n. 66, convertito, con modificazio ni, dalla L. 24/04/1989, n. 144, e dell'art. 21 del DL 18/01/1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla L. 19/03/1993, n. 68, ovvero di deliberazione adottata quale atto dovuto a seguito di rilievi di legittimit o in ottemperanza a decisione definitiva, confermato il potere di
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apportare aumenti e diminuzioni tariffarie oltre il termine di cui al comma 1. 4. Le deliberazioni tariffarie, divenute esecutive a norma di legge, sono trasmesse entro 30 giorni alla dire zione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze, che formula eventuali rilievi di legittimit nel termine di sei mesi dalla ricezione del provvedimento. Si applica il disposto del secondo periodo del comma 3 dell'art. 68. Art. 70. Denunce. 1. I soggetti di cui all'art. 63 presentano al comune, entro il 20/1 successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione, denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del comune. La denuncia redatta sugli appositi modelli predisposti dal comune e dallo stesso messi a disposizione degli utenti presso gli uffici comunali e circoscrizionali. 2. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilit siano rimaste in variate.In caso contrario l'utente tenuto a denunciare,nelle medesime forme,ogni variazione relativa ai l ocali ed aree,alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comun que influisca sull'applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia. 3. La denuncia, originaria o di variazione, deve contenere l'indicazione del codice fiscale, degli elementi identificativi delle persone fisiche componen ti del nucleo familiare o della convivenza, che occupano o detengono l'immobi le di residenza o l'abitazione principale, ovvero dimorano nell'immobile a di sposizione, dei loro rappresentanti legali e della relativa residenza, della denominazione e relativo scopo sociale o istituzionale dell'ente, istituto, associazione, societ ed altre organizzazioni nonch della loro sede principa le, legale o effettiva, delle persone che ne hanno la rappresentanza e l'ammi nistrazione, dell'ubicazione, superficie e destina zione dei singoli locali ed aree denunciati e delle loro ripartizioni interne, nonch della data di inizio dell'occupazione o detenzione.
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4. La dichiarazione sottoscritta e presentata da uno dei coobbligati o dal rappresentante legale o negoziale. 5. L'ufficio comunale competente deve rilasciare ricevuta della denuncia, che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato con il timbro postale. 6. In occasione di iscrizioni anagrafiche o altre pratiche concernenti i locali ed aree interessati, gli uffici comunali sono tenuti ad invitare l'utente a provvedere alla denuncia nel termine previsto, fermo restando, in caso di omesso invito, l'obbligo di denuncia di cui al comma 1. Art. 71. Accertamento. 1. In caso di denuncia infedele o incompleta, l'ufficio comunale provvede ad emettere, relativamente all' anno di presentazione della denuncia ed a quello precedente per la parte di cui all'art. 64, comma 2, avvi so di accertamento in rettifica, a pena di decadenza, entro il 31/12 del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa. In caso di omessa denuncia, l' ufficio emette avviso di accertamen to d'ufficio, a pena di decadenza, entro il 31/12 del IV anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata. 2. Gli avvisi di accertamento sono sottoscritti dal funzionario designato per l'organizzazione e la gestione del tributo di cui all'art. 74 e devono conte nere gli elementi identificativi del contribuente, dei locali e delle aree e loro destinazioni, dei periodi e degli imponibili o maggiori imponibili accer tati, della tariffa applicata e relativa delibera, nonch la motivazione del l'eventuale diniego della riduzione o agevolazione richiesta, l'indicazione della maggior somma dovuta distintamente per tributo, addizionali ed accessori, soprattassa ed altre penalit. 3. Gli avvisi di cui al comma 1 devono contenere altres l'indicazione dell' organo presso cui pu essere prodotto ricorso ed il relativo termine di decadenza.
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4. Ai fini del potenziamento dell'azione di accertamento, il comune, ove non sia in grado di provvedere autonomamente, pu stipulare apposite convenzioni con soggetti privati o pubblici per l'individuazione delle superfici in tutto o in parte sottratte a tassazione. Il relativo capitolato deve contenere l'in dicazione dei criteri e delle modalit di rilevazione della materia imponibi le nonch dei requisiti di capacit ed affidabilit del personale impiegato dal contraente. Art. 72. Riscossione. 1. L'importo del tributo ed addizionali, degli accessori e delle sanzioni, liquidato sulla base dei ruoli dell'an no precedente, delle denunce presentate e degli accertamenti notificati nei termini di cui all'art 71, comma 1, iscritto a cura del funzionario responsabile (1) di cui all'art. 74 in ruoli principali ovvero, con scadenze successive, nei ruoli suppletivi, da formare e consegnare all'intendenza di finanza, a pena di decadenza, entro il 15/12 di ciascun anno. I predetti importi sono arrotondati a 1000 lire per difetto se la frazione non superiore a 500 lire o per eccesso se superiore. 2. Nei ruoli suppletivi sono, di regola, iscritti gli importi o i maggiori importi derivanti dagli accertamenti nonch quelli delle partite comunque non iscritte nei ruoli principali. 3. Gli importi di cui al comma 1 sono riscossi in quattro rate bimestrali consecutive alle scadenze previste dall'art 18 del dPR 29/9/73 n. 602, riducibili a 2 rate su autorizzazione dell'intendente di finanza. Su istan za del contribuente iscritto nei ruoli principali o suppletivi il sindaco pu concedere per gravi motivi la ripar tizione fino a 8 rate del carico tributario se comprensivo di tributi arretrati. In caso di omesso pagamento di 2 rate consecutive l'intero ammontare iscritto nei ruoli riscuotibile in unica soluzione. Sulle somme il cui pagamento differito rispetto all'ultima rata di normale scadenza si applicano gli interessi del 7% per ogni semestre o frazione di semestre. 4. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi precedenti, si applicano, per quanto attiene al tributo, da parte del competente ufficio comunale, gli articoli
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11, 12, escluso il 1 comma, 13, 18, 1 e 3 comma, 19, 2 comma, 20, 2 comma, 21, secondo comma, 23, 24, esclusa la seconda parte del primo comma, 25, 26, escluso l'ultimo comma, 27, 28, 29, 30, 31 e 42 del decreto del dPR 29/9/1973, n. 602. 5. Si applicano, in quanto compatibili, le altre disposizioni contenute nel dPR 29/9/1973, n. 602 e nel decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43. 6. Si applica l'art. 298 del regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175 e successive modificazioni. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 73. Poteri dei comuni. 1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denunce o acquisiti in sede di accertamento d'ufficio tramite rilevazione della misura e destinazione del le superfici imponibili, effettuata anche in base alle convenzio ni di cui al l'art. 71, comma 4, l'ufficio comunale pu rivolgere al contribuente motivato invito ad esibire o trasmettere atti e documenti, comprese le planimetrie dei locali e delle aree scoperte, ed a rispondere a questionari, relativi a dati e notizie specifici, da restituire debitamente sottoscritti; pu utilizzare dati legitti mamente acquisiti ai fini di altro tributo ovvero richiedere ad uffici pubblici o di enti pubblici anche economici, in esenzione da spese e diritti, dati e notizie rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti. 2. In caso di mancato adempimento da parte del contribuente alle richieste di cui al comma 1 nel termine concesso, gli agenti di polizia urbana o i dipendenti dell'ufficio comunale ovvero il personale incaricato del la rilevazione della materia imponibile ai sensi dell'art. 71, comma 4,muniti di autorizzazione del sindaco e previo avviso da comunicare almeno 5 giorni prima della verifica, possono accedere agli immobili soggetti alla tassa ai soli fini della rilevazione della destinazione e della misura delle superfici,salvi i casi di immuni t o di segreto militare,in cui l'accesso sostituito da dichiarazioni del responsabile
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del relativo organismo 3. In caso di mancata collaborazione del contribuente od altro impedimento al la diretta rilevazione, l'accertamento pu essere effettuato in base a presun zioni semplici aventi i caratteri previsti dall'art. 2729 del codice civile. Art. 74. Funzionario responsabile. 1. Il comune designa un funzionario cui sono attribuiti la funzione e i pote ri per l'esercizio di ogni attivit organizzativa e gestionale relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni; il predetto fun zionario sottoscrive le richieste, gli avvisi, i provvedimenti relativi e dispone i rimborsi. 2. Il comune tenuto a comunicare alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze il nominativo del funzionario responsabile entro sessanta giorni dalla nomina. Art. 75. Rimborsi. 1. Nei casi di errore e di duplicazione ovvero di eccedenza del tributo iscri tto a ruolo rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della commissione trib utaria provinciale o dal provvedimento di pena pecuniaria da lire 50.000 a lire 150.000 da determinare in base alla gravit della violazione. 4. Per le violazioni che comportano l'obbligo del pagamento del tributo o del maggiore tributo, le sanzioni sono irrogate con l'avviso di accertamento del la tassa. Per le altre infrazioni il comune provvede con se parato atto da notificare entro il secondo anno successivo a quello della commessa infrazione. 5. Sulle somme dovute a titolo di tributo, addizionale e soprattassa in con seguenza delle violazioni di cui al presente articolo si applicano interessi per ritardata iscrizione a ruolo nella misura del 7% semestrale a decorrere dal semestre successivo a quello in cui doveva essere eseguito il pagamento fino alla data di consegna all'intendente di finanza dei ruoli nei quali effettuata
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l'iscrizione delle somme predette. 6. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 2 sono ridotte del 30 per cento nel caso di definizione delle pendenze conseguenti alla notifica degli avvisi di accertamento con l'adesione formale del contribuente, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, all'accertamento originario o riformato dall'ufficio ai sensi dell'art. 75. Art. 77. Tassa giornaliera di smaltimento. 1. Per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni o equiparati prodotti dagli utenti che occupa no o detengono, con o senza autorizzazione, temporaneamente e non ricorrentemente locali od aree pub blici, di uso pubblico o aree gravate da servit di pubblico passaggio, i comuni devono istituire, con il rego lamento di cui all'art. 68, la tassa di smaltimento da applicare in base a tariffa giornaliera. temporaneo l' uso inferiore a 6 mesi e non ricorrente. 2. La misura tariffaria determinata in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa annuale di smalt imento dei rifiuti solidi attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 50 per cento. 3. In mancanza di corrispondente voce di uso nella classificazione contenuta nel regolamento di cui all'art. 68 applicata la tariffa della categoria recante voci di uso assimilabili per attitudine quantitativa e qualitativa a produrre rifiuti solidi urbani. 4. L'obbligo (1) della denuncia dell'uso temporaneo assolto a seguito del pagamento della tassa da effettuare, contestualmente alla tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche, all'atto dell'occupazione con il modulo di versamento di cui all'art. 50 o, in mancanza di autorizzazione, mediante versamento diretto senza la compilazione del suddetto modulo. 5. In caso di uso di fatto, la tassa, che non risulti versata all'atto
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dell'accertamento dell'occupazione abusiva, recuperata unitamente alla sanzione, interessi ed accessori. 6. Per l'accertamento in rettifica o d'ufficio, il contenzioso e le sanzioni si applicano le norme stabilite dal presente capo per la tassa annuale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, salve le diverse disposizioni contenute nel presente articolo. 7. Il comune (1) pu prevedere esenzioni o riduzioni con l'osservanza dei criteri di cui all'art. 67. (1) [Cos rettificato in Gazz. Uff., 31 dicembre 1993, n. 306] Art. 78. Vigilanza sugli atti regolamentari e sulla gestione del tributo. attribuita alla direzione centrale per la fiscalit locale del Ministero delle finanze la funzione di vigilanza sulla gestione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti ed il controllo sulle delibere regolamentari e tariffa rie. A tal fine si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'art. 35, fermo restando quanto previsto dagli articoli 68 e 69. Art. 79. Disposizioni finali e transitorie. 1 Tra i rifiuti solidi urbani, di cui all'art 2, terzo comma, del d.P.R. 10/9/ 82, n. 915, devono intendersi com presi i rifiuti derivanti da attivit artigianali, commerciali e di servizi che, per quantit o qualit, siano stati dichiarati, anteriormente al 1994, assimilabili agli urbani ai fini dell' ordinario conferimento in regime di pri vativa e della tassazione attraverso l'inserimento delle predette atti vit produttive nella classificazione contenuta nel regolamento del tributo con applicazione di una tariffa obiettivamente commisurata anche ai rifiuti propri dell'attivit produttiva stessa, semprech il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani sia stato organizzato ed attivato nella zona di esercizio dell'attivit suddetta. La deliberazione di cui all'art. 60 adottata contestualmente alle modifiche regolamentari di cui al comma 2 ed ha
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effetto dal 1/1/1994. 2. In prima applicazione della nuova normativa,sono apportate entro il 30/6/94 le modificazioni al regola mento del servizio di nettezza urbana e quelle al regolamento della tassa, con esclusione delle modifica zioni alla classificazione delle categorie tassabili ed alle tariffe derivanti dall'attuazione dei criteri di commisurazione del tributo previsti dall'art. 65, che sono da adottare entro il 31/10/1995 per l'applicazione a decorrere dal 1/1/1996. 3. Le disposizioni modificative, apportate nel 1994 ai regolamenti di cui al comma 2, sono immediatamen te applicabili,ad eccezione di quelle previste in attuazione degli articoli 59,comma 2, secondo periodo, 63, commi 2,3 e 4,64,comma 2,secondo periodo,66 e 72,commi 3,4,5 e 6,che hanno decorrenza dal 1/01/95. 4. Le tariffe per il 1994 possono essere modificate, in base ai previgenti criteri di commisurazione, entro il 28/02/1994. esteso fino al 30/11/1994 il potere di riequilibrio tariffario, previsto dall'art. 33, comma 2, del decreto legislativo 30/12/1992, n. 504. 5. Ai fini della determinazione del costo di esercizio di cui all'art. 61, commi 1 e 2, per l'anno 1994 dedot to dal costo complessivo dei servizi di nettezza urbana gestiti in regime di privativa comunale un importo non inferiore al 5% a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani di cui all'art. 2, terzo comma, n. 3), del DPR, 10/9/1982, n. 915. L'eventuale eccedenza di gettito derivante dalla predetta deduzione computata in diminuzione del tributo iscritto a ruolo per l'anno 1995. 6. In sede di prima applicazione della nuova disciplina le denunce di cui all'art. 70, ivi comprese le denun ce integrative o modificative di quelle gi prodotte in base al precedente ordinamento del tributo, le richie ste di detassazione o riduzione nonch l'elenco di cui al comma 4 dell'art. 63, sono presentati entro il 30/9/1994 ed hanno effetto, quanto alla modifica degli elementi imponibili, delle riduzioni tariffarie e delle nuove agevolazioni richieste, a decorrere dall'anno 1995.
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7. I termini di accertamento e di riscossione di cui agli articoli 71,72 e 73 si applicano anche ai crediti tribu tari relativi agli anni anteriori al 1994, fermi restando gli effetti prodottisi in base alla precedente normati va. In deroga al disposto dell'art. 72, comma 1, i ruoli principali e suppletivi, per i quali non sia intervenuta decadenza in base alla normativa precedente, non formati alla data del 1/1/1994, possono essere formati ed emessi entro il termine perentorio del 15/12/996. Art. 80. Abrogazioni. 1. Sono abrogati, salva l'applicazione in via transitoria prevista dall'art. 79, commi da 2 a 6, gli articoli da 268 a 271 del testo unico per la finanza locale, approvato con regio decreto 14/9/1931, n. 1175, come sostituiti dall'art. 21 del d.P.R. 10/9/1982, n. 915, e dall'art. 8 del DL 2/3/1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24/4/1989, n. 144 e successive modificazioni ed integrazioni, nonch ogni altra disposizione di legge incompatibile con le norme del presente capo. Art. 81. Efficacia delle disposizioni. Le disposizioni del presente decreto hanno effetto a decorrere dal 1/1/1994.
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