Source: http://rivista.inarcassa.it/focus/rc-professionale-e-tutela-legale-la-polizza-inarcassa-in-convenzione/
Timestamp: 2019-06-18 06:41:29+00:00
Document Index: 51577742

Matched Legal Cases: ['art. 1917', 'art. 1322', 'art. 1341', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1322', 'sentenza ', 'art. 3']

RC Professionale e tutela legale. La polizza Inarcassa in convenzione – Inarcassa – Rivista online
POLIZZE A REGIME CLAIMS MADE
ED EVOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE
In questi ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di obbligatorietà di una copertura assicurativa per i liberi professionisti, di claims made, di retroattività o postuma. In questa giungla di definizioni e di prodotti appare opportuno fare un po’ di chiarezza.
Nelle polizze note come Loss Occurring è il danno che deve verificarsi nel periodo assicurato, mentre in quelle claims made, o a richiesta fatta, è la richiesta che deve ricadere durante il predetto periodo assicurativo.
Per comprenderne la portata, pensiamo alla polizza auto: essa garantirà l’assicurato al di là di quando giungerà la richiesta danni per tutti gli eventi sinistrosi occorsi nel periodo di validità del contratto. Purtroppo per alcune categorie di rischi le garanzie offerte da una polizza Loss Occurring mal si conciliavano.
Sarà sufficiente che qualunque iscritto Inarcassa rifletta sulle potenzialità dannose del proprio operato, le cui manifestazioni potrebbero verificarsi anche molti anni dopo.
Ricordiamo che con la sottoscrizione di contratto di assicurazione (qualunque sia) deve, pena la sua illegittimità, avverarsi sempre il trasferimento delle conseguenze economiche di un evento pregiudizievole incerto e futuro, verso il corrispettivo di un premio che viene erogato all’assicurato.
In più occasioni la Corte di Cassazione e i Tribunali di merito si sono occupati della clausola claims made applicata dagli assicuratori nelle polizze professionali per dirimere questioni strettamente giuridiche e/o per rendere nulli quei prodotti che per la loro struttura avrebbero offerto una garanzia limitata.
Le polizze claims made sono tutte contraddistinte dal presupposto che l’assicurazione varrà per quei reclami presentati per la prima volta all’assicurato e da questi debitamente denunciati agli assicuratori nel corso del periodo di assicurazione. I numerosi testi esistenti sul mercato limitano l’ambito di operatività delle garanzie precisando – ulteriore condizione – che la data in cui i comportamenti abbiano causato i reclami devono essere ricompresi nel periodo di efficacia della polizza medesima. Ed è proprio la compressione del periodo di efficacia della polizza che ha indotto i giudici italiani ad intervenire in più occasioni.
In relazione alla clausola claims made, è ormai possibile confermare la sua legittimità in quanto essa garantisce il c.d. sfasamento tra prestazione dell’assicuratore e controprestazione dell’assicurato. Infatti possono risultare coperti dal contratto assicurativo comportamenti anteriori alla data di conclusione del contratto qualora la domanda di risarcimento sia per la prima volta proposta dopo tale data. Così come però potrebbero risultare sforniti di garanzia comportamenti tenuti dall’assicurato nel corso della piena validità ed efficacia della polizza, qualora la domanda di risarcimento dei danni sia proposta successivamente alla cessazione degli effetti del contratto (Corte di Cassazione n. 3622/2014).
Come anticipato, sulla validità di tale tipologia di clausole la Suprema Corte si è più volte pronunciata precisando che con esse l’assicuratore deve in ogni caso obbligarsi “a tenere indenne l’assicurato dalla richiesta risarcitoria formulata nei suoi confronti da terzi”. La peculiarità della polizza resta nel fatto che è “relativa a fatti commessi dall’assicurato anche anteriormente alla stipula del contratto, a condizione però che la richiesta suddetta sia formulata nella vigenza del contratto”.
I Giudici di legittimità, pur ribadendo che le polizze claims made non rientrano nello schema di cui all’art. 1917 c.c., sottolineano che esse costituiscono pur sempre un contratto atipico, in linea generale lecito ai sensi dell’art. 1322 cc, salvo la verifica da parte del giudice di merito di un preciso caso circa la sua validità o vessatorietà (Cassazione Civile n. 5624/2015).
A tal proposito, sempre la Suprema Corte ha statuito che “la clausola cosiddetta a richiesta fatta (claims made) inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile è valida ed efficace, mentre spetta al giudice stabilire, caso per caso, con valutazione di merito, se quella clausola abbia natura vessatoria ai sensi dell’art. 1341 c.c.” (Cassazione Civile n. 2872/2015 – Tribunale di Biella sentenza n. 256/2016).
L’evoluzione giurisprudenziale finalizzata a confermare la liceità delle claims made può dirsi essersi conclusa (almeno per il momento) con la sentenza 9140/2016 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in cui si legittima la claims nella parte in cui consente la copertura di fatti commessi dall’assicurato prima della stipula della polizza, che subordina l’indennizzabilità del sinistro alla circostanza che il terzo danneggiato abbia richiesto il risarcimento di un danno entro i termini di vigenza del contratto medesimo.
Esclusa quindi la vessatorietà, la Suprema Corte evidenzia che nel caso concreto potrebbero comunque non realizzarsi interessi meritevoli ai sensi dell’art. 1322 c.c. Per eseguire quindi il giudizio c.d. di meritevolezza il giudice di merito dovrà valutare caso per caso: in definitiva i Giudici hanno quindi spostato l’attenzione su quei particolari patti che pur non essendo contrari a norme imperative non perseguono i principi di solidarietà, parità e non prevaricazione.
Ebbene in questo contesto deve essere esaminata la Legge n. 124 del 4 agosto del 2017 attraverso cui il Legislatore ha previsto tra le numerose novità per i professionisti la c.d. ultrattività decennale della copertura per responsabilità civile e la sentenza emessa dalla Sezione III della Corte di Cassazione 10506 del 28.4.2017, in cui ha dichiarato la illiceità della claims made se esclude la copertura dei danni richiesti dopo la vigenza del contratto.
ARTICOLO 1, COMMA 26, LEGGE N. 12/2017 – ULTRATTIVITÀ DECENNALE DELLA COPERTURA PER RESPONSABILITÀ CIVILE DERIVANTE DA ATTIVITÀ PROFESSIONALE
Con la pubblicazione della Legge 4 agosto 2017, n. 124 recante “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” (Gazzetta Ufficiale 14/08/2017, n. 189), entrata definitivamente in vigore il 29.8.2017, sono arrivate numerose novità per le professioni e, in particolare, per le categorie degli Architetti e Ingegneri.
Il comma 26, modificando l’art. 3, co. 5 del D.L. 138/2011 (ossia il decreto che ha introdotto l’obbligo per i professionisti di riferire al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza e il relativo massimale), prevede che nelle condizioni generali delle polizze assicurative venga inserita l’offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e riferite a fatti dovuti alla responsabilità che si è verificata nel periodo di operatività della copertura.
Tale previsione di ultrattività è stata estesa anche alle polizze assicurative in corso di validità alla data di entrata in vigore della legge.
In questo caso, su richiesta del contraente e ferma restando la libertà contrattuale delle parti, le compagnie assicurative possono proporre al richiedente la rinegoziazione del contratto secondo le nuove condizioni di premio.
Analizzando la Polizza di Assicurazione All Risks della Responsabilità Civile Professionale-Convenzione Inarcassa, si riscontra la presenza dell’estensione della copertura alla c.d. Garanzia Postuma Decennale.
L’art. B.6.11 prevede infatti che in caso di cessazione dell’Attività Professionale da parte dell’Assicurato (escluso i casi di radiazione dall’Albo) o di decesso durante la Durata del Contratto, su richiesta del Contraente, l’Assicurazione possa essere estesa alla copertura dei Sinistri denunciati nei 10 anni successivi alla scadenza dell’Assicurazione, purchè afferenti a comportamenti colposi posti in essere durante il Periodo di Efficacia della polizza.
In questi casi è quindi garantita una copertura più ampia rispetto al dettato normativo di cui alla Legge n. 124/2017, in quanto la garanzia postuma non si limita ai fatti generatori della responsabilità verificatisi nel periodo di operatività della polizza, ma è estesa all’intero periodo di efficacia della stessa (retroattività illimitata).
La medesima clausola prevede poi che, in caso di cessazione del Contratto per altri motivi, sia prevista una garanzia postuma di 5 anni + 5 anni (cioè in totale 10 anni), sempre comunque per Sinistri afferenti a comportamenti colposi posti in essere durante il Periodo di Efficacia (retroattività illimitata) e non limitati al periodo di operatività della singola polizza.
Ad oggi, la copertura temporale offerta dalla Polizza RC Professionale – Convenzione Inarcassa prevede quindi una garanzia più ampia rispetto alle novità legislative da ultimo introdotte ove si consideri solo i casi di cessazione dell’attività professionale o di decesso.
Si ricorda inoltre che la previsione contenuta nel comma 26 non stabilisce che le polizze debbano necessariamente avere il periodo di ultrattività postuma decennale, ma che necessariamente il regolamento contrattuale, in fase di sottoscrizione, ne contempli la relativa possibilità: l’ultrattività diventa quindi una garanzia che obbligatoriamente le compagnie dovranno offrire, come clausola opzionale. Spetterà ai singoli assicurati la scelta se sottoscrivere o meno la relativa estensione, pagandone il relativo prezzo.
La finalità delle Legge segue quindi quella della Suprema Corte: non tenere “scoperto” l’assicurato dopo la conclusione del periodo di validità della propria polizza.
Il testo di polizza, così come predisposto, è pertanto meritevole sotto ogni aspetto, giacché risulta già conforme anche alle previsioni del Legislatore di cui alla Legge n. 124/2017.
Si è inoltre voluto puntare su un altro aspetto sostanziale di tutela dell’iscritto, cui Inarcassa tiene in particolare, garantendo con la Convenzione, la continuità assicurativa dei rischi obbligatori della polizza di Responsabilità Civile Professionale, impegnando gli Assicuratori a prestare garanzie in forma “All Risk”, in favore di tutti gli iscritti alla Cassa, non considerando più, ai fini del calcolo del premio, tutti i sinistri attivati prima della stipula della polizza o del suo rinnovo, che alla data di adesione alla polizza in convenzione INARCASSA, non abbiano dato luogo al riconoscimento dell’obbligo di liquidazione di risarcimenti dell’iscritto a INARCASSA.
Per gli Assicurati con sinistri pregressi che abbiano dato luogo effettivo alla liquidazione di un risarcimento prima della stipula o dell’eventuale rinnovo di polizza, gli Assicuratori dei Lloyd’s sono chiamati ad applicare una percentuale definita di aumento del premio, senza pregiudicare così l’esclusione di alcun iscritto all’INARCASSA, qualunque sia l’importo del sinistro liquidato.
Oltre all’ampiezza della copertura, che include tutti i servizi forniti dall’Assicurato a prescindere dall’attività esercitata e dalle sue modalità di esercizio, per tutti gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti la Convenzione prevede, in forma gratuita e senza alcun onere aggiuntivo, importanti garanzie aggiuntive.
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