Source: http://www.geologi.info/normativa/decreto-legislativo-31-dicembre-2009-n-213-riordino-degli-enti-di-ricerca-in-attuazione-dellarticolo-1-della-legge-27-settembre-2007-n-165-10g0013-gu-n-25-del-1-2-2010/
Timestamp: 2018-03-23 13:09:41+00:00
Document Index: 85675030

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 1', 'art. 4', 'art.  5', 'art.  6', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 26', 'art.  2', 'art.  5', 'art.\n36', 'art. 7', 'art.   10', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2', 'art.  33', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 7', 'art.  11', 'art.\n15', 'art.  5', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 11', 'art.  2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.  3', 'art. 8', 'art. 11', 'art.  51', 'art. 64', 'art. 2', 'art. 4', 'art.  5', 'art. 8', 'art. 5', 'art.  6', 'art. 12', 'art. 17', 'art.  44', 'art. 2', 'art.  2', 'art. 22', 'art.  25', 'art.  6', 'art. 18', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 26', 'art.  20', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 15', 'art.  51', 'art.  51', 'art.  40', 'art.  17', 'art.\n8', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 3']

DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2009, n. 213 - Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013) (GU n. 25 del 1-2-2010 - Geologi.info | Geologi.info
DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2009, n. 213 – Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell’articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013) (GU n. 25 del 1-2-2010
DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2009, n. 213 - Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell'articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013) (GU n. 25 del 1-2-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 16/02/2010
Riordino degli enti di ricerca in attuazione  dell’articolo  1  della
legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013)
Capo I   Riordino degli enti di ricerca
il riordino del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma  degli
Visto il decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286,  concernente
l’istituzione del  Servizio  nazionale  di  valutazione  del  sistema
educativo  di  istruzione  e  di  formazione,  nonche’  il   riordino
dell’omonimo istituto a norma degli articoli 1 e  3  della  legge  28
Visto l’articolo 1, commi 612,  613,  614  e  615  della  legge  27
Vista  la  legge  27  settembre  2007,   n.   165,   e   successive
Acquisiti i pareri delle competenti  Commissioni  parlamentari  del
Senato della Repubblica e della Camera dei deputati;
Ritenuto  di  non  accogliere  la  condizione  espressa  dalla  VII
Commissione permanente del  Senato  relativa  all’applicazione  anche
all’INFN  della  disciplina  generale  prevista  per  i  consigli  di
amministrazione degli enti data la  peculiarita’  dell’organizzazione
dell’ente medesimo;
Commissione permanente del Senato relativa al ripristino  del  parere
delle commissioni parlamentari sulle nomine dei presidenti degli enti
in quanto la nuova procedura si fonda su  una  scelta  dei  candidati
attraverso  criteri  selettivi  e  di  valutazione  operati  da   uno
specifico comitato selettivo di alto profilo;
Commissione permanente del Senato circa la possibilita’,  nella  fase
di prima  attuazione  della  riforma,  per  i  presidenti  di  essere
rinominati qualora abbiano ricoperto l’incarico medesimo per meno  di
otto anni in quanto si e’ accolta una  condizione  differente,  posta
sul medesimo comma, dalla VII Commissione della  Camera  al  fine  di
uniformare il trattamento tra presidenti e componenti dei consigli di
Commissione permanente della  Camera  relativa  all’eliminazione  del
numero massimo dei componenti dei consigli di amministrazione  e  dei
consigli  tecnico-scientifici  in  quanto  entrambe  le  disposizioni
realizzano la delega  prevista  dalla  legge  n.  165/2007,  fissando
limiti e metodo della prevista riduzione;
Ministro  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della  ricerca,   di
l’innovazione, dell’economia e delle finanze e per la semplificazione
le attivita’ nel  settore  della  ricerca,  di  garantire  autonomia,
trasparenza ed efficienza nella gestione e di provvedere al  riordino
della disciplina relativa agli  statuti  e  agli  organi  degli  enti
pubblici   nazionali   di    ricerca,    vigilati    dal    Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e  della  ricerca,  e’  emanato  il
presente decreto legislativo, nel rispetto  dei  principi  e  criteri
direttivi indicati nell’articolo 18 della legge 15 marzo 1997, n.  59
e di quelli fissati dalla legge delega 27  settembre  2007,  n.  165,
cosi’ come modificata dalla lettera a) del comma 1  dell’articolo  27
2.  Agli  effetti  del  presente  decreto  legislativo,   ove   non
diversamente disposto, si intendono:
a) per enti di ricerca: gli enti pubblici  nazionali  di  ricerca
vigilati dal  Ministero  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della
b)  per  Ministro  e  Ministero:  rispettivamente,  il   Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e  della  ricerca  e  il  Ministero
c)  per  PNR:  il  Programma  nazionale  della  ricerca,  di  cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5  giugno  1998,  n.
d) per PTA: Piano triennale di attivita’, di cui all’articolo 5;
e) per DVS: il Documento di visione  strategica  decennale  degli
enti di ricerca, di cui all’articolo 5.
– Gli articoli  9,  33,  76  e  87  della  Costituzione
«Art. 9. – La Repubblica promuove lo  sviluppo  della
cultura e  la  ricerca  scientifica  e  tecnica  Tutela  il
paesaggio  e  il  patrimonio  storico  e  artistico   della
«Art. 33.  – La Repubblica detta  le  norme  generali
dello Stato e rappresenta l’unita’ nazionale. Puo’  inviare
messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere
e ne fissa la prima riunione.
stato  di  guerra  deliberato  dalle  Camere.  Presiede  il
Consiglio  superiore  della  magistratura.  Puo’  concedere
grazia e commutare le pene.
–  La  legge  15  marzo  1997,  n.  59   e   successive
modificazioni  concernente:  «Delega  al  Governo  per   il
la semplificazione  amministrativa»,  e’  pubblicata  nella
–  Il  decreto  legislativo  5  giugno  1998,  n.   204
concernente:  «Disposizioni  per   il   coordinamento,   la
1997, n. 59,» e’ pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  1°
1998,  n.  439,  recante:  «Norme  di  semplificazione  dei
procedimenti di approvazione e di rilascio  di  pareri,  da
parte dei Ministeri  vigilanti,  in  ordine  alle  delibere
adottate dagli organi collegiali degli  enti  pubblici  non
economici in materia  di  approvazione  dei  bilanci  e  di
programmazione dell’impiego di fondi disponibili,  a  norma
dell’art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997,  n.  59»,
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 dicembre 1998, n.
– Il decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n.  419,
concernente: «Riordinamento del sistema degli enti pubblici
– Il decreto legislativo  19  novembre  2004,  n.  286,
concernente:  «Istituzione  del   Servizio   nazionale   di
formazione, nonche’ riordino dell’omonimo istituto, a norma
degli articoli 1 e 3 della legge 28 marzo 2003, n. 53,»  e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1°  dicembre  2004,  n.
– Si riporta il testo dell’art. 1, commi 612, 613,  614
e 615 della legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  concernente:
Disposizioni per  la  formazione  del  bilancio  annuale  e
«612. Al   fine   di   potenziare   la   qualificazione
scientifica     nonche’     l’autonomia      amministrativa
educativo di  istruzione  e  di  formazione  (INVALSI),  al
decreto  legislativo  19  novembre  2004,  n.   286,   sono
apportate  le  seguenti  modificazioni,  che   non   devono
comportare oneri aggiuntivi a  carico  del  bilancio  dello
a) le parole: «Comitato direttivo»  sono  sostituite,
ovunque ricorrano, dalle seguenti: «Comitato di indirizzo»;
b) l’art. 4 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 4. –  (Organi). –  1.  Gli  organi  dell’Istituto
c)  all’art.  5,  il  comma  1  e’  sostituito  dal
«1. Il Presidente  e’  scelto  tra  persone  di  alta
qualificazione scientifica e con  adeguata  conoscenza  dei
sistemi  di  istruzione  e  formazione  e  dei  sistemi  di
valutazione  in  Italia  ed  all’estero.  E’  nominato  con
deliberazione del Consiglio dei Ministri,  su  designazione
del Ministro, tra una  terna  di  nominativi  proposti  dal
Comitato  di   indirizzo   dell’Istituto   fra   i   propri
componenti.  L’incarico   ha   durata   triennale   ed   e’
rinnovabile, con le medesime modalita’,  per  un  ulteriore
triennio»;
d)  all’art.  6,  il  comma  1  e’  sostituito  dal
«1.  Il  Comitato  di  indirizzo  e’   composto   dal
presidente e da otto membri, nel rispetto del principio  di
pari  opportunita’,  dei  quali   non   piu’   di   quattro
provenienti  dal  mondo  della  scuola.  I  componenti  del
Comitato sono scelti dal Ministro tra esperti  nei  settori
di competenza dell’Istituto, sulla base di una  indicazione
di candidati effettuata da un’apposita commissione,  previo
avviso da pubblicare nella Gazzetta  Ufficiale  finalizzato
all’acquisizione    dei    curricula.    La     commissione
esaminatrice, nominata dal Ministro,  e’  composta  da  tre
membri compreso  il  Presidente,  dotati  delle  necessarie
competenze amministrative e scientifiche.
613.  L’INVALSI,   fermo   restando   quanto   previsto
dall’art. 20 del contratto collettivo nazionale  di  lavoro
relativo al personale dell’area V della  dirigenza  per  il
quadriennio  normativo  2002-2005  ed  il   primo   biennio
economico 2002-2003, pubblicato nel  supplemento  ordinario
n. 113 alla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio  2006  e
nel  rispetto  delle  prerogative  del  dirigente  generale
dell’ufficio  scolastico  regionale,   sulla   base   delle
indicazioni del Ministro della pubblica istruzione,  assume
a) formula  al  Ministro  della  pubblica  istruzione
proposte per la piena attuazione del sistema di valutazione
b)  definisce  le  procedure  da   seguire   per   la
valutazione dei dirigenti scolastici;
c) formula proposte per la formazione dei  componenti
del team di valutazione;
d) realizza il monitoraggio sullo  sviluppo  e  sugli
esiti del sistema di valutazione.
614.  Le  procedure  concorsuali  di  reclutamento  del
personale, di cui alla dotazione  organica  definita  dalla
tabella A allegata al decreto legislativo 19 novembre 2004,
n. 286,  devono  essere  espletate  entro  sei  mesi  dalla
indizione dei relativi bandi,  con  conseguente  assunzione
con  contratto  a  tempo   indeterminato   dei   rispettivi
615. A decorrere dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, il presidente e i componenti  del  Comitato
direttivo dell’INVALSI  cessano  dall’incarico.  In  attesa
della costituzione dei  nuovi  organi,  il  Presidente  del
pubblica  istruzione,  nomina   uno   o   piu’   commissari
straordinari.».
– Il decreto-legge 7 settembre 2007, n.  147,  recante:
«Disposizioni  urgenti  per  assicurare  l’ordinato   avvio
dell’anno scolastico 2007-2008 ed in  materia  di  concorsi
per ricercatori universitari», e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 7 settembre 2007, n. 208 e convertito  in  legge,
con modificazioni, dall’art. 1, della legge25 ottobre 2007,
n. 176, pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  26  ottobre
2007, n. 250.
– La legge 27 settembre  2007,  n.  165,  e  successive
modificazioni recante: «Delega al  Governo  in  materia  di
riordino  degli  enti  di  ricerca»,  e’  pubblicata  nella
Gazzetta Ufficiale 10 ottobre 2007, n. 236.
– Si riporta il testo dell’art. 17 del decreto-legge 1°
proroga  di   termini)   e   convertito   in   legge,   con
1° luglio 2009, n.  78,  recante  provvedimenti  anticrisi,
nonche’ proroga di termini e della partecipazione  italiana
a missioni internazionali):
«Art. 17 (Enti pubblici: economie,  controlli,  Corte
dei conti). – 1. All’art. 26 del  decreto-legge  25  giugno
a) nel secondo periodo le parole  «31  marzo  2009»
sono sostituite dalle seguenti: «31 ottobre 2009»;
b) dopo il secondo periodo e’ aggiunto il seguente:
n. 244 le parole «30 giugno  2009»  sono  sostituite  dalle
seguenti: «31 ottobre 2009» e le parole da «su proposta del
Ministro per la pubblica amministrazione  e  l’innovazione»
fino  a  «Ministri  interessati»  sono   sostituite   dalle
seguenti:  «su  proposta  del  Ministro  o   dei   Ministri
n. 244 sono aggiunte le seguenti lettere:
8. Entro il 30 novembre 2009 le amministrazioni di  cui
al comma 3 comunicano, per il tramite dei competenti uffici
centrali di bilancio, al Ministero  dell’economia  e  delle
Stato  ed  al  Dipartimento  della  funzione  pubblica   le
economie conseguite in via strutturale in riferimento  alle
misure relative agli enti ed  organismi  pubblici  vigilati
ed, eventualmente, alle spese relative al proprio  apparato
organizzativo. Le economie conseguite dagli  enti  pubblici
che non ricevono contributi a carico dello  Stato,  inclusi
Ministri interessati. Ove  gli  obiettivi  di  contenimento
della spesa assegnati ai sensi del comma  3  non  risultino
conseguiti o siano stati conseguiti in modo parziale, fermo
restando quanto previsto dal comma 7, trova applicazione la
clausola di salvaguardia di  cui  all’art.  2,  comma  641,
1993, n. 39, le parole: «due  membri»,  ovunque  ricorrano,
sono sostituite dalle seguenti: «tre membri».
periodo: «Ai fini delle  deliberazioni  dell’Autorita’,  in
caso di parita’ di voti, prevale quello del presidente».
n. 244 e’ abrogato.
a) il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente: «1-bis.
A decorrere dalla data di entrata in  vigore  del  presente
economico fondamentale»;
b) al comma 2 dopo le parole: «mediante presentazione
pubblica» sono  aggiunte  le  seguenti:  «o  da  un  medico
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale»;
d) il comma  5  e’  abrogato.  Gli  effetti  di  tale
«5-bis.   Gli   accertamenti   medico-legali    sui
dipendenti assenti dal  servizio  per  malattia  effettuati
dalle  aziende  sanitarie   locali   su   richiesta   delle
Amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei compiti
istituzionali    del    Servizio    sanitario    nazionale;
conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico
5-ter.  A  decorrere  dall’anno  2010  in  sede  di
riparto delle risorse per  il  finanziamento  del  Servizio
sanitario   nazionale   e’   individuata   una   quota   di
finanziamento destinata agli scopi di cui al  comma  5-bis,
ripartita fra le  regioni  tenendo  conto  del  numero  dei
dipendenti pubblici presenti nei rispettivi territori;  gli
accertamenti di cui al medesimo comma 5-bis sono effettuati
nei limiti  delle  ordinarie  risorse  disponibili  a  tale
scopo.».
a) al comma 2,  penultimo  periodo,  dopo  le  parole
«somministrazione di lavoro» sono aggiunte le seguenti  «ed
2003, e successive modificazioni ed integrazioni»;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Al fine
la retribuzione di risultato.»;
c) il comma 4 e’  sostituito  dal  seguente:  «4.  Le
d) dopo il comma 5 e’ aggiunto il  seguente:  «5-bis.
Le  disposizioni  previste  dall’art.  5,  commi  4-quater,
lettera b), del presente decreto».
seguente: «Si applicano le disposizioni previste  dall’art.
36, comma 3, del presente decreto.».
«c-bis) ovvero  quando  l’autore  e’  identificato  dal
novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni,  dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2.».
«Art. 57-bis (Indice degli indirizzi delle  pubbliche
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 272
«f-bis) atti e contratti di cui all’art. 7, comma  6,
dicembre 2005, n. 266;».
«1-bis. Per i controlli previsti dalle lettere f-bis) e
centrale del controllo di legittimita’».
a) al comma 1, dopo il primo periodo e’  inserito  il
seguente: «In ogni caso e’ esclusa la gravita’ della  colpa
in considerazione nell’esercizio del controllo.»;
b)    al    comma    1-bis,    dopo    le     parole:
«dall’amministrazione»  sono  inserite  le  seguenti:   «di
appartenenza, o da altra amministrazione,».
30-quinquies.   All’art.   10-bis,   comma   10,    del
parole: «procedura civile,» sono inserite le seguenti: «non
puo’ disporre la compensazione delle spese del giudizio e».
«46-bis. Nelle more dell’emanazione del regolamento  di
vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze.».
infrastrutture  di  sistemi   aeroportuali   di   rilevanza
nazionale  con  traffico  superiore  a  dieci  milioni   di
passeggeri annui, nel  caso  in  cui  gli  investimenti  si
fondino sull’utilizzo di capitali di mercato  del  gestore,
l’Ente  nazionale  per   l’aviazione   civile   (ENAC)   e’
autorizzato a stipulare contratti di  programma  in  deroga
alla normativa vigente in materia, introducendo sistemi  di
tariffazione pluriennale che, tenendo conto dei  livelli  e
degli standard europei,  siano  orientati  ai  costi  delle
infrastrutture e dei servizi, a obiettivi di efficienza e a
criteri di adeguata remunerazione degli investimenti e  dei
capitali,  con  modalita’  di  aggiornamento   valide   per
l’intera durata del rapporto. In tali casi il contratto  e’
approvato con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
ministri, su proposta del Ministro delle  infrastrutture  e
delle finanze, e puo’  graduare  le  modifiche  tariffarie,
«11. Per gli anni  2009,  2010  e  2011,  le  pubbliche
dirigenti medici responsabili di struttura complessa».
– Si riporta il testo dell’art. 18 della legge 15 marzo
1997,  n.  59,  concernente:  «Delega  al  Governo  per  il
«Art. 18. – 1.  Nell’attuazione  della  delega  di  cui
all’art. 11, comma 1,  lettera  d),  il  Governo,  oltre  a
quanto previsto dall’articolo 14 della presente  legge,  si
attiene ai seguenti ulteriori principi e criteri direttivi:
a) individuazione di una sede di indirizzo strategico
e di coordinamento della politica nazionale della  ricerca,
anche   con   riferimento   alla   dimensione   europea   e
internazionale della ricerca;
b) riordino, secondo criteri di programmazione, degli
enti operanti nel settore, della loro struttura,  del  loro
funzionamento  e  delle   procedure   di   assunzione   del
personale,  nell’intento  di  evitare  duplicazioni  per  i
medesimi obiettivi, di promuovere e  di  collegare  realta’
operative di eccellenza, di assicurare il  massimo  livello
di flessibilita’, di autonomia e di efficienza, nonche’ una
piu’ agevole stipula di  intese,  accordi  di  programma  e
c) ridefinire la disciplina e  lo  snellimento  delle
procedure  per  il  sostegno  della  ricerca   scientifica,
tecnologica  e   spaziale   e   per   la   promozione   del
trasferimento   e   della   diffusione   della   tecnologia
nell’industria,   in   particolare   piccola    e    media,
individuando un momento decisionale  unitario  al  fine  di
evitare, anche con  il  riordino  degli  organi  consultivi
esistenti, sovrapposizioni di  interventi  da  parte  delle
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.  29  ,  riordinando
gli  enti  operanti  nel   settore   secondo   criteri   di
programmazione e  di  valutazione,  in  aggiunta  a  quelli
previsti dall’articolo 14 della presente  legge,  favorendo
inoltre la mobilita’ del personale e prevedendo anche forme
di partecipazione dello Stato ad organismi costituiti dalle
organizzazioni imprenditoriali e dagli enti di settore o di
convenzionamento con essi;
d) previsione di organismi, strumenti e procedure per
la valutazione dei risultati dell’attivita’  di  ricerca  e
dell’impatto  dell’innovazione   tecnologica   sulla   vita
e) riordino degli organi consultivi, assicurando  una
rappresentanza, oltre che alle componenti  universitarie  e
degli enti di ricerca, anche al mondo  della  produzione  e
f)  programmazione   e   coordinamento   dei   flussi
finanziari in ordine agli obiettivi generali della politica
g)   adozione   di   misure   che   valorizzino    la
professionalita’  e  l’autonomia  dei  ricercatori   e   ne
favoriscano la mobilita’ interna ed  esterna  tra  enti  di
ricerca, universita’, scuola e imprese.
2.  In   sede   di   prima   attuazione   e   ai   fini
dell’adeguamento  alla  vigente  normativa  comunitaria  in
materia,  il  Ministro  dell’universita’  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica e’ autorizzato ad aggiornare, con
propri decreti, i  limiti,  le  forme  e  le  modalita’  di
intervento e di finanziamento previsti  dalle  disposizioni
di cui al n. 41 dell’allegato 1, previsto dall’articolo 20,
comma   8,   della   presente   legge,    ferma    restando
l’applicazione dell’art. 11, secondo comma, della legge  17
febbraio 1982, n. 46 , ai programmi di ricerca finanziati a
3.  Il  Ministro  dell’universita’  e   della   ricerca
scientifica e tecnologica, entro quattro mesi dalla data di
entrata in vigore  della  presente  legge,  trasmette  alle
Camere una relazione sulle linee di  riordino  del  sistema
della ricerca, nella quale:
a)  siano  censiti  e  individuati  i  soggetti  gia’
operanti  nel  settore  o  da  istituire,  articolati   per
tipologie e funzioni;
b) sia indicata la natura della loro autonomia e  dei
rispettivi meccanismi di governo e di funzionamento;
c) sia delineata la tipologia degli interventi per la
programmazione  e  la  valutazione,   nonche’   di   quelli
riguardanti  la  professionalita’  e   la   mobilita’   dei
ricercatori.»
– Per i riferimenti della legge 27 settembre  2007,  n.
165, si veda la nota alle premesse.
– Il comma 1 dell’art. 27 della legge 18  giugno  2009,
n. 69, recante: «Disposizioni per lo sviluppo economico, la
processo civile» recita:
«1. All’art. 1, comma 1, della legge 27 settembre 2007,
n. 165, recante delega al Governo in  materia  di  riordino
degli  enti  di  ricerca,  sono   apportate   le   seguenti
a) nell’alinea, le parole: «il  termine  di  diciotto
mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge»
sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2009»;
b) nella  lettera  b),  al  primo  periodo,  dopo  le
parole: «degli statuti» sono inserite le seguenti:  «e  dei
regolamenti di amministrazione, finanza e  contabilita’,  e
del personale» ed il  secondo  periodo  e’  sostituito  dal
seguente: «Il Ministro dell’istruzione, dell’universita’  e
della ricerca esercita  il  controllo  sui  regolamenti  di
amministrazione,  finanza  e   contabilita’,   sentito   il
Ministro  dell’economia  e  delle  finanze,   nonche’   sui
regolamenti   del   personale,    sentiti    il    Ministro
dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica
«c) formulazione e deliberazione degli statuti,  in
sede  di  prima  attuazione,  da  parte  dei  consigli   di
amministrazione integrati da cinque esperti di alto profilo
scientifico, nominati, senza nuovi o maggiori oneri per  la
finanza    pubblica,    dal    Ministro    dell’istruzione,
dell’universita’ e  della  ricerca.  Agli  esperti  non  e’
riconosciuto  alcun  compenso  o  indennita’.  I   predetti
statuti  sono  deliberati  previo   parere   dei   consigli
scientifici»;
d) alla lettera  g)  sono  aggiunte,  in  fine,  le
seguenti   parole:   «,   nonche’    del    consiglio    di
amministrazione  dell’Agenzia  spaziale   italiana   (ASI),
prevedendo che con decreto  del  Ministro  dell’istruzione,
dell’universita’  e  della  ricerca   siano   nominati   il
presidente e gli altri quattro componenti,  dei  quali  uno
designato  dal  Ministro  degli  affari  esteri,  uno   dal
Ministro della difesa e uno dal  Ministro  dell’economia  e
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 2 del  decreto
legislativo 5 giugno 1998,  n.  204  (Disposizioni  per  il
coordinamento, la programmazione  e  la  valutazione  della
politica nazionale  relativa  alla  ricerca  scientifica  e
tecnologica, a norma dell’art. 11,  comma  1,  lettera  d),
«Art. 1. – 1. (Omissis).
2. Sulla base degli indirizzi di cui al comma 1,  delle
risoluzioni  parlamentari  di  approvazione  del  DPEF,  di
direttive del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  dei
piani e dei programmi di competenza  delle  amministrazioni
dello Stato, di  osservazioni  e  proposte  delle  predette
amministrazioni, e’ predisposto,  approvato  e  annualmente
aggiornato, ai sensi dell’art. 2 del presente  decreto,  il
Programma  nazionale  per  la  ricerca  (PNR),  di   durata
triennale. Il PNR, con riferimento alla dimensione  europea
e  internazionale  della  ricerca  e  tenendo  conto  delle
iniziative, dei  contributi  e  delle  realta’  di  ricerca
regionali, definisce gli obiettivi generali e le  modalita’
di  attuazione  degli  interventi  alla  cui  realizzazione
concorrono, con  risorse  disponibili  sui  loro  stati  di
previsione o bilanci,  le  pubbliche  amministrazioni,  ivi
comprese, con le specificita’ dei loro  ordinamenti  e  nel
rispetto delle loro autonomie ed  attivita’  istituzionali,
le universita’ e gli enti di ricerca. Gli obiettivi  e  gli
interventi possono essere specificati per  aree  tematiche,
settori,  progetti,  agenzie,  enti   di   ricerca,   anche
prevedendo apposite intese  tra  le  amministrazioni  dello
1. Agli enti di ricerca e’ riconosciuta  autonomia  statutaria  nel
rispetto dell’articolo 33, sesto comma,  della  Costituzione,  ed  in
coerenza con i principi della Carta europea dei ricercatori, allegata
alla raccomandazione n. 2005/251/CE della commissione, dell’11  marzo
2005. Gli enti di ricerca adottano o adeguano  i  propri  statuti  in
conformita’ alle disposizioni della legge 27 settembre 2007, n.  165,
e del presente decreto legislativo, nonche’  con  quelli  compatibili
dei rispettivi ordinamenti vigenti, prevedendo forme di sinergia  tra
gli  enti  di  ricerca,  le  strutture  universitarie  ed  il   mondo
dell’impresa,   nonche’   modelli   organizzativi    tendenti    alla
valorizzazione, partecipazione e rappresentanza dell’intera comunita’
scientifica nazionale di riferimento.
2. Mediante atti di indirizzo e direttive, adottati con decreto del
Ministro, di concerto con i Ministri eventualmente interessati,  sono
individuati la missione e gli obiettivi di ricerca per ciascun  ente,
in coerenza con i  contenuti  del  PNR  e  gli  obiettivi  strategici
fissati dall’Unione europea.
–  Per  il  testo  dell’art.  33,  sesto  comma,  della
Costituzione, si veda la nota alle premesse.
– La Raccomandazione  della  Commissione  (2005/251/CE)
dell’11  marzo  2005  riguardante  la  Carta  europea   dei
ricercatori e un codice di condotta  per  l’assunzione  dei
ricercatori  e’   pubblicata   nella   Gazzetta   Ufficiale
dell’Unione europea L75 del 22 marzo 2005, p. 67.
1. Gli statuti degli enti di ricerca specificano ed  articolano  la
missione e gli obiettivi di  ricerca  tenuto  conto  degli  obiettivi
strategici fissati dal Ministro e dall’Unione  europea,  nonche’  dei
fabbisogni  e   del   modello   strutturale   di   organizzazione   e
funzionamento   previsti   per   il   raggiungimento   degli    scopi
istituzionali ed il buon andamento delle attivita’.
2. Gli  statuti  devono  prevedere  la  riduzione  del  numero  dei
componenti degli organi di direzione, amministrazione,  consulenza  e
controllo, nonche’ l’adozione di forme organizzative atte a garantire
trasparenza ed efficienza della gestione.  Le  specifiche  misure  di
snellimento devono comunque garantire l’alto  profilo  scientifico  e
professionale,   le    competenze    tecnico-organizzative    e    la
rappresentativita’  dei  componenti,  secondo  i   criteri   previsti
dall’articolo 1, comma 1, lettera f) della legge 27  settembre  2007,
3. In sede di prima attuazione,  la  formulazione  e  deliberazione
degli statuti e dei regolamenti, cui all’articolo 6, e’ attribuita ai
consigli di amministrazione in carica alla  data  di  emanazione  del
presente decreto, integrati da cinque esperti  dotati  di  specifiche
competenze in relazione alle finalita’ dell’ente  ed  al  particolare
compito conferito, nominati, senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la
finanza pubblica, dal Ministro.  Agli  esperti  non  e’  riconosciuto
alcun compenso o  indennita’.  I  predetti  statuti  sono  deliberati
previo parere dei consigli scientifici, entro sei mesi dalla data  di
entrata in vigore  del  presente  decreto  legislativo.  In  caso  di
inottemperanza della disposizione del presente comma, puo’ provvedere
il Ministero in via  sostitutiva,  fatta  salva  la  possibilita’  di
applicazione dell’articolo 1, comma 5, della legge 27 settembre 2007,
– I commi 1, lettera f) e 5 dell’art. 1 della legge  27
settembre 2007, n. 165, recitano:
«Art. 1. – 1.  Allo  scopo  di  promuovere,  sostenere,
rilanciare e razionalizzare le attivita’ nel settore  della
ricerca e di garantire autonomia, trasparenza ed efficienza
nella gestione degli enti pubblici nazionali di ricerca, il
Governo e’ autorizzato  ad  adottare  uno  o  piu’  decreti
legislativi,  entro  il  31  dicembre  2009,  al  fine   di
provvedere  al  riordino  della  disciplina  relativa  agli
statuti e  agli  organi  di  governo  degli  enti  pubblici
nazionali    di    ricerca,    vigilati    dal    Ministero
dell’universita’ e della ricerca, nel rispetto dei principi
e criteri direttivi indicati nell’art. 18  della  legge  15
marzo 1997, n. 59, e dei seguenti:
f) riordino degli organi statutari, con riduzione del
numero dei loro componenti,  garantendone  altresi’  l’alto
profilo scientifico e le competenze tecnico-organizzative e
prevedendo nuove procedure di individuazione dei presidenti
e dei componenti di  nomina  governativa  dei  consigli  di
amministrazione, che sono l’organo di governo  degli  enti,
tramite scelte effettuate in rose di candidati proposte  da
appositi comitati di selezione nominati di volta  in  volta
dal Governo, assicurando negli stessi comitati  un’adeguata
rappresentanza di  esponenti  della  comunita’  scientifica
nazionale e internazionale e,  in  particolare,  di  quanti
sono stati eletti dai ricercatori in organismi degli  enti,
ove esistenti, e comunque  escludendone  il  personale  del
Ministero dell’universita’ e della ricerca.»
«Art.   5.   –   Ferme   restando   le   procedure   di
commissariamento previste dalle norme vigenti, nel caso  di
modifiche statutarie inerenti  alla  missione  dell’ente  e
alla  sua  struttura  di  governo,  ovvero  nel   caso   di
comprovata  difficolta’  di  funzionamento  o  di   mancato
raggiungimento degli obiettivi  indicati  dal  Governo,  il
Governo  puo’  procedere  al  commissariamento  degli  enti
attraverso decreti sottoposti al parere  delle  Commissioni
parlamentari competenti. Le Commissioni si esprimono  entro
trenta giorni dalla  data  di  trasmissione.  Decorso  tale
termine,   il   Governo   puo’   comunque   procedere    al
commissariamento. Dalle disposizioni del presente comma non
devono derivare oneri  aggiuntivi  per  il  bilancio  dello
finanziati  dal  Ministero,  di  cui  all’articolo  7   del   decreto
legislativo 5 giugno 1998, n. 204,  e  successive  modificazioni,  e’
effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva,  di
cui all’articolo 5, nonche’ tenendo  conto  della  valutazione  della
qualita’  dei  risultati  della  ricerca,   effettuata   dall’Agenzia
nazionale di valutazione dell’universita’ e della ricerca (ANVUR).
2. A decorrere dall’anno 2011, al fine di  promuovere  e  sostenere
l’incremento qualitativo dell’attivita’  scientifica  degli  enti  di
ricerca e migliorare l’efficacia e l’efficienza  nell’utilizzo  delle
risorse, una quota non inferiore al 7 per cento del fondo di  cui  al
comma  1,  con  progressivi  incrementi  negli  anni  successivi,  e’
destinata  al  finanziamento  premiale  di  specifici   programmi   e
progetti, anche congiunti,  proposti  dagli  enti.  I  criteri  e  le
motivazioni di assegnazione della predetta  quota  sono  disciplinate
con decreto avente natura non regolamentare del Ministro.
– Il testo dell’art. 7 del decreto legislativo 5 giugno
1998, n. 204, e’ il seguente:
«Art. 7. – 1. Competenze del MURST. A partire dal  1°
gennaio 1999 gli stanziamenti  da  destinare  al  Consiglio
nazionale delle ricerche (CNR), di cui  all’art.  11  della
legge 22 dicembre 1977, n. 951 , all’ASI, di  cui  all’art.
15, comma 1, lettera a), della legge 30 maggio 1988, n. 186
, e  all’art.  5  della  legge  31  maggio  1995,  n.  233;
all’Osservatorio  geofisico  sperimentale  (OGS),  di   cui
all’art. 16, comma 2, della legge 30 novembre 1989, n. 399;
agli enti finanziati dal MURST ai sensi dell’art. 1,  comma
43, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 , gia’ concessi ai
agosto  1978,  n.  468  e  successive  modificazioni,  sono
determinati  con   unica   autorizzazione   di   spesa   ed
affluiscono ad apposito fondo ordinario per gli enti  e  le
istituzioni di  ricerca  finanziati  dal  MURST,  istituito
nello  stato  di  previsione  del  medesimo  Ministero.  Al
medesimo fondo affluiscono, a partire dal 1° gennaio  1999,
i contributi all’Istituto nazionale  per  la  fisica  della
materia (INFM), di cui all’art. 11, comma  1,  del  decreto
legislativo  30  giugno  1994,  n.   506,   nonche’   altri
contributi e risorse finanziarie che saranno stabilite  per
legge in relazione alle attivita’  dell’Istituto  nazionale
di fisica nucleare (INFN), dell’INFM e relativi  laboratori
di Trieste  e  di  Grenoble,  del  Programma  nazionale  di
ricerche  in  Antartide,  dell’Istituto  nazionale  per  la
ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna. Il  fondo
e’ determinato ai sensi dell’art. 11, terzo comma,  lettera
d), della legge 5  agosto  1978,  n.  468  ,  e  successive
modificazioni e integrazioni. Il Ministro del  tesoro,  del
bilancio e della programmazione economica,  e’  autorizzato
2. Il Fondo di cui al comma 1 e’ ripartito  annualmente
tra gli enti e le  istituzioni  finanziati  dal  MURST  con
decreti  del  Ministro  dell’universita’  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica, comprensivi di indicazioni per i
due  anni   successivi,   emanati   previo   parere   delle
commissioni  parlamentari  competenti   per   materia,   da
esprimersi entro il termine  perentorio  di  trenta  giorni
dalla  richiesta.  Nelle  more  del   perfezionamento   dei
predetti  decreti  e  al  fine  di  assicurare   l’ordinata
prosecuzione delle attivita’, il MURST  e’  autorizzato  ad
erogare acconti  agli  enti  sulla  base  delle  previsioni
contenute negli schemi dei medesimi  decreti,  nonche’  dei
contributi assegnati come competenza nel precedente anno.
3. A decorrere dalla data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto legislativo il Consiglio  nazionale  della
scienza e tecnologia (CNST), di cui all’art. 11 della legge
9 maggio 1989, n. 168 , e’ soppresso. Sono fatti  salvi  le
deliberazioni e gli atti adottati dal predetto organo  fino
4. Alla legge 9 maggio 1989, n. 168, sono apportate  le
seguenti modificazioni ed integrazioni:
b) nella lettera c)  del  comma  1  dell’art.  2,  le
parole «sentito il CNST» sono soppresse;
d) nelle lettere e) ed f) del comma 1 dell’art. 2  le
f) il comma 3 dell’art. 2 e’ soppresso;
g) i commi 1 e 2 dell’art. 3  sono  soppressi  e  nel
comma 3 dell’art.  3  le  parole  «sentito  il  CNST»  sono
h) nel comma 2 dell’art. 8 le parole  da  «il  quale»
fino a «richiesta» sono soppresse;
i) l’art. 11 e’ soppresso.
5. Nel comma 9, secondo  periodo,  dell’art.  51  della
legge 27 dicembre  1997,  n.  449,  le  parole  da  «previo
parere» fino a «n. 59» sono soppresse.
6. E’ abrogata  ogni  altra  vigente  disposizione  che
determina competenze del CNST.
7. E’ abrogato l’art. 64  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382,  a  partire  dalla
data di entrata in vigore del decreto di cui  alla  lettera
g) del comma 1 dell’art. 2 della legge 9  maggio  1989,  n.
168, come modificata dalla lettera e) del comma 4.
8. Fino alla data di insediamento dei CSN  e  dell’AST,
l’art. 4, comma 3, lettera a), non si applica  nella  parte
in  cui  sono  previste  loro   osservazioni   e   proposte
preliminarmente all’approvazione del PNR. In sede di  prima
applicazione  del   presente   decreto,   in   assenza   di
approvazione  del  PNR,  il  Fondo  speciale  puo’   essere
ripartito, con delibera del CIPE, finanziare interventi  di
ricerca di particolare rilevanza strategica.
9. I comitati nazionali di consulenza, il consiglio  di
presidenza  e  la  giunta  amministrativa  del   CNR   sono
prorogati fino alla data di entrata in vigore  del  decreto
legislativo di riordino del  CNR  stesso,  da  emanarsi  ai
sensi degli articoli 11, comma 1, lettera d), 14 e 18 della
legge 15 marzo 1997, n. 59, e  comunque  non  oltre  il  31
10. L’Istituto nazionale per la ricerca  scientifica  e
tecnologica sulla montagna, di cui  all’art.  5,  comma  4,
della legge 7 agosto 1997, n. 266, e’ inserito tra gli enti
di ricerca a carattere non strumentale ed  e’  disciplinato
dalle disposizioni di cui all’art. 8 della legge  9  maggio
1989, n. 168, e successive  modificazioni  e  integrazioni,
alle  quali   si   uniforma   il   decreto   del   Ministro
previsto dal predetto art. 5, comma 4, della legge  n.  266
del 1997.».
Piani triennali di attivita’ – PTA e Documento di visione  strategica
decennale degli enti di ricerca – DVS
1. In conformita’ alle linee guida enunciate nel PNR, ai fini della
pianificazione operativa i consigli di  amministrazione  dei  singoli
enti di ricerca, previo parere dei rispettivi  consigli  scientifici,
adottano un piano triennale di attivita’, aggiornato annualmente,  ed
elaborano  un  documento  di   visione   strategica   decennale,   in
conformita’ alle particolari  disposizioni  definite  nei  rispettivi
statuti e regolamenti.
2. Il predetto piano e’ valutato e approvato dal  Ministero,  anche
ai fini  della  identificazione  e  dello  sviluppo  degli  obiettivi
generali  di  sistema,  del  coordinamento  dei  piani  triennali  di
attivita’ dei diversi enti di ricerca, nonche’ del riparto del  fondo
ordinario per il finanziamento degli enti di ricerca.
3.  Per  il  perseguimento  delle  finalita’  di  coordinamento  ed
armonizzazione di cui al comma 2, il Ministero,  tenuto  conto  degli
obiettivi del Programma nazionale della ricerca ed in funzione  della
elaborazione di nuovi indirizzi, svolge  una  specifica  funzione  di
preventiva valutazione comparativa e di  indirizzo  strategico.  Tale
funzione e’ prevalentemente esercitata sulla base dei PTA e  dei  DVS
ovvero anche impartendo  dirette  indicazioni  volte  a  favorire  il
perseguimento di obiettivi di sistema o esperendo  iniziative  basate
su  modalita’  di  carattere  selettivo   atte   a   sollecitare   la
collaborazione tra i diversi enti  in  funzione  della  promozione  e
realizzazione di progetti congiunti.
A tale  fine  il  Ministero  puo’  avvalersi  del  supporto,  anche
individuale, di dipendenti di enti di ricerca e universita’, anche in
forma  di  comando,  sulla   base   di   apposite   intese   con   le
4. Nell’ambito dell’autonomia e coerentemente al PTA, gli  enti  di
ricerca determinano la consistenza e le  variazioni  dell’organico  e
del piano di fabbisogno  del  personale,  sentite  le  organizzazioni
sindacali.  L’approvazione   del   fabbisogno   del   personale,   la
consistenza e le variazioni  dell’organico  da  parte  del  Ministero
avviene previo parere favorevole del Ministero dell’economia e  delle
finanze e del Dipartimento della funzione pubblica.
1. I regolamenti del personale  e  di  amministrazione,  finanza  e
contabilita’, vengono adottati in  conformita’  ai  principi  e  alle
vigenti norme di amministrazione e contabilita’ pubblica e  a  quelle
2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,  ed  ai   principi   e
disposizioni del codice civile per quanto compatibili,  nel  rispetto
dei principi di trasparenza, efficienza,  economicita’  ed  efficacia
2. I regolamenti del personale prevedono modalita’ procedurali  per
l’espressione, da parte  del  consiglio  di  amministrazione,  di  un
parere vincolante sulla validita’ curriculare dei dirigenti proposti,
la cui individuazione e nomina resta in capo ai dirigenti apicali  ai
sensi della normativa vigente in materia.
– Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165  «Norme
amministrazioni pubbliche»  e’  pubblicato  nella  Gazzetta
1. Gli statuti  e  i  regolamenti  di  amministrazione,  finanza  e
contabilita’, e del personale degli enti di ricerca sono formulati  e
adottati dai competenti organi deliberativi dei singoli enti,  previo
controllo di legittimita’ e di merito esercitato dal Ministro.
2.  Il  Ministero  esercita  il  controllo   sui   regolamenti   di
amministrazione,  finanza  e  contabilita’,  sentito   il   Ministero
dell’economia e delle finanze e, per quanto  concerne  i  regolamenti
del personale, anche il Dipartimento della funzione pubblica.
3. Il  controllo  e  l’approvazione  da  parte  del  Ministero  dei
predetti statuti e regolamenti, avviene entro sessanta  giorni  dalla
ricezione dei medesimi. Decorso tale termine in  assenza  di  formali
osservazioni  di  legittimita’  o  di  merito,  gli  statuti   ed   i
regolamenti si intendono approvati e divengono  efficaci.  Lo  stesso
1. Il  numero  dei  componenti  il  consiglio  di  amministrazione,
compreso il presidente, non puo’ superare:
a) cinque componenti, nel caso di enti che ricevono un contributo
pubblico annuale di importo superiore al 20 per cento  del  fondo  di
funzionamento ordinario degli enti o che impiegano oltre  cinquecento
unita’ di personale;
2. I componenti  del  consiglio  di  amministrazione,  compreso  il
presidente, sono nominati con decreto del Ministro, durano in  carica
quattro anni, e possono essere confermati una sola volta. Agli stessi
si applica quanto previsto nel quarto periodo dell’articolo 6,  comma
2,  del  decreto  legislativo  5  giugno  1998,  n.  204,  anche  con
riferimento ai mandati gia’ espletati prima  dell’entrata  in  vigore
– Il comma 2 dell’art.  6  del  decreto  legislativo  5
giugno 1998, n. 204, recita:
«2. La nomina dei presidenti degli enti  di  ricerca,
Consiglio nazionale  delle  ricerche,  Agenzia  spaziale  italiana  e
1. Il consiglio di amministrazione del  Consiglio  nazionale  delle
ricerche  (CNR)  e’  composto  da   sette   componenti   scelti   tra
personalita’ di alta  qualificazione  tecnico-scientifica  nel  campo
della  ricerca,  di  comprovata  esperienza  gestionale  di  enti  ed
istituzioni pubbliche o private, di cui:  quattro,  tra  i  quali  il
presidente, designati dal Ministro, di cui  uno  su  indicazione  del
presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra  lo  Stato,
le regioni e le province autonome; gli altri tre designati uno  dalla
Conferenza  dei  rettori  delle  universita’  italiane,   uno   dalla
Confindustria ed  uno  espressione  delle  comunita’  scientifica  di
riferimento. Il relativo consiglio scientifico di cui all’articolo 10
puo’ essere costituito fino ad un massimo di dieci componenti.
2.  Al  fine  di  sostenere  la  competitivita’  anche  a   livello
internazionale delle  competenze  di  ricerca,  lo  statuto  del  CNR
assegna  ai  dipartimenti  interni  anche  un   ruolo   centrale   di
riferimento e valorizzazione delle comunita’ tematiche e disciplinari
in ambito  nazionale,  nonche’  nell’affidamento  agli  istituti  dei
programmi e  progetti  di  ricerca  ed  assegnazione  delle  relative
risorse, ferme restando le specifiche  competenze  e  responsabilita’
del consiglio di amministrazione. Il predetto statuto  del  CNR  puo’
altresi’ prevedere una struttura organizzativa  di  programmazione  e
coordinamento delle attivita’ polari.
3. Il consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale  italiana,
nominato con decreto del Ministro, e’ costituito dal presidente e  da
altri quattro componenti, dei quali uno designato dal Ministro  degli
affari esteri, uno dal Ministro  della  difesa  e  uno  dal  Ministro
4. La composizione del consiglio direttivo dell’Istituto  nazionale
di  fisica  nucleare   (INFN)   e’   ridotta   dei   due   componenti
rappresentativi degli enti di livello non  ministeriale.  Restano  in
vigore le particolari disposizioni del vigente ordinamento  dell’ente
relative alla nomina degli organi statutari.
Consigli scientifici o tecnico-scientifici
1. Gli statuti degli enti di ricerca prevedono  la  costituzione  e
composizione  di  consigli  scientifici  o   tecnico-scientifici   ed
indicano analiticamente i casi e  le  modalita’  di  esercizio  delle
funzioni consultive in materia di proposte e pareri sui documenti  di
pianificazione e di visione strategica, nonche’ valorizzano il ruolo,
anche nell’ottica di misure volte a favorire la dimensione europea  e
internazionale   della   ricerca,   incentivando   la    cooperazione
scientifica e tecnica con istituzioni ed enti di altri Paesi, nonche’
l’introduzione di misure volte a favorire la  collaborazione  con  le
attivita’  delle  regioni  in  materia  di  ricerca   scientifica   e
tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi.
2.  I  consigli  scientifici  sono  nominati   dal   consiglio   di
amministrazione, previo esperimento di forme di  consultazione  della
comunita’ scientifica  ed  economica,  appositamente  previste  dagli
statuti, e sono formati da non piu’ di sette componenti.
Comitati di selezione dei presidenti e dei componenti dei consigli di
amministrazione degli enti di ricerca di designazione governativa
1. Ai fini della nomina dei presidenti e dei membri  del  consiglio
di amministrazione  di  designazione  governativa,  con  decreto  del
Ministro e’ nominato un comitato di selezione, composto da un massimo
di cinque persone, scelte tra  esperti  della  comunita’  scientifica
nazionale ed internazionale ed esperti in  alta  amministrazione,  di
cui uno con funzione di coordinatore, senza nuovi o maggiori oneri  a
carico del bilancio del Ministero. Il comitato  di  selezione  agisce
nel rispetto degli indirizzi stabiliti dal Ministro  nel  decreto  di
nomina e, per gli adempimenti  aventi  carattere  amministrativo,  e’
supportato dalle competenti  direzioni  generali  del  Ministero.  Il
personale del Ministero non puo’, in  nessun  caso,  fare  parte  del
2.  Il  comitato  di  selezione  fissa,  con  avviso  pubblico,  le
modalita’ e i termini per la presentazione delle candidature  e,  per
ciascuna posizione  ed  ove  possibile  in  ragione  del  numero  dei
candidati, propone al Ministro:
3. Nei consigli di amministrazione composti da tre consiglieri, due
componenti, incluso il presidente, sono individuati dal Ministro.  Il
terzo consigliere e’ scelto direttamente dalla comunita’  scientifica
o  disciplinare  di  riferimento  sulla  base   di   una   forma   di
consultazione definita negli statuti.
4. Nei consigli di amministrazione composti da cinque  consiglieri,
tre componenti e tra  questi  il  presidente,  sono  individuati  dal
Ministro. Gli altri due componenti  sono  scelti  direttamente  dalla
comunita’ scientifica o disciplinare di riferimento sulla base di una
forma di consultazione definita negli  statuti,  fatto  salvo  quanto
specificamente disposto all’articolo 9.
5. I decreti ministeriali di nomina dei presidenti e  dei  consigli
di amministrazione sono comunicati al Parlamento.
1. Gli enti  di  ricerca,  nell’esercizio  della  propria  potesta’
statutaria e regolamentare, adeguano i propri ordinamenti ai principi
dell’articolo 4 e del capo II del titolo II del  decreto  legislativo
30 marzo 2001, n. 165, nonche’ della legge 7 agosto 1990, n. 241,  e,
tenendo conto delle relative peculiarita’, adottano  con  lo  statuto
anche le regole di organizzazione e funzionamento.
2. Ai fini dell’organizzazione interna, gli statuti e i regolamenti
degli enti sono elaborati tenendo conto della separazione tra compiti
di   programmazione   ed   indirizzo   strategico,    competenze    e
responsabilita’ gestionali, comprendenti anche le  tipiche  attivita’
di controllo di gestione, nonche’ funzioni valutative e di controllo.
3. Gli  statuti  ridefiniscono  le  attribuzioni  dei  consigli  di
amministrazione  allo  scopo  di  ricondurne   le   competenze   alla
approvazione degli atti di  carattere  generale  o  fondamentale  per
l’organizzazione, il funzionamento, l’amministrazione e  la  gestione
degli enti medesimi, consentendo la semplificazione e  la  speditezza
delle procedure, la valorizzazione e responsabilizzazione  del  ruolo
dei direttori generali e della relativa dirigenza.
4. Gli statuti e  i  regolamenti  prevedono  inoltre  procedure  di
valutazione comparativa  per  l’individuazione  dei  direttori  degli
organi  di  ricerca,  misure  organizzative  volte  a  potenziare  la
professionalita’    e    l’autonomia    dei    ricercatori,     norme
anti-discriminatorie tra donne  e  uomini  nella  composizione  degli
organi, nonche’ specifiche disposizioni agevolative per la  mobilita’
dei  dipendenti  tra  gli  enti  di  ricerca,  con   le   istituzioni
internazionali di ricerca e le imprese, senza nuovi o maggiori  oneri
a carico della finanza pubblica, anche al fine di ottenere azioni  di
interscambio di competenze ed esperienze tra pubblico e privato.
«Art. 4. – 1.  Gli  organi  di  governo  esercitano  le
a) le decisioni in  materia  di  atti  normativi  e
b) la definizione di obiettivi,  priorita’,  piani,
c) la individuazione delle risorse umane, materiali
d) la definizione dei criteri generali  in  materia
di  ausili  finanziari  a  terzi  e  di  determinazione  di
tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi;
e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi
f)  le   richieste   di   pareri   alle   autorita’
dell’organo di vertice dell’ente.»
Il capo II del titolo II  del  decreto  legislativo  30
marzo 2001, n. 165, riguarda la dirigenza.
– Il testo della legge 7 agosto 1990, n.  241  recante:
«Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto  di  accesso  ai  documenti   amministrativi»,   e’
1. Gli enti di ricerca, previo nulla-osta del Ministro, sulla  base
del parere del comitato di esperti  per  la  politica  della  ricerca
(CEPR), possono assumere per chiamata diretta, con contratto a  tempo
indeterminato,  nell’ambito  del  3  per  cento   dell’organico   dei
ricercatori e tecnologi nei limiti delle disponibilita’ di  bilancio,
con inquadramento fino al massimo livello contrattuale del  personale
di ricerca definito dal consiglio di amministrazione,  ricercatori  o
tecnologi italiani o stranieri  dotati  di  altissima  qualificazione
scientifica negli ambiti disciplinari di  riferimento,  che  si  sono
distinti per merito eccezionale ovvero che siano stati  insigniti  di
alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale.
1. Le misure  di  razionalizzazione  di  cui  all’articolo  12  del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, si applicano  agli  enti
di ricerca vigilati dal Ministero che, entro il 31 dicembre 2010, con
le  modalita’  ivi  previste,  predispongono  un  piano  volto   alla
razionalizzazione  della  localizzazione  degli  uffici,  anche   tra
diversi enti, nonche’ alla realizzazione di economie di spesa.
– L’art. 12 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
419 recita:
«Art. 12 – 1. Gli enti pubblici ai quali  si  applica
il presente decreto predispongono,  entro  l’anno  2000  e,
successivamente, con cadenza biennale, entro un termine  da
fissarsi con direttiva del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri, un piano volto a  razionalizzare  la  allocazione
degli uffici in  immobili  acquisiti  in  proprieta’  o  in
locazione, anche attraverso l’utilizzo comune  di  immobili
da parte di piu’ enti, soprattutto per quanto attiene  alle
sedi   periferiche,   anche   all’estero,   nonche’    alla
realizzazione  di   economie   di   spesa   connesse   alla
acquisizione e gestione in comune, su  base  convenzionale,
di servizi da parte di piu’ enti, ovvero, nel caso di  enti
svolgenti compiti  omogenei,  attraverso  anche  la  comune
utilizzazione di organi e attivita’.
2. Il piano di cui  al  comma  1  e’  trasmesso,  entro
trenta giorni, dal presidente dell’ente, previo parere  del
collegio dei revisori,  all’amministrazione  o  istituzione
vigilante ed al Ministero del tesoro, del bilancio e  della
programmazione economica.  Il  Ministero  stesso  riferisce
annualmente al Parlamento  sulla  attuazione  del  presente
articolo,  indicando,  sulla  base  anche  di  una  analisi
comparativa delle risultanze dei piani e dei relativi  dati
di  spesa  negli  ultimi  bilanci  consuntivi  degli  enti,
criteri di razionalizzazione e contenimento delle spese  di
allocazione  e  per  servizi  suscettibili  di   conduzione
3. Tenuto conto dei piani di  revisione  degli  enti  e
della apposita relazione di cui al comma 2:
a)  i  Ministri  vigilanti,  di   concerto   con   il
Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del
impartiscono  agli  enti  direttive,   anche   subordinando
l’approvazione  del  bilancio  preventivo   o   dei   piani
pluriennali  degli   enti   alla   realizzazione   o   alla
programmazione delle riduzioni di spesa di cui al comma 1;
b) i revisori dei conti vigilano sulla adozione delle
misure indicate.
4. Nei confronti degli enti di cui al comma 1  che  non
abbiano predisposto, nei termini  stabiliti,  il  piano  di
revisione  per  l’utilizzo  degli  immobili,   i   Ministri
vigilanti  adottano,  ovvero  propongono  al  Ministro  del
tesoro, del bilancio e della programmazione  economica  una
riduzione, sino al venti per cento, dei contributi ordinari
previsti nel bilancio preventivo dello Stato.»
1. Gli statuti degli enti di ricerca prevedono specifiche misure  e
soluzioni organizzative, atte a favorire una gestione ottimale  delle
infrastrutture e strutture di ricerca, con l’obiettivo di  consentire
una loro programmazione e gestione coordinata tra  tutti  gli  attori
del sistema della ricerca e delle imprese, anche nel  rispetto  degli
orientamenti europei ed allo scopo di produrre economie di scala,  di
accrescere     la     loro     efficienza,     accessibilita’      ed
2. Le infrastrutture nazionali di ricerca, dichiarate strategiche e
di preminente interesse nazionale, sono realizzate con  le  modalita’
di cui alla  parte  II  del  titolo  III  del  capo  IV  del  decreto
3.  Ai  fini  dell’attuazione   del   presente   articolo   e   per
l’accrescimento del livello di  eccellenza  delle  infrastrutture  di
ricerca si fa ricorso alle risorse rese disponibili, in  particolare,
dall’articolo 17 comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
–  Il  decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163
concernente  «Codice  dei  contratti  pubblici  relativi  a
– Il comma 4, dell’art. 17, del decreto legge 25 giugno
2008,  n.  112  (Disposizioni  urgenti  per   lo   sviluppo
tributaria), e  convertito  in  legge,  con  modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133  (Conversione  in  legge,
con modificazioni, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.
112,  recante  disposizioni   urgenti   per   lo   sviluppo
tributaria) cosi’ recita:
«4. Le risorse acquisite  dalla  Fondazione  istituto
italiano di tecnologia ai sensi del comma 3, sono destinate
al finanziamento di  programmi  per  la  ricerca  applicata
finalizzati alla realizzazione, sul  territorio  nazionale,
di progetti in settori tecnologici altamente  strategici  e
alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca  di
alta  tecnologia  localizzate  presso  primari  centri   di
ricerca pubblici e privati.»
Strumenti innovativi di finanziamento
e partecipazione al capitale di rischio
1. Il Ministero e, previa valutazione di legittimita’ e  di  merito
da parte dello stesso, gli stessi enti  di  ricerca,  senza  nuovi  o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica e  senza  garanzie  da
parte  loro,  possono  promuovere,  concorrere  alla  costituzione  o
partecipare  a  fondi  di  investimento  con  la  partecipazione   di
investitori pubblici e privati, articolati in  un  sistema  integrato
tra fondi di livello nazionale e  rete  di  fondi  locali,  ai  sensi
dell’articolo 4 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
2.  Tali  fondi  sono  destinati  all’attuazione  di  programmi  di
trasferimento tecnologico e di investimento per la  realizzazione  di
iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione e ricerca,
con il coinvolgimento di apporti  dei  soggetti  pubblici  e  privati
operanti nel territorio di riferimento e la valorizzazione di risorse
finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti da  cofinanziamenti
europei ed internazionali.
3. Gli enti di ricerca nell’articolazione dei rispettivi statuti  e
nell’enumerazione delle attivita’ da svolgere tengono conto di quanto
previsto agli articoli 4, 6 e 17 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
– Si riporta il testo degli articoli  4,  6  e  17  del
decreto legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 :
«Art.  4  –  1.  Per  lo  sviluppo  di  programmi  di
investimento destinati  alla  realizzazione  di  iniziative
produttive con  elevato  contenuto  di  innovazione,  anche
consentendo il coinvolgimento degli  apporti  dei  soggetti
pubblici e privati operanti nel territorio di  riferimento,
e alla valorizzazione delle risorse  finanziarie  destinate
allo scopo, anche derivanti da cofinanziamenti  europei  ed
internazionali, possono essere costituiti appositi fondi di
investimento con la partecipazione di investitori  pubblici
e privati, articolati in un sistema integrato tra fondi  di
livello nazionale e rete di fondi locali. Con  decreto  del
Ministro dell’economia e delle finanze,  sono  disciplinate
le modalita’ di costituzione e funzionamento dei fondi,  di
apporto  agli  stessi  e  le  ulteriori   disposizioni   di
1-bis. Per le finalita’ di cui al comma 1, con  decreto
di natura non regolamentare del  Ministro  dell’economia  e
delle finanze la gestione separata della Cassa  depositi  e
prestiti  S.p.A.  puo’  essere  autorizzata,  senza   oneri
aggiuntivi a carico della finanza pubblica, ad istituire un
apposito fondo, attraverso cui partecipare, sulla  base  di
un  adeguato  sistema  di  verifica  della   sostenibilita’
economico-finanziaria delle iniziative, nonche’ di garanzie
prestate dagli stessi soggetti  beneficiari  diversi  dalla
pubblica amministrazione, tale  da  escludere  la  garanzia
dello  Stato  sulle  iniziative  medesime,  anche  in   via
sussidiaria,   e   di   intese   da   stipularsi   con   le
amministrazioni   locali,   regionali   e   centrali    per
l’implementazione dei programmi  settoriali  di  rispettiva
competenza, a fondi per lo sviluppo, compresi quelli di cui
all’art.  44  del  regolamento  (CE)   n.   1083/2006   del
Consiglio, dell’11 luglio 2006, sui  fondi  strutturali,  e
quelli in cui puo’ intervenire il  Fondo  europeo  per  gli
2. Dalle disposizioni del presente articolo non  devono
pubblica,   sono   escluse   garanzie   a   carico    delle
Amministrazioni Pubbliche sulle  operazioni  attivabili  ai
sensi del comma 1.»
«Art. 6 –  1.  Le  iniziative  delle  imprese  italiane
dirette alla loro promozione, sviluppo e consolidamento sui
mercati  diversi  da  quelli  dell’Unione  europea  possono
fruire  di  agevolazioni  finanziarie  esclusivamente   nei
limiti ed alle condizioni previsti dal Regolamento (CE)  n.
1998/2006 della Commissione europea del 15  dicembre  2006,
relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis).
a)   la    realizzazione    di    programmi    aventi
caratteristiche di investimento finalizzati  al  lancio  ed
alla  diffusione  di  nuovi  prodotti  e   servizi   ovvero
all’acquisizione di nuovi mercati per  prodotti  e  servizi
gia’ esistenti, attraverso l’apertura di strutture volte ad
assicurare in prospettiva la presenza stabile  nei  mercati
b)  studi  di  prefattibilita’  e   di   fattibilita’
collegati  ad  investimenti  italiani  all’estero,  nonche’
programmi  di  assistenza  tecnica  collegati  ai  suddetti
c) altri interventi prioritari individuati e definiti
dal  Comitato  interministeriale  per   la   programmazione
3.   Con   una   o   piu’   delibere    del    Comitato
interministeriale  per  la  programmazione  economica,   su
con il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e  con  il
Ministro degli affari  esteri,  da  adottare  entro novanta
decreto, sono determinati i  termini,  le  modalita’  e  le
condizioni degli interventi, le attivita’  e  gli  obblighi
del  gestore,  le  funzioni  di   controllo,   nonche’   la
composizione e i compiti del Comitato per l’amministrazione
del fondo di cui al comma 4.  Sino  all’operativita’  delle
delibere  restano  in  vigore  i  criteri  e  le  procedure
4.  Per  le  finalita’  dei   commi   precedenti   sono
utilizzate le disponibilita’  del  Fondo  rotativo  di  cui
all’art. 2, comma 1, del decreto-legge 28 maggio  1981,  n.
251, convertito, con modificazioni, dalla legge  29  luglio
1981, n. 394 con le  stesse  modalita’  di  utilizzo  delle
risorse del Fondo rotativo. Entro il 30 giugno  di  ciascun
anno, il Comitato interministeriale per  la  programmazione
economica delibera il  piano  previsionale  dei  fabbisogni
finanziari del Fondo. Le ulteriori assegnazioni di  risorse
sono stabilite in via  ordinaria  dalla  legge  finanziaria
ovvero  in  via  straordinaria   da   apposite   leggi   di
5. E’ abrogato il decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio  1981,
n. 394, ad eccezione dei commi 1 e 4 dell’art.  2  e  degli
articoli 10, 11, 20, 22 e 24. E’ inoltre, abrogata la legge
20 ottobre 1990, n. 304 ad eccezione degli articoli 4 e  6,
e sono abrogati, altresi’, i commi 5,  6,  6-bis,  7  e  8,
dell’art. 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143.
6. I riferimenti  alle  norme  abrogate  ai  sensi  del
presente articolo contenuti nel comma 1, dell’art.  25  del
decreto  legislativo  31  marzo  1998,   n.   143,   devono
intendersi   sostituiti   dal   riferimento   al   presente
«Art.  17 –  1.  Al  fine  di   una   piu’   efficiente
allocazione delle risorse pubbliche  volte  al  sostegno  e
all’incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza  ed
innovativi,   ed   in   considerazione   del    sostanziale
esaurimento delle finalita’ originariamente  perseguite,  a
fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili,  a
decorrere  dal  1°  luglio  2008  la  Fondazione   IRI   e’
2.  A  decorrere  dal  1°  luglio  2008,  le  dotazioni
patrimoniali  e  ogni  altro   rapporto   giuridico   della
Fondazione IRI in essere  a  tale  data,  ad  eccezione  di
quanto previsto al comma 3, sono devolute  alla  Fondazione
finanze e’ disposta l’attribuzione del patrimonio storico e
documentale  della   Fondazione   IRI   ad   una   societa’
totalitariamente controllata dallo Stato che ne curera’  la
conservazione.  Con  il  medesimo  decreto  potra’   essere
altresi’ disposta  la  successione  di  detta  societa’  in
eventuali rapporti di lavoro in essere  con  la  Fondazione
IRI alla data di decorrenza di cui al comma 1, ovvero altri
rapporti giuridici attivi o passivi che dovessero risultare
incompatibili con le  finalita’  o  l’organizzazione  della
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.
4.  Le  risorse  acquisite  dalla  Fondazione  Istituto
Italiano di Tecnologia ai sensi del comma 3 sono  destinate
5.  La  Fondazione  Istituto  Italiano  di   Tecnologia
provvedera’ agli adempimenti di cui all’articolo  20  delle
disposizioni  per  l’attuazione   del   codice   civile   e
disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 30  marzo
1942, n. 318.».
Capo II   Enti di ricerca del settore istruzione
1.  L’Istituto  nazionale  per  la  valutazione  del   sistema   di
istruzione e di formazione (INVALSI) mantiene la natura  giuridica  e
le competenze definite dal decreto legislativo 19 novembre  2004,  n.
286, dalla legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  dal  decreto-legge  7
settembre 2007, n. 147, convertito, con modificazione, dalla legge 25
ottobre 2007, n. 176. Gli attuali membri del  Comitato  di  indirizzo
restano in carica  per  tutta  la  durata  del  mandato  inizialmente
2.  Nell’ambito  della  costruzione  del   Sistema   nazionale   di
valutazione l’INVALSI ha pertanto i seguenti compiti:
a) lo studio  e  la  predisposizione  di  strumenti  e  modalita’
oggettive   di   valutazione   degli   apprendimenti   e   la    cura
dell’elaborazione e della diffusione dei risultati della valutazione;
b)  la  promozione  di  periodiche  rilevazioni  nazionali  sugli
apprendimenti che interessano le istituzioni scolastiche e istruzione
e formazione professionale, il supporto e l’assistenza  tecnica  alle
istituzioni scolastiche e  formative  anche  attraverso  la  messa  a
disposizione  di   prove   oggettive   per   la   valutazione   degli
apprendimenti  finalizzate  anche  alla  realizzazione  di   autonome
iniziative di valutazione e autovalutazione;
c) lo studio di modelli e metodologie per  la  valutazione  delle
istituzioni scolastiche e di istruzione e formazione professionale  e
dei fattori che influenzano gli apprendimenti;
d) la predisposizione di prove  a  carattere  nazionale  per  gli
esami di Stato, nell’ambito della normativa vigente;
e) lo svolgimento di attivita’ di  ricerca  e  la  collaborazione
alle attivita’ di valutazione  del  sistema  scolastico  al  fine  di
realizzare  iniziative  di  valorizzazione  del   merito   anche   in
collaborazione con il sistema universitario;
f) lo svolgimento di  attivita’  di  ricerca,  nell’ambito  delle
proprie finalita’ istituzionali, sia su  propria  iniziativa  che  su
mandato  di  enti  pubblici  e  privati,   assicurando   inoltre   la
partecipazione  italiana   a   progetti   internazionali   in   campo
g) lo svolgimento di attivita’ di supporto e  assistenza  tecnica
alle regioni  e  agli  enti  territoriali  per  la  realizzazione  di
autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione;
h) lo  svolgimento  di  attivita’  di  formazione  del  personale
docente e dirigente  della  scuola  sui  temi  della  valutazione  in
collaborazione con l’ANSAS.
– Per il decreto legislativo 19 novembre 2004, n.  286,
la legge 27 dicembre 2006, n. 296,  e  il  decreto-legge  7
settembre 2007,  n.  147,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176, si vedano le note alle
Capo III   Disposizioni finali, abrogazioni  e
disapplicazioni di norme
Disposizioni finali, abrogazioni
e disapplicazioni di norme
1. Con l’entrata in vigore del presente decreto  sono  abrogate  le
disposizioni dei vigenti ordinamenti di  ciascun  ente  incompatibili
con i principi e le disposizioni del  presente  decreto  legislativo,
nonche’ in particolare le seguenti disposizioni:
a) l’articolo 6, comma 2, primo periodo, del decreto  legislativo
5 giugno 1998, n. 204;
b) l’articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 4 giugno 2003,
n. 127;
c) l’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 4 giugno 2003,
d) l’articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 4 giugno 2003,
e) l’articolo 19, comma 2, del  decreto  legislativo  21  gennaio
2004, n. 38;
f) l’articolo 3, comma 1, del  decreto  legislativo  19  novembre
2004, n. 286.
2. Gli organi degli enti in carica o scaduti alla data  di  entrata
in vigore del presente decreto legislativo rimangono in  carica  fino
alla  data  di  entrata  in  vigore  dei  nuovi  statuti  o  fino  al
completamento delle procedure di nomina che devono completarsi  entro
il termine di mesi due dalla data di  entrata  in  vigore  dei  nuovi
3. Rimane salvo quanto disposto  all’articolo  1,  comma  5,  della
legge 27 settembre 2007, n. 165.
Dato a Roma, addi’ 31 dicembre 2009
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  6,  del   decreto
legislativo 5 giugno 1998,  n.  204,  come  modificato  dal
«Art. 6. (Ambito di applicazione e norme sugli enti  di
ricerca). – 1. Fatto salvo quanto  previsto  da  successivi
decreti emanati in conformita’ ai criteri direttivi di  cui
all’art. 18, comma 1, lettera  b),  della  legge  15  marzo
1997, n. 59 , o da specifiche  disposizioni  di  legge,  ai
sensi del presente decreto per enti di ricerca si intendono
gli enti e le istituzioni pubbliche nazionali di ricerca di
cui all’art. 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri  30  dicembre  1993,  n.  593   ,   e   successive
modificazioni  e  integrazioni.  Le  norme   del   presente
decreto, ove non diversamente disposto, si applicano  anche
agli  osservatori  astronomici,  astrofisici  e  vesuviano,
all’Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica sulla
montagna, all’Agenzia spaziale italiana  (ASI)  e  all’Ente
nazionale per le energie alternative (ENEA)  e  alle  altre
istituzioni di ricerca di cui le pubbliche  amministrazioni
finanziano il funzionamento ordinario.  Sono  fatte  salve,
per quanto non altrimenti disposto dal presente decreto, le
competenze delle amministrazioni dello Stato nei  confronti
degli enti di cui al presente comma.
2. I presidenti degli enti di  cui  al  presente  comma
possono restare in carica per non piu’ di due  mandati.  Il
periodo svolto in qualita’ di commissario straordinario  e’
comunque  computato  come  un  mandato   presidenziale.   I
presidenti degli enti di cui al presente comma,  in  carica
alla data di entrata in vigore del presente decreto, la cui
permanenza nella stessa eccede i predetti  limiti,  possono
terminare il mandato in corso.
3. Nei casi per i quali la legislazione vigente prevede
l’approvazione da parte del CIPE di piani o programmi degli
enti  di  cui  al  comma  1,  la  relativa  competenza   e’
trasferita alle amministrazioni dello Stato di riferimento,
vigilanti o finanziatrici, fatte salve eventuali  eccezioni
determinate in sede di regolamento di cui all’art. 1, comma
2, del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n.  430  .  Per
l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e per il sistema
statistico nazionale  restano  ferme  le  disposizioni  del
5. Per le finalita’ di cui all’art. 4, comma 1, lettera
r),  del  decreto  25  novembre  1997  del  Ministro  delle
comunicazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  n.  283
del 4 dicembre 1997 , e di cui all’art. 3,  comma  10,  del
decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre  1997,
n. 318 , i relativi obblighi di contribuzione sono  assolti
nei limiti e con le modalita’ previste dall’art. 26,  terzo
comma,  della  convenzione  approvata   con   decreto   del
Presidente della Repubblica 13  agosto  1984,  n.  523.  Il
economica,  e’  autorizzato  ad  apportare  le   occorrenti
–  Si  riporta  il  testo  dell’art.  20  del   decreto
legislativo 4 giugno 2003, n. 127 (Riordino  del  Consiglio
nazionale della  ricerca  (C.N.R.)),  come  modificato  dal
«Art. 20. (Personale). – 1. Il rapporto di lavoro dei
dipendenti  del  C.N.R.  e’   regolato   ai   sensi   delle
disposizioni di cui al decreto legislativo 30  marzo  2001,
n. 165, agli articoli 14 e 15 della legge 24  giugno  1997,
n. 196, al decreto legislativo 27 luglio 1999,  n.  297,  e
all’art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
Alle  selezioni  pubbliche  per   le   assunzioni   possono
partecipare, se in possesso dei requisiti richiesti,  anche
3.   Ferme   restando   le   disposizioni   vigenti   e
contrattuali per le assunzioni a  tempo  determinato  negli
enti  di  ricerca,  il   C.N.R.,   sentito   il   consiglio
scientifico, nell’ambito del 10 per cento dell’organico dei
ricercatori e tecnologi, nei limiti delle disponibilita’ di
bilancio, puo’ inoltre assumere con chiamata  diretta,  con
contratto a tempo determinato  per  specifici  progetti  di
ricerca, per  la  durata  del  progetto  e,  comunque,  non
superiore a cinque anni, ricercatori o tecnologi italiani o
stranieri,  con  documentata  produzione   scientifica   di
eccellenza, o documentata attivita’ di ricerca in  enti  di
ricerca o imprese  private  o  in  atenei  stranieri  o  in
istituzioni  di  ricerca  internazionali;  nelle   predette
ipotesi di chiamata diretta  il  trattamento  economico  e’
rapportato  a  quello  previsto  dal  contratto  collettivo
nazionale di comparto per le medesime qualifiche,  con  una
eventuale  integrazione  in  considerazione  della   natura
temporanea del rapporto.
4. Il C.N.R, con proprio regolamento sul  personale  ai
sensi del presente articolo,  disciplina  le  procedure  di
assunzione ai  diversi  livelli  e  profili  del  personale
ricercatore e tecnologo, valorizzando  prioritariamente  le
esperienze di ricerca effettuate all’estero  ovvero  presso
universita’ o imprese nel rispetto dei seguenti principi:
a) il rapporto di lavoro a tempo  indeterminato  come
ricercatore  o  tecnologo  dell’ente  si  instaura,  per  i
livelli di ricercatore,  primo  ricercatore,  dirigente  di
ricerca, tecnologo, primo tecnologo e dirigente  tecnologo,
previo  l’espletamento  di  concorsi  pubblici   per   aree
scientifiche  o  settori  tecnologici,  idonei  a  valutare
competenze   e   attitudini    finalizzate    all’attivita’
richiesta, mediante il  ricorso  a  specifiche  commissioni
giudicatrici  costituite  in  maggioranza   da   componenti
esterni all’ente e presiedute da  dirigenti  di  ricerca  o
tecnologi dell’ente o dipendenti da un  ente  del  comparto
ricerca ovvero ancora da professori universitari  ordinari,
con comprovata esperienza internazionale. Per accedere alla
selezione  per  il  livello  iniziale  occorre  essere   in
possesso  del  titolo  di  dottore  di  ricerca   attinente
all’attivita’ richiesta dal bando ovvero aver svolto per un
triennio  attivita’  di  ricerca   presso   universita’   o
qualificati enti, organismi o centri di ricerca pubblici  o
privati ovvero nell’ambito dei contratti di cui al comma 3,
ovvero di assegni di ricerca  banditi  dall’ente  ai  sensi
dell’art. 51, comma 6, della legge  27  dicembre  1997,  n.
449, con valutazione finale delle attivita’;
b)  la  periodicita’  dei  concorsi  e’   determinata
secondo le cadenze indicate nel piano triennale.»
legislativo 4 giugno 2003, n.  128  (Riordino  dell’Agenzia
spaziale italiana (A.S.I.), come  modificato  dal  presente
«Art. 19. (Personale). – 1. Il rapporto di  lavoro  dei
dipendenti  dell’A.S.I.  e’   regolato   ai   sensi   delle
n. 165, all’art. 15 della legge 24 giugno 1997, n. 196,  al
decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, e all’art.  51,
comma 6,  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449.  Alle
selezioni pubbliche per le assunzioni possono  partecipare,
se in possesso dei  requisiti  richiesti,  anche  cittadini
3. L’A.S.I., sentito il consiglio  tecnico-scientifico,
nell’ambito del 10 per cento dell’organico dei ricercatori,
nei limiti delle disponibilita’ di bilancio, puo’  assumere
con chiamata diretta, con contratto a tempo determinato per
specifici progetti di ricerca, per la durata  del  progetto
e, comunque, non oltre cinque anni, ricercatori o tecnologi
italiani   o   stranieri,   con   documentata    produzione
scientifica  di  eccellenza,  o  documentata  attivita’  di
ricerca in enti di ricerca o imprese private  o  in  atenei
stranieri o in istituzioni di ricerca internazionali; nelle
predette  ipotesi  di  chiamata  diretta   il   trattamento
economico e’ rapportato a  quello  previsto  dal  Contratto
collettivo  nazionale   di   comparto   per   le   medesime
qualifiche,   con    una    eventuale    integrazione    in
considerazione della natura temporanea del rapporto.
4. L’A.S.I., con proprio regolamento sul  personale  ai
sensi  dell’articolo  17,  disciplina   le   procedure   di
ricercatore o tecnologo, valorizzando  prioritariamente  le
universita’ o imprese. Con riferimento ai ricercatori e  ai
tecnologi  il  regolamento  e’  emanato  nel  rispetto  dei
ricercatore  dell’ente  si  instaura,  per  i  livelli   di
ricercatore, primo ricercatore, dirigente di ricerca, primo
tecnologo e dirigente tecnologo, previo  l’espletamento  di
concorsi  pubblici  per   aree   scientifiche   o   settori
tecnologici, idonei  a  valutare  competenze  e  attitudini
finalizzate all’attivita’ richiesta, mediante il ricorso  a
specifiche   commissioni   giudicatrici    costituite    in
maggioranza da componenti esterni all’ente e presiedute  da
dirigenti di ricerca o tecnologi dell’ente o dipendenti  da
un ente del comparto ricerca ovvero  ancora  da  professori
universitari   ordinari,    con    comprovata    esperienza
internazionale. Per accedere alla selezione per il  livello
iniziale occorre essere in possesso del titolo  di  dottore
di ricerca  attinente  all’attivita’  richiesta  dal  bando
ovvero aver svolto per un  triennio  attivita’  di  ricerca
presso universita’ o qualificati enti, organismi  o  centri
di ricerca, pubblici  o  privati,  ovvero  nell’ambito  dei
contratti di cui al comma 3, ovvero di assegni  di  ricerca
banditi dall’ente ai sensi dell’art.  51,  comma  6,  della
legge 27 dicembre 1997,  n.  449,  con  valutazione  finale
delle attivita’;
secondo le cadenze indicate nel piano pluriennale;
c) in relazione a singoli  progetti  e  per  l’intera
durata  degli  stessi,  e’   consentita   l’assunzione   di
personale con contratto di lavoro a  tempo  determinato  di
durata non superiore a tre anni, in possesso di documentata
competenza adeguata alle funzioni  da  svolgere,  accertata
sulla base di apposite selezioni con trattamento  economico
rapportato alle corrispondenti professionalita’  dell’ente.
Tali contratti possono essere  rinnovati  una  sola  volta,
previo giudizio positivo sull’attivita’ svolta,  in  deroga
al decreto legislativo 6 settembre 2001,  n.  368,  per  la
specificita’ dell’attivita’ di ricerca da  svolgere  e  per
garantire  la  continuita’  di  esecuzione  ai   fini   del
completamento dei relativi progetti.»
legislativo 4 giugno 2003, n. 138  (Riordino  dell’Istituto
nazionale di astrofisica (I.N.A.F.)), come  modificato  dal
«Art. 19. (Personale).  – 1. Il personale di  ricerca
dell’I.N.A.F. in servizio alla data di  entrata  in  vigore
del presente decreto mantiene l’attuale stato giuridico  ed
economico ed ha la facolta’ di  optare  per  l’applicazione
del contratto  nazionale  degli  enti  di  ricerca  secondo
modalita’ definite dai regolamenti di cui all’articolo 18.
2. Il trattamento giuridico ed economico del  personale
tecnico e amministrativo inquadrato nei ruoli dell’istituto
alla data di entrata in  vigore  del  presente  decreto  e’
disciplinato, come previsto  dall’art.  40,  comma  3,  del
3. Il  reclutamento  ed  il  trattamento  giuridico  ed
economico del  personale  dell’I.N.A.F.  sono  disciplinati
secondo la normativa prevista per gli enti di ricerca.
5.   Ferme   restando   le   disposizioni   vigenti   e
enti   di   ricerca   l’I.N.A.F,   sentito   il   consiglio
ricercatori, nei limiti delle disponibilita’  di  bilancio,
puo’ assumere con chiamata diretta, con contratto  a  tempo
determinato per  specifici  progetti  di  ricerca,  per  la
durata del progetto e, comunque,  non  oltre  cinque  anni,
ricercatori  o  tecnologi   italiani   o   stranieri,   con
documentata  produzione  scientifica   di   eccellenza,   o
documentata attivita’ di  ricerca  in  enti  di  ricerca  o
imprese private o in atenei stranieri o in  istituzioni  di
ricerca internazionali; nelle predette ipotesi di  chiamata
diretta il trattamento economico  e’  rapportato  a  quello
previsto dal contratto collettivo nazionale di comparto per
le medesime qualifiche, con una eventuale  integrazione  in
considerazione della natura temporanea del rapporto.».
legislativo   21   gennaio   2004,   n.   38   (Istituzione
dell’Istituto nazionale di ricerca metrologica  (I.N.RI.M.)
a norma dell’articolo 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137),
«Art. 19. (Personale).  – 1. Il rapporto di lavoro  dei
dipendenti  dell’I.N.RI.M.  e’  regolato  ai  sensi   delle
enti  di   ricerca   l’I.N.RI.M.   sentito   il   consiglio
bilancio e della consistenza dell’apposito fondo dell’ente,
puo’ inoltre assumere con chiamata diretta, con contratto a
tempo determinato per specifici progetti di ricerca, per la
durata del progetto e, comunque,  non  superiore  a  cinque
anni, ricercatori o tecnologi  italiani  o  stranieri,  con
4. L’I.N.RI.M., con proprio regolamento  sul  personale
ai  sensi  dell’art.  17,  disciplina   le   procedure   di
ricerca, tecnologo, primo tecnologo e  dirigente  tecnologo
legislativo 19  novembre  2004,  n.  286  (Istituzione  del
Servizio nazionale di valutazione del sistema educativo  di
istruzione e di formazione, nonche’  riordino  dell’omonimo
istituto, a norma degli articoli 1 e 3 della legge 28 marzo
2003, n. 53), come modificato dal presente decreto:
Art.  3.  Compiti  dell’Istituto  nazionale  per   la
2. Gli esiti delle attivita’ svolte ai sensi del  comma
1 sono oggetto di apposite relazioni al  Ministro,  che  ne
da’ comunicazione alla Conferenza unificata di cui all’art.
8 del decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281.  Le
relazioni riferiscono sui  risultati  e  possono  segnalare
indicatori ritenuti utili al miglioramento  della  qualita’
complessiva del Sistema.  Relativamente  al  sistema  della
formazione  professionale  tali  indicatori  sono  definiti
previa intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e sentita la Conferenza unificata di cui all’art. 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Agli  esiti
di  verifica  il  Ministero,  nel  rispetto  della  vigente
normativa sulla protezione  dei  dati  personali,  assicura
idonee forme di pubblicita’ e conoscenza.
3. Il Ministro relaziona  al  Parlamento,  con  cadenza
triennale, sugli esiti della valutazione.
4.  L’Istituto   pubblica   ogni   anno   un   rapporto
sull’attivita’ svolta.»
– Per il testo dell’art. 1, comma  5,  della  legge  27
settembre 2007, n. 165 si veda la nota all’art. 3.
DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2009, n. 213 – Riordino degli enti di ricerca in attuazione dell’articolo 1 della legge 27 settembre 2007, n. 165. (10G0013) (GU n. 25 del 1-2-2010 redazione redazione 2015-05-19T03:58:30+00:00