Source: http://docplayer.it/12238191-Cittadini-non-comunitari-presenza-nuovi-ingressi-e-acquisizioni-di-cittadinanza.html
Timestamp: 2018-09-26 10:04:31+00:00
Document Index: 44476251

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.9', 'art.5', 'art 14', 'art.12', 'art.14', 'art.4']

CITTADINI NON COMUNITARI: PRESENZA, NUOVI INGRESSI E ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA - PDF
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1 22 ottobre 2015 CITTADINI NON COMUNITARI: PRESENZA, NUOVI INGRESSI E ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA Anni Al 1 gennaio 2015, in base ai dati forniti dal Ministero dell Interno, sono regolarmente presenti in Italia cittadini non comunitari. Tra il 2014 e il 2015 il numero di cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti è aumentato di circa 55mila unità (+1,4%). I paesi più rappresentati sono: Marocco ( ), Albania ( ), Cina ( ), Ucraina ( ) e Filippine ( ). I minori stranieri rappresentano il 24% dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti. Si tratta quindi di una popolazione relativamente giovane considerando che la quota di minori italiani e non, su tutta la popolazione residente al 1 gennaio 2015 è pari al 16,6%. La quota di soggiornanti di lungo periodo continua a crescere: passa da nel 2014 (il 56,3% sul totale) a nel 2015 (57,2%). Si registra una lieve flessione del numero di nuovi permessi di soggiorno concessi: durante il 2014 ne sono stati rilasciati , circa il 3% in meno rispetto al In calo gli ingressi delle donne (-14%) mentre, al contrario, sono in aumento quelli degli uomini (+7,5%). La riduzione dei nuovi permessi interessa in particolare alcune regioni del Nord: Emilia Romagna (-3.669), Veneto (-3574) e Lombardia (-2.444). Aumenti consistenti si rilevano invece in Campania (+3.120, 19%) e in Sicilia (+3.483, 28%). Nel 2014 si registra, in particolare, una forte contrazione degli ingressi per motivi di lavoro, sia in termini assoluti ( ), sia in termini relativi. Se nel 2013 rappresentavano più del 33%, nel 2014 sono scesi al 23%. Tra il 2013 e il 2014 diminuiscono in termini assoluti i nuovi ingressi per famiglia ( unità), anche se il loro peso relativo si mantiene intorno al 41%. A raddoppiare in termini assoluti sono invece i permessi per asilo e protezione umanitaria: nel 2014 da sono passati a In termini relativi arrivano a rappresentare il 19,3% dei nuovi ingressi, dal 7,5% del I principali paesi di cittadinanza delle persone in cerca di asilo e protezione internazionale sono: Mali, Nigeria e Gambia, che nel 2014 appresentano il 42% dei flussi complessivi. Negli ultimi quattro anni è rapidamente cresciuto il numero di cittadini non comunitari che diventano italiani: sono passati da meno di 50mila nel 2011 a oltre 120mila nel 2014 (+143%); rispetto al 2013 la crescita è stata pari a +28,7%. Le acquisizioni di cittadinanza riguardano principalmente i marocchini ( nel 2014) e gli albanesi (21.148). Insieme arrivano a coprire oltre il 40% delle acquisizioni registrate nell ultimo anno. Cresce enormemente anche il numero di chi acquisisce la cittadinanza per trasmissione dai genitori o perché, nato in Italia, al compimento del diciottesimo anno di età sceglie la cittadinanza italiana: da circa 10mila nel 2011 a quasi 48mila nel Gli under20 rappresentano il 40% di coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel FIGURA 1. INGRESSI DI CITTADINI NON COMUNITARI NEL 2013 E NEL 2014 PER MOTIVO (a). Valori assoluti Lavoro Famiglia Altro Totale (a) In altro sono comprese le seguenti motivazioni: studio, asilo, richiesta asilo, motivi umanitari, altri motivi (cfr. glossario)
2 Cittadini non comunitari: una presenza stabile Al 1 gennaio 2015 sono regolarmente presenti in Italia cittadini non comunitari. Resta invariata la graduatoria dei principali paesi di origine: Marocco ( ), Albania ( ), Cina ( ), Ucraina ( ) e Filippine ( ). Tra il 2014 e il 2015 si è verificato un incremento di circa di 55mila unità (+1,4%), uno dei più bassi degli ultimi dieci anni. In alcune province, specialmente del Centro-nord, si registra una invece una variazione in negativo (figura 2). Il decremento può essere in parte ricondotto alle acquisizioni di cittadinanza che hanno interessato le due prime collettività: nel 2014 sono stati infatti più di 29mila i cittadini marocchini e oltre 21mila quelli albanesi che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Tra le prime dieci collettività si registra anche una diminuzione delle presenze di tunisini e moldavi. A registrare gli incrementi assoluti più elevati sono i cittadini del Bangladesh e quelli cinesi: circa 11mila presenze in più per entrambi. La crescita delle presenze dal Bangladesh è particolarmente rilevante anche in termini relativi (+9%). PROSPETTO 1. CITTADINI NON COMUNITARI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI, INDICATORI PER CITTADINANZE SELEZIONATE. 1 gennaio 2014 e 1 gennaio 2015, valori assoluti e percentuali Soggiornanti PAESI DI CITTADINANZA Totale Donne Minori di lungo valori % valori % periodo 1^ regione valori % 2015 Marocco ,6 31,0 66,0 Lombardia (23,7%) Albania ,1 27,7 69,9 Lombardia (21,0%) Cina ,1 25,8 42,4 Lombardia (21,7%) Ucraina ,8 8,8 58,5 Lombardia (21,8%) Filippine ,4 21,7 52,3 Lombardia (33,9%) India ,2 24,2 51,6 Lombardia (33,8%) Moldova ,0 17,8 55,3 Veneto (27,1%) Egitto ,0 33,0 56,7 Lombardia (67,7%) Bangladesh ,1 22,5 50,9 Lazio (28,6%) Tunisia ,9 30,9 69,6 Emilia-Romagna (22,5%) Altri paesi ,9 21,9 54,0 Lombardia (27,4%) Totale ,9 24,0 57,2 Lombardia (26,3,%) 2014 Marocco ,1 30,3 65,3 Lombardia (24,1%) Albania ,8 27,1 68,9 Lombardia (21,0%) Cina ,9 26,0 40,4 Lombardia (21,5%) Ucraina ,9 8,9 53,6 Lombardia (21,4%) Filippine ,5 21,5 50,9 Lombardia (34,1%) India ,7 23,9 51,1 Lombardia (35,1%) Moldova ,1 17,4 47,5 Veneto (27,4%) Egitto ,5 31,7 57,0 Lombardia (67,8%) Bangladesh ,4 22,9 52,2 Lazio (27,2%) Tunisia ,5 30,4 68,4 Emilia-Romagna (22,9%) Altri paesi ,9 22,1 53,8 Lombardia (28,0%) Totale ,2 23,9 56,3 Lombardia (26,5%) Durante l ultimo anno, il particolare andamento dei fenomeni migratori (ben visibile dall analisi dei flussi in ingresso) ha portato inoltre a una rilevante crescita di collettività non particolarmente rappresentate come, ad esempio, la Nigeria (+13%), il Senegal (+6%) e il Mali (+107%). Le donne rappresentano il 48,9% delle presenze. Come è noto, la componente femminile è molto variabile a seconda delle collettività considerate: prevalente per Ucraina (79,8%) e Moldova (67,0%), in netta minoranza per Bangladesh (28,1%) ed Egitto (30,0%) (Prospetto 1). 2
3 La quota di minori non comunitari presenti in Italia, pari al 24,0%, è sostanzialmente stabile. Alla stregua della distribuzione di genere, anche in quella per età le differenze tra le cittadinanze sono notevoli. I minori superano il 30% del totale per le collettività del Nord-Africa, mentre rappresentano meno del 9% per quella degli ucraini. Il numero dei soggiornanti di lungo periodo, di persone cioè con un permesso a tempo indeterminato, è in crescita costante. Nel 2014 erano (il 56.3%), nel 2015 sono , il 57,2% della presenza regolare. Tra i primi dieci paesi di origine, le quote sono particolarmente rilevanti per Albania, Tunisia e Marocco. Quest anno si registra il sorpasso dell Egitto (56,7%) da parte dell Ucraina, che raggiunge il 58,5% di lungo-soggiornanti sul totale con una crescita in un solo anno di 5 punti percentuali. Anche la Moldova sembra in fase di rapido recupero, con un aumento dal 47,5% al 55,3% in un anno. Più lenta invece la crescita dei soggiornanti di lungo periodo cinesi, che nell ultimo anno sono aumentati soltanto del 2%, restando comunque al di sotto del 43% 1. FIGURA 2. CITTADINI NON COMUNITARI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI E VARIAZIONE PERCENTUALE (a). 1 gennaio 2015, valori assoluti e percentuali. (a) Si fa riferimento alla provincia di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno. Il Centro-Nord si conferma area privilegiata di presenza: quasi il 36,5% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti ha un permesso rilasciato/rinnovato nel Nord-ovest, il 27,3% nel Nord-est e il 23,7% al Centro (Figura 2); il 12,6% ha un permesso rilasciato/rinnovato nel Mezzogiorno. La regione dove la presenza di stranieri non comunitari è più forte è la Lombardia (26,3%), seguita da Emilia-Romagna (12%) e Veneto (11,2%). Tuttavia, le diverse nazionalità si caratterizzano per una differente distribuzione sul territorio: per i moldavi, ad esempio, la regione con il maggior numero di presenze è il Veneto, per i tunisini è l Emilia-Romagna, mentre per i cittadini del Bangladesh è il Lazio. 1 Si sottolinea che, trattandosi di permessi con una durata a tempo indeterminato, può essere meno immediata, rispetto ai permessi con scadenza, l individuazione delle eventuali persone che hanno lasciato il nostro Paese. 3
4 Nelle province di Milano (12%) e Roma (8,9%) vive un quinto degli stranieri non comunitari presenti in Italia, ma accanto alle grandi città si collocano anche centri di minore ampiezza demografica: oltre Brescia anche Torino, Bergamo e Firenze. a livello nazionale, l incidenza dei soggiornanti non comunitari sul totale della popolazione residente è pari al 6,5% (Figura 2) e tocca il suo massimo in Emilia-Romagna (10,6%) e Lombardia (10,3%). Per 13 province, tutte nell area del Centro-Nord, il rapporto si colloca oltre il 10%. Quelle per le quali si registra l incidenza più elevata sono Prato, Reggio nell Emilia, Modena, Brescia, Mantova, Parma, Piacenza e Milano, per le quali il rapporto va dall 11% al 22,5%. Le regioni che presentano le incidenze più elevate di soggiornanti di lungo periodo sul totale degli stranieri non comunitari regolari sono, nell ordine, il Trentino-Alto Adige, il Veneto e le Marche, tutte con quote superiori al 60% (media nazionale del 57,2%). L incidenza risulta più elevata nelle province di dimensione medio-piccola, come Bolzano, Brescia, Pistoia, Belluno, Vicenza, Siena e Biella (Figura 2). Diminuiscono ancora i flussi migratori in ingresso Per lungo tempo le migrazioni verso l Italia sono state motivate soprattutto dalla ricerca di lavoro e dai ricongiungimenti familiari seguiti alla stabilizzazione degli immigrati sul territorio. A partire dal 2011 i flussi in ingresso sono rallentati, anche per la minore incidenza dei procedimenti di regolarizzazione, causa dei numerosi ingressi nello scorso decennio. Nel 2014 continuano a diminuire gli ingressi ed emergono nuove interessanti tendenze dei fenomeni migratori verso l Italia. Nel corso dell anno sono stati rilasciati nuovi permessi, il 2,9% in meno rispetto ai nel La diminuzione è da ricondurre essenzialmente alla decrescita dei flussi in ingresso di donne (-14%), al contrario, per gli uomini si registra un aumento di entrate rispetto all anno precedente (+7,5%). Nel 2014 le donne sono poco più del 42% dei nuovi flussi. Il peso relativo delle migrazioni femminili resta elevato per gli ingressi dovuti a motivi familiari: quasi il 60%, mentre si attesta intorno al 14,5% per i motivi di lavoro. Nuove tendenze si affermano anche tra i motivi dei nuovi ingressi. Nel 2014 forte è la contrazione dei nuovi permessi dovuti a motivi di lavoro - sia in termini assoluti ( ) sia in termini relativi - che scendono da oltre il 33% del 2013 al 23% del 2014; in calo anche i flussi per ricongiungimento familiare (-3.844). La crescita dei permessi per asilo e protezione umanitaria rappresenta la vera novità. In termini assoluti ( ingressi) sono più che raddoppiati, e in termini relativi arrivano al 19,3% dei nuovi ingressi; nel 2013 l incidenza sul totale dei nuovi permessi era del 7,5%. Cambia, di conseguenza, in maniera notevole la graduatoria delle prime dieci cittadinanze per numero di ingressi tra il 2013 e il 2014 (Prospetto 2). Se le prime tre cittadinanze risultano stabili (Marocco ingressi, Cina , Albania ), dopo la terza posizione troviamo numerosi cambiamenti. L Ucraina da quinta collettività diventa decima, con una diminuzione del 28,6%. Il Bangladesh sale dal sesto al quarto posto, con un aumento degli ingressi di circa il 7%. Il Pakistan registra un incremento relativo ancora più elevato (32,4%), dal nono al quinto posto. Dopo le prime tre cittadinanze si colloca quindi il blocco del subcontinente indiano che alimenta in maniera crescente - e ormai con continuità da diversi anni - i flussi in ingresso nel nostro Paese: nel 2014 il 17% dei nuovi ingressi proviene da Bangladesh, Pakistan e India. Retrocede l Egitto ed esce dalla graduatoria il Senegal, mentre entra al settimo posto la Nigeria con oltre 11mila ingressi (nella maggior parte dei casi per motivi legati all asilo e alla protezione internazionale), con un aumento di flussi del 65% dal 2013 al 2014 (oltre ingressi in più rispetto all anno precedente). 4
5 PROSPETTO 2. CITTADINI NON COMUNITARI ENTRATI IN ITALIA NEL 2013 E NEL 2014, PRIME DIECI CITTADINANZE E MOTIVO DEL PERMESSO. Anni 2013 e 2014, valori assoluti e percentuali. Motivo del permesso PAESI DI CITTADINANZA Totale Asilo/ Lavoro Famiglia Studio Altri motivi Umanitari 2014 Marocco ,6 66,5 0,6 1,1 4,2 Cinese, Repubblica Popolare ,6 43,6 29,5 0,5 2,8 Albania ,2 61,3 2,7 1,0 20,9 Bangladesh ,9 30,1 0,8 19,3 4,8 Pakistan ,5 25,9 1,6 40,1 0,9 India ,1 45,5 6,5 0,6 4,2 Nigeria ,4 13,1 2,0 63,5 9,9 Stati Uniti d'america ,7 34,4 31,0 0,0 6,9 Egitto ,3 43,6 3,1 7,6 9,4 Ucraina ,7 39,2 2,6 11,2 8,2 Altri Paesi ,0 38,8 12,2 26,8 7,1 Totale ,0 40,8 9,9 19,3 7, Marocco ,6 58,7 0,5 0,6 3,6 Cinese, Repubblica Popolare ,1 45,1 23,2 0,1 2,6 Albania ,4 56,8 2,9 1,1 18,8 India ,5 38,2 5,1 0,2 4,1 Ucraina ,9 30,8 2,1 0,4 5,9 Bangladesh ,2 24,1 1,1 3,6 9,0 Stati Uniti d'america ,2 21,8 44,1 0,0 7,9 Egitto ,4 42,5 3,9 3,5 5,8 Pakistan ,9 32,8 2,5 22,1 1,6 Senegal ,6 37,4 0,6 6,9 6,6 Altri Paesi ,7 41,0 13,6 13,7 9,1 Totale ,1 41,2 10,7 7,5 7,6 Nel 2014 per tutte le prime 10 collettività (per numero di ingressi) i permessi concessi per lavoro restano sotto il 45%. Tra le 10 collettività considerate, solo per il Bangladesh il lavoro è la motivazione prevalente. I ricongiungimenti familiari sono la motivazione principale di ingresso per 7 delle prime 10 collettività, l incidenza è particolarmente elevata per Marocco (oltre il 65%) e Albania (oltre il 61%). Nel 2014 per la prima volta i motivi di famiglia sono, anche se di poco, la motivazione prevalente di ingresso anche per i cittadini ucraini; per gli Stati Uniti restano la famiglia e lo studio. Per Pakistan e Nigeria prevalgono, invece, i motivi legati alla richiesta di asilo politico. Dal punto di vista del territorio di destinazione, in termini assoluti la riduzione dei nuovi flussi riguarda soprattutto l Emilia-Romagna (-3.669, -14%), il Veneto (-3.574, -15%) e la Lombardia ( , -4%). Aumenti consistenti si rilevano in Campania (+3.120, +19%) e Sicilia (+3.483, +28%). 5
6 FIGURA 5. CITTADINI NON COMUNITARI ENTRATI IN ITALIA NEL 2014 E CITTADINI NON COMUNITARI ENTRATI PER ASILO POLITICO E MOTIVI UMANITARI (4a). Anno 2014, valori assoluti (a) Si fa riferimento alla provincia di rilascio del permesso di soggiorno. Emergenza asilo Il 2014 è l anno in cui, a fianco alla sedimentazione dei fenomeni migratori, si mette in luce anche l emergenza migrazioni. Da una parte, infatti, si assiste a un consolidamento dell integrazione degli stranieri che vivono ormai da anni nel nostro Paese e che, in molti casi, ci sono addirittura nati. Dall altra, l Italia continua a essere interessata da ondate migratorie, non facilmente prevedibili, legate alla ricerca di asilo e protezione da parte di stranieri in fuga da conflitti e persecuzioni. Si tratta, naturalmente, di due aspetti la cui coesistenza è pressoché inevitabile in una fase matura dei fenomeni migratori in un Paese di frontiera rispetto ad aree caratterizzate da instabilità politica. Dal 2013 al 2014 le persone in cerca di asilo politico e protezione umanitaria 2 in Italia sono più che raddoppiate: nel 2014 sono quasi e rappresentano più del 19% dei nuovi ingressi. I flussi in ingresso per motivi umanitari hanno caratteristiche molto peculiari rispetto alle migrazioni per motivi di lavoro e per ricongiungimento familiare. La composizione di genere dei richiedenti asilo è particolarmente squilibrata: in quasi il 91% dei casi si tratta di uomini. La bassissima quota di donne accomuna le prime dieci cittadinanze per numero di arrivi. I flussi con la quota femminile più alta sono quelli provenienti dall Eritrea, dalla Somalia e dalla Nigeria, rimanendo comunque inferiore al 22%. I minori, poco più di 2mila, rappresentano il 4% dei flussi in ingresso per queste motivazioni. Anche in questo caso il peso relativo di bambini e ragazzi sul totale degli ingressi varia molto a seconda delle collettività considerate: è massimo per l Egitto (oltre il 16%) e minimo per Pakistan e Afghanistan, sotto l 1%. 2 I dati che si riportano sono quelli relativi ai permessi di soggiorno concessi per asilo, richiesta asilo e motivi umanitari. Diversi sono i dati delle richieste di asilo presentate alla Commissione. Il rilascio del permesso non segue in maniera immediata la presentazione della richiesta. 6
7 Al vertice della graduatoria delle cittadinanze i paesi dell Africa subsahariana: Mali, Nigeria e Gambia, che da soli coprono il 42% dei flussi in ingresso per ricerca di asilo e protezione internazionale. L aumento riscontrato tra il 2013 e il 2014 ha interessato in maniera più evidente gli ingressi di alcune collettività, con flussi in entrata quadruplicati: Gambia, Senegal, Bangladesh e Mali, mentre risultano in decrescita solo i flussi dall Eritrea. Per molte cittadinanze gli ingressi per motivi legati all asilo sono prioritari rispetto alle migrazioni per lavoro o ricongiungimento familiare. In particolare per Mali, Gambia, Somalia e Afghanistan gli ingressi per asilo hanno un peso superiore al 90% sul totale dei flussi in ingresso; per ed Eritrea il peso supera l 85%. PROSPETTO 3. CITTADINI NON COMUNITARI ENTRATI IN ITALIA PER ASILO POLITICO E MOTIVI UMANITARI NEL 2014, INDICATORI PRIME DIECI CITTADINANZE. Anno 2014, valori assoluti e percentuali. PAESI DI CITTADINANZA Valori assoluti Composizione percentuale Quota di maschi Variazione % rispetto al 2013 Mali ,8 99,6 446,9 Nigeria ,8 81,0 173,7 Gambia ,2 99,7 736,7 Pakistan ,5 98,9 140,1 Senegal ,8 98,6 556,9 Bangladesh ,0 99,4 475,0 Afghanistan ,4 99,2 45,8 Somalia ,7 80,7 3,1 Ghana ,2 97,6 137,5 Eritrea ,4 78,8-18,4 Altri Paesi ,2 78,5 60,7 Totale ,0 91,4 150,0 Anche la geografia interna di questi flussi è molto diversa rispetto a quella generale degli ingressi in Italia. Il Nord-ovest accoglie il 16,4% dei richiedenti asilo e il Nord-est il 14,4%; il 20,5% dei nuovi permessi per asilo sono stati rilasciati nel Centro Italia. È quindi il Mezzogiorno che ospita la maggior parte di questo tipo di ingressi; la regione maggiormente interessata è la Sicilia con quasi 10mila permessi (il 20% degli ingressi per asilo registrati in Italia); segue il Lazio con la metà dei nuovi rilasci (4.975). Le province più interessate sono nell ordine: Roma (3.931), Catania (2.877), Milano (2.149), Bari (1.919), Crotone (1.641), Trapani (1.627), Caltanissetta (1.499) e Agrigento (1.481). Pertanto, nonostante l istituzione di un sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati distribuito su tutto il territorio nazionale al fine di garantire interventi di "accoglienza integrata", la Sicilia resta la regione che maggiormente si fa carico di questo tipo di migranti al momento dell ingresso e del primo soggiorno, anche se gli aumenti più rilevanti di persone accolte per motivi umanitari tra il 2013 e il 2014 si sono registrati al Nord (nel Nord-ovest il flusso in ingresso è triplicato; nel Nordest più che duplicato). 7
8 Sempre più (giovani) nuovi cittadini Negli ultimi quattro anni è rapidamente cresciuto il numero di cittadini non comunitari che ogni anno diventano italiani: passati da meno di 50mila nel 2011 a oltre 120mila nel 2014 (+143%) 3. In particolare nell ultimo anno ha acquisito la cittadinanza italiana il 3,1% del totale dei cittadini non comunitari al 1 gennaio 2014; considerando soltanto i minori tale quota sale al 4,5%. In questo periodo non solo sono aumentate le acquisizioni ma è anche cambiato notevolmente il profilo dei richiedenti e la tipologia di accesso alla cittadinanza italiana. Se fino al 2008 i dati del Ministero dell Interno davano come più numerose le acquisizioni per matrimonio rispetto a quelle per residenza, ormai queste ultime registrano stabilmente un numero maggiore di concessioni. La vera novità degli ultimi anni è rappresentata, invece, dal crescente numero di giovani immigrati e ragazzi di seconda generazione che diventano italiani. Aumentano in maniera costante e molto sostenuta, da circa 10mila nel 2011 a quasi 48mila nel 2014, coloro che acquisiscono la cittadinanza per trasmissione dai genitori e coloro che, nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno, scelgono la cittadinanza italiana (Figura 7). FIGURA 7. ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA DI CITTADINI NON COMUNITARI, PER MOTIVO. Anni 2011, 2012, 2013, 2014 valori assoluti Residenza Matrimonio Trasmissione/ elezione Naturalmente questo fenomeno ha riflessi importanti nella struttura per età di coloro che acquisiscono la cittadinanza italiana: in quasi la metà dei casi i neo-italiani hanno meno di 30 anni. Si tratta quindi di un numero non trascurabile di giovani neo-italiani che ogni anno ormai dalla cittadinanza straniera transitano in quella italiana; in molti casi il passaggio avviene senza che gli interessati abbiano mai vissuto l esperienza migratoria. Dal punto di vista territoriale le acquisizioni di cittadinanza interessano soprattutto le province del Nord-ovest e del Nord-est, mentre il loro numero risulta molto più contenuto nel Mezzogiorno. Le province con il maggior numero di acquisizioni sono Milano, Brescia, Roma, Vicenza, Torino e Treviso. Al Sud e nelle Isole hanno inoltre un peso relativo più consistente le acquisizioni di cittadinanza per matrimonio (Figura 8). Dal punto di vista relativo, tuttavia, anche alcune province del Mezzogiorno fanno registrare, con una popolazione straniera residente non particolarmente numerosa, un incidenza non trascurabile di stranieri non comunitari che acquisiscono la cittadinanza italiana. 3 Le acquisizioni di cittadini comunitari nel 2014 sono state e nel Nel testo si fa riferimento alle sole acquisizioni di cittadini non comunitari residenti in Italia. 8
9 Il 52% di coloro che acquisiscono la cittadinanza italiana sono maschi. Le modalità di accesso alla cittadinanza restano differenti tra uomini e donne, anche se nell ultimo anno si registrano cambiamenti interessanti. Per gli uomini la modalità più frequente di accesso alla cittadinanza è la residenza (55% dei casi nel 2014), mentre il matrimonio è una modalità residuale (meno del 5%). PROSPETTO 4. ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA DI CITTADINI NON COMUNITARI, PER SESSO ED ETÀ. Anni 2011, 2012, 2013, 2014 valori assoluti e percentuali. CLASSI DI ETÀ SESSO Fino a e più Totale 2011 Uomini 24,1 8,6 16,8 34,2 13,5 2,8 100,0 Donne 20,3 12,2 30,1 25,1 10,0 2,3 100,0 Totale 22,2 10,5 23,5 29,6 11,7 2,5 100,0 Totale (v.a.=100) Uomini 36,3 7,3 15,9 27,1 11,2 2,1 100,0 Donne 28,2 10,6 29,0 21,7 8,6 2,0 100,0 Totale 32,1 9,0 22,7 24,3 9,9 2,0 100,0 Totale (v.a.=100) Uomini 41,4 6,2 13,3 25,6 11,3 2,2 100,0 Donne 39,4 8,4 23,8 19,0 7,6 1,9 100,0 Totale 40,4 7,3 18,5 22,3 9,5 2,0 100,0 Totale (v.a.=100) Uomini 39,4 8,7 13,3 23,6 12,3 2,7 100,0 Donne 39,8 10,8 20,0 18,7 8,3 2,4 100,0 Totale 39,6 9,7 16,5 21,2 10,4 2,6 100,0 Totale (v.a.=100) Per il genere femminile la modalità principale di accesso alla cittadinanza nel 2014 è stata la trasmissione/elezione dai genitori (40%), come nel Nell ultimo anno però, per la prima volta, anche per le donne l acquisizione della cittadinanza per residenza (35%) è stata prevalente rispetto a quella per matrimonio (25%). Si tratta di una novità rilevante visto che tradizionalmente il matrimonio era sempre stato la modalità più diffusa tra le donne adulte. Nel 2014 si sono registrati, invece, circa 3mila provvedimenti in meno per matrimonio, mentre sono quasi raddoppiate, rispetto al 2013, le acquisizioni di cittadinanza per residenza da parte di donne (+9.500) (Figura 9). Per quanto concerne le cittadinanze di origine, il numero maggiore di acquisizioni riguarda marocchini ( acquisizioni nel 2014) e albanesi (21.148), collettività storicamente stanziate sul nostro territorio e che da sole arrivano a coprire oltre il 40% delle acquisizioni nel corso del Seguono, ma con un numero molto più contenuto di provvedimenti, Bangladesh (5.323) ed India (5.015). Tra i primi dieci paesi spicca l assenza della Cina, la cui collettività è da tempo insediata sul territorio italiano e potrebbe aver maturato un periodo di presenza tale da consentire l accesso alla cittadinanza per residenza. I cinesi, che fanno registrare allo stesso tempo un accesso più contenuto ai permessi di soggiorno di lungo periodo (cfr. sopra), si collocano, con circa provvedimenti, solo al ventesimo posto per numero di nuovi italiani, mostrando poco interesse all acquisizione della cittadinanza (Figura 10). 9
10 FIGURA 8. ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA DI CITTADINI NON COMUNITARI NEL 2014 PER RESIDENTI E VARIAZIONE PERCENTUALE Anno 2014, valori per mille e per cento. FIGURA 9. ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA DI CITTADINI NON COMUNITARI, PER MOTIVO E SESSO. Anni 2013, 2014 valori assoluti Trasmissione/ elezione Matrimonio Residenza 0 Maschi 2013 Maschi 2014 Femmine 2013 Femmine
11 FIGURA 10. ACQUISIZIONI DI CITTADINANZA DI CITTADINI NON COMUNITARI, PRINCIPALI CITTADINANZE. Anni 2013, 2014 valori assoluti
12 Glossario Acquisizione di cittadinanza: Acquisizione per residenza (art.9 legge 91 del 1992): L immigrato adulto può poi acquistare la cittadinanza se risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio. Il termine è di soli cinque anni per i rifugiati e gli apolidi e di soli quattro anni per i cittadini comunitari. La residenza deve essere continuativa e si considera legalmente residente nel territorio dello Stato chi vi risiede avendo soddisfatto le condizioni e gli adempimenti previsti dalle norme in materia d ingresso e di soggiorno degli stranieri in Italia e da quelle in materia d iscrizione anagrafica. La cittadinanza per residenza può essere concessa anche allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni (art.9,c.1 lett. a); allo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio italiano da almeno cinque anni successivamente all adozione (art.9, c.1, lett. b); allo straniero che ha prestato servizio, anche all estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato italiano (art.9 c.1, lett. c). Acquisizione per matrimonio (art.5 legge 91 del 1992): Ai sensi dell articolo 5 della legge 5 febbraio 1992 n. 91 e successive modifiche e integrazioni, la cittadinanza può essere concessa per matrimonio, in presenza dei seguenti requisiti: il richiedente, straniero o apolide, deve essere coniugato con cittadino italiano e risiedere legalmente in Italia da almeno 2 anni dalla celebrazione del matrimonio. Se i coniugi risiedono all'estero, la domanda può essere presentata dopo tre anni dalla data di matrimonio. Tali termini sono ridotti della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi. Al momento dell adozione del decreto di concessione della cittadinanza non deve essere intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi. Acquisizione per trasmissione dai genitori: I figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza (art 14 L.91/92). Al momento della naturalizzazione del genitore, il minore deve convivere con esso in modo stabile e comprovabile con idonea documentazione (art.12 Regolamento di esecuzione DPR 572/93). Secondo la legge del 1992 comunque il soggetto minore che abbia ottenuto in tal modo la cittadinanza potrà comunque, una volta raggiunta la maggiore età, scegliere di rinunciare alla nazionalità italiana se in possesso di un altra cittadinanza (art.14). Acquisizione della cittadinanza per i nati in Italia (elezione di cittadinanza). Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, può dichiarare di voler eleggere la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (art.4, c.2). Tale dichiarazione di volontà deve essere resa dall interessato, all Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza. Un requisito fondamentale per tale acquisto risulta essere il permesso di soggiorno, annotato su quello dei genitori, dalla nascita e la registrazione all anagrafe del Comune di residenza. Il decreto FARE (decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, recante Disposizioni urgenti per il rilancio dell economia ) ha previsto la semplificazione delle procedure di riconoscimento della cittadinanza del figlio nato in Italia da genitori stranieri al compimento della maggiore età nei casi previsti dalla legge in modo da evitare che disfunzioni di natura amministrativa o inadempienze da parte di genitori o di ufficiale di Stato Civile possano impedire il conseguimento della cittadinanza stessa. La norma ad esempio prevede per i nati in Italia da genitori stranieri che: gli Ufficiali di Stato Civile sono tenuti al compimento del diciottesimo anno di età a comunicare all interessato, nella sede di residenza quale risulta all ufficio, la possibilità di esercitare il diritto di cui al comma 2 del citato articolo 4 della legge n. 91 del 1992 entro il compimento del diciannovesimo anno di età. In mancanza, il diritto può essere esercitato anche oltre tale data. Cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti Sono tutti gli stranieri non comunitari in possesso di valido documento di soggiorno (permesso di soggiorno con scadenza o carta di lungo periodo) e gli iscritti sul permesso di un familiare. A partire dai dati riferiti al 2012, a seguito dei mutamenti della normativa sulla data di decorrenza di validità del permesso di soggiorno, sono state conteggiate come permessi validi tutte le pratiche validate dal funzionario dell ufficio immigrazione (indipendentemente dalla consegna materiale del permesso all interessato). E 12
13 venuta, quindi meno la necessità di considerare i dati relativi alle pratiche non ancora perfezionate (archivio e pre-archivio), come avveniva negli anni passati. Coorte di ingressi È l insieme dei cittadini entrati in Italia in un determinato anno Ingressi di cittadini non comunitari Vengono registrati tutti gli ingressi (nuovi rilasci) avvenuti durante l anno, indipendentemente dal fatto che alla fine dell anno il permesso sia ancora valido o scaduto. Vengono contabilizzati gli ingressi e non le persone. Una persona che ha ottenuto due diversi permessi in uno stesso anno viene contata due volte. Iscritti sul permesso di un familiare Non tutti i cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti sono titolari di un permesso di soggiorno. Alcune persone soggiornano regolarmente nel nostro Paese perché iscritte sul permesso di un familiare. Questo tipo di situazione si verifica soprattutto (ma non solo) per i minori che possono essere: a) non accompagnati, se si trovano in Italia senza genitori o altri adulti legalmente responsabili della loro assistenza o rappresentanza; b) accompagnati, minori affidati con provvedimento formale a parenti entro il terzo grado e regolarmente soggiornanti. In questo caso sono iscritti nel permesso di soggiorno dei genitori o dell'affidatario. Al compimento dei 14 anni il minore ha diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari che è valido fino al compimento della maggiore età. Motivo del permesso I motivi dei permessi vengono aggregati nelle seguenti modalità: Lavoro - Il cittadino straniero che viene in Italia per motivi di lavoro deve possedere al momento dell ingresso un visto per motivi di lavoro a seguito del rilascio del nulla osta da parte dello Sportello Unico competente. Vengono considerati nella modalità lavoro tutte quelle motivazioni che fanno perno comunque intorno all occupazione anche, ad esempio, le persone in attesa o in cerca di occupazione. Famiglia - Può essere rilasciato al familiare di uno straniero regolarmente soggiornante, titolare di un valido permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per asilo, per studio, per motivi familiari o per motivi religiosi, di durata non inferiore a un anno. Vengono considerati in questa modalità anche i permessi concessi per adozione/affidamento. Studio - Un visto per motivi di studio può essere richiesto all Ambasciata italiana nel paese di residenza dello straniero. Ha validità pari al corso che si intende seguire e si rinnova di anno in anno fino alla fine del corso di studi previsto. Questo permesso permette di svolgere attività lavorative part-time, con contratto di lavoro non superiore alle 20 ore settimanali. Asilo Sono i permessi che vengono rilasciati ai rifugiati, ovvero a coloro che hanno ottenuto il riconoscimento a godere dell asilo politico da parte del nostro Paese. Richiesta Asilo Si tratta dei permessi rilasciati a coloro che fanno domanda di asilo politico e sono in attesa che la loro richiesta venga valutata. Motivi Umanitari in questa motivazione sono raccolte tutte le forme di protezione diverse dall asilo politico che l Italia riconosce ai cittadini di paesi terzi. Altri motivi esplicitamente considerati, in quanto statisticamente rilevanti, sono: religione, residenza elettiva, salute e altro ; in quest ultima modalità figurano, invece, le altre motivazioni per le quali il permesso è stato rilasciato come: motivi di giustizia, integrazione minori, apolide riconosciuto, attività sportiva, etc. Soggiornanti di lungo periodo Dall'8 gennaio 2007 (a seguito dell adeguamento della normativa alla direttiva europea 2003/109), la carta di soggiorno per cittadini stranieri è stata sostituita dal permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Questo tipo permesso di soggiorno è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno da almeno 5 anni. Alla domanda è necessario allegare tra l altro copia della dichiarazione dei redditi (il reddito deve essere superiore all'importo annuo dell'assegno sociale); per i collaboratori domestici (colf/badanti) i bollettini INPS o l estratto contributivo analitico rilasciato dall'inps; la richiesta può essere presentata anche per il coniuge non legalmente separato e di età non 13
14 14 inferiore ai diciotto anni; figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio; figli maggiorenni a carico che non possano permanentemente provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale; genitori a carico. Per ottenere il permesso CE anche per i familiari è necessario avere, tra l altro, un reddito sufficiente alla composizione del nucleo familiare. Nel caso di due o più figli, di età inferiore ai 14 anni, il reddito minimo deve essere pari al doppio dell'importo annuo dell'assegno sociale; i richiedenti devono inoltre dimostrare attraverso documentazione o apposito test la conoscenza della lingua italiana. Sono esclusi dall'obbligo di sostenere il test, i figli minori di anni 14, anche nati fuori dal matrimonio, propri e del coniuge.