Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-primo/titolo-i/capo-ii/sezione-iv/art15.html
Timestamp: 2020-07-10 00:47:53+00:00
Document Index: 19595629

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 167', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 491', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 15', 'art. 671', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ']

Art. 15 codice di procedura penale - Competenza per materia determinata dalla connessione - Brocardi.it
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Articolo 15 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 15 Codice di procedura penale
1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza della corte di assise ed altri a quella del tribunale, è competente per tutti la corte di assise(1)(2).
(1) L'articolo è stato sostituito dall'art. 167 del D. Lgs. del 19 febbraio 1998, n 51 relativo all'istituzione del giudice unico; il testo previgente recitava:
<<15. (Competenza per materia determinata dalla connessione).
1. Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla competenza della corte di assise es altri a quella del tribunale o del pretore, è competente per tutti la corte d'assise.
2. Se alcuni dei procedimenti appartengono alla competenza del tribunale ed altri a quella del pretore, è competente per tutti il tribunale>>.
(2) Circa i procedimenti innanzi al giudice di pace si veda l'art. 6, d. lgs. 28 agosto 2000, n. 274.
La norma disciplina la competenza nei casi di procedimenti connessi e pertanto il giudice del reato più grave è competente a giudicare il reato connesso meno grave.
Spiegazione dell'art. 15 Codice di procedura penale
Tale ultimo criterio di ripartizione della competenza, la cui ideazione venne ispirata dall'esigenza di offrire un'ulteriore presupposto per la riunione dei procedimenti ex art. 17 opera anche in tali ipotesi, quando per alcuni reati è competente la corte d'assise (v. art. 5), mentre per altri il tribunale ordinario. Orbene, in tali ipotesi, la competenza del tribunale cede di fronte a quella della corte d'assise.
Massime relative all'art. 15 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 12764/2017
L'incompetenza per materia del Tribunale, determinata da ragioni di connessione, ai sensi dell'art. 15 cod. proc. pen., deve essere rilevata o eccepita, a pena di decadenza, entro i termini previsti dall'art. 21, commi 2 e 3, cod. proc. pen. e, pertanto, entro il termine previsto dall'art. 491, comma primo, cod. proc. pen. (Fattispecie in cui, in sede di udienza preliminare, era stata disposta a carico dei medesimi imputati la separazione delle posizioni, sulla base della competenza per materia dei reati loro ascritti in connessione teleologica, rinviandoli a giudizio contemporaneamente dinanzi alla Corte d'Assise e innanzi al Tribunale).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12764 del 16 marzo 2017)
Cass. pen. n. 2662/2014
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 2662 del 21 gennaio 2014)
Cass. pen. n. 6226/1999
In tema di competenza determinata dall'ipotesi di connessione oggettiva fondata sull'astratta configurabilità del vincolo della continuazione fra le analoghe, ma distinte fattispecie di reato ascritte ai diversi imputati, l'identità del disegno criminoso perseguito è idonea a determinare lo spostamento della competenza per connessione, sia per materia, sia per territorio, solo se l'episodio o gli episodi in continuazione riguardino lo stesso o — se sono più di uno — gli stessi imputati, giacché l'interesse di un imputato alla trattazione unitaria dei fatti in continuazione non può pregiudicare quello del coimputato in uno di quei fatti a non essere sottratto al giudice naturale secondo le regole ordinarie della competenza. Ne consegue che, al di fuori delle ipotesi di continuazione riferibili a una fattispecie monosoggettiva o a una fattispecie concorsuale, in cui l'identità del disegno criminoso sia però comune a tutti i compartecipi, il vincolo della continuazione non è in grado di determinare alcuna attribuzione e conseguente spostamento di competenza, ai sensi dell'art. 15 o 16 c.p.p., ma produce i suoi effetti solo sul piano sostanziale ai fini della determinazione della pena ai sensi dell'art. 671 stesso codice.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6226 del 7 dicembre 1999)
Cass. pen. n. 361/1995
Allorché concorrono simultaneamente le ipotesi di connessione previste rispettivamente dalla lettera a) — e dalla lettera b) — dell'art. 12 c.p.p., in mancanza di espressa disciplina legislativa, non è possibile dare la prevalenza a una di esse, ignorando le altre, ma è necessario tenerle presenti tutte, con le relative conseguenze sulla competenza. (Nella specie, relativa a cooperazione in omicidio colposo dovuto a trapianto di due reni espiantati a persona affetta da melanoma su due soggetti sani, deceduti in luoghi diversi, il giudice territorialmente competente è stato individuato in quello del luogo nel quale era avvenuto il primo decesso).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 361 del 22 marzo 1995)