Source: http://www.pavonerisorse.it/buonascuola/atto_indirizzo.htm
Timestamp: 2020-02-24 13:39:23+00:00
Document Index: 57750218

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 28', 'art. 30']

Guardare al futuro. Gli indirizzi del dirigente alla redazione del Pof triennale
Uno dei punti meno commentati della legge 107 del 13 luglio 2015 è quello relativo alla redazione del Pof triennale da realizzarsi entro il 31 ottobre prossimo. Probabilmente ci sarà chi è già pronto a chiedere rinvii o a organizzare azioni di boicottaggio su cui c’è molto poco da dire o da fare. Interessante sarebbe invece vedere come la categoria dirigenziale interpreterà il nuovo ruolo relativo al Pof e sarà interessante vedere se realmente un’idea innovativa di scuola potrà partire dai dirigenti scolastici, visto e assodato che dai docenti e dai sindacati sono venuti forti richiami alla conservazione assoluta con possibili elementi di restaurazione ante-autonomia.
La legge 107/2015 ribalta la questione del Pof: col DPR 275/99 era il Consiglio d’Istituto che dava gli indirizzi al Collegio docenti e che poi adottava il Pof. In questa sequenza il dirigente scolastico era attivo, presente, a volte con forti interventi redazionali di supporto, ma ufficialmente compariva solo come presidente del Collegio docenti e componente del Consiglio d’Istituto. La nuova legge introduce il comma 4 al modificato art. 3 del DPR 275/99 attraverso l’art. 14: purtroppo questo è il solito pessimo modo “all’italiana” di fare le cose della burocrazia ministeriale, che inserisce richiami e rimandi ad altre leggi in modo che la comprensione dell’insieme sia difficile. Comunque il nuovo art. 3 del DPR 275/99 recita così: “Il piano e' elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano è approvato dal consiglio d'istituto.”.
Quindi il Consiglio d’Istituto “approva” il Pof mentre prima lo “adottava” e il Collegio docenti nella sua elaborazione dovrà lavorare “sulla base degli indirizzi per le attività della scuola” del dirigente scolastico. Quindi con la legge 107/2015 viene ribaltata la gerarchia delle fonti e il Consiglio d’Istituto viene chiamato ad approvare il rapporto tra indirizzi (del dirigente scolastico) e la loro elaborazione nel Pof (del Collegio docenti). Il lavoro d’insieme, la collaborazione, la visione comune, l’idea di scuola condivisa stanno alla base di questa nuova collaborazione elaborativa, che va ad incidere anche sull’organico potenziato, ma anche sulla costituzione stessa del sistema scolastico.
Penso che sarà il comportamento dei dirigenti scolastici a decidere se questo dettato normativo potrà incidere sull’innovazione, il progresso, il progetto di una scuola o sarà solo un passaggio formale che trasforma gli indirizzi del Consiglio d’Istituto in indirizzi del dirigente scolastico. La stagnazione dell’innovazione italiana a scuola (didattica, organizzazione, valutazione, progettazione) spesso si vede nella ripetizione di attività, progetti, orari, idee. Si vede in Pof stanchi, con richiami anche temporali sbagliati, lunghi, obsoleti, verbosi, poco comprensibili e trasformati poi in ridicoli “poffini”. Questa potrebbe essere una bella occasione di cambiamento e di miglioramento. Ovviamente se si cerca un organico potenziato per coprire le supplenze non sarà possibile dare il via ad un vero processo di trasformazione. Ma potrebbe essere utile cercare di capire dagli indirizzi del dirigente scolastico per il Pof come sta evolvendo la scuola italiana.
Come ormai succede da vari anni sono dirigente scolastico di un Liceo scientifico (1.400 alunni, 100 docenti, una sede) e reggente di un Istituto comprensivo (700 alunni, 7 sedi). Questi i miei indirizzi.
(Articolo 14 della legge n° 107 del 13 luglio 2015 che modifica l’art. 3 del DPR n° 275 dell’8 marzo 1999 e introduce il comma 4).
1. Mantenimento della seconda lingua comunitaria tra le opzioni e trasformazione delle stesse in insegnamenti opzionali (ai sensi dell’art. 28 della legge n° 107/2015)
2. Integrazione nell’ambito di un curricolo pluringuistico delle attività della scuola con ricadute sia formali (italiano, latino, inglese), sia non formali e informali (seconda lingua comunitaria, friulano, altre lingue anche solo introdotte a livello culturale, lingua madre)
4. Personalizzazione delle attività della scuola riferite alle azioni di recupero degli studenti in difficoltà e di potenziamento degli studenti in posizione di eccellenza, ai sensi dell’articolo 29 della legge 107/2015. Applicazione dei principi di trasparenza e tempestività previsti dal DPR 122/2009 nella valutazione riferita al percorso personalizzato dell’alunno, nell’ambito di una finalità liceale unica (apprendimento dello studente) in cui le procedure valutative costituiscano mero sostegno all’apprendimento e non elemento a se stante
5. Redazione e realizzazione di attività inserite all’interno di curricoli verticali in raccordo con le scuole secondarie di primo grado del territorio e con le università, che escano dalla logica del programma solo nominalmente modificato. Gestione diretta di materiali curricolari o editoriali prodotti nell’ambito del Liceo con un’attinenza diretta con la didattica
6. Sviluppo delle attività attinenti al potenziamento dell’organico con le seguenti priorità, attivate dopo una precisa valutazione dei curricula presenti negli ambiti di scelta:
7. Sviluppo di attività didattiche e formative connesse con l’utilizzo sistematico delle tecnologie sia a livello individuale sia a livello laboratoriale, con potenziamento della strumentazione di proprietà del Liceo nell’ambito di Piani di sviluppo e l’utilizzo sistematico di quanto di proprietà degli studenti (Art. 56 della legge 107/2009).
8. Inserimento delle attività della scuola dentro due periodi scrutinati disomogenei (inizio dell’attività didattica-fine ottobre, inizio di novembre fine della scuola) con una processuale diversificazione valutativa delle attività valutate dopo il 30 aprile e con uno sviluppo sistematico – soprattutto nel secondo periodo dell’ultimo anno – di quanto previsto dall’art. 30 della legge n° 107/2015.
9. Integrazione delle attività di alternanza scuola-lavoro e di orientamento nell’ambito del curricolo verticale e delle attività didattiche ordinarie (Articoli 33 e 35 della legge 107/2015). Avvio e processualizzazione ordinaria di prove scritte su più discipline con valutazioni distinte per ognuna delle discipline coinvolte (non più quesiti di materie diverse, ma un’unica prova che abbia una valutazione linguistica – italiano o inglese – e una valutazione contenutistica - altra disciplina)
1. Potenziamento delle attività di inclusione individuando con chiarezza le aree dei Bes e i conseguenti interventi di personalizzazione dei percorsi formativi nell’ambito di una inclusività degli alunni che coinvolga tutto l’istituto in un unico indirizzo educativo.
2. Inserimento di tutte le attività della scuola nell’ambito di due diversi settori in cui gli apprendimenti formali-non formali e informali vengano tutti equamente e regolarmente valutati con attribuzione di voti o crediti disciplinari degli studenti:
a. Attività che hanno diretta incidenza sulle discipline curricolari ordinarie, che avranno la prevalenza anche nelle fonti di finanziamento e che devono prevedere sempre valutazioni (voti o crediti disciplinari)
b. Attività di carattere formativo che non possono avere un riconoscimento nell’ambito dei curricoli ordinari e che avranno canali secondari di finanziamento
3. Personalizzazione delle attività della scuola riferite alle azione di recupero degli studenti in difficoltà e di potenziamento degli studenti in posizione di eccellenza, ai sensi dell’articolo 29 della legge 107/2015. Applicazione dei principi di trasparenza e tempestività previsti dal DPR 122/2009 nella valutazione riferita al percorso personalizzato dell’alunno, nell’ambito di una finalità unica della scuola dell’obbligo (apprendimento dello studente) in cui le procedure valutative costituiscano mero sostegno all’apprendimento e non elemento a se stante.
4. Redazione e realizzazione di attività inserite all’interno di curricoli verticali in raccordo con le scuole secondarie di secondo grado del territorio e che escano dalla logica del programma solo nominalmente modificato.
5. Gestione diretta di materiali curricolari o editoriali prodotti nell’ambito dell’Istituto comprensivo con un’attinenza diretta con la didattica.
6. Sviluppo di una verticalità per aree e azioni didattiche di assoluta continuità all’interno dell’Istituto comprensivo. Attuazione processuale di orari didattici e di attività che flessibilizzino l’orario dei docenti sulle esigenze degli studenti e dell’apprendimento con avvio di percorsi modulari, per gruppi di livello, a classi aperte, per gruppi elettivi nell’ambito di una personalizzazione del percorso didattico e formativo unitario e verticale.
7. Ampliamento delle attività attinenti all’organico potenziato con le seguenti priorità, nell’ambito comunque di una precisa valutazione preliminare dei curricula dei docenti presenti negli ambiti di scelta dell’organico dell’autonomia
a. Docenti di scuola primaria
b. Docenti di scuola secondaria di lingua comunitaria per un insegnamento in due ordini (inglese/tedesco, inglese/spagnolo)
c. Docenti di sostegno per entrambi gli ordini di scuola
d. Docenti di scuola secondaria (lettere e matematica) per attività di recupero e compresenza.
8. Sviluppo di attività didattiche e formative connesse con l’utilizzo sistematico delle tecnologie sia a livello individuale sia a livello laboratoriale, con potenziamento della strumentazione di proprietà dell’Istituto nell’ambito di Piani di sviluppo e l’utilizzo sistematico di quanto di proprietà degli studenti.
9. Integrazione dell’offerta territoriale con quella dell’Istituto con apertura e assorbimento nel Pof delle attività proposte dal territorio. Apertura della scuola oltre gli orari tradizionali al servizio della comunità.
10. Potenziamento, sviluppo o introduzione delle competenze dei settori tecnico e amministrativo ai fini della dematerializzazione, sburocratizzazione, semplificazione di tutta l’attività dell’Istituto comprensivo in supporto all’azione didattica.