Source: https://issuu.com/theworldofilconsulente/docs/twoic-n51_1ea67b0b97c866
Timestamp: 2017-03-27 07:44:15+00:00
Document Index: 28016663

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 50', 'art. 1', 'art. 6', 'art.\n40', 'art.\n18', 'art. 2118', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 40', 'art.\n88', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 25', 'art. 1', 'art.\n4', 'art.\n13', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 46', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 808', 'art. 807', 'art.\n412', 'art. 412', 'art. 31', 'art. 409', 'art. 31', 'art.76', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 31', 'art.\n2']

The World of il Consulente n. 51 del 2013 by Ordine Consulenti del Lavoro - Consiglio Provinciale di Roma - issuu
N°51 - 31 ottobre 2013
in redazione il 31-10-2013
Un altro successo firmato CDL
è stata recentemente accolta
dall’Agenzia delle Entrate l’istanza avanzata dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro per la semplificazione delle
procedure di accesso al cassetto fiscale per i clienti assistiti.
Come è noto, originariamente
la delega per l’accesso al cassetto fiscale aveva durata biennale e poteva essere utilizzata
da un solo intermediario per
Le cose sono cambiate: dal 30
settembre scorso, infatti, la durata delle deleghe è stata estesa a quattro anni e potrà essere
utilizzata da più professionisti.
Un grande guadagno in ordine
di tempo, ma anche di organiz-
zazione e di qualità del lavoro.
Basti pensare a tutta quella
clientela che sceglie due professionisti distinti per la consulenza fiscale e del lavoro: in questo
caso, infatti, con la previgente
metodica, veniva preclusa ad
uno dei due consulenti la possibilità di lavorare in maniera
snella e precisa.
L’intuizione e l’impegno del
consulente del lavoro ancora
una volta hanno portato un giovamento non solo alla propria
categoria, ma a tutti i professionisti che operano nel mondo
È proprio vero… il CDL se non
ci fosse, bisognerebbe inventarlo!
non si fa il futuro
di Francesco Longobardi
Presidente Nazionale ANCL- S.U
firmato CDL
nelle conciliazioni
Presidente Regionale ANCL - SU del Lazio
Riepilogo attività Ordine
Voce alle Consulte
Presidente Fondazione Studi Consulenti
Former Direttore della Direzione Territoriale
con Marco Assenti
Assunzioni dei licenziati
per GMO
Salvati dalla “rete”
Multiamo i clienti
Avemo svortato, o no?
del Consiglio Provinciale di Roma
n. 4 procedure nuove iscrizioni
n. 1 procedura di cancellazione
n. 12 pratiche nuove iscrizioni
n. 10 procedure fine pratica
Conciliazione ed Arbitrato CPO Roma
n. 304 pratiche di istanze di certificazione
n. 1 delibera
Evento formativo organizzato per il Municipio XI e Municipio XII
Sportelli dedicati agli iscritti istituiti presso la sede dell’Ordine
INPS: n. 2 giornate Aziende, n. 1 giornata Artigiani e Commercianti e n. 1giornata Gestione
Equitalia n. 5 giornate
Sportello Pensioni n. 2 giornate
Sportello Contenzioso Lavoro n. 1 giornata
N. 1 E-book “Aumento IVA. Effetti e conseguenze”
Iniziative di volontariato professionale a sfondo sociale
Corso paghe base organizzato presso
la Parrocchia Ns. Signora di Guadalupe per i ragazzi del quartiere.
Approvata in Consiglio Nazionale dell’Ordine la Convenzione
quadro da attivare con le Università locali per l’ammissione al
tirocinio professionale durante il corso di studio universitario.
Obiettivo: formare un professionista competente e moderno
l Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha sottoscritto con il
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della R icerca e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la convenzione quadro per l’attivazione di percorsi universitari che permettano agli studenti all’ultimo anno del piano di studi di iniziare il
periodo di tirocinio per l’accesso alla professione di Consulente del Lavoro.
L e Convenzioni andranno
sottoscritte dai Consigli
Provinciali dell’Ordine con
le Università locali così da
rendere attuale questo diritto-opportunità su tutto il
Per il Presidente dell’Ordine
Nazionale Marina Calderone
è stato raggiunto un obiettivo fondamentale per ammodernare la professione.
stabile con il mondo accademico permetterà di formare
i futuri professionisti già
universitario. La libera professione si sta confermando
ogni anno la scelta lavorativa di migliaia di neo-laureati. Intervenire già durante
il percorso di studi, anche
attraverso la fattiva collaborazione dei professionisti
durante le lezioni, riuscirà a
preparare i futuri Consulti
del Lavoro a rapportarsi in
un mercato ultra-concorrenziale e con regole burocratiche e normative di non facile
CON V ENZIONE TR A CONSIGLI
PROV INCI A LI
UNI V ERSITA’ LOCA LI
Per l’ammissione al tirocinio
professionale durante il corso di studio universitario
L egge 11 gennaio 1979, n.
12, recante “Norme per l’ordinamento della professione
di Consulente del Lavoro”;
A rt. 9, comma 6, del D.L . 24
gennaio 2012, n. 1, converti-
to in L egge 24 marzo 2012,
A rt. 6, comma 4, del D.P.R. 7
agosto 2012, n. 137.
Attivazione di un percorso
universitario per ottimizzare i tempi per l’accesso all’esercizio della professione
mediante l’ammissione al tirocinio professionale durante il corso di studio universitario.
Regolamentare il tirocinio
curriculare incluso nel piano di studio dell’Università.
periodo di tirocinio, gli studenti universitari, che abbiano sostenuto e superato tutti gli esami del 1° e 2° anno
per le lauree triennali e tutti
gli esami del 4° anno per le
lauree a ciclo unico, iscritti
ai seguenti corsi di laurea:
a)	Lauree triennali o a
ciclo unico appartenenti alle
classi di seguito indicate:
L -14: Scienze dei Servizi Giuridici; L -16: Scienze dell’A mministrazione e
dell’Organizzazione; L -18:
Scienze dell’Economia e
della Gestione A ziendale;
L -33: Scienze Economiche;
L -36: Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali;
LMG - 01 delle Lauree Magistrali in Giurisprudenza.
b)	Lauree magistrali ap partenenti alle classi:
LM-56: Scienze dell’Economia; LM- 62: Scienze della
LM- 63: Scienze
delle Pubbliche A mministrazioni; LM-77: Scienze
Economico-A ziendali;
Contenuto dei corsi di
L’Università garantisce l’acquisizione dei seguenti crediti formativi nei corrispondenti settori scientifico – disciplinari:
A rea 12 – Scienze giuridiche
IUS/04 – Diritto Commerciale IUS/07 – Diritto del
IUS/10 – Diritto A mministrativo IUS/12 – Diritto
IUS/14 – Diritto dell’Unione
A rea 13 – Scienze economiche e statistiche
SECS -P/01 – Economia Politica SECS -P/07 – Economia A ziendale SECS -P/08
– Economia e gestione delle
imprese SECS -P/10 – Organizzazione aziendale
del tirocinio professionale
Gli interessati devono presentare apposita istanza
all’Università per il successivo inoltro al Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro firmatario,
entro la data annualmente
Gli studenti ammessi allo
svolgimento del periodo di
tirocinio svolgeranno un periodo di pratica della durata
di 6 mesi presso lo studio
professionale di un consulente del lavoro, individuato dal Consiglio Provinciale dell’Ordine competente
per territorio, regolarmente
iscritto all’A lbo ed in regola
con la formazione continua
La programmazione, valutazione e verifica sull’effettivo
tirocinio resta di competenza del Consiglio Provinciale
dell’Ordine dei Consulenti
del Lavoro in cui è iscritto il
professionista ospitante che
vi prov vederà secondo il regolamento in vigore.
Eventuali periodi trascorsi
all’estero per la frequenza
di corsi riconosciuti dall’Università, determineranno
la sospensione del tirocinio
per il periodo corrispondente.
Limite annuo di studenti
da ammettere al tirocinio e individuazione degli
studi professionali disponibili
L’Università e l’Ordine Provinciale dei Consulenti del
Lavoro, firmatari della convenzione, nelle persone dei
rispettivi referenti organizzativi, fissano annualmente
il numero massimo di studenti da ammettere al tirocinio anticipato. Sarà cura
del referente dell’Ordine
raccogliere le dichiarazioni
di disponibilità degli studi
professionali ad ospitare i
comunicandone i dati anche al referente
L’Università e l’Ordine dei
Consulenti del Lavoro nominano ciascuno un referente
organizzativo per l’attivazione dei tirocini.
I referenti organizzativi
prov vedono alla massima
diffusione del presente accordo.
L’Ordine dei Consulenti del
Lavoro e l’Università, si impegnano a dare ampia diffusione e ad ammettere gli
studenti tirocinanti a tutte
le iniziative formative attivate ogni anno durante il periodo di tirocinio.
Potranno essere previste
forme di collaborazione anche in termini di specifica
docenza, testimonianza o
compresenza, ai corsi e/o
seminari organizzati nel periodo di tirocinio, a cura di
Consulenti del Lavoro individuati dal Consiglio Provinciale.
Nei predetti corsi e/o seminari dovranno essere previsti insegnamenti specifici
nella disciplina della deontologia professionale.
Obblighi ed impegni
A l tirocinante/studente, ammesso alla frequenza dello
studio, è data facoltà di chiedere l’immediata iscrizione
al registro dei praticanti tenuto dal competente Consiglio Provinciale dell’Ordine,
nel rispetto delle disposizioni di cui al vigente Regolamento sul tirocinio obbligatorio per l’accesso alla professione di Consulente del
È arrivata La carta di credito dei consulenti del lavoro
ell’ambito dei servizi offerti dall’Ente ai propri iscritti, vi è una interessante ed utile
iniziativa: la Enpacl Card. L’Ente, in collaborazione con la Banca Popolare di Sondrio,
ha studiato per i propri associati questa innovativa carta di credito che, grazie alle tre
linee di credito disponibili, racchiude numerose funzioni in un unico supporto.
LA PRIMA LINEA (per acquisti tradizionali):
consente il pagamento degli acquisti presso gli
esercizi commerciali convenzionati con i circuiti Visa o MasterCard e il prelievo contanti
(utilizzando il codice segreto P.I.N. – Personal
Identification Number) presso tutti gli sportelli
automatici ATM convenzionati Visa o Mastercard in Italia e all’estero, nonché le operazioni
Il plafond minimo è di 1.300 euro
e massimo di 8.000 euro, il rimborso prescelto delle spese effettuate può essere a saldo o in rate
Le spese effettuate con la prima linea di credito potranno beneficiare, gratuitamente, di interessanti
coperture assicurative contemplate dal “Programma Assicurativo Multirischi”
previsto dalla CartaSi Classic.
LA SECONDA LINEA (per i versamenti on line
dei CONTRIBUTI all’Enpacl): è finalizzata al
versamento via internet, senza spese, tramite i
Servizi Enpacl on line, dei contributi previdenziali ENPACL. Il sistema di versamento on line
dei contributi alla Cassa è semplice e sicuro.
Non è necessario digitare on line il numero della carta di credito, in quanto l’operazione viene
svolta all’interno dell’ambiente sicuro Enpacl
On line da utenti identificati e viene gestita di-
rettamente dalla Banca Popolare di Sondrio. Il
plafond minimo è di 5.000 euro e massimo di
25.000 euro. Gli importi dei contributi ENPACL
risulteranno versati il giorno stesso dell’ordine
di pagamento on line. A conclusione del processo di versamento, è possibile scaricare la
ricevuta di effettuato pagamento. Tale ricevuta ha piena validità fiscale in quanto possiede i
requisiti di documento informatico sottoscritto
dalla Banca Popolare di Sondrio con firma digitale. Per
ogni singolo contributo versato on line l’associato potrà
decidere, di volta in volta, se
rimborsare in una unica soluzione oppure avvalersi di
una fra le opzioni rateali previste (fino a 12 mesi).
LA TERZA LINEA (per la richiesta on line di
PRESTITI): permette di trasformare in contanti, in parte o per intero, l’importo del plafond assegnato (nel modulo on line di richiesta il terzo
plafond aggiuntivo sarà proposto nella misura ritenuta più idonea da Banca Popolare di Sondrio
e assegnato a suo insindacabile giudizio), con
accredito della somma richiesta direttamente
sul proprio conto corrente. Il plafond minimo è
di 2.000 euro e massimo è di 20.000 euro. Il rimborso avviene esclusivamente in rate mensili
con piani da 12 a 60 mesi. Su tali finanziamenti
è possibile, a fronte della corresponsione di un
premio, beneficiare di una copertura assicurativa denominata “ArcaProfessione”.
Per divenire titolare di Enpacl Card non è necessario essere clienti della Banca Popolare di
Sondrio: è sufficiente, infatti, essere intestatari
di un qualsiasi conto corrente bancario.
Il canone annuale della Carta è gratuito per
sempre e non vi sono costi di emissione.
L’opzione revolving è offerta a tassi particolarmente convenienti e permette al titolare di
disporre di un “fido ricaricabile”. È data, infatti, l’opportunità di effettuare immediatamente
l’acquisto (nel caso della prima linea ordinaria),
di versare immediatamente i contributi ENPACL (nel caso della seconda linea “CONTRIBUTI”) o di beneficiare del prestito richiesto (nel
caso della terza linea di credito) e di rimborsare
poco per volta il debito attraverso rate mensili
addebitate sul proprio conto corrente bancario.
Usufruendo di questa opzione i limiti di utilizzo, di tutte e tre le linee di credito, si ricostituiscono ad ogni rimborso mensile.
Richiedere Enpacl Card è molto semplice: occorre connettersi all’indirizzo https://servizi.
popso.it/enpacl/ digitando CODICE UTENTE e PASSWORD, selezionare la voce “Enpacl Card - Richiesta Carta” dal menù laterale e
A pochi giorni dall’effettuazione della richiesta
della carta di credito on line, l’iscritto riceverà,
presso l’indirizzo postale indicato, il contratto, integrato con il RID (delega permanente di
addebito in conto corrente), che dovranno essere firmati e restituiti alla Banca Popolare di
Sondrio tramite l’acclusa busta preaffrancata.
Previa verifica del possesso dei requisiti per
il rilascio, la Banca invierà la Carta di credito
direttamente al domicilio del richiedente. Il rilascio della carta e l’affidamento concesso sono
di pertinenza e a discrezione della Banca Popolare di Sondrio ed è soggetta ai tempi richiesti
dalle procedure bancarie (almeno 30 giorni dal
momento della richiesta on line). L’emissione
della carta avviene a cura di CartaSi S.p.A.
La valuta di addebito sul conto corrente del titolare è, sia per l’opzione saldo, sia per quella revolving, il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni di acquisto
e/o versamento contributi.
Ogni mese l’estratto conto CartaSi S.p.A. riporta il dettaglio delle spese effettuate, l’utilizzo
dei plafond concessi, l’eventuale rata mensile
da rimborsare con i relativi interessi addebitati.
Le informazioni relative alle tre linee sono riportate in tre riquadri specifici.
Enpacl Card ha validità triennale, dal primo giorno del mese in cui è stata emessa fino all’ultimo
giorno del mese di scadenza indicato sulla carta.
Alla scadenza la carta è automaticamente rinnovata e viene inviata al cliente una nuova tessera.
Per revocare la carta basta inviare una richiesta
scritta alla Banca Popolare di Sondrio, a mezzo lettera raccomandata. Alla richiesta di revoca va allegata la carta tagliata in tre parti. Nel
caso di carta con rimborso rateale, nell’ultimo
estratto conto sarà addebitato il debito residuo.
Il Servizio Clienti della Banca Popolare di Sondrio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30
alle ore 13.00 e dalle 14.15 alle 17.00 ai seguenti
recapiti: enpacl.card@popso.it e 800 880 309.
Altre informazioni e il dettaglio delle condizioni economiche sono disponibili direttamente
dal sito www.enpacl.it.
Cari Consigli Vicini e Lontani
conMarcoAssenti
L’intervista esclusiva al Presidente del Consiglio
Provinciale di Ascoli Piceno
iamo andati ad incontrare Marco Assenti, nella sua qualitò di Presidente del Consiglio
Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ascoli Piceno. Per condividere la
voce dell’impottante territorio marchigiano, in particolare rispetto alla situazione della
nostra professione alla luce dei recenti mutamenti degli orientamenti legislativi.
Quali sono secondo lei le
preoccupazioni che interessano la nostra professione, a partire dagli effetti della “spending review” e su quali fronti ?
La riduzione dei costi, soprattutto all’interno di Enti ed Istituti, ha tramutato il loro risparmio in un aggravio economico
dei bilanci dei nostri studi, già
compromessi dalla flessione
dei ricavi e dall’aumento delle
sofferenze per il credito inevaso. Con il “totalitarismo informatico” la maggior parte del
lavoro è passato sui nostri PC
senza alcun supporto tecnico
di prossimità. Occorrerebbe
non dimenticarsi che al centro
delle problematiche non c’è il
consulente, ma sempre e solo
l’utente-contribuente-cittadino
da tutelare, che sostiene economicamente la loro e la nostra
attività. Pensare di risolvere
ogni problema solo con la tecnologia, eliminando quasi l’intervento umano, è un’illusione
che, applicata ad aziende private determinerebbe una loro
rapida fuoriuscita dal mercato.
Sul fronte dell’economia del nostro Ordine, che già nel recente passato ha subito il distacco
della provincia di Fermo ed il
dimezzamento degli introiti, la
revisione dei costi è stata attuata fortemente su tutti i fronti,
contando sullo sforzo e la disponibilità di tutti i membri del
Consiglio. Altra fonte di disagio
è stata causata dal progressivo
calo dei praticanti, che ci ha costretto a riorganizzare le attività formative propedeutiche agli
esami, ormai realizzabili solo in
rete con i consigli vicini.
Negli studi la “spending” sta
passando attraverso nuovi
modi di operare. Revisione delle spese, individuazione delle inefficienze, riduzione dei
consumi, rinegoziazione dei
contratti di fornitura, ed una
corretta gestione dei crediti
insoluti e, in qualche caso, anche l’utilizzo di ammortizzato-
ri sociali in deroga o riduzioni
degli orari. Per i giovani che si
avvicinano al mondo della professione, nelle nostre province
marchigiane stanno partendo
anche sistemi di co-working
con l’utilizzo a prezzi ridotti
di postazioni di lavoro, locali e
Occorrerà però per tutti individuare nuove opportunità di
lavoro allargando le competenze.
Il suo territorio come si
Il nostro territorio, già ridimensionato dalla perdita della Provincia di Fermo, ha visto sparire
moltissime industrie, insediatesi negli anni d’oro sul nostro
territorio con i vantaggi della
Cassa per il Mezzogiorno, non
prima di aver utilizzato tutti gli
ammortizzatori sociali, fino alle
procedure di mobilità, costringendo i nostri studi a un consistente spostamento dalle attivi-
Marco Assenti - Presidente del Consiglio Provinciale dellâ&#x20AC;&#x2122;Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ascoli Piceno
e Coordinatore Consulta Consulenti del Lavoro Regione Marche
tà di amministrazione ordinaria
del personale a quelle straordinarie di gestione di crisi. Ciò ha
imposto una riorganizzazione e
formazione specifica del personale su istituti e strumenti, mai
utilizzati prima.
Fortunatamente il territorio,
grazie alle ampie spiagge sabbiose ed ai meravigliosi borghi
medievali dell’entroterra, ha
potuto beneficiare di una crescita del flusso turistico straniero che ci ha consentito parzialmente, di attutire l’impatto.
Cosa vi preoccupa maggiormente in questo periodo?
Solo il mare divide la nostra provincia, da Paesi, in cui il costo
del lavoro è irrisorio. Una forte
“tentazione” per imprenditori la
cui scelta in Italia è di rinnovarsi tecnologicamente, fare rete o
soccombere, quasi un percorso
obbligato per certe tipologie di
attività. Nasce quindi la necessità di favorire l’aggregazione
in rete di imprese per affrontare con minori costi, maggiore
specializzazione e tecnologie
innovative, i mercati esteri. Ci
domandiamo allora quale spazio resta o dovremo creare per
la nostra consulenza, anche in
Le istituzioni sono sufficientemente preparate ad
affrontare la situazione?
La Regione Marche, che si colloca, all’ottavo posto in Italia
nel valore delle esportazioni di
merci, da tempo sta favorendo
iniziative per facilitare la costi-
tuzione di reti d’impresa, realizzazione di infrastrutture e la formazione di capitale umano valorizzando e favorendo la crescita
dei distretti produttivi mediante
interventi significativi.
Il tasso di disoccupazione nazionale a settembre
è stato del 12,50% quello
giovanile ha superato il
40% come viene affrontato il problema nel vostro territorio ?
Per favorire l’occupazione, il
Governo, ha avanzato misure
confusionarie, intricate, composte da agevolazioni di natura
economica, contributiva, fiscale e normativa, con mille pericolose trappole ed incertezze,
che andrebbero senz’altro semplificate. Per questo nel nostro
territorio si è ritenuto di pensare a progetti che creino opportunità per la nascita di imprese
e potenziale crescita di occupazione in maniera diversa. Si
stanno attivando progetti con
l’intento di favorire la nascita
di iniziative imprenditoriali,
impartendo ai promotori una
formazione gestionale adeguata, accompagnandone le prime
fasi di sviluppo con tutoring e
condivisione di reti di contatti di massimo livello. Questo
con l’aiuto della Regione Marche e della Provincia di Ascoli
Piceno, con risorse del Fondo
Sociale Europeo, realizzato da
ISTAO, affiancati con partnership ampia e qualificata anche
I tirocini vengono utiliz-
zati nel suo territorio ?
La nostra provincia oltre al
mare Adriatico, confina con
ben tre regioni Abruzzo, Lazio ed Umbria, costringendoci ad affrontare i percorsi di
ben quattro diverse normative
regionali per i tirocini. Ringraziamo per questo la nostra
Fondazione Consulenti per il
Lavoro per il prezioso contributo di riordino operativo di
tutte le normative regionali.
Il nostro intento è di favorire
assolutamente l’approccio dei
giovani con tirocini di qualità
che consentano di metterli in
contatto le imprese. Sul fronte accademico ci siamo mossi
stringendo forti rapporti di collaborazione con l’Università di
Macerata e l’Università di Ur-
bino insieme agli altri consigli
provinciali delle Marche sulle
attività formative per l’inserimento dei giovani nelle attività
Presidente ci lasci con un
Bene, termino allora con un
messaggio d’impegno propositivo alla qualità della prestazione per la crescita professionale, che campeggia nel mio
“L’amore per la nostra professione costituisce una garanzia
per i nostri clienti, una garanzia di impegno totale, costante
e propositivo concentrato sulla
ricerca dell’idea e delle strategie che meglio riescano a concretizzare i loro progetti, per
un sicuro risultato di qualità.”
nonsi fa il futuro
Il Presidente Nazionale del Sindacato Unitario ANCL
ci offre una circostanziata analisi dell’impegno
profuso al servizio della Categoria
Presidente Nazionale ANCL - S.U.
iviamo una vita professionale assolutamente frenetica, legata ai tempi che sono cambiati
e non poco, legata allo sviluppo della tecnologia, dell’informazione, della comunicazione
e strettamente collegato allo sviluppo altrettanto convulso delle aziende che assistiamo.
Ciò non toglie che la nostra professione, rimane legata indissolutilmente alla riflessione,
all’approfondimento, allo studio, all’aggiornamento, profondo e ragionato.
Tutto questo – anche in questi tempi frenetici
– è il sale della nostra attività quotidiana, che
l’Ancl cerca di interpretare quotidianamente a
vantaggio degli iscritti e dei Colleghi. L’avvento
del nuovo sito internet dell’Ancl – così come ora
concepito – consente ai Colleghi di avere un riferimento operativo unico nel suo genere ed unico
anche rispetto ad altre categorie professionali: aggiornamenti in esclusiva, anticipazioni di
prassi e di giurisprudenza, articoli, commenti e
tanta informazione sulla vita di categoria e sulle
iniziative sindacali. Quando qualche anno fa –
nell’ambito del mio programma elettivo del 2007
“Innovazione nella Continuità” avevo tracciato
questo nuovo percorso tecnologico, ne avvertivo
tutti i caratteri di un’autentica scommessa, forse
fin troppo ambiziosa, ma concretamente perseguibile. Oggi i dati di accesso, di consultazione
del sito, di discarico di documenti e di aggiornamenti sono non soddisfacenti ma spaventosi:
elemento, questo, che responsabilizza molto, ma
molto di più tutti i collaboratori e in modo particolare il Coordinatore del nostro Centro Studi
Nazionale ANCL che quotidianamente si dedicano all’aggiornamento del sito e dei suoi contenuti
in termini di affidabilità ed autorevolezza. Quella
scommessa – in casa Ancl - era strettamente legata al progetto più ambizioso recato nel medesimo programma elettivo del 2007 – del porta-
le unico di categoria. Un portale che – nel mio
progetto – deve contenere un programma paghe
on line solo marginalmente e assolutamente facoltativo, ma che invece deve essere una grande
risorsa, unica ed esclusiva, di banche dati normative, giurisprudenziali, di prassi, di pubblicazioni, di diritto, di quesiti e risposte, di casistiche
particolari, di assistenza legale: in altre parole,
qualcosa di intellettualmente mostruoso che altri non si possono permettere.
Potrà ancora oggi apparire avveniristico e sin
troppo, ma non lo è affatto. Si tratta solo di mettere insieme energie, volontà e risorse. I tutti
questi anni, non siamo rimasti immobili, né l’Ancl né le altre componenti di Categoria. Abbiamo
dibattuto, abbiamo testato, abbiamo discusso:
ma la grandezza del progetto richiede tempo e,
soprattutto, ponderatezza. Questa scommessa
sta ritrovando vigore – come peraltro rilanciato
nel programma elettivo ultimo di Abano Terme
del marzo 2012 – per la concreta attuazione grazie al convincimento che sta radicando in tutte
le altre componenti di Categoria. Tengo solo a
sottolineare un aspetto di questa iniziativa: se
davvero la vogliamo, tutti, la possiamo realizzare
solo noi: grazie alla compattezza che ci contraddistingue, alla unità di intenti comune ormai da
tempo conclamata, alla valorizzazione della nostra professione quale comune denominatore di
tutte le componenti, nessuna esclusa. Compattezza e coesione, che forse nessuna altra categoria professionale può vantare nella stessa misura
e che deve e può essere il nostro valore aggiunto, sudato nel tempo, ma ormai realtà. Questo
passaggio che ritengo vitale per la categoria
proiettata nella innovazione e nel cavalcare il
progresso culturale e professionale, serve anche
sotto un altro aspetto determinante. I nostri bravi legislatori europei e nazionali hanno emanato
norme legislative a tutela delle professioni non
ancora ordinistiche. Tanto di cappello a quelle
professioni emergenti che vagavano nel buio: ma
non ci è ancora stato detto da nessuno quel’è la
differenza tra la prestazione di un professionista iscritto ad una associazione riconosciuta, e
quella di un professionista iscritto ad un ordine
professionale, alla fede pubblica, all’obbligo della
formazione continua, al rispetto del codice deontologico, al controllo Ministeriale, al codice disciplinare, ecc. ecc. Bene (si fa per dire): se non
ce lo dice nessuno, la differenza dobbiamo continuare a farla noi, anche con iniziative e progressi
d’eccellenza – quale quella del centro informatico di categoria – che altri organismi non sono
ancora in grado di esprimere. Al momento. Non
sottovalutiamo il rischio di essere sorpassati dal
pressapochismo ricco di capitali e da interessi di
profitto e basta, con il benservito alla qualità della prestazione professionale. Anche per evitare
il rischio del sorpasso, è già in cantiere la predisposizione degli atti per la costituzione di un
CAF nazionale Ancl, al quale potranno ricorrere
tutti gli iscritti e non. Un’altro modo di fare squadra e potenziare l’aggregazione. A tale proposito
l’Ancl oggi è ancora più forte grazie alla unificazione che si è portata a termine con il Sirclav,
e che ha consentito di rappresentare davvero in
maniera unitaria e compatta i Consulenti del lavoro all’esterno e nei confronti di terzi.
Sento la necessità di ringraziare per questo traguardo, Il Consiglio Nazionale ANCL, l’Ufficio
di Presidenza, il Presidente e il Consiglio della
Unione Provinciale ANCL di Roma, il Presidente
e il Consiglio Regionale ANCL Lazio, nonché il
Presidente del SIRCLAV e il Presidente del Consiglio Provinciale Ordine di Roma, per la grande
volontà, per la tenacia e la determinazione.
Sono questi alcuni spunti di riflessione che affido
anche a questa rivista, della quale ho accolto con
gran favore l’ospitalità che mi è stata richiesta e
che spero aver soddisfatto. C’è un gran lavoro da
fare, ma non può essere solo compito mio: deve
essere compito di tutti. Per noi tutti.
I delegati ANCL a fianco di Confprofessioni
Lazio nelle Conciliazioni in sede Sindacale
uando tre anni fa sono entrato a far parte della neo costituita Giunta di Confprofessioni
Lazio in qualità di rappresentante ANCL, peraltro all’inizio accolto come ospite non molto
gradito, ho cercato di capire quali potessero essere le opportunità che ne potevano derivare per i colleghi dalla mia presenza in quel prestigioso consesso.
Si sono susseguite decine e
decine di riunione a cadenza
di circa due al mese, provando
a tirar fuori il meglio in ogni
occasione, poi è venuta l’occasione di un convegno alla Sala
della Protomoteca in Campidoglio alla presenza del Presidente Gaetano Stella, dell’allora
Sindaco Gianni Alemanno da
rappresentanti della Provincia
e della Regione, tutti pronti a
confrontarsi con noi professionisti.
Da lì in poi abbiamo cercato
di produrre tra alti e bassi ma
sempre con un’unica costante:
Nessuno sapeva cosa stessimo
L’aggravante? A volte nemmeno
Così recentemente, di ritorno
dalle vacanze estive, in alcune
riunioni di Giunta ci siamo detti che non si poteva continuare
senza riuscire a rendere un servizio utile e visibile ai Colleghi.
Abbiamo deciso di riorganizzare il lavoro della Giunta istituendo cinque gruppi di lavoro
su Formazione, Informazione,
Rapporti istituzionali, Contrattazione e Sanità.
Il gruppo di lavoro Formazione,
coordinato da Giancarlo Renzetti, dovrà spiegare agli iscritti e ai quadri delle associazioni
aderenti gli scopi di Confprofessioni, di Confidi Centro Sud,
di Cadiprof e Fondoprofessioni.
Sul fronte istituzionale, il gruppo di lavoro Formazione dovrà
attivare rapporti con la Regione
Lazio sul tema della formazione
professionale, al fine di accedere ai contributi europei dedicati.
Il gruppo di lavoro Informazione e organizzazione eventi, che
fa capo a Mauro Grimani, avrà
il compito di selezionare e promuovere le informazioni e le
iniziative del sistema confederale presso le associazioni ade-
renti, oltre a diffondere presso
i media e gli organi di stampa
i comunicati relativi alle attività
di Confprofessioni Lazio.
Il gruppo di lavoro Sviluppo
rapporti istituzionali, affidato
alla guida di Andrea Dili, sarà
impegnato a gestire e potenziare i rapporti con gli esponenti
delle istituzioni (Regione e Comune di Roma in particolare).
Allo stesso tempo dovrà predisporre le linee di merito su argomenti politici per gli incontri
tra istituzioni e parti sociali a
Il gruppo di lavoro dedicato
alla Contrattazione, responsabile Andrea Parlagreco, dovrà
predisporre le linee per il contrato di secondo livello che sarà
sottoposto all’approvazione del
Consiglio regionale di Confprofessioni; gestire la trattativa
con le controparti sindacali;
illustrare alle associazioni aderenti le opportunità del contrat-
to di lavoro di primo e secondo
livello; informare gli studi professionali laziali sugli obblighi
Il gruppo di lavoro Sanità, coordinato da Antonio Verginelli,
provvederà a proporre soluzioni in materia di strutture sanitarie e di spesa sanitaria che,
nel Lazio, rappresenta oltre
l’80% della spesa regionale.
Ognuno ha iniziato a mettersi
al lavoro finalmente facendo
forza sulle proprie competenze
In particolare nel Gruppo di
lavoro dedicato alla Contrattazione e in generale all’Area
Lavoro, che mi onoro di Rappresentare, stiamo cercando di
costituire un Gruppo che possa
proporsi come valido interlocutore in sede di Contrattazione
di secondo livello ma anche e
soprattutto come promotore di
possibili soluzioni non solo nel
mercato del lavoro ma anche
nella nostra attività libero professionale.
Con questi obiettivi siamo riusciti a raggiungere un primo
Attraverso una delibera della
Giunta votata all’unanimità, la
Presidente Elvira Bellelli ha
conferito una Delega di Rappresentanza Sindacale Territoriale
ai Presidenti delle Up Lazio.
Questo fa sì che Confprofessioni può rappresentare i Datori
di Lavoro nelle Conciliazioni in
sede Sindacale.
E che a rappresentare Confpro-
fessioni siano i Colleghi Consulenti del Lavoro.
Una prima conseguenza è stata che il Collega Mario Annaro, Presidente UP di Roma, ha
già depositato la propria firma
presso la DTL.
Abbiamo in mente di costituire
delle Commissioni, di rendere
ulteriori servizi ai Colleghi e
alle Aziende assistite dai Colleghi.
Abbiamo iniziative in serbo che
renderemo pubbliche a breve.
Abbiamo però anche desiderio
di vedere sempre più Colleghi
coinvolti nelle iniziative che andremo a fare.
Sarà nostro compito comunicare costantemente e cercare di
accogliere proposte che dovessero arrivare.
Al via dal prossimo numero la voce dei Presidenti delle Consulte,
con interviste puntuali atte a dare visione e voce al lavoro ed alle
esigenze specifiche dei territori che, in attuazione degli indirizzi
del Consiglio, continuano a portare avanti un costante impegno
bbiamo intervistato Valentina Torresi, nella sua qualità di Responsabile della competente
Commissione, che si interfaccia costantemente con i Presidenti delle Consulte Territoriali,
per valorizzarne e far conoscere il loro lavoro sul territorio. Un importante impegno che, in
attuazione degli indirizzi del Consiglio Provinciale di Roma, restituisce un valido strumento di
servizio al lavoro alla Categoria ed al lavoro stesso.
Ci può spiegare il significato delle Con- Quello che si ribadisce degli auspici con i quali
sulte di Municipio/Quadrante Provin- sono state costituite è che tale realizzazione sia
sempre vista anche come la necessaria azione per
Le Consulte, sono il frutto del decentramento del far lievitare la democrazia partecipativa.
Roma e costituiscono il
vi siete posti con
nuovo punto di riferimenquesto Progetto?
to tra professionisti, pubL’obiettivo che ci siablica amministrazione,
mo posti e che stiamo
imprenditori e cittadini,
realizzando è quello di
tali da consentire, ove
creare una Consulta
possibile, la semplificaper il Lavoro della Citzione dei procedimenti
tà di Roma Capitale,
burocratici, lo scambio di
un organo che, rececomunicazione e le buopendo le informazioni
ne prassi fra zone diverse
da tutti i CdL romadel territorio, oltre ad ofni, tramite le stesse
frire una vasta gamma di
consulte periferiche,
servizi a disposizione dei
andrà a costituire un
Valentina Torresi - Consigliera del Consiglio Provinciale di Roma
diversi Municipi/Comuosservatorio indipene Responsabile della Commissione Consulte Territoriali
ni di Provincia.
dente e privilegiato
In un clima dove molte
sono le occasioni per perdere di vista l’aspetto col- di Roma Capitale e della sua provincia.
lettivo e sociale dei problemi, incentivare i proces- Per spiegarci meglio, la Consulta diverrà in grado
si di partecipazione significa aumentare il proces- di mettere a disposizione degli organi istituzionali
so di corresponsabilizzazione di tutti i Colleghi.
interessati (parti sociali ed organi competenti del-
la PA) una sorta di “cruscotto operativo”, con dati
reali e significativi sull’occupazione e non solo.
In sintesi dunque quale il lavoro sul quale i Presidenti ci relazioneranno sui prossimi numeri?
-	Creare una rete di comunicazione per coinvolgere i Consulenti del lavoro e tutti gli stakeholders per la soluzione dei problemi specifici del
-	Promozione e innovazione delle tecnologie di
rete ad uso degli attori coinvolti;
-	Rendere più vicini gli utenti tramite un uso più
intelligente e razionale delle risorse disponibili;
-	Promozione di una occupazione utile e conforme alle esigenze del mercato, quindi stabile;
-	Diffusione di buone prassi del lavoro per consentire lo sviluppo di modelli organizzativi e di
controllo della sicurezza e salute per piccole e
-	Promozione dei principi della responsabilità
sociale e di territorio.
L’incentivo per le assunzioni dei giovani di eta’ compresa
tra i 18 ed i 29 anni
Former Direttore della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena
mpia eco sui “media” ha avuto l’incentivo previsto dall’art. 1 del D.L. n. 76/2013, poi convertito nella legge n. 99/2013, finalizzato a fornire una risposta al problema della disoccupazione giovanile: l’obiettivo che mi pongo, con questa breve riflessione, è quello di valutarne
l’impatto sotto l’aspetto concreto delle agevolazioni e soprattutto di confrontarlo con quello
“consolidato” dell’apprendistato.
Ritengo necessario, prima di
entrare nel merito della trattazione, sottolineare come qualunque agevolazione o beneficio
connesso all’assunzione di lavoratori debba essere preceduto
dalla presenza di condizioni che
inducano i datori di lavoro ad aumentare il proprio organico: se
non vengono rimossi gli ostacoli
(la crisi che stiamo attraversando da anni è, in gran parte, crisi
di consumi ma anche di effetti
correlati che non incentivano
la produzione), ha poco senso
parlare di incentivi, magari aggiungendone altri ad una legislazione che già ne prevede di
ogni tipo. Vale la pena di ricordare come un vecchio assunto,
oltremodo valido nella situazione attuale del nostro Paese, affermi che non è la Legislazione
a creare nuovi posti di lavoro ma
è il contesto nel quale gli stessi
si calano.
Il provvedimento ipotizzato
dall’art. 1 della legge n. 99/2013,
non ha natura strutturale, ma
sperimentale e riguarda le assunzioni che sono effettuate
provvedimento di attivazione
dei fondi attraverso gli atti di
riprogrammazione, previsti al
comma 12 e già destinati ad
altri scopi, oppure, in altri casi
(comma 15) dalla data di pubblicazione del provvedimento con
il quale le Regioni e le Province
Autonome programmano ulteriori incentivi (cosa, al momento, non avvenuta) nell’ambito
delle risorse POR 2007 – 2013.
Le agevolazioni sono “a tempo”
e si esauriranno con le assunzioni effettuate entro il 30 giugno
2015. La dizione un po’ contorta
utilizzata per individuare la data
dalla quale i datori di lavoro possono chiedere le incentivazioni,
va individuata con la data del decreto n. 48 del Ministero dell’Economia e delle Finanze che è il
7 agosto 2013, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del successi-
vo 21 agosto e reso noto dal Ministero del Lavoro sul proprio
sito web il successivo 16 settembre. L’INPS, con circolare n. 131
del 17 settembre 2013, ha fornito le proprie indicazioni operative per la fruizione dell’incentivo.
Come dicevo pocanzi, il provvedimento ha natura sperimentale
e viene instituito nel limite delle
risorse individuate ai commi 12
e 16 dell’art. 1: esso è destinato
a quei datori di lavoro (quindi
anche non imprenditori, ma con
l’eccezione dei datori di lavoro
domestici) che assumano con
contratto a tempo indeterminato (anche a tempo parziale) lavoratori di età compresa tra i 18 ed
i 29 anni (che, sostanzialmente,
sono 29 anni e 364 giorni, attesa
l’interpretazione amministrativa fornita per gli apprendisti per
i quali, nel D.L.vo n. 167/2011,
era stata utilizzata la medesima
dizione), i quali siano in possesso di uno dei seguenti requisiti
(disgiunti tra loro):
a)	un impiego regolarmente
non retribuito da almeno sei
mesi. Tale elemento va interpretato alla luce del DM 20
marzo 2013 (G.U. del 2 luglio
2013), in base al quale esso si
considera posseduto anche
se il giovane è stato dipendente con un contratto a termine
non superiore a sei mesi o se,
per lo stesso periodo, ha prestato attività di lavoro autonomo o parasubordinato per un
reddito non superiore a 4.800
euro, o 8.000 euro per le collaborazioni coordinate e continuative e le altre prestazioni
ex art. 50, comma 1, lettera cbis, del DPR n. 917/1986. Sul
punto, occorre considerare
quanto affermato dal Ministero del Lavoro nella circolare n. 24 del 25 luglio 2013,
quando ha affermato che il
limite temporale dei sei mesi,
citato nel DM del 20 marzo
u.s., non si riferisce tanto alla
regolarità del rapporto ma
alla rilevanza sotto il profilo
b)	non possesso di un diploma
di scuola media superiore o
professionale. Tale incentivo
si propone di facilitare l’ingresso sul mercato del lavoro
dei giovani che hanno titoli di
studio poco “spendibili” ;
In sede di conversione è stata
cancellata la lettera c) che prevedeva il “viver soli con persone
a carico”.
Le assunzioni possono essere
effettuate anche con contratto di apprendistato, in quanto
l’art. 1, comma 1, del D.L.vo n.
167/2011, lo definisce come tipologia a tempo indeterminato,
pur se, alla luce della circolare
INPS n. 131/2013, occorrerà
valutare come opereranno gli
incentivi:in ogni caso, ricorda
l’Istituto, non potranno supera-
re l’importo della contribuzione
dovuta per il medesimo lavoratore.
Le assunzioni debbono comportare un incremento occupazionale netto che viene calcolato
secondo un sistema già in uso
(si pensi alle assunzioni incentivate con il credito d’imposta
in alcune aree del Paese che si
chiama ULA- unità lavorative
annue – cui fa riferimento il Regolamento CE n. 800/2008), il
quale prende in considerazione
il numero dei lavoratori rilevato
ogni mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei
dodici mesi precedenti l’assunzione. Il calcolo comprende tutte le tipologie a termine (si conta soltanto il sostituito, in caso
di assunzione in sostituzione)
o a tempo indeterminato, le utilizzazioni con contratto di somministrazione, mentre restano
escluse le prestazioni di lavoro
accessorio. I lavoratori a tempo
parziale vengono calcolati “pro
– quota” secondo la previsione
dell’art. 6 del D.L.vo n. 61/2000.
L’incremento occupazionale va
verificato al netto delle diminuzioni verificatesi in società
controllate o collegate ex 2359
c.c. o facenti capo, anche per
interposta persona, allo stesso
soggetto Questo articolo afferma che sono considerate società
a)	le società in cui un’altra società dispone della maggioranza
dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;
b)	le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza
dominante nell’assemblea ordinaria;
c)	le società che sono sotto influenza dominante di un’altra
società in virtù di particolari
vincoli contrattuali con essa.
d)	ai fini dell’applicazione di
quanto previsto ai punti a) e
b) vanno computati anche i
voti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e
ad interposta persona, mentre non vanno computati i
voti spettanti per conto terzi.
Sono considerate collegate le società sulle quali un’altra società
esercita un’influenza notevole.
L’influenza si presume quando
nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno 1/5 dei
voti o un 1/10 se la società ha
azioni quotate in mercati regolamentati.
L’incremento nel numero dei
dipendenti deve, ovviamente,
esistere al momento dell’assunzione, ma esso va mantenuto
per ogni mese di calendario di
vigenza dell’incentivo, cosa che
comporta un continuo monitoraggio che va esteso anche alle
imprese appartenenti allo stesso gruppo: il venir meno dell’incremento fa perdere il beneficio
(circ. INPS n. 131/2013). Ricordo, peraltro, che, ai sensi dell’art.
40, paragrafo 4, del regolamento
CE n. 800/2008 l’incentivo viene
riconosciuto pur se l’organico
non viene mantenuto per una
delle seguenti cause:
a)	dimissioni del lavoratore,
diverse dalle dimissioni per
b)	invalidità sopravvenuta o decesso del lavoratore;
c)	pensionamento per raggiunti
d)	riduzione volontaria dell’orario di lavoro;
e)	licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo.
Con l’assunzione a tempo indeterminato si realizza, ovviamente, la stabilità nel posto di
lavoro: ciò significa applicazione integrale delle tutele ex art.
18 della legge n. 300/1970 (nella versione riformata dalla legge n. 92/2012) o della legge n.
108/1990, ma anche piena computabilità ai fini dell’applicazione di particolari istituti come il
collocamento dei disabili previsto dalla legge n. 68/1999 per i
datori di lavoro dimensionati oltre le quindici unità. Ovviamente, quanto appena detto non vale
se l’assunzione avviene con contratto di apprendistato, durante
il quale i giovani in organico con
tale tipologia sono esclusi dalla
base di calcolo per l’applicazione di particolari istituti previsti dalla legge o dal contratto
collettivo e, durante il periodo
formativo, possono essere licenziati soltanto per giusta causa o
Tutto questo che si può far rientrare tra le agevolazioni di natura normativa non è indifferente
e, a mio avviso, rappresenta un
fattore fondamentale nella gestione delle aziende, anche in
attivando l’art. 2118 c.c., il rap-
porto con il giovane può legittimamente risolversi prima del
“consolidamento” del rapporto,
al termine del periodo formativo. Ovviamente, il datore di lavoro che intendesse assumere
nuovi apprendisti è vincolato dal
rispetto delle percentuali (nelle
imprese con oltre nove dipendenti la percentuale di mantenimento in servizio è del 50% - il
30% nel primo triennio di vigenza della legge n. 92/2012), ma
è anche vero che nelle stesse il
rapporto massimo di assumibili
rispetto ai qualificati o specializzati è di 3 a 2, mentre in quelle
più piccole è del 100%, mentre in
quelle artigiane valgono i limiti
dimensionali più favorevoli individuati dall’art. 4 della legge n.
443/1985.
Continuando a fare un paragone
tra i benefici previsti dall’art. 1
della legge n. 99/2013 e quelli
relativi all’apprendistato professionalizzante non si può non
rimarcare come sotto l’aspetto
esclusivamente economico l’assunzione a tempo indeterminato comporti nel primo caso
la piena applicazione del trattamento economico previsto dal
CCNL per quel determinato livello di inquadramento, mentre
nel secondo, per tutta la durata
del periodo formativo, la retribuzione può essere anche di
due livelli inferiori a quello finale o in percentuale progressiva
con l’anzianità qualora ciò sia
esplicitamente previsto dall’accordo collettivo di riferimento.
È ben vero, tuttavia, che nell’apprendistato occorre seguire un
secondo le previsioni contrattuali ed uno esterno, sulle competenze di base e trasversali,
secondo gli orientamenti fissati
dalle Regioni, ma è anche vero
che le ultime disposizioni contenute nell’art. 2 della legge n.
99/2013 sembrano andare verso
A ciò va aggiunto, pur se il tutto
appare come una agevolazione
di carattere minore, che le spese sostenute per la formazione
sono deducibili ai fini dell’imposta IRAP.
dei benefici previsti per le assunzioni ex art. 1, occorre, per
completezza di informazione,
ricordare che l’art. 40 del Regolamento CE n. 800/2008, richiamato al comma 1, fissa i principi
concernenti gli aiuti finalizzati
a favorire l’assunzione di lavoratori svantaggiati affermando
che i regimi di aiuti sono esenti dall’obbligo di notifica ex art.
88, comma 3, paragrafo 3, del
trattato CE a condizione che
siano soddisfatte alcune condizioni comprese ai paragrafi da 2
a 5 che riguardano sia la durata
massima dell’incentivo, che il
limite teorico massimo del beneficio (50% del costo del lavoro per un anno), che l’aumento
netto dell’organico rispetto alla
media dei dodici mesi precedenti. Tali condizioni sono destinate
a favorire quei giovani che per
oggettive condizioni (“status”
di disoccupato, titolo di studio
o professionale poco adeguato)
hanno difficoltà ad entrare sul
mercato del lavoro. Da ciò si deduce non è necessaria la presentazione dell’autocertificazione
sul “de minimis” prevista dalla
circolare n. 128/2012 per i rapporti di apprendistato instaurati
nel periodo 1° gennaio 2012 – 31
dicembre 2016, nelle imprese
dimensionate fino a nove dipendenti.
L’incentivo viene corrisposto per
18 mesi, mediante conguaglio
contributivo (per l’agricoltura si
seguono le regole specifiche del
settore) ed è pari ad 1/3 della retribuzione mensile lorda ai fini
previdenziali e, in ogni caso, non
può superare i 650 euro mensili.
Se, invece, ci si trova di fronte ad
una trasformazione del rapporto
da tempo determinato a tempo
indeterminato (vale anche per
la somministrazione), l’incentivo, sempre nei limiti massimi di
650 euro mensili e con le modalità del conguaglio, viene corrisposto per 12 mesi, a condizione che ricorrano le condizioni
soggettive riferite ai lavoratori
ai punti sopra evidenziati (non
deve aver compiuto i trenta anni
al momento della decorrenza
della trasformazione, potendo
la stessa esser, tuttavia, anticipata, secondo la previsione della
circolare INPS n. 131/2013) e
che la trasformazione comporti
un incremento occupazionale,
con “esclusione dei lavoratori in
riferimento ai quali il datori di
lavoro abbiano già beneficiato
dell’incentivo”. Per aver diritto
a tale agevolazione il datore di
lavoro deve procedere, entro un
mese, all’assunzione di un altro
lavoratore che, peraltro, può anche non essere in possesso dei
requisiti previsti ai punti a) e b).
La disposizione non parla delle
tipologie contrattuali mediante
le quali deve avvenire l’ulteriore
assunzione, affermando, soltanto, che deve essere un “contratto di lavoro dipendente”. Qualora si richieda di essere ammessi
all’incentivo per la trasformazione di un rapporto di lavoro instaurato con un soggetto
“privo d’impiego regolarmente
retribuito da almeno sei mesi”,
la condizione deve sussistere al
momento della trasformazione:
da ciò discende che, ai soli fini
dell’ammissione all’incentivo,
la trasformazione deve avvenire entro i sei mesi successivi
all’inizio del rapporto oggetto
di trasformazione, anche in anticipo rispetto alla scadenza.
L’agevolazione spetta anche per
le trasformazioni a tempo inde-
terminato di contratti stipulati a
scopo di somministrazione, sia
essa a tempo determinato che
La circolare n. 131/2013 ha precisato che nel caso in cui l’assunzione o la trasformazione non
avvengano a partire dal primo
giorno del mese di calendario,
i massimali del primo e dell’ultimo mese di vigenza dell’incentivo si riducono, convenzionalmente, ad una misura pari
a tanti trentesimi di 650 euro
quanti sono i giorni del rapporto agevolato compresi nel mese
di riferimento. In tali ipotesi, se
sarà necessario correlare l’agevolazione a una quota della retribuzione mensile, anche la base
convenzionale del beneficio è ridotta ed è rappresentata da tanti trentesimi della retribuzione
quanti sono i giorni del rapporto
agevolato compresi nel periodo
Il “bonus economico” è, nella sostanza, uno sgravio contributivo
riconosciuto come conguaglio
sui contributi mensili dovuti:
conseguentemente, per poterne
“godere”, il datore di lavoro deve
anche essere in possesso della
regolarità contributiva e deve
applicare i contenuti economici
e normativi del CCNL di categoria e, se esistenti, di quelli di
secondo livello. Tale principio,
di carattere generale, si desume
dall’art. 1, comma 1175, della
legge n. 296/2006 e dalle circolari del Ministero del Lavoro
n. 5 e 34 del 2008 ed è ribadito,
a chiare note, dalla circolare
INPS n. 131/2013. Tutto questo ragionamento riferito alla
contribuzione non vale per l’apprendistato la cui contribuzione
“normale” per scelta politica del
Parlamento, finalizzata a favorire l’occupazione dei giovani, è
del 10% (ora 11,61%), dura per
tutta la durata della formazione
(tre anni o anche cinque nelle
qualifiche del settore artigiano
e non diciotto mesi) ed, inoltre,
in caso di “consolidamento del
rapporto” al termine del periodo
formativo, l’agevolazione contributiva viene prorogata di altri
dodici mesi (cosa che, a mio parere, è molto più appetibile).
Come già affermato, l’assunzione a tempo indeterminato del
giovane può avvenire anche
ma, chiarisce la circolare INPS
n. 131/2013, “in considerazione
della circostanza che per il rapporto di apprendistato l’ordinamento già prevede una disciplina di favore – caratterizzata da
forme di contribuzione ridotta
rispetto alla contribuzione ordinaria, altrimenti dovuta dal
datore di lavoro -, l’incentivo
previsto dall’art. 1 del D.L. n.
76/2013 per l’assunzione di un
apprendista non può superare
mensilmente l’importo della
contribuzione dovuta dal datore
di lavoro per il medesimo apprendista (ad esempio, a fronte
di una contribuzione mensile
pari all’11,61% - quota a carico
del datore -, l’incentivo spetterà
nella misura mensile dell’11,61%
previdenziale)”. Da quanto appena detto emerge, a mio avviso, la
circostanza che l’apprendistato
continua ad avere la propria specificità e che, nel caso di specie,
unicamente per l’importo contributivo mensile maggiorato.
La nota INPS sopra citata prevede, al punto 6, anche la possibilità che su quel tipo di incentivo,
vi sia la necessità di un coordinamento anche con altri benefici (ad esempio, art. 25, comma
9, della legge n. 223/1991): anche in questo caso l’incentivo ex
art. 1 è applicabile mensilmente in misura non superiore alla
contribuzione agevolata dovuta
dal datore di lavoro per quel la-
voratore.
Ai fini del godimento degli incentivi la disposizione rimanda
alle condizioni previste dall’art.
4 comma 12 della legge n.
92/2012 (rispetto dei diritti di
precedenza legali e contrattuali,
anche riferiti a precedenti risoluzioni del rapporto o a contratti
a termine, o ad obblighi scaturenti dalla legge- ma gli incentivi in favore dei disabili ex art.
13 della legge n. 68/1999 “sono
fuori” in quanto speciali -, o a situazioni di crisi con intervento
di misure di sostegno del reddito), dall’art. 4, comma 13 (criteri per la determinazione del
diritto agli incentivi ed alla loro
durata) e dall’art. 4, comma 15
(perdita degli incentivi per inoltro tardivo telematico della comunicazione di assunzione per
il periodo decorrente tra l’inizio
del rapporto agevolato e la data
della comunicazione). Sul punto
è opportuno fare un rinvio alla
circolare INPS n. 137/2012 che
ha trattato la materia in maniera
complessiva e ponderata.
Vele la pena di ricordare come
per l’apprendistato che è un contratto a contenuto formativo e
che ha una contribuzione “propria” (11,61%) e non agevolata,
non è espressamente richiesto
il rispetto dei principi appena
L’incentivo, ricorda la circolare
n. 131/2013 al punto 5.4 è altresì
subordinato (le condizioni vanno menzionate nella domanda di
ammissione all’agevolazione):
a)	alla circostanza che il datore
di lavoro non rientri tra coloro
che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o
depositato in conto bloccato,
gli aiuti individuali definiti
come illegali o incompatibili
(art. 1, par. 6, regolamento
CE n. 800/2008 e art. 46 della
legge n. 234/2012);
b)	alla circostanza che il datore
di lavoro non sia un’impresa
in difficoltà, come definita
dall’art. 1, par. 7, del Regolamento CE n. 800/2008.
Quanto appena detto non è riscontrabile per la contribuzione
relativa all’apprendistato.
L’incentivo, rispetto al quale
l’INPS ha fornito le prime indicazioni operative con la più volte citata circolare n. 131/2013,
adeguando le proprie procedure
informatiche (comma 9), viene
riconosciuto in base all’ordine
cronologico riferito alla data di
assunzione più risalente in relazione alle domande pervenute.
Il nuovo comma 14 prevede, in
modo preciso e puntuale, la procedura di approvazione da parte
dell’INPS con tempi certi e cadenzati (3 giorni dall’istanza per
la verifica dei fondi disponibili
– la risposta avviene esclusivamente in via telematica -, 7 giorni successivi per la comunicazione di avvenuta assunzione).
La “non assunzione” comporta
la decadenza dalla riserva di
prenotazione dell’incentivo, rimesso a disposizione di ulteriori
Per l’ammissione al beneficio il punto 7 della circolare n.
131/2013 afferma che il datore
di lavoro deve presentare all’Istituto una istanza preliminare
di ammissione all’incentivo precisando il nominativo del lavoratore interessato e la Regione
di esecuzione della prestazione
lavorativa. La domanda deve
essere inoltrata esclusivamente attraverso il modulo on-line
“76-2013” che si trova all’interno
dell’applicazione “DiResCo –
del contribuente – sul sito www.
inps.it. Su questo punto è intervenuta la circolare n. 138 del 27
settembre 2013 che ha fissato il
giorno e l’ora dalla quale possono essere presentate le istanze
(ore 15,00 del 1° ottobre 2013)
che ha, altresì, precisato i vari
stati/esiti che possono essere
attribuiti alle istanze di prenotazione ed il loro significato:
a)	aperta: istanza presentata ma
non ancora elaborata dai sistemi informativi dell’INPS;
b)	accolta: istanza elaborata ed
accolta per disponibilità dei
c)	rifiutata preliminare: istanza
di prenotazione elaborata e
rifiutata per indisponibilità
dei fondi. La domanda sarà,
comunque, rielaborata con la
precedenza cronologica, entro un limite temporale di 30
d)	rifiutata definitiva: dopo 30
giorni l’istanza “rifiutata preliminare” si trasforma in “rifiutata definitiva”;
e)	scaduta: l’istanza di prenotazione accolta in precedenza
dai sistemi informativi, non
è stata successivamente confermata dal datore di lavoro
f)	annullata: l’istanza di prenotazione è stata annullata direttamente dall’interessato.
Tale operazione è possibile
soltanto per le domande di
prenotazione che si trovano
nello stato “Aperta”, oppure
“Rifiutata preliminare”;
g)	confermata: istanza di prenotazione accolta, alla quale ha
fatto seguito la domanda definitiva del datore di lavoro.
All’interno dell’applicativo “Di.
Res.Co” è possibile consultare la
consistenza disponibili per ogni
Regione o Provincia Autonoma:
la disponibilità viene aggiornata
con cadenza quotidiana e varia
in ordine alle istanze accolte
ammesse al beneficio.
È ovvio che tutte le agevolazioni debbano essere valutate e
considerate alla luce dei risultati e della loro “sedimentazione
nell’humus” ove sono destinate
a crescere e quindi, al momento,
attesa anche la esiguità dei fondi
al momento stanziati per tutto
il 2013 almeno nel centro nord
(cosa che ha portato, in breve,
al loro esaurimento in Regioni,
come la Lombardia e l’ Emilia – Romagna), non è possibile
fornire un giudizio esaustivo.
Tuttavia, per quel che può esser
un esame di primo approccio
(anche nella previsione di rendere strutturale tale incentivo),
si può affermare che la “concorrenza”
professionalizzante sembra penalizzarlo: probabilmente, con
alcune correzioni e, soprattutto,
riferendolo (magari, previo accordo con le Autorità comunitarie) alla fascia “30 – 35 anni” priva di incentivazioni, il beneficio
previsto dall’art. 1 della legge n.
99/2013 potrebbe ottenere una
più favorevole accoglienza.
*(Queste considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’Autore e non impegnano in alcun modo l’Amministrazione di
chil’ha vista?
Riflessioni a tre anni dall’entrata in vigore
dell’istituto previsto dal collegato lavoro 2010
tre anni dal collegato lavoro sembra calato il silenzio sulla clausola compromissoria nei contratti di lavoro. Nel 2010 infatti fu la legge 183, dopo un iter travagliato, ad inserire nell’ordinamento lavoristico tale istituto affidandone la ricognizione ed il controllo alla contrattazione
collettiva ed alle commissioni di certificazione.
La clausola compromissoria trova la sua definizione
nell’art. 808 del c.p.c. che statuisce la possibilità per
le parti contrattuali, di deferire a soggetti terzi (dal
dettato della norma chiamati arbitri) le controversie
non ancora insorte e concernenti un rapporto o un
atto. In buona sostanza con una decisione “ex ante”
si stabilisce che per determinati argomenti (purché
possibili oggetto di convenzione d’arbitrato) ci si rivolgerà ad un arbitro in caso di disaccordo.
La clausola - è previsto - che risulti da atto avente
la forma richiesta per il compromesso dall’art. 807
c.p.c., da cui se ne differenzia per il momento di vigenza.
L’articolo appena citato prevede due elementi precisi a pena di nullità: atto scritto e la determinazione
dell’oggetto della controversia.
Le parti contrattuali secondo il dettato normativo
possono - in sintesi - vincolarsi a rinunciare alla tutela giurisdizionale in caso di controversia in favore
del ricorso ad un arbitro.
Con l’entrata in vigore del collegato lavoro e la riformulazione degli articoli del libro secondo titolo
quarto capo primo del codice di procedura civile si
è assistito ad importanti novità.
La Legge 183/10 ha previsto che l’arbitro possa essere individuato nella commissione di conciliazione
durante il relativo tentativo qualora le parti affidino
a tale soggetto il mandato a risolvere la lite (ex. art.
412 c.p.c.), oppure come previsto dall’art. 412 ter
l’arbitrato può essere svolto presso le sedi e con le
modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti
dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Anche il collegio di conciliazione e arbitrato di cui
all’articolo 412-quater c.p.c. può fungere da soggetto decisore di controversie. Tale collegio è composto da un rappresentante di ciascuna delle parti
e da un terzo membro, in funzione di presidente,
scelto di comune accordo dagli arbitri di parte tra
i professori universitari di materie giuridiche e gli
avvocati ammessi al patrocinio davanti alla Corte
Come si ricorderà l’inserimento nel contratto di
lavoro di una clausola compromissoria è possibile
solo ove ciò sia previsto da accordi interconfederali
o contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Già all’inizio del 2011 alcuni contratti collettivi avevano recepito in “ipotesi di accordo” la possibilità di
sottoscrizione della clausola compromissoria.
Recepimenti non esenti da critiche. Un esempio è
dato dal settore terziario e di altri (si pensi anche
agli studi professionali) in cui fra i sottoscrittori non
appare la C.g.i.l.
La previsione dell’art. 31 c.10 del “collegato” consente di ricondurre ad un arbitro le controversie
future fra datore di lavoro e lavoratore per i rapporti
oggetto di cui al art. 409 c.p.c. che - ricordiamo –
1) rapporti di lavoro subordinato privato, anche se
2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di
compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni
specializzate agrarie;
3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si
concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale,
anche se non a carattere subordinato;
che svolgono esclusivamente o prevalentemente
5) rapporti di lavori dei dipendenti di enti pubblici
ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreché
non siano devoluti dalla legge ad altro giudice.
Nella norma citata (art. 31 c. 10) il Legislatore, per
qualificare le organizzazioni sindacali abilitate a definire accordi, ha usato il concetto della maggiore
comparazione invece che della maggiore rappresentanza postulando un criterio di differente peso e tentando in tal modo di tagliar fuori quegli organismi che
pur presenti su scala nazionale, non presentano un
peso specifico tale da poter essere considerati più
rappresentativi di altri.
La clausola compromissoria nel contratto di lavoro,
a pena di nullità, deve essere certificata dagli organi appositamente individuati dall’art.76 del D.lgs n°
276 del 2003 quali gli Enti Bilaterali, DTL, Province, le Università pubbliche e private, le fondazioni
universitarie, la direzione generale delle relazioni
industriali e dei rapporti di lavoro, i Consigli Provinciali dei Consulenti del Lavoro con competenza
Davanti alle commissioni di certificazione le parti
possono farsi assistere da un legale di loro fiducia o
da un rappresentante dell’organizzazione sindacale
o professionale a cui abbiano conferito mandato.
Le commissioni di certificazione hanno un ruolo
non di poco conto in quanto sono tenute ad accertare, all’atto della sottoscrizione della clausola compromissoria, l’effettiva volontà delle parti di devolvere ad arbitri le eventuali controversie nascenti dal
In questa fase - attraverso dichiarazioni di responsabilità o domande specifiche rivolte al lavoratore
in sede di audizione – si vuole accertare che il lavoratore sia libero da condizionamenti e che effettivamente voglia, congiuntamente al datore di lavoro,
demandare ad organismo terzo, diverso dalla magistratura ordinaria, la decisione relativa a future
liti o problematiche del suo rapporto lavorativo.
Ovviamente tale accertamento opererà nei limiti
della ordinaria diligenza non potendo spingersi
ad attivare procedure di pertinenza di altri
All’inizio dell’iter legislativo della L
183/10, si era assistito ad una versione più netta della possibilità di utilizzo dell’arbitrato
in materia di lavoro con
le inevitabili critiche
di talune parti sociali.
perGMO
La circolare 150 2013 dell’INPS: i chiarimenti
dell’Istituto su un’agevolazione sino ad ora
ancora fantasma
ome si ricorderà e come preannunciato dal precedente Ministro del Lavoro, dopo registrazione da parte della Corte dei Conti,è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto
direttoriale 19 aprile 2013, di concessione di un beneficio a favore dei datori di lavoro privati
che nel corso del 2013 assumano, a tempo determinato o indeterminato, anche part time o
a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati nei dodici mesi precedenti l’assunzione. Tale decreto ha poi subito un’ integrazione con altro successivo decreto direttoriale, il n° 390 del 3 giugno
u.s.. Il testo coordinato dei due decreti è presente sul sito del Ministero del lavoro.
Si ricorda qui brevemente che
per la fruizione del beneficio i
datori di lavoro che vi abbiano
interesse dovranno inoltrare
una istanza all’Inps, esclusivamente in via telematica,
indicando i dati relativi all’assunzione effettuata, con le modalità stabilite dall’Istituto. Il
Decreto di che trattasi prevede
un bonus di 190,00 euro mensili di beneficio contributivo da
portare in conguaglio a credito
con la denuncia mensile.
L’importo dell’incentivo - soggetto alle regole de minimis - è
pari a 190,00 euro mensili per
un periodo di 12 mesi, in caso
di assunzione a tempo indeterminato, riproporzionabile in
caso di rapporto part time.
L’ importo è corrisposto per
un massimo di 6 mesi invece
in caso di assunzione a tempo determinato – e comunque
entro la durata del rapporto -
quindi anche per la somministrazione. Il DM prevede per
la fruizione del beneficio l’obbligo per il Datore di prestare
all’assunto sul posto di lavoro
anche mediante il ricorso ai
fondi della formazione continua regionale.
La modalità per la fruizione
del beneficio rientra nelle competenze dell’ Inps con apposita
procedura informatizzata e automatica, fino a capienza delle
risorse stanziate, pari a 20 milioni di euro.
Solo poche cifre: in caso di
assunzioni tutte a tempo indeterminato f.t. il beneficio potrà
riguardare a livello nazionale
solo 8.777 persone per esaurire tutto il fondo destinato,
mentre in caso di assunzione a
tempo determinato solo 17.500
Ma ora l’Inps, come detto,
dopo la Circolare 13 del 2013
ritorna sull’argomento per fornire i chiarimenti che aveva
parzialmente anticipato.
A seguito dei chiarimenti forniti dal Ministero del Lavoro e
delle Politiche Sociali l’Istituto
scioglie parzialmente la riserva formulata con la predetta
Circolare e precisa quanto segue in termini di blocco degli
tali lavoratori:
a.	non è possibile riconoscere
le agevolazioni per le assunzioni, effettuate nel 2013, di
lavoratori licenziati prima
b.	non è possibile riconoscere
le agevolazioni per le proroghe e le trasformazioni a
tempo indeterminato, effettuate nel 2013, di rapporti
agevolati instaurati prima
c.	in via cautelare deve ritener-
si anticipata al 31.12.2012 la
scadenza dei benefici connessi a rapporti agevolati,
instaurati prima del 2013
con lavoratori iscritti nelle
liste di mobilitàa seguito di
La Circolare conferma però
che per le assunzioni o proroghe o trasformazioni effettuate
nel corso del 2013 di detti lavoratori potranno essere fruite
le agevolazioni di cui a decreti
direttoriali di cui sopra nn °
264 e 390, entrambi del 2013,
emanati dal Ministero del Lavoro. Una prossima Circolare
preciserà le modalità relative alle istanze telematiche ed
alla fruizione operativa da parte dei datori di lavoro, esclusi
quelli domestici.
La Circolare affronta anche
il problema delle assunzioni
degli apprendisti dalle liste di
mobilità, ed in tal caso della
c.d. (oramai ex) piccola mobilità, in relazione all’art. 7
comma 4 D.lgs 167/2011 (T.U.
Apprendistato),
che saranno forniti successivamente i chiarimenti necessari,
dopo riscontro con il superiore
Ministero, per la corretta individuazione della disciplina applicabile a detti rapporti.
Salvati dalla“rete”
Quando assumere insieme
utti salvati dalla “rete”. Pare una trovata pubblicitaria e, invece, è l’effetto – reale e sorprendente - di una serissima e super innovativa disciplina scivolata nelle legge estiva (la
99/2013) che ha convertito il decreto del Fare.
Hai bisogno immediato di manodopera, ma non hai danari a sufficienza? Ci pensa la
Hai voglia di lanciare una sfida di mercato, ma non sai come andrà a finire e se “reggerai” i necessari costi del lavoro? La “rete” provvede ad ammortizzare i tuoi rischi.
Di quale “rete” prodigiosa stiamo parlando?
Ma di quella del contratto di rete di imprese, ovviamente.
Introdotto e disciplinato, come molti sanno, dalla legge 33 del 2009, di conversione del decretolegge 5/2009, il contratto di rete nasce dall’accordo con cui più imprenditori perseguono lo
scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità di essere innovativi
e competitivi sul mercato.
Tra imprese che si “piacciono”, insomma, può
essere definito un programma comune di intervento e di collaborazione in forme e ambiti predeterminati. Nell’esercizio dell’impresa, nello
scambio di informazioni, in prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnologica, eccetera.
Nel tempo il contratto ha conosciuto interessanti “aggiustamenti” che ne hanno aumentato sempre più l’appeal presso gli operatori più
“avanzati”.
Ma è dal 22 agosto di quest’anno che il contratto di rete assesta il suo colpo più spettacolare.
Infatti, con la legge di conversione del decreto
legge 76/2013, viene introdotto un comma 4bis
all’art. 30, D.Lgs 276/2003, che tratta del “di-
stacco”.
E cosa ti prevede questo funambolico (non è
solo un’iperbole, ma, tenuto conto della nostra
storia del diritto del lavoro, la realtà dei fatti)
comma 4bis?
Che nel caso in cui il distacco avvenga tra aziende che hanno sottoscritto un contratto di rete,
l’interesse della parte distaccante (il vero “punto debole” del distacco) sorge “automaticamente”. Come dire che, in presenza di un previdente
contratto di rete tra imprese, qualunque problema di “prestito” di collaboratori tra i datori di
lavoro che vi aderiscono non conosce più timore
alcuno. Insomma, stop alla contestazione (penalmente rilevante) di somministrazioni, distacchi e appalti illeciti. Un risultato mirabolante,
Ma in effetti il contratto di rete può offrire ancora di più. Vediamo.
Sempre il predetto comma 4bis stabilisce che
per le imprese in rete è ammessa “la codatorialità dei dipendenti ingaggiati con regole stabilite
attraverso il contratto di rete stesso”.
Assunzioni congiunte, quindi?
A quali condizioni? Chi pone in essere gli adempimenti? Come si gestiscono i lavoratori assunti
in forma congiunta?
Nessun imbarazzo quanto a riferimenti e fonti
del diritto. Come, chi, eccetera, lo decide direttamente il regolamento del contratto di rete che
le parti si saranno volute dare. In particolare, le
parti dovranno decidere in quale modo “ripartirsi” e gestire i lavoratori.
Nessuna solidarietà è prevista tra le parti stesse: ognuna pagherà la sua parte e basta.
In definitiva, in questi tempi di crisi, uno dei più
begli incentivi all’assunzione. Per le aziende,
in quanto si ripartiscono costi spesso non giustificati dall’impiego e dal beneficio reale. Per i
lavoratori, poiché il più ampio “fronte” datoriale dovrebbe garantire costanti e non declinanti
Sullo stesso solco delle predette assunzioni in
forza di contratti di rete, va osservato che il legislatore d’urgenza (introducendo i commi 3bis-
quinquies all’art. 31, D.Lgs 276/2003), a partire
dal giugno scorso, aveva già pensato alla possibilità di ammettere imprese agricole collegate
all’assunzione congiunta di personale. Sia nel
caso di appartenenza allo stesso proprietario;
sia nel caso di rapporti di rapporti di parentela o
affinità tra proprietari; sia, infine, nell’ipotesi in
cui si sia posto in essere un contratto di rete, in
cui, tuttavia, almeno il 50% delle imprese siano
L’assunzione congiunta in agricoltura (per cui
è prevista solidarietà tra imprese per le obbligazioni contrattuali, previdenziali e di legge),
tuttavia, non risulta immediatamente operativa,
dovendosi attendere un decreto del Ministero
Sia come sia, viste le soluzioni offerte dalla
“rete”, almeno nelle idee il futuro del lavoro è
in materia di crediti
passato quasi inosservato il varo del D.Lgs. n. 192 del 9/11/2012, per l’integrale recepimento della
direttiva europea 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni
Dal 1 gennaio scorso, infatti, le disposizioni contenute nel decreto possono essere applicate ad ogni
pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale.
Sia essa tra privati, ovvero
sia per le aziende, che per
gli imprenditori e i liberi
professionisti. In poche parole
possiamo rivalerci legalmente
sulla clientela che manca
di onorare puntualmente le
parcelle professionali.
La normativa definisce dei termini
perentori per il pagamento delle
spettanze, stanti in 30 giorni
dalla data di ricevimento da
parte del debitore della fattura
o di una richiesta di pagamento
di contenuto equivalente; ed,
esclusivamente per determinate
particolari tipologie di P.A., è
concessa un’estensione di tale
limite fino ad un massimo di
60 giorni dalla ricezione della
È comunque previsto un
termine più ampio nel caso in
cui le parti consensualmente
specifichino per iscritto una
scadenza differente. Inoltre,
sempre esclusivamente per i
privati, resta ferma la facoltà
delle parti di concordare termini
di pagamento a rate. In tali casi,
qualora una delle rate non sia
pagata alla data concordata,
gli interessi e il risarcimento
sono calcolati esclusivamente
sulla base degli importi scaduti.
Ad ogni modo, dal giorno
successivo alla scadenza del
decorrono gli interessi moratori,
senza che sia necessaria la
costituzione in mora, con il
tasso legale di mora relativo al
semestre di riferimento: per il
primo semestre dell’anno cui si
riferisce il ritardo, è quello in
vigore il 1° gennaio dello stesso
anno e per il secondo semestre
quello in vigore il 1° luglio
sempre del corrente anno.
Piu specificatamente il tasso
per i ritardi di pagamento sarà
di almeno 8 punti percentuali al
di sopra del tasso di riferimento
stabilito dalla BCE - Banca
Centrale Europea (citando l’art.
2, lett. e) «“interessi legali di
mora”: interessi semplici di mora
su base giornaliera ad un tasso
che è pari al tasso di riferimento
maggiorato di otto punti
percentuali»), e non è consentito
agli enti pubblici fissare un tasso
di interesse più basso.
Per le imprese e tra privati,
invece, sussiste la possibilità
di accordarsi sul tasso di
interesse dovuto per i ritardi di
pagamento, a patto che questo
non risulti del tutto iniquo per il
Si va ad aggiungere anche un
rimborso spese forfettario a
titolo di risarcimento del danno,
dell’importo di 40 euro spettante
in ogni caso al creditore e da
sommarsi eventualmente agli
ulteriori costi per il recupero del
In Italia, il creditore può già
ottenere dal giudice, entro 30
giorni dal deposito del ricorso, un
decreto ingiuntivo per le somme
in esso indicate (se liquide e
supportate da prova scritta). In
generale, il decreto ingiuntivo
è reso esecutivo decorsi 40
giorni dalla notifica senza che il
debitore si sia opposto. In questo
senso, la procedura italiana
dovrebbe essere dunque già
a livello comunitario dalla nuova
Queste nuove misure in realtà
sono opzionali per le imprese,
esse infatti acquisiscono il diritto
ad agire, ma non sono obbligate
a farlo. Diversamente tali
disposizioni sono obbligatorie
per gli enti pubblici che devono
dare il buon esempio e mostrare
la loro affidabilità ed efficienza
onorando i contratti nei termini
Ma quanti colleghi si sono
realmente avvalsi di questa
normativa?!
Un po’ per carenza di
informazione, un po’ per evitare
la fuga dallo Studio di quella
clientela che, anche se con ampio
ritardo, onora gli impegni presi,
si può dire che questo decreto sia
stato una meteora teoricamente
molto interessante ma di
insidiosa attuazione, applicabile
per lo più nei rapporti con la
Pubblica Amministrazione, o
nei confronti di quei clienti che
alla fine è meglio perdere che
Per quei i colleghi che hanno
la fortuna di poter lavorare
con la P.A., certamente una
minoranza, è garantito quanto
meno un certo margine di
Ma per quei debitori che le
parcelle non le pagano proprio?!
Questo decreto di stampo
dimostrazione che i buoni
propositi non sempre sono in
grado di produrre convincenti
risultati, almeno non per tutti!
Ma de che stamo a parlà a Sor Pasquì?
Der fracco de sordi che li poveri lavoratori (solo quelli dipennenti,
dell’antri nun je ne frega un c.... a nissuno!) c’avranno ‘n più ‘n busta
paga a fine d’ogni mese!
Che dite? Che so pochi? Che ce ne vorrebbero deppiù?
Fate ‘a scoperta dell’acqua carda! Ma certo che ce ne vorrebbero deppiù, ma
pe dalli... ndo li pijeno i bajocchi li Governanti nostri?
C’aveveno solo du mijardi e mezzo a disposizione...dicheno!... a Sor Pasqui
carmateve nun dovete spazzientivve, poi v’o spiego, v’o faccio capì,
apperché ho detto “dicheno”! E così so venuti fori solo 14 cucuzzediqui pe
ffà aumentà li consumi! Pe fa ripartì l’economia!
Ma n’avete capito che pretenneno da fa co a monnezza messa a disposizione?
Nun se vergogneno de gnente!
Sai che c’è fa ‘n padre de famija co qu’a miseria? Manco a compracce li
beneamati “rotoloni reggina”, tanto che ce se pulischeno se manca da magnà?
Vedemo che riesce a fa er Parlamento quanno ce metterà ‘e mani su sta legge
de stabbilità (stabilità de che? De tira a cinghia?) Intanto non tutti hanno
capito che è vero che riducheno er Cuneo ai ‘dipennenti’ ma leveranno li
vari crediti de imposte a tutti!
Che sotto sotto pagheremo otto mijardi per onorà li buffi che c’avemo pe li
‘Derivati’ co e grosse Banche d’affari... nun lo dicheno, come nun dicheno
che stamo a ddà ‘nsacco de sordi a li greci pe ppagà li buffi loro co le
banche tedesche e francesi!
Avete capito che dicheno? Anzi che nun dicheno!!!
Nun ce sta gnente da fa, Sor Pasquino bello! Semo ‘ncravattati!
A granne finanza che ha sempre controllato li capoccioni nostri (vedi Prodi,
Draghi, er Sor Monti e financo a Tremonti co a politica de “a porta che
s’arivorta”), tiene tutti l’itajani pe ‘e pal..., se fa così e basta!
Senza na Zecca nostra, nun se potemo aribellà. Quinni stamese zitti...
A quelli che possono piajasseli je se po’ ddì: “ Pijamese sti quattro
bajocchi che ce alimosinano e famo finta de esse contenti, puro se
cojonati!” E zitti perche ce stanno l’antri che, nvece, se la pijano solo
che nder c...!
Vel’aricordate quanno er Professore c’è diceva che finarmente se vedeva a
luce ‘nfonno ar tunnelle? Antro che treno!!!
O sapete quanti mijardi c’è voleveno apperché ‘n lavoratore itajano c’avesse
o stesso cuneo fiscale de uno tedesco: 60!!!! Poi dicheno pe fortuna che
cc’è l’Europa! Che l’Europa c’è sarva! Che l’Europa livellerà tutto!
Maddechè, aoh!!!
S’arivedemo a Sor Pasqui, vado a piagne a casa mia, me sto a stufà de famme
vede e famme pija ‘ngiro!
Avemo svortato,o no?
Abbiamo trovato la soluzione, o no? Sembra proprio di No!
Ma di cosa disquisiamo Signor Paquino?
Della quantità di denaro che i poveri Lavoratori (soltanto quelli con rapporto di lavoro subordinato, però, gli altri non interessano a nessuno) avranno nella retribuzione alla fine di ogni
Che cosa dite? Che
Avete intuito facilmente! È sicuro che
di soldi ce ne vorrebbero sempre di più
il problema è: dove
reperiti dal Governo,
per avvantaggiare di
Per il Cuneo Fiscale sono stati reperiti a fatica
soltanto due miliardi e mezzo di euro!.È stato
più volte detto!
… Certo che c’è da perdere la pazienza! Ma dovete calmarvi, Signor Pasquino, ve lo spiegherò
perche hanno detto così! Seguitemi...
L’intenzione è stata quella di far ripartire l’economia, lievitando i consumi mettendo a disposizione delle famiglie maggior liquidità mensile…
ben 14 euro!
Avete capito che pretesa? Quali grandi aspettative su un briciolo di ‘rifiuti’ raccattati!
Non hanno proprio pudore!
Mi domando cosa potrà farci un Capo Famiglia
con quella risicata disponibilità in più?
Non credo ‘molto’, forse neanche la carta igienica ci potrà comprare, anche perché non ce ne
sarebbe bisogno visto che, con le ristrettezza
che si profilano, si mangerà molto meno!
Stiamo a vedere se i politici in Parlamento potranno migliorarla questa Legge di Stabilità
(Stabilità in cosa? Forse nel reprimere le necessità!).
Nel frattempo è passato inosservato che se
il Cuneo Fiscale è in
qualche modo ridotto e ai soli Lavoratori
subordinati, i Crediti
d’Imposta invece saranno ridotti per Tutti!!!
… E anche che, per
con i grossi centri di
potere finanziario, dovremo erogare otto miliardi di interessi per i cosiddetti “Derivati” o titoli
‘spazzatura’ (creati da Draghi nel 1990) quei deleteri prodotti finanziari che hanno impestato le
finanze pubbliche!
… Non è stato detto neanche che nostri miliardi
finiscono nel finanziare il Fondo di Garanzia Europeo per interventi a favore dei Greci, poverini,
vessati dalle Banche Tedesche e Francesi!
Sono certo che ora avrete capito cosa dicono,
Anzi! Cosa non dicono!
Non c’è nulla da fare Signor Pasquino, siamo
strozzati dai debiti che la Grande Finanza [1]
controllando i ‘nostri’ (si fa per dire) ‘reggitori’
(i vari Prodi, Draghi, Monti, ecc.) con la politica
del PANTOUFLAGE (Revolving doors) [2] tiene
tutti gli Italiani sotto scacco.
Non potendo avere una Valuta Sovrana (la vecchia Liretta) non possiamo ribellarci a questo
andazzo e quindi dobbiamo zittirci.
Quindi a quelli che possono godere dei piccoli
benefici, anche se di infime entità si può dire:
“prendiamoci questi quattro soldi elemosinatici
e facciano finta di essere contenti anche se siamo stati gabbati perché ci sono altri che sono
stati presi solo per i fondelli!
Vi ricordate quando il Senatore a Vita
il mega-Prof. M. Monti diceva
che ‘finalmente’ (dopo i
sacrifici da lui imposti – sic!) si poteva
una luce in fondo al tunnel” e
noi preavvertimmo che
treno che
contro…?
Potreb bero dire
dei personaggi forieri di negatività e invece
non siamo altri
che dei membri del Congresso degli Arguti che
per il loro ruolo non
si lasciano attirare dagli
specchietti per le allodole dai
politici, dai cosiddetti ‘Tecnici’ o da
quei ‘salvapopoli’ imposti al Capo dello Stato dai
Poteri Forti Nazionali e, soprattutto, Internazionali!
Viene sottaciuta la notizia di quanti migliardi di
euro ci sarebbe bisogno per livellare il potere
d’acquisto tra un lavoratore italiano e un paritetico lavoratore tedesco, 60!!!! Si! avete udito bene,
Pasquino, per fare una cosa equa sarebbe servita una disponibilità di sessantamiliardidieuro
… Hai voglia, Sindacati ad agitarsi facendo finta
di non sapere queste cose e istigando a scioperi
che poi si riducono esclusivamente a far perdere
altro denaro in busta paga ai propri iscritti aderenti. Loro con i loro Centri Studi queste cose
non possono non saperle che non possono far
finta di non sapere nulla!
Poi in giro non si sente ripetere altro che: “Per
fortuna che c’è l’Europa! Sicuramente l’Europa
interverrà e ci salverà. l’Europa appianerà tutto!” Ma di cosa si parla?!?!
Arrivederci Signor Pasquino me ne vado a piangere a casa, mi dispiace farmi vedere così e farmi pure prendere in giro!
(Marforiata tradotta da Giuseppe Marini)
[1] Non la Mafia, ma le Agenzie di Rating e/o le Banche
d’investimento di caratura
mondiale – ndT,
[2] Si tratta delle famosa politica della
Girevole”
o “Porta sempre
Aperta” adottata
dalle grandi Società o Banche
mondiale in cui,
all’economista
di grido, al cattedratico importante,
in odore di successo
politico, viene in sostanza detto: “Noi ti contrattualizziamo con un incarico
importante in seno alla nostra
organizzazione – ‘Entri in scuderia’
- tu (o una tua fondazione/ente/agenzia)
fai ricerche, consulenze, ecc…. Lavori per noi!
Stai così, in stand by, fino a quando sarà il momento poi
tu ci favorirai sul tuo mercato di riferimento, sempre! Soprattutto se con il
nostro aiuto potrai assumere importanti incarichi istituzionali. In quel caso
faremo vedere – per ovvi motivi - che sospendiamo il contratto, “Esci”
dall’Organizzazione. Poi, nel caso in cui tu ti dovessi defilare o terminassi
l’impegno istituzionale, anche per l’insuccesso di quello che propinerai per
noi ai tuoi concittadini… se si accorgono della tua collusione, se non avrai
soddisfazione, ciò che è certo che un futuro con noi lo avrai sempre, perché
se non sarai lasciato in pace, a chi cercherà di vessarti, li minacceremo e se
insistono agiremo fino a che i loro Titoli non raggiungeranno il livello Junk,
ovvero quel livello “spazzatura” che se venisse raggiunto impedirebbe (es.
ai Btp italiani) di restare nei portafogli della maggior parte delle istituzioni
finanziarie e li getteremo nella Crisi più totale”… ndT
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Rubrica I Misteri di Roma
Seduzione e nobiltà della storia di Roma
oltivare il piacere dei sensi è stata per tutta la vita la mia principale occupazione,
e non ne ho mai avuta altra più importante. Sentendomi nato per l’altro sesso,
l’ho sempre amato e mi sono fatto amare per quanto possibile.”
Dopo la morte della nonna, a cui Giacomo Casanova era legatissimo, passò un
periodo molto turbolento e fu per questo motivo, nel 1743, rinchiuso nel Forte di Sant’Andrea che
fu in realtà più un avvertimento tendente a cercare di correggerne il carattere che l’applicazione di
Rimesso in libertà, grazie ai
buoni uffici materni, per la Calabria, al seguito del vescovo
di Martirano che si recava ad
assumere la diocesi. Una volta
giunto a destinazione, spaventato per le condizioni di povertà del luogo, chiese e ottenne
congedo. Viaggiò a Napoli e
a Roma, dove nel 1744 prese
servizio presso il cardinal Acquaviva, ambasciatore della
Spagna presso la Santa Sede.
L’esperienza si concluse presto
a causa della sua condotta imprudente: infatti aveva nascosto
nel Palazzo di Spagna, residenza ufficiale del cardinale, una
ragazza fuggita di casa. Altre
due volte fece tappa nella capital e ci piace ricordarlo con un
episodio che Ermanno Ponti,
scrittore romano, descrisse con
dovizia di particolari che ne fotografano la personalità.
A grandi folate la tramontana
passa su Roma, soffia irosa per
le viucole e le strade serrate fra
gli alti palazzi.
L’oscurità è completa: un tenebrore denso, insondabile, ammanta le case, si slarga per le
Di distanza in distanza, or sì o
no, a qualche angolo una fiammella balugina avanti una sacra
effige del tabernacoletto barocco.
in piazza di Spagna, nella notte
gelida, non gira un’anima. Nella
deserta vacuità il chioccolio della Barcaccia si propaga con un
singulto semispento.
In un angolo della piazza, dondolando agli scossoni del vento,
pende una lampada al sommo
di una porta. É una “locanda”,
nome pomposo che contraddistingue i migliori alberghi. E qui
si tratta de La Ville de Paris una
delle più quotate. Ne è proprietario Carlo Rolland, dalla nativa
Borgogna calato a Roma in cer-
ca di fortuna.
All’improvviso un’allegra sonagliera spezza il lugubre silenzio
La luce giallastra di due fanali
si agita in fondo alla via del Babuino e, poco dopo, una carrozza
da viaggio entrata allora allora
da Porta del Popolo, traversa al
trotto la piazza e va a fermarsi
avanti a La Ville de Paris. Ne
scende un viaggiatore. Uno solo,
ma in compenso vale per molti:
Per quanto stanco morto il noto
avventuriero si guarda all’ingiro
con evidente curiosità.
Roma, e in modo speciale piazza
di Spagna non sono nuove per
lui, giacché ricorda benissimo
gli anni ormai lontani in cui
ha fatto tirocinio di diplomazia
all’ambasciata di Spagna, dove
ha passato mesi di serenità, troncati dal doloroso episodio di Barbaruccia.
Ma adesso, a un’ora dopo la
mezzanotte del 27 dicembre
1760, Giacomo Casanova non
ha né voglia né tempo di occuparsi troppo delle quisquilie del
passato. Il viaggio lo ha sfinito e
anela soltanto a una camera ben
riscaldata e a un letto soffice.
Bussa e ribussa, tutti sono immersi in un sonno letargico: solo
dopo lungo insistere gli viene
aperto e con un gran sospiro varca la soglia.
Una grossa serva lo fa per il momento entrare in una stanza del
pianterreno, e lo prega di attendere lì fino a tanto che ella salga
a preparare un alloggio conveniente.
Rimasto solo, Casanova assuefattosi presto all’ambiente semioscuro, si avvede con una certa
sorpresa che su diverse sedie
della stanza stanno alla rinfusa vesti e indumenti muliebri.
E mentre si chiede il perché del
piccolo mistero, una trepida, calda, flautata voce di donna lo fa
sobbalzare. Anzi la tenera voce
lo invita - visto che non vi è altro
posto disponibile - a sedersi sul
letto che è in mezzo alla stanza.
Casanova non si fa ripetere l’invito!
Si avvicina con ogni premura e
riesce a scorgere una bocca ridente e due occhi nerissimi d’uno splendore eccezionale.
Vista l’occasione a portata di
mano, l’esperto libertino muove
difilato all’assalto.
Casanova: Che occhi superbi! …
esclama… concedetemi che io li
Un guizzo, e per tutta risposta la
fanciulla nasconde la leggiadra
testina sotto le coperte.
Casanova, constatata l’inutilità
d’un attacco frontale, recinge di
regolare assedio la fortezza:
Casanova: Chi siete, mio bell’angelo?
Ragazza: Sono Teresa, la figlia
del proprietario dell’albergo.
Casanova: Quanti anni avete?
Ragazza: Ne avrò presto diciassette.
La tattica innegabilmente è più
cònsona e l’avventuriero guadagna terreno...
Per fortuna la brava serva entra
sollecita e annunzia che la camera per il forestiero è pronta e
Un altro fuoco si è acceso nell’avido cuore di Casanova! Quegli
occhi neri splendono come carbonchi accesi...
Addio fino a domani!
In via Condotti si trova il famosissimo “Caffè Greco”. Questo il
luogo romano dove in particolare in passato, si dava convegno
a tutto ciò che apparteneva nel
senso migliore a “la boheme”.
Tra i suoi più celebri frequentatori fa piacere ricordare Ghoete,
Wagner, Mendelssohn e List.
Come lo stesso Casanova racconta nelle sue memorie, l’allora giovanotto fu condotto lì da
un abbate. Sembra che proprio
in quel luogo si guadagnò i suoi
primi allori come “maestro d’amore”. Sembra infatti che egli
scegliesse, nei suoi passaggi
romani, quel luogo come quello
da cui far partire le sue avventure. L’aspetto che le cronache
romane trovavano deludente,
era legato al fatto che quel luogo mancasse per sua propria
disposizione architettonica, di
spazi di intimità.
In questo luogo che anche in
tempi recenti ha rinnovato la
sua facciata, riecheggiano ancora le eco amorose delle sue
conquiste, vicino ad avventori
che in angoli più discreti cercano di persuadere le loro conquiste, più o meno ritrose.
The World of il Consulente n. 51 del 2013