Source: https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20002241/200104010000/comparison.html
Timestamp: 2020-02-21 14:00:39+00:00
Document Index: 120888708

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 36', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 16', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 63', 'art. 62', 'art. 62', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 7', 'art. 63', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 16']

822.111.52
Verordnung des WBF vom 20. März 2001 über gefährliche und beschwerliche Arbeiten bei Schwangerschaft und Mutterschaft (Mutterschutzverordnung)
Ordinanza del DEFR del 20 marzo 2001 sui lavori pericolosi o gravosi durante la gravidanza e la maternità (Ordinanza sulla protezione della maternità)
Sezione 2: Verifica delle misure di protezione
Art. 3 Certificato medico
Art. 4 Assunzione dei costi
Capitolo 2: Valutazione dei rischi e motivi di esclusione
Sezione 1: Criteri di valutazione del pericolo
Art. 5 Sospetto di pericolo
Art. 6 Valutazione dei criteri
Art. 7 Spostamento di carichi pesanti
Art. 8 Lavori che espongono al freddo, al caldo o a un’umidi...
Art. 9 Movimenti e posizioni del corpo che provocano una fat...
Art. 10 Microrganismi
Art. 11 Lavori sottoposti al rumore
Art. 12 Lavori sottoposti agli effetti di radiazioni ionizza...
Art. 13 Lavori che espongono agli effetti di sostanze chimic...
Sezione 2: Lavori che si basano su un sistema di organizzazi...
Sezione 3: Motivi d’esclusione
Art. 15 Lavoro a cottimo e lavoro cadenzato
Art. 16 Occupazioni particolari vietate
Capitolo 3: Esperti competenti e informazione
Art. 17 Esperti competenti
Capitolo 4: Disposizione finale
Valori limite di esposizione a radiazioni non ionizzanti per...
1. Valori limite in caso di esposizione a campi di frequenza...
2. Valori limite in caso di esposizione simultanea a campi d...
3. Valori limite in caso di esposizione a campi pulsati o co...
Corrispondenze tra frasi H e frasi R
Ordinanza del DEFR sui lavori pericolosi o gravosi durante la gravidanza e la maternità
(Ordinanza sulla protezione della maternità)
del 20 marzo 2001 (Stato 1° luglio 2015)
Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR)1,
visto l’articolo 62 capoverso 4 dell’ordinanza 1 del 10 maggio 20002 concernente la legge sul lavoro (OLL 1),
1 La presente ordinanza disciplina i criteri di valutazione dei lavori pericolosi o gravosi (valutazione dei rischi) secondo l’articolo 62 capoverso 3 OLL 1 e definisce le sostanze, i microrganismi e i lavori che presentano un potenziale di pericolo elevato per la madre e il bambino (motivi di esclusione) giusta l’articolo 62 capoverso 4 OLL 1.
2 Essa designa:
gli esperti competenti secondo l’articolo 63 capoverso 1 OLL 1 a cui occorre far ricorso per valutare i rischi che corrono la madre e il bambino o per determinare i motivi di esclusione (divieti di occupazione);
le persone incaricate di verificare l’efficacia delle misure di protezione prese conformemente all’articolo 62 capoverso 1 OLL 1.
Art. 21Principio
1 La valutazione dello stato di salute della donna incinta o della madre allattante nell’ambito della verifica dell’efficacia delle misure di protezione adottate giusta l’articolo 62 capoverso 2 OLL 1 spetta al medico curante che segue la lavoratrice durante la gravidanza.
2 Il medico effettua un esame medico di idoneità della donna incinta o della madre allattante. Per la valutazione, egli considera:
gli esiti del colloquio con la lavoratrice e dell’esame medico di quest’ultima;
i risultati della valutazione dei rischi effettuata per l’azienda da parte di un esperto competente secondo l’articolo 17;
le eventuali informazioni supplementari raccolte in occasione di un colloquio con l’esperto che ha effettuato la valutazione dei rischi o con il datore di lavoro.
3 Una donna incinta o una madre allattante non deve essere occupata nell’azienda o nella parte dell’azienda che presenta un pericolo se, sulla base del colloquio con la lavoratrice e dell’esame medico della stessa, il medico constata che:
non è stata effettuata alcuna valutazione dei rischi o la valutazione effettuata è insufficiente;
è stata effettuata una valutazione dei rischi ma le misure di protezione necessarie non sono attuate o rispettate;
è stata effettuata una valutazione dei rischi ma le misure di protezione adottate non sono sufficientemente efficaci; o
vi sono indizi di un pericolo per la salute della madre o del bambino.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 17 set. 2008, in vigore dal 1° ott. 2008 (RU 2008 4487).
1 Il medico che ha visitato la lavoratrice precisa in un certificato medico se quest’ultima può proseguire senza riserve la propria attività al posto di lavoro in questione o se deve continuarla a determinate condizioni oppure se essa deve interromperla.
2 Il medico che ha visitato la lavoratrice comunica a quest’ultima e al datore di lavoro i risultati della valutazione ai sensi del capoverso 1 affinché il datore di lavoro possa, all’occorrenza, prendere le misure necessarie nell’azienda o nella parte di azienda soggetta a un pericolo.
Il datore di lavoro si assume i costi per le spese di cui agli articoli 2 e 3.
Sezione 1: Criteri di valutazione del pericolo3
Art. 51Sospetto di pericolo
Se i criteri di valutazione di cui agli articoli 7–13 sono adempiuti, si presume un pericolo per la salute della madre e del bambino.
Art. 61Valutazione dei criteri
Nella valutazione dei criteri occorre considerare anche le condizioni concrete di lavoro nell’azienda come, in particolare, l’interazione di diversi aggravi, la durata di esposizione, la frequenza dell’aggravio o del pericolo e altri fattori che possono esercitare un influsso positivo o negativo sul potenziale di pericolo da valutare.
1 Sono considerati pericolosi o gravosi per le donne incinte, durante i primi sei mesi di gravidanza, lo spostamento regolare di carichi superiori ai 5 kg e lo spostamento occasionale di carichi superiori ai 10 kg, nonché l’azionamento di strumenti meccanici come leve o manovelle richiedente l’esercizio in qualsiasi direzione di una forza massima corrispondente al sollevamento o al trasporto di un carico superiore rispettivamente a 5 o 10 kg.1
2 A partire dal 7° mese di gravidanza, le donne incinte non devono più spostare carichi pesanti giusta il capoverso 1.
Art. 8 Lavori che espongono al freddo, al caldo o a un’umidità eccessiva
Sono considerati pericolosi o gravosi per le donne incinte i lavori effettuati all’interno con temperature ambiente inferiori a –5 °C o superiori a 28 °C, come pure quelli svolti regolarmente in condizioni di umidità eccessiva. Nel caso di temperature inferiori a 15 °C, il datore di lavoro deve fornire bevande calde. I lavori con temperature situate tra 10oC e –5 °C sono autorizzati a condizione che il datore di lavoro metta a disposizione della lavoratrice un abbigliamento adeguato alla situazione termica e all’attività praticata. Nella valutazione della temperatura ambiente occorre inoltre tenere conto di fattori quali l’umidità dell’aria, l’aerazione e la durata di esposizione.
Art. 9 Movimenti e posizioni del corpo che provocano una fatica precoce
Sono considerate pericolose o gravose le attività svolte durante la gravidanza e fino alla 16a settimana successiva al parto che comportano movimenti o posizioni sfavorevoli in modo ripetuto, come il fatto di allungarsi o di piegarsi troppo, di restare continuamente rannicchiato o di stare piegato in avanti, nonché le attività che implicano una posizione fissa del corpo senza possibilità di movimento. Rientrano in questo contesto anche gli effetti di forze esterne sul corpo provocati da urti, scosse e vibrazioni.
Art. 101Microrganismi
1 In caso di esposizione a microrganismi dei gruppi 2–4 secondo l’allegato 2.1 dell’ordinanza del 25 agosto 19992 sulla protezione dei lavoratori dal pericolo derivante da microorganismi (OPLM) occorre valutare, nell’ambito di una valutazione dei rischi, il pericolo per la salute della madre e del bambino in considerazione delle attività, del sistema immunitario della lavoratrice e delle misure di protezione adottate. Occorre garantire che una tale esposizione non sia pregiudizievole alla madre o al bambino.
2 In caso di utilizzazione di microrganismi del gruppo 2 reputati dannosi per l’embrione e il feto, come il virus della rosolia o della toxoplasmosi, è vietata l’occupazione di donne incinte e di madri allattanti; sono eccettuati i casi in cui è provato che la lavoratrice è sufficientemente protetta mediante immunizzazione. Una donna incinta o una madre allattante può essere occupata nei lavori con gli altri microrganismi del gruppo 2 soltanto se, in base alla valutazione dei rischi, è provato che non vi è alcun pericolo per la salute della madre e del bambino.
3 In caso di utilizzazione di microrganismi del gruppo 3 o 4 è vietata l’occupazione di donne incinte e di madri allattanti; sono eccettuati i casi in cui è provato che la lavoratrice è sufficientemente protetta mediante immunizzazione.
2 RS 832.321
Art. 111Lavori sottoposti al rumore
Le donne incinte non devono essere occupate in posti di lavoro in cui il livello della pressione acustica è superiore o uguale a 85 dB(A) (LEX 8 h). Le esposizioni agli infrasuoni o agli ultrasuoni devono essere valutate separatamente.
Art. 12 Lavori sottoposti agli effetti di radiazioni ionizzanti e non ionizzanti1
1 Per le donne professionalmente esposte a radiazioni, dal momento in cui è costatato lo stato di gravidanza e fino al termine della stessa, l’equivalente di dose alla superficie dell’addome non deve superare 2 mSv, e la dose efficace in seguito a incorporazione, 1 mSv (art. 36 cpv. 2 dell’O del 22 giu. 19942 sulla radioprotezione).
2 Le donne allattanti non possono svolgere lavori con sostanze radioattive che possono comportare il rischio di un’incorporazione o di una contaminazione radioattiva (art. 36 cpv. 2 dell’O del 22 giu. 1994 sulla radioprotezione).
3 Dal momento in cui è constatato lo stato di gravidanza e fino al termine della stessa occorre garantire che l’esposizione a radiazioni non ionizzanti non sia pregiudizievole alla madre o al bambino. I valori limite di cui all’allegato 1 devono essere in ogni caso rispettati.3
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
3 Introdotto dal n. I dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
Art. 131Lavori che espongono agli effetti di sostanze chimiche pericolose
1 Occorre garantire che l’esposizione a sostanze pericolose non sia pregiudizievole alla madre o al bambino. In particolare, occorre rispettare i valori limite d’esposizione in vigore in Svizzera iscritti nella lista dei valori limite dell’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI).
2 Sono considerati particolarmente pericolosi per la madre e per il bambino:
i lavori con sostanze o preparati pericolosi per la salute contrassegnati con almeno una delle seguenti indicazioni di pericolo (frasi H) secondo la versione del regolamento (CE) n. 1272/20083 citata nell’allegato 2 numero 1 dell’ordinanza del 5 giugno 20154 sui prodotti chimici, come pure i lavori con oggetti che, in condizioni di impiego normali o ragionevolmente prevedibili, rilasciano tali sostanze:
mutagenicità sulle cellule germinali, categorie 1A, 1B o 2 (H340, H341),
cancerogenicità, categorie 1A, 1B o 2 (H350, H350i, H351),
tossicità per la riproduzione: categorie 1A, 1B o 2 oppure la categoria aggiuntiva per gli effetti sulla lattazione o attraverso la lattazione (H360, H360D, H360FD, H360Fd, H360Df, H361, H361d, H361fd, H362),
tossicità specifica per organi bersaglio dopo una singola esposizione, categoria 1 o 2 (H370, H371);
il mercurio e i suoi derivati;
gli inibitori di mitosi;
il monossido di carbonio.
3 Sono considerati particolarmente pericolosi per la madre e per il bambino anche i lavori con sostanze o preparati pericolosi per la salute che, invece di essere contrassegnati con le frasi H di cui al capoverso 2 lettera a, sono contrassegnati con le frasi di rischio (frasi R) ai sensi dell’ordinanza del 18 maggio 20055 sui prodotti chimici. Le corrispondenze tra le frasi H e le frasi R sono stabilite all’allegato 2.6
4 Al capoverso 2 lettera a si applicano le disposizioni transitorie dell’allegato 2 numero 4 dell’ordinanza del 5 giugno 2015 sui prodotti chimici.7
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
3 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006.
5RU 2005 2721, 2007 821, 2009 401 805, 2010 5223, 2011 5227, 2012 6103, 2013 201 3041, 2014 2073 3857
6 Introdotto dal n. I dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
7 Introdotto dal n. I dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
Sezione 2:4 Lavori che si basano su un sistema di organizzazione molto gravoso
Durante tutta la gravidanza e durante il periodo di allattamento, le donne non possono svolgere lavoro notturno né lavoro a squadre se tali lavori sono direttamente legati ad attività pericolose o gravose ai sensi degli articoli 7 a 13 o se si è in presenza di un sistema a squadre particolarmente pregiudizievole alla salute. Sono considerati tali i sistemi a squadre che prevedono una rotazione regolare in senso inverso (notte - sera - mattino) o quelli con più di tre notti di lavoro consecutive.
Sezione 3:5 Motivi d’esclusione
Il lavoro a cottimo o il lavoro cadenzato non sono autorizzati se il ritmo di lavoro è dettato da una macchina o da un’installazione tecnica e non può essere regolato dalla lavoratrice stessa.
Art. 161Occupazioni particolari vietate
1 Le donne incinte non devono essere occupate in lavori che implicano una sovrappressione, come in camera di compressione o in immersioni.
2 Le donne incinte non devono accedere a locali con un’atmosfera sotto-ossigenata.
3 Il datore di lavoro deve informare in modo adeguato tutte le donne, in vista di un’occupazione secondo i capoversi 1 e 2, dei pericoli comportati da simili attività durante la gravidanza. Nel farlo, attira la loro attenzione sul fatto che i pericoli esistono dal primo giorno della gravidanza. Se la donna manifesta dubbi su una presunta gravidanza, tali occupazioni sono in ogni caso vietate.
1 Gli esperti competenti secondo l’articolo 63 capoverso 1 dell’ordinanza 1 sono i medici del lavoro e gli igienisti del lavoro ai sensi dell’ordinanza del 25 novembre 19961 sulla qualifica degli specialisti della sicurezza sul lavoro nonché altri specialisti come gli ergonomi, che hanno acquisito le conoscenze e le esperienze necessarie per valutare i rischi secondo gli articoli 4 e 5 di tale ordinanza.
2 Occorre garantire che, per la valutazione dei rischi, tutti i settori specifici da valutare siano coperti.
1 RS 822.116
1 Il datore di lavoro provvede affinché le persone incaricate della valutazione dei rischi abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie alla valutazione della situazione aziendale e alla verifica delle misure di protezione adottate.
2 Il datore di lavoro provvede inoltre affinché il medico di cui all’articolo 2 abbia accesso a tutte le informazioni necessarie per valutare se la donna incinta o la madre allattante può essere occupata.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° aprile 2001.
(art. 12 cpv. 3)
Valori limite di esposizione a radiazioni non ionizzanti per le lavoratrici incinte
1. Valori limite in caso di esposizione a campi di frequenza unica
Valore limite per il valore efficace:
Intensità del campo elettrico E (V/m)
Intensità del campo magneti-co H (A/m)
Densità del flusso magneti-co B (µT)
Durata d’apprezza-mento (minuti)
Campi statici 0 Hz
Settore a bassa frequenza 1–100 kHz
0,025–0,8 kHz
0,8–3 kHz
3–100 kHz
Settore ad alta frequenza > 100 kHz
100–150 kHz
0,15–1 MHz
2–10 GHz
f: Frequenza espressa nell’unità di misura indicata nella prima colonna della tabella
* È determinante il valore efficace più elevato; non può mai essere superato.
2. Valori limite in caso di esposizione simultanea a campi di frequenza diversa
Il calcolo dei valori limite in caso di esposizione simultanea a campi di frequenza diversa si basa sulle linee guida della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection ICNIRP) per la limitazione dell’esposizione a campi elettrici e magnetici variabili nel tempo e a campi elettromagnetici (fino a 300 GHz) («Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz)2») (direttiva ICNIRP).
3. Valori limite in caso di esposizione a campi pulsati o con componenti armoniche
Il calcolo dei valori limite in caso di esposizione a campi pulsati o con componenti armoniche fino a una frequenza di 100 kHz si basa sulla dichiarazione dell’ICNIRP «Guidance on determining compliance of exposure to pulsed fields and complex nonsinusoidal waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines3». Per i campi ad alta frequenza fra 100 kHz e 300 GHz valgono i calcoli e le valutazioni secondo la direttiva ICNIRP.
1 Introdotto dal n. II dell’O del DEFR del 23 giu. 2015, in vigore dal 1° lug. 2015 (RU 2015 2299).
2 Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz). Health Physics 74 (4): pagg. 494–522; 1998; qui pag. 513. Il testo inglese delle linee guida può essere consultato all’indirizzo www.icnirp.de > publications > EMF.
3 Guidance on determining compliance of exposure to pulsed fields and complex nonsinusoidal waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines. Health Physics 84 (3): pagg. 383‐387; 2003. Il testo inglese della dichiarazione può essere consultato all’indirizzo www.icnirp.de > publications > EMF.
(art. 13 cpv. 3)
Classe di pericolo, categoria di pericolo e codice di categoria di pericolo
Codice di indicazioni di pericolo
Codice di pericolo specifico
Muta. 1A o 1B
Muta. Cat. 1 o 2
Carc. 1A o 1B
Carc. Cat. 1 o 2
Repr. 1A o 1B
Repr. Cat. 1 o 2
R60/61
RU 2001 935
1 La designazione dell’unità amministrativa è stata adattata in applicazione dell’art. 16 cpv. 3 dell’O del 17 nov. 2004 sulle pubblicazioni ufficiali (RU 2004 4937), con effetto dal 1° gen. 2013. Di detta mod. è tenuto conto in tutto il presente testo.2 RS 822.1113 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del DEFR del 17 set. 2008, in vigore dal 1° ott. 2008 (RU 2008 4487).4 Originaria Sez. 3.5 Originaria Sez. 4.
Verordnung des WBF über gefährliche und beschwerliche Arbeiten bei Schwangerschaft und Mutterschaft
(Mutterschutzverordnung)
vom 20. März 2001 (Stand am 1. Juli 2015)
gestützt auf Artikel 62 Absatz 4 der Verordnung 1 vom 10. Mai 20002 zum Arbeitsgesetz (ArGV 1),
1 Diese Verordnung regelt die Kriterien für die Beurteilung der gefährlichen und beschwerlichen Arbeiten (Risikobeurteilung) nach Artikel 62 Absatz 3 ArGV 1 und umschreibt Stoffe, Mikroorganismen und Arbeiten mit einem hohen Gefahrenpotenzial für Mutter und Kind (Ausschlussgründe) nach Artikel 62 Absatz 4 ArGV 1.
2 Sie bezeichnet:
die fachlich kompetenten Personen nach Artikel 63 Absatz 1 ArGV 1, die für die Beurteilung der Risiken für Mutter und Kind oder der Ausschlussgründe (Beschäftigungsverbote) beizuziehen sind;
die Personen, welche die Wirksamkeit der getroffenen Schutzmassnahmen nach Artikel 62 Absatz 1 ArGV 1 überprüfen.
2. Abschnitt: Überprüfung von Schutzmassnahmen
Art. 21Grundsatz
1 Die Beurteilung des Gesundheitszustandes der schwangeren Frau oder der stillenden Mutter im Rahmen der Überprüfung der Wirksamkeit von getroffenen Schutzmassnahmen nach Artikel 62 Absatz 2 ArGV 1 ist durch den Arzt oder die Ärztin vorzunehmen, der oder die im Rahmen der Schwangerschaft die Arbeitnehmerin medizinisch betreut.
2 Der Arzt oder die Ärztin nimmt eine Eignungsuntersuchung an der schwangeren Frau oder der stillenden Mutter vor. Er oder sie berücksichtigt bei der Beurteilung:
die Befragung und Untersuchung der Arbeitnehmerin;
das Ergebnis der vom Betrieb durch eine fachlich kompetente Person nach Artikel 17 veranlassten Risikobeurteilung;
allenfalls weitere Informationen, die er oder sie aufgrund einer Rücksprache mit dem Verfasser oder der Verfasserin der Risikobeurteilung oder dem Arbeitgeber erhalten hat.
3 Eine schwangere Frau oder eine stillende Mutter darf im von einer Gefahr betroffenen Betrieb oder Betriebsteil nicht beschäftigt werden, wenn der Arzt oder die Ärztin auf der Grundlage der Befragung und der Untersuchung feststellt, dass:
keine oder eine ungenügende Risikobeurteilung vorgenommen wurde;
die nach der Risikobeurteilung erforderlichen Schutzmassnahmen nicht umgesetzt oder nicht eingehalten werden;
die nach der Risikobeurteilung getroffenen Schutzmassnahmen nicht genügend wirksam sind; oder
Hinweise auf eine Gefährdung bestehen.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V des WBF vom 17. Sept. 2008, in Kraft seit 1. Okt. 2008 (AS 2008 4487).
Art. 3 Ärztliches Zeugnis
1 Der untersuchende Arzt oder die untersuchende Ärztin hält in einem Zeugnis fest, ob eine Beschäftigung am betreffenden Arbeitsplatz vorbehaltlos, nur unter bestimmten Voraussetzungen oder nicht mehr möglich ist.
2 Der untersuchende Arzt oder die untersuchende Ärztin teilt der betroffenen Arbeitnehmerin und dem Arbeitgeber das Ergebnis der Beurteilung nach Absatz 1 mit, damit der Arbeitgeber nötigenfalls die erforderlichen Massnahmen im von der Gefahr betroffenen Betrieb oder Betriebsteil treffen kann.
Art. 4 Kostentragung
Der Arbeitgeber trägt die Kosten für die Aufwendungen nach den Artikeln 2 und 3.
2. Kapitel: Risikobeurteilung und Ausschlussgründe
1. Abschnitt: Beurteilungskriterien der Gefährdung
Art. 51Vermutung der Gefährdung
Sind die Voraussetzungen nach den Artikeln 7–13 erfüllt, wird eine Gefährdung von Mutter und Kind vermutet.
Art. 6 Gewichtung der Kriterien
Bei der Gewichtung der Kriterien sind auch die konkreten Umstände im Betrieb zu berücksichtigen wie namentlich das Zusammenwirken verschiedener Belastungen, die Expositionsdauer, die Häufigkeit der Belastung oder der Gefährdung und weitere Faktoren, die einen positiven oder negativen Einfluss auf das abzuschätzende Gefahrenpotenzial haben können.
Art. 7 Bewegen schwerer Lasten
1 Als gefährlich oder beschwerlich für Schwangere gelten bis zum Ende des sechsten Schwangerschaftsmonats das regelmässige Versetzen von Lasten von mehr als 5 kg oder das gelegentliche Versetzen von Lasten von mehr als 10 kg sowie bei der Bedienung mechanischer Hilfsmittel wie Hebeln und Kurbeln ein maximaler Kraftaufwand in beliebiger Richtung, der dem Heben oder dem Tragen einer Last von mehr als 5 beziehungsweise 10 kg entspricht.1
2 Ab dem siebten Schwangerschaftsmonat dürfen Schwangere schwere Lasten im Sinn von Absatz 1 nicht mehr bewegen.
Art. 8 Arbeiten bei Kälte oder Hitze oder bei Nässe
Als gefährlich oder beschwerlich für Schwangere gelten Arbeiten in Innenräumen bei Raumtemperaturen unter –5° C oder über 28° C sowie die regelmässige Beschäftigung mit Arbeiten, die mit starker Nässe verbunden sind. Bei Temperaturen, die 15° C unterschreiten, sind warme Getränke bereit zu stellen. Arbeiten bei Temperaturen unter 10° C bis –5° C sind zulässig, sofern der Arbeitgeber eine Bekleidung zur Verfügung stellt, die der thermischen Situation und der Tätigkeit angepasst ist. Bei der Beurteilung der Raumtemperatur sind auch Faktoren wie die Luftfeuchtigkeit, die Luftgeschwindigkeit oder die Dauer der Exposition zu berücksichtigen.
Art. 9 Bewegungen und Körperhaltungen, die zu vorzeitiger Ermüdung führen
Als gefährlich oder beschwerlich gelten während der Schwangerschaft und bis zur 16. Woche nach der Niederkunft Tätigkeiten, die mit häufig auftretenden ungünstigen Bewegungen oder Körperhaltungen verbunden sind, wie z. B. sich erheblich Strecken oder Beugen, dauernd Kauern oder sich gebückt Halten sowie Tätigkeiten mit fixierten Körperhaltungen ohne Bewegungsmöglichkeit. Ebenso gehören dazu äussere Krafteinwirkungen auf den Körper wie Stösse, Vibrationen und Erschütterungen.
Art. 101Mikroorganismen
1 Bei einer Exposition gegenüber Mikroorganismen der Gruppen 2–4 nach Anhang 2.1 der Verordnung vom 25. August 19992 über den Schutz der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer vor Gefährdung durch Mikroorganismen (SAMV) muss im Rahmen einer Risikobeurteilung die Gesundheitsgefährdung für Mutter und Kind im Kontext der Tätigkeiten, des Immunstatus der Arbeitnehmerin und der getroffenen Schutzmassnahmen bewertet werden. Es ist sicherzustellen, dass eine solche Exposition zu keiner Schädigung von Mutter und Kind führt.
2 Beim Umgang mit Mikroorganismen der Gruppe 2, von denen bekannt ist, dass sie fruchtschädigend wirken können, wie das Rötelnvirus oder Toxoplasma, ist eine Beschäftigung von schwangeren Frauen und stillenden Müttern nicht zulässig; davon ausgenommen sind Fälle, in denen nachgewiesen ist, dass die Arbeitnehmerin durch Immunisierung ausreichend dagegen geschützt ist. Die Arbeiten mit den übrigen Mikroorganismen der Gruppe 2 sind für schwangere Frauen und stillende Mütter nur zulässig, wenn durch eine Risikobeurteilung der Nachweis erbracht wird, dass sowohl für die Mutter als auch für das Kind eine Gesundheitsgefährdung ausgeschlossen ist.
3 Beim Umgang mit Mikroorganismen der Gruppe 3 oder 4 ist eine Beschäftigung von schwangeren Frauen und stillenden Müttern nicht zulässig; davon ausgenommen sind Fälle, in denen nachgewiesen ist, dass die Arbeitnehmerin durch Immunisierung ausreichend dagegen geschützt ist.
2 SR 832.321
Art. 111Einwirkung von Lärm
Schwangere dürfen an Arbeitsplätzen mit einem Schalldruckpegel von ≥ 85 dB(A) (LEX 8 Std) nicht beschäftigt werden. Belastungen durch Infra- oder Ultraschall sind gesondert zu beurteilen.
Art. 12 Arbeiten unter Einwirkung von ionisierender und nichtionisierender Strahlung1
1 Ab Kenntnis einer Schwangerschaft bis zu ihrem Ende darf für beruflich strahlenexponierte Frauen die Äquivalentdosis an der Oberfläche des Abdomens 2 mSv und die effektive Dosis als Folge einer Inkorporation 1 mSv nicht überschreiten (Art. 36 Abs. 2 Strahlenschutzverordnung vom 22. Juni 19942).
2 Stillende Frauen dürfen keine Arbeiten mit radioaktiven Stoffen ausführen, bei denen die Gefahr einer Inkorporation oder radioaktiven Kontamination besteht (Art. 36 Abs. 3 Strahlenschutzverordnung vom 22. Juni 1994).
3 Ab Kenntnis einer Schwangerschaft bis zu ihrem Ende ist sicherzustellen, dass die Exposition gegenüber nichtionisierenden Strahlungen zu keinen Schädigungen für Mutter und Kind führt. Die Grenzwerte nach Anhang 1 sind in jedem Fall einzuhalten.3
1 Fassung gemäss Ziff. I der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
2 SR 814.501
3 Eingefügt durch Ziff. I der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
Art. 131Einwirkung von chemischen Gefahrstoffen
1 Es ist sicherzustellen, dass die Exposition gegenüber Gefahrstoffen zu keinen Schädigungen für Mutter und Kind führt. Insbesondere sind die in der Schweiz gemäss Grenzwertliste der Schweizerischen Unfallversicherungsanstalt (SUVA) gültigen Expositionsgrenzwerte einzuhalten.
2 Als für Mutter und Kind besonders gefährlich gelten insbesondere:
Arbeiten mit gesundheitsgefährdenden Stoffen oder Zubereitungen, die eingestuft sind mit mindestens einem der nachfolgenden Gefahrenhinweise (H—Sätze) nach der in Anhang 2 Ziffer 1 der Chemikalienverordnung vom 5. Juni 20153 genannten Fassung der Verordnung (EG) Nr. 1272/20084, sowie Arbeiten mit Gegenständen, aus welchen diese Stoffe oder Zubereitungen unter normalen oder vernünftigerweise vorhersehbaren Verwendungsbedingungen freigesetzt werden sollen:
Keimzellmutagenität: Kategorie 1A, 1B oder 2 (H340, H341),
Karzinogenität: Kategorie 1A, 1B oder 2 (H350, H350i, H351),
Reproduktionstoxizität: Kategorie 1A, 1B oder 2 oder die zusätzliche Kategorie im Fall von Wirkungen auf oder über die Laktation (H360, H360D, H360FD, H360Fd, H360Df, H361, H361d, H361fd, H362),
spezifische Zielorgan-Toxizität nach einmaliger Exposition: Kategorie 1 oder 2 (H370, H371);
Quecksilber und Quecksilberverbindungen;
Mitosehemmstoffe;
3 Als für Mutter und Kind besonders gefährlich gelten auch Arbeiten mit gesundheitsgefährdenden Stoffen und Zubereitungen, die, anstatt mit den H-Sätzen nach Absatz 2 Buchstabe a, mit den entsprechenden Risikosätzen (R-Sätzen) nach der Chemikalienverordnung vom 18. Mai 20055 gekennzeichnet wurden. Die Entsprechungen zwischen den H-Sätzen und den R-Sätzen sind in Anhang 2 festgelegt.6
4 Für Absatz 2 Buchstabe a sind die Übergangsbestimmungen nach Anhang 2 Ziffer 4 der Chemikalienverordnung vom 5. Juni 2015 anwendbar.7
2 Fassung gemäss Ziff. I der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
3 SR 813.11
4 Verordnung (EG) Nr. 1272/2008 des Europäischen Parlaments und des Rates vom 16. Dezember 2008 über die Einstufung, Kennzeichnung und Verpackung von Stoffen und Gemischen, zur Änderung und Aufhebung der Richtlinien 67/548/EWG und 1999/45/EG und zur Änderung der Verordnung (EG) Nr. 1907/2006.
5AS 2005 2721, 2007 821, 2009 401 805 1135, 2010 5223, 2011 5227, 2012 6103, 2013 201 3041, 2014 2073 3857
6 Eingefügt durch Ziff. I der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
7 Eingefügt durch Ziff. I der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
2. Abschnitt:3 Stark belastende Arbeitszeitsysteme
Frauen dürfen während der gesamten Schwangerschaft und danach während der Stillzeit nicht Nacht- und Schichtarbeit leisten, wenn diese mit gefährlichen oder beschwerlichen Arbeiten nach den Artikeln 7–13 verbunden sind oder wenn ein besonders gesundheitsbelastendes Schichtsystem vorliegt. Als besonders gesundheitsbelastend gelten Schichtsysteme, die eine regelmässige Rückwärtsrotation aufweisen (Nacht—, Spät—, Frühschicht), oder solche mit mehr als drei hintereinander liegenden Nachtschichten.
3. Abschnitt:4 Ausschlussgründe
Art. 15 Akkordarbeit und taktgebundene Arbeit
Nicht zulässig ist Arbeit im Akkord oder taktgebundene Arbeit, wenn der Arbeitsrhythmus durch eine Maschine oder technische Einrichtung vorgegeben wird und von der Arbeitnehmerin nicht beeinflusst werden kann.
Art. 161Besondere Beschäftigungsverbote
1 Schwangere Frauen dürfen nicht beschäftigt werden für Arbeiten bei überdruck wie Arbeiten in Druckkammern oder Taucharbeiten.
2 Schwangere Frauen dürfen Räumlichkeiten mit sauerstoffreduzierter Atmosphäre nicht betreten.
3 Der Arbeitgeber muss Frauen vor einer Beschäftigung nach den Absätzen 1 und 2 in angemessener Weise über die Gefahren solcher Aktivitäten während der Schwangerschaft informieren. Dabei muss er sie darauf aufmerksam machen, dass die Gefahren ab dem ersten Tag der Schwangerschaft bestehen. Wenn eine Frau Zweifel über das Bestehen einer Schwangerschaft äussert, so sind solche Beschäftigungen in jedem Fall verboten.
3. Kapitel: Fachlich kompetente Personen und Information
Art. 17 Fachlich kompetente Personen
1 Fachlich kompetente Personen nach Artikel 63 Absatz 1 ArGV 1 sind Arbeitsärzte und Arbeitsärztinnen sowie Arbeitshygieniker und Arbeitshygienikerinnen nach der Verordnung vom 25. November 19961 über die Eignung der Spezialistinnen und Spezialisten der Arbeitssicherheit sowie weitere Fachspezialisten, wie Ergonomen, die sich über die notwendigen Kenntnisse und Erfahrungen zur Durchführung einer Risikobeurteilung nach den Artikeln 4 und 5 der genannten Verordnung ausweisen können.
2 Es ist sicherzustellen, dass bei der Risikobeurteilung alle zu beurteilenden Fachbereiche kompetent abgedeckt werden.
1 SR 822.116
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass die zur Risikobeurteilung beigezogenen Personen zu allen Informationen gelangen, die für eine Beurteilung der betrieblichen Situation und zur Überprüfung der getroffenen Schutzmassnahmen notwendig sind.
2 Der Arbeitgeber sorgt auch dafür, dass der Arzt oder die Ärztin nach Artikel 2 zu den für die Beurteilung der Beschäftigung der schwangeren Frau oder stillenden Mutter notwendigen Informationen gelangt.
4. Kapitel: Schlussbestimmung
Grenzwerte für die Exposition von schwangeren Arbeitnehmerinnen durch nichtionisierende Strahlung
1. Grenzwerte für die Exposition in einem Feld einer einzigen Frequenz
Grenzwert für den Effektivwert der Feldgrössen:
elektrischen Feldstärke E (V/m)
magnetischen Feldstärke H (A/m)
magnetischen Flussdichte B (µT)
Mittelungsdauer (Minuten)
Statische Felder 0 Hz
Niederfrequenter Bereich 1–100 kHz
Hochfrequenter Bereich > 100 kHz
f: Frequenz in der in der ersten Tabellenspalte angegebenen Einheit
* Massgebend ist der höchste Effektivwert; dieser darf zu keinem Zeitpunkt überschritten werden.
2. Grenzwerte für den Fall gleichzeitiger Exposition in Feldern mit mehreren Frequenzen
Die Berechnung der Grenzwerte für den Fall gleichzeitiger Exposition in Feldern mit mehreren Frequenzen richtet sich nach der Richtlinie der Internationalen Kommission zum Schutz vor nichtionisierender Strahlung über die Begrenzung der Immissionen elektrischer, magnetischer und elektromagnetischer Wechselfelder (bis 300 GHz) (Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz)2) (ICNIRP-Richtlinie).
3. Grenzwerte für den Fall von Expositionen mit gepulsten oder oberwellenhaltigen Feldern
Die Berechnung der Grenzwerte für den Fall von Expositionen mit gepulsten sowie oberwellenhaltigen niederfrequenten Feldern bis zu einer Frequenz von 100 kHz richtet sich nach dem ICNIRP-Statement «Guidance on Determining Compliance of Exposure to Pulsed Fields and Complex Nonsinusoidal Waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines»3. Für hochfrequente Felder ab 100 kHz bis 300 GHz gelten die Berechnungen und Bewertungen der ICNIRP-Richtlinie.
1 Eingefügt durch Ziff. II der V des WBF vom 23. Juni 2015, in Kraft seit 1. Juli 2015 (AS 2015 2299).
2 Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz). Health Physics 74 (4): S. 494–522, hier S. 513; 1998. Die englische Richtlinie kann eingesehen werden unter: www.icnirp.de > Publications > EMF
3 Guidance on Determining Compliance of Exposure to Pulsed Fields and Complex Nonsinusoidal Waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines. Health Physics 84 (3): S. 383–387; 2003. Das englische Statement kann eingesehen werden unter: www.icnirp.de > Publications > EMF
(Art. 13 Abs. 3)
Entsprechungen zwischen H-Sätzen und R-Sätzen
Kodierung der besonderen Gefahren
Muta. 1A oder 1B
Muta. Cat. 1 oder 2
Carc. 1A oder 1B
Carc. Cat. 1 oder 2
Repr. 1A oder 1B
Repr. Cat. 1 oder 2
AS 2001 935
1 Die Bezeichnung der Verwaltungseinheit wurde in Anwendung von Art. 16 Abs. 3 der Publikationsverordnung vom 17. Nov. 2004 (SR 170.512.1) auf den 1. Jan. 2013 angepasst. Die Anpassung wurde im ganzen Text vorgenommen.2 SR 822.1113 Ursprünglich 3. Abschn.4 Ursprünglich 4. Abschn.
Ordonnance du DEFR sur les activités dangereuses ou pénibles en cas de grossesse et de maternité
(Ordonnance sur la protection de la maternité)
du 20 mars 2001 (Etat le 1er juillet 2015)
Le Département fédéral de l’économie, de la formation et de la recherche (DEFR)1,
vu l’art. 62, al. 4, de l’ordonnance 1 du 10 mai 2000 relative à la loi sur le travail (OLT 1)2,
1 La présente ordonnance définit les critères d’évaluation des activités dangereuses et pénibles (analyse de risques) au sens de l’art. 62, al. 3, OLT 1 et décrit les substances, les micro-organismes et les activités présentant un potentiel de risque élevé pour la santé de la mère et de l’enfant (motifs d’interdiction) selon l’art. 62, al. 4, OLT 1.
2 Elle désigne:
les spécialistes aux termes de l’art. 63, al. 1, OLT 1, auxquels il faut faire appel pour évaluer les risques que courent la mère et l’enfant ou pour établir les motifs d’interdiction (interdictions d’affectation);
les personnes chargées de contrôler l’efficacité des mesures de protection prises conformément à l’art. 62, al. 1, OLT 1.
Section 2 Contrôle des mesures de protection
1 Lors du contrôle de l’efficacité des mesures de protection prises conformément à l’art. 62, al. 2, OLT 1, l’évaluation de l’état de santé de la femme enceinte ou de la mère qui allaite incombe au médecin traitant qui suit la travailleuse pendant sa grossesse et sa maternité.
2 Le médecin établit l’aptitude à travailler de la femme enceinte ou de la mère qui allaite. Il tient compte des éléments suivants:
l’entretien avec la travailleuse et l’examen médical de cette dernière;
les résultats de l’analyse de risques réalisée pour l’entreprise par un spécialiste au sens de l’art. 17;
les éventuelles informations supplémentaires recueillies lors d’un entretien avec l’auteur de l’analyse de risques ou avec l’employeur.
3 Une femme enceinte ou une mère qui allaite ne doit pas travailler dans l’entreprise ou la partie de l’entreprise qui présente un danger si le médecin constate sur la base de l’entretien avec la femme concernée et de son examen médical:
qu’aucune analyse de risques n’a été réalisée ou que celle qui a été réalisée est insuffisante;
qu’une analyse de risques a été réalisée mais que les mesures de protection nécessaires ne sont pas mises en oeuvre ou qu’elles ne sont pas respectées;
qu’une analyse de risques a été réalisée et que des mesures de protection sont prises mais que ces dernières ne sont pas suffisamment efficaces, ou
qu’il existe des indications d’un risque pour la femme concernée ou son enfant.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DEFR du 17 sept. 2008, en vigueur depuis le 1er oct. 2008 (RO 2008 4487).
Art. 3 Certificat médical
1 Le médecin qui a examiné la travailleuse précise dans un certificat médical si celle-ci peut poursuivre son activité au poste concerné sans restriction, si elle peut la continuer sous certaines conditions, ou encore si elle doit l’interrompre.
2 Le médecin qui a examiné la travailleuse communique à cette dernière ainsi qu’à l’employeur les résultats de l’évaluation visée à l’al. 1 afin que l’employeur puisse, si besoin est, prendre les mesures nécessaires dans l’entreprise ou la partie de l’entreprise présentant un danger.
Art. 4 Prise en charge des frais
L’employeur prend à sa charge les frais pour les dépenses visées aux art. 2 et 3.
Chapitre 2 Analyse de risques et motifs d’interdiction
Section 1 Critères d’évaluation du danger3
Art. 51Présomption de danger
Lorsque les critères énoncés aux art. 7 à 13 sont remplis, il y a présomption de danger pour la mère et l’enfant.
Art. 61Pondération des critères
Dans la pondération des critères, il faut également tenir compte des conditions concrètes de travail telles que le cumul de plusieurs charges, la durée d’exposition, la fréquence de la charge ou du danger et d’autres facteurs pouvant exercer une influence positive ou négative sur le potentiel de risque à mesurer.
Art. 7 Déplacement de charge lourdes
1 Est réputé dangereux ou pénible pour les femmes enceintes, pendant les six premiers mois de grossesse, le déplacement régulier de charges de plus de 5 kg ou le déplacement occasionnel de charges de plus de 10 kg; est également réputé dangereux ou pénible l’exercice de la force nécessaire pour actionner, dans toute direction, des objets mécaniques comme des leviers ou des manivelles lorsqu’il correspond à l’élévation ou au port d’une charge supérieure à respectivement 5 ou 10 kg. 1
2 A partir du 7e mois de grossesse, les femmes enceintes ne doivent plus déplacer les charges lourdes visées à l’al. 1.
Art. 8 Travaux exposant au froid, à la chaleur ou à l’humidité
Sont réputés dangereux ou pénibles pour les femmes enceintes les travaux effectués à l’intérieur par des températures ambiantes inférieures à –5° C ou supérieures à +28° C ainsi que ceux effectués régulièrement dans une forte humidité. Par des températures inférieures à 15° C, l’employeur doit fournir des boissons chaudes. Les travaux par des températures situées entre +10° C et –5° C sont autorisés à condition que l’employeur mette à la disposition de la travailleuse une tenue adaptée à la situation thermique et à l’activité pratiquée. L’évaluation de la température ambiante doit également tenir compte de facteurs tels que l’humidité de l’air, la vitesse de l’air et la durée d’exposition.
Art. 9 Tâches imposant des mouvements et des postures engendrant une fatigue précoce
Sont réputées dangereuses ou pénibles les tâches effectuées pendant la grossesse et jusqu’à la 16e semaine après l’accouchement, qui imposent des mouvements et des postures inconfortables de manière répétée comme le fait de s’étirer ou se plier de manière importante, de rester accroupi ou penché en avant, ainsi que les activités imposant une position statique sans possibilité de mouvement ou impliquant l’impact de chocs, de secousses ou de vibrations.
Art. 101Micro-organismes
1 En cas d’exposition aux micro-organismes des groupes 2 à 4 au sens de l’annexe 2.1 de l’ordonnance du 25 août 1999 sur la protection des travailleurs contre les risques liés aux micro-organismes (OPTM)2, il faut évaluer, dans le cadre d’une analyse de risques, les dangers pour la santé de la mère et de l’enfant que présentent les activités que la mère est appelée à effectuer, compte tenu de son statut immunitaire et des mesures de protection prises. Il faut s’assurer qu’une exposition de ce type n’entraîne aucun dommage pour la mère ni pour l’enfant.
2 Il est interdit d’affecter une femme enceinte ou une mère qui allaite à des travaux avec des microorganismes du groupe 2 réputés dommageables pour l’embryon ou le foetus comme le virus de la rubéole ou de la toxoplasmose; sont exceptés les cas dans lesquels il est prouvé que la travailleuse est suffisamment immunisée. Affecter une femme enceinte ou une mère qui allaite à des travaux avec d’autres microorganismes du groupe 2 n’est autorisé que si l’analyse de risques permet d’exclure tout danger pour la santé de la mère et de l’enfant.
3 Il est interdit d’affecter une femme enceinte ou une mère qui allaite à des travaux avec des microorganismes des groupes 3 et 4; sont exceptés les cas dans lesquels il est prouvé que la travailleuse est suffisamment immunisée.
Art. 111Activités exposant au bruit
Les femmes enceintes ne doivent pas être affectées à des postes de travail où le niveau de pression acoustique est supérieur ou égal à 85 dB(A) (LEX 8 h). Les expositions aux infrasons et aux ultrasons doivent être appréciées séparément.
Art. 12 Activités exposant aux effets de radiations ionisantes et non ionisantes1
1 Dans le cas des femmes enceintes exposées aux rayonnements dans l’exercice de leur profession, la dose équivalente à la surface de l’abdomen ne doit pas dépasser 2 mSv et la dose effective résultant d’une incorporation 1 mSv, depuis le moment où la grossesse est connue jusqu’à son terme (art. 36, al. 2, de l’O du 22 juin 1994 sur la radioprotection2).
2 Les femmes qui allaitent ne doivent pas accomplir de travaux avec des substances radioactives qui présentent un risque d’incorporation ou de contamination (art. 36, al. 3, de l’O du 22 juin 1994 sur la radioprotection).
3 Dès le moment où la grossesse est connue et jusqu’à son terme, il faut garantir que l’exposition au rayonnement non ionisant n’entraîne aucun dommage pour la mère ni pour l’enfant. Les valeurs limites indiquées dans l’annexe 1 doivent être respectées dans tous les cas.3
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
3 Introduit par le ch. I de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
Art. 131Activités exposant aux effets de substances chimiques dangereuses
1 Il faut garantir que l’exposition à des substances dangereuses n’est pas préjudiciable à la mère ni à l’enfant. Les valeurs limites d’exposition fixées dans la liste de la Caisse nationale suisse d’assurance en cas d’accidents (CNA) et applicables en Suisse doivent en particulier être respectées.
2 Sont considérés comme particulièrement dangereux pour la mère et pour l’enfant:
les travaux impliquant des substances et préparations dangereuses pour la santé qui sont classifiées au moyen d’au moins une des mentions de danger suivantes (phrases H) selon le règlement (CE) no 1272/20083, dans sa version citée dans l’ordonnance du 5 juin 2015 sur les produits chimiques4, ainsi que les travaux impliquant des objets desquels ces substances ou préparations sont destinées à être rejetées dans des conditions normales ou raisonnablement prévisibles d’utilisation:
mutagénicité sur les cellules germinales: catégorie 1A, 1B ou 2 (H340, H341),
cancérogénicité: catégorie 1A, 1B ou 2 (H350, H350i, H351),
toxicité pour la reproduction: catégorie 1A, 1B ou 2 ou catégorie supplémentaire des effets sur ou via l’allaitement (H360, H360D, H360FD, H360Fd, H360Df, H361, H361d, H361fd, H362),
toxicité spécifique pour certains organes cibles à la suite d’une exposition unique: catégorie 1 ou 2 (H370, H371);
le mercure et ses dérivés;
les inhibiteurs de mitose;
l’oxyde de carbone.
3 Sont également considérés comme particulièrement dangereux pour la mère et pour l’enfant les travaux impliquant des substances et des préparations classifiées non pas au moyen des phrases H énoncées à l’al. 2, let. a, mais au moyen des phrases de risque (phrases R) figurant dans l’ordonnance du 18 mai 2005 sur les produits chimiques5. Les correspondances entre les phrases H et les phrases R sont indiquées dans l’annexe 2.6
4 En ce qui concerne l’al. 2, let. a, les dispositions transitoires prévues par l’annexe 2, ch. 4, de l’ordonnance du 5 juin 2015 sur les produits chimiques sont applicables. 7
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
3 Règlement (CE) no 1272/2008 du Parlement européen et du Conseil du 16 décembre 2008 relatif à la classification, à l’étiquetage et à l’emballage des substances et des mélanges, modifiant et abrogeant les directives 67/548/CEE et 1999/45/CE et modifiant le règlement (CE) no 1907/2006.
5RO 2005 2721, 2007 821, 2009 401 805, 2010 5223, 2011 5227, 2012 6103, 2013 201 3041, 2014 2073 3857
6 Introduit par le ch. I de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
7 Introduit par le ch. I de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
Section 24 Systèmes d’organisation du temps de travail très contraignants
Pendant toute leur grossesse et pendant la période d’allaitement, les femmes ne doivent pas effectuer de travail de nuit ni de travail en équipes lorsqu’il s’agit de tâches directement liées à des activités dangereuses ou pénibles au sens des art. 7 à 13 ou organisées dans le cadre d’un système de travail en équipes particulièrement préjudiciable à la santé. Sont considérés comme tels les systèmes de travail en équipes qui imposent une rotation régulière en sens inverse (nuit-soir-matin) ou plus de trois nuits de travail consécutives.
Section 35 Motifs d’interdiction
Art. 15 Travail à la pièce et travail cadencé
Le travail à la tâche ou le travail cadencé sont interdits si le rythme du travail est dicté par une machine ou une installation technique et ne peut pas être réglé par la travailleuse elle-même.
Art. 161Interdictions d’affectation particulières
1 Les femmes enceintes ne doivent pas être affectées aux travaux impliquant une surpression comme le travail en chambre de compression ou la plongée.
2 Les femmes enceintes ne doivent pas pénétrer dans les locaux à atmosphère appauvrie en oxygène.
3 Avant d’affecter une femme à des travaux correspondant aux conditions visées aux al. 1 et 2, l’employeur doit l’informer de manière appropriée des dangers que présentent ces activités pendant la grossesse. Ce faisant, il la rend attentive au fait que les dangers existent dès le premier jour de la grossesse. Si la femme exprime des doutes sur l’état de grossesse, ces travaux sont systématiquement interdits.
Chapitre 3 Spécialistes et information
Art. 17 Spécialistes
1 Les spécialistes au sens de l’art. 63, al. 1, OLT 1 sont les médecins du travail et les hygiénistes du travail au sens de l’ordonnance du 25 novembre 1996 sur les qualifications des spécialistes de la sécurité au travail1 ainsi que d’autres spécialistes comme les ergonomes qui ont acquis les connaissances et l’expérience nécessaires à l’évaluation des risques conformément aux art. 4 et 5 de l’ordonnance précitée.
2 Il faut garantir que, pour l’analyse de risques, tous les domaines spécifiques à évaluer sont couverts.
1 L’employeur veille à ce que les personnes chargées de l’analyse de risques aient accès à toutes les informations nécessaires à l’évaluation de la situation sur le lieu de travail et au contrôle des mesures de protection prises.
2 L’employeur veille également à ce que le médecin visé à l’art. 2 ait accès à toutes les informations qui lui sont nécessaires pour procéder à l’appréciation de l’occupation d’une femme enceinte ou d’une mère qui allaite.
Chapitre 4 Disposition finale
La présente ordonnance entre en vigueur le 1er avril 2001.
(art. 12, al. 3)
Valeurs limites pour l’exposition de travailleuses enceintes au rayonnement non ionisant
1. Valeurs limites pour l’exposition à un champ d’une seule fréquence
Valeur limite pour la valeur efficace de grandeurs de champs:
intensité de champ électrique E (V/m)
intensité de champ magnétique H (A/m)
densité de flux magnétique B (T)
Durée d’appréciation (minutes)
Champs statiques 0 Hz
Domaine des basses fréquences 1–100 kHz
Domaine des hautes fréquences > 100 kHz
f: fréquence exprimée dans l’unité qui figure dans la première colonne du tableau
* La valeur efficace la plus élevée est déterminante. Elle ne doit en aucun cas être dépassée.
2. Valeurs limites pour les cas d’exposition simultanée à des champs de fréquences différentes
Le calcul des valeurs limites pour les cas d’exposition simultanée à des champs de fréquences différentes est effectué sur la base des indications contenues dans le guide de la Commission internationale pour la protection contre les rayonnements non ionisants concernant l’établissement de limites d’exposition aux champs électriques, magnétiques et électromagnétiques (jusqu’à 300 GHz) (Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz)2) (ICNIRP-Guidelines).
3. Valeurs limites pour les cas d’exposition à des champs pulsés ou à composantes harmoniques
Le calcul des valeurs limites pour les cas d’exposition à des champs à basse fréquence pulsés ou à composantes harmoniques (ondes de forme complexe non sinusoïdale) jusqu’à une fréquence de 100 kHz est effectué sur la base de la déclaration de l’ICNIRP «Guidance on determining compliance of exposure to pulsed fields and complex nonsinusoidal waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines»3. Pour les champs à haute fréquence de 100 kHz à 300 GHz, les calculs et les évaluations du guide de l’ICNIRP sont déterminants.
1 Introduite par le ch. II de l’O du DEFR du 23 juin 2015, en vigueur depuis le 1er juil. 2015 (RO 2015 2299).
2 Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic, and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz). Health Physics 74 (4): p. 494 à 522; ici p. 513; 1998. Cette directive peut être consultée en anglais sous www.icnirp.de > Publications > EMF
3 Guidance on Determining Ccompliance of Exposure to Pulsed Fields and Complex Nonsinusoidal Waveforms below 100 kHz with ICNIRP Guidelines. Health Physics 84 (3): p. 383 à 387; 2003. Cette déclaration peut être consultée en anglais sous www.icnirp.de > Publications > EMF
(art. 13, al 3)
Code(s) des risques particuliers
Muta. Cat. 1 ou 2
Carc. 1A ou 1B
Carc. Cat. 1 ou 2
Repr. 1A ou 1B
Repr. Cat. 1 ou 2
RO 2001 935
1 La désignation de l’unité administrative a été adaptée au 1er janv. 2013 en application de l’art. 16 al. 3 de l’O du 17 nov. 2004 sur les publications officielles (RS 170.512.1). Il a été tenu compte de cette mod. dans tout le texte.2 RS 822.1113 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du DEFR du 17 sept. 2008, en vigueur depuis le 1er oct. 2008 (RO 2008 4487).4 Anciennement Section 3.5 Anciennement Section 4.