Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25234-del-09-10-2019
Timestamp: 2020-07-07 15:13:55+00:00
Document Index: 61616745

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2946', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 25234 del 09/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25234 del 09/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2019, (ud. 08/05/2019, dep. 09/10/2019), n.25234
sul ricorso 28911-2017 proposto da:
DEL CANCELLO 20, presso lo studio dell’avvocato LUIGI ANTONIO
PEDONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ALBERTO ALFIERI;
V.G.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO RIZZO;
avvocati ANTONINO SGROI, EMANUELE DE ROSE, ESTER ADA VITA SCIPLINO,
CARLA D’ALOISIO, LELIO MARITATO, GIUSEPPE MATANO;
avverso la sentenza n. 1733/2017 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
partecipata dell’8/05/2019 dal Consigliere Relatore Dott. SPENA
che con sentenza in data 6 – 13 giugno 2017 numero 1733 la Corte d’Appello di Lecce riformava la sentenza del Tribunale della stessa sede e per l’effetto, per quanto ancora in discussione, accoglieva l’opposizione proposta da V.G.G. nei confronti di EQUITALIA SUD S.p.A., dell’INPS e della Società per la Cartolarizzazione dei Crediti Inps (in prosieguo: SCCI) spa per l’impugnazione delle intimazioni di pagamento per il recupero di crediti previdenziali (n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS)) notificate in data 21 febbraio 2013, relative a due cartelle esattoriali, rispettivamente notificate il 24.1.2007 ed il 20.2.2006 ed oggetto di sgravio parziale;
che a fondamento della decisione la Corte territoriale osservava che nessuna contestazione era stata proposta quanto alla ritualità delle notifiche delle intimazioni e delle cartelle presupposte.
Il termine di prescrizione, anche nella fase successiva alla notifica della cartella di pagamento non opposta, era quello quinquennale di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 3 comma 9, come affermato dalla Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, nell’arresto del 17 novembre 2016 numero 23397.Detto termine era integralmente decorso tra la data di notifica delle cartelle e l’invio delle intimazioni impugnate.
che avverso la sentenza ha proposto ricorso la AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, quale successore a titolo universale ex lege delle società del gruppo EQUITALIA, articolato in un unico motivo, cui ha resistito V.G.G. con controricorso; l’INPS ha depositato procura alle liti;
che la parte ricorrente ha denunciato con l’unico motivo – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 – violazione dell’art. 2946 c.c., erronea e falsa applicazione della L. n. 335 del 1995, art. 3, violazione del D.Lgs. n. 46 del 1999, artt. 17, 18, 19 e 20 e del D.Lgs. n. 112 del 1999, art. 20, comma 6, assumendo essere applicabile il termine di prescrizione decennale nel periodo successivo alla notifica della cartella esattoriale non opposta.
che in via preliminare deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, essendo stato disposto lo sgravio delle cartelle esattoriali su cui si fondava la azione esecutiva;
che le spese si pongono a carico della parte ricorrente, secondo il criterio della soccombenza virtuale, nei confronti del controricorrente V.; sulla questione di causa si è formata una consolidata giurisprudenza di questa Corte, cui in questa sede si fa rinvio, che ha esaminato e reputato infondate le questioni poste con il ricorso (Cass. sez. VI, ordinanze del 4.12.2018 n. 31352 e 6.12.2018n. 31658; ordinanze numeri 6888, 10025, 10595,10796,10797 del 2019); non vi è luogo alla refusione delle spese nei confronti dell’INPS per la sostanziale assenza di attività difensiva;
che, stante la declaratoria di cessazione della materia del contendere NON sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 (che ha aggiunto il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater) – della sussistenza dell’obbligo di versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la impugnazione integralmente rigettata.
La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese nei confronti di V.G.G., che liquida in Euro 200 per spese ed Euro 2.000 per compensi professionali, oltre spese generali al 15% ed accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater dà atto della NON sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.