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Timestamp: 2020-07-09 18:35:19+00:00
Document Index: 64862884

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art.145', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 363', 'art. 22', 'art. 18', 'art. 2054', 'art. 22', 'art. 167', 'art. 167', 'art. 22', 'art. 193']

Riconvenzionale ed Rca: occorre la richiesta dei danni: Cassazione 22597 del 2009
Rca 2009-12-04 - Pdf - Stampa
Sempre grazie all'avv. Savoia per la disponibilità a condividere con noi i suoi podcast e scritti. Fonte: avv. Renato Savoia
Anche con riguardo alla domanda riconvenzionale, avanzata dal convenuto che assuma a sua volta - la
'onere imposto al danneggiato dalla L. n. 990 del 1969, art. 22, di richiedere all'assicuratore il r
Non vi sono ragioni per discostarsi da tale, consolidato, orientamento
che la condizione di proponibilità della domanda, costituita dall'assolvimento dell'onere de
Due contrapposti orientamenti
Un primo indirizzo
Un secondo indirizzo
"deve concludersi per l'ampia operatività dell'art. 22 della legge n. 990 del 1969 e per l'enunciazione del seguente principio: in tema di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli o dei natanti, per i quali vi è obbligo di assicurazione a norma della legge n. 990 del 1969, è improponibile la domanda riconvenzionale spiegata dal convenuto che non abbia preventivamente inviato all'assicuratore dell'attore la richiesta di risarcimento prevista dall'art. 22 della stessa legge".
In tale decisione le Sezioni Unite, vale la pena ricordarlo, hanno operato una scelta tra i due indirizzi che, sino a quel momento, avevano diviso dottrina e giurisprudenza, l'uno, poi sconfessato, secondo cui la domanda riconvenzionale non necessitava della previa lettera di richiesta di risarcmento del danno all'assicurazione e l'altro, risultato alla fine "vincitore", secondo cui la richiesta era invece condizione di procedibilità della domanda, al pari di quanto richiesto se la domanda fosse stata svolta, anzichè in via riconvenzionale, quale domanda principale.
l'art. 22 di tale legge, [ora da leggersi, come ricordato, art.145 d. lgs. 209/05, n.d.s] il quale subordina la proponibilità dell'azione risarcitoria, inclusa quella formulata soltanto contro il responsabile, alla richiesta del danno all'assicuratore, nonchè al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione - tenendo conto del difetto di espresse limitazioni e della "ratio" della disposizione medesima (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento) - ^ anche con riguardo alla domanda riconvenzionale, avanzata dal convenuto che assuma a sua volta - la responsabilità, esclusiva o concorrente, dell'attore (Cass. 1513 del 1993, 4411 del 1993, 10413 del 1994, 12189 del 2006).
In conclusione, meglio ribadirlo una volta di più, l'invio della richiesta danni, oltretutto con le formalità (a dire il vero, a giudizio dello scrivente, che rasentano la vessatorietà in taluni aspetti) richieste dal codice delle assicurazioni è sempre e comunque condizione di procedibilità, sia che la domanda sia svoltadall'attore che dal convenuto in sede riconvenzionale.
Il motivo è fondato alla luce della consolidata giurisprudenza di questa Corte (successiva a Cass. s.u. 12006 del 1991), secondo la quale nell'ambito della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e natanti, per i quali vi è l'obbligo di assicurazione a norma della L. 24 dicembre 1969, n. 990, l'art. 22 di tale legge, il quale subordina la proponibilità dell'azione risarcitoria, inclusa quella formulata soltanto contro il responsabile, alla richiesta del danno all'assicuratore, nonchè al decorso di sessanta giorni da tale richiesta, trova applicazione - tenendo conto del difetto di espresse limitazioni e della "ratio" della disposizione medesima (favore per il soddisfacimento stragiudiziale delle istanze di risarcimento) - ^ anche con riguardo alla domanda riconvenzionale, avanzata dal convenuto che assuma a sua volta - la responsabilità, esclusiva o concorrente, dell'attore (Cass. 1513 del 1993, 4411 del 1993, 10413 del 1994, 12189 del 2006).
A questo riguardo è stato anche di recente ribadito che l^ 'onere imposto al danneggiato dalla L. n. 990 del 1969, art. 22, di richiedere all'assicuratore il risarcimento dei danni almeno sessanta giorni prima di proporre il relativo giudizio, costituisce condizione di proponibilità della domanda risarcitoria la cui mancanza è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti, salva la preclusione del giudicato, anche implicito, restando tuttavia escluso che sia obbligo del giudice acquisire "ex officio" la relativa documentazione.
^ Non vi sono ragioni per discostarsi da tale, consolidato, orientamento.
La ***** è stata chiamata in giudizio dalla propria assicurata ***** a seguito della domanda riconvenzionale di danni svolta dalla *****, la quale - in sede di conclusioni - ha richiesto la condanna al risarcimento dei danni dell'attrice ed, in via alternativa e solidale, la condanna della *****. Va, infatti, ricordato (anche sotto il profilo dell'art. 363 c.p.c., comma 2)^ che la condizione di proponibilità della domanda, costituita dall'assolvimento dell'onere della richiesta con raccomandata nei confronti dell'assicuratore secondo la L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 22 (applicabile "ratione temporis"), opera sia nel caso di azione diretta, ai sensi dell'art. 18 della legge suddetta, che nella ipotesi di azione di responsabilità aquiliana, a norma dell'art. 2054 cod. civ..
Il problema, già affrontato dalla III Sezione Civile di questa Corte, non ha trovato una soluzione uniforme essendosi formati sul punto ^ due contrapposti orientamenti.
^ Un primo indirizzo (segnato dalle sentenze 7 giugno 1974 n. 1718; 28 gennaio 1987 n. 809 e 24 febbraio 1987 n. 1930) ha dato al quesito anzidetto risposta positiva sul duplice rilievo: a) che, essendo la finalità dell'art. 22 quella di favorire nel cosiddetto spatium deliberandi il soddisfacimento stragiudiziale delle pretese risarcitorie, tale finalità è configurabile anche quando esiste già una controversia giudiziaria in atto, posto che l'eventuale proposizione, nell'ambito di detta controversia, di una domanda riconvenzionale, dà luogo all'insorgere di una controversia diversa e distinta, sebbene inserita nel procedimento già pendente; b) che siffatta interpretazione non comporta ingiustificate menomazioni del diritto di difesa del convenuto, quali potrebbero ipotizzarsi in relazione al disposto dell'art. 167 c.p.c. (che impone al convenuto di proporre nella comparsa di risposta tutte le sue difese e le eventuali domande riconvenzionali), tenuto conto che un'eventuale preclusione all'esercizio del diritto in via riconvenzionale scaturisce soltanto dal precedente comportamento negligente dello stesso interessato, il quale, peraltro, rimane libero di agire in separato giudizio del quale potrà essere richiesta la riunione a quello già pendente.
^ Un secondo indirizzo (espresso nelle sentenze 19 aprile 1983 n. 2717; 29 agosto 1984 n. 4722; 12 dicembre 1986 n. 7412 e 27 febbraio 1987 n. 2108) è giunto a conclusione opposta in forza delle seguenti osservazioni: a) che una volta instauratasi controversia giudiziaria per il risarcimento del danno, ci si trova in presenza di una res ormai litigiosa, per cui l'estensione dell'onere della preventiva richiesta del risarcimento anche alla domanda riconvenzionale risulterebbe del tutto superflua e comporterebbe limitazioni al diritto del convenuto in rapporto alla previsione dell'art. 167 c.p.c.; b) che, mirando la norma in esame ad infrenare la litigiosità e ad evitare, attraverso l'auspicio di un componimento della vicenda, l'aggravio di oneri da spese legali, ove si optasse per l'applicabilità dell'art. 22 anche alla domanda riconvenzionale e quindi per la improponibilità di quest'ultima nel caso di inosservanza dell'onere imposto dalla disposizione legislativa, la finalità perseguita sarebbe elusa per la necessità di proporre due distinti giudizi di cui non sempre sarebbe possibile la riunione, con l'ulteriore pericolo di giudicati contrastanti.
Dalla semplice lettura della norma risultata evidente come il legislatore abbia posto ai fini dell'azione giudiziaria una duplice condizione: richiesta di risarcimento all'assicuratore del responsabile ed il decorso di 60 giorni da tale richiesta. Ma deve essere soprattutto sottolineato che l'onere è imposto in via generale al "danneggiato" che voglia esperire azio
2009-12-04 Chi: Avv. Renato Savoia Fonte: avv. Renato Savoia
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