Source: https://www.penalecontemporaneo.it/d/3749
Timestamp: 2019-10-19 17:50:08+00:00
Document Index: 15617408

Matched Legal Cases: ['art. 674', 'art. 260', 'art. 157', 'art. 25', 'art. 257', 'art. 260', 'art. 12', 'art. 118']

DPC | Il Senato approva il ddl in materia di delitti contro l'ambiente
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25 mag ‘18 | Adriano Martufi,
La "diversione" ambientale tra esigenze deflattive e nuove tensioni sistemiche
28 feb ‘14 | Andrea Di Landro,
Bonifiche: il labirinto della legislazione ambientale dove le responsabilità penali "si perdono"
13 gen ‘14 | Carlo Ruga Riva,
Ddl S-1345
1. Il 4 marzo scorso è stato approvato dal Senato l'importante disegno di legge S. 1345 (c.d. ddl "Ecoreati"), intitolato "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente".
2. Attualmente la tutela dell'ambiente è garantita solo attraverso la previsione di alcuni reati, di natura prevalentemente contravvenzionale, contenuti nel Codice dell'ambiente (d.lgs. 152/2006), oltre che dall'applicazione di alcuni norme incriminatrici contenute nel codice penale (si pensi ai reati contro l'incolumità pubblica o alla fattispecie di cui all'art. 674), con le note problematiche relative alla possibile violazione di alcuni principi costituzionali (come quelli di precisione, tassatività e offensività) e ad un trattamento sanzionatorio non sempre correttamente parametrato alla gravità dei fatti.
3. Il disegno di legge in commento interviene allora massicciamente sulla materia, inserendo innanzitutto nel codice penale un autonomo titolo (il titolo VI-bis, collocato sistematicamente immediatamente dopo il titolo relativo ai delitti contro l'incolumità pubblica) dedicato ai delitti contro l'ambiente.
4. All'interno di questo titolo sono contemplati una serie di nuovi delitti, il cui testo viene di seguito riportato.
a. "Art. 452-bis - Inquinamento ambientale - È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili:
b. Art. 452-ter - Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale - Se da uno dei fatti di cui all'articolo 452-bis deriva, quale conseguenza non voluta dal reo, una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da tre a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni.
Nel caso di morte di più persone, di lesioni di più persone, ovvero di morte di una o più persone e lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per l'ipotesi più grave, aumentata fino al triplo, ma la pena della reclusione non può superare gli anni venti.
c. Art. 452-quater - Disastro ambientale - Fuori dai casi previsti dall'articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Costituiscono disastro ambientale alternativamente:
3) l'offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l'estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.
d. Art. 452-quinquies - Delitti colposi contro l'ambiente - Se taluno dei fatti di cui agli articoli 452-bis e 452-quater è commesso per colpa, le pene previste dai medesimi articoli sono diminuite da un terzo a due terzi.
Se dalla commissione dei fatti di cui al comma precedente deriva il pericolo di inquinamento ambientale o di disastro ambientale le pene sono ulteriormente diminuite di un terzo.
e. Art. 452-sexies - Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000 chiunque abusivamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività.
f. Art. 452-septies - Impedimento del controllo - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, negando l'accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l'attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
g. Art. 452-terdecies - Omessa bonifica - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un'autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 80.000.
h. Art. 452-quaterdecies - Ispezione di fondali marini - Chiunque, per le attività di ricerca e di ispezione dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi, utilizza la tecnica dell'air gun o altre tecniche esplosive è punito con la reclusione da uno a tre anni".
5. La riforma introduce poi due articoli contenenti circostanze aggravanti. La prima norma si applica nei casi in cui le associazioni di cui agli artt. 416 e 416-bis c.p. siano dirette alla commissione di uno dei reati ambientali previsto nel nuovo titolo del codice penale; la seconda, invece, si applica in relazione a qualunque reato commesso al fine di realizzare un delitto ambientale. Ecco i testi delle due norme.
a. "Art. 452-octies - Circostanze aggravanti - Quando l'associazione di cui all'articolo 416 è diretta, in via esclusiva o con-corrente, allo scopo di commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo, le pene previste dal medesimo articolo 416 sono aumentate.
b. Art. 452-novies - Aggravante ambientale - Quando un fatto già previsto come reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti previsti dal presente titolo, dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o da altra disposizione di legge posta a tutela dell'ambiente, ovvero se dalla commissione del fatto deriva la violazione di una o più norme previste dal citato decreto legislativo n. 152 del 2006 o da altra legge che tutela l'ambiente, la pena nel primo caso è aumentata da un terzo alla metà e nel secondo caso è aumentata di un terzo. In ogni caso il reato è procedibile d'ufficio".
6. Vengono poi introdotte l'attenuante del ravvedimento operoso ed una particolare causa di sospensione del decorso dei termini di prescrizione.
a. "Art. 452-decies - Ravvedimento operoso - Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo, per il delitto di associazione per delinquere di cui all'articolo 416 aggravato ai sensi dell'articolo 452-octies, nonché per il delitto di cui all'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, e diminuite da un terzo alla metà nei confronti di colui che aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.
Ove il giudice, su richiesta dell'imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado disponga la sospensione del procedimento per un tempo congruo, comunque non superiore a due anni e prorogabile per un periodo massimo di un ulteriore anno, al fine di consentire le attività di cui al comma precedente in corso di esecuzione, il corso della prescrizione è sospeso".
7. Meritano di essere poi segnalate l'introduzione di una specifica ipotesi di confisca obbligatoria (anche per equivalente) e la possibilità per il giudice di ordinare, ove possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a carico del soggetto condannato.
a. "Art. 452-undecies - Confisca - Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies e 452-octies del presente codice, è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
I beni confiscati ai sensi dei commi precedenti o i loro eventuali proventi sono messi nella disponibilità della pubblica amministrazione competente e vincolati all'uso per la bonifica dei luoghi.
L'istituto della confisca non trova applicazione nell'ipotesi in cui l'imputato abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza e, ove necessario, alle attività di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.
b. Art. 452-duodecies - Ripristino dello stato dei luoghi - Quando pronuncia sen-tenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei delitti previsti dal presente titolo, il giudice ordina il recupero e, ove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendone l'esecuzione a carico del condannato e dei soggetti di cui all'articolo 197 del presente codice.
Al ripristino dello stato dei luoghi di cui al comma precedente si applicano le disposizioni di cui al titolo II della parte sesta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ripristino ambientale".
8. Infine, per quel che concerne le modifiche apportate al codice penale, deve evidenziarsi come la pena accessoria dell'incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione sia stata estesa anche ai casi di condanna per i nuovi delitti di cui agli artt. 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies e per il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 d.lgs. 152/06). Attraverso una modifica dell'art. 157 co. 6 c.p., il termine di prescrizione per i nuovi delitti ambientali viene raddoppiato.
9. La riforma va poi ad annoverare diversi reati ambientali tra i reati presupposto per la responsabilità amministrativa dipendente da reato delle persone giuridiche di cui all'art. 25-undecies d.lgs. 231/01.
10. La condizione di non punibilità prevista dall'art. 257 co. 4 d. lgs. 152/06 (in materia di bonifica dei siti) viene poi resa applicabile alle sole contravvenzioni. E' quindi introdotta una confisca obbligatoria (anche per equivalente) in relazione al ricordato delitto di cui all'art. 260 d.lgs. 152/06, per il quale viene altresì resa applicabile la confisca di valori ingiustificati di cui all'art. 12-sexies d.l. 306/1992. E' modificato anche l'art. 118-bis disp. att. c.p.p., in materia di coordinamento delle indagini tra Procure della Repubblica e Procura Nazionale Antimafia. Sono inserite diverse norme (artt. 318-bis ss.) nel d.lgs. 152/06 per disciplinare le fattispecie contravvenzionali in materia ambientale previste dal detto decreto che non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette. Infine vengono modificate diverse fattispecie di reato e di illeciti amministrativi previste dalla l. 150/92, in materia di commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.
11. Il ddl passa ora all'esame della Camera.