Source: http://docplayer.it/61181122-Regolamento-per-l-applicazione-delle-sanzioni-amministrative.html
Timestamp: 2018-03-21 11:05:47+00:00
Document Index: 163003354

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 27', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 27']

1 Legenda: - Evidenziate le parti introdotte - Riquadrate le parti sostituite REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE IL CONSIGLIO COMUNALE Visto l articolo 3, comma 133 Legge 662/1996, recante delega al Governo per l emanazione di uno o più decreti legislativi per la revisione organica ed il completamento della disciplina delle sanzioni tributarie non penali; Visto il D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 472, che detta le disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, in attuazione delle disposizioni di cui al succitato art. 3 Legge 662/1996; Visto il D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 473, ove, al capo IV, artt. 11, 12, 13 e 14 si disciplinano le sanzioni in materia di tributi comunali, decorrenti dal 1 aprile 1998, con l abrogazione, a decorrere dalla stessa data, delle soprattasse disposte dalle specifiche leggi sui tributi comunali; Visto il D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471, ove, al titolo II, artt. 13 e 15 si disciplinano le sanzioni in materia di riscossione dei tributi, decorrenti dal 1 aprile 1998, con l abrogazione, a decorrere dalla stessa data, delle soprattasse disposte dalle specifiche leggi sui tributi comunali; Visto l art. 10 Legge 212/2000 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), il quale prevede che non possano essere irrogate sanzioni quando il contribuente si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell amministrazione finanziaria, quando la violazione dipenda da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull ambito di applicazione della norma tributaria o quando si traduca in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta; Visto l art. 6, comma 5bis D.Lgs. 472/1997, come introdotto dall art. 7 D.Lgs. 32/2001, il quale ha disposto che non sono punibili le violazioni che non arrecano pregiudizio all esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell imposta e sul versamento del tributo; Considerato che la normativa sopra richiamata individua le sanzioni applicabili all interno di un minimo e di un massimo stabiliti dalle singole norme sanzionatorie; Ritenuto, quindi, pur nel rispetto del principio di soggettività della sanzione di cui all art. 7 D.Lgs. 472/1997, di stabilire dei criteri di massima che potranno essere seguiti dal funzionario responsabile del tributo per la determinazione delle sanzioni e della loro entità, entro i limiti minimo e massimo stabiliti dalla legge, e di dettare allo stesso modo i criteri per la determinazione delle sanzioni concretamente applicabili nelle ipotesi di violazione continuata e di recidiva, come previsti dagli artt. 12 e 7 D.Lgs. 472/1997; delibera ed approva il seguente regolamento, avente ad oggetto Pagina 1 di 7
2 Legenda: - Evidenziate le parti introdotte - Riquadrate le parti sostituite REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PREMESSA Art. 1 Oggetto del Regolamento II presente regolamento disciplina i criteri di applicazione delle sanzioni amministrative previste per la violazione dei tributi locali, nel rispetto dei D.Lgs. 471, 472 e 473/1997 e successive modificazioni. Art. 2 Funzionario responsabile Competono al funzionario responsabile del tributo tutte le attività necessarie per l applicazione delle sanzioni, quali, a titolo esemplificativo, l emanazione degli atti di contestazione delle violazioni, l esame delle eventuali deduzioni difensive, l irrogazione delle sanzioni, avuto riguardo, in presenza di deduzioni difensive, ai criteri oggettivi e soggettivi indicati dalla legge (personalità dell autore, sue condizioni economiche e simili, eventuale incertezza della normativa). Art. 3 Avviso di contestazione o di irrogazione della sanzione L avviso di contestazione o di irrogazione della sanzione deve contenere tutti gli elementi utili per l individuazione della violazione e dei criteri seguiti per la quantificazione della sanzione stessa. L avviso di contestazione o di irrogazione delle sanzioni può essere notificato a mezzo posta, con invio di raccomandata con ricevuta di ritorno, ovvero presso gli uffici comunali competenti tramite personale appositamente autorizzato. TITOLO I CRITERI APPLICATIVI DELLE SANZIONI Art. 4 Violazioni non sanzionabili Ai sensi dell art. 10 L. 212/2000 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), non possono essere irrogate sanzioni nell ipotesi in cui: - il contribuente si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell amministrazione finanziaria; - gli errori nell applicazione del tributo siano la conseguenza di precedenti accertamenti effettuati dal Comune, contro i quali i contribuenti non abbiano presentato opposizione; - il comportamento del contribuente risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell amministrazione stessa; - la violazione dipenda da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull ambito di applicazione della norma tributaria; - la violazione si traduca in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta. Pagina 2 di 7
3 L omessa presentazione della denuncia o dichiarazione iniziale o di variazione, ovvero della comunicazione ai fini I.C.I., ove prevista negli anni precedenti, seppure non incida sulla determinazione della base imponibile, non viene comunque considerata alla stregua di violazione formale ed è pertanto autonomamente sanzionabile, in quanto arrechi pregiudizio all esercizio delle azioni di controllo. Art. 5 Riduzione delle sanzioni a seguito di adesione Le sanzioni irrogate sono ridotte ad un quarto nell ipotesi di adesione da parte del contribuente all avviso di accertamento notificato dal Comune, ovvero in caso di definizione della pendenza a seguito di accertamento con adesione. Le sanzioni irrogate sono ridotte ad un terzo dell importo irrogato/contestato dal Comune nell ipotesi di adesione da parte del contribuente all avviso di accertamento notificato dal Comune, ovvero ad un terzo del minimo edittale in caso di definizione della pendenza a seguito di accertamento con adesione, ove relativo a violazioni commesse a decorrere dal 1 febbraio Ai fini della Tassa Rifiuti, ove riscossa mediante iscrizione a ruolo, l adesione si ritiene perfezionata a seguito della mancata impugnazione dell avviso: in tale ipotesi, il Comune provvede direttamente all iscrizione a ruolo delle sanzioni nell importo ridotto ad un quarto terzo, fatta salva la possibilità di provvedere alla successiva iscrizione a ruolo delle sanzioni nell importo complessivo, nell ipotesi in cui il contribuente non provveda al pagamento della cartella esattoriale nei termini, ovvero proponga ricorso nei confronti della stessa cartella. La nuova modalità di determinazione della sanzione a seguito di adesione da parte del contribuente si applica esclusivamente a decorrere dalle violazioni commesse dopo il 6 dicembre 2011, per cui - per tutte le violazioni commesse precedentemente a tale data continua ad applicarsi la riduzione ad un quarto dell importo irrogato/contestato dal Comune, nell ipotesi di adesione da parte del contribuente all avviso di accertamento notificato dal Comune, sulla base del principio di legalità dettato dall art. 3 D.Lgs. 18 dicembre 1997 n La sanzione per il parziale/totale omesso pagamento, così come prevista dall art. 13 D.Lgs. 471/1997, non è suscettibile di riduzione a seguito di adesione del contribuente. Art. 6 Principio di legalità Con riferimento al disposto di cui all art. 3, comma 3 D.Lgs. 472/1997, che disciplina la successione delle leggi nel tempo in materia di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie in ossequio al principio di favor rei, si stabilisce che, ai fini dell individuazione della norma sanzionatoria più favorevole, si debba fare riferimento alla comparazione tra le sanzioni concretamente applicabili, in considerazione di tutti i meccanismi che in concreto determinano l aumento o la riduzione della sanzione applicabile. Ai sensi dell art. 3, comma 2 D.Lgs. 472/1997 (cd. principio di legalità) e dell art. 3 L. 212/2000, nei tributi periodici le modifiche alle disposizioni sanzionatorie si applicano solo dal periodo d imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono, senza prestare efficacia nei confronti delle violazioni commesse o accertate negli anni d imposta precedenti alla loro introduzione. Pagina 3 di 7
4 Art. 7 Criteri per l applicazione delle sanzioni Di seguito, si stabiliscono i criteri che dovranno essere seguiti per la determinazione delle sanzioni e della loro entità, entro i limiti minimi e massimi stabiliti dalla legge, in relazione ai diversi tributi locali, specificando che la sanzione per omessa/infedele dichiarazione I.C.I. deve intendersi applicabile nell importo sotto indicato per tutte le violazioni commesse sino al 31 dicembre 2007, mentre a decorrere dal 1 gennaio 2008 non risulta applicabile alla omessa dichiarazione di variazioni e/o cessazioni relative ad unità immobiliari che siano regolarmente e correttamente iscritte presso l Ufficio del Territorio. Rimane invece dovuta anche a decorrere dal 1 gennaio 2008, ed autonomamente sanzionabile sulla base dei criteri sotto riportati, la presentazione della dichiarazione I.C.I. in relazione ai cespiti la cui base imponibile non sia desumibile dai dati catastali, ovvero che non siano regolarmente e correttamente iscritti presso l Ufficio del Territorio, ovvero ancora che usufruiscano di agevolazioni e/o riduzioni d imposta. All applicazione delle sanzioni provvede il funzionario responsabile della gestione dei tributi, al quale competono tutte le attività inerenti l esercizio delle funzioni. L entità della sanzione viene determinata in via generale dal presente regolamento, nella misura minima stabilita dalle legge, per ogni specie di violazione in relazione ai diversi tributi comunali. Il funzionario responsabile potrà sempre discostarsi dall applicazione della sanzione nella misura minima stabilita in via generale al comma precedente, previa adeguata motivazione, qualora riscontri elementi procedurali o relativi al comportamento tenuto dal contribuente, a titolo esemplificativo di seguito indicati, che giustifichino una diversa misura della sanzione di base, nel rispetto della misura massima indicata dalla legge: - violazioni a norme che impongono al contribuente un obbligo di collaborazione (mancata restituzione di questionari, o loro incompleta o infedele compilazione, mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ecc.); - comportamento recidivo del contribuente; - concorso di violazioni e violazioni continuate. La sanzione per omessa/infedele dichiarazione I.C.I. deve intendersi applicabile per tutte le violazioni commesse sino al 31 dicembre 2007, mentre a decorrere dal 1 gennaio 2008 non risulta applicabile alla omessa dichiarazione di variazioni e/o cessazioni relative ad unità immobiliari che siano regolarmente e correttamente iscritte presso l Ufficio del Territorio. Rimane invece dovuta anche a decorrere dal 1 gennaio 2008, ed autonomamente sanzionabile sulla base dei criteri sotto riportati, la presentazione della dichiarazione I.C.I. in relazione ai cespiti la cui base imponibile non sia desumibile dai dati catastali, ovvero che non siano regolarmente e correttamente iscritti presso l Ufficio del Territorio, ovvero ancora che usufruiscano di agevolazioni e/o riduzioni d imposta. La sanzione per omessa/infedele dichiarazione I.M.U. non risulta applicabile in tutte le ipotesi in cui la base imponibile sia stata correttamente dichiarata ai fini I.C.I., con indicazione di tutti gli elementi necessari per la determinazione dell importo dovuto a titolo di Imposta municipale propria. Pagina 4 di 7
5 La sanzione per omessa/infedele dichiarazione I.M.U. non risulta altresì applicabile in tutte le ipotesi in cui non siano state dichiarate variazioni e/o cessazioni relative ad immobili che siano regolarmente e correttamente iscritti presso l Ufficio del Territorio. Rimane invece autonomamente sanzionabile sulla base dei criteri sotto riportati, la presentazione della dichiarazione in relazione ai cespiti la cui base imponibile non sia desumibile dai dati catastali, ovvero che non siano regolarmente e correttamente iscritti presso l Ufficio del Territorio, ovvero ancora che usufruiscano di agevolazioni e/o riduzioni d imposta. Art. 8 Violazioni continuate L obbligo di dichiarare o denunciare il possesso o la variazione di un cespite o di un bene soggetto ad autonoma imposizione non cessa allo scadere del termine fissato dal Legislatore con riferimento all inizio del possesso, ma permane finché la dichiarazione (o la denuncia) non sia presentata in modo corretto e determina, per ciascun anno di imposta, una violazione autonomamente punibile. Con riferimento al disposto di cui all art. 12 D.Lgs. 472/1997, che detta la disciplina del concorso di violazioni e della continuazione, prevedendo l applicazione di un unica sanzione congruamente elevata nell ammontare, in caso di più violazioni della medesima disposizione o di diverse disposizioni, si ritiene che tale disposizione non sia applicabile ai tributi locali, come confermato dal Ministero delle Finanze nella circolare del 5 luglio 2000 n. 138/E. Tuttavia, ove in sede di accertamento con adesione o di altro istituto di definizione agevolata del contenzioso, a fronte di specifica richiesta del contribuente, si dovesse dare applicazione all istituto della violazione continuata, come disciplinato dall art. 12, comma 5 D.Lgs. 472/1997, poi modificato dall art. 2 D.Lgs. 99/2000, si stabilisce che la sanzione unica dovrà essere commisurata sulla sanzione base aumentata dalla metà al triplo, in tutte le ipotesi in cui violazioni della stessa indole, sia relative alla dichiarazione che al versamento, vengano commesse in periodi di imposta diversi. In tale ipotesi, la maggiorazione della sanzione unica verrà computata secondo il seguente schema: - se le violazioni riguardano due periodi di imposta, la sanzione base viene aumentata in una misura non inferiore al 50% (ovvero: sanzione base x 1,5); - se le violazioni riguardano tre periodi di imposta, la sanzione base viene aumentata in una misura non inferiore al 100% (ovvero: sanzione base x 2); - se le violazioni riguardano quattro periodi di imposta, la sanzione base viene aumentata in una misura non inferiore al 200% (ovvero: sanzione base x 3); - se le violazioni riguardano più di quattro periodi di imposta, la sanzione base viene aumentata in una misura non inferiore al 300% (ovvero: sanzione base x 4). In tale ipotesi, ove l ufficio non abbia contestato tutte le violazioni o non abbia irrogato la sanzione contemporaneamente rispetto a tutte, quando in seguito vi provvede determina la sanzione complessiva tenendo conto delle violazioni oggetto del precedente provvedimento. Art. 9 Recidiva Con riferimento al disposto di cui all art. 7, comma 3 D.Lgs. 472/1997, che detta la disciplina della recidiva, si stabilisce il criterio per cui in ipotesi di recidiva semplice (una unica violazione nel precedente periodo di tre anni) la sanzione da irrogarsi viene aumentata in misura non inferiore ad un Pagina 5 di 7
6 terzo, mentre, in ipotesi di recidiva reiterata (più di una violazione nel precedente periodo di tre anni), detta sanzione viene aumentata della metà. Art. 10 Riduzione della sanzione sproporzionata Con riferimento al disposto di cui all art. 7, comma 4 D.Lgs. 472/1997, che ammette la riduzione della sanzione fino alla metà del minimo qualora ricorrano eccezionali circostanze che rendono manifesta la sproporzione fra l entità del tributo, cui la violazione si riferisce, e la sanzione medesima, si stabilisce che detta sproporzione ricorra allorché l ammontare della sanzione sia superiore al doppio dell intero tributo dovuto negli anni oggetto di accertamento. In tal caso, la sanzione viene ridotta a tale misura (doppio del tributo dovuto). Art. 11 Sanzioni per omesso/tardivo versamento In caso di tardivo versamento rispetto ai termini previsti a livello normativo o regolamentare, che il contribuente non abbia provveduto a regolarizzare mediante ravvedimento operoso, si stabilisce di applicare una sanzione pari al 10% dell importo tardivamente versato, non riducibile in caso di adesione del contribuente, ove il pagamento sia stato effettuato entro i dieci giorni successivi alla scadenza. In caso di tardivo versamento effettuato entro il quattordicesimo giorno rispetto ai termini previsti a livello normativo o regolamentare, che il contribuente non abbia provveduto a regolarizzare mediante ravvedimento operoso, la sanzione applicabile sarà pari al 2% del tributo versato tardivamente per ogni giorno di ritardo rispetto alla scadenza. In tutte le altre ipotesi di omesso/tardivo versamento di un tributo, si renderà applicabile la sanzione di cui all art. 13 D.Lgs. 471/1997, pari al 30% dell importo omesso o tardivamente versato, non riducibile in caso di adesione del contribuente. TITOLO II NORME FINALI Art. 12 Norme abrogate Con l entrata in vigore del presente Regolamento sono abrogate tutte le norme regolamentari con esso contrastanti. Art. 13 Disposizioni finali e transitorie Per quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni di legge vigenti, nonché le disposizioni dello Statuto e dei regolamenti comunali rilevanti in materia. Pagina 6 di 7
7 Art. 14 Entrata in vigore Il presente Regolamento entra in vigore e presta i suoi effetti, in deroga all art. 3, comma 1 L. 212/2000, dal 1 gennaio 2009, in conformità a quanto disposto dal Decreto del Ministero dell Interno del 13 dicembre 2008, in osservanza della disposizione contenuta nell art. 53, comma 16 L. 23 dicembre 2000 n. 388, poi integrato dall art. 27, comma 8 L. 28 dicembre 2001 n Il presente Regolamento entra in vigore e presta i suoi effetti, in deroga all art. 3, comma 1 L. 212/2000, dal 1 gennaio 2012, in conformità a quanto disposto dal D.L. 29 dicembre 2011 n. 216, convertito in L. 24 febbraio 2012 n. 14, in osservanza della disposizione contenuta nell art. 53, comma 16 L. 23 dicembre 2000 n. 388, poi integrato dall art. 27, comma 8 L. 28 dicembre 2001 n Pagina 7 di 7