Source: https://danielemajori.com/2014/07/16/in-assenza-di-deroghe-legislative-deve-ritenersi-che-i-comuni-non-capoluogo-di-provincia-non-possano-procedere-ad-acquisire-autonomamente-neppure-lavori-servizi-e-forniture-dimporto-inferio/
Timestamp: 2020-05-30 20:38:23+00:00
Document Index: 42408986

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 125', 'art. 125', 'art. 33', 'art. 210', 'art. 210', 'art. 23']

In assenza di deroghe legislative, deve ritenersi che i Comuni non capoluogo di provincia non possano procedere ad acquisire autonomamente neppure lavori, servizi e forniture d’importo inferiore ad euro 40.000 mediante affidamento diretto, poiché la nuova disposizione di finanza pubblica di cui all’art. 9, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89, che ha novellato il comma 3-bis dell’articolo 33 del Codice dei contratti pubblici, assume nell’ordinamento carattere di specialità, e quindi di prevalenza, rispetto alla norma generale di cui all’art. 125, commi 8 e 11, dello stesso Codice. | Avvocato Daniele Majori
Consip S.p.A., Contratti pubblici, Corte dei conti
Archiviato in acquisti centralizzati, art. 125 d.lgs. n. 163/2006, art. 33 comma 3-bis codice dei contratti pubblici, centrali di committenza, consip
(Corte dei conti, sez. Regionale di Controllo per il Piemonte in sede consultiva, 2 luglio 2014, deliberazione n. 144/2014/SRCPIE/PAR)
Nell’allegato parere la Corte dei conti ha chiarito che le opzioni organizzative previste dalla norma succitata per costituire la centrale di committenza a cui possono rivolgersi i Comuni sono, pertanto, (1) nell’ambito delle unioni dei comuni di cui all’articolo 32 del TUEL, ove esistenti, ovvero (2) costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici, oppure (3) ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56, residuando lo spazio per negoziazioni autonome solo a mezzo gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento.
144_2014_SRCPIE_PAR_Parere Comune di Torre Canavese
« L’ordinanza di rigetto dell’istanza di esibizione di documenti nel giudizio civile ex art. 210 c.p.c. non preclude l’accoglimento, da parte del G.A., dell’istanza di accesso cd. difensivo agli stessi documenti, in ragione dell’autonomia e della diversità sussistenti tra il vaglio giudiziario di rilevanza diretta, ai fini processuali e probatori, svolto in sede giudiziale civile ai sensi del citato art. 210 c.p.c., e la valutazione – da compiersi in astratto e, per dir così, “ab externo”, da parte della P. A. in prima battuta e, quindi, dal giudice amministrativo, in sede di giurisdizione esclusiva – sulla necessità che il richiedente conosca la documentazione oggetto dell’istanza di accesso a fini di cura e di difesa dei propri interessi.
Chiarimenti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) sugli obblighi di pubblicazione dei provvedimenti amministrativi di cui all’art. 23 del d.lgs. n. 33/2013. »