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Timestamp: 2016-07-01 13:23:04+00:00
Document Index: 60806226

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art. 52', 'sentenza\n', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 52', 'art. 40', 'art. 52', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 6']

Normativa Antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società L17 - Edizioni Simone
Normativa Antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle SocietàabstractEdizioni Simonehttp://img.edizionisimone.it/catalogo/vl17.jpgNormativa di riferimento • Delitti di riciclaggio e responsabilità dell'ente • Modelli organizzativi e organizzazione di vigilanza • Linee-guida per la prevenzione del riciclaggio • Contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismoAutori Maurizio Arena - Ranieri RazzanteAnno Edizione: 2012Edizione: II Ed.Formato: 17 x 24Pagine: 384Codice: L17Isbn: 978 88 244 3628 1Prezzo: € 34,00 Acquista 1234567891011121314151617181920 cartaceo AbstractIndiceIl sistema di responsabilita da reato degli enti collettivi, disciplinato dal d.lgs. n. 231/2001, ha visto, nel tempo, un ampliamento del suo ambito di operativita: si e passati dagli originari reati contro la pubblica amministrazione alle falsita in valori, ai reati societari, ai delitti terroristici, a quelli contro la personalita individuale, agli abusi di mercato, ai reati di omicidio e lesioni colpose commessi in violazione della normativa antinfortunistica, al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, ai reati informatici.
Il protagonista principale del sistema di prevenzione degli illeciti voluto dal d.lgs. n. 231 e l’Organismo di vigilanza, un inedito organo ≪dell’ente≫ che, sin da subito, e stato al centro del dibattito: deve trattarsi di un organo monocratico o collegiale? Come deve essere composto? Come deve essere collocato nell’organigramma dell’ente? Di quali poteri deve essere dotato? In quale modo si rapporta con gli altri attori del controllo societario? Quali i suoi compiti e le sue responsabilita?
La seconda edizione del volume da conto, in particolare, della recente evoluzione giurisprudenziale sull’elemento soggettivo dei delitti di ricettazione e riciclaggio: la Corte di Cassazione ha ritenuto sufficiente, per entrambe le fattispecie, il dolo eventuale, vale a dire il concreto dubbio (e non addirittura la certezza) sulla provenienza illecita della res.
Ad essi si accompagnano gli undici schemi di comportamenti anomali dell’UIF, emanati a decorrere dal settembre 2009.
Le normative di riferimento (D.Lgs. 231/2001 e d.lgs. 231/2007)
1 Il d.lgs. 231/2001: la responsabilità da reato degli enti collettivi
1.1 Lineamenti della responsabilita da reato degli enti collettivi
1.2 I tentativi di definizione della natura della responsabilita dell’ente
1.3 L’imputazione oggettiva del reato (il criterio dell’interesse e del vantaggio)
1.4 La creazione giurisprudenziale della nozione di ≪interesse di gruppo alla commissione del reato
1.5 Responsabilita dell’ente nell’ipotesi di reato del soggetto apicale
1.6 Una questione di illegittimita costituzionale dell’art. 6
1.7 Il riconoscimento giurisprudenziale dell’esimente ex art. 6
1.8 Alcune considerazioni sull’elusione fraudolenta del Modello organizzativo.
1.8.1 L’elusione fraudolenta nella giurisprudenza
1.9 L’apparato sanzionatorio del d.lgs. 231
1.10 Le sanzioni interdittive
1.11 I presupposti dell’applicazione in sede cautelare delle sanzioni interdittive
1.12 Le regole speciali per banche, intermediari finanziari e imprese di assicurazione
1.13 L’ipotesi del reato commesso sul territorio italiano nell’interesse di un ente straniero
1.14 La questione della responsabilita penale dell’Organismo di vigilanza per l’omesso impedimento del reato altrui
1.15 L’integrazione del d.lgs. n. 231 ad opera della Legge Antiriciclaggio
1.16 Un confronto generale tra le due normative
2 Il d.lgs. 231/2007: la nuova Legge Antiriciclaggio
2.1 I destinatari degli obblighi
2.1.1 Alcuni destinatari ≪particolari≫
2.1.2 Gli intermediari finanziari e altri soggetti che svolgono attivita finanziaria
2.1.3 I liberi professionisti
2.1.4 I revisori contabili
2.1.5 Altri soggetti
2.2 Gli adempimenti fondamentali
2.2.1 L’adeguata verifica
2.2.2 Il concetto di rischio: regime semplificato e regime rafforzato di adeguata verifica
2.2.3 Obblighi di adeguata verifica della clientela da parte di terzi
2.3 Obblighi di registrazione
2.4 Obblighi di segnalazione di operazioni sospette
2.4.1 Nozione di ≪operazione sospetta
2.4.2 Indicatori di anomalia
2.4.3 Iter della segnalazione
2.5 Il contante e i titoli al portatore
2.6 Formazione del personale
2.7 L’art. 52: cenni e rinvio
2.8 Apparato sanzionatorio
1 I delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di utilità illecite
1.1 Oggetto del reato e reati-presupposto
1.3 L’elemento soggettivo
1.3.1 Ricettazione e dolo eventuale
1.3.2 Riciclaggio e dolo eventuale
1.3.3 L’efficacia espansiva della sentenza
1.4 I rapporti tra i tre delitti
1.5 I rapporti tra il delitto di riciclaggio e gli illeciti della Legge Antiriciclaggio
2 La responsabilità degli enti collettivi per i delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di utilità illecite
2.1 Il riciclaggio transnazionale ai sensi della legge 146/2006
2.2 Il riciclaggio tout court quale delitto presupposto (art. 25octies, d.lgs. n. 231)
2.3 Alcune ulteriori osservazioni sull’art. 25octies
2.4 L’interesse o il vantaggio nelle condotte criminali di riciclaggio
2.5 I Modelli organizzativi per limitare il rischio di riciclaggio (cenni e rinvio)
I Modelli di organizzativi e l’Organismo di vigilanza
1 I modelli di organizzazione, gestione e controllo
1.1 La nozione di ≪sistema di controllo interno≫
1.2 La gestione dei rischi d’impresa
1.3 La gestione del rischio di commissione di reati
1.4 La policy sull’etica aziendale
1.5 Il codice etico e di condotta ai sensi del d.lgs. n. 231
1.6 Il sistema sanzionatorio del codice etico
1.7 Le indicazioni giurisprudenziali sul contenuto dei Modelli organizzativi
2 L’Organismo di vigilanza nel sistema del d.lgs. n.
2.1 La costruzione e la disciplina dell’Organismo di vigilanza
2.2 La possibile coincidenza tra collegio sindacale e ODV
2.3 La segnalazione di potenziali illeciti
2.3.1 Alcuni profili problematici
2.4 La formazione del personale
2.5 La procedura sanzionatoria aziendale
2.6 L’ODV nei gruppi di imprese
2.7 Le indicazioni giurisprudenziali sull’ODV
3 Compiti e responsabilità degli organi di controllo (art. 52)
3.1 La possibile responsabilita dell’ODV ex art. 40, comma 2 c.p.
3.2 La posizione di Confindustria
3.3 La posizione dell’ABI
3.4 Gli obblighi informativi dell’ODV (art. 52, comma 2)
3.5 In particolare: la comunicazione della violazione delle disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 7, comma 2
3.6 La comunicazione dell’omessa segnalazione di operazione sospetta
3.7 Un confronto tra ODV e collegio sindacale
Le linee-guida per la prevenzione del riciclaggio
1 Linee-guida A.B.I. per la prevenzione dei reati di cui all’art. 25octies
1.1 La mappatura dei rischi
1.2 L’aggiornamento delle procedure interne/protocolli
1.3 Lo sviluppo di tecniche informatiche
1.4 La diffusione delle regole aziendali
1.5 La programmazione di piani specifici di formazione del personale
1.6 Il sistema disciplinare
1.7 L’integrazione dei poteri/doveri dell’Organismo di Vigilanza
2 Linee guida Confindustria (2008)
2.1 Attivita aziendali a rischio
2.2 Protocolli e principali attivita dell’organismo di vigilanza
3 Linee-guida Assogestioni
3.1 Principali disposizioni delle linee-guida ai sensi dell’art. 6, d.lgs. n. 231/2001
4 Codice Assosim ai sensi del d.lgs. n. 231/2001
4.1 Etica degli affari
4.2 Obblighi di informazione
4.3 Abuso di potere
4.4 Rapporti con la Pubblica Amministrazione
4.5 Altre regole di condotta da rispettare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione
4.6 Falsita
4.7 Ulteriori condotte vietate
4.8 Condotte eversive e finanziamenti illeciti
4.9 Sanzionabilita del tentativo
4.10 Procedimento disciplinare
4.11 Sanzioni
4.12 Trasmissione ed attuazione del codice ex 231
1 Giurisprudenza recente sul riciclaggio
1. Cass. Pen. Sez. II, (ud. 5 aprile 2006) 20 aprile 2006, n. 14005
2. Cass. pen., (ud. 11 dicembre 2008) 5 marzo 2009, n. 10025
3. Cass. pen. Sez. I, (ud. 27 novembre 2008) 13 gennaio 2009, n. 1025
4. Cass. pen. Sez. II, (ud. 11 febbraio 2009) 16-2-2009, n. 6561
5. Cass. Pen., Sez. Un., 30 marzo 2010, n. 12433
6. Cass. pen., Sez. II, (ud. 17 giugno 2011) 1° luglio 2011, n. 25960
2 Giurisprudenza sui Modelli organizzativi e sull’Organismo di vigilanza ex D.Lgs. n. 231/2001
1. Tribunale di Roma, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 4 aprile 2003
2. Tribunale di Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 aprile 2004
3. Tribunale di Milano, Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 20 settembre 2004
4. Tribunale di Lucca, Giudice dell’udienza preliminare, 26 ottobre 2004
5. Tribunale di Milano, sezione per il riesame, 28 ottobre 2004
6. Tribunale di Napoli, Giudice per le indagini preliminari, 26 giugno 2007
7. Tribunale di Milano, Giudice dell’udienza preliminare, 17 novembre 2009
8. Corte di Appello Milano, (ud. 21 marzo 2012) 18 giugno 2012
3 I principali provvedimenti normativi sul sistema di controllo interno
1. Le Istruzioni di vigilanza Banca d’Italia
2. Regolamento della Banca d’Italia sul risparmio gestito (14 aprile 2005)
3. Banca d’Italia, Disposizioni di vigilanza - La funzione di conformità (Compliance)
4. Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche (4 marzo 2008)
5. Regolamento della Banca d’Italia e della Consob ai sensi dell’art. 6, comma 2bis, T.U.F. (29 ottobre 2007)
4 Schemi di comportamento anomali
5 Ultime modifiche alla normativa antiriciclaggio