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Timestamp: 2019-05-20 00:35:16+00:00
Document Index: 76570961

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 59', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 20', 'art. 20']

Relazione sulla performance 2011 - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
aggiornamento: 5 ottobre 2012
CONTESTO ESTERNO DI RIFERIMENTO, CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ
DESCRIZIONE DEL CONTESTO ORGANIZZATIVO O INTERNO
I RISULTATI STRUTTURALI
OBIETTIVI, RISULTATI RAGGIUNTI E SCOSTAMENTI
ARTICOLAZIONI DI PRIMO LIVELLO
DIRIGENTI AREA1
PIANI ESECUTIVI di AZIONE
APPUNTO SU NOTA PRELIMINARE AL BILANCIO E RELAZIONE SULLA PERFORMANCE
BENESSERE ORGANIZZATIVO, PARI OPPORTUNITÀ E BILANCIO DI GENERE
PROCESSO DI REDAZIONE DELLA RELAZIONE SULLA PERFOMANCE
Fasi, soggetti e tempi
Punti di forza e di debolezza del ciclo della performance
La presente relazione è predisposta ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, ed evidenzia a consuntivo, con riferimento al 2011, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti, e il bilancio di genere realizzato.
I contenuti della relazione sono raggruppati in cinque sezioni, compresa la presente, e in quattro allegati che raccolgono le informazioni di maggiore dettaglio.
La seconda sezione riassume in modo diffuso le informazioni di interesse per i cittadini e per i principali stakeholder; descrive le principali caratteristiche del contesto esterno ed interno nel quale si è svolta l’azione ed espone una sintesi di dati qualitativi e quantitativi che caratterizzano l’amministrazione e la sua azione, riporta altresì i dati sui risultati gestionali strutturali.
La terza sezione è dedicata ai risultati negli obiettivi strategici a seguito dei piani operativi e delinea il quadro generale dei loro sviluppi.
La quarta sezione riguarda il bilancio di genere e illustra gli obiettivi, le risorse utilizzate e i risultati conseguiti in un’ottica di pari opportunità e di benessere organizzativo.
L’ultima sezione descrive il processo seguito per la redazione della relazione e rileva le fasi, i soggetti, i tempi evidenziando i punti di forza e di debolezza del ciclo della performance.
2.1 CONTESTO ESTERNO DI RIFERIMENTO, CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ
Nel 2011 il sistema penitenziario è stato chiamato a stabilizzare la ricettività della popolazione detenuta. Nel triennio infatti si è registrato un incremento costante che, già nel 2010, ha determinato il Governo a dichiarare lo stato di emergenza conseguente al sovraffollamento degli Istituti penitenziari.
Lo stato di emergenza è stato prorogato a tutto il 2011.
Gli indirizzi di contenimento della spesa pubblica uniti al doveroso impegno teso ad assicurare il mantenimento di una popolazione ristretta di 66.897 persone private della libertà al 31.12.2011 (con un flusso in entrata nell’intero anno di 76.982 persone) hanno indotto l’Amministrazione a riconsiderare i propri obiettivi limitando la programmazione della spesa al mantenimento dei livelli essenziali di funzionamento e di sicurezza penitenziaria.
Tra le opportunità sono da rilevare l’impegno politico in materia e la conseguente azione amministrativa. Basti menzionare la Legge n. 199 del 2010 che ha istituito la detenzione domiciliare per i detenuti che devono espiare una pena uguale o non superiore a 12 mesi, il Piano Carceri e l’assunzione di circa 1000 allievi per sopperire le carenze di personale del comparto sicurezza.
2.2 DESCRIZIONE DEL CONTESTO ORGANIZZATIVO O INTERNO
Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria è stato istituito dall’art. 30 della Legge 395/1990 e ha le seguenti competenze :
attuazione della politica dell'ordine e della sicurezza negli istituti e servizi penitenziari e del trattamento dei detenuti e degli internati, nonché dei condannati ed internati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione;
coordinamento tecnico operativo, direzione ed amministrazione del personale e dei collaboratori esterni dell'Amministrazione;
Nell’illustrare il contesto di riferimento si è inteso veicolare le competenze del sistema penitenziario fornendo delle informazioni in merito alla gestione dei detenuti che evidenziano, in maniera diretta, indiretta e trasversale, le molteplici attività che implica la disciplina della restrizione della libertà personale. Tutto ciò nell’intento di facilitare la comprensione del funzionamento del sistema penitenziario.
Per la seguente analisi sono stati utilizzati i dati desunti dalle statistiche pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia.
Ai sensi dell’art. 59 della L.354/1975 gli istituti penitenziari si distinguono in tre tipologie fondamentali, legate al tipo di provvedimento giudiziario che ha condotto l’individuo nella struttura detentiva. Sul territorio si rilevano pertanto 206 istituti di cui: 161 case Circondariali, 38 case di reclusione e 7 istituti per le misure di sicurezza.
Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria si avvale di personale appartenente ai diversi profili e comparti distinti tra Dirigenza, Comparto sicurezza (la Polizia penitenziaria) e Comparto ministeri. Alla data del 31.12.2011 il personale risulta così distribuito.
Totali Dirigenza
Dirigenti generali: 22
Dirigenti: 412
Totale complessivo:434
Totali Personale
Comparto sicurezza:37.918
Comparto ministeri:6.035
Totale complessivo: 43.953
2.3 L’AMMINISTRAZIONE
La riforma dell’assetto organizzativo del Dipartimento, prevista dal d.lgs. del 30 luglio 1999, è stata progressivamente attuata con il D.lgs 21 maggio 2000, n. 146, con il D.M. 22 gennaio 2002 e, infine, con il D.M. 27 settembre 2007 che ha delineato l’attuale struttura dirigenziale.
L’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica, è strutturata in unità organizzative di livello di dirigenza generale e di II livello, attualmente il Dipartimento è così strutturato
2.4 I RISULTATI STRUTTURALI
La popolazione detentiva trattata al 31.12.2011 si compone di in 66.897 ristretti tra detenuti e internati di cui il 36% è di nazionalità straniera e solo il 4% dell’intera popolazione è di genere femminile. Le due percentuali sono sostanzialmente stabili tra il 2009 e il 2011, solo la popolazione detenuta straniera, nel 2011 è diminuita di un punto percentuale. Il tasso di cancerizzazione è storicamente nettamente differenziato tra maschi e femmine.
Rispetto alla detenzione femminile si segnala che, presso gli Istituti dove sono ospitate gestanti e madri con bambini sono organizzati appositi asili nido e vengono assicurate attività formative e ricreative in funzione dell’età dei bambini. Negli Istituti penitenziari nel 2011 insistono 17 asili nido per un bacino di utenza di 54 minori di tre anni. Alla data del 31.12.2011 risultano presenti anche 13 detenute gestanti.
Altro dato di notevole importanza è rappresentato dagli ingressi dalla libertà che ha riguardato in corso d’anno la gestione di ben 76.982 casi di cui 33.305 stranieri e 43.677 italiani.
Uno sguardo al triennio 2009/2011 (cfr. grafico) permette di osservare la tendenza costante ad un lieve decremento dei flussi in entrata nel sistema penitenziario. Il dato fornito distingue tra popolazione detenuta italiana e straniera per sostanziare anche il necessario adattamento organizzativo che ciò richiede (nella composizione, ad esempio, delle diete alimentari, considerata la dovuta attenzione ad abitudini culturali/religiose che caratterizzano alcune popolazioni).
Il flusso di entrate della popolazione femminile, nei tre anni di riferimento, si attesta costantemente al 7 e all’8%, rispettivamente di donne italiane e donne straniere sul totale di presenze (non si riporta il dato nel grafico per lo scarto di misura con la popolazione maschile).
Per quanto riguarda la gestione/trattamento dei detenuti stranieri altro dato di un certo rilievo è la composizione della popolazione detenuta e internata straniera per area geografica di provenienza. Nel 2011 si riscontra una netta prevalenza di popolazioni del continente africano (12.186) e a seguire del continente europeo (9.275), di quello americano (1.417) e di quello asiatico.
Complessivamente i detenuti o internati provenienti dal continente asiatico, americano, e altro rappresentano una percentuale tra il 10 e l’11% nel triennio 2009/2011 quest’ultimo dato è stato escluso dalla rappresentazione grafica seguente per meglio dar conto del trend del fenomeno più significativo degli stranieri europei e degli stranieri provenienti dal continente africano.
Il dato relativo agli internati, cioè coloro che sono sottoposti alla misura di sicurezza detentiva, nel triennio dal 2009 al 2011 si è sempre attestato al 3% riducendosi nel 2011 al 2%.
Il numero di imputati é di 27.325 e quello dei condannati è di 38.023, rispettivamente il 41 e il 57%.
Nell’ultimo triennio si rileva un trend opposto tra le due dimensioni che, nei tre anni
(cfr. grafico), fa passare la forbice tra condannati e imputati da 3.000 unità circa nel 2009 a oltre 10.500 unità nel 2011.
All’interno degli Istituti possono essere istituite lavorazioni organizzate e gestite direttamente da imprese (pubbliche e private) e possono essere stipulate convenzioni con soggetti pubblici, privati o cooperative sociali interessati a fornire opportunità di lavoro anche all’esterno degli istituti.
Nel 2011 l’attività lavorativa dei detenuti nei due semestri ha riguardato una media di 13.863 unità (pari al 21% della popolazione detenuta) di cui l’84% ha lavorato alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria e il restante 16% per conto di terzi.
La finalità rieducativa della pena si avvale, oltre che del lavoro, di corsi professionali finanziati, organizzati e svolti da aziende pubbliche, private o convenzionate, e da associazioni; si completa anche di corsi scolastici e universitari e di molteplici attività culturali, ricreative e sportive. Di seguito si riassumono i risultati sui corsi professionali attivati.
Altro parametro di interesse sui risultati conseguiti concerne i condannati e gli imputati ammessi a fruire delle misure alternative alla detenzione, riconducibili all’affidamento in prova, alla semilibertà e alla detenzione domiciliare. Gli 57 Uffici di Esecuzione Penale Esterna hanno curato l’esecuzione dei seguenti casi nell’ultimo triennio:
TABELLA delle misure alternative alla detenzione
Eseguite 2009
Eseguite 2010
Eseguite 2011
11.897 17.032 19.229
1.643 1.851 1.832
7.582 12.539 20.314
21.122 31.422 41.375
Nel corso dell’anno si è registrato un significativo aumento del numero di esecuzioni di condanna in detenzione domiciliare che sono passate da 12.539 casi del 2010 a 20.314 del 2011. Ha inciso sul fenomeno la Legge n. 199 del 2010 che, a differenza del passato, ha consentito l’accesso al regime di detenzione domiciliare abbassando la soglia di pena utile alla concessione ad un anno di pena comminata o residua. La Legge 199 del 2010 ha inciso sugli Istituti penitenziari deflazionando la popolazione ristretta di 5.198 condannati.
Sulla tematica dell’inclusione sociale un importante risultato è l’accordo sottoscritto il 27 aprile 2011 con 16 Regioni e con le Province autonome di Trento e di Bolzano. Si tratta di un accordo che ha la finalità di migliorare l’organizzazione dei servizi di inclusione sociale e di favorire la programmazione partecipata degli interventi di re-inserimento socio-lavorativo anche attraverso un progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo.
Risultati sono anche le consulenze verso la Magistratura di sorveglianza che valuta e decide in merito alla concessione e gestione delle misure alternative stesse. In corso d’anno tali interventi hanno interessato 88.389 procedimenti, rispetto agli 82.371 del 2010.
TABELLA consulenze verso
Osservazione Personalità
52.745 52.209
Indagini Socio/Familiari
29.626 36.180
82.371 88.389
Un altro dato di rilievo riguarda anche la concessione di permessi premio che ha riguardato 21.923 fruitori.
L’esame dei dati sui permessi premio al livello regionale fa emergere che, rispetto al numero di condannati (unici a poterne fruire), esistono differenze numeriche di rilievo tra una regione e l’altra. Il grafico seguente riporta sia la percentuale a livello nazionale su tutti gli Istituti penitenziari, sia il dato localizzato sulle regioni.
La distribuzione consente di localizzare quattro regioni con percentuali di fruizione di permessi al di sopra dell’85%, segnatamente l’Emilia Romagna (103%), la Lombardia (98%), la Sardegna (89%) e la Toscana (132%). Il dato non permette di dedurre il numero di condannati che fruiscono di permessi premio ma piuttosto il volume di permessi premio concessi rispetto al numero di condannati presenti. Le differenze tra le regioni possono essere indicative di un diverso gradiente di inclusione sociale.
Altri risultati sono legati alle traduzioni ed ai piantonamenti di detenuti ed internati a seguito di esigenze ordinarie e straordinarie. Di seguito l’estratto dei dati riferiti al biennio 2010-2011.
TABELLA traduzioni e piantonamenti ai detenuti ed internati
Detenuti tradotti
193.519 398.420 799.956
186.611 381.333 767.589
Segue il dettaglio suddiviso per tipologia di mezzi impiegati, per tipologia di detenuti (comuni e media sicurezza, alta sicurezza ed altro) e per i motivi alla base della traduzione.
TABELLA tipologia di mezzi impiegati
183.543 178.013
5.824 5.121
4152 3.477
193.519 186.611
TABELLA tipologia di detenuti e motivi della traduzione
Comuni e Media Sicurezza 313.324 294.872 Giustizia 248.307 235.181
Alta Sicurezza 73.045 76.346 Motivi sanitari 75.147 77.025
Altri 12.051 10.115 Altri 74.966 69.127
Totale 398.420 381.333 Totale 398.420 381.333
Il 2011 ha fatto registrare un incremento, rispetto al 2010, di attività di piantonamento. Tale attività garantisce che il ricovero di detenuti e internati in strutture ospedaliere sia attuato in condizioni di sicurezza rispetto a pericolo di fuga o altro. Le due tabelle riportano il dato generale e il dato distinto per tipologia di detenuti.
TABELLA attività di piantonamento
Detenuti piantonati
9.347 16.455 202.321
11.093 19.707 222.478
TABELLA tipologia di detenuti
soggetti a piantonamento
Comuni e Media Sicurezza
7.112 8.768
1341 1.487
9.347 11.093
3. OBIETTIVI, RISULTATI RAGGIUNTI E SCOSTAMENTI ▲
3.2 OBIETTIVI REALIZZATI
Nello sviluppo dell’attività gestionale dell’amministrazione, nel corso dell’esercizio 2011, ha inevitabilmente influito il più generale scenario di contrazione di risorse pubbliche che ha imposto una maggiore razionalizzazione delle risorse finanziarie assegnate condizionando la realizzazione effettiva della progettualità prevista rispetto a quella programmata.
Si è provveduto ad analizzare i dati raccolti con un apposito file di rilevazione che ha consentito di elaborare, a consuntivo, le informazioni sui risultati organizzativi e individuali raggiunti.
La presente sezione raccoglie le informazioni riferite rispettivamente all’analisi dei dati delle articolazioni di primo livello (Direzioni Generali Centrali e Provveditorati regionali), dei dirigenti di area 1 e dei Piani esecutivi di Azione. Viene riportata la descrizione dei risultati raggiunti in ordine allo sviluppo degli obiettivi operativi e dei relativi piani di attività tenendo conto, in particolare per ciò che attiene ai dirigenti di area 1, dell’impatto sugli obiettivi strategici, della loro durata, del grado di realizzazione, dell’impiego di risorse umane dedicate.
3.2.1 ARTICOLAZIONI DI PRIMO LIVELLO
Parte delle assegnazioni di competenza delle Direzioni Generali non sono state riportate in quanto risultanti nei Provveditorati regionali a seguito delle assegnazioni da parte proprio di tali articolazioni centrali del sistema penitenziario.
La rilevazione non comprende le articolazioni del Dipartimento afferenti all’Ufficio del Capo Dipartimento.
La tabella che segue riporta in dettaglio gli esiti della rilevazione al 31 Dicembre 2011 e distingue gli importi per capitoli di Bilancio e obiettivi strategici, differenziando tra Direzioni generali centrali e Provveditorati. Gli obiettivi strategici conservano il numero progressivo della direttiva del Ministro per il 2011.
Piano della Performance 2011 - Monitoraggio al 31/12/2011
2 - VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE
1671/9 € 756.691,00 € 272.725,61 € 1.029.416,61
1763/1 € 215.489,00 € 48.871,34 € 264.360,34
(ex 1601 PG4) € 33.321.353,66 € 3.290.467,88 € 36.611.821,54
€ 34.293.533,66 € 3.612.064,83 € 37.905.598,49
3 -PIANIFICAZIONE DELLA SPESA E MISURAZIONE ATTIVITA'
1751/1 € 0,00 € 0,00 € 0,00
1762/2 € 84.284,72 € 751.358,80 € 835.643,52
€ 84.284,72 € 751.358,80 € 835.643,52
4 - MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI DETENZIONE
1764/3 € 0,00 € 5.884.748,46 € 5.884.748,46
5 - INFRASTRUTTURE -
7300 € 49.196.358,51 € 5.984.422,97 € 55.180.781,48
15 - SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE
1671/9 € 0,00 € 16.500,00 € 16.500,00
1762/2 € 0,00 € 53.898,00 € 53.898,00
1764/3 € 0,00 € 10.014,00 € 10.014,00
7341/1; 7321/2 € 15.553,95 € 15.553,95
€ 15.553,95 € 80.412,00 € 95.965,95
16 - Funzionamento dei servizi istituzionali
1671, 1673, 1680,
1685, 1687, 1751,
1752, 1761, 1762,
1764, 1768, 7321,
7341, 7361 € 60.864.506,82 € 288.422.491,14 € 349.286.997,96
€ 144.454.237,66 € 304.735.498,20 € 449.189.735,86
Per una più immediata comprensione di quanto si sia investito su ciascuno degli obiettivi strategici si riporta la precedente tabella in forma più sintetica.
2 - Val. risorse umane 34.293.533,66 3.612.064,83 37.905.598,49 8,4
3 - Pian. spesa e misur.attivita' 84.284,72 751.358,80 835.643,52 0,2
4 - Miglioramento condizioni detenzione 0,00 5.884.748,46 5.884.748,46 1,3
5 - Infrastrutture 49.196.358,51 5.984.422,97 55.180.781,48 12,3
15 - Semplificazione procedure 15.553,95 80.412,00 95.965,95 0,0
16 - Funz. servizi istituzionali 60.864.506,82 288.422.491,14 349.286.997,96 77,8
TOTALE 144.454.237,66 = 32,2% 304.735.498,20 = 67,8%
Le spese sono in maggior parte rilevate dai Provveditorati, rimanendo in capo alle Direzioni Generali centrali quelle:
per la formazione espletata dalle due agenzie di formazione (Istituto superiore di studi penitenziari e dall’Ufficio della formazione della Direzione generale del personale)
di funzionamento per acquisizioni e locazioni.
Un maggior dettaglio delle informazioni sopra esposte, in termini di articolazione di 1° livello e obiettivi strategici, è consultabile negli allegati intitolati: a) Direzioni generali, b) Provveditorati regionali.
Dai dati sopra illustrati appare chiaro come la maggior parte delle risorse sia destinato all’obiettivo Funzionamento dei servizi istituzionali (circa il 78%) per cui, per una più agevole rappresentazione ed analisi dell’impatto degli obiettivi strategici, si propone altra tabella riepilogativa che esploda e valorizzi il dato di interesse della presente relazione.
2 - Val. risorse umane 34.293.533,66 3.612.064,83 37.905.598,49 37,9%
3 - Pian. spesa e misur.attivita' 84.284,72 751.358,80 835.643,52 0,8%
4 - Miglioramento condizioni detenzione 0,00 5.884.748,46 5.884.748,46 5,9%
5 - Infrastrutture 49.196.358,51 5.984.422,97 55.180.781,48 55,2%
15 - Semplificazione procedure 15.553,95 80.412,00 95.965,95 0,1%
TOTALE 83.589.730,84 = 83,7% 16.313.007,06 = 16,3% 99.902.737,90
Circa il 38% di tali fondi è destinato al conseguimento dell’obiettivo 2 - Valorizzazione delle Risorse Umane, di cui la maggior parte (€ 33 mln) vengono erogati dalla Direzione generale del Personale come Fondo Incentivante dei Servizi Istituzionali (FESI). Circa 850.000 euro sono stati utilizzati per la formazione dei nuovi allievi presso le Scuole di formazione e per l’esecuzione di corsi presso l’Istituto superiore di studi penitenziari per personale già in ruolo. Per quanto di competenza dei Provveditorati circa 320.000 di euro sono stati utilizzati per corsi a carattere locale ed il resto per il FESI.
Il 55% destinato all’obiettivo 5 – Infrastrutture è costituito in maggio parte da importi destinati dalla DG Beni e Servizi al Piano Carceri (€ 35 mln) e per il completamento di interventi già in corso di esecuzione. Tutto il restante importo speso dai PRAP, per circa 6 milioni di Euro, è stato destinato alle manutenzioni ordinarie e straordinarie di immobili ed impianti sull’intero territorio nazionale.
Al Miglioramento delle Condizioni di Detenzione ob. 4, sono state destinati circa 6 milioni di euro
– pari al 6% delle spese implementate in obiettivi strategici – tutte erogate sul territorio dai Provveditorati.
I restanti obiettivi strategici 3- Spesa e Misurazione attività e 15- Semplificazione delle procedure, raccolgono appena l’1% dei valori e sono quasi interamente destinati al territorio.
Il monitoraggio aveva anche richiesto di specificare il dato percentuale relativo alla realizzazione delle attività e/o soddisfacimento dei bisogni con le risorse disponibili e le eventuali cause di scostamento. Dall’analisi emerge che le percentuali di soddisfacimento variano dal 70% al 90%, con punte anche di 50% o meno; generalmente la mancata realizzazione/soddisfacimento del bisogno è riferita all’insufficienza dei fondi. La situazione ricalca l’andamento degli ultimi esercizi dove per carenza di fondi si è incrementato il debito nei confronti di terzi.
3.2.2 DIRIGENTI AREA1
Analogamente a quanto fatto per le Direzioni generali, al fine di completare il monitoraggio della performance, è stata fatta una rilevazione sulle attività progettuali del 2011 riguardanti i Dirigenti di Area 1 l’unico profilo dirigenziale del sistema penitenziario, allo stato, contrattualizzato.
I Dirigenti oggetto di questo monitoraggio, sono stati 38, di cui 15 in servizio presso le Direzioni generali centrali e 23 presso i Provveditorati regionali, ed hanno sviluppato un volume di 136 piani operativi sugli obiettivi strategici.
Impatto e durata dei progetti
I progetti hanno interessato tutti i sei Obiettivi Strategici di rilievo per l’Amministrazione Penitenziaria tra tutti quelli emanati dal Ministro della Giustizia. Nelle seguenti tabelle tali obiettivi vengono:
suddivisi per Obiettivo Strategico e durata
distinti per appartenenza territoriale fra Direzioni Generali Centrali e Provveditorati
2 - Val. risorse umane 15 23 5 7 20 15
3 - Pian. spesa e misur. attività 4 6 19 27 23 17
4 - Miglioramento condizioni detenzione 13 20 33 46 46 34
5 - Infrastrutture 23 35 3 4 26 19
15 - Semplificazione procedure 8 12 9 13 17 13
16 - Funz. Servizi istituzionali 2 3 2 3 4 3
TOTALE 65 71 136
Il grafico illustra come gli Obiettivi più ricorrenti nei piani operativi degli Uffici retti da dirigenti di Area 1 delle Direzioni generali siano relativi al 5 – Infrastrutture (35%), al 2 - Valorizzazione delle risorse umane (23%) e al 4 - Miglioramento delle condizioni di detenzione (20%). Si evidenzia che il maggior valore relativo all’Infrastrutture è stato determinato dai numerosi progetti redatti dai Dirigenti appartenenti alla Direzione generale Beni e Servizi - Ufficio tecnico per l'edilizia penitenziaria. Il dato si spiega con una distribuzione non omogenea dei pochi dirigenti di area 1 nelle diverse aree che produce, ai fini di questa rappresentazione, un’apparente distorsione.
Per quanto attiene gli Uffici retti da dirigenti di area 1 dei Provveditorati il valore più elevato si riscontra naturalmente nell’obiettivo 4 - Miglioramento delle condizioni di detenzione (46%) – insistendo nel territorio gli Istituti penitenziari – a seguire nel 3 - Pianificazione della spesa e misurazione attività (27%) e nel 15 - Semplificazione delle procedure (13%).
La durata dei piani operativi dei dirigenti di area 1 degli Uffici centrali è annuale, mentre presso gli Uffici omologhi dei Provveditorati regionali la progettualità annuale rappresenta l’80% dei casi mentre il restante 20% ha carattere pluriennale.
DURATA DEI PIANI OPERATIVI
Annuale 65 100% 57 80% 122 90%
Biennale 0 0% 8 11% 8 6%
Pluriennale 0 0% 6 8% 6 4%
Alla data del monitoraggio lo stato di attuazione dei progetti, suddivisi in fasce di realizzazione, risulta il seguente:
STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGETTI SUDDIVISI IN FASCE DI REALIZZAZIONE
Real. %
2 3 4 6 6 4
13 20 5 7 18 13
47 72 56 79 103 76
Per la progettazione degli Uffici retti da dirigenti di Area 1 delle Direzioni generali centrali è da rilevare che, nonostante i piani avessero tutti una durata annuale, sono stati conclusi solo il 72% degli stessi. I dati del monitoraggio condotto permettono di affermare che il restante 28% di piani operativi sono terminati comunque nell’anno a causa delle carenze intervenute nei fondi finanziari ed a seguito della mobilità di diversi dirigenti.
Nei Provveditorati la situazione appare invece opposta in quanto sono stati realizzati praticamente tutti i piani annuali (56 su 57) mentre gli altri, essendo a carattere pluriennale, saranno conclusi negli anni successivi del triennio di riferimento.
Utilizzo risorse umane
Dall’analisi dell’utilizzo delle risorse umane, che per questa tipologia di progetti è preponderante rispetto alle risorse finanziarie, risulta che al 31 Dicembre 2011 sono state impiegate ben 551 unità dei vari comparti (dirigenza, comparto ministeri, Polizia penitenziaria) con un “utilizzo effettivo” pari a 132 anni persona. Ciò significa che si può stimare un impiego di circa tre mesi l’anno per ogni dipendente impiegato nei progetti strategici dei dirigenti di Area 1.
Si rileva che, i progetti degli Uffici dei dirigenti di area 1 delle Direzioni generali, pur rappresentando un numero minore rispetto a quanto elaborato dagli omologhi nei Provveditorati, assorbano circa il 60% delle unità di personale coinvolte e ben il 68% del loro utilizzo effettivo.
PROGETTI DELLE DIREZIONI GENERALI E DEI PROVVEDITORATI
Direzioni Generali 328 60 90,27 68
Provveditorati 223 40 41,69 32
Totale 551 131,96
Per eventuali approfondimenti l’allegato C, Elenco generale Dirigenti/Progetti, evidenzia i dati essenziali rilevati di tutti i piani operativi elaborati, organizzati tramite la seguente suddivisione: Direzione Generale, Ufficio, Dirigente, Progetto.
3.2.3 PIANI ESECUTIVI di AZIONE
Alla data del presente monitoraggio l’attività progettuale, svolta nel corso dell’anno 2011, dalle Direzioni Generali della sede Dipartimentale è espressa in 10 nuovi Piani per l’anno 2011, 4 del 2010, 3 del 2009 e 1 del 2008 che risultano ancora attivi o terminati nell’anno.
Gli obiettivi della Direttiva generale del Ministro della Giustizia per l’anno 2011, che sono stati replicati dalla precedente Direttiva per continuità gestionale, hanno guidato l’impostazione dei nuovi Piani.
Nella tabella di seguito è riepilogata, in termini quantitativi, la situazione dei Piani Esecutivi di Azione (PEA) predisposti dalle Direzioni generali centrali per gli anni 2007-2011, chiarendo che un PEA può impattare su più obiettivi fra quelli indicati nella direttiva del Ministro, gli obiettivi degli anni 2008/2007 sono stati riclassificati secondo la nuova numerazione.
TABELLA situazione Piani Esecutivi di Azione (PEA) - anni 2007-2011
8 6 9 3 4 1
8 6 10 3 4 1
25 22 34 9 17 3
23% 20% 31% 8% 15% 3%
La maggioranza dei PEA (31%), nel corso degli anni, ha focalizzato l’attività sull’Obiettivo 4 relativo al Miglioramento delle condizioni di detenzione, seguito dal 2 - Valorizzazione risorse umane e dal 3 - Pianificazione e razionalizzazione della spesa. La colonna nc (non classificabile), è riferita a un vecchio obiettivo operativo non facilmente riclassificabile nei nuovi Obiettivi Strategici.
Stato di attuazione dei PEA 2011
Alla data del 31.12.2011 lo stato di attuazione dei PEA nelle varie fasce di realizzazione, è il seguente:
TABELLA stato di attuazione dei PEA 2011
tra 50 e 75
tra 25 e 50
Direzione Generale Personale e Formazione
Direzione Generale Bilancio e Contabilità
Direzione Generale Beni e Servizi
Direzione Generale Esecuzione Penale Esterna
10 5 1 1 3 0
Lo stato di realizzazione della Direttiva 2011 del Ministro della Giustizia, per ciò che concerne questo Dipartimento, risulta abbastanza in linea con quanto previsto, essendo stato realizzato il 77% delle attività, contro 89% di quanto previsto per tutti i PEA.
Per la fine del prossimo semestre si stima che il valore della realizzazione si attesti intorno, al 94%. Le previsioni di realizzazione sono determinate sulla base dei dati forniti dalle Direzioni all’atto del monitoraggio.
Si riporta di seguito l’analisi degli indici di realizzazione.
D.A.P. - Servizio Controllo Gestione
Stato di realizzazione dei PEA al 31 Dicembre 2011
Analisi degli INDICI di realizzazione percentuale - PEA 2011
Effettiva 766,00
3 Realizzazione prevedibile da fasi 894,50 85,63
totale 1.000,00 76,60
3 Realizzazione prevedibile da fasi 894,50
totale 1.000,00 89,45
al 30/6/2012
Prevedibile 938,00
3 Realizzazione prevedibile da fasi 1.000,00 93,80
totale 1.000,00 93,80
3 Realizzazione prevedibile da fasi 938,00
Stato di attuazione dei PEA 2010
Alla data del 31 Dicembre 2011 lo stato di attuazione dei PEA 2010 nelle varie fasce di realizzazione, è il seguente:
TABELLA stato di attuazione dei PEA 2010
Lo stato di realizzazione della Direttiva 2010 del Ministro della Giustizia, per ciò che concerne il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è pari al 100% delle attività di tutti i PEA previsti, considerando che per una migliore valutazione dei dati percentuali, il valore globale della Direttiva è stato depurato delle quote parte dei PEA sospesi.
Analisi degli INDICI di realizzazione percentuale - PEA 2010
Effettiva 603,46
3 Reallizzazione prevedibile da fasi 805,00 74,96
totale 805,00 74,96
3 Reallizzazione prevedibile da fasi 805,00
totale 805,00 100,00
Effettiva 705,00
3 Reallizzazione prevedibile da fasi 705,00 100,00
totale 705,00 100,00
3 Reallizzazione prevedibile da fasi 705,00
al 30/06/12
Prevedibile 705,00
3 Realizzazione prevedibile da fasi 705,00
Stato di attuazione dei PEA - Conclusioni
Per un maggior dettaglio sulle attività svolte, dai singoli Piani e/o dalle Direzioni generali nel loro complesso, nell’anno in corso anche su progetti iniziati nei precedenti esercizi, si può fare riferimento al documento allegato d) Relazione stato di attuazione dei PEA, espressamente elaborato dal servizio Controllo di gestione. Tale documento, che in passato veniva redatto ai soli fini della rilevazione delle attività sui PEA, a partire dall’esercizio 2011 fa parte integrante del monitoraggio del Piano della Perfomance dell’Amministrazione Penitenziaria.
3.2.4. APPUNTO SU NOTA PRELIMINARE AL BILANCIO E RELAZIONE SULLA PERFORMANCE
La differenza fra la ripartizione per obiettivo strategico della nota preliminare al bilancio e la ripartizione dei fondi finanziari dell’Amministrazione penitenziaria scaturente dalla rilevazione condotta e conclusasi a maggio 2012 è pari a circa 32 milioni di euro. Lo scarto è riconducibile alle numerose e necessarie variazioni intervenute fra la redazione della nota preliminare (settembre 2010) e la rilevazione ai fini della relazione sulla performance.
Si osservino, per maggior dettaglio, le due tabelle, la prima delle quali richiama la nota preliminare al bilancio.
Procedendo sulla nota preliminare al Bilancio analogamente a quanto fatto sulla rilevazione delle spese – e cioè epurando la voce relativa al personale entro le spese di Funzionamento dei servizi istituzionali, corrispondenti ad un importo di circa 2.300.000.00 euro che rappresenta circa l’85% delle assegnazioni finanziarie (fonte Tab. V – Stato di Previsione del Ministero della Giustizia) – le percentuali dei fondi previsionali si ridistribuiscono nel seguente modo.
FONDI PREVISIONALI
2 - Valorizzazione delle risorse umane 39.909.770,00 8,4
3 - Pianificazione della spesa e misurazione attività 1.331.229,00 0,3
4 - Miglioramento delle condizioni di detenzione 4.300.000,00 1,0
5 - Infrastrutture 61.000.000,00 14,6
15 - Semplificazione delle procedure 3.082.704,00 0,7
16 - Funzionamento dei servizi istituzionali 307.828.747,00 73,7
TOTALE 417.452.450,00 100,00
PERCENTUALI DEI FONDI PREVISIONALI
3 - Pian. spesa e misur.attività 84.284,72 751.358,80 835.643,52 0,2
TOTALE 144.454.237,66 = 32,2% 304.735.498,20 = 67,8% 449.189.735,86
Il raffronto tra le due tabelle, la seconda delle quali richiama l’esito del monitoraggio a livello centrale e sul territorio, permette di verificare lo scarto rinvenuto
4. BENESSERE ORGANIZZATIVO, PARI OPPORTUNITÀ E BILANCIO DI GENERE ▲
Nel rispetto di quanto previsto dalla normativa comunitaria e nazionale si rilevano gli impegni, le azioni e i servizi in materia di benessere organizzativo e pari opportunità.
I dati su questi temi discendono da una indagine conoscitiva svolta sia nella sede centrale del DAP sia nelle articolazioni territoriali intermedie (i Provveditorati).
L’analisi effettuata evidenzia come il Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria nel suo complesso si sia attivato in molteplici iniziative dirette alla cura del benessere organizzativo, individuale, alle pari opportunità e al genere. È evidente come le diverse componenti trattate siano da considerare in termini più dimensionali (cfr. figura seguente) e non categoriali; l’approccio dimensionale evidenzia la trasversalità dell’impatto delle iniziative nei diversi settori. Diffondere iniziative di genere, per esempio, influisce sul gruppo sociale in termini di evoluzione culturale ma ha anche indubbi riflessi sul benessere organizzativo, dei gruppi di lavoro e individuale.
Molte delle attività rilevate, confluenti in una o più delle dimensioni riportate nella figura, appartengono alla mission dell’Ente di assistenza del personale dell’amministrazione penitenziaria. Tale organismo è stato istituito dall’art. 41 della legge 15.12.1990 n. 395 che gli ha conferito la personalità giuridica di diritto pubblico. Si tratta di un ente pubblico autonomo dall’Amministrazione penitenziaria, sottoposto alla vigilanza del Ministro della Giustizia, al quale la legge conferisce compiti istituzionali e risorse economiche proprie.
L’ente si autofinanzia attraverso la contribuzione volontaria dei dipendenti, gli agi sulla vendita dei tabacchi e gli introiti derivanti dalla gestione degli spacci. Si occupa degli interventi di protezione sociale nei confronti del personale dell’Amministrazione penitenziaria, il comma 2 dell’art. 41 ne stabilisce segnatamente gli scopi: assistenza agli orfani, elargizione di sussidi, erogazione di contributi scolastici, tenuta di sale convegno, di spacci, organizzazione di colonie estive, nonché di attività sociali, ricreative e culturali in favore del personale e dei loro familiari. L’ente si occupa inoltre dei centri balneari dislocati sul territorio e del villaggio estivo di Is Arenas situato entro il territorio di una Casa di Reclusione in Sardegna.
Le altre iniziative sono invece intraprese dalle Direzioni generali e dai 16 Provveditorati regionali su impulso del Capo del Dipartimento, con appositi provvedimenti, circolari di sensibilizzazione, e dalle due agenzie di formazione (Istituto superiore di studi penitenziari, soprattutto, e Ufficio della Formazione). Si elencano di seguito il numero di attività/progetti proposti.
TABELLA numero di attività/progetti proposti per benessere organizzativo
DAP sede centrale
Totale per iniziative e %
Pari Opportunità 15 3 5 23 e 14%
Benessere 82 18 43 143 e 86%
Totale per articolazione proponente e percentuale 97 e 58% 21 e 13% 48 e 29% 166
La lettura della tabella permette di evincere come il 58% delle iniziative sia stato promosso e realizzato dall’Ente assistenza, il 29% dai Provveditorati a livello decentrato e il 13% dalle Direzioni Generali e dall’Ufficio del capo dipartimento.
Si rileva in generale che l’attenzione al benessere risulta essere preponderante rispetto allo sviluppo di pari opportunità e di attenzione al genere, sia a livello centrale che periferico. L’86% delle iniziative totali ha riguardato in modo diretto e indiretto il benessere, mentre il 14% ha riguardato più specificamente iniziative legate alle pari opportunità sia con riguardo al genere (per es. parcheggi nella sede lavorativa riservati alle donne in stato di gravidanza, soggiorni dedicati a figli nei periodi estivi di chiusura delle scuole per facilitare al personale con figli la conciliazione dei tempi lavorativi con l’organizzazione familiare) sia con riguardo alla contribuzione rispetto a situazioni di disabilità individuale.
Il dato si spiega e con il sostanzioso contributo dell’Ente Assistenza e con la precoce attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria ad imprimere un impulso verso il benessere sulle articolazioni periferiche a partire dal 2008, momento in cui tutti i Dirigenti direttori e tutti i comandanti di Polizia penitenziaria degli Istituti penitenziari italiani vengono chiamati a svolgere una intensa attività di formazione laboratoriale sull’ascolto organizzativo. Tale formazione, condotta a livello centrale e proseguita negli anni successivi a cascata sul territorio, era mirata a generare una sensibilità e favorire processi attraverso cui captare il malessere del personale favorendo così condizioni di prevenzione del disagio individuale/organizzativo. L’iniziativa derivò dalla doverosa attenzione dell’amministrazione penitenziaria al dato sui suicidi tra il personale penitenziario.
Le iniziative rilevate sulle Pari opportunità hanno riguardato diffusamente la formazione tematica, l’attenzione al coinvolgimento di un adeguato numero di donne nei percorsi formativi organizzati e l’attenzione ai tempi di organizzazione familiare/lavorativa in favore di dipendenti con figli.
Rispetto all’attenzione al genere si riscontra, pertanto, un livello di sensibilità su cui continuare ad investire promuovendo opportuni impulsi. In tal senso, val la pena riflettere che il modesto “rilievo” delle iniziative sulle pari opportunità non significhi sic et simpliciter che esitano situazioni di discriminazione di genere.
Si riporta, nelle tabelle di seguito, il dettaglio sulle attività svolte dall’Ente di assistenza sostanziato anche dal numero dei beneficiari di ogni singola iniziativa.
TABELLA attività svolte da Ente di assistenza e numero dei beneficiari
Attenzione al Benessere Ente Assistenza
Incentivo elevazione culturale personale 1
Premi conseguimento titolo studio 272 dipendenti
Soggiorni estivi per personale e famiglia 2
Soggiorni quindicinali Centro estivo Is Arenas 184 famiglie
Soggiorni Castiglione Stiviere (MN) c/o Ist. Formazione DGM 37 famiglie
Soggiorni settimanali Verbania c/o Scuola Formazione AP 2.623 persone
Buoni acquisto al personale per figli (0-10 anni) 22.126 buoni
Confezioni natalizie per restante personale 20.700 confezioni
Sussidi post mortem
Devoluzione 44 famiglie
Convenzione garantita a 18 Istituti Penitenziari per caserme 18 abbonamenti annui
74 convenzioni per agevolazioni in acquisti di beni o di servizi (salute, tempo libero ecc.ecc.) Iscritti, quiescenti richiedenti e famiglie
Come si evince dalla tabella l’attenzione verso il personale ha assunto forme diverse. Quest’ultima in qualche caso ha riguardato gli individui e lo specifico riconoscimento dell’impegno ad elevarsi culturalmente conseguendo nuovi titoli di studio (272 dipendenti) in altri casi ha riguardato più il tempo libero da trascorrere con le famiglie in strutture demaniali, a prezzi concorrenziali, garantendo soggiorni quindicinali in Sardegna (184 famiglie) e soggiorni settimanali a Castiglione delle Stiviere e a Verbania (la stima del numero di nuclei coinvolti è di 911 famiglie).
Altra forma di attenzione verso il personale riguarda l’offerta di pacchi dono ai figli al di sotto dei dieci anni di età in occasione delle festività natalizie - nel 2011 sono stati distribuiti ben 22.126 buoni acquisto giocattoli e sono state consegnate 20.700 confezioni regalo ai dipendenti. Si segnala inoltre, che 18 caserme di Polizia penitenziaria sono state dotate di abbonamento SKY.
TABELLA forma di attenzione verso il personale
Pari Opportunità o attenzione al genere Ente Assistenza
Assistenza agli orfani 3
Sussidi mensili 267 orfani
Contributi scolastici 250 orfani
Sussidio annuale 98 orfani
Assistenza situazione gravi
Minori con invalidità 648 casi
Coniugi e/o figli maggiorenni con invalidità 225 casi
Interventi chirurgici e malattie 21 casi
Sussidi per riabilitazione protesica 64 casi
Sussidi straordinari una tantum 23 casi
Integrazione sussidi 2010 21 casi
Soggiorni estivi per figli 4
Soggiorni Londra o Dublino (15-18 anni di età) 600 ragazzi/e
Soggiorno USA, Boston (diplomati) 71 ragazzi/e
Soggiorni in Italia marini e montani (ragazzi/e) 582 ragazzi/e
Soggiorni in Italia marini e montani (bambini/e) 696 bambini/e
Una fetta importante di attenzione dell’Ente assistenza è diretta a garantire sostegno (sussidi e contribuzioni) agli orfani e a situazioni familiari gravate da disabilità permanenti o temporanee (cfr. grafici). Altre forme di agevolazioni hanno riguardato 44 famiglie colpite da lutti nel 2011.
Altro importante target dell’Ente Assistenza, che depone per una attenzione al genere e alle pari opportunità, concerne la fruizione di soggiorni estivi per bambini e ragazzi; ciò permette al genitore di proseguire nella propria attività lavorativa. Dal grafico si deduce come vi sia una sostanziale equo utilizzo delle possibilità nelle diverse fasce di età (bambini e ragazzi) con una lieve prevalenza (il 36% contro il 30 e il 31%) di utilizzo soggiorni marini e montani per bambini e bambine.
Si riassume invece di seguito l’esito della rilevazione a livello dipartimentale centrale e periferico. Nella tabella sono riportate, distinte per aree di intervento, il numero delle iniziative a livello centrale e territoriale.
TABELLA numero iniziative a livello centrale e territoriale distinte per aree di intervento
Impulso progetti regionali di struttura 2 12 14
Referenti regionali sul benessere 1 7 8
Gruppo di Studio su fenomeno suicidario Pol.Pen. 1 1
Prevenzione rischi psico-sociale e gestione situazioni di stress 1 8 9
Miglioramento performance tecniche e snellimento procedure e long life education 6 6
Premialità 8 16 24
Totali 19 43 62
Pari opportunità e Genere
Comitato per le pari opportunità (Polizia Penitenziaria) – Seminario su pari opportunità ISSP 2 2
Valorizzazione della dimensione di genere nella composizione dei gruppi di personale in formazione 3 3
Parcheggi riservati a donne in stato di gravidanza 1 1
Attenzione alla dimensione della genitorialità di detenuti e detenute 1 1
Totali 3 4 7
Dalla già citata ricognizione sono state documentate 62 iniziative afferenti al benessere individuale ed organizzativo e 7 iniziative che appartengono alla sfera delle pari opportunità.
Ancora una volta predomina la tensione verso benessere segnatamente attraverso l’istituzione di vere e proprie linee di attività rivolte alla promozione del benessere organizzativo. Ben il 53% (32 attività su 60) riguarda specificamente la promozione di una sensibilità dell’organizzazione sul tema, l’addestramento/formazione a gestire situazioni di stress, la creazione di una rete di referenti di struttura sul benessere (fino agli Istituti penitenziari), l’attivazione di osservatori, di gruppi di studio e di programmi dedicati. Anche a livello centrale, nel dicembre 2011, è stato formalmente istituito un gruppo di lavoro in posizione di staff, integrato da esperti di settore, per studiare il fenomeno suicidario, per individuarne le possibili cause, i più attagliati strumenti di sostegno psicologico verso il personale e per migliorare la qualità del contesto professionale.
Rispetto alle pari opportunità si segnala che il Comitato delle Pari Opportunità per il Personale del Corpo di polizia penitenziaria è stato costituito con Provvedimento del capo Dipartimento nel 2008, ai sensi dell’art. 20, comma 1, del DPR n. 395 del 31.07.1995; sua principale finalità è realizzare l’effettiva parità nelle politiche del personale, attraverso la rimozione di forme esplicite ed implicite di discriminazione, l’individuazione e la valorizzazione delle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il Comitato è presieduto da un rappresentate dell’Amministrazione ai sensi dell’art. 20, comma 2, del D.P.R. n. 395 del 31.07.1995, ed è composto da un componente per ciascuna delle Organizzazioni Sindacali di comparto firmatarie del vigente AQN e da un pari numero di componenti dell’Amministrazione.
4.1 BILANCIO DI GENERE
Il bilancio di genere viene inserito dal D. Lgs. 150/2009 nel ciclo della performance quale strumento di indirizzo per l’attuazione delle pari opportunità al fine di una migliore predisposizione delle relative politiche, viene pertanto trattato con una specifica sezione.
Per ciò che concerne l’analisi riferita al personale si è adottato come parametro di riferimento esclusivamente le Risorse Umane ad effettiva disposizione dell’Amministrazione penitenziaria in modo da garantire maggiore coerenza nella definizione del contributo apportato dalle medesime in termini di performance organizzativa.
In tal senso, i dati sul personale di Polizia Penitenziaria escludono il personale che presta servizio presso il Dipartimento della giustizia minorile e gli allievi in quanto non soggetti attivi in termini di performance.
I dati del personale del Comparto Ministeri invece sono riferiti al personale in forza presso l’amministrazione.
Le tabelle che seguono riportano la distribuzione dei dirigenti e del personale per genere al 31/12/2011.
TABELLA distribuzione dirigenti e personale al 31/12/2011
Totale percentuale riga
Dirigenti Generali 22 6 27 16 73 100
Dirigenti 412 257 62 155 38 100
Totale 434 263 61 171 39 100
I profili dirigenziali sono quelli da cui si evince in modo netto di un bias di genere in sfavore delle donne: su 22 dirigenti generali solo 6 sono donne. Dal rapporto emerge che per ogni 10 uomini nominati dirigenti generali solo due saranno le donne ad avere la medesima opportunità.
Dirigenza 434 263 61 171 39
Comparto Sicurezza 37.918 3.475 9 34.443 91
Comparto Ministeri 6.035 3.386 56 2.649 44
Totale 44.387 7.124 16 37.263 84
Il personale femminile di Polizia Penitenziaria rappresenta il 9% a fronte del 56% di donne del Comparto Ministeri. Tale distribuzione è solo apparentemente sproporzionata perché discende in maniera determinante dalla organizzazione lavorativa e funzionale delle carceri femminili in Italia ove opera esclusivamente personale di Polizia Penitenziaria femminile; l’apparente sproporzione discende dalla sostanziale differente cancerizzazione dei generi: solo il 4% della popolazione detenuta su 66.897 unità, al 31/12/201, è donna. Risulta necessario quindi un contingente di personale di polizia penitenziaria femminile nettamente minore.
In altri termini, data la composizione di genere della popolazione detenuta (96% sono maschi), l’attuazione della politica dell’ordine, della sicurezza e del trattamento viene soprattutto realizzata con l’impiego di risorse umane prevalentemente di genere maschile.
Di seguito si propone il dettaglio del Comparto Sicurezza (Polizia Penitenziaria) suddiviso per ruolo/genere. Si distingue segnatamente il ruolo dei Commissari in quanto unico profilo entro il comparto che operi trasversalmente nelle sezioni detentive femminili e maschili prescindendo dal genere di appartenenza del personale.
Commissari Totale: 514
Donne: 224 - 44% sul totale
Uomini: 290 - 56% sul totale
Nell’ambito del ruolo dei Commissari la percentuale di impiego femminile raggiunge il 44% ed è destinata prospetticamente ad aumentare in considerazione della prevalenza di commissari donne reclutate con pubblico concorso (ruolo ordinario) rispetto alla crescita di carriera verticale entro il comparto sicurezza (ruolo speciale). I commissari di polizia da pubblico concorso, al 31.12.2011, erano 396 di cui il 56% donne.
Gli altri profili del comparto sicurezza riflettono invece analoga sproporzione discendente dalla composizione per genere della popolazione detenuta.
TABELLA distribuzione di genere del personale per ruoli
Ispettori 2.386 164 7 2.222 93 100
Sovrintendenti 2.889 268 9 2.621 91 100
Agenti e Assistenti 32.129 2.819 9 29.310 91 100
Totale 37.918 3.475 9 34.443 91 100
La tabella successiva rappresenta la distribuzione di genere del personale del comparto ministeri rispetto alle aree funzionali di appartenenza.
TABELLA distribuzione di genere del personale per area funzionale
Area 3 3.130 2.244 72 886 28 100
Area 2 2.768 1.097 40 1671 60 100
Area 1 137 45 33 92 67 100
Totale 6.035 3.386 56 2.649 44 100
Dalla distribuzione di genere del personale del comparto ministeri emerge una relazione inversa entro i genere; al crescere delle aree nel caso delle donne aumenta la loro presenza numerica; nel caso degli uomini la relazione è tendenzialmente inversa, cioè al crescere delle aree diminuisce la loro presenza; come meglio raffigurato nella rappresentazione grafica; la forbice maggiore tra i due sessi (44 punti percentuale) è proprio nell’area 3 ove ricadono i profili di maggiore specializzazione/responsabilità, che appaiono dunque essere profili a maggiore appannaggio delle donne.
Altro dato rilevante per il personale del comparto Ministeri emerge dalla seguente tabella e riguarda la distribuzione del part-time in relazione al genere. Appare chiaro come l’84% di coloro che usufruiscono del part-time (334 donne su 397 fruitori) sia costituito da donne, presumibilmente in ordine a motivi di carattere familiare.
TABELLA della distribuzione del part-time in relazione al genere
Part-Time 397 6 334 9 63 2
Tempo Pieno 6.072 94 3.315 91 2.757 98
Totale 6.469 100 3.649 100 2.820 100
Analizzando invece come entro il genere si distribuiscano le scelte, l’universo femminile del comparto ministeri sceglie il part-time nel 9% dei casi contro il 2% di quello maschile; sette donne in più ogni 100 uomini del comparto ministeri scelgono il part-time.
Rispetto alla predilezione sul tipo di part-time, una bassa percentuale di dipendenti donne (9%) sceglie il part-time misto, la maggioranza di donne e uomini (57% le prime 84% i secondi) sceglie il
part-time verticale – che permette giornate totalmente libere dal lavoro o nella settimana o in periodi dell’anno – mentre il 34% delle donne sceglie di ridurre l’orario della giornata di lavoro (part-time orizzontale) rispetto al 16% dei dipendenti uomini.
TABELLA della distribuzione del part-time in relazione alla sua tipologia e al genere
Tipologia part-time
Misto 29 7 29 9
Orizzontale 125 32 115 34 10 16
Verticale 243 61 190 57 53 84
Totale Part-Time 397 100 334 100 63 100
5. PROCESSO DI REDAZIONE DELLA RELAZIONE SULLA PERFOMANCE ▲
5.1 Fasi, soggetti e tempi
L’Amministrazione penitenziaria, nel costruire la relazione sulla performance del 2011 , ha seguito un processo a cascata su impulso centrale delineabile in tre fasi.
La prima fase, collocabile alla fine del 2010, ha coinvolto le Direzioni generali nel predisporre la pianificazione sugli obiettivi strategici attraverso l’elaborazione dei Piani Esecuti di Azione (PEA) su impulso del Capo Dipartimento. I PEA hanno potuto contare su un processo di pianificazione e di monitoraggio cadenzato che si è consolidato a partire dagli inizi del 2000.
La seconda fase, ad inizio 2011, ha coinvolto gli Uffici di seconda fascia retti da dirigenti di Area 1; gli attori di questa fase sono stati l’Organismo Indipendente di Valutazione, come organo di impulso, e i dirigenti di seconda fascia contrattualizzati unitamente ai loro dirigenti generali di riferimento e al Capo Dipartimento.
La terza fase, a fine esercizio 2011, ha coinvolto i Centri di costo territoriali (Provveditorati regionali) su impulso del Capo Dipartimento.
Sono quindi confluiti entro la relazione i risultati della pianificazione-realizzazione strategica su tre livelli:
Uffici centrali o regionali ricoperti da Dirigenti di area 1
La progettualità dei dirigenti di Area 1, rivestendo l’unica finalità di valutazione individuale, non ha finora raggiunto un livello di rappresentatività della performance di struttura o di unità operativa. La loro portata, rispetto alla performance complessiva del Dipartimento, è limitata dal fatto che questo profilo dirigenziale rappresenta solo l’8% dell’intero universo di dirigenti assimilabili alla seconda fascia, in quanto il restante 92% è costituito da dirigenti penitenziari con contratto di diritto pubblico.
Gli elementi forniti dai Provveditorati regionali, centri di costo di primo livello sul territorio, hanno carattere consuntivo e richiamano il lavoro svolto nella circoscrizione di riferimento.
L’assenza di un sistema informatizzato del Controllo di Gestione che raccolga le informazione dei vari sottosistemi già esistenti, ma allo stato frammentati, rende necessario un processo di omogeneizzazione dei dati con un dispendio temporale per il raggiungimento della rilevazione.
Allo stato si tratta di un processo in corso di perfezionamento il cui completamento è precondizione per l’innesco di un cambiamento di ordine culturale/gestionale.
Ad oggi con l’occasione della redazione dei risultati di performance si è già ottenuto un coinvolgimento, in tutto il territorio, degli attori delle articolazioni in cui si estrinseca l’intero operato del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Nel passato è mancata spesso una visione d’insieme per la difficoltà del sistema a rappresentare globalmente gli ingranaggi di cui si compone.
Certamente il futuro indirizzerà l’Amministrazione verso la stabilizzazione di un pro-attivo meta-livello operativo/gestionale.