Source: http://dbnews.tchost.it/2018/04/
Timestamp: 2019-10-21 18:30:34+00:00
Document Index: 41780651

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 603', 'art. 603', 'art. 603', 'sentenza ', 'art. 603', 'art. 603', 'art. 603', 'art. 136', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 136', 'art. 23', 'art. 24', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

aprile 2018 – Db Notizie
Il “Sismabonus” vale anche per chi demolisce e ricostruisce la casa
Il Fisco afferma che fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, i contribuenti possono fruire dell’agevolazione per interventi di miglioramento sismico di edifici anche nel caso di opere di demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 27 aprile 2018, n. 34/E).
Il “Sismabonus” può essere fruito anche da coloro che, possedendo o detenendo l’immobile in base a un titolo idoneo, decidono di demolirlo e ricostruirlo con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Tale intervento, infatti, rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione e, le spese possono essere divise in proporzione alla spesa sostenuta da ciascuno proprietario se più di uno. Inoltre, ai lavori di demolizione con ricostruzione si applica l’aliquota Iva agevolata del 10 per cento prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le opere siano qualificate come tali dalla relativa documentazione amministrativa.
La legge di Bilancio per il 2017 ha modificato la detrazione del 50% in relazione alle spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per l’adozione di misure antisismiche su edifici che siano situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3). La detrazione del 50% per lavori antisismici va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno). La percentuale di detrazione sale al 70% della spesa sostenuta se la realizzazione degli interventi determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se l’intervento consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Il Fisco afferma che fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, i contribuenti possono fruire dell’agevolazione per interventi di miglioramento sismico di edifici anche nel caso di opere di demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente. (AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 27 aprile 2018, n. 34/E).
Il "Sismabonus" può essere fruito anche da coloro che, possedendo o detenendo l’immobile in base a un titolo idoneo, decidono di demolirlo e ricostruirlo con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica. Tale intervento, infatti, rientra tra quelli di ristrutturazione edilizia e non di nuova costruzione e, le spese possono essere divise in proporzione alla spesa sostenuta da ciascuno proprietario se più di uno. Inoltre, ai lavori di demolizione con ricostruzione si applica l’aliquota Iva agevolata del 10 per cento prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, a condizione che le opere siano qualificate come tali dalla relativa documentazione amministrativa.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 27 aprile 2018 Categorie NEWS|FISCO
Il P.S. per assistenza minori costituisce presupposto per la richiesta di altro permesso
Il soggiorno in Italia con il permesso di soggiorno per assistenza minori per un periodo di tempo lungo, costituisce presupposto per la richiesta di una altro permesso di soggiorno a diverso titolo (ad es., P.S. per soggiornanti di lungo periodo) (TAR Lazio – sentenza 14 marzo 2018, n. 2935).
Il permesso di soggiorno per assistenza di minore consente lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte del titolare del permesso stesso, ma non può essere convertito in permesso per motivi di lavoro, e ciò al fine di evitare la stabilizzazione di posizioni per loro natura provvisorie.
I motivi che però giustificano il rilascio del permesso di soggiorno per assistenza di minore possono permanere per numerosi anni, legittimando così l’ininterrotta presenza in Italia dello straniero per lungo tempo. Tale circostanza non può essere irrilevante per l’ordinamento, perché determina una stabilizzazione di fatto della posizione del cittadino extracomunitario.
Pertanto, se il permesso di soggiorno per assistenza minore ha carattere necessariamente temporaneo e non è convertibile in un titolo più stabile, il soggiorno a tale titolo per un periodo di tempo sufficientemente lungo è comunque idoneo a costituire presupposto per richiedere un permesso a titolo diverso (come, ad esempio, il permesso per soggiornanti di lungo periodo).
Una soluzione diversa finirebbe con il negare ogni possibilità di stabilizzazione a soggetti regolarmente soggiornanti in Italia anche da dieci e più anni, che ben possono avere instaurato solidi legami negli ambienti lavorativo, sociale e familiare.
Il soggiorno in Italia con il permesso di soggiorno per assistenza minori per un periodo di tempo lungo, costituisce presupposto per la richiesta di una altro permesso di soggiorno a diverso titolo (ad es., P.S. per soggiornanti di lungo periodo) (TAR Lazio - sentenza 14 marzo 2018, n. 2935).
Il permesso di soggiorno per assistenza di minore consente lo svolgimento dell'attività lavorativa da parte del titolare del permesso stesso, ma non può essere convertito in permesso per motivi di lavoro, e ciò al fine di evitare la stabilizzazione di posizioni per loro natura provvisorie.
I motivi che però giustificano il rilascio del permesso di soggiorno per assistenza di minore possono permanere per numerosi anni, legittimando così l'ininterrotta presenza in Italia dello straniero per lungo tempo. Tale circostanza non può essere irrilevante per l'ordinamento, perché determina una stabilizzazione di fatto della posizione del cittadino extracomunitario.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 27 aprile 2018 Categorie NEWS|LAVORO
Sfruttamento di manodopera: esigenze cautelari solo se gli illeciti persistono
Secondo la Cassazione, la necessità di impedire la reiterazione del reato di sfruttamento di manodopera non giustifica il persistere del controllo giudiziario sull’azienda nel caso in cui quest’ultima abbia provveduto alla regolarizzazione dei lavoratori ed all’adeguamento dell’impresa alle prescrizioni antinfortunistiche (Cassazione, sentenza n. 17939/2018).
Il ricorso viene presentato contro l’ordinanza con la quale il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in riforma dell’ordinanza reiettiva della richiesta di sequestro preventivo di un’azienda agricola, pronunciata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ed appellata dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, disponeva il controllo giudiziario della predetta azienda al fine di impedire la reiterazione del reato di sfruttamento di manodopera di cui all’art. 603-bis cod. pen.
Circa il motivo – considerato inammissibile – riguardante la configurabilità del reato di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” ex art. 603-bis cod. pen., la Corte di Cassazione, premesso che sono elementi costitutivi della fattispecie di impiego illecito di manodopera la sottoposizione dei lavoratori ad un regime di sfruttamento e l’approfittamento dello stato di bisogno degli stessi, e che il comma 3 del citato art. 603-bis prevede espressamente quale indice di sfruttamento la presenza di anche solo una delle condizioni descritte nella sproporzione delle retribuzioni rispetto al lavoro prestato, nella reiterata violazione della normativa in materia di orari di lavoro, riposo, ferie e aspettativa, nell’infrazione alle norme in materia di sicurezza e igiene del luogo di lavoro e nell’imposizione di modalità di lavoro degradanti, ha considerato il provvedimento impugnato adeguatamente motivato con riguardo alla sussistenza di più condizioni fra quelle appena indicate.
Il Tribunale aveva infatti osservato che, a prescindere dalla congruità delle retribuzioni ritenuta dal Giudice per le indagini preliminari, la reiterata violazione della normativa sui tempi di lavoro era integrata da quanto riferito dai lavoratori sulla mancanza di riposo settimanale, e il contrasto con le norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro emergeva dalle stesse dichiarazioni con riguardo alla precarietà dei servizi igienici ed all’assenza dei requisiti minimi di sicurezza alle serre ove si svolgeva l’attività lavorativa, costituiti da passerelle in legno consunte e malferme. Ed anche l’ulteriore elemento dell’approfittamento dello stato di bisogno dei lavoratori era oggetto di congrua motivazione nel riferimento alla situazione di clandestinità dei predetti, che li rendeva disposti a lavorare in condizioni disagevoli.
Su questi aspetti i ricorrenti, pur richiamando testualmente la deduzione di vizi di violazione di legge, prospettano in realtà vizi motivazionali, lamentando sostanzialmente l’illogicità delle conclusioni tratte nel provvedimento impugnato, in ordine alla sussistenza degli elementi costitutivi del reato, in base alle circostanze di fatto in precedenza indicate; ed in questi termini i ricorsi propongono censure non consentite in materia cautelare reale, e comunque valutazioni di merito inammissibili in sede di legittimità.
Considerato fondato invece il motivo dedotto sulla concretezza e l’attualità delle esigenze cautelari, le argomentazioni del Tribunale, articolate nel mero riferimento all’aggravamento degli effetti del reato in conseguenza della libera disponibilità dell’azienda, non si confrontavano con i rilievi difensivi, sorretti da documentazione. Il provvedimento impugnato deve di conseguenza essere annullato sul punto con rinvio per nuovo esame al Tribunale.
Secondo la Cassazione, la necessità di impedire la reiterazione del reato di sfruttamento di manodopera non giustifica il persistere del controllo giudiziario sull’azienda nel caso in cui quest’ultima abbia provveduto alla regolarizzazione dei lavoratori ed all'adeguamento dell'impresa alle prescrizioni antinfortunistiche (Cassazione, sentenza n. 17939/2018).
Il ricorso viene presentato contro l'ordinanza con la quale il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in riforma dell'ordinanza reiettiva della richiesta di sequestro preventivo di un’azienda agricola, pronunciata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ed appellata dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, disponeva il controllo giudiziario della predetta azienda al fine di impedire la reiterazione del reato di sfruttamento di manodopera di cui all'art. 603-bis cod. pen.
Circa il motivo - considerato inammissibile - riguardante la configurabilità del reato di "Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" ex art. 603-bis cod. pen., la Corte di Cassazione, premesso che sono elementi costitutivi della fattispecie di impiego illecito di manodopera la sottoposizione dei lavoratori ad un regime di sfruttamento e l'approfittamento dello stato di bisogno degli stessi, e che il comma 3 del citato art. 603-bis prevede espressamente quale indice di sfruttamento la presenza di anche solo una delle condizioni descritte nella sproporzione delle retribuzioni rispetto al lavoro prestato, nella reiterata violazione della normativa in materia di orari di lavoro, riposo, ferie e aspettativa, nell'infrazione alle norme in materia di sicurezza e igiene del luogo di lavoro e nell'imposizione di modalità di lavoro degradanti, ha considerato il provvedimento impugnato adeguatamente motivato con riguardo alla sussistenza di più condizioni fra quelle appena indicate.
Il Tribunale aveva infatti osservato che, a prescindere dalla congruità delle retribuzioni ritenuta dal Giudice per le indagini preliminari, la reiterata violazione della normativa sui tempi di lavoro era integrata da quanto riferito dai lavoratori sulla mancanza di riposo settimanale, e il contrasto con le norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro emergeva dalle stesse dichiarazioni con riguardo alla precarietà dei servizi igienici ed all'assenza dei requisiti minimi di sicurezza alle serre ove si svolgeva l'attività lavorativa, costituiti da passerelle in legno consunte e malferme. Ed anche l'ulteriore elemento dell’approfittamento dello stato di bisogno dei lavoratori era oggetto di congrua motivazione nel riferimento alla situazione di clandestinità dei predetti, che li rendeva disposti a lavorare in condizioni disagevoli.
Su questi aspetti i ricorrenti, pur richiamando testualmente la deduzione di vizi di violazione di legge, prospettano in realtà vizi motivazionali, lamentando sostanzialmente l'illogicità delle conclusioni tratte nel provvedimento impugnato, in ordine alla sussistenza degli elementi costitutivi del reato, in base alle circostanze di fatto in precedenza indicate; ed in questi termini i ricorsi propongono censure non consentite in materia cautelare reale, e comunque valutazioni di merito inammissibili in sede di legittimità.
Considerato fondato invece il motivo dedotto sulla concretezza e l'attualità delle esigenze cautelari, le argomentazioni del Tribunale, articolate nel mero riferimento all'aggravamento degli effetti del reato in conseguenza della libera disponibilità dell'azienda, non si confrontavano con i rilievi difensivi, sorretti da documentazione. Il provvedimento impugnato deve di conseguenza essere annullato sul punto con rinvio per nuovo esame al Tribunale.
Parte normativa dell’Accordo Meccanici/Orafi/Odontotecnici
Nell’attesa che si svolgano le assemblee per la validazione dell’accordo di rinnovo del CCNL Area Meccanica, si riportano le disposizioni della parte normativa
Aspettativa non retribuita per documentate necessità personali e/o familiari
Periodi di aspettativa non retribuita oltre a quelli previsti dalle norme vigenti, possono essere concessi su richiesta scritta del dipendente, con durata minima di 1 mese e massima di 6 non frazionabili purché sussistano documentate e gravi necessità personali e/o familiari, senza che ciò comporti nessun onere a carico dell’impresa e tenuto conto delle esigenze tecnico organizzative della stessa.
Aspettativa non retribuita per malattia/infortunio
Al superamento dei limiti di conservazione del posto di cui al presente articolo, il lavoratore potrà usufruire, a condizione che sia richiesto in forma scritta prima della scadenza del periodo di comporto, dell’aspettativa per malattia, per un periodo continuativo e non frazionabile, prolungabile fino ad un massimo di 12 mesi, periodicamente documentata, fino alla guarigione clinica debitamente comprovata, che consenta al lavoratori di assolvere alle precedenti mansioni.
Il periodo di aspettativa dà diritto alla sola conservazione del posto e non dà diritto alla retribuzione, né sarà ritenuto utile ai fini della maturazione per tutti gli istituti.
A decorrere dallo data di sottoscrizione del presente accordo di rinnovo tale norma è unificata e si applica a tutti i settori rientranti nella sfera di applicazione del CCNL. E’ pertanto soppresso l’art. 136 del CCNL “Licenziamento per mancanze” per il Settore Odontotecnica.”
Nello specifico, l’azienda potrà procedere al licenziamento senza preavviso del lavoratore con la motivazione obbligatoria del provvedimento per iscritto, nei seguenti casi:
– insubordinazione non lieve verso i superiori;
– reati per i quali siano intervenute condanne penali passate in giudicato o comunque, data la loro natura, si renda per essi impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro;
– rissa all’interno dell’impresa, furto, frodi e danneggiamenti, volontari o con colpa, di materiali dell’impresa o di materiali di lavorazione;
– trafugamento di disegno, di utensili o di altri oggetti di proprietà dell’impresa;
– lavori fuori dell’impresa in concorrenza con la stessa;
– lavorazione e costruzione nell’interno dell’impresa, senza autorizzazione, di oggetti per proprio uso o per conto di terzi;
– assenza ingiustificata per tre giorni di seguito o per tre volte in uno dei giorni successivi al festivo o alle ferie nel periodo di un anno civile;
– recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’articolo rubricato “Ammonizioni, multe e sospensioni”, quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso articolo;
– abbandono del posto di lavoro da cui possa derivare pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi.
Indipendentemente dai provvedimenti di cui sopra in caso di danneggiamento volontario o per colpa grave o di furto, il lavoratore sarà tenuto al risarcimento dei danni.
Nelle imprese che occupano da 0 a 5 dipendenti, comprendendo tra questi sia i lavoratori a tempo indeterminato, che gli apprendisti, è consentita l’assunzione di 3 lavoratori a termine.
Per le imprese con più di 5 dipendenti, così come sopra calcolati, è consentita l’assunzione di 4 lavoratori a termine.
Nelle imprese con più di 10 dipendenti del settore Odontotecnico è consentita l’assunzione di un lavoratore con rapporto a tempo determinato ogni due dipendenti in forza, cosi come sopra calcolati, con arrotondamento all’unità superiore.
Ai sensi della legislazione vigente i predetti limiti percentuali si calcolano prendendo a riferimento il numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al Io gennaio dell’anno di assunzione.
Ai sensi del comma 2 lett. a) dell’art. 23 D.Lgs. 81/2015, sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi nei primi 18 mesi dalla fase di avvio di nuove attività.
In deroga a quanto disposto dal comma precedente, un ulteriore successivo contratto a termine tra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, per una durata massima di 8 mesi, a condizione che la stipula avvenga presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato.
In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonché di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, lo stesso si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data della stipulazione.
Il lavoratore che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporto a termine, a condizione che manifesti la propria volontà per iscritto al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. Di tale facoltà sarà informato il lavoratore. Il predetto diritto si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Il periodo di congedo di maternità è utile al fine del raggiungimento del semestre per l’acquisizione del diritto di precedenza di cui al comma che precede.
Ai sensi dell’art. 24 c. 4 del D.Lgs. 81/2015 il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nel contratto di lavoro e può1 essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà1 in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.
Nel caso di assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore che abbia già prestato servizio presso la medesima impresa in forza di più contratti a termine, per lo svolgimento di mansioni equivalenti, tali periodi verranno considerati utili ai fini dell’applicazione delle discipline di cui agli aumenti periodici di anzianità, a condizione che tali rapporti non siano stati interrotti per un periodo superiore ai 12 mesi.
Le Parti convengono che ai contratti stipulati ai sensi del presente articolo trovano applicazione le norme che dispongono per il datore di lavoro l’obbligo di rispettare il periodo di intervallo tra un contratto a termine ed un altro; tale intervallo è stabilito secondo le seguenti misure:
– 10 giorni per i contratti a termine di durata superiore a 6 mesi;
– 5 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi.
Si conviene sull’assenza di intervalli temporali nel caso di assunzioni a tempo determinato effettuate per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto.
Periodi di aspettativa non retribuita oltre a quelli previsti dalle norme vigenti, possono essere concessi su richiesta scritta del dipendente, con durata minima di 1 mese e massima di 6 non frazionabili purché sussistano documentate e gravi necessità personali e/o familiari, senza che ciò comporti nessun onere a carico dell'impresa e tenuto conto delle esigenze tecnico organizzative della stessa.
Al superamento dei limiti di conservazione del posto di cui al presente articolo, il lavoratore potrà usufruire, a condizione che sia richiesto in forma scritta prima della scadenza del periodo di comporto, dell'aspettativa per malattia, per un periodo continuativo e non frazionabile, prolungabile fino ad un massimo di 12 mesi, periodicamente documentata, fino alla guarigione clinica debitamente comprovata, che consenta al lavoratori di assolvere alle precedenti mansioni.
A decorrere dallo data di sottoscrizione del presente accordo di rinnovo tale norma è unificata e si applica a tutti i settori rientranti nella sfera di applicazione del CCNL. E' pertanto soppresso l'art. 136 del CCNL "Licenziamento per mancanze" per il Settore Odontotecnica."
Nello specifico, l'azienda potrà procedere al licenziamento senza preavviso del lavoratore con la motivazione obbligatoria del provvedimento per iscritto, nei seguenti casi:
- reati per i quali siano intervenute condanne penali passate in giudicato o comunque, data la loro natura, si renda per essi impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro;
- rissa all'interno dell'impresa, furto, frodi e danneggiamenti, volontari o con colpa, di materiali dell'impresa o di materiali di lavorazione;
- lavori fuori dell'impresa in concorrenza con la stessa;
- lavorazione e costruzione nell’interno dell'impresa, senza autorizzazione, di oggetti per proprio uso o per conto di terzi;
- assenza ingiustificata per tre giorni di seguito o per tre volte in uno dei giorni successivi al festivo o alle ferie nel periodo di un anno civile;
- recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell'articolo rubricato "Ammonizioni, multe e sospensioni", quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso articolo;
- abbandono del posto di lavoro da cui possa derivare pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi.
Per le imprese con più di 5 dipendenti, così come sopra calcolati, è consentita l'assunzione di 4 lavoratori a termine.
Nelle imprese con più di 10 dipendenti del settore Odontotecnico è consentita l'assunzione di un lavoratore con rapporto a tempo determinato ogni due dipendenti in forza, cosi come sopra calcolati, con arrotondamento all'unità superiore.
Ai sensi del comma 2 lett. a) dell'art. 23 D.Lgs. 81/2015, sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi nei primi 18 mesi dalla fase di avvio di nuove attività.
Il contratto a tempo determinato per lo svolgimento di mansioni equivalenti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, non può superare i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l'altro.
In deroga a quanto disposto dal comma precedente, un ulteriore successivo contratto a termine tra gli stessi soggetti può essere stipulato per una sola volta, per una durata massima di 8 mesi, a condizione che la stipula avvenga presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio e con l'assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato.
Il lavoratore che nell'esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi, ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporto a termine, a condizione che manifesti la propria volontà per iscritto al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso. Di tale facoltà sarà informato il lavoratore. Il predetto diritto si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Il periodo di congedo di maternità è utile al fine del raggiungimento del semestre per l'acquisizione del diritto di precedenza di cui al comma che precede.
Ai sensi dell'art. 24 c. 4 del D.Lgs. 81/2015 il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nel contratto di lavoro e può1 essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà1 in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.
Le Parti convengono che ai contratti stipulati ai sensi del presente articolo trovano applicazione le norme che dispongono per il datore di lavoro l'obbligo di rispettare il periodo di intervallo tra un contratto a termine ed un altro; tale intervallo è stabilito secondo le seguenti misure:
- 10 giorni per i contratti a termine di durata superiore a 6 mesi;
- 5 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi.
Si conviene sull'assenza di intervalli temporali nel caso di assunzioni a tempo determinato effettuate per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto.
Contributo straordinario malattia e infortunio per agenti di commercio
Con recente comunicato del 19 aprile 2018, la Fondazione ENASARCO ha reso noto l’istituzione di una nuova prestazione, sotto forma di contributo in denaro, a sostegno degli agenti e rappresentanti di commercio costretti a sospendere l’attività a causa di infortunio, malattia o ricovero.
CONTRIBUTO STRAORDINARIO MALATTIA E INFORTUNIO
La Fondazione ENASARCO ha aggiornato il “Programma delle prestazioni integrative 2018” prevedendo, in aggiunta alle indennità previste dalla polizza sanitaria, l’erogazione di un contributo straordinario pari a 1.000 euro, a titolo di sostegno al reddito in favore degli agenti e promotori iscritti che per infortunio, malattia o ricovero siano impossibilitati a lavorare per un limitato periodo di tempo.
Possono beneficiare del contributo straordinario per malattia e infortunio gli agenti e promotori in attività, per i quali ricorrano i seguenti requisiti:
– avere un conto previdenziale, alla data dell’evento, incrementato esclusivamente da contributi obbligatori, con un saldo attivo al 31/12/2017 di almeno 3.124,50 euro e un’anzianità contributiva complessiva di almeno 5 anni (di cui 10 trimestri negli anni 2015, 2016 e 2017);
– aver interrotto per almeno 21 giorni consecutivi (esclusi il primo e l’ultimo giorno dell’evento) l’attività lavorativa;
– avere un’attestazione di un pronto soccorso, un ospedale pubblico, una ASL o una clinica privata (sono esclusi i certificati rilasciati dai medici di base e dagli specialisti);
– essere titolare di un valore ISEE non superiore a 31.898,81 euro.
Il contributo straordinario per malattia e infortunio deve essere richiesto con apposita istanza alla Fondazione Enasarco entro 90 giorni dall’evento, a pena di decadenza.
La richiesta deve essere inoltrata, compilando l’apposito modello (Modello 9019 – Domanda contributo infortunio, malattia o ricovero), reperibile sul sito internet istituzionale o presso gli uffici della Fondazione.
– descrizione dell’evento/situazione per il/la quale si richiede il contributo;
– documentazione che attesti i giorni di prognosi (cartella clinica, dichiarazione del presidio sanitario, ecc.), con esclusione dei certificati rilasciati dai medici di base e dagli specialisti;
– modello ISEE valido al momento della domanda;
– copia del documento di identità valido del richiedente.
Il Modello di domanda debitamente compilato e sottoscritto, unitamente alla documentazione allegata, può essere inviato alla Fondazione, alternativamente, tramite:
– posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo “prestazioni@pec.enasarco.it”;
– raccomandata A/R all’indirizzo “Fondazione Enasarco – Servizio Prestazioni/PIF – Via A. Usodimare 31, 00154 Roma”.
La Fondazione ENASARCO ha aggiornato il "Programma delle prestazioni integrative 2018" prevedendo, in aggiunta alle indennità previste dalla polizza sanitaria, l’erogazione di un contributo straordinario pari a 1.000 euro, a titolo di sostegno al reddito in favore degli agenti e promotori iscritti che per infortunio, malattia o ricovero siano impossibilitati a lavorare per un limitato periodo di tempo.
- avere un conto previdenziale, alla data dell’evento, incrementato esclusivamente da contributi obbligatori, con un saldo attivo al 31/12/2017 di almeno 3.124,50 euro e un’anzianità contributiva complessiva di almeno 5 anni (di cui 10 trimestri negli anni 2015, 2016 e 2017);
- aver interrotto per almeno 21 giorni consecutivi (esclusi il primo e l’ultimo giorno dell’evento) l’attività lavorativa;
- avere un’attestazione di un pronto soccorso, un ospedale pubblico, una ASL o una clinica privata (sono esclusi i certificati rilasciati dai medici di base e dagli specialisti);
- essere titolare di un valore ISEE non superiore a 31.898,81 euro.
La richiesta deve essere inoltrata, compilando l’apposito modello (Modello 9019 - Domanda contributo infortunio, malattia o ricovero), reperibile sul sito internet istituzionale o presso gli uffici della Fondazione.
- descrizione dell’evento/situazione per il/la quale si richiede il contributo;
- documentazione che attesti i giorni di prognosi (cartella clinica, dichiarazione del presidio sanitario, ecc.), con esclusione dei certificati rilasciati dai medici di base e dagli specialisti;
- modello ISEE valido al momento della domanda;
- posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo "prestazioni@pec.enasarco.it";
- raccomandata A/R all’indirizzo "Fondazione Enasarco - Servizio Prestazioni/PIF - Via A. Usodimare 31, 00154 Roma".
Una Tantum ad aprile per le aziende artigiane del legno e lapidei
Con il mese di aprile viene erogata in busta paga la prima trance di una tantum per i dipendentidelle aziende artigiane dei settori Legno, Arredamento, Mobili, Escavazione e Lavorazione di materiali Lapidei.
Ai soli lavoratori in forza al 13/3/2018 verrà corrisposto un importo forfetario “una tantum” suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato, pari a 150,00 euro.
Ai soli lavoratori in forza al 13/3/2018 verrà corrisposto un importo forfetario "una tantum" suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato, pari a 150,00 euro.
L'importo "una tantum" di cui sopra verrà erogato in due soluzioni di pari importo: la prima con la retribuzione del mese di aprile 2018 la seconda con la retribuzione del mese di luglio 2018.
Accertamento induttivo per il professionista che rinuncia ai compensi
È legittimo l’accertamento induttivo da parte dell’Agenzia delle entrate per la rinuncia “diffusa e sistematica” dei compensi professionali, anche di valore elevati (Corte di Cassazione – Ordinanza 14 marzo 2018, n. 6215).
La Suprema Corte rigetta il motivo di ricorso del professionista avvocato contro la sentenza della CTR che accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto dal professionista, contro gli avvisi di accertamento di maggiori redditi professionali ai fini IVA, IRPEF ed IRAP.
Per i giudici di appello la rinuncia “diffusa e sistematica” ai compensi per le prestazioni professionali, anche di non modico valore, rese sia dinanzi ai giudici di pace che al tribunale, civile ed amministrativo, connotava di gravità, precisione e concordanza, le presunzioni di maggiori redditi accertati induttivamente dall’amministrazione finanziaria, trattandosi di comportamento che, tenuto conto del numero esiguo delle fatture emesse e dell’esiguità del reddito dichiarato, confliggeva con le elementari regole di ragionevolezza, non superabile dalle dichiarazioni rese da alcuni clienti, in quanto prive di intrinseca credibilità.
Secondo la Cassazione l’omessa fatturazione di corrispettivi conseguiti nello svolgimento di attività professionale giustifica ampiamente il ricorso al tipo di accertamento in concreto espletato dall’amministrazione finanziaria, essendo noto e consolidato il principio in virtù del quale, in tema di rettifica delle dichiarazioni dei redditi d’impresa, qualora l’amministrazione constati delle irregolarità della contabilità di gravità tale da determinare un’inattendibilità globale delle scritture, è autorizzata a prescindere da esse ed a procedere in via induttiva, avvalendosi anche di semplici indizi sforniti dei requisiti necessari per costituire prova presuntiva: la circostanza che le irregolarità contabili siano così gravi e numerose da giustificare un giudizio di complessiva inattendibilità delle stesse rende, dunque, di per sé sola legittima l’adozione del metodo induttivo.
È legittimo l’accertamento induttivo da parte dell’Agenzia delle entrate per la rinuncia "diffusa e sistematica" dei compensi professionali, anche di valore elevati (Corte di Cassazione - Ordinanza 14 marzo 2018, n. 6215).
La Suprema Corte rigetta il motivo di ricorso del professionista avvocato contro la sentenza della CTR che accoglieva l'appello proposto dall'Agenzia delle entrate avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto dal professionista, contro gli avvisi di accertamento di maggiori redditi professionali ai fini IVA, IRPEF ed IRAP.
Per i giudici di appello la rinuncia "diffusa e sistematica" ai compensi per le prestazioni professionali, anche di non modico valore, rese sia dinanzi ai giudici di pace che al tribunale, civile ed amministrativo, connotava di gravità, precisione e concordanza, le presunzioni di maggiori redditi accertati induttivamente dall'amministrazione finanziaria, trattandosi di comportamento che, tenuto conto del numero esiguo delle fatture emesse e dell'esiguità del reddito dichiarato, confliggeva con le elementari regole di ragionevolezza, non superabile dalle dichiarazioni rese da alcuni clienti, in quanto prive di intrinseca credibilità.
Secondo la Cassazione l'omessa fatturazione di corrispettivi conseguiti nello svolgimento di attività professionale giustifica ampiamente il ricorso al tipo di accertamento in concreto espletato dall'amministrazione finanziaria, essendo noto e consolidato il principio in virtù del quale, in tema di rettifica delle dichiarazioni dei redditi d'impresa, qualora l'amministrazione constati delle irregolarità della contabilità di gravità tale da determinare un'inattendibilità globale delle scritture, è autorizzata a prescindere da esse ed a procedere in via induttiva, avvalendosi anche di semplici indizi sforniti dei requisiti necessari per costituire prova presuntiva: la circostanza che le irregolarità contabili siano così gravi e numerose da giustificare un giudizio di complessiva inattendibilità delle stesse rende, dunque, di per sé sola legittima l'adozione del metodo induttivo.
Rinnovato con riserva il CCNL Area Meccanica
Siglata, il 24/4/2018, tra Confartigianato Autoriparazione, Confartigianato Metalmeccanica di Produzione, Confartigianato Impianti, Confartigianato Orafi, Confartigianato Odontotecnici, Cna Produzione, Cna Installazione e Impianti, Cna Servizi alla Comunità/ Autoriparatori, Cna Artistico e Tradizionale, Cna Benessere e Sanità – Sno, Casartigiani e Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Area Meccanica
L’ipotesi di accordo, che rinnova il CCNL Area Meccanica del 16/6/2011 per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane dei settori Metalmeccanica, Installazione di Impianti, Orafi, Argentieri ed Affini, e delle imprese del Settore Odontotecnica, decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2018.
Al fine di dare piena efficacia a tale intesa, le organizzazioni sindacali procederanno a realizzare una consultazione, attraverso assemblee e voto certificato delle lavoratrici e lavoratori interessati, che si svolgerà nel mese di maggio 2018.
Successivamente a tale consultazione, a fronte di esito positivo, si procederà alla sottoscrizione formale dell’accordo.
Nell’attesa, si riportano alcune delle novità previste:
Le parti hanno convenuto, per le imprese rientranti nella sfera di applicazione del presente CCNL, gli incrementi retributivi parametrati sui livelli di seguito indicati nelle tabelle, a partire dall’1/5/2018 e dall’1/9/2018.
Tenuto conto che l’accordo sottoscritto il 15/1/2015 ha stabilito la copertura contrattuale del periodo 1/1/2013 – 31/12/2014, con un importo pari a € 420,00 a titolo di Una Tantum, a copertura del periodo di carenza contrattuale 1/1/2015 – 30/4/2018, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario “Una Tantum” suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato, pari a 299,00 euro.
L’importo “Una Tantum” di cui sopra verrà erogato in due soluzioni: la prima di 150,00 euro con la retribuzione del mese di giugno 2018, la seconda di 149,00 euro con la retribuzione del mese di ottobre 2018.
L’importo di “una tantum” sarà inoltre ridotto proporzionalmente per i casi di servizio militare, assenza facoltativa “post-partum”, part-time, sospensioni per mancanza di lavoro concordate. L’importo dell'”una tantum” è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
L”‘una tantum è esclusa dalla base di calcolo del t.f.r.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le parti gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di “una tantum” indicati nel presente accordo. Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa “una tantum” fino a concorrenza. In considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese maggio 2018.
Le parti hanno convenuto i seguenti aumenti retributivi per il 5° livello dei settori della metalmeccanica e dell’oreficeria, e per il 4° livello per il settore dell’odontotecnica, da riparametrare per tutti gli altri, secondo le scadenze indicate:
Prima tranche dall’1/5/2018
Seconda tranche dall’1/9/2018
5° € 22,00 € 20,00 € 42,00
Settore Orafi, Argentieri ed Affini
4° € 21,50 € 20,00 € 41,50
Lavoratori con funzioni direttive
Per tali lavoratori è prevista una indennità mensile di funzione pari a:
– Quadri € 70,00
– Impiegati con funzioni direttive € 50,00 ed è da considerarsi esclusivamente per la definizione dei nuovi minimi tabellari ad esso riferiti.
Per quanto concerne gli istituti contrattuali, al Quadro trovano applicazione quelli previsti per gli impiegati di 1 livello, ivi compresi gli aumenti periodici di anzianità
Trasferte per il Settore Metalmeccanica e Installazione di impianti
A partire dall’1/9/2018 l’indennità di trasferta è pari a 35,00 euro.
Reperibilità per il Settore Metalmeccanica e Installazione di impianti
A partire dall’1/9/2018 l’indennità di reperibilità è pari a:
– Reperibilità 24 ore euro 13,00;
– Reperibilità 16,00 ore euro 7,00.
Sono introdotte nuove figure nella classificazione per il Settore Metalmeccanica ed Istallazione d’impianti (es. Meccatronico), mentre per quanto riguarda
– la Classificazione dei lavoratori per il Settore Metalmeccanica ed Istallazione d’impianti
– e la Classificazione dei lavoratori per il Settore Orafi, Argentieri e Affini
viene aggiunta la qualifica di “Quadro” di cui alla legge 13/5/1985 n. 190, a decorre dalla data di sottoscrizione del nuovo accordo.
La bilateralità prevista dagli accordi e dai contratti collettivi dell’artigianato è un sistema che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle associazioni di categoria in quanto eroga prestazioni di welfare contrattuale che sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo del lavoratore previsto all’interno dei contratti collettivi di categoria.
A decorrere dall’1/7/2010, le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a € 25,00 lordi mensili per tredici mensilità. Tale importo, non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.) che incide su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore. In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.
Le imprese aderenti alla bilateralità, secondo la delibera Ebna del 12/5/2010 recepita dalle parti firmatarie del presente CCNL, devono versare:
a) Rappresentanza sindacale 0,10% – 12,50 €
b) Rappresentante territoriale sicurezza e formazione sicurezza 0,15% – 18,75 €
c) Ente Bilaterale Nazionale 0,01% – 1,25 €
d) Rappresentanza imprese 0,25% – 31,25 €
e) Fondo sostegno al reddito 0,49% – 61,25 €
(questo importo è comprensivo dei 34,00 € stabiliti ai sensi della legislazione vigente e della quota relativa alla gestione).
Inoltre, sulla base dell’Atto di indirizzo sulla bilateralità del 30 giugno 2010 recepito dalle parti firmatarie del presente accordo di rinnovo si stabilisce che:
A partire dall’1/7/2010 le aziende verseranno i contributi alla Bilateralità attraverso uno specifico codice tributi inserito all’interno del modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Il contributo, pari ad Euro 125,00 annui per ogni lavoratore dipendente, anche a tempo determinato, sarà frazionato in 12 quote mensili ciascuna delle quali di importo pari a 10,42 €. Per i lavoratori part-time con orario di lavoro fino alle 20 ore settimanali la quota è ridotta del 50%.
A partire dall’1/1/2016 le imprese rientranti nel campo di applicazione del titolo I del D.Lgs. 148/2015 che applicano i CCNL sottoscritti dalle categorie delle parti in epigrafe, sono tenute al versamento dei 125,00 euro annui e per queste il già punto c) assume il valore di 2,00 € ed il già punto e) assume il valore di 60,50 €, tutto finalizzato al di seguito nuovo punto e) – Prestazioni e funzionamento EE.BB.RR. (compresi gli Enti delle Province autonome di Trento e Bolzano).
A partire dall’1/1/2016 per le sole imprese che non rientrano nel campo di applicazione del Titolo I del D.Lgs. che applicano i CCNL sottoscritti dalle categorie delle parti in epigrafe, sulla scorta dello stesso ultimo D.Lgs. e delle specifiche lettere del Ministero del lavoro (tra le quali quella Prot. 29 del 4/1/2015) si ridefiniscono le quote di contribuzione annuali della bilateralità artigiana:
A partire dall’1/1/2016, per le imprese per le quali non trovano applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I del D.Lgs. 148/2015 i versamenti richiamati al punto 8) saranno composti dalla somma di una cifra fissa destinata a EBNA pari a 7,65 € al mese per 12 mensilità e di una percentuale destinata a FSBA calcolata sulla retribuzione imponibile previdenziale pari allo 0,45% a carico dei datori di lavoro. A partire dall’1/7/2016, ovvero dalla data di effettiva operatività di FSBA qualora questa fosse antecedente, tale percentuale sarà incrementata dello 0,15% della retribuzione imponibile previdenziale. L’incremento dello 0,15% sarà a carico dei lavoratori e la relativa somma sarà trattenuta dalla busta paga degli stessi;
Vengono istituiti gruppi di 8 ore di permessi retribuiti in sostituzione delle 4 festività abolite. Per la città di Roma, per la quale è stata ripristinata la festività dei SS. Pietro e Paolo (29 giugno), i lavoratori usufruiranno comunque di 4 giornate di riposo compensativo. Detti permessi saranno fruiti dai lavoratori individualmente o collettivamente; l’utilizzazione collettiva sarà concordata in sede aziendale o sindacale.
I permessi maturati nell’arco dell’anno solare (1° gennaio-31 dicembre) potranno essere utilizzati entro il 30 aprile dell’anno successivo oppure, su richiesta del lavoratore, accantonati in banca ore secondo il normale valore orario ordinario. Qualora ciò non avvenga saranno pagati con la retribuzione globale di fatto in atto al momento della loro scadenza.
Trattamento in caso di malattia o infortunio del Settore Odontotecnica
A decorrere dalla data di stipula del presente accordo, all’impiegato in caso di più malattie, per quanto riguarda la conservazione del posto, gli vengono riconosciuti 10 mesi nell’arco dei 24 mesi precedenti.
Siglata, il 24/4/2018, tra Confartigianato Autoriparazione, Confartigianato Metalmeccanica di Produzione, Confartigianato Impianti, Confartigianato Orafi, Confartigianato Odontotecnici, Cna Produzione, Cna Installazione e Impianti, Cna Servizi alla Comunità/ Autoriparatori, Cna Artistico e Tradizionale, Cna Benessere e Sanità - Sno, Casartigiani e Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Area Meccanica
Tenuto conto che l'accordo sottoscritto il 15/1/2015 ha stabilito la copertura contrattuale del periodo 1/1/2013 - 31/12/2014, con un importo pari a € 420,00 a titolo di Una Tantum, a copertura del periodo di carenza contrattuale 1/1/2015 - 30/4/2018, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario "Una Tantum" suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato, pari a 299,00 euro.
L'importo "Una Tantum" di cui sopra verrà erogato in due soluzioni: la prima di 150,00 euro con la retribuzione del mese di giugno 2018, la seconda di 149,00 euro con la retribuzione del mese di ottobre 2018.
L'importo di "una tantum" sarà inoltre ridotto proporzionalmente per i casi di servizio militare, assenza facoltativa "post-partum", part-time, sospensioni per mancanza di lavoro concordate. L'importo dell'"una tantum" è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta ed indiretta, di origine legale o contrattuale, ed è quindi comprensivo degli stessi.
L"'una tantum è esclusa dalla base di calcolo del t.f.r.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le parti gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di "una tantum" indicati nel presente accordo. Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa "una tantum" fino a concorrenza. In considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese maggio 2018.
- Quadri € 70,00
- Impiegati con funzioni direttive € 50,00 ed è da considerarsi esclusivamente per la definizione dei nuovi minimi tabellari ad esso riferiti.
A partire dall’1/9/2018 l'indennità di trasferta è pari a 35,00 euro.
A partire dall’1/9/2018 l'indennità di reperibilità è pari a:
- Reperibilità 24 ore euro 13,00;
- Reperibilità 16,00 ore euro 7,00.
- la Classificazione dei lavoratori per il Settore Metalmeccanica ed Istallazione d’impianti
- e la Classificazione dei lavoratori per il Settore Orafi, Argentieri e Affini
viene aggiunta la qualifica di "Quadro" di cui alla legge 13/5/1985 n. 190, a decorre dalla data di sottoscrizione del nuovo accordo.
La bilateralità prevista dagli accordi e dai contratti collettivi dell'artigianato è un sistema che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle associazioni di categoria in quanto eroga prestazioni di welfare contrattuale che sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo del lavoratore previsto all'interno dei contratti collettivi di categoria.
A decorrere dall’1/7/2010, le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a € 25,00 lordi mensili per tredici mensilità. Tale importo, non è assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.) che incide su tutti gli istituti retributivi di legge e contrattuali, compresi quelli indiretti o differiti, escluso il TFR. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore. In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all'orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l'importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.
a) Rappresentanza sindacale 0,10% - 12,50 €
A partire dall’1/7/2010 le aziende verseranno i contributi alla Bilateralità attraverso uno specifico codice tributi inserito all'interno del modello F24 predisposto dall'Agenzia delle Entrate. Il contributo, pari ad Euro 125,00 annui per ogni lavoratore dipendente, anche a tempo determinato, sarà frazionato in 12 quote mensili ciascuna delle quali di importo pari a 10,42 €. Per i lavoratori part-time con orario di lavoro fino alle 20 ore settimanali la quota è ridotta del 50%.
A partire dall’1/1/2016 le imprese rientranti nel campo di applicazione del titolo I del D.Lgs. 148/2015 che applicano i CCNL sottoscritti dalle categorie delle parti in epigrafe, sono tenute al versamento dei 125,00 euro annui e per queste il già punto c) assume il valore di 2,00 € ed il già punto e) assume il valore di 60,50 €, tutto finalizzato al di seguito nuovo punto e) - Prestazioni e funzionamento EE.BB.RR. (compresi gli Enti delle Province autonome di Trento e Bolzano).
La contribuzione dello 0,45% della retribuzione imponibile previdenziale a carico dei datori di lavoro decorre dall’1/1/2016, mentre l'incremento dello 0,15% della retribuzione imponibile previdenziale a carico dei lavoratori decorre dall’1/7/2016 o dall'effettiva operatività del Fondo, qualora questa fosse antecedente a tale data.
A partire dall’1/1/2016, per le imprese per le quali non trovano applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I del D.Lgs. 148/2015 i versamenti richiamati al punto 8) saranno composti dalla somma di una cifra fissa destinata a EBNA pari a 7,65 € al mese per 12 mensilità e di una percentuale destinata a FSBA calcolata sulla retribuzione imponibile previdenziale pari allo 0,45% a carico dei datori di lavoro. A partire dall’1/7/2016, ovvero dalla data di effettiva operatività di FSBA qualora questa fosse antecedente, tale percentuale sarà incrementata dello 0,15% della retribuzione imponibile previdenziale. L'incremento dello 0,15% sarà a carico dei lavoratori e la relativa somma sarà trattenuta dalla busta paga degli stessi;
Vengono istituiti gruppi di 8 ore di permessi retribuiti in sostituzione delle 4 festività abolite. Per la città di Roma, per la quale è stata ripristinata la festività dei SS. Pietro e Paolo (29 giugno), i lavoratori usufruiranno comunque di 4 giornate di riposo compensativo. Detti permessi saranno fruiti dai lavoratori individualmente o collettivamente; l'utilizzazione collettiva sarà concordata in sede aziendale o sindacale.
I permessi maturati nell'arco dell'anno solare (1° gennaio-31 dicembre) potranno essere utilizzati entro il 30 aprile dell'anno successivo oppure, su richiesta del lavoratore, accantonati in banca ore secondo il normale valore orario ordinario. Qualora ciò non avvenga saranno pagati con la retribuzione globale di fatto in atto al momento della loro scadenza.
A decorrere dalla data di stipula del presente accordo, all’impiegato in caso di più malattie, per quanto riguarda la conservazione del posto, gli vengono riconosciuti 10 mesi nell'arco dei 24 mesi precedenti.
Lazio: ultimi giorni per le istanze di mobilità
Entro il 30/4/2018 possono essere presentate le istanze di mobilità in deroga anno 2018 per i lavoratori che operavano in un’area di crisi industriale complessa del Lazio
Con accordo quadro sugli ammortizzatori sociali per area di crisi complessa del Lazio anno 2018, siglato lo scorso febbraio, si è stipulato che entro il 30/4/2018 è possibile presentare le istanze di mobilità in deroga per coloro che terminano la mobilità ordinaria o in deroga entro il 30/5/2018.
Il lavoratore che intende beneficiare della indennità di mobilità in deroga, deve recarsi presso una organizzazione sindacale per l’attivazione della relativa procedura e compilare un modulo (link), che deve essere poi inoltrato alla Regione Lazio, contestualmente.
L’organizzazione sindacale raccoglie l’istanza del lavoratore nel rispetto dell’ordine cronologico di arrivo e provvede a presentare istanza on line alla Regione Lazio, utilizzando a tale scopo la piattaforma www.portalavoro.regione.lazio.it e seguendo le consuete modalità di invio.
La Regione Lazio, all’esito dell’istruttoria così come indicata nell’Accordo Quadro del 28/2/2018 trasmette all’INPS l’elenco delle autorizzazioni concesse ai fini della procedura di pagamento di competenza di quest’ultimo.
Ai fini dell’attivazione della politica attiva, il lavoratore, nei 30 giorni successivi alla determina regionale di autorizzazione al pagamento della mobilità in deroga, viene convocato dal CPI di riferimento (al quale la Regione Lazio, nel frattempo, avrà comunicato il relativo nominativo) che lo prende in carico e procede all’orientamento di base per la firma del Patto di Servizio Personalizzato.
Il lavoratore che intende beneficiare della indennità di mobilità in deroga, deve recarsi presso una organizzazione sindacale per l'attivazione della relativa procedura e compilare un modulo (link), che deve essere poi inoltrato alla Regione Lazio, contestualmente.
L'organizzazione sindacale raccoglie l'istanza del lavoratore nel rispetto dell'ordine cronologico di arrivo e provvede a presentare istanza on line alla Regione Lazio, utilizzando a tale scopo la piattaforma www.portalavoro.regione.lazio.it e seguendo le consuete modalità di invio.
La Regione Lazio, all'esito dell'istruttoria così come indicata nell'Accordo Quadro del 28/2/2018 trasmette all'INPS l'elenco delle autorizzazioni concesse ai fini della procedura di pagamento di competenza di quest'ultimo.
Ai fini dell'attivazione della politica attiva, il lavoratore, nei 30 giorni successivi alla determina regionale di autorizzazione al pagamento della mobilità in deroga, viene convocato dal CPI di riferimento (al quale la Regione Lazio, nel frattempo, avrà comunicato il relativo nominativo) che lo prende in carico e procede all'orientamento di base per la firma del Patto di Servizio Personalizzato.
Contrasto all’evasione internazionale: più tempo per l’invio della comunicazione
Prorogati i termini per la comunicazione CRS-DAC/2 (provvedimento n. 87316/2018) e per la comunicazione FACTA (provvedimento n. 87319/2019) previste per lo scambio di informazioni nell’ambito delle misure di cooperazione per il contrasto all’evasione internazionale, rispettivamente, tra i paesi OCSE / UE e tra l’Italia e gli U.S.A.
In seguito a recenti evoluzioni che hanno interessato la rete di scambio di informazioni sui conti finanziari a livello internazionale, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad implementare le comunicazioni effettuate dagli operatori finanziari italiani nell’ambito delle misure di contrasto all’evasione fiscale internazionale.
Per consentire, l’adeguamento ai nuovi obblighi informativi ha disposto, quindi, la proroga della scadenza prevista per la trasmissione telematica della “Comunicazione CRS-DAC2” e della “Comunicazione FACTA” relative all’anno 2017.
Gli adempimenti riguardano gli operatori finanziari italiani e le stabili organizzazioni in Italia di operatori finanziari esteri, in particolare:
– le società di gestione accentrata di strumenti finanziari;
– la società Poste italiane SPA (limitatamente all’attività BancoPosta);
– le società di intermediazione mobiliare (SIM);
– le società di gestione del risparmio (SGR);
– le imprese di assicurazione che operano in Italia, nonché le holding di tali imprese;
– gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR);
– le società fiduciarie;
– gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento;
– le società veicolo di cartolarizzazione;
– i trust residenti in Italia che detengono attività finanziarie per conto di terzi, o almeno uno dei suoi trustee è un’istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione;
– gli emittenti di carte di credito;
– le stabili organizzazioni situate in Italia delle istituzioni finanziarie estere che svolgono le medesime attività svolte dalle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione;
– qualunque altra istituzione finanziaria italiana che abbia i requisiti di un’istituzione di custodia, un’istituzione di deposito, un’entità di investimento o un’impresa di assicurazioni specificata;
COMUNICAZIONE CRS-DAC2
Al fine di ottemperare agli obblighi di scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali, previsti dagli accordi di reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri UE e i paesi dell’OCSE, nonché dagli accordi contro le doppie imposizioni, al fine di contrastare l’evasione fiscale internazionale, gli operatori finanziari italiani comunicano ogni anno all’Agenzia delle Entrate i dati su ciascuna persona e sul relativo conto finanziario, compresi quelli relativi a entità non finanziarie passive controllate – cd. “Comunicazione CRS-DAC2”.
Il provvedimento n. 87316/2018 proroga al 20 giugno 2018 il termine per la trasmissione telematica della “Comunicazione CRS-DAC2” per le informazioni sui conti finanziari relative al 2017.
È previsto, inoltre, un maggiore intervallo temporale (che passa da 15 a 30 giorni) per consentire agli operatori finanziari di effettuare integrazioni o correzioni secondo le modalità tecniche previste per il trattamento delle comunicazioni nei termini.
COMUNICAZIONE FACTA
In base all’accordo intergovernativo FACTA sottoscritto tra l’Italia e gli Stati Uniti, invece, è previsto uno specifico obbligo di comunicazione da parte degli operatori finanziari italiani per lo scambio automatico di informazioni finanziarie, volto a contrastare l’evasione fiscale realizzata da cittadini e residenti statunitensi mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi – cd. “Comunicazione FACTA”. Al fine di ottemperare agli obblighi informativi, gli operatori finanziari italiani comunicano ogni anno all’Agenzia delle Entrate i dati sul titolare statunitense del conto e sul conto stesso, compresi gli importi dei pagamenti corrisposti a istituzioni finanziarie non partecipanti.
Il provvedimento n. 87319/2018 ha disposto l’implementazione della “Comunicazione FACTA” per consentire l’indicazione dei codici fiscali statunitensi relativi ai conti preesistenti e, di conseguenza, ha previsto la proroga al 31 maggio 2018 del termine per la trasmissione telematica delle informazioni sui conti finanziari relative al 2017.
Anche per la Comunicazione FACTA è stato previsto un maggiore intervallo temporale (anche qui da 15 a 30 giorni) per consentire agli operatori finanziari di effettuare integrazioni o correzioni secondo le modalità tecniche previste per il trattamento delle comunicazioni nei termini.
Per consentire, l’adeguamento ai nuovi obblighi informativi ha disposto, quindi, la proroga della scadenza prevista per la trasmissione telematica della "Comunicazione CRS-DAC2" e della "Comunicazione FACTA" relative all’anno 2017.
- la società Poste italiane SPA (limitatamente all’attività BancoPosta);
- le società di intermediazione mobiliare (SIM);
- le società di gestione del risparmio (SGR);
- le imprese di assicurazione che operano in Italia, nonché le holding di tali imprese;
- gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR);
- le società fiduciarie;
- gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento;
- le società veicolo di cartolarizzazione;
- i trust residenti in Italia che detengono attività finanziarie per conto di terzi, o almeno uno dei suoi trustee è un’istituzione finanziaria italiana tenuta alla comunicazione;
- gli emittenti di carte di credito;
- le stabili organizzazioni situate in Italia delle istituzioni finanziarie estere che svolgono le medesime attività svolte dalle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione;
- qualunque altra istituzione finanziaria italiana che abbia i requisiti di un’istituzione di custodia, un’istituzione di deposito, un’entità di investimento o un’impresa di assicurazioni specificata;
Al fine di ottemperare agli obblighi di scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali, previsti dagli accordi di reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri UE e i paesi dell’OCSE, nonché dagli accordi contro le doppie imposizioni, al fine di contrastare l’evasione fiscale internazionale, gli operatori finanziari italiani comunicano ogni anno all’Agenzia delle Entrate i dati su ciascuna persona e sul relativo conto finanziario, compresi quelli relativi a entità non finanziarie passive controllate - cd. "Comunicazione CRS-DAC2".
Il provvedimento n. 87316/2018 proroga al 20 giugno 2018 il termine per la trasmissione telematica della "Comunicazione CRS-DAC2" per le informazioni sui conti finanziari relative al 2017.
In base all’accordo intergovernativo FACTA sottoscritto tra l’Italia e gli Stati Uniti, invece, è previsto uno specifico obbligo di comunicazione da parte degli operatori finanziari italiani per lo scambio automatico di informazioni finanziarie, volto a contrastare l’evasione fiscale realizzata da cittadini e residenti statunitensi mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie italiane e da residenti italiani mediante conti intrattenuti presso istituzioni finanziarie statunitensi - cd. "Comunicazione FACTA". Al fine di ottemperare agli obblighi informativi, gli operatori finanziari italiani comunicano ogni anno all’Agenzia delle Entrate i dati sul titolare statunitense del conto e sul conto stesso, compresi gli importi dei pagamenti corrisposti a istituzioni finanziarie non partecipanti.
Il provvedimento n. 87319/2018 ha disposto l’implementazione della "Comunicazione FACTA" per consentire l’indicazione dei codici fiscali statunitensi relativi ai conti preesistenti e, di conseguenza, ha previsto la proroga al 31 maggio 2018 del termine per la trasmissione telematica delle informazioni sui conti finanziari relative al 2017.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 26 aprile 2018 Categorie NEWS|FISCO