Source: https://job.fanpage.it/dichiarazione-iva-2018-guida/
Timestamp: 2018-08-18 12:05:08+00:00
Document Index: 112540633

Matched Legal Cases: ['art. 74', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 38', 'art. 40', 'art. 20']

La Dichiarazione IVA 2018, relativa all’anno d’imposta 2017, va presentata dal 1° febbraio al 30 aprile in maniera autonoma e non più tramite modello Unico. Il pagamento del saldo IVA a debito, se risultante dalla dichiarazione, ha sempre la scadenza del termine del 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi. Vediamo i soggetti obbligati, gli esonerati, i quadri del modello, le modalità di versamenti e rateizzazioni e le sanzioni per invio tardivo od omesso della dichiarazione IVA 2018.
Fiscojob news 28 febbraio 2018 20:07
La Dichiarazione IVA 2018 va presentata in forma autonoma dal 1 febbraio al 30 aprile 2018. Il modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet va utilizzato per presentare la dichiarazione Iva relativa all’anno di imposta 2017.
La presentazione va effettuata esclusivamente per via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018.
Il termine per il pagamento dell’eventuale saldo IVA a debito è il 16 marzo 2018 ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte sui redditi con maggiorazione degli interessi pari allo 0,40%.
Per il secondo anno consecutivo la Dichiarazione Iva è definitivamente autonoma rispetto al Modello Redditi (ex Modello Unico) e, di conseguenza, anche i versamenti delle imposte a debito risultanti da tali dichiarazioni hanno per lo più scadenze proprie.
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 10581, del 15.1.2018 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2018, concernenti i dati dell’anno d’imposta 2017.
Il modello di Dichiarazione IVA 2018
Dichiarazione Iva 2018: nuovi quadri
Scadenza Dichiarazione IVA 2018 al 30 aprile
Sanzioni invio tardivo o omesso dichiarazione IVA 2018
La prima cosa da capire è chi sono i soggetti obbligati alla presentazione della Dichiarazione IVA 2018.
Sono obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva tutti i titolari di partita Iva che esercitano:
attività d’impresa,
attività artistiche o professionali.
L’Agenzia delle Entrate ci fornisce l’elenco dei soggetti esonerati dalla presentazione della Dichiarazione IVA 2018.
i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinquies per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi di telecomunicazione, di tele radiodiffusione ed elettronici resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta, domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro.
Termine di versamento del Saldo IVA. Nonostante la modifica dei termini di presentazione del modello Iva 2017, restano invariati i termini per il versamento del saldo IVA fissati entro il 16 marzo ovvero entro il termine previsto per il versamento delle imposte con riferimento alla dichiarazione dei redditi, con la maggiorazione dello 0,40%.
Cosi come accaduto per l’anno precedente, la maggiore novità per il 2018 in tema di Dichiarazione IVA è sicuramente la nuova modalità di presentazione della stessa.
È infatti previsto che la Dichiarazione IVA non si presenti più in forma unificata entro il termine previsto per la presentazione del modello Redditi (ricordiamo il termine modello Unico ormai non si usa più), bensì la presentazione della Dichiarazione IVA deve avvenire tra il 1° febbraio ed il 30 aprile 2018 ed in forma autonoma.
Per il 2018 entra quindi a regime la nuova scadenza che dovrebbe poi valere anche per gli anni successivi.
In base all’art. 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, la dichiarazione IVA, relativa all’anno 2017 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018.
Di conseguenza non va più indicato nel frontespizio se la presentazione è effettuata in forma autonoma o meno, essendo quest’ultima l’unica modalità consentita a far capo dal 2017.
Un’altra novità importante è l’eliminazione dal frontespizio della casella “Dichiarazione integrativa a favore”, con il decreto 193/2016 infatti è stata introdotta la nuova dichiarazione integrativa ed è stato equiparato il termine di presentazione per la dichiarazione integrativa a favore con quella integrativa a sfavore. Quindi non è più necessario segnalare di che tipo di dichiarazione integrativa si tratta.
La Dichiarazione Iva 2018 risente inoltre di tutte le novità introdotte dal decreto 193/2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il quale dall’anno di imposta 2018 ha previsto:
l’abolizione del vecchio spesometro ed introduzione del nuovo spesometro 2017;
la nuova dichiarazione IVA integrativa;
l’introduzione a partire dal 1° gennaio 2017 del nuovo spesometro Comunicazione fatture e liquidazioni;
l’invio della Comunicazione IVA trimestrale 2017 con l’invio di tutte le fatture emesse, ricevute, variazioni nel corso del trimestre di riferimento, per via telematica all'Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre;
l’invio trimestrale della Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA sia per i contribuenti Iva mensile che trimestrale.
Con la pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate del Modello e delle istruzioni per la Dichiarazione Iva 2018 sono state anche recepite novità dal nuovo modello, troviamo le seguenti:
L’Agenzia delle Entrate con provvedimento n. 10581, del 15.1.2018 ha approvato i modelli e le istruzioni relative alla Dichiarazione IVA 2018, concernenti i dati dell’anno 2017.
Il modello di Dichiarazione IVA 2018 fornito dall’Agenzia delle Entrate è costituito da:
un modulo, formato da più Quadri (VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VI, VH, VK, VN, VL, VT, VX, VO, VG, VS, VV, VW, VY e VZ; in cui il contribuente indica i dati contabilie gli altri dati relativi all’attività svolta.
Con lo stesso provvedimento di emanazione del Modello Iva 2017 è stato approvato il Modello Iva Base 2018, composto da:
Chi può presentare il modello Iva Base 2018. Secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate, si possono avvalere del modello Iva base, può i soggetti Iva, persone fisiche e non, che nel corso dell’anno:
Le modalità e i termini per la presentazione del modello Iva Base/2018 sono le stesse previste per la presentazione del modello ordinario.
Le novità, tuttavia, non riguardano solamente il termine di presentazione della Dichiarazione IVA 2017, bensì sono stati apportati cambiamenti anche per quanto riguarda la compilazione e le istruzioni relative al modello.
Vediamo ora cosa si dichiara nei singoli quadri e quali sono i righi più importanti del modello
Il quadro VB raccoglie i dati relativi agli estremi identificativi dei rapporti finanziari. Nei righi di tale quadro vanno indicati gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’articolo 7, sesto comma, del d.P.R. n. 605 del 1973 (ad esempio banche, società Poste italiane spa, etc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della Dichiarazione IVA 2018.
I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2018 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono tenere conto nella presente dichiarazione anche dell’imposta dovuta in relazione alle operazioni effettuate nei confronti dello Stato e degli altri soggetti indicati nel quinto comma dell’art. 6 e alle operazioni effettuate ai sensi dell’art. 32-bis del decreto-legge n. 83 del 2012, per le quali non si è ancora verificata l’esigibilità (art. 1, comma 62, della legge n. 190 del 2014). Tali operazioni devono essere indicate nei righi corrispondenti alle aliquote applicate e nel caso in cui abbiano concorso a determinare il volume d’affari di anni precedenti il relativo imponibile deve essere compreso nel rigo VE39.
Come per lo scorso anno, anche nel modello Iva 2018 vi è la soppressione del rigo VE3, dove andavano indicate le operazioni attive con percentuale di compensazione del 7 per cento, l’inserimento di tre nuovi righi (VE5, VE6 e VE10) dove indicare le operazioni attive con percentuali di compensazione del 7,65 per cento, del 7,95 per cento e del 10 per cento.
Inoltre nel rigo devono essere indicate le variazioni in aumento e in diminuzione di sola imposta, registrate nell’anno 2017 e relative ad operazioni registrate negli anni precedenti. Nel rigo deve essere altresì compreso l’ammontare dell’IVA versata per la regolarizzazione del c.d. splafonamento. Tale differenza va riportata al rigo VE25, indicando all’interno del campo stesso il segno (+) se il totale dell’imposta risultante dai registri è maggiore dell’imposta calcolata, ovvero il segno (–) in caso contrario.
Una novità del quadro VE per la dichiarazione IVA 2018 è che nella sezione 4 il rigo VE38 è stato rinominato “Operazioni effettuate nei confronti dei soggetti di cui all’art. 17-ter” per l’esposizione delle operazioni effettuate, oltre che nei confronti delle pubbliche amministrazioni, anche nei confronti delle società elencate nel nuovo comma 1-bis dell’art. 17-ter con il meccanismo dello “split payment”.
Al rigo VF70 infatti vanno indicate le rettifiche d’imposta dovute ad eventuali variazioni del diritto alla detrazione. In particolare relativamente agli acquisti effettuati in anni precedenti all’anno impositivo a cui la dichiarazione Iva 2018 si riferisce, ma registrati nell’anno cui si riferisce la dichiarazione annuale, qualora la percentuale di detrazione applicabile nell’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto sia differente rispetto a quella da applicare nell’anno 2017 si rende necessario calcolare l’imposta ammessa in detrazione per entrambi gli anni di riferimento. La differenza risultante dal confronto operato tra le due misure di detrazione come sopra calcolate deve essere compresa in aumento o in diminuzione dell’eventuale importo indicato nel presente rigo.
Regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014. I soggetti che a partire dall’anno d’imposta 2018 si avvalgono del regime forfetario disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, devono indicare nel rigo VF70 l’eventuale imposta dovuta per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014. Lo stesso rigo deve essere compilato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è avvenuto il passaggio al regime ordinario indicando l’eventuale imposta a credito per effetto della rettifica della detrazione di cui all’art. 1, comma 61, della legge n. 190 del 2014.
Il quadro VI relativo alle dichiarazioni d’intento è stato modificato soprattutto a fronte delle modifiche apportate a tali dichiarazioni. È stata soppressa la colonna 3 dei righi da VI1 a VI6, dove andava indicato, in assenza del numero di protocollo attribuito dall’Agenzia alla dichiarazione di intento trasmessa in via telematica, il numero progressivo assegnato alla dichiarazione d’intento dall’esportatore abituale. Il quadro VI è riservato ai fornitori di esportatori abituali, nella dichiarazione devono essere riepilogate le dichiarazioni di intento relative all’anno d’imposta 2017.
Quadro VH: modifiche per il 2018. Per la dichiarazione IVA 2018 (relativa all’anno d’imposta 2017) il quadro VH è stato modificato prevedendone la compilazione esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.
Inoltre è stata proprio modificata la composizione del quadro VH attraverso:
l’introduzione, a margine dei nuovi righi VH4, VH8, VH12 e VH16, della colonna 4 “Liquidazione anticipata” da barrare da parte dei contribuenti con liquidazioni miste (mensili e trimestrali) che decidono di compensare le risultanze delle liquidazioni trimestrali con quelle dell’ultimo mese del trimestre;
Quindi dal 2018 il quadro VH deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. In tal caso, vanno indicati tutti i dati richiesti, compresi quelli non oggetto di invio, integrazione o correzione.
Nella Dichiarazione IVA 2018 (relativa all’anno d’imposta 2017) è stato introdotto il quadro VM che ha sostituito la sezione II del quadro VH del modello precedente, denominata “Versamenti immatricolazione auto UE”.
Il quadro VN è riservato a coloro che nel 2017 hanno presentato dichiarazioni integrative a favore ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998 (comma introdotto dall’art. 5 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello di riferimento delle dichiarazioni integrative. Va quindi inserito l’anno a cui si riferisce la dichiarazione integrativa a favore e il maggior credito che ne è scaturito.
Nel rigo VX2 va indicato l’eventuale importo a credito, quindi l’ammontare dell’eccedenza annuale d’imposta detraibile di cui al rigo VL39, da ripartire tra i successivi righi VX4, VX5 e VX6. In caso di compilazione del rigo VL40, deve essere riportata la somma degli importi di cui ai righi VL39 e VL40.
detrarre o compensare nell’anno successivo al 2017;
In quest’ultimo caso, l’importo di tali eccedenze dovrà essere compreso nel rigo VX4, campo 1. Infatti il rigo VX4 è riservato ai contribuenti IVA che intendono chiedere il rimborso del credito d’imposta emergente dalla dichiarazione annuale relativa al periodo d’imposta 2017.
Novità del quadro VX. Anche per la Dichiarazione IVA 2018 nel rigo VX4 è presente il campo 9 denominato “Interpello”. La compilazione di tale campo è riservata ai soggetti che hanno presentato istanza di interpello ai fini della disapplicazione della disciplina delle società non operative e/o della disciplina delle società in perdita sistematica secondo quanto previsto dal comma 4-bis dell’articolo 30 della legge n.724 del 1994, invece che dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Tra le novità di quest’anno va detto che è stato introdotto il rigo VO26 per la comunicazione da parte delle imprese minori dell’opzione per la tenuta dei registri IVA senza separata indicazione degli incassi e dei pagamenti, prevista dall’art. 18, comma 5, del d.P.R. n. 600 del 1973. Nel rigo VO34 è stata eliminata la casella 3.
Modifiche al quadro VG per il 2018. Nella sezione 1 e nella sezione 2 sono stati eliminati i campi relativi all’indicazione della denominazione o Ragione sociale, della natura giuridica e della firma del rappresentante legale.
Inoltre, nei righi da VG2 a VG4 della sezione 1 sono stati introdotti il campo 3 “Ingresso” e il campo 4 “Fuoriuscita” per comunicare l’ingresso o la fuoriuscita dalla procedura di liquidazione IVA di gruppo, a partire dal 1° gennaio 2018, di una o più società controllate quando la procedura è già avviata. Infine, è stata introdotta la sezione 3 “Revoca” per comunicare l’esercizio della revoca della procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, con decorrenza dal 1° gennaio 2018.
Il modello di Dichiarazione Iva 2018 riferita al periodo d’imposta 2017 si compone inoltre dei quadri: VS, VV, VW, VY e VZ.
Il quadro VS si compone di 3 sezioni; nella prima sezione dal rigo VS1 al rigo VS12 vanno indicate tutti i soggetti partecipanti (compresa la controllante) alla compensazione dell’IVA per il 2017.
Il quadro VV, presente dalla Dichiarazione IVA 2018, deve essere compilato solo se si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA (cfr. risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017).
Così come spiegato dalle istruzioni di compilazione della Dichiarazione Iva 2018, presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per compilare il quadro VW del modello occorre considerare i quadri VL e VK delle dichiarazioni relative alle società che hanno partecipato per il 2017, per l’intero anno o per una frazione dello stesso, alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, tenendo conto anche dei moduli relativi a società danti causa in operazioni straordinarie che hanno partecipato alla medesima procedura.
L’ultimo quadro della Dichiarazione Iva 2018 è il quadro VZ. In tale quadro vanno indicate le eccedenze detraibili di gruppo relative agli anni precedenti.
La Dichiarazione IVA 2018, relativa al periodo d’imposta 2016 deve essere presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate, nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2018, secondo quanto previsto all’articolo 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni. Quindi il 30 aprile 2018 è il termine ultimo per l’invio della Dichiarazione IVA 2018.
La Dichiarazione IVA 2018 va presentata esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 30 aprile 2018 e può essere trasmessa:
Vediamo nello specifico le varie modalità di presentazione della Dichiarazione IVA 2018.
Nell’ambito di gruppi societari, in cui almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione delle dichiarazioni per via telematica, la trasmissione delle stesse può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel. Tale modalità di presentazione è prevista per le società e gli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato ai sensi del d.lgs. 9 aprile 1991, n. 127 e del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 87 e alle imprese soggette all’IRES (imposta sul reddito delle società) indicate nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 38 del predetto d.lgs. n. 127 e nell’elenco di cui al comma 2, lett. a), dell’art. 40 del predetto d.lgs. n. 87.
I contribuenti con Iva a debito risultante dalla Dichiarazione Iva 2018 possono versare il saldo Iva in unica soluzione ovvero rateizzare ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241.
Le rate devono essere di pari importo e la prima rata deve essere versata entro il termine previsto per il versamento dell’IVA in unica soluzione, quindi il 16 marzo.
Secondo quanto previsto dagli articoli 2 e 8 del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, le dichiarazioni presentate tardivamente e quindi oltre il 30 aprile 2018, sono valide salvo l’applicazione delle sanzioni previste per gli invii tardivi delle dichiarazioni.
Invece, in caso di dichiarazioni presentate oltre 90 giorni dalla scadenza del termine del 30 aprile 2018, le dichiarazioni si considerano omesse ma sono comunque ritenute valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Le sanzioni relative alla Dichiarazione IVA 2018 inviate entro 90 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 30 luglio 2018, prevedono il pagamento della sanzione ordinaria minima di 258 euro ridotta a 25 euro, ovvero corrispondente ad 1/10 del mimino previsto.
Di Maio: l'Iva non aumenterà, disinnescheremo le clausole
Finale Coppa Italia, le dichiarazioni di Juventus e Milan