Source: http://liberacittadinanza.it/articoli/la-mancata-reintegra-dei-lavoratori-di-melfi-non
Timestamp: 2019-04-26 08:26:55+00:00
Document Index: 149390146

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 388']

Tu sei qui: Portale » Articoli » LA MANCATA REINTEGRA DEI LAVORATORI DI MELFI NON E’ UN CASO
di Giuliana Quattromini - Liberacittadinanza - 28 agosto 2010
Quali strumenti per ottenere l'applicazione delle sentenze?
Inviato da fanio il 02/09/2010 00:08
Il tuo articolo è interessantissimo, anche perché in giro come al solito si trova pochissimo sull'argomento.
Dopo aver letto alcuni stralci molto illuminanti della sentenza da un articolo sul Manifesto del 27.8, che sarebbe opportuno tutti conoscessero, questo tuo aggiunge purtroppo elementi di informazione importanti e penso sconosciuti a molta opinione pubblica.
L'altro aspetto della questione è capire come può permettersi un'azienda di non ottemperare pienamente a una sentenza, senza usare gli escamotage che tu riferisci: scorpori, cambi di denominazione. Come può un'azienda dire "noi non pagheremo mai"?
Quali sono gli strumenti a disposizione dei giudici per far si che una sentenza venga eseguita? Cosa rischia l'azienda? Le leggi non prevedono sanzioni?
Mancata Reintegra sentenza del 11 giugno 2001
Inviato da Nibbio il 12/09/2010 15:37
ringrazio anticipatamente questo sito per la possibilità che offre ai lavoratori e cittadini della Repubblica Italiana per dare sfoco alle proprie ragioni, a differenza della Magistratura dello Stato che pur emettendo sentenze in favore dei lavoratori aventi diritto, che cmq nulla pone in essere pone in essere affinché lo stesso possa esercitare il predetto diritto.
Esprimo la mia solidarietà agli operai della Fiat, sia come sindacalista, che come lavoratore anch’io licenziato e mai reintegrato nonostante le numerose sentenze emesse in mio favore dai Tribunali Italiani seppure di vari gradi ( Tribunale del Lavoro Sez Lavoro di Latina, - Corte di Appello di Roma, - Suprema Corte di Cassazione di Roma ) tutti d’accordo nel condannare il mio datore di lavoro e di reintegrarmi nel posto di lavoro mai più’ restituito.
Esprimo le mie Lode all’Avvocato Giuliana Quattromini per l’importante intervento che ha voluto manifestare ma soprattutto per come ha dettagliatamente narrato i fatti mettendo appunto in rilevanza il disegno criminoso che pongono in essere i noti imprenditori italiani:
la seguente affermazione :
“ In questi ultimi anni il vecchio padrone delle ferriere, anche se con tecniche terroristiche più sofisticate, è tornato più forte di prima e, ringalluzzito dalla crescente deregulation in materia giuslavoristica e dall’attuale clima politico, “
Sebbene questo faccia riflettere vanno oltretutto confermate anche le restanti dichiarazioni dall’ Avv. Quattromini:
“ Forse in alcuni casi un consigliere del principe, modello vecchio e caro a gran parte dell’avvocatura italiana. Poi vi è il difensore dei deboli, ivi compresi i lavoratori, le vittime del malgoverno e della corruzione.”
“ Quest’ultimo modello di avvocato, quasi una specie in via di estinzione, è oggi più che mai necessario a causa dei danni enormi che lavoratori e risparmiatori hanno subito per effetto della corruttela politico-affaristica che avvelena l’Italia da 16 anni.”
Orbene vi narro in quattro righe la mia triste storia per il solo gusto di dimostrare che la Legge non è uguale per tutti come ci fanno credere nei vari tribunali Italiani mettendo in ogni aula di giustizia le suddetta dicitura, anche se devo dire il vero personalmente nelle aule di utenza civile tale dicitura non l’ho mai vista magari e questa la soluzione al dilemma?
Sara forse la mancata dicitura appesa al muro in bella vista per il quale non vengono rispettate e applicate le sentenze di lavoro??
Venendo ai fatti in disamina sono licenziato nel 1998, nel 2001 sono stato reintegrato nel mio posto di lavoro dal Tribunale di Latina, sentenza emessa dal Giudice del lavoro Dott. Franco Catracchia, in riferimento dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, il quale oltre a reintegrarmi, condannò la mia datrice di lavoro al pagamento di tutte le mensilità trascorse e non percepite.
La mia datrice di lavoro impugna detta sentenza ricorrendo Presso la Corte d’Appello di Roma, la quale dopo due anni di processo erroneamente decide che in questo caso devo io reintegrare la mia datrice di lavoro .. si avete letto bene, il lavoratore che deve reintegrare l’azienda nel posto di lavoro, ( COSE DA PAZZI ).
nonostante i mie Legali hanno fatto tutto il possibile per far evidenziare il mero errore, i loro sforzi a nulla è servito tanto che per riformare tale sentenza sono dovuto ricorrere alla suprema Corte di Cassazione di Roma la quale con non poca difficoltà e riuscita ad interpretare il mero errore poiché l’azienda pur di crearmi problemi perseverava nel fatto di voler essere reintegrata.
Ma cosa dovevo fare io aprire un azienda tutta mia e poi assumerla??
Nonostante tutto la Suprema Corte riconosce l’errore e condanna nuovamente l’azienda al mio reintegro, dispositivo del 28 Novembre 2008, sentenza emessa nel 9 dicembre 2009.
Ho denunciato presso la Procura della Repubblica di Latina la mia datrice per il reato di INOTTEMPERANZA AD UN PROVVEDIMENTO DELL’AUTORITA’ ai sensi dell’art. 388 del codice penale, la beffa ricevuta è stata bellissima, il Giudice per le Indagini Preliminari di turno, il famoso Gip unitamente al Pubblico Ministero il famoso PM, hanno archiviato la mia Denuncia Querela motivando che non è reato L’INOTTEMPERANZA AD UN PROVVEDIMENTO DELL’AUTORITA’ nonostante che tale reato a mio avviso è il principe dei reati.
Allora mi chiedo a cosa serve ricorrere nei tribunali se poi in ottemperare alle sentenze dei giudici non è reato??
Prendo tutti gli atti ivi compreso giustamente delle sentenze e li mando al Governo Italiano ho mandato un fascicolo di oltre 50 pagine ad ogni Ente che elenco in data 15 maggio 2009:
Onorevole Dr. Giorgio NAPOLITANO
Onorevole Dr. Silvio BERLUSCONI
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, nr° 370 - 00187
Onorevole Dr. Gianfranco FINI
Via del Parlamento nr° 9/A - 00187
Onorevole Dr. Renato SCHIFANI
Via della Maddalena, nr° 27 - 00187
Presidente Onorevole Dr. Giorgio NAPOLITANO
Piazza Indipendenza nr° 6 - 00185 Roma
Onorevole Dr. Roberto MARONI
Palazzo del Viminale - Via A. Depretis, nr° 7 - 00187
Prefettura di Latina - - Ufficio Territoriale del Governo
Piazza della Libertà, nr° 48 – 04100
Al Sig. Procuratore Capo della Repubblica
Via Ezio, s.n.c. 04100
Dr. Niccolo D’ANGELO
Corso della Repubblica, 110 – 04100
Specifico che il motivo per il quale scrivo agli organi del Ministero dell’Interno e proprio dovuto al fatto che il mio datore di Lavoro è un Istituto di Vigilanza, il quale il diretto controllo sugli stessi è di competenza del Ministero dell’Interno Dipartimento PUBBLICA SICUREZZA che demanda di vigilare sull’operato degli stessi sia al Prefetto per ragioni governative, e al Questore per questioni sanzionatorie amministrative e di Ordine Pubblico per le armi.
Trascorsi circa due mesi mi scrisse il Dott. Roberto MUCCI, Direttore dell’Ufficio SEGRETARIATO GENERALE DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
UFFICIO PER GLI AFFARI DELL’AMMINISTARZIONE DELLA GIUSTIZIA
PROTOCOLLO 5925/09 asserendo quanto segue:
rispondo all’istanza da Lei indirizzata al Presidente della Repubblica.
In proposito non posso non rilevare che il Capo dello Sato, in ragione della Sua posizione Istituzionale, non ha facoltà di intervento sulla questione rappresentata, spettando a Lei mettere in esecuzione la sentenza.
Dott. Roberto MUCCI.
Quindi ho appreso che addirittura chi comanda questo Governo essendo appunto il Capo dello Stato, nonché Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, non ha facoltà di intervento sulla questione nonostante ho posto in bella vista il denigrante comportamento dei due Magistrati che hanno archiviano una denuncia / querela corredata di varie sentenze asserendo che non è reato l’inottemperanza ad un provvedimento dell’Autorità giudiziaria.
Bene se il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura non ha questa facoltà, allora mi chiedo a chi devo rivolgermi all’antistato??
Come deve fare un cittadino per far valere le proprie ragioni?
Purtroppo Noi Guardie Giurate siamo ulteriormente danneggiati se gli operai della Fiat hanno avuto la facoltà di fare occupazione dei luoghi, a noi non è permesso poiché basta una minima denuncia penale che ci viene revocato il decreto Prefettizio di agente, e di conseguenza il porto d’armi, quindi oltre al danno anche la beffa, i miei legale ha formulato numerosi decreti ingiuntivi per recuperare le mie spettanze di oltre 12 anni di stipendio per una somma che va oltre i 150 mila Euro, ma il Giudice che deve pronunciarsi si preoccupa che l’azienda fallisca nonostante abbi un fatturato dimostrato di oltre 17 milioni di euro l’anno.
Ecco questa è la potente Giustizia Italiana,e proprio vero in Italia stai bene solo il Papa, il Re, e chi non ha nulla da perdere sono certo che se fosse ancora vivo Benito Mussolini i miei soldi già li avrei spesi almeno avrei fatto girare l’economia.
Mi scuso se sono apparso prolisso ma almeno qui ho potuto sfocarmi considerato che nei Tribunali i magistrati ci dicono non hai titolo a parlare parla il tuo legale per te, sono certo che qui avrò più considerazione degli organi di Stato i quali mi hanno reso oggetto di ogni serie di angheria facendo divenire un eccezione ad una netta regola.