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Timestamp: 2015-04-19 22:55:04+00:00
Document Index: 157440808

Matched Legal Cases: ['art. 139', 'art. 2059', 'art. 76', 'art. 4', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 139', 'art. 138', 'art. 139', 'art 139', 'art 139', 'art 139', 'art. 139', 'art. 141', 'art. 148']

Micropermanenti senza danno morale: nuova questione alla Consulta
Giudice di Pace Torino, sez. V civile, ordinanza 21.10.2011 (Domenico Chindemi) Viene riproposta dal Giudice di pace di Torino, (emendata dalle censure mosse nella ordinanza in data 28 aprile 2011, n. 157 di inammissibilità della Consulta per ravvisate carenze di prospettazione da parte del giudice di pace a quo) la questione di Costituzionalità dell’art. 139 c.d.a. in ordina alla violazione delle norme della Costituzione che impediscono il riconoscimento del danno morale nella liquidazione delle micropermanneti del codice delle assicurazioni, con impossibilità, dunque, di assicurare il medesimo risarcimento che avrebbe avuto il danneggiato con medesime lesioni causate da altro fatto illecito diverso dai sinistri stradali e della navigazione.
In sintesi le censure mosse dal Giudice di Pace d Torino possono sintetizzarsi nella quantificazione obbligatoria del danno biologico da parte del danneggiato di un sinistro stradale con riferimento a quanto stabilito dall’articolo 139 del d.l.vo n. 209/2005; in particolare viene affermata l’impossibilità di un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’articolo 139 in relazione ai mutati indirizzi giurisprudenziali quali recepiti dal diritto vivente posto che detta norma non lascia spazi di manovra al giudicante il quale si deve limitare ad un conteggio matematico che impedisce un’adeguata personalizzazione del danno. A fronte della rigida limitazione risarcitoria imposta al danneggiato questi non ottiene alcun vantaggio diretto od indiretto nei confronti del responsabile o del suo assicuratore come potrebbe essere ad esempio una responsabilità oggettiva dell’assicuratore stesso. Non pare poi ragionevole sostenere che l’interesse all’esercizio dell’attività assicurativa possa essere ritenuto preminente su quello all’integrale risarcimento del danno alla persona. Matura il sospetto di incostituzionalità delle norme di cui agli articoli 138 e 139 Codice delle Assicurazioni ove le stesse fossero reinterpretate alla luce del «nuovo» art. 2059 c.c. così come concepito dalle Sezioni Unite.” (così in motivazione Corte d’Appello di Torino 30/10/2009 n. 1315).
Viene anche censurata, non infondatamente, la violazione dell’art. 76 della Costituzione per la ancata previsione nella legge delega 23/7/2003 n. 229 di un limite per la liquidazione del danno alla persona , liquidabile in base alle tabelle normative in misura inferiore, a parità di lesioni, a quanto in precedenza liquidato con le tabelle in uso presso i vari tribunali.
Infatti il danno biologico può essere aumentato dal giudice in misura non superiore ad un quinto,
La L. n. 229/2003 all’art. 4 dispone testualmente: “Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di assicurazioni, ai sensi e secondo i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15/3/1997 n. 59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) adeguamento della normativa alle disposizioni comunitarie e agli accordi internazionali; b) tutela dei consumatori e, in generale, dei contraenti più deboli, sotto il profilo della trasparenza delle condizioni contrattuali, nonché dell’informativa preliminare, contestuale e successiva alla conclusione del contratto, avendo riguardo anche alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio…”.
L’art. 139 si pone in posizione opposta rispetto ai criteri guida della legge delega che risultano pur sempre indirizzati alla tutela del contraente più debole e comunque del consumatore del servizio assicurativo.
Viene anche opportunamente segnalata la violazione dell’articolo 3 comma 2 della Costituzione a fronte dello squilibrio esistente tra la personalizzazione del danno dell’infortunato effettuata secondo le tabelle in uso presso i vari Tribunali e quella concessa dai criteri di cui all’art. 139 che pongono limiti rigidi.
Non si comprende, infatti, perché una stessa lesione debba essere risarcita in modo diverso a seconda che derivi da una caduta dal motorino piuttosto che da una caduta da cavallo.
Porta, inoltre, la normativa di cui all’art. 139 del c.d.a. (ma uguali considerazioni valgono per l’art. 138 c.d.a.) a trattare in maniera uguale situazioni di fatto diverse con evidente violazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge, impedendosi al giudicante di personalizzare la liquidazione del danno biologico adeguandola alle caratteristiche del singolo caso concreto con il limite dell’aumento massimo del quinto (20%).
In sintesi, quindi, il danneggiato da eventi della circolazione stradale viene risarcito con i limiti di legge, mentre questi finirebbero per non operare per il soggetto danneggiato da altri eventi.
Viene dedotta la impossibilità di riconoscere il danno morale come in precedenza accadeva nella pratica.
L’ interesse per la decisione della Consulta è evidente in quanto la decisione si riverbererà anche sulla liquidazione della macropermanenti del codice delle assicurazioni, essendo imminente l’entrata in vigore della relativa tabella.
La valutazione della Corte Costituzionale non sarà comunque neutra (sempre che decida di affrontare la questione) in quanto suscettibile di notevoli riflessi economici sia per le compagnie di assicurazione che per i danneggiati , a seconda della decisione che verrà adottata.
Va, comunque, segnalato, un orientamento (che va sempre più consolidandosi della Suprema Corte) che ritiene liquidabile , all’interno del danno non patrimoniale, il danno morale quale voce autonoma di danno (cfr. Cass. 12 settembre 2011, n. 18641) che consentirebbe una interpretazione costituzionalmente orientata degli artt. 138 e 139 del c.d.a. , superando la questione di Costituzionalità, ma assicurando anche ai danneggiati da sinistri stradale e della circolazione il medesimo trattamento riservato ai danneggiati da altri e diversi sinistri.
Si ripropone il commento alla prima ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale del Giudice di pace di Torino, trattandosi delle medesime questioni già sollevate con la precedente ordinanza.
(Altalex, 2 novembre 2011. Nota di Domenico Chindemi)
micropermanenti /
Domenico Chindemi /
Nella causa civile iscritta al n.15643/09 del Ruolo Generale avente per oggetto: risarcimento danni da incidente stradale
C. D. residente in Torino, ed elettivamente domiciliato in Torino, c. Tassoni, n. 12 presso lo studio dell’avvocato Massimo Perrini che lo rappresenta e difende come da delega in atti.
UNIQA PROTEZIONE s.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore con sede in Udine, Viale Venezia n. 99 ed elettivamente domiciliata in Torino c. MatT.tti n. 53 presso lo studio dell’avvocato Angelo Formica che la rappresenta e difende in forza di delega in atti.
Nonché Contro:
A. T. residente in ****
Altro CONVENUTO CONTUMACE
Il Giudice di Pace dott. Polotti di Zumaglia Alberto
ha depositato la seguente
- con atto di citazione notificato il 26/3/2009 il sig. C. D. conveniva in giudizio la Uniqa Assicurazioni s.p.a. chiedendo il risarcimento dei danni alla persona patiti a seguito di incidente stradale verificatosi il 31/1/2008; asseriva l’attore che in tale data era trasportato sulla Lancia Y targata CS965AF di proprietà e condotta dal sig. A. T. assicurata per la responsabilità civile obbligatoria dalla Uniqa Assicurazioni s.p.a., e che detto veicolo veniva urtato dalla Fiat Tipo targata TO41297R di proprietà del sig. Barbagiovanni Luca ed assicurata per la responsabilità civile obbligatoria dalla Reale Mutua Assicurazioni;
- all’udienza di comparizione il G.d.P. rilevava la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti del vettore che veniva quindi evocato in giudizio dalla difesa attorea senza che peraltro esso vettore provvedesse a costituirsi in giudizio alla successiva udienza, per cui verificata la presenza delle condizioni di legge ne veniva dichiarata la contumacia; sempre all’udienza di comparizione la difesa attorea dichiarava che per mero errore aveva evocato in giudizio l’Uniqa Assicurazioni s.p.a. omettendo l’esatta sua denominazione di Uniqa Protezione e quest’ultima si costituiva regolarmente in giudizio alla successiva udienza dichiarando in sostanza di assumere la gestione della lite in luogo di Uniqa Assicurazioni s.p.a che veniva quindi estromessa dal giudizio;
- espletate le prove ammesse, le parti all’udienza del 19/10/2009 precisavano le conclusioni e chiedevano che la causa venisse trattenuta a sentenza; la difesa attorea chiedeva in via preliminare, ritenuta la rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 139 d.l.vo 7/9/2005 n. 209 in riferimento agli articoli 2, 3, 10, 24 e 32 della Costituzione, sospendersi il giudizio e disporre l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale cui questo giudice provvedeva con ordinanza del 30 novembre 2009, iscritta al n. 224 del registro ordinanze 2010 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35 prima serie speciale, dell’anno 2010;
- la Corte Costituzionale con ordinanza n. 157 depositata il 28 aprile 2011 dichiarava manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale così sollevata precisando: “ che nell’ordinanza di rimessione è da rilevare una insufficiente descrizione della fattispecie concreta che non consente un’adeguata valutazione dell’effettiva rilevanza della questione, dal momento che il rimettente, nel lamentarsi del fatto che la norma impugnata non consente l’integrale risarcimento del danno non patrimoniale subito dal danneggiato, non indica l’età di quest’ultimo (art 139, comma 1, lettera a), non spiega quale danno ha subito, non indica quale decreto ministeriale intenda applicare (art 139, comma 5), non enuncia l’entità del risarcimento del danno che sarebbe liquidato facendo applicazione del d.m. rilevante, non chiarisce se tale importo sia aumentabile di un quinto (art 139, comma 3), non enuncia le ragioni per cui tale somma non sarebbe sufficiente malgrado tale aumento, non esplicita, infine, quale somma sarebbe corretta per risarcire completamente il danno alla persona;che siffatte omissioni, impedendo secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, di verificare la rilevanza della questione proposta, in relazione alla peculiarità della fattispecie, rendono la questione stessa manifestamente inammissibile.
dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 139 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 309(1) (Codice delle assicurazioni private), sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3, 24 e 76 della Costituzione, dal Giudice di pace di Torino con l’ordinanza in epigrafe…”
- l’attore riassumeva il giudizio e, all’udienza del 25 luglio 2011, la causa veniva nuovamente assegnata a decisione.
Occorre premettere che nel giudizio in corso nessuna questione è stata sollevata in ordine alla responsabilità che pertanto è stata considerata pacifica dalle parti, in quanto l’attore, trasportato a titolo di cortesia su un veicolo coinvolto in un sinistro con altro identificato ed assicurato può comunque avvalersi del disposto dell’art. 141 codice delle assicurazioni.
Le parti hanno anche concordato le conseguenze lesive patite dall’attore sulla base di un’invalidità temporanea parziale al 50% di giorni 10, un’invalidità temporanea parziale al 25% di giorni 15 ed un’invalidità permanente biologica dell’1,5%, oltre alle spese mediche, per cui al giudicante non resta che quantificarle.
La persona del leso ed il danno da esso patito.
Dagli atti di causa risulta: che il danneggiato, di professione elettricista, è nato il 3 novembre 1973 ed il fatto si è verificato il 31 gennaio 2008 per cui esso danneggiato a tale data aveva anni 35; che il danno da esso subito è rappresentato da una distorsione al rachide cervicale per la quale l’assicuratrice ha formulato, il 6/4/2009, a sensi dell’art. 148 cod. assic., e sulla base delle conseguenze lesive che non sono state oggetto di contestazione, offerta reale di euro