Source: https://www.laleggepertutti.it/32509_praticanti-avvocati-notizie-utili-su-titolo-incompatibilita-patrocinio
Timestamp: 2018-10-15 18:19:38+00:00
Document Index: 62136533

Matched Legal Cases: ['art. 704', 'art. 668', 'art. 336', 'art. 337', 'art. 343', 'art. 349', 'art. 379', 'art. 572', 'art. 588', 'art. 589', 'art. 614', 'art. 625', 'art. 640', 'art. 648', 'art. 7']

Praticanti avvocati: notizie utili su titolo, incompatibilità, patrocinio
> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2013
Il Consiglio dell’Ordine di Lucca ha fornito importanti chiarimenti a tutti i tirocinanti e gli abilitati al patrocinio, prossimi a prendere il titolo di avvocato: tutto ciò che c’è da sapere su uso del titolo, incompatibilità, patrocinio, posizione previdenziale.
Il mondo dei tribunali è pieno di zone d’ombra e di interrogativi per chi, da futuro professionista, lo calpesta per la prima volta: ecco pertanto alcuni utili chiarimenti per i neofiti che si affacciano al mondo della pratica forense [1].
A chi chiedere chiarimenti
Innanzitutto, il praticante che nutra dubbi circa il proprio percorso formativo dovrà prima chiedere i chiarimenti al proprio dominus. Successivamente, qualora i dubbi persistano, potrà contattare la Segreteria dell’Ordine degli Avvocati presso cui è iscritto ed, eventualmente, rivolgersi a un Consigliere.
Solo dopo il colloquio col Consigliere, potrà essere opportuno presentare una richiesta scritta di informazioni al Consiglio dell’Ordine.
Corretto uso del titolo
L’iscritto nel registro dei praticanti non potrà farsi chiamare “avvocato” per ovvie ed evidenti ragioni. Egli potrà utilizzare il titolo “praticante avvocato” con l’eventuale specificazione di “abilitato al patrocinio” qualora abbia conseguito tale abilitazione.
La violazione di questa prescrizione costituisce un illecito deontologico.
Così, per esempio, è sanzionabile il praticante che, pur svolgendo una attività non propriamente professionale come una diffida inviata a una assicurazione per un risarcimento del danno da sinistro stradale, utilizza carta intestata contenente ambigue intestazioni.
Se le incompatibilità tipiche degli avvocati non si estendono ai praticanti semplici, ciò non vale per i praticanti abilitati al patrocinio.
Come noto, l’attività di avvocato è incompatibile con:
– qualunque impiego retribuito (ad eccezione dei professori ed assistenti delle università e dei professori degli istituti secondari dello Stato se insegnino materie giuridiche);
– l’esercizio in nome proprio o altrui di attività di commercio (comprese pertanto la qualità di socio delle società di persone e le cariche di amministratore delle persone giuridiche);
– la professione di notaio, di giornalista professionista, di mediatore, di agente di cambio.
Come detto, tali regole si estendono anche al praticante abilitato. È bene pertanto che quest’ultimo valuti bene, all’atto dell’iscrizione, la propria situazione per accertare se sussistano ipotesi di incompatibilità e cosa eventualmente gli convenga maggiormente: se cioè acquisire il titolo o, diversamente, proseguire negli incarichi esterni.
Se dopo l’ottenimento dell’abilitazione insorgono condizioni di incompatibilità, il praticante deve informarne subito il Consiglio e chiedere la cancellazione dall’elenco degli abilitati. In tal caso, egli può continuare a rimanere iscritto nel registro dei praticanti.
La violazione di tali norme, oltre a costituire illecito deontologico, può altresì integrare ipotesi di reato.
Limiti al patrocinio del Praticante Avvocato
Il praticante avvocato ammesso al patrocinio può svolgere l’attività giudiziaria secondo i seguenti limiti [2].
Affari civili:
– cause davanti al Giudice di Pace;
– cause davanti al Tribunale: cause, anche se relative a beni immobili, di valore non superiore ad € 25.822,84; cause possessorie salvo il disposto dell’art. 704 c.p.c., e per le denunce di nuova opera e di danno temuto, salvo il disposto dell’art. 668 secondo comma c.p.c.;
– cause relative a rapporti di locazione e di comodato di immobili urbani e a quelle di affitto di aziende, in quanto non siano di competenze delle sezioni specializzate agrarie.
Per quanto riguarda le cause di lavoro, l’Ordine di Lucca ritiene che il praticante abilitato non possa patrocinare in cause aventi un valore superiore ad € 25.822,84.
– cause per i reati per i quali la legge stabilisce una pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni ovvero una pena pecuniaria sola o congiunta alla predetta pena detentiva;
– cause per i seguenti reati: violenza o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 primo comma c.p.) resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.); oltraggio a un magistrato in udienza aggravato (art. 343 secondo comma c.p.); violazione di sigilli aggravata (art. 349 secondo comma c.p.); favoreggiamento reale (art. 379 c.p.); maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli (quando non ricorra l’aggravante previsto dall’art. 572 secondo comma c.p.); rissa aggravata (art. 588 secondo comma c.p., con esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni gravi o gravissime); omicidio colposo (art. 589 c.p.); violazione di domicilio aggravata (art. 614 quarto comma c.p.); furto aggravato (art. 625 c.p.); truffa aggravata (art. 640 secondo comma c.p.); ricettazione (art. 648 c.p.).
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lucca ritiene che il Praticante Avvocato possa patrocinare solo avanti il Tribunale in composizione monocratica; pertanto non è consentito patrocinare avanti il Tribunale dei Minorenni; né, trattandosi solo di affari civili e penali, davanti al TAR ed alle Commissioni Tributarie.
Il praticante non può essere iscritto nelle liste dei difensori d’ufficio. Egli però potrà frequentare gli eventuali corsi preparatori che costituiranno titolo per l’iscrizione una volta che il Praticante diventerà Avvocato.
Interruzione della pratica
In caso di interruzione della pratica per un periodo superiore a sei mesi, perde efficacia la pratica già svolta. Quando il praticante intende interrompere la pratica, è assolutamente opportuno che l’Ordine venga contattato, soprattutto quando l’interruzione dipende da impedimenti oggettivi, affinché il Praticante riceva la consulenza necessaria.
Il praticante abilitato deve versare, ogni anno, al Consiglio dell’Ordine una tassa annuale di iscrizione.
Il praticante avvocato abilitato all’esercizio è considerato un professionista a tutti gli effetti, anche sotto il profilo fiscale.
Egli pertanto, se iscritto all’Ufficio IVA, deve:
– tenere i libri fiscali obbligatori per legge;
– provvedere ai versamenti I.V.A. mensili (o trimestrali);
– effettuare le dichiarazioni annuali I.V.A. e I.R.P.E.F.;
– chiedere la iscrizione presso l’I.N.P.S. – Assistenza malattia liberi professionisti (se non iscritti alla Cassa Forense);
– provvedere al pagamento in favore dell’I.N.P.S. del contributo relativo (se non iscritti alla Cassa Forense).
Previdenza: Cassa avvocati
L’iscrizione alla Cassa di Previdenza è facoltativa per i praticanti abilitati. Non è ammessa per i praticanti non abilitati, perché essi non sono considerati liberi professionisti.
La non iscrizione alla Cassa comporta l’obbligo del versamento del 10% all’INPS di cui alla legge 335/1995.
Qualora il praticante abilitato intenda iscriversi alla Cassa di Previdenza, dovrà compilare apposita domanda (su modulo che il Consiglio dell’Ordine mette a disposizione dell’iscritto o scaricabile dal sito della Cassa di Previdenza e Assistenza Avvocati www.cassaforense.it) che, una volta controfirmata dal Segretario, sarà inviata alla Cassa.
Il periodo di iscrizione alla Cassa durante il praticantato con abilitazione si somma con quello successivo alla iscrizione all’albo di avvocato, sia nel caso subito dopo il praticantato con abilitazione avvenga l’iscrizione all’albo, sia invece nel caso in cui vi sia un periodo intermedio tra i due, in cui il praticante non usufruisce della abilitazione (in tal caso naturalmente ci sarà una interruzione anche nella iscrizione alla Cassa, ma il primo dei due periodi non andrà perduto).
Se poi il praticante non intende proseguire la professione, egli potrà, a sua scelta, chiedere la restituzione di quanto pagato alla Cassa oppure il ricongiungimento con altra posizione contributiva nazionale.
L’immagine di copertina è stata prelevata dalla pagina Facebook del gruppo “Praticanti Avvocati”, raggiungibile a questo indirizzo: https://w w w . facebook.com/Avvocati.Praticanti
[1] I chiarimenti sono stati recentemente forniti dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lucca.
[2] I limiti sono previsti dall’art. 7 della legge n. 479/99.