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Timestamp: 2016-10-28 02:43:26+00:00
Document Index: 171979237

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 95', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'art. 134', 'e contrario', 'DTF ', 'art. 135', 'art. 156', 'sentenza ']

C 178/99 (08.09.2000)
A.- Per decisione 30 novembre 1994 l'Ufficio del lavoro del Cantone Ticino (UCL) ha disatteso la domanda di indennit� di disoccupazione presentata da M.________ per il motivo che la richiedente non aveva compiuto il periodo legale minimo di contribuzione n� adempiva le condizioni per essere esonerata dall'adempimento di questo presupposto. Impugnato dall'interessata, detto atto � stato annullato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni per giudizio 25 gennaio 1995. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha invece tutelato, con sentenza 11 settembre 1997, il ricorso dell'amministrazione avverso la pronunzia cantonale, annullandola e concludendo che l'UCL aveva giustamente rifiutato il diritto alle prestazioni.
B.- Con provvedimento 18 maggio 1998, cresciuto in giudicato, la Cassa di disoccupazione Cristiano sociale OCST di M.________ ha quindi preteso la restituzione di fr. 12 845. 45, corrispondenti alle indennit� di disoccupazione indebitamente percepite dall'assicurata per il periodo dal 1� ottobre 1994 al 28 febbraio 1995 e dal 1� settembre 1995 al 15 aprile 1996.
C.- Contro quest'ultimo atto, l'assicurata si � aggravata al Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale, statuendo per giudice unico in data 22 aprile 1999, ha parzialmente tutelato il gravame riformando la decisione dell'UCL nel senso che l'ammontare da ripetere era corretto a fr. 7279. 10.
D.- M.________ insorge al Tribunale federale delle assicurazioni con ricorso di diritto amministrativo, con il quale postula di essere messa al beneficio del condono relativamente all'intero importo preteso in restituzione. Adduce di essere in attesa di un figlio la cui nascita � prevista per met� ottobre 1999, evento questo che inciderebbe sulle sue condizioni finanziarie tanto da impedirle di far fronte al versamento preteso.
Mentre l'UCL propone la reiezione dell'impugnativa, l'Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro (dal 1� luglio 1999: Segretariato di stato dell'economia, SECO) ha rinunciato a determinarsi.
2.- a) Nei considerandi dell'impugnato giudizio, cui si rinvia, � stato debitamente ricordato che ai sensi dell'art. 95 LADI la Cassa � tenuta ad esigere la restituzione delle prestazioni assicurative cui il beneficiario non aveva diritto (cpv. 1) e che il rimborso delle stesse pu� essere condonato, a domanda, in tutto o in parte, se la riscossione delle prestazioni � avvenuta in buona fede e se, cumulativamente, la loro restituzione cagionerebbe all'interessato un grave rigore (cpv. 2).
b) Vuole essere ribadito che per apprezzare se la restituzione di prestazioni percepite a torto costituisca un onere troppo grave, ci si deve basare sulla situazione economica globale della persona tenuta al pagamento. Determinanti sono le condizioni esistenti al momento in cui l'interessato dovrebbe provvedere alla restituzione (DTF 122 V 140 consid. 3b, 225 consid. 5a, 116 V 12 consid. 2a, 293 consid. 2c e riferimenti). Il giudice delle assicurazioni sociali non � tuttavia obbligato ad esaminare d'ufficio se e in che misura le condizioni finanziarie del debitore si siano modificate dopo la notificazione della decisione di rimessa controversa. Non gli � tuttavia impedito di fondare il suo giudizio, per motivi di economia procedurale, sul nuovo stato di cose, a condizione di rispettare il diritto delle parti di essere udite.
Dal canto suo, il Tribunale federale delle assicurazioni, il quale, come detto (cfr. consid. 1), dispone di un potere cognitivo limitato ed � quindi di principio vincolato all'accertamento dei fatti compiuto dalla precedente istanza, pu�, sempre per ragioni di economia processuale, tener conto di fatti verificatisi posteriormente al periodo considerato dal primo giudice solo a titolo eccezionale e solo se gli stessi sono chiaramente accertati (DTF 116 V 293 consid. 2c, 107 V 80 consid. 3b, 104 V 61 consid. 1b e 103 V 53 consid. 1; cfr. anche Meyer-Blaser, Die R�ckerstattung von Sozialversicherungsleistungen, ZBJV 1995, pag. 485 segg. ).
3.- a) Alla pronunzia litigiosa pu� essere prestata adesione anche laddove - corretto parzialmente il calcolo economico effettuato dall'amministrazione ai fini di accertare l'esistenza dell'onere troppo grave, segnatamente riconosciuta una deduzione superiore per i premi dell'assicurazione malattia - ha ritenuto non sussistere in concreto i presupposti per condonare all'assicurata l'obbligazione di rimborsare le prestazioni indebitamente percepite nella residua misura di fr. 7279. 10. Dopo un accurato esame della documentazione agli atti e, in particolare, sulla base dei dati finanziari forniti dall'insorgente, i primi giudici hanno in effetto pertinentemente constatato che la medesima non adempiva, in tale misura, il requisito del grave rigore nel senso del disciplinamento applicabile.
b) Questo parere merita tutela. Con il ricorso di diritto amministrativo M.________ nulla infatti fa valere che possa inficiare tali conclusioni, non contestando in particolare gli elementi economici posti a base della pronunzia querelata n� sostenendo la violazione, da parte di quest'ultima, di norme di diritto federale.
N� manifestamente costituisce motivo di rilievo dal profilo del tema controverso l'assunto ricorsuale per il quale l'interessata sarebbe in attesa del suo secondo figlio, evento questo che, a suo dire, potrebbe "probabilmente" cambiare la sua situazione finanziaria. A prescindere infatti dal fatto che tale allegazione non risulta minimamente comprovata e che comunque si riferisce ad una circostanza futura e probabile ma comunque non certa, l'insorgente, nell'ambito del dovere che le incombeva di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c e riferimenti), non ha allegato in che modo e in che misura la nuova maternit� sarebbe concretamente suscettibile di modificare le sue condizioni finanziarie, cos� come sono state correttamente accertate dalle precedenti istanze. L'interessata si limita in effetti a prospettare mutamenti possibili che lei stessa ancora si riserva tuttavia di valutare.
I primi giudici hanno d'altro canto gi� pertinentemente osservato che nemmeno il fatto di aver investito le proprie liquidit� nell'acquisto di un immobile e di aver nel frattempo acceso un debito ipotecario per finanziare la costruzione di una casa (di cui la ricorrente non ha tuttavia nemmeno documentato il pagamento di eventuali interessi passivi) non pu� essere costitutivo di una modifica della sua situazione economica di rilievo nell'ottica dell'esame dell'onere troppo grave.
Avuto altres� riguardo al limitato potere cognitivo di cui dispone nella specie (consid. 1) e alla menzionata giurisprudenza (consid. 2b), questa Corte non ha quindi motivo di scostarsi dall'accertamento dei fatti esperito dai giudici cantonali, ove altres� si osservi come lo stesso non risulti inesatto, incompleto od avvenuto in violazione di norme essenziali di procedura (consid. 1).
Come rettamente ricordato dalla precedente istanza, all'insorgente resta comunque la facolt� di postulare presso la competente Cassa la concessione di un pagamento rateizzato.
b) La lite non concernendo l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative (consid. 1), la procedura non � gratuita (art. 134 OG e contrario; cfr. anche DTF 98 V 275 consid. 2). Le relative spese, che seguono la soccombenza, devono pertanto essere messe a carico della ricorrente (art. 135 in relazione con l'art. 156 cpv. 1 OG).
III. La presente sentenza sar� intimata alle parti, al Tribunale cantonale delle assicurazioni, Lugano, alla Cassa di disoccupazione CAD Cristiano Sociale, sezione di M.________ e al Segretariato di stato dell'economia.