Source: https://www.studiolomonaco.com/925/Larbitrato
Timestamp: 2018-09-23 22:25:45+00:00
Document Index: 114589961

Matched Legal Cases: ['art. 806', 'art. 810', 'art. 815', 'art. 824', 'sentenza ', 'art. 808', 'sentenza ']

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rituale e irrituale
L&apos;arbitrato è un procedimento stragiudiziale mediante il quale la risoluzione di una controversia è sottratta alla competenza del giudice ed affidata a soggetti privati.
L&apos;arbitrato può essere di due tipi, rituale se segue le forme vincolanti e predeterminate stabilite dal Codice di Procedura Civile -art. 806-840- o irrituale, se invece evita le formalità previste dal codice di rito.
Il vantaggio dell&apos;arbitrato è quello di pervenire alla definizione della controversia in tempi più rapidi rispetto a quelli del giudizio ordinario.
L&apos;arbitrato rituale
E&apos; disciplinato dal c.p.c. ed è un procedimento speciale alternativo all&apos;ordinaria via giudiziaria che può essere esperito in controversie civili e commerciali ma non nelle controversie che abbiano ad oggetto diritti indisponibili né in quelle lavoristiche, se non previsto dalla legge o dai contratti collettivi di lavoro.
La possibilità di ricorrere all&apos;arbitrato è rimessa alla volontà delle parti che demandano la definizione di una loro controversia ad uno o più soggetti privati, gli arbitri, anziché al giudice ordinario.
La decisione di ricorrere al procedimento arbitrale può essere contenuta in una clausola compromissoria inserita nel contratto stipulato -o in atto separato- o in un compromesso arbitrale, ossia un accordo sottoscritto dopo l&apos;insorgere della controversia: in entrambi i casi è obbligatoria la forma scritta.
Gli arbitri possono essere uno o più -purchè in numero dispari- e sono nominati secondo le indicazioni dell'art. 810 c.p.c. Il presupposto per poter esercitare la funzione di arbitro è quello di avere la capacità legale di agire e di non trovarsi in una delle situazioni che concretizzano un motivo di ricusazione a norma dell&apos;art. 815 c.p.c.
Il procedimento si conclude con la pronuncia, da parte degli arbitri ed entro duecentoquaranta giorni dall&apos;accettazione della nomina, del provvedimento decisionale, il lodo arbitrale.
Riguardo l&apos;efficacia, ai sensi dell&apos;art. 824-bis, il provvedimento degli arbitri è equiparato ad una sentenza dell&apos;autorità giudiziaria e diviene esecutivo a seguito di decreto di esecutorietà del tribunale del circondario dove è la sede dell&apos;arbitrato.
Il Codice, agli artt. 839 ed 840, concede la possibilità di far valere in Italia un lodo straniero. L&apos;efficacia del lodo straniero, salvo che la controversia non potesse essere oggetto di compromesso per la legge italiana e che il lodo contenga disposizioni contrarie all&apos;ordine pubblico, è dichiarata, tramite decreto, a seguito di ricorso di una parte al presidente della Corte d&apos;Appello nella cui circoscrizione risiede l&apos;altra parte.
L&apos;arbitrato irrituale
L&apos;arbitrato irrituale, noto nella prassi anche come arbitrato contrattuale, esula dalle regole e dal rito previsti dal c.p.c.
Nel Codice è presente solo un riferimento a tale procedimento, l&apos;art. 808-ter, che consente alle parti di poter stabilire che gli arbitri definiscano la controversia mediante determinazione contrattuale.
La decisione finale, il lodo irrituale, non ha valore di sentenza giudiziale ma efficacia di accordo contrattuale.