Source: http://www.avvocatodurante.it/nessuna-agevolazione-iciimu-coadiuvanti-dei-coltivatori-diretti/
Timestamp: 2018-01-21 10:41:38+00:00
Document Index: 165559258

Matched Legal Cases: ['art.2', 'sentenza ', 'art.360', 'art.380', 'art.2', 'art.9', 'art.58', 'art.9', 'art.11']

Nessuna agevolazione ICI/IMU per i coadiuvanti dei coltivatori diretti - Avvocato Giuseppe Durante | Tributarista | Bari | Scanzano Jonico (MT))
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Nessuna agevolazione ICI/IMU per i coadiuvanti dei coltivatori diretti
E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione in concomitanza dell’Ordinanza n°11979 del 12 maggio 2017 in materia di agevolazioni ICI. I Giudici di Palazzaccio ribadendo un orientamento già palesato in altre pronunce (Cass.Sen.n°10144/2010; Cass. Sen.4093/2015) hanno disposto che un fondo agricolo affinchè possa beneficiare, ai fini della determinazione della base imponibile dei criteri di calcolo previsti per i terreni edificabili destinati ai fini agricoli, necessita ai sensi del disposto di cui all’art.2 comma 1 lett. b) del D.lgs.n°504/1992, oltre alla sua effettiva destinazione agricola, anche della conduzione diretta da parte del contribuente. Ne deriva che nel caso del coadiuvante del coltivatore diretto non può essergli riconosciuta alcuna agevolazione mancando il requisito soggettivo espressamente richiesto dalla norma di riferimento; nel caso di specie la coincidenza tra possessore e utilizzatore. Il presente articolo analizza la questione ICI riconducibile alla casistica in esame richiamando l’ultimo intervento della Cassazione sulla questione che ha visto il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’ANCI Emilia Romagna su posizioni interpretative diametralmente opposte. Ovviamente il principio giurisprudenziale è facilmente estensibile in vigenza IMU a seguito dell’entrata in vigore del D.L201/2011.
-Il Caso:
Facendo seguito al deposito della sentenza di appello che aveva annullato l’avviso di accertamento ICI – anno 2005 il Comune impositore presentava ricorso per cassazione ex art.360 e ss. c.p.c. In particolare, il comune richiedeva l’intervento dei Giudici di Legittimità poichè il Giudice di appello aveva ritenuto applicabili nel caso di specie le norme agevolative di cui agli artt.2 comma 1 lett. b) secondo periodo e 9 del D.lgs.n°504/1992 in quanto il fondo era coltivato sulla base di un contratto di affitto di cui il l’azienda agricola ricorrente ab origine era coadiuvante. A seguito di proposta ex art.380 bis c.p.c. e di fissazione dell’adunanza della Corte in camera di Consiglio, ritualmente comunicata, la contribuente depositava memoria. Alla stessa faceva seguito il deposito dell’Ordinanza sopra richiamata.
–Le posizioni interpretative divergenti del MEF e dell’ANCI Emilia Romagna sulla questione:
in primo luogo, perché la previsione normativa di cui all’art.2, comma 1 lett.b) del D.lgs.n°504/1992 ma più che altro l’art.9 del D.lgs.n°504/1992 sopra richiamati non possono prescindere da un’attività di interpretazione autentica e letterale come è previsto per tutte le norme che prevedono una esenzione totale o parziale dal pagamento di un tributo. E’ ormai consolidata la giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione in ordine a tale modus operandi in sede di applicazione della norma.
in secondo luogo, per la mancata configurabilità nel caso specifico dei coadiuvanti del coltivatore diretto di una delle due condizioni (conduzione diretta del terreno) a cui la norma agevolatrice subordina tassativamente il riconoscimento dell’agevolazione tributaria in materia d’ICI.
Come già segnalato, non può essere taciuta la necessaria osservanza del principio generale secondo cui qualsiasi norma di esenzione totale o parziale dall’obbligazione tributaria non può che essere assoggettata da una interpretazione autentica e letterale, prescindendo essa da qualsiasi attività interpretativa estensiva e analogica.
Per quanto riguarda la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale, ossia al cosiddetto requisito soggettivo, si deve fare necessario rinvio alla previsione normativa di cui all’art.58, comma 1 lett.c) del D.lgs.n°446/1997 in cui è espressamente disposto che:” agli effetti dell’applicazione dell’art.9 del D.lgs. n°504/1992 relativo alle modalità di applicazione dell’imposta ai terreni agricoli, si considerano coltivatori diretti od imprenditori agricoli a titolo principale le persone fisiche iscritte negli appositi elenchi comunali previsti dall’art.11 della legge 9 gennaio 1963, n°9, e soggette al corrispondente obbligo dell’assicurazione per invalidità e vecchiaia e malattia”.
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