Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-185-codice-penale-restituzioni-e-risarcimento-del-danno
Timestamp: 2020-07-14 22:24:42+00:00
Document Index: 83527207

Matched Legal Cases: ['art. 2059', 'art. 89', 'art. 2059', 'art. 185', 'art. 185', 'art. 2059', 'art. 2043', 'art. 2059', 'art. 185', 'art. 32', 'art. 2059', 'art. 185']

Art. 185 codice penale: Restituzioni e risarcimento del danno | La Legge per tutti
Ogni reato obbliga alle restituzioni, a norma delle leggi civili [c.c. 1168, 1169].
Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale [c.c. 2059], obbliga al risarcimento il colpevole (1) e le persone (2) che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui [c.c. 2043-2059] (3) (4).
Restituzione: consiste nel ripristino della situazione di fatto preesistente al reato e da esso modificata (cd. restitutio in integrum).
Danno patrimoniale: è l’offesa di un interesse patrimoniale, nei suoi due aspetti di danno emergente (consistente in una diminuzione del patrimonio) e di lucro cessante (che si identifica nel mancato guadagno determinato dal fatto dannoso).
Danno non patrimoniale: è la sofferenza fisica e psichica (angoscia, ansia, dolore etc.) derivante dalla commissione di un illecito. La sua risarcibilità è ammessa soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge (art. 2059 c.c.), tra i quali quello derivante dalla commissione di un reato.
(1) Obbligati al risarcimento del danno sono, perciò, oltre all’agente, anche coloro che sono a ciò tenuti secondo la normativa civile: i genitori [v. c.c. 2048], i precettori, i maestri d’arte [v. c.c. 2048], i padroni, i committenti [v. c.c. 2049], il proprietario di veicoli [v. 20543], una società di assicurazione, etc.
(2) Legittimato ad agire in funzione risarcitoria non è solo il soggetto passivo del reato, ma anche il danneggiato, ossia chiunque abbia riportato un danno eziologicamente riferibile all’azione od omissione del soggetto attivo del reato (così Cass. 24-2-2005, n. 7259). Si pensi, ad esempio, all’omicidio: in questo caso soggetto passivo (titolare del bene protetto dalla norma) è la persona uccisa, mentre danneggiati dal reato sono i suoi prossimi congiunti.
(3) La norma prevede uno dei casi più importanti di risarcimento del danno non patrimoniale (l’altro è costituito dalle espressioni sconvenienti ed offensive ex art. 89, c. 2, c.p.c.), risarcimento ottenibile soltanto nelle ipotesi tassativamente determinate dalla legge (art. 2059 c.c.).
(4) Cfr. anche artt. 11 e 12, l. 8-2-1948, n. 47 per i reati commessi col mezzo della stampa.
Restituzioni e risarcimento
L'onore e la reputazione costituiscono diritti inviolabili della persona, la cui lesione fa sorgere in capo all'offeso il diritto al risarcimento del danno, a prescindere dalla circostanza che il fatto lesivo integri o meno un reato, sicché ai fini risarcitori è del tutto irrilevante che il fatto sia stato commesso con dolo o con colpa. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 23/12/2011
In caso di costituzione di parte civile in un processo penale (nella specie, per truffa), poi definito per prescrizione del reato, nel successivo giudizio promosso in sede civile per la ripetizione di indebito, la pregressa costituzione ha valore interruttivo della prescrizione in quanto, ai sensi dell'art. 185 cod., pen. ogni reato obbliga, oltre che al risarcimento, alle restituzioni, sicché l'esperimento della azione civile nel processo penale è di per sé idonea ad identificare il "petitum" della domanda,senza che occorrano ulteriori enunciazioni formali rispetto a quella del legame eziologico che collega la pretesa stessa al fatto-reato. Cassa con rinvio, App. Roma, 14/04/2009
Cassazione civile sez. III 29 luglio 2014 n. 17226
Sebbene il d.lg. n.152/2006 attribuisca allo Stato la legittimazione all'azione civile in sede penale in caso di danno all'ambiente, gli Enti territoriali possono agire per il risarcimento dei danni ulteriori e diversi derivanti comunque dal fatto produttivo del danno ambientale. Tali danni possono essere sia di natura patrimoniale sia di natura non patrimoniale, trovando applicazione in alternativa l'art. 185 c.p. o l'art. 2059 c.c.
Cassazione penale sez. IV 27 maggio 2014 n. 24619
Dal quadro ridisegnato nel recente passato emerge che al risarcimento del danno patrimoniale, sempre ancorato al paradigma dell'art. 2043 c.c., si accompagna il risarcimento del danno non patrimoniale, che trova tutela più ampia ed articolata nell'art. 2059 c.c., il quale non va restrittivamente interpretato ed applicato in via esclusiva ai casi tradizionali del danno morale soggettivo (art. 185 c.p.), ma deve assicurare la riparazione delle ipotesi legali espresse di danno non patrimoniale risarcibile e delle lesioni che, incidendo sui valori della persona costituzionalmente garantiti, non possono non costituire figure di danno risarcibile, a prescindere da risvolti penalistici, non più condizionati. Dalla nuova sistemazione deriva che il danno non patrimoniale è categoria ampia, nella quale trovano collocazione tutte le ipotesi di lesione di valori inerenti alla persona, ovvero sia il danno morale soggettivo (concretantesi nella perturbatio dell'animo della vittima), sia il danno biologico in senso stretto (o danno all'integrità fisica e psichica, coperto dalla garanzia dell'art. 32 Cost.), sia il c.d. danno esistenziale (o danno conseguente alla lesione di altri beni non patrimoniali di rango costituzionale). Il danno esistenziale consiste, pertanto, nei riflessi esistenziali negativi (perdita di compiacimento o di benessere per il danneggiato) che ogni violazione di un diritto della personalità produce. A differenza del danno biologico, tale voce di danno sussiste indipendentemente da una patologia (lesione fisica o psichica) suscettibile di accertamento e valutazione medico-legale; diversamente dal danno patrimoniale, prescinde da una diminuzione della capacità reddituale; rispetto al danno morale, inteso come turbamento dello stato d'animo della vittima, non consiste in una sofferenza od in un dolore, ma in un peggioramento della qualità di vita derivante dalla lesione del valore costituzionale “uomo”.
T.A.R. Roma (Lazio) sez. III 07 febbraio 2014 n. 1549
Sulla base di una lettura costituzionalmente orientate dell'art. 2059 c.c., il danno non patrimoniale, ivi compreso il danno morale soggettivo, è sempre risarcibile, anche a prescindere dal limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 c.p. (dunque, anche in assenza di un'ipotesi di reato), allorché si sia in presenza di una ingiusta lesione di un interesse inerente alla persona, costituzionalmente garantito.
T.A.R. Trieste (Friuli-Venezia Giulia) sez. I 01 agosto 2013 n. 412