Source: https://www.avvocatoflash.it/blog/diritto-civile/scrittura-privata
Timestamp: 2019-05-22 21:41:43+00:00
Document Index: 149147544

Matched Legal Cases: ['art. 2702', 'art. 2702', 'art. 2703', 'art. 214', 'art. 216', 'art. 215', 'art. 214', 'art. 215', 'art. 216']

Cos’è e quando si utilizza una scrittura privata
# ScritturaPrivata
La scrittura privata è un atto scritto con cui una o più persone regolano i loro interessi di natura personale o patrimoniale e che è destinato ad assumere il valore di piena prova dei firmatari.
Il valore probatorio della scrittura privata è stabilito dall’art. 2702 c.c., il quale prevede che questa “fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta”.
1. Il valore legale della scrittura privata
Rispetto all’enunciato dell’art. 2702 c.c., la scrittura privata ha efficacia di prova legale solo in presenza di una di queste due condizioni:
l’autenticazione, da parte di un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato, attesta che la sottoscrizione è avvenuta in presenza di un soggetto giuridicamente competente, previo accertamento dell’identità di chi sottoscrive (art. 2703 c.c.) e rendere certa la data della scrittura privata;
il riconoscimento, che può avvenire in maniera esplicita dalla parte contro la quale la scrittura è prodotta, oppure tacitamente, quando la parte alla quale la scrittura è attribuita o contro la quale è prodotta è contumace (non si presenta in giudizio) o, pur essendosi costituita, non la disconosce.
2. La scrittura privata semplice e il suo valore legale
Con scrittura privata semplice, si intende la scrittura privata non autenticata, ma sottoscritta liberamente dalle parti in modo autonomo e non davanti a un pubblico ufficiale.
Per avere questo tipo di scrittura, non possono mancare alcuni elementi fondamentali:
la firma posta in calce o a margine del documento, che deve essere eseguita di proprio pugno dai soggetti interessati e con una penna (cosiddetta firma autografa);
la data, anche se non è un elemento essenziale è comunque importante ai fini della valutazione della prova.
Al contrario della scrittura privata autenticata, quella semplice può essere sempre disconosciuta dal soggetto contro il quale viene prodotta (art. 214 c.p.c.). In questo caso è il soggetto firmatario che deve provarne la validità richiedendo l’istanza di verificazione (art. 216 c.p.c.).
Ci sono però due fattispecie in cui anche la scrittura privata semplice ha pieno valore probatorio, si tratta di:
riconoscimento tacito della scrittura da parte di chi l’ha prodotta, nel caso in cui non è stata disconosciuta entro la prima udienza o la prima risposta successiva alla produzione (art. 215 c.p.c.);
verificazione giudiziale della scrittura, ovvero, se la parte che ha prodotto la scrittura contestata produce le scritture necessarie per la comparazione.
3. Scrittura privata autenticata
Gli unici legittimati per legge ad apporre la cosiddetta autentica sulla scrittura privata sono:
il segretario comunale e/o provinciale;
il console.
Grazie all’attestazione, il documento assume pieno valore probatorio, anche se la veridicità del contenuto può essere comunque contestato tramite gli ordinari mezzi di prova.
Nello specifico, la contestazione può avvenire tramite querela di falso (artt. 221 ss. c.p.c.), ovvero il procedimento nel quale l’interessato prova la non genuinità del documento.
4. La differenza tra scrittura privata autenticata e semplice
La differenza sostanziale consiste nel fatto che la scrittura privata semplice può sempre essere disconosciuta dal soggetto contro il quale viene prodotta (art. 214 c.p.c.), se costui:
nega formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione;
effettui il disconoscimento entro il termine perentorio della prima udienza o della prima risposta successiva alla produzione dell’atto (art. 215 c.p.c.).
L’altra fondamentale differenza riguarda l’onere della prova:
per l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata, chi vuol contestare il documento si deve assumere l’onere di dimostrarne la non autenticità (attraverso la querela di falso);
nel caso invece di scrittura semplice, dopo il disconoscimento del soggetto presunto firmatario, spetta a colui che produce la scrittura provare la genuinità del documento.
In questo caso dovrà richiedere l’istanza di verificazione (art. 216 c.p.c.).
Artt. 221 ss. c.p.c.
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