Source: https://www.diritto.it/la-legge-quadro-sul-turismo-n-217-del-1983-e-tuttora-in-vigore-oppure-no/
Timestamp: 2018-03-24 18:05:09+00:00
Document Index: 17268183

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 117', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 117', 'art. 2']

La legge – quadro sul turismo n° 217 del 1983 e’ tuttora in vigore oppure no?
Se la Legge quadro sul turismo n° 217 del 1983 sia attualmente in vigore o non lo sia è oggetto di discussione in quanto essa sembrerebbe essere stata esplicitamente abrogata dal 6° comma dell’art. 11 della Legge 135/2001 “a decorrere dalla data di entrata in vigore del Decreto di cui all’articolo 2, comma 4°” della stessa legge. Questo è un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), adottato d’intesa con la Conferenza Stato – Regioni che avrebbe dovuto definire “i principi e gli obbiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico” ed “assicurare l’unitarietà del comparto turistico” italiano identificando le tipologie di imprese e di organizzazioni non profit che esercitano attività turistiche, la loro classificazione, gli standard qualitativi minimi che esse devono rispettare e tutta una serie di altri parametri e di obbiettivi individuati nei commi 4° e 5° dell’art. 2 della Legge 135/2001. Una volta emanato il Decreto, le Regioni avrebbero avuto nove mesi per emanare le leggi regionali di attuazione dei principi e degli obiettivi in esso contenuti (comma 6° dell’art. 2). Questo Decreto, in altre parole, avrebbe dettato una nuova disciplina della materia regolata dalla Legge – Quadro 217/1983 e dalle leggi regionali di attuazione di essa.
Questo DPCM è stato emanato il 13 Settembre 2002, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ed, in particolare, del suo art. 117 che ha assegnato alle Regioni la competenza legislativa esclusiva in materia di turismo, ma esso ha stabilito esclusivamente che tutte le definizioni, gli standard, gli obbiettivi, ecc. individuati dai commi 4° e 5° dell’art. 2 della Legge 135/2001 dovranno essere definiti d’intesa fra le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano che finora, però, non lo hanno fatto.
Inoltre, l’art. 3 del DPCM 13 Settembre 2002 ha stabilito che “tutti i riferimenti alla Legge 217/1983 contenuti in atti normativi vigenti alla data di entrata in vigore del presente Decreto […] si intendono riferiti al presente Decreto ed alle normative regionali di settore” che hanno attuato, dal 1983 fino ad oggi, le diverse norme della legge citata.
In conclusione, la Legge 217/1983 è un caso davvero curioso di “legge fantasma” che sembrerebbe essere stata abrogata ma che, in realtà, secondo noi non lo è stata in primo luogo perché il DPCM 13 Settembre 2002 non è l’atto previsto dall’art. 11, 6° comma e dall’art. 2, 4° comma, della Legge 135/2001, dato che esso non ha i contenuti previsti da quest’ultima disposizione e dal successivo comma 5° (e, pertanto, la Legge 217/1983 non sarà abrogata ai sensi dell’art. 11, 6° comma, della Legge 135/2001 finché non vi sarà un atto normativo siffatto), in secondo luogo perché, come abbiamo visto prima, il Decreto citato fa salvi esplicitamente tutti i riferimenti normativi alla Legge 217/1983 in essere alla data della sua entrata in vigore ed in terzo luogo perché tutte le leggi regionali di attuazione di questa ultima legge restano in vigore. Si comprende, quindi, il perché della prassi, come si vede del tutto giustificata anche dai dati normativi, che considera tuttora in vigore la Legge 217/1983.
Questa strana ed ingarbugliata situazione normativa ci dice però anche un’altra cosa interessante, vale a dire che, essendo la Legge 29 Marzo 2001, n° 135 anteriore alla Legge Costituzionale 18 Ottobre 2001, n° 3 che ha riformato nel senso visto sopra l’art. 117 della Costituzione, lo Stato, in forza di essa, mantiene la competenza a riformare unilateralmente ed in maniera omogenea per tutto il territorio nazionale la legislazione turistica italiana vigente (problema molto importante per lo sviluppo del turismo italiano ma mai, finora, affrontato seriamente), emanando il DPCM previsto dai commi 4° e 5° dell’art. 2 della Legge 135/2001, anche se un atto simile troverebbe, molto probabilmente, la forte opposizione delle Regioni e delle Province Autonome. La sempre valida competenza legislativa dello Stato in materia dovrebbe però spronare le Regioni a raggiungere finalmente la “riforma condivisa” auspicata dal DPCM 13 Settembre 2002.