Source: http://csepi.info/index.php/11-attualita/2-corte-costituzionale-federale-tedesca-illegittimita-parziale-del-pspp
Timestamp: 2020-08-13 17:09:48+00:00
Document Index: 175970456

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte Costituzionale federale tedesca: illegittimità "parziale" del PSPP
Sei qui: Home Attualità Corte Costituzionale federale tedesca: illegittimità "parziale" del PSPP
di Ilaria Muccetti
La sentenza tanto attesa della Corte Costituzionale Federale Tedesca ha esplicitamente accolto l’istanza di un gruppo di imprenditori ed economisti tedeschi contro la Banca Centrale Europea, accusata di non aver rispettato il principio di proporzionalità previsto dai trattati europei con il programma di acquisto titoli (PSPP o QE) del 2015.
Uno schiaffo bello e buono è arrivato questa mattina a tutti gli europeisti nostrani che “le decisioni di Francoforte e Bruxelles non si toccano”.
A quanto pare le opportune modifiche alla Carta Costituzionale della Germania dimostrano esattamente il contrario.
Andiamo per ordine. Il ricorso contestava la violazione dei principi di finanziamento monetario degli Stati e di conferimento dei poteri all’Unione europea (UE) previsti dalle leggi europee.
La sentenza di oggi colpisce al cuore con grande impeto le istanze politico-giuridiche e socio-economiche europee, forse qualcuno dovrebbe farlo notare ai vari quotidiani nazionali italiani che parlano di “ok, ma con riserva” da parte della Corte Costituzionale Tedesca. Quale ok? Quale riserva? La Corte Tedesca ha dichiarato l’illegittimità – seppur parziale- del PSPP. Essa ha affermato che << l’azione dell’Ue deve limitarsi a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dai trattati. In altre parole, il contenuto e la forma dell’azione devono essere in rapporto con la finalità perseguita>>.
Continua la Corte che <<la BCE ha perseguito incondizionatamente gli obiettivi di politica monetaria del Pspp – raggiungere tassi di inflazione inferiore ma prossimi al 2% -, ignorando i suoi effetti di politica economica e ignorando manifestamente il principio di proporzionalità>>. Inoltre, si legge sulla sentenza che questo programma consente agli Stati membri di <<ottenere finanziamenti sui mercati dei capitali a condizioni migliori di quanto sarebbero in grado di fare altrimenti>> ciò significa che il programma in questione potrebbe avere quegli stessi effetti di politica fiscale propri di quei strumenti finanziari come il Mes.
Il punto cruciale di questa sentenza è che a differenza della Corte di giustizia europea (CGUE), che aveva giudicato positivamente il programma di acquisto di titoli, la Corte tedesca si è totalmente opposta a tale posizione qualificando il Pspp come <<un atto, ultra vires, nonostante il giudizio contrario della CGUE>>. E citando il costituzionalista Enzo Di Salvatore “la Corte costituzionale ribadisce che il mandato della Corte di giustizia è limitato alle attribuzioni conferitele dal Trattato sull’Unione europea all’art. 19; e si arresta quando un’interpretazione dei Trattati non può più essere seguita e sia divenuta, quindi, obiettivamente arbitraria. Se la Corte di Giustizia supera questo limite, vuol dire che il suo mandato non è più legittimato democraticamente.
Per questa ragione, <<il Governo e il Bundestag sono tenuti ad opporsi al programma d’acquisto dei titoli>>, e più in generale, nessun organo dello Stato (Bundesbank compresa) è autorizzato a prendere parte all’approvazione di tali atti ultra vires.”
In pratica, la sentenza sta palesando un senso di superiorità della giurisdizione nazionale su quella sovranazionale. Ricordiamo, infatti, che la Corte di Karlsruhe in passato si era pronunciata con due fondamentali sentenze (prima la sentenza “Lisbona” e poi la sentenza “Honeywell”) nelle quali avocava a sé il controllo sugli atti ultra vires della Ue e la funzione di tutela del “nucleo sostanziale intangibile dell’identità costituzionale”, competenza che la Corte tedesca esprime nel diritto costituzionale. Vale a dire, riconoscimento da parte dell’Ue di questo nucleo sostanziale intangibile di valori e diritti fondamentali, tanto che la loro tutela è garantita dalla Corte tedesca e non costituisce violazione dei trattati, anzi attuazione degli stessi. Sono i controlimiti costituzionali tedeschi inseriti all’art 23, 1 co. Cost. Ted.
Tornando alla sentenza si legge che “se gli Stati membri dovessero astenersi completamente dal condurre qualsiasi tipo di revisione degli atti ultra vires, concederebbero agli organi dell’UE un’autorità esclusiva sui trattati anche nei casi in cui l’UE adotti un’interpretazione giuridica che equivarrebbe essenzialmente a una modifica del trattato o a un’espansione delle sue competenze>>. Ancora più sinteticamente, questa sentenza sta chiaramente dicendo che la sovranità non si tocca! Il governo e il Parlamento fanno ciò che vuole il popolo, come scritto nella loro Costituzione. Andiamo allora avanti con la sentenza in questione. Poiché è ancora dubbio se il governo federale e il Bundestag abbiano effettivamente violato le loro responsabilità in materia di integrazione europea nel non chiedere la fine del QE, la Corte tedesca ha chiesto al Consiglio direttivo della BCE di dare una sua motivazione, entro 3 mesi, sulla valutazione della proporzionalità del programma attivato nel 2015.
Concludendo, la sentenza ha stabilito che, dopo un periodo di tre mesi, necessario per la Bundesbank nel coordinarsi con altre banche centrali europee, la Banca centrale tedesca non potrà più partecipare all’attuazione e all’esecuzione del piano Pspp, << a meno che il Consiglio direttivo della Bce adotti nuove decisioni che dimostrino in modo comprensibile e comprovato che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti del Pspp non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica economica e fiscale risultanti dal programma>>. Ancora una volta la Germania dimostra che gli Stati nazionali esistono con le loro imprescindibili Costituzioni, unico pilastro giuridico verso cui ogni cittadino degli Stati europei dovrebbe rivolgersi e trovare “conforto” come garante per i propri diritti. I Trattati sovranazionali sono accordi e come tali possono essere messi in discussione semplicemente con un atto d’imperio da parte dei singoli Stati.
*Sotto trovate, nel link allegato, la sentenza della Corte Costituzionale Tedesca:
https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/DE/2020/bvg20-032.html?fbclid=IwAR2YRr1W-mBsD9DyVM-PdXl7keKwvrOztQEpMrnzMwRceZ8MnQ9km38sbD4