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Timestamp: 2018-06-21 01:54:18+00:00
Document Index: 164464001

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 45', 'art. 91', 'art. 71', 'art. 26', 'art. 15', 'arte 4']

La progettazione dell opera orientata alla sicurezza nei lavori in quota - PDF
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Tito Caputo
1 Seminario: Lavori su coperture: problematiche, approfondimenti, soluzioni ed indirizzi La progettazione dell opera orientata alla sicurezza nei lavori in quota A cura di: ing. Giuseppe SEMERARO OBIETTIVI DEL PROGETTO Progettazione (art. 15 DPR 207/2010) La progettazione ha come primario obiettivo la realizzazione di opere di qualità, nel rispetto di: miglior rapporto benefici e costi globali sostenibilità ambientale rendimento energetico durabilità e manutenibilità dei componenti 1
2 OBIETTIVI DEL PROGETTO Verifica del progetto (art. 45 DPR 207/2010) L esigenza di tutelare la salute e sicurezza delle maestranze durante la realizzazione dell opera e delle persone (occupanti e maestranze) durante l uso dell opera, dunque, non è esplicitamente richiesta dalla legislazione, tuttavia è oggetto di verifica da parte delle amministrazioni aggiudicatrici. PROGETTO E SICUREZZA Il progetto: rende disponibili INFORMAZIONI UTILI per prevenire o proteggere dai rischi insiti nell opera (FT del D.Lgs. 81/2008) piuttosto che GARANTIRE, mediante scelte progettuali appropriate, la salute e la sicurezza delle persone durante l uso e la manutenzione dell opera 2
3 PROGETTO E SICUREZZA Fascicolo dell opera (art. 91, c. 1, D.Lgs. 81/2008) È redatto dal coordinatore per la progettazione prima dell esecuzione dei lavori (prima della richiesta dell offerta). Piano di manutenzione dell opera (art. 71 D.Lgs. 163/2003) È redatto dal progettista prima dell esecuzione dei lavori (forma parte integrante del progetto esecutivo). Documento Documento preventivo. preventivo. Obiettivo: promozione della cultura della tutela della salute e sicurezza negli interventi di manutenzione. Obiettivo: promozione della cultura della manutenzione delle opere pubbliche. Piano di manutenzione delle strutture (p.to 10.1 D.M ) È redatto dal progettista prima dell esecuzione dei lavori (forma parte integrante del progetto delle strutture). Documento preventivo. Obiettivo: promozione della cultura della manutenzione delle strutture degli edifici. Fascicolo del fabbricato Non obbligatorio, (salvo che in Campania). Documento consuntivo. Obiettivo: messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente. DUVRI (art. 26, c. 3, D.Lgs. 81/2006) Datore di lavoro committente. Documento preventivo. Obiettivo: eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenze da parte di più operatori economici presenti nel medesimo luogo dei un datore di lavoro committente. PROGETTO E SICUREZZA Classificazione dei luoghi in funzione della frequenza d uso: luoghi di vita (residenze, edifici commerciali, edifici di culto, ) e di lavoro (industrie, uffici, ) luoghi che, pur appartenenti alla categoria precedente, occasionalmente diventano, con frequenza variabile, luoghi di lavoro. 3
4 PROGETTO E SICUREZZA PROGETTO E SICUREZZA 4
5 PROGETTO E SICUREZZA Progettazione abituale: effettuata al tempo zero, cioè tenendo presente solo l avvio dell opera Progettazione auspicabile: da effettuare al tempo x, sufficientemente lungo affinché tutti i processi manutentivi dell opera avvengano almeno una volta, in modo da valutarne gli effetti sulla salute e sicurezza delle persone durante l uso e la manutenzione dell opera PROGETTO E SICUREZZA Leggi regionali sulla prevenzione della caduta dall alto nei lavori sulle coperture: 1. Regione Toscana L.R. 64/2003 e D.P.G.R. 62/R/ Regione Veneto L.R. 4/2008 e D.G.R. 97/ Provincia di Trento D.P.P.T / Regione Lombardia D.S. 119/ Regione Piemonte L.R. 20/2009 (art. 15) e L.R. 3/2013 Regione Liguria L.R. 5/2010 e L.R. 43/ Regione Sicilia D. 5 settembre Regione Umbria L.R. 16/2013 (DGR 1284/2001) 5
6 PROGETTO E SICUREZZA Nuovo modo di considerare la sicurezza e salute delle persone nella progettazione: da sicurezza come valore aggiunto al progetto a sicurezza integrata nel progetto UNI 8088:1980 Criteri di progettazione delle coperture a fini antinfortunistici Per una razionale esecuzione dei lavori di manutenzione delle coperture e per l accesso anche sporadico sulle stesse, è indispoensabile prevedere sin dalla fase progettuale scale e passerelle fisse, agganci per reti di protezione e per cinture di sicurezza, dispositivi di sostegno per parapetti provvisori, ecc. Lo studio degli elementi architettonici deve tenere in primaria considerazione le esigenze della sicurezza e, se del caso, essere subordinato ad esse. 6
7 PROGETTO ED ESIGENZE DI SICUREZZA Classificazione delle coperture in funzione della pendenza secondo la norma UNI 8088 :1980: Coperture orizzontali o sub-orizzontali con pendenza fino al 15% (α ~ 8,5 ) Coperture inclinate con pendenza oltre il 15% e fino al 50% (α ~ 26,5 ) Coperture fortemente inclinate con pendenza oltre il 50% (α > 26,5 ) 50% (~ 26,5 ) 15% (~8,5 ) CLASSIFICAZIONE DELLE COPERTURE Classificazione delle coperture secondo UNI 8088 Coperture praticabili (intrinsecamente sicura) Copertura sulla quale è possibile l accesso ed il transito di persone, anche con attrezzature portatili, senza predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza, in quanto non sussistono rischi di caduta di persone e/o cose dall alto né rischi di scivolamento in condizioni normali Coperture non praticabili (potenzialmente pericolosa) Copertura sulla quale non è possibile l accesso ed il transito di persone senza predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o cose dall alto e contro i rischi di scivolamento 7
8 CLASSIFICAZIONE DELLE COPERTURE Valore dei carichi di esercizio ammessi (DM ) in funzione della destinazione d uso dell opera Cat. Ambienti q k [kn/m 2 ] Q k [kn] H k [kn/m] H H1 Coperture e sottotetti Coperture accessibili per sola manutenzione H2 Coperture praticabile 0,50 1,20 1,00 secondo categoria di appartenenza H3 Coperture speciali (da valutarsi caso per caso) q k = carichi verticali uniformemente distribuiti Q k = carichi verticali concentrati H k = carichi orizzontali lineari Rischi di caduta dall alto delle coperture: 1. Caduta dall alto dal sistema di accesso 2. Caduta dall alto dai bordi durante il transito e il lavoro 3. Caduta dall alto per scivolamento durante il transito e il lavoro 4. Caduta per sfondamento di superfici fragili (copertura non praticabili o presenza di elementi non praticabili, come i lucernari) durante il transito e il lavoro 8
9 Priorità delle misure (indipendentemente dalla valutazione dei rischi) Prevenzione Protezione collettiva Protezione individuale Coperture praticabili Intrinsecamente sicure senza richiedere particolari conoscenze e competenze dall utente. Coperture non praticabili Qual livello di sicurezza è giustificabile nelle coperture non praticabili, ma accessibili per manutenzione, in relazione alla frequenza d uso? 9
10 (fonte: D-A-CH-S) CATEGORIA DELL UTILIZZO Intensità dell utilizzo e della manutenzione CLASSI DI ALLESTIMENTO IN FUNZIONE DEI GRUPPI DI PERSONE Persone formate sull utilizzo e sulla costruzione delle protezioni anticaduta temporanei e protezioni anticaduta mediante fune p.e.: lattonieri, carpentieri NON PRATICABILI Persone formate sull utilizzo delle protezioni anticaduta mediante fune p.e.: tecnico frigorista, giardiniere, costruttore impianti, installatore, spazza camino Altre persone che eseguono lavori di manutenzione e che non sono formate sull utilizzo della protezione anticaduta mediante fune p.e.: personale domestico o della ditta PRATICABILI Circolazione pubblica di persone p.e.: utilizzo privato, zone accessibili in genere A - MOLTO BASSO B - BASSO C - MEDIO D - ALTO (fonte: D-A-CH-S) Classe allestimento 1: Allestimenti di ancoraggio a punto singolo, ammissibili anche temporaneamente per montaggi semplici. I lucernari, installati a livello del piano di copertura del tetto, devono essere resi sicuri contro lo sfondamento (resistenza all impatto almeno SB 300 secondo la norma EN 1873:2005). L accesso alla superficie del tetto, attraverso un accesso fisso oppure temporaneo. Con pericolo di caduta da altezze fino a 5 m, l accesso alla superficie del tetto è ammesso tramite scale semplici. 10
11 (fonte: D-A-CH-S) Classe allestimento 2: Allestimenti di ancoraggio a guide orizzontali (per esempio sistemi di sicurezza con funi o binari) come sicurezza anticaduta. Eventualmente è ammesso / necessario completare con allestimenti di ancoraggio a punto singolo. I lucernari in linea di principio devono essere resi sicuri contro lo sfondamento (resistenza all impatto almeno SB 300 secondo la norma EN 1873:2005). Accesso alla superficie del tetto attraverso un accesso fisso oppure attraverso l edificio, per esempio tramite una scala interna o esterna, scala con gabbia di protezione. Con pericolo di caduta da altezze fino 5 m, l accesso alla superficie del tetto è ammesso tramite scale semplici. Possibilità di allacciamento alla corrente elettrica nella zona di manutenzione, per le categorie di utilizzo C e D. (fonte: D-A-CH-S) Classe allestimento 3: Ai bordi, ove sussiste pericolo di caduta, le vie di circolazione ed i luoghi di lavoro devono essere allestiti protezioni collettive anticaduta (protezione laterale secondo EN 13374:2004 con altezza 1 m). I passaggi verso zone del tetto di classe 1 o 2 devono essere delimitate in modo permanente e ben visibile. Accesso alla superficie del tetto attraverso un accesso fisso oppure attraverso l edificio, per esempio tramite una scala interna o esterna, scala con gabbia di protezione. Con pericolo di caduta da altezze fino 5 m, l accesso alla superficie del tetto è ammesso tramite scale semplici. Illuminazione permanente se sono previste frequenti manutenzioni al buio. Possibilità di allacciamento alla corrente elettrica nella zona di manutenzione, per le categorie di utilizzo C e D. 11
12 (fonte: D-A-CH-S) Classe allestimento 4: Le vie di circolazione e i luoghi di lavoro sono da allestire secondo la normativa prevista dal settore edile. 113, c. 2, D.Lgs. 81/2008 UNI EN ISO 14122:2010, parte 4a EN 353-1:2002 (non più norma armonizzata dal 2010) 12
13 scale fisse a gradini (113, c. 1, D.Lgs. 81/2008) parapetti fissi (DM e EN 13374:2004) 13
14 piani di camminamento (UNI EN 516:2006) scalini posapiede (UNI EN 516:2006) 14
15 lucernari di idonea resistenza all impatto (SB 300 secondo la norma UNI EN 1873:2005) protezione lucernari fragili con rete di sicurezza interna 15
16 protezione lucernari fragili con rete di sicurezza esterna Finestre nelle coperture a SHED (Fonte: Azienda Sanitaria Firenze) 16
17 (UNI EN 795:2002) Classe A Puntuali Classe B Portatili Classe C Linee vita flessibili Classe D Linee vita rigide Classe E A corpo morto CONCLUSIONI Grazie dell attenzione 17
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