Source: http://www.liceoscientificocarducci.it/index.php?id_menu=2397&filedest=regolam_ist&id_menu_main=1623&apre=yes
Timestamp: 2018-12-12 00:17:30+00:00
Document Index: 136361827

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art 8', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 5']

Sito aggiornato al 11-12-2018
Il Consiglio di Istituto ha deliberato la costituzione di un Comitato tecnico-scientifico, organo consultivo paritetico costituito da tre rappresentanti della scuola (preside, docenti, genitori) e tre rappresentanti del mondo della cultura, del lavoro e delle professioni.
ORGANI ATTIVI A LIVELLO DI ISTITUTO
- Coordinatore delle attività educative e didattiche (CAED)
- Consiglio e assemblea di classe
- Coordinatore di classe
- Consiglio di Istituto e Giunta Esecutiva
- Assemblee studentesche
- Assemblea dei genitori
FUNZIONAMENTO DELL’ISTITUTO
- Comunicazioni scuola – famiglia
- Calendario, orario scolastico, vigilanza
- Iscrizioni, frequenza alle lezioni,assenze,ritardi, uscite anticipate
- Uscite didattiche, attività integrative
- Infrazioni e provvedimenti disciplinari
Le norme del regolamento interno del Liceo Scientifico paritario G.Carducci tendono a rispecchiare nella comunità scolastica le finalità democratiche della Costituzione e della società italiana, nel rispetto delle vigenti leggi.
L'Istituto, in collaborazione con tutte le componenti della vita scolastica, svolge un'azione educativa adatta a promuovere negli studenti una coscienza civica, a prepararli ad assolvere i doveri scolastici e a porli su un piano di effettiva libertà nel loro sviluppo intellettuale, morale e culturale.
Il regolamento è lo strumento per:
assicurare la garanzia dei diritti e l'assunzione dei doveri connessi alla vita scolastica di tutte le componenti (docenti, studenti, genitori, personale non docente);
promuovere il senso di responsabilità individuale in una finalità di crescita educativa;
garantire la conservazione delle strutture e dei beni dell'Istituto;
promuovere la solidarietà tra le sue componenti e tutelare il diritto alla riservatezza.
In questa prospettiva si assume come parte integrante del presente regolamento lo statuto delle studentesse e degli studenti disciplinato dal D.P.R. 249/98. Per quanto riguarda i diritti in particolare si ricorda che:
Lo studente ha diritto a una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle orme che regolano la vita della scuola tramite affissioni all'Albo, circolari interne, riunioni, colloqui con il Preside, i docenti e/o i coordinatori di classe. Lo studente ha diritto di accedere alle informazioni che lo riguardano tramite richiesta motivata.
Lo studente può presentare reclami, prospettare osservazioni, formulare suggerimenti per il miglioramento del Servizio scolastico.
Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
Lo studente ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
Gli studenti, nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. La consultazione si attua obbligatoriamente quando ci sia la richiesta di almeno 1/3 dei componenti del Consiglio di Istituto o 1/3 della popolazione studentesca.
Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento. Le attività didattiche curricolari sono organizzate secondo tempi e modalità che tengano conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
Lo studente ha il diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartiene, nell'ambito delle norme e della legislazione italiana. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza ed alla tutela di ogni cultura.
Tutti gli studenti devono poter usufruire dei servizi che la scuola offre e di poter accedere liberamente alle aule e/o ad ogni ambiente a loro disposizione.
- alla libera espressione di opinioni correttamente manifestati e non lesive dell'altrui personalità;
- ad un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e ad un servizio educativo didattico di qualità.
Il rispetto per tutti e di tutte le norme, la regolarità e l'efficienza della convivenza scolastica, sono affidati alla responsabilità e all'autocontrollo dei docenti, dei non docenti, degli alunni e dei genitori prima che alle misure disciplinari.
Per quanto riguarda i doveri, anch’essi disciplinati dal D.P.R. 249/98, in particolare si ricorda che gli studenti sono tenuti a:
frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere agli impegni scolastici
avere nei confronti del CAED, del corpo docente, del personale non docente e dei propri compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi e a tenere all’interno dell’Istituto un comportamento civile e educato
esercitare i loro diritti e ad adempiere ai loro doveri in modo corretto e coerente
osservare scrupolosamente le disposizioni dettate dal presente Regolamento e da altri Regolamenti specifici adottati dall’Istituto per disciplinare la vita della comunità scolastica
utilizzare correttamente macchinari e sussidi didattici e a rispettare le strutture dell’Istituto, evitando di arrecare qualsiasi danno al patrimonio della scuola
Tutte le persone che partecipano alla vita scolastica sono tenute al rispetto reciproco, anche formale, e a mantenere sempre un comportamento corretto.
Tutte le componenti sono tenute ad utilizzare correttamente l'ambiente scolastico, le strutture, i macchinari, i sussidi didattici in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola e a rendere l'Istituto più accogliente.In caso venissero riscontrate anomalie, danni o disfunzioni tutti sono invitati a darne comunicazione alla Presidenza.
Tutte le componenti sono tenute al rispetto degli orari, agli adempimenti concordati e/o assunti, e ad operare con senso di responsabilità.Tutte le componenti hanno la facoltà di manifestare il proprio pensiero con la parola e con gli scritti, e possono, nell'ambito dell'istituto e negli spazi approvati, esporre i fogli, i cartelli, gli avvisi che sono testimonianza della loro partecipazione alla vita della scuola e della società civile.In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
Tali fogli, avvisi, manifesti, ecc. devono portare la data e la firma di chi espone e, contestualmente alla pubblicazione, devono essere depositati in copia presso la Presidenza che garantisce il rispetto delle norme vigenti. Essi per otto giorni non possono essere staccati, se non da chi li espone, che se ne assume tutte le responsabilità.Qualora si verifichi una violazione delle vigenti disposizioni di legge, la Presidenza provvederà ad avvertire le Autorità competenti. Tutte le componenti possono utilizzare le strutture dell'istituto secondo le indicazioni del presente regolamento e di quelle che vengono stabilite annualmente.
Tutte le componenti hanno il diritto di usufruire della biblioteca di istituto per la consultazione, la consulenza e il prestito. Il periodo di funzionamento inizia con l'apertura dell'anno scolastico e termina di norma con il mese di maggio. I libri in prestito sono sotto la responsabilità del richiedente che non deve sottolinearli né annotarli né darli ad altri. In caso di smarrimento o danneggiamento, il titolare del prestito deve acquistarne una copia uguale o, in caso di impossibilità perché l'adozione è fuori commercio, deve integrare il patrimonio con un testo equivalente. Gli studenti possono prendere in prestito anche le cassette audiovisive e sono responsabili della loro integrità. La durata del prestito è di 15 giorni e potrà essere rinnovata nel caso non vi siano state nel frattempo prenotazioni da parte di altri studenti o insegnanti.
Coordinatore delle attività educative e didattiche (CAED)
Egli assolve alla funzione di promozione e di coordinamento delle attività dell’Istituto e in particolare:
presiede il Collegio dei docenti, i Consigli di classe, la Giunta Esecutiva
cura l’esecuzione delle delibere degli Organi Collegiali
procede alla formazione delle classi e alla formulazione dell’orario, sulla base dei criteri generali stabiliti dal Consiglio d’Istituto e delle proposte formulate dal Collegio dei docenti
cura l’attività d’esecuzione delle normative giuridiche e amministrative riguardanti alunni e docenti, fra cui in particolare il rispetto dell’orario e del calendario, la disciplina delle assenze, il rilascio dei certificati
nomina, per ciascuna classe, un docente coordinatore di classe le cui competenze sono disciplinate da quanto scritto successivamente nell’apposito paragrafo
si avvale nello svolgimento delle proprie funzioni di docenti da lui individuati (collaboratori del Preside), ai quali possono essere delegati specifici compiti; in particolare egli individua il collaboratore vicario che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
Consiglio e assemblea di classe
Del Consiglio di classe, presieduto dal CAED o dal coordinatore di classe suo delegato, fanno parte due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe e due rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe. Le funzioni di segretario sono attribuite dal CAED a un docente membro del Consiglio stesso. Il Consiglio di classe si riunisce su convocazione del CAED, con il compito di:
formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica, fra cui l’adozione dei libri di testo ed eventuali iniziative di sperimentazione
agevolare ed estendere i rapporti fra docenti , genitori ed alunni
esercitare le competenze in materia di coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari e di valutazione periodica e finale, alla presenza della sola componente docenti
deliberare in ordine ad uscite didattiche, visite guidate, viaggi d’istruzione
Al Consiglio di classe possono partecipare, con diritto di parola, anche studenti e genitori che non sono rappresentanti eletti; in questo caso il Consiglio di classe si trasforma in Assemblea di classe.
Il Coordinatore di classe, designato dal CAED all’inizio dell’anno scolastico, presiede il Consiglio di classe in assenza del CAED.
In particolare il Coordinatore di classe:
prende visione dei dati sullo studente derivanti dall’anno scolastico precedente e li comunica ai docenti del Consiglio
segue con particolare attenzione l’andamento scolastico degli alunni in difficoltà, segnalando al CAED eventuali casi a rischio nelle singole classi
controlla mensilmente la situazioni delle assenze e delle giustificazioni trasmettendo con tempestività al CAED ogni informazione rilevante a riguardo
tiene i rapporti con le famiglie e in particolare contatta quelle degli alunni in difficoltà o con un numero eccessivo di assenze o con assenze non adeguatamente giustificate
dà esecuzione ad ogni ulteriore direttiva emanata dal CAED all’inizio e nel corso dell’anno scolastico
Il Collegio dei docenti, composto dal personale docente, è presieduto dal CAED che attribuisce le funzione di segretario a uno dei docenti collaboratori del Preside. Il Collegio si insidia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce ogni qualvolta il CAED ne ravvisi la necessità o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti, comunque almeno una volta al trimestre o quadrimestre.Il Collegio ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto, secondo il disposto dell’art. 7 del D. Leg.vo 297/94; in particolare:
adegua i programmi d’insegnamento alle esigenze ambientali, nell’ambito degli Ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato
promuove iniziative di integrazione/sostegno per attuare il diritto allo studio
adotta i libri di testo, sentiti i Consigli di classe
delibera la scansione dell’anno scolastico in trimestri o quadrimestri
formula proposte al CAED in ordine alla formazione delle classi, all’orario e alle altre attività scolastiche
propone e adotta iniziative di sperimentazione sul piano metodologico/didattico
valuta l’andamento complessivo dell’azione didattica
esamina i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli studenti
programma i rapporti con le famiglie e con gli studenti
elegge i propri rappresentanti nel Consiglio d’Istituto
Le deliberazioni del Collegio sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, ossia non computando nel numero i voti nulli e gli astenuti, salvo eventuale diverso criterio deliberato dal Collegio dei docenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Ai sensi dell’ art 8 del D.P.R. 297/94, cui si rimanda per tutto quanto non specificato in questa sede, il Consiglio d’Istituto dell’Istituto Carducci è costituito dal CAED, da 6 rappresentanti del personale docenti, da 1 rappresentante del personale amministrativo, da 3 rappresentanti dei genitori e da 3 rappresentanti degli studenti.Funge da Presidente uno dei suoi membri eletto fra i rappresentanti dei genitori. Le funzioni di segretario sono affidate dal Presidente a un membro del Consiglio stesso.
Il Consiglio d’Istituto elegge nel suo seno una Giunta Esecutiva composta da un docente, da un rappresentante del personale amministrativo, da un rappresentante dei genitori e da un rappresentante degli studenti.
Della Giunta fanno parte di diritto il CAED che la presiede e il direttore dei servizi amministrativi che svolge la funzione di segretario della Giunta. Il Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva durano in carica 3 anni; coloro che nel corso del triennio perdono i requisiti per essere eletti in Consiglio, o presentino volontariamente le dimissioni dalla carica, vengono sostituiti dai primi non eletti nelle rispettive liste; la componente studentesca viene rinnovata annualmente. In caso di esaurimento di dette liste si procede alle elezioni suppletive.Le attribuzioni del Consiglio d’Istituto sono disciplinate dall’art. 10 del D.P.R. 297/94, cui si rimanda per tutto quanto non specificato in questa sede. Il Consiglio d’Istituto ha potere deliberante, su proposta della Giunta, in ordine all’impiego dei mezzi finanziari messi a disposizione dalla gestione dell’Istituto.
In particolare il Consiglio delibera in materia di:
adozione del Regolamento d’Istituto
acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico – scientifiche e dei sussidi didattici
adattamento del calendario alle esigenze ambientali, acquisito il parere del Collegio docenti
elaborazione dei criteri generali per la programmazione educativa per le attività scolastiche e per quelle para-extra-interscolastiche, per il coordinamento dei Consigli di classe, per la formulazione dell’orario, per l’iscrizione degli alunni e la formazione delle classi e, in genere, in materia di organizzazione della vita dell’Istituto per la funzionale interazione tra gli organi in esso operanti
valutazione dell’andamento generale, didattico e amministrativo dell’Istituto.
La Giunta Esecutiva prende in esame il bilancio preventivo e il conto consuntivo, il budget stabilito dalla gestione per il rinnovamento del materiale didattico e per le attività extra curriculari, formula proposte per i progetti speciali.
Gli studenti dell’Istituto hanno diritto di riunirsi in assemblea secondo le modalità disciplinate dal comma 9 art. 2 del D.P.R. 249/98. Ai sensi dell’art. 13, comma 4, del D.P.R. 297/94, il Comitato degli studenti è costituito dai rappresentanti degli studenti eletti nei singoli Consigli di classe o nel Consiglio di Istituto.Il Comitato si riunisce su convocazione della Presidenza o, previa autorizzazione del CAED, su richiesta dei rappresentanti degli studenti eletti in Consiglio di Istituto, in orario scolastico, per la durata massima di due ore di lezione e non più di una volta al mese.
Le riunioni del Comitato non possono svolgersi sempre nello stesso giorno della settimana, né possono avere luogo a partire dal 15° giorno antecedente la conclusione dell’anno scolastico. Gli avvisi di convocazione, recanti la sede della riunione, la data e l’ora di convocazione, nonché l’Ordine del Giorno, sono comunicati alle classi a cura del CAED con congruo anticipo.
Nella prima riunione, il Comitato elegge al suo interno un Presidente e un segretario, con funzioni di verbalizzatore.Il Comitato degli studenti ha potere di deliberare, con motivazione scritta, in materia di:
richieste e proposte in ordine di attività didattico – integrative, sportive, parascolastiche ed extrascolastiche
richieste di acquisto materiale didattico
richieste di convocazione di assemblee di Istituto
Le delibere del Comitato sono vagliate dagli Organi Collegiali competenti, che si esprimeranno motivatamente sulle richieste avanzate.
Le assemblee studentesche costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. Le assemblee possono essere di classe o di istituto.
Ogni mese è consentito lo svolgimento di una assemblea di classe, della durata massima di due ore, e di un’assemblea di istituto, della durata massima delle ore di lezione di una giornata. Le assemblee non possono essere tenute sempre nello stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico. Non possono avere luogo assemblee a partire dal 30° giorno antecedente la conclusione dell’anno scolastico.
Alle assemblee di Istituto, previa autorizzazione del Consiglio di Istituto e in numero non superiore a quattro, possono intervenire esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti.Su richiesta del Comitato degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.
Funzionamento delle assemblee studentesche di Istituto
L’assemblea di Istituto è convocata dalla Presidenza su richiesta della maggioranza del Comitato degli studenti o su richiesta del 10% degli studenti iscritti. Data e ora di convocazione, nonché l’Ordine del Giorno dell’Assemblea, sono comunicati alle classi dalla Presidenza con congruo anticipo.
L’Assemblea elegge un presidente e un segretario con compiti di verbalizzatore. Il Comitato studentesco garantisce l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti.
Ove autorizzata, la partecipazione all’Assemblea è obbligatoria per tutti gli studenti; l’attività didattica è sospesa ed i docenti presenziano all’assemblea secondo il normale orario di servizio, con compiti di vigilanza e di diritto di parola. La Presidenza ha potere di intervento e di scioglimento dell’assemblea nel caso constati impossibilità di ordinato svolgimento della stessa.
Funzionamento delle assemblee studentesche di classe
La richiesta di svolgimento di assemblea di classe è firmata dai due rappresentanti degli studenti e controfirmata, per presa visione, dai docenti interessati alla cessione dell’ora o delle ore di lezione; la richiesta, che deve recare l’Ordine del Giorno, è inoltrata alla Presidenza con un anticipo di almeno tre giorni rispetto alla data di convocazione.
All’Assemblea di classe presenziano, con compito di vigilanza, i docenti che cedono le ore di lezione. Gli studenti eleggono un Presidente dell’Assemblea e un segretario con compiti di verbalizzatore: il verbale sarà redatto su apposito foglio messo a disposizione dalla Presidenza che sarà restituito in Presidenza al termine dell’Assemblea.
I genitori degli studenti dell’Istituto hanno diritto di riunirsi in assemblea nei locali della scuola, secondo le modalità previste dai successivi punti.
Il Comitato dei genitori è costituito dai rappresentanti dei genitori eletti nei singoli Consigli di classe. Il Comitato elegge al proprio interno un Presidente e un segretario con compiti di verbalizzatore.Il Comitato ha facoltà di richiedere la convocazione dei genitori di Istituto, secondo il disposto del punto seguente.
Le assemblee dei genitori possono essere di classe o di istituto. Le assemblee di classe sono convocate su richiesta dei rappresentanti dei genitori eletti in seno al Consiglio di classe: sede di riunione, data ed ora di convocazione sono concordate di volta in volta con la Presidenza che informerà della convocazione gli studenti della classe che sono tenuti a darne comunicazione alle famiglie.
L’assemblea di Istituto dei genitori è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato dei genitori: sede di riunione, data e ora di convocazione sono concordate di volta in volta con la Presidenza, cui è comunicato l’Ordine del Giorno. Sarà cura della Presidenza informare della convocazione gli studenti dell’Istituto che sono tenuti a darne precisa comunicazione alle famiglie. All’assemblea di classe possono intervenire, con diritto di parola, il CAED o un suo delegato o i docenti della classe; all’Assemblea di Istituto possono intervenire, con diritto di parola, il CAED o un suo delegato e i docenti dell’Istituto.Le assemblee e il Comitato dei genitori hanno potere di proposta e di indicazione che saranno valutate dai competenti Organi Collegiali; le deliberazioni adottate non possono tuttavia sovrapporsi alla sfera di competenze stabilite dalla legge per i predetti Organi.
L’Istituto individua nel rapporto di comunicazione e di collaborazione con le famiglie il presupposto irrinunciabile per un’efficace azione educativa.La comunicazione con le famiglie avviene anzitutto nell’ambito dei Consigli di classe, nelle sedute aperte a tutte le componenti: genitori e studenti sono pertanto invitati alle riunioni di tali Organi Collegiali. Inoltre, ogni singolo docente delibererà un’ora settimanale di ricevimento in orario antimeridiano.
Il Collegio dei docenti individua, inoltre, ulteriori modalità di comunicazione scritta dell’andamento scolastico degli studenti, in aggiunta alla comunicazione quadrimestrale prevista dalla normativa vigente.
A titolo di esempio potrà deliberare, come nel passato, l’adozione di un libretto personale dello studente, in cui siano riportati i voti conseguiti nelle singole discipline e la compilazione di un foglio notizie (il cosiddetto “pagellino”) di metà quadrimestre. In caso di necessità, i Consigli di classe individuano ulteriori modalità di comunicazione con le famiglie (richiesta di colloqui con il Coordinatore di classe o con un singolo docente, lettere informative per specifiche informazioni, ecc.).
In considerazione dell’importanza che la scuola annette al rapporto con le famiglie, l’Istituto può richiedere che le comunicazioni scritte di particolare rilevanza siano controfirmate dai genitori o da chi ne fa le veci, anche in caso di alunno maggiorenne.
Delle note informative dirette alle famiglie in ordine all’organizzazione, allo svolgimento della vita della comunità scolastica (come convocazioni dei Consigli di classe, attività parascolastiche ed extra scolastiche) la Presidenza dà precisa e tempestiva comunicazione tramite diffusione di circolari alle classi, affissioni di avvisi all’albo dell’Istituto o tramite altro strumento idoneo ad assicurare efficace informazione. Gli studenti sono tenuti ad informare le famiglie di tali comunicazioni.
Calendario, orario scolastico, vigilanza
All’inizio dell’anno scolastico la Presidenza dà comunicazione
del calendario scolastico, come è stabilito dai competenti Organi Collegiali
dell’orario delle lezioni
degli orari di apertura e chiusura dell’Istituto
delle modalità di ricevimento dei genitori da parte del corpo docente, stabilito per l’anno in corso
La sorveglianza degli alunni rientra tra gli obblighi del personale della scuola che ha il dovere di garantire l’ordinato svolgimento delle attività scolastiche, anche se non vi è responsabilità del personale incaricato di vigilanza quando, nonostante la sua presenza, non si è potuto evitare il fatto dannoso.Nell’orario di lezione l’obbligo di vigilanza ricade sul docente in servizio nella classe.
Nel periodo dell’intervallo l’obbligo di sorveglianza ricade sul personale docente presente nei due piani dell’Istituto, secondo turni di assistenza stabiliti dalla Presidenza.
L’obbligo di sorveglianza degli studenti partecipanti a uscite didattiche, visite guidate, viaggi d’istruzione svolti durante l’attività didattica ricade sui docenti accompagnatori.In considerazione delle responsabilità derivanti dall’obbligo di vigilanza, l’uscita dall’aula degli studenti, senza riguardo al raggiungimento della maggiore età, è autorizzata dal docente in servizio in via eccezionale e in caso di reale necessità e comunque mai, di norma, a più di uno studente per volta.
Al cambio dell’ora di lezione gli studenti sono tenuti a non allontanarsi dall’aula. Lo studente che per improvviso malore debba allontanarsi dalla classe sarà accompagnato in Presidenza da un secondo studente, a ciò deputato dal docente in servizio. In questa evenienza sarà cura della Presidenza contattare la famiglia dello studente che, se minorenne, può abbandonare l’Istituto prima della fine delle lezioni unicamente se accompagnato da un genitore o da un adulto a ciò appositamente delegato.
Per quanto concerne l’insegnamento della religione cattolica, all’atto dell’iscrizione i genitori dello studente minorenne o lo studente maggiorenne dichiarano su apposito modulo se lo studente intende avvalersene.
La scelta operata ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce, fermo restando il diritto di modificare ogni anno la scelta.
Se l’ora di insegnamento della religione cattolica cade, come sempre è avvenuto in passato alla prima o all’ultima ora, gli studenti non avvalentisi sono autorizzati all’entrata posticipata o all’uscita anticipata.
Se l’ora d’insegnamento cade in posizione diversa, gli studenti sono tenuti a recarsi in apposito spazio individuato dall’Istituto dove svolgeranno studio individuale alla presenza di un docente con compito di vigilanza.
Iscrizioni, frequenza alle lezioni, assenze, ritardi, uscite anticipate
Chiunque, avendone i titoli di studio e i requisiti di età, può iscriversi. In caso di richieste eccedenti i limiti di capienza fissati per gli spazi a disposizione nell’Istituto, hanno precedenza ai fini dell’ammissione gli studenti interni (compresi quelli eventualmente non ammessi alla classe successiva o che non abbiano superato esami finali), i fratelli/le sorelle di allievi già iscritti, gli studenti che abbiano superato nell’anno esami di idoneità e, tra essi, chi preceda per merito e, infine, per ordine temporale nella presentazione della richiesta.Su indicazione della Direzione dell’Istituto, possono essere non ammessi studenti le cui famiglie versino in situazione di morosità nei confronti della Gestione.Ulteriori o diversi criteri di scelta sono fissati dal Consiglio d’Istituto.
FrequenzaLo studente è tenuto a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente gli impegni di studio. L'uscita dall'aula deve essere sempre autorizzata dal docente, in caso contrario lo studente viene segnalato alla Presidenza. Ripetute uscite non autorizzate vengono segnalate alla famiglia e il Consiglio di classe, sentito l'alunno, delibera sull'opportunità di adottare provvedimenti.
L'allievo deve trovarsi in classe all'inizio della prima ora di lezione: in caso contrario può essere ammesso alle lezioni solo con l'autorizzazione della Presidenza all'inizio della seconda ora, anche se munito della giustificazione dei genitori.Non è consentito l'ingresso a scuola dopo la seconda ora salvo casi eccezionali documentati da opportuna certificazione o giustificati dalla presenza dei genitori. In caso di mancanza di giustificazione sul libretto personale, questa deve essere presentata all'inizio delle lezioni del giorno successivo.
Il permesso di uscita anticipata, richiesto possibilmente entro la prima ora di lezione, viene accordato dalla Presidenza per documentati motivi. Lo studente minorenne può lasciare l'istituto da solo se in possesso di autorizzazione scritta della famiglia allegata alla richiesta. In caso contrario deve essere accompagnato da un genitore o da un suo delegato.
Le assenze sono rilevate dall'insegnante della prima ora che le evidenzia sull'apposito spazio del registro di classe. Tutti gli studenti sono tenuti a giustificare le assenze presentando una dichiarazione scritta dei genitori (o dello studente stesso se maggiorenne) di norma compilato nell'apposito libretto personale che si ritira in Segreteria. E' competenza dell'insegnante della prima ora richiedere le giustificazioni e riportarle sul registro di classe.Nel caso l'allievo dimentichi la giustificazione, l'insegnante lo ammette segnalando il fatto sul registro di classe e indicando che la giustificazione deve essere presentata il giorno successivo. Se anche il giorno seguente lo studente non giustifica, l'insegnante della prima ora segnala il caso in Presidenza che fa avvertire la famiglia in modo da poter regolarizzare la situazione.
E' bene che le assenze prolungate per motivi di famiglia vengano comunicate alla Presidenza anticipatamente (se prevedibili) o entro i primi giorni di lontananza dalla scuola.Periodicamente sarà effettuato il controllo dei ritardi e le famiglie, laddove la normativa vigente lo preveda, saranno tempestivamente avvisati.
Uscite didattiche, attività integrative
Le uscite didattiche, che comprendono visite guidate della durata massima di un giorno e viaggi d’istruzione anche di più giorni, costituiscono iniziative complementari alle attività istituzionali della scuola e sono pertanto effettuate solo per esigenze didattiche, connesse con i programmi d’insegnamento e con l’indirizzo degli studi.
Gli Organi collegiali dell’Istituto, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, definiscono e promuovono iniziative complementari e integrative dell’iter formativo degli studenti ai sensi del D.P.R. 10 ottobre 1996 n. 567, modificato e integrato dal D.P.R. 9 aprile 1999, n. 156.Tali iniziative, attivate dagli Organi collegiali, tengono conto delle esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, compatibilmente con le risorse finanziarie di cui l’Istituto dispone.Esse sono da considerarsi attività scolastica a tutti gli effetti e la loro partecipazione può essere tenuta presente dal Consiglio di classe ai fini della valutazione complessiva dello studente e, per gli studenti del triennio ai fini dell’attribuzione del credito scolastico.I progetti in questione definiti annualmente e portati a conoscenza degli studenti trovano illustrazione nell’ambito del P.O.F. dell’Istituto.
Infrazioni e provvedimenti disciplinari
Il quadro normativo di riferimento attualmente in vigore in materia di disciplina è rappresentato dall’art. 4 del D.P.R. 249/98 e il Regolamento dell’Istituto è conforme al disposto del citato articolo.
In particolare, e a scopo puramente esemplificativo, si configura come mancanza disciplinare di particolare gravità:
ogni comportamento irriguardoso od offensivo nei riguardi del personale della scuola o dei propri compagni
ogni atto o iniziativa finalizzata all’interruzione o alla sospensione della regolare attività didattica, o comunque in contrasto con la vigente normativa in materia di assemblee studentesche e di libertà di associazione
ogni atto che procuri un danno al patrimonio dell’Istituto
l’uscita dall’Istituto nell’orario scolastico senza permesso della Presidenza
la violazione dell’assoluto divieto di fumare all’interno dell’Istituto che per i trasgressori prevede una sanzione pecuniaria di € 25,00 fatte salve le ulteriori sanzioni previste dall’ordinamento giuridico
tenere accesi i dispositivi di telefonia mobile durante le ore di lezione
I provvedimenti disciplinari devono comunque sottostare ai seguenti principi:
la responsabilità disciplinare è personale
i provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica
nessuno può essere sottoposto a provvedimento disciplinare senza essere stato preventivamente invitato a esporre le proprie ragioni
nessuna infrazione disciplinare può influire sulla valutazione del profitto.
Le sanzioni disciplinari, in ordine di gravità crescente, sono costituite da:
allontanamento dall’aula
allontanamento dalla comunità scolastica.
E’ lasciato alla discrezionalità del singolo docente individuare le infrazioni disciplinari, commesse nel corso della lezione sanzionabili come il richiamo verbale o con l’allontanamento dall’aula; in ogni caso allo studente è preliminarmente permesso di esporre le proprie eventuali ragioni.
Le sanzioni e i provvedimenti che comportano la censura e l’allontanamento dalla comunità scolastica sono adottati dal Consiglio di classe cui lo studente appartiene presieduto dal CAED che designa un componente come segretario verbalizzante con esclusione del docente che ha proposto la sanzione disciplinare.
Tale Organo provvederà a convocare tempestivamente il promotore dell’azione disciplinare e lo studente cui è mossa contestazione, che sarà chiamato ad esporre le proprie ragioni.
La Commissione, che ha facoltà di porre in essere ogni ulteriore azione volta a chiarire lo svolgimento dei fatti, valuterà se la contestazione mossa costituisce infrazione disciplinare e, in caso affermativo, delibererà la sanzione da erogare.
Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertire le sanzioni disciplinari in attività in favore della comunità scolastica.Ai sensi dell’art. 5 comma 2 del D.P.R. 249/98, contro la sanzione disciplinare della sospensione fino a 15 giorni è ammesso ricorso, entro il termine di 15 giorni dall’erogazione della sanzione all’Organo di garanzia composto dal CAED che lo presiede, dal Collaboratore vicario, dai docenti designati come collaboratori del CAED e da due rappresentanti degli studenti eletti in Consiglio di Istituto anagraficamente più anziani.
In caso di reiterate sanzioni che comportino la censura e l’allontanamento dalla comunità scolastica, che sottintendono una non accettazione delle regole imposte da codesto Istituto; le famiglie saranno invitate a non rinnovare l’iscrizione.
Risarcimento dei danni al patrimonio dell’Istituto
In caso di danno patrimoniale è data facoltà alla Giunta esecutiva di esigere il risarcimento del danno, anche per via giudiziale, al di là degli eventuali provvedimenti di natura disciplinare che dovessero essere decisi nei confronti del responsabile. Il risarcimento è a carico dei responsabili del danno.
Qualora non sia possibile individuare gli autori materiali del danno, se esso riguarda strutture o arredi di un’aula, l’intera classe è tenuta in solido al risarcimento del danno; se invece il danno riguarda strutture comuni, l’intera popolazione scolastica è tenuta al risarcimento.
Eventuali proposte di emendamenti, modifiche, integrazioni o abrogazioni delle norme del presente Regolamento deliberate dal Collegio dei docenti sono sottoposte al Consiglio di Istituto e approvate con il voto favorevole della sua maggioranza.
Per opportuna diffusione e conoscenza, una copia del presente Regolamento è:
depositata nell’ufficio di segreteria dell’Istituto
consegnata a ciascun docente
consegnata alle famiglie dei neo iscritti
Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Istituto in data 1 ottobre 2007 sulla base della delibera del Collegio Docenti in data 14 giugno 2007, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’albo dell’Istituto.Dalla stessa data cessa la vigenza di quello approvato il 7 settembre 2006.