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Timestamp: 2019-07-15 18:57:43+00:00
Document Index: 46965292

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 82', 'art. 365', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 1']

Cassazione Civile, Sez. 6, 11 febbraio 2019, n. 3950 - Richiesta di risarcimento del danno biologico da parte di un detenuto. Ricorso inammissibile perchè proposto personalmente e non da un avvocato
Presidente: ESPOSITO LUCIA Relatore: GHINOY PAOLA Data pubblicazione: 11/02/2019
1. con atto trasmesso a questa Corte dall'Ufficio matricola della Casa circondariale Mario Gozzini di Firenze e sottoscritto personalmente dalla parte, ivi detenuta, M.Z. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della Corte d'appello di Firenze del 23.11.2017, resa nel contraddittorio con l'Inail ed avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno biologico di cui al d.lgs n. 38 del 2000 come conseguenza degli infortuni sul lavoro riportati in data 24.11.2010 e 19.7.2013.
2. Il ricorso non risulta notificato all'Inail.
1. il ricorso è inammissibile poiché proposto dalla parte personalmente, e non da un avvocato iscritto nell'apposito albo munito di procura speciale, a norma dell'art. 82 c.p.c., comma 3 e art. 365 c.p.c., i quali non possono ritenersi abrogati o modificati dall'art. 14, comma 3, lett. d), del Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato con L. 25 ottobre 1977, n. 881, e art. 6, comma 3, lett. c) della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, ratificata con L. 4 agosto 1955, n. 848, riferendosi tali disposizioni al processo penale, senza alcuna incidenza sul patrocinio nel processo civile (Cass. n. 26133 del 11/12/2014, n. 23925 del 27/12/2012).
2. Non vi è luogo a provvedere sulle spese del presente giudizio in assenza di attività difensiva dell'Inail.
3. Sussistono invece i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dall'art. 13, comma 1 quater, del d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, introdotto dall'art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, considerato che l'insorgenza di detto obbligo non è collegata alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l'impugnante, del gravame (v. da ultimo ex multis Cass. ord. 16/02/2017 n. 4159).