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Timestamp: 2017-02-21 10:23:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 168', 'art. 541', 'art. 21', 'art. 541', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 541', 'art. 91']

Art. 541 cod. proc. penale: Condanna alle spese relative all'azione civile
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 9 aprile 2015 Codice proc. penale Art. 541 cod. proc. penale: Condanna alle spese relative all’azione civile L’AUTORE: Redazione
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1. Con la sentenza che accoglie la domanda di restituzione o di risarcimento del danno, il giudice condanna l’imputato e il responsabile civile in solido al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, salvo che ritenga di disporne, per giusti motivi, la compensazione totale o parziale.
2. Con la sentenza che rigetta la domanda indicata nel comma 1 o che assolve l’imputato per cause diverse dal difetto di imputabilità, il giudice, se ne è fatta richiesta, condanna la parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall’imputato e dal responsabile civile per effetto dell’azione civile, sempre che non ricorrano giustificati motivi per la compensazione totale o parziale. Se vi è colpa grave, può inoltre condannarla al risarcimento dei danni causati all’imputato o al responsabile civile.
Condanna alle spese relative all'azione civile
L'accoglimento dell'impugnazione dell'imputato per prescrizione del reato non impedisce la condanna dello stesso alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile nel giudizio d'impugnazione in forza della mancata esclusione del diritto della parte civile.
Tribunale Roma sez. X 03 dicembre 2014 n. 82 In tema di patteggiamento, è legittimo il provvedimento del giudice che, nell'applicare la pena richiesta e condannare l'imputato al pagamento delle spese processuali in favore della parte civile, liquida un compenso professionale in favore di questa anche per la fase decisoria, a nulla rilevando che il difensore, pur presente in udienza, non abbia svolto attività specifica. (Rigetta, G.u.p. Trib. Padova, 27/11/2013 )
Cassazione penale sez. V 19 settembre 2014 n. 48375 Nel giudizio di legittimità non competono le spese processuali alla parte civile che, dopo avere depositato memorie, non sia intervenuta nella discussione in pubblica udienza, stante il rinvio disposto dall'art. 168 disp. att. c.p.p. alle norme che disciplinano la condanna dell'imputato soccombente alle spese in favore della parte civile. (Dichiara inammissibile, App. Bari, 19/04/2013 )
Cassazione penale sez. V 07 aprile 2014 n. 43484 La liquidazione delle spese processuali in favore della parte civile è ammessa purché quest'ultima abbia effettivamente esplicato, nei modi e nei limiti consentiti, un'attività diretta a contrastare la pretesa dell'imputato per la tutela dei propri interessi. Tale principio è applicabile sia in primo grado che in appello.
Cassazione penale sez. III 07 gennaio 2014 n. 11097 In tema di impugnazioni, qualora dall'eventuale accoglimento del ricorso proposto dall'imputato non possa derivare alcun pregiudizio alla parte civile, quest'ultima, non avendo interesse a formulare proprie conclusioni nel giudizio, non ha diritto alla rifusione delle spese processuali, in caso di rigetto o declaratoria di inammissibilità dell'impugnazione. (Fattispecie relativa a procedimento dinanzi alla corte di cassazione conseguente a giudizio di rinvio, in cui si era già formato il giudicato sulla responsabilità penale e sui profili risarcitori in favore della parte civile, mentre le impugnazioni dell'imputato avevano riguardato esclusivamente la determinazione del trattamento sanzionatorio). Dichiara inammissibile, Ass.App. Napoli, 14/12/2012
Cassazione penale sez. VI 20 dicembre 2013 n. 1671 In tema di liquidazione delle spese in favore della parte civile, spetta al giudice, pur nell'ambito di una valutazione discrezionale, il dovere di fornire adeguata giustificazione della determinazione delle stesse e delle relative congruità in funzione del numero e dell'importanza delle questioni, nonché della tipologia ed entità delle prestazioni difensive, tenuto conto dei limiti minimi e massimi fìssati della tariffa forense.
Cassazione penale sez. I 05 giugno 2012 n. 27629 I limiti alla risarcibilità, in sede civile, del danno in favore dell'imputato assolto o prosciolto sono dati dalla colpa grave del querelante (art. 541 comma 2 ultima parte c.p.p.) e valgono anche nel caso in cui il giudizio penale sia stato introdotto con ricorso immediato della parte offesa ex art. 21 d.lg. n. 274 del 2000.
Tribunale Modena sez. I 20 settembre 2011 n. 1469 L'imputato assolto o prosciolto non può ottenere in sede civile il ristoro delle spese legali sostenute per difendersi in quel processo, poiché la relativa domanda è devoluta alla competenza esclusiva del giudice penale avanti al quale si è celebrato il giudizio (art. 541, comma 2 prima parte, c.p.p.).
Tribunale Modena sez. I 20 settembre 2011 n. 1469 È ricorribile per cassazione la sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla condanna alla rifusione delle spese di parte civile, in particolare per quanto attiene alla legalità della somma liquidata e alla esistenza di una corretta motivazione sul punto, una volta che sulla relativa richiesta, proposta all'udienza di discussione, nulla sia stato eccepito. (Nella specie la Corte ha annullato la sentenza di applicazione della pena, limitatamente alla liquidazione delle spese a favore della parte civile, con rinvio al giudice competente per valore in grado d'appello, dovendosi discutere in detta sede solo "sul quantum".
Cassazione penale sez. un. 14 luglio 2011 n. 40288 L'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza di non luogo a procedere proposto dalla persona offesa costituita parte civile comporta la condanna di quest'ultima a rifondere all'imputato, che ne abbia fatto richiesta, le spese sostenute nel giudizio di legittimità; detta statuizione, ancorché non prevista espressamente dal codice di rito penale, deve essere adottata in base al principio generale di causalità e di soccombenza, di cui sono espressione non solo gli art. 541 comma 2 e 592, comma 4 c.p.p., ma, più in generale, l'art. 91 c.p.c. che viene in causa trattandosi di un giudizio di impugnazione che, pur se ispirato da finalità anche di ordine penale, è stato comunque promosso ad iniziativa di una parte privata, rimasta soccombente nei confronti di un'altra. Dichiara inammissibile, Gup Trib. Foggia, 10/12/2009
Cassazione penale sez. VI 12 maggio 2010 n. 29274 Art. precedente
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