Source: http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=7141
Timestamp: 2020-01-28 17:43:42+00:00
Document Index: 2378243

Matched Legal Cases: ['art. 2043', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 30', 'art. 5', 'art. 9']

CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - ORDINANZA 25 novembre 2011, n.24906
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | MARTEDÌ 28 GENNAIO AGGIORNATO ALLE 18:43
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - ORDINANZA 25 novembre 2011, n.24906MASSIMA
La società MAIA Due s.p.a. conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Roma la s.a.r.l. Caterpillar, con sede in Ginevra, deducendo comportamenti da fatto illecito ex art. 2043 c.c. consistenti nell'abuso del preponente a norma dell'art. 9 della l. 18.6.1998, in relazione al contratto di distribuzione (nell'Italia centromeridionale) di veicoli industriali prodotti dalla Caterpillar.
Assumeva l'attrice che il contratto, a tempo indeterminato, era stato oggetto di recesso ad opera di Caterpillar il 1.7.2008, dopo il semestre di preavviso, e che di seguito, la società Maia deliberava la messa in liquidazione e accedeva, nel dicembre dello stesso anno, alla procedura di concordato preventivo, ammesso dal Tribunale di Roma. Precisava l'attrice che le attività contrattuali originarie facevano capo alla società Maia successivamente trasformata in Maia Due e che comunque, per progressive vicende circolatorie e di subentro, le parti erano quelle succedute nelle posizioni contrattuali di un rapporto iniziato sin dagli anni 1950; che la Caterpillar, attraverso comportamenti solo in parte apparentemente consentiti dal contratto di concessione di vendita delle macchine, con obbligo di esclusiva, aveva abusato della posizione dominante ed aveva indebolito e determinato la crisi di essa attrice, segnatamente costringendo la Maia ad investire in settori poco profittevoli; modificando i termini di pagamento previsti nel contratto; escludendo la Maia dal servizio fornito dalla Finanziaria Caterpillar; avvalendosi della facoltà concessagli dal contratto per negare l'ingresso nella compagine azionaria di Maia 2, dell'ing. T. ; soprattutto recedendo dal contratto, come pure pattiziamente previsto, senza negoziare le condizioni in termini di parità. L'attrice chiedeva di accertare che i comportamenti censurati e imputabili alla Caterpillar avevano determinato la crisi di Maia, essendo consistite nell'induzione ad assumere scelte di impresa condizionate dalla dipendenza economica di Maia ex art. 9, l. 92/1998 (abuso del preponente), con conseguente condanna al risarcimento per un danno per lo sbilancio tra attivo e passivo (Euro 67803312), oltre alla perdita dell’avviamento (Euro 17.803312,00).
La Caterpillar, confutando le ragioni della domanda attorea, eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in favore del giudice della Svizzera, in virtù della clausola di cui all'art. 30 del Contratto tra le due parti, che riservava ai tribunali del cantone di Ginevra "ogni controversia derivante da o relativa al presente contratto", assumendo che per effetto della predetta clausola di proroga ogni vertenza di tipo contrattuale tra le parti rientrava nella giurisdizione del giudice svizzero.
Avverso questa tesi la Maia sosteneva che la giurisdizione si appartenesse al giudice italiano, a norma dell'art. 5 n. 3 della convenzione di Lugano, applicabile nella fattispecie, poiché si versava in ipotesi di delitti, o quasi delitti, verificatisi in Italia.
È intervenuto nel giudizio il liquidatore del concordato preventivo della Maia Due s.p.a. in liquidazione.
La Caterpillar s.a.r.l. ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione ed ha presentato anche memoria.
Resistono con rispettivi controricorsi Maia Due s.p.a. in liquidazione in concordato preventivo (che ha anche presentato memoria), nonché Maia Due s.p.a. in liquidazione, che ha presentato anche memoria.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - ORDINANZA 25 novembre 2011, n.24906 - Pres. Vittoria – est. Segreto
Si deve quindi trattare di azioni che trovano il loro fondamento normativo nella disciplina fallimentare e sono esperibili soltanto a seguito dell'apertura di una procedura concorsuale incentrata sullo stato di insolvenza, come ad esempio, l'azione revocatoria fallimentare.
3.4. L'abuso di dipendenza economica di cui all'art. 9 della legge n. 192 del 1998 configura una fattispecie di applicazione generale, che può prescindere dall'esistenza di uno specifico rapporto di subfornitura, la quale presuppone, in primo luogo, la situazione di dipendenza economica di un'impresa cliente nei confronti di una sua fornitrice, in secondo luogo, l'abuso che di tale situazione venga fatto, determinandosi un significativo squilibrio di diritti e di obblighi, considerato anzitutto il dato letterale della norma, ove si parla di imprese clienti o tornitrici, con uso del termine cliente che non è presente altrove nel testo della L. n. 192 del 1998.
4.2.La Corte di Giustizia ha stabilito che rientra negli illeciti 'qualsiasi domanda che miri a coinvolgere la responsabilità di un convenuto e che non si ricolleghi alla materia contrattuale' (cfr. Corte di Giustizia, 23 marzo 1983, causa C 34/82, Peters; Corte di Giustizia, 19 febbraio 2002, causa C - 256/00, Besix). La CGCE ha pertanto attribuito carattere residuale alla materia degli illeciti, definendoli in negativo rispetto alla materia contrattuale e ciò al precipuo scopo di aggregare per quanto possibile dinanzi allo stessa giudice tutte le questioni derivanti da o relative ad un contratto ed evitare così il moltiplicarsi dei fori competenti relativamente al medesimo contratto (23 marzo 1983, causa C 34/82, Peters).