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Timestamp: 2018-04-19 15:11:00+00:00
Document Index: 47334366

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 30', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 63', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 23', 'art.33', 'art. 38', 'art. 13', 'art. 34']

Ulteriori "semplificazioni" e "Sviluppo-bis" …. Considerazioni. (2) Il D.L. sulla (ulteriore) crescita esce dall’ombra - Servizidemografici.com
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Ulteriori “semplificazioni” e “Sviluppo-bis” …. Considerazioni. (2) Il D.L. sulla (ulteriore) crescita esce dall’ombra
Quale considerazione sulle “ulteriori” misure (urgenti?) di crescita erano già state formulate, sulla base di “anticipazioni” di varia fonte, ma, dopo la deliberazione del C.d.M. del 4/10/2012, ora, dopo possibili attività di limatura testuale (tanto che all’art. 30, 1, il D.L. cita … sé stesso (già con data di promulgazione e numero)!), che hanno richiesto, vista l’urgenza, 2 settimane, vede la luce il D.L. 18/10/2012, n. 179, in vigore dal 20/10/2012. In una delle numerose conferenze stampa, il Presidente del C.d.M., parlando della C.I.E., aveva affermato che erano state messe a disposizione a questi fini un certo numero (definito … congruo, non ampio, ma congruo …) di risorse, mentre andando all’art. 1, 2, lett,. b), D.L. 18/10/2012, n. 179 si rinviene la usuale formuletta: “ …. anche progressivamente, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente ….”, riprendendo, con qualche aggiustamento (quanto sostanziale?), la norma oggetto di modifica, che, di seguito, si scopre quantificato in 60 milioni (2013: cioè, meno di 1,00 €/abitante) e 82 (2014).
L’art. 2, intervenendo sul CAD, prevede il subentro all’INA da parte dell’ANPR, unificandovi APR e AIRE (o, aggiungendo all’”AIRE centrale” anche le notizie APR contenute nell’INA, ampliando la tipologie delle notizie contenutevi), con una previsione, graduale, per cui l’ANPR è destinata a subentrare alle APR “comunali”, disegnando un progetto che richiama l’istituto considerato all’art. 7 L. 24/12/1954, n. 1228 (che, per altro, importerebbe, a legislazione vigente (ma può essere modificata) il presupposto di un0’avvenuta istituzione di separati uffici di stato civile (…), e all’art. 30 dPR 30/5/1989, n. 223, cioè, presuntivamente, trasformando le APR comunali in modo molto prossimo alle APR separate (e nei comuni che già hanno APR separate?) .
L’ipotesi potrebbe far venire meno il mantenimento die 2 (almeno, a rigore, dovrebbero essere 2 distinti e non 1 ….) “appositi registri” considerati all’art. 2, 4 e 5 L. 24/12/1954, n. 1228, mentre l’art. 2, 4 sembra richiamare le posizioni dell’art. 6, 8 D. Lgs. 25/7/1998, n. 286 e, forse, anche le registrazioni di cui agli art. 63 e ss. D. Lgs. 15/11/1993, n. 507, presuntivamente destinate a confluire in quelle dell’art. 14 D.-L. 6/12/2011, n. 201 e s.m., ma anche altre quali l’ “anagrafe nazionale degli studenti” (art. 10) ed altre, come (es.) le informazioni di cui dispongano le ASL circa le persone temporaneamente presenti, alle posizioni risultanti all’Agenzia delle entrate, M.C.T.C., ecc… .
Trascuriamo, intenzionalmente, gli aspetti circa la trasmissione telematica delle attestazioni di nascita o dei certificati dei medici necroscopi … e non solo per il fatto che non tutti muoiono (come crede Balduzzi) in strutture sanitarie ….. Per inciso, i termini per l’emanazione del (o, dei) d.P.C.M. di attuazione darebbero di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, termini meramente ordinatorio, destinati a non essere rispettati, quanto meno se si consideri la complessità delle misure da adottare, ma, anche, le diverse consultazioni, ovviamente senza che nessuno consideri più quanto previsto dall’art. 10, 2. d.P.R. 3/11/2000, n. 396 (su cui sembra nessuno abbia fretta, probabilmente motivatamente), che, forse, in questo contesto potrebbero essere coordinati (anche in relazione all’art. 10, 1 stesso dPR 396/2000), con l’ipotesi della prevista subentrante ANPR.
Sono previste anche (ulteriori, dopo quelle del dPR 30/7/2012, n. 154) modifiche al dPR 30/5/1989, n. 223, senza avere considerato il precedentemente ricordato art. 7 L. 24/12/1954, n. 1228. L’art. 2, 6 sembra avere “dimenticato” quanto preveda l’art. 19, 1, lett. b) D.-L. 6/7/2012, n. 95, convert. in L. 7/7/2012, n. 135, in cui, con le modifiche apportatevi all’art. 28 TUEL, vi è … un’esclusione. … L’art. 3 introduce il “censimento continuo”, o, meglio, annuale, nonché l’ANSC, in un quadro di rafforzamento del SISTAN, anche qui con provvedimenti attuativi i cui termini difficilmente potranno essere osservati.
L’art. 4 introduce il c.d. domicilio digitale , cioè un indirizzo di PEC, in termini di facoltatività per il cittadino, che, quando se ne avvalga, diverrà dato “anagrafico” inserito nell’ANPR , cosa che richiederà probabilmente un coordinamento con l’obbligo, dal 1/1/2013 (cioè tra poco più di 2 mesi ….) per le P.A. e gestori o esercenti di pubblici servizi di utilizzare unicamente questa modalità. Per inciso, si osserva come vi siano dei bar in cui, non solo si somministrano caffè e brioches, ma si possono leggere cartelli, più o meno, del tenore: “… acquista qui la tua PEC, obbligatoria per legge …”.
L’art. 5 estende l’ambito di obbligatorietà della PEC (cosa che porta a ricordare la questione delle caratteristiche di sicurezza della PEC.
L’art. 6 prevede, tra l’altro (dal 1/1/2013), i contratti delle P.A. da stipulare, sotto pena di nullità, con modalità informatica, e firma digitale, nonché modifiche alla L. 16/2/1913, n. 89 conseguenti.
L’art. 7 amplia sia a dipendenti da P.A. non contrattualizzati, sia alle ipotesi di congedi parentali l’obbligo della trasmissione telematica delle certificazioni di malattia (utile per il caso di malattie infettive, tipo la scarlattina?).
L’art. 8 intende introdurre il biglietto elettronico nel trasporto pubblico locale, non senza uno sguardo di favore per l’uso dei navigatori satellitari (ed i crocieristi).
L’art. 9 riprende il mantra dell’uso e riuso dei programmi informatici, nonché considerando anche le appl (applicazioni) per smarphones … (con “sanzioni” per i dirigenti di P.A. che non vi si adeguino …).
L’art. 10 riguarda l’anagrafe nazionale degli studenti (neppure nuova), in parte estesa agli insegnanti, ma, soprattutto, operativa anche ai fini delle tasse universitarie, attraverso l’ISEEU, cioè quello che consente a famiglie facoltose (ma con beni e patrimoni formalmente intestati a questa o quella S.p.a. o S.r.l. (meglio se con sede all’estero), ecc. di poter contare su esoneri o riduzioni nelle tasse universitarie, mentre l’art. 11 porta a favorire, in luogo dei libri di testo, gli e-book e/o i tablet (che, forse, costano di più, ma consentono di andare su facebook (sempre di “book” si tratta ..) anche durante le lezioni, specie se noiose … Tra l’altro, vi è un obiettivo ( … per favorire il contenimento dei consumi energetici del patrimonio scolastico …) che, a caldo, poteva far pensare ad un ritorno all’ottocentesca prassi per la quale gli scolari portavano da casa il ciocco da mettere sulla stufa ……, in applicazione del principio di sussidiarietà …:
L’art. 12 si occupa del FSE (fascicolo sanitario elettronico): in alcune realtà, si tratta di processi già avviati, tanto che i medici non girano più con lo stetoscopio, simbolo consueto della loro funzione, anche se lo usino raramente, ma con il notebook, con schermo sollevato. Il mouse sostituirà lo stetoscopio? Con l’art. 13 si prosegue il ricorso alle prescrizioni mediche (ricette) in formato elettronico, inclusa la conservazione della cartelle cliniche in tali formati. E, parlandosi di tecnologie digitali, l’art. 14 considera anche la diffusione dell’ITC, in particolare della banda larga ed ultra-larga, facendo attenzione anche alle misure del ripristino del manto stradale dopo gli scavi: avremo le buche stradali … digitali, stabilite con D.M. ? Non senza considerare la questione dell’elettrosmog, degli impianti wi-fi, wireless, stazioni radio base: in fondo, basta “misurare” le emissioni in modo adeguato … .
L’art. 15 considerai pagamenti elettronici e a mezzo di carte, mentre l’art. 16 si addentra sull’informatizzazione della giustizia, prevedendo un uso massimo della PEC: ma non vi erano già stati (numerosi) atti che hanno interessato il c.d. processo telematico? Per altro, per quanto riguarda l’art. 16, 4 e ss. si potrebbe considerare come interessante, a breve, anche le comunicazioni dalle cancellerie agli USC o uffici elettorali.
E sempre nell’ottica dell’informatizzazione, viene modificata anche la legge fallimentare (art. 17), nonché (art. 18) la legge sull’usura, estorsione e crisi da sovraindebitamento che, evidentemente, risalendo ad epoca remota, non è più adeguata (epoca decisamente remota, poiché si tratta della L. 27/1/2012, n. 3). L’art. 19 è fortemente orientato all’innovazione, secondo una logica di “grandi progetti”, trascurando come grandi aziende operanti nell’ambito “digitale” siano pressoché sempre nate … nel garage di casa, e siano poi cresciute fino a divenire multi-nazionali. Aspetti che, in parte, sono considerati a proposito delle c.d. imprese start up innovative (purché sotto l’ombrello “universitario”), con numerose deroghe ed agevolazioni, da lasciar pensare a possibili occasioni di dumping nei mercati di riferimento. Altrettanto, potrebbe dirsi, seppure con specifiche considerazioni, cita le “comunità intelligenti” (art. 20), cioè sistemi locali a forte approccio informatico. Per il contrasto alle frodi assicurative (art. 21), non sembra tenersi conto di quale sia, o possa essere, l’incidenza dell’utilizzo di contrassegni assicurativi contraffatti, cui non rispondono, forse, le misure atte a favorire la concorrenza nel campo delle RCA (art. 22). Si interviene anche, ed in modifica alla L. 15/4/1886, n. 3818, sulle S.M.S. (art. 23) e poiché non possono avere finalità di lucro, sono sottoposte alla vigilanza del Ministero dello sviluppo economico ….. Per quanto riguarda le “ulteriori” misure per la crescita, non si comprende (o si comprende fin troppo bene)) molto di quale PPPI si parli (art.33), dato che se non vi siano le condizioni di equilibrio delle previsioni di PEF, vi si surroga con crediti d’imposta e simili, cioè con quanto è, nella sostanza, “aiuto di Stato”, non proprio compatibili con il diritto dell’Unione europea (artt. 107 e ss. T.F.U.E.). L’art. 38, 2 ribadisce, il principio di non assoggettamento passivo (che qui diviene attivo) dell’art. 13 direttiva 2006/112/CE del 28/11/2006, principio, per altro, già presente anche nelle direttive precedenti. Si segnala come l’art. 34, 21 preveda un termine …. già decorso!
Decreto Legge 18 ottobre2012, n. 179