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Timestamp: 2019-07-21 19:19:56+00:00
Document Index: 40196709

Matched Legal Cases: ['art. 615', 'art. 14', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615', 'art. 615']

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L oggetto materiale del reato può essere lo strumento informatico ossia quello telematico. Sebbene non vi sia una determinata precisazione in merito, nella prima accezione si inserisce a livello pacifico l hardware (aspetti fisici rappresentanti l unità di elaborazione), il software (programmi di funzionamento) e tutti i supporti che consentono di introdurre (scanner, lettore DVD, etc.) o estrapolare (stampante, casse, masterizzatore, etc.) notizie e informazioni.
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Lo strumento telematico può essere considerato come una serie di supporti informatici connessi tra di loro attraverso tecnologie di comunicazione. L oggetto giuridico salvaguardato dalla normativa è, per la dottrina maggioritaria, il “domicilio informatico”.
L art. 615 ter è inserito tra i reati contro la inviolabilità del domicilio, perché si è sostenuto che gli strumenti informatici rappresentino “una diffusione ideale della sfera di rispetto relativa alla persona interessata, assicurata dall art. 14 della Costituzione e difesa a livello penale nei suoi elementi più importanti e classici agli artt. 614 e 615 del codice penale” (così il Rapporto sul disegno di legge n. 2773, poi presentatosi nella l. 547/93).
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Per alcuni autori, dunque, la legge avrebbe evidenziato, accanto alla tradizionale espressione di domicilio fondamentale per il diritto penale, una nuova forma denominata “domicilio informatico”, in merito al fatto che gli strumenti informatici e telematici rappresentano principalmente i luoghi ove il soggetto esercita diverse proprie facoltà intellettuali e manifesta la sua personalità, con la possibilità di escludere soggetti terzi non desiderati.
L aspetto psicologico previsto è il dolo generico. La Cassazione (6 febbraio 2007, n. 11689) ha avuto modo di evidenziare che “l entrata illegale in un supporto telematico o informatico si determina con la semplice intrusione e non prevede che il comportamento determini una lesione della riservatezza degli utenti e nemmeno che “l invasione” sia realizzata con la volontà di trasgredire la loro privacy”. 3.2.1. Detenzione e propagazione illegale di codici di accesso a supporti informatici o telematici (art. 615 quater c.p.) e diffusione di programmi tesi a danneggiare o sospendere un programma informatico (art. 615 quinquies c.p.).
La prima normativa determina un reato di pericolo, diretto ad anticipare la difesa rispetto al fatto dannoso. L art. 615quater vuole difatti condannare il soggetto che riesce ad impadronirsi o diffondere i codici di accesso riservato, utili poi per entrare in un programma informatico o telematico.
La anomalia di siffatta normativa inerisce il fatto che l art. 615quater parla esplicitamente di possesso, invece il testo della normativa non tiene conto di siffatto comportamento. In questa forma di reato si inseriscono le circostanze comuni come la clonazione di cellulari, inerenti nella duplicazione illegale del numero di serie del cellulare.