Source: http://www.anaao.it/contenuto.php?currYear=2017&categoria=8&gruppo=3
Timestamp: 2019-07-15 23:12:27+00:00
Document Index: 83663768

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Orario di lavoro aggiuntivo: l'Anaao vince nel Veneto.
Grande soddisfazione del segretario Regionale, Adriano Benazzato per la sentenza della Corte d'Appello di Venezia (Sezione Lavoro - sentenza n. 856/2017). L'Anaao continuerà a monitorare sulla corretta applicazione della norma.
Con ricorso patrocinato dall’Anaao Veneto nei confronti dell’Azienda Usl n. 1 della Regione Veneto, alcuni dirigenti medici chiedevano che venisse accertato e dichiarato che tutte le ore aggiuntive svolte eccedenti le 38 settimanali eseguite per coprire i turni di lavoro del Pronto soccorso, fossero considerate straordinario e, per l’effetto, retribuite come tali. Il Tribunale di Belluno (sentenza 15_2013), pur riconoscendo che in assenza dell’applicazione della procedura di cui agli articoli 14 comma 1 CCNL 3.11.2005 e 65 comma 6 CCNL 5.12.96, (dal cui combinato disposto discende “l’obbligo dell’Azienda resistente di negoziare l’impegno di servizio eccedente l’orario di 38 ore settimanali, indicando l’incentivo economico connesso a tale eccedenza di orario”), i ricorrenti non hanno l’obbligo di effettuare le ore aggiuntive, aveva tuttavia rigettato la domanda di accertamento del diritto alla retribuzione. Adita la Corte di Appello di Venezia, la Sezione Lavoro il 23 novembre 2017, riformando la sentenza di primo grado, ha riconosciuto, al contrario, la legittimità della richiesta dei dirigenti medici di retribuire come ore straordinarie le ore di lavoro aggiuntive alle 38 settimanali contrattuali, dichiarando inammissibile l’eccezione sollevata dall’Azienda sanitaria che “la retribuzione di risultato compensa comunque l’orario aggiuntivo per i turni di lavoro, eseguito dopo le 38 ore settimanali ”. Grande soddisfazione espressa da Adriano Benazzato, Segretario Regionale Anaao Veneto, “I principi espressi dalla Corte di Appello sono estremamente importanti, sul piano della corretta interpretazione della normativa contrattuale; la retribuzione di risultato retribuisce le ore di lavoro eccedenti le 38 ore solamente quando sia stata formalmente indicata e quantificata negli obiettivi prestazionali di risultato; quando sia stata contestualmente identificata l’entità della suddetta retribuzione legata a questa evenienza; quando vi sia stato l’assenso formale del dirigente medico ad eseguire l’orario aggiuntivo conseguente. Nei fatti, dopo la sentenza della Corte di Appello di Venezia, diventerà più difficile per le Aziende Sanitarie continuare a perpetrare questi illeciti comportamenti. L’Anaao del Veneto proseguirà a monitorare sul rispetto della norma”.
Corte d'Appello Salerno - Sez. lavoro - sentenza 1° agosto 2017
È infondata la domanda risarcitoria, sia riguardo alla illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato (essendo non applicabile la disciplina della conversione neppure con riferimento alla normativa comunitaria, stante la natura non subordinata dell'incarico conferito in convenzione), sia riguardo alla illegittima apposizione del termine (essendo la temporaneità insita nella natura stessa degli incarichi provvisori conferiti ai medici in convenzione, destinati per coloro non hanno accesso alle graduatorie regionali per mancanza di titoli).
Corte d'Appello di Milano - Sez. lavoro - sentenza 19 luglio 2017
Spostare gli orari degli appuntamenti già fissati non è indice di subordinazione
La richiesta ai medici di comunicare con preavviso eventuali assenze ed il tendenziale rifiuto di spostare appuntamenti già fissati la non appaiono espressione del potere di etero-direzione proprio del datore di lavoro, ma rispondono a legittime scelte organizzativo-gestionali, essenzialmente finalizzate a non creare disagio ai pazienti.
Corte d'Appello di Catania - Sezione I - sentenza n. 1168/2017
Specilaizzazioni e borse di studio: prima del 1983, nessun risarcimento
Al momento di inizio dei corsi prima del 31.12.1982 lo Stato, non essendo ancora scaduto il termine per adempiere, nell'organizzare i corsi senza tener conto delle direttive tenne un comportamento pienamente legittimo sul piano comunitario e non può sostenersi che una volta sopravvenuta la scadenza del termine per adempiere, detto comportamento venne colpito da una sorta di illegittimità sopravvenuta.
Corte d'Appello di Venezia - Sezione IV - sentenza n. 868/2017
Lesioni al nervo linguale dopo estrazione, esclusa colpa medico
La Corte di Appello ha ritenuto che nella responsabilità per fatto dell'ausiliario assume fondamentale rilevanza la circostanza che dell'opera del terzo il debitore comunque si avvlaga nell'attuazione della sua obligazione, ponendo la medesima a disposizione del creditore, sicché la stessa risulta inserita nel procediemnto esecutivo del rapporto obbligatorio.
Corte d'Appello Catanzaro - Sez. lavoro - sentenza 22 aprile 2017
Maggiorazione prevista a dirigenza medica: spetta solo se c'è il coordinamento
Un sanitario invoca l'attribuzione della maggiorazione prevista dal comma 9 dell'art. 39 CCNL, spettante al dirigente incaricato della direzione di un dipartimento e al destinatario di "incarichi che, pur non configurandosi con tale denominazione, ricomprendano - secondo l'atto aziendale - più strutture complesse".
Corte d'Appello di Roma - Sezione I - sentenza del 6 aprile 2017
Emotrasfusioni con sangue infetto, evitare duplicazioni del risarcimento
Il diritto al risarcimento del danno conseguente al contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto ha natura diversa rispetto all'attribuzione indennitaria regolata dalla legge 210/1992. Di talché nel giudizio risarcitorio promosso contro il Ministero della Salute per omessa adozione delle dovute cautele, l'indennizzo eventualmente già corrisposto al danneggiato può essere interamente scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno; al contrario opinando, la vittima finirebbe per beneficiare di un ingiustificato arricchimento consistente nel porre a carico di un medesimo soggetto 2 diverse attribuzioni patrimoniali in relazione allo stesso fatto lesivo.