Source: https://www.confcommerciocremona.it/1269-2/
Timestamp: 2020-07-15 10:46:15+00:00
Document Index: 103348540

Matched Legal Cases: ['art 1', 'art 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3']

DPCM 8 marzo – Il documento in sintesi | Confcommercio Cremona
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Oggetto: Emergenza coronavirus – decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020
Si trasmette, con riserva di fornire eventuali approfondimenti in successive comunicazioni, il testo del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi (G.U. n.59 dell’8 marzo 2020) – recante ulteriori più stringenti misure per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, nonché misure di informazione e prevenzione. Il provvedimento – che produce effetti fino al 3 aprile prossimo, salvo diverse disposizioni contenute nelle singole misure – rimodula le aree più interessate dall’epidemia (cd zona arancione o di sicurezza) e individua ulteriori misure a carattere nazionale. I territori più interessati dall’epidemia, e per i quali l’articolo 1 detta misure più restrittive, sono ora la regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-CusioOssola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia. Rinviando alla lettura del decreto per le singole prescrizioni, si evidenziano di seguito alcune delle misure di interesse per il Sistema.
1. Disposizioni in materia di attività commerciali e pubblici esercizi
a) Nei territori della regione Lombardia e delle 14 Province sopra indicate l’articolo 1 dispone quanto segue:
Disposta anche la sospensione delle attività di cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati (art 1, co. 1, lett. g), musei e altri istituti di cultura (art 1, co. 1, lett. l), nonché di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centro culturali, centri sociali e centri ricreativi (art. 1, co. 1, lett. s)
b) Nel resto del territorio nazionale, l’articolo 2 dispone quanto segue:
“fortemente raccomandato” presso gli altri esercizi commerciali, diverse da quelle di cui alla lettera e)” all’aperto e al chiuso, che il gestore garantisca l’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori (art. 2, co 1. lett.f);
2. Disposizioni in materia di lavoro
Conferma tale lettura quanto disposto dal medesimo art. 1, comma 1, lettera e), laddove il decreto “raccomanda” ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, ferma la fruibilità senza accordo scritto dello smart working (art. 2, comma 1, lettera r). A differenza della previsione di cui all’art. 1, punto a) sopra analizzata, infatti, la disposizione non è vincolante e perentoria; si tratta di una mera raccomandazione, che lascia alla valutazione prudente del datore di lavoro la decisione se dare seguito o meno alla raccomandazione medesima.
Da ultimo, meritano un profilo di attenzione le disposizioni di cui all’art. 3, comma 1, lettera m) e comma 2) lettere c) e d), dove in sostanza viene ribadito che la certificazione di malattia segue comunque l’iter che vede coinvolto il medico di base o il
pediatra di base e che per considerare in malattia, ai fini di legge e della contrattazione collettiva (comporto, integrazioni retributive, ecc.) un soggetto che si trovi nelle condizioni ivi previste, è sempre necessario un certificato medico che attesti quelle condizioni.
3. Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale
4. Esecuzione e monitoraggio attuazione delle misure – sanzioni penali
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