Source: https://www.fondazioneanselmoanselmi.it/limiti-alla-circolazione-delle-azioni/113
Timestamp: 2018-12-16 17:37:45+00:00
Document Index: 183057546

Matched Legal Cases: ['art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2355', 'art. 2355', 'art. 2354', 'art. 2354', 'art. 2355', 'art. 2355', 'art.2437', 'art. 2445', 'art. 2433', 'art. 2437']

AZIONI A VOTO "DIVERSO" E QUORUM ASSEMBLEARI
Normativa artt. 2351, 2357-ter, comma 2, 2368, 2369 c.c., 120, 127-quinquies, 127-sexies t.u.f.
(Massima n. 144 aggiorn. 17.6.2015 elaborata dal Consiglio Notarile di Milano)
Purche´ contenuta entro il limite di cinque anni, e` legittima una clausola statutaria che preveda qualsiasi forma di limitazione alla circolazione delle azioni, ancorche´ essa non garantisca al socio la possibilita` di liquidare la quota, oppure garantisca tale possibilita` ma consentendogli di realizzare per le sue azioni un valore inferiore a quello che deriverebbe dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 2437-ter c.c.
Per contro, una clausola che limiti significativamente, o addirittura vieti, l’alienazione delle azioni e la cui efficacia temporale non sia limitata o superi i cinque anni, e` efficace solo qualora assicuri al socio la possibilita` di realizzare per le sue azioni almeno il valore che deriva dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 2437-ter o, quando essa precluda un progettato trasferimento a terzi, quando assicuri al socio la possibilita` di realizzare lo stesso prezzo eventualmente offerto dal terzo, anche se in ipotesi inferiore al valore di cui all’art. 2437-ter.
E` legittima qualsiasi forma di clausola limitativa del diritto dell’acquirente mortis causa ad ottenere l’iscrizione nel libro dei soci, purche´ essa preveda espressamente che, in caso di mancata iscrizione, egli ha diritto di realizzare per le sue azioni il valore che deriva dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 2437-ter c.c.
Normativa: artt. 2355-bis e 2437-ter c.c.
(Massima n. 13/2010 elaborata dalla Commissione Società del Consiglio Notarile di Firenze)
Purché contenuta entro il limite di cinque anni, è legittima una clausola statutaria che preveda qualsiasi forma di limitazione alla circolazione delle azioni, ancorché essa non garantisca al socio la possibilità di liquidare la quota, oppure garantisca tale possibilità ma consentendogli di realizzare per le sue azioni un valore inferiore a quello che deriverebbe dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 2437-ter c.c.
È legittima qualsiasi forma di clausola limitativa del diritto dell’acquirente mortis causa ad ottenere l’iscrizione nel libro dei soci, purché essa preveda espressamente che, in caso di mancata iscrizione, egli ha diritto di realizzare per le sue azioni il valore che deriva dall’applicazione dei criteri di cui all’art. 2437-ter c.c.
(Massima n. 13/2010 elaborata Commissione Società del Consiglio Notarile di Firenze)
OPPONIBILITÀ DEI LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI
(Massima n. H.I.3 - 1° pubbl. 9/04, elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
PATTI SUCCESSORI E LIMITI AL TRASFERIMENTO MORTIS CAUSA
Non costituisce violazione del divieto di patti successori ed è legittima la clausola statutaria che attribuisca ai soci superstiti il diritto di acquistare, entro un determinato periodo di tempo e previo pagamento di un prezzo congruo da determinarsi secondo criteri prestabiliti, le azioni già appartenute al defunto medesimo e pervenute agli eredi in forza della successione: e ciò in quanto il vincolo che ne deriva a carico dei soci è destinato a produrre effetti solo dopo il verificarsi della vicenda successoria, e quindi nel trasferimento per legge o per testamento, per cui la morte di uno dei soci costituisce soltanto il momento a decorrere dal quale può essere esercitata l’opzione per l’acquisto.
Normativa: artt. 2355-bis e 458 c.c.
(Massima n. H.I.9 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LIMITI ALLA COSTITUZIONE DI PEGNO
Ai limiti statutari eventualmente previsti in merito alla libera possibilità di costituire in pegno le azioni si applica la disciplina dei limiti alla circolazione delle azioni dettata dall’art. 2355 bis, c.c., compreso il diritto di recesso.
(Massima n. H.I.11 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
LIMITI AL TRASFERIMENTO E PREVISIONE DI EMETTIBILITÀ DI AZIONI AL PORTATORE
È legittimo che lo statuto sottoponga a particolari condizioni il trasferimento delle azioni o vieti il loro trasferimento per cinque anni ai sensi del comma 1 dell’art. 2355 bis, c.c., anche se in altra clausola ammette la possibilità di emettere azioni al portatore. In tale ipotesi i limiti o i divieti non si applicano alle eventuali azioni al portatore emesse (una volta che ciò sia possibile per legge).
(Massima n. H.I.13 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
La previsione contenuta nel comma 1 dell’art. 2354 c.c., come novellata dal D.Lgs. n. 37/2004, facendo salvi i divieti contenuti nelle leggi speciali rende di fatto non attuale la possibilità di emettere azioni al portatore.
Normativa: art. 2354 c.c.
(Massima n. H.I.12 - 1° pubbl. 9/04 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
CLAUSOLE LIMITATIVE DELLA CIRCOLAZIONE DI PARTECIPAZIONI SOCIALI, APPLICABILI SOLO A DETERMINATE CATEGORIE DI AZIONI O A SINGOLI SOCI.
Normativa: artt. 2348, 2355 bis, 2468 e 2469 c.c.
(Massima n. 95 pubblicata il 18 maggio 2007 elaborata dal Consiglio Notarile di Milano)
La clausola statutaria che esclude l’emissione delle azioni, o prevede l’utilizzazione di diverse tecniche di circolazione e di legittimazione, deve necessariamente essere formulata nel senso che tutte le azioni siano sottoposte alla stessa disciplina.
La coesistenza di diversi metodi di circolazione e/o legittimazione trasferirebbe infatti indebitamente sull’acquirente il rischio di accertare in concreto quale è lo strumento che consente di acquistare validamente le azioni, con l’aggravante che nello statuto, e quindi nel registro delle imprese, non sarebbe possibile effettuare tale accertamento.
(Massima n. H.I.21 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale Dei Consigli Notarili Delle Tre Venezie)
MANCATA EMISSIONE DEI CERTIFICATI AZIONARI
Normativa: Art. 2346 c.c.
(Massima n. 71 pubblicata il 22 novembre 2005 elaborata dal Consiglio Notarile di Milano)
DEROGA AL DIVIETO STATUTARIO DI TRASFERIMENTO DELLE PARTECIPAZIONI.
Non è sufficiente il consenso dei soci, espresso al di fuori di un'assemblea straordinaria (nella s.p.a.) o di un'assemblea che deliberi con le maggioranze e con le forme necessarie per modificare l'atto costitutivo (nella s.r.l.), per trasferire con effetto verso la società le azioni o le partecipazioni la cui circolazione è vietata dallo statuto in conformità al disposto degli articoli 2355 bis, comma 1, o 2469 c.c.. Nella s.p.a. è comunque legittima la clausola che - nel limite temporale di cinque anni previsto dall'art. 2355 bis, comma 1, c.c. - preveda il divieto del trasferimento delle azioni e nel contempo l'ammissibilità del trasferimento stesso in presenza del consenso dei soci.
Normativa: artt. 2355 bis e 2469 c.c.
(Massima n. 92 pubblicata il 18 maggio 2007 elaborata dal Consiglio Notarile di Milano)
RINNOVO DEL DIVIETO STATUTARIO DI TRASFERIMENTO DELLE AZIONI
E’ legittimo deliberare, con le maggioranze previste per le modifiche statutarie e nei limiti temporali di legge, il rinnovo del divieto di trasferimento delle azioni già contenuto nello statuto ai sensi dell’art. 2355 bis, comma 1, c.c.
Tale delibera può essere adottata anche prima della scadenza del divieto previgente e può anche essere ulteriormente rinnovata.
Qualora lo statuto non abbia escluso il diritto di recesso ai sensi dell’art.2437, comma 2, lett. b),
c.c., l’approvazione della delibera di rinnovo del divieto di vendita delle azioni attribuisce il diritto di recesso ai soci che non hanno concorso alla sua approvazione.
Normativa: 2355 bis, comma 1, c.c.
(Massima n. H.I.22 - 1° pubbl. 9/06 elaborata dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie)
E' possibile emettere azioni speciali (cc.dd. puttableredeemable shares “prs”) aventi ad oggetto il diritto potestativo di ottenere da parte di altri soci l’acquisto delle azioni medesime ad un prezzo garantito, da esercitarsi entro un certo termine. La relativa posizione passiva incombe sui titolari di azioni ordinarie, e non sulla società, al fine di non eludere la normativa in tema di riduzione del capitale (art. 2445 c.c.) ovvero il divieto di distribuzione di utili fittizi (art. 2433 c.c.).
Non è necessario che il valore di acquisto da parte degli altri soci segua i criteri di valutazione stabiliti per il recesso ex art. 2437-ter c.c., potendo essere stabilito secondo canoni diversi, i quali anche se non determinati devono essere determinabili ex ante, ad esempio, in misura pari al prezzo originario delle azioni, maggiorato di un interesse e decurtato dei dividenti distribuiti, o anche ad un prezzo percentualmente inferiore, al fine di stabilire un floor perl'investitore.
Normativa: 2348, c.c.