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Timestamp: 2017-10-17 15:14:27+00:00
Document Index: 50093000

Matched Legal Cases: ['art. 75', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 75', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 38', 'sentenza ', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'art.19', 'art. 4', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 257', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 38', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 75', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 38', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 75', 'art. 38']

La norma di cui all’articolo 38 del codice dei contratti – come, in passato, di quella dell’art. 75 D.P.R. 5541999- ha un chiaro contenuto di ordine pubblico e, pertanto, si applica a prescindere dal suo richiamo o dal suo inserimento espresso fra le spe
Lazzini Sonia, 29 gennaio 2009
Deve essere accolto il ricorso di un’impresa partecipante avverso la mancata esclusione dalla gara di un’altra impresa in relazione all’omissione, nella documentazione di gara rimessa da quest’ultima alla Stazione appaltante, delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni previste dall’art. 38 del Codice dei contratti pubblici che, secondo la ricorrente, avrebbero dovuto essere rilasciate, oltre che dall’attuale legale rappresentante della Società, anche dal vice-presidente (ed ex presidente) , nonché dal presidente cessato dalla carica nel triennio antecedente alla pubblicazione del bando? è corretto affermare che alla luce della lex specialis che governava la procedura, tali dichiarazioni non sarebbero state necessarie, in quanto l’art. 19.6, lettera C, del Capitolato speciale d’appalto prevedeva il loro rilascio unicamente a cura dell’attuale legale rappresentante dell’impresa concorrente, e non già da parte di altri soggetti.? Convince la tesi seconda la quale l’obbligo dichiarativo da parte del vicepresidente non sussisterebbe, in quanto, ai sensi dello Statuto sociale, a tale carica sarebbero ricondotti concreti poteri di rappresentanza soltanto nel caso di impedimento del legale rappresentante della Società.?
Le eccezioni non colgono nel segno._In effetti, la disposizione del capitolato invocata dalle parti resistenti richiedeva espressamente che le dichiarazioni relative ai requisiti di ordine generale per la partecipazione alla gara, contemplati nell’art. 38 del Codice dei contratti pubblici (e, in precedenza, dall’art. 75 D.P.R. 5541999 e dall’art. 30 D.P.R. 342000) fossero rilasciate dal “titolare della ditta o dal legale rappresentante” (art. 19, lettera C), senza menzionare gli altri “amministratori muniti di potere di rappresentanza” ed il “direttore tecnico”, anche se “cessati dalla carica nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando di gara”, che, invece, sono chiamati a rendere le medesime dichiarazioni dal complessivo tenore dell’art. 38 del d.lgs. 1632006._Tuttavia, il quest’ultima norma – come, in passato, di quella dell’art. 75 D.P.R. 5541999- ha un chiaro contenuto di ordine pubblico e, pertanto, si applica a prescindere dal suo richiamo o dal suo inserimento espresso fra le specifiche clausole che regolano la singola gara, eterointegrandole._Come già osservato da questo Tribunale, “il potere di sanzionare l’inosservanza degli obblighi dichiarativi e di produzione documentale normativamente posti dall’art. 75 d.p.r. 554/99 è connaturale all’imposizione stessa di tali obblighi, la cui cogenza e significatività verrebbe del tutto meno qualora si trattasse di lex imperfecta, priva d’ogni sanzione al riguardo; con la conseguenza che la concreta precettività dell’art. 75 cit. verrebbe ridotta al solo profilo della rilevanza delle situazioni sostanziali ostative ivi previste, la cui indagine verrebbe preclusa o gravemente compromessa, ove si aderisse alle tesi difensive dell’amministrazione resistente, dalla indisponibilità immediata delle certificazioni e dichiarazioni la cui produzione pure la legge prescrive, non a caso, a carico del concorrente.”_ si deve rilevare che, per gli effetti di eterointegrazione della lex specialis connessi all’art. 38 d.lgs. 1632006, anche il vice presidente in carica ed il presidente della società aggiudicataria, cessato dalla carica nel triennio antecedente alla pubblicazione del bando, avrebbero dovuto dichiarare, a pena d’esclusione, di non trovarsi nelle condizioni ostative legate al possesso dei requisiti di ordine generale della Società; con la conseguenza che l’omissione dichiarativa da parte di tali soggetti vizia l’ammissione in gara della controinteressata, che va annullata.
Merita di essere segnalato il seguente passaggio tratto dalla sentenza numero 1565 del 4 dicembre 2008, emessa dal Tar Sicilia, Palermo
Questa Sezione, inoltre, ha avuto modo di affermare che “la ratio legis dell’art. 75 citato (richiamato dal bando) è quella di escludere dalla partecipazione alla gara di appalto le società in cui (in ipotesi) abbiano commesso gravi reati i soggetti che nella società abbiano un significativo ruolo decisionale e gestionale (Cons. Stato, 8 febbraio 2007 n. 523); sì che vi sia la certezza che la pubblica amministrazione contragga con società i cui titolari, amministratori e direttori tecnici siano persone affidabili moralmente e professionalmente (Cons. St., sez. V, 12.10.2002, n. 5523; 12 aprile 2007, n. 1723).
Sicchè, l’eventuale esclusione derivante dall’assenza dei requisiti ex art. 75 d.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554 si atteggia quale … misura cautelare dettata dal legislatore al fine di evitare che P.A. contratti con soggetti la cui condotta illecita sia valutata incompatibile con la realizzazione di progetti d’interesse collettivo e con l’esborso di denaro pubblico (T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 15 giugno 2005 , n. 4938); siffatta misura, quindi, appare diretta a evitare la situazione di pericolo e di allarme sociale che potrebbe discendere dalla stipulazione di un contratto tra la stazione appaltante e soggetti che abbiano dimostrato la loro inettitudine organizzativa o aziendale o la loro propensione a violare la legge penale o quella posta a tutela di valori indisponibili (T.A.R. Lazio, sez. III, 13 giugno 2005, n. 4817; T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. III, 31 gennaio 2007, n. 257).
E’ quindi coerente con tale ratio la conclusione per cui anche la dichiarazione di non essere incorsi in alcuna delle cause di esclusione citate dalla norma debba essere rilasciata da tutti coloro che, nella compagine societaria dell’impresa concorrente, rivestano le cariche ricordate, senza specificazioni in ordine alle specifiche competenze, dal ridetto art. 75.” (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. I, 10 dicembre 2007, n. 3353).
una concernente la non corrispondenza al vero di quanto dichiarato dal rappresentante legale p.t. della ditta aggiudicataria ai fini della partecipazione alla gara;
l’altra relativa alla ritenuta mancanza del requisito di moralità professionale sulla base delle condanne attestate a carico di detto soggetto nel casellario giudiziario (tra cui 13 condanne per emissione di assegni a vuoto, violazione norme sulla prevenzione infortuni, truffa, violazione norme previdenziali).
N. 01565/2008 REG.SEN.
N. 01050/2008 REG.RIC.
Sul ricorso numero di registro generale 1050 del 2008, proposto da ALFA SECURITY s.p.a. in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avvocati Maria Beatrice Miceli e Raffaella Sara Russo, presso lo studio delle quali in Palermo, via Nunzio Morello n.40, è elettivamente domiciliata, come da procura a margine del ricorso;
– l’Azienda ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, in persona del legale rappresentante pro-tempore, autorizzato a resistere in giudizio come da propria deliberazione n. 259 del 16 maggio 2008, rappresentato e difeso dall’Avv. Goffredo Garraffa presso il cui studio in Palermo, via Marchese di Villabianca n. 82, è elettivamente domiciliata, come da procura a margine della memoria di costituzione;
BETA Team Soc. Coop. a r.l. in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Filippo Barbiera presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Palermo, via Autonomia Siciliana n. 25, come da procura a margine del controricorso con ricorso incidentale;
– della nota prot.n. 539 del 20 febbraio 2008, con la quale l’Azienda Ospedaliera intimata ha comunicato all’Impresa ricorrente l’aggiudicazione provvisoria del servizio di vigilanza armata in favore della BETA team Soc. Coop. a r.l.;
– del verbale della gara d’appalto relativo all’affidamento del servizio di vigilanza armata presso l’Azienda Ospedaliera intimata rep. N.176 del 22 gennaio 2008, nella parte in cui la BETA Team Soc. Coop a r.l. è stata ammessa a partecipare alla gara;
– del verbale della medesima gara rep. N. 181 dell’8 febbraio 2008, nella parte in cui il servizio è stato provvisoriamente aggiudicato alla BETA Team coop. a r.l.;
– della nota prot. n.1133 del 14 aprile 2008 con la quale l’Azienda ospedaliera ha confermato le determinazioni assunte con gli atti impugnati;
– solo ove occorra dell’art.19.6, lett.c4 e c.5 del capitolato.
VISTI il ricorso incidentale della controinteressata, l’atto di costituzione in giudizio dell’Azienda intimata e la memoria da essa prodotta, nonchè le memorie conclusionali della ricorrente e dell’Azienda resistente;
VISTA l’ordinanza n. 5852008, depositata in Segreteria il 23 maggio 2008, con la quale è stata accolta l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente;
UDITI, alla pubblica udienza del 7 novembre 2008, il relatore, Referendario Achille Sinatra, e uditi altresì l’Avv. R. S. Russo per la ricorrente, l’Avv. G. Garraffa per l’Azienda resistente e l’Avv. F. Barbiera per la controinteressata;
VISTA la documentazione tutta in atti;
Con il ricorso in esame, notificato il 21 aprile 2008 e depositato il il successivo 6 maggio, la ALFA Security ha impugnato gli atti in epigrafe, in forza dei quali l’Azienda ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo ha aggiudicato alla controinteressata BETA Team Soc. Coop. a r.l. la procedura aperta per l’affidamento dell’appalto del servizio di vigilanza armata in alcuni plessi dell’Azienda, della durata di tre anni dalla data di aggiudicazione (e comunque sino all’esaurimento di n. 26532 ore nel triennio), recante un importo presunto di 617.163,84 euro oltre IVA.
Quest’ultimo, a tenore della legge di gara (art. 4 del Capitolato speciale d’appalto) era stato calcolato in riferimento alla c.d. tariffa di legalità approvata dalla Prefettura di Palermo il 13 febbraio 2007, pari ad euro 23,42 oltre IVA per ciascuna ora di servizio, con oscillazioni possibili ricomprese tra 21,08 e 25,76 euro per ora.
Nel corso del procedimento di gara, sette (tra cui la ricorrente) delle otto imprese ammesse a partecipare avevano offerto un ribasso pari al 10% dell’importo a base d’asta, rientrante nella suddetta fascia di oscillazione.
Solo la controinteressata BETA Team aveva offerto un ribasso pari a 21,00 euro per ora, tradotto nella percentuale del 10,333%, inferiore al punto di oscillazione minimo possibile secondo l’approvata tariffa di legalità.
Pur in presenza del parere negativo della Prefettura di Palermo, cui si era rivolta per ottenere chiarimenti sulla legittimità dell’ammissione dell’offerta economica formulata dalla BETA Team, l’Amministrazione appaltante aveva ritenuto di dovere aggiudicare la gara alla controinteressata, ritenuta la migliore offerente; aveva, quindi, proceduto al sorteggio tra le altre partecipanti (pari offerenti) al fine di individuare la seconda graduata, che la sorte aveva indicato nell’odierna ricorrente.
Quest’ultima censura gli atti di gara sulla scorta dei seguenti motivi d’impugnazione:
1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 38, I commi I e II, d.lgs. 1632006 – Violazione della lex specialis (art. 19.6, lettera C), del capitolato speciale.
L’aggiudicataria avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara per violazione delle norme in rubrica, poiché né l’attuale vicepresidente della società (dotato di poteri d’amministrazione) sig. B. Giuseppe, già presidente fino al 2006, né l’ex vicepresidente R. Vincenzo (cessato dalla carica nel triennio antecedente la pubblicazione del bando) avrebbero fornito le dichiarazioni previste dall’art. 38 d.lgs. 163