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Timestamp: 2017-11-21 19:34:03+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 452', 'art. 434', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 452', 'art. 260', 'art. 444', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 197', 'art. 257', 'art. 260', 'in fine', 'art. 12', 'art. 260', 'art. 32', 'art. 260', 'art. 157', 'art. 118', 'in fine', 'art. 260', 'art. 25', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 452', 'art. 727', 'art. 733', 'art. 9', 'art. 55', 'art. 347', 'art. 318', 'art. 335', 'art. 318', 'art. 318', 'art. 318', 'art. 318', 'art. 162', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8']

ponteweb - Ecoreati: Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge
03/06/2015 - ECOREATI: PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE LA LEGGE
Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015 la legge 22 maggio 2015, n. 68 recante "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente"
La legge, che si compone di tre articoli, nel confermare le contravvenzioni previste dal Codice dell'ambiente (decreto legislativo n. 152 del 2006):
- introduce nel codice penale un nuovo, autonomo Titolo, dedicato ai delitti contro l'ambiente, prevedendo disposizioni di coordinamento nello stesso codice e in leggi speciali;
- modifica il Codice dell'ambiente (decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), in particolare introducendo una specifica disciplina per l'estinzione degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale;
- inasprisce le sanzioni irrogabili per alcuni illeciti previsti dalla Convenzione sul commercio internazionale delle speci e animali e vegetali in via d'estinzione.
L'articolo 1, comma 1, della legge introduce nel libro II del codice penale il Titolo VI-bis, Dei delitti contro l'ambiente.
Il titolo inserisce le seguenti nuove fattispecie delittuose:
1. il delitto di inquinamento ambientale (articolo 452-bis)
2. Il reato di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (articolo 452-ter)
3. il delitto di disastro ambientale (articolo 452-quater)
4. il delitto di traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività (articolo 452- sexies)
5. il delitto di impedimento del controllo (articolo 452-septies)
6. il delitto di omessa bonifica (articolo 452-terdecies)
Rispetto alle nuove fattispecie, solo due possono essere commesse per colpa: il delitto di inquinamento ambientale (articolo 452-bis) e il delitto di disastro ambientale (articolo 452-quater).
I commi 2 e 3 dell'articolo 1 del disegno di legge modificano, poi, rispettivamente gli articoli 257 e 260 del Codice dell'ambiente.
Il comma 4 dell’articolo 1 modifica l'articolo 12-sexies del c.d. decreto Scotti-Martelli (D.L. 306/1992, convertito dalla L. 356/1992) aggiungendo anche il disastro ambientale (articolo 452-quater), l'associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati ambientali (articolo 452-octies) e le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260, Codice dell'ambiente) al catalogo dei delitti per i quali è consentita la confisca di valori ingiustificati.
Il comma 5 dell’articolo 1 interviene, poi, sull'articolo 32-quater del codice penale, relativo ai casi nei quali alla condanna per alcuni delitti consegue l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. Il catalogo dei delitti ivi previsti è aggiornato con l'inserimento dell'inquinamento ambientale, del disastro ambientale, del traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività, dell'impedimento del controllo e delle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
Il comma 6 dell’articolo 1 modifica l'articolo 157 del codice penale, prevedendo il raddoppio dei termini di prescrizione per tutti i nuovi delitti contro l'ambiente introdotti dal nuovo Capo VI del libro II del codice penale.
Il comma 7 dell’articolo 1 della legge integra la formulazione dell'articolo 118-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale (in materia di coordinamento delle indagini) prevedendo specifici obblighi di comunicazione in capo al pubblico ministero che procede ad indagini su alcuni reati ambientali.
Il comma 8 dell'articolo 1 modifica l'articolo 25-undecies del DLgs n. 231 del 2001, estendendo il catalogo dei reati che costituiscono presupposto della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche dipendente da reato.
Il comma 9 dell'articolo 1 introduce poi nel Codice dell'ambiente una disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale, prevedendo - con una parte Sesta-Bis (articoli da 318-bis a 318-octies) – un procedimento per l'estinzione delle contravvenzioni ivi previste, collegato all'adempimento da parte del responsabile della violazione sia di una serie di prescrizioni sia al pagamento di una somma di denaro.
L'articolo 2 del provvedimento in esame modifica gli articoli 1, 2, 5, 6, 8-bis e 8-ter della legge 7 febbraio 1992, n. 150 . Tale legge reca la disciplina sanzionatoria della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica.
Le nuove disposizioni rendono più severe le sanzioni di natura contravvenzionale e amministrativa previste dalla suddetta legge del 1992.
Infine, l'articolo 3 del disegno di legge prevede l'entrata in vigore del provvedimento in esame il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
(GU n. 122 del 28-5-2015)
Art. 452-bis. Inquinamento ambientale.
Art. 452-ter. Morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale.
Se da uno dei fatti di cui all'art. 452-bis deriva, quale conseguenza non voluta dal reo, una lesione personale, ad eccezione delle ipotesi in cui la malattia ha una durata non superiore ai 20 giorni, si applica la pena della reclusione da due anni e sei mesi a sette anni; se ne deriva una lesione grave, la pena della reclusione da tre a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la pena della reclusione da quattro a nove anni; se ne deriva la morte, la pena della reclusione da cinque a dieci anni.
Art. 452-quater. Disastro ambientale.
Fuori dai casi previsti dall'art. 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Art. 452-quinquies. Delitti colposi contro l'ambiente.
Art. 452-sexies. Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività.
La pena di cui al comma 1 è aumentata se dal fatto deriva il pericolo di compromissione o deterioramento:
Art. 452-septies. Impedimento del controllo.
Art. 452-octies. Circostanze aggravanti.
Quando l'associazione di cui all'art. 416 è diretta, in via esclusiva o concorrente, allo scopo di commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo, le pene previste dal medesimo art. 416 sono aumentate.
Quando l'associazione di cui all'art. 416-bis è finalizzata a commettere taluno dei delitti previsti dal presente titolo ovvero all'acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o di servizi pubblici in materia ambientale, le pene previste dal medesimo art. 416-bis sono aumentate.
Art. 452-novies. Aggravante ambientale.
Quando un fatto già previsto come reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti previsti dal presente titolo, dal DLgs 3 aprile 2006, n. 152, o da altra disposizione di legge posta a tutela dell'ambiente, ovvero se dalla commissione del fatto deriva la violazione di una o più norme previste dal citato DLgs n. 152 del 2006 o da altra legge che tutela l'ambiente, la pena nel primo caso è aumentata da un terzo alla metà e nel secondo caso è aumentata di un terzo. In ogni caso il reato è procedibile d'ufficio.
Art. 452-decies. Ravvedimento operoso.
Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo, per il delitto di associazione per delinquere di cui all'art. 416 aggravato ai sensi dell'art. 452-octies, nonchè per il delitto di cui all'art. 260 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l'attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, provvede concretamente alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi, e diminuite da un terzo alla metà nei confronti di colui che aiuta concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell'individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti. Ove il giudice, su richiesta dell'imputato, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado disponga la sospensione del procedimento per un tempo congruo, comunque non superiore a due anni e prorogabile per un periodo massimo di un ulteriore anno, al fine di consentire le attività di cui al comma precedente in corso di esecuzione, il corso della prescrizione è sospeso.
Art. 452-undecies. Confisca.
Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies e 452-octies del presente codice, è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
L'istituto della confisca non trova applicazione nell'ipotesi in
cui l'imputato abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza
e, ove necessario, alle attività di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.
Art. 452-duodecies. Ripristino dello stato dei luoghi.
Quando pronuncia sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale per taluno dei delitti previsti dal presente titolo, il giudice ordina il recupero e, ove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendone l'esecuzione a carico del condannato e dei soggetti di cui all'art. 197 del presente codice.
Al ripristino dello stato dei luoghi di cui al comma precedente si applicano le disposizioni di cui al Titolo II della parte sesta del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ripristino ambientale.
Art. 452-terdecies. Omessa bonifica.
2. All'art. 257 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. L'osservanza dei progetti approvati ai sensi degli articoli 242 e seguenti costituisce condizione di non punibilità per le contravvenzioni ambientali contemplate da altre leggi per il medesimo evento e per la stessa condotta di inquinamento di cui al comma 1».
3. All'art. 260 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «4-bis. È sempre ordinata la confisca delle cose che servirono a commettere il reato o che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Quando essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e ne ordina la confisca».
4. All'art. 12-sexies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, e successive modificazioni, dopo la parola: «416-bis,» sono inserite le seguenti: «452-quater, 452-octies, comma 1,» e dopo le parole: «dalla legge 7 agosto 1992, n. 356,» sono inserite le seguenti: «o dall'art. 260 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni,».
5. All'art. 32-quater del codice penale, dopo la parola: «437,» sono inserite le seguenti: «452-bis, 452-quater, 452-sexies, 452-septies,» e dopo la parola: «644» sono inserite le seguenti: «, nonchè dall'art. 260 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni».
6. All'art. 157, comma 6, secondo periodo, del codice penale, dopo le parole: «sono altresì raddoppiati» sono inserite le seguenti: «per i delitti di cui al Titolo VI-bis del libro secondo,».
7. All'art. 118-bis, comma 1, delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al DLgs 28 luglio 1989, n. 271, dopo le parole: «del codice» sono inserite le seguenti: «, nonchè per i delitti di cui agli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-octies del codice penale,», dopo le parole: «presso la Corte di appello» sono inserite le seguenti: «nonchè all'Agenzia delle entrate ai fini dei necessari accertamenti» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il procuratore della Repubblica, quando procede a indagini per i delitti di cui agli articoli 452-bis, 452-quater, 452-sexies e 452-octies del codice penale e all'art. 260 del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, ne dà altresì notizia al Procuratore nazionale antimafia».
8. All'art. 25-undecies del DLgs 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: «a) per la violazione dell'art. 452-bis, la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote;
b) per la violazione dell'art. 452-quater, la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote;
c) per la violazione dell'art. 452-quinquies, la sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote;
d) per i delitti associativi aggravati ai sensi dell'art. 452-octies, la sanzione pecuniaria da trecento a mille quote;
e) per il delitto di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività ai sensi dell'art. 452-sexies, la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote;
f) per la violazione dell'art. 727-bis, la sanzione pecuniaria fino a duecentocinquanta quote;
g) per la violazione dell'art. 733-bis, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a duecentocinquanta quote»;
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. Nei casi di condanna per i delitti indicati al comma 1, lettere a) e b), del presente articolo, si applicano, oltre alle sanzioni pecuniarie ivi previste, le sanzioni interdittive previste dall'art. 9, per un periodo non superiore a un anno per il delitto di cui alla citata lettera a)».
9. Dopo la parte sesta del DLgs 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, è aggiunta la seguente:
Art. 318-bis. Ambito di applicazione.
Art. 318-ter. Prescrizioni.
1. Allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l'organo di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all'art. 55 del codice di procedura penale, ovvero la polizia giudiziaria impartisce al contravventore un'apposita prescrizione asseverata tecnicamente dall'ente specializzato competente nella materia trattata, fissando per la regolarizzazione un termine non superiore al periodo di tempo tecnicamente necessario. In presenza di specifiche e documentate circostanze non imputabili al contravventore che determinino un ritardo nella regolarizzazione, il termine può essere prorogato per una sola volta, a richiesta del contravventore, per un periodo non superiore a sei mesi, con provvedimento motivato che è comunicato immediatamente al pubblico ministero.
4. Resta fermo l'obbligo dell'organo accertatore di riferire al pubblico ministero la notizia di reato relativa alla contravvenzione, ai sensi dell'art. 347 del codice di procedura penale.
Art. 318-quater. Verifica dell'adempimento.
1. Entro 60 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione ai sensi dell'art. 318-ter, l'organo accertatore verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione.
2. Quando risulta l'adempimento della prescrizione, l'organo accertatore ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di 30 giorni, una somma pari a un quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Entro 120 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l'organo accertatore comunica al pubblico ministero l'adempimento della prescrizione nonchè l'eventuale pagamento della predetta somma.
3. Quando risulta l'inadempimento della prescrizione, l'organo accertatore ne dà comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro 90 giorni dalla scadenza del termine fissato nella stessa prescrizione.
Art. 318-quinquies. Notizie di reato non pervenute dall'organo accertatore.
1. Se il pubblico ministero prende notizia di una contravvenzione di propria iniziativa ovvero la riceve da privati o da pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio diversi dall'organo di vigilanza e dalla polizia giudiziaria, ne dà comunicazione all'organo di vigilanza o alla polizia giudiziaria affinchè provveda agli adempimenti di cui agli articoli 318-ter e 318-quater.
Art. 318-sexies. Sospensione del procedimento penale.
1. Il procedimento per la contravvenzione è sospeso dal momento dell'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all'art. 335 del codice di procedura penale fino al momento in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all'art. 318-quater, commi 2 e 3, del presente decreto.
2. Nel caso previsto dall'art. 318-quinquies, comma 1, il procedimento rimane sospeso fino al termine indicato al comma 1 del presente articolo.
Art. 318-septies. Estinzione del reato.
1. La contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall'organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento previsto dall'art. 318-quater, comma 2.
3. L'adempimento in un tempo superiore a quello indicato dalla prescrizione, ma che comunque risulta congruo a norma dell'art. 318-quater, comma 1, ovvero l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose della contravvenzione con modalità diverse da quelle indicate dall'organo di vigilanza sono valutati ai fini dell'applicazione dell'art. 162-bis del codice penale. In tal caso, la somma da versare è ridotta alla metà del massimo dell'ammenda stabilita per la contravvenzione commessa.
Art. 318-octies. Norme di coordinamento e transitorie.
1. All'art. 1 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. In caso di recidiva, si applica la pena dell'arresto da uno a tre anni e dell'ammenda da euro trentamila a euro trecentomila. Qualora il reato suddetto sia commesso nell'esercizio di attività di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni»;
2. All'art. 2 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. In caso di recidiva, si applica la pena dell'arresto da sei mesi a diciotto mesi e dell'ammenda da euro ventimila a euro duecentomila. Qualora il reato suddetto sia commesso nell'esercizio di attività di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi ad un massimo di diciotto mesi»;
3. All'art. 5 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 6 è sostituito dal seguente:
4. All'art. 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 è sostituito dal seguente: «4. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro quindicimila a euro trecentomila»;
b) il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 3 è punito con la sanzione amministrativa da euro diecimila a euro sessantamila».
5. All'art. 8-bis della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 1
è punito, salvo che il fatto costituisca reato, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro cinquecento a euro duemila».
6. All'art. 8-ter della legge 7 febbraio 1992, n. 150, il comma 5 è sostituito dal seguente: «5. Chiunque contravviene alle disposizioni previste al comma 2 è punito, se il fatto non costituisce reato, con la sanzione amministrativa da euro cinquemila a euro trentamila».