Source: http://laviadiuscita.net/la-dittatura-europea-fiscal-compact-e-mes/
Timestamp: 2018-01-22 19:48:02+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 136', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 16']

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Home ACCORDI SEGRETI (TAFTA, TPP. ECC.) La dittatura europea: Fiscal Compact e MES
Published on May 7, 2014	in ACCORDI SEGRETI (TAFTA, TPP. ECC.)
di Italo Romano,
Nel Luglio 2012 alla Camera dei deputati è stata scritta la sentenza di fine sovranità dello Stato italiano. Nel silenzio totale dei mezzi di comunicazione i Deputati dell’oramai ex Belpaese hanno dato il via libera definitivo alla ratifica del Trattato sulla stabilita’, sul coordinamento e sulla governance nell’Ue, meglio conosciuto come Fiscal Compact, sottoscritto il 2 marzo e integralmente applicabile ai 17 Stati della zona euro e al Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), al secolo “fondo salva stati”…
Il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria (cd. Fiscal Compact) – oggetto del ddl di ratifica A.C. 5358, approvato dal Senato il 12 luglio 2012 – è stato firmato in occasione del Consiglio europeo dell’1-2 marzo 2012 da tutti gli Stati membri dell’UE ad eccezione di Regno Unito e Repubblica ceca.
5) le parti contraenti possono fare ricorso, alle cooperazioni rafforzate nei settori che sono essenziali per il buon funzionamento dell’Eurozona, senza tuttavia recare pregiudizio al mercato interno;
Il Trattato entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo al deposito del dodicesimo strumento di ratifica di uno Stato parte contraente, aderente all’area dell’euro. Alla data del 12 luglio 2012, il Fiscal Compact è stato ratificato da 9 Paesi (Cipro, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Portogallo, Romania e Slovenia); in 2 Stati (Austria e Germania) è stato completato l’iter parlamentare della ratifica ma i relativi strumenti non sono stati ancora firmati dal Presidente della Repubblica.
L’unico modo per uscire da questa spirale, sarebbe quello di generare nel bilancio pubblico avanzi primari (la differenza tra le entrate dello Stato e la sua spesa al netto degli interessi corrisposti sul debito pubblico) talmente consistenti da superare la spesa per gli interessi. Debito pubblico/privato che è arrivato a toccare i 2700 miliardi di euro. Per far fronte ad un tale livello di indebitamento, bisognerebbe chiudere il bilancio con ricavi nettamente fuori dalla portata degli attuali governi. Inoltre una politica del genere (lo abbiamo visto in Grecia, Irlanda e Spagna) comporterebbe un sacrificio, lacrime e sangue da parte dei cittadini, con taglio dei servizi e inasprimento della pressione tributaria. Quella che i tecnocrati chiamano con una certa libidine austerity. Presto toccherà anche noi beccarci le riforme di ripianamento, che ci schiacceranno nella povertà e nell’incertezza. Sono già state annunciate. Come è già partito il piano di liquidazione totale di tutte le aziende statali, di quella non in perdita si intende, e il draconiano taglio dei servizi essenziali di ogni cittadino, tra cui scuola, sanità e tutte quelle cose che fino ad oggi abbiamo dato per scontato, vivendo in un paese “progredito” e “sviluppato”.
Lo stesso Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha reso noto che l’Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017. Questo significa che se vogliamo raggiungere gli obiettivi prefissi dall’Ue ci dovremo accollare la metà del debito sulle nostre spalle. Ciò significa distruzione della Stato di Diritto. Dovremo pagare multe salatissime (pari allo 0,1% del Pil) ogniqualvolta non rispetteremo gli impegni presi firmando il Fiscal Compact. Saremo ancora più dipendenti e ricattabili, saremo una colonia (ma per noi non è una novità visto che siamo un potenza made in U.S.A. dal 1945), e verremo spogliati delle nostre ricchezze reali e saremo trattati alla stregua di schiavi.
Un esempio sono le dichiarazioni rilasciate dal deputato di ApI Bruno Tabacci:
IL MECCANISMO DI STABILITA’ EUROPEO (MES)
La modifica all’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) – la cui ratifica è oggetto del disegno di legge A.C. 5357, approvato dal Senato il 12 luglio 2012 – è stata adottata con decisione del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011, secondo la procedura semplificata di revisione dei trattati. L’art. 136 reca alcune disposizioni riguardanti specificamente gli Stati aderenti all’area dell’euro, volte a rafforzare il coordinamento delle politiche di bilancio e ad elaborare comuni orientamenti di politica economica.
Strettamente connesso a tale modifica, il Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità (MES) è stato siglato, in una prima versione, dagli Stati membri della zona euro l’11 luglio 2011; tenuto conto della predisposizione del Fiscal Compact e dell’esigenza di rafforzare il meccanismo alla luce delle tensioni sui mercati internazionali, il 2 febbraio 2012 è stato sottoscritto un nuovo Trattato internazionale.
• sotto forma di prestito (art. 15), secondo condizioni contenute in un programma di aggiustamento macroeconomico precisato in dettaglio nel protocollo d’intesa. Al fine di ridurre il rischio di azzardo morale, i tassi di interesse fissati per l’erogazione dei prestiti saranno pari al costo di finanziamento del MES (inclusi i costi operativi), includendovi un margine adeguato (art. 20);
• mediante l’acquisto dei titoli emessi sul mercatoprimario da un membro del MES, al fine di ottimizzare l’efficienza in termini di costi dell’assistenza finanziaria, (art. 17);
• effettuando operazioni sui mercati secondari in relazione alle obbligazioni di un membro del MES (art. 18);
• in via precauzionale sotto forma di linea di credito condizionale precauzionale o sotto forma di una linea di credito soggetto a condizioni rafforzate
• ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie di un membro del MES (art. 16)
Vi propongo la visione di una sua video intervista fatta da Claudio Messora: http://laviadiuscita.net/cosa-si-nasconde-dietro-al-mes/
Fonte articolo: http://www.informarexresistere.fr/2012/07/19/la-camera-approva-fiscal-compact-e-mes-inizia-la-dittatura-europea/
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