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Timestamp: 2018-08-14 11:33:25+00:00
Document Index: 70918823

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 88', 'art. 84', 'art. 97', 'art. 77', 'art. 97', 'art. 84', 'art. 31', 'art. 77', 'art. 31']

Chi ha le competenze per attivare il procedimento di verifica dell'anomalia di un'offerta? - SYNETICH S.r.L.
Chi ha le competenze per attivare il procedimento di verifica dell'anomalia di un'offerta?
Il Tar Lazio, Latina, sez. I, 06 giugno 2018, n. 323. da la sua opinione in merito:
"Osserva, anzitutto, il Collegio che, sul versante formale, il contestato procedimento di verifica è stato correttamente azionato dalla Commissione di Gara, in conformità a quanto previsto dall'art. 23 del Disciplinare di Gara ed in ossequio alle previsioni di cui all'art. 97, comma 3, del d.lgs. n. 50/16.
Emerge, in particolare, dagli atti di gara che la Commissione, nella seduta del 27.11.2017 (cfr. verbale n. 4), dopo aver proceduto all'assegnazione del punteggio finale - quale dato della somma dei punteggi ottenuti dalla Società ricorrente per l'offerta tecnica (punti 62,59) e per l'offerta economica (punti 30,00) - ha riscontrato l'anomalia della offerta di Inpa - S.p.a. sulla base dei 4/5 del punteggio attribuito all'offerta tecnica (56 punti) e del punteggio attribuito all'offerta economica (24 punti).
La ricorrente lamenta "il mancato rispetto del contraddittorio in merito agli elementi che hanno supportato il contestato giudizio di anomalia dell'offerta", nonché "il ruolo assunto dal RUP che nell'esprimere valutazioni, finanche di merito, avrebbe esercitato poteri che, in realtà, sarebbero spettati alla commissione di gara
Osserva, anzitutto, il Collegio che, in disparte restando il problema del rispetto o meno del contraddittorio, per il quale appare sufficiente far rinvio alla nuova formulazione del procedimento di verifica di anomalia dell'offerta ex art. 97 (certamente più snello rispetto al regime previgente), basta in proposito rilevare che la giurisprudenza formatasi nel regime antecedente al nuovo codice dei contratti pubblici, sia in vigenza dell'art. 88 del d.lgs. n. 163/2006 che in precedenza, riconosceva che spettasse al RUP il compito di verifica delle offerte anomale. Si riteneva che, allorché si fosse aperta la fase di verifica delle offerte anormalmente basse, la commissione aggiudicatrice avesse ormai esaurito il proprio compito, essendosi in tale momento già proceduto alla valutazione delle offerte tecniche ed economiche, all'assegnazione dei relativi punteggi ed alla formazione della graduatoria provvisoria tra le offerte; una possibile riconvocazione della commissione, di regola, sarebbe stata ipotizzabile solo laddove in sede di controllo sulle attività compiute fossero emersi errori o lacune tali da imporre una rinnovazione delle valutazioni (oltre che nell'ipotesi di regressione della procedura a seguito di annullamento giurisdizionale, come previsto dal comma 12 dell' art. 84 d.lgs. n. 163/2006, Codice degli appalti 2006). Si riteneva, pertanto, del tutto fisiologico che fosse il RUP, che in tale fase interviene ad esercitare la propria funzione di verifica e supervisione sull'operato della commissione, il titolare delle scelte, e se del caso delle valutazioni, in ordine alle offerte sospette di anomalia (Cons. Stato Sez. V, 24-07-2017, n. 3646; Cons. Stato Sez. V, 10-02-2015, n. 689; Cons. Stato, Ad. Plen., 29-11-2012, n. 36).
Il testo dell'art. 97 del nuovo codice dei contratti pubblici non contiene elementi che depongono per il passaggio delle competenze inerenti alla verifica dell'offerta anomala in capo alla Commissione giudicatrice, di cui all'art. 77 del medesimo D.lgs. 18/04/2016, n. 50, e in grado di supportare un mutamento rispetto all'orientamento formatosi in vigenza del "vecchio" codice degli appalti.
La norma attuale dell'art. 97 del D.lgs. 18/04/2016, n. 50, come quella precedente dell'art. 84 del previgente codice, rileva come tale verificazione spetti alla "Stazione appaltante", senza ulteriori specificazioni. L'art. 31 del vigente codice dei contratti pubblici, oltre a indicare alcuni specifici compiti del RUP, delinea la sua competenza in termini residuali precisando che "quest'ultimo, svolge tutti i compiti relativi alle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione previste dal presente codice, che non siano specificatamente attribuiti ad altri organi o soggetti".
Tra i compiti espressamente attribuiti alla Commissione giudicatrice di cui all'art. 77 del medesimo D.lgs. 18/04/2016, n. 50, non figura la verifica dell'anomalia dell'offerta.
Le linee guida ANAC n. 3 del 2016 relative al RUP, specificamente previste dal comma 5 dell'art. 31 del nuovo codice, contemplano che nel caso di aggiudicazione con il criterio del minor prezzo, il RUP si occupa della verifica della congruità delle offerte. La stazione appaltante può prevedere che il RUP possa o debba avvalersi della struttura di supporto o di una commissione nominata ad hoc. Nel caso di aggiudicazione con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, come quello in esame, viene invece previsto che il RUP verifichi la congruità delle offerte con il supporto della commissione giudicatrice (oggi solo eventuale n.d.r.).
Quest'ultima indicazione, quindi, seppure conferma la competenza in capo al RUP delle valutazioni di anomalia di offerta, prevede che, per gli appalti aggiudicati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, tale valutazione venga fatta con l'ausilio della commissione giudicatrice. In sostanza, per gli appalti in cui, per il criterio di selezione, la valutazione dell'offerta dal punto di vista tecnico si presenta più complessa, viene indicata la necessità di un "intervento" da parte della Commissione esaminatrice che ha già esaminato l'offerta anche nelle sue componenti tecniche.
Il riferimento al "supporto" da parte della commissione esaminatrice nella valutazione di anomalia contenuto nelle linee Guida ANAC palesa, quindi, l'esigenza che il RUP, prima di assumere le valutazioni definitive in ordine al giudizio di anomalia, chieda il parere non vincolante della Commissione esaminatrice.
Alla stregua delle suesposte considerazioni deve essere dunque respinto il profilo di censura relativo all'operato del RUP, che ad avviso della ricorrente avrebbe esorbitato dai propri poteri".