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Timestamp: 2018-03-22 07:55:08+00:00
Document Index: 125362176

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 64', 'art. 65', 'art. 4', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 65', 'art. 67']

OPERE IN C.A. VADEMECUM SUGLI ADEMPIMENTI
a) opere in conglomerato cementizio armato normale, quelle composte da un complesso distrutture in conglomerato cementizio ed armature che assolvono ad una funzione statica;
b) opere in conglomerato cementizio armato precompresso, quelle composte di strutture inconglomerato cementizio ed armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di sollecitazione addizionale tale da assicurare permanentemente l’effetto statico voluto;
c) opere a struttura metallica quelle nelle quali la statica è assicurata in tutto o in parte daelementi strutturali in acciaio o in altri metalli.
Si evince pertanto l’applicazione degli obblighi previsti dal D.P.R. 380/2001 quando le opere in discorso assolvano una funzione statica, cioè costituiscano elementi strutturali dell’edificio.
Ai sensi dell’art. 64 del D.P.R. 380/2001, quanto alle abilitazioni necessarie:
- la costruzione delle opere in oggetto deve avvenire in base ad un progetto esecutivo redatto da un tecnico abilitato, iscritto nel relativo albo, nei limiti delle proprie competenze stabilite dalle leggi sugli ordini e collegi professionali;
- analogamente, l’esecuzione delle opere deve aver luogo sotto la direzione di un tecnico abilitato, iscritto nel relativo albo, nei limiti delle proprie competenze stabilite dalle leggi sugliordini e collegi professionali (è questo pertanto l’unico caso in cui la normativa prevede l’obbligo della nomina di un Direttore dei lavori).
Quanto invece ai profili di responsabilità, il medesimo art. 64 stabilisce che:
- il progettista ha la responsabilità diretta della progettazione di tutte le strutture dell’opera comunque realizzate;
- il direttore dei lavori e il costruttore, ciascuno per la parte di sua competenza, hanno la responsabilità della rispondenza dell’opera al progetto, dell’osservanza delle prescrizioni di esecuzione del progetto, della qualità dei materiali impiegati, nonché, per quanto riguarda gli elementi prefabbricati, della posa in opera.
Il D.P.R. 380/2001 stabilisce all’art. 65, comma 1, che prima dell’inizio dei lavori - e così per ogni successiva variante o aggiunta in corso d’opera (prima di dare inizio alla loro esecuzione).
il costruttore deve presentare una denuncia delle opere che intende eseguire, contenente, oltre all’indicazione del tipo dell’opera e del luogo dove sarà eseguita, nome e recapito del commit-tente, del progettista delle strutture, del direttore dei lavori e del costruttore.
Nella denuncia occorre specificare se i costruttori sono più di uno, ad esempio il costruttore dei prefabbricati, delle strutture in opera, delle opere geotecniche speciali; la stessa cosa varrà in caso di presenza di più progettisti e/o più direttori dei lavori.
A riguardo dell’inizio dei lavori possiamo osservare - come precisato dalla Circolare esplicativa 11951/1974 del Ministero dei lavori pubblici - che per esso si intende l’effettivo inizio di realizzazione delle strutture o parte di esse [N=1], con esclusione pertanto dei lavori preliminari e accessori, quali preparazione ed allestimento del cantiere, esecuzione di scavi di sbancamento, a sezione ed altro.
L’ufficio ricevente ha il compito esclusivo di accertare, all’atto del deposito, che quanto presentato sia conforme, in termini formali, alle prescrizioni di legge; esso non può e non deve entrare nel merito delle scelte progettuali.
Nella originaria impostazione dell’art. 4 della L. 1086/1971 - dalla quale derivano le disposizio-ni del Testo unico dell’edilizia qui in commento - l’ufficio di riferimento per la presentazione della denuncia dei lavori era il Genio civile competente per territorio.
Il Genio civile, organo tecnico regionale con articolazione periferica a livello regionale, in alcune regioni è stato soppresso e le sue funzioni sono state assorbite da altri enti. Inoltre in molte regioni (es. Veneto, Toscana, Lazio, Calabria), la presentazione e gestione delle denunce per le opere strutturali è stata informatizzata, con modalità di presentazione telematiche. Occorre pertanto fare riferimento alla propria realtà regionale per conoscere l’ufficio competente [N=2], le modalità per la presentazione della denuncia e la modulistica da utilizzare.
- il progetto dell’opera, firmato dal progettista, dal quale risultino in modo chiaro ed esau-riente le calcolazioni eseguite, l’ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture, e quant’altro necessario per definire l’opera sia nei riguardi dell’esecuzione sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione;
- una relazione illustrativa, firmata dal progettista e dal direttore dei lavori, dalla quale risultino le caratteristiche dei materiali da impiegarsi nella costruzione;
Contestualmente alla denuncia, il direttore dei lavori è tenuto a presentare - ai sensi dell’art. 67, comma 3, del D.P.R. 380/2001 - l’atto di nomina del collaudatore scelto dal committente e la contestuale dichiarazione di accettazione dell’incarico. Il tutto, corredato da certificazione attestante la sussistenza delle condizioni minime prescritte per il collaudatore dal comma 2 del medesimo art. 67 (si veda il paragrafo dedicato).
Nella pratica applicazione delle disposizioni di legge non sempre lo schema operativo è quello classico sopraindicato; possono presentarsi, infatti, diverse modalità, dipendenti anche dalle scelte contrattuali, ma comunque la regolamentazione di tali situazioni può e deve essere ricon-dotta sempre ai criteri generali previsti dalla legge.
Per la realizzazione di un edificio può accadere che il committente affidi ad un’impresa l’esecuzione di una parte di strutture e la restante parte ad un’altra impresa: in tal caso le denunce da presentare sono due e distinte, perché devono essere presentate dal“costruttore”, che in questo caso è rappresentato da due distinti soggetti, anche se le altre figure (committente, progettista, direttore dei lavori, collaudatore) sono sempre le stesse, o, a maggior ragione, se al-cune cambiano. Alle due denunce devono essere allegati i progetti esecutivi delle opere di rispet-tiva competenza, senza che possano risultare equivoci.
Il caso si complica ulteriormente quando sono distinti i progettisti e se le due opere strutturali sono interconnesse funzionalmente: dovrà allora essere il progettista dell’opera principale ad assumersi la responsabilità dell’organico inserimento dell’opera secondaria nel progetto.
Quanto sopra non vale nel caso di un’impresa unica che subappalti ad altra impresa specializzata la costruzione di opere particolari (ad esempio strutture metalliche) sempre nell’ambito dell’appalto alla stessa impresa affidato. In questo caso il costruttore è sempre uno, cioè l’appaltatore principa-le, ad alla sua denuncia deve essere allegato il progetto delle opere subappaltate, a firma del relati-vo progettista, ferma restando sempre l’indicazione, e le conseguenti responsabilità, del progettista delle strutture dell’intero edificio, di cui tali opere sono parte.
Altra possibilità, infine, può essere quella in cui il costruttore debba realizzare diversi e distinti edifici, ognuno dotato di una propria autonomia strutturale. In questo caso è sempre possibile presentare una denuncia unica, anche se può essere più conveniente - anche ai fini dei controlli e delle certificazioni successive del direttore dei lavori e del collaudatore - instaurare pratiche se-parate per ogni edificio e ciò è tanto più raccomandabile nel caso in cui il completamento delle opere e quindi il relativo utilizzo avvenga in tempi diversi.
Poiché di solito il titolare dell’impresa, che è personalmente il costruttore, non provvede diret-tamente a presentare la denuncia, in calce alla stessa è opportuno indicare la delega al dipenden-te incaricato del deposito.
Come fatto rilevare all’inizio dell’articolo, in caso di opere strutturali è obbligatoria la presenza di un direttore dei lavori qualificato. Si analizzano di seguito i principali compiti e responsabilità di tale figura, con indicazioni pratiche.
La copia della denuncia restituita dall’ufficio competente, completa di allegati, deve essere datata e firmata dal costruttore e dal direttore dei lavori all’atto dell’arrivo in cantiere, e qui deve es-sere conservata durante tutto il corso dei lavori, a norma dell’art. 66 del D.P.R. 380/2001. Que-sta procedura vale anche per le successive eventuali varianti o aggiunte in corso d’opera.
Sempre a norma dell’art. 66, durante l’esecuzione deve essere tenuto un apposito giornale dei lavori nel quale vanno annotati tutti i fatti di rilievo nel procedere dei lavori, vistato periodica-mente dal direttore dei lavori, in particolare nelle fasi più importanti.
Il direttore dei lavori è personalmente responsabile della regolare tenuta e conservazione diquesti documenti. L’obbligo di datazione e firma della denuncia da parte del direttore dei lavori ha essenzialmente due finalità:
- la prima riguarda la certificazione della presa di conoscenza del progetto che deve precede-re sempre, come previsto espressamente dalla legge, l’esecuzione delle opere, circostanza ri-scontrabile dal giornale dei lavori;
- la seconda coinvolge l’accettazione del progetto da parte del direttore dei lavori e quindi il riconoscimento implicito della sua correttezza e della sua realizzabilità.
A proposito delle responsabilità del progettista e del direttore dei lavori si apre, a questo riguardo, una complessa questione riguardante le possibilità o meno che ha il direttore dei lavori di intervenire, in sede di accettazione del progetto ed in corso d’opera, sulle scelte progettuali, que-stione non completamente chiara in tutti i suoi aspetti.
È indubbio che il compito e quindi la responsabilità principale affidata dalla legge al progettista sia quella di predisporre un progetto adeguato, mentre il compito affidato al direttore dei lavori è quello di verificare e certificare che la struttura sia stata realizzata conformemente alle prescri-zioni di progetto.
È peraltro parimenti chiaro che la legge - essendo articolata su fasi di controllo successive (del progettista, del direttore dei lavori e del collaudatore) e prescrivendo precise qualificazioni pro-fessionali - non è finalizzata ad una gestione semplicemente burocratica della realizzazione delle strutture. Dunque se il direttore dei lavori, prendendo cognizione del progetto strutturale (cogni-zione che deve essere in ogni caso approfondita per un corretto svolgimento delle operazioni di controllo che gli sono proprie) dovesse rilevare errori, omissioni o in genere mancanza di rispetto alle prescrizioni regolamentari, o anche della buona regola costruttiva, non può certamente essere esentato dal farle rilevare, tanto più che comunque viene ritenuto responsabiledell’opera come sarà realizzata, nei riguardi della pubblica incolumità.
Tale rilievo può avvenire o tramite disposizioni dirette (mediante ordini di servizio, annotazioni sui disegni o prescrizioni sul giornale dei lavori) oppure mediante segnalazione formale al progettista con la richiesta di introduzione delle relative modifiche sugli elaborati di progetto. Taleseconda modalità, specialmente nei casi di maggiore rilevanza, pare la più rispondente soprattutto al criterio di mantenere separate e delimitate con chiarezza le singole responsabilità, consen-tendo altresì di lasciare una precisa traccia formale dei rispettivi operati.
L’eventuale presenza di un collaudatore in corso d’opera consentirebbe di dirimere i casi più gravi di conflitto delle rispettive posizioni. È inoltre opportuno che anche il costruttore, nell’ambito delle proprie responsabilità, sia portato a conoscenza di tali fatti.
Nel caso di opere da eseguire per committenti privati, il direttore dei lavori delle strutture può essere indifferentemente lo stesso tecnico eventualmente incaricato della direzione dei lavori di costruzione in generale o può essere anche altro tecnico e - per il materiale svolgimento delle proprie attribuzioni - può servirsi anche di uno o più assistenti.
L’assistente presenzia stabilmente il cantiere per le opere di maggior impegno ed ha il compito di redigere il registro delle strutture, di eseguire i controlli di tipo corrente sui materiali, di effettuare le verifiche di rispondenza fra il progetto e l’esecuzione, di dare applicazione alle prescri-zioni del direttore dei lavori, e quant’altro necessario.
Gli assistenti con funzioni di direttori operativi collaborano con il direttore dei lavori nel verifi-care che lavorazioni di singole parti dei lavori da realizzare siano eseguite regolarmente e nell’osservanza delle clausole contrattuali. Essi rispondono della propria attività direttamente al direttore dei lavori e possono essere loro affidati i seguenti compiti, per quanto connessi con la direzione lavori delle strutture:
- verificare che l’esecutore svolga tutte le pratiche di legge relative alla denuncia dei calcoli delle strutture;
- programmare e coordinare le attività dell’ispettore di cantiere;
- assistere il direttore dei lavori nell’identificare gli interventi necessari ad eliminare dIfetti progettuali o esecutivi;
- individuare ed analizzare le cause che influiscono negativamente sulla qualità dei lavori, proponendo al direttore dei lavori le adeguate azioni correttive;
- assistere i collaudatori nell’espletamento delle operazioni di collaudo;
- dirigere eventuali lavorazioni specialistiche.
Gli assistenti con funzioni di ispettori di cantiere collaborano con il direttore dei lavori nella sorveglianza dei lavori in conformità delle prescrizioni stabilite nel capitolato speciale di appalto e rispondono della propria attività direttamente al direttore dei lavori. La posizione di ispettore è ricoperta da una sola persona che esercita la sua attività in un turno di lavoro, presente a tempo pieno durante il periodo di svolgimento di lavori che richiedono controllo quotidiano, nonché durante le fasi di collaudo e delle eventuali manutenzioni. Agli ispettori possono essere affidati, fra gli altri, i seguenti compiti:
- verifica dei documenti di accompagnamento delle forniture di materiali per assicurare che siano conformi alle prescrizioni ed approvati dalle strutture di controllo della qualità del fornitore;
- verifica, prima della messa in opera, che i materiali, le apparecchiature e gli impianti abbia-no superato le fasi di collaudo prescritte dal controllo di qualità o dalle normative vigenti o dalle prescrizioni contrattuali in base alle quali sono stati costruiti;
- controllo sulla regolare esecuzione dei lavori con riguardo ai disegni ed alle specifiche tecniche contrattuali;
- assistenza alle prove di laboratorio.
Il direttore dei lavori esegue verifiche periodiche in cantiere, valutando anche l’operato dei propri collaboratori, controllando personalmente le modalità esecutive delle strutture più delicate, assistendo ai prelievi dei campioni, dando le opportune istruzioni, che di volta in volta ritiene necessarie, sia ai propri collaboratori che all’impresa. È buona norma che tali istruzioni siano fornite, nei casi più importanti, per iscritto, ad esempio sul giornale dei lavori, e fatte controfirmare dall’impresa per presa conoscenza e piena accettazione, oppure mediante lo strumento più formale dell’ordine di servizio.
Alcune prove e controlli sui materiali sono imposti direttamente dalle norme tecniche per le co-struzioni, altre, essendo precisate dalla normativa UNI, rimangono a discrezione del direttore dei lavori, altre infine possono essere decise, in via autonoma, dal direttore dei lavori stesso, il quale o si avvale di metodologie o strumenti già predisposti oppure, nei casi più atipici, determina direttamente le modalità di prova.
Per l’effettuazione delle prove e dei controlli di competenza il direttore dei lavori deve essere munito di una strumentazione abbastanza numerosa, che gli consenta di eseguire i controlli di propria spettanza (es. livello, filo a piombo, metro rigido, metro flessibile e cordella metrica, distanziometro laser, comparatori centesimali, termometro di minima e di massima, calibro vente-simale a cursore, spessorimetro, attrezzatura per lo slump test, cubettiere regolamentari, apparecchiatura ad ultrasuoni, sclerometro e sonde per prove a penetrazione o a estrazione).
Ultimate le strutture, e comunque non oltre 60 giorni da tale data, il direttore dei lavori - ai sensi dell’art. 65, comma 6, del D.P.R. 380/2001 - deve presentare in triplice copia all’ufficio compe-tente (si veda in precedenza) la “relazione a strutture ultimate”, nella quale:
- dichiara che le strutture sono state eseguite correttamente e conformemente al progetto originale depositato, avendo così il direttore dei lavori assolto i propri obblighi;
allega i certificati di prova sui materiali impiegati, emessi da laboratori ufficiali (la norma non lo precisa ma, nel caso all’atto della redazione della denuncia non fossero ancora perve-
nuti i certificati ufficiali, è usualmente consentito allegare copia delle domande di prova, di-chiarando che i relativi certificati saranno consegnati direttamente al collaudatore);
- espone le verifiche inerenti i sistemi di messa in coazione e di tesatura per le opere in calce-struzzo armato precompresso;
- espone l’esito di eventuali prove di carico condotte, tramite copia dei relativi verbali, firmati per copia conforme.
Anche in questo caso l’ufficio competente restituisce una copia della relazione e dei relativi allegati, con l’attestazione dell’avvenuto deposito. La relazione, come pure tutta la documentazione di cantiere e quella in precedenza depositata, va quindi consegnata al collaudatore.
Il direttore dei lavori consegna al collaudatore la relazione, unitamente alla restante documentazione sopra indicata.
La legge non disciplina il caso di cessazione dall’incarico del direttore dei lavori durante il corso della costruzione delle strutture. Si ritiene comunque che in tal caso il costruttore ne deve dare notizia all’ufficio cui è stata presentata la denuncia iniziale, ad integrazione della stessa, specificando la data effettiva di termine dell’incarico, il nominativo del nuovo direttore dei lavori e, possibilmente, indicando le opere già eseguite sotto la direzione dei lavori uscente; è opportuno che detta notifica sia sottoscritta da entrambi i professionisti.
È buona norma che il direttore dei lavori uscente consegni al successore una relazione dettagliata circa le verifiche e i controlli dallo stesso eseguiti, da allegare alla prescritta relazione ad opere ultimate, che non può che essere unica in quanto da presentare a fine lavori.
In ogni caso è opportuno che il nuovo direttore dei lavori faccia apposita menzione del passaggio di consegne sul giornale dei lavori.
A norma dell’art. 67 del D.P.R. 380/2001, tutte le opere in questione devono essere obbligato-riamente sottoposte a collaudo statico, eseguito da Ingegnere o Architetto iscritto al relativo albo professionale da almeno 10 anni e che non sia intervenuto ad alcun titolo nella progettazione, esecuzione e direzione lavori. Nelle note che seguono descriveremo le principali que-stioni di tipo procedurale ed amministrativo relative alle operazioni di collaudo.
Allo scopo di consentire l’attività del collaudatore il direttore dei lavori deve consegnargli tutta la documentazione necessaria o anche utile perché questi possa essere messo in grado di espleta-re le proprie funzioni, ed in particolare:
- il progetto completo depositato all’ufficio regionale competente con una o più denunce successive;
- il giornale dei lavori della struttura;
- la relazione del direttore dei lavori a strutture ultimate;
- eventuale documentazione fotografica, relazioni, consulenze e/o quant’altro utile (non previsti espressamente dalla normativa).
La normativa non fissa nel dettaglio i compiti specifici del collaudatore, che però assume nei fatti la responsabilità, oltre che del proprio operato, anche del controllo di quanto eseguito da altri in precedenza (progettista, costruttore e direttore dei lavori). Il collaudo è infatti l’atto finale che chiude normalmente le vicende realizzative ed assicura definitivamente della perfetta stabilità nei riguardi dell’incolumità pubblica di quanto eseguito, consentendo così di iniziare ad utilizzare l’opera ai fini che il committente si era prefissato. Dunque il collaudatore si deve formare la piena convinzione, tramite un controllo scrupoloso dell’attività del progettista, del direttore dei lavori e del costruttore, che ciascuno di questi soggetti ha bene operato, nel rispetto delle leggi edella buona regola costruttiva.
Il costruttore, nel presentare la denuncia delle opere, deve allegare a questa una dichiarazione del collaudatore designato che attesta l’accettazione dell’incarico, l’iscrizione da almeno 10 anni all’albo professionale e l’impegno a non prendere parte alla progettazione, alla direzione ed alla esecuzione dei lavori (il decreto non parla anche della progettazione, ma appare implicita anche la sua esclusione).
Quando non esiste un committente ed il costruttore esegue le opere in proprio, sarà sua cura ri-chiedere, prima di presentare la denuncia dei lavori, la nomina di una terna da parte del competente Ordine provinciale degli Ingegneri o degli Architetti, all’interno della quale scegliere ilcollaudatore.
Successivamente, completata la “copertura” dell’edificio (termine che peraltro non è detto che identifichi il termine reale delle strutture, per l’eventuale presenza di altre opere successive quali pensiline, muri di sostegno, ecc.), il direttore dei lavori ne dà comunicazione all’ufficio regiona-le competente (la legge non chiarisce se con ciò si deve intendere la relazione a strutture ultima-te) ed al collaudatore, che ha 60 giorni di tempo per effettuare il collaudo.
La legge non prescrive nulla nel caso in cui il termine di ultimazione delle operazioni di collaudo non venga rispettato visti. Varie cause possono comunque provocare una dilatazione del periodo di collaudo, senza peraltro compromettere la positività dello stesso, si pensi ad esempio ad un ponte di grande luce per il quale le operazioni di carico, misura ed esame dei risultati richiedono molto tempo, anche tenendo conto che l’ultimo getto eseguito deve avere almeno 28 giorni di maturazio-ne e che le operazioni di collaudo si svolgono all’aperto. In ogni caso, qualora il termine risultasse oltrepassato può essere opportuno, anche se non prescritto, che il collaudatore ne giustifichi i moti-vi nel certificato di collaudo.
La legge non prevede il caso di sostituzione del collaudatore che, pertanto, una volta nominato, deve portare a termine il proprio compito, a meno di rinuncia.
Si noti che la normativa vigente non prescrive la nomina di un collaudatore in corso d’opera, ma solo la sua nomina all’inizio dell’opera; il committente è peraltro sempre libero di affidare, nel caso di opere di particolare rilevanza e complessità, un incarico in corso d’opera, ma deve affi-dare al collaudatore un incarico specifico. In questa eventualità il collaudatore ha infatti la pos-sibilità di esaminare più direttamente ed in tempo reale la costruzione dell’opera, eseguendo vi-site periodiche sui lavori, discutendo con il direttore dei lavori, con il progettista e con il costruttore delle principali questioni tecniche e realizzative. Il collaudatore si potrà così formare la convinzione sull’idoneità dell’opera in modo certamente più approfondito e circostanziato, po-tendo così emettere un certificato di collaudo basato su riscontri molto più obiettivi e sicuri.
Un incarico in corso d’opera, pur rappresentando un incremento sulle competenze professionali e quindi una maggior spesa per il committente, consente al committente stesso, per le realizza-zioni di un certo impegno, una sicurezza molto superiore sulla futura idoneità statica dell’opera.
[NI=1] Si fa riferimento alle strutture da realizzarsi in cantiere o comunque direttamente destinate all’utilizzo nello specifico edificio o manufatto, e non invece alle attività di produzione in serie in stabilimenti di manufatti in conglomerato normale e precompresso e di manufatti complessi in metallo, qualora ne sia previsto l’utilizzo. [NF]
[NI=2] Il D.P.R. 380/2001 prevede che denuncia dei lavori deve essere presentata allo Sportello unico dell’edilizia, che a sua volta provvede a trasmetterla al competente ufficio tecnico regionale, tuttavia nella prassi non sempre ciò avviene. [NF]