Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9198098
Timestamp: 2020-02-21 18:10:26+00:00
Document Index: 98837421

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 10 ottobre 2019 [9198098] - Garante Privacy
9198098
[doc. web n. 9198098]
Parere su una istanza di accesso civico -10 ottobre 2019
n. 186 del 10 ottobre 2019
Con la nota in atti il Responsabile della Trasparenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di un accesso civico.
Nello specifico, l’istanza di accesso civico è rivolta a conoscere le date di assunzione e cessazione dell’incarico di un dipendente dello stesso Ministero.
Risulta, altresì, che non è stato coinvolto il soggetto controinteressato.
Il Ministero ha respinto l’istanza di accesso civico, evidenziando che «l’informazione richiesta esula dal diritto di accesso civico semplice, generalizzato e del diritto di accesso ai sensi dell’art. 21 della Legge 241 del 1990 s.m.i., in quanto non conforme al dettato normativo».
L’istante ha presentato richiesta di riesame del provvedimento di diniego dell’accesso civico.
La disciplina di settore contenuta nel d. lgs. n. 33/2013 prevede che «Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis» (art. 5, comma 2).
In tale quadro, con riferimento al procedimento relativo all’accesso civico, il Garante deve essere sentito dal responsabile della prevenzione della corruzione nel caso di richiesta di riesame solo laddove l’accesso generalizzato sia stato negato o differito per motivi attinenti alla tutela della «protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» (artt. 5, comma 7; 5-bis, comma 2, lett. a), d. lgs. n. 33/2013).
Dagli atti, però, risulta che il Ministero ha negato l’ostensione delle informazioni richieste dall’istante per motivi diversi da quelli indicati nell’art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013, per i quali è previsto l’obbligo di chiedere il parere formale al Garante. Non si ritiene, pertanto, che l’Autorità possa pronunciarsi in relazione al diniego opposto all’istante.
Ciò nonostante, ad ogni modo, si rammenta che, in materia di accesso civico, il Garante si è già espresso in merito all’accessibilità dei dati personali dei dipendenti (cfr. pareri n. 48 del 28/2/2019, in www.gpdp.it, doc. web n. 9103079; n. 29 del 7 febbraio 2019, in www.gpdp.it, doc. web n. 9086520; n. 485 del 29/11/2018, ivi, doc. web n. 9063969; n. 373 del 31/5/2018, ivi, doc. web n. 9001960; n. 142 dell´8/3/2018, ivi, doc. web n. 8684742).
Sul punto, deve essere ricordato che i dati e i documenti che si ricevono a seguito di una istanza di accesso civico – a differenza di quelli che si ricevono tramite l’accesso ai documenti amministrativi ai sensi della legge n. 241 del 7/8/1990 – divengono «pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
Di conseguenza, è anche alla luce di tale amplificato regime di pubblicità dell’accesso civico che va valutata l’esistenza di un possibile pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali dei dipendenti, in base al quale l’amministrazione deve decidere se rifiutare o meno l’accesso ai documenti richiesti, fornendo in entrambi i casi, «una congrua e completa, motivazione […]» (par. 5.3 delle Linee guida dell’ANAC in materia di accesso civico, cit.).
Da ultimo, si rammenta che «l’amministrazione cui è indirizzata la richiesta di accesso, se individua soggetti controinteressati, ai sensi dell´articolo 5-bis, comma 2, è tenuta a dare comunicazione agli stessi, mediante invio di copia con raccomandata con avviso di ricevimento, o per via telematica per coloro che abbiano consentito tale forma di comunicazione. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso» (art. 5, comma 5, del d. lgs. n. 33/2013).
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della Trasparenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai sensi dell’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.