Source: https://www.e-glossa.it/wiki/effetti_della_rinunzia_all%27eredit%C3%A0.aspx
Timestamp: 2020-01-24 09:07:47+00:00
Document Index: 150475206

Matched Legal Cases: ['art. 525', 'art.522', 'art. 571', 'art.523', 'art. 674', 'art. 677']

Occorre peraltro aver presente il principio che scaturisce dall'art. 525 cod.civ. , ai sensi del quale è comunque possibile per il rinunziante revocare la rinunzia ( rectius : compiere un'accettazione "tardiva" cronologicamente successiva alla rinunzia), almeno fino al tempo in cui l'eredità non sia stata acquisita dagli altri chiamati.
Quanto alla sorte della delazione in esito al compimento dell'atto abdicativo del chiamato occorre distinguere: se, in difetto di testamento, la successione è regolata dalla legge, l'art.522 cod.civ. prescrive che la parte del rinunziante si accresce a quella di coloro che avrebbero concorso con quest'ultimo, salvo l'operatività della rappresentazione (nonchè quella dell'ultimo comma dell'art. 571 cod.civ. ). Quando il rinunziante è solo, l'eredità si devolve infine a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse. Se il fenomeno successorio è regolato da testamento (art.523 cod.civ. ) può essere che il testatore abbia previsto una sostituzione. Nell'ipotesi negativa, può avere luogo il diritto di rappresentazione. In ulteriore subordine si manifesterà l'accrescimento: la parte del rinunziante si accrescerà ai coeredi ai sensi dell'art. 674 cod.civ. . Quand'anche di questo istituto mancassero i presupposti si avrà infine la devoluzione agli eredi legittimi ex art. 677 cod.civ. nota2.
Grosso-Burdese, Le successioni. Parte generale, in Tratt. dir. civ. it., diretto da Vassalli, Torino, 1977, p.357.
Prestipino, Delle successioni in generale, in Comm.teorico-pratico al cod.civ., diretto da De Martino, Novara-Roma, 1981, p.432.