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Timestamp: 2018-11-22 11:12:42+00:00
Document Index: 89946179

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 76', 'sentenza ', 'art. 76', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 76']

IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO NEL DPR 115/2002 – Gratuito patrocinio: Avvocato gratis
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IL TESTO UNICO SPESE DI GIUSTIZIA ED IL GRATUITO PATROCINIO
La disciplina del Patrocinio a spese dello Stato è contenuta nel DPR 115/2002 che regola le Spese di Giustizia (è infatti il testo Unico in materia).
1. Puo’ essere ammesso al patrocinio chi e’ titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.296,22.(7a) (17) (34a) (42) (46)
4-bis. Per i soggetti gia’ condannati con sentenza definitiva per i reati di cui agli articoli 416-bis del codice penale, 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell’articolo 80, e 74, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonche’ per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attivita’ delle associazioni previste dallo stesso articolo, ai soli fini del presente decreto, il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti. (20)
4-ter. La persona offesa dai reati di cui agli articoli 572, 583-bis, 609-bis, 609-quater, 609-octies e 612-bis, nonche’, ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-quinquies e 609-undecies del codice penale, puo’ essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto.
((4-quater. Il minore straniero non accompagnato coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale ha diritto di essere informato dell’opportunita’ di nominare un legale di fiducia, anche attraverso il tutore nominato o l’esercente la responsabilita’ genitoriale ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, e di avvalersi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del procedimento. Per l’attuazione delle disposizioni contenute nel presente comma e’ autorizzata la spesa di 771.470 euro annui a decorrere dall’anno 2017)).
AGGIORNAMENTO (7a) Il Decreto 29 dicembre 2005 (in G.U. 02/02/2006, n. 27) ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che “L’importo di euro 9.296,22, indicato nell’art. 76, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materie di spese di giustizia, emanato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e’ aggiornato in euro 9.723,84.” ————- AGGIORNAMENTO (17) Il Decreto 20 gennaio 2009 (in G.U. 27/03/2009, n. 72) ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che “L’importo di euro 9.723,84, indicato nell’art. 76, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002, cosi’ come adeguato con decreto del 29 dicembre 2005, e’ aggiornato in euro 10.628,16.” ————– AGGIORNAMENTO (20) La Corte costituzionale, con sentenza 14-16 aprile 2010, n. 139 (in G.U. 1a s.s. 21/04/2010, n. 16) ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 76, comma 4-bis, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), nella parte in cui, stabilendo che per i soggetti gia’ condannati con sentenza definitiva per i reati indicati nella stessa norma il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti per l’ammissione al patrocino a spese dello Stato, non ammette la prova contraria”. ————– AGGIORNAMENTO (34a) Il Decreto 2 luglio 2012 (in G.U. 25/10/2012, n. 250) ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che “L’importo di euro 10.628,16, indicato nell’art. 76, comma 1, del D.P.R. n. 115/02, cosi’ come adeguato con decreto del 20 gennaio 2009, e’ aggiornato in euro 10.766,33.” ————– AGGIORNAMENTO (42) Il Decreto 1 aprile 2014 (in G.U. 23/07/2014, n. 169) ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che “L’importo di euro 10.766,33, indicato nell’art. 76, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002, cosi’ come adeguato con decreto del 2 luglio 2012, e’ aggiornato in euro 11.369,24”. ————– AGGIORNAMENTO (46) Il Decreto 7 maggio 2015 (in G.U. 12/08/2015, n. 186) ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che “L’importo di euro 11.369,24, indicato nell’art. 76, comma 1, del d.P.R. n. 115/02, cosi’ come adeguato con decreto del 1 aprile 2014, e’ aggiornato in euro 11.528,41”.
Art. 106-bis (L)
(Compensi del difensore, dell’ausiliario del magistrato, del consulente tecnico di parte e dell’investigatore privato autorizzato)
1. Gli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all’investigatore privato autorizzato sono ridotti di un terzo.
(Processo avverso il provvedimento di espulsione del cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea)
1. Nel processo avverso il provvedimento di espulsione del cittadino di Stati non appartenenti all’Unione europea, di cui all’articolo 13, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l’onorario e le spese spettanti all’avvocato e all’ausiliario del magistrato sono a carico dell’erario e sono liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità rispettivamente previste dagli articoli 82 e 83 ed è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 84 .
1. Sino a quando non è emanata una specifica disciplina sulla difesa d’ufficio, nei processi previsti dalla legge 4 maggio 1983, n. 184, come modificata dalla legge 28 marzo 2001, n. 149, per effetto dell’ammissione al patrocinio, sono pagate dall’erario, se a carico della parte ammessa, le seguenti spese:
1. Nel processo di interdizione e di inabilitazione promosso dal pubblico ministero le spese sono regolate dall’articolo 131, eccetto per gli onorari dovuti al consulente tecnico dell’interdicendo o dell’inabilitando, e all’ausiliario del magistrato, i quali sono anticipati dall’erario.
3. Lo Stato ha diritto di ripetere le spese nei confronti dei tutori e curatori, nella qualità, se il magistrato con decreto accerta il superamento dei limiti di reddito previsti per l’ammissione al patrocinio nei processi civili, sulla base della documentazione richiesta ai beneficiari o sulla base degli accertamenti finanziari.