Source: http://www.coppadiparmaigp.com/statuto/
Timestamp: 2020-08-05 07:20:01+00:00
Document Index: 35469924

Matched Legal Cases: ['art. 2602', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 2610', 'art.14']

Statuto - Consorzio di Tutela della Coppa di Parma IGP
Statuto del Consorzio di Tutela della Coppa di Parma IGP
È costituito ai sensi dell’art. 2602 e ss. del codice civile e ai fini previsti dall’art. 14 comma 15 e seguenti della legge 21 dicembre 1999, n. 526, un Consorzio volontario con attività esterna, che assume la denominazione “Consorzio di Tutela della Coppa di Parma IGP” (d’ora in poi Consorzio). Il Consorzio non persegue fini di lucro ed ha funzione di tutela, di promozione, di valorizzazione, di informazione del consumatore e di cura generale degli interessi relativi alla “Coppa di Parma” indicazione geografica protetta.
Ai fini del presente Statuto, per “Coppa di Parma” si intende la IGP registrata con Regolamento (UE) n. 1120 del 30 ottobre 2011, certificato come tale ai sensi del Regolamento n. 1151/2012, la cui produzione avviene ai sensi del Disciplinare di Produzione registrato secondo la normativa sopra indicata.
Il Consorzio non persegue scopo di lucro, ha i seguenti scopi che svolge a favore di tutti i soggetti inseriti nel sistema di controllo della IGP “Coppa di Parma”:
promuovere l’applicazione del Disciplinare e proporre di esso eventuali modifiche od implementazioni, nonché promuovere il miglioramento delle caratteristiche qualitative della IGP “Coppa di Parma”,
definire programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo della produzione in termini di sicurezza igienico-sanitaria, caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e nutrizionali del prodotto commercializzato,
tutelare, promuovere, valorizzare e curare gli interessi generali della IGP “Coppa di Parma” anche attraverso l ‘informazione del consumatore,
avanzare proposte di disciplina regolamentare, anche in attuazione del Disciplinare registrato, e svolgere compiti consultivi relativi alla IGP “Coppa di Parma”,
conseguire ed espletare l’incarico di vigilanza, in qualità di organo abilitato dalle competenti Amministrazioni dello Stato con l ‘esecuzione di tutte le funzioni connesse al relativo esercizio, secondo le modalità stabilite dall’ordinamento vigente,
tutelare, difendere, anche in sede giudiziaria, in Italia e all’Estero, e vigilare affinché, da parte di chiunque, non vengano usati indebitamente, abusivamente od illegittimamente, anche riferiti a categorie merceologiche diverse, la dicitura “Coppa di Parma”, il marchio consortile, il segno distintivo della IGP “Coppa di Parma”, il contrassegno ed ogni altro simbolo o dicitura che la identifichi, ed affinché non vengano usati nomi, denominazioni, diciture e simboli comunque atti a trarre in inganno l’acquirente od il consumatore,
estendere in Italia ed all’estero la conoscenza la diffusione della IGP “Coppa di Parma”, nonché delle sue caratteristiche di qualità svolgendo ovunque apposita promozione ed opera di informazione anche riferita alla sua filiera produttiva,
operare la scelta dell’organismo di controllo autorizzato ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012,
collaborare nell’attività di vigilanza con l ‘ex Ispettorato Centrale Repressione Frodi, ora Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agro-alimentari, ai sensi del D.M del 12 ottobre del 2000, con il quale, conformemente alle previsioni dell’art. 14, comma 15, lettera d) della legge 526/1999, sono state impartite le direttive per la collaborazione dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP, nell’attività di vigilanza,
svolgere tutti i compiti di cui all’art. 14, comma 15 e ss., della legge del 21 dicembre 1999, n. 526 e relativi decreti attuativi del 12 aprile 2000,
vigilare affinché il titolo di consorziato e il marchio consortile adottato dal Consorzio vengano utilizzati esclusivamente dagli aventi diritto e che non venga posto in commercio “Coppa di Parma” IGP che non sia stata certificata come tale dall’organismo di controllo autorizzato,
promuovere accordi interprofessionali secondo le modalità dal presente Statuto ed, eventualmente, piani attuativi delle previsioni di cui all’art. 15 del Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n. 102 e ss. Modifiche,
favorire ed aderire alle iniziative atte ad organizzare e facilitare l’esportazione da parte di tutti i consorziati che contribuiscono all’affermazione della IGP “Coppa di Parma” ed inoltre svolgere e partecipare a mostre e manifestazioni fieristiche al fine di promuovere e pubblicizzare la IGP “Coppa di Parma”,
promuovere ed organizzare convegni ricerche di mercato e seminari per lo studio dei problemi tecnici ed economici relativi alla IGP “Coppa di Parma”,
supportare i consorziati nel perfezionamento costante del risultato produttivo, dando loro informazioni, direttive, assistenza ed ausili tecnici e/o scientifici,
promuovere intese tra i consorziati atte a valorizzare la produzione della IGP “Coppa di Parma”, e ad accrescerne la rinomanza e la conoscenza,
intraprendere qualsiasi iniziativa nell’interesse collettivo dei consorziati,
il Consorzio potrà, al fine di rendere efficace la sua azione, aderire ad organismi nazionali ed internazionali che si occupano di settori che interessano la IGP “Coppa di Parma”.
66% alle imprese di lavorazione;
11,33% agli allevatori;
11,33% ai macellatori;
11,33% ai porzionatori e confezionatori.
I soggetti di cui alle suddette categorie devono essere iscritti all’Organismo di Controllo, pubblico o privato, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali a svolgere attività di controllo e certificazione.
Il Consorzio è titolare, con delibera dell’assemblea dei soci e approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di proprio marchio consortile che può essere concesso in uso ai consorziati o, in via eccezionale, in licenza a terzi con delibera del Comitato esecutivo.
In qualità di titolare il Consorzio gestisce l’utilizzo dei marchi consortili e del segno distintivo della IGP “Coppa di Parma”.
Il mancato pagamento o il ritardato pagamento dei contributi dovuti superiore a tre mesi dà luogo all’immediata sospensione delle operazioni di apposizione del segno distintivo del Consorzio di tutela della IGP – Coppa di Parma per riprendere al momento dell’integrale adempimento.
Articolo 9 – Consorziati – aderenti
Possono aderire al Consorzio le imprese di lavorazione di Coppa di Parma, nonché gli ulteriori soggetti inseriti all’interno del sistema di controllo e certificazione della IGP appartenenti alla filiera preparazione di carni, rappresentati da allevatori, macellatori e sezionatori, porzionatori e confezionatori, di cui alle disposizioni regolamentari e normative vigenti, concernenti l’individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali, alle condizioni di seguito indicate.
All’interno della categoria imprese di lavorazione sono individuati i soci fondatori definiti come le aziende consorziate risultanti dalla compagine associativa dell’Associazione Fra Produttori per la Tutela della “Coppa di Parma” al momento della sua costituzione in data 1 febbraio 1994. I soci fondatori, anch’essi regolarmente iscritti all’Organismo di Controllo autorizzato, hanno gli stessi diritti e i medesimi obblighi degli altri soci.
I soggetti che desiderano far parte del Consorzio richiedono l’iscrizione in forma scritta al Comitato esecutivo facendo riferimento alla categoria o categorie, alle quali vogliono essere iscritti nel libro soci.
Il Comitato esecutivo stabilisce le modalità di presentazione delle domande stesse.
L’accoglimento della domanda, che è subordinata all’accettazione ed all’assunzione di tutti gli obblighi contenuti nel presente Statuto, viene decisa con giudizio motivato dal Comitato Esecutivo che entro 30 giorni ne da’ comunicazione all’interessato mediante raccomandata AR . L’eventuale rigetto della stessa, comunicata sempre mediante raccomandata AR, può essere impugnata dinanzi al Collegio Arbitrale, fatta salva la possibilità di adire l’autorità giudiziaria ordinaria.
I consorziati sono esclusi dal Consorzio nel caso di cessazione dell’attività relativa alla “Coppa di Parma” o sospesi per un periodo non superiore a dodici mesi su richiesta motivata dell’interessato.
In caso di trasferimento dell’azienda consorziata, si applica l’art. 2610 Codice Civile.
La facoltà prevista al secondo comma del suddetto articolo 2610 del codice civile è di competenza del Comitato esecutivo, il quale dovrà esercitarla – qualora lo ritenga opportuno – entro 60 giorni dalla conoscenza dell’avvenuto trasferimento.
– ad osservare le disposizioni dell’atto costitutivo, dello statuto e del regolamento adottato dal Consorzio e approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nonché delle deliberazioni prese dagli organi consortili;
– a versare i contributi ordinari annuali nonché gli eventuali contributi straordinari;
– a non chiedere per la durata del Consorzio la divisione del fondo consortile;
– consentire ed agevolare il controllo da parte dell’Organismo di Controllo, pubblico o privato, autorizzato e la vigilanza da parte del Consorzio, secondo le rispettive competenze;
Il consorziato è obbligato a non assumere comportamenti lesivi degli interessi del Consorzio e degli altri consorziati in quanto tali e/o comunque suscettibili di recare danno al prestigio ed all’immagine della indicazione geografica protetta.
I contributi consortili dovranno essere versati nei termini e secondo le modalità stabilite nel Regolamento interno adottato dal Consorzio e approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Il consorziato decade in caso di imputazione penale per reati connessi e/o inerenti l’attività aziendale svolta anche per la produzione o per attività che possano riferirsi o essere idonee a danneggiare la indicazione geografica “Coppa di Parma” (come ad esempio per frodi in commercio, falso in commercio, atti contrari alla indicazione geografica protetta).
Detto regolamento verrà redatto dal Consiglio di Amministrazione, approvato dall’Assemblea e sottoposto alla approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Le delibere relative all’esclusione di un consorziato sono assunte con la maggioranza semplice dei voti e devono essere sempre motivate. Il provvedimento è notificato all’interessato mediante raccomandata con avviso di ricevimento e può essere impugnato dall’interessato nel termine perentorio di 30 (trenta) giorni dal ricevimento, mediante ricorso al collegio arbitrale di cui al presente Statuto.
– quota di ammissione stabilita una tantum;
– contributo annuale calcolato sulla base del prodotto controllato e certificato, per ogni categoria, il quale non può superare la rispettiva percentuale di rappresentatività prevista dal DD.MM del 12 aprile 2000. Detto contributo viene calcolato sulla base dei dati forniti dall’organismo di controllo autorizzato, relativi all’ultimo anno solare conclusosi;
– contributi straordinari;
– contributo per l’attività erga omnes, ripartito ai sensi del DM 12 settembre 2000 n. 410;
Le tariffe ed i contributi straordinari sono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione per far fronte ad attività particolari o a passività straordinarie comunque attinenti all’oggetto ed alle funzioni statutarie e sono corrisposti nella misura e secondo le modalità di volta in volta stabilita da Consiglio medesimo.
Articolo 19.4 –Tariffa IGP
Con riferimento alle categorie produttive diverse dalle imprese di lavorazione, i soggetti che hanno aderito al Consorzio devono corrispondere detta tariffa in proporzione alla quantità di prodotto (suini allevati, cosce suine macellate, coppe affettate e confezionate) immessa nel circuito produttivo della IGP da ciascun operatore, rispetto alla produzione totale dei consorziati della categoria di appartenenza. In questo caso i dati produttivi di riferimento, sia aziendali che di comparto, sono quelli dell’anno precedente a quello per il quale si devono determinare le tariffe, come indicati dall’Organismo di certificazione autorizzato.
Articolo 19.5 – Tariffa di accesso al sistema della IGP “Coppa di Parma”
La tariffa di accesso al sistema della IGP “Coppa di Parma” è dovuta una tantum dalle imprese di lavorazione di nuova costituzione al momento della loro immissione nel sistema di controllo della IGP “Coppa di Parma”. Sulla base di quanto disposto dal decreto 12 dicembre 2000, n. 410, la suddetta tariffa è dovuta anche dalla Imprese di lavorazione non aderenti al Consorzio.
Ai fini della presente disposizione sono equiparate alle aziende di nuova costituzione quelle che pur avendo fatto parte del circuito della IGP “Coppa di Parma”, sono state estromesse dal sistema ufficiale di controllo dello stesso e ne sono rimaste escluse per un periodo continuativo pari o superiore a 3 anni.
La tariffa di accesso non si applica ai casi di trasferimento di azienda regolati dal presente Statuto e comunque a tutti i casi di cessione e/o di affitto di azienda, di ramo d’azienda, o di solo stabilimento di produzione (anche qualora lo stesso non costituisca un autonomo ramo d’azienda) a condizione che l’azienda, il ramo d’azienda o lo stabilimento in questione siano inseriti ed operanti nel sistema di controllo ufficiale della IGP “Coppa di Parma” da almeno un anno al momento del perfezionamento del contratto di cessione o di affitto.
4) il Presidente e il Vice Presidente;
5) il Collegio Sindacale.
L’assemblea dei consorziati è convocata dal presidente, su deliberazione del Consiglio di Amministrazione, almeno una volta all’anno entro il 28 febbraio per l’approvazione del bilancio preventivo e almeno una volta all’anno entro il 30 aprile per l’approvazione del bilancio consuntivo nei termini di legge.
Il Consorzio in conformità ed ai sensi del Decreto Ministeriale 12 aprile 2000 “individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette” pubblicato in G.U. 27.4.2000-serie generale n. 97 pag. 40 ss in particolare artt. 2 e 3, rappresenta le categorie ammesse ad aderire al consorzio come segue
– 66 % imprese di lavorazione
– 11,33% allevatori;
– 11,33% macellatori;
– 11,33% porzionatori e confezionatori
Per le altre categorie i criteri saranno precisati nel regolamento.
Il Consiglio di Amministrazione determina annualmente, prima dello svolgimento dell’assemblea, il numero di voti spettanti ai singoli soci, calcolato sulla base dei dati forniti per l’IGP “Coppa di Parma”, dall’organismo di Controllo autorizzato, relativi all’ultimo anno solare conclusosi.
c) approva il bilancio preventivo annuale
d) approva il bilancio consuntivo annuale;
e) delibera sull’azione di responsabilità contro gli amministratori;
f) delibera su ogni altro argomento previsto dalla legge e dallo Statuto o sottoposto alla sua valutazione dal Consiglio di Amministrazione;
g) approva i regolamenti interni da sottoporre all’approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Articolo 24 bis – Disposizioni specifiche in tema di elezione del Consiglio di Amministrazione
Ai sensi dell’Art. 2 della Legge 28 Luglio 2016 n° 154, nell’elenco dei candidati al Consiglio di Amministrazione almeno un terzo degli stessi deve appartenere al genere meno rappresentato.
Nel caso di mancata presentazione di appartenenti al genere meno rappresentato si procederà all’elezione di candidati presenti nell’elenco, previa esplicita verbalizzazione della situazione fattuale di effettiva mancanza di candidati eleggibili appartenenti al genere meno rappresentato.
Le disposizioni dei commi precedenti si applicano per tre mandati consecutivi a partire dal primo rinnovo del Consiglio di Amministrazione successivo al 25 agosto 2017.
Per il primo rinnovo del Consiglio di Amministrazione successivo al 25 agosto 2017 almeno un quinto dei candidati deve appartenere al genere meno rappresentato, fatto salvo quanto disposto nel secondo comma del presente articolo.
Le deliberazioni che abbiano ad oggetto la modifica dello Statuto, la proroga della durata del Consorzio, lo scioglimento anticipato del consorzio e la nomina dei liquidatori, le proposte di modifica al disciplinare dell’IGP “Coppa di Parma” sono adottate dall’assemblea straordinaria sia in prima, sia in seconda convocazione, con il voto favorevole di tanti consorziati che rappresentano almeno il 70% (settanta) dei voti validi.
Il Consiglio di Amministrazione resta in carica tre esercizi sociali ed è composto da un numero minimo di sei e un massimo di nove membri da stabilirsi in sede di assemblea, prima della nomina..
Nell’ambito della filiera produttiva e sulla base dei criteri di rappresentatività, di cui all’art.14 comma 17 della legge 526/99 e dal decreto ministeriale del 12.4.2000 per la composizione degli organi sociali, dovranno essere adottate le seguenti procedure:
– le imprese di lavorazione possono rappresentare al massimo il 66%;
– gli allevatori possono rappresentare al massimo l’11,33%;
– i macellatori possono rappresentare al massimo l’11,33%;
– I porzionatori e confezionatori possono rappresentare al massimo l’11,33%.
Qualora nel corso del mandato, vengano a mancare uno o più amministratori il consiglio di amministrazione provvede a sostituirli mediante nomina del primo dei non eletti per cooptazione nell’ambito della stessa categoria alla quale apparteneva il consigliere da sostituire.
Costituisce altresì causa di decadenza dalla qualità di consigliere di amministrazione l’ interruzione per qualsiasi ragione del rapporto di lavoro con l’azienda aderente al consorzio.
a) elegge nel proprio seno il Presidente, il Vice Presidente cui compete di sostituire il Presidente in caso di assenza o impedimento e il Comitato esecutivo;
c) provvede alla redazione del bilancio preventivo annuale;
d) provvede alla redazione del bilancio consuntivo annuale e della relazione informativa da allegare al medesimo;
f) redige i regolamenti interni che diventano efficaci dopo l’approvazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti;
Il Comitato Esecutivo è nominato in seno al Consiglio di Amministrazione ed è composto dal Presidente e da tre componenti del Consiglio stesso, per una durata uguale a quella del Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Esecutivo è convocato dal Presidente o, in caso di assenza o impedimento, da chi ne fa le veci, ogni qualvolta questi lo reputi opportuno e qualora ne sia fatta richiesta da almeno due componenti. La convocazione è fatta per lettera raccomandata, telegramma, fax, o posta elettronica, spedita almeno cinque giorni prima della riunione.
Il Comitato Esecutivo è presieduto dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Consigliere più anziano.
Articolo 31- Poteri del Comitato Esecutivo
b) delibera sulle azioni giudiziarie per la tutela della “Coppa di Parma” ed anche sulle ulteriori azioni giudiziarie intraprese su iniziativa non coordinata con l’attuazione della tutela della “Coppa di Parma”;
Il Presidente convoca e presiede le assemblee consortili e il consiglio di amministrazione; il Presidente rappresenta il Consorzio e in tale qualità deve, informando il Consiglio di Amministrazione, stare in giudizio e compiere tutti gli atti giudiziali e stragiudiziali nell’interesse dell’ente. A lui spetta la firma del Consorzio.
– dal fondo consortile che è variabile ed è formato dai contributi dei consorziati e dai beni acquisiti con questi contributi;
– dagli immobili che pervengono al Consorzio.
Le entrate del Consorzio sono costituite dalle contribuzioni e da quanto proveniente dai consorziati nei modi e per le motivazioni regolate dal presente statuto, dagli importi delle sanzioni irrogate ai consorziati e da qualunque altro tipo di proventi provenienti anche da terzi.
I regolamenti e le modifiche agli stessi regolamenti, allo Statuto e al Disciplinare di Produzione divengono esecutivi dopo il parere positivo espresso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Il patrimonio residuo sarà distribuito tra i consorziati salvo che il Consiglio in carica prima di deliberare lo scioglimento ne disponga la destinazione per iniziative commerciali.