Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1229-codice-civile-clausole-di-esonero-da-responsabilita
Timestamp: 2019-08-21 17:09:56+00:00
Document Index: 18142104

Matched Legal Cases: ['art. 124', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 1218', 'art. 1229', 'art. 1218', 'art. 1229', 'art. 1229', 'art. 1229', 'art. 1229', 'art. 1218', 'art. 1229']

Art. 1229 codice civile: Clausole di esonero da responsabilità | La Legge per tutti
E’ nullo qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per colpa grave (1).
E’ nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico (2) (3).
dall’adempimento
Dolo: [v. 1225]; Ordine pubblico: [v. 1343].
Clausole di esonero da responsabilità: patti che limitano l’entità del risarcimento, oppure che lo escludono del tutto; nonché ogni altro accordo che renda più difficile la tutela contro l’inadempimento (es.: clausola con cui si esclude il diritto di esercitare l’azione di risoluzione del contratto [v. 1453], oppure di sollevare l’eccezione di inadempimento [v. 1460]).
Colpa: violazione di regole di normale diligenza, prudenza e perizia da osservare in determinate circostanze.
(1) Non costituiscono clausole di esonero da responsabilità le clausole che delimitano l’oggetto del contratto; né la cd. clausola di manleva (di garanzia), con cui la responsabilità si sposta su di un terzo (es.: dall’appaltante all’appaltatore).
(2) Nell’ipotesi prevista dal comma 2 sono nulli anche i patti che escludono o limitano la responsabilità del debitore per colpa lieve, determinata cioè dalla violazione della diligenza media (diligenza del buon padre di famiglia [v. 1176]).
(3) In tema di tutela del consumatore, l’art. 124, d.lgs. 206/2005 (Codice del consumo) sancisce la nullità di qualsiasi patto che escluda o limiti preventivamente, nei confronti del danneggiato, la responsabilità per danno da prodotti difettosi.
La norma mira ad evitare fenomeni di irresponsabilità per grave inadempimento (per dolo o colpa grave) che potrebbero pregiudicare il contraente debole non in grado di rifiutare la clausola. Essa, pertanto, ha la funzione di assicurare al creditore un minimo di impegno da parte del debitore.
In tema di concorsi pronostici, le condizioni generali unilateralmente predisposte e contenute in atti regolamentari, in quanto accettate dallo scommettitore con la giocata, disciplinano il contratto complesso ed unitario così concluso, con la conseguenza che la clausola limitativa della responsabilità dell'ente gestore e dei ricevitori autorizzati (nella specie, di cui all'art. 11 del d. m. 29 ottobre 1957, recante il Regolamento del concorso pronostici "Enalotto") si applica anche nel caso in cui la matrice della giocata non sia stata trasmessa al medesimo gestore. Cassa con rinvio, App. Lecce, 28/03/2007
Cassazione civile sez. III 29 maggio 2013 n. 13434
In tema di concorsi pronostici, la clausola limitativa della responsabilità dell'ente gestore e dei ricevitori autorizzati per la mancata trasmissione della matrice di giocata ai soli casi di dolo o colpa grave (nella specie, ai sensi dell'art. 11 d.m. 29 ottobre 1957, recante il Regolamento del concorso pronostici "Enalotto") non altera i normali criteri di ripartizione dell'onere della prova di cui agli art. 1218 e 2697 c.c., con la conseguenza che il debitore ricevitore, il quale voglia andare esente da responsabilità, ha l'onere di provare che l'inadempimento o inesatto adempimento, sia dipeso da causa estranea al suo potere di controllo, ovvero che la sua attività o inattività concreti colpa lieve. Spetterà, invece, al creditore scommettitore la prova dell'inesecuzione della prestazione nonché del danno di cui chieda il risarcimento. Cassa con rinvio App. Lecce, 28/03/2007
Nell'ipotesi di rapina in banca ed esclusione della colpa dell'istituto di credito, la grave ed inescusabile imprudenza, negligenza ed imperizia del debitore dev'essere, nella specie, ragguagliata non già alla diligenza media del buon padre di famiglia, bensì alla specifica professionalità esigibile da un soggetto altamente qualificato, istituzionalmente erogatore di un servizio di interesse pubblico, cui quindi è imposta la doverosa predisposizione di tutti gli accorgimenti resi disponibili dalla tecnica più avanzata e delle cautele idonee a prevenire l'evento dannoso (alla luce di tale principio, la Corte ha ritenuto lacunosa la decisione dei giudici del merito laddove avevano ritenuto che la predisposizione da parte della banca, oltre che delle consuete apparecchiature meccaniche, anche di un servizio di sicurezza composto da uomini che più opportunamente avrebbero potuto rendersi conto della presenza di ladri nell'interno dei locali, risultando inidonea a dar conto del soddisfacimento del grado particolarmente elevato di difese richiesto in materia, da valutare necessariamente in raffronto con le modalità esecutive del furto, di cui non vi era cenno nella ricostruzione del fatto).
Cassazione civile sez. I 31 ottobre 2012 n. 18706
Il contratto bancario di deposito a custodia in piego chiuso è pienamente equiparabile a quello relativo al servizio bancario delle cassette di sicurezza. La clausola ivi contenuta, che contempli la limitazione dell'indennizzo ad un determinato importo, escludendo la responsabilità risarcitoria della banca oltre il suddetto importo per la perdita degli oggetti custoditi nel plico, integra un patto limitativo non dell'oggetto del contratto, ma del debito risarcitorio della banca ed è pertanto contraria alla disposizione dell'art. 1229 c.c., che sancisce la nullità dell'esclusione o della limitazione convenzionale della responsabilità del debitore per i casi di dolo o colpa grave.
Corte appello Palermo 17 luglio 2012
In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nel caso di sottrazione dei beni custoditi nella cassetta di sicurezza a seguito di furto — il quale non integra il caso fortuito, in quanto è evento prevedibile, in considerazione della natura della prestazione dedotta in contratto — grava sulla banca, ai sensi dell'art. 1218 c.c., l'onere di dimostrare che l'inadempimento dell'obbligazione di custodia è ascrivibile ad impossibilità della prestazione ad essa non imputabile (per avere tempestivamente predisposto impianti rispondenti alle più recenti prescrizioni in tema di sicurezza raccomandate nel settore), non essendo sufficiente, ad escludere la colpa, la prova generica della sua diligenza, dal momento che tale disposizione generale, che regola l'inadempimento delle obbligazioni contrattuali, si applica anche in presenza di una clausola limitativa della responsabilità della banca, da ricondurre all'art. 1229 c.c. e che riguardi l'ammontare del debito risarcitorio, non l'oggetto del contratto.
Cassazione civile sez. I 27 dicembre 2011 n. 28835
In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, la clausola negoziale che disponga che l'uso delle cassette è concesso per la custodia di cose di valore complessivo non superiore ad un certo limite e che comporti l'obbligo dell'utente di non conservare nella cassetta medesima cose aventi nell'insieme valore superiore a detto importo, in correlazione con altra che, in caso di risarcimento del danno verso l'utente, imponga di tenere conto della clausola precedentemente indicata, va qualificata come attinente alla limitazione della responsabilità. Ne consegue che, essendo tale clausola valida nei limiti di cui all'art. 1229, comma 1, c.c., la banca è tenuta a rispondere soltanto per dolo o per colpa grave, operando l'esonero da responsabilità in caso di colpa lieve anche per l'ipotesi di furto, pur in mancanza di prova del caso fortuito.
Cassazione civile sez. III 22 dicembre 2011 n. 28314
In tema di responsabilità della banca verso l'utente nell'esercizio del servizio delle cassette di sicurezza, ed in presenza di una clausola di esonero da responsabilità, operante nei limiti indicati dall'art. 1229 c.c., ovvero con esclusione della responsabilità del custode per dolo e colpa grave, nel caso di sottrazione dei beni custoditi nella cassetta di sicurezza a seguito di furto, incombe sempre sul debitore inadempiente, vale a dire sull'istituto di credito, l'onere di dimostrare che l'inadempimento dell'obbligazione di custodia sia ascrivibile ad impossibilità della prestazione ad esso non imputabile, dovendosi coordinare il citato art. 1229 con l'art. 1218 c.c., che è norma generale del regime processuale della responsabilità contrattuale, in forza della quale la regola della presunzione della responsabilità non trova motivo di essere derogata, in difetto di norme scritte o di ragioni giustificative di un'interpretazione dell'art. 1229 di segno contrario.