Source: https://personaedanno.it/articolo/stato-d-ebbrezza-non-serve-sempre-l-alcoltest-cass-pen-25835-19
Timestamp: 2019-11-13 19:53:49+00:00
Document Index: 26520956

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 186', 'art. 6', 'art. 132', 'art. 133']

Diritto, procedura, esecuzione penale - Procedura penale - Annalisa Gasparre - 14/10/2019
La Corte di cassazione ha chiarito che ai fini della contestazione della guida in stato d’ebbrezza non è indispensabile effettuare l’alcoltest quando lo stato di ebbrezza si evinca da elementi sintomatici.
In realtà, nel caso specifico, a seguito dell’incidente stradale, il conducente era stato condotto in ospedale dove l’accertamento tecnico era stato effettuato; tuttavia, tali risultati erano inutilizzabili perché l’uomo non era stato avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore prima di procedere all’accertamento del tasso alcolemico.
Nondimeno, i giudici di merito avevano condannato l’uomo per guida in stato di ebbrezza sulla base di elementi sintomatici, quali la dinamica dell’incidente stradale, la sintomatologia rilevata dagli agenti intervenuti sul posto e la diagnosi dei sanitari dell’ospedale che, visitando l’uomo, constatavano un sospetto stato di intossicazione acuta da alcool.
Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 5 marzo – 12 giugno 2019, n. 25385 - Presidente Di Salvo – Relatore bruno
1. Con sentenza emessa in data 27/4/2018, la Corte di appello di Bologna ha confermato la pronuncia del Tribunale di Piacenza con cui P.A., ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. b); comma 2-bis, era stato condannato alla pena di mesi tre di arresto ed Euro 3000,00 di ammenda con sospensione della patente di guida per anni uno, e fermo amministrativo del veicolo per giorni 180. L’imputato, a cui era stata originariamente contestata la fattispecie di cui all’art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), era fuoriuscito dalla sede stradale con la propria auto andando ad impattare contro una vettura in sosta e, successivamente, contro il guard-rail. Condotto in ospedale era sottoposto ad esame ematico che accertava una concentrazione alcolica nel sangue pari a 2,72 g/l. Il risultato di tali esami era tuttavia dichiarato inutilizzabile dal Tribunale in quanto il ricorrente non era stato avvertito della facoltà di farsi assistere da un difensore prima di procedere all’accertamento del tasso alcolemico.
La ratio di tale diverso orientamento trae spunto dalla considerazione che l’esame strumentale non rappresenta una prova legale e, pertanto, il giudice può, dagli elementi sintomatici, ritenere accertate le ipotesi di reato di cui all’art. 186 C.d.S. ("Nel reato di guida in stato di ebbrezza, poiché l’esame strumentale non costituisce una prova legale, l’accertamento della concentrazione alcolica può avvenire in base ad elementi sintomatici per tutte le ipotesi di reato previste dall’art. 186 C.d.S." (così Sez. 4, n. 26562 del 26/05/2015, Rv. 263876 - 01). Naturalmente in tali casi deve esperirsi una valutazione particolarmente attenta e prudente dei sintomi dell’agente.
L’argomentazione in base alla quale la condizione del ricorrente troverebbe corrispondenza nei sintomi rappresentati nella Tabella ministeriale di cui al D.L. n. 117 del 2008, art. 6, nella fascia che si colloca tra il penalmente irrilevante ed il mero illecito amministrativo, non è conferente. Essa contraddice il contenuto della certificazione sanitaria in cui, come si è detto prima, si certifica la sospetta intossicazione acuta da alcol e si attesta una condizione di disorientamento spazio-temporale. 3. Gli ulteriori motivi di ricorso risultano parimenti infondati.
In ordine alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, la Corte di merito ha affermato di condividere la scelta del primo Giudice di negare l’invocato beneficio, in considerazione dei precedenti annoverati dal P., della circostanza dell’avere cagionato un sinistro stradale e dell’elevatissimo tasso alcolemico rilevato sulla sua persona. Orbene, pure volendo epurare tali valutazioni dal richiamo all’elevatissimo tasso alcolemico (essendo stato il certificato di analisi dichiarato inutilizzabile), risulta sufficientemente argomentata la decisione di negare le circostanze attenuanti generiche. La motivazione risulta conforme ai principi delineati da questa Corte di legittimità secondo i quali "Nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche non è necessario che il giudice prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo tutti gli altri disattesi o superati da tale valutazione" (così, ex multis, Sez. 3, n. 28535 del 19/03/2014, Lule, Rv. 259899).
La dosimetria della pena è questione rimessa al prudente apprezzamento del Giudice di merito. In base al principio normativamente codificato all’art. 132 c.p., il quantum della pena da infliggersi, nei limiti della legge, è compito affidato esclusivamente alla valutazione discrezionale del Giudice, che deve compiere tale scelta in base ai parametri di cui all’art. 133 c.p., indicando i motivi che la giustificano. Trattandosi di una potestà interamente affidata alla discrezionalità del Giudice, il controllo sulla corretta applicazione della legge può essere esercitato soltanto sulla motivazione che sorregge la decisione, la quale deve risultare immune da vizi logici. Ne discende che è inammissibile la censura che, nel giudizio di Cassazione, miri ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione non sia frutto di mero arbitrio o di un ragionamento illogico (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013 - 04/02/2014, Ferrario, Rv. 259142).