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Timestamp: 2020-06-04 21:09:36+00:00
Document Index: 144720577

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 38', 'art. 32', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 27', 'art. 31', 'art. 35', 'art. 34', 'art. 20', 'art. 40', 'art. 39', 'art. 17', 'art. 3']

Tessili - Cascami di seta, Industria: CCNL, 6 dicembre 1950
Data firma: 6 dicembre 1950
Validità: 01.11.1950 - 31.05.1952
Parti: Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta-Confindustria e Fiot-Cgil, Federtessili-Cisl, Uilt-Uil
Settori: Tessili, Cascami di seta, Industria
N. 1. - Camere di allattamento e asili-nido.
Parte I Operai
Art. 22. - Trattamento operaie gestanti.
Art. 29. - Indennità di bicicletta.
Art. 33. - Assenze e permessi.
Art. 34. Trattenute per risarcimento.
Art. 35. - Sanzioni disciplinari.
Art. 36. - Concessione e trasformazione di azienda.
Art. 37. - Preavviso.
Art. 38. - Indennità di anzianità in caso di licenziamento.
Art. 39. - Indennità di anzianità in caso di dimissioni.
Art. 40. - Indennità di anzianità in caso di morte.
Parte II Categorie speciali o intermedie assistenti
Art. 7. - Orario di lavoro - Lavoro straordinario notturno e festivo.
Art. 15. - Esplicazione temporanea di mansioni.
Art. 24. - Condizioni di miglior favore. Altri appartenenti alle categorie speciali od intermedie
Paghe mensili contrattuali
Tabella delle paghe mensili base degli appartenenti alle categorie speciali od intermedie, in vigore dal 1-11-1950
Art. 34. - Provvedimenti disciplinari a carico dell’impiegato.
Art. 36. - Passaggio dalla categoria di operaio a quella di impiegato.
Art. 42. - Decadimento del limite della retribuzione.
Art. 44. - Inscindibilità e condizioni di miglior favore.
Art. 45. - Disposizioni generali.
Tabella degli stipendi base degli impiegati in vigore dal 1° novembre 1950
Allegato n. 1 Accordo interconfederale 31 maggio 1941. Congedo matrimoniale ai lavoratori non aventi diritto alla qualifica impiegatizia.
Allegato n. 2 Legge 26 agosto 1950, n. 860 - «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri».
Allegato n. 3 Accordo interconfederale 31 maggio 1941
Allegato n. 4 Accordo per l’istituzione della Commissione tecnica paritetica provinciale per le controversie relative all’assegnazione in categoria o grado degli impiegati, all’attribuzione della qualifica impiegatizia ed all’attribuzione della qualifica di appartenente alle categorie speciali o intermedie
Allegato n. 5 Categorie speciali od intermedie. Accordi interconfederali 30 marzo, 23 maggio e 27 ottobre l'946.
Art. 2. - Trattamento.
Art. 3. - Art. 1, 2, 3 del contatto interconfederale 30 marzo 1946.
• Art. 1. - Aumenti periodici di anzianità.
• Art. 2. - Trattamento in caso di sospensione o riduzione di lavoro.
• Art. 3. - Dimissioni.
Allegato n. 6 Misura delle indennità di anzianità pregresse.
Tabelle dei minimi di paga per gli operai dell’industria della filatura cascami di seta
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti all’industria della filatura dei cascami di seta, 6 dicembre 1950
In Milano, tra l’Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta [...], con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Impiegati Operai Tessili (Fiot) [...], con l’intervento di rappresentanti i Sindacati Provinciali Tessili [...], con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro [...], la Federazione Italiana dei Lavoratori Tessili (Federtessili) [...], con l’assistenza della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori [...], l’Unione Italiana del Lavoro - Tessili - (Uil Tessili) [...], con l’assistenza della Uil Nazionale [...], si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per gli addetti alla filatura dei cascami di seta.
Nella soluzione delle controversie individuali o collettive le norme del presente contratto dovranno essere interpretate in base alle disposizioni legislative riguardanti sia il contratto che il rapporto di lavoro.
a) I reclami e le controversie di carattere individuale, seguendo le consuetudinarie norme disciplinari di azienda, saranno risolti e trattati tra lavoratori e datori di lavoro con l'intervento della Commissione Interna o del Delegato d’impresa.
Nel caso in cui non si raggiunga l’accordo, il reclamo e la controversia saranno sottoposti all’esame delle competenti Associazioni territoriali. Riuscito vano il tentativo di componimento in sede sindacale, le parti hanno facoltà di promuovere consensualmente un lodo arbitrale.
A tale uopo sarà costituito un collegio di sette membri composto di tre membri designati dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori interessate, tre membri designati dalla corrispondente Organizzazione dei datori di lavoro, un membro presidente scelto di comune accordo.
b) Le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno deferite, a seconda della loro natura, per l’ulteriore esame e risoluzione, le prime alle competenti Associazioni Nazionali, le seconde a quelle territoriali.
Sono formalmente riconosciuti la Commissione Interna o il Delegato d’impresa coi poteri, nei limiti e secondo la procedura stabiliti dagli accordi interconfederali in materia.
In ciascuna azienda può essere redatto dal datore di lavoro, ed esposto in luogo chiaramente visibile, un regolamento interno. La sua redazione ed il suo contenuto non dovranno comunque essere in contrasto con le norme del presente contratto nonché con i compiti attribuiti alle Commissioni Interne od ai Delegati di Impresa dagli appositi accordi interconfederali.
Ai lavoratori sarà conservata - possibilmente istituendola ove manchi - la mensa aziendale, oppure corrisposta una indennità sostitutiva.
Detta indennità compete anche ai lavoratori che non possono fruire della mensa per esigenze di servizio.
Laddove le mense funzionano, le Commissioni Interne o i Delegati di impresa avranno la facoltà di sorvegliarne l’andamento d’accordo con le direzioni aziendali.
Le aziende dovranno, laddove sia possibile ed in conformità con le disposizioni del Regolamento di Igiene, predisporre locali accoglienti e confortevoli adibiti a refettorio.
Per quanto riguarda le camere di allattamento e gli asili-nido si fa riferimento alle norme della legge sulla «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri».
Le Organizzazioni territoriali esamineranno l'opportunità di coordinare gli eventuali contratti locali col presente contratto nazionale.
È considerato apprendista l’operaio compreso fra i 14 ed i 18 anni di età che venga assunto nello stabilimento per acquistare un addestramento pratico atto a farlo diventare operaio qualificato.
Riconosciuta, per le particolari condizioni dell’industria tessile, l’opportunità di avviare ed addestrare al lavoro anche personale non esperto che abbia superato il limite di cui sopra, nell’ambito delle disposizioni di legge, è consentita l’assunzione di tale personale come apprendista fino ad una età massima di anni 21.
Se l’apprendista di filatura o di tessitura e loro lavorazioni complementari provenga da altri reparti, sempre di filatura o tessitura anche complementari, nei quali abbia già compiuto il periodo di apprendistato, il nuovo periodo viene ridotto alla metà. Parimenti viene ridotto almeno della metà il periodo di apprendistato per coloro che abbiano frequentato con esito favorevole scuole professionali
Per la durata e per le percentuali di retribuzione dell’apprendistato, valgono le norme riprodotte nelle tabelle. [...]
La durata normale dell’orario di lavoro è quella fissata dalle norme legislative e interconfederali con un massimo di otto ore giornaliere, fatte salve le deroghe relative nonché quelle del presente contratto e quelle riguardanti il personale addetto a lavori discontinui o di semplice attesa e custodia.
La distribuzione dell’orario giornaliero viene stabilita dalla ditta in conformità colle disposizioni regolanti i compiti delle Commissioni interne e comunicata agli operai in apposita tabella da affiggersi all’entrata dello stabilimento.
Le parti raccomandano alle aziende che il lavoro termini, ove è possibile, non oltre le ore 13 del sabato. In quelle aziende ove non venga prestato il lavoro nel pomeriggio del sabato, le ore così non lavorate saranno distribuite negli altri giorni della settimana, nell’ambito dell’orario normale di cui al primo comma e nel limite di un’ora al giorno, e verranno retribuite a regime normale.
Il lavoro straordinario potrà essere effettuato nei casi, nei limiti e con la procedura previsti dalle vigenti norme legislative e interconfederali. Il lavoratore è tenuto a prestare il lavoro straordinario richiesto dalla Direzione, salvo giusti e comprovati motivi derivanti dallo stato di salute, da condizioni di gravidanza o puerperio, da ragioni familiari e simili.
L’operaio in possesso di documenti comprovanti la frequenza a scuole serali o festive deve essere esonerato dal lavoro straordinario compatibilmente con la esigenza del lavoro ed in quanto le prestazioni del lavoro straordinario gli impediscano di frequentare le scuole medesime.
La pulizia del macchinario deve essere effettuata tenendo presenti le disposizioni di legge in materia di prevenzione infortuni.
L’orario normale degli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, di cui alla tabella annessa al regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657, non può superare le 10 ore giornaliere.
Per i custodi ed i portieri fruenti, nello stabilimento o immediate dipendenze, di alloggio e di altre eventuali agevolazioni ad esso pertinenti, tale orario è portato fino a 12 ore, fermo restando l’obbligo per i lavoratori di cui sopra di rispondere, senza diritto a compensi ulteriori, alle eventuali chiamate di carattere eccezionale che potessero aver luogo oltre i predetti limiti ili orario.
L’orario ordinario del lavoro a squadre è di otto ore per turno ivi compresa la mezz’ora di riposo e sarà stabilito dal datore di lavoro in conformità con le disposizioni regolanti i compiti delle Commissioni Interne.
Nel lavoro a squadre deve essere consentito per ogni turno un intervallo di riposo di mezz’ora. Detto riposo deve essere goduto a macchine ferme e normalmente fuori del locale di lavoro, salvo il diritto di fruire della mezz’ora di riposo fuori dello stabilimento.
Il lavoro a squadre deve essere retribuito con una maggiorazione del 10% sulla paga oraria o sulla tariffa di cottimo stabilita per il lavoro a turno unico, maggiorazione che assorbe e sostituisce la retribuzione per la mezz’ora di riposo. Tale percentuale di maggiorazione deve essere riferita alla sola paga con esclusione della indennità di contingenza la quale, invece, viene corrisposta per le ore di effettiva presenza nello stabilimento, compresa la mezz’ora di riposo. L’importo di detta maggiorazione sarà distintamente registrato sul prospetto o busta-paga.
La predetta maggiorazione verrà corrisposta sia nel caso di squadre composte di soli uomini o di sole donne, come nel caso di squadre promiscue di uomini e donne, e non è dovuta nelle riduzioni di orario fino ad undici ore complessive se si tratta di lavoro a due squadre (ore cinque e mezza giornaliere per ciascuna squadra) e fino a tredici ore e mezzo se si tratta di tre squadre (ore quattro e mezza giornaliere per ciascuna squadra).
Le modificazioni dei turni devono essere notificate 24 ore prima, mediante avviso collocato in luogo chiaramente visibile, salvo i casi di forza maggiore. Nel caso dì modifica del turno assegnato l’operaio dovrà comunque fruire - all’atto del passaggio a diverso turno - di un adeguato periodo di riposo.
Il turno unico è soggetto alla disciplina del lavoro a squadre anche se compiuto senza avvicendamenti solo nel caso che il relativo orario coincida come inizio o termine con uno degli orari dei turni avvicendati, rimanendo comunque nel limite di uno spostamento massimo di 15 minuti.
Tuttavia potranno essere consentiti laddove esistono attualmente. Nel caso che le maestranze ne richiedano la soppressione, le Organizzazioni sindacali territoriali competenti interverranno per adottare le risoluzioni del caso.
Ai lavoratori è dovuta la maggiorazione del 10% sulle paghe orarie e sulle tariffe di cottimo come nel caso di lavoro a squadra.
Le eventuali contestazioni circa le ripercussioni che una errata applicazione di detti criteri potrebbe avere nei confronti della salute degli operai, potranno essere sottoposte, su richiesta della parte interessata, anche immediatamente dopo l’attuazione dell’assegnazione, ad una Commissione tecnica paritetica presieduta da un rappresentante dell’ispettorato del Lavoro competente per territorio.
Premesso che con il primo comma dell’articolo si sono intesi indicare i criteri a cui le aziende si ispirano nell’assegnare il macchinario, si chiarisce che con il riferimento alle «possibilità di prestazione normale degli operai» si è inteso riferirsi a quelle che un lavoratore di normale capacità e diligenza può sviluppare senza che ne risultino anormalmente impegnate le sue facoltà fisiche ed intellettuali.
6) È proibito alle aziende di servirsi di cottimisti, i quali abbiano alle proprie dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il lavoro a cottimo intercorrente tra l’operaio e l’azienda, e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente intesa agli effetti tecnici disciplinari.
7) Agli operai interessati dovranno essere comunicate, per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente. [...]
8) Qualunque contestazione che non trovi risoluzione nell’ambito aziendale in materia di cottimo, riguardante la precisazione di elementi tecnici e l’accertamento di fatti determinanti la tariffa dì cottimo, è rimessa ad opportuno riesame da parte delle competenti Organizzazioni territoriali, mediante ripetizione degli accertamenti di merito, qualora una delle parti ne faccia richiesta.
Gli eventuali casi non conciliati in tale sede, saranno deferiti in ultima istanza per la loro definitiva risoluzione, ad una Commissione tecnica paritetica composta di membri designati dalle competenti Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, presieduta da un tecnico consensualmente designato o da un Ispettore del Lavoro.
9) La procedura sopra prevista non concerne le controversie di interpretazione, né quelle di applicazione non indicate nel punto ottavo, per le quali valgono le norme dell’art. 6 della parte generale.
Il giorno di riposo settimanale sarà normalmente di domenica salvo che la domenica ricada in turni regolari o periodici di lavoro; non è consentito il riposo compensativo in altro giorno della settimana per il lavoro domenicale non compreso in turni regolari di lavoro e salvo bene inteso le eccezioni di legge.
In caso di modificazioni dei turni di riposo, l'operaio dovrà venire preavvisato entro il terzo giorno precedente a quello fissato per il riposo stesso, con diritto di recuperare entro il periodo di due settimane il giorno di riposo non effettuato.
All’operaio che abbia una anzianità di 12 mesi consecutivi presso la ditta nella quale è occupato, saranno concessi ogni anno dodici giorni di ferie pagate.
All’operaio infortunato nell’azienda [...], ove, per postumi invalidanti, l’operaio non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
Il trattamento di gravidanza e puerperio è disciplinato dalla legge sulla «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri». (All. n. 2).
In via transitoria e sino alla data di entrata in vigore della legge, le parti convengono di riferirsi all’accordo interconfederale 14 agosto 1946, mantenendo elevata nella misura del 75 per cento la quota di trattamento in esso prevista.
Quando la ditta richieda, o la natura del lavoro imponga, l’uso dì abiti o indumenti di lavoro, la ditta deve fornirli a sue spese.
La sostituzione di tali abiti e indumenti sarà fatta più o meno frequentemente in relazione alla più o meno rapida usura degli stessi in conseguenza della natura delle lavorazioni.
In vista di un più esteso impiego degli abiti da lavoro, le aziende ne faciliteranno l’adozione da parte degli operai che lo richiedano mediante agevolazioni di pagamento.
Nelle lavorazioni che si svolgono in condizioni di particolare disagio e con impiego di sostanze nocive dovranno essere dalle aziende osservate le vigenti disposizioni di legge sull'igiene, sulla sicurezza del lavoro, sulla tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli riguardanti:
Potranno del pari essere adottate di concerto fra le parti le ulteriori misure atte ad integrare, occorrendo, le disposizioni di legge nell’interesse della salute del lavoratore.
L’operaio deve svolgere le mansioni affidategli con la normale diligenza richiesta dalla natura del lavoro nell’interesse della azienda e della produzione; deve osservare le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro [...]
Durante il lavoro l’operaio non può allontanarsi dal proprio posto senza giustificato motivo e senza l’autorizzazione prescritta da disposizioni aziendali.
Nell’interno dello stabilimento è proibito introdurre bevande alcooliche o cibi senza il permesso della Direzione.
Parimenti non è consentito fumare se non nei luoghi appositamente stabiliti e fuori dell’orario di lavoro.
Le infrazioni al presente contratto e alle altre norme e regolamenti interni non in contrasto con le disposizioni contrattuali possono essere punite:
1) col rimprovero verbale o scritto;
2) con la multa fino ad un massimo di tre ore di retribuzione;
3) con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a tre giorni;
4) con il licenziamento senza preavviso, ma con la sola indennità di cui all’art. 38;
5) con il licenziamento in tronco senza preavviso e senza indennità di anzianità.
а) che abbandoni il proprio posto senza giustificato motivo e senza l’autorizzazione prescritta da disposizioni aziendali;
e) che in qualunque modo trasgredisca le norme del presente contratto, o quelle del regolamento interno, o commetta contro la disciplina, la morale, l’igiene e la sicurezza dello stabilimento mancarle che non siano punibili con il licenziamento.
1) Senza preavviso ma con indennità di anzianità:
а) per contravvenzione al divieto di fumare di cui al quarto comma dell’art. 32;
e) per danneggiamenti volontari, [...], lavorazioni in stabilimento per conto proprio o di terzi con danno per l’azienda.
Le parti raccomandano alle aziende che il lavoro termini, ove è possibile, non oltre le ore 13 del sabato. In quelle aziende ove non venga prestato il lavoro nel pomeriggio del sabato, le ore così non lavorate saranno distribuite negli altri giorni della settimana, nell’ambito dell’orario normale di cui al primo comma e nel limite di un’ora al giorno.
Compatibilmente con le esigenze del lavoro al quale sono adibiti, potranno essere concessi esoneri dal lavoro ordinario o straordinario agli assistenti che frequentino scuole di addestramento o di perfezionamento professionale.
Il singolo lavoratore non potrà rifiutarsi entro i limiti consentiti dalla legge di compiere il lavoro straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi di impedimento.
È considerato lavoro notturno quello prestato dalle ore 22 alle ore 6 del mattino.
Il giorno di riposo settimanale sarà normalmente di domenica, salvo che la domenica cada in turni regolari e periodici di lavoro.
Non è consentito il riposo compensativo in altro giorno della settimana per il lavoro domenicale non compreso in turni regolari di lavoro e salvo ben inteso le eccezioni di legge.
Lo stesso dicasi per il lavoro comandato nella giornata o nel pomeriggio del sabato quando questi siano stati fissati, precedentemente, di riposo nell’orario di lavoro aziendale.
In caso di modificazioni dei turni di riposo, l’assistente dovrà venire preavvisato entro il terzo giorno precedente a quello fissato per il riposo stesso con diritto di recuperare entro il periodo di due settimane il giorno di riposo non effettuato.
15 giorni di calendario per anzianità da 1 a 7 anni;
20 giorni di calendario per anzianità da oltre 7 a 15 anni;
25 giorni di calendario per anzianità da oltre 15 a 25 anni;
30 giorni di calendario per anzianità oltre 25 anni.
I giorni di ferie eccedenti il periodo effettivamente goduto dalla maestranza potranno, a seconda delle anzidette esigenze del lavoro, essere concessi anche in modo non consecutivo oppure, ove necessario, eccezionalmente sostituiti, d’accordo tra le parti, dalla indennità corrispondente alle giornate di ferie non godute.
In caso di infortunio sul lavoro od in missione [...], ove per postumi invalidanti l’assistente non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo, nel limite del possibile, a mansioni più adatte alla sua capacità lavorativa.
Trasferte - art. 25 operai.
Trasferimenti - art. 26 operai [...]
Abiti da lavoro - art. 27 operai.
Disciplina del lavoro - art. 31 impiegati.
Sanzioni disciplinari - art. 35 operai.
Trattenute per risarcimento - art. 34 operai.
Lavori nocivi - articolo comune.
Zona malarica - articolo comune.
Servizio militare - art. 20 impiegati.
Indennità di anzianità in caso di morte - art. 40 operai.
Cessione e trasformazione di azienda - articolo comune.
Altri appartenenti alle categorie speciali od intermedie
Il trattamento normativo degli altri appartenenti alle categorie speciali od intermedie è regolato a tutti gli effetti dagli accordi interconfederali 30 marzo-23 maggio-27 ottobre 1946 sempreché non risultino inferiori nei singoli istituti al trattamento previsto nella parte prima del presente contratto ed eventuali più favorevoli accordi particolari. (Allegato n. 5).
L’assunzione può essere fatta anche con prefissione di termini; tuttavia saranno applicabili in tal caso tutte le disposizioni regolatiti il rapporto a tempo indeterminato, quando l’aggiunzione del termine non risulti giustificata dalla specialità del rapporto ed apparisca invece fatta per eludere le disposizioni del presente contratto. L’assunzione fatta con prefissione di termine dovrà risultare da atto scritto.
Il singolo impiegato non potrà rifiutarsi, entro i limiti consentiti dalla legge, di compiere il lavoro straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi di impedimento.
Il giorno di riposo settimanale sarà normalmente di domenica salvo che la domenica cada in turni regolari e periodici di lavoro.
In caso di modificazioni dei turni di riposo, l’impiegato dovrà venire preavvisato entro il 3° giorno precedente a quello fissato per il riposo stesso con diritto di recuperare entro il periodo di due settimane il giorno di riposo non effettuato.
15 giorni di calendario in caso di anzianità di servizio fino a due anni;
20 giorni di calendario in caso di anzianità di servizio da oltre due anni fino a 10 anni;
25 giorni di calendario in caso di anzianità di servizio da oltre 10 fino a 20 anni;
30 giorni di calendario in caso di anzianità di servizio di oltre 20 anni.
In caso di infortunio sul lavoro od in missione [...], ove per postumi invalidanti l’impiegato non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri» (allegato n. 2), l’azienda deve, in caso di gravidanza e puerperio, conservare il posto alla impiegata per un periodo complessivo di almeno otto mesi, corrispondendo l’intera retribuzione per i primi quattro mesi e la metà di essa per gli altri quattro mesi.
La ditta è tenuta a fornire a sue spese gli indumenti di lavoro: quando essa stessa lo richieda;
quando sia richiesta dalla natura stessa della lavorazione; quando il normale contatto con macchinario o attrezzature porti ad un maggior consumo di indumenti.
Potranno del pari essere adottate, di concerto fra le parti, le ulteriori misure atte ad integrare, occorrendo, le disposizioni di legge nell’interesse della salute del lavoratore.
b) rispettare l’eventuale regolamento interno aziendale, portato a sua conoscenza mediante la affissione nei locali di lavoro;
c) aver cura dei locali, mobili, oggetti, macchinario e strumenti e quanto altro a lui affidato.
c) multa non superiore a tre ore di stipendio;
d) sospensione dal lavoro e dallo stipendio per un periodo non superiore a 5 giorni;
f) licenziamento senza preavviso ma colla sola indennità di cui all’art. 39;
c) guidino e controllino il lavoro di un gruppo di operai con apporto di competenza tecnico-pratica.
I lavoratori di cui si tratta sono distinti in due categorie. Appartengono alla prima categoria coloro per i quali lo svolgimento delle mansioni avanti specificate importi il necessario esercizio di un certo potere di iniziativa in rapporto alla condotta ed ai risultati della lavorazione, nonché coloro i quali esplichino mansioni di particolare rilievo e complessità rispetto a quelle che sono comuni alla generalità dei lavoratori appartenenti alle categorie indicate sotto la lettera a), b) e c) del capoverso precedente e ne costituiscono le fondamentali caratteristiche per la loro attribuzione alle categorie stesse.
In via esemplificativa appartengono alla prima categoria: ... omissis... l’assistente tessile, ecc.; appartengono alla seconda categoria: il capo squadra con apporto di competenza tecnico-pratica ma senza iniziativa per la condotta e i risultati della lavorazione. ... omissis... il capo usciere, il capo fattorino, ecc.
Si conviene di applicare il trattamento previsto dal R.D.L. 13 novembre 1924, n. 1825 sul rapporto di impiego privato, senza pregiudizio del loro stato giuridico. [...]
La retribuzione compensa anche i periodi di anticipazione o protrazione dell’orario normale, entro i limiti previsti, per la predisposizione del lavoro degli operai.
Quanto precede non modifica naturalmente il trattamento in atto gli effetti fiscali previdenziali ed assicurativi. Ferma restando la non applicabilità degli usi di cui all’art. 17 del R.D.L. 13 novembre 1924, n. 1825 restano in vigore le condizioni individuali complessive (economiche e normative) di miglior favore anche acquisite in base ad accordi sindacali vigenti al 1 aprile 1946, ivi compresa l’attribuzione della qualifica impiegatizia a coloro ai quali fosse stata riconosciuta successivamente al 21 marzo 1945.
Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 3 del contratto interconfederale 30 marzo 1946 si applicano anche nei confronti del personale cui si riferisce il presente articolo, salvo che per la indennità di dimissioni che verrà corrisposta nelle percentuali di cui all’art. 3 suddetto riferita alla misura di cui al 1° comma.
Il trattamento di cui al presente articolo avrà decorrenza dal 1° aprile 1946.