Source: https://www.giurisprudenzapenale.com/2018/11/24/berlusconi-contro-italia-il-27-novembre-2018-verra-pubblicata-la-sentenza-della-corte-europea-dei-diritti-delluomo/
Timestamp: 2020-06-06 17:56:12+00:00
Document Index: 60075678

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 37']

Berlusconi contro Italia: il 27 novembre 2018 verrà pubblicata la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - Giurisprudenza penale
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Berlusconi contro Italia: il 27 novembre 2018 verrà pubblicata la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
24 Novembre 2018 24 Novembre 2018 Redazione Giurisprudenza Penale
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, tramite un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito ufficiale, ha reso noto che la decisione nella causa Berlusconi c. Italia verrà pubblicata martedì 27 novembre alle ore 11.00.
Ricordiamo ai lettori che il ricorso presentato da Silvio Berlusconi ha ad oggetto la asserita violazione degli articoli 7 (‘principio di legalità’), 13 (‘diritto ad un rimedio effettivo’) e 14 CEDU (‘divieto di discriminazione’), nonché dell’art. 3, Protocollo 1 alla CEDU (‘diritto a libere elezioni’) e che le censure riguardano la c.d. “Legge Severino” che disciplina le cause di ineleggibilità e decadenza di alcune cariche pubbliche, fra cui quella di senatore della Repubblica, nei confronti di chi abbia riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per delitti (i.) di stampo mafioso o con finalità di terrorismo, (ii.) contro la pubblica amministrazione, ovvero (iii.) per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell’articolo 278 del codice di procedura penale.
Come è noto, nei confronti di Berlusconi il decreto Severino è stato applicato successivamente ai fatti idonei a determinarne la decadenza. Il Senato, infatti, in data 27 novembre 2013, ha votato a favore della decadenza di Berlusconi dalla carica da senatore, a seguito della condanna definitiva pronunciata nei confronti di quest’ultimo per fatti di frode fiscale (art. 2, D. lgs. n. 74/2000) risalenti al 2004 (si tratta di Cass. pen. n. 35729/2013). Il ricorrente, ritenendo che le disposizioni sulla ineleggibilità e decadenza abbiano natura penale e non possano pertanto essere applicate retroattivamente, ha chiesto la condanna dello Stato italiano per violazione del principio di legalità, racchiuso nell’art. 7 CEDU.
Come si può leggere nel comunicato stampa, il ricorrente, lo scorso luglio, ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso (“on 27 July 2018 Mr Berlusconi informed the Court that he no longer intended to pursue his application”).
Sebbene, in teoria, la Corte possa ugualmente procedere all’esame del ricorso (ai sensi dell’art. 37 par. 1, infatti, in caso di cancellazione “la Corte prosegue l’esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dell’uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli lo imponga”), è possibile che la decisione sia di mera radiazione dal ruolo: nel comunicato stampa si parla, infatti, di “ruling” (e non di “judgment”) e non ci sarà lettura pubblica del dispositivo in udienza, bensì esclusivamente il deposito delle motivazioni.
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