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Timestamp: 2018-05-21 10:37:45+00:00
Document Index: 41089429

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 23']

Codice di prevenzione incendi (D.M. 03/08/2015) - Struttura, campo e modalità di applicazione, contenuti | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NW3658
Sul Supplemento ordinario n. 51 alla G.U. 20/08/2015, n. 192, è stato pubblicato il D. Min. Interno 03/08/2015, recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139” (cosiddetto “Codice di Prevenzione Incendi”). Il decreto è emanato in attuazione dell’art. 15 del D. Leg.vo 08/03/2006, a norma del quale “Le norme tecniche di prevenzione incendi sono adottate con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri interessati, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi”.
L’importante provvedimento, in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e pertanto dal 18/11/2015, risponde ad esigenze di semplificazione e razionalizzazione del vigente corpo normativo relativo alla prevenzione degli incendi, attraverso l’introduzione di un unico testo organico e sistematico di disposizioni applicabili ad alcune attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e mediante l’utilizzo di un nuovo approccio metodologico più aderente al progresso tecnologico e agli standard internazionali.
Il decreto si compone di cinque articoli e di un allegato tecnico. Gli articoli chiariscono il campo di applicazione e le modalità applicative del Codice (v. appresso).
L’allegato tecnico è a sua volta strutturato in quattro sezioni, come da tabella seguente.
Sezione G- Generalità
Contiene i principi fondamentali per la progettazione della sicurezza antincendio, applicabili indistintamente alle diverse attività.
Contiene le misure antincendio di prevenzione, protezione e gestionali applicabili alle diverse attività, per comporre la strategia antincendio al fine di ridurre il rischio di incendio.
Sezione V- Regole tecniche verticali (RTV)
Contiene le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili a specifiche attività o ad ambiti di esse, le cui misure tecniche previste sono complementari o integrative a quelle generali previste nella sezione “Strategia antincendio”. Tale sezione sarà nel tempo implementata con le regole tecniche riferite ad ulteriori attività.
Sezione M- Metodi
Contiene la descrizione delle metodologie progettuali.
Il D.M. 03/08/2015 entra in vigore dal 18/11/2015, novantesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Attività cui le nuove norme tecniche si applicano
Le norme tecniche di prevenzione incendi di cui al D.M. 03/08/2015 si possono applicare alla progettazione, realizzazione ed esercizio delle attività di cui all’Allegato I del D.P.R. 151/2011, individuate dai seguenti numeri: 9; 14; da 27 a 40; da 42 a 47; da 50 a 54; 56; 57; 63; 64; 70; 71 (aggiunta dal D.M. 08/06/2016); 75, limitatamente ai depositi di mezzi rotabili e ai locali adibiti al ricovero di natanti e aeromobili; 76.
Per comodità del lettore, in allegato alla presente notizia è riportato un file PDF recante lo stralcio del menzionato Allegato I del D.P.R. 151/2011, concernente le attività appena elencate.
Le norme tecniche di prevenzione incendi di cui al D.M. 03/08/2015 si possono altresì applicare alla progettazione, realizzazione ed esercizio delle attività sopra elencate, nei casi in cui le stesse non rientrino nei limiti di assoggettabilità previsti dall’Allegato I del D.P.R. 151/2011.
Per le attività sopra elencate già in possesso del Certificato di prevenzione incendi (CPI) ovvero in regola con gli obblighi previsti dagli artt. 3, 4 e 7 del D.P.R. 151/2011, il D.M. 03/08/2015 non comporta alcun adempimento.
Alternatività con la regolamentazione tecnica esistente
Le norme tecniche di prevenzione incendi di cui al D.M. 03/08/2015 si possono applicare in alternativa ai vigenti criteri tecnici di prevenzione incendi emanati in attuazione dell’art. 15 del D. Leg.vo 08/03/2006, nonché in alternativa alle specifiche disposizioni di prevenzione incendi elencate nella seguente tabella (art. 3 del decreto).
D. Min. Interno 31/03/2003
D. Min. Interno 03/11/2004
D. Min. Interno 15/03/2005
Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinare da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base al sistema di classificazione europeo.
D. Min. Interno 16/02/2007
D. Min. Interno 20/12/2012
Nuove realizzazioni e ristrutturazioni
Le norme tecniche di prevenzione incendi di cui al D.M. 03/08/2015 si possono applicare sia alle attività di nuova realizzazione che in caso di intervento sulle attività esistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 03/08/2015 (18/11/2015). Per le modalità applicative in tale seconda ipotesi si veda la seguente tabella.
Ristrutturazione parziale o ampliamento
Applicazione limitata alla parte interessata dall’intervento, qualora le misure di sicurezza antincendio esistenti nella restante parte dell’attività - non interessata dall’intervento stesso - risultino a giudizio del Progettista compatibili con la ristrutturazione o con l’ampliamento da realizzare.
Applicazione all’intera attività, qualora le misure di sicurezza antincendio esistenti nella restante parte dell’attività - non interessata dall’intervento stesso - risultino a giudizio del Progettista non compatibili con la ristrutturazione o con l’ampliamento da realizzare.
Documentazione tecnica da allegare alle istanze
Ai fini della documentazione tecnica da allegare alle istanze restano valide - anche in caso di applicazione del D.M. 03/08/2015 - le disposizioni recate dal D.M. 07/08/2012 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151).
La documentazione tecnica dovrà peraltro includere le informazioni indicate nel D.M. 03/08/2015.
Tariffe per i servizi resi dai VV.F.
Restano valide le disposizioni concernenti la determinazione degli importi dei corrispettivi dovuti per i servizi resi dai Comandi provinciali del Vigili del Fuoco contenute:
nell’art. 11, comma 3, del D.M. 07/08/2012, il quale a sua volta rinvia ai commi 2 e 3 dell’art. 7 ed alla tabella di cui all’Allegato 6 del D.M. 04/05/1998 (Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonchè all'uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco) [1];
negli artt. 3 comma 3, 4 comma 2 e 6 comma 4 del D.M. 09/05/2007 (Direttive per l’attuazione dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio).
[1] Si rammenta che i commi 2 e 3 dell’art. 7 e la tabella di cui all’Allegato 6 del D.M. 04/05/1998 continuano ad applicarsi fino all'adozione del D.M. di cui all'art. 2, comma 8, del D.P.R. 151/2011, il quale dispone: “Con il decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, sono stabiliti i corrispettivi per i servizi di prevenzione incendi effettuati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco”. A sua volta l’art. 23, comma 2, del D. Leg.vo 139/2006 dispone che “Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate le attività di prevenzione incendi rese a titolo gratuito e stabiliti i corrispettivi per i servizi di prevenzione incendi effettuati dal Corpo nazionale. L'aggiornamento delle tariffe è annualmente rideterminato sulla base degli indici ISTAT rilevati al 31 dicembre dell'anno precedente”.
Elenco completo AGGIORNATO attività cui è applicabile il D.M. 03/08/2015
Linee guida per la deroga ai criteri antincendio negli edifici vincolati aperti al pubblico
Con la Lettera Circolare n. 3181/2016 il Dipartimento dei Vigili del fuoco ha adottato Linee guida per la valutazione in deroga dei progetti relativi ad attività aperte al pubblico ed ubicate in edifici soggetti a tutela, quale strumento di ausilio al progettista nel quale sono illustrate - in maniera esemplificativa e non esaustiva delle possibili varianti - soluzioni tecniche che possono essere adottate per la richiesta di variante in deroga in caso di inapplicabilità della pertinente regola tecnica.