Source: https://www.slideserve.com/niveditha/vincenzo-malitesta-responsabile-area-internal-auditing-membro-effettivo-organismo-di-vigilanza-d-lgs-231
Timestamp: 2018-08-17 05:55:03+00:00
Document Index: 79651765

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 16', 'art, 25', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 107', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 22', 'art. 24', 'art.7', 'art. 15', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 8', 'art. 15', 'art. 23', 'art. 15']

PPT - Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA PowerPoint Presentation - ID:187312
Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA PowerPoint Presentation
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Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA - PowerPoint PPT Presentation
L’INTERNAL AUDITING IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TRASFORMATA IN SOCIETA’ PER AZIONI. IL CASO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI. Vincenzo Malitesta Responsabile Area Internal Auditing Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001 FORUM PA - Roma, 21.05.2007 -.
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L’INTERNAL AUDITING IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TRASFORMATA IN
IL CASO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI
Responsabile Area Internal Auditing
Membro effettivo Organismo di Vigilanza d.lgs. 231/2001
- Roma, 21.05.2007 -
BREVE PRESENTAZIONE DI CDP: “IN DUE PAROLE”, IERI E OGGI
SVILUPPO DELLA FUNZIONE DI CONTROLLO INTERNO NEL PASSAGGIO DA PA A SPA (IA e 231)
CDP: le tappe storiche
1850: la Cassa depositi e prestiti nasce a Torino, nel Regno Sabaudo, con la funzione di raccogliere depositi quale luogo di “pubblica fede”
1863: la Cassa piemontese incorpora le altre Casse del Regno in una nuova Istituzione, con sede prima a Firenze e, poi, a Roma.
1875:nascono i libretti di risparmio postale, le cui risorse vengono utilizzate dalla CDP per il finanziamento degli enti locali volti agli investimenti in opere pubbliche e all'ammortamento dei debiti pregressi.
1898: la CDP trasformata in Direzione generale del Ministero del Tesoro.
1924: introduzione dei buoni fruttiferi postali
1983:riforma istituzionale della CDP per renderla pienamente autonoma (L. 197/83)
1993: riconoscimento alla CDP di una propria personalità giuridica, separata da quella dello Stato (art. 22 del D.L. 8/93, convertito dalla L. 68/93).
1999: riordino dell'assetto organizzativo e funzionale dell'Istituto (D.Lgs. 284/99).
2003: trasformazione di CDP in società per azioni (D.L. 269/2003)
2006: con effetto dal 1° gennaio, Infrastrutture S.p.A. è fusa per incorporazione nella CDP S.p.A. (L. 266/05, art. 1, comma 79).
CDP: le ragioni della societarizzazione
Necessità del rispetto dei parametri di Maastricht, cui l’operazione avrebbe complessivamente contribuito (attribuzione a CDP di rilevanti quote di partecipazioni azionarie dello stato)
Necessità di adeguamento ai profondi cambiamenti del quadro normativo, istituzionale e competitivo dei suoi mercati di riferimento, potenziandone la capacità d'azione e rendendo più flessibile e funzionale la gestione operativa
Tentativo di utilizzare CDP quale “motore dello sviluppo economico del Paese”: suo impiego oltre che come (tradizionale) polmone finanziario degli enti locali (GS), nel finanziamento delle grandi opere infrastrutturali (ISPA_TAV..), nel supporto al processo di esternalizzazione dei servizi pubblici locali (GO), quale nuovo strumento di sostegno dell’economia e delle imprese (Nuova “488”) in compartecipazione con il sistema bancario.
CDP: la mission
La mission della Cassa è di (1) favorire lo sviluppo degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali destinate alla fornitura dei servizi pubblici a carattere locale e delle grandi opere di interesse nazionale, (2) offrire ai risparmiatori prodotti finanziari con un moderato profilo di rischio al fine di favorire l’accumulazione del risparmio, (3) assicurare un’adeguata creazione di valore per i propri azionisti e per tutti i portatori di interesse, preservando, al contempo ed in modo durevole, il proprio equilibrio economico-finanziario-patrimoniale.
CDP: il nuovo contesto normativo
AIUTI DI STATO_TRASPARENZA DELLE RELAZIONI FINANZIARIE TRA GLI STATI MEMBRI E LE SOCIETA’ PARTECIPATE (SEPARAZIONE CONTABILE E ORGANIZZATIVA_COAN)
NORMATIVA E POTERI D’INDIRIZZO MINISTERIALI SULLA GS – SIEG (D.MEF 6 ottobre 2004 e dal D.MEF 27 gennaio 2005…)
ANTITRUST (VICENDA_TERNA) + CONSOB (OBBLIGHI INFORMATIVI)
NUOVO DIRITTO SOCIETARIO (GOVERNANCE SPA)
COMITATO DI BASILEA (Nuove disp. di vig.za prudenziale per le banche - Circ. BI 263/Dic.06)
TUB + TUF
DISCIPLINA DI VIGILANZA SUGLI INTERMEDIARI FINANZIARI ISCRITTI NELL’ELENCO SPECIALE EX ART. 107 TUB
R.OB. E SEGNALAZIONI STATISTICHE BI/BCE QUALE “ENTE CREDITIZIO” (PUMA2 DA 2007)
INTERNAL AUDITING: Istruzioni di Vigilanza BI + "Internal audit in banks and the supervisor's relationship with auditors" pubblicato dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria nell'agosto 2001 + “Standards per la pratica professionale dell’Internal Auditing” dell’Institute of Internal Auditors statunitense (IIA)
MARKET ABUSE E NUOVA LEGGE “TUTELA RISPARMIO” (L. 62 + 262/05)
TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI IAS/IFRS (da 1.1.2006- FTA: 1.1.2005)
COVERED BOND (GS) + EMNT (GO)
FONDI CHIUSI D’INVESTIMENTO IN INFRASTRUTTURE
SECURITIZATION (CARTOLARIZZAZIONE DEGLI ATTIVI PATRIMONIALI)
DISCIPLINA TRIBUTARIA APPLICABILE
NORMATIVA RAPP. LAVORO, PREVIDENZIALI E CCNL CREDITO
CDP: la corporate governance
LIVELLO CONTROLLI
ASSEMBLEA (70% Stato 30% Soci minoritari)
Nomina gli amministratori e il Presidente d.CdA
(6 nominati dal Mef, 3 dai soci di minoranza)
(Art. 2383 del Codice Civile, art. 15 c. 1, 6 e ss., art. 16 c. 1 Statuto)
Nomina i Sindaci
(art. 27 Statuto)
Potere di indirizzo e modalità di esercizio
(art. 6 c.2 Statuto; art. 5 , c.9 e c.11 DL 269/03)
5 membri designati dai soci minoritari
3 membri designati dal MEF
1 Direttore Generale Cdp Spa
(art. 23 c. 1 Statuto)
(art. 12 c. 1, art. 14 c.1, art. 16 c. 1 e 2, art, 25 c. 1 Statuto)
BANCA D’ITALIA (art. 5, c. 6 DL 269/03; art. 6 c. 3 e art. 24 c. 7 Statuto, art. 8 c. 1 D.MEF 05/12/03)(TITOLO V T.U.B. per int.ri vigilati ex art. 107, tenendo presenti le caratteristiche del soggetto vigilato e la speciale disciplina della “gestione separata”)
COMMISS.PARLAM.VIGILANZA (art. 5, c. 9 DL 269/03; art. 6 c. 2 Statuto)
COLLEGIO SINDACALE (art. 27 Statuto)
MAGISTRATO CORTE CONTI (art. 17 c. 6 e art. 27 c. 10 Statuto )
INTERNAL AUDITING (art. 22 c. 1 Statuto)
SOCIETA’ DI REVISIONE ESTERNA (art. 22 c. 1 e art. 28 c. 1 Statuto)
COMITATO SUPP. AZ.STI PRIVILEGIATI (art. 22 c. 1 Statuto)
ORGANISMO DI VIGILANZA DLGS 231/01
Direttore Generale Vice Direttore Gen.
(art. 24 Statuto)
( Art. 24 c. 5 Statuto)
14membri
(di cui 5 previsti all’art.7 c.1
L. 13/05/1983 n. 197) (1)
(art. 15 c. 2 Statuto)
Nomina il DirettoreGenerale
(art. 24, c. 1 Statuto)
BANCA D’ITALIA (art. 5, c. 6 DL 269/03; art. 6 c. 3 e art. 24 c. 7 Statuto, art. 8 c. 1 D.MEF 05/12/03)
Nomina gli amministratori
(Art. 2383 del Codice Civile, art. 15 c. 1, 6 e ss. Statuto)
(art. 23 c. 1 Statuto
(art. 15 c. 1 Statuto)
(1) – Il Direttore Generale Tesoro, il Ragioniere Generale dello Stato, Rappresentanti degli Enti Locali (Anci, Upi, Regioni)
CDP: azionisti e partecipazioni azionarie
70% : Ministero dell’Economia e delle Finanze
30% : 66 Fondazioni Bancarie
CDP: la struttura organizzativa
CDP: le cifre
I Controlli Interni: le date fondamentali
Fine anni ’80: dall’Ispettorato ai Controlli Interni (d.lgs. 29/93)
Fine anni ’90: il Sistema dei Controlli Interni (d.lgs.286/99)
2004: l’Internal Auditing ("Internal audit in banks and the supervisor's relationship with auditors" pubblicato dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria nell'agosto 2001; gli “Standards per la pratica professionale dell’Internal Auditing” stabiliti dall'Associazione Italiana Internal Auditors, in linea con quelli definiti dall’Institute of Internal Auditors statunitense)
I Controlli Interni: il S.C.I. ex d.lgs. 286
I Controlli Interni: i cantieri di trasformazione
Sviluppare i contenuti relativi a processi revisionali, attività oggetto del controllo, responsabilità organizzative e strumenti per lo sviluppo della funzione di IA di Cassa Depositi e Prestiti SpA.
Cantiere - Milestone - Data inizio/fine - Costi/invest. - Risorse da coinvolgere
Modello D. Lgs 231/01
Regolamento di Internal Audit
Risorse (finanza, contabilità, compliance, ICT)
Manuale delle procedure di IA
Infrastrutture di supporto (Controlli a distanza _ Flussi inf.vi AIA_OdV_SIRE)
I Controlli Interni: il modello a tendere (“COSO-ERM oriented”)
Oggetto Sociale: a) Finanziamento enti pubblici utilizzando il R.P. con garanzia Stato;
b) Finanziamento infrastrutture per servizi pubblici, senza garanzia Stato;
c) Gestione partecipazioni trasferite da MEF
d) Gestione delle funzioni, attività e passività trasferite al MEF;
e) Assistenza e consulenza agli enti pubblici;
f) Servizi di consulenza, studio e ricerca in materia economica e finanziaria.
g) Ogni altra operazione strumentale connessa ed accessoria.
(Art.3 Statuto)
L’Internal Auditing concorre a garantire il raggiungimento degli scopi sociali in quanto strumento di supporto del Vertice Aziendale e dell’Organizzazione nel monitoraggio sul funzionamento dei sistemi di controllo interno
Mission: Favorire lo sviluppo degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali destinate ai servizi pubblici locali e delle grandi opere di interesse nazionale, assicurando ritorno economico agli azionisti e durevole equilibrio economico-finanziario-patrimoniale.
Vision: Società leader del settore che, mantenendo un connotato Istituzionale, contribuisce allo sviluppo economico del Paese, perseguendo l’eccellenza delle proprie risorse umane, metodi gestionali e qualità del servizio alla clientela.
Mandato di Audit
Obiettivi Piani Politiche
Mission: verificare e valutare l’adeguatezza dei sistemi di controllo interno, del sistema di gestione dei rischi e dei sistemi di governo dell’impresa
Oggetto dell’
Sistema Gest. Rischi
I Controlli Interni: l’AIA a [quasi] regime
I rischi di CDP:
Rischi finanziari:
Mercato: tasso, equity
Riaggregando i processi aziendali l’AIA ha individuato omogenei “ambiti di audit”, per ciascuno
dei quali è stato calcolato un risk scoring, cioè una sintetica misura del rischio insito in ciascun ambito, utilizzata
per determinare quelli su cui agire prioritariamente e che sono inseriti nel piano di Audit dell’anno corrente.
Il risk scoringrisulta dalla combinazione delle due componenti di Probabilità ed Impatto.
Dal Piano di Audit per l’anno 2006:
Engeneering & Maintenance
Production, Integration & Delivery
Definire i contenuti di ingegneria di processo
Effettuare il Procurement materiale aeronautico e servizi manutentivi
Gestire gli impianti e i macchinari
Manutenere gli aeromobili (heavy, light, line)
Gestire le vendite manutentive e il materiale surplus
Gestire il sistema qualità e i rapporti con la FAA
Progettare e definire le procedure operative a terra
Gestire/supervisionare l’operatività di scalo Italia
Effettuare il procurement materiali e servizi aeroportuali
Gestire Hub (MXP, FCO) e Infrastrutture
Sviluppare business e vendite
Effettuare assistenza aeromobili
Effettuare assistenza passeggeri
Gestire l’operatività Cargo e la Logistica
Gestire/supervisionare l’operatività di scalo estero
Effettuare il Crew Training
Effettuare il Crew Planning & Management
Gestire i simulatori di volo
Gestire le operazioni di volo
Effettuare i servizi tecnici di bordo
Gestire la scuola di Volo
Gestire l’ingegneria di esercenza (compliance con STD internazionali su aeromobili, gestione del Group Flight Safety)
Integrare i fattori produttivi (pianificazione e gestione)
Gestire lo scheduling dei voli e disegnare il network
Progettare il sistema di delivery del servizio
Gestire il coordinamento operativo voli
Gestire il coordinamento operativo operazioni a terra
Effettuare la Security e gestire la Safety
Gestire il Crisis Management
Analizzare i fabbisogni del mercato
Definire il prodotto (nuove rotte e servizi commerciali)
Definire il Pricing di prodotto
Comunicare il prodotto e fidelizzarlo
Gestire la vendita del prodotto Fly
Gestire la vendita del prodotto Cargo
Progettare i servizi in volo e a terra
Gestire il Revenue recognition
Gestire la Biglietteria
ALITALIA MAINTENANCE SYSTEMS S.p.A
Il Progetto 231
1. Analisi del modello di business (catena del valore e declinazione in macroprocessi) di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale (Modello di Business, Macroprocessi, Struttura organizzativa)
2. Individuazione delle funzioni aziendali che presidiano le attività sensibili e definizione di una matrice attività sensibili alla “231” vs. funzioni/owner di processo (MIAR)
3. Analisi delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei “rischi 231” (Schede di Gap Analysis)
4. Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard “231” (Sintesi Gap)
5. Realizzazione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo atto a prevenire la commissione di reati ex 231
1a. CATENA DEL VALORE
2. MATRICE ATTIVITA’ SENSIBILI/FUNZIONI - MIAR
4. SINTESI GAP
Reati verso la P.A.
1b. MACROPROCESSI
ATTIVITA’ SENSIBILI
3. SCHEDE DI GAP ANALYSIS
1c. STRUTTURA ORGANIZZATIVA
1b. CONTROLLO DIREZIONALE
5. MO EX D.LGS. 231/01
1. Analisi del modello di business di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale
MAPPATURA DEI PROCESSI PER LE AREE/DIREZIONI
Estratto del documento “Mappa integrata dei processi” – Direzione Finanziamenti Pubblici
1. Analisi del modello di business di Cassa e Depositi e Prestiti S.p.A. e identificazione della struttura organizzativa, dei ruoli, dei soggetti in posizione apicale (Controllo Direzionale)
ATTIVITA’ SENSIBILI INDIVIDUATE
Analisi delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei “rischi 231”
Rilevazione dei gap del sistema di controllo interno rispetto agli standard “231”
Mappatura delle attività sensibili e rilevazione dello stato dei controlli a presidio dei “rischi 231”
Estratto del documento “Matrice attività sensibili/funzioni aziendali”
A seguito della realizzazione della Gap Analysis per il sistema dei controlli sui processi sensibili ex D.Lgs.231/01 sono state formulate proposte di allineamento in materia di:
Procedure di gestione degli acquisti e della logistica
Procedura di gestione dei flussi finanziari
Procedura di gestione delle verifiche effettuate da organi interni ed esterni e della custodia ed accesso alla documentazione obbligatoria
Linee guida di gestione del sistema delle deleghe e procure
Clausole standard ad integrazione della contrattualistica di CDP
Revisione del Regolamento dell’OdV confluito del Modello
Realizzazione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo atto a prevenire la commissione di reati ex 231
Il documento “Modello di Organizzazione, Gestione e controllo ex. D.Lgs. 231/01” è articolato in tre sezioni
I- Parte Generale
II - Parte Speciale: Reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione
III - Parte Speciale: Reati Societari
Attività di attuazione e vigilanza
AIA e governance
Direzioni/Aree
MEF-Fondazioni