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Timestamp: 2016-12-08 08:05:39+00:00
Document Index: 144489948

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art.\n2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 1', 'art.\n6', 'art.\n4', 'art. 6', 'art. 3', 'art.\n3', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 4', 'art.6', 'art. 4', 'art. 6', 'art.\n8', 'art. 6', 'art. 24', 'art.\n1', 'art.\n24', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 7', 'art.\n1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 1']

Circolare INPS n. 33 del 04.02.2002
D.Lgs. 6.11.2001, n. 423. Riforma della
disciplina in materia previdenziale ed assistenziale per particolari categorie
di lavoratori soci di società e di enti cooperativi disciplinati dal D.P.R.
30.4.1970, n. 602, a norma dellart. 4, co. 3 della legge 3.4.2001, n. 142
SOMMARIO: Il D.Lgs. n. 423
del 2001 disciplina un meccanismo di graduale superamento dello speciale regime
stabilito per lassolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali dal
D.P.R. n. 602 del 1970 per le cooperative esercenti le attività di cui allo
stesso D.P.R. finalizzato al raggiungimento, alla scadenza del quinquennio
previsto dalla norma, della equiparazione della contribuzione versata per i
lavoratori soci delle stesse cooperative a quella prevista per i lavoratori
dipendenti da imprese in genere
3.4.2001, n. 142 di Revisione della
legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla
posizione del socio-lavoratore, pubblicata in G.U. n. 94 del 23.4.2001 ha
introdotto rilevanti innovazioni per quanto attiene le cooperative nelle quali
il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorative
da parte del socio.
Lart. 1, co. 3 della stessa legge prevede che, oltre
al rapporto associativo, il socio lavoratore stabilisce con la propria adesione
o successivamente un ulteriore e distinto rapporto di lavoro, in forma
subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, con cui contribuisce comunque
al raggiungimento degli scopi sociali; dallinstaurazione dei rapporti di
lavoro nelle diverse forme indicate derivano tutti gli effetti giuridici (ivi
inclusi quelli di natura previdenziale) previsti sia da essa che da altre leggi
vigenti nellordinamento. Viene pertanto affermato il principio secondo il
quale il rapporto di lavoro del socio lavoratore configura un ulteriore rapporto
di scambio rispetto al negozio che lega il socio alla cooperativa ed è
disciplinato dalle disposizioni ordinarie relative alla tipologia in concreto
Lapplicazione di tale nuovo criterio è comunque
subordinata alladozione, da parte delle cooperative interessate dal
provvedimento in questione, di un regolamento che definisca la tipologia dei
rapporti che intendono attuare, in forma alternativa, con i soci lavoratori, da
effettuarsi entro il 30 giugno 2002 (1).
In attesa delladozione dei regolamenti in questione
la materia del trattamento previdenziale dei soci lavoratori delle cooperative
interessate dalla legge di riforma continua ad essere disciplinata secondo le
ordinarie disposizioni.
Si fa riserva di emanazione di una apposita circolare
diretta alla illustrazione delle novità introdotte dalla legge n. 142
del 2001 non appena i regolamenti in questione saranno stati adottati.
Nellambito
del generale disegno di riforma di cui alla legge n. 142
del 2001, lart. 4 co. 3 ha delegato il Governo ad emanare, sentite le parti
sociali interessate, uno o più decreti legislativi mirati a riformare la
disciplina recata dal D.P.R. n. 602 del 1970, e successive modificazioni.
Il fine della delega è quello di giungere allequiparazione
della contribuzione previdenziale ed assistenziale dei soci lavoratori delle
predette cooperative a quella dei lavoratori dipendenti da impresa, in coerenza
con la ratio della riforma in premessa sommariamente descritta,
finalizzata alla equiparazione del rapporto di lavoro del socio lavoratore di
cooperativa agli ordinari rapporti di lavoro aventi le stesse caratteristiche.
Per la particolare categoria dei soci lavoratori delle
cooperative disciplinate dal D.P.R. n. 602 del 1970 lapplicazione ai fini
del computo della contribuzione previdenziale ed assistenziale delle
disposizioni vigenti per la generalità dei lavoratori dipendenti da impresa
viene diluita, secondo un criterio di gradualità, in un periodo pari nel
massimo a cinque anni, tenendo conto delle differenze settoriali e territoriali.
Con il D.Lgs. 6.11.2001, n. 423,
pubblicato in G.U. 283 del 5.12.2001 (All.1) è stata data attuazione alla
delega. Questo decreto legislativo disciplina un meccanismo di graduale
superamento dello speciale regime basato sulle retribuzioni convenzionali
fissato ai fini dellassolvimento degli obblighi previdenziali ed
assistenziali da parte delle cooperative esercenti le attività di cui al D.P.R.
in questione che ha come traguardo finale quello del raggiungimento, alla
scadenza del quinquennio previsto dalla norma, della equiparazione della
contribuzione versata per i lavoratori soci delle stesse a quella prevista per i
lavoratori dipendenti da imprese in genere.
Restano invece ferme le forme di previdenza ed
assistenza attualmente previste.
Si precisa che le previsioni del D.Lgs. n. 423
del 2001, anche se inserite nel contesto generale dellintervento di riforma
attuato con la legge n. 142 del 2001,
trovano applicazione a decorrere dall1.1.2002, anche in carenza dei
regolamenti previsti dallart. 6 della legge n. 142
2.1 Ambito di applicazione e
del decreto in esame disciplinano la contribuzione previdenziale ed
assistenziale dovuta agli enti previdenziali interessati in relazione ai
lavoratori soci degli organismi associativi di cui allart. 1 del D.P.R. n.
602 del 1970 e successive modificazioni, che svolgono le attività di cui allelenco
allegato al decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
3.12.1999 (2).
Le forme assicurative interessate dallapplicazione
delle nuove disposizioni sono quelle già previste dal D.P.R. n. 602 del 1970 e
cioè: assicurazione per linvalidità, la vecchiaia e i superstiti, per lassegno
per il nucleo familiare, per le prestazioni economiche di malattia e maternità,
A tali forme si aggiungono quelle introdotte da
normative successive di carattere generale, ovvero per particolari attività
ricomprese nellambito di applicazione del D.P.R. n. 602 del 1970, quali il
contributo TFR (3) e la CIGS, dovuta sia per i dipendenti che per i soci delle
cooperative con più di 15 dipendenti se appaltatrici di servizi di pulizia
presso aziende soggette alla CIGS nonché per i lavoratori e per i soci dalle
cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in
base alla legge 28.1.1994, n. 84 (4).
Si precisa che, poiché la finalità del decreto
legislativo in esame è limitata al superamento dello speciale regime di
imponibile previdenziale basato su retribuzioni convenzionali, come si evince
chiaramente dalla relazione al decreto legislativo, le forme assicurative
restano quelle fissate dalle disposizioni vigenti anche al termine del
quinquennio concesso per ladeguamento; pertanto rimane operante per i
lavoratori soci delle cooperative in trattazione lesclusione dallassicurazione
contro la disoccupazione (5), la mobilità e la CIG, fatte salve le previsioni
di normative speciali.
2.2 La prima fase del percorso di
adeguamento (gennaio-dicembre 2002)
fase del percorso di graduale equiparazione prende avvio dal 1° gennaio 2002: lart.
2 del D.Lgs. n. 423 del 2001 prevede
infatti come prima tappa lomogeneizzazione del criterio di determinazione
della base imponibile per il versamento delle contribuzioni minori a quello
stabilito per la contribuzione IVS dal decreto ministeriale del 3.12.1999
operante dal 1° gennaio 2000 (6).
Per effetto di quanto disposto dallart. 2 del D.Lgs.
n. 423 del 2001 anche limponibile
giornaliero di cui allart. 4 del D.P.R. n. 602 del 1970 valido ai fini del
computo delle contribuzioni minori si adegua a partire dall 1.1.2002 a quello
vigente per lIVS. Rimane invece confermato, limitatamente allanno 2002 il
parametro fissato dal decreto ministeriale più volte citato per lassicurazione
Per la determinazione dei predetti importi per lanno
2002 si rimanda alla consueta circolare annuale in corso di emanazione.
Per i periodi medi di occupazione si rinvia al
successivo punto 2.9.
2.3 Adeguamento graduale, a
partire dallanno 2003, della misura della retribuzione imponibile ai fini IVS
partire dal 1.1.2003 lart. 3, co. 1 del decreto legislativo introduce un
meccanismo di adeguamento della misura della retribuzione imponibile ai fini
dellassicurazione IVS, che prevede un aumento con periodicità annuale dellimponibile
giornaliero fissato ai sensi dellart. 2 del D.Lgs. n. 423
del 2001 (vedi punto 2.2), basato sul calcolo della differenza esistente tra limporto
determinato ai sensi del predetto art. 2 e il corrispondente importo giornaliero
di retribuzione stabilito, per il medesimo anno, dal CCNL di lavoro, o del
settore o categoria affine (7).
Sul differenziale in tal modo individuato si applicano
le percentuali di calcolo indicate dalla norma, pari al 25% per lanno 2003,
al 50% per il 2004, al 75% per lanno 2005, fino al raggiungimento del 100%
per lanno 2006, nel quale, quindi, la contribuzione IVS non può essere
inferiore a quella fissata dai suddetti contratti.
Si precisa che i valori in tal modo raggiunti
conservano la natura di retribuzioni convenzionali (in quanto calcolate sul
periodo medio di 26 giornate), e che la completa equiparazione alle retribuzioni
stabilite dai contratti collettivi avverrà soltanto a decorrere dal 1.1.2007.
Infatti lart. 3, co. 4 del D.Lgs. n. 423
del 2001 prevede lapplicazione anche alle cooperative di cui al D.P.R. n. 602
del 1970 dellart. 1, co. 1 della legge n. 389 del 1989.
Si precisa inoltre che il minimo contrattuale
giornaliero da prendere a riferimento ai fini del calcolo del differenziale
(quindi fino al 31.12.2006) deve intendersi riferito agli elementi retributivi
dati da paga-base, indennità di contingenza e dallelemento distinto della
retribuzione (E.D.R).
2.4 Adeguamento
graduale, a partire dallanno 2003, della misura della retribuzione imponibile
ai fini dei contributi diversi dallIVS
stessa decorrenza dell1.1.2003 lart. 3, co. 2 del D.Lgs. n. 423
del 2001 stabilisce una nuova differenziazione dei parametri di individuazione
della retribuzione imponibile ai fini delle contribuzioni minori rispetto a
quelli validi per lIVS.
Infatti il co. 2 dellart. 3 del D.Lgs. n. 423
del 2001, fermi restando gli scaglioni temporali e le percentuali progressive
fissate al co. 1, prevede che ai fini del versamento dei contributi
previdenziali ed assistenziali diversi da quelli IVS limponibile giornaliero
di cui al precedente art. 2 è annualmente aumentato del differenziale calcolato
tra limponibile giornaliero di cui allo stesso art. 2 e il limite minimo di
retribuzione giornaliera (8).
Peraltro nel successivo co. 3 dellart. 3
viene specificato che tale ultima previsione (minimale 2003 per le assicurazioni
minori) deve comunque essere rispettata anche ai fini dellassicurazione IVS
quando il minimo contrattuale giornaliero preso a riferimento ai fini del co. 1
dellart. 3 risulta inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera
(9). In questo caso il parametro retributivo da adottare ai fini del versamento
della contribuzione previdenziale ed assistenziale per i soci lavoratori torna
ad essere unico, dovendosi prendere a riferimento per il calcolo sia ai fini IVS
che ai fini delle assicurazioni minori il differenziale tra limporto indicato
dallart. 2 e il limite minimo di retribuzione giornaliera.
2.5 Fase finale del percorso e
applicazione del minimale contrattuale generale
percorso di adeguamento fin qui illustrato porterà alla data dell1.1.2006
allapplicazione generalizzata del minimo contrattuale giornaliero previsto
per il medesimo anno dal contratto collettivo nazionale corrispondente, ovvero a
quello del settore o della categoria affine per lassicurazione IVS e allapplicazione
generalizzata del limite minimo di retribuzione giornaliera per le assicurazioni
minori, fermo restando il periodo medio di occupazione di 26 giornate.
Lultima fase del percorso di adeguamento si avrà
alla data dell1.1.2007, data a decorrere dalla quale dovrà trovare piena
applicazione il disposto dellart. 1, co.1, del D.L. n. 338 del 1989,
convertito in legge n. 389 del 1989, al quale dovranno adeguarsi tutti i
versamenti effettuati sia ai fini IVS che per le assicurazioni minori.
2.6 Imponibile IVS ai sensi dellart.
6 del D.P.R. n. 602 del 1970
Lart.
4, co. 3 del decreto legislativo n. 423
del 2001 conferma fino al 31.12.2006, quindi in concomitanza col percorso di
adeguamento avviato dalle norme, le classi di contribuzione fissate con i
decreti ministeriali adottati ai sensi dellart. 6 del D.P.R. n. 602 del 1970,
purché, peraltro, limporto in base ad esse fissato non sia inferiore alla
retribuzione imponibile determinata, per ciascun anno, in base alle modalità
fissate dallart. 3, co. 1 (differenziale calcolato sul minimale contrattuale
giornaliero, comunque non inferiore a quello calcolato ai sensi del co. 2 dellart.
3, calcolato sul minimale di retribuzione giornaliera).
2.7 Opzione per il versamento
della contribuzione ai fini IVS sulle retribuzioni effettive
dellart. 6, co. 7, del D.P.R. n. 602 del 1970 gli organismi associativi
interessati potevano optare per il versamento dei contributi IVS sulle
retribuzioni effettive che, come noto, non possono essere inferiori alla
retribuzione determinata ai sensi del co. 1 dello stesso art. 6, cioè alle
classi di contribuzione determinate con decreto del Ministero del Lavoro.
Il co. 4 dellart. 4 del D.Lgs. n. 423
del 2001 salvaguarda tale possibilità fino al 31.12.2006, stabilendo però che
tali importi non possono essere inferiori al maggior importo determinato tra limponibile
di cui allart. 3 co. 1 (adeguamento sul differenziale contrattuale) e la
classe di contribuzione fissata con decreto ministeriale; in pratica ciò
significa che lopzione conserva la sua validità solo qualora, per effetto
della stessa, limporto retributivo minimo sul quale effettuare il versamento
dei contributi previdenziali sia superiore a quello risultante dal maggior
importo tra quelli determinati per ciascun anno ai sensi dellart. 3, co. 1
dello stesso decreto e dellart. 6, co. 1 del D.P.R. n. 602 del 1970.
Tale disposizione di salvaguardia è stata
espressamente prevista solo con riferimento alla retribuzione imponibile
determinata a partire dallanno 2003, mentre nulla è detto con riferimento al
a quella da applicare per lanno 2002; tuttavia, la ratio del
provvedimento normativo in esame induce a ritenere che anche in questo secondo
caso rimane salvaguardata la possibilità di opzione solo qualora il livello
retributivo corrispondente non sia inferiore al maggiore importo tra quelli
determinati per ciascun anno secondo le modalità dellart. 2 del D.Lgs. n. 423
del 2001 e dellart. 6, co.1, del D.P.R. n. 602 del 1970.
2.8 Versamenti effettuati in
Ulteriore principio di rilievo viene fissato al co. 5 dellart. 4 del D.Lgs.
n. 423 del 2001.
Con norma di chiusura, il legislatore stabilisce con
riferimento alla sola contribuzione IVS, che la contribuzione versata su
importi superiori a quelli fissati ai sensi dellart. 6 del D.P.R. n. 602 del
1970 rimane valida e che le relative prestazioni sono commisurate allentità
dei contributi versati. Il principio risulta innovativo, in quanto fino ad oggi
in presenza di un decreto ministeriale adottato ai sensi dellart. 4 o dellart.6
del predetto D.P.R. la contribuzione versata in eccedenza era da considerarsi
indebita, laddove effettuata al di fuori dellesercizio del diritto di
opzione, e non poteva dare luogo ad un adeguamento delle prestazioni. Con tale
disposizione viene consentito alle cooperative interessate la facoltà di
versare la contribuzione previdenziale su importi superiori a quelli fissati dal
percorso di adeguamento, mentre per il versamento delle contribuzioni minori si
rimanda a quanto indicato nei paragrafi 2.2 e 2.3.
2.9 Periodi di occupazione media
4, co. 1 del D.Lgs. n. 423 del 2001
conferma in 26 giornate lavorative il periodo di occupazione media mensile ai
fini del versamento dei contributi di previdenza ed assistenza sociale da parte
degli organismi cooperativi in oggetto.
Il co. 2 della stessa norma modifica invece il percorso
di graduale elevazione alle 26 giornate lavorative fissato dallart. 4 del
D.M. 3/12/1999 per i territori del Mezzogiorno e della Basilicata e Campania,
stabilendo lapplicazione di 18 giornate nel 2002, 20 nel 2003, 22 nel 2004,
24 nel 2005, 26 nel 2006.
(1)In origine il disposto
dellart. 6 della legge n. 142 del
2001, prevedeva che i regolamenti dovessero essere adottati entro 9 mesi dalla
sua entrata in vigore, quindi entro l8 febbraio 2002. Il D.L. 23.11.2001, n. 411,
convertito con legge 31.12.2001, n. 463,
pubblicato in G.U. n. 7 del 9.1.2002 ha differito detto termine, disponendo allart.
8ter che il termine di cui allart. 6, co.1 della legge 3.4.2001, n. 142
è prorogato al 30.6.2002.
(2) Pubblicato in G.U. n. 297 del
20.12.1999. Vedi anche circolare numero 20 del 1 febbraio 2000.
(3) Cfr. art. 24 legge 19.7.1997,
n. 196 e circolare n. 175 del 31 luglio 1997.
(4) Cfr, rispettivamente, lart.
1, co. 7, D.L. 16.5.1994, convertito in legge 19.7.1994, n. 451 e circolare n.
239 del 1° agosto 1994; legge 28.1.1994, n. 84 e circolari n. 313 del 27
dicembre 1995 e n. 20 del 1° febbraio 2000).
(5) Esclusione confermata dallart.
24, co. 2 della legge n. 196 del 1997.
(6) Come noto, fino al 31.12.1999
il parametro retributivo convenzionale in base allart. 4 D.P.R. n. 602 del
1970 da adottare ai fini del calcolo della contribuzione previdenziale ed
assistenziale per i soci lavoratori delle cooperative in oggetto era unico per
tutte le contribuzioni.
Il D.M. 3.12.1999, allart. 2 ha poi introdotto, ai soli fini
dellindividuazione dellimponibile medio giornaliero ai sensi del predetto
articolo 4 per lassicurazione IVS, il criterio che lo stesso non può essere
inferiore allimporto che garantisca, su base annua, il rispetto del parametro
introdotto dallart. 7, co. 1, primo periodo, del D.L. n. 463 del 1983,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 638 del 1983, come modificato dallart.
1, co. 2, primo periodo, del D.L. n. 338 del 1989, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 389 del 1989 e successive modificazioni (minimale
di retribuzione imponibile ai fini dellaccreditamento del contributo
settimanale). Pertanto limponibile medio giornaliero per i soci lavoratori in
questione per effetto di quanto disposto dal decreto ministeriale non poteva
essere inferiore al limite di retribuzione necessario per la copertura di 52
settimane utili ai fini pensionistici, pari, come noto, al 40% del trattamento
minimo di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (fatte
le salve le condizioni di miglior favore definite con decreto ministeriale ai
sensi dellart. 6 del D.P.R. n. 602 del 1970). Per lanno 2000 e per lanno
2001 è stato fissato rispettivamente in £ 48.110 ( 24,85) e £ 49.360 (
25,49). Limponibile giornaliero ai fini delle contribuzioni minori veniva
invece determinato per lanno 2000 in £ 38.200 ( 19,73) dallart. 3
dello stesso decreto ministeriale secondo i criteri ordinari, in base ai quali
tutte le retribuzioni convenzionali in genere sono soggette alladeguamento
periodico mediante lapplicazione dellaliquota data dallindice ISTAT,
fatta eccezione per quelle che risultano determinate nellanno precedente, o
perché stabilite per la prima volta o perché modificate (art. 22 della legge
n. 160 del 1975). Di conseguenza per lanno 2001 il predetto imponibile
giornaliero è rimasto invariato. Tuttavia, tenendo conto del fatto che tutte le
retribuzioni convenzionali non possono essere inferiori ai limiti di
retribuzione adeguati annualmente ai sensi dellart. 1 del D.L. n. 402 del
1981, convertito in legge n. 537 del 1981, valevoli ai fini del calcolo dei
contributi di previdenza ed assistenza sociale per le singole categorie di
datori di lavoro indicate nelle tabelle allegate alla stessa legge, il suddetto
valore escluso dalladeguamento è stato ragguagliato ai predetti limiti (per
il 2001 £ 39.060, pari a  20,17).
(7) Per lindividuazione del
predetto contratto si rimanda alle disposizioni fornite con la circolare n. 192
del 3 agosto 1990 e ai successivi chiarimenti che saranno forniti a seguito dallemanazione
dei regolamenti previsti dallart. 6, co. 1 della legge n. 142
(8 e 9) Cfr art. 7, co. 1,
secondo periodo del D.L. 12.9.1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla
legge 11.11.1983, n. 638, così come modificato dallart. 1, co. 2 secondo
periodo del D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge
7.12.1989, n. 389, e successive modificazioni.