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Timestamp: 2018-04-24 18:16:11+00:00
Document Index: 49499985

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art 21', 'art 5', 'art. 21', 'art. 612', 'art. 21', 'art. 5', 'art. 5']

Quesito: Esecutorietà provvedimento del Prefetto di sospensione dell’attività di somministrazione alimenti e bevande. | Passiamo
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Quesito: Esecutorietà provvedimento del Prefetto di sospensione dell’attività di somministrazione alimenti e bevande.
Da Michele Pezzullo su	 7 dicembre 2017 0 Commenti
DOMANDA: La Prefettura ha emesso un provvedimento di sospensione attività di somministrazione alimenti e bevande per gg 15 a carico di titolare pubblico esercizio ai sensi del comma 2, secondo paragrafo, dell’art 14 ter Legge 125/2001, così come modificato dal D L14/2017 convertivo con la legge 48/2017, perché aveva venduto a minori (e precisamente a persone di anni 17) alcolici, fatto accertato più di una volta. Ripetizione di violazione, si precisa, che comporta in effetti la sanzione accessoria della sospensione dell’attività
Il citato provvedimento testualmente recita tra l’altro:”si delega la polizia locale per l’esecutorietà”.
Effettuato un accertamento subito dopo la notifica dell’atto, si verificava però che l’ordinanza non era stata ottemperata, l’esercizio risultava aperto e la chiusura coatta non era fattibile sia per problemi tecnici ed anche perché di fatto il provvedimento prefettizio non disponeva “l’immediata” sospensione dell’attività e nemmeno precisava da quale data dovesse decorrere esattamente la sua chiusura.
Dato quanto precede si chiede parere in merito ovvero se dopo il “verbale di inottemperanza redatto dalla polizia locale” è necessario emettere diffida a norma dell’art 21 ter della Legge 241/1990 per poter eseguire coattivamente il provvedimento oppure se tale atto prefettizio possa comunque ritenersi già esecutorio anche coattivamente.
Nel caso invece fosse necessaria comunque l’ emissione di “diffida” ai sensi del 21 ter l 241/1990 la competenza sarebbe del Dirigente della Polizia Locale delegato per l’esecutorietà oppure della Prefettura a cui deve essere inviato il verbale di inottemperanza?
Io riterrei, nel caso in specie, di escludere l’applicazione dell’art 5 del tulps in quanto trattasi di un provvedimento di natura amministrativa e non emessa quale autorità di P.S. chiedo comunque se tale interpretazione sia corretta o meno.
Grazie, Uff. della P. L. di (… omissis, come richiesto) Comune della Lombardia
In ordine a quanto esposto nel quesito, definiamo, in primo luogo, le modalità operative di esecuzione dell’ordinanza in argomento, ai sensi dell’art. 21 ter legge 241/90.
Gli Agenti operanti, dopo aver preso atto della inottemperanza all’ordinanza del Prefetto, avrebbero dovuto procedere alla redazione del verbale di inottemperanza e diffidare il titolare dell’esercizio interessato a cessare l’attività ed a chiudere l’esercizio, assegnando un termine per adempiere all’obbligo imposto dal Prefetto.
Decorso il termine assegnato, dovrà essere effettuato ulteriore sopralluogo e, qualora si accerti l’inottemperanza anche alla diffida, si dovrà procedere alla esecuzione coattiva con l’apposizione di sigilli, redigendo relativo verbale di esecuzione e contestuale nomina del custode giudiziario del bene.
Tale procedura è mutuata dall’art. 612 C.P.C., comma 2, che stabilisce:
“Il giudice dell’esecuzione provvede sentita la parte obbligata.
Nella sua ordinanza designa l’ufficiale giudiziario che deve procedere all’esecuzione e le persone che debbono provvedere al compimento dell’opera non eseguita o alla distruzione di quella compiuta”.
Ciò detto, si pone il problema del termine da assegnare al titolare dell’esercizio inadempiente.
Il citato art. 21 ter, comma 3, non indica alcun termine temporale da assegnare, ma si limita solo a prevedere “Qualora l’interessato non ottemperi, le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono provvedere all’esecuzione coattiva nelle ipotesi e secondo le modalità previste dalla legge”.
L’unica normativa che individua in modo preciso un termine temporale per l’esecuzione di provvedimenti è da rinvenirsi nel Tulps, all’art. 5, comma 2, ove è stabilito che “Qualora gli interessati non vi ottemperino sono adottati, previa diffida di tre giorni, salvi i casi di urgenza, i provvedimenti necessari per la esecuzione d’ufficio”.
Pertanto, in carenza di altra specifica normativa in materia, si consiglia di mutare il termine di diffida dal predetto art. 5, comma 2, Tulps, assegnando al titolare dell’esercizio inadempiente tre giorni per l’adempimento dell’ordinanza.
Da quanto detto, in risposta al quesito, si conclude che:
In mancanza di una data certa con termine differito, l’ordinanza è esecutiva dal momento della notifica all’interessato;
Contestualmente al verbale di inottemperanza gli Agenti operanti avrebbero dovuto diffidare il titolare a dare esecuzione al provvedimento del Prefetto, assegnando il termine innanzi indicato;
Per l’ulteriore inottemperanza procedere alla esecuzione coattiva con l’apposizione dei sigilli e la nomina del custode giudiziario del bene.
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