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Matched Legal Cases: ['art.33', 'art.3', 'art. 33', 'art.3', 'art. 3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 5', 'art.3', 'art. 3']

requisiti per ottenere l.104/92 - Pagina 12 - Forum Enti.it
requisiti per ottenere l.104/92
Re: requisiti per ottenere l.104/92
Messaggioda maurizio » 23/03/2007, 23:20
Autore: michelina
Data: 23-03-07 10:57
Buongiorno, sono un’aspirante supplente alle elementari e vorrei beneficiare della priorità nella scelta della sede. Vivo con mio fratello invalido al 100% con accompagnamento e nel giugno 2006 ho presentato domanda per l’accertamento della situazione di gravità (L.104); mia madre invalida 100% con accompagnamento (senza L.104 ma richiesta da giugno 2006) e mio padre di 80 anni per il quale ho chiesto l’accertamento invalidità civile e L.104 nel gennaio 2007.
Mi stò attivando per la certificazione provvisoria dell’handicap di mia madre e di mio fratello (sono passati ben oltre i 90gg., legge n. 423 del 1993). La certificazione da parte dello specialista di un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico è equiparata a quella dell’asl (circolare inps n. 32 del 2006)?
NO. per la legge 423/93 deve essere uno specialista della patologia impiegato presso l'asl.
Inoltre la certificazione deve essere conforme a ciò che prescrivono le recenti circolari, non basta certificare le patologie.
Tuttavia mi pare di aver capito che non ho il requisito dell’esclusività assistenziale considerato che a mio padre non è stata ancora riconosciuta l’invalidità. Il percorso da seguire per maturare tale requisito è:
certificato del medico di famiglia;
oppure certificato medico dello specialista che attesti la impossibilità di mio padre ad assistere (poiché non conosco il riferimento normativo me lo potrebbe indicare);
oppure valutazione delle patologie da parte del medico inps (circolare inps n. 133 del 2000)?
Lei è nel pubbligo impiego pertanto per escludere suo padre dall'esclusività per infermità/patologia è sempre l'asl, specialista o struttura ospedaliera ad avee autorità in merito alla certificazione.
La legge 423 le può consentire solo la fruizione dei permessi per 180 giorni, ma non la scelta prioritaria di sede.
Messaggioda rosa » 27/03/2007, 10:44
gradirei sapere la risposta ho lo stesso problema,grazie
Re: chiarimenti art.33 l.104
Messaggioda rosa » 27/03/2007, 11:17
salve,mia madre ha il riconoscimento della della L.104 art.3 comma 3 in siatuazione di gravità.A tutt'oggi ho regolarmente usufruito dei 3 gorni di permesso mensile,adesso l'amministrazione mi dice che forse non ho diritto in quanto pur essendo l'unica figlia vivente mia madre vive in una casa albergo per anziani.A tale proposito vorrei chiarimenti sulla dicitura"ricoverati a tempo pieno in strutture specializzate". Il pensionato dove vive mia madre non è un istituto specializzato,è solo una casa di soggiorno,non ci sono ne' strutture sanitarie ,ne' medici interni, mia madre ha il medico della mutua che viene chiamato all'occorrenza.Comunque c'è bisogno del supporto familiare in quanto è una struttura idonea per persone autosufficienti. Vorrei un suo parere a riguardo,se possibile con una certa urgenza,visto che i colleghi vogliono ricorre al giudice del lavoro ed io prima di procedere vorrei avere le idee chiare.Grazie,distinti saluti.
Rosa Masucci
Messaggioda maurizio » 27/03/2007, 15:30
Data: 27-03-07 11:17
La risposta al suo quesito la può dare lei stessa conoscendo l'handicap di sua madre e la struttura dove quest'ultima risiede.
Creo una situazione ipotetica in cui 2 soggetti "A" e "B" sono ambedue ricoverati in una struttura come quella dei suoi genitori.
Il soggetto "A" è non deambulante;
Il soggetto "B" ha una gravissima anemia;
Il soggetto "A" ha solo necessità di essere assistito negli spostamenti (magari per le scale, da una ambiente ad un altro ecc. ecc.) e per questo il personale interno della struttura riesce a operare il suo servizio in modo soddisfacente.
Il soggetto "B" invece è abbastanza autonomo, ma ogni settimana deve effettuare una trasfusione presso una struttura ospedaliera con il centro trasfusionale che ovviamente nella casa di cura non c'è.
In conclusione per il soggetto "A" la casa di cura rappresenta un istituto specializzato, mentre per il soggetto "B" non lo è.
I parenti del soggetto "A" non hanno diritto ai permessi di cui all'art. 33 L.104/92 in quanto per il tipo di assistenza necessaria il personale della casa di cura è specializzato.
I parenti del soggetto "B" invece possono usufruire dei permessi quando il soggetto deve recarsi presso il centro trasfuzionale.
Se il soggetto "B" fosse invece ricoverato (anche per un mese o più) nella struttura ospedaliera munita di centro trasfusionale, quest'ultima si configura come istituto specializzato e farebbe decadere i permessi ai familiari per tutto il periodo di ricovere a tempo pieno.
Pertanto se sua madre ha necessità costante e permanente di cure specialistice di una certa natura e tipologia relative al proprio handicap grave e la struttura dove risiede a tempo pieno non è in grado di fornire costringendo i parenti ad una continua assistenza anche volta al solo accompagnamento periodico/costante persso strutture specializzate esterne che possono sopperire la carenza della casa di soggiorno allora quest'ultima si può ritenere non specializzata, se diversamente sua madre ha un handicap che non prevede cure specilistiche particolari (es: trasfusioni, riabilitazione fisica specialistica, dialisi, chiemioterapia, ecc. ecc.), ma è solo bisognosa delle attenzioni di normale quotidianietà che hanno tutti gli anziani allora tale struttura rientra nella struttura specializzata in quanto assolve perfettamente i quotidiani necessari bisogni del soggetto.
Ciò che può verificarsi una tantum che può far ricorrere a cure mediche anche esterne non è rilevante in quanto è una probabilità di un'evento che può verificarsi per tutti i residenti presso case di riposo.
Concludendo se il giudice del lavoro non rileva particolari necessità assistenziali relative a ben precise cure specialistiche costanti
Sperando di essere stato chiaro porgo distinti saluti.
Messaggioda carla » 27/03/2007, 15:57
A mio padre, affetto da patologia oncologica, nel luglio del 2003 è stato riconosciuto l'art.3 comma3 della l.104/92. Sul documento c'è però scritto "rivedibile tra tre anni": cosa significa? oggi mio padre può ancora beneficiare della l.104/92? o deve richiedere il rinnovo?
Messaggioda maurizio » 27/03/2007, 17:22
Data: 27-03-07 15:57
Significa che allo scadere di 3 anni dalla data di accertamento i benefici scadono inesorabilmente se non viene effettuata una seconda visita di rivedibilità.
La rivedibilità è una pratica ampiamente diffusa che le Commissioni
adottano per verificare nel tempo la progressività o il mutamento
delle situazioni di handicap o di invalidità.
Questo significa che fino alla scadenza si beneficia delle
agevolazioni lavorative e indennità economiche previste dal riconoscimento temporaneo.
Normalmente la segreteria della commissione medica prenota in modo
automatico chiamando a visita di accertamento di rivedibilità e
fissando tale data in tempo utile per la scadenza dei benefici.
Però "spesso", per impegni della commissione, capita che la data della visita medica non coincide con la data di scadenza del periodo di
validità del certificato. Occorre, pertanto, necessariamente
attivarsi, magari attraverso un Patronato, per essere
chiamare a visita medica in tempo utile per la scadenza.
Il diritto ai benefici decade se la visita di revisione non è
La commissione avendo agli atti la documentazione
precedente (cert. invalidità civile, cert. specialistici ecc.) può
rilevare un miglioramento o un aggravamento delle condizioni, a tal
punto redigerà un nuovo verbale.
Se fino ad oggi suo padre non ha effettuato altre visite di accertamento da parte della commissione medica asl non ha diritto ad alcuna fruizione di benefici relativi ad handicap o invalidità con addiritttura la possibilità di restituire economicamente i permessi usufruiti dopo la scadenza del verbale.
Se suo padre è attualmente affetto da patologia oncologica potrebbe rientrare nel diritto di iter abbreviato ai sensi della legge 80 del 2006.
Messaggioda carlo » 29/03/2007, 20:28
lavoro presso in un AUSL e mio padre invalido I.N.A.I.L. al 100% + accompagamento necessita di ulteriore assistenza da parte mia.
Desidero conoscere se con la richiesta della legge 104 può essere essergli modificata o cambiata l'invalidita e/o l'accompagamento.
Nell'eventualità che possa usufruire di tale legge quali sono gli articoli da citare?
Messaggioda maurizio » 29/03/2007, 21:12
Data: 29-03-07 20:28
La richiesta della legge 104/92 va inoltrata alla stessa commissione medica asl che ha riconosciuto sia l'invalidità (legge 118) e anche il diritto all'indennità di accompagnamento (legge 18).
E' ovvio che la commissione, (essendo praticamente la stessa se non si considerano gli assistenti sociali in più), se individua una differenza o un miglioramento nelle condizioni che in precedenza hanno dato luogo al riconscimento precedente ha piena facoltà, contestualmente al nuovo accertamento richiesto, di cambiare i riconoscimenti già espressi.
Messaggioda Alessandro » 01/04/2007, 14:25
Vorrei sapere come mai la Commisione Medica abbia riconosciuto, nella seconda visita, come portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 L. 104/92 rivedibile ha due anni a mio figlio, premesso che nella prima istanza gli era riconosciuto per un anno; il quale nonostante dopo aver subito nei primi due anni di vita due operazioni ad entrambi reni è affetto da Ipoplasia destra con assenza funzionale del rene e idronefrosi sinistra. Tutto ciò dopo aver aspettato un anno, nel frattempo andavo fuori dalla mia regione purtroppo a far visitare e operare mio figlio; forse per loro abbiamo non troppi problemi.
Pensare di dover andare di nuovo a girovagare presso gli uffici dell’ASL per il rinnovo della legge 104/92 art.3 comma 3, mi sembra assurdo.
Oppure è una normale procedura che si deve fare per i minori ?
Dovendo di rinnovare la legge 104/92 art. 3 comma 3, vorrei sapere se può la commissione cambiare parere e in base a quale criteri.
Messaggioda Alessandro » 01/04/2007, 14:26
Messaggioda maurizio » 01/04/2007, 15:54
Data: 01-04-07 14:26
agevolazioni e indennità economiche previste dal riconoscimento
Intanto la informo che con la circolare 29 marzo 2007 n. 759 Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito che "per i verbali di accertamenti sanitario trasmessi a decorrere dal 1° aprile 2007 da parte della Aziende sanitarie locali alle Commissioni mediche di verifica per il controllo di legge (art. 1, comma 7, della legge n. 295/1990 e D.M. Tesoro n. 387 del 1991), le Commissioni mediche di verifica dovranno dichiarare il proprio difetto di competenza, in quanto l'esercizio della relativa funzione è stato assunto dall'INPS (art. 5, comma 1)."
Cioè, con la prossima revedibilità di suo figlio non avrà più a che fare con la 2° commissione medica di verifica.
Messaggioda giampaolo » 02/04/2007, 07:09
Sono un ispettore della GDF ed ho inoltrato per via gerarchica la domanda per ottenere l'avvicinamento a casa per mio padre il quale è stato riconosciuto handicappato grave (95%) dalla ASL competente e per il quale ricorrono i presupposti indicati dalla Legge 104/92.
Premesso che sono l'unico a poter assistere mio padre considerato che:
a) mia sorella si trova molto distante (1100 Km.) per motivi di lavoro ed ha una propria famiglia da portare avanti;
b) mia madre è anziana e non più in grado di assistere da sola mio padre;
c) i parenti di mio padre hanno tutti rilasciato una dichiarazione nella quale è specificato il motivo per cui non lo possono assistere,
l'unico problema che hanno sollevato i miei superiori è il requisito della continuità atteso che io lavoro a 500 km. di distanza dalla residenza di mio padre e quindi sarei fuori dai parametri indicati da una Circolare interna relativa all’argomento.
Faccio presente che nella mia domanda tesa ad ottenere il trasferimento attraverso la Legge 104/92, ho comunicato di recarmi da mio padre tutti i fine settimana e, ogni qualvolta mi è stato possibile, anche durante, con il rischio di possibili incidenti (cosa che realmente mi è capitata nel Luglio 2004).
E’ mai possibile che tale requisito sia applicato in maniera così restrittiva?
Se è vero che dal 2000 non è più richiesta la convivenza con la persona bisognevole, come può fare un figlio ad assistere il proprio genitore che si trova lontano?
Allora questa Legge 104/92 è discriminante perché è fatta soltanto per chi ha i genitori vicino e non può essere sfruttata dalle persone che sono lontane.
Ci sono sentenze al riguardo?
Le sarei grato se potesse rispondermi in merito. Grazie. Giampaolo.
Messaggioda maurizio » 02/04/2007, 11:31
Autore: giampaolo
Data: 02-04-07 07:09
Non è assolutamente applicata in maniera restrittiva o discriminante.
L'impossibilità assistenziale deve essere comprovata (Circ. INPS 133/2000 punto 2.5) da qualsiasi parente/affine entro il 3° grado di rapporto con il soggetto potatore di handicap grave riconosciuto ai sensi dell'art.3 comma3.
Pertanto nella parentela rientrano anche i genitori,conigi,figli, nipoti,cognati ecc. ecc.
Per i soggetti anziani (intendo tutti...vale cioè per qualsiasi parente/affine) è prevista l'esclusione se m aggiore di 70anni con una qualsiasi invalidità riconosciuta.
I parenti di suo padre pertanto (come per sua madre) sono esclusi se rientrano nella suddetta impossibilità: (invalidi al 100%, infermi oltre i 2/3, residenti oltre 100Km, ecc. ecc. ...vedi Circ. INPS 133/2000).
Lei non ha il requisito della continuità....i 3 giorni di permesso o il trasferimento si concede ha chi assiste con continuità......non si concedono i permessi per assistere nei 3 giorni a chi non assiste con continuità.
Le faccio un esempio: Lei ha assistito suo padre ieri? oggi stà assistendo suo padre? domani può assistere suo padre? la notte? la spesa quotidiana? l'assistenza continuativa non è rappresentata nei 3 giorni di permesso o nel fine settimana.
Dopo la legge 53/2000 non è più richiesta la convivenza, ma di contro concorrono tutti i parenti/affini non conviventi entro il 3° grado che risiedono nelle vicinanze (entro i 100Km).
cicarof
Messaggioda cicarof » 12/04/2007, 09:12
Sono impiegata dal 2000 presso la provincia di A.P. e sono stata da poco riconosciuta dalla commissione medico legale portatrice di handicap normale e invalida civile al 75 % .
Ho effettuato versamenti dal 1995 al 2000 all'INPS per lavoro privato;
Ho effettuato versamenti dal 2000 ad oggi allINPDAP per lavoro pubblico.
Posso ottenere l'Assegno ordinario di invalidità pur rimanendo a lavoro?
Messaggioda antonio » 12/04/2007, 13:52
Egr. sig. Lombardi.
sono un dipendente degli EE.LL. riconosciuto portatore di handicap ai sensi della legge 104 art. 3 comma1, nonchè invalido civile al l'80%.
Quali sono i miei diritti dal punto di vista economico (dichiarazione dei redditi, eventuali detrazioni,utenze e quant'altro ) dal punto di vista dei permessi dal lavoro , mi spettano i 30 giorni annui?, se mi spettano come usufruirne e quale articolo della legge in parola lo prevede?
La ringrazio e desidereri che la risposta avvenisse tramite mia posta elettronica.
Oggi è 14/11/2018, 01:37