Source: http://docplayer.it/1616302-Contrasto-e-prevenzione-illegalita-e-criminalita-nel-gioco-d-azzardo-una-legge-di-iniziativa-popolare-con-le-autonomie-locali.html
Timestamp: 2017-07-21 15:13:08+00:00
Document Index: 94627797

Matched Legal Cases: ['art. 110', 'art. 1', 'art. 43', 'art. 117', 'art. 50', 'sentenza ', 'art.14', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 19', 'art. 86']

Contrasto e prevenzione - illegalità e criminalità nel gioco d azzardo: una legge di iniziativa popolare con le Autonomie Locali - PDF
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1 Contrasto e prevenzione - illegalità e criminalità nel gioco d azzardo: una legge di iniziativa popolare con le Autonomie Locali Di Paola Manca 1 Il mio intervento analizzerà gli effetti della diffusione del gioco d azzardo in relazione alle ricadute e riflessi collegati alle competenze amministrative degli enti locali. Da qui è necessario partire per spiegare perché Legautonomie ha avviato una campagna di sensibilizzazione sul gioco d azzardo e promosso, insieme alla Scuola delle Buone pratiche, la diffusione del Manifesto per la legalità e contro il gioco d azzardo ( ad oggi sottoscritto da circa 300 Comuni) sostenendo la creazione di una rete istituzionale che unisce le amministrazioni locali nella volontà politica di contrastare e regolare la diffusione del gioco. Rete istituzionale che è diventata rete di cittadini, di scuole, di Asl, di associazioni che, insieme, chiedono al Parlamento di adottare una legge quadro nazionale fondata sul riconoscimento in capo ai Comuni di poteri in materia di installazione e dislocazione di sale giochi, sulla riduzione dell offerta dei giochi, su attività di prevenzione e cura delle dipendenze da gioco d azzardo. La diffusione capillare di sale giochi e postazioni da gioco in tutto il territorio è avvenuta, infatti, all interno di un quadro normativo che riserva in via esclusiva allo Stato la regolamentazione del settore del gioco lecito lasciando, tuttavia, che gli effetti sociali dello stesso fenomeno ricadano e vengano presi in carico a livello locale dai Comuni, che però non hanno alcuna competenza in materia. Per entrare meglio nel merito della questione, e comprendere quali siano i limiti di competenza e le condizioni a cui sono subordinati gli interventi comunali è necessario prioritariamente capire di che cosa si parla. Ricercare, dunque, la definizione di gioco d azzardo nel nostro ordinamento e inquadrare la disciplina del gioco all interno del nostro impianto costituzionale, cosi da evidenziare competenze, diritti e interessi connessi alla materia. 1. Cos è il gioco d azzardo: definizioni e disciplina generale La disciplina di carattere generale, che va coordinata con la disciplina specifica, da cui possiamo ricavare gli elementi costitutivi della nozione di gioco azzardo è risalente nel tempo e contenuta nel Codice penale e Civile. Art. 721 C.p. ( Elementi essenziali del gioco d azzardo. Case da gioco) sono giuochi d azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria; sono case da giuoco i luoghi di convegno destinati al giuoco d'azzardo, anche se privati, e anche se lo scopo del giuoco è sotto qualsiasi forma dissimulato Elementi essenziali ed entrambi necessari ai fini della integrazione della fattispecie criminosa del gioco azzardo sono il fine di lucro e l aleatorietà (ossia l assenza di un collegamento causale soggettivo fra perdite e abilità) 1 Intervento al Seminario di formazione per coordinamenti provinciali e presidi territoriali sul gioco d azzardo Quando le mafie fanno il loro gioco organizzato da Libera Veneto- Calalzo settembre 20132 Art. 718 C.p. ( Esercizio di giuochi d azzardo) Chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d'azzardo o lo agevola è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a euro 206. Il gioco d azzardo in Italia è dunque illegale. I giochi ammessi sono quelli introdotti in deroga alla legislazione in materia. Dal punto di vista ontologico non c è alcuna differenza tra gioco lecito e gioco illecito. Art C.c ( Mancanza di azione) : Non compete azione per il pagamento di un debito di giuoco o di scommessa, anche se si tratta di giuoco o di scommessa non proibiti. Il perdente tuttavia non può ripetere quanto abbia spontaneamente pagato dopo l'esito di un giuoco o di una scommessa in cui non vi sia stata alcuna frode. La ripetizione è ammessa in ogni caso se il perdente è un incapace In pratica nel caso in cui il giocatore paghi il proprio debito di gioco spontaneamente e successivamente all esito della scommessa, non potra chiedere la restituzione delle somme date. Tale pagamento, anche se non dovuto per legge ( non deriva da un obbligazione civile) non è ripetibile perché fatto in esecuzione di un dovere morale e sociale. Tra la disciplina specialistica l art. 110 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza definisce gli apparecchi per il gioco lecito, elencando le caratteristiche che le macchinette devono possedere per essere considerate legali: Art. 110 TULPS c.5 Si considerano apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d'azzardo quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di un qualsiasi premio in denaro o in natura o vincite di valore superiore ai limiti fissati al comma 6, escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo Stato. I commi successivi ( 6 e 7) elencano le caratteristiche delle macchinette legali, tra cui attestato di conformità rilasciato dal Mef e dall AAMS, devono essere presenti contemporaneamente elementi di abilità e aleatorietà, costo e durata della partita 2. Il ruolo dello Stato nella regolamentazione del gioco lecito Il caposaldo della disciplina in materia di gioco pubblico è contenuto nell art. 1 del D. lgs 496/1948 ( Disciplina delle attività da gioco) in forza del quale «l organizzazione e l esercizio di giuochi di abilità e di concorsi pronostici, per i quali si corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in denaro, sono riservati allo Stato». Tale disposizione trova il suo fondamento costituzionale nell art. 43 Cost. secondo cui «a fini di utilità generale la legge può riservare originariamente allo Stato o ad enti pubblici determinate imprese o categorie di imprese che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale» La ratio storica della riserva in favore dello Stato dipende dalla natura dell attività del gioco e dai rilevanti interessi coinvolti, quali esigenze di contrasto della criminalità, ordine pubblico, necessità di tutela dei3 giocatori e di controllo di un fenomeno suscettibile di coinvolgere ingenti quantità di denaro, talvolta di illecita provenienza. Il ruolo dello Stato è confermato dal riparto di competenze sancito dall art. 117 Cost.: la disciplina del gioco lecito andrebbe, infatti, ricondotta alla materia dell ordine pubblico e della sicurezza, riservata allo Stato dal secondo comma, lettera h), del citato articolo, poiché attraverso il controllo del gioco lecito lo Stato eviterebbe il riciclaggio di denaro di illecita provenienza, il ricorso a forme di violenza nei confronti giocatori insolventi e l incremento dei patrimoni della malavita organizzata. Dal 2002 il soggetto preposto all esercizio delle funzioni statali in materia di giochi pubblici è l Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ( AAMS) Tuttavia, dagli anni 90 in poi abbiamo assistito ad una liberalizzazione dei giochi leciti e ad un ampliamento dell offerta stessa dei giochi. Parrebbe, dunque, che le esigenze di liberalizzazione abbiano nettamente prevalso su quelle di gestione e controllo originariamente previste in capo allo Stato. 3. Alcuni dati sulla gestione statale dei giochi ANNO SPESA COMPLESSIVA ENTRATA ERARIALE FILIERA ,8 7,3 ( 29,4%) ,5 6,16 ( 21,6%) ,2 6,72 ( 19%) 5500 (15,61%) ,1 7,2 ( 17,1%) 5100 (12,09 %) ,5 7,75 ( 16,3%) 6800 (14,30%) ,4 8,8 ( 16,1%) 8000 (14,70 %) ,4 8,7 ( 14,1%) 8700 (14,16%) ,9 8,8 ( 11%) (12,90%) ,9 ( 9%) Dai dati emerge che, nonostante aumenti notevolmente il fatturato, le entrate statali tendono a diminuire. Questo è dovuto al fatto che i nuovi giochi hanno una tassazione notevolmente inferiore a vantaggio del pay out ( soldi che vengono restituiti in vincite) per i giocatori e dell industria della filiera del gioco. La riforma della disciplina del gioco lecito deve sicuramente prevedere misure in materia di armonizzazione fiscale e contro l evasione fiscale e tributaria. Nella legge di iniziativa popolare promossa da Legautonomie, la cui sottoscrizione partirà il 9 ottobre a Milano, sono già ricompresi interventi di armonizzazione fiscale, come pure nel disegno di delega fiscale che a breve approderà in aula, strumento legislativo importantissimo su cui mantenere alta l attenzione e a partire dal quale si potranno muovere i primi passi della riforma dei giochi pubblici.4 4. Gli interventi dei Comuni tra condizioni e limiti di competenza La regolamentazione del gioco rientra, come abbiamo visto, nella competenza esclusiva dello Stato. L apertura di una sala gioco e l installazione di slot machine nel proprio locale avviene attraverso la presentazione di apposita richiesta alla questura, la quale, fatta eccezione per i casi in cui il richiedente abbia precedenti penali, viene normalmente accolta. Nessun parere e/o informazione preventiva è riservato ai Comuni, i quali, molto spesso, vengono a conoscenza del rilascio di nuove autorizzazioni solo al momento della realizzazione di nuove sale. Ma i numeri del gioco d azzardo parlano chiaro. E i numeri rimandano ai costi. Che non sono solo quelli veri e propri riconducibili a mancata tassazione, truffa, usura ecc., ma soprattutto quei costi sociali del gioco d azzardo declino altre tipologie di economie e servizi, incentivo alla criminalità comune organizzata, disagio sociale delle persone affette da GAP- che incidono pesantemente sull ambiente socio-economico di una comunità, sui cittadini, sulle persone più fragili e meno protette. Gli amministratori locali che non fanno dipendere e coincidere le azioni e scelte politiche con la durata del loro mandato, e che hanno ben presente il valore sociale e ambientale di una comunità e di un territorio, sanno bene che se la realizzazione e diffusione delle sale da gioco nel breve periodo porta ad un incremento del valore del patrimonio immobiliare, della domanda dei servizi e dell occupazione, nel lungo periodo il territorio dovrà però fare i conti con i costi e disagi sociali di un economia locale che ha scelto di abbandonare le sue produzioni più tradizionali a favore dell industria del gioco. Per questo molti sindaci in tutta Italia non sono rimasti a guardare e hanno scelto di intervenire utilizzando gli strumenti a loro disposizione- piani di governo, regolamenti, ordinanze- per cercare di regolamentare e tutelare cittadini e le fasce piu deboli attraverso: individuazione fasce ORARIE APERTURA e CHIUSURA dei luoghi di gioco, fissazione ORARIO MASSIMO DI APERTURA sale gioco; definizione DISTANZE luoghi gioco da punti sensibili ( scuole, ospedali, luoghi di culto) introduzione DIVIETO DI PUBBLICITA Uso LEVA FISCALE per disincentivare diffusione gioco Molto spesso gli interventi dei Comuni sono stati oggetto di ricorso al TAR da parte dei gestori delle sale da gioco e alla Corte Costituzionale e respinti per eccesso di competenza e invadenza competenza statale. All annullamento dei provvedimenti amministrativi adottati molto spesso si è accompagnata anche la condanna a pagare i danni per mancato guadagna dei gestori. Caso Comune di Verbania Il Consiglio Comunale di Verbania ha approvato un regolamento avente ad oggetto la detenzione e il funzionamento di apparecchi da gioco o intrattenimento presso pubblici esercizi, prevedendo, che l uso degli apparecchi è consentito dalle h., alle h Oltre tale orari tali apparecchi devono essere disattivati. Con ricorso al TAR Piemonte la Società EUROMATIC srl ha impugnato il5 regolamento, vincendo il ricorso, ed chiede la condanna del Comune di Verbania ad un risarcimento dei danni pari a ben 1,3 milioni di euro. Quali prospettiva per la disciplina comunale sul gioco? Nonostante la probabilità di incorrere nei ricorsi Tar e di perderli, le amministrazioni locali hanno continuato ad emanare provvedimenti che limitano/regolano/ il gioco agendo su diversi versanti e a tutela di interessi che rientrano nell ambito di materie di loro competenza. Cosi il Comune di Vicenza attraverso una delibera di modifica del regolamento per l applicazione dell imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni ha introdotto il divieto di pubblicità del gioco azzardo anche se in possesso di regolare concessione amministrativa rilasciata dall'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS). I trasgressori sono soggetti a sanzione amministrativa. Il Comune di Reggio Emilia, attraverso una variante al Regolamento urbanistico edilizio, ha limitato l insediamento delle sale giochi. L insediamento viene infatti consentito esclusivamente nelle porzioni di territorio comunale classificate dal Rue come ambiti specializzati per attività, fuori dalle zone residenziali e del commercio al dettaglio, fuori dai quartieri e confinamento in zone suburbane dedicate all impresa e all artigianato.. Dalla giurisprudenza i primi segnali positivi È la giurisprudenza, tuttavia, a sancire per prima la legittimità di alcuni provvedimenti comunali volti a regolare e limitare l accesso alle apparecchiature da gioco e chiarirne le motivazioni. Sentenza n. 300/2011 della Corte Costituzionale Nel caso specifico, è stata sollevata questione di legittimità costituzionale con riferimento ad alcune disposizioni della legge della Provincia autonoma di Bolzano che negano la concessione dell autorizzazione per l esercizio di sale da giochi ubicate in un raggio di 300 metri da luoghi sensibili e che prevedono un divieto di attività pubblicitaria. Il motivo del ricorso è basato su un eccesso di competenza legislativa della Prov. Bolzano che ha invaso quella statale. La Corte ha rigettato la questione di legittimità stabilendo che la normativa provinciale in esame non è riconducibile alla competenza legislativa statale in materia di «ordine pubblico e sicurezza» poiché le disposizioni censurate attengono alle conseguenze sociali dell offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché dell impatto sul territorio dell afflusso a detti giochi degli utenti. Le disposizioni impugnate, infatti, non incidono direttamente sulla individuazione ed installazione dei giochi leciti, ma su fattori (quali la prossimità a determinati luoghi sensibili e la pubblicità) che potrebbero, da un canto, indurre al gioco un pubblico costituito da soggetti psicologicamente più vulnerabili od immaturi; dall altro, influire sulla viabilità e sull inquinamento acustico delle aree interessate. Su questa linea si colloca anche la Sentenza n. 1484/2012 del TAR Lombardia, Brescia sez. II, molto interessante da analizzare nei suoi passaggi motivazionali.6 Nel caso specifico, una società attiva nel noleggio delle apparecchiature da gioco ha impugnato gli atti del Comune di Bagnolo Mella ( regolamento e ordinanza) che disciplinano gli orari massimi ( 10-20) di apertura delle sale gioco, ai fini di limitare pregiudizio sociale provocato dalla diffusione delle apparecchiature e tutelare l ordine pubblico. Il provvedimento amministrativo comunale di fissazione dell orario massimo trova il suo fondamento normativo nell art. 50 TUEL, secondo cui il sindaco coordina e riorganizza, secondo gli indirizzi del consiglio comunale e della regione, gli orari degli esercizi commerciali, pubblici esercizi e servizi pubblici. La società di noleggio di macchinette chiede l annullamento dei provvedimenti adducendo 3 ordini di motivi: il comune non ha compiti e funzioni amministrative finalizzate alla tutela dell ordine pubblico; le sale giochi non rientrano nella nozione di esercizio/servizio pubblico; le disposizioni comunali non tengono adeguatamente conto degli interessi in gioco, determinando una compressione del diritto di iniziativa economica. Il TAR Lombardia ha respinto il ricorso perché ritiene che le disposizioni del regolamento comunale di fissazione di orari massimi di apertura e chiusura delle sale giochi non sono riferibili a situazioni rientranti nella nozione di ordine pubblico, ma ad iniziative volte a costruire un sistema di protezione sociale, come tali rientrante nelle competenze comunali. Il Tar ha,tuttavia. accolto in parte il terzo motivo del ricorso, in quanto il Comune non avrebbe operato un adeguato bilanciamento degli interessi in gioco ledendo il diritto fondamentale di libertà di iniziativa privata senza fornire precise motivazioni (presupposti quali indicatori statistici, dati numerici) che possano giustificare la limitazione degli orari ai fini del contrasto del fenomeno della dipendenza dal gioco e fronteggiare le conseguenze sociali dell offerta del gioco. Gli argomenti trattati nella sentenza ci consegnano interessanti spunti di interesse che abbracciano il più ampio dibattito sulla legittimità di interventi di natura pubblica diretti a orientare comportamenti individuali. In relazione alla specifica regolamentazione del settore gioco d azzardo questo dibattito acquisisce certamente contraddizioni più intense e ricollegabili al fatto che da un lato Stato vuole contrastare la diffusione del fenomeno del gioco compulsivo, e dall altro lato, sempre lo Stato, rilascia nuove concessioni in regime di monopolio ritraendo ingenti introiti grazie alla percezione dell aggio dei concessionari. 5. I Sindaci chiedono una legge quadro nazionale Le sentenze di cui sopra rappresentano un passo importante avendo riconosciuto in capo alle amministrazioni locali la possibilità - attraverso i regolamenti e le ordinanze - di intervenire sulla disciplina degli apparecchi da gioco elettronici a tutela della salute dei propri cittadini. Entrambe le sentenze contengono, infatti, importanti novità suscettibili di maggiore valorizzazione che devono trovare adeguata collocazione all interno di una legge organica che definisca con chiarezza poteri e funzioni dello Stato e degli enti locali, anche alla luce della natura e dell evoluzione giuridica del fenomeno del gioco. E sono, soprattutto, il risultato di una battaglia partita dal basso e condotta da chi quotidianamente deve dare risposte ai cittadini e farsi carico di gestire quella malattia sociale che l organizzazione mondiale della sanità chiama GAP ( gioco d azzardo patologico), e che lo Stato solo recentemente ha inserito nei LEA.7 Per questo i sindaci pretendono più chiarezza. E vogliono che i loro poteri siano definiti non solo dalle sentenze, ma anche delle leggi. Lo chiedono tutti insieme attraverso la sottoscrizione del Manifesto dei sindaci per la legalità e attraverso la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Legautonomie con la Scuola delle buone pratiche che, partendo dalle istanze del territorio, accoglie le proposte che arrivano dal basso. La proposta di legge di iniziativa popolare verrà depositata in Corte di cassazione il 3 ottobre e verrà presentata presso il Comune di Milano il 9 ottobre. La legge ha come obiettivo principale la tutela della salute dei cittadini e prevede norme volte a: la tutela per i minori e la fasce sociali più vulnerabili, la prevenzione e cura per le persone affette da GAP ( Gioco d 'azzardo patologico) con i relativi finanziamenti, misure di armonizzazione fiscale, poteri per i Sindaci, strumenti per il contrasto del gioco illegale e delle infiltrazioni criminali mafiose, per la tracciabilità dei flussi finanziari nella raccolta fisica di giochi d azzardo e scommesse, e per il contrasto dell evasione fiscale e tributaria, registri delle scommesse e dei concorsi pronostici, la distribuzione dei giochi d azzardo in sale appositamente dedicate, e sanzioni più significative. Sappiamo bene che le leggi di iniziativa popolare in italia è difficile che arrivino alla fine del loro iter, ma riteniamo che il valore e la stessa incisività di questa iniziativa risieda nella capacità di mobilitare, continuare a sollecitare il coinvolgimento, sensibilizzare. In Parlamento sono in discussione varie proposte di legge sul gioco d azzardo. Il nostro obiettivo è quello di fare pressione e portare all attenzione dei parlamentari alcuni punti che riteniamo fondamentali, contribuendo ad arricchire il dibattito sulla questione. Tra le varie proposte di legge in esame, quella a cui dobbiamo fare più attenzione è il disegno di legge di delega per la riforma fiscale - Delega al governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita - attualmente in discussione in commissione finanze alla camera, che impegna il governo ad adottare i decreti legislativi entro 12 mesi dall entrata in vigore della delega e investe anche la materia dei giochi pubblici ( art.14). Il provvedimento rappresenta uno strumento legislativo molto importante per fare ordine sulla disciplina dei giochi dal punto di vista normativo, fiscale e in vista del riconoscimento di poteri ai comuni. Concludo con questa riflessione: tra le attività più importanti intraprese dai Comuni in collaborazione con le scuole, con le associazioni ecc..ci sono quelle di carattere culturale, che ci aiutano a riscoprire i fondamenti di conoscenze, valori, prospettive di vita e contribuiscono a farci riappropriare di quel gioco che rappresenta una componente importante dello sviluppo intellettivo e sociale. Documenti analoghi
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