Source: https://www.condominioweb.com/chi-partecipa-alle-spese-duso-e-conservazione-dellimpianto-antenna-condominiale.703
Timestamp: 2020-05-27 03:14:28+00:00
Document Index: 155111014

Matched Legal Cases: ['art. 1117', 'art. 1117', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1104', 'art. 1139', 'art. 1118']

Manutenzione dell'antenna TV condominiale e ripartizione delle spese: chi partecipa ai costi di conservazione dell'impianto?
L'antenna per la ricezione del segnale radiotelevisivo, assieme ai cavi per portare tale segnale nelle unità immobiliari di proprietà esclusiva, è parte integrante del così detto impianto TV.
Esso è menzionato nell'art. 1117 c.c. ed in ragione di ciò va considerato condominiale fino al punto di diramazione verso le singole unità immobiliari di proprietà esclusiva.
Si tratta di una novità introdotta nel codice civile dalla legge n. 220 del 2012. Ciò non vuole dire che prima di questa novella l'impianto Tv centralizzato non fosse considerato condominiale.
La Cassazione, infatti, in più occasioni prima di questa novità legislativa ha avuto modo di affermare che sono condominiali non solamente le cose elencate nell'art. 1117 c.c., ma anche quelle che si trovano in un rapporto di funzionalità ed accessorietà rispetto alle parti in proprietà esclusiva.
L'impianto TV, in quest'ottica, era considerato funzionale alla ricezione del segnale radiotelevisivo a servizio delle abitazioni sicché si dubitava della sua condominialità fino alla diramazione nelle suddette unità immobiliari.
Oggi, come prima del 2012, solamente una diversa disposizione contrattuale (contenuta negli atti d'acquisto o nel regolamento) o la installazione dell'impianto TV successiva alla costruzione dell'edificio (in questi casi sarebbe da considerarsi un'innovazione suscettibile d'utilizzazione separata) può e poteva far sì che la proprietà fosse ristretta solamente ad un gruppo e non a tutti i condomini.
Sono esclusi a propri dalla proprietà dell'impianto anche tutti quei condomini che non hanno la possibilità materiale di usufruirne (ad esempio proprietari dei box o delle cantine perché non collegati).
Trattandosi di un bene comune, nei limiti e con le possibili eccezioni fin qui esposte, è obbligo di tutti gli interessati partecipare alle spese d'uso e conservazione del più volte citato impianto.
Perché si pagano le spese di conservazione dell'impianto TV?
I condòmini partecipano alle spese condominiali perché proprietari delle unità immobiliari facenti parte del condominio.
La misura dell'obbligo è data dalle tabelle, dal criterio di riparto applicabile, in relazione alla singola spesa manutentiva della sua deliberazione o erogazione da parte dell'amministratore, ma in generale il condòmino partecipa alle spese condominiali in quanto queste rappresentano una obbligazione propter rem , ossia legata alla cosa, per meglio dire al diritto sulla cosa (si veda sul punto, tra le tante, Cass. 18 aprile 2003 n. 6323).
Data questa premessa, non vi sono dubbi che, per le ragioni di carattere generale fin qui esposte, alle spese di conservazione dell'impianto TV (con ciò intendendosi quelle che servono a mantenere in funzione l'impianto) debbano sempre partecipare tutti i condòmini (interessati, cioè comproprietari dell'impianto).
Si possono non pagare le spese d'uso dell'impianto TV?
Al pari dell'impianto di riscaldamento condominiale il condomino può rinunciare anche all'uso dell'antenna condominiale. In tal caso egli, come per il citato riscaldamento, parteciperà alle spese di conservazione ma non a quelle d'uso.
Tanto, ad avviso dello scrivente, può trarsi dai principi generali enunciati dalla Cassazione con riferimento alla rinuncia all'uso dell'impianto di riscaldamento.
=> Antenne in condominio. L'antenna centralizzata e quella autonoma. Il segnale analogico terrestre, quello digitale e l'impianto satellitare. Differenze normative.
Gli ermellini, nella sentenza n. 5974 del 25 marzo 2004, spiegano chiaramente perché tale affermazione sia corretta, cioè perché oltre all'impianto di riscaldamento sia estensibile a ogni impianto suscettibile di distacco da parte del condòmino.
Il motivo sta nella natura delle obbligazioni sottese a spese di conservazione e spese d'uso. In tal senso si legge nella sentenza citata come sia cosa nota vi sia differenza di funzione ed di fondamento delle spese per la conservazione e delle spese per l'uso.
Tale distinzione è data in linea di principio dall'art. 1104 cod. civ., il quale, per quanto sia dettato in relazione alla comunione in generale, è applicabile al condominio in ragione della sua portata generale e del richiamo contenuto nell'art. 1139 c.c.
La diversità tra le suddette categorie di spese va rintracciata nello scopo, cui le distinte obbligazioni adempiono come anche al fondamento in ragione del quale le obbligazioni (per la conservazione e per l'uso delle parti comuni) sono ascrivibili ai condomini.
La differenza va ricondotta alla distinzione tra l'utilizzazione oggettiva e l'uso soggettivo delle parti comuni.
Le spese riguardanti la conservazione - il cui scopo e fondamento consisto il primo nel mantenimento della integrità, cioè del valore capitale, delle cose, degli impianti e dei servizi comuni e nella loro utilizzazione obbiettiva - devono essere corrisposte dai condomini in ragione del diritto di proprietà.
Le spese per l'uso - in datene la ragion d'essere nell'utilizzazione concreta delle cose comuni - si ripartiscono in relazione alla misura dell'uso; uso potenziale, è utile rammentarlo (si veda Cass. n. 13161/1991)
Data questa premessa generale, proseguono i giudici, «tenuto conto della relazione tra cose proprie e comuni; del diverso spessore del carattere della necessità per l'esistenza e per l'uso delle unità immobiliari in proprietà solitaria; della funzione e del fondamento differenti delle diverse spese per le parti comuni: tutto ciò considerato, emerge la ragione per cui nell'art. 1118 comma 2 cod. civ. (vecchia formulazione n.d.A.) delle spese per l'uso non si fa menzione. A differenza dalle spese per la conservazione delle parti comuni, le quali ancorché non assolutamente indispensabili offrono comunque una certa utilità oggettiva a tutte le unità immobiliari, le spese per l'uso sono correlate all'effettivo godimento: ovverosia ad un fatto soggettivo, di per sé mutevole, che può essere attuato in misura diversa o che, in ipotesi, potrebbe anche non essere effettuato per nulla. Perciò alle spese per la conservazione al condomino non è consentito sottrarsi, anche quando le cose /sono indispensabili soltanto entro certi limiti, come nel caso dell'impianto di riscaldamento; a determinate condizioni, invece, alle spese per l'uso il condomino può evitare di concorrere» (Cass. n. 5974/04).
Sintesi: se si rinuncia all'uso dell'impianto TV non si pagano i costi connessi all'uso, ma quelli di conservazione (a dire il vero quasi tutti quelli afferenti questo tipo di impianto) sì, in quanto rinuncia all'uso non vuol dire rinuncia alla proprietà.
=> Un inquilino può collocare l'antenna nella proprietà altrui senza esserne autorizzato?
Cerca: spese conservazione uso
DAIANA mercoledì 14 dicembre 2016 alle ore 11:51
siamo tre appartamenti con un'unica antenna ubicata tra l'altro nell'ultimo appartamento ora con il cambiamento di frequenza di alcuni noti canali televisivi sara' necessario chiamare un tecnico ma gli altri due appartamenti con la scusa che a loro non interessa perche' hanno sky non vogliono pagare possono sottrarsi? non e' un bene comune l'antenna??
Vincenzo lunedì 10 aprile 2017 alle ore 20:38
buonasera, sono proprietario di un appartamento in un condominio formato da 12 famiglie, è stata sostituita l'antenna centralizzata, uno dei condomini si rifiuta di pagare la quota, sostiene di aver fatto installare l'antenna per conto suo senza essere autorizzato dal condominio (deve aderire al pagamento?in caso di sostituzione del filo dell'antenna condominiale possiamo far rimuovere il filo dell'antenna del singolo condomino visto che lo ha fatto senza autorizzazione? grazie anticipatamente..
Avv. Alessandro Gallucci mercoledì 12 aprile 2017 alle ore 15:28
@Vincenzo: il fatto che abbia una sua antenna non vuol dire che non sia più proprietario dell'impianto Tv condominiale (a meno che non lo sia mai stato). Insomma deve pagare la sua quota e se non lo fa gli si può chiedere al giudice un decreto ingiuntivo.
Enrico Lucini sabato 22 luglio 2017 alle ore 00:25
Avv.Gallucci non so quando abbia scritto questo, se prima o dopo la riforma del Condominio ma mi sono documentato in vari modi e con tanti articoli, non risulta esatto ciò che lei sostiene in quanto avendo un suo impianto di proprietà , non usa quello Condominiale e pertanto non è tenuto alla sua manutenzione, come gli altri Condomini non sono tenuti a fare manutenzione al suo.
Cetty lunedì 26 marzo 2018 alle ore 20:11
L'antenna condominiale deve garantire la visione solo dei programmi RAI?...ho di tutti i canali...
compreso mediaset?...
Enrico Lucini lunedì 26 marzo 2018 alle ore 22:55
Avv.Gallucci non ho avuto il piacere di avere una sua risposta riguardo della mio intervento precedente, cioè essendomi documentato su vari siti ho constatato che le sue affermazioni probabilmente sono precedenti all'entrata in vigore del nuovo Regolamento di Condominio, oltretutto la legge dice che si paga in proporzione all'uso che se ne fa avendo io il diritto per legge di Informazione, mi sono fatto un impianto autonomo per cui non usufruisco più dell'impianto centralizzato installando un impianto satellitare , non serve nessuna autorizzazione ,ma solo una comunicazione all'Amministratore che è stata fatta pertanto non vedo perché debba pagare un impianto che si vuol rifare solo per invenzione e capriccio di qualcuno e per l'appoggio dell'Amministratore che guadagna una percentuale su tutte le spese straordinarie, grazie di un suo eventuale parere aggiornato
Cinzia giovedì 19 luglio 2018 alle ore 13:23
Buongiorno Le sottopongo un quesito condominiale in merito all antenna. Un condomino ha richiesto l intervento all interno del proprio appartamento x migliorare la ricezione del segnale tv. L antennista ha emesso fattura al condominio e l amministratore intende suddividere il costo al 50% tra il condomino e il condominio. Credo non si possa imputare al condominio questo costo poiché il problema e'solo del condomino. Le chiedo se effettivamente sia applicabile o se esistono precedenti e quindi far valere le mie ragioni. Grazie
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