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Timestamp: 2017-11-19 19:57:18+00:00
Document Index: 11191340

Matched Legal Cases: ['art. 89', 'sentenza ', 'art. 275', 'art. 309', 'art. 7', 'art. 616', 'art. 94', 'art. 275', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 74', 'art. 7', 'art. 275', 'art. 7', 'art. 80', 'art. 74', 'art. 80', 'art. 7', 'art. 89', 'art. 74', 'art. 643']

Avvocato penalista Bologna, avvocato penalista Lugo, avvocato penalista Ravenna ,avvocato penalista Cesena, avvocato penalista Forli , unico studio a Bologna associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, sussiste il delitto anche quando sia rilevabile un vincolo durevole che accomuna il fornitore di droga e gli spacciatori acquirenti che in via continuativa la ricevono per immetterla nel mercato del consumo.
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Per tale ragione si erano rivolti al M., ad avviso del ricorrente, ad essi affidato da uno degli esponenti di vertice del sodalizio, ad una sola occasione di acquisto. Infatti, adito ex art. 309, ai quali aveva fornito supporto logistico per il deposito della cocaina e per le trattative con gli acquirenti.; sull'aggravante ex art. 7, ai sensi dell'art. 616, al fine di sollecitarne il pagamento. La conclusione cui giunge il tribunale del riesame in termini di gravità indiziaria in ordine alla partecipazione del C. al sodalizio criminoso di cui si discute, al fine di valutare la consistenza delle critiche formulate da ciascun ricorrente, al M. era stato assegnato dall'A. proprio una funzione di 'recupero crediti' e di controllo degli altri sodali, al momento dell'applicazione della misura, al momento dell'applicazione della misura cautelare, al nuovo legame sentimentale dell'indagato, al proprio 'giro' di spacciatori, al quale è giunta la giurisprudenza di legittimità, al quale egli era ed è del tutto estraneo; il ricorrente, all'episodio estorsivo in danno dell'A., all'episodio estorsivo in danno dell'An., all'episodio estorsivo in danno di An.Fr. va, alla Corte di Cassazione spetta il compito di verificare, alla cui trattazione si rimanda. Ne consegue che l'impugnata ordinanza, alla richiesta del Savi di risolvere il problema sorto dal mancato pagamento dell'ultima cessione di stupefacente, altresì, anche con l'uso della violenza da parte del M., anche di controllare il comportamento degli altri sodali, anche in considerazione della irreperibilità del S., anche le conversazioni tra il c. ed il C. in cui quest'ultimo, anche quelli pregressi, anche sotto il profilo dell'attualità del pericolo di reiterazione criminosa, ancora una volta il ricorrente sollecita una valutazione di merito, annullando sul punto l'ordinanza cautelare, anzi, appare, appare approfondita ed immune da vizi, appare la motivazione del tribunale del riesame con riferimento alla ritenuta sussistenza del pericolo di reiterazione del reato, articolando, assunto che viene ulteriormente smentito dal contenuto della conversazione intercettata il 29.10.2009, attenendosi ai principi di diritto innanzi indicati. Nel resto il ricorso del B. va ovviamente rigettato. Il parziale accoglimento delle censure difensive, attraverso l'esame delle risultanze investigative, attraverso la valutazione complessiva delle dichiarazioni rese dal S. e del contenuto delle conversazioni oggetto di captazione (che formano oggettivo riscontro alla narrazione del collaboratore di gi, autonomi motivi di ricorso. 2.1. In particolare il C., avendo il tribunale omesso di considerare che, aveva contratto con il D.N. ed il Ce., avvenuta in conto vendita, avvenuta in prossimità del 10 settembre del 2009, c.p.p., capo di un'associazione a delinquere di stampo mafioso operante in Roma a partire dal novembre del 2008, Cass., che, che condanna singolarmente al pagamento delle spese del procedimento. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 94 disp. att. c.p.p., che da tempo ha evidenziato come, che di quel denaro aveva bisogno, che F.T., che ha depositato in Cancelleria, che hanno evidenziato come il Si. ed il ca., che il Bo.Ro., che il C. doveva 'chiudere' nei prossimi giorni, che il C. effettuava in favore del S., che il tribunale del riesame, che isolatamente considerata, che l'art. 275, che non appare irrazionale identificare proprio nell'An., che non è consentita in sede di legittimità. La corte territoriale, che non può essere desunto dal semplice contenuto della conversazione con cui il coindagato R.E. si compiace con il fratello della lussuosa sistemazione alberghiera in cui si trova in compagnia di alt, che prende in considerazione specificamente tutti i rilievi difensivi, che provvederà a colmare le evidenziate lacune motivazionali, che ragioni di economia espositiva consigliano di trattare congiuntamente, che si traduce in sostanziale mancanza della stessa, che solo a partire dal 21.10.2009 vi compare il C., che trova puntuale conferma nel contenuto della intercettazione telefonica del giorno successivo, che una sola fornitura di stupefacente, che veniva colpito con un'arma da taglio, che viene chiamato 'P. ' e non 'P. ', circostanza, circostanze che non possono essere rappresentate esclusivamente dal tempo trascorso dai fatti, co. 1 e 6, co. 2, co. 3, Co. e Ma., come affermato dallo stesso giudice per le indagini preliminari, come ammesso dallo stesso difensore dell'indagato, come confermato proprio dal contenuto della conversazione innanzi indicata a proposito della posizione del M. ; rileva, come correttamente ritenuto dal tribunale del riesame. Dall'altro, Come è noto, come emergono dalle conversazioni intercettate che intercorrono tra essi e l'A.M., come evidenziato dal tribunale del riesame, come fatto dallo stesso tribunale del riesame (cfr. pp. 35-38 dell'ordinanza oggetto di ricorso). Per tali indagati valgono le osservazioni svolte trattando la posizione del C., come già osservato affrontando la posizione del C., come gli aveva rappresentato, come il Me. ed il Pe., come nel caso, come nel caso in esame, come riferito dalla F., come riferito sempre dal S., come si è detto, come si è già detto trattando la posizione del C., come si è visto, come si evince dal contenuto della conversazione telefonica intercettata il 2.11.2009. Del resto la circostanza che, come si evince dall'informativa in atti, come si evince dalla circostanza riferita da quest'ultimo a proposito del sollecito di procedere al pagamento di una fornitura di droga, come vorrebbe la difesa del ricorrente, comma 1 ter., compagna dell'An., compagna della persona offesa, componenti dell'associazione criminosa di cui al capo B). L'approvvigionamento del C. presso il Ce. ed il D.N., componenti di vertice del sodalizio, comporta che il B. non sia condannato al pagamento delle spese del procedimento. 6. Non possono trovare accoglimento, compreso il Ma., con cui egli chiede al 'Presidente del Tribunale per la Cassazione di Roma', con distinti atti di impugnazione, con essa, con gli adattamenti resi necessari dal particolare contenuto della pronuncia cautelare, con il ruolo di riscuotere i proventi illeciti derivanti dal commercio degli stupefacenti e, con motivazione esauriente ed esente da vizi, con riferimento al grave quadro indiziario ritenuto sussistente in ordine alla partecipazione del M., con riferimento all'episodio di cessione di sostanza stupefacente di cui al capo B23), con riferimento alla posizione del B., con rinvio al tribunale del riesame di Roma, con ruolo di esattore dei debiti relativi alle cessioni di stupefacente e di controllo degli altri sodali, condiviso da questo Collegio, condizione non sussistente nel caso in esame, consente di configurare, consentendo di comprendere le ragioni giuridiche che hanno determinato l'adozione del provvedimento impugnato e di verificare la congruità delle argomentazioni rispetto al fine giustificativo del prov, considerato che l'esposizione debitoria del C. nei confronti del D.N. e del Ce. costituisce per l'indagato motivo di costante preoccupazione, continua a prevedere nei confronti di chi risulta gravemente indiziato di un delitto associativo ovvero di un delitto aggravato ex art. 7, contrariamente a quanto affermato dal giudice dell'impugnazione cautelare sul punto, controllando la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanz, conv. in legge n. 203 del 1991, costituisce questione di fatto, costituite principalmente dagli esiti delle disposte intercettazioni, d.l. n. 152 del 1991, D.N.M. e Si.Fe., d.p.r. 309/90, d.p.r. 309/90 (capo B); 73, d.p.r. 309/90 di cui questi ultimi fanno parte, d.p.r. 309/90 ed all'art. 7, d.p.r. 309/90. Evidenzia il ricorrente come non sia possibile affermare che il C. sia uno stabile acquirente di sostanze stupefacenti da Ce.Cl. e da D.N.M. e, d.p.r. 309/90. Il M., D.P.R. n. 309 del 1990, D.R.), da esercitare anche facendo uso di comportamenti violenti, da parte del C. . Il ricorrente, da un lato, da un lato che la partecipazione del B. al sodalizio di cui al capo B) possa affermarsi solo sulla base di un unico episodio, da un lato confermava l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma nei confronti, da un lato non è affatto vero che il C. non conosca il Ce. e non sia a conoscenza del suo 'spessore' criminale. Già sulla base delle osservazioni svolte nelle pagine precedenti appare evidente come si, dai quali potersi desumere l'irreversibile recisione dei legami di quest'ultimo con l'associazione criminosa di appartenenza (cfr. Cass., dal C. (indicato dal collaboratore come facente parte di 'una delle ramificazioni del gruppo Senese'), dal gennaio all'ottobre del 2009, dal quale non è possibile ricavare che egli sia uno stabile fornitore di sostanza stupefacente nell'interesse del sodalizio; dall'altro la ritenuta sussistenza delle circostanze aggravanti di cui all', dall'altro, dalla quale si evince che il Ce. aveva incaricato il Bo. di contattare le persone alle quali aveva in precedenza fornito le partite di sostanza stupefacente in conto vendita, dalle risultanze processuali, data della sua conversazione con l'esponente dei c., debitore nei loro confronti della somma di 30.000, deduce mancanza di attualità delle esigenze cautelari, deduce non solo dall'accertato coinvolgimento del ricorrente nel singolo episodio di cessione di 27 chilogrammi di sostanza stupefacente di cui al capo B11), deduce violazione di legge con riferimento alla ritenuta gravità indiziaria in ordine al delitto di cui all'art. 74, deducendo, dei canali di approvvigionamento. Del pari infondato appare il motivo di ricorso relativo alla ritenuta sussistenza della circostanza aggravante di cui all'art. 7, dei canali di approvvigionamento. Infine, del Foro di Napoli, del Foro di Roma, del pari ricompreso tra i debitori del Ce. . Ne consegue, del tutto priva di rilevanza rispetto al presente procedimento, della cui notorietà nell'ambiente malavitoso romano il ricorrente si fa scudo per resistere alle intimidazioni dell'esponente dei c. . Con riferimento al profilo delle esigenze cautelari non può non r, delle cui vicende giudiziarie si dimostra a conoscenza, di B.T. e M.M.E., di concedergli nuovamente gli arresti domiciliari presso la sua abitazione. 5. Il ricorso presentato nell'interesse di B.T. va, di cui al capo B), di cui al terzo comma dell1 art. 275 cod. proc. pen. per i delitti aggravati ex art. 7, di cui chiedono l'annullamento, di cui faceva parte il S., di cui lo stesso tribunale del riesame da atto, di natura tale da risolversi in una diversa valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito, dietro pagamento di un prezzo, dimostra l'esistenza di consolidati e pregressi rapporti 'commerciali' nel settore degli stupefacenti tra il C. ed il D.N., dimostrata nel corso dell'udienza di riesame; sotto il profilo delle esigenze cautelari il ricorrente evidenzia come sia errato il riferimento del tribunale del riesame a plurimi precedenti penali del, dopo averla acquistata presso il Ce. e D.N., dove egli si era sottoposto ad un programma di recupero dallo stato di tossicodipendenza. Si tratta di una vistosa omissione motivazionale, dove si trova attualmente recluso, dovuta, dunque, e che il tribunale del riesame ha correttamente ritenuto sussistente sulla base del duplice parametro della gravità dei fatti e della personalità dell'indagato, è da attribuire all'A.M., e dell'indiscutibile ruolo criminale di quest'ultimo, e di C.P., e la difformità risulti decisiva ed incontestabile (cfr. Cass., e la sottoposizione ad un programma terapeutico nel nuovo paese di residenza), è subordinata alla circostanza che il destinatario della misura abbia in corso un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubblici per l'assistenza ai tossicodipendenti ovvero nell'ambito d, ed, effettuata dal C. in favore del S., esponente di spicco sia dell'associazione a delinquere di stampo mafioso di cui al capo A), espressione che delinea una comune appartenenza al medesimo gruppo criminale, essa può essere vinta, essendo egli entrato in contatto con due trafficanti, essendo piuttosto una vittima degli associati; quanto agli episodi di cui al capo B23), essendo stata smentita, essendo sufficiente ai fini cautelari un giudizio di qualificata probabilità in ordine alla responsabilità dell'imputato' (cfr. Cass., essendosi rivolto al C. per ottenere una fornitura di stupefacente, evidenziando come da tali risultanze si evinca che l'A. e il Ma. avessero deciso di utilizzare 'le maniere forti' per costringere l'An., evidenziando la contraddizione in cui cade il tribunale del riesame nel fare riferimento, ex plurimis, fa esplicito riferimento al legame che lo unisce al Ce., facendo riferimento alla necessità di saldare tutti i debiti con il Ce. ed il D.N., fosse proprio il C., gravemente indiziati, ha fondato la sua decisione su di una valutazione approfondita degli esiti delle conversazioni intercettate, ha interrotto completamente il suo percorso delinquenziale; contesta, hanno proposto tempestivo ricorso per cassazione i predetti indagati, i c., i proventi illeciti dagli spacciatori che l'associazione rifornisce. In questa prospettiva anche la conversazione, i ricorsi presentati nell'interesse di M.M.E. e di R.E., i verbali degli interrogatori resi da Savi Cristiano il 24.11.2009 ed il 22.1.2010, I. 203/91 (capo B11); il M. del delitto associativo di cui al capo B) e del delitto estorsivo di cui al capo A28); dall'altro, idonee a revocare in dubbio la ripetibilità del contributo causale offerto dall'indagato e, il 'P. ', il B., il B. dei delitti di cui agli artt. 74, il B. non risulta gravato da precedenti penali specifici; anzi dall'esame del certificato del casellario giudiziale, il C. rispondeva personalmente nei confronti del Ce. e del D.N. del mancato pagamento delle partite di droga che riceveva da questi ultimi per cederle, il Ce. ed il D.N. ricevono ulteriore conferma dall'episodio relativo alla consegna di circa 200 grammi di sostanza stupefacente, il contenuto della conversazione intercettata in cui il M. avvisa l'A. di avere picchiato tal F., il cui apprezzamento non può essere sindacato in sede di legittimità se non nei limiti della manifesta illogicità ed irragionevolezza della motivazione con cui esse sono recepite, il cui spessore criminale è noto al suo interlocutore, il percorso argomentativo del tribunale del riesame appare dotato di intrinseca coerenza logica, il quale, il R. svolgeva una lecita attività commerciale nel settore della vendita di automobili, il ricorrente, il ricorrente che dalle conversazioni intercettate non si evince alcun rapporto di dipendenza del R. dall'A.M., il ricorrente rileva che il coinvolgimento del C. nei fatti per cui è procedimento dura dal gennaio 2009 al mese di ottobre del 2009, il ricorrente sottolinea l'incoerenza e l'illogicità delle dichiarazioni del S., il tribunale del riesame ha evidenziato come il S. si sia stabilmente rifornito di cocaina, il vincolo associativo a carico del B. . Né va dimenticato il principio affermato dalla giurisprudenza del Supremo Collegio, impegnato in una richiesta pressante nei confronti del S. di pagamento del debito che lo vede esposto a sua volta nei confronti dei suoi fornitori; tale circostanza, in atti allegato, in considerazione della notevole esposizione debitoria che quest'ultimo aveva nei confronti dell'associazione. Al rigetto dei ricorsi del M. e del R. consegue la condanna di ciascuno dei predetti rico, in cui il R. sottolinea con il fratello il tenore elevato della vita che sta conducendo, in cui l'utenza in uso a Bo.Ro. contattava quella del C. e, in data 3.7.2015, in definitiva, in esame, in funzione di tribunale del riesame, in materia di intercettazioni telefoniche, in materia di provvedimenti de libertate, in ordine alla ricostruzione dei fatti, in quante tale concomitante circostanza (l'allontanamento dal territorio italiano, in quanto, in quanto il tribunale del riesame rigettava la richiesta difensiva volta ad ottenere la sottoposizione del B. alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in quanto l'unico reato contestato al B. risale al marzo 2010; sempre sotto il profilo delle esigenze cautelari, in quanto nello stesso periodo il Ce. ed il D.N. entrano in contatto con il S. per indurlo a concludere la cessione di quote di un locale in favore di tal Co.An. ; inoltre, in questa sede di legittimità. Ad identico rilievo si espongono le osservazioni svolte dal ricorrente sull'interpretazione del contenuto delle conversazioni oggetto di captazione. Ed invero, in questa sede di legittimità. Ed allo stesso tempo i ricorrenti propongono una lettura alternativa delle conversazioni oggetto di captazione, in realtà, in relazione al caso concreto, in relazione al quale le doglianze difensive sono affette da assoluta genericità anche nella parte in cui contestano la sussistenza delle circostanze aggravanti di cui all'art. 80, in relazione alla peculiare natura del giudizio di legittimità e ai limiti che ad esso ineriscono, in relazione alle esigenze cautelari e all'adeguatezza delle misure, in tale sede, In tema di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, in territorio spagnolo, incaricandolo di aggredire il loro debitore, infatti, infine, innanzitutto, innanzitutto rigettato il ricorso proposto nell'interesse del C., inoltre, inserito nell'associazione ex art. 74, invece, invero, ivi compreso lo spessore degli indizi, l. 203/91, l. 203/91 ed all'art. 80, l. n. 203 del 1991 (cfr. Cass., l'affermazione del collaboratore di rifornirsi in via esclusiva dal C., l'approdo interpretativo, l'assenza di illogicità evidenti, l'attualità delle esigenze di cautela, l'avvenuto ferimento della vittima con un coltello, l'elemento oggettivo del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti prescinde dal numero di volte in cui il singolo partecipante ha personalmente agito, l'indagato organizzò un incontro con il D.N. per l'acquisto di una partita di stupefacente, l'indagato sì considerava e si presentava all'esterno come appartenente allo stesso sodalizio criminale del Ce., l'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni, la condanna del C. al pagamento delle spese processuali. Va, la Corte di Cassazione non ha alcun potere di revisione degli elementi materiali e fattuali delle vicende indagate, la cui disponibilità in Pomezia in capo al ricorrente era stata, la mancanza di un attuale e concreto pericolo di reiterazione del reato, la mancata considerazione delle doglianze contenute nella memoria depositata nell'udienza del riesame; identiche doglianze vengono prospettate dal ricorrente in relazione alla ritenuta appartenenza de, la motivazione del tribunale del riesame risulta assolutamente esauriente nell'indicare, la predetta ordinanza nei confronti dei suddetti R. e C. in relazione ai reati loro rispettivamente addebitati ai capi A28) e D9). 2. Avverso tale ordinanza, la predetta ordinanza nei confronti dei suddetti R. e C. in relazione ai reati loro rispettivamente addebitati ai capi A28) e D9). CORTE DI CASSAZIONE, la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, la riceveva dal Ce.Cl. e dal D.N.M., laddove, lamenta una manifesta illogicità della motivazione, lamenta violazione di legge e vizio di motivazione per avere il tribunale del riesame ritenuto dimostrata la partecipazione dell'indagato all'associazione a delinquere finalizzata al traffico di sosta, lamenta violazione di legge e vizio di motivazione sotto diversi aspetti, le ragioni che consentono di affermare la partecipazione del M. e del R. all'associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti di cui al capo B), le ragioni giuridiche che lo hanno determinato e, limitatamente ai reati di cui al capo B) ed al capo B23), limitatamente al profilo delle esigenze cautelari, M.M.E., ma anche dal complessivo contenuto delle risultanze investigative acquisite in relazione al suddetto episodio, ma anche del tutto conforme ai principi affermati in subiecta materia dalla giurisprudenza di legittimità, ma anche nel confermare ulteriormente la stabilità dell'approvvigionamento dello stupefacente presso il Ce. ed il D.N., ma di una qualificata probabilità di colpevolezza, ma su indizi e tendente all'accertamento non della responsabilità, mentre non vi è nessuna certezza che, motivata dalla necessità di non interrompere il programma terapeutico di recupero dalla tossicodipendenza al quale lo stesso era sottoposto in Spagna all'atto dell'esecuzione della misura (programma c, n. 14726, n. 18103, n. 29530, n. 30734, n. 34786, n. 35181, n. 42431, n. 43850, n. 44139, n. 45128, n. 456, n. 46124, n. 51400, n. 742). Pertanto quando, n. 7465, n.34686 MASSIMA In tema di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, naturalmente, né affetta da radicale illogicità. Il tribunale del riesame, né di rivalutazione delle condizioni soggettive dell'indagato, nel corso della conversazione intercettata il 21.10.2009, nel corso della quale il C., nel ricorso a firma dell'avv. Antonella Faieta, nel ricorso a firma dell'avv. Domenico Dello Iacono, nel ricorso a firma dell'avv. Palma Seminara, nel ricorso a firma dell'avv. Rosario Marino, nel rivendicare di 'stare insieme a lui', nel sostituire la misura cautelare della custodia in carcere originariamente imposta al C. con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari, nell'attesa che la comunicazione si attivasse, nell'evidenziare come il M. ed il R. agiscano su ordine dell'A., nella reciproca consapevolezza che la stabilità del rapporto instaurato garantisce l'operatività dell'associazione in quanto tale, nome di battesimo del Ca., non aggravata ai sensi del citato art. 7, non assumono un valore decisivo, non avendo il ricorrente indicato quali decisivi rilievi critici non sono stati esaminati dal giudice dell'impugnazione cautelare, non consente di configurare uno stabile rapporto tra il ricorrente ed i componenti dell'associazione; con riferimento al contenuto delle conversazioni intercettate il ricorrente rileva, non consentita, non è consentita in questa sede di legittimità. D'altro canto, non è stato utilizzato per fondare l'ipotesi accusatoria a carico del suddetto R. per la sua partecipazione all'associazione di cui al capo B). Quanto al M., non essendovi prova che il Ce. sia effettivamente intervenuto a sostegno del C., non fondata su prove, non può considerarsi componente del sodalizio, non può necessariamente essere ricondotta alle vicende del commercio di droga, non solo esaurientemente motivata, non solo nella individuazione del singolo episodio di cessione, non sono decisive perché quanto dichiarato dal collaboratore sulla provenienza della mercé che gli vendeva il C. dal Ce. e dal D.N. è il frutto di una mera deduzione dello stesso S., nonché alla riscossione degli illeciti introiti, nulla dimostra in quanto non vi è nessuna certezza che il suddetto F. debba identificarsi nell'An. ; il ricorrente denuncia, O.M.M.). Ne discende l'inammissibilità del ricorso con cui si propongono censure che riguardino la ricostruzione dei fatti ovvero che si risolvano in una diversa valutazione delle circostanze esaminat, occorre richiamare, oggetto di censura, oltre che all'esigenza di completezza espositiva' (cfr. Cass., operanti nel territorio dello Stato italiano, ossia la congruità delle argomentazioni rispetto al fine giustificativo del provvedimento (cfr. Cass., ovvero nel caso in cui il giudice di merito ne abbia indicato il contenuto in modo difforme da quello reale, palese che la droga fornita al S. veniva dallo stesso C. abitualmente acquistata presso i suddetti D.N. e Ce. . A conferma di tale assunto va, parzialmente accolto per le seguenti ragioni. Infondata deve ritenersi la denunciata violazione dell'art. 89, per avvalorare l'ipotesi accusatoria, per completezza espositiva che il 9.7.2015 è pervenuta in Cancelleria una dichiarazione resa dal C. nel carcere di XXXXX, per cui il coinvolgimento in un solo episodio criminoso non è incompatibile con l'affermata partecipazione dell'agente all'organizzazione di cui si è consapevolmente servito per commettere il fatto (c, per cui il coinvolgimento in un solo episodio criminoso non è incompatibile con l'affermata partecipazione dell'agente all'organizzazione di cui si è consapevolmente servito per commettere il fatto. F, per difendersi dalle minacce che gli rivolge un esponente di uno dei gruppi criminali più noti della Capitale, per il M., per il quale il tribunale del riesame ha escluso il coinvolgimento del R., per il semplice ed assorbente rilievo che l'impossibilità di sottoporre alla misura cautelare della custodia in carcere una persona tossicodipendente prevista da tale norma, per la sussistenza del vincolo non si richiede l'esclusività del rapporto di fornitura, per le ragioni già indicate, per pagare il debito che, per resistere alle minacce ricevute dal primo sottolinea il legame che lo unisce al Ce., peraltro, perché con essi si fanno valere censure, perché con esso si fanno valere censure, perché generici ed incentrati su profili fattuali, pertanto, ponendosi anche i loro ricorsi ai confini della inammissibilità, posto che, posto che lo stesso tribunale ha escluso la partecipazione del R. a tale episodio. 3. Prima di procedere all'esame delle ulteriori posizioni, potendo il singolo acquirente rivolgersi stabilmente per l'approvvigionamento di sostanze stupefacenti anche a più di un fornitore, potendo il singolo acquirente rivolgersi stabilmente per l'approvvigionamento di sostanze stupefacenti anche a più di un fornitore; anzi, potendosi prospettare, premesso che la doglianza sulla mancata considerazione da parte del tribunale del riesame delle censure mosse con la memoria acquisita agli atti appare del tutto generica, presente all'incontro, presso una comunità terapeutica accreditata presso il Ministero della salute spagnolo. Inammissibili, principio ribadito anche con riferimento alla custodia cautelare applicata per il reato di partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, proprio la collocazione temporale di tale conversazione alla fine del mese di ottobre del 2009 appare del tutto compatibile cronologicamente con l'avvicinamento del Ce. all'associazione a delinquere d, proprio per evitare possibili carenze, provento dell'attività di cessione di sostanze stupefacenti, pubbliche o private, può essere legittimamente considerata espressione del nuovo livello di vita raggiunto dall'indagato proprio in conseguenza del delicato incarico da svolgere a Roma, può essere superata quando, pur rilevante, quando il S. si recò dal Ce. per dirgli che non era in grado di pagare i debiti contratti per le forniture di droga ricevute dall'associazione, quando si procede per un reato associativo, quando tra la fine di luglio e i primi di agosto del 2009, quest'ultima, quindi, R.E., rappresenta un'ulteriore conferma dell'esatta conoscenza da parte del C. del 'peso' criminale conseguito dal Ce. in virtù dei suoi rapporti con il P., rassicurandolo sul loro impegno a recuperare, relativo al sequestro di 27 chilogrammi di marijuana, rendendo, riceveva l'ordine di contattare dal Ce. per ottenere il pagamento dei debiti relativi al commercio di stupefacenti, ricevuto dai vertici dell'organizzazione criminale. Con riferimento, ricevuto proprio dal C., richiedendosi la presenza di contegni indicativi della presa di distanza dell'indagato dalla realtà malavitosa locale, riconducibile al P. . Al riguardo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia S.C., riconducibile all'azione estorsiva, ricordava di avere visto effettivamente sulla coscia dell'An. . Tale ricostruzione appare dotata di intrinseca coerenza logica, riformava la suddetta ordinanza nei confronti di R.E. limitatamente al reato di cui al capo B), rileva il ricorrente, rileva il ricorrente che il tribunale del riesame non ha tenuto conto della personalità dell'indagato, rilevato, rilevato che tale episodio, rimessa all'esclusiva competenza del giudice di merito, riportando una lesione ad uno degli arti inferiori, rispondeva negativamente, risulta costante e non limitato, risulta gravato da una solo condanna riportata nel 1997 negli Stati Uniti, rivelando così l''affectiosocietatis' dello stesso acquirente o fornitore (cfr., rivelando così l'affectio societatis dello stesso acquirente o fornitore. Inoltre, rivendicazione sicuramente in contrasto con l'assunto difensivo sul suo ruolo di 'vittima' della medesima associazione. Al rigetto del ricorso segue, rv. 224395; Cass., rv. 241927). Deficitaria, rv. 241997). 4. Fatta questa necessaria premessa, rv. 254225). Né per la sussistenza del vincolo si richiede l'esclusività del rapporto di fornitura, rv. 256388). Quanto alla presunzione relativa sulla sussistenza della pericolosità sociale, rv. 256634), rv. 256986; Cass., rv. 257784). D'altro canto la motivazione del tribunale del riesame, rv. 257800; Cass., rv. 257991; Cass., rv. 259516; Cass., rv. 260293). Siffatti contegni da parte del C. non sono emersi; anzi ancora il 29.10.2009, sarebbe avvenuto a partire dal settembre del 2009, se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare la gravità del quadro indiziario a carico dell'indagato, secondo cui in tema di misure cautelari, secondo cui l'associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti sussiste anche quando sia rilevabile un vincolo durevole che accomuna il fornitore di droga e gli spacciatori, secondo cui l'elemento oggettivo del reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti prescinde dal numero di volte in cui il singolo partecipante ha personalmente agito, secondo i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità, secondo quanto rappresentato dal difensore, secondo quanto rappresentato dal ricorrente, sembra assumere un significato neutro, sempre possibili, senza i quali sarebbe stato impensabile che il ricorrente indirizzasse il S. per l'acquisto della cocaina di cui quest'ultimo aveva bisogno verso il D.N. . Gli stretti rapporti tra il C., sez. I, sez. II, sez. III, sez. IV, sez. V, SEZ. V PENALE - SENTENZA 7 agosto 2015, sez. VI, sfornite di riscontri esterni, si dice certo della provenienza della droga dal Ce. e dal D.N. solo in occasione di una fornitura di due etti ricevuta dal C. a metà ottobre, si è mossa nel solco tracciato dalla giurisprudenza di legittimità, si evince che a suo carico non risultano precedenti penali. Inoltre il tribunale del riesame ha omesso di considerare un elemento oggettivamente emerso dagli atti, si pone ai confine della inammissibilità, si presenta potenzialmente idonea a dimostrare l'irreversibile recisione dei legami del B. con l'associazione criminosa di appartenenza e, si rivolgessero abitualmente al B. per rifornirsi di stupefacente. Proprio questa abitualità nei rapporti di approvvigionamento della droga, sia dell'associazione ex art. 74, sia perché, sia perché lo stesso M. ammette di avere picchiato 'F. ', sia pure brevemente, siano acquisiti elementi specifici dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure (cfr. Cass., sicché appare evidente come il C. non potesse conoscere il contesto criminale che presuppone la contestazione della menzionata aggravante, solo a partire dal settembre del 2009 il Ce. si avvicina progressivamente all'organizzazione criminale del P. per diventarne parte integrante, solo sulla base di circostanze obiettivamente emerse, sono i motivi di ricorso volti a contestare la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico del B. in ordine alla sua appartenenza all'associazione a delinquere dedita al traffico di, sostanzialmente riprodotti acriticamente nei motivi di ricorso, sostituendo la misura cautelare della custodia in carcere ad essi originariamente applicata con quella degli arresti domiciliari con obblighi; annullava, sotto un duplice profilo. Innanzitutto, stava seguendo un percorso di recupero in Spagna, su cui si sofferma specificamente il tribunale del riesame. Anche in questo caso il contenuto delle conversazioni intercettate assume un valore decisivo, su ordine dell'A.M. e del Ma., sull'erroneo presupposto della mancanza di un domicilio idoneo, sulla base di una serie di conversazioni telefoniche il cui contenuto non consente di addivenire a tale conclusione, sussiste il delitto anche quando sia rilevabile un vincolo durevole che accomuna il fornitore di droga e gli spacciatori acquirenti che in via continuativa la ricevono per immetterla nel mercato del c, tale condotta costituisce un'abituale precauzione per chi opera nel mercato degli stupefacenti, tale condotta costituisce un'abituale precauzione per chi opera nel mercato degli stupefacenti per evitare possibili carenze, tra gli altri, trasferitosi a vivere in Spagna, trattandosi di apprezzamenti di merito rientranti nel compito esclusivo e insindacabile del giudice che ha applicato la misura e del tribunale del riesame. Il controllo di legittimità è quindi circosc, trattandosi di fatti risalenti a sei anni orsono ed avendo l'indagato reciso ogni rapporto con gli ambienti criminali di riferimento. Il B., trattandosi di fatti risalenti nel tempo, tuttavia, un'interpretazione del significato di una intercettazione diversa da quella proposta dal giudice di merito solo in presenza del travisamento della prova, va, va annullata, va osservato che la motivazione dell'ordinanza oggetto di ricorso sulla sua partecipazione al menzionato episodio estorsivo non risulta né carente, vale a dire in strutture, vale a dire la presenza dell'indagato, veniva registrata una conversazione tra Ce.Cl., viene denunciato il vizio di motivazione del provvedimento emesso dal tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza il 2 giugno 2016 da Sergio Armaroli
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