Source: http://novaldasticonord.blogspot.it/2013/06/
Timestamp: 2017-06-26 15:47:43+00:00
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30 giugno 2013: scade la concessione dell'autostrada A4 Brescia-Padova e A31 “Basta proroghe: è tempo di far rispettare la legge” 30 giugno
2013: scade la concessione
proroghe: è tempo di far rispettare la legge” Valle
dell’Astico, 30 giugno 2013
Oggi, domenica 30 giugno 2013,
scade la concessione per i tratti autostradali A4 Brescia-Padova e A31, come
previsto dall’articolo 4 della convenzione tra Anas e Società Autostrada. La
convenzione, firmata il 30 luglio 2010 ed emendata dal Cipe il 18 novembre 2010,
stabilisce infatti che “in caso di
mancata approvazione del progetto definitivo relativo alla realizzazione della
Valdastico Nord entro il 30.06.2013, verrà conseguentemente definito dalle
Parti, entro la medesima data, il valore di subentro, ferma restando la
scadenza della concessione al 30 giugno 2013”.
“Dopo infinite proroghe, rinvii,
procedure d'infrazione Ue, una multa e un parere dell'Avvocatura dello Stato –
dichiara Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo Casale, che insieme
al Comitato No Valdastico Nord si oppone al prolungamento verso Trento dell’A31
-, ci aspettiamo ora che finalmente le istituzioni facciano rispettare la legge:
ci attendiamo che una concessione autostradale che ha origine nel lontano 1956
decada e venga finalmente rimessa in gara, come più volte ha chiesto l'Europa e
come ha ribadito perentoriamente, da ultimo, il commissario europeo per il
mercato interno ed i servizi, Michel Barnier, lo scorso 26 novembre”.
“Auspichiamo – aggiunge Zuccollo
- che le dichiarazioni pubbliche dei giorni scorsi miranti a nuove deroghe,
proroghe, eccezioni e favori, siano soltanto opinioni: la convenzione tra Anas
e società Autostrada, del resto, è stata firmata solo 35 mesi fa, e tutti gli
attori coinvolti erano consapevoli dei patti sottoscritti e dei tempi a
disposizione”. “Che il progetto del
prolungamento verso nord dell’A31 fosse mal fatto – osserva ancora Zuccollo - era
già evidente quando la proposta di tracciato ha dovuto essere modificata ancor prima
della scadenza dei termini per le osservazioni. Così come è chiaro che voler procedere
a testa bassa contro l’opposizione all’opera da parte della Provincia di Trento
e dei cittadini che chiedono il rispetto
delle regole sia un atto di arroganza senza costrutto”.
“Ora il tempo è scaduto –
conclude Zuccollo -: da cittadini europei chiediamo che finalmente anche in
Italia vengano rispettate leggi e patti. Solo così lo Stato potrà passare a incassare
quello che garantisce una libera offerta di mercato: senz’altro molto più di
quello che, di proroga in proroga, ha ottenuto dall'attuale concessionaria”.
«Entro l'estate attendiamo una risposta dal ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Il Governo chiederà all'Europa la proroga
di due anni della concessione della Brescia-Padova. Un tempo adeguato per riuscire a sciogliere tutti i nodi che riguardano il futuro del progetto della Valdastico Nord fino a Trento». È quanto ha dichiarato Giulio Burchi, amministratore delegato della Brescia-Padova e di A4 Holding, ieri all'inaugurazione del secondo casello della Valdastico Sud. La vita della concessionaria dipende infatti dal progetto dell'A31 Nord. Il tratto veneto è già stato approvato, «nonostante i 55 mesi di ritardo non imputabili alla società», osservano alla Bs-Pd. Resta l'incognita del tracciato successivo, cioè da Lastebasse al territorio della Provincia autonoma. Su questo, il presidente della concessionaria,
Flavio Tosi, ricorda come a «Trento si andrà ad elezioni ad ottobre. Sarebbe quantomeno indelicato che l'amministrazione si esprimesse proprio ora su un tema così delicato». Tosi ha aggiunto poi di credere «in un polo delle concessionarie del Nord per creare vantaggi di bancabilità e investimento. Il ministro Lupi - dichiara - sarebbe il regista ideale per questa operazione». Sulla Valdastico Nord, il presidente dell'associazione Industriali di Vicenza, Giuseppe Zigliotto,
ieri all'inaugurazione, torna sul ruolo di Trento e fa capire come, in realtà, la politica trentina e le richieste del territorio, in particolare da parte delle categorie economiche, siano state fino ad ora
distanti. «Per la realizzazione dell'A31 Sud - spiega - c'è stata una forte convergenza da parte di tutto il territorio. Per la Valdastico Nord non sta capitando lo stesso, vista la netta opposizione della Provincia autonoma. Almeno per il momento. Ma sono ottimista, anche perché le ricadute positive ci saranno. E la Valdastico Sud ne è la prova». Lo conferma anche il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo: «Con l'apertura del primo tratto della Valdastico Sud i
vantaggi di tempi e costi si sono visti subito: cinque minuti in autostrada invece delle mezz'ore lungo la Riviera Berica. Un sollievo». Un beneficio anche in termini di vivibilità. Lo assicura Gaetano Fontana, sindaco di Longare, che da ex assessore regionale alla viabilità, ricorda i primi passi del progetto Valdastico Sud: «La inserimmo come opera prioritaria durante il mio mandato in Regione, a metà degli Anni Novanta, in risposta alle richieste del territorio. La Riviera Berica era già allora intasata. Longare è diventato un Comune diverso da quando è stata aperta l'autostrada ed è stata realizzata la variante». Sulla bontà dell'A31 a Nord ne è convinto da sempre il presidente dell'A4 Holding, Attilio Schneck, alla guida della Provincia di Vicenza, ieri cautamente ottimista: «Ho intuito come il ministro Lupi
intenda realizzare ciò che è stato programmato. Cioè la Valdastico Nord
che rappresenta una priorità rispetto anche alla Verona-Modena».CRI.GIA.
autostrada Brescia-Padova:la
A4 Holding chiede una proroga di due anni. Il
commento del comitato No Valdastico Nord: “Rischiamo l'ennesima
multa dall'UE e ulteriori aumenti di tasse”
dell’Astico, 27 giugno 2013
concessione autostradale della Brescia-Padova è stata prorogata
infinite volte dal 1956 e lo Stato ha già pagato una multa
all'Unione Europea e subìto due procedimenti di infrazione che si
sono fermati solo perché bisognava lasciare il tempo alla Società
Autostrade di finire i lavori, 'purché il progetto definitivo fosse
approvato entro il 30 giugno 2013'”. E' il commento di Renzo
Priante del Comitato No Valdastico Nord alla notizia della richiesta
di una proroga di due anni della concessione all'A4 Holding del
tratto Brescia-Padova, al fine di trovare
l'intesa politica con Trento che permetta di sbloccare il nodo della
Valdastico Nord. “Non
si tratta dunque di una proroga di due anni – avverte Priante -, ma
di una proroga dal 2013 al 2028: 15 anni che si sommano ai 57
precedenti, con inizio ai tempi di papa Pio XII. Ora, questi politici
che sono capaci di concepire solo condoni e proroghe per gli amici, e
tolleranza zero per i nemici, son disposti a tutto, anche ad
un'ulteriore multa dalla UE, pur di favorire la A4 Holding e i
politici di periferia che la sostengono. Di questo passo e con questa
classe politica, l'Iva salirà al 30% e l'Imu raddoppierà: è
evidente infatti che mettendo a gara la concessione autostradale con
una gara europea lo Stato incasserebbe molto più che dall'attuale
concessione; e che un'autostrada con 60 chilometri di gallerie
costerà talmente tanto che dovremo pagare tasse spropositate solo
per tenerla aperta. Si riuscirà mai a far rispettare le regole in
questo paese?”.
Zanoni, deputato al Parlamento europeo
stampa del 21 giugno 2013
Zanoni si
rivolge alla Corte dei Conti perché indaghi sul possibile danno
erariale nell’approvazione del progetto della A31 Nord
L’eurodeputato Andrea Zanoni ha scritto alla Corte dei Conti
per segnalare il possibile rilevante danno erariale nell’ambito delle
procedure per l’approvazione del progetto di prosecuzione
dell’autostrada A31 Nord Piovene-Besenello, appoggiando
l’esposto del “Gruppo Sportivo ricreativo Casale” con sede
a Casale di Cogollo del Cengio (VI): «Ho chiesto informazioni in
merito ai provvedimenti eventualmente adottati in seguito
all’esposto».
Giovedì 20 giugno 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni del
gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) si è
rivolto alla Corte dei Conti per chiedere informazioni in merito
all’esposto che evidenzia il rilevante danno erariale
nell’ambito delle procedure per l’approvazione del progetto di
prosecuzione dell’autostrada A31 Nord Piovene Rocchette (VI) -
Besenello (TN) finalizzate al rinnovo automatico sino al 2026 della
concessione tra ANAS e Società Autostrada Brescia Verona Vicenza
L’europarlamentare Zanoni, membro della Commissione ENVI
Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare sostiene l’esposto
presentato da Giuliano Dall’Osto per conto del “Gruppo Sportivo
ricreativo Casale” con sede in Casale di Cogollo del Cengio (VI):
«Condivido la segnalazione effettuata dall’associazione,
ritenendo che contenga analisi e affermazioni veritiere e meritevoli di
approfondimento. Ho chiesto se l’esposto ha portato a delle indagini.
Con la segnalazione presentata alla Corte dei Conti è stata avanzata
anche di conseguenza la richiesta di non procedere a registrazione della
Delibera CIPE n. 21 del 18 marzo 2013».
Nell’esposto presentato, il “Gruppo Sportivo ricreativo
Casale” ha denunciato un “rilevante danno erariale a carico
dello Stato Italiano in conseguenza dell’approvazione del progetto di
prosecuzione a Nord dell’Autostrada Valdastico A31, consistente nella
perdita, in conseguenza della rinuncia a porre in gara il rinnovo della
concessione di sfruttamento dell’autostrada Brescia – Padova dal
2016 al 2026, equivalente a un danno d 85.998.899,68 euro. A cui si aggiunge
la svalutazione, in conseguenza dell’autorizzazione alla costruzione
del proseguimento a Nord dell’Autostrada A31, del valore della
concessione sull’intera tratta Brescia Padova, pari al mancato
ammortamento del tratto Piovene Rocchette - Besenello allo scadere della
concessione al 2026, con un danno di 1.923.386.000 euro.
possibile danno erariale si aggiunge all’elenco di motivi che
già da soli basterebbero a bloccare l’opera - ha concluso
Zanoni - Dalla mancata considerazione in sede di Valutazione
dell’Impatto Ambientale (VIA) della relazione geologica sulla frana
della Marogna, alla variante al progetto che, da un giorno all’altro,
ha spostato il tracciato da un Comune all’altro senza dar modo alla
comunità locale di presentare osservazioni. Senza tralasciare lo
stato di avanzamento del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva
chiesto di inserire come prioritario il completamento dell’A31 Nord,
in modo da bypassare il diniego di Trento e il rinnovo, senza gara pubblica,
della concessione autostradale alla società Brescia - Padova con
possibile danno erariale per lo Stato. In tema di strade e di tutela del
paesaggio, l’Ue sta andando esattamente nella direzione opposta
rispetto a progetti come il prolungamento della A31».
scorso, il Parlamento europeo ha approvato la relazione
Gerbrandy, con la quale ha dato chiare indicazioni alla Commissione
europea per arrivare gradualmente entro il 2050 allo stop definitivo
dell’edificazione e dell’asfaltatura di territorio agricolo e
sull’utilità dell’opera Zanoni ha già espresso
forti dubbi, sottolineando che «con il calo dei flussi di traffico
ed i costi necessari per mantenere infrastrutture come quella progettata
è evidente che si tratta di soldi dei cittadini buttati al
vento».
Società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.P.A, ha
provveduto, ai sensi del Decreto legislativo n. 163 del 2006 e del decreto
legislativo n. 152 del 2006, ad attivare la procedura della VIA (Valutazione
di Impatto Ambientale) relativa al progetto di un’autostrada italiana
denominata “Autostrada Valdastico A31 Nord”, pubblicando a mezzo
stampa l’avviso della richiesta di pronuncia di compatibilità
ambientale al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare, nonché di avvenuto deposito del progetto e del SIA (Studio di
Impatto Ambientale) con il relativo riassunto non tecnico, presso gli enti
riguarda la realizzazione di un’autostrada che collega Vicenza a
Trento, sviluppandosi esattamente tra i comuni di Piovene Rocchette (VI) e
Besenello (TN), completando un ramo autostradale già esistente
denominato Valdastico Nord – A31.
di progetto sostengono che la costruzione autostradale si inserirebbe nella
rete di trasporto europea TEN-T e precisamente nel Corridoio 1 Berlino -
Palermo (che tuttavia risulta essere un corridoio ferroviario e non
autostradale). Questo si afferma in alcuni articoli pubblicati sulla stampa
locale, come il Giornale di Vicenza, che in un’intervista con
l’assessore regionale Chisso (20-06-2012) titola “La Valdastico
Nord è priorità per l'Ue” e afferma “A fine dello
scorso anno la Commissione europea, presieduta da Josè Manuel
Barroso, ha approvato il documento”. Questo è il tracciato del
Corridoio 1 previsto dalle reti TEN-T: http://tentea.ec.europa.eu/en/ten-t_projects/30_priority_projects/priority_project_1/priority_project_1.htm
2012, Zanoni era già intervenuto sulla questione presentando
parlamentare alla Commissione Europea per denunciare l’ennesima
colata di cemento che si abbatterebbe tra Piovene Rocchette e
gennaio 2013, il Commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas ha risposto che
“Il progetto dell’autostrada Valdastico A31 Nord non fa parte
né dell’attuale rete transeuropea dei trasporti né del
progetto prioritario n. 1 relativo all'asse ferroviario Berlino -
Palermo”, sottolineando che a Bruxelles risulta che è stato
solo “proposto di inserire il progetto nella rete globale TEN-T come
arteria stradale pianificata”, ovvero come strada complementare
(comprehensive) e non facente parte dell'arteria principale (core) prevista
dicembre 2012, sul tavolo del Comitato Interministeriale per la
Programmazione Economica (CIPE) era arrivato il parere negativo
all’opera della Provincia di Trento, che ha raccolto la
contrarietà anche dei Comuni trentini di Calliano, Besenello, Nomi e
Folgaria sui cui territori dovrebbe passare secondo il progetto la nuova
autostrada. Il leghista Schneck, Presidente dell’A4 Holding Brescia
Padova, ovvero l’Autostrada Serenissima, ha annunciato una causa
milionaria contro chi si opporrà alla realizzazione della nuova
arteria stradale. Il prolungamento della A31, al momento, ha ricevuto il via
libera tecnico dal Ministero dell’Ambiente e da quello dei Beni
Culturali. Dopo
l’approvazione da parte del CIPE dei 24 km di tracciato che da Piovene
Rocchette (VI) a Lastebasse (VI) costituiscono il primo tratto della
Valdastico, rimane ancora da approvare l’accordo tra la Concessionaria
dell’opera e la Provincia Autonoma di Trento per il passaggio sul suo
territorio, i 15 km mancanti, e il raccordo con l’A22.
giugno scorso, Zanoni ha effettuato un sopralluogo nella Valle del fiume
Astico (FOTO
Nella visita è stato accompagnato da Renzo Priante del Comitato
“No Valdastico Nord”, Giuliano Zuccollo del “Gruppo
sportivo e ricreativo di Casale”, dal sindaco e dal vicesindaco di
Besenello, Christian Comperini e Roberta Rosi, da Daniele Romare di
Legambiente Alto Vicentino e da Silvano Adami, che ha collaborato con il
professor Dario Zampieri dell’Istituto di Geoscienze
dell’Università di Padova allo studio sulla frana della
Marogna.
sopralluogo ha avuto inizio da Casotto di Pedemonte (VI), dove il progetto
prevede lo sbocco di una galleria, per arrivare alla millenaria chiesetta di
S. Agata, passando per il borgo di Casale, a Cogollo del Cengio (VI).
Proprio a Casale l’eurodeputato Zanoni ha incontrato nella sede del
locale Circolo ricreativo una cinquantina di abitanti e il capogruppo di
maggioranza del Comune di Cogollo, Gianni Dal Cason.
fatto che l'approvazione del tratto fino a Lastebasse sia sufficiente per la proroga della concessione è tutto da dimostrare, ma per gli amici
degli amici qualunque contratto può essere interpretato.
Sei mesi per smussare il più possibile gli spigoli e trovare margini d'intesa. È il tempo che si sono dati la Regione Veneto e la Provincia autonoma di Trento sull'intricata vicenda del prolungamento a Nord dell'autostrada Valdastico. Opera voluta dai primi, osteggiata da sempre dai secondi. Ecco perché la discussione non poteva che essere intavolata in “campo neutro”: è successo ieri, a Roma, nella sede del ministero delle Infrastrutture. E proprio il ministro, Maurizio Lupi, è pronto a fare da mediatore tra interessi diversi. Porta chiusa da trentini e altoatesini, invece, alla “scorciatoia” della fusione tra A22
e A4: le Province autonome, contrarie alla gara per la concessione dell'A22, lo sono ancora di più per la condivisione della governance con
i veneti. L'incontro era stato richiesto congiuntamente dalla Regione Veneto e dalle Province autonome di Trento e Bolzano: si è discusso di tunnel del Brennero, della gara per la concessione dell'A22 e, come detto, di Valdastico Nord. Ieri mattina al ministero delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha incontrato Alberto Pacher, presidente della Provincia
autonoma di Trento, Luis Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano e - su delega del presidente del Veneto, Luca Zaia -
il segretario generale delle Infrastrutture Silvano Vernizzi. Il capitolo Valdastico Nord è quello che sta più a cuore ai veneti e al territorio vicentino. «I prossimi sei mesi - spiega Vernizzi - saranno dedicati ai lavori del tavolo tecnico misto Ministero-Trento-Regione Veneto per cercare di trovare una soluzione congiunta» riguardo all'opera. Non che Trento abbia cambiato opinione, solo che, con l'esortazione del ministero, ha accettato di «impegnarsi a lavorare al tavolo tecnico», aggiunge Vernizzi. Se sarà un impegno reale o soltanto formale, di facciata, solo il tempo potrà dirlo. «Vedremo - sospira Vernizzi -. Per ora non siamo entrati nel dettaglio del tracciato». Tuttavia, per capire l'approccio dei trentini alla questione Valdastico,
basta leggere il comunicato ufficiale della Provincia autonoma: le parole “Valdastico” o “A31” nemmeno compaiono. Rimosse. A Pacher e ai suoi interessa la discussione su tunnel del Brennero e A22. Il presidente trentino si dice «soddisfatto per quanto il ministro Lupi ha confermato riguardo ai lavori per la realizzazione della galleria di base del Brennero. La decisione di inserire le tratte di accesso per lo sblocco del Fondo sancisce l'unitarietà di un'opera della quale anche il
tratto trentino è parte integrante». Durante l'incontro si sono «affrontati anche i temi dei collegamenti viari con il Veneto»: l'autostrada Brescia-Padova, ottenuto l'ok dal Cipe sul progetto di mini-Valdastico Nord, si sente già prorogata, ma la questione dovrà essere definita: il ministero ha ribadito che il 30 giugno è la data a partire dalla quale inizierà una verifica del piano finanziario della Brescia-Padova per valutare la conferma della concessione fino al 2026. Quanto all'A22, «il ministro Lupi ha ribadito che va avanti la procedura
di gara con proroga amministrativa», spiega la Provincia di Trento.M.SC.
BUONA VISIONE!!! http://www.youtube.com/watch?v=hdhwc5kscrY&feature=share
No Valdastico Nord: ora c'è un video con Schneck e Colman che ballano l'Harlem Shake Da qualche ora, circola sulla rete un video davvero
esilarante che vede protagonisti il presidente della Provincia Attilio Schneck ed il sindaco di Piovene Rocchette Maurizio Colman. A realizzarlo, un gruppo di ragazzi che hanno inscenato una parodia davvero singolare prendendo ispirazione dal tanto dibattuto tema A-31.
Il video ha divertito il primo cittadino Colman, che si è sempre dichiarato a favore dell'opera pubblica e che reclama solo la scelta di un ballerino più 'sciolto'. 'Quello che interpreta il presidente della Provincia si muove meglio - ha detto - avrei voluto che quello con il mio volto fosse più 'molleggiato'. Ha reagito quindi con ironia Colman al video, ma suggerisce una parodia che potrebbe dare origine ad un balletto ben più creativo.
'Ora dovrebbero mettere in scena la performance di qualche collega sindaco che di balletti ne ha fatti veramente, prendendo posizioni diverse sulla Valdastico nord, secondo il contesto in cui si trovava. Io
in fondo, sono rimasto sempre fermo nella mia posizione'.
A31 Nord, incontro con Lupi «Quei soldi per opere venete» MAXI OPERE. Il presidente della Serenissima Schneck riconfermato commissario in Provincia«Se il Governo sposterà i fondi sulla rotaia, restino per l'asse Bs-Pd»
Il progetto di un casello della Valdastico Nord È attesa a giorni la convocazione davanti al ministro delle Infrastrutture, Massimo Lupi, richiesta dal governatore del Veneto, Luca Zaia, e il presidente della Provincia di Trento, Alberto Pacher. All'ordine del giorno non c'è solo la scadenza di fine mese della concessione della Bs-Pd e il prolungamento dell'A31 Nord, ma il tema più generale delle infrastrutture. Temi sui quali sembrava esserci una sorta di intesa sfumata dalle dichiarazioni dei giorni scorsi di Pacher che punterebbe a chiedere lo spostamento dei fondi per l'A31 al potenziamento dell'alta capacità sull'asse Brennero. Un'ipotesi che fa reagire il presidente dell'A4 Holding, Attilio Schneck: «Ferro e gomma non devono essere considerati antitetici tra loro - dichiara -. Ma se di opere di Alta capacità si deve parlare, siano opere per il Veneto, per la tratta Brescia-Padova». E la dichiarazione sembra poter interessare anche il sindaco di Verona, neo presidente della concessionaria Bs-Pd, Flavio Tosi. Come a dire: se non si farà la Valdastico le infrastrutture alternative dovranno sempre e comunque riguardare anche il Vicentino e non solo Verona. L'ipotesi a cui si stava lavorando sembra essere quella che vede le due società autostradali verso la fusione. Nel frattempo l' A4 avrebbe potuto puntare alla realizzazione dell'A31 a Nord nel Neneto, ottenendo così la proroga della concessioneo al 2026. E l'A22 il tratto trentino, portando così la scandenza della concessione dal 2014 fino al 2026. Ora però le dichiarazioni di Pacher fanno reagire Schneck che indossa i panni del presidente dell'A4 Holding, ma non smette di essere anche il commissario della Provincia di Vicenza (da pochi giorni riconfermato) che per avere una voce sul futuro delle infrastrutture beriche ha sempre voluto mantenere le quote societarie di A4 in capo all'ente di palazzo Nievo. Spiega Schneck: «Spetta al Governo Letta e al ministro Lupi mettere la parola fine alla diatriba legata al completamento dell'A31 Nord, che vede la provincia di Trento sparigliare ogni volta le ipotesi di accordo sul tavolo. Se la Bs-Pd è disponibile a trovare accordi che vadano nella direzione quasi da tutti indicata, cioè il completamento del tratto Nord con il raccordo con l'A22 nella località e nei modi che meglio soddisfino le esigenze del Trentino, non può essere accettabile che Pacher indichi soluzioni a senso unico che vanno ad esclusivo vantaggio del suo territorio. Insomma, l'idea di utilizzare i fondi per il completamento dell'A31 Nord per la realizzazione la ferrovia ad alta capacità sull'asse del Brennero non ci sta affatto bene. O meglio. Se il ministro Lupi dovesse accogliere lo scambio tra la proroga della concessione di A4 con l'abbandono del completamento della Valdastico Nord e il trasferimento delle risorse stanziate alla ferrovia, le risorse servano per la ferrovia ad alta velocità Brescia-Padova-Venezia. Di più. La stessa società A4 Holding potrebbe divenire promotore di tale investimento creando un corridoio multimodale gomma-ferro sull'asse Est-Ovest all'interno del territorio di sua competenza, sempre che ci sia un prolungamento della concessione per un adeguato lasso temporale idoneo ad ammortizzare gli investimenti».CRI.GIA. Link Giornale di Vicenza_13/06/2013
Infrastrutture Il Pd: «Zaia dia priorità ai binari» INTERROGAZIONE. Verso il summit con Trento Intanto il Senato vota la legge con le risorse per la nuova linea Tav da Verona al Brennero
14/06/2013 «L'Unione europea ha fissato come obiettivo per la mobilità e lo sviluppo della logistica un'inversione di rotta, dalla gomma alla rotaia. Ma il Veneto che risorse ha messo per la ferrovia? È ora di fare chiarezza: Zaia dica quali sono le priorità infrastrutturali del Veneto», attacca Stefano Fracasso, vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale. Con i colleghi Giuseppe Berlato Sella e Franco Bonfante ha presentato ieri un'interrogazione urgente in vista di un incontro che dovrebbe tenersi a breve con il ministro Maurizio Lupi delle infrastrutture assieme alle Province autonome di Bolzano e di Trento. «Zaia dica quali sono le priorità infrastrutturali di collegamento con il Trentino Alto Adige che intende presentare all'incontro con il ministro, anche alla luce degli indirizzi europei e dei vincoli derivanti dal potenziamento ferroviario del corridoio del Brennero». Come detto, è infatti in vista un summit a Roma al quale Zaia si presenterà assieme al presidente della Provincia di Trento, Alberto Pacher, e al presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder. Proprio Pacher ha dichiarato ad esempio che vuole risposte certe sugli investimenti del Veneto per le ferrovie, ed è nota l'avversione del Trentino invece al progetto di nuova autostrada Valdastico nord. «È evidente in questo quadro - attaccano Fracasso e il Pd - la debolezza del Veneto rispetto al potenziamento ferroviario. Ed è il tempo che il presidente definisca una linea chiara e complessiva del sistema delle infrastrutture anche in relazione ai territori confinanti». Intanto, dopo il finanziamento da 300 milioni per la realizzazione del tunnel del Brennero approvato pochi giorni fa dal Cipe, il Senato ha votato il disegno di legge in materia ambientale che autorizza una spesa di 120 milioni l'anno dal 2015 al 2024 (1,2 miliardi in tutto) per i lavori del Terzo Valico dei Giovi e per il quadruplicamento della linea Fortezza-Verona, accesso sud alla galleria di base del Brennero: a Fortezza infatti inizia il traforo da 55 chilometri che sbucherà a Innsbruck, in Austria.
«Spettava allo Stato proporre l'inserimento del tratto autostradale Valdastico Nord nella rete transeuropea dei trasporti, in quanto tale inserimento non pregiudica la necessaria acquisizione dell'intesa con la Provincia autonoma di Trento». È quanto ha stabilito la Corte Costituzionale in una sentenza depositata mercoledì e resa pubblica ieri. Il verdetto respinge il ricorso sollevati dalla Provincia
di Trento sul completamento dell'autostrada A31 Valdastico Nord e in particolare sul suo inserimento nelle reti di comunicazione internazionale “Ten-T”. LA SENTENZA. La sentenza della Consulta dichiara
«inammissibile il conflitto di attribuzione» promosso da Trento in relazione «alla nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti»
del 19 giugno 2012. nella quale l'Italia «ha espresso parere favorevole
riguardo alla proposta di regolamento Com 650»: lì si inseriva la Valdastico Nord tra le reti d'importanza europea. Secondo Trento, quell'inserimento andava a ledere le prerogative costituzionali della Provincia autonoma. Lo Stato contestava questa interpretazione, sottolineando che un conto è inserire un'infrastruttura negli scenari di
importanza europea, un altro è l'intesa con la Provincia di Trento in caso di eventuale realizzazione dell'opera. La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso dei trentini ribadendo proprio questo concetto: spetta allo Stato delineare gli scenari nazionali di importanza europea in fatto di infrastrutture. Alta cosa - dice la sentenza - è l'eventuale
realizzazione dell'opera pubblica, che dovrà essere preceduta dall'intesa tra lo Stato e la Provincia autonoma. ESULTA SCHNECK. Soddisfatto della sentenza è Attilio Schneck, commissario straordinario della Provincia di Vicenza e presidente dell'Autostrada Serenissima. «Mi
sono sempre battuto - dice in una nota - perché la Valdastico fosse completata anche nel suo tratto Nord e la sentenza della Corte Costituzionale mette la parola fine alle pretese della Provincia di Trento di volere essere solo lei a decidere in materia arrogandosi il diritto di contestare quanto deciso dallo Stato. La sentenza nel dare torto su tutta la linea al ricorso del Trentino, riafferma che è compito
dello Stato decidere quali siano le infrastrutture strategiche da realizzare e la Valdastico Nord rientra tra queste». «E una sentenza che
rimette le cose nel loro giusto posto», commenta il vicecapogruppo al Senato della Lega Nord, il trentino Sergio Divina, secondo il quale «la Corte pone definitivamente fine alle assurde limitazioni poste dell'attuale maggioranza che governa il Trentino tesa ad ostacolare il completamento di un'infrastruttura indispensabile per tutto il NordEst. Il presidente della Provincia di Trento Pacher ora dovrebbe aprire ad una seria trattativa con la Regione Veneto e arrivare ad una soluzione condivisa per la realizzazione della Valdastico Nord. Scenario che potrebbe avere anche interessanti ripercussioni per il futuro della concessione A22». TRENTO FA BUON VISO. In realtà proprio Alberto Pacher,
presidente della Provincia autonoma, vede - pure lui - il bicchiere mezzo pieno. «La sentenza ci trova in realtà molto soddisfatti», dice in
una nota lapidaria, spiegando come «la Corte Costituzionale abbia ribadito per l'ennesima volta la necessità dell'intesa con la Provincia autonoma per la realizzazione del progetto». Marco Scorzato
Leggo sabato 8 sul Giornale, che non manco mai di leggere con interesse, che la Corte Costituzionale avrebbe dato torto
all'uno, piuttosto che all'altro, dei due contendenti, in merito alla questione del prolungamento a nord - sino in Trentino - dell'autostrada Valdastico.
10/06/2013 Leggo sabato 8 sul Giornale, che non manco mai di leggere con interesse, che la Corte Costituzionale avrebbe dato torto all'uno, piuttosto che all'altro, dei due contendenti, in merito alla questione del prolungamento a nord - sino in Trentino - dell'autostrada Valdastico. La lettura della sentenza n.122/2013 della Consulta certamente non conforta tale interpretazione.
conflitto di attribuzioni proposto dalla Provincia Autonoma di Trento, e
non accolto dalla Corte, in merito alla nota del Ministero Infrastrutture e Trasporti, che esprime il definitivo parere favorevole dell'Italia riguardo alla proposta di regolamento COM (2011) 650 - con inserimento nella Rete europea dell'autostrada in questione - non muta di una virgola il problema fondamentale.
La Corte Costituzionale aveva già chiarito in precedenza, e ha ora confermato, che l'autostrada Valdastico non può essere realizzata in territorio trentino senza previa
intesa con la Provincia Autonoma, sia in quanto l'opera è inserita nel Programma Infrastrutture Strategiche, per il quale l'intesa è prescitta della stessa Legge, sia più in generale per il rispetto dovuto alla Statuto Speciale della Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol, ed alle sue
Già la Corte aveva precisato che il bando di concorso per la progettazione, provvisoria e definitiva, dell'opera, non
possiede alcuna lesività alle attribuzioni della Provincia Autonoma, presente solo con la realizzazione dell'opera; ma che per la realizzazione dell'opera è indispensabile l'intesa con Trento; e che la mancanza di intesa ha il pacifico effetto di arrestare il procedimento. Il recente ricorso, di cui si discute, non ha trovato accoglimento poichè, chiarisce la Corte, dall'inserimento dell'autostrada Valdastico nella rete nazionale cosiddetta comprehensive TEN-T non discende alcun obbligo, come temeva Trento, di realizzare l'opera, ma mira solo alla possibilità da parte dello Stato, come ha sostenuto la stessa Avvocatura
dello Stato in giudizio, di accedere, eventualmente, ai contributi europei per il periodo 2014-2020, nel caso in cui si decidesse di realizzare l'opera.
Quanto dichiarato da Attilio Schneck al Giornale di Vicenza pertanto non ha alcun fondamento, nè logico, nè giuridico, poichè non siamo in presenza di alcun passo avanti nella realizzazione dell'opera: serve infatti cercare un'intesa con la Provincia di Trento. I
cittadini di Vicenza credo debbano essere ben informati di questo, al fine di non creare aspettative, allo stato, premature.
Lettere ai giornali,
E' doveroso ringraziare in questa sede l'Onorevole Zanoni per la sua disponibilità e il suo interessamento alla vicenda A31 Nord. Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo
una costatazione ma il tratto piovene-casello di cogollo per me è la tratta più importante di tutto il tracciato del a31 nord. Cosi come finisce adesso l'autostrada drena il traffico in centro a Piovene e cogollo. Con un prolungamento anche solo fino al casello d c. si avrebbe
un bypass che risolverebbe questo problema e il casello servirebbe tutto il comprensorio della val d'astico- val Posina.
progetto dell'autostrada Valdastico Nord prevede che per Piovene passeranno 20.000 veicoli/giorno e da Lastebasse a Trento 17.000. E' quindi chiaro che questi 17.000 non sono veicoli tolti al traffico che passa per Piovene, ma sono veicoli aggiunti che prima a Piovene neanche venivano (a 500 m in linea d'aria dall'attuale semaforo). Stendiamo un velo sulla qualità dell'aria e proseguiamo col ragionamento.
più favorevole, l'autostrada sottrarrà circa 3.000 veicoli al giorno al
traffico di Piovene (quelli che, si calcola, passano per Piovene per uscire a Velo o Valdastico). In realtà anche i documenti di progetto parlano di una quota di traffico indotto che si crea solo per la presenza dell'autostrada e quindi si tratta in parte di veicoli "nuovi".
Inoltre, è noto il fenomeno per cui, tra una strada a pagamento seppur veloce e una strada gratuita, una buona quota di camion-bus preferisce la strada meno costosa. Quindi, nell'ipotesi più probabile, l'autostrada
toglierebbe 1.500 veicoli giorno dalle strade di Piovene.
ridurre il traffico privato: ma in assenza di risorse e senza una politica nazionale, questa soluzione è un'utopia; tuttavia non dimentichiamo che E' uno dei modi per risolvere il problema;
2005-2006 i Sindaci di Piovene, Caltrano, Cogollo, Velo, Arsiero avevano firmato un progetto condiviso con Vi.Abilità per una bretella fino a Velo. Questa bretella è stata imboscata, nascosta, dimenticata, perché avrebbe reso inutile l'autostrada. Quindi qualcuno nelle stanze della politica ha nascosto quella soluzione e rimandato il problema per favorire l'interesse di privati (Società A4 Holding interessata alla costruzione dell'autostrada).
Il problema del traffico a Piovene-Cogollo
prima o poi si riproporrà, ma comunque ora abbiamo acquisito una nuova sensibilità: qualsiasi nuova strada/bretella di circonvallazione dovrebbe nascere dalla riqualificazione della viabilità esistente (o riutilizzare terreni inutilizzabili ad altri scopi), perché:
- sottraendo spazio all'agricoltura perdiamo reddito e posti di lavoro, oltre che qualità della vita. Nessun commento:
sulle irregolarità del progetto Ieri il sopralluogo nella Valle dell’Astico
dell’Astico, 4 giugno 2013
considerazione in sede di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) della
relazione geologica sulla frana della Marogna; la variante al progetto che da
un giorno all’altro ha spostato il tracciato da un Comune a un altro senza dar
modo alla comunità locale di presentare osservazioni; lo stato di avanzamento
del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva chiesto di inserire come
prioritario il completamento dell’A31 Nord, in modo da bypassare il “niet” di
Trento; e infine il rinnovo senza gara pubblica da 56 anni della concessione
autostradale alla Società Brescia-Padova con danno erariale per lo Stato.
Sono gli aspetti della
questione A31 Valdastico Nord sui quali l’europarlamentare Andrea Zanoni si è
impegnato a vederci chiaro in seguito al sopralluogo di ieri pomeriggio nella
Valle dell’Astico per rendersi conto di persona, non solo dello scempio
ambientale e paesaggistico cui il territorio andrebbe incontro con la
realizzazione dell’opera, ma anche di tutti gli aspetti normativi e giuridici
che la progettazione del prolungamento non sta rispettando, al solo scopo di
far ottenere all’A4 Holding, entro il prossimo 30 giugno, il rinnovo della
concessione autostradale del redditizio tratto Brescia-Padova. Con partenza da Casotto
(Pedemonte), dove il progetto prevede lo sbocco di una galleria, e arrivo a
valle alla millenaria chiesetta di S. Agata, passando per il borgo di Casale (Cogollo),
l’eurodeputato è stato accompagnato durante il sopralluogo da Renzo Priante del
Comitato No Valdastico Nord, da Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e
ricreativo di Casale, dal sindaco e dal vicesindaco di
Besenello, Cristian Comperini e Roberta Rosi, da Daniele Romare di Legambiente Alto
Vicentino e da Silvano Adami, che ha collaborato con il professor Dario
Zampieri dell'istituto di Geoscienze dell’Università di Padova allo studio sulla frana della Marogna.
A Casale in particolare,
dove Zanoni ha incontrato nella sede del locale Circolo ricreativo una cinquantina
di abitanti della zona e il capogruppo di maggioranza del Comune di Cogollo,
Gianni Dal Cason, l’eurodeputato ha spiegato che, in fatto di strade e tutela
del paesaggio, l’Europa sta andando in direzione opposta rispetto al Veneto. “E
poi – si è chiesto Zanoni - serve veramente quest’opera? Se si guarda al calo
dei flussi di traffico e ai costi necessari per mantenere infrastrutture come
queste, ci si rende conto che si tratta di soldi buttati, soldi che arrivano
dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse. La tutela dell’ambiente,
inoltre – ha evidenziato -, è strettamente correlata alla qualità della vita:
cosa vorrebbe dire portare un tale biscione d’asfalto in una valle come questa?
Tanto più che il Nordest è in constante infrazione in merito alla direttiva europea
sull’aria: siamo infatti una delle aree d’Europa con l’aria più avvelenata, che
ogni anno è causa di morte prematura per migliaia di persone”. “L’incontro con
l’eurodeputato Zanoni è stato molto soddisfacente – hanno dichiarato Priante e
Zuccollo al termine dell’incontro -. Speriamo ora che il suo interessamento ci
aiuti a bloccare quest’opera assurda quanto dannosa”. L’incontro di ieri è
servito anche per rafforzare l’asse veneto-trentino nella battaglia contro il
prolungamento dell’A31 Nord. “L’approvazione del progetto solo fino a
Lastebasse – ha infatti precisato la vicensindaco di Besenello, Roberta Rosi -,
comunque non ci fa dormire sonni tranquilli. Noi non ci arrenderemo finchè non
stracceranno questo sciagurato progetto, perché abbiamo un’altra visione di
società rispetto all’irreversibile cementificazione del territorio”. “A Trento in autunno ci
saranno le elezioni provinciali – ha aggiunto il sindaco Comperini -, per cui non
vanno enfatizzate, come è già accaduto, le esternazioni personali di potenziali
candidati che sembrerebbero assumere posizioni più morbide rispetto al
prolungamento dell’opera sul versante trentino: non si tratta di precisi impegni
politici, e in ogni caso noi vigileremo e non abbasseremo la guardia”. In allegato alcune foto del sopralluogo scattate a Casotto (Pedemonte) e a S. Agata (Cogollo del Cengio). Link al video dell'intervento di Zanoni durante l'incontro a Casale (Cogollo) con un gruppo di residenti nella Valle dell'Astico:
Valle dell’Astico, 1 giugno 2013 Lunedì 3 giugno alle 16 l'europarlamentare Andrea Zanoni sarà nella Valle dell'Astico per un sopralluogo nell'area compresa tra Cogollo del Cengio e Lastebasse, dove è previsto il prolungamento dell'autostrada A31 Nord. Zanoni verrà accompagnato da Renzo Priante del Comitato No Valdastico Nord, da Giuliano Zuccollo del Gruppo sportivo e ricreativo di Casale (che assieme al Comitato si oppone alla realizzazione dell'opera), dal sindaco e dal vicesindaco di Besenello, Christian Comperini e Roberta Rosi, e da Daniele Romare di Legambiente Alto Vicentino.
A distanza di pochi mesi dall’interrogazione presentata alla Commissione Europea con la quale ha sbugiardato la concessionaria autostradale A4 Holding e l'assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso, i quali hanno sempre sostenuto che la realizzazione del prolungamento dell'A31 Nord è una priorità per l'Ue e che fa parte del completamento del Corridoio 1 della rete di trasporto europea Ten-T, l’eurodeputato Zanoni verrà dunque di persona al confine tra le province di Vicenza e Trento per rendersi conto di persona dell'impatto che l'infrastruttura avrebbe nella stretta valle che si trova ai piedi dell'altopiano di Asiago: un’opera devastante, costosissima, destinata ad alimentare il debito pubblico, ma che la società A4 Holding intende realizzare a tutti i costi al solo scopo di assicurarsi il rinnovo della concessione del redditizio tratto autostradale Brescia-Padova, in scadenza a fine giugno. Al termine del sopralluogo, un gruppo di cittadini attenderà Zanoni nella sede del Circolo di Casale. La stampa è invitata al sopralluogo.
Ampio spazio su Salviamo il Paesaggio dedicato alla questione A31. La pagina ripropone anche la lettera di Irma Lovato al Presidente Luca Zaia che avevamo già pubblicato precedentemente.
Una volta ottimamente approvato il progetto sul lato tecnico occorreva superare un piccolo scoglio procedurale: la provincia di Trento è contraria all’autostrada e gode di un’autonomia tale che lo stato non può imporre la realizzazione di un’opera senza il suo consenso. Che fare? Ci prova il Consiglio Superiore dei LLPP, come previsto dalla norma. Vengono convocate le parti a Roma. Qui avviene il coup de theatre, la provincia di Trento offre il ramoscello di ulivo: di qui l’autostrada non passerà mai, ma se volete costruirla solo in provincia di Vicenza fate pure (quando mai serve il consenso di un’altra provincia se l’opera non la tocca?).
A questo punto due sono le strade indicate: o la provincia di Vicenza si mette d’accordo con la provincia di Trento per un tracciato che sia funzionale a entrambi e allora il procedimento può proseguire, OPPURE occorre presentare un nuovo progetto sul solo tratto veneto che però assolve a funzioni completamente diverse dal collegamento col trentino. Entra in scena il CIPE che deve dare l’ultima parola e, davanti a questa scelta chiara e poco equivocabile, riesce a equivocare facendo la scelta più vantaggiosa per la società Autostrade Bs-Pd e la più svantaggiosa per la Provincia: viene approvato uno stralcio “funzionale” che unisce Piovene Rocchette a Casotto, 17,5 km da percorrere a 130 km/ora prima di finire in un bosco, 13 km di gallerie e 4,5 di viadotti e tratti fuori terra. Insomma tutto l’impatto dell’autostrada completa (il tratto trentino progettato si sviluppa tutto in galleria – la seconda galleria per lunghezza al mondo) per un’opera che verrà utilizzata da un centinaio di veicoli al giorno. Un terzo della aziende agricole danneggiate/chiuse, costi di gestione stratosferici (a causa della sicurezza delle gallerie) e nessuno che passa.