Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2018/03/tariffe-tari-linee-guida-mef-2018.html
Timestamp: 2019-08-21 01:03:40+00:00
Document Index: 140362796

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 58', 'art. 59', 'art. 62', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 14']

Il MEF ha fornito le linee guida in materia di TARI con la finalità di coadiuvare e supportare i Comuni nella determinazione delle tariffe del tributo in base alle nuove regole di calcolo; ricordiamo le recenti polemiche sulla corretta applicazione della TARI alle pertinenze che hanno fatto sorgere dubbi sulla legalità di tanti regolamenti comunali
Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato sul proprio sito internet il documento dal titolo le “Linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653, dell’art. 1, della Legge n. 147 del 2013” che saranno molto utili per i Comuni che, nel corso del 2018, potranno prendere in considerazione, per la determinazione dei costi relativi al servizio di smaltimento rifiuti, anche le risultanze dei fabbisogni standard, secondo quanto previsto dalla legge di Stabilità 2014.
La normativa sui rifiuti: un iter legislativo molto complesso
La normativa sui rifiuti nasce col D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 seguito poi dal D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 (cd. decreto Ronchi), e successive modificazioni. Col primo decreto è stata istituita la tassa per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, svolto in regime di privativa dai comuni (art. 58); è stata disciplinata la attivazione del servizio, di raccolta e di smaltimento, prevedendo che se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non è svolto nella zona di esercizio dell’attività dell’utente, o è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del relativo regolamento, il tributo è dovuto in misura ridotta (art. 59); circa il presupposto della tassa, è stato previsto che la stessa “è dovuta per l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito ed attivato o comunque reso in maniera continuativa nei modi previsti dagli artt. 58 e 59“, e che “nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola, rifiuti speciali, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti. Ai fini della determinazione della predetta superficie non tassabile il comune può individuare nel regolamento categorie di attività produttive di rifiuti speciali tossici o nocivi alle quali applicare una percentuale di riduzione rispetto alla intera superficie su cui l’attività viene svolta” (art. 62, cc. 1 e 3).
La TARI: le ultime novità dalla legge di Stabilità 2016
La TARI (tassa rifiuti), destinata a finanziare integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, posta a carico dell’occupante, è stata introdotta nell’ordinamento tributario locale, quale componente della IUC, dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ne detta la disciplina all’art. 1, dal comma 641 al comma 668.
Il comma 650, dell’articolo 1, precisa che la TARI è corrisposta in base a Tariffa, commisurata ad anno solare, e il successivo comma 651, dispone che il Comune nella commisurazione della Tariffa tiene conto dei criteri determinati con il Regolamento di cui al DPR 27 aprile 1999, n. 158.
Questa commisurazione, conosciuta più comunemente come “metodo normalizzato”, detta le regole ed i criteri di determinazione della Tariffa e, nel suo allegato 1, individua i costi da coprirsi ed i coefficienti di attribuzione, sia per la quota fissa che per quella variabile, alle utenze domestiche e non domestiche.
Poiché il “metodo normalizzato”, nella sua pratica attuazione, è risultato di difficile applicazione, il legislatore, al comma 652, dell’art. 1, della Legge n. 147/2013, ha previsto che il Comune, in alternativa ai criteri dettati dal “metodo normalizzato” e nel rispetto del principio “chi inquina paga”, sancito dall’art. 14, della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, può commisurare la Tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti.
Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate…
Tag IUC - TASI - TARILegge di Stabilità 2016
Pubblicato il 20 agosto 2019 a cura di Giovanna Greco