Source: http://www.inpgi.it/?q=node/69
Timestamp: 2017-10-22 19:12:00+00:00
Document Index: 35151089

Matched Legal Cases: ['art.11', 'art. 1260', 'art. 1273', 'art.9', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1273']

PRESTITI | Inpgi
Misura dei prestiti
Disciplina dei prestiti
Il consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 marzo 2015 ha deliberato, in via provvisoria per l’anno 2015, le seguenti condizioni per la concessione di prestiti agli iscritti:
plafond annuale di 5 milioni netti ripartiti su base mensile;
unico massimale concedibile per giornalisti in attività e per pensionati a 30 mila euro;
concessione prioritaria sulla base di una graduatoria mensile nei confronti delle nuove domande rispetto ai rinnovi prima della scadenza;
sospensione rinnovi anticipati;
Restano invariate le le modalità di presentazione delle richieste così come disciplinato dal Regolamento in essere.
Lo Statuto dell'INPGI, tra le prestazioni non obbligatorie, prevede la possibilità di concedere prestiti ai giornalisti professionisti e praticanti iscritti all'Istituto, nonché ai giornalisti pensionati, ai giornalisti pubblicisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato e ai superstiti titolari di pensione indiretta e di reversibilità.
Le modalità, i presupposti e i limiti con i quali possono essere concessi i prestiti sono contenuti in un apposito Regolamento.
Il Regolamento, la domanda, i moduli da compilare che il giornalista deve presentare per richiedere il prestito, sono disponibili presso le sedi dell'INPGI di Roma e presso gli Ufficio di corrispondenza regionali.
Si fa presente che l’erogazione del prestito è subordinata alla presentazione in originale della documentazione prevista dal Regolamento corredata dal certificato di residenza. Segnaliamo che per tale tipo di prestazione, anche se gestori di pubblici servizi, non è valida l’autocertificazione”.
I giornalisti professionisti o pubblicisti per ottenere un prestito devono:
essere iscritti all'INPGI da almeno due anni
avere accreditati almeno 12 contributi mensili nell'arco del biennio, anche figurativi
Per i giornalisti praticanti è sufficiente avere almeno 6 contributi accreditati presso l'INPGI
Il requisito contributivo si può raggiungere anche attraverso il cumulo delle posizioni assicurative delle gestioni previdenziali sostitutive, esclusive o esonerative (Inps, Enpals, ecc.).
In questa ultima ipotesi, però, la misura massima del prestito sarà rapportata a tanti dodicesimi quante saranno le mensilità coperte da contributi INPGI. Ad esempio: un giornalista che può vantare nel biennio precedente la domanda 12 contributi mensili, di cui 5 accreditati presso l'INPGI e 7 accreditati presso un altro Ente (ad esempio INPS, ENPALS,ecc.) chiede un prestito di 10.329 Euro: avrà diritto ad un prestito pari a 5/12 di 10.329,00 €, ossia a 4.303,75 €.
Il prestito viene concesso, in via ordinaria, oltre alla presentazione della domanda compilata sull'apposito modulo predisposto dall'Istituto, dietro rilascio di impegnativa dell'azienda dalla quale il giornalista dipende con contratto di lavoro a tempo indeterminato, redatta in conformità all'apposito schema predisposto dall'INPGI con cui l'azienda si impegna, su autorizzazione del giornalista mediante delegazione di pagamento, ad effettuare le trattenute mensili sulla retribuzione e a versarle all'INPGI.
L’azienda dovrà indicare nella lettera di impegno l’ammontare del TFR accantonato e l’esistenza di altri finanziamenti con trattenute in busta paga.
Nel caso in cui il giornalista richiedesse mediante altra Società un nuovo prestito con cessione o delega in busta paga, l’azienda decurterà dalla quota cedibile la rata del prestito concesso dall’Istituto.
Eventuali richieste di anticipazioni del TFR potranno essere soddisfatte tenendo presente la copertura del debito residuo del prestito in corso.
Non possono essere accettate impegnative rilasciate da aziende che non siano in regola con il versamento di quanto dovuto all'Ente in forza di disposizioni normative, statutarie, regolamentari e contrattuali, nonché con altri impegni assunti da parte delle aziende stesse nei confronti dell'Istituto, quali, ad esempio, le trattenute per rate prestito sulla retribuzione dei giornalisti.
E' prevista un'eccezione a tale divieto per gli organi di stampa dei movimenti politici (quotidiani, periodici ed emittenti radiotelevisive), i quali provvedono alla regolarizzazione dei contributi dovuti con cadenza semestrale o annuale, e comunque entro i tre mesi successivi all'anno di riferimento, in coincidenza con l'attribuzione in loro favore dei contributi pubblici per l'editoria.
Questa eccezione si estende anche alle società editrici di testate, beneficiarie o non di contributi pubblici, le quali siano presenti sul mercato da almeno dieci anni e che provvedano alla regolarizzazione dei contributi dovuti con cadenza semestrale o annuale, e comunque entro i tre mesi successivi all'anno di riferimento.
Questa condizione temporale (dieci anni) ha una motivazione di garanzia per l'Istituto. Si deve cioè trattare di aziende le quali possano garantire di poter effettuare la trattenuta mensile sullo stipendio del giornalista e, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, di poter versare all'Istituto il saldo del prestito non ancora restituito, prelevandolo dal Tfr maturato dal giornalista. Di aziende, insomma, che da tempo sono radicate nel mercato e che, pur maturando ritardi nel pagamento dei contributi, al termine di ogni anno abbiano dimostrato di volere (e potere) regolarizzare la loro posizione : maturando quindi una sicura solvibilità sotto il profilo editoriale e contributivo.
(altre garanzie)
Nei casi in cui il TFR maturato in azienda risulti non capiente rispetto alla richiesta del prestito e/o nei casi in cui fossero presenti cessioni del quinto in favore di banche, finanziarie o eventuali altri soggetti con trattenute in busta paga, tali da non garantire la capienza, il prestito potrà essere garantito, oltre che con il TFR accantonato in azienda, mediante atto di cessione di credito “pro solvendo”, in forma di scrittura privata (secondo gli schemi tecnici A e B allegati), delle quote disponibili sia a titolo di anticipazioni delle prestazioni ai sensi dell’art.11, comma 7 dlgs 252/2005, che di riscatto ovvero di trattamento spettante all’atto del pensionamento, maturate e maturande sulle somme accantonate presso il Fondo Pensione Complementare, in conformità alle norme di legge e a quanto previsto dallo Statuto del Fondo.
Qualora la garanzia del TFR accantonato in Azienda ovvero delle somme accantonate presso il Fondo Pensione Complementare non siano capienti rispetto all’importo richiesto e nei casi in cui il giornalista non possa presentare l’impegnativa dell’azienda perché non ha in corso un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o perché l’azienda non è in regola con i versamenti contributivi, il prestito potrà essere concesso per la quota non garantita, mediante presentazione all’atto della domanda, di :
cessione di credito in forma di scrittura privata, così come disciplinata all’art. 1260 e segg. del Codice Civile. All’Istituto dovrà essere fornita prova dell’avvenuta notifica della cessione al debitore ceduto;
accollo di debito in forma di scrittura privata, così come disciplinata dall’art. 1273 e segg. del Codice Civile;
polizza assicurativa, rilasciata da primaria compagnia di assicurazione, che garantisca l’istituto per la perdita derivante dalla mancata restituzione, totale o parziale, delle rate dovute, ed il cui costo è a carico del giornalista.
Nel caso di cessione di credito e di accollo di debito, l’Istituto si riserva di valutare l’esistenza del credito ceduto e la solvibilità del terzo accollante, subordinando insindacabilmente la prestazione all’esito delle predette verifiche.
Qualora il credito ceduto sia quello vantato nei confronti della Gestione fondo integrativo contrattuale, gestito dallo stesso INPGI (“ex fissa”, ndr) il prestito è concesso a condizione che il credito sia, oltre che capiente alla data della presentazione della domanda di prestito, liquidabile entro cinque anni dalla medesima data.
Nell’atto di cessione dovrà essere prevista la firma degli eventuali superstiti previsti dall’art.9 del Regolamento di previdenza INPGI, in qualità di eventuali cedenti.
I relativi costi saranno a carico dei richiedenti.
L’Istituto, al verificarsi delle condizioni per cui decadono i presupposti di garanzia ovvero nei casi di estinzione anticipata o nei casi in cui il residuo debito risulti inferiore alla garanzia prestata, comunicherà ai soggetti interessati il nulla osta allo svincolo e la relativa decadenza dall’impegno prestato.
Le suddette garanzie sono anche necessarie quando la rata mensile di ammortamento sia superiore al netto di eventuali cessioni del quinto a favore di banche, finanziarie o eventuali altri soggetti:
ad un quinto della retribuzione media lorda, denunciata dall'azienda nel semestre precedente nel caso di prestiti fino a 20.200,00 euro,
a un quarto della retribuzione media lorda, denunciata dall'azienda nel semestre precedente, nel caso di prestiti fra 20.200,00 e 30.000,00 euro.
I giornalisti pensionati possono ottenere prestiti fino ad un massimo di 30.000 euro, purchè la rata mensile non superi il quinto della pensione mensile lorda in godimento in caso di somme fino ad euro 20.200,00 ed il quarto per somme di importo superiore.
In passato tutti i giornalisti pensionati, al momento della presentazione della domanda di prestito, dovevano produrre un atto di impegno sottoscritto da un familiare. Tale vincolo è stato limitato alle sole ipotesi in cui, in caso di premorienza del pensionato, non sia previsto l'intervento del Fondo di garanzia della Gestione prestiti, il quale opera in tutti i casi di decesso del richiedente prima del compimento del 75° anno di età.
I pensionati, i quali abbiano superato i 75 anni di età o che comunque abbiano maturato al momento della domanda di concessione del prestito un’età che, sommata al periodo di ammortamento, superi i 75 anni di età sono tenuti alla presentazione di un atto di impegno alla restituzione delle rate del prestito, sottoscritto da un familiare e che abbiano comunque un’età anagrafica non superiore, tenuto conto della durata dell’ammortamento, a quella del richiedente.
Di conseguenza, al di fuori dei casi appena illustrati, per poter ottenere il prestito, il giornalista pensionato deve presentare semplicemente la domanda e l'autorizzazione a trattenere le rate in restituzione dalla propria pensione. Soltanto nei casi indicati nel capoverso precedente sarà necessario produrre l'atto di impegno di un familiare che si riconosca solidalmente obbligato nei confronti dell'Istituto, in caso di premorienza del richiedente.
Alcuni giornalisti pensionati, tuttavia, si sono trovati nella condizione di non poter accedere al prestito per la mancanza o la indisponibilità di un familiare che potesse sottoscrivere l'atto di impegno.
Il Consiglio di amministrazione ha quindi ritenuto di dover trovare una soluzione per queste situazioni ammettendo un'altra forma di garanzia.
I giornalisti pensionati che non possono produrre l'atto di impegno di un familiare possono ottenere il prestito presentando, all'atto della domanda, una delle tre forme di garanzia previste. per i giornalisti che non hanno in corso un rapporto di lavoro subordinato: "cessione di credito", "accollo di debito" o "polizza assicurativa".
Giornalisti praticanti (con almeno sei mesi di contributi INPGI): fino a 7.000 euro
Giornalisti in attività con meno di 10 anni di contribuzione (120 contributi mensili accreditati) - compresi i periodi di contribuzione figurativa, da riscatto e ricongiunzione : fino a 30.000 euro
Giornalisti in attività con almeno o più di 10 anni di contribuzione (almeno o più di 120 contributi mensili accreditati) - compresi i periodi di contribuzione figurativa, da riscatto e ricongiunzione: fino a 30.000 euro
Giornalisti pensionati: fino a 30.000 euro , purchè la rata mensile non superi il quinto della pensione mensile lorda in godimento in caso di somme fino ad euro 20.200, ed il quarto per somme di importo superiore.
Il tasso di interesse da applicarsi nella concessione dei prestiti ai giornalisti occupati e pensionati è stato ridotto dal Consiglio di Amministrazione del 10 giugno 2004 dal 6,90% al 6,40% annuo.
Per i giornalisti in cassa integrazione e in stato di disoccupazione indennizzata è stato abbassato dal 4,90% al 4,40% annuo: vedere paragrafo
Disciplina dei prestiti per disoccupati e cassintegrati
Oltre agli interessi è dovuto un contributo una tantum sull'ammontare globale del prestito destinato alla costituzione di un apposito Fondo di Garanzia. L'una tantum è pari all’1% (per i giornalisti occupati e pensionati) mentre per i giornalisti in cassa integrazione o in disoccupazione indennizzata è pari allo 0,50%: vedere paragrafo Disciplina dei prestiti per disoccupati e cassintegrati )
IL FONDO DI GARANZIA INTERVIENE
1. in caso di decesso del beneficiario del prestito, giornalista attivo o pensionato, entro i 75 anni di età;
in caso di invalidità permanente del giornalista che comporta l’impossibilità a svolgere qualunque attività lavorativa intervenuta successivamente alla concessione del prestito;
a copertura degli interessi passivi e di mora dovuti per ritardato versamento dei ratei nei casi di sospensione totale o parziale dei prestiti ai giornalisti, rispettivamente in cassa integrazione e in disoccupazione;
in tutti i casi in cui vi sia il fondato motivo di ritenere che il credito sia irrecuperabile, poiché sono state esperite infruttuosamente tutte le azioni esecutive per il recupero del credito stesso;
a copertura dell’eventuale 50% dell’importo non restituito e non garantito mediante accollo del debito, dei prestiti concessi a giornalisti iscritti all’Istituto e nelle liste tenute dalla Fnsi e dalla Fieg ai sensi dell’art. 4 del CCNLG, privi di trattamenti di cassa integrazione e di disoccupazione;
I prestiti che non eccedono il limite dei 5.200,00 euro lordi vengono ammortizzati a scelta del richiedente in 12, 24 o 36 rate mensili posticipate di importo costante.
Quelli compresi tra euro 5.201,00 ed euro 30.000,00 sono ammortizzati, a scelta del richiedente, anche in 36, 48, 60, 72 e 84 rate mensili posticipate e costanti.
L'azienda datrice di lavoro deve versare all'Istituto quanto trattenuto sulle competenze mensili del giornalista o, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, quanto trattenuto dal T.F.R. e da ogni altra indennità dovuta allo stesso, nei termini previsti per gli adempimenti contributivi.
In caso di ritardo nel versamento all'INPGI delle trattenute sui prestiti, ferme restando le responsabilità civili e penali a termini di legge e l'obbligazione a carico del giornalista, si applicano nei confronti dell'azienda inadempiente le disposizioni previste in materia contributiva, mentre gli interessi di mora a carico del giornalista che risulti eventualmente inadempiente sono stabiliti in misura pari al tasso previsto per la concessione del prestito stesso.
In ogni caso di inadempienza da parte del datore di lavoro, il giornalista rimane, comunque, direttamente e personalmente obbligato a provvedere alla totale estinzione del debito contratto con l'Istituto.
Il beneficiario del prestito può chiederne il rinnovo quando sia trascorso almeno un quarto del periodo di ammortamento riferito al numero delle rate previste dal prestito precedente.
DISCIPLINA DEI PRESTITI PER I GIORNALISTI DISOCCUPATI E CASSAINTEGRATI
Prestiti ai giornalisti in cassa integrazione o in stato di disoccupazione indennizzata.
Anche i giornalisti in cassa integrazione o che fruiscano dell'indennità di disoccupazione potranno chiedere un prestito. Sarà però necessario avere questi requisiti.
Professionisti: iscrizione all'Inpgi da almeno un biennio e accredito di almeno dodici contributi mensili. Praticanti: accredito di almeno sei contributi mensili.
La misura massima del prestito concedibile (comprensivo di interessi) è pari ad un terzo della mensilità di trattamento (di cassa integrazione o di disoccupazione) spettante al richiedente, moltiplicato per il numero dei mesi di trattamento cui il giornalista ha diritto.
Il tasso di interesse applicabile è pari al 4,40% (più basso di quello applicabile ai prestiti ordinari, che è pari al 6,40%). Oltre agli interessi è dovuto un contributo una tantum dello 0,50% (i giornalisti occupati o pensionati pagheranno l’ 1%) sull'ammontare globale del prestito, destinato alla costituzione del Fondo di garanzia.
Condizione per la concessione del prestito è il rilascio all'Istituto, da parte del giornalista, di una autorizzazione a trattenere le rate del prestito dalle mensilità di trattamento spettante.
Qualora il giornalista si rioccupi, perdendo il diritto a percepire l'indennità di disoccupazione, dovrà presentare, a garanzia del prestito residuo, l'atto di impegno, da parte dell'azienda da cui dipende, a versare le rate di prestito trattenute mensilmente sulla retribuzione dovuta.
A tal fine, all'atto della domanda il giornalista dovrà sottoscrivere una apposita clausola nella quale si specifica che, nel caso in cui si instauri un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, dovrà essere presentato l'atto di impegno.
Congelamento delle rate dei prestiti in corso ai giornalisti in cassa integrazione
I giornalisti che, al momento in cui siano posti in cassa integrazione, abbiano già un prestito in corso con l'Istituto, possono avvalersi della facoltà di chiedere il congelamento del prestito, ossia la sospensione del pagamento delle rate residue per tutta la durata del trattamento di integrazione salariale.
I giornalisti che intendano avvalersi di tale facoltà devono presentare domanda all' Ufficio Prestiti dell'Inpgi, il quale dopo aver accertato presso il Servizio Tutela Occupazionale la durata del periodo di trattamento di cassa integrazione a cui il richiedente ha diritto, comunica l'accettazione della domanda con l'indicazione del relativo periodo.
Gli interessi relativi a tutto il periodo di sospensione sono a carico del Fondo di Garanzia.
Congelamento parziale delle rate dei prestiti in corso ai giornalisti in stato di disoccupazione indennizzata
I giornalisti che, al momento in cui siano ammessi al trattamento di disoccupazione, abbiano già un prestito in corso con l'Istituto - fermo restando l'obbligo per l'azienda a versare all'Istituto quanto trattenuto sul T.F.R. e sulle altre indennità di fine rapporto - possono presentare una domanda di congelamento parziale, chiedendo di pagare per tutta la durata del trattamento di disoccupazione (al massimo 24 mesi), le rate residue del prestito ridotte del 50%.
Il giornalista che intenda avvalersi della facoltà di congelamento parziale, quando viene ammesso al trattamento di disoccupazione, deve presentare all'Inpgi una domanda indirizzata al Servizio Prestiti ed al Servizio Tutela Occupazionale, nella quale chiede di restituire - per il periodo in cui godrà dell'indennità di disoccupazione (quindi al massimo 24 mesi) - una rata mensile ridotta del 50%.
Condizione per ottenere il congelamento parziale è il rilascio, da parte del giornalista, di una autorizzazione all'Istituto a trattenere dalle mensilità di disoccupazione che gli verranno corrisposte l'importo pari al 50% delle rate dovute in quel periodo.
Al termine del periodo di godimento dell'indennità di disoccupazione, il giornalista sarà tenuto a versare per intero le rate residue. Gli interessi relativi al periodo di sospensione sono a carico del Fondo di garanzia.
Prestiti ai giornalisti iscritti nelle liste dei disoccupati tenute a cura della FNSI e della FIEG, di cui all'Art. 4 del CCNLG,privi del trattamento di disoccupazione e di cassaintegrazione guadagni.
Ai giornalisti iscritti all'Istituto e nelle liste dei disoccupati tenute a cura della Fnsi e della Fieg, di cui all'art. 4 del CCNLG, che non godano di trattamenti di disoccupazione e di cassa integrazione, possono essere concessi prestiti - nel numero massimo di cento - quando siano in possesso dei seguenti requisiti contributivi:
per i giornalisti professionisti: iscrizione all'Inpgi da almeno un biennio e accreditamento di almeno 12 contributi mensili;
per i giornalisti praticanti : accreditamento di almeno 6 contributi mensili.
Detti prestiti possono essere concessi nella misura massima di 3.900 Euro, restituibili in 12, 24 o 36 rate mensili di importo costante, al tasso di interesse annuo del 4,40%.
Oltre agli interessi è dovuto un contributo una tantum del 3% sull'ammontare globale del prestito, destinato alla costituzione del fondo di garanzia.
La misura massima dei prestiti concedibili è fissata in 3.900 euro, con i seguenti limiti:
fino a 1.700 Euro ai giornalisti praticanti (con almeno 6 mesi di contributi accreditati);
fino a 3.300 Euro ai giornalisti professionisti e pubblicisti che abbiano più di 12 ma meno di 120 contributi accreditati;
fino a 3.900 Euro ai giornalisti professionisti e pubblicisti che abbiano più di 120 contributi accreditati.
Le domande saranno poste in graduatoria secondo la data di spedizione rilevabile dal timbro postale o dal protocollo di presentazione alle Circoscrizioni o agli Uffici dell'Inpgi di Roma.
Nel caso in cui pervengano più domande con la stessa data di spedizione, sarà data preferenza alle richieste presentate dai giornalisti con maggiore anzianità contributiva maturata presso l'Inpgi.
Condizioni necessarie per la concessione
Per ottenere il prestito, i giornalisti disoccupati che non godano di trattamenti di cassa integrazione e di disoccupazione e che siano iscritti nelle liste Fnsi-Fieg di cui all’art. 4 del CCNLG, all’atto della domanda, dovranno presentare a garanzia della restituzione del 50% del prestito concesso:
accollo di debito in forma di scrittura privata, così come disciplinata dall’art. 1273 e segg. del Codice Civile.
L’Istituto si riserva di valutare la solvibilità del terzo accollante, subordinando insindacabilmente la prestazione all’esito delle predette verifiche.
La copertura del restante 50%, in caso di inadempimento del giornalista, sarà a carico del Fondo di garanzia di cui al presente Regolamento.
Prestiti ai superstiti titolari di pensione indiretta o di reversibilità
Per quanto riguarda i superstiti titolari di pensione indiretta o di reversibilità, i prestiti possono essere concessi fino ad un massimo di 12.900,00 euro , rimborsabili al tasso del 6,40% in 12, 24, 36, 48, 60, 72 o 84 rate, sempre che la rata di ammortamento non ecceda il limite del quinto della pensione mensile lorda percepita dal richiedente.
Il prestito di cui al presente articolo può essere concesso al coniuge superstite fino ad un'età che, sommata ai mesi previsti per l'ammortamento del prestito richiesto, non sia superiore a 75 anni.
I figli maggiorenni superstiti possono richiedere il prestito fino ad un' età che, sommata ai mesi previsti per l'ammortamento del prestito richiesto, non sia superiore all'età in cui cesseranno di aver diritto alla pensione indiretta o di reversibilità. Tale ultima età sarà, per i figli maggiorenni studenti di scuola media e professionale, il 21° anno; per i figli maggiorenni studenti universitari, il 26° anno, ma comunque non oltre la durata del corso legale di laurea.
Nel caso di richiesta di prestito presentata da più superstiti, titolari di pensione indiretta o di reversibilità, la somma concedibile a ciascuno è pari ad una percentuale del prestito (importo massimo 12.900,00 euro ) corrispondente alla quota di pensione cui ha diritto il richiedente. In ogni caso, per ogni nucleo familiare, non può essere complessivamente concessa una somma superiore a 12.900,00 euro.
INPGI 1 - Gestione sostituiva dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (A.G.O.)
Tel . 068578388-296
Fax. 068578303
Email: prestiti@inpgi.it
Tel. 068578331-200
Fax. 068578442
Mail: prestiti@inpgi.it
Tel. 068578274
Fax. 068578520
INPGI 2 - Gestione Separata
Prestito per giornalista dipendente
Prestito per pensionato INPGI
Prestito per superstite
Prestito con accollo
Prestito con polizza fideiussoria
Prestito con cessione di credito
Prestito per disoccupato FIEG-FNSI
Prestito per iscritto alla Gestione separata
Rateizzo debito
(giornalista cassaintegrato o in stato di disoccupazione indennizzata)
Allegati tecnici A e B
Ammortamento prestiti per giornalisti attivi e pensionati
Ammortamento liste disoccupati FIEG/FNSI (Art 18)