Source: http://foro.romoloromani.it/topic/12389-franchigia-donazione-denaro/?tab=comments
Timestamp: 2019-07-24 04:29:59+00:00
Document Index: 103609067

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 13', 'art 6', 'art. 26', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 69', 'art.13', 'art 0', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 58', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 56', 'art. 6', 'art. 56', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6']

Franchigia donazione denaro - Imposte e Formalità - ROMOLOROMANI.IT
Franchigia donazione denaro
a firma di Brancaleone, October 5, 2006 in Imposte e Formalità
Pubblicato il giorno October 5, 2006
Ma la franchigia di 100.000 euro nelle donazioni aventi ad oggetto beni diversi dagli immobili si calcola per ciascun donatario o è una sola?
Es: il donante ha due figli e una moglie. Può fare tre donazioni di 100.000 euro, una per ciascuno di loro, senza pagare tasse, ovvero solo la prima è esente?
http://foro.romoloromani.it/index.php?showtopic=12364
Pubblicato il giorno October 6, 2006
Grazie, ma quindi ancora non è chiaro? Qualcuno ha letto qualcosa in proposito?
Può essere utile? Non l'ho letto tutto... (fonte Cnn notizie del 5/10/2006)
■ Segnalazioni Novità Normative
Il coacervo nei trasferimenti gratuiti dopo il decreto 3 ottobre 2006 n. 262.
La novella di cui al decreto legge n. 262 del 2006 (1) pone il dubbio se debba essere operato o meno (ai fini di una corretta applicazione dei diversi criteri di liquidazione dell’imposta di volta in volta dovuta e specificamente al fine della eventuale erosione delle franchigie (2)) il coacervo, maggiorando il valore del trasferimento posto in essere di un importo pari al valore complessivo di precedenti trasferimenti gratuiti fatti dal medesimo dante causa al medesimo avente causa.
La riflessione in subiecta materia è ulteriormente stimolata dal fatto che l’art. 14 comma 1 della legge 18 ottobre 2001 n. 383 (portante applicazione anche agli atti di donazione ed altre liberalità tra vivi dei medesimi criteri per la determinazione della base imponibile già vigenti in materia di imposta di successioni e donazioni) non appare inciso dalla novella al vaglio (3).
Pare opportuno fare i dovuti distinguo a seconda dell’ambito (donativo o successorio) in relazione al quale si intenda porre e risolvere la problematica.
2. Coacervo nelle donazioni e negli altri atti a titolo gratuito.
E’ previsto espressamente dal nuovo n. 2-ter art. 13 legge n. 383/2001 (così come introdotto dal comma 5 art 6 del decreto in commento) che negli atti di donazione e negli altri atti a titolo gratuito nonché negli atti di cui all’art. 26 del TUR n. 131/86, aventi per oggetto aziende, azioni, obbligazioni, quote sociali, altri titoli e denaro contante debbano essere indicati gli estremi delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito anteriormente fatti dal dante causa a favore del coniuge, dei parenti in linea retta o di alcuno di essi nonché i relativi valori alla data degli atti stessi (4), prevedendo poi in caso di omissione, incompletezza o inesattezza di tale indicazione l’applicazione di una sanzione amministrativa (con vincolo di solidarietà passiva tra beneficiario e dante causa) da una a due volte la maggiore imposta dovuta. Intuitivamente ciò viene richiesto – anche se espressamente tale volizione legislativa non emerge dalla lettera della disposizione – allo scopo di verificare se risulti o meno erosa la franchigia di euro *100.000,00*, fino a concorrenza della quale la donazione o altro atto a titolo gratuito avente ad oggetto i siffatti beni ed a favore dei prenominati soggetti va esente da imposta di registro.
Dal che se ne deduce che la menzione dei dati di che trattasi si rende necessaria solo nell’ipotesi suddetta e non quando l’atto riguardi soggetti diversi da quelli previsti dalla norma al vaglio.
Così come tale superfluità si profila qualora l’atto abbia ad oggetto beni immobili e/o diritti reali immobiliari, in quanto – e sempre ai fini dell’imposta di registro – in tal caso il trasferimento è esente da imposta se effettuato a favore del coniuge e dei parenti in linea retta e negli altri casi inciso con aliquota del 2% (qualora beneficiario sia un altro parente fino al 4° grado, un affine in linea retta nonché un affine in linea collaterale fino al terzo grado) o del 4% (qualora beneficiario sia un soggetto diverso dai precedenti), senza che possa darsi luogo alla erosione di alcuna franchigia (neanche concepita dal legislatore della novella nelle dette fattispecie) e quindi alla necessità del meccanismo di coacervo.
2.1. Se sia applicabile o meno il beneficio della imposta ipotecaria e catastale in misura fissa in caso di acquisto della "prima abitazione".
Si potrebbe altresì pensare che siffatto meccanismo si renda opportuno per verificare se – in riferimento alla sola ipotesi di donazione o altro atto a titolo gratuito a favore del coniuge e/o parente in linea retta – sia applicabile o meno il beneficio della imposta ipotecaria e catastale in misura fissa, ricorrendo le condizioni e i requisiti in materia di acquisto della ‘prima abitazione’ di cui all’art. 1 comma 1, quinto periodo della tariffa parte prima allegata al TUR n. 131/86. In tal caso infatti opera una franchigia pari ad euro *180.000,00* solo fino a concorrenza della quale il beneficio risulta applicabile; e pertanto se in forza di donazioni o altri atti gratuiti precedenti effettuati dal medesimo dante causa a favore del medesimo beneficiario questi ha già beneficiato della franchigia, questa più non dovrebbe operare – nell’ottica qui illustrata e sempre con esclusivo riferimento alle imposte ipotecaria e catastale – per le donazioni e gli atti gratuiti successivi, eccedenti la stessa. Tale linea di pensiero però pare sconfessata dal disposto di cui all’art. 13 del T.U. n. 347/90 che prevede per l’imposta ipotecaria e catastale l’applicazione delle disposizioni relative all’imposta di registro e all’imposta sulle successioni e donazioni solo quanto all’accertamento e alla liquidazione, e certo non quanto alla base imponibile in riferimento alla quale opera il meccanismo del coacervo. Né appare determinante la circostanza che l’art. 2 del T.U. n. 347/90 ( e l’art. 10 che si riporta al detto art. 2) stabiliscano la commisurazione della base imponibile – ai fini dell’applicazione dell’imposta di trascrizione e di catasto – a quella determinata ai fini (dell’imposta di registro o) dell’imposta sulle successioni e donazioni: a ben vedere il legislatore della novella non ha richiamato l’applicazione del meccanismo del coacervo già disciplinato dal T.U. n. 346/90 in materia di successioni e donazioni, ma al contrario ha previsto una disciplina ‘speciale’ di applicazione dell’imposta di registro dovuta in relazione alle ipotesi sopra illustrate, disciplina in sé conchiusa ed autonoma. Il che, proprio in considerazione della ‘specialità’ dell’istituto del coacervo introdotto dalla novella, comporta l’implausibilità di una interpretazione estensiva (tanto meno analogica) delle previsioni già pensate e dettate dal T.U. n. 346/90 per un ambito impositivo del tutto diverso.
Non pare perciò possibile, conclusivamente, che in relazione a dette ultime imposte (ipo-catastali) il meccanismo del coacervo possa legittimamente trovare applicazione.
2.2. Menzioni richieste negli atti di cui all’art. 26 del TUR n. 131/86
La novella al vaglio stabilisce che le menzioni (di cui si è detto nel superiore paragrafo (5)) siano riportate (oltre che nella donazioni e negli altri atti a titolo gratuito) anche negli atti di cui all’art. 26 del D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 aventi ad oggetto aziende, azioni, obbligazioni, quote sociali, altri titoli e danaro contante.
A sua volta detto art. 26 stabilisce una presunzione di liberalità in riferimento a trasferimenti immobiliari e/o di partecipazioni sociali posti in essere tra coniugi ovvero tra parenti in linea retta o che tali siano considerati ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, quando il valore della partecipazione o la differenza tra valore e prezzo siano superiori all’importo di Euro 180.759,91.
E’ intuitivo peraltro che tali menzioni dovranno ritenersi necessarie solo in caso di trasferimenti di partecipazioni sociali e non anche immobiliari, in quanto solo nei primi si porrà l’esigenza di verificare l’(eventuale) assorbimento della franchigia in forza di trasferimenti gratuiti pregressi. D’altra parte al riguardo è pensabile che il legislatore della novella abbia voluto invocare il richiamo dell’art. 26 piuttosto per far riferimento ai soggetti tra i quali intercorre la convenzione, legati da un rapporto particolare (di coniugio o parentela in linea retta) che non per individuare le fattispecie in esso art. 26 pedissequamente descritte. Sicché sarà senz’altro opportuno e corretto ritenere che le dette menzioni debbano essere riportate anche negli atti intercorrenti tra i soggetti ora ricordati aventi ad oggetto il trasferimento (oltre che di partecipazioni sociali anche) di aziende, azioni, obbligazioni, altri titoli e danaro contante.
3. Coacervo nelle successioni.
Analogamente nell’ambito dei trasferimenti per causa di morte, il valore delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito posti in essere precedentemente alla delazione ereditaria assume rilevanza (6) (ai fini del coacervo e al limitato scopo di verificare la già avvenuta erosione della franchigia) solo qualora questa operi a favore del coniuge e/o di parenti in linea retta ed abbia ad oggetto la devoluzione di aziende, azioni, obbligazioni, altri titoli o quote sociali: se infatti risulti già erosa la franchigia pari ad euro *100.000,00*, risulterà applicabile l’imposta di registro con aliquota del 4% sul valore eccedente.
In via consequenziale risultano sottratte al meccanismo del coacervo tutte le altre fattispecie successorie a favore di soggetti diversi dal coniuge e parenti in linea retta, aventi ad oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari, aziende, azioni, obbligazioni, altri titoli o quote sociali.
La novella non lo precisa, ma appare indubbiamente opportuno nell’apposita dichiarazione di trasferimento per causa di morte fare espresso riferimento alle (eventuali) donazioni o atti a titolo gratuito intercorsi tra l’autore della successione ed il beneficiario o – intuitivamente – all’assenza degli stessi, e ciò soprattutto ai fini della corretta applicazione dell’imposta dovuta.
(1) In G.U. 3 ottobre 2006 n. 230. Sulle norme introdotte dal decreto collegato alla Finanziaria 2007 nel Notiziario si può leggere anche: Valeria Mastroiacovo, Disposizioni in materia di imposte ipotecaria e catastale e di registro dopo il Decreto Legge collegato alla Finanziaria 2007, 2 ottobre 2006; Annarita Lomonaco e Valeria Mastroiacovo, La base imponibile ai fini della nuova imposizione relativa ai trasferimenti per causa di morte e a titolo gratuito, 3 ottobre 2006; Susanna Cannizzaro, Altre disposizioni urgenti in materia fiscale e tributaria di interesse notarile dopo il decreto legge n. 262 del 2006, 4 ottobre 2006.
(2) Non potendo più il coacervo – come noto – essere utilizzato ai fini della determinazione delle aliquote, dopo le innovazioni introdotte con legge 21 novembre 2000 n. 342 (in G.U. n. 276 del 25 novembre 2000); sul punto cfr. Studio CNN Commissione Studi Tributari n. 90/2001/T del 26 ottobre 2001 (estensori FRIEDMANN-PETRELLI) in CNN Notizie del 6 novembre 2001 n. 207; secondo FRIEDMANN-MONTELEONE, Brevi note riguardo alla riforma dell'imposta sulle successioni e donazioni in Notariato, 2001, 1, 96, per effetto di quanto ha disposto la legge n. 383/2001 “Il c.d. coacervo… da dispositivo correttore ai fini della determinazione delle aliquote, diviene strumento per verificare la consunzione della franchigia spettante a ciascun donatario.”
(3) Se non quanto alla eliminazione dell’inciso “franchigie”, giusta quanto disposto dalla lettera b) comma 5 art. 6 del decreto; il che comporta la soppressione di tutte le franchigie già previste dal T.U. n. 346/90 in materia di imposta sulle successioni e donazioni cui l’art. 14 comma 1 legge n. 383/2001 faceva espresso riferimento, ivi compresa quella di cui all’art. 7 comma 2-bis del detto T.U.(introdotta dall’art. 69 della legge 21 novembre 2000 n. 342) che consentiva l’applicazione dell’imposta solo sulla parte del valore eccedente un miliardo di lire (pari ad euro *516.456,90*) qualora beneficiario fosse stato un discendente in linea retta minore d’età o una persona con handicap riconosciuto grave ai sensi della legge 21 maggio 1998 n. 162.
Inoltre è opportuno sottolineare – con particolare riferimento alle ipotesi nelle quali in seguito alla novella in commento la fattispecie donativa o comunque a titolo gratuito risulti essere esente da imposta anche per effetto della franchigia – che non è dovuta alcuna imposta (di registro) neanche in misura fissa, coerentemente con quanto già aveva ritenuto l’A.F. con circolare n.91/E del 18 ottobre 2001 (in Fisconline – De Agostini Professionale) dopo l’entrata in vigore della legge n. 383/2001.
(4) Al riguardo sembra qui di poter dire che le menzioni non debbano riguardare anche donazioni o altri atti a titolo gratuito anteriori aventi ad oggetto beni immobili e/o diritti reali immobiliari , trattandosi di fattispecie esenti da imposta di registro (se poste in essere a favore dei soggetti richiamati nel testo) e quindi come tali insuscettibili di apparire rilevanti ai fini del coacervo.
(5) E cioè gli estremi delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito anteriormente fatti dal dante causa nonché i relativi valori alla data degli atti stessi.
(6) Così come dispone il novellato art. n. 2-bis della tariffa parte I allegata al TUR n. 131/86, e richiamando quanto già precisato nella precedente nota 4 in ordine alla irrilevanza dei trasferimenti a titolo gratuito anteriori aventi ad oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari.
M.Ch. 0
Il nuovo comma 2 ter dell'art.13 della legge 383/2001 prevede che "...negli atti di donazione ... devono essere indicati gli estremi delle donazioni e degli altri atti a titolo gratuito anteriormente fatti dal dante causa a favore del coniuge, dei parenti in linea retta o di alcuno di essi, nonchè i relativi valori..." Ora, se la franchigia fosse soggettiva la legge avrebbe detto "...a favore del donatario", invece il riferimento e alle donazioni fatte ai soggetti "agevolati". Pertanto, la franchigia riguarda il donante e tutte le donazioni da lui fatte a favore del coniuge, dei parenti in linea retta o di alcuno di essi.
Io mi son fatto l'idea che la franchigia sia unica e non relativa ai singoli soggetti.
fatti dal medesimo dante causa al medesimo avente causa
angiozigallo 0
io gli interventi de Il Duca non li capisco o forse lui non capisce quelli degli altri...
Pubblicato il giorno October 6, 2006 (modificato)
angiozi' nun fa cosi', so' io che non capisco piu' nulla :(
mi riferivo a questo.....perchè unica e non per ogni donatario se:
Modificato October 6, 2006 da il duca
caro duke secondo me un donante può fare donazioni a figli e coniuge per l'importo complessivo di 100.000 iuri dopo paga il 4%.
I 100.000 iuri si contano sul patrimonio del donante non su quello dei singoli donatari (nella legge manca la parolina "ciascun").
Ad esempio: se fai la donazione di centomila euro alla moglie dopo tutte quelle che fai ai figli le paghi il 4% e devi indicare negli atti gli estremi delle donazioni precedenti.
Pubblicato il giorno October 9, 2006
Attenzione che secondo la nuova disciplina, nelle donazioni si devono indicare i precedenti atti fatti dal donante nei confronti non solo del donatario, ma a favore del coniuge, dei parenti in linea retta e dei relativi valori.
Questa normativa è prevista allo scopo di verificare se risulti erosa o meno la franchigia (complessiva) di Euro 100.000.
Questo è quanto riportato dagli studi del CNN appena usciti.
mhmmmm u' capi' ma chichinsci', all'uffisi entradi, ma disan al cuntrari....
borges075 0
Pubblicato il giorno October 11, 2006
C'e' qualcosa che mi sfugge nella ratio...
Per cui il governo, alla faccia dell'uguaglianza delle condizioni di partenza, privilegia - a parita' di tassazione-
i figli unici (che nell'ipotesi posso ricevere 100 mila Euro)
rispetto a chi concorre in ipotesi con tre fratelli (ciascuno potrebbe ricevere 25 mila Euro)??
Ma le famiglie numerose non dovevano essere favorite??
Pubblicato il giorno October 12, 2006
in tanti dovevano essere favoriti..... :(
Giusto per sdrammatizzare...
Che differenza c'è tra uno scippatore all'angolo della strada ed il governo Prodi?
- Lo scippatore ti chiede i soldi li prende e poi scappa. Il governo Prodi ti chiede i soldi, ti impone di pagarli per via telematica, poi controlla che tu non gli abbia nascosto nemmeno un euro ed infine ti chiede perché non sei contento...
Pubblicato il giorno October 16, 2006
io non mettero' mai le mani nelle tasche degli italiani :swear:
Amadeus Mozart 0
Pubblicato il giorno October 19, 2006
Scusate, ma il fantomatico emendamento che prevede la franchigia di 1 milione di euro, secondo voi riguarderà anche le donazioni di denaro, quote sociali, titoli e aziende, oppure rimarrà una leggenda metropolitana anche per gli immobili? :swear:
Pubblicato il giorno October 20, 2006
AZZZZZ. e chi ha fatto donazioni in quei 60 gg di vigenza del decreto è un povero p...a!!! :swear:
:ok: Eh sì, concordo con te per chi dona: purtroppo chi muore non può decidere di farlo prima o dopo i 60 gg di vigenza del decreto. :( cry :swear:
Pacuvio 3
Pubblicato il giorno October 21, 2006
V (Bilancio, tesoro e programmazione) e VI (Finanze)
DL 262/06: Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria. C. 1750 Governo.
Art. 6. Così come risultante dopo ulteriori emendamenti dei relatori e del Governo e subemendamenti all'emendamento 6.129
Art. 6. (Imposta sulle successioni e donazioni).
1. È istituita l'imposta sulle successioni e donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione, secondo le disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente al 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto previsto dal presente articolo.
2. I trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, sono soggetti all'imposta di cui al comma 1 con le seguenti aliquote sul valore complessivo netto dei beni:
1) devoluti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul valore complessivo eccedente per ciascun beneficiario 1.000.000 di euro: 4 per cento;
2) devoluti a favore degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado: 6 per cento;
3) devoluti a favore di altri soggetti: 8 per cento.
3. Per le donazioni e gli atti di trasferimento a titolo gratuito di beni e diritti e la costituzione di vincoli di destinazione di beni l'imposta è determinata dall'applicazione delle seguenti aliquote al valore globale dei beni e dei diritti al netto degli oneri da cui è gravato il beneficiario diversi da quelli indicati dall'articolo 58, comma 1, del testo unico approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, ovvero, se la donazione è fatta congiuntamente a favore di più soggetti o se in uno stesso atto sono compresi più atti di disposizione a favore di soggetti diversi, al valore delle quote, dei beni o diritti attribuiti:
1) a favore del coniuge e dei parenti in linea retta sul valore complessivo netto eccedente 1.000.000 di euro: 4 per cento;
2) a favore degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado: 6 per cento;
3) a favore di altri soggetti: 8 per cento;
4. Per quanto non disposto dal presente articolo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni, approvato con decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente al 24 ottobre 2001.
5. Con cadenza quadriennale, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze si procede all'aggiornamento degli importi esenti dall'imposta tenendo conto dell'indice del costo della vita.
6. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) articolo 7 commi da 1 a 2-quater del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346;
b) articolo 12 commi 1-bis e 1-ter del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346;
c) articolo 56 commi da 1 a 3 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346;
d) articolo 13 della legge 18 ottobre 2001 n. 383.
7. Le disposizioni del presente articolo hanno effetto per gli atti pubblici formati, per gli atti a titolo gratuito fatti e per le scritture private autenticate, per le scritture private non autenticate presentate per la registrazione, dalla data di entrata in vigore della presente legge nonché per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006. Le stesse decorrenze valgono per le imposte ipotecaria e catastale concernenti gli atti e le dichiarazioni relative alle successioni di cui al periodo precedente. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 6 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, oggetto di mancata conversione con la presente legge.
Il Governo ha presentato un emendamento al decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262 che ne sostituisce integralmente l’art. 6.
Sono stati inoltre proposti due subemendamenti dall’On. Not. Antonio Pepe, migliorativi del testo originario predisposto dal Governo.
L’emendamento ed i due subemendamenti sono stati approvati dalle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati. Oggi inizia la discussione generale alla Camera.
A seguito di tale emendamento, sulla base del testo attualmente a disposizione di questo Consiglio, emerge che per i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, donazione o a titolo gratuito e per la costituzione di vincoli destinazione, viene meno la disciplina introdotta a decorrere dal 3 ottobre 2006 ai fini dell’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, ed è istituita l’imposta sulle successioni e donazioni secondo le disposizioni del testo unico approvato con d.lgs. 31 ottobre 1990 n. 346 (nel testo vigente al 24 ottobre 2001), salvo alcune specifiche norme contenute nell’emendamento stesso.
Ø per i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte l’art. 6 comma 2 nuova formulazione prevede tre aliquote, distinte in relazione al grado di parentela, applicabili sul valore complessivo netto dei beni:
4 per cento per i trasferimenti di beni e diritti devoluti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta. In tal caso l’aliquota si applica sul valore complessivo eccedente per ciascun beneficiario 1.000.000 di euro;
6 per cento per i trasferimenti di beni e diritti devoluti a favore degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado;
8 per cento per i trasferimenti di beni e diritti devoluti a favore di altri soggetti.
Ø per le donazioni e gli atti di trasferimento a titolo gratuito di beni e diritti e la costituzione di vincoli di destinazione di beni l’art. 6 comma 3 nuova formulazione prevede che l’imposta è determinata dall’applicazione delle aliquote al valore globale dei beni e diritti al netto degli oneri da cui è gravato il beneficiario diversi da quelli di cui all’art. 58 comma 1 d.lgs. n. 346/1990 (ossia diversi dagli oneri che abbiano per oggetto prestazioni a favore di soggetti terzi). Nel caso di donazione congiuntiva a favore di più soggetti o di atto contenente più disposizioni a favore di soggetti diversi, le aliquote si applicano al valore delle quote, dei beni o diritti attribuiti.
Le aliquote sono distinte, analogamente a quanto previsto per i trasferimenti a causa di morte, come segue:
4 per cento a favore del coniuge e dei parenti in linea retta. In tal caso l’aliquota si applica sul valore complessivo netto eccedente 1.000.000 di euro;
6 per cento a favore degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado;
8 per cento a favore di altri soggetti.
In considerazione della nuova disciplina introdotta relativa alle aliquote ed alle franchigie, l’emendamento abroga alcune disposizioni contenute nel d.lgs. n. 346, e più in particolare:
· art. 7 commi da 1 a 2-quater. Si tratta dell’articolo che disciplinava la determinazione dell’imposta con riferimento al valore della quota di eredità o del legato, stabilendo aliquote e franchigie. A seguito di questa abrogazione, pertanto, resta quale unica franchigia quella sopra indicata (1.000.000 euro) relativa ai trasferimenti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta (non sono quindi previste franchigie a favore, ad esempio, di parenti in linea collaterale o di persone con handicap riconosciuto grave). Restano in vigore le disposizioni contenute nei commi 3 (relativamente all’applicazione di riduzioni e detrazioni) e 4 (relativamente alla posizione dei chiamati all’eredità) dell’art. 7 cit.;
· art. 12 commi 1-bis e 1-ter. L’art. 12, che concerne i beni non compresi nell’attivo ereditario, resta quindi fermo ad eccezione delle disposizioni abrogate, riguardanti i beni e diritti per i quali l’imposta sia stata corrisposta volontariamente dallo stesso titolare durante la vita, secondo quanto disposto dallo stesso comma 1-bis, ora abrogato;
· art. 56 commi da 1 a 3. Si tratta dell’articolo che disciplina la determinazione dell’imposta con riferimento alle donazioni. In particolare, il contenuto del comma 1 abrogato è stato pressoché riprodotto nell’emendamento (comma 3 dell’art. 6), anche se con alcune differenze nella formulazione. A seguito dell’abrogazione degli altri commi citati l’unica franchigia è quella sopra indicata (1.000.000 euro) relativa ai trasferimenti a favore del coniuge e dei parenti in linea retta (non sono quindi previste franchigie a favore, ad esempio, di parenti in linea collaterale o di persone con handicap riconosciuto grave).
Si evidenzia che resta vigente il comma 4 dell’art. 56, il quale per la determinazione del valore dei beni e donati rinvia, tra le altre disposizioni, anche all’art. 34, commi 3, 4 e 5, laddove in particolare il quinto comma dell’art. 34 dispone espressamente il limite al potere di accertamento degli Uffici per cui «non sono sottoposti a rettifica il valore degli immobili iscritti in catasto con attribuzione di rendita dichiarato in misura non inferiore, per i terreni, a settantacinque volte il reddito dominicale risultante in catasto e, per i fabbricati, a cento volte il reddito risultante in catasto, aggiornati con i coefficienti stabiliti per le imposte sui redditi, né i valori della nuda proprietà e dei diritti reali di godimento sugli immobili stessi dichiarati in misura non inferiore a quella determinata su tale base a norma dell'art. 14. La disposizione del presente comma non si applica per i terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria».
In altri termini, il criterio della cd. valutazione automatica resta applicabile con riferimento ai trasferimenti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito.
· art. 13 l. 18 ottobre 2001 n. 383. Si tratta della disposizione che recava la soppressione dell’imposta sulle successioni e donazioni e la disciplina dell’imposta applicabile a talune ipotesi di trasferimenti a titolo di donazione o altra liberalità tra vivi. Restano invece vigenti le altre norme contenute nel capo VI della l. n. 383/2001 cit.
L’emendamento nulla dispone con riguardo alle imposte ipotecaria e catastale, rispetto alle quali quindi vengono meno gli incrementi di aliquota nonché le franchigie disposte dal decreto legge n. 262/2006.
Inoltre, a seguito dell’emendamento, sono applicabili le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 69 della legge 21 novembre 2000, n. 342 che prevedono le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall'articolo 1, comma 1, quinto periodo, della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.
Quanto all’entrata in vigore della disciplina che verrebbe introdotta dalla legge di conversione, l’emendamento prevede che le disposizioni dell’art. 6 nuova formulazione hanno effetto per gli atti pubblici formati, per gli atti a titolo gratuito fatti e per le scritture private autenticate, per le scritture private non autenticate presentate per la registrazione, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione nonché per le successioni apertesi dal 3 ottobre 2006. Le stesse decorrenze valgono anche per le imposte ipotecaria e catastale concernenti gli atti e le dichiarazioni relative alle successioni sopra indicate. Vengono inoltre espressamente fatti salvi gli effetti prodotti dall’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 6 d.l. n. 262/2006 oggetto di mancata conversione.
In altri termini, dunque, l’imposizione indiretta dei trasferimenti per causa di morte è disciplinata ai sensi dell’art. 6 nuova formulazione a decorrere dal 3 ottobre 2006, mentre per le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito effettuati dal 3 ottobre 2006 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione restano fermi gli effetti della disciplina contenuta nell’originaria formulazione dell’art. 6 del decreto legge.
Annarita Lomonaco
TASSAZIONE DELLE SUCCESSIONI
Imposta sulle successioni: 0% fino a € 1.000.000,00; 4% sul valore eccedente € 1,000.000,00
Imposta catastale: 2% (se “prima casa” fissa);
Imposta ipotecaria: 1% (se “prima casa” fissa)
ALTRI PARENTI FINO AL QUARTO GRADO, AFFINI IN LINEA RETTA, AFFINI IN LINEA COLLATERALE FINO AL TERZO GRADO
Imposta sulle successioni: 6%
Imposta sulle successioni: 8%
TASSAZIONE DELLE DONAZIONI
DONAZIONI E ALTRI ATTI GRATUITI A FAVORE DEL CONIUGE E DI PARENTI IN LINEA RETTA
Immobili e diritti reali immobiliari: 0%fino a € 1.000.000; 4% sul valore eccedente €1.000.000
Aziende azioni obbligazioni quote sociali altri titoli denaro: 0%fino a € 1.000.000; 4% sul valore eccedente €1.000.000
Altri beni e diritti: 0% fino a € 1.000.000; 4% sul valore eccedente €1.000.000
2% (Se “prima casa” imposta fissa)
1% (Se “prima casa” imposta fissa)
A FAVORE DI PARENTI FINO AL 4°, AFFINI IN LINE RETTA e AFFINI IN LINEA COLLATERALE FINO AL 3°
Immobili e diritti reali immobiliari: 6%
Aziende azioni obbligazioni quote sociali altri titoli denaro: 6%
Altri beni e diritti: 6%
A FAVORE DI SOGGETTI DIVERSI
Immobili e diritti reali immobiliari: 8%
Aziende azioni obbligazioni quote sociali altri titoli denaro: 8%
Altri beni e diritti: 8%
Quindi 1.000.000 di Euro è "grande patrimonio" per l'attuale governo... alla faccia degli "svariati milioni di Euro" indicati dal Pres. del Cons. in campagna elettorale.
Intanto gli "svariati milioni di Euro" sono ritornati all'Estero e noi usiamo il TFR per coprire la spesa pubblica... ma che bel paese!
Pacuvio, non me ne parlare, ho un diavolo per capello :swear:
1) la franchigia nelle successioni sarebbe sul patrimonio totale del de cuius e vale solo tra parenti in linea retta e coniuge? :0 :0 :0
2) la franchigia nelle donazioni è sempre sul totale del patrimonio donato (c'é il coacervo?) e vale sempre per i parenti in linea retta ecc...?
Ma insomma, questo governo vuole impedire l'animo liberale nei confronti di parenti in linea collaterale e verso terzi (ivi comprese associazioni, onlus, enti ospedalieri, ecc..., con l'eccezione, of course, dello Stato)? Direi che si tratta di un mefistofelico calcolo di Visco, dal momento che le famiglie senza figli e i single sono in aumento in Italia...
Davvero: che vergogna! cry :swear: