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Timestamp: 2018-09-25 15:56:56+00:00
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1 Entriamo nel merito: i contenuti della riforma costituzionale Emanuele Rossi con Paolo Addis, Francesca Biondi Dal Monte, Vincenzo Casamassima, Luca Gori, Andrea Marchetti, Cristina Napoli, Fabio Pacini, Paolo Rametta, Elena Vivaldi Luglio 2016
2 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a: la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma
3 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma
4 Gli obiettivi della riforma Due obiettivi fondamentali: superamento bicameralismo paritario, al fine di favorire: riforma del Titolo V, al fine di: A1 - maggiore stabilità degli esecutivi A2 - maggiore celerità del procedimento legislativo A3 - realizzazione di una Camera delle autonomie territoriali B1 - ridurre conflittualità tra Stato e Regioni B2 - riaccentrare le competenze dalle Regioni allo Stato B3 - semplificare quadro enti locali
5 Gli obiettivi della riforma Altri obiettivi: abolizione del CNEL controllo preventivo della Corte costituzionale sulla legge elettorale contenimento dei costi della politica modifiche ai referendum e all iniziativa legislativa popolare limiti ai decretilegge statuto delle opposizioni alla Camera
6 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma
7 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma
8 Le soluzioni: a) La procedura di approvazione Art.138 della Costituzione: Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
9 Le soluzioni: a) La procedura di approvazione Nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016 è stato pubblicato il testo di legge costituzionale, approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione».
10 Le soluzioni: a) La procedura di approvazione Il disegno di legge costituzionale è stato presentato dal Governo al Senato l 8 aprile 2014 (A.S. 1429). Il Senato ha approvato, in seconda deliberazione, il 20 gennaio 2016, il testo già approvato in prima deliberazione dalla Camera, con 180 voti favorevoli; 112 voti contrari; 1 astenuto. In seconda deliberazione la Camera ha approvato il testo, nella seduta del 12 aprile 2016, con 361 voti favorevoli, 7 voti contrari, 2 astenuti. Dopo un esame di 4 mesi, il d.d.l. è stato approvato dal Senato, con modificazioni, l 8 agosto 2014 e trasmesso alla Camera Nella seduta dell 11 gennaio 2016 la Camera ha approvato senza modificazioni il testo già approvato dal Senato Richiesta di referendum costituzionale (minoranze parlamentari, elettori) La Camera ha avviato l esame del d.d.l. (A.C. 2613) a settembre 2014 e lo ha approvato il 10 marzo 2015 con modificazioni Il testo è passato al Senato, che lo ha approvato con modifiche il 13 ottobre 2015 Svolgimento del referendum
11 Le soluzioni: a) La procedura di approvazione Iter parlamentare tormentato: ostruzionismo (milioni di emendamenti presentati), emendamento canguro, sostituzione membri delle commissioni parlamentari competenti, minaccia voto di fiducia, cambi di voto dello stesso partito, proposte di scambi impropri, ecc. La Corte costituzionale con la sentenza 1/2014 ha dichiarato l illegittimità costituzionale di alcune disposizioni delle leggi elettorali con le quali è stato eletto il Parlamento in carica: a) sull attribuzione del premio di maggioranza; b) sulle modalità di espressione del voto come voto di lista, senza la possibilità di esprimere preferenze.
12 La procedura di approvazione. Pro e contro. Gli aspetti su cui riflettere: 1. L iniziativa governativa 2. Il procedimento dell art. 138 Cost. 3. La legittimazione del Parlamento dopo la sentenza 1/2014 della Corte costituzionale
13 1. L iniziativa governativa: pro e contro Con riferimento alla Costituente, quando l Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti; estraneo del pari deve rimanere il governo alla formulazione del progetto, se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell assemblea sovrana Non vi è alcuna preclusione all iniziativa governativa ed è una prassi ormai affermata Il Governo ha ricevuto la fiducia del Parlamento su un programma contenente la riforma costituzionale (P. Calamandrei, Come nasce la nuova costituzione, in Il Ponte, III, 1947) Il Parlamento ha ampiamente discusso il testo di revisione costituzionale e lo ha emendato in più parti Il testo finale è comunque sottoposto al voto del referendum
14 2. Il procedimento dell art. 138 Cost.: pro e contro Il procedimento è pensato per modifiche puntuali alla Costituzione, mentre il d.d.l. in questione interessa ben 45 articoli Il referendum pone l elettore di fronte ad una scelta bloccata: votare SI o NO all intera riforma Preferibile adottare un procedimento derogatorio all art. 138 Cost. come adottato in passato (1993, 1997 e 2013)? Non vi è alcuna limitazione contenuta nell art. 138 Cost. al numero di articoli interessati dalla riforma, che comunque interviene su parti specifiche La riforma in discussione ha una sua coerenza interna e il disegno complessivo non può essere frazionato in più quesiti Il procedimento dell art. 138 Cost. è una garanzia ed è un merito averlo seguito per rispetto della Costituzione
15 3. La legittimazione del Parlamento: pro e contro La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale sulla cui base è stato eletto il Parlamento in carica (sentenza n. 1/2014) per violazione del principio della sovranità popolare e del diritto di voto Secondo alcuni, quindi, il Parlamento in carica si sarebbe dovuto limitare ad attività ordinarie e ad approvare una nuova legge elettorale, e non certo a procedere alla revisione costituzionale. La stessa Corte ha chiarito che nessuna incidenza è in grado di spiegare la presente decisione neppure con riferimento agli atti che le Camere adotteranno prima di nuove consultazioni elettorali: le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare Ogni valutazione relativa all attività del Parlamento opera, quindi, sul piano dell opportunità politica e non della sua legittimazione formale
16 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma
17 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma Bicameralismo Riforma del Titolo V Altri interventi
18 I contenuti della riforma rispetto agli obiettivi Ricordiamo gli obiettivi: a) superamento bicameralismo paritario, al fine di favorire: b) riforma del Titolo V, al fine di: A1 - maggiore stabilità degli esecutivi A2 - maggiore celerità del procedimento legislativo A3 - realizzazione di una Camera delle autonomie territoriali B1 - ridurre conflittualità tra Stato e Regioni B2 - riaccentrare le competenze dalle Regioni allo Stato B3 - semplificare quadro enti locali
19 a) il superamento del bicameralismo paritario Il Parlamento continuerà ad articolarsi in Camera dei deputati e Senato della Repubblica, ma i due organi avranno composizione diversa e funzioni in gran parte differenti. Alla Camera dei deputati di cui non è modificata la composizione spetta la titolarità del rapporto fiduciario, della funzione di indirizzo politico, l esercizio della funzione normativa, nonché il controllo dell operato del Governo. Il Senato della Repubblica (che mantiene la denominazione vigente) diviene organo ad elezione indiretta, rappresenta le istituzioni territoriali, con diverse funzioni rispetto alle attuali..
20 a) il superamento del bicameralismo paritario Composizione del Senato della Repubblica a) rispetto ai 315 senatori attuali, il Senato sarà composto da: - 95 senatori eletti dai consigli regionali, in numero proporzionale alla popolazione della regione. Di questi: 74 saranno Consiglieri regionali 21 saranno Sindaci (uno per Regione) - fino a 5 senatori scelti dal Presidente della Repubblica per 7 anni tra coloro che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico e letterario - gli ex Presidenti della Repubblica
21 a) il superamento del bicameralismo paritario Funzioni del Senato della Repubblica oggi Funzioni del Senato della Repubblica nella riforma (non esplicitate espressamente) Indirizzo e controllo del Governo Funzione legislativa (paritaria) con la Camera dei Deputati Altre funzioni minori Raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica Valutazione delle politiche pubbliche e dell attività delle pubbliche amministrazioni Verifica dell impatto delle politiche dell Unione europea sui territori Concorso all esercizio della funzione legislativa Concorso all esercizio di funzioni di raccordo tra lo Stato, Regioni, Comuni e Unione europea Partecipazione alla formazione e all attuazione degli atti normativi e delle politiche UE Pareri sulle nomine di competenza del Governo Verifica dell attuazione delle leggi dello Stato
22 a) il superamento del bicameralismo paritario Il Presidente della Repubblica rimane eletto dal Parlamento in seduta comune (senza più la partecipazione dei delegati regionali). Attualmente è richiesta la maggioranza dei 2/3 dell assemblea per i primi 3 scrutini, mentre dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. Il testo riformato prevede la maggioranza dei 2/3 per i primi 3 scrutini; dal quarto al sesto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei 3/5 dell assemblea; dal settimo scrutinio la maggioranza dei 3/5 dei votanti La supplenza del Presidente della Repubblica spetterà al Presidente della Camera e non più al Presidente del Senato Cinque giudici della Corte costituzionale sono eletti dal Parlamento: anziché dal Parlamento in seduta comune, tre sono eletti dalla Camera e due dal Senato
23 a) il superamento del bicameralismo paritario Il procedimento legislativo oggi Per tutte le leggi è previsto un procedimento bicamerale paritario (c.d. navette). Il procedimento legislativo dopo la riforma Procedimento bicamerale (per alcune materie) Procedimento monocamerale ordinario Procedimento monocamerale con ruolo Senato rafforzato Procedimento monocamerale con intervento Senato obbligatorio Procedimento per la conversione dei decreti legge Procedimento su iniziativa del Senato Procedimento a data certa Altri
24 a) il superamento del bicameralismo paritario Il procedimento legislativo bicamerale Per alcuni tipi di leggi, il procedimento resta perfettamente bicamerale come oggi, ad esempio: le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71 le leggi che determinano l'ordinamento dei Comuni e delle Città metropolitane la legge che stabilisce i termini della partecipazione dell'italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'unione europea
25 a) il superamento del bicameralismo paritario Inizio esame alla Camera Procedimento legislativo monocamerale ordinario Il ddl diventa LEGGE Esame Camera Approvazione Camera Non esamina il ddl TRASMISSIONE AL SENATO che entro dieci giorni: NON propone modifiche Su richiesta di un terzo dei senatori dispone l esame del ddl Propone modifiche Le proposte sono trasmesse alla Camera che si pronuncia in via DEFINITIVA
26 Il superamento del bicameralismo paritario. Pro e contro. Il superamento del bicameralismo paritario mira a realizzare tre obiettivi (o sub-obiettivi): a1) maggiore stabilità degli esecutivi a2) maggiore celerità del procedimento legislativo a3) realizzazione di una Camera delle autonomie territoriali
27 Maggiore stabilità degli esecutivi: pro e contro Semplificazione dei rapporti tra Parlamento e Governo attraverso il rapporto fiduciario limitato a una sola Camera, con conseguente potenziale semplificazione del quadro politico Rischio di eccessivo rafforzamento del Governo e della maggioranza, anche in ragione delle legge elettorale vigente Assenza di strumenti di razionalizzazione della forma di governo
28 Maggiore celerità del procedimento legislativo: pro e contro Possibile riduzione dei tempi di approvazione delle leggi La lentezza del procedimento legislativo non è imputabile necessariamente alla disciplina costituzionale vigente Proliferazione dei procedimenti legislativi Resta un rilevante numero di materie bicamerali Rischio di contenzioso tra le Camere e assenza di organi di conciliazione.
29 La Camera delle autonomie territoriali: pro e contro Valorizzazione delle autonomie locali nell ambito dell organo parlamentare Differenziazione del sistema bicamerale sotto il profilo della composizione, e conseguente legittimazione, e sotto il profilo delle funzioni Quale coerenza con la riduzione dell autonomia regionale di cui al Titolo V? Rischio di rappresentanza dei Senatori di tipo politico e non territoriale (con conseguente contraddittorietà della composizione rispetto alla funzione di raccordo Stato-Regioni) Criticità relative alla composizione: disomogeneità rappresentanza (consiglieri regionali/sindaci); rappresentanza piccole Regioni; durata del mandato parlamentare dei sindaci; incertezza sul meccanismo di elezione dei senatori; doppio incarico Possibile interferenza con funzioni svolte dal sistema delle Conferenze
30 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma Bicameralismo Riforma del Titolo V Altri interventi
31 I contenuti della riforma rispetto agli obiettivi Ricordiamo gli obiettivi: a) superamento bicameralismo paritario, al fine di favorire: b) riforma del Titolo V, al fine di: A1 - maggiore stabilità degli esecutivi A2 - maggiore celerità del procedimento legislativo A3 - realizzazione di una Camera delle autonomie territoriali B1 - ridurre conflittualità tra Stato e Regioni B2 - riaccentrare le competenze dalle Regioni allo Stato B3 - semplificare quadro enti locali
32 b) La riforma del Titolo V L obiettivo b1 (ridurre la conflittualità tra Stato e Regioni) si persegue con l eliminazione della competenza concorrente delle Regioni L obiettivo b2 (riaccentramento delle competenze dalle Regioni allo Stato) si persegue attribuendo alla competenza esclusiva dello Stato molte delle materie ora previste nell elenco di quelle di competenza concorrente (ad esempio commercio con l estero, ordinamento scolastico, coordinamento della finanza pubblica, tutela e sicurezza del lavoro, ordinamento delle professioni, ecc.)
33 b) La riforma del Titolo V Criteri di ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni oggi Competenza statale esclusiva (elenco di circa 30 materie) Competenza concorrente (colegislazione Stato-Regioni) Competenza residuale regionale (tutto ciò che non è nei primi due elenchi) Criteri di ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni nella riforma Competenza statale esclusiva (elenco di circa 50 materie) Abolita la competenza concorrente Competenza regionale nelle materie indicate oltre ad una competenza residuale Previsione della clausola di supremazia
34 b) La riforma del Titolo V L obiettivo b3 (semplificazione del quadro degli enti locali) si persegue mediante l eliminazione dal testo costituzionale delle Province (ad eccezione delle Province autonome di Trento e di Bolzano). Rimane invece in Costituzione il riferimento alle Città metropolitane. Le Province potrebbero rimanere come enti istituiti e regolati dalla legge ordinaria.
35 La riforma del Titolo V. Pro e contro. Il superamento del bicameralismo paritario mira a realizzare tre obiettivi (o sub-obiettivi): b1) ridurre la conflittualità tra Stato e Regioni b2) riaccentrare le competenze dalle Regioni b3) semplificare il quadro degli enti locali
36 b1) ridurre la conflittualità tra Stato e Regioni: pro e contro Eliminazione della competenza concorrente, al fine di evitare l intervento legislativo congiunto di Stato e Regioni sulla medesima materia Le ragioni della conflittualità non stanno nelle materie di competenza concorrente bensì, soprattutto, nella presenza di materie trasversali (ad esempio in materia di livelli essenziali delle prestazioni, immigrazione, ecc.) Utilizzo, nel testo costituzionale, di varie formule che introducono forme di colegislazione: Ø Disposizioni generali e comuni (ad esempio in materia di istruzione e formazione professionale) Ø Disposizioni di principio (ad esempio sulle forma associative dei Comuni) Ø Norme su (ad esempio procedimento amministrativo)
37 b2) riaccentramento delle competenze: pro e contro Sono spostate nella competenza statale materie che fanno riferimento ad interessi ultraregionali, i quali possono trovare una migliore composizione a livello statale (tutela e promozione della concorrenza; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto; produzione, trasporto e distribuzioni nazionali dell energia) Il riaccentramento delle competenze allo Stato è bilanciato dalla nuova composizione del Senato L aumento del numero delle materie di competenza statale riduce l autonomia delle Regioni Rischio di scarsa incidenza del Senato nei processi decisionali Non precisazione dei limiti di applicazione della clausola di supremazia (per unità giuridica o economica ovvero tutela dell interesse nazionale ) Mantenimento e rafforzamento dello status quo per le Regioni a statuto speciale
38 b3) semplificare il quadro degli enti locali: pro e contro Abolizione delle Province Necessità, a seguito del mantenimento delle Città metropolitane, di enti intermedi per i Comuni fuori dall area metropolitana Possibile contraddizione con la previsione di enti di area vasta Mancata revisione dell articolazione territoriale delle Regioni e dei Comuni
39 Schema della presentazione Entrare nel merito significa valutare: gli obiettivi che si intendono perseguire le soluzioni individuate per raggiungere tali obiettivi, in relazione a la procedura di approvazione della riforma i contenuti della riforma Bicameralismo Riforma del Titolo V Altri interventi
40 Nuovi limiti ai decreti legge Costituzionalizzazione dei limiti al potere di decretazione d urgenza già contenuti nella legge n. 400 del 1988 Indicazione di materie in cui è vietato il ricorso al decreto legge (ad esempio, materia elettorale e costituzionale, delega legislativa, conversione di decretilegge, autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali e approvazione di bilanci e consuntivi) Divieto di reiterare decreti-legge non convertiti e di introdurre con decreto legge norme legislative dichiarate incostituzionali Obbligo per i decreti-legge di contenere solo norme di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo; divieto di introdurre in sede di conversione disposizioni estranee all oggetto ed alla finalità del decreto-legge.
41 Il referendum abrogativo Si introduce un diverso quorum per la validità del referendum: se la richiesta è stata avanzata da elettori, il referendum è valido se vi partecipa la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni politiche se la richiesta è di elettori (o di 5 Consigli regionali) resta l attuale quorum di validità, ossia la maggioranza degli aventi diritto al voto
42 I referendum propositivi e di indirizzo Si demanda ad una legge costituzionale la definizione di condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e di indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Necessità di definire significato e portata sia dei referendum propositivi che di quelli di indirizzo (con un referendum propositivo sarà possibile approvare una legge? E se sì, quale forza essa avrebbe rispetto alle altre leggi?)
43 L iniziativa legislativa popolare Per esercitare un iniziativa legislativa popolare, le firme necessarie passano da a Si prevede però che la discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari
44 Lo «statuto delle opposizioni» Si prevede che i regolamenti delle Camere (quindi, di entrambe) garantiscano i diritti delle minoranze parlamentari In particolare, però, si specifica che il regolamento della Camera dei deputati debba disciplinare lo statuto delle opposizioni (al plurale), senza tuttavia entrare nel merito di tale disciplina che viene del tutto rimessa, appunto, alla funzione regolamentare
45 Soppressione del CNEL Si prevede l eliminazione dal testo costituzionale del CNEL (Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro), organo consultivo per le Camere ed il Governo, composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive Si dispone l immediata soppressione dell organo e il suo commissariamento, con riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei conti.
46 Altri interventi: pro e contro Sono stati costituzionalizzati i limiti alla decretazioni d urgenza In relazione al referendum abrogativo e al fine del raggiungimento del quorum, si richiede la partecipazione della maggioranza dei votanti alle ultime elezioni politiche Al fine di favorire le forme di partecipazione diretta del popolo, sono stati introdotte due nuove tipologie di referendum: propositivo e di indirizzo Al fine del raggiungimento del quorum nel referendum, la partecipazione della maggioranza dei votanti alle ultime elezioni politiche poteva essere richiesta a prescindere dal numero di firme raccolte In relazione ai referendum propositivi e di indirizzo, non è chiara la loro portata e si rimanda ad una legge costituzionale la loro disciplina
47 Altri interventi: pro e contro In relazione all iniziativa legislativa popolare, si prevede la garanzia di una discussione e una deliberazione conclusiva, rinviandone la disciplina ai regolamenti parlamentari Viene prevista la garanzia dei diritti delle minoranze parlamentari e, alla Camera, anche lo statuto delle opposizioni Viene soppresso il CNEL In relazione all iniziativa legislativa popolare, viene aumentato il numero di firme richiesto per la presentazione (da a ) La garanzia delle minoranze parlamentari è interamente demandata ai regolamenti che saranno adottati dalle Camere Abolito il CNEL, quali luoghi di confronto e dialogo tra istituzioni rappresentative e società economica e civile?
48 Alcune considerazioni finali Attuazione, correzione, assestamento: la riforma, se definitivamente approvata, richiederà intensa ed attenta attività, verosimilmente da svolgere ad opera del prossimo Parlamento e del prossimo Governo: e se questi fossero a maggioranza di coloro che hanno contrastato con forza la riforma? Quali conseguenze, nel caso di vittoria del Sì o del No, sulla Costituzione e sulla lunga stagione delle riforme? Termineranno i dibattiti o si ripartirà da capo intervenendo anche su ulteriori parti della Costituzione (forma di governo, magistratura, Parte I)? Quali conseguenze tutto questo potrà produrre sulla Costituzione come «casa comune», «tavola di principi», in cui tutti si devono riconoscere, al di là delle diverse appartenenze politiche?
49 Per saperne di più Emanuele Rossi Una Costituzione migliore? Contenuti e limiti della riforma costituzionale Edizione Pisa University Press, 2016
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