Source: http://questionegiustizia.it/stampa.php?id=2159
Timestamp: 2020-01-25 19:56:01+00:00
Document Index: 134347951

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art.13', 'art.13', 'art.13', 'art.13', 'sentenza ']

QUESTIONE GIUSTIZIA - L’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo
Le modifiche dell’art.4 del d.lgs 142/2015, apportate dall’art.13 del decreto 113/18, che nelle intenzioni del “legislatore storico” dovevano probabilmente comportare il divieto dell’iscrizione anagrafica per i cittadini stranieri richiedenti asilo, hanno determinato un’attenzione senza precedenti su questo tema. La formulazione dell’art.13, infatti, è fin da subito stata ritenuta da numerosi giuristi ambigua, contraddittoria, incongrua e, se intesa nel senso di precludere l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, incompatibile con rilevanti disposizioni costituzionali e del diritto internazionale. Un dinamico e appassionante dibattito si è sviluppato a partire dagli interventi delle avvocate ASGI Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella [1] e dal professore Emilio Santoro[2], ordinario dell’Università di Firenze; si rimanda ai citati interventi – e ai molti altri sviluppati successivamente – per una puntuale ricostruzione degli argomenti giuridici che hanno condotto a ritenere tuttora vigente, nonostante l’intervento del legislatore del 2018, il diritto all’iscrizione anagrafica per i cittadini stranieri richiedenti asilo.
Dal punto di vista del contezioso sviluppato su questo tema, le ordinanze provenienti dai Tribunali di Firenze, Bologna e Genova[3] hanno per prime dato rilievo giudiziale alla tesi secondo la quale il diritto soggettivo all’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo è vigente ed esigibile. I citati Tribunali, infatti, hanno accolto i ricorsi d’urgenza presentati dai richiedenti asilo a cui era stata impedita l’iscrizione anagrafica e ne hanno disposto l’iscrizione. Numerosi altri Tribunali del territorio nazionale hanno in seguito deciso in maniera analoga[4]: si tratta, nel complesso, di decisioni importanti e largamente convergenti.
I Tribunali di Ancona, Milano, Salerno e Ferrara non hanno invece condiviso la ricostruzione del dato normativo fornita dei primi, ritenendo chiara l’intenzione del legislatore volta a precludere ai richiedenti asilo l’iscrizione anagrafica ed hanno ritenuto che le novità introdotte dall’art.13 del decreto 113/18 possano presentare profili di incostituzionalità. In particolare il Tribunale Ferrara (investito di un ricorso antidiscriminatorio) ha disposto che, nelle more della decisione della Corte Costituzionale, il Comune proceda con l’iscrizione nei registri anagrafici del cittadino straniero ricorrente, in considerazione della rilevanza dei diritti in gioco. La decisione della Consulta[5] scioglierà quindi definitivamente il nodo chiarendo quale sia la corretta interpretazione della novella del 2018 e, se ritenuta corretta quella condivisa da buona parte dei comuni italiani e dai giudici remittenti (ostativa all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo), se la norma così interpretata sia o meno conforme a Costituzione.
Nel frattempo, diversi sindaci hanno aderito all’interpretazione costituzionalmente orientata[6] e (ad opinione dei giudici di Bologna, Firenze e Genova) più conforme al dato letterale della disposizione, accettando le richieste di iscrizione anagrafica formulate dai cittadini stranieri richiedenti asilo. L’appello #dirittincomune[7] promosso da ActionAid e ASGI e sottoscritto da otto sindaci e da numerose organizzazioni della società civile, è una delle iniziative messe in campo da alcuni amministratori locali e società civile per favorire la diffusione di questo punto di vista e garantire l’effettività del diritto alla residenza.
Il vero diritto positivo non è quello posto da un’autorità legittima, bensì quello che l’interpretazione/applicazione immerge nella positività della società e rende sostanzialmente e non solo formalmente positivo[8].
[*] Francesco Ferri, Migration advisor ActionAid Italia,
Livio Neri, Avvocato, socio ASGI, foro di Milano
http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php
[2] Il professor Santoro sostiene che l’art.13 nel suo complesso (…) sancisce l’abrogazione non della possibilità di iscriversi al registro della popolazione residente dei titolari di un permesso per richiesta asilo, ma solo della procedura semplificata prevista nel 2017 che introduceva l’istituto della convivenza anagrafica, svincolando l’iscrizione dai controlli previsti per gli altri stranieri regolarmente residenti e per i cittadini italiani.
http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm
[3] https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/tribunale-di-firenze-i-richiedenti-asilo-hanno-diritto-alliscrizione-anagrafica/
https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/residenza-richiedenti-asilo/
https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/residenza-anche-a-genova-il-tribunale-accoglie-il-ricorso-di-un-richiedenti-asilo/
[4] https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/iscrizione-anagrafica-decreto-sicurezza-giurisprudenza/
[5] La Corte Costituzionale ha fissato l’udienza sull’eccezione sollevata dal Tribunale di Milano per il 10 marzo 2020.
[6] Il Tribunale di Firenze in particolare, con ordinanza del 22 novembre 2019, ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da un richiedente asilo al quale era stata rifiutata l’iscrizione anagrafica dal sindaco di Firenze ed ordinato a quest’ultimo di procedere con la su immediata iscrizione nel registro anagrafico della popolazione residente. Secondo quanto espresso dal Tribunale fiorentino, infatti, “l’interpretazione in modo conforme alla Costituzione costituisce in definitiva una declinazione di quella sistematica e appare necessario e sufficiente rammentare che, a partire dalla sentenza della Corte costituzionale, 22 ottobre 1996, n.356, si è consolidato il principio per cui «le leggi non si dichiarano costituzionalmente illegittime perché è possibile darne interpretazioni incostituzionali (e qualche giudice decida di darne), ma perché è impossibile darne interpretazioni costituzionali”.
[7] https://www.actionaid.it/informati/notizie/appello-diritti-dei-richiedenti-asilo
[8] Paolo Grossi, Prima lezione di diritto, Editori Laterza, 2003, p.109.