Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/07/novita-fiscali-del-29-luglio-2009-il-redditometro-non-si-applica-in-automatico-in-presenza-di-auto-di-lusso.html
Timestamp: 2018-05-24 17:56:07+00:00
Document Index: 147114033

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2254', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 83', 'art. 13', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 4', 'art.19', 'art. 11']

Novità fiscali del 29 luglio 2009: il redditometro non si applica in automatico in presenza di auto di lusso; accertamento induttivo: valida la documentazione extracontabile; il credito IVA può essere detratto solo nell’anno successivo e non oltre; nuove norme in materia di società pubbliche; approvato dalla Camera (ora passa al Senato) il decreto sui provvedimenti anticrisi: tremonti-ter, stretta compensazioni, incentivo capitalizzazione delle società, sanatoria colf e badanti, iva a rate per studi settore, misure riscossione, pacchetto lavoro, paradisi fiscali, scudo fiscale, lotta evasione, iva trasporti...
1) Redditometro: Non si applica in automatico in presenza di auto di lusso
2) Accertamento induttivo: valida la documentazione extracontabile
3) Il credito IVA può essere detratto solo nell’anno successivo e non oltre
4) Nuove norme in materia di società pubbliche
5) Approvato il decreto sui provvedimenti anticrisi: Le principali novità
Non basta l’acquisto dell’auto di lusso per giustificare l’accertamento sintetico.
Redditometro: Niente automatismo tra auto di lusso e maggior reddito.
Il possesso di auto di lusso non comporta l’applicazione automatica dell’accertamento sintetico.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17200 del 23.07.2009, che, invertendo i precedenti pareri sulle auto di lusso, ha dato ragione al contribuente.
Secondo la suprema corte, in particolare, la Mercedes non giustifica l’accertamento sintetico da parte del Fisco.
Essere proprietari di un’auto di grossa cilindrata non è, da solo, un indice di maggior reddito.
Tale neo decisione ribalta, quindi, le precedenti.
Infatti, la stessa Cassazione, con la sentenza n. 1294 del 2007 aveva, in precedenza, stabilito che il possesso e il mantenimento di un bene di particolare pregio, quali le auto d’epoca, “è chiaro indice di capacità contributiva”, giacché impone, oltre alle spese di circolazione, “particolari esborsi per un’adeguata manutenzione”, che di fatto “giustifica l’accertamento in via sintetica del reddito complessivo”.
Il contribuente, nei vari ricorsi, aveva sostenuto che la sua auto d’epoca doveva essere esclusa dall’accertamento sintetico del reddito, giacché non posseduta per soddisfare esigenze di circolazione, e asserendo che lo stesso Secit (Servizio consultivo e ispettivo tributario) del ministero dell’Economia e delle Finanze, in un suo parere, avrebbe escluso le auto e moto di interesse storico e collezionistico, dall’applicazione del cosiddetto “redditometro”.
La Cassazione, pronunciandosi definitivamente sulla questione, ha respinto il ricorso del contribuente, affermando che è notorio che le autovetture cosiddette “storiche” o “d’epoca” formino oggetto di collezionismo e di particolare ricerca tra gli appassionati di tali beni; che è notorio che esiste un particolare mercato per tali tipi di veicoli, oggetto di attenzione da parte dei suoi consumatori; che è notorio che la manutenzione di tali veicoli, ormai fuori produzione da tempo, comporti rilevanti costi, per tutte le necessità di manutenzione e sostituzione dei componenti soggetti a usura.
Proprio per questi motivi, tali beni mobili registrati devono essere giustamente posti a base e presi in considerazione ai fini della determinazione della capacità contributiva del contribuente.
Affinché il redditometro diventi veramente uno strumento di accertamento di massa è necessario operare una profonda revisione normativa dello stesso. Occorre cioè sottoporlo a interventi correttivi e aggiornamenti per superare le complessità di calcolo e di verifica preliminare da parte degli uffici e per adeguare i beni e i servizi indice alle mutate condizioni socio economiche del paese.
E questa, la raccomandazione che la commissione bicamerale per l’anagrafe tributaria ha fornito in questi giorni nel suo documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul ruolo dell’anagrafe tributaria nel contrasto all’evasione fiscale.
Il documento contiene un’apposita sezione dedicata all’accertamento sintetico tramite il cosiddetto redditometro, nella quale la commissione bicamerale, oltre fornire un quadro descrittivo dello stesso e la sua evoluzione normativa e giurisprudenziale, non manca di evidenziarne le principali criticità che ne impediscono, allo stato attuale, un utilizzo come strumento di accertamento di massa.
Queste notevoli potenzialità del redditometro, secondo la commissione bicamerale, sono limitate da una serie dì carenze e obsolescenze strutturali che andrebbero quanto prima rimosse.
Tali limiti impediscono al redditometro di fare quel salto di qualità richiestogli dalla manovra estiva del 2008 (D.L. n. 112/08).
E’ valido l’accertamento induttivo fondato esclusivamente sulla documentazione extracontabile aziendale, senza la necessità che ci siano ulteriori verifiche incrociate su conti correnti bancari e nominativi dei clienti.
Secondo la Corte Suprema di Cassazione, che nel caso di specie ha giudicato un accertamento ai fini IVA basato sul controllo di floppy disk da cui risultavano movimentazioni contabili diverse da quelle contenute nei documenti ufficiali dell’azienda, la documentazione extracontabile rilevata dall’Ufficio costituisce una prova sufficiente e non servono ulteriori riscontri.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 17365 del 24.07.2009)
La detraibilità del credito IVA può avvenire solo nell’anno successivo alla sua maturazione.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16356 del 13.07.2009, la quale ha respinto il ricorso presentato dal contribuente, sulla base del principio consolidato secondo cui la facoltà del contribuente di portare in detrazione il credito d’imposta può essere esercitata soltanto nell’anno successivo alla maturazione del credito stesso, mediante annotazione nel registro previsto dall’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972.
In virtù di tale orientamento della Suprema Corte, al contribuente che si trovi in questa situazione (magari ha dimenticato di riportare nel modello unico il credito IVA dell’anno precedente), non resta che chiedere il rimborso della IVA spettante, nei limiti e con le forme prescritte per la relativa istanza.
Tuttavia, di recente, in un articolo apparso nel notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate veniva ammessa la possibilità di potere riportare il credito IVA omesso nella successiva dichiarazione annuale, purché fosse, almeno, stato annotato nelle scritture Iva, in senso conforme anche talune altre sentenze della stessa Cassazione.
L’Assonime ha pubblicato la circolare n. 31 del 2009 che spiega le regole relative alle società a partecipazione pubblica introdotte dalla legge n. 69/2009 e dal decreto legge n. 78/2009.
Le nuove norme proseguono l’operazione di riassetto della normativa sulle società a partecipazione pubblica.
Precisa la nota Assonime del 27 luglio 2009 che dal 2006, è stata introdotta nel nostro ordinamento una complessa serie di regole con l’obiettivo di evitare sprechi di risorse e di porre limiti alla recente proliferazione delle società a partecipazione pubblica, soprattutto a livello locale.
Il quadro normativo ha però determinato alcune rigidità ed è già stato più volte modificato.
La circolare si è prima soffermata sui nuovi obblighi di adeguamento dello statuto per le società non quotate controllate dallo Stato e sui limiti al numero dei soggetti che possono ricevere deleghe dal CdA.
Ha poi analizzato le disposizioni che richiedono alle pubbliche amministrazioni di rivedere entro il 30 settembre 2009 l’insieme delle società direttamente partecipate e di avviare alcune procedure di dismissione.
Viene pure trattata la circostanza che il legislatore, accogliendo alcune osservazioni espresse da Assonime, ha riformulato le disposizioni sulle cause di ineleggibilità degli amministratori.
Infine, avverte la citata nota Assonime che la circolare ha esaminato le disposizioni relative ai compensi, alle assunzioni di personale e alla gestione delle disponibilità finanziarie.
La Camera ha approvato, in data 28 luglio 2009, il disegno di legge di conversione del Decreto Legge 1° luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.
Il provvedimento è passato all’esame dell’altro ramo del Parlamento.
Come anticipato, il testo approvato contiene numerose novità rispetto alla versione originaria, pubblicata sulla G.U. n. 150 del 01.07.2009.
Questi di seguito sono i principali interventi in ambito fiscale.
Stretta sulle compensazioni Iva (art. 10)
Con le nuove misure diventano più rigorosi i controlli finalizzati a contrastare le compensazioni illecite.
È stata introdotta, infatti, una procedura preventiva di verifica a cui devono attenersi i contribuenti che effettuano compensazioni di crediti Iva superiori a 10.000,00 euro annui.
Con le nuove regole il recupero dell’imposta eccedente potrà essere effettuata soltanto a partire dal 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.
Mentre, la dichiarazione Iva fuoriesce dal Modello Unico e può essere presentata dal 1° febbraio successivo all’anno d’imposta.
Niente definizione agevolata, inoltre, per chi recupera crediti inesistenti.
La sanzione è del 100%, fino a un massimo del 200% delle somme scontate indebitamente e nella misura fissa del 200% per gli importi superiori a 50.000,00 euro.
Infine, è stato elevato a 15.000,00 euro il limite oltre il quale per fruire della compensazione occorre che un intermediario autorizzato all’invio delle dichiarazioni telematiche apponga il visto di conformità.
Maggiori garanzie e costi minori per il conto in banca (art. 2)
Vengono meglio regolati i rapporti bancari al fine di favorire l’utente consumatore.
La data di valuta e di disponibilità, per l’intestatario di bonifici e assegni circolari, non potrà superare, a partire dal 1° gennaio 2010, il giorno successivo a quello di versamento; tre, invece, i giorni da calcolare per gli assegni bancari.
La commissione omnicomprensiva per il massimo scoperto non potrà superare lo 0,5%, per trimestre, dell’importo dell’affidamento.
Maggiori garanzie per il trasferimento dei mutui, che dovrà essere perfezionato entro 30 giorni dalla richiesta della banca cessionaria, altrimenti il cliente avrà diritto a un risarcimento pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.
Tremonti-ter per le imprese che investono (art. 5)
La manovra punta sulle imprese per il rilancio dell’economia e, con la cosiddetta “Tremonti-ter”, introduce agevolazioni a favore delle aziende che investono in determinate tipologie di beni strumentali.
A tal fine, viene escluso dal reddito di impresa il 50% delle spese sostenute, nel periodo compreso dal 01.07.2009 al 30.06.2010, per l’acquisto di apparecchiature e macchinari nuovi inclusi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007.
Lo sconto sarà fruibile dal saldo delle imposte 2009, in pagamento a giugno 2010.
Il bonus verrà revocato in caso di cessione del bene o di destinazione dello stesso a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo a quello dell’acquisto, o – prescindendo dall’intervallo trascorso – se il bene è venduto a soggetti con stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo.
Agevolazioni in favore della capitalizzazione delle società: Incentivo per i conferimenti al patrimonio delle società di capitali o di persone
Viene introdotto un regime fiscale agevolato diretto a favorire la capitalizzazione delle società di capitale e delle società di persone.
In particolare, si introduce la possibilità di escludere dalla imposizione fiscale il rendimento presunto dell’aumento di capitale sociale, qualora l’operazione di capitalizzazione:
– sia perfezionata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente provvedimento. Ai fini dell’applicazione della norma, pertanto, non è sufficiente la semplice delibera assembleare di approvazione dell’aumento del capitale sociale;
– comporti la sottoscrizione delle nuove quote o azioni da parte di una persona fisica. Sono pertanto esclusi dal beneficio gli aumenti di capitale sociale sottoscritti da qualunque tipo di soggetto diverso dalle persone fisiche;
– sia eseguita con conferimento effettuato ai sensi degli articoli 2342 e 2464 del codice civile.
Gli articoli 2342 e 2464 del Codice civile disciplinano i conferimenti di capitale effettuati con riferimento, rispettivamente, alle società per azioni e alle società in accomandita per azioni.
Tali norme dispongono che, ove l’atto costitutivo non disponga diversamente, i conferimenti devono essere effettuati in denaro e che all’atto della sottoscrizione deve essere versato in banca almeno il 25% del conferimento in denaro.
Se, invece, i conferimenti sono rappresentati da beni in natura, l’operazione è assimilata, in materia di garanzia e di rischi, alle cessioni e pertanto il socio è tenuto a fornire la garanzia del bene e il passaggio dei rischi è regolato dalle norme sulla vendita (art. 2254 del Cod. civ.).
Per i conferimenti rappresentati da crediti, il socio conferente può rispondere dell’insolvenza del debitore nei limiti dell’importo riconosciuto come sottoscrizione del capitale.
L’importo agevolato “escluso da imposizione fiscale” è pari al rendimento presunto annuo determinato in misura corrispondente al 3% dell’incremento del capitale sociale fino ad un massimo di 500.000 euro.
Pertanto, in sostanza, l’ammontare massimo dell’importo annuo escluso dalla imposizione fiscale risulta pari a 15.000 euro.
Il periodo agevolato in cui opera la detassazione è fissato in cinque anni e decorre dal periodo d’imposta nel corso del quale è stato perfezionato l’aumento del capitale sociale.
Dovrà essere chiarito se, in caso di realizzo di un utile inferiore all’ammontare escluso dalla tassazione, l’eccedenza non dedotta possa determinare una perdita fiscale riportabile nei cinque periodi d’imposta successivi a quello del realizzo.
Regolarizzazione di colf e badanti (art. 1-ter)
Sanatoria per colf e badanti che, alla data del 30 giugno 2009, lavoravano da almeno tre mesi presso la famiglia che ne richiede la regolarizzazione.
Il datore di lavoro, insieme alla dichiarazione di emersione – da presentare dal 1° al 30 settembre 2009 – deve versare un contributo forfetario di 500 euro. Esclusivamente per i collaboratori domestici, la norma prevede una soglia di reddito non inferiore a 20.000,00 euro annui per le famiglie con un solo componente percettore di reddito e 25.000,00 per i nuclei composti da più soggetti conviventi percettori di reddito.
Le badanti, inoltre, non devono essere necessariamente assunte dalla persona che assistono, ma il rapporto di lavoro può essere stipulato anche da un familiare non convivente del soggetto non autosufficiente.
Iva anche a rate per l’adeguamento agli studi di settore (art. 15, comma 6)
I contribuenti che svolgono attività economiche rientranti negli studi di settore potranno versare l’Iva da adeguamento a rate, secondo le stesse modalità delle imposte sui redditi.
Coloro che scelgono di optare per la rateazione possono versare l’importo dovuto entro il 16 di ciascun mese fino a novembre, maggiorato con i relativi interessi.
Misure per la riscossione (art. 15)
Tante sono le misure che modificano la disciplina della riscossione.
Viene attribuita piena validità alla firma digitale sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione delle Agenzie fiscali, dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e su quelli in materia di previdenza e assistenza obbligatoria ai nuovi termini per la notifica della cartella di pagamento.
Per i ruoli consegnati agli agenti della riscossione a partire dal 31 ottobre 2009, ai fini del diritto al discarico per inesigibilità, la cartella dovrà essere notificata entro il nono mese successivo, non più entro il quinto.
E ancora, introdotta la ritenuta del 20% in caso di pagamento effettuato tramite pignoramento presso terzi, se questi ultimi rivestono la qualifica di sostituti d’imposta.
Novità in materia contributiva
Dal 1° gennaio 2010 le amministrazioni pubbliche dovranno fornire all’Inps e agli altri enti di previdenza e assistenza obbligatoria i dati in loro possesso funzionali ai controlli sulle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate.
Sono previste, inoltre, nuove regole sulla comunicazione dei dati reddituali da parte dei percettori di tali prestazioni.
Agenzia delle Entrate e Inps potranno scambiare informazioni reciproche sulle violazioni contributive e tributarie.
Le modalità di trasmissione saranno stabilite all’interno della convezione, stipulata dai due enti, prevista dall’art. 83 del D.L. n. 112/2008, sullo scambio di dati finalizzato all’attuazione di specifici controlli.
Pacchetto-lavoro (artt. 1 e 1-bis)
Molteplici gli strumenti varati a sostegno dei lavoratori. Tra questi, la possibilità per chi intraprende un’iniziativa imprenditoriale autonoma ed è in cassa integrazione di chiedere il trattamento spettante in un’unica soluzione per avviare la nuova attività.
I lavoratori in cassa integrazione, inoltre, potranno essere inseriti dalla stessa impresa di appartenenza in progetti di formazione o riqualificazione.
Sono istituiti fondi per il rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività.
Riguardo i contratti di solidarietà, il relativo trattamento economico viene aumentato del 20% (passa, infatti, dal 60% all’80% dello stipendio).
Previste, infine, disposizioni sugli ammortizzatori sociali per i settori non coperti dalla Cassa integrazione guadagni.
Lotta ai paradisi fiscali e agli arbitraggi internazionali (artt. 12 e 13)
Nuovi strumenti per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale internazionale.
Si inverte l’onere della prova per le attività e gli investimenti realizzati nei cosiddetti paradisi fiscali che si presumono costituiti mediante redditi sottratti a tassazione, salvo prova contraria fornita dal contribuente.
Maggiori contrasti anche sugli arbitraggi fiscali.
Il decreto dispone che l’accesso a regimi che possono favorire disparità di trattamento (con particolare riferimento a operazioni infragruppo) deve essere subordinato a una verifica di effettività sostanziale.
Novità anche per le Cfc, per cui la disapplicazione della disciplina antielusiva può avvenire solo se il soggetto residente in Italia dimostri l’effettivo radicamento economico della società estera controlla nello Stato in cui ha sede. Per le attività bancarie, finanziarie e assicurative, in particolare, il collegamento con il tessuto economico è dimostrato quando la maggiore parte delle fonti, degli impieghi o dei ricavi derivano dal mercato in cui è insediata la società. Infine, il decreto stabilisce alcuni casi specifici in cui non si può disapplicare la disciplina Cfc.
Per rafforzare il contrasto alle frodi internazionali, viene prevista la creazione di una task force speciale tra agenzia delle Entrate e Guardia di finanza.
“Scudo fiscale” (art. 13-bis)
Introdotta la possibilità di regolarizzare o rimpatriare le attività finanziarie e patrimoniali possedute all’estero.
Il rimpatrio è previsto per le attività localizzate in Paese extraUe, per quelle, invece, detenute in un Paese Ue o dello See (Spazio economico europeo) che ha sottoscritto con l’Italia la convezione sullo scambio di informazioni fiscali, si può optare tra il rimpatrio o la regolarizzazione, continuando in questo caso a mantenere i propri capitali all’estero.
Chi sceglie di regolarizzare o rimpatriare dovrà, tra il 15 settembre 2009 e il 15 aprile 2010, presentare a un intermediario una dichiarazione riservata e pagare un’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali con aliquota pari al 50% applicata al rendimento presunto del 2% annuo per un periodo di cinque anni.
La norma si applica sui capitali posseduti almeno al 31 dicembre 2008. Vengono, inoltre, inasprite le sanzioni amministrative per chi non dichiara i redditi posseduti fuori dell’Italia.
Lo “scudo fiscale” sarà attuato secondo le regole del D.L. n. 350/2001 che contiene la precedente disciplina in materia.
Viene comunque previsto un provvedimento delle Entrate che definirà in dettaglio la procedura.
La norma riguarda le persone fisiche e gli enti non commerciali, sono invece esclusi gli enti commerciali, le società, siano essi società di persone o società di capitali, ad eccezione delle società semplici.
Lotta all’evasione: accesso ai dati di Banca d’Italia, Consob e Isvap (art. 15, commi 8-quinquies, 8-sexies)
Si aprono le porte della Banca d’Italia, della Consob e dell’Isvap agli ispettori del fisco.
’agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza, infatti, potranno richiedere alle Authority, nell’ambito della lotta all’evasione, dati di natura creditizia, finanziaria e assicurativa, anche in deroga a specifiche norme di legge.
La richiesta deve essere autorizzata dal direttore centrale Accertamento o dai direttori regionali dell’agenzia delle Entrate o dai comandanti regionali della Gdf e deve osservare le modalità concordate tra Mef e l’Authority interessata.
Misure cautelari ad ampio raggio (art. 15, commi da 8-bis a 8-quater )
L’agenzia delle Entrate, durante l’attività di accertamento, potrà richiedere informazioni e documenti a categorie di imprese che svolgono attività legate alla finanza e al credito anche per richiedere l’iscrizione di ipoteca e l’applicazione del sequestro conservativo, per non perdere la garanzia del credito da parte del contribuente oggetto di sanzioni fiscali.
Gli stessi strumenti possono essere utilizzati dall’Amministrazione finanziaria pure in altri casi di applicazione del sequestro conservativo e dell’ipoteca. Infine, in relazione agli importi iscritti a ruolo sulla base dell’accertamento di maggiori tributi, l’iscrizione di ipoteca e il sequestro conservativo mantengono la loro validità in favore dell’agente di riscossione, che potrà agire sui beni sequestrati o ipotecati secondo le disposizioni in materia (Dpr 602/1973).
Porno-tax (art. 11-quater)
Il decreto, ai fini dell’attuazione della disciplina relativa all’addizionale sui ricavi o compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza (introdotta dalla Legge n. 266/2005), prevede la possibilità di accordi tra Agenzia delle Entrate, dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, direzioni generali per il cinema e per lo spettacolo dal vivo del Mibac, dipartimento per le Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico e Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Le maggiori entrate andranno al ministero dei Beni culturali per interventi a favore del settore dello spettacolo.
La tassa aurea (art. 14 )
Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla disponibilità di metalli preziosi non industriali da parte di società ed enti sono tassate separatamente dall’imponibile complessivo.
Su di esse viene applicata un’imposta sostitutiva del 6%, entro l’importo massimo di 300 milioni di euro.
La misura si applica anche sulla disponibilità in oro della Banca d’Italia previo parere “non ostativo” della Banca centrale europea.
Segnalazione dal Pra per i pluri-intestatari di veicoli (art. 15, comma 8-octies)
Segnalazione in arrivo per le persone fisiche che possiedono dieci o più veicoli. Gli uffici del Pubblico registro automobilistico saranno tenuti a indicare i nominativi all’agenzia delle Entrate, alla Guardia di finanza e alla Regione territorialmente competente.
Giochi sotto osservazione (art. 15, comma 8-decies e 8-duodecies e 8-quaterdecies)
L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nell’ambito delle risorse del proprio bilancio, potrà istituire apposite commissioni per il monitoraggio delle attività o degli adempimenti relativi all’esercizio dei giochi pubblici.
Gli uffici dell’Aams si potranno avvalere, nell’espletamento delle proprie attività amministrative e tributarie, degli stessi poteri di accertamento e di ispezione riconosciuti agli uffici delle Entrate in materia di controlli Iva.
Vengono, inoltre, affinati gli strumenti per identificare, nell’ambito dell’attività di accertamento e dei controlli sul prelievo erariale unico, chi commette delle violazioni e offre la possibilità all’Aams, tramite la stipula di un’apposita convezione, di delegare i controlli in materia di Preu alla Siae.
Regime IVA delle prestazioni di trasporto di persone (art. 4-sexies)
Si assoggetta all’IVA con aliquota del 10%, prevista per prestazioni di trasporto di persone dalla tabella A, parte III del DPR n. 633/72, anche le prestazioni rese dalle aziende esercenti trasporto pubblico locale in esecuzione di contratti di servizio nonché, anche se rese da soggetti giuridici distinti, le prestazioni di gestione dell’infrastruttura.
Come è noto, ai sensi dell’art.19 del D.Lgs. n. 422/1997, i rapporti tra gli enti pubblici e le imprese di trasporto, per lo svolgimento dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, sono regolati con contratti di servizio.
Il contratto definisce in particolare il servizio offerto, gli standard qualitativi minimi, la struttura tariffaria adottata, l’importo dovuto dall’ente pubblico all’impresa di trasporto e le relative modalità di pagamento ed adeguamento e le sanzioni in caso di mancata osservanza del contratto.
Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria, ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. n. 188/2003, è il soggetto responsabile della realizzazione, manutenzione e rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria, del controllo della circolazione in sicurezza dei convogli e che assicura la manutenzione e la pulizia degli spazi pubblici delle stazioni passeggeri.
Il gestore dell’infrastruttura deve essere un soggetto autonomo ed indipendente, sul piano giuridico, organizzativo o decisionale, dalle imprese operanti nel settore dei trasporti e conclude accordi con queste per l’utilizzo dell’infrastruttura.
Infine, si qualifica la suddetta norma come disposizione di interpretazione autentica, impedendo dunque recuperi o rimborsi di imposta.