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Timestamp: 2018-01-21 23:52:08+00:00
Document Index: 106203923

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Corte di Cassazione n° 13842 – pubblicità mediante veicoli in sosta – violazione art. 23 codice della Strada – 13.06.07. - - Giudice di Pace
Corte di Cassazione n° 13842 – pubblicità mediante veicoli in sosta – violazione art. 23 codice della Strada – 13.06.07. -
La Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, conferma la decisione del Giudice di Pace di Udine precisando che non è legittimo collocare cartelli pubblicitari su un autocarro stazionante in area privata, senza le dovute autorizzazioni: “Il citato art. 23, infatti, al comma 4, prevede che "la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario", non distinguendo a tal fine le concrete modalità di collocazione di tali mezzi, che, in effetti, può essere operata in svariate forme, quale quella - appunto - accertata nella specie, con l'installazione di cartelli pubblicitari sui lati e sul retro di un autoveicolo, lasciato fermo per più giorni su area privata, in vista di strada pubblica; e ciò, senza interferenze con la precedente previsione del medesimo art. 23, che, al secondo 2, disciplina la diversa ipotesi della circolazione dei veicoli con scritte o insegne pubblicitarie”. Pubblicità mediante autoveicoli – Pubblicità con autocarro stazionante in area privata - violazione art. 23 del C.d.S. – sussistenza(Cass. Civ., sezione II, 13 giugno 2007, n. 13842)
Sezione II, 13 giugno 2007, n. 13842
L'accertata collocazione di cartelli pubblicitari su autocarro, in sosta per più giorni, su area privata, in vista di strada pubblica, è riconducibile alla previsione del D. Lgs. n. 285 del 1992, art. 23 C.d.S., comma 4.
SENTENZA sul ricorso proposto da: A. B. DI B. R. & C SNC, elettivamente domiciliato in ROMA VIA D. 23, presso lo studio dell'avvocato V. P., che lo difende unitamente all'avvocato D. R. D., giusta delega in atti;
- ricorrente – contro ANAS SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore;
- intimata – avverso la sentenza n. 267/04 del Giudice di Pace di UDINE, depositata il 26/02/04;
udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 17/04/07 dal Consigliere Dott. Francesco Paolo FIORE;
udito l'Avvocato V. P., difensore del ricorrente che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
Con ricorso depositato il 15 aprile 2003, l'A. B. di B. Roberto e C. s.n.c., proponeva opposizione avverso il verbale n. . del 20 dicembre 2002 e la successiva diffida di rimozione dell'impianto, con cui l'Azienda Nazionale Autonoma delle Strade-Compartimento Regionale della Viabilità per il Friuli e Venezia Giulia le aveva contestato la violazione dell'art. 23 C.d.S., commi 4 e 11, in relazione agli adempimenti previsti dal successivo comma 13 bis, per avere abusivamente collocato in vista della strada statale 54 un impianto pubblicitario, costituito da un autocarro, che, lasciato in sosta su area privata, per più giorni, esponeva un ciclomotore sul tetto, nonché sui lati e sul retro cartelli pubblicitari, con scritte "omissis… Revisione veicoli... Officina autorizzata...".
Per la cassazione di tale sentenza, l'A. B. di B. Roberto e C. s.n.c. ha proposto ricorso sulla base di tre motivi.
Ed invero, il Giudice di Pace ha specificamente argomentato sul punto, ritenendo che l'accertata collocazione di cartelli pubblicitari su autocarro, in sosta per più giorni, su area privata, in vista di strada pubblica, è riconducibile alla previsione del D. Lgs. n. 285 del 1992, art. 23 C.d.S., comma 4. Tale sussunzione, che la ricorrente sostiene esclusa per la mobilità del mezzo (autocarro) su cui i cartelli erano collocati, è corretta. Il citato art. 23, infatti, al comma 4, prevede che "la collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario", non distinguendo a tal fine le concrete modalità di collocazione di tali mezzi, che, in effetti, può essere operata in svariate forme, quale quella - appunto - accertata nella specie, con l'installazione di cartelli pubblicitari sui lati e sul retro di un autoveicolo, lasciato fermo per più giorni su area privata, in vista di strada pubblica; e ciò, senza interferenze con la precedente previsione del medesimo art. 23, che, al secondo 2, disciplina la diversa ipotesi della circolazione dei veicoli con scritte o insegne pubblicitarie.
La Corte rigetta il ricorso. Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 17 aprile 2007.