Source: http://www.guidelegali.it/approfondimenti-in-fisco-e-contenzioso-contenzioso/tutti-i-crediti-erariali-tributari-e-non-si-prescrivono-nel-termine-breve-di-cinque-anni-cass-ss-uu-8281.aspx
Timestamp: 2018-05-26 15:51:09+00:00
Document Index: 155006116

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 36']

Tutti i crediti erariali (tributari e non) si prescrivono nel termine breve di cinque anni (Cass. SS. UU. n° 23397/16) (Fisco e contenzioso) - GuideLegali.it
I giudici della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recentissima sentenza n° 23397 depositata in data 17.11.2016, hanno definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni.
Letto 474 volte dal 08/12/2016
Tutti i crediti erariali (tributari e non) si prescrivono nel termine breve di cinque anni (Cass. SS. UU. n° 23397/16)I giudici della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recentissima sentenza n° 23397 depositata in data 17.11.2016, hanno definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, Regioni etc.) si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, eccetto nei casi in cui la sussistenza del credito non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato o a mezzo di decreto ingiuntivo. La questione da risolvere
In particolare, dall’ordinanza di rimessione della Sesta Sezione civile n° 1799/16, era primario valutare se la prescrizione breve (5 anni) “sia applicabile anche nelle ipotesi in cui la definitività dell’accertamento del credito derivi da atti diversi rispetto ad una sentenza passata in giudicato”.
Nel dettaglio, con la sentenza n° 280/05 i giudici costituzionali osservarono che, sotto il profilo del principio del diritto di difesa (art. 24 Cost.), non è “consentito lasciare il contribuente assoggettato all’azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato e comunque, se corrispondente a quello ordinario di prescrizione”; l’arco temporale di potenziale riscossione del credito erariale non può e non deve apparire “certamente eccessivo e irragionevole”.
Avvocato Tributarista presso Studio Legale Tributario Marrucci
(con sede in Lucca, Viareggio e Pisa) [1] In questa prima categoria sono da annoverare, per quanto riguarda i crediti tributari, gli avvisi di accertamento (compresi quelli “esecutivi”, D.L. n° 78/2010, art. 29) emessi e notificati dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia delle Dogane, ad esempio e gli avvisi di addebito di competenza dell’Inps (D.L. n° 78/2010, art. 30);[2] Cass. n° 6628/06, Cass. n° 1650/14, Cass. n° 3987/16;[3] Cass. n° 1/70, Cass. n° 5777/89, Cass. n° 1965/96, Cass. n° 1980/96;[4] Cass. n° 12263/07, Cass. n° 24449/06, Cass. n° 8335/03;[5] Cass. SS. UU. n° 25790/09; in tale sede, i giudici ermellini risolsero la problematica “prescrizionale” ai fini delle sanzioni tributarie. In altri termini, la prescrizione decennale è applicabile alla richiesta dell’Agenzia delle Entrate laddove esista “una sentenza passata in giudicato, […] mentre se la definitività della sanzione non deriva da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile vale il termine di prescrizione di cinque anni, previsto dall’art. 20 del D. Lgs. n° 472/97, atteso che il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l’obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario”;[6] A conti fatti, confrontando le conclusioni a cui è approdata la S.C. nella sentenza in commento con quelle adottate dalla stessa Corte con la nota ordinanza n° 20213/15 (http://www.altalex.com/documents/news/2015/12/17/cartelle-esattoriali), i giudici di Piazza Cavour (nell’ultima decisione) hanno ampliato l’area di applicazione della prescrizione breve; infatti, nella citata ordinanza del 2015, era stato affermato che la prescrizione quinquennale operava laddove il titolo esecutivo fosse costituito dalla sola cartella esattoriale dell’Ente della Riscossione. Dunque nelle altre ipotesi di sussistenza del credito erariale (ad esempio notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate) avrebbe dovuto essere introdotta la prescrizione decennale. Il nuovo orientamento ha quindi esteso i margini difensivi del cittadino, il quale potrà chiedere al giudice l’estinzione del credito statale per intervenuta prescrizione breve non soltanto nei casi di notifica di cartella esattiva (art. 36 bis e/o ter, D.P.R. n° 600/73), bensì anche nelle fattispecie riguardanti qualsiasi atto amministrativo di natura accertativa (avvisi di accertamento, avvisi di addebito etc.);
Letto 576 volte dal 08/12/2016
Letto 34306 volte dal 18/02/2016
Letto 678 volte dal 11/08/2014
Letto 336 volte dal 17/01/2014
Letto 1856 volte dal 25/11/2013