Source: https://www.studiolegalelicausi.com/flash-diritto-del-lavoro/
Timestamp: 2019-01-19 06:44:31+00:00
Document Index: 20033804

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2103', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 29', 'sentenza ', 'art. 31', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2103', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 116', 'art. 116']

FLASH DIRITTO DEL LAVORO - Avvocato del Lavoro a Roma - Studio Legale Li Causi
FLASH QUOTIDIANI
Il datore non può negare al dirigente l'indennità sostitutiva delle ferie se non prova che questi aveva il potere di auto-attribuirsi liberamente le ferie e che non lo ha fatto.
Con sentenza n. 4920 del 14 marzo 2016 la Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi sul diritto - o meno - dei dirigenti al pagamento, al termine del rapporto, dell'indennità per le ferie non godute.
DATORE DI LAVORO ED ESTORSIONE
Risponde del delitto di estorsione il datore che con violenza o minaccia induca i lavoratori ad accettare condizioni peggiorative.
Segnaliamo la recente sentenza n. 18727, depositata lo scorso 5 maggio, con cui la Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale per il delitto di estorsione in capo ad un datore di lavoro che aveva costretto i dipendenti ad accettare condizioni lavorative imposte e a firmare una lettera di dimissioni in bianco, a svolgere attività a tempo pieno benché assunti part time, a non fruire di ferie, contributi e tfr, nonché ad accettare un compenso inferiore a quello che sarebbe loro spettato.
Il Tribunale di Rovereto esclude che il datore di lavoro possa pretendere unilateralmente dal lavoratore che presti servizio durante le festività infrasettimanali.
Segnaliamo la recentissima sentenza n. 10/2016, pubblicata lo scorso 8 marzo (consultabile qui), con cui il Tribunale di Rovereto ha deciso in merito ai provvedimenti disciplinari irrogati da un'azienda ad alcune dipendenti che si erano rifiutate di prestare servizio durante le festività infrasettimanali.
In vigore dal 12 marzo 2016 la nuova modalità telematica di presentazione delle dimissioni (e di revoca delle stesse)
E' ormai al via il nuovo iter telematico che i lavoratori dovranno obbligatoriamente utilizzare, a pena di inefficacia, onde rassegnare le dimissioni o risolvere consensualmente il rapporto di lavoro.
Muovendo dal testo della legge, dei successivi interventi ministeriali e delle FAQ pubblicate sul sito del Ministero del Lavoro, tenteremo in questa sede di fornire a lavoratori e aziende una breve guida alla nuova procedura telematica.
Attivato con Decreto Direttoriale del 3 febbraio 2016 il "Super Bonus Occupazionale" per l'assunzione dei tirocinanti
Con Decreto Direttoriale n. 16/2016, emanato lo scorso 3 febbraio, il Ministero del Lavoro ha istituito un nuovo consistente incentivo diretto a favorire l'occupazione dei giovani che abbiano svolto o stiano svolgendo un tirocinio curricolare o extra-curricolare nell'ambito del Programma "Garanzia Giovani".
RIFIUTO DI ESEGUIRE LA PRESTAZIONE
Segnaliamo la recentissima sentenza n. 836 del 19/01/2016 con cui la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è tornata ad affrontare il tema dell'obbligo, o meno, del lavoratore di prestare servizio in presenza in condizioni di pericolo o comunque di scarsa sicurezza imputabili a responsabilità datoriale.
Con sentenza resa in data 30 settembre 2015, a soli tre mesi dall'entrata in vigore del d.lgs. 81/2015 e delle relative modifiche alla disciplina del mutamento di mansioni (di cui ci siamo occupati nel Flash del 6 luglio u.s.), il Tribunale di Roma - nella persona del Presidente della Prima Sezione Lavoro, dr. Paolo Sordi - si è pronunciato in merito agli effetti della nuova disciplina sulle ipotesi di demansionamento in corso al 25 giugno u.s..
La nuova disciplina dei mutamenti di mansioni
Proseguiamo la disamina delle novità contenute nei decreti attuativi del Jobs Act, dedicando questo focus alla disciplina dei mutamenti di mansioni di cui al nuovo art. 2103 cod. civ.
Focus sulle nuove collaborazioni coordinate e continuative
L'entrata in vigore dei decreti legislativi n. 80 e 81 del 15 giugno 2015, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 24 giugno, segna un ulteriore passo avanti nell'attuazione delle disposizioni di riforma contenute nella legge delega n. 183/2014.
Onde fornire un primo quadro sulle novità contenute nella nuova disciplina, dedicheremo distinti "focus" ai diversi aspetti toccati dai decreti legislativi attuativi del Jobs Act, a iniziare dalle collaborazioni coordinate e continuative.
Licenziamento del lavoratore in prova già assegnato a mansioni diverse da quelle oggetto dell'esperimento.
Con sentenza n. 10618 depositata in data 22 maggio 2015 la Corte di Cassazione ha affrontato il tema ricorrente delle condizioni di legittimità del patto di prova e delle conseguenze dell'eventuale assegnazione del lavoratore a mansioni non coincidenti con quelle ivi previste dalle parti.
Impugnazione del licenziamento o della delibera: dipende dalle ragioni dell'esclusione del socio.
Segnaliamo la recente pronuncia n. 2802 del 12 febbraio 2015, con cui la Suprema Corte è tornata ad affrontare la disciplina e le conseguenze giuridiche dell'esclusione del socio lavoratore, deliberata dalla cooperativa quale conseguenza del comportamento del socio ritenuto lesivo del contratto sociale oltre che dello stesso rapporto di lavoro.
Nuovo interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sui presupposti per l'accesso alla NASpI
Mediante l'interpello n. 13 dello scorso 24 aprile, la Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha risposto all'istanza presentata dalla CISL in merito alla corretta interpretazione della recente normativa in tema di NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego).
I quesiti formulati dalla confederazione sindacale vertevano, più precisamente, sull'art. 3 del d.lgs. 4 marzo 2015 n. 22, a norma del quale:
Dopo il Ministero del Lavoro, anche l'INPS fornisce indicazioni sulla liquidazione in busta paga della "quota integrativa di retribuzione" (Qu.I.R.).
Con la Circolare n. 82 del 23 aprile 2014 l'INPS ha fornito le istruzioni operative relative alla liquidazione della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.) prevista dalla legge 23 dicembre 2014 n. 190, sulla base delle modalità di attuazione fissate dal D.P.C.M. n. 29/2015.
Interpello n. 9/2015 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: il regime di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatori può essere escluso solamente dalla contrattazione collettiva nazionale applicata ai lavoratori impiegati nell'appalto
Segnaliamo il recentissimo interpello n. 9/2015, datato 17 aprile, con cui la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha risposto al quesito sollevato dall’ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) in merito all’interpretazione dell’art. 29 comma 2° del d.lgs. 276/2003, nella formulazione attualmente vigente.
L'aspettativa sindacale non retribuita spetta anche al lavoratore chiamato a ricoprire una carica non prevista dallo Statuto del sindacato stesso.
La recentissima sentenza della Corte di Cassazione n. 24393, depositata il 17 novembre u.s., si è espressa in merito ai presupposti per il riconoscimento del permesso sindacale non retribuito previsto dall'art. 31 dello Statuto dei Lavoratori, in presenza dei quali l'eventuale diniego da parte del datore di lavoro integra gli estremi della condotta antisindacale.
Dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre
Ministero del Lavoro: padre e madre possono dimettersi senza preavviso durante il primo anno di vita del bambino.
Mediante interpello del 7 novembre 2014 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fatto chiarezza sulle modalità con cui la lavoratrice madre e il lavoratore padre possono rassegnare le proprie dimissioni.
Demansionamento e dimissioni
Il demansionamento è illegittimo anche se solo temporaneo.
Con sentenza n. 18121 del 21 agosto 2014 la Corte di legittimità è tornata nuovamente ad esprimersi in merito alle conseguenze dell'illegittima adibizione del lavoratore a mansioni inferiori.
Annullamento delle dimissioni e risarcimento del danno
In caso di annullamento delle dimissioni per incapacità naturale il lavoratore ha diritto alle retribuzioni solo dalla data della pronuncia.
Mediante la recentissima sentenza n. 22063 del 17 ottobre 2014 la Corte di legittimità si è pronunciata in merito all'entità del risarcimento spettante al lavoro che, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni in stato di incapacità naturale, ne abbia domandato ed ottenuto, in sede giudiziale, l'annullamento.
Infortunio in itinere e indennizzabilità
Cassazione: l'infortunio in itinere con mezzo proprio è indennizzabile solo se l'utilizzo dello stesso sia oggettivamente necessario.
La Corte di Cassazione è tornata a ribadire i presupposti necessari affinché l'infortunio occorso nel tragitto tra la propria abitazione e il luogo di lavoro possa essere indennizzato dall'INAIL.
La sentenza n. 22154 del 20 ottobre 2014 prende in esame il caso di una lavoratrice, che aveva subito un incidente mentre si recava al lavoro con il proprio automezzo.
Direttore di filiale bancaria: concessione dei fidi e controllo datoriale
Cassazione: l'autonomia del direttore di filiale nella concessione dei fidi non può sconfinare nell'arbitrio
Il direttore di filiale bancaria gode di un'indubbia autonomia nella concessione degli affidamenti alla clientela, ma tale autonomia non può sconfinare nell'arbitrio. Questo, in sintesi, il concetto espresso dalla sentenza n. 19922 del 22 settembre 2014 con cui la Corte di Cassazione - Sezione Lavoro si è espressa in merito all'impugnativa proposta da un ex-dipendente di un noto istituto bancario che era stato licenziato per giusta causa per avere di fatto consentito a soggetti "non solo di dubbia solvibilità ma anche di oscure fortune di beneficiare di un fido che altrimenti mai sarebbe stato loro concesso", nonché per aver concesso somme a fondo perduto, aver informato il superiore gerarchico in modo non veritiero, aver concesso fidi concernenti somme superiori quelle rientranti nella sua competenza ed avere infine coperto uno scoperto bancario con altro scoperto della stessa Banca.
DDL Stabilità: sgravi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato
Il DDL Stabilità 2015 approvato dal Governo il 15.10.2014 contempla la concessione di sgravi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Dal 1° gennaio 2015 le nuove assunzioni a tempo indeterminato dovrebbero essere - temporaneamente - meno onerose per i datori di lavoro.
Cass. 7.10.2014 n. 21079: legittimo il licenziamento del responsabile del personale che abbia modificato la lettera di assunzione di un lavoratore, già sottoscritta dal legale rappresentante della Società.
Con la sentenza in commento, la Suprema Corte si è espressa in merito all'impugnazione proposta dal responsabile del personale di un'azienda che era stato licenziato per avere alterato la lettera di assunzione di un lavoratore, già sottoscritta dal legale rappresentante della società, attraverso l'eliminazione della clausola contenente il patto di prova, della parola "programmatore" aggiunta a quella di "analista" per indicare le mansioni del dipendente, nonché della specificazione del progetto per il quale era stata prevista l'assunzione.
Il termine per formulare la contestazione disciplinare non è perentorio.
La giurisprudenza è tornata a pronunciarsi sulla natura dei termini che, nella maggior parte dei contratti collettivi, scandiscono l'iter disciplinare.
Il caso all'esame della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, deciso con sentenza n. 19216 dell'11 settembre 2014, riguardava un dipendente dell'INPS licenziato per giusta causa per aver svolto attività libero professionale retribuita senza autorizzazione dell'Istituto e per aver omesso di comunicare all'Istituto la sentenza del Tribunale di Torino con cui era stato dichiarato colpevole del reato di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico.
IN MATERIA DI OMISSIONE CONTRIBUTIVA E' AMMISSIBILE LA CONDANNA DEL DATORE AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI IN FAVORE DELL'INPS SOLO SE QUEST'ULTIMA SIA STATA CHIAMATA IN CAUSA.
Innovando rispetto ad un consolidato orientamento giurisprudenziale, la recentissima sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 19398 depositata il 15 settembre 2014 ha affermato che, in caso di omissione contributiva, la partecipazione dell’ente previdenziale al giudizio instaurato dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro costituisce condizione di ammissibilità all’accoglimento della domanda di condanna del datore di lavoro al pagamento dei contributi all’ente medesimo, atteso il carattere eccezionale, che richiede una espressa previsione, della condanna a favore del terzo.
Simulazione dello stato di malattia
Il datore che intenda contestare la simulazione dello stato morboso deve farlo esplicitamente.
La recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 17625 depositata in data 5 agosto 2014, affronta il tema del licenziamento del lavoratore colto nello svolgere altra attività - nel caso di specie, di tipo sportivo - durante il periodo di assenza per malattia.
LEGITTIMA LA LIMITAZIONE DELLA SCELTA DEGLI ESUBERI TRA I SOLI DIPENDENTI DI UN SETTORE DELL'AZIENDA, MA SOLO IN DETERMINATE IPOTESI.
La sentenza n. 24990 del 6 ottobre 2014 della Corte di Cassazione torna a confermare - nel solco della giurisprudenza consolidatasi sul punto - la legittimità della decisione del datore di lavoro che circoscriva la platea dei lavoratori da licenziare ai soli addetti ad un determinato settore, reparto o unità produttiva, in presenza di determinate condizioni.
La Cassazione ribadisce gli elementi essenziali del mobbing.
La recente sentenza della Suprema Corte n. 19782 del 19 settembre 2014 è tornata sugli elementi costitutivi del fenomeno consuetamente indicato come "mobbing".
Licenziamento e commissione di un reato.
Il principio di non colpevolezza non vale in caso di licenziamento per giusta causa dovuto alla commissione di un reato.
Secondo la recente sentenza della Suprema Corte n. 20602 del 30.09.2014, il principio di non colpevolezza fino alla condanna definitiva sancito dall'art. 27, secondo comma, Cost. concerne le garanzie relative all'attuazione della pretesa punitiva dello Stato, e non può quindi applicarsi, in via analogica o estensiva, all'esercizio da parte del datore di lavoro della facoltà di recesso per giusta causa in ordine ad un comportamento del lavoratore che possa altresì integrare gli estremi del reato,se i fatti commessi siano di tale gravità da determinare una situazione di improseguibilità, anche provvisoria, del rapporto, senza necessità di attendere la sentenza definitiva di condanna.
Licenziamento e adibizione a mansioni inferiori
TRIBUNALE DI ROMA: prima di procedere al licenziamento, il datore deve offrire al lavoratore la ricollocazione in mansioni anche inferiori, se disponibili.
Con la recentissima sentenza n. 8472 del 22 settembre 2014, il Tribunale di Roma è tornato ad esprimersi sul c.d. "obbligo di repechage", che impone al datore di lavoro di verificare la possibilità di adibire il lavoratore a mansioni diverse quale alternativa al licenziamento.
Se manca il consenso del dipendente, il demansionamento resta illegittimo anche qualora le mansioni di provenienza si siano esaurite.
Secondo la recente pronuncia datata 11 luglio 2014 della Corte di Cassazione - Sez. Lavoro, n. 16012, "nel caso di assegnazione al lavoratore di mansioni diverse da quelle in precedenza svolte, l'equivalenza o meno delle mansioni deve essere valutata dal giudice anche nel caso in cui le mansioni di provenienza non siano state affidate ad altro dipendente, ma si siano esaurite, con la conseguenza che anche in tale evenienza può aversi demansionamento, in violazione dell'art. 2103 cod. civ., ove le nuove mansioni affidate al lavoratore siano inferiori a quelle proprie della qualifica o alle ultime svolte dal lavoratore".
LE SEZIONI UNITE: se il licenziamento è nullo o inefficace, gravano sul datore le sanzioni civili per mancato pagamento dei contributi previdenziali.
Con sentenza n. 19665 del 18/09/2014 la Corte di Cassazione ha statuito, a Sezioni Unite, che "in caso di ordine di reintegrazione nel posto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato, emesso dal giudice ai sensi dell'art. 18 della legge 20 maggio 1970 n. 300, nel testo precedente la riforma di cui alla legge 28 giugno 2012 n. 92, nella specie applicabile ratione temporis, il datore di lavoro è tenuto in ogni caso a ricostruire la posizione contributiva del lavoratore, sì che essa non abbia soluzione di continuità, ed, in caso di licenziamento dichiarato inefficace o nullo, è altresì soggetto alle sanzioni civili previste dall'art. 116, comma 8, legge 23 dicembre 2000 n. 388, per l'ipotesi dell'omissione contributiva. In caso invece di licenziamento privo di giusta causa o di giustificato motivo e di conseguente ricostituzione del rapporto con effetti ex tunc, trova applicazione l'ordinaria disciplina della mora debendi in ipotesi di inadempimento delle obbligazioni pecuniarie, ma non anche il regime delle sanzioni civili di cui al cit. art. 116. Per il periodo successivo all'ordine di reintegrazione, in cui il rapporto previdenziale è ricostituito de iure, sussiste l'ordinario obbligo di dichiarare all'Istituto previdenziale e di corrispondere periodicamente i contributi previdenziali, oltre che inizialmente anche il montante dei contributi arretrati, riferiti al periodo di estromissione del lavoratore dal posto di lavoro e calcolati secondo il criterio suddetto, sì che riprende vigore l'ordinaria disciplina dell'omissione e dell'evasione contributiva".