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Timestamp: 2019-01-23 14:24:56+00:00
Document Index: 152211508

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 10', '§ 5', '§ 10', '§ 15', 'art. 1', '§ 5', '§ 10', '§ 15', '§ 20', 'art. 24', 'art. 1', 'art.3', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 10', 'art. 25', 'art. 6', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 32', 'art. 18', 'art. 32']

Gestione separata dell’Inpgi (o Inpgi/2). Il Regolamento.
Regolamento di attuazione delle attività di previdenza a favore degli iscritti alla gestione separata dell’Inpgi. (in vigore dal 16 marzo 2005)<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
(Approvato con D.I. 21.05.97 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi dell'art. 7, comma 1, lettera b, del Decreto legislativo n. 103 del 10.02.96)
TITOLO I. DEI SOGGETTI- DEI CONTRIBUTI - DELLE SANZIONI
CAPO PRIMO. DEI SOGGETTI
Art. 1. Iscritti all'Istituto
1. I giornalisti professionisti e pubblicisti iscritti negli appositi elenchi di categoria ed i praticanti giornalisti iscritti nell'apposito registro che esercitano attività autonoma di libera professione senza vincolo di subordinazione, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa ancorché svolgano contemporaneamente attività di lavoro subordinato, sono obbligatoriamente iscritti alla gestione previdenziale separata dell'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani "Giovanni Amendola" - nel seguito denominato Istituto - Fondazione di diritto privato ai sensi del D.I. 24 luglio 1995, pubblicato sulla G.U. n. 234 del 6 ottobre 1995.
2. E' inefficace a tutti gli effetti l'iscrizione all'Istituto di coloro che non siano iscritti all'Albo dei giornalisti, elenco dei professionisti e dei pubblicisti, tenuto dagli Ordini Regionali ed Interregionali nonché nel registro dei praticanti o la cui iscrizione sia nulla o sia stata annullata. In tal caso i contributi eventualmente versati di cui appresso devono essere restituiti dall'Istituto senza interessi.
6. I giornalisti che hanno compiuto il 65^ anno di età hanno facoltà di iscriversi alla gestione di cui al comma 1. Gli iscritti che compiono il 65^ anno di età senza avere maturato il diritto a pensione hanno facoltà di continuare a versare all'Istituto i contributi di cui all'art. 3 e seguenti.
Art. 2. Modalità di iscrizione all'Istituto
e) certificato di iscrizione all'albo dei giornalisti professionisti, elenco
professionisti o pubblicisti o al registro dei praticanti.
In luogo della predetta documentazione, è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva così come previsto dalla legge n. 15/67 e successive integrazioni e modificazioni.
CAPO SECONDO. DEI CONTRIBUTI
Art. 3. Contributo soggettivo obbligatorio
Art. 4. Contributo integrativo
1. Gli iscritti all'Istituto di cui all'art. 1, comma 1, devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi che concorrono a formare il reddito imponibile dell'attività giornalistica autonoma di libera professione, conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, e devono versarne all'Istituto il relativo ammontare indipendentemente dall'effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest'ultimo.
4. I soggetti di cui al comma 1 sono annualmente tenuti a versare, come contributo integrativo obbligatorio minimo, un importo risultante dall'applicazione della percentuale di cui al comma 2 ad un reddito imponibile pari a euro 2582,28.
5. Coloro che si trovino nelle condizioni di cui al comma 5 del precedente art. 3 - ivi compresi i giornalisti con un'anzianità di iscrizione all'Ordine professionale fino a cinque anni - sono tenuti al pagamento di un contributo integrativo minimo pari ad euro 20.
Art. 5. Variabilità dei contributi
1. La percentuale di cui all'art. 3, comma 1, nonché i contributi minimi soggettivi ed integrativi di cui agli artt. 3 comma 3 e 4 comma 4 possono essere variati ogni anno, nel rispetto della normativa vigente, con effetto dal 1^ gennaio dall'anno successivo.
Art. 6. Pagamento dei contributi
1. I contributi minimi di cui agli artt. 3 comma 3 e 4 comma 4 sono pagati con versamento a mezzo conto corrente postale entro il 30 settembre di ogni anno.
2. Le maggiori somme rispetto ai contributi minimi, in quanto dovute, devono essere versate in un'unica soluzione entro il mese di ottobre oppure in tre rate uguali e consecutive - di cui la prima entro la fine di ottobre, la seconda entro la fine di novembre e la terza entro la fine di dicembre - maggiorate di interessi pari al 5%. La percentuale è soggetta a variazioni in relazione all'andamento del tasso degli interessi legali.
3. L'Istituto provvede alla riscossione dei contributi soggettivi ed integrativi e, in genere, alla riscossione dei contributi insoluti, delle somme, sanzioni ed interessi di cui al presente Titolo, avvalendosi delle procedure ingiuntive ed esecutive di legge.
5. I tempi e i modi di pagamento e di riscossione possono essere modificati con effetto dal 1^ gennaio dell'anno successivo, previa delibera del Comitato Amministratore della gestione separata.
6. I contributi minimi ed a percentuale, soggettivi ed integrativi, sono dovuti dal 1^ gennaio 1996.
Art. 7. Prescrizione dei contributi
1. La prescrizione dei contributi dovuti all'Istituto e di ogni relativo accessorio, ivi comprese le sanzioni, interviene con il decorso di cinque anni.
2. Per i contributi, gli accessori e le sanzioni, dovuti ai sensi del presente regolamento, la prescrizione decorre dalla data di trasmissione all'Istituto, da parte dell'obbligato, della dichiarazione di cui al successivo art. 10.
Art. 8. Restituzione dei contributi
1. Coloro che al compimento dell'età pensionabile cessino o abbiano cessato per qualsiasi motivo dall'iscrizione alla gestione senza aver maturato almeno cinque anni di contribuzione utile per il diritto a pensione di vecchiaia di cui al successivo art. 12, possono chiedere la restituzione dei contributi versati.
2. Le somme rimborsabili sono pari ai contributi soggettivi versati, maggiorati degli interessi legali.
3. Qualora, posteriormente alla liquidazione di cui al presente articolo, commi 1 e 2, abbia nuovamente luogo l'iscrizione all'Istituto, all'interessato è riconosciuta la facoltà di restituire entro sei mesi dalla nuova iscrizione l'importo liquidato maggiorato degli interessi legali, al fine di ricostituire la pregressa posizione assicurativa.
4. Se l'iscritto, nonostante l'ulteriore versamento dei contributi, non consegue almeno cinque anni di contribuzione utile per il diritto a pensione, l'importo complessivo versato gli sarà corrisposto con l'osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo, commi 1 e 2.
CAPO TERZO. DELLE COMUNICAZIONI E DELLE SANZIONI
Art. 9. Sanzioni per ritardo nel pagamento dei contributi
1. Il ritardo nel pagamento dei contributi di cui agli artt. 3 e seguenti comporta l'obbligo del pagamento degli interessi di mora nella misura prevista dal tasso legale, con decorrenza dal giorno posteriore all'ultimo utile per il previsto pagamento e fino a quello dell'effettivo versamento.
2. Nei casi di omessa, ritardata o infedele comunicazione all'Istituto, di cui all'art. 10, gli interessi di mora decorrono sulle maggiori somme dovute dal giorno in cui le medesime avrebbero dovuto essere versate.
3. Il ritardo nei pagamenti di cui ai precedenti commi, se superiore a 60 giorni, comporta inoltre una sanzione sul capitale non pagato nei termini pari al :
§ 5% se il pagamento è effettuato tra il 61° e il 90° giorno dalla scadenza;
§ 10% se il pagamento è effettuato tra il 91° e il 120° giorno dalla scadenza;
§ 15% se il pagamento è effettuato dopo il 120° giorno dalla scadenza.
Art. 10. Obbligo di comunicazione del reddito professionale e sanzioni nei casi di omessa, ritardata, o infedele comunicazione
1) Ai fini della quantificazione, da parte dell'Istituto, dei contributi dovuti, tutti i soggetti di cui all'art. 1 devono annualmente comunicare all'Istituto con lettera raccomandata - da inviare entro il 31 luglio - l'ammontare del reddito professionale netto di lavoro autonomo, conseguito anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, che sarà dichiarato ai fini IRPEF per l'anno di riferimento. La comunicazione deve essere presentata anche se le dichiarazioni fiscali non saranno presentate o saranno negative e deve contenere l'indicazione del codice fiscale. Nel caso di omessa comunicazione dei redditi, l'Istituto quantificherà i contributi dovuti sulla base dei dati riferiti all'ultima dichiarazione reddituale in suo possesso, con riserva di effettuare conguagli.
2) Nella stessa comunicazione devono essere dichiarati anche gli accertamenti divenuti definitivi, nel corso dell'anno di riferimento con l'indicazione dell'anno e dell'imponibile Irpef definito, l'imponibile complessivo ai fini dell'Irpef per l'anno di riferimento e, qualora esistente, il volume di affari ai fini dell'Iva.
3) In caso di morte dell'iscritto, la comunicazione di cui al primo comma relativa all'anno del decesso deve essere presentata dagli eredi entro due mesi dalla scadenza a carico dei medesimi per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Relativamente ad altre annualità anteriori al decesso, la comunicazione dovrà essere inoltrata dagli eredi entro due mesi dalla data in cui ne ricevono richiesta da parte dell'Istituto.
4) L'omessa, la ritardata o infedele comunicazione di cui ai commi precedenti comporta per questo solo fatto l'applicazione di una sanzione pari al:
§ 5%, del contributo soggettivo minimo, se la comunicazione viene trasmessa entro 30 giorni dalla scadenza del termine;
§ 10%, se viene trasmessa tra il 31° giorno ed il 60°;
§ 15%, se viene trasmessa tra il 61° giorno ed il 90°;
§ 20%, se vengono trasmesse dopo il 90° giorno.
5. Le comunicazioni devono essere redatte obbligatoriamente avvalendosi dei moduli predisposti dall'Istituto.
8. L'Istituto può provvedere alla riscossione dei contributi insoluti, degli interessi e delle somme dovute a titolo di sanzione di cui al precedente comma 4, mediante ruoli compilati e resi esecutivi dall'Istituto e consegnati al concessionario per la relativa riscossione, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 24, comma 3, della legge n. 449/97.
TITOLO II. DELLE PRESTAZIONI
CAPO PRIMO. DELLE PRESTAZIONI PREVIDENZIALI ED ASSISTENZIALI
Art. 11. Prestazioni previdenziali ed assistenziali
1. L'Istituto provvede ad erogare in favore dei giornalisti professionisti e dei pubblicisti ed in favore dei praticanti di cui all'art. 1 le seguenti prestazioni:
d) l'indennità di maternità.
CAPO SECONDO. DELLA PENSIONE DI VECCHIAIA
Art. 12. Pensione di vecchiaia
1. Il diritto alla pensione di vecchiaia, si consegue al compimento del cinquantasettesimo anno di età, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell'assicurato almeno cinque anni di contribuzione effettiva e che l'importo della pensione risulti essere non inferiore a 1,2 volte l'importo dell'assegno sociale di cui all'art.3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n.335.
2. Si prescinde dal predetto requisito anagrafico al raggiungimento dell'anzianità contributiva non inferiore a 40 anni, determinata con l'esclusione delle anzianità derivanti dalla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi.
3. Si prescinde dall'importo minimo di cui al comma 1 al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età.
Art. 13. Determinazione della pensione annua di vecchiaia
3. Nei casi di maturazione di anzianità contributive pari o superiori a 40 anni si applica il coefficiente di trasformazione relativo all'età di 57 anni in presenza di età anagrafica inferiore. Ai fini del computo delle predette anzianità non concorrono le anzianità derivanti dalla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi.
4. Ai fini della determinazione del montante contributivo individuale si applica alla base imponibile l'aliquota di computo e la contribuzione così ottenuta si rivaluta su base composta al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione della contribuzione dello stesso anno, al tasso di capitalizzazione.
5. Il tasso annuo di capitalizzazione è dato dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare. In occasione di eventuali revisioni della serie storica del PIL operate dall'ISTAT i tassi di variazione da considerare ai soli fini del calcolo del montante contributivo sono quelli relativi alla serie preesistente anche per l'anno in cui si verifica la revisione e quelli relativi alla nuova serie per gli anni successivi.
Art. 14. Aliquota di computo della pensione
1. L'aliquota per il computo della pensione è fissata al 10 per cento.
Art. 15. Decorrenza della pensione di vecchiaia
2. I ratei di pensione liquidati e non riscossi, soggiacciono alla prescrizione quinquennale
Art. 16. Invio estratto conto annuale
1. Ad ogni assicurato è inviato, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa.
CAPO TERZO. DELLA PENSIONE DI INVALIDITA'
Art. 17. Pensione di invalidità
c) sia intervenuta la cessazione effettiva dell'attività lavorativa professionale giornalistica.
2. La pensione di invalidità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui
l'iscritto, avendone conseguito il diritto, ne fa domanda.
3. La pensione di invalidità è revocata quando cessi una delle condizioni indicate alle
lettere a) e c) del presente articolo.
Art. 18. Calcolo della pensione di invalidità
1. L'importo della pensione di invalidità è determinato secondo il sistema delineato negli artt. 13 e 14, assumendo il coefficiente di trasformazione relativo all'età di 57 anni nel caso in cui l'età dell'assicurato all'atto dell'attribuzione della pensione sia ad essa inferiore.
CAPO QUARTO. DELLA PENSIONE AI SUPERSTITI
Art. 19. Pensione ai superstiti
1. Nel caso di morte del pensionato o dell'assicurato, per il quale sussistano al momento della morte le condizioni di contribuzione e di assicurazione di cui alla lettera b) del precedente art. 17, spetta una pensione al coniuge superstite e ai figli minorenni o totalmente inabili al lavoro o, in mancanza di essi, ai genitori in età superiore ai sessantacinque anni o inabili al lavoro, che alla morte dell'assicurato o del pensionato risultino a suo carico.
Art. 20. Liquidazione della pensione ai superstiti
1. La pensione in favore dei superstiti di cui ai commi 1 e 2 del precedente articolo 19 è stabilita nelle seguenti aliquote della pensione annua già liquidata o che sarebbe spettata all'assicurato in base agli artt. 13 e 14:
Art. 21. Cessazione del diritto alla pensione indiretta o di reversibilità
b) per i figli, al compimento del 18^ anno di età o quando cessi lo stato di inabilità al lavoro;
2. Conserva il diritto alla pensione indiretta o di reversibilità dopo il compimento del 18^ anno di età, il figlio riconosciuto inabile al lavoro nel periodo compreso tra la data della morte dell'iscritto ed il compimento della predetta età.
3. Il limite di 18 anni di età è elevato a 21 qualora i figli frequentino una scuola media o professionale e per tutta la durata del corso legale, ma non oltre il 26^ anno di età, qualora frequentino l'Università purché i figli stessi risultino a carico del genitore al momento del decesso e non prestino lavoro retribuito.
Art. 22. Indennità "una tantum" in favore dei superstiti
1. Qualora non esistano i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione ai superstiti in caso di morte dell'assicurato, ai medesimi superstiti che si trovino nelle condizioni reddituali di cui all'art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, compete una indennità "una tantum", pari all'ammontare dell'assegno di cui al citato articolo 3, comma 6, moltiplicato per il numero delle annualità di contribuzione accreditata a favore dell'assicurato, da ripartire fra gli stessi in base ai criteri operanti per la pensione ai superstiti.
2. Per periodi inferiori all'anno, la predetta indennità è calcolata in proporzione alle settimane coperte da contribuzione.
3. Nel caso in cui il montante contributivo annuo sia inferiore all'assegno di cui all'art. 3, comma 6, della Legge 8 agosto 1995, n. 335, l'indennità liquidabile in favore dei predetti superstiti non può essere superiore al montante contributivo complessivo riferito all'assicurato deceduto.
CAPO QUINTO. DEL SUPPLEMENTO DI PENSIONE E DELLA PEREQUAZIONE AUTOMATICA
Art. 23. Supplemento di pensione
1. I contributi versati nella gestione separata per periodi successivi alla data di decorrenza della pensione a carico della gestione stessa danno titolo ad un supplemento di pensione. La liquidazione del supplemento può essere richiesta quando siano trascorsi almeno due anni dalla data di decorrenza della pensione, ovvero dall'ultima liquidazione del supplemento.
Art. 24. Perequazione automatica delle pensioni
1. Le pensioni erogate in forza del presente regolamento sono annualmente rivedute in base alla variazione annua corrispondente all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall'ISTAT.
CAPO SESTO. DEL TRATTAMENTO DI MATERNITA' E DELLA COPERTURA DEGLI ONERI
Art. 25. Indennità di maternità
1. A ogni iscritta all'Istituto è corrisposta una indennità di maternità per i periodi di gravidanza e puerperio comprendenti i due mesi antecedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi la data effettiva del parto.
2. L'indennità di cui al comma 1. viene corrisposta in misura pari all'80 per cento di cinque dodicesimi del reddito percepito e denunciato ai sensi dell'art. 10 del presente Regolamento nel secondo anno precedente a quello della domanda.
Art. 26. Termini e modalità della domanda
1. L'indennità di cui all'art. 25 è corrisposta dall'Istituto a seguito di apposita domanda presentata dall'interessata a partire dal compimento del sesto mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di 180 giorni dal parto.
2. La domanda, in carta libera, deve essere corredata da certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto, nonché dalla dichiarazione redatta ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni, attestante l'inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo.
Art. 27. Indennità in caso di adozione o di affidamento preadottivo
1. L'indennità di cui all'art. 25 spetta altresì per l'ingresso in famiglia del bambino adottato o affidato in preadozione, a condizione che non abbia superato i sei anni di età.
2. In caso di adozione internazionale, o affidamento in preadozione, l'indennità di cui all'art. 25 spetta sino al compimento della maggiore età dell'adottato o dell'affidato.
3. La domanda, in carta libera, deve essere presentata dalla madre all'Istituto entro il termine perentorio di centottanta giorni dall'ingresso del bambino e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni, attestanti l'inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del bambino nella famiglia.
Art. 28. Indennità in caso di aborto
2. In caso di aborto, spontaneo o terapeutico, verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza, l'indennità di cui all'art. 25 è corrisposta nella misura pari all'80 per cento di un dodicesimo del reddito dichiarato ai sensi dell'art. 10 del presente Regolamento.
3. La domanda deve essere corredata da certificato medico, rilasciato dalla USL che ha fornito le prestazioni sanitarie, comprovante il giorno dell'avvenuto aborto spontaneo o terapeutico, e deve essere presentata all'Istituto entro il termine perentorio di 180 giorni dalla data dell'aborto.
Art. 29. Copertura degli oneri
1. Alla copertura degli oneri riguardanti il trattamento di maternità di cui all'art. 25 e seguenti, si provvede con un contributo annuo di 25,82 euro= a carico di ogni iscritto all'Istituto, da versare secondo i tempi e le modalità previste dall'art. 6, comma 1. Il contributo è annualmente rivalutato con lo stesso indice di aumento dei contributi dovuti in misura fissa di cui all'art. 22 della legge 3 giugno 1975, n. 160 e successive modificazioni.
2. Al fine di assicurare l'equilibrio della gestione, alla variazione del contributo di cui al precedente comma si provvede con la procedura di cui all'art. 5, commi 1 e 2 della Legge 11 dicembre 1990, n. 379. La delibera viene assunta dal Consiglio di amministrazione dell'Istituto, su proposta del Comitato amministratore.
CAPO SETTIMO. DELLE PRESTAZIONI FACOLTATIVE
Art. 30. Prestiti
1. Possono essere concessi prestiti agli assicurati alla Gestione separata che abbiano almeno due anni di iscrizione e siano in regola con i versamenti contributivi. Il prestito deve essere garantito da apposita polizza assicurativa fideiussoria.
CAPO OTTAVO. DELLA CONTRIBUZIONE VOLONTARIA
Art. 31. Contribuzione volontaria
1. L'iscritto alla gestione separata di cui all'art. 1 qualora cessi l'attività lavorativa autonoma che ha dato luogo all'obbligo dell'iscrizione alla gestione, può conseguire il requisito contributivo per il diritto a pensione mediante il versamento di contributi volontari alla gestione medesima.
4. L'iscritto che si avvale di tale facoltà deve corrispondere, nell'importo pari all'ultima contribuzione obbligatoria versata alla gestione separata, entro il 31 dicembre di ciascun anno, il contributo soggettivo obbligatorio di cui all'art. 3 del presente Regolamento, maggiorato del contributo integrativo di cui al successivo art. 4.
TITOLO III. DELLA DISCIPLINA DEL CUMULO E DEL FONDO DI RISERVA
CAPO PRIMO. DELLA DISCIPLINA DEL CUMULO
Art. 32. Incumulabilità della pensione di vecchiaia e della pensione di invalidità
1. La pensione di vecchiaia di cui al presente Regolamento conseguita da assicurato di età anagrafica inferiore ai 63 anni:
a) non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente nella loro interezza;
b) non è cumulabile con redditi da lavoro autonomo nella misura del 50% per la parte eccedente il trattamento minimo dell'assicurazione generale obbligatoria e fino a concorrenza con i redditi stessi.
2. Per i pensionati di età pari o superiore ai 63 anni, la pensione di vecchiaia non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente ed autonomo nella misura del 50% per la parte eccedente il trattamento minimo dell'assicurazione generale obbligatoria e fino a concorrenza con i redditi stessi.
3. La pensione di invalidità è totalmente incumulabile con i redditi da lavoro di qualsiasi natura.
CAPO SECONDO. DEL FONDO DI RISERVA E DEI MECCANISMI DI RIEQUILIBRIO
Art. 33. Fondo di Riserva
1. E' costituito il Fondo di Riserva della gestione Previdenziale separata dei giornalisti professionisti, pubblicisti e dei praticanti che esercitano attività autonoma di libera professione alimentato:
a) dalle eventuali differenze tra i rendimenti netti annui effettivamente conseguiti, derivanti dagli investimenti mobiliari e immobiliari, e la capitalizzazione di cui all'art. 13, comma 5, riconosciuta sui conti individuali;
b) dal contributo integrativo, al netto delle spese di gestione.
2. Le poste di cui al comma 1, lettere a) e b), sono contabilizzate separatamente.
Art. 34. Riequilibrio della gestione
1. Qualora il rendimento netto annuo degli investimenti risulti inferiore alla capitalizzazione riconosciuta sui conti individuali, si provvede a coprire la differenza mediante prelievo dal Fondo di Riserva di cui all'art. 32, comma 1, lettera a). La delibera viene assunta dal Consiglio di amministrazione dell'Istituto, su proposta del Comitato Amministratore.
2. In caso di insufficienza del predetto Fondo e perdurando l'andamento degli investimenti di cui al comma 1, la capitalizzazione riconosciuta sui conti individuali non potrà superare il rendimento netto annuo degli investimenti effettivamente conseguiti dalla gestione previdenziale separata.
3. Agli oneri delle integrazioni concernenti la pensione di invalidità di cui al precedente art. 18, si provvede mediante prelievo dal Fondo di Riserva di cui all'art. 32, comma 1, lettera b).