Source: https://roccoiemma.wordpress.com/2009/10/
Timestamp: 2020-02-20 23:48:25+00:00
Document Index: 17975396

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 88', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3']

ottobre | 2009 | rocco iemma
La Commissione Europea autorizza le Zone Franche Urbane in Italia, il comunicato ufficiale:
Aiuti di Stato: la Commissione autorizza l’attuazione di un regime di zone franche urbane in Italia
La Commissione europea ha autorizzato, sulla base delle norme del trattato CE relative agli aiuti di Stato, la costituzione di zone franche urbane (ZFU) in determinate regioni italiane. La misura è volta a stimolare la rivitalizzazione di determinati quartieri particolarmente svantaggiati. Nei 22 quartieri classificati come ZFU, le piccole e micro imprese che costituiscono una nuova attività potranno beneficiare di una serie di esenzioni fiscali. La Commissione ha concluso che le misure in esame non sono tali da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse e che gli effetti sugli scambi saranno molto limitati.
La Commissaria responsabile della concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato: «La misura proposta dall’Italia permette di incoraggiare la creazione di nuove attività in quartieri svantaggiati stimolando nel contempo l’occupazione locale. A termine, lo sviluppo di un tessuto di attività in questi quartieri problematici avrà effetti positivi sia sul piano sociale che su quello economico, senza incidere sulla concorrenza in maniera sproporzionata.»
L’11 giugno 2009 l’Italia ha notificato un progetto che prevede la creazione di 22 zone franche urbane (ZFU) che godranno di un regime di esenzioni fiscali a favore delle piccole e micro imprese che iniziano una nuova attività economica. In particolare, queste imprese beneficeranno di un’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’imposta regionale sulle attività produttive, dall’imposta comunale sugli immobili e dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.
La Commissione considera la rivalorizzazione dei quartieri urbani svantaggiati una delle iniziative che mirano a raggiungere l’obiettivo comunitario della coesione economica e sociale. Tale rivalorizzazione è in linea con la comunicazione della Commissione del 17 luglio 2006 sulla politica di coesione e le città.
Visto il livello di concentrazione delle difficoltà socio-economiche (misurate con un indice sintetico) e il fatto che le misure previste sono estremamente mirate a livello geografico, la Commissione le ha ritenute necessarie e proporzionate per il raggiungimento dell’obiettivo della rivitalizzazione urbana senza provocare una distorsione della concorrenza contraria al comune interesse. La Commissione ha altresì concluso che gli effetti sugli scambi saranno particolarmente limitati per i seguenti motivi:
le misure mirano essenzialmente a lottare contro l’esclusione sociale in quartieri particolarmente difficili;
il regime è rivolto esclusivamente a piccole e micro imprese;
la copertura geografica delle misure è limitata (interessano solo lo 0,58% della popolazione);
i quartieri sono stati selezionati in funzione di criteri obiettivi quali il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di popolazione di età inferiore a 24 anni sul totale degli abitanti e il tasso di scolarizzazione;
le autorità italiane si sono impegnate a trasmettere al Comitato interministeriale per la programmazione economica relazioni annuali sull’attuazione delle ZFU .
La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero N 346/2009 nel registro degli aiuti di Stato ( State Aid Register ) sul sito della DG Concorrenza una volta risolte tutte le questioni relative alla riservatezza. Il bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato ( State Aid Weekly e-News ) riporta le ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale.
Tags: commissione europea, dg concorrenza, zfu, zona franca urbana, zone franche urbane
zone franche urbane: via libera della commissione europea?
“Il progetto ha ricevuto il via libera da parte di Bruxelles”, così Il Sole 24 Ore del 27 ottobre 2009 (dalla rassegna stampa del sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Domani l’annuncio?
a rossano, per esempio
Dal sito del Comune di Rossano, comunicato stampa n. 429 del 22/10/2009 “PRESENTATI DUE PROGETTI SUI CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE”:
…il Comune di Rossano ha partecipato a tale bando presentando due progetti: la Casa dei Giovani e il potenziamento della struttura polisportiva del “Maria De Rosis”.
Il primo progetto riguarda un centro di aggregazione giovanile che concerne la realizzazione dell’officina delle arti, intesa come luogo della formazione e dell’espressione delle capacità artistiche dei giovani. Il progetto, inoltre, si distingue per l’individuazione di un modulo costituito da due laboratori per la formazione professionale e l’attivazione di percorsi di creazione di impresa. La Casa dei Giovani si colloca all’interno dell’area della Zona Franca Urbana per consentire la riqualificazione urbanistica e sociale che è uno degli obiettivi che hanno portato alla ZFU…
Tags: calabria, giuseppe lavia, rossano, zfu, zona franca urbana, zone franche urbane
zone franche urbane, presentazione a roma il 28 ottobre 2009
Presentazione del progetto Zone Franche Urbane, Sala degli Arazzi, Ministero dello Sviluppo Economico, Roma, 28 ottobre 2009.
( Comunicato Stampa del Comune di Rossano )
zone franche urbane, aggiornamento
Zone Franche Urbane, lo stato dei lavori:
8) Cipe: delibera recante individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007, e della delibera n. 5/2008 dello stesso Cipe (fatto, 8 maggio 2009, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, deliberazione n. 14/2009 pubblicata in G.U. n. 159 del 11 luglio 2009)
9) Commissione Europea: autorizzazione delle misure e del dispositivo ex art. 88 par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (autorizzazione richiesta in data 11 giugno 2009, aiuto di stato N346/2009).
Pubblicata in G.U. n. 147 del 27 giugno 2009 la Legge n. 77/2009, legge di conversione del “decreto Abruzzo”, che all’art. 10 dello stess o decreto inserisce il comma 1 bis, secondo cui: “Il CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e sentita la regione Abruzzo, provvede all’individuazione ed alla perimetrazione, nell’ambito dei territori comunali della provincia di L’Aquila e di quelli di cui all’articolo 1 del presente decreto, di zone franche urbane ai sensi dell’articolo 1, commi da 340 a 343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sulla base di parametri fisici e socio-economici rappresentativi dei fenomeni di degrado urbano e sociale e degli effetti provocati dal sisma sul tessuto economico e produttivo, in deroga al requisito demografico ivi previsto. Alle aree, così individuate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 340 a 343, della predetta legge n. 296 del 2006. Ai fini di cui al presente comma, il termine del 1o gennaio 2008 stabilito dai commi 341 e 341-bis dell’articolo 1 della predetta legge n. 296 del 2006 si intende sostituito dal termine del 6 aprile 2009 e l’espressione “a decorrere dall’anno 2008” di cui alla lettera c) del citato comma 341 si intende sostituita dall’espressione “a decorrere dall’anno 2009″. Per il finanziamento delle zone franche urbane individuate ai sensi del presente comma, e per il periodo di vigenza degli incentivi previsto ai sensi del presente comma, è istituito un apposito Fondo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze, con una dotazione di 45 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa massima, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma 1, compatibilmente con gli utilizzi del presente decreto”;
Pubblicata in G.U. n. 176 del 31 luglio 2009 la Legge n. 99/2009, “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia”, che all’art. 3, comma 5, prevede: “Il CIPE, nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione del Fondo per le aree sottoutilizzate, fermi restando gli utilizzi di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, destina una quota del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni, fino al limite annuale di 50 milioni di euro per le finalità di cui all’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per l’utilizzo delle risorse stanziate ai sensi del presente comma, il CIPE provvede, con le modalità di cui all’articolo 1, comma 342, della citata legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, ad aggiornare i criteri e gli indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle zone franche urbane al fine di incrementare progressivamente la loro distribuzione territoriale”;
Approvata il 22 settembre 2009 dal consiglio Regionale dell’Abruzzo una relazione che “impegna la Giunta regionale e, per essa, la struttura tecnica nominata quale interfaccia con il Ministero per lo Sviluppo economico ad individuare con urgenza le aree destinate a Zona Franca Urbana all’interno del Comune dell’Aquila in relazione al numero di residenti reali e individuando all’interno della risorsa economica già stanziata con la L. 24 giugno 2009, n. 77 una opportuna suddivisione in relazione al numero di micro e piccole imprese presenti all’interno del territorio comunale. Si sottolinea, inoltre, la necessità di provvedere ad implementare le risorse economiche già stanziate pari a 45 milioni di euro per il 2009, al fine di consentire negli anni successivi la possibilità di utilizzare i benefici previsti dalla Z.F.U. per un periodo temporale così come individuato dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296 e s.m.i.”.