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Timestamp: 2020-07-05 01:14:53+00:00
Document Index: 88878445

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 39', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 39', 'art. 9', 'art. 1']

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 luglio 2018, n. 17413 - ccertamento catastale - Revisione parziale di classamento ed onere di motivazione del provvedimento di revisione - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 luglio 2018, n. 17413 – ccertamento catastale – Revisione parziale di classamento ed onere di motivazione del provvedimento di revisione
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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 luglio 2018, n. 17413
Tributi – Accertamento catastale – Revisione parziale di classamento – Art. 1, co. 335, Legge n. 311 del 2004 – Condizioni – Onere di motivazione del provvedimento di revisione – Indicazione degli elementi di fatto che giustifichino il diverso classamento
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Lecce. Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di D.T. e V.T. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali, relativo all’anno 2012;
che, col primo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 1 comma 335 I. n. 311/2004, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà. Da ciò la conclusione che il confronto avrebbe avuto senso solo fra microzone di uno stesso territorio comunale; che, col secondo rilievo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione dell’art. 39 D.Lgs. n. 546/1992, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., giacché la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce; che gli intimati non si sono costituiti con controricorso;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 13 ottobre 2016, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgvo n. 156/2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337, comma 2, c.p.c., che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Sez. 6- 5, n. 29553 del 11/12/2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 comma 2° c.p.c., resta il fatto che tale articolo non obbliga il giudice a procedere alla sospensione; che l’art. 39 comma 1 bis – aggiunto dall’articolo 9, comma 1, lettera o), del D.lgs. 24 settembre 2015, n. 156, a decorrere dal 1° gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato; che la CTR ha in definitiva applicato i predetti principi; che al rigetto del ricorso non segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore degli intimati, in mancanza di attività difensiva di questi ultimi.
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