Source: http://sit.comune.bologna.it/NormeRUEVariante2014/index.php?option=com_content&view=article&id=230&Itemid=164&lang=it
Timestamp: 2017-11-23 12:46:38+00:00
Document Index: 36042843

Matched Legal Cases: ['artt 4', 'art. 96', 'art. 109', 'art. 11', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 65', 'art.15', 'art. 111', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 112', 'art. 114', 'art. 23', 'art. 6']

Parte IV - DTO
IV – Attività edilizia: esecuzione delle opere, Certificato di Conformità Edilizia e Agibilità (CCEA)
IV.1 Pareri nulla osta e assensi
Nei casi in cui per la progettazione dell’intervento sia opportuno ottenere pareri/autorizzazioni/atti di assenso comunque denominati propedeutici al deposito/richiesta del titolo edilizio è possibile richiedere allo Sportello (SUE per edilizia residenziale o SUAP per edilizia non residenziale artt 4 e 5 LR 15/2013) l’acquisizione degli stessi.
Le attività per cui è possibile richiedere parere all’AUSL, in ordine al rilascio di titoli abilitativi, sono dettagliatamente descritte nella deliberazione di Giunta della Regione Emilia Romagna n 193 del 2014 (Vedi) e sono da richiedere esclusivamente tramite SUAP.
IV.2 Deroga allineamento stradale (art. 96 lett. c del RUE)
Qualora sia da richiedere deroga ai requisiti di distanza dalla strada per motivi di allineamento stradale, in quanto l'applicazione della norma sulle distanze altera negativamente l'assetto complessivo degli allineamenti stradali preesistenti, la stessa deve essere acquisita prima del deposito della SCIA.
L’istanza deve essere inoltrata su apposita modulistica (Vedi) in via telematica allegando un elaborato grafico che indichi la classificazione della strada e dimostri che l’ampliamento o la nuova edificazione è compresa all'interno della linea parallela alla strada individuata dall'edificio o dagli edifici preesistenti.
Il parere verrà reso entro 30 giorni.
IV.3 Deposito dei progetti di impianti e dichiarazioni di conformità (art. 109, co 3 Rue)
Ai sensi dell'art. 11 del Dm 37/2008 e del Dlgs 192/2005 è previsto un unico deposito presso lo Sportello unico (Sue), evitando così il deposito anche presso la Camera di Commercio:
Contestualmente alle due copie di dichiarazione di conformità dell'impianto a regola d'arte resa sulla base del modello (I o II) di cui all'allegato contenuto nel Dm 37/2008 è necessario depositare:
per la copia destinata al Comune:
per la copia destinata alla Camera di Commercio è sufficiente il solo modulo ministeriale.
Le dichiarazioni di conformità incomplete o non rispondenti alla presente nota non potranno essere accettate.
Trattandosi di deposito si verificherà la sola coerenza fra la documentazione presentata e quanto barrato sul modello ministeriale (documentazione obbligatoria).
Ordinaria manutenzione degli impianti
Dichiarazione di conformità (allegati)
a) Progetto impianti
Il progetto impiantistico è composto da: schema dell’impianto, elaborati grafici, relazione tecnica.
In caso di intervento soggetto a titolo abilitativo che necessita del progetto degli impianti, lo stesso deve essere inoltrato telematicamente utilizzando Scrivania del Professionista “contestualmente” al titolo edilizio, come pratica collegata al medesimo a cui verrà attribuito un protocollo autonomo.
In caso di edifici dotati di agibilità e per il solo adeguamento degli impianti, in assenza di titoli edilizi, l’impresa/committente deposita entro 30 gg. dalla conclusione dei lavori, la Dichiarazione di conformità, il progetto impianti, se dovuto, o il Certificato di collaudo ove previsto.
Non sono soggetti alla presentazione del progetto impiantistico gli ascensori, forniture provvisorie di energia elettrica per impianti di cantiere, apparecchi per usi domestici.
b) Ordinaria manutenzione degli impianti
Non sono soggetti alla Dichiarazione di conformità opere impiantistiche di ordinaria manutenzione (ad esempio la sostituzione di apparecchiature che non modificano la struttura dell’impianto)
c) Certificato di Conformità Edilizia e Agibilità (CCEA)
I numeri di protocollo delle Dichiarazione di conformità, collaudi, Dichiarazione di rispondenza, devono essere riportati nella relazione tecnica di asseverazione dell’unità immobiliare/edificio contenuta nella richiesta di CCEA
d) Atto sostitutivo di notorietà (per impianti eseguiti prima della 46/90)
È possibile dichiarare con atto sostitutivo di notorietà che gli impianti realizzati nelle unità ad uso abitativo prima della entrata in vigore della L. 46/1990, sono conformi alla stessa. La dichiarazione può essere utilizzata dal singolo proprietario per la propria unità immobiliare e dall’amministratore per le parti comuni.
e) Dichiarazione di rispondenza
Nel caso in cui la Dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, per impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del DM 37/2008 è sostituita da una Dichiarazione di rispondenza resa da professionista abilitato che ha la medesima valenza della dichiarazione di conformità.
La dichiarazione è da effettuarsi in carta libera, firmata dal tecnico, dove si dichiara la rispondenza alle norme al momento dell’esecuzione delle opere impiantistiche.
Il deposito della “Dichiarazione di rispondenza” va effettuato solo se propedeutico al deposito del “Certificato di conformità edilizia e agibilità”, non è obbligatorio nessun deposito al di fuori di questo contesto.
f) Dichiarazione di conformità (allegati)
Contestualmente al deposito, dovrà essere presentata una copia degli allegati obbligatori riportati nell’allegato I e II della Dichiarazione di conformità, in caso contrario il deposito non potrà essere accettato.
Documentazione allegata obbligatoria:
relazione con tipologie dei materiali utilizzati (sempre);
schema di impianto realizzato, oppure Progetto nei casi disciplinati dal DM 37/2008.
Camera di Commercio (invio dichiarazioni di conformità)
Tutte le dichiarazione di conformità presentate dal 27 marzo 2008 (data apposta dalla ditta sul fondo del modello ministeriale) sono inviate dal SUE alla Camera di Commercio di competenza.
Si ritiene non necessaria l’allegazione della visura camerale.
h) Collaudi
Saranno acquisiti e protocollati dall’Amministrazione comunale.
i) Visure Camerali
Per le procedure relative al DM 37/2008 non occorre più la presentazione della visura camerale in quanto il Deposito completo della “Dichiarazione di conformità” verrà inviato alla Camera di Commercio per le opportune verifiche e/o sanzioni.
j) Impianti
Sono da considerarsi impianti comuni all’edificio:
Impianto di riscaldamento centralizzato;
Impianto gas dal punto di allaccio al contatore singolo;
Impianto elettrico fra il punto di allaccio e la singola unità immobiliare, vano scala, ascensore, parti esterne, automazione cancelli, ecc.;
Impianto TV;
Impianto idrico sanitario a valle del contatore principale;
Impianto di condizionamento comune;
Sono da considerarsi impianti legati all’unità immobiliare:
Impianto gas a valle del contatore singolo;
Impianto elettrico dell’unità immobiliare a valle del contatore singolo;
Impianto idrico sanitario a valle del contatore singolo;
Impianto di condizionamento della singola unità immobiliare.
IV.4 Denuncia dei lavori in opere di conglomerato cementizio e a struttura metallica (art. 110 Rue)
Il costruttore prima dell’inizio dei lavori è tenuto a depositare, presso lo Sportello unico per l'Edilizia, la denuncia dei lavori delle opere in conglomerato cementizio armato, precompresso o a struttura metallica che intende realizzare, ai sensi dell’art. 4 della Legge 1086/1971 e dell'art. 65 del DPR 380/2001.
Il costruttore può richiedere, ai sensi dell'art.15 della Legge Regionale 19/2008, che la presentazione del progetto esecutivo riguardante le strutture, di cui agli artt. 12 e 13 delle LR 19/08 produca gli effetti della denuncia dei lavori, purché il progetto abbia i contenuti previsti dalle Leggi che disciplinano le opere in conglomerato cementizio, armato, precompresso ed a struttura metallica.
Come ribadito dalla DGR 687/2011, anche gli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, nel caso in cui siano realizzati con opere in conglomerato cementizio armato, normale, precompresso o in struttura metallica, sono soggetti a quanto disposto dalla parte II, capo II, sezione I, del D.P.R. n. 380 del 2001.
IV.5 Adempimenti normativa sismica (art. 111 Rue)
1. Procedure di deposito e autorizzazione
Le procedure in materia sismica sono normate dal DPR 380/01 parte II capo IV e dalla Legge Regionale 19/08 “Norme per la riduzione del rischio sismico” e suoi atti di indirizzo (Vedi)
Il deposito del progetto esecutivo delle strutture (art. 13 LR 19/08) e l'istanza di autorizzazione sismica (artt. 11 e 12 LR 19/08) sono presentati esclusivamente in modalità telematica.
La piattaforma digitale di riferimento è “Scrivania del Professionista” accessibile dal sito del Dipartimento al sul quale sono disponibili tutte le indicazioni/istruzioni per l’invio delle pratiche (Vedi)
La modulistica, approvata dalla Regione Emilia Romagna (M.U.R.) con DGR 1878/2011, è consultabile nel sito del Dipartimento oltre che inserita nella piattaforma digitale “Scrivania del Professionista” (Vedi)
I contenuti del progetto esecutivo delle strutture sono definiti dall'allegato B alla DGR 1373/2011 (Vedi)
2. Varianti in corso d'opera
Le modifiche in corso d'opera al progetto esecutivo riguardante le strutture comportano una diversa disciplina a seconda che rivestano o meno carattere sostanziale.
Le varianti non sostanziali di cui all'art. 9 comma 4 LR 19/08, (VNS) non richiedono il deposito preventivo della documentazione progettuale o l’autorizzazione sismica preventiva, in quanto non si introducono variazioni significative degli effetti dell’azione sismica o delle resistenze delle strutture o della loro duttilità.
Per le varianti sostanziali di cui all'art. 9 comma 2 LR 19/08, prima di dare corso ai lavori oggetto di variante, è necessario depositare il progetto esecutivo delle strutture in variante o il rilascio dell'autorizzazione sismica, secondo le procedure di cui al titolo IV della LR 19/08.
La classificazione delle varianti avviene tramite le disposizioni definite all'allegato 2 alla DGR 687/11 della Regione Emilia Romagna. (Vedi)
3. Valutazione della sicurezza
Taluni interventi edilizi possono dare luogo o evidenziare situazioni che, ai sensi delle norme tecniche per le costruzioni, richiedono adempimenti specifici in ordine alla sicurezza delle costruzioni; l'obbligo può ricorrere anche in assenza di previsioni di interventi strutturali, (a titolo di esempio: cambio d'uso senza opere). Per la trattazione esaustiva dell'argomento si rimanda al cap. 8 del DM 14 gennaio 2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”.
Le procedure per la presentazione della valutazione della sicurezza sono normate dall'art. 14 della LR 19/08.
4. Violazioni della normativa sismica
Il regime sanzionatorio, nei casi di violazioni delle norme tecniche per le costruzioni o della disciplina in materia sismica contenuta nel DPR 380/01, fa capo alla Parte II, Capo IV, del medesimo Decreto.
5. Comunicazione di Fine Lavori
Completate le opere strutturali il direttore dei lavori ne dà comunicazione tramite Scrivania del Professionista, provvedendo al deposito del modulo regionale. Allo stesso modo deve essere informato il collaudatore, per gli adempimenti di sua competenza, come disposto dalla Legge Regionale 19/2008 all'articolo 19.
6. Relazione a struttura ultimata
Nei casi di opere soggette alla Legge 1086/71, il direttore dei lavori, una volta che la struttura è stata ultimata, deve redigere e consegnare la relazione relativa, sulla quale è indicata la data di conclusione dei lavori. La relazione a struttura ultimata deve contenere gli allegati previsti dalle normative tecniche; la loro assenza rende non conforme alle norme la relazione stessa.
Il collaudatore, nominato dal committente prima dell'inizio dei lavori, provvede a depositare il certificato di collaudo statico tramite Scrivania del Professionista nei sessanta giorni successivi alla comunicazione di fine lavori strutturali, come disposto dalla Legge Regionale 19/2008 all'articolo 19.
Quando il costruttore coincide con il committente, il collaudatore deve essere scelto nell’ambito di una terna di nominativi rilasciata dall’Ordine degli Ingegneri o degli Architetti: il collaudo viene effettuato da professionisti o da altri soggetti abilitati dalla normativa vigente, diversi dal progettista e dal direttore dei lavori e non collegati professionalmente, in modo diretto o indiretto, al costruttore.
Il collaudatore deve consegnare il certificato di collaudo statico, servendosi del modulo regionale.
Il deposito del certificato di collaudo statico tiene luogo anche del certificato di rispondenza dell'opera alle norme tecniche per le costruzioni previsto all'articolo 62 del DPR n. 380 del 2001.
8. Certificato di rispondenza
Negli interventi locali o di riparazione, non ricadenti nell'ambito di applicazione della Legge 1086/71, la rispondenza alla normativa tecnica è attestata dal direttore dei lavori che provvede al relativo deposito tramite Scrivania del Professionista mediante il modulo regionale.
Elenco documentazione essenziale per gli adempimenti di fine lavori
Opere in conglomerato cementizio armato, precompresso o a struttura metallica soggette alla Legge 1086/71, per qualunque tipo di intervento
Interventi di nuova costruzione, miglioramento sismico e adeguamento (DM 14 gennaio 2008), quando non soggetti alla Legge 1086/71
Interventi locali (DM 14 gennaio 2008), quando non soggetti alla Legge 1086/71
Certificato di rispondenza dell'opera alle norme tecniche
IV.6 Disciplina di cantiere - cartello di cantiere (art. 112 Rue)
I responsabili di cantiere, intendendo con tale indicazione fare riferimento al Direttore dei lavori, all’Assuntore dei Lavori ed al Titolare dell’atto abilitativo, sono tenuti ad esporre per l’intera durata dei lavori, un cartello, posto all’esterno del cantiere, indicante:
il tipo di intervento (come descritto nell’atto abilitativo);
gli estremi dell’atto abilitativo (n. di protocollo) e data di rilascio o di presentazione per le Segnalazioni Certificate Inizio Attività;
il nominativo del Committente;
il nominativo del Progettista;
il nominativo del Direttore dei Lavori;
il nominativo dell’eventuale Responsabile di Cantiere;
il nominativo dell’Assuntore dei Lavori;
il nominativo dell’eventuale Tecnico calcolatore delle strutture;
il nominativo del Responsabile della Sicurezza.
Le indicazioni sul cartello dovranno essere chiaramente leggibili, e il cartello dovrà rispettare le seguenti dimensioni minime:
metri 1,20 x 0,70 (permesso di costruire e SCIA).
Per le SCIA, qualora il cartello sia apposto alla porta di ingresso dell’edificio, in modo comunque ben visibile dall’esterno, sarà ammessa la riduzione alle dimensioni minime del formato UNI A4.
Per le CIL il cartello dovrà essere di dimensioni minime di formato UNI A4.
La mancata esposizione del cartello o le indicazioni non corrette dei dati comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.
Le opere pubbliche sono esenti dalle presenti disposizioni, in quanto soggette a disposizioni fissate da specifiche leggi di finanziamento.
Il cartello di cantiere è esente dal pagamento di ogni tassa o diritto comunale.
IV.7 Procedimento Certificato di Conformità Edilizia e Agibilità totale e parziale (art. 114 RUE)
Il CCEA è richiesto o depositato per tutti gli interventi edilizi soggetti a SCIA e a permesso di costruire e per gli interventi privati la cui realizzazione sia prevista da accordi di programma (art. 23 comma 1 della LR 15/2013).
Per gli interventi soggetti a CIL non è richiesto il rilascio del certificato di conformità edilizia e di agibilità (art. 6 comma 6 della LR 15/2013).
Le modalità di controllo a campione, sia per la richiesta che per il deposito del CCEA, sono disciplinate dall’Atto di Coordinamento regionale DGR n° 76/2014 (Vedi)
La relazione sugli obiettivi di cui alle schede tecniche di dettaglio è obbligatoria quando prevista.
In entrambi i casi è obbligatorio l’utilizzo della Modulistica Edilizia Unificata regionale.
La CCEA parziale, oltre a quanto indicato nell’articolo 25 della LR 15/2013, può essere richiesta o depositata anche per le sole parti comuni di edifici.
Le sanzioni per il ritardo o per la mancata presentazione del CCEA sono disciplinate dall’articolo 26 della LR 15/2013 e dalla relativa specifica presente nel Modulo richiesta CCEA della MUR; per i titoli edilizi la cui validità sia scaduta prima del 28 settembre 2013 il riferimento per la determinazione della sanzione pecuniaria è stabilita dalla Delibera O.d.G. 116/2011 e s.m.e.i. (Vedi). Per i titoli a sanatoria la data di fine lavori coincide con il deposito del titolo.
La presenza del CCEA, comunque denominato, non impedisce l'esercizio del potere di dichiarazione di inagibilità di un edificio o di parte di esso, ai sensi dell'articolo 222 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie), ovvero per motivi strutturali.
In caso di cantine interrate accatastate autonomamente (Superficie accessoria), saranno considerate nel contesto delle parti comuni e non trattate come singole unità, coerentemente col titolo edilizio.
La richiesta di Certificato di Conformità Edilizia e Agibilità (CCEA) segue la procedura prevista dall’articolo 23 della LR 15/2013 (Vedi)
Per le pratiche sottoposte a controllo a campione, il SUE procede entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta alla comunicazione agli interessati che la loro pratica è sottoposta a verifica. Scaduto tale termine in carenza di tale comunicazione, si forma il silenzio assenso sulla domanda e dunque il certificato di conformità edilizia e di agibilità si intende rilasciato, secondo le risultanze della documentazione presentata e dichiarazioni effettuate.
In alternativa alla richiesta di cui al punto 1. è possibile procedere alla presentazione di dichiarazione asseverata a firma del direttore dei lavori o del tecnico incaricato secondo quanto previsto dall’articolo 25 comma 5bis del DPR 380/2001.
La presentazione della dichiarazione asseverata, su specifico modulo comunale aggiuntivo alla MUR presente sul sito di Dipartimento (Vedi), rende immediatamente efficace il deposito effettuato.
IV.8 Richiesta e attribuzione della numerazione civica esterna e interna
Numerazione civica esterna
Il Comune assegna ad ogni accesso che dall'area di circolazione immette all'interno dei fabbricati di qualsiasi genere (abitazioni o ambienti destinati all'esercizio di attività professionali, commerciali o simili) la numerazione civica.
La numerazione civica esterna è effettuata nel rispetto delle norme vigenti. e del Regolamento Toponomastico (Vedi).
La numerazione interna riguarda le scale, gli appartamenti e tutti gli altri ambienti con ingresso indipendente destinati ad uso non abitativo (uffici, laboratori, ecc..) situati all’interno di un numero civico.
Sia per quanto riguarda la costruzione di nuovi fabbricati, la ristrutturazione completa o parziale di alcune unità immobiliari, il frazionamento o l'accorpamento di unità immobiliari, il proprietario o l’amministratore sono tenuti a richiedere l'attribuzione dei numeri interni, i quali saranno apposti a cura e spese del proprietario stesso secondo le modalità riportate nel Regolamento Toponomastico (Vedi)