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Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art.11', 'art.30', 'art. 207', 'art. 207', 'art. 1', 'art. 181', 'art. 182', 'art. 189', 'art. 11', 'art. 216', 'art. 7']

Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Ciclo dei Rifiuti 2005 I primi risultati del costituendo. - ppt scaricare
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, 21-02-06 1 Ciclo dei Rifiuti 2005 I primi risultati del costituendo.
PubblicatoClaudia Martelli
Presentazione sul tema: "Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, 21-02-06 1 Ciclo dei Rifiuti 2005 I primi risultati del costituendo."— Transcript della presentazione:
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Ciclo dei Rifiuti 2005 I primi risultati del costituendo Osservatorio Provinciale dei rifiuti RD, Produzione, Obiettivi della pianificazione, prospettive e sviluppi anche in relazione al Testo unico Ambientale RD, Produzione, Obiettivi della pianificazione, prospettive e sviluppi anche in relazione al Testo unico Ambientale Relazione tra Osservatorio e la Sezione Regionale del Catasto rifiuti: i suoi sviluppi e le nuove norme Rossella Francalanci ARPA Toscana 2
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Sono strumenti di conoscenza Sono sistemi a “rete” Catasto rifiuti edOsservatorio 3
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, La conoscenza sta alla base dei principi dello sviluppo sostenibile della strategia di Lisbona quale fulcro della crescita europea. Convenzione di Aarhus sull’”Accesso all’informazione, la partecipazione pubblica alle decisioni e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” (1999). La conoscenza è pilastro di un modello di “governance” ambientale definito dalla Convenzione di Aarhus sull’”Accesso all’informazione, la partecipazione pubblica alle decisioni e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” (1999). La conoscenza 4
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, TESTO UNICO (?) Direttiva 2003/4/CE “sull’accesso all’informazione ambientale” D.lgs 19 agosto 2005 n. 195 (GU il 23/09/2005), abroga il Dlgs 24/02/97 n. 39 Direttiva 2003/35/CE che prevede la partecipazione del pubblico nell’elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale ed in materia di IPPC, doveva essere recepita dagli Stati Membri entro il 25/06/2005 La conoscenza 5
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, La conoscenza a supporto delle nuove strategie di governo del territorio e dell’ambiente In Italia, le riforme degli ultimi anni, che hanno interessato la “governance” dell’ambiente e del territorio hanno coinvolto in maniera crescente gli enti più a diretto contatto con il territorio ed i cittadini DECISORI La conoscenza 6
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, La conoscenza a supporto delle nuove strategie di governo del territorio e dell’ambiente I nuovi indirizzi normativi perseguono un cittadino che sia soggetto consapevole ed informato, in grado di partecipare attivamente ai processi decisionali e di comprendere e modulare anche i propri comportamenti in un ottica di sostenibilità ambientale. La conoscenza CITTADINI 7
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Perseguire la qualità del datoPerseguire la qualità del dato Operare per una efficace integrazione con altri datiOperare per una efficace integrazione con altri dati Favorire la disponibilità e diffusione del datoFavorire la disponibilità e diffusione del dato La strategia della conoscenza Occorre Lo sviluppo della conoscenza segue, dunque un approccio integrato, documentato, trasparente, partecipato ed informatizzato. La conoscenza 8
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Osservatori provinciali: L. 93/01 Catasto rifiuti: Dlgs 22/97 Sezione regionale Catasto rifiuti – Osservatori provinciali 9
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, La L. 93/01 di fatto modifica il modello previsto dal Dlgs 22/97 (art. 26) per l’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti prevedendo il passaggio da un modello centralizzato ad un modello a rete Obiettivo è dotare l’Osservatorio nazionale di sedi per il supporto alle funzioni di monitoraggio, di programmazione e di controllo dell'Osservatorio stesso Osservatori provinciali La L. 93/01: precisa che gli Osservatori devono essere istituiti senza oneri aggiuntivi a carico dello Stato (Per ONR sono previsti contributi) non definisce, né direttamente né indirettamente, i rapporti tra OPR ed ONR né tra ONR_OPR/Sezioni Catasto rifiuti, né i modelli organizzativi etc….. 10
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Nella pratica, poi gli OPR (e gli ORR) si sono occupati prevalentemente di rifiuti URBANI e della loro gestione Osservatori provinciali Anche attraverso le fonti informative (diverse fra loro) che le Regioni hanno elaborato negli anni per l’acquisizione di dati per il calcolo e la verifica dell’andamento nel tempo prevalentemente delle Raccolte Differenziate 11
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Catasto dei rifiuti e contabilità dei rifiuti Contabilità dei rifiuti, a livello comunitario, è LACUNOSA Regolamento 2150/2002/CE (con modifiche nel 2004 e 2005) ed atti di attuazione per Statistiche affidabili, regolari, tempestive e sensibili agli obiettivi da monitorare sulla produzione e gestione dei rifiuti COMPLESSITA’ Il regolamento con tutte le modifiche, da un lato evidenzia l’ IMPORTANZA delle statistiche e dall’altro tutta la COMPLESSITA’ E’ un SISTEMA per la CONTABILITA’ DEI RIFIUTI Inquadramento comunitario 12
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI Dlgs 22/97 ed il DM 372/98 (regolamento di attuazione) Il Catasto dei rifiuti viene riorganizzato con il Dlgs 22/97 ed il DM 372/98 (regolamento di attuazione) L. 9/11/88, n° 475 con risultati scadenti (esperienza fallimentare) Il Catasto dei rifiuti è stato introdotto nell’ordinamento italiano con L. 9/11/88, n° 475 con risultati scadenti (esperienza fallimentare) 13
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Riorganizzazione avviene nell’ambito Sistema delle Agenzie del Sistema delle Agenzie Sono istituite: Sezione nazionalela Sezione nazionale del Catasto rifiuti, presso l’ANPA (ora APAT), Sezioni regionali e delle Province autonomele Sezioni regionali e delle Province autonome del Catasto rifiuti, presso le ARPA/APPA, ove operative, altrimenti presso la competente struttura regionale. IL CATASTO DEI RIFIUTI Il D.M. 372/98 lascia intatto l’impianto organizzativo definito nell’art.11 del D.Lgs.22/97 per quanto riguarda le dichiarazioni su produzione e gestione dei rifiuti (dichiarazioni MUD) ma amplia la base informativa che il Catasto Rifiuti deve gestire 14
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Dichiarazioni MUD (produzione e gestione) Autorizzazioni impianti di smaltimento e recupero (art D.Lgs 22/97) Comunicazioni (art D.Lgs 22/97) Albo gestori (art.30 D. Lgs 22/97) Altre fonti (Comuni, ATO, Province, etc.) (in particolare per i rifiuti urbani) Basi informative (DM 372/98) PCB (D.Lgs 209/99) IL CATASTO DEI RIFIUTI 15
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, compiti Sezioni regionali del Catasto Rifiuti: compiti Raccogliere ed organizzare i dati esistenti e disponibili in materia di rifiuti, assicurando la corretta gestione delle informazioni; QualificareQualificare i dati raccolti anche con azioni di bonifica (interna, esterna, analisi dei flussi); Trasmettere (entro 30 gg!!) le elaborazioni richieste alla Sezione Nazionale; Elaborare informazioni sintetiche (indicatori, indici) qualificate e comparabili e, quindi, standardizzate Fornire un qualificato supporto informativo agli Enti locali competenti e a tutti i soggetti istituzionali interessati a problematiche connesse ai rifiuti. 16
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Flusso dei dati MUD Livello Amministrativo Comuni Province Regioni Sezione Regionale del Catasto Rifiuti Camere di Commercio Provinciali Bonifica ed elabora le informazioni per informazioni per : 1.PIANIFICAZIONE 2.GESTIONE 3.CONTROLLO 4.FORMAZIONE INFORMAZIONE Sezione Naz.Catasto Regione Province e EE.LL ARPA/APPA Imprese Cittadino 17
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, D.M. 372/98 SINA SIRA Il D.M. 372/98 prevede, per la gestione delle basi informative e la distribuzione delle informazioni, che la Sezioni nazionale e le Sezioni regionali del Catasto utilizzino rispettivamente il Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINA) e quello regionale (SIRA). distribuito e cooperativo SINAnet Ciò significa che le informazioni debbono essere condivise in un sistema informativo distribuito e cooperativo che presuppone l’adesione agli standard della rete SINAnet e agli standard specifici che sono stati sviluppati per la gestione delle banche dati sui rifiuti. Sintesi………. IL CATASTO DEI RIFIUTI: Rete e Standards 18
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, dimensione europea EUROSTAT EEA EC NRC MCE ETCNFP spazio EIOnet svolgono funzioni di possono partecipare a collaborano dimensione nazionale spazio SINAnet ISTAT APAT IPR CTN PFR MAMB/ ONR REGIONI SIRA ARPA/APPA Province/OPR /Comuni 19
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Il Sistema Catasto Rifiuti (DM 372/98) 20
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Se l’impianto teorico nazionale è condivisibile nei suoi caratteri generali, l’iter di attuazione, a sette anni di distanza dal D.M 372/98, sconta alcuni ritardi nella riorganizzazione, nella concreta fruibilità delle informazioni, nella ottimizzazione delle risorse e richiede una rivisitazione. Risultati raggiunti Ha reso possibile serie storica di dati Ha messo in evidenza le criticità Ha reso possibile sviluppo di competenze Considerazioni 21
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Ha reso disponibile per la Toscana (e l’Italia) dati della serie storica (1998 – 2003 )(ultimi dati disponibili. Sono pervenute ora le dichiarazioni 2005 – produzione e gestione 2004 Risultati in Toscana Opera prevalentemente sui rifiuti SPECIALI (produzione) per evitare inutili e dispendiose sovrapposizioni con ARRR come ORR Accessi crescenti, per motivi vari, alla Sezione regionale dalle Amministrazioni, dai processi di Agenda XXI, da singoli, da imprenditori, dai Dipartimenti provinciali ARPAT 22
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Disponibili sul portale del SIRA: Risultati in Toscana 1.Dichiarazioni MUD (produzione e gestione)(TOSCANA) bonificate) 2.Dichiarazioni MUD (Nazionali) (Non bonificate) 3.Autorizzazioni impianti di smaltimento e recupero (art D.Lgs 22/97) 4.Comunicazioni (art D.Lgs 22/97) Le prime due accessibili solo agli utenti della RTRT, per ora e per motivi di privacy Le ultime due accessibili a tutti 23
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Progetti anno Mantenere le prestazioni fino ad ora erogate 2.Formazione utenti per l’interrogazione delle banche dati 3.Banca dati PCB on line (entro anno 2006)(ora disponibile su CD) 4.Accordo con Albo Nazionale per DISPORRE dei dati dell’Albo, ora solo consultabili in rete Risultati in Toscana 24
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Catasto dei rifiuti ed attività di controllo La funzione conoscitiva del Catasto rifiuti si esplica per fini: Supportano le politiche sui rifiuti, per controllarne l’applicazione e verificarne l’efficacia)Statistici (Supportano le politiche sui rifiuti, per controllarne l’applicazione e verificarne l’efficacia) per supportarle e qualificarleattività di controllo per supportarle e qualificarle QUANDO e COME nel controllo? Nella pianificazione/programmazione delle attività in materia di rifiuti ( Impiegando le statistiche rapportate ad ambiti territoriali o a tipologie specifiche di rifiuti; Supportando indicatori di rendicontazione, etc… Consultando la singola dichiarazione e seguendo i flussi; Consultando le statisticheNella attività di preparazione di una singola ispezione (Secondo Raccomandazione 04/04/ criteri minimi per le ispezioni ambientali (GUCE 27/04/01) Consultando la singola dichiarazione e seguendo i flussi; Consultando le statistiche 25
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Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Flussi di Rifiuti Speciali - Anno 2003 30
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Il Catasto dei rifiuti ed i flussi 31
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, vtutti i dati sono esterni al sistema agenziale vscarso coordinamento della normativa (Dlgs 22/97) per il pieno raggiungimento di una effettiva contabilità in materia di produzione e gestione dei rifiuti La validazione dei dati è un compito gravoso poiché: IL CATASTO DEI RIFIUTI: Criticità (1) Esenzioni poco giustificate già nel dlgs 22/97 (o per soggetti o per tipologie di rifiuti) (saranno particolarmente gravi – soprattutto per il livello locale/regionale con il TU per la esenzione totale dei produttori di rifiuti non pericolosi) Nei nuovi Dlgs o DM si stanno verificando stratificazioni di obblighi di rendicontazione da parte dei soggetti senza coordinamento con gli strumenti già disponibili 32
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI: Criticità (2) Non omogenea operatività e crescita delle Sezioni regionali del Catasto rifiuti, mutuata da un sistema delle Agenzie che ha preso avvio nelle diverse Regioni con velocità diverse. La previsione normativa di non introdurre oneri aggiuntivi a carico dello Stato per la gestione delle Sezioni del Catasto ( senza una preventiva analisi dei costi) Gli oneri versati dai dichiaranti sono completamente destinati al Servizio Camerale e non al Sistema Agenziale. La Sezione toscana (ARPAT) ha operato fino al 2001 con finanziamenti propri e poi con contributi regionali e con contributi provinciali (FI) Anche altre Sezioni (es ARPAV, ARPAER) operano con contributi regionali) Assenza delle necessarie standardizzazioni (da tradursi in regolamentazioni) 33
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Definizione di “RIFIUTO”, Codici “CER”,Codici “CER” e regolamento CEE 259/93, Operazioni di gestione rifiuti (recupero e smaltimento), Raccolta differenziata) Termini e definizioni ( Definizione di “RIFIUTO”, Codici “CER”,Codici “CER” e regolamento CEE 259/93, Operazioni di gestione rifiuti (recupero e smaltimento), Raccolta differenziata) Strumenti ( Modelli rilevamento dati, Acquisizione dati)(=gestione dei flussi) Standards e strumenti informatici)(ANAGRAFICA STANDARDIZZATA) Metodologie di analisi (bonifica degli errori) STANDARDIZZAZIONE riguarda: IL CATASTO DEI RIFIUTI: Standardizzazione STANDARDIZZAZIONE sta alla base di qualunque processo di contabilità riveste una importanza particolare in campo ambientale è indispensabile per la costruzione degli indici e indicatori 34
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Modelli MUD IL CATASTO DEI RIFIUTI: Standardizzazione 35
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Esempi Anno 2000 Toscana Produzione totale TAL QUALE = t/anno Produzione totale BONIFICATO = t/anno (- 60%) Anno 2000 Veneto Produzione totale TAL QUALE = t/anno Produzione totale BONIFICATO = t/anno (- 40%) IL CATASTO DEI RIFIUTI: ATTIVITA’ BONIFICA E VALIDAZIONE 36
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, redazione del rapporto annuale dei rifiuti a: Duplicazione e sovrapposizione di richieste da parte di ONR e Catasto nazionale dei rifiuti per la redazione del rapporto annuale dei rifiuti a: ProvinceProvince Sezioni regionali del catasto rifiutiSezioni regionali del catasto rifiuti regioniregioni IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO NAZIONALE: Criticità (2) 37
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Con l’entrata in vigore del TU ????????????????????????????? IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO Nazionale: Prospettive L’Osservatorio nazionale è sostituito da “Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti” 38
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO Nazionale: Prospettive L’Osservatorio nazionale è sostituito da “Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti” (art. 207) Art 159 (membri) Art. 160 (funzioni)(VEDERE) Personale (art. 207 co.5)(segreteria tecnica: art. 1, co. 42 – L.308/04 39
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO RIFIUTI Prospettive Definizione di rifiuto Accordi di programma (art. 181) con semplificazioni amministrative. Quali?? i rifiuti urbani (principio di gestione nella Regione solo per indifferenziato!)(art. 182) Rocce e terre + rifiuti da lavorazione pietra = CER 0101 (circa _______ t/anno di RS che possono sparire) 40
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO RIFIUTI Prospettive Catasto dei rifiuti (art. 189): ancora senza oneri a carico dello Stato ripropone stesso testo dell’art. 11 del DLgs 22/97 rinviando ad un DM attuativo (quindi sarà modificato DM 372/98) Dipende da contenuti del DM che non si conosce Ripropone per le dichiarazioni MUD gli stessi flussi (passaggio da Camere di Commercio) Dichiaranti ulteriormente ridotti (oltre a quanto potrà essere previsto con accordi)(esclusi i produttori di Rifiuti speciali non pericolosi) 41
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, IL CATASTO DEI RIFIUTI _ OSSERVATORIO RIFIUTI Prospettive Catasto dei rifiuti (art. 216, comma 9 e 10): % : 1A / 7:: ) / // ;167 2// 3 C4 2/ 30 27) H 121;1244 / = /701:6617: 41/ ;1//700; ? + 21==4017 2//1:3167 / 07 :1=417 04// /1< 817/ ::1 031= = ; // // 3 C42/ / /:16/1711A /108317/7 3/0/42//47: :17:721A //:519 +1:316711: &- 1= ; / 7:: % : // /117/1##)7::)#%)%&%7AH///1; 7: //3C42/3027-4//50 2// 1=7: //17/7#% 1/ ;11 4/726/11: /7::%- 42
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive Potenziamento Potenziamento delle Sezioni nelle realtà ove fino ad oggi si sono mostrate maggiori debolezze Per atti autorizzativi???????????? risposte più tempestive, qualificate e condivise (senza perdere informazioni) risposte più tempestive, qualificate e condivise (senza perdere informazioni) 43
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive Potenziamento Potenziamento delle Sezioni nelle realtà ove fino ad oggi si sono mostrate maggiori debolezze Rivisitazione del catasto rifiuti (necessità sentita da tutti) per risposte più tempestive, qualificate e condivise (senza perdere informazioni) 44
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive Prospettive Non si sono ad oggi concretizzate le previsioni di modifiche normative e di regolamentazione previste all’art. 7, comma 3, della L. 93/01, né le proposte tecniche più o meno pubblicizzate (Check_rif, Catasto telematico), né sono stati definiti i rapporti tra Sezioni ed Osservatori. Il contesto progettuale del Catasto Telematico (anagrafica standardizzata) entro cui si sta muovendo il livello nazionale (Ministero e Sezione nazionale) dovrà essere oggetto di un chiaro confronto con il livello regionale 45
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Dovranno essere tenute in debita considerazione anche le nuove esigenze di monitoraggio (es: valutazione dei programmi regionali di riduzione dei RUB) in modo da rendere minimi gli eventuali aggravi amministrativi dei gestori in fase di rendicontazione Dovranno essere standardizzati i contenuti degli atti autorizzativi e dovranno essere responsabilizzate sul tema tutte le autorità amministrative deputate al rilascio delle autorizzazioni Prospettive Prospettive 46
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive della completa disponibilità del dato, della rapidità informativa, dell’alleggerimento procedurale Il sistema si dovrà muovere verso un processo di qualificazione dell’informazione in materia di rifiuti che a partire dalla normativa di riferimento, europea, nazionale e regionale, si orienti verso l’obiettivo della completa disponibilità del dato, della rapidità informativa, dell’alleggerimento procedurale, per approdare quindi alla conoscenza della molteplicità di relazioni che intervengono nei processi gestionali, all’esattezza dei dati ambientali e ad una loro trasparente e qualificata restituzione. 47
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive L’evoluzione, avendo cura di tener conto delle criticità emerse dalle competenze fino ad oggi acquisite, dovrà contemperare, in modo integrato, a più esigenze: semplificazione (ma non deregolamentazione), innovazione, contabilità, tracciabilità dei flussi, strumenti a supporto delle attività di controllo, provvedere alla elaborazione di un Sistema Catasto rinnovato e dinamico al quale affluiscono dati e dal quale si attingono informazioni senza che necessariamente vengano costituite gerarchie di flusso, ma mantenendo attivo uno spazio di coordinamento ed ottimizzazione (che oggi ancora non c’è). 48
Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Prospettive Infine, è necessario che il sistema disponga delle necessarie risorse sia per gestire l’”ordinario” che per evolvere dal reporting all’analisi integrata dell’informazione ambientale Ciò significa integrare strutture e competenze diverse, mettendo in relazione tra di loro parametri quantitativi con elementi qualitativi, aspetti amministrativi e verifiche oggettive, valori prestazionali e standard di riferimento, il tutto anche in un’ottica di analisi ed integrazione georiferita dei patrimoni informativi. Si riportano, a puro titolo di esempio, alcuni esempi in tal senso. Nel primo caso ogni freccia che collega l’origine di un rifiuto è interrogabile, e se ne ottiene, come informazione, la quantità espressa in tonnellate, l’origine e la destinazione 49
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Rossella Francalanci – ARPAT – Sezione Regionale del Catasto rifiuti Provincia Firenze, Principali poli di produzione di Rifiuti Speciali - Anno 2003 Rifiuti Speciali non pericolosi Rifiuti Speciali pericolosi 51
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