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Timestamp: 2020-07-15 02:59:50+00:00
Document Index: 54646907

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 25', 'art. 23', 'art. 20', 'art. 2094', 'art. 53', 'art. 5', 'art. 5']

Tessili - Penne, ecc., Industria: CCNL, 24 luglio 1983
Parti: Associazione nazionale fabbricanti matite, penne stilografiche, articoli dattilografici e prodotti affini, Associazione nazionale fabbricanti spazzole, pennelli e preparatori materie prime - Confindustria e Filta-Cisl, Filtea-Cgil, Uilta-Uil
Settori: Tessili, Penne, ecc., Industria
Art. 3 - Decentramento
Art. 7 - Inserimento handicappati e invalidi
Art. 9 - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 11 - Passaggio di qualifica
Art. 13 - Mutamento temporaneo di mansioni
Art. 14 - Lavoratori discontinui
Art. 16 - Lavoro straordinario, notturno e festivo
Art. 17 - Flessibilità dell’orario normale settimanale di lavoro
Art. 18 - Regime di orario part-time
Art. 25 - Assenza per malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 27 - Infortunio sul lavoro e malattie professionali
Art. 28 - Minimi contrattuali
Art. 29 - Aumenti retributivi - Contrattazione aziendale
Art. 31 - Premio di produzione
Art. 35 - Retribuzione oraria
Art. 36 - Pagamento della retribuzione
Art. 37 - Liquidazione delle indennità in caso di morte
Art. 38 - Trasferimenti
Art. 39 - Mense aziendali
Art. 41 - Reclami e controversie
Art. 42 - Visite di inventario e di controllo
Art. 43 - Disciplina aziendale
Art. 44 - Provvedimenti disciplinari e procedura
Art. 45 - Multe e sospensioni
Art. 46 - Licenziamento senza preavviso
Art. 47 - Trasformazione, trapasso, cessazione e fallimento dell’azienda
Art. 48 - Permessi per cariche sindacali ed aspettativa
Art. 49 - Affissioni
Art. 50 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 51 - Fondo di solidarietà
Art. 53 - Consiglio di fabbrica
Art. 55 - Patronati
Art. 57 - Abrogazione dei precedenti contratti
Art. 60 - Estensione di contratti stipulati con altre associazioni
Art. 62 - Sospensione ed interruzione del lavoro
Art. 64 - Lavoro a cottimo
A) Settore penne, matite ecc.
B) Settore spazzole, pennelli ecc.
Art. 65 - Lavoro a turni
Art. 66 - Trattamento economico di festività
Art. 69 - Trattamento in caso di malattia e di infortunio non sul lavoro
Art. 70 - Trasferta
Art. 72 - Consegna e conservazione degli utensili e del materiale
Art. 73 - Divieti
Art. 75 - Criteri di appartenenza
Art. 76 - Periodo di prova
Art. 77 - Richiamo a disposizioni varie della regolamentazione degli operai
Art. 83 - Periodo di prova
Art. 84 - Sospensioni e riduzioni di lavoro
Art. 86 - Elementi della retribuzione
Art. 88 - Trattamento economico di malattia e di infortunio non sul lavoro
Art. 91 - Indennità maneggio denaro - Cauzione
Allegato 2 - Premio di produzione
Allegato 3 - Aumenti periodici di anzianità (estratto dall’art. 23 CCNL 14 luglio 1979)
Allegato 4 - Regolamento lavoro a domicilio
Allegato 5 - Protocollo d’intesa intersettoriale
Allegato 6 - Declaratorie e profili (in vigore fino al 31 dicembre 1983)
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende produttrici di penne, matite, parti staccate di matite e penne ed articoli affini e per gli addetti alle aziende produttrici di spazzole, pennelli e preparatrici di relative materie prime
Addì, 24 luglio 1983, a Milano tra l’Associazione nazionale fabbricanti matite, penne stilografiche, articoli dattilografici e prodotti affini, l’Associazione nazionale fabbricanti spazzole, pennelli e preparatori materie prime, con l’assistenza della Confederazione Generale dell’Industria Italiana e la Federazione Italiana dei Lavoratori Tessili e dell’Abbigliamento (Filta), la Federazione Italiana Lavoratori Tessili-Abbigliamento (Filtea), con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil), l’Unione Italiana Lavoratori Tessili e Abbigliamento (Uilta), è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Annualmente, o su richiesta di una delle parti stipulanti, l’Associazione imprenditoriale nazionale fornirà alle Organizzazioni sindacali stipulanti, nel corso di un apposito incontro, le seguenti informazioni riguardanti il settore produttivo di competenza:
- linee generali dell’andamento economico-produttivo relativo al mercato interno ed estero, con particolare riferimento alle implicazioni sull’occupazione;
- numero di addetti suddiviso per sesso, qualifica e classi di età (fino a 30, da 30 a 50, oltre 50 anni);
- dinamica delle retribuzioni di fatto nel settore.
Nella medesima sede, su richiesta di una delle parti stipulanti, potranno essere esaminati, con particolare riferimento all’occupazione:
- le situazioni di crisi aziendale o territoriale;
- le strutture di supporto, specie per le piccole e medie imprese, quali ad esempio progetti di consorziazione (anche con riferimento a quanto previsto dalla legge 30 aprile 1976, n. 374).
- programmi relativi a nuovi insediamenti industriali o a significative ristrutturazioni o ampliamenti di quelli esistenti, con particolare riferimento alle prevedibili implicazioni sull’occupazione, sulla mobilità territoriale e sulle condizioni ambientali ed ecologiche;
- le situazioni di crisi aziendale di particolare rilevanza sociale.
Nella medesima sede, su richiesta di una delle parti, potrà essere esaminato l’andamento economico-produttivo del settore, con particolare riferimento alla mobilità della manodopera, alla qualificazione professionale, al decentramento produttivo ed al lavoro a domicilio.
La presente procedura viene attuata per le regioni aventi un significativo numero di aziende dei singoli settori produttivi sopra indicati.
Annualmente, di norma entro il primo quadrimestre, le Associazioni imprenditoriali territoriali forniranno alle Organizzazioni sindacali provinciali di categoria, nel corso di un apposito incontro, le informazioni globali di cui al punto 2) precedente per i settori produttivi cui si applica il presente Contratto.
La presente procedura informativa verrà attuata per le province e i comprensori aventi un significativo numero di aziende dei singoli settori produttivi sopra indicati.
Di norma, annualmente, le aziende con più stabilimenti e le unità produttive in entrambi i casi occupanti più di 70 dipendenti, tramite le Associazioni imprenditoriali territoriali, forniranno al CdF e alle Organizzazioni sindacali di categoria territorialmente competenti, nel corso di un apposito incontro, informazioni riguardanti:
- programmi di investimento che abbiano riflessi sull’occupazione, specificando l’eventuale ricorso a finanziamenti pubblici agevolati erogati dallo Stato; le informazioni sui programmi di investimento relativi a nuovi procedimenti produttivi o a nuove produzioni avranno carattere di riservatezza.
In relazione alle suddette informazioni verranno inoltre illustrate le prevedibili implicazioni sull’occupazione, sulla mobilità e sulle condizioni ambientali ed ecologiche, anche al fine di consentire al CdF e alla Organizzazione sindacale di categoria di esprimere al riguardo la loro autonoma valutazione.
Le parti, nel prendere atto del ricorso strutturale nell’ambito dei settori rappresentati a lavorazioni presso terzi per l’effettuazione di produzioni presenti o meno nel ciclo di lavoro delle aziende committenti, affermano che il lavoro presso terzi debba avvenire nel rispetto delle leggi e dei contratti. In presenza di eventuali situazioni di aziende che non diano corso all’applicazione del Contratto collettivo di lavoro di pertinenza e delle leggi sul lavoro, le parti esprimono il loro rifiuto di tali forme e si impegnano ad adoperarsi nell’ambito delle proprie competenze per il superamento di dette situazioni.
Per esprimere questa volontà e per consentire di conseguenza una più efficace tutela dei lavoratori occupati in imprese dei settori rappresentati, svolgenti lavorazioni per conto terzi presenti nel ciclo produttivo dell’azienda committente:
1 - le aziende committenti lavorazioni a terzi inseriranno nel contratto di commessa apposita clausola richiedente alle imprese esecutrici, operanti nel territorio nazionale, l’impegno all’applicazione del CCNL di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro;
2 - anche in riferimento ai problemi occupazionali, nei casi in cui le aziende committenti, a causa di situazioni temporanee di mercato o di crisi economiche settoriali o locali o per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali, facciano ricorso a riduzione o sospensione di orario di lavoro o riduzione del personale, nel corso delle procedure previste dall’art. 5 della legge 20 maggio 1975, n. 164, della legge 12 agosto 1977, n. 675 e dall’Accordo interconfederale 5 maggio 1965, daranno anche comunicazione, per un esame in materia, dell’eventuale ricorso a lavoro presso terzi presente nel ciclo produttivo delle stesse aziende committenti;
3 - a livello nazionale le parti effettueranno periodiche valutazioni del fenomeno e dei risultati raggiunti, studiando gli strumenti più opportuni per il contenimento e il superamento delle situazioni irregolari;
4 - di norma annualmente, su richiesta delle Organizzazioni sindacali di categoria di pari livello, le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti si incontreranno con le stesse al fine di acquisire elementi conoscitivi necessari alla valutazione del fenomeno. A tale scopo l’Associazione imprenditoriale territoriale consegnerà, nel corso di tale incontro, l’elenco delle aziende che commettono lavoro esterno relativamente a fasi di lavorazioni presenti nel ciclo produttivo aziendale o che erano comunque presenti alla data di entrata in vigore del CCNL 22 aprile 1976. Per ciascuna delle aziende committenti verrà fornito l’elenco delle aziende a cui il lavoro viene commesso, con l’indicazione della loro localizzazione (anche fuori del territorio di competenza), il tipo di lavorazione effettuata, la loro natura industriale o artigianale;
5 - annualmente, di norma al termine della stagione produttiva, su richiesta delle Organizzazioni sindacali di categoria di pari livello, le Associazioni imprenditoriali territorialmente competenti invieranno alle stesse un documento contenente i dati aggregati per il territorio della quantità di lavoro esterno commesso, al fine di consentire una cognizione costante dell’evolversi del fenomeno;
6 - qualora l’evoluzione del fenomeno presentasse un andamento anomalo, su richiesta del Sindacato territoriale di categoria, le parti si incontreranno per accertarne le cause;
7 - qualora siano accertate eventuali situazioni di aziende che non diano corso all’applicazione del Contratto collettivo di lavoro di loro pertinenza e delle leggi sul lavoro, espletate le iniziative più opportune al fine di pervenire alla loro regolarizzazione, permanendo la disapplicazione contrattuale, fra Associazioni imprenditoriali o Organizzazioni dei lavoratori verrà presa in esame la connessione tra le aziende per cui tale problema sussiste.
Le aziende informeranno preventivamente il Consiglio di fabbrica e, tramite l’Associazione imprenditoriale di competenza, il Sindacato territoriale di categoria, sulle operazioni di scorporo, di ristrutturazione e di decentramento al di fuori dello stabilimento di importanti fasi della attività produttiva in atto nel caso in cui tali operazioni influiscano direttamente sui livelli occupazionali.
Su tali problemi, a richiesta di una delle parti, seguirà un incontro che consenta al Consiglio di fabbrica e alle Organizzazioni sindacali territoriali di categoria di esprimere le loro autonome valutazioni.
Il CdF potrà richiedere alla Direzione un esame congiunto che avrà luogo entro 3 giorni dall’avvenuta informazione.
Le aziende sono disponibili ad esaminare con gli Organismi sindacali aziendali, anche su segnalazione degli stessi, il problema dell’inserimento nelle proprie strutture aziendali degli handicappati e degli invalidi, nell’ambito delle proprie possibilità tecnico-organizzative, in relazione alle attitudini ed alle capacità degli stessi.
Il personale che si intende assumere può essere sottoposto a visita medica.
Agli effetti della presente normativa vengono considerati lavoratori discontinui: i portieri, i guardiani e gli autisti non addetti al trasporto merci.
I lavoratori che svolgono le anzidette mansioni saranno considerati alla stregua dei lavoratori addetti a mansioni continue qualora il cumulo delle mansioni da essi normalmente espletate tolga di fatto il carattere della discontinuità del lavoro.
Per i lavoratori discontinui l’orario normale di lavoro non dovrà superare le 50 ore settimanali, fatta eccezione per i portieri fruenti nello stabilimento o nelle immediate dipendenze di alloggio, per i quali valgono le norme contemplate negli accordi interconfederali.
Sono fatte salve le disposizioni di legge per gli effetti da esse previste.
Al segnale di inizio del lavoro il lavoratore deve trovarsi al suo posto ed in condizioni di iniziare la sua attività.
È considerato lavoro straordinario, ai soli fini contrattuali, la prestazione eccedente l’orario giornaliero e settimanale contrattuale, ad eccezione di quella connessa ai regimi di flessibilità dell’orario di lavoro di cui all’art. 17.
La prestazione di lavoro straordinario ha carattere volontario e formerà oggetto comunque di esame preventivo tra la Direzione aziendale e il Consiglio di fabbrica anche ai fini dell’eventuale recupero delle prestazioni stesse mediante riposi compensativi, fermo restando il pagamento delle relative maggiorazioni contrattuali. Il recupero delle ore di lavoro straordinario prestate verrà consentito nella misura di 1/3 delle stesse. Il godimento dei suddetti riposi dovrà avvenire, tenuto conto delle esigenze tecniche e dei periodi di maggiore intensità produttiva, entro sei mesi dalla prestazione lavorativa; a tal fine il lavoratore interessato avanzerà richiesta alla Direzione aziendale con congruo preavviso.
Fatta sempre salva la volontarietà, l’esame preventivo non avrà luogo solo nei casi in cui il lavoro straordinario abbia carattere di assoluta, improrogabile e comprovata necessità determinata da causa di forza maggiore.
L’orario settimanale di lavoro di cui al primo comma dell’art. 15 potrà essere realizzato, in relazione alle esigenze produttive e/o organizzative aziendali, con diversi regimi su un arco di più settimane e potrà riguardare l’intera azienda, singoli reparti o uffici.
Le ore che ai sensi del precedente comma potranno essere lavorate oltre le 40 settimanali saranno contenute nel limite di 90 per ciascun anno.
La Direzione procederà, di norma annualmente, alla comunicazione al CdF del programma d’orario, con l’indicazione dei periodi previsti di superamento e di riduzione dell’orario contrattuale e delle ore necessarie.
Gli eventuali scostamenti dal programma saranno tempestivamente portati a conoscenza del CdF.
Dichiarazioni comuni agli artt. 15, 16, 17
2) Allo scopo di favorire una corretta applicazione della normativa inerente l’orario di lavoro (riduzione orario, flessibilità, straordinario) le parti convengono di verificarne la attuazione in occasione dell’incontro previsto nel capitolo "Sistema di informazione" del presente Contratto.
Come previsto dalla relativa legge, il riposo settimanale cade normalmente di domenica potendolo far cadere in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
In caso di infortunio sul lavoro e di malattia professionale al lavoratore saranno conservati il posto e l’anzianità, a tutti gli effetti contrattuali, fino alla guarigione clinica, documentata dall’apposito certificato definitivo rilasciato dall’Istituto assicuratore. In tal caso, ove per postumi invalidanti il lavoratore non sia in grado di assolvere al precedente lavoro, sarà adibito a mansioni più adatte alla propria capacità lavorativa, compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative dell’azienda.
Per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme di stabilimento, ricorrendo a trattative fra le parti o tra i rispettivi rappresentanti.
In caso di mancato accordo fra le parti, il reclamo o la controversia sarà sottoposto all’esame delle competenti Associazioni sindacali territoriali per il tentativo di conciliazione.
Durante lo svolgimento delle procedure di cui sopra non si darà corso ad azioni sindacali.
Per le controversie relative ai provvedimenti disciplinari si fa riferimento alle disposizioni di cui all’art. 44 nonché alle norme di legge vigenti in materia.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità, la Direzione aziendale e il CdF assumono l’impegno, anche in relazione a quanto previsto dall’Accordo interconfederale 22 gennaio 1983, di favorire l’esperimento di tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle controversie.
I lavoratori devono osservare le disposizioni per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dal titolare dell’azienda e dai collaboratori di questo dai quali dipendono.
I lavoratori devono improntare i reciproci rapporti ai sensi della buona educazione ed armonia necessaria per il buon andamento aziendale.
Qualsiasi infrazione del lavoratore al presente Contratto potrà essere punita, a seconda della gravità delle mancanze, con i seguenti provvedimenti:
b) multa fino all’importo di 3 ore di paga e contingenza;
c) sospensione del lavoro e della retribuzione fino ad un massimo di tre giorni;
d) licenziamento.
Il licenziamento con immediata risoluzione del rapporto di lavoro, senza preavviso né indennità sostitutiva, può essere adottato nei confronti del lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina o alla diligenza del lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni delittuose connesse col rapporto di lavoro.
a) abbandono del posto di lavoro da parte del personale a cui siano specificamente affidate mansioni di sorveglianza, custodia, controllo;
e) recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell’art. 45 (multe e sospensioni) quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso articolo;
i) danneggiamento volontario del materiale dello stabilimento o del materiale di lavorazione;
l) abbandono del posto di lavoro da cui possa derivare pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti o comunque compimento di azioni che implichino gli stessi pregiudizi;
m) inosservanza del divieto di fumare nei reparti ove è espressamente proibito;
I comunicati e le pubblicazioni di cui all’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300, nonché quelli dei sindacati nazionali o locali di categoria dei lavoratori, stipulanti il presente Contratto, vengono affissi su albi posti a disposizione delle aziende.
Le riunioni saranno tenute fuori dall’orario di lavoro. Qualora la convocazione sia unitaria, è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Tali riunioni dovranno normalmente aver luogo alla fine o all’inizio dei periodi di lavoro.
In casi di comprovata impossibilità il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione un idoneo locale nelle immediate vicinanze dell’unità produttiva stessa.
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali o di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 6 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica.
Nell’esercizio dei suoi compiti la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica e/o da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie in discussione.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti delle RSA a norma dell’art. 23 della legge n. 300, nonché quelli sinora concessi per consuetudine alla Commissione interna.
- concorda con la Direzione aziendale, ogniqualvolta se ne ravvisi l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. I medici e i tecnici appartenenti agli Istituti predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
Il Consiglio di fabbrica, nello svolgimento dei propri compiti, potrà di volta in volta farsi affiancare da lavoratori dei reparti per i quali vengono promosse o attuate rilevazioni o iniziative di miglioramento ambientale.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato dall’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni effettuate dagli Enti di cui al secondo comma, in ordine al microclima ed altri fattori che interessano l’ambiente di lavoro, es. fumo, gas, vapori ecc.;
I dati rilevati potranno essere oggetto di esame periodico fra l’azienda e il Consiglio di fabbrica anche ai fini di un adeguato intervento antinfortunistico.
Fermo restando il rispetto del segreto industriale, le aziende forniranno al Consiglio di fabbrica, su richiesta:
Le disposizioni contrattuali contenute nella presente regolamentazione dovranno essere coordinate con eventuali norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme di attuazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833. I valori dei MAC che saranno definiti dal Ministero del lavoro costituiranno punto di riferimento per iniziative di risanamento ambientale.
1) In applicazione di quanto previsto al secondo comma, il Consiglio di fabbrica potrà promuovere indagini tra i lavoratori relativamente all’ambiente di lavoro, anche allo scopo di formulare le osservazioni di cui al successivo punto 3).
3) In applicazione di quanto previsto al sesto comma, il Consiglio di fabbrica e l’azienda effettueranno periodici esami dei dati delle rilevazioni e formuleranno le proprie osservazioni che saranno riportate in apposito verbale che sarà allegato ai registri di cui al punto 2).
La documentazione così formata potrà essere oggetto di ulteriore esame e discussione tra il Consiglio di fabbrica e l’azienda.
È consentita la facoltà di recupero a regime normale delle ore e dei periodi di sospensione di lavoro dovute a causa di forza maggiore, nonché quelli dovuti a soste concordate fra le parti, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni seguenti al periodo in cui è avvenuta l’interruzione.
È ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che individuale, secondo le possibilità tecniche e gli accordi intervenuti o che possano intervenire tra le parti direttamente interessate.
Ogniqualvolta sia richiesta una resa di produzione superiore a quella normale ad economia ed, in conseguenza dell’organizzazione del lavoro nell’azienda, un operaio sia vincolato da un determinato ritmo produttivo e quando la valutazione del lavoro a lui affidato sia il risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione, l’operaio stesso deve essere retribuito a cottimo.
Agli operai interessati dovranno essere comunicate per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
Tali comunicazioni avranno finalità informativa essendo ammesse solo contestazioni di carattere applicativo alle condizioni e secondo la procedura di seguito prevista.
Le contestazioni o controversie riguardanti l’applicazione delle norme del presente articolo, che non trovino risoluzione tra Direzione e Commissione interna o Delegato d’impresa, nell’ambito aziendale, in materia di cottimo, verranno esaminate, in seconda istanza, dalle competenti Organizzazioni territoriali, entro 10 giorni, qualora una delle parti ne faccia richiesta.
Il lavoro prestato dai lavoratori che si avvicendano a una stessa macchina o nelle medesime mansioni entro le 24 ore, anche se a turni di non uguale durata, è considerato lavoro a turni.
Nel lavoro a turni deve essere consentito, a termine di legge, per ogni turno l’intervallo di mezz’ora di riposo che va computata ai fini del raggiungimento dell’orario contrattuale giornaliero, ed il cui compenso è già compreso nella retribuzione mensile.
Agli operai cottimisti dovrà essere corrisposta, per la mezz’ora di riposo goduto, una mezza quota oraria dell’utile di cottimo realizzato nelle ore di effettivo lavoro.
Premesso che la crescita dell’occupazione può essere perseguita anche migliorando il livello di competitività delle imprese e cogliendo le opportunità offerte dal mercato, le parti riconoscono la necessità di applicare le disposizioni di cui al presente articolo in modo da facilitare il conseguimento degli obiettivi dell’occupazione e della produttività.
L’operaio è responsabile degli utensili che riceve con regolare consegna e risponderà delle perdite eventuali e dei danni arrecati agli utensili stessi che non derivino da uso e logorio e che siano a lui imputabili. […]
È vietato introdurre nell’azienda bevande alcooliche senza il permesso della Direzione.
Sono da considerare, agli effetti del precedente comma: i lavoratori che esplicano mansioni di specifica e particolare importanza rispetto a quelle degli operai classificati nella categoria massima oppure coloro che guidino e controllino il lavoro di un gruppo di operai con apporto di particolare competenza tecnico-pratica, sempreché non partecipino con ininterrotta continuità al lavoro manuale.
Restano pertanto escluse le mansioni di semplice e ordinaria vigilanza, assistenza, custodia e simili già regolate dalle classificazioni operaie.
Per gli istituti non previsti nella presente regolamentazione si intendono richiamate le norme contenute nella parte distinta della regolamentazione per gli operai, ad eccezione delle norme relative agli artt. 64, 65, 66, 67.
Non è ammessa la rinuncia e la non concessione delle ferie; in caso di giustificato impedimento, il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva da calcolarsi sulla base della retribuzione globale mensile e per i giorni di ferie non goduti.
La subordinazione, agli effetti del presente regolamento ed a miglioramento di quanto stabilito dall’art. 2094 del Codice civile, ricorre quando il lavoratore a domicilio è tenuto ad osservare le direttive dell’imprenditore circa le modalità di esecuzione, le caratteristiche ed i requisiti del lavoro da eseguire, e il suo lavoro consista nella esecuzione parziale, nel completamento o nell’intera lavorazione di prodotti oggetto dell’attività dell’imprenditore committente.
Le tariffe di cottimo pieno potranno essere definite o a livello provinciale o a livello di zone omogenee, preventivamente definite tra le parti, entro nove mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto collettivo nazionale del lavoro.
Esperito senza successo anche questo tentativo i CdF di singole imprese potranno rivolgersi alla Commissione al fine di concordare in quella sede tariffe di cottimo valevoli per l’azienda. Tale livello di contrattazione è esperibile solo laddove la materia non abbia già formato oggetto di accordi a livello territoriale o di zona.
Le aziende forniranno al CdF ed ai Sindacati provinciali i dati, quantità e tipo di lavoro a domicilio commissionato ed i nominativi dei soggetti che effettuano tale lavoro con il relativo indirizzo. Dati e indirizzi dovranno essere periodicamente aggiornati. Le aziende forniranno inoltre al CdF tutti i dati che costituiscono la tariffa di cottimo pieno.
Sulla base degli elementi di cui sopra il CdF può richiedere alla Direzione aziendale un esame dei problemi relativi al lavoro a domicilio al fine di prevenire conseguenze sull’orario di lavoro e sui livelli di occupazione.
Per l’effettuazione di tale esame il CdF potrà farsi assistere da un lavoratore a domicilio designato da ciascuna delle Organizzazioni sindacali firmatarie il presente contratto e scelto tra quelli che esplicano la loro opera non saltuariamente per l’azienda interessata.
Agli effetti della presente normativa il monte-ore dei permessi retribuiti di cui al quarto comma dell’art. 53 - parte comune - del testo contrattuale viene incrementato di un’ora all’anno per ciascun lavoratore a domicilio - che esplichi la propria opera non saltuariamente per la stessa azienda - e comunque fino a concorrenza del numero dei dipendenti interni.
Il lavoratore a domicilio potrà beneficiare di tale monte-ore aggiuntivo nei casi di intervento stabiliti dalla presente normativa e convenzionalmente verrà retribuito sulla base del minimo tabellare, indennità di contingenza e minimo contrattuale di cottimo riferiti all’operaio di 3° livello.
Le parti stipulanti dichiarano la loro disponibilità a darsi reciproca comunicazione della composizione delle commissioni di cui all’art. 5 della legge 18 dicembre 1973, n. 877, oltre che al paragrafo e) dell’art. 5 del presente regolamento e ad adoperarsi congiuntamente per rimuovere le eventuali cause che impediscano la costituzione delle citate Commissioni.