Source: http://www.ilcacciatore.com/2013/09/12/siena-regolamento-caccia-cinghiale-2013-2014/
Timestamp: 2017-09-24 08:41:44+00:00
Document Index: 60688687

Matched Legal Cases: ['art. 95', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 18']

Siena: Regolamento caccia cinghiale 2013 2014 : Ilcacciatore.com
Siena: Regolamento caccia cinghiale 2013 2014
Siena: calendario cinghiale 2013-2014
Determinazioni riguardanti la caccia sul territorio della provincia di Siena:
Il prelievo del cinghiale nel territorio a caccia programmata vocato alla specie cinghiale di cui alla Delib. G.P. n. 117/2013 è consentito esclusivamente nella forma della braccata alle squadre assegnate ai Distretti di gestione dal 2 novembre 2013 al 30 gennaio 2014, secondo specifici piani di prelievo (Delib. GP n. 175/2013). Per la stagione venatoria 2013-2014 ogni squadra di caccia al cinghiale potrà effettuare le battute con almeno 25 cacciatori iscritti. Potrà inoltre effettuare battute congiuntamente ad altra squadra purché ciascuna abbia un numero minimo di 18 cacciatori iscritti. Ciascuna squadra deve sempre e comunque fare almeno 20 giornate di caccia all’anno nel territorio assegnato. La caccia al cinghiale nelle Aziende Faunistiche Venatorie ricadenti nel territorio vocato è consentita dal 2 novembre 2013 al 30 gennaio 2014, secondo specifici piani di prelievo (Delib. GP n. 175/2013).
Il prelievo del cinghiale nel territorio a caccia programmata non vocato alla specie cinghiale è consentito in forma singola, anche con l’uso del cane, dal 1 ottobre 2013 al 30 novembre 2013.Nello stesso periodo – dal 1 ottobre 2013 al 30 novembre 2013 – e dal 1 gennaio 2014 al 30 gennaio 2014, sono consentiti anche interventi collettivi di prelievo venatorio della specie finalizzati a intensificare il contenimento del cinghiale e limitarne la densità nell’ottica di una maggiore tutela delle produzioni agricole, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
gli ATC devono, con propri specifici atti che ne disciplinino le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), realizzare interventi di controllo numerico della specie con la tradizionale forma della braccata all’interno di aree boscate contigue e/o interconnesse con corridoi ecologici all’area vocata alla specie e cartograficamente individuate, avvalendosi delle squadre assegnate ai Distretti di gestione limitrofi, con un numero minimo di 18 iscritti;
gli ATC devono altresì, con propri specifici atti che ne disciplinino le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), predisporre interventi di controllo venatorio della specie da parte di gruppi di intervento, formati da un minimo di 6 cacciatori abilitati ex art. 95 DPGR 33/R/2011 e iscritti in apposito registro dell’ATC, e in grado di assicurare all’ATC garanzie per quanto concerne i requisiti (es. cani, esperienza, conoscenza del territorio, disciplina, correttezza, ecc.) indispensabili per assicurare l’efficienza e l’efficacia degli interventi stessi. Tali interventi sono realizzati con la forma della braccata all’interno di aree cespugliose e/o boscose, che l’ATC individua sulla base della frequenza e entità dei danni pregressi e potenziali alle colture e cartograficamente determinate. In casi particolari, legati alla mancata o ridotta collaborazione delle squadre di caccia al cinghiale nel realizzare gli interventi di cui al punto 1), ovvero per impossibilità delle squadre per mancanza di ulteriori giornate di caccia, l’ATC dovrà predisporre interventi di controllo venatorio della specie da parte dei gruppi di intervento (come sopra definiti) anche nelle aree boscate contigue e/o interconnesse con corridoi ecologici all’area vocata alla specie e cartograficamente individuate di cui al punto 1).Gli ATC devono rendicontare alla Provincia con cadenza mensile gli esiti degli interventi collettivi di controllo eseguiti nell’area non vocata. Entro il 20 dicembre 2013 gli ATC devono inoltre far pervenire alla Provincia lo schema degli interventi di controllo numerico del cinghiale programmati per il mese di gennaio 2014, finalizzato al perseguimento della densità sostenibile tendente a zero e alla riduzione dell’impatto della specie sulle colture. La caccia al cinghiale nelle Aziende Faunistiche Venatorie ricadenti nel territorio non vocato è consentita, anche con l’uso del cane, in forma singola e collettiva, dal 1 ottobre 2013 al 30 novembre 2013 e dal 1 gennaio 2014 al 30 gennaio 2014.
Il prelievo venatorio del cinghiale nel territorio ricadente all’interno delle Aziende Agrituristico Venatorie, con esclusione delle aree recintate destinate esclusivamente all’attività venatoria su fauna immessa, che ai soli fini della gestione faunistica e venatoria del cinghiale e solo su richiesta e con accordo scritto con il Direttore Concessionario, entra a far parte del territorio a gestione programmata della caccia di competenza dell’ATC, è consentito nel rispetto delle seguenti prescrizioni. Gli ATC devono, con propri specifici atti che ratificano l’accordo scritto con il Direttore Concessionario dell’AAV e ne disciplinano le modalità di esecuzione (comprese le giornate e gli orari), realizzare interventi di controllo venatorio della specie con la tradizionale forma della braccata, nel periodo:
nel territorio a caccia programmata delle Aziende Agrituristico Venatorie ricadenti nel territorio vocato: dal 2 novembre 2013 al 30 gennaio 2014, secondo piani di prelievo redatti e approvati dalla Provincia con Delib. GP n. 175/2013, avvalendosi delle squadre iscritte ai Distretti limitrofi con un minimo di 18 iscritti, previo accordo tra le stesse;
nel territorio a caccia programmata delle Aziende Agrituristico Venatorie ricadenti nel territorio non vocato: dal 1 ottobre 2013 al 30 novembre 2013 e dal 1 gennaio 2014 al 30 gennaio 2014, avvalendosi dei gruppi di intervento, formati da un minimo di 6 cacciatori abilitati ex art. 95 DPGR 33/R/2011 e iscritti in apposito registro dell’ATC.
Nella caccia al cinghiale in forma collettiva in area vocata e non vocata alla specie:
tutti i cacciatori devono essere in possesso di uno dei requisiti di cui all’art. 95 del DPGR 33/R/2011;
non può essere detenuta munizione spezzata;
fermo restando che nella giornata venatoria il cacciatore può esercitare la caccia anche ad altre specie consentite, durante l’esercizio di caccia al cinghiale non potrà abbattere capi di fauna selvatica diversi dal cinghiale;
l’accesso alle poste da parte dei cacciatori deve avvenire con fucile scarico;
tutti i partecipanti devono obbligatoriamente indossare – dal momento del ritrovo al termine delle azioni di caccia – un indumento ad alta visibilità;
i responsabili dei gruppi o delle squadre di caccia dovranno preventivamente segnalare l’area di battuta con idonea cartellonistica posta nelle vie d’accesso alle aree interessate;
prima dell’inizio dell’intervento i responsabili dei gruppi o delle squadre di caccia dovranno compilare la lista dei partecipanti;
ai cinghiali abbattuti deve essere apposta l’apposita fascetta auricolare fornita dall’ATC;
il numero complessivo dei capi abbattuti deve essere comunicato all’ATC entro il 15 febbraio 2014.
Nel periodo settembre 2013 – gennaio 2014 per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali è consentito realizzare interventi di controllo del cinghiale ai sensi dell’art. 37 LR 3/1994, tenuto conto delle seguenti disposizioni e nel rispetto delle indicazioni tecniche fornite dall’ISPRA e dal Servizio Risorse Faunistiche di questa Provincia:
nel territorio cacciabile (AFV, AAV e nel territorio a gestione programmata della caccia vocato e non vocato alla specie): al di fuori del periodo venatorio individuato con la presente deliberazione e dietro specifica segnalazione di danno;
negli istituti e strutture a divieto di caccia: durante tutto il periodo. L’approvazione delle modalità di realizzazione del piano di controllo del cinghiale ai sensi dell’art. 37 LR 3/1994 è demandata a successivi atti dirigenziali.
In considerazione del fatto che è stata autorizzata dalla Regione Toscana, con Delib. G.R. n. 710 del 26.08.2013, una giornata di preapertura alle specie tortora (Sterptopelia turtur), merlo, colombaccio, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia, nel rispetto dell’arco temporale di cui all’art. 18 della L. 157/92, l’esercizio della caccia potrà essere praticato per le specie tortora e merlo fino al 29 dicembre 2013 e per la specie colombaccio, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia fino al 29 gennaio 2014.
Ai sensi dell’articolo 28 comma 11 della L.R. 3/94 e s.m.i. le cartografie indicanti i divieti di caccia e gli Istituti Faunistici privati sono consultabili sul sito http://www.provincia.siena.it/Aree-tematiche/Risorse-faunistiche
« Abruzzo: Febbo, niente stop alla caccia
E.Romagna: avviare azioni di marketing, per promuovere la caccia »