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Timestamp: 2020-01-23 02:26:28+00:00
Document Index: 107064755

Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 70', 'art. 10', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 2598', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 70', 'sentenza ']

Art. 70 legge sulla protezione del diritto d'autore - Brocardi.it
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Articolo 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore
Dispositivo dell'art. 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore
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relative all'articolo 70 Legge sulla protezione del diritto d'autore
Norma di riferimento: Articolo 70 Legge diritto autore - | Quesito Q201924233
Vincenzo A.M. chiede
mercoledì 30/10/2019 - Puglia
“Buongiorno, vorrei scrivere un libro che raccolga citazioni e dialoghi di film, con magari annessa prima una piccola descrizione del film o del momento della scena. È necessario chiedere l'autorizzazione a qualcuno e pagare i diritti d'autore? E se si a chi dovrei rivolgermi? C è un modo per evitare tali adempimenti? Non so ad esempio limitando la lunghezza di ogni citazione o escamotage simili. Grazie mille e buona giornata.”
Consulenza legale i 07/11/2019
In generale, la citazione di opere altrui – come brani di film o di libri – non necessita per forza della previa autorizzazione dell’autore e non comporta automaticamente violazione del diritto d’autore.
Infatti, se da una parte l’autore di un’opera ha il diritto ad essere tutelato, dall’altra è un’esigenza della collettività quella di utilizzare il materiale altrui, specie se già pubblico (ovviamente a certe condizioni).
Il primo comma dell’art. 70 della Legge sul diritto d’autore (L. n. 633/1041) così recita: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”.
Il concetto è meglio chiarito nella Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche, cui l’Italia aderisce, all’art. 10 comma 1:”Sono lecite le citazioni tratte da un’opera già resa lecitamente accessibile al pubblico, nonché le citazioni di articoli di giornali e riviste periodiche nella forma di rassegne di stampe, a condizione che dette citazioni siano fatte conformemente ai buoni usi e nella misura giustificata dallo scopo”.
Dunque, non ci sarebbe bisogno di autorizzazioni se, ad esempio, nel dialogo tra due personaggi di un libro, uno riferisse all’altro di aver letto il libro X, o aver visto il film Y oppure ancora citasse il dialogo del film in questione.
Diverso sarebbe, invece, se ci si appropriasse del personaggio di un libro o di un film altrui per farlo agire quale, ad esempio, personaggio principale nella propria opera. Per citare, a titolo di esempio, il protagonista di una nota saga fantasy, Harry Potter, si potrebbe in un libro citare un brano di uno dei volumi della saga in questione, ma non si potrebbe scrivere una storia che abbia questo personaggio come protagonista, in tal modo utilizzando l’opera dell’autrice di quella saga per farle, di fatto, concorrenza.
L’art. 70 della l.d.a. aggiunge – in ogni caso - al terzo comma che “Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore”.
dev'esserci sempre la finalità di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica;
l’opera critica deve avere fini del tutto autonomi e distinti da quelli dell’opera citata. La finalità di critica può sussistere anche se la citazione è inserita nella realizzazione di un’opera immessa sul mercato a pagamento; l'uso di critica o di discussione, in particolare, si realizza quando la citazione si inserisce funzionalmente in un discorso, quale premessa o quale mezzo di convalida o di critica di tesi ivi sostenute;
l’opera dev’essere riprodotta parzialmente o con scopo riassuntivo, mai integralmente, altrimenti l’uso diventa illecito;
l’utilizzazione dell’opera non deve essere concorrenziale rispetto a quella del titolare dei diritti, ovvero non deve avere un rilievo economico tale da poter pregiudicare gli interessi patrimoniali dell’autore o dei suoi aventi causa. A questo proposito va ricordato che il concetto di concorrenza espresso dall’art. 70 l.d.a. è ben più ampio e diverso dal concetto di concorrenza sleale espresso dall’art. 2598 cod. civ.: l’assenza dell’elemento della concorrenza è condizione perché possa parlarsi di libera utilizzazione dell’opera; il limite della concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera citata è rispettato nella misura in cui le finalità dell'uso - del tutto autonome rispetto a quelle dell'opera utilizzata - escludono la possibile concorrenza con il diritto di sfruttamento economico spettante all'autore di questa;
devono essere sempre menzionati l’opera da cui è tratta la citazione, il nome dell’autore e quello dell’editore;
Una pronuncia che aiuta a farsi un'idea di cosa possa significare il diritto di citazione a fini di "critica" e "discussione", in un caso che potrebbe anche assimilarsi a quello di specie, è Tribunale di Milano,10/2/2000, per il quale: "È consentita, ex art. 70 l. dir. aut., per le sue finalità di critica e di discussione, la riproduzione di brani di testi letterari di opere di un complesso musicale in un volume interamente dedicato ad esso, che seleziona alcune delle sue canzoni più significative (nella specie 30 su 160) e dedica a ciascuna un capitolo in cui presenta l'opera, la colloca storicamente nel quadro della produzione musicale del complesso, ne espone il contenuto, ne cita un brano in lingua originale inglese e nella traduzione italiana, ed esprime una valutazione dell'opera tutt'altro che celebrativa ed agiografica ed anzi talvolta fortemente critica: ed in cui inoltre le citazioni non eccedono i limiti della necessità di commento e di critica, ed hanno un'estensione tale da non soddisfare l'interesse del pubblico alla conoscenza della canzone e dunque da non essere sostitutiva e concorrente della integrale pubblicazione del suo testo".
In sostanza e conclusione, ad avviso di chi scrive, anche se il libro di cui si sta parlando nel quesito dovesse essere messo in vendita, e quindi dovesse avere di per sé finalità lucrativa, ciò non costituirebbe ostacolo al diritto di citazione, perché non si tratterebbe di finalità lucrativa che si pone in diretta concorrenza con quella dell’opera citata, tanto da menomare i diritti del suo autore, come meglio chiarito poc'anzi sul significato di concorrenza per la norma in commento. Inoltre, pare a chi scrive che il contenuto del libro in oggetto contenga citazioni brevi delle opere ed abbia finalità meramente divulgativa.
Se il libro invece, al contrario, fosse accompagnato da cd audio o video contenenti i film o i libri citati, si tratterebbe invece – in questo caso sì – di utilizzo illecito dell’opera altrui.
Il caso di un libro di natura, per così dire, antologica, è in ogni caso molto delicato: si consiglia pertanto di rivolgersi ad un legale esperto in tutela del diritto d'autore.
Norma di riferimento: Articolo 70 Legge diritto autore - | Quesito Q201822475
Laura R. chiede
domenica 16/12/2018 - Umbria
“Buongiorno, sono scrittrice e giornalista. Dovrei pubblicare un saggio che vi invierò via mail con una piccola casa editrice di Trieste.
Vorrei sapere, per rapportarmi correttamente con il mio editore e con quelli delle opere su cui verte il mio saggio critico (...omissis...), se le citazioni che riporto nel mio lavoro si possono intendere compatibili con quanto afferma l'art. 70 della Legge 22 aprile 1941 n. 63 e altre eventuali applicazioni o interpretazioni; o se invece ritenete che sia opportuno far chiedere dal mio editore un'autorizzazione agli altri editori rispetto alle opere citate.
Per rendere più agevole il vostro parere ho evidenziato a colori diversi le citazioni che riguardano le varie opere (un diverso colore per ogni romanzo analizzato). Faccio presente, perché credo abbia importanza, che si tratta di romanzi che superano le 400 (....omissis...) e 500 pagine (...omissis...).
La mia tesi critica e le ragioni del mio lavoro sono bene espresse nell'introduzione, vi invierò comunque anche una breve sinossi del saggio qualora possa essere di utilità.”
Consulenza legale i 21/12/2018
Riteniamo che il saggio sia pienamente rispettoso dell’altrui diritto di autore.
Per cercare di spiegare quali sono le motivazioni che conducono a tale conclusione, si ritiene fondamentale partire proprio dal pensiero espresso dall’autrice nella presentazione del saggio, ed in particolare dai passi che qui di seguito si riportano:
“…mi riferisco piuttosto alla modalità espressiva che certi scrittori e pensatori usano…; alludo alle scelte espressive, ai contenuti, a come vengono presentati e trattati i personaggi….”
“Mostrare questa frontiera non definita tra letteratura e vita è uno degli scopi di questo mio lavoro, che non a caso ha scelto due scrittori e una scrittrice che mescolano, nelle loro opere, immaginazione e realtà,…”
“Un altro scopo del mio lavoro è quindi quello di percorrere con occhi di genere autori che, in alcune delle loro opere recenti, mi hanno colpito per la scelta e la trattazione delle loro personagge…”
“L’indagine non riguarderà tanto gli autori e l’autrice che ho scelto, quanto quello che le loro protagoniste possono esprimere, …”.
La manifestazione di tali intenti svela chiaramente che uno dei principali scopi del saggio sarà quello di analizzare criticamente “le personagge” per come vengono descritte e presentate nelle opere degli autori citati, ciò che rende inevitabilmente necessario anche dover trascrivere e riportare pedissequamente spezzoni di brani tratti da quelle opere.
Una conferma a tali rilievi la si ritrova anche nella sinossi del saggio, indubbiamente utile per capire la finalità che ci si propone di perseguire, ossia, in termini estremamente sintetici, constatare la centralità del ruolo che la donna ha assunto nella società contemporanea, attraverso l’esame della descrizione che ne viene fatta anche da scrittori di sesso maschile.
Il preliminare esame dell’intento e della finalità del saggio, anche attraverso la sottolineatura dei passi significativi e utili in tal senso, ci consente di riflettere meglio sulla compatibilità delle citazioni evidenziate con la normativa in materia di diritto di autore, la Legge n. 633 del 22 aprile 1941, ed in particolare con l’art. 70 della suddetta legge, correttamente richiamato nel quesito.
Dispone tale norma che la riproduzione di parti di altrui opere e la loro comunicazione al pubblico non vanno incontro ad alcun limite se vengono effettuati per uso di critica o di discussione, purchè si rispetti tale limite e non costituiscano ragione per assumere carattere concorrenziale all’utilizzazione economica dell’opera.
L’esiguità delle citazioni rispetto sia alla dimensione complessiva del saggio in cui sono contenute, ma anche rispetto alle opere da cui sono tratte, non potrebbe mai indurre a pensare che le stesse possano integrare una violazione del predetto art. 70, ancor più se lette in continuità con quanto la scrittrice del saggio riporta subito dopo ogni citazione, compiendo un’analisi critica di esse.
Quanto sopra rilevato, peraltro, trova conferma anche in una breve analisi del panorama giurisprudenziale che si può rinvenire sul tema (Cfr. Tribunale Torino Sez. spec. propr. industr. ed intell., 26-02-2009; Tribunale Milano, 10/02/2000).
Ciò che si ricava da tale analisi, infatti, è che, ex art. 70 Legge 633/1941, si deve ritenere lecita la citazione dell’opera se contenuta nella misura giustificata dallo scopo, affermandosi, in particolare, che la riproduzione parziale di un’opera, per poter essere considerata quale lecita citazione della stessa, deve inserirsi funzionalmente in un discorso complessivo, quale premessa, mezzo di convalida o di critica delle tesi ivi sostenute.
La libertà di riprodurre anche brani di opere per scopi di critica, discussione o di insegnamento è ammessa e si giustifica se l'opera di critica o didattica abbia finalità autonome e distinte da quelle dell'opera citata, e si potrà dire di godere di tale libertà se vengono rispettate le seguenti condizioni:
che i "frammenti riprodotti" non risultino in grado di creare alcuna forma di concorrenza, neppure potenziale, con i diritti di utilizzazione economica spettanti all'autore dell'opera parzialmente riprodotta.
che la citazione e riproduzione siano contenute nei limiti della rigorosa necessità imposti dagli scopi di critica, discussione e/o insegnamento.
che la riproduzione non riguardi parti significative dell’opera riprodotta, specie quando l’opera dell’ingegno sia costituita da parti autonome e ben individuate rispetto al tutto e queste siano oggetto di integrale riproduzione (tale principio si applica, in particolare, nel caso in cui la riproduzione riguardi un numero considerevole di parti dell’opera dell’ingegno).
Qualora si riescano a rispettare le predette condizioni, non si potrà incorrere in alcun rischio di plagio o contraffazione; si tenga peraltro presente che, sempre secondo il pensiero della giurisprudenza, nel plagio-contraffazione di un'opera letteraria non è sufficiente che una o più idee o frasi presenti in un testo trovino collocazione nell'altro, ma deve potersi cogliere una vera e propria trasposizione di quel "nucleo individualizzante" che caratterizza l'opera come originale, come frutto dell'altrui attività creativa.
Ad escludere il plagio e la violazione del diritto di autore, inoltre, contribuisce anche la puntuale citazione della fonte e dell’autore, ciò che viene rigorosamente fatto dalla scrittrice del saggio, la quale si preoccupa perfino di citare le pagine dell’opera da cui ogni singolo passo viene tratto.
In conclusione, pertanto, può dirsi che, per come il saggio è stato strutturato e concepito, non può configurarsi alcun forma di plagio e violazione della normativa in materia di diritto di autore.
Un solo consiglio si ritiene di dover suggerire per godere di una ancor maggiore serenità e sicurezza nella pubblicazione e commercializzazione dell’opera: sarebbe opportuno cercare di evidenziare con maggiore chiarezza possibile le parti di testo che vengono riprese dalle opere altrui, riportandole possibilmente tra virgolette ed in carattere corsivo o grassetto, con indicazione anche dell’editore dell’opera, così da non rischiare di ingenerare alcuna possibile forma di confusione con il contenuto della propria opera (in questo senso si è espresso il Tribunale di Milano nella sentenza del 2 aprile 2003).