Source: http://docplayer.it/6598431-Documento-della-valutazione-dei-rischi.html
Timestamp: 2018-02-23 03:10:33+00:00
Document Index: 87635734

Matched Legal Cases: ['art 11', 'art 14', 'art 14', 'art 14', 'art 3', 'art 4', 'art 4', 'art 4', 'art 4', 'art 4', 'art 4', 'art 3', 'art 11', 'art 9', 'art 4', 'art 12', 'art 13', 'art 16', 'art 7', 'art 33', 'art40', 'art 47', 'art 33', 'art 33', 'art 33', 'art 33', 'art 33', 'art 33', 'art 20']

Lelio Federici
22 Rifto Normativo e/o Legislativo DOCUMENTO CONTENUTO NOTE RIFERIMENTI DPR 26/5/59 n 689 Certificato di prevenzione incendi (CPI) o nulla osta provvisorio (NOP) DM 16/2/82 L7/12/84 n818 L 5/3/90 n 46, Dichiarazione di conformità degli impianti elettrici L 30/4/62 n283 e suo regolamento DPR n327 Aziende e lavorazioni soggette al controllo dei VVF Attività soggette alle visite di prevenzione incendi Disciplina transitoria per il controllo delle attività soggette ai controlli periodici di prevenzione incendi esistenti alla data del 25/12/84 Tabella B, punto n 6 (aziende nelle quali sono occupati conteporaneamente, in un unico edificio a più di un piano, oltre 500 addetti) Voce n 85: scuole con oltre 100 persone presenti Voce n 91: impianti termici di potenzialità superiore a kcal/h: Voce n 83: locali di spettacolo e di intrattenimento in genere, con capienza superiore a 100 posti Mentre le attività insediatesi successivamente risultano soggette alla procedura per ottenere il CPI,quelle in parola sono sottoposte ad un controllodifferenziato, temporaneo, in previsione di un adeguamento alla procedura ordinaria, tuttora non ancora avvenuto Obbligo di realizzare tutti gli impianti elettrici a regola d arte, presumendo tali quelli realizzati secondo i dettami del CEI ( L 186/ 68 ) Obbligo di adeguare gli impianti esistenti alle norme di buona tecnica entro ( L5/3/90 n 46 e DL 23/5/95 n 188, art 11 c2 ) Autorizzazione Sanitaria Rilasciata dal Sindaco del Comune in cui è ubicato l edificio nel caso in cui all interno della scuola venga effettuata la preparazione e/o la somministrazione di pasti (si rammenta che gli addetti alla distribuzione dei pasti devono essere muniti di libretto di idoneità sanitaria) Con DL n514/94 è stata prorogata la validità degli attuali NOP di 180 gg dal 29/8/94 L 1/3/68 n 186, DPRn 447/91 Norme CEI 22
24 sul luogo di lavoro" Rifto Normativo e/o Legislativo DOCUMENTO CONTENUTO NOTE RIFERIMENTI DPR 203/88 DPR 25/7/91 Emissioni in atmosfera L 319/76 L 650/76 Scarichi DPR 915/82 e successive delibere del Comitato intermisteriale inerenti a norme tecniche per la sua applicazione Rifiuti DLgs 493/96 Segnaletica di Sicurezza DLgs277/91 (capo IV) Si tratta di una legge di carattere generale che riguarda la tutela delle acque dall'inquinamento Classificazione dei rifiuti solidi, in tre grandi categorie: urbani, speciali e tossico-nocivi Lo stoccaggio provvisorio ed il loro smaltimento Attuazione della direttiva 92/58/CEE, concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro Attuazione delle direttive CEE n80/1107, n82/65, N83/477, 86/188, e n88/642, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivati da esposizione ad Le emissioni prodotte dai laboratori scolastici, corrispondenti al punto 19 della tabella allegata al DPR 25/7/91, sono considerate tra le attività ad inquinamento atmosferico poco significativo e pertanto non richiedono alcuna autorizzazione Eventualmente le Regioni possono prevedere che una comunicazione sulla scarsa significatività inquinante di tali emissioni sia inviata al settore Ecologia e Cave della Provincia in cui l'istituto è ubicato Regolamenta gli scarichi di qualsiasi tipo provenienti dagli insediamenti sorti dopo il 1976 Tutti gli scarichi devono essere autorizzati dal Sindaco, previa domanda inoltrata allo stesso Per poter essere autorizzati gli scarichi devono possedere i requisiti (accettabilità) di cui alle specifiche tabelle A,B e C della L 319/76 Andando di norma in fognatura, gli scarichi scolastici dovrebbero rispettare i parametri della tab C Si tenga presente che gli scarichi dei laboratori dovrebbero essere separati dagli altri tipi di scarico (servizi igienici, ecc) dell'insediamento Mentre per i rifiuti di tipo urbano non si richiedono particolari adempimenti, per quelli speciali e tossico-nocivi (provenienti ad es dai laboratori) bisogna ricordare che per lo STOCCAGGIO: rifiuti speciali: non occorre autorizzazione rifiuti tossico-nocivi: purchè si rispettino le condizioni di cui all'art 14, c1, del DL 373/95, non occorre autorizzazione: bisogna però dare comunicazione alla Regione 30 gg prima dell'inizio dello stoccaggio Tale comunicazione dovrà essere accompagnata dalla dichiarazione di cui al comma 2 dellart 14 sopracitato per lo SMALTIMENTO: rifiuti speciali e tossico-nocivi: devono essere ritirati da ditte specializzate ed autorizzate (iscritte in apposito elenco regionale) Vi è obbligo per la scuola di tenere un registro di carico/scarico per i rifiuti tossico-nocivi (DL 375/95 art 14) Il presente decreto enumera le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro nei settori di attività privati o pubblici indicati dai DLgs 626/94 e 242/96 Le norme del presente decreto sono direttive alla protezione dei lavoratori contro i rischi per l udito e, laddove sia espressamente previsto, contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall esposizione al rumore durante il lavoro Eventuali regolamenti locali di igiene dei singoli Comuni che però concordano con i requisiti delle tabelle della L n319/76 La raccolta dei rifiuti per lo stoccaggio è opportuno sia attuata secondo i criteri indicati nella Deliberazione Interministeriale del 27/7/84 E abrogato il DPR 524/82 E soppressa la tabella A del DPR 547/55 A norma dell art7 della legge 30 luglio 1990, n212 24
25 Rumore Rifto Normativo e/o Legislativo DOCUMENTO agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro CONTENUTO NOTE RIFERIMENTI DM 236/89 Fruibilità delle strutture da parte delle persone con handicap L 1083/71 Impianti di distribuzione del gas Norme UNI CIG 7129/92 DM 25/8/89 Palestre per attività sportive Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l accessibilità, l adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento delle barriere architettoniche Le norme UNI CIG fissano i requisiti di idoneità degli impianti destinati ad utilizzare gas combustibile Norme di sicurezza per gli impianti sportivi Indica le norme tecniche per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico e nei trasporti pubblici Nel loro complesso quanto in riferimento ai singoli componenti fissano i parametri di di sicurezza cui devono rispondere le installazioni di caldaie murali, apparecchi di cottura, apparecchi per la produzione rapida di acqua calda funzionanti a gas L 9/1/89 n13 25
27 A questo proposito si fa presente come l uso di check list; se pur di utilità al RSPP, non può essere considerato come l unico mezzo per la valutazione La check list infatti: può rivelarsi a volte eccessivamente dettagliata, altre generica a seconda del tipo di lavorazione o attrezzatura utilizzata nn sostituisce la conoscenza e le informazioni pregiate di cui dispongono i lavoratori direttamente interessati sulle specifiche situazioni di rischio B 3 3 Quantificazione dei rischi (stima dell entità dell esposizione e della gravità degli effetti) La quantificazione del rischio deriva dalla possibilità di definire il rischio come prodotto della Probabilità (P) di accadimento per la gravità del Danno (D) atteso: R = P x D La definizione della scala di Probabilità fa riferimento principalmente all esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e la probabilità che si verifichi l evento indesiderato, tenuto conto della frequenza e della durata delle operazioni/lavorazioni che comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori: Valore Livello probabilità Definizioni/Criteri 3 molto probabile Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa Azienda o in aziende simili Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore 2 probabile La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe sorpresa 1 poco probabile La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi o addirittura nessun episodio Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa e incredulità Tale giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa che l evento provocherebbe, secondo una interessante prassi interpretativa in uso nei paesi anglosassoni 27
28 La definizione della scala di gravità del Danno fa riferimento principalmente alla reversibilità o meno del danno: Valore Livello gravità danno Definizioni/Criteri 3 grave Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità totale o addirittura letale Esposizione cronica con effetti totalmente o parzialmente irreversibili e invalidanti 2 medio Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile Esposizione cronica con effetti reversibili 1 lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili L incidente con rischio di conseguenze mortali, anche se improbabile, va considerato come priorità nella programmazione delle misure di prevenzione NB: Deve essere preso in considerazione il danno più grave che può essere associato al rischio in esame: a tal fine non può essere utilizzato il solo dato statistico aziendale che mostra un basso numero di incidenti di quel tipo: di per sè tale dato non autorizza ad adottare misure di sicurezza meno restrittive Definiti la Probabilità (P) e la gravità del Danno (D), il rischio (R) viene calcolato con la formula R = P x D e si può raffigurare in una rappresentazione a matrice, avente in ascisse la gravità del Danno ed in ordinate la Probabilità del suo verificarsi P D In tale matrice i rischi maggiori occupano le caselle in alto a destra, quelli minori le posizioni in basso a destra, con tutta la serie disposizioni intermedie Una tale rappresentazione è un importante punto di partenza per la definizione delle priorità e la programmazione temporale degli interventi di prevenzione e protezione da adottare La 28
29 valutazione numerica e cromatica del livello di rischio permette di identificare la priorità degli interventi da effettuare, ad es: R 6 Azioni correttive immediate 3 R 4 Azioni correttive da programmare con urgenza 1 R 2 Azioni correttive/migliorative da programmare nel breve-medio termine B 3 4 Definizione delle priorità degli interventi necessari In base al risultato di classificazione dei rischi e della loro quantificazione con il metodo sopra riportato il Datore di Lavoro avrà semplificato il compito di stabilire un ordine di priorità con il quale attuare le misure di prevenzione/protezione individuate per ciascun rischio Si nota come tale scala di priorità sia fondamentale in situazioni complesse per poter organizzare la programmazione delle misure necessarie Il metodo utilizzato è un valido aiuto per cercare di rendere il più oggettivo possibile il giudizio sui vari rischi presenti, in quanto scompone la decisione di priorità in una serie di scelte successive più semplici All inevitabile soggettività che sempre rimarrà nella scelta della scala di probabilità e di gravità del danno, si potrà ovviare con il confronto continuo con più operatori, e con coloro che di fatto eseguono le varie operazioni o utilizzano le varie attrezzature L ordine di priorità delle misure da attuare dovrebbe prescindere dal discorso economico, ma naturalmente i vincoli economici possono suggerire modifiche all ordine che deriva dalla pura applicazione del metodo seguito B 3 5 Individuazione, programmazione e messa in atto delle misure di prevenzione/protezione necessarie L individuazione delle misure di prevenzione e protezione rispetterà quanto indicato all art 3 del D Lgs 626/94 (Misure generali di tutela) ed in particolare farà riferimento ai principi gerarchici della prevenzione dei rischi in esso indicati: evitare i rischi utilizzare al minimo gli agenti nocivi sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso o che lo è meno combattere i rischi alla fonte applicare provvedimenti collettivi di protezione piuttosto che individuali limitare al minimo il numero di lavoratori che sono o che possono essere esposti al rischio adeguarsi al progresso tecnico cercare di garantire un miglioramento del livello di protezione integrare le misure di prevenzione/protezione con quelle tecniche e organizzative Il piano di attuazione dovrà contemplare i tempi previsti per la realizzazione degli interventi, la verifica della loro effettiva messa in opera, la verifica della loro efficacia, la revisione periodica in merito ad eventuali variazioni intercorse nelle operazioni svolte o nell organizzazione del lavoro che possano compromettere o impedire la validità delle azioni intraprese (istituire un registro delle verifiche con relative procedure) B 4 - Obiettivi specifici perseguiti 29
30 Nel seguito si richiamano le principali leggi e normative riferite ai vari fattori di rischio elencati; le indicazioni in esse contenute costituiscono altrettanti obiettivi per il miglioramento della Salute e Sicurezza dei lavoratori e degli studenti Aspetti organizzativi e gestionali 1 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO Esiste l elenco dettagliato del numero, della qualifica e del profilo professionale dei lavoratori (docenti, non docenti) e degli studenti che fanno uso di laboratori L assegnazione dei compiti lavorativi è fatta rispettando i profili professionali d assunzione, coinvolgendo gli interessati e garantendo l aggiornamento sull introduzione di nuove macchine, attrezzature e procedure di lavoro Tutto il personale è a conoscenza dell organigramma (ruoli e funzioni) E prevista la consultazione periodica del Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori e dei Lavoratori mediante incontri organizzativi 2 COMPITI, FUNZIONI E RESPONSABILITA Compiti, funzioni e responsabilità sono chiaramente assegnati e distribuiti rispettando le competenze professionali (art 4 DLgs 626/94) È stato organizzato il Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi del DLgs 626/94 e nominato il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (art 4 e 8 DLgs 626/94) Si è provveduto alla nomina del Medico competente (in quanto necessario) (art 4 DLgs 626/94) 3 ANALISI, PIANIFICAZIONE E CONTROLLO E redatto il Documento di Valutazione dei rischi, ed è stato dichiarato il programma di prevenzione con gli obiettivi da raggiungere, i mezzi necessari, le priorità degli interventi necessari, i tempi di realizzazione e momenti di verifica (art 4 DLgs 626/94) 4 INFORMAZIONE - FORMAZIONE Tutti i lavoratori ricevono una informazione e formazione sufficiente ed adeguata specificamente incentrata sui rischi relativi alla mansione ricoperta (art 4, 21 e 22 DLgs 626/94) È stato definito un programma di formazione per il raggiungimento di obiettivi concreti in tema di prevenzione dei rischi (art 4 DLgs 626/94) 5 PARTECIPAZIONE Il lavoro è svolto secondo procedure chiare e note ai lavoratori, alla formulazione delle quali gli stessi sono stati chiamati a contribuire (art 3 DLgs 626/94) Il Preside intende svolgere con frequenza almeno annuale la riunione periodica di Prevenzione e Protezione dai rischi (art 11 DLgs 626/94) Esiste una collaborazione attiva fra Datore di lavoro, Medico competente (se nominato), Servizio di Prevenzione e Protezione, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Ente proprietario dell edificio (art 9, 11, 17, 19 DLgs 626/94) 6 NORME E PROCEDURE DI LAVORO Esistono manuali di istruzione e di procedure di lavoro per la sicurezza e l igiene dei lavoratori e degli studenti nei laboratori Durante le operazioni di pulizia sono ridotti al minimo i rischi derivanti da manipolazione manuale di oggetti (ferite da taglio, schiacciamenti), scivolamenti, cadute dall alto, esposizione e contatto ad agenti chimici (detergenti, sanificanti, disinfettanti) per tutto il personale addetto 7 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE I DPI sono conformi alle norme di cui al DLgs 475/92, sono adeguati ai rischi da prevenire e alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tengono conto delle esigenze ergonomiche o di salute dei lavoratori, sono in numero sufficiente e in dotazione personale E controllata periodicamente la loro funzionalità ed efficienza e all occorrenza vengono sostituiti All atto della loro scelta sono stati coinvolti i lavoratori interessati (Art da 40 a 46 DLgs 626/94) 8 EMERGENZA E PRONTO SOCCORSO Esiste un Piano di Emergenza che comprende un Piano antincendio ed un Piano di evacuazione, il cui contenuto è adeguato alle necessità della Scuola, noto ai lavoratori e periodicamente simulato (almeno due volte nel corso dell anno scolastico) (art 4, 21 e 22 DLgs 626/94 - DM 26892) 30
31 La popolazione scolastica è stata informata e formata sulle modalità di autoprotezione, di evacuazione, di comportamenti da tenere in caso di emergenza Esistono accessi all'area per l'intervento agevole dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco (art 12, 13 DLgs 626/94) Esiste un servizio di Pronto Soccorso (art 13 DLgs 626/94) 9 SORVEGLIANZA SANITARIA/VACCINAZIONI Solo nel caso sussistano particolari rischi per i quali è prevista una sorveglianza sanitaria preventiva o periodica i lavoratori sono sottoposti a specifico protocollo sanitario di controllo dal Medico Competente nominato (art 16 e 17 DLgs 626/94) 10 LAVORI IN APPALTO Se sono affidati lavori in appalto da parte della scuola, il Committente fornisce agli appaltatori, e viceversa, informazioni relative ai rischi specifici esistenti nell ambiente di lavoro in cui operano, e le procedure a cui dovranno attenersi, alla presenza di eventuali impianti ed attrezzature pericolose (art 7 DLgs 626/94) Salute e sicurezza di lavoratori e studenti 11 IMPIANTO ELETTRICO L'impianto elettrico interno ai locali è conforme alla normativa, è presente tutta la relativa documentazione di sicurezza e subisce regolare manutenzione Non esistono rischi di contatto diretto con parti nude in tensione, normalmente accessibili e nei locali sono previste prese e spine conformi alle Norme CEI In caso di manutenzione straordinaria o ampliamenti/rifacimenti sostanziali dell impianto elettrico è stata rilasciata una dichiarazione di conformità alle norme CEI da parte della ditta installatrice 12 ANTINCENDIO/VIE ED USCITE D EMERGENZA Le strutture, gli impianti, i mezzi di protezione e di estinzione, le vie di uscita e di emergenza, in generale, sono conformi a quanto indicato nell art 33 del DLgs 626/94 e nel DM (Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica - GU n 218 del 16992) 13 RUMORE E COMFORT ACUSTICO E presente la Valutazione del rumore (o Autocertificazione) ed è stata rispettata la periodicità prevista dalla valutazione (art40 del DLgs 277/91) Non ci sono locali o spazi in cui il riverbero è particolarmente fastidioso o sorgenti rumorose comunemente ritenute dannose o particolarmente fastidiose 14 CARICO LAVORO FISICO (MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI) L'organizzazione del lavoro permette a tutto il personale di intervallare periodi di lavoro in piedi e periodi di lavoro seduti Se esistono carichi (attrezzi, cose) gravosi da sollevare, anche occasionalmente, di peso superiore a 30 kg per gli uomini, 20 kg per donne ed adolescenti maschi, 15 kg per adolescenti femmine è stata adottata ogni misura tecnica, organizzativa, procedurale, controllo sanitario, informazione e formazione che possa eliminare o anche solo ridurre i rischi per la salute Se si movimentano pesi compresi tra 3-30 kg(maschi) e 3-20 kg (femmine), in modo non occasionale (>1 sollevamento/ora) si sono calcolati gli indici di sollevamento, secondo metodi validati, (NIOSH, INRS, ecc) oltre all adozione delle misure di cui sopra (art 47, 48, 49 DLgs 626/94) 15 MICROCLIMA Condizionamento I lavoratori non sono esposti a correnti d'aria fastidiose e non ci sono lamentele per carenze di ricambi d aria In caso di fuori servizio dell impianto è possibile l apertura delle finestre Esiste un programma di manutenzione preventiva dell'impianto di aria condizionata che comprende le operazioni di pulizia periodica (eliminazione della sporcizia, sostituzione dei filtri, raccolta della condensa) I filtri esauriti ed il materiale recuperato vengono conferiti a soggetto autorizzato al trasporto ed allo smaltimento degli stessi Riscaldamento Gli ambienti sono provvisti di impianto di riscaldamento funzionante e opportunamente regolato Il controllo della corretta posa in opera degli impianti di riscaldamento è avvenuto tramite collaudo di cui si conserva la certificazione La temperatura degli ambienti adibiti ad usi scolastici, in condizioni invernali ed estive non dà luogo a lamentele La temperatura dei locali di riposo, servizi igienici, 31
32 palestre e pronto soccorso è confortevole Le correnti di aria fredda e calda che investono le persone sono opportunamente controllate Le chiusure esterne verticali e orizzontali sono tali da impedire qualsiasi infiltrazione di acqua /di pioggia È garantita, ai fini di mantenere il livello di purezza dell'aria previsto dalla legge, l'introduzione di portate d'aria esterna, mediante opportuni sistemi, con coefficiente di ricambio funzione di: destinazione d'uso locali, affollamento, tipo (art 33 DLgs 626/94 e DM e successive modifiche) 16 ILLUMINAZIONE Tutti i locali hanno un livello di illuminazione adeguato e nei luoghi di lavoro è realizzato uno stretto rapporto di integrazione dell'illuminazione naturale con quella artificiale; la luce naturale è sufficiente per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori In tutti i luoghi di lavoro è garantita la protezione dai fenomeni di abbagliamento sia diretto che indiretto o zone d'ombra I locali di passaggio, i corridoi e le scale hanno buoni livelli di illuminazione I luoghi di lavoro sono dotati di illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità (art 33 DLgs 626/94 e DM e successive modifiche) 17 ARREDI L'arredamento in generale è previsto di forma e dimensione adeguati alle varie classi di età degli studenti ed al tipo di scuola I tavoli e le sedie degli studenti rispettano le disposizioni di legge e le norme di buona tecnica (UNI), rettangolari e di dimensioni adatte, combinabili tra loro per consentire attività di gruppo variamente articolate Le lavagne, i tavoli e le sedie degli insegnanti rispettano le disposizioni di legge e le norme di buona tecnica (UNI) Le superfici di lavoro sono di materiale idoneo con bordi arrotondati e spaziose (DM ) Le superficie trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni sono costituite da materiali di sicurezza al fine di evitare lo sfondamento e il ferimento dei lavoratori in caso di rottura (art 33 DLgs 626/94) 18 ATTREZZATURE Scale Le scale manuali si utilizzano solo in modo occasionale e vengono usate correttamente (per raggiungere la quota o per brevissime operazioni e non per lavori prolungati nel tempo) Nessun lavoratore si trova sulla scal quando se ne effettua lo spostamento Scale semplici portatili Le scale semplici portatili (a mano) sono sufficientemente resistenti nell insieme e nei singoli elementi e hanno dimensioni appropriate al tipo di uso Sono provviste di dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti, ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori Scale ad elementi innestati Le modalità d'uso delle scale manuali sono corrette ed in particolare è previsto, qualora sussista pericolo di sbandamento, che una persona ne assicuri il piede Scale doppie Le scale doppie a compasso sono di lunghezza non superiore a 5 m e sono corredate di catena o altro dispositivo che ne impedisca l'apertura oltre il limite di sicurezza (art da 18 a 21 DPR 547/55) Macchine Le macchine acquistate dopo il 21/09/96 sono dotate di marcatura CE di Conformità secondo quanto stabilito dal DPR 459/96; sono disponibili le Istruzioni per l uso fornito a corredo della macchina stessa Protezioni Gli elementi mobili delle macchine che intervengono nel lavoro sono completamente isolati per progettazione, costruzione e/o ubicazione Esistono protezioni fisse che impediscono l'accesso ad organi mobili se non in caso di manutenzione, sostituzione, ecc Se esistono le protezioni mobili delle macchine, esse, in caso di apertura, restano unite alla macchina, eliminano il rischio di proiezioni di oggetti, in caso questo esista, sono associate a meccanismi che controllano l'arresto e la messa in marcia della macchina in sicurezza Comandi Gli organi di azionamento e di arresto di motori e macchine sono chiaramente visibili ed identificabili Esistono uno o più dispositivi di arresto di emergenza rapidamente accessibili (si 32
33 escludano le macchine in cui detti dispositivi non riducono il rischio I comandi delle macchine (esclusi quelli di arresto) sono protetti, al fine di evitare avviamenti accidentali Manutenzione Esistono attrezzature e dispositivi a corredo della macchina o di sue parti pericolose che garantiscano l'esecuzione in sicurezza di operazioni di riparazione, manutenzione o pulizia Informazione formazione L'operatore è stato formato ed addestrato nella conduzione della macchina Esiste un Manuale di Istruzioni in cui si specifica come realizzare in modo sicuro le distinte operazioni sulla macchina: messa a punto, funzionamento, manutenzione, pulizia ecc (DPR 547/55; art da 34 a 39 DLgs 626/94; Norme CEI EN 60204; Norme UNI EN 292) Rischi legati alle attività svolte in ambienti specifici L'atrio e gli spazi per le attività complementari sono opportunamente dimensionati, come gli spazi per gli uffici, l amministrazione, e l educazione fisica in modo corrispondente alle dimensioni standard previste dalla normativa (DM e successive modifiche) 19 AULE NORMALI Le aule per le attività didattiche normali hanno caratteristiche tecniche dimensionali conformi alla normativa L'altezza netta dell'aula non è inferiore a 300 cm nel caso di soffitto piano e a 270 cm in caso di soffitto inclinato Le dimensioni e la disposizione delle finestre è tale da garantire una sufficiente illuminazione e aerazione naturale Le aule per le attività didattiche normali non sono ubicate in locali interrati o seminterrati La disposizione dei banchi all'interno dell'aula non ostacola la via di fuga in caso di emergenza La pavimentazione è realizzata con materiali antisdrucciolo, facilmente lavabile Le porte sono dimensionate in modo conforme a quanto indicato all art 33 del DLgs 626/94 All'interno dell'aula non vengono depositati attrezzature che possono creare condizioni di pericolo da parte degli studenti professori o che possono impedire la fruizione dello spazio in tutte le sue parti (art 33 DLgs 626/94) All'interno degli armadi eventualmente presenti non vengono conservati materiali infiammabili o altri materiali a rischio chimico, biologico o di qualsiasi natura non attinente all'attività didattica L'aula è dotata di tutti gli impianti ed attrezzature necessarie per la normale sua fruizione (impianto elettrico, climatizzazione, illuminazione) L'impianto elettrico ha un numero sufficiente di punti luce, prese, interruttori da rendere agevole l'utilizzo di attrezzature elettriche Se i docenti eseguono esperienze scientifiche in aule didattiche, non attrezzate ad uso laboratorio tali esperienze sono eseguite in sicurezza, secondo procedure di lavoro idonee al fine di minimizzare i possibili rischi per insegnanti e studenti, usando materiali, sostanze e preparati non pericolosi 20 AULE SPECIALI / LABORATORI Il pavimento degli spazi di lavoro è adeguato alle condizioni d'uso (per resistenza, caratteristiche antisdrucciolo, etc), è regolare, uniforme pulito e libero di sostanze sdrucciolevoli Le porte dei locali di lavoro consentono una rapida uscita dei lavoratori (insegnanti, assistenti e studenti) verso l'esterno, sono apribili dall'interno, libere da impedimenti all'apertura e di larghezza adeguata ed in numero sufficiente La larghezza minima della porta nei locali ove si effettuano lavorazioni a rischio di incendio/esplosione è pari a 120 m (con tolleranza in meno del 5%)(art 33 DLgs 626/94) Se le esercitazioni richiedono l'uso di sostanze chimiche sono presenti e facilmente consultabili tutte le schede di sicurezza rispondenti ai requisiti del DM 28/08/92 Tutti i recipienti sono a tenuta e i reattivi sono sempre conservati e depositati in modo corretto e in luoghi idonei ed eventualmente separati in ragione della loro incompatibilità chimica I laboratori sono forniti di cappa aspirante ad espulsione d aria verso l esterno, mantenute sempre efficienti e la manipolazione di sostanze pericolose avviene sempre sotto cappa d aspirazione (art 20 DPR 303/56) Sono a disposizione, mantenuti efficienti e sempre indossati tutti i DPI necessari nelle diverse operazioni Sono presenti tutti i dispositivi di sicurezza e di emergenza necessari e sono rispettate tutte la misure igieniche generali e le corrette procedure di lavoro (DPR 547/55, art da 40 a 46 DLgs 626/94, DLgs 475/92) 21 AULA MAGNA / AUDITORIO 33