Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-1939-codice-civile-validita-della-fideiussione
Timestamp: 2019-03-24 14:20:37+00:00
Document Index: 152952889

Matched Legal Cases: ['art. 1945', 'art. 1945', 'art. 105', 'art. 183', 'art. 1939', 'art. 22', 'art. 1939', 'art. 1956', 'art. 1945', 'art. 1939']

Art. 1939 codice civile: Validità della fideiussione | La Legge per tutti
Art. 1939 codice civile: Validità della fideiussione
La fideiussione non è valida se non è valida l’obbligazione principale (1), salvo che sia prestata per un’obbligazione assunta da un incapace (2).
(1) Se l’obbligazione principale è nulla o inesistente, il negozio fideiussorio è privo di causa ab origine, e perciò anche esso nullo o inesistente. Lo stesso avviene nel caso in cui l’obbligazione principale è affetta da simulazione assoluta, in quanto, non essendo essa realmente voluta, non sarà voluto neanche il negozio fideiussorio. Se invece la simulazione è relativa ed il fideiussore vi ha partecipato, la fideiussione varrà rispetto al negozio dissimulato (realmente voluto dalle parti).
È invalida anche la fideiussione prestata per un’obbligazione naturale o per un’obbligazione prescritta (ossia estinta) perché in esse manca l’obbligazione principale (l’obbligo giuridico di adempiere del debitore principale).
Se invece l’obbligazione principale è annullabile o rescindibile, la fideiussione è valida, ma il fideiussore può rifiutare la prestazione al creditore (mediante il potere di sollevare le eccezioni di cui all’art. 1945), fino a che il negozio principale non sia stato convalidato dal debitore o non si sia prescritta l’azione di annullamento (sia cioè passato il tempo necessario per far valere il vizio causa di annullabilità).
(2) L’incapacità cui fa riferimento la norma è quella legale, relativa, cioè, alla minore età, interdizione o inabilitazione. Non è necessario che il fideiussore conoscesse lo stato di incapacità del debitore.
Seppure l'art. 1945 c.c. consente al fideiussore di opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, non gli riconosce tuttavia, per ciò solo, una legittimazione sostituiva in ordine al proponimento delle azioni che competono al debitore principale nei confronti del creditore, neppure quando esse si riferiscano alla posizione debitoria per la quale è stata prestata garanzia fideiussoria; l'esclusione della possibilità, per il fideiussore, di far valere nel processo, in via di azione ed in nome proprio, un diritto spettante al debitore, trova fondamento, oltre che nel principio generale secondo cui legittimato ad agire in giudizio e (in mancanza di un valido titolo che consenta la sostituzione) il solo titolare dell'interesse leso, anche e soprattutto nel carattere accessorio dell'obbligazione fideiussoria, quale deducibile dagli artt. 1939 e 1945 c.c. Non essendo contestata la qualità di fideiussori, e non essendo stata dimostrata la pattuizione del "beneficium excussionis", l'obbligazione del fideiussore, pur avendo carattere accessorio e pur essendo subordinata all'inadempimento del debitore principale, è solidale con quella di quest'ultimo e non può essere considerata, quindi, né sussidiaria né eventuale. Peraltro l'intervento di cui all'art. 105 c.p.c.. concerne non la causa, ma il processo ed è tale che il terzo, una volta intervenuto nel processo ed una volta spiegata domanda nei confronti delle altre parti o anche di una sola di esse, diventa parte egli stesso nel processo medesimo, al pari di tutte le altre parti e nei confronti delle stesse e conseguentemente deve essere consentita l'estensione della domanda riconvenzionale, proposta prima della sua costituzione in giudizio, nei confronti del terzo, in quanto - come nel caso di specie - avvenuta alla prima udienza e nel rispetto dei termini di preclusione di cui all'art. 183 c.p.c.
Tribunale Bari sez. V 15 aprile 2014 n. 1953
La natura accessoria del contratto di fideiussione in campo civilistico (art. 1939 e 1941 c.c.) non può essere riportata nell'ambito tributario, e segnatamente in quello della disciplina dell'imposta di registro, per la quale, ai sensi dell'art. 22 d.P.R. 26 aprile 1986 n. 131, vale invece il principio dell'autonomia dei singoli negozi; la relativa tassazione non resta, quindi, attratta nella disciplina tributaria dell' i.v.a. per il solo fatto che il creditore sia un soggetto i.v.a. Cassa e decide nel merito, Comm. Trib. Reg. Genova, 20/03/2008
Cassazione civile sez. trib. 12 luglio 2013 n. 17237
Vale a qualificare come contratto autonomo di garanzia, l'inserimento in un contratto di fideiussione, della clausola di "pagamento a prima richiesta e senza eccezioni", in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale. In forza dell'anzidetta clausola, infatti, l'obbligo del garante di pagare alla banca immediatamente, a semplice richiesta scritta, la previsione derogatrice dell'art. 1939 c.c., in forza della quale le parti abbiano espressamente convenuto che la garanzia manterrebbe i suoi effetti anche in caso di invalidità dell'obbligazione principale, e la rinuncia del garante a sollevare le eccezioni di cui agli art. 1956 e 1957 c.c., inducono a escludere il carattere di accessorietà dell'obbligazione di garanzia, che invece si connota per una piena autonomia rispetto al rapporto principale garantito.
Corte appello Palermo sez. III 04 giugno 2013 n. 953
Qualora dei fideiussori abbiano assunto la garanzia in deroga ai principi sanciti dall’art. 1945 c.c., in virtù del quale il fideiussore può opporre contro il creditore tutte le eccezioni che spettano al debitore principale, e consentendo di ritenere il carattere autonomo della garanzia in oggetto, i fideiussori rinunciano ad opporre le eccezioni spettanti al debitore e si obbligano a pagare immediatamente al creditore, a semplice richiesta scritta dello stesso, anche in caso di opposizione del debitore quanto da esso dovuto in dipendenza dell’ammontare complessivo del canone, la fideiussione è pertanto valida ed efficace nei confronti del creditore in deroga a quanto previsto dall’art. 1939 c.c., anche nel caso di invalidità dell’obbligazione principale. Nei termini suddetti, i fideiussori risultano aver assunto un impegno diretto, autonomo ed irrevocabile nei confronti del creditore, tale da obbligarli ad effettuare il pagamento a prima richiesta, indipendentemente dalla validità e dalla efficacia del rapporto di base, senza possibilità di opporre eccezioni di sorta ed in particolare quelle fondate sul rapporto tra il debitore principale e la società creditrice.
Tribunale Roma sez. X 04 marzo 2007