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Timestamp: 2017-10-23 10:27:53+00:00
Document Index: 88297843

Matched Legal Cases: ['art. 240', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 51', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 105', 'art. 81', 'art. 19', 'art. 34', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 24', 'art.25', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 34']

Catania, 20 febbraio Le misure di prevenzione patrimoniali Fabio Licata Giudice del Tribunale di Palermo - PDF
Catania, 20 febbraio Le misure di prevenzione patrimoniali Fabio Licata Giudice del Tribunale di Palermo
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1 Catania, 20 febbraio 2015 Le misure di prevenzione patrimoniali Fabio Licata Giudice del Tribunale di Palermo
2 Il controllo, il contrasto e la repressione delle infiltrazioni della criminalità organizzata: le misure di intervento sul patrimonio e sull impresa Insufficienza degli strumenti del diritto penale classico Misure ante delictum e praeter delictum Panorama internazionale e misure di prevenzione patrimoniali italiane Obiettivi delle misure di prevenzione: esigenza di prevenzione nei confronti di determinati soggetti pericolosi; necessità di colpire la pericolosità in sé del patrimonio di origine illecita, ritenuto un fattore inquinante del corretto svolgimento dei rapporti economici ed un elemento di rafforzamento del potenziale criminoso delle organizzazioni criminali Insufficienza di misure strutturate più sulla pericolosità del singolo che sulla dimensione oggettiva della pericolosità reale Difficoltà di contrastare le varie forme di infiltrazione delle organizzazioni mafiose nelle attività economiche, con particolare riferimento alle varie forme di contiguità e controllo occulto di attività economiche che, pur essendo nella disponibilità di terzi, sono strumentalizzate in vario modo per gli obiettivi della criminalità organizzata Esigenza di colpire non soltanto le ricchezze e le attività economiche di origine illecita, ma anche le variegate forme di potenziale o concreta strumentalizzazione delle stesse per la realizzazione di interessi di natura criminale
3 Gli strumenti di contrasto ai patrimoni illeciti nel sistema italiano Confisca penale classica (art. 240 c.p.) Confisca penale allargata (art. 12 sexies l. 356/92) Ipotesi speciali di confisca penale obbligatoria Confisca penale per equivalente Confisca di prevenzione
4 La scelta dello strumento: Tipologia del fenomeno criminale e obbiettivo perseguito 240 c.p Individuazione provento del singolo reato, relazione con autore dell illecito, nesso di derivazione dal reato; definizione della posizione di eventuali terzi coinvolti e dei loro diritti EQUIVALENTE quantificazione provento del reato, ovvero della utilità economica che ne deriva (profili problematici: lordo/netto; imputazione soggettiva in caso di concorso nel reato ed effetti sul quantum del sequestro/confisca; collocazione temporale/ consumazione del reato (confisca come sanzione); concorso nel reato; complessità dell accertamento soprattutto in caso di illecito strutturato in forma di impresa/ associazione; metodologie allo stato non adeguate. Confisca ex. art. 12 sexies D.L. 306/92 ricostruzione complessa, tendenzialmente completa, del patrimonio, alla luce della evoluzione giurisprudenziale: attività illecita, i redditi leciti/redditi illeciti; storia delle acquisizioni patrimoniali e loro dislocazione nel tempo, profili soggettivi dei terzi coinvolti; Le incertezze giurisprudenziali Confisca di prevenzione ricostruzione complessa, anche fuori dai casi di cui all art. 51 comma 3 bis c.p.p.; storia criminale del soggetto (pericolosità) e correlata ricostruzione del suo patrimonio 4
5 LA CONFISCA DI PREVENZIONE Ratio: forma di tutela particolarmente efficace delle esigenze di sicurezza poiché prescinde dall accertamento dello specifico fatto di reato e consente una diversa distribuzione dell onere probatorio in termini più favorevoli all accusa ( sistema di intervento parallelo e più duttile, da utilizzare come una sorta di scorciatoia per sfuggire alle strettoie probatorie del normale processo penale ); Presupposto: non la prova di un reato di cui il soggetto è ritenuto responsabile, bensì il riconoscimento sulla base di indizi di una pericolosità sociale particolarmente qualificata, intesa come probabilità di commissione di ulteriori reati Compatibilità con la Carta Europea dei Diritti dell uomo (C.E.D.U. caso Raimondo 1994): tenuto conto del pericolosissimo potere economico di una organizzazione come la mafia, l interesse generale legittima il ricorso a misure che rappresentano un ingerenza non sproporzionata allo scopo perseguito ; e la confisca, che costituisce un arma efficace e necessaria per combattere questo fenomeno, appare proporzionata all obiettivo perseguito.
6 Autonomia tra giudizio penale e giudizio di prevenzione La valutazione dei presupposti per la applicazione (pericolosità sociale ed altri) non deve essere necessariamente formulata sulla base di fatti integranti estremi di reato ma si può fondare su qualsiasi elemento idoneo a giustificare il libero convincimento del giudice E sufficiente ai fini dell applicazione della misura di prevenzione l esistenza di meri indizi, senza che essi debbano necessariamente rivestire quella gravità, precisione e convergenza richiesti quali elementi di prova ai fini dell affermazione di colpevolezza Per tale motivo il proscioglimento o l archiviazione per uno dei reati che legittimano la prevenzione non impediscono l applicazione della misura poiché il giudizio di pericolosità può essere espresso anche in presenza di prove insufficienti per una pronunzia di condanna (è escluso in ogni caso il ricorso a «sospetti, congetture, illazioni o mere intuizioni del giudice»)
7 Destinatari delle misure di prevenzione patrimoniali ( artt. 1, 4 e 16 decreto legislativo n. 159/11) a) indiziati di appartenere alle associazioni di cui all articolo 416-bis c.p. o indiziati di uno dei reati previsti dall articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale ovvero del delitto di cui all articolo 12-quinquies, comma 1, l. n. 356/92; b) i soggetti abitualmente dediti a traffici delittuosi, che vivono in tutto o in parte con i proventi di attività delittuose, dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità e la sicurezza o la tranquillità pubblica (art. 1); c) coloro che pongano in essere atti preparatori, obiettivamente rilevanti, diretti a sovvertire l ordinamento dello Stato, attraverso la commissione di una serie di reati tipici, nonché alla commissione dei reati con finalità di terrorismo anche internazionale; delitti politici; d) condannati per uno dei delitti previsti in materia di armi, quando siano proclivi a commettere un reato della stessa specie col fine di terrorismo; e) istigatori, ai mandanti e ai finanziatori dei reati indicati nelle lettere precedenti. f) Indiziati di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza sportiva (articolo 6 l. 13 n. 401/89) (relativamente ai beni, nella disponibilità dei medesimi soggetti, che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive)
8 I Titolari Del Potere Di Proposta (art. 5, 17 d.lgs. n. 159/11) Procuratore Nazionale Antimafia (solo personali). Potere di applicazione di magistrati alle DDA per seguire singoli procedimenti patrimoniali art. 105) Procuratore della Repubblica ove ha sede il distretto di Corte di Appello ove la persona dimora (Per i pericolosi semplici il procuratore del circondario) Questore Direttore della Direzione Investigativa Antimafia
9 Il registro delle misure di prevenzione (art. 81 d.lgs. 159/11) Presso le segreterie delle Procure della Repubblica e presso le cancellerie dei Tribunali sono istituiti appositi registri, anche informatici, per le annotazioni relative ai procedimenti di prevenzione. Nei registri viene curata l immediata annotazione nominativa delle persone fisiche e giuridiche nei cui confronti sono disposti gli accertamenti personali o patrimoniali da parte dei soggetti titolari del potere di proposta. Il Questore territorialmente competente e il direttore della Direzione investigativa antimafia provvedono a dare immediata comunicazione alla procura della repubblica competente per territorio della proposta di misura personale e patrimoniale da presentare al Tribunale competente.
10 Gli accertamenti patrimoniali (art. 19) il Procuratore della Repubblica distrettuale, il Questore ed il Direttore della D.I.A. Indagano sul tenore di vita sulle disponibilità finanziarie sul patrimonio sull attività economica sulle fonti di reddito Accertano titolarità di licenze, di autorizzazioni, di concessioni o di abilitazioni all esercizio di attività imprenditoriali e commerciali comprese le iscrizioni ad albi professionali e pubblici registri Contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concesse o erogate da parte dello Stato, degli enti pubblici o delle Comunità Europee.
11 I soggetti sottoposti agli accertamenti Soggetti nei cui confronti può essere formulata la proposta di misura personale Coniuge, figli e conviventi nell ultimo quinquennio. Persone fisiche o giuridiche, società, consorzi o associazioni del cui patrimonio i soggetti nei cui confronti può essere proposta la misura di prevenzione risultano poter disporre in tutto o in parte, direttamente o indirettamente.
12 Indagine documentale? I titolati del potere di proposta, anche a mezzo della Guardia di Finanza e della Polizia Giudiziaria, soggetti di cui all articolo 17, commi 1 e 2, possono richiedere, ad ogni ufficio della pubblica amministrazione, ad ogni ente creditizio nonché alle imprese, società ed enti di ogni tipo informazioni e copia della documentazione ritenuta utile ai fini delle indagini nei confronti dei soggetti di cui ai commi 1, 2 e 3. Previa autorizzazione del procuratore della Repubblica o del giudice procedente, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono procedere al sequestro della documentazione con le modalità degli artt. 253, 254 c.p.p. Altre indagini? Utilizzazione indagini processo penale Coordinamento.
13 RACCOLTA DI INFORMAZIONI Accertamenti tramite banca dati SDI Acquisizione di informazioni presso il Casellario giudiziale Acquisizione di informazioni presso l archivio carichi pendenti Accertamenti presso banca dati SIDDA- SIDNA Accertamenti presso banca dati PIGRECO (sistema informativo Guardia di Finanza) Accertamenti tramite banca dati S.I.R.O. (sistema in uso alla Guardia di Finanza)
14 INDAGINI SULL ATTIVITA ECONOMICA Accertamenti sulla posizione reddituale dei soggetti individuati tramite: Consultazione banca dati ANAGRAFE TRIBUTARIA Consultazione banca dati INPS ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) Consultazione banca dati INFOCAMERE/TELEMACO Ricerca per nominativo o dati fiscali (soggetti e imprese) Visione e stampa delle visure complete (ordinarie e storiche) Verifica archivio protesti e procedure concorsuali Ricerca di partecipazioni, rappresentanze o cariche sociali Visualizzazione schede società, soci storica Visualizzazione di tutti gli atti (bilanci e note integrative) ove acquisiti dalle Camere di Commercio Attività informativa sul territorio per l acquisizione di una completa conoscenza del contesto ambientale in cui opera il soggetto nei cui confronti sono in corso indagini patrimoniali Acquisizione di informazioni circa la eventuale titolarità di: Licenze autorizzazioni- concessioni (di acque e suoli pubblici, beni demaniali o per lo sfruttamento di cave e miniere allorché siano richieste per lo svolgimento di attività imprenditoriali), concessioni di costruzioni e/o gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e/o concessioni di servizi pubblici, iscrizione negli albi degli appaltatori o fornitori di opere, beni o servizi riguardanti la P.A. o nell albo nazionale dei costruttori, nei registri della camera di commercvio per l esercizio all ingrosso e nei registri dei commissionari astatori presso i mercati annonari all ingrosso; abilitazioni all esercizio di attività imprenditoriali e/o commerciali, iscrizione ad albi di professionisti (ingegneri, geometri, medici, periti ecc), contributi, finanziamenti o mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo concessi o erogati dallo Stato o altri enti pubblici o dalla Comunità Europea per lo svolgimento di attività imprenditoriali
15 INDAGINI FINANZIARIE Individuazione selettiva dei conti correnti mediante: Esame dichiarazione dei redditi (banca delegata al pagamento delle imposte); Esame contratti fornitura acqua, energia elettrica, gas e ogni altro tipo di servizio pubblico o privato per risalire all istituto di credito che cura il pagamento; Acquisizione di informazioni presso la Banca d Italia - Vigilanza Creditizia e Finanziaria Roma; Acquisizione di informazioni presso la Centrale Rischi Finanziari S.p.A; Consultazione dell Archivio dei rapporti con gli operatori finanziari ; Acquisizione di informazioni nella disponibilità di aziende di credito inerenti ad istruttorie per la concessione di fidi o finanziamenti o garanzie; Acquisizione di informazioni presso gli Istituti di emissione di carte di credito; Acquisizione di informazioni presso gli Istituti di emissione di carte di pagamento; Acquisizione di informazioni presso i money transfer (Western Union, Money Gram Payment Systems Italy.
16 INDAGINI SUL PATRIMONIO RICOGNIZIONE DELLE PROPRIETA IMMOBILIARI NELLA DISPONIBILITA DIRETTA O INDIRETTA DEL SOGGETTO TRAMITE: Rilevamenti alla banca dati ANAGRAFE TRIBUTARIA area informativa REGISTRO Rilevamenti banca dati SISTER AGENZIA DEL TERRITORIO in particolare (Visure catastali e Ispezioni Ipotecarie) Acquisizione di informazioni presso i gestori di servizi pubblici Attività informativa sul territorio abbinata ad eventuali sopralluoghi per l individuazione del bene oggetto di indagine Rilevamenti presso l UFFICIO TECNICO DEL COMUNE Rilevamenti a mezzo del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) disponibile presso il Corpo Forestale dello Stato Rilevamento informazioni presso la banca dati Agenzia del territorio Acquisizione informazioni sul valore degli immobili presso l Ufficio Tecnico Erariale RICOGNIZIONE DELLA PROPRIETA DI BENI MOBILI, BENI MOBILI REGISTRATI (AUTOVEICOLI, MOTOVEICOLI, NATANTI, AEROMOBILI) Ø Rilevamenti alla banca dati MOTORIZZAZIONE CIVILE Ø RILEVAMENTI ALLA BANCA DATI SDI registrazione e controllo sul territorio per l individuazione di autoveicoli o motoveicoli intestati a terzi ma nella disponibilità del soggetto; Ø Acquisizione di informazioni sui contratti assicurativi RCA Ø Acquisizione di informazioni presso le Capitanerie di porto Ø Acquisizione di informazioni presso l ENTE U.N.I.R.E. Roma per il possesso di cavalli Ø Acquisizione di informazioni sulla titolarità di polizza assicurative ramo vita
17 INDAGINI SUL TENORE DI VITA DEL SOGGETTO E DELLA FAMIGLIA Individuazione e valutazione di validi indici di capacità contributiva che fanno presumere un consumo di reddito (beni particolarmente costosi, abitazioni particolarmente lussuose, frequentazione di case da gioco, alberghi, ristoranti, acquisiti di preziosi, quadri d autore, pellicce ecc.) Determinazione e quantificazione del reddito consumato attraverso informazioni sulle spese di giustizia, parcelle avvocati, viaggi, spese sanitarie non coperte da SSN, pagamenti con carte di credito, polizze assicurative ecc.)
18 MISURE PATRIMONIALI MISURE PERSONALI Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con divieto di soggiorno in uno o più comuni diversi da quello di residenza o dimora abituale o in una o più province obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale Sequestro Confisca Amministrazione Giudiziaria ex art. 34 dlg. N. 159/11
19 L APPLICAZIONE DISGIUNTA DELLE MISURE DI PREVENZIONE PERSONALI E PATRIMONIALI (art. 18 co. 1, d.lgs. n. 159/11) Le misure di prevenzione personali e patrimoniali possono essere richieste e applicate disgiuntamente e, per le misure di prevenzione p a t r i m o n i a l i, indipendentemente dalla pericolosità sociale del soggetto proposto per la loro applicazione al momento della richiesta della misura di prevenzione. Le misure di prevenzione possono essere disposte anche in caso di morte del soggetto proposto per la loro applicazione. Nel caso la morte sopraggiunga nel corso del procedimento, esso prosegue nei confronti degli eredi o comunque degli aventi causa.
20 Morte del soggetto nei cui confronti potrebbe essere disposta la confisca (art. 18 d. lgs. n. 159/11) - In caso di morte del soggetto prima dell inizio del procedimento: La confisca può essere proposta, in caso di morte del soggetto nei confronti del quale potrebbe essere disposta, nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare entro il termine di cinque anni dal decesso. Oggetto dell accertamento deve essere sia la pericolosità personale manifestata dal soggetto all epoca di acquisizione dei beni, sia l illecita provenienza dei beni che erano nella disponibilità del defunto. In caso di morte del soggetto proposto per la confisca durante il procedimento: Il procedimento continua nei confronti degli eredi, che vengono citati per intervenire al fine di esercitare il proprio diritto di difesa. Chi assume la qualifica di successore a titolo universale o particolare? Cosa succede in caso di intestazione fittizia?:
21 Presupposti per il sequestro (art. 20 d. lgs. n. 159/11) il Tribunale. con decreto motivato, ordina, anche d'ufficio, il sequestro: ü dei beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulta poter disporre, direttamente o indirettamente, ü quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato all'attività economica svolta ü ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego ü Il sequestro è revocato dal tribunale quando è respinta la proposta di applicazione della misura di prevenzione o quando risulta che esso ha per oggetto beni di legittima provenienza o dei quali l indiziato non poteva disporre direttamente o indirettamente
22 PRESUPPOSTI PER LA CONFISCA art. 24 d. lgs. 159/11 PRESUNZIONE DI ILLECITA PROVENIENZA PER TUTTI I BENI, A QUALSIASI TITOLO NELLA DISPONIBILITA DEL PROPOSTO La confisca dei beni in sequestro è disposta quando il soggetto nei cui confronti è instaurato il procedimento: v non possa giustificare la legittima provenienza dei beni di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica; v nonché dei beni che risultino essere frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.
23 Presunzione di disponibilità indiretta Coniuge e figli Conviventi nell ultimo quinquennio Persone fisiche o giuridiche, società consorzi od associazioni, del cui patrimonio i soggetti medesimi risultano poter disporre in tutto o in parte, direttamente o indirettamente.
24 I CASI DI DISPERSIONE, DISTRAZIONE, OCCULTAMENTO O SVALUTAZIONE DEI BENI LA CONFISCA PER EQUIVALENTE art.25 d. lgs. n. 159/11 Se la persona nei cui confronti è proposta la misura di prevenzione disperde, distrae, occulta o svaluta i beni al fine di eludere l esecuzione dei provvedimenti di sequestro o di confisca su di essi, il sequestro e la confisca hanno ad oggetto denaro o altri beni di valore equivalente. Analogamente si procede quando i beni non possano essere confiscati in quanto trasferiti legittimamente, prima dell esecuzione del sequestro, a terzi in buona fede.
25 Poteri del Tribunale Accertamento NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DI PREVENZIONE IL TRIBUNALE, OVE NECESSARIO, PUO PROCEDERE AD ULTERIORI INDAGINI OLTRE QUELLE GIA COMPIUTE AI SENSI DELL ART. 19 commi 1, 2, 3, 4 (art. 19 comma 5) - Quando può essere esercitato questo potere? - Quali strumenti ha il tribunale? - Qual è la procedura di esecuzione? - Qual è l utilizzabilità dei risultati?. Sequestro anche d ufficio IL TRIBUNALE ORDINA,ANCHE D UFFICIO, IL SEQUESTRO DEI BENI DEI QUALI IL PROPOSTO RISULTA POTER DISPORRE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, QUANDO IL LORO VALORE RISULTA SPROPORZIONATO AL REDDITO DICHIARATO O ALL ATTIVITA ECONOMICA SVOLTA OVVERO QUANDO, SULLA BASE DI SUFFICIENTI INDIZI, SI HA MOTIVO DI RITENERE CHE GLI STESSI SIANO IL FRUTTO DI ATTIVITA ILLECITE O NE COSTITUISCANO IL REIMPIEGO.
26 Confisca di prevenzione: Criteri probatori e di giudizio per sequestro/confisca q Occore dimostrare: a) che i beni sono nell'effettiva disponibilità del proposto; b) che gli stessi hanno un valore sproporzionato rispetto al reddito dichiarato o all'attività economica svolta ovvero che siano frutto o reimpiego di attività illecite. q Il proposto, per evitare la confisca, dovrà giustificare la legittima provenienza del bene, quanto meno deducendo elementi a suo favore che il Tribunale potrà verificare, con i suoi ampi poteri istruttori. q L uso del termine legittima provenienza determina che tale prova non potrà mai avere ad oggetto l'acquisizione del bene attraverso redditi percepiti "in nero" o, comunque, non dichiarati ai fini delle imposte sul reddito.
27 Confisca di prevenzione di e attività imprenditoriali L indagine in tema di confisca non deve limitarsi a ricercare il reimpiego di proventi non giustificati e del tutto estranei all attività economica esercitata del proposto, ma deve anche approfondire l ulteriore aspetto attinente all evenienza che l iniziativa stessa abbia potuto espandersi e produrre redditi proprio per l inserimento del suo titolare nell organizzazione mafiosa. Non vi sono difficoltà per giungere alla confisca allorché il soggetto che ha la disponibilità effettiva dei beni non ha mai svolto un attività lecita poiché basta provare che di quei beni egli ha la disponibilità; nel caso di attività imprenditoriale svolta «alla luce del sole» si ritiene che per ognuna delle società del proposto si deve valutare non solo se si può parlare di <<impresa mafiosa>>, ma da quanto tempo e con riferimento a quali beni
28 Procedimento (1) Il procedimento comincia a seguito di richiesta del Pubblico Ministero, del Questore, del direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Se ricorrono i presupposti, il tribunale dispone il sequestro dei beni di cui si chiede la confisca e fissa un udienza in cui il procedimento viene trattato nel contraddittorio tra le parti. Il tribunale fonda la sua decisione su uno standard probatorio diverso da quello penale, potendo fondare la propria decisione su indizi concreti e concordanti, nonché su presunzioni, come la evidente sproporzione tra le entrate lecite del nucleo familiare del proposto ed il valore effettivo dei beni dallo stesso direttamente o indirettamente controllati.. Possono essere usati dalle parti come fonti probatorie: documenti, perizie, collaboratori di giustizia, intercettazioni ecc. Possono essere utilizzate anche dichiarazioni rese in altri procedimenti o dichiarazioni scritte.
29 Procedimento (2) Udienza Pubblica su richiesta dell interessato. Il tribunale può ordinare la confisca dei beni la cui origine lecita non è stata dimostrata. Se viene fornita la prova della provenienza lecita dei beni, il sequestro è revocato. Il decreto di confisca richiede la presenza di indizi concreti e precisi, da cui risulti che il proposto è (o è stato) socialmente pericoloso e chevi siano indizi altrettanto seri e concreti circa l illecita origine dei beni nella disponibilità del proposto, secondo uno standard di prova diverso da quello penale. Il decreto di confisca può essere appellato. 29
30 Confisca breve art. 24 d. lgs. n. 159/11 Il decreto di confisca può essere emanato entro un anno e sei mesi dalla data di immissione in possesso dei beni da parte dell amministratore giudiziario. Nel caso di indagini complesse o compendi patrimoniali rilevanti, tale termine può essere prorogato con decreto motivato del tribunale per periodi di sei mesi e per non più di due volte. Ai fini del computo dei termini suddetti e di quello previsto dall articolo 22, comma 1, si tiene conto delle cause di sospensione dei termini di durata della custodia cautelare, previste dal codice di procedura penale, in quanto compatibili. Il termine resta sospeso per il tempo necessario per l'espletamento di accertamenti peritali sui beni dei quali la persona nei cui confronti è iniziato il procedimento risulta poter disporre, direttamente o indirettamente
31 AMMINISTRAZIONE E DESTINAZIONE DEI BENI O ALTRE UTILITA PER I QUALI E STATO DISPOSTO IL SEQUESTRO E LA CONFISCA (TITOLO III D.LGS. N. 159/11) L AGENZIA NAZIONALE Con il provvedimento con il quale dispone il sequestro previsto dagli articoli precedenti il tribunale nomina il giudice delegato alla procedura e un amministratore giudiziario L amministratore è scelto tra gli iscritti nell Albo nazionale degli amministratori giudiziari. L Agenzia nazionale per l amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata promuove le intese con l autorità giudiziaria per assicurare, attraverso criteri di trasparenza, la rotazione degli incarichi degli amministratori, la corrispondenza tra i profili professionali e i beni sequestrati nonché la pubblicità dei compensi percepiti secondo modalità stabilite con decreto di natura non regolamentare emanato dal Ministro dell internoe dal Ministro della giustizia.. Fino al decreto di confisca di primo grado l Agenzia coadiuva l amministratore giudiziario sotto la direzione del giudice delegato. A tal fine l Agenzia propone al Tribunale l adozione di tutti i provvedimenti necessari per la migliore utilizzazione del bene in vista della sua destinazione o assegnazione. L Agenzia può chiedere al Tribunale la revoca o la modifica dei provvedimenti di amministrazione adottati dal giudice delegato quando ritenga che essi possono recare pregiudizio alla destinazione o all assegnazione del bene. Dopo il decreto di confisca di primo grado, l amministrazione dei beni è conferita all Agenzia la quale può avvalersi di uno o più coadiutori.
32 Rapporti tra procedimento penale e procedimento di prevenzione L azione di prevenzione può essere esercitata anche indipendentemente dall esercizio dell azione penale (art. 29) Il sequestro e la confisca di prevenzione possono essere disposti anche in relazione a beni già sottoposti a sequestro in un procedimento penale. In tal caso la custodia giudiziale dei beni sequestrati nel processo penale viene affidata all amministratore giudiziario (art. 30). L amministratore comunica al giudice del procedimento penale, previa autorizzazione del tribunale che ha disposto la misura di prevenzione, copia delle relazioni periodiche. In caso di revoca del sequestro o della confisca di prevenzione, il giudice del procedimento penale provvede alla nomina di un nuovo custode, salvo che ritenga di confermare l amministratore. Nel caso previsto dall articolo 104-bis disp. att. c.p.p., l amministratore giudiziario nominato nel procedimento penale prosegue la propria attività nel procedimento di prevenzione, salvo che il tribunale, con decreto motivato e sentita l Agenzia, non provveda alla sua revoca e sostituzione. Tali disposizioni si applicano anche se sia il sequestro penale a sopravvenire rispetto al sequestro o alla confisca di prevenzione
33 Un nuova prospettiva: colpire l assoggettamento e l agevolazione Prevenire i pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo dell economia lecita; contrastare le più occulte forme di contiguità alla criminalità organizzata Obiettivo: monitoraggio delle attività economiche quando non ricorrono i presupposti per l applicazione di misure di prevenzione personali, ma emergono elementi indicativi di condizionamento e strumentalizzazione da parte della criminalità mafiosa.. D.l. n. 306/92: art. 3 quater l. 575/65, sospensione temporanea dei beni utilizzabili per lo svolgimento di determinate attività economiche che agevolino l attività illecita delle organizzazioni mafiose; Art. 3 quinquies l. 575/65 possibilità di confisca dei beni che siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego Strumenti che estendono la linea dell intervento patrimoniale anche a quei beni ed attività economiche che, pur non essendo direttamente riconducibili alla disponibilità di un soggetto indiziato mafioso, sono comunque strumentalizzati per i fini dell attività Controllare direttamente il potenziale asservimento delle attività economiche alla criminalità organizzata e la pericolosità del patrimonio, più che quella delle persone: prima introduzione di misure sganciate dalla necessità di applicare una misura personale
34 Relazione con la confisca ex artt. 20 e 24 d.lgs. n. 159/11 La prospettiva della prevenzione tradizionale viene capovolta: ü oggetto dell azione investigativa e giudiziaria non è tanto la pericolosità della persona, né la titolarità di una determinata attività, al fine di verificarne la legittima provenienza ü oggetto di indagine diviene l uso che si fa delle attività economiche ed imprenditoriali e dei beni ad esse destinate, al fine di verificarne l eventuale destinazione illecita, indipendentemente dalla pericolosità sociale del titolare
35 L amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche Artt. 34 d. lgs. n. 159/11
36 Ulteriori indagini ed obbligo di giustificazione della legittima provenienza di beni (art. 34 comma 1 d. lgs. n. 159/11) Soggetti passivi: Attività economiche, comprese quelle imprenditoriali: Presupposti: Nei confronti di tali attività o dei soggetti che le controllano non ricorrono i presupposti per l'applicazione delle misure di prevenzione personali, tuttavia ricorrono sufficienti indizi per ritenere che l'esercizio di tali attività: Ø sia sottoposto, direttamente o indirettamente, alle condizioni di intimidazione o di assoggettamento previste dall'articolo 416-bis del codice penale (che descrive il reato di associazione mafiosa) Ø possa agevolare l'attività delle persone nei confronti delle quali è stata proposta o applicata una misura di prevenzione ovvero di persone sottoposte a procedimento penale per taluno dei delitti indicati all art. 4, comma 1, lett. a) e b) (reati di criminalità organizzata che sono posti a fondamento del giudizio di pericolosità personale)
37 Ulteriori indagini ed obbligo di giustificazione della legittima provenienza di beni (art. 34 comma 1 d. lgs. n. 159/11) Autorità competente alla richiesta: ü Il procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di Corte di Appello (Direzione Distrettuale Antimafia) ü Il direttore della Direzione investigativa antimafia ü Il questore Possono richiedere al tribunale: o di disporre ulteriori indagini e verifiche, da compiersi anche a mezzo della Guardia di finanza o della polizia giudiziaria, sulle predette attività economiche e imprenditoriali o di imporre l'obbligo, nei confronti di chi ha la proprietà o la disponibilità, a qualsiasi titolo, di beni o altre utilità di valore non proporzionato al proprio reddito o alla propria capacità economica, di giustificarne la legittima provenienza
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