Source: http://www.nonnodondolo.it/print/book/export/html/482
Timestamp: 2020-05-27 06:47:40+00:00
Document Index: 138656827

Matched Legal Cases: ['art. 570', 'art. 22', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 412', 'art. 42']

Home > L'Ufficio del P.M.
I vari Uffici del P.M. sono strutturati in livelli organizzativi “paralleli” a quelli dei corrispondenti Uffici giudicanti.
A seguito della scomparsa dell’antica figura ibrida di un "Pretore-P.M.", che sotto la vigilanza dell’abrogato Codice svolgeva entrambe le funzioni e poi della riforma del Giudice unico di primo grado e della conseguente soppressione delle 165 Preture della Repubblica presso le Preture circondariali, le «funzioni di Pubblico Ministero» sono esercitate:
Nelle “indagini preliminari” e nel “giudizio di primo grado” (=dibattimento):
dal Procuratore della Repubblica presso il Giudice Unico (=Tribunale ordinario);
dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni;
dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale militare;
dal Procuratore Generale presso la Corte d’appello e dal Procuratore Nazionale antimafia nei casi in cui la legge consente ad essi l' Avocazione del procedimento
Nei "giudizi di impugnazione"[1] (=appello e ricorso):
dal Procuratore Generale presso la Corte d’appello;
dal Procuratore della Repubblica che ha presentato le conclusioni nel giudizio di primo grado nelle ipotesi in cui egli stesso ne fa richiesta e il Procuratore Generale presso la Corte d’appello lo ritiene opportuno (art. 570, comma 3 c.p.p.)[2].
Tra i diversi uffici del P.M. non esiste un rapporto di dipendenza gerarchica, ma una semplice relazione di mera subordinazione, collegata alla progressione del processo al grado di giudizio successivo. In ciascun grado di giudizio, legittimato ad esercitare le funzioni di P.M. è unicamente l'ufficio costituito presso il corrispondente Giudice, salvo le ipotesi espressamente contemplate (e quindi eccezionali). Il Pubblico Ministero esercita le proprie funzioni nello stesso ambito di competenza del Giudice.
Può dirsi, ad esempio, che:
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale svolge le attività di indagine e di accusa in ordine ai reati di competenza del Giudice Unico e commessi nel territorio del Tribunale e della Corte d’Assise;
il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale militare svolge le attività di indagine e di accusa in ordine ai reati di competenza del Tribunale militare e della Corte d’Assise per i reati commessi esclusivamente da militari.
Innanzi al Tribunale in composizione monocratica, a seguito di delega nominativa del Procuratore Capo, le funzioni di accusa possono essere esercitate sia da magistrati di carriera appartenenti alla Procura presso lo stesso tribunale ordinario, sia dai cc.dd. «Delegati del P.M.» ossia vice procuratori onorari, Ufficiali di polizia giudiziaria (per esigenze di obiettività, necessariamente diversi da quelli che hanno partecipato alle indagini), uditori giudiziari in tirocinio (art. 22 D.P.R 22.9.1988, n. 449 e art. 4 D.lgs 28.7.1989, n. 273). Tali delegati sono, però, legittimati a partecipare solo alle udienze di convalida dell’arresto o fermo, dibattimentale o camerale, nonché a formulare al G.I.P. la richiesta di decreto penale. La loro legittimazione è comunque limitata ai procedimenti del “Tribunale monocratico” relativi ai reati meno gravi e, quindi, limitatamente a quelli per i quali, non essendo contemplata l’Udienza Preliminare, il P.M. potrebbe direttamente emettere decreto di citazione a giudizio.
Anche innanzi al Giudice di pace in sede penale è prevista una minore qualificazione professionale del P.M., anche perché presso di esso non esiste alcun autonomo ufficio di Procura.
[1] Istituto del "gravame"
[2] La disposizione consente al Pubblico Ministero del giudizio di primo grado di seguire il procedimento per tutto il suo cammino. Essa si collega alle altre disposizioni processali secondo le quali il Pubblico Ministero originariamente designato non va, almeno tendenzialmente, sostituito durante le indagini (art. 3 att. c.p.p.) né durante l'udienza di primo e secondo grado.
Per garantire l'obbligatorietà dell'azione penale di fronte ad eventuali ritardi od omissioni delle Procure, in caso di obiettive situazioni di inerzia del P.M. designato o del suo dirigente, è attribuito il potere di «avocazione» al Procuratore Generale presso la Corte d'Appello (P.G.).
L'avocazione consiste quindi nella eccezionale «auto-assunzione», da parte del P.G., della funzione investigativa e di promuovimento dell'azione penale in riferimento a procedimenti penali in fase investigativa, in luogo del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale che per qualche motivo non opera o non è in grado di adempiere ai propri compiti.
L’avocazione trova, quindi, fondamento in obiettive situazioni di inerzia o di incompatibilità del P.M.: per rimuoverle e, quindi, ristabilire il corretto corso del procedimento, il P.G. il potere-dovere di auto-sostituirsi al P.M. interessato.
L'avocazione può essere «obbligatoria» o «facoltativa», a seconda la fattispecie giustificatrice di essa si presti o meno a valutazioni discrezionali del P.G.
Avocazione obbligatoria:
inerzia per scadenza dei termini: mancata richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio entro il termini di durata massima, iniziale o prorogato, fissato per la fase delle indagini preliminari (art. 412 c.p.);
inerzia nella sostituzione del P.M.: impossibilità di sostituzione (es. per carenza di organico)del magistrato del P.M. astenutosi o incompatibile ovvero inerzia del Procuratore capo nelsostituirlo (artt. 53 e 372 c.p.p.).
Avocazione facoltativa:
comunicazione del G.I.P. circa il mancato accoglimento della richiesta di archiviazione formulata dal P.M.. Il P.G. ha facoltà di valutare l'opportunità dell'avocazione delle indagini, allo scopo di sostituirsi al P.M. sospettato di inerzia. L'esigenza dell'avocazione scaturisce dalla circostanza che il P.G. non ha potere di direzione né sui P.M. sottordinati, né sulla
polizia giudiziaria. Di quest'ultima egli può disporre solo a seguito di avocazione;
comunicazione del G.U.P., nel corso dell'udienza preliminare, circa l'incompletezza delle indagini e l'esigenza di integrarle, nel termine da questi fissato, in modo che possa adottarsi la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal P.M. di primo grado (art. 42bis, commi 1, 2 c.p.p.).
URL di origine: http://www.nonnodondolo.it/content/lufficio-del-pm