Source: http://comune.premia.vb.it/ComStatuto.asp
Timestamp: 2017-04-28 10:09:34+00:00
Document Index: 105300323

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 71', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 12', 'art.4', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 33', 'art. 37', 'art. 59', 'art. 33', 'art. 50', 'art. 110', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 42', 'art. 50', 'art. 6', 'art. 192', 'art. 81', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 42', 'art. 124', 'art 54', 'art. 6']

Statuto - Comune di PREMIA (VB)
Il Comune di Premia è Ente pubblico autonomo nell'ambito dei principi fissati dalle leggi generali della Repubblica e dal presente Statuto.
Il Comune di Premia è costituito dalle comunità delle popolazioni e dai territori del Capoluogo e delle frazioni Pioda, Rozzaro, Altoggio, Uriezzo, Crego, Piedilago, Cagiogno, Cristo, Cadarese, San Rocco, Passo, Rivasco e Chioso.
Il territorio del Comune confina con quello dei Comuni di Formazza, Baceno, Crodo, Montecrestese e Confederazione Elvetica.
Il Capoluogo e sede degli organi comunali sono siti a Premia.
Il regolamento disciplina l'uso del gonfalone e dello stemma, nonché i casi di concessione in uso dello stemma ad enti od associazioni operanti nel territorio comunale.
Il Consiglio Comunale individua nel palazzo civico o in luogo idoneo adiacente apposito spazio da destinare ad "albo pretorio" per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
Il Comune rappresenta e cura unitariamente gli interessi della propria comunità, ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alle scelte politiche della comunità.
Tutela il patrimonio storico, artistico ed archeologico, garantendone il godimento da parte della collettività.
Incoraggia e favorisce lo sport dilettantistico ed il turismo sociale e giovanile, promuove e favorisce le formazioni sociali che perseguono finalità culturali collegate alla storia ed alla vita della Comunità locale.
Per il raggiungimento di tali finalità il Comune favorisce l'istituzione di enti, organismi ed associazioni culturali, ricreative e sportive, promuove la creazione di idonee strutture, servizi ed impianti e ne assicura l'accesso agli enti, organismi ed associazioni, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del D. Lgs. 18.08.2000, n. 267.
I modi di utilizzo delle strutture, dei servizi ed impianti saranno disciplinati dal regolamento, di cui all'art. 71, comma 3, del presente Statuto, che dovrà, altresì, prevedere il concorso degli enti, organismi ed associazioni alle sole spese di gestione, salvo che non ne sia prevista la gratuità per particolari finalità di carattere sociale, perseguite dagli enti.
Predispone idonei strumenti di pronto intervento da prestare al verificarsi di pubbliche calamità. In tale ambito favorisce e sostiene la formazione di gruppi di volontariato inseriti nella struttura locale di formazioni di Protezione civile (antincendio boschivi ecc.).
Ogni anno, secondo termini e modalità stabiliti da apposito regolamento la popolazione di Premia dedica una giornata, a titolo completamente gratuito, per la salvaguardia ambientale, ad interventi di pulizia rurale, dei boschi, prati, sentieri e rii, secondo le indicazioni fornite dall'amministrazione Comunale.
Tutela e promuove lo sviluppo dell'artigianato, dell'agricoltura e della zootecnia, adotta iniziative atte a stimolarne l'attività e ne favorisce l'associazionismo al fine di consentire una più vasta collocazione dei prodotti ed una più equa rimunerazione del lavoro, così come promuove lo sviluppo delle attività turistiche locali.
La regolamentazione di quanto previsto nel presente articolo, avviene tramite l'approvazione degli appositi Piani di Sviluppo delle diverse tipologie di vendita
In conformità a quanto disposto dall'art. 5, del D Lgs. 267/2000, il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione.
Il Comune realizza la propria autonomia assicurando l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività politica ed amministrativa dell'Ente, secondo i principi stabiliti dall'art. 3 della Costituzione e dall'art. 8 del D. Lgs. 267/2000.
Con apposito Regolamento sarà disciplinata l'attività dell'Ente nel rispetto dei principi di economicità, efficacia e pubblicità, in osservanza di quanto prescritto dalla Legge 7.8.1990, n. 241.
Il Comune, per favorire un efficiente esercizio dei servizi comunali, adotta ed attua idonee forme di cooperazione con altri Comuni, con la Provincia e la Comunità Montana sulla base di programmi specifici e nel rispetto di quanto previsto dal Capo V del D. Lgs. 267/ 2000.
la partecipazione a consorzi od a Società per azioni o a società a responsabilità limitata;
La materia viene anche prevista al Tit. III della Parte IV del presente Statuto.
Il Comune è tenuto a nominare uno o più Amministratori o Sindaci negli organi d'amministrazione e di controllo delle Società per azioni od a responsabilità limitata con partecipazione al capitale del Comune stesso, secondo quanto previsto dall'art. 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498 e dall'atto costitutivo della Società.
Il Comune è tenuto a nominare almeno un componente del Consiglio di Amministrazione, dell'eventuale Comitato esecutivo e del Collegio dei revisori nelle Società miste di cui al D.P.R. 16 settembre 1996, n. 533, secondo quanto previsto dall'art.4 della legge predetta e nel caso di altri enti pubblici promotori, ripartendo i rappresentanti da nominare in conformità alle previsioni dell'atto costitutivo della Società.
Per le nomine suddette vige la deroga stabilita dall'art. 5 della legge 23 aprile 1981,154.
Il Consiglio Comunale rappresenta l'intera comunità e ne determina l'indirizzo ed esercita il controllo politico - amministrativo.
Il Consiglio ha autonomia organizzativa e funzionale, ed è costituito in conformità alla legge.
Nell'adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione, perseguendo il raccordo con la programmazione comunitaria, regionale, provinciale e statale.
L'esercizio delle potestà e delle funzioni consiliari non può essere delegato, salvo ove previsto dalla legge.
Partecipa alla formazione del programma amministrativo di mandato attraverso l'esercizio del diritto di presentazione di emendamenti al progetto di programma adottato dalla Giunta Comunale e depositato in visione per un tempo non inferiore a gg. 20. Gli emendamenti debbono essere formulati in forma scritta e depositati almeno gg.10 prima della discussione in aula del programma.
Il consiglio è presieduto dal Sindaco o da chi legalmente lo sostituisce.
I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengono a due sessioni ordinarie, consecutive, sono dichiarati decaduti.
I motivi dell'assenza devono essere comunicati in forma scritta entro il medesimo giorno del Consiglio, salvo causa di forza maggiore; in questo caso la comunicazione va effettuata nei 15 giorni successivi.
Il Consiglio accerta con proprio atto il verificarsi delle condizioni che danno luogo alla decadenza, mandandolo, ad esecutività, a notificare al Consigliere affinché presenti nei successivi gg. 15 memorie giustificative.
Nella prima seduta utile successiva il Consiglio, esaminate le memorie giustificative o preso atto che non ne sono intervenute, delibera in via definitiva con atto dichiarato immediatamente esecutivo e, ove il caso ricorra, provvede contestualmente alla surrogazione del Consigliere dichiarato decaduto.
È tenuto al segreto d'ufficio, nei casi specificatamente determinati dalla Legge.
Per il computo dei quorum previsti dall'art. 17, comma 38 della legge n. 127/97; si fa riferimento al numero dei consiglieri assegnati al Comune, compreso il Sindaco.
Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale devono essere indirizzate al Consiglio Comunale, presentate per iscritto al protocollo dell'Ente ed immediatamente protocollate secondo l'ordine di presentazione.
Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni deve procedere alla surroga dei dimissionari con separate deliberazioni.
È consigliere anziano il consigliere che ha ottenuto più voti, con esclusione del Sindaco neo eletto o dei candidati alla carica di Sindaco (ex art. 40 comma 2 del D.Lgs. 267/2000); a parità di voti è il più anziano di età.
In caso di assenza o impedimenti del Sindaco e/o del Vice Sindaco, il Consigliere Anziano può convocare e presiedere il Consiglio Comunale, salvo quanto previsto dal successivo art. 41, comma 6°.
I consiglieri si costituiscono in gruppi composti, a norma di regolamento, da almeno tre componenti.
Ai gruppi consiliari sono assicurate, per l'esplicazione delle loro funzioni, idonee strutture, fornite tenendo presenti le esigenze comuni a ciascun gruppo e la consistenza numerica di ognuno di essi.
La prima adunanza del nuovo Consiglio Comunale comprende le sedute riservate alla convalida degli eletti, al giuramento del Sindaco, alla comunicazione al Consiglio da parte del Sindaco della Giunta da esso nominata, alla nomina della Commissione Elettorale comunale.
Il Sindaco neoeletto convoca la prima adunanza del Consiglio Comunale, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione, con avvisi di convocazione da notificarsi almeno 5 giorni prima della seduta.
In caso di inosservanza dell'obbligo di convocazione, provvede in via sostitutiva il Prefetto.
La seduta, nella quale si procede alla convalida degli eletti, è presieduta dal Sindaco neoeletto.
Non si fa luogo alla comunicazione della Giunta nominata dal Sindaco, alla discussione ed approvazione in un documento della proposta degli indirizzi generali di governo, se non dopo aver proceduto alle eventuali surrogazioni dei Consiglieri incompatibili od ineleggibili.
Per la validità delle adunanze e delle deliberazioni si applicano le norme previste, rispettivamente, dagli artt. 26 e 27 del presente Statuto.
Il Consiglio Comunale è convocato e presieduto dal Sindaco, o in caso di sua assenza o impedimento dal Vice Sindaco, cui compete, altresì, la fissazione del giorno dell'adunanza, salvo il caso cui alla lett. b) del successivo comma 3 del presente articolo.
Sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazioni inerenti all'approvazione delle linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.
I1 Consiglio può essere convocato in via straordinaria:
per iniziativa del Sindaco, sentita la Giunta, che, indica il giorno della seduta;
Nel caso di cui alle precedenti lettere b) e c) l'adunanza deve essere tenuta entro 20 giorni dalla data in cui è stata adottata la deliberazione o è pervenuta la richiesta. Trascorso il predetto termine senza che la riunione abbia luogo, sarà attivato il potere sostitutivo prefettizio ai sensi del 5° comma dell'art .39 del D. Lgs. 267/2000.
In caso d'urgenza la convocazione può aver luogo con un preavviso di almeno ventiquattro ore. In questo caso ogni deliberazione può essere differita al giorno seguente su richiesta della maggioranza dei consiglieri presenti.
L'ordine del giorno delle sedute del Consiglio comunale è stabilito dal Sindaco, secondo le norme del regolamento o di legge.
L'avviso di convocazione, con allegato ordine del giorno, deve essere pubblicato all'albo Pretorio e notificato dal messo comunale al domicilio dei consiglieri, oppure tramite servizio postale, nei seguenti termini: almeno 5 giorni prima di quello stabilito per l'adunanza, qualora si tratti di sessioni ordinarie.
almeno 3 giorni prima di quello stabilito per l'adunanza, qualora si tratti di sessioni straordinarie.
Il Consiglio Comunale si riunisce validamente con la presenza della metà dei consiglieri assegnati, computando a tal fine anche il Sindaco, salvo che sia richiesta una maggioranza speciale.
Nella seduta di seconda convocazione è sufficiente, per la validità dell'adunanza, l'intervento di almeno quattro consiglieri, oltre al Sindaco.
Il Consiglio non può deliberare, in seduta di seconda convocazione, su proposte non comprese nell'ordine del giorno della seduta di prima convocazione, ove non ne sia stato dato avviso nei modi e termini stabiliti dall'articolo precedente e non intervenga alla seduta la metà dei consiglieri assegnati.
Nessuna deliberazione è valida se non ottiene la maggioranza assoluta dei votanti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza qualificata, come previsto nel Regolamento e dalla Legge.
Nei casi d'urgenza le deliberazioni possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con il voto espresso dalla maggioranza assoluta dei consiglieri presenti.
Il Consiglio Comunale può articolarsi in commissioni consiliari a rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi, realizzata mediante voto plurimo.
Il regolamento stabilisce il numero delle commissioni, la loro competenza per materia, le norme di funzionamento e le forme di pubblicità dei lavori.
Le commissioni consiliari nell'ambito delle materie di propria competenza, hanno diritto di ottenere dalla Giunta comunale notizie, informazioni, dati, atti, audizioni di persone, anche ai fini di vigilanza sull'attuazione delle deliberazioni consiliari, sull'Amministrazione Comunale, sulla gestione del Bilancio e del patrimonio comunale. Non può essere opposto alle richieste delle commissioni il segreto d'ufficio.
Le commissioni consiliari hanno facoltà di chiedere l'intervento alle proprie riunioni del Sindaco e degli assessori, nonché del Segretario Comunale e dei responsabili dei servizi comunali.
Alle commissioni consiliari non possono essere attribuiti poteri deliberativi, ma solo consultivi.
Il Consiglio Comunale a maggioranza assoluta dei suoi membri può istituire, al proprio interno commissioni di indagine sull'attività dell'Amministrazione. I poteri, la composizione ed il funzionamento sono rinviati al Regolamento Consiliare.
Il Sindaco o gli assessori delegati rispondono entro trenta giorni alle interrogazione e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentate dai Consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo Statuto e dal Regolamento Consiliare.
Le norme relative all'organizzazione ed al funzionamento del Consiglio Comunale, nelle materie di cui al Capo I del presente Titolo, sono contenute in un Regolamento approvato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune.
NOMINA - DURATA IN CARICA - REVOCA
La Giunta, nell'esercizio dell'attività di governo, è l'organo sussidiario di collaborazione e supporto del Sindaco.
La Giunta Comunale si compone del Sindaco, che la presiede, e fino ad un massimo di quattro assessori. È nominata con decreto del Sindaco, firmato dagli assessori per accettazione.
Il Sindaco nomina i componenti della Giunta tra cui un Vicesindaco e ne da' comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alle elezioni unitamente alla proposta degli indirizzi generali di governo. Il Consiglio discute ed approva in apposito documento gli indirizzi generali di governo.
Il Sindaco può nominare gli assessori anche tra cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di Consigliere.
Gli assessori esterni possono partecipare alle sedute del Consiglio senza diritto di voto.
Colui che ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di Assessore non può essere nel mandato successivo ulteriormente nominato assessore.
Non c'è incompatibilità tra la carica di Assessore e quella di Consigliere nel caso in cui gli Assessori vengano scelti tra Consiglieri.
Non possono contemporaneamente far parte della Giunta comunale ascendenti e discendenti, fratelli, coniugi, affini di primo grado, adottandi e adottati.
Durata in carica del Sindaco - Surroghe
Il Sindaco rimane in carica sino alla proclamazione del successore.
In caso di cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di Assessore il Sindaco provvede alla nomina del successore e ne da' motivata comunicazione nella seduta successiva al Consiglio Comunale.
Sindaco e Giunta Comunale - Mozione di sfiducia
Il Sindaco e la Giunta Comunale rispondono del proprio operato dinanzi al Consiglio Comunale.
Il voto contrario del Consiglio Comunale ad una proposta della Giunta o del Sindaco non comporta l'obbligo di dimissioni.
Il Sindaco e la Giunta Comunale cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri.
Se il Sindaco non provvede alla convocazione del Consiglio Comunale nel termine previsto dal precedente comma, vi provvede il Prefetto, previa diffida
La seduta è pubblica ed il Sindaco e gli Assessori partecipano alla discussione ed alla votazione, salvo quanto previsto dall'art. 33, comma 5°.
L'approvazione della mozione determina lo scioglimento del Consiglio e la conseguente nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.
In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio.
Il Consiglio Comunale e la Giunta rimangono in carica sino all'elezione del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio.
Sino alle predette elezioni le funzioni di Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco.
Nelle more dell'efficacia delle dimissioni il Sindaco continua a svolgere tutte le sue funzioni.
Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano irrevocabili ed acquistano efficacia, determinando gli effetti previsti dall'art. 37 dello Statuto, trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio.
Il Vice-Sindaco sostituisce il Sindaco in caso di assenza o di impedimento temporaneo nonché nel caso di sospensione dall'esercizio delle funzioni ai sensi dell'art. 59 del D. Lgs. 267/2000, fin quando dura la sospensione.
Assessori - Revoca
Il Sindaco può in ogni momento revocare e sostituire gli assessori, suoi collaboratori.
L'atto di revoca deve essere motivato e comunicato al Consiglio Comunale.
Con atto unico il Sindaco può revocare e procedere alla nomina del nuovo assessore. Se il Sindaco procede con atti separati è necessario che questi siano contemporanei.
accertamento di causa di ineleggibilità;
accertamento causa ostativa all'assunzione della carica;
L'assessore che non interviene a sei sedute consecutive della Giunta senza giustificato motivo, decade dalla carica.
ATTRIBUZIONI - FUNZIONAMENTO
Organizzazione della Giunta - Vice Sindaco
L'attività della Giunta comunale è collegiale.
Gli assessori sono preposti ai vari rami dell'amministrazione comunale, raggruppati per settori omogenei.
Gli assessori sono responsabili collegialmente degli atti della Giunta e individualmente degli atti dei loro assessorati.
Le attribuzioni dei singoli assessori sono stabilite dal Sindaco nell'atto di nomina.
Il Vicesindaco è l'assessore che riceve dal Sindaco delega generale per l'esercizio di tutte le sue funzioni in caso di assenza o di impedimento anche per la Convocazione e Presidenza del Consiglio Comunale. A tale funzione viene, di norma, designato nel documento programmatico.
In caso di assenza o impedimento del Vicesindaco, esercita le funzioni sostitutive del Sindaco l'altro Assessore.
Il Sindaco può delegare alcune delle sue funzioni agli assessori e/o ai Consiglieri, privilegiando nella ripartizione degli incarichi le funzioni di vigilanza, coordinamento degli uffici e degli altri settori dell'Amministrazione.
Le deleghe sono finalizzate a supportare l'attività del Sindaco.
L'Assessore nella materia di cui ha ricevuto incarico dal Sindaco ha funzione di impulso nei confronti del Sindaco, della Giunta e del Consiglio.
La Giunta può adottare un Regolamento per il suo funzionamento.
Compie tutti gli atti che per legge o regolamento e per il presente Statuto non sono riservati al Consiglio Comunale, al Sindaco, agli organi del decentramento, al Segretario comunale ed ai responsabili dei Servizi.
Riferisce al Consiglio sulla propria attività, con apposita relazione, da presentarsi in sede di approvazione del rendiconto.
Adotta tutti gli atti concreti, idonei al raggiungimento degli obiettivi e della finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio Comunale.
La Giunta, in particolare, collabora con il Sindaco al compimento dei seguenti atti:
approva progetti, programmi esecutivi, disegni attuativi dei programmi e tutti i provvedimenti non siano attribuiti al Consiglio, al Sindaco, al Segretario o ai Responsabili dei Servizi;
definisce condizioni per accordi ed approva convenzioni con soggetti pubblici e privati, concernenti opere, servizi ed in materia urbanistica, fatte salve le competenze consiliari;
La giunta altresì, nell'esercizio di attribuzioni organizzatorie:
fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, parametri, gli standards ed i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il segretario comunale;
L'attribuzione delle risorse ai responsabili dei servizi e l'approvazione del PEG;
Assumere i provvedimenti di resistere in giudizio o promuovere azioni contro terzi.
La Giunta si riserva l'erogazione di contributi straordinari, le sanatorie di lavori urgenti, gli impegni di spesa su capitoli non affidati ai responsabili dei servizi, l'approvazione degli atti di collaudo e contabilità finale dei lavori.
La Giunta comunale è convocata e presieduta dal Sindaco o da chi lo sostituisce.
La Giunta delibera con l'intervento della metà dei membri in carica e a maggioranza assoluta dei voti e con votazione palese.
In caso di parità prevale il voto del Sindaco o di chi presiede l'adunanza.
Alle sedute della Giunta può partecipare, senza diritto di voto, il revisore del conto.
Le deliberazioni dichiarate immediatamente eseguibili sono adottate con il voto espresso dalla maggioranza degli assessori assegnati, nel numero fissato dall'art. 33 del presente Statuto.
I verbali delle sedute sono sottoscritti dal Presidente e dal Segretario. Per il controllo di legittimità degli atti della Giunta si rinvia alla legge.
Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione del Comune e ne ha la rappresentanza generale, compresa quella in giudizio.
Ha competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sulle strutture gestionali ed esecutive dell'Ente nonché sugli Assessori.
Esercita tutte le funzioni ad esso attribuite dalla legge nonché dallo Statuto.
Il Sindaco è ufficiale di governo.
Nomina e revoca il Segretario Comunale secondo le modalità stabilite dalla legge.
ha la direzione unitaria ed attua il coordinamento dell'attività politico - amministrativa del Comune;
stabilisce e coordina l'attività dei singoli assessori;
ha facoltà di delega per lo svolgimento di determinati incarichi ai Consiglieri;
promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentiti la Giunta o il Consiglio Comunale;
può concludere accordi con i soggetti interessati, al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale, sentita la Giunta;
adotta ordinanze ove non di competenza dei Responsabili dei Servizi;
applica le sanzioni amministrative pecuniarie disciplinate dalla Legge 24.11.1981, n. 689, quando la loro applicazione sia di competenza del Comune, nonché, per ogni ipotesi di violazione amministrativa, i provvedimenti cautelari o di riduzione in pristino, ove non diversamente disposto dai regolamenti.
provvede alle nomine di cui all'art. 50, commi 8, 9 e 10 del D. Lgs. 267/2000, così come alle altre nomine e designazioni, in conformità a quanto stabilito dal Regolamento di organizzazione.
stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute, dispone la convocazione del Consiglio Comunale e lo presiede ai sensi del regolamento. Quando la richiesta è formulata da un quinto dei consiglieri provvede alla convocazione;
ha potere di delega generale o parziale delle sue competenze ed attribuzioni ad uno o più assessori (e/o a Consiglieri Comunali);
delega la sottoscrizione di particolari specifici atti non rientranti nelle attribuzioni delegate ad assessori, al Segretario Comunale;
su indirizzi stabiliti dal Consiglio provvede alla nomina, alle designazioni e alla revoca dei rappresentanti del Comune in seno ad Enti, Aziende ed istituzioni. Tali nomine devono avvenire nei termini e con le modalità stabilite dalla legge;
attribuisce e definisce gli incarichi di collaborazione esterna ex art. 110 del D. Lgs. 267/2000. A detti incarichi e consulenze si applicano le preclusioni stabilite dalla legge.
può attribuire le funzioni di direttore generale al Segretario dell'Ente.
Delegati nelle frazioni
Nelle frazioni lontane dal capoluogo o che presentano difficoltà di comunicazioni con esso o alle quali la Regione abbia riconosciuto il diritto di avere patrimonio o spese separate, il Sindaco può delegare le sue funzioni, in ordine di preferenza, ad un consigliere residente nella frazione o ad un consigliere non residente. È fatta salva l'applicazione dell'articolo 54, comma 7, del D.Lgs. 267/2000.
L'atto di delegazione specifica i poteri dei delegati, i quali sono tenuti a presentare, annualmente, una relazione al Sindaco sulle condizioni e sui bisogni delle frazioni e di essa viene data comunicazione al Consiglio Comunale.
Il Consiglio Comunale può istituire il difensore civico.
Il Consiglio Comunale potrà in alternativa approvare l'istituzione di un difensore civico eletto a livello di Comunità Montana o in forma convenzionata con altri Comuni.
Il difensore civico sarà dotato di un proprio ufficio, di personale ausiliario e avrà accesso a tutte le informazioni necessarie per l'espletamento del suo mandato. Relazionerà periodicamente al Consiglio Comunale sull'andamento dell'attività svolta.
Il Comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di decentramento e di separazione tra compiti di indirizzo e di controllo, spettanti agli organi elettivi, e compiti di gestione amministrativa, tecnica e contabile, spettanti al personale, in conformità all'art. 3 del D.Lgs. 29/1993.
Assume come caratteri essenziali della propria organizzazione i criteri dell'autonomia, della funzionalità ed economicità di gestione, secondo principi di professionalità e responsabilità.
L'Ufficio Comunale si riparte in aree e settori funzionali, in conformità a quanto stabilito nella Dotazione Organica e nell'Ordinamento degli Uffici e dei Servizi.
ORGANI BUROCRATICI ED AMMINISTRATIVI
Funzionario Pubblico - Vertice della struttura tecnico/amministrativa - Responsabile della Gestione
Il Segretario Comunale, scelto dal Sindaco secondo le norme del proprio ordinamento ed in rapporto fiduciario con esso, svolge le funzioni demandate dalla legge, dal presente Statuto, dai Regolamenti od assegnate dal Sindaco stesso.
Il Segretario Comunale è il titolare dell'Ufficio di Segreteria. Svolge le proprie funzioni con autonomia e senza vincolo di rapporto gerarchico. Dipende dal Sindaco esclusivamente in ordine alle direttive che gli può impartire per il raggiungimento dei fini contenuti negli atti di indirizzo e di programmazione approvati dal Consiglio Comunale, di amministrazione attiva approvati dalla Giunta, nonché in ordine agli atti di cui il Sindaco stesso è titolare quale vertice dell'Amministrazione o quale rappresentante di Governo.
Il Segretario dirige gli uffici e servizi dell'Ente nonché il personale ad essi assegnato. Svolge le proprie funzioni di direzione direttamente o tramite i responsabili dei servizi, cui sovrintende e di cui coordina l'attività.
Osserva nello svolgimento delle proprie funzioni i principi di imparzialità e legalità e vigila affinché ai medesimi principi si attengano le strutture burocratico/amministrative dell'Ente, fornendo altresì agli organi politico/amministrativi il proprio imparziale giudizio legale in ordine all'adozione degli atti degli organi collegiali di governo.
FUNZIONI ISTITUZIONALI E DI GARANZIA
Assistenza partecipazione alle sedute degli Organi Collegiali
Svolge direttamente tali funzioni in relazione ai lavori delle assemblee consiliari e della Giunta, garantendo la fede pubblica con la sottoscrizione dei verbali delle riunioni.
Rinnovo, dimissioni e sostituzione della Giunta
Riceve e istruisce sotto l'aspetto giuridico/formale gli atti di dimissioni degli Organi, le proposte di governo, le mozioni di sfiducia costruttiva.
Controllo delle deliberazioni
Svolge le funzioni procedurali relative alla trasmissione degli atti agli Organi di controllo, ai Capigruppo, al Prefetto.
È responsabile della pubblicazione di tutti gli atti per i quali è richiesta. Per il materiale esercizio della funzione presso gli Albi Comunali si avvale dei Messi e attesta, su loro relazione, l'avvenuta pubblicazione. Sottoscrive direttamente i documenti soggetti a pubblicazione anche in forma speciale e relativi al procedimento di formazione di atti amministrativi.
Presidenza di gare e concorsi
Presiede le Commissioni previste per i concorsi e le prove di assunzione del personale. Presiede inoltre le gare pubbliche da tenersi per l'appalto di opere, di pubbliche forniture e di servizi, per la concessione di costruzione e/o gestione di opere pubbliche, per la concessione di pubblici servizi, nonché per la vendita e l'affitto dei beni. In questa veste è responsabile di tutte le procedure esecutive degli atti di amministrazione attiva assunti dagli organi collegiali dell'Ente in merito all'avvio dei relativi procedimenti. I regolamenti disciplinano le modalità attuative. Art. 56
Svolge le funzioni nei casi e secondo le norme fissate dalla legge.
Custodia e accesso agli atti
È il responsabile generale della tenuta e conservazione di tutti gli atti amministrativi formati e/o giacenti nel Comune. Si avvale per l'esercizio di tale funzione delle figure apicali presenti nella struttura dell'Ente, in relazione alle materie di competenza dei singoli uffici. Garantisce l'esercizio del diritto di visione degli atti, autorizza il rilascio delle relative copie in armonia con il regolamento che disciplina la materia ed in osservanza dei divieti posti ai sensi dell'art. 10 del D. Lgs. 267/2000.
FUNZIONI GIURIDICO CONSULTIVE
Istruzione degli atti deliberativi e formulazione dei pareri giuridico/amministrativi
Sulla base delle proposte pervenute al proprio ufficio, istruisce tutte le deliberazioni di competenza della Giunta e del Consiglio. In mancanza di funzionari responsabili dei servizi provvede ad esprimere i pareri tecnico - contabili in via generale.
Qualora richiesto fornisce all'amministrazione e agli uffici, sulle materie di competenza, pareri giuridico/amministrativi. Può esprimere tali pareri anche in forma propositiva assumendo l'iniziativa.
FUNZIONI DI GESTIONE E DIREZIONE
Direzione ed organizzazione degli Uffici e servizi. Redazione di programmi
Esercita le funzioni di direzione e di organizzazione e coordina l'attività dei Responsabili dei Servizi mediante istruzioni, circolari esplicative e di indirizzo, ordini di servizio. Finalizza l'esercizio di dette funzioni all'ottimale impiego del personale in relazione alle esigenze dell'Ente. Nel rispetto delle normative vigenti adotta provvedimenti in materia di mobilità interna, lavoro straordinario, congedi ordinari, missioni, permessi, aspettative, richiami ed encomi. Promuove inoltre l'adozione di provvedimenti in materia di articolazione degli orari e quelli disciplinari di competenza della prevista commissione.
Sulla base delle indicazioni e degli indirizzi forniti dall'amministrazione, redige e/o coordina la redazione da parte degli uffici degli atti amministrativi a contenuto programmatorio.
È il responsabile dell'ufficio per i procedimenti disciplinari assumendo gli atti non attribuiti alla giunta dall'art. 42, dello Statuto.
Vigila e coordina l'attuazione degli atti gestionali da parte dei Responsabili dei Servizi e ne assume le responsabilità nei casi di attribuzione diretta.
E' componente la delegazione trattante di parte pubblica nelle contrattazioni decentrate.
Esercita funzioni dirette di gestione di servizi, quale titolare di posizione organizzativa.
Attività procedimentali
È responsabile di ogni adempimento procedurale relativo alla attuazione degli atti deliberativi assunti dagli organi collegiali dell'Ente, nonché delle procedure relative agli atti per i quali possiede competenze alla loro emanazione in virtù di leggi, del presente Statuto e dei Regolamenti salve le competenze, per materia, dei Responsabili dei Servizi. In caso di opportunità o di accertato inadempimento può avocare a sé l'esecuzione delle procedure affidate ai Responsabili dei Servizi e relative a tutte le restanti fattispecie procedimentali.
Attività provvedimentali
Nelle materie per le quali possiede competenza è responsabile dell'emanazione degli atti finali.
Nei restanti casi svolge la funzione qualora all'uopo delegato o nei casi per i quali lo Statuto o la Legge non hanno individuato altro organo responsabile.
Ha potere di stipula negli atti in cui non interviene come ufficiale rogante, salve le diverse competenze dei responsabili dei vari settori.
organizzazione del lavoro finalizzata alla formazione di atti ed all'attuazione dei programmi;
Il regolamento sull'ordinamento degli Uffici e Servizi individua forme e modalità di organizzazione e di gestione della struttura interna.
L'organizzazione strutturale, diretta a conseguire i fini istituzionali dell'ente, secondo le norme del regolamento, è articolata in uffici anche appartenenti ad aree diverse, collegati funzionalmente al fine di conseguire gli obiettivi assegnati.
L'organizzazione si articola attraverso l'attività dei Responsabili dei servizi individuati secondo le norme di legge e del regolamento sull'ordinamento degli Uffici e Servizi.
Ad essi compete la gestione anche di più uffici e spetta l'attuazione gestionale degli atti di programmazione definiti dalla Giunta sulla base degli indirizzi generali dettati dal Consiglio.
I Responsabili dei Servizi adottano i provvedimenti definiti "determinazioni" attraverso i quali, nel rispetto delle norme proprie di ogni procedimento, realizzano gli obiettivi fissati dal governo dell'Ente.
Essi esercitano le funzioni sulla base dei principi di imparzialità, legalità, autonomia e responsabilità propri dei dipendenti della pubblica amministrazione.
I Responsabili esercitano nei confronti del personale assegnato ai propri servizi, le attribuzioni definite dal Regolamento.
Il Regolamento sull'ordinamento degli uffici e Servizi disciplina in particolare:
norme di accesso e cessazione del servizio;
diritti, doveri e sanzioni.
ENTI, AZIENDE, CONSORZI E SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE COMUNALE
La deliberazione del Consiglio Comunale che autorizza l'istituzione o la partecipazione del Comune ad Enti, associazioni, fondazioni, istituzioni, consorzi, aziende e società regola le finalità, l'organizzazione ed il finanziamento degli enti, provvedendo ad assicurare che la loro attività si svolga conformemente agli indirizzi fissati e secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità di gestione.
I rappresentanti del Comune vengono nominati dal Sindaco ai sensi dell'art. 50, comma 8, del D. Lgs. 267/2000.
Lo stato giuridico e il trattamento economico del personale degli enti, aziende, consorzi e società a partecipazione comunale sono regolati dalle leggi e dai contratti collettivi a rilevanza pubblica e privata e dai singoli Statuti.
Il Sindaco definisce e stipula l'accordo previa deliberazione d'intenti del Consiglio, con l'osservanza delle altre formalità previste dalla legge e nel rispetto delle funzioni attribuite dallo Statuto.
Il Comune promuove la collaborazione, il coordinamento e l'esercizio associato di funzioni, anche individuando nuove attività di comune interesse, ovvero l'esecuzione e la gestione di opere pubbliche, la realizzazione di iniziative e programmi speciali ed altri servizi, privilegiando la stipulazione di apposite convenzioni con altri enti locali o loro enti strumentali, anche attraverso delega ad un Ente di funzioni proprie.
Il Consiglio Comunale, in coerenza con i principi statutari, promuove la costituzione di Consorzi tra enti per realizzare e gestire servizi rilevanti sotto il profilo economico o imprenditoriale, ovvero, qualora non sia conveniente, l'istituzione di azienda speciale e non sia opportuno avvalersi delle forme organizzative previste nell'articolo precedente.
La convenzione, oltre a quanto previsto nel secondo comma dell'articolo precedente, deve contenere l'obbligo di pubblicazione degli atti fondamentali del Consorzio negli albi pretori degli enti contraenti.
Il Consiglio Comunale unitamente alla convenzione approva lo Statuto del Consorzio che deve disciplinare l'ordinamento organizzativo e funzionale del nuovo ente, secondo le norme previste per le aziende speciali dei Comuni, in quanto compatibili.
Il Consorzio assume carattere polifunzionale quando si intendono gestire da parte dei medesimi Enti Locali una pluralità di servizi tramite il modulo consortile.
ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTROLLO DI GESTIONE
I terreni soggetti agli usi civici sono disciplinati dalle disposizioni delle leggi speciali che regolano la materia.
Di tutti i beni comunali sono redatti dettagliati inventari secondo le norme stabilite dal regolamento di contabilità.
Fatto salvo quanto previsto dall'art. 6, comma 4°, del presente Statuto, i beni patrimoniali disponibili debbono essere dati in affitto, con riferimento alle norme vigenti, ed altre eventuali leggi speciali.
Fermo restando quanto previsto dall'art. 192 del D. Lgs. 267/2000 le norme relative al procedimento contrattuale sono stabilite dall'apposito regolamento.
I contratti, redatti secondo le deliberazioni e determinazioni che li autorizzano, diventano impegnativi per il Comune con la stipulazione, non essendo soggetti ad ulteriori forme di controllo.
È autorizzato a stipulare i contratti il Responsabile del servizio interessato, o in caso di sua assenza il Segretario Comunale, se non ufficiale rogante.
L'ordinamento finanziario e contabile del Comune è disciplinato dalla Legge. Con apposito regolamento sono emanate le norme relative alla contabilità generale del Comune.
I bilanci e i rendiconti degli Enti, organismi, aziende, in qualunque modo costituiti, dipendenti dal Comune, sono trasmessi alla Giunta Comunale e vengono discussi ed approvati insieme, rispettivamente, al bilancio di previsione ed al Rendiconto del Comune.
I Consorzi ai quali partecipa il Comune trasmettono alla Giunta il Bilancio preventivo ed il Rendiconto, in conformità alle norme previste dagli statuti consortili.
Il Rendiconto è allegato a quello del Comune.
Al Rendiconto del Comune è allegato l'ultimo bilancio approvato delle società nelle quali il Comune ha, eventualmente, una partecipazione finanziaria.
L'amministrazione comunale sviluppa, con adeguati strumenti e metodi, un sistema di controlli interni, finalizzato a garantire i processi di verifica economico gestionale, il riscontro della regolarità amministrativa e contabile dell'azione amministrativa, la completa valutazione delle prestazioni, nonché l'analisi valutativa dello stato di attuazione dei piani e dei programmi dell'ente.
La disciplina dei profili strutturali e procedurali delle differenti tipologie di controllo e valutazione è definita in relazione ai processi di sviluppo dell'azione amministrativa, con specifiche disposizioni regolamentari.
L'organizzazione del sistema di controlli interni dell'amministrazione è demandata ad appositi atti a valenza organizzativa.
Il revisore del conto oltre a possedere i requisiti prescritti dalle norme sull'ordinamento delle autonomie locali deve possedere quelli di eleggibilità fissati dalla legge per l'elezione a consigliere comunale e non ricadere nei casi di incompatibilità previsti dalla stessa.
Il regolamento potrà prevedere ulteriori cause di incompatibilità così come saranno disciplinate le modalità di revoca e di decadenza applicando, in quanto compatibili, le norme del Codice Civile relative ai sindaci delle S.p.A.
Nell'esercizio delle sue funzioni, con le modalità ed i limiti definiti dal regolamento, il revisore avrà diritto di accesso agli atti e documenti connessi alla sfera delle sue competenze.
Gli utenti dei predetti servizi possono costituirsi in comitati di gestione, secondo le norme del regolamento, che ne definisce le funzioni, gli organi rappresentativi ed i mezzi.
Il Comune consulta, anche su loro richiesta, le organizzazioni dei sindacati dei lavoratori dipendenti ed autonomi, le organizzazioni della cooperazione e le altre formazioni economiche e sociali su argomenti di particolare rilevanza sociale e di pubblico interesse.
I cittadini, in numero non inferiore ad un ventesimo della popolazione risultante al 31 dicembre dell'anno precedente e le Organizzazioni di cui ai precedenti artt. 77 e 78, possono rivolgere petizioni al Sindaco, alla Giunta o al Consiglio per chiedere provvedimenti od esporre comuni necessità.
La petizione è esaminata dall'Organo competente entro giorni sessanta dalla presentazione se trattasi della Giunta o del Sindaco ed entro novanta giorni se del Consiglio.
La procedura si chiude in ogni caso con un provvedimento espresso di cui è garantita al soggetto proponente la comunicazione.
Interrogazioni - Istanze
Le Organizzazioni di cui ai precedenti artt. 77 e 78 ed i cittadini possono rivolgere interrogazioni ed istanze al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio a seconda delle rispettive competenze.
La risposta è data per iscritto entro sessanta giorni se trattasi della Giunta o del Sindaco ed entro novanta giorni se del Consiglio.
L'iniziativa popolare per la modificazione o l'adozione di provvedimenti amministrativi di interesse generale si esercita mediante la presentazione al Consiglio Comunale di proposte redatte, rispettivamente, in articoli o in uno schema di deliberazione.
La proposta deve essere sottoscritta, con firma autentica, da almeno un ventesimo della popolazione risultante al 31 dicembre dell'anno precedente.
La Commissione consiliare alla quale il progetto d'iniziativa popolare viene assegnato, decide sulla ricevibilità ed ammissibilità formale delle proposte e presenta la sua relazione al Consiglio comunale, entro il termine di novanta giorni.
Il Consiglio è tenuto a prendere in esame la proposta d'iniziativa entro sessanta giorni dalla presentazione della relazione della Commissione.
Ove il Consiglio non vi provveda entro il termine di cui al precedente comma, ciascun consigliere ha facoltà di chiedere il passaggio alla votazione finale, entro trenta giorni.
Scaduto quest'ultimo termine, la proposta è iscritta di diritto all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio comunale.
È ammesso referendum consultivo su questioni a rilevanza generale, interessanti l'intera collettività comunale; è escluso nei casi previsti dall'art. 81, comma 4, del presente Statuto.
Fatti salvi i casi in cui la partecipazione al procedimento è disciplinata dalla legge, il Comune e gli enti ed aziende dipendenti sono tenuti a comunicare l'avvio del procedimento a coloro nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a coloro che debbono intervenirvi.
Coloro che sono portatori di interessi, pubblici o privati, e le associazioni portatrici di interessi diffusi hanno facoltà di intervenire nel procedimento, qualora possa loro derivare un pregiudizio dal provvedimento.
I soggetti di cui ai commi precedenti hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento e di presentare memoria e documenti che l'Amministrazione ha l'obbligo di esaminare, qualora siano pertinenti all'oggetto del procedimento.
Il Comune deve dare notizia dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale, nella quale debbono essere indicati:
Qualora, per il numero dei destinatari, la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui alle lettere a), b) e c) del precedente comma, mediante idonee forme di pubblicità di volta in volta stabilite dall'Amministrazione.
La materia resta comunque subordinata alla regolamentazione adottata ai sensi della Legge 241/90.
Ai cittadini singoli o associati e garantita la libertà di accesso agli atti dell'Amministrazione e dei soggetti che gestiscono servizi pubblici comunali, secondo le modalità definite dal regolamento.
Sono sottratti al diritto di accesso gli atti che disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione e quelli esplicitamente individuati dal regolamento e quelli temporaneamente indicati ai sensi dell'art. 10 del D. Lgs. 267/2000. Art. 87
Tutti gli atti dell'Amministrazione sono pubblici con le limitazioni previste al precedente articolo.
L'Ente deve, di norma, avvalersi oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della pubblicazione all'Albo Pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad assicurare il massimo di conoscenza degli atti.
L'informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile completa e per gli atti aventi una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.
I regolamenti, di cui all'art. 7 del D. Lgs. 267/2000, incontrano i seguenti limiti:
non sono abrogati che da regolamenti posteriori per dichiarazione espressa dal Consiglio Comunale o per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti, o perché il nuovo regolamento regola l'intera materia già disciplinata dal regolamento anteriore.
Spetta al Sindaco o, per suo impedimento, ai singoli assessori preposti ai vari settori dell'amministrazione comunale, adottare le ordinanze per l'applicazione dei regolamenti, ove non di competenza dei responsabili dei servizi.
Le contravvenzioni ai regolamenti comunali sono punite con sanzioni amministrative la cui entità è stabilita nei regolamenti.
I regolamenti sono adottati dal Consiglio comunale, ai sensi dell'art. 42, comma 2, let. A, del D. Lgs. 267/2000.
I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all'albo pretorio: una prima, che consegue dopo l'adozione della deliberazione approvativa, in conformità all'art. 124 del D. Lgs. 267/2000; una seconda, da effettuarsi, per la durata di quindici giorni, dopo i prescritti controlli, approvazioni od omologazioni.
Il Sindaco ed i Responsabili dei Servizi, nell'ambito dei settori di competenza, emanano ordinanze di carattere ordinario, in applicazione di norme legislative e regolamentari.
Le ordinanze di cui al comma 1° devono essere pubblicate per 15 giorni consecutivi all'albo pretorio. Durante tale periodo devono altresì essere sottoposte a forme di pubblicità che le rendano conoscibili e devono essere accessibili in ogni tempo a chiunque intenda consultarle.
Il Sindaco emana altresì, nel rispetto delle norme costituzionali e dei principi generali dell'ordinamento giuridico, ordinanze nelle materie e per le finalità di cui ai commi 2 e 3 dell'art 54 del D. Lgs 267/2000 Tali provvedimenti devono essere adeguatamente motivati; la loro efficacia, necessariamente limitata nel tempo, non può superare il periodo in cui perdura la necessità.
Quando l'ordinanza ha carattere individuale deve essere notificata al destinatario, oltre che pubblicata all'albo pretorio. Negli altri casi essa viene pubblicata nelle forme previste dal precedente comma 2°.
Le deliberazioni di revisione dello Statuto sono approvate dal Consiglio comunale, con le modalità di cui all'art. 6 del D. Lgs. 267/2000, purché siano trascorsi sei mesi dall'entrata in vigore dello Statuto o dall'ultima modifica od integrazione.
Ogni iniziativa di revisione statutaria respinta dal Consiglio comunale non può essere rinnovata, se non decorsi sei mesi dalla deliberazione di reiezione.
La deliberazione di abrogazione totale dello Statuto non è valida se non accompagnata dalla deliberazione di un nuovo Statuto, che sostituisca il precedente, e diviene operante dal giorno di entrata in vigore del nuovo Statuto.
Gli adeguamenti dello Statuto o dei regolamenti debbono essere apportati, nel rispetto dei principi dell'ordinamento comunale contenuti nella Costituzione, nel D. Lgs 267/2000 ed in altre leggi, e dello Statuto stesso, entro i 120 giorni successivi all'entrata in vigore delle nuove disposizioni.