Source: http://www.comune.mirandola.mo.it/aree-tematiche/documenti-del-cittadino/documenti-di-anagrafe/cancellazioni-anagrafiche
Timestamp: 2018-04-20 16:31:05+00:00
Document Index: 144808741

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 11', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 7']

Cancellazioni anagrafiche — Comune di Mirandola
la cancellzione anagrafica può avvenire per:
la comunicazione viene effettuata al Comune dall'AUSL o dal Comune dove è avvenuto il decesso.
In tal caso gli interessati dovranno rivolgersi direttamente al nuovo Comune di residenza o (se si tratta di cittadini italiani) al Consolato italiano all'estero, che a loro volta comunicheranno al Comune di precedente residenza il cambiamento avvenuto. I cittadini stranieri che emigrano all'estero potranno comunicarlo al Comune di residenza tramite il modulo pubblicato di seguito.
A seguito di quanto accertato durante il Censimento della popolazione, oppure a seguito di repetuti accertmaenti intervallati nel tempo. Chiunque può segnalare la mancanza della dimora abituale riguardante persone iscritte nella propria o in altre famiglie. La cancellazione per irreperibilità avviene non prima di 1 anno dall'inizio della procedura di cancellazione. Il presupposto di tale provvedimento è che il cittadino abbia totalmente fatto disperdere tracce di sé non solo nel Comune dove è iscritto, ma anche in altri Comuni; tanto che finchè si presume una sua presenza in altro Comune, ovvero se il Comune di residenza conosce l'indirizzo di destinazione, l'Ufficio Anagrafe del Comune di destinazione deve essere sollecitato ad agire in base alle segnalazioni ricevute dal Comune di provenienza.
Riferendosi ai casi di assenza per motivi di lavoro o di studio è da precisare che l’abitualità della dimora non è incompatibile con gli allontanamenti anche se frequenti, le cui cause sono da attribuirsi ai più svariati motivi quali ad esempio la
villeggiatura, o al lavoro in quanto, al termine di questo, il ritorno è sempre nello stesso Comune: e ciò dimostra che questo
Comune è considerato realmente quello di dimora abituale. Se dunque l’interessato o il genitore di figlio minore (che magari studia all’estero ma rientra in Italia dove risiede la famiglia almeno una volta all’anno per un periodo significativo) dichiari e documenti la propria presenza nel luogo di residenza, mantenendovi la disponibilità dell’alloggio, quella persona non potrà essere considerata irreperibile.
Lo stesso discorso vale anche per colui che, benché totalmente assente dal luogo di residenza anagrafica, dichiari e dimostri di essere stabilmente altrove; in mancanza di un luogo certo di residenza (di fatto) il problema sarà quello di individuare il Comune competente all’iscrizione, anche utilizzando la categoria dei senza fissa dimora.
La decorrenza del procedimento è la data in cui viene inviata la comunicazione di avvio del procedimento di cui al punto precedente.
Se dagli elementi raccolti e dagli accertamenti effettuati dal personale comunale incaricato emergerà la totale irreperibilità per almeno un anno, si potrà senz’altro provvedere a cancellare la persona dall’anagrafe. Trattandosi di provvedimento d’ufficio, la decorrenza
sarà la data di adozione del provvedimento stesso.
Dalla lettura coordinata dell’art. 7 e dell’art. 11 del medesimo DPR 223/89, si desume che il termine di sei mesi vada riferito all’ipotesi di omessa attivazione delle procedure di rinnovo del titolo di soggiorno, mirando, tale ultima disposizione, alla definizione delle posizioni anagrafiche dei cittadini stranieri che non abbiano presentato tale richiesta (ad esempio per mancanza di requisiti), e non di quelli, invece, che abbiano prodotto regolare domanda.
Un caso particolare che impedisce di attivare la cancellazione per mancato rinnovo del titolo di soggiorno riguarda lo straniero che è in contenzioso con la Questura per il rilascio del permesso.In una risposta del 4 luglio 2006, su caso in pendenza di ricorso avverso il mancato rinnovo del permesso, il Ministero ha sostenuto che il cittadino può rimanere iscritto in anagrafe. “In attesa della definizione del procedimento giurisdizionale, l’interessato può rimanere iscritto in anagrafe anche alla luce delle previsioni dell’art. 42 del d.P.R 394/99, così come modificato dal d.P.R.334/2004, che prevede che non venga meno l’iscrizione all’A.S.L. qualora l’interessato esibisca la documentazione comprovante la pendenza del ricorso avverso il provvedimento di espulsione. Se la sentenza dovesse essere negativa per il cittadino straniero allora si attiverà la procedura di cui all''art. 11 del D.P.R. n. 223/1989", con la conseguente cancellazione per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale.
Cancellazione anagrafica dei richiedenti asilo
I richiedenti asilo si iscrivono, di norma, in convivenze anagrafiche, essendo dimoranti in strutture – al di là della natura dell’immobile, che oggi molto spesso è anche l’abitazione o l’albergo – per il particolare motivo di essere, appunto,richiedenti asilo, rientrando quindi pienamente nella definizione dell’art. 5 del Dpr n.223/1989. Il terzo comma di tale articolo individua due particolari fattispecie di conclusione dei progetti di accoglienza che costituiscono “motivo di cancellazione anagrafica con effetto immediato”. Questa particolare “sanzione” andrà applicata a:
coloro a cui sono revocate le misure di accoglienza (con provvedimento del Prefetto);
coloro che si allontanano in maniera non giustificata dal centro di accoglienza.
In entrambi i casi la comunicazione scritta andrà effettuata obbligatoriamente dal responsabile della convivenza e costituirà, come detto, causa di immediata cancellazione anagrafica. Il provvedimento non può ledere in assoluto il diritto all’iscrizione anagrafica del richiedente asilo, il quale potrebbe comunque essere reiscritto (anche nella medesima struttura) qualora venisse autorizzato il reinserimento (da parte del servizio centrale per i centri Sprar e delle Prefetture per i CAS).
Occorre specificare che, sebbene gli effetti siano gli stessi, le due cause di cancellazione previste sono molto diverse:
L’allontanamento ingiustificato dalla struttura, anche dopo pochi giorni, è causa di segnalazione all’autorità competente (il Prefetto) per l’espulsione dal progetto e, in base all’art. art. 23-bis del d.lgs. n. 25/2008, la sospensione della domanda da parte della commissione territoriale. In caso in cui l’allontanamento sia manifestamente ingiustificato scatterà la doppia comunicazione, al Prefetto per l’uscita dal progetto di accoglienza e al Comune per la cancellazione anagrafica in applicazione dell’art. 5-bis terzo comma del D.lgs n.142/2015.
La revoca dell’accoglienza è, invece, un formale provvedimento disposto dalla competente autorità (normalmente la Prefettura) sulla base di alcune condizioni, indicate all’art. 23 del D.lgs n. 142/2015. Il responsabile della convivenza ai fini anagrafici è il soggetto individuatodalla norma incaricato di rendere al Comune la prevista comunicazione. Ricevuta la comunicazione, l’ufficiale d’anagrafe procederà comunque al formale avvio di un procedimento di cancellazione d’ufficio, dandone comunicazione all’interessato e al responsabile della convivenza ai sensi dell’art. 7 della legge n. 241/1990.
Presso il Comune o il Consolato italiano (per i cittradini italiani) di nuova residenza, se si tratta di emigrazione. Direttamente presso i nostri sportelli nei giorni ed orari di apertura al pubblico, se si tratta di segnalazione di irreperibilità o di emigrazione all'estero per il cittadino straniero o dell'U.E., compilando l'apposito modulo.
Comunicazione di abbandono della residenza
Dichiarazione di dimora abituale del cittadino straniero