Source: https://studiolegale-bologna.it/perugia-terni-macerata-ascoli-piceno-vittime-strada-pirati-strada-fondo-vittime-della-strada-avvocato-per-risarcimento/
Timestamp: 2020-05-31 11:07:03+00:00
Document Index: 5848919

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 19', 'art. 116', 'art. 360', 'art. 366']

PERUGIA TERNI MACERATA ASCOLI PICENO VITTIME STRADA PIRATI STRADA FONDO VITTIME DELLA STRADA AVVOCATO PER RISARCIMENTO
D.C. e D.B., nelle rispettive qualità di conducente e proprietario, citavano a giudizio, davanti al Giudice di pace di Notaresco, la SAI s.p.a., nella qualità di impresa designata ai sensi della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 19, per chiedere il risarcimento dei danni conseguenti ad un sinistro stradale con un veicolo rimasto non identificato, verificatosi lungo la strada statale 16 in territorio di Roseto degli Abruzzi.
Gli attori proponevano appello e il Tribunale di Teramo, Sezione distaccata di Atri, con sentenza del 26 marzo 2007, in riforma della pronuncia di primo grado condannava la SAI s.p.a. a pagare a D.C. la somma di Euro 1.822 a titolo di danno morale ed a D.B. la somma di Euro 3.181 per danni all’autovettura, il tutto con rivalutazione ed interessi e con compensazione delle spese del grado.
Avverso la sentenza d’appello propone ricorso la Fondiaria SAI s.p.a., con atto affidato a tre motivi.
Con il primo motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 5), violazione e falsa applicazione della L. n. 990 del 1969, art. 19, lett. a), degli artt. 2054, 2697 e 2700 cod. civ. e dell’art. 116 cod. proc. civ., oltre a vizio di motivazione.
Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione degli artt. 2043 e 2697 c.c..
Rileva il Collegio che il presente ricorso si colloca, ratione temporis, nel periodo di vigenza dell’art. 366-bis cod. proc. civ., il quale imponeva che ciascun motivo di ricorso fosse concluso dalla formulazione di un quesito di diritto e che, in relazione alla censura di vizio di motivazione, venisse fornita chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale si assumeva che la motivazione fosse mancante, insufficiente o contraddittoria.
Alla luce dei criteri ora richiamati, i primi due motivi di ricorso sono inammissibili.
In conclusione, vanno dichiarati inammissibili il primo ed il secondo motivo di ricorso, mentre va accolto il terzo.