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Timestamp: 2020-01-29 17:13:11+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 39', 'art. 30', 'art. 22', 'art. 39', 'art. 22']

Costituzione del Tavolo tecnico regionale in materia di adozione — E-R BUR 28/2015
n.28 del 11.02.2015 periodico (Parte Seconda)
DETERMINAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE SANITÀ E POLITICHE SOCIALI 23 DICEMBRE 2014, N. 19046
Costituzione del Tavolo tecnico regionale in materia di adozione
- La normativa nazionale in materia di adozione e tutela dell’infanzia e adolescenza in particolare, la Legge 184/1983 e ss.mm. “Diritto del minore ad una famiglia” che assegna alle Regioni compiti di coordinamento dei diversi attori (pubblici e del terzo settore) che svolgono un ruolo in materia di prevenzione dell’abbandono e adozione, al fine di qualificare il sistema di interventi sociali e sanitari di accompagnamento alle famiglie e ai bambini;
- La Convenzione dell’Aja per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale (1993), è stata ratificata in Italia con la legge n. 476 nel 2008 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta all’Aja il 29 maggio 1993. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in tema di adozione di minori stranieri”;
- la Convenzione ONU, fatta a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176, “Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989”,
La Convenzione Aja così come la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo prevedono nel preambolo e nel testo, importanti principi e obiettivi che la Regione intende perseguire, anche attraverso il coordinamento degli attori che svolgono un ruolo in materia di adozione, tra cui
il principio di sussidiarietà nell’adozione internazionale, il superiore interesse del minore, il diritto del minore ad una famiglia e il sostegno delle competenze genitoriali (art. 9 lettera c) della convenzione Aja, articoli 3 e 5 e 9 della Convenzione ONU);
Ai fini della promozione di una cultura dell'adozione condivisa e coerente con lo spirito della normativa nazionale e internazionale la Regione intende quindi attivare uno spazio di riflessione e confronto strutturato dove i diversi attori coinvolti possano concorrere alla qualificazione del sistema di servizi rivolti all’adozione nella Regione, attraverso la pratica dello scambio, condivisione e coordinamento delle azioni e programmazioni;
Viste inoltre;
la deliberazione del Consiglio regionale n. 331 del 12 febbraio 2002, "Approvazione del Progetto regionale adozioni e dello schema di protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna, Province, Enti titolari delle funzioni in materia di adozioni ed Enti autorizzati alle adozioni internazionali”in particolare l’allegato A al punto 1.2) Il coordinamento delle azioni e la collaborazione tra i soggetti;
la deliberazione della Giunta regionale n. 1495 del 28 luglio 2003 “Approvazione linee di indirizzo per le adozioni nazionali e internazionali in Emilia-Romagna in attuazione del Protocollo d’intesa di cui alla deliberazione del Consiglio regionale 331/02. Modifica della deliberazioni della G.R. n. 3080 del 28/12/2001;
la deliberazione della Giunta regionale n. 1425/2004 “Protocollo regionale di intesa in materia di adozione tra Regione Romagna, Province, Enti Titolari delle funzioni in materia di infanzia e adolescenza, enti autorizzati di cui all’art. 39, c. 1, lettera C) della Legge 476/1998”;
legge regionale 14 del 28 luglio 2008 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni” in particolare l’art. 30, che ribadisce i principi delle richiamate Convenzioni internazionali e delle vigenti deliberazioni regionali, e l’art. 22 che stabilisce che il coordinamento regionale per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza assume anche le competenze del coordinamento regionale adozione (CRAD);
Considerato che, data la specificità dell’argomento, è opportuno costituire, all’interno del Coordinamento regionale per l’attuazione dei diritti dell’infanzia e l’adolescenza, un tavolo tecnico formato di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento adottivo,con i seguenti compiti
- lo studio e l’attivazione di interventi per la promozione di una corretta cultura dell’adozione e del principio di sussidiarietà dell’adozione internazionale;
- la concertazione degli obiettivi e dei contenuti della formazione degli operatori pubblici, degli enti autorizzati, dei giudici onorari e togati del Tribunale per i minorenni per L’Emilia-Romagna che svolgono un ruolo in materia di adozione;
- la promozione di forme di collaborazione tra Enti titolari delle funzioni in materia di infanzia e adolescenza, Ausl,Enti Autorizzati e Magistrature minorili;
- l’elaborazione ed il monitoraggio di protocolli operativi e di strumenti di lavoro in materia di adozione;
- il monitoraggio dell’applicazione sul territorio dei protocolli regionali e delle linee di indirizzo regionali in materia di adozione e degli standard quali-quantitativi in essi contenuti;
- l’individuazione di buone prassi in materia di adozione;
Preso atto di quanto è emerso durante gli incontri consultivi e preparatori:
- del 7 febbraio 2013 con gli Enti autorizzati nominati all'interno del ex-coordinamento regionale adozione (ex-Crad);
- del 21 marzo 2013 e 24 settembre 2013 con tutti gli enti autorizzati che hanno sottoscritto il protocollo regionale adozione;
Ritenuto quindi opportuno costituire il “Tavolo tecnico regionale in materia di adozione”, composto da rappresentanti di:
Enti autorizzati per l’adozione internazionale;
associazionismo familiare;
Ufficio Scolastico Regionale, per l’Emilia-Romagna; Regione (in particolare il Servizio Politiche familiari Infanzia e Adolescenza e il Servizio Assistenza distrettuale, Medicina generale, Pianificazione);
oltre che, in qualità di “invitati permanenti”, il Presidente del Tribunale per i minorenni per l’Emilia-Romagna e il Garante regionale per l’Infanzia e adolescenza;
Considerato che, per quanto riguarda i rappresentanti degli enti autorizzati alle adozioni internazionali, sono stati concordati criteri oggettivi (quali indicatori quali-quantitaivi) per la loro individuazione durante la riunione con gli enti autorizzati svoltasi in Regione il 24 settembre 2013;
Visto il rendiconto della riunione del 24 settembre 2013 e le auto-dichiarazioni inviate dagli otto enti autorizzati candidati e conservate agli atti del Servizio Politiche familiari Infanzia e Adolescenza;
A seguito dell’istruttoria effettuata in merito all’applicazione dei criteri sopra-citati, risultano individuati i seguenti sei Enti autorizzati alle adozioni internazionali iscritti all’albo nazionale degli enti autorizzati tenuto dalla CAI, autorizzati a ricevere incarico dai coniugi residenti in Regione e sottoscrittori dell’ultimo protocollo regionale in materia di adozione (DGR 1425/2004):
- Ai.bi;
- Anpas
- Cifa;
- Istituto La Casa;
- N.A.D.I.A;
- N.O.V.A;
Preso atto della loro disponibilità a partecipare;
Preso atto della documentazione agli atti del Servizio Politiche familiari Infanzia e Adolescenza, tra cui le designazione degli operatori, esperti in materia di adozione, che andranno a far parte del tavolo tecnico regionale:
- 5 rappresentanti degli Enti locali, di cui un coordinatore pedagogico;
- 3 rappresentanti Ausl;
- 1 rappresentante delle associazioni di famiglie adottive attive in regione
- 1 rappresentante U.S.R;
- 3 rappresentanti della Regione tra cui due del Servizio Politiche familiari Infanzia e Adolescenza e uno del Servizio Assistenza distrettuale;
Ritenuto pertanto opportuno procedere alla costituzione del Tavolo tecnico regionale in materia di adozione con i componenti e le funzioni sopra indicate;
Su proposta del Responsabile del Servizio Politiche familiari, Infanzia e Adolescenza, dr. Gino Passarini;
1) di procedere per le motivazioni e con gli obiettivi espressi in premessa alla costituzione del "Tavolo tecnico regionale in materia di adozione", con funzioni di monitoraggio impulso e qualificazione dei servizi rivolti all’adozione nel territorio regionale;
2) di definire la seguente composizione del tavolo:
cinque funzionari rappresentanti degli Enti locali, esperti in materia di adozione, di cui un coordinatore pedagogico, così individuati:
Raffaella Ballardini;
Chiara Mascellani;
Angela Mambelli;
Patrizia Rilei
tre rappresentanti delle Ausl, esperti in materia di adozione:
Tiziana Giusberti (AUSL Bologna;)
Emanuela Sani (Ausl Parma);
Mirko Tamagnini (Ausl Rimini).
sei rappresentanti degli Enti Autorizzati alle adozioni internazionale, art. 39 comma 1, lett. c), legge 476/98 così individuati:
Giuseppe Salomoni - Ai.bi;
Vilmer Michelini - Anpas
Maria Paola Maurino - Cifa;
Caterina Mallamaci - Istituto La Casa;
Anna Giarola - N.A.D.I.A;
Paolo Battistella - N.O.V.A;
Marco Bosco, rappresentante delle associazioni di famiglie adottive, già designato come rappresentante dell’associazionismo famigliare del coordinamento regionale infanzia e adolescenza (det. D.G. n. 7512/2013);
Chiara Brescianini, rappresentante dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna;
Michela Bragliani funzionaria regionale del Sevizio Assistenza Distrettuale;
Gino Passarini, dirigente responsabile del Servizio Politiche familiari Infanzia e Adolescenza (o suo delegato), con funzioni di presidenza;
Monica Malaguti, funzionaria del Servizio regionale Politiche familiari Infanzia e Adolescenza, con funzioni di referente tecnico in materia di adozione e coordinamento;
- al Tavolo sono “invitati permanenti” il Presidente del Tribunale per i Minorenni per l’Emilia-Romagna (o suo delegato) ed il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza (o suo delegato);
- alle riunioni del Tavolo tecnico possono essere invitati ulteriori operatori esperti nel settore adozione o nel settore sociale e sanitario, di volta in volta individuati, in relazione alle specifiche tematiche da affrontare;
- il Tavolo “Tavolo tecnico regionale in materia di adozione” rappresenta un organismo collegiale tecnico di supporto al coordinamento regionale infanzia e adolescenza, in attuazione dell'art. 22 L.R. 14/08 e durante il suo operato si confronterà in maniera continuativa e strutturata con altri tavoli di coordinamento e monitoraggio di livello regionale, attivi o in via di costituzione che lavorano su materie attinenti;
4) di fissare la durata del Tavolo tecnico in tre anni a partire dalla data di approvazione della presente determinazione e, comunque, fino all’insediamento del successivo;
5) che per la presenza al Tavolo non sono previsti gettoni di presenza e oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale;
6) di disporre la pubblicazione integrale del presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna Telematico.