Source: https://onanotiziarioamianto.it/assistenza-gratuita-vittime-amianto/assistenza-legale-ona/
Timestamp: 2020-05-25 15:47:08+00:00
Document Index: 101762929

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1']

Assistenza legale per le vittime di amianto: risarcimento, pensione
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus è un’associazione di utilità sociale che si occupa di assistenza legale e di rappresentare, tutelare ed assistere i cittadini ed i lavoratori esposti all’amianto e/o ad altri cancerogeni ed agenti nocivi. Li assiste gratuitamente non solo dal punto di vista legale, ma anche psicologico e sanitario.
Assistenza legale gratuita da parte dell’ONA
L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i cittadini, i pazienti ed i loro famigliari. L’assistenza legale gratuita è fornita dall’Avv. Ezio Bonanni con la sua più che ventennale esperienza nella difesa delle vittime dell’amianto, insieme al suo staff di avvocati online, in forma gratuita.
Grazie all’assistenza legale gratuita di ONA i cittadini esposti all’asbesto o ad altri cancerogeni, possono ottenere l’indennizzo INAIL, il prepensionamento ed il risarcimento dei danni nei casi di patologie asbesto correlate, nonché in tutte le malattie causate dall’attività professionale e nello specifico possono richiedere:
rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%;
Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali;
benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione;
pensionamento immediato, nel caso in cui con i benefici amianto non ci siano comunque i presupposti per la maturazione del diritto a pensione;
Cosa fanno gli avvocati dell’ONA?
L’ONA e il suo pool di avvocati si occupano di assistenza legale ai cittadini esposti ad amianto o ad altri cancerogeni e di prevenzione primaria, secondaria e terziaria (tramite il pool di medici volontari).
Gli avvocati dell’assistenza legale ONA forniscono un primo consulto legale online ai cittadini che ne fanno richiesta attraverso il form che trovate qui sotto, oppure attraverso il numero verde 800 034 294, o rivolgendosi agli uffici delle sedi territoriali ONA.
I cittadini, i pazienti ed i lavoratori che nel corso della loro vita e/o della loro professione sono stati esposti ad amianto o ad altre sostanze cancerogene, tossiche o nocive possono richiedere una consulenza medico legale ONA.
In seguito ad una prima consulenza, ONA vi assiterà nella richiesta di risarcimento danni, prepensionamento o pensionamento immediato, benefici contributivi e rendita INAIL attraverso lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni ed il suo staff di avvocati.
Asbesto ed altri cancerogeni
L’amianto (o asbesto) è una sostanza di natura minerale a base di silicio, in grado di formare fibre molto flessibili resistenti al calore e chimicamente inerti. Rappresenta un rischio per la salute se le sue fibre sono rilasciate o se sono presenti nell’aria e vengono respirate.
L’Italia è stato uno dei maggiori produttori di amianto. Questo minerale cancerogeno, in particolare il crisotilo, è stato utilizzato in circa 3000 applicazioni. Solo con la L. 257/92 c’è stato il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione.
La messa in sicurezza è ancora in corso. Ce ne sono ancora 40mln di tonnellate, tra compatto e friabile.
L’insorgenza di patologie tumorali non è sempre legata ad una lunga esposizione a fibre di amianto, ma è provato che è possibile contrarre malattie correlate all’asbesto anche con basse esposizioni. Il rischio di esposizione, non interessa solamente i lavoratori che operano su materiali contenenti amianto, ma anche tutte quelle persone che risiedono o frequentano ambienti in cui è presente amianto sotto forma di manufatti.
Solitamente trascorre un lungo periodo di tempo fra la prima esposizione all’amianto e l’inizio della malattia vera e propria. Ciò può variare in un intervallo compreso fra 15 e 60 anni. Soltanto impedendo o minimizzando tale esposizione le malattie correlate all’amianto potranno essere finalmente eliminate.
Asbesto e prevenzione primaria
Tra le finalità proprie dell’Osservatorio Nazionale Amianto vi è la tutela dell’essere umano a 360°. Una delle modalità di prima scelta di tutela dell’individuo consiste nel perseguimento della prevenzione primaria.
Che cosa si intende per prevenzione primaria? Attraverso la bonifica e la messa in sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro, con lo smaltimento/rimozione dell’amianto/Eternit e degli altri cancerogeni, si può evitare ogni forma di esposizione ad agenti tossico nocivi e cancerogeni, garantire la salubrità dell’acqua, dell’aria e della terra (anche con riferimento ai prodotti alimentari).
Il 95% dei tumori è provocato dalle esposizioni ambientali e lavorative ad agenti tossico-nocivi e cancerogeni. L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni sostengono che soltanto il rischio zero possa tutelare effettivamente la salute umana secondo l’equazione ambiente pulito : salute = ambiente contaminato : malattia.
L’esposizione ad agenti patogeni e cancerogeni è di per sé dannosa per la salute umana e l’unica tutela è quella di evitare tutte le esposizioni per inalazione ed ingestione. A questo proposito l’Avv. Ezio Bonanni è autore, con il Prof. Giancarlo Ugazio, della pubblicazione “Patologie ambientali e lavorative – MCS – Amianto & Giustizia” (Minerva Medica, Torino 2011).
La sola esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni e tossico-nocivi dà diritto al risarcimento dei danni (in materia di risarcimento dei danni da sola esposizione ad amianto si ricorda Cass., Sentenza 13 ottobre 2017, n. 24217, e in caso di malattia professionale le vittime hanno diritto alla costituzione della rendita, e per coloro che sono dipendenti dell’amministrazione pubblica anche il riconoscimento di vittime del dovere).
Intervento dell’Avv. Ezio Bonanni sull’amianto in Italia
Qui sotto trovate l’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, durante il convegno “Amianto, Stato dell’arte a 25 anni dalla legge 257/92” del 2017, presso Palazzo Montecitorio, che fa il punto sulla situazione attuale di esposizione amianto attuale in Italia. Trovate i dati effettivi delle vittime dell’amianto, i siti amianto in Italia, la possibilità per i cittadini di segnalare casi e siti presso il REPAC dell’ONA, la necessità di rispettare il principio di precauzione.
L’intervento si chiude con la proposizione dell’ONA di lavorare congiuntamente con le istituzioni per coniugare la bonifica con l’ammodernamento delle infrastrutture ed industriale, utilizzare i fondi strutturali europei, la leva fiscale, risolvendo il conflitto di interesse dell’INAIL in quanto ente accettatore e pagatore. In altre parole, secondo l’ONA, il problema impellente dell’asbesto in Italia non può essere risolto con i procedimenti penali e civili ma in un lavoro congiunto e propositivo.
Per approfondire >> ll libro bianco delle morti di amianto in Italia.
Malattie amianto-correlate e cancerogeni
L’amianto è un cancerogeno perfetto (definizione IARC di cancerogeno). L’asbesto, che è sinonimo di amianto, induce fenomeni infiammatori e cancerogeni.
È ormai pacifico che le fibre di asbesto provocano le cosiddette malattie asbesto correlate per le capacità cancerogene e fibrogene dell’amianto. I mesoteliomi (della pleura, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo, del pericardio) hanno quale loro unico agente eziologico, unitamente all’asbestosi (che è patologia infiammatoria autoimmune), l’amianto. Questo cancerogeno, poi, ha un effetto moltiplicatore del rischio con gli altri agenti cancerogeni, con i quali agisce in sinergia.
Sono asbesto correlate tutte le neoplasie del sistema respiratorio e gastro intestinale. Il carcinoma polmonare, il tumore della laringe e il tumore delle ovaie sono neoplasie asbesto correlate, anche se non monofattoriali (ovvero possono essere causate anche da altri cancerogeni oltre all’amianto).
Lo IARC ritiene tali patologie cancerogene riconnesse sempre e comunque ad esposizione ad amianto. Ci sono poi altre patologie, come il tumore del colon (Cause del tumore al Colon-retto, ovvero dello stomaco e del retto, per le quali nella monografia si richiama la più alta incidenza epidemiologica, pur escludendo l’unanime consenso scientifico sull’agente eziologico amianto (patologie asbesto correlate). Nell’ultima monografia IARC 2012: Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C:“There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos [..]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, –stomach, and colorectum”.
Amianto e prevenzione secondaria
Attraverso l’assistenza medica gratuita l’ONA è impegnata nella prevenzione secondaria grazie alla diagnosi precoce, unita alle terapie tempestive, e all’implementazione della ricerca scientifica. Prevenzione secondaria significa sottoporre coloro che sono stati esposti ad amianto e ad altri cancerogeni a controlli sanitari, assicurando la diagnosi precoce.
In questo video girato durante la conferenza “Amianto e mesotelioma” (Regione Lazio del 07.07.2017 ) l’Avv. Ezio Bonanni parla di siti ancora a rischio (scuole, ospedali, treni, navi, aerei e tutti gli stabilimenti produttivi) e di come sia necessario evitare le esposizioni ad amianto per evitare le patologie asbesto correlate. Si parla del reale rischio anche per i famigliari dei lavoratori esposti ad amianto e di quanto la prevenzione primaria e secondaria siano ancora insufficienti nel nostro paese.
Assistenza legale per riconoscimento malattia professionale
Altre patologie asbesto-correlate
L’esposizione ad amianto causa, oltre al mesotelioma, anche il cancro al polmone, alle ovaie e il tumore alla laringe, che sono inserite, unitamente all’asbestosi, alle placche pleuriche ed agli ispessimenti pleurici, nella lista I dell’INAIL (elevata probabilità). Ch contrae queste malattie può ottenerne il riconoscimento della malattia professionale, e quindi, automaticamente, l’indennizzo INAIL.
Per le malattie asbesto correlate della lista II e III dell’INAIL, è dunque più complicato ottenere il riconoscimento di malattia professionale, ed è quindi, necessaria l’assistenza medico legale dell’ONA, che si occupa di fornire al paziente la prima certificazione utile al riconoscimento di malattia professionale, e l’interlocuzione medico legale. In molte occasioni infatti l’INAIL rigetta le richieste di riconoscimento di malattia professionale, e, quindi, si pone la necessità dell’assistenza legale e del medico legale.
I medici volontari dell’ONA rilasciano una prima certificazione utile al rilascio della certificazione di esposizione ad amianto sulla base dell’articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992 e all’indennizzo da parte dell’INAIL. Essa permette di ottenere dall’Inps la rivalutazione dell’intero periodo lavorativo in esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5 utile per maturare il diritto a pensione anticipata o per rivalutare le relative prestazioni pensionistiche eventualmente in godimento.
Queste certificazioni sono fondamentali anche per ottenere l’integrale risarcimento di tutti i danni subiti dal lavoratore e, in caso di decesso, per la loro liquidazione in favore degli eredi. Permettono anche di accedere al Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL (recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali).
Patologie asbesto correlate lista I dell’INAIL
Qui di seguito trovate tutte le patologie asbesto correlate inserite nella lista I dell’INAIL e considerate di elevata probabilità lavorativa. Si distinguono tra infiammazioni da asbesto e vere e proprie neoplasie.
Le placche pleuriche sono lesioni della pleura (la membrana sottilissima che riveste i nostri polmoni). Queste lesioni di natura cicatriziale vengono diagnosticate attraverso RX e TC del torace. Non necessariamente esse evolvono, nel corso degli anni, in lesioni pericolose per la vita, ma devono essere tenute sotto controllo, anche quando asintomatiche, per scongiurare l’evoluzione in mesotelioma (tumore maligno della pleura). La presenza delle placche pleuriche segnala incontrovertibilmente l’esposizione prolungata alle fibre di amianto. Tra le malattie non neoplastiche da esposizione all’asbesto le placche pleuriche sono tra le più diffuse.
Il tumore al polmone è una neoplasia che si sviluppa a livello dei polmoni. Il tumore del polmone è nella Lista I dell’INAIL delle malattie asbesto correlate, la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità sia nella sua forma di adenocarcinoma che di microcitoma. L’esposizione all’amianto può agire in sinergia e potenzia gli effetti del fumo di tabacco (sinergismo).
Il tumore della laringe è un tumore della gola, ovvero una neoplasia che si sviluppa nella gola e precisamente a livello della laringe.
L’amianto può essere una delle cause di tumore alla laringe. Il tumore della gola è una neoplasia considerata dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra le neoplasie causate dall’asbesto. Esso non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto, ma anche in tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è stato consapevole come nei casi di esposizione ambientale ed esposizione professionale inconsapevole.
Il mesotelioma è il tumore maligno provocato solo dall’esposizione ad amianto. Colpisce le sierose. Nella quasi totalità dei casi, questa neoplasia si verifica soprattutto a causa di un’esposizione professionale prolungata alle sottilissime fibre di amianto. Respirare la fibra killer, non solo può essere letale per i lavoratori ma anche per i membri della famiglia che vengono a contatto con gli indumenti utilizzati degli stessi e persino con i capelli.
Il carcinoma ovarico è una neoplasia che si sviluppa a livello delle ovaie. Secondo l’ultima monografia rilasciata dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) l’amianto è un agente eziologico in grado di provocare non solo il cancro alle ovaie, ma anche altri tipi di tumore ginecologico in seguito all’esposizione a polveri di asbesto per motivi professionali e non. Il tumore alle ovaie figura nella Lista I dell’INAIL con altre malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“.
Patologie asbesto correlate lista II e III dell’INAIL
Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è considerata di limitata probabilità. Significa che la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL amianto, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16% – malattia professionale INAIL punteggio).
L’INAIL distingue la malattia professionale in malattia tabellata e malattia non tabellata, a seconda della presenza della patologia in apposite tabelle pubbliche (tali tabelle costituiscono gli allegati al Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica del 30 giugno 1965, n. 1124).
Una malattia tabellata solleva il lavoratore dell’onere della dimostrazione dell’origine professionale della malattia stessa. Ciò consente all’ammalato di ottenere il riconoscimento di malattia professionale per il solo fatto di aver presentato denuncia all’Ente nei termini di indennizzabilità. La malattia deve essere denunciata all’INAIL entro un determinato periodo dalla cessazione dell’attività a rischio (il periodo massimo di indennizzabilità è riportato nelle tabelle stesse).
Per quanto riguarda invece le malattie professionali non tabellate, cioè quelle non presenti nelle tabelle INAIL, sussiste un “sistema misto” (consolidato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 179/1988) per il quale il lavoratore ha la possibilità di dimostrare l’origine professionale della malattia.
Esposizione ad agenti patogeni e cancerogeni
Le fibre di asbesto non sono le uniche sostanze cancerogene che possono causare malattie lavorative che danno diritto al risarcimento dei danni.
Gli inquinanti dell’ambiente sono patogeni per la qualità intrinseca oppure per la quantità con cui vengono a contatto con l’essere umano. Alcuni di essi sono naturali, ovvero presenti in concentrazioni esigue nella crosta terrestre o nei vegetali e nelle derrate alimentari animali. Essi possono essere però concentrati dall’uomo (nell’ambiente o nelle bevande e negli alimenti) fino a raggiungere dosi eccessive. Altri inquinanti sono invece esclusivamente di origine antropogena.
L’esposizione ai patogeni avviene in modo surrettizio (dall’espressione latina subrepere che significa strisciare), vale a dire che avviene in modo subdolo e senza manifestarsi apertamente, caratteristica che rende difficile il lavoro dei sanitari e la prevenzione primaria. Esposizioni ripetute allo stesso agente possono cumulare il carico del composto nocivo.
Dopo l’ingresso degli agenti patogeni e cancerogeni nell’organismo, con una latenza la cui durata dipende da diversi fattori, quali l’accumulo, il sinergismo, e/o il potenziamento tossicologico, oppure dall’efficienza delle difese del paziente e, al contrario, dalla sua meiopragia intrinseca, il soggetto esposto, può avvertire i primi sintomi che lo disturbano e lo spingono a chiedere aiuto al sanitario. A ciascun composto nocivo può essere attribuita prevalentemente un’azione patogena per un determinato tessuto-organo, ma ciò non esclude la presenza di effetti collaterali minori su bersagli diversi, talora decisamente pre-clinici e quindi non rilevati facilmente.
La prevenzione primaria, come nel caso dell’asbesto, consiste nell’evitare del tutto o nel ridurre drasticamente l’entità dell’esposizione prima ancora della comparsa degli indicatori biologici di danno.
La prevenzione secondaria avviene quando i sintomi del danno biologico sono già comparsi. Si interviene in questo caso con l’interrompere l’esposizione ed impedire l’accumulo che aggraverebbe il sinergismo ed il potenziamento tossicologico.
La prevenzione terziaria consiste nel ricavare la sicurezza di responsabilità per i diversi agenti patogeni, chimici o fisici, affinché ad essi non debba più venire esposto alcun essere umano. In questo caso il paziente ed i sanitari non hanno più un ruolo decisivo nella prevenzione, lo hanno invece gli organismi regolamentatori, di concerto coi medici dalle più estese specialità e con gli igienisti, in modo da formulare in modo competente e razionale le precauzioni necessarie.
Malattie tabellate ed altre sostanze nocive
Le malattie professionali tabellate, come dicevamo più su, sono contenute in un elenco allegato al DPR n. 1124/1965, aggiornate dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 10 giugno 2014. Esse sono divise in tre liste (Lista I, in cui sono riportate le malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità, Lista II contenente le malattie la cui origine lavorativa è di limitata probabilità e Lista III che racchiude le malattie la cui origine lavorativa è possibile). Qui di seguito riportiamo l’elenco completo delle malattie tabellate dell’INAIL causate da sostanze cancerogene e tossiche.
Nella Lista I oltre alle malattie asbesto correlate ci sono le malattie provocate con elevata probabilità da agenti chimici, come quelle derivanti da piombo (anemia, encefalopatia), rame (congiuntivite, asma bronchiale), anidride solforosa(tracheobronchite), cloruro di vinile (fibrosi polmonare, epatopatia fibrotica), silice libera cristallina (silicosi polmonare), ossidi di ferro (siderosi), stagno (stannosi), alluminio (alluminosi), cotone (bissinosi), fibre minerali (tracheobronchite), fibre vetrose e minerali (tracheobronchite), quelle provocate da olii minerali (dermatite follicolare), radiazioni ionizzanti (radiodermiti), radiazioni solari (cheratosi attiniche), radiazioni infrarosse (eritema permanente), da arsenico (tumore della cute, tumore del polmone, tumore della vescica), cromo (tumore del polmone), composti del nichel (tumore del polmone, tumore delle cavità nasali, tumore deiseni paranasali), fuliggine (tumore della cute, tumore del polmone), pece di catrame e catrame di carbone (tumore della cute e tumore del polmone).
La Lista II, oltre alle malattie asbesto correlate, ospita le malattie causate da agenti chimici come anadride trimellitica (alveoliti allergiche estrinseche), cloruro di polivinile (granulosi polmonare), formaldeide (tumore delle cavità nasali, tumore dei seni paranasali) e benzene (leucemia linfoide, linfoma non hodgkin, mieloma multiplo).
Nella Lista III ci sono le malattie provocate da agenti chimici come la silice libera cristallina (poliangite microscopica), fibre ceramiche (fibrosi polmonare), cloruro di vinile (tumore del polmone, tumore cerebrale, tumori del sistema emolinfopoietico), cobalto e suoi Sali (tumore del polmone).
Le vittime di danni per esposizione ad amianto negli ambienti lavorativi e di vita, hanno diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali). Indispensabile è l’accertamento medico legale per il riconoscimento della rendita INAIL, o della qualità di vittima del dovere, con il risarcimento dei danni complementari, differenziali e/o all’integrale risarcimento dei danni al netto delle prestazioni previdenziali già ricevute.
In questo video l’Avv. Ezio Bonanni spiega come poter tutelare i propri diritti, ottenere il pensionamento anticipato e le maggiorazioni e rivalutazioni contributive per esposizione ad amianto, ex art. 13 comma 7 L. 257/92 e art. 13 comma 8 L.257/92.
Nel corso del seminario “Esposizione all’amianto: responsabilità civile e penale” che si è tenuto il 17 dicembre 2016 presso il Tribunale di Taranto, organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, l’avvocato, Presidente dell’ONA, ha ripercorso l’iter storico della giurisprudenza in materia di amianto, per poi spiegare i passi necessari per ottenere le tutele previdenziali e contributive in caso di esposizione professionale.
Come si calcola il risarcimento danni?
Il lavoratore malato (o i suoi famigliari in caso di decesso) di patologia asbesto correlata o altre malattie professionali (cioè che hanno origine dell’attività lavorativa) ha diritto all’integrale risarcimento danni biologici INAIL al netto della rendita INAIL o delle prestazioni di Vittima del Dovere (se appartenente alle Forze Armate o al Comparto Sicurezza).
I danni biologici e morali risarcibili sono:
Danni patrimoniali (emergenti e per lucro cessante).
I pregiudizi non patrimoniali consistono nel danno biologico per lesione all’integrità psicofisica (per sofferenza fisica ed interiore) ed esistenziale (per il peggioramento qualità della vita). Le vittime di danni amianto subiscono un danno biologico del 100% (percentuale danno biologico), già al momento della diagnosi. Tutte le malattie amianto provocano infatti sintomi gravi che impongono chirurgia, chemioterapia e farmaci che provocano effetti collaterali pesanti.
Entità del risarcimento danni
Sotto la coordinazione dell’Osservatorio milanese, un pool di 120 esperti del settore, tra avvocati, giudici togati e onorari, medici legali, professori universitari e cultori della materia, si è riunito per oltre una decina di incontri con l’obiettivo di confrontarsi e trovare una risposta concreta sul risarcimento con calcolo del danno biologico o calcolo danno biologico tabelle Milano. In questo modo ono stati individuati i valori monetari della liquidazione rendita INAIL, con riferimento al caso di incidenza della lesione in termini “standardizzabili”, in quanto frequentemente ricorrenti, e con attenzione particolare alla personalizzazione del caso, dove sono presenti peculiarità provate del danneggiato.
L’Osservatorio ONA ha proposto anche una rivisitazione dei valori in passato liquidati a titolo di danno biologico e morale temporaneo, proponendo una liquidazione congiunta dell’intero danno temporaneo derivante da lesione alla persona. In particolare per il risarcimento danno INAIL il valore monetario di liquidazione è corrispondente ad un giorno di inabilità assoluta.
Nella previsione di liquidazione danno biologico per il decesso di un congiunto, è posto in essere il grado di parentela tra vittima e familiare della vittima, con un tetto massimo di 331.920,00 per la liquidazione in favore di ciascun genitore per la morte di un figlio.
Rivolgendosi al numero verde dell’ONA sarete informati sui danni amianto risarcibili, sulle modalità di risarcimento e sull’entità del danno non patrimoniale secondo le tabelle del Tribunale di Milano.
Per approfondire: risarcimento danni amianto.
Il prepensionamento amianto: come funziona
Con la prova biologica di esposizione, attraverso esami clinici specifici, è possibile ottenere il prepensionamento amianto, ex art. 13 co. L. 257/92; allontanando i lavoratori dalla fonte di esposizione si realizza la cosiddetta prevenzione.
I benefici amianto danno diritto alla maggiorazione contributiva del periodo di esposizione con il coefficiente 1,5 (in altre parole, coloro che sono ancora in attività, hanno diritto al prepensionamento per un periodo pari al 50% del periodo di esposizione).
Quando però i benefici amianto non sono sufficienti per poter conseguire il diritto a pensione, si può chiedere la cosiddetta. pensione immediata, ovvero la pensione amianto con l’art. 1 co. 250 L. 232/2016. In alcuni casi, infatti, se il lavoratore vittima è molto giovane oppure non arriva all’anzianità contributiva, dovrebbe continuare a lavorare fino alla maturazione del diritto a pensione immediata vittima amianto. Grazie alla pensione amianto (pensione d’invalidità) invece, può chiedere di essere immediatamente collocato in pensione.
I lavoratori, per essere collocati in prepensionamento amianto con effetto immediato, devono soddisfare le seguenti condizioni:
riconoscimento INAIL e/o causa di servizio per le patologie asbesto-correlate;
anzianità contributiva di almeno 5 anni nell’arco della vita.
La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto, art. 1 comma 250 L. 232/2016) per le vittime amianto viene adottata solo se con l’accredito dei benefici amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/92 (coefficiente 1,5) non si matura il diritto a pensione immediata vittima amianto.
Per i lavoratori esposti ad amianto vittime di patologie asbesto correlate che, con la maggiorazione con il coefficiente 1,5 per il periodo riconosciuto di esposizione, maturano il diritto a pensione immediata, non è necessario né conveniente attivare la procedura con l’art. 1 comma 250 Legge 232/2016.
Per i lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento di altre patologie asbesto correlate che non siano asbestosi, tumore del polmone o mesotelioma, l’unica immediata procedura attivabile è quella del riconoscimento dei benefici amianto ex art. 13 comma 7 L. 257/1992.
L’art. 13 della Legge 257/1992, per far fronte alla crisi occupazionale legale alla dismissione dell’utilizzo dei minerali di amianto, e per indennizzare i lavoratori esposti, anche nel caso di assenza del danno biologico amianto (Cassazione Sez. Lav. 25000/2014), ha riconosciuto degli indennizzi contributivi, maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, per questi lavoratori, distinguendo le diverse fattispecie:
lavoratori delle miniere (comma 6)
vittime patologie asbesto correlate (comma 7)
lavoratori esposti ad asbesto non malati (comma 8)
I benefici contributivi per esposizione amianto sono delle maggiorazioni contributive, utili per il prepensionamento, la rivalutazione rendite INAIL e la rivalutazione pensione Inps. I benefici contributi hanno coefficiente 1,5, per i lavoratori esposti amianto per oltre 10 anni alle (art. 13 comma 8 L. 257/92).
L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni assiste i lavoratori esposti ad amianto con il servizio di assistenza legale gratuita ai fini del prepensionamento amianto e rivalutazione ratei mensili esposti amianto, per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive. Nel caso di rigetto della domanda amministrativa per l’accredito delle maggiorazioni amianto, il lavoratore deve depositare il ricorso amministrativo Inps, per ottenere la pensione Inps, oltre alla rendita INAIL, ricorsi INAIL e il risarcimento danni.
Ottenere il riconoscimento della rendita INAIL
L’ONA offre tutela legale gratuita per ottenere il certificato di esposizione ad amianto, utile per il riconoscimento INAIL. In caso di decesso, la rendita INAIL reversibile è liquidata al coniuge ed agli orfani. La consulenza legale dell’ONA è particolarmente importante nel caso di malattie non tabellate nelle appostite liste dell’ente assicuratore o nel caso di patologie asbesto correlate prensenti nelle liste II e III dell’INAIL per cui bisogna dimostrare il nesso causale tra la malattia e la professione.
Richiedendo una consulenza legale gratuita con ONA sarete informati sui vostri diritti e sulle possibilità di vedere riconosciuto lo stato di vittime del dovere. Coloro che, in esecuzione delle loro attività e compiti di esercizio di cui all’art. 1 co. 563 L. 266/2005, oppure in attività che comportano maggior dispendio, ovvero esposizione ad amianto o ad altri cancerogeni priva di cauela, hanno contratto patologie asbesto correlate, infatti, hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere.
La maggior incidenza di vittime del dovere si registra tra i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza). L’amianto è il principale fattore di rischio, ma non è l’unico.
L’ONA, con l’Avv. Ezio Bonanni, ha ottenuto per gli appartenenti alle Forze Armate e al comparto sicurezza, il riconoscimento di vittime del dovere, con il riconoscimento delle stesse prestazioni riconosciute alle vittime del terrorismo.
Fondo per le Vittime di Amianto
Il Fondo Vittime Amianto è un indennizzo aggiuntivo alla rendita INAIL. Hanno diritto a questo indinnizzo i lavoratori che hanno contratto una malattia asbesto correlata e a cui è stata riconosciuta la rendita INAIL.
Questo contributo aggiuntivo alla rendita INAIL è stimato nel 10% della rendita stessa.
L’accredito dell’importo una tantum nasconde in sé una insidia, ovvero la rinuncia a tutti gli altri diritti, a partire dalla rendita INAIL e al risarcimento dei danni subiti. Per questo motivo l’ONA, con l’Avv. Ezio Bonanni, offre consulenza legale gratuita e ha predisposto un modello scaricabile gratuitamente per chiedere all’Inail l’accredito dell’importo una tantum senza rinunciare agli altri diritti previsti per le vittime.