Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2009/09lr0003.html?numLegge=3&annoLegge=2009&tipoLegge=AlrAlr
Timestamp: 2019-05-24 22:51:29+00:00
Document Index: 110418655

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 34', 'art. 11', 'art. 33', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 34', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 34', 'art. 14', 'art. 34', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 8', 'art. 21', 'art. 16', 'art. 22', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 23', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 41', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 29', 'art. 30']

a) adottare,(43) entro sessanta giorni dalla nomina, il regolamento che disciplina l’organizzazione, la dotazione organica, il funzionamento dell’ente nonché il coordinamento dell’attività di erogazione della rete pubblica dei servizi per il lavoro; (44)
b) adottare (45) il regolamento che disciplina le attività di gestione amministrativa, contabile e patrimoniale dell’ente;
d) adottare (46) il bilancio di previsione ed il rendiconto generale annuale;
e) adottare (47) il piano annuale delle attività di cui al comma 3 dell’articolo 13;(48)
f) predisporre la relazione conclusiva di cui al comma 3bis dell’articolo 13;(49)
5 ter. A conclusione della procedura di cui al comma 5bis, il direttore approva definitivamente gli atti.(50)
Art. 17 – Vigilanza e controllo.(51)
i) promozione della stabilizzazione dei rapporti di lavoro.(52)
m) altre funzioni definite per legge o attribuite dalla Regione per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1 dell’articolo 20 a favore dei lavoratori e delle imprese.(53) .
2. Competono inoltre al sistema pubblico dei servizi per il lavoro in via esclusiva:(54)
a bis) la profilazione dell’utente, e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché l’accertamento dello stato di disoccupazione e la relativa certificazione;(55)
b) la gestione delle comunicazioni relative al rapporto di lavoro;(56)
c) il collocamento mirato dei lavoratori disabili, ivi comprese informazioni e supporto a lavoratori e imprese;(57)
d) la presa in carico integrata nel territorio con i servizi competenti di lavoratori svantaggiati ed a rischio di esclusione sociale;(58)
d quater) altri compiti e funzioni riservati al sistema pubblico dei servizi per il lavoro dalla legislazione vigente.(59)
3. omissis (60)
Art. 21 bis - Coordinamento della rete pubblica regionale dei servizi per il lavoro. (61) (62)
3. La Giunta regionale svolge un ruolo di programmazione, indirizzo, monitoraggio e valutazione degli interventi a valenza orientativa e formativa, definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6.(63)
4. La Giunta regionale, tramite la struttura regionale competente in materia di lavoro, svolge attività di informazione orientativa verso le persone, promuovendo attività di orientamento sul territorio e favorendo la collaborazione, in un sistema a rete, degli enti locali, delle istituzioni scolastiche, degli organismi di formazione accreditati e delle parti sociali. La Regione incentiva l’integrazione dei servizi e le azioni in rete.(64)
5. omissis (65)
6. Gli altri enti locali svolgono attività di informazione orientativa garantendo un adeguato raccordo con l’attività programmata dalla Giunta regionale di cui al comma 3. (66)
Art. 22 bis - Istituzione e funzioni degli “Sportelli Informalavoro” nell’ambito del sistema di servizi per il lavoro. (67)
2. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(68) disciplina l’articolazione e la tenuta dell’albo di cui al comma 1, le modalità e le procedure per l’iscrizione, i requisiti per l’autorizzazione, con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l’attività, la sospensione e la revoca dell’autorizzazione.
5. La Regione promuove, attraverso specifiche intese, forme di cooperazione con gli operatori autorizzati dalla Regione e forme di collaborazione con gli operatori autorizzati a livello nazionale.(69)
6. omissis (70)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(71) definisce, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni e dell’articolo 1, comma 31, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, le modalità e i criteri di autorizzazione per gli operatori di cui all’articolo 6, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 276/2003 e successive modifiche ed integrazioni.
2. omissis (72)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6, (73) istituisce l’elenco regionale, eventualmente articolato in sezioni, degli operatori pubblici e privati accreditati a svolgere servizi per il lavoro nel territorio regionale, nel rispetto degli indirizzi definiti ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modifiche ed integrazioni e dell’articolo 1, comma 31, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.
e) gli strumenti negoziali e le forme della cooperazione tra gli operatori accreditati ed i Centri per l’impiego, nell’ambito degli indirizzi regionali;(74)
g) le modalità di interconnessione al sistema informativo delle politiche del lavoro.(75)
1. La Giunta regionale può affidare agli operatori accreditati ai sensi dell’articolo 25 lo svolgimento di servizi per il lavoro diversi da quelli riservati alla rete pubblica dei servizi per il lavoro, nel rispetto dei seguenti indirizzi:(76)
c) obbligo per i soggetti affidatari di comunicare alla Regione (77) le buone pratiche realizzate, nonché le informazioni e i dati relativi all’attività svolta e ai risultati conseguiti.
3. Al fine di favorire azioni di inserimento/reinserimento lavorativo anche di lavoratori appartenenti alle categorie svantaggiate come individuati dalla normativa europea vigente, la Giunta regionale promuove accordi e convenzioni con gli enti locali, singoli o associati, che potranno essere stipulati dalle circoscrizioni territoriali eventualmente costituite dalla Giunta regionale con apposito provvedimento.(78)
3 bis. Le convenzioni di cui al comma 3 potranno anche riguardare l’erogazione di servizi di accoglienza ed orientamento e la compartecipazione a progetti finanziati da soggetti pubblici o privati finalizzati all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati.(79)
4. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 (80) determina i criteri, le condizioni e le modalità per la costituzione di agenzie sociali, per la stipula delle convenzioni previste dall’articolo 13, comma 7, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché per il monitoraggio sulle attività svolte dalle agenzie sociali stesse.
Art 28 - Sistema Informativo Lavoro Veneto (SILV). (81)
2. I servizi EURES regionale e territoriali,(82) nello svolgimento della propria attività, utilizzano, oltre al portale EURES, anche il portale regionale.(83)
3. Il servizio EURES è integrato nelle attività della rete pubblica dei servizi per il lavoro.(84)
4. La Giunta regionale, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6, (85) e della competente commissione consiliare, garantisce una omogenea applicazione sul territorio regionale, attraverso l’adozione di atti di indirizzo applicativo, delle norme relative alla decadenza dai trattamenti previdenziali di cui all’articolo 1 quinquies del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249 “Interventi urgenti in materia di politiche del lavoro e sociali”, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291.
Art. 33 - Politiche per le pari opportunità e di conciliazione tra tempi di lavoro e di vita.(86)
3. Al fine di promuovere e incentivare forme di articolazione della prestazione lavorativa volte a conciliare tempi di lavoro e di vita,(87) coerentemente con le finalità di cui alla legge 8 marzo 2000, n. 53 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città” e successive modifiche ed integrazioni, la Giunta regionale promuove e sostiene progetti, proposti da enti e organismi pubblici, imprese e gruppi di imprese, che applicano o stipulano accordi contrattuali interconfederali, nazionali, territoriali e aziendali che prevedono azioni positive per la flessibilità degli orari di lavoro.
4. La Regione favorisce la crescita di servizi territoriali di supporto per conciliare tempi di lavoro e di vita,(88) con particolare riferimento all’organizzazione dell’orario di lavoro, all’utilizzo del lavoro a tempo parziale e del telelavoro.
Art. 33 bis - Attività del consigliere o della consigliera di parità regionale. (89)
2. La rete pubblica dei servizi per il lavoro esercita le funzioni del collocamento mirato delle persone disabili di cui all’articolo 21, comma 2, lettera c).(90)
Art. 37 - Gestione delle situazioni di crisi occupazionale. (91)
1. La Giunta regionale, in coerenza con i principi di cui all’articolo 30 e sulla base dei criteri da definire, previa acquisizione del parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6(92) al fine di affrontare particolari situazioni di tensione occupazionale a livello settoriale, distrettuale o locale, può adottare interventi di politiche del lavoro e di riqualificazione professionale urgenti e di breve durata, idonei a incentivare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, a promuovere ed incrementare l’occupazione, a favorire il reimpiego dei lavoratori, individuando le risorse necessarie nel fondo regionale di cui all’articolo 31 e prevedendo eventuali forme di cofinanziamento da parte dei datori di lavoro interessati.
3. omissis (93)
omissis (94)
1. La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(95) adotta indirizzi organizzativi e applicativi in materia di servizi per il lavoro con particolare riferimento alla scheda anagrafica, alla scheda professionale e al sistema di comunicazioni da parte delle imprese nonché allo stato di disoccupazione e relativa certificazione ed alla tenuta delle liste di mobilità e relativi ricorsi.
1. Per l’avviamento a selezione finalizzato alle assunzioni di lavoratori con qualifica e profilo per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche ed integrazioni, escluse le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali, procedono secondo modalità definite con apposito provvedimento della Giunta regionale.(96)
Art. 41 - Tirocini formativi e di orientamento. (97)
4. La Giunta regionale, fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,(98) e della commissione consiliare competente, adotta disposizioni relative ai tirocini formativi e di orientamento e di inserimento lavorativo. (99)
c) la durata dei tirocini, che deve essere coerente con la normativa vigente e con gli atti di indirizzo assunti a livello nazionale con eventuali accordi tra Stato e Regioni;(100)
Art. 42 - Contratto di apprendistato. (101)
c) apprendistato di alta formazione e ricerca.(102)
2. Al fine del comma 1, la Giunta regionale: (103)
a) definisce la regolamentazione dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore;(104)
b) disciplina l’offerta formativa pubblica integrativa della formazione di tipo professionalizzante, nei limiti delle risorse disponibili;(105)
c) definisce d’intesa con le associazioni di categoria dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale le modalità di riconoscimento della qualifica prevista dall’articolo 44, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”;(106)
d) definisce la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca e per percorsi di alta formazione, relativamente ai profili che attengono alla formazione;(107)
e) nell’ambito delle funzioni riconosciute dalle vigenti disposizioni, ai sensi della lettera f) comma 1, dell’articolo 2, del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell’articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n. 92” garantisce agli apprendisti il diritto alla certificazione delle competenze acquisite presso le istituzioni formative di provenienza.(108)
3. La Regione promuove, anche attraverso accordi con i fondi interprofessionali di cui all’articolo 47, adeguate iniziative per garantire la formazione professionalizzante, svolta sotto la responsabilità dell’impresa, stimolando processi di qualificazione della capacità formativa dell’impresa medesima.(109)
4. omissis (110)
omissis (111)
Art. 48 - Riconoscimento dei risultati di apprendimento acquisiti in contesti formali, non formali e informali.(115)
1. La Giunta regionale garantisce l’applicazione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione dei risultati di apprendimento, definiti in termini di competenze, conoscenze e abilità, responsabilità e autonomia, acquisiti in contesti di apprendimento non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze come definiti dal decreto legislativo 16 gennaio 2013 n. 13.(116)
2. Sulla base degli standard definiti a livello nazionale, la Giunta regionale promuove il reciproco riconoscimento tra i sistemi istruzione, formazione e lavoro dei risultati di apprendimento comunque acquisiti dalla persona.(117)
Art. 49 – Attestazione e registrazione dei risultati di apprendimento. (118)
CAPO III – Vigilanza e ispezione (119)
1. La Regione progetta, promuove e sostiene azioni di contrasto del lavoro sommerso ed irregolare ed interventi per diffondere la cultura del lavoro regolare. A tal fine la Giunta regionale sentite le(124) parti sociali, promuove azioni rivolte a:
3. Nel perseguimento delle finalità di cui al comma 1 e nell’esercizio dei poteri di coordinamento di cui al comma 2 la Giunta regionale (125) d’intesa con le parti sociali:
(43) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “proporre” con la parola “adottare”.
(44) Lettera sostituita da comma 1 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(45) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “proporre” con la parola “adottare”.
(46) Lettera così modificata, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 6 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 che ha sostituito la parola “predisporre” con la parola “adottare”.
(48) Lettera sostituita da comma 2 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(49) Lettera sostituita da comma 3 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(50) Commi 5 bis e 5 ter aggiunti da comma 4 art. 8 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(51) Articolo sostituito, con decorrenza di effetti dal 5 dicembre 2018, da comma 7 art. 6 legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 . Si riporta il testo dell’articolo 17 come vigente fino alla data di entrata in vigore della legge regionale 14 novembre 2018, n. 42 “Art. 17 - Vigilanza.
(52) Comma sostituito da comma 1 art. 9 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(53) Comma sostituito da comma 1 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(54) Alinea sostituita da comma 2 art. 10 legge regionale 25 ottobre 21018, n. 36.
(55) Lettera inserita da comma 3 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(56) Lettera sostituita da comma 4 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(57) Lettera sostituita da comma 5 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(58) Lettera sostituita da comma 6 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(59) Lettere d bis), d ter) e d quater aggiunte da comma 7 art. 10 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(60) Comma abrogato da lett. l) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(61) Articolo inserito da comma 1 art. 11 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(62) Ai sensi dell’art. 33 commi 1 e 2 della legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 “1. Entro centoventi giorni dalla entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, avvalendosi delle strutture competenti in materia, adotta gli indirizzi sulla gestione della rete pubblica dei servizi per il lavoro di cui all’articolo 21 bis della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 , inserito dall’articolo 11 della presente legge.
(63) Comma così modificato da comma 1 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “sia rispetto alle province ed agli altri enti locali, sia rispetto alle istituzioni scolastiche e agli organismi di formazione accreditati, ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 “Istituzione dell’elenco regionale degli organismi di formazione accreditati” e successive modifiche ed integrazioni, nell’ambito dell’orientamento. Definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “definisce gli standard minimi dei servizi di orientamento e le figure professionali di riferimento, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6.
(64) Comma sostituito da comma 2 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(65) Comma abrogato da lett. m) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(66) Comma così modificato da comma 3 art. 12 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “delle province di cui al comma 5” con le parole “programmata dalla Giunta regionale di cui al comma 3.”
(67) Articolo inserito da comma 1 art. 1 legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 . Ai sensi del comma 2 dell’art. 1 della legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 la Giunta regionale definisce, con la collaborazione di Veneto Lavoro, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, uno schema di convenzione da stipulare con i Comuni per la istituzione degli “Sportelli Informalavoro”, con la quale si definiscono, in particolare, i requisiti minimi di esperienza professionale degli operatori in relazione alle funzioni da svolgere e l’obbligo di interconnessione con il Sistema Informativo Lavoro del Veneto (SILV) di cui all’articolo 28 della presente legge. Vedi anche gli artt. 2, 3 e 4 della legge regionale 31 ottobre 2018, n. 38 ai sensi dei quali, rispettivamente si dettano disposizioni per promuovere la formazione, l’aggiornamento e la qualificazione del personale dei Comuni addetto agli “Sportelli Informalavoro”, si realizzano iniziative informative sulla istituzione e sulle funzioni svolte dagli Sportelli Informalavoro e si definisce una clausola valutativa sulla prima applicazione della legge.
(68) Comma così modificato da comma 1 art. 13 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6,”.
(69) Comma sostituito da comma 2 art. 13 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(70) Comma abrogato da lett. n) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(71) Comma così modificato da comma 1 art. 14 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(72) Comma abrogato da lett. o) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(73) Comma così modificato da comma 1 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “Entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “La Giunta regionale, acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(74) Lettera sostituita da comma 2 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(75) Lettera sostituita da comma 3 art. 15 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(76) La sostituzione recata dal comma 1 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 deve intendersi riferita all’alinea e non al comma intero.
(77) Lettera così modificata da comma 2 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “ed alle province”.
(78) Comma sostituito da comma 3 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(79) Comma inserito da comma 4 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(80) Comma così modificato da comma 5 art. 16 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(81) Articolo sostituito da comma 1 art. 17 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(82) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “provinciali” con la parola “territoriali”.
(83) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “borsalavoroveneto di cui all’articolo 28” con le parole “il portale regionale”.
(84) Comma sostituito da comma 2 art. 18 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(85) Comma così modificato da comma 1 art. 19 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(86) Rubrica così modificata da comma 1 art. 20 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “cura” con la parola “vita”.
(87) Comma così modificato da comma 1 art. 20 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito la parola “cura” con la parola “vita”.
(89) Articolo inserito da comma 1 art. 8 legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 .
(90) Comma sostituito da comma 1 art. 21 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(91) Vedi quanto disposto dall’art. 16 della legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 per interventi di rilancio e riconversione del tessuto produttivo/imprenditoriale per la tutela e mantenimento/incremento occupazionale dell’Area di crisi industriale complessa di Venezia.
(92) Comma così modificato da comma 1 art. 22 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “previa acquisizione dei pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “previa acquisizione del parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”.
(93) Comma abrogato da lett. p) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(94) Articolo abrogato da lett. q) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(95) Comma così modificato da comma 1 art. 23 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisiti i pareri della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6 e del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7” con le parole “acquisito il parere della commissione regionale per la concertazione tra le parti sociali di cui all’articolo 6”
(96) Comma così modificato da comma 1 art. 24 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “approvato acquisito il parere del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(97) Sul punto vedi anche la disciplina di cui all’art. 20 della legge regionale 31 marzo 2017, n. 8 .
(98) Comma così modificato da comma 1 art. 25 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7”.
(99) Comma così modificato da comma 1 art. 25 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha aggiunto le parole “e di inserimento lavorativo”.
(100) Lettera sostituita da comma 5 art. 41 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(101) Articolo sostituito da articolo 1 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(102) Comma sostituito da comma 1 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(103) L’articolo 2 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 , dispone che entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima (14 settembre 2012) la Giunta regionale adotta i provvedimenti previsti dall’articolo 42, comma 2, della legge regionale 13 marzo 2009, n. 3 , come modificato dalla legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 . Nelle more dell’approvazione dei suddetti provvedimenti, gli atti, già adottati alla data di entrata in vigore (16 giugno 2012) della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 , in attuazione delle disposizioni abrogate, continuano a trovare applicazione, limitatamente alle parti compatibili con il decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.
(104) Lettera sostituita da comma 2 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(105) Lettera sostituita da comma 3 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(106) Lettera sostituita da comma 4 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(107) Lettera sostituita da comma 5 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(108) Lettera sostituita da comma 6 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(109) Comma sostituito da comma 7 art. 26 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(110) Comma abrogato da lett. r) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(111) Articolo abrogato da articolo 3 della legge regionale 8 giugno 2012, n. 21 .
(115) Rubrica sostituita da comma 1 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(116) Comma sostituito da comma 2 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(117) Comma sostituito da comma 3 art. 27 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(118) Articolo sostituito da comma 1 art. 28 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(119) L’articolo 4 della legge regionale 30 settembre 2011, n. 20 dispone in materia di efficacia degli atti adottati in attuazione delle norme - articoli 50-51-52 - oggetto delle modifiche, prevedendo che gli atti adottati “sono privi di effetto” e che la Struttura per la vigilanza sul sistema della formazione professionale è ridenominata “Struttura per la valutazione e controllo strategico della formazione professionale”.
(120) Articolo abrogato da lett. s) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(121) Articolo abrogato da lett. t) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(122) Articolo abrogato da comma 1, articolo 3, legge regionale 30 settembre 2011, n. 20 .
(123) Articolo abrogato da lett. u) comma 1 art. 34 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 .
(124) Comma così modificato da comma 1 art. 29 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha sostituito le parole “acquisito il parere del comitato di coordinamento istituzionale di cui all’articolo 7 e delle” con le parole “sentite le”.
(125) Comma così modificato da comma 1 art. 30 legge regionale 25 ottobre 2018, n. 36 che ha soppresso le parole “e le province, secondo le rispettive competenze”.