Source: https://www.fondazioneitaliasociale.org/rassegna-stampa/dl-rilancio-il-terzo-settore-non-%C3%A8-pi%C3%B9-dimenticato
Timestamp: 2020-07-13 13:57:07+00:00
Document Index: 16144217

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 80', 'art. 70', 'art. 64', 'art. 130', 'art. 106', 'art. 107', 'arto 5', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 48']

Chi ha seguito le vicende di questi mesi (in questo articolo su Welforum sono ricapitolati i precedenti provvedimenti relativi al Terzo settore e il relativi commenti) ha riscontrato a più riprese la sensazione del Terzo settore di essere stato poco considerato, sia rispetto alle conseguenze patite dalla crisi, sia nel riconoscimento per il ruolo svolto, sia rispetto alle misure messe in atto per sostenerlo.
1. Misure già presenti per le imprese (comprese quelle di Terzo settore) estese anche al Terzo settore non imprenditoriale
I fondi per mascherine e altri dispositivi di protezione. Il Cura Italia (art. 43) aveva destinato 50 milioni a contributi ad imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale; questa dizione – “ad imprese” – includeva la parte di Terzo settore imprenditoriale (le cooperative sociali) ma non altri soggetti come associazioni o fondazioni che pure svolgono un’opera importante di assistenza alle persone, necessitando quindi dei medesimi strumenti. Il DL Rilancio (art. 80) amplia anche a queste la possibilità di accedere a tali fondi. Similmente, all’art. 70 il DL Rilancio include tra i destinatari di distribuzione di mascherine chirurgiche anche i volontari (e non solo i lavoratori), anche con qualifiche non sanitarie, che operano in attività, come quelle di assistenza alla persona, in cui è impossibile mantenere una distanza di un metro.
Credito di imposta per sanificazioni. Il Cura Italia (art. 64) aveva previsto un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro; come nel caso precedente ne era escluso il Terzo settore non imprenditoriale, al quale ora invece (art. 130 ter del DL Rilancio, nella numerazione del testo entrato in CdM) viene ampliato questo beneficio.
Il sostegno alla liquidità esteso al Terzo settore non imprenditoriale. Il tema era stato segnato in passato anche su Welforum: i diversi strumenti di sostegno alla liquidità erano destinati a “imprese” determinando la situazione già illustrata al punto precedente. Il DL Rilancio interviene all’art. 106 modificando il primo articolo del DL Liquidità (DL 23/2020) prevedendo in sostanza che la possibilità di avere prestiti a condizioni molto vantaggiose e senza garanzie sia ampliata anche “agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività di interesse generale non in regime di impresa”. Nei prossimi giorni ci si renderà conto se tale misura, così come scritta nel DL Rilancio, possa sortire l’effetto sperato, in quanto, malgrado la previsione correttamente formulata nel decreto, potrebbero porsi problemi tecnici nella sua effettiva applicazione, dal momento che gli strumenti previsti fanno riferimento in molti punti alle caratteristiche tipiche di soggetti aventi natura di impresa.
2. Misure di sostegno specifiche per il Terzo settore
Cento milioni in più al fondo per associazioni e volontariato. La Riforma del Terzo settore (legge106/2016), riprendendo misure già essa previgenti, aveva istituito dei fondi destinati finanziamento di iniziative e progetti promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni. Il DL Rilancio (art. 107) incrementa tale fondo - nella sua parte “a fondo perduto” e non relativamente alla parte di fondo rotativo - in misura pari a 100 milioni, con l’intento di sostenere l’operato di questi soggetti nelle azioni volte “a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID”.
Accelerazione riparto 5x1000 2019. Con una modifica delle procedure per la definizione del riparto delle risorse, si mira a pubblicare entro il 31 luglio l’elenco degli ammessi e degli esclusi al 5x1000 e a provvedere alle erogazioni entro il 31 ottobre. Si tratta di una misura richiesta a gran voce da più soggetti, anche se va segnalato come la distribuzione dei 500 milioni sia fortemente polarizzata (4 enti su 43 mila ricevono un quarto delle risorse totali, 20 enti percepiscono un terzo del totale e l’88% hanno un contributo inferiore a 10 mila euro) e quindi tale beneficio si riversa di fatto su un numero limitato di soggetti.
Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno. Si tratta di una misura inedita e non scontata, che raccoglie l’appello delle fondazioni di comunità del Mezzogiorno che avevano dato voce ad una proposta lanciata da Carlo Borgomeo. La norma prevede la concessione di un contributo in favore degli Enti operanti nel Terzo Settore nelle Regioni del Mezzogiorno. Lo stanziamento complessivo è pari ad euro 120 milioni per l’anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. Si tratta di risorse a fondo perduto, da assegnarsi attraverso avvisi pubblici.
3. Nuove misure dedicate ad una vasta platea di enti, inclusi quelli di Terzo settore
Credito di imposta per gli affitti. Imprese, professionisti ed Enti di Terzo settore con fatturato non superiore a 5 milioni di euro sono destinatari di un credito di imposta pari al 60% del canone corrisposto l’affitto nei mesi da marzo a maggio 2020, limitatamente alle mensilità in cui il fatturato è calato almeno del 50% rispetto a quello dello stesso mese dell’anno precedente. Rispetto agli Enti di Terzo settore tale beneficio si applica alle locazioni degli immobili destinati allo svolgimento delle attività non istituzionali.
Soppressione del saldo IRAP 2019 e dell’acconto 2020. Misura introdotta dal DL Rilancio, fruibile anche dagli Enti di Terzo settore.
Cassa integrazione in deroga. Il DL Rilancia Italia prolunga la Cassa Integrazione in deroga, misura fruibile anche dagli Enti di Terzo settore.
Contributi a fondo perduto. Si tratta una misura tesa a mitigare la diminuzione dei ricavi percepiti nell’aprile 2020 rispetto all’aprile 2019, intervenendo con contributi a fondo perduto in misure varianti tra il 10% e il 20% di tale diminuzione. Non è in effetti chiaro se gli Enti di Terzo settore possano fruirne, cosa che dal testo appare dubbia, mentre è specificata in relazione illustrativa.
4. Misure regolative che coinvolgono il Terzo settore
Riscrittura dell’art. 48 del Cura Italia. L’art. 48 del Cura Italia aveva introdotto un meccanismo teso a riconvertire taluni servizi alla persona (es. Centri diurni per disabili) sospesi a seguito delle misure per la limitazione del contagio, prevedendo la loro riconversione in prestazioni domiciliari e assicurando al tempo stesso la piena erogazione dei corrispettivi agli enti che li realizzavano. La misura è però di fatto stata poco praticata sia per la mancanza di risorse da parte dei comuni, sia per alcuni problemi nella sua formulazione. Il DL Rilancio interviene su più fronti:
quella per il mantenimento delle spese incomprimibili degli enti gestori, al fine di preservarne l’operatività
Sicuramente emerge un notevole “recupero di posizioni” da parte del Terzo settore, ignorato nei primi provvedimenti del Governo; ora con il DL Rilancio si pone rimedio alla maggior parte delle dimenticanze e si riconosce la dignità di chi opera nel Terzo settore, evitando la fastidiosa sensazione che di considerare chi vi opera e si impegna in prima linea anche sul fronte Covid come soggetto secondario e subordinato rispetto ad altri. Questo sicuramente deriva da una intensa interlocuzione sviluppatasi in queste settimane tra Governo e rappresentanze del Terzo settore (Forum in primo luogo e anche Centrali cooperative soprattutto sulla riformulazione dell’art. 48) e dalla sensibilità delle forze politiche sul tema; questo complesso di elementi ha portato sia a emendare in senso inclusivo del terzo settore precedenti disposizioni, sia ad alcune nuove specifiche misure.
Restano inoltre irrisolti anche (e a maggior ragione) per il Terzo settore taluni nodi segnalati dalle imprese circa il rischio di responsabilità penale nel caso vi siano dipendenti che contraggono la malattia; si tratta di un nodo in queste ore segnalato dalle rappresentanze datoriali, che include però anche le centinaia di migliaia di lavoratori del Terzo settore (compresi quelli che operano in settori particolarmente a rischio come i servizi sociosanitari), compresi quelli nel Terzo settore non imprenditoriale, che presumibilmente non saranno nemmeno inclusi nei protocolli di sicurezza stipulati con i sindacati, che in prospettiva potrebbero forse fornire una qualche forma di protezione contro inchieste penali a carico dei legali rappresentanti.
Insomma, un bilancio che a prima vista appare positivo per il Terzo settore, che dovrà essere da una parte confermato in sede di testi ufficiali e di interpretazioni, e dall’altra segnare l’inizio di una maggiore attenzione che dovrà riguardare in primo luogo una revisione dei meccanismi regolativi che, senza costi aggiuntivi, possono determinare un beneficio pubblico.
https://welforum.it/il-punto/decreto-rilancio-e-welfare/dl-rilancio-il-terzo-settore-non-e-piu-dimenticato/
Pubblicato il: Venerdì, Maggio 15, 2020