Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/649
Timestamp: 2019-11-14 20:59:19+00:00
Document Index: 104362360

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 669', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 648', 'art. 649']

Cessione crediti – Società di cartolarizzazione – Escussione dei crediti ceduti – Responsabilità patrimoniale.
Le c.d. società veicolo sono disciplinate dalla legge n. 130 del 1999, il cui art. 3, comma 2, prevede che "I crediti relativi a ciascuna operazione costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della società e da quello relativo alle altre operazioni. Su ciascun patrimonio non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dai portatori dei titoli emessi per finanziare l'acquisto dei crediti stessi.".
Questo comporta che eventuali terzi creditori, quali potrebbero essere i debitori dei singoli crediti ceduti in caso di esito vittorioso dei giudizi intentati nei loro confronti, non potrebbero contare sull'attivo sociale dato dall'importo dei crediti oggetto di cartolarizzazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 04 Dicembre 2018. Segue...
Procedimento di ingiunzione – Ordinanza relativa alla sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo – Reclamabilità – Esclusione.
È inammissibile il reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c. esperito contro l’ordinanza che dispone o nega la sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, non avendo quest’ultimo provvedimento natura cautelare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 03 Agosto 2018. Segue...
Processo civile – Cause connesse – Riunione dei procedimenti o trattazione unitaria – Fallimento di una delle parti – Interruzione dell’intero processo – Esclusione – Necessità di separazione del processo interrotto dagli altri – Esclusione.
Nel caso di trattazione unitaria o di riunione di più procedimenti relativi a cause connesse e scindibili, che comporta di regola un litisconsorzio facoltativo tra le parti dei singoli procedimenti confluiti in un unico processo, l’evento interruttivo relativo a una delle parti di una o più delle cause connesse opera, di regola, solo in riferimento al procedimento (o ai procedimenti) di cui è parte il soggetto colpito dall’evento, nel qual caso non è necessaria o automatica la contestuale separazione del processo interrotto dagli altri riuniti o trattati unitariamente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 04 Giugno 2018. Segue...
L’onere del tentativo obbligatorio di mediazione, ex art. 5 comma I, d.lgs. 28/2010, è posto a carico di “chi intende esercitare in giudizio un’azione” (v. art. 5 comma I). Nei procedimenti monitori, l'opposizione a decreto ingiuntivo dà luogo ad un ordinario giudizio di cognizione, il quale, sovrapponendosi allo speciale e sommario procedimento monitorio, investe il giudice del potere-dovere di statuire sulla pretesa originariamente fatta valere con la domanda di ingiunzione, con la conseguenza che il processo non verte attorno alla legittimità o liceità della ingiunzione. Ne consegue che “attore sostanziale” (e, dunque, chi agisce in giudizio, nei sensi di cui all’art. 5 comma I cit.) è il creditore e non il debitore che proponga opposizione. A carico dello stesso, un onere è configurabile solo in caso di domande in riconvenzione o verso terzi, ma non certo per il solo fatto di avere (dovuto) proporre l’opposizione. Pertanto, successivamente alla pronuncia del giudice, ex art. 648 c.p.c. o ex art. 649 c.p.c., il soggetto tenuto ad attivarsi per evitare la declaratoria di improcedibilità, è la parte opposta, attore sostanziale e creditore effettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 18 Maggio 2012. Segue...