Source: http://www.anaao.it/contenuto.php?currYear=2017&categoria=7&gruppo=3
Timestamp: 2019-07-16 15:21:19+00:00
Document Index: 149130461

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 53', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2087', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 11', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 65', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ']

Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 28879/2017
Riforma del pubblico impiego e diritto soggettivo a qualifica direttore sanitario
Nell’ipotesi di un rapporto di lavoro di un dirigente iniziato prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 29/1993, il diritto soggettivo pieno alla qualifica non può permanere in quanto tale dopo l’entrata in vigore della riforma del pubblico impiego per evidente incompatibilità con la disciplina della dirigenza contenuta in tale riforma, i cui principi si rinvengono anche negli artt. 15 e ss. del d.lgs. 502/1992 specificamente dedicato alla dirigenza sanitaria del Ssn.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 27799/2017
Cambiarsi la divisa e passare le consegne a fine turno sono prestazioni diligenti e vanno retribuite
Il fatto a cui si riferisce l'ordinanza 27799/2017 riguarda le richieste economiche di un infermiere di “percepire la retribuzione maturata per il tempo utilizzato per la vestizione (e la svestizione) della divisa aziendale e per dare (e ricevere) le consegne all’entrata e (all’uscita) del proprio turno”. La Cassazione gli ha dato ragione perché ci sono “comportamenti integrativi e strumentali all’adempimento dell’obbligazione principale, i quali appaiono funzionali ai fini del corretto espletamento dei doveri deontologici della presa in carico del paziente e della continuità assistenziale”.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 27453/2017
Medici emergenza: non spetta il compenso per i primi quattro turni di reperibilità
La reperibilità prevista dalla disciplina collettiva si configura come una prestazione strumentale e accessoria, qualitativamente diversa dalla prestazione di lavoro.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 27333/2017
Non sempre è legittimo il licenziamento del dipendente che lavora in malattia
Lavorare mentre si è in malattia non è di per sé un motivo legittimo di licenziamento se il dipendente agisce comunque nel rispetto dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 27206/2017
Ferie del lavoratore prima del pensionamento
Con ordinanza n. 27206 del 16 novembre 2017, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il comportamento di un datore di lavoro pubblico che, per non pagare la prevista indennità sostitutiva, ha obbligatoriamente messo in ferie il dirigente pubblico, vicino alla data del pensionamento per raggiunti limiti di età. Tutto questo si è verificato attraverso un provvedimento di sospensione cautelare, attesa la resistenza dell’interessato, senza il rispetto della procedura prevista dall’art. 7 della legge n. 300/1970.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 26465/2017
Si al licenziamento del lavoratore che non comunica l'assenza per malattia
Il lavoratore assente per malattia è tenuto a comunicare le ragioni che giustificano l''assenza. Si tratta di un suo preciso obbligo previsto dal CCNL la cui inosservanza può comportare il licenziamento. È quanto afferma la Corte di Cassazione chiarendo che il lavoratore può "salvarsi" dal licenziamento se l'omessa comunicazione è dovuta a un giustificato impedimento. La Cassazione ricorda inoltre che per comminare la massima sanzione disciplinare del licenziamento è necessario che l'assenza abbia superato il quarto giorno giacché il superamento di tale limite costituisce giusta causa di licenziamento.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 25650/2017
Infortuni sul lavoro e visita di controllo
A stravolgere la normativa è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione del 27 ottobre 2017 con la quale si è ribadita la legittimità della visita medica di controllo domiciliare ai lavoratori assenti dal lavoro per infortunio.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 25670/2017
Il potere autonomo di allontanamento del Dg della Asl nei confronti del personale universitario
L'applicazione del principio generale secondo cui le attività assistenziali svolte dai professori e dai ricercatori universitari di medicina devono integrarsi con quelle di didattica e ricerca comporta che tutte le suddette attività debbano svolgersi in modo altrettanto corretto e che, quindi, anche le attività assistenziali - che, di per sé, sfuggono al potere disciplinare delle Università da cui i docenti dipendono - non siano poste in essere in modo non conforme ai doveri che l'interessato deve rispettare nei confronti dell'Azienda sanitaria cui è assegnato.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 25485/2017
Le sanzioni disciplinari inflitte dal datore di lavoro non hanno natura penale
La natura della sanzione disciplinare nonché la diversità e l'autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale escludono che il lavoratore, condannato in sede penale con sentenza passata in giudicato, possa invocare l'art. 4 del protocollo 7 della CEDU per sottrarsi al procedimento disci-plinare che il datore di lavoro abbia avviato in relazione ai fatti contestati in sede penale.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 24015/2017
Legge 104: i limiti al trasferimento
La Corte di Cassazione ha sottolineato quali sono i vincoli riguardanti il trasferimento di un lavoratore che usufruisce dei permessi stabiliti dalla legge 104/92 in caso di assistenza a familiari disabili. I giudici nello specifico hanno chiarito che il dipendente in questione non può essere trasferito in una sede di lavoro nuova nel caso in cui non sia prevista una nuova attività produttiva. Il rifiuto del lavoratore inoltre non rende legittimo il licenziamento.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 23522/2017
Attività preclusa ai dirigenti con contratto di esclusività post 1998
Ai sensi degli artt. 15-quater, 15-quinquies e 15-sexies del d.lgs. n. 502/1992, l’attività libero professionale "extramuraria" è del tutto preclusa ai dirigenti sanitari con contratto stipulato in regime di esclusività dopo il 31 dicembre 1998. La disciplina contenuta nell'art. 53 del d.lgs. n. 165/2001, commi da 6 a 13, trova applicazione anche nei confronti del dirigenti del servizio sanitario.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 22925/2017
Confermata la fruizione integrale dei permessi ex legge 104 se il nuovo tempo parziale prevede lavoro per un numero di giornate superiore al 50% rispetto all'ordinario.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 21667/2017
Il lavoratore in malattia può svolgere un secondo lavoro purché non ci siano conflitti di interesse e non pregiudichi la guarigione
Il secondo lavoro anche in malattia è compatibile durante l’assenza a condizione che non pregiudichi la pronta guarigione. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, sezione Lavoro (sentenza 21667/2017), che ha precisato che lo svolgimento di un'altra attività lavorativa può legittimare il licenziamento per violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede e degli obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà solo se la circostanza è sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia o quando pregiudica o ritarda la guarigione e il rientro del lavoratore in servizio.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 19089/2017
Licenziabile chi lavora in malattia se mette a rischio la guarigione
In tema di lavoro subordinato, le disposizioni dell'art. 5, L. 300/1970, sul divieto di accertamenti da parte del datore di lavoro sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente e sulla facoltà dello stesso datore di lavoro di effettuare il controllo delle assenze per infermità solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, non precludono al datore medesimo di procedere ad accertamenti di circostanze di fatto, atte a dimostrare l'insussistenza della malattia o la non idoneità di quest'ultima a determinare uno stato di incapacità lavorativa e ad accertamenti circa lo svolgimento da parte del lavoratore di un'altra attività lavorativa, peraltro valutabile anche quale illecito disciplinare sotto il profilo dell'eventuale violazione del dovere del lavoratore di non pregiudicare la guarigione o la sua tempestività.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - ordinanza n. 14770/2017
Risarcimento del danno subito per la mancata fruizione del riposo
La mancata fruizione del riposo settimanale è fonte di danno non patrimoniale che deve essere presunto perché “l’interesse del lavoratore leso dall’inadempimento datoriale ha una diretta copertura costituzionale nell’art. 36 Cost, sicché la lesione dell’interesse espone direttamente il datore al risarcimento del danno”. Pertanto la sentenza impugnata nell’escludere il diritto al risarcimento del danno per la mancata fruizione del riposo settimanale nei casi di reperibilità attiva, non ha correttamente interpretato le disposizioni contrattuali rilevanti e si è posta in contrasto con i principi di diritto indicati.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 14566/2017
Aggressione ad infermiere al Pronto Soccorso: è onere dell'azienda ospedaliera provare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'evento
La responsabilità ex art. 2087 c.c. è di natura contrattuale, con la conseguenza che incombe sul lavoratore, che lamenti di aver subito un danno alla salute, l'onere di provare l'esistenza di tale danno, come pure la nocività dell'ambiente di lavoro, mentre grava sul datore di lavoro l'onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, ovvero di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno medesimo.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 14313/2017
Azienda sanitaria responsabile per il superlavoro del dipendente
L'Asp di Enna condannata a risarcire gli eredi di un dipendente dell'ospedale di Nicosia (En) morto per superlavoro. La Corte di Cassazione ha riconosciuto il "superlavoro" come causa di morte di un tecnico radiologo in servizio all'ospedale Basilotta di Nicosia, ritenendo responsabile l'Asp di Enna. Per la Cassazione, nel lavoro ospedaliero connotato da costanti carenze di organico, non è "accettabile riversare sui dipendenti tutto l'onere di garantire le prestazioni sanitarie ai pazienti".
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 14197/2017
Determinazioni assunte dalla Commissione Medica Ospedaliera non hanno carattere vincolante
Se in materia di equo indennizzo è conferito a strutture medico-legali e a organi tecnici di natura pubblica il potere di accertamento della dipendenza degli infortuni da causa di servizio e, quindi, l'ascrivibilità a categoria ai fini della concessione dell'equo indennizzo, le determinazioni assunte dalla Commissione Medica Ospedaliera e dal C.P.P.O., oggi Comitato di Verifica, non hanno carattere vincolante.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 13178/2017
Fondazioni IRCCS - natura del rapporto di lavoro
L’art. 11 del d.lgs. 288/2003 prevede che il rapporto di lavoro del personale delle Fondazioni IRCCS ha natura privatistica. Il personale già dipendente alla data di trasformazione degli IRCCS in Fondazioni mantiene, ad esaurimento, il rapporto di lavoro di diritto pubblico e può optare per un contratto di diritto privato entro 180 giorni dal decreto di trasformazione. Al personale che non opta per il rapporto di lavoro privato continua ad applicarsi la disciplina prevista dai d.lgs. 502/1992 e d.lgs. 165/2001 e s.m.. Per il personale delle Fondazioni che opta per il rapporto di lavoro privato e per quello di nuova assunzione si applicano trattamenti economici derivanti da finanziamenti pubblici non superiori a quelli previsti dai contratti pubblici della dirigenza medica e non medica e del comparto sanità.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 12559/2017
È nullo lo scorrimento delle graduatorie senza la mobilità volontaria
Mentre la giurisprudenza amministrativa ha ancora oggi forti dubbi sulla prevalenza della mobilità volontaria rispetto allo scorrimento delle graduatorie ancora vigenti, la Corte di cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 12559/2017 chiude definitivamente il discorso precisando non solo che la mobilità volontaria rappresenta un obbligo per la pubblica amministrazione, pena la nullità in caso di decisione diversa, ma che la competenza sia del giudice ordinario a fronte dell'assenza della discrezionalità della scelta.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 10624/2017
Il diritto all'aspettativa non è automatico e va ottenuto preventivamente
Quello ad ottenere l'aspettativa è un diritto del dipendente la cui concessione da parte dell'ente datore di lavoro non è certamente automatica in quanto deve essere conforme non solo alla contrattazione collettiva, ma a tutte le norme statali imperative contenenti principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica - come tali, vincolanti - finalizzate al contenimento della "spesa complessiva per il personale regionale e locale", che è una delle più frequenti e incisive cause di disavanzo pubblico.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 9879/2017
Le sostituzioni tra dirigenti del servizio sanitario non rappresentano svolgimento di funzioni superiori
La sentenza della Cassazione n. 9879 del 19 aprile 2017 ha affermato il principio secondo cui al dirigente medico che svolge funzione di sostituzione del responsabile di struttura complessa non spetta il trattamento economico accessorio complessivamente previsto per il titolare di struttura, ma esclusivamente l’indennità sostitutiva stabilita dal contratto - anche se la sostituzione si protrae oltre i limiti fissati dalla contrattazione collettiva poiché la suddetta funzione non rappresenta svolgimento di mansioni superiori, ma avviene nell'ambito del ruolo e del livello unico della dirigenza sanitaria.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 7921/2017
L'art. 65 del CCNL 5 dicembre 1996, area dirigenza medica e veterinaria, nel prevedere la corresponsione di una retribuzione di risultato compensativa anche dell'eventuale superamento dell'orario lavorativo per il raggiungimento dell'obiettivo assegnato, esclude in generale il diritto del dirigente, incaricato della direzione di struttura, ad essere compensato per lavoro straordinario, senza che, dunque, sia possibile la distinzione tra il superamento dell'orario di lavoro preordinato al raggiungimento dei risultati assegnati e quello imposto da esigenze del servizio ordinario, poiché la complessiva prestazione del dirigente deve essere svolta al fine di conseguire gli obiettivi propri ed immancabili dell'incarico affidatogli.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 2510/2017
Spoils system solo per dirigenti apicali che non si limitano alla gestione
Lo spoils system è legittimo solo in relazione agli incarichi dirigenziali apicali che non attengano a una semplice attività di gestione. Così la Corte di cassazione, con la sentenza n. 2510/2017, ha delineato il perimetro del meccanismo che serve ad assicurare la corrispondenza tra organi elettivi politici e chi ricopre ruoli di vertice nell'amministrazione. La Cassazione ripercorre la giurisprudenza più rilevante in materia, in particolare quella della Corte costituzionale.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 2000/2017
Ferie non godute: nella sanità vanno pagate
L’art. 21, comma 13, CCNL 5 dicembre 1996, area dirigenza medica e veterinaria (che dispone il pagamento delle ferie nel solo caso in cui, all’atto della cessazione del rapporto, risultino non fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dirigente) va interpretato in modo conforme al principio di irrinunciabilità delle ferie, di cui all’art. 36 Cost., di guisa che si applica solo nei confronti dei dirigenti titolari del potere di attribuirsi il periodo di ferie senza ingerenze da parte del datore di lavoro e non anche nei confronti dei dirigenti privi di tale potere.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 2005/2017
In generale, il fatturato è il complesso dei ricavi delle vendite o delle prestazioni di servizi nonché degli altri ricavi e proventi ordinari di un'impresa in un determinato periodo di riferimento. Diverso è il concetto di compenso o retribuzione, che invece costituisce il corrispettivo dell'attività svolta da coloro che concorrono a realizzare l'oggetto sociale e, quindi, anche il fatturato.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 856/2017
Licenziamento del medico per abbandono del posto di lavoro
La condotta addebitata al medico, di non aver risposto al cercapersona ove era stato interpellato durante il turno, non configura il contestato abbandono del posto di lavoro. “Il fatto che normalmente si proceda alla ricerca telefonica del medico di turno non sarebbe in contraddizione con la conclusione secondo la quale l’abbandono del posto di lavoro contestato al medico possa aversi soltanto quando non dia esito neppure la ricerca fisica nei luoghi destinati alla permanenza notturna”.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 475/2017
Il licenziamento della lavoratrice madre non può avvenire durante il regime di puerperio, se non per colpa grave
Il licenziamento intimato alla lavoratrice dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino è nullo ed improduttivo di effetti ai sensi dell’art. 2 legge 1204/1971 (ora art. 54 d.lgs. n. 151/2001); per la qual cosa il rapporto deve ritenersi giuridicamente pendente ed il datore di lavoro inadempiente va condannato a riammettere la lavoratrice in servizio ed a pagarle tutti i danni derivanti dall’inadempimento in ragione del mancato guadagno.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 284/2017
Malattia insorta durante il periodo feriale - modificazione del titolo di assenza
La Corte chiarisce che la trasmissione al datore di lavoro, da parte del lavoratore, del certificato di malattia, intervenuta durante il periodo feriale ed in relazione ai giorni compresi in tale periodo, vale come richiesta di modificazione del titolo di assenza (da ferie a malattia) pur in assenza di una espressa richiesta a riguardo.
Corte di Cassazione - Sezione Lavoro - sentenza n. 217/2017
Demansionamento ingiustificato: risarcimento del danno e ripristino dell'incarico
I giudici rigettano il ricorso, proposto da una azienda Sanitaria ospedaliera condannata in primo e secondo grado, a risarcire il danno ad un dirigente che aveva subito un forte ed ingiustificato demansionamento con conseguente impoverimento della sua professionalità, e a reintegrarlo nelle mansioni svolte prima del suddetto demansionamento.