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Timestamp: 2020-06-01 13:53:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 360', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 132', 'art. 36', 'art. 327', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25496 del 26/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25496 del 26/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/10/2017, (ud. 13/09/2017, dep.26/10/2017), n. 25496
sul ricorso 14930-2016 proposto da:
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE V DELLO STATO, che la
S.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CORNELIO
NEPOTE 16, presso lo studio dell’avvocato ROSARIA INTERNULLO,
rappresentato e difeso dall’avvocato FILIPPO LO FARO;
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato ALESSANDRO FURCI;
avverso la sentenza n. 5113/17/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata
l’11/12/2015;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti di S.S. e di Riscossione Sicilia spa (che resistono con controricorsi), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, Sezione staccata di Catania, n. 5113/17/2015, depositata in data 11/12/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di estratto di ruolo relativo a cartella di pagamento emessa per IRPEF ed altre imposte, dovute in relazione agli anni d’imposta 1995 e 1996 — è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente.
In particolare, i giudici d’appello hanno dichiarato inammissibile, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, il gravame dell’Agenzia delle Entrate, per omesso deposito, nel termine di legge, della ricevuta di spedizione, eseguita per posta raccomandata, deposito che doveva essere effettuato, in sede di costituzione dell’appellante, nel termine di trenta giorni dalla spedizione a mezzo posta dell’atto da parte del mittente (e non dalla ricezione del ricorso da parte del destinatario), non essendo equipollente a tale atto l’avviso di ricevimento della raccomandata.
1. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, comma 2, e art. 22, comma 1, avendo i giudici della C.T.R. errato nel ritenere necessario, a pena di inammissibilità dell’appello, il deposito della ricevuta della spedizione postale dell’atto, ai fini della verifica della tempestività sia dell’impugnazione, sia della costituzione in giudizio dell’appellante, laddove, invece, da un lato, il termine di trenta giorni ivi previsto, per la costituzione, deve farsi decorrere, anche in caso di notificazione a mezzo del servizio postale e non tramite ufficiale giudiziario, dalla data di ricezione del ricorso, e, dall’altro lato, è di norma idoneo ad assolvere alle funzioni proprie dell’avviso di spedizione (data di spedizione, per quanto interessa) l’avviso di ricevimento del plico. Nella specie, secondo la ricorrente l’atto era stato, oltretutto, ricevuto entro il termine di scadenza per impugnare la decisione di primo grado. Con il secondo motivo, la ricorrente lamenta poi la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4, dell’art. 112 c.p.c., art. 132 c.p.c., comma 2, lett. d) e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, lett. d), avendo i giudici della C.T.R. omesso di pronunciare sul merito dell’appello dell’Ufficio, in relazione alla legittimità della notifica della cartella di pagamento e della conseguente inammissibilità del ricorso introduttivo.
Questa Corte a Sezioni Unite, nelle recenti sentenze nn. 13452 e 13453 del 2017, ha affermato, con riguardo alla notificazione dell’appello, nel processo tributario, a mezzo del servizio postale, che: 1) “il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio ce ricorrente e dell’appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte dei destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione)”; 2) “non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo dei servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purchè nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario, solo in tal caso, essendo l’avviso di ricevimento idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione, laddove, in mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell’appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto o della sentenza”.
In particolare, nella controversia definita con la pronuncia n. 13452/2017, la Corte ha rilevato che, sebbene gli avvisi di ricevimento prodotti dall’appellante, recanti “data di spedizione semplicemente manoscritta e non asseverata dall’Ufficio postale”, sarebbero stati “di per se stessi non idonei ad assolvere la medesima funzione probatoria, ai fini del riscontro della tempestività degli appelli, che la legge assegna alle ricevute di spedizione non prodotte dal fisco”, la tempestività degli appelli riuniti non poteva neppure venire in discussione, emergendo la stessa, comunque, dalla ricezione delle raccomandate postali, avvenuta entro il termine di legge dell’art. 327 c.p.c., con la conseguente certezza della tempestiva (anteriore) consegna del plico all’Ufficio postale da parte del notificante per l’inoltro al destinatario (c.d “prova di resistenza”).
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, va cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. della Sicilia, in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Sicilia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.