Source: http://www.lepantomarine.it/normativa-nautica/
Timestamp: 2018-04-23 11:22:18+00:00
Document Index: 30555934

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 1', 'art.4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4']

Normativa Nautica - Lepanto Marine
Normativa Patenti, Dotazioni, Regolamenti Nautici e Sicurezza a bordo
EstintoreGli estintori utilizzati a bordo delle unità da diporto devono essere di tipo omologato. Non è richiesta la visita periodica. L’estintore comunque deve essere conservato in buono stato di manutenzione e, se è presente l’indicatore, deve trovarsi nella posizione di carico (zona verde).
Cassetta Primo SoccorsoLa cassetta dei medicinali è obbligatoria a bordo delle imbarcazioni abilitate a navigare “entro 50 miglia” e “senza alcun limite” dalla costa. Il contenitore deve essere di materiale rigido, galleggiante e a chiusura stagna. Ecco il minimo dei medicinali che devono essere tenuti a bordo.
Per ulteriori informazioni visitate il sito Bolina
Giubbotti di Savataggio
Gli unici dispositivi consentiti sulle unità con immatricolazione/certificato succesivo al 18/03/2009 sono quelli relativi alla marcatura ISO 12402 (100N – 150N – 275N)
Quando è necessaria la Patente Nautica
– 750 cc se a carburazione a due tempi;
– 1.000 cc se a carburazione a quattro tempi, fuoribordo;
– 1.300 cc se a carburazione a quattro tempi, entrobordo;
– 2.000 cc se diesel.
– Categoria A: per il comando e la condotta di natanti e imbarcazioni da diporto;
– Categoria B: per il comando delle navi da diporto;
– Categoria C: per la direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto.
Il bollo per la patente nautica è stato abolito con la legge Finanziaria del 2000 (Titolo II – Art. 11).
Le patenti hanno una validità di 10 anni dalla data del rilascio; questo periodo è ridotto a 5 anni per coloro che al momento del rilascio o del rinnovo abbiano superato il sessantesimo anno d’età. La convalida può essere presentata anche prima della scadenza, in questo caso la durata decorre dalla data di convalida
Per i portatori di handicap è stata istituita la patente di categoria “C”, che abilita direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto. Il regolamento per la patente nautica n. 146/08 in questi casi prevede che i patentati dovranno essere accompagnati a bordo da almeno un’altra persona di almeno 18 anni d’età, anche senza patente, ma idonea a svolgere le manovre per la conduzione del mezzo e a intervenire per eventuali recueri in mare. La barca utilizzata, inoltre, deve essere equipaggiata con un dispositivo elettronico in grado di consentire in caso di caduta in mare, l’individuazione della persona, la disattivazione del pilota automatico e l’arresto dei motori. L’accertamento dei requisiti fisici o psichici è demandato alle aziende sanitarie locali o a commissioni mediche locali. In relazione al tipo di handicap possono proporre termini ridotti di validità per la patente in relazione al tipo di abilitazione richiesta.
Targhetta CELe unità da diporto marcate “CE” (natanti, imbarcazioni e navi) sono suddivise dalla legge in quattro categorie di progettazione: A, B, C, D. La categoria di appartenenza è riportata su una targhetta di metallo attaccata allo scafo. In relazione a ciascuna categoria le unità sono abilitate per una determinata navigazione, per la quale non si tiene conto della distanza dalla costa, ma solo delle condizioni del vento e del mare:
categoria A: navigazione senza alcun limite;
categoria B: navigazione d’altura, ovvero con vento fino a forza 8 e onde con altezza significativa fino a 4 metri (mare agitato);
categoria C: navigazione litoranea, ovvero con vento fino a forza 6 e onde di altezza significativa fino a 2 metri (mare molto mosso);
categoria D: navigazione in acque protette, ovvero con vento forza 4 e onde di altezza significativa fino ai 0,5 metri.
Navigazione oltre le 12 Miglia con Natanti marchiati CE
nave da guerra Il nuovo codice della nautica da diporto (Decreto Legislativo n. 171 del 2005) stabilisce che i natanti provvisti di marcatura CE possono navigare nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di appartenenza. E’ bene però ricordare che qualora si navighi in acque internazionali, dato che i natanti non sono muniti dei documenti che ne identifichino la nazionalità, possono essere sottoposti a controlli da parte di navi militari degli Stati che hanno aderito alla Convenzione di Montego Bay, cui spetta l’opera di polizia della navigazione. La convenzione di Montego Bay ha stabilito che le navi di qualsiasi tipo, oltre le 12 miglia dalla costa, sono sotto la sovranità dello Stato di cui battono bandiera. Un natante, per il fatto stesso di non essere immatricolato, non ha bandiera e sarebbe, percio’, soggetto alla sovranita di qualsiasi Stato e delle sue navi da guerra, pertanto potrebbe legittimamente essere fermato da qualsiasi nave da guerra straniera e dovrebbe subire l’inchiesta di bandiera nonchè sottostare a qualsiasi accertamento da essa disposto. Diverso il caso in cui un natante, tenendosi entro le 12 miglia, raggiunge le acque territoriali di un altro Paese, che è permesso e non necessita di alcuna autorizzazione da parte dello stato Italiano.
1.Limitatamente alle acque del lago di Garda di competenza della Provincia autonoma di Trento, in deroga al divieto di navigazione di cui all’articolo 14, comma 3, la circolazione a motore è consentita, oltre ai casi previsti dall’articolo 15, comma 1, anche:
b) alle unità di navigazione in uso ai pescatori in possesso di licenza”A” o “B”, residenti nei comuni trentini rivieraschi, dotate di motore non superiore a 4,5 Kw;
d) alle unità di navigazione di diporto a vela con motore ausiliario, oltre che per l’uscita e l’ingresso nei porti secondo quanto disposto dalla vigente normativa in materia, per il rientro in porto in caso di sopravvenuta oggettiva assenza di vento o in caso di motivata necessità.
2. E’ vietata l’entrata e l’uscita dai porti con la sola propulsione velica per le unità di naviglio superiori ai sei metri ad eccezione delle imbarcazioni a vela da regata con lunghezza anche superiore ai sei metri, partecipanti a prove, allenamenti o alle regate indette dai circoli velici.
Per i natanti e le imbarcazioni “CE”
il numero delle persone trasportabili è definito dal costruttore e riportato nella “targhetta del costruttore” apposta sullo scafo e nel “manuale del proprietario” che i natanti non devono più avere a bordo.
Lo sci nautico, in Italia, può essere praticato secondo precise norme di legge nazionali e subordinatamente regionali e provinciali. Vediamo sinteticamente e per sommi capi quali sono le norma che regolano la pratica di questo sport a livello amatoriale/diportistico e per conto terzi. Vedremo successivamente e separatamente il rapporto tra queste ” norme” ed i regolamenti Federali.
in acque interne quali bacini idrici naturali od artificiali ( laghi ,cave o altri bacini artificiali); per quanto concerne bacini artificiali realizzati con dighe – in genere – non viene concessa autorizzazione alla navigazione per ragioni di invaso e svaso e quindi della loro possibile pericolosità : comunque questo è da accertare caso per caso ;
con partenza ed arrivo dell’unità in corridoi segnalati ed a velocità ridotta;
in aree predeterminate per l’attività agonistica di scuola ed allenamento,
Qualsiasi unità da diporto a motore – natante ed imbarcazione – avente le seguenti caratteristiche:
motore sia di tipo fuoribordo che entrofuoribordo o entrobordo, di potenza consona alla pratica di questo sport e comunque avente valore di potenza rispondente alle norme CE o a quelle RINA se l’unità è stata costruita precedentemente al 15.6.1998
munita di sistema di aggancio e rimorchio e di ampio specchio retrovisore convesso ritenuto idoneo dalla Autorità competente o di tipo omologato o certificato da Ente autorizzato munita di dispositivo per l’inversione della marcia e per la messa in folle del motore.
Nel caso di imbarcazioni, cioè di unità da diporto che hanno una lunghezza massima superiore a 7,50 m, iscritte nei R.I.D. ( Registri Imbarcazioni da Diporto) l’abilitazione alla pratica dello sci nauti deve risultare sul documento identificativo dell’unità stessa. Quando questo tipo di unità naviga in acque interne ove non è obbligatoria la immatricolazione – si paga solo la tassa di stazionamento – deve essere attrezzata in conformità a quanto previsto al punto 3) per quanto concerne il sistema di traino. Questo può essere controllato dalla Autorità preposta e ,se non rispondente alle norme, si incorre in sanzione. Se l’unità viene utilizzata in acque marittime deve venire immatricolata. Unità del tipo natante, cioè inferiori a 7,50 m e quindi non soggette ad immatricolazione sia che navighino in acque marittime che interne, debbono avere caratteristiche ed attrezzatura specifica conformi a quelle elencate al punto 3) e pure soggette a controllo.
Anche per la pratica di questa attività commerciale si devono impiegare unità costruite per diporto ed aventi dotazioni e caratteristiche previste per il traino (vedi punto 3 ed allegato 7 – art. 6 – comma 1) cliccabile Necessita però l’iscrizione negli appositi registri come da prassi prevista per il rilascio della licenza di esercizio dell’attività. L’esistenza di attrezzatura per la pratica dello sci nautico conforme risulta annotata sul documento.
asta per traino sci nautico , altezza 120 cm – diametro 4 cm , conforme a norme RINA , ( dichiarazione 11/710/88 DIP del 6.12.88) ;
Abbiamo riportato, come esempio , le certificazioni rilasciate per questi accessori ad una nota ditta di accessori nautici. In commercio esistono anche altri dispositivi di traino quali triangoli dotati o no di galleggiante o anelli di traino : ma tutti questi accessori non sono omologati . Il non avere la omologazione vuol dire che questi dispositivi non sono sicuri : possono facilmente consentire al cavo di traino di impigliarsi nell’elica o non consentire uno sgancio rapido dello sciatore. Sono quindi da scartare a priori. Parimenti non è da ridurre, magari per ragioni estetiche, l’asta di traino. E’ provato che una cima di traino agganciata ad una asta “ridotta” può facilmente impigliarsi nell’elica. La F.I.S.N. avendo dato il suo parere nella stesura di questo D.M. ha approvato di conseguenza i dispositivi summenzionati. Nelle attività che la stessa autorizza debbono obbligatoriamente essere applicate e rispettate le norme di legge ed i regolamenti relativi che debbono rispecchiarsi nei regolamenti Federali pur con le eccezioni originate dalla attività sportiva.
Il D.M. 26,1.1960 n° 29 modificato con D.M. 15.7.1974 n°283 che regola lo sci nautico nelle acque marittime ed il D. 20.7.1994, n° 550 che lo regola nelle acque interne, rispettivamente agli art.”2 – comma a) e art. 1 comma a) precisano che una unità esercitante il traino per sci nautico deve essere condotta da persona abilitata lla conduzione di unità a motore (fuoribordo, entrofuoribordo, entrobordo). Inoltre il conduttore deve essere assistito da persona esperta del nuoto incaricata di servire il varo e di sorvegliare lo sciatore nautico. Nel caso di scuole di sci nautico l’assistente presente a bordo deve essere munito di brevetto di marinaio e bagnino rilasciato dalla Società di salvamento nazionale (D.20.7.1994, n° 550 -art.4 – comma 1 ) Vedremo successivamente quali sono le disposizioni di legge che regolano l’esercizio delle scuole di sci nautico.
Le persone imbarcabili ed ora anche il relativo bagaglio – come stabiliscono le norme CE – sono determinati in sede di omologazione ( per unità costruite precedentemente al 15.6.1998) o di certificazione. In base alla norme summenzionate ogni persona viene considerato che abbia una massa media di 75 kg . Le norme di omologazione calcolavano solamente le persone: eventuale bagagli andava in detrazione alla massa totale risultante dal numero delle persone indicate per 75. Le norme CE, nel valore della massa che risulta nel documento specifico di ogni unità comprende persone più bagaglio : viene calcolato in ragione di 75 kg per persona e 15 kg per il bagaglio per un totale unitario di 90 kg. Valori superiori sono applicati solo per unità classificate imbarcazioni ma aventi una lunghezza massima superiore a quello delle unità solitamente impiegate nel nostro sport. In base a quanto sopra esposto è facile poter controllare le persone normalmente imbarcabili. Nel caso dello sci nautico diportistico a bordo debbono esserci obbligatoriamente conduttore ed osservatore e tante persone quanto può imbarcarne l’unità, bagagli inclusi. Per legge non possono essere trainati più di 2 sciatori per volta. Nel caso di traino per conto terzi a bordo il tutto viene regolato del D.M. del 27.8.1955 pubblicato sulla G.U. n° 221 del 24.9.1955 ( vedi appendice del D.M. 14.6.1988 – allegato 5). I valori suindicati riferentesi a persone imbarcabili e bagaglio, verranno ripresi in altro caso inerente una particolarità specialità di sci nautico.
I Decreti che già abbiamo menzionato nei punti precedenti prevedono anche specifiche condizioni da rispettare nell’espletamento della pratica dello sci nautico e come si debbono comportare gli altri diportisti quando si trovano nelle vicinanze di unità che traina uno sciatore. E’ proibito, a norma di legge, da parte di qualsiasi unità da diporto o professionale, sia a vela di qualsiasi tipo che a motore , l’attraversamento durante le ore ed i periodi assegnati all’attività di sci nautico ( scuole ed allenamento o conto terzi) delle aree assegnate per questo sport e delimitate con apposite boe . Tali aree vengono indicate ed individuate da ordinanza emessa dall’Autorità locale competente ( Regione ,Provincia o C.P.) e tutti i naviganti hanno il dovere e l’obbligo di prenderne conoscenza e rispettarle. Per quanto concerne l’attività di sci nautico libero, ( diretta o per conto terzi) sono da rispettare le disposizioni stabilite dalle leggi vigenti e particolarmente :
In ogni caso l’attività di sci nautico in mare per conto proprio e per conto terzi è consentita solamente nel rispetto degli art. 1 e 2 del D.M. 26.1.60 n. 29 e D.M. 30.3.74 n. 283. Parimenti nelle acque interne è da rispettare quanto stabilito dal D. 20.7.1994, n° 550 , art. 1 . In questo al comma h) vengono specificate le norma da rispettare nelle fasi di partenza ed arrivo. Norme particolari per la pratica e l’attuazione di questo sport possono venir emanate dalle Regioni e Provincie in accordo ai Comuni che insistono sugli specchi d’acqua presi in considerazione per eventualmente limitare questa ed altre attività sportive.
Il D. 20.7.1994, n° 550 all’art. 4 precisa che sono richiedibili aree lacuali per l’installazione di impianti fissi : campi di slalom, trampolini di salto, corridoi di e uscita ed entrata, ecc. e la procedura da seguire. Tenere presente che dette installazioni debbono rispettare quanto stabilito all’art. 4 comma 2) e 3).
Si rammenta l’utilità di disporre a bordo anche del salvagente anulare con regolare cima già collegata, da tenere, in ogni caso, a portata di mano.
Questa nuova specialità dello sci nautico è entrata nella pratica corrente . Vengono utilizzate unità da diporto attrezzate per sci nautico ma aventi dispositivi particolari per quanto concerne il traino e la creazione di una larga scia. Si utilizzando infatti attrezzature di rimorchio “alte” e unità da diporto zavorrate a poppa per ottenere scie idonee alla pratica di questa specialità. Sono state sinora impiegate attrezzature mobili – aste controventate a prua dell’unità – da innestare sulle normali aste di traino. L’appesantimento delle unità viene ottenuto mediante, in genere, zavorra liquida – acqua – in contenitore posto a poppa che dovrebbero essere solidamente fissato e la cui massa totale non dovrebbe superare quella ammessa per la specifica unità detratte le masse di conduttore, osservatore ed eventuale secondo sciatore. La massa liquida pero è soggetta a spostamenti se il contenitore non è raso, particolarmente in virata : necessitano quindi contenitori idonei In ogni caso è bene che il conduttore tenga conto di questo sbilanciamento, strettamente collegato alla massa liquida che si muove ed al raggio di virata. Attualmente queste attrezzature non sono state assoggettate a controllo e omologazione da parte delle Autorità italiane. Questo in attesa di regolamentazione CE che è in corso di studio. Nuove unità sono state però recentemente immesse sul mercato. Sono dotate di un roll-bar specifico che consente un migliore aggancio, soprattutto in sicurezza, dello sciatore : ma anche queste non sono omologate e riconosciute dalla Autorità preposta. Parimenti dicasi per la zavorratura delle unità, ancorchè ci si avvii ad impiegare carene idonee che non richiedano questo se non in misura limitata. Tutto però è ancora in attesa di disposizioni che verranno emanate in sede CE.