Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_crisi_paesi_nordafrica.html
Timestamp: 2019-05-23 07:11:59+00:00
Document Index: 20652821

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 9']

Studi Camera - Affari Esteri Politica estera e questioni globali Paesi dell'Africa settentrionale (Egitto, Libia e Tunisia)
Il decreto-legge 10 ottobre 2013, n. 114, di proroga della partecipazione italiana alle missioni internazionali negli ultimi tre mesi del 2013, ha previsto al comma 21 dell'art. 1 la spesa di 2,9 milioni di euro per varie attività finalizzate al potenziamento della guardia costiera libica in funzione di contrasto all'immigrazione clandestina e alla tratta di esseri umani. Il comma 4-bis dell'art. 2, introdotto durante l'iter alla Camera e dopo il disastroso naufragio di migranti del 3 ottobre, facilitava il transito di ufficiali della Guardia di finanza dal ruolo normale a quello aeronavale, onde partecipare all'azione potenziata di monitoraggio nel Mediterraneo (Operazione Mare Nostrum). Peraltro i commi 13 e 20 dell'art. 1 stanziavano 2,6 milioni per la partecipazione di personale militare e della polizia di Stato alla missione UE in Libia (EUBAM Libya). La Libia figurava infine, in base all'art. 5 comma 1, tra i paesi destinatari di interventi di miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e di sostegno alla ricostruzione civile.
Il decreto-legge 1 agosto 2014, n. 109, di proroga della partecipazione italiana alle missioni internazionali per la seconda metà del 2014, all'art. 3 reitera sostanzialmente le previsioni dell'art. 3 del D.L. 2/2014 (stanziando una somma complessiva di 6,8 milioni), e all'art. 8, comma 1 continua ad includere la Libia tra i paesi destinatari di interventi di miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e di sostegno alla ricostruzione civile. Il citato art. 3 contiene tuttavia una previsione (comma 7-bis) che riflette la preoccupazione per la situazione di grave instabilità del paese, e in base alla quale, in mancanza di miglioramenti in tale situazione, il Governo riferisce alle Camere sull'eventuale sospensione totale o parziale della missione militare e di polizia italiana in Libia.
L'art. 1, comma 7 del successivo decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, di proroga nell'ultimo trimestre 2015 della partecipazione italiana alle missioni internazionali, ha stanziato per EUNAVFOR MED, in tale periodo, 33,48 milioni di euro. Nel decreto-legge in commento, inoltre, la Libia compare ancora (art. 8, comma 1) tra i paesi destinatari di interventi di miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e di sostegno alla ricostruzione civile; e il comma 1 dell'art. 9 prevede l'invio di esperti in missione in Libia a sostegno del processo di stabilizzazione del paese.
Le Commissioni Esteri riunite dei due rami del Parlamento ascoltavano il Ministro degli Esteri Emma Bonino sui più recenti sviluppi della situazione in Egitto e in Medio Oriente nella seduta del 31 luglio 2013, e successivamente il 27 agosto, dopo la resa dei conti in Egitto tra le forze armate e le proteste dei Fratelli musulmani, a cui si sommava la gravissima questione dell'utilizzazione di armi chimiche nel conflitto siriano.
La situazione dell'Africa settentrionale era ancora oggetto, tra l'altro, dell'attenzione parlamentare il 3 luglio 2014, in occasione dell'audizione del Ministro degli Esteri Mogherini innanzi alla Commissioni Esteri congiunte dei due rami del Parlamento, in ordine ai più recenti sviluppi di politica estera all'inizio del semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea; e nuovamente il 9 settembre 2014, quando la Camera ascoltava un'informativa urgente del Governo sul tema del terrorismo internazionale di natura religiosa - minacciosi segnali di allargamento della sfera d'azione dell'ISIS alla sponda sud del Mediterraneo iniziavano infatti a manifestarsi in maniera insistente. Proprio in questo contesto, con le crescenti preoccupazioni per la possibilità che l'estensione dell'attività dell'ISIS all'Africa settentrionale, e in particolare alla Libia, potesse aggravare il problema dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e l'Europa - mediante infiltrazione di nuclei di miliziani nel gran numero dei migranti - Il Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione svolgeva, nel quadro dell'indagine conoscitiva sui flussi migratori in Europa attraverso l'Italia, nella prospettiva della riforma del sistema europeo comune d'asilo e della revisione dei modelli di accoglienza, l'audizione degli ambasciatori di Tunisia, Egitto e Marocco, rispettivamente nelle sedute del 15 e 30 settembre e dell'8 ottobre 2014.
Il 20 novembre 2014, mentre ormai la presenza dell'ISIS in Libia appariva accertata, dando corpo alle diffuse preoccupazioni dei mesi precedenti, le Commissioni congiunte Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento ascoltavano comunicazioni del Governo proprio sulle nuove misure di contrasto al terrorismo dell'ISIS, inclusi naturalmente i possibili profili di coinvolgimento dell'immigrazione irregolare e le misure per prevenire l'azione di combattenti islamisti di provenienza nazionale di ritorno anche in Italia dagli scenari mediorientali di conflitto armato, i cosiddetti "foreign fighters".
Successivamente, il Governo ha riferito alla Camera con un'informativa urgente sui recenti sviluppi della situazione in Libia (seduta del 18 febbraio 2015), scenario nel quale ormai l'ISIS rappresentava una delle componenti del caotico conflitto in corso nel paese, componente ben insediata nell'area prospiciente Sirte e nella stessa città natale di Gheddafi, mentre Tripoli restava in mano alle milizie islamiste e il governo di Tobruk cercava di rappresentare le istanze più laiche della società libica, sostenuto dall'Egitto, che è ripetutamente intervenuto bombardando le postazioni dell'ISIS dopo le immagini - da taluni poi ritenute false - del barbaro assassinio 21 cristiani copti egiziani decapitati dall'ISIS in Tripolitania. Le questioni nordafricane sono poi state trattate il 27 febbraio 2015 dall'Assemblea della Camera nel quadro delle comunicazioni del Governo in materia di politica estera, con particolare attenzione alla Libia; mentre la Tunisia - l'unico paese del Nordafrica che apparisse incamminato verso il consolidamento di uno Stato laico e democratico -, ha ripreso il centro dell'attenzione dopo l'attacco terroristico del 18 marzo 2015 contro il parlamento, i cui tragici sviluppi hanno coinvolto numerosi civili, tra cui quattro turisti italiani, e cui, tra l'altro, si è riferito nella stessa giornata il Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel contesto delle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2015.
Il 5 maggio, la Commissione Esteri della Camera aveva discusso la risoluzione 7-00670 del presidente Cicchitto sull'impegno dell'Italia in sede multilaterale a sostegno della Tunisia, concludendo la discussione con l'approvazione della risoluzione 8-00106, che impegna il Governo a promuovere, di concerto con gli altri paesi europei, una Conferenza internazionale per gli investimenti in Tunisia, al fine di rafforzare la lotta contro il terrorismo e il consolidamento istituzionale ed economico del paese; nonché a promuovere l'attribuzione alla Tunisia dello status avanzato nel quadro della nuova Politica europea di vicinato, e lo status di paese partner per la democrazia in sede di Consiglio d'Europa.
L'attentato al Museo del Bardo del 18 marzo tornava d'attualità in Italia dopo l'arresto il 19 maggio di un cittadino marocchino residente nell'hinterland milanese, il quale, a detta delle autorità di Tunisi, avrebbe partecipato alla preparazione dell'attacco terroristico, mentre diverse evidenze sembravano dimostrare la sua presenza in Italia proprio nelle ore in cui l'attentato veniva perpetrato. Cionondimeno la Tunisia ha insistito sulla colpevolezza di Abdel Maiji Touil, che è stato trattenuto in stato di detenzione in Italia: sulla vicenda si è svolta un'informativa urgente del Governo all'Assemblea della Camera (21 maggio) in ordine al rischio di infiltrazioni terroristiche connesse ai flussi migratori.
Il 25 giugno 2015 le Commissioni Difesa riunite della Camera e del Senato hanno ascoltato comunicazioni del Governo sulla partecipazione italiana all'operazione militare dell'Unione europea nel Mediterraneo centromeridionale, appena iniziata con la prima fase di pattugliamenti e operazioni di intelligence in acque internazionali. Il 5 agosto 2015 la Commissione Esteri di Montecitorio ha ascoltato comunicazioni del Presidente sulle missioni svolte a Tunisi nei precedenti mesi di gennaio, marzo e luglio, in evidente collegamento, tra l'altro, con i due gravissimi attacchi terroristici subiti dal paese nordafricano.Gli sviluppi del dialogo politico tra le fazioni libiche hanno invece costituito l'oggetto dell'audizione del Ministro degli Esteri Gentiloni presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera (seduta del 22 ottobre 2015).
Nel 2016 il primo appuntamento parlamentare significativo, in special modo sui contorni della sfida terroristica in atto, sono state le comunicazioni del Presidente della Commissione Esteri della Camera (3 febbraio 2016) sugli esiti della missione svolta a Firenze in occasione della presentazione del Rapporto del Gruppo Speciale per il Mediterraneo e il Medioriente e della Sottocommissione per le relazioni economiche transatlantiche dell'Assemblea parlamentare NATO «Daesh: la sfida alla sicurezza regionale e internazionale» (26-27 novembre 2015). Le perduranti difficoltà nel dialogo politico intra-libico, unitamente al proseguimento degli sforzi per giungere alla formazione di un governo nazionale unitario, sono state al centro, nella seduta dell'Assemblea della Camera del 9 marzo 2016, di un'informativa urgente del Governo.
La Commissione Esteri, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle priorità strategiche regionali e di sicurezza della politica estera dell'Italia anche in vista della nuova strategia di sicurezza dell'Unione europea, svolgeva l'audizione dell'Ambasciatore del Regno del Marocco, S. E. Hassan Abouyoub (21 aprile 2016).
Quattro mesi dopo le Commissioni Riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato ascoltavano il sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Vincenzo Amendola e il sottosegretario per la difesa Domenico Rossi sugli sviluppi della situazione in Libia (4 agosto 2016); e a breve termine tornavano sull'argomento con le comunicazioni del Governo del 13 settembre 2016. Nella stessa giornata la Commissione Esteri e la Commissione Difesa riunite discutevano risoluzioni sulle iniziative dell'Italia a sostegno del Governo di unità nazionale libico, approvando a conclusione la risoluzione 8-00200, con la quale si impegna il Governo "a dare piena attuazione agli indirizzi oggetto delle comunicazioni rese a queste Commissioni in relazione alla Libia; a provvedere, in particolare, alla costruzione di strutture ospedaliere campali militari, prevedendo anche l'impiego di militari in grado di garantire la sicurezza del personale sanitario operante; a tenere costantemente informato il Parlamento sugli sviluppi della situazione".
Il 1° agosto 2017 le Commissioni riunite Esteri e Difesa, in applicazione della nuova normativa quadro in materia di partecipazione italiana alle missioni internazionali (legge 21 luglio 2016, n. 145), esaminavano la Deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia alla missione internazionale in supporto della Guardia costiera libica, adottata il 28 luglio 2017. Parallelamente, nella stessa giornata le Commissioni congiunte Esteri e Difesa della Camera e del Senato ascoltavano comunicazioni del Governo sull'evoluzione della situazione in Libia.
Il giorno seguente, 2 agosto 2017, era la volta dell'Assemblea della Camera, la quale discuteva e votava la relazione delle Commissioni III (Affari esteri e comunitari) e IV (Difesa) sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia alla missione internazionale in supporto alla Guardia Costiera libica.