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Timestamp: 2018-02-20 00:07:24+00:00
Document Index: 184202945

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 595', 'sentenza ', 'art. 595', 'art. 51', 'art. 6']

﻿ DIFFAMAZIONE AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA LETTERA DIRITTO CRITICA -QUERELA - Avvocato Penalista Bologna
DIFFAMAZIONE AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA LETTERA DIRITTO CRITICA -QUERELA
da Sergio Armaroli | Mag 1, 2016 | Consulenza Legale | 0 commenti
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Con sentenza del 26/06/2014 il Tribunale di Torino ha confermato la decisione di primo grado, che aveva condannato alla pena di giustizia e al risarcimento del danno T.P. , avendolo ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 595, comma primo e secondo, cod. pen., per avere, in una lettera indirizzata a più persone, offeso la reputazione di G.D., funzionario della Direzione Turismo della Regione Piemonte, attribuendogli una prospettazione di fatti ingannevoli con finalità di raggiro, al fine di far desistere il primo dalla richiesta di rettifica di una domanda amministrativa e dalla presentazione di un ricorso al TAR.
1DOMANDA COSA OCCORRE PER LA CONFIGURABILITA’ DEL REATO DI DIFFAMAZIONE?
Sentenza 7 luglio – 21 dicembre 2015, n. 50099
(Presidente Lapalorcia – Relatore De Marzo)
1. Con sentenza del 26/06/2014 il Tribunale di Torino ha confermato la decisione di primo grado, che aveva condannato alla pena di giustizia e al risarcimento del danno T.P. , avendolo ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 595, comma primo e secondo, cod. pen., per avere, in una lettera indirizzata a più persone, offeso la reputazione di G.D., funzionario della Direzione Turismo della Regione Piemonte, attribuendogli una prospettazione di fatti ingannevoli con finalità di raggiro, al fine di far desistere il primo dalla richiesta di rettifica di una domanda amministrativa e dalla presentazione di un ricorso al TAR.
2.1. Con il primo motivo si lamentano mancata assunzione di una prova decisiva richiesta in fase dibattimentale e inosservanza dell’art. 51 cod. pen., sostenendo: a) che nel memoriale difensivo depositato presso la cancelleria del giudice di pace il 29/03/2012 aveva richiesto mezzi istruttori finalizzati a chiarire “il fondamento giuridico – normativo del rigido formalismo” che aveva indotto la persona offesa a ritenere insuperabile l’errore materiale nel quale il T. era incorso, omettendo di spuntare, nel modulo della domanda di finanziamento, la casella relativa al contributo principale che pure era sua intenzione richiedere; b) che in conseguenza era inadeguata la metodologia dell’istruttoria delegata alla Guardia di Finanza; c) che, in definitiva, sin dall’ordinanza con la quale il G.i.p. aveva ordinato al P.M. la formulazione dell’imputazione, non si era approfondito il fondamento delle ragioni giuridiche a sostegno delle richieste del T., il quale, non trovando interlocutori istituzionali disposti ad affrontare tali questioni, era stato esasperato al punto da scrivere le frasi contestate; d) che l’accertamento dell’arbitrio del G., nel dare direttive di esasperato formalismo, avrebbe fatto emergere una situazione di conflitto di interessi; e) che le conclusioni del T., quanto all’affermazione di essere stato vittima di un arbitrio, si fondavano sugli artt. 1431, 1175, 1176, 1362 cod. civ., nonché sull’art. 6, punto 3 della legge regionale n. 18 del 1999, sul punto 2.3. del programma annuale di interventi 2003 e, in generale, sulla I. n. 241 del 1990; f) che, alla stregua di tali indicazioni, emergeva il carattere errato ed ingannevole dell’accostamento proposto dal G. tra l’errore compiuto dal ricorrente e altri errori, ritenuti non emendabili, quali la mancata sottoscrizione della domanda.
2.2. Con il secondo motivo si lamentano vizi motivazionali e violazione di legge, rilevando che la Corte territoriale era tenuta ad esaminare, sia pure in via incidentale, la questione della legittimità del rigido formalismo applicato all’istruttoria della domanda presentata, dal momento che la soluzione negativa avrebbe reso palese che la lettera era stata scritta non per il gusto di diffamare il G., ma, nell’esercizio del diritto di critica, per la necessità di trovare un interlocutore istituzionale, al fine di raggiungere una soluzione extra – giudiziale, come del resto ben si intendeva leggendo la missiva nella sua interezza.