Source: http://notaiocolangeli.it/societa-e-impresa/societa-tra-professionisti-stp/
Timestamp: 2018-08-18 11:04:29+00:00
Document Index: 129009403

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 90', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 2498', 'art. 2500', 'art. 7', 'art. 90']

Società tra professionisti (STP) - NOTAIO COLANGELI
La riforma ha eliminato lo storico divieto di costituire società per l’esercizio di professioni protette (legge 23 novembre 1939, n. 1815, ora abrogata), che era stato a suo tempo introdotto per garantire un collegamento diretto tra la figura del professionista, obbligatoriamente iscritto agli ordini professionali, e l’esecuzione della prestazione. Si trattava, quindi, di una garanzia per il cliente, che entrava in rapporto esclusivamente con una determinata persona fisica, iscritta in un albo professionale in seguito a un rigoroso controllo della sua preparazione.
L’unica forma associativa consentita ai professionisti era allora quella dello “studio associato”, costituito solo tra soggetti regolarmente iscritti a un albo professionale, e comprendente nella denominazione il nome e il cognome di tutti gli associati (art. 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815). Anche in questo caso, però, l’incarico viene affidato dal cliente al singolo professionista, e non allo studio, che non ha personalità giuridica e assume rilievo solo nei rapporti tra gli associati, al fine della divisione degli utili. La forma organizzativa dello studio associato è sopravvissuta alla riforma, essendo espressamente fatta salva dalla nuova legge (art. 10, comma 9, della legge 12 novembre 2011, n. 183), nonostante l’abrogazione della legge 23 novembre 1939, n. 1815.
Una prima breccia nel divieto di esercizio dell’attività professionale in forma societaria era stata aperta, già da alcuni anni, dalla possibilità, ammessa prima dalla giurisprudenza e poi dalla stessa legge (art. 90 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163), di costituire società per l’esercizio dell’attività di ingegneria, e in particolare per l’esecuzione di studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica o studi di impatto ambientale, nella forma di “società di ingegneria” (società di capitali o società cooperative a cui possono partecipare anche soggetti non professionisti, senza alcun limite specifico) oppure di “società di professionisti” (società di persone o di società cooperative, costituite esclusivamente tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali). La deroga al divieto era stata giustificata con l’opportunità di consentire forme organizzate per l’esercizio dell’attività di progettazione di grandi opere pubbliche.
In seguito all’abrogazione del divieto previsto dall’art. 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1815, oggi è espressamente consentito costituire società tra professionisti, aventi per oggetto l’esercizio di professioni regolamentate in ordini professionali.
La denominazione sociale (o la ragione sociale), in qualunque modo formata, deve contenere l’indicazione di “società tra professionisti”. Tale indicazione si aggiunge a quella previste per il tipo sociale prescelto (per esempio s.n.c., s.r.l., etc.). Nel caso della s.n.c. o della s.a.s., dunque, la regione sociale deve sempre contenere anche il nome di almeno uno dei soci illimitatamente responsabili.
a) l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci.
La società tra professionisti può essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali. Si può dunque costituire una società tra professionisti “multidisciplinare”, per l’esercizio di diverse professioni protette, con la presenza di soci iscritti ai rispettivi albi professionali.
In ogni caso il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci; il venir meno di tale condizione costituisce causa di scioglimento della società e il consiglio dell’ordine o collegio professionale presso il quale è iscritta la società procede alla cancellazione della stessa dall’albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi.
c) criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta; la designazione del socio professionista sia compiuta dall’utente e, in mancanza di tale designazione, il nominativo debba essere previamente comunicato per iscritto all’utente.
c-bis) la stipula di una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale.
L’incarico professionale conferito alla società può essere eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta. Il socio professionista che deve eseguire la prestazione è scelto dal cliente, e in mancanza di scelta deve essere preventivamente comunicato per iscritto al cliente dalla società.
Nell’esecuzione dell’incarico ricevuto, il socio professionista può avvalersi, sotto la propria direzione e responsabilità, della collaborazione di ausiliari e, solo in relazione a particolari attività, caratterizzate da sopravvenute esigenze non prevedibili, può avvalersi di sostituti. In ogni caso i nominativi dei sostituti e degli ausiliari sono comunicati al cliente per iscritto. Il cliente può comunicare per iscritto il proprio dissenso, entro tre giorni dalla comunicazione ricevuta.
a) sul diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti (al fine di consentire la scelta, la società deve consegnare al cliente l’elenco scritto dei singoli soci professionisti, con l’indicazione dei titoli o delle qualifiche professionali di ciascuno di essi);
c) sulla esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società, che siano anche determinate dalla presenza di soci con finalità d’investimento (per consentire al cliente di valutare eventuali situazioni di conflitto di interesse, la società deve consegnare al cliente anche l’elenco scritto dei soci con finalità d’investimento).
La prova dell’adempimento degli obblighi di informazione e il nominativo del professionista o dei professionisti eventualmente indicati dal cliente devono risultare da atto scritto.
Ricordiamo che secondo la Corte di Cassazione (sentenza 9 febbraio 2010, n. 2860) nell’ambito del trasferimento dello studio professionale è possibile ipotizzare soltanto l’impegno del cedente volto a favorire la prosecuzione del rapporto professionale tra i vecchi clienti e il soggetto subentrante attraverso l’assunzione di obblighi positivi di fare, quali il compimento di un’attività promozionale di presentazione, e negativi di non fare, quali il divieto di esercitare la medesima attività nello stesso luogo.
a) sia in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo professionale cui la società è iscritta;
Le incompatibilità si applicano anche ai legali rappresentanti e agli amministratori delle società, le quali rivestono la qualità di socio per finalità d’investimento di una società professionale.
La società tra professionisti è iscritta in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso l’ordine o il collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti.
La società tra professionisti può essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali. Si può dunque costituire una società tra professionisti “multidisciplinare”, per l’esercizio di diverse professioni protette, con la presenza di soci iscritti ai rispettivi albi professionali. In questo caso la società deve iscriversi soltanto all’albo professionale relativo all’attività indicata nell’atto costitutivo come attività prevalente.
Ciò significa che è ancora possibile esercitare le professioni protette nella forma di associazione professionale, costituita solo tra soggetti regolarmente iscritti a un albo professionale, e comprendente nella denominazione il nome e il cognome di tutti gli associati (art. 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815). In questo caso, però, l’incarico viene affidato dal cliente al singolo professionista, e non allo studio, che non ha personalità giuridica e assume rilievo solo nei rapporti tra gli associati, al fine della divisione degli utili.
Seguendo l’interpretazione fornita dalla giurisprudenza prevalente, sarebbe dunque possibile la trasformazione dell’associazione professionale in società tra professionisti, secondo le modalità della trasformazione eterogenea atipica, con il consenso di tutti gli associati e con gli effetti di cui all’art. 2498 c.c. (“Con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione.”), rispettando il disposto dell’art. 2500-novies c.c. a tutela dei creditori (efficacia della trasformazione solo dopo sessanta giorni dall’ultimo degli adempimenti pubblicitari previsti).
Rimangono in vigore, in deroga alla nuova normativa generale, le norme speciali che disciplinano le società tra farmacisti, le società di ingegneria e le società tra avvocati, che peraltro saranno tutte oggetto di modifiche nell’ambito della legge per la concorrenza 2015.
Le società tra farmacisti (art. 7 della legge 8 novembre 1991 n. 362) attualmente possono essere costituite solo nella forma di società di persone o società cooperative a responsabilità limitata, ma la proposta avanzata dal governo apre anche alle società di capitali, i cui soci non dovranno più essere necessariamente farmacisti. Sarà eliminato anche l’obbligo che a dirigere la farmacia sia un farmacista socio.
Le società per l’esercizio dell’attività di ingegneria (art. 90 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163), e in particolare per l’esecuzione di studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica o studi di impatto ambientale, possono essere costituite nella forma di “società di ingegneria” (società di capitali o società cooperative a cui possono partecipare anche soggetti non professionisti, senza alcun limite specifico) oppure di “società di professionisti” (società di persone o di società cooperative, costituite esclusivamente tra professionisti iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali). Con la legge sulla concorrenza 2015 sarà probabilmente introdotta una norma interpretativa che eliminerà ogni dubbio sulla possibilità che le società di ingegneria assumano incarichi anche da soggetti privati.
Rimangono in vigore anche le norme speciali che disciplinano le società tra avvocati (decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96), in attesa delle modifiche che saranno probabilmente introdotte con la legge sulla concorrenza 2015, anche in questo caso con l’apertura ai soci di capitale.