Source: https://www.penitenziaria.it/carceri/inesorabile-demolizione-del-sistema-penitenziario-vittime-del-dovere-400-mafiosi-ancora-ai-soggior-3514.asp
Timestamp: 2020-08-07 14:58:13+00:00
Document Index: 21859569

Matched Legal Cases: ['art. 41', 'art. 4', 'art. 123', 'art. 30', 'art. 47', 'art. 41']

MAFIA 41-BIS Inesorabile demolizione del sistema penitenziario, Vittime del Dovere: 400 mafiosi ancora ai soggiorni domiciliari estivi 08/07/2020
L'associazione "Vittime del Dovere" ha diramato oggi un comunicato stampa sulla nuova circolare del DAP che ha sollevato critiche da parte del Magistrato Catello Maresca e dal sindacalista della Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo (SPP).
Esodo e soggiorni domiciliari estivi dei boss ormai avallati dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e dal Ministero della Giustizia: il più grande scandalo della storia penitenziaria mimetizzato tra le informazioni di distrazione di massa
La visione di chi subisce un reato non viene considerata ed è esclusa da qualsiasi dibattito in ragione di un pregiudizio, ormai sedimentato e usato strumentalmente, secondo cui coloro che abbiano subito un torto, debbano necessariamente essere vendicativi. In realtà come Associazione evitiamo di pontificare a sproposito e piuttosto studiamo la normativa, valutiamo le conseguenze e predisponiamo relazioni, osservazioni, emendamenti, interrogazioni parlamentari e note di intervento per denunciare criticità, proporre modifiche e predisporre integrazioni normative riguardanti l’ordinamento penitenziario e il processo penale. Tutto ciò affinché non venga vanificato il sacrificio di tante vite umane di appartenenti alle Istituzioni, e non si ceda il passo a ideologie che elargiscono impunità a piene mani.
Particolare attenzione è volta verso quegli istituti, quali il regime detentivo 41bis, nato per contrastare le manifestazioni più violente di gravi fattispecie criminose.
Negli ultimi mesi abbiamo posto in essere molteplici azioni, finalizzate ad ottenere un immediato intervento da parte del Governo, orientate ad impedire la scarcerazione di pericolosi boss mafiosi in seguito all’emergenza Covid-19. Fummo infatti i primi che, in data 9 marzo, a seguito delle sconcertanti rivolte nelle carceri, allertarono le Istituzioni e il mondo della politica riguardo ai pericoli di ricatti e di strategie ad alto impatto emotivo, veicolate da detenuti facinorosi attraverso una brutale violenza che è stata foriera di distruzione e sangue. Una vera e propria estorsione di impunità giustificata strumentalmente dall’emergenza Covid e materializzatasi in un’emorragia di scarcerazioni.
A nulla sono valsi i nostri tempestivi suggerimenti di intervento legislativo ed amministrativo, palesati alla cabina di regia del Ministero della Giustizia mediante la redazione di emendamenti e correttivi formulati dal nostro ufficio legale. Dopo svariati appelli e comunicati stampa, mai ripresi dai quotidiani a tiratura nazionale, in data 22 maggio, alla vigilia dell’Anniversario della strage di Capaci, ci siamo determinati ad inoltrare una nuova missiva alle più alte cariche dello Stato e ai vari gruppi parlamentari invitando a adottare immediate ed improcrastinabili misure concrete di lotta alla criminalità organizzata.
•	Accoglimento delle proposte di emendamenti nel primo provvedimento normativo di prossima approvazione:
1.	“i detenuti sottoposti al regime di cui all’art. 41 bis II comma O.P., quelli in regime di Alta Sicurezza nonché i detenuti con fine pena non superiore a diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, salvo che la pena già̀ scontata afferisse a reati di cui all’art. 4 bis della legge 26 luglio 1975 n. 354 e successive modificazioni, non possono usufruire della beneficio di cui all’art. 123 del D.L. n. 18 del 17.03.2020, convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27”
2.	“i permessi di cui all’art. 30 bis nonché la detenzione domiciliare di cui all’art. 47 ter della Legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificata dal D.L. 30 aprile 2020, n. 28, possono essere disposti solo previo parere vincolante del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo in ordine all’attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata ed alla pericolosità del soggetto”
3.	“le disposizioni relative ai colloqui di cui all’articolo 4 del D.L. 10 maggio 2020 n. 29 non sono applicabili ai detenuti sottoposti ad art. 41 bis II comma o.p. e a quanti condannati per reati di cui all’articolo 4 bis o.p.”
•	Introduzione di un nuovo reato per il possesso e/o l’utilizzo in carcere di cellulari da parte dei detenuti
•	Ritiro della circolare DAP del 21 marzo 2020
•	Revoca della concessione all’utilizzo di Skype disposta da DAP per i detenuti del circuito detentivo Alta Sicurezza
•	Revoca della detenzione domiciliare o del differimento della pena per quei detenuti che ne siano stati ammessi
•	Accertamento, verifica e sanzionamento delle responsabilità di coloro che a vari livelli hanno ignorato e/o omesso segnalazioni di pericolo e non hanno posto in essere concrete azioni di intervento