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Timestamp: 2019-03-22 06:37:40+00:00
Document Index: 27024832

Matched Legal Cases: ['art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 46', 'art. 62', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 2']

Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: il nuovo decreto che sostituirà il D.M. 10 marzo 1998 | Teknoring
In attesa della sostituzione del D.M. 10 marzo 1998, relativo ai “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008”, è stata diffusa la bozza del nuovo decreto. Qui di seguito, proponiamo una lettura commentata e un’analisi delle principali novità e della struttura del nuovo decreto, firmata dal professionista antincendio, l’ing. Filippo Cosi, autore della collana di eBook edita da Wolters Kluwer sul tema Antincendio e sulle regole tecniche verticali (“Autorimesse”, “Attività ricettive”, “Attività uffici”, “Scuole” e “Attività non normate“, nonché del volume cartaceo “Antincendio. Casi pratici di progettazione”).
Ultimamente è stata resa disponibile al pubblico la bozza di un decreto che andrà a sostituire il D.M. 10 marzo 1998, recante “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008”.
A distanza di 10 anni, infatti, si darà attuazione alle disposizioni di cui all’art. 46 del “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”. Nel frattempo, le disposizioni generali di cui a quest’ultimo decreto sono state integrate e aggiornate più volte, con circolari, chiarimenti, norme collegate, riferimenti incrociati, aggiornamenti vari, fino ad arrivare all’attuale versione integrata pubblicata dall’Ispettorato generale del lavoro, aggiornamento del Luglio 2018.
Nel dettaglio, le disposizioni dell’art. 46 del citato D.Lgs. n. 81/2008 sono le seguenti:
3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dell’interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più Decreti nei quali sono definiti:
Attenzione: il comma 2 dell’art. 46 riporta disposizioni sanzionate con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda.
Il nuovo decreto, in ottemperanza all’art. 46 suddetto, verrà quindi inserito tra i decreti collegati al D.Lgs. n. 81/2008 nella versione aggiornata, sostituendo l’attuale D.M. 10 marzo 1998.
Il campo di applicazione del nuovo decreto è quello definito all’art. 62 del D.Lgs. n. 81/2008, nell’ambito del “Titolo II – Luoghi di lavoro”, che recita:
– I cantieri temporanei o mobili;
– Le attività industriali (D.Lgs. n. 105/2015);
si applicano esclusivamente gli articoli 6, 7 e 8 del nuovo decreto.
La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione devono essere inserite nel documento previsto all’art. 17 ed all’art. 28 del D.Lgs. n. 81/2008, ovvero il “Documento di valutazione dei rischi nel luogo di lavoro”.
L’Allegato I del nuovo decreto fornisce indicazioni per i criteri da adottare per la suddetta valutazione dei rischi di incendio.
La redazione di questo specifico documento è obbligatoria almeno nei seguenti casi:
– Luoghi di lavoro ove sono occupati almeno 10 lavoratori;
– Luoghi di lavoro aperti al pubblico caratterizzati da un affollamento superiore a 50 persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori;
– Luoghi di lavoro che rientrano nell’allegato I al D.P.R. n. 151/2011 e s.m.i..
Negli altri casi si deve comunque procedere all’individuazione ed attuazione delle necessarie misure organizzative e gestionali in caso di incendio, riportandole nel D.V.R.
Struttura del nuovo decreto
Il nuovo decreto prevede 10 articoli e 10 allegati.
Come spiegato dalla Nota introduttiva pubblicata dal CCTS del 10 luglio 2018:
La bozza di decreto conferma l’attuale sistema di formazione degli addetti alla lotta antincendio e alla gestione dell’emergenza, introducendo la periodicità dell’aggiornamento (quinquennale) e i programmi per l’aggiornamento.
La bozza del nuovo decreto introduce una nuova classificazione delle attività (che si affianca a quelle già previste dal D.P.R. n. 151/2011, dal D.M. 3 agosto 2015 e da svariate regole tecniche verticali).
La nuova classificazione è data da 4 gruppi (P1, P2, P3 e P4) ed è schematizzata nella tabella 1.1 del decreto, che di seguito si riporta.
Per ciascuno dei 4 gruppi sopra elencati si applicano esclusivamente alcune disposizioni, riportate negli allegati come illustrato nella tabella 1.2, sotto riportata.
Si passa ora ad illustrare la nuova classificazione delle attività nei 4 gruppi P1, P2, P3 e P4.
La nuova classificazione in 4 gruppi
Si ricorda che le attività normate sono:
– Quelle dotate di RT (specifica regola tecnica), come per esempio gli uffici, alberghi, centrali termiche, gruppi elettrogeni, ecc. …, dove per RT si intendono le regole tecniche non connesse al Codice di prevenzione incendi;
– Quelle incluse nel campo di applicazione del Codice di prevenzione incendi, ovvero quelle citate all’art. 2, comma 1, del D.M. 3 agosto 2015, e inoltre quelle che successivamente all’emanazione del Codice sono state dotate di RTV collegata al Codice stesso, come:
• gli uffici con oltre 300 persone presenti (capitolo V.4, D.M. 8 giugno 2016);
• le attività ricettive (Capitolo V.5, D.M. 9 agosto 2016);
• le autorimesse con oltre 300 mq di superficie (Capitolo V.6, D.M. 21 febbraio 2017);
• le scuole con oltre 100 persone presenti (Capitolo V.7, D.M. 7 agosto 2017);
• le attività commerciali con oltre 400 mq di superficie (Capitolo V.8 (?), D.M. di prossima pubblicazione).
Come evidenziato dalla Nota introduttiva pubblicata dal CCTS del 10 luglio 2018, per le attività normate (sia quelle attualmente dotate di RT che quelle che lo saranno in futuro), il nuovo decreto introduce una notevole semplificazione in quanto si rimanda direttamente alle RT.
In buona sostanza, viene interamente superato il concetto di “attività non normata” per la prevenzione incendi in quanto, con il nuovo decreto in via di pubblicazione (così come già per il D.M. 10 marzo 1998), tutte le attività prive di specifica RTV o escluse dal campo di applicazione del Codice, rientrano dei gruppi P1 o P4 del nuovo decreto e sono quindi dotate di regole finalizzate ad affrontare il rischio incendio nei luoghi di lavoro.
Esempio: il caso degli uffici