Source: https://www.gobbiepartners.it/newsletter-n-15-del-23-07-2013-indagini-difensive-allestero/
Timestamp: 2020-07-04 22:00:51+00:00
Document Index: 11939960

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 391', 'art. 391', 'art. 191', 'art. 391', 'art. 9', 'art. 5']

Newsletter n.15 del 23-07-2013 - Indagini difensive all'estero | Gobbi e Partners SpA
Newsletter n.15 del 23-07-2013 – Indagini difensive all’estero
Newsletter n.15 del 23-07-2013 –…
ancora una volta ricevo un quesito da un abbonato che ritengo di particolare interesse per tutta la categoria. Mi viene chiesto, appunto e tra l’altro, se il difensore può svolgere indagini difensive, previste dal titolo VI bis del c.p.p. dagli artt. 391 bis e seguente, all’estero ed in caso contrario a che tipo di sanzione soggiace chi le esegue comunque. La risposta alla domanda è stata fornita esplicitamente dalla della Corte di Cassazione con sentenza n. 23967 , depositata il 19 giugno 2007 la quale tra l’altro ha determinato che: In relazione alla inutilizzabilità delle investigazioni difensive deve rilevarsi che la stessa discende dai principi generali del codice di procedura penale e, pur non essendo esplicitamente affermato che il difensore non può recarsi all’estero a svolgere dette investigazioni, discende dall’ordinamento tale divieto, essendo evidente che, ai fini dell’utilizzabilità di atti compiuti all’estero, per tutte le parti processuali, deve essere esperita la procedura prevista dal codice in materia di rogatorie.
Poiché non è prevista la possibilità per il difensore di ricorrere alla rogatoria all’estero, ne discende che tale tipo di atto non èesperibile dal difensore mediante la disciplina prevista dall’art. 391 bis c.p.p. ed egli ha l’obbligo di passare attraverso la richiesta al P.M. o al GIP, affinché costoro attivino la procedura della rogatoria internazionale. D’altronde, tramite le indagini difensive non è esperibile ogni tipo di “atto” il legislatore ha limitato l’oggetto delle indagini all’assunzione di dichiarazioni, alla richiesta di documentazione, all’accesso ai luoghi, ma ad esempio non ha previsto la possibilità di effettuare accertamenti tecnici irripetibili, in relazione ai quali il difensore ha l’obbligo di inoltrare richiesta al P.M. Quindi, non essendo prevista all’art. 391 bis c.p.p. la possibilità per il difensore (o del suo ausiliario, l’investigatore privato autorizzato) di svolgere indagini all’estero, ne consegue che deve ritenersi a questi impedito recarsi all’estero al fine di raccogliere dichiarazioni favorevoli all’indagato. Egli, piuttosto, ha l’obbligo di rivolgersi all’autorità giudiziaria (G.I.P. o P.M.), affinché questa attivi una domanda di assistenza giudiziaria internazionale mediante lo strumento della rogatoria internazionale. Pertanto in relazione alle indagini difensive prodotte all’estero, in base ai principi generali in materia di prove, può affermarsi certamente che i risultati delle stesse indagini svolte dal difensore sono inutilizzabili in sede processuale. L’inutilizzabilità è del resto la sanzione contemplata dall’art. 191, comma primo, c.p.p., per le prove assunte in violazione dei divieti stabiliti dalla legge. Questa è l’unica sanzione posta a carico del difensore e dell’investigatore privato che svolgano indagini difensive all’estero.
Tutto quanto sopra esposto non preclude ovviamente che l’investigatore privato autorizzato non possa recarsi all’estero per raccogliere informazioni per conto di privati, tutt’altro. Potrà quindi esperire le proprie indagini nello stato straniero ma le informazioni che acquisirà non avranno la tutela prevista dagli art. 391 bis e seguenti del c.p.p. A maggior ragione potrà raccogliere tutte le informazioni che vorrà e che potranno essere di ausilio all’avvocato in sede di giudizio civile. Appare inoltre inapplicabile la disciplina in materia dei dati personali, sia nel caso di giudizio penale che nel caso di giudizio civile, qualora gli stessi dati vengano raccolti in uno stato straniero e non afferiscano a cittadino italiano, così come implicitamente previsto dal combinato disposto dell’art. 9 c.p. e dall’art. 5 del DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2003, n. 196. Spero di essere stato chiaro in caso contrario rimango a tua disposizione.
PreviousPrevious post:Newsletter n. 14 del 15-07-2013 – Professione intelletualeNextNext post:Newsletter n.16 del 12-09-2013 – Procedimento amministrativo