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Timestamp: 2017-12-15 21:45:25+00:00
Document Index: 49526110

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 44', 'art. 450', 'art. 40', 'art. 450', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 37']

Rientro dopo il 30 aprile: messa a disposizione del titolare e prosecuzione supplenza | Gilda Venezia
OrganiciOrganizzazione del lavoro Autore:	Ammministratore - 14 aprile 2015 / 08 : 37
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Rientro dopo il 30 aprile: messa a disposizione del titolare e prosecuzione supplenza
di Paolo Pizzo, Orizzonte Scuola, 14.4.2015
NOVITÀ INTRODOTTA DAL CCNL/2003: I GIORNI DI SOSPENSIONE DELLE LEZIONI SONO RICOMPRESI NEI 150/90 DI ASSENZA ANCHE SE IL TITOLARE EFFETTUA DEI RIENTRI “FORMALI”IN DETTI PERIODI
In riferimento alle dichiarazioni delle OO.SS. di comparto che hanno seguito l’”evoluzione” del Contratto dal ’95 ad oggi, si devono ritenere erronee le interpretazioni della norma in oggetto in cui si afferma che i rientri formali del titolare durante la sospensione delle lezioni interrompono la continuità didattica dei 150/90 gg.
CISL NAZIONALE: “la previsione dell’art. 37 del CCNL ricomprende nel computo dell’assenza continuativadel titolare anche i periodi di sospensione dell’attività didattica che non sono “coperti” da assenza formale. La norma infatti, peraltro espressamente integrata proprio a tal fine con il CCNL del 2003, si riferisce all’effettiva assenza continuativa dalla classe del docente titolare dell’insegnamento indipendentemente dai motivi che l’hanno determinata e considera sempre compresi nell’assenza, atutela della continuità didattica e del diritto allo studio degli alunni, i periodi di sospensione dell’attività didattica anche nei casi di eventuali “rientri in servizio fittizi”.
CGIL: “…ciò che conta, ai fini della tutela della continuità didattica, nel rispetto del diritto allo studio degli alunni, è l’assenza del titolare rispetto alla classe, che permane anche qualora lo stesso titolare rientri in servizio “in modo fittizio” nei periodi durante i quali è prevista la sospensione delle attività didattiche”.
UIL NAZONALE: “La continuità didattica è interrotta dal rientro in classe del docente, non dal rientro formale durante la sospensione delle lezioni”.
L’EVOLUZIONE DELLA NORMA
L’art. 44 del CCNL/ 1995 (Rientro in servizio dei docenti dopo il 30 aprile) recitava:
“Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Quando il rientro in servizio coinvolge le classi terminali dei cicli di studio, il periodo di assenza continuativa di cui al comma precedente è ridotto, ai fini predetti, a novanta giorni”.
Tale articolo disapplicava così l’art. 450, comma 4 del D.lgs n. 297/94 il quale faceva riferimento sì all’assenza continuativa del titolare, ma solo se riconducibile ad aspettative per infermità o per motivi di famiglia, mentre a partire dal CCNL/95 la tipologia di assenza non rileverà assolutamente potendosi quindi trattare di qualsiasi istituto giuridico fruito dal titolare (lo stesso principio è contenuto nell’art. 40/3 dello stesso Contratto Scuola).
Ricordiamo art. 450/4:
CONGEDI STRAORDINARI E ASPETTATIVE.
“Il personale docente che sia stato collocato in aspettativa per infermità o per motivi di famiglia, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola di titolarità per supplenze o per lo svolgimento di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Quando il rientro in servizio coinvolga le classi terminali dei cicli di studio, il periodo di assenza continuativa per aspettativa è ridotto, ai fini predetti, a novanta giorni”.
Art. 44 ora 37 dell’attuale CCNL Scuola: Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente…
Pertanto, tutti i giorni in cui il titolare non è in servizio vanno conteggiati come assenze (malattia, congedi parentali, interdizione dal lavoro, congedi di maternità, ferie ecc.).
Con il CCNL/2003, confermato poi da quello del 2007 (attualmente in vigore), è stata aggiunta una particolarità:
Infatti, l’art. 34 (ora 37) contiene questa novità:
“Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, IVI COMPRESI I PERIODI DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali”.
“….per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica….”.
Pertanto, ai sensi dell’art. 34 citato che è stato appositamente integrato rispetto al precedente CCNL del ’95 e riconfermato in quello attuale (ora art. 37), i periodi di sospensione delle attività didattiche sono da ricomprendere nei 150/90 gg. di assenza, ed un eventuale rientro formale del docente durante tali periodi NON INTERROMPE la continuità didattica.
Tags:Contratti, Diritti, Docenti, Organizzazione scolastica
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