Source: https://renatodisa.com/2014/05/26/corte-di-cassazione-sezione-vi-ordinanza-20-maggio-2014-n-11018-poiche-ai-sensi-dellart-104-reg-codice-della-strada-i-segnali-di-divieto-devono-essere-ripetuti-dopo-ogni-intersezione-la-li/
Timestamp: 2017-10-22 19:10:13+00:00
Document Index: 90932669

Matched Legal Cases: ['art. 104', 'art. 119', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 119', 'art. 115', 'art. 116', 'art. 104', 'art. 119', 'art. 104', 'art. 104', 'sentenza ', 'art. 104', 'sentenza ', 'art. 1609', 'sentenza ']

Corte di Cassazione, sezione VI, ordinanza 20 maggio 2014, n. 11018. Poichè, ai sensi dell’art. 104 Reg. codice della strada, i segnali di divieto devono essere ripetuti dopo ogni intersezione, la limitazione di velocità imposta da un segnale precedente l’intersezione stessa viene meno dopo il superamento dell’incrocio, qualora non venga ribadita da nuovo apposito segnale; in mancanza di tale nuovo segnale, rivive la prescrizione generale dei limiti di velocità relativi al tipo di strada, salvo quanto disposto da segnali a validità zonale o da altre condizioni specifiche
By Avv. Renato D'Isa on 26 maggio 2014 • ( Lascia un commento )
1) Il (OMISSIS) G.F. percorreva la strada statale (OMISSIS), in comune di (OMISSIS), conducendo vettura Opel di cui a mezzo autovelox veniva rilevata al km 94, 600 la velocità di 60 kmh.
Sanzionato dal comune oggi resistente, il conducente proponeva opposizione in sede giurisdizionale lamentando, per quanto ancora qui interessa, la insussistenza del limite di velocità di 50 km, giacchè il segnale che poneva questo limite era apposto 200 metri prima dello svincolo in direzione (OMISSIS), mentre l’apparecchio rilevatore era posizionato 150 metri dopo lo svincolo.
1.1) Il giudice di pace di Locri rigettava l’opposizione, accogliendo il rilievo dell’amministrazione, secondo la quale ai sensi dell’art. 119 reg. C.d.S., era da ritenere vigente il limite dei 50 km orari imposto dal segnale anteriore allo svincolo, giacchè per ripristinare i limiti generalizzati di velocità valevoli per “quel tipo di strada” deve essere usato il segnale “fine limitazione velocità” (assente nel caso di specie), salva l’imposizione di un diverso limite (cfr., in questi termini il controricorso del Comune, che a pag. 2 – punto 3 – riassume le difese svolte davanti al giudice di pace, confermando quanto sul punto esposto dal ricorrente).
2) Primo e terzo motivo, esaminabili congiuntamente, denunciano in rubrica violazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, dell’art. 115 c.p.c., e dell’art. 119 reg. C.d.S..
Si sostiene con il primo motivo, il quale si risolve in una denuncia di vizio motivazionale, che dagli atti risultava, mediante documentazione fotografica non contestata, l’assenza di segnale limitativo di velocità dopo l’intersezione marcata dallo svincolo verso (OMISSIS).
In sostanza il ricorso ritiene che ai sensi di quest’ultima norma del regolamento, che prescrive la ripetizione dei segnali dopo ogni intersezione, il segnale di limite di velocità di 50 km orari avrebbe dovuto essere ripetuto dopo l’incrocio per lo svincolo. In mancanza, superata l’intersezione, restava inefficace il limite apposto 200 mt prima dell’intersezione e riprendeva vigore il normale limite di velocità – di 90 km orari – previsto per quel tipo di strada, con la conseguenza che l’automobilista non era incorso in alcuna violazione, poichè procedeva a 60 km orari.
Il controricorso (pag. 2) da atto e conferma che è incontroverso che, dopo l’intersezione, erano posti il rilevatore automatico di velocità e, successivamente, il segnale di divieto (art. 115, e art. 116, lett. e, del Regolamento n. 495/92) che prescriveva il limite massimo di velocità.
L’art. 104, comma 2, del Regolamento stabilisce che: “Lungo il tratto stradale interessato da una prescrizione i segnali di divieto e di obbligo, nonchè quelli di diritto di precedenza, devono essere ripetuti dopo ogni intersezione. Tale obbligo non sussiste per i segnali a validità zonale”.
Nel caso di specie, poichè è pacifico che era stata superata un’intersezione e che non era stato ripetuto il segnale, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare se la strada percorsa fosse soggetta, per tipologia, al limite di 90 km orari, come dedotto in ricorso, o ad altro limite adeguatamente segnalato, come dedotto dalle difese del Comune.
Va infatti ritenuto che la mancanza della ripetizione del segnale poteva indurre il conducente a credere che la riduzione del limite di velocità disposta prima dell’intersezione fosse venuta meno, giacchè il coordinamento tra l’art. 119, e l’art. 104 del Regolamento è da formulare nel senso che il limite di velocità imposto da un segnale cessi, per effetto del segnale di fine del limite (tesi sostenuta dal Comune nelle sue difese), solo se ci si trova in presenza di un tratto di strada continuo.
Per contro, stando a quanto previsto dal Regolamento, la presenza di intersezione fa ritenere che la limitazione, imposta in relazione alla presenza dell’intersezione stessa, venga meno dopo il superamento dell’incrocio, giacchè dopo di esso dovrebbe esservi un nuovo cartello limitatore, secondo la previsione dell’art. 104; in mancanza di tale nuovo cartello, rivive la prescrizione generale relativa al tipo di strada.
4) I giudici di merito non hanno però accertato la eventuale sussistenza di questa peculiare situazione, nè, come detto, hanno preso in considerazione la argomentazione fattuale, esposta in controricorso, circa l’inclusione del tratto stradale in zona centro abitato e la connessa segnalazione, verificando la corrispondenza al vero di quanto in proposito dedotto in controricorso.
Erano invece erronee le considerazioni relative alla prova dell’insussistenza del limite di velocità di 50 km orari: in base alla ricostruzione dei fatti su cui le parti concordano (si veda ancora il p.3 supra e la argomentazione del Comune sub 1.1) risultavano provati i fatti su cui si fonda la tesi di parte ricorrente, disattesa dalla sentenza di primo grado, che il giudice di appello ha confermato.
“Poichè, ai sensi dell’art. 104 Reg. codice della strada, i segnali di divieto devono essere ripetuti dopo ogni intersezione, la limitazione di velocità imposta da un segnale precedente l’intersezione stessa viene meno dopo il superamento dell’incrocio, qualora non venga ribadita da nuovo apposito segnale; in mancanza di tale nuovo segnale, rivive la prescrizione generale dei limiti di velocità relativi al tipo di strada, salvo quanto disposto da segnali a validità zonale o da altre condizioni specifiche”.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile, il 22 gennaio 2014.
Categorie:Cassazione civile 2014, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze
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