Source: https://www.diritto.it/e-legittimo-escludere-un-impresa-la-cui-offerta-perviene-alla-stazione-appaltante-dieci-minuti-dopo-il-termine-assegnato-per-la-partecipazione/
Timestamp: 2017-12-17 13:53:50+00:00
Document Index: 67259147

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 53', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 5']

É legittimo escludere un’impresa la cui offerta perviene alla Stazione appaltante dieci minuti dopo il termine assegnato per la partecipazione?
< Con il secondo motivo la ricorrente sostiene che l’indicazione del bando relativa alle ore 12.00 dovrebbe essere disapplicata perché in contrasto con il diritto comunitario, con la conseguenza che il termine di consegna delle offerte sarebbe scaduto alle ore 24.00 del 5 settembre 2006 o quantomeno all’orario di chiusura dell’ufficio protocollo (ore 17.00). Questo perché la normativa in vigore all’epoca di approvazione del bando, ossia il Dlgs. 157/1995, contiene una norma (l’art. 29) che rinvia per il computo dei termini al Reg. CEE/Euratom 1182/71. La tesi non appare condivisibile. Le norme comunitarie prevedono espressamente la possibilità che un termine sia espresso, oltre che in anni, mesi, settimane e giorni, anche in ore. In particolare l’art. 3 par. 2 lett. a) del Reg. CEE/Euratom 1182/71 stabilisce che il periodo di tempo espresso in ore comincia a decorrere all’inizio della prima ora e termina con lo spirare dell’ultima ora del periodo. Solo se il termine è espresso in giorni vale la regola dell’art. 5 par. 2 secondo cui quando un atto può o deve essere compiuto a una data determinata l’esecuzione si colloca tra l’inizio della prima ora e lo spirare dell’ultima ora del giorno corrispondente a tale data. Poiché un termine può essere anche misto, ossia composto di giorni interi e di ore, non si può desumere dai principi comunitari alcun obbligo di fissare invariabilmente il termine finale per gli adempimenti dei concorrenti alle ore 24.00. In definitiva la scelta di un diverso orario è rimessa alla discrezionalità delle stazioni appaltanti. >
ALFA SRL, in proprio e per ATI con ALFABIS Service srl, rappresentata e difesa dall’avv. Gaetano Tafuri, con domicilio eletto presso l’avv. Elisabetta Gasparella in Brescia, via Zima, 7;
– della deliberazione del direttore generale n. 757 del 6 settembre 2006, con la quale è stata esclusa dalla procedura di gara l’ATI formata da ALFA srl e ALFABIS Service Azienda di Servizi srl;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 21 febbraio 2008 il dott. Mauro Pedron;
1. Con deliberazione del direttore generale n. 534 del 20 giugno 2006 l’Azienda Ospedaliera “Ospedale Treviglio-Caravaggio” ha indetto una gara per l’affidamento del servizio di pulizia e sanificazione degli ospedali e delle strutture sanitarie extraospedaliere. Per la gara è stata scelta la procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 53 comma 1 lett. a) della direttiva 31 marzo 2004 n. 2004/18/CE.
3. Contro il provvedimento di esclusione ALFA srl, in proprio e per conto dell’ATI, ha formulato impugnazione con atto notificato il 30 settembre 2006 e depositato il 6 ottobre 2006. Le censure si possono così riassumere: a) irragionevolezza e difetto di proporzionalità, in quanto un ritardo di meno di 10 minuti non sarebbe calcolabile con precisione e comunque dovrebbe essere considerato ininfluente; b) violazione dell’art. 29 del Dlgs. 17 marzo 1995 n. 157, il quale per il computo dei termini rinvia al Reg. CEE/Euratom 3 giugno 1971 n. 1182/71 (regolamento del Consiglio che stabilisce le norme applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini). L’Azienda Ospedaliera non si è costituita in giudizio.
7. Con il secondo motivo la ricorrente sostiene che l’indicazione del bando relativa alle ore 12.00 dovrebbe essere disapplicata perché in contrasto con il diritto comunitario, con la conseguenza che il termine di consegna delle offerte sarebbe scaduto alle ore 24.00 del 5 settembre 2006 o quantomeno all’orario di chiusura dell’ufficio protocollo (ore 17.00). Questo perché la normativa in vigore all’epoca di approvazione del bando, ossia il Dlgs. 157/1995, contiene una norma (l’art. 29) che rinvia per il computo dei termini al Reg. CEE/Euratom 1182/71. La tesi non appare condivisibile. Le norme comunitarie prevedono espressamente la possibilità che un termine sia espresso, oltre che in anni, mesi, settimane e giorni, anche in ore. In particolare l’art. 3 par. 2 lett. a) del Reg. CEE/Euratom 1182/71 stabilisce che il periodo di tempo espresso in ore comincia a decorrere all’inizio della prima ora e termina con lo spirare dell’ultima ora del periodo. Solo se il termine è espresso in giorni vale la regola dell’art. 5 par. 2 secondo cui quando un atto può o deve essere compiuto a una data determinata l’esecuzione si colloca tra l’inizio della prima ora e lo spirare dell’ultima ora del giorno corrispondente a tale data. Poiché un termine può essere anche misto, ossia composto di giorni interi e di ore, non si può desumere dai principi comunitari alcun obbligo di fissare invariabilmente il termine finale per gli adempimenti dei concorrenti alle ore 24.00. In definitiva la scelta di un diverso orario è rimessa alla discrezionalità delle stazioni appaltanti.
Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 21 febbraio 2008 con l’intervento dei Magistrati: