Source: http://www.studiocavallari.it/novita-legge-stabilita-2015.html
Timestamp: 2019-06-26 22:00:04+00:00
Document Index: 30995623

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 11', 'art. 60', 'art. 9', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 59', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 27', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 34', 'art. 9', 'art. 73', 'art. 110']

Le novità della LEGGE DI STABILITA' 2015 Consigli legali
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Le novità della LEGGE DI STABILITA' 2015
La nuova procedura consta di quattro fasi:
Il nuovo modello contiene i seguenti dati:
• i dati anagrafici del richiedente e dell’eventuale rappresentante firmatario;
• la dichiarazione d’intento;
• i dati del destinatario;
• la firma del richiedente;
• i dati relativi al plafond e l’impegno alla trasmissione telematica.
• Devono essere comunicate solo le operazioni il cui importo complessivo annuale e superiore a 10.000 euro.
• La comunicazione sarà annuale, in sostituzione della attuale periodicità mensile o trimestrale
• La circolare n. 31/E del 30 dicembre 2014 chiarisce che il limite del 10.000 euro si intende non per singola operazione, ma come limite complessivo annuo, con la conseguenza di prevedere l’obbligo di comunicazione una volta superato il limite di 10.000 euro di valore
complessivo di operazioni.
• Per l’anno 2014 possibile concludere l’adempimento con la vecchia procedura.
• Il costo sostenuto in riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato diventa integralmente deducibile dalla base imponibile dell’IRAP dal 2015.
• Per le imprese che hanno alle proprie dipendenze lavoratori assunti con contratti a tempo determinato, continueranno ad essere applicate le “vecchie” regole, ad eccezione del settore agricolo.
• A partire dall’esercizio 2015, ai soggetti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, spetta un credito d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione orizzontale, a decorrere dall'anno di presentazione della corrispondente dichiarazione, pari al 10%
dell'imposta lorda determinata secondo le disposizioni del d.lgs. 446/1997.
I Nuovi «minimi» sono in realtà Forfettari
• Sono abrogati i vecchi regimi di favore (articolo 13, Legge 388/2000; articolo 27, DL 98/2011; articolo 1, commi 96/115 e 117, Legge 244/2007) in favore di un regime forfetario con le seguenti principali caratteristiche:
– Ambito soggettivo: persone fisiche che svolgono un’attività di imprese o arte e professione. Per coloro che sono in possesso dei requisiti, si tratta di un regime naturale.
• Spese per lavoratori dipendenti non superiore a 5000 euro;
• Costo dei beni strumentali non superiore a 20.000 euro;
• Ricavi/compensi non superiori a quelli previsti dalla tabella allegata alla Legge 190/2014 e differenziati per codice attività;
• Prevalenza di redditi di redditi di lavoro autonomo/impresa in caso di esercizio anche di attività di lavoro dipendente.
– Determinazione del reddito: avviene su base forfetaria, applicando la percentuale di redditività fissata sull’ammontare complessivo annuo di ricavi/compensi. L’unico costo ammesso in deduzione sono i contributi
– Aliquota: 15%
– Agevolazioni:
• esonero dagli adempimenti iva;
• escluse le cessioni comunitarie di beni;
• esclusione dagli studi di settore;
• esclusione dall’Irap.
– Uscita dal regime: si verifica quando si perde uno dei requisiti di accesso o si verifica una causa di esclusione (si supera il limite massimo di ricavi o diviene definito un accertamento che attesta una delle due precedenti condizioni)
I bonus per le ristrutturazione edilizia e le riqualificazione energetica degli edifici non saranno rimodulati, come previsto da precedenti provvedimenti legislativi, ma resteranno ai livelli attuali, ovvero:
– 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizie eseguiti fino al 31 dicembre 2015;
– 65% per gli interventi di riqualificazione energetica eseguiti fino al 31 dicembre 2015.
• Le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali che, alla data del 1°gennaio 2015, posseggono terreni (agricoli o edificabili) o partecipazioni (qualificate e non), possono procedere a rivalutazione e quindi a vedersi riconosciuto il valore derivante da perizia redatta da un esperto, in luogo del valore originario.
• Per fare ciò occorre versare un’imposta sostitutiva:
– Del 4% per le partecipazioni non qualificate;
– Dell’8% per le partecipazioni qualificate e per i terreni.
Estesa l’applicazione del meccanismo di inversione contabile ai fini Iva di cui all’articolo 17, Dpr 633/1972, anche:
– ai servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici;
– alle cessioni di gas, energia e certificati energetici;
– alle cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione.
NB: l’applicazione del reverse charge alla grande distribuzione e subordinata all’autorizzazione dell’UE.
Per le operazioni basate su questo meccanismo:
• il venditore emette fattura senza addebitare l'imposta, ai sensi dell’articolo 17, comma 6 del Dpr 633/1972;
• il destinatario integra la fattura ricevuta con l'indicazione dell'aliquota e dell’imposta propria della operazione, registra il documento sia nel registro IVA
delle fatture emesse sia nel registro IVA degli acquisti.
• Con lo scopo di arginare l’evasione, per tutte le forniture destinate alle pubbliche amministrazioni, il pagamento al cedente/prestatore del corrispettivo contrattuale avviene al netto dell’Iva.
• Il pagamento del corrispettivo si spacca in due:
– Il corrispettivo al netto dell’Iva viene pagato dalla pubblica amministrazione al fornitore;
– L’iva viene versata all’erario direttamente.
• Restano escluse da questo meccanismo le operazioni per le quali la PA e debitore di imposta (dunque le operazioni in reverse charge).
• Decorrenza per le fatture emesse dal 2015.
A partire dal 1° gennaio 2015, il ravvedimento operoso diventa uno strumento di correzione delle violazioni che il contribuente può sempre adottare per evitare l’applicazione delle sanzioni “piene” da parte dell’Amministrazione finanziaria. La legge di stabilità elimina il vincolo di inutilizzabilità nel caso in cui la violazione sia stata già constatata e comunque siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche. Dunque il contribuente potrà ricorrere sempre al ravvedimento tranne nel caso di notifica di un avviso di liquidazione o di accertamento.
Credito d’imposta art bonus Il credito d’imposta art bonus è stato esteso al sostegno delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione.
Bonus 80 euro a dipendenti e assimilati
È introdotto a regime, nell’art. 13, c. 1-bis Tuir, il credito di imposta di 80 euro. Pertanto, qualora l'imposta lorda
determinata sui redditi di lavoro dipendente (esclusi i redditi da pensione) e assimilati sia di importo superiore a quello
della detrazione da lavoro spettante ai sensi dell’art. 13, c. 1 Tuir, compete un credito rapportato al periodo di lavoro
nell'anno, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari a:
2) 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro.
Incentivi per rientro in Italia di ricercatori
Ai fini delle imposte sui redditi è escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo il 90% degli
emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non
occasionalmente residenti all'estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all'estero presso centri di
ricerca pubblici o privati o università per almeno 2 anni continuativi e che entro i 7 (anziché 5) anni solari successivi
vengono a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
L’agevolazione si applica nel periodo d'imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato
e nei 3 (anziché 2) periodi d'imposta successivi, a condizione che permanga la residenza fiscale in Italia.
Riconoscimento e recupero del credito di imposta 80 euro
Il credito eventualmente spettante di 80 euro (di cui all’art. 13, c. 1 bis Tuir) è riconosciuto in via automatica dai
sostituti d'imposta sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso. Le
somme erogate sono recuperate dal sostituto d'imposta mediante l'istituto della compensazione. Gli enti pubblici
e le amministrazioni dello Stato possono recuperare le somme erogate anche mediante riduzione dei versamenti delle
L'importo del credito riconosciuto è indicato nella certificazione unica (modello Cu) dei redditi di lavoro dipendente e
Non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro,
nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, fino all'importo complessivo
giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni
e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o a
unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione.
La disposizione entra in vigore il 1.07.2015.
Costo del personale dipendente deducibile ai fini Irap
A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014, per i soggetti che determinano il valore
della produzione netta ai sensi degli artt. da 5 a 9 D. Lgs. 446/1997 (imprese, a prescindere dal metodo adottato, e
lavoratori autonomi), è ammessa in deduzione, ai fini Irap, la differenza tra il costo complessivo per il personale
dipendente con contratto a tempo indeterminato e le vigenti deduzioni riferibili al costo del lavoro:
- pari a 7.500 euro su base annua (e relativi importi aumentati per lavoratrici di sesso femminile e per lavoratori nel
- i contributi assistenziali e previdenziali relativi a lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
- le spese relative ad apprendisti, disabili, lavoratori con contratti di formazione e lavoro, personale addetto alla ricerca
- le indennità di trasferta, per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente, per le imprese autorizzate
all’autotrasporto di merci;
- pari a 1.850 euro per ogni lavoratore dipendente per imprese con valore della produzione non superiore a 400.000
- il costo del personale assunto a tempo indeterminato, che incrementa il numero di lavoratori dipendenti, per un
importo annuale non superiore a 15.000 euro per ciascun lavoratore.
Per le società agricole la deduzione è ammessa anche per ogni lavoratore agricolo dipendente a tempo determinato
che abbia lavorato almeno 150 giornate e con contratto di durata almeno triennale (requisiti di cui all’art. 11, c. 1.1 D.
Lgs. 446/1997). La disposizione si applica previa autorizzazione della Commissione europea richiesta a cura del
Credito di imposta pari al 10% dell’Irap per soggetti senza dipendenti
A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014, ai soggetti che determinano il valore
della produzione netta ai sensi degli artt. da 5 a 9 D. Lgs. 446/1997 e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti,
spetta un credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione, a decorrere dall'anno di presentazione
della corrispondente dichiarazione, pari al 10% dell'imposta lorda.
Quota Irap deducibile ai fini delle imposte dirette
• La quota di Irap ammessa in deduzione ai fini della determinazione delle imposte dirette, relativa alla quota delle spese
per il personale dipendente e assimilato, è determinata al netto delle deduzioni spettanti, considerando anche la
nuova deduzione del costo del personale.
Opzione per redditi derivanti da opere dell’ingegno, brevetti, marchi
I soggetti titolari di reddito d'impresa possono optare per l'applicazione di una tassazione agevolata sui redditi derivanti
dall'utilizzo di opere dell'ingegno, da brevetti industriali, da marchi d'impresa funzionalmente equivalenti ai brevetti,
nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o
scientifico giuridicamente tutelabili.
L'opzione ha durata per 5 esercizi sociali ed è irrevocabile.
Tali redditi non concorrono a formare il reddito complessivo in quanto esclusi per il 50% del relativo ammontare. In
caso di utilizzo diretto dei beni indicati, il contributo economico di tali beni alla produzione del reddito complessivo
beneficia dell'esclusione a condizione che lo stesso sia determinato sulla base di un apposito accordo. In tali ipotesi la
procedura di ruling ha per oggetto la determinazione, in via preventiva e in contraddittorio con l'Agenzia delle Entrate,
dell'ammontare dei componenti positivi di reddito impliciti e dei criteri per l'individuazione dei componenti negativi
riferibili ai predetti componenti positivi. Nel caso in cui i redditi siano realizzati nell'ambito di operazioni intercorse con
società che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa
società che controlla l'impresa, l'agevolazione spetta a condizione che gli stessi siano determinati sulla base di un
apposito accordo.
Non concorrono a formare il reddito complessivo in quanto escluse dalla formazione del reddito le plusvalenze derivanti
dalla cessione dei beni, di cui al punto precedente, a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla
cessione dei predetti beni sia reinvestito, prima della chiusura del 2° periodo di imposta successivo a quello nel
quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. Si applicano le disposizioni
relative al ruling.
Le disposizioni si applicano a condizione che i soggetti che esercitano l'opzione svolgano le attività di ricerca e
sviluppo, anche mediante contratti di ricerca stipulati con università o enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzate
alla produzione dei beni indicati.
La quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo
sostenuti per il mantenimento, l'accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi complessivi sostenuti per
produrre tale bene.
L'esercizio dell'opzione rileva anche ai fini della determinazione del valore della produzione netta ai fini dell’Irap.
Con decreto di natura non regolamentare sono adottate le disposizioni attuative, anche al fine di individuare le tipologie
di marchi escluse dall'ambito di applicazione e di definire gli elementi del rapporto di calcolo della quota agevolabile.
Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014. Per
tale periodo d'imposta e per quello successivo, la percentuale di esclusione dal concorso alla formazione del reddito
complessivo è fissata, rispettivamente, in misura pari al 30 e al 40%.
Le disposizioni in merito alla detrazione per interventi di efficienza energetica si applicano, nella misura del 65%, anche
alle spese sostenute dal 6.06.2013 al 31.12.2015 (in precedenza: 31.12.2014).
La detrazione si applica, nella misura del 65%, anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:
a) per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli artt. 1117 e 1117-bis C.C. o che
interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute dal 6.06.2013 al
b) per l'acquisto e la posa in opera delle schermature solari di cui all'allegato M al D. Lgs. 29.12.2006, n. 311,
sostenute dal 1.01.2015 al 31.12.2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.
La detrazione si applica altresì alle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1.01.2015 al
31.12.2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
Per le spese documentate, relative agli interventi di ristrutturazione edilizia spetta una detrazione dall'imposta lorda, fino
a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, pari al 50% per le spese
sostenute dal 26.06.2012 al 31.12.2015 (anziché 31.12.2014).
Per gli interventi realizzati su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità la detrazione spetta nella misura
del 65% per le spese sostenute sino al 31.12.2015 (anziché 31.12.2014).
La detrazione per interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia spetta anche nel caso di
interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che
provvedano entro 18 mesi (anziché 6 mesi) dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione
Ai contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia è altresì riconosciuta una
detrazione dall'imposta lorda per le ulteriori spese documentate sostenute per l'acquisto di mobili e di grandi
elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ nella misura del 50% delle spese sostenute dal 6.06.2013 al 31.12.2015
(anziché 31.12.2014). L’agevolazione è calcolata su un importo non superiore a € 10.000.
Le spese sono computate, ai fini della fruizione della detrazione d'imposta, indipendentemente dall'importo delle
spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni per interventi edilizi.
I contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni applicano il nuovo regime (naturale)
forfetario se, al contempo, nell'anno precedente:
a) hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati
in apposita tabella, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata;
b) hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a euro 5.000 lordi per lavoro
accessorio, per lavoratori dipendenti, collaboratori, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto,
comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati e le spese per prestazioni di lavoro
di cui all'art. 60 Tuir (opera svolta dall'imprenditore, dal coniuge, dai figli, affidati o affiliati minori di età o
permanentemente inabili al lavoro e dagli ascendenti, nonché dai familiari partecipanti all'impresa);
c) il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell'esercizio non supera
20.000 euro. Ai fini del calcolo del predetto limite:
2. per i beni in locazione, noleggio e comodato, rileva il valore normale dei medesimi (determinato ai sensi
dell'art. 9 Tuir);
3. i beni, detenuti in regime di impresa o arte e professione, utilizzati promiscuamente per l'esercizio
dell'impresa, dell'arte o professione e per l'uso personale o familiare del contribuente, concorrono nella misura
4. non rilevano i beni il cui costo unitario non è superiore a euro 516,46;
5. non rilevano i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l'esercizio dell'impresa, dell'arte o della
d) i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione sono in misura prevalente rispetto a quelli
eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; la
verifica della suddetta prevalenza non è, comunque, rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei
redditi d'impresa, dell'arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 euro.
Ai fini dell'individuazione del limite dei ricavi e dei compensi per l'accesso al regime:
a) non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall'adeguamento agli studi di settore e ai parametri;
b) nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO, si assume il limite più
elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.
Le persone fisiche che intraprendono l'esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario
comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività, di presumere la sussistenza dei requisiti.
a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'Iva o di regimi forfetari di determinazione del
b) i soggetti non residenti, esclusi quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione Europea o in uno
Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che
producono, nel territorio italiano, redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
c) i soggetti che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni
d) gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all'esercizio dell'attività, a
società di persone o associazioni ovvero a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale.
Disciplina applicabile alle operazioni poste in essere in regime forfetario
Ai fini Iva, i contribuenti in regime forfettario:
a) non esercitano la rivalsa dell'imposta sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi, per le operazioni nazionali;
b) applicano l’Iva con il meccanismo del reverse charge a:
- servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge;
- acquisti intracomunitari di beni di importo superiore a euro 10.000;
c) applicano alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti non residenti o rese ai medesimi l’art. 7-ter e seguenti del
Dpr 633/1972 relativi alle prestazioni non territoriali;
d) applicano alle importazioni, alle esportazioni e alle operazioni a esse assimilate le disposizioni di cui al Dpr
633/1972, ferma restando l'impossibilità di avvalersi della facoltà di acquistare senza applicazione dell'Iva, ai sensi
dell'art. 8, c. 1, lett. c) e c. 2 Dpr 633/1972.
Per tali operazioni i contribuenti in regime forfettario non hanno diritto alla detrazione dell'Iva assolta, dovuta o
addebitata sugli acquisti.
I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell'Iva.
I contribuenti che applicano il regime forfetario, per le operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, emettono la
fattura o la integrano con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e versano l'imposta entro il giorno 16 del
mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
Passaggio tra regime ordinario e regime forfetario ai fini Iva
Il passaggio dalle regole ordinarie di applicazione dell'Iva al regime forfetario comporta la rettifica della detrazione, di
cui all'art. 19-bis.2 Dpr 633/1972, da operarsi nella dichiarazione dell'ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie.
In caso di passaggio, anche per opzione, dal regime forfetario alle regole ordinarie, è operata un'analoga rettifica della
detrazione nella dichiarazione del primo anno di applicazione delle regole ordinarie.
Nell'ultima liquidazione relativa all'anno in cui è applicata l'Iva è computata anche l'imposta relativa alle operazioni, per
le quali non si è ancora verificata l'esigibilità, di cui all'art. 6, c. 5 Dpr 633/1972 e all'art. 32-bis D.L. 83/2012. Nella
stessa liquidazione può essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa alle operazioni di acquisto
effettuate in vigenza dell'opzione di cui all'art. 32-bis del citato decreto e i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati.
L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione presentata dai contribuenti che applicano il regime forfetario,
relativa all'ultimo anno in cui l'Iva è applicata nei modi ordinari, può essere chiesta a rimborso ovvero utilizzata in
Determinazione del reddito di lavoro autonomo nel regime forfetario
I soggetti in regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi
percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell’apposita tabella, diversificata a seconda del codice
ATECO che contraddistingue l'attività esercitata.
Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e
comunali e dell'Irap pari al 15%. Nel caso di imprese familiari, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo
delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore.
I contributi previdenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, compresi quelli corrisposti per conto dei
collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non
abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi, si deducono dal reddito; l'eventuale eccedenza è deducibile
dal reddito complessivo.
Si applicano le disposizioni in materia di versamento dell'Irpef.
Al fine di favorire l'avvio di nuove attività, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i 2 successivi, il
reddito determinato è ridotto di 1/3, a condizione che:
a) il contribuente non abbia esercitato, nei 3 anni precedenti l'inizio dell'attività, attività artistica, professionale
ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente
svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista
nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
c) qualora sia proseguita un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi e compensi,
realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ailimiti previsti per l’accesso al regime.
I componenti positivi e negativi di reddito riferiti ad anni precedenti a quello da cui ha effetto il regime forfetario, la cui
tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del Tuir, che dispongono o consentono il rinvio,
partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell'esercizio precedente a quello di efficacia del predetto
I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da
parte del sostituto d'imposta. A tale fine, i contribuenti rilasciano un'apposita dichiarazione dalla quale risulti che il
reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva.
Le perdite fiscali generatesi nei periodi d'imposta anteriori a quello da cui decorre il regime forfetario possono essere
computate in diminuzione del reddito, secondo le regole ordinarie.
Esoneri ai fini delle imposte dirette nel regime forfetario
La dichiarazione dei redditi è presentata nei termini e con le modalità definiti nel Dpr 322/1998.
I contribuenti in regime forfettario non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte; tuttavia, nella dichiarazione dei
redditi, i medesimi contribuenti indicano il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all'atto del pagamento degli
stessi non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.
I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore e dei parametri.
Con il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate recante approvazione dei modelli da utilizzare per la dichiarazione dei
redditi sono individuati, per i contribuenti che applicano il regime forfetario, specifici obblighi informativi relativamente
all'attività svolta.
Nella relazione di accompagnamento al disegno di legge è specificato che tali soggetti sono esonerati dalla
comunicazione clienti-fornitori e dalla comunicazione black list.
I contribuenti che applicano il regime forfetario possono optare per l'applicazione dell'Iva e delle imposte sul reddito nei
modi ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da
presentare successivamente alla scelta operata.
Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno
successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.
Cessazione del regime forfetario
Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle
condizioni previste per l’accesso ovvero si verifica una delle fattispecie che non consentono l’utilizzo del regime.
Passaggi tra regime ordinario e regime forfetario ai fini delle imposte dirette
Nel caso di passaggio da un periodo d'imposta soggetto al regime forfetario a un periodo d'imposta soggetto a regime
ordinario, al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, i ricavi e i compensi che, in base alle regole del regime
forfetario, hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni
successivi ancorché di competenza di tali periodi; viceversa, i ricavi e i compensi che, ancorché di competenza del
periodo in cui il reddito è stato determinato in base alle regole del regime forfetario, non hanno concorso a formare il
reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i
presupposti previsti dal regime forfetario.
Corrispondenti criteri si applicano per l'ipotesi inversa di passaggio dal regime ordinario a quello forfetario.
Nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto al regime forfetario a un periodo di imposta soggetto a un
diverso regime, le spese sostenute nel periodo di applicazione del regime forfetario non assumono rilevanza nella
determinazione del reddito degli anni successivi.
Nel caso di cessione, successivamente all'uscita dal regime forfetario, di beni strumentali acquisiti in esercizi precedenti
a quello da cui decorre il regime forfetario, ai fini del calcolo dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza si assume come
costo non ammortizzato quello risultante alla fine dell'esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime. Se la
cessione concerne beni strumentali acquisiti nel corso del regime forfetario, si assume come costo non ammortizzabile
Accertamenti relativi al regime forfetario
Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni vigenti
in materia di imposte dirette, di Iva e di Irap.
In caso di infedele indicazione, da parte dei contribuenti, dei dati attestanti i requisiti e le condizioni richieste che
determinano la cessazione del regime forfetario, le misure delle sanzioni minime e massime stabilite dal D. Lgs.
471/1997 sono aumentate del 10% se il maggiore reddito accertato supera del 10% quello dichiarato.
Ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia rileva anche il reddito determinato secondo le
disposizioni previste per il regime forfetario.
Tale reddito non rileva ai fini del calcolo delle altre detrazioni.
Regime agevolato ai fini contributivi
I soggetti persone fisiche esercenti attività d'impresa che possono fruire del regime forfetario possono applicare, ai fini
contributivi, il seguente regime agevolato.
Per tali soggetti non trova applicazione il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi
previdenziali (art. 1, c. 3 L. 233/1990) e i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma
versata (art. 2, c. 29 L. 335/1995).
Nel caso in cui siano presenti coadiuvanti o coadiutori, il soggetto che fruisce del regime agevolato può indicare la
quota di reddito di spettanza dei singoli collaboratori, fino a un massimo, complessivamente, del 49%. Per tali soggetti,
il reddito imponibile sul quale calcolare la contribuzione dovuta si determina ai sensi dell'art. 3-bis del D.L. 19.09.1992,
n. 384 (deve essere rapportato alla totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini Irpef per l'anno al quale i contributi
stessi si riferiscono).
I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali dai soggetti che fruiscono del regime
agevolato sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione
Ai soggetti che fruiscono del regime agevolato e ai loro familiari collaboratori, già pensionati presso le gestioni dell'Inps
e con più di 65 anni di età, non si applicano le disposizioni di cui all'art. 59, c. 15 L. 449/1997 (riduzione a metà del
contributo previdenziale).
Ai familiari collaboratori dei soggetti che fruiscono del regime forfetario non si applica la riduzione contributiva di 3 punti
percentuali (prevista dall'art. 1, c. 2 L. 233/1990).
Cessazione del regime agevolato ai fini contributivi
Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno
taluna delle condizioni previste per l’accesso al regime forfetario ovvero si verifica taluna delle fattispecie che non
consentono l’utilizzo del regime stesso. La cessazione determina, ai fini previdenziali, l'applicazione del regime
ordinario di determinazione e di versamento del contributo dovuto. Il passaggio al regime previdenziale ordinario, in
ogni caso, determina l'impossibilità di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove
sussistano le condizioni per fruire del regime forfetario.
Non possono accedere al regime contributivo agevolato neanche i soggetti che ne facciano richiesta, ma per i quali si
verifichi il mancato rispetto delle condizioni per l’accesso al regime forfetario nell'anno della richiesta stessa.
Accesso al regime agevolato ai fini contributivi
Per accedere al regime contributivo agevolato, i soggetti che fruiscono del regime forfetario e che intraprendono
l'esercizio di un'attività d'impresa presentano, mediante comunicazione telematica, apposita dichiarazione messa a
disposizione dall'Inps; i soggetti già esercenti attività d'impresa presentano, entro il termine di decadenza del 28.02
di ciascun anno, la medesima dichiarazione.
Ove la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, nelle modalità indicate, l'accesso al regime agevolato può
avvenire a decorrere dall'anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito,
ferma restando la permanenza delle condizioni.
Entro 60 giorni dal 1.01.2015 l'Agenzia delle Entrate e l'Inps stabiliscono le modalità operative e i termini per la
trasmissione dei dati necessari all'attuazione del regime contributivo agevolato.
Abrogazione di regimi agevolati e disposizioni transitorie
a) il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (art. 13 L. 388/2000);
b) il regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27 D.L. 98/2011);
c) il regime dei contribuenti minimi (art. 1, cc. 96-115 e 117 L. 244/2007).
I soggetti che nel periodo d'imposta in corso al 31.12.2014 si avvalgono del regime fiscale agevolato per le nuove
iniziative imprenditoriali, del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile o del regime contabile agevolato
dei minimi, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al nuovo regime forfetario, applicano il nuovo regime
forfetario, salva opzione per l'applicazione dell'Iva e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.
iniziative imprenditoriali, o del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile possono applicare, laddove in
possesso dei requisiti previsti dalla legge, la riduzione di 1/3 del reddito forfetario per i soli periodi d'imposta che
residuano al completamento del triennio agevolato per le nuove attività.
I soggetti che nel periodo di imposta in corso al 31.12.2014 si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per
l’imprenditoria giovanile, possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del
quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del 35° anno di età.
Applicazione del regime forfetario e del regime agevolato
Le disposizioni relative al regime forfetario ai fini delle imposte e del regime agevolato ai fini contributivi si applicano a
decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014.
Con decreti di natura non regolamentare possono essere dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione. Con
provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate sono stabilite le relative modalità applicative.
Credito d’imposta enti previdenziali obbligatori
A decorrere dal periodo d'imposta 2015, agli enti di previdenza obbligatoria è riconosciuto un credito d'imposta pari alla
differenza tra l'ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi di natura
finanziaria dichiarate e certificate dai soggetti intermediari o dichiarate dagli enti medesimi e l'ammontare di tali ritenute
e imposte sostitutive, computate nella misura del 20%, a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e
imposte sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine individuate con apposito
decreto del Ministro dell'Economia.
Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa a ciascun periodo d'imposta, non
concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'Irap. Non
rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, c. 5 Tuir.
Il credito d'imposta può essere utilizzato, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di effettuazione del
citato investimento, esclusivamente in compensazione, nei limiti dello stanziamento previsto.
Al credito d'imposta non si applica il limite di utilizzo dei crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione
dei redditi né il limite di compensazione dei crediti di imposta (art. 1, c. 53 L. 244/2007 e art. 34 L. 388/2000).
Credito d’imposta forme di previdenza complementare
A decorrere dal periodo d'imposta 2015, alle forme di previdenza complementare è riconosciuto un credito d'imposta
pari al 9% del risultato netto maturato, assoggettato all'imposta sostitutiva applicata in ciascun periodo d'imposta, a
condizione che un ammontare corrispondente al risultato netto maturato assoggettato alla citata imposta
sostitutiva sia investito in attività di carattere finanziario a medio o lungo termine, individuate con il decreto del
Il credito d'imposta, che non concorre alla formazione del risultato netto maturato e che, ai fini della formazione delle
prestazioni pensionistiche, incrementa la parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta, deve essere
indicato nella dichiarazione dei redditi relativa a ciascun periodo d'imposta e può essere utilizzato a decorrere dal
periodo d'imposta successivo a quello di effettuazione del citato investimento, esclusivamente in compensazione, nei
limiti dello stanziamento previsto.
Detrazione erogazioni liberali a Onlus
Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 24%, per l'anno 2013, e al 26%, a decorrere dall'anno 2014, per le
erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 30.000 euro (in precedenza € 2.065) annui, a favore delle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da
fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non
appartenenti all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
Lo stesso limite è stato previsto per le erogazioni effettuate da società ed enti commerciali.
Le disposizioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014.
Detrazione erogazioni liberali a partiti politici
Le erogazioni in denaro effettuate a favore di partiti politici continuano a considerarsi detraibili anche quando i relativi
versamenti sono effettuati, anche in forma di donazione, dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche in
conformità a previsioni regolamentari o statutarie deliberate dai partiti o movimenti politici beneficiari delle erogazioni
Il credito di imposta di cui all’art. 9, c. 2 D.L. 83/2014 a favore degli esercizi ricettivi è riconosciuto in relazione a spese
relative a impianti Wi-fi, solo a condizione che l'esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio
gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download.
Tracciabilità delle vendite e delle rese per stampa quotidiana e periodica
Per favorire l'attuazione del piano di modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e
periodica, il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese attraverso
la lettura del codice a barre, è prorogato al 31.12.2015.
Il credito d'imposta previsto per sostenere l'adeguamento tecnologico degli operatori della rete è conseguentemente
riconosciuto per l'anno 2015.
Rinvio riduzione detrazioni e agevolazioni
Sono prorogati di un anno gli effetti della clausola di salvaguardia introdotta dalla L. 147/2013, in base alla quale
dovranno essere ridotte le detrazioni e le agevolazioni vigenti qualora la revisione della spesa non realizzi i risparmi
I fondi pensione sono soggetti a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 20% (anziché 11%), che si
applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo d'imposta.
I redditi prodotti da obbligazioni e altri titoli concorrono alla formazione della base imponibile dell'imposta sostitutiva in
base al rapporto tra l'aliquota prevista dalle disposizioni vigenti (12,50%) e la nuova aliquota.
Le disposizioni si applicano dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014.
L'imposta complessivamente dovuta per il periodo d'imposta in corso al 31.12.2014 è determinata con l'aliquota stabilita
dalla nuova disposizione e la base imponibile è ridotta del 48% della differenza tra le erogazioni effettuate nel corso del
2014 per il pagamento dei riscatti e il valore delle rispettive posizioni individuali maturate al 31.12.2013, maggiorate dei
contributi versati nel corso del 2014.
Rivalutazione partecipazioni e terreni edificabili
Le disposizioni degli artt. 5 e 7 L. 448/2001 si applicano anche per la rideterminazione dei valori di acquisto delle
partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla
data del 1.01.2015.
Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di 3 rate annuali di pari importo, a decorrere dalla
data del 30.06.2015; sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo,
da versarsi contestualmente.
La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro la predetta data del 30.06.2015.
L'imposta sostitutiva (raddoppiata) è pari all’8% per le partecipazioni che risultano qualificate e per i terreni; al 4% per
le partecipazioni che non risultano qualificate.
Utili distribuiti a enti non commerciali
Fino a quando non sarà attuata l'inclusione, tra i soggetti passivi Ires, degli enti non commerciali di cui all'art. 73, c. 1,
lett. c) Tuir, gli utili percepiti, anche nell'esercizio di impresa, dagli enti stessi non concorrono alla formazione del reddito
imponibile, in quanto esclusi, nella misura del 22,26% (anziché 95%) del loro ammontare.
La disposizione si applica agli utili messi in distribuzione dal 1.01.2014.
È riconosciuto un credito d'imposta, pari alla maggiore Ires dovuta, nel solo periodo d'imposta in corso al
1.01.2014, in applicazione della nuova misura di esenzione. Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei
redditi per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1.01.2014, non concorre né alla formazione del reddito
né ai fini della determinazione del valore della produzione ai fini dell'Irap e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt.
61 e 109, c. 5 Tuir.
Il credito può essere utilizzato, esclusivamente in compensazione, senza alcun altro limite quantitativo, a
decorrere dal 1.01.2016, nella misura del 33,33% del suo ammontare, dal 1.01.2017, nella medesima misura e,
dal 1.01.2018, nella misura rimanente.
Ritenuta 8% bonifici per detrazioni interventi edilizi e riqualificazione energetica
Le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta dell’8% (anziché 4%) a titolo di acconto dell'imposta sul
reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all'atto dell'accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai
contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta per gli interventi di recupero
del patrimonio edilizio o il risparmio energetico.
Capitali percepiti da assicurazioni sulla vita in caso di morte
I capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita, a copertura del rischio
demografico, sono esenti dall'Irpef.
La disposizione si applica per i proventi percepiti a decorrere dal 1.01.2015.
Rimborso imposte soggetti colpiti dal sisma del 1990
I soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16.12.1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, che
hanno versato imposte per il triennio 1990-1992 per un importo superiore al dovuto, hanno diritto, con esclusione di
quelli che svolgono attività d'impresa, per i quali l'applicazione dell'agevolazione è sospesa nelle more della verifica
della compatibilità del beneficio con l'ordinamento dell'Unione Europea, al rimborso di quanto indebitamente versato, a
condizione che abbiano presentato l'istanza di rimborso. Il termine di 2 anni per la presentazione della suddetta istanza
è calcolato a decorrere dalla data di entrata in vigore della L. 28.02.2008, n. 31.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'art. 110, c. 10 Tuir, per la deduzione dei componenti negativi, nelle more
dell'emanazione del decreto del Ministro dell'Economia, l'individuazione dei regimi fiscali privilegiati è effettuata, con
decreto del Ministro dell'Economia, con esclusivo riferimento alla mancanza di un adeguato scambio di
Cfc e livello di tassazione inferiore a quello applicato in Italia
Ai fini della disciplina Cfc (imprese estere controllate), si considera livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello
vigente in Italia, ai fini dell’identificazione dei Paesi black list, un livello di tassazione inferiore al 50% di quello
Si considerano, in ogni caso, privilegiati i regimi fiscali speciali che consentono un livello di tassazione inferiore al
50% di quello applicato in Italia, ancorché previsti da Stati o territori che applicano un regime generale di imposizione
non inferiore al 50% di quello applicato in Italia.
Con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate viene fornito un elenco non tassativo dei regimi fiscali speciali.
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