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Timestamp: 2020-08-07 14:34:57+00:00
Document Index: 55452000

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 109', 'art. 66', 'art. 66', 'art. 2135', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 85', 'art. 86', 'art. 86', 'art. 89', 'art. 70', 'art. 32', 'art. 105', 'art. 95', 'art. 18']

Quadro RG Modello Redditi SP 2020 - Fiscomania
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Il Quadro RG Modello Redditi SP 2020, deve essere compilato dalle società di persone in regime di contabilità semplificata di cui all’art. 18 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Sono ammesse alla tenuta della contabilità semplificata, le società che non hanno optato per il regime di contabilità ordinaria, i cui ricavi, percepiti in un anno intero, ovvero conseguiti nell’ultimo anno di applicazione dei criteri previsti dall’art. 109, comma 2, del medesimo testo unico, non abbiano superato:
Le società semplici che esercitano attività di agriturismo, non compilano il quadro RG ma il quadro RD.
Il Quadro RG deve essere compilato anche dalle società di persone che hanno iniziato l’attività nel presente periodo d’imposta, adottando il regime della contabilità semplificata.
Le società che, nel precedente periodo d’imposta si sono avvalse del regime ordinario di determinazione del reddito e sono passate al regime semplificato, devono osservare, per la determinazione del reddito, i criteri di cui al D.M. 27 settembre 1989, n. 352.
Quali soggetti sono obbligati a compilare il quadro RG?
Quadro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG1
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG2
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG3
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG5
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG6
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG7
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG10
Quandro RG Modello Redditi SP 2020: rigo RG15 e RG16
Il quadro RG deve essere compilato:
Le società aventi per oggetto prestazioni di servizi che:
Hanno conseguito nel 2018, ricavi fino a 400.000 euro, secondo il principio di competenza;
Nel 2019 hanno iniziato l’attività, dichiarando un volume di affari annuo, presunto, ragguagliato ad un anno, fino a 400.000 euro, secondo il principio di cassa.
Per esempio, una società esercente attività di bar con ricavi nel 2018 pari a 382.000 euro è di diritto in contabilità semplificata.
Le società aventi per oggetto altre attività che:
Hanno conseguito, nel 2018, ricavi fino a 700.000 euro, secondo il principio di competenza;
Nel 2019, hanno iniziato l’attività, dichiarando un volume di affari annuo presunto, ragguagliato ad un anno, fino a 700.000 euro, secondo il principio di cassa.
Le imprese che nel 2019 erano in contabilità semplificata e che nel medesimo anno hanno superato i limiti di 400.000 euro o 700.000 euro, devono comunque compilare il quadro RG.
Nel Rigo RG1, colonna 1, deve essere indicato il codice dell’attività svolta in via prevalente desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche, ATECO 2007.
La tabella ATECO 2007 è consultabile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Strumenti”, insieme al volume d’ausilio contenente le note esplicative e le tabelle di raccordo tra i codici ATECOFIN 2004 e ATECO 2007.
In caso di esercizio di più attività, il codice attività deve essere riferito all’attività prevalente sotto il profilo dell’entità dei ricavi.
La colonna 2, deve essere compilata dai soggetti per i quali operano cause di esclusione dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
Compilare ed allegare gli appositi Modelli “ISA”.
Per la compilazione del predetto rigo si vedano le istruzioni riportate al paragrafo 3.2 “Cause di esclusione dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale” delle “Istruzioni comuni ai quadri RE-RF-RG”.
Secondo quanto è previsto dall’art. 66 del TUIR, il reddito delle imprese in contabilità semplificata è determinato come differenza tra determinati proventi e oneri.
Nel quadro RG sono riportati tutti i componenti positivi e negativi concorrenti alla formazione del reddito, assunti nell’ammontare fiscalmente rilevante.
L’art. 66 TUIR dispone che:
“Il reddito d’impresa dei soggetti che, secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, applicano il regime di contabilità semplificata, è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85 e degli altri proventi di cui all’articolo 89 percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa”
Per la determinazione del reddito di impresa, si applica il criterio:
Di cassa, con riferimento al computo dei componenti positivi e negativi dell’attività caratteristica ed all’irrilevanza delle variazioni delle rimanenze;
Di competenza, per quanto riguarda gli altri componenti, plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze, ammortamenti e accantonamenti.
Nella colonna 1 deve essere indicato l’ammontare dei ricavi per i quali è stata emessa fattura.
La colonna 2 va utilizzata dai soggetti che esercitano attività di agriturismo per indicare l’ammontare dei ricavi conseguiti derivanti dall’esercizio di detta attività.
Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 c.c., mediante l’utilizzo della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali.
La colonna 3 deve essere utilizzata dai soggetti che esercitano attività di enoturismo, ai sensi dell’art. 1, commi da 502 a 505, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e che determinano il reddito secondo i criteri previsti dall’art. 5, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, per indicarvi l’ammontare dei ricavi conseguiti derivanti dall’esercizio di detta attività.
Nella colonna 4 deve essere utilizzata dai soggetti che esercitano attività di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche oltre i limiti di cui all’art. 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che determinano il reddito secondo i criteri previsti dal citato comma 423, per indicare l’ammontare dei corrispettivi percepiti delle operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dall’esercizio di dette attività.
Nella colonna 5 deve essere riportato l’ammontare dei ricavi percepiti nell’esercizio dell’attività, costituiti dai corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e dai corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.
Nel rigo RG3 deve essere indicato l’ammontare dei proventi percepiti considerati ricavi, diversi da quelli di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR e del comma 2 del medesimo articolo.
Devono essere inclusi anche:
Le indennità per risarcimento, anche assicurativo, delle perdite o del danneggiamento dei beni che originano ricavi;
Contributi spettanti in base a contratto (in denaro oppure in natura);
I contributi in conto esercizio spettanti a norma di legge.
Il rigo RG5 è composto da due colonne, in questo rigo, i contribuenti possono, per i periodi di imposta per i quali trovano applicazione gli ISA, indicare ulteriori componenti positivi non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti per:
Migliorare la propria affidabilità;
Accedere al regime premiale.
Nel rigo RG6, deve essere compilato qualora la società abbia, nel 2019, ceduto un bene strumentale, oppure conseguito un risarcimento per la perdita o il danneggiamento, qualora il prezzo di realizzo risulti maggiore del costo residuo da ammortizzare, la plusvalenza è tassabile nell’intero ammontare.
Tali plusvalenze concorrono alla formazione del reddito secondo il criterio di competenza.
Nella colonna 1 devono essere indicate le plusvalenze realizzate, determinate a norma del comma 2 dello stesso art. 86, che concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare nell’esercizio in cui sono realizzate ovvero, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a 3 anni, a scelta del contribuente, in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi ma non oltre il quarto.
In colonna 2 deve essere indicato, oltre all’importo di colonna 1, l’importo delle sopravvenienze attive, costituite dalle indennità di cui alla lett. b) del comma 1 dell’art. 86, conseguite per ammontare superiore a quello che ha concorso a formare il reddito in precedenti esercizi.
Nel rigo RG7 deve essere indicato l’ammontare delle sopravvenienze attive, ad esclusione di quelle previste nel comma 2 (da indicare nel rigo RG6, colonna 2).
Tali sopravvenienze concorrono alla formazione del reddito secondo il criterio di competenza.
Concorrono in ogni caso alla determinazione del reddito secondo il criterio di cassa le sopravvenienze attive derivanti dallo storno o integrazione di componenti negativi o positivi che hanno concorso alla determinazione del reddito secondo il criterio di cassa.
Nel rigo RG10 devono essere indicati gli altri componenti positivi che concorrono a formare il reddito. Ogni voce è identificata da un codice, da indicare nel campo immediatamente precedente quello che accoglie l’importo.
In particolare, vanno indicati con il:
Codice 1, i dividendi, diversi da quelli indicati con il codice 8, e gli interessi attivi di cui all’art. 89 del TUIR;
Codice 2, i redditi degli immobili relativi all’impresa che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio della stessa, né beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa medesima. Detti immobili concorrono a formare il reddito nell’ammontare determinato in base alle disposizioni concernenti i redditi fondiari, per quelli situati nel territorio dello Stato, o ai sensi dell’art. 70, comma 2, del TUIR, per quelli situati all’estero. Tale disciplina non si applica per i redditi, dominicali e agrari, dei terreni derivanti dall’esercizio delle attività agricole di cui all’art. 32 del TUIR, pur se nei limiti ivi stabiliti.
Nel rigo RG15, deve essere indicato il costo di acquisto di materie prime e sussidiarie, semilavorati e merci, incluse le spese sostenute per le lavorazioni effettuate da terzi esterni all’impresa.
Nel rigo RG16 deve essere indicato l’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente e assimilato e di lavoro autonomo:
Retribuzione del personale dipendente e assimilato, al lordo dei contributi assistenziali e previdenziali, compresi quelli versati alla gestione separata presso l’INPS a carico del dipendente e del datore di lavoro nonché delle ritenute fiscali;
Quote di accantonamento per indennità di quiescenza e di previdenza maturate nel periodo d’imposta nonché la parte di indennità per la cessazione del rapporto di lavoro non coperta da precedenti accantonamenti e l’ammontare dei relativi acconti e anticipazioni;
Quote di accantonamento annuale al TFR destinate a forme pensionistiche complementari (art. 105, comma 3, del TUIR), nonché le somme erogate agli iscritti ai fondi di previdenza del personale dipendente, nella misura percentuale corrispondente al rapporto tra la parte del fondo pensione interno assoggettata a tassazione e la consistenza complessiva del medesimo fondo risultante alla fine dell’esercizio precedente all’erogazione delle prestazioni;
Indennità di quiescenza e previdenza;
I premi pagati alle compagnie di assicurazione che sostituiscono in tutto o in parte le suddette quote maturate nell’anno;
Spese per trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e assimilati ammesse in deduzione nei limiti e alle condizioni previsti dall’art. 95, comma 3, del TUIR. Le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci, in luogo della deduzione, anche analitica, delle spese sostenute in relazione alle trasferte effettuate dal proprio dipendente fuori dal territorio comunale, possono dedurre un importo di euro 59,65 al giorno, elevate a euro 95,80 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto;
Spese e canoni di locazione relativi ai fabbricati concessi in uso ai dipendenti che hanno trasferito la loro residenza anagrafica per esigenze di lavoro nel comune in cui prestano l’attività, integralmente deducibili per il periodo d’imposta in cui si verifica il trasferimento del dipendente e per i due successivi e, per il medesimo periodo di tempo, tali immobili sono considerati strumentali ai fini delle imposte sui redditi, ai sensi degli artt. 95, comma 2, e 43, comma 2, del TUIR.
Spese per prestazioni di lavoro dipendente possono essere dedotte anche qualora si sia provveduto globalmente alla annotazione delle stesse nelle scritture contabili previste dall’art. 18 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi sempre che, se erogate, risultino regolarmente annotate nella contabilità prevista dalla legislazione speciale sul lavoro.
Tali componenti negativi sono deducibili dal reddito secondo gli ordinari criteri di imputazione temporale previsti dal TUIR.