Source: https://www.exeo.it/CategoriaArticoli/161/acquisizione-sanante.aspx
Timestamp: 2020-07-05 09:53:44+00:00
Document Index: 145418476

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 43', 'art. 76', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42']

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La Corte costituzionale, con la sentenza n. 293/2010, ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 43 del d.P.R. n. 327 del 2001 per violazione dell’art. 76 Cost. Essa ha rilevato che l’intervento della p.a. sulle procedure ablatorie, disciplinato dalla norma, eccedeva gli istituti della occupazione appropriativa ed usurpativa come delineati dalla giurisprudenza di legittimità, prevedendo un generalizzato potere di sanatoria, attribuito alla stessa amministrazione che aveva commesso l’illecito.
L'obbiettivo istituzionale che giustifica il ricorso all'art. 42-bis del dPR 327/2001 deve emergere da un percorso motivazionale - stringente e assistito da garanzie partecipative rigorose - basato sull'emersione di ragioni attuali ed eccezionali che dimostrino in modo chiaro che l'apprensione coattiva si pone come extrema ratio per la tutela di siffatte imperiose esigenze pubbliche.
Per il caso in cui l’Amministrazione ritenga di dover procedere all’acquisizione del terreno illegittimamente occupato, dovrà attenersi a quanto previsto dall’art. 42-bis del D.P.R. n. 327 del 2001, dando puntuale motivazione in ordine alle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico che la giustificano, valutate comparativamente con i contrapposti interessi privati ed evidenziando l'assenza di ragionevoli alternative alla sua adozione.
La realizzazione dell’opera pubblica non rappresenta un impedimento alla possibilità di restituire l’area illegittimamente appresa. Nondimeno, in ipotesi di tal genere, l’ordinamento vigente consente all’ente espropriante di procedere in via postuma all’acquisto della proprietà del bene, attraverso la procedura di cui all’art. 42-bis del T.U. 8 giugno 2001 n. 327.
L’acquisizione ex art. 42-bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 costituisce una delle possibili cause legali di estinzione del fatto illecito dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà e trova legittima applicazione anche alle situazioni prodottesi prima della sua entrata in vigore.
Il Giudice non può spingersi sino ad ordinare all’Amministrazione l'adozione di un atto formale di acquisizione, in quanto rimesso alla libera volontà delle parti per il caso di compravendita, ovvero all'esclusiva sfera autoritativa e discrezionale della stessa per il caso previsto dall'art. 42 bis del T.U. 327/2001.
La domanda risarcitoria difetta dei suoi presupposti originari nell'eventualità che l'Amministrazione adotti sua sponte l'autonomo potere ablatorio codificato dall'art. 42 bis DPR n. 327/2001, in quanto: a) la legalità dell'azione amministrativa viene, in certo modo, "recuperata" dalla creazione di un nuovo ed autonomo titulus adquirendi di natura provvedimentale, b) si garantisce al privato una tutela piena e satisfattiva al conseguimento dell'integrale valore del bene.
Perché l’art. 42-bis del DPR 327/2001 possa trovare applicazione, deve sussistere l’utilizzo del bene immobile da parte della pubblica amministrazione, situazione che non si configura se l’area è occupata e utilizzata da un privato.
In ipotesi di adozione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001, al valore di mercato dell'immobile occupato deve aggiungersi l’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, forfettariamente liquidato nella misura del dieci per cento del suddetto valore venale.
Ambiti di applicazione del provvedimento di acquisizione ai sensi dell’art. 42 bis del T.U. 327/2001
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