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Timestamp: 2019-04-25 12:15:48+00:00
Document Index: 122346917

Matched Legal Cases: ['art. 246', 'art. 249', 'art. 32', 'art. 50', 'art. 253', 'art. 38', 'art. 55']

Stato Maggiore dell'Esercito, 29 dicembre 2010, prot. n. 5469 - Comandanti a cui è attribuita la funzione e la responsabilità di “datore di lavoro” ai fini dell’applicazione della normativa prevenzionale
Prot n. 5469 Cod. id.152 Ind.cl. 12
Annessi: I
1. Si invia, in annesso, la Direttiva con la quale sono state definite le linee guida per l’individuazione dei Comandanti a cui è attribuitala funzione e la responsabilità di “datore di lavoro”.
2. la presente Direttiva è stata elaborata a seguito dell’entrata in vigore del Decreto del Presidente detta Repubblica 15 marzo 2010, n. 90 “Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare” e, oltre a rimandare ai principali riferimenti normativi in materia, disciplina:
I_D GSGDNA 0085249 29-12-2010
COMANDANTI A CUI É ATTRIBUITA LA FUNZIONE E LA RESPONSABILITÀ DI DATORE DI LAVORO AI FINI DELL’APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA PREVENZIONALE
Il presente documento definisce le linee guida per l’individuazione dei Comandanti a cui è attribuita la funzione e la responsabilità di “datore di lavoro” in materia di tutela della salute e della, sicurezza sui luoghi di lavoro in ambito Forza Armata, ai sensi di quanto previsto dall’art. 246 comma 6 del D.P.R. 90/2010.
In particolare sono “datori di lavoro” i seguenti Comandanti di Corpo:
• il Comandante del CE.SI.VA., per il personale in forza al Centro;
• il Capo Ufficio per il Coordinamento dei Servizi Vigilanza d’Area, per il personale in forza all’Ufficio.
e. Ove più Comandanti di Corpo “convivano” nella medesima infrastruttura, si rimanda a quanta previsto all’art. 249, comma 4 del D.P.R. 90/2010, il quale stabilisce che nelle realtà comprensoriali ove insistono più organismi dell’Amministrazione della difesa, ferme restando le responsabilità di ciascun titolare per la propria area e di uno di essi anche per le aree, impianti e servizi comuni, può essere istituito un unico servizio di prevenzione e protezione, costituito con il concorso di personale di tutti gli organismi e con l’incarico di operare a favore dei singoli datori di lavoro.
- D.Lgs. 9 aprite 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
- D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 “Testo unico delle disposizioni regolamentali in materia di ordinamento militare, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246”.
- Art. 246 del D.P.R. 90/2010, stabilisce che, in ambito Amministrazione Difesa, le funzioni di datore di lavoro fanno capo ai titolari di Comandi, Etti, Distaccamenti, Uffici che, ancorché non aventi qualifica dirigenziale, abbiano autonomia gestionale e siano dotati di autonomi poteri decisionali e di spesa. Inoltre, assolvono le funzioni di datore di lavoro, limitatamente al personale dipendente, anche i dirigenti e funzionari che, ancorché non siano dotati di autonomi poteri di spesa, sono però competenti a disciplinare l’organizzazione del lavoro e possiedono piena autonomia per effettuare la valutazione dei rischi.
b. “preposto” (Art. 247 del D.P.R. 90/2010): lavoratore militare o civile cui fanno capo doveri di sovrintendere e sorvegliare direttamente le attività lavorative del personale dipendente, e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la caretta esecuzione ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;
c. “responsabile del servizio di prevenzione e protezione” (Art. 249 del D.P.R. 90/2010): persona in possesso delle capacita e dei requisiti professionali di cui all’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 designata dal datore di lavoro, a cui risponde per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
d. “rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Art. 250 del D.P.R. 90/2010): tale incarico può essere ricoperto da personale militare o civile in possesso di adeguata abilitazione di sicurezza.
- i rappresentante dei lavoratori civili, sono designati secondo le modalità previste dagli artt. 47 e seguenti del D.Lgs. 81/2008, e nel rispetto degli accordi collettivi nazionali tra le organizzazioni sindacali e l’Agenzia per la rappresentanza delle amministrazioni per il pubblico impiego, In particolare, nelle unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori, tale figura è di norma designata dai lavoratori al loro interno, mentre in quelle con più di 15 lavoratori è designata dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali dell’unità produttiva. Inoltre, il numero minimo dei rappresentanti in argomento è il seguente: uno, nelle unità produttive sino a 200 lavoratori civili, tre in quelle da 201 a 1000 lavoratori civili, sei in tutte le altre oltre 1000 lavoratori. Le loro attribuzioni sono disciplinate all’art. 50 del D.Lgs. 81/2008.
I rappresentanti dei lavoratori, sia militari che civili, qualora ritengano inadeguate le misure prevenzionistiche adottate, possono far ricorso all’autorità gerarchicamente sovraordinata al datore di lavoro.
e. “medico competente” (Art. 257 del D.P.R. 90/2010): nell’ambito delle attività e dei luoghi di cui all’art. 253 (definisce le attività ed i luoghi disciplinati dalle particolari norme di tutela tecnico-militari), le funzioni di medico competente sono svolte in piena autonomia, prioritariamente, dagli ufficiali medici, in servizio, in possesso dei requisiti richiesti dall’art. 38, comma 1, del D.Lgs. 81/20081.
1 Specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica; medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e in igiene del lavoro o in clinica dei lavoro; autorizzazioni di cui all’art. 55 del D.Lgs. 277/91; specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale; con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle F.A. (omissis), svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno 4 anni.
Fonte: flpdifesa.it