Source: http://commissionepariopportunita.comune.trieste.it/commissione/normative/
Timestamp: 2018-02-22 22:35:11+00:00
Document Index: 176475417

Matched Legal Cases: ['art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 117', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 48', 'art. 48', 'art. 51', 'art. 51']

REGOLAMENTO INTERNO approvato nella seduta del 16/01/2008
Articolo 1 -Oggetto
1. Il presente Regolamento disciplina il funzionamento della Commissione Comunale per le Pari Opportunità tra uomo e donna prevista dallo Statuto Comunale.
Articolo 2 -Presidente e Vicepresidenti
1. Sono organi di funzionamento interno della Commissione la Presidente e due Vicepresidenti, elette a maggioranza assoluta dei componenti.
2. La Presidente rappresenta la Commissione e cura i rapporti esterni della medesima.
3. La Presidente convoca e presiede le riunioni della Commissione e dell‘Ufficio di Presidenza di cui all‘articolo3 ed esegue le deliberazioni di entrambi gli organismi.
4. La presidente è sostituita, in caso di impedimento, dalla Vicepresidente eletta con il maggior numero di voti o, in caso di parità di voto, dalla più anziana di età.
5. La Presidente può designare una delle Vicepresidenti o, qualora ragioni di luogo o di materia lo consiglino, altre componenti della Commissione a rappresentarla in pubbliche manifestazioni.
Articolo 3 -Ufficio di Presidenza ed Ufficio di Segreteria
1. L‘Ufficio di Presidenza, composto dalla Presidente e da due Vicepresidenti: a) predispone i lavori della Commissione; b) assume, in caso di urgenza, le deliberazioni di competenza della Commissione,
qualora questa non possa essere tempestivamente convocata. Tali deliberazioni, assunte all‘unanimità, sono sottoposte alla ratifica della Commissione nella prima seduta successiva all‘adozione;
c) attiva il procedimento di decadenza come indicato all‘articolo 7, comma 4, del presente Regolamento e decide sui procedimenti di decadenza riferendone l‘esito alla Commissione;
d) esamina le giustificazioni prima di ogni riunione come previsto dall‘articolo 4.
2. L‘Ufficio di Presidenza può deliberare solo a maggioranza dei suoi componenti e con la Presenza della Presidente. In caso di parità prevale il voto della Presidente.
3. Nel caso previsto dal comma 2 lettera b) del presente articolo in cui non vi sia la ratifica delle delibere urgenti , queste saranno da intendersi respinte e non efficaci per la Commissione medesima.
4. L‘Ufficio di Segreteria è composto dal personale dipendente del Comune di Trieste di cui all‘articolo 28 c.10 dello Statuto; svolge tutte le attività necessarie al funzionamento della Commissione, secondo le modalità definite da apposita procedura concordata con l‘Area di appartenenza.
Articolo 4 -Riunioni della Commissione
1. La Commissione si riunisce almeno una volta al mese su convocazione della Presidente, nella data fissata in chiusura della seduta precedente.
2. La convocazione è in ogni caso comunicata all‘indirizzo di posta elettronica delle Commissarie (con obbligo di risposta di avvenuta ricezione) o in mancanza con raccomandata con avviso di ricevimento.
3. In caso di urgenza la Commissione può essere convocata in deroga a quanto previsto al comma 1 sino a 24 ore prima del giorno stabilito.
4. La Commissione è altresì convocata quando ne facciano richiesta scritta alla Presidente un terzo delle sue Commissarie.
5. L‘avviso di convocazione è trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ed all‘Assessore con delega alle Pari Opportunità.
6. Alle riunioni della Commissione possono partecipare il Presidente del Consiglio Comunale e l‘Assessore con delega alle Pari Opportunità e, su invito dell‘Ufficio di Presidenza o su richiesta di un terzo delle Commissarie, tutti i soggetti la cui presenza sia ritenuta funzionale agli argomenti trattati. L‘Ufficio di Presidenza valuta l‘opportunità di ammettere alle sedute altri soggetti che ne facciano motivata richiesta.
7. Le Commissarie che non possono intervenire alle sedute della Commissione sono tenute a comunicare e motivare l‘assenza, anche in forma orale, entro l‘inizio della seduta, all‘Ufficio di Segreteria, e comunque in forma scritta entro tre giorni dalla seduta.
8. L‘accoglibilità delle giustificazioni è valutata dalla Commissione nella prima seduta utile, previo esame dall‘Ufficio di Presidenza.
Articolo 5 -Ordine del Giorno
1. L‘ordine del giorno è definito dall‘Ufficio di Presidenza. Esso deve comprendere anche gli argomenti già all‘ordine del giorno delle riunioni precedenti ma non trattati, nonché quelli richiesti da un terzo delle Commissarie.
2. L‘ordine del giorno è inviato alle Commissarie contestualmente alla convocazione della riunione alla quale si riferisce.
Articolo 6 -Validità delle deliberazioni
1. Le riunioni della Commissione sono valide con la presenza della maggioranza delle Commissarie aventi diritto al voto.
2. Le deliberazioni sono approvate con il voto favorevole della maggioranza delle Commissarie presenti. In caso di parità prevale il voto della Presidente.
3. Sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti le deliberazioni concernenti: a) il programma di mandato ed annuale di attività; b) la relazione sull‘attività annuale della Commissione, di cui all‘articolo 28, comma 9 dello Statuto Comunale;
c) l‘istituzione delle sottocommissioni;
d) l‘accoglibilità delle giustificazioni di cui all‘articolo 4.
Articolo 7 -Sostituzioni
1. La cessazione dalla carica di Commissaria può avvenire per dimissioni o per decadenza.
2. Le dimissioni sono presentate per iscritto durante la seduta della Commissione ed allegate al verbale o comunque per iscritto all‘Ufficio di Segreteria e verbalizzate nella prima seduta utile della Commissione.
3. L‘assenza ingiustificata di una Commissaria a tre sedute consecutive della Commissione determina l‘apertura del procedimento di decadenza ad opera dell‘Ufficio di Presidenza che, preso atto delle assenze, notifica l‘avviso di inizio del procedimento all‘interessata per raccomandata ovvero con messo comunale. La Commissaria assente avrà la facoltà, nei 30 giorni successivi alla notifica, di produrre le proprie argomentazioni.
4. Sarà poi l‘Ufficio di Presidenza che dovrà valutare il caso nei successivi 30 giorni dal ricevimento delle giustificazioni e notificarne l‘esito alla Commissaria assente con raccomandata ovvero messo comunale. Da questo momento la Commissaria sarà considerata decaduta e tale delibera dell‘Ufficio di Presidenza sarà comunicata alla Commissione, nella prima seduta utile, al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale, affinché si provveda alla sostituzione nei termini e con le modalità previste dallo Statuto Comunale.
Articolo 8 -Verbali della Commissione
1. Un componente dell‘Ufficio di Segreteria redige i verbali delle riunioni della Commissione medesima. In caso di temporanea indisponibilità di personale,il verbale sarà redatto da una delle Commissarie presenti.
2. Le Commissarie che vogliono far risultare a verbale le loro dichiarazioni testuali ne consegnano il testo scritto in sede di riunione al segretario verbalizzante.
Articolo 9 -Sottocommissioni permanenti
1. La Commissione può articolarsi in sottocommissioni per lo svolgimento della propria attività istituzionale.
2. Le sottocommissioni sono istituite dalla Commissione che ne definisce i compiti, la durata, le modalità di funzionamento e ne approva il programma di attività.
3. Le componenti delle sottocommissioni sono anche scelte in base alla disponibilità ed alla competenza.
4. Le sottocommissioni nominano tra le loro componenti una coordinatrice, la quale convoca e presiede le riunioni, ne redige il verbale ed esegue le deliberazioni assunte.
5. Il calendario delle riunioni delle sottocommissioni è fissato d‘intesa con l‘Ufficio di Presidenza, al quale devono pervenire i verbali delle riunioni.
6. Alle riunioni delle sottocommissioni possono partecipare su invito delle medesime anche persone esterne alla Commissione al fine di approfondire alcune tematiche oggetto di discussione.
Articolo 10 -Risorse
1. La Commissione utilizza i fondi messi a disposizione dalla UE, dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e dall‘Amministrazione Comunale, nonché da altri soggetti pubblici e privati.
Articolo 11 -Modifiche del Regolamento
1. Il Regolamento della Commissione Pari Opportunità, laddove richiami lo Statuto Comunale, viene uniformato automaticamente alle modifiche dello stesso o di altra normativa di rango superiore. L‘Ufficio di Presidenza ne relaziona la Commissione alla prima seduta utile ai fini della mera presa d‘atto.
2. Nell‘ambito della propria autonomia regolamentare, la Commissione può integrare dette normative con modifiche al presente Regolamento, che devono essere approvate a maggioranza assoluta dei componenti.
Legislazione e normative nazionali e internazionali
Costituzione della Repubblica Italiana – art. 117
In breve: La riforma del titolo V della Costituzione, di cui alla legge costituzionale 3/2001, ha strutturalmente modificato l’ordinamento della Repubblica. Col nuovo art. 117 della Costituzione, si è sostanzialmente modificato il riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni a statuto ordinario in quanto, mentre con l’abrogato art. 117 erano elencate le materie per le quali la potestà legislativa competeva alle regioni, il nuovo articolo 117 contiene un elenco delle materie riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato ed un elenco delle materie riservate alla potestà legislativa concorrente Stato – Regioni. La norma prevede, infine, che spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione esclusiva dello Stato o a quella concorrente, di talché risulta profondamente modificato il riparto del potere legislativo tra Stato e Regioni, e la competenza è correlata a materie di esclusiva pertinenza statale; a materie riservate alla competenza legislativa concorrente e, per quanto non espressamente elencato, (quindi per esclusione) a materie di esclusiva competenza regionale. Inoltre, il nuovo art. 117 è innovativo rispetto al precedente in quanto conferisce alla competenza regolamentare valore di rango costituzionale. Vai al documento (30 kb)
Costituzione della Repubblica Italiana – art. 29
In breve: Con l’introduzione dell’art. 29 nella nostra Costituzione il mutamento di prospettiva operato dal costituente è stato coerente con le scelte di fondo ispiratrici del nuovo assetto costituzionale ovvero la persona al centro dell’ordinamento. L’opzione ideologica sottesa a tale nuova disposizione era, infatti, rappresentata dall’abbandono della prospettiva della “famiglia sotto tutela” e il passaggio alla “tutela della famiglia”: non più, cioè, un intervento del legislatore volto a tutelare la famiglia come comunità in relazione alla quale i singoli assumono giuridico rilievo, quanto piuttosto una tutela riservata ai singoli in quanto persone, prima, e in quanto persone inserite all’interno della famiglia poi. In quest’ottica la famiglia diviene la prima di quelle “formazioni sociali” in cui il singolo “svolge la sua personalità” (art. 2 Cost.). Vai al documento (24 kb)
Costituzione della Repubblica Italiana – art. 37
L’articolo inoltre prevede che debbano essere garantite le condizioni di lavoro atte a rendere possibile alla lavoratrice lo svolgimento della sua essenziale funzione familiare. Da ciò è scaturita la legislazione sulla tutela della maternità, e più recentemente la legislazione sui congedi parentali e sulle iniziative legate alla conciliazione tra lavoro professionale e sfera familiare e personale, in coerenza con il quadro evolutivo europeo. Vai al documento (24 kb)
Costituzione della Repubblica Italiana – art. 48
In breve: L’art. 48 della Costituzione esamina il carattere specifico della votazione esplicando la capacità degli elettori di votare come diritto fontamentale dello Stato oltre che dovere civico sia in Italia che all’Estero ed indicandone i casi in cui l’elettore ne possa essere escluso. Vai al documento (24 kb)
Costituzione della Repubblica Italiana – art. 51
In breve: L’art. 51 della Costituzione prevede l’uguaglianza nel trattamento tra uomini e donne indipendente dalle caratteristiche personali e sociali. In modo particolare con la modifica di tale articolo si prevede la disponibilità da parte della Repubblica di promuove con appositi provvedimenti le politiche per le pari opportunita’ Vai al documento (24 kb)
1. La convenzione n.100 del 1951 prevede l’obbligo per gli Stati di assicurare l’eguaglianza di retribuzione tra uomini e donne per un lavoro di valore eguale.
3. La convenzione n.111 del 1958 vieta le discriminazioni in materia di impiego e nelle professioni, basate sulla razza, colore, sesso, religione, opinione politica, discendenza nazionale od origine sociale che ha per effetto di alterare l’uguaglianza di possibilità o di trattamento in materia di impiego o di professione. E’ una delle prime fonti in cui si afferma anche il diritto all’uguaglianza di possibilità e non soltanto di trattamento.
Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale adottata nel 1977 ed emendata nel 2000, è uno strumento non vincolante rivolto alle imprese multinazionali, ai Governi, ai datori di lavoro, che dovrebbero ispirarsi nella loro attività al principio generale di promuovere l’eguaglianza di possibilità e di trattamento e di eliminare ogni forma di discriminazione fondata sulla razza, il sesso, la religione, le idee politiche, l’origina nazionale o l’estrazione sociale. Vai al documento (40 kb)
In breve: Indicava i principi da rispettare durante il periodo di gravidanza della lavoratrice, compresi il congedo e la tutela della salute della donna incinta. Per un trentennio è il riferimento normativo per la tutela delle lavoratrici in relazione alla maternità. E’ stata abrogata dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53″, quando le riforme si sono rese necessarie in riferimento a un contesto sociale e lavorativo mutato rispetto agli anni ’70. Vai al documento (57 kb) Vai al documento (226 kb)
In breve: I consultori sono strutture pubbliche o convenzionate che forniscono informazioni sulle tematiche inerenti alla gravidanza e maternità, prima e dopo la nascita dei figli, alle tecniche per controllare le nascite; essi inoltre forniscono gli anticoncezionali e sono a disposizione delle singole donne, degli uomini oppure delle coppie per affrontare tutti i problemi fisici e psicologici connessi all’area della sessualità consapevole e della procreazione. Inoltre sono deputati a realizzare servizi per le donne che hanno partorito, ed ogni forma di protezione della salute sia della madre sia del bambino. Particolari servizi sono previsti per le minorenni in modo da realizzare un’assistenza adeguata e la tutela della loro riservatezza.
Dopo la legge nazionale si è formata una vasta legislazione regionale, e provinciale, per l’attivazione dei consultori su base decentrata. Vai al documento (29 kb)
Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro – Legge 9 dicembre 1977, n. 903
Prevede la parità di retribuzione tra lavoratrici e lavoratori per uguali prestazioni o per prestazioni di pari valore ma anche per quanto riguarda l’attribuzione delle qualifiche e delle mansioni lavorative, la progressione nella carriera. Vai al documento (31 kb)
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza – Legge 22 maggio 1978 n. 194
• migliorare le informazioni quantitative e qualitative relative alla situazione delle donne sul mercato del lavoro e la valutazione dell’impatto che le politiche di lotta contro la disoccupazione hanno sull’occupazione femminile.
- sviluppare azioni di sensibilizzazione e d’informazione per offrire alle donne immagini di donne che praticano attività non tradizionali, specie quelle connesse con professioni del futuro;
- incoraggiare la partecipazione delle ragazze all’insegnamento superiore, specie nei corsi di studio tecnici e tecnologici;
- incoraggiare le ragazze e le donne a creare la propria attività o cooperative, attraverso offerte speciali di formazione e perfezionamento per la gestione finanziaria, l’accesso alle attività di sostegno e sulle agevolazioni finanziarie;
- incoraggiare le parti sociali a sviluppare progetti di «reintegrazione» che implichino la formazione adeguata per consentire il reinserimento della persona nell’impresa al livello che aveva prima dell’interruzione;
- dare la possibilità alle mogli del lavoratore autonomo che partecipano all’attività autonoma di beneficiare delle azioni di formazione alle stesse condizioni del lavoratore autonomo stesso; prevedere misure di sostegno quali formule flessibili per la custodia di bambini e la creazione di adeguate infrastrutture sociali, l’istituzione di incentivi finanziari o il versamento di idennità durante la formazione;
Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato – Legge 6 agosto 1990 n 223
In breve: La legge 223 pone a base del sistema radiotelevisivo pubblico e privato “il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, nel rispetto delle libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione”.Vai al documento (45 kb)
Azioni positive per la realizzazione della parità uomo donna nel lavoro – L 125/1991
Azioni positive per l’imprenditoria femminile – Legge 25 febbraio 1992 n 215
• a riconsiderare con maggior forza l’obiettivo della parità tra uomini e donne per una strategia di crescita economica orientata verso una più intensa occupazione;
• a proseguire con determinazione l’obiettivo della pari opportunità e della parità di trattamento, nonché a proseguire ed intensificare le azioni già avviate.Vai al documento (18 kb)
La Piattaforma d’Azione approvata dalla Conferenza di Pechino è il testo politico più rilevante e tuttora più consultato dalle donne di tutto il mondo. E’, infatti, a Pechino che i movimenti di tutto il mondo hanno affermato la propria pretesa di “guardare il mondo con occhi di donna” e hanno proclamato che “i diritti delle donne sono diritti umani”. In quell’occasione sono stati coniati il termine “mainstreaming” che implica l’integrazione delle politiche di pari opportunità in tutte le scelte delle pubbliche istituzioni, a cui ha dato seguito la Direttiva di indirizzo del governo italiano del 27 marzo 1997; ed il termine “empowerment” che indica la necessità che le donne abbiano maggior potere nelle decisioni politiche ed istituzionali per poter assicurare la realizzazione degli obiettivi previsti dalle altre convenzioni, in particolare la Cedaw.Vai al documento (37 kb)