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Timestamp: 2020-06-04 20:55:54+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 7373 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7373 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/03/2017, (ud. 01/02/2017, dep.22/03/2017), n. 7373
sul ricorso 4155/2016 proposto da:
B.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIOVANNI
BATTISTA MARTINI, 14, presso lo studio dell’avvocato STEFANO
LOCONTE, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 3015/45/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, depositata il 6/07/2015;
La Dott.ssa B.C. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Lombardia laddove ha confermato il rigetto della domanda dalla contribuente, pediatra di base in convenzione col SSN ed esercente anche libera professione privatistica, nella parte diretta a ottenere il rimborso dell’IRAP per versata per gli anni d’imposta 20082009-2010. Il fisco resiste con controricorso.
Premesso che non ricorrono le denunciate violazioni di norme di diritto processuali (motivi 1 e 2), rispondendo la decisione al minimo costituzionale di adeguatezza e completezza, la ricorrente invece esattamente censura – per violazione e falsa applicazione di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività della contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione per essere espletata, in quegli anni (diversamente dagli anni precedenti), con l’ausilio di personale dipendente (motivo 3).
La decisione del giudice regionale si discosta da principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 9451 del 10/05/2016 (Rv. 639529) laddove si afferma che, in tema d’imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell’autonoma organizzazione richiesto del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive.
Tale parametro orientativo è erroneamente negato in radice dal giudice d’appello; di contro, dal tenore delle autosufficienti difese (ric. pag. 3), emergono indicatori che, neppure specificamente contestati in controricorso, sono potenzialmente rivelatori di un non rilevante impegno finanziario della professionista per dotarsi di ausiliario e sostituto. Ne deriva la fondatezza del denunciato vizio d’interpretazione e applicazione di norma diritto (motivo 3) riguardo tanto all’attività convenzionata di pediatra quanto a quella privatistica di medico specialista, il che assorbe l’ulteriore e subordinata censura circa l’assimilazione all’attività “intra moenia” (motivo 4).
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di accoglimento parziale del ricorso con rinvio, anche per le spese, al giudice competente che, in diversa composizione, procederà a nuovo e approfondito esame della fattispecie alla luce del principio di diritto sopra enunciato e delle risultanze di causa.
La Corte accoglie parzialmente il ricorso nei termini di cui in motivazione, cassa in relazione la sentenza d’appello e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.