Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/02/24/i-boschi-dei-colli-euganei-come-la-foresta-del-marganai-boga-sogu-a-unu-zurpu/
Timestamp: 2018-03-19 10:23:20+00:00
Document Index: 119028041

Matched Legal Cases: ['art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 23']

I boschi dei Colli Euganei come la Foresta del Marganai: “boga s’ogu a unu zurpu”! | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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febbraio 24, 2016 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
Colli Euganei, area umida di Torreglia
Gemellaggio Veneto – Sardegna!
Foresta demaniale di Marganai, gioiello naturalistico tra Domusnovas, Iglesias e Fluminimaggiore.
Colli Euganei, gruppo di rilievi di origine vulcanica che sorge, isolato, sulla pianura veneta centrale, a sudovest di Padova. Uniti…dai tagli boschivi!
La missione dell’Ente Foreste di Sardegna: radere al suolo oltre 540 ettari di bosco[1], con il “governo a ceduo” per la produzione di legna da ardere e biomassa. Risultato: il Soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari arch. Fausto Martino è intervenuto sospendendo i tagli boschivi in parte realizzati e in gran parte previsti[2].
Area umida di Torreglia, Parco Regionale dei Colli Euganei: disboscamento in corso d’opera, già distrutti quasi 60 ettari di bosco per la produzione di pellet (dicono)! Situazione già in parte registrata da Google Earth!
Altra analogia: l’area del Linas – Marganai è ricompresa per circa 450 ettari nel sito di interesse comunitario (S.I.C.) “Monte Linas – Marganai” (codice ITB041111).[3]
La Zona di Protezione Speciale (Z.P.S) IT3260017 “Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco” è un’area protetta di circa 15.000 ettari che copre circa l’80 % dell’intera superficie del Parco e rientra nella Rete Natura 2000.[4]
“Tagliano solo i castagni malati” assicurano dall’Ente Parco.
Certo che il castagno europeo (Castanea sativa), anche sui Colli Euganei, sta soffrendo per il cancro della corteccia (causato dal fungo Cryphonectria parasitica) e per il mal dell’inchiostro (dovuto a 2 oomiceti: Phytophthora cinnamomi e Phytophthora cambivora)…ma diversi sopralluoghi sul versante a nord e ad est, in Via Volti e Via Regazzoni Alta, nel Comune di Torreglia, raccontano una realtà ben diversa!
La documentazione fotografica prodotta è schiacciante: stanno portando via querce, carpini, bagolari, olmi, frassini, platani, pioppi e castagni senza selezione tra quelli malati e quelli invece sani! Vedere per credere!
Tutto ciò in aperta violazione dell’ Articolo 23 “Boschi e gestione forestale” del Piano Ambientale del Parco Regionale dei Colli Euganei[5] il quale prevede che “Le aree boscate… devono essere conservate, mantenute e riqualificate naturalisticamente anche ai fini di difendere l’assetto idrogeologico, prevenire l’innesco di processi erosivi, ripristinare e consolidare la funzionalità ecologica, conservare le comunità biologiche e i biotopi in esse comprese, recuperare le aree in stato di degrado, in particolare le cave, conservare i valori paesaggistici, valorizzare la fruizione naturalistica, culturale, educativa e ricreativa. (art. 23 co. 1)”
Il disboscamento di Torreglia sta invece favorendo l’erosione del suolo, lo sconvolgimento delle relazioni tra gli organismi e il loro ambiente, l’impoverimento della comunità biologica e quindi la semplificazione del sistema ecologico! Infatti assieme a querce e carpini se ne vanno rane, rospi, salamandre, tritoni, insetti di varie specie, rettili, micromammiferi, siti dove nidificavano varie specie di uccelli ed essenze erbacee naturalmente: Dente di cane, Campanellino di primavera, Primule, Viole, dentarie, Campanule, ecc.
Nei Colli Euganei dovrebbe essere in vigore “il divieto di trasformazione delle colture da forestali ad agricole e di riduzione della superficie forestale complessiva del Parco.” (art. 23 co. 2 lett. b) E ancora, i rimboschimenti sono “da attuare comunque all’interno del parco con specie autoctone migliorative, sono ammessi interventi mirati all’eliminazione della robinia o di altre specie forestali non autoctone” (art. 23 co. 2 lett. b). Da un sopralluogo in Via Volti a Torreglia, proprio dalla strada, si può invece notare come la Robinia sia tra le specie lasciate! Non solo, Robinia e Ailanto colonizzeranno il monte più velocemente delle altre piante escludendole.
Non basta: “la gestione comune di tutti i baschi compresi nel Parco… si atterrà, sviluppandoli, ai seguenti indirizzi selvicolturali con riferimento ai diversi tipi di formazioni boschive di seguito elencati:… la gestione di conservazione attiva (CO2), da attuarsi con interventi di avviamento all’alto fusto, senza regimazione del governo a ceduo, si attua… nei soprassuoli… che appartengano a tipologie di elevato valore naturalistico, in particolare per i sistemi forestali che appartengono a: querceti di roverella (art. 23 co. 3 (I) lett. b punto 1)… ostrieti a querce (art. 23 co. 3 (I) lett. b punto 2) (principalmente carpini e querce dunque, come quelli tagliati a Torreglia NdR)… querceti di roverella basifili rappresentati da formazioni a dominanza di roverella con presenza dell’orniello (art. 23 co. 3 (I) lett. b punto 3)… querceti mesofili rovere, rappresentati da formazioni a prevalenza di rovere, roverella, castagno (art. 23 co. 3 (I) lett. b punto 4)… castagneti dei substrati vulcanici (art. 23 co. 3 (I) lett. b punto 6).”
Invece la “regimazione del governo a ceduo, si può applicare in particolare nei sistemi misti di castagno e robinia o di robinia… selezionando le matricine, introducendo nel bosco piante di maggior valore biologico preservando le latifoglie nobili e sporadiche, (tiglio, leccio, ecc.) (art. 23 co. 3 (I) lett. c)”.
“Gli interventi sui sistemi forestali sono autorizzati dall’Ente Parco” (art. 23 co. 5 Piano Ambientale Parco Regionale dei Colli Euganei) e “Spetta all’Ente Parco il controllo della corretta esecuzione degli interventi autorizzati ai sensi del comma 5.” (art. 23 co. 6).
Dulcis in fundo, l’Area umida di Torreglia, così come individuata e descritta nella “Relazione del Piano di Gestione della ZPS IT3260017 Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco – dicembre 2010” a pag. 344-345 è: “un’area che si presenta adatta a una tutela integrale. Emergenze faunistiche. Erpetofauna. Assai vistoso, forse come in nessun altro luogo nei Colli, si presenta in primavera il fenomeno della migrazione, dalle alture verso le zone umide, di consistenti popolazioni di Bufo bufo, fenomeno che si protrae per intere settimane. Attestate sono inoltre le presenze di Salamandra salamandra, di Emys orbicularis e di Natrix natrix. Nella parte alta del Calto Malo si segnala la presenza di Triturus vulgaris, e con esso Rana dalmatina… Si ricorda nella zona la presenza non sporadica di Glis glis.”
Eh già, perché come più volte ribadito[6], i boschi dell’Area umida di Torreglia sono i boschi dei Rospi dei Colli Euganei!
Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha quindi inviato una segnalazione all’Ente Parco, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla Commissione Europea, per segnalare la “Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto” (Art. 733-bis C.P.) e l’ “Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette” (Art. 727-bis C.P.).
L’Ente Parco non vede che stanno tagliando tutte le piante in modo indiscriminato e che stanno distruggendo l’habitat degli Anfibi?
Eppure, come si dice in sardo, “boga s’ogu a unu zurpu!”: cava l’occhio al cieco (!), da quanto è evidente e vergognoso!!
[1] http://www.sardiniapost.it/cronaca/lincomprensibile-missione-dellente-foreste-radere-al-suolo-500-ettari-di-bosco/
[2] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/09/25/il-soprintendente-per-il-paesaggio-sospende-i-tagli-boschivi-nella-foresta-demaniale-del-marganai/
[3] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/09/25/tagli-nella-foresta-demaniale-del-marganai-i-conti-non-tornano/
[4] http://www.parcocollieuganei.com/index.php/it/piano-di-gestione-zps
[5] http://www.parcocollieuganei.com/doc/tecnico/PianoAmbientale.pdf
[6] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/02/23/addio-bosco-natio/, https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/01/20/i-rospi-chiamano-e-le-amministrazioni-rispondono/ , https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/04/04/in-memoria-degli-anfibi-dei-colli-euganei/, https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/07/31/lettera-aperta-al-consiglio-regionale-del-veneto-e-alla-provincia-di-padova/, https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/02/13/nove-proposte-per-salvare-gli-anfibi-dei-colli-euganei/
Colli Euganei, il bosco (Via Regazzoni) nel 2014 (da Google Earth)
Colli Euganei, il bosco (Via Regazzoni) nella seconda metà 2015 (da Google Earth)
Il Mattino di Padova, 24 febbraio 2016
Il Gazzettino, 21 marzo 2017
Il Mattino di Padova, 2 aprile 2017
Categorie:"altri" animali, acqua, biodiversità, difesa del territorio, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, sostenibilità ambientale, zone umide Tag:ambiente, bosco, Colli Euganei, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, Gruppo d'Intervento Giuridico, paesaggio, parchi naturali, parco naturale regionale dei Colli Euganei, S.I.C., sito di importanza comunitario, tagli boschivi, Torreglia, zone umide
la mia domanda è: perchè? chi ci guadagna?
febbraio 29, 2016 alle 10:05 pm
alla buon’ora, qualcuno vuol vederci chiaro.
AL PRESIDENTE DELL’ENTE PARCO COLLI EUGANEI
Interpellanza con richiesta di risposta scritta
SULLE MODALITÀ DI ESECUZIONE DEL TAGLIO BOSCHIVO SUL MONTE DELLE VALLI
I sottoscritti consiglieri chiedono di essere informati su quanto segnalato dalla Associazione “Gruppo di Intervento Giuridico” con la nota del 23 febbraio u.s. avente per oggetto: “Tagli boschivi e possibile danneggiamento habitat erpetofauna in località via Volti e via Regazzoni Alta …”.
In particolare chiedono di avere copia delle autorizzazioni rilasciate per il taglio boschivo oggetto della segnalazione e per gli interventi collegati, come i piazzali di lavoro, sia con riferimento al vincolo idrogeologico che a quello paesaggistico.
In ogni caso chiedono di conoscere:
•	se effettivamente nell’area interessata dall’intervento vi fosse la presenza, oltre a quella dei castagni, anche di “querce, carpini, olmi, platani, bagolari, frassini e pini” e se di tale eventuale presenza si è tenuto conto nelle autorizzazioni rilasciate;
•	se effettivamente nell’area oggetto dell’intervento sussista il pericolo che “Robinia e Ailanto colonizzino il monte più velocemente delle altre piante escludendole, con peggioramento qualitativo-ambientale-ecologico-paesaggistico”;
•	se nella valutazione di incidenza ambientale, in ogni caso obbligatoria dall’inizio 2015 (ma in realtà anche a prescindere da tale obbligo), si è tenuto conto, nel rilascio della autorizzazione, delle particolarità dell’area, come quella, ben nota, della presenza di anfibi;
•	se nell’area Parco sono state rilasciate per questa stagione o sono in corso di esame altre autorizzazioni per estensioni paragonabili a quella in discussione e finalizzate alla produzione di biomasse.
Gianni Sandon Antonio Rota Beatrice Andreose Daniele Ilacqua
Che cosa si aspetta a sequestrare il campo nomadi-inceneritore abusivo lungo la S.S. n. 554? Vogliamo veder condannato il bracconiere di Lupi!