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Timestamp: 2018-07-20 04:06:45+00:00
Document Index: 16452519

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 296']

SCUOLA DELL INFANZIA. Bianca Garavaglia - PDF
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1 STUDIO ASSOCIATO 626 Via Novara CASORATE SEMPIONE (VA) MISURE A CARICO DELL ENTE LOCALE ISTITUTO COMPRENSIVO G. A. BOSSI SCUOLA DELL INFANZIA Bianca Garavaglia Via Miani, 3 Busto A. (VA) Data ultimo aggiornamento 5/03/2010 DATORE DI LAVORO Giorgio Ciccarelli RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Lucia Capalbo MEDICO COMPETENTE Giovanni Gorletta RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Daniele Origgi
2 REDAZIONE E AGGIORNAMENTI DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI N. Data Oggetto 2 10/2/2009 Aggiornamento del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/ /3/2010 Aggiornamento del documento di valutazione dei rischi 2 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 2 di 27
3 Il presente documento aggiorna i documenti di Valutazione dei Rischi della scuola Materna Bianca Garavaglia Via Miani, 3 Busto A. (VA) I capitoli riportati nell indice sostituiscono quelli di pari nome riportati nel documento base Nel mese di ottobre 2007 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ha aggiornato il documento di valutazione dei rischi. Nel mese di febbraio 2009 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ha aggiornato il presente documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Nel mese di marzo 2010 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ha aggiornato il documento di valutazione. l u l t i m o a g g i o r n amento della presente r e l a zi o n e è s t a t o ultimato in data 5 marzo DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 3 di 27
4 INDICE 1. PROCEDURE E PROVVEDIMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO 7 2. INDIVIDUAZIONE E PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE INTERVENTI DI PREVENZIONE PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE 8 3. SERVIZIO DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE 9 4. COMPLETAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DOCUMENTAZIONE FUNZIONALE ALLA SICUREZZA MISURE GENERALI DIMENSIONI DEI LOCALI COPERTURA DELL EDIFICIO MISURE DI PREVENZIONE INCENDI CLASSIFICAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO DI INCENDIO ADDETTI ANTINCENDIO/PRONTO SOCCORSO SISTEMA DI ALLARME ESTINTORI ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI DEPOSITI DI MATERIALI SOLIDI LOCALE DEPOSITO CUCINA CENTRALE TERMICA IMPIANTI A METANO (RISCHIO DI ESPLOSIONE) IMPIANTO DI TERRA PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE E LE SOVRATENSIONI RADON 27 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 4 di 27
5 Ai fini della redazione del presente documento si è fatto riferimento al Decreto Legislativo 81/2008 e sono stati adottati i seguenti criteri.. a) Rischi correlati all edificio, agli impianti ed alle attrezzature Il procedimento di base, per la valutazione dei rischi consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti del luogo di lavoro riguardanti: le caratteristiche costruttive dell edificio; gli impianti tecnologici installati; i dispositivi, le macchine e le attrezzature utilizzate. L analisi di quanto sopra esposto viene attuata in due momenti distinti: la verifica documentale ed i sopralluoghi tecnici. La verifica documentale, è volta alla raccolta della documentazione inerente alle caratteristiche della struttura, degli impianti tecnologici in essa presenti, delle attrezzature e delle sostanze utilizzate nelle attività svolte al fine di accertarne: l esistenza; la completezza; la conformità alla normativa vigente. I sopralluoghi, hanno lo scopo di verificare le sedi di lavoro, rilevandone i principali parametri strutturali e di impianto, anche in relazione alle attività che vi si svolgono. Il procedimento per la valutazione dei rischi utilizzato fa riferimento ai criteri definiti dal Titolo 1 Capo III sezione II del D.Lgs. 81/2008 e pertanto si basa sull esame sistematico di tutti gli aspetti di ciascun luogo di lavoro. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 5 di 27
6 Il procedimento adottato prevede la: Individuazione delle fonti di pericolo in relazione: 1. all ambiente di lavoro 2. agli impianti tecnologici installati 3. alle apparecchiature e attrezzature utilizzate Individuazione dei rischi connessi alle fonti di pericolo Individuazione del personale esposto ai rischi generici Individuazione del personale esposto a rischi specifici Individuazione delle norme giuridiche e/o tecniche di riferimento Valutazione dei rischi con riferimento alle disposizioni delle norme in vigore. In mancanza di norme valutazione della probabilità e della gravità dell infortunio e/o della malattia professionale b) Rischi correlati all attività di lavoro Per la valutazione dei rischi derivanti da attività lavorative è stata effettuata l analisi delle attività al fine di: identificare i pericoli connessi alle attività svolte ed i conseguenti rischi di infortunio e/o malattie professionali, identificare i rischi connessi alla correlazione fra attività svolte e l ambiente in cui sono svolte, individuare i lavoratori esposti, valutare i rischi (confronto con le norme di riferimento, in mancanza di norme valutazione della probabilità e della gravita dell infortunio e/o della malattia professionale), 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 6 di 27
7 studiare le possibilità per eliminare o ridurre i rischi con riferimento alle prescrizioni delle norme vigenti ed alla valutazione della probabilità e della gravità dell infortunio e/o della malattia professionale. La revisione della valutazione sarà attuata, conformemente a quanto previsto all art. 29 comma tre del D.Lgs. 81/2008, ogniqualvolta vengano introdotti sostanziali cambiamenti negli ambienti di lavoro e/o nell organizzazione del lavoro, ovvero cambino le norme di legge e/o conoscenze in materia. 1. PROCEDURE E PROVVEDIMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO Il Datore di Lavoro con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha provveduto ad adottare e attivare le seguenti procedure e provvedimenti: piano di emergenza; piano di pronto soccorso; regolamento generale per la sicurezza durante le attività che vengono svolte dai dipendenti della scuola; informazione e formazione di base del personale e dei dipendenti con incarichi specifici (addetti emergenza, lotta antincendio, primo soccorso) programmi di verifiche periodiche; riorganizzazione del lavoro; emissione di disposizioni di servizio; segnalazione all ente locale delle misure da adottare per acquisire e mantenere ad un livello di sicurezza accettabile l immobile, gli impianti tecnologici e gli arredi; segnalazione all ente locale di guasti rilevati durante le verifiche periodiche. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 7 di 27
8 2. INDIVIDUAZIONE E PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE 2.1 INTERVENTI DI PREVENZIONE Le misure di prevenzione che dovranno essere adottate dall Ente locale e dalla Direzione Scolastica (Datore di lavoro) sono state evidenziate nei capitoli successivi. 2.2 PROGRAMMA DELLE MISURE DI PREVENZIONE L ordine di priorità delle misure di prevenzione è stato predisposto sulla base dei seguenti criteri. Magnitudo del rischio ipotizzato Prescrizioni di norme in vigore Grado di efficacia dell intervento individuato Acquisizione di approvazioni preventive degli Enti preposti Semplicità dell intervento Disponibilità di risorse tecnico - economiche Sulla base di tali criteri l urgenza degli interventi è indicata dai seguenti numeri: IMMEDIATI interventi con priorità 1 BREVE TERMINE interventi con priorità 2 MEDIO TERMINE interventi con priorità 3 LUNGO TERMINE interventi con priorità 4 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 8 di 27
9 3. SERVIZIO DI PREVENZIONE E DI PROTEZIONE Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione è il signor Origgi Daniele. Il medico competente è il dott. Gorletta Giovanni. La Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è la signora Lucia Capalbo. Come stabilito dall'articolo 18 del D.Lgs. 81/2008 C (Paragrafo 1 comma aa) il nominativo del RLS sarà comunicato annualmente all INAIL. Come stabilito dall'articolo 50 del D.Lgs. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è stato consultato in merito alla designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione. La nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione è stata comunicata alla ASL competente territorialmente e all Ufficio Provinciale del Lavoro, allegando quanto previsto dal comma 11 dell art. 8 del D.Lgs. 626/94: compiti svolti in materia di prevenzione e di protezione e curriculum professionale della persona designata. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 9 di 27
10 4. COMPLETAMENTO E AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO L'articolo 29 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 prescrive che la valutazione dei rischi ed il presente documento devono essere rielaborati in occasione di modifiche del processo produttivo o dell organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione manterrà aggiornato il presente documento: sulla base di quanto indicato dall'articolo 29 comma 3 del D.Lgs. 81/2008, sulla base delle misure di prevenzione e di protezione che saranno adottate dall Ente Locale e/o dal Dirigente Scolastico, nel caso vengano introdotte modifiche significative nell uso dei locali (ad esempio in caso di spostamento di laboratori da un locale all altro o di trasformazione di un aula normale in archivio), qualora vengano introdotte modifiche significative nelle apparecchiature, attrezzature, sostanze utilizzate, nel caso vengano introdotti mutamenti significativi ai fini della sicurezza nell organizzazione del lavoro (ad esempio introduzione di nuove mansioni per il personale dipendente), nel caso vengano promulgate o modificate norme attinenti la sicurezza e la salute sul lavoro (leggi, decreti, circolari, ), nel caso vengano recepite ulteriori norme tecniche o modificate quelle attualmente in vigore (Norme CEI - UNI -. ). 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 10 di 27
11 5. DOCUMENTAZIONE FUNZIONALE ALLA SICUREZZA Presso la scuola non sono disponibili documentazioni attinenti la sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Consegnare alla Direzione Scolastica copia della concessione edilizia, del certificato di usabilità, del certificato di collaudo statico del fabbricato, dell autorizzazione sanitaria alla preparazione/somministrazione dei pasti, di eventuali concessioni di modifica di destinazione d uso degli ambienti. [Priorità 1] Consegnare alla Direzione Scolastica copia della documentazione evidenziata nei successivi capitoli. [Priorità 1] In occasione della consegna di verbali rilasciati da organi di vigilanza (ASL, ISPESL, VVF, ) a seguito di sopralluoghi, approvazioni, rinnovi di certificati relativi all edificio e/o agli impianti tecnologici, inviarne una copia alla Direzione Scolastica. [Priorità 2] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 11 di 27
12 6. MISURE GENERALI 6.1 DIMENSIONI DEI LOCALI L altezza e il volume dei locali attualmente utilizzati sono conformi a quanto stabilito dall allegato IV comma 1.2 del D.Lgs. 81/ COPERTURA DELL EDIFICIO Al momento del secondo sopralluogo la tettoia in eternit è stata sostituita con una copertura priva di amianto. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 12 di 27
13 7. MISURE DI PREVENZIONE INCENDI 7.1 CLASSIFICAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO DI INCENDIO Area adibita ad attività didattiche Il carico di incendio dei locali adibiti ad attività didattica ed esercitazioni è costituito da carta, da materiali di arredo e dalle attrezzature per attività didattiche. Le sostanze combustibili presenti sono a basso tasso di infiammabilità, le condizioni locali e di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di principio di incendio e la probabilità di propagazione dello stesso è limitata. Centrale termica Il locale adibito a centrale termica è o dovrà essere compartimentato in modo conforme a quanto descritto negli elaborati tecnici allegati alla pratica da predisporre per l ottenimento del C.P.I. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 13 di 27
14 INDIVIDUAZIONE DEI LIVELLI DI RISCHIO Conformemente a quanto prescritto dall art. 2, comma 4 del DM 10/3/1998, sulla base dei criteri stabiliti: dall Allegato I (Cap ) del D.M. 10/03/1998, dall Allegato IX (Capitoli 9.2, 9.3, 9.4) del D.M. 10/03/1998, dalla Circolare n. 16 MI. SA. del 08/07/1998, la scuola presenta i seguenti livelli di rischio. Locali adibiti ad attività didattiche e servizi annessi livello di rischio BASSO Poichè l edificio è frequentato da meno di 100 persone le disposizioni da rispettare sono quelle riportate nelle seguenti Norme D.M. 26/8/92: Cap e 12 (escluso il punto 12.0) D.M. 10/3/98 Centrale termica con Pn > kcal/h livello di rischio MEDIO Poichè tale locale è sottoposto al controllo dei VVF la individuazione delle misure di prevenzione incendi relative alle vie di uscita, ai sistemi di rivelazione ed allarme ed ai mezzi di estinzione non fa riferimento alla classificazione del livello di rischio; tali misure sono stabilite da specifiche Norme di prevenzione incendi e dal Comando locale dei VVF ( DM 10/3/1998 art. 3 e Cap dell Allegato a tale Decreto). 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 14 di 27
15 Le misure indicate nei successivi capitoli tengono conto di: quanto prescritto dal DM 10/3/1998; quanto stabilito dal DM 26/8/1992 per le scuole con meno di 100 persone contemporaneamente presenti: Cap e 12 (escluso il punto 12.0); quanto stabilito dalle norme di prevenzione incendi specifiche e dal Comando locale dei Vigili del Fuoco, relativamente alle attività comprese nel DM 16/2/1982 ubicate nell edificio scolastico (centrale termica). 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 15 di 27
16 7.2 ADDETTI ANTINCENDIO/PRONTO SOCCORSO Le persone incaricate della prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze hanno partecipato ad uno specifico corso. Le persone incaricate al primo soccorso hanno partecipato ad uno specifico corso e ad un aggiornamento periodico. Nella bacheca della sicurezza sono esposti i nomi dei seguenti incaricati: Coordinatore delle procedure di emergenza e di evacuazione Delegati (sostituti) del Coordinatore per le procedure di emergenza e di evacuazione Addetti antincendio Addetti al pronto soccorso eventuali addetti all'assistenza ai disabili in caso di esodo I lavoratori designati al pronto soccorso dispongono di: guanti in lattice; visiera paraschizzi. Tali dispositivi di protezione individuale sono custoditi nella cassetta di pronto soccorso. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 16 di 27
17 7.3 SISTEMA DI ALLARME Attualmente la scuola dispone di un sistema a campanello privo di alimentazione di sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Essendo la scuola classificata di tipo 0, dovrà essere realizzato un sistema di allarme costituito almeno da un impianto a campanello conforme a quanto stabilito dall allegato al Decreto 26 agosto 1992 ed avente i seguenti requisiti: [Priorità 3] deve essere convenuto un particolare suono di tipo continuo (D.Lgs. n. 493/96 allegato VII e Cap. 8.1 del D.M. 26/8/92); il segnale di allarme deve essere percepito in tutti gli ambienti della scuola (punto 8.0); l impianto di allarme deve essere alimentato anche da un apposita sorgente, distinta da quella ordinaria e con autonomia non inferiore a 30 minuti; l alimentazione dell impianto di sicurezza deve potersi inserire anche con comando a mano posto in posizione nota al personale (punto 7.1); la postazione di trasmissione deve essere collocata in un locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola (punto 8.0). Archiviare la dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta installatrice, nella quale risulti evidenziato che l impianto è stato realizzato conformemente alle indicazioni previste dal DM 26/8/92 e dalla Norma CEI 64/8 (Capitoli. 35, 56). [Priorità 3] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 17 di 27
18 7.4 ESTINTORI E installato un numero sufficiente di estintori omologati a polvere con capacità estinguente non inferiore a 13 A, 89 B, C verificati semestralmente. Gli estintori sono posizionati ad una altezza tale da non essere raggiungibili. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Gli estintori dovranno essere ubicati lungo le vie di uscita, in prossimità delle uscite e dovranno essere fissati a muro ad un altezza di circa un metro con modalità tali da evitare distacchi accidentali. [Priorità 1] Concordare con la ditta incaricata delle verifiche periodiche che nel caso gli estintori vengano momentaneamente asportati essi devono essere sostituiti con estintori del medesimo tipo. [Priorità 1] In ottemperanza a quanto stabilito da D.M. del Ministero degli interni del 7/01/2005 (G.U. n. 28 del 4/02/2005) aggiornare il contratto con la ditta incaricata in modo tale che le verifiche, le revisioni ed i collaudi degli estintori vengano eseguite secondo le modalità e la periodicità stabilite dalla Norma UNI 9994 edizione Novembre [Priorità 3] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 18 di 27
19 7.5 ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA L istituto dispone di apparecchi di illuminazione di sicurezza installati lungo il percorso di esodo e negli ambienti ad uso didattico. Esternamente alle uscite di sicurezza non sono installati apparecchi di illuminazione di sicurezza. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Come stabilito dal Capitolo della norma CEI (prima edizione - giugno 2006) esternamente ad ogni uscita di sicurezza (cioè lato cortile) installare un apparecchio di illuminazione ordinaria ed un apparecchio di illuminazione di sicurezza. [Priorità 1]. Archiviare la dichiarazione di conformità, rilasciata dalla ditta installatrice, nella quale risulti evidenziato che l impianto è stato realizzato conformemente alle indicazioni previste dalla Norma CEI 64/8 (Capitoli. 35, 56). [Priorità 2] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 19 di 27
20 7.6 CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI Poiché la centrale termica ha una potenza maggiore di kcal/h la scuola deve disporre di un certificato di prevenzione incendi relativo all attività n. 91 (allegato B del DM 16/2/82). Misure da adottare a carico dell Ente Locale Qualora non si sia già provveduto, affidare ad un professionista abilitato l incarico di predisporre quanto necessario per ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi relativo all attività n. 91 (Allegato B del DM 16/2/82). [Priorità 1] Realizzare le misure previste nella documentazione tecnica allegata alla domanda di rilascio del parere favorevole. [Priorità 1] A lavori ultimati chiedere il rilascio del C.P.I. [Priorità 1] Contestualmente alla domanda di sopralluogo e di rilascio del CPI, allo scopo di ottenere l'autorizzazione provvisoria all'esercizio dell'attività, il Comune dovrà presentare la dichiarazione prevista dall'art. 3 Comma 5 del DPR n. 37/98 attestante: [Priorità 1] che sono state rispettate le prescrizioni in materia di sicurezza antincendio; che si impegna a mantenere in efficienza i sistemi, i dispositivi e le attrezzature antincendio; che si impegna a eseguire le verifiche di controllo e gli interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali indicate dai VVF; che provvede alla formazione antincendio del personale; che i controlli, le verifiche, le manutenzioni e la formazione del personale effettuata saranno annotati su APPOSITO REGISTRO. Come previsto dall art. 3 del DM 4/5/1998 la dichiarazione dovrà essere redatta in duplice copia secondo il modello n. III allegato a tale Decreto del Ministero dell Interno. Come prescritto dall art. 5 del DPR n. 37 del 12/01/1998, predisporre un registro sul quale annotare: [Priorità 1] i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione dei dispositivi, attrezzature e impianti antincendio; la formazione e l informazione del personale. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 20 di 27
21 8. DEPOSITI DI MATERIALI SOLIDI 8.1 LOCALE DEPOSITO Il locale é ubicato al piano terra. La quantità di materiale combustibile è trascurabile (1,5 mc). Il carico di incendio è inferiore a 30 kg/m 2. Al locale si accede attraverso una porta di tipo ordinario larga 50 X 2 cm con senso di apertura contrario all esodo. Il locale è dotato di finestre aventi una superficie complessiva maggiore di 1/40 della superficie del locale. Presso il locale sono posizionati estintori. Alcuni scaffali non sono ancorati al muro. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Ancorare le scaffalature alla parete. [Priorità 1] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 21 di 27
22 9. CUCINA Nel locale sono installati apparecchi di cottura funzionanti a metano dei quali non è stato possibile individuare le rispettive potenze nominali e neppure se sono stati realizzati secondo le norme tecniche in vigore in quanto privi di targhette identificative e di libretto di istruzioni. Ai fini della presente relazione e sulla base del numero di fuochi si presume che la potenza complessiva sia superiore a kcal/h e inferiore a kcal/h. Il locale adibito a cucina è ubicato al piano terra e comunica con il corridoio tramite una porta normale; lungo il corridoio di accesso è installata una porta REI priva di targhetta identificativa. Il locale è dotato di finestre ma è privo di aperture di aerazione permanente. Sopra gli apparecchi di cottura sono installati evacuatori di fumo/vapore. Nel locale è presente un interruttore elettrico generale. Le prese elettriche sono di tipo industriale. È installata l illuminazione di sicurezza. Il contatore del metano è installato all esterno. All esterno del locale è installata una valvola di intercettazione del metano. I bruciatori sono dotati del dispositivo di sicurezza per assenza di fiamma. Gli apparecchi di cottura sono provvisti di valvola individuale di intercettazione del metano. Le condutture in vista del metano sono tinteggiate con colore giallo-ocra. E' installato un estintore a polvere avente una capacità estinguente pari a 34 A, 144 B, C. Il personale di cucina dispone di servizio igienico ad uso esclusivo. L'Amministrazione comunale ha affidato l'attività di cucina a ditta appaltatrice Presso l antibagno è presente un bollitore a gas di tipo C. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 22 di 27
23 Misure da adottare a carico dell Ente Locale Acquisire il valore complessivo della potenza nominale degli apparecchi funzionanti a metano e verificare che la superficie dell apertura permanente non sia inferiore a quanto stabilito dal D.M. 12/4/96 Par (Sup. > Pn x 10 con Pn espresso in kw). [Priorità 2] Porta REI priva di targhetta identificativa: accertasi che la porta abbia una resistenza al fuoco non inferiore a REI 30. [Priorità 2] Realizzare tempestivamente aperture di aerazione permanente a filo di soffitto aventi una superficie complessiva non inferiore a quanto stabilito dal Cap del DM 12/4/96: S > Q x 10 ( S in cm 2, Q in kw); in ogni caso ciascuna apertura non dovrà avere una superficie netta inferiore a 100 cm 2. [Priorità 1] Archiviare copia del progetto e della dichiarazione di conformità relativa all impianto elettrico; verificare che tali documenti attestino che l impianto sia stato adeguato o realizzato in conformità alla Norma CEI 64-2A Appendice B: Impianti termici alimentati a gas. [Priorità 1] Archiviare la documentazione relativa agli apparecchi di cottura attestante la loro conformità alle Norme vigenti. [Priorità 2] Verificare (contattando la ditta costruttrice degli apparecchi) se la potenza complessiva sia superiore a kcal/h; in tal caso deve essere incaricato un professionista abilitato affinché predisponga un progetto complessivo ed una pratica al fine di ottenere un Certificato di Prevenzione Incendi comprendente anche l attività n. 91 ( DM 16/2/82 ) relativo alla cucina. [Priorità 1] Eseguire periodicamente la verifica dell efficienza degli evacuatori di fumo-calore. [Priorità 1] Eseguire periodicamente la verifica dell efficienza dei dispositivi di sicurezza per assenza di fiamma. [Priorità 2] Eseguire periodicamente la verifica dell efficienza dei dispositivi di protezione delle apparecchiature di cucina ( affettatrici, ecc.). [Priorità 2] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 23 di 27
24 10. CENTRALE TERMICA Misure da adottare a carico dell Ente Locale Archiviare copia del progetto e della dichiarazione di conformità dell impianto elettrico; accertasi che tali documenti attestino che l impianto é conforme alla Norma CEI 64-2/A Appendice B (oppure alle Norme CEI e 31-33). [Priorità 1] Consegnare al Dirigente Scolastico copia della seguente documentazione: [Priorità 3] verbale di collaudo dell'impianto termico da parte dell'ispesl (libretto ISPESL); verbali di verifica quinquennale dell ASL dell'impianto termico; Certificato di Prevenzione Incendi comprensivo dell'attività n. 91 (Centrale termica con Pn maggiore di kcal/h). 11. IMPIANTI A METANO (RISCHIO DI ESPLOSIONE) Il dirigente scolastico ha emesso un regolamento generale nel quale è - fra l altro - prescritto che è vietato: introdurre o generare fiamme libere (fare fuochi, utilizzare accendini, ), fumare, accedere con cellulari attivi a meno di due metri dal contatore del metano, da valvole o flange installate su tubazioni del metano, da porte, finestre, aperture di aerazione permanente del locale centrale termica. Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 1] Sulla base di quanto stabilito dall'articolo 293 e dall'allegato XLIX del D.Lgs. 81/2008, procedere (tramite un tecnico competente) alla individuazione ed alla classificazione di eventuali zone con pericolo di esplosione utilizzando i procedimenti stabiliti dalla Norma CEI e dalle Guide CEI e 31-35/A. Tale classificazione 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 24 di 27
25 dovrà essere estesa anche agli ambienti circostanti le sorgenti di emissione (ex centri di pericolo) generate dai punti di discontinuità lungo le tubazioni del metano esterne alle centrali termiche (contatore, valvole, flange, ecc.). Qualora sulla base della classificazione effettuata come sopra indicato risultino alcune zone classificate come zona 0 o zona 1, in ottemperanza a quanto stabilito dall art. 296 del D.Lgs. 81/2008 gli impianti elettrici eventualmente installati in tali zone dovranno essere denunciati alla ASL e sottoposti a verifica biennale da parte della ASL stessa o di un Organismo di ispezione abilitato. Comunicare alla direzione scolastica l ubicazione e le dimensioni di eventuali zone con pericolo di esplosione esterne alla centrale termica (es. in prossimità del contatore e delle valvole del metano, in prossimità delle aperture di aerazione permanente del locale centrale termica). Segnalare con cartelli conformi a quanto stabilito dall articolo 293 (comma tre) del D.Lgs. 81/2008 la presenza di zone con pericolo di esplosione (cartello a forma triangolare; lettere in nero su fondo giallo, bordo nero; lettere da riportare: EX ). 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 25 di 27
26 12. IMPIANTO DI TERRA Non è disponibile copia della denuncia dell'impianto di terra. Misure da adottare a carico dell Ente Locale Qualora la denuncia dell impianto non sia stata presentata: [Priorità 1] incaricare una ditta abilitata affinché proceda alla realizzazione e/o alle verifiche dell impianto, alle misure della resistenza di terra ed al controllo del coordinamento delle protezioni contro i contatti indiretti; eseguire la denuncia dell impianto (consegna a ISPESL e all ASL della dichiarazione di conformità). Dovranno essere archiviati: progetto, verbali di verifiche periodiche dell ASL (o di un organismo di ispezione abilitato), dichiarazioni di conformità rilasciate dalle ditte installatrici ed esecutrici di manutenzioni straordinarie, modifiche, verifiche ecc. [Priorità 1] Come prescritto dal DPR n. 462 del 22/10/01, ogni due anni far eseguire dalla ASL (o ad organismo di ispezione abilitato) la verifica periodica dell impianto (la scuola è un luogo a maggior rischio in caso di incendio). [Priorità 2] Consegnare al Dirigente Scolastico copia della denuncia dell impianto della dichiarazione di conformità e dei verbali relativi alle verifiche biennali eseguite da parte della ASL (almeno il verbale relativo alla verifica eseguita nell'ultimo biennio). [Priorità 2] 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 26 di 27
27 13. PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE E LE SOVRATENSIONI L immobile non è dotato di impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. A monte dell impianto elettrico non sono installati scaricatori di tensione (SPD). Misure da adottare a carico dell Ente Locale [Priorità 1] In conformità alle norme CEI 81-1 e/o CEI 81-4, dovrà essere affidato ad un professionista competente l'incarico di eseguire il calcolo di verifica circa la necessità di installare un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. Nel caso l'edificio risulti autoprotetto archiviare il documento. Nel caso l'edificio non risulti autoprotetto è necessario: installare un LPS avente le caratteristiche coerenti con i risultati della verifica, previo elaborazione di un progetto da parte di un professionista abilitato; denunciare l impianto (consegna a ISPESL e all ASL della dichiarazione di conformità); come prescritto dal DPR n. 462 del 22/10/01, ogni due anni far eseguire dalla ASL (o ad organismo di ispezione abilitato) la verifica periodica dell impianto (la scuola è un luogo a maggior rischio in caso di incendio). archiviare: progetto, verbali di verifiche periodiche dell ASL, dichiarazioni di conformità rilasciate dalle ditte installatrici ed esecutrici di manutenzioni straordinarie, modifiche ecc.; Consegnare al Dirigente Scolastico copia della seguente documentazione: calcolo di verifica circa la necessità di installare un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche ( conforme alle norme CEI 81-1 o 81-4); eventuali verbali relativi alle verifiche biennali eseguite da parte della ASL. 14. RADON Nell'edificio scolastico non sono presenti ambienti ubicati a piani interrati frequentati dal personale o dagli alunni. Pertanto come riportato al cap. 1.3 delle linee guida emesse dal Coordinamento delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano non è necessario procedere alle misurazioni della concentrazione di radon. 2 DVR Materna Bianca 2010_com Pagina 27 di 27
SCUOLA INFANZIA ROBBIOLO. Via Aldo Moro,14. BUCCINASCO MILANO
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER GLI EDIFICI ADIBITI AD USO SCOLASTICO SCUOLA INFANZIA ROBBIOLO Via Aldo Moro,14. BUCCINASCO MILANO Data ultimo aggiornamento 15 dicembre 2011 DATORE DI LAVORO Graziella
DVD Antonio Del Gallo
NUOCO CODICE DI PREVENZIONE INCENDI Capitolo S.5 Gestione della sicurezza antincendio DVD Antonio Del Gallo Direzione Interregionale per il Veneto e il Trentino Alto Adige Premessa GSA : misura della Strategia