Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150304
Timestamp: 2019-10-14 23:45:21+00:00
Document Index: 172291913

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'art. 10', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 22']

Resoconto della seduta n.304 del 26/06/2018
Seduta n.304 del 26/06/2018
CCCIV Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 12 giugno 2018 (300), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Desini e Luca Pizzuto hanno chiesto congedo per la seduta del 26 giugno 2018.
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 522, 523, 524 e 525.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 259, 1276, 1455, 1507, 1522 e 1528 (pervenute il 22 giugno 2018).
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interrogazioni numero 1540, 1541, 1542 e 1543.
FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 356, 357, 358 e 359.
FORMA DANIELA, Segretaria. È pervenuta la mozione numero 432.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato numero 36-167-228.
PERU ANTONELLO (FI). Consapevole anche che lei l'ultima volta ci ha detto che non era utile intervenire a inizio seduta sulle segnalazioni, ma purtroppo io questa la dovrei fare, una segnalazione per chiedere alla Presidenza di chiedere all'assessore Arru di riferire al Consiglio la situazione preoccupante per quanto riguarda i diabetici sardi. Abbiamo appreso dagli organi di stampa questi giorni una situazione alquanto preoccupante, qualcuno addirittura è stato ricoverato e vorremmo sapere dall'Assessore e richiamo la delibera alla mozione del 14/3/2018 quando lo stesso ci disse che non c'era assolutamente nessun problema di soldi per poter trasferire ai diabetici sardi i sensori sia (…) sia il freestyle per i bambini.
E la cosa più grave, e chiudo signor Presidente, scusandomi e ringraziandola per avermi fatto intervenire, la cosa più grave è che tanti di questi pazienti in questi giorni stanno facendo una dichiarazione pesante che si trasferiranno in altre regioni, quindi emigreranno fuori, espleteranno fuori dalla Sardegna per poter essere curati in altre regioni dove i sensori vengono trasferiti gratuitamente ai pazienti stessi, quindi in particolare il Piemonte dove il nostro Direttore generale Moirano è a conoscenza di questo.
All'articolo 9 sono stati presentati degli emendamenti.
Norma ortografica e norma linguistica
di riferimento della lingua sarda
1. La Regione promuove, attraverso una procedura trasparente e partecipata, la definizione di:
a) una norma ortografica di riferimento della lingua sarda;
b) una norma linguistica di riferimento della lingua sarda, nella sua forma scritta.
2. Per la redazione degli atti di cui al comma 1, l'Assessore competente per materia, con proprio decreto, nomina una commissione composta da esperti del settore; la commissione non può superare le 12 unità ed è costituita in modo da rispettare la proporzione tra i parlanti nei diversi territori.
3. Ai componenti della commissione di cui al comma 2 spetta il rimborso delle spese di viaggio previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera c), della legge regionale 22 aprile 1987, n. 22 (Modifica all'articolo 12 della legge regionale 27 aprile 1984, n. 13 (Commissione dell'albo regionale appaltatori di opere pubbliche)).
4. Nella definizione della norma linguistica di riferimento della lingua sarda, la commissione tiene conto delle norme di riferimento adottate dalla Regione a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dell'amministrazione regionale e degli esiti della sua sperimentazione e dei seguenti ulteriori indirizzi:
a) evoluzione storica della lingua e della letteratura della Sardegna;
b) rappresentatività delle varietà locali più comuni e diffuse.
5. La Giunta regionale con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, adotta gli atti di cui al comma 1, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
6. Gli atti di cui al comma 1 possono essere modificati con le medesima modalità previste dal presente articolo per la loro adozione.
7. La norma ortografica di riferimento si usa nelle comunicazioni scritte, anche ufficiali; al suo rispetto, inoltre, è subordinata la concessione dei contributi o finanziamenti di cui alla presente legge.
8. La norma linguistica di riferimento si utilizza nelle attività di comunicazione istituzionale e di promozione della Regione e per la redazione degli atti e documenti in uscita dagli uffici del sistema Regione ai sensi dell'articolo 20.
9. Nelle comunicazioni orali, anche ufficiali, si utilizza qualsiasi variante della lingua sarda.
10. La Regione può promuovere, inoltre, d'intesa con i territori interessati e previa delimitazione degli stessi, la standardizzazione delle varietà linguistiche alloglotte.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Emendamento numero 126 invito al ritiro, 4 uguale al 205 e uguale al 377 invito al ritiro, 228 parere favorevole, per questo emendamento c'è un emendamento all'emendamento, il numero 396 per il quale c'è un parere favorevole, per il soppressivo parziale numero 135 parere contrario, 304 invito al ritiro oppure parere contrario, 133 parere contrario, 134 parere contrario, 75 invito al ritiro o parere contrario, 17 che è uguale al 191 parere contrario, 338 invito al ritiro o parere contrario, 305 invito al ritiro o parere contrario, 136 parere contrario, 339 invito al ritiro o parere contrario, 306 invito al ritiro o parere contrario, 238 parere favorevole. Gli emendamenti aggiuntivi numero 74 invito al ritiro o parere contrario, 165 invito al ritiro o parere contrario, 106 invito al ritiro o parere contrario, 76 invito al ritiro o parere contrario, 233 parere favorevole, 232 parere favorevole.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 126.
COINU STEFANO (FI). Quando arrivavo in viaggio…
Vi parlo in italiano quindi perché vi devo dire alcune cose che ritengo importantissime e come tali ho deciso quindi di prendere qualche appunto per evitare di dimenticare cose che vanno dette tutte. Innanzitutto dico che intervengo sull'argomento in questo momento affrontandolo anche in termini generali rispetto all'articolo di cui stiamo discutendo chiaramente perché ho nel cuore la speranza di poter convincere quanti di voi hanno intenzione di approvare questo provvedimento legislativo, a desistere. Lo faccio convinto che il tema in discussione meriti un trattamento diverso da quello che quest'Aula gli sta dedicando e dico questo, certo oggi più che mai del fatto che le buone intenzioni a volte non bastano per produrre buone cose. Intervengo ancora per sollecitare e stimolare la sensibilità che so appartenere a tutti in quest'Aula in merito al ruolo demandatoci dagli elettori, faccio questo perché ritengo che esitare per forza e a qualunque costo questa norma equivarrebbe a determinare un aborto, così facendo si sta determinando infatti la nascita di un figlio già morto.
Ciò che verrà fuori da questa tormentata vicenda non può che essere negativo e non può andare lontano, non me ne voglia il relatore di cui apprezzo il grande lavoro fatto, ma il punto è che quando si arriva tardi cioè a fine mandato a trattare argomenti programmatici, si produce confusione e si fa solo danno nonostante appunto le buone intenzioni. Quando qualche mese fa ho avuto modo per la prima volta di vedere da vicino il cartellone che riassumeva e che riassume il risultato delle votazioni elettroniche, dallo stesso sono riuscito a individuare tramite le colorazioni la collocazione dei Gruppi di maggioranza e di minoranza, blocchi verdi e rossi che manifestavano la condivisione o la contrarietà al metodo scelto per raggiungere un obiettivo che sottende per tutti e cioè il bene comune. Verde, rosso, intervallato da qualche giallo che testimoniava il dubbio che può sempre accompagnare donne e uomini quando sono chiamati a prendere delle decisioni che incidono anche sulla vita degli altri. Durante l'iter di questa proposta di legge invece ho potuto osservare da prima incuriosito, poi sempre più perplesso, la variabilità cromatica delle stesse postazioni corrispondenti ad ognuno…
PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto sull'emendamento numero 126.
PINNA ROSSELLA (PD). Ritiro l'emendamento numero 126.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 4, 205 e 377, uguali.
C'è un invito al ritiro. Onorevole Deriu, c'è un invito al ritiro. Gli emendamenti sono ritirati. Onorevole Zedda, c'è un invito al ritiro. Rimane l'emendamento numero 377 con il parere contrario della Commissione.
Passiamo all'emendamento numero 396.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 02.)
Metto in votazione l'emendamento numero 396.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io apprezzo quanto la proponente fa in questo emendamento numero 396, l'apprezzo per quel che riguarda la destinazione e l'organizzazione di un sistema di lavoro, di elaborazione per la normazione della lingua e delle varianti, però se fosse tolto il punto 4, e soprattutto il punto 9, altrimenti sembrerebbe riproporre paro paro quanto espunto nelle dichiarazioni sull'articolo 2, si potrebbe anche votare, ma fermo restando che così è, ancora una volta questo ragionamento diventa, anche se attenuato, divisivo del popolo sardo, della rappresentanza effettiva del popolo sardo e di quello che davvero è trovarsi come lingua ufficiale, per capirci, poi tutte le varianti possono essere parlate, ovunque, dal marmillese, al cagliaritano, al gallurese, alla baronia, al nuorese stretto, ai due punti di aspirata di Fonni e di Orune, e chi più ne ha più ne metta. Ma sono altri ragionamenti, qui si tratta di dare unitarietà al popolo sardo, e l'unitarietà è nella lingua normata, e se io metto davanti quello che voglio che mi normino gli esperti qui son tutti grandi scienziati per cui decidono che cosa deve essere fatto o non deve essere fatto. E' una pletora enorme da nominare, mi pare che sia una trentina di persone, e lo voglio rimarcare, allora se resta tale e quale il mio voto è "no" con certezza, perché non voglio abusare della posizione di maggioranza, come fa in queste circostanze, di obbligare il popolo sardo. E tanto pagherete su questo! Pagherete ancora di più di quello che state pagando come centrosinistra, perché state obbligando il popolo sardo a dividersi anche sulle lingue, ed è una vergogna! Siccome io non mi sento di andare…
COINU STEFANO (FI). Per esprimere il mio voto contrario, riprendendo alcune cose appena dette dall'onorevole Dedoni, e in particolar modo vorrei rimarcare ed invitare a questa riflessione. Qui in quest'Aula siamo una sessantina, a malapena, perché non ci siamo mai tutti e abbiamo visto, appunto tornando a quella cromaticità di cui parlavo, con quale facilità cambiamo opinione sugli stessi argomenti a seconda del momento o dell'attenzione che dedichiamo. Ma pensate davvero che una Consulta fatta di 28 persone, che verrà in qualche modo nominata in 45 giorni, se non ho letto male, possa essere la soluzione a tutti i mali relativi alla lingua? Questa secondo me è una soluzione che va a risolvere altri problemi, bisogna avere il coraggio di dirlo eventualmente, perché è molto più dignitoso dire che questo emendamento all'articolo 9 rappresenta un modo per mettere d'accordo chi d'accordo non è. Sarebbe molto meglio invece fare un passo indietro, perché non perde nessuno badate bene, un passo indietro in favore di tutti, in favore della lingua, in favore dell'unità. Grazie.
PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, mi corre l'obbligo di spendere qualche parola a favore di questo emendamento sostitutivo totale, emendamento all'emendamento. Intanto per tranquillizzare il collega Dedoni relativamente al fatto che non c'è né l'intento, né nelle parole scritte nell'emendamento, c'è la volontà di oltrepassare, di prevaricare la volontà del popolo sardo. Non c'è proprio perché, come recita il comma 1, parliamo di una comunità regionale che ha l'obbligo di partecipare, ha il dovere di partecipare alla definizione della grafia e dello standard linguistico della lingua sarda. Si tratta appunto di un grande atteggiamento di rispetto nei confronti di una Consulta è vero numerosa, ma di una Consulta dove tutti gli esperti, tutti coloro che hanno qualcosa da dire in merito alla lingua sarda sono rappresentati: dall'Amministrazione regionale, al CAL, all'ANCI, all'Università di Cagliari e Sassari, da esperti del settore eletti dal Consiglio regionale, da otto esperti che verranno designati dalla Giunta, entro quarantacinque giorni. Il comma 4 prevede una proposta, che non è una proposta vincolante, ma proprio una proposta che tiene conto intanto delle macro varietà storiche e letterarie della lingua sarda che sono appunto il campidanese e il logudorese, ma anche delle parlate diffuse nelle singole comunità locali e anche del lavoro che è stato fatto dodici anni fa a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dall'Amministrazione regionale. Richiama l'articolo 7 in maniera particolare che è quello della consultazione pubblica, quindi nessuna prevaricazione, anzi, io credo che sia una bell'emendamento di sintesi dove la politica riesce a trovare la possibilità di un'intesa su una questione che sta molto a cuore a tutti.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Diciamo che io apprezzo quanto fatto dalla collega Pinna nel proporre questo emendamento che cerca in qualche modo di ottemperare ad una situazione che vede comunque il peccato originale di questa norma, noi sostanzialmente abbiamo una decina di parlate, tra lingue vere, alloglotte, storiche e dialetti, per cui, provare in questo momento ad aggravare una situazione provando ad inventarcene un'altra, credo che possa essere anche un modo antidemocratico, visto dall'esterno. Dico anche che probabilmente è pur vero che da un lato mi conforta che ci possano essere degli esperti che vanno a comporre questa Commissione e questa Consulta, però certo è che mi sarebbe tanto piaciuto che se una norma sulla lingua sarda dovesse venir fuori doveva venir fuori da quest'Aula, da noi che siamo i legislatori e purtroppo ad oggi non ci sono ancora le condizioni su questo, quindi stiamo andando avanti con questa norma un po' a tentoni in questo ho tutta la preoccupazione esposta anche dall'onorevole Dedoni, ovvero che si possa andare a dividere un popolo piuttosto che unirlo, proprio perché c'è una situazione come ho appena appunto descritto. Allora io credo che su questo argomento per come è impostato adesso questo articolato si possa in qualche modo forse recuperare con un po' di saggezza e di competenza nel futuro certo è che non lo ritengo il nostro modo di lavorare e credo anche che probabilmente i contenuti dovrebbero essere completamente diversi, continuo a sottolineare comunque che si sta penalizzando una parte ovvero la parte dei "campidanesi" che vorrei ricordare consistono oggi nei due terzi della lingua parlata nella nostra Regione e sinceramente questo mi dispiace perché sostanzialmente dovevamo anche qui trovare un filo conduttore, però credo che in questo senso possa arrivare la nostra astensione solo con una motivazione, che è quella di credere e di volerlo fare solo affinché ci possa essere davvero un occhio competente che possa in futuro dare davvero una lingua che possa essere quella di tutti, però, ripeto, rimangono fortissime perplessità.
DERIU ROBERTO (PD). Grazie, io intervengo perché d'accordo con il Presidente Dedoni e l'onorevole Coinu, quindi è per questo motivo che voterò favorevolmente perché le motivazioni che sono state portate sono proprio quelle che ci hanno condotto a presentare questo emendamento, dobbiamo salvaguardare l'unitarietà della lingua, dobbiamo fare in modo che in questa legge o negli esiti di questa legge, confluisca il dibattito culturale sulla materia di venti o trent'anni, dobbiamo fare in modo che tutte le energie intellettuali dell'Isola si dedichino al problema, non vogliamo esaurire qui dentro un dibattito che qui dentro non si esaurisce, mi pare giusto individuare in un organo ristretto, avete detto che è pletorico, quest'organo è ristretto rispetto alla ricchezza del tema e alla numerosità delle posizioni esistenti in Sardegna, o vogliamo dire che davvero dodici apostoli possono essere rappresentativi di tutte le sfumature e di tutti gli studi che si sono fatte sulla materia? Non è così, anche per poter dare alle Autonomie locali lo spazio che è necessario dare per compartecipare all'esito di questo processo, perché è una legge che noi vediamo aperta, in questo senso l'intervento della Presidente Alessandra Zedda che giustamente dice: "vogliamo vedere come va a finire però non ostacoliamo". Io chiederei a tutti un atteggiamento di questo tipo e mi pare che la soluzione messa in atto dall'emendamento dell'onorevole Pinna vada proprio in questa direzione, per cui voto favorevole e invito a non ostacolare questo processo per rendere questa legge la legge di tutti e anche salvaguardare l'esito di un confronto che deve proseguire al di fuori di quest'Aula nella società civile.
ZEDDA PAOLO (SDP). Grazie Presidente, in ordine alle ragioni che hanno portato alla decisione di intervenire con questo emendamento all'emendamento ce ne sono due principali: la prima dipende dalla estensione del dibattito che c'è stato fuori da quest'Aula, ci sono state decine e decine di incontri, soprattutto incentrate sulla questione della standardizzazione, del rispetto delle varietà, della possibilità di unificare la lingua sarda e di trovare quindi una koinè che unisce tutti i sardi, è stato un dibattito davvero amplissimo e davvero estremamente sentito e a tratti infuocato.
La seconda ragione è la decisione concordata con la Giunta di sopprimere l'agenzia e di non utilizzare più quindi questa via amministrativa, nell'agenzia era presente un comitato tecnico scientifico che è stato in questo caso accorpato a quella che era la Commissione per la norma di nomina diretta dell'assessorato quindi da due soggetti che erano delegati a decidere su due argomenti: quello dello standard e quello della consulenza tecnico-scientifica, si è deciso anche in base alla soppressione come conseguenza alla soppressione dell'agenzia di istituirne uno solo che avessero entrambe le competenze. Ricordo che si tratta di un organismo che non è retribuito quindi la pletoricità di sicuro non si non si riflette sulla spesa. Voglio precisare però che esiste una questione fondamentale e importantissima, cioè nell'emendamento noi precisiamo che la Consulta elabora una proposta di standard linguistico e una norma ortografica, cioè uno standard e una norma, una soltanto, nell'elaborazione di questa norma tiene conto delle macro varietà storiche e letterarie, campidanese e logudorese delle parlate diffuse, cioè tiene conto di ciò che ha prodotto la storia in questi mille anni e non poteva farne a meno, ciò nonostante la tendenza è quella produrre delle regole che sono unificanti e che sono valide per tutti, per tutte le varietà parlate del sardo, per tutte le espressioni e le tradizioni letterarie e storiche e per la norma che costituirà lo standard linguistico regionale, quindi una regola estesa e che sia valida per tutti, a partire dalle diversità, come dice il motto degli Stati Uniti d'America e pluribus unum, partiamo dalla constatazione che esistevano molte espressioni dal sardo, ma cerchiamo di arrivare all'unificazione della grafia, soprattutto e delle regole.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 396.
A seguito dell'approvazione di questo emendamento, decadono tutti gli emendamenti all'articolo 9.
1. La conoscenza della lingua sarda è attestata attraverso la certificazione linguistica rilasciata da soggetti pubblici e privati abilitati.
2. A tal fine, presso la Presidenza della Regione è istituito un apposito elenco dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni.
4. La Giunta regionale, secondo le modalità previste nell'articolo 35, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della presente legge, approva una delibera nella quale disciplina la procedura per il conseguimento della certificazione linguistica e i requisiti e le modalità di inserimento degli enti abilitati nell'elenco di cui al comma 2.
5. Nelle more dell'adozione del sistema di certificazione linguistica di cui al presente articolo e comunque per un periodo non superiore a sei mesi, l'attestazione della conoscenza della lingua può essere rilasciata, in via provvisoria, dall'ASaL di cui all'articolo 11, previa valutazione da parte di una commissione nominata a tale scopo. Tale certificazione può essere utilizzata per le finalità previste dalla presente legge solo fino alla messa a regime delle modalità di rilascio della certificazione prevista dal presente articolo.
6. L'attestazione della conoscenza delle varietà linguistiche alloglotte avviene secondo le modalità previste dal comma 5.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore di maggioranza.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. L'emendamento numero 5, uguale al 206, 289, 378 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Per il 309 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Per il 307, sostitutivo parziale, c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Per il 231 c'è un parere positivo, per il 221 c'è un parere positivo, per il 308 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
PRESIDENTE. C'è prima il numero 231 con l'emendamento all'emendamento 395.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. L'emendamento all'emendamento c'è un parere favorevole. Per il 231 c'è un parere favorevole. Per il 308 c'è un invito al ritiro. Per il 239 c'è un parere favorevole. Per il 340 c'è un invito al ritiro. Per l'aggiuntivo 87 c'è un invito al ritiro. Il 23 e il 24 sono stati ritirati. E per il 137 c'è un parere contrario.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 10 e sugli emendamenti. Non ho iscritti a parlare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5, uguale al 206, uguale al 289, uguale al 378.
Onorevole Zanchetta c'è un invito al ritiro sull'emendamento 309.
PRESIDENTE. Onorevole Zanchetta c'è un invito al ritiro per l'emendamento 307.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 173 è ritirato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 395.
Decadono gli emendamenti 221, 231 e 308.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 239.
Decade l'emendamento 340.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 10.
Gli altri emendamenti sono ritirati, siamo all'emendamento 137.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 137.
Passiamo all'esame dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti.
Agenzia sarda per le lingue
(Agentzia Sarda pro is Limbas)
1. È istituita l'ASaL quale strumento tecnico e operativo della Regione per l'attuazione e il coordinamento della politica linguistica regionale.
2. L'ASaL è dotata di personalità giuridica, autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile.
3. L'ASaL svolge la propria attività in conformità agli indirizzi e alla programmazione regionale di cui all'articolo 6. L'Assessore competente per materia, in relazione al programma annuale di spesa di cui all'articolo 6, comma 3, con atto di indirizzo, assegna all'ASaL gli obiettivi annuali da conseguire e attribuisce le risorse per il loro conseguimento.
4. L'ASaL attua gli interventi in materia di politica linguistica previsti dalla presente legge e svolge ogni altro compito ad essa assegnato dalla Giunta regionale; in particolare:
a) fornisce il supporto per lo svolgimento dei compiti di cui ai capi III, IV, V e VI e gestisce i relativi procedimenti amministrativi;
b) svolge compiti di assistenza e consulenza al sistema Regione, alle autonomie locali e ad altri soggetti pubblici o privati, anche sull'utilizzo della norma ortografica e della norma linguistica di riferimento di cui all'articolo 9;
c) svolge attività di formazione del personale in servizio presso il sistema Regione e le autonomie locali;
d) sovraintende al funzionamento e coordina la rete degli sportelli linguistici;
e) assicura la tenuta e la gestione dell'elenco regionale dei docenti di lingua sarda di cui all'articolo 28, comma 2;
f) provvede, ai sensi dell'articolo 21, in collaborazione con le autonomie locali, alla ricognizione e catalogazione del patrimonio linguistico e toponomastico storico e alla predisposizione e divulgazione dell'atlante linguistico e toponomastico della Sardegna;
g) attiva forme di collaborazione con altri soggetti pubblici e privati coinvolti nell'attuazione della politica linguistica;
h) attua progetti di scambio e collaborazione anche di carattere transnazionale con altri gruppi linguistici;
i) cura, per le parti di competenza, un sito web plurilingue, integrato e coordinato con la comunicazione istituzionale del sistema Regione, per assicurare la più ampia diffusione delle iniziative intraprese.
5. L'ASaL è sottoposta ai poteri di controllo, indirizzo e vigilanza previsti dalla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali); ad essa si applicano le disposizioni previste dalla legge regionale 3 maggio 1995, n. 11 (Norme in materia di scadenza, proroga, decadenza degli organi amministrativi della Regione, in materia di società partecipate dalla Regione e di rappresentanti della Regione) e dalla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale).)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Il 174, a pagina 126, mi risulta sia stato ritirato. Il 210, a pagina 127, ha un parere favorevole; il 68, a pagina 128, un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Il 25, a pagina 129, mi risulta sia ritirato. Chiedo conferma.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 11. Non ho iscritti a parlare.
A seguito dell'approvazione dell'emendamento soppressivo totale, decadono gli emendamenti all'articolo.
Passiamo all'esame dell'articolo12. All'articolo 12 sono stati presentati i seguenti emendamenti: numero 175, ritirato; numero 211; numero 310; numero 265; numero 341; numero 311; numero 26, uguale al numero 107, al 138, al 189; numero 342.
Statuto, struttura organizzativa
e personale dell'ASaL
1. L' ASaL è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) e successive modificazioni e integrazioni e dal proprio statuto.
2. Lo statuto è approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
3. Lo statuto:
a) disciplina gli organi e le modalità di funzionamento;
b) specifica i compiti dell'ASaL;
c) definisce la struttura organizzativa;
d) stabilisce la sede;
e) individua il numero e la delimitazione territoriale degli sportelli linguistici di cui all'articolo 13.
4. Lo statuto disciplina, inoltre, le modalità attraverso le quali l'ASaL utilizza nella redazione degli atti e nelle comunicazioni interne ed esterne, in via ordinaria, la lingua sarda, fermo restando il valore legale esclusivo degli atti nel testo in lingua italiana.
5. La dotazione organica dell'ASaL è approvata dalla Giunta regionale secondo le modalità previste dall'articolo 16 della legge regionale n. 31 del 1998. In sede di prima applicazione, la dotazione organica dell'ASaL è determinata nella misura massima di 30 unità.
6. Il personale dell'ASaL possiede un'adeguata conoscenza delle materie di competenza dell'ASaL e delle lingue delle minoranze storiche. In particolare, al personale preposto alle attività di cui all'articolo 13 è richiesta una conoscenza scritta e orale della lingua sarda corrispondente almeno al livello C1, certificato secondo le modalità previste dalla presente legge.
7. Il personale è individuato preliminarmente mediante le procedure di mobilità previste dagli articoli 38 bis, 39 e 40 della legge regionale n. 31 del 1998, previa verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 6. Qualora a seguito dell'espletamento delle suddette procedure risultino posti vacanti questi sono coperti mediante concorsi pubblici, per titoli ed esami. Nei suddetti concorsi è prevista la valorizzazione, con apposito punteggio, delle esperienze e competenze maturate nello svolgimento delle attività connesse all'attuazione degli articoli 9 e 15 della legge n. 482 del 1999 e dell'articolo 9, comma 10, lettera b) e della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale).
8. Al personale dell'ASaL si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e i contratti collettivi di lavoro dei dipendenti e dei dirigenti dell'amministrazione regionale degli enti e delle agenzie regionali. ).
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Flavio Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO FLAVIO (SDP), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 211 il parere è favorevole; sull'emendamento 310 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario; sull'emendamento 265 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario; sull'emendamento 341 c'è un invito al ritiro, il alternativa il parere è contrario; sull'emendamento 341 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario; sull'emendamento 311 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario; sugli emendamenti numero 26, 107, 138 e 189 il parere è contrario; l'emendamento 88 è ritirato; sull'emendamento 342 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 211.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io chiedo scusa se mi sono distratto un attimo, si parla dell'agenzia adesso, vero? Perché mi pare che ci sia un richiamo.
PRESIDENTE. E' stata soppressa all'articolo precedente, qua c'è un emendamento soppressivo totale.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome ero distratto per altro, e accuso le mie colpe, non vorrei che dalla finestra rientrasse qualcosa che turba i sonni: nel Friuli quattro persone e qui venti persone.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Credo che l'intervento dell'onorevole Dedoni vada nella direzione di ancora di più significare come si stia procedendo nella redazione e poi approvazione di questa legge. Io l'ho ammesso sin dalla prima seduta che per me era argomento difficile e complesso, che richiede certamente, non essendo fortunatamente una tuttologa, degli approfondimenti specifici, probabilmente non da parte mia, però credo che almeno su come si deve affrontare la formazione di una legge e arrivare poi alla sua approvazione perché questa possa essere poi davvero applicabile, probabilmente in questi anni qualcosa l'ho imparata. Ecco, noi stiamo facendo l'esatto contrario di come deve avvenire la formazione di una legge, e questo lo posso dire a voce alta: in maniera schizofrenica, con poca chiarezza, io credo che veramente non stiamo certamente facendo un buon servizio. Nonostante tutto stiamo ancora insistendo sulla cassazione di articoli che poi magari potevano avere un filo conduttore con articoli successivi, io credo che non sia davvero un buon modo di lavorare.
TEDDE MARCO (FI). Non posso che condividere le dichiarazioni della mia Capogruppo: è un modo di lavorare singolare; abbiamo censurato fin dall'inizio della discussione di questo progetto di legge il metodo, un metodo che ha prodotto una vera e propria babele di linguaggi (qualcuno avrebbe detto una Babilonia di linguaggi), perché siamo passati dall'esplosione dei particolarismi per arrivare poi all'accentramento verso un'origine unica, una fonte unica della lingua sarda, però tutto questo all'interno di un percorso pasticciato. Vi abbiamo chiesto di riflettere un attimo, di fermarvi, di arrivare ad una condivisione di larga massima sull'impianto di questo progetto di legge, siamo rimasti inascoltati, i problemi rimangono tutti e il fatto che vengano proposti, su input evidentemente di qualche parte importante della maggioranza, degli emendamenti soppressivi che vengono condivisi è la prova provata che l'impianto di questo progetto di legge è un fallimento totale! Ma non lo dico io, lo dite voi, non lo dice Forza Italia, non ve lo dice l'opposizione, lo dice la maggioranza che sta destrutturando completamente un progetto di legge proposto dalla maggioranza, lo sta tagliuzzando, lo sta rendendo evanescente, lo sta polverizzando: perché? Perchè era un progetto di legge fatto bene, perché era un progetto di legge condivisibile? No, perché era un progetto di legge che aveva necessità di una rivisitazione, di una riqualificazione, di una ristrutturazione totale, non lo avete voluto fare, avete preferito andare avanti in questo modo così sconnesso, avete preferito destrutturarlo, decomporlo, ricomporlo, e alla fine sicuramente il risultato sarà un risultato che non darà soddisfazione né a coloro che vedevano il progetto come un tentativo di scardinare l'unitarietà della lingua, né a coloro che invece hanno accusato questo progetto di aver provocato un'esplosione di localismi, di varietà, di cose disparate che hanno comunque una valenza di lingua o giù di lì. Ecco, avete fatto un errore madornale, io credo che questo errore questo Consiglio regionale se lo porterà appresso per tanti anni.
ZEDDA PAOLO FLAVIO (SDP). Pochissime parole per rispondere alle osservazioni, non infondate, degli esponenti dell'opposizione. La decisione di sopprimere l'agenzia come ente attuatore degli strumenti e delle norme previste in questa legge è arrivata dopo una riflessione abbastanza meditata, che trova tre ragioni fondamentali a giustificarla. Il primo è un problema di consenso, che dipende sia dall'immagine pubblica dell'agenzia che è vista come un carrozzone, sia dalla possibilità di dover spendere dei fondi che per alcuni non sono indispensabili per gli obiettivi di cui questa legge si occupa. Preciso che era un'idea, quella della costituzione di un'agenzia, che a me piaceva molto. L'ultima delle ragioni è legata ai tempi di applicazione: perché un'agenzia inizi a funzionare ha bisogno di una serie di delibere attuative, una serie di passaggi intermedi, che in questa fase di fine legislatura sono difficilmente attuabili, quindi abbiamo deciso, anche a malincuore, di rinunciare alla possibilità di istituire un'agenzia e invece di sostituirla con un'ipotesi più agile che è quella di utilizzare un servizio, quello dello Sportello della lingua sarda, con l'impegno da parte della Giunta di un suo rafforzamento che può attuare le misure previste da questa legge in maniera più agile, più veloce e sicuramente più a lungo sperimentato.
Decadono tutti gli emendamenti e il testo dell'articolo 12.
Passiamo all'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Al fine di assicurare una capillare ed omogenea attuazione degli articoli 9 e 15 della legge n. 482 del 1999, l'ASaL si dota di un organizzazione amministrativa articolata sul territorio regionale. A tal fine, istituisce una rete di sportelli linguistici che comprende uno sportello linguistico regionale e non più di 10 sportelli linguistici che svolgono un'attività di coordinamento territoriale (Ofitzios de su sardu) e offrono servizi ad una pluralità di comuni.
2. In particolare, la rete degli sportelli linguistici svolge, a livello locale, i seguenti servizi:
a) attività di traduzione scritta e orale della lingua sarda, negli uffici pubblici e nell'attività degli organi collegiali;
c) supporto alla comunicazione istituzionale e all'attività di promozione in lingua sarda anche attraverso la creazione di siti web plurilingue;
d) collaborazione con gli enti locali nella ricerca, individuazione e ripristino di toponimi in lingua sarda;
e) attività di tutoraggio in ambito scolastico per l'insegnamento della lingua sarda;
g) assistenza e consulenza a favore di soggetti pubblici e privati.
c) supporto per lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 20.
4. L'ASaL definisce i rapporti con le autonomie locali attraverso apposite convenzioni che disciplinano, in particolare, la sede e le modalità con le quali gli sportelli linguistici di coordinamento territoriale integrano i propri compiti con le attività delle amministrazioni locali.
5. La rete degli sportelli linguistici è organizzata in modo da garantire l'informatizzazione dei servizi, la fruibilità dei dati e la conformità alle disposizioni previste dal Codice dell'amministrazione digitale.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per l'emendamento numero 212 a pagina 143 c'è un parere favorevole, per gli emendamenti all'emendamento numero 382 c'è un parere favorevole, per il 388 c'è un parere favorevole, per il 389 c'è un parere favorevole, per il 390 c'è un parere favorevole. Per il soppressivo parziale 343 a pagina 144 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 267 c'è un parere favorevole, per il 268 c'è un parere favorevole, per il 270 c'è un parere favorevole, per il 269 c'è un parere favorevole, per il 344 sostitutivo parziale a pagina 149 c'è un parere favorevole, per il 108 uguale al 140 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 345 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 346 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Per gli aggiuntivi 266 a pagina 154 parere favorevole, il 139 a pagina 155 parere contrario, il 28 uguale al 109 uguale al 190 parere contrario, il 77 a pagina 159 ha un parere favorevole.
COINU STEFANO (FI). Grazie Presidente, riprendo un argomento a cui tengo molto, e partendo da un'affermazione da cui non si può prescindere a costo di essere noiosi: il tema in discussione merita un trattamento diverso da quello che gli stiamo appunto dedicando. E durante quest'iter abbiamo potuto notare, abbiamo potuto notare appunto, la varietà cromatica di quel tabellone che cambia colore sulle stesse posizioni, sugli stessi argomenti. Da prima, come dicevo, la cosa mi ha incuriosito molto, poi la cosa mi ha lasciato perplesso sempre di più, perché i colori non cambiano come dovrebbe accadere su proposte diverse ma su proposte identiche, per cui capita, e lo abbiamo verificato anche adesso, che a seconda del proponente si può cambiare radicalmente idea sullo stesso argomento. Qualcuno di voi dirà: questo ha scoperto l'acqua calda, oppure benvenuto sulla terra, bene invece penso, e penso orgogliosamente, di essere finito quasi, a volte penso di essere finito, in un romanzo di Kafka dove il rimbombare delle voci che dicono rosso, rosso, verde, verde, verde mi fa apparire tutto drammaticamente e tristemente allegro, per usare un ossimoro. Ciò a cui abbiamo assistito, a mio avviso oggi, e i giorni durante questa discussione è la manifestazione plastica di una Babele legislativa che si sta cercando di costruire che io invito a demolire prima che ci caschi addosso che caschi addosso a noi e a chi verrà dopo di noi. Non arriverà fino in cielo questa torre di Babele sulla lingua, sappiatelo, non ci arriverà, smettiamola di utilizzare risorse di tempo, questo è l'invito, per questa norma in questo momento in cui siamo tutti condizionati dalla contingenza elettorale imminente, dobbiamo avere il coraggio di dircelo, che spinge in maniera forte in direzioni centrifughe, non dividiamo ciò che deve essere unito sospinti dalla forza imponente dei collegi elettorali che a breve dovranno dare risposte di conferma o di bocciature per molti di noi. Badate, che la spinta e dividersi non basterà mai, ci sarà sempre qualcuno che rivendicherà una legittima e giustificata o giustificabile particolarità.
Io credo che questa norma vada accantonata, salvando il lavoro fatto fin qui ma rinviandone l'approvazione in un momento in cui le forze centrifughe di cui parlavo siano minori, perché questa norma deve tendere all'unità di un popolo sardo e non si può prescindere da questo. Perché senza questo obiettivo questa norma sarà fallimentare. Noi sardi abbiamo avuto in dono dei confini che sono la nostra croce e la nostra delizia, lo sappiamo tutti: il mare in particolare. Per diventare e sentirci popolo ci manca una lingua, non le lingue, la lingua. All'esterno potremmo apparire come una serie di tribù litigiose, incapaci di raggiungere obiettivi comuni, stiamo apparendo tribali, a mio avviso. Badate, colleghi, a molti fa comodo vederci divisi, non agevoliamo questo compito, perché a molti fa comodo. Noi dobbiamo essere uniti su questo argomento, il legislatore ha il dovere di andare contro la nostra atavica tendenza alla divisione, non dobbiamo alimentarla, dobbiamo andarci contro a costo di pagare qualche prezzo che potrebbe apparire imprescindibile, adesso, o insostenibile meglio. Sardo e Catalano sono lingue tutelate da una norma nazionale, la normativa regionale riconosce poi e tutela le parlate locali, le alloglotte, si deve determinare una lingua scritta che unisca con regole ortografiche che possono pure essere riviste, ma che non tendano alla divisione, perché le regole ortografiche possono essere riviste e anche contestate. Pensando alla Sardegna linguisticamente la si può vedere come un grande puzzle costituito da tutti i dialetti locali dei singoli paesi, spesso diversissimi tra loro anche in zone limitrofe, non possiamo pensare però di proteggere ogni singola tessera o macro tessera di questo puzzle, ma è il puzzle l'intero che va tutelato, perché la tutela dell'intero che garantirà anche la tutela delle singole tessere e delle varie particolari parlate. Questo è il principio. Io vi invito a riflettere seriamente su queste cose che sto dicendo. È chiaro che ci garantirà tra l'altro anche una maggiore rappresentatività in Europa e quindi un maggior peso politico non sottovalutiamolo questo, anche in termini di rappresentanza. Quindi da Abbasanta a Zerfaliu, per citare il primo e l'ultimo dell'elenco dei comuni sardi, tutti i dialetti vanno difesi, sarebbe bello vedere un impegno della Regione Sardegna nell'elaborare norme ortografiche che permettano a tutti i 377 comuni di mettere per iscritto le loro singole parlate, ma tutto ciò è un'altra cosa rispetto a quello di cui stiamo parlando oggi. Tutto ciò sarà possibile solo se saremo uniti nel creare, dico creare, una norma scritta unitaria che rappresenti il popolo unito dei sardi, e una cosa nuova unitaria che servirà a tutelare e non a mortificare le parlate locali. Tornate indietro, cari colleghi, non votiamo questa norma, perché ciò non significa una sconfitta per la maggioranza che la propone, non è una sconfitta per il relatore che ha tanto lavorato e non è una vittoria per l'opposizione che invita a non farla passare, se noi non votiamo questa legge ci riflettiamo ancora ha vinto questa Istituzione nel suo complesso, che così si riavvicinerà ai cittadini, a quelli che si domandano perché parliamo di lingua in un momento in cui ci sono emergenze diverse e più gravi. A quei cittadini che non considerano di secondaria importanza il problema della lingua sarda ma che ritengono che lo stesso vada trattato in altri momenti della legislatura.
State e stiamo trattando un argomento programmatico e direi strutturale come se fosse un'emergenza, ci manca solo che venga nominato un commissario straordinario per la lingua sarda. Io per finire ho la speranza, come ho già detto, che noi e voi ci ravvediamo tutti, non andando oltre nella discussione lasciando che questo Consiglio si occupi di argomenti in questo momento più importanti, perché in questo modo vinceremo tutti, vincerebbe questa istituzione…
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Grazie sì intanto prima di iniziare voglio rivolgendomi all'onorevole Coinu rassicurarlo perché io sono assolutamente d'accordo con ciò che dice lui, ma sono anche convinto che questa legge dica esattamente questo. Cioè l'articolo 9 dice due cose: che una Commissione che saldamente ancorata sul territorio che rappresenta, al ruolo gli si affida il compito, il ruolo di definire una norma linguistica, una sola che sia rappresentativa simbolicamente dell'intera Sardegna e una norma ortografica, una sola, capace di rappresentare tutte le varietà del sardo. Questo è esattamente quello che noi cerchiamo di fare con questa legge, secondo me l'abbiamo definito nel modo migliore possibile. Il punto su cui però voglio attirare la vostra attenzione è questo, stiamo parlando dell'articolo 13 e anche dell'articolo successivo, il 19, sono degli articoli importantissimi perché si parla della rete degli sportelli linguistici, che sono degli strumenti predisposti da una legge nazionale che è stata interpretata dalla Corte Costituzionale come norma interposta, ciò che sta subito sotto alla Costituzione. Ebbene, questi strumenti, gli sportelli linguistici che servono a diffondere la lingua nelle istituzioni, ma anche a ravvivarla, finora erano strutturati secondo delle regole definite e delle procedure sotto il controllo del Ministero. Da questo momento in avanti, le competenze amministrative per gli articoli 9 e 15 dalla "482" passano dallo Stato alla Regione, cioè il nostro Statuto speciale non contiene la citazione della specificità linguistica della Sardegna, ma noi l'anno scorso, anzi due anni fa, nel 2016, con il decreto legislativo numero 16, abbiamo concordato con lo Stato il passaggio di alcune competenze, una delle quali è definita in questi due articoli, dallo Stato alla Regione, ed essendo questa una norma di attuazione, ed essendo la norma di attuazione un'emanazione diretta dello Statuto, noi oggi stiamo portando la specificità linguistica della Sardegna dentro lo Statuto autonomo nostro, praticamente la stiamo portando dentro la nostra Carta costituzionale, in altre parole stiamo correggendo un difetto gravissimo del nostro Statuto e lo stiamo facendo attraverso i passaggi che sono quelli previsti dalle norme vigenti, cioè Commissione paritetica, definizione di una norma di attuazione, e definizione attraverso una legge delle procedure attuative di queste competenze.
DERIU ROBERTO (PD). Sul merito non mi diffondo perché ha detto benissimo il relatore. Vorrei riprendere invece alcune considerazioni importanti dell'onorevole Coinu. Io non ho il problema di non essere noioso perché sono sempre stato noioso, lui invece ha chiesto scusa per questo, e invece sono importanti le sue considerazioni nel momento in cui si dice che questo provvedimento per la sua importanza non possa essere mandato avanti perché risente del clima elettorale. Io vorrei dire, soffermiamoci un momento su questo concetto, quindi questo Consiglio non deve più svolgere il suo ruolo finché non facciamo le elezioni, siamo in scadenza anticipata. Io dico, valutiamo il fatto che questo Consiglio, e non semplifichiamo anche involontariamente questa narrazione, fa sempre delle valutazioni che risentono di ciò che succede nella società sarda, con i nostri limiti umani superati invece dalla collegialità, che ci aiuta a percepire anche che cosa sta succedendo. Ripeto quello che ho detto prima sempre in relazione a ciò che dice l'onorevole Coinu, il meccanismo, il procedimento che questa legge ha incardinato con la modifica introdotta dall'emendamento dell'onorevole Pinna ci consente di avviare una procedura di ascolto e di riesame di tutta l'esperienza pregressa che ci aiuta a non fare quegli errori che magari potrebbero essere dettati dalla fretta e dal clima pre-elettorale che paventava l'onorevole Coinu. Oggi stiamo approvando il fatto che andiamo avanti e facciamo passi avanti, ha detto molto bene il relatore adesso, colmiamo anche altre lacune stabilendo e attivando altri processi che ci aiutano a proseguire in un'azione di recupero di una dimensione autonomista anche in relazione alla lingua. Non è un passaggio da sottovalutare questo, non dobbiamo pensare che si possa sminuire il ruolo di questo Consiglio in questo momento con le considerazioni che venivano fatte, dobbiamo avere consapevolezza del nostro ruolo anche nel senso di non esercitare fino in fondo tutte le prerogative che ci verrebbero dal nostro istinto, dal nostro pregiudizio, ma anche nell'attivare una discussione fuori da qua, nella società civile, noi stiamo svolgendo un ruolo motore, noi stiamo svolgendo un ruolo che è di sintesi in attesa di nuove sintesi, affinché i tempi maturino, affinché le decisioni per un certo verso lievitino. Non è un provvedimento di fretta questo, è un provvedimento che raccoglie molte meditazioni e ne spinge altre e ne favorisce altre. Per cui io vorrei rassicurare i colleghi che sono preoccupati perché l'azione dell'Aula ha molto avvantaggiato il testo, ha molto approfondito questo tipo di visione, ha dato alla legge la capacità di essere davvero condivisibile. Mi fa piacere che alcuni settori dell'opposizione lo abbiano capito e ce lo stiano mostrando con il voto. Ecco, anche qui lei diceva, onorevole Coinu - mi dispiace rivolgermi perché sembra che qui quando ci si rivolge personalmente a qualcuno lo si faccia solo per insultarlo, io invece ho molto piacere, conoscendo il valore del collega, di poter proseguire nel suo ragionamento - allora dico, anche il fatto che lei ha detto prima, cioè che c'è un voto trasversale, un voto mutevole, un voto articolato anche nei gruppi, ciò tradisce il fatto che questa legge la si sta capendo davvero, che si sta capendo davvero il momento e si vuole dare ognuno il suo contributo. Per cui io direi che se è possibile ancora in questi articoli finali, diamo tutti quanti un contributo senza paura di questa legge, senza paura che stiamo facendo scelte affrettate, perché invece è una legge che ora contiene meccanismi autocorrettivi e meccanismi che consentono l'arricchimento delle scelte che possono derivare dall'approvazione di questa legge, avendo un po' di orgoglio anche della nostra funzione, non sminuendoci e semplificando il fatto che un Consiglio che attende le elezioni, e quale Consiglio non le attende, non possa legiferare, noi stiamo legiferando secondo me in questo momento saggiamente e certe cose le capiremo col tempo. Quindi io incoraggio nuovamente i colleghi a votare favorevolmente questi provvedimenti e questa legge nel suo complesso. Grazie.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Il percorso intrapreso mi pare essere solo in una fase iniziale. In un prossimo futuro sarà necessario lavorare affinché la legge sulla lingua sarda costituisca strumento di unione del popolo sardo, anziché motivo di divisione tra territori e comunità. Questo è il rischio nel testo normativo oggi in votazione, rilevato peraltro anche dal coordinamento pro su sardu ufitziale, che ha aspramente criticato l'impianto normativo proprio soprattutto sulla prima versione proposta, rilevando che l'ispirazione della legge ricalca soprattutto schemi folcloristici antropologici e luoghi comuni sulla presunta divisione del sardo in due grandi aree e in una miriade di varianti locali. Alcuni emendamenti sono stati già approvati all'originaria architettura normativa, ma ciò nonostante la legge, nella versione attuale, non convince, contrariamente all'orientamento dello Stato e dell'Europa che considerano il sardo come una lingua unita, l'attuale testo normativo risente di un'impostazione che pare negare l'unitarietà della lingua sarda. Per questo ritengo che si dovrà lavorare ancora nel prossimo futuro per giungere ad una definizione della lingua sarda come una lingua unita. Certo, non si può rilevare che la materia oggetto di disciplina è assai complessa e per numerosi aspetti controversa, ma proprio questa constatazione conduce a ritenere che si debba proseguire nel percorso iniziato con ulteriori approfondimenti anche scientifici ed interventi migliorativi del testo di legge, tali da condurre una definizione giuridica dell'unità della lingua sarda quale presupposto necessario ed imprescindibile all'unità culturale della popolazione isolana, scongiurando in questo modo fenomeni di localismo e divisione tra territori, che avrebbero quale unica conseguenza il blocco di qualsiasi processo di modernizzazione e di standardizzazione del sardo. Peraltro, al di là di questi aspetti ambigui, sui quali si rende necessario intervenire sull'ulteriore impegno legislativo, l'approvazione di una lingua sarda presenta aspetti positivi e può determinare ricadute positive anche sull'economia isolana, ove valorizzata opportunamente, essa può rappresentare strumento attrattivo del turismo, particolarmente interessato alla cultura e alle tradizioni specifiche dei diversi popoli. Non dimentichiamo che la Sardegna è una terra antica, con una storia e con delle proprie tradizioni, e che esplicano ancora nella particolarità della lingua sarda, che sotto questo profilo rappresenta quindi una risorsa da valorizzare e sponsorizzare sotto il profilo turistico. L'invito che rivolgo alla maggioranza di governo è quindi di intraprendere ogni iniziativa volta a trasformare l'attività legislativa odierna in fonte di reddito per la Sardegna, cosi da rispondere alle quotidiane sollecitazione proveniente dalla società civile, che chiede occupazione e migliori condizioni di vita. Fermiamoci qui, questa legge non è tra le emergenze della Sardegna, discutiamone in Aula, costituiamo le Commissioni, ma non è il caso di andare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 390.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 390.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 382, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 382.
Metto in votazione l'emendamento numero 388, è un emendamento all'emendamento. Parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 388.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 389, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 389.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 212.
Decadono tutti gli emendamenti presentati. Passiamo all'esame dell'articolo 14, a cui è stato presentato l'emendamento numero 213.
Organi dell'ASAL
1. Sono organi dell'ASaL:
c) il revisore dei conti.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 213, con il parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Passiamo all'esame dell'articolo 15 a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 214 e 347.
1. Il direttore generale è il rappresentante legale dell'ASaL. Nei limiti stabiliti dallo statuto, ha competenza in materia amministrativa, organizzativa, finanziaria e di bilancio e svolge i compiti di coordinamento, direzione e controllo.
2. Il direttore, sulla base dell'atto di indirizzo di cui all'articolo 11, comma 3, predispone il programma annuale di attività ed è responsabile della sua attuazione; il programma contiene le modalità e i tempi di attuazione degli interventi e di verifica del raggiungimento dei risultati; inoltre:
a) assegna gli obiettivi e distribuisce le risorse umane, strumentali e finanziarie per l'attuazione del programma;
b) conferisce gli incarichi ai dirigenti e ne coordina e valuta l'attività;
c) propone l'adozione della dotazione organica e del bilancio;
d) predispone una relazione annuale sull'attività svolta e sui risultati conseguiti in base agli obiettivi assegnati e ne dà comunicazione all'Assessore competente.
3. Il direttore generale è scelto, secondo le modalità previste dall'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998, tra i dirigenti del sistema Regione dotati di comprovata conoscenza e specifica esperienza professionale in materia di politica linguistica e negli ambiti di attività dell'ASaL. Il direttore, inoltre, deve essere in possesso di un'ottima conoscenza della lingua sarda e un'adeguata conoscenza del catalano di Alghero e delle varietà linguistiche alloglotte. Le funzioni di direttore generale possono, inoltre, essere attribuite, ai sensi dell'articolo 29 della legge n. 31 del 1998, con procedura a evidenza pubblica, a persone estranee all'amministrazione e agli enti, in possesso dei suddetti requisiti.
4. Il rapporto di lavoro del direttore generale è regolato da un contratto di diritto privato di durata non superiore a quella della legislatura e si conclude, al massimo, entro i novanta giorni successivi alla fine della stessa. In caso di vacanza si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni.
5. Al direttore generale è attribuito il medesimo trattamento economico dei direttori generali dell'Amministrazione regionale.
6. L'incarico di direttore generale è incompatibile con cariche pubbliche elettive e con ogni altra attività di lavoro autonomo o subordinato e, per i dipendenti pubblici, determina il collocamento in aspettativa secondo le modalità previste dall'amministrazione di appartenenza.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Per l'emendamento numero 214 il parere è favorevole, per il 347 c'è un invito al ritiro e in alternativa un parere contrario.
COINU STEFANO (FI). Molto brevemente, mi preme fare due chiarimenti, perché evidentemente delle due l'una, o l'emozione, che è pure comprensibile essendo io novizio di quest'Aula, mi impedisce di esprimermi in modo compiuto e comprensibile, oppure c'è qualcuno che non provando più emozioni non riesce più a capirmi, non lo so, "alter, tertium non datur", dicono i latini. Io semplicemente dicevo che su un argomento di questa importanza, che deve tendere all'unità, il Consiglio non può esprimersi in un momento in cui tende alla divisione, il fatto che il Consiglio debba legiferare in questo momento come sempre è chiaro, ma prendere decisioni significa anche decidere di rinviare una norma per la quale non ci sono le condizioni che sono necessarie perché questa norma sia efficace ed efficiente, per evitare che questa norma venga costruita per poi essere demolita immediatamente appena qualcun altro deciderà evidentemente il contrario. Io infatti dicevo semplicemente che i temi uguali e la colorazione del cartellone… sì, anch'io ho pensato al principio: "Che bella la democrazia, in questo Consiglio non vige quella regola a cui qualcuno ci vuole costringere adesso, no, per dire che noi dobbiamo votare esattamente come qualcuno ci dice, ma esiste la libertà di voto e ciascuno di noi può fare esattamente quello che crede e quello che pensa in piena libertà", ma di questo non stiamo parlando, stiamo parlando, ripeto, del fatto che qui noi dobbiamo assolutamente prendere una decisione che sia unitaria, non possiamo delegare ad una consulta fatta di 28 persone, perché sto già immaginando lì dentro tra esperti degli esperti, e ancor di più, gente che viene dall'Università eccetera eccetera, chi dirà "verde verde, rosso rosso", in quella Commissione fatta di 28 persone? Chi e quanto in maniera opportuna o distrattamente, o a tutelare chissà che cosa. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 214, parere favorevole della Commissione e della Giunta.
L'emendamento numero 347 decade.
Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Il comitato tecnico-scientifico (di seguito Comitato) è composto da studiosi, docenti e operatori culturali in possesso di riconosciute conoscenze e competenze nella progettazione e realizzazione di iniziative per la tutela, valorizzazione, promozione e diffusione della lingua sarda e delle varietà linguistiche alloglotte, nella società, nelle istituzioni pubbliche, nei media e nella scuola.
a) il direttore generale dell'ASaL che lo presiede;
b) il direttore dell'amministrazione regionale competente per materia;
c) un esperto di lingua sarda;
d) un esperto in linguistica sarda;
e) un esperto in didattica delle lingue;
f) un esperto in letteratura e filologia sarda;
g) un esperto sull'uso delle lingue nel settore della comunicazione e dell'informazione;
h) un esperto sull'uso delle lingue nel campo artistico.
3. Il Comitato svolge un'attività di consulenza tecnico-scientifica nei diversi ambiti di intervento dell'ASaL e supporta il direttore generale nella formulazione degli atti di programmazione previsti nell'articolo 15, comma 2.
4. I componenti del Comitato sono nominati, per la durata della legislatura, con decreto dell'Assessore competente per materia. A essi spetta il rimborso delle spese di viaggio previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera c) della legge regionale n. 22 del 1987.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. L'emendamento numero 179 è stato ritirato. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 215 e 348. C'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario per gli emendamenti numero 78, 312, 89, 271, 90 e 79.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 215.
TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, se avevamo la necessità di una certificazione del fatto che questo progetto di legge è un "non progetto" l'abbiamo adesso. Lo avevamo anche prima, ma adesso abbiamo la conferma definitiva. Questo articolo verrà soppresso. È evidente che la Commissione ha lavorato, ha fatto finta, ha simulato di lavorare per tanto tempo inutilmente. Tutto ciò che ha prodotto la Commissione viene demolito a colpi di maglio emendante da quest'Aula. C'è un problema, evidentemente alla base c'è un problema, un problema di metodo, ma anche un problema di contenuti, un problema di tecnica legislativa. Non si può arrivare in un'Aula con un progetto di legge costituito da tanti articoli e far passare emendamenti soppressivi a raffica. Non si può lavorare in questo modo, non si può lavorare in questo modo né per quanto riguarda i consiglieri regionali di maggioranza, né per quelli di opposizione, ovviamente, che hanno ancora più difficoltà perché non conoscono assolutamente le dinamiche della maggioranza che con la forza dei numeri va a destrutturare questo progetto di legge, non hanno la possibilità di approfondire, non hanno la possibilità di intervenire per arricchire il progetto di legge, perché tanto qualsiasi loro proposta verrà demolita dal soppressivo di turno. Io credo, signor Presidente, che questo sia un modo di lavorare che non va a beneficio di buone leggi. Noi siamo qui per cercare di esitare leggi buone o quanto meno dignitose, non stiamo facendo un buon servizio, non stiamo rendendo un buon servizio al popolo sardo, soprattutto in questa occasione nella quale dobbiamo parlare, parliamo e discutiamo di una parte importante del nostro corredo cromosomico-culturale, delle nostre radici identitarie. Stiamo procedendo a spizzichi e bocconi e ogni tanto un mozzicone che si porta via qualche articolo. Non è possibile, non è dignitoso per l'Aula, non è dignitoso per questa Assemblea, la massima Assemblea rappresentativa dei sardi, la massima o l'unica Assemblea legislativa che procede come Attila, re degli Unni, nei confronti di questo progetto di legge! Noi non ci stiamo, signor Presidente, non si può lavorare in questo modo.
DERIU ROBERTO (PD). Io vorrei capire una cosa, se è previsto nei manuali della tecnica legislativa…
TEDDE MARCO (FI). Delle giovani marmotte!
DERIU ROBERTO (PD). … può essere anche che l'abbiano scritto quei soggetti lì citati adesso, che si debba tenere il comitato tecnico-scientifico di un'agenzia che non è più prevista, dobbiamo fare così? Perché dà fastidio esteticamente che ci siano delle soppressioni? Ma allora questo Consiglio che cosa fa, passa le carte? Eh no, eh no, questa cosa va spiegata, perché altrimenti noi all'esterno facciamo capire che se c'è la minima modifica da parte di questo Consiglio di ciò che si fa in Commissione allora è successo qualcosa di strano. No, è previsto che funzioni così e funziona, per fortuna, così. Anche perché siccome non siamo tutti presenti in Commissione, quando arriva qua, la collegialità nostra, di consiglieri eletti e tutti uguali, impone una riflessione, impone dei cambiamenti. Quindi io non capisco la meraviglia a dover togliere un direttore generale che non ha più agenzia, un comitato tecnico scientifico che non ha più agenzia, i revisori dei conti di una cosa che non ha più conti perché non esiste più. Allora, vogliamo discutere però io di questo non posso discutere, o meglio, ne sto discutendo perché amabilmente il presidente Tedde mi ha invitato a questa discussione, che io faccio molto volentieri. Beh, in questo momento è Presidente perché sta presiedendo il Gruppo, in assenza della Presidente, per cui io direi insomma almeno queste cose lasciamole andare come sono, son cose normali, è caduto l'articolo madre e cadono anche i sette nani che ci sono intorno. Purtroppo dobbiamo fare gli emendamenti soppressivi e li abbiamo fatti, saremo folli se non li facessimo perché altrimenti rimangono norme che non hanno più né capo né coda e quello, nel manuale delle giovani marmotte della tecnica legislativa, sarebbe considerato sbagliato.
TENDAS GIANMARIO (PD). L'intervento del collega Deriu in parte ha preceduto gli aspetti che volevo evidenziare, cioè l'articolo 12, l'agenzia per la lingua sarda decade, è inevitabile che vengono a cadere anche quelli che sono gli articoli conseguenti a partire dal direttore, gli organi e il comitato scientifico. Però io vorrei portare all'attenzione anche un altro aspetto che a mio avviso non è secondario, tenuto conto che si continua a dire che l'argomento viene trattato con carattere di urgenza, che probabilmente risente del periodo quasi preelettorale, quasi le elezione fossero domani mattina. Io credo che questo argomento sia stato all'attenzione della Commissione per un lasso di tempo che è grosso modo due anni, nel corso del quale ci sono state audizioni, una trentina circa, e credo che sia anche altrettanto importante e doveroso evidenziare che la minoranza mai, dico mai e poi mai, ha votato contrariamente e gli argomenti per i quali è stata manifestata perplessità - io credo anche a ragione, lo dico perché bisogna darvene atto - era proprio l'argomento legato all'agenzia sul quale giustamente sono state poste alcune perplessità. Quindi credo che un pochettino di coerenza non guasterebbe perché diversamente state delegittimando anche il lavoro che in maniera rigorosa hanno fatto i rappresentanti della minoranza proprio in seno alla Commissione e io credo che il lavoro vada rispettato anche in tal senso.
PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, per aggiungere poche cose rispetto a quello che hanno già detto i miei colleghi Deriu e Tendas, non solo a proposito della concatenazione tra gli articoli che chiaramente si trascinano dietro altri articoli, ma anche per dire che se ci fosse uno sguardo meno preconcetto e più attento e obiettivo si sarebbe notato che proprio il contenuto dell'articolo 16, comitato tecnico-scientifico, è andato a finire dentro l'emendamento 396 che sostituisce di fatto l'articolo 9. Per cui stiamo andando a modificare alcuni contenuti della legge, ma di fatto li abbiamo già votati. Quindi occhio e sguardo meno preconcetto e più attento e obiettivo.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Tutto ciò che avevo intenzione di dire è già stato detto, ma lo ribadisco su due punti. Primo: il comitato tecnico scientifico non decade semplicemente ma confluisce nella Consulta che è prevista nel nuovo articolo 9 e due, per la repressione dell'agenzia noi abbiamo tenuto conto anche di una serie di obiezioni che ci sono arrivate dalla opposizione, sono state le obiezioni più importanti che noi abbiamo rilevato in Commissione, quindi cerchiamo di collaborare e di trovare una soluzione insieme, sempre.
Decadono tutti gli emendamenti presentati.
All'articolo 17 è stato presentato un emendamento.
1. Il revisore dei conti, nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, è scelto tra coloro che sono iscritti al Registro dei revisori legali, dura in carica cinque anni ed esercita le funzioni previste dall'articolo 6 della legge regionale n. 14 del 1995.
2. Al revisore competono i compensi definiti secondo le modalità previste dall'articolo 6, comma 4 bis, della legge regionale n. 20 del 1995.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
All'articolo 18 è stato presentato un emendamento.
Entrate, bilancio di previsione
e rendiconto generale
1. Le entrate dell'ASaL sono costituite:
a) da un contributo annuo per il funzionamento dell'ASaL e lo svolgimento delle attività previste dalla presente legge,
b) da contributi derivanti da norme regionali, statali ed europee per lo svolgimento di specifiche attività;
c) da ogni altro introito.
2. Il bilancio di previsione e il rendiconto generale, corredati del parere del revisore dei conti, sono approvati dalla Giunta regionale.
3. All'ASaL si applica la normativa contabile prevista per la Regione.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
All'articolo 19 sono stati presentati degli emendamenti.
1. In applicazione dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 16 del 2016, la Regione disciplina l'esercizio delle funzioni amministrative connesse all'attuazione delle disposizioni previste dagli articoli 9 e 15 della legge n. 482 del 1999, relativamente a:
a) la presenza negli uffici pubblici di personale che sia in grado di rispondere alle richieste del pubblico usando la lingua sarda;
b) la possibilità per i componenti degli organi elettivi a struttura collegiale di svolgere gli interventi in lingua sarda, secondo le modalità definite dai rispettivi statuti e regolamenti e di assicurare la presenza di personale qualificato per garantire, contestualmente, a chi dichiara di non conoscere la lingua sarda, la traduzione in lingua italiana;
c) la pubblicazione degli atti e documenti ufficiali dello Stato, della Regione e degli enti locali, tradotti in lingua sarda, fermo restando il valore legale esclusivo nel testo in lingua italiana.
2. Nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, la Regione tiene conto dell'esigenza di garantire livelli omogenei di tutela delle lingue delle minoranze storiche nell'intero territorio delimitato ai sensi dell'articolo 3, comma 4.
3. Le misure sono attuate con le modalità previste dall'articolo 13.
4. Per le medesime finalità di cui al comma 1, le autonomie locali, le camere di commercio e le aziende sanitarie possono presentare alla Regione progetti, anche a carattere culturale che, nel rispetto della legge n. 482 del 1999 e in coerenza con la presente legge, prevedano di realizzare a livello locale ulteriori livelli di tutela, valorizzazione e diffusione della lingua sarda.
5. La Giunta regionale, con propria deliberazione approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, individua le linee guida per la predisposizione delle richieste di finanziamento, da parte delle amministrazioni territoriali e locali di cui al comma 4, con le quali definisce gli ambiti di intervento, gli aspetti procedurali, i requisiti dei progetti e le competenze linguistiche minime richieste agli operatori.
6. Per l'esercizio delle funzioni disciplinate dal presente articolo, ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 16 del 2016, lo Stato trasferisce annualmente alla Regione, una specifica assegnazione finanziaria. Il programma di spesa annuale di cui all'articolo 6, comma 3, disciplina le modalità di utilizzo delle suddette risorse e, qualora necessario ad assicurare lo svolgimento delle predette funzioni, a garanzia dei diritti linguistici delle minoranze e l'integrazione delle risorse statali trasferite con risorse del bilancio regionale.
7. Il Consiglio regionale, nell'ambito dell'autonomia funzionale e organizzativa ad esso riconosciuta, disciplina con proprio regolamento l'utilizzo della lingua sarda nei propri lavori e nella redazione dei propri atti.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Emendamento numero 349 invito al ritiro, 222 parere favorevole, 261 parere favorevole, emendamento all'emendamento numero 397 parere favorevole, 260 parere favorevole, 259 parere favorevole, 313 invito al ritiro, 91 uguale al 258 parere favorevole, 141 parere contrario.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 397.
L'emendamento numero 261 decade.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 260.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 259.
L'emendamento numero 313 decade.
Metto in votazione l'articolo 19.
COINU STEFANO (FI). Ho premuto per sbaglio ma ne approfitto.
Allora semplicemente per dire una cosa, all'articolo 19 noi stiamo sostituendo con questo emendamento, se non sbaglio, le lingue al posto della lingua sarda. Vorrei solo capire, siccome ognuno di noi ha diritto a lavorare dove gli pare, se io dovessi andare a lavorare in un ufficio linguistico in un'altra zona devo imparare il dialetto che parlano in quella zona oppure posso parlare il fonnese? Non ho capito, ecco perché è contraddittoria.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. No, con questo emendamento noi stiamo sostituendo la dizione "lingua sarda" con "lingua delle minoranze storiche". Siccome qui parliamo dell'attuazione degli articoli 9 e 15, quelli per cui abbiamo assunto le competenze che dallo Stato passano alla Regione sarda, e ribadisco il fatto che si tratta di un passaggio importantissimo. Noi abbiamo portato a casa due norme di attuazione in questa legislatura, una è questa. A norma della legge 482 questi strumenti sono applicabili alla lingua sarda e alla lingua catalana di Alghero, la correzione tende a precisare questa ulteriore estensione delle competenze, non solo al sardo, ma anche al catalano di Alghero.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Se non fosse stato scritto "lingue sarde" avrei anche capito, ma lingue sarde non corrisponde a quello che è della 482, chiaro? Per cui vanno specificati esclusivamente i riferimenti alla 482, altrimenti è un abuso e si sta facendo anche un torto agli stessi colleghi di maggioranza che hanno votato contrari in altre circostanze. O si è seri, o non si è, però non bisogna cercare di pensare che si prenda in giro la gente. La lingua sarda è una a prescindere, poi le lingue tutelate dalla 482 possono essere anche più di una, come effettivamente è, come tra l'altro nella 26 sono tutelate anche altre norme. Certo che non sono di derivazione statale, questo lo sappiamo. Se vogliamo ci possiamo confrontare seriamente su queste cose, ma non accetto lezioni da chi non me le può dare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 141.
negli uffici pubblici del sistema Regione
e nella comunicazione istituzionale
1. La Regione, per le finalità di cui all'articolo 19, comma 1, promuove e sostiene l'uso della lingua sarda negli uffici delle amministrazioni del sistema Regione di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 31 del 1998 e impronta la comunicazione istituzionale alla forma bilingue.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 si utilizza la norma linguistica di riferimento di cui all'articolo 9, comma 1, lett. b).
4. I tempi, i criteri e le modalità di attuazione delle attività di cui al comma 2, sono definiti dalla Giunta regionale con propria deliberazione approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35.
5. L'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo è assicurata con il supporto dell'ASaL.
6. Al comma 6 dell'articolo 53 della legge regionale n. 31 del 1998 dopo le parole "lingua straniera" sono aggiunte le seguenti: "e della lingua sarda".)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Il 183 è stato ritirato, per il 223 c'è un parere positivo, per il 314 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 35 uguale al 200 c'è un parere contrario, per il 272 c'è un parere positivo, per il 315 c'è un invito al ritiro o un parere contrario, per il 127 c'è un invito al ritiro o parere contrario, per il 316 c'è un invito al ritiro o parere contrario; per gli aggiuntivi 110 c'è un invito al ritiro o parere contrario, e così per il 142 che è uguale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35, uguale al 200.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 272.
Decadono gli emendamenti numero 315 e 110, uguale al 142. Passiamo all'emendamento numero 127, c'è un invito al ritiro, onorevole Ruggeri? Ritirato. Passiamo all'emendamento numero 316, c'è un invito al ritiro, onorevole Zanchetta? Ritirato.
Passiamo all'esame dell' articolo 21. All'articolo 21 sono stati presentati degli emendamenti.
Toponomastica e cartellonistica in lingua sarda
2. La denominazione ufficiale in lingua sarda, da aggiungere alla denominazione in italiano, è deliberata dalle autonomie locali previa intesa con la Regione.
3. La Regione fornisce ad altre pubbliche amministrazioni, compresi i concessionari di pubblici servizi, la consulenza per la scrittura e la traduzione in lingua sarda della cartellonistica. Può, inoltre, prevedere forme di sostegno finanziario, affinché le insegne, i supporti visivi e ogni altra indicazione di pubblica utilità esposta al pubblico negli immobili sede di uffici aperti al pubblico, nei porti, aeroporti, stazioni e mezzi di trasporto, sia corredata di traduzione in lingua sarda, con pari evidenza grafica rispetto alla lingua italiana.
4. L'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo è assicurata con il supporto dell'ASaL.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza Per il 225 c'è un parere favorevole, per il 273 c'è un parere favorevole, per il 37 uguale al 111 e al 201 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 147 c'è un parere contrario, per il 224 c'è un parere favorevole, per il 230 c'è un parere favorevole, per l'80 c'è un parere favorevole, per l'emendamento all'emendamento numero 381 c'è un parere favorevole, per il 92 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è conforme.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 225.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 273.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 37, uguale al 111, uguale al 201.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 381.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 80.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 22. All'articolo 22 sono stati presentati degli emendamenti.
4. Il finanziamento è prioritario ai soggetti pubblici e privati che utilizzano le norme comuni di riferimento.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 229 il parere è favorevole, sul 317 c'è un invito al ritiro in alternativa un parere contrario, sul 317 c'è un invito al ritiro in alternativa un parere contrario, sul 144 c'è un parere contrario, sul 350 c'è un invito al ritiro in alternativa un parere contrario, sul 319 c'è un invito al ritiro in alternativa un parere contrario, il 39 è stato ritirato, per il 274 c'è un parere favorevole, per il 93 c'è un invito al ritiro in alternativa parere contrario.
PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 229.
Decadono gli emendamenti numero 144, 350 e 319.
Metto in votazione l'emendamento numero 318, c'è un invito al ritiro. Onorevole Zanchetta? L' onorevole Zanchetta non è in aula, parere contrario della Commissione, metto in votazione l'emendamento 318.
2. La Giunta regionale, con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, individua gli indirizzi per la quota regionale di cui al comma 1, tenendo conto, in particolare, delle seguenti priorità:
b) assicurare agli studenti sardi un percorso formativo plurilingue che preveda, accanto alla lingua italiana, la compresenza della lingua sarda o delle varietà alloglotte e di lingue straniere;
d) coniugare, anche nei metodi didattici, i temi della tradizione con quelli dell'innovazione.)
Chiedo se sia mantenuto il voto elettronico? Procediamo con la votazione elettronica.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore di maggioranza.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 40, uguale al 199 c'è un parere contrario. Sul 351 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Sul 212 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Sul 320 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario. Sul 94, uguale al 275 c'è un parere favorevole. Sull'emendamento all'emendamento 391 c'è un parere favorevole. Sul 145 c'è un parere contrario.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 23. Non ho iscritti a parlare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40, uguale al 199.
Metto in votazione l'emendamento 351, c'è un invito al ritiro, onorevole Congiu?
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Non lo ritiro.
ZEDDA PAOLO (SDP). Vorrei dire in pochissime parole che quest'articolo, l'articolo 23 recepisce una competenza che in linea teorica era esercitabile da questa Regione a partire dal 2003, esattamente dalla legge 53 del 2003, la cosiddetta legge Moratti, che prevede che la Regione possa esercitare un ruolo di indirizzo nella definizione della quota regionale dei piani di studio. In poche parole i piani di studio definiti dal Ministero sono composti da una quota maggioritaria, di circa l'80 per cento che è definita su base nazionale, e da una quota del 20 per cento circa che può essere definibile dalle Regioni. Noi attraverso l'acquisizione di questa competenza possiamo quindi incoraggiare ed esercitare un potere di indirizzo che ci permetterà, per esempio, di insegnare la storia sarda nelle scuole, le arti della Sardegna nelle scuole, la storia e la sostanza delle istituzioni del Consiglio regionale e delle istituzioni della Sardegna, in generale. Quindi, stiamo portando a casa una competenza importantissima. La possibilità che si insegni la storia sarda nelle scuole è stata promossa da una serie di associazioni con iniziative anche continuate, diffuse nel territorio ed estremamente motivate. Vi chiedo di avere un attimo di attenzione e di tener conto di cosa sta succedendo in questo momento in quest'Aula, grazie.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo ricordare all'onorevole Zedda che al di là che nel 53 ci fosse la legge Moratti, è in uso, e tra l'altro con altre norme, in continuazione l'attività del 20 per cento in capo alla Regione da sempre. È stata certificata tra l'altro da una sentenza della Corte costituzionale. Siccome probabilmente ci dimentichiamo delle cose allora è meglio ricordarle, il male è che ciascun Assessore che è passato lì non ha fatto il proprio dovere, cioè si imposto affinché il Dirigente scolastico regionale attui le politiche che la Regione intende portare avanti. Casomai io avrei messo qualcosa di più sugli indirizzi che deve fornirli eventualmente il Consiglio, perché su questo credo che si innesti il lavoro consiliare, perché poi possa la Giunta applicarla nel sistema dei rapporti fra Stato e regione. Bisogna stare molto attenti a quello che si dice.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Ho deciso di mantenere l'emendamento 351 proprio sulla scorta di quello che la Commissione, invece, propugnava per validare l'impostazione dell'articolo 23. Ecco, io ritengo che la formulazione di un comma nel quale alle parole "della lingua sarda o delle varietà alloglotte" venga sostituita invece "le lingue delle minoranze storiche della Sardegna" sia, effettivamente, più rispettoso di quello che accade nei territori, e non vada assolutamente in conflitto con quelle che possono essere le prerogative esercitabili in materia di istruzione e formazione da parte della Regione Sardegna.
È stata ritirata la richiesta di votazione nominale, procediamo dunque con le votazioni per alzata di mano.
Sull'emendamento numero 112 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Ruggeri ritira l'emendamento.
Sull'emendamento numero 320 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Zanchetta ritira l'emendamento.
Metto in votazione il testo dell'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 391, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento all'emendamento numero 275.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 145, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 24, al quale sono stati presentati degli emendamenti.
Coordinamento dei compiti in materia di uso
e insegnamento della lingua sarda
1. In attuazione a quanto previsto dall'articolo 4 del decreto legislativo n. 16 del 2016, nel rispetto dei principi stabiliti in materia dalla legislazione statale e dell'autonomia scolastica, il presente articolo disciplina le modalità con le quali la Regione esercita le funzioni di coordinamento dei compiti attribuiti alle istituzioni scolastiche in materia di uso della lingua sarda nelle scuole dell'infanzia per lo svolgimento delle attività educative e di insegnamento nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.
2. È istituito un comitato interistituzionale permanente per l'insegnamento della lingua sarda (Obreria pro s'imparu de su sardu), di seguito denominato Obreria, composto dai seguenti soggetti, o da un loro sostituto:
a) Assessore competente per materia, che lo presiede;
b) direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale;
c) direttore generale dell'amministrazione regionale competente in materia di istruzione;
d) direttore generale dell'amministrazione regionale competente in materia di lingua e cultura sarda;
e) direttore generale dell'AsaL;
f) componente designato dai rettori delle università degli studi della Sardegna.
3. Per le finalità di cui al comma 1, l'Obreria predispone delle linee guida che definiscono i criteri e le modalità di organizzazione e svolgimento delle attività di insegnamento della lingua sarda, con particolare riguardo ai seguenti aspetti:
a) modalità di inserimento nei programmi scolastici, in orario curricolare, con specifico riferimento ai tempi, le metodologie, la consistenza numerica delle classi, l'impiego dei docenti;
b) attuazione degli indirizzi per la definizione della quota regionale dei piani di studio di cui all'articolo 23;
d) modalità di verifica della consistenza del personale in servizio presso le istituzioni scolastiche in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28, comma 1 e di rilevamento delle necessità di organico nel territorio regionale;
e) gestione e utilizzo dell'elenco regionale dei docenti di cui all'articolo 28, comma 2;
f) criteri di selezione e assunzione del personale di cui all'articolo 28, comma 5;
g) modalità di scelta se avvalersi dell'insegnamento della lingua sarda;
k) utilizzo in ambito scolastico delle norma ortografica di riferimento;
l) valutazione della ricaduta delle attività di insegnamento sulle competenze degli studenti e di gradimento delle famiglie;
m) attribuzione, nel rispetto del contratto collettivo di lavoro, della retribuzione aggiuntiva a favore del personale scolastico coinvolto nelle attività didattiche e organizzative;
n) modalità di coinvolgimento e di utilizzo, da parte delle istituzioni scolastiche, dei tutor di cui all'articolo 25, comma 9;
o) modalità di formazione e aggiornamento permanente dei docenti, anche al fine della certificazione.
5. La Regione può promuovere, anche in relazione a singoli aspetti elencati nel comma 3, o su altre questioni legate all'attuazione della presente legge, la stipula di apposite intese con l'Ufficio scolastico regionale. ).
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 226 e 277. Per l'emendamento numero 6, uguale al 207, al 291 e al 379 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario. Sull'emendamento 276 il parere è favorevole. Per gli emendamenti numero 352 e 353 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario. Per l'emendamento 147 il parere è contrario. Per l'emendamento 257 il parere è favorevole. Per l'emendamento 44, uguale al 198, il parere è contrario, e così pure per l'emendamento numero 45, uguale al 197. Per l'emendamento numero 146 il parere è contrario. Per gli emendamenti numero 354, 95, 113, 81, 114 e 115 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario. Sull'emendamento numero 128 il parere è favorevole e così pure sull'emendamento all'emendamento numero 392.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
DERIU ROBERTO (PD). Per aggiungere la mia firma all'emendamento 392, emendamento all'emendamento 128.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 226, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 277, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 6, uguale al 207, al 291 e al 379, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 276, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 352.
Sull'emendamento numero 353 c'è un invito al ritiro onorevole. L'onorevole Congiu mantiene l'emendamento.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 353, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 253, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 147, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 257, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 44, uguale al numero 198, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, uguale al numero 197, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 146, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Sull'emendamento numero 354 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Congiu mantiene l'emendamento
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 354, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione il testo dell'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.
Sull'emendamento numero 95 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Cacciotto ritira l'emendamento.
Sull'emendamento numero 113 c'è un invito al ritiro.
L'onorevole Ruggeri non è in aula, quindi metto in votazione l'emendamento numero 113. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Sull'emendamento numero 81 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Usula ritira l'emendamento.
Sull'emendamento numero 114 c'è un invito al ritiro. L'onorevole Ruggeri non è in aula, quindi metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 115, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 392, emendamento sostitutivo parziale all'emendamento numero 128. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 128, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 25, al quale sono stati presentati degli emendamenti.
Insegnamento della lingua sarda e utilizzo veicolare
1. Ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 482 del 1999 nelle scuole dell'infanzia, nella scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado, situate nei comuni delimitati ai sensi dell'articolo 3, comma 4, le istituzioni scolastiche inseriscono nel percorso educativo linguistico, in orario curriculare, l'insegnamento della lingua sarda e quello in lingua sarda di tutte le materie del curricolo, secondo modalità specifiche corrispondenti a ciascun ordine e grado scolastico.
2. La Regione promuove nelle scuole secondarie di secondo grado l'insegnamento della lingua sarda e quello in lingua sarda di tutte le materie del curricolo nell'ambito del potenziamento d Cl'offerta formativa di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti).
3. Le istituzioni scolastiche definiscono, nell'ambito della propria autonomia e delle linee guida di cui all'articolo 24, i tempi, le metodologie didattiche, i criteri di valutazione degli alunni e, nel rispetto dei complessivi obblighi di servizio previsti dai contratti collettivi, le modalità di impiego dei docenti.
4. La scelta se avvalersi dell'insegnamento della lingua sarda è esercitata al momento dell'iscrizione scolastica. L'opzione espressa mantiene la sua validità per la durata dell'intero ciclo scolastico e può essere modificata all'inizio di ciascun anno scolastico.
5. Al fine di accrescere la consapevolezza dei benefici del plurilinguismo sulle giovani generazioni la Regione promuove la più ampia comunicazione delle opportunità previste dalla presente legge per l'apprendimento e consolidamento della conoscenza della lingua sarda nelle scuole della Sardegna.
6. La Regione sostiene finanziariamente le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado che inseriscono nella programmazione, per l'intero anno scolastico l'uso, l'insegnamento e l'utilizzo veicolare della lingua sarda con un'estensione di almeno tre ore settimanali nella scuola dell'infanzia e di almeno due ore settimanali nella scuola primaria e secondaria. I contributi sono destinati alla copertura delle seguenti spese:
c) acquisto di materiale didattico, prodotto secondo le modalità previste nell'articolo 29 o attrezzature per uso didattico, comprese le spese per la produzione diretta di materiale didattico.
7. La Giunta regionale definisce con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, i criteri e le modalità di concessione dei contributi di cui al comma 6 tenendo conto, tra gli altri, dei seguenti parametri:
b) numero di ore di insegnamento riservate all'utilizzo veicolare della lingua sarda, fermo restando quanto previsto dal comma 6;
9. La Regione sostiene l'attività di insegnamento della lingua sarda anche attraverso l'inserimento di tutor che svolgono assistenza e consulenza in ambito scolastico secondo le modalità stabilite nelle linee guida di cui all'articolo 24, comma 3, lettera n). Le attività di cui al presente comma sono svolte dal personale di cui all'articolo 13, comma 2, lettera e).
11. Gli interventi finanziari di cui al comma 6 si estendono anche alle varietà linguistiche alloglotte. ).
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sugli emendamenti 355 e 50 c'è un invito al ritiro, in alterativa il parere è contrario. Sull'emendamento 278 il parere è favorevole. Sull'emendamento 67, uguale al 194, il parere è contrario. Sull'emendamento 279 il parere è favorevole, così come sul 256, sul 281, sul 255 e sul 240. Sull'emendamento 356 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario. Sull'emendamento 148 il parere è contrario, così come per il numero 54, uguale al 195. Sull'emendamento numero 116, uguale al 149, c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario. Sull'emendamento numero 280 c'è un parere favorevole, per il 96 c'è un invito al ritiro, in alternativa il parere è contrario.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 96 è ritirato
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 355, c'è un invito al ritiro, onorevole Congiu? Non è ritirato.
L'emendamento numero 50 è ritirato dall'onorevole Agus.
Metto in votazione l'emendamento numero 278.
Metto in votazione l'emendamento numero 67 uguale al 194.
Metto in votazione l'emendamento numero 279.
Metto in votazione l'emendamento numero 256.
Metto in votazione l'emendamento numero 255.
Metto in votazione l'emendamento numero 240.
Decade l'emendamento numero 356.
Metto in votazione il testo dell'articolo 25.
Metto in votazione l'emendamento numero 148.
Metto in votazione gli emendamenti numero 54 e numero 195, uguali.
Poiché nessuno domanda di parlare, li metti in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 116 e numero 149, uguali.
Metto in votazione l'emendamento numero 280.
Passiamo all'esame dell'articolo 26. All'articolo 26 sono stati presentati degli emendamenti.
Insegnamento della storia e della letteratura
1. La Regione promuove, nel rispetto dell'autonomia didattica e nell'ambito della quota regionale dei piani di studio di cui all'articolo 23, l'inserimento nell'offerta formativa dell'insegnamento, anche in italiano, delle materie riferite alla Sardegna di cui all'articolo 23, comma 2, lettera a).
2. La Regione sostiene le attività di cui al presente articolo limitatamente all'acquisto del materiale didattico necessario all'insegnamento, prodotto secondo le modalità previste nell'articolo 29.
3. Le misure di cui al presente articolo si estendono anche alle varietà linguistiche alloglotte.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Dunque per l'emendamento 241 il parere è favorevole, per l'emendamento 358 il parere è favorevole, per l'emendamento 150 il parere è contrario, per l'emendamento 357 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 241 e 458 parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Poiché nessuno domanda di parlare, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.
Decadono gli emendamenti successivi numero 150 e numero 357.
Metto in votazione il testo dell'articolo 26.
Passiamo all'articolo articolo 27. All'articolo 27 su stati presentati degli emendamenti.
1. La Regione sostiene nelle scuole di ogni ordine e grado la realizzazione di laboratori didattici in orario extra-curriculare nei quali le attività siano svolte in lingua sarda. I laboratori possono essere aperti anche alle famiglie degli alunni.
2. Le proposte progettuali relative alla realizzazione dei laboratori didattici possono essere presentate da operatori professionalmente qualificati e in possesso di un'adeguata conoscenza orale della lingua sarda certificata secondo le modalità previste dalla presente legge.
3. La Giunta regionale con propria deliberazione approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, stabilisce i criteri di valutazione, la modalità di presentazione dei progetti e le competenze linguistiche minime richieste agli operatori. Le proposte che superano positivamente la procedura di valutazione sono inserite nel catalogo dei laboratori didattici extracurriculari in lingua sarda dal quale le istituzioni scolastiche possono selezionare i laboratori.
4. Le misure di cui al presente articolo si estendono anche alle varietà linguistiche alloglotte.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Per l'emendamento 359 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, scusa per il 242 c'è un parere favorevole, per il 360 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 282 c'è un parere favorevole, per il 151 c'è un parere contrario, per il 55 uguale al 117 e al 196 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, il 98 è ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 359, onorevole Congiu c'è un invito al ritiro. Viene mantenuto quindi parere contrario della Commissione e della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 242.
Decade l'emendamento numero 360.
Metto in votazione il testo dell'articolo 27.
Metto in votazione l'emendamento numero 282.
Metto in votazione l'emendamento numero 151.
Metto in votazione gli emendamenti numero 55, numero 117 e numero 196, uguali.
Passiamo all'articolo 28. L'articolo 28 sono stati presentati degli emendamenti.
Docenti di lingua sarda
1. L'attività di insegnamento è svolta da docenti che abbiano la conoscenza della lingua sarda di livello almeno C1 certificata secondo le modalità previste dall'articolo 10. Possono insegnare prioritariamente i docenti in servizio presso l'istituzione scolastica interessata o, in subordine, in altra istituzione scolastica o comunque i soggetti in possesso dei requisiti per l'insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado.
2. La Regione, sulla base delle linee guida previste nell'articolo 24, istituisce presso l'ASaL, secondo la disponibilità individuale, un elenco regionale dei docenti di lingua sarda in possesso dei requisiti di cui al comma 1. La Giunta regionale, previa intesa stipulata ai sensi dell'articolo 24, comma 5, definisce con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, le modalità di gestione e utilizzo dell'elenco.
4. La Regione assicura, anche al fine della certificazione, la formazione e l'aggiornamento dei docenti di lingua sarda secondo le modalità previste dagli articoli 32 e 33.
5. Qualora non vi sia disponibilità di docenti aventi i requisiti di cui al comma 1, le istituzioni scolastiche, sulla base delle linee guida di cui all'articolo 24, possono reclutare docenti esterni qualificati. A tale personale è richiesta la conoscenza della lingua sarda di livello almeno C1 certificata secondo le modalità previste dall'articolo 10 e una comprovata esperienza nell'insegnamento della lingua sarda, di almeno tre anni, maturata nell'ambito dei progetti finanziati ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 482 del 1999 e dell'articolo 9, comma 10, lettera b), della legge regionale n. 3 del 2009.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per il 361 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 283 c'è un parere favorevole, per il 58 c'è un parere favorevole, per il 284 c'è un parere favorevole, per il 285 c'è un parere favorevole, per il 152 c'è un parere contrario, per il 60 c'è un parere favorevole, per l'emendamento all'emendamento 393 c'è un parere favorevole, per il 227 c'è un parere favorevole, per il 59 uguale al 118 c'è un parere contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 361, c'è una richiesta di ritiro, onorevole Congiu? L'emendamento viene messo in votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 284.
Metto in votazione l'emendamento numero 285.
Metto in votazione l'emendamento numero 152.
Metto in votazione l'emendamento numero 393.
Decade l'emendamento numero 60.
Metto in votazione l'emendamento numero 227.
Metto in votazione il testo dell'articolo 28.
Metto in votazione gli emendamenti numero 59 e numero 118.
Passiamo all'articolo 29. L'articolo 29 sono stati presentati degli emendamenti.
1. La Regione sostiene la produzione di materiale didattico originale, anche in forma multimediale e il doppiaggio di materiale audiovisivo utile all'insegnamento veicolare della lingua sarda e allo svolgimento delle attività educative.
2. Il materiale è elaborato secondo le indicazioni delle linee guida di cui all'articolo 24 e i contributi sono concessi a favore di soggetti in possesso dei requisiti previsti nella deliberazione prevista dall'articolo 30, comma 4.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per l'emendamento 362 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, 243 c'è un parere favorevole, per il 363 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, il 286 un parere favorevole, per il 63 uguale al 119 e al 193 c'è parere contrario, per il 153 c'è un parere contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Congiu, c'è un invito al tiro per l'emendamento numero 362, ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 243 parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Decade l'emendamento numero 363.
Metto in votazione testo dell'articolo 29.
Metto in votazione gli emendamenti numero 63, 119, 193.
Metto in votazione l'emendamento numero 153, parere contrario della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 30. All'articolo 30 sono stati presentati degli emendamenti.
1. In attuazione di quanto previsto dall'articolo 14 della legge n. 482 del 1999 e per conseguire le finalità previste dalla presente legge, la Regione sostiene e incentiva l'utilizzo della lingua sarda nel settore dei mass media, dell'editoria, dell'informatica e del web.
a) la pubblicazione nei quotidiani, nei periodici e nelle testate giornalistiche on line, di articoli in lingua sarda;
b) la produzione, distribuzione e diffusione di opere editoriali in formato cartaceo o multimediale, redatti interamente in lingua sarda;
c) la produzione di programmi televisivi o radiofonici in lingua sarda, trasmessi con ogni mezzo di diffusione;
d) le produzione di strumenti informatici, software o applicazioni utili ad assicurare la fruibilità e la diffusione, anche attraverso il web, della lingua sarda.
3. La Regione sostiene le emittenti televisive e radiofoniche che trasmettono, anche in forma associata, esclusivamente in lingua sarda.
4. La Giunta regionale con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, individua i requisiti dei beneficiari e i criteri per la concessione dei contributi.
5. Le misure di cui al presente articolo si estendono anche all'utilizzo delle varietà linguistiche alloglotte.).
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sull'emendamento numero 364 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul 244 c'è un parere favorevole, sul 154 c'è un parere contrario, sul 287 c'è un parere favorevole, sul 155 c'è un parere contrario, sul 254 c'è un parere favorevole, sul 156 c'è un parere contrario, sul 253 c'è un parere favorevole, sul 157 un parere contrario, sul 246 un parere favorevole, sul 247 un parere favorevole, sul 365 un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul 65 un invito al ritiro, ma risulta ritirato, 65, 66 e 57 sono stati ritirati, sull'82 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul 101 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
PRESIDENTE. Il numero 101 è ritirato.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Conforme.
PRESIDENTE. Onorevole Congiu, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 364.
PRESIDENTE. Ritirato l'emendamento numero 364.
Metto in votazione l'emendamento numero 244, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Decade il numero 365 a pagina 233.
Metto in votazione l'emendamento numero 154, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 287, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 155, parere contrario della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 254, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 156, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 253, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 157, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 246, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 247, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Onorevole Usula, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 82. Non è in Aula l'onorevole Usula. Allora c'è il parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 82, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 31. All'articolo 31 sono stati presentati degli emendamenti
1. Ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 482 del 1999, il contratto di servizio tra il Ministero dello sviluppo economico e la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, assicura condizioni per la tutela della lingua sarda.
2. La Regione promuove e incentiva la produzione e diffusione di programmi radiofonici e televisivi in lingua sarda anche attraverso la convenzione con la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di cui all'articolo 22, comma 1, lettera b), della legge regionale 3 luglio 1998, n. 22 (Interventi della Regione a sostegno dell'editoria locale, dell'informazione e disciplina della pubblicità istituzionale e abrogazione della legge regionale n. 35 del 1952 e della legge regionale n. 11 del 1953). Nell'ambito della suddetta convenzione un terzo della programmazione è riservato ai temi dell'informazione e dell'approfondimento in lingua sarda.).
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Sull'emendamento numero 366 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, sul 248 c'è un parere positivo, sul 158 c'è un parere contrario, sul 236 c'è un parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Congiu, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 366.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Mantenuto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 366, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 248, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 158, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 236, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 32. All'articolo 32 sono stati presentati degli emendamenti.
1. La Regione, anche in attuazione dell'articolo 6 della legge n. 482 del 1999, promuove la collaborazione con le università della Sardegna per lo svolgimento di attività di studio, ricerca e formazione a sostegno delle finalità della presente legge. A tal fine, stipula un'apposita convenzione che può prevedere, tra gli altri, i seguenti contenuti:
a) percorsi di formazione e aggiornamento permanente in lingua sarda, in particolare, percorsi formativi specifici per insegnanti, interpreti e traduttori;
b) corsi universitari di lingua sarda finalizzati anche al rilascio delle certificazioni linguistiche di cui all'articolo 10;
h) attività di certificazione linguistica di cui all'articolo 10;
i) assegnazione assegni di studio, borse di dottorato, contratti di ricerca di durata almeno biennale, nelle materie disciplinate dalla presente legge.
2. La Regione, con la collaborazione delle Università di Cagliari e Sassari, promuove l'istituzione dell'"Accademia della lingua sarda" costituita dai docenti ed esperti di comprovata fama, di lingua e linguistica sarda. Essa svolge attività di studio e di consulenza scientifica sulle caratteristiche strutturali e funzionali della lingua. La Giunta regionale con propria deliberazione, adottata secondo le modalità previste nell'articolo 35, disciplina la composizione, i compiti e le modalità di funzionamento dell'Accademia.).
RESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Zedda, relatore.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore. Per l'emendamento numero 367 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per l'83 c'è un parere favorevole, per il 249 c'è un parere favorevole, per il 7 uguale al 209, 250 e 380 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per 159 c'è un parere contrario, per l'84 c'è un parere favorevole, per l'emendamento all'emendamento numero 383 c'è un parere favorevole, per il 103 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 120 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Congiu, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 367.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 367. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 83, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 249, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 7, 209, 250, 380, parere contrario della Commissione. Chi è favorevole? Sono ritirati? Ma rimane il numero 380.
Metto in votazione l'emendamento numero 159, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 383, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 84 è sostitutivo totale quindi decade.
C'è un invito al ritiro, onorevole Ruggeri, per l'emendamento numero 120. Non è in Aula, parere contrario della Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 120, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
1. La Regione, ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 482 del 1999, per conseguire gli obiettivi della presente legge sostiene l'attività dei soggetti privati che abbiano come finalità statutaria lo studio, la ricerca, la formazione, la salvaguardia e promozione della lingua sarda, in particolare:
a) diffusione delle lingue anche al fine di favorire la trasmissione intergenerazionale;
b) realizzazione di progetti di studio e ricerca;
c) attività di formazione e aggiornamento permanente;
d) certificazione linguistica di cui all'articolo 10.
2. Le misure di cui la comma 1 si estendono anche all'utilizzo delle varietà linguistiche alloglotte.
3. I destinatari dei contributi sono soggetti riconosciuti e radicati stabilmente nel territorio regionale che possano vantare particolari meriti nella promozione del bilinguismo e che svolgano un'attività qualificata e continuativa negli ambiti di cui al comma 1. La Giunta regionale con propria deliberazione, approvata secondo le modalità previste nell'articolo 35, definisce i criteri per la concessione dei contributi.).
ZEDDA PAOLO (PD), relatore. Per l'emendamento numero 368 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 245 c'è un parere favorevole, per il 160 c'è un parere contrario, per il 369 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 288 c'è un parere favorevole, per il 121 c'è un invito al ritiro o in alternativa parere contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Congiu, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 368.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Rimane.
PRSIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 368, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 245, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Decade l'emendamento numero 369.
Metto in votazione l'emendamento numero 160, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 288, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Onorevole Ruggeri, non è in Aula, c'è un invito al ritiro, parere contrario.
Metto in votazione l'emendamento numero 121, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 34 a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 8, 208, 290 370, 251, 166, 252, 27, con l'emendamento all'emendamento 394, il 122, il 161, e gli altri sono ritirati.
Interventi a favore delle arti proprie
1. La Regione considera il proprio patrimonio culturale immateriale elemento costitutivo dell'identità sarda; a tal fine, tutela, valorizza e promuove le arti proprie veicolate attraverso la lingua sarda, ne assicura la libera espressione, la diffusione nella società e ne sostiene l'apprendimento scolastico.
2. Rientrano nelle arti proprie della Sardegna, veicolate in lingua sarda nelle sue varianti storiche e locali:
b) conservatori e scuole civiche di musica per l'attivazione di corsi per insegnamento delle arti di cui al comma 2.
4. L'ISRE, inoltre, promuove e sostiene:
b) la creazione di luoghi nei quali poter svolgere attività di riproduzione, aggregazione, apprendimento e trasmissione delle competenze inerenti le arti proprie, denominati "Domus de sa cultura". A tal fine individua, anche d'intesa con le autonomie locali interessate, beni immobili appartenenti al proprio patrimonio disponibile da adibire a tale scopo;
c) un catalogo multimediale delle arti proprie, al fine di garantire la sistematizzazione e divulgazione del materiale audiovisivo in proprio possesso anche attraverso attività di ricerca e di acquisizione di ulteriore materiale del quale assicura la valorizzazione e divulgazione al pubblico anche attraverso il sito tematico "Sardegna digital library" o attraverso specifiche manifestazioni o eventi di promozione.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Per l'emendamento 8 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 208 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 290 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 370 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 251 c'è un parere favorevole, per il 166 c'è un parere favorevole, per il 252 c'è un parere favorevole, per il 27 c'è un emendamento all'emendamento numero 394, per il quale c'è un parere favorevole, per il 122 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario, per il 161 c'è un invito al ritiro o in alternativa un parere contrario.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, volevo intervenire in merito all'emendamento numero 370 al momento in cui sarà chiamato singolarmente, per presentare l'emendamento orale.
DERIU ROBERTO (PD). Per annunciare il ritiro di tutti gli emendamenti a mia firma, anche quelli del collega Pietro Cocco.
PRESIDENTE. Quindi sono ritirati. Siamo all'emendamento numero 370, c'è un invito al ritiro onorevole Congiu… mantenuto.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Semplicemente per aggiungere, è un emendamento aggiuntivo orale. Al comma 4 si aggiunge la lettera d) che recita: "E' attribuita all'ISRE, all'Istituto regionale etnografico", la titolarità e la gestione delle collezioni storiche di cui alla deliberazione della Giunta regionale 5/13 del 6 febbraio 2015". Chiedo se ci sono opposizioni all'acquisizione di questo emendamento orale.
Zedda Paolo Flavio (SDP). Chiedo una breve sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 31 , viene ripresa alle ore 19 e 34.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. C'era l'emendamento orale proposto dall'onorevole Crisponi, chiedo se ci sono osservazioni all'acquisizione dell'emendamento orale.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Ritiro l'emendamento orale.
PRESIDENTE. Quindi c'è l'emendamento numero 370, c'è un invito al ritiro, onorevole Congiu… mantenuto. Allora lo metto in votazione, col parere contrario della commissione e della Giunta.
Emendamento numero 251, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 166, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 252, parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento all'emendamento numero 27, il 394, parere favorevole della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Decade il numero 27. Emendamento numero 122 uguale al numero 161 parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
1. Le deliberazioni della Giunta regionale previste dalla presente legge sono approvate su proposta dell'Assessore competente per materia e previo parere della Commissione consiliare competente per materia, che si esprime entro venti giorni; decorso tale termine si prescinde dal parere.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 35. Chi lo approva alzi la mano.
1. I contributi finanziari previsti dalla presente legge non sono concessi per i medesimi interventi o attività finanziate da altre leggi e disposizioni regionali o nazionali
b) regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato, con specifico riferimento agli articoli 31, 53, 54 e 55. I benefici concessi ai sensi della presente comma sono comunicati alla Commissione europea.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 36. Chi lo approva alzi la mano.
2. A tale fine, la Giunta regionale entro il 31 marzo di ciascun anno presenta una relazione al Consiglio regionale con la quale riferisce:
a) lo stato di avanzamento e modalità di realizzazione delle misure previste nella presente legge, specificando, per ogni singola misura, l'ammontare delle risorse stanziate e spese, i soggetti coinvolti nell'attuazione, il grado di utilizzo delle misure attivate, i beneficiari raggiunti;
c) i risultati conseguiti a seguito dell'attivazione delle singole misure anche attraverso l'indagine di cui all'articolo 6, comma 5.
3. Il Consiglio e la Giunta regionale rendono accessibili i dati e le informazioni raccolti per le attività valutative e pubblicano i documenti relativi all'attività di cui al presente articolo.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 37. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo numero 38, a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 167 e 162.
a) le disposizioni della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26 (Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna) nelle parti incompatibili con la presente legge;
b) le seguenti disposizioni della legge regionale n. 3 del 2009:
1) articolo 9, comma 10, lettera a);
2) articolo 9, comma 10, lettera b);
c) le seguenti disposizioni della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2015)):
1) articolo 33, comma 31;
2) articolo 33, comma 33;
2. L'articolo 8, comma 3, lettera h), della legge regionale 11 gennaio 2018, n. 1 (Legge di stabilità 2018), è così modificato: la cifra "300.000" è sostituita con "150.000". Il periodo che va da "una quota" fino a "lingua sarda" è abrogato.)
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Per il numero 167 c'è un parere favorevole, per il 162 c'è un parere contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 167, parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 162, parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.
Sulla norma finanziaria sono stati presentati gli emendamenti numero 169 e 321.
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del capo II della presente legge, quantificati in euro 1.500.000 annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede per gli anni 2018-2020 con le variazioni di bilancio di cui al comma 2 e, a decorrere dall'anno 2021, con legge annuale di bilancio.
2. Ai sensi del comma 1, nel bilancio di previsione della Regione 2018 -2020 sono apportate le seguenti variazioni:
missione 05 - programma 02 - titolo 1
2020 euro 1.500.000
missione 13 - programma 04 - titolo 2 - SC05.0010
3. Ai sensi dell'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42) e successive modifiche e integrazioni, la Regione attua le disposizioni di cui ai capi I, III, IV, V e VI, nei limiti delle risorse stanziate annualmente nel bilancio di previsione regionale per le finalità di cui alla presente legge in conto della missione 04 - programma 04 e della missione 05 - programmi 02 e 03.
4. Al fine di ottimizzare l'efficacia degli interventi evitando sovrapposizioni e duplicazioni, all'attuazione della presente legge concorrono, nel rispetto dei relativi vincoli di destinazione, le risorse europee, statali e regionali finalizzate agli interventi di tutela e valorizzazione della cultura e della lingua sarda.
ZEDDA PAOLO (SDP), relatore di maggioranza. Sul 169 il parere è favorevole, sul 321 c'è un invito al ritiro.
DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è conforme a quello del relatore. Il parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 169, Parere favorevole della Commissione. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 321. Onorevole Zanchetta, c'è un invito al ritiro… ritirato. Metto in votazione il testo dell'articolo… no, è un sostituivo totale quindi niente testo dell'articolo. Allora ci fermiamo qui, manca da votare l'entrata in vigore, le dichiarazioni di voto e la votazione finale che rinviamo a domani. Il Consiglio è convocato alle 10 e 30.
Comunico che in ottemperanza a quanto previsto dall'ordine del giorno numero 94 dell'8 maggio 2018 ho nominato componenti della Commissione d'inchiesta sulle vicende relative alle politiche industriali nell'area di Ottana i consiglieri Forma, Cozzolino, Deriu, Solinas, Coinu, Contu, Congiu, Gaia Rubiu, Crisponi, Ledda, Cocco Daniele Secondo, Truzzu e Usula. La Commissione è convocata domani pomeriggio alle 15 e 30 per l'insediamento, al sesto piano.
All'ordine del giorno della seduta di domani è inserito anche il rendiconto del Consiglio che è stato approvato stamane dall'Ufficio di Presidenza e dai Questori.
La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani mattina alle 10 e 30.
Votazione nominale em. n. 377
Votazione nominale em. n. 396
Votazione nominale em. n. 5 = 206 = 289 = 378
Votazione nominale em. n. 395
Votazione nominale em. n. 239
Votazione nominale testo art. 10
Votazione nominale em. n. 137
Votazione nominale em. n. 210
Votazione nominale em. n. 390
Votazione nominale em. n. 382
Votazione nominale em. n. 388
Votazione nominale em. n. 389
Votazione nominale em. n. 349
Votazione nominale em. n. 222
Votazione nominale em. n. 397
Votazione nominale em. n. 260
Votazione nominale em. n. 259
Votazione nominale em. n. 258
Votazione nominale art. 19
Votazione nominale em. n. 141
Votazione nominale em. n. 223
Votazione nominale em. n. 35 = 200
Votazione nominale em. n. 272
Votazione nominale art. 20
Votazione nominale em. n. 225
Votazione nominale art. 21
Votazione nominale em. 37 = 111 = 201
Votazione nominale em. n. 224
Votazione nominale em. n. 230
Votazione nominale em. all'em. n. 381
Votazione nominale em. n. 80
Votazione nominale em. n. 229
Votazione nominale em. n. 318
Votazione nominale art. 22
Votazione nominale em. n. 274
Votazione nominale em. 40 = 199
Votazione nominale em. n. 351