Source: https://www.laleggepertutti.it/105237_condominio-il-debito-del-moroso-non-puo-essere-diviso-tra-gli-altri
Timestamp: 2018-10-20 11:45:03+00:00
Document Index: 111076611

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 63']

Senza unanimità non si può ripartire il debito di un condomino che non ha pagato le spese di condominio tra gli altri proprietari di appartamenti: esclusa la solidarietà.
L’assemblea di condominio non può approvare, a semplice maggioranza, di dividere il debito di un condomino moroso tra gli altri condòmini che già hanno pagato le spese di condominio. Per spalmare la morosità del soggetto inadempiente è necessario, invece, il voto all’unanimità. A dirlo è una recente sentenza del Tribunale di Roma [1].
Secondo il giudice capitolino, è illegittima – e può essere impugnata entro 30 giorni, previo tentativo di mediazione – la delibera condominiale che approva la ripartizione del debito residuo a carico dei condomini: infatti, non sussiste, a carico di quelli non morosi, alcun obbligo e non vi è neanche, tra i condomini, alcun principio di solidarietà delle obbligazioni.
Tale principio era stato introdotto nel 2008 da una nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [2]. Secondo la Corte, infatti, “le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio della parziarietà”: in pratica, a ciascun singolo proprietario si possono imputare, in proporzione alla sua quota millesimale, solo le spese assunte nel cosiddetto interesse del condominio per la prestazione dei servizi comuni e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza. Insomma, le obbligazioni dei condomini seguono regole simili a quelle usati per le obbligazioni degli eredi.
[1] Trib. Roma. sent. n. 18477/15.
[2] Cass. S.U. sent. n. 9148/08.
Marcello Ottaviani ha detto:
25/11/2015 alle 22:18
Prendo atto della sentenza del Tribunale di Roma ma vorrei capire chi deve farsi carico degli oneri del condomino moroso, soprattutto se non ha beni aggredibili o ha la sola casa di proprietà! Sappiamo tutti bene, infatti, che è un’impresa ardua ed onerosa avviare la procedura di pignoramento immobiliare…e poi l’amministratore non è certamente tenuto ad anticipare i soldi dovuti dal condomino moroso…non potrebbe rifiutarsi di saldare le bollette dei consumi ed altri oneri condominiali se non ha la disponibilità finanziaria necessaria? Grazie….
Gino Conte ha detto:
26/11/2015 alle 12:50
Ho l’impressione che il Giudice in questione prende per i fondelli i condomini ” onesti ” oppure nella sentenza non ha tenuto conto delle conseguenze pratiche.
Infatti se un condomino non paga gli altri sono COSTRETTI a pagare per lui per avere i servizi necessari al condominio.
pietro tommasi ha detto:
26/11/2015 alle 19:23
A parte tutte le problematiche relative alla annullabilità (o nullità) della delibera e relative conseguenze in termini di tempo per l’impugnazione della delibera invalida (o nulla) ai fini pratici basterebbe “staccare” le utenze al condomino moroso per i servizi per cui è inadempiente ex art. 63 disp.att. 3°co. c.c.
@Marcello Ottaviani: se ne fa carico il creditore previa acquisizione dall’amministratore del nominativo dei condomini morosi. La nuova normativa del condominio consente comunque al creditore di rivalersi sui condomini adempienti (pro quota e non per l’intero) previa escussione dei condomini morosi ex art. 63 disp.att. 2°co. c.c.
Basterebbe che ognuno facesse il suo.. condomini e amministratori.