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Timestamp: 2018-07-21 06:12:06+00:00
Document Index: 87618670

Matched Legal Cases: ['art. 241', 'art. 269', 'art. 272', 'art. 293', 'art. 241', 'art. 242']

La denuncia in pillole #11 | Norimberga Italiana
Posted on 19 settembre 2014 15 ottobre 2014 Denuncia
La denuncia in pillole #11
Chi ha presentato il disegno di legge sul pareggio in bilancio?
Chi ha abrogato e modificato molti delitti contro lo Stato in un ddl sui reati d’opinione nel 2006?
IL PORCELLUM PENALE E L’ELEMENTO DELLA VIOLENZA E DELL’INGANNO CHE IL PM DICE DI NON RAVVEDERE
Dall’On. Renato Cambursano dell’IdV e altri co-firmatari – tutti suoi colleghi di partito e del PD -, che il 23 marzo 2011, presentarono il progetto di legge sul pareggio di bilancio, a Lega e Rifondazione Comunista che si accordarono velocemente su uno strano disegno di legge che elimina delitti contro lo Stato…
…il contributo dei piccoli partiti è stato non da poco.
Non si può dire certo che la politica italiana non sia trasversale….
Ricordiamo che il ddl sul pareggio di bilancio, venne approvato velocemente e con le maggioranze rafforzate necessarie ad evitare il referendum popolare.
Il contributo dei piccoli partiti, predicano bene, ma hanno razzolato malissimo.
Gli autori del reato hanno inserito il requisito della violenza nel Codice Penale, come elemento oggettivo di molti dei reati appena citati, ed altresì dell’art. 241, che punisce gli attentati contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato, tramite la Legge del 24 febbraio 2006 n. 85, guarda caso, assegnata in Commissione e velocemente approvata subito dopo le prime elezioni fatte con il Porcellum.
Senza timore di usare termini eccessivi, lo si può definire un’altra macroscopica “porcata” per ingannare i cittadini, il Porcellum penale per eccellenza. La legge fu denominata “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione”, ma i primi articoli, invece, comportano modifiche sostanziali al Codice relative proprio ai più gravi delitti contro la personalità dello Stato.
Ne fu relatore in Commissione Giustizia, dal 3 febbraio 2005, Giuliano Pisapia, ma a maggio dello stesso anno passò il testimone all’anonima deputata della Lega Nord Carolina Lussana, bergamasca, classe 1971, laureata di Giurisprudenza alla Cattolica di Milano, nota solo in quanto coniugata con un deputato PdL calabrese e perché, a quanto risulta, ha preferito sostenere l’esame di abilitazione in trasferta a Napoli.
Ebbene, furono riuniti si, due progetti di legge sui reati di opinione del lontano 2002 dell’On. Lussana e dell’On. Pisapia ed altri firmatari, fra i quali Nichi Vendola e Fausto Bertinotti, ma anche un progetto molto “estremo”, dell’On. Pier Paolo Cento, sempre del 2002, per l’abrogazione degli articoli 270, 272, 304 e 305 del codice penale, tutti recanti delitti contro la personalità dello Stato.
Ma la cosa che lascia allibiti è il progetto di legge del 2005, sempre a firma Pisapia e Vendola, per l’abrogazione degli articoli 304 e 305 del codice penale, concernenti i reati di cospirazione politica.
Con la L. n. 85/2006 vennero addirittura aboliti i delitti di Attività antinazionale del cittadino all’estero (art. 269 c.p.) e di Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale (art. 272 c.p.), che ha pene aggravate se “Se la propaganda è fatta per distruggere o deprimere il sentimento nazionale”, nonché l’art. 293, circostanza aggravante per il vilipendio alla bandiera ex 292 c.p. se il fatto è commesso dal cittadino in territorio estero. Naturalmente anche questo Porcellum penale, passò veloce e a larga maggioranza.
I relatori leghisti Francesco Tirelli e Carolina Lussana, potevano forse essere poco avvezzi alla materia, ma addirittura gli esimi legislatori, giuristi, avvocati e professori di diritto presenti in entrambe le Commissioni parlamentari (1) hanno approvato una riformulazione talmente maldestra ed oggettivamente peciona del cardinale primo articolo del Titolo I del Cod. Penale, dedicato ai Delitti contro lo Stato – l’art. 241 c.p. – e ne hanno talmente ridotto la portata, tramite lo stringente limite della presenza di violenza, da farlo risultare ad un’analisi obiettiva, anche non tecnica, una fattispecie pressoché corrispondente a quella dell’articolo successivo (art. 242 – Cittadino che porta le armi contro lo Stato italiano), con un risultato paradossale di un “bis in idem” codicistico.
Si reputa non serva fare altra esegesi delle fonti, per dimostrare che quel disegno di legge era preordinato quantomeno a sovvertire l’ordine della legge penale, un intervento principale e radicale sui Delitti contro la personalità dello Stato, camuffato, neanche abilmente, da provvedimento sui reati di opinione, perlopiù religiosa, e persino maldestro (sic!), lasciando agli inquirenti l’accertamento di eventuale dolo o colpa grave, ma soprattutto la valutazione della grave pericolosità sociale dei fatti e delle persone implicate.
Come ha decretato la Consulta, gli atti posti in essere si sono ormai verificati, ma l’attacco contro l’Italia è stato di una violenza tale da permettere persino di provare tale elemento.
Solo, infatti, se ci si limita ad interpretare questo requisito della fattispecie, così introdotto e già di per sé estremamente limitante e di difficile realizzazione, in senso decisamente restrittivo, ossia esclusivamente come violenza propria – prettamente meccanico-fisica – può essere negata la violenza di ciò che è accaduto in questi ultimi dieci anni e che sta volgendo il Paese ad un terribile destino. Ma, per dirla con i più illustri ed eminenti: “è pure indubbio che questa primitiva (e – potremmo dire – brutale) specie di violenza nel diritto attuale non si può considerare in alcun modo come l’unica sua forma”.
Nel concetto penale di violenza va, dunque, ricompresa a tutti gli effetti, la violenza impropria, che consiste come illustrato dal Prof. Antolisei, in “tutte le attività insidiose che l’individuo pone in essere, totalmente o parzialmente nell’impossibilità di volere o di agire” e “può consistere anche in una semplice omissione, come far mancare il cibo ad un individuo incapace di procurarselo da sé per indurlo ad un dato comportamento.”
Si ritiene, dunque, che i fatti illustrati contengano l’elemento della violenza sotto diversi aspetti: la commissione permanente del reato de quo, che si è sostanziato in una vera e propria usurpazione reiterata e di gravità crescente dei diritti politici dei cittadini e dei pubblici poteri; l’aver ridotto milioni di persone a non avere mezzi di sostentamento, istruzione e cure mediche ed alcuni di essi, soprattutto persone con un grado d’istruzione ed un reddito inferiore, ad una disperazione tale da determinare gesti estremi; la violenza psicologica derivante dalla minaccia continua della catastrofe economica ed il terrorismo psicologico relativo all’eventuale uscita dall’Euro e dai parametri suicidari imposti dai Trattati europei, quando molti esperti avevano avvertito dei pericoli della moneta unica, così come ormai ben 6 premi Nobel per l’economia, e persino Giorgio Napolitano nel lontano 1978, riconosceva la dannosità dei cambi fissi e di un’unione monetaria così concepita.
Sono solo alcuni esempi, di violenza impropria, di cui l’ultimo configura un’ipotesi di minaccia tale, che può arrivare a rappresentare violenza essa stessa, arrecando “in colui che la subisce turbamento psicologico”.
La violenza psicologica ha incluso una propaganda, in complicità con i centri del sapere e con i maggiori organi di stampa e tv, fatta per “distruggere o deprimere il sentimento nazionale”, una delle fattispecie abrogate, appunto, con la L. 85/2006, tesa ad un “lavaggio del cervello” incessante per far credere agli italiani che quello che sta succedendo se lo meritano, che è colpa degli sprechi e della corruzione generale, che sarebbe insita nel Popolo italiano, che “hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità”, che lavorano troppo poco e male, che sono “choosy” e le altre amenità più che note.
La violenza sulle cose è stata poi pari, come detto, solo alla seconda guerra mondiale nella storia della Repubblica.
(1) Erano presenti nelle due Commissioni Giustizia delle Camere, fra gli altri: Giampaolo Zancan, Guido Calvi, Mauro Paniz, Oliviero Diliberto, Gaetano Pecorella, Carlo Taormina, Antonio Caruso, Marcella Lucidi, Luciano Callegaro, Vincenzo Siniscalchi, ed addirittura ex-magistrati, come Melchiorre Cirami, Luigi Bobbio e Anna Finocchiaro.
IdV Lega Nord legge 270/2005 PD PdL porcellum
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