Source: http://www.comune.fe.it/index.phtml?id=4252
Timestamp: 2019-03-24 04:37:03+00:00
Document Index: 185965594

Matched Legal Cases: ['art. 88', 'art. 86', 'art. 110', 'sentenza ', 'art. 50', 'art. 9']

Mozione "Slot machines" - Comune di Ferrara
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di Ilaria Morghen, Federico Balboni e Silvia Mantovani - 10.11.2014
P.G. 104600/2014
Oggetto: Mozione "Adozione di misure finalizzate al contrasto del gioco d'azzardo con particolare riferimento alle nuove aperture di sale da gioco e punti da gioco e all’uso
compulsivo delle slot machines".
la problematica relativa al gioco d'azzardo deve essere vista nella sua complessità, senza sminuire nessuno degli strumenti oggi consentiti dalle leggi che permettono il proliferare di
questa sempre più crescente attività. Secondo alcune pubblicazioni, nel 2012, gli interessi
economici che ruotano intorno al gioco d'azzardo sono stimati tra gli 88 e i 94 miliardi di Euro; un business che nel nostro paese ha determinato il primato della terza industria nazionale con il 4% del PIL prodotto. Ma se il giro d'affari cresce, con un fatturato aumentato negli ultimi anni del 400%, le entrate per lo Stato in percentuale scendono incessantemente: passando dal 29,4% del 2004 all'8,4% del 2012. Mentre i consumi e i risparmi delle famiglie italiane decrescono, dunque, le spese per i giochi non conoscono crisi: siamo il primo paese al mondo per il Gratta e vinci, abbiamo un numero pro capite di macchine da gioco di ultima generazione e i videoterminali collegati ad un sistema di gioco VLT, triplo rispetto agli Stati Uniti, deteniamo il 23% del mercato mondiale del gioco online.
La spesa pro capite annua per ogni italiano maggiorenne va, a seconda delle stime, da 1.703 a 1.890 euro. Le persone che hanno problemi di dipendenza sono circa 800mila, quelle a rischio superano i due milioni. Insomma, l'Italia con 15 milioni di giocatori abituali è tra i primi paesi al mondo per consumi di gioco d'azzardo,(dati fonte CONAGGA “Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo”).
Il fenomeno riguarda soprattutto quelle fasce di reddito più colpite dalla crisi economica. Lo confermano i dati EURISPES, che mostrano la relazione inversamente proporzionale fra investimento nel gioco e reddito familiare: giocano il 47% degli indigenti, il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati. Ed è soprattutto fra queste fasce della popolazione che colpisce di più la compulsione al gioco: secondo quanto emerge dal progetto di ricerca coordinato dal CODACONS per l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) «Il gioco d'azzardo – Le ludopatie» del 2010, il 43% dei casi problematici è rappresentato proprio da operai, impiegati, pensionati e disoccupati. La malattia colpisce principalmente gli over 65, il cui numero è superiore a quello dei giovani tra 18 e 24 anni, anch'essi fra i più colpiti, e si conferma la tendenza, già in precedenza rilevata, della prevalenza della popolazione più anziana in questa preoccupante statistica.
E' importante sfatare il mito dell'interesse erariale sul gioco d'azzardo poichè il suo crescente proliferare ha determinato negli ultimi anni il paritetico aumento delle malattie da gioco, come ribadito dall'ex Ministro Renato Balduzzi il 28 aprile del 2014 in una intervista rilasciata a RAI News che cosi' recitava “ Le ludopatie avanzano e impongono costi umani, sanitari e sociali di gran lunga superiori alle entrate pur così utili. Aggiungendo inoltre, secondo un'indagine pubblicata sulla stampa che il 20% degli under 18 giocano d'azzardo.
Secondo i dati riportati nel “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo” su 100 miliardi circa di fatturato si pagano 8 miliardi di tasse con un costo relativo alle cure per i dipendenti dal gioco patologico di circa 6 miliardi.
In Emilia-Romagna, nel 2013, il gioco d'azzardo ha prodotto un fatturato di circa 6 milioni di euro e ha comportato l’assistenza di 1.102 persone da parte dei SerT delle Aziende Usl. Un dato, questo, fortemente in crescita; si stima, inoltre, che i giocatori totali siano circa 10mila. Nel rapporto pubblicato quest’anno dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2013 il fatturato complessivo in regione per il gioco è stato di 5,9 milioni di euro; di questi, i soldi persi dai giocatori sono stati pari a 1,3 milioni di euro. In Emilia-Romagna ci sono 21 Sale Bingo, 562 punti vendita concorsi pronostici, 2.843 punti vendita per giochi a totalizzatore (win for life, superenalotto), 290 luoghi di scommesse ippici, 404 luoghi di scommesse sportivi , 2.457 ricevitorie del lotto, 4.749 punti vendita lotterie. In totale sono 31.631 le slot machine in 7.244 esercizi e 4.870 le videolottery in 404 sale.
Le Amministrazioni locali, ad oggi, hanno potuto fare materialmente poco per opporsi alle
logiche di sfruttamento economico da parte dello stato centrale che ha sottovalutato il
proliferare della attività da gioco, sfruttando le debolezze dell’animo umano pur di “fare cassa” considerando l’individuo solo per le sue capacità di contribuente, senza valutare i danni sociali che tali attività avrebbero potuto creare e che si stanno ormai manifestando tra i cittadini su tutto il territorio nazionale e anche nel nostro Comune;
Noi del M5S di Ferrara, nella viva speranza che vi sia una forte condivisione da parte del
Sindaco di tutta la giunta e del consiglio comunale, riteniamo sia giunto il momento che gli Enti locali e il nostro Comune, attuino tutti gli strumenti normativi consentiti, per farsi carico della difesa del cittadino cercando di contrastare l’estrema facilità con cui il Parlamento e le Lobby hanno legiferato tale materia a favore delle concessionarie del gioco, attraverso l'incremento di vincite di denaro sempre più cospicue, contro gli interessi di persone di ogni età, spesso prese dalla compulsività che il gioco reca in dote, favorendo la dilapidazione di ingenti somme frutto di duro lavoro o risparmi famigliari;
L’azione del M5S di Ferrara ha come scopo un’iniziativa volta al contrasto dell’apertura e
dell’uso compulsivo delle slot machines, video poker, VLT e dunque:
● la disciplina delle sale gioco e degli apparecchi di funzionamento con vincita di denaro installati nelle apposite sale ai sensi ex art. 88 del TULPS 773/1931; e in quelle installate negli esercizi commerciali ai sensi ex art. 86 e art. 110 comma 6 e 7 del TULPS 773/1931;
● i Decreti direttoriali e le normative che disciplinano l'attività del gioco;
● la sentenza della Corte Costituzionale n°220 del 18 luglio 2014 che respinge le questioni di legittimità sollevate dal TAR Piemonte sui limiti di orari posti in essere dai comuni di Rivoli e Santhià che limitavano l'orario di accensione delle slot machine nei locali pubblici nella fascia oraria dalle 12,00 alle 23,00, riconoscendo di fatto la Costituzionalità dell'art. 50 comma 7 del d.lgs n°267 del 2000 sulla materia in oggetto;
● l'esemplare lavoro espletato dagli organi competenti quali le “Questure” che, con il dilagare delle richieste, in ottemperanza alle norme e ai requisiti soggettivi ai quali devono attenersi, hanno contestualmente posto in essere prescrizioni che fanno salve le limitazioni definite da leggi dello Stato, delle Regioni o da Regolamenti Comunali e nel rispetto dei limiti da luoghi sensibili.
● la compulsività è il problema più evidente che spinge a non effettuare giocate sporadiche, ma di stazionare ore e ore davanti alle macchinette con un crescente aumento dell'uso degli apparechi anche da parte dei minori nonostante la normativa lo vieti espressamente;
● le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, spingono un numero sempre più crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con il gioco d'azzardo e nella specificità con l'uso sempre più frequente delle macchinette “ slot machines” peggiorando la loro situazione economica e fisica;
● l’obiettivo di un’Amministrazione comunale dovrebbe poter essere quello di ridurre i problemi dei cittadini e se è possibile di prevenirli disincentivando ed evitando l’abuso di qualsiasi attività che generi dipendenza come le forme di gioco d’azzardo;
● è possibile contrastare questo fenomeno a livello comunale attuando gli strumenti oggi consentiti dalla legge come è avvenuto in altri comuni quali Rivoli e Santhià; ( ll Comune di Rivoli ha adottato un regolamento che spegne le slot machine dalle 23 alle 12 – «per limitare il gioco tra le casalinghe e i giovani», e vieta di posizionarle a meno di 400 metri da scuole, chiese, ospedali).
● la Regione Emilia Romagna si sta finalmente muovendo per disincentivare il gioco d'azzardo, attraverso un Piano regionale di contrasto e prevenzione per la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico nel periodo 2014-2016, che possa attribuire ai Sindaci ulteriori strumenti di limitazione allo sviluppo di questa attività, non solo per ragioni di ordine pubblico, ma in particolare per l'attuazione della responsabilità sanitaria che compete ai Sindaci stessi;
● le attuali normative vigenti che disciplinano tale materia, le evoluzioni legislative in atto e i controlli e le sanzioni attualmente in vigore.
● affinché, attraverso i propri organi rappresentati nel Governo e nel Parlamento solleciti una revisione della Legge in materia di gioco d’azzardo, mettendo in atto strumenti che ne limitino l’uso, l’apertura di nuovi esercizi o quantomeno le somme procapite, con lo scopo di tutelare i cittadini, ritornando a quella vocazione che deve intravvedere nei cittadini degli esseri umani, e non dei semplici numeri da inserire in un bilancio;
c. si adoperi procedendo all’immediata diffusione della vetrofania con il marchio “Slot Free ER” per gli esercizi commerciali, in modo da ridurre i luoghi e le occasioni di gioco, come previsto dalla fase operativa del Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico 2014-2016 della Regione Emilia-Romagna, approvato nel marzo scorso all’unanimità dall’Assemblea legislativa. Il Piano (che si richiama ai principi della legge regionale 5 del 2013), ha tra i suoi obiettivi la realizzazione di progetti di prevenzione e sensibilizzazione sul rischio di dipendenza da gioco. Tra i punti qualificanti del Piano c’è il coinvolgimento, in un circuito virtuoso, degli esercizi commerciali (come bar, tabaccherie e circoli ricreativi) che operano sul territorio regionale, per ridurre i luoghi e le occasioni di gioco con le slot machine e i totem per il gioco on line, due tra le modalità più diffuse. Il sudetto slogan, sarà apposto in un cartello con il logo del comune, in modo da far capire chiaramente ai cittadini da che parte si schiera l'Amministrazione.
La collaborazione degli esercenti è fondamentale per la diffusione e sensibilizzazione delle azioni del Piano: sono state realizzate infatti vetrofanie con il marchio “Slot Free ER” (e lo slogan: “Dove il gioco d’azzardo non c’è si vive meglio”) che possono essere applicate sulle vetrine all’entrata dei locali. In questo modo, i cittadini possono riconoscere e scegliere un locale dove non ci sono slot machine o totem per il gioco on line. Gli esercenti che intendano aderire all’iniziativa possono fare richiesta, a partire dalla settimana prossima, al Comune del territorio dove svolgono l’attività: in alcuni casi rivolgendosi agli Urp (Uffici relazioni con il pubblico) comunali, o agli Sportelli unici per le attività produttive.
d. consenta una pubblicizzazione gratuita del locale in occasione delle manifestazioni promosse e patrocinate dal Comune, agli esercizi commerciali e i circoli privati che rimuoveranno dai propri locali, gli apparecchi per il gioco lecito, previsti dall'articolo 110, comma 6, lettere a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1941, n. 773, e successive modificazioni, installati precedentemente al 31 dicembre 2013, per i due anni successivi alla rimozione.
(Il gioco d’azzardo è una malattia che si può curare. Prima viene diagnosticato il problema, più alte sono le possibilità di liberarsi da questa dipendenza. Il punto di riferimento è il Servizio dipendenze patologiche (SerT) dell’Azienda Usl. L’accesso al SerT è gratuito e diretto: non si paga alcun ticket né occorre la richiesta del medico di famiglia).
● Preso atto della sussistenza del regolamento comunale per le Sale Giochi approvato con delibera del Consiglio Comunale del 28/09/1989 P.G. 59/30464, si da mandato alla Commissione Comunale Attività produttive, di elaborare un nuovo regolamento che normi anche l’installazione degli apparecchi di intrattenimento automatici, semi automatici ed elettronici come definiti dall’Art. 110 del T.U.L.P.S. R.D. 773 del 1931, ed aggiornata con la finanziaria 2008. In particolare si chiede la modifica dell’art. 9 della delibera comunale, che fissa un limite minimo di età di accesso ai giochi, di 14 anni, e di procedere ad innalzamento cautelativo del minore, all’età di 18 anni compiuti.