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Timestamp: 2020-08-14 12:05:07+00:00
Document Index: 135731148

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 437', 'art. 589', 'art. 33', 'art. 589', 'art. 437', 'art. 1578', 'art. 1580', 'sentenza ', 'art. 2032', 'art. 1705']

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 40259 depositata il 2 ottobre 2019 - Non possono essere ex lege (ma solo ex contractu) addebitate al locatore le conseguenze dell'inidoneità funzionale o della modifica dell'immobile incombendo sul medesimo solo quelle discendenti dal contratto o dalle deficienze strutturali del bene o comunque quelle che costituiscano vizi propri della cosa tali da porre in pericolo la salute del conduttore o dei suoi familiari o dipendenti purché essi non siano originate dall'attività del conduttore o dalle modificazioni dell'immobile da questi realizzate in corso di contratto - Studio Cerbone
Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 40259 depositata il 2 ottobre 2019 – Non possono essere ex lege (ma solo ex contractu) addebitate al locatore le conseguenze dell’inidoneità funzionale o della modifica dell’immobile incombendo sul medesimo solo quelle discendenti dal contratto o dalle deficienze strutturali del bene o comunque quelle che costituiscano vizi propri della cosa tali da porre in pericolo la salute del conduttore o dei suoi familiari o dipendenti purché essi non siano originate dall’attività del conduttore o dalle modificazioni dell’immobile da questi realizzate in corso di contratto
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Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 40259 depositata il 2 ottobre 2019
Lavoro – Sicurezza sul lavoro – Rapporto di lavoro – Infortunio sul lavoro – Non responsabilità – Proprietari del capannone per l’incendio nell’azienda tessile – Infortunio mortale
Ora, la doglianza proposta appare priva dei requisiti di specificità necessari per procedere al suo vaglio. Mal si comprende, infatti, se essa sia riferita alla mancata condivisione da parte del giudice di seconda cura dell’invocata interpretazione estensiva dell’art. 33 bis cod. proc. pen., ai fine di farvi rientrare anche il reato di col all’art. 437, comma 2 cod. pen., o alla mancata qualificazione dell’art. 589, comma 4A cod. pen., come reato autonomo, con conseguente superamento del limite di pena stabilito dall’art. 33 bis, comma 2A cod. pen., che segna lo scrimine fra la competenza monocratica e quella collegiale, o ad entrambe le censure formulate con il gravame in appello, con separati motivi.
Condivisibile, dunque, appare la motivazione della Corte di appello che, da un lato, rammenta la pacifica qualificazione dell’art. 589 comma 4 cod. pen. quale ipotesi di concorso formale di reati, unificati quod poenam, restando escluso che l’ipotesi costituisca fattispecie autonoma (cfr. Sez. 4, n. 20340 del 07/03/2017 – dep. 28/04/2017, M. Rv. 27016701; Sez, 4, n, 36024 del 03/06/2015, P.C. e altro, D. P. e altro Rv. 264408; Sez. 4, n. 35305 del 15/06/2011, S., Rv. 251106; Sez. 4, n. 15551 del 24/09/2007 – dep. 15/04/2008, C. e altri, Rv. 239529), dall’altro, ribadisce che la competenza collegiale è stata espressamente riservata a figure particolari di disastro, fra le quali non rientra quella di cui all’art. 437, comma 2 cod, pen..
Secondo le sentenze è proprio da quest’ultima disposizione che scaturisce la posizione di garanzia del locatore (e quindi degli imputati), trattandosi di norma che, insieme con l’art. 1578 cod. civ. e con I”art. 1580 cod. civ., definisce il quadro degli obblighi del locatore, consistenti non solo nel consentire il pacifico uso della cosa locata, nel consegnarla e mantenerla in buono stato di manutenzione, ma nell’assicurare che la medesima non sia affetta da vizi tali da attentare alla salute o da diminuirne apprezzabilmente il godimento. Sicché l’avere formalmente riconsegnato, in occasione della conclusione del contratto datato 29 febbraio 2012, un bene inidoneo all’uso convenuto, in quanto contenente l’opera abusiva realizzata dal conduttore e costituita da un soppalco che rendeva promiscuo l’uso del capannone, che per la sua conformazione creava una situazione di pericolo per i lavoratori, implica la violazione dei doveri conseguenti ex lege alla conclusione del contratto, che delineano l’ambito di responsabilità del locatore nei confronti dei conduttore e da cui origina la posizione di garanzia del locatore.
6.2. Dunque, secondo la decisione impugnata, da un lato, è nella disciplina del contratto di locazione che va ricercato l’obbligo violato -consegna della cosa in buono stato locativo- dall’altro, la sussistenza della violazione può affermarsi in quanto, pur essendo l’opera abusiva stata costruita durante la vigenza del precedente contratto (2008), la sua risoluzione avrebbe comportato, quantomeno formalmente, la restituzione del bene e la riconsegna in occasione del nuovo accordo, con assunzione dell’onere in capo al locatore di adempiere al disposto di cui agli artt. 1575 e 1580 cod. civ.., in relazione alla conformità della cosa all’uso consentito ed alla sua non pericolosità per la salute.
Corte di Cassazione sentenza n. 25433 depositata il 10 ottobre 2019 - Il comproprietario non locatore può ratificare l'operato del gestore e, in forza del combinato disposto dell'art. 2032 c.c., e art. 1705 c.c., comma 2, conseguentemente esigere dal…