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Timestamp: 2016-07-01 21:29:28+00:00
Document Index: 47654450

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 39', 'art. 54', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 20']

Indicatori di normalita' economica.
279 dl-69-testo-approvato-camera-...
Dpr 404 by Antonio Conte
DM sui liquidi per sigarette elettr...
by Massimiliano Melis
Circolare del 06/07/2007 n. 41Oggetto:Modifiche al D.M. 20 marzo 2007. Indicatori di normalita' economica. Prorogadei termini per l'effettuazione dei versamenti e ulteriori precisazioni inmateria di studi di settore
Circolare del 06/07/2007 n. 41
Modifiche al D.M. 20 marzo 2007. Indicatori di normalita' economica. Proroga
dei termini per l'effettuazione dei versamenti e ulteriori precisazioni in
materia di studi di settore.
2. Modifiche al decreto 20 marzo 2007 concernente l'approvazione degli
2.1 Modifica del livello di riferimento per l'accertamento basato sugli
2.2 Valenza probatoria dei maggiori valori scaturenti dall'applicazione
degli indicatori di normalita' economica
2.3 Precisazioni in ordine all'applicazione dell'art. 10, comma 4-bis
della legge n. 146 del 1998 (preclusione degli accertamenti presuntivi
nei confronti dei contribuenti congrui)
3. Precisazioni sull'applicazione della maggiorazione del 3% prevista
dall'art. 2, comma 2-bis del D.P.R. n. 195 del 1999
4. Termini per l'effettuazione dei versamenti per l'anno 2007
5. Studi di settore previsti in evoluzione per il periodo d'imposta 2007-
Indicatore valore aggiunto per addetto
La presente circolare fornisce chiarimenti in ordine alle recenti
novita' intervenute in materia di studi di settore per effetto del decreto
del 4 luglio 2007, che ha apportato modifiche al decreto del 20 marzo 2007,
concernente l'"Approvazione di specifici indicatori di normalita' economica,
idonei all'individuazione di ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente
attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle
condizioni di esercizio della specifica attivita' svolta".
La circolare fornisce inoltre chiarimenti in merito alla proroga dei
termini per l'effettuazione dei versamenti nonche' precisazioni sulla
valenza probatoria delle risultanze scaturenti dall'applicazione degli
indicatori di normalita' economica di cui all'articolo 1, comma 14, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 (di seguito "legge finanziaria per il 2007").
In particolare si fa presente che l'articolo 1 del citato decreto del 4
luglio 2007 introduce nell'art. 4 del decreto 20 marzo 2007, i nuovi commi
1-bis e 1-ter, che recano innovazioni in ordine alle condizioni di
applicazione dei predetti indicatori e alla valenza applicativa dei medesimi
con riferimento alla disposizione contenuta al comma 4-bis dell'art. 10
della legge n. 146 del 1998, concernente la limitazione degli accertamenti
di tipo presuntivo, di cui all'art. 39, primo comma, lett. d), secondo
periodo, del d.P.R. n. 600 del 1973, e all'art. 54, secondo comma, ultimo
periodo, del d.P.R. n. 633 del 1972, nei confronti dei contribuenti congrui
alle risultanze degli studi di settore.
Il D.P.C.M. del 14 giugno 2007 ha invece stabilito la proroga dei
termini di versamento per i soggetti che esercitano attivita' per le quali
sono stati approvati gli studi di settore.
Il nuovo comma 1-bis del decreto 20 marzo 2007 stabilisce che gli
accertamenti di cui all'art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146 non
possono essere effettuati nei confronti dei contribuenti che dichiarino,
anche per effetto dell'adeguamento previsto dall'art. 2 del D.P.R. n. 195
del 1999, ricavi o compensi in misura non inferiore al maggiore tra i
Q livello minimo risultante dall'applicazione degli studi di
settore tenendo conto delle risultanze degli indicatori di
normalita' economica di cui al comma 14, art. 1, della legge
finanziaria per il 2007;
Q livello puntuale di riferimento risultante dalla applicazione
degli studi di settore senza tener conto delle risultanze degli
indicatori medesimi.
Pertanto, con riguardo agli studi di settore per i quali trovano
applicazione gli indicatori di normalita' economica di cui all'articolo 1,
comma 14 della legge finanziaria per il 2007, il contribuente e' considerato
"congruo" alle risultanze degli studi se i ricavi o compensi dichiarati,
anche per effetto dell'adeguamento in dichiarazione, sono pari o superiori
al maggiore dei predetti valori di riferimento.
Ne deriva che, con riguardo ai citati studi, l'ufficio non potra'
effettuare accertamenti utilizzando i maggiori valori relativi al ricavo o
compenso puntuale di riferimento, scaturenti dall'applicazione degli
indicatori di normalita' economica di cui all'articolo 1, comma 14.
Per chiarire quanto sopra esposto, si forniscono i seguenti esempi.
Esempio n. 1. Periodo d'imposta 2006.
Omissis - Tabella consultabile nel formato PDF
In questo caso, il ricavo/compenso dichiarato dal contribuente e'
inferiore sia al ricavo/compenso minimo quale risultato complessivo
dell'analisi di congruita' e dell'analisi di normalita' economica (115.000)
che al ricavo/compenso derivante dalla sola analisi di congruita' (108.000).
Poiche' il ricavo/compenso minimo con indicatori e' superiore al
ricavo/compenso puntuale senza indicatori, il contribuente non risulta
congruo, sulla base degli studi di settore, per la differenza (pari a
10.000) tra il ricavo/compenso minimo con indicatori (115.000) e il
ricavo/compenso dichiarato (105.000).
Esempio n. 2. Periodo d'imposta 2006.
In questo caso, il ricavo/compenso puntuale derivante dalla sola
analisi di congruita' (110.000) risulta superiore al ricavo/compenso minimo
derivante dall'applicazione dell'analisi di congruita' e dell'analisi di
normalita' economica (100.000).
Considerato che il contribuente ha dichiarato un ricavo/compenso
(105.000) che, pur essendo superiore al ricavo/compenso minimo con
indicatori (100.000), risulta inferiore al ricavo/compenso puntuale senza
indicatori (110.000), lo stesso non risulta congruo alle risultanze dello
studio per la differenza (pari a 5.000).
Esempio n. 3. Periodo d'imposta 2006.
In questo caso, il ricavo/compenso minimo derivante dall'analisi di
congruita' e dall'analisi di normalita' economica (115.000) e' superiore a
quello derivante dalla sola analisi della congruita' (108.000).
(110.000) che, pur essendo superiore al ricavo/compenso puntuale senza
indicatori (108.000), risulta inferiore al ricavo/compenso minimo con
indicatori (115.000), lo stesso non risulta congruo per la differenza (pari
a 5.000).
Esempio n. 4. Periodo d'imposta 2006.
In questo caso il contribuente e' considerato "congruo", anche
nell'ipotesi in cui il ricavo/compenso puntuale derivante dalle analisi di
congruita' e di normalita' economica (ossia con l'applicazione degli
indicatori) dovesse risultare superiore al ricavo/compenso dichiarato.
Per far fronte agli impegni presi con le Associazioni di categoria
dall'organo governativo, trasfusi successivamente nei comunicati stampa del
Vice Ministro dell'Economia e delle finanze del 27 giugno 2007 e del 3
luglio 2007, nonche', tenuto conto dell'emendamento all'Atto Senato 1485 in
corso di approvazione, riguardante la definizione della valenza probatoria,
quale presunzione semplice, dei maggiori valori risultanti dall'applicazione
degli indicatori di normalita' economica di cui al comma 14 della legge
finanziaria 2007, si evidenzia che nelle ipotesi in cui il livello di
riferimento, ai fini della congruita', e' rappresentato dal ricavo/compenso
minimo derivante dall'applicazione degli indicatori (si vedano gli esempi
nn. 1 e 3 sopra riportati nel paragrafo 2.1), l'Ufficio dovra' motivare
l'avviso di accertamento fornendo ulteriori elementi probatori per
avvalorare i maggiori ricavi o compensi derivanti dall'applicazione degli
indicatori di normalita' economica. A tal fine si dovra' tener conto delle
specifiche condizioni del contribuente e dell'attivita' svolta nonche' delle
possibili cause giustificative gia' evidenziate nelle circolari n. 31/E e
38/E del 2007.
Si precisa che tale specifica motivazione, con la evidenziazione di
ulteriori elementi che possono avvalorare i predetti importi, riguardera' la
parte dei maggiori ricavi/compensi eccedenti l'ammontare derivante
dall'applicazione della sola analisi della congruita'.
Pertanto, con riferimento all'esempio n. 1 sopra riportato (maggior
ricavo/compenso accertabile pari a 10.000), una specifica motivazione dovra'
essere contenuta nell'avviso di accertamento con riguardo ai maggiori
ricavi/compensi (pari a 7.000) eccedenti l'ammontare dei maggiori
ricavi/compensi puntuali di riferimento calcolati senza tener conto degli
indicatori (3.000).
della legge n. 146 del 1998 (preclusione degli accertamenti presuntivi nei
confronti dei contribuenti congrui)
Coerentemente con quanto disposto dal comma 1-bis, il nuovo comma 1-ter
del decreto 20 marzo 2007 ha ridefinito il "livello di congruita'" ai fini
dell'applicazione dell'art. 10, comma 4-bis, della legge 8 maggio 1998, n.
Al riguardo, tale ultima disposizione stabilisce che "Le rettifiche
sulla base di presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma,
lettera d), secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo periodo,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non
possono essere effettuate nei confronti dei contribuenti che dichiarino,
anche per effetto dell'adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori al
livello della congruita', ai fini dell'applicazione degli studi di settore
di cui all'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, tenuto
altresi' conto dei valori di coerenza risultanti dagli specifici indicatori,
di cui all'articolo 10-bis, comma 2, della presente legge, qualora
l'ammontare delle attivita'' non dichiarate, con un massimo di 50.000 euro,
sia pari o inferiore al 40 per cento dei ricavi o compensi dichiarati."
La disposizione contenuta nel comma 1-ter, dell'art. 1 del decreto 4
luglio 2007 dispone che il "livello della congruita'", cui fare riferimento
ai fini dell'applicazione del comma 4-bis, dell'art. 10 della legge n. 146
del 1998, e' pari al maggiore dei seguenti valori:
. livello minimo di ricavi o compensi risultante dalla
applicazione degli studi di settore tenendo conto dei predetti
indicatori di normalita' economica;
. livello puntuale di riferimento risultante dalla
applicazione degli studi di settore senza tenere conto degli
Ne consegue che, nei confronti dei contribuenti che dichiarino ricavi
o compensi (anche per effetto dell'adeguamento in dichiarazione) in misura
non inferiore al maggiore dei predetti livelli, l'accertamento presuntivo,
previsto all'articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del
d.P.R n. 600 del 1973, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del
d.P.R. n. 633 del 1972, potra' essere effettuato, alle condizioni stabilite
dalla norma in esame, nel caso in cui:
. l'ammontare delle attivita' non dichiarate, derivante dalla
ricostruzione di tipo presuntivo, sia superiore al 40% dell'ammontare
dei ricavi/compensi dichiarati;
ricostruzione presuntiva, supera, in valore assoluto, 50.000 euro.
Restano valide le altre precisazioni fornite sull'argomento con la
circolare n. 31/E del 22 maggio 2007.
La definizione dei nuovi criteri di riferimento ai fini dell'adeguamento
in dichiarazione ai risultati degli studi di settore, richiede delle
precisazioni in merito alla corretta applicazione della maggiorazione del 3%
prevista dall'art. 2, comma 2-bis del D.P.R. n. 195 del 1999.
La circolare n. 31/E del 22 maggio 2007 ha precisato che l'introduzione,
per gli studi vigenti per il periodo d'imposta 2006, dei nuovi indicatori di
normalita' economica ad opera del D.M. 20 marzo 2007, deve essere assimilata
ad una "revisione" degli studi medesimi, in quanto tale novita' comporta
meccanismi di stima dei ricavi o compensi parzialmente diversi rispetto a
quelli adottati negli anni precedenti.
Per il solo periodo d'imposta 2006, pertanto, la disposizione di cui
all'articolo 2, comma 2-bis, del D.P.R. 195 del 1999, concernente il
versamento della maggiorazione del 3 per cento in sede di adeguamento in
dichiarazione, trovera' applicazione, alle condizioni ivi previste, solo nei
confronti di quei soggetti per i quali la stima dei maggiori ricavi o
compensi non sia influenzata dagli indicatori di normalita' economica di cui
al comma 14 della legge finanziaria per il 2007.
Il decreto del 4 luglio 2007 prevede che gli accertamenti fondati sugli
studi di settore non possano essere effettuati nei confronti dei
contribuenti che dichiarino un ammontare di ricavi/compensi pari o superiore
al maggior valore tra il livello minimo stimato da Ge.Ri.Co. tenendo conto
degli indicatori di normalita' economica ed il livello puntuale di
riferimento determinato mediante la tradizionale analisi della congruita'.
Per effetto della citata disposizione e ad ulteriore chiarimento di
quanto precisato nella citata circolare n. 31/E del 2007, si evidenzia che
la maggiorazione del 3 per cento, di cui all'art. 2, comma 2-bis del D.P.R.
n. 195 del 1999, non trovera' applicazione, relativamente al periodo
d'imposta 2006, qualora il valore di riferimento, cui il contribuente potra'
adeguarsi in dichiarazione per evitare l'accertamento sulla base degli
studi, risulti pari al ricavo o compenso minimo stimato da Ge.Ri.Co. tenendo
conto degli indicatori di normalita' economica di cui al comma 14 della
legge Finanziaria per il 2007.
Al contrario, qualora il valore di riferimento risulti pari al ricavo o
compenso puntuale, determinato senza tener conto degli indicatori di
normalita' economica (essendo tale ammontare superiore al ricavo o compenso
minimo tenendo conto degli indicatori stessi), il contribuente, sussistendo
le condizioni previste dalla norma, sara' tenuto, in caso di adeguamento, al
versamento della maggiorazione del 3 per cento.
Consideriamo un contribuente che, per il periodo d'imposta 2006,
dichiari un ricavo pari a 100.000.
1. CASO A.
Ricavo puntuale senza indicatori 120.000
Ricavo minimo con indicatori 116.000
L'eventuale adeguamento in dichiarazione dovra' essere effettuato
tenendo in considerazione il ricavo puntuale senza tener conto della stima
degli indicatori, essendo questo superiore al ricavo minimo con indicatori.
Il contribuente che si adegua in dichiarazione a 120.000, sussistendo
le condizioni richieste dalla norma, sara' tenuto al versamento della
maggiorazione del 3%. Cio' e' dovuto al fatto che il valore cui fare
riferimento per l'adeguamento in dichiarazione e' quello determinato sulla
base della tradizionale analisi della congruita'.
Ricavo puntuale senza indicatori 116.000
Ricavo minimo con indicatori 120.000
tenendo in considerazione il ricavo minimo con indicatori, essendo esso
superiore al ricavo puntuale senza indicatori.
Il contribuente che si adegua in dichiarazione a 120.000 non sara'
tenuto al versamento della maggiorazione del 3%, in quanto il valore di
riferimento sara' il risultato dell'analisi della congruita' e di quella
della normalita' economica, e, per questo aspetto, lo studio sara'
considerato come "revisionato".
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 giugno
2007, pubblicato nella G.U. n. 154 del 5 luglio 2007 concernente il
"Differimento per l'anno 2007 dei termini di effettuazione dei versamenti
dovuti dai soggetti che esercitano attivita' economiche per le quali sono
stati elaborati gli studi di settore", ha previsto lo spostamento del
termine del 18 giugno 2007, stabilito per l'effettuazione dei versamenti
derivanti dalla dichiarazione unificata annuale, che deve essere presentata
dai soggetti che esercitano un'attivita' interessata dagli studi di settore.
Il provvedimento e' stato adottato ai sensi dell'articolo 12, comma 5,
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, il quale prevede che possano
essere modificati, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, i
termini riguardanti gli adempimenti relativi a imposte e contributi dovuti
in base al medesimo decreto legislativo.
In base all'art. 1, comma 1 del D.P.C.M., i citati contribuenti che
erano tenuti, entro il 18 giugno 2007, ad effettuare i versamenti derivanti
dalla dichiarazione unificata annuale, potranno effettuare tali versamenti
entro il 9 luglio 2007, senza alcuna maggiorazione. E' prevista, invece, una
maggiorazione qualora il versamento venga eseguito nel periodo intercorrente
tra il 10 luglio e l'8 agosto 2007.
In linea con quanto previsto dal predetto articolo 12, comma 5, del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, la maggiorazione viene stabilita
nella misura del 0,40 per cento delle somme da versare, a titolo di
interesse corrispettivo.
L'art. 1, comma 2 del citato D.P.C.M. prevede che analoghe scadenze
sono applicabili anche ai soci delle societa' di persone, agli associati di
associazioni tra artisti o professionisti, ai collaboratori di imprese
familiari e ai coniugi di aziende coniugali (di cui all'articolo 5 del
TUIR), nonche' ai soci delle societa' che hanno optato per il regime di
trasparenza fiscale (di cui agli artt. 115 e 116 del TUIR).
Pertanto, la proroga del termine di versamento delle imposte e'
disposta non solo per i soggetti che esercitano un'attivita' per la quale,
per il periodo d'imposta 2006, e' stato predisposto lo studio di settore, ma
anche per coloro i quali devono dichiarare un reddito imputato per
"trasparenza" da un soggetto che eserciti un'attivita' per la quale sia
stato approvato lo studio di settore per il predetto periodo d'imposta.
Considerato che la proroga riguarda soggetti che esercitano attivita'
per la quale e' stato approvato il relativo studio di settore, tra i
soggetti che fruiscono della proroga rientrano anche quelli interessati da
una causa di esclusione o di inapplicabilita' dello studio di settore. In
ogni caso, per espressa previsione normativa contenuta nel DPCM, la proroga
non riguarda i soggetti che - pur esercitando un'attivita' economica per la
quale e' prevista l'approvazione di uno studio di settore - dichiarino, per
il periodo d'imposta 2006, ricavi di cui all'articolo 85, comma 1, esclusi
quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui all'articolo 54,
comma 1, del TUIR, di ammontare superiore al limite stabilito per ciascuno
studio di settore dal relativo decreto di approvazione del Ministro
La proroga non riguarda, altresi', i contribuenti per i quali trovano
applicazione i parametri di cui all'art. 3, comma 181, della legge 28
dicembre 1995 n. 549 nonche' coloro che non presentano la dichiarazione
unificata annuale di cui all'articolo 3, comma 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, ossia i soggetti diversi da quelli
con periodo di imposta coincidente con l'anno solare obbligati alla
presentazione della dichiarazione dei redditi, dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive e della dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul
Si precisa che il D.P.C.M. 14 giugno 2007 non modifica le modalita' e
i termini per procedere al versamento rateale ai sensi dell'art. 20 del D.
Lgs. n. 241 del 20 luglio 1997.
Pertanto, qualora si intenda optare per la rateazione, poiche' il
termine di versamento della prima rata coincide con il termine di versamento
del saldo o dell'acconto, esso deve intendersi differito, per i soggetti
interessati alla proroga dei termini di cui si tratta, alla nuova scadenza
del 9 luglio (o dell'8 agosto, nel caso in cui si sia optato per il
pagamento con la maggiorazione dello 0,40 per cento).
Per quanto riguarda i termini di versamento delle rate successive alla
prima, rimane invariato il termine previsto dal comma 4 del citato art. 20
del D. Lgs. n. 241 del 1997 (giorno 16 di ciascun mese, per i per soggetti
titolari di partita Iva, e fine di ciascun mese, per gli altri contribuenti).
A seguito del comunicato stampa del Vice Ministro dell'Economia e
delle finanze del 3 luglio 2007, si preannuncia che i prossimi studi di
settore in evoluzione, previsti dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle entrate del 14 febbraio 2007, che entreranno in vigore a decorrere
dal periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007, non saranno
elaborati utilizzando l'indicatore "Valore aggiunto per addetto" per
l'eventuale stima di maggiori ricavi o compensi. Tale indicatore verra'
sostituito con un altro indicatore.
Pertanto, per i prossimi studi di settore in evoluzione, che
entreranno in vigore a decorrere dal periodo d'imposta 2007, l'indicatore
"Valore aggiunto per addetto" verra' utilizzato dall'Agenzia delle Entrate
non ai fini del calcolo delle risultanze dello studio, ma per approfondire
l'analisi della coerenza economica dei singoli contribuenti rispetto a
valori considerati normali per ogni comparto di attivita' economica e,
quindi, come variabile di riferimento per la costruzione di liste selettive
delle posizioni eventualmente da sottoporre a controllo.
Per gli studi di settore approvati, in vigore per il periodo d'imposta
2006, l'indicatore "Valore aggiunto per addetto" concorrera', unitamente
agli altri indicatori approvati con decreto 20 marzo 2007, alla stima dei
ricavi o compensi fondatamente attribuibili al contribuente, con le
caratteristiche e modalita' descritte al paragrafo 2.1 della presente
DM sui liquidi per sigarette elettroniche: tassano pure gli stranieri?