Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/campiflegrei.html
Timestamp: 2018-05-26 12:09:09+00:00
Document Index: 85744935

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 28']

D.M. 3/OTTOBRE/1994
La denominazione di origine controllata “Campi Flegrei” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
I vini a DOC “Campi Flegrei” devono essere ottenuti esclusivamente mediante vinificazione delle uve prodotte nella zona di produzione delimitata nel successivo art. 3 e provenienti da vigneti che, nell’ambito aziendale, abbiano rispettivamente le seguenti composizioni ampelografiche:
“Campi Flegrei bianco”
Falanghina dal 50 al 70%
Biancolella e Coda di Volpe, da soli o congiuntamente dal 10 al 30%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad n massimo del 30%.
“Campi Flegrei rosso”
Piedirosso o Pér „e palummo dal 50 al 70%
Aglianico e Sciascinoso (localmente detto Olivella) da soli o congiuntamente dal 10 al 30%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 30%.
“Campi Flegrei Falanghina”
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%.
“Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo”
Piedirosso o Pér „e palummo minimo 90%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 10%.
La zona di produzione delle uve destinate alla trasformazione in vino a DOC “Campi Flegrei” nei tipi di cui all’art. 2 comprende l’intero territorio dei comuni di:
Procida Pozzuoli Bacoli
Monte di Procida Quarto
Precisamente la zona di produzione confina ad ovest con il Mar Tirreno, a sud con il canale di Ischia ed il Golfo di Pozzuoli, a nord con i comuni di Giugliano, Villaricca e la parte non compresa dei comuni di Marano e di Napoli.
partendo dalla confluenza del comune di Pozzuoli nel Mar Tirreno (località Licola) si percorre il limite del comune di Pozzuoli con Giugliano, si incontra il confine del comune di Quarto che si segue in direzione nord fino ad immettersi in via Campana.
Poi ci si immette su via Campana, in direzione Marano, fino al quadrivio tra questa e via San Rocco; si entra quindi nel comune di Marano avendo come limite via San Rocco prima e via Santa Maria a Cubito poi; si entra nel comune di Napoli e si percorre via Santa Maria a Cubito per poi prendere via Cupa, via Tirone, via Pendino, via Cupa Fragolara, strada Casinelle, via Margherita, via Quagliarello, via L. Bianchi, via G. Iannelli, via della Pigna, via Giustiniano, via Piave, corso Europea, via A. Manzoni, via Boccaccio, via Marechiaro fino ad arrivare nel Mar Tirreno, golfo di Napoli, località Marechiaro.
Verso sud la zona è delimitata dal Mar Tirreno.
Isolata nel Mar Tirreno, a circa 4 km dal comune di Monte di Procida, è situata l’isola di Procida, amministrativamente unico comune ed interamente compresa nella zona a denominazione di origine controllata.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Campi Flegrei” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti di buona esposizione, sono esclusi i terreni di fondovalle umidi e non sufficientemente soleggiati.
I sesti di impianto, le forme di allevamento, a controspalliera bassa o puteolana, ed i sistemi di potatura corti, lunghi e misti, devono essere quelli generalmente usati nella zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
Per i reimpianti ed i nuovi impianti la forma di allevamento dovrà essere la controspalliera e la densità di impianto non potrà essere inferiore a 2.000 ceppi/ettaro.
La resa massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini a DOC “Campi Flegrei” non deve essere superiore a:
“Campi Flegrei bianco” 12,00 tonn/ettaro
“Campi Flegrei Falanghina” 12,00 tonn/ettaro
“Campi Flegrei rosso” 10,00 tonn/ettaro
“Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo” 10,00 tonn/ettaro
Fermi restando i limiti massimi sopra indicati, la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua dovrà essere calcolata in rapporto alla superficie effettivamente coperta dalla vite.
La regione Campania con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali, climatiche, di coltivazione e di mercato, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro diverso da quello fissato dal presente disciplinare ai sensi dell’art. 10 della Legge 10/02/1992, n. 164, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini ed alla C.C.I.A.A. di Napoli.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a d.o.c. “Campi Flegrei” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Campi Flegrei bianco” 10,00% vol.
“Campi Flegrei Falanghina” 10,50% vol.
“Campi Flegrei rosso” 10,50% vol.
“Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo” 10,50% vol.
“Campi Flegrei spumate” 9,50% vol.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito della zona di produzione delle uve, delimitata nel precedente art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche solo parzialmente compresi nella zona di produzione delle uve.
E’ altresì consentito, su richiesta degli interessati, da presentarsi al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, per tramite della regione Campania che la correda di parere, che dette operazioni siano effettuate in stabilimenti situati nel territorio della provincia di Napoli, a condizione che le ditte interessate dimostrino di aver vinificato e/o elaborato, prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, vini del tipo di quelli regolamentati nel presente disciplinare ed aver utilizzato per gli stessi la denominazione “Campi Flegrei”.
La resa massima dell’uva per la produzione dei vini a d.o.c. “Campi Flegrei” non deve essere superiore al 70%.
Il vino a DOC “Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo”, ottenuto da uve che assicurino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 11,00% vol. ed immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico totale minimo di: 12,00% vol. dopo un periodo di invecchiamento di: due anni a decorre dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uvepuò portare in etichetta la specificazione “riserva”.
La DOC “Campi Flegrei rosso” può essere utilizzata per designare il vino “novello”, ottenuto da uve che rispondano alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione in ottemperanza alle vigenti norme per la preparazione dei vini novelli.
La DOC “Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo” può essere utilizzata per designare un vino “passito”, ottenuto dalle uve di cui all’art. 2 del presente disciplinare di produzione e sottoposte del tutto o in parte, sulle piante o dopo la raccolta, al convenzionale appassimento.
Nella preparazione del “passito” si applicano le disposizioni previste nel precedente art. 4 e la resa massima dell’uva fresca in vino finito non deve essere superiore al 45%.
E’ escluso per il solo tipo “passito”, qualsiasi aumento del titolo alcolometrico volumico totale mediante concentrazione del moto e del vino o l’impiego di mosti e di vini che siano stati oggetto di concentrazione.
La DOC “Campi Flegrei Falanghina” può essere utilizzata per designare il vino “spumante” ottenuto con mosti o vini che rispondano alle condizioni ed ai requisiti previsti dal presente disciplinare, a condizione che le operazioni di elaborazione di detti mosti o vini per la produzione dello spumante siano effettuate in stabilimenti situati nell’ambito della zona delimitata od autorizzata ai sensi del precedente art. 3.
I vini a DOC “Campi Flegrei”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso rubino più o meno intenso, tendente al granata con
“Campi Flegrei novello”
sapore: asciutto o rotondo, armonico, anche leggermente vivace;
colore: giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdognoli;
“Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo riserva”
colore: rosso rubino più o meno intenso, tendente al granata
“Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo passito”
sapore: da secco a dolce. Armonico, morbido, caratteristico;
“Campi Flegrei Falanghina spumante”
sapore: secco, fresco, tipico;
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
E’ vietato usare assieme alla DOC “Campi Flegrei” qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali: fattoria, viticoltore, tenuta, podere, cascina ed altri termini similari, sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
E’ consentito, altresì, l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, zone, località e vigne dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni stabilite dal decreto ministeriale 22/04/1992.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti i vini a DOC “Campi Flegrei” deve obbligatoriamente figurare l’annata di produzione delle uve.
Per i vini a DOC “Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo riserva” e “Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo passito” sono ammessi, per l’immissione al consumo. Solo contenitori di vetro di capacità non superiore a 0,750litri.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la DOC “campi Flegrei” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, è punito a norma degli art. 28, 29, 30 e 31 della Legge 10/02/1992, n. 164.