Source: https://www.penalex.it/corruzione-e-pubblica-amministrazione
Timestamp: 2019-11-13 05:18:27+00:00
Document Index: 81804274

Matched Legal Cases: ['art. 2635', 'art. 319', 'art. 346', 'art. 2635', 'art. 314', 'art. 323', 'art. 353']

Avvocato penalista | Reati Pubblica Amministrazio | R. Bergaglio
GIUDICI PENALI
Avvocato penalista | Milano | Roma
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CORRUZIONE E REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Artt. 317, 318, 319, 319-quater, 320, 321, 323, 346-bis, 353 C.p.
Da tempo è in atto una metamorfosi quantitativa e qualitativa del fenomeno corruttivo. La l. 190/2012 ha cercato di rispondere a questa situazione apportando modifiche, in parte criticabili, alla disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione (artt. 314 ss. c.p.) e inserendo il reato di corruzione tra privati (art. 2635 c.c.).
Invero, per approntare un efficace contrasto alla corruzione (artt. 318, 319, 320 c.p.) o all'induzione a dare o promettere utilità (art. 319-quater) non bastano provvedimenti volti al rafforzamento dei reati e delle pene. Altrettanto utile è la contestuale introduzione di strumenti di prevenzione idonei ad incidere in modo pratico sulle occasioni di corruzione e sui fattori che ne favoriscono la diffusione, soprattutto in alcuni settori endemici.
Oggi giorno, la corruzione, sempre molto diffusa, ha superato il suo tradizionale carattere duale e spesso si connota per il coinvolgimento di soggetti ulteriori, destinati a svolgere funzioni di intermediazione e di filtro. In relazione a tale tipologia di condotte il legislatore ha introdotto il reato di “traffico di influenze illecite” (art. 346-bis c.p.). Infatti, il pubblico agente infedele, spesso si impegna non tanto ad adottare un atto determinato, quanto piuttosto a far valere il suo peso istituzionale sul collega competente all’emanazione dell’atto cui è interessato il corruttore, esercitando un’attività di influenza.
Inoltre, la prestazione resa dal corrotto a volte non consiste nell’adozione di uno specifico atto amministrativo, bensì in una garanzia di protezione del corruttore nei suoi futuri rapporti con l’amministrazione.
Pure la tangente, anziché consistere nella classica dazione di denaro, è spesso occultata da articolati meccanismi di triangolazione, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano probatorio.
Anche le infedeltà di soggetti aziendali che cagionino un nocumento alla società dietro dazione o promessa di utilità sono ora penalmente perseguite come “corruzione tra privati” (art. 2635 c.c.).
Di pari passo con l'internazionalizzazione dei gruppi imprenditoriali, anche i fenomeni corruttivi hanno assunto portata ultra territoriale. Di conseguenza, anche i sistemi preventivi e le misure di contrasto dovrebbero essere strutturati su ampia scala. Tuttavia, molto spesso gli strumenti di prevenzione accusano forte ritardo di fronte ai reati. Accanto a sistemi coniati per prevenire reati anche di questo tipo, come i modelli organizzativi previsti dal d.lgs. 231/01, altre procedure di compliance più efficaci (già adottate da imprese inserite in sistemi giuridici stranieri, tra cui quello tedesco), in Italia trovano ostacoli normativi.
É altresì vero che il dilagare della corruzione, anche a livello internazionale, talvolta induce gli organi inquirenti a dubitare ingiustamente di operazioni che poi si dimostrano legittime al vaglio processuale.
Di frequente contestazione sono anche i reati di peculato (art. 314 c.p.), abuso d'ufficio (art. 323 c.p.) e turbativa d'asta (art. 353 c.p.).
In un contesto siffatto, l'intuito e l'esperienza di un avvocato penalista esperto, che abbia trattato altri casi di corruzione, turbativa, peculato ecc., appaiono indispensabili sia nell'ottica difensiva, tipica del procedimento penale, sia nell'ottica preventiva relativa alla implementazione dei modelli organizzativi ai sensi del d.lgs. 231/01.
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