Source: http://www.avvocatiottaviano.it/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1045:volo-nazionale-perdita-bagaglio-convenzione-montreal-del-1999-inapplicabilita&amp;catid=81:sentenze-gdp-consumo&amp;Itemid=140
Timestamp: 2020-07-12 03:40:49+00:00
Document Index: 7467296

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1693', 'art. 132', 'art. 45', 'art. 58', 'art. 2697', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 93']

Volo Nazionale - Perdita bagaglio: convenzione Montreal del 1999: inapplicabilità (A.Fuscellaro).
Mercoledì 09 Maggio 2012 20:17	Antonio Fuscellaro
La Convenzione di Montreal “s’applica ad ogni trasporto internazionale”, intendendosi per tale esclusivamente “il trasporto nel quale … il luogo di partenza ed il luogo d’arrivo, che vi sia o meno interruzione, sono situati sul territorio di due differenti Stati o anche nel territorio dello stesso Stato, ma solo se sia previsto uno scalo sul territorio d’altro Stato”, il che non è assolutamente dato nel caso che occupa (con buona pace di Bossi e dei leghisti duri e puri, Napoli e Catania, per il momento e da centocinquant’anni, si trovano entrambe in territorio italiano ed il volo di cui si discute non effettuò alcuno scalo in territorio estero). Applicablità del principio della compensatio lucri cum damno (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 20.01.2012).
nella causa civile iscritta al n. 3948/2011 del ruolo generale degli affari contenziosi, trattenuta per la decisione nell’udienza del 20 gennaio 2012,
- PPP Mmm, nato a <...> (NA) il <...>, residente ad <...> (NA), al n. <...> della via <...>, ed elettivamente domiciliato ad <...> (NA), al n. 110 del Viale <...>, ovvero nello studio dell’Avv. Lll PPP, che lo rappresenta e lo difende, giusta la relativa procura speciale ad litem conferitagli a margine dell’originale dell’atto di citazione - attore -
- “Compagnia Aerea” S. p. A., nella/e persona/e del/dei suo/suoi legale/i rappresentante/i pro tempore (il sig. <...>, ex actis), con sede a <...>, al n. <...> del Corso <...>, ed elettivamente domiciliata a <...>, al n. 9 della Piazza <...>, nello studio dell’Avv. Eee DDD (del foro di <...>), insieme con l’Avv. Ggg BBB (del foro di <...>), che la rappresentano e la difendono, anche separatamente inter se, giusta la relativa procura speciale ad litem loro conferita a margine dell’originale della comparsa di costituzione e di risposta - convenuta -
oggetto: risarcimento di danno (responsabilità ex recepto: art. 1693 del Cod. Civ.)
conclusioni: come dagli atti processuali tutti e dai verbali tutti d’udienza, in quanto legittimamente utilizzabili all’uopo.
- Omesso, ex art. art. 132, 1° comma, n. 4 del c. p. c., nel testo sostituito dall'art. 45, 17° comma della legge 18 giugno 2009, n. 69, con decorrenza dal 4 luglio 2009, applicabile anche ai giudizi ancora pendenti in primo grado alla data d'entrata in vigore della legge stessa, ex art. 58, 2° comma della medesima.
- Ad ogni buon conto, come dagli atti processuali tutti e dai verbali tutti d’udienza, in quanto legittimamente utilizzabili all’uopo.
- In via preliminare, verificata definitivamente la regolarità dell’instaurazione del contraddittorio sotto ogni possibile profilo ad hoc (nel caso specifico, la validità dell’atto di citazione, la validità e la tempestività della sua notificazione alla destinataria, la validità e la tempestività della costituzione dell’attore e la validità della costituzione della convenuta, per altro intempestiva, con ogni conseguenza del caso iuxta legem), si rileva che non sussistono questioni relative, onde si può procedere oltre.
- Segnatamente, non appare recepibile l’eccezione di carenza di legittimazione passiva sollevata dalla convenuta, secondo la quale, più precisamente, l’attore avrebbe dovuto proporre la domanda nei confronti dell’impresa incaricata della movimentazione del bagaglio (handling) nell’aeroscalo di Catania (CT), essendo questa l’unica responsabile del lamentato smarrimento del medesimo.
- Ben vero, “la circostanza che la giurisprudenza riconosca all’interessato la legittimazione ad agire nei confronti della società addetta alla movimentazione del bagaglio non esclude la legittimazione ad agire anche nei confronti del vettore, che resta sempre contrattualmente responsabile nei confronti del viaggiatore: la compagnia aerea, se del caso, si potrà rivalere nei confronti della società di movimentazione, ma ciò non involge la sfera del danneggiato” (così Tribunale di Busto Arsizio, 4 marzo 2008, cui si rimanda per relationem): nel caso che si decide, per l’appunto, la società “Compagnia Aerea” S. p. A. non ha chiesto l’autorizzazione a chiamare nel processo l’impresa di movimentazione del bagaglio (né, d’altronde, l’avrebbe potuto fare, essendosi costituita solo nell’udienza fissata per la precisazione delle conclusioni e per la discussione).
- Nel merito, la domanda attorea è risultata pienamente fondata sotto il profilo dell’an debeatur e fondata nei limiti di cui si dirà sotto il profilo del quantum debeatur, all’esito della più compiuta, attenta ed oculata valutazione, congiuntamente operata, delle varie risultanze della cospicua documentazione prodotta ed alla luce del relativo riscontro incrociato tra le stesse tutte (d’altronde, proprio perché meramente documentale ed in punto di diritto, la causa veniva rinviata de plano per la precisazione delle conclusioni e per la discussione).
- All’uopo, giova premettere che l’attore era tenuto a provare il/i fatto/i costitutivo/i della propria pretesa creditoria, mentre la convenuta era tenuta a provare il/i fatto/i impeditivi/i e/o modificativo/i e/o estintivo/i della pretesa medesima, alla stregua di quanto sancito dall’art. 2697 del Cod. Civ. (che recepisce nel nostro sistema giuridico il noto principio romanistico per il quale onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat).
- Tanto premesso, si rileva che Mmm PPP ha provato per tabulas che il 3 novembre 2010 egli acquistava dalla società “Compagnia Aerea” S. p. A. un biglietto (individuato dal n. 0672162210xxx) per la tratta Catania/Napoli e rientro, che il 28 novembre 2010, giunto a Catania, non reperiva più il bagaglio al seguito (per il quale era stato emesso il contrassegno n. IG3456xx), in quanto andato smarrito (cfr. la relativa denuncia), per il che era costretto a riacquistare gli oggetti contenuti nel bagaglio stesso, in quanto indispensabili per gli atti della vita quotidiana e/o per il lavoro (cfr. le varie ricevute relative).
- A fronte di ciò, la convenuta non ha provato alcunché, dovendosi disattendere, per le ragioni precedentemente evidenziate, l’eccezione preliminare di carenza di legittimazione passiva, costituente il nucleo di tutta la sua linea difensiva.
- Con riferimento al quantum debeatur, per contro, effettivamente la richiesta attorea (€ 1.800,00 per il solo danno patrimoniale, più il danno esistenziale) non può essere recepita, ma, si badi!, non già perché la Convenzione di Montreal del 1999 fissa il limite risarcitorio massimo di 1.000,00 “diritti speciali di prelievo” (equivalenti, più o meno, ad € 1.167,00), quando, come nel caso di specie, il maggior valore del bagaglio non sia preventivamente dichiarato (art. 22, 2° c.), ma per il principio della compensatio lucri cum damno.
- Ben vero, la Convenzione di Montreal “s’applica ad ogni trasporto internazionale” (art. 1, 1° c.), intendendosi per tale esclusivamente “il trasporto nel quale … il luogo di partenza ed il luogo d’arrivo, che vi sia o meno interruzione, sono situati sul territorio di due differenti Stati o anche nel territorio dello stesso Stato, ma solo se sia previsto uno scalo sul territorio d’altro Stato” (art. 1, 2° c.), il che non è assolutamente dato nel caso che occupa (con buona pace di Bossi e dei leghisti duri e puri, Napoli e Catania, per il momento e da centocinquant’anni, si trovano entrambe in territorio italiano ed il volo di cui si discute non effettuò alcuno scalo in territorio estero).
- Per altro, non si può negligere che gli oggetti che l’attore era costretto ad acquistare erano (sicuramente) nuovi, mentre quelli costituenti il bagaglio andato smarrito erano (sicuramente) usati, per il che occorre procedere, per l’appunto, alla compensazione di cui si diceva poc’anzi, ad evitare che il dovuto risarcimento si trasformi in un illecito arricchimento, reputandosi così equo e giusto riconoscere € 1.300,00.
- Quanto al danno non patrimoniale, poi, si richiama Cass. Civ., SS. UU., 11 novembre 2008, n. 26972, che, nel condivisibile intento di porre un freno all’indiscriminato riconoscimento di figure quali il c. d. “danno da vacanza rovinata”, il c. d. “danno esistenziale”, il c. d. “danno da ‘stress’ psicofisico”, il c. d. “danno da disagio psicologico” e così via enumerando, ha sancito chiaramente che “la gravità dell’offesa costituisce requisito ulteriore per la risarcibilità dei danni non patrimoniali, onde non risultano meritevoli di tutela, massimamente sotto il profilo del c. d. ‘danno esistenziale’, i disagi, i fastidi, le ansie, i disappunti e le piccole insoddisfazioni relative ai più disparati aspetti della vita quotidiana, salvo che sia superato il livello di tollerabilità ed il pregiudizio non sia futile”: nella fattispecie, per l’appunto, l’attore non ha provato il superamento della soglia cennata (d’altronde, dal contesto della vicenda, s’evince che egli non è un viaggiatore occasionale, onde non appare peregrino ritenere che sia abituato ai contrattempi che ogni spostamento - aereo, marittimo e terrestre - può implicare).
- Alla somma così riconosciuta (id est, ad € 1.300,00), poi, trattandosi di credito di valore, andrà aggiunta la rivalutazione monetaria, secondo l’indice o gli indici dei prezzi correnti al consumo per le famiglie d’impiegati e d’operai rilevato/i dall’ISTAT applicabile/i ratione temporis vel temporum, dalla data della costituzione in mora della debitrice (id est, dal 9 dicembre 2010) alla data del deposito della presente sentenza; altresì, andranno aggiunti gli interessi, giusta il/i tasso/i legale/i vigente/i ratione temporis vel temporum, sulla somma medesima (id est, sempre su € 1.300,00), quale via via rivalutata anno per anno, secondo l’insegnamento sul punto più autorevole del Supremo Collegio, sempre dalla data predetta (id est, sempre dal 9 dicembre 2010) alla data del deposito della presente sentenza; ancora, andranno aggiunti gli interessi, giusta il/i tasso/i legale/i vigente/i ratione temporis vel temporum, sulla somma finale rivalutata alla data del deposito della presente sentenza, dalla data di questo alla data dell’effettivo pagamento.
- Le spese seguono la soccombenza e si liquidano nella misura che risulterà dal dispositivo, con il beneficio della distrazione in favore dell’Avv. Lll PPP, sussistendone i presupposti, ex art. 93, 1° c. del c. p. c.
- Il Giudice di Pace d’Ottaviano (dott. Antonio Fuscellaro), definitivamente pronunciando nella causa civile compiutamente indicata nell’epigrafe, disattesa ogni altra istanza, così provvede:
1) condanna la società “Compagnia Aerea” S. p. A., nella/e persona/e del/dei suo/suoi legale/i rappresentante/i pro tempore, a pagare a Mmm PPP la somma di € 1.300,00, con il duplice favore della rivalutazione monetaria e degli interessi legali, come dettagliatamente precisato nella motivazione;
2) condanna la società “Compagnia Aerea” S. p. A., nella/e persona/e del/dei suo/suoi legale/i rappresentante/i pro tempore, a pagare le spese processuali, distratte in favore dell’Avv. Lll Ppp e liquidate nella misura di € 1.200,00, di cui € 200,00 per spese vive, € 400,00 per diritti di procuratore ed € 600,00 per onorari d’avvocato, da maggiorare del rimborso delle spese generali e, ma solo se documentati da regolare fattura ad emettersi, anche degli importi del contributo previdenziale (nella misura vigente ratione temporis) e dell’i. v. a. (nella misura vigente ratione temporis).
Così deciso ad Ottaviano (NA), il 20 gennaio 2012.