Source: https://www.studiolonoce.it/social/
Timestamp: 2020-01-21 02:01:01+00:00
Document Index: 119666295

Matched Legal Cases: ['art.51', 'e contrario', 'art.605', 'art.368', 'art.51', 'e contrario', 'art.605', 'art.368', 'art.605', 'art. 13', 'art.605', 'art. 13']

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Soltanto il legislatore può modificare una legge dello Stato e certamente non può farlo un giudice. Da più parti si vuole attribuire a Matteo Salvini il gravissimo, ma inesistente reato di sequestro di persona per i fatti riguardanti i 116 migranti trattenuti per pochi giorni sulla nave “Gregoretti”. Dovrebbe essere superfluo precisare che per la configurazione del reato di sequestro di persona occorre la sussistenza dell'elemento oggettivo e di quello soggettivo. L'elemento oggettivo consiste nella privazione della libertà che nella fattispecie non vi è stata, dal momento che i migranti, dopo il loro trasbordo e non salvataggio, sulla nave militare italiana “Gregoretti” erano tutti liberi a bordo. Il bene giuridico tutelato dalla norma penale è la libertà del soggetto, che viene leso da qualunque limitazione della libertà fisica e della libertà di scelta, anche attraverso tutte le forme di detenzione, arresto, perquisizione e ispezione. La privazione della libertà personale in cui si configura il sequestro, si realizza allorché il corpo del soggetto è ridotto in uno spazio definito e delimitato ad opera di chi eserciti su di esso un potere di fatto, quando tale spazio venga intercluso dall’agente, ad esempio, chiudendo la porta a chiave, o quando siano attuati sul suo corpo interventi coattivi che sottraggono l’essere fisico alle relazioni spaziali, intercludendolo, o, peggio, misure coercitive sul suo corpo. Dunque nel caso di specie nessuna libertà è stata mai lesa dalla condotta di Matteo Salvini sotto il profilo oggettivo. Con riferimento all’altro elemento necessario per la configurazione del reato di sequestro di persona, quello soggettivo del dolo generico, gli strumenti per la privazione della libertà personale sono la violenza, la minaccia e l’inganno, ovverosia la coscienza e la volontà di privare illegittimamente un soggetto della propria libertà personale, contro la sua volontà, elementi questi pure assenti nei fatti contestati a Matteo Salvini. Quindi nessuno dei requisiti, sia sotto il profilo oggettivo, che sotto quello soggettivo possono ravvisarsi nella condotta di Matteo Salvini. Quand’anche un magistrato non autonomo e sereno nel suo giudizio, o influenzato da convincimenti ideologici, dovesse artatamente ravvisare una ipotesi di reato, Matteo Salvini non potrebbe mai essere ritenuto il solo responsabile perché ha operato di concerto con il presidente del consiglio e con gli altri ministri competenti ed inoltre, in ultima analisi, non sarebbe punibile perché non potrebbe non tenersi conto della scriminante di cui all’art.51 cod.pen. per aver egli agito nell'adempimento di un dovere del suo ufficio di Ministro degli interni, connesso alla sicurezza dei cittadini italiani. Appare intollerabile e contrario alla nostra civiltà giuridica il fatto che, pur in totale assenza di qualsivoglia comportamento che integri la fattispecie di reato prevista dall'art.605 cod.pen., si voglia sovvertire il principio costituzionale della presunzione di innocenza, colpevolizzando preventivamente l’ex ministro degli interni sotto una insana e faziosa spinta giacobina di ispirazione giustizialista e manettara contro un avversario politico, Matteo Salvini, che non si riesce a sconfiggere con le armi della democrazia, del confronto politico e del dibattito dialettico. Purtroppo ormai il diritto penale è diventato parte integrante della politica e, in linea con le dinamiche tipiche del populismo penale, si usa strumentalmente la sollecitazione dell’avvio di un processo penale per influenzare la politica e le scelte elettorali attraverso una criminalizzazione di qualche esponente politico che appare essere un avversario scomodo perchè gode della fiducia dei cittadini. Giova rammentare tuttavia che colui che con una formale denuncia indirizzata all’Autorità giudiziaria ha accusato ingiustamente Matteo Salvini del reato di sequestro di persona, una volta che sarà accertata giudizialmente l’assenza di qualsiasi profilo di responsabilità penale a carico del leader della Lega, dovrà a sua volta rispondere del delitto di calunnia (art.368 codice penale) perché anche per lui vale il principio che “la legge è uguale per tutti”! ... Leggi tuttoAccorcia
Studio legale Lonoce ha pubblicato una nota.
Soltanto il legislatore può modificare una legge dello Stato e certamente non può farlo un giudice.Da più parti si vuole attribuire a Matteo Salvini il gravissimo, ma inesistente reato di sequestro di persona per i fatti riguardanti i 116 migranti trattenuti per pochi giorni sulla nave “Gregoretti”. Dovrebbe essere superfluo precisare che per la configurazione del reato di sequestro di persona occorre la sussistenza dell'elemento oggettivo e di quello soggettivo. L'elemento oggettivo consiste nella privazione della libertà che nella fattispecie non vi è stata, dal momento che i migranti, dopo il loro trasbordo e non salvataggio, sulla nave militare italiana “Gregoretti” erano tutti liberi a bordo. Il bene giuridico tutelato dalla norma penale è la libertà del soggetto, che viene leso da qualunque limitazione della libertà fisica e della libertà di scelta, anche attraverso tutte le forme di detenzione, arresto, perquisizione e ispezione. La privazione della libertà personale in cui si configura il sequestro, si realizza allorché il corpo del soggetto è ridotto in uno spazio definito e delimitato ad opera di chi eserciti su di esso un potere di fatto, quando tale spazio venga intercluso dall’agente, ad esempio, chiudendo la porta a chiave, o quando siano attuati sul suo corpo interventi coattivi che sottraggono l’essere fisico alle relazioni spaziali, intercludendolo, o, peggio, misure coercitive sul suo corpo. Dunque nel caso di specie nessuna libertà è stata mai lesa dalla condotta di Matteo Salvini sotto il profilo oggettivo. Con riferimento all’altro elemento necessario per la configurazione del reato di sequestro di persona, quello soggettivo del dolo generico, gli strumenti per la privazione della libertà personale sono la violenza, la minaccia e l’inganno, ovverosia la coscienza e la volontà di privare illegittimamente un soggetto della propria libertà personale, contro la sua volontà, elementi questi pure assenti nei fatti contestati a Matteo Salvini. Quindi nessuno dei requisiti, sia sotto il profilo oggettivo, che sotto quello soggettivo possono ravvisarsi nella condotta di Matteo Salvini. Quand’anche un magistrato non autonomo e sereno nel suo giudizio, o influenzato da convincimenti ideologici, dovesse artatamente ravvisare una ipotesi di reato, Matteo Salvini non potrebbe mai essere ritenuto il solo responsabile perché ha operato di concerto con il presidente del consiglio e con gli altri ministri competenti ed inoltre, in ultima analisi, non sarebbe punibile perché non potrebbe non tenersi conto della scriminante di cui all’art.51 cod.pen. per aver egli agito nell'adempimento di un dovere del suo ufficio di Ministro degli interni, connesso alla sicurezza dei cittadini italiani. Appare intollerabile e contrario alla nostra civiltà giuridica il fatto che, pur in totale assenza di qualsivoglia comportamento che integri la fattispecie di reato prevista dall'art.605 cod.pen., si voglia sovvertire il principio costituzionale della presunzione di innocenza, colpevolizzando preventivamente l’ex ministro degli interni sotto una insana e faziosa spinta giacobina di ispirazione giustizialista e manettara contro un avversario politico, Matteo Salvini, che non si riesce a sconfiggere con le armi della democrazia, del confronto politico e del dibattito dialettico. Purtroppo ormai il diritto penale è diventato parte integrante della politica e, in linea con le dinamiche tipiche del populismo penale, si usa strumentalmente la sollecitazione dell’avvio di un processo penale per influenzare la politica e le scelte elettorali attraverso una criminalizzazione di qualche esponente politico che appare essere un avversario scomodo perchè gode della fiducia dei cittadini. Giova rammentare tuttavia che colui che con una formale denuncia indirizzata all’Autorità giudiziaria ha accusato ingiustamente Matteo Salvini del reato di sequestro di persona, una volta che sarà accertata giudizialmente l’assenza di qualsiasi profilo di responsabilità penale a carico del leader della Lega, dovrà a sua volta rispondere del delitto di calunnia (art.368 codice penale) perché anche per lui vale il principio che “la legge è uguale per tutti”! ... Leggi tuttoAccorcia
Difendiamo i nostri diritti, i nostri valori, la nostra libertà Possono cambiare il nome, come ha fatto il Pci (Pds, Ds e Pd) ma la sostanza rimane sempre la stessa. Ad esempio, al termine del secondo conflitto mondiale, dopo la decolonizzazione, tutti gli Stati che avevano in Africa le loro colonie hanno continuato a sfruttare i popoli di quel continente. La Francia, che era uno dei grandi Stati colonialisti, nelle sue 14 ex colonie introdusse il franco francese (CFA), moneta non avente corso legale fuori dei paesi africani, alle seguenti condizioni: - la Francia avrebbe garantito la convertibilità illimitata del CFA in euro al tasso fisso euro: 1 euro = 655,957 franchi CFA; - i trasferimenti di capitali dalla zona franco CFA e la Francia e viceversa sarebbero stati liberi; - come controprestazione il 50 % delle riserve valutarie dei paesi della zona franco CFA sarebbero state depositate obbligatoriamente presso un conto della Banca di Francia a Parigi. Pare che le riserve valutarie depositate presso la Banque de France ammontino a circa 10 miliardi di euro, denaro che viene investito in titoli di stato emessi dal Tesoro francese, con la conseguenza che il denaro degli Africani, invece di aiutare la crescita e lo sviluppo di quei territori, contribuisce a finanziare il debito francese. Il colonialismo purtroppo esiste ancora e con esso permane lo sfruttamento dei popoli africani, quello del sottosuolo del continente africano e quello delle forze lavoro che vengono subdolamente spostate in Europa per essere utilizzate dai benestanti occidentali quale manodopera a basso costo! I padroni del mondo hanno cambiato i nomi: il neoliberismo ha sostituito il capitalismo, la globalizzazione ha sostituito l’imperialismo, il mondialismo ha sostituito il colonialismo, insieme alla tratta di esseri umani ed infine i nuovi assetti politici- economici, come l’Unione europea (Ue) ingentiliti nella denominazione, ma del tutto privi di democrazia e di cui fanno parte Stati, come l’Italia, ormai svuotati della sovranità nazionale, hanno sostituito le dittature di infausta memoria! E’ questo il futuro che sognavamo e volevamo per noi e per i nostri figli? Certamente no e mai avremmo potuto immaginare che invece una cricca di opportunisti e traditori degli interessi nazionali avrebbe elaborato a nostra insaputa e contro la nostra volontà un sistema economico-politico privo di democrazia, autonomia, indipendenza, sovranità nazionale e libertà! Noi che non crediamo nei dogmi ideologici di natura economico-politica, che non siamo seguaci acriticamente del pensiero unico e che non intendiamo consegnare questo obbrobrio ai nostri posteri, abbiamo il dovere di agire, di organizzarci e di lottare senza tregua per difendere i nostri valori e per rivendicare e riconquistare tutti i nostri diritti e le nostre libertà. Dobbiamo farlo perhé, come affermò quel valoroso Magistrato che rispondeva al nome di Giovanni Falcone, il vero coraggio è quando non vedi nessuno vicino a te. Allora devi partire da solo. E poi magari ti volti indietro e trovi qualcuno che ti segue e poi si unisce, chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola! ... Leggi tuttoAccorcia
Concordo.. Buona notte
Difendiamo i nostri diritti, i nostri valori, la nostra libertà!Possono cambiare il nome, come ha fatto il Pci (Pds, Ds e Pd) ma la sostanza rimane sempre la stessa. Ad esempio, al termine del secondo conflitto mondiale, dopo la decolonizzazione, tutti gli Stati che avevano in Africa le loro colonie hanno continuato a sfruttare i popoli di quel continente. La Francia, che era uno dei grandi Stati colonialisti, nelle sue 14 ex colonie introdusse il franco francese (CFA), moneta non avente corso legale fuori dei paesi africani, alle seguenti condizioni: - la Francia avrebbe garantito la convertibilità illimitata del CFA in euro al tasso fisso euro: 1 euro = 655,957 franchi CFA; - i trasferimenti di capitali dalla zona franco CFA e la Francia e viceversa sarebbero stati liberi; - come controprestazione il 50 % delle riserve valutarie dei paesi della zona franco CFA sarebbero state depositate obbligatoriamente presso un conto della Banca di Francia a Parigi. Pare che le riserve valutarie depositate presso la Banque de France ammontino a circa 10 miliardi di euro, denaro che viene investito in titoli di stato emessi dal Tesoro francese, con la conseguenza che il denaro degli Africani, invece di aiutare la crescita e lo sviluppo di quei territori, contribuisce a finanziare il debito francese. Il colonialismo purtroppo esiste ancora e con esso permane lo sfruttamento dei popoli africani, quello del sottosuolo del continente africano e quello delle forze lavoro che vengono subdolamente spostate in Europa per essere utilizzate dai benestanti occidentali quale manodopera a basso costo! I padroni del mondo hanno cambiato i nomi: il neoliberismo ha sostituito il capitalismo, la globalizzazione ha sostituito l’imperialismo, il mondialismo ha sostituito il colonialismo, insieme alla tratta di esseri umani ed infine i nuovi assetti politici- economici, come l’Unione europea (Ue) ingentiliti nella denominazione, ma del tutto privi di democrazia e di cui fanno parte Stati, come l’Italia, ormai svuotati della sovranità nazionale, hanno sostituito le dittature di infausta memoria! E’ questo il futuro che sognavamo e volevamo per noi e per i nostri figli? Certamente no e mai avremmo potuto immaginare che invece una cricca di opportunisti e traditori degli interessi nazionali avrebbe elaborato a nostra insaputa e contro la nostra volontà un sistema economico-politico privo di democrazia, autonomia, indipendenza, sovranità nazionale e libertà! Noi che non crediamo nei dogmi ideologici di natura economico-politica, che non siamo seguaci acriticamente del pensiero unico e che non intendiamo consegnare questo obbrobrio ai nostri posteri, abbiamo il dovere di agire, di organizzarci e di lottare senza tregua per difendere i nostri valori e per rivendicare e riconquistare tutti i nostri diritti e le nostre libertà. Dobbiamo farlo perhé, come affermò quel valoroso Magistrato che rispondeva al nome di Giovanni Falcone, il vero coraggio è quando non vedi nessuno vicino a te. Allora devi partire da solo. E poi magari ti volti indietro e trovi qualcuno che ti segue e poi si unisce, chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola! ... Leggi tuttoAccorcia
SI PONGA FINE ALL’ATTACCO GIUDIZIARIO CONTRO MATTEO SALVINI E SI AFFRONTI IL CONFRONTO POLITICO!Sorprende sentire parlare di ipotesi del reato di sequestro di persona, si ha l’impressione di una vera e propria crociata mediatica contro l’avversario politico che non si riesce a sconfiggere con le armi della democrazia, del confronto politico e del dibattito dialettico. Trattasi di assedio giudiziario, di un callido linciaggio mediatico e di una palese demonizzazione del temuto avversario politico. Da qualche tempo il diritto penale è diventato parte integrante della politica e, in linea con le dinamiche tipiche del populismo penale, si usa strumentalmente la sollecitazione dell’avvio di un processo penale per influenzare la politica e le scelte elettorali attraverso una criminalizzazione di qualche esponente politico che appare essere un avversario scomodo perchè gode della fiducia dei cittadini. Nel caso che vede coinvolto Matteo Salvini accusato del grave reato di sequestro di persona, delitto previsto dall’art.605 del codice penale, si deve osservare che la norma giuridica tutela la libertà personale, che è un diritto assoluto, inalienabile e imprescrittibile. Il Legislatore ha voluto tutelare la libertà “cinetica” dell’individuo, ossia la sua libertà di muoversi nello spazio in modo autonomo, la c.d. “libertà di locomozione” (libertà “fisico-motoria” o libertà “di movimento”, che dir si voglia). Per tale motivo la libertà individuale va configurata come un genus rispetto alla species della libertà personale. La tutela predisposta per la libertà individuale concerne in generale l’autonomia dell’azione e della volizione del soggetto attivo del reato ed il bene giuridico tutelato, la libertà, viene leso da qualunque limitazione della libertà fisica e della libertà di scelta della vittima (vi sono comprese tutte le forme di detenzione, arresto, perquisizione e ispezione). La privazione della libertà personale in cui si configura il sequestro, si realizza allorché il corpo del soggetto è ridotto in uno spazio definito e delimitato ad opera di chi eserciti su di esso, in qualunque forma, un potere di fatto: può trattarsi addirittura dello stesso spazio dove la persona già si trova e da dove non possa muoversi autonomamente, quando tale spazio venga intercluso dall’agente (ad es. rinserrando la porta). Gli strumenti per la privazione della libertà personale, sotto il profilo del dolo generico, sono la violenza, la minaccia e l’inganno, ovverosia la coscienza e la volontà di privare illegittimamente un soggetto della propria libertà personale, contro la sua volontà. La concezione di libertà personale intesa come “libertà di movimento” non è l’unica presente nel nostro ordinamento. Si tratta di un’interpretazione molto più ampia che, facendo riferimento all’art. 13 Costituzione, intende non una libertà di agire bensì una libertà da misure coercitive sul corpo, in modo che “la libertà di locomozione non rappresenterebbe un prius, ma eventualmente un posterius: il soggetto è libero nella persona non in quanto sia capace di muoversi, ma in quanto non siano attuati sul suo corpo interventi coattivi che, di per sé ed obiettivamente, sottraggono l’essere fisico alle relazioni spaziali, intercludendolo. Nel caso di specie nessuna libertà è stata lesa dalla condotta di Matteo Salvini, sia sotto il profilo oggettivo, che soggettivo, nessuna coercizione è stata operata sui migranti, che erano liberi a bordo della nave Gregoretti, essendosi egli limitato, nella sua funzione di ministro a far adottare misure attinenti la sicurezza, peraltro in accordo ed in sintonia con il presidente del consiglio e con gli altri ministri competenti. Se, al solo fine di abbattere giudizialmente il leader Matteo Salvini, si pervenisse ad una interpretazione libera ed estensiva del concetto di libertà e della fattispecie penale del sequestro di persona, si arriverebbe all’assurdo che anche nel caso dei passeggeri di un treno, privati della libertà di scendere quando vengono chiuse le porte, o i passeggeri di un aereo, che hanno fatto ingresso in un aeroporto, soggetti a limitazioni di movimento per ragioni di security in materia di trasporto aereo, sussisterebbe il reato di sequestro di persona a carico dei responsabili del treno e della stazione ferroviaria e della stazione aeroportuale. Secondo la concezione tripartita esistente in dottrina un reato è un fatto umano, tipico, antigiuridico e colpevole costituito da un elemento oggettivo, che è il fatto che si scinde nei due giudizi di tipicità e antigiuridicità. In un’ottica del genere la corrispondenza tra fatto concreto e fattispecie astratta di reato è solo un indice della sua rilevanza penale perché IN SECONDA ISTANZA IL GIUDICE DOVRÀ VERIFICARE SE IL FATTO COMMESSO NON SIA STATO COMPIUTO IN PRESENZA DI UNA CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE. NEL CASO DELLA VICENDA DELLA NAVE GREGORETTI, IL COMPORTAMENTO TENUTO DA MATTEO SALVINI NON RIENTRA NELLA TIPICITÀ DEL SEQUESTRO DI PERSONA E’ infatti opinione unanime, in dottrina ed in giurisprudenza, quella secondo la quale, per la configurazione del reato in esame, sia necessario il dolo, consistente nella coscienza e volontà di privare illegittimamente taluno della libertà personale, contro il proprio volere. INFINE, NELLE DENEGATA IPOTESI IN CUI NELL’OPERATO DI MATTEO SALVINI, PUR IN ASSENZA DEL DOLO E DELL’OGGETTIVITA’, FOSSE RAVVISATO IL DELITTO DI SEQUESTRO DI PERSONA, NON SI POTRA’ PRESCINDERE DALL’APPLICAZIONE DELLA SCRIMINANTE DELL’ADEMPIMENTO DI UN DOVERE IN QUANTO EGLI, DI CONCERTO CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE E CON GLI ALTRI MINISTRI COMPETENTI, HA OPERATO NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI ISTITUZIONALI ALLO SCOPO DI GARANTIRE LA SICUREZZA. ... Leggi tuttoAccorcia
SI PONGA FINE ALL’ATTACCO GIUDIZIARIO CONTRO MATTEO SALVINI E SI AFFRONTI IL CONFRONTO POLITICO! Sorprende sentire parlare di ipotesi del reato di sequestro di persona, si ha l’impressione di una vera e propria crociata mediatica contro l’avversario politico che non si riesce a sconfiggere con le armi della democrazia, del confronto politico e del dibattito dialettico. Trattasi di assedio giudiziario, di un callido linciaggio mediatico e di una palese demonizzazione del temuto avversario politico. Da qualche tempo il diritto penale è diventato parte integrante della politica e, in linea con le dinamiche tipiche del populismo penale, si usa strumentalmente la sollecitazione dell’avvio di un processo penale per influenzare la politica e le scelte elettorali attraverso una criminalizzazione di qualche esponente politico che appare essere un avversario scomodo perchè gode della fiducia dei cittadini. Nel caso che vede coinvolto Matteo Salvini accusato del grave reato di sequestro di persona, delitto previsto dall’art.605 del codice penale, si deve osservare che la norma giuridica tutela la libertà personale, che è un diritto assoluto, inalienabile e imprescrittibile. Il Legislatore ha voluto tutelare la libertà “cinetica” dell’individuo, ossia la sua libertà di muoversi nello spazio in modo autonomo, la c.d. “libertà di locomozione” (libertà “fisico-motoria” o libertà “di movimento”, che dir si voglia). Per tale motivo la libertà individuale va configurata come un genus rispetto alla species della libertà personale. La tutela predisposta per la libertà individuale concerne in generale l’autonomia dell’azione e della volizione del soggetto attivo del reato ed il bene giuridico tutelato, la libertà, viene leso da qualunque limitazione della libertà fisica e della libertà di scelta della vittima (vi sono comprese tutte le forme di detenzione, arresto, perquisizione e ispezione). La privazione della libertà personale in cui si configura il sequestro, si realizza allorché il corpo del soggetto è ridotto in uno spazio definito e delimitato ad opera di chi eserciti su di esso, in qualunque forma, un potere di fatto: può trattarsi addirittura dello stesso spazio dove la persona già si trova e da dove non possa muoversi autonomamente, quando tale spazio venga intercluso dall’agente (ad es. rinserrando la porta). Gli strumenti per la privazione della libertà personale, sotto il profilo del dolo generico, sono la violenza, la minaccia e l’inganno, ovverosia la coscienza e la volontà di privare illegittimamente un soggetto della propria libertà personale, contro la sua volontà. La concezione di libertà personale intesa come “libertà di movimento” non è l’unica presente nel nostro ordinamento. Si tratta di un’interpretazione molto più ampia che, facendo riferimento all’art. 13 Costituzione, intende non una libertà di agire bensì una libertà da misure coercitive sul corpo, in modo che “la libertà di locomozione non rappresenterebbe un prius, ma eventualmente un posterius: il soggetto è libero nella persona non in quanto sia capace di muoversi, ma in quanto non siano attuati sul suo corpo interventi coattivi che, di per sé ed obiettivamente, sottraggono l’essere fisico alle relazioni spaziali, intercludendolo. Nel caso di specie nessuna libertà è stata lesa dalla condotta di Matteo Salvini, sia sotto il profilo oggettivo, che soggettivo, nessuna coercizione è stata operata sui migranti, che erano liberi a bordo della nave Gregoretti, essendosi egli limitato, nella sua funzione di ministro a far adottare misure attinenti la sicurezza, peraltro in accordo ed in sintonia con il presidente del consiglio e con gli altri ministri competenti. Se, al solo fine di abbattere giudizialmente il leader Matteo Salvini, si pervenisse ad una interpretazione libera ed estensiva del concetto di libertà e della fattispecie penale del sequestro di persona, si arriverebbe all’assurdo che anche nel caso dei passeggeri di un treno, privati della libertà di scendere quando vengono chiuse le porte, o i passeggeri di un aereo, che hanno fatto ingresso in un aeroporto, soggetti a limitazioni di movimento per ragioni di security in materia di trasporto aereo, sussisterebbe il reato di sequestro di persona a carico dei responsabili del treno e della stazione ferroviaria e della stazione aeroportuale. Secondo la concezione tripartita esistente in dottrina un reato è un fatto umano, tipico, antigiuridico e colpevole costituito da un elemento oggettivo, che è il fatto che si scinde nei due giudizi di tipicità e antigiuridicità. In un’ottica del genere la corrispondenza tra fatto concreto e fattispecie astratta di reato è solo un indice della sua rilevanza penale perché IN SECONDA ISTANZA IL GIUDICE DOVRÀ VERIFICARE SE IL FATTO COMMESSO NON SIA STATO COMPIUTO IN PRESENZA DI UNA CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE. NEL CASO DELLA VICENDA DELLA NAVE GREGORETTI, IL COMPORTAMENTO TENUTO DA MATTEO SALVINI NON RIENTRA NELLA TIPICITÀ DEL SEQUESTRO DI PERSONA E’ infatti opinione unanime, in dottrina ed in giurisprudenza, quella secondo la quale, per la configurazione del reato in esame, sia necessario il dolo, consistente nella coscienza e volontà di privare illegittimamente taluno della libertà personale, contro il proprio volere. INFINE, NELLE DENEGATA IPOTESI IN CUI NELL’OPERATO DI MATTEO SALVINI, PUR IN ASSENZA DEL DOLO E DELL’OGGETTIVITA’, FOSSE RAVVISATO IL DELITTO DI SEQUESTRO DI PERSONA, NON SI POTRA’ PRESCINDERE DALL’APPLICAZIONE DELLA SCRIMINANTE DELL’ADEMPIMENTO DI UN DOVERE IN QUANTO EGLI, DI CONCERTO CON IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE E CON GLI ALTRI MINISTRI COMPETENTI, HA OPERATO NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI ISTITUZIONALI ALLO SCOPO DI GARANTIRE LA SICUREZZA. ... Leggi tuttoAccorcia
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