Source: http://iusreporter.blogspot.com/2005_02_01_archive.html
Timestamp: 2013-06-20 06:35:30+00:00
Document Index: 82817699

Matched Legal Cases: ['§ 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 8', 'art. 317', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ']

Iusreporter.it Blog: febbraio 2005
SPAMMING. Quale disciplina giuridica per i filtri anti-spamming? (G.A. Cavaliere su www.studiocelentano.it)
Quale disciplina giuridica per i filtri anti-spamming? di Gerardo Antonio CavaliereLa travolgente diffusione di materiale pubblicitario via e-mail ha allarmato gia’ da tempo tutti gli operatori del settore. La realizzazione di filtri anti-spamming rappresenta un importante vantaggio per gli utenti. Ma fino a che punto cio’ e’ lecito? Nel mercato oggi si affacciano tecnologie di filtraggio di vario genere. Ogni organizzazione ha creato un proprio sistema per depurare i messaggi e-mail che riceviamo nelle nostre caselle virtuali. Passando dai gruppi piu’ piccoli di utenti, fino ad arrivare ai giganti della comunicazione telematica, ognuno ha cercato di contribuire a proprio modo nella dura lotta allo spamming. L'esigenza e’ talmente sentita che ormai tutti i piu’ grandi ISP mettono a disposizione servizi di filtraggio delle e-mail. Recentemente, per esempio, Yahoo! si e’ alleato con un altro Internet provider, EarthLink, per offrire ai navigatori un nuovo sistema anti-spamming. La tecnologia utilizzata e’ stata denominata DomainKeys e applica ai messaggi di posta elettronica un particolare sistema crittografico. In sostanza, si tratta di allegare a ciascun messaggio una firma elettronica, che aiuta il destinatario a verificare l'origine e l'autenticita’ della lettera. Tutto questo sistema resta invisibile agli occhi dell'utente, perche’ nasce e si sviluppa solo all'interno dei mail server. Yahoo! ha deciso di applicare questo sistema anti-spamming iniziando da tutti gli account statunitensi, per poi rivolgersi a quelli internazionali (verso fine anno). [...]Quale disciplina giuridica per i filtri anti-spamming?
DIRITTO COMMERCIALE. Contratti pubblici (articolo di A. Allaria) - Documenti @ IuSReporteR.it
Gli enti pubblici, in quanto soggetti dell'ordinamento sono titolari oltre che della capacità di diritto pubblico, che li legittima ad agire autoritativamente, anche di una capacità generale come i soggetti privati, mediante la quale pongono in essere atti giuridici di natuta paritetica quale lo strumento negoziale. [...]
Diritto commerciale: contratti pubblici - Documenti @ IuSReporteR.it
LINK. Rivista Giuridica della Circolazione e dei Trasporti ACI
Rivista Giuridica della Circolazione e dei Trasporti - Periodico bimestrale dell'ACI ACI - Rivista Giuridica
LINK. VITA non profit online
Vita.it - non profit online - La prima Content Company del Terzo settore italiano
VITA non profit online [HOMEPAGE]
COMMERCIO ELETTRONICO. La disciplina dei contratti a distanza (G. Visconti su www.diritto.it)
G. Visconti, la disciplina dei contratti a distanza (per posta, telefono, internet, televendite) del decreto legislativo n. 185 del 1999§ 1) I “contratti a distanza”: definizione ed evoluzione della disciplina.Il Decreto Legislativo n. 185 del 1999, che ha attuato in Italia la Direttiva CE n.7 del 1997, è la norma fondamentale della disciplina dei “contratti a distanza”, cioè ditutti i contratti stipulati “tra un fornitore ed un consumatore nell’ambito di un sistema divendita o di prestazione di servizi a distanza […] che impiega soltanto una o piùtecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto stesso” (art. 1).Le tecniche di comunicazione a distanza sono appunto quelle che permettono letrattative e la conclusione del contratto senza “la simultanea presenza fisica” (cioè nellostesso luogo) delle persone del fornitore - venditore e del consumatore – cliente (art. 1).Per “consumatore” si intende un soggetto che effettua acquisti non legati alla sua attivitàprofessionale.L’allegato I al Decreto include, fra le “tecniche di comunicazione a distanza”,tutte quelle realizzate per: posta, compresi i cataloghi ed i coupons sulla stampa (le c.d.operazioni di mailing e di couponing), telefono, fisso o mobile (anche videotelefono), efax (le c.d. operazioni di telemarketing, cioè di marketing telefonico), radio otelevisione (e telefono per il contatto del venditore: sono le c.d. “radiovendite” e“televendite”), posta elettronica (e-mail) e, per analogia, tutti gli acquisti effettuati suInternet. Quest’ultimo caso rappresenta il commercio elettronico, o e-commerce c.d.B2C – Business to Consumer, cioè quello effettuato con singoli privati che acquistanoper se stessi o per le loro famiglie e non con imprese, professionisti, organizzazioninonprofit ed Enti Pubblici, insieme di casi che rappresenta invece l’e-commerce c.d.B2B – Business to Business, cioè con operatori professionali, che è escluso da questadisciplina.Il Decreto Legislativo 185/1999 sostituisce, per i contratti a distanza 1, laprecedente disciplina dettata dal Decreto Legislativo n. 50 del 1992 (attuativo dellaDirettiva CEE n. 577 del 1985) che regolava i “contratti conclusi fuori dai localicommerciali”, fra i quali rientravano, in forza del suo art. 9, anche i contratti a distanza,denominati “altre forme speciali di vendita”. Oggi questa disciplina si applica solo allevendite c.d. “porta a porta”, cioè a quelle effettuate da un agente o rappresentante [...]Diritto & Diritti - rivista giuridica on line
PRIVACY. Prestiti e finanziamenti: non si possono schedare anche le bollette telefoniche (nl. 238, www.garanteprivacy.it)
Garante PrivacyPrestiti e finanziamenti: non si possono schedare anche le bollette telefoniche Ordinata la cancellazione di informazioni relative ad una richiesta di abbonamento telefonicoNei sistemi di informazioni creditizie (Sic), che dal primo gennaio 2005 prenderanno il posto delle "centrali rischi" private, potranno figurare, come per queste ultime, solo dati aggiornati e relativi al vero e proprio rischio creditizio e non informazioni relative a bollette telefoniche non pagate e contratti di telefonia in essere: il trattamento di questi ultimi tipi di informazioni non pertinenti, non è in questa sede lecito, deve essere immediatamente sospeso e i dati personali cancellati dalle grandi banche dati in cui sono confluiti.Lo ha disposto il Garante accogliendo il ricorso di un cittadino che lamentava la presenza ingiustificata, negli archivi di una "centrale rischi" privata, di alcuni dati che lo riguardavano relativi ad una richiesta di abbonamento ad una utenza telefonica mobile. Le informazioni sulla richiesta di abbonamento, che peraltro non era stata ancora accolta, erano infatti accessibili da parte di tutte le banche e gli operatori finanziari che consultano costantemente gli archivi delle "centrali rischi" prima di decidere se erogare prestiti, mutui e finanziamenti, al fine di valutare il grado di rischio, l'affidabilità della clientela e la praticabilità della richiesta.Nell'ordinare la cancellazione delle informazioni non pertinenti, il Garante, confermando la "giurisprudenza" che è stata poi recepita dal codice deontologico sui sistemi di informazioni creditizie pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 23 dicembre scorso e che entrerà in vigore dal gennaio 2005, ha sottolineato il significativo impatto sui diritti dei cittadini derivante dal trattamento di dati personali effettuato dalle "centrali rischi" private. Trattamento che può considerarsi lecito solo se proporzionato e finalizzato alla tutela del credito, al contenimento dei rischi e dell'eccessivo indebitamento della clientela.Nel caso esaminato, invece, ha rilevato l'Autorità, non sono risultate lecite le operazioni di raccolta e di diffusione ad un numero indeterminato di soggetti aderenti al sistema informativo, di dati che non riguardavano il rischio creditizio, e che attenevano piuttosto a contratti stipulati per l'erogazione di beni o servizi, o a situazioni di pagamenti differiti o con scadenze periodiche. Le informazioni sulle utenze telefoniche presenti in questi specifici archivi devono essere quindi cancellate perché non sono legittime, compatibili e pertinenti rispetto alle finalità per le quali le "centrali rischi" e i Sic sono stati formati.Insufficienti sono risultate le giustificazioni della "centrale rischi" privata che riteneva di trattare lecitamente i dati del ricorrente, avendoli ricevuti dal gestore telefonico che si era accordato con la "centrale rischi" e di poterli in tal modo rendere disponibili ad una moltitudine di soggetti presso banche e finanziarie.Alla "centrale rischi" privata, che dovrà rifondere le spese del procedimento, è stato ordinato di aggiornare i propri archivi, cancellando anche altre informazioni relative al ricorrente e riguardanti finanziamenti estinti da tempo, sui quali non risultavano segnalazioni negative.
COMUNICAZIONI ELETTRONICHE. Milioni di euro per conservare i dati di traffico (nl. 241, www.garanteprivacy.it)
Milioni di euro per conservare i dati di trafficoUno studio del Governo olandese conferma i timori degli ISP e le critiche delle autorità di protezione dei datiLa conservazione indiscriminata dei dati di traffico, compreso quello su Internet, imporrà agli ISP investimenti per decine di milioni di euro, e l’aumento costante del volume di traffico aggraverà ulteriormente la situazione.Questi i risultati emersi dal primo studio condotto in Europa sui costi legati alla conservazione obbligatoria dei dati di traffico. Come si ricorderà (v. Newsletter 8 - 14 novembre 2004), è allo studio una proposta del Consiglio UE che prevede la conservazione a priori di tutti i dati di traffico, utilizzati per la fornitura di servizi pubblici di comunicazione ovvero disponibili su reti pubbliche di comunicazione, per un periodo oscillante fra 12 e 36 mesi, ai fini della prevenzione, delle indagini, dell’accertamento e del perseguimento di reati (compresi atti di natura terroristica). Sulla scorta di tale proposta, il governo olandese ha deciso di valutare i costi attesi e le problematiche connesse, pubblicando i risultati della ricerca alla fine di dicembre 2004 (http://www.bof.nl/docs/...pdf).Lo studio (commissionato ad una società di ricerche, KPMG) compie alcune proiezioni sulla base di dati statistici rilevati a fine 2003, gli ultimi disponibili. Per quanto riguarda Internet, viene stimato un volume di traffico nei Paesi Bassi di 25 gigabyte/secondo; nell’ipotesi di un periodo di conservazione compreso fra 12 e 24 mesi, i costi di investimento iniziale sarebbero pari a 15-20 milioni di euro se la conservazione fosse affidata agli ISP stessi, scendendo a 7-10 milioni di euro se gli ISP trasferissero i dati di traffico alle autorità competenti che si occuperebbero della successiva elaborazione.In realtà, come fanno notare gli autori dello studio, si tratta di stime inferiori al reale, visto che nel corso del 2004 i volumi di traffico Internet nei Paesi Bassi sono complessivamente raddoppiati secondo quanto indicato dall’Amsterdam Internet Exchange. Inoltre, nello studio non si tiene conto di tutti i tipi di traffico attualmente effettuati via Internet (ad esempio, non sono presi in considerazione lo scaricamento di file dagli archivi dei provider, o le attività di file-sharing fra clienti dello stesso provider).Ricordiamo che la proposta del Consiglio ha ricevuto negli scorsi mesi numerose critiche; quelle mosse dagli ISP trovano ulteriore conferma nelle risultanze dello studio commissionato dal governo olandese, e si aggiungono a quelle avanzate dalle autorità di protezione dati nel Parere 9/2004 adottato il 9 novembre scorso. I Garanti hanno richiamato, in particolare, la necessità di rispettare i principi fondamentali della Direttiva europea sulla protezione dei dati (proporzionalità, pertinenza, finalità specifica) nel gestire la conservazione dei dati di traffico anche per finalità giudiziarie o di polizia; inoltre, hanno sottolineato che l’approccio proposto nel documento del Consiglio trasformerebbe un’eccezione (la sorveglianza delle (tele)comunicazioni) in una regola: tutti gli utenti, e non solo i potenziali sospetti o i criminali, ne sarebbero coinvolti in modo chiaramente sproporzionato e lesivo, inoltre, del principio di rispetto per la vita privata sancito dalla Convenzione europea dei diritti umani (art. 8).
EVENTI. "E-business, E-marketplace e e-procurement: strategie e norme per affrontare i mercati digitali"
AICAI - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bari Seminario su "E-business, E-marketplace e e-procurement: strategie e norme per affrontare i mercati digitali"Giovedi 3 marzo 2005, ore 9.30 presso Palazzo dei Servizi della Camera di Commercio di BariVia E. Mola n. 19 - BariSala Convegni (3° piano) PROGRAMMA· ore 9.30 : Saluti del Presidente AICAI - Prof. Cristofaro Perilli· ore 10.00 : "La società dell’informazione: quali opportunità per le imprese locali"Dr. Giuseppe Riccardi (Consigliere Aicai)· ore 10.30: "L'E-business quale strumento per superare le barriere territoriali: la strategia da seguire" Dr. Davide Diurisi (Studio Associato D.&L. www.studiodl.it - consulenza aziendale e legale in ICT e International Trade - Segretario Centro Studi SCINT - www.scint.it) - Il business plan per il mercato digitale- Le corrette strategie di web-marketing- Le varie e possibili forme di e-business· ore 11.00: "E-commerce e e-marketplace: come strutturare giuridicamente il proprio e-business" Avv. Andrea Lisi (Studio Associato D.&L. www.studiodl.it - consulenza aziendale e legale in ICT e International Trade - Presidente Centro Studi SCiNT - www.scint.it) - Le varie forme di e-commerce- I contratti si digitalizzano- Le architetture più complesse per fare e-business: gli e-marketplace· Ore 11.30. "I contratti di e-business: quali contratti stipulare on line" Avv. Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito (Studio Sarzana & Partners www.lidis.it consulente per l'informatica del Ministero della Giustizia) - I vari contratti dell’e-business- Cosa prevede la direttiva 2000/31/CE- Case studies La partecipazione all'incontro è gratuita, ma occorre iscriversi compilando la scheda di adesione. Maggiori info sul sito www.scint.it.
LINK. Civilisti italiani
L'Associazione ha lo scopo di promuovere lo sviluppo della cultura del Diritto civile e lo scambio di informazioni e conoscenze relative al funzionamento delle istituzioni e alla evoluzione degli studi.
Favorisce in particolare le occasioni di incontro con giovani studiosi italiani e stranieri e la discussione dei temi e dei risultati delle ricerche di questi, anche nel corso del loro svolgimento.
A tal fine organizza seminari, tavole rotonde e ogni altra forma di incontro e di discussione orientata a tale fine, favorisce gli scambi tra Università italiane e straniere ed ogni altra attività.
Tra le altre si segnala l'attività di pubblicazione di libri o periodici, volta a diffondere i risultati degli studi realizzati nell’ambito dell’associazione.
Civilisti italiani : Civilisti italiani
LINK. PAdigitale.it - Il Codice dell'amministrazione digitale
Il Codice dell'amministrazione digitale Il Codice è il risultato di oltre due anni di lavoro, di continue interazioni con tutti i livelli istituzionali, con le Regioni e le Autonomie Locali. E' stato redatto dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie in collaborazione con tutte le amministrazioni statali interessate e con il contributo di personalità del mondo dell'università, della ricerca, dell'imprenditoria, degli ordini professionali e delle associazioni di categoria.
La diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è fortemente condizionata dalle regole che ne definiscono la cornice normativa. Innovazione e normativa sono legate da un rapporto di reciproca influenza molto articolato, reso ancor più complesso dall'accelerazione propria della dinamica tecnologica. Se i due aspetti non procedono di pari passo, la normativa rischia di diventare un ostacolo invece che una risorsa per promuovere e incoraggiare il cambiamento. www.padigitale.it
PRIVACY. Videofonini. Le regole per rispettare gli altri (nl. 241, www.garanteprivacy.it)
Videofonini. Le regole per rispettare gli altriLecite le videochiamate ad uso personale, no alla diffusione di immagini senza il consenso degli interessatiLecite le videochiamate ad uso personale. No, invece, alla diffusione di immagini, anche attraverso Internet, senza il consenso degli interessati. Cautele anche per l’uso indebito di videofonini sul luogo di lavoro. É opportuno che le imprese produttrici sviluppino la ricerca di nuovi dispositivi tecnologici, dotando ad esempio i cellulari di segnali anche luminosi, che rendano evidente a terzi che la fotocamera o la videocamera dei telefonini è in funzione o rendendo più semplice bloccare l’immagine senza interrompere la conversazione.Il Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) interviene per chiarire i limiti per un corretto uso dei videofonini. I nuovi cellulari dotati di videocamere, infatti, consentono con facilità di registrare fotografie e filmati, comunicando a singoli o diffondendo immagini e suoni in tempo reale. Si tratta per lo più di applicazioni lecite utilizzate prevalentemente nell’ambito di relazioni interpersonali. I nuovi dispositivi, in crescente evoluzione, denotano tuttavia alcune potenzialità che permettono di violare più facilmente, anche involontariamente, i diritti delle persone interessate dalla ripresa, come pure terzi inconsapevoli. I videotelefoni possono essere in particolare impiegati per usi invasivi –in luoghi sia pubblici, sia aperti al pubblico, sia privati– della sfera privata e lesivi di altri diritti e libertà fondamentali, tra i quali spicca la libertà di conversare e di comunicare in assenza di molestie e intercettazioni indebite. Le immagini e i suoni sono infatti dati personali che in alcuni casi possono anche essere sensibili, quando riguardano lo stato di salute, la sfera politica, religiosa o sindacale o le abitudini sessuali.Rispetto ai cellulari che inviano Mms, in ordine ai quali il Garante si è già pronunciato nel marzo del 2003, i videofonini offrono nuove funzionalità: sono dotati di videocamere di dimensioni molto ridotte, orientabili in vario modo e con diverse funzioni (anche di ingrandimento di immagini) mediante le quali si possono effettuare agevolmente alcune riprese anche durante una conversazione. Tali riprese possono essere realizzate anche clandestinamente, grazie alla ricorrente assenza nell’apparecchio di segnali luminosi o acustici che segnalino a terzi la ripresa in atto. Con questi apparecchi è possibile raccogliere immagini e suoni anche nel corso di una chiamata e trasmettere immagini relative a chi chiama, a chi è chiamato e a ciò che si svolge attorno a loro.Si tratta, dunque, di un uso ulteriore rispetto all’utilizzazione ordinaria del cellulare che consente di raccogliere, archiviare o condividere con terzi, immagini e suoni anche in rete e diffonderle in tempo reale attraverso strumenti informatici, telematici e televisivi. Anche rispetto alle fotocamere e videocamere digitali, il collegamento diretto con lo strumento telefonico rappresenta un elemento distintivo di rilievo.Ecco allora le regole richiamate dal Garante. Se le videochiamate sono utilizzate ad uso personale e le immagini rimangono nella sfera personale o circolano solo tra un numero ristretto di persone, non si applica il Codice sulla protezione dei dati personali. Chi utilizza l’apparecchio è tenuto, anche in questi casi, a rispettare gli obblighi previsti in materia di sicurezza dei dati, a risarcire i danni anche morali nel caso cagioni danni a terzi, a non ledere il diritto all’immagine e al ritratto.Sarebbe invece illecita una comunicazione sistematica attraverso il videofonino o una diffusione anche via Internet delle immagini, senza rispettare i diritti degli interessati e chiedere, quando è necessario, il preventivo consenso, libero e informato (che deve essere manifestato per iscritto in caso di dati sensibili). L’informativa ed il consenso riguardano anche eventuali terzi, identificati o identificabili, ripresi nelle immagini. Il Garante richiama l’attenzione anche sull’eventualità che in determinati uffici pubblici, luoghi pubblici e privati o aperti la pubblico, l’uso dei videotelefoni sia inibito. Si tratta di limiti e cautele (in alcuni Paesi introdotti anche con norme) che possono essere prescritti legittimamente da soggetti pubblici e privati e che, se non sono rispettati, rendono il trattamento illecito o non corretto. Garanzie vengono richiamate anche per l’uso di immagini in forum on line.L’Autorità ha, infine, invitato imprese produttrici di apparecchi o impegnate nella realizzazione di software di valutare l’opportunità di dotare di cellulari di nuove funzioni, tra cui anche segnali luminosi, per rendere più evidente a terzi che il videotelefono è in funzione, come pure di funzioni per il blocco della trasmissione dell’immagine senza che venga interrotta la conversazione.Il provvedimento è stato adottato al termine di una consultazione pubblica sull’argomento, all’esito della quale il Garante ha tenuto conto di alcuni suggerimenti pervenuti.
DIRITTO PROCESSUALE INTERNAZIONALE. Regolamento CE n. 1206/2001 sulla cooperazione fra le autorita' giudiziarie in materia di prove (www.altalex.com)
Il Regolamento CE n. 1206/2001 relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile e commerciale(Contributo di Avv. Edoardo Adducci e Avv. Carlo Filadoro)Il Regolamento (CE) n. 1206/20011, applicabile in tutti gli Stati membri, ad eccezione della Danimarca2, a partire dallo scorso 1 gennaio 2004, viene a collocarsi nel quadro di quegli specifici interventi normativi voluti dal Legislatore comunitario e, in particolare dal Consiglio a seguito di quel processo iniziato a Tampere nell’ottobre del 1999 nel quale è stato approvato il principio di cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri, relativi alla attuazione della cooperazione giudiziaria ed alla individuazione della autorità giudiziaria competente a pronunciarsi su una determinata controversia, nonché alla semplificazione delle procedure di riconoscimento delle sentenze pronunciate negli Stati membri3.L’introduzione nell’ordinamento comunitario di questo nuovo Regolamento si è resa necessaria per ovviare ad un problema di ordine pratico; risulta assai spesso che non è sufficiente vantare un diritto nei confronti di un altro soggetto per riuscire concretamente ed effettivamente a farlo riconoscere avanti un Tribunale. Infatti, il più delle volte accade che il soggetto convenuto contesti integralmente i fatti sui quali si basa il diritto dell’attore.Diviene allora determinante per l’attore presentare delle prove a sostegno della propria domanda. La presentazione di tale prove potrebbe essere in concreto ostacolata dalla circostanza che le stesse non sono presenti nel proprio Stato di residenza, ma si renda necessario procurarsele in un altro Stato membro.E’ su questo piano che viene ad incidere la nuova normativa comunitaria, migliorando il grado di cooperazione tra le autorità giudiziarie dei diversi Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove civili o commerciali attraverso una serie di norme comuni dirette a semplificare ed accelerare la suddetta cooperazione.Si tratta, dunque, di un corpo normativo unico e comune a tutti gli Stati membri, che ovvia al fatto che non esiste al momento, se si esclude la Convenzione dell’Aja del 1970 alla quale hanno aderito solo undici Stati membri, alcuno strumento giuridico vincolante per tutti gli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove ed ha come scopo quello di migliorare il funzionamento del mercato comune4. [...]Altalex.com - Il Regolamento CE n. 1206/2001 sulla cooperazione fra le autorita' giudiziarie
PRIVACY. Privacy e processo: informativa, consenso, prove e trattamento dei dati (Unione Triveneta Avvocati su www.altalex.com)
Privacy e processo: informativa, consenso, prove e trattamento dei datiUnione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, documento 25.01.2005www.avvocatitriveneto.itPRIVACY E PROCESSOL’informativaa) al clienteIl primo adempimento richiesto dalla normativa sulla privacy è l’informativa.E’ sempre necessario dare l’informativa ai clienti: può essere data anche in forma orale e, ove vi siano difficoltà a renderla direttamente, può anche essere spedita.Per il trattamento di dati che riguardano minori l’informativa va resa a chi esercita legalmente la potestà, cioè ai genitori.Nelle ipotesi di potestà esclusiva (affidamento ad un solo genitore, riconoscimento del figlio naturale ad opera di un solo genitore, casi di impedimento dell’atro genitore ex art. 317 c.c.) l’informativa va resa al solo genitore che esercita la potestà. Sappiamo peraltro che, anche nei casi di potestà congiunta, la rappresentanza legale dei minori (negoziale e processuale) spetta anche disgiuntamente ai genitori per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. In tali casi riteniamo sia sufficiente dare l'informativa al genitore che esercita disgiuntamente la rappresentanza.b) ai terziNell’ambito che qui ci interessa (e cioè il processo) non è necessario dare l’informativa a terzi di cui veniamo a trattare dati.Mi riferisco in particolare alla controparte ovvero a testimoni, terzo chiamato od altri soggetti di cui si abbia necessità di trattare i dati nell’ambito del processo.Il riferimento normativo è l’art. 13, 5° comma D.Lgs. nr. 196/03 che, per l’ipotesi in cui i dati non siano raccolti presso l’interessato (art. 13, 4° comma D.Lgs. cit.), esonera dall’obbligo di rendere l’informativa all’interessato medesimo se il dato è trattato “per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il tempo strettamente necessario al loro perseguimento”. [...]Altalex.com - Privacy e processo: informativa, consenso, prove e trattamento dei dati
LINK. Juris International
(Produced with the support of the "Fonds Francophone des Inforoutes" )
EVENTI. Corso di traduzione giuridica inglese-italiano
CORSO DI TRADUZIONE GIURIDICA INGLESE-ITALIANO
Milano, aprile-maggio 2005
Il Corso di Traduzione Giuridica Inglese-Italiano affronta i problemi della comparazione, interpretazione e traduzione di testi legali nati negli ordinamenti di common law e in ambito comunitario e intende fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per affrontare con competenza le traduzioni legali dall’inglese verso l’italiano, attraverso l’approfondimento delle nozioni giuridiche fondamentali sia sotto il profilo concettuale che terminologico, e la soluzione dei problemi che la traduzione dell’ inglese giuridico comporta. Destinatari ideali del corso sono traduttori/traduttrici che lavorano con committenti quali aziende, studi legali, organi giudiziari, istituzioni pubbliche, organizzazioni internazionali, e tutti coloro che lavorano con documenti di natura legale in lingua inglese. Il Corso di Traduzione Giuridica Inglese-Italiano, patrocinato dalla Sezione Lombardia dell'AITI nelle sue prime due edizioni, è alla sua quarta edizione e si svolgerà a Milano, presso il Circolo Filologico Milanese. Il corso è articolato in quattro moduli:
Modulo I: Introduttivo e Propedeutico
Modulo II: Contratti e Documenti Societari
Modulo III: Documenti dell’Unione Europea
Modulo IV: Atti Processuali
Il Modulo I ha carattere propedeutico e introduce i diversi ambiti del diritto – contrattuale, societario, comunitario e processuale -, analizzandone i principali istituti giuridici, sia sotto il profilo concettuale che terminologico. I Moduli II, III e IV sono dedicati alla interpretazione e alla traduzione dei documenti legali, e possono essere seguiti anche singolarmente ma sempre in abbinamento con il Modulo I. La docente e ideatrice del corso, Serena de Palma, è giurista d’impresa e consulente legale per le aziende dal 1997. E’ docente di Traduzione Giuridica nel biennio di Specializzazione in Traduzione della Fondazione Scuole Civiche di Milano (ex Istituto Superiore Interpreti e Traduttori).
In qualità di esperta di inglese giuridico, svolge attività di consulente linguistica e traduttrice freelance per studi legali quali Clifford Chance (Milano), Howard Kennedy (Londra) e altri. Attestato di frequenza
La frequenza dell’intero corso o di uno o più Moduli dà diritto al rilascio di un attestato. Le assenze tollerate, ai fini del rilascio dell’attestato, saranno al massimo del 25%.
Date e orari I Moduli si terranno nelle giornate di venerdì e sabato con i seguenti orari: venerdì dalle 16,00 alle 19,00; sabato dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00.
Il corso si svolgerà a Milano presso il Circolo Filologico Milanese, Palazzo Liberty, Via Clerici 10 (MM Duomo - Cordusio).
Modulo I: 1-2 aprile 2005
Modulo II: 15-16, 29-30 aprile 2005
Modulo III: 6-7 maggio 2005
Modulo IV: 20-21 maggio 2005
Le classi dei Moduli II, III e IV, avranno un numero massimo di circa trenta partecipanti. Le iscrizioni saranno aperte dal 20 febbraio al 29 marzo 2005, salvo venga raggiunto prima di questa data il numero massimo di adesioni.
Per le informazioni sui contenuti del corso e sulle modalità di iscrizione, è possibile visitare il sito www.traduzionegiuridica.it, e/o rivolgersi direttamente alla docente, a partire dal 25 settembre 2004, ai seguenti recapiti:
- indirizzo e-mail: info@traduzionegiuridica.it
- tel. 02 5230135 oppure 338 6394236.
LINK. Overlex.com
Il sito propone un archivio di leggi italiane, sentenze, documenti, articoli e news aggiornate, newsletter perdiodica giuridica, forum e discussioni giuridiche, utilità legali per avvocati, software gestionale e servizi per studi legali, tariffario forense on line, calcolo diritti e onorari, interessi legali, danno biologico, calcolo contributo unificato, bacheca per annunci di lavoro in studi legali, per praticanti , collaborazioni e segretarie in studi legali. Ricordiamo inoltre che nel portale overlex.com e' possibile (previa rapida registrazione gratuita), inserire la scheda del vs studio legale (con relativo sito web) nell'apposita area dedicata alla ricerca di studi legali per regione/provincia/materia..etc : Potrete cosi dare visibilità alla vostra attività nei confronti delle centinaia di visitatori che popolano ogni giorno il portale overlex.com overlex.com - informazione giuridica - avvocati - forum - discussioni giuridiche - software gestionale studi legali - avvocati pareri diritto - avvocati milano ordine avvocati avvocati - cina - studi legali venezia
FAMIGLIA. La Sindrome di Alienazione Genitoriale in Parlamento
Nella seduta n. 569 di lunedì 17/1/2005, la Camera dei Deputati ha discusso la mozione n. 1-00400 sugli interventi per garantire ai minori l'apporto di entrambi i genitori in caso di separazione coniugale, presentata dagli Onorevoli
- Carla Mazzuca Poggiolini (Margherita-Gruppo Misto);
- Marco Boato (Verdi/l'Ulivo-Gruppo Misto);
- Publio Fiori (Gruppo Alleanza Nazionale).
".... troppo spesso vengono disilluse sia le legittime aspettative di emolumenti, sia quelle di relazionarsi con un figlio, come pure non viene riconosciuto il diritto leso di entrambi i soggetti coinvolti e vengono accolte solo le istanze di chi sui figli ambisce ad avere una competenza esclusiva, calpestando le esigenze dei figli e quelle del genitore non affidatario, perfettamente conscio della profonda ingiustizia messa in atto dalla controparte; la disparità di trattamento evidenziata genera psicopatologie, legate perlopiù alla constatazione di come tale iniquità sia oggi perfettamente legale, mentre il sistema chiamato a gestire le separazioni non riconosce e non sanziona come lesione di un diritto bilaterale l'interruzione delle relazioni figli/genitore non affidatario; inoltre, il sistema legislativo non riconosce i ventennali studi di Gardner sulla parental alienation syndrome (sindrome da alienazione parentale), che si manifesta con una serie di manovre attuate con successo dal genitore affidatario per alienare il figlio dal genitore non residente, non si attiva per garantire il recupero degli incontri perduti, non si attiva per eliminare i boicottaggi e garantire futuri incontri regolari, non si attiva per il rimpatrio di un genitore affidatario fuggito all'estero con i figli, mentre non hanno rilevanza i trasferimenti di un genitore affidatario in altra città, che, di fatto, rendono impossibili le modalità di frequentazione così come previste da sentenze e decreti, anche ove si tratti di accordi consensuali".
In sovrappiù, viene riconosciuta l'esistenza di nuovi soggetti che, venendo deprivati di diritti e di poteri dal sistema separazioni così come lo conosciamo oggi, sono spinti e relegati nel ruolo di soggetto debole disconosciuto:
".... il soggetto vessato, qualora ricorra agli appositi canali per ripristinare la giustizia, riesce a ottenere solo il sommarsi di ulteriori ingiustizie, in base alle quali la spirale di disperazione che viene innescata è devastante: il risultato finale è quello di aver creato una nuova tipologia di soggetti deboli; statisticamente infatti avviene che si tolga la vita il padre che non riesce a vedere i figli, ma mai la madre che non riceve l'assegno; nelle separazioni il soggetto debole per antonomasia non figura nella lista dei suicidi, sovvertendo ogni studio pubblicato negli annuari di statistica; chi, invece, è convenzionalmente definito soggetto forte viene spinto in un vortice di disagio sociale, senza alcuna via d'uscita, che sempre più spesso porta a togliersi la vita; ancora troppi continuano ad agire pensando che il ruolo del padre è bene che rimanga circoscritto all'erogazione di fondi: da anni il professor Giovanni Bollea, noto neuropsichiatra infantile, e tanti altri suoi colleghi sostengono teorie diametralmente opposte".
La dignità parlamentare data alla Sindrome di Alienazione Genitoriale può far sperare che si giunga a dare alla PAS anche dignità giurisprudenziale e giuridica. Un riconoscimento che lo stato americano della Florida ha sancito già nel 2000, con pronunciamento no. 94-7573 Div. D della Contea di Hillsborough, e la motivazione "Parental Alienation Syndrome has gained general acceptance in the scientific community and thereby satisfies Frye Test criteria for admissibility". La traduzione è la seguente: "La Sindrome di Alienazione Genitoriale ha raggiunto un grado di generale accettazione all'interno della comunità scientifica, e soddisfa perciò i criteri del Frye Test per l'ammissibilità [in tribunale]. Frye Test è un'espressione giuridica statunitense: in sostanza, una prova scientifica puo essere ammessa in Tribunale solamente quando è generale il giudizio di validità da parte della comunità scientifica di riferimento: nello specifico, il pronunciamento recita "I dati su cui si basa la deduzione devono avere raggiunto un tale giudizio di consenso da essere generalmente accettati nello specifico campo scientifico».
Per maggiori informazioni sulla PAS, visitate il sito Web del Centro Documentazione Sindrome di Alienazione Genitoriale www.guidoparodi.it, oppure www.sindromealienazionegenitoriale.tk.
Un aggiornamento del sito, che comprenderà la Mozione parlamentare, nuove interessanti pubblicazioni e nuovi link, è previsto a breve.
EVENTI. "Famiglie in crisi, bi-genitorialita' responsabile"
“FAMIGLIE IN CRISI, BI-GENITORIALITÀ RESPONSABILE”
Servizio gratuito per sostenere e facilitare i genitori separati e/o divorziati
SABATO 12 FEBBRAIO alle ore 11, presso la Sala convegni INA-ASSITALIA in Via Recchi 11 a Como, l’Associazione Mamme Separate onlus presenta il progetto “Famiglie in crisi, bi-genitorialità responsabile”.
Il progetto, che rientra in una Convenzione firmata con l’Ufficio di Coordinamento del Piano di zona, del Distretto socio-sanitario di Como, è già partito il 20 ottobre scorso e terminerà nel settembre 2006.
Con la firma di questa convenzione, l’Associazione Mamme Separate onlus mette a disposizione dei residenti provenienti dai 25 Comuni aderenti al distretto socio sanitario una serie di servizi innovativi in tutta gratuità, avendo ottenuto l’assegnazione di contributi ai sensi della Legge 328/00.
Il progetto nasce dall’esigenza e dall’esperienza raccolta in tutti questi anni dalla nostra associazione di creare e realizzare dei servizi a misura del disagio che le famiglie e i minori vivono in occasione della separazione dei genitori, valorizzando un’idea di servizio “interdisciplinare”, che tra l’altro da qualche tempo l’AMS eroga attraverso propri Centri. Con il mutamento della condizione familiare e con l’allontanamento di uno dei due genitori, quasi sempre il padre, la madre rimane sovraccaricata non solo nella gestione familiare ma anche nell’educazione dei figli che a loro volta perdono di vista i loro punti di riferimento. La separazione viene fatta rientrare nel concetto psicologico di “lutto” con ripercussioni immediate, ma anche a volte di lungo periodo, sulla capacità di fidarsi di sè e di pensare in termini positivi per il futuro. Le statistiche e l’esperienza ci portano ad affermare che il genitore che vive il disagio della separazione e/o divorzio può arrivare a rinunciare al proprio ruolo se non trova aiuto e supporto nell’organizzare ed elaborare un nuovo modello di vita per sé e per i propri figli dopo la separazione. Il progetto quindi va verso la creazione di un servizio che sostiene e facilita concretamente i genitori separati e/o divorziati nel momento in cui devono attivarsi per una riorganizzazione pratica delle relazioni familiari.
Il progetto va ad intrecciarsi con altre attività esistenti nell’associazione (es. gruppi di auto mutuo aiuto, momenti ricreativi e spazi culturali, gruppi auto aiuto per ragazzi). Le azioni messe in campo con la convenzione sono intese in un’ottica di genere: sono previste serate a tema, cicli di conferenze, servizi di counselling / sostegno psicologico individuale o terapia di coppia, gruppi di confronto tra i genitori, sostegno ai genitori attraverso il servizio di Mediazione Familiare.
Il progetto prevede l’integrazione di diverse strategie che operano in modo sinergico per il raggiungimento degli obiettivi:
1.	Equipe multidisciplinare. L’operato dell’equipe garantirà un sostegno integrato con i servizi erogati e connessi al progetto, sì da garantire la massima tutela dell’utente e la massima efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo;
2.	Attività con genitori che si stanno separando o che sono già separati e/o divorziati;
3.	Ciclo di conferenze e/o serate a tema per favorire una maggiore sensibilità e presa di coscienza del problema;
4.	Accompagnamento individuale attraverso interventi di sostegno alla genitorialità quali inserimento in gruppi di confronto e sostegno psicologico; 5.	Sostegno alla coppia per aiutare a gestire il conflitto e limitarne gli effetti negativi, per facilitare la comunicazione e ricercare intese e accordi concreti per la cura dei figli.
Quali obiettivi ha il progetto
La finalità è quella di sostenere i genitori in difficoltà che vivono disagi familiari, separazione e/o divorzio, attraverso la consapevolezza delle proprie risorse, la crescita di fiducia in se stessi, aumentando la propria autostima, le proprie abilità e risorse, lavorando sul rafforzamento delle competenze genitoriali. Inoltre potranno essere aiutati a riorganizzare nuovi interventi d’educazione familiare e di comunicazione con l’ex partner per mirare ad una gestione del conflitto che permetta di elaborare accordi condivisi in merito alla relazione con i figli. Per raggiungere queste finalità è necessario perseguire alcuni obiettivi, quali:
§	Sviluppare le conoscenze e le competenze genitoriali, per non rinunciare al ruolo proprio, e la responsabilità;
§	Fornire un supporto concreto per ritrovare la comunicazione interrotta con l’ex partner per salvaguardare l’interesse e i diritti dei bambini a mantenere contatti e relazioni durature con entrambi i genitori;
§	Sostegno nella gestione del ruolo genitoriale individuale;
§	Interventi di Mediazione Familiare per la coppia genitoriale per sostenerli nel ruolo di padri e di madri, aiutarli ad elaborare progetti educativi garantendo ai figli il mantenimento inalterato del legame con entrambi i genitori; §	Attuare momenti formativi per riscoprire un ruolo attivo nella relazione con i figli sul tema dell’educazione e per sostenere la loro crescita;
§	Promuovere gruppi di confronto per l’elaborazione del proprio vissuto e del rafforzamento genitoriale;
Persone sposate e non, coppie in fase di separazione, già separate o in difficoltà relazionale in presenza di figli, il cui disagio sia connesso alle difficoltà della gestione pratica ed emotiva della separazione. Il progetto prevede inoltre dei fruitori secondari che sono persone direttamente o indirettamente coinvolte nella vicenda separativa (nonni, nuovi partner, nuovi figli o figli acquisiti, amici, insegnanti), operatori del Diritto e/o Servizi pubblici o privati, volontari, coinvolti nella gestione del conflitto nelle varie fasi della separazione.
Il servizio è gratuito per i residenti dei comuni del distretto socio-sanitario di Como. Dove viene svolto il progetto
I servizi di assistenza vengono erogati a Como c/o il Centro Sostegno Separati/Divorziati (gestito dall’AMS) dove è possibile usufruire dei servizi di: Ascolto e Accoglienza; Orientamento Legale; Accompagnamento nella compilazione di pratiche come il “gratuito patrocinio”; supporto psicologico ai genitori, al singolo o alla coppia; Mediazione Familiare, quale strumento importante per la riorganizzazione della vita dei figli; inserimento nei gruppi di confronto.
E’ possibile rivolgersi al Centro senza appuntamento negli orari d’apertura, che sono: Lunedì dalle ore 9,30 alle 12,30 – venerdì dalle ore 15 alle 17,30 - sabato dalle 9,30 alle 12.00.
Il Centro è situato presso la Circoscrizione 2 di Como – Lora, Via di Lora 22.
Per informazioni è possibile rivolgersi al nr. 031 58.98.33 oppure al 335-80.24.082
Sito web www.mammeseparate.it
e-mail mammeseparate@libero.it Como, 12 febbraio 2004
Ufficio stampa: Ellecistudio Como. Tel. 031.301037 e-mail ellecistudio@ellecistudio.it
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PRIVACY. Depliant informativo del Garante sui nuovi elenchi telefonici (www.garanteprivacy.it)
Nei prossimi giorni gli abbonati riceveranno, da parte delle società telefoniche, il modello, messo a punto dal Garante, per consentire loro di effettuare le proprie scelte e per informarli adeguatamente: in modo particolare riguardo agli scopi degli elenchi (che potranno essere stampati su carta o riprodotti su supporti magnetici, ottici oppure consultabili on line) e alla facoltà di esprimere un consenso "libero, differenziato e revocabile".
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UrbanisticaToscana.it
La rivista UrbanisticaToscana.it pubblica mensilmente le decisioni della giurisprudenza amministrativa e civile in materia di governo del territorio.
Sono oggetto di particolare attenzione le sentenze del Consiglio di Stato e del T.A.R. Toscana. Queste ultime costituiscono un ausilio indispensabile ai fini di un'interpretazione sistematica della legislazione regionale toscana.
La normativa regionale e le decisioni che ne consentono l'esatta intepretazione, infatti, sono troppo spesso trascurate ed adombrate dal forte interessamento della dottrina e degli operatori del settore per la legislazione ed i regolamenti nazionali.
Non c'è infatti legge dello stato o regolamento nazionale che non venga commentato e discusso, ragionato o criticato. Di contro la normativa regionale, in special modo quella afferente il governo del territorio, troppo spesso viene trascurata, in un continuo tentativo di riportarne i disposti entro il quadro sistematico degli istituiti tracciati dal legislatore statale.
Il professionista (avvocati, ingegneri, architetti, etc.) si trova quindi a dover affrontare ed applicare la legge regionale in un'ottica tutta orientata sugli istituti tracciati dai testi unici e dalla restante copiosa normativa nazionale. Ciò tuttavia, non sempre riesce a cogliere l'esatta volontà del legislatore regionale, il quale, pur dovendosi attenenere ai principi fondamentatali dettati dallo Stato, disciplina autonomamente la materia - di legislazone concorrente - negli aspetti non costituenti, giustappunto, principio fondamentale dello Stato.
Si deve poi considerare che a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione allo Stato è ad oggi sottratta la potesta regolamentare in materia di governo del territorio. Di talché viene da sé che l'Amministrazione regionale si ritrova l'unico soggetto deputato a dare attuazione sia alla legislazione federale, sia ai principi fondamentali racchiusi nel corpo dei testi unici nazionali.
Preso atto di ciò, la rivista UrbanisticaToscana.it vorrebbe tentare di fornire un'interpretazione puntuale della normativa regionale di settore, analizzandola e commentandola sulla scorta dei pronunciamenti della giurisprudenza fiorentina.
Sono inoltre oggetto di specifica disamina le sentenze di riforma delle suddette decisioni, cosicché anche l'interpretazione resa dal giudice di secondo grado - in particolar modo dal Consiglio di Stato - possa costituire un valido ausilio per gli operatori del settore.
Non manca, infine, un tentativo di rassegnare parte delle sentenze degli altri T.A.R., così da completare il quadro di riferimento anche alla luce delle interpretazioni rese da tutti gli organi di giustizia amministrativa.
La massima che accompagna le sentenze non ha né vuol avere carattere "ufficiale", giacché essendo estrapolata dalla redazione della rivista dal testo della sentenza, altro non rappresenta se non un mero estratto della decisione privo di qualsivoglia esaustività. Ciò stante, si raccomanda di prendere visione del corpo integrale della sentenza per una cognizione completa del decisum giurisprudenziale.
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LINK. Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura - Pesaro e Urbino
Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura - Pesaro e Urbino
DEONTOLOGIA FORENSE. Avvocati, Notai, Carrozzieri: la ritenzione (A. Ciavola su www.deontologiaforense.it)
Avvocati, Notai, Carrozzieri: la ritenzione
Avv. Antonino Ciavola (avv. in Catania)
1. Il Far – West forense
150.000 avvocati: un numero enorme, destinato ad aumentare a ritmi vertiginosi, e divenuto incontrollabile anche per la statistica, visto che la stessa avvocatura non è in grado di contare i propri componenti su tutto il territorio nazionale se non a distanza di mesi, ed ancora con qualche approssimazione.
Tutto ciò, come era stato ampiamente previsto e denunciato da molti anni e da tutta l’avvocatura, ha comportato uno scadimento della qualità deontologica che si riflette nei comportamenti segnalati ai Consigli dell’Ordine per l’esercizio della funzione disciplinare.
Spesso i colleghi si lamentano del comportamento dei loro pari con le classiche frasi di rito, una delle quali dà il titolo a questo paragrafo.
Il diffuso malumore per i comportamenti che diventano sempre più ricorrenti ci dà l’occasione per sviluppare alcuni aspetti relativi ad un tema tipico del Far – West forense: l’accaparramento del cliente sottratto, in corso di causa, al precedente difensore.
La questione, come vedremo, è descritta con toni più misurati nel nostro codice deontologico; ma l’esame dei casi pratici e l’approfondimento delle norme applicabili riservano alcune sorprese. [...]
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