Source: http://docplayer.it/962803-Sistema-regionale-integrato-di-interventi-e-servizi-per-il-diritto-allo-studio-universitario-e-l-alta-formazione.html
Timestamp: 2017-07-28 13:33:37+00:00
Document Index: 185142917

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 1', 'art. 2', 'art.3', 'art. 2', 'art.10', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2']

SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO E L'ALTA FORMAZIONE - PDF
Download "SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO E L'ALTA FORMAZIONE"
1 1 1 LEGGE REGIONALE 27 luglio 2007, n. 15#LR-ER # SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO E L'ALTA FORMAZIONE Bollettino Ufficiale n. 110 del 27 luglio 2007 INDICE CAPO I - Principi generali Art. 1 - Finalità Art. 2 - Destinatari degli interventi Art. 3 - Tipologie d'intervento Art. 4 - Programmazione regionale Art. 5 - Conferenza regionale dei Comuni con sede universitaria Art. 6 - Consulta regionale degli studenti Art. 7 - Partecipazione agli organi consultivi CAPO II - Misure di accompagnamento Art. 8 - Sportello unico per lo studente Art. 9 - Servizi di accompagnamento CAPO III - Interventi di sostegno economico Art Borse di studio Art Prestiti Art Assegni formativi Art Contributi CAPO IV - I servizi per l'accoglienza Art Servizio abitativo Art Edilizia universitaria Art Servizio di ristorazione CAPO V - Controlli, sanzioni, recupero crediti Art Controlli e sanzioni Art Recupero crediti CAPO VI - L'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori Art L'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori Art Organi dell'azienda Art Compensi Art Approvazione degli atti fondamentali dell'azienda Art Personale Art Patrimonio Art Mezzi finanziari Art Bilancio Art Gestione economica CAPO VII - Disposizioni transitorie e finali Art Clausola valutativa Art Disposizioni transitorie Art Modifiche alla legge regionale n. 18 del 1996 Art Abrogazioni CAPO I Principi generali Art. 1 Finalità 1. Con la presente legge la Regione Emilia-Romagna, al fine di concorrere allo sviluppo e alla qualità sociale della comunità regionale, in attuazione dell'articolo 1, comma 1 dello Statuto, degli articoli 3 e 34 della Costituzione e nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali definiti a livello nazionale, promuove e disciplina un sistema integrato di servizi ed interventi volto a rendere effettivo il diritto di raggiungere i più alti gradi dell'istruzione, del sapere e delle competenze ed a garantire l'uniformità di trattamento su tutto il territorio regionale, specificatamente mirato a: a) favorire e promuovere, in condizioni di pari opportunità, il conseguimento dei più alti livelli formativi, con particolare attenzione per i capaci e meritevoli, ancorché privi o carenti di mezzi; b) favorire e promuovere, in raccordo con le istituzioni universitarie, gli enti di ricerca e gli enti economici, l'internazionalizzazione dei percorsi formativi, di ricerca e professionali; c) elevare quantitativamente e qualitativamente gli esiti positivi della formazione superiore, della ricerca e dell'occupazione in ambito regionale, d'intesa con Università, enti locali, enti economici e parti sociali;2 2 2 d) promuovere un sistema informativo di supporto nella scelta delle opportunità in materia di istruzione universitaria e di alta formazione, compresa la formazione per la ricerca; e) favorire la positiva integrazione tra popolazione studentesca, in particolare non residente, e comunità locali, promuovendo un ampio e diversificato sistema di accoglienza in raccordo con gli enti locali. Art. 2 Destinatari degli interventi 1. Hanno diritto di usufruire dei servizi e degli interventi di cui alla presente legge indipendentemente dallo Stato o Regione di provenienza: a) studenti iscritti alle Università, agli Istituti universitari, agli Istituti dell'alta formazione artistica e musicale di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508 (Riforma delle Accademie di belle arti, dell'accademia nazionale di danza, dell'accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, dei Conservatori di musica e degli Istituti musicali pareggiati), nonché agli Istituti superiori di grado universitario, con sede in Emilia-Romagna; b) neolaureati presso gli istituti di cui alla lettera a) inseriti in progetti di ricerca, in progetti di mobilità internazionale e in progetti di inserimento lavorativo; c) studenti e neolaureati stranieri inseriti in programmi di mobilità internazionale con finalità formativa o lavorativa e in programmi di ricerca che si svolgano nel territorio dell'emilia-romagna; d) ricercatori e professori provenienti da altre Università o istituti di ricerca italiani o stranieri nell'ambito di accordi e collaborazioni internazionali con le Università e gli enti di ricerca aventi sede in Emilia-Romagna. Art. 3 Tipologie d'intervento 1. La Regione persegue le finalità di cui all'articolo 1 mediante: a) interventi di sostegno economico, attribuibili per concorso, per prestiti, borse di studio, assegni formativi e altri contributi; b) servizi di sostegno e accompagnamento alle attività di studio, alle attività di ricerca, alla mobilità internazionale e all'inserimento e sviluppo professionale; c) interventi di edilizia finalizzati ai servizi per l'accoglienza; d) attività di documentazione e ricerca, di analisi e monitoraggio. Art. 4 Programmazione regionale 1. L'Assemblea legislativa, su proposta della Giunta, approva il piano regionale degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge. 2. Il piano, di norma triennale, indica gli obiettivi generali da perseguire e quelli da realizzare in via prioritaria, nonché le azioni e gli strumenti necessari. 3. La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 53 della legge regionale 24 marzo 2004, n. 6 (Riforma del sistema amministrativo regionale e locale. Unione europea e Relazioni internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con l'università), promuove la stipula di accordi e intese con le Università per la creazione della rete integrata degli interventi e dei servizi per lo studio e la ricerca. 4. La Giunta regionale, previo parere della commissione assembleare competente, approva: a) gli standard minimi di qualità dei servizi; b) i criteri per la determinazione da parte dell'azienda regionale per il diritto agli studi superiori di cui all'articolo 19, di seguito denominata Azienda, dei requisiti per l'accesso e la fruizione degli interventi e dei servizi attribuibili per concorso, con particolare riferimento ai requisiti di reddito e di merito; c) i limiti minimi e massimi entro i quali sono fissati gli importi dei sostegni economici; d) i criteri per perseguire un sostanziale equilibrio nell'attribuzione di servizi e di interventi di sostegno economico; e) i criteri di accreditamento dei soggetti interessati ad entrare a far parte del sistema abitativo regionale; f) gli standard a cui devono corrispondere le strutture immobiliari per le quali sia richiesto l'accesso alle agevolazioni, previste dalla legge statale o regionale, riservate allo sviluppo e alla conservazione del patrimonio destinato ai servizi abitativi, con particolare riferimento agli standard relativi alla sicurezza, al risparmio energetico e alla tutela ambientale ai sensi della normativa nazionale e regionale; g) i criteri e le modalità, in conformità ai principi di equilibrio economico-finanziario, riguardanti l'accensione di mutui e prestiti da parte dell'azienda. 5. La Giunta regionale provvede ad accreditare, sulla base dei criteri di cui al comma 4, lettera e), i soggetti interessati ad entrare a far parte del sistema abitativo regionale. 6. La Giunta regionale assegna annualmente all'azienda i finanziamenti stabiliti dalla legge di bilancio regionale e, con cadenza biennale, definisce il limite massimo di spesa per il personale. 7. Alle riunioni della Conferenza Regione-Università di cui al comma 3 partecipa, senza diritto di voto, il Presidente dell'azienda, o un suo delegato, per le materie di cui alla presente legge. Art. 5 Conferenza regionale dei Comuni con sede universitaria 1. È istituita la Conferenza regionale dei Comuni aventi sede universitaria, con funzioni consultive, di confronto e collaborazione istituzionale nelle materie di cui alla presente legge. 2. La Conferenza esprime parere in ordine al piano, nonché agli accordi e alle intese di cui all'articolo 4, commi 1 e La Conferenza è nominata dal Presidente della Regione ed è composta da: a) l'assessore regionale competente per materia, che la presiede; b) i Sindaci dei Comuni interessati o loro delegati.3 Alle riunioni della Conferenza regionale dei Comuni con sede universitaria partecipa senza diritto di voto il Presidente dell'azienda, o un suo delegato, e il Presidente, o un suo delegato, delle società di sostegno allo sviluppo universitario, partecipate dai Comuni, presenti sul territorio regionale. 5. Le funzioni di segreteria sono espletate dalla struttura regionale competente allo svolgimento delle funzioni di segreteria della Conferenza Regione-Autonomie locali di cui alla legge regionale 21 aprile 1999, n. 3 (Riforma del sistema regionale e locale), che cura, altresì, il coordinamento fra i due organi. Art. 6 Consulta regionale degli studenti 1. Al fine di garantire il coinvolgimento e l'effettiva partecipazione degli studenti alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge, con particolare riguardo alla verifica sull'impatto delle innovazioni introdotte, è istituita la Consulta regionale degli studenti, composta dagli studenti designati, fra i propri componenti, dai Consigli studenteschi delle Università e dagli equivalenti organi di rappresentanza studentesca degli altri Istituti di grado universitario. 2. La Consulta è nominata dal Presidente della Regione ed è composta da ventuno membri: sette dell'università di Bologna, garantendo un'adeguata rappresentanza dei poli universitari della Romagna, quattro dell'università di Parma, tre dell'università di Ferrara, tre dell'università di Modena e Reggio Emilia, due delle Università di Piacenza, due degli altri Istituti di grado universitario con sede in Emilia- Romagna. 3. I membri della Consulta durano in carica due anni e decadono qualora venga meno il requisito dell'appartenenza a uno degli organismi designanti di cui al comma 1. Possono essere rinnovati una sola volta. 4. Il funzionamento della Consulta è disciplinato da apposito regolamento adottato dalla stessa. La Consulta elegge al proprio interno il Presidente. 5. La Consulta svolge le seguenti funzioni: a) esprime parere obbligatorio e formula proposte in merito al piano regionale degli interventi e dei servizi di cui all'articolo 4, comma 1; b) esprime pareri in merito agli atti di cui all'articolo 4, comma 4, lettere a), b) e c); c) acquisisce dall'azienda dati e informazioni utili per la formulazione di valutazioni e proposte migliorative della qualità dei servizi offerti. 6. Ai componenti della Consulta è attribuito un gettone di presenza per la partecipazione alle riunioni in cui vengono espressi i pareri di cui al comma 5, lettere a) e b), il cui importo è stabilito dalla Giunta regionale e comunque nell'ambito dei finanziamenti a tale scopo previsti in sede di approvazione della legge di bilancio regionale. Art. 7 Partecipazione agli organi consultivi 1. La partecipazione agli organi consultivi previsti dalla presente legge è senza oneri per la Regione, fatta eccezione per quanto previsto all'articolo 6, comma 6. CAPO II Misure di accompagnamento Art. 8 Sportello unico per lo studente 1. Lo Sportello unico per lo studente, attivato presso ciascuna sede universitaria centrale o decentrata o sede d'istituti dell'alta formazione artistica e musicale o di altri Istituti di grado universitario, raccoglie ed integra le informazioni e i servizi offerti dalla pluralità di soggetti pubblici e privati. 2. Lo Sportello unico fornisce: a) informazioni sulle condizioni e agevolazioni per l'accesso all'offerta formativa di grado universitario e dell'alta formazione, a livello regionale, nazionale e internazionale; b) facilitazione all'accesso ai dati informativi e ai servizi per il lavoro fruibili sulle reti dedicate a livello regionale, nazionale e internazionale; c) facilitazione all'accesso alle informazioni e ai servizi per studenti disabili; d) facilitazione all'accesso alle informazioni e servizi per stranieri; e) servizi interattivi su rete telematica per l'adempimento delle pratiche amministrativo-contabili necessarie per la fruizione degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge. Art. 9 Servizi di accompagnamento 1. Al fine di garantire la piena partecipazione alle attività formative e facilitare la transizione dallo studio al lavoro sono realizzati servizi: a) di sostegno e assistenza per studenti disabili, diversificati in funzione della disabilità e in raccordo con le competenze di altri soggetti istituzionali; b) di supporto alla definizione e alla realizzazione di piani individuali di sviluppo formativo e professionale; c) di promozione e attivazione di esperienze d'incontro con il mondo del lavoro, con particolare riferimento a misure di orientamento; d) di sostegno alla partecipazione a percorsi accademico-formativi connessi a specifici obiettivi di sviluppo regionale. CAPO III Interventi di sostegno economico Art. 104 4 4 Borse di studio 1. La borsa di studio è una provvidenza resa in denaro o servizi, riservata agli studenti capaci e meritevoli, privi o carenti di mezzi, in regola con il pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario a favore della Regione. 2. La borsa di studio è attribuita tramite concorso e limitatamente alla frequenza, per la prima volta, dei corsi di laurea, di laurea specialistica, di laurea specialistica a ciclo unico, di specializzazione e dei corrispondenti titoli accademici rilasciati dagli Istituti dell'alta formazione artistica e musicale e dagli altri Istituti di grado universitario. 3. I bandi di concorso pubblicati annualmente dall'azienda indicano i requisiti di merito necessari per il mantenimento della borsa di studio in ogni anno accademico, nonché le condizioni, le modalità e i tempi di eventuale restituzione all'azienda stessa. 4. La borsa di studio non è cumulabile con analoghi benefici di altre istituzioni pubbliche o private. Resta ferma la facoltà di opzione da parte degli interessati. 5. La borsa di studio è cumulabile con i prestiti di cui all'articolo 11, comma 3, e con i contributi integrativi di cui all'articolo 13, comma 1, lettere b) e c), nonché con le borse dei programmi di mobilità internazionale. Art. 11 Prestiti 1. Agli studenti iscritti per la prima volta ai corsi di laurea, di laurea specialistica, di laurea specialistica a ciclo unico, di specializzazione, nonché ai corsi degli Istituti dell'alta formazione artistica e musicale e degli altri Istituti di grado universitario che rilasciano corrispondenti titoli accademici, in regola con il pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario a favore della Regione, vengono concessi prestiti, tramite concorso. L'Azienda costituisce e gestisce un fondo di rotazione per la concessione dei prestiti di cui al presente comma. 2. Il prestito di cui al comma 1 deve essere restituito, senza interessi, entro il termine massimo di un anno dall'accertamento della perdita dei requisiti di merito, secondo modalità definite dai bandi di concorso. Per studenti meritevoli ai sensi dell'articolo 10, comma 1, che risultino privi o carenti di mezzi, il prestito è a fondo perduto. 3. L'Azienda attiva, altresì, convenzioni con istituti di credito per la concessione di ulteriori prestiti, anche per favorire la mobilità internazionale, erogabili, tramite concorso, ai destinatari di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b). 4. I prestiti di cui al comma 3 sono cumulabili con le borse di studio, gli assegni formativi e i contributi di cui alla presente legge. Art. 12 Assegni formativi 1. Gli assegni formativi costituiscono un concorso economico per ridurre i costi d'iscrizione e frequenza a master e a percorsi di alta formazione e specializzazione. 2. Gli assegni formativi sono attribuiti per una sola volta nel corso degli studi e tramite concorso. 3. Gli assegni formativi sono cumulabili con i prestiti di cui all'articolo 11, comma 3, e con i contributi integrativi di cui all'articolo 13, comma 1, lettere b) e c). Art. 13 Contributi 1. I contributi, attribuibili per concorso, sono: a) contributi per la partecipazione a percorsi accademico-formativi connessi a specifici obiettivi di sviluppo regionale; b) contributi integrativi della borsa di studio e degli assegni formativi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale; c) contributi integrativi della borsa di studio e degli assegni formativi per studenti disabili; d) contributi per studenti che, per eccezionali e comprovati motivi, abbiano registrato un ritardo nel raggiungimento dei requisiti di merito. 2. I contributi sono concessi una sola volta nel corso degli studi, fatta eccezione per i contributi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale, che possono essere concessi una sola volta per ciascun livello di corso di studi. CAPO IV I servizi per l'accoglienza Art. 14 Servizio abitativo 1. Il servizio abitativo è finalizzato a garantire la partecipazione alle attività formative e di ricerca dell'università e degli altri Istituti di cui all'articolo 2 e a favorire la mobilità e lo scambio internazionale. 2. Il servizio abitativo è rivolto a tutti i destinatari di cui all'articolo 2 ed è prioritariamente riservato, tramite concorso, a quelli previsti dallo stesso articolo 2, comma 1, lettera a). 3. Il servizio abitativo si caratterizza per ampiezza di tipologie e soluzioni, nonché di diffusione territoriale, in funzione della differenziazione e diversificazione della domanda espressa dai destinatari di cui all'articolo Il servizio abitativo è costituito dall'offerta dell'azienda e dall'offerta delle Università e di altri soggetti accreditati ai sensi dell'articolo 4, comma Attraverso punti informativi unificati, distinti per ambiti provinciali, i soggetti gestori di cui al comma 4 rendono pubbliche le modalità di utilizzo del servizio e la partecipazione degli utenti ai costi. Art. 155 5 5 Edilizia universitaria 1. Nell'ambito della programmazione di cui all'articolo 4, la Regione, nel rispetto dell'articolo 3, comma 18, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004) ) promuove la realizzazione, il riequilibrio e l'ampliamento delle strutture atte a garantire il diritto allo studio universitario attraverso il finanziamento di opere di edilizia residenziale universitaria che prevedano l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento, la ristrutturazione e l'ammodernamento delle strutture destinate a servizi per gli studenti universitari, nonché le spese per arredamenti e attrezzature, anche in integrazione con la normativa in materia di alloggi e residenze per studenti universitari e di edilizia residenziale pubblica. 2. La Giunta regionale assegna all'azienda in via prioritaria, nonché a soggetti accreditati ai sensi dell'articolo 4, comma 4, lettera e), a norma di quanto previsto dalla legge regionale 12 dicembre 1985, n. 29 (Norme generali sulle procedure di programmazione e di finanziamento di strutture e infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico da realizzare da parte della Regione, di Province, di Comuni, Comunità Montane, Consorzi di Enti locali) i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1. Art. 16 Servizio di ristorazione 1. Il servizio di ristorazione è organizzato in modo da garantire la diffusione dell'offerta ed un'ampia gamma di tipologie ristorative. 2. L'Azienda stabilisce le modalità di utilizzazione del servizio, nonché la partecipazione degli utenti al costo del servizio, al fine di garantire l'economicità della gestione. CAPO V Controlli, sanzioni, recupero crediti Art. 17 Controlli e sanzioni 1. Le domande per l'accesso ai servizi e agli interventi attribuibili tramite concorso, corredate dalle informazioni relative alle condizioni economiche e di merito, nonché all'eventuale domicilio presso la sede degli studi frequentata, sono presentate avvalendosi della facoltà di presentazione di dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atti di notorietà ai sensi delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. 2. L'Azienda esercita la funzione di accertamento e controllo sulla veridicità delle dichiarazioni di cui al comma 1, direttamente e d'intesa con le strutture dell'amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. A tal fine l'azienda può usare il metodo della verifica con controlli a campione, che interessino annualmente almeno il 20 per cento degli idonei a beneficiare dei servizi e degli interventi a concorso. Nell'espletamento di tali controlli l'azienda può richiedere idonea documentazione atta a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati dichiarati, anche al fine della correzione di errori materiali o di modesta entità, che comunque non siano tali da incidere sull'accesso ai benefici e sull'entità degli stessi, così come previsto dalla legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente). 3. Chiunque, senza trovarsi nelle condizioni stabilite dalle disposizioni statali e regionali, presenti dichiarazioni non veritiere proprie o dei propri congiunti, al fine di fruire degli interventi e dei servizi della presente legge, è soggetto ad una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma d'importo doppio rispetto a quella percepita, in denaro o servizi, e perde il diritto ad ottenere altre erogazioni per tutta la durata del corso degli studi, salva in ogni caso l'applicazione delle norme penali per i fatti costituenti reato. 4. L'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 3 è di competenza dell'azienda, nel rispetto delle disposizioni normative di cui alla legge regionale riguardante la disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale. Art. 18 Recupero crediti 1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, gli studenti sono tenuti alla restituzione di quanto riscosso in denaro e servizi in tutti i casi di revoca dei benefici disciplinati dai bandi di concorso. 2. L'Azienda disciplina nei bandi di concorso i tempi e le modalità di restituzione. Nel caso di mancata restituzione entro la scadenza, gli studenti sono tenuti al pagamento degli interessi legali e moratori, che maturano a far data dalla scadenza fissata dall'azienda per la restituzione. 3. I debiti degli studenti di cui al presente articolo non vengono richiesti agli eredi. CAPO VI L'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori Art. 19 L'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori 1. È istituita l'azienda regionale per il diritto agli studi superiori, ente dipendente dalla Regione, dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria. 2. L'Azienda provvede a: a) definire annualmente, sulla base di quanto stabilito dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, comma 4, i requisiti per l'accesso ai servizi e agli interventi e il sistema tariffario riferito ai diversi servizi e approvare i relativi bandi di concorso; b) stabilire, sulla base delle disponibilità finanziarie, l'ammontare annuale degli interventi di sostegno economico accessibili tramite concorso; c) esercitare funzioni di accertamento e controllo e comminare le sanzioni, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 17; d) recuperare i crediti maturati a seguito della revoca degli interventi di cui alla presente legge ai sensi di quanto disposto dall'articolo 18;6 6 6 e) gestire i servizi e gli interventi di cui alla presente legge secondo criteri di economicità; f) costituire e gestire il fondo di rotazione di cui all'articolo 11, comma 1, e provvedere al recupero dei prestiti concessi con tale fondo, con le modalità e i tempi di cui all'articolo 11, comma 2; g) assumere iniziative volte all'acquisizione di nuove risorse da destinare ai servizi e agli interventi di cui alla presente legge; h) svolgere secondo criteri di economicità, nell'ambito degli interventi di cui alla presente legge, le proprie prestazioni anche in rapporto convenzionale con soggetti pubblici o privati. 3. L'Azienda partecipa al sistema informativo regionale (SIR) e al sistema regionale di negoziazione telematica ai sensi della legge regionale 24 maggio 2004, n. 11 (Sviluppo regionale della società dell'informazione). 4. L'Azienda svolge le proprie attività anche mediante accordi o convenzioni con soggetti pubblici o privati operanti negli ambiti della presente legge, secondo il principio di sussidiarietà. 5. Il funzionamento dell'azienda, ivi compreso il regolamento di organizzazione, le articolazioni territoriali e le competenze degli organi di cui all'articolo 20 sono disciplinati dallo statuto interno adottato dal consiglio d'amministrazione. 6. Per la rappresentanza, patrocinio e assistenza in giudizio l'azienda si avvale dell'avvocatura dello Stato o della competente struttura della Regione Emilia-Romagna. 1. Sono organi dell'azienda: a) il Presidente; b) il consiglio d'amministrazione; c) il collegio dei revisori. Art. 20 Organi dell'azienda 2. Il consiglio d'amministrazione è composto dal Presidente e da cinque consiglieri. Dura in carica fino a sei mesi dopo l'inizio di ogni legislatura regionale. Nelle deliberazioni, in caso di parità, prevale il voto del Presidente. 3. La Consulta regionale degli studenti, di cui all'articolo 6, elegge al proprio interno un rappresentante nel consiglio di amministrazione dell'azienda. 4. Il Presidente e i componenti del consiglio d'amministrazione, fatta eccezione per il componente di cui al comma 3, sono nominati dalla Giunta regionale, previa intesa in sede di Conferenza Regione-Università di cui all'articolo 53 della legge regionale n. 6 del 2004, e sono scelti tra persone di comprovata e specifica esperienza tecnico-amministrativa acquisita per aver ricoperto funzioni di amministrazione e direzione presso enti pubblici e strutture private. 5. Il collegio dei revisori è nominato dalla Giunta regionale ed è composto da tre membri scelti tra gli iscritti nel ruolo dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 (Attuazione della direttiva 84/253/CEE, relativa all'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili). Dura in carica quattro anni. 6 Il consiglio d'amministrazione nomina il direttore dell'azienda, i cui compiti sono disciplinati dallo statuto. Art. 21 Compensi 1. Al Presidente ed agli altri componenti del consiglio d'amministrazione spetta un compenso onnicomprensivo nella misura stabilita dalla normativa regionale in materia di compensi e rimborsi a favore di componenti di organi di enti ed aziende regionali. 2. Il Presidente può conferire ai componenti del consiglio d'amministrazione una specifica delega per la quale è previsto un compenso onnicomprensivo non superiore al 45 per cento di quello previsto per il Presidente stesso. 3. Ai componenti del collegio dei revisori spetta un corrispettivo secondo quanto previsto dal decreto legislativo n. 88 del Ai componenti degli organi dell'azienda è dovuto il rimborso delle spese effettivamente sostenute per lo svolgimento del loro mandato. Art. 22 Approvazione degli atti fondamentali dell'azienda 1. Sono soggetti all'approvazione della Giunta regionale i seguenti atti: a) statuto; b) regolamento di contabilità e dei contratti; c) bilancio di previsione annuale, con allegato il bilancio di previsione pluriennale; conto consuntivo annuale; provvedimento di assestamento del bilancio annuale per il recepimento delle chiusure definitive dei conti dell'esercizio precedente; d) dotazione organica e sue variazioni; e) alienazione e acquisto di immobili; f) accensione di mutui e prestiti. 2. La Giunta approva gli atti di cui al comma 1 entro trenta giorni dal ricevimento da parte della direzione generale regionale competente per materia. Tali atti divengono esecutivi se la Giunta non li approva alla scadenza del suddetto termine. 1. L'Azienda dispone di personale proprio. Art. 23 Personale 2. L'Azienda adotta la dotazione organica e assume e gestisce il proprio personale nell'ambito del limite di spesa di cui all'articolo 4, comma 6, e con le modalità e le procedure previste dalla normativa regionale in materia di personale e nel rispetto della contrattazione collettiva.7 7 7 Art. 24 Patrimonio 1. L'Azienda dispone di un proprio patrimonio formato da diritti, beni mobili e immobili. 2. Il patrimonio dell'azienda è costituito, altresì, da beni mobili e immobili derivanti da acquisizioni, donazioni, eredità e legati. 3. Il ricavato della vendita di beni immobili è vincolato al reimpiego per spese in conto capitale. 4. L'Azienda è autorizzata, secondo principi di trasparenza ed imparzialità, a realizzare interventi di natura patrimoniale anche su beni immobiliari di proprietà di terzi, purché l'intervento sia realizzato con vincolo di destinazione del bene ai servizi di cui alla presente legge. 5. L'Azienda determina la durata del vincolo di destinazione di cui al comma 4, prevedendo un limite minimo di dieci anni elevabile, sulla base della natura dell'intervento e dell'importo della spesa. Art. 25 Mezzi finanziari 1. L'Azienda dispone dei seguenti mezzi finanziari: a) finanziamento annuo della Regione; b) finanziamenti derivanti dal gettito della tassa regionale di cui alla legge regionale 14 giugno 1996, n. 18 (Disciplina della tassa regionale per il diritto allo studio universitario), destinati all'erogazione delle borse di studio e dei prestiti; c) finanziamenti nazionali o comunitari vincolati agli interventi e ai servizi di cui alla presente legge; d) contributi da parte di soggetti privati e pubblici per la realizzazione degli scopi istituzionali; e) proventi derivanti dalla prestazione di servizi e da attività ed introiti provenienti a qualunque titolo dalla gestione del proprio patrimonio, nonché proventi derivanti dall'alienazione del patrimonio stesso; f) donazioni, eredità, legati; g) entrate derivanti da mutui e prestiti. Art. 26 Bilancio 1. L'esercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare. 2. Il bilancio annuale di previsione, di competenza e di cassa, deve presentare il pareggio finanziario. Esso è costituito dallo stato di previsione dell'entrata, da quello della spesa e dal quadro riassuntivo finale e deve essere adottato dal consiglio d'amministrazione entro il 31 ottobre dell'anno precedente a quello cui esso si riferisce. 3. Il bilancio è corredato da un bilancio pluriennale, riferito ad un arco temporale pari a quello del bilancio pluriennale della Regione, e deve essere redatto in modo da consentire la lettura per programmi, servizi ed interventi. 4. Qualora il bilancio di previsione non sia stato deliberato dal consiglio d'amministrazione entro il 31 dicembre, è autorizzato l'esercizio provvisorio per un massimo di quattro mesi, sulla base dell'ultimo bilancio approvato. L'autorizzazione è limitata ad un dodicesimo dello stanziamento di spesa previsto da ciascun capitolo, per ciascun mese di esercizio. 5. Nel caso di spese obbligatorie non suscettibili di impegno e di pagamento frazionati in dodicesimi, di cui all'articolo 25 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4), nonché delle spese riferite all'erogazione delle borse di studio e dei prestiti, la gestione dei relativi capitoli è autorizzata senza limitazione. 6. Qualora il bilancio sia stato deliberato dal consiglio d'amministrazione entro il 31 dicembre, ma non ancora approvato dalla Giunta regionale, è autorizzata la gestione provvisoria del bilancio medesimo, limitatamente ad un dodicesimo dello stanziamento di spesa previsto da ciascun capitolo, per ciascun mese di esercizio. Si applicano, in tal caso, le disposizioni di cui al comma Per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni normative regionali, nonché le norme e le regole comunitarie e statali applicabili alla Regione in materia di contabilità. Art. 27 Gestione economica 1. I risultati di gestione sono rilevati mediante l'adozione del rendiconto annuale, costituito dal conto finanziario consuntivo e dal conto del patrimonio. 2. Al conto consuntivo è allegata una relazione che evidenzia i costi sostenuti ed i risultati conseguiti per ciascun programma, servizio ed intervento, in relazione agli obiettivi contenuti nel programma degli interventi e nel bilancio annuale di previsione. 3. Il rendiconto annuale è deliberato dal consiglio d'amministrazione entro e non oltre il 30 giugno dell'anno successivo a quello cui esso si riferisce. 4. Ai fini dell'attività di pianificazione e controllo l'azienda adotta, inoltre, la contabilità analitica e un sistema di controllo di gestione. CAPO VII Disposizioni transitorie e finali Art. 28 Clausola valutativa 1. L'Assemblea legislativa esercita il controllo sull'attuazione della presente legge e sui risultati da essa conseguiti nel favorire l'accesso agli studi universitari e a percorsi di alta formazione.8 A tal fine, con cadenza triennale e comunque contestualmente all'approvazione del piano di cui all'articolo 4, comma 1, la Giunta regionale presenta alla commissione assembleare competente una relazione che offra risposte documentate ai seguenti quesiti: a) quali sono le tipologie dei beneficiari dei diversi interventi di sostegno economico previsti al capo III e in che misura tali interventi rispondono ai bisogni degli studenti, facilitandone l'accesso e la permanenza agli studi; b) quali iniziative sono state adottate al fine di aumentare la mobilità internazionale di studenti, ricercatori e docenti e quali sono stati i risultati; c) in che misura i servizi per l'accoglienza, previsti al capo IV, sono stati in grado di soddisfare, in termini di quantità, qualità e costi, gli standard approvati dalla Giunta regionale, nonché le esigenze abitative e di ristorazione degli studenti universitari, e quali sono gli eventuali aspetti da migliorare. 3. Entro due anni dall'approvazione della legge, la Giunta regionale presenta, inoltre, alla commissione assembleare competente una relazione che descrive gli esiti derivanti dall'istituzione dell'azienda, in termini di miglioramento nell'organizzazione e nella gestione delle risorse. 4. L'Assemblea legislativa, previo esame della commissione assembleare competente, discute le relazioni di cui ai commi 2 e La Commissione assembleare competente, in ordine alle attività di controllo e valutazione previste dal presente articolo, può procedere ad audizioni degli organi consultivi di cui agli articoli 5 e 6 e di altri osservatori qualificati. 6. Per svolgere le attività di controllo e valutazione previste ai commi 1, 2, 3 e 4 sono stanziate adeguate risorse finanziarie. Art. 29 Disposizioni transitorie 1. L'Azienda è costituita a far data dal 1 ottobre La Giunta regionale, entro il 30 settembre 2007, nomina gli organi dell'azienda. 2. L'Azienda, entro il 31 ottobre 2007, adotta lo statuto e il regolamento di contabilità e dei contratti e nomina il direttore. L'Azienda, fino al 31 dicembre 2007, per l'espletamento dei propri compiti utilizza, mediante l'istituto dell'avvalimento, le strutture e il personale delle aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma di cui alla legge regionale 24 dicembre 1996, n. 50 (Disciplina del diritto allo studio universitario. Abrogazione della L.R. 19 ottobre 1990, n. 46 e della L.R. 19 luglio 1991, n. 20). 3. Dal 1 novembre al 31 dicembre 2007 le aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma compiono solo attività rientranti nell'ordinaria amministrazione. Tutti gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione possono essere adottati solo previa approvazione dell'azienda. 4. Le aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma effettuano, per quanto di rispettiva pertinenza, la ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi, della consistenza del patrimonio mobiliare e immobiliare, nonché dei rapporti di lavoro in essere. L'atto di ricognizione al 31 dicembre 2007 deve essere deliberato e certificato dall'organo di revisione di ciascuna azienda. 5. Le aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma sono soppresse il 31 dicembre L'Azienda subentra nella titolarità dei rapporti di lavoro e di tutti i rapporti attivi e passivi, nella proprietà del patrimonio mobiliare e immobiliare delle aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e Parma a decorrere dal 1 gennaio La durata in carica dei Presidenti delle aziende di Bologna e di Ferrara è prorogata al 31 dicembre Per la nomina del Presidente e dei componenti del consiglio d'amministrazione dell'azienda, fatta eccezione per il componente di cui all'articolo 20, comma 3, non trova applicazione, fino al 31 dicembre 2007, il divieto di cumulo di cui all'articolo 5, comma 3, della legge regionale 27 maggio 1994, n. 24 (Disciplina delle nomine di competenza regionale e della proroga degli organi amministrativi. Disposizioni sull'organizzazione regionale). 9. Fino all'approvazione del piano regionale degli interventi e dei servizi di cui all'articolo 4 continua ad applicarsi il programma regionale per il diritto allo studio universitario relativo agli anni accademici , e , approvato ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale n. 50 del Art. 30 Modifiche alla legge regionale n. 18 del Il comma 3 dell'articolo 8 della legge regionale n. 18 del 1996 è sostituito dal seguente: "3. L'ente rimborsa d'ufficio la tassa regionale agli studenti esonerati ai sensi dei commi 1 e 2." 2. L'articolo 9 della legge regionale n. 18 del 1996 è abrogato. 3. Il comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale n. 18 del 1996 è sostituito dal seguente: "1. Entro il termine di cinque giorni dalla pubblicazione delle graduatorie definitive l'ente comunica alla Regione: a) il numero degli idonei nelle graduatorie per l'assegnazione delle borse di studio di competenza regionale e dei prestiti d'onore ai sensi della legge 2 dicembre 1991, n. 390 e successive modificazioni, e la spesa complessiva necessaria a darvi copertura; b) il numero degli esoneri concessi.". 4. Il comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale n. 18 del 1996 è sostituito dal seguente: "2. Entro il termine di cui al comma 1, ove sia stata attivata la delega alla riscossione di cui all'art. 6, l'ente comunica inoltre alla Regione il numero di borse di studio di competenza regionale e di prestiti d'onore che, espletati gli adempimenti di cui al comma 3 dell'art. 8, possono essere assegnati sulla base delle somme trasferite dalle Università ai sensi del comma 4 dello stesso art. 6." 5. I commi 5, 6 e 7 dell'articolo 10 della legge regionale n. 18 del 1996 sono abrogati. Art. 31 Abrogazioni9 La legge regionale n. 50 del 1996 è abrogata a decorrere dal 1 gennaio La legge regionale 8 settembre 1981 n. 36 (Piano poliennale di finanziamento dell'edilizia finalizzata al diritto allo studio universitario) è abrogata a decorrere dal 1 gennaio 2008. Vedere altro
LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 27-07-2007 REGIONE EMILIA-ROMAGNA SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO E L ALTA FORMAZIONE Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 27-07-2007 REGIONE EMILIA-ROMAGNA
LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 27-07-2007 REGIONE EMILIA-ROMAGNA SISTEMA REGIONALE INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO E L ALTA FORMAZIONE Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli Legge Regionale n. 33 Norme sugli interventi regionali per il diritto allo studio universitario IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA.
Legge Regionale n. 33 Norme sugli interventi regionali per il diritto allo studio universitario Il Consiglio regionale ha approvato La seguente legge Art. 1 (Oggetto) IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Promulga Dettagli Legge 09-01-1989, n. 13 Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati
Legge 09-01-1989, n. 13 Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Finalità 1. La regione del Veneto promuove Dettagli d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;
Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Norme sulla cooperazione sociale" B.U.R. 4 marzo 2005, n. 10 Art.1 (Oggetto e finalità) 1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e la finalità Dettagli IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
6 NORME REGOLAMENTARI PER L EROGAZIONE DI SUSSIDI STRAORDINARI A. A. 2014/2015 1. OGGETTO DEL CONCORSO L'ERSU di Macerata istituisce, per l'anno accademico 2014/2015 sussidi straordinari destinati a studenti Dettagli INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)
REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale Dettagli Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267. "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162 TITOLO Dettagli TITOLO I Principi generali. Art. 1 (Finalità)
LEGGE REGIONALE 10 dicembre 2001, n. 34 Norme per l attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria. TITOLO I Principi generali Art. 1 (Finalità) 1. La Regione Calabria, in attuazione dei Dettagli LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE. EMILIA ROMAGNA L.R. n.7 del 14/05/2002
LEGISLAZIONE SU RICERCA E INNOVAZIONE EMILIA ROMAGNA L.R. n.7 del 14/05/2002 Anno legislazione: 2002 Oggetto legislazione: collegamento tra il sistema produttivo regionale e il sistema ricerca, spin off, Dettagli AGENZIA PER Il DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO BANDO DI CONCORSO PER LA CONCESSIONE DI PRESTITI FIDUCIARI - ANNO ACCADEMICO 2008/2009 - ARTICOLO 1
AGENZIA PER Il DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO BANDO DI CONCORSO PER LA CONCESSIONE DI PRESTITI FIDUCIARI - ANNO ACCADEMICO 008/009 - ARTICOLO OGGETTO DEL BANDO. Il presente bando disciplina il conferimento Dettagli STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE
STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE Art. 1 Istituzione 1. L Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (d ora in poi ISIA) di Firenze e stato istituito in forma sperimentale Dettagli 3. Gli atti di trasformazione e di 3. Identico.
Pag. 142-143 Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, pubblicato nel supplemento ordinario n. 152/L alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008. Testo del decreto-legge Testo del decreto-legge comprendente Dettagli Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64
Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64 Interventi regionali a favore degli immigrati extra-comunitari residenti in Piemonte pubblicata su B.U.R. Piemonte n. 46 del 15 novembre 1989 Art. 1 (Finalità) Dettagli Art. 1 (Finalità) Art. 2 (2) (Soggetti beneficiari)
L.R. 01 Settembre 1999, n. 19 Istituzione del prestito d'onore (1) Art. 1 (Finalità) 1. La presente legge disciplina la concessione di finanziamenti a favore di soggetti inoccupati e disoccupati per la Dettagli STATUTO della Fondazione Toscana Spettacolo onlus
STATUTO della Fondazione Toscana Spettacolo onlus Approvato dal Consiglio della Fondazione con deliberazione n. 29 del 4 maggio 2015 e dalla Giunta Regionale della Toscana con deliberazione n. 424 del Dettagli degli incentivi all' occupazione e della normativa che disciplina l' INAIL, nonche' disposizioni per il riordino degli enti previdenziali"
SCHEDA SINTETICA ARTICOL0 68 - Obbligo di frequenza di attivita' formative - ARTICOLO 69 - Istruzione e formazione tecnica superiore - Legge 17 maggio 1999, n. 144 "Misure in materia di investimenti, delega Dettagli Università degli Studi di Ferrara
Università degli Studi di Ferrara Regolamento per il conferimento di Borse e Premi di studio nel campo della formazione con esclusione dei progetti comunitari o di internazionalizzazione Senato Accademico Dettagli Titolo I Disposizioni generali Articolo 1 (Ambito di applicazione)
REGOLAMENTO INTERNO IN MATERIA DI CORSI DI FORMAZIONE FINALIZZATA E PERMANENTE, DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI DI PRIMO E SECONDO LIVELLO E DEI MASTER DI ALTO APPRENDISTATO (emanato con decreto rettorale Dettagli CAPO I. Interventi regionali per il diritto allo studio. Art. 1
Legge regionale 26 maggio 1980, n. 10 Norme regionali in materia di diritto allo studio. 1 Quando le disposizioni della presente legge menzionano un Assessorato, la menzione si intende riferita alla Direzione Dettagli STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.
Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica Dettagli REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI (emanato con Decreto Rettorale N. 645 del 12/03/2003) ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Titoli per l accesso... Dettagli Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca - Alta Formazione Artistica e Musicale Accademia di Belle Arti Mario Sironi - Sassari
Statuto Approvato con Decreto AFAM n. 273 del 6 settembre 2004. TITOLO I - Principi generali Art. 1 - Definizioni e riferimenti 1. In attuazione dell art. 33 della Costituzione, vista la legge 21 dicembre Dettagli MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA DECRETO
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA DECRETO 11 novembre 2011 Programma per il reclutamento di giovani ricercatori «Rita Levi Montalcini».(Decreto n. 486). (12A02222) (GU n. 49 del Dettagli 2. La Regione, altresì, riconosce e valorizza il ruolo di rilevanza sociale delle associazioni regionali di tutela delle categorie dei disabili.
L.R. 21 luglio 2003, n. 19 (1). Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Modifiche all'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali Dettagli TITOLO I Principi generali. Art. 1 (Finalità)
LEGGE REGIONALE 10 dicembre 2001, n. 34 Norme per l attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria. (BUR n. 105 del 17 dicembre 2001, supplemento straordinario n. 1) (Testo coordinato con Dettagli Bando di concorso per interventi in favore di studenti disabili
Bando di concorso per interventi in favore di studenti disabili approvato con delibera n. 29 del 16/06/2015 SOMMARIO Interventi in favore di studenti disabili Oggetto art. 1 Destinatari art. 2 Capo I Dettagli Art. 1. (Finalità) Art. 2. (Integrazione dell'offerta turistica)
1 di 5 05/01/2009 22.14 Legge regionale 8 luglio 1999, n. 18. (Testo coordinato) Interventi regionali a sostegno dell'offerta turistica. (B.U. 14 luglio 1999, n. 28) Modificata da l.r. 20/2000, l.r. 22/2002, Dettagli REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE, L AGGIORNAMENTO ED I CREDITI FORMATIVI DEL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO
Legge Regionale 16 agosto 2001, n. 40 Disposizioni in materia di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative di comuni. Bollettino Ufficiale n. 27, parte prima, del 27.08.2001 Art. Dettagli Art. 1 Finalita' della legge
LEGGE 21 dicembre 1999, n. 508 Riforma delle Accademie di belle arti, dell'accademia nazionale di danza, dell'accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori per le industrie artistiche, Dettagli STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE
ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14 Dettagli Consorzio S.I.R. Umbria (L.r. 31 luglio 1998, n.27)
CONVENZIONE TRA LA REGIONE DELL UMBRIA, LE AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI DI PERUGIA E TERNI, I COMUNI DELL UMBRIA LE COMUNITÀ MONTANE DELL UMBRIA PREMESSO CHE: - La legge regionale 31 luglio 1998, n. 27 Dettagli Accademia di Belle Arti L Aquila STATUTO INDICE TITOLO I Principi Generali e Direttivi Art. 1 - Finalità e funzioni Art. 2 Autonomia Didattica e di
Accademia di Belle Arti L Aquila STATUTO INDICE TITOLO I Principi Generali e Direttivi Art. 1 - Finalità e funzioni Art. 2 Autonomia Didattica e di ricerca Art. 3 Pari opportunità Art. 4 Ricerca, istruzione Dettagli DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 11
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 11 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BIANCONI e CARRARA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008 Modifiche alla legge 11 agosto 1991, n. 266, in Dettagli STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI. Art. 1. Natura giuridica
STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI Art. 1. Natura giuridica 1. L'Agenzia nazionale per i giovani, di seguito denominata: "Agenzia", e' agenzia di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 8 del Dettagli A. Di. S. U. Azienda di Diritto allo Studio Universitario della Seconda Università degli Studi di Napoli
A. Di. S. U. Azienda di Diritto allo Studio Universitario della Seconda Università degli Studi di Napoli REGOLAMENTO Contributo per spese di trasporto Articolo n. 1 OGGETTO Il contributo per spese di trasporto Dettagli ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO STATUTO
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI PALERMO STATUTO TITOLO I Principi generali Art. 1 Finalità e definizioni 1. L Accademia di Belle Arti di Palermo, di seguito denominata Accademia, è un istituzione pubblica di Dettagli Allegato A. Regolamento dei corsi di Master. Art. 1 - Definizioni. Art. 2 - Principi generali e finalità. Art. 3 - Caratteristiche dei Corsi
Allegato A Regolamento dei corsi di Master Art. 1 - Definizioni Art. 2 - Principi generali e finalità Art. 3 - Caratteristiche dei Corsi Art. 4 - Istituzione e attivazione Art. 5 - Corsi interistituzione Dettagli D.M. 28 luglio 1998, n. 463.
D.M. 28 luglio 1998, n. 463. Regolamento recante norme per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali istituita presso l'inpdap, da adottarsi ai sensi dell'articolo 1, comma 245, della Dettagli BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005
LEGGE REGIONALE 17 FEBBRAIO 2005, N. 9 «Norme sulla cooperazione sociale». BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Dettagli AZIENDA SPECIALE PARCO DI PORTO CONTE
AZIENDA SPECIALE PARCO DI PORTO CONTE Statuto Adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N 1769/021 del 21.6.2000, e approvato Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. VISTI gli articoli 33, sesto comma, 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Schema di decreto legislativo recante la disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei in attuazione della delega prevista Dettagli Art. 1. Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale
1 1 LEGGE REGIONALE 14 aprile 2004, n. 8#LR-ER-2004-8# MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 10 GENNAIO 2000, N. 1 RECANTE "NORME IN MATERIA DI SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA" (Legge di pura modifica. Dettagli Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Fondo regionale per l'occupazione dei disabili)
Legge regionale 3 aprile 2000, n. 24. Norme per favorire l'occupazione dei disabili. (BUR 41 del 13.04.2000) Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, considerando di preminente interesse tutte le attività volte Dettagli Pag. 1/6. Esercizio 2013. 11 dicembre 2013
Pag. 1/6. DELIBERA N. 81 82 - Impianto organizzativo di ER.GO: stato di attuazione per l anno 2014 Il PRESIDENTE sottopone all'attenzione del Consiglio la seguente proposta di deliberazione IL CONSIGLIO Dettagli Università degli Studi di Napoli Parthenope
Pos. AG IL RETTORE Decreto n. 425 VISTO VISTO il DM 270/04 ed in particolare l art.3 comma 9 che recita Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341, in materia Dettagli TITOLO I Principi generali. Art. 1 (Finalità)
LEGGE REGIONALE 10 dicembre 2001, n. 34 Norme per l attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria. (BUR n. 105 del 17 dicembre 2001, supplemento straordinario n. 1) (Testo coordinato con Dettagli Art. 14. Soppressione, incorporazione e riordino di enti ed organismi pubblici
Soppressione dell Istituto nazionale per il Commercio Estero Costituzione dell ICE/Agenzia Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane Art. 14, commi 17-27, D.L. Dettagli Statuto del conservatorio di musica Santa Cecilia
Statuto del conservatorio di musica Santa Cecilia Art.1 (natura giuridica) 1.Il Conservatorio di Musica S. Cecilia è un Istituto di studi musicali ai sensi dell art. 2 della legge 21 dicembre 1999, n. Dettagli ACCADEMICO 2014/2015 IL RETTORE
BANDO DI CONCORSO PER IL CONFERIMENTO DI BORSE DI STUDIO DI ATENEO A STUDENTI ISCRITTI AI CORSI DI LAUREA, LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO E LAUREA MAGISTRALE ACCADEMICO 2014/2015 IL RETTORE Visto il Decreto Dettagli Alle riunioni è invitato a partecipare un rappresentante dell Università degli studi di Trento.
2. PROCEDIMENTO 2.1 Aspetti generali. Il coordinamento generale delle strutture competenti, nonché la verifica ed il monitoraggio degli interventi, sono espletati tramite riunioni periodiche cui partecipano: Dettagli BANDO DI CONCORSO STRAORDINARIO PER IL CONFERIMENTO DI BORSE DI STUDIO PER CONTRIBUTO ALLOGGIO TRASPORTO E RISTORAZIONE
Prot. 2008/A20C 12/05/2015 Bando di concorso per l assegnazione delle Borse di Studio Anno Accademico 2014/15 BANDO di CONCORSO Assegnazione n. 12 Borse di Studio Il presente concorso, per soli titoli, Dettagli (Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla L.R. 20 febbraio 2014, n. 5) CAPO I Principi generali
Legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 Disciplina del Sistema Regionale dell Istruzione e Formazione Professionale. (BUR n. 24 del 16 dicembre 2013, supplemento straordinario n. 6 del 27 dicembre 2013) Dettagli Modena e Reggio Emilia 2014/2015
SEDE TERRITORIALE DI Modena e Reggio Emilia 2014/2015 Bando per la concessione di: Borse di studio Servizi residenziali Servizi ristorativi Contributi di mobilità internazionale Interventi straordinari Dettagli Art. 2 (Natura giuridica e forme di autonomia delle agenzie)
L.R. 01 Febbraio 2008, n. 1 Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dell'articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE A TEMPO PARZIALE RESE DAGLI STUDENTI NELLE ATTIVITA E NEI SERVIZI DEL DIRITTO ALLO STUDIO
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE A TEMPO PARZIALE RESE DAGLI STUDENTI NELLE ATTIVITA E NEI SERVIZI DEL DIRITTO ALLO STUDIO Art. 1 Finalità Il presente Regolamento disciplina Dettagli Decreto Legislativo 5 dicembre 2003, n. 343
Decreto Legislativo 5 dicembre 2003, n. 343 "Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo Dettagli Interventi regionali per agevolare l accesso al credito alle imprese artigiane
LEGGE REGIONALE 16 dicembre 1996, N. 34 Interventi regionali per agevolare l accesso al credito alle imprese artigiane (BURL n. 51, 1º suppl. ord. del 19 Dicembre 1996 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:1996-12-16;34 Dettagli proposta di legge n. 302
REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 302 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 17 febbraio 2009 NORME IN MATERIA DI TUTELA DEI CONSUMATORI E DEGLI UTENTI (669) REGIONE Dettagli XX COMUNITA MONTANA DEI MONTI SABINI - 02037 POGGIO MOIANO RELAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO DELL ESERCIZIO FINANZIARIO
XX COMUNITA MONTANA DEI MONTI SABINI - 02037 POGGIO MOIANO RELAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO DELL ESERCIZIO FINANZIARIO ANNO 2014 RELAZIONE DELL ORGANO ESECUTIVO AL RENDICONTO DI GESTIONE 2014 Articolo 231 Dettagli LIBERA UNIVERSITA DEGLI STUDI S. PIO V STATUTO DI AUTONOMIA. Sezione prima. Disposizioni generali. Art. 1
LIBERA UNIVERSITA DEGLI STUDI S. PIO V STATUTO DI AUTONOMIA Sezione prima Disposizioni generali Art. 1 1. E istituita in Roma la Libera Università degli Studi S. Pio V, di seguito denominata Università. Dettagli REGOLAMENTO ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE (APPROVATO DAL CDA IN DATA 28/06/2005)
REGOLAMENTO ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE (APPROVATO DAL CDA IN DATA 28/06/2005) ART 1 - Istituzione dell Albo delle Associazioni Studentesche 1. Il Presente Regolamento disciplina le modalità di iscrizione Dettagli STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE
STATUTO DELL UNIVERSITÀ TELEMATICA ITALIAN UNIVERSITY LINE 1 ITALIAN UNIVERSITY LINE...1 CAPO I...3 Disposizioni generali...3 Art. 1 - Istituzione...3 Art. 2 - Natura giuridica e fonti normative...3 Art. Dettagli LEGGE REGIONALE 13 DICEMBRE 2012, N. 8
LEGGE REGIONALE 13 DICEMBRE 2012, N. 8 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione autonoma Trentino- Alto Adige (Legge finanziaria) 1 Art. 1 (Sviluppo Dettagli Nota informativa n. 1 /2010
Servizio Legislativo e Qualità della Legislazione NOTA INFORMATIVA N.1 APRILE 2010 D I R I T T O A L L O S T U D I O U N I V E R S I T A R I O I N E M I L I A - R O M A G N A A n a l i s i d e l l a t Dettagli 2013/2014. Bando per la concessione di: Modena e Reggio Emilia SEDE TERRITORIALE DI
SEDE TERRITORIALE DI Modena e Reggio Emilia 2013/2014 Bando per la concessione di: Bando di concorso per esonero totale e/o parziale tasse e contributi universitari Università degli Studi di Modena e reggio Dettagli LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE. Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale.
LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 29 del 27 aprile Dettagli Piano nazionale di edilizia abitativa
ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e Dettagli Regolamento di contabilità e dei contratti
Allegato parte integrante - 2 Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori Regolamento di contabilità e dei contratti pagina 15 di 31 Indice Titolo I - Disposizioni generali Art. 1. Oggetto. Principi Dettagli C. 5123 e abbinate Proposta di testo unificato dei relatori
C. 5123 e abbinate Proposta di testo unificato dei relatori Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza Dettagli AESA. Associazione Esperti in Scienze Amministrative STATUTO
AESA Associazione Esperti in Scienze Amministrative STATUTO COSTITUZIONE - SEDE - DURATA Art. 1 E costituita l Associazione fra i diplomati della Scuola di Specializzazione in Studi sulla Amministrazione Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013 art.10 1 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013, art. 10 Il D.Lgs. n. 33/2013, nel modificare, in parte, Dettagli STATUTO del Consorzio Interuniversitario per l Università Telematica della Sardegna
Università degli Studi di Cagliari Università degli Studi di Sassari STATUTO del Consorzio Interuniversitario per l Università Telematica della Sardegna ARTICOLO 1 DENOMINAZIONE OGGETTO SEDE 1. Il Consorzio Dettagli Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36)
Legge regionale 29 agosto 1994, n. 38. Valorizzazione e promozione del volontariato (B.U. 7 settembre 1994, n. 36) Il Consiglio regionale ha approvato. Il Commissario del Governo ha apposto il visto. IL Dettagli Scuola di Alta Formazione Master. Regolamento dei Corsi
Scuola di Alta Formazione Master Regolamento dei Corsi Sommario Introduzione... 3 Art. 1 - Definizioni... 3 Art. 2 - Principi generali e finalità... 3 Art. 3 - Caratteristiche dei Corsi... 4 Art. 4 - Istituzione Dettagli Consiglio Regionale della Toscana
Consiglio Regionale della Toscana PROPOSTA DI LEGGE n. 35 Istituzione del Servizio civile regionale D iniziativa della Giunta Regionale Agosto 2005 1 Allegato A Istituzione del servizio civile regionale Dettagli Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)
Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti Dettagli I-NORMECOMUNI Art. 1 Art. 2 Divieto di svolgimento di attività didattiche Art. 3 Divieto di cumulo delle borse Art. 4 Pubblico dipendente
REGOLAMENTO PER L'ATTRIBUZIONE E LA CONFERMA DELLE BORSE DI STUDIO PER LA FREQUENZA DI SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE NON MEDICHE, ATTIVITA' DI RICERCA POST-DOTTORATO, CORSI DI PERFEZIONAMENTO ALL'ESTERO. Dettagli PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente
Oggetto: schema di decreto recante linee guida in materia di semplificazione e promozione dell istruzione tecnico professionale a norma dell articolo 52 del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito Dettagli Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18. Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n.
Legge Regionale 10 novembre 2015 n. 18 Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito. (Valle D'Aosta, BUR 24 novembre 2015, n. 47) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato; IL PRESIDENTE DELLA REGIONE Dettagli L.R. 15/2005, art. 4, commi 17 e 20 B.U.R. 2/8/2006, n. 31. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 20 luglio 2006, n. 0218/Pres.
L.R. 15/2005, art. 4, commi 17 e 20 B.U.R. 2/8/2006, n. 31 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 20 luglio 2006, n. 0218/Pres. Regolamento di esecuzione dell articolo 4, comma 20, della legge regionale Dettagli L.R. 26 Giugno 1980, n. 88
L.R. 26 Giugno 1980, n. 88 Norme in materia di opere e lavori pubblici (1). TITOLO I OPERE INCLUSE NEI PROGRAMMI REGIONALI Capo I PROGRAMMAZIONE Art. 1 (Ambito di applicazione della legge) I programmi Dettagli DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL FUNZIONAMENTO DEL FONDO
DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E MINISTERO DEL TESORO, DEL 13 GENNAIO 2000, N. 91 REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL FUNZIONAMENTO DEL FONDO NAZIONALE PER IL DIRITTO AL LAVORO Dettagli (Finalità della legge)
L.R. 16 Febbraio 1990, n. 17 Provvidenze a favore degli immigrati da paesi extracomunitari (1). Art. 1 (Finalità della legge) La Regione, nell'ambito delle proprie attribuzioni, in attuazione dei principi Dettagli Università degli Studi di Messina. Regolamento dei corsi di alta formazione
Università degli Studi di Messina Regolamento dei corsi di alta formazione Art. 1. - Ambito di applicazione TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l'istituzione Dettagli REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 21 OTTOBRE 2009 N. 41
REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 21 OTTOBRE 2009 N. 41 NORME IN MATERIA DI SOSTEGNO ALL ALTA FORMAZIONE PRESSO CENTRI INTERNAZIONALI D ECCELLENZA E DI INCENTIVO AL RIENTRO NEL MERCATO DEL LAVORO REGIONALE Dettagli Azienda Speciale Centro Sicilia Sviluppo STATUTO
Azienda Speciale Centro Sicilia Sviluppo STATUTO Approvato con Delibera di Giunta n.55 del 7 settembre 2011 Art. 1 Denominazione e sede È costituita, ad iniziativa della Camera di Commercio, Industria, Dettagli Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia BANDO DI CONCORSO PER ESONERO TOTALE E/O PARZIALE TASSE E CONTRIBUTI UNIVERSITARI SOMMARIO
Art. 1 Esonero Totale - definizione Art. 2 Esonero Parziale - definizione Art. 3 Esonero totale durata Art. 4 Requisiti Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia BANDO DI CONCORSO PER ESONERO TOTALE Dettagli L.R. n. 16 del 19 aprile 1985 NORME PER INTERVENTI IN MATERIA DI PROMOZIONE CULTURALE. Bollettino Ufficiale n. 29 del 29 aprile 1985
L.R. n. 16 del 19 aprile 1985 NORME PER INTERVENTI IN MATERIA DI PROMOZIONE CULTURALE Bollettino Ufficiale n. 29 del 29 aprile 1985 Art. 1 (Finalità della legge) 1. La Regione Calabria, in attuazione degli Dettagli STATUTO FONDAZIONE C.I.S.A.M. ART. 1
Decreto Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca 11 ottobre 2002, n. 1365 Ric. STATUTO FONDAZIONE C.I.S.A.M. ART. 1 Denominazione 1. E' costituita, ai sensi dell'art. 2, comma 1, lett. Dettagli Il presente Regolamento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana.
notificazione della cartella di pagamento a pena di decadenza, allegando copia della documentazione attestante il reddito di cui al comma 2. 4. Sulle somme il cui pagamento è stato rateizzato si applicano Dettagli del valore mensile di 500,00 per i corsi e i risultati da conseguirsi relativamente all'anno Accademico 2011/2012: fino a 5.000,00
INPDAP Istituto Nazionale di Previdenza dei Dipendenti dell Amministrazione Pubblica Direzione Centrale Credito e Welfare Bando di Concorso "HOMO SAPIENS SAPIENS" IN FAVORE DEI FIGLI E ORFANI DI ISCRITTI Dettagli Oggetto: Proposta di legge regionale concernente: Bilancio di previsione della Regione Lazio per l esercizio finanziario 2007. LA GIUNTA REGIONALE
Oggetto: Proposta di legge regionale concernente: Bilancio di previsione della Regione Lazio per l esercizio finanziario 2007. LA GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA dell Assessore al Bilancio, Programmazione Dettagli Regolamento per la concessione dei contributi per le attività culturali e ricreative, per soggiorni di studio e /o ricerca e per viaggi di istruzione.
Bandi di concorso e regolamenti Regolamento per la concessione dei contributi per le attività culturali e ricreative, per soggiorni di studio e /o ricerca e per viaggi di istruzione. In applicazione dell Dettagli REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL
REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Art.1 Ambito di applicazione 1.Il presente regolamento, emanato Dettagli LEGGE REGIONALE 5 dicembre 1977, n. 95
LEGGE REGIONALE 5 dicembre 1977, n. 95 Interventi in favore delle cooperative edilizie. N.d.R. I requisiti per l'accesso alle agevolazioni sono stati individuati con Decr. Ass. Cooperazione 7 ottobre 2005. Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back