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Timestamp: 2018-01-23 19:27:52+00:00
Document Index: 68626901

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 24', 'sentenza ', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 1']

ORDINAMENTO GIUDIZIARIO - RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEI MAGISTRATI - IMPUGNAZIONE DELLE SENTENZE DELLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL C.S.M. - REGIME - QUESTIONI VARIE (SENTENZA N. 27172 DEL 20/12/2006)
Sentenze 2006 ORDINAMENTO GIUDIZIARIO - RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEI MAGISTRATI - IMPUGNAZIONE DELLE SENTENZE DELLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL C.S.M. - REGIME - QUESTIONI VARIE (SENTENZA N. 27172 DEL 20/12/2006)
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO - RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEI MAGISTRATI - IMPUGNAZIONE DELLE SENTENZE DELLA SEZIONE DISCIPLINARE DEL C.S.M. - REGIME - QUESTIONI VARIE
SENTENZA N. 27172 DEL 20/12/2006
Importante pronuncia delle Sezioni Unite, che affrontano una serie di aspetti problematici inerenti alle decisioni sulla responsabilità disciplinare dei magistrati.
Il primo profilo riguarda il regime impugnatorio delle sentenze della Sezione Disciplinare del C.S.M. Prendendo posizione sul dibattito giurisprudenziale circa l’incidenza delle modifiche normative in tema di impugnazione, le Sezioni Unite aderiscono all’orientamento maggioritario che, muovendo dall’applicabilità del principio tempus regit actum, identifica l’actus di riferimento nella sentenza, ed il tempus nella pubblicazione della stessa, con la conseguenza che il regime impugnatorio va apprezzato in relazione a tale momento, indipendentemente dalle vicende successive(v., in tal senso, tra le altre, Cass.civ., n. 1348 del 1969, n. 815 del 1966, n. 1198 del 1965; Cass.pen., n. 45094 del 2003, SS.UU. pen., n. 16101 del 2002). Alla stregua di tale principio, la pronuncia afferma la competenza delle Sezioni Unite civili a conoscere del ricorso proposto avverso una sentenza della Sezione Disciplinare pubblicata anteriormente al 19 giugno 2006, data in cui hanno acquistato efficacia le disposizioni del d.lgs. 23 febbraio 2006,n. 109, che, in attuazione della delega di cui agli artt. 1, comma 1, lettera f), e 2, commi 6 e 7, della legge 25 luglio 2005, n. 150, ha dettato la nuova disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, disponendo, tra l’altro, all’art. 24, che il ricorso per cassazione
avverso le decisioni della citata Sezione Disciplinare sia proposto nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale e che la Corte di cassazione decida a sezioni unite penali, entro sei mesi dalla data di proposizione del ricorso. La competenza delle Sezioni unite civili nella ipotesi in esame si radica, invece, sulla base del principio sopra enunciato, nella normativa vigente all’epoca della pubblicazione della sentenza impugnata, e, in particolare, negli artt. 17, secondo comma, della legge 24 marzo 1958, n. 195 e 60 del d.p.r. 16 settembre 1958, n. 916, che prevedevano la impugnabilità dei provvedimenti in materia disciplinare entro sessanta giorni dalla comunicazione degli stessi alle sezioni unite civili della Cassazione, con rinvio alle norme disciplinanti il processo civile in sede di legittimità. E’, quindi, ininfluente, nella specie, anche la nuova disciplina dettata dalla recente legge 24 ottobre 2006, n. 269, avente ad oggetto <>, la quale ha nuovamente regolato la materia disciplinare, modificando, tra l’altro, l’art. 24, comma 2, del d.lgs. n. 109 del 2006 nel senso che la Corte di cassazione decida a sezioni unite civili, entro sei mesi dalla proposizione del ricorso (art. 1, comma 3, lettera o), e dettando la disciplina transitoria, con la previsione, contenuta nel comma 3 dell’art. 32-bis dello stesso d.lgs., inserito dall’art. 1, comma 3, lettera