Source: http://ordineavvocatifrosinone.it/node/552
Timestamp: 2019-08-20 10:53:38+00:00
Document Index: 50453579

Matched Legal Cases: ['art 14', 'art. 13', 'art. 168', 'art. 30', 'art 10', 'art. 30', 'art. 10', 'art. 59', 'art. 10', 'art. 13', 'art 10', 'art. 13', 'art. 46']

Circolare Ministeriale del 29/09/03. Risposte a quesiti su T.U. spese di giustizia, DPR 115/02 | Ordine degli Avvocati di Frosinone
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Circolare Ministeriale del 29/09/03. Risposte a quesiti su T.U. spese di giustizia, DPR 115/02
Nota del 29-09-2003
OGGETTO : Testo Unico spese di giustizia, DPR 115/02. Risposte a quesiti.
In merito, si osserva che l'art 14, comma 2 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia DPR 115/02 prevede che "il valore dei processi, determinato ai sensi del codice di procedura civile, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni dell'atto introduttivo, anche nell'ipotesi di prenotazione a debito". In mancanza di tale dichiarazione il processo "si presume" di valore superiore ad euro 516.457 e, dunque, soggetto al pagamento del contributo unificato nella misura massima, pari ad euro 930 (art. 13, comma 6 T.U.).
Diversamente, la precisazione sul valore della causa formulata successivamente all'atto introduttivo, purché sottoscritta dal difensore e presentata al momento dell'iscrizione a ruolo, deve considerarsi come una formale integrazione dell'atto introduttivo del giudizio e, come tale, validamente preordinata ad individuare lo scaglione di valore del processo al fine di determinare l'importo del contributo unificato da versare.
La predetta dichiarazione deve, ovviamente, essere inserita nel fascicolo d'ufficio (art. 168 c.p.c.).
Il Dipartimento per gli Affari di Giustizia, con la Circolare n. 3 del 13-5-2002, ha affermato in proposito che non deve essere pagato "un nuovo contributo unificato in tutte quelle ipotesi di riattivazione del processo che tuttavia non comportano il suo passaggio ad un grado diverso dal primo. Così, ad esempio, nell'ipotesi di prosecuzione di un processo sospeso o interrotto o cancellato dal ruolo". Si precisa che tale affermazione intendeva limitare l'esclusione del pagamento del contributo alle sole ipotesi di prosecuzione o riassunzione del giudizio presso il giudice originariamente adito. Pertanto, nel caso di riassunzione del processo davanti ad altro giudice, instaurandosi una nuova fase processuale con conseguente iscrizione a ruolo del nuovo giudizio, il contributo unificato deve essere nuovamente corrisposto.
NOTIFICAZIONE A RICHIESTA DELL'UFFICIO – ANTICIPAZIONE FORFETTARIA EX ART. 30 T.U.
Numerosi quesiti sono pervenuti dagli uffici dei tribunali per i minorenni in ordine all'applicazione della anticipazione forfettaria per le notificazioni eseguite d'ufficio ex art. 30 T.U., nell'ambito delle procedure civili relative a minori. In particolare è stato chiesto di conoscere se, in considerazione di quanto disposto dall'art 10, comma 2, T.U. - che esenta dal contributo unificato "il processo, anche esecutivo, di opposizione e cautelare in materia di assegni per il mantenimento della prole, e quello comunque riguardante la stessa" - l'importo forfettizzato di cui all'art. 30 T.U. debba o meno essere percepito.
Inoltre, si rileva come lo stesso articolo 30 T.U., nel prevedere, in generale, le ipotesi in cui i diritti e le indennità di trasferta e le spese di spedizione per le notificazioni a richiesta d'ufficio debbono essere anticipate dalla parte, esenta espressamente dal predetto versamento soltanto i processi di cui all'articolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, come sostituito dall'art. 10 della L. 11-8-1973 n. 533.
Relativamente ad altre ipotesi dubbie, si rammenta che il Dipartimento per gli Affari di Giustizia, con la circolare n. 6 dell’8-10-2002, ha ritenuto che non devono ritenersi soggetti alla predetta anticipazione tutti quei procedimenti disciplinati da norme speciali, non abrogate dal T.U., per i quali è prevista in maniera chiara ed inequivoca l'esenzione da ogni tipo di tributo e spesa.
Taluni uffici giudiziari hanno chiesto di conoscere il trattamento fiscale dei decreti emessi in materia di equa riparazione ed, in particolare, se i medesimi siano soggetti all'obbligo della registrazione con pagamento della imposta ovvero alla registrazione a debito ex art. 59 del T.U. delle disposizioni concernenti l'imposta di registro approvato con D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
In merito si rappresenta che l'Agenzia delle Entrate, interpellata da questo Ufficio, con la nota prot. n. 2003- 50865 del 30 maggio 2003, ha ritenuto che tali decreti siano soggetti all'imposta di registro.
L. 7-4-03, n. 63 – CONTRIBUTO UNIFICATO.
A seguito dell'entrata in vigore della Legge 7-4-2003 n. 63, che ha elevato ad euro 1.100 il limite di esenzione per il pagamento del contributo unificato (precedentemente determinato in euro 1.033 dall'art. 10, comma 4 e dall'art. 13 lettera a) del DPR 115/02 – T.U. sulle spese di giustizia) numerosi uffici del giudice di pace hanno chiesto di conoscere se il procedimento civile di valore superiore ad euro 1033, ma inferiore ad euro 1.100, sia assoggettabile alle altre imposte, tasse, diritti e spese.
La legge 7 aprile 2003, n. 63 ha modificato l'art 10, comma 4, e l'art. 13 lettera a) del DPR 115/02 – T.U. sulle spese di giustizia – elevando il limite di esenzione previsto per il contributo unificato da euro 1.033 ad euro 1.100. Nessun riferimento è stato invece fatto in ordine all'esenzione "dall'imposta di bollo e di registro e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura" prevista dall'art. 46 della legge 374/91 per gli "atti e provvedimenti relativi alle cause ovvero alle attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di euro 1.033".
Pertanto, deve ritenersi che la modifica introdotta dalla legge 7-4-2003, n. 63, sia da riferirsi esclusivamente all'esenzione prevista per il contributo unificato e non anche ad altri tributi, diritti e spese che restano, quindi, generalmente dovuti per atti e provvedimenti relativi alle cause ovvero alle attività conciliative in sede non contenziosa il cui valore eccede la somma di euro 1.033.