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Timestamp: 2020-08-08 15:30:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 198', 'sentenza ', 'art. 188', 'art. 198', 'art. 157', 'art. 151', 'art. 183', 'art. 198', 'art. 183', 'art. 198', 'art. 23', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 198 codice penale - Effetti dell'estinzione del reato o della pena sulle obbligazioni civili - Brocardi.it
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Articolo 198 Codice penale
Effetti dell'estinzione del reato o della pena sulle obbligazioni civili
Dispositivo dell'art. 198 Codice penale
L'estinzione del reato [150-170] o della pena [171-181] non importa l'estinzione delle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che si tratti delle obbligazioni indicate nei due articoli precedenti(1).
(1) In realtà si ricordi che la morte, intervenuta dopo la sentenza o decreto di condanna irrevocabili, estingue l'obbligo di rimborso allo Stato delle spese di mantenimento del condannato, trattandosi di un'obbligazione di natura personale, secondo quanto disposto dall'art. 188 del c.p..
La ragione di fondo sottesa al principio enunciato dalla norma si spiega alla luce della considerazione che illecito penale e illecito civile hanno differente natura, ragion per cui uno stesso fatto può essere destinatario di trattamenti diversi, in funzione delle diverse esigenze peculiari di ogni settore dell'ordinamento giuridico.
Spiegazione dell'art. 198 Codice penale
Le cause estintive del reato e della pena incidono solamente sugli effetti penali del reato. Per contro, ciò non toglie che quando vi sia stato un accertamento da parte del giudice penale della commissione del fatto da parte del soggetto oppure una successiva autonoma statuizione del giudice civile, i danni patrimoniali e non patrimoniali debbano essere risarciti.
Appare infatti chiaro come ad esempio la prescrizione (art. 157), la quale estingue il reato per il decorso del tempo e fa quindi venir meno la pretesa punitiva statale nei confronti del reo, non è idonea a scalfire le obbligazioni civile derivanti dal reato, ove accertate.
La Corte di Cassazione, con sent. n. 6690/1984, ha inoltre statuito che, in caso di concorso dell'amnistia (art. 151) e della prescrizione intervenute in tempi diversi, deve applicarsi, trattandosi di cause di estinzione aventi effetti penalistici di pari efficacia, quella intervenuta per prima. Gli effetti civili che perdurino dopo la dichiarazione della causa di estinzione del reato intervenuta per prima non cessano per l'intervento della successiva causa di estinzione poiché questa, ai sensi del terzo comma dell'art. 183, è riferibile ai soli effetti penali non ancora estinti dalla causa antecedente, mentre gli effetti civili, a norma del presente articolo, permangono e non seguono la medesima sorte.
Da ultimo, viene specificato che, per contro, le obbligazioni delle persone fisiche e giuridiche civilmente obbligate per le pene pecuniarie si elidono per effetto dell'intervento di cause estintive del reato o della pena.
Massime relative all'art. 198 Codice penale
Cass. pen. n. 4023/1981
Gli effetti dell'estinzione del reato sulle obbligazioni civili da esso derivanti e sull'azione civile esercitata nel processo penale non sono regolati dalle norme sul concorso di cause estintive del reato e della pena (art. 183 c.p.), ma trovano la loro autonoma e compiuta disciplina, sul piano sostanziale, nell'art. 198 c.p., e, sul piano processuale, nell'art. 23 c.p.p. ed ora, limitatamente al caso di estinzione del reato per amnistia, nell'art. 12 della L. n. 405 del 1978. Ne consegue che il sopravvenire, dopo l'amnistia, di altra causa estintiva del reato non vale a privare il giudice penale del potere-dovere, attribuitogli dall'art. 12, di conoscere egualmente, in sede di impugnazione, dell'azione civile, nonostante l'avvenuta estinzione del reato per amnistia ed in deroga alla norma generale di cui all'art. 23 c.p.p.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 4023 del 30 aprile 1981)
Cass. civ. n. 3596/1971
È bensì vero che, quando sia intervenuta l'estinzione del reato, il giudice civile ha il potere-dovere di sostituirsi al giudice penale per accertare, con piena libertà di apprezzamento, se nel fatto lesivo, già costituente reato, ricorrano gli estremi, soggettivi ed oggettivi, dell'illecito penale, ai limitati fini delle azioni civili di restituzione e di risarcimento (artt. 185 e 198 c.p.), e che, in tal caso e a questi fini, spetta allo stesso giudice la ricostruzione della fattispecie e la individuazione della figura di reato in cui questa sia inquadrabile. Ma a tale accertamento non può il giudice civile procedere se non nelle fasi di merito e nei limiti delle deduzioni di fatto, delle allegazioni e delle prove offerte dalla parte.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3596 del 10 dicembre 1971)
Cass. pen. n. 648/1967
La estinzione di un reato non esclude il fatto che lo costituisce e non impedisce che il fatto medesimo possa essere valutato e utilizzato per ogni altro effetto e, quindi, come prova di altri fatti, se idoneo a fornirla.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 648 del 17 aprile 1967)