Source: http://architetticampagna.blogspot.com/2016/08/nuovo-regolamento-sismico-regione-lazio.html
Timestamp: 2017-10-23 07:49:01+00:00
Document Index: 95840822

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 6', 'art.6', 'art. 11', 'art. 6', 'art.8', 'art 8', 'art 8', 'art. 6', 'art. 6']

Fin qui abbiamo visto gli interventi che possono essere fatti senza preoccuparsi di alcuna procedura sismica: nell'elenco stesso avete trovato dei miei commenti ai punti più delicati.
Rispetto a prima, si definisce meglio la sfera dei progetti che sono soggetti solo ad asseverazione del progettista (art. 6) e quindi non soggetti a controllo (in base al comma 6, le aree genio civile di competenza possono comunque istituire dei controlli a campione, ma non sono obbligati). Con il nuovo regolamento pertanto si definisce meglio la "zona intermedia" tra la totale assenza di necessità di progetto e quello invece soggetto a controllo che per certi versi potremmo definire semplificata secondo cui è sufficiente il solo deposito al genio. Questo significa che i progetti vanno comunque depositati attraverso l'applicazione OPENGENIO ma, di fatto, non bisogna attendere alcun sorteggio poiché si devono intendere automaticamente autorizzati: ciò si traduce in una velocizzazione delle procedure autorizzative, cosa che può risultare di fondamentale importanza nelle piccole ristrutturazioni dove il tempo di esecuzione è generalmente ridotto all'arco di pochi mesi. Vi rimando alla lettura dell'art. 6 per l'elenco completo, comunque per quanto riguarda le ristrutturazioni su immobili esistenti segnalo in particolare:
per i primi tre punti dell'elenco, alla relazione tecnica deve essere allegata anche quella geologica. In ogni caso, la procedura "semplificata" vale solo se sussistono anche le condizioni di cui al comma 2 dell'art.6 a cui vi rimando senza citarle.
Gli interventi sopra descritti sono comunque soggetti alla relazione a struttura ultimata ed a collaudo, pertanto la procedura dei progetti sopra elencati è semplificata solo nel fatto che non si deve attendere il sorteggio per il controllo il che, come detto, è comunque un bel vantaggio soprattutto per quelle circostanze in cui vengono introdotte delle varianti in corso d'opera che "sconfinano" nelle opere soggette a progettazione. Non ritengo comunque che questa semplificazione debba incidere sulle parcelle professionali legittimamente richieste dai progettisti strutturali e dai collaudatori, in quanto le loro responsabilità di fatto non cambiano.
Pubblicato da arch. Marco Campagna a 8/14/2016 04:09:00 PM
Marcogancio 15 settembre 2016 21:29
il 19 luglio e' stata presentata in sanatoria (DIA) una tettoia preesistente sul mio balcone (4° piano di 16 totali e primo scoperto - in pratica ho 12 piani sopra di gente che mi getta nel balcone qualsiasi cosa, da sigarette a pezzi di ferro!) di dimensioni totali 6,5 mq e ben sotto il 15% della superficie dell'appartamento. Contestualmente ho pagato oltre 3000 euro al comune per l'adempimento della pratica di regolarizzazione (altrimenti non era presentabile). Oggi mi viene comunicato che, stante la nuova legge sismica che lei riporta, la tettoia non solo non puo' piu' essere autorizzata ma che oltre al ripristino ho perso pure quanto da me versato. E' possibile tutto cio'? Un cittadino onesto deve essere penalizzato in questo modo? Tutte le altre tettoie del mio condominio, non regolarizzate non rischiano nulla (in pratica) mentre io ci rimetto soldi e tettoia? La tettoia, per quanto utile, era li' da 30 anni e costruita non da me che sono proprietario da 15 anni ed ignoravo fosse abusiva. Il tecnico allo sportello che aveva dato l'OK e ha poi protocollato il tutto non ha qualche colpa?
arch. Marco Campagna 15 settembre 2016 22:25
se la contestazione del comune è limitata all'aspetto strutturale, si può cercare di risolverla con il deposito di un progetto in sanatoria, ma il problema è sempre la verifica della struttura che dovrà sostenere il carico. la pre istruttoria che fanno molti municipi non ha alcun valore validante, infatti sotto certi aspetti non serve a niente se non a quello di "filtrare" pratiche con errori madornali. purtroppo la materia è complessa, mi rendo conto e capisco la sua amarezza.
Marcogancio 19 settembre 2016 12:38
Grazie architetto. In questi giorni andro' nuovamente in comune per avere chiarimenti sia sul modus operandi del "filtro" al front-office che ha accettato la domanda sia sulla possibilita' di recuperare quanto (a mio giudizio impropriamente) versato. Poi dovro' capire come proseguire (genio civile per l'approvazione della tettoia rimossa oppure piano casa?) e molto dipendera' dalla restituzione o meno di quanto versato. In ogni caso la contestazione era relativa ad un progetto in sanatoria (DIA in sanatoria)....
arch. Marco Campagna 19 settembre 2016 14:47
le procedure repressive sono molto individuali e variano da municipio a municipio. penso che tratterranno la somma per convertirla in sanzione per abusivismo edilizio, visto che, avendo presentato un titolo, vi è una sorta di auto-denuncia: tanto la procedura di calcolo è la medesima. Nel frattempo, e prima che inizi la procedura repressiva che sfocerà non solo nel trattenere i soldi ma anche nell'intimare la demolizione, può provare come dicevo a superare il vizio vedendo se è possibile depositare una sanatoria strutturale, integrarla all'istanza di DIA e quindi chiedere il riesame della documentazione già trasmessa.
Marcogancio 19 settembre 2016 19:27
La ringrazio ancora architetto ma se ho ben capito tale sanatoria strutturale (ex art. 11 comma 4 del Regolamento regionale 7 febbraio 2012) e' comunque successiva all'esito del procedimento penale. Immaginavo erroneamente che potesse sospendere tale procedura repressiva. Corretto? In caso uno non volesse intraprendere il procedimento penale e' sufficiente demolire l'opera oppure e' comunque conseguenza oramai sicura?
arch. Marco Campagna 20 settembre 2016 07:57
guardi sinceramente non ho molta esperienza di questa procedura, ma da quello che ho capito e sentito, il genio civile quando riceve una istanza di sanatoria si limita a fare l'esposto in procura, e poi procede con l'iter amministrativo. Dunque immagino che la procura poi si muova per suo conto. Se sta valutando di demolire il manufatto per far decadere il procedimento, può essere un idea ma deve coordinarsi con l'ufficio disciplina edilizia dle municipio dove la sua pratica dovrebbe essere istruita.
Marcogancio 20 settembre 2016 12:12
La ringrazio ancora architetto.
Oggi, a colloquio con il tecnico responsabile del comune, ho deciso di procedere cosi':
1) Richiesta di annullamento della DIA in sanatoria in corso (in modo da bloccare, entro i 60 giorni, il silenzio-diniego che sfocerebbe nell'ordine di ripristino
2) Scia per la rimozione della tettoia (se non ho capito male per la "fine lavori" della scia ci sono 36 mesi di tempo, mi corregga se sbaglio)
3) Istanza per richiedere il rimborso dell'oblazione avendo annullato la DIA in sanatoria (questa dovrebbe essere discussa direttamente in assemblea capitolina quando si trattera' di fare il bilancio del comune).
Successivamente a tali adempimenti dovro' decidere come procedere.
In caso mi fossero restituiti i soldi proverei, a tettoia smontata e quindi a SCIA conclusa, a chiedere l'idoneita' per ricostruirla tramite opengenio ecc. ecc.
Altrimenti o metto pensilina da 1mt (che certamente non risolverebbe il problema ma lo sposterebbe di un metro... oppure pergotenda se fosse possibile farla (qui non ho capito se il nuovo regolamento sismico apporta modifiche alle autorizzazioni per le pergotende oppure no).
arch. Marco Campagna 20 settembre 2016 17:28
è una strada possibile ma le opere indicate nella SCIA devono comunque avere inizio entro un anno solare dalla protocollazione, e poi possono proseguire per concludersi entro i tre anni. la pergotenda ormai sembra l'unica soluzione urbanisticamente fattibile in molti contesti.
Marcogancio 19 settembre 2016 19:26
Carlo Bernari 27 settembre 2016 14:48
Salve architetto, nel mio condominio un proprietario ha installato dei pannelli solari sul lastrico di copertura del fabbricato di pertinenza condominiale.
I pannelli solari danno utilità solo al suddetto proprietario, e sono stati montati e collegati personalmente dal medesimo.
Volevo sapere se una tale opera, anche se autorizzata dai condomini, necessita di asseverazione di un tecnico anche se non ricade nella normativa antisismica.
Inoltre quali altri adempimenti avrebbe dovuto fare il condomino.
A tal proposito leggendo il suo post non ho capito se il limite per essere esonerati dalla normativa antisismica nel caso di pannelli solari è di 20 kg al m2 oppure di 150 kg/m2.
arch. Marco Campagna 27 settembre 2016 15:36
il limite di peso per essere esonerati da ogni procedura sismica è 20kg/mq per impianti solari/fotovoltaici; se tuttavia l'impianto fosse stato installato prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, secondo me non è soggetto ad adempimenti di progettazione sismica anche se oggi li dovrebbe rispettare(la norma non può essere retroattiva) perché il precedente regolamento non specificava nulla; e se si intende non soggetto, non necessita di nessuna asseverazione tecnica. viceversa se fosse stato installato posteriormente all'entrata in vigore del nuovo regolamento, allora sarebbe stato obbligatorio effettuare il progetto (se si supera il valore indicato) redatto da tecnico qualificato e depositato presso il genio civile.
flv 29 settembre 2016 20:14
Salve, vorrei un suo parere su una situazione complessa che si è venuta a creare all'interno di un PdC Piano Casa Regione Campania Parco del Cilento. Una porzione dell'edificio (casa monofamiliare da ampliare e suddividere) ha mostrato cedimenti fondali in una porzione esistente della stessa e in particolare quella in muratura (abbiamo una parte della casa in tufo e l'altra in c.a.). Si può considerare variante in corso d'opera la demolizione parziale e controllata della suddetta parte per ricostruirla in c.a. nel rispetto delle norme sismiche o meglio comprendente il rafforzamento o la sostituzione di singoli elementi strutturali (travi, architravi, porzioni di solaio, pilastri, setti murari) che non creano diminuzione della sicurezza strutturale rispetto al progetto originario anzi ne costituiscono miglioramento e garanzia? L'intervento necessario prevede il rifacimento strutturale parziale della sola porzione di muratura, della porzione di solaio a quota +0.80 realizzato con un magrone su terrapieno e della porzione di tetto che poggia sulla parte con fondazioni cedevoli, assolutamente nel rispetto del titolo autorizzativo concesso.
Naturalmente vorremmo non fermare il cantiere e procedere sia nel progetto autorizzato di ampliamento e suddivisione sia nel miglioramento strutturale (variante in corso d'opera) con deposito ad integrazione al genio del progetto già depositato per la porzione in aderenza che si andava ad ampliare. Mi scuso se non sono riuscita a spiegare. Grazie anticipatamente
arch. Marco Campagna 30 settembre 2016 09:59
come forse ho già scritto non sono uno strutturista: mi informo sulle procedure per sapere quando ho bisogno di un collega che se ne occupa, ma non ho dimestichezza con i casi limite. dovreste sentire uno strutturista e confrontarvi col Genio Civile.
flv 30 settembre 2016 18:48
Grazie per la sua solerte risposta e lo strutturista c'è, ma la domanda riguardava l'aspetto della procedura amministrativa che si deve intraprendere.
1-Scia per variante in corso d'opera non sostanziale perchè il progetto non viene assolutamente variato nella suo aspetto architettonico e quindi senza fermo cantiere
2-Dia per variante sostanziale con attesa di tutti i NullaOsta??
grazie comunque un suo parere ci potrebbe aiutare
arch. Marco Campagna 1 ottobre 2016 14:55
secondo me si può andare in SCIA, ma se la modifica incide su eventuali vincoli, bisogna chiedere l'aggiornamento anche dei rispettivi pareri.
flv 4 ottobre 2016 18:33
Aspolve 9 ottobre 2016 23:37
riguardo il punto h dell'art. 6 sembrerebbe riportato per le pergotende l'asseveramento per superfici mqggiori di 20 mq, e non fino a mq 20 che suppongo possano essere montate senza nessun adempimento. Mi sbaglio? Grazie
h)tettoie e portici con altezza massima pari a 3,50 metri, misurata alla quota d’imposta della falda, con fondazione superficiale; pensiline esterne a sbalzo su strutture esistenti, o isolate su fondazioni superficiali, con aggetto superiore ad 1,00 metro e fino a 2,50 metri; pergolati con struttura in legno o acciaio, di altezza massima di 3,50 metri con superficie maggiore di 20 metri quadrati
Ludovico Racheli 18 ottobre 2016 12:34
Buongiorno Aechitetto, mi sa dire quale era la normativa di riferimento prima del 2008?
arch. Marco Campagna 18 ottobre 2016 14:53
prima coesistevano diverse norme tecniche, del 2003 e del 1996 mi pare (non sono uno strutturista), che poi nel 2008 sono state tutte elminate ed unificate nell'unico testo. Il precedente regolamento sismico della regione lazio invece era del 2010 se non ricordo male, dovrebbe trovarsi copia ancora in rete, se interessa.
architrave 1 novembre 2016 15:33
architrave 1 novembre 2016 18:27
architrave 1 novembre 2016 19:31
secondo lei le seguenti tipologie d’intervento sono escluse dall’obbligo di ottenimento dell’autorizzazione sismica ai sensi dell’art.8, co.1, lett. c), d) del Regolamento Regione Lazio n.14/16?
1) la chiusura con una tamponatura in muratura (sp. 10 cm) con contestuale creazione di uno o due vani porta, di una preesistente apertura già munita di saracinesca.
E’ necessario tenere conto anche delle dimensioni più o meno ampie (L x H) del vano da chiudere?
2) l'apertura di una nuova finestra o portafinestra su una tamponatura perimetrale non avente funzioni strutturali di edificio in cemento armato.
E’ necessario effettuare la verifica dell’alterazione della rigidezza del telaio o dell’aumento dei carichi?
arch. Marco Campagna 2 novembre 2016 12:59
per il primo caso direi quasi certamente no; nel secondo caso direi pure, ma certo in teoria la verifica dell'alterazione della rigidezza e la verifica dell'eventuale aumento dei carichi, ad essere proprio pignoli, andrebbe fatta in entrambi i casi.
architrave 3 novembre 2016 21:52
grazie per il sollecito riscontro, avrei necessità di un ulteriore chiarimento, in merito a come comportarsi nel caso della sanatoria di opere realizzate in assenza di titolo in area sottoposta a vincolo paesaggistico, sia non strutturali (come i tramezzi interni e l'apertura di una finestra su una tamponatura) che strutturali (come la realizzazione di un solaio a chiusura di un’asola di una scala e di una tettoria esterna).
Un conoscente mi ha detto di procedere nel seguente modo:
1) ottenere il preventivo parere di compatibilità paesaggistico;
2) presentare una D.I.A. in sanatoria, a condizione che le opere risultino conformi alla normativa urbanistica vigente sia al momento della loro realizzazione che al momento della presentazione della domanda;
3) presentare una denuncia strutturale in sanatoria al Genio Civile;
4) si potrebbero sanare con D.I.A. le opere non strutturali (tramezzi e finestra), procedendo nel contempo alla demolizione delle opere strutturali (solaio interno asola scala e tettoia esterna), prevedendo la loro ricostruzione con altra D.I.A. una volta ottenuta l’autorizzazione sismica;
La necessità di predisporre due pratiche edilizie, sembrerebbe connessa alla impossibilità nell’ambito di una sanatoria di prevedere l’esecuzione di ulteriori opere, tanto più se inerenti la modifica del manufatto da regolarizzare al fine di renderlo conforme alla normativa. Che ne pensa?
A questo punto nasce però una domanda, come la mettiamo con il parere di compatibilità paesaggistico già ottenuto che legittimava la tettoia esterna da rimuovere per motivi strutturali?
Ci potrebbero essere problemi nella “fase intermedia”, tra la presentazione della prima D.I.A. a sanatoria con demolizione della tettoia e la seconda D.I.A. di nuova costruzione della tettoia? Cosa mi consiglia?
arch. Marco Campagna 4 novembre 2016 14:53
la procedura di DIA può prevedere sia la sanatoria di abusi, sia ulteriori opere necessarie o meno alla legittimizzazione. la sanatoria dello strutturale ha il problema dell'esposto in procura, ed inoltre la struttura realizzata dovrebbe rispettare le norme di progettazione sismica attualmente in vigore il che non è detto: forse effettivamente conviene agire come da punto 4, fermo restando il chiedere preventivamente il paesaggistico in sanatoria, per il quale però ci vuole molto tempo (qualche anno).
minis 13 gennaio 2017 16:44
Salve volevo un suo parere in relazione agli interventi non soggetti ad autorizzazione sismica.
Con le nuove indicazioni del regolamento del luglio 2016 nel suo articolo parla al punto 2 di demolizione e ricostruzione di tramezzature interne ed esterne che non interferiscono con lo stato tensionale. In realtà nella circolare si parla solo di tramezzi (quindi suppongo solo interne) per cui è specificato la demolizione e ricostruzione (punto b art 8). Mentre al punto c) sempre art 8 si parla di interventi su tamponature (quindi suppongo sia esterne che interne) e non viene specificato nulla sulla demolizioni e ricostruzione, come fatto al punto sopra. Quindi mi sembra di capire che per interventi si intenda solamente magari una aumento di spessore (per installazione capotto ad esempio) e non la demolizione o la costruzione di una nuova tamponatura perimetrale (che naturalmente non deve interferire con il comportamento strutturale). La mia interpretazione è a suo parere troppo restrittiva o no e le chiedo nel caso in cui sia necessaria una tamponatura di una parete perimetrale (per chiusura balcone) di altezza pari a 2.70m e dimensione inferiore ai 2.00m (sempre non interferente con il comportamento strutturale del telaio) è necessario presentare la pratica sismica?
arch. Marco Campagna 13 gennaio 2017 18:16
non sono uno strutturista, dunque dovrebbe porre domande così specifiche a chi si occupa di questo ambito. tendenzialmente direi che non serve il progetto strutturale nei casi da lei citati, ma è bene chiedere a chi eventualmente se ne occuperà.
minis 13 gennaio 2017 18:59
andrea l 9 febbraio 2017 10:12
oggi è la prima volta che visito il tuo blog e ti faccio con sincerità i miei complimenti, non solo per la professionalità del contenuto ma anche per la tua disponibilità. Vorrei porre la tua attenzione su una tipologia di lavori che il genio civile rifiuta come progetto strutturale asseverato di seguito descritto: art. 6) lettera non mi ricordo..... sostituzione di piattabande e apertura di vano in muri portanti.....
Voglio dire, che a seguito di sicuro errore nello scrivere la normativa regionale la quale si riferisce alla parola vano e non vani, il genio civile rifiuta una pratica di asseverazione se il progetto presenta contemporaneamente due apertura su muratura portante. E' incredibile quanto imbarazzante ma vero (esperienza diretta)
arch. Marco Campagna 9 febbraio 2017 15:19
non sono uno strutturista, ma la normativa tecnica (non ricordo esattamente il punto ma ricordo la questione) specifica che è in effetti ammissibile la realizzazione di un solo vano su una porzione di muratura portante in modalità semplificata, mentre la realizazione di più vani è un intervento più delicato, ed in effetti è così: laddove si toglie il muro, bisogna ripristinare capacità portante con telai in acciaio, e la concentrazione di carico potrebbe essere un problema e va gestita. Secondo me dunque il genio non è in errore pretendendo un progetto non semplificato per la realizzazione di più di un vano.
Pierluigi 21 marzo 2017 09:45
Salve Architetto e a tutti secondo voi quali sono le caratteristiche della scala prefabbricata in legno o metallo?
Io direi sicuramente l'Autoportanza, dopodichè soprattutto per il metallo il discorso di prefabbricazione diventa un pò vago.
Elena Bogazzi 9 aprile 2017 21:03
approfitto spesso negli ultimi tempi della sua esperienza e disponibilità in questo campo. Mi sono anche io imbattuta nella lettura attenta del regolamento del genio civile per capire con quali tempistiche avrò a che fare per procedere all'apertura di un vano per scala interna. Secondo l'art. 6-i) è un'opera non soggt5ta a controllo, ma a semplice deposito e "verifica formale", mi chiedevo però quale fossero i tempi effettivi, ovvero l'autorizzazione a procedere con SCIA è immediata? Se qualcuno deve effettuare anche solo una verifica formale della documentazione presentata ci vorrà del tempo, ma non viene esplicitato nulla al riguardo . Dovendo organizzare i lavori come committente e progettista al tempo stesso, vorrei dare le giuste informazioni all'impresa riguardo le tempistiche. Grazie
Elena Bogazzi 23 maggio 2017 22:11
Salve, se a qualcuno dovesse interessare, posso testimoniare nel mio caso quali sono state le tempistiche per il rilascio dell'attestato di deposito da parte del sistema Opengenio (intervento locale, non soggetto a sorteggio, genio civile competente di Frosinone). Ho caricato tutta la pratica in data 29 Aprile e ho ticevuto l'attestato di deposito oggi in data 23 Maggio, considerando le festività a ridosso del caricamento, ci sono volute 3 settimane. faccio notare che il sistema rilascia inizialmente una ricevuta di protocollazione, che però non equivale all'attestazione di deposito, ovvero non consente l'avvio lavori.
arch. Marco Campagna 24 maggio 2017 15:36
Unknown 31 luglio 2017 11:15
Adriano Siano 1 agosto 2017 10:40
Salve, gentilmente mi occorrerebbe un chiarimento rispetto alla recente normativa di costruzione in zona sismica 2B.
Devo chiudere un pergolato di altezza inferiore a 3,50 m e superficie di circa 9mq su un terrazzo.La chiusura avverrà con una finestra nella parte anteriore di altezza 60cm e dei pannelli laterali fono assorbenti e isolanti termicamente in siporex di altezza inferiore ad 1m. Non riesco a capire in quale categoria rientro.
Interventi non soggetti ad autorizzazione sismica? Art. 8
Progetti asseverabili non sottoposti a controllo? Art.6
Inoltre il pagamento delle prestazioni relative al progetto/direzione lavori etc.. possono usufruire dell'iva agevolata? e queste le posso poi detrarre in 10 anni il 50% del fatturato?
Grazie e complimenti per gli ottimi consigli che ci riserva in questo Blog.