Source: https://civiumlibertas.blogspot.com/2016/04/sentenza-del-tribunale-di-roma-di.html
Timestamp: 2018-07-19 15:41:52+00:00
Document Index: 4019509

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 24', 'art. 49', 'art. 669', 'art. 669', 'art 669', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 49', 'art. 8', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 669', 'art. 2377', 'art. 24', 'art. 49', 'art. 1326', 'art. 1332', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 1389', 'art. 5', 'art. 49', 'art. 700', 'art. 24', 'art. 700', 'art. 24', 'art. 700', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 49', 'art. 49', 'sentenza ']

Accoglimento totale del 12/04/2016
RG n. 19678/2016-2
n. 19678-2/16 r.g.
sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 4/4/16 e visti gli atti;
[2] Va premesso che è pendente giudizio di merito, introdotto dagli odierni ricorrenti, avente ad oggetto l’impugnazione dei provvedimenti di espulsione di costoro dal MoVimento 5 Stelle, in cui sono state rassegnate le seguenti conclusioni: “Piaccia al Tribunale adito … nel merito: c) accertare e dichiarare l’inesistenza giuridica o, in subordine, la nullità del Regolamento pubblicato sul portale beppegrillo.it il 23/12/2014 o, in ulteriore subordine, annullarlo e dichiararlo di nessun effetto; d) accertare e dichiarare l’inesistenza giuridica o, in subordine, la nullità dei provvedimenti di espulsione dei signori Paolo Palleschi, Antonio Caracciolo e Roberto Motta, confermando l’ordinanza cautelare richiesta ai sensi degli artt. 669 ter e 669 sexies c.p.c.; e) accertare e dichiarare che gli attori possedevano i requisiti per partecipare, sia sotto il profilo dell’elettorato attivo che di quello passivo, alla scelta dei candidati da inserire nella lista del M5S per le elezioni comunali di Roma Capitale e per concorrere alla candidatura alla carica di Sindaco per il M5S …, in base al bando del 24/11/2015 pubblicato alla pagina
Con il presente ricorso d’urgenza i ricorrenti, richiamando sostanzialmente il contenuto dell’atto di citazione, hanno allegato in punto di fatto che erano residenti a Roma e membri dell’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’, costituita da Grillo Giuseppe Piero, noto Beppe, il 4/10/09; che erano iscritti a detta associazione rispettivamente dal 24/7/13 (Caracciolo Antonio), dal 7/1/14 (Palleschi Paolo) e dal 14/11/15 (Motta Roberto); che la predetta associazione era così descritta nella pagina del portale telematico dedicata alle domande di iscrizione: “Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di
[3] legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi” e non aveva una sede fisica, in quanto nell’art. 1 del ‘Non Statuto’ era specificato che “la sede del MoVimento 5 Stelle coincide con l'indirizzo web www.movimento5stelle.it.”; che l’iscrizione a tale associazione avveniva, come era avvenuta anche nel caso di essi ricorrenti, a seguito di apposita domanda compilata sul portale telematico del sito beppegrillo.it ed esattamente alla pagina http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php, con dichiarazione del seguente testuale tenore: “Dichiaro di volermi iscrivere al ‘MoVimento 5 Stelle’, di essere un cittadino italiano maggiorenne, di non essere iscritto a partiti politici o associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli descritti nel ‘Non Statuto’”, ‘Non Statuto’ che rappresentava il patto costitutivo e associativo del MoVimento, disciplinato da sette articoli, come risultava alla pagina:
aveva pubblicato un comunicato con l’annuncio dell’avvio della procedura per la selezione dei candidati alle elezioni comunali di Roma Capitale, specificando - al punto 2 del bando - che ogni cittadino incensurato e slegato dal sistema partitico ed iscritto al MoVimento 5 Stelle avrebbe potuto presentare la propria candidatura per le liste del M5S, a condizione di possedere i seguenti requisiti: “a) non essere iscritto ad alcun partito o movimento politico, ma essere iscritto al MoVimento 5 Stelle; b)
[4] non avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive; c) non avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; d) non aver partecipato ad elezioni precedenti in liste diverse dal MoVimento 5 Stelle”; che essi ricorrenti, avendo tutti i suddetti requisiti e intendendo candidarsi, avevano presentato la richiesta di candidatura, corredata dalla documentazione prescritta, rispettivamente il 2/12/15 (Palleschi), il 3/12/15 (Caracciolo) e il 4/12/15 (Motta); che in data 22/1/16 il ricorrente Palleschi aveva ricevuto una lettera elettronica dall’indirizzo listeciviche@posta.beppegrillo.it, a firma di un non meglio specificato ‘Staff di Beppe Grillo’, in cui, contestato il suo allontanamento dal MoVimento 5 Stelle come asseritamente risultante da segnalate dichiarazioni rese in pubblico, era stato sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle, con possibilità di presentare controdeduzioni; che, nonostante la pronta attivazione in data 22/1/16 con e-mail contenente la contestazione del suo preteso allontanamento dal MoVimento 5 Stelle e la richiesta di meglio circostanziare il tenore e le fonti delle generiche contestazioni che gli erano state mosse, il successivo 1/2/16 il predetto non meglio precisato ‘Staff di Beppe Grillo’, organo non previsto nel ‘Non Statuto’ e sfornito dei poteri per irrogare sanzioni, gli aveva comunicato l’espulsione, con avvertimento che poteva essere proposto ricorso al Comitato d’appello; che era stata inoltrata richiesta al citato Comitato d’appello (altro organismo non previsto dal Non-Statuto e privo di qualsiasi potere in ordine all’espulsione), ma detto organo, con comunicazione del 23/2/16 inviata per posta elettronica e priva della firma e dei nomi dei componenti, aveva confermato il provvedimento di espulsione; che nello stesso periodo gli altri due ricorrenti (Caracciolo e Motta) erano stati convocati dall’Associazione MoVimento 5 Stelle per effettuare le riprese dei video di presentazione della candidatura, video poi pubblicati in data 15/2/16 sul blog beppegrillo.it, alla pagina
[5] asseritamente palesavano condotte contrastanti con i principi fondamentali del M5S, gli era stata comunicata l’esclusione dalla lista dei candidati del M5S per le elezioni amministrative a Roma, con altresì immediata sospensione dal MoVimento 5 Stelle; che anche in questo caso le giustificazioni del ricorrente, fornite nell’ipotesi in cui la contestazione si fosse riferita a pretese ma infondate posizioni ‘negazioniste’, non erano state prese in considerazione, benché suffragate da consistenti elementi, come il provvedimento di assoluzione del Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale, con la conseguenza che il predetto ‘Staff’, con nota e-mail del 29/2/16, aveva comunicato l’espulsione dal MoVimento 5 Stelle; che anche in questo caso era stato presentato ricorso al Comitato d’appello, evidenziando la totale infondatezza delle generiche contestazioni mosse e richiamando altresì la circostanza che, ai sensi dell’art. 24 c.c., i provvedimenti di espulsione, nulla prevedendo a tal proposito lo Statuto, potevano essere disposti esclusivamente dall’assemblea degli associati e soltanto ricorrendo ‘gravi motivi’, circostanza da escludersi del tutto nel caso di specie; che analogo, ingiustificato ed illegittimo provvedimento espulsivo, previa sospensione, aveva subito anche il ricorrente Motta, il quale, successivamente alla registrazione del video di presentazione della propria candidatura, aveva ricevuto -in data 1/2/16- una e-mail dallo ‘Staff di Beppe Grillo’, con cui gli era stata contestata la critica mossa in modo pubblico al sistema di votazione e delle candidature, su cui si basava il MoVimento 5 Stelle, e ne era stata disposta la sospensione; che anche in questo caso, nonostante la richiesta con e-mail del 2/2/16 di meglio circostanziare le contestazioni, negando di aver mai disconosciuto il sistema di votazione e delle candidature su cui si basava il MoVimento 5 Stelle, era stata comunicata l’espulsione dal MoVimento 5 Stelle in data 3/2/16; che senza esito era stato il ricorso del 4/2/16 al Comitato d’appello, che invero, nonostante le giustificazioni fornite, aveva confermato l’espulsione come da e-mail del 23/2/16; che tale comunicato, al pari di quello inviato al ricorrente Palleschi, si concludeva con la formula “ … accertata quindi la violazione da parte del ricorrente di principi fondamentali del MoVimento 5 Stelle, come declinati nel Non-Statuto, nei Comunicati Politici di Beppe Grillo e nei Regolamenti organizzativi adottati in ossequio al diritto di autoregolamentazione del
[6] MoVimento 5 Stelle fondato sull’art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana; ritenuto che, stante l’evidenza documentale, il predetto ricorso può essere deciso senza ulteriori atti istruttori, il Comitato d’appello dichiara infondato il ricorso e per l’effetto conferma l’espulsione del ricorrente dal MoVimento 5 Stelle”; che nelle more si erano svolte le votazioni on line sul portale beppegrillo.it che avevano portato alla scelta dei 48 candidati da inserire nella lista del M5S (votazione del 18/2/16) ed alla scelta di Virginia Raggi quale candidato sindaco (votazione del 23/2/16).
Appare opportuno riportare per esteso anche le conclusioni che sono state rassegnate nel ricorso cautelare, in cui appunto è stato chiesto di “ … sospendere, in via cautelare -con decreto inaudita altera parte ex art. 669 sexies, 2° comma, c.p.c., e con contestuale fissazione di udienza ex art. 669 septies c.p.c.- l'efficacia dei provvedimenti di espulsione dei signori Paolo Palleschi, Antonio Caracciolo e Roberto Motta …” e di “… ordinare all'Associazione MoVimento 5 Stelle il rinnovo delle votazioni per la scelta dei candidati alla carica di consigliere comunale e di Sindaco di Roma Capitale inserendo i nominativi dei signori Paolo Palleschi, Antonio Caracciolo e Roberto Motta, nell'elenco dei candidati da scegliere e pubblicando i video di presentazione; decreto da confermare, all'esito dell'istruttoria cautelare, con ordinanza cautelare ex art 669 octies c.p.c.. Salva la prosecuzione del giudizio di merito per ottenere l'accoglimento delle domande specificate nella
[7] premessa del presente ricorso, domande in relazione alle quali la presente istanza è da intendersi teleologicamente collegata”.
[10] Per quanto di interesse è scritto all’art. 1 (Natura e Sede) che “Il ‘MoVimento 5 Stelle’ è una ‘non Associazione’. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog. www.beppegrillo.it. La ‘Sede’ del ‘MoVimento 5 Stelle’ coincide con l’indirizzo web www.beppegrillo.it. I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it”; all’art. 2 (Durata) che “Il MoVimento 5 Stelle, in quanto “non associazione”, non ha una durata prestabilita”; all’art. 4 (Oggetto e Finalità) che “Il ‘MoVimento 5 stelle’ intende raccogliere l'esperienza maturata nell'ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, del sito www.movimento5stelle.it, lo strumento di consultazione per l'individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo nell'ambito del blog www.beppegrillo.it così come le proposte e le idee condivise nell'ambito del sito www.movimento5stelle.it in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione. Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”; all’art. 5 (Adesione al MoVimento) che: “L'adesione al MoVimento non prevede formalità maggiori rispetto alla registrazione ad un normale sito Internet. Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non facciano parte, all'atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti. La richiesta di adesione al MoVimento verrà inoltrata tramite Internet; attraverso di essa, l'aspirante iscritto provvederà a
[11] certificare di essere in possesso dei requisiti previsti al paragrafo precedente. Nella misura in cui ciò sia concesso, sulla scorta delle vigenti disposizioni di legge, sempre attraverso la Rete verrà portato a compimento l'iter di identificazione del richiedente, l'eventuale accettazione della sua richiesta e l'effettuazione delle relative comunicazioni. La partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione dell'utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei requisiti di ammissione”; all’art. 7 (Procedure di designazione dei candidati alle elezioni) che: “In occasione ed in preparazione di consultazioni elettorali su base europea, nazionale, regionale o comunale, il sito www.movimento5stelle.it costituirà il centro di raccolta delle candidature ed il veicolo di selezione e scelta dei soggetti che saranno, di volta in volta e per iscritto, autorizzati all'uso del nome e del marchio “MoVimento 5 Stelle” nell'ambito della propria partecipazione a ciascuna consultazione elettorale. Tali candidati saranno scelti tra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella stabilita dalla legge per la candidatura a determinate cariche elettive, che siano incensurati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualunque sia la natura del reato ad essi contestato. L'identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del sito; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature. Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell'esperienza che verrà maturata nel tempo”.
http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf.
L’esistenza di detto MoVimento 5 Stelle, costituito nel 2009, e la sua operatività sul territorio, sia virtuale che reale, nel periodo precedente alla formale costituzione dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’ (14/12/12: atto a rogito Filippo
[12] D’Amore, notaio in Cogoleto) possono ritenersi pacifiche fra le parti e comunque risultano per tabulas non solo dalla domanda di iscrizione di Borré Lorenzo, difensore degli odierni ricorrenti, al MoVimento 5 Stelle in data 3/11/12 (cfr. doc. 1, prodotto all’udienza del 4/4/16) ovvero dal programma elettorale presentato dal MoVimento 5 Stelle il 22/4/12, con indizione del tour elettorale (cfr. doc. 6, anch’esso prodotto all’udienza del 4/4/16) ovvero ancora dai risultati delle ‘Parlamentarie’ per le elezioni di Camera e Senato del 2013 (cfr. doc. 3, prodotto all’udienza del 4/4/16), ma induttivamente anche dallo stesso atto costitutivo del 14/12/12 dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, in cui si dà atto implicitamente dell’esistenza del MoVimento 5 Stelle e si manifesta adesione ai programmi del suddetto MoVimento 5 Stelle, formati e pubblicati nel sito www beppegrillo.it/movimento5stelle (cfr. citato documento prodotto dai ricorrenti all’udienza del 4/4/16: atto costitutivo dell’Associazione non riconosciuta denominata ‘Movimento 5 Stelle’ fra Giuseppe detto ‘Beppe’ Grillo, Enrico Grillo e Enrico Maria Nadasi, rep. 3442, raccolta. 2689, registrato a Genova 2, il 18/12/12, n° 14154, serie T; lo stesso documento è stato riprodotto come doc. 2, allegato alla memoria autorizzata, unitamente allo Statuto, come doc. 3).
Pertanto, visto che all’art. 4 del predetto atto costitutivo del 2012 è dato leggere che “L’Associazione … condivide e fa propri gli obiettivi politici programmatici dei Programmi formati e pubblicati nel sito www beppegrillo.it/movimento5stelle”; che “L’Associazione riconosce come proprio il diritto costituzionale dei cittadini aderenti al MoVimento 5 Stelle a determinare la politica nazionale mediante la presentazione alle elezioni di candidati e liste di candidati individuati secondo le procedure di diretta partecipazione attuate attraverso la Rete Internet ed opera per il suo esercizio”; che “L’Associazione potrà attuare campagne di sensibilizzazione sugli argomenti del Programma del MoVimento 5 Stelle e si occuperà dello svolgimento degli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire la presentazione alle elezioni politiche delle liste di candidati scelti in Rete dagli aderenti al Movimento 5 Stelle” e che “I candidati alle elezioni saranno quelli scelti dagli aderenti al MoVimento 5 Stelle secondo le
[13] procedure a tal fine elaborate e pubblicate sul sito www.beppegrillo.it/movimento5stelle. ...”, è intuitivo che l’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, costituita nel 2012, si riferisca ad un qualcosa (ossia il MoVimento 5 Stelle) già esistente, nel mondo virtuale e in quello reale, e già diffuso fra i cittadini, atteso che si parla di “… diritto costituzionale dei cittadini aderenti al MoVimento 5 Stelle …”.
Da un punto di vista sociologico si parla al riguardo di ‘comunità virtuale in internet’ e si ritiene, come da dottrina più accreditata, che per configurare dette comunità virtuali come forme di associazionismo è necessario -da un lato- che vi sia un’organizzazione stabile, regolata da disposizioni dettate dal promotore e gestore dello spazio web messo a disposizione del pubblico, e volta al perseguimento di un determinato scopo comune e -dall’altro- che vi sia l’adesione consapevole e
[14] volontaria dei membri allo scopo di detta comunità, adesione che si realizza con una partecipazione attiva e costante alle attività del gruppo per raggiungere i fini perseguiti dal gruppo stesso.
Alla luce del ‘Non Statuto’ si può quindi dire che il MoVimento è una comunità virtuale, in cui si ritrovano e si confrontano le idee degli aderenti, e che proprio per tale stabile adesione, in un ordinamento positivo come quello italiano, il
[15] fenomeno si può ricondurre a quello appunto associativo ed in particolare a quello delle associazioni non riconosciute, di cui agli artt. 36 e ss c.c.; questo inquadramento dogmatico appare viepiù sostenibile a seguito dell’introduzione del Regolamento, di cui poi si dirà seguendo l’ordine delle varie doglianze.
Premesso che il segno distintivo dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’ (cfr. atto costitutivo del 2012: “ … simbolo … così definitivo: ‘lena di circonferenza color rosso, recante al proprio interno, nella metà superiore del campo, in carattere nero su fondo bianco, la dicitura ‘MOVIMENTO’, la cui lettera V è scritta in rosse con carattere di fantasia; e nella metà inferiore del campo, disposte orizzontalmente, cinque stesse a cinque punte di colore giallo, più chiaro nella parte alta e più scuro nella parte bassa, con una linea di contorno scura. Lungo la parte inferiore della circonferenza è inoltre inscritta, in modo curvilineo in carattere nero su sfondo bianco, la dicitura ‘BEPPEGRILLO.IT’ …”) è lo stesso di quello che si vede riportato nella prima pagina del ‘Non Statuto’ del MoVimento 5 Stelle, va osservato che all’art. 8 dello Statuto dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, allegato ‘B’ al n° 2689 raccolta (cfr. doc. 3 allegato alla memoria autorizzata di parte ricorrente) è previsto che “L’Associazione è costituita da soci fondatori, soci ordinari e soci sostenitori. Sono soci fondatori i sottoscrittori dell’atto costitutivo dell’associazione. Sono soci ordinari, a seguito di accettazione della domanda di adesione, gli aderenti al MoVimento 5 Stelle che si siano impegnati a svolgere gli adempimenti tecnico-burocratici necessari a consentire la presentazione
[16] alle elezioni politiche di Liste di candidati scelti in Rete dagli aderenti al Movimento 5 Stelle, nonché ad attuare campagne di sensibilizzazione sugli argomenti del Programma del MoVimento 5 Stelle. L’ammissione dei soci ordinari viene deliberata dal Consiglio Direttivo. Sono soci sostenitori, a seguito di accettazione della domanda di adesione, gli aderenti al MoVimento 5 Stelle che abbiano votato in Rete i candidati del M5S da presentare alle elezioni politiche secondo le procedure pubblicate sul sito www.beppegrillo.it/movimento5 stelle …” con la precisazione che “… la domanda di adesione deve essere indirizzata alla sede dell’Associazione, anche a mezzo e-mail …” e che “… la qualità di socio viene acquisita a decorrere dalla data di iscrizione nel libro soci dell’Associazione, a seguito di accettazione della richiesta, previa verifica dei requisiti. La partecipazione all’Associazione è individuale, personale e gratuita, la qualità di socio può cessare: per dimissioni, per decesso, per scioglimento dell’associazione e per perdita dei requisiti di iscrizioni al M5S”.
In ricorso sono state allegate e documentate le modalità ‘telematiche’, osservate anche dai ricorrenti, di iscrizione all’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ tramite il portale beppegrillo.it; risulta infatti prodotto, in formato cartaceo come doc. 5, depositato sempre all’udienza del 4/4/16, il modulo telematico -e solo telematico- di adesione in cui vi è, attraverso il richiamo al ‘Non Statuto’, l’inequivoco riferimento all’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ e non ad altre Associazioni, neanche a quella ‘Movimento 5 Stelle’ con la ‘v’ minuscola, costituita nel 2012 (cfr. citato doc. 5: “Dichiaro di volermi iscrivere al ‘MoVimento 5 Stelle’, di essere un
[17] cittadino italiano maggiorenne, di non essere iscritto a partiti politici o associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli descritti nel ‘Non Statuto’. …”).
[18] di candidati scelti in Rete dagli aderenti al Movimento 5 Stelle …” e “… I candidati alle elezioni saranno quelli scelti dagli aderenti al MoVimento 5 Stelle secondo le procedure a tal fine elaborate e pubblicate sul sito
Dunque -come emerge dal citato articolo- gli aderenti al MoVimento 5 Stelle provvedono a scegliere i candidati per le elezioni secondo le procedure elaborate e pubblicate sul sito www.beppegrillo.it/movimento5stelle, mentre l’Associazione Movimento 5 Stelle, di cui non automaticamente fanno parte gli aderenti al MoVimento 5 Stelle, cura il profilo tecnico-burocratico connesso alla presentazione delle liste dei candidati scelti.
Orbene, premesso che non è stato neanche allegato dall’Associazione Movimento 5 Stelle, costituitasi in giudizio, che i ricorrenti avessero presentato domanda di adesione, a norma dell’art. 8 del citato Statuto, a detta Associazione, deve ritenersi che i ricorrenti abbiano ben individuato l’ente da evocare in giudizio, cioè l’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ (con ‘V’ maiuscola), cui avevano aderito con la su richiamata manifestazione di volontà di iscrizione su modulo telematico (cfr. doc. 5 prodotto in udienza e docc. 1, 2 e 3 allegati al fascicolo del merito) e da cui erano stati espulsi (cfr. provvedimenti di espulsione: cfr. doc. 10: copia cartacea
[19] della comunicazione e-mail dell’1/2/16 di espulsione di Palleschi Paolo dal MoVimento 5 Stelle; doc. 15: copia cartacea della comunicazione e-mail del 29/2/16 di espulsione di Caracciolo Antonio dal MoVimento 5 Stelle; doc. 19: copia cartacea della comunicazione e-mail del 3/2/16 di espulsione di Motta Roberto dal MoVimento 5 Stelle); che l’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ è stata ritualmente evocata in giudizio in persona del suo legale rappresentante; che la stessa è rimasta contumace e che, invece, deve considerarsi come un mero intervento l’atto di costituzione in giudizio dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, soggetto giuridico diverso dall’associazione citata in giudizio.
Ulteriore prova di quanto detto si ricava anche dalla constatazione che i provvedimenti di conferma delle espulsioni, predisposti dal Comitato d’appello -su detto organo poi si tornerà-, richiamano non lo Statuto dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, ma appunto il “Non Statuto”, che pacificamente si riferisce alla distinta Associazione ‘MoVimento’ 5 Stelle, da cui gli odierni ricorrenti erano stati espulsi; quindi vi è la prova della persistenza del ‘MoVimento’ 5 Stelle e del suo ‘Non Statuto’ anche dopo la costituzione dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’ nel 2012 (cfr. docc. 12 e 21 del fascicolo attoreo di merito, relativamente al ricorrente Palleschi ed al ricorrente Motta: decisioni del Comitato d’appello in data 23/2/16 per entrambi: “… Il Comitato d’appello … visti gli artt. 4 e 5 del regolamento del MoVimento 5 Stelle … accertata quindi la violazione da parte del ricorrente di principi fondamentali del MoVimento 5 Stelle, come declinati nel Non-Statuto, nei Comunicati
[20] Politici di Beppe Grillo e nei Regolamenti organizzativi adottati in ossequio al diritto di autoregolamentazione del MoVimento 5 Stelle fondato sull’art. 49 della Costituzione della Repubblica Italiana …. Il Comitato d’appello dichiara infondato il ricorso e per l’effetto conferma l’espulsione del ricorrente dal MoVimento 5 Stelle …”).
Allo stato, nulla -né il contenuto dell’atto costituivo del 2012 né le deduzioni dell’intervenuta- consente inoltre di ritenere che l’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, costituita nel 2012, rappresenti una trasformazione dell’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’, costituita nell’ottobre del 2009. Anzi il citato art. 8 dello Statuto dell’Associazione ‘Movimento 5 Stelle’, in cui si parla di possibile adesione alla nuova associazione ‘a domanda’ da parte degli aderenti al MoVimento 5 Stelle, sembra escluderlo; in ogni caso -come detto- non è stato neanche allegato che i
[21] ricorrenti abbiano avanzato domanda di adesione all’associazione del 2012 e che ne siano divenuti soci.
Peraltro non appare dubitabile che Beppe Grillo, qualificatosi come ‘capo politico’ del movimento (cfr. doc. 4 dell’intervenuta: comunicato politico numero cinquantatre) e tale riconosciuto da tutti, sia all’interno che all’esterno del MoVimento 5 Stelle, tanto da essere convocato dalla Presidenza della Repubblica in occasione delle consultazioni istituzionali per la formazione del Governo (cfr. memoria dell’intervenuta Associazione ‘Movimento 5 Stelle’), possa verosimilmente
[22] ritenersi a tutti gli effetti come il legale rappresentante dell’Associazione MoVimento 5 Stelle.
In conclusione l’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’, che, a dispetto della propria proclamata natura di ‘non associazione’, si è dovuta dare delle regole interne con il citato Regolamento, rientra nel genus delle associazioni non riconosciute,
[23] risulta ritualmente citata in giudizio e, stante la mancata costituzione in giudizio, ne va dichiarata la contumacia.
Sul punto va ribadito, come consolidata giurisprudenza dell’Ufficio, che, alla luce dell’art. 669 quater c.p.c., applicabile per effetto del rinvio operato dall’art. 669 quaterdecies c.p.c., il giudice (attualmente investito della trattazione) del merito è
[24] funzionalmente competente ad adottare i provvedimenti cautelari invocati; quindi in ogni caso la competenza per i provvedimenti cautelari in corso di causa va determinata sempre e comunque in relazione alla pendenza del giudizio di merito (arg. ex art. 669 quater c.p.c.: “Quando vi è una causa pendente per il merito la domanda deve essere proposta al giudice della stessa”), dando così prevalenza alla ‘investitura’ attuale della causa di merito e non all’astratta competenza a conoscere: vi è pertanto la previsione ex lege di una competenza funzionale, in materia cautelare, del giudice adito per il merito, a prescindere dalla sua effettiva competenza.
E’ vero che in base ad altra opposta tesi -la competenza per territorio nel procedimento cautelare va determinata in funzione della competenza a giudicare nel merito e pertanto il Giudice della cautela deve pur sempre verificare in astratto la propria competenza a decidere in relazione all’art. 669 quater c.p.c. ed in relazione al pendente giudizio di merito- si eviterebbe il rischio dei possibili risvolti negativi nel caso del c.d. forum shopping, ma l’interpretazione letterale della normativa di riferimento, anche al fine di garantire l’effettività e rapidità della tutela cautelare, non
[25] può che portare alla riaffermazione dell’adesione alla prima teoria, come da pacifica giurisprudenza di questo Ufficio.
In conclusione, a prescindere dal fatto che l’eccezione sia stata sollevata dalla intervenuta, va comunque ribadito che il giudice, attualmente investito del merito, è funzionalmente competente ad esaminare la domanda cautelare: tanto può bastare in questa fase.
Sul punto è sufficiente richiamare condivisa e da sempre applicata giurisprudenza della Cassazione in tema di impugnazione delle delibere di esclusione (cfr. Cass. 26842/08: “L'azione di annullamento delle delibere di una società per azioni, disciplinata dall'art. 2377 cod. civ., presuppone, quale requisito
[26] di legittimazione, la sussistenza della qualità di socio dell'attore non solo al momento della proposizione della domanda, ma anche al momento della decisione della controversia, tranne nel caso in cui il venir meno della qualità di socio sia diretta conseguenza della deliberazione la cui legittimità egli contesta. Ed infatti, qualora l'azione di annullamento della deliberazione sia diretta proprio al ripristino della qualità di socio dell'attore, sarebbe logicamente incongruo, oltre che in contrasto con il principio di cui all'art. 24, comma 1, Cost., ritenere come causa del difetto di legittimazione proprio quel fatto che l'attore assume essere "contra legem" e di cui vorrebbe vedere eliminati gli effetti”; Cass. 21889/13); benché detti precedenti siano stati emessi in tema di società di capitali, è innegabile che venga in evidenza un principio costituzionalmente rilevante, che non può non trovare applicazione con riferimento a tutte le organizzazioni sociali, di qualunque natura siano, in cui venga in discussione l’appartenenza e/o l’esclusione del singolo associato.
Come detto, benché il MoVimento 5 Stelle rivendichi la propria natura di ‘non associazione’ e di ‘non partito’, è giuridicamente un’associazione non riconosciuta, al pari dei ‘tradizionali’ partiti politici (art. 49 Cost. sulla libertà di associazione politica), per cui vanno applicate le relative disposizioni del codice civile: pacificamente per le associazioni non riconosciute valgono le stesse disposizioni codicistiche previste per le associazioni riconosciute, nei limiti della compatibilità
[27]con la loro particolare struttura ed organizzazione e con esclusione dell’intervento necessario del PM.
Da questo punto di vista va infatti ricordato, in tema di impugnazione delle delibere delle associazioni, che secondo il costante orientamento della giurisprudenza
[29] e della dottrina i principi, desumibili dalla normativa in materia di invalidità delle deliberazioni delle società, possono essere applicati anche alle associazione, ove non diversamente disposto da specifiche disposizioni dettate dal codice civile per le associazioni stesse.
Pertanto, ove l’atto costitutivo o lo statuto dell’associazione contenga formule generali ed elastiche, destinate ad essere riempite di volta in volta di contenuto in relazione a ciascun singolo caso, si dovrà valutare se la condotta contestata all’associato sia stata talmente grave da provocarne l’espulsione dalla comunità associativa, dovendo al riguardo il giudice operare una valutazione di proporzionalità
[30] tra le conseguenze del comportamento imputato all’associato e la radicalità del provvedimento espulsivo (cfr. Cass. 17907/04).
Orbene, ribadito che non è in discussione in questa sede il diritto, costituzionalmente garantito (citati artt. 2 e 18 Cost.), dei cittadini di associarsi in nuove o esistenti associazioni, osserva Il Giudice che non esistono norme di legge che, in presenza del diritto fondamentale sopra richiamato, obblighino le associazioni esistenti ad affiliare chiunque faccia richiesta di ammissione; infatti l’adesione ad associazione non riconosciuta, al pari della sua costituzione, si perfeziona con l’incontro delle volontà contrattuali delle parti (per la cui manifestazione la legge non richiede forme particolari) e quindi, ai sensi dell’art. 1326 c.c., si perfeziona nel momento in cui al proponente, autore della richiesta di adesione al contratto associativo -si tratta di un chiaro esempio di contratto aperto all’adesione di soggetti diversi da quelli che hanno costituito l’associazione (art. 1332 c.c.)-, perviene l’accettazione dell’associazione per il tramite dell’organo a ciò statutariamente deputato. Nel caso di diniego, è escluso che il proponente possa dedurre l’invalidità
[32] della deliberazione espressiva di tale volontà, per asserita violazione di norme statutarie disciplinanti l’attività dell’organo competente per statuto ad esprimere la volontà dell’ente collettivo in ordine alla proposta di adesione (Cass. 1992/95).
In questo caso l’associazione aveva già valutato positivamente la sussistenza dei requisiti e la domanda di iscrizione era stata accolta con conseguente perfezionamento del contratto associativo, contro la cui risoluzione, in caso di espulsione, l’interessato può reagire attraverso appunto la procedura di cui all’art. 24, 3° comma, c.c.; in tali ipotesi è pertanto legittimamente consentita, in caso di
[33] accoglimento della domanda, la sospensione degli effetti (in sede cautelare) e l’annullamento del provvedimento di espulsione (in sede di merito) con la ricostituzione del vincolo contrattuale.
Passando al secondo motivo di impugnazione, ossia l’eccepita ‘inesistenza giuridica o, in subordine, nullità e inefficacia del Regolamento pubblicato sul portale beppegrillo.it in data 23/12/14’, è stato dedotto che “ … la legittimità procedurale delle espulsioni non può discendere dall'avvenuta promulgazione, ex se, di un “Regolamento” pubblicato sul blog Beppegrillo.it in data 23.12.2014, e segnatamente sulla pagina http://www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/ (e della cui esistenza gli odierni attori hanno appreso a seguito della lettera d'espulsione inviata dallo Staff di Beppe Grillo) …” e che “ … Il Regolamento in questione, che ha tutte le caratteristiche di un nuovo Statuto, è da considerarsi invero giuridicamente inesistente o, in subordine, nullo e di nessun effetto -e viene qui contestualmente impugnato dai signori Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio
[35] Caracciolo, come sopra rappresentati e difesi- in quanto imposto da soggetti carenti di qualsiasi potere in proposito e in quanto adottato in assenza di qualsiasi deliberazione assembleare e/o accordo (peraltro da manifestare unanimemente) degli associati, ferma restando comunque la inidoneità di detto (posteriore) ‘Regolamento’ a incidere e/o a modificare lo Statuto originario (Non Statuto), atteso che detta modifica -considerata la natura contrattuale dello Statuto- richiede l'accordo (totalitario) degli associati, non prevedendo lo Statuto quorum diversi per la sua integrazione e/o modifica. …” con specifica richiesta “ … che il suddetto Regolamento del 23.12.2014 venga dichiarato giuridicamente inesistente o, in subordine, nullo o, in ulteriore subordine, che venga annullato e dichiarato in ogni caso di nessun effetto. …” (cfr. ricorso introduttivo).
Premesso che in questa fase cautelare sarebbe possibile solo un accertamento incidentale della validità ed efficacia del suddetto Regolamento, dalla cui eventuale delibazione di illegittimità deriverebbe, come naturale conseguenza, l’invalidità dei provvedimenti espulsivi irrogati in forza di quel Regolamento, ritiene il Giudice che, allo stato degli atti, nessun giudizio di invalidità e/o di inefficacia sia possibile, neanche in termini delibativi
[36] propri di questo giudizio, per la semplice considerazione che, come ammesso dai ricorrenti, gli stessi, sia pure per facta concludentia, hanno inteso dare adesione al Regolamento, come risulta dal fatto che si sono attenuti, quanto all’invio di chiarimenti ed alla proposizione del ricorso al Comitato d’appello, proprio a quelle procedure previste dal Regolamento, che hanno pertanto accettato.
Al punto c) dei motivi di doglianza è stata prospettata, sia pure in via di mero subordine, la ‘violazione della procedura prevista dall’art. 4 del Regolamento del 23/12/14’, in quanto in ogni caso “ … l'iter procedurale che ha portato all'espulsione
[37] degli odierni attori, sarebbe comunque viziato per la violazione dell'art. 4 del suddetto Regolamento nonché delle norme del codice civile in materia di rappresentanza. …” (cfr. ricorso).
In ordine alla procedura di espulsione il medesimo art. 4 prevede che “verificandosi una causa di espulsione, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, su segnalazione comunque ricevuta: i) dispone la sospensione dell'iscritto, dandone comunicazione al gestore del sito, il quale provvede alla disabilitazione dell'utenza di accesso; ii) contesta all'interessato la violazione con comunicazione a mezzo e-mail, assegnandogli un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni. …” (2° comma); che “ … Decorso tale termine, il capo politico del MoVimento 5 Stelle, se non sono pervenute controdeduzioni ovvero ritiene non
[38] accoglibili le controdeduzioni presentate, dispone l'espulsione dell'iscritto, dandone comunicazione all'interessato con comunicazione a mezzo e-mail ...” (3° comma) e che “ … Entro i dieci giorni successivi, l’interessato può proporre ricorso contro l’espulsione, a mezzo e-mail da inviare al link www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/9.html. Il ricorso viene esaminato dal comitato d’appello entro il mese successivo. Il comitato d’appello ha facoltà di acquisire informazioni o chiarimenti, nel rispetto del contraddittorio. Se il comitato d’appello ritiene sussistente la violazione contestata, conferma l’espulsione in via definitiva. Se il comitato d’appello ritiene insussistente la violazione contestata, esprime il proprio parere motivato al capo politico del MoVimento 5 Stelle, che se rimane in disaccordo rimette la decisione sull’espulsione all’assemblea mediante votazione in rete di tutti gli iscritti, la quale si pronuncia in via definitiva sull’espulsione. …” (4° comma).
Non è condivisibile neanche il secondo profilo di pretesa violazione della disciplina regolamentare, prospettata sul presupposto che “ … le espulsioni sono state disposte “in nome e per conto di Beppe Grillo” (senza spendita dello status di “capo politico del MoVimento 5 Stelle”) da un entità autodenominatasi “lo Staff di Beppe Grillo” (assimilabile quanto a inconsistenza giuridica alla figura della “Rete”) priva di capacità giuridica, se non del tutto giuridicamente inesistente, atteso che né lo Statuto né il codice civile prevedono un organismo riconducibile a tale etereo “Staff”, di cui non si conoscono neanche i componenti, atteso che nelle lettere de quibus non è mai riportato il nome degli effettivi (rectius: effettivo) estensori …” con l’asserita conseguenza che “ … anche a non voler considerare le molteplici violazioni di legge e di Statuto sopra richiamate, i provvedimenti di
[40] espulsione sarebbero comunque da considerarsi giuridicamente inesistenti o comunque nulli o, in ulteriore subordine, annullabili e da annullare per violazione dell'art. 1389 c.c. e degli artt. 1 e segg. c.c.. in materia di capacità delle persone fisiche, delle persone giuridiche e delle associazioni (riconosciute e non riconosciute), in quanto detti provvedimenti risultano adottati “per conto di Beppe Grillo” da un'entità giuridicamente inesistente e comunque non dotata di capacità giuridica ….” (cfr. ricorso introduttivo).
Nel giudizio di merito si dovrà peraltro approfondire il riferimento, contenuto all’art. 5 del Regolamento, al fatto che dei tre membri del Comitato d’appello “… due …(sono)… nominati dall’assemblea mediante votazione in rete tra una rosa di cinque
[41] nominativi proposti dal consiglio direttivo dell’associazione MoVimento 5 Stelle ed uno dal consiglio direttivo dell’associazione medesima” (1° comma), atteso che detto consiglio direttivo non è previsto né nel ‘Non Statuto’ né nel Regolamento 23/12/14 dell’Associazione ‘MoVimento 5 Stelle’ che qui ci occupa.
Le conseguenze ripristinatorie di un eventuale provvedimento favorevole, sia esso interinale che poi definitivo, derivano non da un sindacato di merito da parte del Giudice, ma appunto dalla verifica del rispetto della legge e dello statuto a tutela degli associati in ipotesi lesi da quel determinato provvedimento; quindi la reintegrazione
[43] dell’espulso nella compagine sociale, in caso di accoglimento della domanda, non sarebbe mai una scelta autonoma e discrezionale del Giudice, ma sarebbe solo la conseguenza naturale dell’eventuale sospensione della delibera impugnata (prima) e di accoglimento nel merito della domanda di annullamento (poi).
Tornando al caso di specie ed iniziando dal ricorrente Palleschi Paolo, va ricordato che in data 22/1/16 il predetto aveva ricevuto una e-mail di sospensione dal MoVimento 5 Stelle del seguente tenore: “Gentile Paolo Palleschi, Le scriviamo in nome e per conto di Beppe Grillo con riguardo ad alcune segnalazioni che ci sono pervenute. Ci risulta che Lei abbia dichiarato in modo pubblico il Suo allontanamento dal MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle. Se pensa che questa decisione sia basata su informazioni non corrette può inviare le Sue controdeduzioni entro 10 giorni a questa email. Lo staff di Beppe Grillo” (cfr. doc. 8 del fascicolo di merito: e-mail del 22/1/16 delle ore 15.12: sospensione con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle); che in pari data il ricorrente, sempre via e-mail, aveva contestato, oltre alla genericità dell’addebito, il fatto di aver mai dichiarato in modo pubblico il suo allontanamento dal MoVimento 5 Stelle, e ribadito che “… non mi sono mai disiscritto dal Movimento 5 Stelle e che sin dal 2012 ad oggi ho ininterrottamente svolto attività politica unicamente nell’ambito della predetta organizzazione, come sarò in grado di provare per tabulas e testimonialmente allorché verranno specificati e documentati
[44] gli addebiti …”, con richiesta di “ … revocare immediatamente il provvedimento di sospensione in attesa dell’esito della celebranda istruttoria …(e di)… inviare immediatamente allo scrivente le ‘segnalazioni’ a cui si fa riferimento nella Vs comunicazione …”, significando che detta situazione pregiudicava la possibilità di partecipare alla selezione per le elezioni comunali di Roma (cfr. 9 del fascicolo del merito: e-mail del 22/1/16 ore 19:46); che con e-mail dell’1/2/16 lo Staff di Beppe Grillo, richiamata la precedente e-mail di contestazione del 22/1/16, comunicava al ricorrente che “ …. non avendo ricevuto sue controdeduzioni in merito atte a rivalutare la sua posizione, si conclude il procedimento avviato con la predetta email del 22 gennaio disponendo la sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle. Se pensa che questa decisione sia basata su informazioni non corrette può proporre il suo ricorso entro 10 giorni da questa email al Comitato d'appello seguendo la procedura indicata alla pagina http://www.beppegrillo.it/movimento/regolamento/9.html” (cfr. doc. 10 del fascicolo del merito: e-mail dell’1/2/16 ore 15:39); che, a seguito di ricorso, il Comitato d’appello, con comunicazione e-mail del 23/2/16, aveva confermato il provvedimento d’espulsione sul presupposto che “ … a. il ricorrente ha più volte dichiarato pubblicamente di non appartenere più al M5S, aderendo ad un altro movimento politico, e si è anche reso promotore di una pagina facebook intitolata “Tutti gli ex grillini romani con Salvini” con post pubblicato in data 28 febbraio 2015” …” e che “ … b. la doglianza che l’espulsione è stata notificata prima della scadenza del termine per controdedurre è infondata in quanto detti termini sono evidentemente ordinatori e rimangono comunque assorbiti dalla natura devolutiva del presente giudizio di appello che in relazione alla evidenza del motivo di espulsione (la dichiarata appartenenza ad altro movimento politico) non può che giudicare pleonastica e pretestuosa ogni controdeduzione ….”, con conferma dell’espulsione, avendo accertato “ … la violazione da parte del ricorrente di principi fondamentali del MoVimento 5 Stelle, come declinati nel Non-Statuto, nei Comunicati Politici di Beppe Grillo e nei Regolamenti organizzativi adottati in ossequio al diritto di autoregolamentazione del MoVimento 5 Stelle fondato sull’art. 49 della
[45] Costituzione della Repubblica Italiana (cfr. doc. 12 del fascicolo del merito: copia cartacea della comunicazione e-mail del 23/2/16 ore 13:55).
Risulta per tabulas che il successivo 16/2/16 al ricorrente Caracciolo era prevenuta una comunicazione e-mail dello Staff di Beppe Grillo, con cui gli era stata comunicata “ … la sua esclusione dalla lista dei candidati del M5S per le elezioni amministrative Roma 2016. A seguito di segnalazioni pervenute dopo la pubblicazioni dei video di presentazione è risultato che Lei ha di recente pubblicato interventi su alcuni blog che palesano condotte contrastanti con i principi fondamentali del M5S e che pertanto la rendono incompatibile con un potenziale ruolo di portavoce e di appartenente al MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle” (cfr. doc. 13 del fascicolo del merito: copia cartacea dell’e-mail del 16/2/16 ore 15:08); che in pari data il ricorrente aveva eccepito l’infondatezza delle contestazioni e chiesto ulteriori delucidazioni sui fatti contestati per potersi meglio difendere, evidenziando che, qualora le contestazioni si fossero riferite a pretese, ma contestate, dichiarazioni “negazioniste”, già sulle stesse si era pronunciato il Collegio di Disciplina del Consiglio Universitario Nazionale, che ne aveva rilevato l’infondatezza (cfr. doc. 14 del fascicolo del merito: e-mail del 16/2/16 ore 16:00); che in data 29/2/16 lo stesso aveva ricevuto la comunicazione dell’espulsione dal MoVimento 5 Stelle da parte dello Staff di Beppe Grillo (cfr. doc. 15 del fascicolo del merito: copia cartacea dell’-mail del 29/2/16);
[48] che era stato presentato ricorso al Comitato d’appello ribadendo, come già evidenziato e fatto valere in sede disciplinare davanti al Collegio di Disciplina Universitario Nazionale, che tutto traeva origine da un articolo su Repubblica del 22/10/09; che non era un ‘negazionista’ e che rivendicava solo il diritto costituzionalmente garantito della libertà di ricerca storica su qualsiasi argomento, ricerca che non poteva né doveva essere svolta sotto la spada di Damocle della sanzione penale (cfr. doc. 16 del fascicolo del merito: e mail del 3/3/16 ore 20:45).
In tale contesto appare irrilevante che anche il M5S si sia fatto promotore di una legge per l’introduzione del reato di ‘negazionismo’ -nella memoria di replica dell’intervenuta, oltre al richiamo al citato disegno di legge contro il ‘negazionismo’ (cfr. doc. 16 della intervenuta), si è fatto riferimento a “ … due mozioni di Senatori
[49] del MoVimento 5 Stelle tese a rafforzare la legge invitando il Governo a introdurre nelle scuole corsi di approfondimento sul tema dell’Olocausto. …”-, in quanto, nel quadro dell’invocata libertà di ricerca storica, si pone l’opinione di chi ritiene che la Storia debba essere scritta non nelle aule di Tribunale (cfr. il riferimento alla spada di Damocle della sanzione penale), ma negli archivi storici, esaminando i documenti, o sul territorio, raccogliendo le testimonianze dei diretti interessati, così da lasciare poi agli storici ed agli studiosi in genere il compito di vagliare la fondatezza ed il rigore scientifico delle singole tesi.
Anche in questo caso, dopo la registrazione del video di presentazione della candidatura, aveva ricevuto, in data 1/2/16, una e-mail in cui gli era stato contestato che “ … ci risulta che Lei abbia disconosciuto in modo pubblico il sistema di votazione e delle candidature su cui si basa il MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle …” (cfr. doc. 17 del fascicolo di merito: e-mail dell’1/2/16, ore 16:16 dello Staff di Beppe Grillo); che con e-mail del 2/2/16 il ricorrente, nel negare il pur contestato generico addebito sul disconoscimento delle regole del M5S, aveva chiesto spiegazioni (cfr. doc. 18 del fascicolo del merito: e-mail del 2/2/16 ore 12:18); che con successiva e-mail del 3/2/16 lo Staff aveva comunicato l’espulsione dal MoVimento 5 Stelle, precisando, a proposito delle controdeduzioni inviate, che “ … la decisione di sospensione adottata nei Suoi confronti appare fondata e legittima all'esito dell'analisi della Sua posizione personale, ed in particolare in relazione a quanto da Lei affermato nel suo post del 22.11.2014 ore 01.57 N.160334 nel quale, sotto il nickname ARKAN, Lei afferma, «da questo punto di vista disconosco ogni valore legale alla certificazione ( e a tutto ciò che ne consegue) attuata dal forum beppegrillo.it». La Sua affermazione testé citata è indice evidente ed inequivoco del Suo radicale discostamento dai principi del
[50] M5S nonché di dichiarata non condivisione delle regole e delle procedure organizzative dallo stesso adottate e condivise da tutti gli attivisti, ponendoLa quindi in una condizione di incompatibilità con ogni partecipazione attiva all'interno dello stesso M5S. …" (cfr. doc. 19 del fascicolo del merito: e-mail del 3/2/16 ore 18:36); che con e-mail del 4/2/16 il ricorrente aveva presentato ricorso al Comitato d’appello, evidenziando che il riferimento al “forum beppegrillo.it” era da considerarsi un refuso in quanto il fatto, accaduto oltre 14 mesi prima, era desunto da “ … una frase estrapolata da un post di un Topic … ove risultava un macroscopico errore di battitura/digitazione essendo il tema del Topic il sondaggio relativo all’accorpamento delle due piattaforme web Roma5Stelle.it e Roma5Stell.com che nulla hanno a che vedere con beppegrillo.it …”; che la “ … frase a me imputata … nulla aveva a che vedere …(con)… il sistema di votazione e delle candidature su cui si basa il MoVimento 5 Stelle …” e che “ … bastava leggere il titolo del Topis (‘Avvio primo sondaggio sull’Accorpamento e/o ristrutturazione delle piattaforme Web’) e l’ora del mio post (1:57) nonché i miei post precedenti e successivi per comprendere come e quanto il mio riferimento al Beppegrillo.it fosse erroneo (del tutto comprensibile data anche l’ora tarda 1:57) poiché da intendere come Roma5Stelle.it, forum.it o forino.it (come capitava di ironizzare all’epoca). Argomento di discussione era la coesistenza di due forum locali che nulla avevano a che fare con Beppegrillo.it …” (cfr. doc. 20 del fascicolo del merito: e-mail del 4/2/16 ore 14:52); che con e-mail del 23/2/16 il Comitato d’appello aveva confermato il provvedimento di espulsione del ricorrente, allegando che “ … la sua posizione è stata sottoposta al vaglio della Rete al fine di valutare la lealtà e la condivisione nei confronti dei principi e delle regole del M5S. A tal proposito si rileva che definire nel ricorso “delazioni” le segnalazioni della Rete, poi puntualmente verificate dallo Staff, è già di per sé sintomo evidente di non condivisione dei principi del M5S … ” e che “ … la doglianza che lo Staff avrebbe frainteso il senso del commento causa di espulsione risulta altresì infondata per un duplice ordine di ragioni: in primo luogo l’evidenza letterale del commento non lascia spazio a dubbi interpretativi; in secondo luogo la tesi del ricorrente che poggia su un presunto fraintendimento, è stata
[51] esposta per la prima volta in sede di appello, mentre nelle osservazioni inviate a seguito del provvedimento di espulsione, lo stesso negava in via assoluta di aver mai criticato le regole organizzative del M5S. La contraddittorietà delle tesi esposte dal ricorrente è inoltre indice evidente della scarsa credibilità delle stesse da un punto di vista logico, e pertanto dalle evidenze documentali prodotte ed esaminate deve ritenersi accertata l’incompatibilità tra la condotta del ricorrente e i principi fondamentali che ispirano l’attività politica del MoVimento 5 stelle, con particolare riferimento alla acclarata non condivisione dei processi organizzativi adottati e alla violazione dei regolamenti e dei valori imprescindibili posti a fondamento della sua azione politica , sociale e civile …” (cfr. doc. 21 del fascicolo di merito: e-mail del 23/2/16 ore 13:23 del Comitato d’appello).
Si tratta di ricorso ex art. 700 c.p.c., in quanto, non potendo rientrare l’oggetto di questa domanda cautelare nell’ambito del proposto rimedio specifico ex art. 24, 3° comma, c.c. -l’ordine di rinnovo delle c.d. ‘Comunarie’ non rientra naturalmente ed
[54] automaticamente fra gli effetti della sospensione del provvedimento di espulsione, in quanto, fra l’altro, la procedura di scelta fra gli iscritti già si è svolta-, è evidente che l’unico rimedio ipotizzabile è appunto la tutela d’urgenza atipica di cui al citato art. 700 c.p.c..
L’ordine di ripetizione della selezione in Rete non è dunque collegata ad alcuna specifica conclusione di merito, atteso che si sarebbe dovuta impugnare di
[56] illegittimità la procedura, che aveva portato all’individuazione del candidato sindaco e dei componenti della lista M5S ed alla relativa ‘proclamazione’ del candidato sindaco Virginia Raggi (cfr. docc. 22 e 23 del fascicolo del merito), e chiederne l’annullamento.
• accoglie l’istanza di sospensione ex art. 24, 3° comma, c.c. e, per l’effetto, sospende l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione dei ricorrenti Palleschi Paolo, Caracciolo Antonio e Motta Roberto dal MoVimento 5 Stelle;
• dichiara inammissibile la contestuale domanda d’urgenza, ex art. 700 c.p.c., per il rinnovo delle votazioni per la scelta dei candidati M5S alla carica di consigliere comunale e di sindaco di Roma Capitale;
• rimette all’esito del pendente giudizio di merito la regolamentazione del regime delle spese di lite;
• manda alla Cancelleria per le comunicazioni di rito.
Roma, 9/4/16
*ma mi pare che il Giudice indichi lui l’opportunità di rifare le votazioni, piuttosto che imporle d’autorità: forse un giudice sapiente che ha puntato più alla giustizia sostanziale che non formale: ricordate la sentenza di Salomone che ordinava di tagliare il bimbo a metà davanti alle due donne che rivendicavano la maternità?
3d. Qualche osservazione sul titolo: “ex M5S romani”... Veramente, il Giudice ha ordinato il reintegro... Ma convengo che le 57 pagine di sentenza sono piuttosto "complesse” e di non agevole lettura... Diciamo piuttosto che se il reintegro verrà rispettato, si apriranno nuovi spazi per la opposizione interna ex art. 49 cost... e si potrà anche stabilire un ponte per la rappresentanza dei tanti attivisti "espulsi” e di quanti hanno lasciato il M5S non avendone più fiducia... La centrale di espulsioni della Casaleggio oltre ad essere in sé quanto di più antidemocratico possa esserci (altro che democrazia diretta!) produce un principio di corruzione di tutto il corpo militante 5S... Il militante bravo e "onesto” non esita ad esprimere critiche che ritiene giuste, e viene per questo espulso... Chi tace e avalla cattive decisioni dello Staff, o cattivi comportamenti e decisioni dei parlamentari, sindaci, consiglieri, diventa lui stesso complice... Insomma, i “buoni” vengono cacciati dal M5S e restano dentro i “cattivi”... Riconoscendo invece piena legittimità alla libertà di pensiero e di espressione si riconosce anche il principio della necessità stessa della critica politica all'interno di un Movimento sempre ex art. 49 cost.
4.-a) Sono informato delle ultime dichiarazioni di Beppe Grillo contro i tre ricorrenti e contro di me in particolare... Sono da poco di ritorno dallo studio dell'Avv. Borré dove ho firmato le carte che dovevo firmare per una nuova azione contro il Signor Beppe Grillo, i cui comportamenti non riesco più a decifrare con i criteri della razionalità... Ed il fatto stesso di non essere certo dell’altrui razionalità mi fa sentire meno il peso di affermazioni scriteriate quanto offensive. Poiché, tuttavia, ripete cose già dette nella Intervista a Pasquale Elia, rinvio alla risposta-commento nel mio blog Civium Libertas... che è lungi dall’essere conclusa. - b) GRILLO ha definito gli esclusi che hanno fatto ricorso e lo hanno vinto "gente sporca dentro": ricordo al Sig. Giuseppe Piero Grillo detto Beppe -il quale si è ben guardato dall'entrare nel merito della sentenza del Tribunale di Roma che ha scoperchiato gravi illegalità dentro il m5S- che chi reclama giustizia e rispetto delle regole non è mai sporco; ricordo che nessuno degli esclusi ha pendenze con la Giustizia o sentenze di condanna definitive (diversamente dal Sig. Grillo pluricondannato, anche per omicidio colposo);ricordo che nessuno degli esclusi si è ma reso inadempiente di fronte ad una decisione della Autorità Giudiziaria, diversamente da lui che ad oggi non ha ancora eseguito una ordinanza del Tribunale di Roma. Sig. Grillo, anzichè gridare "l'onestà andrà di moda", cerchi di praticarla lei per primo, ogni tanto, se ne è in grado. -
c) Roberto Motta Paolo Palleschi non cadere nella trappola in cui qualche cretino locale per sottrarsi alle proprie responsabilità vuole farci cadere. Noi non siamo contro Grillo o il m5s. Noi siamo contro una spregiudicata cricca locale che abusa e prevarica arbitrariamente da anni ormai. Non riusciamo più neppure a tenere il conto delle vittime da loro vessate ed allontanate. Mi domando se le frasi irricevibili che pronuncia su Antonio Caracciolo da Seminara sono frutto di ingenua buona fede abuata da chi lo rincoglionisce ogni giorno di cazzate ovvero se frutto di mero calcolo elettorale. Mi auguro non sia cosi cinico e indifferente alla sofferenza che infligge all'integrità della persona umana totalmente scagionata dai giudici. -
d) Io non so se qualche mente davvero brillante sia stata tanto brillante da concepire una simile "trappola”, ma come non può ammettersi che vi sia una persona che vada in giro con licenza di uccidere chiunque, quando e come vuole, così non non può ammettersi che vi sia in giro una persona con licenza di offendere al di fuori di ogni principio di legalità e di rispetto umano... È vero non siamo contro il M5S né contro Grillo - da me in precedenza invitato inutilmente a un incontro privato proprio per evitare l'avvio di una causa -, ed è tanto vero che noi abbiamo fatto una causa per il reintegro nel Movimento, ottenendo vittoria da un giudice. Vogliamo tutte e tre chiedere in Roma un incontro a Grillo? Accetterà? Facciamolo questo nuovo tentativo! Come? Al suo spettacolo al Brancaccio, io in compagnia di Domenico, avevo lasciato un biglietto al camerino degli artisti, con il mio numero di telefono, che Beppe si è ben guardato dall'usare... Questa volta lasciamogli un plico con gli stessi miei biglietti di allora ed in più tutto il testo della sentenza, con una lettera di accompagno dove gli chiediamo un inconntro chiarificatore... Risponderà?