Source: http://directio.it/multimedia/news/2017/06/19-dichiarazione-infedele-iva-giudice-verifica-applicabilita-nuova-sanzione-favorevole-reo.aspx
Timestamp: 2017-10-20 23:15:06+00:00
Document Index: 80605275

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 32', 'art. 1', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ']

In tema di dichiarazione infedele IVA spetta al giudice del merito verificare se applicabile o meno la nuova sanzione più favorevole al reo | News | Directio - le strade nell'economia
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In tema di dichiarazione infedele IVA spetta al giudice del merito verificare se applicabile o meno la nuova sanzione più favorevole al reo
Così decide la Corte di Cassazione pronunciandosi in maniera differente rispetto ad altri caso
In materia di dichiarazione infedele dell’IVA è il giudice di merito che, valutate le circostanze del caso, decide se applicabile o meno la nuova disciplina sanzionatoria più favorevole al contribuente prevista dal D. Lgs. n. 158/2015.
Così decide la Corte di Cassazione (Sentenza n. 14406/2017), pronunciandosi in maniera differente rispetto ad un altro recente caso in cui aveva invece applicato automaticamente il minimo edittale previsto dalla novella (Cass. n. 5091/2017).
In memoria, la società ricorrente sollecitava l’applicazione della disciplina più favorevole introdotta dal d.lgs. n. 158/15, con riguardo alla mitigazione della cornice edittale della sanzione per infedele dichiarazione dell'iva, alla rimodulazione della sanzione per indebita detrazione e alla modifica dell'art. 7, comma 4, del d.lgs. n. 472/97.
Secondo i giudici, anche se la nuova disciplina si può applicare ai processi in corso, giacché il termine posto dal comma 1 dell'art. 32 del d.lgs. n. 158/15, secondo cui «le disposizioni di cui al Titolo II del presente decreto si applicano a decorrere dal 10 gennaio 2017» (decorrenza, questa, successivamente anticipata al 1° gennaio 2016 dall'art. 1, comma 133, I. n. 208/15), non ostacola, anzi è favorevole all’applicabilità della regola stabilita dal comma 3 dell’art. 3 del d.lgs. n. 472/97, tuttavia, le modifiche apportate dal d.lgs. n. 158 del 2015 non renderebbero la sanzione irrogata automaticamente illegale, perché non operano in maniera generalizzata in favor rei.
Va poi escluso che la mera deduzione, in sede di legittimità, dello ius superveniens, senza specifiche allegazioni riferite al caso concreto idonee ad influire sui parametri di commisurazione della sanzione entro la cornice edittale, imponga la cassazione con rinvio della sentenza impugnata (Cass. 7 ottobre 2016, n. 20141; 3 febbraio 2017, n. 2880; 12 aprile 2017, n. 9505), nel caso di specie, però la società ricorrente aveva richiamato in memoria le pagine dell’avviso di accertamento concernenti l’irrogazione delle sanzioni, pertanto in questa circostanza, la sentenza deve essere rinviata ad una valutazione dei giudici di merito, cui spetta il compito di verificare se il nuovo valore del minimo previsto per la sanzione conseguente all’infedele dichiarazione dell’Iva sia adeguato alla specifica fattispecie, in considerazione degli elementi soggettivi ed oggettivi rilevanti e se risulti favorevolmente modificato il complessivo trattamento sanzionatorio.
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