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Timestamp: 2020-02-22 07:12:52+00:00
Document Index: 171255873

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

CIRCOLARE 5 gennaio 2007
urn:nir:ministero.interno:circolare:2007-01-05
Al Sig. Presidente della Giunta della Regione Autonoma Valle d'Aosta Aosta
L'ambito di discrezionalità dell'Amministrazione nel procedimento di concessione della cittadinanza italiana, che prevede un preventivo percorso di integrazione dello straniero nel tessuto sociale del Paese, si esplica attraverso la verifica dei vari elementi che coinvolgono la vita familiare e sociale dello straniero, il tempo la qualità della sua permanenza sul territorio, nonché l'autenticità dell'aspirazione a divenire cittadino italiano.
In attesa che compia l'iter della riforma legislativa in atto, si ritiene opportuno procedere sin d'ora sulla linea tracciata del Governo ricorrendo, nell'ambito della discrezionalità concessa dall'attuale normativa, ai principi sviluppati dalla più recente giurisprudenza in tema della solidarietà familiare e di peri dignità a valore economico del lavoro casalingo.
Per quanto concerne quest'ultimo aspetto, il parametro assunto da questo Dicastero, sulla base del consolidato orientamento del Consiglio di Stato è, per il singolo individuo,quello previsto dall'art. 3 del D: L. n. 382 del 25/ 11/ 1989, convertito con legge 25 gennaio 1990 n. 8, per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, pari a circa 8.300 euro.
Lo straniero è quindi tenuto a provare la propria posizione reddituale e il regolare assolvimento degli obblighi fiscali, per i periodi immediatamente antecedenti la presentazione dell'istanza, allegando alla stessa idonea documentazione.
Con l'attribuzione del beneficio della cittadinanza lo straniero si inserisce a pieno titolo nella Comunità nazionale, acquisendo i medesimi diritti e doveri dei suoi membri, tra cui quelli connessi all'obbligo di concorrere alla realizzazione delle finalità dello Stato.
Si ritiene, pertanto,necessario, nel rispetto del concetto di solidarietà familiare cui sono tenuti i membri della famiglia, valutare la consistenza economica dell'intero nucleo al quale l'aspirante cittadino appartiene quando, dalla documentazione prodotta e/o dalla istruttoria esperita, si può evincere che esistono altre risorse che concorrono a formare il reddito.
Nella fattispecie, poi, ove si riscontri il decorso di un considerevole lasso di tempo tra la data di presentazione dell'istanza e quella di perfezionamento del relativo iter,sarà possibile procedere, prima dell'eventuale diniego, ad una "attualizzazione" dei redditi dichiarati,dando modo al richiedente di indicare gli eventuali miglioramenti della propria posizione economica,intervenuti nel frattempo, in linea con i principi di cui alle leggi 11 febbraio 2005, n. 15 e 14 maggio 2005, n. 80 di riforma della legge sul procedimento amministrativo, in particolare in materia di partecipazione dei cittadini al procedimento.
Brevi spostamenti dal territorio nazionale
Alla luce di tali considerazioni, che ugualmente sono supportate da recenti pronunce giurisprudenziali, eventuali assenze temporanee non dovranno essere ritenute pregiudizievoli ai fini della concessione dello "status civitatis", quando l'aspirante cittadino che si sia dovuto recare all'estero, abbia comunque mantenuto in Italia la propria residenza legale (iscrizione anagrafica presso il comune e titolo di soggiorno valido per l'intero arco temporale) nonché il centro delle proprie relazioni familiari e sociali.
In questo ambito rientrano pure le attività di accertamento da parte dei Comuni dei requisiti per il conseguimento della cittadinanza italiana ai sensi dell'art. 4, comma 2, della L. 91/92 (acquisto della cittadinanza per i nati in Italia al compimento del diciottesimo anno).
Con la citata norma - uno dei pochi casi di applicazione del principio dello "jus soli" - il legislatore ha comunque dato rilievo alla residenza legale, prevedendo l'acquisto della cittadinanza per beneficio di legge da parte del soggetto nato in Italia da genitori stranieri, che abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età e dichiari di voler acquistare lo "status civitatis" entro un anno dalla suddetta data.
Acquisto della cittadinanza italiana da parte del minore straniero adottato
L'art. 3, comma 1, della L. 91/92 disciplina l'acquisto automatico della cittadinanza italiana a favore dei minori adottati da cittadini italiani mentre, per quanto concerne i maggiorenni adottati da cittadino italiano, l'art. 9, comma 1, lett. B) della medesima legge prevede un'ipotesi agevolata di concessione, su istanza dell'interessato, stabilendo un periodo di residenza legale nel territorio della Repubblica ridotto a 5 anni, successivi all'adozione.
Recentemente l'attenzione di questo Dicastero è stata rivolta alla situazione del procedimento di adozione instaurato nei confronti di uno straniero minorenne che si conclude quando ormai l'interessato ha raggiunto la maggiore età.
La sentenza di adozione di un minore straniero, anche se produce i suoi effetti nei confronti di un soggetto divenuto nel corso del giudizio maggiorenne, deve essere quindi considerata sentenza di adozione di un minorenne, con la conseguente riconducibilità alle disposizioni di cui all'art. 3, comma 1, della legge n. 91/92, relative all'acquisto automatico della cittadinanza italiana da parte del minore straniero adottato.
Per tali casi, in conformità con le disposizioni di cui all'art. 47 della legge n. 184/1983, secondo cui l'adozione produce i suoi effetti dalla data della pronuncia della sentenza , la cittadinanza andrà riconosciuta a far data dalla sentenza di adozione in quanto riguarda effettivamente un minore adottato ma, essendo la sentenza costitutiva, non può retroagire alla data in cui è stata presentata la domanda.
Attesa la particolare rilevanza della questioni rappresentate, si invitano le SS.LL. a voler dare le opportune disposizioni affinché il contenuto della presente direttiva venga portato a conoscenza dei Sigg. Sindaci dei Comuni ricadenti nell'ambito territoriale di competenza e per le materie di rispettivo interesse.