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Timestamp: 2017-07-25 01:55:44+00:00
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Matched Legal Cases: ['art.10', 'sentenza ', 'art. 101', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 2948', 'art. 1284', 'art.3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 17', 'art.17', 'art. 30', 'art. 19', 'art. 108', 'art. 1']

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contabilità O - Z
www.suriano.infowww.suriano.infoOMAGGIPENALE mancato versamento Per effetto del Decreto Legislativo n. 8/2016, l'articolo 2, comma 1-bis, del
D.L. n. 463 del 1983 ora stabilisce:
⇒ che l'omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali,
per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la
reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032;
⇒ se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica
la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000;
⇒ il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione
amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro
tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto
accertamento della violazione.In caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali, per stabilire la natura dell’illecito si fa riferimento al loro ammontare complessivo annuale individuabile nel periodo dal 1 6 gennaio al 16 dicembre di ciascun anno.Questa indicazione è contenuta nella lettera circolare 9099 con cui il ministero del Lavoro, d’intesa con l’Inps, ha dettato le istruzioni operative agli uffici territoriali. Omesso versamento (2016) RITENUTEL’altro reato legato alla presentazione del 770 riguarda l’omesso versamento delle ritenute (articolo 10-bis del Dlgs 74/2000). In dettaglio, a seguito delle modifiche normative, si rischia la reclusione da sei mesi a due anni nel caso in cui non si effettui tale versamento per somme superiori a 150mila euro (fino allo scorso anno l’importo era di 50mila euro). Omesso versamento IVA: le sanzioni penali
In previsione del versamento del prossimo acconto IVA, si riepilogano, in pillole, le nuove sanzioni penali per l'omesso
versamento IVA.
L’omesso versamento dell’IVA risultante dalla dichiarazione annuale, per un importo superiore a € 250.000,00, ha
rilevanza penale a partire dal 28.12 del medesimo anno in cui avrebbe dovuto essere effettuato il versamento a
saldo. È infatti prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 2 anni per “chiunque non versa l’imposta sul valore
aggiunto, dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo
d’imposta successivo” (art.10-ter D.Lgs. 74/2000).
Le condizioni che fanno scattare la sanzione penale sono le seguenti (circ. 28/E/2006 Par.4):
• il reato si consuma nel momento in cui l'omesso versamento si protrae oltre il termine per il versamento
dell'acconto relativo al periodo d'imposta successivo;
• l'IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, trascorso il termine sopra indicato, non è versata per un ammontare
superiore ad euro 250.000,00 per ciascun periodo d'imposta.
Il ritardo nel versamento dell’IVA a saldo in base alla dichiarazione comporta l’applicazione della sanzione
amministrativa pari al 30% (15% per ritardi non superiori a 90 giorni) dell’imposta non versata, ridotta eventualmente
in caso di ravvedimento o di avviso bonario. Il perdurare nell'omissione del versamento dopo il 27.12 dell’anno
successivo a quello di riferimento comporta che la violazione assuma rilevanza penale; si ritiene che il versamento di
una parte del saldo IVA annuale in modo che l’ammontare non versato sia inferiore alla soglia di € 250.000,00 consenta
di evitare la sanzione penale. Per evitare la sanzione penale non è necessario regolarizzare il versamento con il
ravvedimento, ma è sufficiente effettuare il versamento dell’imposta (totale o parziale) in modo che risulti un ammontare
di IVA non versata, dopo il 27.12, pari o inferiore a € 250.000,00. Non è sanzionato penalmente l’omesso versamento
dell’IVA risultante dalle liquidazioni periodiche, ancorché superiore a € 250.000,00. Tuttavia, tali omessi versamenti si
riflettono sull'ammontare del saldo IVA annuale e possono quindi assumere rilevanza penale.
Per verificare il superamento della soglia di punibilità penale si deve fare riferimento all'ammontare indicato nella sez. II
del quadro VL a rigo "TOTALE IVA DOVUTA" (VL38 nel Mod. IVA 2016), al lordo dei crediti o dei versamenti
disconosciuti dall'Amministrazione Finanziaria. Pertanto, l’indicazione nel quadro VL, sez. II, di importi non versati in
modo che il saldo IVA risulti inferiore a € 250.000,00, non vale a scongiurare la sanzione penale.
La soglia di punibilità è stata innalzata a € 250.000,00 dal D.Lgs. n. 158/2015, entrato in vigore il 22.10.2015
(precedentemente, assumevano rilevanza penale gli omessi versamenti IVA superiori a € 50.000,00); tuttavia, la nuova
soglia si applica anche a fatti commessi prima di tale data per i quali non sia stata emessa una sentenza di
condanna definitiva, in ossequio al principio del favor rei. Di conseguenza, ad esempio, l’omesso versamento dell’IVA
2013 risultante dal Mod. IVA 2014 per un importo complessivo pari ad € 120.000,00 non costituisce più un illecito
La regolarizzazione degli importi dovuti (debito tributario, sanzioni e interessi) prima della dichiarazione di apertura
del dibattimento di primo grado, mediante ravvedimento, adesione all'accertamento o procedure conciliative, costituisce
causa di non punibilità.
ordineordine PERDITE SU CREDITI Le perdite su crediti di modesta entità e su crediti prescritti sono deducibili nella determinazione del reddito di imprese in regime di contabilità semplificata?Sì. Qualora sussistano tutte le condizioni previste dall'articolo 101, comma 5, del Tuir, la perdita risulta deducibile. La norma, infatti, non prevede alcuna distinzione tra le imprese in contabilità ordinaria e quelle in contabilità semplificata.Casella di testoProcedure concorsuali e procedure assimilate (art. 101 c. 5 DPR 917/86, Circ. AE 1° agosto 2013 n. 26/E) 19645In presenza di procedure concorsuali e di procedure assimilate, è riconosciuta la sussistenza dei requisiti di certezza e precisione della perdita, che diviene pertantodetraibile:1) per le procedure concorsuali: a partire dalla data in cui il debitore si considera assoggettato alla procedura e cioè dalla data:- della sentenza dichiarativa del fallimento;- del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;- del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo;- del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;2) per gli accordi di ristrutturazione del debito (art. 182 bis L.Fall.): a partire dalla data del decreto del Tribunale di omologazione dell'accordo. Tale momento dovrebbe rilevare anche per i soggetti che non hanno aderito all'accordo;3) per i piani di risanamento attestati da un professionista indipendente e qualificato (art. 67 c. 1 lett. d) L.Fall.): dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. Al riguardo, poiché tale iscrizione è facoltativa per il debitore, se non avviene, il creditore non può dedurre la perdita in base alla norma in esame, ma può dedurre solo la parte eventualmente stralciato in base all'accordo tra il debitore e i suoi creditoriIpotesi DefinizionePrescrizione del diritto alla riscossione del creditoSecondo le disposizioni civilistiche, avviene solitamente quando sono decorsi 10 anni, ridotti a 5 per somministrazioni di beni e servizi da cui scaturiscono pagamenti periodici (art. 2948 n. 4 c.c.).Resta tuttavia salvo il potere dell'AF di contestare la deducibilità della perdita nel caso in cui l'inattività del creditore (che ha fatto sorgere la prescrizione), sia derivata da una effettiva volontà liberale.Cessione pro-soluto del credito (*)Quando cioè il cedente garantisce solo l'esistenza del credito (ma non la solvibilità del debitore), trasferendo sostanzialmente il rischio di insolvenza del debitore (Circ. AE 4 giugno 2014 n. 14/E)(**).TransazioneAccordo con il debitore che prevede la riduzione definitiva del credito motivata da difficoltà finanziarie del debitore stesso (***).Rinuncia unilaterale del creditoAd esempio quando è giustificata dalla volontà di mantenere buoni rapporti con l'impresa debitrice in vista di future commesse di lavori (Cass. 2 maggio 2013 n. 10256).(*) Se la cessione riguarda crediti non ancora scaduti, l'eventuale componente finanziaria è soggetta ai limiti previsti per gli interessi passivi (v. n. 17470).Per la perdita derivante dalla cessione del credito pro solvendo si rinvia al n. 19654.(**) Se la cessione di un credito nei confronti di una società partecipata avviene insieme alla cessione della partecipazione nella società stessa, l'operazione va considerata unitariamente. Pertanto, la perdita su crediti non è immediatamente deducibile, ma va considerata come una rinuncia ai crediti effettuata da soci (v. n. 17050) che aumenta il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione che dovrà essere confrontato con il corrispettivo di cessione della partecipazione stessa (Ris. AE 29 febbraio 2008 n. 70/E).(***) Se la transazione deriva da una lite sulla fornitura (qualità, tempestività ecc.), il relativo onere costituisce una sopravvenienza passiva deducibile direttamente, senza l'utilizzo del fondo per rischi su crediti (Circ. AE 1° agosto 2013 n. 26/E).PERDITE di esercizio RIPORTOLa disciplina era stata ampiamente rivista dal DL 223/2006 che aveva previsto tra l’altro il riporto illimitato delle perdite nei primi 3 anni dalla costituzione dell’impresa e le perdite dei soci di società trasparenti.Il DL 98/2011 ha modificato la disciplina relativa al riporto delle perdite dei soggetti Ires disponendo il generale riporto illimitato entro determinati limiti. Vediamo nel dettaglio.Società di capitali. Le perdite fiscali conseguite in un periodo di imposta possono essere computate in diminuzione dei redditi dei periodi successivi:in misura non superiore all’80% del reddito imponibile di ciascun periodo di imposta per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare (Perdite ad utilizzo limitato), e l’eccedenza si riporta.Entro il limite del reddito imponibile di ciascun periodo di imposta successivo e per l’intero importo che trova capienza in tale ammontare, se relative ai primi 3 periodi di imposta dalla data di costituzione, sempre che si riferiscano ad una nuova attività produttiva (Perdite ad utilizzo illimitato).Con circolare n 25 del 19 giugno 2012 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in presenza sia di perdite nei primi 3 esercizi (riportabili per intero), sia di perdite nate successivamente (con vincolo dell’80%), non è previsto alcun ordine di priorità. E’ quindi facoltà del contribuente decidere di utilizzare dapprima le perdite realizzate durante i primi 3 periodi d’imposta. Inoltre è stato chiarito che ai fini del calcolo dell’80% è necessario fare riferimento al reddito imponibile al lordo, e non al netto, delle perdite relative ai primi 3 periodi d’imposta.Esempio. La Alfa srl presenta la seguente situazione:Perdite risultanti dai primi tre esercizi: 500 €Perdita al quarto esercizio: 1.000,00 €Reddito (quinto esercizio): 1.100,00 €La società compenserà parte del reddito con le perdite dei primi 3 esercizi ottenendo un reddito residuo di 600,00 € (1.100,00-500= 600).Il reddito residuo lo compenserà con le ulteriori perdite. L’80% di 1.100,00 € risulta essere pari a 880,00 € ed è quindi verificato. 600,00 € – 1000,00 € = 400,00 € perdite riportabili.Società di persone. Le perdite prodotte da Snc e Sas, nonché dalle S.S. dalle associazioni derivanti dall’esercizio di arti o professioni, sono imputate ai soci, ovvero agli associati, in proporzione alla specifica quota di partecipazione agli utili. Le quote di partecipazione agli utili si presumono proporzionali al valore dei conferimenti dei soci, se non risultano diversamente determinate nell’atto pubblico ovvero nella scrittura privata autenticata di costituzione, oppure da altro atto analogo avente data anteriore all’inizio del periodo d’imposta. Qualora il valore dei conferimenti non appaia determinato, le quote di partecipazione agli utili si intendono uguali.Relativamente alle S.a.s. nell’ipotesi di perdite eccedenti l’ammontare del capitale sociale, la ripartizione dell’eccedenza tra i soci non avviene secondo la regola generale citata, ma è applicabile ai soli soci accomandatari.Pertanto per i soci accomandanti la deducibilità della perdita dal reddito è commisurata al valore massimo rappresentato dalla quota di partecipazione, mentre per i soci accomandatarila deducibilità è concessa oltre la loro quota di partecipazione.Imprese in contabilità ordinaria. Per tali soggetti le perdite derivanti dall’esercizio dell’attività d’impresa, sia essa esercitata da soggetti Irpef o da soggetti Ires, è compensabile esclusivamente in diminuzione dei redditi della stessa natura. E’ ammesso il riporto non oltre il quinto anno. Non è ammessa la compensazione parziale e se negli anni successivi si conseguono ulteriori perdite, queste devono essere utilizzate prima di quelle riportate.Le perdite realizzate nei primi 3 periodi d’imposta dalla data di costituzione possono essere computate in diminuzione del reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, senza limiti di tempo, a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.Lavoratori autonomi, imprese in contabilità semplificata (e partecipazioni in società di persone in contabilità semplificata). Le perdite realizzate nell’esercizio d’imprese commerciali in regime di contabilità semplificata (sia in forma individuale che in forma di società di persone) e le perdite realizzate nell’esercizio di attività di lavoro autonomo indipendentemente dal regime contabile adottato (sia in forma individuale che associata) possono essere portate in diminuzione dei redditi derivanti dalle diverse categorie che concorrono alla formazione del reddito complessivo nello stesso anno, ma senza possibilità di riporto.NB. Per contrastare il fenomeno del cd commercio delle bare fiscali vi è l’irriportabilità delle perdite nel caso in cui si verifichino le seguenti circostanze congiuntamente:acquisizione da parte di terzi del controllo (maggioranza delle partecipazioni) sul soggetto che riporta le perdite,modifica dell’attività principale nel periodo in cui le perdite sono state prodotte, nel periodo di imposta in corso al momento del trasferimento o nei due precedenti o successivi.PRIVACYRAVVEDIMENTO2016 F24 a zeroLa sanzione da pagare per l’omessa o tardiva presentazione del modello F24 a saldo zero è determinata in maniera diversa a seconda dell’arco temporale in cui la violazione viene sanata. Perciò, la riduzione a 1/9 (regolarizzazione entro 90 giorni) si applica con riferimento alla sanzione base di:?50 euro, se l’F24 con saldo zero è presentato con ritardo non superiore a 5 giorni lavorativi; la sanzione è perciò pari a 5,56 euro;100 euro, se il ritardo è tra 5 e 90 giorni; la sanzione è perciò pari a 11,11 euro.Dopo i 90 giorni, la sanzione base cui commisurare la riduzione è sempre quella di 100 euro. Pertanto, la sanzione è pari a:12,50 euro (1/8 di 100) se il modello F24 è presentato entro un anno dall’omissione;14,29 euro (1/7 di 100) se il modello è presentato entro due anni;16,67 euro (1/6 di 100) se il modello è presentato oltre 2 anni;20 euro (1/5 di 100) se il modello è presentato dopo un Pvc. TABELLA DEL SAGGIO DI INTERESSE LEGALEDal 1942 ad oggiPeriodoNormeSaggio di interesse21.04.1942 - 15.12.1990art. 1284 cod. civ.5%16.12.1990 - 31.12.1996L. 353/90 e L. 408/9010%01.01.1997 - 31.12.1998L. 662/965%01.01.1999 - 31.12.2000Dm Tesoro 10.12.19982,5 %01.01.2001 - 31.12.2001Dm Tesoro 11.12.20003,5 %01.01.2002 - 31.12.2003Dm Economia 11.12.20013 %01.01.2004 - 31.12.2007Dm Economia 01.12.20032,5 %01.01.2008 - 31.12.2009Dm Economia 12.12.20073 %01.01.2010 - 31.12.2010Dm Economia 04.12.20091 %01.01.2011 - 31.12.2011Dm Economia 07.12.20101,5 %01.01.2012 - 31.12.2013Dm Economia 12.12.20112,5 %01.01.2014 - 31.12.2014Dm Economia 12.12.20131 %01.01.2015 -31.12.2015Dm Economia 11.12.20140,5 %01.01.2016 -Dm Economia 11.12.20150,2 %REGIME CONTABILESEMPLIFICATOLIMITE RICAVI DI COMPETENZA (non si considerano gli acconti) Prestazione di servizi € 400.000 DM 17/01/1992 - art.3 DPR 633/72- professionisti - attività di somministrazione (Bar, Ristoranti)- imprese edili Altre attività € 700.000 - commercio- produzione di Beni (artigiano)Il rispetto di tali soglie di ricavi deve essere verificata in ogni periodo di imposta: il superamento della soglia in un esercizio comporta l’obbligo di adottare il regime di contabilità ordinaria a decorrere dal 1° gennaio del periodo di imposta successivo. in caso di inizio attività in corso d’anno, è necessario effettuare il ragguaglio ad anno dei ricavi presuntiNel caso di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi ed altre attività bisogna operare la seguente distinzione:nel caso di ricavi delle attività non annotati distintamente, bisogna far riferimento al limite previsto per le attività diverse da quelle di prestazioni di servizi, e quindi ai 700.000€.nel caso di ricavi della attività annotati distintamente, il limite da considerare è quello dell’attività prevalente. Quindi se l’attività prevalente è quella relativa alle prestazioni di servizi, andrà verificato il limite di 400.000 €, altrimenti quello di 700.000 €. In ogni caso, come precisato dalla R.M. n. 293/E/2007, andrà comunque verificato, anche se l’attività prevalente è quella di prestazione di servizi, che i ricavi complessivi siano inferiori a 700.000 €.Quindi i passaggi da effettuare sono:identificare l’attività prevalente;verificare la soglia di ricavi dell’attività prevalente;verificare che il limite complessivo dei ricavi derivanti da tutte le attività sia inferiore a 700.00€ LIQUIDAZIONE IVA trimestrale o mensilePer quanto concerne le liquidazioni Iva, il parametro da tenere in considerazione non è più l’ammontare dei ricavi, ma il volume d’affari realizzato da imprese e professionisti REGIME FORFETTARIO Regime forfetario Art. 1, cc. 111, 113 • Tra le condizioni per poter fruire del regime forfetario di cui all’art. 1, c. 54 L. 190/2014, previsto per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni, non è più richiesto che i redditi conseguiti nell’anno precedente nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione siano in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. • Tuttavia, non possono avvalersi del regime i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. • Al fine di favorire l'avvio di nuove attività, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i 4 successivi, l’aliquota d’imposta è stabilita nella misura del 5% (anziché riduzione del reddito di 1/3 per il primo periodo di imposta e per i 2 successivi). Tale disposizione si applica, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, anche ai soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, avvalendosi delle disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche. • Il reddito forfetario costituisce base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35% (anziché mancata applicazione del minimale contributivo). La riduzione contributiva è applicabile per l’accredito della contribuzione (art. 2, c. 29 L. 335/1995).REVERSE CHARGEART 17 C.6 LETT. A-TER DRP 633/72 (22 PU)a-ter) alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici; (art. 17 c. 6 lett. a-ter) DPR 633/72, Circ. AE 27 marzo 2015 n. 14/E)Alle seguenti prestazioni di servizi relative ad edifici , individuate in base ai codici attività ATECO 2007, si applicano le aliquote ordinariamente previste, ma l'imposta è assolta con il reverse charge, semprechè siano acquistate da un soggetto passivo IVA (nel caso di Pubblica Amministrazione, solo quelle acquistate nell'esercizio dell'attività commerciale, non in quella istituzionale, soggetta allo Split payment).Attività (*)Codice ATECOPulizia (**)81.21.00 (***);81.22.02 (***)Demolizione43.11.00Installazione di impianti(Incluse le prestazioni di manutenzione e riparazione)43.21.01;43.21.02;43.22.01;43.22.02;43.22.03;43.29.01;43.29.02;43.29.09 (***).Completamento (****)43.31.00;43.32.01;43.32.02 (*****);43.33.00;43.34.00;43.39.01 (***);43.39.09.(*) Quando un consorzio effettua le prestazioni soggette al RC, il RC è applicato anche dalle società consorziate per le prestazioni rese al consorzio.(**) L'addebito dei costi da un professionista ad un altro, non uniti da vincoli associativi, che utilizzano una struttura in comune, è escluso da RC.(***) Limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici.(****) Si comprendono gli interventi quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ecc (imbiancatura, tinteggiatura, rifacimento della facciata, posa in opera di infissi, rivestimento pavimenti ecc.).Sono escluse dal RC le prestazioni di servizi relative alla preparazione del cantiere (codice ATECO 43.12)(*****) Esclusa la posa in opera di arredi.Servizi di pulizia relativi ad edifici81.21.00Pulizia generale (non specializzata) di edifici di ogni tipo (quali uffici, case o appartamenti, fabbriche, negozi e uffici pubblici)Pulizia generale (non specializzata) di altre strutture commerciali e professionaliPulizia generale (non specializzata) di condomìni81.22.02Pulizia effettuata all’esterno di edifici di ogni tipo (inclusi uffici, fabbriche, negozi, uffici pubblici ed altre strutture commerciali e professionali, nonché condomìni)Pulizia specializzata di edifici, effettuata da imprese che dispongono di capacità e attrezzature particolari (ad esempio, la pulizia di vetrate, camini e caminetti, fornaci, inceneritori, caldaie, condotti di ventilazione e dispositivi di evacuazione dei fumi)26Sono escluse la pulizia con vapore, sabbiatura e simili attività di pulitura di facciate di edificiServizi di demolizione relativi ad edifici43.11.00Demolizione o smantellamento di edifici e di altre struttureServizi di installazione di impianti relativi ad edifici43.21.01Installazione, manutenzione e riparazione di impianti elettrici in tutti i tipi di edifici e nelle strutture di genio civileCablaggio e connessioni elettricheInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti di illuminazioneInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti di collegamento di elettrodomestici e apparecchi elettriciInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti fotovoltaici43.21.02Installazione, manutenzione e riparazione di impianti elettroniciCablaggio per telecomunicazioni, reti di elaboratori e sistemi televisivi via cavo, incluse le fibre otticheInstallazione, manutenzione e riparazione di parabole satellitariInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti di segnalazione d’incendioInstallazione, manutenzione e riparazione di sistemi di allarme antifurtoSono esclusi il monitoraggio ed il controllo a distanza di sistemi elettronici di sicurezza come i sistemi di allarme, antifurto e antincendio43.22.01Installazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulici in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento (elettrici, a gas e petrolio) in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di caldaie in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di torri di raffreddamento in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di collettori di energia solare non elettrici in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulico-sanitari in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di condotte di ventilazione e condizionamento dell’aria in edifici43.22.02Installazione, manutenzione e riparazione di raccordi per il gas e distributori di vapore43.22.03Installazione, manutenzione e riparazione di sistemi di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati)43.29.01Installazione, manutenzione e riparazione di ascensori in edificiInstallazione, manutenzione e riparazione di scale mobili in edificiServizi di installazione di impianti relativi ad edifici43.29.02Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioniInstallazione di materiali isolanti per isolamento termico, acustico o antivibrazioni in edifici43.29.09Installazione di porte automatiche e girevoli in edificiInstallazione di parafulmini in edificiInstallazione di sistemi di aspirazione in edificiInstallazione di impianti pubblicitari in edificiInstallazione di cancelli automatici in edificiInstallazione di insegne elettriche e non elettriche in edificiMontaggio di palchi, stand e altre strutture simili per manifestazioni, in edificiInstallazione di impianti luci ed audio per manifestazioni, in edificiAltri lavori di costruzione e installazione, limitatamente alle prestazioni riferite ad edificiÈ esclusa l’installazione di macchine apparecchiature industrialiSono esclusi i lavori di impermeabilizzazione in opere di costruzioneÈ esclusa l’installazione con operatore di impianti, luci, audio e di amplificazione per manifestazioni, concerti ecc.Servizi di completamento relativi ad edifici43.31.00Lavori di intonacatura e stuccatura interna ed esterna di edifici, inclusa la posa in opera dei relativi materiali di stuccatura43.32.01Installazione di casseforti, forzieri, porte blindate43.32.02Installazione di porte, finestre, intelaiature di porte e finestre in legno o in altri materiali27Installazione di cucine su misura, scaleCompletamento di interni (controsoffitti, pareti mobili)43.33.00Posa in opera, applicazione o installazione in edifici di piastrelle in ceramica, calcestruzzo o pietra da taglio per muri o pavimentiPosa in opera, applicazione o installazione in edifici di accessori per stufe in ceramicaPosa in opera, applicazione o installazione in edifici di parquet e altri rivestimenti in legno per pavimenti e paretiPosa in opera, applicazione o installazione in edifici di moquette e rivestimenti di linoleum, gomma o plastica per pavimentiPosa in opera, applicazione o installazione in edifici di rivestimenti alla veneziana in marmo, granito o ardesia, per pavimenti o muriPosa in opera, applicazione o installazione in edifici di carta da paratiApplicazione di stucchi ornamentaliTrattamento di pavimenti (levigatura, lucidatura, rasatura, ecc.)Realizzazione di pavimenti continui in resina, cemento ecc.43.34.00Tinteggiatura interna ed esterna di edificiVerniciatura di strutture di genio civileVerniciatura di infissi già installatiPosa in opera di vetrate, specchi, pellicole per vetri, ecc.43.39.01Attività non specializzate di lavori edili-muratori, limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici43.39.09Altri lavori di completamento e di finitura degli edificiInstallazione di caminettiCostruzione di sottofondi per pavimentiPulizia di nuovi edifici dopo la costruzioneSono escluse la pulizia a vapore, sabbiatura e attività simili per pareti esterne di edificiSono escluse la consulenza e design per decorazione di interni Esempio fattura reverse charge 2016 imprese di pulizia edifici.........................................:Dati fiscali del Fornitore: Impresa di pulizia ............................... Dati Cliente committente cessionario: Agenzia Immobiliare .......................... Partita IVA n° 00999990999Fattura n. .... del __/__/____Descrizione fattura: Pulizia appartamento sito nello stabile di via: .................... Mese di gennaio 2016 Descrizione fattura: Installazione impianto idraulico nell'immobile sito in via ...........................................Descrizione fattura: Demolizione edificio sito in via: .................... Importo di € 7.000.00,00 euro. Totale fattura € 7.000,00 euroDescrizione fattura: Lavori di intonacatura eseguiti presso l'immobile sito in via ............................................ Importo di € 1.000,00 euro. Totale fattura € 1.000,00 euroOperazione soggetta al reverse charge art. 17, comma 6. lettera a-ter, DPR 633/72 l’applicazione dell’IVA è a carico del destinatario della fattura.Operazione esente da imposta di bollo e senza addebito dell’ IVA ai sensi dell’art.17DPR.633/72 – Inversione contabile –“ circolare
22.12.2015, n. 37/E nell'ambito di un unico contratto di appalto che comprenda anche
prestazioni di manutenzione straordinaria, nel quale siano quindi presenti operazioni soggette al regime di inversione
contabile e operazioni soggette ad IVA ordinaria, applicare per tutti i lavori le regole ordinarie.Inoltre, sempre
nell'ambito dell'unico contratto di appalto, trova applicazione il regime ordinario anche quando l'attività ha come oggetto
la demolizione di un edificio e la successiva ricostruzione (rientra nell'elenco di cui alla lettera a-ter soltanto l'attività
di demolizione ma non la successiva ricostruzione).Una risposta molto importante nella circolare riguarda la dibattuta questione della cessione dei beni con posa in opera
o la prestazione di servizi, disponendo che l'applicazione dell'IVA nel primo caso o del reverse charge nel secondo
dipenda soltanto dalla volontà delle parti. A nulla rileva l'incidenza del costo del bene rispetto al servizio, o meglio,
come sostiene la circolare, è un dato obiettivo di cui si può tener conto, ma da solo non riveste un'importanza decisiva.
La distinzione dipende dal contratto, dalle negoziazioni decise tra le parti, ossia se lo scopo finale sia la cessione del
bene e il servizio sia soltanto secondario, funzionale a mettere in funzione il bene (cessione di bene: in IVA) o se
viceversa sia prevalente l'obbligazione di fare, modificando la natura stessa del bene (prestazione di servizi: in reverse
Sono poi annoverate una serie di operazioni che non sono soggette a reverse charge, poiché non espressamente
richiamati i codici ATECO relativi oppure perché non relative a edifici, quali:-attività di derattizzazione, -spurgo di fosse
biologiche e di tombini,-rimozione della neve, -centrali fotovoltaiche a sé stanti costituenti fabbricati autonomi,-installazione di estintori carrellati o portatili che non sono parte integrante dell'edificio,-servizi di allacciamento di gas, energia elettrica, acqua (poiché costituiscono parte integrante
e indispensabile per la fornitura del servizio).
-installazione di impianti e apparecchiature industriali, 11. Installazione di impianti funzionali allo svolgimento di
industriale e non al funzionamento dell’edificio
Si chiede di sapere se le prestazioni di installazione di impianti
strettamente funzionali allo svolgimento di un’attività industriale e
funzionamento dell’edificio, autonomamente considerato, rientrino o
nell’ambito di applicazione del meccanismo dell’inversione contabile.
Nel caso in cui l’attività di installazione di impianti sia
riconducibile al
codice ATECO 33.20.09 “Installazione di altre macchine ed
industriali”, vale a dire ad un codice non ricompreso nell’elenco di
cui alla più
volte citata circolare n. 14/E del 2015 (cfr. codici ATECO 2007 43.21,
43.29), non trova applicazione il meccanismo dell’inversione contabile
all’articolo 17, sesto comma, lett. a-ter), del DPR n. 633 del 1972. A
tal riguardo
si consideri, ad esempio, l’installazione di impianti di refrigerazione
industriale, come nel caso di magazzini frigoriferi finalizzati alla
lavorazione e successiva distribuzione di prodotti agricoli ed
alimentari. In tal
caso, il codice ATECO 33.20.09, nel quale si colloca la predetta
attività, non è tra
quelli espressamente richiamati dalla circolare n. 14/E del 27 marzo
2015 (da
43.21.01 a 43.29.09) e, quindi, per tali prestazioni non troveranno
applicazione le
disposizioni in materia di inversione contabile.
Le attività di “installazione impianti”, individuate con i codici ATECO
43.21.01 a 43.29.09, si riferiscono, infatti, ad impianti che formano
integrante dell’edificio e sono ad esso serventi.
Diversamente, nel
caso in cui l’istallazione di impianti sia strettamente
funzionale allo
svolgimento di un’attività industriale e non al funzionamento
autonomamente considerato (sebbene una volta installati gli
costituiscano un tutt’uno con l’edificio medesimo), si applica l’IVA
secondo le modalità ordinarie. Analogamente a quanto sopra chiarito,
l’attività di manutenzione e riparazione di impianti strettamente
funzionali allo
svolgimento dell’attività industriale e non al funzionamento dell’edificio,
ricompresi nei menzionati codici ATECO da 43.21.01 a 43.29.09, deve
esclusa dall’ambito applicativo del reverse charge.Al contrario, invece, rientrano nel regime del reverse charge i seguenti servizi: - impianti installati sia all'interno che
all'esterno dell'edificio, purché funzionali allo stesso, che per esigenze tecniche e logistiche devono essere collocati
fuori dall'edificio, per esempio: impianti di videosorveglianza perimetrale, citofono, impianto di climatizzazione, impianto
idraulico con tubazioni esterne. Così come rientrano nel reverse charge anche le - prestazioni di manutenzione e
riparazione anche se non esplicitamente riportate nell'ATECO 43.29.09 "Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a",
come in tutti i codici della divisione 43; - l'installazione di impianti fotovoltaici integrati e semi-integrati agli edifici; -l'installazione e manutenzione di impianti di spegnimento antincendio (quindi manutenzione di estintori,
manichette, ecc. che fanno parte di un impianto complesso installato sull'immobile); -riparazione, sostituzione di parti di
impianti difettose od obsolete; -diritto di chiamata e manutenzioni sulla base di canoni di abbonamento periodici. ART 17 C.6 LETT. A DRP 633/72 (22 SB)a) alle prestazioni di servizi diversi da quelli di cui alla lettera a-ter), compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attivita' di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalita' dei lavori;In assenza di contratto scritto è almeno opportuno che il committente - appaltatore rilasci all'esecutore-subappaltatore una dichiarazione del tipo di quella sotto riportata F COSTRUZIONI
43 LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI Le regole sui beni significativi incompatibili con il «reverse»Le Entrate confermano la risposta della circolare n. 37/E/2015, secondo cui la disciplina dei “beni significativi”non opera quando il committente dell’intervento, inquadrabile fra quelli cui si rende applicabile il reverse charge in base all’articolo 17, comma 6, lettera a ter), del Dpr 633/1972, è un soggetto passivo Iva. In pratica, la normativa che prevede l’aliquota del 10% fino a concorrenza del valore della prestazione al netto del valore di detti beni, si applicherebbe solo quando il committente è un consumatore finale, ovverossia un privato o un soggetto assimilato.RIMANENZE valutazioneRIMBORSI SPESE Analitico, misto e forfettario: i metodi applicabiliL’indennità di trasferta è solitamente disciplinata dai contratti collettivi nazionali di lavoro o dagli accordi individuali, i quali possono prevedere una specifica indennità per il lavoratore in trasferta, oltre alla normale retribuzione. Si tratta, in sostanza, di un compenso correlato, da un lato, alle spese sostenute per la missione, e dall’altro, alla necessità di compensare il disagio procurato al lavoratore, che va trattato dal punto di vista fiscale (articolo 51, del Dpr 917/1986) e contributivo a seconda del metodo utilizzato per effettuare i rimborsi al lavoratore.Sono tre le metodologie che possono essere applicate per gestire questi trattamenti.* Il forfait. Il primo metodo consiste nella corresponsione di una indennità forfetaria a copertura delle spese sostenute: in questa ipotesi, le indennità di trasferta sono escluse dall’imponibile fiscale - indipendentemente dalla durata della trasferta - fino all’importo di 46,48 euro al giorno, elevato a 77,47 per le trasferte all’estero. Concorrono, invece, all’assoggettamento a tassazione tutti i rimborsi di spesa, anche se analiticamente documentati, corrisposti in aggiunta all’indennità di trasferta. * Il metodo misto. C’è poi la possibilità di adottare il cosiddetto rimborso misto che prevede, appunto, il rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio da parte del datore di lavoro insieme all’erogazione dell’indennità di trasferta: in questa ipotesi, le franchigie di 46,48 e 77,47 euro sono ridotte rispettivamente di 1/3 (15,49 ovvero 25,82 euro per le trasferte all’estero) in caso di rimborso delle spese di alloggio o di vitto, nonché nei casi di alloggio o di vitto fornito gratuitamente; di 2/3 (30,99 ovvero 51,65 euro per le trasferte all’estero) in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto o di vitto e alloggio forniti gratuitamente. Con questo metodo, i rimborsi analitici delle spese di viaggio (anche sotto forma di indennità chilometrica) e di trasporto non concorrono a formare il reddito quando siano effettuati sulla base di idonea documentazione, mentre ogni altro eventuale rimborso spese è assoggettato interamente a tassazione.* Il metodo analitico. I rimborsi analitici delle spese di vitto e alloggio, quelli delle spese di viaggio (anche sotto forma di indennità chilometrica) e di trasporto non concorrono a formare il reddito. È, altresì, escluso da imposizione il rimborso di ulteriori altre spese, seppure non documentabili, purché analiticamente attestate dal dipendente in trasferta, fino ad un importo di 15,49 euro al giorno, elevato a 25,82 euro per le trasferte all’estero. Se in aggiunta al rimborso analitico viene corrisposta anche un’indennità, indipendentemente dall’importo, questa concorre interamente a formare il reddito di lavoro dipendente. L’assoggettamento contributivo avviene alla stessa stregua di quello fiscale, per via dell’armonizzazione delle basi imponibili.RISTRUTTURAZIONE L’agevolazione spetta per le spese di ristrutturazione di qualsiasi abitazione in cui si esplica la convivenza. Nella Circolare 12.06.2002 n. 50, risposta 5.1, è stato, infatti, precisato che: “… non è invece richiesto che l’immobile sia considerato abitazione principale per il proprietario o per il familiare convivente, essendo sufficiente che si tratti di una delle abitazioni su cui si esplica il rapporto di convivenza” (anche Risoluzione 12.06.2000 n. 184 e Circolare 10.06.2004 n. 24, risposta 1.10).L’importante è che all’atto del sostenimento delle spese di ristrutturazione la casa oggetto dell’intervento risulti “libera”, ovvero, a disposizione anche del coniuge convivente.IVA, manutenzioni aliquota al 10% anche se il committente è un'impresa (circolare n.37/15 Agenzia)bonus mobilihttp://finanza.repubblica.it/Esperti/Casa.aspx?ID=227188Nuova caldaia, c'è la detrazione se si acquista in proprio?Luciana S. chiede:Vorrei sostituire la mia caldaia di riscaldamento con una a condensazione. Posso usufruire della detrazione del 65% se compro per conto mio la caldaia e poi mi servo di una ditta per installarla? O devo farla acquistare dalla ditta stessa? Ringrazio e saluto cordialmenteL'esperto risponde:La detrazione per gli interventi di risparmio energetico è riconosciuta anche nel caso di acquisto diretto dei beni da installare. In questo caso, però, non potrà godere dell''Iva agevolata sul costo, in quanto questa è riconosciuta solo in caso di acquisti effettuati dalla ditta che esegue i lavori. (7 giugno 2013)http://www.ediltecnico.it/30578/iva-agevolata-10-regime-per-i-pannelli-solari/Pertanto scontano il regime agevolato dell’IVA al 10% in edilizia i seguenti interventi:- l’acquisto di interi impianti fotovoltaici o per la produzione di acqua calda;- l’acquisto dei singoli pannelli, del boiler e degli altri componenti necessari per la creazione dell’impianto e l’allaccio alla rete di distribuzione dell’energia, del calore o della sola acqua calda.In questi casi l’IVA è comunque applicata in misura pari al 10% a prescindere dall’acquirente, quindi anche nel caso in cui l’acquisto sia effettuato direttamente dal committente dei lavori.ROL riporto illimitattoSCONTRINIrestituzione merce vendite online Gli adempimenti in caso di sostituzione merce e/o rimborso del prezzo nelle vendite on-line.
In relazione alle vendite via Internet vanno distinti due tipi di commercio: il commercio elettronico indiretto e quello
Il primo è riferito alla cessione di beni materiali (ad esempio, articoli per la casa, mobili, ecc.) in cui le parti utilizzano
internet per concludere il contratto ed eseguire il pagamento, salvo poi, in un secondo momento, spedire il bene
utilizzando le vie tradizionali (spedizione postale-vettore). Per tale tipo di commercio si applicano le regole fiscali vigenti
per le "vendite per corrispondenza", essendo basato su normali operazioni di acquisto e di vendita.
Il "commercio elettronico diretto" è quello riferito alla cessione elettronica di beni virtuali o di servizi (ad esempio,
fornitura di siti web, di musica, di programmi, ecc.) che costituisce sempre e comunque una prestazione di servizi e
consente alle parti di concludere la transazione con scarico telematico del prodotto acquistato sotto forma di file digitale
con contemporanea esecuzione del pagamento.
Per il commercio elettronico indiretto la R.M. 5.11.2009, n. 274/E detta le linee guida da seguire in caso di restituzione
del prodotto acquistato e/o del rimborso del prezzo pagato. Il reso della merce venduta on-line consente la restituzione
dell'Iva al cliente, se è possibile individuare il collegamento tra la restituzione e l'acquisto originario. Tale tipo di vendita,
essendo assimilata alla vendita per corrispondenza, rientra nell'esonero dall'obbligo di fatturazione e certificazione
fiscale, ma resta fermo l'obbligo di registrare i corrispettivi. Il bene acquistato può essere restituito nei termini stabiliti
dalle parti (fermi i termini minimi di legge) ed il venditore deve sostituire il prodotto con un altro dello stesso tipo ovvero
eseguire il rimborso del prezzo. La variazione in diminuzione può essere effettuata se viene documentata la vicenda
della singola operazione economica in modo tale da poter risalire al titolo d'acquisto originario che consente di
conoscere nel dettaglio l'operazione di vendita oggetto di rettifica. Devono essere tenuti i documenti dai quali risultino le
generalità del soggetto acquirente, l'ammontare del prezzo rimborsato, il codice del bene acquistato e il codice di reso.
Operativamente occorre procedere nel seguente modo (vedasi risoluzione agenzia delle Entrate 219/2003):
a) apertura di una "pratica reso", con attribuzione di un numero di identificazione;
b) presa in carico del bene restituito nella contabilità di magazzino, se tenuta;
c) emissione di uno scontrino fiscale "negativo" (esso non si chiude con segno negativo, ma è un normale scontrino
contenente la causale "rimborso per restituzione vendita", il cui importo va scomputato dal totale corrispettivi annotati
nello scontrino di chiusura giornaliera) contenente tra l'altro il numero identificativo della pratica di reso;
d) registrazione dello scontrino fiscale negativo nel registro dei corrispettivi in diminuzione dei corrispettivi del giorno, su
cui calcolare l'Iva a debito;
e) consegna di un buono acquisto con sottoscrizione da parte del cliente di una ricevuta, oppure rimborso del prezzo da
eseguirsi tramite bonifico bancario, oppure sostituzione del prodotto. In ogni caso qualsiasi modalità adottata deve
contenere il numero identificativo della pratica di reso;
f) conservazione della pratica fino alla scadenza dei termini per l'accertamento. Quando scatta la sospensione e la chiusura dell’attivitàLa sospensione scatta in caso si venga sorpresi per più di 4 volte (intendendo come tali 4 scontrini e non 4 verifiche) nell’arco di 5 anni e si sostanzia nella sospensione dell’attività da 3 giorni ad 1 mese.SPESE DI RAPPRESENTANZAIl Decreto Internazionalizzazione ha aumentato i coefficienti di deducibilità da applicare al volume dei ricavi dell'attività
caratteristica. Tale modifica è applicabile a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 7.10.2015,
ovvero, nel caso dei contribuenti aventi l'esercizio coincidente con l'anno solare, dal 1.01.2016.
Il legislatore è tornato a occuparsi della disciplina delle spese di rappresentanza, a meno di un anno di distanza, dopo
l'art. 30 del D.Lgs. 175/2014, che aveva elevato da euro 25,82 a euro 50 il limite previsto ai fini dell'individuazione
dell'Iva detraibile (art. 19-bis, c. 1, lett. h) D.P.R. 633/1972). Questa modifica normativa aveva determinato
l'adeguamento del limite previsto ai fini della deducibilità dal reddito d'impresa delle spese di rappresentanza (art. 108, c.
2 D.P.R. 917/1986), i cui coefficienti di rilevanza fiscale, applicabili per scaglioni, vengono ora incrementati dal D.Lgs.
147/2015, nei seguenti termini: dall'1,3% all'1,5% nel caso di volume dei ricavi dell'attività caratteristica – voci A)1) e
A)5) del conto economico e, nel caso delle holding industriali, voci C)15) e C)16) – sino a 10 milioni di euro; dallo 0,5%
allo 0,6% per importi superiori, sino a 50 milioni di euro; dallo 0,1% allo 0,4% per un ammontare di ricavi caratteristici
superiore a euro 50 milioni.
Rimane, invece, fermo il limite del costo unitario di euro 50 per la deduzione integrale delle spese relative ai beni
distribuiti gratuitamente: in ogni caso, è riconosciuta al Ministero dell'Economia e delle Finanze la facoltà di emanare
un apposito decreto diretto a modificare tale soglia, nonché i predetti coefficienti di deducibilità delle spese di
Si segnala, inoltre, che sono rimasti invariati i criteri di individuazione di questi costi, stabiliti dal D.M. 19.11.2008. In
particolare, l'art. 1, c. 1, secondo periodo di tale decreto definisce come spese di rappresentanza quelle sostenute per
viaggi turistici durante i quali siano programmate e, in concreto, svolte significative attività promozionali dei beni o
dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell'attività caratteristica dell'impresa. Lo stesso dicasi
per i costi relativi a feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di
festività nazionali o religiose, inaugurazioni di nuovi uffici, sedi o stabilimenti dell'impresa, o mostre, fiere ed eventi simili
in cui sono esposti i beni e servizi prodotti dall'azienda. È, inoltre, qualificabile come spesa di rappresentanza ogni altro
onere per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni,
seminari e manifestazioni simili, il cui sostenimento risponda a criteri di inerenza.
Si ricorda altresì che, sempre in base al predetto D.M. 19.11.2008, non costituiscono, invece, spese di
rappresentanza i costi alberghieri e di ristorazione sostenuti per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di
mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall'impresa, visite a sedi o unità
produttive dell'impresa. Non costituiscono spese di rappresentanza i costi alberghieri e di ristorazione sostenuti
direttamente dall'imprenditore individuale, in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed
eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall'impresa o attinenti all'attività caratteristica della stessa. Le
spese di vitto ed alloggio sostenute, per finalità diverse dalla promozione e dalle pubbliche relazioni, a favore di
soggetti diversi da clienti effettivi o potenziali (fornitori, agenti, rappresentanti, ecc.), non sono da ricomprendere nel
novero delle spese di rappresentanza (Norma di comportamento AIDC 177/2010). SRLle partecipazioni in soggetti Ires, società non quotate, qualificate nel caso in cui si detengano più del 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria, ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 25%; le partecipazioni in soggetti Ires, società non quotate, si dicono non qualificate nel caso in cui si detenga una percentuale inferiore (o uguale) al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria, ovvero una partecipazione al capitale o al patrimonio inferiore (o uguale) al 25%;Se gli utili vengono corrisposti da società residenti al socio persona fisica (non imprenditore):49,72% se relativi ad utili prodotti dal 01.01.2008;nel caso di partecipazioni non qualificate i dividendi saranno soggetti a ritenuta a titolo d’imposta pari al: 26% dell’intero importo, se percepiti a decorrere dal 01.07.2014; Dal punto di vista fiscale infatti i dividendi corrisposti da soggetti IRES ad altri soggetti IRES sono esclusi da tassazione nella misura del 95% e la tassazione avviene secondo ilprincipio di cassa.STUDI SETTORETra i vantaggi che possono derivare dalla scelta di adeguamento al dato puntuale di Gerico vi è anche quello di potersi avvalere del regime premiale introdotto dall'articolo 10 de Dl 201/2011. In pratica i soggetti che rientrano tra i destinatari del bonus (per il periodo 2013 individuati dal provvedimento 85733/2014) e che presentano la condizione di congruità e coerenza possono fruire di tre vantaggi: la preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici in tema di imposte dirette e Iva; la riduzione di un anno dei termini per l'accertamento; l'aumento da 1/5 a 1/3 dello scostamento reddituale consentito ai fini dell'applicazione del redditometro.fonte: Il sole 24 ore - Italia oggi - IPSOA - Ratio.it>>> i contribuenti che conseguono dei ricavi superiori a €7.500.000non sono tenuti a compilare il modello studi di settore;>>> i contribuenti che conseguono dei ricavi compresi tra €5.164.569 e €7.500.000 sono esclusi dagli studi di settore ma sono comunque tenuti a compilare il Modello- dal 30 % ricavi attività secondaria > prospetto multipunto Studi di settoreL'accertamento è illegittimo se l’impresa è in crisiLo scostamento dei ricavi accertati inferiore al 21% rispetto allo studio di settore, non costituisce grave incongruenza, ancor più se l'impresa versa in una persistente crisi economica. Uno scostamento non rilevante tra i maggiori ricavi contestati e quanto dichiarato, unitamente alla crisi economica, non costituisce un motivo valido per applicare gli studi di settore. La quantificazione del maggior reddito deve avere contezza di «plurimi fattori propri della singola situazione economica, del periodo di riferimento e, in generale, della stessa storia commerciale del contribuente destinatario dell'accertamento, oltre che del mercato e del settore di operatività». Nell’accertamento mediante studi di settore l’Ufficio è tenuto ad attivare il contraddittorio con il contribuente, adattando gli indici standard ai plurimi fattori propri della singola situazione economica, del periodo di riferimento, del mercato e del settore di operatività del contribuente.SUCCESSIONE QUOTETELEFONO - CELLULARE detraibilità IVA sui telefoni- REGIME IVATELEFONO FISSOUSO ESCLUSIVO100%TELEFONO FISSOUSO PROMISCUO50%TELEFONIA MOBILE/ CELLULARIUSO ESCLUSIVO100% TELEFONIA MOBILE/ CELLULARI USO PROMISCUO50%TELEFONIA FISSA E MOBILE USO PROMISCUOcon riaddebito valore utilizzo100%deducibilità COSTOSOGGETTITELEFONIA FISSATELEFONIA MOBILEImprese80%80%Lavoratori Autonomi80%80%Autotrasportatori (1)100%100%(1) Nel limite di 1 apparecchio per ciascun veicolo utilizzato per il trasposto merci. Le spese dei telefoni eccedenti il numero dei veicoli utilizzati, sono deducibili all’80%.TFM Titoli tassazioneREGIME DICHIARAZIONE > tassazione sul REALIZZO (cessione)REGIME RISPARMIO AMMINISTRATO > tassazione sul REALIZZO (cessione) > opzione da esercitare alla Banca > imposta sostitutivaREGIME RISPARMIO GESTITO > tassazione sul MATURATO > opzione da esercitare alla Banca