Source: http://www.genealogiaearaldica.it/1/novita_2141696.html
Timestamp: 2018-08-20 10:56:24+00:00
Document Index: 96414393

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 35', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 11', 'sentenza ']

Novità | GENEALOGIA e ARALDICA
Nomi di battesimo e nuova normativa
commento dell'Avv. Chiara Consani
( chiara.consani@virgilio.it )
L’art. 6 del codice civile recita che ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito, nel nome si comprendono il prenome ed il cognome. Dalla lettura di tale norma emerge, che il diritto al nome è espressione inalienabile dell’identità personale dell’individuo.
Il nuovo ordinamento dello stato civile DPR 396/2000 ha inteso regolamentare analiticamente ed in modo innovativo alcune fattispecie che sotto la vigenza del r.d. 9 luglio 1939, n. 1238, avevano dato luogo a discordanti orientamenti e soluzioni di tipo pratico.
Per quanto riguarda il nome, le vecchie regole prevedevano che fosse possibile dare più di un nome al bambino ma che, se i nomi erano separati da virgole, era possibile legalmente usare solo il primo.
- se una persona era registrata come Tizio, Alberto negli atti poteva scrivere solo Tizio;
- se una persona era registrata come Tizio Alberto (senza virgola) negli atti doveva per forza usare entrambi i nomi.
IL NOME DOPO IL DPR 396/2000:
L’art. 35 o.s.c. statuisce che “il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o da più elementi onomastici, anche separati, non superiori a tre” ed aggiunge che in quest'ultimo caso, tutti gli elementi del prenome dovranno essere riportati negli estratti e nei certificati rilasciati dall'ufficiale dello stato civile e dall'ufficiale di anagrafe.
A tale ultimo proposito, la presenza di virgole, trattini ed altro, è oggi del tutto ininfluente al fine della formazione dell’atto di nascita, tant’è che ove essa fosse stata inserita o lo sia nei nuovi atti formati dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento, è del tutto improduttiva di qualunque effetto imposto.
La nuova regola in pratica ha abolito le virgole.
Quindi, dal 2000 in poi si ha un solo nome, che può essere composto anche da due o tre elementi, ma che in ogni caso va usato per intero.
- se una persona é registrata come Tizio Alberto o come Tizio, Alberto dovrà comunque firmare con entrambi i nomi.
SI VEDANO LE RECENTI MODIFICHE AL DPR 396/2000 DEL GOVERNO MONTI AVENTI EFFICACIA DECORSI 60 GIORNI DALLA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO NELLA GAZZETTA UFFICIALE.
CRITERI di CONFERIMENTO e ISTITUTO della REVOCA
Il 4 febbraio e 22 maggio 2013, il Segretariato Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ramificato due direttive inerenti una il criterio di conferimento dell’ambita onorificenza di Stato OMRI e l’altra l’Istituto della Revoca.
Al fine di uniformarsi al sistema premiale degli altri stati europei, si è ridotto il numero di conferimenti annuali e finalmente si è rivisto il criterio di valutazione dei meriti che il candidato è chiamato a dimostrare.
Facendo una comparazione, ci si è accorti che la nostra onorificenza gode oggi del prestigio equivalente a quello della Legion d’Onore Francese, tant’è che nello stesso provvedimento, si sottolinea di segnalare i candidati all’Ufficio del Cerimoniale di Stato per le Onorificenze facendo uso anche delle altre benemerenze civili per non inflazionare l’OMRI, come:
Ai Benemeriti della Salute Pubblica
Ai Benemeriti della Sanità Pubblica
Ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte
Ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte
Ai Benemeriti dell’Istruzione Popolare
Medaglia della Redenzione Sociale
Diploma di Benemerenza in Materia Ambientale
Medaglia della Fondazione Carnegie
Medaglia al Merito di Servizio per la Polizia di Stato
Medaglia al Merito della Polizia Penitenziaria
Medaglia al Merito del Corpo dei Vigili del Fuoco
Il conferimento parsimonioso dell’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, vedrà annualmente ridursi i conferimenti determinando il D. P. R. del 29 novembre 2012 il numero degli insigniti:
Cavaliere di Gran Croce n° 25
Grande Ufficiale n° 130
Commendatore n° 555
Ufficiale n° 720
Cavaliere n° 3.570
Maggiore rilievo è posto al secondo provvedimento a firma del Sottosegretario di Stato Catricalà, circa l’Istituto della Revoca, richiamando gli uffici competenti di Stato al fine di preservare il prestigio delle onorificenze cavalleresche e degli stessi insigniti, sensibilizzando Prefetture, Ministeri, Commissari del Governo per le Province di Bolzano e Trento, Presidenti di Regioni ecc., a prestare la massima attenzione in ordine al coinvolgimento di decorati di onorificenze cavalleresche in questioni di gravità che potrebbero determinare l’avviamento delle procedure di revoca previste dalla normativa in materia: artt. 9 e 10 del D.P.R. 13 maggio 1952 n° 458; art. 5 della L. n° 178/1951.
Il provvedimento va meglio a specificare i casi di revoca:
per rinuncia da parte dell’insignito: art. 9 D.P.R. 13 maggio 1952 n° 458;
per indegnità: art. 5 L. n° 178/1951; art. 10 D.P.R. 13 maggio 1952 n° 458;
Il provvedimento ricorda inoltre e precisa l’art. 11 del citato D.P.R. 13 maggio 1952 n° 458: “viene privato delle onorificenze chiunque venga condannato ai sensi degli artt. 28 e 29 del Codice Penale”.
La indegnità è da considerarsi non solo ed unicamente riferito ad una sentenza di condanna, ma in senso più ampio, in merito al comportamento disonorevole della persona insignita a condizione che sia possibile accertare attraverso un’approfondita istruttoria fatti e circostanze.
PRECISAZIONE DALLA SEGRETERIA DI STATO
SU ORDINI EQUESTRI
Città del Vaticano, 16 ottobre 2012 (VIS).
Autorizzazione sull'uniforme e registrazione nel foglio matricolare
e stato di servizio per le onorificenze:
Croce pro Ecclesia et Pontefice
Medaglia Benemerenti
Croci al Merito del Santo Sepolcro
Medaglie di Oro, Argento, Bronzo e Benemerenti
del S. M. O. Costantiniano di S. Giorgio (Napoli e Spagna)
nonchè annotazione all'autorizzazione per le insegne cavalleresche.
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