Source: http://www.studionecci.it/riforma-del-condominio/
Timestamp: 2019-05-21 14:45:27+00:00
Document Index: 60103339

Matched Legal Cases: ['art. 1130', 'art. 63', 'art. 1122', 'art. 1102', 'art. 1137', 'art. 1136', 'art. 1117', 'art. 1120', 'art. 1122', 'art. 1120']

Riforma del condominio - Amministrazione condominiale Roma
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IL PROSPETTO DELLA RIFORMA DEL CONDOMINIO
La riforma del condominio aggiorna la normativa ai nostri tempi, recependo quelle materie e quelle novità introdotte già, negli ultimi anni, da leggi speciali e dalla giurisprudenza. Si riportano, di seguito, le novità più salienti del testo approvato:
Ai sensi del rinnovato art. 1130 c.c. l’amministratore ha l’obbligo di attivarsi per la riscossione forzosa delle somme dovute dagli obbligati entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio nel quale il credito esigibile è compreso. A tal fine, il nuovo testo dell’art. 63 disp. att. c.c., legittima l’amministratore a richiedere un decreto di ingiunzione nei confronti del condomino moroso, senza bisogno dell’assenso assembleare, sulla sola scorta dello stato di ripartizione approvato.
Ulteriore novità del nuovo testo è rappresentata dall’obbligo spettante ai creditori di non poter agire contro i condomini in regola con i pagamenti, se non dopo l’escussione degli altri condomini. I creditori, quindi, hanno il diritto di conoscere i dati dei condòmini morosi.
Viene espressamente previsto che le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia.
E’ prevista la possibilità per il condomino di rinunciare all’utilizzo delle parti comuni, come l’impianto di riscaldamento e di condizionamento, qualora dalla sua rinuncia non derivino notevoli squilibri di funzionamento né aggravi di spesa per gli altri condomini
Modifica destinazioni d’uso parti comuni
Il nuovo articolo 1117-ter prevede è possibile, nell’interesse comune, modificare la destinazione d’uso delle parti comuni. Prevede, altresì, che in caso di attività che incidano negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d’uso delle parti comuni, l’amministratore o i condomini, anche singolarmente, possano diffidare l’esecutore e chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione, anche mediante azioni giudiziarie.
Il nuovo testo, all’art. 1122-ter prevede specifiche prescrizione per gli impianti di videosorveglianza che consentono l’installazione con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno 500 millesimi.
Il testo sembra, invece, escludere dalla sua applicazione la videosorveglianza sulle “pertinenze” private, con probabile difficoltà applicativa all’interno di una fattispecie (il condominio)
Installazione di impianti non centralizzati
La norma riguarda l’introduzione della fattispecie dell’installazione di “impianti non centralizzati”, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze. Tali opere devono essere realizzare in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche. E`consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.
Se per realizzare l’installazione, si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore. L’assemblea può prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio, nonché richiedere al condominio idonea garanzia per i danni eventuali.
La norma in questione va ricollegata con le facoltà di modificazione già attribuite al condominio dall’art. 1102 c.c.
Impugnativa delibere
La novità del nuovo testo dell’art. 1137 c.c. è il diritto dell’astenuto, al pari dell’assente e del dissenziente, di adire l’autorità giudiziaria chiedendo l’annullamento delle delibere contrarie alla legge o al regolamento di condominio, nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.
Quorum costitutivo:
– I° convocazione : maggioranza partecipanti + 2/3 millesimi
– II° convocazione: 1/3 partecipanti + 1/3 millesimi
Quorum deliberativo:
– I° convocazione : maggioranza intervenuti + 500 millesimi
– II° convocazione: maggioranza intervenuti + 1/3 millesimi
Per le delibere su materie di seguito riportate al IV° co. dell’art. 1136 c.c. , sia in I° che in II° convocazione, quorum della maggioranza intervenuti + 500 millesimi:
– Nomina revoca amministratore;
– Liti attive e passive che esorbitano le attribuzioni dell’amministratore;
– Ricostruzione edifico o riparazioni di notevole entità;
– Tutela delle destinazioni d’uso in caso di violazione del condominio (art. 1117-quarter);
– Innovazioni di cui al II° co. art. 1120 c.c (alimentazione barriere architettoniche ecc.);
– Installazione impianti videosoveglianza su parti comuni (ex art. 1122-ter c.c);
– Autorizzazione dell’amministratore a partecipare e/o collaborare a progetti, programmi e iniziative territoriali ecc.;
Per le delibere di modifica di destinazione d’uso di parti comuni:
– 4/5 partecipanti + 4/5 dei millesimi
Per le delibere di innovazioni di cui all’art. 1120 e 1122-bis II° co, c.c:
– Maggioranza intervenuti + 2/3 millesimi