Source: https://it.scribd.com/document/184841652/MANUALETTO-AGEVOLAZIONI-LAVORATIVE
Timestamp: 2019-12-06 10:42:38+00:00
Document Index: 36483965

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 33', 'art. 71', 'art. 71', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 20', 'art. 33', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 21', 'art. 33', 'art. 21', 'art. 33', 'Cass. Sez. ', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 9', 'art. 9']

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Collana I Manualetti S.A.I.?
Anffas in-rete
S.A.I.? Anffas in-rete - Progetto cofinanziato dal Ministero della Solidariet Sociale - ex legge 383/2000 - bando anno 2006 Realizzata a cura del S.A.I.? Nazionale Anffas Onlus
Anffas Onlus Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilit Intellettiva e/o Relazionale Via E. Gianturco, 1 - 00196 Roma Tel. 06/3212391 - 06/3611524 Fax 06/3212383 nazionale@anffas.net - www.anffas.net
I manualetti: - Agevolazioni lavorative - Inclusione scolastica - Inserimento lavorativo - Invalidit civile e stato di handicap - Mobilit - Tutela giuridica
La collana I manualetti, realizzata da Anffas Onlus nellambito del Progetto Cofinanziato dal Ministero della Solidariet Sociale - ex legge 383/2000 - bando anno 2006 S.A.I.? Anffas in-rete si propone di affrontare, in maniera chiara ed accessibile a tutti, i principali diritti ed agevolazioni spettanti alle persone con disabilit ed ai loro genitori e familiari.
Il presente manualetto ha lintento di illustrare le varie agevolazioni lavorative di cui pu usufruire sia il lavoratore con disabilit che il lavoratore che assista un parente o affine entro il terzo grado con disabilit grave. La possibilit di conciliare il lavoro con le proprie esigenze di salute o con le esigenze familiari di assistenza materiale e morale del proprio congiunto parte dalla considerazione che unadeguata flessibilit delle modalit lavorative pu restituire, oltre che una maggior dignit al lavoratore, anche positive ricadute sia in termini di produttivit lavorativa, sia in termini di sostegno e cura delle persone con disabilit. Negli ultimi anni, tutti i maggiori interventi normativi hanno considerato come rilevante per la cura e lassistenza delle persone con disabilit la FAMIGLIA, come primo nucleo di affetti, valori ed attenzioni che non possono essere derogati in un percorso di piena e consapevole presa in carico di una persona con disabilit, delegandoli a soggetti terzi, fornitori di servizi. Al momento di andare in stampa, si riscontrano delle volont politiche indirizzate a ridefinire tutta una serie di agevolazioni lavorative e non si sa come questa fase tumultuosa terminer. Ma sicuramente si consci che, indipendentemente dalla nuova regolamentazione delle agevolazioni lavorative, queste debbano continuare ad essere considerate nellottica sopra detta. In tali agevolazioni, un ruolo di primissimo piano svolgono i permessi retribuiti previsti dalla Legge n. 104/92 e lindividuazione di una sede lavorativa vicina alla residenza della persona con disabilit. Purtroppo, a fronte di una sempre maggiore conoscenza dei diritti dei lavoratori in merito ad alcune agevolazioni lavorative, ancora poco utilizzati sono gli incentivi volti a far emergere delle azioni positive, quali i finanziamenti di progetti volti ad articolare lattivit lavorativa in maniera che siano conciliati i tempi di vita (anche familiare) e di lavoro (ai sensi dellart. 9 Legge n. 53/2000). Rientra in questo filone di conciliazione tra vita familiare ed orario lavorativo, anche la previsione per coloro che hanno a carico persone con disabilit, della possibilit di essere esonerati dai turni lavorativi notturni. Tale agevolazione deriva dalla consapevolezza che nelle ore serali e notturne solitamente maggiore lapporto dei loro congiunti. Infine, nel presente manualetto, non potevano non ricordarsi due speciali istituti: il prepensionamento per il lavoratore con disabilit ed il congedo biennale straordinario. Entrambi gli istituti traggono la loro ragion dessere dal carattere solidaristico che deve animare il nostro sistema socio-economico, non potendosi negare che debba essere attentamente considerato il maggior sforzo impiegato da un lavoratore con disabilit (che, comunque, con la propria vita lavorativa, abbia contribuito al benessere della nazione) e quello di chi continui a dare il proprio apporto alla comunit attraverso la propria prestazione lavorativa ed anche la propria attivit di assistenza e cura di altre persone appartenenti alla collettivit stessa. Per esigenze di sistematicit si ritenuto di presentare le singole agevolazioni, individuando, volta per volta, quando le stesse spettino al lavoratore con disabilit o al lavoratore che assiste un proprio congiunto con disabilit, evidenziando i requisiti necessari per il riconoscimento alluno o allaltro.
INDICE Permessi retribuiti pag. 6
Congedo biennale staordinario
Riduzione et pensionabile Incremento anzianit contributiva Agevolazioni per sede lavorativa Conciliazione lavoro-famiglia: art. 9 Legge 53/2000
In cosa consitono: E la possibilit che ha il lavoratore con disabilit grave o il lavoratore che assiste un a persona con disabilit grave di assentarsi dal lavoro per 3 giorni al mese o per alcune ore nellarco della giornata lavorativa, pur percependo la retribuzione dovuta. Possono beneficiare dei permessi: 1) il lavoratore con disabilit che sia in possesso di un certificato dello stato di handicap, attestante la connotazione di gravit, ai sensi dellart. 3 comma 3 Legge n. 104/1992; 2) il lavoratore che assista un proprio figlio con disabilit, dichiarato persona handicappata con connotazione di gravit ai sensi dellart. 3 comma 3 Legge n. 104/1992; 3) il lavoratore che assiste un parente/affine entro il 3 grado con disabilit, dichiarato persona handicappata con connotazione di gravit ai sensi dellart. 3 comma 3 Legge n. 104/1992. Tali permessi spettano sia se il lavoratore un dipendente pubblico sia se un dipendente privato, indipendentemente dalla circostanza che il contratto di lavoro sia a tempo determinato o indeterminato. Sono esclusi da tali benefici i lavoratori a domicilio, gli addetti ai servizi domestici ed i lavoratori agricoli con rapporto di lavoro inferiore ai 26 giorni al mese.
Lavoratore con disabilit:
Lavoratore che assiste figlio con disabilit:
Ha la possibilit di usufruire alternativamente o di 2 ore di permesso al giorno (1 ora se lorario giornaliero di lavoro inferiore alle 6 ore) o di 3 giorni di permesso al mese. Per il lavoratore con disabilit che decidesse di fruire delle 2 ore giornaliere non si potrebbe considerare un tetto massimo di ore al mese. In tal senso si veda la sentenza del Trib. Lecce n. 6905/2004 che ha disapplicato la Circolare del Ministero del Tesoro del 21/10/2000 con cui si stabiliva che i dipendenti pubblici con disabilit non avrebbero potuto usufruire di 2 ore al giorno per pi di 18 ore nellarco di un mese.
Occorre distinguere a seconda che il figlio sia minore di 3 anni, minore sopra i 3 anni, maggiorenne. In ogni caso, occorre che il figlio non sia ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati (sul punto vedasi meglio dopo). Nel caso in cui il figlio da assistere sia minore di 3 anni, il genitore lavoratore ha diritto a fruire alternativamente del prolungamento dellastensione facoltativa o di 2 ore di permesso retribuito giornaliero, indipendentemente dalla circostanza che laltro genitore non ne abbia diritto (in quanto, per es., non occupato). Il prolungamento dellastensione facoltativa, riconosciuta anche al padre, (a differenza di quella obbligatoria, ovviamente di pertinenza esclusiva della gestante) d diritto ad unindennit pari al 30% della retribuzione.
I periodi di congedo parentale sono computati nellanzianit di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilit o alla gratifica natalizia. Nel caso in cui il figlio da assistere sia minore sopra i 3 anni di et, il genitore ha diritto alla fruizione di 3 giorni di permesso al mese, anche qualora laltro genitore non ne abbia diritto (perch, semmai, disoccupato). Tali permessi sono fruibili anche in maniera continuativa nellambito del mese. I genitori beneficiari possono essere anche adottivi o affidatari. Anche nel caso in cui il figlio da assistere sia maggiorenne spetterebbero 3 giorni al mese di permesso, pur dovendosi, per, ulteriormente distinguere se lo stesso sia convivente, o meno, con il genitore lavoratore. Nel caso in cui il figlio fosse convivente non occorrerebbe la persistenza di nessun altro requisito se non quello della connotazione di gravit per la disabilit dello stesso. Viceversa, nel caso in cui il figlio maggiorenne non sia convivente con il genitore, questultimo pu fruire dei permessi solo se fornisce unassistenza continua ed esclusiva. N. B. I concetti di assistenza continua ed esclusiva sono stati oggetto di una serie di puntualizzazioni nel corso degli ultimi anni. Attualmente per assistenza continua sintende quellassistenza fornita con sistematicit ed adeguatezza, quindi anche non posta in essere in via del tutto continuativa, ma che assicura una completa e costante supervisione degli interventi di assistenza da porre in essere. Mentre per assistenza esclusiva, deve intendersi non pi quella fornita in assenza di qualsiasi altro genitore o parente che possa attuarla, ma la circostanza che il lavoratore richiedente sia lunico (tra tutti i potenziali beneficiari) ad usufruire delle agevolazioni lavorative per quella persona con disabilit. Lavoratore che assiste parente o affine entro il 3 grado con disabilit: In tale ipotesi, il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso al mese, ricorrendo gli stessi requisiti previsti per il lavoratore genitore di un figlio con disabilit: maggiorenne con disabilit grave, non convivente. N.B. sono parenti entro il 3 grado: fratello/sorella, zio/zia, nonno/nonna, nipote, pronipote. Sono affini entro il 3 grado: i coniugi dei parenti entro il 3 grado. Purtroppo, anche a seguito della Circolare Inps n. 90 del 23/05/2007, si ritiene che il ricovero ospedaliero venga equiparato al ricovero a tempo pieno presso istituti specializzati, che esclude la fruizione dei permessi. Gli unici casi in cui si potrebbe ugualmente usufruire dei permessi, sono: 1) il ricovero ospedaliero di un bambino di et inferiore ai 3 anni, per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura ospedaliera il bisogno di assistenza da parte del genitore o del familiare;
Ricovero a tempo pieno:
2) il ricovero ospedaliero della persona con disabilit in coma vigile e/o in situazione terminale. Anffas ha da sempre affermato che la frequenza ad un centro diurno per persone con disabilit non equiparabile ad un ricovero a tempo pieno, in presenza del quale non sarebbero riconosciuti i permessi ai sensi dellart. 33 Legge n. 104/1992. Dopo diverse interpretazioni (vedasi Messaggio Inps n. 228 del 2006), lInps ha accolto questa differente tesi di Anffas, prima con propria nota del 04/08/2006 e poi allinterno della Circolare n. 90/2007.
Per avere diritto ai permessi, il lavoratore deve presentare apposita domanda presso lufficio dellente previdenziale di appartenenza, compilando un doppio modulo, una copia del quale deve essere restituita protocollata al lavoratore che dovr, poi, consegnarla al datore di lavoro. Unitamente alla domanda, dovr essere presentato il certificato dello stato di handicap attestante la connotazione di gravit (del lavoratore con disabilit o del familiare che assiste). Esclusivamente per i fruitori dei permessi che siano persone diverse da quella con disabilit, occorrer anche allegare: 1) stato di famiglia; 2) autodichiarazione della persona con disabilit (o del suo tutore, curatore, amministratore di sostegno, genitore esercente la potest) circa lassenza di ricovero a tempo pieno, la scelta della persona del lavoratore quale colui che debba fornire lassistenza continua ed esclusiva. Frazionamento ad ore dei permessi giornalieri:
I 3 giorni di permesso al mese, indipendentemente dal titolo che d luogo allagevolazione, sono frazionabili ad ore allinterno del mese di riferimento. Tale possibilit di fruizione frazionata stata riconosciuta, nel corso di questi ultimi anni, sia dallInps sia dallInpdap, facendo, per, salva sempre la possibilit di usufruire di 3 giorni interi al mese, indipendentemente dallorario effettivo del singolo giorno di permesso. Di recente, invece, con la norma statale dellart. 71 comma 4 Legge n. 133/2008 (con cui stato convertito il D.L. 112/08 c.d. Decreto Brunetta), si previsto, sia per il settore pubblico che per il settore privato, che: La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalit di fruizione delle stesse, con l'obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di fruizione dell'intera giornata lavorativa, l'incidenza dell'assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all'orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.
Limite fruizione permessi:
Pertanto, si rimette alla normativa di settore o alla contrattazione collettiva di riferimento lindividuazione del numero massimo di ore di permesso fruibili nel corso di un mese, anche per i benefici di cui alla Legge n. 104/1992, che, appunto, prevedono una fruizione alternativa in ore e giorni. Per la fruizione dei giorni di permesso al mese, non si pu superare, con il numero di ore per cui si stati assenti, il limite del monte ore gi fissato in normativa o in contrattazione collettiva. Tale correttivo stato introdotto per evitare che il lavoratore usufruisse dei permessi a giornate sempre quando lorario di lavoro prefissato potesse essere molto lungo, onde assicurarsi, nel corso del mese, il massimo numero di ore possibili.
Ulteriore novit del c.d. Decreto Brunetta:
Cumulabilit permessi:
Nellart. 71 comma 5 Legge n. 133/2008 (con cui si convertito il D.L.c.d. Decreto Brunetta: n. 112/08, c.d. Decreto Brunetta), si prevede: Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa. Fanno eccezione le assenze per congedo di maternit, compresa l'interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternit, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l'espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonche' le assenze previste dall'articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all'articolo 33, comma 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Pertanto, nel caso in cui i giorni di permesso retribuito ai sensi della Legge n. 104/1992, siano fruiti da persona diversa da quella con disabilit, questi incideranno sul calcolo delleventuale distribuzione al lavoratore fruitore delle somme dei fondi per la contrattazione collettiva (per es. premi di produzione), dovendosi scomputare proporzionalmente i giorni in cui il lavoratore non abbia effettivamente lavorato.
La Circolare INPS n. 53/08 ha introdotto una serie di modifiche in merito alla cumulabilit delle agevolazioni lavorative. Innanzitutto, ha previsto che il lavoratore con disabilit grave, che gi beneficia dei permessi ai sensi della Legge n. 104/1992 per se stesso pu anche cumulare il godimento dei tre giorni di permesso mensile per assistere un proprio familiare anchesso in condizioni di disabilit grave. E venuta meno, quindi, la precedente preclusione della cumulabilit dei permessi e senza che debba accertarsi attraverso una valutazione medico-legale, leffettiva capacit del lavoratore di soddisfare i bisogni assistenziali del familiare. Inoltre, nella stessa Circolare precisato che possibile cumulare, nellarco dello stesso mese, il periodo di congedo straordinario (di cui si parler dopo) ed i permessi di cui all'art. 33 della legge 104/92. Infatti, il divieto previsto dallart. 42 Dlgs 151/01 si riferisce solo al caso in cui
i due benefici vengano fruiti per la medesima persona con disabilit nelle stesse giornate.
Nel caso in cui il richiedente i permessi lavori con contratto a parttime orizzontale (ossia riduzione giornaliera di alcune ore sullorario intero), spetteranno sempre 3 giorni di permesso al mese, fatto sempre salvo il monte ore mensile eventualmente stabilito dalla normativa o contrattazione collettiva di settore (vedasi sopra la novit introdotta con Decreto Brunetta). Nel caso della previsione del monte ore mensile, questo dovrebbe essere proporzionalmente ridotto per il lavoratore part-time. Viceversa, nel caso in cui il richiedente i permessi lavori con contratto a part-time verticale (ossia riduzione del numero delle giornate lavorative allinterno della settimana), il numero dei giorni di permesso al mese dovrebbe essere proporzionalmente ridotto in base al minor numero di giorni lavorativi nel corso del mese. Anche in tal caso, comunque fatto salvo leventuale monte ore mensile. Progetto di legge S. 1167: Al momento di andare in stampa, al vaglio del Senato della Repubblica il progetto di legge n. 1167, il cui testo gi stato definitivamente approvato dalla Camera dei Deputati. In tale progetto di legge si pongono alcune novit rilevanti, anche se in senso restrittivo, circa la fruizione dei permessi, ai sensi dellart. 33 Legge n. 104/1992. Nello specifico si prevede che: 1) potranno usufruire dei permessi i parenti o gli affini entro il 2 grado e non gi entro il 3 grado, come si verifica attualmente. Solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravit abbiano compiuto i sessantacinque anni di et oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, i permessi potranno essere usufruiti anche dai parenti o affini entro il 3 grado; 2) i genitori del minore con disabilit grave sopra i 3 anni potranno usufruire dei permessi alternativamente, anche in maniera continuativa, nellambito del mese; 3) occorrer il requisito della convivenza del parente/affine che assiste la persona con disabilit grave (stante labrogazione parziale dellart. 20 Legge n. 53/2000 e la reviviscenza delloriginario testo dellart. 33 Legge n. 104/1992); 4) le amministrazioni pubbliche dovranno comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui allarticolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravit, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini.
E un periodo di 2 anni che certi lavoratori che assistono persone con disabilit grave possono chiedere per assentarsi dal lavoro pur continuando a percepire unindennit. A chi spetta:
Congedo biennale Straordinario
Il congedo pu essere richiesto dal coniuge, dal genitore, dal fratello o dalla sorella (alla scomparsa dei primi), conviventi della persona con disabilit grave non ricoverata a tempo pieno in istituto. Per persona con disabilit grave deve intendersi quella persona che sia in possesso del certificato dello stato di handicap ai sensi della Legge n. 104/92 sul quale sia attestata anche la connotazione di gravit (art. 3 comma 3 della stessa legge). Per quanto riguarda la fruizione da parte del coniuge e dei genitori, lINPS, ha precisato, nella propria Circolare n. 112 del 03/08/2007, che il coniuge dovrebbe accedere in via prioritaria al suddetto beneficio, mentre i genitori della persona con disabilit potrebbero usufruire del congedo solo quando il proprio figlio: 1) non sia coniugato; 2) sia coniugato con persona che sia un lavoratore subordinato; 3) sia coniugato, ma non convivente col proprio coniuge; 4) il coniuge del figlio abbia rinunciato a godere di tale beneficio. Solo quando, pur ricorrendo le ipotesi sopra citate, non vi sia la possibilit di ricorrere ad uno dei genitori per loro decesso o inabilit, si potrebbe, in ultima istanza, riconoscere il beneficio ad uno dei fratelli o sorelle conviventi con la persona con disabilit.
Modalit di fruizione:
Il lavoratore che voglia usufruire del congedo deve consegnare, in duplice copia, lapposita domanda allEnte Previdenziale di riferimento o allAmministrazione di appartenenza; una delle due copie restituita protocollata al lavoratore che dovr, poi, consegnarla al datore di lavoro. Infatti, lEnte Previdenziale o lAmministrazione effettua solo un controllo general-preventivo circa la ricorrenza dei requisiti sopra ricordati, ma leffettiva concessione del congedo spetta al datore di lavoro nei 60 giorni successivi alla presentazione della richiesta. N.B. con lentrata in vigore dellart. 3 comma 106 della Legge n. 350/2003 venuto meno lulteriore requisito del possesso del certificato di handicap da almeno 5 anni prima della richiesta. Anffas ha contribuito fattivamente affinch questo limite fosse eliminato attraverso unimportante interlocuzione con le Istituzioni Governative. Tra laltro, gi il Tribunale dei Diritti dei Disabili (organo di promozione sociale e giuridica istituito da Anffas), nella sua V Sessione del 28/09/2002 poneva laccento sulla dubbia costituzionalit di tale limite per il riconoscimento del congedo. Il congedo pu essere usufruito anche in maniera frazionata nel corso della
Retribuzione e riflessi previdenziali:
propria vita lavorativa. Tra un periodo e laltro di fruizione necessaria leffettiva ripresa del lavoro.
Nei periodi di congedo spetta unindennit corrispondente allultima retribuzione percepita, per un importo massimo annuale di euro 41.934,23 (riferito allanno 2008) e rivalutabile periodicamente, comprensivo della contribuzione figurativa. Infatti, il periodo di congedo coperto da contribuzione figurativa accreditata dufficio. N.B. Se il congedo richiesto per periodi frazionati, lindennit ed il contributo figurativo vengono rapportati a mesi e a giorni in misura proporzionale.
Secondo lart. 53 del Decreto Legislativo n. 151/2001 ("Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternit e della paternit, a norma dellarticolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53"), coloro che hanno a proprio carico una persona con disabilit ai sensi della Legge n. 104/1992 non sono obbligati a prestare lavoro notturno e, quindi, hanno la facolt di chiedere di essere esonerati.
Il riconoscimento legislativo dellesonero facoltativo dal lavoro notturno nasce dalla consapevolezza che maggiore dovrebbe essere nelle ore serali e notturne lapporto dei congiunti di persone con disabilit. A chi spetta:
Lart. 53 del Dlgs 151/2001 prevede che debba essere a carico del lavoratore esonerato un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, senza specificare se questultimo debba vertere, o meno, in una connotazione di handicap grave. Anffas ritiene che, stante il generico rinvio alla Legge n. 104/1992 (che prende in considerazione la situazione di handicap in genere e solo in alcuni articoli quella dellhandicap grave), tale esonero possa essere fruito anche da chi abbia a proprio carico una persona con disabilit anche lieve. Pertanto, basterebbe essere in possesso del certificato dello stato di handicap, ai sensi della Legge n. 104/92, anche se contenente, al proprio interno, la dicitura handicap non in situazione di gravit. Su tale aspetto, Anffas si ultimamente impegnata a fare totale chiarezza attraverso interlocuzioni con il Ministero del Lavoro.
Definizione del lavoro notturo:
Rotazione dei turni:
Il lavoro notturno quello prestato in un periodo di almeno 7 ore consecutive comprendenti lintervallo tra le 24 e le 5. Quindi, quello svolto tra le 24 e le 7, tra le 23 e le 6 oppure tra le 22 e le 5.
Lesonero dai turni notturni non riconosce ai beneficiari di essere esonerati anche dalla rotazione dei turni diurni. E, per, sempre fatta salva una previsione di maggior favore da parte della contrattazione collettiva nazionale o integrativa di riferimento, oltre che la possibilit di prevedere uno specifico progetto per la diversa articolazione dellorario di lavoro ai sensi dellart. 9 Legge n. 53/2000 (vedasi pag. 16).
Riduzione et pensionabile Incremento anzianit contributiva
Riduzione et pensionabile:
Incremento dellanzianit contributiva:
Per i lavoratori con uninvalidit superiore al 80% ed i non vedenti (ciechi totali o ventesimisti) si raggiunge let pensionabile (ossia quella che d diritto alla c.d. pensione di vecchiaia) al compimento del 60 anno di et, se uomini, e del 55 anno di et, se donne. N.B. Esclusivamente per i lavoratori non vedenti che sono tali dalla nascita (o da una data anteriore allinizio del periodo di soggezione allAssicurazione Generale Obbligatoria) o che, comunque, possono far valere almeno 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo linsorgenza dello stato di necessit, si raggiunge let pensionabile al 55 anno di et, se uomini, o al 50 anno di et, se donne (art. 1 comma 6 Dlgs 503/1992, che ha mantenuto i precedenti limiti per tali lavoratori).
Lart. 80 comma 3 Legge n. 388/2000 ha introdotto la possibilit per i lavoratori con una certa invalidit di poter beneficiare, a loro richiesta, per ogni anno di servizio effettivamente svolto da invalido, di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dellanzianit contributiva. Possono beneficiare di tale previsione: 1) lavoratori con invalidit civile superiore al 74%; 2) lavoratori sordomuti prelinguali; 3) lavoratori con invalidit ascritta ad una delle prime quattro categorie della Tabella A allegata al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra. Il beneficio riconosciuto fino al limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa.
Pertanto, anche se un lavoratore ha lavorato nelle condizioni di disabilit sopra ricordate per oltre 30 anni, non potranno, ugualmente, spettargli pi di 60 mesi (5 anni) di contribuzione figurativa. N.B. La circolare Inps 29/02 non ritiene che i periodi di contribuzione figurativa possano valere per la determinazione della misura della pensione, ma solo per il raggiungimento del diritto al pensionamento. Per, poi, lInps nella determinazione delle pensioni col sistema contributivo, di fatto, calcola anche tali contributi, essendo la pensione la risultante del montante individuale (in cui incidono anche quelli figurativi) per il coefficiente di trasformazione relativo allet. Viceversa, la Circolare Inpdap n. 75/01 prevede in maniera esplicita che il beneficio, proprio perch determinante una maggiorazione dellanzianit contributiva, incide anche sullentit della pensione. Domanda: La fruizione del beneficio dellincremento dellanzianit contributiva fruibile su domanda da presentare al momento della richiesta di trattamento pensionistico. Alla domanda da presentare allEnte previdenziale di appartenenza deve essere allegata la documentazione sanitaria attestante la condizione di invalidit richiesta.
Assegnazione sede lavorativa:
Il lavoratore con invalidit superiore al 66% o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950 n. 648 (contenente disposizioni per il Riordinamento delle disposizioni sulle pensioni di guerra), qualora venga assunto, a seguito di concorso o ad altro titolo, presso pubbliche amministrazioni, ha il diritto di scelta prioritaria tra le sedi di assegnazione disponibili (art. 21 comma 1 Legge n. 104/1992). Il lavoratore con disabilit grave o il lavoratore che assiste con continuit ed in via esclusiva un proprio figlio, parente o affine entro il 3 grado con disabilit grave ha diritto di scegliere la sede di lavoro pi vicina al proprio domicilio, solo ove possibile (art. 33 comma 5 e 6 Legge n. 104/1992). Pertanto, in tali ultime ipotesi, non vi sarebbe un diritto assoluto allassegnazione presso una sede per il solo fatto che questa sia libera, ma occorrerebbe anche valutare il contrapposto interesse organizzativo del datore di lavoro. N.B. Per fruire dellagevolazione non pi richiesto il requisito della convivenza con la persona da assistere in via continuativa, n tanto meno che vi sia un altro parente che possa, teoricamente, assistere il congiunto con disabilit.
Richiesta di trasferimento a sede pi vicina:
Il lavoratore con invalidit superiore al 66% o con minorazioni iscritte alla categoria prima, seconda e terza della Tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950 n. 648 (contenente disposizioni per il Riordinamento delle disposizioni sulle pensioni di guerra), ha la precedenza nel trasferimento a domanda, ai sensi dellart. 21 comma 2 Legge n. 104/1992. N.B. E legittimo il diniego di trasferimento da parte del datore di lavoro se, nella sede richiesta, non sia esistente e disponibile un posto organico corrispondente (C.d.S. III Sez. 08/07/2003 n. 2346). E previsto che, ai sensi dellart. 33 comma 5 Legge n. 104/1992, il genitore, parente o affine entro il 3 grado che assiste con continuit ed in via esclusiva una persona con disabilit grave abbia la precedenza tra le varie domande di trasferimento. A tal proposito, per, occorre evidenziare che lassistenza deve essere in corso al momento della presentazione della domanda di trasferimento, non potendo essere il trasferimento loccasione per iniziare a costituire tale rapporto di assistenza (circa la pregressivit dellassistenza si veda TAR Napoli VI Sez. 19/07/2004 n. 10575). N potrebbe accordarsi la precedenza nel trasferimento qualora lassistenza sia stata gi interrotta al momento della prima assegnazione di sede, a meno che non si provi che, nel periodo antecedente lassegnazione, il familiare non necessitava di assistenza continua (Cass. Sez. Lav. 08/08/2005 N. 16643). N.B. Lart. 33 comma 5 Legge n. 104/1992 non richiede espressamente la connotazione di gravit per la persona con disabilit da assistere, per, si certi che questa debba necessariamente sussistere, stante anche la richiesta della continuit dellassistenza per la concessione di tale agevolazione. Il lavoratore con disabilit grave o il genitore/parente/affine entro il 3 grado trasferimento non possono essere trasferiti, dufficio, da una sede lavorativa ad unaltra senza il loro consenso (art. 33 commi 5-6 Legge n. 104/92). Occorre, per precisare che non costituisce un trasferimento dufficio, ma un atto di macro-organizzazione aziendale, la chiusura di una sede lavorativa e contestuale riutilizzo del personale presso altra sede. Tale ipotesi, quindi, non rientra nellambito applicativo dellart. 33 Legge n. 104/1992. Il genitore/parente/affine entro il 3 grado, per poter usufruire di tale agevolazioni, devono provare di assistere con continuit ed in via esclusiva il figlio/parente o affine in possesso di un certificato dello stato di handicap con connotazione di gravit. N.B. E legittimo il trasferimento, senza consenso del lavoratore genitore/parente/affine, se questultimo appartiene alle Forze di Polizia o a corpi militari se il provvedimento si configuri come un ordine e sia sorretto da congrua motivazione che dia conto della preminenza delle esigenze di servizio rispetto a quelle dellambito familiare dellinteressato (Cassazione, III Sez. 08/07/2003 n. 2346).
Opposizione a trasferimento dufficio:
Progetto di Legge S.1667:
Al momento di andare in stampa allo studio delle Commissioni Parlamentari del Senato il progetto di legge n. 1167, il cui testo gi stato definitivamente approvato dalla Camera dei Deputati. In tale progetto di legge si precisa che il genitore/parente/affine che assiste un parente con disabilit grave potr scegliere, ove possibile, la sede di lavoro pi vicina, non gi al proprio domicilio (come previsto attualmente), ma a quello della persona con disabilit da assistere.
Conciliazione lavoro-famiglia: art. 9 legge n. 53/2000
Art.9 Legge n. 53/2000:
Al fine di promuovere e incentivare azioni volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, nell'ambito del Fondo delle politiche per la famiglia di cui all'articolo 19 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, destinata annualmente una quota individuata con decreto del Ministro delle politiche per la famiglia, al fine di erogare contributi, di cui almeno il 50 per cento destinati ad imprese fino a cinquanta dipendenti, in favore di aziende, aziende sanitarie locali e aziende ospedaliere che applichino accordi contrattuali che prevedano azioni positive per le finalit di cui al presente comma, ed in particolare: a) progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre, anche quando uno dei due sia lavoratore autonomo, ovvero quando abbiano in affidamento o in adozione un minore, di usufruire di particolari forme di flessibilit degli orari e dell'organizzazione del lavoro, tra cui parttime, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilit sui turni, orario concentrato, con priorit per i genitori che abbiano bambini fino a dodici anni di et o fino a quindici anni, in caso di affidamento o di adozione, ovvero figli disabili a carico; b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo; . c) progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che benefici del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo; d) interventi ed azioni comunque volti a favorire la sostituzione, il reinserimento, l'articolazione della prestazione lavorativa e la formazione dei lavoratori con figli minori o disabili a carico ovvero con anziani non autosufficienti a carico.
Ogni anno, in ossequio al citato art. 9 L. n. 53/00 viene pubblicato un avviso per la presentazione di progetti o interventi da finanziare per la piena realizzazione della conciliazione lavoro-famiglia. In genere lavviso prevede pi scadenze annuali per la presentazione delle domande. Nel 2008 lavviso stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 25 gennaio 2008.
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