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Timestamp: 2020-08-11 22:55:46+00:00
Document Index: 119991006

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 281', 'art. 342', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 345', 'art. 360', 'art. 366', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 20925 del 07/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20925 del 07/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 07/09/2017, (ud. 09/02/2017, dep.07/09/2017), n. 20925
sul ricorso 12336/2016 proposto da:
C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO LUCIO
APULEIO 11, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO STRILLACCI, che
lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato DINO DI
GIACOMANTONIO;
B.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GERMANICO 197,
presso lo studio dell’avvocato ALBERTO MEZZETTI, che lo rappresenta
GROUPAMA ASSICURAZIONI S.P.A., già NUOVA TIRRENA S.P.A. (per atto di
fusione per incorporazione con contestuale cambio di denominazione
sociale) in persona del Procuratore Speciale, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA DELLA CROCE N. 44, rappresentata e difesa
dall’avvocato ERNESTO GRANDINETTI;
CST – CENTRO SERVIZI TORO SPA;
avverso la sentenza n. 2225/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata l’08/04/2015;
Con sentenza ex art. 281 sexies c.p.c., dell’8/4/2015 la Corte d’Appello di Roma ha dichiarato inammissibile, per violazione dell’art. 342 c.p.c., il gravame interposto dal sig. C.G. e ha rigettato quello in via incidentale spiegato dalla società CST – Centro Servizi Toro s.p.a. (quale mandataria e rappresentante della società Nuova Tirrena s.p.a.) in relazione alla pronunzia Trib. Roma n. 18352/2009, di rigetto della domanda dal primo proposta nei confronti della società Nuova Tirrena s.p.a. e del sig. B.R. di risarcimento dei danni lamentati all’esito di sinistro stradale avvenuto il (OMISSIS) a (OMISSIS).
Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il C. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 4 motivi, illustrati da memoria.
Resistono con separati controricorsi il B. e la società CST Centro Servizi Toro s.p.a., nella qualità.
Con il 1^ motivo il ricorrente denunzia “violazione o falsa applicazione” degli artt. 115,116 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 2^ motivo denunzia “violazione o falsa applicazione” degli artt. 115,116,132 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 3^ motivo denunzia “violazione o falsa applicazione” degli artt. 2043,2054,2697 c.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 4^ motivo denunzia “violazione o falsa applicazione” dell’art. 345 c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Esso è formulato in violazione anche dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che il ricorrente pone a fondamento della propria censura atti e circostanze del giudizio di merito (in particolare, all’atto di citazione del 21.04.2004″, la precisate “conclusioni” in primo grado, alla sentenza del giudice di prime cure, d’atto di appello, i “motivi ivi indicati… seppur in forma succinta”, la “contestazione della relazione medico legale redatta dal nominato CTU”) limitandosi a meramente richiamarli, senza invero debitamente -per la parte d’interesse in questa sede – riprodurli nel ricorso ovvero, laddove riprodotti, senza fornire puntuali indicazioni necessarie ai fini della relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta presso la Corte di Cassazione, al fine di renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo d’ufficio o in quello di parte, e se essi siano stati rispettivamente acquisiti o prodotti (anche) in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239, e, da ultimo, Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
E’ al riguardo appena il caso di osservare come risponda a principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità che i requisiti di formazione del ricorso (che vanno indefettibilmente osservati anche in ipotesi di non contestazione ad opera della controparte, quando cioè si reputi che una data circostanza debba ritenersi sottratta al thema decidendum in quanto non contestata (cfr. Cass., 6/7/2015, n. 13827; Cass., 18/3/2015, n. 5424; Cass., 12/11/2014, n. 24135; Cass., 18/10/2014, n. 21519; Cass., 30/9/2014, n. 20594; Cass., 19/6/2014, n. 13984; Cass., 20/1/2014, n. 987; Cass., 28/5/2013, n. 13190; Cass., 20/3/2013, n. 6990; Cass., 20/7/2012, n. 12664; Cass., 23/7/2009, n. 17253; Cass., 19/4/2006, n. 9076; Cass., 23/1/2006, n. 1221), come pure nel caso in cui la S.C. sia anche – “giudice del fatto” (cfr. Cass., Sez. Un., 14/5/2010, n. 11730; Cass., 17/1/2007, n. 978. Cfr. altresì Cass., 23/1/2006, n. 1221, e, conformemente, Cass., 13/3/2007, n. 5836; Cass., 17/1/2012, n. 539, Cass., 20/7/2012, n. 12664, nonchè, da ultimo, Cass., 24/3/2016, n. 5934 e Cass., 17/2/2017, n. 4288)), rilevano ai fini della relativa giuridica esistenza e conseguente ammissibilità, assumendo pregiudiziale e prodromica rilevanza ai fini del vaglio della relativa fondatezza del merito che in caso di mancanza dei medesimi rimane invero al giudice imprescindibilmente precluso (come invero non si dubita in caso d’inammissibilità del ricorso per tardività, irrilevante essendo che lo stesso possa essere eventualmente fondato, tale non potendo in realtà esso propriamente mai dirsi, atteso che -come sopra esposto – il relativo accertamento rimane in ogni caso in limine precluso).
Senza sottacersi, con particolare riferimento al 1^ e al 2^ motivo, che giusta principio consolidato in giurisprudenza di legittimità gli artt. 115,116 c.p.c., sono apprezzabili, in sede di ricorso per cassazione, nei limiti del vizio di motivazione di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (che deve emergere direttamente dalla lettura della sentenza, non dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità), e non anche sotto il profilo della violazione o falsa applicazione di norme di diritto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, come nel caso dall’odierno ricorrente viceversa prospettato.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 2.200,00, di cui Euro 2.200,00, per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore del controricorrente B.; in complessivi Euro 4.200,00, di cui Euro 4.200,00, per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società CST – CENTRO SERVIZI TORO s.p.a., nella qualità.