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Timestamp: 2020-07-05 11:40:31+00:00
Document Index: 126474542

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 5']

Parere su una istanza di accesso civico - 29 dicembre 2017 [7658152] - Garante Privacy
Parere su una istanza di accesso civico - 29 dicembre 2017 [7658152]
7658152
[doc. web n. 7658152]
Parere su una istanza di accesso civico - 29 dicembre 2017
n. 574 del 29 dicembre 2017
Con la nota in atti il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Bari, ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di un´istanza di accesso civico.
Nello specifico, il predetto accesso civico aveva a oggetto dati e informazioni riferiti a diversi dirigenti del Comune, fra cui in particolare:
- l´«intera documentazione contenuta nei singoli fascicoli afferenti la valutazione [della performance dirigenziale annualità 2014-2016]. Nel particolare si fa espresso riferimento sia alle valutazioni di competenza esclusiva dell´OIV, sia a quelle di competenza del Segretario Generale (report), con evidenziazione di quella espressa prima e dopo la nota prot. n. […], sia a quella gerarchica e non gerarchica comunicate all´OIV dal Direttore della Ripartizione Personale, [con evidenziazione] nel dettaglio tutti gli elementi che hanno determinato l´assegnazione del punteggio attribuito per tali voci»;
- «tutte le relazioni formulate ed i dati comunicati dai [predetti dipendenti] a supporto dell´attività dagli stessi realizzate, documenti tutti agli atti del fascicolo individuale di valutazione della performance 2016».
Il Comune di Bari ha negato l´accesso civico rappresentando, fra l´altro, che:
- «la finalità dell´accesso, come formulata [dall´istante], non risulta essere quella riconosciuta ex art. 5 del novellato D. Lgs. 33/13 ovvero "… favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull´utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico …", bensì quella di cui agli artt. 22 e ss. della L. 241/1990»;
- «alcuni dei soggetti individuati come controinteressati hanno comunicato formale opposizione alla […] richiesta [di accesso] adducendo ragioni di diversa natura fra loro»;
- «l´insieme dei dati di fatto richiesti (valutazione delle prestazioni professionali, giudizi ed informazioni sull´attività lavorativa prestata, etc.), ancorché di natura non sensibile, devono ricadere a pieno titolo tra quelli da sottoporre a protezione della "riservatezza" dei soggetti coinvolti, rientrando tra le ipotesi contemplate dall´art. 5 bis comma 2 lett. a) del d. lgs. 33/2013 "… al fine di evitare un pregiudizio alla tutela della riservatezza dei dati dei controinteressati medesimi …».
Dagli atti risulta inoltre che l´istante abbia presentato, contestualmente alla richiesta di riesame, un´istanza di accesso ai documenti amministrativi ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241 del 7/8/1990, specificando di «avere un interesse diretto, concreto e attuale per la tutela della propria situazione giuridicamente rilevante […]», indicato in atti.
- «va considerato altresì che la sussistenza di un pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali può verificarsi con più probabilità per talune particolari informazioni – come ad esempio situazioni personali, familiari, professionali, patrimoniali – di persone fisiche destinatarie dell´attività amministrativa o intervenute a vario titolo nella stessa e che, quindi, non ricoprono necessariamente un ruolo nella vita pubblica o non esercitano funzioni pubbliche o attività di pubblico interesse. Ciò anche pensando, come già visto, alle ragionevoli aspettative di confidenzialità degli interessati riguardo a talune informazioni in possesso dei soggetti destinatari delle istanze di accesso generalizzato o la non prevedibilità delle conseguenze derivanti a questi ultimi dalla conoscibilità da parte di chiunque di tali dati. Tale ragionevole aspettativa di confidenzialità è un elemento che va valutato in ordine a richieste di accesso generalizzato che possono coinvolgere dati personali riferiti a lavoratori o a altri soggetti impiegati a vario titolo presso l´ente destinatario della predetta istanza »
- «Si pensi, ad esempio, a quelle particolari informazioni contenute a vario titolo nel fascicolo personale del dipendente, fra le quali anche quelle relative alla natura delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino l´astensione dal lavoro, nonché alle componenti della valutazione o alle notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il personale dipendente e l´amministrazione, idonee a rivelare informazioni sensibili. Si pensi ancora alle informazioni relative alla busta paga, ai dati fiscali, al salario, ecc. dei soggetti interessati, in relazione alle quali andrebbe privilegiata l´ostensione delle sole fasce o tabelle stipendiali piuttosto che l´esatto ammontare, considerando che la conoscenza dello stesso, o di dettagli relativi alla situazione economico-patrimoniale, da parte di chiunque potrebbe pregiudicare gli interessi del singolo, ad esempio, in eventuali transazioni o trattative negoziali o legali [cfr. nota n. 19]».
Si richiama, inoltre, l´attenzione sulla circostanza che – a differenza dei documenti a cui si è avuto accesso ai sensi della l. n. 241 del 7/8/1990 – i dati e i documenti ricevuti a seguito di una istanza di accesso civico sono soggetti a un particolare regime di pubblicità, essendo previsto che «Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico […] sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell´articolo 7», sebbene il loro ulteriore trattamento vada in ogni caso effettuato nel rispetto dei limiti derivanti dalla normativa in materia di protezione dei dati personali (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013).
3. Sullo specifico caso sottoposto all´esame del GaranteIn ordine alla conoscenza e pubblicità di particolari dati e informazioni inerenti all´«organizzazione» e all´«attività delle pubbliche amministrazioni», si ricorda che – con particolare riferimento agli incarichi dirigenziali e alla «valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale» – sono previsti specifici obblighi di pubblicazione sui siti web istituzionali delle pubbliche amministrazioni (cfr. artt. 14, comma 1-ter e 20 del d. lgs. n. 33/2013).
Nel caso sottoposto all´attenzione del Garante risulta che sia stata presentata un´istanza di accesso civico a una documentazione molto articolata – riferita a un arco temporale di tre anni (dal 2014 al 2016) – riportante dati e informazioni personali di diversa specie e natura, contenuti nei singoli fascicoli personali dei dirigenti e relativi, fra l´altro, da un lato, alle singole valutazioni delle prestazioni professionali, ai giudizi e alle informazioni sull´attività lavorativa prestata svolte dall´amministrazione di appartenenza e, dall´altro, alle relazioni e ai dati forniti dai dirigenti stessi a supporto delle attività realizzate.
Per tale motivo, si ritiene che, fermi restando gli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa in materia di trasparenza, il Comune di Bari – ai sensi della normativa vigente e delle richiamate indicazioni contenute nelle Linee guida dell´ANAC in materia di accesso civico – abbia correttamente respinto l´accesso civico. Va infatti considerato che l´esigenza conoscitiva, strumentale al perseguimento delle finalità di cui all´art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 33/2013, risulta pienamente soddisfatta dagli artt. 14, comma 1-ter e 20, che infatti contemplano specifiche forme di diffusione di una serie determinata di dati che stesso il legislatore, nel rispetto del principio di proporzionalità di cui all´art. 11 del Codice, ha ritenuto di per sé idonei per l´esercizio del diritto di accesso civico.
Ciò in quanto l´ostensione del complesso della documentazione richiesta, unita alla generale conoscenza e al particolare regime di pubblicità dei dati oggetto di accesso civico, può arrecare ai soggetti interessati, a seconda delle ipotesi e del contesto in cui le informazioni fornite possono essere utilizzate da terzi, proprio quel pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali previsto dall´art. 5-bis, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 33/2013.
4. Sulla possibilità di accedere alla documentazione richiesta ai sensi della legge n. 241/1990
Dagli atti risulta, invece, che le ragioni che hanno condotto alla richiesta di accesso civico riguardino motivi di carattere strettamente personale, confermati dalla contestuale presentazione al Comune, assieme alla richiesta del riesame del provvedimento di diniego dell´accesso civico, anche di una istanza di accesso ai documenti amministrativi ai sensi degli artt. 22 ss. della l. n. 241/1990, sulla medesima documentazione, con precisazione dell´interesse qualificato vantato.
Per questi aspetti rimane, quindi, impregiudicata ogni valutazione del Comune di Bari in ordine alla verifica, nel caso in esame, dell´esistenza di un interesse qualificato dell´istante e dei presupposti per l´esercizio del diverso diritto di accesso ai documenti amministrativi ai sensi della legge n. 241 del 7/8/1990.
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Bari, ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013.