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Timestamp: 2017-10-18 12:51:32+00:00
Document Index: 63740334

Matched Legal Cases: ['art. 411', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360']

﻿ CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 20 gennaio 2017, n. 1556 - Qualifica di apprendista - Mansioni effettivamente svolte - CIG in deroga - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 gennaio 2017, n. 1556 – Qualifica di apprendista – Mansioni effettivamente svolte – CIG in deroga
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 gennaio 2017, n. 1556
Inquadramento – Qualifica di apprendista – Mansioni effettivamente svolte – CIG in deroga
Con decreto 30 maggio 2011, il Tribunale di Treviso rigettava l’opposizione proposta da S.P. avverso lo stato passivo del Fallimento S.S. s.n.c. di Z.L. & C., per l’esclusione da esso del suo credito di € 12.814,02, a titolo di differenze retributive (permessi, tredicesima e quattordicesima mensilità, T.f.r.) derivanti dall’inquadramento quale impiegata di quarto livello, corrispondente alle mansioni effettivamente svolte, in luogo di quello di apprendista. E ciò sul rilievo del suo riconoscimento della qualifica attribuitale, per la definizione, con accordo sindacale ai sensi dell’art. 411 c.p.c., di ogni questione relativa al rapporto di lavoro e alla sua risoluzione, con rinuncia ad ogni ulteriore pretesa nei confronti della curatela fallimentare, a fronte della concessione della CIG in deroga.
Con atto notificato il 30 giugno 2011 S.P ricorre per cassazione con cinque motivi; la curatela fallimentare è rimasta intimata.
Con il primo motivo, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1364, 1366 e 2702 c.c., ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c., per erronea attribuzione alla propria sottoscrizione dell’accordo sindacale 20 luglio 2010 del riconoscimento di correttezza della qualifica di apprendista, in contrasto con la lettera dell’accordo, l’intenzione delle parti e l’oggetto del contratto, in assenza di alcun riferimento in esso alla correttezza dello status di apprendista, per la finalità dell’accordo di richiesta di CIG anche per gli apprendisti, sul presupposto della loro preventiva rinuncia ai ratei di T.f.r. in caso di sua concessione.
Con il secondo, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1364, 1366 e 2730 c.c., ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c., per erronea attribuzione di valore confessorio della qualificazione giuridica dei fatti alla dichiarazione della parte.
Con il terzo, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1364, 1366, c.c., 47, 48, 49 d.lg. 276/2003, 92 CCNL Aziende Industriali Edili 20 maggio 2004 e omessa e insufficiente motivazione, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5 c.p.c., per il mancato accertamento della propria qualifica di apprendista sulla base del contratto di assunzione e delle circostanze dedotte a prova, ridondante nel vizio di omesso loro esame.
Con il quarto, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1364, 1366 c.c., ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c., per erronea interpretazione della volontà di rinuncia, nell’accordo sindacale 20 luglio 2010, “ad ogni altra pretesa” non già in riferimento all’intero rapporto lavorativo intercorso, ma al solo periodo successivo al 27 maggio 2010, di intervento della GIC in deroga: in contrasto con i canoni ermeneutici di letteraIita, di interpretazione complessiva delle clausole e di pertinenza all’oggetto.
Con il quinto, la ricorrente deduce vizio di omessa e insufficiente motivazione, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c., sul fatto decisivo della mancanza di correlazione tra il presupposto e l’oggetto dell’accordo (richiesta di CIG per tutti i dipendenti ed anche per gli apprendisti) e la domanda di accertamento della qualifica di apprendista, di un oggetto di rinuncia tanto generico e indeterminato, senza alcuna indagine sull’effettiva volontà abdicativa della lavoratrice.
Per evidenti ragioni di più diretta pertinenza tematica, occorre avviare lo scrutinio dal quarto (violazione e falsa applicazione degli artt. 1362, 1363, 1364, 1366 c.c., per erronea interpretazione della volontà di rinuncia, nell’accordo sindacale 20 luglio 2010, “ad ogni altra pretesa” in riferimento, non già all’intero rapporto lavorativo intercorso, ma al solo periodo successivo all’intervento della GIC in deroga) e quinto motivo (vizio di omessa e insufficiente motivazione sul fatto decisivo della mancanza di correlazione tra il presupposto dell’accordo sindacale e la domanda di accertamento della qualifica di apprendista), congiuntamente esaminabili in quanto strettamente connessi.
Con il verbale di accordo sindacale e conciliazione in esame, S.P. ha invece chiaramente ed esclusivamente rinunciato, insieme con gli altri lavoratori con qualifica di apprendista e in vista dell’accesso alla CIG in deroga, “alla maturazione dei ratei di t.f.r. durante il periodo di eventuale intervento della CIG in deroga, specificamente a decorrere dal 27 maggio 2010 e ad ogni ulteriore pretesa che possa generare oneri a carico della società per il medesimo periodo”-, e le parti si sono date atto della determinabilità di tale diritto nel suo ammontare, per l’immediata calcolabiIita dei ratei di t.f.r. in base alla vigente normativa.
Accoglie il quarto e quinto motivo di ricorso, assorbiti gli altri; cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Treviso in diversa composizione.