Source: https://it.scribd.com/document/77034899/Diritto-verifica-18-maggio
Timestamp: 2020-01-21 21:30:02+00:00
Document Index: 110452645

Matched Legal Cases: ['art.2484', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

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LA SOCIET IN ACCOMANDITA PER AZIONI (SAPA) Nella societ in accomandita per azioni (SAPA) i soci ACCOMANDATARI rispondono solidamente
e illimitatamente per le obbligazioni sociali, mentre i soci ACCOMANDANTI sono obbligati nei limiti della quota sociale sottoscritta. Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da AZIONI. La denominazione della societ costituita dal NOME DI ALMENO UNO DEI SOCI ACCOMANDATARI, seguito dallindicazione SAPA. LATTO COSTITUTIVO deve indicare i soci accomandatari che sono di diritto AMMINISTRATORI DELLA SOCIET. La carica di amministratore pu essere ricoperta da tutti gli accomodatori e non soggetta a limiti di tempo,ma pu essere revocata dallASSEMBLEA STRAORDINARIA. Se la revoca avviene senza giusta causa, lamministratore revocato ha il diritto al risarcimento dei danni. Allassemblea straordinaria spetta anche la nomina dei nuovi amministratori, nomina che deve essere approvata anche dagli amministratori rimasti in carica. Se viene a mancare la totalit degli amministratori, trascorsi 180 giorni, la societ si scioglie e viene nominato un amministratore provvisorio per i soli atti di ordinaria amministrazione. Anche se la societ in liquidazione, i creditori sociali non possono pretendere il pagamento dai singoli soci, se non dopo lESCUSSIONE del patrimonio sociale. Il socio accomandatorio che lascia la carica di amministratore non risponde delle obbligazioni sociali sorte dopo liscrizione nel registro delle imprese riguardante la cessazione della sua carica. In sintesi laccomandatorio risponde illimitatamente verso i terzi per le obbligazioni sociali sorte nel solo periodo in cui ha ricoperto la carica. Le SAPA possono adottare il MODELLO TRADIZIONALE o il MODELLO DUALISTICO, ma in questultimo caso non possibile nominare un amministratore unico. Essendo la gestione della societ riservata per legge agli accomandatori, il sistema monistico non pu essere adottato. SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA (SRL) Nella societ a responsabilit limitata (SRL) per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ con il suo patrimonio. I soci rispondono per le obbligazioni sociali, entro i limiti della somma o del bene conferito e le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni ne costituire oggetto di solleitazione allinvestimento. La costituzione della SRL deve essere fatta per ATTO PUBBLICO, con un contratto o un atto unilaterale (SRL UNIPERSONALE). Nellatto costitutivo della SRL devono figurare gli stessi elementi presenti nellatto costitutivo di una SPA, con lindicazione aggiuntiva di: 1- CAPITALE SOCIALE MINIMO pari a 10000 2- DENOMINAZIONE SOCIALE che pu essere liberamente formata, ma che deve contenere lindicazione di SRL 3- LINDICAZIONE DELLA QUOTA CONFERITA A CIASCUN SOCIO Nella SRL possono esser conferiti DANARO, BENI IN NATURA,CREDITI e PRESTAZIONI DI CARATTERE PERSONALE, ma in mancanza di una diversa previsione nellatto costitutivo, i conferimenti devono essere fatti esclusivamente in denaro. Al momento della costituzione attraverso atto unilaterale deve essere versato lintero ammontare dei conferimenti in denaro. Il capitale sociale diviso in quote in base al numero di soci. Il numero iniziale delle quote uguale al numero dei soci, quindi ogni socio titolare di ununica quota di partecipazione, che proporzionale al valore del suo conferimento. I diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla quota di partecipazione, ma latto costitutivo pu prevedere assegnazioni di partecipazioni non proporzionali o il riconoscimento di particolari diritti ai soci. Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per ATTO TRA VIVI e per SUCCESSIONE A CAUSA DI MORTE, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo. Quando latto pone dei limiti a questa libert i soci o gli eredi possono sempre esercitare il DIRITTO DI RECESSO. Tuttavia latto costitutivo potr prevedere un termine massimo di 2 anni prima del quale il recesso non potr essere esercitato. Latto costitutivo pu attribuire ai soci o agli amministratori la competenza allemissione di titoli di debito, determinandone limiti e modalit. I titoli emessi possono essere sottoscritti soltanto da investitori professionali (banche, SIM, compagnie di assicurazione). AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO DELLA SRL Lamministrazione della srl pu essere affidata ad un amministratore unico oppure a in consiglio di amministrazione (CDA) scelti tra i soci, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo. Lamministrazione pu essere affidata congiuntamente oppure disgiuntamente e il consiglio di amministrazione pu adottare le decisioni anche mediante consultazione scritta o sulla base del consenso scritto senza bisogno di una specifica riunione. Gli amministratori rispondono verso la societ per i danni derivanti dallinosservanza dei doveri imposti dalla legge e dallatto costitutivo. La responsabilit non si estende agli amministratori che dimostrino di essere esenti da colpa o abbiano fatto constatare il proprio dissenso. Sono solidalmente responsabili con gli amministratori i soci che hanno intenzionalmente deciso oppure autorizzato i compimento di atti dannosi per la societ, i soci o terzi. Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un collegio sindacale, la quale obbligatoria solo se il capitale sociale risulta non inferiore a 120.000 oppure se non ricorrono le condizioni stabilite per la redazione del bilancio in forma abbreviata. Se il collegio sindacale obbligatorio si applicano le norme previste per le spa. Se manca il collegio sindacale, alcuni soci non amministratori possono svolgere la sua funzione con il diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociale e di consultare i libri sociali e le scritture contabili. LE DECISIONI DEI SOCI NELLE SRL Il contratto sociale stabilisce la divisione delle competenze tra socie e amministratori. I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dallatto costitutivo e sugli argomenti che uno o pi amministratori, oppure tanti soci che rappresentano almeno 1/3 del capitale sociale, sottopongano alla loro approvazione. Sono riservate alla competenza dei soci: lapprovazione del bilancio, la distribuzione degli utili, la nomina di amministratori, di sindaci e del revisore, le modificazioni dellatto costitutivo, delloggetto sociale oppure dei diritti dei soci. Le decisioni dei soci devono essere necessariamente adottate mediante deliberazione assembleare quando non prevista la consultazione scritta oppure quando occorre modificare latto costitutivo, loggetto sociale o i diritti dei soci. Il voto del socio vale in misura proporzionale alla sua partecipazione al capitale e le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenta almeno la met del capitale sociale, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo. LE SOCIETA COOPERATIVE Le cooperative sono societ a CAPITALE VARIABILE con scopo MUTUALISTICO. Queste societ non sono caratterizzate dallo scopo di lucro (produzione di utili da distribuire ai soci), ma hanno uno scopo mutualistico, cio che consiste nel fornire ai soci beni o servizi. La costituzione sancisce il principio della MUTUALITA PURA, ma norme successive hanno effettuato la distinzione tra cooperative a MUTUALITA PREVALENTE e cooperative DIVERSE. Sono a mutualit prevalente quelle in cui gli scambi tra i soci prevalgono sugli scambi con i terzi nel totale dei rapporti intrattenuti in un anno dalla societ. Le societ cooperative a mutualit prevalente godono di agevolazioni fiscali. Per la costituzione di una societ cooperativa, la legge prevede un numero minimo di 9 soci, anche se consentita una cooperativa di almeno 3 soci a condizione che venga adottato il modello della SRL. In base al PRINCIPIO DELLA PORTA APERTA sempre possibile lingresso nelle cooperative di nuovi soci in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge. Le cooperative sono societ a capitale variabile e le azioni o quote devono avere un valore massimale compreso tra i 25 e i 500, mentre nessun socio pu avere una quota sociale superiore ai 100000. Indipendentemente dalla quota detenuta ogni socio ha diritto ad un solo voto in assemblea. Le cooperative possono finanziarsi con i conferimenti dei soci o con lemissione di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni), ma deve essere stabilito nellatto costitutivo quali sono i diritti patrimoniali e amministrativi dei possessori degli strumenti finanziari. I voti attribuiti ai soci finanziatori devono essere sempre inferiori a 1/3 dei voti spettanti complessivamente ai soci. Tutte le cooperative sono soggette a controllo dellautorit di vigilanza governativa attraverso ispezioni ordinarie e straordinarie e con il potere di sciogliere le cooperative che non perseguono lo scopo di mutualit. Le cooperative sono sottoposte al controllo giudiziario sulla gestione e sono legittimati al ricorso presso il tribunale i soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale oppure 1/10 dei soci oppure 1/20 dei soci per le cooperative che ne hanno pi di 3000.
LO SCIOGLIMENTO DELLE SOCIETA DI CAPITALI Per lo scioglimento e la liquidazione delle societ di capitali lucrative prevista dal c.c. una disciplina unitaria. Le societ di capitali si possono sciogliere in base allart.2484 c.c. per le seguenti cause: DECORSO DEL TERMINE, CONSEGUIMENTO DELLOGGETTO SOCIALE, LA SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITA DI CONSEGUIRE LOGGETTO SOVIALE, LIMPOSSIBILITA DI FUNZIONAMENTO DELLASSEMBLEA, LA RIDUZIONE DEL CAPITALE AL DI SOTTO DEL MINIMO LEGALE, LO SCIOGLIMENTO CAUSATO DAL RECESSO DI UNO O PIU SOCI, LA DELIBERAZIONE DELLASSEMBLEA DI SCIOGLIMENTO ANTICIPATO, LE ALTRE CAUSE PREVISTE DELLATTO COSTITUTIVO E DALLO STATUTO. Quando una di queste cause si verifica, gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e iscrivere nel registro delle imprese la DICHIARAZIONE DI ACCERTAMENTO DEL CDA oppure la delibera assembleare che dispone lo scioglimento. In caso di ritardo oppure di omissione gli amministratori sono personalmente e solidamente responsabili per i danni subiti dalla societ, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi. Gli effetti dello scioglimento decorrono dal momento delliscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione o della delibera di scioglimento. Gli amministratori devono convocare lassemblea che deve nominare i liquidatori. A questo punto gli amministratori conservano il potere di gestire la societ, ai soli fini di conservazione dellintegrit e del valore del patrimonio sociale. Se i fondi disponibili per i pagamenti dei debiti sociali risultano insufficienti i liquidatori possono chiedere ai soci esclusivamente i versamenti ancora dovuti sulle azioni e non ulteriori somme necessarie per far fronte alle passivit. I liquidatori devono redigere il BILANCIO FINALE indicando la parte spettante a ciascuna azione nella divisione dellattivo. Il bilancio finale non viene approvato dallassemblea ma viene depositato presso lufficio del registro delle imprese ed tacitamente approvato dai soci se entro 90 giorni dal deposito ha proposto reclamo davanti al tribunale. La procedura di liquidazione termina con la cancellazione della societ dal registro delle imprese e cos la societ si estingue. I creditori rimasti insoddisfatti non possono pi agire nei confronti della societ, ma hanno la possibilit di far valere i loro crediti, dopo la cancellazione della societ, esclusivamente nei confronti: 1- DEI SOCI FINO ALLA CONCORRENZA DELLE SOMME DA QUESTI RISCOSSE IN BASE AL BILANCIO FINALE DI LIQUIDAZIONE 2- DEI LIQUIDATORI SE IL MANCATO PAGAMENTO E DIPESO DA LORO COLPA Esaurite le diverse fasi di liquidazione i libri sociali devono essere depositati presso lufficio del registro delle imprese ed ivi conservati per 10 anni. LA TRASFORMAZIONE Le societ possono decidere di modificare il proprio assetto societario mediante una trasformazione. La trasformazione si verifica quando una societ decide di modificare il tipo sociale secondo cui costituita, per sottoporsi alle norme proprie di un altro tipo sociale. Ne consegue una modifica del contratto sociale e dellordinamento complessivo della societ. Le trasformazioni omogenee riguardano le trasformazioni di societ di persone in societ di capitali e viceversa; le trasformazioni eterogenee riguardano la trasformazione di societ di capitali in enti non lucrativi e viceversa. La deliberazione di trasformazione di una societ di persone in societ di capitali deve risultare da atto pubblico, contenente le indicazioni previste dalla legge per la costituzione della societ corrispondente al tipo prescelto e deve essere iscritta al registro delle imprese. La trasformazione decisa con il consenso della maggioranza dei soci e ai soci dissenzienti spetta il diritto di recesso. La trasformazione in societ di capitali non libera i soci illimitatamente responsabili dalle obbligazioni sorte prima della trasformazione, se non risulta che i creditori sociali hanno dato il loro consenso alla trasformazione. La deliberazione di una societ di capitali in societ di persone decisa con le maggioranze richieste per la modificazioni dello statuto e con il consenso dei soci che dopo la trasformazione assumono responsabilit illimitata anche per le obbligazioni sociali sorte prima della trasformazione. Nelle trasformazioni eterogenee la deliberazione di trasformazione deve essere presa con il voto favorevole dei 2/3 degli aventi diritto e con il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. LA FUSIONE Nella fusione due o pi societ decidono di unirsi dando vita ad ununica societ. Nella fusione IN SENSO STRETTO si assiste alla costituzione di una vera e propria nuova societ, mentre nellINCORPORAZIONE una o pi societ vengono incorporate in una preesistente detta societ incorporante. La fusione pu avvenire: TRA SOCIETA DI UNO STESSO TIPO, TRA SOCIETA DI TIPO DIVERSO, TRA SOCIETA ED ENTI NON LUCRATIVI. La fusione non consentita a societ che si trovano in stato di liquidazione. Il procedimento di fusione comprende 3 fasi: 1- PROGETTO DI FUSIONE: almeno entro 30 giorni prima della data fissata per la delibera assembleare di fusione deve essere presentato per liscrizione nel registro delle imprese. Gli amministratori delle societ partecipanti alla fusione devono redigere la situazione patrimoniale e devono predisporre una relazione dalla quale risultino gli elementi costitutivi della fusione e il rapporto di cambio delle azioni o delle quote. 2- Trascorsi 30 giorni ciascuna societ deve decidere riguardo alla fusione: nelle societ di persone occorre la maggioranza dei soci, nelle societ di capitale occorrono i quorum necessari per lassemblea straordinaria. La deliberazione di fusione deve essere depositata per liscrizione nel registro delle imprese DECISIONE DI FUSIONE 3- ATTO DI FUSIONE: dopo 60 giorni dalliscrizione viene redatto latto di fusione, che deve essere depositato ed iscritto entro 30 giorni prima nel registro delle imprese dove hanno sede le societ partecipanti alla fusione e successivamente in quello dove ha sede la nuova societ o le societ incorporate. LA SCISSIONE La scissione di una societ pu essere definita come il fenomeno inverso della fusione. La scissione TOTALE quando la societ scissa o trasferente trasferisce lintero suo patrimonio a 2 o pi societ beneficiarie, estinguendosi. Nella scissione PARZIALE la societ scissa trasferisce, senza estinguersi, solo una parte del suo patrimonio 2 o pi societ beneficiarie, o anche ad una sola. Il procedimento di scissione prevede che gli amministratori delle societ partecipanti devono redigere un progetto unitario di scissione, dal quale devono risultare i criteri di distribuzione delle azioni o delle quote ai soci. Il progetto di scissione deve essere accompagnato dalla situazione patrimoniale e dalla relazione degli amministratori, dalla quale risulta il rapporto di cambio delle azioni e della quote. Per effetto della scissione ciascuna delle societ diventa solidamente responsabile dei debiti della societ scissa che non siano stati soddisfatti dalla societ alla quale fanno carico nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad esse assegnato o rimasto. IL FALLIMENTO Le cause pi ricorrenti che provocano una crisi di impresa possono essere: LA DIMINUIZIONE IMPROVVISA DELLA DOMANDA, LO SQUILIBRIO FINANZIARIO PER LA MANCANZA DI CAPITALI PROPRI o PER LA CARENZA DI LIQUIDITA o PER IL RICORSO MASSICCIO AL CREDITO, PER LOBSOLESCENZA DEI MACCHINARI. Dal punto di vista giuridico per crisi dimpresa si intende una situazione in cui limprenditore non pi in grado di pagare regolarmente i propri debiti e deve ricorrere alle procedure esecutive collettive: FALLIMENTO, CONCORDATO PREVENTIVO E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA, le quali si differenziano da quelle individuali come il risarcimento del danno, in quanto coinvolgono tutto il patrimonio dellimprenditore e non solo i singoli beni. Queste procedure sono dette COLLETTIVE poich coinvolgono tutti i creditori dellimprenditore e mirano ad attuare la parit di trattamento dei creditori stessi. Una delle procedure concorsuali collettive il fallimento. Affinch un soggetto possa essere dichiarato fallito occorrono 2 presupposti: LA NATURA DI IMPRENDITORE COMMERCIALE DEL DEBITORE (presupposto SOGGETTVO) e LO STATO DI INSOLVENZA (presupposto OGGETTIVO). Di conseguenza non possono essere sottoposte alla procedura fallimentare, anche se insolventi, gli imprenditori
agricoli, i piccoli imprenditori e gli enti pubblici economici. Lo stato di insolvenza si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non pi in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni. Liniziativa per la dichiarazione di fallimento pu essere promossa dallo stesso debitore insolvente o dai suoi eredi, da uno o pi creditori e dal pubblico ministero. Limprenditore insolvente pu depositare presso la cancelleria del tribunale listanza di fallimento, congiuntamente ai documenti necessari. Con listanza di fallimento uno o pi creditori denunciano lo stato di insolvenza dellimprenditore presentando le prove di cui si dispone. Il PM ha il potere/dovere di chiedere il fallimento quando linsolvenza risulta da reati fallimentari o dalla segnalazione di un giudice nel corso di un processo civile. LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO A dichiarare il fallimento il TRIBUNALE del luogo nella cui circoscrizione limprenditore ha la sede della propria impresa. Gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro 1 anno dalla cancellazione dal registro delle imprese o dalla morte, se linsolvenza si manifestata anteriormente o entro lanno successivo. Ricevuta la richiesta di fallimento da uno dei soggetti indicati dalla legge, il tribunale deve attuare i presupposti per la dichiarazione di fallimento (ISTRUTTORIA PREFALLIMENTARE). Quando il tribunale ritiene che sussistono gli estremi per la dichiarazione di fallimento pronunzia la sentenza dichiarativa, la quale immediatamente esecutiva, atta a contenere la dichiarazione di fallimento. La sentenza prevede: 1- La nomina degli organi di fallimento, ovvero il giudice delegato e curatore 2- Ordina al fallito di depositare entro 3 giorni i bilanci, le scritture obbligatorie e lelenco dei creditori 3- Stabilisce il luogo, il giorno e lora delladunanza per lesame della stato passivo 4- Assegna ai creditori e ai terzi il termine di 30 giorni prima delladunanza per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione. Contro la sentenza che dichiara il fallimento pu essere proposto appello del debitore o da qualunque interessato entro 30 giorni. Il giudice di appello pu sospendere in tutto o in parte lattivit di liquidazione quando ricorrono gravi motivi (INIBITORIA). Il tribunale pu anche ritenere che non esistono i presupposti per la dichiarazione di fallimento e respinge il ricorso con decreto immediato. GLI ORGANI FALLIMENTARI Gli organi del fallimento sono: IL TRIBUNALE FALLIMENTARE, IL GIUDICE DELEGATO, IL CURATORE FALLIMENTARE e IL COMITATO DEI CREDITORI. IL TRIBUNALE FALLIMENTARE Il tribunale fallimentare lorgano GIURISDIZIONALE che ha dichiarato il fallimento ed investito dellintera procedura fallimentare. Esso provvede alla nomina, alla revoca o sostituzione degli organi della procedura, facendo salva la competenza del giudice delegato di sentire in camera di consiglio il curatore e il comitato dei creditori. IL GIUDICE DELEGATO Il giudice delegato viene nominato dal tribunale nella sentenza dichiarativa di fallimento ed esercita funzioni di VIGILANZA e CONTROLLO sulla regolarit della procedura. Egli riferisce al tribunale, convoca il curatore e il comitato dei creditori, su proposta del curatore liquida i compensi e dispone leventuale revoca di incarichi conferiti. IL CURATORE FALLIMENTARE Il curatore fallimentare lorgano ESECUTIVO del fallimento ed ha lAMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO FALLIMENTARE e compie tutte le operazioni della procedura. Il curatore nominato dal tribunale e deve comunicare la sua accettazione entro i 2 giorni successivi: egli diventa cos un pubblico ufficiale. Egli agisce sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, senza poter delegare a altri le sue funzioni. Il curatore deve: 1- Presentare al giudice delegato entro 60 giorni dalla dichiarazione di fallimento una relazione particolareggiata sulle cause e sulle conseguenze del fallimento 2- Redigere ogni 6 mesi un rapporto riepilogativo accompagnato dal conto della sua gestione 3- Depositare le somme riscosse a qualunque titolo entro 10 giorni su un conto destinato alla procedura 4- Tenere un registro preventivamente vidimato da almeno un componente del comitato dei creditori e annotarvi giorno per giorno le operazioni relative alla sua amministrazione Contro gli atti di amministrazione del curatore e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione della legge. Il tribunale pu revocare il curatore su proposta del giudice delegato, su richiesta del comitato dei creditori oppure dufficio. Il curatore deve adempiere ai doveri del proprio ufficio con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico. Compiuta la liquidazione dellattivo, il curatore deve presentare il conto della gestione, che deve essere approvato dal giudice delegato. Dopo lapprovazione del conto il tribunale, su relazione del giudice delegato, liquida il compenso spettante al curatore. IL COMITATO DEI CREDITORI Il comitato dei creditori lorgano che rappresenta gli interessi dei creditori ed nominato dal giudice delegato, entro 30 giorni dalla sentenza di fallimento sulla base delle risultanze documentali, sentiti il curatore e i creditori. Il comitato vigila sulloperato del curatore e ne autorizza gli atti; esprime pareri nei casi previsti dalla legge, ovvero su richiesta del tribunale o del giudice delegato motivando le proprie deliberazioni; ha il diritto di ispezionare le scritture contabili e i documenti della procedura e pu chiedere notizie e chiarimenti al curatore e al fallito; infine pu chiedere al giudice delegato la sostituzione del curatore. I componenti del comitato dei creditori hanno il diritto al rimborso delle spese ma non previsto un compenso per lattivit prestata; rispondono come il collegio sindacale delle SPA e lazione di responsabilit pu essere proposta anche durante la svolgimento della procedura. GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO La sentenza che dichiara il fallimento produce effetti su fallito, sui creditori, sugli atti pregiudizievoli ai creditori e sui rapporti giuridici preesistenti. Uno dei principali effetti patrimoniali del fallimento dellimprenditore insolvente lo spossessamento di tutti i beni e servizi del suo patrimonio, a seguito del quale il fallito subisce la privazione dellamministrazione e della disponibilit dei suoi beni i quali passano sotto il controllo e la gestione del curatore. Il fallito non perde la titolarit dei beni spossessati ma solo del possesso. Lo spossessamento esclude alcuni beni come i beni impignorabili (fede nuziale, vestiti, ecc.), i beni e i diritti di natura personale (diritto di lusso); gli assegni, stipendi, salari e pensioni nei limiti di quanto occorre per il mantenimento del fallito e della sua famiglia. Se al fallito vengono a mancare i mezzi di sussistenza, il giudice delegato,sentito il curatore e il comitato dei creditori pu concedere un sussidio a titolo di alimenti per lui e per la famiglia. Il fallito conserva la legittimazione processuale che riguarda i diritti di famiglia, i diritti della personalit e altri diritti non patrimoniali. Gli effetti personali che il fallimento impone riguardano i limiti al godimento di alcuni diritti costituzionalmente garantiti: limiti al segreto epistolare, limiti alla libert di movimento, dovere di comunicare la propria residenza o il proprio domicilio. Allo status di fallito sono connesse delle incapacit speciali, come lincapacit a esercitare la funzione di amministratore o di sindaco, di rappresentante comune degli obbligazionisti nelle societ di capitali oltre alla perdita dellelettorato attivo e allimpossibilit di essere iscritto a numerosi albi professionali.
GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO SUI CREDITORI Per i creditori la legge stabilisce il divieto di intraprendere o proseguire azioni esecutive o cautelari individuali sui beni compresi nel fallimento, nel momento in cui gi in corso la procedura fallimentare. Per poter partecipare a tale procedura, il singolo creditore deve presentare una domanda di ammissione al passivo e la legge riserva una posizione particolare ai creditori privilegiati, cio a quelli garantiti da ipoteca, pegno o privilegio. I creditori hanno diritto di compensare i loro debiti verso il fallito con i crediti che essi vantano presso lo stesso, anche se non scaduti prima della dichiarazione di fallimento. Ogni creditore pu attivare lazione revocatoria prevista di norma nei normali casi di adempimento delle obbligazioni ( revocatoria o ordinaria) e pu chiedere al giudice che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione attraverso i quali il debitore abbia recato pregiudizio alle sue ragioni. La revocatoria ordinaria pu essere esercitata anche in caso di fallimento, ma dal curatore e non dal singolo creditore. Contro gli atti pregiudizievoli compiuti dal fallito nellanno precedente la dichiarazione del fallimento, il curatore pu ricorrere alla revocatoria fallimentare. Rientrano nella categoria degli atti pregiudizievoli detti anche anormali: 1- gli atti a titolo oneroso 2- gli atti estintivi dei debiti pecuniari scaduti ed esigibili non effettuati con denaro o con altri mezzi normali di pagamento 3- i pegni, le anticresi e le ipoteche. Le azioni revocatorie non possono essere promosse dopo 3 anni dalla dichiarazione del fallimento e dopo 5 anni dal compimento dellatto pregiudizievole. GLI EFFETTI DEL FALLIMENTO SUI RAPPORTI GIURIDICI PREESISTENTI Se un contratto ancora ineseguito o non completamente eseguito da entrambi le parti quando, nei confronti di una di essi, dichiarato il fallimento, lesecuzione del contratto rimane sospesa fino a che il curatore, con lautorizzazione del comitato dei creditori, dichiara se vuole subentrare nel contratto al posto del fallito oppure sciogliere il contratto. Per accelerare i tempi laltra parte pu chiedere al giudice delegato di fissare un termine non superiore ai 60 giorni, decorso il quale il contratto si intende sciolto. Lo scioglimento del contratto avviene di diritto, cio obbligatorio per legge, nei seguenti casi: i contratti di finanziamento, i contratti di borsa a termine, lassociazione in partecipazione nellipotesi di fallimento dellassociante, il conto corrente, il mandato, la commissione e lappalto. I contratti, invece, che continuano e vedono subentrare il curatore al posto del fallito sono: contratti di lavoro subordinato, il leasing, la locazione di immobili quando fallisce il locatore, il contratto di assicurazione contro i danni, nel caso di fallimento dellassicurato. LE FASI DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE La procedura fallimentare si apre con lacquisizione del patrimonio del fallito da parte del curatore, che deve procedere allapposizione dei sigilli sui beni che si trovano nella sede principale dellimpresa e sugli altri beni del debitore. Successivamente, rimossi i sigilli, il curatore redige linventario nel pi breve tempo possibile e pu avvalersi di uno stimatore oltre a prendere in consegna i beni, le scritture contabili e i documenti del fallito. Sulla base di questi elementi il curatore compila lelenco dei creditori, con lindicazione dei rispettivi crediti e diritti di prelazione. Successivamente il curatore comunica a tutti i creditori dellelenco la data fissata per lesame dello stato passivo e quella entro cui vanno presentate le domande di ammissione al passivo. Esaminate le domande e predisposti gli elenchi dei creditori, il curatore deposita il progetto di stato passivo nella cancelleria del tribunale almeno 15 giorni prima delludienza dello stato passivo e lo comunica ai creditori e al fallito. A questo punto un decreto del giudice delegato accoglie in tutto o in parte oppure respinge o dichiara inammissibile la domanda proposta dal curatore. Terminato lesame di tutte le domande del giudice delegato forma lo stato passivo che lo rende esecutivo con decreto depositato in cancelleria. Contro il decreto pu essere proposta: 1- opposizione da parte dei creditori la cui domanda stata accolta in parte oppure respinta; 2- le impugnazioni, presentate dai creditori ammessi per ottenere la cancellazione della massa passiva di alcuni crediti ingiustamente ammessi; 3- la revocazione, con la quale il curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili e immobili possono chiedere la revoca del provvedimento di accoglimento o di rigetto. Dopo che lo stato passivo diviene esecutivo, il curatore inizia la liquidazione dellattivo, che consiste nel convertire in denaro gli elementi attivi del patrimonio del fallito. Entro 60 giorni dalla relazione dellinventario, il curatore deve preparare un programma di liquidazione, che deve ricevere il parere favorevole del comitato dei creditori e solo successivamente allapprovazione del giudice delegato. Una volta approvato il programma, il curatore procede alla liquidazione dellattivo. La liquidazione separata dei singoli beni aziendali pu essere effettuata solo quando la cessione dellintero complesso o di alcuni suoi rami non consente di soddisfare in misura maggiore i creditori. In seguito alla liquidazione dellattivo avviene al ripartizione dellattivo tra i creditori, mediante ripartizioni parziali periodiche. Ogni 4 mesi dalla data del decreto di dichiarazione dello stato passivo, il curatore presenta un prospetto di dichiarazione delle somme disponibili e un progetto di ripartizione delle medesime. Terminata la liquidazione il liquidatore deve presentare al giudice delegato il conto della gestione, approvato il quale e liquidato il compenso al curatore, il giudice delegato ordina il riparto finale delle somme rimaste. Per tanto la procedura fallimentare si chiude: 1. per mancata presentazione di domande di ammissione al passivo; 2. per pagamento integrale dei crediti e delle spese; 3. per ripartizione finale dellattivo; 4. per insufficienza dellattivo. La chiusura del fallimento pronunciata dal tribunale con decreto motivato su istanza de curatore, del debitore oppure dufficio. Gli organi fallimentari decadono e i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per il soddisfacimento dei crediti. Una forma particolare di cessazione della procedura concorsuale il concordato fallimentare, che un accordo con il quale il fallito ottiene la chiusura del fallimento in cambio di un pagamento parziale dei debiti. Il concordato fallimentare utile per il fallito, perch si libera dai debiti pagandone solo una parte ( effetto remissorio), ed utile ai creditori in quanto ricevono subito almeno una parte del credito.
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