Source: https://www.insem.it/blog/le-nuove-regole-sui-cookie-facciamo-chiarezza/
Timestamp: 2020-03-30 07:07:31+00:00
Document Index: 41584569

Matched Legal Cases: ['art. 122', 'art. 122', 'art. 122', 'art. 13', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 37', 'art. 163']

Le nuove regole sui Cookie: facciamo chiarezza | Insem S.p.A.
Il “sistema”, in sostanza, avvisa gli utenti che, navigando all’interno del loro sito daranno il consenso per acquisire una serie di dati ed informazioni utili che li riguardano. Lo scopo? Esigenze di marketing, perché, i cookie in questione sono piccoli file di testo usati per la profilazione degli utenti. Ma non solo, perché i cookie sono anche “tecnici”.
A questo punto è opportuno distinguere tra i cookie di profilazione, che non possono essere rilasciati senza il consenso degli utenti e i cookie tecnici, che servono, invece, a far funzionare meglio i siti web.
Ma cosa sono i cookie? Si tratta di piccoli file di testo inviati in automatico dagli utenti ai terminali, memorizzati e ripescati alla successiva visita degli utenti, che hanno lo scopo di tracciare una sorta di “mappa di navigazione”. Questa tipologia di cookie serve per agevolare la navigazione dell’utente sul sito web, rendendola più veloce e intuitiva da parte del sito web.
Nella definizione del garante, i cookie tecnici sono quindi:
“quelli utilizzati al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio” (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).
I cookie usati con obiettivi di profilazione, invece, sono impostati da terze parti, ovvero siti web diversi da quelli su cui si sta navigando e che quindi inviano i dati di navigazione ad altri server. La presenza di banner, video, pubblicità, mappe ed altri elementi non generati da sito web su cui si sta navigando è alla base dei Cookie di profilazione.
“I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete. In ragione della particolare invasività che tali dispositivi possono avere nell’ambito della sfera privata degli utenti, la normativa europea e italiana prevede che l’utente debba essere adeguatamente informato sull’uso degli stessi ed esprimere così il proprio valido consenso. Ad essi si riferisce l’art. 122 del Codice laddove prevede che “l’archiviazione delle informazioni nell’apparecchio terminale di un contraente o di un utente o l’accesso a informazioni già archiviate sono consentiti unicamente a condizione che il contraente o l’utente abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con le modalità semplificate di cui all’articolo 13, comma 3” (art. 122, comma 1, del Codice).”
Cosa fare quindi per adeguarsi subito? Ecco un altro estratto dal provvedimento che spiega anche questo:
“nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un sito web, deve immediatamente comparire in primo piano un banner di idonee dimensioni ossia di dimensioni tali da costituire una percettibile discontinuità nella fruizione dei contenuti della pagina web che si sta visitando contenente le seguenti indicazioni:
b) che il sito consente anche l’invio di cookie “terze parti” (laddove ciò ovviamente accada); c) il link all’informativa estesa, ove vengono fornite indicazioni sull’uso dei cookie tecnici e analytics, viene data la possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;
e) l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad esempio, di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all’uso dei cookie. Il suindicato banner, oltre a dover presentare dimensioni sufficienti a ospitare l’informativa, seppur breve, deve essere parte integrante dell’azione positiva nella quale si sostanzia la manifestazione del consenso dell’utente. In altre parole, esso deve determinare una discontinuità, seppur minima, dell’esperienza di navigazione: il superamento della presenza del banner al video deve essere possibile solo mediante un intervento attivo dell’utente (appunto attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante il banner stesso).”
Chi non si adegua rischia multe fino a 120.00 euro. Ecco nel dettaglio tutte le sanzioni previste per chi non si adegua al provvedimento, chiarito in maniera esaustiva al punto 7 del documento:
“Conseguenze del mancato rispetto della disciplina in materia di cookie. Si ricorda che per il caso di omessa informativa o di informativa inidonea, ossia che non presenti gli elementi indicati, oltre che nelle previsioni di cui all’art. 13 del Codice, nel presente provvedimento, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila a trentaseimila euro (art. 161 del Codice). L’installazione di cookie sui terminali degli utenti in assenza del preventivo consenso degli stessi comporta, invece, la sanzione del pagamento di una somma da diecimila a centoventimila euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice). L’omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, ai sensi di quanto previsto dall’art. 37, comma 1, lett. d), del Codice, è sanzionata con il pagamento di una somma da ventimila a centoventimila euro (art. 163 del Codice).”
Insomma, adeguarsi alle nuove norme oltre che obbligatorio è anche urgente per non incappare nelle sanzioni previste, che, come abbiamo visto, sono piuttosto “salate”. Tutto ciò che accade nel World Wide Web è da un po’ di tempo oggetto di attenzione da parte della legge, al fine di colmare in maniera opportuna i vari vuoti legislativi. Il tutto, viene portato avanti cercando, da un lato, di non ledere la libertà d’espressione degli utenti, dall’altro si lavora per preservarli sia dagli usi impropri dei dati di navigazione che dagli altri rischi che si annidano tra le trame della grande ragnatela mondiale (pishing, spamming, pharming, etc.)
Qui è possibile scaricare l’intero documento del garante dell’8 maggio 2014.
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