Source: http://replegal.it/it/compliance-231-2/itemlist/user/877-letiziacatalano
Timestamp: 2018-08-17 10:01:56+00:00
Document Index: 146438411

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 9']

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È stato approvato definitivamente dalla Camera il Disegno di Legge in materia di Whistleblowing che introduce importanti modifiche all’art. 6 del D. Lgs. 231/2001. In particolare, i Modelli Organizzativi dovranno prevedere dei canali che consentano ai soggetti apicali o subordinati dell’ente di segnalare condotte illecite rilevanti ex D. Lgs. 231/2001, o eventuali violazioni dello stesso Modello Organizzativo. Tali canali dovranno garantire la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante e prevedere il divieto di ritorsioni o discriminazioni nei suoi confronti. Il sistema disciplinare predisposto dall’ente dovrà, inoltre, sanzionare l’eventuale violazione delle misure poste a tutela dei whistleblowers, nonché le condotte di strumentalizzazione delle segnalazioni.
Lo scorso 4 novembre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 161/2017 (in vigore dal 19 novembre prossimo) che stabilisce modifiche al Codice penale, alle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale ed al D. Lgs. 231/2001.
Come già anticipato, la Legge introduce nuovi reati presupposto all’art. 25-duodecies del D. Lgs. 231/2001 (trasporto di stranieri irregolari nel territorio dello Stato e favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato) e prevede, inoltre, la possibilità per il Tribunale di imporre all’Amministratore Giudiziario, nell’ambito della disciplina del controllo giudiziario delle aziende, l’adozione delle misure organizzative disciplinate dagli articoli 6, 7 e 24-ter del D. Lgs. 231/2001.
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Lo scorso 27 settembre la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il Disegno di Legge di modifica del Codice Antimafia che, tra le altre cose, ha esteso il catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. Il novellato art. 25-duodecies D. Lgs. 231/2001, infatti, prevede a carico dell’ente la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote per il reato di trasporto di stranieri irregolari nel territorio dello Stato (art. 12, comma 3, 3-bis e 3-ter D. Lgs. 286/1998) e da 100 a 200 quote per il reato di favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato (art. 12, comma 5, D. Lgs. 286/1998). Per entrambi i reati è prevista, inoltre, l’applicazione delle sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D. Lgs. 231/2001 per un tempo non inferiore ad un anno. Il testo entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
responsabilità degli enti ex D Lgs 231/2001
Modello ISO 9001