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Timestamp: 2020-08-12 10:04:50+00:00
Document Index: 118802947

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 15', 'art. 90', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 97', 'art. 89', 'art. 95', 'art. 89', 'art. 90', 'art. 89']

- CRITICITA’ Contenute nel D.Lgs 81/08, come modificato dal D. Lgs. 106/09
CRITICITA’ Contenute nel D.Lgs 81/08, come modificato dal D. Lgs. 106/09
Analisi a cura dal Geom. Augusto Ferraioli
Con le modifiche introdotte con il D. Lgs. 106/09, a nostro parere si è “depotenziata” la normativa in alcuni punti strategici fondamentali.
Tutto il dibattito sulle modifiche al “testo unico”, nel 2009 si è concentrato sull’art. 15/bis e sulle ammende.
L’attenzione dei media, delle parti sociali, in particolare delle OO.SS. dei lavoratori, si è concentrata essenzialmente sui due punti citati, mentre “nell’ombra”, venivano apportate modifiche che per alcuni aspetti hanno profondamente cambiato il testo, attenuando la responsabilità di soggetti fondamentali.
Fermo restando che in merito all’art. 15/bis vi erano tutte le ragioni, più discutibile appare il secondo punto, il fatto grave e che sono passate micro modifiche estremamente peggiorative.
Nel Titolo IV capo I, nell’art. 90, nel comma 1 è stata modificata la punteggiatura e non solo, cambiando il senso della lettera della norma.
Nella prima stesura del D. Lgs. 81/08, si era rimasti alla lettera dell’art. 3 del D. Lgs. 494/96.
Con le modifiche apportate dal D. Lgs. 106/09, dopo il primo paragrafo del comma 1, sono stati posti i due punti – nella prima formulazione vi era il punto e si passava al paragrafo successivo.
Il secondo paragrafo regolamentava punti specifici, senza condizionare il primo paragrafo.
Cambiamento di punteggiatura, cambiamento di poche parole e della posizione di alcune frasi, spostate dopo i due punti con un risultato devastante, depotenziamento della normativa, su uno dei punti strategici, come l’obbligo di applicare le misure generali di sicurezza contenuti nell’art. 15, durante tutta la progettazione dell’opera.
Limitare l’applicazione delle norme contenute nell’art. 15 alla pianificazione delle lavorazioni, onde evitare interferenze è un “non senso”, come si può pensare di prevenire alla “fonte i rischi”, se non si allarga lo sguardo all’intera progettazione dell’opera?, forse lo scopo era quello di svuotare le responsabilità dei committenti?, svuotando anche lo spessore del computo degli oneri della sicurezza?.
Nelle schede che seguono abbiamo inoltre evidenziato alcune criticità e/o contraddizioni presenti, a nostro parare nel D. Lgs. 81/08, sia per le modifiche introdotte dal D. Lgs. 106/09 che per zone “grigie” presenti fino dalla prima stesura.
D.Lgs. 494/06
ART. 3 Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
• 1. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazione dell’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 3 del decreto legislativo n. 626 del 1994.
• Al fine di permettere la pianificazione dell’esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.
D.Lgs. 81/08 – come modificato dal D. Lgs. 106/09
Nell’art. 97 con il D. Lgs. 106 si modifica una parola, “Vigila” con “Verifica le condizioni di sicurezza”, con l’evidente scopo di ridurre gli “oneri” della ditta affidataria.
Per oneri si intende l’obbligo di avere una presenza continua nel cantiere.
“h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’allegato XV;”
Dunque secondo la lettera h del comma 1 dell’art. 89 la ditta affidataria non deve redigere il POS?, se cosi fosse si accrediterebbe la tesi che può non avere personale presso il cantiere – per personale si intendono anche tecnici.
Auspichiamo una reintroduzione del termine “Vigila sulla sicurezza dei lavori affidati” ……….., tuttavia noi riteniamo che per assolvere agli obblighi, previsti dall’art. 95,96 e 97 sia necessario che la ditta affidataria rediga il POS e garantisca in relazione alla complessità delle opere la presenza costante di personale tecnico presso il cantiere.
Art. 90 comma 9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo:
a) verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare,
Alla luce della definizione contenuta nell’art. 89 come si giustificano affidamenti a soggetti privi di personale ed attrezzature? …… mistero della storica dicotomia fra norma scritta e prassi consolidata, su cui nessuno vigila.
Nell’art. 90, al comma 9, dalla prima stesura della norma, appare una definizione sibillina, “in relazione alle funzioni” – cosa si intende?, probabilmente ci si riferisce a forme di appalto speciali, escludiamo che ci si possa riferire alla normale ditta affidataria.
L’allegato XVII è stato modificato con il D.Lgs. 106/09, con l’inserimento del paragrafo in cui si afferma “ove utilizzino anche proprio personale”- tale formulazione ci appare in contrasto con la definizione di cui all’art. 89, altro tassello che compone quel mosaico di parole, frasi e punteggiatura che è stata oggetto di modifica con l’evidente fine di depotenziare la norma.
Un elemento da non sottovalutare è il fatto che il Committente deve acquisire tutta la documentazione per effettuare la verifica che attesti la idoneità tecnico professionale di tutte le ditte esecutrici anche quelle che operano in subcontratto – quanti committenti adottano il precetto, soprattutto quanti committenti privati?.