Source: http://www.agricoltura24.com/news/nuova-pac-domande-e-risposte/
Timestamp: 2017-09-20 13:05:32+00:00
Document Index: 19254537

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 9', 'art. 34', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 30', 'art. 2']

<Mais e girasole sorvegliati speciali
LACRUZ: soluzioni per la viticoltura>
Requisito del 2013
Il diritto si può acquistare
Sono un impiegato della provincia di Brindisi; quest’anno ho acquistato due terreni agricoli (uliveti) con relativi titoli per aiuti comunitari e quest’anno dovrei per la prima volta fare la domanda per ricevere gli stessi. Non sono titolare di partita Iva e non sono iscritto alla Camera di Commercio. Ho sentito che nella nuova Pac tra i requisiti per poter accedere ai pagamenti c’è l’aver ricevuto gli stessi nel 2013. Vorrei aggiungere che i vecchi proprietari ricevevano per questi terreni gli aiuti comunitari.
Se non ho capito male a partire dall’anno prossimo io sarei escluso dalla ricezione dei pagamenti?
Successione anticipata L’unica soluzione
Un produttore, nel 2013, ha presentato domanda di accesso alla riserva, i cui titoli sono stati assegnati regolarmente. Se presenterà nuovamente la stessa domanda nel 2014, avrà diritto nel 2015 all’assegnazione dei titoli?
Per il calcolo dei nuovi titoli è sicuro che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014 o c’è ancora qualche possibilità che si usi il criterio del portafoglio titoli al 15-5-2014 ?
Le notizie informali che trapelano dai decisori pubblici preannunciano che l’Italia utilizzerà il criterio dei “pagamenti ricevuti” nel 2014. Ma la decisione non è ufficiale e sarà adottata nei prossimi mesi (comunque non oltre il 1° agosto 2014) attraverso un decreto ministeriale, dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni.
Solo i pagamenti accoppiati si possono riscuotere senza avere i titoli del pagamento di base.
raffaello di nardo 26 febbraio 2015 at 21:19
Sono proprietario di ha 4 terreni agricoli (3,5 seminativi) con relativi titoli donati nel giugno 2013 dai miei genitori;quest’anno ho ricevuto io per la prima volta gli aiuti comunitari (totale circa euro 1.600); non ho ancora la partita iva e alcuna iscrizione alla Camera commercio la domanda è: per gli obblighi di legge, non essendo agricoltore,svolgendo una attività diversa (impiegato in azienda privata), sono tenuto ad aprire la partita iva?? sono tenuto ad avere contabilità?? posso mantenere io i titoli e fittare i terreni per la lavorazione e conduzione??
Luciano Boanini 20 marzo 2015 at 15:18
Per quanto riguarda il premio unico Pac fino al 2014 non è necessario detenere nè la partita Iva nè l’iscrizione al registro imprese in quanto il diritto le è stato trasferito in linea di diritto a seguito della donazione del 2013. Ovviamente non avendo nè iscrizione camerale né partita Iva non deve tenere alcuna contabilità. Le ricordo però quanto disposto dall’art.4 del DPR 633/1972: “Per esercizio di imprese si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa, nonché l’esercizio di attività, organizzate in forma d’impresa, dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’articolo 2195 del codice civile.”. Pertanto qualora dall’attività agricola (2135 c.c.) le ricavasse degli introiti Lei è soggetto all’apertura della P.iva.
alberto pozzati 27 febbraio 2015 at 10:15
Fabio Giuseppe Lucchesi 20 marzo 2015 at 14:41
Il quesito necessita di una distinta valutazione relativamente agli effetti della vendita dei titoli Pac effettuata in via definitiva dal padre del nostro lettore e alle sorti del contratto di affitto terreni a suo tempo dallo stesso stipulato.
jessica todeschi 2 aprile 2015 at 13:58
Salve, volevo chiedere un informazione. Mio padre ha un pezzo di terreno, ma adesso non è più in grado di intendere e di volere. Quindi mia madre è diventata la proprietaria del terreno facendo le veci di mio padre. Io adesso vorrei prendere in mano il terreno affittandoglielo. Quindi la mia domanda è. Tra parenti che vivono sotto lo stesso domicilio e residenza è possibile fare un contratto di affitto per il pezzo di terreno ?
Luca Andretta 13 maggio 2015 at 15:44
La madre della lettrice amministra il terreno agricolo per conto del padre. Ci si chiede quindi se la lettrice possa stipulare un contratto di affitto con la madre convivente per assumere la gestione del terreno.
Nulla vieta la possibilità che famigliari conviventi stipulino un contratto avente ad oggetto la concessione di uso di un terreno, potendo le parti, ad esempio, dare vita ad un affitto di fondo rustico o a un comodato.
stefano 13 aprile 2015 at 12:54
Premetto che sono uno dei tre soci di una società agricola semplice nonchè proprietario di parte dei terreni utilizzati dalla predetta società per coltivazione. Per usufruire di tali terreni ho stipulato con la società un contratto di comodato d’uso gratuito, con scadenza nel sett. 2016.
Fabio Giuseppe Lucchesi 24 aprile 2015 at 14:40
La riforma della Pac che entra in vigore con la domanda Unica che sarà presentata per la prima volta nel 2015 stabilisce un nuovo regime di gestione dei c.d. titoli. In particolare con la domanda Pac 2015 entro il 15 giugno 2015, si procede all’assegnazione dei titoli che potranno essere utilizzati fino al 2020 con riferimento alle superfici per le quali si è già ottenuto il premio Pac per il 2014 e soprattutto avuto riguardo all’entità degli aiuti percepiti.
stefano 30 aprile 2015 at 13:09
la ringrazio moltissimo per la completa, competente ed esaustiva risposta.
Per chiarezza e completezza non posso non chiederle: se non dovessi stipulare l’atto integrativo al contratto di comodato, con le rettifiche su esposte, prima del maggio 2015, a cosa andrei incontro?
Fabio Giuseppe Lucchesi 22 maggio 2015 at 15:28
Ad integrazione di quanto già comunicato si conferma che le norme vigenti prevedono che la richiesta di assegnazione di nuovi titoli 2015 può essere fatta dai soggetti che posseggono i requisiti previsti e quindi nel caso in specie la Società dovrà presentare domanda di assegnazione entro il 15 giugno 2015 precisando comunque che dispone di una parte dei terreni in comodato come da documentazione da allegare.
Pietro 5 maggio 2015 at 6:11
Una società semplice agricola ha acquistato a novembre 2014 dei terreni da un coltivatore che conserva per il 2015 ancora la conduzione in affitto di alcuni etteri e per i quali farà domanda entro giugno. La società semplice è di nuova costituzione. Non ha mai presentato domanda PAC. Può Acquisire i titoli dal coltivatore non avendo presentato domanda nel 2013, ma avendo acquistato per atto notarile sia i titoli che il diritto del 2013?. Questa società semplice è costituita da due soci uno coltivatore diretto con picolla quota che ha sempre avuto titoli pac e l’altro non coltivatore che riveste anche la carica di amministratore.
Fabio Giuseppe Lucchesi 27 maggio 2015 at 11:58
Il caso prospettato può rientrare nella casistica prevista dalla regolamentazione comunitaria e in particolare dall’articolo 24 del Regolamento 1307/2013 recepito dalla normativa nazionale e da ultimo dalla circolare Agea 139 del 15 marzo 2015.
La volontà a trasferire sia il terreno sia i corrispondenti “diritti o titoli da ricevere” (attenzione: bisogna scrivere proprio così) va prevista espressamente come clausola nel contratto di vendita.
GIOVANNI 7 maggio 2015 at 18:31
con contratto di comodato del 02/05/2014 mio zio,deceduto il 1/05/2015,mi ha trasferito sia i terreni che i titoli pac fino al 2020, che si sono aggiunti ai terreni e titoli pac di mia proprietà.I titoli provenienti da mio zio sono titoli in affitto temporaneo.A questo punto mi chiedo cosa succede con la riforma ,quali adempimenti fare .Specifico che leggendo la normativa ho accertato di essere agricoltore attivo
Fabio Giuseppe Lucchesi 27 maggio 2015 at 12:16
La situazione prospettata dal lettore rientrerebbe nella più generale prospettazione prevista dalla normativa comunitaria prevista per le cessioni a qualsiasi titolo come affitto, vendita, comodato registrato ecc. per cui vi è trasferimento di terreno e diritto a ottenere i nuovi titoli della Pac 2015. Ma nel caso cui si riferisce il lettore vi è il fatto che non si conosce la durata del comodato e che lo zio cedente non può effettuare la domanda titoli 2015 entro il 15 giugno 2015. Inoltre occorre conoscere se il lettore è anche erede dei terreni appartenuti allo zio in quanto in tal caso potrebbe presentare la richiesta di assegnazione titoli in qualità di erede.
In relazione a quanto sopra prospettato si ritiene che al momento sia possibile presentare la domanda assegnazione titoli 2015 precisando che la richiesta viene fatta dal lettore in quanto il cedente è deceduto, presentando la relativa documentazione.
Parrotta 13 maggio 2015 at 21:55
Salve, mia mamma intestataria, del terreno con titoli, ha sempre percepito i soldi (2000€). Adesso all’ufficio dove rinnoviamo annualmente la pratica gli è stato richiesto di aprire una P.Iva divendanto agricoltore attivo. Se questo non avviene, gli è stato detto, che perderà i soldi. Aggiungo che mia mamma percepisce una pensione di 700€ al mese. La mia domanda è: in questo caso a mia mamma conviene aprire una p.Iva senza il rischio di subire detrazioni sulla pensione? Qualse soluzione è possibile adottare per non perdere i soldi “agricoli”?
Fabio Giuseppe Lucchesi 28 maggio 2015 at 15:08
Il quesito non si riferisce direttamente alle problematiche scaturite dall’attuazione della nuova Pac ma piuttosto a questioni inerenti il sistema pensionistico e in particolare il regime di cui gode la madre del nostro lettore. Per poter rispondere in maniera esaustiva occorre quindi conoscere il regime pensionistico di cui fruisce e in particolare le condizioni per il pagamento dell’assegno e del suo mantenimento. In ogni caso l’ammontare della pensione fa ritenere che si tratti del trattamento minimo che non dovrebbe essere soggetto a particolari vincoli. L’apertura di una partita IVA da parte di un soggetto in pensione anche nel caso delle pensioni minime non dovrebbe comportare alcuna limitazione in quanto le conseguenze riguardano solo il regime fiscale cui sono sottoposti i redditi provenienti dalla pensione e dalla gestione dell’attività connessa alla partita IVA. A tal proposito si ricorda che già negli anni scorsi la Signora pensionata gestiva fiscalmente sia la pensione che gli aiuti e i ricavi dalla produzione agricola per cui l’apertura di una partita IVA agricola non dovrebbe comportare grosse differenza. Inoltre si fa rilevare che se vi era una situazione di incompatibilità o di conflitto, essa sarebbe emerse e avrebbe comportato conseguenze negative, anche negli anni precedenti.
In definitiva si ritiene che si possa, anzi si debba, procedere all’apertura della partita IVA facendosi assistere nell’individuazione esatta del codice di attività che deve essere agricolo, senza temere conseguenze sulla pensione.
Emanuela 23 maggio 2015 at 13:22
Sono socia di una società semplice agricola sorta nel 2006 ed iscritta all’Inps come Iap; la società non ha mai avuto titoli assegnati o acquistati. Ho letto che per poter accedere all’assegnazione dei titoli occorrono dei requisiti:
A) L´agricoltore ha avuto diritto ai pagamenti diretti per l’anno 2013 ai sensi del regolamento(CE) n.73/2009;
Angelo Frascarelli 8 giugno 2015 at 16:11
Giugno Vincenzo 25 maggio 2015 at 11:04
Mio padre ha 35 ettari di terra. Nella precedente Pac aveva 19 titoli e ha percepito 5.900 euro. Situazione di superficie maggiore dei titoli. A luglio 2015 vorrebbe affittare, per un anno, 3 ettari di terra senza cedere in affitto i titoli. si può fare? mio padre subirà una decurtazione in mancanza dei 3 ettari oppure un vantaggio!
Gabriele Chiodini 10 giugno 2015 at 11:08
Con la domanda per la nuova Pac i titoli vengono assegnati su tutta la superficie e, così come con la vecchia Pac, anche con la nuova non è preclusa la possibilità di affittare il terreno senza titoli. Dal momento che la domanda Pac verrà effettuata prima del 15 giugno 2015 e l’affitto si realizzerà a luglio, il proprietario si troverà nella situazione di aver già fissato e abbinato i titoli prima dell’inizio del contratto di affitto, senza dar luogo all’attivazione della clausola del guadagno insperato (visto che per l’assegnazione e l’attivazione è necessario il possesso al 15 maggio 2015). Quindi, il proprietario realizzerà la domanda su tutta la superficie e, successivamente, affitterà il terreno beneficiando comunque dei titoli su di essa abbinati.
carlo 30 maggio 2015 at 8:17
Salve, se possibile, vorrei avere informazioni in ordine alla possibilità di poter intraprendere la conduzione di terreni agricoli ulivetati.
Luciano Boanini 26 giugno 2015 at 10:17
La conduzione dell’oliveto non è sicuramente un’attività agricole tra le più facili. Infatti l’olivo deve essere potato, adeguatamente concimato e trattato e poi è necessario provvedere alla raccolta delle olive che devono essere frante. Un’attività quindi in cui il costo delle prestazioni di opera è il più rilevante anche se parte delle operazioni di cui sopra possano essere meccanizzate. In queste tipiche attività il differenziale economico può essere dato soltanto dal diverso valore aggiunto in cui lei vende l’olio extravergine di oliva prodotto. In altri termini la diversità di costi tra un produttore e l’altro al massimo può aggirarsi nel 20-25% mentre i ricavi possono variare anche del 200%. Quindi lei prima di intraprendere un’attività imprenditoriale in questo settore valuti molto bene il mercato, il tipo di prodotto (il formato, la confezione, il capacità) e valuti il reddito realizzabile, poi strutturi la sua impresa.
luca 16 giugno 2015 at 12:03
ripropongo il messaggio postato il 6-6-15 che evidentemente nn era stato registrato aggiungendo una domanda che ritengo utile per tutti.
nica campanelli 3 luglio 2015 at 8:39
Essendo proprietario di circa 10 ettari di terreno sui quali mia madre deteneva i titoli e presentava regolare domanda, ho acquistato detti titoli nel 2014 (= atto di acquisto di titoli senza terra), presentando a mio nome domanda di aiuti, che è stata regolarmente evasa. Lo scorso anno quindi ho ricevuto in pagamento diretto a mio nome la somma stabilita. Quest’anno, nel presentare la domanda presso il patronato di zona, mi hanno detto che occorreva una ricognizione preventiva, essendo stata presentata nel 2013 la domanda da mia madre e non da me. Tuttavia lei ed io stesso, nonostante fossi stato percettore diretto nel 2014, risultavamo sconosciuti al sistema. Ho presentato comunque nel termine la domanda ma non mi è stato chiarito se ho o meno diritto al pagamento. Ciò significa che perderò i titoli per sempre? Mi sembra francamente una macroscopica ingiustizia. Potreste aiutarmi a chiarire la situazione per cortesia? Grazie’.
Angelo Frascarelli 13 luglio 2015 at 10:22
Fabio Barbieri 4 luglio 2015 at 12:07
Vorrei sottoporre un quesito: Agricoltore morto a gennaio 2015, aveva presentato regolare DU nel 2013 e nel 2014, nel 2014 aveva percepito 6.000 € di aiuti diretti. Tramite ricognizione preventiva, successione mortis causa, è stato effettuato il passaggio del diritto e dell’importo alla moglie. Che requisiti deve avere per essere considerata agricoltore attivo? E’ sufficiente indicare in DU 2015 che non possiede P.Iva e che l’importo annuo dei pagamenti diretti ottenuti nel 2014 (che sarebbe quello ricevuto dal marito, cioè i 6.000 €) è pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole (lei percepisce solamente reddito da pensione)? Facendo solo questo inciderebbe sui Titoli ottenuti? Mi è stato detto (anche se non ho trovato alcun riscontro normativo) che così facendo potrebbe ottenere al massimo un importo di € 1.250 (a fronte di un importo indicativamente stimato in quasi 6.000 €). Oppure è necessario che apra una Partita Iva, ed eventualmente entro che data? Ed infine, nel caso non fosse necessaria l’apertura della P.Iva, se il suo importo continua ad essere oltre i 5.000 € (essendo in zona svantaggiata) sarà possibile continuare ad invocare anche nella DU 2016 e successive la deroga del “5%” oppure come dovrà comportarsi?
Angelo Frascarelli 13 luglio 2015 at 10:26
manaresi evro 19 agosto 2015 at 22:08
A novembre 2015 dovrei prendere in affitto 7ha di terreno, attualmente sono in affitto ad un altro agricoltore a cui
Angelo Frascarelli 12 ottobre 2015 at 10:53
I titoli sono stati assegnati agli agricoltori che hanno presentano una domanda di assegnazione entro il 15 giugno 2015.
paolo 2 ottobre 2015 at 19:19
Sono pensionato. Sono obbligato a iscrivermi alla camera di commercio per ottenere la Pac agricola?
Luciano Boanini 8 ottobre 2015 at 15:30
I requisiti per l’assegnazione dei “nuovi titoli”, nel 2015, sono tre:1) presentare una domanda di assegnazione di titoli (termine già scaduto); 2) essere agricoltore attivo; 3) aver presentato una domanda di aiuto per il 2013. A partire dall’anno 2015 potranno presentare domanda della Pac, per un importo superiore ai 1.250 Euro di contributo, solo i soggetti in possesso dei requisiti necessari per essere considerati dall’art. 9 del Reg. Ue 1307/2013 agricoltori “attivi” e cioè:
saverio 5 ottobre 2015 at 11:38
Premetto che sono socio di una società agricola semplice (da ormai tantissimi anni) e che con tale società è stata presentata nei termini la domanda PAC 2015.
Angelo Frascarelli 9 ottobre 2015 at 11:51
Anna 9 ottobre 2015 at 11:10
Mia madre ha presentato domanda Unica il 25 Marzo 2013 ai fini dell’erogazione contributo-grano, decedeva il 03 maggio 2013. Il sindacato ha inviato la sua domanda all’Agea proprio il giorno della sua morte, dal Coordinamento Agea mi viene detto che non si può procedere al pagamento della domanda poiché la stessa è stata inviata dopo il decesso del richiedente l’aiuto. Il sindacato sostiene che ha inviato la domanda nei tempi il 03/05/2013 e cioè entro i termini previsti cioè il 15/05/2013, ma la domanda la mia mamma l’aveva sottoscritta il 25/03/2013, chi è responsabile?
Fabio Giuseppe Lucchesi 23 ottobre 2015 at 10:42
È indispensabile premettere che le procedure dettate dall’Area coordinamento di Agea, in applicazione delle disposizioni regolamentari a livello comunitario, impongono che il Caa – centro di assistenza in agricoltura –, al quale il produttore ha conferito mandato per la presentazione di una domanda unica di pagamento, acquisisca preventivamente la firma della singola domanda e solo successivamente provveda al rilascio informatico della stessa.
Andrea Zucca 17 ottobre 2015 at 21:37
Salve, io ho titoli per 23 ettari, se acquisto ora altri ettari di terra, posso ottenere ora altri titoli?
Angelo Frascarelli 23 novembre 2015 at 12:05
fiorina 20 ottobre 2015 at 18:39
Buonasera. Per motivi di salute, non ho potuto presentare domanda pac 2015, pur avendone diritto. Ho la possibilità di presentarla nel 2016 o mi sono preclusa qualsiasi chance fino al 2020?
Fabio Giuseppe Lucchesi 4 novembre 2015 at 12:12
In primo luogo sarebbe opportuno conoscere le motivazioni concrete che hanno impedito al nostro lettore di presentare la domanda di aiuto, nonché le cause e la durata dei motivi di salute nonché se della circostanza sia stata tempestivamente informato il competente Caa in considerazione del grave pregiudizio determinato dalla mancata presentazione della domanda.
bruno 21 ottobre 2015 at 15:24
Angelo Frascarelli 16 novembre 2015 at 11:11
Il presente quesito è quasi identico a quello precedente e valgono le stesse conclusioni.
bruno 7 novembre 2015 at 19:34
salve io sono studente universitario…..ho un premio in titoli di 1700 euro in zona non svantaggiata….sono obbligato ad avere partita iva???? avevo letto che si poteva utilizzare la deroga del minimo 5% delle attività agricole rispetto alle altre attività. Ma non avendo altre attività e non facendo modelli unici o 730 cosa potrebbero usare come riferimento?
Angelo Frascarelli 16 novembre 2015 at 10:22
mamanonmama 17 novembre 2015 at 11:20
Angelo Frascarelli 23 novembre 2015 at 12:28
Il lettore ha ben ragione quando dice che non ci sta capendo più nulla.
Leonardo 23 novembre 2015 at 15:50
Per tutti quelli che invece hanno iniziato attività agricola con relativa apertura di partita IVA ed iscrizione alla Camera di Commercio nel 2015, regolare contratto di affitto e cessione quote da chi ha cessato nel 2014. ad oggi non hanno potuto ricevere l’acconto PAC in quando vi è anomalia di agricoltore non attivo alla data di presentazione della domanda, potreste darmi delle indicazioni in merito.
Angelo Frascarelli 10 dicembre 2015 at 15:12
Il lettore pone il caso di un agricoltore che si trova in questa situazione:
–	ha iniziato l’attività agricola nel 2015;
–	ha acquisito i “diritti Pac” tramite un contratto di cessione di terra e relativi “diritti” da un agricoltore che ha cessato l’attività nel 2014;
–	ha presentato la domanda di assegnazione dei “diritti Pac” e la domanda di pagamento nel 2015;
–	ha aperto la partita Iva e ha effettuato l’iscrizione alla Camera di Commercio nel 2015.
Il problema sussiste poiché l’apertura della partita Iva dopo il 1° agosto 2014 equivale all’assenza della partita Iva, ai fini della dimostrazione del requisito di “agricoltore attivo”.
Ricordiamo, tuttavia, che l’agricoltore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo”:
L’agricoltore non ha la partita Iva aperta prima del 1° agosto 2014 (fattispecie 3); se non è iscritto all’Inps (fattispecie 2) e i suoi pagamenti sono superiori alla soglia (fattispecie 1), deve necessariamente ricorrere ad una delle tre deroghe.
Ai fini della verifica dell’importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole, la Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 precisa quanto segue. Per il 2015, l’importo dei pagamenti diretti corrisponde all’importo totale dei pagamenti diretti a cui l’agricoltore aveva diritto a norma del Reg. 73/2009 per il 2014, senza tener conto delle riduzioni ed esclusioni ai fini della condizionalità o dei recuperi. Se un agricoltore non ha presentato domanda di aiuto per i pagamenti diretti nel 2014, l’importo è calcolato con la media nazionale dei pagamenti diretti.
I proventi ottenuti da attività non agricole sono rilevati dalle dichiarazioni dell’agricoltore ai fini fiscali.
Cosa deve fare il lettore che ha riscontrato un’anomalia relativa ad “agricoltore non attivo”.
La Circolare Agea n. 140 del 20 marzo 2015 prevede che la verifica della qualifica di “agricoltore attivo” è eseguita da Agea, sulla base dei dati informatizzati disponibili presso altre pubbliche amministrazioni (INPS, Agenzia delle Entrate, Sistema delle Camere di Commercio o altre).
In conclusione, il lettore deve presentare all’Organismo pagatore competente un’idonea documentazione che dimostri i requisiti dell’agricoltore attivo tramite una delle tre deroghe, in quanto – come già detto – l’apertura della partita Iva dopo il 1° agosto 2014 equivale all’assenza della partita Iva.
leonardo 26 novembre 2015 at 14:08
salve in prossimità di acquisto di circa 4 ettari di terreno a seminativo volevo sapere come fare per avere trasferiti anche i titoli.
Sono gia in possesso di altri terreni e annualmente presento al dichiarazione agea
Angelo Frascarelli 10 dicembre 2015 at 15:18
Rimaniamo nell’ipotesi che il venditore ceda la terra insieme ai titoli.
A decorrere dalla campagna 2016, ai sensi dell’art. 34 del Reg. 1307/2013, i titoli possono essere trasferiti da un agricoltore ad un altro agricoltore, purché il cessionario (acquirente) sia agricoltore attivo.
I trasferimenti devono essere comunicati, da parte del cedente all’Organismo pagatore competente entro 10 giorni dalla sottoscrizione, producendo la documentazione richiesta. Il trasferimento viene comunicato, a sua volta, dall’Organismo pagatore ad Agea coordinamento per la convalida e il necessario aggiornamento del Registro nazionale dei titoli, entri i 5 giorni successivi.
I trasferimenti dei titoli presentano alcuni elementi di incertezza fino al calcolo dei titoli definitivi, che avverrà al 1° aprile 2016. Tuttavia il problema è risolvibile.
Nell’atto di compravendita va indicato il numero e il valore dei titoli provvisori con una clausola che informa il venditore e l’acquirente sul fatto che il valore dei titoli potrebbe cambiare con il calcolo definitivo.
Francesco Napoli 26 novembre 2015 at 15:11
Vorrei intraprendere la gestione di un azienda agricola ma non sono molto addentrato nella materia, pertanto vi chiedo alcune delucidazioni e precisamente:
– volendo acquistare un terreno seminativo e trasformarlo in uliveto, dato che le caratteristiche del terreno lo permettono, esistono dei finanziamenti per nuovi impianti?
– se i terreni acquistati oggi non hanno nessun contributo (pac) è possibile fare domanda per accedervi?
Grazie per le risposte ed eventuali consigli utili
Luciano Boanini 9 dicembre 2015 at 12:28
Non sapendo da dove ci scrive (per questioni di privacy) è difficile dirle nella sua zona quali tipi di pratiche di finanziamento o di contribuzione sono attive per l’acquisto e l’impianto di oliveti. Non conosciamo neppure la sua età e quindi non sappiamo se è possibile per lei ottenere dei contributi per gli imprenditori agricoli under 40. Quindi per rispondere concretamente alla sua prima domanda le consiglio di contattare un’associazione di categoria che operi nella zona in cui c’è il terreno oppure di contattare il servizio Regionale dell’Assessorato all’attività agricola (molte regioni sul proprio sito internet hanno una pagina dedicata alle misure di finanziamento attive) nonché l’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo).
Per la seconda domanda le facciamo presente che è possibile ottenere dei contributi (Pac) per i terreni che non sono iscritti ricorrendo al bacino Regionale (sempre che nella sua Regione vi siano delle risorse). Per questo le consiglio di prendere contatto con professionisti (agronomi o periti agrari ecc.) che operano nella zona in cui sono collocati i terreni o sentire un esperto di un’associazione di categoria che saprà consigliarle la procedura più corretta.
Camillo Picchiotti 27 novembre 2015 at 18:50
Sono in posesso con le mie sorelle di un terreno in comune di Fabro(TR) precedentemente affittato da tempto a terzizta. Il contratto di affitto si è interrotto concordemente nel gennaio 2014 e nel mese di marzo 2014 ho ptovveduto a riqcquistari i titoli per accedere alla PAC. Tutto regolarmente registrato il 21 marzo 2014.
Ho quindi provveduto a riaffittare il terreno ad altro terzista unitamente alle relative quote. SAd oggi il terzista non ha potuto ancora accedere ai finanziamenti europei in quanto risultano inutilizzabili per un’indagine della finanza di cui non capisco le finalità. fatto sta che io sono in possesso di quote ma come se non ce le avessi e naturalmente l’affittuario non mi può pagare il compenso prevsto.
Camillo Picchiotti Roma
Fabio Giuseppe Lucchesi 9 dicembre 2015 at 15:25
Nell’anno 2013 la Guardia di Finanza ha intrapreso una indagine a livello nazionale denominata “Operazione Bonifica” volta, tra l’altro, a verificare la ritualità degli atti di trasferimento dei titoli Pac tra privati nonché di quelli acquisiti dalla c.d. riserva nazionale.
In tutti i casi in cui gli operanti hanno individuato possibili criticità l’area coordinamento di Agea ha disposto la sospensione delle relative erogazioni fino alla definizione dei relativi controlli.
Dal tenore del quesito sembrerebbe che l’accertamento in corso possa essere riferibile alla effettiva regolarità dell’uso dei titoli da parte del venditore e, verosimilmente, alla legittimità dei titoli di conduzione da questi esposti nelle precedenti domande uniche di pagamento che hanno determinato il temporaneo “blocco” del relativo trasferimento.
È quindi indispensabile verificare preventivamente presso il competente centro di assistenza agricola, ovvero in via diretta presso l’O.P., l’intervenuta adozione di un provvedimento formale di sospensione anche al fine di poter eventualmente documentare presso la competente tenenza della Guardia di Finanza incaricata la legittimità della relativa compravendita.
GIUSEPPE 28 novembre 2015 at 12:49
SALVE MI HANNO ASSEGNATO 21 ETTARI AMMISSIBILI IN ZONA SVANTAGGIATA IN SARDEGNA X UN TOTALE DI 932 EURO DI DOMANDA UNICA ,CHE IMPORTO DOVREI PERCEPIRE DEL GREENING ? GRAZIE .
Angelo Frascarelli 7 gennaio 2016 at 14:07
Il lettore ha ricevuto l’assegnazione di 21 titoli del pagamento di base, che rappresenta uno dei pagamenti a cui ha diritto l’agricoltore.
Oltre al pagamento di base, il lettore potrà accedere al pagamento greening, che è pari al 50,16% del pagamento di base. In altre parole, il pagamento greening si ottiene moltiplicando il pagamento di base per 0,5016.
Nel caso posto dal lettore, se il pagamento di base è di 932 euro, il pagamento greening è pari a 467,49 euro.
Dino 2 dicembre 2015 at 12:25
Sono dipendente della Pubblica Amministrazione e a seguito della scomparsa di mio padre (avvenuta nel febbraio 2015) mi sono dovuto occupare di gestire, tra l’altro, anche i titoli PAC a lui intestati e a me adesso trasferiti mortis causa. Preciso che nel 2009 mi fu fatta regolare donazione dei terreni che avevano originato tali titoli, ma non i titoli stessi che sono stati incassati sempre da mio padre senza soluzione di continuità sino al 2014 (parliamo di un importo abbondantemente inferiore ai 1.250 euro, credo circa 700 euro). Visto che sono diventato titolare di questi titoli, quest’anno mi è stato consigliato di fare io la relativa domanda PAC (fatta in ritardo ma comunque entro il 10.7.2015) pur non avendo partita IVA e nessuna iscrizione ad albi agricoli o cose del genere, altrimenti li avrei persi definitivamente.
La mia domanda è questa: innanzitutto volevo sapere, per mia tranquillità, se è stato corretto fare tale domanda visto che non sono un coltivatore diretto o agricoltore in genere. Poi vorrei dei consigli su come comportarmi per il 2016, premettendo che avrei intenzione di dare in affitto i terreni senza i titoli a partire da gennaio 2016 per una durata di 5 anni, cioè se posso continuare a fare la domanda di rimborso senza aprire partita IVA o altro, oppure conviene inserire nel contratto di affitto anche i titoli – in questo caso credo che verrebbero utilizzati dall’affittuario essendo un agricoltore – giusto per non perderne il diritto una volta scaduto il contratto di affitto e rientrati nella mia disponibilità
Angelo Frascarelli 7 gennaio 2016 at 14:20
Il lettore è un “agricoltore”, secondo la definizione di “agricoltore” dell’art. 4, Reg. 1307/2013: persona fisica o giuridica, che esercita un’attività agricola di produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli. L’attività agricola può consistere anche nel semplice “mantenimento della superficie agricola in uno stato idoneo”, svolgendo un’attività minima, che consiste in almeno un’operazione colturale su tale superficie agricola.
In sintesi, un dipendente della Pubblica Amministrazione è “agricoltore”, se svolge un’attività agricola, anche in forma part-time.
Tuttavia, il Reg. 1307/2013 (art. 9) prevede che gli aiuti comunitari 2015-2020 sono percepiti dai soggetti che rivestono la qualifica di “agricoltore attivo”. Quindi non è sufficiente essere “agricoltore”, ma bisogna essere “agricoltore attivo”.
1)	agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti;
2)	iscrizione all’INPS;
3)	titolari di partita IVA attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale IVA;
4)	l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno fiscale più recente per cui tali prove siano disponibili;
5)	le sue attività agricole non sono insignificanti;
6)	la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola.
In base al primo requisito, l’agricoltore è “attivo” se nell’anno precedente ha percepito pagamenti diretti di ammontare inferiore a:
–	5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate;
–	1.250 euro nelle altre zone.
Il lettore non ha percepito pagamenti diretti nell’anno precedente (2014); in tal caso, la normativa prevede che l’importo è ottenuto moltiplicando il numero di ettari ammissibili dichiarati dall’agricoltore nel 2015 per il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014.
Il pagamento medio nazionale del sostegno diretto per ettaro nel 2014 è stato calcolato da Agea, pari a 397,15 euro/ha (Circolare Agea n. ACIU.2015.428 del 29 settembre 2015).
Il lettore deve moltiplicare gli ettari dichiarati nel 2015 per 397,15 euro/ha; se l’importo risultante è inferiore a 5.000 euro in zone montane e svantaggiate o 1.250 euro in altre zone, è automaticamente “agricoltore attivo”.
Da quanto si evince dal quesito, il lettore ha un importo dei pagamenti largamente inferiore a 1.250 euro, quindi è “agricoltore attivo”. Di conseguenza, il lettore ha agito correttamente a presentare la domanda di assegnazione dei titoli nel 2015, evitando di perdere il sostegno della Pac.
leonardo 11 dicembre 2015 at 8:36
Con la presente colgo l’occasione per ringraziarLA per la risposta inviatami e a tal uopo chiedo ancora cortesemente poichè sono un impiegato :
– Posso iscrivermi come agricoltore attivo?
– Essendo in zona montana e non superando i 5000 euro di contributo nella dichiarazione AGEA che mi obbligano
a iscrivermi agricotore attivo, debbo essere ugualmente iscritto per il trasferimento dei titoli?
– Quale è l’iter per un impiegato, iscriversi agricoltore attivo, basterebbe solo la P.Iva?
Angelo Angoli 3 febbraio 2016 at 14:52
I nostri genitori (ex agricoltori ora in pensione), hanno concesso per molti anni in affitto al cugino ha 40 di terreni agricoli seminativi e relativi “vecchi” titoli. Il contratto d’affitto era rinnovato ogni 3 anni. Il contratto espressamente dice che i terreni e i titoli sono in affitto e che, al termine del contratto, i terreni e i titoli devono essere riconsegnati al proprietario “nel medesimo numero e valore”. Il contratto e’ terminato nel Novembre 2015. Poco dopo i nostri genitori, per questioni di salute, hanno donato i terreni a noi due figli (ha 20 ciascuno). Abbiamo formalmente richiesto al cugino di ridarci i terreni e i titoli perché voliamo condurli direttamente come societá agricola semplice (intenzione in corso).
Il cugino adesso dichiara che non ridará i “nuovi” titoli perché ormai sono suoi. È vero che non possiamo riaverli perché, con le nuove regole PAC, non sono piú gli stessi esplicitati nel contratto? La richiesta per gli aiuti nel 2013 è stata fatta dal cugino. La richiesta per i “nuovi” titoli è stata fatta dal cugino perché i miei genitori erano ignari della nuova legislazione in fatto di titoli.
Se fossimo “agricoltori attivi”, abbiamo il diritto di riavere i titoli affittati al cugino (ora “nuovi” titoli) donati a noi dai nostri genitori? Se non lo fossimo: possiamo riaverli e assegnarli a chi, agricoltore attivo, coltiverá i terreni? Grazie e congratulazioni.
Angelo Frascarelli 8 febbraio 2016 at 14:39
La normativa della Pac (Reg. 1307/2013) prevede che i “nuovi” titoli siano assegnati da Agea all’agricoltore che era in possesso dei terreni nel 2015, sulla base della domanda presentata al 15 giugno 2015. Di conseguenza, Agea ha assegnato i “nuovi” titoli al cugino (affittuario).
Il cugino dichiara che non ridarà i “nuovi” titoli. Difatti, non è obbligato a farlo. Tuttavia, il cugino potrebbe cedere di sua volontà i “nuovi” titoli al genitore (proprietario) o agli eredi, ma non è obbligato a farlo.
Gli eredi quindi si trovano in possesso del terreno senza titoli.
In tale circostanza, gli eredi possono diventare “nuovi agricoltori” nel 2016 (o in anno successivo) e possono presentare una domanda ad Agea per la richiesta dei titoli dalla riserva nazionale, entro il 15 maggio 2016. La condizione per l’accesso alla riserva nazionale è duplice:
–	essere “nuovi agricoltori” ovvero non aver esercitato l’attività agricola nei cinque anni precedenti;
–	essere “agricoltori attivi”.
La definizione di “agricoltore attivo” prevede alcuni requisiti, che dimostrano dalla significatività dell’attività agricola rispetto alle attività extra-agricole del soggetto richiedente (vedi Terra e Vita n. 31-32/2015 e n. 2/2016). I requisiti non sono molto stringenti, per cui è molto probabile che gli eredi rientrino nella qualifica di “agricoltore attivo”.
I titoli ricevuti dalla riserva nazionale possono essere affittati negli anni successivi, insieme alla terra.
Grazia B. 9 febbraio 2016 at 23:08
Avrei intenzione di dare in affitto o comodato d’uso i terreni per i quali mi sono assegnati dei titoli.
Qualora dovessi aderire entro il 29 02 2016 al regime per i piccoli imprenditori potrei nei mesi seguenti, maggio/giugno, stipulare il contratto d’affitto o comodato ?
Mi pare di aver letto che i titoli detenuti dagli agricoltori che partecipano al regime per piccoli agricoltori, tranne nei casi di successione effettiva o anticipata, non sono trasferibili. In caso di stipula di contratto d’affitto/comodato andrebbero persi? Come potrei recuperarli alla scadenza del contratto? Se non dovessi aderire entro il 29 febbraio al regime per piccoli imprenditori potrebbe affittare i titoli unitamente ai terreni?
Angelo Frascarelli 24 febbraio 2016 at 10:30
Non esiste la possibilità di aderire al regime dei piccoli agricoltori entro il 29 febbraio 2016. Infatti, l’accesso a tale regime poteva essere esercitato esclusivamente entro il 15 ottobre 2015.
La data del 29 febbraio 2016 è, invece, una data importante per gli agricoltori che hanno già aderito al regime dei piccoli, che entro questa scadenza possono esercitare tre scelte (vedi Terra e Vita n. 7/2016):
–	domanda di conferma per subentro;
La domanda di conferma, che va presentata annualmente, consente di ottenere il pagamento dell’importo per i piccoli agricoltori. Qualora non sia presentata la domanda di conferma non è corrisposto il pagamento dell’importo all’agricoltore per la campagna in questione.
Nel caso in cui un agricoltore, che ha aderito al regime dei piccoli agricoltori, stipuli un contratto di affitto/comodato, non può presentare la domanda di conferma. Pertanto non riceverà l’importo del pagamento.
I titoli detenuti dagli agricoltori che partecipano al regime per i piccoli agricoltori non sono trasferibili, tranne che in caso di successione effettiva o anticipata. Pertanto, un agricoltore, che ha aderito al regime dei piccoli agricoltori, non può stipulare un contratto di affitto/comodato di terra e titoli.
La domanda di recesso consente all’agricoltore di uscire dal regime dei piccoli agricoltori. Dopo il recesso, l’agricoltore può stipulare un contratto di affitto/comodato di terra e titoli.
Angelo Carbone 16 febbraio 2016 at 19:50
sono appena tornato dal frantoiano presso cui conferivo il raccolto delle olive per compilare la domanda del contributo AGEA 2016.
Mi è stato riferito che pur compilando la domanda basse sono le probabilità di poter ottenere il contribuo per il prossimo anno in quanto rientro tra i minimi. Cosa significa questo ?
Se non ottengo il contributo si perde anche il titolo relativo ?
Angelo Frascarelli 24 febbraio 2016 at 10:40
Il Reg. 1307/2013 (art. 10) prevede che gli Stati membri non eroghino pagamenti diretti agli agricoltori al di sotto di una soglia minima, lasciando agli Stati membri la sua fissazione.
L’introduzione di una soglia minima è finalizzata ad evitare domande di contributo di piccolo importo, i cui costi amministrativi sono superiori agli importi erogati.
Il Decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014 ha previsto che, in Italia, i pagamenti diretti non sono erogati agli agricoltori se l’importo totale dei pagamenti diretti richiesti, ogni anno, non supera:
–	250 euro per gli anni 2015 e 2016;
–	300 euro dal 2017.
Il lettore può presentare nel 2016 una domanda Pac per un importo inferiore a 250 euro, ma Agea non effettuerà il pagamento.
Inoltre, i titoli all’aiuto che non danno luogo a pagamenti per due anni consecutivi, vengono riversati nella riserva nazionale e l’agricoltore li perde definitivamente.
In tale situazione l’agricoltore ha tre possibilità:
1)	prendere in affitto ulteriori terreni e titoli, in modo da superare la soglia minima di pagamento;
2)	vendere i titoli ad un altro agricoltore, prima che trascorrano due anni di non utilizzo;
3)	rinunciare ai pagamenti diretti, vista l’esiguità dell’importo.
Mario 6 marzo 2016 at 16:23
Mio padre, proprietario di 10 ha di terreno a seminativio, e’ deceduto da due settimane. Eredi legittimi 3 fratelli e la moglie, nostra madre che non era intestataria del terreno, ma era, con mio padre in regime di comunione dei beni . Noi tre fratelli svolgiamo altre attività. Le pratiche di successione richiederanno certamente alcuni mesi. L’associazione che sguiva mio padre, ci dice che uno di noi deve urgentemente aprire una partita IVA per poter mantenere il diritto al contributo PAC. La partita IVA di mio padre non sarebbe più utilizzabile nemmeno temporaneamente. Il costo di apertura sarebbe di 250 € . Ora io ho alcuni dubbi:
Se quanto sopra è vero, a chi conviene aprire? ( madre, un figlio anche se non ha come attività principale quella agricola? È’ una misura temporanea in attesa della successione? Cosa succederà dopo soprattutto per ciò che riguarda il diritto a percepire il contributo PAC.?
Angelo Frascarelli 16 marzo 2016 at 16:27
La situazione descritta, dal punto di vista dei pagamenti diretti della Pac, s’inquadra in un caso di “trasferimento di titoli per successione effettiva o mortis causa”. Tale fattispecie di trasferimento è una procedura ordinaria che non presenta particolari criticità.
Invece i problemi da verificare e da affrontare sono due:
–	la definizione del futuro conduttore dell’azienda agricola;
–	il rispetto del requisito di “agricoltore attivo” ai fini dei pagamenti diretti della Pac.
L’erede o gli eredi, se proseguono l’attività, devono presentare entro trenta giorni, una dichiarazione di inizio attività. Quindi gli eredi devono decidere entro 30 giorni chi si farà carico di continuare nella gestione dell’impresa.
Gli eredi devono decidere, entro 30 giorni, il soggetto che sarà il conduttore dell’azienda. Le soluzioni possono essere diverse:
1)	una comunione ereditaria (soluzione solo temporanea);
2)	una società tra gli eredi;
3)	uno degli eredi;
4)	l’affitto della terra e dei titoli ad un terzo soggetto.
Qualora la decisione fosse quella di continuare tutti assieme nella gestione, il nuovo soggetto giuridico si identificherebbe in una “comunione ereditaria”.
Nella dichiarazione di inizio attività presentata nei 30 giorni dal decesso, deve essere indicato il vecchio numero di partita iva intestato alla persona defunta e l’ufficio Iva provvederà ad attribuire un nuovo numero di partita Iva.
La comunione ereditaria rimane attiva fino a quando non sarà definita la successione e, qualora continuasse sempre sotto forma di gestione comune, dovrà essere trasformata in società semplice o in una altra forma societaria prevista dal c.c..
Ai fini della Domanda Unica 2016, per la fattispecie della successione mortis causa, la Circolare Agea n. ACIU.2016.70 del 10 febbraio 2016 prevede che il trasferimento possa essere eseguito in favore della comunione ereditaria. In tal caso è necessario acquisire la dichiarazione resa da almeno uno dei coeredi nella quale si dichiara che la successione è eseguita in favore della comunione ereditaria costituita.
Se tutti gli eredi decidessero di continuare assieme la gestione, allora, si potrebbe costituire immediatamente una società di gestione eliminando il passaggio della comunione ereditaria.
Se chi continua è uno degli eredi (persona fisica), questo provvederà a presentare la variazione all’Iva e appena definita la successione gli altri eredi forniranno in affitto o in comodato la loro quota parte.
La scelta dipende dalla volontà degli eredi; le suddette soluzioni si equivalgono dal punto di vista del trasferimento dei titoli.
Per il trasferimento dei titoli, un erede deve andare al Caa e produrre la seguente documentazione:
1.	dichiarazione sostitutiva di certificazione di morte e copia del documento d’identità in corso di validità dell’erede dichiarante;
2.	scrittura notarile indicante la linea ereditaria oppure, in alternativa, dichiarazione sostitutiva con l’indicazione della linea ereditaria e copia del documento di identità in corso di validità del dichiarante;
3.	delega/consenso di tutti i coeredi al richiedente con documento di identità in corso di validità di tutti i deleganti;
4.	in caso di costituzione della comunione ereditaria, dichiarazione resa da almeno uno dei coeredi nella quale si dichiara che la successione è eseguita in favore della comunione ereditaria costituita;
5.	modulo di comunicazione del trasferimento.
Un altro aspetto su cui porre attenzione è il requisito di “agricoltore attivo” (vedi Terra e Vita n. 2/2016). L’agricoltore è automaticamente attivo, se i pagamenti diretti percepiti l’anno precedente non supera i 5.000 in zone montane e svantaggiate; i 1.250 euro in altre zone. Altrimenti bisogna verificare la significatività dell’attività agricola del soggetto beneficiario.
L’apertura della Partita Iva, da parte di un erede, non è necessaria ai fini dell’agricoltore attivo; infatti, la normativa prevede che la partita Iva doveva essere aperta prima del 1° agosto 2014. Gli eredi devono ricorrere alle deroghe per dimostrare il requisito di “agricoltore attivo”.
La partita Iva è tuttavia necessaria ai fini dell’attività commerciale ovvero se l’azienda agricola vende i suoi prodotti sul mercato.
Dalla formulazione della domanda non si evince il volume d’affari della persona defunta, in quanto se fosse stato superiore a 7.000 euro, oltre agli adempimenti sopra descritti gli eredi devono attivare nuovi registri Iva e a fine anno la dichiarazione annuale Iva sarà unica, ma dovrà comprendere due moduli: il primo, per le operazioni compiute dal decuius dall’inizio dell’anno fino al decesso, ed il secondo per quelle compiute successivamente dagli eredi.
Loredana Epifani 21 aprile 2016 at 12:15
mio zio pensionato, riceve, pagamenti diretti superiori €1250,00, ha p.iva agricoltura con volume di affari <7000€ quindi in regime di esonero.
Nel 2015 vende olive per un importo di €900,00 con regolare fattura.
Al fine di continuare a percepire i contributi PAC, è obbligato quest'anno a presentare Dichirazione Unico e dichiarazione IVA o può continuare a presentare modello 730? La fattura di vendita deve essere inserita nei redditi percepiti? se si come?
Angelo Frascarelli 28 aprile 2016 at 14:30
Lo zio pensionato può dimostrare di essere un “agricoltore attivo”, quindi può percepire i pagamenti diretti, senza la necessità di presentare la dichiarazione dell’Iva.
L’agricoltore in questione (lo zio pensionato) dichiara di percepire un importo dei pagamenti diretti superiore a 1.250 euro; quindi non può utilizzare la prima fattispecie.
L’agricoltore è in regime Iva di esonero e non presenta dichiarazione annuale dell’Iva; quindi, non può utilizzare la terza fattispecie.
In tale situazione non è comunque necessaria la dichiarazione dell’Iva, in quanto l’agricoltore potrebbe utilizzare una delle tre deroghe.
Il reddito da pensione è un reddito extra-agricolo, ma l’agricoltore può facilmente dimostrare l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali extra-agricoli. Ad esempio, se i pagamenti diretti dell’anno precedente sono di 2.000 euro e il reddito da pensione è di 13.000 euro, l’importo annuo dei pagamenti diretti è il 13% dei proventi extra-agricoli (superiore al 5%), quindi è l’agricoltore è “attivo”.
I redditi fondiari e agrari sono tassati sulla base della rendita catastale, quindi non è necessario la dichiarazione delle fatture di vendita.
Fabio Barbieri 26 aprile 2016 at 21:38
Vorrei sottoporre un quesito: Agricoltore che ha presentato Domanda di accesso alla Riserva Nazionale nel 2015, che ha iniziato l’attività agricola nel 2015, che non ha mai percepito alcun aiuto negli anni precedenti e non è in possesso di P.Iva. Richiesti a premio 2 Ha. di superficie ammissibile in zona svantaggiata. Ad oggi ancora non sono stati assegnati i Titoli in quanto risultano le seguenti anomalie: 1) Caricamento dati DAR – Istruttoria negativa 2) Anomalie Aventi diritto – Agricoltore non Avente diritto 3) Impossibile determinare se l’agricoltore è attivo alla data di presentazione della Domanda Unica 2015. Per quale motivo risultano tali anomalie? e saranno risolte da Agea, oppure non c’è nessuna speranza per l’attribuzione dei Titoli?
Ho notato che solo agli agricoltori in possesso di P.Iva sono stati assegnati i Titoli, quindi mi chiedo se sia un requisito essenziale per ottenerli, sebbene in tutti i vari Regolamenti/DM/Circolari si indicano sempre quali beneficiari di tali Titoli sia le persone fisiche (che per sua natura non ha P.Iva) che le persone giuridiche.
Mario 27 aprile 2016 at 23:31
1° quesito_Nel Maggio 2015 ho inoltrato domanda per titoli PAC con accesso alla riserva nazionale per circa 1,3 ettari di terra. Precedentemente non mai esercitato attività agricola non essendo in possesso di nessun terreno. Ad oggi, consultando il sito Sian ho riscontrato anomalie non essendo agricoltore attivo. Ho aperto partita Iva agricola a novembre 2015. Potrò avere diritto al pagamento e in caso affermativo quale sarà la somma? In caso negativo posso rifare la domanda con accesso alla riserva inserendo un’altro ettaro di terra che ho comprato un mese fa?
2° quesito_Attendo di ricevere titoli da assegnare a due miei ettari: qual è l’ultimo giorno utile per poter inoltrare la mia richiesta PAC? In caso non mi vengano dati o riconosciuti in ritardo, potrò sfruttarli per fare domanda PAC nel maggio 2017?
3°quesito_ Ho 38 anni compiuti e sono dipendente privato, totali ettari in posseso 5. Ho possibilità di inoltrare domanda per il primo insediamento agricolo a mio nome? In caso negativo ci sarebbero altre possibiltà per tale richiesta considerando magari la posizione di mia moglie disoccupata con 40 anni appena compiuti l’anno scorso?
Angelo Frascarelli 26 agosto 2016 at 10:28
Il lettore può accedere alla riserva nazionale nella fattispecie B “nuovo agricoltore” (Circolare Agea n. ACIU.2015.275 del 3 giugno 2016).
A norma dell’art. 2, commi 1 e 2, del DM 20 marzo 2015 n. 1922, sono attribuiti titoli a valere dalla riserva nazionale per una superficie minima ammissibile richiesta pari a 1 ettaro ed a tal fine si tiene conto del numero di ettari ammissibili che l’agricoltore detiene al 15 maggio di ciascun anno.
Quindi il lettore ha diritto all’accesso alla riserva nazionale, avendo presentato una domanda per 1,3 ettari.
Il valore dei titoli assegnati alla riserva nazionale è pari al valore medio nazionale dei titoli (circa 228 euro/ha), a cui si aggiunge il pagamento greening (114 euro/ha).
L’accesso alla riserva nazionale è consentito una sola volta; quindi, se la domanda di accesso alla riserva nazionale 2015 andrà a buon fine, non è possibile rifare un’altra domanda con accesso alla riserva inserendo un altro ettaro di terra.
L’anomalia relativa all’agricoltore attivo dovrebbe essere risolta. Infatti, il lettore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo” (vedi Terra e Vita n. 2/2016).
Una di queste fattispecie prevede che l’agricoltore è attivo “sotto una certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone)”.
Il lettore, però, nel 2014 (anno precedente), non ha presentato la Domanda Unica, quindi non ha ricevuto i pagamenti diretti.
Il pagamento medio nazionale del 2014 è circa 397,15 euro/ha, come stabilito dalla Circolare Agea n. ACIU.2015.428 del 29 settembre 2015.
Sulla base della normativa esposta, il lettore, con una superficie ammissibile di 1,3 ettari, rientra nella fattispecie di agricoltore attivo “sotto una certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente”.
La domanda di pagamento della Pac (DUP – Domanda Unica di Pagamento) deve essere presentata entro il 15 maggio di ogni anno.
Per gli anni 2015 e 2016, la Commissione Ue e il Ministero per le politiche agricole hanno prorogato tale termine al 15 giugno.
L’agricoltore può certamente utilizzare i titoli per fare domanda Pac al 15 maggio 2017.
3°quesito
Il lettore, con un’età di 38 anni, può accedere alla riserva nazionale nella fattispecie A “giovane agricoltore” (Circolare Agea n. ACIU.2015.275 del 3 giugno 2016).
Il lettore ha quindi diritto all’accesso alla riserva nazionale per i pagamenti diretti, mentre non ha diritto al premio di insediamento per i giovani agricoltori nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, in quanto è lavoratore dipendente.
La moglie del lettore, con un’età superiore ai 40 anni, può accedere alla riserva nazionale nella fattispecie B “nuovo agricoltore” (Circolare Agea n. ACIU.2015.275 del 3 giugno 2016). Tuttavia, mentre la fattispecie A “giovane agricoltore” ha la priorità e la certezza dell’accoglimento della domanda, la fattispecie B “nuovo agricoltore” non garantisce automaticamente l’accoglimento della domanda di accesso alla riserva nazionale, qualora le risorse finanziarie non siano sufficienti.
Filippo 4 maggio 2016 at 2:18
Vorrei sottoporre un quesito a seguito della successione mortis causa da padre in figlio.
Premetto che il de cuius ha presentato l’ultima domanda di pagamento per la campagna 2012. A seguito del decesso a fine 2012 il figlio dispone il passaggio per successione presso il CAA depositando la copia della successione ereditaria nei termini utili per la presentazione della domanda 2013. Nessun pagamento giunge per il 2013; mentre per la campagna 2014 vengono trasferiti terreni e titoli, viene effettuata la domanda unica e ricevuto il pagamento.
Ad oggi, con il ricalcolo dei titoli, l’agricoltore viene segnalato come non avente diritto in quanto non ha ricevuto pagamenti nel 2013.
Cosa accadrà ai titoli scomparsi nel ricalcolo……pur avendoli utilizzati nel 2014.
Dimenticavo …..forse nel tentativo di rimediare, il CAA presenta la DAR, in ritardo, nel luglio 2015.
Ringrazio chi può darmi indicazioni in merito alla complessa e inverosimile vicenda.
Angelo Frascarelli 19 maggio 2016 at 12:30
La “prima assegnazione” dei nuovi titoli 2015-2020 è avvenuta sulla base della domanda di assegnazione, presentata entro il 15 giugno 2015.
Il Reg. 1307/2013 prevede due requisiti per ricevere i titoli:
–	che gli agricoltori abbiano ricevuto pagamenti diretti o aiuti nazionali in relazione ad una domanda di aiuto nel 2013;
–	che siano agricoltori attivi.
In altre parole, solamente l’agricoltore che ha ricevuto pagamenti diretti per il 2013 accede ai nuovi titoli 2015-2020.
Il lettore non ha ricevuto pagamenti diretti nel 2013; credo ci sia stato un errore di comunicazione con il CAA, poiché non ci sono motivi per non aver ricevuto i pagamenti nel 2013, visto che poi nel 2014 i pagamenti sono andati a buon fine.
Comunque, a causa di non ha ricevuto pagamenti diretti nel 2013, il lettore non ha diritto all’assegnazione dei nuovi titoli 2015-2020.
Sono previste 4 deroghe per gli agricoltori che non hanno il “requisito del 2013”. Possono ottenere titoli all’aiuto gli agricoltori che non hanno ricevuto pagamenti diretti per il 2013, se:
­	producevano nel 2013 ortofrutticoli, patate, piante ornamentali su una superficie minima di 5.000 metri quadrati;
­	coltivavano vigneti nel 2013;
­	hanno avuto assegnati titoli da riserva nazionale nel 2014;
­	sono in grado di documentare che, al 15 maggio 2013, esercitavano attività di produzione, allevamento o coltivazione di prodotti agricoli e che non hanno mai avuto titoli all’aiuto in proprietà o in affitto.
Nessuna di 4 deroghe si addicono al caso del lettore, che quindi rimane senza i nuovi titoli 2015-2020.
La Domanda alla riserva nazionale (DAR) è una strada perseguibile se il lettore rientra nei requisiti del “giovane agricoltore”.
Se non può accedere alla riserva nazionale, l’unica possibilità per il lettore è l’acquisto dei titoli.
caterina 9 maggio 2016 at 15:11
Mamma dovrebbe presentare (come ogni anno) entro il 16 maggio la domanda per i titoli 2016. Poi successivamente, a luglio, con contratto di comodato d’uso gratuito dovrebbe passare i suoi terreni nel mio fascicolo aziendale. In tal caso perderebbe i titoli del 2016 o e’ possibile passare a me anche i titoli? Grazie
Angelo Frascarelli 19 maggio 2016 at 14:38
Per ricevere il pagamenti della Pac, l’agricoltore deve abbinare annualmente i “titoli” ad un numero equivalente di ettari di superficie ammissibile.
Il possesso della superficie ammissibile deve essere dimostrato per un solo giorno: il 15 maggio di ogni anno. La normativa vigente, infatti, prevede che gli ettari ammissibili devono essere a disposizione del richiedente alla data del 15 maggio.
Quindi la mamma del lettore può percepire i pagamenti diretti nel 2016, in quanto ha il possesso del terreno il 15 maggio 2016.
Dopo il 15 maggio 2016, la mamma può tranquillamente trasferire la terra e i titoli al figlio con un contratto di comodato.
Giovanni 10 maggio 2016 at 14:29
Buongiorno desidererei un’informazione: la mia associazione nel 2015 non mi ha informato della possibilità di passare nel regime di piccolo agricoltore, percependo 1.350 euro di titoli di aiuti in agricoltura (2 ettari di uliveto), che dovrei fare?
Sono in possesso di partiva Iva agricola dal 1996 e sotto il regime dei 7.000 euro, dunque sarei coltivatore attivo. Non capisco se potrei fare la domanda di aiuto, oppure è obbligatoria l’iscrizione alla camera del commercio.
Angelo Frascarelli 19 maggio 2016 at 14:46
Il lettore chiede cosa deve fare per ottenere i pagamenti della Pac e se è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio.
Precisiamo innanzitutto che l’iscrizione alla Camera di Commercio non viene mai richiesta per dimostrare il requisito di “agricoltore attivo”.
L’agricoltore in questione dichiara di percepire un importo dei pagamenti diretti superiore a 1.350 euro, in zona non montana e svantaggiata; quindi non può utilizzare la prima fattispecie.
In tale situazione, il lettore potrebbe utilizzare una delle tre deroghe.
Graziella magnante 15 maggio 2016 at 23:26
Sono un agricoltore che ha fatto sempre domande. Ho 14 ettari di terreno in affitto in zona svantaggiata a Veroli Frosinone. Ancora non ho ricevuto alcun pagamento anno 2015 essendo rientrata all accesso alla riserva. Potete dirmi quanto prenderei?
Permetto che prendevo 240 € alla domanda unica e 1.200 all’indennità compensativa.
Angelo Frascarelli 8 giugno 2016 at 15:26
Il lettore dice di aver presentato una domanda di accesso alla riserva nazionale. Gli agricoltori che rientrano in questi casi non hanno ricevuto l’anticipo a novembre 2015, in quanto Agea ha dovuto completare l’istruttoria delle domande di accesso alla riserva nazionale, che sono più impegnative delle normali domande Pac.
Entro il 30 giugno 2016, Agea pagherà anche le domande di accesso alla riserva nazionale, se sono state accettate.
L’indennità compensativa, invece, dipende dalla Regione Lazio, in quanto i finanziamenti derivano dal PSR. In questo caso i tempi di pagamento sono diversi dalla Domanda Pac e dipendono dall’istruttoria della Regione Lazio.
Fabio Barbieri 30 giugno 2016 at 14:24
1) avendo presentato Domanda di accesso alla Riserva Nazionale nel 2015 ma non avendo avuto in assegnazione i Titoli in quanto non detenevo la P.Iva è possibile ripresentare la Domanda nel 2016, avendo ora aperto la P.Iva alla data del 01/05/2016? Ed eventualmente è necessario rinunciare alla Domanda di Accesso alla Riserva Nazionale presentata nel 2015?
2) Azienda detentrice di P.Iva, con codice ATECO agricoltura 01 principale, aperta antecedentemente il 01/08/2014, ubicata in zona né montana né svantaggiata, importo dei pagamenti diretti pari circa ad € 2.000, volume d’affari inferiore ad € 7.000 quindi esente dalla tenuta della contabilità. E’ possibile usufruire della deroga fattispecie 5 “l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente” o della deroga fattispecie 6 “l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola” (essendo iscritta alla CCIAA) oppure, avendo aperto la P.Iva antecedentemente il 01/08/2014, non può usufruire delle deroghe ed è pertanto obbligata alla presentazione della Dichiarazione annuale dell’Iva?
Angelo Frascarelli 1 luglio 2016 at 15:29
1) La domanda alla Riserva nazionale può essere ripresentata nel 2016 e non è necessario annullare la richiesta del 2015, visto che non è stata accolta.
Il lettore ha aperto la P.Iva alla data del 01/05/2016, quindi ha risolto il problema per cui la domanda di accesso alla Riserva nazionale era stata bocciata nel 2015. A questo punto, l’aspetto più importante è quello di verificare se il lettore possiede, nel 2016, gli altri requisiti per accesso alla Riserva nazionale. Il lettore non ci dice quale fattispecie di accesso alla Riserva nazionale, che sono due: “giovane agricoltore” e “nuovo agricoltore”.
In sintesi, la domanda alla Riserva nazionale può essere ripresentata nel 2016, se permangono i requisiti di “giovane agricoltore” o “nuovo agricoltore”.
2) L’agricoltore può usufruire della deroga di agricoltore attivo “l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente” o della deroga “l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola”.
Le deroghe sono equivalenti ai requisiti principali e tali deroghe sono attivabili in qualunque situazione. Quindi, l’agricoltore, pur avendo aperto la P.Iva antecedentemente il 01/08/2014, può usufruire delle deroghe e non è obbligato alla presentazione della Dichiarazione annuale dell’Iva.
Fabio Barbieri 1 luglio 2016 at 15:51
Domenico 14 luglio 2016 at 12:16
Salve vivo in Calabria e sono un ragazzo di 21 anni con la passione Dell agricoltura da anni, vorrei acquistare un terreno ulivetato di 13 ha e costruire su di esso un azienda agricola con possibile frantoio. Vorrei chiederle per quando riguarda i titoli pac, per un giovane che si insedia per la prima volta in una azienda agricola, i titoli per quando riguarda l oliveto a quando ammonteranno ad ettaro?
La redazione 15 luglio 2016 at 12:13
Le informazioni richieste sono contenute nell’articolo “Agli oliveti un premio di base più alto del previsto” consultabile su http://www.olivoeolio.it/oliveti-premio-base-piu-alto-previsto/
domenico 11 luglio 2016 at 17:57
Buongiorno, di seguito la nostra storia ed il relativo quesito.
Mia madre, bracciante agricola attualmente in pensione, era in possesso di n. 4 titoli ordinari per un valore di € 527,54, assegnati come da regolamento CE n. 1782/03 e 795/2004 per la coltivazione di terreni seminativi nelle campagne 1999/2003 (nello specifico, secondo i dati del registro nazionale titoli: n. 3 titoli con valore unitario di 170,56 € riferiti ad una superficie di 3 Ha e n. 1 titolo di valore 15,86 riferito ad una superficie di 0,09 Ha). In data 27.11.2013 ha dato in affitto i terreni ad un vicino con contratto della durata di due anni con scadenza naturale al 26.11.2015. Oltre ai terreni ha ceduto con regolare contratto registrato i suddetti titoli col patto che gli stessi dovevano ritornare nella sua disponibilità al termine del contratto di affitto. E infatti il registro nazionale titoli del vicino riportava i 4 titoli come sopra specificato con la dicitura “Affitto titoli + terra – data rientro da affitto 26.11.2015”, aggiungendoli a quelli già in suo possesso e cioè: n. 9 titoli ordinari valore unitario 657,27 per 9 Ha di terreno, n . 1 titolo speciale valore unitario 4423,76 UBA 15,87. In data 27.11.2014 mia madre ha inviato regolare disdetta al vicino. Il vicino, forse per dimenticanza o per ignoranza o perchè ci ha provato ha ignorato la disdetta, ha pagato la tassa di registrazione per altri 2 anni, ha fatto la domanda pac 2015-2020 sui suoi terreni ed anche su quelli di mia madre, così che ora si ritrova in possesso di n. 14 titoli ordinari di 416,59 € riferiti a 14 Ha e n. 1 titolo ordinario di 362,43 € riferito a 0,87 Ha. Secondo il consulente del vicino alla data attuale converrebbe ignorare la disdetta inviata regolarmente perchè altrimenti il suo cliente perderebbe i titoli per irregolarità. Anzi ci suggerisce di far recedere il vicino dal contratto (lui può farlo con un preavviso di tre mesi, noi di un anno) e nel contempo il vicino ci cederebbe dei titoli senza terra perchè, dice, i vecchi titoli (anche se sul registro nazionale il trasferimento era segnato come provvisorio) non esistono più. Il problema è che il vicino ci trasferirebbe n. 1 titolo riferito a 1 Ha del valore di 416,59€. Ho fatto notare al consulente che i titoli erano 4 riferiti ad una superficie di 3 Ha e 0,09 Ha. Secondo lui se mia madre avesse fatto la domanda PAC a lei sarebbero stati assegnati n. 4 titoli per un valore di 527 € e non di 1200 € e che quindi 1 titolo di € 416 è corretto. Mi chiedo: è così come dice lui? Oppure ci conviene far recedere dal contratto il vicino così che il prossimo anno si possono fare le domande pac sui terreni tornati in nostra disponibilità? Grazie per la vostra attenzione, Domenico.
Angelo Frascarelli 15 luglio 2016 at 11:35
Infatti, nel 2015, è entrata in vigore la nuova Pac 2015-2020, che ha previsto un’assegnazione di nuovi titoli a tutti gli agricoltori. I “vecchi titoli” sono scaduti il 31 dicembre 2014.
In altre parole, i pagamenti percepiti dall’agricoltore nel 2014 si spalmano sugli ettari ammissibili nel 2015. Ecco il motivo per cui l’affittuario ha ricevuto i titoli con un valore “spalmato” dei pagamenti ricevuti nel 2014.
Nel caso in questione, i titoli sono stati assegnati all’affittuario nel 2015 (primo anno di avvio della riforma della Pac) e l’affittuario conserva i titoli fino al 2020.
Alla scadenza del contratto di affitto, la madre del lettore ritornerà in possesso del terreno, ma i titoli rimangono in possesso dell’affittuario.
Il recesso del contratto di affitto e il ritorno in possesso della terra senza titoli non consente alla madre del lettore di presentare la domanda della Pac, in quanto non possiede più i titoli e non ha i requisiti per la domanda alla riserva nazionale.
Sulla base di quanto esposto dal esposto nel quesito, l’affittuario sarebbe disposto a trasferire alla proprietaria (madre del lettore) i titoli senza terra, per un valore equivalente al valore dei titoli affittati nel 2013.
Questa soluzione è la migliore per la madre del lettore, cosicché può riappropriarsi del valore dei valore dei titoli preesistenti.
Per le circostanze documentate nel quesito, la madre del lettore riceverà un titolo, quindi avrà un numero di titoli inferiore alla terra ammissibile. La madre del lettore potrà acquistare altri titoli senza terra per coprire tutta la superficie ammissibile.
andrea 27 luglio 2016 at 9:01
Buon giorno vorrei sapere se avendo presentato domanda unica 2015 ma la stessa non è stata rilasciata sul sistema SIAN dallo sportello CAA per un loro errore posso chiedere il risarcimento visto che avranno sicuramente un’assicurazione .
Angelo Frascarelli 26 agosto 2016 at 10:42
I Caa, delegati ai sensi del regolamento UE n. 907/2014 e sulla base di atti convenzionali con l’Organismo Pagatore, svolgono le attività di supporto nella predisposizione delle domande di ammissione ai benefici comunitari e nazionali su mandato degli agricoltori interessati; i Caa, inoltre, rappresentano lo strumento con il quale l’Organismo Pagatore assicura il costante rapporto con i produttori ed una migliore e più diretta assistenza agli stessi ai fini della corretta predisposizione delle domande di aiuto.
Il rapporto tra l’agricoltore e il Caa è sancito dal “mandato”. Infatti il Caa può operare unicamente sulla base di un mandato unico, di durata almeno annuale, sottoscritto da parte del titolare o del rappresentante legale dell’azienda.
Il mandatario (Caa) si impegna a eseguire gli adempimenti a favore del produttore relativi a tutti i procedimenti amministrativi collegati al fascicolo, fino ad avvenuta conclusione degli stessi. Tuttavia anche il produttore ha i suoi doveri: recarsi entro i termini presso lo sportello del Caa e sottoscrivere la domanda dopo accurata verifica, certificando con ciò l’esattezza dei dati contenuti nella stessa.
Solo a quel punto, in assenza di rilascio, il Caa è responsabile.
In caso di mancata esecuzione degli adempimenti per negligenza del Caa, l’agricoltore ha il diritto al risarcimento del danno subito.
Franco Acquaroli 12 agosto 2016 at 15:09
Salve. Desidererei un’informazione: io essendo agricoltore e proprietario di n°43 titoli Pac, potrei prendere in affitto un terreno agricolo a pari ettari/titoli pagando canone di affitto con la vendita dei titoli Pac al proprietario del terreno?
Angelo Frascarelli 14 settembre 2016 at 14:12
Il lettore possiede 43 titoli Pac; da quanto si evince dal quesito, il lettore possiede i titoli, ma non la terra.
Vorrebbe prendere 43 ettari di terreno in affitto, su cui abbinare i 43 titoli.
Il lettore chiede se può pagare il canone di affitto con la vendita dei suoi titoli al proprietario del terreno.
Le operazioni sono due e ben distinte.
La prima operazione consiste nella stipula del contratto di affitto tra il lettore e il proprietario del terreno; il contratto di affitto deve prevedere un canone di affitto; ai fin della domanda Pac, il contratto di affitto dovrà essere registrato, con il pagamento della relativa importa di registro.
La seconda operazione consiste nella stipula di un contratto di vendita di titoli senza terra, dal lettore a favore del proprietario del terreno; anche il contratto di vendita dei titoli deve essere registrato, con il pagamento della relativa importa di registro. Il trasferimento dei titoli va comunicato ad Agea, per l’aggiornamento del Registro Nazionale dei Titoli.
Le due operazioni sono distinte e richiedono atti distinti. Ciò non impedisce che l’importo del canone di affitto sia identico al valore della vendita dei titoli.
Anna maria 22 agosto 2016 at 18:28
Buonasera, ho 140 ettari sui quali vi era un progetto di ritiro ventennale dalla produzione scaduto nella campagna agricola 2015, per questi terreni ho fatto l’accesso alla riserva nazionale nella fattispecie C per l’assegnazione dei titoli Pac.Vorrei sapere se l’assegnazione è certa o meno e quando si potrà sapere se la domanda è stata accettata. La ringrazio per il tempo che mi dedicherà
Angelo Frascarelli 29 settembre 2016 at 12:18
L’agricoltore ha correttamente presentato la domanda di accesso alla riserva nazionale nella fattispecie C che prevede l’assegnazione dei titoli nel caso di “superfici soggette a programmi di ristrutturazione e sviluppo per le quali il relativo impegno sia scaduto”.
La misura “F” del vecchio Regolamento CEE 2078/92, denominata “riposo ventennale dei seminativi” rientra nelle “superfici soggette a programmi di ristrutturazione e sviluppo”.
Quindi l’agricoltore doveva presentare la domanda di accesso alla riserva nazionale al 15 giugno 2016 (anno successivo al 2015 in cui termina l’impegno ventennale) per ricevere l’assegnazione dei titoli nello stesso anno.
Per questa fattispecie della riserva nazionale, l’agricoltore deve possedere un unico requisito che è quello di un’età compresa tra 18 anni e 65 anni.
L’assegnazione dei titoli è certa. La risposta sull’accettazione della domanda alla riserva nazionale avviene normalmente 6-8 mesi dopo la presentazione della domanda.
Il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale su tali superfici è pari al valore medio nazionale nell’anno di assegnazione (art. 30, par. 8, Reg. 1307/2013). Tale valore è di circa 224 euro/ha, a cui si aggiunge il pagamento greening, pari a circa 112 euro/ha, per un totale di circa 336 euro/ha di pagamenti diretti.
Salvatore 31 agosto 2016 at 10:13
Sono proprietario di un piccolo terreno di circa otto ettari,percepisco in regime di piccolo agricoltore le quote AGEA.
Dovrei affittare il terreno,con contratto regolare per cinque anni.
Nel contratto scriverei tutte le clausole di fine contratto.
Al termine dei 5 anni rientrerò in possesso delle mie quote??
Angelo Frascarelli 14 settembre 2016 at 14:26
I titoli detenuti dagli agricoltori che partecipano al regime per i piccoli agricoltori non sono trasferibili, tranne che in caso di successione effettiva o anticipata. Pertanto, un agricoltore, che ha aderito al regime dei piccoli agricoltori, non può stipulare un contratto di affitto di terra e titoli.
Tuttavia, il proprietario può recedere dal regime dei piccoli agricoltori e poi affittare il terreno. Dopo il recesso, il proprietario può stipulare un contratto di affitto di terra e titoli.
Ricordiamo che il regime per i piccoli agricoltori prevede un pagamento annuale forfettario che sostituisce tutti i pagamenti diretti (pagamento di base, pagamento per l’inverdimento, pagamento per i giovani agricoltori, sostegno accoppiato), per un importo massimo di 1.250 euro.
Ogni anno, l’agricoltore che ha aderito al regime dei piccoli agricoltori può fare due scelte:
Agea ha indicato che tali domande devono essere presentate, al massimo, entro il 15 maggio di ogni anno, lasciando la libertà agli Organismi pagatori di fissare della date anticipate.
L’agricoltore, che intende confermare l’adesione al regime dei piccoli agricoltori, deve presentare annualmente una domanda in forma semplificata di conferma dell’adesione al regime.
Alla fine del contratto di affitto, i titoli ritornano nel possesso del proprietario. Bisogna tuttavia tener presente che l’attuale Pac ha una previsione di durata fino al 2020; dopo questa data, la normativa potrebbe cambiare e non conosciamo il destino degli attuali titoli all’aiuto. Quindi, se i cinque anni di affitto scadono dopo il 2020, c’è un’incertezza legata alle decisioni relative alla nuova Pac 2021-2027.
Graziella magnante 18 ottobre 2016 at 13:24
Arrivato il saldo Pac 2015!!! Speriamo che il 2016 non faccia aspettare cosi tanto… Si può sapere, Professor Angelo Frascarelli quando iniziano i pagamenti? Grazie mille per la sua grande disponibilità nel rispondere a tutti.
Angelo Frascarelli 24 novembre 2016 at 13:00
Il regolamento di esecuzione n. 2016/1617 della Commissione dell’8 settembre 2016 ha autorizzato gli Stati membri a versare l’anticipo sui pagamenti della Pac per il 2016, nella misura del 70% per i pagamenti diretti.
Alla luce di questa disposizione dell’Ue, il Ministero delle politiche agricole, con n. 5306 del 26 settembre 2016, ha impartito ad Agea le direttive per l’effettuazione degli anticipi a partire dal 16 ottobre 2016 fino al 30 novembre 2016.
Con Circolare n. ACIU.2016.36059 del 12 ottobre 2016, Agea ha emanato le indicazioni per l’anticipo del 70% per i pagamenti diretti.
Pertanto l’agricoltore riceverà un anticipo del 70% dei pagamenti diretti entro il 30 novembre 2016 e il saldo entro il 30 giugno 2017.
L’anticipo del 70% può essere erogato solamente entro il 30 novembre 2016; poi, dal 1° dicembre 2016 al 30 giugno 2017, l’Organismo Pagatore potrà pagare solamente il saldo.
In sintesi, se l’agricoltore non ha ricevuto l’anticipo del 70% entro il 30 novembre 2016, dovrà attendere il saldo che l’Organismo Pagatore ha tempo di erogare entro il 30 giugno 2017. Speriamo che gli Organismi Pagatori siano in grado di erogare il saldo in tempi più brevi.
Paola 21 ottobre 2016 at 23:45
Buonasera,ho ricevuto in donazione un terreno coltivato con alberi d’ulivo, nel rogito prendo atto che è avvenuto il trasferimento dei titoli all’aiuto. I miei hanno da sempre fatto richiesta dei pac, adesso come devo comportarmi per continuare a farne richiesta? Basta fare la richiesta così come facevano i miei o c’è una prassi specifica da seguire a seguito della donazione?
Angelo Frascarelli 19 settembre 2017 at 14:08
La lettrice ha ricevuto in donazione (successione anticipata) un terreno ammissibile (olivo) e i relativi titoli all’aiuto.
La lettrice deve effettuare il trasferimento dei titoli, attraverso una comunicazione da presentare all’Organismo Pagatore per il tramite del Caa. Nella comunicazione, il Caa dovrà utilizzare la fattispecie di trasferimento 3.0 “Successione anticipata” e dovrà allegare al fascicolo aziendale la seguente documentazione:
1)	copia dell’atto registrato con cui si trasferiscono i titoli con indicazione del numero identificativo dei titoli trasferiti;
2)	modulo di comunicazione del trasferimento.
Così, ad esempio, la domanda di trasferimento dei titoli protocollata in data 20 maggio 2017 produce effetti a partire dalla campagna 2017. Al contrario, la domanda di trasferimento titoli protocollata in data 10 settembre 2017 produce effetti a partire dalla campagna 2018.
Dopo la comunicazione del trasferimento, la lettrice potrà presentare la Domanda Unica per il percepimento dei relativi pagamenti.
peppino 26 ottobre 2016 at 10:23
Siamo 4 ragazzi, e ognuno di noi ha un piccolo appezzamento di superficie vitata più altri terreni ottenuti mediante regolare contratto di affitto agrario.
Ognuno di noi ha una partita iva, come colture viticole ed è regolarmente iscritto alla camera di commercio, però non ha l’iscrizione alla previdenza agricola in quanto finora abbiamo esercitato altre attività di lavoro da dipendente.
Noi vorremo costituire una società agricola semplice per poter trasformare le nostre uve imbottigliare e vendere il vino. Nella costituzione di questa nuova forma associativa i terreni devono essere in disponibilità della società o meglio il fascicolo aziendale dei vigneti che ora è intestato a noi deve essere intestato alla società? Chiedo questo perchè è intenzione della nuova società agricola chiedere i contributi per costruire lo stabilimento enologico e accedere a eventuale pagamenti comunitari per tale tipologia di attività.
Barbara Segato 10 novembre 2016 at 18:02
I quattro giovani imprenditori, ora ciascuno con la propria azienda, costituiranno una società semplice, per esercitare, insieme, l’attività agricola. Potranno mantenere anche le loro ditte individuali o decidere di cessarle. La società avrà comunque la sua Partita IVA e l’iscrizione al Registro Imprese presso la CCIAA. Nel redigere l’atto costitutivo della società, dovranno essere stabiliti gli apporti di ciascuno al capitale, per quantità e tipologia (denaro, beni ecc.), come verrà esercitata l’amministrazione ordinaria e straordinaria, la rappresentanza nei confronti dei terzi, ecc. La società potrebbe svolgere l’attività vitivinicola su terreni in affitto, di proprietà dei soci stessi o di terzi soggetti.
Per quanto attiene all’aspetto fiscale, si dovrà valutare quale sia il regime IVA più conveniente (speciale agricolo o normale), tenendo conto anche degli investimenti che sono in previsione. Con riferimento alla realizzazione di uno stabilimento enologico, si ricorda che, trattandosi di una costruzione che la società effettuerebbe su suolo di proprietà altrui, le opere sostenute per miglioramento, trasformazione, ampliamento di beni di terzi non sono considerate beni ammortizzabili che danno il diritto a richiedere il rimborso dell’IVA assolta sugli acquisti. I contributi ottenuti non saranno tassati, in quanto l’attività agricola svolta mediante una società semplice è soggetta ad imposte sul reddito sulla base dei redditi catastali dei terreni condotti.
Dal punto di vista previdenziale, i soci della società dovranno iscriversi alla previdenza agricola nel momento in cui tale attività diventasse prevalente per loro stessi.
Gli aspetti da considerare e le decisioni da prendere per la costituenda società sono molteplici; si consiglia pertanto di farsi assistere da esperti del settore.
Graziella magnante 6 novembre 2016 at 11:26
È arrivato anticipo 70% PAC !!!
Aspetto il saldo …anno 2016…!!!
Aldo 16 novembre 2016 at 8:19
Buongiorno. Mia moglie ha ereditato nel 2000 un terreno con un vigneto che è stato trasformato in uliveto nel 2001. Il terreno è privo di titolo, il Caf a suo tempo mi disse che non potevo richiederlo. Un amico oggi mi dice che potrei farlo; è corretto?
P.S. Mia moglie è in possesso di partita Iva ma come artigiano essendo un’estetista, mentre io che coltivo sono un impiegato.
Angelo Frascarelli 6 dicembre 2016 at 15:48
–	pagamento di base;
–	pagamento ecologico (greening);
–	pagamento per i giovani agricoltori;
–	pagamento accoppiato.
Il pagamento di base è imperniato su titoli all’aiuto disaccoppiati. I titoli sono stati assegnati agli agricoltori attivi, sulla base della domanda che doveva essere presentata al 15 giugno 2015. Il numero dei titoli è pari al numero di ettari ammissibili, indicati nella Domanda 2015:
–	seminativi;
–	colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, frutta a guscio, ecc.);
–	prati e pascoli permanenti.
È utile sottolineare che la prima e unica assegnazione dei nuovi titoli è avvenuta solamente il 15 giugno 2015. Se l’agricoltore in questione non ha mai presentato la domanda, è privo di titoli.
Dopo la prima assegnazione nel 2015, gli anni successivi l’agricoltore può ottenere i titoli solo in due modalità:
•	assegnazione dalla riserva nazionale (in qualunque anno);
•	trasferimento: affitto o compravendita di titoli (in qualunque anno).
Il caso in questione può accedere alla riserva nazionale, se è “giovane agricoltore” che si insedia per la prima volta o se è “nuovo agricoltore”. Per accedere alla riserva nazionale, la superficie deve essere pari ad almeno 1 ettaro e l’età deve essere compresa tra 18 e 65 anni.
Altra possibilità di ottenere i titoli è quella di acquistare i titoli da un agricoltore che intende venderli.
Bisogna tuttavia fare attenzione a due norme: la soglia minima e l’agricoltore attivo.
I pagamenti diretti non sono erogati agli agricoltori se l’importo totale richiesto non raggiunge una soglia minima di:
I pagamenti diretti sono riservati agli agricoltori attivi. L’esistenza del requisito di “agricoltore attivo” costituisce una condizione necessaria ed imprescindibile per l’ottenimento dei contributi della Pac. Il requisito di agricoltore attivo è controllato ogni anno.
Una possibilità in cui può rientrare l’agricoltore in questione è la seguente: i pagamenti diretti percepiti sono sotto una certa soglia (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone).
Giuseppe Giuliano 2 dicembre 2016 at 10:55
sono titolare di 135 titoli su terreni seminativi e ulivetati. Se nel 2017 dovessi decidere di trasformare parte dei terreni seminativi a uliveti attraverso nuovi impianti, i titoli già in possesso e sui quali percepisco l’aiuto PAC, potrebbero subire variazioni e comunque sono tenuto a qualche adempimento in tema di PAC?
Angelo Frascarelli 6 dicembre 2016 at 16:31
I pagamenti della Pac sono suddivisi in quattro componenti:
–	pagamento greening;
–	il pagamento accoppiato.
Per ricevere il pagamento di base, l’agricoltore in possesso di un titolo lo deve abbinare annualmente a un ettaro di superficie ammissibile, la quale corrisponde a tutta la superficie agricola:
–	colture permanenti (frutteti, vigneti, oliveti, agrumeti, ecc.);
Non sono ammissibili solo le superfici forestali e gli usi non agricoli.
L’agricoltore può trasformare il terreno da seminativo a oliveto, senza variazioni del valore dei titoli e senza variazioni delle condizioni di ammissibilità del pagamento di base.
Per il pagamento greening, la trasformazione da seminativi a oliveto è un vantaggio per l’agricoltore. Infatti, i seminativi devono rispettare due impegni del greening:
–	diversificazione colturale;
–	presenza del 5% di aree di interesse ecologico (EFA).
Invece, l’oliveto come tutte le colture permanenti è greening by definition, quindi percepisce il pagamento senza impegni di diversificazione e di EFA.
L’oliveto, inoltre, beneficia del pagamento accoppiato, così articolato:
–	premio di base accoppiato, per gli oliveti localizzati in Puglia, Calabria e Liguria (circa 93 euro/ha);
–	in aggiunta, premio aggiuntivo, per le superfici olivetate caratterizzate da una pendenza media è superiore al 7,5% per gli oliveti localizzati in Puglia e Calabria (circa 120 euro/ha);
–	premio per l’olivicoltura di rilevanza economica, sociale, territoriale e ambientale, su tutto il territorio nazionale, rivolta agli oliveti che aderiscono a sistemi di qualità DOP e IGP (circa 200 euro/ha).
Tommaso 12 dicembre 2016 at 17:48
Buonasera, percepisco da 2 anni l’integrazione: E’ possibile fare domanda per il primo insediamento?
Angelo Frascarelli 19 settembre 2017 at 14:34
Il primo insediamento ai fini della misura 6.1 del PSR è riservato ai “giovani agricoltori” di età compresa tra i 18 anni (compiuti) e i 40 anni (non compiuti) al momento della presentazione della domanda di aiuto e che si insedia per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda. Inoltre il “giovane” deve possedere adeguate qualifiche e competenze professionali.
L’articolo 2.1 lett. n) del Reg.1305/2013 si riferisce al termine “insediamento” come ad un processo che, al momento della presentazione della domanda di aiuto per l’avviamento dell’azienda agricola, è già iniziato ma non ancora del tutto completato.
Il processo di insediamento può dirsi iniziato nel momento in cui il beneficiario acquisisce per la prima volta la partita IVA come azienda agricola e ciò deve avvenire da non oltre 6-12 mesi prima della presentazione della domanda di aiuto. Tale processo si conclude con l’attuazione del piano aziendale il cui inizio è successivo alla presentazione della domanda di aiuto. Questi requisiti possono cambiare da Regione a Regione; ad esempio alcune Regioni richiedono che l’insediamento non sia avvenuto da non oltre 6 mesi prima della presentazione della domanda di aiuto; altre Regione da 12 mesi. Quindi è necessario prendere visione dei diversi PSR regionali e dei relativi bandi della Misura 6.1.
Comunque se il “giovane agricoltore” ha percepito i pagamenti diretti da due anni, si considera già insediato, per cui non può beneficiare del premio di primo insediamento della Misura 6.1 del Psr.
Le adeguate qualifiche e competenze professionali possono essere acquisite in un periodo successivo, qualora la capacità professionale non sia posseduta al momento della presentazione della domanda (art. 2 comma 3 del Reg. (UE) n. 807/2014).
Graziella magnante 15 dicembre 2016 at 22:30
È arrivato saldo PAC.
antonella 6 marzo 2017 at 21:33
Mi sono insediata per la prima volta in agricoltura il 1/09/2014, ho aperto la p.iva in automatico iscrizione Inps e sono entrata in graduatoria nella misura 112/121.
Nel 2015 ho presentato domanda unica e richiesta titoli Pac per la prima volta di 40 ettari richiesti me ne danno 10 e la domanda 2015 sul sian risulta parzialmente ammissibile quella del 2016 totalmente ammissibile ho rifatto di nuovo richiesta titoli Pac nel 2016.
Il mio Caa mi ha detto che i titoli te li devono dare perchè ti spettano per diritto per tutta la superficie ammissibile sia 2015 che 2016.
Mi potrebbe dare qualche informazione che potrei fare fino a tutt’oggi sul Sian trovo agricoltore non avendo diritto e nella consultazione titoli sempre 10 titoli.
Angelo Frascarelli 7 luglio 2017 at 14:13
La vicenda descritta è veramente strana.
Il lettore è un “giovane agricoltore” e ha presentato la domanda alla riserva nazionale nel 2015 nella fattispecie A “giovani agricoltori”. In tale caso, gli agricoltori della fattispecie A che non detengono alcun titolo hanno diritto a ricevere un numero di titoli pari al numero di ettari ammissibili che detengono il 15 maggio 2015.
È veramente strano che il lettore abbia ricevuto 10 titoli se gli ettari ammissibili sono 40 ettari.
La dicitura “agricoltore non avente diritto” si riferisce ad un’anomalia inerente il requisito di “agricoltore attivo”, ma in tal caso l’agricoltore dovrebbe essere totalmente escluso dall’assegnazione dei titoli, non escluso parzialmente.
In tale situazione, il Caa del lettore deve fare una richiesta di chiarimenti ad Agea.
Gino 26 marzo 2017 at 16:56
È possibile per il proprietario (imprenditore agricolo) di un terreno agricolo, i cui relativi titoli Pac sono stati trasferiti dallo stesso ad altro soggetto, a procedere all’assunzione di dipendenti (esempio giornate agricole) sul medesimo terreno?
Si evidenzia che il proprietario ha trasferito solo i titoli (mediate dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà successivamente registrato all’Agenzia delle Entrate) senza alcun contratto di affitto.
Angelo Frascarelli 20 giugno 2017 at 16:20
Il conduttore di terreni agricoli può procedere all’assunzione di dipendenti, indipendentemente dal possesso dei titoli all’aiuto.
Il lettore ha trasferito solo i titoli all’aiuto, mentre conduce i propri terreni, di cui è in possesso, quindi può avvalersi di operai agricoli.
Si sottolinea che il trasferimento dei titoli deve avvenire mediante atto scritto registrato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 114 del 17 ottobre 2006), firmato dalle parti. Desta perplessità il fatto che il trasferimento dei titoli sia avvenuto con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, a meno di particolari fattispecie di trasferimento.
Simona Cerri 3 aprile 2017 at 10:47
ho 48 anni e sono proprietaria di un piccolo appezzamento di terra per un totale di 2.300mq e da qualche anno io e mio figlio (di anni 21) stiamo coltivando un prodotto con etichetta Slow food della nostra zona, per ora ho solo la partita iva agricola. Siccome vorremmo ingrandirci e soprattutto attrezzarci, posso accedere a qualche fondo o ho i diritti per accedere all’aiuto pac per poter migliorare il nostro lavoro?
Luciano Boanini 27 aprile 2017 at 16:59
Dagli elementi che ci fornisce nel quesito possiamo farle solo presente che con 2.300 mq difficilmente si posso realizzare contributi e premio unico (Pac) che vi possano dare una mano per migliorare il vostro lavoro in misura significativa. Da quello che capisco o avete un’azienda con produzioni agricole di altissimo valore aggiunto (ma per questi tipi di coltivazioni non ci sono contribuzioni Pac sostanziali) o dovete incrementare la superficie aziendale, magari acquisendo terreno in affitto.
Ignazio 20 aprile 2017 at 11:43
Salve. Ho fatto domanda di integrazione con riserva e a oggi non mi è arrivato nulla.
Al sindacato mi hanno detto che il riscontro è positivo. Quando erogheranno il pagamento?
Angelo Frascarelli 20 giugno 2017 at 15:40
Le istruttorie delle domande di accesso alla riserva nazionale 2016 hanno richiesto tempi lunghi; Agea e gli Organismi pagatori hanno concluso l’esame delle domande solamente alla fine del mese di maggio 2017.
Nella prima settimana di giugno 2017, Agea ha comunicato il numero e il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale.
Le risorse della riserva nazionale non sono state sufficienti per soddisfare tutte le richieste. Sono state accolte tutte le richieste alla riserva nazionale per la fattispecie A “giovani agricoltori” e la fattispecie B “nuovi agricoltori”. Invece, considerata la mancanza di plafond per la riserva nazionale 2016, non sono attribuiti titoli per le fattispecie C (abbandono di terre o zone montane) e D (compensazione di svantaggi specifici o zone svantaggiate).
La Circolare Agea N. 47589 del 5 giugno 2017 ha comunicato il valore dei titoli della riserva nazionale 2016, che è pari a 228,84 euro/ha.
A seguito di questa decisione, Agea e gli Organismi Pagatori – entro il 30 giugno 2017 – possono pagare gli agricoltori che hanno presentato domanda di accesso alla riserva nazionale nel 2016.
Andrea 25 aprile 2017 at 11:57
Ho acquisito da mio padre titoli che lui prendeva fino all’anno scorso. Adesso per presentare domanda per il 2017 mi e stato detto da un’associazione che devo iscrivermi alla camera di commercio e in più fare la Partita Iva. Cose che mio padre non ha mai avuto.
Angelo Frascarelli 22 maggio 2017 at 15:56
Il possesso della Partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio può essere utile solo ai fini della dimostrazione del requisito di “agricoltore attivo”, che è un presupposto necessario per l’accesso ai pagamenti diretti.
Il requisito di “agricoltore attivo” si ottiene se un beneficiario della Pac rientra in una delle seguenti sei fattispecie (vedi Terra e Vita n. 2/2016):
Il possesso della Partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio sono utili per dimostrare di essere “agricoltore attivo” attraverso la fattispecie n. 6 “il suo oggetto sociale è l’esercizio di un’attività agricola”. A tal proposito, la Circolare Agea n. ACIU.2016.121 del 1 marzo 2016 prevede che l’agricoltore è “attivo” se è iscritto alla CCIAA e se è titolare di partita IVA attiva in campo agricolo con codice ATECO agricoltura 01 principale.
In sintesi, il lettore potrebbe aver bisogno della Partita Iva e dell’iscrizione alla Camera di Commercio per dimostrare il requisito di “agricoltore attivo”, se non rientra in nessun’altra fattispecie.
Ad esempio il lettore potrebbe rientrare nella fattispecie n. 5: “importo annuo dei pagamenti diretti pari ad almeno il 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente”. Se rientra in questa fattispecie o in un’altra, può evitare l’apertura della Partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio.