Source: https://www.codiceappalti.it/DLGS_163_2006/Art__226__Inviti_a_presentare_offerte_o_a_negoziare/226
Timestamp: 2020-07-10 10:37:38+00:00
Document Index: 67926627

Matched Legal Cases: ['art. 47', 'art. 226', 'art. 21', 'art. 232', 'art. 3', 'art. 226']

i) i criteri di aggiudicazione dell'appalto e la loro ponderazione o, se del caso, l'ordine d'importanza degli stessi, ove queste informazioni non compaiano nell'avviso indicativo o nel capitolato d'oneri o nell'invito a presentare offerte o a partecipare a una trattativa
Relazione all’articolo 226 Il presente articolo recepisce fedelmente l’art. 47 della direttiva 2004/17. Adeguamento ai pareri Il testo si adegua al parere del Consiglio di Stato. Corregge refusi s...
SETTORI SPECIALI: PUBBLICITA' SEDUTE DI GARA
Il principio di pubblicita' discende in via diretta dai principi costituzionali di imparzialita' e di buon andamento è stato ritenuto che la pubblicita' delle sedute delle commissioni di gara costituisce principio generale della materia dei contratti pubblici e che, in quanto tale, deve trovare applicazione anche nei settori speciali (Cons. Stato, Sez. VI, 3 dicembre 2008, n. 5943; 22 aprile 2008, n. 1856; 8 ottobre 2007, n. 5217; 22 marzo 2007, n. 1369; TAR Lazio, Sez. III ter, 5 febbraio 2008, n. 951), a nulla rilevando che “nei settori speciali l’art. 226 del decreto legislativo n. 163 del 2006 (…) non preveda alcuna forma di pubblicita' delle sedute di gara” (TAR Lazio, Sez. III ter, sent. citata n. 14081 del 2007) in quanto la ratio ispiratrice del principio di pubblicita' delle sedute è comune in ogni procedura concorsuale di scelta del contraente. Deve, di conseguenza, convenirsi che non è decisivo il silenzio della legge in materia di settori speciali per inferire la non predicabilita' dei suindicati principi alle gare a questi ultimi riferibili.
Nel caso di specie, nella lex specialis non è stata prevista alcuna forma di pubblicita' neppure per la fase concernente l’apertura dei plichi e la verifica della integrita' dei medesimi e delle buste e nessuna forma di pubblicita'- con riferimento a tale fase procedurale – è stata poi adottata. Ne consegue che la mancata pubblicita' della seduta di gara costituisce un vizio del procedimento in se', che deve essere riscontrato “in astratto”, a prescindere da un’effettiva lesione della trasparenza della gara e della par condicio tra i concorrenti (in termini Cons Stato, Sez. V, 7/11/2006, n. 6529; T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. II, 3/4/2006, n. 741; T.A.R. Sardegna, Sez. I, 5/12/2005, n. 2201), con la conseguenza, tra l’altro, anche in una logica di “risultato”, di non essere riconducibile nell’area nozionale delle illegittimita' non invalidanti di cui all’art. 21 octies, II comma, della legge n. 241/90, presupponente una verifica “in concreto” degli effetti della violazione delle norme sul procedimento. Il che porta come ulteriore corollario quello della irrilevanza ai fini considerati della natura di “procedura negoziata” indetta ai sensi del comma 13 dell’art. 232 del Codice dei contratti nell’ambito di un Sistema di Qualificazione. L’accoglimento della censura riguardante la violazione del principio di pubblicita' delle sedute della commissione travolge l’intera procedura, determinando l’illegittimita' derivata di tutti gli atti di gara, compresa l’aggiudicazione (in termini Cons. Stato, Sez. V, 7/11/2006, n. 6529; Cons. Stato, Sez. V, 20/3/2006, n. 1445; T.A.R. Piemonte, Sez. II, 10/4/2003, n. 532; T.A.R. Lazio, Sez. II bis, 10/10/2006, n. 10239; Cons. Stato, Sez. V, 12/7/1996, n. 855).
TAR LOMBARDIA MI SENTENZA 2007
La disciplina della procedura negoziata, dettata dal d.lgs. n. 163 del 2006, presuppone che si svolga una negoziazione che non può essere riservata al solo concorrente che abbia proposto, sin dall’inizio, il prezzo più basso, ma deve svolgersi tra l’ente aggiudicatore e i vari concorrenti al fine di arrivare alla scelta del prezzo più conveniente per la fornitura del servizio. Il comma 40 dell’art. 3 del d.lgs. n. 163 del 2006, definisce invero le procedure negoziate come «le procedure in cui le stazioni appaltanti consultano gli operatori economici da loro scelti e negoziano con uno o più di essi le condizioni dell’appalto».
Va altresì ricordato che il successivo art. 226 stabilisce che «nel caso … delle procedure negoziate … gli enti aggiudicatori invitano simultaneamente e per iscritto i candidati selezionati a presentare le rispettive offerte o a negoziare».