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Timestamp: 2020-06-04 08:45:40+00:00
Document Index: 14280878

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 18', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 12']

Convention du 30 décembre 1974 entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de Malaisie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu
Convenzione del 30 dicembre 1974 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Malaysia intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito
Art. 6 Reddito di beni immobili
Art. 7 Utili delle aziende
Art. 9 Aziende associate
Art. 13 Utili provenienti dall’alienazione della sostanza
Art. 18 Salari e pensioni pubbliche
Art. 19 Professori e, insegnanti
Art. 21 Procedimenti per eliminare la doppia imposizione
Art. 24 Funzionari diplomatici e consolari
Art. 26 Disdetta
Conchiusa il 30 dicembre 1974
Approvata dall’Assemblea federale il 2 ottobre 19752
Entrata in vigore con scambio di note l’8 gennaio 1976
(Stato 8 gennaio 1976)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo della Malaysia,
Animati dal desiderio di conchiudere una convenzione intesa ad evitare i casi di doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito,
La presente convenzione s’applica alle persone che sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.
l’imposta addizionale sul reddito, ossia l’imposta sui proventi dello stagno, l’imposta sullo sviluppo e l’imposta sui proventi del legno;
l’imposta sui proventi del petrolio (dappresso: «imposta malese»);
in Svizzera: le imposte federali, cantonali e comunali sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito della sostanza, utili aziendali, profitti da capitali e altri redditi) (dappresso: «imposta svizzera»).
2. La presente convenzione si applica a tutte le altre imposte che, per la loro natura, sono analoghe alle imposte menzionate al paragrafo precedente del presente articolo e che, dopo la firma della presente convenzione, verranno istituite in uno dei due Stati contraenti in aggiunta alle imposte attuali o in loro sostituzione.
3. Le autorità competenti degli Stati contraenti si comunicheranno le modificazioni importanti apportate alle loro rispettive legislazioni fiscali.
4. La presente convenzione non è applicabile all’imposta preventiva federale, riscossa alla l’onte, sui premi di lotterie.
Il termine «Malaysia» designa la Federazione di Malaysia e comprende tutti i territori adiacenti alle acque territoriali della Malaysia che, giusta la legislazione della Malaysia concernente lo zoccolo continentale e in accordo con il diritto delle genti, sono o saranno designati come territori sui quali la Malaysia esercita diritti sovrani per quanto concerne il fondo e il sottosuolo marini così come le ricchezze naturali;
Le espressioni «uno Stato contraente» e «l’altro Stato contraente» designano, secondo il contesto, la Malaysia o la Svizzera;
Il termine «imposta» designa, secondo il contesto, l’imposta malese o l’imposta svizzera;
Il termine «società» designa le collettività aventi personalità giuridica o altri enti di diritto considerati collettività dalla legislazione fiscale dello Stato contraente corrispondente;
Il termine «persona» assume il significato attribuitogli dalla legislazione fiscale in vigore nello Stato contraente corrispondente;
Le espressioni «impresa malese» e «impresa svizzera» designano, secondo il caso, un’impresa esercitata da un residente della Malaysia e un’impresa esercitata da un residente della Svizzera;
le espressioni «impresa di uno Stato contraente» e «impresa dell’altro Stato contraente» designano, secondo il contesto, un’impresa malese o un’impresa svizzera;
Il termine «reddito» comprende, gli utili;
Il termine «cittadino» designa tutte le persone fisiche che hanno la cittadinanza d’uno Stato contraente e tutte le persone giuridiche, società di persone e altri soggetti di diritto costituiti conformemente alla legislazione vigente in uno Stato contraente;
L’espressione «traffico internazionale» designa ogni trasporto da un natante o da un aeromobile, promosso da un’impresa di uno Stato contraente, salvo il caso in cui il natante o l’aeromobile siano esercitati solo tra due punti situati nell’altro Stato contraente;
L’espressione «autorità competente» designa, in Malaysia, il ministro delle finanze o il suo rappresentante autorizzato e, in Svizzera, il direttore dell’Amministrazione federale delle contribuzioni o il suo rappresentante autorizzato.
2. Per quanto concerne l’applicazione della presente convenzione da parte di uno Stato contraente, ogni altra espressione non altrimenti definita ha, a meno che il contesto richieda un’interpretazione diversa, il significato che ad essa viene attribuito dalla legislazione di detto Stato relativa alle imposte oggetto della convenzione.
1. Ai sensi della presente convenzione, le espressioni «residente di uno Stato contraente» e «residente dell’altro Stato contraente» designano, secondo il contesto, un residente della Malaysia e un residente della Svizzera; e l’espressione «residente della Malaysia» designa una persona che è considerata come residente della Malaysia ai fini dell’imposta malese e l’espressione «residente della Svizzera» designa una persona che è considerata come residente della Svizzera ai fini dell’imposta svizzera.
2. La persona fisica che, conformemente al capoverso 1, è considerata come residente di ambedue gli Stati contraenti, soggiace alle seguenti norme:
Tale persona è considerata residente dello Stato contraente in cui essa dispone di un’abitazione permanente. Se la persona considerata dispone di un’abitazione permanente nei due Stati, è considerata residente dello Stato contraente in cui ha stabilito Ie più strette relazioni personali ed economiche.
Se è impossibile stabilire in quale Stato contraente essa abbia le relazioni personali ed economiche più strette o non disponga di un’abitazione permanente in nessuno dei due Stati contraenti, tale persona è considerata residente dello Stato contraente in cui abitualmente soggiorna.
Ove questa persona soggiorni abitualmente in ciascuno degli Stati contraenti o non soggiorni in alcuno dei due, essa è considerata residente dello Stato contraente di cui possiede la cittadinanza.
Ove la persona considerata possegga la cittadinanza dei due Stati contraenti o non la possegga di nessuno di essi, le autorità competenti degli Stati contraenti troveranno una soluzione di comune intesa.
3. La persona, diversa da una persona fisica, che risiede secondo il paragrafo 1, in ciascuno degli Stati contraenti, è considerata residente dello Stato contraente dove si trova la sede della direzionale effettiva.
1. Ai fini della presente convenzione, l’espressione «stabile organizzazione» designa un impianto aziendale fisso, dove è esercitata tutta o parte della attività.
una sede direzionale,
una miniera, un giacimento di petrolio, una cava o un altro luogo dove vengano sfruttate risorse naturali,
un cantiere di costruzione o di montaggio la cui durata d’esercizio ecceda sei mesi,
un’azienda agricola o una piantagione,
un luogo riservato allo sfruttamento del legno o di altri prodotti forestali.
3. Non sono stabile organizzazione:
gli impianti destinati unicamente al deposito, all’esposizione o alla fornitura di merci appartenenti all’azienda;
le merci dell’azienda destinate unicamente al deposito, all’esposizione o alla fornitura;
le merci dell’azienda conservate unicamente a scopo di trasformazione da parte di un’altra azienda;
un impianto aziendale fisso, mantenuto unicamente allo scopo di consentire all’azienda di acquistare merci e, di raccogliere informazioni;
un impianto aziendale fisso, utilizzato, per l’azienda, unicamente a scopo di pubblicità, d’informazione, di ricerca scientifica o d’attività analoghe di carattere preparatorio o ausiliario.
4. Si considera che un’impresa di uno Stato contraente ha una stabile organizzazione nell’altro Stato contraente se vi esercita per un periodo superiore a sei mesi attività di sovrintendenza su un cantiere dì costruzione o di montaggio in questo altro Stato contraente.
5. Con riserva delle disposizioni previste al paragrafo 6 del presente articolo, una persona che agisce, in uno Stato contraente, per conto di un’impresa dell’altro Stato contraente è considerata come «stabile organizzazione» nel primo Stato contraente:
se dispone in questo primo Stato della facoltà di conchiudere contratti in nome dell’impresa e se esercita abitualmente tale facoltà in questo Stato, a meno che l’attività di questa persona sia limitata all’acquisto di merci per l’azienda, o
se essa mantiene nel primo Stato contraente un deposito di merci appartenente all’impresa, grazie al quale essa esegue abitualmente ordinazioni.
6. Un’impresa di uno Stato contraente non è considerata avente stabile organizzazione nell’altro Stato contraente solo perché ivi svolge la propria attività per mezzo di mediatori, mandatari o altri rappiresentanti indipendenti, operanti nel loro normale ambito di competenza.
7. Il fatto che una società residente di uno Stato contraente controlli o sia controllata da una società residente o operante nell’altro Stato contraente (per il tramite di una stabile organizzazione o in altro modo) non è di per sé sufficiente a fare di una delle due società la stabile organizzazione dell’altra.
1. 1 redditi derivanti da beni immobili sono imponibili nello Stato contraente dove detti beni sono situati.
2. L’espressione «beni immobili» è definita in conformità del diritto dello Stato contraente dove i beni stessi sono situati. L’espressione comprende, in ogni caso, gli accessori e l’inventario vivo o morto di un’azienda agricola o forestale, i diritti cui si applica la legislazione di diritto privato sulla proprietà fondiaria, l’usufrutto di beni immobili come anche i diritti a indennità fisse o variabili per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti o altre risorse naturali; i natanti e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano ai redditi derivanti dall’utilizzazione diretta, dalla locazione o dall’affitto o da qualsiasi altra forma d’utilizzazione di beni immobili.
4. Le disposizioni dei capoversi 1 e 3 del presente articolo sono parimente applicabili ai redditi di beni immobili di un’azienda e ai redditi di beni immobili destinati all’esercizio di una professione liberale.
1. I redditi di un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili unicamente in questo Stato, a meno che l’impresa non svolga la propria attività nell’altro Stato mediante una stabile organizzazione, ivi situata. Ove l’impresa eserciti in tal modo la propria attività, i redditi dell’impresa sono imponibili nell’altro Stato, ma unicamente nella misura in cui possono essere attribuiti a tale stabile organizzazione.
2. Ove l’impresa di uno Stato contraente svolga la sua attività nell’altro Stato contraente, mediante una stabile organizzazione ivi situata, in ogni Stato contraente sono attribuiti alla stabile organizzazione gli utili che essa avrebbe potuto conseguire, se avesse svolto, quale azienda indipendente, l’identica o analoga attività alle stesse o analoghe condizioni e se avesse trattato, in modo completamente indipendente, con l’impresa di cui costituisce la stabile organizzazione.
3. Nella determinazione (dei redditi di una stabile organizzazione è ammessa la deduzione delle spese, comprese le spese di direzione e quelle generali di amministrazione, che sarebbero deducibili qualora la stabile organizzazione fosse un’impresa indipendente, e che possono essere equamente attribuite a questa stabile organizzazione, indipendentemente se tali spese siano sorte nello Stato dove è situata la stabile organizzazione o altrove.
4. Qualora, in uno Stato contraente, si usi determinare gli utili attribuibili ad una stabile organizzazione in base alla ripartizione degli utili complessivi dell’impresa tra le sue diverse componenti, le disposizioni del paragrafo 2 non impediscono a questo Stato contraente (di determinare gli utili imponibili secondo la ripartizione in uso; il sistema di ripartizione adottato deve essere tuttavia in grado di fornire un risultato conforme ai principi del presente articolo.
5. Alla stabile organizzazione non va attribuito nessun utile unicamente per avere acquistato merci per l’azienda.
6. Nell’applicazione dei paragrafi precedenti, i redditi attribuiti alla stabile organizzazione devono essere determinati ogni anno con lo stesso sistema, sempreché non sussistano validi motivi giustificanti altri procedimenti.
7. Allorquando nei redditi siano compresi elementi di reddito considerati separatamente in altri articoli della presente convenzione, le disposizioni di questi articoli non sono infirmate da quelle del presente articolo.
1. I redditi di un’impresa di uno Stato contraente provenienti dall’esercizio di natanti o di aeromobili del traffico internazionale sono imponibili unicamente in questo Stato contraente.
2. Il paragrafo 1 è ugualmente applicabile ai redditi provenienti da partecipazione a un «pool», a un esercizio comunitario o a un organismo internazionale.
un’impresa di uno Stato contraente partecipi, direttamente o indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di un’impresa dell’altro Stato contraente, oppure
le stesse persone partecipino, direttamente o indirettamente, alla direzione, al controllo o al capitale di un’impresa di uno Stato contraente e di un’impresa dell’altro,
e se, in ambedue i casi, le due imprese sono vincolate, nei loro rapporti commerciali o finanziari, da condizioni stipulate o ingiunte, ma tuttavia diverse da quelle che potrebbero essere convenute da imprese indipendenti, i redditi che una delle imprese avrebbe potuto conseguire, ove non fosse stata vincolata da tali condizioni, possono esserne computati e conseguentemente gravati d’imposta.
1. I dividendi pagati da una società residente di uno Stato contraente ad un residente dell’altro sono imponibili in questo ultimo Stato.
2. I dividendi pagati da una società, residente della Malaysia, a una persona, residente della Svizzera, sono esenti in Malaysia da ogni imposta riscossa sui dividendi oltre all’imposta gravante i redditi delle società.
3. Se il sistema d’imposizione dei redditi e delle distribuzioni delle società in vigore in Malaysia viene modificato dopo la firma della presente convenzione e se vengono introdotte un’imposta sulle società (per la quale all’azionista non è accordato nessun computo) e un’imposta supplementare sui dividendi, l’imposta malese gravante i dividendi pagati a una persona, residente della Svizzera, non può eccedere:
il 5 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi, se il beneficiario di quest’ultimi è una società (escluse le società di persone) che dispone direttamente almeno del 25 per cento del capitale della società distributrice dei dividendi;
4. I dividendi pagati da una società che è residente della Svizzera a una persona, residente della Malaysia, sono imponibili in Svizzera secondo la legislazione svizzera; l’imposta non può comunque eccedere:
5. Il termine «dividendi», usato nel presente articolo, indica i redditi di azioni o di altri diritti con partecipazione agli utili, eccettuati i crediti, come anche i redditi di altre quote sociali, parificati ai redditi di azioni secondo la legislazione fiscale dello Stato contraente di cui lei società distributrice è residente.
6. I paragrafi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo non sono applicabili ove il beneficiario di dividendi, residente di uno Stato contraente, disponga di una stabile organizzazione nello Stato in cui risiede la società che paga tali dividendi e la partecipazione determinante il versamento degli stessi appartenga effettivamente alla stabile organizzazione suindicata. In, tale caso va applicato l’articolo 7.
7. Se una società che è residente di uno Stato contraente ottiene redditi nell’altro Stato contraente, quest’ultimo non può riscuotere alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società alle persone che non sono residenti di quest’altro Stato contraente e nemmeno assoggettare all’imposta sugli utili non distribuiti quelli conseguiti dalla società, anche qualora i dividendi pagati e gli utili non distribuiti siano costituiti, parzialmente o totalmente, da utili o redditi provenienti da quest’altro Stato contraente.
8. Fanno pure parte dei dividendi pagati da una società che è residente della Malaysia i dividendi pagati da una società che è residente di Singapore ma che si dichiara, rispetto a questi dividendi, residente della Malaysia; per contro non fanno parte di questi dividendi quelli pagati da una società che è residente della Malaysia ma che, per quanto riguarda questi dividendi, si dichiara residente di Singapore.
2. Questi interessi possono tuttavia essere imposti nello Stato da cui provengono e secondo la sua legislazione, purché l’imposta non ecceda il 10 per cento dell’ammontare dei medesimi.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, gli interessi provenienti dalla Malaysia e, corrisposti a un residente della Svizzera sono esenti dall’imposta malese nel caso che il prestito o il debito fruttante interessi è un prestito approvato. L’espressione «prestito approvato» designa un prestito o un altro debito approvato dall’autorità competente della Malaysia.
4. Il termine «interessi», di cui al presente articolo, designa i redditi di prestiti pubblici, di obbligazioni anche se garantite da ipoteche o caratterizzate da partecipazioni agli utili e di crediti di ogni natura, come anche qualsiasi altro reddito parificato ai redditi di prestiti conformemente alla legislazione fiscale dello Stato contraente da cui provengono.
5. Gli interessi si considerano provenire da uno Stato contraente quando il debitore è questo stesso Stato, una sua suddivisione politica, un suo ente locale, una sua persona giuridica di diritto pubblico o un suo residente. Tuttavia, gli interessi sono considerati provenienti dallo Stato contraente dov’è situata la stabile organizzazione, qualora il debitore degli interessi, residente in uno degli Stati contraenti o altrove, disponga, in uno degli Stati contraenti., di una stabile organizzazione e purché il debito, per cui sono corrisposti gli interessi, sia stato contratto per la stabile organizzazione e ad essa siano addossati gli interessi.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo non sono applicabili, ove il beneficiario d’interessi, residente di. uno Stato contraente, disponga di una stabile organizzazione nello Stato da cui provengono gli interessi e il credito determinante il pagamento degli stessi appartenga effettivamente alla stabile organizzazione suindicata. In tale caso va applicato l’articolo 7.
7. Qualora, in conseguenza di relazioni particolari esistenti tra debitore e creditore o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi pagati, tenuto conto del credito per il quale sono corrisposti, ecceda l’ammontare che sarebbe stato convenuto tra debitore e creditore in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a questo ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti resta imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente, tenuto conto delle altre disposizioni della presente convenzione.
2. Tuttavia, tali diritti possono essere imposti nello Stato contraente da dove provengono, in conformità della legislazione di questo Stato, ma l’aliquota d’imposta così applicata non può eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo dei diritti di licenza.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, i diritti di licenza provenienti dalla Malaysia e pagati a una persona che è residente della Svizzera sono esenti dall’imposta malese se sono approvati dall’autorità competente della Malaysia.
4. Ai fini del presente articolo il termine «diritti di licenza» designa i compensi di qualsiasi specie corrisposti per l’uso o la concessione dell’uso di diritti d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, di brevetti, di marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti, come pure per l’uso o la concessione dell’uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche e per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
5. I diritti di licenza si considerano provenire da uno Stato contraente quando il debitore è questo Stato stesso, una sua suddivisione politica, un suo ente locale o una sua persona giuridica di diritto pubblico o un suo residente. Tuttavia, quando il debitore dei diritti di licenza, sia esso residente o no di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione per la quale è stato conchiuso il contratto generatore dei diritti di licenza, e tali diritti sono a carico della stabile organizzazione, i diritti di licenza si considerano provenire dallo Stato contraente dove è situata detta stabile organizzazione.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo non si applicano quando il beneficiario dei diritti di licenza, residente di uno Stato contraente, ha, nell’altro Stato contraente da dove provengono i diritti di licenza, una stabile organizzazione alla quale è effettivamente connesso il diritto o il bene generatore dei diritti di licenza. In tal caso trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7.
7. Qualora, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e creditore o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei diritti dì licenza pagati, tenuto conto della prestazione per la quale sono versati, ecceda l’ammontare che sarebbe stato convenuto tra debitore e creditore in assenza di dette relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a questo ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti resta imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente, tenuto conto delle altre disposizioni della presente convenzione.
1. Gli utili provenienti dall’alienazione di beni immobili, come definiti nel paragrafo 2 dell’articolo 6, sono imponibili nello Stato contraente dove detti beni sono situati.
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente, compresi gli utili analoghi derivanti dall’alienazione globale di detta stabile organizzazione (unitamente o no alla relativa impresa) sono imponibili in questo altro Stato contraente. Tuttavia, gli utili che un residente di uno Stato contraente consegue dall’alienazione di natanti e aeromobili del traffico internazionale e di beni mobili assegnati all’esercizio di natanti e aeromobili sono imponibili soltanto in questo Stato contraente.
3. Gli utili derivanti dall’alienazione di ogni altro bene non menzionato nei paragrafi 1 e 2 del presente articolo sono imponibili soltanto nello Stato contraente del quale l’alienante è residente.
1. Con riserva delle disposizioni del paragrafo 1 dell’articolo 15 e degli articoli 16, 17, 18, 19 e 20, i salari, gli stipendi e le altre rimunerazioni analoghe, che un residente di uno Stato contraente riscuote per un impiego salariato, come anche i redditi conseguiti nell’esercizio di una libera professione o di altre attività indipendenti di carattere analogo sono unicamente imponibili in questo Stato contraente, a meno che l’impiego, i servizi o le altre attività siano esplicate o compiute nell’altro Stato contraente. Se l’impiego, i servizi o le attività sono ivi esplicati o compiuti, le rimunerazioni o i redditi riscossi sono imponibili in quest’altro Stato contraente.
2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1 dei presente articolo, le rimunerazioni o i redditi, che un residente di uno Stato contraente riscuote per un impiego salariato, servizi o attività esercitate o compiute nell’altro Stato contraente durante un anno civile sono unicamente imponibili nel primo Stato contraente se:
il beneficiario soggiorna nell’altro Stato contraente durante un periodo o periodi complessivamente non superiori a 183 giorni nel corso dell’anno civile considerato;
i servizi o le attività sono esplicate o compiute in nome o per conto d’una persona che non è residente dell’altro Stato contraente; e
le rimunerazioni o i redditi non sono direttamente deducibili dai redditi di una stabile organizzazione che la persona ha nell’altro Stato contraente.
3. Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le rimunerazioni per un impiego salariato esercitato a bordo di una nave o di un aeromobile del traffico internazionale gestiti da un’impresa di uno Stato contraente sono imponibili in questo Stato contraente.
1. Le partecipazioni agli utili (tantièmes) e le altre retribuzioni analoghe, che un residente di uno Stato contraente riscuote come membro del consiglio d’amministrazione o di sorveglianza di una società che è residente dell’altro Stato contraente, sono imponibili in quest’ultimo Stato.
2. Per contro, le disposizioni dell’articolo 14 si applicano alle rimunerazioni che detto membro del consiglio d’amministrazione o di sorveglianza di una società riscuote per servizi compiuti in qualsiasi altra funzione.
1. Nonostante le disposizioni dell’articolo 14, i redditi che gli artisti dello spettacolo, come attori di teatro o di cinema, della radio o della televisione e musicisti, come pure gli sportivi quali residenti di uno Stato contraente conseguono nell’esercizio della loro attività professionale nell’altro Stato contraente sono imponibili in questo altro Stato, a meno che l’attività esplicata in questo altro Stato contraente non sia sorretta interamente o in parte da fondi pubblici del primo Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 del. presente articolo si applicano ugualmente, nonostante le disposizioni degli articoli 7 e 14, ai redditi provenienti dall’attività personale di tali artisti e sportivi che non sono riscossi dall’artista o dallo sportivo, ma da un’altra persona.
Le pensioni (eccettuate quelle a cui si riferisce l’articolo 18) e altre rimunerazioni analoghe, versate a un residente di uno Stato contraente per una precedente attività indipendente e le rendite annue versate a detto residente sono imponibili soltanto in questo Stato contraente.
1. Le rimunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica, da un suo ente locale o da una sua persona giuridica di diritto pubblico, sia direttamente sia tramite prelievi da fondi che essi hanno costituito, ad una persona fisica, cittadino di questo Stato contraente, per i servizi compiuti nell’altro Stato contraente e resi a quest’ultimo, a una sua suddivisione politica, a un suo ente locale o a una sua persona giuridica nell’esercizio di funzioni di carattere pubblico, sono imponibili solamente nel primo Stato contraente.
2. Le disposizioni dell’articolo 14 si applicano invece alle rimunerazioni pagate per servizi resi nell’ambito di attività commerciali o industriali di uno Stato contraente, di una sua suddivisione politica, di un suo ente locale o di una sua persona giuridica di diritto pubblico.
3. Le pensioni pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica, da un suo ente locale o da una sua persona giuridica di diritto pubblico a una persona fisica, sia direttamente sia tramite prelievi da fondi che essi hanno costituito, per precedenti servizi resi nell’esercizio di funzioni di carattere pubblico a questo Stato contraente, a una sua suddivisione politica, a un suo ente locale o a una persona giuridica sono imponibili soltanto in questo Stato contraente.
Una persona fisica residente di uno Stato contraente immediatamente prima di visitare l’altro Stato contraente e che, su invito dell’altro Stato contraente o di un’università, di un collegio, di una scuola o d’un altro istituto analogo riconosciuto in questo altro Stato contraente, permane in questo altro Stato contraente al massimo due anni ai fini dell’esercizio dell’attività d’insegnamento nell’istituto menzionato o ai fini della ricerca o di entrambe le attività, è esente da imposta in questo altro Stato contraente per le rimunerazioni corrisposte in merito a tali attività.
1. Le somme corrisposte, per il sostentamento, lo studio o l’istruzione, a uno studente o praticante, che risiede o ha risieduto in uno Stato contraente e soggiorni nell’altro, unicamente a scopo di studio o di istruzione, non sono imponibili in quest’ultimo Stato contraente.
2. Una persona fisica che risiede o che ha risieduto in uno Stato contraente e soggiorna nell’altro a scopo di studio, ricerca o formazione, oppure per acquisire un’esperienza tecnica, professionale o commerciale e che, per un periodo o periodi non superiori complessivamente a dodici mesi esplica un’attività rimunerata in quest’altro Stato contraente, è ivi esonerata dalle imposte per le rimunerazioni di detta attività, purché quest’ultima sia direttamente connessa con lo studio, la ricerca, la formazione o l’apprendistato, e le rimunerazioni provenienti da siffatta attività non siano superiori a 12 000 franchi svizzeri o ad una somma equivalente in valuta della Malaysia, al tasso ufficiale di cambio.
1. Conformemente alle disposizioni leglislative della Malaysia concernente il computo nell’imposta malese delle imposte riscosse in un territorio situato fuori dalla Malaysia, l’ammontare dell’imposta svizzera pagabile in virtù della legislazione svizzera e conformemente alle disposizioni della presente convenzione da un residente della Malaysia per redditi di fonte svizzera assoggettati all’imposta sia in Malaysia sia in Svizzera è computato nell’imposta malese pagabile per questo reddito, ma per un ammontare che non ecceda la frazione dell’imposta malese corrispondente al rapporto esistente tra questo reddito e il reddito totale assoggettato all’imposta malese.
2. Qualora un residente della Svizzera riscuota elementi di reddito, i quali, conformemente alle disposizioni convenzionali, sono imponibili in Malaysia, la Svizzera esonera dall’imposta detti elementi eli reddito, con riserva delle disposizioni dei paragrafi 3, 4 e 5 del presente articolo, ancorché possa, per determinare l’importo dell’imposta concernente il reddito rimanente di detto residente, applicare il saggio praticabile quando gli elementi di reddito in questione non fossero stati esonerati.
3. Qualora un residente della Svizzera riscuota dividendi, interessi o diritti di licenza che, conformemente alle disposizioni degli articoli 10, 11 e 12, sono imponibili in Malaysia, la Svizzera accorda, a domanda di questa persona, uno sgravio fiscale. Questo sgravio consiste:
nel computo dell’imposta pagata in Malaysia, conformemente alle disposizioni degli articoli 10, 11 e 12 nell’imposta svizzera sui redditi di detto residente; la somma così computata non può nondimeno eccedere l’aliquota dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo corrispondente ai redditi imponibili in Malaysia, oppure
in una riduzione globale dell’imposta svizzera, oppure
in un’esenzione parziale per dividendi, interessi o diritti di licenza dall’imposta svizzera, ma almeno in una deduzione dell’imposta pagata in Malaysia dall’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi o dei diritti di licenza.
La Svizzera stabilisce il genere dello sgravio e disciplina la procedura secondo le prescrizioni svizzere concernenti l’esecuzione delle convenzioni internazionali, conchiuse dalla Confederazione Svizzera per evitare i casi di doppia imposizione.
4. Finché il paragrafo 2 dell’articolo 10 è applicabile, la Svizzera computa, per lo sgravio previsto al paragrafo 3 del presente articolo, una somma uguale al 10 per cento dell’ammontare netto dei dividendi.
5. Qualora un residente della Svizzera riscuota dalla Malaysia interessi previsti al paragrafo 3 dell’articolo 11 o diritti di licenza previsti al paragrafo 3 dell’articolo 12, la Svizzera accorda a detto residente, a domanda, uno sgravio per un ammontare uguale al 10 per cento dell’ammontare lordo degli interessi o dei diritti di licenza. Le disposizioni del paragrafo 3 del presente articolo si applicano per analogia.
6. Una società che è residente della Svizzera e riscuote dividendi da una società che è residente della Malaysia fruisce, per l’applicazione dell’imposta svizzera concernente detti dividendi, degli stessi vantaggi di cui beneficerebbe se la società distributrice dei dividendi fosse residente della Svizzera.
1. I cittadini di uno Statocontraente non devono essere assoggettati, nell’altro Stato contraente, ad imposizioni ed obblighi, diversi o più onerosi di quelli cui sono o possono essere assoggettati, nella stessa situazione e nelle stesse condizioni, i cittadini di quest’ultimo Stato contraente.
2. L’imposizione di una stabile organizzazione, di cui un’impresa di uno Stato contraente dispone nell’altro Stato contraente, non può essere, in quest’ultimo Stato, meno favorevole dell’imposizione dì una sua impresa esercitante la stessa attività.
3. Le imprese di uno Stato contraente, il cui capitale appartiene in tutto o in parte direttamente o indirettamente, ad una o più persone residenti dell’altro Stato contraente, oppure soggiace al loro controllo, non devono essere sottoposte, nel primo Stato contraente, ad alcuna imposizione e obbligo inerente, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere sottoposte, nella stessa situazione e nelle stesse condizioni, le imprese analoghe del primo Stato contraente.
4. Le disposizioni del presente articolo non devono essere interpretate quale obbligo di uno Stato contraente di accordare alle persone fisiche che non sono residenti di questo Stato contraente le deduzioni personali, le agevolazioni e gli sgravi fiscali che la legislazione riserva unicamente ai residenti di questo Stato contraente.
5. Le disposizioni del presente articolo non devono essere interpretate quale obbligo di uno degli Stati contraenti di accordare ai cittadini dell’altro Stato contraente che non sono residenti del primo Stato contraente le deduzioni personali, le agevolazioni e gli sgravi fiscali che la legislazione riserva unicamente ai cittadini del primo Stato contraente o ad altre persone da essa designate che non sono residenti di questo Stato contraente.
6. Il termine «imposizione» designa nel presente articolo le imposte previste dalla presente convenzione.
1. Quando un residente eli uno Stato contraente ritiene che i provvedimenti adottati da uno o da entrambi gli Stati contraenti implicano o implicheranno per lui un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente convenzione, può, indipendentemente dai rimedi giuridici previsti dalla legislazione nazionale dei due Stati, sottoporre il caso all’autorità competente dello Stato contraente del quale è residente.
2. Tale autorità competente cercherà, qualora il reclamo appaia fondato ed essa non sia in grado di giungere a una soluzione soddisfacente, di risolvere il caso in via di amichevole composizione con l’autorità competente dell’altro Stato contraente al fine di evitare un’imposizione non conforme alla convenzione.
3. Le autorità competenti degli Stati contraenti cercheranno in via di amichevole composizione, di appianare le difficoltà e di dissipare i dubbi che potessero sorgere nell’interpretazione o nell’applicazione della convenzione. Esse possono parimente consultarsi al fine di evitare la doppia imposizione nei casi non contemplati dalla presente convenzione.
4. Le autorità competenti degli Stati contraenti possono comunicare direttamente tra loro per l’attuazione della presente convenzione.
1. Le disposizioni della presente convenzione non pregiudicano i privilegi fiscali di cui fruiscono i funzionari diplomatici e consolari in virtù di norme generali del diritto delle genti o di disposizioni di accordi particolari.
2. La presente convenzione non si applica alle organizzazioni internazionali, a loro organi e ai loro funzionari, né ai membri di una missione diplomatica o consolare di uno Stato terzo, che si trovano bensì sul territorio di uno Stato contraente, ma non sono parificati ai residenti di uno dei due Stati contraenti, quanto alle imposte sul reddito.
Ciascun Stato contraente notificherà all’altro l’adempimento della procedura legale destinata a conferire forza di legge alla presente convenzione. La presente convenzione entrerà in vigore il giorno dell’ultima notificazione e sarà applicabile:
in Malaysia: per quanto concerne l’imposta malese, per l’anno di tassazione che inizia il 1° gennaio 1974 e per gli anni di tassazione seguenti;
in Svizzera: per quanto concerne l’imposta svizzera, per l’anno fiscale che inizia il 1° gennaio 1974 e per gli anni fiscali seguenti.
La presente convenzione permarrà in vigore illimitatamente, ancorché ciascuno degli Stati contraenti possa, entro il 30 giugno di ciascun anno civile, trasmettere all’altro Stato contraente, un preavviso scritto di disdetta; in questo caso la convenzione cessa d’essere applicabile:
in Malaysia: per quanto concerne l’imposta malese all’anno di tassazione seguente quello in cui è stata data la disdetta e agli anni di tassazione successivi;
in Svizzera: per quanto concerne l’imposta svizzera all’anno fiscale seguente quello in cui è stata data la disdetta e agli anni di tassazione successivi.
Fatto a Kuala Lumpur, il 30 dicembre 1974, in due esemplari, in lingua tedesca e malese, i due testi facendo ugualmente fede.
RU 1976 560; FF 1975 1989
1 Il testo originale tedesco è pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. ted. della presente Raccolta.2 RU 1976 559
entre le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de Malaisie en vue d’éviter les doubles impositions en matière d’impôts sur le revenu
Conclue le 30 décembre 1974
Approuvée par l’Assemblée fédérale le 2 octobre 19752
Entrée en vigueur par échange de notes le 8 janvier 1976
(Etat le 8 janvier 1976)
Le Conseil fédéral suisse et le Gouvernement de Malaisie,
L’impôt additionnel sur le revenu, à savoir l’impôt sur les bénéfices de l’étain, l’impôt sur le développement et l’impôt sur les bénéfices du bois;
L’impôt sur les bénéfices du pétrole
(désignés ci—après par «impôt malaisien»);
en Suisse: Les impôts fédéraux, cantonaux et communaux sur le revenu (revenu total, produit du travail, rendement de la fortune, bénéfices industriels et commerciaux, gains en capital et autres revenus)
(désignés ci—après par «impôt suisse»).
2. La présente convention s’appliquera à tous les autres impôts qui, d’après leur nature, sont semblables aux impôts mentionnés au paragraphe précédent du présent article et qui, après la signature de la présente convention, s’ajouteraient aux impôts actuels ou qui les remplaceraient dans l’un des Etats contractants.
3. Les autorités compétentes des Etats contractants se communiqueront les modifications importantes apportées à leurs législations fiscales respectives.
4. La présente convention n’est pas applicable à l’impôt fédéral anticipé perçu à la source sur les gains faits dans les loteries.
Le terme «Malaisie» désigne la Fédération de Malaisie et il inclut tout territoire adjacent aux eaux territoriales de la Malaisie qui a été ou sera désigné par la législation malaisienne concernant le plateau continental et en accord avec le droit des gens comme un territoire sur lequel les droits de la Malaisie concernant le lit de la mer et son sous—sol ainsi que leurs richesses naturelles peuvent être exercés;
Le terme «Suisse» désigne la Confédération suisse,
Les expressions «en Etat contractant» et «l’autre Etat contractant» désignent, suivant le contexte, la Malaisie ou la Suisse,
Le terme «impôt» désigne, suivant le contexte, l’impôt malaisien ou l’impôt suisse;
Le terme «société» désigne toute collectivité ayant la personnalité juridique ou toute entité qui est traitée comme une collectivité par les législations fiscales de l’Etat contractant concerné;
Le terme «personne» a la signification qui lui est attribuée par la législation fiscale en vigueur dans l’Etat contractant concerné;
Les expressions «entreprise malaisienne» et «entreprise suisse» désignent, selon le cas, une entreprise exploitée par un résident de Malaisie et une entreprise exploitée par un résident de Suisse;
Les expressions «entreprise d’un Etat contractant» et «entreprise de l’autre Etat contractant» désignent respectivement une entreprise malaisienne ou une entreprise suisse;
Le terme «revenu» comprend les bénéfices;
Le terme «national» désigne toutes les personnes physiques qui sont des citoyens d’un Etat contractant et toutes les personnes morales, sociétés de personnes et autres entités constituées conformément à la législation en vigueur dans un Etat contractant;
L’expression «autorité compétente» désigne, en Malaisie, le Ministre des finances ou son représentant autorisé et, en Suisse, le directeur de l’Administration fédérale des contributions ou son représentant autorisé.
1. Au sens de la présente convention, les expressions «résident d’un Etat contractant» et «résident de l’autre Etat contractant» désignent, suivant le contexte, un résident de Malaisie et un résident de Suisse; et l’expression «résident de Malaisie» désigne une personne qui est considérée comme résident de Malaisie pour l’application de l’impôt malaisien et l’expression «résident de Suisse» désigne une personne qui est considérée comme résident de Suisse pour l’application de l’impôt suisse.
2. Lorsque, selon la disposition du par. 1 du présent article, une personne physique est considérée comme résident de chacun des Etats contractants, le cas est résolu d’après les règles suivantes:
Cette personne est considérée comme résident de l’Etat contractant où elle dispose d’un foyer d’habitation permanent. Lorsqu’elle dispose d’un foyer d’habitation permanent dans chacun des Etats contractants, elle est considérée comme résident de l’Etat contractant avec lequel ses liens personnels et économiques sont les plus étroits.
Si l’Etat contractant avec lequel cette personne a les liens personnels et économiques les plus étroits ne peut pas être déterminé, ou si elle ne dispose d’un foyer d’habitation permanent dans aucun des Etats contractants, elle est considérée comme résident de l’Etat contractant où elle séjourne de façon habituelle.
Si cette personne possède la nationalité de chacun des Etats contractants ou qu’elle ne possède la—nationalité d’aucun d’eux, les autorités compétentes des Etats contractants tranchent la question d’un commun accord.
3. Lorsque, selon la disposition du par. 1 du présent article, une personne autre qu’une personne physique est considérée comme résident de chacun des Etats contractants, elle est réputée résident de l’Etat contractant où se trouve son siège de direction effective.
Une mine, un gisement de pétrole, une carrière ou tout autre lieu d’extraction de ressources naturelles;
Un chantier de construction ou de montage dont la durée dépasse six mois;
Un emplacement pour l’exploitation du bois ou d’autres produits forestiers.
4. On considère qu’une entreprise d’un Etat contractant a un établissement stable dans l’autre Etat contractant si elle y exerce pendant plus de six mois des activités de surveillance relatives à un chantier de construction ou de montage situé dans cet autre Etat contractant.
5. Sous réserve des dispositions du par. 6 du présent article, une personne agissant dans l’un des Etats contractants pour le compte d’une entreprise de l’autre Etat contractant est considérée comme «établissement stable» dans le premier Etat contractant:
(a) Si elle dispose dans ce premier Etat contractant de pouvoirs qu’elle y exerce habituellement lui permettant de conclure des contrats au nom de l’entreprise, à moins que l’activité de cette personne soit limitée à l’achat de marchandises pour l’entreprise, ou
(b) Si elle entretient dans le premier Etat contractant un entrepôt de marchandises appartenant à l’entreprise, à l’aide duquel elle exécute habituellement des commandes.
4. Les dispositions des par. 1 et 3 du présent article s’appliquent également aux revenus provenant des biens immobiliers d’une entreprise ainsi qu’aux revenus de biens immobiliers servant à l’exercice d’une profession libérale.
1. Les revenus d’une entreprise d’un Etat contractant ne sont imposables que dans cet Etat contractant, à moins que l’entreprise n’exerce son activité dans l’autre Etat contractant par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé. Si l’entreprise exerce son activité d’une telle façon, les revenus de l’entreprise sont imposables dans l’autre Etat contractant mais uniquement dans la mesure où ils sont imputables audit établissement stable.
2. Lorsqu’une entreprise d’un Etat contractant exerce son activité dans l’autre Etat contractant par l’intermédiaire d’un établissement stable qui y est situé, il est imputé, dans chaque Etat contractant, à cet établissement stable les revenus qu’il aurait pu réaliser s’il avait constitué une entreprise distincte et séparée exerçant des activités identiques ou analogues dans des conditions identiques ou analogues et traitant en toute indépendance avec l’entreprise dont il constitue un établissement stable.
3. Dans le calcul des revenus d’un établissement stable, sont admises en déduction les dépenses, y compris les dépenses de direction et les frais généraux d’administration, qui seraient déductibles si l’établissement stable était une entreprise indépendante, dans la mesure où elles sont raisonnablement imputables à l’établissement stable, encourues soit dans l’Etat contractant où est situé cet établissement stable, soit ailleurs.
4. S’il est d’usage, dans un Etat contractant, de déterminer les revenus imputables à un établissement stable sur la base d’une répartition des revenus totaux de l’entreprise entre ses diverses parties, aucune disposition du par. 2 du présent article n’empêche cet Etat contractant de déterminer les revenus imposables selon la répartition en usage; la méthode de répartition adoptée doit cependant être telle que le résultat obtenu soit conforme aux principes énoncés dans le présent article.
5. Aucun revenu n’est imputé à un établissement stable du fait que cet établissement stable a simplement acheté des marchandises pour l’entreprise.
6. Aux fins des par. précédents du présent article, les revenus à imputer à l’établissement stable sont calculés chaque année selon la même méthode, à moins qu’il n’existe des motifs valables et suffisants de procéder autrement.
7. Lorsque les revenus comprennent des éléments de revenu traités séparément dans d’autres articles de la présente convention, les dispositions de ces articles ne sont pas affectés par les dispositions du présent article.
1. Les revenus qu’une entreprise d’un Etat contractant retire de l’exploitation, en trafic international, de navires ou d’aéronefs ne sont imposables que dans cet Etat contractant.
2. Les dispositions du par. 1 du présent article s’appliquent également au revenu provenant d’une participation à un «pool», une exploitation en commun ou un organisme international d’exploitation.
et que, dans l’un et l’autre cas, les deux entreprises sont, dans leurs relations commerciales ou financières, liées par des conditions acceptées ou imposées, qui diffèrent de celles qui seraient conclues entre des entreprises indépendantes, les revenus qui, sans ces conditions, auraient été obtenus par l’une des entreprises mais n’ont pu l’être en fait à cause de ces conditions, peuvent être inclus dans les revenus de cette entreprise et imposés en conséquence.
1. Les dividendes payés par une société qui est un résident d’un Etat contractant à un résident de l’autre Etat contractant sont imposables dans cet autre Etat contractant.
2. Les dividendes payés par une société qui est un résident de Malaisie à une personne qui est un résident de Suisse sont exonérés en Malaisie de tout impôt perçu sur les dividendes en sus de l’impôt grevant les revenus de la société.
3. Si le système d’imposition des revenus et des distributions des sociétés en vigueur en Malaisie est modifié après la signature de la présente convention et si un impôt sur les sociétés (pour lequel aucune imputation n’est accordée à l’actionnaire) et un impôt supplémentaire sur les dividendes sont introduits, l’impôt malaisien grevant les dividendes payés à une personne qui est un résident de Suisse ne peut excéder
5 % du montant brut des dividendes si le bénéficiaire des dividendes est une société (à l’exclusion des sociétés de personnes) qui dispose directement d’au moins 25 % du capital de la société qui paie les dividendes;
4. Les dividendes payés par une société qui est un résident de Suisse à une personne qui est un résident de Malaisie sont imposables en Suisse selon la législation suisse, mais l’impôt ainsi établi ne peut excéder:
5. Le terme «dividendes» employé dans le présent article désigne les revenus provenant d’actions ou de parts bénéficiaires à l’exception des créances, ainsi que les revenus d’autres parts sociales assimilés aux revenus d’actions par la législation fiscale de l’Etat contractant dont la société distributrice est un résident.
6. Les dispositions des par. 1, 2, 3 et 4 du présent article, ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire des dividendes, résident d’un Etat contractant, a dans l’autre Etat contractant dont la société qui paie les dividendes est un résident, un établissement stable auquel se rattache effectivement la participation génératrice des dividendes. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
7. Lorsqu’une société qui est un résident d’un Etat contractant tire des revenus de l’autre Etat contractant, cet autre Etat contractant ne peut percevoir aucun impôt sur les dividendes payés par la société aux personnes qui ne sont pas des résidents de cet autre Etat contractant, ni prélever aucun impôt, au titre de l’imposition des bénéfices non distribués, sur les bénéfices non distribués de la société, même si les dividendes payés ou les bénéfices non distribués consistent en tout ou en partie en bénéfices ou revenus provenant de cet autre Etat contractant.
8. Appartiennent également aux dividendes payés par une société qui est un résident de Malaisie les dividendes payés par une société qui est un résident de Singapour mais qui a déclaré être, aux fins de ces dividendes, un résident de Malaisie; en revanche, n’appartiennent pas à de tels dividendes ceux qui sont payés par une société qui est un résident de Malaisie mais qui a déclaré être, aux fins de ces dividendes, un résident de Singapour.
2. Toutefois, ces intérêts peuvent être imposés dans l’Etat contractant d’où ils proviennent et selon la législation de cet Etat contractant, mais l’impôt ainsi établi ne peut excéder 10 % du montant brut des intérêts.
3. Nonobstant les dispositions du par. 2 du présent article, les intérêts provenant de Malaisie et payés à une personne qui est un résident de Suisse sont exonérés de l’impôt malaisien lorsque le prêt ou la dette génératrice des intérêts est un prêt approuvé. L’expression «prêt approuvé» désigne un prêt ou une autre dette approuvée par l’autorité compétente de Malaisie.
4. Le terme «intérêts» employé dans le présent article désigne les revenus des fonds publics, des obligations d’emprunts, assorties ou non de garanties hypothécaires ou d’une clause de participation aux bénéfices, et des créances de toute nature, ainsi que tous autres produits assimilés aux revenus de sommes prêtées par la législation fiscale de l’Etat contractant d’où proviennent les revenus.
5. Les intérêts sont considérés comme provenant d’un Etat contractant lorsque le débiteur est cet Etat contractant lui—même, une subdivision politique, une collectivité locale ou une personne morale de droit public ou un résident de cet Etat contractant. Toutefois, lorsque le débiteur des intérêts, qu’il soit ou non résident d’un Etat contractant, a dans un Etat contractant un établissement stable pour lequel l’emprunt générateur des intérêts a été contracté et qui supporte la charge de ces intérêts, lesdits intérêts sont réputés provenir de l’Etat contractant où l’établissement stable est situé.
6. Les dispositions des par. 1, 2 et 3 du présent article ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire des intérêts, résident d’un Etat contractant, a, dans l’autre Etat contractant d’où proviennent les intérêts, un établissement stable auquel se rattache effectivement la créance génératrice des intérêts. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
7. Si, par suite de relations spéciales existant entre le débiteur et le créancier ou que l’un et l’autre entretiennent avec de tierces personnes, le montant des intérêts payés, compte tenu de la créance pour laquelle ils sont versés, excède celui dont seraient convenus le débiteur et le créancier en l’absence de pareilles relations, les dispositions du présent article ne s’appliquent qu’à ce dernier montant. En ce cas, la partie excédentaire des paiements reste imposable conformément à la législation de chaque Etat contractant et compte tenu des autres dispositions de la présente convention.
2. Toutefois, ces redevances peuvent être imposées dans lEtat contractant d’où elles proviennent et selon la législation de cet Etat contractant, mais l’impôt ainsi établi ne peut excéder 10 % du montant brut des redevances.
3. Nonobstant les dispositions du par. 2 du présent article, les redevances provenant de Malaisie et payées à une personne qui est un résident de Suisse sont exonérées de l’impôt malaisien lorsque les redevances sont approuvées par l’autorité compétente de Malaisie.
4. Le terme «redevances» employé dans le présent article désigne les rémunérations de toute nature payées pour l’usage ou la concession de l’usage d’un droit d’auteur sur une oeuvre littéraire, artistique ou scientifique, d’un brevet, d’une marque de fabrique ou de commerce, d’un dessin ou d’un modèle, d’un plan, d’une formule ou d’un procédé secrets, ainsi que pour l’usage ou la concession de l’usage d’un équipement industriel, commercial ou scientifique et pour des informations ayant trait à une expérience acquise dans le domaine industriel, commercial ou scientifique.
5. Les redevances sont considérées comme provenant d’un Etat contractant lorsque le débiteur est cet Etat contractant lui—même, une subdivision politique, une collectivité locale ou une personne morale de droit public ou un résident de cet Etat contractant. Toutefois, lorsque le débiteur des redevances, qu’il soit ou non résident d’un Etat contractant, a dans un Etat contractant un établissement stable auquel se rattache l’obligation de verser ces redevances et qui supporte la charge de ces redevances, lesdites redevances sont réputées provenir de l’Etat contractant où l’établissement stable est situé.
6. Les dispositions des par. 1, 2 et 3 du présent article ne s’appliquent pas lorsque le bénéficiaire des redevances, résident d’un Etat contractant, a, dans l’autre Etat contractant d’où proviennent les redevances, un établissement stable auquel se rattache effectivement le droit ou le bien générateur des redevances. Dans ce cas, les dispositions de l’art. 7 sont applicables.
7. Si, par suite de relations spéciales existant entre le débiteur et le créancier ou que l’un et l’autre entretiennent avec de tierces personnes, le montant des redevances payées, compte tenu de la prestation pour laquelle elles sont versées, excède celui dont seraient convenus le débiteur et le créancier en l’absence de pareilles relations, les dispositions du présent article ne s’appliquent qu’à ce dernier montant. En ce cas, la partie excédentaire des paiements reste imposable conformément à la législation de chaque Etat contractant et compte tenu des autres dispositions de la présente convention.
2. Les gains provenant de l’aliénation de biens mobiliers faisant partie de l’actif d’un établissement stable qu’une entreprise d’un Etat contractant a dans l’autre Etat contractant, y compris de tels gains provenant de l’aliénation globale de cet établissement stable (seul ou avec l’ensemble de l’entreprise), sont imposables dans cet autre Etat contractant. Toutefois, les gains qu’un résident d’un Etat contractant retire de l’aliénation de navires et aéronefs exploités en trafic international et de biens mobiliers affectés à l’exploitation desdits navires et aéronefs ne sont imposables que dans cet Etat contractant.
3. Les gains provenant de l’aliénation de tous biens autres que ceux qui sont mentionnés aux par. 1 et 2 du présent article ne sont imposables que dans l’Etat contractant dont le cédant est un résident.
1. Sous réserve des dispositions du par. 1 de l’art. 15 et des art. 16, 17, 18, 19 et 20, les salaires, traitements et autres rémunérations similaires qu’un résident d’un Etat contractant reçoit au titre d’un emploi salarié, ainsi que les revenus qu’il tire d’une profession libérale ou d’autres activités indépendantes de caractère analogue, ne sont imposables que dans cet Etat contractant, à moins que l’emploi, les services ou activités ne soient exercés ou accomplis dans l’autre Etat contractant. Si l’emploi, les services ou activités y sont exercés ou accomplis, les rémunérations ou revenus reçus à ce titre sont imposables dans cet autre Etat contractant.
2. Nonobstant les dispositions du par. 1 du présent article, les rémunérations ou revenus qu’un résident d’un Etat contractant reçoit au titre d’un emploi salarié, de services ou d’activités exercés ou accomplis dans l’autre Etat contractant pendant une année civile ne sont imposables que dans le premier Etat si:
Le bénéficiaire séjourne dans l’autre Etat contractant pendant une période ou des périodes n’excédant pas au total 183 jours au cours de l’année civile considérée—,
Les services ou activités sont exercés ou accomplis au nom ou pour le compte d’une personne qui n’est pas un résident de l’autre Etat contractant; et
Les rémunérations ou revenus ne sont pas directement déductibles des revenus d’un établissement stable que la personne a dans l’autre Etat contractant.
3. Nonobstant les dispositions précédentes du présent article, les rémunérations au titre d’un emploi salarié exercé à bord d’un navire ou d’un aéronef exploité en trafic international par une entreprise d’un Etat contractant sont imposables dans cet Etat contractant.
1. Les tantièmes, jetons de présence et autres rétributions similaires qu’un résident d’un Etat contractant reçoit en sa qualité de membre du conseil d’administration ou de surveillance d’une société qui est un résident de l’autre Etat contractant sont imposables dans cet autre Etat contractant.
2. En revanche, les dispositions de l’art. 14 s’appliquent aux rémunérations que ce membre du conseil d’administration ou de surveillance d’une société reçoit au titre de services accomplis en n’importe quelle autre qualité.
1. Nonobstant les dispositions de l’art. 14, les revenus que les artistes du spectacle, tels les artistes de théâtre, de cinéma, de la radio ou de la télévision et les musiciens, ainsi que les sportifs qui sont des résidents d’un Etat contractant retirent de leurs activités personnelles exercées en cette qualité dans l’autre Etat contractant sont imposables dans cet autre Etat contractant, à moins que l’activité exercée dans cet autre Etat contractant ne soit soutenue entièrement ou pour une part importante par des allocations provenant de fonds publics du premier Etat contractant, de l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales.
2. Les dispositions du par. 1 du présent article s’appliquent également, nonobstant les dispositions des art. 7 et 14, aux revenus provenant de l’activité personnelle de tels artistes et sportifs qui ne sont pas perçus par l’artiste ou sportif mais par une autre personne.
Les pensions (autres que les pensions auxquelles l’art. 18 se réfère) et autres rémunérations similaires, versées à un résident d’un Etat contractant au titre d’un emploi antérieur ou les annuités versées à ce résident ne sont imposables que dans cet Etat contractant.
Art. 18 Salaires et pensions publiques
1. Les rémunérations, à l’exclusion des pensions, versées par un Etat contractant ou l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales ou l’une de ses personnes morales de droit public, soit directement soit par prélèvement sur des fonds qu’ils ont constitués, à une personne physique qui est un national de cet Etat contractant au titre de services rendus dans l’autre Etat contractant à cet Etat contractant ou à cette subdivision politique ou collectivité locale ou à cette personne morale dans l’exercice de fonctions de caractère public, ne sont imposables que dans le premier Etat contractant.
2. Les dispositions de l’art. 14 s’appliquent en revanche aux rémunérations versées au titre de services rendus dans le cadre d’une activité commerciale ou industrielle d’un Etat contractant ou de l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales ou de l’une de ses personnes morales de droit public.
3. Les pensions versées par un Etat contractant ou l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales ou par l’une de ses personnes morales de droit public à une personne physique, soit directement soit par prélèvement sur des fonds qu’ils ont constitués, au titre de services antérieurs rendus dans l’exercice de fonctions de caractère public à cet Etat contractant ou à l’une de ses subdivisions politiques ou collectivités locales ou à une personne morale ne sont imposables que dans cet Etat contractant.
Art. 19 Professeurs et instituteurs
Une personne physique qui était un résident d’un Etat contractant immédiatement avant de visiter l’autre Etat contractant et qui, à l’invitation de l’autre Etat contractant ou d’une université, d’un collège, d’une école ou d’un autre institut d’enseignement semblable reconnu dans cet autre Etat contractant, ne visite cet autre Etat contractant pendant deux ans au plus que dans le but d’exercer dans l’institut d’enseignement mentionné une activité d’enseignement ou de recherche ou les deux activités à la fois est exonérée dans cet autre Etat contractant pour les rémunérations qu’elle reçoit pour son activité d’enseignement ou de recherche.
1. Les sommes qu’un étudiant ou un stagiaire, qui est ou qui était auparavant un résident de l’un des Etats contractants et qui séjourne dans l’autre Etat contractant à seule fin d’y poursuivre ses études ou sa formation, reçoit pour couvrir ses frais d’entretien, d’études ou de formation, ne sont pas imposables dans cet autre Etat contractant.
2. Une personne physique qui est ou qui était auparavant un résident de l’un des Etats contractants et qui séjourne dans l’autre Etat contractant afin d’y poursuivre ses études, des recherches ou sa formation ou afin d’y acquérir une expérience technique, professionnelle ou commerciale et qui, pour une période ou des périodes n’excédant pas au total douze mois, exerce une activité rémunérée dans cet autre Etat contractant, est exonérée de l’impôt dans cet autre Etat contractant pour des rémunérations au titre de cette activité, à condition que cette activité soit en relation directe avec ses études, ses recherches, sa formation ou son apprentissage et que les rémunérations provenant de cette activité n’excèdent pas 12 000 francs suisses ou leur équivalent en monnaie malaisienne au taux officiel du change.
Art. 21 Dispositions pour éliminer les doubles impositions
1. Conformément aux dispositions de la législation malaisienne qui concernent l’imputation sur l’impôt malaisien de l’impôt payable dans un territoire quelconque autre que la Malaisie, le montant de l’impôt suisse payable en vertu de la législation suisse et conformément aux dispositions de la présente convention par un résident de Malaisie au titre de revenus de sources suisses soumis à l’impôt tant en Malaisie qu’en Suisse est imputé sur l’impôt malaisien payable au titre de ce revenu, mais pour un montant n’excédant pas la fraction de l’impôt malaisien correspondant à la proportion existant entre ce revenu et le revenu total assujetti à l’impôt malaisien.
2. Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des éléments de revenu qui, conformément aux dispositions de la présente convention, sont imposables en Malaisie, la Suisse exempte de l’impôt ces éléments de revenu sous réserve des dispositions des par. 3, 4 et 5 du présent article, mais peut, pour calculer le montant de l’impôt sur le reste du revenu de ce résident, appliquer le même taux que si les éléments de revenu en question n’avaient pas été exemptés.
3. Lorsqu’un résident de Suisse reçoit des dividendes, intérêts ou redevances qui, conformément aux dispositions des art. 10, 11 et 12 sont imposables en Malaisie, la Suisse accorde un dégrèvement à ce résident, à sa demande. Ce dégrèvement consiste:
En l’imputation de l’impôt payé en Malaisie conformément aux dispositions des art. 10, 11 et 12 sur l’impôt qui frappe les revenus de ce résident; la somme ainsi imputée ne peut toutefois excéder la fraction de l’impôt suisse sur le revenu, calculé avant l’imputation, correspondant aux revenus qui sont imposés en Malaisie, ou
En une exemption partielle des dividendes, intérêts ou redevances de l’impôt suisse, mais au moins en une déduction de l’impôt payé en Malaisie du montant brut des dividendes, intérêts ou redevances.
4. Tant que le par. 2 de l’art. 10 est applicable, la Suisse prend en considération, pour le dégrèvement prévu au par. 3 du présent article, un montant égal à 10 % du montant net des dividendes.
5. Lorsqu’un résident de Suisse reçoit de Malaisie des intérêts visés au par. 3 de l’art. 11 ou des redevances visées au par. 3 de l’art. 12, la Suisse accorde à ce résident, à sa demande, un dégrèvement d’un montant égal à 10 % du montant brut des intérêts ou des redevances. Les dispositions du par. 3 du présent article s’appliquent par analogie.
6. Une société qui est un résident de Suisse et reçoit des dividendes d’une société qui est un résident de Malaisie bénéficie, pour l’application de l’impôt suisse afférent à ces dividendes, des mêmes avantages que ceux dont elle bénéficierait si la société qui paie les dividendes était un résident de Suisse.
1. Les nationaux d’un Etat contractant ne sont soumis dans l’autre Etat contractant à aucune imposition ou obligation y relative, qui est autre ou plus lourde que celle à laquelle sont ou pourront être assujettis les nationaux de cet autre Etat contractant se trouvant dans la même situation et dans les mêmes conditions.
2. L’imposition d’un établissement stable qu’une entreprise d’un Etat contractant a dans l’autre Etat contractant n’est pas établie dans cet autre Etat contractant d’une façon moins favorable que l’imposition des entreprises de cet autre Etat contractant qui exercent la même activité dans une situation identique et des conditions identiques.
3. Les entreprises d’un Etat contractant, dont le capital est en totalité ou en partie, directement ou indirectement, détenu ou contrôlé par un ou plusieurs résidents de l’autre Etat contractant, ne sont soumises dans le premier Etat contractant à aucune imposition ou obligation y relative, qui est autre ou plus lourde que celle à laquelle sont ou pourront être assujetties dans les mêmes circonstances et les mêmes conditions les autres entreprises de même nature de ce premier Etat contractant.
4. Les dispositions du présent article ne peuvent pas être interprétées comme obligeant l’un des Etats contractants à accorder à des personnes physiques qui ne sont pas des résidents de cet Etat contractant les déductions personnelles, allégements et réductions d’impôts que la législation réserve seulement aux résidents de cet Etat contractant.
5. Les dispositions du présent article ne peuvent pas être interprétées comme obligeant l’un des Etats contractants à accorder aux nationaux de l’autre Etat contractant qui ne sont pas des résidents du premier Etat contractant les déductions personnelles, allégements et réductions d’impôts que la législation réserve seulement aux nationaux du premier Etat contractant ou à telles autres personnes qu’elle désigne qui ne sont pas des résidents de cet Etat contractant.
1. Lorsqu’un résident d’un Etat contractant estime que les mesures prises par un Etat contractant ou par chacun des deux Etats contractants entraînent ou entraîneront pour lui une imposition non conforme à la présente convention, il peut, indépendamment des recours prévus par la législation fiscale applicable dans les Etats contractants, soumettre son cas à l’autorité compétente de l’Etat contractant dont il est résident.
2. L’autorité compétente du premier Etat contractant s’efforcera, si la réclamation lui paraît fondée et si elle n’est pas elle—même en mesure d’apporter une solution satisfaisante, de régler la question par voie d’accord amiable avec l’autorité compétente de l’autre Etat contractant, en vue d’éviter une imposition non conforme à la convention.
4. Les autorités compétentes des Etats contractants peuvent communiquer directement entre elles pour exécuter la présente convention.
Art. 24 Fonctionnaires diplomatiques et consulaires
2. La présente convention ne s’applique pas aux organisations internationales, à leurs organes ou à leurs fonctionnaires, ni aux personnes qui sont membres d’une mission diplomatique ou consulaire d’un Etat tiers, lorsqu’ils se trouvent sur le territoire de l’un des Etats contractants et ne sont pas traités comme des résidents dans l’un ou l’autre Etat contractant en matière d’impôts sur le revenu.
Chaque Etat contractant notifiera à l’autre Etat contractant l’accomplissement de la procédure requise par sa législation pour la mise en vigueur de la présente convention. La présente convention entrera en vigueur à la date de la dernière de ces notifications et sera alors applicable:
En Malaisie: en ce qui concerne l’impôt malaisien, pour l’année de taxation commençant le 1er janvier 1974 et pour les années de taxation suivantes;
En Suisse: en ce qui concerne l’impôt suisse, pour l’année fiscale començant le 1er janvier 1974 et pour les années fiscales suivantes.
La présente convention demeurera en vigueur sans limitation de temps, mais chacun des Etats contractants pourra, jusqu’au 30 juin de chaque année civile, remettre à l’autre Etat contractant un préavis écrit de dénonciation; dans ce cas, la présente convention cessera d’être applicable:
En Malaisie: en ce qui concerne l’impôt malaisien, à l’année de taxation suivant celle de la dénonciation et aux années de taxation suivantes;
En Suisse: en ce qui concerne l’impôt suisse, à l’année fiscale suivant celle de la dénonciation et aux années fiscales suivantes.
En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés, dûment mandatés à cet effet, ont signé la présente convention.
Fait à Kuala Lumpur le 30 décembre 1974 en deux exemplaires en allemand et en malais, les deux textes faisant également foi.
de Malaisie:
RO 1976 560; FF 1975 I 1009
1 Le texte original allemand est publié, sous le même chiffre, dans l’édition allemande du présent recueil.2 RO 1976 559