Source: http://www.ildirittoamministrativo.net/l-acquisizione-sanante-e-illegittima.htm
Timestamp: 2020-02-17 08:21:15+00:00
Document Index: 102819285

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 76', 'art. 43', 'art. 76']

l'acquisizione sanante è illegittima
la Consulta cancella l'acquisizione sanante
la dichiarazione di PU
occupazione appropriativa e usurpativa
il riparto di giurisdizione in materia espropriativa
L'acquisizione sanante, prevista dall'art. 43 del TU in materia espropriativa DPR n 327 del 2001, costituiva, prima dell'intervento della Consulta, uno strumento con il quale la PA poteva disporre l'acquisto di beni sottoposti a procedura espropriativa illegittima. ome, peraltro, precisato dalla Plenaria n 2 del 2005, anzi, l'acquisizione sanante doveva ormai essere considerata il solo strumento a disposizione della PA per realizzare il treasferimento della proprietà di beni soggetti a procedura espropriativa illegittima. In tal senso doveva ritenersi che, in difetto di un provvedimento di acquisizione sanante, la domanda restituoria del privato non potesse essere paralizzata con il ricorso all'istituto, di matrice giurisprudenziale, dell'occupazione acquisitiva (presupponente, come noto, la dichiarazione di pubblica utilità). Con la sentenza n 293 del 8 ottobre 2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'intero art. 43 del DPR n 327 del 2001, per eccesso di delega ex art. 76 cost, ritenendo trattarsi di strumento innovativo e istituito al di fuori di ogni indicazione o direttiva del legislatore delegante il quale, con la legge di semplificazione del 1999, aveva solo dato mandato al Legislatore delegato di provvedere al riordino delle norme elencate nell'allegato I alla L. n 59 del 2001 che contemplava, quale oggetto, il «procedimento di espropriazione per causa di pubblica utilità e altre procedure connesse: legge 25 giugno 1865, n. 2359; legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Alla luce dell'esame delle norme oggetto della direttiva di riordino, la Corte Costituzionale ha ritenuto che l'introduzione di un meccanismo come quello dell'acquisizione sanante, in disparte la sua dubbia compatibilità con i principi già incidentalmente espressi dalla CEDU con le pronunce critiche con riferimento all'istituto di matrice giurisprudenziale dell'acquisizione sanante, fosse al di fuori di ogni direttiva di delega.
La pronuncia di incostituzionalità della Corte lascia sul tappeto una serie di delicati interrogativi sull'ambito della tutela restitutoria concedibile al privato a fronte di procedimenti espropriativi illegittimi in particolare ove assistiti da una valida dichiarazione di pubblica utilità cui sia seguita l'irreversibile trasformazione del fondo (c.d. occupazione acquisitiva). La questione è quella di stabilire se, ed in che modo, possa essere paralizzata l'istanza restitutoria avanzata dal privato ove l'opera di pubblica utilità sia stata realizzata.
Corte Cost., 8 ottobre 2010, n. 293
Illegittimo l’art. 43 del T.U. espropriazione
E’ costituzionalmente illegittimo - con riferimento all’art. 76 Cost. - l’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità).
I ricorrenti ricordano altresì, come «l’anomalia italiana» abbia formato oggetto anche di una risoluzione interinale, in data 14 febbraio 2007, da parte del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, con cui le Autorità nazionali sono state «incoraggiate» «... a proseguire i loro sforzi e ad adottare rapidamente tutte le misure necessarie addizionali al fine di rimediare in maniera definitiva alla pratica della "espropriazione indiretta"».
1.– Le questioni sollevate dal Tribunale amministrativo regionale per la Campania, con tre distinte ordinanze di contenuto in larga misura coincidente (r.o. n. 114, n. 115 e n. 116 del 2009), riguardano l’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità), con il quale viene disciplinata la «Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico».