Source: http://www.empoli5stelle.com/page/5/
Timestamp: 2014-10-26 05:04:55+00:00
Document Index: 22570729

Matched Legal Cases: ['art 5', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 24', 'sentenza ']

Empoli MoVimento 5 Stelle beppegrillo.it - Part 5
Come già annunciato pubblicamente in Consiglio Comunale abbiamo proceduto a segnalare alla Corte dei Conti di Firenze i nostri dubbi sui profili di illegittimità dell’operazione portata avanti dall’unione dei comuni e dal comune di Empoli sulla gestione dei servizi finanziari.
Segnalazioni analoghe saranno fatte da questo movimento senza dubbio ogni volta sorgerà il dubbio che le pubbliche amministrazioni locali agiscano in modo non conforma alla legge con danno economici alla finanze pubbliche. Spetterà ovviamente alla procura regionale della Corte dei Conti valutare se gli enti in questione abbiano proceduto correttamente o meno.
Questo l’esposto presentato:
Il sottoscritto Gabriele Sani, residente in Empoli, via xxxx xx , nato a Empoli il 28/04/1980, in qualità di Consigliere Comunale del Comune di Empoli in rappresentanza del gruppo denominato Movimento 5 stelle Empoli
Che in data 25 marzo 2013 con determina n. 16 (Allegato 1) il comune di Empoli ha approvato una “Convenzione per l’affidamento al Comune di Empoli delle funzioni di competenza del servizio finanziario all’Unione dei Comuni del Circondario Empolese –Valdelsa”;
Che nelle premesse della delibera si dice che “l’Unione non ha approvato la propria dotazione organica del personale dipendente, e che pertanto in tale fase transitoria si rende necessario dotarsi di una struttura provvisoria per il settore finanziario, onde consentire, per la funzione primaria ed essenziale che tale servizio richiede, il decollo dell’attività dell’ente”;
Che la legge regionale 38/1997 ”Istituzione del Circondario Empolese Valdelsa quale circoscrizione di decentramento amministrativo” ha istituito tale ente la cui operatività è iniziata nell’anno 2000 a seguito della effettiva delega di funzioni da parte della Provincia di Firenze, delega fatta con delibera n°18 del 7/2/2000;
Che sulla base della LRT 40/2001 sono stati sottoscritti tra il Circondario Empolese Valdelsa ed i comuni numerose convenzioni per l’esercizio associato di funzioni, quali ad esempio “sviluppo risorse umane”, “vincolo idrogeologico”, “protezione civile”, “società dell’informazione e della conoscenza”, “assistenza sociale ed integrazione di stranieri, apolidi e nomadi”;
Che il D.L. n. 2 del 25/01/2010 (come modificato dalla legge di conversone), all’art. 1 comma 1 ter ha previsto che “I circondari provinciali esistenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione sono soppressi”;
Che nonostante tale previsione normativa il Circondario Empolese –Valdelsa non è stato soppresso, ma ha continuato a svolgere sia le funzioni delegate dalla Provincia sia le funzioni oggetto di convenzione per la gestione associata con i comuni;
Che con delibera dell’assemblea del Circondario n. 14 del 24 settembre 2012 è stata approvata approvato una revisione statutaria che ha dato luogo all’unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa”;
Che l’art. 52 della LR 68/2011, afferma che “l’ente associativo denominato Circondario Empolese Valdelsa è riconosciuto ad ogni effetto anche quale unione dei comuni”;
Che l’ente Circondario Empolese Valdelsa è stato dotato sin dalla sua istituzione di un proprio servizio finanziario, indispensabile per il funzionamento dell’ente (gestione del bilancio, liquidazione fatture, mandati di pagamento), a cui era (ed è tuttora) preposto un responsabile e che l’attuale Unione dei Comuni ha un proprio regolamento degli uffici e dei servizi che disciplina le attività dei servizi finanziari;
Che l’ente Circondario Empolese Valdelsa nella sua trasformazione in unione dei comuni ha mantenuto il proprio codice fiscale, il servizio di tesoreria, la propria sede legale, il proprio direttore, a dimostrazione che si tratta di una mera odifica di un ente esistente;
Che l’art. 24 della LR 68/2011, afferma alla comma 4, come modificato dall’art. 10, comma 1, L.R. 25 ottobre 2012, n. 59 che “Le unioni di comuni possono stipulare convenzioni tra loro o con singoli comuni ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del TUEL, nonché convenzioni di cui all’articolo 20 con singoli comuni, a condizione che le unioni siano gli enti responsabili dell’esercizio associato” e che pertanto la convenzione tra unione di comuni e comune di Empoli sia illegittima;
Che per lo svolgimento di tale attività è oltretutto previsto che l’unione dei comuni versi al comune di Empoli un rimborso di € 15.000 per “uso del personale” oltre a “trasferimento a titolo di rimborso delle spese sostenute per costi vivi di funzionamento quali cancelleria, stampati, spese postali etc., da rendicontare annualmente”;
a Codesta On.le Procura di accertare se a seguito dei fatti di cui sopra sia o meno prefigurabile a carico degli amministratori del Comune di Empoli e/o dell’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa qualsivoglia responsabilità per danno erariale, avendo deliberato la stipula di una convenzione che all’esponente non risulta necessaria, in quanto prevede l’affidamento ad altro ente di funzioni già esercitate da una propria struttura, con aggravio dei costi e contravvenendo precise disposizione di legge
qualora Codesta On.le Procura lo ritenesse opportuno, di fornire ulteriori precisazioni e riscontri e di essere informato dell’eventuale archiviazione del presente esposto.
Fieri degli scontrini
Politica News, Senza categoria
Leggo con stupore che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle avrebbero la colpa di “perdere tempo a controllare gli scontrini”. Vorrei ricordare a Renzi che purtroppo la maggior parte degli italiani è ormai costretta di questi tempi a controllare tutti i giorni gli scontrini per riuscire a sopravvivere; lo fanno i pensionati con 500 euro al mese, i cassaintegrati, i precari, gli imprenditori in crisi, lo fanno i dipendenti pubblici che hanno il contratto fermo dal 2009, lo fanno le famiglie numerose monoreddito, lo fanno gli esodati e chi perde il lavoro ogni giorno. Credo che solo pochi non lo facciano. Tra questi rientrano i politici e a quanto pare Lei, che a quanto dice la Corte dei Conti non ha problemi di scontrini in quanto i soldi pubblici li ha spesi e li spende senza parsimonia alcuna in viaggi e spese di rappresentanza. Per cui penso che sia importante che lo facciano degli eletti che si sono tagliati lo stipendio, che hanno rinunciato ai rimborsi elettorali e che quindi debbano conservare questa abitudine propria di milioni di italiani e grazie ad essa non perdano il contatto con il mondo reale. Abitudine a quanto pare a Lei sconosciuta, politico figlio di politico che evidentemente non è sfiorato dal grave problema di fare quadrare il bilancio familiare con cui sempre più persone si confronta ogni giorno.
Parco della memoria o la memoria di un parco?
Recentemente durante un confronto televisivo nel consueto Faccia a Faccia di Antenna 5 dedicato al 25 Aprile, l’assessore Balducci ha voluto sottolineare come ai partigiani Remo Scappini e Rita Chiarini non fosse intitolata solo un pezzo di asfalto abbandonato nella zona industriale, ma anche un parco di nuova e recente cotruzione…
Bene, siamo andati a dare un occhiata a questo parco inaugurato come il centro commerciale Coop di via Sanzio nell’autunno del 2007, quindi appena 6 anni fa. Lo stato di abbandono è totale con erba alta, cestini straripanti, mattonelle disassate, ma non solo, sono evidenti anche gravi errori di progettazione ad esempio sulla pista ciclabile che è solcata praticamente ovunque da crepe profonde 10 centimetri.
Le immagini parlano da sole, il parco ha evidenti problemi di deflusso dell’acqua che ristagnando ha distrutto la pavimentazione e lo rende praticamente inservibile in caso di pioggia anche lieve.
123►	Il volantino della discordia
E’ incredibile come anche la politica locale tenti di alzare sterili polemiche per distrarre dall’argomento principale.
Il Giudice di Pace ed il suo mantenimento nell’Empolese-Valdelsa è e resta l’argomento e le nostre amministrazioni ancora non ci hanno fatto sapere in maniera chiara se intendono investire sul territorio questi pochi soldi che serviranno per salvare questo presidio di legalità almeno per un anno.
Venendo alla sterile polemica lanciata dal Sindaco Mori rispondiamo semplicemente che come MoVimento 5 Stelle siamo assolutamente favorevoli ai viaggi della memoria ai campi di concentramento. Auschwitz come impropriamente rimbalzato sulle agenzie di stampa nazionali o più propriamente Mauthausen dove nostri concittadini, come Nedo Nencioni recentemente scomparso, furono deportati.
Una firma per il giudice
E’ fissato per il prossimo 29 aprile il termine ultimo per la richiesta da parte dei Comuni per il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace. A questo punto l’unica possibilità per il Circondario Empolese-Valdelsa di garantire la presenza di questo importante presidio sul proprio territorio è quella di assumersi gli oneri economici per il funzionamento e l’erogazione del servizio (compreso il personale amministrativo), restano a carico del Ministero i compensi dei giudici.
Dopo l’addio, quasi certo ormai, alla sezione del Tribunale, Empoli e tutto il comprensorio rischiano di perdere anche il Giudice di prossimità. Se ciò dovesse veramente accadere di tratterebbe di una perdita grave non solo perché verrebbe meno un presidio di legalità sul territorio che ad Empoli è presente da oltre sette secoli, ma soprattutto perché i cittadini verrebbero privati di un servizio che negli anni è stato erogato in maniera costante nonostante l’aumento dei procedimenti.
Contenzioni quelli dibattuti di fronte al Giudice di Pace sia di tipo civile che penale che ovviamente amministrativo, dalla semplice contestazione di una multa fino ad esempio alle successioni, atti che svolti da un notaio hanno un costo enormemente superiore.
Costi che poi si riverseranno sul cittadino in maniera diretta dovendosi recare a Firenze, oppure in maniera indiretta come spesa o come mancati servizi, basti pensare che in caso di contestazione di una multa due agenti di polizia municipale dovranno recarsi nel capoluogo per testimoniare, questo a spese della collettività.
Quello che comunque più dovrebbe preoccupare da un punto di vista politico è la distanza delle istituzioni dal cittadino che sentendosi meno tutelato anche nel proprio diritto di contestare una contravvenzione perderà inevitabilmente fiducia nelle istituzioni.
Venendo ai costi i Comuni qualora si consorziassero per porre rimedio a quella che potrebbe essere una situazione transitoria, sulla legge 156/2012 che sancisce lo smantellamento degli uffici periferici pesa un procedimento presso la Corte Costituzionale, sarebbero estremamente ridotti. Si parla di 120.000€ che per un territorio da 160.000 abitanti (Montespertoli è giudiricamente su Firenze, ma potrebbe essere l’occasione per accorpare questo servizio) stanno in una piega di bilancio. Costi ulteriormente comprimibili se l’Unione dei Comuni invece di accorpare uffici periferici ed in cronica carenza di personale come quelli di Polizia Municipale iniziasse ad accorpare l’Ufficio Personale, piuttosto che quello Gare.
Come MoVimento 5 Stelle porteremo sul territorio in queste tre settimane che ci separano dal 29 aprile una azione di informazione e raccolta firme.
Empoli: sabato 6, sabato 13 e domenica 14 e sabato 20 in piazza della Vittoria
Montelupo F.no: sabato 6, 13, 20 al mercato settimanale
Vinci: domenica 14 in Piazza della Libertà
Fucecchio: mercoldì 10 mercato centro, sabato 13 mercato Galleno, martedì 16 mercato San Pierino, giovedì 18 mercato Ponte a Cappiano, sabato 20 Piazza Montanelli
Castelfiorentino: sabato 6, 13, 20 al mercato settimanale
Gambassi: martedì 9, 16 mercato settimanale
Certaldo: domenica 21 mercatino antiquariato e artigianato.
A tutta convinzione
Lunedì sera l’assemblea del comune di Empoli ha approvato una convenzione con cui si fa carico di svolgere il servizio finanziario dell’unione dei comuni. Nel dibattito che ha avuto luogo in Consiglio comunale prima della votazione abbiamo espresso contrarietà in quanto tale convezione ci sembra non solo illogica, ma anche illegittima, uno spreco di soldi pubblici e probabilmente inattuabile.
Illogica perché l’unione serve, come dice il nome stesso ad unificare le funzioni dei comuni, se queste funzioni poi l’unione le fa fare ad un comune l’unione stessa non ha più senso.
Illegittima perché la legge regionale 68/2011 all’art. 24 prevede che le unioni possono stipulare convenzioni solo“a condizione che le unione siano gli enti responsabili dell’esercizio associato”, che non avviene in questo caso in quanto il responsabile non è l’unione ma il comune di Empoli.
Uno spreco, perché la convenzione prevede un costo maggiore di 15.000 € (senza rendicontazione!!) più altri costi indefiniti di funzionamento (almeno questi da rendicontare) per fare le stesse cose che prima ogni comune faceva: l’unione dovrebbe servire a ridurre le spese, non aumentarle o spostarla da un ente ad un altro, ed oltretutto non si capisce a cosa sia dovuto tale costo per il comune, visto che la convezione non prevede personale aggiuntivo rispetto all’attuale ma un “costo dell’utilizzo del personale” che non si capisce in che cosa consista (Straordinari? Incentivi?).
Inattuabile perché per farla funzionare è previsto l’utilizzo sia di personale del servizio finanziario dell’ex Circondario, che dovrà essere distaccato presso l’Unione, ma la Provincia non ha ancora firmato l’apposita convenzione ne si sa se e quando lo farà, sia di personale, comandato, distaccato o trasferito dai Comuni facenti parte dell’Unione, presso il servizio finanziario dell’Unione, ma di quale e quanto personale si tratti non si dice.
Paradossale inoltre che l’atto sarà firmato da Luciana Cappelli nella duplice veste di sindaco e di presidente dell’unione: non vi è un conflitto di interessi, visto che si prevede anche un eventuale contenzioso con arbitrato, e quindi assai costoso?
Per tutti questi motivi manderemo nei prossimi giorni la delibera in questione all’attenzione della corte dei conti regionale perché verifichi l’eventuale illegittimità e presenza di danno erariale.
Salvare il giudice di pace
Occorre fare tutto il possibile per salvare il giudice di pace, in quanto rappresenta un servizio essenziale per un territorio vasto come quello dell’Empolese Valdelsa.
Poiché le soluzioni disponibili che passano attraverso l’intervento dello Stato richiederanno sicuramente molto tempo, specie in questo momento politico confuso, si auspica l’intervento direttamente da parte dei comuni, anzi dell’Unione dei Comuni, in quanto ente che potrebbe intervenire in modo ottimale per un servizio che è nell’interesse di tutti i comuni mantenere. Almeno in via provvisoria fino alla decisione finale da parte del ministero. Altrimenti una volta perso l’ufficio del giudice di Pace sarà difficile farlo tornare.
Per quanto riguarda la sede attuale costa circa 40.000 €, ma potrebbe essere spostata nel palazzo ex poste (in posizione ideale accanto alla stazione ed al capolinea bus), che il comune ha comprato e per il quale non ha trovato alcun utilizzo né alcun compratore.
Per quanto riguarda il personale, si dovrebbe verificare la possibilità di distaccare qualcuno o dai comuni o dall’unione dei comuni, in quanto in virtù dell’unificazione dei servizi dovrebbe esserci personale in esubero.
Risolti i problemi di sede e personale, le spese di utenze e computer non dovrebbero essere così rilevanti tali da fare rinunciare ad una presenza importante per un bacino di 175.000 abitanti come quello dell’unione dei comuni. E darebbe anche un senso a questo nuovo ente che ad oggi pare non averne.
La finta unione dei comuni mette i servizi a rischio
Per stabilire se si tratti di un ente fasullo oppure di una vera e propria truffa non abbiamo gli elementi per deciderlo (anche perché questo MoVimento è stato poco democraticamente tenuto fuori dal Consiglio dell’Unione dei Comuni).
Sta di fatto che ad oggi le funzioni che dovrebbe svolgere (polizia municipale, sociale e protezione civile), l’Unione non le svolge, ovvero fa finta di svolgerle.
I Vigili urbani e gli altri addetti a questi servizi sono ancora assegnati e pagati dai rispettivi Comuni. Lo stesso vale per i locali che utilizzano o sono di proprietà comunale o l’affitto lo pagano i Comuni, gli autoveicoli e le spese di gestione (utenze, cancelleria ecc.), tutto insomma.
Di fatto l’Unione ci mette solo il logo e poco altro.
Però incassa oltre € 100.000 dalla Regione per avere fatto questa operazione di facciata e vorremmo sapere se la regione controlla qualcosa o paga sulla fiducia.
Premesso ciò ci risulta che l’Unione dei Comuni non sia in grado da almeno 3 mesi (quindi da quando è nata dalle ceneri del Circondario) di pagare i propri fornitori mettendo sia in difficoltà numerose imprese locali, che da mesi non riscuotono, sia a rischio molti servizi anche essenziali, come la manutenzione delle scuole, delle strade, il trasporto pubblico, il servizio dei vigili urbani i cui mezzi sono ormai quasi a secco.
La società Falaschi è il caso emblematico: dopo che i dipendenti che lavorano per i Comuni hanno ricevuto il loro stipendio quelli che lavorano per l’Unione non riscuotono dal mese di novembre.
L’unico che ad oggi riscuote regolarmente è il direttore dell’unione stessa, il cui stipendio evidentemente è più importante dei servizi pubblici.
Chiederemo pertanto con una interrogazione al Sindaco di Empoli se è a conoscenza dei problemi che affliggono questo neonato ente e come intende agire per porvi rimedio.
Sicurezza sul Lavoro: Nero QB
L’articolo 14 del decreto è dedicato a “disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”.
Analizziamo alcuni punti dell’articolo in modo critico.
comma 1 - Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare … omissis … possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro … omissis …
Io mi chiedo: perché questi parametri?
Cioè la mia domanda è posta da un punto di vista “provocatorio” (come al solito).
Ipotizziamo di entrare in una azienda (o in un Cantiere Temporaneo o Mobile) dove ci siano a lavorare meno di due lavoratori irregolari (nero) su dieci. Tale procedimento prevede solo (si fa per dire) la messa a norma della ditta (VDR) e la regolarizzazione del lavoratore da un punto di vista contributivo. Sommando, ovviamente, la sanzione amministrativa.
Mentre, nel caso di due o più di due, si procede a quanto previsto nel comma 1 (ricordiamo comunque la discrezionalità a procedere dell’organo di vigilanza).
Mi domando: perché questa distinzione?
Se il lavoro irregolare viene ritenuto causa per una sospensione di una attività imprenditoriale: come mai fare tale distinzione (addirittura in percentuale)?
Mi dispiace ammetterlo, ma anche in questo caso non vedo altro che una motivazione meramente politica, che niente a che vedere con la prevenzione o la protezione dei lavoratori e tanto meno con l’applicazione in generale della normativa sulla sicurezza.
Sarebbe come ammettere e legalizzare (cosa che di fatto è avvenuta) il lavoro a irregolare in quota parte.
Ben poco contano le riserve di coloro che invocano comunque alla presenza di una sanzione ammnistrativa e alla assunzione coatta. Cosa che mi sembra di gran lunga diversa rispetto alla sospensione dell’attività imprenditoriale prevista dal comma 1.
Diciamocela tutta senza riserve alcuna. L’azione politica valutata dal legislatore è chiara ed evidente: ammorbidire la pillola.
Da un lato si fa vedere il bastone, ma da l’altro (stringendo l’occhiolino) si fa vedere il percorso con la scritta exit.
C’è sempre una volontà politica di far vedere da un lato il rigore nella norma, ma da l’altro c’è sempre una frase, un paragrafo, dove si scopre la scappatoia con cui si può continuare a fare quello che si è sempre fatto fino al giorno prima.
comma 1 - In attesa della adozione del … omissis …, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sono quelle individuate nell’Allegato I. Si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di prescrizione dell’organo di vigilanza ottemperata dal contravventore o di una violazione accertata con sentenza definitiva, lo stesso soggetto commette più violazioni della stessa indole. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse individuate … omissis …
Adesso c’è da fare una riflessione.
Premesso che il famoso decreto che individuava correttamente le varie violazioni lo stiamo ancora aspettando, c’è da dire che l’allegato I qualche cosa dice.
Individua a “braccio” quelle che sono sicuramente le violazioni più evidenti e “clamorose” sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Una per tutte: mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi.
E’ bene dire che per motivi di lavoro, spesso mi capita di andare in aziende dove la Valutazione dei Rischi neanche sanno cosa sia.
Si stima che solo il 50% delle aziende sul territorio nazionale abbia fatto una “sorta” di Valutazione dei Rischi; e un 20% abbia adottato una vera e propria Valutazione dei Rischi efficace e corrispondente alle linee guida (UNI-INAIL SGSL e OHSAS 18001). Questa mancanza di applicazione della norma costa al nostro paese circa più 40 miliardi di euro l’anno (fonte Eurispes, Rapporto Italia 2010). Nel 2008, gli infortuni sul lavoro sono stati 874.940 (37 ogni 1.000 occupati). Considerando un costo per singolo infortunio di circa 50.000 euro, i costi economici e sociali hanno superato i 43,8 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil italiano dello stesso anno.
Vi lascio con queste cifre per riflettere su significato politico (perché di scelte politiche si tratta) di “manovra fiscale”.
Le notizie apparse sulla stampa in questi giorni hanno dell’incredibile. Una persona con problemi psichici, senza reddito in quanto non abbastanza gravi da avere una pensione di invalidità, disoccupata, che vive grazie ai vicini che gli portano da mangiare ha un avviso di sfratto non da un privato ma dal comune di Montelupo? E vero che i servizi sociali invece di aiutare minacciano di togliere la potestà del figlio perché non ci sono i mezzi di sussistenza. È possibile che tutto questo accada nel centro della Toscana?
Possibile che ad un disoccupato siano chiesti 200€ al mese di affitto quanto la media per gli alloggi popolari è di 40€? Possibile che lo stesso non abbia le agevolazioni previste in questi casi per il figlio (mensa scolastica, scuolabus) perché abita in una casa popolare? Il comune ritiene che ciò sia un indicatore di ricchezza o di privilegio? La casa è un diritto se si hanno i requisiti, che non toglie altri diritti che si hanno sulla base del reddito.
Sono queste le politiche sociali della sinistra per di più da parte di candidati al parlamento? Le promesse le conosciamo ma i fatti sono questi.
E proprio questo che vogliamo combattere dicendo “nessuno deve restare indietro”.
Vista la situazione lo sfratto in un tale contesto è quasi un “istigazione al suicidio” per una persona psicologicamente fragile.
Faremo di tutto perché questa situazione non abbia un esito tragico e non far si che un comune di sinistra dia un’altra coltellata a Bersani come nel caso del disoccupato Trapanese. Pages ... 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Cerca in questo blog
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