Source: https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/it/web/guest/conciliazione-giudiziale
Timestamp: 2019-06-18 10:35:47+00:00
Document Index: 76030967

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 48', 'sentenza ', 'art. 48', 'art. 17', 'art. 48', 'art. 48']

Giustizia Tributaria - Conciliazione giudiziale
La conciliazione giudiziale, come modificata dall’art. 9, comma 1, lett. s), t) del D.lgs. n° 156/2015, è il mezzo attraverso il quale il contribuente può definire, in tempi brevi, un contenzioso, già in atto o anche solo potenziale, godendo di una riduzione delle sanzioni amministrative, variabile in base al grado di giudizio in cui si perfeziona.
La disciplina della conciliazione è contenuta negli articoli articolo 48 (conciliazione fuori udienza), 48 bis (conciliazione in udienza) e 48 ter (definizione e pagamento delle somme dovute).
La conciliazione fuori udienza (art. 48, D. Lgs. n° 546/92).
Tale fattispecie presuppone la presentazione di una istanza congiunta sottoscritta personalmente dalle parti o dai difensori, per la definizione totale o parziale della lite. Qualora la data di trattazione è già fissata, provvede la Commissione che, verificata la sussistenza delle condizioni di ammissibilità, dichiara con sentenza la cessazione della materia del contendere. Se l’accordo è parziale, la Commissione provvede per tale parte con ordinanza, procedendo alla ulteriore trattazione della causa. Nel caso in cui la data di trattazione non è ancora fissata, provvede il presidente della sezione con decreto.
La conciliazione in udienza (art. 48 bis, D. Lgs. n° 546/92).
Tale fattispecie può essere proposta :
da ciascuna delle parti entro dieci giorni liberi prima della data di trattazione, riferibile sia al primo che al secondo grado, con istanza di trattazione in pubblica udienza;
dalla commissione in udienza la quale, sussistendo le condizioni di ammissibilità, invita le parti a conciliarsi, rinviando eventualmente la causa alla successiva udienza per il perfezionamento dell’accordo.
l'estensione della conciliazione ai giudizi pendenti in secondo grado;
la possibilità di conciliare le controversie che ricadono nell'ambito di applicazione dell'istituto del reclamo/mediazione di cui all'articolo art. 17 bis, D. Lgs. n° 546/92, cioè le cause tributarie di valore non superiore a 20.000,00 euro, e quelle relative al classamento e all’attribuzione della rendita catastale, anche se di valore indeterminabile, instaurate a seguito di rigetto dell'istanza di reclamo ovvero di mancata conclusione dell'accordo di mediazione;
l’estensione dell’istituto alle controversie sorte a seguito di diniego espresso o tacito di rimborso. I novellati comma 4 dell’art. 48 e comma 3 dell’art. 48 bis, infatti, prevedono ora, rispettivamente, che l’accordo conciliativo e il processo verbale costituiscono “titolo per la riscossione delle somme dovute all’ente impositore e per il pagamento delle somme dovute al contribuente”;
il perfezionamento dell’accordo conciliativo non più con il versamento dell'importo, ma con la sottoscrizione dell'accordo conciliativo o del processo verbale.
il versamento delle somme dovute o, in caso di versamento rateale, della prima rata, va effettuato entro venti giorni dalla data di sottoscrizione dell'accordo o di redazione del processo verbale. Gli importi dovuti a titolo di conciliazione devono essere diminuiti delle eventuali somme versate dal contribuente a titolo di iscrizione provvisoria.
in caso di rateazione il contribuente potrà optare per il versamento di massimo otto rate trimestrali, elevate a sedici per importo maggiori di cinquanta mila euro, a seguito del rinvio operato dall'articolo 48 ter, comma 4, del D. Lgs. n° 546/92 all'articolo 8 del D. Lgs. n° 218/97;
le sanzioni amministrative si applicano nella misura del 40% e nella misura del 50% del minimo previsto dalla legge, se la conciliazione si perfeziona rispettivamente nel primo e nel secondo grado di giudizio.