Source: https://renatodisa.com/2015/12/30/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-21-dicembre-2015-n-50139-in-tema-di-circonvenzione-di-incapace-nella-nozione-di-deficienza-psichica-di-cui-allart-643-c-p-che-ricomprende-qualsias/
Timestamp: 2018-11-17 05:36:17+00:00
Document Index: 111050778

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.643', 'art. 643', 'sentenza ', 'art.643', 'art. 643']

Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 dicembre 2015, n. 50139. In tema di circonvenzione di incapace, nella nozione di "deficienza psichica" di cui all'art.643 c.p., che ricomprende qualsiasi minorazione della sfera volitiva ed intellettiva che agevoli la suggestiona biIità della vittima e ne riduca i poteri di difesa contro le altrui insidie. La prova dell'induzione non deve necessariamente essere raggiunta attraverso episodi specifici, ben potendo essere anche indiretta, indiziaria e presunta, cioè risultare da elementi gravi, precisi e concordanti come la natura degli atti compiuti e l'incontestabile pregiudizio da essi derivato. Ai sensi del tenore letterale dell'art. 643 c.p., il pregiudizio dell'atto può attingerne tanto l'autore (colpito dalla menomazione inferta alla propria libertà di testare) quanto altri ed è innegabile l'idoneità pregiudizievole, verso i successibili legittimi, del testamento che istituiva come erede universale l'odierno ricorrente - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Successioni/Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 21 dicembre 2015, n. 50139. In tema di circonvenzione di incapace, nella nozione di “deficienza psichica” di cui all’art.643 c.p., che ricomprende qualsiasi minorazione della sfera volitiva ed intellettiva che agevoli la suggestiona biIità della vittima e ne riduca i poteri di difesa contro le altrui insidie. La prova dell’induzione non deve necessariamente essere raggiunta attraverso episodi specifici, ben potendo essere anche indiretta, indiziaria e presunta, cioè risultare da elementi gravi, precisi e concordanti come la natura degli atti compiuti e l’incontestabile pregiudizio da essi derivato. Ai sensi del tenore letterale dell’art. 643 c.p., il pregiudizio dell’atto può attingerne tanto l’autore (colpito dalla menomazione inferta alla propria libertà di testare) quanto altri ed è innegabile l’idoneità pregiudizievole, verso i successibili legittimi, del testamento che istituiva come erede universale l’odierno ricorrente
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-12-30T16:28:35+00:0030 dicembre 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Successioni|0 Commenti