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Timestamp: 2019-06-26 21:08:45+00:00
Document Index: 179719515

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 4']

Quando viene negata l’autorizzazione paesaggistica. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Quando viene negata l’autorizzazione paesaggistica.
ottobre 30, 2018 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
Pronuncia particolarmente interessante da parte del T.A.R. Toscana sul diniego di autorizzazione paesaggistica.
La sentenza T.A.R. Toscana, Sez, III, 6 settembre 2018, n. 1168 ha indicato gli ambiti e l’ampiezza necessaria della motivazione del diniego di autorizzazione paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), stante l’obbligo generale di motivazione degli atti amministrativi (art. 3 della legge n. 241/1990 e s.m.i.).
Così si è espresso il Giudice amministrativo toscano: “la motivazione del diniego dell’autorizzazione paesaggistica deve contenere una sufficiente esternazione delle specifiche ragioni per le quali si ritiene che un’opera non sia idonea a inserirsi nell’ambiente, attraverso l’esame delle sue caratteristiche concrete e l’analitica individuazione degli elementi di contrasto con il vincolo da tutelare (per tutte, da ultimo cfr. Cons. Stato, sez. VI, 29 maggio 2018, n. 3207; id., 6 marzo 2018, n. 1424)”.
Particolarmente puntuale dev’essere la motivazione nel caso di progetti di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile, visto il favor legislativo in materia: “a maggior ragione puntuali e analitiche debbono essere le ragioni del diniego, qualora l’autorizzazione richiesta riguardi la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nei cui confronti l’ordinamento esprime un chiaro favor (l’art. 12 del d.lgs. n. 387/2003 qualifica di pubblica utilità le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili; l’art. 11 del d.lgs. n. 28/2011 stabilisce l’obbligo di integrare le fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, come già l’art. 4 co. 1-bis del d.P.R. n. 380/2001). … la valutazione richiesta ai fini della tutela del vincolo paesaggistico non può ridursi all’esame della ordinaria contrapposizione interesse pubblico/interesse privato e deve farsi carico della complessità degli interessi pubblici coinvolti (così Cons. Stato, sez. VI, 23 marzo 2016, n. 1201)”.
Motivazioni adeguatamente esplicitate, quindi, per la tutela del paesaggio nel caso delle energie rinnovabili.
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 12 ottobre 2018
TAR Toscana Sez. III n.1168 del 6 settembre 2018
Beni Ambientali. Diniego di autorizzazione paesaggistica.
La motivazione del diniego dell’autorizzazione paesaggistica deve contenere una sufficiente esternazione delle specifiche ragioni per le quali si ritiene che un’opera non sia idonea a inserirsi nell’ambiente, attraverso l’esame delle sue caratteristiche concrete e l’analitica individuazione degli elementi di contrasto con il vincolo da tutelare. A maggior ragione puntuali e analitiche debbono essere le ragioni del diniego, qualora l’autorizzazione richiesta riguardi la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nei cui confronti l’ordinamento esprime un chiaro favor
01168/2018 REG.PROV.COLL.
01755/2016 REG.RIC.
I signori Alfredo Anichini e Daniela Brogi impugnano il diniego, da parte del Comune di Lucca, dell’autorizzazione paesaggistica richiesta relativamente all’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell’abitazione di loro proprietà, ubicata in area vincolata nella frazione di Sesto di Moriano.
La motivazione dell’impugnato diniego di autorizzazione paesaggistica rinvia per relationem al presupposto parere della commissione comunale per il paesaggio, la quale si è espressa in senso contrario alla realizzabilità di un impianto fotovoltaico sulla copertura dell’abitazione di proprietà dei ricorrenti in quanto “entrambe le falde risultano visibili dalla viabilità pubblica alterando le visuali panoramiche che si aprono da e verso il contesto circostante ed il paesaggio collinare”. Il parere della commissione ha trovato esplicita conferma nel successivo preavviso di diniego formulato dalla competente Soprintendenza, parimenti richiamato dal provvedimento finale.
Il rilevato difetto motivazionale comporta l’annullamento degli atti impugnati e il riavvio del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione richiesta, al quale le amministrazioni intimate attenderanno conformandosi alla presente decisione.
depositata in Segreteria il 6 settembre 2018
(foto A.C., E.R., S.D., archivio GrIG)
Categorie:biodiversità, difesa del territorio, energia, energia solare, giustizia, Italia, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale Tag:autorizzazione, diniego, energia, energia solare, fonti rinnovabili, giustizia, Gruppo d'Intervento Giuridico, motivazione, obbligo di motivazione, paesaggio, pianificazione, sentenza, società, sostenibilità ambientale, T.A.R. Toscana
ottobre 31, 2018 alle 10:44 am
I comuni e i loro uffici si comportano spesso da burocrati e/o incompetenti, con tempi e spese inutili e “a danno” dei cittadini .. In un caso simile io non chiederei nemmeno l’autorizzazione, ci sono già “leggi a monte” che fanno superare questa pratica e tutte le conseguenze del caso trattato. E il danno al cittadino che poteva aver già installato i pannelli.. chi lo paga?
La Laguna dei rifiuti, fra Codevigo e Chioggia. Gasdotti e pinocchi.