Source: http://www.liciatroisi.it/2012/07/16/quis-costodiet-ipsos-custodies/
Timestamp: 2013-06-19 14:39:52+00:00
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Quis costodiet ipsos custodes? | Licia Troisi | Il Sito Ufficiale
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16 luglio 2012, 12:12.	In questi giorni sono uscite due sentenze che cercano di mettere un punto alle vicende del G8 di Genova. Sarà stato un caso, o forse, se vogliamo fare dietrologia, un bell’esempio di cerchiobottismo, ma quasi in contemporanea abbiamo una sentenza definitiva sui fatti della scuola Diaz e sulle devastazioni alla città da parte dei manifestanti. Non mi dilungo separatamente sulle due sentenze; quel che mi interessa qui è considerarle insieme, giustapporle, se volete.
Ricordiamoci solo che se decidiamo che una persona in divisa, per il solo fatto di indossarla, è autorizzato a fare qualsiasi cosa, non dobbiamo lamentarci se sotto quel manganello un giorno ci finiremo noi. E ci finiremo, perché questa strada porta da una sola parte, dritta e senza curve. Ci sono tanti piccoli segnali. Questo, il caso Aldrovandi, quello Cucchi. Un bel momento il nostro corpo finisce nelle mani dello stato, e improvvisamente non siamo più tutelati. È questo il mondo in cui volete vivere? 12 Tags: G8 Genova 2001, invettive, Scuola Diaz	12 risposte a Quis costodiet ipsos custodes?
giulia scrive:	25 luglio 2012 alle 17:46	Preciso: per il sistema penale italiano la prescrizione avviene entro 5 anni dalla commissione del reato, se non è intervenuto alcun atto interruttivo; questo per i reati meno gravi. Per i reati ritenuti più gravi la prescrizione interviene entro i 10 anni senza atti interruttivi.
I reati di lesioni si prescrivono al di là del grado, entro 7 anni e mezzo dalla commissione e questo è il termine massimo.
I tre gradi di giudizio non c’entrano in alcun modo con la prescrizione. Questa dipende esclusivamente dal tempo trascorso prima della sentenza definitiva.
La sentenza di Cassazione è solo il grado di diritto e non di merito.
Quello che veramente spaventa è che in Italia (il codice di procedura penale è del 1989, entrato in vigore nel 90) tutto si prescrive, anche i reati di strage.
Infine anche il codice penale è stato nel tempo riformato, non c’è quasi più nulla dell’epoca del ventennio.
Rispondi	Marta scrive:	20 luglio 2012 alle 08:18	Le pene degli agenti sono inferiori a quelle dei manifestanti perche’ non si tratta dei poliziotti che hanno compiuto gli abusi all’ interno della scuola, ma dei loro capi, responsabili delle azioni dei loro sottoposti, ma non presenti fisicamente all’ interno della scuola, gli esecutori materiali dei pestaggi son quelli che han ricevuto la sentenza di prescrizione. Il problema maggiore della giustizia italiana e’ il fatto, unico al mondo (!), che si ha la prescrizione se non si raggiunge la sentenza definitiva entro il terzo grado di giudizio, mentre negli altri sistemi giudiziari la prescrizione si ha nel caso in cui non si sia giunti a sentenza entro il primo grado di giudizio. Questo rende ogni processo eterno, ognuno si appella ad ogni sentenza nella speranza della prescrizione, con processi lunghissimi e costi inutili. Nel caso specifico gli esecutori dei pestaggi non hanno ricevuto alcuna condanna altra lacuna nel sistema penale italiano, e’ la mancanza del reato di tortura, gli eventi all’ interno della Diaz sono stati violenze fisiche e psicologiche compiute da autorita’ su cittadini, quindi torture, ma sono stati perseguiti come lesioni non esistendo il reato specifico. Andrebbe riformato il sistema giudiziario, per altro basato su codici risalenti all’ epoca fascista!
Grazie per le tue riflessioni, mi stimoli sempre ad un’ informazione non passiva!
Rispondi	Tommaso scrive:	17 luglio 2012 alle 16:18	Scusami, Licia, ma c’è da correggere il titolo. È “custodes”, non “custodIes”. Sono sicuro che sarà stata una svista. Riflessione illuminante, comunque.
Rispondi	Licia scrive:	18 luglio 2012 alle 09:49	Grazie, corretto.
Giulia scrive:	17 luglio 2012 alle 13:33	é proprio questo che non bisogna fare: farsi giustizia da sè.
Si diventa vulnerabili perchè a quel punto tutti, anche “gli altri”, sarebbero giustificati nel divenire giustizieri.
Un vecchio adagio recita “se vuoi cambiare il sistema entraci dentro e cambialo, prima che lui cambi te” anche nelle piccole cose! Sursum .
Rispondi	Gabby scrive:	16 luglio 2012 alle 14:40	Ovviamente non è questo il mondo in cui vogliamo vivere, ma cosa si deve fare per cambiare le cose? Qui bisognerebbe cambiare l’intero “Sistema Italia”… la tua riflessione aprirebbe spunti di discussione su diecimila temi diversi, perchè evidentemente non è solo un problema di giustizia. Se però vogliamo rimanere in tema di giustizia, la mia opinione è che ormai tanto vale ritornare a farsi giustizia da sè. Tanto se proprio “le devo prendere” (perchè, sì, ci finiremo anche noi sotto un manganello di questo passo) preferisco prenderle con soddisfazione.
Rispondi	Playrom scrive:	16 luglio 2012 alle 14:26	Bo secondo me sn entrambe cose sbagliate, nn si può assolvere nessuno..tu tizio che mi rompi le scatole e rovini una città e scagli pietre contro la polizia(ovvero lo stato) meriti di stare in carcere per un paio di anni così ti calmi un po’ e nn uccidi nessuno con le tue manifestazioni. Per quanto riguarda la scuola diaz, il problema è che nn si sono mai trovate prove di un motivo per fare quellinvasione quindi ovviamente le condanne anche li erano meritate…però fondamentalmente quei 3 giorni sono da dimenticare, non sono degni del nostro paese, meritavano tutti i violenti di pagare, non 20-30 tra poliziotti e manifestanti perché questi pazzi non solo creano problemi alla nazione ma fecero anche oscurare i motivi , giusti o sbagliati non lo so, delle proteste pacifiche organizzate in quei giorni..
Rispondi	Valberici scrive:	16 luglio 2012 alle 13:38	Si, è questo il mondo in cui molti vogliono vivere. E dei tuoi/miei ragionamenti non gliene frega nulla, perchè ci sono loro e ci sono gli altri. E gli altri sono pericolosi, fanno paura. Invece il poliziotto lo capiscono, e sono convinti che li difenda dagli altri. Cosa vuoi che gli importi se gli altri vengono picchiati e torturati? E se magari muoiono di sete in mezzo al mare, beh, meglio, e poi chi glielo aveva detto di venire qui?
Quindi la sola cosa che dobbiano fare è decidere con chi stiamo. Io sto con gli altri.
Rispondi	Licia scrive:	16 luglio 2012 alle 13:57	Io penso invece che molti semplicemente non hanno avuto modo di vedere le cose da un’altra prospettiva, si sono sentiti raccontare per dieci anni che a Genova era pieno di black block, qualsiasi cosa siano, e che la polizia ha sempre ragione. A me basta istillare il dubbio in queste persone; in genere è quella la scintilla che fa cambiare le cose.
Valberici scrive:	16 luglio 2012 alle 14:16	Un tempo lo pensavo anch’io. Adesso credo che non siano molti ma pochi quelli che avranno dei dubbi, molto pochi. Ma la cosa non mi spaventa, tutte le rivoluzioni le hanno iniziate i pochi, i molti son sempre stati a guardare. E comunque penso che post come questo siano molto utili, non solo per chi ha bisogno di una scintilla. E’ sempre di grande aiuto e conforto sapere che qualcuno la pensa come te.
Alessandro scrive:	16 luglio 2012 alle 12:31	Si scrive “cerchiobottismo” e non “cerchiobbotismo”…
Rispondi	Licia scrive:	16 luglio 2012 alle 13:55	grazie, corretto Lascia un Commento Annulla risposta