Source: http://newmicro.altervista.org/?p=7308
Timestamp: 2020-07-07 12:49:12+00:00
Document Index: 113838297

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 27', 'art. 2236', 'art.18', 'art. 7', 'art. 7', 'art.41']

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Lacascata dei buoni sentimenti nei confronti dei sanitari è sotto gli occhi di tutti. Che produca un cambiamento vero è il tema che i sanitari stanno aspettando, dalle diverse collocazioni giuridiche, ai nuovi modelli organizzativi, in modo da riportare i medici e i sanitari e non chi governa il sistema, a decidere sulle necessità del malato e sulle loro professioni, come dettato dall’Art.32 della Costituzione, che riconosce nella tutela della salute non solo un “diritto dell’individuo”, ma anche un ”interesse della collettività“.
Bisogna partire da un dato oggettivo: i deceduti COVID sono stati medici, infermieri e pazienti. Pertanto i loro famigliari hanno il sacrosanto diritto di veder accertate eventuali responsabilità, di ogni tipo, sulla base della Costituzione, più esattamente dell’art. 24, comma 1, il quale prevede che “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi” e dell’ art. 27, comma 1, il quale stabilisce che “La responsabilità penale è Personale”.
Il pericolo paventato è che si assista a un’ondata di procedimenti penali, civili e amministrativi, nei confronti di ASL, Aziende Ospedaliere e medici, dagli esiti imprevedibili, economicamente parlando. Premettendo che a medici ed infermieri deceduti dovrebbe essere attribuito lo status di “vittime del dovere” (con l’applicazione ai loro famigliari dei benefici previsti), va precisato che per il “COVID-19” non esistevano raccomandazioni o linee guida definite e pubblicate, né buone pratiche clinico-assistenziali.
Va chiesta per limitare la responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie, l’applicazione dell’art. 2236 del codice civile (Responsabilità del prestatore d’opera), ovvero “Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave”, calzante al “Coronavirus”, ancora oggetto di studio e di contrastanti trattamenti terapeutici. Giova ricordare anche il significato di “colpa grave”: trattasi dell’errore inescusabile, ovvero della mancata applicazione delle cognizioni generali e fondamentali attinenti alle professioni sanitarie.
Diverso il caso delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, dove è più difficile sostenere la tesi esposta per i sanitari, anche perché in molte circostanze si è assistito alla palese violazione del D.Lgs. n. 81/08 (Testo Unico sulla Salute e Art. 32 Cost., posto che questo tutela la salute non solo come “diritto dell’individuo”, ma anche come “interesse della collettività e “sicurezza sul Lavoro”), più precisamente dell’art.18 (Obblighi del datore di lavoro e del dirigente), comma 1, lett. D), che prescrive che “Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’ articolo 3, e i dirigenti, devono… fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale …”.
Non si può dimenticare che medici ed infermieri sono stati a volte mandati allo sbaraglio senza DPI (guanti, mascherine, occhiali o visiere, camici monouso). Interviene anche la Legge 8 marzo 2017 n.24 (cosiddetta Legge Gelli-Bianco), che all’ art. 7 (Responsabilità civile della struttura e dell’ esercente la professione sanitaria), comma 5, statuisce che “Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme imperative ai sensi del codice civile”. Ciò significa che le disposizioni dell’ art. 7 costituiscono norme inderogabili ai sensi del codice civile, ovvero devono sempre essere osservate e sono poste a tutela di un interesse generale.
Il D.Lgs.81/2008 riveste fondamentale importanza nel contesto della sicurezza sul lavoro e richiama inevitabilmente una figura professionale, quella del Medico Competente. Proprio a tale figura è dedicata la circolare del Ministero della Salute del 29 aprile 2020, con le indicazioni di comportamento legate alla pandemia: eclatante che per i lavoratori COVID+ venga sottolineato che non si applica il termine previsto dall’art.41, c. 2 lett. e-ter (60 giorni di assenza precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute).
Proprio tale Circolare propone una soluzione al problema che va però attuata in ogni singola Azienda, specie se “Socio-sanitaria”, come siamo oramai abituati a dire. L’associazione Nazionale Medici d’Azienda e Medici Competenti ha sposato la visione della Circolare ministeriale, con il suo “vademecum” apportando chiare indicazioni delle cose da fare per accompagnare i lavoratori a prendersi cura della propria salute, in sicurezza.
Reso disponibile in rete in recepimento delle Circolari ministeriali del 29 aprile, sicuramente fornisce indicazioni operative per il Medico Competente nella Fase 2: può essere utile non solo per gli addetti ai lavori, ma anche a chi è interessato alle questioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro. Il Medico Competente è chiamato ad inserirsi attivamente nell’attuale situazione, collaborando nella definizione di ogni elemento di carattere procedurale, organizzativo e tecnologico, che ogni impresa intenda progettare per il “dopo Covid”, specie se sanitaria.
Il contributo insostituibile chiesto al Medico Competente è quello di fornire una valutazione razionale in merito a “se e quando” un lavoratore, che ha un proprio profilo di rischio legato alle sue caratteristiche individuali, può riprendere il lavoro in ragionevole sicurezza, nella specifica propria situazione lavorativa che, a sua volta, ha un proprio profilo di rischio. Col suo parere risponde quindi alla domanda se il profilo di rischio del lavoratore è compatibile con quello associato al suo lavoro.
Il Vademecum si pone l’ambizioso obiettivo di fornire al Medico Competente linee di indirizzo metodologiche, accompagnate da riferimenti bibliografici e qualche strumento operativo (come la valutazione dei mezzi di trasporto per raggiungere il posto di lavoro) per poter svolgere, in modo professionalmente corretto ed al meglio delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche, il proprio ruolo ed i propri compiti in questa fase eccezionale della vita sociale e lavorativa.
Il “niente sarà più come prima” è solo un “mantra” se non riconosce che il lavoro è valore fondante di quella sanità pubblica che oggi tutti “a parole” vogliono salvaguardare, che si fonda sul lavoro dei medici e dei sanitari ai quali va riconosciuto un ruolo centrale. Fino a ieri, sul lavoro dei medici e dei sanitari, vivevano in tanti e decidevano tutti, tranne loro. Ma se la Politica vuole rispettare l’impegno (fino al sacrificio) messo in campo dai cosiddetti “angeli” per affrontare lo tsunami che si è riversato sugli ospedali e sulla sanità, deve restituire l’autorità sul lavoro a chi il lavoro lo fa.
Per rimediare alla attuale alienazione del lavoro rispetto al prodotto “tutela della salute”, bisogna riconoscere a medici e sanitari un ruolo ed un potere per superare l’attuale condizione di prestatori d’opera, anonimo fattore produttivo, svilito nella sue funzioni sociali, burocratizzato, impoverito, dal punto di vista numerico e retributivo. Il Medico Competente e la sua attività saranno il primo indicatore improprio, della volontà e disponibilità al cambiamento delle Aziende. Una concreta risposta alle promesse fatte in tempo “d’emergenza”.
Ministero della Salute – Circolare del 29 aprile 2020 – Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività (in PDF allegato).
Associazione Nazionale Medici d’Azienda e Medici Competenti – COVID -19 Fase 2 – Accompagnare il lavoratore al rientro al lavoro. Vademecum del Medico Competente Rev. 0 – Versione 28/04/2020 (in FlipBook allegato)
Ministero della Salute – Circolare del 29 aprile 2020 – Indicazioni per la rimodulazione delle misure contenitive di fase 2 in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre, nell’ottica della ripresa del pendolarismo, nel contesto dell’emergenza da SARS-COV-2 (in PDF).
Old Med & COVID http://newmicro.altervista.org/?p=7233
Ministero della Salute – Circolare del 29 aprile 2020 – Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività (Pdf)
Ministero della Salute – Circolare del 29 aprile 2020 – Indicazioni per la rimodulazione delle misure contenitive di fase 2 in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre, nell’ottica della ripresa del pendolarismo, nel contesto dell’emergenza da SARS-COV-2 (Pdf)
Associazione Nazionale Medici d’Azienda e Medici Competenti – COVID -19 Fase 2 – Accompagnare il lavoratore al rientro al lavoro. Vademecum del Medico Competente Rev. 0 – Versione 28/04/2020 (Pdf-FlipBook)