Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/11/lieve-inadempimento-non-retroattivo.html
Timestamp: 2018-07-22 14:43:57+00:00
Document Index: 68701592

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 36', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art.2', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 2']

Il lieve inadempimento dei debiti tributari non è retroattivo | Commercialista Telematico
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.26632 del 9 novembre 2017, n. 26631 ha ritenuto che il lieve inadempimento, introdotto dal D.Lgs. n. 159/2015, non abbia carattere retroattivo.
Con ricorso in Cassazione l’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR della Puglia, in tema di decadenza dal beneficio della rateizzazione richiesta ai sensi dell’art. 3-bis del d.lgs. n. 462/97, lamentando la violazione di norme di legge, in particolare, la violazione degli artt. 3 e 15 del D.Lgs. n. 159/15, in quanto, erroneamente, i giudici d’appello, avrebbero ritenuto applicabile la normativa di cui alla rubrica sugli inadempimenti di lieve entità dei debiti tributari, quando la normativa è applicabile, per espresso disposto normativo per i debiti tributari a decorrere dal 31.12.2014 (art. 15 comma 4 del citato disposto), mentre, nella fattispecie, la dichiarazione qualificata come irregolare dall’ufficio, a seguito di controllo automatizzato, ex art. 36-bis del DPR n. 600/73, è quella relativa all’anno d’imposta 2009.
Il Collegio, in forma semplificata, ha ribadito che “L’art. 15 ter d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, introdotto dall’art. 3 del d.lgs. 24.9.2015 n. 159, vigente dal 22.10.2015, non è applicabile retroattivamente all’anno di imposta 2002 come si evince dalla disposizione transitoria dettata dall’art. 15 comma 4 del citato d.lgs. n. 159 del 2015…” (Cass. n. 9176/16).
Nel caso di specie, osservano i massimi giudici, “il mancato tempestivo pagamento non è dipeso da un errore della Amministrazione, o da obiettive condizione di incertezza della norma, bensì, il ritardato versamento è dipeso dal comportamento negligente del contribuente che non è possibile sanare, benché lieve, secondo la normativa applicabile ratione temporis, se non violando il disposto normativo richiamato dall’ufficio ricorrente, pertanto, il mancato pagamento di una delle rate anche diverse dalla prima comporta la decadenza dal beneficio della rateizzazione e l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo d’imposta, interessi e sanzioni in misura piena”.
Come è noto, l’art. 2, comma 1, e l’art. 15, comma 2, del D.Lgs. n. 159/2015, sono intervenuti sulla rateizzazione degli avvisi bonari, mentre l’art. 3 e l’art. 15, comma 4, regolano gli inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute.
Per effetto delle modifiche operate dall’art.2, comma 1, del D.Lgs. n.159/2015, l’art. 3-bis, del D.Lgs. n. 462/97, adesso prevede che le somme dovute per gli avvisi bonari di cui agli artt. 36-bis e 36-ter, del D.P.R. n. 600/73, possono essere versate in un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo, ovvero, se superiori a 5 mila euro, in un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo.
Resta fermo che l’importo della prima rata deve essere versato entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.
Le rate trimestrali nelle quali il pagamento è dilazionato scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre (venendo così meno la variazione del termine in funzione della data del primo versamento, che aveva determinato errori di versamento) .
In caso di inadempimento nei pagamenti rateali si applicano le disposizioni di cui all’art. 15-ter del D.P.R. n.602/73.
Per effetto di quanto disposto dall’art. 15, c. 2, del D.Lgs.n.159/2015, le nuove regole di cui all’art. 2, c. 1, si applicano a decorrere dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso:
al 31 dicembre 2014, per le somme dovute ai sensi dell’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 462/…