Source: https://www.ambientediritto.it/home/giurisprudenza/corte-costituzionale-%E2%80%93-9-luglio-2019-n-166
Timestamp: 2019-08-21 06:59:28+00:00
Document Index: 16302455

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 37', 'art. 77', 'art. 27', 'art. 37', 'art. 39', 'art. 213', 'art. 27', 'art. 39', 'art. 45']

CORTE COSTITUZIONALE – 9 luglio 2019, n. 166 | AmbienteDiritto.it
CORTE COSTITUZIONALE – 9 luglio 2019, n. 166
APPALTI – Art 37, c. 1 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Istituzione dell’albo telematico regionale dei commissari di gara – Illegittimità costituzionale – Art. 39, cc. 1 e 3 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Linee guida, bandi tipo, capitolati tipo e contratti tipo – Istituzione di un sistema parallelo e alternativo a quello nazionale – Illegittimità costituzionale – Art. 45 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti affidato alla Giunta regionale – Illegittimità costituzionale.
APPALTI – Art 37, c. 1 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Istituzione dell’albo telematico regionale dei commissari di gara – Illegittimità costituzionale.
E’ costituzionalmente illegittimo l’art. 37, comma 1, della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, nella parte in cui prevede che, «ai fini della nomina dei componenti della commissione di gara, la Regione istituisce […] l’Albo telematico dei commissari di gara, suddiviso per categorie di specializzazione, a cui le stazioni appaltanti hanno accesso libero e diretto», e gestito «secondo criteri e modalità individuati con apposito decreto del Presidente della Regione, da adottare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge» (art. 37, comma 4). Il nuovo codice dei contratti pubblici, nell’operare la drastica scelta di sottrarre la nomina dei commissari di gara alle stazioni appaltanti, ha previsto l’istituzione e la gestione, a cura dell’ANAC, di un unico «Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici», dal quale, sulla base del principio di rotazione, l’Autorità estrae «una lista di candidati costituita da un numero di nominativi almeno doppio rispetto a quello dei componenti da nominare», che comunica alla stazione appaltante, la quale, a sua volta, procede alla loro individuazione «mediante pubblico sorteggio» (art. 77 del d.lgs. n. 50 del 2016). Il legislatore statale, in sede di redazione del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, aveva previsto un’articolazione regionale dell’albo gestito dall’ANAC, ma tale modifica è stata espunta a seguito del parere della Commissione speciale del Consiglio di Stato 22 marzo 2017, n. 782, ove si è osservato che essa avrebbe determinato «la pressoché sistematica nomina, quali commissari, di soggetti radicati nella medesima area geografica interessata dall’appalto». Ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, va dichiarata l’illegittimità costituzionale in via consequenziale dei commi 2, 3, 4 e 8 dell’art. 37 della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, che, nel regolare alcuni aspetti della nomina delle commissioni giudicatrici, si riferiscono all’albo telematico regionale e ne presuppongono l’operatività, così palesando la stretta connessione e l’inscindibile legame funzionale con la disposizione impugnata.
APPALTI – Art. 39, cc. 1 e 3 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Linee guida, bandi tipo, capitolati tipo e contratti tipo – Istituzione di un sistema parallelo e alternativo a quello nazionale – Illegittimità costituzionale.
L’art. 39, commi 1 e 3, della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, rubricato «Linee guida e codice regionale di buone pratiche», istituisce un sistema parallelo e alternativo a quello nazionale, ove «le linee guida», «i bandi-tipo», i «capitolati-tipo», i «contratti-tipo» e gli altri «strumenti di regolazione flessibile», rimessi dall’art. 213, comma 2, del codice dei contratti pubblici all’ANAC, vengono sostituiti da «linee guida», «documentazione standard», «capitolati speciali» e «schemi di contratto», e dal «codice regionale di buone pratiche». La norma − estranea all’ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi della Regione e riconducibili alla materia statutaria dei lavori pubblici regionali − si pone dunque in contrasto con il codice dei contratti pubblici che, nell’attribuire all’ANAC la regolazione dei medesimi aspetti della procedura pubblica e della fase negoziale ed esecutiva, è esplicazione della tutela della concorrenza e dell’ordinamento civile. Ai sensi dell’art. 27 della legge n. 87 del 1953, va dichiarata l’illegittimità costituzionale in via consequenziale del comma 2 dell’art. 39 della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, dal momento che esso assegna ulteriori contenuti alle linee guida di cui al comma 1, travolto dalla presente pronuncia, sì che la disposizione in parola viene a mancare di oggetto.
APPALTI – Art. 45 l.r. Sardegna n. 8/2018 – Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti affidato alla Giunta regionale – Illegittimità costituzionale.
Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 45 della legge reg. Sardegna n. 8 del 2018, rubricato «Qualificazione delle stazioni appaltanti», il quale dispone che, «Con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta del Presidente della Regione entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presene legge, ai fini della qualificazione delle stazioni appaltanti, sono definiti i requisiti necessari sulla base dei criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione, tra cui, per le centrali di committenza, il carattere di stabilità delle attività e di relativo ambito territoriale, tenendo conto dei principi previsti dalla normativa statale vigente». La norma, introducendo un non meglio precisato sistema di qualificazione affidato alla Giunta regionale, parallelo e distinto rispetto a quello nazionale, pur incidendo sull’organizzazione amministrativa, deve essere ricondotta alle competenze esclusive statali della tutela della concorrenza e dell’ordine pubblico.
Pres. Lattanzi, Est. Coraggio – Presidente del Consiglio dei Ministri c. Regione Sardegna
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