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Timestamp: 2017-04-24 03:30:40+00:00
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discriminazioni | Chiavi | Rivista giuridica del lavoro
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Annalisa Feltre Nel numero
ANNO LXVI - 2015 - 3 Parole chiave: sessuale orientamento impiego discriminazioni dichiarazioni pubbliche accesso La sentenza affronta il tema della configurabilità di una discriminazione diretta nell’ipotesi in cui la condotta si sia limitata a una dichiarazione con la quale il datore renda pubblicamente noto di non voler assumere presso il proprio studio professionale candidati omosessuali, pur in assenza di una procedura selettiva aperta e di candidati che denuncino la condotta discriminatoria. Dopo aver brevemente inquadrato la disciplina, viene esposta la tesi della Corte la quale, in continuità con l’orientamento che si sta consolidando a livello europeo, conferma che tale dichiarazione diretta articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Brescia, N.399-11 Dicembre 2014
Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione
CORTE DI GIUSTIZIA UE, N.Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10-8 Settembre 2011
ANNO LXIII - 2012 - N1 Parole chiave: retribuzione contratto collettivo discriminazioni età Per la Corte di Giustizia, in un contratto collettivo la retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico, al momento dell’assunzione, non può essere fissata in funzione della sua età, altrimenti s’incorre nella violazione del principio di non discriminazione per età. E’ questo il nocciolo della pronuncia commentata che offre l’occasione per riflettere sul fattore dell’uguaglianza, come chiave di volta del sistema e riflesso del divieto di non discriminazione. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	CORTE DI GIUSTIZIA UE, N.Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10-8 Settembre 2011
N:Sezione II, cause C-297/10 e C-298/10 - 8 Settembre 2011)
Pres. J.N. Cunha Rodrigues, Est. P. Lindh – Sabine Hennings
c. Eisenbahn-Bundesamt e Land Berlin c. Alexander Mai (Avv. Gen. V.
Trestnjak)
Note: Il diritto di contrattazione collettiva nel filtro del principio di non discriminazione
Discriminazioni – Direttiva n. 2000/78/Ce – Contratto Collettivo –
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Artt. 21 e 28
– Contratto collettivo in materia di retribuzione degli agenti contrattuali
del settore pubblico di uno Stato membro – Retribuzione
fissata in base all’età – Contratto collettivo che abolisce la fissazione
della retribuzione in base all’età – Mantenimento dei diritti acquisiti.
Il principio di non discriminazione in base all’età e gli artt. 2 e 6, n. 1, della Direttiva n. 2000/78/Ce
devono essere interpretati nel senso che ostano a una misura prevista da un contratto collettivo a termini della quale il livello di retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico è determinato, al momento dell’assunzione di tale agente, in funzione della sua età e non ostano a una misura prevista da un contratto collettivo che sostituisce un regime di retribuzione che comporta una discriminazione in base all’età con un regime di retribuzione fondato su criteri oggettivi.
Stefano Guadagno Nel numero
ANNO LXIV - 2013 - 2 Parole chiave: corte di giustizia rapporto di lavoro discriminazioni La nota commenta una sentenza della Corte di Giustizia Ue (derivante da un ricorso per inadempimento della Commissione) in tema di discriminazione per motivi di età, con particolare riferimento all’abbassamento dell’età pensionabile per giudici, procuratori e notai ungheresi. La pronuncia statuisce che la misura nazionale in questione non è proporzionata alle finalità di uniformare l'età pensionabile delle professioni del servizio pubblico e instaurare una ripartizione equilibrata delle fasce di età nel settore, risultando incompatibile col quadro normativo delineato dalla Direttiva 2000/78. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia dell'UE, N.causa C-286/12-6 Novembre 2012
Tribunale Verona, N.-2 Dicembre 2011
Giorgio Desto Nel numero
ANNO LXIII - 2012 - N3 Parole chiave: Parità discriminazioni pensione età trattamento sesso pensionabile ballerine La nota esamina una sentenza avente a oggetto il vaglio di legittimità del trattamento differenziato sulla base del sesso in ordine al limite massimo di pensionamento previsto per i lavoratori dello spettacolo appartenenti alle categorie dei tersicorei e ballerini, che viene risolto attraverso l'utilizzo del principio di non discriminazione in base al sesso mediante la disapplicazione della norma interna, non conforme al diritto europeo, da parte del giudice nazionale, producendo come effetto l'equiparazione dei lavoratori e delle lavoratrici relativamente al limite massimo dell'età lavorativa articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Verona, N.-2 Dicembre 2011
ANNO LXV - 2014 - 4 Parole chiave: sessuale molestia discriminazioni L’A. commenta la sentenza che ha confermato in appello la condanna ad un consistente risarcimento di danni non patrimoniali emessa a carico di un datore di lavoro accusato di molestie sessuali da due distinte lavoratrici e in via autonoma, dato il carattere reiterato e diffuso di tali condotte e la conseguente valenza collettiva delle stesse, dalla Consigliera di parità della Toscana. L’apprezzamento per la complessiva impostazione della pronuncia e per la valorizzazione delle norme antidiscriminatorie europee si accompagna alla formulazione di qualche rilievo critico.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Firenze, N.968-11 Luglio 2013
Donne, accesso al lavoro e progressioni di carriera
ANNO LIX - 2008 - N4 Parole chiave: Maternità congedi parentali discriminazioni L'articolo mette in luce due profili problematici: la discriminazione uomo-donna nella fase di accesso al lavoro permane ed è anzi amplificata dal ruolo dei nuovi soggetti operanti nell’intermediazione; le discriminazioni in caso di gravidanza si atteggiano in forme nuove che tendono a trarre alimento dalla stessa tutela della maternità secondo una logica datoriale che stravolge la ratio degli istituti spingendosi verso false interpretazioni dei contratti collettivi o della legge. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Appello Torino, N.564-14 Mag 2008
fondato sul mero fatto di appartenere al genere femminile. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa
Pierluigi Digennaro Nel numero
ANNO LXVII - 2016 - 3 Parole chiave: corte edu discriminazioni Il contributo esamina la sentenza della C.EDU Ebrahimian c. Francia, in materia di libertà di opinione, coscienza e religione. Dopo aver chiarito le questioni di fondo inerenti la pronuncia, si esaminano criticamente i passaggi fondamentali della stessa richiamando contestualmente i numerosi precedenti inerenti la questione al fine di mostrare continuità o contraddizioni. Infine, vengono chiariti gli effetti, sul piano del diritto al lavoro e della discriminazione sui luoghi di lavoro, derivanti dalla pronuncia e si sottolinea il difetto di impostazione delle questioni giuridicamente rilevanti articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte Europea dei Diritti Umani, N.-26 Novembre 2015
Un’altra freccia nell’arco del diritto antidiscriminatorio: il danno non patrimoniale con funzione punitiva
Maria-Cristina Cimaglia Nel numero
ANNO LXIV - 2013 - 1 Parole chiave: sussiste. sessuali Parità Molestie legittimazione discriminazioni Consigliera agire L'Autrice esamina una decisione molto importante di merito con la quale il diritto antidiscriminatorio si dota di un ulteriore strumento per garantirne l’effettività: la funzione punitiva assegnata al danno non patrimoniale. Nel conferire tale funzione alla tecnica di tutela risarcitoria si rafforza il potere deterrente dell’apparato a tutela delle vittime di discriminazioni, poiché si determina un incremento dei risarcimenti dovuti e soprattutto, come nel caso di specie, si legittima il risarcimento a titolo proprio a favore del Consigliere o della Consigliera di pari articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Pistoia, N.177-8 Settembre 2012
Francesco Rizzi Nel numero
ANNO LXVI - 2015 - 1 Parole chiave: corte di giustizia discriminazioni coppie omosessuali Il commento propone un'analisi della decisione della Corte di Giustizia nel caso Hay, inerente l'applicazione del divieto di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale in merito al riconoscimento di benefici legati all'attività lavorativa ai dipendenti omosessuali uniti in un PACS. L'A. evidenzia come la sentenza rappresenti una positiva evoluzione della giurisprudenza della Corte per i diritti delle coppie dello stesso sesso perché i) assicura un'autonoma valutazione ai fini della comparazione operata dalla Corte e ii) estende il diritto alla parità di trattamento. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia, N.C-267/12-12 Dicembre 2013
Note: Il caso Hay e la Corte di giustizia: una nuova dottrina contro la discriminazione delle coppie omosessualiParole chiave: discriminazioni :: coppie omosessuali :: Discriminazioni – Art. 2, paragrafo 2, lettera a, Direttiva n. 2000/78/Ce – Divieto di discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale – Contratto collettivo che riserva un beneficio ai dipendenti che contraggano matrimonio – Esclusione dei lavoratori omossessuali uniti in patto civile di solidarietà – Illegittimità.