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Timestamp: 2019-07-22 00:11:51+00:00
Document Index: 91951984

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'sentenza ', 'art. 83', 'sentenza ', 'arte 1', 'arte 3', 'arte 4', 'art. 92']

opere pubbliche: 2009
D. Lgs. 106/2009 e L. 88/2009 - Disposizioni integrative e correttive del D. Lgs. 81/ 2008
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 5 agosto 2009 (S.O. n. 142) e’ in vigore, dal 20 agosto 2009, il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 recante “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”. Il nuovo decreto introduce numerose e sostanziali modifiche al testo, in vigore da poco più di un anno, prevedendo, tra l’altro, la sostituzione di ben 38 dei suoi 51 allegati.
Il decreto correttivo prevede anche l’abrogazione di due articoli e precisamente dell’articolo 103 “Modalità di previsione dei livelli di emissione sonora” e dell’articolo 171 “Sanzioni a carico del preposto”.
Si segnalano, inoltre, le modifiche al comma 11 dell’articolo 90 “Obblighi del committente o del responsabile dei lavori” e al comma 1 dell’articolo 91 “Obblighi del coordinatore per la progettazione”, introdotte con l’articolo 39 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (G.U. n. 161 del 14.7.2009 – S. O. n.110), in vigore dal 29 luglio 2009.
DURC - Ministero del lavoro, interpello n. 64/2009
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a seguito di istanza di interpello (art. 9, D.Lgs. n. 124/2004) avanzata dalla Confcommercio, ha recentemente fornito, con atto n. 64 in data 31 luglio 2008 chiarimenti sulla disciplina in materia di rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
I quesiti posti e le relative risposte sono pubblicate sul sito www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/8B71F15A-5B6A-4EF5-BFEC-48EC2EB1D94D/0/642009.pdf. Leggi il resto dell'articolo..
Offerta economicamente più vantaggiosa- TAR Lazio sentenza n. 7071/2009
Il TAR del Lazio , Roma, Sezione II ha recentemente espresso il suo parere in merito ai poteri discrezionali della Commissione di gara nel caso di aggiudicazione di un appalto mediante procedura ristretta per l’affidamento, ex art. 83, D. Lgs. n. 163/06 e s.m.i. (offerta economicamente più vantaggiosa).
In particolare una impresa aveva proposto ricorso avverso il provvedimento di esclusione dalla gara e la conseguente aggiudicazione ad altra impresa, in quanto la valutazione tecnica della sua offerta non aveva raggiunto il punteggio minimo prefissato nel Capitolato Speciale d’Appalto.
Il TAR dopo aver richiamato, tra l’altro, una sentenza del Consiglio di Stato (22 novembre 2006, n. 6835) nella quale era stato affermato che … il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa non comporta che un'offerta qualitativamente scarsa debba essere comunque valutata sotto l'aspetto economico, trattandosi di aspetto rimesso alla discrezionalità dell'amministrazione, che ha facoltà di dosare gli elementi di scelta dell'offerta in relazione alle esigenze da soddisfare nel rispetto del principio della parità di trattamento… ha ritenuto legittima la “soglia di sbarramento” imposta, affermando che nel caso considerato … la stazione appaltante ha il potere di dare importanza preminente al profilo tecnico-qualitativo rispetto a quello economico e, in tal caso, non può essere tenuta ad aggiudicare l'appalto ad un'offerta che, ancorché conveniente sotto il profilo economico, non sia apprezzabile sotto il profilo tecnico. In tale logica, non si può escludere il potere della commissione di fissare una soglia di sbarramento, vale a dire un punteggio minimo che le offerte devono raggiungere per l'aspetto tecnico-qualitativo, al di sotto della quale le offerte non saranno valutate. Leggi il resto dell'articolo..
Rendimento energetico in edilizia - d.P.R. n. 59/2009
Entra in vigore domani, 25 giugno 2009, il d.P.R. 2 aprile 2009 n. 59 (Gazzetta Ufficiale 10 giugno 2009 n. 132) recante il Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico in edilizia.
Per le finalità di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, per una applicazione omogenea, coordinata ed immediatamente operativa delle norme per l'efficienza energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale, il decreto n. 59/2009, che si compone di 8 articoli, definisce i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del citato D. Lgs n. 192/ 2005,
Per quanto riguarda, invece, i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi per la prestazione energetica degli impianti termici per la climatizzazione estiva e, limitatamente al terziario, per l'illuminazione artificiale degli edifici, di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, si rinvia a successivi provvedimenti.
Ai sensi dell’articolo 6 le disposizioni del decreto presidenziale si applicano per le Regioni e Province autonome che non abbiano ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/Ce e comunque fino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti regionali.
Norme tecniche per le costruzioni D.M. 14/01/08 – I controlli sul calcestruzzo
Come è noto, le nuove norme tecniche per le costruzioni, di cui al D.M. 14 gennaio 2008, entreranno in vigore il 1 luglio 2009. Con riferimento ai materiali strutturali e, in particolare, al calcestruzzo si riscontrano non poche novità rispetto alle norme di cui al D.M. 9 gennaio 1996.
Per quanto riguarda i controlli di accettazione si segnala, al paragrafo 11.2.5.1, la nuova prescrizione secondo la quale il Direttore dei lavori o un tecnico di sua fiducia, quando si procede al prelievo dei provini, deve redigere apposito verbale di prelievo, al quale dovrà, poi, fare riferimento la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali. Nello stesso paragrafo vengono inoltre puntualmente individuati i contenuti minimi dei certificati di prova.
Per quanto attiene, invece, al controllo della resistenza del calcestruzzo in opera uno specifico paragrafo (11.2.6) prevede che nel caso in cui le resistenze a compressione dei provini prelevati durante il getto non soddisfino i criteri di accettazione della classe di resistenza caratteristica prevista nel progetto, oppure sorgano dubbi sulla qualità e rispondenza del calcestruzzo ai valori di resistenza determinati nel corso della qualificazione della miscela, oppure si renda necessario valutare a posteriori le proprietà di un calcestruzzo precedentemente messo in opera, si può procedere ad una valutazione delle caratteristiche di resistenza attraverso una serie di prove sia distruttive che non distruttive. Tali prove non devono, in ogni caso, intendersi sostitutive dei controlli di accettazione.
Per la modalità di determinazione della resistenza strutturale si potrà fare riferimento alle seguenti norme:
- UNI EN 12504-1:2009 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 1: Carote - Prelievo, esame e prova di compressione. La norma, che ha sostituito la precedente edizione del 2002 ed è in vigore dal 14 maggio 2009, specifica un metodo per il prelievo di carote dal calcestruzzo indurito, il loro esame, la loro preparazione per le prove e la determinazione della resistenza alla compressione.
- UNI EN 12504-2:2001 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Prove non distruttive - Determinazione dell'indice sclerometrico. La norma, in vigore dal 31 dicembre 2001, specifica un metodo per la determinazione dell'indice sclerometrico di un'area di calcestruzzo indurito utilizzando un martello di acciaio azionato da una molla.
-UNI EN 12504-3:2005 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 3: Determinazione della forza di estrazione. La norma specifica un metodo per la determinazione della forza di estrazione del calcestruzzo indurito per mezzo di un inserto preinglobato nel getto costituito da un disco e uno stelo, oppure di un dispositivo simile inserito successivamente per foratura all'interno del calcestruzzo indurito
-UNI EN 12504-4:2005 Prove sul calcestruzzo nelle strutture - Parte 4: Determinazione della velocità di propagazione degli impulsi ultrasonici. La norma, in vigore dal 1 gennaio 2005, specifica un metodo per la determinazione della velocità di propagazione degli impulsi delle onde longitudinali ultrasoniche nel calcestruzzo indurito, utilizzato per numerose applicazioni.
Oltre alle citate norme UNI si potrà far riferimento alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito mediante prove non distruttive, pubblicate nel febbario 2008 dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (http://www.infrastrutture.gov.it/consuplp)
Per quanto riguarda, in particolare, il calcestruzzo "depotenziato" si rinvia al post del 22 aprile 2009
In data 25 maggio 2009 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto titolato “Differenze percentuali tra tasso d'inflazione reale e tasso d'inflazione programmata per l'anno 2008".
Con tale decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 8-6-2009, è stato individuato nella misura del 1,5% lo scostamento tra il tasso di inflazione reale e il tasso di inflazione programmato per l’anno 2008 e pertanto, ai sensi dell’articolo 133, comma 3 del Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006e s.m.i.) non essendosi riscontrati scostamenti superiori al 2 per cento, anche per il 2008, non ricorrono le condizioni per fare ricorso al “prezzo chiuso”.
Si fa presente che per nessuno degli anni di vigenza della norma, si sono verificate le condizioni per l’applicabilità di questa forma di meccanismo revisionale dei prezzi di appalto, inizialmente introdotta con l’articolo 26, comma 4 della legge n.109/1994.
Pertanto, in atto, l’unica forma di compensazione dei prezzi è quella prevista dal D.L. 23 ottobre 2008 n. 162, finalizzato a fronteggiare gli aumenti repentini dei prezzi di alcuni materiali da costruzione (vedi post 13 maggio 2009)
Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro - Norma UNI 9432:2008
La legislazione italiana in tema di esposizione professionale al rumore ha registrato la recente introduzione di numerose novità, contenute nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81. Il predetto decreto dedica all’argomento il Titolo VIII, Capo II titolato “Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro”, composto da 18 articoli (da 180 a 197).
Un ulteriore supporto utile al fine di affrontare e risolvere tutti i problemi tecnici legati ad una seria valutazione del rischio rumore è costituito dalla nuova edizione della norma di riferimento e cioè la UNI 9432:2008 “Acustica – Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell’ambiente di lavoro”, che ha sostituito la precedente edizione del 2002.
La norma, entrata in vigore il 5 giugno 2008, si applica a tutti gli ambienti di lavoro, ad esclusione di quelli per cui sono previste normative specifiche; essa descrive un metodo di misurazione dei livelli di pressione sonora continui equivalenti e di picco, ai quali risulta esposto un lavoratore, per il calcolo del livello di esposizione giornaliera o settimanale al rumore e la quantificazione delle relative incertezze. I livelli di esposizione giornaliera, settimanale e di picco così determinati sono utilizzabili per gli adempimenti previsti dalla legislazione vigente.
Le novità introdotte scaturiscono essenzialmente dalla evoluzione delle strumentazioni e dei metodi di misura, nonché dal maggiore grado di attenuazione del rumore garantito dai più efficaci dispositivi di protezione individuali.
Compenso incentivante – Avvocatura dello Stato, parere CS 13723/09
L’Avvocatura Generale dello Stato, su richiesta dell’Ufficio Legislativo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha fornito il suo parere in merito alla decorrenza del cosiddetto compenso incentivante alla luce della disposizione, di cui all’articolo 18 comma 4-sexies del decreto-legge 29 novembre 2008 n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2; con tale disposizione è stato stabilito che la percentuale prevista, dall'articolo 92, comma 5, del Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2009 e s.m.i.),nella misura massima del 2% è destinata nella misura dello 0,5 per cento alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell'1,5 per cento, deve essere versata ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato
La richiesta di parere scaturisce dal contrasto interpretativo, sulla decorrenza della nuova norma, tra quanto affermato dalla Ragioneria Generale dello Stato con circolari n. 36 del 23.12.2008 (vedi post 3.02.2009) e n. 10 del 13 febbraio 2009 e quanto, invece, espresso dalla Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia con parere n. 40 del 24 febbraio 2009 (vedi post 14.03.2009).
L’Avvocatura ha osservato che:
- l’articolo 11 del Codice Civile - titolato “Efficacia della legge nel tempo” - prevede espressamente che la legge non dispone che per l'avvenire e che essa non ha effetto retroattivo;
- …il legislatore ordinario può emanare norme retroattive ma a condizione che, secondo gli ordinari canoni ermeneutici, il dato normativo precettivo della retroattività sia chiaramente esplicato dalla disposizione che lo introduce; - che nella norma in argomento non si rinviene una disposizione che espliciti la retroattività della norma medesima
- che la disposizione relativa alla riduzione dei compensi spettanti ai componenti dei collegi arbitrali e delle commissioni di collaudo, derivata da un altro comma dello stesso articolo 61 (del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 , convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133) che ha originato la norma in commento, esplicita, invece, puntualmente la sua decorrenza;
Sulla base delle predette considerazioni l’Avvocatura Generale dello Stato, nel suo parere CS 13723/09 ha affermato che non vi è dubbio, infatti, che una liquidazione, nella misura ridotta dello 0,5%, del c.d. compenso incentivante per attività di progettazione, interamente svoltesi in data anteriore all’1 gennaio 2009 (più precisamente, attività in ordine alle quali, alla data del 1° gennaio 2009, fosse stato già approvato il progetto esecutivo, oppure il definitivo nel caso di appalto integrato), lederebbe, all’evidenza, l’affidamento, legittimamente riposto dai dipendenti dell’amministrazione in una liquidazione del predetto compenso nella misura, fissata nel bando di gara(in aderenza, peraltro, alla previsione contenuta nel regolamento di cui all’art. 92, comma 5 del Codice dei contratti pubblici) in applicazione della normativa, all’epoca esistente.
Il parere dell’Avvocatura dello Stato è in linea, peraltro, con quanto espresso dalla Corte dei Conti in Sezione delle Autonomie, con deliberazione 8 maggio 2008 n. 7/SEZAUT/2009/QMIG (vedi post 12.05.2009)
D. Lgs. 106/2009 e L. 88/2009 - Disposizioni inte...
DURC - Ministero del lavoro, interpello n. 64/2009...
Offerta economicamente più vantaggiosa- TAR Lazio ...