Source: https://www.diario1984.it/2019/12/08/ezechia-paolo-reale-vince-il-ricorso-ecco-la-sentenza-del-tar-di-catania-che-ha-annullato-la-proclamazione-di-francesco-italia-a-sindaco-di-siracusa/
Timestamp: 2020-07-11 08:38:45+00:00
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Ezechia Paolo Reale vince il ricorso, ecco la sentenza del Tar di Catania che ha annullato la proclamazione di Francesco Italia a sindaco di Siracusa - Diario1984
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Ezechia Paolo Reale vince il ricorso, ecco la sentenza del Tar di Catania che ha annullato la proclamazione di Francesco Italia a sindaco di Siracusa
Siracusa. “Torniamo alla legalità dopo le firme false e le schede scomparse”: parole di Ezechia Paolo Reale, portavoce di Progetto Siracusa, candidato sindaco alle elezioni del 10 giugno 2018, che ha indetto una conferenza stampa per martedì 10 dicembre nella sede di Via Armando Diaz, 7, sede della segreteria del suo movimento politico. L’incontro con i giornalisti è fissato per le ore 10.30. All’incontro prenderà parte l’avvocato Antonio Catalioto, il legale del leader di Progetto Siracusa, che di fronte al Tar di Catania ha sostenuto la tesi di Ezechia Paolo Reale di aver perso il ballottaggio con Francesco Italia per presunti brogli. Al primo turno Ezechia Paolo Reale ebbe un successo strepitoso, distanziando il candidato Francesco Italia di oltre ventimila voti. Al ballottaggio la maggior parte dei consensi degli elettori andò a Francesco Italia, poi proclamato sindaco di Siracusa.
Il processo celebrato innanzi al Tar di Catania si è concluso con l’annullamento della proclamazione a sindaco di Francesco Italia e con l’annullamento della elezione di tutti i consiglieri comunali. Il verdetto del Tar ha decretato la decadenza del sindaco Francesco Italia e adesso a Palazzo Vermexio si insedierà il commissario ad acta che invierà a Siracusa la Regione Sicilia, cui toccherà gestire l’Ente comunale fino alle elezioni che dovranno portare i siracusani ad eleggere il nuovo sindaco.
Ma, nell’attesa dell’arrivo del commissario regionale e della conferenza stampa dell’avvocato Ezechia Paolo Reale, che aveva presentato il ricorso contro la vittoria di Francesco Italia al ballottaggio, pubblichiamno la prima parte della sentenza del Tar di Catania.
sul ricorso numero di registro generale 1512 del 2018, integrato da motivi aggiunti, proposto da Ezechia Reale, rappresentato e difeso dall’avvocato Antonio Catalioto, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; contro Comune di Siracusa, in persona del sindaco pro tempore, non costituito in giudizio; nei confronti
Francesco Italia, rappresentato e difeso dagli avvocati Gianluca Rossitto e Giovanni Mania, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio del primo sito in Catania, corso Italia 46; Fabio Alota, Federica Barbagallo, Mauro Basile, Sergio Bonafede,
Giovanni Boscarino, Michele Buonomo, Francesco Burgio, Andrea Buccheri, Salvatore Castagnino, Chiara Catera, Salvatore Costantino Muccio, Alessandro Di Mauro, Gaetano Favara, Chiara Ficara, Rita Gentile, Carlo Gradenigo, Giuseppe Impallomeni, Carmela La Mesa, Curzio Lo Curzio, Michele Mangiafico, Ferdinando Messina, Vincenzo Pantano, Simone Ricupero, Silvia Russoniello, Moena Scala, Laura Spataro, Carlo Torres, Roberto Trigilio, Antonino
Trimarchi, Concetta Vinci, Francesco Zappalà, Giuseppe Ansaldi, non costituiti in giudizio; per l’annullamento
a) quanto al ricorso introduttivo: – delle operazioni e degli atti del procedimento elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale del Comune di Siracusa, conclusi rispettivamente con la proclamazione a Sindaco del sig. Italia Francesco di cui al verbale dell’Ufficio centrale per il turno di ballottaggio del 26/6/18, e dei consiglieri comunali sopra indicati di cui al verbale dell’Ufficio Centrale del 24/7/18; – del verbale dell’Ufficio centrale del 13/6/18 con cui sono stati proclamati i candidati ammessi al turno di ballottaggio del 24/6/18; – dei verbali delle operazioni elettorali delle sezioni: 2, 3, 4, 5, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 16, 18, 20, 21, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 32, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 41, 42, 43, 46, 55, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 69, 70, 72, 75, 76, 78, 80, 82, 84, 85, 86, 87, 90, 92, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 102, 103,104, 105, 106, 108, 109, 110, 115, 116, 117, 120, 122, 123, relativi al primo turno; – di tutti i verbali delle operazioni elettorali dell’Ufficio centrale del primo e secondo turno; – di tutti i verbali dell’Ufficio centrale assunti nelle sedute del mese di giugno nei giorni 11-12-13-14-15-16-18-19-20-21-22-25-27-28-29; nel mese di luglio nei giorni 2-3-4-5-6-9-10-11-12-13-16-17-18-23 e 24; – delle delibere nn. 32 e 35 rispettivamente del 7 agosto e 3 settembre 2018, con cui il Consiglio comunale di Siracusa ha proceduto alla convalida degli eletti; – di tutti gli atti presupposti connessi e conseguenti riguardanti le operazioni elettorali; – onde ottenere la ripetizione delle operazioni di voto.
b) quanto a ricorso per motivi aggiunti: per l’annullamento – dei medesimi atti impugnati con il ricorso introduttivo e per l’accoglimento delle domande formulate con il ricorso introduttivo.
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Francesco Italia;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2019 la dott.ssa Giuseppina Alessandra Sidoti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
1. – In data 10 giugno 2018 si sono svolte le consultazioni per le elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Siracusa, a cui il ricorrente ha partecipato quale candidato alla carica di Sindaco. Con il ricorso in esame, nella qualità di candidato non eletto alla carica di sindaco nonché di cittadino elettore iscritto nelle liste elettorali del Comune di Siracusa, ha impugnato le operazioni e gli atti del procedimento elettorale in questione conclusisi con la proclamazione a sindaco del sig. Italia Francesco – odierno controinteressato – di cui al verbale dell’Ufficio centrale per il turno di ballottaggio del 26 giugno 2018 e dei consiglieri comunali di cui al verbale dell’Ufficio centrale del 24 luglio 2018; ha impugnato, altresì, i verbali dell’Ufficio centrale di cui in epigrafe e gli ulteriori atti ivi indicati. Ha dedotto i seguenti motivi di illegittimità: Violazione falsa ed erronea applicazione degli artt. 31, 36, 37 e 48 del t.u. reg. n. 3/1960 e della corrispondente normativa statale (artt. 47-53-54-68 d.p.r. n. 570/1960); Violazione dei principi in materia di trasparenza e regolarità delle operazioni elettorali, nonché di genuinità del risultato elettorale; Eccesso di potere per errore nei presupposti; Difetto di motivazione e carenza di istruttoria; contraddittorietà, illogicità manifesta; Violazione del principio della imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa e di quello della par condicio; Sviamento di potere. In particolare, il ricorrente ha contestato che la volontà del corpo elettorale si sia formata liberamente e correttamente, come emergerebbe da una “molteplice serie di discordanze che offrono un quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale”, modalità che “non consentono di utilizzare la c.d. prova di resistenza”; ha, quindi, indicato le sezioni interessate dalla contestazione e le omissioni e gli errori nella verbalizzazione che in dette sezioni non sarebbero meramente formali, ma comporterebbero l’assoluta incertezza sulla regolarità delle operazioni elettorali; comunque, la mancanza o l’incongruità dei dati non consentirebbe la verifica sulla correttezza delle operazioni elettorali; in alcune sezioni vi sarebbe il vero e proprio rischio della cd. “scheda ballerina”; ha evidenziato, dapprima, le ritenute anomalie delle sezioni 7, 70 e 82, che, da sole, secondo il ricorrente, sarebbero sufficienti a dimostrare le irregolarità della votazione e dello scrutinio e quindi la genuinità del risultato finale, per poi soffermarsi sulle ulteriori sezioni affette da vizi ritenuti invalidanti. Ha chiesto, previa verificazione, l’annullamento degli atti impugnati e quindi delle operazioni del procedimento elettorale in questione.
2. – Si è costituito in giudizio il controinteressato Francesco Italia, proclamato Sindaco nelle elezioni contestate. Questi, premesso che all’esito delle operazioni di ballottaggio, svoltesi il 24 giugno 2018, è stato proclamato sindaco con n. 18210 voti a fronte di n. 16153 voti conseguiti dall’avv. Ezechia Reale, ha dedotto ed eccepito: a) la violazione dell’art.3, comma 2, e dell’art. 13 ter allegato 2 del cod. proc. amm, dell’obbligo di sinteticità degli atti e del decreto del Presidente del Consiglio di Stato 10 ottobre 2017 n. 127; b) la non integrità del contraddittorio per mancata notifica a tutte le liste concorrenti all’elezione del consiglio comunale alle quali sono stati attribuiti i seggi assegnati al consiglio (Tar Catania, sez. I, sentenza n.1357/2006 e ord. coll. n. 427/05); c) l’inammissibilità del ricorso in quanto generico e meramente esplorativo nonché l’inammissibilità per mancata indicazione in apposita e distinta parte dei motivi che concorrono a definire
l’autentico nucleo centrale ed essenziale delle doglianze; d) l’inammissibilità per mancato superamento della prova di resistenza; e) l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse (e comunque sua infondatezza) anche sotto ulteriore motivo: irrilevanti e inconsistenti sarebbero le irregolarità formali censurate, posto che l’alterazione della volontà popolare costituirebbe una mera ipotesi strumentalmente formulata dal ricorrente, ma non suffragata da alcun elemento sostanziale. Ha, nel merito, concluso per l’infondatezza del ricorso.
3. – Nessun altro soggetto, benché ritualmente intimato, si è costituito in giudizio.
4. – Con ordinanza n. 2395 del 14 dicembre 2018 il Collegio ha disposto verificazione nei seguenti termini: “… Ritenuto che, ai fini del decidere, si rende necessario procedere, ai sensi dell’art. 66 c.p.a., ad una verificazione in contraddittorio con le parti, da effettuarsi a cura del Prefetto di Siracusa, con facoltà di delega ad un funzionario della Prefettura, intesa ad accertare la veridicità delle questioni dedotte con le censure svolte nel ricorso, con riferimento a ciascuna delle seguenti sezioni: 7, 70, 82; Ritenuto, inoltre, che la verificazione dovrà accertare anche la veridicità delle questioni dedotte con le censure svolte nel ricorso, con riferimento a ciascuna delle altre sezioni ivi indicate, nei termini che seguono; in particolare, la verificazione dovrà accertare in ciascuna delle dette sezioni: a) il numero complessivo delle schede elettorali autenticate; b) il numero dei votanti; c) il numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione; d) la corrispondenza tra il numero delle schede elettorali autenticate e il numero di quelle scrutinate più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione; Ritenuto, inoltre, che il verificatore, limitatamente alle sezioni con riferimento alle quali è stata formulata apposita censura, dovrà verificare la sottoscrizione dei verbali delle sezioni e la loro corretta trasmissione al Tribunale, la regolare costituzione dell’ufficio distaccato di sezione, la corretta vidimazione delle schede;
5. – Con ordinanza n. 1621 del 28 giugno 2019 il Collegio, su richiesta del verificatore, ha concesso proroga del termine per l’espletamento dell’incarico ed ha rinviato la causa alla pubblica udienza del 7 novembre 2019.
6. – In data 12 agosto 2019 il verificatore ha depositato la relazione e la documentazione allegata.
7. – In data 2 ottobre 2019 parte ricorrente ha depositato motivi aggiunti. Ha specificato che le censure con essi introdotte costituirebbero “uno sviluppo coerente ed una specificazione delle censure originariamente dedotte che si rendono possibili solo dopo la verificazione”.
8. – In vista della pubblica udienza, il controinteressato costituito ha prodotto memorie con le quali ha ribadito le precedenti eccezioni; ha, inoltre, eccepito l’inammissibilità del ricorso per motivi aggiunti in quanto con esso si introdurrebbero nuovi motivi di doglianza; ha argomentato per l’infondatezza complessiva delle domande.
9. – Alla pubblica udienza del 7 novembre 2019, la trattazione della causa è stata rinviata per mancato deposito di alcune cartoline di avviso di ricevimento di controinteressati.
9.1. – In data 20 novembre 2019 parte ricorrente ha prodotto avvisi di ricevimento.
10. – Alla pubblica udienza del 5 dicembre 2019, dopo la rituale discussione, su richiesta dei procuratori delle parti, il ricorso è stato posto in decisione.
1. – Il Collegio ritiene, per ragioni logico-giuridiche, di procedere all’esame contestuale del ricorso introduttivo e del ricorso per motivi aggiunti.
2. – Venendo alle eccezioni sollevate dal controinteressato, quest’ultimo intanto deduce violazione dell’obbligo di sinteticità in cui sarebbe incorso il ricorrente tanto con il ricorso introduttivo (81 pagine di oltre 30 righe ciascuna) che con il ricorso per motivi aggiunti (oltre 40 pagine, “redatte utilizzando caratteri di dimensione talmente ridotta da renderne ardua perfino la lettura”). Sulla questione il Collegio ha già anticipato il proprio intendimento con l’ordinanza n. 2395/2018 ove ha ricordato che, ai sensi dell’art.13 ter, co.5, delle norme di attuazione del Codice del processo amministrativo, il limite dimensionale di sinteticità – stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato 22 dicembre 2016, n.167, come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato 16 ottobre 2017 n.127– entro cui va contenuto l’atto processuale costituisce un precetto giuridico, la cui violazione non genera la conseguenza, a carico della parte che lo abbia superato, dell’inammissibilità dell’intero atto, “ma solo il degradare della parte eccedentaria a contenuto che il giudice ha la mera facoltà di esaminare” (Cons. St., sez. V, 11 aprile 2018, n.2190). Ha quindi rammentato alle parti che, “ferma la facoltà di cui sopra di questo Giudice, le stesse dovranno attenersi al rispetto dei limiti dimensionali di sinteticità come stabiliti dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato 22 dicembre 2016, n.167, modificato dal decreto del Presidente del Consiglio di Stato 16 ottobre 2017 n.127 …”. Orbene, in considerazione dell’elevato numero delle sezioni contestate con il ricorso in epigrafe e della complessità della controversia la cui decisione non può prescindere dall’esame integrale delle plurime questioni prospettate, il Collegio ritiene di procedere all’esame anche della parte eccedente i prescritti limiti dimensionali.
3. – In merito all’eccepita “disintegrità di contraddittorio”, l’eccezione è infondata, non rientrando “le liste”, alla luce del nuovo codice del processo amministrativo, tra le “altre parti che vi hanno interesse” ai sensi dell’art.130 cod. proc. amm. I soggetti controinteressati al ricorso elettorale ex art.130 cit., ove si contesta la legittimità della proclamazione del sindaco e dei consiglieri comunali, sono soltanto coloro che concretamente “rischiano” di perdere una posizione concreta di interesse ossia i candidati eletti e non già la lista di appartenenza (Cons. St., sez. V, 23 marzo 2011, n. 1766), priva di soggettività giuridica, che costituisce la
“sommatoria” dei candidati e che non vanta una posizione giuridica differenziata da tutelare a fronte del ricorso in esame.
4. – Infondata è l’eccezione di carenza di interesse alla luce della cd. prova di resistenza, vertendo le contestazioni sugli aspetti generali delle operazioni elettorali nelle sezioni oggetto di contestazione.
Infatti, la giurisprudenza, alla quale il Collegio intende dare
continuità, ha chiarito che nei giudizi elettorali non si può invocare il principio della prova di resistenza quando le contestazioni involgano gli aspetti generali delle operazioni elettorali, che, se fondate, determinerebbero l’annullamento di dette operazioni (C.G.A. 5 febbraio 2014, n.46; T.A.R. Calabria, sezione II, n.1163 del 28 novembre 2012).
In particolare, nel caso in esame, il ricorrente deduce, per lo più, irregolarità che attengono all’intera competizione, denunciando il possibile ricorso al sistema fraudolento della cd. scheda ballerina ossia a quel meccanismo con cui grazie ad una scheda vidimata, di cui non risulti la sorte, viene controllato e pilotato l’esercizio del diritto di voto (cfr. Cons. St. , sez. III, 17 luglio 2018, n. 4335); ne consegue che entro questi delineati limiti il ricorso è ammissibile.
5. – Infondata è l’eccezione di inammissibilità per genericità o per finalità esplorative del ricorso introduttivo, nei termini di seguito esposti. Il Consiglio di Stato (Cons. Stato, Ad. Plen., 20 novembre 2014, n. 32) ha chiarito che il requisito della specificità dei motivi nel ricorso elettorale deve essere valutato con rigore attenuato, posto che l’interessato, non avendo la facoltà di esaminare direttamente il materiale in contestazione, deve rimettersi alle indicazioni provenienti da terzi (che possono essere imprecise o non esaurienti). L’onere in questione, pertanto, può intendersi osservato quando l’atto introduttivo indichi la natura dei vizi denunziati e le sezioni a cui si riferiscono le specifiche contestazioni. Orbene, nel ricorso introduttivo parte ricorrente deduce i seguenti vizi: Violazione falsa ed erronea applicazione degli artt. 31, 36, 37 e 48 del t.u. reg. n. 3/1960 e della corrispondente normativa statale (artt. 47-53-54-68 d.p.r. n. 570/1960); Violazione dei principi in materia di trasparenza e regolarità delle operazioni elettorali, nonché di genuinità del risultato elettorale; Eccesso di potere per errore nei presupposti; Difetto di motivazione e carenza di istruttoria; Contraddittorietà ed illogicità manifesta; Violazione del principio della imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa e di quello della par condicio; Sviamento di potere. Il ricorrente, in definitiva, con il richiamo a tale normativa, indica le operazioni dalla stessa previste e di cui occorre dare contezza nel processo verbale sezionale, miranti a garantire la legittimità, la trasparenza e la regolarità della votazione e dello scrutinio e quindi la genuinità del risultato finale; ritiene che, in un quadro di inattendibilità quale quello prospettato, non può aversi certezza che almeno una scheda vidimata non sia stata sottratta, dando vita almeccanismo della scheda ballerina. Orbene, l’indicazione delle norme ritenute violate e delle singole sezioni con riferimento alle quali si sarebbe verificata la violazione rende, alla luce della giurisprudenza richiamata, il ricorso introduttivo, entro tali limiti, ammissibile, salvo quanto di seguito specificato.
6. – Quanto all’ulteriore eccezione di inammissibilità sollevata dal controinteressato, relativa al ritenuto difetto di intesse per asserita carenza della prova di “resistenza” dell’interesse alla generale legittimità degli atti del procedimento elettorale colpiti da irregolarità rispetto al contrapposto interesse alla conservazione del risultato elettorale, la stessa, anche alla luce di quanto di seguito esposto, si rileva generica.
7. – Quanto all’eccezione di inammissibilità del gravame aggiuntivo, essa è solo parzialmente fondata nei seguenti termini. Deve preliminarmente richiamarsi la condivisa costante giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui nel giudizio elettorale la delimitazione del thema decidendum deve avvenire nel ricorso introduttivo, attraverso «l’indicazione tempestiva degli specifici vizi di cui sono affette le operazioni», senza possibilità di ampliamenti sulla base degli esiti degli incombenti istruttori disposti dal giudice in base alle censure originariamente formulate, e dunque mediante un utilizzo dei poteri di acquisizione probatoria in funzione esplorativa; pertanto, nel giudizio elettorale sono inammissibili i motivi aggiunti dedotti a seguito delle verifiche istruttorie disposte dal giudice in relazione alle originarie censure (da ultimo: Sez. V, 15 febbraio 2016, n.623, 26 novembre 2015, n. 5379, 7 luglio 2015, n. 3358, 10 settembre 2014, n. 4589). Inoltre, nel giudizio elettorale con i motivi aggiunti non possono dedursi, in base alle risultanze della verificazione disposta dal giudice, vizi inediti e cioè vizi che non trovano sufficiente e adeguato riscontro in quelli dedotti con il ricorso introduttivo (Consiglio di Stato, sez. III, 26 ottobre 2018, n. 6126), mentre sono da ritenere ammissibili quelle che possono essere considerate “svolgimento di censure tempestivamente proposte”.
7.1. – Nel caso, sono stati formulati motivi aggiunti, con i quali, da una parte, vengono sviluppate le originarie censure del ricorso alla luce delle risultanze della verificazione, e sotto tale profilo il ricorso per motivi aggiunti è ammissibile.
7.2. – Dall’altra, si introducono censure nuove, che, in quanto tali, sono inammissibili, come di seguito specificato nella disamina relativa a ciascuna sezione oggetto di censura.
Comunque, in via generale, sono inammissibili, in quanto nuove o comunque solo accennate nel ricorso introduttivo, le censure concernenti il rinvenimento tra le schede elettorali valide di talune schede firmate, ma prive del relativo timbro di sezione o non debitamente autenticate o comunque recanti irregolarità; esse peraltro, al più, avrebbero potuto incidere sul risultato elettorale, ma non anche sulla validità delle elezioni. Si mostrano, altresì, inammissibili le censure relative alle ritenute anomalie nella registrazione e nell’assegnazione dei voti (solo accennale nel ricorso introduttivo) che avrebbero provocato, in tesi, “effetti distorsivi certi sull’esito delle elezioni”; ci sarebbe stato, secondo il ricorrente, un effetto distorsivo di 5.404 voti (“in relazione all’elezione per il Consiglio comunale il totale dei voti mancanti rispetto al numero di schede valide conteggiate in sede di verifica ammonta a 1.842 voti, mentre il totale dei voti in eccesso ammonta a 3.562”), che, “in considerazione del meccanismo della scheda unica con voto di trascinamento e delle lamentate ed accertate violazioni delle modalità di scrutinio imposte dall’art.48 L. Lgs. P. Reg. 3/60, inficia anche l’attendibilità dei dati relativi all’elezione per il Sindaco”. Al riguardo si specifica che eventuali errori nello scrutinio di schede elettorali possono rilevare solo sul piano dell’attribuzione dei singoli voti e non costituiscono, in assenza di indicazione di ulteriori elementi da cui poter desumere il vizio di alterazione della volontà popolare, motivo di illegittimità dell’intera procedura; essi non involgono gli aspetti generali delle operazioni elettorali e potrebbero, al più, condurre alla correzione del risultato elettorale (che non è nel petitum) e non al rinnovo delle operazioni elettorali. Anche per tale ragione il motivo è inammissibile. Quanto, poi, alla ritenuta refluenza sui voti del sindaco, la censura, oltre che inammissibile, in quanto nuova, è anche non dimostrata. In particolare, al netto delle sezioni in cui risulta attendibile il risultato dello scrutinio relativo al sindaco e delle sezioni in cui non vi è alcun riferimento, nemmeno generico, a contestazione relativa ai voti del sindaco nel ricorso introduttivo, parte ricorrente non fornisce, per le ritenute discrepanze tra i voti registrati e quelli rilevati, la prova di resistenza, che in tal caso, contrariamente alle censure sulla regolarità delle operazioni elettorali nel suo complesso, sarebbe invece stata necessaria.
In altre parole, non risulta provata l’asserzione secondo cui l’errata attribuzione di voti al consiglio comunale avrebbe inficiato anche l’attendibilità dei dati relativi all’elezione del sindaco per avere un “complessivo effetto distorsivo pari a 5.404 voti” e non viene dimostrato che tali contestati voti non avrebbe determinato l’elezione del ricorrente. Per di più, nelle censure si fa riferimento ai dati registrati nel verbale, ma non anche a quelli effettivamente attribuiti. Né, come detto, il presente giudizio mira alla correzione del risultato elettorale a favore del candidato sindaco ricorrente piuttosto che del controinteressato, in assenza della prova di resistenza e comunque del relativo petitum.
7.3. Quanto ancora all’argomento, sviluppato nei motivi aggiunti, relativo allo stato di rinvenimento delle buste – inammissibile quale motivo autonomo e solo genericamente accennato nel ricorso introduttivo – esso può essere, in astratto, elemento sintomatico di alterazione o di manomissione del materiale rilevante ai fini della genuinità del risultato elettorale, ma ciò solo in presenza di ulteriori e concreti elementi qualificanti, non potendo, di contro, da solo condurre all’automatico annullamento delle elezioni (T.A.R. Sardegna, sez. II, 9 novembre 2006, n. 2333).
8. – Si può a questo punto passare all’esame delle doglianze di merito. Occorre premettere che la vicenda contenziosa andrà esaminata alla luce delle seguenti, condivise, coordinate interpretative giurisprudenziali: a) in materia di operazioni elettorali devono considerarsi rilevanti le irregolarità sostanziali, tali cioè da influire sulla sincerità e sulla libertà di voto, atteso che la nullità delle operazioni di voto può essere ravvisata solo quando, per la mancanza di elementi o requisiti di legge, sia stato impedito il raggiungimento dello scopo al quale l’atto è preordinato; pertanto, non possono comportare l’annullamento delle operazioni stesse i vizi dai quali non deriva alcun pregiudizio di livello garantistico o alcuna compressione della libera espressione di voto, con la conseguenza che sono irrilevanti le irregolarità che non abbiano compromesso l’accertamento della reale volontà del corpo elettorale; b) la semplice deduzione della omessa verbalizzazione del numero delle schede autenticate e non utilizzate non può giustificare la declaratoria di annullamento e rinnovazione delle operazioni elettorali, allorché non si deduca e si dimostri anche la concreta irregolarità delle operazioni di voto (T.A.R. Puglia – Lecce, sez. I, 21 dicembre 2014 n.3155; Cons. Stato, Sez. V, 27 giugno 2011 n.3829; v. anche T.A.R. Calabria – Catanzaro n.1163/2012); c) sono inidonei a determinare l’annullamento delle operazioni elettorali i “vizi formali nella compilazione dei verbali delle sezioni elettorali e dei relativi allegati, o da questi emergenti, che riguardano… la congruenza tra voti di preferenza e voti di lista” (Consiglio Stato sez. V, 20 maggio 2008, n. 2390, e 13 maggio 2006, n. 3488); d) costituisce mera irregolarità la omessa indicazione nel verbale di sezione dei voti di preferenza e della cifra individuale dei singoli candidati, in quanto tali dati possono essere tratti dalle tabelle di scrutinio (cfr. T.A.R. Sicilia – Palermo, sez. II, 10 giugno 1998, n.1174); e) la circostanza che il numero di schede autenticate è superiore o inferiore al numero degli aventi diritto al voto non comporta, ex se,
l’illegittimità delle operazioni elettorali (Cons Stato, sez. V sent. n.421 del 13 aprile 1999), atteso che quel che rileva è che vi sia corrispondenza tra i dati relativi alle schede autenticate, alle schede scrutinate e alle schede autenticate e non utilizzate; la normativa elettorale non vieta che i componenti dell’ufficio elettorale di sezione autentichino anche tutte le schede a disposizione (Cons. Stato, sez. V, 13 aprile 1999, n. 421; Cons. Stato ,sez. V. n. 3829/2011); f) quanto alla irregolarità consistente nella mancata verbalizzazione del numero delle schede autenticate, da tale vizio non deriva, ex se, alcun pregiudizio di livello garantistico o alcuna compressione della libera espressione del voto; tale irregolarità, da sola, è irrilevante, non essendo idonea a compromettere l’accertamento della reale volontà del corpo elettorale (Cons. Stato sez. V, n. 3829/2011; 20 maggio 2008, n. 2390; 13 giugno 2006, n. 3488), potendo assumere rilevanza solo a condizione che non risulti possibile, comunque, ricostruire il dato mancante e quindi l’esatto svolgimento delle operazioni di voto; g) quanto alla mancata indicazione a verbale del numero di scheda consegnate al presidente, “ … nessuna disposizione legislativa regionale impone a pena di nullità la verbalizzazione delle schede contenute nel pacco consegnato al presidente dell’ufficio elettorale al momento dell’insediamento … Astrattamente, dunque, l’omessa compilazione del verbale nelle parti in cui esso contempla il numero di schede non autenticate e non utilizzate e la corrispondenza (o meno) delle schede rinvenute nel pacco con il numero indicato all’esterno dello stesso non è idonea a produrre effetti invalidanti sulle operazioni dell’ufficio elettorale di sezione” (T.A.R. Sicilia- Palermo, sez. II, n. 2865/2015); h) più in generale, l’omessa indicazione di un dato in verbale non può essere, in sé, causa d’invalidazione delle operazioni elettorali in ossequio al principio di strumentalità delle forme, allorquando il dato mancante sia utilmente ricostruito a posteriori (T.A.R. Calabria – Catanzaro, sez. II, 717/2016); i) assume rilevanza sostanziale e non formale la violazione delle regole espressamente dettate dalla legge circa l’utilizzo delle schede autenticate, ma solo ove non sia possibile verificarne a posteriori il corretto utilizzo (T.A.R. Sicilia – Palermo, n. 2865/2015 cit.; C.G.A. n. 46 del 2014); in particolare, assume rilievo l’acclarata mancanza di schede autenticate e non utilizzate che può integrare l’ipotesi della scheda ballerina, consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata per essere utilizzata al posto della scheda consegnata all’elettore del seggio, al fine del voto guidato (T.A.R. Calabria – Catanzaro, sez. II, 6 aprile 2016 n. 717; sez. II, 28 dicembre 2012, n. 1163).
9. – Alla luce dei superiori principi si può quindi procedere all’esame delle censure relative alle singole sezioni indicate in ricorso, prendendo le mosse da quelle con riferimento alle quali, alla luce della verificazione, le censure, alla stregua di quanto si dirà, si rivelano infondate.
Nel ricorso introduttivo vengono rilevate asserite irregolarità nelle schede e dati incongrui e inattendibili. Dalla verificazione è risultato che: – il numero dei votanti (n. 399) corrisponde alle schede scrutinate; – il numero delle schede complessivamente consegnate alla sezione (n. 937 schede autenticate + n. 12 schede non autenticate + n. 1 scheda elettorale autenticata, annullata e vidimata perché deteriorata = n. 950) corrisponde a quello di cui al verbale. Quanto alla non corrispondenza del numero delle schede autenticate accertato in sede di verificazione (n. 937) con quello di cui al verbale (n. 898), il verificatore ha fornito una sua valutazione, secondo cui “la sezione ha erroneamente autenticato n. 39 schede elettorali in più rispetto al dovuto”. Orbene osserva il Collegio che: – la circostanza che il numero di schede autenticate sia superiore al numero degli aventi diritto al voto non comporta, ex se, l’illegittimità delle operazioni elettorali; – la valutazione del verificatore circa la possibile autenticazione di n. 39 schede in più rispetto al dovuto appare condivisibile, anche alla luce dell’emerso dato della coincidenza del numero complessivo di schede consegnato in sezione quale risultante in sede di verificazione e in verbale. Infatti, nessuna scheda manca in sede di verificazione rispetto al totale di cui al verbale e tanto è sufficiente per fugare ogni dubbio in merito alla possibile esistenza della scheda ballerina; – irrilevante è la circostanza che le schede non autenticate in verbale sono indicate in n. 52 e in verificazione in n. 12, e ciò sia per la coincidenza del rilevante dato finale di cui si è detto, sia per l’autenticazione di n. 39 schede in più e della presenza di n. 1 scheda elettorale autenticata, annullata e vidimata perché deteriorata. La censura, pertanto, non merita accoglimento, atteso che i vizi, peraltro con riferimento a tale sezione genericamente prospettati nel ricorso introduttivo, si disvelano inesistenti all’esito della verificazione. Le ulteriori censure di cui nel ricorso per motivi aggiunti (ad es. stato della busta 3CS, non corretta vidimazione di schede nulle o bianche), in quanto nuove, sono inammissibili e comunque da sole – nella coincidenza dei superiori rilevanti dati – non conducenti ai fini del chiesto annullamento.
Il ricorrente nel ricorso introduttivo afferma che il numero delle schede restituite non sia congruo, prospettando che possano mancare delle schede e che quindi sia stato attivato il meccanismo della scheda ballerina. Dalla verificazione è emersa: – la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate dalla sezione (n. 845) ed il numero di quelle scrutinate (ivi comprese le schede bianche, nulle e contestate) oltre quelle autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione elettorale (n. 845); – la corrispondenza tra il numero delle schede consegnate alla sezione indicato nel verbale (n. 900) e il numero delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione (n. 900); A ciò si aggiunga pure che il numero complessivo di schede elettorali complessivamente non utilizzate (autenticate e non) coincide con quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 448, di cui n. 55 non autenticate e n. 393 autenticate e non utilizzate). Non sono pertanto risultate le prospettate schede mancanti e le incongruità, rilevate con l’originaria censura, non sono state confermate dalla verificazione. Quanto alle ulteriori censure prospettate con i motivi aggiunti (mancata corrispondenza tra i votanti e il numero delle schede scrutinate conteggiate) si tratta di censura nuova e pertanto inammissibile; comunque, essa è anche infondata in quanto nel verbale depositato in atti il dato di n. 454 votanti (anziché n. 452) compare nel § 23 (a pag. 20) dove figura n. 452 + n. 2 elettori che hanno votato presso il presidio ospedaliero “Umberto I” di Siracusa, mentre in altra parte del verbale (§ 35) risulta essere n. 452 con la dicitura che “corrisponde al numero dei votanti indicato nel paragrafo 23 del presente verbale”; tale ultimo dato viene ulteriormente confermato nel § 38, ove si dà atto che le schede scrutinate sono n. 452 e il totale dei votanti n. 452, come accertato dal verificatore.
Il ricorrente lamenta l’attribuzione di voti in modo inattendibile e irragionevole e la “vistosa correzione” di dati. Dalla verificazione è emersa: – la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate indicate in verbale (n. 831) ed il numero di quelle scrutinate (n. 352), ivi comprese le schede bianche, nulle e contestate, più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione elettorale (n. 479), pari a n. 831 schede conteggiate in sede di verificazione; – la corrispondenza tra il numero delle schede consegnate alla sezione indicato nel verbale e il numero delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione (n. 900); – la corrispondenza del numero dei votanti alle schede scrutinate (n. 352). La censura, peraltro genericamente prospettata nel ricorso introduttivo, non è comunque fondata alla luce delle risultanze della verificazione. Le ulteriori doglianze di cui ai motivi aggiunti (verbale privo di bollo e sottoscrizione nelle pagine indicate) sono inammissibili poiché nuove e comunque non sono da sole – in presenza dei superiori
concordanti dati – in grado di determinare l’annullamento delle operazioni elettorali.
Viene denunciata da parte del ricorrente l’inattendibilità di dati. La censura, oltre che generica, è comunque infondata. Infatti, dalla verificazione è emersa: – la non corrispondenza formale tra il numero totale delle schede elettorali autenticate indicate in verbale (n. 977) ed il numero di quelle scrutinate, ivi comprese le schede bianche, nulle e contestate (n. 317), più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione elettorale (n. 663), pari a complessive n. 980 schede conteggiate in sede di verificazione; il verificatore però aggiunge: “la mancata corrispondenza è solo apparente, in quanto, alla pagina 19 paragrafo 22 del verbale delle elezioni elettorali si dà atto che sono state autenticate nel corso della votazione n. 3 schede elettorali, in sostituzione di quelle consegnate agli elettori di cui ai paragrafi 17 , 18 e 20 del medesimo verbale”; – la corrispondenza tra il numero delle schede consegnate alla sezione indicato nel verbale e il numero delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione (n. 1051); – la corrispondenza del numero dei votanti alle schede scrutinate (n. 317).
Ritiene il ricorrente che, in assenza di tutti i dati essenziali, non vi sarebbe certezza che almeno una scheda vidimata non sia stata sottratta dando vita al meccanismo della scheda ballerina. Dalla verificazione è emerso che: – il numero delle schede elettorali scrutinate conteggiate in sede di verificazione corrisponde con il numero di schede scrutinate riportato nelle tabelle di scrutinio (n. 295); – il numero delle schede nulle e bianche conteggiate in sede di verifica coincide con quello riportato nelle tabelle di scrutinio e nei modelli di rilevazione; – il numero complessivo di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) riportato in verbale coincide con quello conteggiato in sede di verificazione (pari a n. 354); dalla verificazione risultano, in particolare, n. 224 schede non autenticate e n. 130 autenticate e non utilizzate, mentre in verbale risultano n. 225 non autenticate e n. 129 autenticate e non utilizzate, ma il risultato finale coincide (n. 354); secondo il verificatore, “tale mancata corrispondenza potrebbe trovare spiegazione, ritenendo che a pagina 21 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 24–“Controllo delle schede per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale autenticate e non utilizzate per la votazione – Spedizione del plico contenente tali schede e quelle rimaste non autenticate”, il numero delle schede autenticate e non utilizzate per la votazione sia stato erroneamente indicato in 129 anziché in 130; mentre il numero delle schede rimaste nel pacco consegnato al Presidente della sezione (quindi non autenticate) sia stato erroneamente indicato in 225 anziché in 224”. Osserva il Collegio che, nonostante le evidenti irregolarità nella verbalizzazione, le stesse non appaiono idonee a manifestare il pericolo della cd. scheda ballerina, in quanto, nel caso, è possibile risalire ai dati mancanti. In particolare, si osserva che la somma delle schede autenticate e non utilizzate e di quelle non autenticate (n. 354) – dato coincidente in verbale e in sede di verificazione – sommato alle schede scrutinate (n. 295) – come ricostruito con le tabelle di scrutinio e verificato – fornisce il risultato di n. 649, che è stato accertato in sede di verificazione essere il numero complessivo delle schede consegnate; ne consegue l’irrilevanza della sola mancanza della scheda. Quanto al dato dei votanti (registrato nel verbale in n. 626, di cui n. 625 elettori iscritti nella lista della sezione e n. 1 elettore degente o detenuto), il verificatore è dell’avviso che “la coincidenza tra numero degli iscritti nelle liste della sezione e numero dei votanti è spiegabile ritenendo che nel verbale delle operazioni della sezione il numero dei votanti sia stato erroneamente riportato con la mera ricopiatura del numero degli iscritti nelle liste della sezione”. Come sopra visto, è poi risultato dalle tabelle e in sede di verificazione che il dato delle schede scrutinate corrisponde a n. 295, con le conseguenze relative. Né, del resto, parte ricorrente introduce elementi per sostenere la non coincidenza dei votanti con le schede scrutinate. A fronte dei superiori dati che il Collegio ritiene determinanti, le ulteriori censure – la mancanza di sigilli, la non vidimazione di schede nulle e bianche, la mancata compilazione del verbale dell’ufficio distaccato (pur sottoscritto) -, non possono condurre all’annullamento dei risultati elettorali, in assenza di ulteriori ed evidenti elementi che comprovino l’alterazione della volontà popolare. Comunque, non v’è prova di schede autenticate non rinvenute in sede di verificazione. Le censure sono pertanto infondate.
Parte ricorrente ritiene che, a fronte di dati essenziali carenti e non coerenti, non può aversi certezza che almeno una scheda autenticata non sia stata sottratta, dando vita al meccanismo della scheda ballerina. Dalla verificazione è emerso che: – c’è corrispondenza tra il numero di votanti indicato nel verbale e il numero delle schede scrutinate (n. 360); – il numero delle schede autenticate in verbale è di 663, mentre quello risultante dalla verificazione è di n. 669; sul punto però il verificatore afferma che “[…] la mancata corrispondenza è spiegabile ove si consideri che numero 6 soggetti (n. 4 maschi e n. 2 femmine), indicati a pag. 20, paragrafo 23, del verbale delle operazioni elettorali, non iscritti nelle liste della sezione, sono stati ammessi a votare nella sezione medesima. Appare, quindi, verosimile ritenere che le schede elettorali autenticate nel corso delle operazioni preliminari svoltesi nella giornata precedente quella di votazione siano state in totale n. 669 (663 + 6), in luogo delle n. 663 indicate nel verbale delle operazioni elettorali che dovevano essere correttamente autenticate per essere corrispondenti al numero totale degli iscritti nelle liste della sezione”; – il numero delle schede non autenticate conteggiato in sede di verificazione corrisponde a quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 30). Parte ricorrente replica (nei motivi aggiunti) alla valutazione del verificatore circa le schede complessivamente autenticate, osservando che la spiegazione dallo stesso fornita (ossia plausibile autenticazione di ulteriori n. 6 schede) sarebbe inesatta in quanto, aumentando di n. 6 le schede autenticate (che quindi andrebbero a n. 669), sarebbe stato necessario detrarre n. 6 schede da quelle non autenticate (che quindi si sarebbero ridotte a n. 24, il che non è perché sarebbero rimaste n. 30, come verificato). Osserva il Collegio che il verificatore prospetta un possibile errore nella verbalizzazione delle schede autenticate e non anche in quella delle schede non autenticate, che pertanto si assume corretta (cfr. anche verbale di verificazione del 9 febbraio 2019 all. 10). Il numero delle schede complessivamente consegnate non è indicato, ma esso è ricostruibile con la verificazione e con i dati in possesso: n. 669 (schede autenticate) + n. 30 (non autenticate) = n. 699. Inoltre, va rilevato che: a) non vi sono schede autenticate in più in verbale, poi non rinvenute in sede di verificazione, il che appare escludere il sospetto circa il loro non corretto utilizzo; b) le schede autenticate da verbale sono in meno rispetto a quelle verificate e l’osservazione del verificatore, che trova plausibile che ciò dipenda dalla autenticazione in corso d’opera di ulteriori n. 6 schede (per i 6 soggetti indicati a pag. 20 § 23 del verbale), non appare irragionevole. Di contro, alla luce dei dati in possesso e di quelli ricostruiti a seguito della verificazione, le argomentazioni di parte ricorrente non introducono elementi per affermare che vi siano state schede autenticate sottratte ai fini della “scheda ballerina”. Le censure sono pertanto infondate. Gli altri elementi evidenziati con i motivi aggiunti (diversità del numero di schede nulle, schede bianche e nulle non custodite in busta sigillata, plico lacerato e accessibile, mancanza di sigilli), autonomamente considerati, ossia senza ulteriori concreti elementi che possano suffragare la tesi dell’alterazione della volontà popolare, non possono condurre, secondo il Collegio, all’annullamento delle elezioni.
Nel ricorso introduttivo si lamenta la mancata indicazione di schede restituite, che non consentirebbe alcuna verifica. In sede di verificazione è stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 341). È stata riscontrata la mancata indicazione a verbale del numero delle schede elettorali da autenticare. Le operazioni di verificazione hanno, tuttavia, riscontrato la coincidenza tra il numero delle schede elettorali autenticate conteggiate in sede di verificazione (n. 704) e quello degli elettori iscritti alla sezione indicato nel verbale delle operazioni elettorali. È stata altresì accertata la corrispondenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione (n. 750) e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale. Il numero delle schede non autenticate conteggiato in sede di verificazione (n. 46) corrisponde a quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali. Pertanto, come osservato dallo stesso verificatore, se dal verbaleemerge che n. 750 sono le schede elettorali complessivamente consegnate alla sezione e n. 46 quelle non autenticate, per differenza se ne deduce che le schede elettorali autenticate dalla sezione sono state n. 704, corrispondenti alle n. 704 schede autenticate complessivamente conteggiate in sede di verificazione. I dati mancanti sono quindi ricostruibili: tale circostanza rende la censura infondata. Le ulteriori censure introdotte con i motivi aggiunti (mancata regolare vidimazione di schede nulle o bianche) sono inammissibili in quanto nuove e comunque non idonee a condurre all’annullamento.
Nel ricorso introduttivo viene censurata la mancanza dell’indicazione del numero di schede restituite e l’inattendibilità di dati. In sede istruttoria, in tale sezione, è stata verificata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 385). Le operazioni istruttorie hanno accertato la corrispondenza sostanziale tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 690) e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 697), considerato che sono stati ammessi a votare ex art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960 numero sette elettori non iscritti alla sezione e, per conseguenza, si è resa necessaria l’autenticazione di ulteriori schede. È stata, altresì, verificata la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 749). Inoltre, sottraendo a n. 690 iscritti n. 378 votanti (385 votanti totali -7 votanti non iscritti), si ottiene il dato di 312 ossia il numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione, risultante in verificazione. Tutti i dati sono stati, quindi, ricostruiti e comunque non risulta mancare alcuna scheda. La doglianza è quindi infondata.
Nel ricorso introduttivo si censura la mancanza del dato dei votanti e secondo la difesa del ricorrente la carenza di tale dato non consentirebbe nessuna verifica sulla correttezza dello svolgimento delle operazioni elettorali; inoltre, sarebbe il dato relativo ai voti validi per l’elezione del consiglio comunale; infine, non risulterebbe costituito l’ufficio distaccato di sezione, né sarebbero state verbalizzate le operazioni del medesimo ufficio. Il verificatore ha osservato quanto segue: “le operazioni di verificazione elettorale non hanno consentito di accertare, sotto il profilo meramente formale (in quanto il dato numerico relativo non è espressamente indicato nel verbale), la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione nel numero complessivo di 800, ed il numero delle schede elettorali da autenticare non riportato nel verbale. Si dà atto, comunque, che vi è corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali consegnate alla sezione (850) ed il numero di quelle scrutinate (403) più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione (397) più quelle non autenticate (50), conteggiate nella odierna seduta di verificazione. Si dà atto, inoltre, che le schede elettorali autenticate, complessivamente conteggiate in sede di verificazione (800), corrispondono al numero totale degli iscritti nelle liste della sezione indicato nel verbale delle operazioni elettorali in 801. Ciò in quanto una elettrice iscritta nella lista della sezione è stata ammessa a votare presso il Presidio Ospedaliero “Umberto I” di Siracusa e, pertanto, una scheda elettorale non è stata autenticata dalla sezione. Si dà atto, infine, che dal verbale delle operazioni elettorali risulta che: numero 850 sono le schede elettorali complessivamente consegnate alla sezione e numero 50 sono le schede elettorali non autenticate. Per differenza, se ne deduce che le schede elettorali autenticate dalla sezione sono state numero 800 (850-50), corrispondenti alle numero 800 schede elettorali autenticate complessivamente conteggiate in sede di verificazione;”. Pertanto, come osservato dal controinteressato, l’esito dell’istruttoria condotta ha accertato: – la corrispondenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali; – la coincidenza tra il numero delle schede elettorali autenticate conteggiate in sede di verificazione e quello degli elettori iscritti alla sezione indicato nel verbale delle operazioni elettorali; – la coincidenza del numero delle schede elettorali non autenticate conteggiato in sede di verificazione con quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali.
Pur a fronte di alcune omissioni nella verbalizzazione, è stato, in effetti, possibile ricostruire la reale volontà del corpo elettorale. Comunque, con riferimento alla lamentata carenza del dato dei votanti, si osserva che nel verbale in atti a pag. 37 § 35 si afferma che il numero delle schede scrutinate è di 403 e corrisponde con quello dei votanti; tale dato viene poi ulteriormente confermato a pag. 42 § 38 del verbale. La censura è pertanto infondata.
Parte ricorrente sostiene che il dato dei votanti sarebbe il risultato di vistose correzioni, come il numero dei voti a favore dei candidati alla carica di Sindaco. In sede di verificazione, è stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali (n. 372) e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 372). Le operazioni istruttorie hanno, altresì, accertato: a) la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 788) e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica e b) la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 850). Il numero complessivo di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non autenticate) conteggiato in sede di verificazione corrisponde a quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (416 + 62). Non sussistono pertanto vizi invalidanti.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente si duole della circostanza che manca del tutto l’indicazione del numero delle schede restituite e della possibilità che, in base ai voti attesi per l’elezione del sindaco sulla base dei dati rilevati, manchi una scheda (meccanismo della scheda ballerina). In sede di verificazione, è stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato nel verbale delle operazioni elettorali in 345 e il numero di schede elettorali scrutinate conteggiato in detta sede pari a 345. È stata riscontrata la mancata indicazione a verbale del numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale e di quelle non autenticate riposte nella busta 3CS. Osserva il Collegio che risulta dal verbale che le schede da autenticare erano n. 657; aggiungendo a 657 il numero delle schede non autenticate (in verbale) ossia 43 si ha il risultato di 700, corrispondente alle schede risultate complessivamente presenti in sede di verifica; di conseguenza, il dato delle schede complessivamente consegnate, anche se non esplicitato in verbale, è ricavabile dalla sommatoria dei detti dati contenuti in verbale e coincide con il totale alle schede rinvenute in sede di verificazione. Insomma, sussiste una diversa articolazione interna di dati la cui sommatoria dà, però, sempre il risultato di n. 700 schede, le quali sono tutte presenti; né si configura l’ipotesi delle schede autenticate risultate in sede di verificazione in meno rispetto a quelle dichiarate in verbale e, pertanto, il sospetto della “scheda ballerina” si disvela infondato, e ciò in assenza di ulteriori elementi addotti dal ricorrente che depongano in senso contrario. Ne consegue che le censure di parte ricorrente non meritano accoglimento poiché: – da una parte, i dati mancanti sono stati ricostruiti, come sopra esposto; – dall’altra, il denunciato sospetto di scheda mancante si è rivelato, come detto, infondato.
Nel ricorso introduttivo si deduce l’assenza dell’indicazione del numero di schede restituite che impedirebbe la verifica della correttezza dello svolgimento delle operazioni elettorali. L’istruttoria espletata ha accertato la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale e il numero di schede elettorali scrutinate (321). Le operazioni di verifica hanno altresì accertato: a) la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 667) e il numero di quelle complessivamente
autenticate conteggiate in sede di verifica; b) la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede
consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 700). c) la coincidenza tra il numero di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiato in sede di verificazione con quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 346 e n. 33). La censura pertanto non merita accoglimento.
Il ricorrente nel ricorso introduttivo lamenta incongruenze e inattendibilità nell’assegnazione dei voti al sindaco e nell’elezione del consiglio comunale; non sarebbe stato inoltre rinvenuto il primo originale del verbale. L’istruttoria espletata ha accertato: a) la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 565); b) la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 879); c) la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 945). d) la coincidenza tra il numero di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiato in sede di verificazione e quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali. La censura, di per sé generica, è pertanto anche infondata.
Nel ricorso introduttivo si censura la mancanza in parte dell’indicazione del numero di schede restituite e la mancata registrazione dei votanti; la mancanza di tali indicazioni non consentirebbe nessuna verifica della correttezza dello svolgimento delle operazioni elettorali. Dalla verificazione è emerso che: – “… vi è corrispondenza tra il numero delle schede elettorali da autenticare indicato nel verbale delle operazioni elettorali (834) ed il numero di quelle scrutinate (ivi comprese le schede nulle e bianche) (476) più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione (358), pari a complessive numero 834 schede elettorali, conteggiate nell’odierna seduta di verificazione … – nell’originale del verbale delle operazioni elettorali, alla pagina 8 è indicato in 66 il numero delle schede non autenticate riposte nella busta numero 3-CS, contrariamente a quanto dedotto nel ricorso sul punto, laddove si contesta che nel verbale dell’ufficio elettorale di sezione “manca in parte l’indicazione del numero di schede restituite”; – nel verbale delle operazioni elettorali non è registrato il numero dei votanti, in quanto è stato invece riportato (ad avviso del sottoscritto funzionario verificatore delegato, erroneamente) il numero totale degli iscritti nelle liste della sezione; – … a pagina 42 del verbale delle operazioni elettorali, al paragrafo 38 “Prospetto riepilogativo” non sono indicati i voti validi espressi sia per i candidati alla carica di sindaco che per le liste; non è inoltre indicato il totale generale delle schede scrutinate mentre il totale dei votanti della sezione è indicato in numero 476.”. Inoltre, il numero delle schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiato in sede di verificazione è risultato coincidente con quello riportato nel verbale; coincide anche il numero delle schede consegnate al Presidente e di quelle complessivamente conteggiate. Ne consegue che le censure di cui al ricorso introduttivo non hanno trovato conferma in sede di verificazione. Le ulteriori censure di cui al ricorso per motivi aggiunti (schede bianche o nulle non regolarmente vidimate) in quanto nuove sono inammissibili e comunque, da sole, non possono condurre all’annullamento delle elezioni.
Parte ricorrente lamenta che nel verbale di sezione manca l’indicazione del numero dei votanti e tale mancanza non consente nessuna verifica della correttezza dello svolgimento delle operazioni elettorali. Si attesterebbe nel verbale la corrispondenza tra schede scrutinate e votanti nonostante nel § 23 non sia registrato il numero dei votanti. Con riguardo a tale sezione – contrariamente a quanto asserito da parte ricorrente, anche nei motivi aggiunti circa la mancanza del dato relativo al numero dei votanti – la relazione finale di verificazione, a pagina 39, dà atto che il totale dei votanti della sezione è riportato a pagina 42, paragrafo 38 “prospetto riepilogativo” del verbale delle operazioni elettorali in numero pari a 526 (mentre a pag. 19 e 20 del verbale è indicato in 804 corrispondente al numero degli iscritti). Secondo il verificatore “… la suddetta discrasia è spiegabile, ritenendo che alla pagina 20, paragrafo 23, del verbale delle operazioni della sezione, il numero dei votanti sia stato erroneamente riportato con la mera ricopiatura del numero degli iscritti nelle liste della sezione”. Considerato che le schede scrutinate (ivi comprese le bianche e le nulle) sono state conteggiate in verificazione nel numero di 526, il dato corrisponde al numero dei votanti di cui al verbale. Inoltre con la verificazione è stata verificata: – la corrispondenza tra le schede consegnate al presidente (n. 850) e quelle complessivamente verificate (n. 850); – la corrispondenza tra il numero delle schede elettorali autenticate e conteggiate in sede di verificazione (n. 804) e quelle da autenticare indicate nel verbale (n. 804), pari al numero totale di iscritti nelle liste della sezione; – la corrispondenza del numero delle schede non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiate in sede di verificazione e indicate in verbale. Anche per tale sezione le censure del ricorso non resistono all’esito della verificazione a fronte della corrispondenza dei rilevanti superiori dati. Le ulteriori censure di cui al ricorso per motivi aggiunti (stato dei plichi, non regolare vidimazione di schede nulle o bianche) sono inammissibili e comunque – nella concordanza dei superiori dati – non possono condurre all’annullamento delle elezioni.
Nel ricorso introduttivo il ricorrente lamenta la non corrispondenza tra votanti (n. 495) e schede scrutinate (n. 494); prospetta la sottrazione di almeno una scheda autenticata, che avrebbe dato vita al meccanismo della scheda ballerina. La verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 841) e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica; – la corrispondenza tra il numero di schede scrutinate conteggiato in sede istruttoria e il numero di schede spogliate registrato a pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali (n. 494); – l’identità tra in numero di schede non autenticate riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede non autenticate conteggiato in sede istruttoria (n. 59); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 900). L’irregolarità riscontrata nella sezione 25 (non corrispondenza tra n. 495 votanti in verbale e n. 494 schede scrutinate) non è idonea ad invalidare il risultato elettorale, trattandosi di discordanza di un solo voto (in difetto rispetto ai dichiarati votanti), in un contesto che – alla luce dei concordanti dati sopra riferiti – non lascia altrimenti supporre l’irregolarità delle operazioni di voto (cfr. Cons. Stato, sez. III, n. 4863 del 21 novembre 2016). Le ulteriori censure (stato dei plichi) in quanto nuove sono inammissibili e comunque non rilevanti ai fini del chiesto annullamento.
Il ricorrente lamenta nel ricorso introduttivo l’assenza dell’indicazione delle schede autenticate e la mancanza
dell’indicazione del numero dei votanti; non vengono evidenziati i n. 8 elettori che hanno votato attraverso l’ufficio distaccato; in mancanza di tali dati non sarebbe possibile alcuna verifica sul corretto svolgimento delle elezioni. Nei motivi aggiunti afferma, oltre alla mancanza del numero dei votanti, che il numero delle schede autenticate conteggiate (n. 807) – non corrispondente con il numero degli iscritti – non sarebbe comparabile con il numero delle schede autenticate non registrato nel primo originale del verbale e non corrisponderebbe con il numero desumibile dal secondo originale di verbale (n. 808); le schede non autenticate sono state conteggiate in n. 144, non corrispondente con il numero risultante con il secondo originale di verbale (n. 143); il numero complessivo delle schede consegnate è indicato in 951, ma non è indicato nel primo originale il numero delle schede autenticate e non “autenticate” [utilizzate], mentre nel secondo originale il numero delle schede non autenticate è di n. 143 e per differenza algebrica si ricava il numero delle schede autenticate in n. 808, non coincidente con quelle verificate. Le censure non meritano accoglimento. In sede di verificazione – contrariamente a quanto lamentato dal ricorrente a pagina 21 dei motivi aggiunti in punto di mancata verbalizzazione del numero dei votanti – è stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti, indicato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali, e il numero di schede elettorali scrutinate (cfr. pagina 44 della relazione finale di verificazione ove si dà atto che “nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali il totale dei votanti è riportato in n. 489, di cui n. 232 maschi e n. 257 femmine”). Inoltre, il numero complessivo di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione e di schede elettorali non autenticate conteggiato in sede di verificazione in 462 è risultato coincidente con quello riportato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali (n. 462). Ed ancora, è stata riscontrata la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 951). Pertanto, al di là di errori di verbalizzazione, la coincidenza del numero complessivo delle schede (n. 951), la coincidenza del numero complessivo tra schede non autenticate e autenticate e non utilizzate (n. 462), la coincidenza del numero di votanti e la corrispondenza con le schede scrutinate, come verificate (n. 489), sono tutti elementi che escludono il pericolo della scheda ballerina e quindi di vizi invalidanti le elezioni. La mancata verbalizzazione del numero delle schede autenticate non può avere forza invalidante a fronte di tali corrispondenze; né si può desumere che il numero delle schede da autenticare doveva essere di n. 808 non corrispondente con il dato verificato (n. 807), in quanto, a fronte del numero complessivo di schede consegnate coincidente con quello emerso in verificazione, la somma complessiva delle schede restituite di cui al verbale è risultata coincidente con quella verificata, anche se erroneamente con diversa modulazione interna, per cui le deduzioni di parte ricorrente non sono convincenti. La censura, pertanto, non merita accoglimento. Le ulteriori censure contenute nel ricorso per motivi aggiunti (schede bianche o nulle non regolarmente vidimate), in quanto nuove, sono inammissibili e comunque da sole non invalidanti.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta che è stata omessa l’indicazione delle schede non autenticate ed è incoerente l’indicazione delle schede restituite. Sostiene il ricorrente nei motivi aggiunti che dalla verificazione è emerso che le schede complessive – tutte autenticate – sono n. 847 a fronte di una verbalizzazione di n. 848, per cui mancherebbe una scheda. Il controinteressato osserva che: – è stata accertata la corrispondenza tra i votanti e le schede scrutinate (n. 497); – il numero delle schede totali rinvenute coincide con quelle consegnate al presidente. Dalla lettura del verbale della seduta di verificazione del 15 marzo u.s. all. 16 (cfr. pagina 4) può dedursi la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in quella sede e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni
elettorali in 848. Osserva, inoltre, che “la presenza – peraltro verbalizzata – di una scheda non autenticata evidentemente non conteggiata è sfuggita pure al verificatore che a pagina 46 della sua relazione finale evidenzia che “numero 0 sono le schede elettorali non autenticate conteggiate in sede di verificazione elettorale”, nonostante a pagina 5 del verbale della seduta di verificazione del 15 marzo u.s. dia atto del rinvenimento all’interno della scatola di carta attaccata alla busta 3-CS di “n. 1 scheda non autenticata”. A riprova è sufficiente effettuare la somma algebrica dei seguenti dati emersi nel corso della verifica: n. 5 schede elettorali autenticate nulle + n. 1 scheda elettorale bianca + n. 491 schede elettorali autenticate e scrutinate come voti validi + n. 350 schede elettorali autenticate ma non utilizzate + n. 1 scheda non autenticata, per un totale di n. 848 schede elettorali. Ritiene il Collegio intanto che la censura si mostri del tutto nuova, non essendo stata prospettata nel ricorso introduttivo; comunque essa, oltre che inammissibile, è anche infondata in quanto la superiore ricostruzione del controinteressato appare plausibile alla luce della documentazione citata. Anche in tal caso, pertanto, non c’è prova evidente della mancanza di una scheda. La circostanza che siano state autenticate tutte le schede tranne una e in misura superiore agli iscritti peraltro non è in sé invalidante. Le ulteriori nuove censure (schede bianche e nulle non vidimate, stato delle buste, ecc.) in quanto nuove sono inammissibili e non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente afferma che, essendo i votanti n. 528, le schede nulle n. 11 e quelle bianche n. 1, il numero atteso di voti validi per l’elezione del sindaco è 516, mentre risultano registrati a favore del sindaco n. 515 voti, per cui mancherebbe una scheda. Nei motivi aggiunti lamenta parte ricorrente che, essendo le schede complessive risultanti da verificazione pari a n. 1047 (delle quali n. 911 autenticate e n. 136 non autenticate) e il numero totale delle schede consegnate risultanti da verbale pari a n. 1058, mancherebbero 11 schede. Non coinciderebbero inoltre i votanti e le schede scrutinate (n. 528 i primi e n. 527 le seconde, come da verificazione). Il controinteressato afferma che: – il numero delle schede elettorali spogliate conteggiate in sede di verificazione è pari a n. 527 (e non 528). È plausibile quindi ritenere che il numero dei votanti della sezione sia pari a n. 527, che sommato al numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate conteggiato in detta sede pari a n. 384, corrisponde alle numero 911 schede elettorali autenticate registrate a verbale e conteggiate in istruttoria; – di conseguenza, può dirsi accertata pure la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (n. 911 elettori iscritti – n. 527 votanti = n. 317) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione, come detto, pari a n. 384 conteggiato in sede di verificazione. Il Collegio osserva che dalla verificazione è emerso che “vi è corrispondenza tra il numero delle schede elettorali da autenticare indicato nel verbale delle operazioni elettorali (911) ed il numero di quelle scrutinate (ivi comprese le schede nulle e la scheda bianca) (527) più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione (384), pari a complessive numero 911 schede elettorali autenticate, conteggiate nella seduta di verificazione”. Quanto alla non coincidenza del numero dei votanti, si osserva che l’ipotesi prospettata dal controinteressato (di un errore) appare verosimile in considerazione del fatto che nel verbale a pagina 42 § 38 risultano n. 515 voti per il sindaco + n. 1 bianca + n. 11 nulle per un totale di schede di n. 527 e non di n. 528. Comunque, si osserva che il meccanismo della cd. scheda ballerina non è provato dal numero dei votanti superiore al numero delle schede scrutinate, essendo invece caratterizzato da un meccanismo di sottrazione a monte di una scheda autenticata. Insomma, le schede autenticate accertate corrispondono a quelle indicate in verbale, come dichiarato dal verificatore (n. 911); le schede autenticate indicate nel verbale sono tutte presenti (tra quelle scrutinate [n. 527] e quelle autenticate e non utilizzate [n. 384] ); non è, quindi, configurabile alcun concreto indizio – nemmeno a posteriori con la verificazione – in ordine all’uso anomalo o fraudolento delle schede autenticate, dimodoché l’originaria censura di sottrazione di una scheda, come formulata con il ricorso introduttivo (in cui si prospettava la mancanza di un voto per il sindaco e quindi di una scheda autenticata), non può essere accolta. Le ulteriori censure proposte per la prima volta con i motivi aggiunti (come la prospettata mancanza di n. 11 schede rispetto a quelle consegnate al presidente) non sono ammissibili; comunque, gli errori nella verbalizzazione, a fronte della coincidenza dei detti dati e soprattutto della circostanza che sono state rinvenute tutte le schede autenticate indicate in verbale, non può condurre all’annullamento delle elezioni; la non coincidenza di alcuni dati può trovare spiegazione anche con la circostanza che nel corso delle operazioni risultano autenticate n. 11 schede per elettori non iscritti. Conclusivamente, le censure di cui al ricorso introduttivo non meritano accoglimento e quelle contenute nei motivi aggiunti sono inammissibili in quanto nuove.
SEZIONI 29
La censura del ricorso introduttivo attiene alla ritenuta inattendibilità del dato di voti per il consiglio comunale. Al di là della genericità della censura, comunque risulta provata la corrispondenza di tutti i dati rilevanti. È stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 439). Le operazioni istruttorie hanno inoltre accertato: a) la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle autenticate complessivamente conteggiate in sede di verifica (n. 804), nonché b) la coincidenza tra il
numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 850). Il numero complessivo di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiato in sede di verificazione corrisponde a quello registrato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 411). Le censura non merita accoglimento.
La censura del ricorso introduttivo attiene alla ritenuta inattendibilità del dato di voti per il consiglio comunale. Al di là della contestazione invero generica, comunque risulta provata la corrispondenza di tutti i dati rilevanti. È stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 435). Le operazioni istruttorie hanno, altresì, accertato: a) la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 769) e il numero di quelle autenticate complessivamente conteggiate in sede di verifica (n. 771), “considerato che, come risulta a pagine 19, paragrafo 22, del verbale delle operazioni elettorali, nel corso della votazione sono state autenticate ulteriori numero 2 schede elettorali al fine di consentire l’espressione del voto a numero 2 elettrici ammesse a votare ai sensi dell’art.28 del t.u. regionale 3/1960”; b) la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 801); c) la coincidenza tra il numero complessivo di schede elettorali non utilizzate per la votazione (autenticate e non) conteggiato in sede di verificazione e quello registrato nel verbale delle operazioni elettorali (pag. 21 § 24 del verbale). La censura non merita, pertanto, accoglimento.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta l’inesatta l’indicazione delle schede restituite e l’omessa indicazione del numero dei votanti; ciò impedirebbe la verifica della correttezza dello svolgimento delle operazioni elettorali. Nel ricorso per motivi aggiunti il ricorrente afferma che il numero delle schede autenticate, superiore a quello degli iscritti, non sarebbe comparabile in quanto non registrato nel verbale; che il numero dei votanti non è registrato nel verbale e questo renderebbe impossibile verificare la corrispondenza con il numero di schede scrutinate ed accertare il numero degli elettori iscritti nella sezione che non hanno votato per verificarne la corrispondenza con il numero di schede autenticate non utilizzate. Osserva il controinteressato che il totale dei votanti della sezione è riportato a pagina 42, paragrafo 38 “prospetto riepilogativo” della copia conforme del verbale delle operazioni elettorali in numero pari a n. 484 (in atti). Considerato che le schede scrutinate (ivi comprese le bianche e le nulle) sono state conteggiate in sede di verificazione nel numero di 484, tale dato coincide con quello del numero dei votanti registrato nel verbale delle operazioni elettorali. Fa, inoltre, notare che il secondo originale del verbale della sezione in esame non è stato rinvenuto in sede di verificazione all’interno della busta 4-CS, questo spiegherebbe la ragione per cui la relazione finale di verificazione non dà atto della riscontrata corrispondenza. Ed ancora, il numero complessivo di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione (n. 412) è risultato coincidente con quello riportato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali in n. 412, a pagina 21, paragrafo 24 (depositato in atti). Può dirsi accertata la corrispondenza pure fra il numero di schede elettorali non
autenticate conteggiato in sede di verificazione in n. 54 e quello registrato nel verbale da ricavarsi per differenza algebrica sottraendo al numero complessivo di schede elettorali non utilizzate (autenticate e non), indicato in n. 466, il numero delle schede autenticate non utilizzate registrato in 412 [466 – 412 = 54]. Inoltre, è stata riscontrata la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 950). Osserva il Collegio che, alla luce delle superiori osservazioni che hanno trovato riscontro in sede di verificazione, non emergono vizi invalidanti secondo la giurisprudenza sopra citata e soprattutto non risulta alcuna scheda mancante. Le ulteriori nuove censure di cui al ricorso per motivi aggiunti
(schede nulle o bianche non vidimate, stato di plichi ecc.) sono inammissibili in quanto nuove.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta che manca nel verbale l’indicazione delle schede autenticate e non sarebbe coerente l’indicazione del dato concernente quelle restituite “che peraltro non risultano neppure inserite nel plico sigillato e trasmesse al tribunale prima dell’apertura dell’urna”; manca l’indicazione dei votanti; non è attestata la corrispondenza tra votanti e schede scrutinate. Parte ricorrente osserva nei motivi aggiunti che la verificazione avrebbe fatto emergere una scheda in eccesso rispetto a quelle consegnate risultanti da verbale (n. 899 in verbale e n. 900 rinvenute). Il controinteressato replica che: – la consultazione – in sede di verificazione – del modello di rilevazione numero 12 (sottoscritto dal segretario e dal presidente) ha confermato che il numero dei votanti è pari a 438 (cfr. verbale di verificazione del 22 marzo 2019 all. 17) ed ha così consentito di riscontrare la corrispondenza tra il numero dei votanti e il numero di schede elettorali complessivamente scrutinate conteggiato nel corso dell’istruttoria, che, a sua volta, corrisponde a quello registrato a pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 35; – in sede di verificazione è stata accertata la corrispondenza tra il numero delle schede elettorali autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 862) e il numero degli elettori iscritti alla sezione (n. 862); e, per l’effetto, la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (862 – 438 [votanti] = 424) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato nel corso della verifica in 424; – è stata accertata altresì la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 38); ne conseguirebbe che la verbalizzazione del numero di schede consegnate al presidente in 899 in luogo di n. 900 sarebbe dovuta ad una svista da parte dei componenti dell’ufficio elettorale, che non avrebbe impedito di dimostrare a posteriori la regolarità delle operazioni di voto e, per conseguenza, la genuinità del risultato elettorale. Il Collegio rileva che le corrispondenze dei dati di cui sopra [coincidenza dei votanti con le schede scrutinate (438), come da modello 12 in sede di verificazione; coincidenza del numero delle schede non autenticate (38); n. schede autenticate quali verificate coincidente con il numero degli iscritti (862); dato delle schede autenticate e non utilizzate ricavabile dai superiori dati], congiuntamente alla circostanza (ritenuta dal Collegio rilevante) che le schede consegnate indicate nel verbale risultano inferiori di una unità (e non superiori) rispetto a quelle rinvenute in sede di verificazione (censura quest’ultima peraltro nuova), sono tutte circostanze che non depongono comunque per una scheda autenticata in più rispetto a quelle verificate; ne consegue che non vi è evidenza la cd. scheda ballerina o comunque di un’alterazione della volontà popolare. Le ulteriori censure (schede bianche e nulle non vidimate e stato della busta 4CSter) sono inammissibili in quanto nuove.
Nel ricorso introduttivo il ricorrente lamenta una “vistosa correzione” nel dato delle schede nulle, la circostanza che non risulta dal verbale che le schede nulle siano state immediatamente vidimate e poste in busta separata e l’inattendibilità dei dati relativi ai voti. Il ricorrente nei motivi aggiunti sottolinea la non coincidenza del numero delle schede autenticate di cui al verbale (n. 872) e di quello accertato a seguito di verificazione (n. 897), pari al totale delle schede consegnate nella sezione e non corrispondente al numero degli elettori iscritti. Il numero delle schede autenticate e non utilizzate in verifica non corrisponderebbe al numero degli iscritti che non hanno votato. Le n. 21 schede nulle e le n. 2 schede contestate conteggiate in sede di verifica non sono vidimate. Nel verbale non sono registrate le schede contestate e quelle nulle sono registrate in n. 41. Replica il controinteressato che è stata accertata la corrispondenza tra il numero di votanti in verbale (n. 452) e il numero di schede elettorali scrutinate conteggiato (n. 452), nonché la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 897). In particolare, nella sezione in esame, a fronte delle n. 872 schede da autenticare indicate a verbale sono state autenticate tutte le n. 897 schede. Sull’inconsistenza di tale dato, si rinvia alla giurisprudenza sopra richiamata. Si fa notare che, alle pagine 7 e 8, paragrafo numero 6, del verbale delle operazioni elettorali, il numero delle schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS è indicato nel numero di 0, come emerso in sede di verificazione. Anche in tale caso la coincidenza dei dati come sopra descritti e la circostanza che non v’è prova evidente della mancanza di una scheda autenticata fuga ogni dubbio sull’utilizzo anomalo delle schede autenticate conducono al rigetto delle censure, come formulate. Tutte le ulteriori censure introdotte con i motivi aggiunti sono inammissibili laddove nuove; comunque esse non possono condurre da sole all’annullamento delle operazioni elettorali.
SEZIONI 37
Nel ricorso introduttivo viene lamentato che manca del tutto l’indicazione delle schede restituite e che non è coerente l’indicazione di quelle ricevute e autenticate; verrebbe a mancare una scheda rispetto a quelle ricevute. La verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 470); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 727) e il numero di quelle autenticate complessivamente conteggiate in sede di verifica (n. 737), considerato che sono state autenticate ulteriori 10 schede elettorali per consentire l’espressione del voto agli elettori ammessi a votare ai sensi dell’art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960; – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 801). Peraltro, il dato delle schede autenticate e non utilizzate (mancante in verbale) è ricostruibile alla luce dei dati di cui in verbale e di quelli emersi in verificazione; in particolare, n. 727 schede autenticate (non considerando quindi quelle autenticate nel corso delle elezioni per i non iscritti) meno 460 (votanti iscritti) dà il risultato di 267, che è il numero di schede autenticate e non utilizzate rinvenute in sede di verificazione. Pertanto, non manca alcuna scheda e le censure di cui al ricorso introduttivo si rivelano infondate, essendo ricostruibili i dati mancanti. Quelle di cui ai motivi aggiunti (stato della busta 3CS) sono censure inammissibili in quanto nuove e comunque non in grado, da sole e nella corrispondenza dei superiori dati, di inficiare la validità delle elezioni.
Nel ricorso introduttivo il ricorrente lamenta che non sarebbe congrua l’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite; nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni sarebbe possibile. La verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle autenticate complessivamente conteggiate in sede di verifica, considerato che nella sezione sono
state autenticate ulteriori 4 schede elettorali per consentire l’espressione del voto agli elettori ammessi a votare ai sensi dell’art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960; – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 799). Sussiste anche la coincidenza tra i votanti e le schede scrutinate (n. 433) e il dato del numero delle schede non autenticate (n. 26) come indicato in verbale e come verificato. Pertanto la censura, come prospettata, non può trovare accoglimento.
Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti (stato della busa 3CS) sono inammissibili e comunque non riescono a fondare l’annullamento delle elezioni.
Nel ricorso introduttivo si lamenta l’inattendibilità di alcuni dati per l’elezione del consiglio comunale.
I dati rilevanti ai fini della regolarità delle operazioni elettorali risultano verificati. In particolare, la verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 410); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle autenticate complessivamente
conteggiate in sede di verifica (n. 848); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali
conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 900). Pertanto, al di là della genericità della censura, comunque non risultano anomalie in grado di determinare l’annullamento del risultato delle elezioni. Le ulteriori censure contenute nei motivi aggiunti (non regolare vidimazione delle schede nulle o bianche) sono inammissibili e
comunque non possono condurre all’annullamento delle elezioni.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta l’autenticazione di tutte le schede elettorali consegnate e ritiene di qualificare tale circostanza alla stregua di una ipotesi di irregolarità sostanziale idonea a determinare in via autonoma l’annullamento delle operazioni elettorali. Non viene attestata la corrispondenza tra i votanti e le schede scrutinate. La verificazione ha consentito di accertare i seguenti dati: – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato nel verbale delle operazioni elettorali e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 700); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate dal sindaco al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 700). Il numero dei votanti è indicato –per refuso – in numero pari a quello degli iscritti alla sezione (n. 608) più i 7 elettori ammessi a votare ai sensi dell’art.28 T.U. reg. n. 3/1960 (per un totale di n. 615). Osserva il Collegio che i voti per il sindaco validi risultano in verbale in n. 362 e tale numero coincide con i voti validi accertati in verificazione; aggiungendo a tale dato quello delle schede nulle e bianche (12+1), come risultanti in verificazione, si può ricostruire il numero di 375 schede scrutinate coincidente con quanto verificato. Né parte ricorrente introduce elementi volti a contestare la coincidenza dei votanti con le schede scrutinate, come accertate in sede di verificazione. Irrilevante è in sé il dato della autenticazione di tutte le schede consegnate e comunque di schede in misura superiore a quella degli elettori iscritti. Comunque, nessuna sottrazione di scheda c’è stata e nessun uso anomalo o fraudolento di schede autenticate (che sono n. 700 tra scrutinate e non utilizzate), dimodoché le censure di parte ricorrente non meritano accoglimento. Le ulteriori censure dei motivi aggiunti (schede nulle e contestate non vidimate, divergenza tra verbale e verificazione sulle schede nulle e contestate, stato della busta 4CSter, adeguata autenticazione delle schede) sono nuove e pertanto non ammissibili; esse, da sole, e nella concordanza dei superiori dati, non possono comunque rilevare ai fini dell’annullamento delle elezioni.
SEZIONE 42 E 43
In relazione a tali sezioni, il ricorrente lamenta l’avvenuta autenticazione di tutte le schede elettorali consegnate alle sezioni e ritiene di qualificare tale circostanza alla stregua di una ipotesi di irregolarità sostanziale idonea a determinare in via autonoma l’annullamento delle operazioni elettorali. Si è già detto che così non è alla stregua della giurisprudenza prevalente sul tema. Tanto chiarito, con riguardo alle sezioni in esame, la verificazione ha consentito di accertare i seguenti dirimenti dati: – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato nel verbale delle operazioni elettorali e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica; – l’assoluta coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate dal sindaco al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali. In relazione a tali sezioni (42 e 43) è stata attestata pure la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate. Le censure non meritano, pertanto, positiva valutazione. Le ulteriori censure contenute nei motivi aggiunti (“non è stato rilevato adeguatamente che tutte le schede consegnate dal Sindaco al Presidente risultano autenticate”; stato dei plichi per la n. 42, non regolare vidimazione delle schede bianche e nulle per la n. 42) sono inammissibili in quanto nuove e comunque, per le ragioni dette, non possono condurre, da sole e nella corrispondenza dei superiori dati, all’annullamento delle elezioni.
SEZIONI 55
Il ricorrente lamenta l’attribuzione ai candidati alla carica di sindaco di un numero di voti inferiore rispetto a quelli attesi, con la possibile mancanza di una scheda e dell’attivazione della scheda ballerina. La verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 566); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 917); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 1000); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 83). La censura pertanto non merita accoglimento, non essendo provata la mancanza di una scheda.
Nel ricorso introduttivo il ricorrente contesta la non congruità dell’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite. Il numero delle schede spogliate non è certificato e conseguentemente non ne è attestata la corrispondenza con il numero dei votanti. Il numero atteso per i voti al sindaco è superiore rispetto a quello risultante. Il dato dei voti per il consiglio comunale è inattendibile. Nei motivi aggiunti si contesta che non vi è coincidenza tra i votanti (n. 415) e le schede scrutinate (n. 418), tra il numero degli elettori che non hanno votato e il numero delle schede autenticate e non utilizzate risultate a seguito di verificazione; non coincide nemmeno il numero delle schede autenticate quale risultante in verbale e a seguito di verificazione. Controdeduce il controinteressato che: – è stata riscontrata la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 800); – può dirsi accertata la corrispondenza pure fra il numero di schede elettorali non autenticate conteggiato in sede di verificazione in 42 e quello registrato nel verbale in 42 [v. pag. 21 § 24]. – a fronte di n. 748 elettori iscritti alla sezione sono state autenticate n. 758 schede elettorali complessivamente conteggiate in sede di verificazione, per consentire la votazione agli elettori ammessi ai sensi dell’art. 28 T.U. Reg. n. 3/1960 (pag. 16 § 18). Osserva il Collegio che dai dati presenti nel verbale si ricava che sottraendo da n. 800 schede consegnate n. 42 schede non autenticate si ottiene il risultato di n. 758, che è il numero delle schede autenticate accertato in verificazione. Sicuramente ci sono errori nella verbalizzazione, ma, da una parte, le schede consegnate sono state integralmente rinvenute (n. 800), dimodoché nessuna sottrazione indebita è dimostrata; dall’altra, le schede autenticate come indicate in verbale sono in numero inferiore rispetto a quelle rinvenute (ulteriori schede sono state autenticate nel corso della votazione per i motivi detti), dimodoché non è comunque evidente un’anomala gestione delle schede in assenza di ulteriori elementi dedotti da parte ricorrente. Quanto alla non corrispondenza tra i votanti (n. 415) e le schede scrutinate (n. 418), ritiene il Collegio che l’irregolarità riscontrata nella sezione 57 non possa invalidare il risultato elettorale, trattandosi di discordanza di tre voti (in più rispetto ai dichiarati votanti), in un contesto che – alla luce dei concordanti dati sopra riferiti e soprattutto del rinvenimento di tutte le schede – non lascia supporre l’alterazione della manifestazione del voto (cfr. Cons. Stato, sez. III, n. 4863 del 21 novembre 2016). Quanto alle ulteriori censure dei motivi aggiunti (stato dei plichi, censure sulla vidimazione, mancata indicazione delle schede bianche o nulle in verbale) sono inammissibili e comunque non tali da condurre da sole all’annullamento delle elezioni.
Con il ricorso introduttivo parte ricorrente ha denunciato l’inattendibilità dei dati per l’elezione del consiglio comunale, essendo il risultato inferiore di n. 17 unità rispetto a quello atteso. Con i motivi aggiunti il ricorrente denuncia la mancanza di una scheda; infatti, a fronte di n. 900 schede consegnate al presidente sono state rinvenute in sede di verificazione complessivamente n. 899 schede. Afferma il controinteressato che: – c’è corrispondenza nel verbale e nella verificazione sul numero dei votanti (n. 455) e delle schede scrutinate; – c’è corrispondenza tra il numero delle schede autenticate in verbale (n. 854+ n.3 autenticate nel corso delle elezioni = n. 857) e di quelle rinvenute in sede di verificazione; infatti, “le operazioni di verificazione elettorale hanno consentito di accertare la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione, nel numero complessivo di 857 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 854, considerato che, come risulta dalla pagina 19 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 22, nel corso della votazione sono state autenticate n. 3 schede elettorali per consentire l’espressione del voto a n. 3 elettori ammessi a votare, ai sensi dell’art. 28 del T.U. Reg. n. 3/1960”; – al più mancherebbe una scheda non autenticata. Il Collegio osserva che le argomentazioni del controinteressato appaiono plausibili alla luce di quanto emerso in sede di verificazione. Non è provato insomma un uso anomalo di schede autenticate, risultando queste ultime tutte presenti (scrutinate e non utilizzate). L’eventuale mancanza di una scheda non autenticata – sempre che non si tratti di un errore materiale di conteggio – in assenza di ulteriori elementi qualificanti, secondo il Collegio non può condurre all’annullamento delle operazioni elettorali; peraltro si osserva che la censura della sottrazione della scheda rispetto a quelle consegnate, nel caso, prima ancora che infondata per i detti motivi (non è risultata una scheda autenticata in meno), è inammissibile in quanto del tutto estranea al thema decidendum tracciato con riferimento a tale sezione nel ricorso introduttivo (ove si lamentava il difetto di voti rispetto a quelli attesi e quindi di schede autenticate). Le ulteriori censure di cui al ricorso per motivi aggiunti (stato dei plichi, ecc.), oltre che inammissibili, da sole non conducono all’annullamento richiesto.
Con riguardo a tale sezione, parte ricorrente lamenta l’asserita impossibilità di accertare il regolare svolgimento delle operazioni di voto a fronte dell’erronea indicazione nel verbale del numero dei votanti; inoltre, il plico delle schede da restituire non risulterebbe vidimato né consegnato ad alcun incaricato; lamenta, inoltre, l’inattendibilità dei dati. Tale censura, sviluppata con i motivi aggiunti, è infondata. Il verificatore nella sua relazione finale ha dato atto “che alla pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo n. 35, risulta che il numero complessivo delle schede spogliate (452) corrisponde al numero dei votanti” (cfr. pagina 77 della relazione). Tale numero coincide con il numero complessivo di schede scrutinate conteggiato in sede di verifica in 452. A fronte del numero 779 schede elettorali da autenticare registrato nel verbale delle operazioni elettorali, sono state invece autenticate tutte le schede. Fermo restando che tale circostanza è priva di per sé di efficacia viziante, la verificazione ha accertato che (cfr. 12 del verbale della seduta di verificazione del 15 aprile u.s.): – “il numero complessivo delle schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione, conteggiato nella odierna seduta di verificazione in 398, corrisponde al numero di 398 schede autenticate e non utilizzate per la votazione registrato a pagina 21, paragrafo 24, del verbale delle operazioni elettorali”; – “il numero complessivo (851) delle schede elettorali conteggiate nella odierna seduta di verificazione, di cui numero 851 complessivamente autenticate corrisponde al numero delle 851 schede elettorali che dal verbale delle operazioni elettorali risultano consegnate alla sezione”. Non vi sono, pertanto, vizi invalidanti acclarati. Gli ulteriori motivi dedotti con i motivi aggiunti (stato busta 4cter), oltre che inammissibili, non possono condurre all’annullamento delle elezioni nella concordanza dei superiori rilevanti dati.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente si duole della mancata indicazione delle schede ricevute e di quelle autenticate e dell’incongruità di quelle restituite; il numero dei votanti non sarebbe registrato. Sostiene nei motivi aggiunti il ricorrente che non sarebbe possibile accertare il numero effettivo dei votanti e verificarne la corrispondenza con le schede scrutinate, né accertare il numero degli elettori iscritti che non hanno votato per verificarne la corrispondenza con il numero di schede autenticate non utilizzate conteggiato in sede di verificazione in 497. Il controinteressato osserva che: – vi sarebbe corrispondenza dei votanti (n. 452) (dato tratto dal modello di rilevazione), come da verbale di verificazione del 23 aprile 2019, all. 21 della relazione di verificazione, ove viene fatto rilevare dal difensore del controinteressato che il totale dei votanti ivi risulta essere n. 452, di cui n. 210 maschi e 242 femmine, e che tale dato coincide con il numero totale delle schede elettorali scrutinate e contenenti voti validi (n. 433) più le schede elettorali nulle (n. 19). Il dato non risulta contestato dalle altre parti presenti; – corrisponderebbe anche il numero delle schede autenticate e non utilizzate (n. 497 a pag. 21 §24 del verbale). È verosimile che siano state autenticate tutte le schede consegnate indicate a pag. 21 § 24 del secondo originale del verbale delle operazioni elettorali in n. 949, coincidente con quello delle schede elettorali complessivamente conteggiate in sede di verifica. Osserva il Collegio che pur a fronte di errori di verbalizzazione, i dati presenti in verbale consentono, comunque, la ricostruzione di quelli mancanti rilevanti: il numero delle schede autenticate e non utilizzate è di 497 e il numero dei votanti è 452; orbene, n. 452 + n. 497 = n. 949, che è il numero totale delle schede emerse in verificazione quali schede autenticate (oltre che il numero delle schede complessivamente consegnate). Non v’è evidenza – in assenza di ulteriori elementi – dell’uso anomalo delle schede autenticate o di alterazione di volontà popolare tale da invalidare le operazioni elettorali. Né in tal senso possono indurre gli ulteriori vizi dedotti da parte ricorrente (plico contenente schede non utilizzate privo di sigilli, ecc.). Le censure vanno pertanto rigettate.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente prospetta l’ipotesi che allo scrutinio manchi una scheda e che nella sezione possa essere stato attivato il meccanismo della scheda ballerina. La verificazione ha confermato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 451); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 835); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 901); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 66). La censura si rileva infondata. Le ulteriori censure contenute nel ricorso per motivi aggiunti (stato dei plichi, mancanza di regolare vidimazione per schede nulle o bianche), oltre che inammissibili, non possono condurre all’annullamento richiesto.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente denuncia la mancanza di dati essenziali per la verifica della validità delle operazioni elettorali. Nei motivi aggiunti lamenta che il numero dei votanti non corrisponde alle schede scrutinate e ciò impedirebbe di ricostruire i dati mancanti essenziali.
Al di là degli errori (in alcuni casi ritenuti tali anche dal verificatore alla pag. 6 e 7 della relazione) nella redazione del verbale, la ricostruzione dei dati rilevanti tramite la verificazione dimostra: – la corrispondenza tra schede autenticate in verbale (n. 963 + n. 3 nel corso delle elezioni) e la somma di schede autenticate accertate in verificazione (n. 966); – la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate dalla sezione prima e durante la votazione (n. 966) ed il numero di quelle scrutinate, ivi comprese le schede bianche, nulle e contestate (n. 521), più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione elettorale (n. 445); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica e il numero degli elettori iscritti alla sezione (n. 963 iscritti + n. 3 elettori ammessi a votare ex art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960); – la corrispondenza tra il numero delle schede consegnate alla sezione indicato nel verbale (n. 1000) e il numero delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione; – la coincidenza tra il numero di schede scrutinate conteggiato in sede di verifica pari a 521 e il numero dei votanti (n. 521) indicato alla pagina 42, paragrafo 38 del verbale (cfr. pagina 5 del verbale delle
operazioni di verificazione del 18 gennaio u.s. – all.7 della relazione di verificazione). Conclusivamente, i dati contenuti in verbale relativi alle schede autenticate, alle schede complessivamente consegnate e ai votanti coincidono secondo quanto è emerso in verificazione e tanto basta a ritenere che gli errori riscontrati nella verbalizzazione hanno valenza formale e non sostanziale, nel senso inteso dalla giurisprudenza prevalente.
Nel ricorso introduttivo si lamenta che nel verbale non è riportata l’avvenuta restituzione delle schede residue e che nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni sarebbe possibile. In sede di verificazione è stata accertata la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato nel verbale delle operazioni elettorali in 591 e il numero di schede elettorali scrutinate conteggiato pari a 591. L’istruttoria condotta ha accertato la corrispondenza tra il numero delle schede elettorali consegnate alla sezione (n. 1047) ed il numero di quelle scrutinate (n. 591) più quelle autenticate e non utilizzate per la votazione (n. 408) più quelle non autenticate (n. 48) ed ha pure dato atto che le schede elettorali autenticate complessivamente conteggiate in sede di verificazione (n. 999) corrispondono al numero totale degli iscritti nella lista della sezione indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 999). Peraltro, a fronte della mancata indicazione nel verbale del numero di schede da autenticare e della mancata compilazione del paragrafo 22 di cui alla pagina 19 del verbale delle operazioni elettorali relativo alle schede autenticate in corso di votazione, l’affermazione del ricorrente secondo cui “in sede di verifica sono state conteggiate complessivamente 999 schede autenticate, numero corrispondente al numero di elettori iscritti nelle liste elettorali della sezione, ma non a quello delle schede autenticate registrate nel verbale della sezione in 1.002 delle quali 999 nel momento iniziale delle operazioni elettorali e 3 durante le operazioni elettorali per consentire il voto a 3 elettori non iscritti nelle liste della sezione”, si rivela priva di ogni fondamento istruttorio (cfr. pag. 26 dei motivi aggiunti). A riprova della regolarità delle operazioni, il numero delle schede elettorali non utilizzate (autenticate e non autenticate, rispettivamente pari a n. 408 e n. 48) coincide con quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (a pagina 21, paragrafo 24 e a pagina 8, paragrafo 6). Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti sono inammissibili in quanto nuove.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta la mancata
registrazione del numero dei votanti, oltre l’inattendibilità di dati e la mancata vidimazione di schede. La verificazione, a prescindere dal refuso in ordine all’indicazione del numero dei votanti in misura pari al numero degli elettori iscritti alla sezione (n. 968 iscritti + n. 6 elettori non iscritti che hanno votato nella sezione), ha comunque consentito di confermare la regolarità delle operazioni di voto, posto che è stata accertata; – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 968); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 1100); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali alle pagine 7 e 8, paragrafo 6 nonché a pagina 21, paragrafo 24 in n. 132 (diversamente da quanto asserito dal ricorrente ad avviso del quale il numero di schede non autenticate registrato a verbale sarebbe pari a 126) e quello conteggiato in sede istruttoria in n. 132. Ritiene il controinteressato che è plausibile ritenere che il numero dei votanti della sezione è di 582, pari al numero delle schede elettorali scrutinate conteggiate in sede di verificazione, che, sommato al numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate
conteggiato in detta sede (n. 386), corrisponde alle numero 968 schede elettorali autenticate registrate a verbale e conteggiate in istruttoria. La ricostruzione del controinteressato è plausibile. Il Collegio, peraltro, osserva che a pag. 42 del verbale in atti al § 37 si attesta che le schede scrutinate sono n. 582; e ancora risulta in verbale che il numero dei voti validi alla carica di sindaco è di 567 e che n. 15 sono le schede tra nulle e annullate, con la conseguenza che risulta accertato che le schede scrutinate sono n. 582 anche da ricostruzione in base al verbale. Né parte ricorrente introduce qualche elemento per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate quando tutti i dati come sopra esposti corrispondono. Vi è, inoltre, corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato [n. 968 elettori iscritti – n. 582 schede scrutinate = n. 386] e il numero di schede elettorali autenticate e non
utilizzate per la votazione, come detto, pari a n. 386 conteggiato in sede di verificazione. Il ricorrente afferma che “in sede di verifica sono state conteggiate 968 schede autenticate, numero corrispondente al numero degli elettori iscritti nella sezione (968), ma non al numero di schede autenticate durante le operazioni elettorali registrato nel verbale in 974 delle quali 968 autenticate all’inizio delle operazioni elettorali ed altre 6 autenticate nel corso delle operazioni elettorali per consentire il voto a 6 elettori non iscritti nel registro della sezione”. Tale affermazione circa l’avvenuta autenticazione di ulteriori sei schede elettorali non trova alcun riscontro nel verbale delle operazioni elettorali, il cui paragrafo 22, a pagina 19, “Schede per
l’elezione del sindaco e del consiglio comunale autenticate nel corso della votazione”, risulta sbarrato. In definitiva, ritiene il Collegio che, a fronte delle dette carenze di cui al verbale, la corrispondenza dei superiori dati consente di ritenere infondate le censure di cui al ricorso introduttivo. Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti (mancata registrazione in verbale di schede nulle, esistenza di schede contestate non registrate in verbale, ecc.) sono inammissibili.
Nel ricorso introduttivo il ricorrente lamenta che manca del tutto l’indicazione delle schede ricevute e di quelle autenticate ed è incongruo il numero di quelle restituite; inoltre il numero dei votanti non è registrato, pertanto nessuna verifica sarebbe possibile. La censura viene sviluppata con il ricorso per motivi aggiunti. La verificazione, a prescindere dal refuso in ordine all’indicazione del numero dei votanti in misura pari al numero degli elettori iscritti alla sezione (n. 991) più i 3 non iscritti ammessi a votare (per un totale di n. 994), ha comunque consentito di confermare la regolarità delle operazioni di voto. È stata accertata: – la non corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione nel numero complessivo di 994 (inclusa la scheda elettorale deteriorata) ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 991. Tale mancata corrispondenza è verosimilmente spiegabile considerando che nella sezione numero 78 hanno votato n. 2 elettori non deambulanti, iscritti in altra sezione, e n. 1 elettrice ammessa a votare ai sensi dell’art. 28 del T.U. reg. n. 3/1960 (cfr. pagina 90 della relazione finale di verificazione); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 1049). Peraltro non trova corrispondenza nel verbale l’asserzione di parte ricorrente che indica in numero 1047 le schede consegnate dal sindaco al presidente dell’ufficio elettorale. Al di là di irregolarità nella verbalizzazione, non è stata dimostrata comunque la carenza di schede e non viene dimostrato un uso anomalo di schede autenticate. Non convince l’argomento del ricorrente secondo cui le schede autenticate sarebbero n. 995 e non n. 994 (dato risultato in verificazione) in considerazione della ritenuta sostituzione di una scheda deteriorata rinvenuta in sede di verificazione; e ciò perché: a) intanto il verificatore ha accertato che le schede autenticate sono n. 994 e non n. 995, fornendo anche una spiegazione della formale non corrispondenza con il dato da verbale (n. 991+n. 3 non iscritti); b) inoltre non risulta in alcun modo che la scheda “presumibilmente” deteriorata “autenticata ma non vidimata” (verbale di verificazione pag. 5 del 6 maggio 2019 all. 22) sia stata sostituita con ulteriore scheda autenticata. Insomma, in presenza di una corrispondenza delle schede
complessive e delle schede autenticate, come rispettivamente risultanti in verbale e accertate con verificazione (aggiungendo le n. 3 autenticate in corso di elezioni), ritiene il Collegio che le censure di parte ricorrente non possano essere accolte. Quanto alla mancata corrispondenza delle schede scrutinate (n. 504 in sede di verificazione e n. 503 in verbale), tale dato, da solo, per le ragioni già esposte, non può condurre automaticamente
all’annullamento delle operazioni elettorali (cfr. Cons. Stato sez. III, n. 4863 del 21 novembre 2016). Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti (mancata vidimazione di alcune schede bianche e nulle, mancata registrazione di scheda bianca e di scheda deteriorata, ecc.) sono inammissibili, in quanto nuove, e comunque non determinanti.
Con il ricorso introduttivo si lamenta la mancata registrazione del numero dei votanti. Il ricorso per motivi aggiunti lamenta la mancata corrispondenza tra votanti e schede scrutinate e la conseguente impossibilità di accertare tutti i dati rilevanti. Questo l’esito della verificazione: “le operazioni di verificazione elettorale
hanno consentito di accertare la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione, nel numero complessivo di 1.067 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 1.067. Si dà atto che il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate nell’odierna seduta di verificazione (1.146) corrisponde al numero delle schede elettorali (1.146) consegnate alla sezione”. Il numero dei votanti è stato confermato essere 476, come da modello di rilevazione 12 (cfr. verbale di verificazione del 6 maggio 2019 – all. 22); tale dato è anche riportato a pag. 37 del verbale § 35; nel verbale in atti si dà atto che il numero delle schede spogliate è di 476 e corrisponde con le schede nulle e bianche al numero dei votanti di cui al § 23 (anche se nel § 23 vengono indicati altri dati ossia il numero degli iscritti); quanto emerso in sede di verificazione ha consentito di riscontrare la corrispondenza tra il numero dei votanti e il numero di schede elettorali complessivamente scrutinate conteggiate in istruttoria in n. 476. Né, peraltro, parte ricorrente introduce elementi per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate quando tutti i dati come sopra esposti coincidono. È stata verificata la corrispondenza anche del numero delle schede non autenticate (n. 79), nonché la corrispondenza tra il numero degli elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (n. 1067 elettori iscritti – n. 476 votanti = n. 591) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione, conteggiato in sede di verificazione (n. 591). Non sono stati accertati, pertanto, vizi invalidanti. Ulteriori vizi indicati nei motivi aggiunti (stato plico) sono inammissibili.
Con il ricorso introduttivo si lamenta la mancanza di tutti i dati essenziali indispensabili per verificare la correttezza delle operazioni elettorali. Con i motivi aggiunti il ricorrente si duole della circostanza che il numero dei votanti è 723, non corrispondente con il numero delle schede scrutinate (n. 406); che non è possibile accertare il numero dei votanti e quindi gli ulteriori dati rilevanti. Si osserva quanto segue. Il numero dei votanti (n. 723), a causa di un refuso, coincide con il numero degli iscritti. Secondo il verificatore si tratta di un errore riportato con la mera ricopiatura del numero degli iscritti di sezione, il che è plausibile. L’inesatta indicazione a verbale di tale dato non ha comunque ostacolato l’accertamento, per un verso, della corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica, che – a loro volta – coincidono con il numero degli elettori iscritti alla sezione (n. 723); per altro verso, della corrispondenza tra il numero delle schede consegnate alla sezione indicato nel verbale e il numero delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione (n. 750). A ciò si aggiunga che il numero complessivo di schede elettorali non utilizzate (autenticate e non autenticate, rispettivamente n. 317 e n. 27) coincide con quello riportato nel verbale delle operazioni elettorali (cfr. pag. 10 della relazione finale di verificazione). Il controinteressato ritiene plausibile che il numero dei votanti della sezione sia 406, pari al numero delle schede elettorali scrutinate conteggiate in sede di verificazione, che sommato al numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate, conteggiato in detta sede (n. 317), corrisponde alle n. 723 schede elettorali autenticate registrate a verbale e conteggiate in istruttoria; conseguentemente ritiene che possa dirsi accertata pure la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (n. 723 elettori iscritti – n. 406 votanti = n. 317) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione pari a 317, conteggiato in sede di verificazione. Il Collegio ritiene tale ricostruzione attendibile anche in considerazione della corrispondenza di tutti i dati come sopra esposti; inoltre, osserva che a pag. 37 del § 35 si dà atto che le schede spogliate sono di numero 406, “identico” al numero dei votanti, anche se poi il § 23 riporta, verosimilmente per errore, altri dati (quelli del numero degli iscritti); comunque, parte ricorrente non introduce alcun elemento per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate. Non sono stati, pertanto, verificati vizi invalidanti. Ulteriori vizi di cui al ricorso per motivi aggiunti (stato dei plichi ecc.) sono inammissibili e comunque non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si censura l’inattendibilità del dato per l’elezione del consiglio comunale. La verificazione ha accertato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 417); – “la sostanziale corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiate in sede di verificazione nel numero complessivo di 873 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 863, in quanto, come risulta a pag. 19, paragrafo 22 del verbale delle operazioni elettorali nel corso della votazione sono state ulteriormente autenticate n. 10 schede elettorali al fine di consentire l’espressione del voto ai n. 10 elettori (n. 6 maschi e n. 4 femmine) ammessi a votare ai sensi dell’art. 28 del T.U. reg. n. 3/1960” (cfr. pagina 94 della relazione finale di verificazione); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 900); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate e di quelle autenticate ma non utilizzate per la votazione che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali a pagina 21 e quello conteggiato in sede istruttoria, di cui il verificatore non dà espressamente atto nella sua relazione finale. Al di là della genericità delle censure in questa sezione, i dati verificati confermano la legittimità delle operazioni elettorali nella stessa.
Nel ricorso introduttivo si contesta che non è congrua l’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite. Con i motivi aggiunti si sottolinea che le schede autenticate accertate non coincidono con gli iscritti né con le schede autenticate risultanti da verbale; si sottolinea altresì la non coincidenza tra i votanti e le schede scrutinate. Dalla verificazione è emersa “… la sostanziale corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione nel numero complessivo di 1.032 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 1.029, atteso che, come sopra detto, nel corso della votazione sono state autenticate ulteriormente n. 3 schede elettorali, che inizialmente erano state riposte nella busta n. 3-CS, per consentire l’espressione del diritto di voto a numero 3 elettori (n. 2 maschi e n. 1 femmina) ammessi a votare ai sensi dell’art. 28 del T.U. reg. n. 3/1960; Si dà altresì atto che le schede scrutinate contenenti voti validi conteggiate in sede di verificazione elettorale nel numero di 596, più le schede elettorali autenticate e non utilizzate, conteggiate in sede di verificazione elettorale nel numero di 422, più le schede elettorali non autenticate, conteggiate in sede di verificazione elettorale nel numero di 118, più le schede elettorali nulle (13), più la scheda bianca (1), per un totale di n. 1.150 schede elettorali, corrispondono alle n. 1.150 schede elettorali che dal verbale delle operazioni elettorali risultano consegnate alla sezione;”. Corrispondono, inoltre, le schede non autenticate e quelle autenticate e non utilizzate per la votazione che vengono riposte nella busta 3-CS, indicate nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quelle conteggiate in sede istruttoria (rispettivamente pari a n. 118 e n. 422), di cui il verificatore non dà espressamente atto nella sua relazione finale. Dimodoché corrispondono tutti i dati rilevanti tranne il numero dei votanti (n. 611) e quello delle schede scrutinate (n. 610); tuttavia, il Collegio ritiene che tale ultimo dato non è in grado da solo – ossia nella coincidenza dei dati descritti – a determinare l’annullamento
delle operazioni elettorali per quanto sopra detto (cfr. Cons. St. sez. III, n. 4863 del 21 novembre 2016). Gli ulteriori vizi (relativi alla vidimazione di alcune schede e allo stato dei plichi, ecc.) sono inammissibili e non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo ci si duole della mancanza del numero di votanti. Il ricorrente lamenta nel ricorso per motivi aggiunti che i votanti sono indicati erroneamente in n. 763, non corrispondente con il numero delle schede scrutinate conteggiato in sede di verifica in n. 444; quindi non sarebbe possibile accertare il numero complessivo
dei votanti con le conseguenze ulteriori in termini di verificazione. Il controinteressato controdeduce che la consultazione – in sede di verificazione – dei modelli di rilevazione numero 12 e 13 ha confermato che il numero dei votanti è pari a 444 ed ha così consentito di riscontrare la corrispondenza tra il numero dei votanti e il numero di schede elettorali complessivamente scrutinate conteggiato nel corso dell’istruttoria, che, a sua volta, corrisponde a quello registrato a pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 35 (le schede spogliate 444 “corrispondono” al numero dei votanti), anche se il § 23 – osserva il Collegio – erroneamente riporta il diverso numero 763 (ossia numero degli iscritti + 8 in corso di operazioni); per l’effetto, la doglianza di parte ricorrente circa l’errata indicazione del numero dei votanti e la conseguente impossibilità di verificare la regolarità delle operazioni di voto risulterebbe priva di consistenza. La ricostruzione di parte controinteressata – a parere del Collegio – è plausibile. Parte ricorrente peraltro non introduce qualche elemento per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate quando tutti i dati come sopra esposti coincidono. Ciò è avvalorato anche dalla circostanza che in sede di verificazione è stata accertata: – nella sostanza, la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica. Difatti, a fronte di numero 755 schede da autenticare indicato nel verbale, all’esito della verificazione sono state conteggiate numero 763 schede elettorali autenticate, poiché -come si legge alla pagina n. 9 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo n. 9 – “nel corso della giornata di votazione si è resa necessaria la verbalizzazione delle operazioni analiticamente indicate ai paragrafi § 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20 vidimate n. 6 schede (par. 18); aggiunte n. 2 schede per comunicazione tardiva degenti elettori (par. 18)”. Si dà atto, infine, che a pagina 16 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 18, risulta che numero 6 elettori sono stati ammessi a votare nella sezione ai sensi dell’art. 28 del T.U. reg. n. 3/1960” (cfr. pagina 98 relazione finale di verificazione); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede
consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 850); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali autenticate ma non utilizzate per la votazione che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali a pagina 21 (n. 319) e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 319), di cui il verificatore non dà espressamente atto nella sua relazione finale (ma che è presente nel verbale di verificazione all. n. 23). Le censure, pertanto, a fronte della corrispondenza dei superiori rilevanti dati, non resistono alla verificazione. Le ulteriori censure contenute nel ricorso per motivi aggiunti (stato dei plichi, ecc.) sono inammissibili e non rilevanti.
Il ricorrente lamenta che non è stato certificato il numero di schede spogliate e pertanto non è stata attestata la corrispondenza con il numero dei votanti, con la conseguenza che nessuna verifica sulla correttezza dei dati è consentita. Vengono rilevate, inoltre, inattendibilità di dati. Con i motivi aggiunti lamenta la mancata corrispondenza delle schede autenticate in verbale (n. 880) e di quelle verificate (n. 831). Lamenta altresì l’indicazione erronea dei votanti e la non corrispondenza con le schede scrutinate. Dalla verificazione è emersa “… la non corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiate in sede di verificazione nel numero complessivo di 831 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 880, in quanto … numero 49 schede elettorali conteggiate in sede di verificazione elettorale e scrutinate come voti validi non possono considerarsi autenticate in quanto recanti solo la firma di uno scrutatore ma non anche il bollo della sezione;”. Controdeduce il controinteressato che: – la verifica espletata ha anzitutto accertato la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 950) nonché la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 70); – l’attività d’indagine ha altresì accertato la corrispondenza tra il numero di schede scrutinate conteggiato in sede di verificazione in 501 e il numero di schede spogliate riportato alla pagina 42 § 38 del verbale. Sul punto il controinteressato ritiene che il numero dei votanti della sezione sia di 501, pari al numero delle schede elettorali scrutinate conteggiate in sede di verificazione; tale dato sommato al numero delle schede elettorali autenticate e non utilizzate, conteggiato in detta sede in n. 379, corrisponde alle 880 schede elettorali autenticate registrate a verbale e conteggiate in istruttoria. Conseguentemente, può dirsi accertata pure la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato [n. 880 elettori iscritti – n. 501 votanti = n. 379) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione pari a 379, conteggiato in sede di verificazione. La ricostruzione del controinteressato appare plausibile nella coincidenza di tutti i dati come sopra esposti. Comunque, parte ricorrente non introduce alcun elemento per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate quando tutti i superiori dati coincidono. Quanto alla ritenuta mancata corrispondenza delle schede autenticate, delle n. 880 conteggiate in sede istruttoria, numero 49 schede elettorali, scrutinate come voti validi, sono risultate essere prive del bollo della sezione: di qui, la mancata corrispondenza sostanziale tra i due dati numerici rilevata dal verificatore e di cui si duole il ricorrente. In proposito, è opportuno affermare l’inammissibilità di siffatta contestazione, in quanto nuova ossia non formulata con il ricorso introduttivo. Il Collegio condivide al riguardo le osservazioni del controinteressato; le irregolarità non incidono certo sul numero dei votanti e sul conteggio delle schede “autenticate” indicato in verbale, ma potrebbero valere ai fini della correzione del risultato elettorale ossia ai fini della validità dei voti attribuiti, il che esula dal thema decidendum in esame; le schede comunque – per quel che qui rileva – risultano tutte presenti e non viene dimostrato un uso anomalo delle schede autenticate. Le censure non meritano accoglimento. Le ulteriori censure di cui al ricorso per motivi aggiunti (e sin qui non esaminate come lo stato dei plichi) sono inammissibili e non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si afferma la carenza del dato relativo al numero dei votanti. Afferma il ricorrente nei motivi aggiunti che non sarebbero stati indicati correttamente i votanti (n. 634), numero non corrispondente con le schede scrutinate in sede di verificazione (n. 356); ciò non consentirebbe le ulteriori verifiche; inoltre le schede autenticate accertate non corrisponderebbero con quelle indicate in verbale. Come constatato in sede di verificazione (cfr. pagina 8 del verbale della seduta del 4 giugno) dal difensore del controinteressato, alla pagina 42, paragrafo 38 del verbale delle operazioni elettorali, il totale dei votanti è correttamente indicato in numero 356 (anche se il dato non coincide con quello del § 23 dove risulta erroneamente riportato il numero degli iscritti); lo stesso dato è altresì riportato nel modello di rilevazione numero 12 (cfr. par. 8 verbale di verificazione cit.). Il che ha consentito di riscontrare la corrispondenza tra il numero dei votanti e il numero di schede elettorali complessivamente scrutinate conteggiato nel corso dell’istruttoria (n. 356), che, a sua volta, corrisponde a quello registrato a pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 35. Comunque, osserva il Collegio che parte ricorrente non introduce alcun elemento per contestare che il numero dei votanti nella sezione possa non coincidere con quello delle schede scrutinate. La verifica espletata ha poi accertato la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 700). Non può condurre all’annullamento la circostanza che siano state autenticate n. 584 schede elettorali, a fronte delle n. 634 indicate nel relativo verbale di sezione. In concreto sono state autenticate n. 50 schede in meno rispetto a quelle dichiarate, ma ciò non può essere causa di invalidazione delle elezioni nella corrispondenza degli altri dati rilevanti. Ciò è comprovato anche dalla somma delle schede autenticate e non utilizzate e di quelle non autenticate pari a n. 344 (n. 66 + n. 278) secondo il verbale e pari a n. 344 (n. 116 + n. 228) in sede di verificazione. Quindi non manca nessuna scheda in assoluto (n. 700) e nessuna scheda autenticata in particolare (n. 584 di cui n. 356 scrutinate e n. 228 non utilizzate). Conclusivamente, a fronte delle corrispondenze di cui sopra, è infondata la censura di cui al ricorso introduttivo secondo cui nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni di voto e di scrutinio è consentita. Di contro, non viene affatto prospettato nelricorso introduttivo un non corretto uso delle schede autenticate.
Nel ricorso introduttivo si censura che nel verbale non è coerente l’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite; che nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni sarebbe possibile e che i dati sarebbero inattendibili. Il ricorrente ritiene con i motivi aggiunti che il numero delle schede autenticate verificate (n. 738) non corrisponde al complessivo numero di schede autenticate risultanti in verbale (n. 744= n. 738 + n. 6 durante le operazioni elettorali); non ci sarebbe corrispondenza di dati anche per le schede autenticate e non utilizzate (n. 275) rispetto agli iscritti che non hanno votato. Nella verificazione si legge che “Si dà atto che il numero totale delle schede elettorali scrutinate e contenenti voti validi (452) più le schede nulle (9) corrisponde alle numero 461 schede elettorali spogliate e registrate alla pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 35”; ed ancora che “le operazioni di verificazione elettorale hanno consentito di accertare la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di
verificazione, nel numero complessivo di 738 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 738. Si dà atto che il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate nell’odierna seduta di verificazione (800) corrisponde al numero delle schede elettorali (800) consegnate alla sezione”. La verificazione ha accertato anche la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate (n. 62) indicato nel verbale delle operazioni elettorali e quello conteggiato in sede istruttoria. A fronte dell’esito della verificazione come sopra riportato, le doglianze di parte ricorrente quindi non possono trovare accoglimento. Le ulteriori censure contenute nei motivi aggiunti (stato plico, mancata vidimazione delle schede nulle, scheda annullata rinvenuta di cui non vi è traccia nel verbale) in quanto nuove sono inammissibili e comunque da sole non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si denuncia la mancata attestazione della corrispondenza del numero dei votanti con le schede scrutinate e l’inattendibilità dei dati registrati. La verificazione ha accertato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 404); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 800) e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 806), considerando che nella sezione 94 sono state autenticate in corso di votazione ulteriori sei schede elettorali come attestato a pagina numero 19, paragrafo 22 del verbale delle operazioni elettorali; – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate indicato nel verbale delle operazioni elettorali e quello conteggiato in
sede istruttoria (n. 43); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale
delle operazioni elettorali (n. 849). La censura, pertanto, non resiste agli esiti della verificazione. Le ulteriori censure di cui al ricorso per motivi aggiunti (busta 5Cs priva di firme e bolli sui lembi di chiusura ecc.) sono inammissibili e da sole non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si lamenta che non è congrua l’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite. Nei motivi aggiunti ci si duole della mancata corrispondenza tra schede spogliate (n. 599) e votanti (n. 605) e della non corrispondenza delle schede autenticate (in verbale e in verificazione); in particolare, asserisce il ricorrente che “in sede di verifica sono state conteggiate 966 schede autenticate, numero non corrispondente al numero complessivo di schede autenticate registrato nel verbale della sezione in 972, delle quali 966 all’inizio delle operazioni elettorali, in numero pari al numero degli elettori iscritti nella sezione, e 6 successivamente, nel corso delle operazioni elettorali, per consentire il voto a sei elettori non iscritti nella sezione, ma aventi diritto”. Dalla verificazione è emerso che: – “Si dà atto che il numero totale delle schede elettorali scrutinate come voti validi (576) più le schede nulle (23) corrisponde alle numero 599 schede elettorali
spogliate e registrate alla pagina 37 del verbale delle operazioni elettorali paragrafo 35; – … le operazioni di verificazione elettorale hanno consentito di accertare la corrispondenza tra il numero totale delle schede elettorali autenticate, conteggiato in sede di verificazione, nel numero complessivo di 966 ed il numero delle schede elettorali da autenticare riportato nel verbale in 966. – Si dà atto che il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate nell’odierna seduta di verificazione (1.042) corrisponde al numero delle schede elettorali (1.042) consegnate alla sezione;”. Quanto asserito dal ricorrente sulla non corrispondenza tra le schede autenticate da verbale e da verificazione è, poi, destituito di ogni fondamento, oltre che per quanto sopra esposto, anche in considerazione della circostanza che il verificatore ha espressamente dato atto che: – “alle pagine 7 e 8, paragrafo numero 6, del verbale delle operazioni elettorali… il numero delle schede elettorali da autenticare è indicato in 966” (cfr. pagina 110 della relazione finale di verificazione); – “nel corso della votazione non sono state autenticate ulteriori schede” (cfr. pagina 112 della relazione finale di verificazione), come si evince a pagina 19, paragrafo 22, della copia conforme del verbale delle operazioni elettorali che risulta sbarrato. Vi è corrispondenza anche in relazione alle schede non autenticate. Quanto ai votanti, sostiene il controinteressato che “È plausibile ritenere che il numero dei votanti della sezione … è 599, pari al numero delle schede elettorali scrutinate conteggiate in sede di verificazione e registrate a verbale.” Ritiene il Collegio che la mancata corrispondenza del dato dei votanti di cui al verbale (n. 605) con le schede scrutinate (n. 599) non sia determinante, da sola, e non possa condurre all’annullamento delle operazioni elettorali, nella corrispondenza di tutti i dati di cui sopra, in considerazione degli errori nella verbalizzazione, anche presumibilmente alla luce dell’autenticazione delle ulteriori 6 schede avvenuta nel corso delle operazioni. È stata, infine, accertata la corrispondenza formale tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 966) e il numero di quelle autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 599 schede spogliate + n. 367 schede elettorali autenticate e non utilizzate). Di queste, numero 32 schede elettorali scrutinate sono risultate prive del bollo della sezione; di qui, la mancata corrispondenza sostanziale tra i due dati numerici di cui si duole il ricorrente. In proposito, inammissibile è siffatta contestazione che muove dalle risultanze dell’istruttoria espletata e, per conseguenza, riveste carattere di novità. Insomma le censure relative alla sezione non meritano accoglimento in quanto la verificazione ha dimostrato che gli errori nella verbalizzazione non possono avere valenza sostanziale.
Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti (non regolare vidimazione di schede nulle o bianche, busta 4CSter non sigillata) in quanto nuove sono inammissibili e da sole non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si censura la non congruità dell’indicazione delle schede ricevute, autenticate e restituite e che nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni di voto e di scrutinio sarebbe possibile. La verificazione ha consentito di accertare: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 481); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali autenticate conteggiate in sede di verifica e il numero degli elettori iscritti nelle liste della sezione (n. 766); – la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (n. 766 – n. 481) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato nel corso della verifica (n. 285); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 799). Si dà, inoltre, atto della corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali alla pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 33) e tra il numero delle schede autenticate e non utilizzate (n. 285) indicato nel verbale in atti e conteggiato in sede di verificazione. La censura è pertanto infondata.
Il ricorrente lamenta che nel verbale manca del tutto l’indicazione del numero delle schede ricevute, di quelle autenticate e di quelle restituite. Nei motivi aggiunti rileva la mancanza dei seguenti dati: schede da autenticare, schede non autenticate, schede complessivamente consegnate; non è indicato il numero delle schede scrutinate; la mancanza di tali dati impedirebbe la verifica della regolarità delle operazioni. Il controinteressato replica: – può ritenersi verificata la corrispondenza tra il numero di schede elettorali autenticate conteggiate in sede di verifica e il numero di schede elettorali da autenticare indicato fra parentesi (n. 739), accanto al numero degli elettori iscritti alle liste della sezione alla pagina 7, paragrafo 6 del verbale delle operazioni elettorali, come si evince alle pagine 5, 6 e 7 del verbale della seduta di verifica del 18 giugno u.s (all. 26). – è stata pure accertata la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato [739 elettori iscritti alla sezione – 383 votanti = 356] e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione in 356. Il Collegio osserva che la verificazione ha accertato la corrispondenza tra i votanti e le schede scrutinate (n. 383); tale circostanza, congiuntamente a quella che il numero delle schede autenticate come accertate in sede di verificazione coincide con il numero degli iscritti e con il numero delle schede da autenticare indicato tra parentesi in verbale (come rilevato sopra), consente di escludere un uso distorto di schede autenticate. In effetti, in assenza di elementi che facciano anche solo presumere ciò, le carenze nella verbalizzazione di cui si è detto non possono condurre all’annullamento delle elezioni. Le ulteriori censure (schede bianche e nulle non vidimate) sono inammissibili e comunque non rilevanti ai fini del chiesto annullamento.
Con il ricorso introduttivo parte ricorrente lamenta che in verbale non è registrato il numero dei votanti. Nessuna verifica sulla correttezza delle operazioni di voto e di scrutinio è quindi consentita. Il ricorrente ha inoltre rilevato, con i motivi aggiunti, che in sede di verificazione sono state accertate complessivamente n. 1003 schede ossia n. 3 in più rispetto a quelle risultanti dalla verbalizzazione; vi sarebbero ulteriori errori nella verbalizzazione rilevanti che impedirebbero le verifiche dei dati. Osserva il controinteressato che: – la verificazione ha accertato che “il numero totale delle schede elettorali scrutinate e contenenti voti validi (444) più le schede nulle (8), più le schede bianche (4) corrisponde alle numero 456 schede elettorali scrutinate e registrate nel prospetto riepilogativo alla pagina 42 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 38” (cfr. pagina 119 della relazione finale del verificatore). Da ciò secondo il controinteressato se ne dedurrebbe, in via inferenziale, che il numero dei votanti della sezione è pari a 456; – a pagina 19, paragrafo 21 della copia conforme del verbale delle operazioni elettorali il numero delle schede non autenticate è riportato in 114 che corrisponde a quello conteggiato in sede di verificazione Il numero delle schede autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato in sede di verificazione in 430 coincide con quello riportato nella copia conforme del verbale, a pagina 21, paragrafo 24; – può ritenersi accertata la corrispondenza tra il numero di schede autenticate conteggiato in sede di verifica in 889 e il numero degli elettori iscritti nelle liste della sezione pari a 876, se si considera che oltre alle n. 876 schede elettorali già autenticate prima dell’inizio della votazione, sono state autenticate in corso di votazione ulteriori n. 7 schede per consentire agli elettori ammessi ex art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960 di votare, ed ancora altre 3 schede elettorali in sostituzione di n. 3 schede deteriorate, come si evince dalla pagina 19, paragrafo 22 del verbale delle operazioni elettorali; – quanto precede indurrebbe a ritenere che il numero di schede consegnate registrato nel verbale in n. 1000, in luogo di n. 1003, sia frutto di un mero errore materiale, irrilevante, commesso dai componenti dell’ufficio elettorale. Osserva il Collegio che la censura relativa alle n. 3 schede rilevate in più rispetto a quelle consegnate è censura nuova e quindi inammissibile. Comunque, essa non è fondata ove si consideri che, oltre la coincidenza delle schede scrutinate (in verbale e in sede di verificazione), sussiste anche la coincidenza dei dati concernenti le schede non autenticate e di quelle autenticate e non utilizzate quali risultanti in verbale e in verificazione. Il verbale in atti a pag. 21 riferisce che la somma delle schede non autenticate (n. 114) più le schede autenticate e non utilizzate (n. 430) ammonta a n. 544, dato che coincide con quanto emerso in sede di verificazione. Il numero dei votanti, in verbale pari a 883, è poi frutto di un errore materiale (n. 876 iscritti + n. 7 non iscritti ammessi a votare).
Sicuramente vi sono errori nella verbalizzazione, presumibilmente anche in considerazione della circostanza che sono state autenticate in corso n. 7 schede per non iscritti e che sono risultate in sede di verificazione tre schede elettorali autenticate vidimate deteriorate (verbale di verificazione del 18 giugno 2019 – all.26). È comunque plausibile che l’indicazione delle schede ricevute dal presidente di sezione (indicate nel verbale in n. 1000), inferiore al numero di quelle complessivamente rinvenute in sede di verificazione (pari a n. 1003), sia frutto di un errore materiale. Comunque, non si tratta di dato che da solo può condurre all’annullamento e ciò ove si consideri che: (a) corrispondono i dati di cui sopra; (b) non risultano schede in più né consegnate né autenticate in verbale rispetto a quelle che sono state verificate; (c) non v’è prova o sospetto di uso anomalo di schede autenticate (quelle autenticate e non utilizzate coincidono). La censura nuova è pertanto inammissibile; la verificazione ha comunque consentito di ricostruire i dati di cui sopra e, in assenza di elementi indizianti della scheda ballerina, non sussistono i presupposti per l’annullamento delle elezioni con riferimento alla sezione in questione. Le ulteriori censure contenute nei motivi aggiunti (schede bianche e nulle non vidimate) in quanto nuove sono inammissibili e comunque non rilevanti.
Nel ricorso introduttivo si censura l’inattendibilità dei dati verbalizzati per l’elezione del consiglio comunale. La verificazione ha accertato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato a verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate (n. 432); – la corrispondenza tra il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica, se si tiene conto che sono state autenticate in corso di votazione ulteriori n. 4 schede elettorali, come attestato a pagina numero 19, paragrafo 22 del verbale delle operazioni elettorali per consentire l’espressione del voto a quattro elettori ammessi a votare ex art. 28 T.U. d. Pr. Reg. n. 3/1960 (n. 805 iscritti + 4 non iscritti = 809); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate (n. 42) e di quelle autenticate ma non utilizzate per la votazione (n. 377) che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria; – la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato (n. 805 – 428 [ossia 432 votanti in totale – 4 elettori non iscritti] = n. 377) e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato nel corso della verifica (n. 377); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 851). Nella sezione pertanto, al di là della genericità della censura iniziale, non sono stati comunque rinvenuti vizi invalidanti.
Il ricorrente lamenta che non è stato possibile accertare il numero complessivo dei votanti, con le conseguenze in termini di verificazione degli ulteriori dati. La verificazione:- ha accertato la corrispondenza tra il numero di schede elettorali scrutinate conteggiate (n. 490) e il numero complessivo delle schede scrutinate indicato a pagina 42, paragrafo 38 del verbale delle operazioni elettorali (n. 490); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 826); – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 1000); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 174), nonché la corrispondenza tra il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 336). A fronte di tali dati ricostruiti a seguito della verificazione e con gli elementi indicati in verbale, l’indicazione dei votanti in n. 826 (818 iscritti + 8 elettori non iscritti), coincidente con il numero degli iscritti a pag. 42 ove viene riportato anche il dato delle schede scrutinate (n. 490), non può che essere un errore materiale, dato su cui concorda anche il ricorrente. Non sono invece condivisibili le ulteriori valutazioni circa l’impossibilità della ricostruzione dei dati mancanti alla luce di quanto sopra esposto e in assenza di censure specifiche circa il possibile utilizzo delle schede autenticate. Né ancora vengono sostenuti argomenti a sostegno della non
coincidenza tra i votanti e le schede scrutinate. Le censure pertanto non meritano accoglimento. Le ulteriori censure di cui ai motivi aggiunti (schede nulle non vidimate) sono inammissibili e comunque non rilevanti.
Le censure nel ricorso introduttivo sono relative all’inattendibilità dei voti per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. La verificazione ha accertato: – la corrispondenza tra il numero dei votanti indicato nel verbale delle operazioni elettorali e il numero di schede elettorali scrutinate conteggiate, il quale – a sua volta – coincide con il numero complessivo delle schede scrutinate indicato a pagina 42, paragrafo 38 del verbale delle operazioni elettorali (n. 762); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 1300); – la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate (n. 99) e di quelle autenticate ma non utilizzate per la votazione (n. 538) che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nella copia conforme del verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria; – e, per l’effetto, la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato nel corso della verifica; – la coincidenza tra il numero complessivo delle schede elettorali conteggiate in sede di verificazione e il numero delle schede consegnate al presidente dell’ufficio elettorale indicato nel verbale delle operazioni elettorali (n. 1399). Non sussistono insomma vizi invalidanti, non essendo peraltro tali quelli generici denunciati nel ricorso introduttivo con riferimento a tale sezione. Le ulteriori censure (non regolare vidimazione delle schede nulle o bianche) sono inammissibili e da sole non rilevanti.
Parte ricorrente lamenta l’asserita impossibilità di constatare il regolare svolgimento delle operazioni di voto a fronte dell’imprecisa indicazione nel verbale alla pagina 7, paragrafo 6, del numero dei votanti in numero pari agli elettori iscritti alla sezione; contesta la mancata corrispondenza tra votanti e schede scrutinate. Tale doglianza si rileva destituita di fondamento in quanto contraddetta dalle risultanze della verificazione compendiate nella relazione istruttoria finale, ove si precisa che: – il numero totale delle schede elettorali scrutinate e contenenti voti validi (n. 495) più le schede nulle (n. 23), più le schede bianche (n. 2) corrisponde alle numero 520 schede elettorali scrutinate e registrate nel prospetto riepilogativo alla pag. 42 del verbale delle operazioni elettorali, paragrafo 38; – alla pagina 42 del verbale delle operazioni elettorali, nel prospetto riepilogativo di cui al paragrafo 38, il totale dei votanti della sezione è riportato nel numero di 520; tale numero corrisponde al totale complessivo del numero delle schede elettorali scrutinate come voti validi (495) più le schede nulle (23) più le schede bianche (2) conteggiate nell’odierna seduta di verificazione; alla pagina 37, paragrafo 35 del verbale delle operazioni elettorali, il numero delle schede elettorali spogliate è certificato in 520 (cfr. pagina 128). La verifica espletata ha inoltre accertato: – la coincidenza tra il numero di schede elettorali da autenticare indicato a verbale (n. 886) e il numero di quelle complessivamente autenticate conteggiate in sede di verifica (n. 886); – la corrispondenza tra il numero di elettori iscritti alla sezione che non hanno votato [n. 886 elettori iscritti alle liste della sezione – n. 520 votanti = n. 366] e il numero di schede elettorali autenticate e non utilizzate per la votazione conteggiato nel corso della verifica [n. 366] e registrato a pagina 21, paragrafo 24 del verbale delle operazioni elettorali; – nonché, la corrispondenza tra il numero di schede elettorali non autenticate che vengono riposte nella busta 3-CS indicato nel verbale delle operazioni elettorali a pagina 21, paragrafo 24 e quello conteggiato in sede istruttoria (n. 65). Pertanto, non sono stati accertati vizi in grado di invalidare le elezioni con riferimento a tale sezione. Le ulteriori censure introdotte con i motivi aggiunti (stato plico) sono inammissibili e da sole non rilevanti.