Source: http://aliprandi.blogspot.com/p/bordero.html
Timestamp: 2017-12-14 21:02:42+00:00
Document Index: 99680265

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 175', 'art. 175', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 51']

SIMONE ALIPRANDI BLOG: PERCHÈ IL BORDERÒ SIAE [forse] NON È PIÙ OBBLIGATORIO (in 5 semplici punti)
PERCHÈ IL BORDERÒ SIAE [forse] NON È PIÙ OBBLIGATORIO (in 5 semplici punti)
[NB: questo non è un parere legale. Sia questo post, sia quelli linkati qui sotto hanno uno spirito divulgativo. Si invita comunque a chiedere consulto ad un legale; la questione resta comunque controversa.]
1) La norma che rende sempre obbligatoria la compilazione del programma musicale (borderò) è l'art. 51 del r.d. 1369/42.
2) Tale articolo fa parte di un regolamento attuativo (norma secondaria) e più precisamente è la norma di attuazione dell'art. 175 della l. 633/41 (norma primaria).
3) L'art. 175 della l. 633/41 (norma primaria) è stato abrogato definitivamente nel 1997 e nello stesso tempo è stato abolito del tutto il diritto su cui queste norme di fondavano (il diritto demaniale).
4) Questo, secondo la teoria generale del diritto, rende abrogato in via implicita anche l'art. 51.
5) Essendo l'art. 51 l'unica norma dell'ordinamento ad occuparsi della redazione del programma musicale (borderò), ne consegue che non vi è alcun obbligo di legge di fare comunicazioni a SIAE o ad altri enti in merito agli utilizzi di musica (sia protetta che non protetta) in eventi pubblici e spettacoli.
Le uniche altre norme relative alla compilazione del borderò sono contenute nello statuto e nel regolamento generale SIAE, che però non sono norme dello Stato e quindi si rivolgono unicamente agli associati SIAE.
Si tratta ora di capire se l'obbligo di compilazione del borderò è sorretto da altre norme dello Stato o meno. Qualcuno sostiene che ciò si desuma comunque dal generalizzato ruolo di controllo che la legge attribuisce a SIAE in materia di diritto d'autore. Se questa interpretazione fosse valida (e potrebbe anche esserlo) rimangono tuttavia un paio di nodi critici:
1) questo ruolo di controllo è esercitato sulla base di prassi più che sulla base di norme e regolamenti, motivo per cui si hanno spesso trattamenti diversi a seconda delle varie sedi SIAE; è necessario invece che SIAE emetta chiare e univoche linee guida per i loro incaricati, possibilmente motivando il tutto con precisi riferimenti normativi;
2) tale legittima attività di controllo può essere svolta da SIAE in altri modi, ad esempio anche semplicemente recandosi in loco e registrando l'esibizione. Ciò di cui si discute quando si parla di "abrogazione dell'art. 51" non è la potestà di SIAE di effettuare controlli, bensì il metodo: un metodo secondo cui il borderò consiste in un modulo da richiedere rigorosamente in anticipo con versamento di una somma a titolo di cauzione e con trattenimento di una percentuale a titolo di "gestione pratica" (con la possibilità di ottenere la restituzione una volta effettuato il controllo su quanto scritto nel borderò riconsegnato). Tale metodo è fondato sulla presunzione (assurda) che chi organizza spettacoli e concerti utilizzi necessariamente opere gestite dalla SIAE. Ad oggi, infatti, è sterminato il repertorio di opere in pubblico dominio o con diritti d'autore "autogestiti" dai loro titolari".
Per approfondire e per ricostruire il dibattito:
- La controversa questione del borderò SIAE (di Simone Aliprandi)
- Se il borderò non è obbligatorio... (di Simone Aliprandi)
- Se un parlamentare scrive alla SIAE... (di Simone Aliprandi)
- Quando la SIAE obbliga a compilare il borderò in base alla legge (abrogata) (di Adriano Bonforti)
- SIAE, questa sconosciuta (anche a se stessa) (di Andrea Caovini)
- Mamma ho perso una legge! (di Guido Scorza)
- Siae – Come, quando e perché è possibile farne a meno (di Valerio Cesari)