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Timestamp: 2018-10-19 01:14:20+00:00
Document Index: 125015851

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 5', 'art. 186', 'art 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 4']

Nota in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo - PDF
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2 Nota in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo Indice 1 PREMESSA RIFERIMENTI NORMATIVI BILANCIO DEI MATERIALI IN PROGETTO CONFERIMENTO A IMPIANTI DI TRATTAMENTO CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DEI MATERIALI... 8 Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 1
3 1 PREMESSA Nell ambito della procedura di VIA ai sensi dell art. 12 della L.R. 40/98 e s.m.i. inerente il Progetto di attraversamento del nuovo ponte sul torrente Ceronda, in Comune di Venaria Reale, a seguito della Conferenza dei Servizi istruttoria tenutasi in data 03/02/2012, con nota prot. N. 1027/CVC del 20 marzo 2012, sono state richieste alcune integrazioni alla documentazione presentata, in merito ad aspetti progettuali ed ambientali. La documentazione richiesta è stata consegnata, in via definitiva, il 05/10/2012. Il 12/10/2012 si è tenuta la seconda riunione della Conferenza dei Servizi, nell ambito della quale sono state analizzate le integrazioni prodotte e raccolte preliminarmente le determinazioni dei soggetti coinvolti. Nell ambito della Conferenza dei Servizi è emersa la necessità di produrre una nota integrativa, relativamente alla gestione degli inerti, alla luce della recente entrata in vigore della nuova normativa in materia di gestione delle terre e rocce da scavo. Il 21 settembre 2012 è stato infatti pubblicato il DM 10 agosto 2012 n. 161, Regolamento recante la disciplina dell utilizzazione delle terre e rocce da scavo, entrato in vigore il 06 ottobre Emerge quindi la necessità di uniformarsi ai dettami del regolamento, prima dell espressione del parare di Valutazione Ambientale (art. 5), come meglio evidenziato nella sintesi normativa che segue. 2 RIFERIMENTI NORMATIVI La gestione delle terre e rocce da scavo è attualmente regolamentata dal recente Decreto Ministeriale 10 agosto 2012, n. 161 Regolamento recante la disciplina dell utilizzazione delle terre e rocce da scavo, che si sostituisce alla disciplina dell art. 186 e s.m.i. del D.Lgs. 152/2006. L art 5 del Decreto prevede che venga redatto un Piano di utilizzo entro 90 giorni dall avvio dei lavori; nel caso in esame, però, rientrando l opera negli elenchi delle opere soggette a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, tale documento deve essere presentato prima del parere di valutazione ambientale stesso. La presente nota ha pertanto lo scopo di fornire i principali contenuti del Piano di Utilizzo previsto dall art. 5, secondo le indicazioni dell Allegato 5 del DM 10 agosto 2012, n. 161, sintetizzate nel seguito. Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 2
4 ALLEGATO 5 - PIANO DI UTILIZZO Il Piano di Utilizzo indica che i materiali da scavo derivanti dalla realizzazione di opere o attività manutentive di cui all'art. 1, comma 1 lettera a) del DM 10 agosto 2012, n. 161 saranno utilizzati, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi purché esplicitamente indicato. Il Piano di Utilizzo deve definire: 1. ubicazione dei siti di produzione dei materiali da scavo con l'indicazione dei relativi volumi in banco suddivisi nelle diverse litologie; 2. ubicazione dei siti di utilizzo e individuazione dei processi industriali di impiego dei materiali da scavo con l'indicazione dei relativi volumi di utilizzo suddivisi nelle diverse tipologie e sulla base della provenienza dai vari siti di produzione. I siti e i processi industriali di impiego possono essere alternativi tra loro; 3. operazioni di normale pratica industriale finalizzate a migliorare le caratteristiche merceologiche, tecniche e prestazionali dei materiali da scavo per il loro utilizzo, con riferimento a quanto indicato all'allegato 3; 4. modalità di esecuzione e risultanze della caratterizzazione ambientale dei materiali da scavo eseguita in fase progettuale, indicando in particolare: i risultati dell'indagine conoscitiva dell'area di intervento (fonti bibliografiche, studi pregressi, fonti cartografiche, ecc) con particolare attenzione alle attività antropiche svolte nel sito o di caratteristiche naturali dei siti che possono comportare la presenza di materiali con sostanze specifiche; le modalità di campionamento, preparazione dei campioni ed analisi con indicazione del set dei parametri analitici considerati che tenga conto della composizione naturale dei materiali da scavo, delle attività antropiche pregresse svolte nel sito di produzione e delle tecniche di scavo che si prevede di adottare e che comunque espliciti quanto indicato agli allegati 2 e 4 del presente Regolamento; indicazione della necessità o meno di ulteriori approfondimenti in corso d'opera e dei relativi criteri generali da eseguirsi secondo quanto indicato nell'allegato 8, parte a); 5. ubicazione degli eventuali siti di deposito intermedio in attesa di utilizzo, anche alternative tra loro con l'indicazione dei tempi di deposito; 6. individuazione dei percorsi previsti per il trasporto materiale da scavo tra le diverse aree impiegate nel processo di gestione (siti di produzione, aree di caratterizzazione, aree di deposito in attesa di utilizzo, siti di utilizzo e processi industriali di impiego) ed indicazione delle modalità di trasporto previste (a mezzo strada, ferrovia, slurrydotto, nastro trasportatore, ecc.). Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 3
5 Al fine di esplicitare quanto richiesto, il Piano di Utilizzo deve avere, anche in riferimento alla caratterizzazione dei materiali da scavo, i seguenti elementi per tutte i siti interessati dalla produzione alla destinazione, ivi comprese aree temporanee, viabilità, ecc: 1. Inquadramento territoriale a) denominazione dei siti, desunta dalla toponomastica del luogo; b) ubicazione dei siti (comune, via, numero civico se presente); c) estremi cartografici da Carta Tecnica Regionale (CTR); d) corografia (preferibilmente scala l:5.000); e) planimetrie con impianti, sottoservizi sia presenti che smantellati e da realizzare (preferibilmente scala l:5.000); 2. Inquadramento urbanistico 2.1 Individuazione della destinazione d'uso urbanistica attuale e futura, con allegata cartografia da strumento urbanistico vigente; 3. Inquadramento geologico ed idrogeologico 3.1 descrizione del contesto geologico della zona, anche mediante l'utilizzo di informazioni derivanti da pregresse relazioni geologiche e geotecniche; 3.2 ricostruzione stratigrafica del suolo/sottosuolo, mediante l'utilizzo dei risultati di eventuali indagini geognostiche e geofisiche già attuate. I riporti se presenti dovranno essere evidenziati nella ricostruzione stratigrafica del suolo/sottosuolo; 3.3 descrizione del contesto idrogeologico della zona (presenza o meno di acquiferi e loro tipologia) anche mediante indagini pregresse; 3.4 livelli piezometrici degli acquiferi principali, direzione di flusso, con eventuale ubicazione dei pozzi e piezometri se presenti (cartografia preferibilmente a scala 1:5.000); 4. Descrizione delle attività svolte sul sito 4.1 uso pregresso del sito e cronistoria delle attività antropiche svolte sul sito; 4.2 definizione delle aree a maggiore possibilità di inquinamento e dei possibili percorsi di migrazione; 4.3 identificazione delle possibili sostanze presenti; 4.4 risultati di eventuali pregresse indagini ambientali e relative analisi chimiche fisiche; 5. Piano di campionamento e analisi 5.1 descrizione delle indagini svolte e delle modalità di esecuzione; 5.2 localizzazione dei punti mediante planimetrie; 5.3 elenco delle sostanze da ricercare come dettagliato nell'allegato 4; 5.4 descrizione delle metodiche analitiche e dei relativi limiti di quantificazione. Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 4
6 Nell ambito del Piano di utilizzo occorre innanzitutto dimostrare la rispondenza dei materiali inerti ai seguenti criteri, affinché essi siano considerati sottoprodotti e non rifiuti (così come definiti dall art. 4, comma 1 del Decreto): a) il materiale da scavo è generato durante la realizzazione di un'opera, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale materiale; b) il materiale da scavo è utilizzato, in conformità al Piano di Utilizzo: 1. nel corso dell'esecuzione della stessa opera, nel quale è stato generato, o di un'opera diversa, per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, ripascimenti, interventi a mare, miglioramenti fondiari o viari oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali; 2. in processi produttivi, in sostituzione di materiali di cava; c) il materiale da scavo è idoneo ad essere utilizzato direttamente, ossia senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale secondo i criteri di cui all'allegato 3 del DM n. 161/2012; d) il materiale da scavo, per le modalità di utilizzo specifico di cui alla precedente lettera b), soddisfa i requisiti di qualità ambientale di cui all'allegato 4 del DM n. 161/2012. Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 5
7 3 BILANCIO DEI MATERIALI IN PROGETTO Nel seguito si sintetizza quanto previsto in progetto in materia di bilancio materiali e già riportato nell ambito dello Studio di Impatto Ambientale. Tabella Bilancio Scavi Reinterri - Rilevati Scavi [m³] Reinterri [m³] Scavi-Reinterri [m³] Rilevati [m³] 1' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' ' Nello Studio di Impatto Ambientale si stimava un esubero di inerti derivante dagli scavi rispetto ai riporti in progetto pari a circa mc, che si prevedeva comunque di riutilizzare nell ambito dello stesso progetto, senza la necessità di smaltimento, data la richiesta di materiali per la realizzazione di rilevati. Il progetto prevede quindi un completo riutilizzo degli inerti in esubero e la necessità invece di reperire ulteriori materiali inerti per le esigenze del cantiere. Nell ambito di questo bilancio positivo si inserisce però lo smantellamento a fine lavori del ponte bailey provvisorio, i cui materiali inerti risultanti non potranno essere riutilizzati in quanto l attività avverrà a lavori ultimati. Dall attività di smantellamento del ponte provvisorio derivano 3.752,21 mc di materiali inerti che si prevede di conferire a idoneo impianto di trattamento autorizzato. Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 6
8 4 CONFERIMENTO A IMPIANTI DI TRATTAMENTO I materiali inerti in esubero derivanti dallo smantellamento del ponte provvisorio potranno essere conferiti a impianti di trattamento autorizzati, escludendoli dal regime dei rifiuti. La ricerca effettuata sul sito della Provincia di Torino ( torino.it/rif/inerti) ha portato a identificare tutti gli impianti di trattamento autorizzati in un intorno di parecchi chilometri dall area di intervento (cfr. elaborato CDS.12 - planimetria con l'ubicazione dei siti di cava e deposito). Nell ambito dei siti individuati, sono stati selezionati quelli autorizzati per il trattamento per il codice CER in esame (170504) situati a distanza inferiori a 10 km dall area di intervento. La scelta di circoscrivere l ambito di indagine per il sito che potrà accogliere i residui delle lavorazioni nasce dall esigenza di limitare al massimo le distanze che i camion dovranno percorrere per la messa a discarica degli stessi. I tre siti potenziali individuati sono posti a circa 10 km di distanza dall area di intervento, con facile accessibilità dalla variante di Borgaro e la tangenziale di Torino, e conseguente interferenza molto limitata con aree residenziali. 1 Bresciani asfalti srl Strada della Bellacomba 142/A TORINO 2 Bresciani asfalti srl Strada del Bramafame TORINO 3 F.G. s.r.l. Via Cassagna PIANEZZA Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 7
9 5 CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE DEI MATERIALI Poiché i materiali inerti da smaltire a fine lavori saranno gli stessi reperiti presso cave o impianti di trattamento autorizzati all inizio dei lavori, non sarà necessario effettuare una caratterizzazione del materiale per il suo conferimento al sito di trattamento prescelto, a meno che durante il cantiere non si verifichino sversamenti accidentali o fenomeni che possano causarne la contaminazione. Il materiale che verrà reperito per la formazione dei rilevati del ponte provvisorio a inizio lavori dovrà essere accompagnato da una certificazione della rispondenza ai requisiti della Colonna A, tabella 1 dell Allegato V al Titolo V della Parte IV del D.lgs. 152/06 e smi, ossia valori limite di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale. La stessa certificazione permetterà la caratterizzazione ambientale dei materiali a fine lavori, per il conferimento all impianto di trattamento. Accessibilità da Nord alla Reggia di Venaria Reale e nuovo ponte sul Torrente Ceronda 8