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Timestamp: 2020-05-26 23:37:56+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 7598 del 23/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7598 del 23/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/03/2017, (ud. 25/01/2017, dep.23/03/2017), n. 7598
sul ricorso 26860-2015 proposto da:
Q.D.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA SAN
TOMMASO D’AQUINO 116, presso lo studio dell’avvocato ANTONINO
avverso la sentenza n. 1565/16/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di Q.D.E. di cartella di pagamento emessa per omessò carente I tardivo versamento di somme da condono ex L. n. 289 del 2002, la C.T.R. della Sicilia, con la sentenza indicata in epigrafe, in riforma della decisione di primo grado di rigetto del ricorso, annullava la cartella di pagamento impugnata per mancata instaurazione del preventivo contraddittorio che riteneva adempimento necessario.
La contribuente resiste con controricorso mentre Serit Sicilia non ha svolto attività difensiva.
1. I primi due mezzi di ricorso sono inammissibili per difetto di autosufficienza, non avendo la ricorrente neppure indicato gli atti dei giudizi dai quali emergerebbero i denunciati errores in procedendo.
2. E’, invece, fondato il terzo motivo (a mezzo del quale si deduce la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, e della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5) alla luce dell’orientamento pacifico di questa Corte secondo cui “in tema di riscossione delle imposte, la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 6, comma 5, non impone l’obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere ad iscrizione a ruolo, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, ma soltanto “qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione”, situazione, quest’ultima, che non ricorre necessariamente nei casi soggetti alla disposizione appena indicata, la quale implica un controllo di tipo documentale sui dati contabili direttamente riportati in dichiarazione, senza margini di tipo interpretativo; del resto, se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione di cui al citato inciso” (ex multis, di recente, Sentenza n. 8342/2012; n. 15584/2014). Principi ribaditi anche dalle Sezioni Unite di questa Corte con sentenza n. 24823/2015.
3. Ne consegue, pertanto, in accoglimento del solo terzo motivo, la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio, anche per il regolamento delle spese di questo giudizio, alla C.T.R. della Sicilia.
In accoglimento del terzo motivo, inammissibili il primo ed il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione.