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Timestamp: 2020-08-14 12:12:52+00:00
Document Index: 4856640

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'sentenza ']

Titolo I - Dei reati contro la fedeltà e la difesa militare - Difesa.it
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E' punito con l'ergastolo il militare che commette alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 242 e 284 del codice penale per il solo fatto di essere insorto in armi, o di aver portato le armi contro lo Stato, ovvero di aver partecipato ad una insurrezione armata.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 2, L. 23 marzo 1956, n. 167.
il militare colpevole di istigazione o cospirazione, dirette a commettere alcuno dei reati indicati nell'articolo precedente;
il militare, che, per commettere alcuno dei reati indicati nell'articolo precedente, promuove, costituisce od organizza una banda armata, ovvero vi partecipa.
Art. 79. Offesa all'onore ed al prestigio del Presidente della Repubblica. (1)
Il militare che offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica, o di chi ne fa le veci, è punito con la reclusione militare da cinque a quindici anni.
Art. 80. Offesa al Capo del Governo. (1)
(1) Abrogato dall'art. 5 L. 23 marzo 1956, n. 167.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 2, L. 30 luglio 1957, n. 655.
Art. 85. Soppressione, distruzione, falsificazione o sottrazione di atti, documenti o cose concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato.
Il militare, che, in tutto o in parte, sopprime, distrugge, falsifica, ovvero carpisce, sottrae o distrae, anche temporaneamente, atti, documenti o altre cose concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segreti, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
Se il fatto ha compromesso la preparazione o la difesa militare dello Stato, si applica la pena di morte (1) con degradazione.
Agli effetti delle disposizioni di questo articolo, non possono comunque essere considerati come segreti gli atti, i documenti o altre cose che non abbiano destinazione esclusiva per le forze armate. (2)
(2) Comma aggiunto dall'art. 6 L. 23 marzo 1956, n. 167.
DELLO SPIONAGGIO MILITARE E DELLA
RIVELAZIONE DI SEGRETI MILITARI.
Art. 86. Rivelazione di segreti militari, a scopo di spionaggio.
Il militare, che rivela, nell'interesse di uno Stato estero, notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segrete, è punito con la pena di morte (1) con degradazione.
Art. 87. Accordo di militari per commettere rivelazione di segreti militari, a scopo di spionaggio.
Quando due o più militari si accordano al fine di commettere il reato preveduto dall'articolo precedente, ciascuno di essi è punito, se il reato non è commesso, con la reclusione da cinque a quindici anni.
Per i capi, i promotori e gli organizzatori, la pena è della reclusione non inferiore a quindici anni.
Art. 88. Procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio.
Il militare, che, allo scopo di darne comunicazione a uno Stato estero, si procura notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segrete, è punito con la reclusione non inferiore a venti anni.
Art. 89. Procacciamento di notizie segrete, non a scopo di spionaggio.
Il militare che, fuori dei casi preveduti dall'articolo precedente, si procura, senza l'autorizzazione dell'Autorità militare competente, le notizie in esso indicate, ovvero compie atti diretti a procurarsele, è punito con la reclusione militare da tre a dieci anni.
Se il fatto ha compromesso la preparazione o la difesa militare dello Stato, si applica la reclusione militare non inferiore a dieci anni.
Art. 89-bis. Esecuzione di disegni, introduzione in luoghi di interesse militare a scopo di spionaggio. (1)
E' punito con la reclusione da sei a dodici anni il militare che a scopo di spionaggio:
per commettere alcuno dei fatti indicati nel n. 1, o per procurarsi notizie rispetto ai fatti medesimi, si introduce clandestinamente o con inganno nei luoghi o zone di terra, di acqua o di aria, nei quali è vietato l'accesso nell'interesse militare dello Stato;
si intrattiene in tali luoghi o zone, o in loro prossimità, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere spionaggio;
(1) Articolo aggiunto dall'art. 7 L. 23 marzo 1956, n. 167.
Art. 90. Esecuzione indebita di disegni; introduzione clandestina in luoghi d'interesse militare; possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio.
E' punito con la reclusione da uno a cinque anni (1) il militare:
che, senza la necessaria autorizzazione, esegue disegni, modelli, schizzi o fotografie di cose concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato, ovvero fa ricognizione sulle cose medesime;
che, per commettere alcuno dei fatti indicati nel n. 1,o per procurarsi notizie rispetto ai fatti medesimi, si introduce clandestinamente o con inganno nei luoghi o zone di terra, di acqua o di aria, nei quali è vietato l'accesso nell'interesse militare dello Stato;
che è colto in tali luoghi o zone, o in loro prossimità, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere alcuno dei fatti indicati nel n. 1;
che è colto in possesso ingiustificato di carte, scritti, disegni, modelli, schizzi, fotografie o di qualsiasi altra cosa atta a fornire notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato.
Per il solo fatto di introdursi clandestinamente o con inganno nei suddetti luoghi o zone, il militare è punito con la reclusione militare da uno a cinque anni. (2)
Fuori dei casi suindicati, al militare si applica la pena della reclusione militare fino a un anno, per il solo fatto di introdursi, senza la necessaria autorizzazione, in luoghi in cui è vietato l'accesso nell'interesse militare dello Stato.
(1) Comma così modificato per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 298 del 26 giugno 1995 - per i nn. 1, 2 e 3 - e n. 49 del 9 febbraio 1989 - per il n. 4 - che hanno ritenuto la disposizione originaria costituzionalmente illegittima nella parte in cui prevede la pena della reclusione da cinque a dieci anni, anziché da uno a cinque anni.
(2) Comma così modificato per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 97 del 26 maggio 1998, che ha ritenuto la disposizione originaria costituzionalmente illegittima nella parte in cui prevede la pena della reclusione da due a cinque anni, anziché da uno a cinque anni.
Art. 91. Rivelazione di notizie segrete non a scopo di spionaggio.
Fuori del caso indicato nell'articolo 86, il militare, che rivela notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato e che devono rimanere segrete, è punito con la reclusione militare non inferiore a cinque anni.
Se il fatto ha compromesso la preparazione o la difesa militare dello Stato, si applica la reclusione militare non inferiore a venti anni.
Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione militare da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dal primo comma, e da tre a quindici anni, nel caso preveduto dal secondo comma.
Art. 92. Circostanze aggravanti.
Se il colpevole del reato preveduto dall'articolo precedente era, per ragione di ufficio o di servizio, a cognizione delle notizie ivi indicate, o se il fatto è stato commesso con qualsiasi mezzo di pubblicità, la pena è aumentata.
Art. 93. Procacciamento o rivelazione di notizie di carattere riservato.
Per i fatti preveduti dagli articoli precedenti, quando le notizie indicate negli articoli stessi non sono fra quelle che devono rimanere segrete, ma hanno carattere riservato, per esserne stata vietata la divulgazione dall'autorità competente, alla pena di morte (1) con degradazione è sostituita la reclusione non inferiore a venti anni, e le altre pene sono diminuite da un terzo alla metà.
Art. 94. Comunicazione all'estero di notizie non segrete né riservate.
Il militare, che comunica a uno Stato estero notizie concernenti la forza, la preparazione o la difesa militare dello Stato, diverse da quelle che devono rimanere segrete o che hanno carattere riservato, è punito, se dal fatto può derivare nocumento alla forza, alla preparazione o alla difesa militare dello Stato, con la reclusione militare fino a cinque anni.
Art. 95. Militare che ottiene le notizie indicate negli articoli precedenti.
Le pene stabilite dagli articoli precedenti si applicano anche al militare, che ottiene le notizie ivi indicate.
Art. 96. Fine di favorire lo Stato italiano.
Per i reati preveduti dagli articoli precedenti, la punibilità non è esclusa, se il colpevole ha agito con il fine di favorire lo Stato italiano. Tuttavia, la pena può essere diminuita.
Art. 97. Agevolazione colposa.
Il militare, che, avendo, per ragione di ufficio o di servizio, la custodia o il possesso delle cose, ovvero per lo stesso motivo, essendo a cognizione delle notizie o esercitando la vigilanza dei luoghi d'interesse militare ha reso possibile o soltanto agevolato per colpa, l'esecuzione di alcuno dei reati preveduti dagli articoli 85, 86, 88, 89, 90, comma primo, 91 e 93, è punito con la reclusione militare fino a cinque anni.
Se il fatto ha compromesso la preparazione o la difesa militare dello Stato, si applica la reclusione militare da tre a quindici anni.
Art. 98. Istigazione od offerta.
Il militare, che istiga altri a commettere alcuno dei reati preveduti dagli articoli 84 a 91, ovvero si offre per commetterlo, è punito, se l'istigazione o l'offerta non è accolta, ovvero se l'istigazione o l'offerta è accolta, ma il reato non è commesso:
con la reclusione da cinque a dodici anni, se la pena stabilita per il reato è la morte (1) con degradazione;
negli altri casi, con la pena stabilita per il reato, diminuita dalla metà a due terzi.
Art. 99. Corrispondenza con lo Stato estero diretta a commettere fatti di tradimento o di spionaggio militare.
Il militare, che tiene con uno Stato estero corrispondenza diretta a commettere alcuno dei fatti indicati negli articoli 85, 86, 87 e 88, o che comunque compie atti diretti a commettere alcuno dei fatti stessi, è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
Art. 101. Parificazione degli Stati alleati.
Le pene stabilite dagli articoli 84 e seguenti si applicano anche quando il reato è commesso a danno di uno Stato alleato o associato, a fine di guerra, con lo Stato italiano.
Art. 102. Circostanza attenuante.
Le pene stabilite per i reati preveduti da questo capo e dai capi precedenti sono diminuite, quando, per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o le circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno e del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.