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Timestamp: 2020-08-07 15:49:14+00:00
Document Index: 102963453

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art.29', 'art.41', 'art. 15', 'art. 32', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 28', 'art. 36', 'art. 2']

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1 LE PROCEDURE STANDARDIZZATE per la Valutazione dei Rischi decreto interministeriale del 30/11/2012 Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6/12/2012) in vigore dal 04 febbraio (Gazzetta Ufficiale 11 aprile 2013 Dott. Giuseppe Sergi
2 PROCEDURE STANDARDIZZATE VALUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi dell art. 29 del D.Lgs 81 D.M.. da pubblicare su G.U.
3 precisazioni In attesa della pubblicazione delle procedure e comunque sino al 31 dicembre 2012, le aziende sino a 10 lavoratori potranno assolvere l obbligo di effettuazione della valutazione dei rischi mediante autocertificazione. Dal 31 dicembre 2012 i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori (e facoltativamente per quelli che occupano sino a 50 dipendenti) dovranno effettuare la valutazione dei rischi sulla base di procedure standardizzate. Nota: il 31 dicembre 2012 diventa il 31 maggio 2013
4 31 dicembre 2012 Legge di stabilità 2013 Prorogati i termini per la autocertificazione della valutazione dei rischi Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012 Suppl. Ordinario n la Legge 24 dicembre 2012, n. 228 recante 'Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)' con la quale viene fissato al 30 giugno 2013 il termine del 31 dicembre 2012 previsto nell art. 29, comma 5 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. La legge entra in vigore il 1 gennaio Si riporta il comma 5 dell'art. 29 così come modificato: 5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all articolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenza del terzo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di cui all articolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, non oltre il 30 giugno 2013, gli stessi datori di lavoro possono autocertificare l effettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).
5 COSA SONO le procedure standardizzate Dei modelli di riferimento per effettuare la: valutazione dei rischi, l individuazione delle misure di prevenzione e protezione e l elaborazione delle misure atte a garantire il miglioramento dei livelli di sicurezza
6 E se avevo già fatto il DVR (documento di valutazione dei rischi)? Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Interpello n. 37/ risposta del 22/11/2012 Omissis..Resta inteso, del tutto conseguenzialmente, che qualora una azienda con meno di dieci lavoratori abbia già un proprio DVR (in quanto ha deciso di non avvalersi della facoltà di autocertificare la valutazione dei rischi ma di preparare comunque un DVR pur non essendovi obbligata) tale documento non dovrà necessariamente essere rielaborato secondo le indicazioni delle procedure standardizzate, fermi restando i sopra richiamati obblighi di aggiornamento, legati alla dinamica del DVR.
7 Schema di procedura standardizzata
8 1. SCOPO Scopo della seguente procedura è di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire nel tempo i livelli di salute e sicurezza.
9 2. Campo di Applicazione La procedura si applica alle imprese che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5, D.Lgs. 81/08 s.m.i.) ma può essere utilizzata anche dalle imprese fino a 50 lavoratori (art.29 comma 6 del D.Lgs. 81/08 s.m.i., con i limiti di cui al comma 7), come sintetizzato nel seguente schema riepilogativo:
10 2.Campo di APPLICAZIONE
11 3. Compiti e RESPONSABILITÀ Il datore di lavoro effettua la valutazione sulla base della procedura standardizzata coinvolgendo i soggetti riportati nello schema seguente, in conformità a quanto previsto dal Titolo I, Capo III del D.Lgs. 8 1/08 s.m.i. e in relazione all'attività e alla struttura dell'azienda.
12 3. Compiti e RESPONSABILITÀ
13 4. ISTRUZIONI OPERATIVE Il Datore di lavoro in collaborazione con il RSPP (se diverso dal Datore di lavoro) e il Medico competente, ove previsto (art.41 D.Lgs. 81/08 s.m.i.), effettuerà la valutazione dei rischi aziendali e la compilazione del documento, previa consultazione del RLS/RLST, tenendo conto di tutte le informazioni in suo possesso ed eventualmente di quelle derivanti da segnalazioni dei lavoratori, secondo i passi di seguito riportati:
14 1. 4. ISTRUZIONI OPERATIVE 1.descrizione dell'azienda, del ciclo lavorativo e delle mansioni; 2.identificazione dei pericoli presenti in azienda; 3.valutazione dei rischi associati ai pericoli identificati e individuazione delle misure di prevenzione e protezione attuate; 4.definizione del programma di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza.
15 4. ISTRUZIONI OPERATIVE La valutazione dei rischi, essendo un processo dinamico, deve essere riesaminata qualora intervengano cambiamenti significativi, ai fini della salute e sicurezza, nel processo produttivo, nell'organizzazione del lavoro, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, oppure a seguito di incidenti, infortuni e risultanze della sorveglianza sanitaria. Si ricorda che i principi generali che devono guidare il Datore di lavoro nella scelta delle misure di riduzione e controllo dei rischi sono contenuti nel D.Lgs. 81/08 s.m.i. all'art. 15 e sono così sintetizzabili:
16 ISTRUZIONI OPERATIVE l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione alla fonte in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza (criterio di completezza della valutazione); il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature; la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; il controllo sanitario dei lavoratori (sorveglianza sanitaria)
17 ISTRUZIONI OPERATIVE l'informazione, la formazione e l'addestramento adeguati per i lavoratori; la partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza (segnaletica di salute e sicurezza); la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti; la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute sicurezza.
18 i 4 passi per la compilazione 4.1 Descrizione dell azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni 4.2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda 4.3 Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate 4.4 Definizione del programma di miglioramento
19 Frontespizio Lo scopo della procedura standardizzata è quello di indicare il modello di riferimento sulla base del quale effettuare la valutazione dei rischi e il suo aggiornamento, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza
20 i 4 passi per la compilazione 4.1 Descrizione dell azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni 4.2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda 4.3 Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate 4.4 Definizione del programma di miglioramento
23 i 4 passi per la compilazione 4.1 Descrizione dell azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni 4.2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda 4.3 Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate 4.4 Definizione del programma di miglioramento
32 Famiglia di pericoli pericoli Pericoli presenti Pericoli non presenti Riferimenti legislativi Esempi di incidenti e criticità
33 Famiglia di pericoli pericoli Pericoli presenti Pericoli non presenti Riferimenti legislativi Esempi di incidenti e criticità
34 Famiglia di pericoli pericoli Pericoli presenti Pericoli non presenti Riferimenti legislativi Esempi di incidenti e criticità
35 Famiglia di pericoli pericoli Pericoli presenti Pericoli non presenti Riferimenti legislativi Esempi di incidenti e criticità
36 i 4 passi per la compilazione 4.1 Descrizione dell azienda, del ciclo lavorativo/attività e delle mansioni 4.2 Individuazione dei pericoli presenti in azienda 4.3 Valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati e identificazione delle misure attuate 4.4 Definizione del programma di miglioramento
38 NOTE 1.nella nella checklist, è sufficiente porre delle X in corrispondenza della riga corrispondente al pericolo evidenziato. 2.I I pericoli non presenti possono essere aggiunti in coda alla tabella. 3.La valutazione dei rischi avviene con il modulo 3 che fonde assieme valutazione dei rischi, misure attuate e programma di miglioramento.
39 NOTE 4.Quello Quello che emerge è che la valutazione dei rischi non evidenzia il livello del rischio (quello che di solito si misura con la formula R=PXD), ma piuttosto si concentra sulle misure attuate. 5.Il programma di miglioramento nello stesso foglio prevede 3 campi: le misure da adottare,, chi sono gli incaricati e la data di attuazione prevista per le misure stesse.
40 6. NOTE 6.Nelle Nelle istruzioni si suggerisce di suddividere le misure attuate e da attuare dividendole per: Tecniche Organizzative Procedurali DPI Sorveglianza sanitaria Informazione formazione addestramento
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