Source: http://www.istitutopuglieseconsumo.it/dossier-vaccini-eta-pediatrica-cura-del-codacons/
Timestamp: 2017-11-21 19:10:58+00:00
Document Index: 59564346

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 137', 'art. 140', 'art. 13', 'art 357', 'art. 47', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 28']

Dossier Vaccini in età pediatrica - Istituto Pugliese per il Consumo
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Dossier Vaccini in età pediatrica
Con la presente per fornire chiarimenti sulla posizione del CODACONS in merito ad una tematica tanto studiata ed importante come le vaccinazioni ed in particolare i vaccini in età pediatrica e fare il punto della situazione sull’argomento.
Come noto, il CODACONS è un’Associazione senza fini di lucro che per Statuto persegue la tutela “con ogni mezzo legittimo … dei diritti e degli interessi di consumatori ed utenti, categoria socialmente debole … nei confronti dei soggetti pubblici e privati produttori e/o erogatori di beni e servizi … Tutela il diritto alla trasparenza, alla corretta gestione e al buon andamento delle pubbliche amministrazioni; Si impegna nel contrasto agli abusi, alla corruzione e ad i principali reati contro la P.A. e gli utenti e consumatori; L’Associazione in particolar modo intende tutelare: la salute; il buon andamento dei servizi pubblici essenziali; il buon andamento della Pubblica Amministrazione, l’incolumità pubblica” (art. 2 Statuto CODACONS).
Fra gli obiettivi del CODACONS v’è, in particolare: “il controllo e la tutela di un equilibrato rapporto tra l’uso individuale delle risorse dell’ambiente ed un razionale sviluppo della società improntato al rispetto e alla tutela della dignità della persona umana ed alla salvaguardia dell’interesse fondamentale della salute e della sicurezza attuale e futura delle singole persone”, e “la vigilanza sulla corretta gestione del territorio da parte della Pubblica Amministrazione in materia di pubblici servizi, ivi compreso … il servizio farmaceutico …” (art. 2 Statuto CODACONS).
Il CODACONS è iscritto nell’elenco delle Associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale ex art. 137 D.Lgs. 206/2005 Codice del Consumo, come tale, è legittimato ad agire per la “tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti” (art. 140 D. Lgs. cit.).
Il CODACONS è Associazione di promozione sociale ex lege 383/2000, nonché Associazione di protezione ambientale riconosciuta ex art. 13 Legge 349/1986.
Il CODACONS è, altresì, Associazione con finalità di Ente para-pubblistico, così come riconosciuto dal Consiglio di Stato (Ad. Plen. n. 1/2007).
Al CODACONS è affidata la tutela degli “interessi collettivi dei consumatori“, e il compito di agire a tutela “dell’interesse generale e comune ad un’intera categoria di utenti o consumatori” – CORTE DI CASSAZIONE N. 17351/2011. In tal senso successivamente: Consiglio di Stato, sez. V, 7 dicembre 2012 n. 5560, Consiglio di Stato, sez. IV, 18 novembre 2013 n. 5451, Consiglio di Stato, sez. III, 23 giugno 2014 n. 3164. Recentemente: Corte di Cassazione, sezioni unite civile, 16 novembre 2016 n. 23304.
Appare chiaro come le menzionate sentenze costituiscano una base fondamentale di riferimento, ai fini della legittimazione ed interesse ad agire del Codacons, che deriva altresì dagli incarichi all’Associazione conferiti da genitori di bambini che denunciano patologie sorte, a loro dire, in seguito all’assunzione dei vaccini, e/o che raccontano quanto accadrebbe nelle Asl e centri di vaccinazioni pediatrici di tutta Italia.
Orbene, la scrivente Associazione sta ricevendo numerosissime segnalazioni da parte dei genitori di bambini in età pediatrica che lamentano di essere costretti a praticare ai propri figli l’esavalente pur avendo deciso di sottoporre i piccoli alle sole “quattro vaccinazioni obbligatorie per legge” poiché non sono disponibili presso le Asl di riferimento i singoli quattro vaccini dei previsti obbligatori: antidifterico, antitetanico, antipoliomelitico, anti epatite b.
Effettivamente è argomento delicatissimo la somministrazione dei vaccini ai bimbi nel primo anno di vita – presso le Asl e i centri di vaccinazione pediatrica – del vaccino esavalente attualmente più utilizzato nominato Infanrix Hexa prodotto e commercializzato dalla GlaxoSmithKline (contenente quattro vaccinazioni obbligatorie per legge – D.M. 7 aprile 1999 “Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie” – ovvero antidifterico, antitetanico, antipoliomelitico, anti epatite b, e due facoltative, ossia antipertossico e anti haemophilus influenzae tipo b), e, conseguentemente, della impossibilità di vedersi somministrare unicamente e singolarmente i quattro vaccini obbligatori per legge, in considerazione del fatto che attualmente manca in commercio uno dei quattro vaccini obbligatori, ossia il vaccino singolo antidifterico.
Preme soffermarsi in particolare:
-SULLA MANCANZA IN COMMERCIO DI UNO DEI QUATTRO VACCINI OBBLIGATORI: IL VACCINO ANTIDIFTERICO IN FORMULA MONODOSE
In Italia, in sostanza, il vaccino pediatrico antidifterico NON ESISTE SINGOLO, esiste SOLO COMBINATO CON ALTRI VACCINI nelle formulazioni: trivalente (difterite-tetano e antipertosse acellulare DTap), tetravalente (in aggiunta c’è la vaccinazione antipolio), esavalente (difterite, tetano, pertosse acellulare, polio inattivato, haemophilus influenzae tipo b, epatite B).
Come si può notare, le formulazioni trivalente e tetravalente comunque non ricoprono le 4 vaccinazioni obbligatorie.
Allo stato, dunque, non c’è alcuna possibilità per il genitore di sottrarsi all’esavalente se vuole osservare l’obbligo di vaccinazione per tutte quelle obbligatorie.
La circostanza emerge dalle segnalazioni pervenute al CODACONS da parte dei genitori di bambini in età pediatrica che lamentano di essere costretti a praticare ai propri figli l’esavalente pur avendo deciso di sottoporre i piccoli alle sole “quattro vaccinazioni obbligatorie per legge”.
Non solo. L’indisponibilità del vaccino singolo antidifterico è confortata dall’attività investigativa dei NAS, si veda:
a)Verbale di accertamento ed acquisizione Documentale – ex art 357 cpp, eseguito presso il Dipartimento di prevenzione dell’ASL TO1 e direttore della S.C. Igiene e Sanità pubblica del 14.10.2014, da cui si legge:
-al punto 5 “Questo servizio non è in grado di somministrare le quattro vaccinazioni obbligatorie in unica somministrazione”;
-al punto 6 “Nel caso di richiesta specifica avanzata dal genitore della somministrazione dei 4 vaccini ancora obbligatori, questo servizio non è in grado di somministrare il vaccino contro la difterite perché non esiste in commercio”;
B)RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI BOLOGNA DEL 10.09.2016 (avverso cui il CODACONS ha provveduto tempestivamente a fare opposizione) da cui si legge:
-“Gli accertamenti esperiti dai NAS di Bologna hanno appurato che in Italia non è disponibile il singolo vaccino contro la difterite che invece è contenuto all’interno dell’esavalente”.
Ed ancora. E’ confermata dallo stesso Ministero della Salute, nella nota prot. n. 0002807-31/01/2014-DGPRE-COD UO-P, avente ad oggetto: “carenza vaccino antidifterico pediatrico”, nella quale si legge: “La non disponibilità dell’offerta della vaccinazione antidifterica, prevista per legge, senza l’associazione con altri vaccini, rappresenta un ostacolo per il completamento delle vaccinazioni dell’infanzia per i bambini, i cui genitori accettano esclusivamente la somministrazione di vaccini per i quali è previsto un obbligo normativo”.
E risulta dalle recenti dichiarazioni del Ministero della Salute ai NAS Torino, nota prot. 0031759-14/11/2016-DGPRE-DGPRE-P, avente d oggetto: “Indagine di P.G. delegate”, in cui, al punto 5 “Quali possibilità per il genitore che sceglie di non somministrare l’esavalente” si legge:“Attualmente, a causa di una persistente situazione di carenza del vaccino monovalente antidifterico pediatrico – il cui produttore in Europa è lo Staten Serum Institute, in Danimarca – che si è venuta a creare nell’autunno 2013, per il genitore che decide di sottoporre il proprio bambino alle sole vaccinazioni obbligatorie, è possibile la somministrazione dei vaccini contro polio, tetano e epatite B, ma non di quello contro la difterite”.
La situazione ad oggi è questa: impossibilità per i genitori di osservare l’obbligo vaccinale, almeno dal 2013. Ed invece fatto incontestabile risulta essere la immediata disponibilità presso le Asl e centri di vaccinazione pediatrica del vaccino esavalente, “obbligando” nella sostanza il genitore a sottoporre il bambino, oltre ai vaccini obbligatori, anche a due facoltativi.
-SULL’OBBLIGO VACCINALE PER L’INGRESSO AGLI ASILI NIDI E/O SCUOLE DELL’INFANZIA
In tale contesto – già assai grave – si inseriscono le proposte di legge da parte di diverse Regioni d’Italia, che vorrebbero introdurre l’obbligatorietà vaccinale prescritta dalla normativa vigente per l’accesso agli asili nido e/o scuole dell’infanzia.
Dunque, interventi volti a favorire la vaccinazione OBBLIGATORIA della popolazione infantile, SENZA DARE LA POSSIBILITA’ ALLE FAMIGLIE DEGLI INFANTI DI EFFETTUARE LE SOLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE.
I tribunali italiani si sono, del resto, già espressi contro l’obbligo della vaccinazione per l’ingresso nelle strutture scolastiche.
Spicca quella del Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna in Bologna, che ha stabilito come i genitori non possano essere obbligati a sottoporre i figli a vaccinazione come requisito per la frequentazione delle scuole: “Né il rifiuto di procedere alla vaccinazione può integrare un comportamento pregiudizievole nei confronti della minore sotto il diverso aspetto dell’impedimento alla frequenza scolastica, atteso che con l’art. 47 del DPR n. 355 del 1999 lo Stato Italiano, nell’ambito di una nuova politica, intesa a controbilanciare la tutela della salute pubblica con quello del diritto alla persona all’autodeterminazione consapevole, in ossequio ai principi espressi dagli ordinamenti di molti Stati membri della UE (ove le vaccinazioni non sono imposte bensì consigliate), ha eliminato il divieto di ammissione scolastica del minore non sottoposto alle vaccinazioni d’obbligo; …” (Tribunale per i minorenni dell’Emilia Romagna Bologna, 01.09.2016).
Risalta la sentenza del Tar Friuli Venezia Giulia, che ha chiaramente espresso parere contrario a misure coercitive nei confronti delle famiglie in tema di vaccinazioni: “… quanto all’asserita impossibilità dell’oggetto della delibera, che riguardando solo le vaccinazioni obbligatorie, implica la possibilità per i cittadini di sottoporre i loro figli alle sole vaccinazioni per le 4 malattie citate, laddove secondo i ricorrenti non esisterebbero nel mercato e nelle strutture pubbliche vaccini limitati a dette 4 vaccinazioni … non si può costringere nessun genitore a sottoporre il figlio alla vaccinazione non obbligatoria per legge, quindi è indiscutibile il suo diritto ad accettare solo quelle obbligatorie e non le altre …” (TAR FVG n. 20/2017).
Merita di essere citata, altresì, la sentenza della Corte Costituzionale sul dovere di solidarietà, rammentando che non può essere spinto a sino a postulare il sacrificio della salute di ciascuno per la tutela della salute degli altri: “Ma se «il rilievo costituzionale della salute come interesse della collettività» − si soggiunse − esige che, «in nome di esso, e quindi della solidarietà verso gli altri, ciascuno possa essere obbligato, restando così legittimamente limitata la sua autodeterminazione, a un dato trattamento sanitario, anche se questo importi un rischio specifico», tuttavia esso «non postula il sacrificio della salute di ciascuno per la tutela della salute degli altri»” (Corte Cost. n. 107/2012).
L’introduzione dell’obbligo vaccinale da parte del minore per l’accesso alle strutture scolastiche contrasta inoltre con:
– gli articoli 3 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana;
– il Decreto del Presidente della Repubblica n.355 del 26 gennaio 1999;
– la circolare del Ministero della Salute n.6 del 20 aprile 2000;
– l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
– l’articolo 5 della Convenzione internazionale di Oviedo (ratificata con legge 145/2001);
– la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo;
– la Convenzione sui diritti dell’infanzia.
In materia di vaccinazione obbligatoria recentemente si è espresso il Consiglio di Stato francese con Decisione n. 39715 dell’8 febbraio 2017, si veda link:
http://www.informasalus.it/it/articoli/francia-svolta-vaccini-obbligatori.php
“Il Consiglio di Stato francese obbliga il Ministero della Salute a rendere disponibili entro 6 mesi i 3 vaccini obbligatori
Ascoltando le richieste di tantissimi cittadini, il Consiglio di Stato francese ha imposto al Ministero della Salute di rendere disponibile, entro sei mesi, i tre vaccini obbligatori per i bambini sotto i 18 mesi contro la difterite, il tetano e la poliomielite – acronimo DTP – senza la combinazione con altri vaccini, come invece avveniva fino a questo momento.
La più alta Corte riconosce che per diversi anni nessun vaccino corrispondente solo agli obblighi legali di vaccinazione nei riguardi dei bambini sotto i 18 mesi è stato commercializzato in Francia. I genitori, secondo l’Alto Consiglio, dovrebbero essere in grado di soddisfare i tre obblighi senza essere costretti a sottoporre il loro bambino ad altre vaccinazioni.
Il vaccino DTP è stato sospeso nel 2008 a causa di “complicazioni allergiche” e ciò ha costretto, da allora, i genitori di utilizzare vaccini combinati.
Fonte: Le Monde.fr .
In particolare dalla citata decisione emergono elementi importanti:
– che anche in Francia viene di fatto praticato l’esavalente pur essendo obbligatori solo tre vaccinazioni;
– che il Governo può penalizzare i laboratori e le aziende che violano la legge e introdurre un piano di gestione del “vaccino carenza”.
-SUI VACCINI COMBINATI E LA LORO MAGGIORE REDDITIVITA’ E SUI PRESUNTI CONFLITTI DI INTERESSI
La vicenda testè descritta dispiega i suoi effetti in un mercato particolarmente “ricco” caratterizzato da INGENTI INTERESSI ECONOMICI.
Gli esiti di una recente valutazione effettuata dall’Antitrust ha analizzato le dinamiche di offerta e domanda dei vaccini qualificati come essenziali nel periodo 2010-2015 – quando i costi per l’acquisto di questi prodotti da parte del SSN sono stati mediamente di 300 milioni di euro all’anno (spesa destinata a raddoppiare con il nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale) – rilevando che i costi all’utenza dei vaccini in Italia risultano in media 30% più cari della media registrata nei paesi della comunità europea e che il settore vaccinale ha una redditività addirittura superiore a quella dell’industria farmaceutica nel suo complesso, che pure da tempo risulta essere l’industria più redditizia in assoluto (secondo stime recenti il margine operativo netto dei prodotti vaccinali raggiungerebbe infatti il 30%, a fronte di un margine medio dell’industria farmaceutica del 21%; simile redditività risulta inoltre amplificata dai tassi di crescita del settore, che, negli ultimi anni, sono stati di molto superiori a quelli registrati dal resto dell’industria farmaceutica). L’indagine, inoltre, sembra aver accertato l’esistenza di un oligopolio fortemente concentrato su base mondiale con quattro imprese multinazionali – GlaxoSmithKline, MerckSharpDohme, Sanofi Pasteur e Pfizer – che detengono oltre l’80% in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo che supera i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita.
E’ utile riportare anche quanto si legge a pag. 4 al capitolo “Spesa del SSN in vaccini” del documento “Pianificazione e Costi dei Vaccini nel SSN” – relativamente al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2012-2014: “Secondo il rapporto OsMed 2013, la spesa annuale in vaccini sostenuta dal SSN ammonta pressappoco a 350 milioni di euro, di cui quasi la metà rappresentata dai nuovi vaccini PCV (23%), Men (13%) e HPV (11%). Altri due vaccini, l’esavalente e IIV, rappresentano quasi un terzo della spesa, rispettivamente il 21% e il 10% del totale. E’ interessante notare che la disponibilità di vaccini in associazione (c.d. “combinati”) in condizioni di monopolio, pur rendendo memo disagevole la somministrazione ai bambini (e forse ancor di più ai loro genitori), ha determinato un aumento dei costi non sempre in linea con la sommatoria dei prezzi dei singoli vaccini e una scarsità sul mercato di questi ultimi …”
In tale contesto, desta non poche perplessità, oltre alla circostanza che viene di fatto somministrato – in via prioritaria – un vaccino esavalente, in secundis, anche la circostanza che, recentemente, ci si sia adoperati per l’approvazione di un PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE VACCINALE che voglia prevedere:
a) l’introduzione nel calendario delle vaccinazioni anche di nuovi vaccini per l’età pediatrica;
b) l’introduzione di un obbligo (reale) di VACCINAZIONE come CONDIZIONE PER L’ISCRIZIONE SCOLASTICA e, dunque, per l’ACCESSO AL SISTEMA EDUCATIVO;
c) SANZIONI PER MEDICI DEL SSN che NON FORNISCONO SUFFICIENTE SUPPORTO ALLE VACCINAZIONI o, addirittura, le sconsigliano;
d) l’obbligo per tutte le Regioni di organizzarsi per seguire le indicazioni previste dal nuovo Piano.
I fondi destinati alle vaccinazioni, attualmente pari a 300 milioni di euro/anno, sono destinati a raddoppiare con il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (620 milioni di euro/anno), quando invece sarebbe più opportuno impiegare tali somme per contrastare la chiusura di ospedali o la mancanza di posti letto, come documentato da diversi inchieste giornalistiche.
Oltretutto, detto incremento non risulta giustificato da alcuna nuova epidemia.
Sul punto va segnalato che la Procura della Repubblica di Catania ha aperto un fascicolo conoscitivo dopo un esposto del CODACONS sull’allarme meningite diffusosi nelle scorse settimane in Italia e che ha portato ad una abnorme corsa ai vaccini, che sembrerebbe a tutto vantaggio delle aziende farmaceutiche.
Il CODACONS sosteneva nell’esposto che “pur essendo i numeri sull’incidenza della malattia pienamente nella norma, si è scatenata una corsa ai vaccini che determina non solo spese a carico dei cittadini per decine di milioni di euro, ma anche palesi discriminazioni tra utenti a seconda della zona di residenza”, e che “a seguito del clamore suscitato dai casi censiti in varie regioni italiane la corsa spesso ingiustificata al vaccino anti-meningite ha fatto più che raddoppiare il numero delle dosi fornite alle Asl sul territorio nazionale facendo registrare un +130% nello scorso mese di dicembre almeno da quanto sembrerebbe riportato da tutti i media, stampa e siti web”.
Con riferimento ai rilevanti interessi economici.
Emblematico il caso del vaccino anti-epatite B, che sembrerebbe essere DIVENUTO OBBLIGATORIO IN SEGUITO AD UNA TANGENTE: gli organi di stampa riportano le notizie di cronaca giudiziaria dalle quali sembra evincersi che l’obbligatorietà del vaccino, a far data dal 1991, sia frutto di una decisione dell’allora Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo che, insieme al responsabile del settore farmaceutico del Ministero, Duilio Poggiolini, sembra essere stato poi condannato per una MAXI TANGENTE DI BEN 600 MILIONI DI LIRE CORRISPOSTA DALL’AZIENDA GLAXOSMITHKLINE, unica produttrice del vaccino Engerix B (Cfr. anche Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 12 aprile 2012 n. 5756).
Illuminante il CONTENUTO DEL VIDEO PUBBLICATO SU YOUTUBE E VISIONABILE AL SEGUENTE LINK: https://www.youtube.com/watch?v=TJWIINm52v0 dal titolo: “Vaccini. Una prospettiva dalla viva voce della GlaxoSmithKline” – Per chi non avesse ancora approfondito il tema dei vaccini esavalenti una breve sintesi dalla viva voce del presidente della GlaxoSmithKline Biologicals.
DESTANO PREOCCUPAZIONE – NONCHE’ PENALMENTE RILEVANTI – LE DICHIARAZIONI RILASCIATE DA JEAN STÈPHANE, CHE HA DIRETTO LA BRANCA DEI VACCINI DELLA GSK PER 23 ANNI, NEL CORSO DI UNA RIUNIONE DAVANTI AI DIRIGENTI DI IMPRESA, SPIEGANDO IL SUO SUCCESSO NEGLI AFFARI:
“abbiamo comprato tutti i brevetti sull’epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. Io penso che è così che una azienda si è creata ed è divenuta di successo. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l’epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia non è molto più complicata di cosi”.
IN BUONA SOSTANZA, DA QUANTO EMERGEREBBE DAL VIDEO, IL LABORATORIO AVREBBE CERCATO DI CREARE UN MONOPOLIO E POI AVREBBE COMMERCIALIZZATO DEI VACCINI COMBINATI PERCHÉ MOLTO PIÙ REDDITIZI RISPETTO A QUELLI SINGOLI.
TALI DICHIARAZIONI, IN QUANTO DESCRITTIVE DEL MODUS OPERANDI DELLA SOCIETA’, SEMBRANO PALESARE UN COMPORTAMENTO SPICCATAMENTE VOLTO A SPECULARE SU PRODOTTI ESSENZIALI, QUALI I FARMACI ED I VACCINI A SCAPITO DELLA COLLETTIVITA’, QUANTOMENO SOTTO IL PROFILO DELL’AGGRAVIO DI SPESA PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (CONSEGUENTE AI MAGGIORI COSTI PER LA SANITÀ PUBBLICA).
Significativa la circostanza che alla redazione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e, dunque, all’individuazione delle “strategie vaccinali”, sembra avere inspiegabilmente partecipato una sola Università (sic!) – infatti, il coinvolgimento nell’elaborazione del Piano di una sola Università ed esclusivamente per la parte economica si configura come un esiguo apporto da parte del comparto universitario italiano, nonché, in particolare, che dopo il primo via libera del Piano, del 5 novembre 2015, il PRESIDENTE DELL’AIFA Sergio Pecorelli – CHE AVREBBE PARTECIPATO ALLA RELATIVA REDAZIONE – è stato sospeso per presunto CONFLITTO DI INTERESSI con decisione del direttore generale dell’AIFA del 27 novembre 2015 (http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/09/vaccini-il-conflitto-di-interessi-in.html;
http://www.sciencemag.org/news/2015/12/new-vaccination-strategy-stirs-controversy-italy).
Indicativa la presenza di presunti conflitti di interesse anche di altri firmatari/collaboratori del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, come da notizie che si rinvengono in rete e oggetto di autonomo esposto all’ANAC.
Già nell’ambito del Parere finale M5S sulla proposta di nomina del Prof. Ricciardi come Presidente dell’ISS, nel corso della seduta del 5 agosto 2015 della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, il M5S avrebbe avanzato più di una perplessità in ordine alla nomina del Prof. Ricciardi come Presidente dell’ISS (http://www.massimoenricobaroni.it/parere-m5s-nomina-ricciardi-presidente_iss). In particolare si sarebbe rilevata la sussistenza di numerosi presunti conflitti d’interesse, che risulterebbero da una commistione con case farmaceutiche o simili, laddove il Prof. Ricciardi ricoprirebbe e/o avrebbe ricoperto:
– l’incarico di membro dell’European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo, iniziativa che sarebbe stata finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie;
– l’incarico di membro del Comitato scientifico del CERGAS (Centro di Ricerca sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) dell’Università Bocconi, che nel progetto “Academy of Helth Care Management and Economics” collaborerebbe con la Novartis;
– l’incarico di responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull’Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA (Valore in Health Tecnology Assessment), iniziative che sarebbero finanziate da GlaxoSmithKline (e ricordiamo che già da Commissario il Prof Ricciardi, al di fuori delle competenze richieste al ruolo di commissario, avrebbe fatto la proposta di creare all’interno dell’ISS un Centro nazionale per l’Health Tecnology Assessment, i cui obiettivi sembrano coincidere, stranamente, proprio con quelli di GlaxoSmithKline nel programma ViHTA).
Il 27.10.2015 sulle pagine di “Sanità24”, Vittorio Demicheli (http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2015-10-27/piano-nazionale-vaccini-cura trasparenza-contro-teoria-complotto-093236.php?uuid=ACwmW3NB), esponente della prestigiosa Cochrane collaboration Vaccine Field, avrebbe esposto in un articolo le sue perplessità sul nuovo Piano Vaccini. Per quel che qui interessa, tra le obiezioni che sarebbero state sollevate da Demicheli, rileva quella inerente la circostanza secondo cui il Calendario del Piano Nazionale Vaccini sarebbe “la copia fedele” del Calendario per la vita, pubblicato per la prima volta su Epidemiologia & Prevenzione, novembre-dicembre 2014, firmato da 20 personalità fra ricercatori e medici, e sponsorizzato dalle industrie del farmaco(http://www.scienzainrete.it/files/calendario_per_la_vita.pdf). Dalle osservazioni di Demicheli avrebbero avuto origine due inchieste pubblicate, una su “news.sciencemag” (http://www.sciencemag.org/news/2015/12/new-vaccination-strategy-stirs-controversy-italy) a cura di Laura Margottini, e l’altra “spizzichiemozzichidisalute.wordpress” (https://spizzichiemozzichidisalute.wordpress.com/2015/11/19/obbligo-vaccinale-e-conflitti-di-interesse/) a cura di Amelia Beltramini, nell’ambito delle quali sarebbe stato messo in evidenza come più della metà dei firmatari del Calendario per la vita, alcuni facenti parte anche del tavolo di lavoro per il nuovo PNPV, si sarebbe trovato in conflitto di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini.
Al link https://spizzichiemozzichidisalute.wordpress.com/2015/11/19/obbligo-vaccinale-e-conflitti-di-interesse/ si legge:
“Il Calendario vaccinale per la vita 2014 è stato pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione, novembre-dicembre 2014 e risulta firmato da 20 personalità fra ricercatori e medici:
A noi risultano conflitti personali per 10 dei 20 firmatari, in altre parole il 50% dei firmatari avrebbe conflitti di interessi personali con aziende farmaceutiche produttrici di vaccini. (Vedi aggiornamento del 16 dicembre 2015 a fondo pagina che porta a 11 su 20 cioè al 55% i ricercatori con conflitti di interesse)…
– Bonanni Paolo SITI Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica Ordinario di Igiene e direttore della scuola di specializzazione del Dipartimento di Scienze della Salute, Sezione di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Firenze, presente nel comitato scientifico di VaccinarSì
* De Flora S1,2, Crocetti E3, Bonanni P4,5, Ferro A6, Vitale F7; Vaccines and Cancer Prevention/Screening Working Groups of the Italian Society of Hygiene, Preventive Medicine and Public Health (SItI)Incidence of infection-associated cancers in Italy and prevention strategies.Epidemiol Prev. 2015 Jul-Aug;39(4 Suppl 1):14-20. Nega i conflitti
– Scotti Silvestro FIMG Federazione italiana medici di medicina generale
– Ricciardi Walter Ordinario di Igiene e medicina preventive presso l’Università Cattolica di Roma, Direttore dell’Osservatorio Italiano sulla salute nelle Regioni Italiane, e ora anche Presidente dell’Istituto superiore di Sanità dopo esserne stato Commissario.
* Nel Progetto Prevenzione Italia, I report di prevenzione vaccinale, datato 18 giugno 2015 e prodotto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, da lui diretto, che on line compare privo di copertina (http://www.avis.it/userfiles/file/News/giugno%202015/Report%20Prevenzione%20Vaccinale.pdf) nella versione in nostre mani (Report Prevenzione Vaccinale_19 06 2015_Ricciardi), risulterebbe sponsorizzato da 4 aziende produttici di vaccini e in particolare: Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD
– Signorelli Carlo, presidente della SItI, Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica e ordinario di Igiene e sanità pubblica Dipartimento di scienze biomediche, biotecnologiche e traslazionali, Università di Parma.
Conflitti di interesse dichiarati: l’autore avrebbe avuto, negli ultimi due anni, i seguenti rapporti con soggetti portatori di interessi commerciali in campo sanitario: partecipazione come relatore a convegni e seminari organizzati da Pfizer e Sanofi Pasteur; partecipazione a un advisory board di Sanofi Pasteur“.
Considerando, poi, che il “vaccino” è comunque un farmaco, l’assunzione dello stesso importa ovviamente dei rischi che aumentano con il conseguente aumentare delle vaccinazioni effettuate: appare evidente che un vaccino esavalente comporta una maggiore assunzione di farmaci e dunque un maggiore rischio.
In ogni modo va ribadito che deliberare sull’obbligo vaccinale per l’ingresso nelle strutture scolastiche costituirebbe una violenza privata e un obbligo ineseguibile per quanto suddetto, posto che “non si può costringere nessun genitore a sottoporre il figlio alla vaccinazione non obbligatoria per legge, quindi è indiscutibile il suo diritto ad accettare solo quelle obbligatorie e non le altre …” (TAR FVG n. 20/2017) e potrebbe rendere i soggetti deliberanti responsabili di gravi danni
all’erario per le numerose azioni di risarcimento e di contrasto all’obbligo con conseguente responsabilità ex art. 28 della Costituzione.
Tutto ciò posto,
valutata la opportunità di effettuare le vaccinazioni ritenute obbligatorie per legge con vaccini singoli e sicuri a tutela dei consumatori in generale e dei genitori che ci segnalano tutte le proprie paure e perplessità sul vaccino esavalente (tra l’altro negli anni precedenti ritirato in molti paesi per il rischio di contaminazione batterica) si vuole rappresentare come la posizione della scrivente Associazione sia della completa disponibilità all’utilizzo dei vaccini quando garantiscano e conservino gli standard di qualità che è giusto abbiano, e siano disponibili i quattro vaccini obbligatori per legge.
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