Source: https://www.generazionevincente.it/?p=9325
Timestamp: 2018-09-23 08:00:58+00:00
Document Index: 180182427

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 24', 'art. 3', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 24', 'art. 44', 'art. 47', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 19', 'art. 57', 'art. 31', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 17', 'art 16', 'art 36', 'art 97', 'art 35', 'art. 17', 'art 35', 'art 24', 'art. 97', 'art. 36', 'art. 24']

I diritti di precedenza nel contratto a tempo determinato e l'esonero contributivo [E.Massi] - Generazione Vincente SpA | Agenzia per il lavoro
19/02/2016 Eufranio Massi 52756
Rispondendo ad un quesito di Confindustria il Ministero del Lavoro, attraverso l’interpello n. 7 del 12 febbraio 2016, ha affrontato la questione del diritto di precedenza nei contratti a tempo determinato in correlazione con l’esonero contributivo previsto dalla legge n. 190/2014 (discorso che vale anche per quello previsto dall’art. 1, comma 178, della legge n. 208/2015)
La posizione ministeriale, espressa chiaramente nella nota sopra citata offre, a mio avviso, lo spunto per ricapitolare, sia pur brevemente, quanto previsto dall’art. 24 del decreto legislativo n. 81/2015.
Se un lavoratore con uno o più contratti a termine presso lo stesso datore di lavoro, supera il limite temporale dei sei mesi, acquisisce un diritto di precedenza (fatte salve diverse disposizioni dei contratti collettivi anche di secondo livello) per una assunzione a tempo indeterminato qualora l’azienda intenda incrementare l’organico con un dipendente a tempo indeterminato per lo svolgimento delle mansioni già espletate dallo stesso: il riferimento alle mansioni svolte è da intendersi alla luce della previsione contenuta nell’art. 3 che consente la utilizzazione del lavoratore in mansioni riferibili allo stesso livello di inquadramento contrattuale all’interno della categoria legale (operaio, impiegato ed intermedio). Per le donne, il periodo di congedo di maternità previsto dal Capo III del D.L.vo n. 165/2001 concorre a determinare il periodo utile al conseguimento del diritto di precedenza. Alle stesse lavoratrici viene riconosciuto, un altro diritto di precedenza anche per le assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro nell’arco temporale dei dodici mesi successivi, con riferimento alle mansioni già svolte. Il diritto di precedenza (cosa che riguarda, peraltro, anche i lavoratori stagionali) deve essere espressamente richiamato nel contratto a termine che deve essere redatto in forma scritta, come chiaramente affermato dal comma 4 dell’art. 24.
Fin qui l’articolato normativo rispetto al quale si impongono talune riflessioni anche alla luce dei chiarimenti intervenuti con l’interpello n. 7/2016.
L’aver messo, come obbligo (del resto, lo prevedeva già il D.L. n. 34/2014, convertito nella legge n. 78/2014), l’inserimento della informativa sul diritto di precedenza, risolve, una lunga diatriba circa l’informazione che i datori di lavoro, secondo l’INPS, dovevano, comunque, fornire ai propri dipendenti a termine circa il diritto di precedenza: tale onere era espressamente richiesto dall’Istituto ai fini dell’applicazione dell’art. 4, comma 12, della legge n. 92/2012 (ora abrogato e sostituito dall’art. 31 del D.L.vo n. 150/2015) il quale subordina, tra le altre cose, il riconoscimento di agevolazioni correlate ad una nuova assunzione al rispetto del diritto di precedenza “nato” da un precedente rapporto che aveva superato la soglia dei sei mesi. Ora, l’averlo inserito in una disposizione normativa tronca qualsiasi discussione, fermo restando che un eventuale mancato rispetto non inficia la validità dell’altro rapporto instaurato: ciò che viene meno sono, soltanto, gli incentivi correlati. Va, peraltro, chiarito, a scanso di equivoci, che la circolare INPS n. 17/2015, richiamata dall’interpello “de quo”, ha affermato che la legge n. 190/2014 che disciplina l’esonero contributivo relativo al 2015 (ma è la stessa cosa con la legge n. 208/2015 che regolamenta quello, più ridotto, in vigore per il 2016), è “speciale” rispetto all’impianto generale e, quindi, non trovano applicazione le limitazioni ivi previste che, tuttavia, restano pienamente in vigore qualora il datore di lavoro, non rispettando il diritto di precedenza regolarmente esternato per iscritto dall’interessato, proceda ad un’altra assunzione.
La circolare INPS n. 17/2015, partendo dal concetto della “specialità” della norma, ha ritenuto che l’esonero contributivo spettasse non soltanto nel caso di trasformazione di un rapporto a tempo determinato al superamento della soglia dei sei mesi (ovviamente, nel rispetto anche delle condizioni previste dall’art. 1, commi 1175 e 1176 della legge n. 296/2006), ma anche allorquando il lavoratore fosse titolare di un diritto di precedenza, arrestandosi, soltanto, avanti al caso in cui, pur in presenza di un diritto regolarmente esternato per iscritto, il datore di lavoro non avesse rispettato tale preciso obbligo. Di tale tenore è il contenuto dell’interpello n. 7, il quale sottolinea, peraltro, che in assenza di una manifestazione espressa per iscritto e, quindi, “in mancanza o nelle more della stessa, il datore di lavoro può legittimamente procedere alla assunzione di altri lavoratori o alla trasformazione di altri rapporti di lavoro a termine in essere”.
Quanto affermato dal Dicastero del Lavoro va letto in una logica di semplificazione rispetto alla interpretazione del diritto che, è bene ricordarlo, fatte salve limitazioni poste dalla contrattazione collettiva, non presenta limiti territoriali. Ben si comprende, quindi, l’imbarazzo di un datore di lavoro che, in presenza di più articolazioni produttive nelle varie Regioni, a fronte di necessità occupazionali impellenti, fosse “costretto” ad interpellare tutti gli ex dipendenti a termine che non hanno ancora esternato la propria volontà: è chiaro che il diritto, esercitabile entro l’arco temporale dei sei mesi successivi alla cessazione del contratto, vale dal momento in cui il datore di lavoro ne viene a conoscenza ed è perfettamente “agibile” nel periodo successivo fino al compimento dei dodici mesi successivi alla scadenza del precedente rapporto.
Detto questo, però, ritengo che la precisazione ministeriale sia ridondante in quanto “le trasformazioni di rapporti di lavoro a termine” non sono nuove assunzioni rispetto alle quali può valere un diritto di precedenza regolarmente esternato.
Il diritto di precedenza, come dicevo, va espressamente richiamato nella lettera di assunzione. Ma cosa succede se il datore di lavoro non lo ricorda esplicitamente?
Sotto l’aspetto prettamente operativo si può, da subito, affermare che l’omissione non incide né sul rapporto in essere, né, tantomeno, sul diritto stesso ad una assunzione a tempo indeterminato che, in ogni caso, postula un comportamento attivo del lavoratore che deve notificare per iscritto (art. 24, comma 4) al proprio datore di lavoro la volontà di esercitarlo ai fini della costituzione di un rapporto da realizzarsi, per le mansioni già espletate, nell’arco temporale di un anno dalla cessazione del rapporto. L’esercizio del diritto non viene assolutamente “toccato” dalla mancata informativa datoriale. Ovviamente, il mancato rispetto del diritto di precedenza da parte del datore di lavoro può comportare, quantomeno, una richiesta di risarcimento del danno da avanzare in sede giudiziale.
Sotto quest’ultimo aspetto si potrebbe anche ipotizzare un ricorso al giudice nel quale il lavoratore lamenta la lesione di un diritto di informazione che, se riconosciuta, potrebbe portare ad una condanna con risarcimento del danno liquidato in via equitativa.
Diverso è il discorso relativo ad una eventuale sanzione amministrativa a seguito di controlli da parte degli organi di vigilanza. Il Legislatore non ha previsto una sanzione specifica per tale omissione ed il Ministero del Lavoro lo ha confermato.
Ma cosa succede se un lavoratore che ha esternato per iscritto il proprio diritto di precedenza, rinuncia all’offerta del datore di lavoro? Può il datore di lavoro escluderlo da una successiva chiamata all’interno dell’arco temporale nel quale si esplica il diritto di precedenza?
La risposta è, a mio avviso, la seguente: il lavoratore può ben rinunciare per una serie di motivi (ad esempio, perché l’offerta è per un contratto a tempo parziale, sia pure indeterminato, perché in una unità produttiva lontana dal proprio domicilio, ecc.) ma il datore di lavoro è tenuto ad offrirgli anche ulteriori possibilità di contratto a tempo indeterminato entro i dodici mesi successivi alla cessazione del precedente rapporto
Il diritto di precedenza è, come affermavo pocanzi, il diritto all’assunzione a tempo indeterminato per mansioni già espletate: può, di conseguenza, il contratto essere di apprendistato?
Tale tipologia che è a tempo indeterminato (art. 44, comma 1, del D.L.vo n. 81/2015) è legata ad un limite massimo di età per l’instaurazione del rapporto (29 anni e 364 giorni) ma anche all’acquisizione di una qualificazione o riqualificazione professionale, cosa che, invece, con riferimento all’età anagrafica, non c’è (art. 47, comma 4) per i lavoratori in mobilità e per quelli che, al momento dell’assunzione, siano titolari di un trattamento di disoccupazione. Ebbene, è possibile l’assunzione con tale tipologia in presenza di mansioni già espletate? Secondo il Ministero del Lavoro ciò è possibile se la durata del precedente rapporto a termine, intermittente, o in somministrazione (anche in sommatoria) non abbia superato la metà del periodo relativo alla fase formativa dell’apprendistato (18 mesi, se si parla del professionalizzante): tale orientamento, espresso con l’interpello n. 8/2007, è stato ripreso dal messaggio INPS n. 4152 del 17 aprile 2014.
Il datore di lavoro, come dicevo pocanzi “en passant”, può offrire anche un contratto part-time a tempo indeterminato in quanto il Legislatore non pone limiti in tal senso, ma non può offrire un contratto di lavoro intermittente sia pure a tempo indeterminato in quanto tale tipologia non assicura stabilità lavorativa essendo unicamente legata alla “chiamata” del datore di lavoro.
L’art. 24 ha, inoltre, previsto per le lavoratrici che, ai fini del computo dei sei mesi ed un giorno che fa scattare il diritto di precedenza concorrano, anche i periodi di congedo per maternità disciplinati dal Capo III del D.L.vo n. 165/2001. A mio avviso, questo inserimento nel calcolo riguarda soltanto quei rapporti che attraverso il contratto iniziale o per sommatoria superano la soglia dei sei mesi, non essendo riferibile a quei rapporti che, ad esempio, sono di un mese e che, di per sè stessi, non possono generare il diritto. Quanto appena detto non vale per i contratti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni, ove, leggi speciali, escludono l’assunzione a tempo indeterminato con procedure e modalità diverse dal concorso o dalla selezione pubblica
L’occhio di particolare riguardo nei confronti delle lavoratrici in gravidanza non si evidenzia soltanto nella casistica che si è appena citata ma anche nell’introduzione di una ulteriore precedenza, questa volta per un rapporto a tempo determinato: le caratteristiche sono sempre le stesse in quanto lo stesso è strettamente correlato all’arco temporale dei dodici mesi ed allo svolgimento di mansioni già espletate.
Il diritto di precedenza nei rapporti stagionali (che sono quelli individuati dalla contrattazione collettiva e quelli ex DPR n. 1525/1963, almeno fino a quando il Ministro del Lavoro non varerà un apposito Decreto, come previsto dall’art. 21, comma 2) segue, rispetto a quello in essere per gli altri rapporti a termine, una strada parallela destinata a non incontrarsi: infatti, pur se, anche in queste ipotesi, il diritto va espressamente indicato nel contratto – lettera di assunzione, lo stesso genera diritti soltanto per contratti stagionali e va esercitato entro i tre mesi successivi alla scadenza. Che il rapporto di lavoro a termine stagionale abbia una natura del tutto diversa dall’altro, lo si evince anche dalla circostanza che la durata non rientra nella sommatoria dei trentasei mesi oltre i quali un ulteriore contratto a termine, salvo deroghe della contrattazione, può essere stipulato soltanto “in deroga”, non più obbligatoriamente assistita, avanti alla Direzione territoriale del Lavoro con durata massima di dodici mesi (art. 19, comma 3), e dal fatto che è possibile “legare” un contratto all’altro senza soluzione di continuità, non rispettando lo “stop and go”.
Tags contratto a tempo determinatoDiritti di precedenzaEsonero contributivoEufranio Massistop and go
agosto 27, 12:07 Reply
volevo esporle la mia situazione che è un po’ complessa.
Sono stato assunto per una azienda nel novembre del 2014 e vi ho lavorato fino a marzo 2016 per un totale di 17 mesi, ho richiesto diritto di precedenza che e scaduto a marzo 2017.
Ho successivamente continuato a lavorare a tempo determinato per questa azienda per 5 mesi e richiesto nuovamente il diritto di precedenza a marzo 2018.
Il punto è posso richiedere il suddetto diritto nuovamente ed è esercitabile sulla totalità dei mesi o siccome dato che il precedente è scaduto e non arrivo a 6 mesi di contratto non ne ho diritto?
agosto 27, 15:55 Reply
Ne ha diritto in quanto esso scatta, anche in sommatoria di precedenti rapporti a termine relativi alle stesse mansioni già espletate.
agosto 01, 11:42 Reply
Buongiorno, ho un contratto a tempo determinato ancora in corso, ma due persone assunte dopo di me gli stanno trasformando il contratto a indeterminato.
io avevo mandato la mia volontà di essere asssunto tramite email, ha validità ?
nel caso in cui un’altra persona venga passata a tempo indeterminato, se io faccio la richiesta scritta ha ancora validità nei confronti di quella assunzione oppure è dai 12 mesi successivi alla mia richiesta ?
agosto 01, 14:16 Reply
Il diritto di precedenza deve essere esternato per iscritto alla cessazione (non prima) del rapporto a termine che ha avuto una durata superiore ai sei mesi. Esso vale per una assunzione a tempo indeterminato per le mansioni già svolte, va esercitato entro i sei mesi successivi alla scadenza del rapporto a tempo determinato e vale per i dodici mesi successivi alla fine di quel contratto a termine.
La trasformazione di un rapporto a termine in corso in un contratto a tempo indeterminato è fuori dal campo di applicazione del diritto di precedenza.
Lilipoenaru
luglio 29, 20:01 Reply
Salve avevo scritto circa un mese fa …volevo chiedere da quando e valido.diritto di precedenza dalla sua attivazione ori dalla fine dal termine dal contratto e quato tempo e valido…grazie
luglio 13, 10:54 Reply
Salve ho lavorato in una azienda per 2 anni inizialmente 6mesi agenzia e puoi 18 mesi direttamente con loro …avendo in contratto diritto di precedenza …a dicembre sono stati assunti con contratto indeterminato direttamente dal agenzia non calcolando noi e puoi da marzo 2018 a maggio 2018 hanno lasviato in masa circa 700 persone tra quale io …ho attivato diritto di precedenza che adesso vale 3 mesi ..chiedo gentilmente cosa si po fare grazie
luglio 13, 12:58 Reply
Lei è titolare di un diritto di precedenza all’assunzione per le mansioni già svolte che è valido fino alla scadenza: non credo che, non avendo altri dati a disposizione riguardo alla sua situazione, Le possa dare ulteriori consigli. Provi a parlarne con un sindacalista o con un legale.
luglio 05, 00:42 Reply
ho lavorato presso un’azienda del terziario dal 22/01/2018 al 30/6/2018. All’interno del contratto è stata inserita la dicitura in merito alla diritto di precedenza. Io non ho ricevuto alcun rinnovo, mentre il collega che ha firmato lo stesso contratto, ha ricevuto una proroga di altri 6 mesi.
Sono a conoscenza (portali di ricerca del lavoro) che tale azienda sta cercando una figura per ricoprire il posto da me lasciato vacante. Offrono sempre un tempo determinato.
E’ possibile far valere il diritto di precedenza? La durata matematica del contratto iniziale è stata di 5 mesi e 9 giorni e sono a conoscenza del limite di 6 mesi.
luglio 05, 11:06 Reply
Il diritto di precedenza per un contratto a tempo indeterminato per mansioni già espletate scatta nel caso in cui il rapporto abbia superato la soglia dei sei mesi, calcolabili anche come sommatoria tra più contratti con lo stesso datore.
aprile 16, 11:05 Reply
il quesito che pongo è il seguente: ho terminato un contratto a tempo determinato di 26 mesi il 31/01/2018 presso un’azienda ed ho inviato regolare raccomandata a.r. per esercitare il mio diritto di precedenza.
Ad aprile sono stata riassunta dalla medesima azienda con un nuovo contratto a tempo determinato di 4 mesi.
Vorrei sapere se il diritto di precedenza esrcitato dopo il primo contratto resta ancora in vigore oppure è decaduto al momento della mia riassunzione ad aprile e conseguentemente se dovrò inviare una nuova raccomandata per esercitare il mio diritto di precedenza.
maggio 09, 09:23 Reply
Il diritto di precedenza esercitato per il precedente contratto a termine vale per 12 mesi dalla cessazione di quel rapporto per una assunzione a tempo indeterminato per le mansioni già espletate.
Al termine del nuovo rapporto dovrà esercitare nuovamente il diritto che avrà validità per 12 mesi dalla cessazione del secondo rapporto.
gennaio 27, 16:16 Reply
Innanzitutto complimenti X il Vostro sito e X l’ottimo servizio che svolgete.
Lavoro da quasi 18 mesi con contratto di somministrazione già rinnovato 2 volte con una pausa di 1 giorno lavorativo.
Alla scadenza del contratto in caso di mancato rinnovo o prima della scadenza l’azienda può assumere personale X la stessa mansione in somministrazione o direttamente a tempo determinato o in apprendistato?
Ho un diritto di precedenza?
ottobre 22, 13:39 Reply
Dott. Massi buongiorno. Il contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti delle cooperative e consorzi agricoli stipulato in data 06/08/2013, prevede, all’art. 57, una scadenza di soli 30 giorni di tempo per esercitare il diritto di precedenza. Com’è possibile che nel CCNL sia inserita una regola non in linea con la legge? Nella convinzione di poter esercitare il diritto di precedenza nei successivi 90 giorni dalla scadenza dell’ultimo contratto, avvenuta in data 31/03/2014, ho inviato in ritardo la domanda per esercitare il mio diritto di precedenza, secondo quanto imposto dal CCNL, comunque entro il termine dei 90 giorni stabiliti dalla legge. Come devo comportarmi, non essendo piu’ stato riassunto a lavoro dopo 26 anni di lavoro stagionale in questa azienda? La ringrazio anticipatamente. Cordialmente Francesco Carta
ottobre 09, 14:44 Reply
ho lavorato in asl per 27 mesi adesso c,è la stabilizzazione dei precari ed io non posso accedere secondo il decreto madia ho in passato fatto 1 anno in asl come stage regolarmente autorizzato che fare
agosto 18, 08:58 Reply
Dott. Massi, buongiorno. Volevo segnalare quello che secondo me è un errore di riferimento legislativo, contenuto nell’interpello 7/2016.
L’interpello finisce così: “Al riguardo, alla luce delle considerazioni suesposte e con specifico riferimento al diritto di precedenza previsto in favore dei lavoratori a tempo determinato, la condizione di cui all’art. 31, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 150/2015 trova quindi applicazione solo qualora il lavoratore abbia manifestato per iscritto la volontà di avvalersi di tale diritto.”
Ma, con riguardo ai lavoratori a termine, la norma in questione non dovrebbe essere quella sotto la lettera b) dello stesso articolo e comma? La lettera a) riguarda i lavoratori per i quali esiste un obbligo all’assunzione.
agosto 19, 15:02 Reply
Però forse non è così. Forse l’interpello intende dire, nella sua conclusione, un’altra cosa. Dopo aver chiarito che un lavoratore a termine ha la precedenza solo se esercita per iscritto il suo diritto (e solo dal momento in cui l’esercita), l’interpello vuole specificare che, analogamente, assumere un lavoratore a termine che non abbia esercitato il suo diritto non costituisce attuazione di un obbligo e quindi non si applica il punto a). In effetti mi sembra plausibile, perchè l’interpello fa questa specificazione dopo aver risposto alla domanda, e riferendosi ai principi generali per l’applicazione degli incentivi. Sta insomma facendo una considerazione ulteriore rispetto all’oggetto dell’interpello.
marzo 20, 13:34 Reply
Buongiorno dott Massi,
Ho letto l’art. 24 del decreto legislativo n. 81/2015 e non so se può essermi utile per il mio caso concreto.
Io ho un contratto part time verticale a tempo indeterminato dal 1/4 al 31/9. Quest’anno mi hanno chiesto di anticipare l’entrata dal 1/1/17 fino al 31/9/17 e io ho accettato. Poi hanno assunto dei contratti a termine dal 15/3 al 31/10. Possono tenerli anche nel mese di ottobre e noi lasciarci a casa?
marzo 20, 10:23 Reply
il diritto di precedenza previsto dall’art. 24 del decreto legislativo n. 81/2015, esercitato per iscritto entro i sei mesi successivi alla scadenza sussiste per qualunque contratto a tempo indeterminato instaurato dal datore di lavoro nei 12 mesi successivi alla cessazione del precedente rapporto, a prescindere dalla dislocazione temporale della prestazione qualora si riferisca a mansioni già svolte dall’interessato
marzo 20, 12:48 Reply
Grazie mille per la considerazione e la risposta esaustiva.
marzo 17, 16:38 Reply
Buonasera dott. Massi Le volevo chiedere se (in ambito privato) esiste un diritto di precedenza a favore di un contratto part time verticale (da aprile a settembre) a tempo indeterminato rispetto ad un contratto a termine riguardante i mesi mancanti.
Sperando che Lei mi sappia dare una risposta La ringrazio.
Valeria Dinaro
novembre 23, 16:50 Reply
Le scrivo al fine di avere dei chiarimenti sulla mia situazione concreta. Sono stata assunta da un’azienda con due successivi contratti a tempo determinato, con la medesima mansione, raggiungendo circa 20 mesi di lavoro. Circa un mese dopo la scadenza dell’ultimo contratto (aprile) esercito regolarmente il mio diritto di precedenza per iscritto e con lettera raccomandata a/r inviata all’ufficio legale dell’azienda.
Da allora però non ho saputo più niente, né per iscritto né oralmente.
A questo punto mi chiedo e Le chiedo: l’azienda è obbligata a rispondermi (magari anche per scartarmi) ? e inoltre come faccio a sapere “ufficialmente” se in questi mesi ha proceduto a fare contratti a tempo indeterminato ad altre persone lesivi del mio diritto?
settembre 27, 09:47 Reply
Il diritto di precedenza in caso di licenziamento è di sei mesi dalla,cessazione, mentre in caso di passaggio d’azienda, senza assunzione, è di 12 mesi. Non ho ben capito la sua situazione: in ogni caso le consiglio di rivolgersi ad un legale o ad un sindacato.
settembre 25, 17:32 Reply
Buonasera dott.Massi spero lei riesca a darmi una risposta alla mia domanda. Lavoravo con un azienda dal giugno 2013. La stessa nell’aprile 2014 ha fatto un fitto di ramo d’azienda essendo io il primo ad essere stato assunto posso vantare il diritto di precedenza perché la stessa ha trasformato dei contratti a tempo indeterminato e fatto altre assunzioni. Il mio contratto è terminato il 31 maggio e vorrei sapere a xhi rivolgermi e se ho il diritto all’assunzione visto che quelli assunri due per accordi che se vuole sapere le spiego un altro ha preso il posto del padre e su un altro hanno detto che per prendere soldi dal comune di residenza del lavoratore dovevano per forza trasformare il contratto perché è stato uno sbaglio del consulente non farlo per tre anni direttamente. In attesa di una vostra risposta vi porgo cordiali saluti.
Rossella Lopizzo
giugno 21, 17:18 Reply
Gentile dott. Massi, probabilmente la mia domanda non è completamente attinente ma non riuscendo a reperire on line alcun tipo di risposta spero lei possa aiutarmi.
Le espongo il caso in questione: la ASL per cui lavoro sta attingendo da una graduatoria a tempo indeterminato per incarichi a tempo determinato. Ha effettuato una prima richiesta di disponibilità a febbraio per un incarico a tempo determinato della durata di 4 mesi non rinnovabili, a cui ho rinunciato. In graduatoria io mi colloco al 19 posto. A febbraio ha accettato il collega posto al 23 posto. Scaduto il contratto la ASL sta proponendo, ora a giugno, un contratto a tempo determinato della durata di sei mesi rinnovabili per eventuali 36 mesi. La stessa ASL ha però cominciato a chiamare dal 24esimo in graduatoria. A mio avviso, essendo un nuovo contratto, sarebbe stato logico scorrere la graduatoria dall’inizio per dare la possibilità a chi ha priorità di accettare anche se non ha dato la disponibilità precedentemente. Esiste una regolamentazione in merito? Spero di essere stata chiara e la ringrazio anticipatamente . Saluti.
giugno 24, 12:21 Reply
L’avviamento a selezione deve garantire trasparenza e non opacità ( questo va detto, in via generale, per tutte le amministrazioni pubbliche). Detto questo, dopo il passaggio delle competenze dal Ministero del Lavoro alle Regioni per effetto del decreto legislativo n. 469/1997, spetta a queste stabilire regole finalizza a garantire quanto appena detto.
Le consiglio, quindi, di prendere contatto con la struttura del l’impiego della sua città e di chiedere delucidazioni
maggio 16, 11:33 Reply
Purtroppo leggendo le nuove norme che hanno modificato il Dlgs 165/02 (art. 17, comma 26, legge n. 102 del 2009) sembra consentirlo per le assunzioni tramite liste di disoccupati ex art 16 L56/87 dove si procede senza concorsi. L’art 36 comma 5 del Dlgs 165/02 è stato modificato cosi: “Le disposizioni previste dall’articolo 5, commi 4-quater, 4-quinquies e 4-sexies del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 si applicano esclusivamente al personale reclutato secondo le procedure di cui all’articolo 35, comma 1, lettera b)”..
e questo è appunto in contrasto con l ‘art 97 della costituzione
maggio 17, 15:07 Reply
Chiedo scusa ma il messaggio forse risulta poco comprensibile.
Quello che volevo dire era che le modalità di assunzioni nel pubblico impiego così come sancito dal Dlgs 165/02 sono due ed elencate nell’art 35:
Art. 35. Reclutamento del personale.
a) tramite procedure selettive, conformi ai princìpi del comma 3, volte all’accertamento della
professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno;
per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo
salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.
Quindi il punto B riguarda le assunzioni tramite CPI.
Ora occorre far notare che il Dlgs 165/02 è stato modificato dall’art. 17, comma 26 della legge n. 102 del 2009 ed è stato aggiunto un articolo, il 36 che disciplina proprio il diritto di precedenza specificando che tale diritto si applica ai soli assunti secondo il comma B dell’art 35:
Le disposizioni previste dall’articolo 5, commi 4-quater, 4-quinquies e 4-sexies del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 si applicano esclusivamente al personale reclutato secondo le procedure di cui all’articolo 35, comma 1, lettera b), del presente decreto.
maggio 14, 11:51 Reply
mi complimento dott. Massi per l’esaustivo articolo.
in merito all’art 24 del Dlgs 15 giugno 2015, n. 81 occorre a mio avviso chiarire la questione degli enti pubblici.
E’ evidente che l’articolo parli di datori di lavoro privati ma sono in molti a ritenere che tale articolo possa valere anche per assunti a termine in enti quali ASL o comuni.
Sarebbe assurdo che dopo un periodo di assunzione a termine di sei mesi ed un giorno si possa avere il diritto di precedenza in future assunzioni a tempo indeterminato la dove invece era previsto il concorso o le liste dei CPI
maggio 16, 10:09 Reply
Il diritto di precedenza si applica soltanto nel settore privato in quanto una assunzione a tempo indeterminato nel settore pubblico solo in virtù della precedenza, sarebbe contraria sia all’art. 97 della Costituzione che all’art. 36 del decreto legislativo n. 165/2001 che disciplina i contratti a tempo determinato e che prevede, in caso di violazione delle norme, non una conversione ma un risarcimento del danno con responsabilità erariale per il dirigente responsabile.
Quindi, per concludere le assunzioni in organico nel settore pubblico debbono avvenire attraverso un concorso o un altra prova selettiva pubblica: al massimo, il bando del concorso potrebbe prevedere, a parità di risultato, una sorta di preferenza per chi ha avuto precedenti rapporti a termine.
febbraio 26, 09:30 Reply
Grazie della risposta. Secondo lei si tratta di una semplice vista o potrebbe essere un nuovo orientamento interpretativo del Ministero?
febbraio 23, 11:50 Reply
A me pare, però, che nell’interpello ci sia un’interpretazione scorretta del testo di legge.
L’art. 24 del d.lgs 81/2015 dice:
“Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, il lavoratore che, nell’esecuzione di uno o piu’ contratti a tempo determinato presso la stessa azienda, ha prestato attivita’ lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gia’ espletate in esecuzione dei rapporti a termine. ”
Il diritto di precedenza riguarda quindi i contratti a termine già scaduti, non quelli ancora in essere, che non danno alcun diritto di precedenza. Infatti, se il contratto non è cessato, da che data si calcolano i “successivi dodici mesi”? A me pare del tutto evidente che il legislatore si riferisca ai solo contratto scaduti.
Invece l’interpello dice:
” si deve ritenere che in mancanza o nelle more della stessa il datore di lavoro possa legittimamente procedere alla assunzione di altri lavoratori o alla trasformazione di
altri rapporti di lavoro a termine in essere. Ciò,evidentemente, sia nelle ipotesi in cui il contratto a termine di durata su periore a sei mesi sia cessato, che NEL CASO IN CUI IL CONTRATTO A TERMINE, UNA VOLTA TRASCORSI I SEI MESI, RISULTI ANCORA IN CORSO.”
Il testo che ho messo in maiuscolo sembra presupporre un diritto di precedenza dei lavoratori a termine in forza da più di 6 mesi e non ancora scaduti, ma non mi pare che il testo di legge dica questo.
febbraio 25, 15:24 Reply