Source: http://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202017/circ030.htm
Timestamp: 2017-11-19 04:51:38+00:00
Document Index: 161667617

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 22', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 51', 'art. 7']

Circolare n.30/2017
Oggetto: Previdenza – Valori convenzionali per il 2017 - Circolare Inps n. 19 del 31.1.2017.
Come l’anno scorso, essendosi registrata tra il 2016 e il 2015 una variazione percentuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo inferiore allo zero, l’INPS ha confermato per il 2017 i valori già in vigore lo scorso anno relativi a:
Applicando le retribuzioni minime previste dal CCNL logistica, trasporto e spedizioni, si dovrà far riferimento al minimale mensile per i contributi dovuti per i lavoratori classificati al livello 6°J.
Per i lavoratori part-time, per i quali si deve far riferimento al minimale orario (ricavabile moltiplicando quello giornaliero per 6 e dividendo l'importo ottenuto per il numero di ore settimanali previste dal CCNL), detto minimale è pari a euro 7,33. Anche in questo caso il minimale orario dovrà essere applicato solo per il livello 6°J del suddetto CCNL.
2) Contributo aggiuntivo dell'1%. La fascia di retribuzione esente dal contributo aggiuntivo dell'1%, previsto dalla legge n.438/92 a carico dei lavoratori dipendenti, continua a essere pari a euro 46.123,00 annui, corrispondenti a euro mensili 3.844,00; il contributo dell'1% dovrà essere calcolato sulla parte di retribuzione eccedente questo limite.
Per riferimenti confronta circ.re conf.le n. 21/2016
OGGETTO: Determinazione per l'anno 2017 del limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornamento degli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti
SOMMARIO: Con la presente circolare l’Istituto comunica, relativamente all’anno 2017, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
5. Quota di retribuzione soggetta all'aliquota aggiuntiva dell’1%
Si rammenta, da ultimo, che non sussiste l’obbligo di osservare il minimale di retribuzione ai fini contributivi in caso di erogazione da parte del datore di lavoro di trattamenti integrativi di prestazioni mutualistiche d’importo inferiore al predetto limite minimo.(1)
Si ricorda che l’art. 28, co. 1, del D.L. n. 133/2014, conv. in L. n. 164/2014, ha confermato, per il triennio 2015-2017, l’esclusione - già introdotta, limitatamente all’anno 2014 dal D.L. n. 145/2013 conv. in L. n. 9/2014(5) - delle indennità di volo dalla base imponibile ai soli fini contributivi. E’ fatta salva, comunque, dal legislatore la concorrenza di dette indennità di volo alla determinazione della retribuzione pensionabile nella misura del 50% del loro ammontare.
Ai fini dell’individuazione del limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni in argomento, si deve fare riferimento a quanto disposto dall’art. 1, co. 3 del D.L. n. 402/1981, conv. in L. n. 537/1981, con il quale il legislatore ha fissato per i salari medi convenzionali la misura di detta retribuzione minima, da rivalutare ai sensi di quanto disposto dall’art. 22, co. 1, della L. n. 160/1975 in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita. Tenuto conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’Istat e delle disposizioni di cui all’art. 1, co. 287, L. n. 208/2015, il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere(6) è pari, per l’anno 2017, a € 26,49.
Anche per i lavoratori a domicilio, in applicazione dell'art. 22 della legge n. 160 del 1975, il limite minimo di retribuzione giornaliera varia in relazione all'aumento dell'indice medio del costo della vita calcolato dall’Istat. Per l’anno 2017, tenuto conto della variazione del predetto indice Istat e delle disposizioni di cui all'art. 1, co. 287, L. n. 208/2015, il limite minimo di retribuzione giornaliera per i lavoratori in oggetto è pari a € 26,49.(7) Detto limite deve essere, comunque, ragguagliato a € 47,68.(8)
Posto che la prima fascia di retribuzione pensionabile è stata determinata per l'anno 2017 in € 46.123,00, l'aliquota aggiuntiva dell’1% deve essere applicata sulla quota di retribuzione eccedente il predetto tetto retributivo che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3.843,58, da arrotondare a € 3.844,00. Si rammenta, infatti, che ai fini del versamento del contributo aggiuntivo in questione deve essere osservato il criterio della mensilizzazione.(11)
Il massimale annuo della base contributiva e pensionabile previsto dall'art. 2, co. 18, secondo periodo, della L. n. 335/1995, per i lavoratori iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche obbligatorie e per coloro che optano per la pensione con il sistema contributivo,(12) in base all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’Istat e delle disposizioni di cui all’art. 1, co. 287, L. n. 208/2015, è pari, per l'anno 2017, a € 100.323,52, che arrotondato all’unità di euro è pari a € 100.324,00.
Si riportano, di seguito, per l’anno 2017 gli importi degli elementi retributivi che, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, non concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile ai fini contributivi, con la precisazione che si tratta degli stessi già fissati dal D.Lgs. n. 314/1997.(14)
(1)Cfr. circolari nn. 9674/1978, 806/1986, 205/1995, e n. 33/2002, par. 1.1.
(2)Cfr. quanto già precisato dall’Istituto con la circolare n. 34/2007, al par. 3, in applicazione del disposto di cui all’art. 3 del D.lgs. n. 423/2001.
(3)Cfr. circolare n. 56/2007.
(4)Cfr. circolaren. 156/2000.
(5)Cfr. circolare n. 48/2014.
(6)Cfr. circolare n. 100/2000.
(7)Cfr. art. 1 del D.L. n. 402/1981 conv. in L. n. 537/1981 e circolare n. 100/2000, par. 5.
(8)Cfr. art. 7, co. 1, secondo periodo, del D.L. n. 463/1983, conv. in L. n. 638/1983 (come modificato dall’art. 1 del D.L. n. 338/1989, conv. in L. n. 389/1989).
(9)Art. 11, co. 1, D.Lgs. n. 81/2015: “La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all’articolo 7 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638, e dividendo l’importo così ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno”. Per l'illustrazione di detto criterio, si rinvia alla circolare n. 68/1989.
(10)Il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, ai sensi di quanto previsto dall’art. 3-ter del D.L. n. 384/1992, conv. in L. n. 438/1992, è quellodeterminato ai fini dell’applicazione dell’art. 21, co. 6, della L. n. 67/1988. Si veda, per alcune precisazioni di dettaglio, la circolare 298/1992 e, per il settore marittimo, anche la circolare n. 151/1993. Si evidenzia, inoltre, che in caso di rapporti di lavoro dipendente successivi o simultanei, tutte le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile. Contribuiscono al superamento della fascia di retribuzione tutti i rapporti di lavoro dipendente anche se afferiscono a gestioni pensionistiche differenti. Contribuiscono al superamento della fascia di retribuzione tutti i rapporti di lavoro dipendente anche se afferiscono a gestioni pensionistiche differenti.
(11)Cfr., da ultimo, la circolare n. 7/2010, par. 3.
(12)Circolari nn. 177/1996, 42/2009 e n. 7/2010 par. 2.
(13)Cfr. circolare n. 41/2002.
(14)L’art. 51, co. 9, del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) prevede che gli ammontari degli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente possono essere rivalutati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri quando la variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativo al periodo di 12 mesi terminante al 31 agosto, superi il 2% rispetto al valore medio del medesimo indice rilevato con riferimento allo stesso periodo dell'anno 1998.
Tabella A - Anno 2017
(1) Da adeguare a euro 47,68 ai sensi dell'art. 7 della legge 11/11/1983, n. 638 e della legge 7/12/1989, n. 389.