Source: http://www.anolf.it/archivio/circolari/mlps_circ_55_00.htm
Timestamp: 2019-09-20 01:35:48+00:00
Document Index: 164127456

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 21', 'art. 8', 'art.30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 9', 'art.9', 'art. 30', 'art. 38', 'art.30', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 6', 'art. 2']

Alla Regione Siciliana Ass.to Reg.le al Lavoro e alla P.S
U.R.L.M.O. Ufficio Speciale e Collocamento dello Spettacolo
Via Fornovo, 8 00193
All'INPSVia Ciro il Grande,21 ROMA
CIRCOLARE 11/00
OGGETTO: Autorizzazioni al lavoro per ingresso dall'estero - artt. 22 e 24 del T.U. n. 286/98, artt. 30 e 38 del Regolamento di attuazione D.P.R. n. 394/99 - Decentramento ex D.L.vo n. 469/97. Autorizzazioni al lavoro domestico.
A seguito della recente entrata in vigore del Regolamento di attuazione D.P.R. 31.8.99 del T.U. n. 286/98 sull'immigrazione e tenuto conto del decentramento realizzato con D.L.vo n. 469/97, si ritiene di fornire le seguenti indicazioni per l'applicazione della normativa relativa al rilascio dalle autorizzazioni al lavoro di cui agli artt. 22 e 24 del T.U. succitato e agli artt. 30 e 38 del Regolamento predetto. Sulla presente circolare é stato acquisito il parere del Ministero dell'interno e del Ministero degli Affari Esteri. Le presenti disposizioni danno applicazione alle programmazioni dei flussi migratori che annualmente definiscono i 'imiti massimi di autorizzazioni al lavoro rilasciabili. Com'é noto, tali programmazioni tengono conto dell'apporto delle varie Amministrazioni coinvolte, sulla base della rilevazione dei fabbisogni lavorativi di manodopera straniera che si prevede debbano essere soddisfatti nell'anno. Tali fabbisogni lavorativi sono stimati dalle sedi periferiche del Lavoro a livello provinciale e convogliati, successivamente, alle sedi regionali che li comunicano allo scrivente Servizio per la predisposizione del relativo monitoraggio. Il predetto monitoraggio si realizza sulla base delle valutazioni delle sedi periferiche del lavoro che tengono conto dei pareri degli organismi locali regionali operanti nei settori del lavoro, istituiti ai sensi del D.L.vo n. 469/97, nonché dei pareri e delle istanze fornite dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori.
I dati relativi alle autorizzazioni al lavoro, che vengono rilasciate ai sensi degli artt. 22, 24 e 27 del D.L.vo n. 286/98 dalle Direzioni Provinciali del Lavoro, devono essere trasmessi allo scrivente Servizio, come di consueto, in conformità alle disposizioni inviate con la nota n. 646 del 26.2.99, secondo le specificazioni richieste nei prospetti riepilogativi o via e-mail: EXTRACOMUNITARI@LIBERO.it.
1. DOMANDA Dl AUTORIZZAZIONE AL LAVORO AI SENSI DELL'ART. 22 DEL T.U. N 286/98 E DELL'ART. 30 DEL REGOLAMENTO N. 394/99
Tale domanda consiste in una richiesta nominativa o, nei casi in cui il datore di lavoro non abbia una conoscenza diretta dello straniero, in una richiesta di una o più persone iscritte nelle apposite liste dei lavoratori non appartenenti all'U.E., che dovranno confluire nell'anagrafe annuale informatizzata, in corso di realizzazione presso lo scrivente Servizio ai sensi della vigente normativa (T.U. n. 286(98 e Regolamento di attuazione D.P.R n. 394/99).
L'autorizzazione al lavoro può riguardare il lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo dete'1mnato, di cui una particolare specificazione e rappresentata dal lavoro stagionale. Quest'ultimo tipo di lavoro subordinato trova regolamentazione nel T.U. n. 286/98 per la prima volta, all'art. 24, dove vengono delimitati i contorni della figura del lavoro stagionale, caratterizzato da una breve permanenza sul territorio italiano (non inferiore ai 20 gg.) che può raggiungere al massimo i sei mesi, oppure i nove mesi nei settori che richiedono tale estensione e conformemente alla previsione contenuta negli accordi eventualmente stipulati con i paesi interessati, ai sensi dell'art. 21, 1° comma del già
. Con il citato T.U. D.L.vo n. 286/98 ed il Regolamento di attuazione DPR n. 394/99, risulta ovviamente superata la norma di cui all'art. 8, comma 4' della L.943186, relativa alla validità biennale della autorizzazione ai lavoro, nonché l'obbligo della permanenza nella qualifica di ingresso per il corrispondente periodo, con la precisazione che, comunque, l'ingresso dello straniero dovrà riguardare la qualifica per la quale e stato rilasciato il provvedimento di autorizzazione.
Tenuto conto che la nuova disciplina normativa sui flussi si fonda su valutazioni quali-quantitative, si ritiene che, cosi come anche indicato nel Decreto annuale sui flussi, la qualifica di ingresso del lavoratore straniero debba essere opportunamente documentata dal datore di lavoro richiedente, anche in relazione alle esigenze dell'impresa. Per le richieste di autorizzazione al lavoro a tempo determinato ovvero stagionale devono ricorrere le specifiche condizioni ed ipotesi previste dalle leggi ovvero dai C.C.N.L. di categoria.
Tale revoca deve essere comunicata alla Questura medesima dalla predetta Direzione Provinciale, cui va restituita, da parte del datore di lavoro, la copia originale dell'autorizzazione al lavoro revocata. Con la presente circolare si intende fornire un quadro di disposizioni attuative dell'art.30 del Regolamento n. 394/99.
1.1. ELEMENTI CHE LA DOMANDA Dl AUTORIZZAZIONE AL LAVORO DEVE CONTENERE
La domanda di autorizzazione al lavoro deve contenere i seguenti elementi elencati all'art. 30, 20 comma del D.P.R. n. 394/99:
cC) l'impegno di assicurare allo straniero il trattamento retributivo ed assicurativo previsto dalle leggi vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria o comunque applicabili;
Per quanto riguarda la lett. e), si ritiene necessaria l'indicazione dell'ubicazione dell'alloggio nonché il titolo in base al quale lo straniero viene alloggiato nella sede dichiarata dal datore di lavoro e la capienza di tale sede, da indicare in termini di superficie misurabile in metriquadri. Qualora lo straniero alloggiasse in alberghi o pensioni oppure fosse ospite del titolare dell'alloggio, occorre allegare alla domanda una dichiarazione del titolare medesimo.
1.2. DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA Dl AUTORIZZAZIONE
Al fine della individuazione della documentazione idonea da allegare alla domanda di autorizzazione al lavoro, ai sensi dell'art. 30, 3° comma del D.P.R. n. 394/99, si specificano di seguito i documenti. necessari a costituire la base per consentire alle Direzioni Provinciali del Lavoro di valutare le condizioni per il rilascio della autorizzazione al lavoro:
a) Il certificato di iscrizione dell'impresa alla Camera di commercio, industria e artigianato, muniti della dicitura di cui all'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252, salvo che il rapporto di lavoro subordinato non riguardi l'attività d'impresa;
La facoltà di autocertificazione del datore di lavoro, laddove questi intenda avvalersene e purché riferita a stati, fatti e qualità, si sostanzia in una dichiarazione complessiva in cui il datore di lavoro attesta oltre ai principali indicatori di risultato ai fini fiscali per supportare e motivare la capacità economica dell'azienda, anche l'iscrizione alla Camera di Commercio (anche ai fini dell'art.9 D.P.R 252/98) ed il possesso dei. requisiti richiesti dall'art. 30 di che trattasi, riguardanti l'applicazione del contratto collettivo e la congruità della richiesta rispetto sia alla capacità economica, sia all'esigenza dell'impresa. Tale capacità economica dell'imprenditore va valutata caso per caso, comunque, dalla Direzione Provinciale del Lavoro in relazione sia al numero dei lavoratori da assumere sia all'esigenza dell'impresa, anche a mezzo di motivata relazione a cura del datore di lavoro richiedente. Si precisa che il termine di 20 gg. ha carattere ordinatorio.
Ad eccezione del lavoro nel settore dello spettacolo e fermo restando che i lavoratori possono cumulare, in via generale, più rapporti di lavoro a part-time per raggiungere l'orario contrattuale pieno, si sottolinea la possibilità dell'instaurazione di rapporti di lavoro a tempo parriale con la sola condizione che l36rario di lavoro svolto abbia una consistenza tale da assicurare un reddito sufficiente per il mantenimento del lavoratore stesso. In particolare, per quanto concerne la misura del reddito richiesto al fine della assunzione di lavoratori domestici nonché il riconoscimento del part-time degli stessi si rimanda al paragrafo 2.
Ai sensi dell'art. 38 del Regolamento di attuazione, l'autorizzazione al lavoro stagionale è rilasciata secondo le stesse procedure definite nell'art.30 del medesimo Regolamento già, illustrate ai precedenti punti 1.1. e 1.2., nel rispetto del diritto di precedenza riconosciuto all'art. 24 comma 4° del T.U. già citato.
In tale accordo sono state previste delle forme di semplificazione per lo smaltimento degli incombenti relativi alla presentazione delle domande di lavoro stagionale, che in alcune Regioni risultano piuttosto consistenti, nel rispetto delle presenti disposizioni e sulla base degli accordi citati all'art. 24 comma 5° del T.U. sulla immigrazione.
2. DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AL IAVORO DOMESTICO
Per la valutazione dell'adeguatezza di detto reddito, e stata valutata l'esigenza di prendere atto di iniziative regolamentari adottate nelle varie realtà e di ricondurle ad omogeneità nel quadro di riferimento. Si e pertanto preso in considerazione il c.d. "redditometro" - D.M. 10.9.92 del Ministero delle Finanze (cfr. circ. min.le n. 145/95 del 17.11 .95) e, valutati limiti reddituali attualmente richiesti nelle singole province, é stata elaborata l'allegata tabella
. Essa trae origine, appunto dal D.M. prima citato con un adeguamento del 50% di quello (pari al 22,8%) determinato dal Decreto della Direzione Generale delle Entrate del 21.9.99 (G.U. 237 dell'8.10.99).
Per quanto riguarda il numero minimo di ore settimanali, considerato che il T.U. n.286/98 ha stabilito, tra l'altro, l'abrogazione dell'art. 6 comma 2 della legge n.943/86, modificato dall'art. 2 della L. n.81/88 che aveva stabilito il limite non inferiore a 24 ore settimanali per lavoro domestico, e tenuto conto che il contratto collettivo del settore non prevede un limite minimo di ore giornaliere e settimanali stabilendo che la durata normale dell'orario di lavoro e quella concordata tra le parti, si ritiene che, ai fini del rilascio dell'autorizzazione al lavoro, possa farsi riferimento al numero minimo di ore tale da garantire un reddito sufficiente £ 850.000 mensili oltre all'alloggio.
3. CESSAZIONE DEL RAPPORTO Dl LAVORO
La cessazione del rapporto di lavoro (anche domestico) deve essere comunicata dal datore di lavoro entro 5 gg. alla Direzione Provinciale del Lavoro ai sensi d'ella L. n.608/96.
Tuttavia, considerato quanto previsto dalla Legge n. 469/97 e dalla circolare n. 81/99 dello scrivente Servizio sul decentramento delle competenze in materia di immigrazione1 si ritiene che la suddetta norma vada intesa nel senso che la predetta comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro vada diretta al competente Centro per l'impiego e, contestualmente, alla competente sede provinciale INPS.