Source: https://www.inps.it/Circolari/Circolare%20numero%2069%20del%2028-04-2016.htm
Timestamp: 2019-11-13 22:42:41+00:00
Document Index: 80255895

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 16', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 43', 'art. 43', 'art. 1', 'art. 2']

Roma, 28/04/2016
decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, articoli 2, 3 e 4. Modifica degli artt. 16 e 26 T.U. in materia di congedo di maternità in caso di parto prematuro e sospensione del congedo in caso di ricovero del bambino. Modifica dell’art. 24 T.U. in materia di conservazione del diritto all’indennità di maternità.
La riforma in esame interessa le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici iscritte alla Gestione separata[1] e riguarda, in particolare, i casi di parti “fortemente” prematuri da intendersi con tale accezione quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto(cioè prima dell’inizio del congedo ordinario ex lett. a dell’art. 16 cit.).
Procedura di MALATTIA MATERNITA’ LEGGE 104/1992 e Procedura di PRESTAZIONI LAVORATORI PARASUBORDINATI
In entrambe le procedure è possibile accogliere la domanda del periodo di congedo di maternità obbligatorio differito per sospensione di congedo di maternità (par. 2) o incrementato per parto fortemente prematuro (par. 1), inserendo nel campo ”Ast. ant/pos:” il codice “P” o il codice “E” nel caso di periodo comprensivo anche di un periodo di astensione per interdizione anticipata.
“ 1. L'indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro previsti dall'articolo 54, comma 3, lettere a), b) e c), che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dagli articoli 16 e 17”.
Pertanto, il datore di lavoro dovrà valorizzare il periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum – cfr i 19 giorni dell’esempio 1), mediante l’utilizzo del nuovo <CodiceEvento> “PAP” avente il significato di “periodi di congedo maternità parto fortemente prematuro D.Lgs n.80/2015”. Dovranno, altresì, essere valorizzati, gli altri elementi del flusso volti a caratterizzare il verificarsi di eventi tutelati figurativamente.
Le settimane in cui si colloca l’evento PAP saranno valorizzate con “tipo copertura” 1 “Totalmente NON retribuita” o 2 “Parzialmente retribuita”.
L’elemento <DiffAccredito> conterrà la “retribuzione persa” nel mese riferita al totale dei giorni PAP fruiti.
- nei campi 177/76, IIS, CA, 13esima della sottosezione <Figurativi> dovrà essere precisata la ripartizione della retribuzione “persa” già indicata in <DiffAccredito>.
La detta estensione del periodo di congedo di maternità trova applicazione sia quando l’evento “parto” si verifichi in attività di servizio sia nel caso che esso si verifichi al di fuori del rapporto di lavoro, con domanda di accredito, da parte degli interessati, della contribuzione figurativa ai sensi dell’art. 25, comma 2, del decreto legislativo n. 151/2001).
A tal fine, per il riconoscimento della contribuzione figurativa ai sensi del citato art. 25, si procederà ad implementare gli applicativi informatici delle Gestioni Dipendenti Pubblici, in modo da consentire anche il riconoscimento dell’eventuale periodo più ampio, così come previsto dalla sopra esplicata normativa, e di conseguenza verranno emanate apposite disposizioni operative con successivo messaggio Hermes.
Per gli anni successivi, in attuazione dell’art. 26 cit., co.4, il decreto legislativo di riforma degli ammortizzatori sociali, decreto n. 148 (pubblicato nella G.U. n. 221 del 23 settembre 2015, n.53), ha individuato all’art. 43 comma 2 le risorse necessarie per finanziare i benefici di cui agli art. dal 2 al 24 del d.lgs. 80/2015. Si riporta per comodità il citato comma 2 dell’art. 43: “i benefici di cui agli articoli dal 2 al 24 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 sono riconosciuti anche per gli anni successivi al 2015, in relazione ai quali continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 27 del predetto decreto legislativo. All’onere derivante dal primo periodo del presente comma valutato in 123 milioni di euro per l’anno 2016, 125 milioni di euro per l’anno 2017, 128 milioni di euro per l’anno 2018, 130 milioni di euro per l’anno 2019, 133 milioni di euro per l’anno 2020, 136 milioni di euro per l’anno 2021, 138 milioni di euro per l’anno 2022, 141 milioni di euro per l’anno 2023, 144 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge n. 190 del 2014 come rifinanziato dal presente articolo.”.
Per il conguaglio delle indennità anticipate alla lavoratrice dal datore di lavoro, relativamente al periodo di congedo post partum aggiuntivo (equivalente al numero di giorni compresi nell’intervallo temporale che va dal giorno successivo al parto al giorno precedente l’inizio dei due mesi ante partum – cfr i 19 giorni dell’esempio 1) dovrà essere valorizzato nell’elemento <MatACredAltre>, <CausaleRecMat>, il nuovo codice causale “L063” avente il significato di “indennità di congedo maternità parto prematuro D.Lgs n.80/2015”; nell’elemento <ImportoRecMat> il relativo importo. Rimane ferma la necessità di valorizzare i consueti codici causale, per il conguaglio delle indennità anticipate dal datore di lavoro relative al periodo ordinario di congedo, ossia data parto + 3 mesi dopo il parto + il numero di giorni relativi ai 2 mesi ante partum in base alla data presunta del parto (ossia i 62 giorni dell’esempio 1).
8. Regime fiscale della prestazione
In particolare, il riferimento è al paragrafo 3) della circolare n. 181 del 16 dicembre 2002 (in caso di importi conguagliati dalle aziende, per i lavoratori dipendenti, valorizzati nel flusso UNIEMENS con i consueti codici causale, nonché con il nuovo codice “L063”); al messaggio n. 245 del 05 novembre 2001, di integrazione delle disposizioni di cui al precedente messaggio n. 174 del 03/08/2001 (in caso di pagamento diretto ai lavoratori di cui al all’art. 1, comma 6, del decreto legge n. 663/1979); al paragrafo 5) della circolare n. 138 del 29 luglio 2002 e al paragrafo 4.1) della circolare n. 137 del 21 dicembre 2007 (in caso di pagamento diretto ai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995); al paragrafo “Istruzioni contabili” del messaggio n. 1146 del 21 gennaio 2014 (per i pagamenti diretti al personale assicurato ex IPSEMA).
[2] Si rammenta che il certificato medico di gravidanza va presentato alle Sede competente in busta chiusa recante la dicitura “contiene dati sensibili”.