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Timestamp: 2017-10-21 21:12:21+00:00
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La Commissione propone multa per la Francia.
La Commissione Europea ha deciso di riferire per la seconda volta la Francia alla Corte Europea di Giustizia per non essersi conformata alla sentenza emessa nel 2003 sulla normativa sugli ogm. Nonostante numerosi ammonimenti il paese ha ancora adottato soltanto in modo parziale tale direttiva. La proposta della Commissione è quella di imporre una multa di 168.000 euro al giorno ma la decisione finale spetta ovviamente alla Corte e il pagamento diverrà obbligatorio soltanto a partire dal giorno della sentenza.
In Nuova Zelanda a decidere sugli ogm saranno i cittadini.
Fonte: The Northern Advocate, di Mike Dinsdale.
Il distretto neozelandese di Whangarei ha approvato una norma che dà ai residenti potere decisionale sul rilascio degli ogm nei propri territori. La norma prevede anche l’adozione di un approccio cauto sulla questione ed esorta il governo a risolvere i numerosi problemi relativi all’attribuzione delle responsabilità nel caso di fenomeni di contaminazione dei prodotti convenzionali locali.
WTO: l’Europa ha infranto le regole.
Alla fine è arrivata la sentenza del WTO nella disputa tra Europa e USA sulla moratoria sull’introduzione di nuovi ogm nei territori europei. Un rappresentante degli Stati Uniti ha confermato la sentenza preliminare contenuta in un rapporto confidenziale inviato soltanto alle parti in causa. La delibera stabilisce che avendo bandito l’introduzione di nuovi ogm nei propri territori tra giugno 1999 e agosto 2003, l’UE è colpevole di avere infranto le norme che regolano gli scambi commerciali internazionali. Anche le moratorie attualmente vigenti in sei stati sono illegali. L’Istituto per l’Agricoltura e le Politiche Commerciali, Amici della Terra e Greenpeace hanno deciso di rendere nota la sentenza per consentire all’opinione pubblica mondiale di partecipare al dibattito sulla sicurezza degli alimenti. Intanto, alcuni portavoce dell’UE hanno già annunciato che la sentenza non è quella definitiva ma solo la preliminare e hanno ribadito che essa non basterà a costringere l’Europa a modificare la propria legislatura. C’è da aggiungere che la delibera del WTO riguarda una normativa vecchia e non le direttive attuali, che sono state approvate dopo l’inizio della causa. La sentenza finale è attesa in aprile. La preoccupazione maggiore è ora quella che gli USA si avvarranno della decisione del WTO per aumentare le pressioni sui paesi africani affinchè questi accettino le importazioni di ogm adducendo che persino l’Europa, che da sempre esorta l’Africa a non piegarsi, dovrà ora aprire le proprie porte agli ogm.
La Francia implementa la direttiva europea.
Nonostante la lobby dei Verdi, il governo francese ha approvato una proposta legge con la quale il paese si conforma alla norme europee sulla sperimentazione e la coltivazione degli ogm. A dispetto del fatto che il 60% dei francesi si opponga agli ogm e il 78% sia a favore di una moratoria almeno finchè non verranno chiarite le implicazioni degli ogm sulla salute umana, animale e sull’ambiente, la prospettiva di dover pagare una multa per la mancata implementazione della direttiva europea è stata sufficiente a persuadere il governo Chirac a rientrare nei ranghi. Il dibattito sul testo della legge si aprirà a marzo e la legge potrebbe essere approvata entro la fine dell’anno.
Attivista francese fermato all’aereoporto di New York.
Fonte: The Associated Press, di Tim McCahill.
Jose Bove, un attivista francese anti-globalizzazione meglio noto per aver smantellato un McDonald’s vicino alla sua abitazione nel 1999, è stato fermato dagli agenti doganieri all’arrivo all’aereoporto JFK e rispedito immediatamente al mittente. Bove era stato invitato a partecipare ad un convegno sponsorizzato dalla Cornell University ma è stato informato di non avere diritto all’ingresso negli States. Janet Rapaport, portavoce dei Servizi di Protezione dei Confini statunitensi – ha dichiarato di non essere a conoscenza del perchè a Bove sia stato negato l’ingresso nel paese.
A Liverpool bloccato carico di soia proveniente dall’argentina.
Circa 5.900 tonnellate di farina di soia proveniente dall’Argentina sono state bloccate al porto di Liverpool a seguito della causa in corso lanciata dalla Monsanto nel tentativo di recuperare le royalty sulla Roundup Ready utilizzata nella produzione di olio. Si tratta del terzo carico bloccato in queste circostanze in Europa nelle ultime tre settimane. Lo scorso 26 gennaio infatti nel porto di Bilbao e in quello di Santander due altri carichi di ogm della Monsanto sono stati bloccati con la stessa motivazione.
Buone notizie dall’Ungheria: esteso il bando sugli ogm.
Fonte: Hungarian News Agency.
L’Ungheria ha deciso di estendere il bando introdotto a gennaio sulla clotivazione di mais geneticamente modificato. Il ministro dell'ambiente Andras Gombos ha infatti annunciato di aver ricevuto conferma da un gruppo di ricercatori che le varietà di mais gm liberamente commercializzate nei territori europei rappresentano un enorme rischio per la salute umana e per l’ambiente. Le conclusioni delle ricerche dimostrano che in condizioni di continue piogge i pesticidi contenuti in tali varietà di mais gm aumentano considerevolmente la propria tossicità.
In Germania verranno coltivati solo 1.500 ettari di mais transgenico.
Quest’anno soltanto un limitato quantitativo di mais gm verrà coltivato in Germania. A dicembre il governo ha infatti approvato solo tre varietà, alcune della Monsanto e alcune della Pioneer Hi-Bred. Da parte degli agricoltori ci sono molte riserve sull’utilizzo di tali prodotti a causa della questione dell’attribuzione delle responsabilità in caso di fenomeni di contaminazione.
Finalmente la Romania bandisce la soia gm!
In vista dell’entrata nell’Unione prevista per l’anno prossimo, la Romania si appresta finalmente a bandire la coltivazione della soia transgenica per conformarsi alle politiche europee. Il paese è stato fino al 1989 il principale produttore di soia in territorio europeo ed è a tutt’oggi l’unico a produrre la soia gm introdotta dieci anni fa dalla Monsanto e dalla Pioneer.
Gli agricoltori americani denunciano l’ USDA.
Fonte: Center for Food Safety, USA.
Una coalizione di agricoltori, associazioni di agricoltori, consumatori ed ambientalisti ha fatto causa all’USDA per aver approvato la commercializzazione dell’alfalfa gm. Le associazioni accusano l’istituzione governativa di non aver portato a termine adeguati test sui rischi per l’ambiente e la salute umana, nonchè su quelli economici. Inoltre, la decisione irresponsabile dell’USDA non tiene contro dei pericoli di contaminazione del prodotto convenzionale e verrà senza dubbio a determinare la rovina delle aziende agricole locali che non potranno più garantire la produzione di prodotto puro. Gli agricoltori chiedono al tribunale di San Francisco di revocare la decisione dell’USDA fino a quando non verrà completata una revisione completa dell’impatto ambientale del prodotto gm.
Accordo tedesco sulla regolamentazione degli ogm.
Fonte: TransGen, Germany
In Germania la camera dei deputati ha approvato il “terzo emendamento”, la legge con cui il paese finalmente si uniforma alle norme europee. Scadenza ultima ed improrogabile per l’implemetazione della legge era il 19 febbraio, pena sarebbe stato il pagamento di una multa giornaliera di 792 mila euro. L’emendamento regola principalmente la procedura per la richiesta di autorizzazione di nuovi ogm, incluse le scadenze procedurali. Esso inoltre stabilisce più precise linee guida sui tempi e i metodi di informazione del pubblico sulla questione della contaminazione accidentale ed obbliga le autorità competenti a rilascirare tali informazioni. L’emendamento tuttavia non prevede alcun cambiamento delle norme attualmente in vigore sulla coltivazione degli ogm nè prende in esame la questione dell’attribuzione delle responsabilità nel caso di perdite economiche dovute alla contaminazione di prodotti convenzionali. Prima di divenire legge a tutti gli effetti, l’emendamento passerà ora al vaglio del Senato.
L’EFSA apre la discussione sul futuro degli ogm in Europa.
Fonte: Bakery and Snack, Francia, di Anthony Fletcher.
I rappresentanti dell’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza degli alimenti, hanno incontrato vari scienziati per discutere del futuro degli ogm nei territori dell’UE. All’incontro sono stati invitati scienziati membri di varie Ong per esporre le proprie opinioni e dare suggerimenti sulle questioni scientifiche e logistiche legate agli ogm.
Lo Zimbabwe non importa ogm!
Fonte: The Herald, Zimbabwe.
Il governo dello Zimbabwe ha definito “spazzatura” la voce sparsasi su Internet secondo cui il paese starebbe importando mais gm dall’Argentina, nonostante la moratoria attualmente in vigore. Come molti altri stati africani anche lo Zimbabwe è nettamente contrario all’utilizzo di tali prodotti nei propri territori a causa dei potenziali rischi per la salute dei consumatori. La notizia dell’improvviso voltafaccia del paese sarebbe stata diffusa sulla rete da indefinite fonti. Intanto il governo ha annunciato una proposta di legge che mira alla costituzione di una commissione a cui affidare la regolamentazione dell’importazione, ricerca, sviluppo e utilizzo delle biotecnologie. La commissione avrebbe inoltre il compito di accertarsi che le pratiche di agricoltura biologica non danneggino la salute dei consumatori e dell’ambiente, l’economia, la sicurezza nazionale e le norme e i valori sociali del paese.
La Monsanto potrebbe commercializzare semi Terminator.
Nonostante nell’ottobre 1999, spinta dall’opposizione generale, la Monsanto avesse promesso che non avrebbe mai commercializzato le sementi “suicide” contenenti la tecnologia Terminator, la multinazionale pare ora aver fatto marcia indietro. Alcuni portavoce della società hanno infatti annunciato che essa sta considerando l’impiego della Terminator in prodotti come cotone, tobacco, piante per la produzione di farmaci ed erba. Immediatamente dopo l’annuncio trecento organizzazioni hanno rieterato la richiesta di un bando immediato sulla Terminator in quanto l’esistenza di sementi sterili minaccia gravemente la biodiversità e distrugge ogni possibilità di sopravvivenza per le migliaia di aziende agricole e coltivatori che dipendono dalla necessità di riutilizzare le sementi.
Gli USA e l’UE discutono sulla decisione del WTO.
Fonte: Reuters, di Doug Palmer.
Rob Portman, portavoce degli USA e Peter Mandelson, delegato dell’UE, si sono incontrati a Washington dove hanno aperto il dialogo sulla pianificazione di una strategia comune sugli ogm. Scopo dell’incotro è principalmente quello di raggiungere un nuovo accordo internazionale entro la fine dell’anno.
Uniti contro gli ogm: convegno internazionale a Cracovia.
Per celebrare l’annuncio che anche l’ultima regione polacca si è dichiarata ogm-free, la Coalizione Internazionale per la Protezione delle Campagne della Polonia ha organizzato un convegno a cui hanno partecipato agricoltori, rappresentanti politici e attivisti provenienti da tutta Europa. Nel corso dell’incontro i portavoce delle varie organizzazioni hanno lanciato un unico chiaro messaggio di opposizione alla diffusione degli ogm nei terriroti europei; essi hanno presentato la situazione nei propri paesi e i vari metodi adottati per prevenire l’indiscriminato uso degli ogm. I convenuti hanno inoltre firmato una dichiarazione con cui si chiede un Europa totalmente ogm-free.
No dell’Europa ai farmaci derivati dalle modificazioni genetiche.
Fonte: The New York Times, di Andrew Pollack.
Le autorità europee si sono rifiutate di approvare il primo farmaco al mondo ad essere stato prodotto da animali geneticamente modificati. Si tratta del prodotto della GTC Biotherapeutics che, insieme ad altre aziende biotecnologiche, ha condotto esperimenti in cui geni umani sono stati inseriti nel DNA di alcuni esemplari di bovini affinchè questi producano una proteina umana nel loro latte. Tale proteina viene estratta, purificata ed utilizzata nella produzione di medicinali. L’Agenzia Europea di Medicina ha precisato che l’autorizzazione è stata negata in quanto i test sulla sicurezza del farmaco sono stati effettuati su un numero troppo basso di pazienti. Inoltre, la composizione del farmaco destinato alle vendite è stata modificata dopo l’inizio dei test sperimentali e risulta perciò diversa da quella del farmaco somministrato ai “pazienti cavie”. La GTC ha annunciato che ricorrerà in appello.
I coltivatori di cotone del Texas denunciano la Monsanto.
Fonte: Reuters, di Carey Gillam.
In Texas più di novanta coltivatori di cotone hanno denunciato la Monsanto a causa delle enormi perdite subite dalla coltivazione del cotone Roundup Ready. Gli agricoltori hanno infatti appurato che gli effetti tanto decantati del gene inserito nei semi della pianta vengono totalmente neutralizzati a temperature climatiche elevate e in condizioni di siccità permettendo così all’erbicida Roundup di attaccare e rovinare i tessuti della pianta con conseguente calo vertiginoso della resa. La Monsanto si ostina a dichiarare che la causa della scarsa resa è da attribuirsi unicamente alle avverse condizioni climatiche, tuttavia Alan Stasney, uno dei coltivatori texani, ha fornito la prova del contrario: l’area della propria piantagione erroneamente non trattata con il Roundup ha prodotto poco meno di cinquecento chili di cotone contro i circa trecento prodotti nell’area trattata con l’erbicida.
Ormone bovino della crescita: la Monsanto patteggia.
Fonte: Associated Press, di Christopher Leonard.
La causa intentata dall’Università della California contro la Monsanto per aver violato il brevetto sull’ormone bovino della crescita si è conclusa con l’accettazione da parte della multinazionale del pagamento di più di cento milioni di dollari. In tal modo la multinazionale avrà garantito il diritto esclusivo di utilizzare l’ormone a scopo commerciale mentre l’università conserverà quello di utilizzare il componente a scopo di ricerca. Da non tralasciare che l’accordo beneficia anche il governo statunitense che conserverà alcuni diritti sul prodotto in quanto parte dei fondi che hanno permesso di mettere a punto la tecnologia sono arrivati proprio dal governo USA.