Source: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/11881.aspx
Timestamp: 2018-07-16 02:48:57+00:00
Document Index: 56814212

Matched Legal Cases: ['art.253', 'art.91', 'art.66', 'art.50', 'art.66', 'art.66', 'art.253', 'art.66', 'art.66', 'art.66', 'art.253']

Più concorrenza per tutto il 2010 (?) - di Enrico Milone - Gare per incarichi professionali
GARE PER INCARICHI PROFESSIONALI: PIÙ CONCORRENZA PER TUTTO IL 2010.
Circolare 12 novembre 2009
Ho più volte denunciato che, nelle gare per l'affidamento di incarichi pubblici di importo superiore alla soglia europea, è troppo breve il tempo degli ultimi dieci anni (lavori analoghi), cinque anni (fatturato globale) e tre anni (personale tecnico) richiesto dal Codice degli appalti come requisiti per partecipare alle gare. Passato tale tempo il progetto fatto o la direzione lavori svolta non possono essere più utilizzati perché il tempo è scaduto. Ciò ha tagliato fuori la gran parte dei professionisti sia giovani che anziani. Per questi ultimi il problema è ancora più determinante perchè sono in una fase di riduzione dell'attività, ma a volte hanno un grande patrimonio di incarichi espletati da far valere. Patrimonio che tuttavia passando il tempo non è più utilizzabile per partecipare alle gare.
Per venire incontro alla richieste dei professionisti, il terzo correttivo (DLgs 152/2008) ha introdotto nell'art.253 del Codice degli appalti il comma 15 bis:
“In relazione alle procedure di affidamento di cui art.91, fino al 31 dicembre 2010, per la dimostrazione dei requisiti di capacita' tecnico-professionale ed economico-finanziaria, il periodo di attivita' documentabile e' quello relativo ai migliori tre anni del quinquennio precedente o ai migliori cinque anni del decennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara……”.
Il Ministero delle Infrastrutture, con circolare 12.11.2009 n.4649 ha fornito chiarimenti applicativi del comma 15 bis, facendo riferimento alla disciplina di dettaglio in merito alle gare per l'affidamento di incarichi di progettazione, di coordinamento della sicurezza, di direzione lavori e di collaudo. La disciplina è fornita dal Regolamento dei lavori pubblici, DPR 554/1999 art.66:
«Art.66 (Requisiti di partecipazione). - 1. I requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di partecipazione alle gare sono definiti dalle stazioni appaltanti con riguardo:
a) al fatturato globale per servizi di cui all'art.50, espletati negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando, per un importo variabile tra 3 e 6 volte l'importo a base d'asta;
L'art.66 tratta di quattro requisiti, lettere a), b), c) e d). Ma la circolare precisa che la modifica introdotta con il comma 15 bis incide solo sui punti a) e d): i concorrenti possono documentare il personale tecnico, previsto su base triennale, utilizzando i tre migliori anni del quinquennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara. Per il fatturato globale, previsto su base quinquennale, devono essere considerati i cinque migliori anni del decennio precedente.
In merito alle lettere b) e c) dell'art.66, concernenti la capacità tecnica per servizi analoghi e per servizi «di punta», la circolare chiarisce che la disposizione di cui all'art.253, comma 15-bis, del Codice degli appalti incide esclusivamente rispetto all'attività espletata da prendere in considerazione ai fini della stima dell'importo, che non può essere limitata ai soli lavori da progettare» ma può riferirsi anche al coordinamento della sicurezza, alla direzione dei lavori e al collaudo.
A mio avviso l'allungamento dei tempi per le lettere a) e d) è un fatto positivo. Ma non è sufficiente. Ed è applicabile solo fino al 31 dicembre 2010. In ogni caso vale solo ad attenuare l'ostacolo alla partecipazione alle gare. Infatti l'art.66 in sostanza favorisce i grandi studi e le grandi società di ingegneria. Ad alcune gare partecipano pochissimi concorrenti, favoriti da un bando di gara molto selettivo in merito ai requisiti di fatturato e di organizzazione dello studio. Ciò mi sembra inaccettabile. La concorrenza tra professionisti viene limitata con detrimento dell'interesse della pubblica amministrazione. Occorre anche verificare che alcune regole siano in linea con la direttiva 2004/18/CE sugli appalti pubblici.
Per i punti b) e c) dell'art.66, dimostrazione dell'esperienza del professionista, non c'è motivo di prendere in considerazione solo l'ultimo periodo di attività. Su questo problema, incredibilmente, è mancato un dibattito tra gli architetti. Almeno su questi due punti occorre un incisivo intervento degli Ordini volto a prolungare il limite di tempo o ad eliminarlo, per consentire al professionista di utilizzare al meglio il suo curriculum professionale. In parallelo, per evitare l'esclusione dei giovani che ne può conseguire, occorre anche creare un meccanismo per incentivare l'associazione degli architetti giovani con i colleghi più anziani.
L'approvazione imminente del nuovo Regolamento dei lavori pubblici fornisce una occasione unica per modificare l'art.66. Speriamo bene.
Circolare n. 4649 del 12/11/2009 - Chiarimenti in ordine all'applicazione delle disposizioni di cui all'art.253, comma 15-bis, del D.Lgs. 12 aprile 2006, n.163.
[fonte: mit.gov.it]
14/12/2009 17.25: e chi inizia?
difficile partecipare anche per chi ha sempre "collaborato" nei progetti con incarichi ad altri. Di fatto si è lavorato a progetti simili, ma nei bandi di gara siamo esclusi per non avere avuto incarichi personali. E così non si comincia mai
18/12/2009 15.04: titolo
il maggiore problema in fatto di partecipazione è rappresentato dal punto d; in pratica, mi sembra di capire, se lavori in proprio e non hai dipendenti, ma soltanto collaboratori esterni, questo requisito non potrai mai soddisfarlo, a meno che non ti associ con una società di ingegneria. Che bel capolavoro !!!
Nuovo tentativo per il Regolamento
data pubblicazione: giovedì 10 dicembre 2009
Architettura sul web Più concorrenza per tutto il 2010 (?)