Source: http://portale-etichettatura.sqrt64.it/p/faq/
Timestamp: 2020-08-05 07:52:16+00:00
Document Index: 40006713

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 24', 'art. 17', 'art. 44', 'art. 19', 'art. 9']

FAQ | Portale Etichettatura
Le FAQs, ovvero “frequently asked questions”, possono essere definite come le "domande poste frequentemente", ed è proprio da questa definizione che abbiamo deciso di inserire una sezione dinamica e aggiornata dove le aziende e gli addetti del settore possano trovare risposte alle domande più frequenti. Abbiamo quindi selezionato le domande che le aziende, nel corso degli anni di attività dello Sportello Etichettatura e Sicurezza Alimentare, ci hanno posto e, dopo aver valutato la validità delle risposte in funzione dell'evoluzione normativa che c'è stata, abbiamo cercato di fornire gli elementi chiarificatori per dirimire i dubbi ricorrenti.
Riteniamo che queste domande siano molto importanti poiché consentono di chiarire rapidamente e in modo autonomo i dubbi comuni. Non devono però essere considerate esaustive, dato che la tematica dell'etichettatura è fatta anche di interpretazioni e approfondimenti. Per tale ragione, cureremo con molta attenzione questa sezione nel portale, poichè la sua manutenzione è essenziale in quanto le domande evolvono al pari dei prodotti e della normativa.
Sintetiche ed esaustive sono le parole chiave di una FAQ: l'utente deve trovare rapidamente le risposte che cerca, questa è la chiave di lettura con cui consultare questa sezione.
Cosa si intende con i termini "etichetta" ed "etichettatura"?
Come previsto dal Reg. (UE) 1169/2011 per etichetta si intende qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna detto imballaggio o contenitore. Per etichettatura si intende qualunque menzione, indicazione, marchio di fabbrica o commerciale, immagine o simbolo che si riferisce a un alimento e che figura su qualunque imballaggio, documento, avviso, etichetta, nastro o fascetta che accompagna o si riferisce a tale alimento.
Che differenza c'è tra prodotto "preimballato" e "non preimballato"?
Il prodotto alimentare preimballato è costituito da un prodotto alimentare e dall’imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, avvolto interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. I prodotti non preimballati (sfusi) sono alimenti senza preimballaggio o imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta.
Cosa si intende per data di scadenza?
Si parla di data di scadenza nel caso di prodotti alimentari molto deperibili dal punto di vista microbiologico e che, quindi, dopo un breve periodo potrebbero costituire un pericolo immediato per la salute.
Qual è il significato di termine minimo di conservazione?
È la data fino alla quale il prodotto conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. La determinazione del TMC (termine mino di conservazione) compete al produttore o al confezionatore (per i prodotti importati spetta al primo venditore stabilito nell’Unione europea).
Cosa si intende con il termine "ingredienti” e come devono essere riportati?
L’ingrediente è qualunque sostanza o prodotto (compresi additivi e enzimi alimentari) e qualunque costituente di un ingrediente composto che viene utilizzato intenzionalmente nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito (anche se sotto forma modificata). L’elenco ingredienti fornisce informazioni in merito alla composizione del prodotto permettendo al consumatore di effettuare una scelta consapevole. L’elenco deve prevedere un’intestazione o l’indicazione della parola “ingredienti” (o una dicitura che lo comprenda) e l’elenco di tutti gli ingredienti riportati in ordine decrescente di peso, così come registrati al momento del loro uso, accompagnati dallo stato fisico e dal trattamento subito nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore il consumatore.
Cosa si intende per "campo visivo" e quali sono le informazioni che devono comparire nel medesimo campo visivo?
Per "campo visivo" si intendono tutte le superfici di un imballaggio che possono essere lette da un unico angolo visuale. Le informazione obbligatorie che devono comparire nel medesimo campo visivo sono la denominazione dell’alimento, la quantità netta e il titolo alcolometrico volumico per le bevande con contenuto alcolico superiore al 1,2 % in volume.
Il "campo visivo" differisce dal "campo visivo principale" campo visivo di un imballaggio più probabilmente esposto al primo sguardo del consumatore al momento dell’acquisto e che permette di identificare immediatamente il carattere e la natura del prodotto e, eventualmente, il suo marchio di fabbrica.
Il Reg. (UE) 1169/2011 pone l’accento sulle “pratiche leali d’informazione”, ma quali sono i principi che bisogna considerare?
Le informazioni sugli alimenti non devono indurre in errore il consumatore:
- per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il Paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione;
- attribuendo al prodotto alimentare effetti o proprietà che non possiede;
- suggerendo che l’alimento possiede caratteristiche particolari, quando in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono le stesse caratteristiche, in particolare evidenziando in modo esplicito la presenza o l’assenza di determinati ingredienti e/o sostanze nutritive;
- suggerendo, tramite l’aspetto, la descrizione o le illustrazioni, la presenza di un particolare alimento o di un ingrediente, mentre di fatto un componente naturalmente presente o un ingrediente normalmente utilizzato in tale alimento è stato sostituito con un diverso componente o un diverso ingrediente.
Il Regolamento mira a definire in modo generale i principi, i requisiti e le modalità che disciplinano l’informazione sugli alimenti e, in particolare, la loro etichettatura. Obiettivo è la garanzia sia di un elevato livello di protezione dei consumatori in materia di informazioni sugli alimenti, sia del buon funzionamento del mercato interno.
In quale lingua devono comparire le informazioni?
Il Regolamento fissa, per le informazioni obbligatorie sugli alimenti, precisi requisiti linguistici: esse devono apparire in una lingua facilmente comprensibile ai consumatori degli Stati membri nei quali l’alimento è commercializzato. Gli Stati membri, sul loro territorio, possono imporre che tali indicazioni siano fornite in una o più lingue ufficiali dell’Unione. In Italia, la lingua ufficiale è l’italiano, anche se è consentita la presenza di più lingue.
Un alimento prodotto in Italia, per essere commercializzato in un Paese extra-Ue, deve seguire le disposizioni in vigore nel Paese di destinazione.
Per i prodotti destinati alla vendita in diversi Paesi (UE ed extra-UE), è possibile seguire le indicazioni del Reg. UE 1169/2011, traducendo nella lingua del/i Paese/i di destinazione le informazioni obbligatorie?
Se la commercializzazione del prodotto avviene in un Paese UE (es. Francia, Germania, etc.) si tratta di “scambio intracomunitario” e il Reg. UE 1169/2011 è il riferimento normativo orizzontale a cui attenersi per l’etichettatura dei prodotti alimentari. Ogni Stato membro può poi inserire disposizioni nazionali che, se non dettate da particolari esigenze sanitarie, non pregiudicano la vendita di alimenti provenienti da altri Stati dell’UE, in quanto esiste la libera circolazione delle merci per gli alimenti e le bevande. È necessario che le informazioni obbligatorie siano tradotte nelle lingue dei Paesi in cui il prodotto è venduto (es. in francese se il prodotto è venduto in Francia).
Se la commercializzazione avviene in un Paese extra UE (es. USA, Cina, etc.) si tratta di “esportazione” e occorre attenersi alle regole specifiche del singolo Stato verso cui si esporta: non è infatti sufficiente tradurre l’etichetta destinata alla commercializzazione in UE.
Le dimensioni con le quali sono scritte le informazioni in etichetta devono rispettare delle dimensioni minime?
La leggibilità di un’etichetta è determinata dalla forma e dalla grandezza dei caratteri utilizzati che spesso dipendono dalle dimensioni dell’imballaggio: più è ridotto, minori dimensioni avranno i caratteri utilizzati per le indicazioni obbligatorie. Con riferimento alla dimensione dei caratteri, il Reg. UE 1169/2011 stabilisce che le informazioni obbligatorie che appaiono sull’imballaggio o sull’etichetta ad esso apposta devono essere stampate in modo da assicurare chiara leggibilità. Essa è stata indicata nell’Allegato IV: le indicazioni devono essere date in caratteri la cui parte mediana (altezza della x) è pari o superiore a 1,2 mm.
Nel caso di contenitori o di imballaggi la cui superficie maggiore misuri meno di 80 cm2, l’altezza x della dimensione dei caratteri deve essere pari o superiore a 0,9 mm.
Come viene determinata la superficie maggiore, in particolare nel caso di lattine o bottiglie?
Per gli imballaggi con facce rettangolari o scatole, la superficie maggiore consiste nel lato intero maggiore della confezione, mentre nel caso di lattine o bottiglie, che spesso hanno anche forme irregolari, la superficie maggiore può essere intesa come la superficie con l’esclusione dei tappi, fondi e flange di coperchi e fondi nel caso delle lattine, e spalle e colli nel caso di bottiglie e brocche. Secondo la raccomandazione R79 dell’OIML in questi casi la superficie principale è determinata per il 40% come prodotto dell’altezza della confezione per la circonferenza, con le medesime esclusioni indicate in precedenza.
Il Regolamento, all’articolo 9, prevede le seguenti indicazioni obbligatorie:
- la denominazione dell’alimento
- l’elenco degli ingredienti
- qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico, elencato nell’allegato II o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato, che provochi allergie o intolleranze, usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata
- la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti
- la quantità netta dell’alimento
- il termine minimo di conservazione o la data di scadenza
- le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego
- il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1
- il Paese d’origine o il luogo di provenienza, ove previsto
- le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento
- per le bevande che contengono più dell’1,2% di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo
- una dichiarazione nutrizionale
Inoltre, è obbligatorio riportare l'indicazione della sede di stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento (D. Lgs 145/2017) e il lotto (D. Lgs 231/2017).
Come si calcola la quantità di acqua aggiunta come ingrediente e quando deve essere indicata?
La quantità di acqua aggiunta si determina sottraendo dalla quantità totale del prodotto finito la quantità totale degli altri ingredienti utilizzati; può non essere riportata nell'elenco degli ingredienti qualora il suo peso nel prodotto finito sia inferiore al 5%. Questa deroga non si applica alla carne, alle preparazioni di carne ai prodotto della pesca non trasformati e ai molluschi bivalvi non trasformati (All. VII, parte A del Reg. UE 1169/2011).
In quali casi la denominazione dell’alimento deve comprendere un’indicazione della presenza di acqua aggiunta che rappresenta più del 5% del peso del prodotto finito?
La presenza di acqua aggiunta che rappresenta più del 5% del prodotto finito deve essere indicata nella denominazione dell'alimento per i prodotti a base di carne e preparati di carne sotto forma di taglio (anche d’arrosto), fetta, porzione o carcassa di carne, così come nei prodotti della pesca e relativi preparati (All. VI, parte A del Reg. UE 1169/2011). Spetta agli operatori del settore verificare caso per caso se un prodotto rispetta tali requisiti, prendendo in considerazione anche l’apparenza dell’alimento, come ad esempio nel caso degli insaccati dove tale indicazione non è obbligatoria.
Laddove non vi sia un elenco ingredienti, come possono essere indicati gli allergeni?
In mancanza di un elenco degli ingredienti, la presenza di una o più sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze deve essere comunque indicata con il termine “contiene”, seguito dalla/e denominazione/i della/e sostanza/e o del/i prodotto/i che compare nell’elenco dell’Allegato II del Reg. (UE) 1169/2011.
L’elenco degli ingredienti è sempre obbligatorio?
Per alcune categorie di alimenti, elencate nell’art. 19 del Reg. (UE) 1169/2011, l’elenco non è obbligatorio. Tra queste categorie rientrano a titolo esemplificativo gli ortaggi freschi, che non sono stati sbucciati o tagliati o che non hanno subito trattamenti analoghi, piuttosto che i formaggi, il burro, il latte e le creme di latte fermentati, purchè non siano stati aggiunti ingredienti diversi dai prodotti derivati dal latte, gli enzimi alimentari e le colture di microrganismi necessari alla fabbricazione o ingredienti diversi dal sale necessario alla produzione di formaggi che non siano freschi o fusi.
Quando si indicano “peso netto” e “peso netto sgocciolato”?
Quando un alimento solido è presentato in un liquido di copertura, viene indicato anche il peso netto sgocciolato di questo alimento. Per “liquido di copertura” si intendono i seguenti prodotti: acqua, soluzioni acquose di sali, salamoia, soluzioni acquose di acidi alimentari, aceto, soluzioni acquose di zuccheri, soluzioni acquose di altre sostanze o materie edulcoranti, succhi di frutta o ortaggi nei casi delle conserve di frutta o ortaggi.
Come si indica la quantità per i prodotti glassati?
L’acqua congelata o surgelata è considerata come un liquido di copertura. Il Reg UE 1169/2011 specifica che quando un alimento è stato glassato, il peso netto indicato non include la glassa. Come chiarato nella nota del MIPAAFT del 28/03/2019, per gli alimenti glassati preimballati destinati al consumatore finale e alle collettività non è consentito indicare il doppio peso.
Come viene indicato il TMC (termine minimo di conservazione)?
Deve essere indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il ...”, se la data indica il giorno, il mese e l’anno (ad esempio, “da consumarsi preferibilmente entro il 17 gennaio 2019”), oppure “da consumarsi preferibilmente entro fine ...” negli altri casi, cioè quando vengono indicati solo il mese e l'anno oppure solo l'anno (es. "da consumarsi preferibilmente entro fine 2019"). Tali espressioni sono seguite dalla data oppure dall’indicazione del punto della confezione in cui essa figura (“vedi bordo di chiusura”, “vedi sul tappo”, etc.). Il Reg. UE 1169/2011 disciplina le indicazioni relative alla durabilità dei prodotti alimentari (TMC e data di scadenza) all’art. 24 e all’Allegato X.
Nelle istruzioni per l’uso le aziende possono utilizzare il simbolo di un fornello o di un forno in alternativa alle parole?
Le indicazioni obbligatorie, così come le istruzioni per l’uso, devono essere espresse mediante parole e non possono essere sostituite da simboli o pittogrammi che possono essere utilizzati solo in abbinamento alle parole.
Il lotto è previsto dal Reg. (UE) 1169/2011?
L’indicazione del lotto permette una rapida identificazione di prodotti pericolosi o potenzialmente pericolosi dal punto di vista sanitario e consente di dirimere più facilmente eventuali controversie negli scambi nazionali ed internazionali. Il Reg. UE 1169/2011 non contiene articoli dedicati al lotto di produzione, ma la sua indicazione rimane obbligatoria ai sensi della Direttiva 2011/91/UE relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare. A livello nazionale, l'obbligo di riportare il lotto è sancito dall’art. 17 del D. Lgs 231/2017.
Quali sono le modalità di indicazione delle informazioni nutrizionali?
Le informazioni nutrizionali devono figurare su un’unica tabella, con le cifre incolonnate; qualora non vi sia spazio sufficiente, le informazioni possono essere disposte in forma orizzontale. Devono risultare ben visibili, chiaramente leggibili e indelebili e vanno riportate in una lingua comprensibile per il consumatore del Paese in cui avviene la commercializzazione.
La dichiarazione nutrizionale prevede che siano presenti delle indicazioni obbligatorie, secondo quanto riportato agli artt. 29-35 del Reg. (UE) 1169/2011, e che le stesse siano presentate seguendo l’ordine previsto, come indicato nell’Allegato XV.
Come si calcola il contenuto di sale nella dichiarazione nutrizionale?
Si intende il valore di sodio moltiplicato per 2,5 e non si riferisce al sale come ingrediente. Se è dimostrabile che il sale presente, a seguito di questo calcolo, è dovuto solo al sodio naturalmente presente nell’alimento, come nel caso di latte, carne o alcuni vegetali, è possibile riportare accanto alla dichiarazione nutrizionale l’indicazione che il sale è dovuto esclusivamente al sodio naturalmente presente.
Oltre ai parametri obbligatori previsti per la dichiarazione nutrizionale, quali altre sostanze nutritive possono essere dichiarate?
La dichiarazione nutrizionale obbligatoria può essere completata con l’indicazione delle quantità di uno o più degli elementi seguenti: acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre. Le vitamine e sali minerali possono essere riportati solo se presenti in quantità significative.
Il miele è esentato dall’obbligo della dichiarazione nutrizionale?
Il miele, essendo considerato un alimento non trasformato, ma ottenuto da componenti e non da ingredienti, come chiarito nella direttiva 2014/63/UE, può beneficiare dell’esenzione dall’obbligo della dichiarazione nutrizionale.
La denominazione dell’alimento deve sempre essere presente e non può essere sostituita da marchi di fabbrica, di commercio o da nomi di fantasia (es. bagnacauda), quindi in caso di utilizzo di tali denominazioni occorre sempre accompagnarle da una breve descrizione del prodotto. La ...
Quando un’azienda alimentare si appresta a redigere l’etichetta degli alimenti è necessario che questa tenga in considerazione alcune regole basilari. Le disposizioni della normativa cosiddetta “orizzontale” sull’etichettatura sono applicabili a tutte le categorie di prodotti alimentari. Il Regolamento (UE ) ...
Nel caso dei prodotti alimentari commercializzati mediante tecniche di comunicazione a distanza, ossia “qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione del contratto tra dette parti”, tra cui l’e-commerce , ...
Le informazioni obbligatorie (art. 44 del Reg. UE 1169/2011 e art. 19 del D. Lgs 231/2017) previste per gli alimenti non preimballati devono essere riportate su apposito cartello applicato ai recipienti o altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente ...
Vendita al minuto - Preimballati
Le informazioni obbligatorie (art. 9 del reg. UE 1169/2011) previste per gli alimenti preimballati destinati al consumatore finale devono essere riportate sull'etichetta o direttamente sull'imballaggio. Denominazione dell'alimento* Elenco degli ingredienti Ingredienti o coadiuvanti tecnologici che provochino allergie o intolleranze Quantità di taluni ...