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Timestamp: 2019-02-16 13:14:46+00:00
Document Index: 153248433

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 165', 'art. 165', 'art. 165', 'art. 2', 'art. 165', 'art. 1']

Lavoratori italiani all’estero - Guida Lavoratori italiani all’estero: pubblicata la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate - DOTTORI COMMERCIALISTI LONDRA Ltd
Lavoratori italiani all’estero - Guida Lavoratori italiani all’estero: pubblicata la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
Lavoratori Italiani all’Estero - Guida
Lavoratori italiani all’estero: pubblicata la nuova guida dell' "Agenzia delle Entrate".
Come evitare la doppia tassazione e
usufruire del credito d’imposta.
Sezione Pubblicazioni on line
AIRE - RESIDENZA FISCALE – CREDITO PER IMPOSTE PAGATE ALL’ESTERO – DICHIARAZIONE INTEGRATIVA – VOLUNTARY
Guida - Settembre 2017
1 LA “WORLD WIDE TAXATION”
1.1 - LA REGOLA GENERALE -
2 LA RESIDENZA FISCALE E L’ISCRIZIONE ALL’A.I.R.E.
2.1 L'ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE DEGLI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO
2.2 A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero)
3 LE CONVENZIONI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI
4 COME METTERSI IN REGOLA
4.1 COME PUÒ RIMEDIARE CHI NON HA PRESENTATO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER GLI ANNI PRECEDENTI: LA VOLUNTARY
4.2 COME PUÒ RIMEDIARE CHI NON HA INDICATO NELLA DICHIARAZIONE I REDDITI PRODOTTI ALL’ESTERO: LA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA
Non sempre è agevole individuare immediatamente quale sia il sistema di tassazione applicabile per i redditi percepiti all’estero da cittadini italiani.
Infatti, gli aspetti da considerare sono molteplici e le regole possono essere diverse a seconda delle singole situazioni personali, dell’esistenza o meno di una Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e lo Stato estero nel quale viene prodotto il reddito, del periodo di permanenza all’estero, dell’iscrizione o meno all’Aire, eccetera.
In linea generale, possiamo affermare che per stabilire dove un cittadino è tenuto a pagare le imposte sui redditi percepiti occorre considerare il concetto di “residenza fiscale”.
- LA REGOLA GENERALE -
In base al cosiddetto “Principio della Tassazione Mondiale” (World Wide Taxation Principle), sul quale si fonda il sistema fiscale di molti Paesi europei e che è stato adottato anche dalla legislazione fiscale italiana, il cittadino che lavora all’estero, mantenendo la residenza italiana, ha comunque l’obbligo di pagare le imposte in Italia anche sui redditi prodotti all’estero, salvo che sia diversamente indicato da disposizioni contenute nelle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
Art. 165, comma 1, Tuir: “Se alla formazione del reddito complessivo concorrono redditi prodotti all'estero, le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall'imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d'imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all'estero ed il reddito complessivo al netto delle perdite di precedenti periodi d'imposta ammesse in diminuzione”.
Come espressamente indicato nell’art. 2 del Tuir (Dpr 917/1986), per le imposte sui redditi, si considerano fiscalmente residenti in Italia le persone che:
- per la maggior parte del periodo d’imposta (cioè, per almeno 183 giorni all’anno) sono iscritte nelle Anagrafi comunali della popolazione residente in Italia
- hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza
L'ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE DEGLI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO
L’AIRE è stata istituita con la legge 470/88 e regolamentata dal Dpr 323/89.
Iscrivendosi all’AIRE si può usufruire di alcuni servizi forniti direttamente dal Consolato italiano all’estero; per esempio, il rilascio di certificati anagrafici e di residenza, il rinnovo del passaporto, il rinnovo della patente di guida per chi risiede in paesi extraeuropei, eccetera.
Inoltre, come è noto, chi è iscritto all’Aire può esercitare il diritto di voto per corrispondenza, tramite il Consolato competente.
Di contro, l’iscrizione all’AIRE implica la perdita del diritto all’assistenza sanitaria di base in Italia (è garantita solo l’assistenza sanitaria urgente).
informazioni su procedura di iscrizione, aggiornamento dei dati e
sono consultabili sul sito del Ministero degli Affari Esteri
(http://www.esteri.it/mae/it/italiani_nel_mondo/serviziconsolari/aire.html)
o sul sito del Ministero dell’Interno
(http://servizidemografici.interno.it/it/Aire/Informazioni).
Per evitare che i propri cittadini subiscano una doppia imposizione, che si avrebbe in seguito al pagamento delle imposte sia nel Paese di produzione del reddito sia in quello di residenza, l’Italia ha stipulato con molti Paesi Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (vedi la Convenzione UK-IT) riconosce un credito d’imposta per le imposte pagate all’estero nel momento in cui si dichiarano i redditi in Italia con l’applicazione di una norma (articolo 165) contenuta nel Tuir.
Oltre a evitare le doppie imposizioni sui redditi esul patrimonio dei rispettivi residenti, le Convenzioni hanno anche lo scopo di prevenire l’evasione e l’elusione fiscale.
Le imposte estere si considerano pagate a titolo definitivo quando esse:
- non sono ripetibili o
- è stata presentata la dichiarazione dei redditi all’estero o
- vi è un’apposita certificazione di definitività dell’imposta, rilasciata dalle autorità estere.
Dipartimento delle Finanze (Italia)
Sul sito del Dipartimento delle Finanze, nella sezione della fiscalità comunitaria e internazionale, sono pubblicate e periodicamente aggiornate tutte le convenzioni stipulate dall’Italia:
COME PUÒ RIMEDIARE CHI NON HA PRESENTATO LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER GLI ANNI PRECEDENTI: LA VOLUNTARY
I cittadini italiani che, per motivi di varia natura, non si sono iscritti all’Aire e che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, perdono il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all’estero (comma 8 dell’art. 165 del Tuir), se accertati.
Per non perdere il diritto al riconoscimento delle imposte pagate all’estero, una norma introdotta di recente (la legge di conversione del Dl 50/2017) consente, nell’ambito della cosiddetta procedura della “Collaborazione Volontaria” (Voluntary Disclosure), per la quale è stata disposta la riapertura dei termini di adesione al 30 settembre 2017, di superare il divieto disposto dal comma 8 dell’art. 165.
Le indicazioni utili per l’accesso alla voluntary disclosure sono disponibili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate, seguendo il percorso: Home - Cosa devi fare - Richieste, istanze e interpelli - Collaborazione volontaria (voluntary disclosure).
COME PUÒ RIMEDIARE CHI NON HA INDICATO NELLA DICHIARAZIONE I REDDITI PRODOTTI ALL’ESTERO: LA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA
Nel caso in cui i cittadini italiani non iscritti all’Aire abbiano presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, omettendo però di indicare i redditi prodotti all’estero, per non perdere il diritto di usufruire della detrazione delle imposte pagate all’estero (comma 8 dell’art. 165 del Tuir), possono presentare dichiarazione integrativa ai sensi dell’articolo 2, comma 8, del Dpr 322/1998.
Testo unico delle imposte sui redditi - Dpr 917/1986 - art. 2 (soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) e art. 165 (credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero)
Legge 470/1988 (Legge istitutiva dell’A.I.R.E.)
Dpr 323/1989 (Regolamentazione Aire)
Dl 50/2017 - convertito dalla legge 96/2017 - art. 1 ter (Modifiche alla Disciplina della Voluntary Disclosure)
Informazioni sulla procedura di “Collaborazione Volontaria” (Voluntary Disclosure) sono disponibili alla seguente pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Avvertenze legali: questa pagina web riporta il contenuto della
"Pubblicazione a cura dell’Agenzia delle Entrate Sezione Pubblicazioni on line dell’Ufficio Comunicazione"
Capo Ufficio: Sergio Mazzei
Capo Sezione: Claudio Borgnino
Progetto grafico e testi: Paolo Calderone
Si ringrazia la Direzione Centrale Accertamento
Per scaricare "Lavoratori italiani all’estero - Guida",
aggiornata a set. 2017,
vedi il "documento sotto allegato".
09.01.2017 Guida_Italiani_allestero.pdf
17 set 2017, 08:57