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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 27', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 98', 'art. 7', 'art. 27', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 4', 'art. 47', 'art. 73', 'art. 73', 'art. 53', 'art. 98', 'art. 21']

Nuovo schema di certificazione relativa agli utili ed agli altri proventi equiparati corrisposti � Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 18 novembre 2008.
5 Dicembre 2008 - Autore: GIUSEPPE ALPESTRI
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Nuovo schema di certificazione relativa agli utili ed agli altri proventi equiparati corrisposti – Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 18 novembre 2008.
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18 novembre 2008 – in corso di pubblicazione nella G.U. – è stato approvato il nuovo schema di certificazione[1] degli utili corrisposti e dei proventi ad essi equiparati (CUPE), di cui all’art. 4, commi 6-ter e 6-quater, del DPR 22 luglio 1998, n. 322, con le relative istruzioni.
Al riguardo, si evidenzia preliminarmente che la certificazione in oggetto è sostanzialmente simile a quella relativa allo scorso esercizio, salvo qualche modifica di carattere formale – che sarà illustrata nel prosieguo della trattazione – ed il recepimento, nelle istruzioni, della possibilità di inserire i dividendi distribuiti con aliquota dell’1,375%, ai sensi dell’art. 27, comma 3-ter, del DPR 29 settembre 1973, n. 600.
Ciò premesso, si rileva che il nuovo schema di certificazione deve essere utilizzato, in sostituzione di quello precedente[2], già a partire dal 19 novembre 2008. Tuttavia, come chiarito dal Provvedimento di approvazione in commento, le certificazioni rilasciate fino al 18 novembre u.s. – utilizzando lo schema di certificazione precedente – restano valide, e non dovranno essere sostituite, a condizione che i dati ivi contenuti siano rispondenti al nuovo modello.
Resta in ogni caso previsto che la certificazione in parola può essere redatta anche con veste grafica diversa[3] da quella approvata, purché contenga, ovviamente, tutti i dati previsti nello schema approvato dall’Amministrazione finanziaria, esposti nella sequenza in esso prevista e con l’esatta indicazione del numero progressivo e della denominazione del campo. E’ altresì consentita la sottoscrizione mediante sistemi di elaborazione automatica.
Come per il passato, inoltre, si ricorda che lo schema di certificazione in esame deve essere utilizzato per l’attestazione degli importi in qualunque forma corrisposti a soggetti residenti a decorrere dal 1° gennaio 2008, a titolo di:
· utili derivanti dalla partecipazione a soggetti IRES[4], residenti e non residenti nel territorio dello Stato;
· proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)[5], da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, comma 1, lett. f) del citato TUIR[6], nonché dagli interessi riqualificati come dividendi ai sensi dell’art. 98 del medesimo testo unico[7] (in vigore fino al 31 dicembre 2007);
con esclusione sia degli utili ed altri proventi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva ai sensi degli artt. 27 e 27-ter del DPR 29 settembre 1973, n. 600, sia degli utili e proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito di gestioni individuali di portafoglio di cui all’art. 7 del D.Lgs. 21 novembre 1997, n. 461.
Inoltre, la medesima certificazione potrà anche essere rilasciata ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato[8] che hanno percepito (sempre nel corso del 2008) utili o altri proventi equiparati assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta ovvero ad imposta sostitutiva (nella misura del 27% o dell’1,375%), anche in misura convenzionale, e utili ai quali si applicano le disposizioni di cui all’art. 27-bis del menzionato DPR n. 600 del 1973, vale a dire il c.d. regime “madre-figlia”.
Quanto al termine per il rilascio della certificazione in oggetto – previsto dall’art. 4, comma 6-quater, del citato DPR n. 322/1998 – non si rilevano variazioni rispetto allo scorso anno, per cui, con riferimento alle somme corrisposte nell’anno 2008, la certificazione dovrà essere consegnata ai relativi percettori entro il 28 febbraio 2009[9].
Inoltre, per quanto concerne i soggetti tenuti al rilascio della suddetta certificazione, Vi ricordiamo che tale obbligo compete ai soggetti tenuti all’obbligo delle comunicazioni di cui alla citata Legge 29 dicembre 1962, n. 1745, nonché agli altri intermediari che intervengono nella riscossione degli utili e proventi equiparati.
Tale certificazione, pertanto, dovrà essere compilata dalla società emittente soltanto qualora gli utili e proventi equiparati siano stati corrisposti direttamente dall’emittente. Diversamente, nell’ipotesi in cui la corresponsione dei predetti redditi sia stata effettuata con l’intervento di un soggetto terzo – come avviene, ad esempio, per le società quotate – l’obbligo di certificazione spetta alla banca o altro sostituto d’imposta intervenuto nella riscossione degli utili o proventi equiparati.
Passando quindi all’esame della struttura del modello, si evidenzia da subito che il citato provvedimento ha modificato solo la sezione IV (concernente i “dati relativi agli utili corrisposti e ai proventi equiparati”), integrandola con l’inserimento di appositi campi per l’indicazione separata dell’importo dei dividendi e dei proventi ad essi equiparati, formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, in attuazione del Decreto 2 aprile 2008 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
In particolare, con tale Decreto è stato previsto che – agli effetti dell’applicazione degli artt. 47 e 59 del TUIR – i suddetti dividendi e proventi equiparati, se formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, concorrono alla formazione del reddito complessivo (nei casi disciplinati dagli art. 47, comma 1, e 59, del TUIR) nella misura del 49,72%[10], mentre resta ferma la precedente percentuale del 40% per gli utili e proventi equiparati prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007.
Lo stesso Decreto, inoltre, ha stabilito che in sede di certificazione degli utili venga data separata indicazione dei dividendi e proventi equiparati formati con utili prodotti a partire dall’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 da quelli formati con utili prodotti negli esercizi precedenti.
Proprio in considerazione di dette disposizioni, quindi, i precedenti campi 28, 29 e 30 sono stati sdoppiati, rispettivamente, nei nuovi campi 28 e 29, 30 e 31, 32 e 33, con conseguente rinumerazione dei successivi campi della medesima sezione IV.
Si tratta, ovviamente, di una ripartizione che non interessa i soci soggetti IRES, per i quali – in linea di principio – sia i dividendi e proventi equiparati indicati nei campi 28, 30 e 32, sia quelli indicati nei campi 29, 31 e 33, concorreranno alla formazione del reddito complessivo nella misura del 5% del loro ammontare.
Per quanto riguarda, infine, la compilazione dei campi sopra indicati, si evidenzia che gli importi dei dividendi e proventi equiparati ivi contemplati devono essere riportati al lordo delle ritenute o imposte sostitutive, comprese quelle eventualmente applicate all’estero, avendo cura d’indicare il controvalore in euro per le attività finanziarie espresse in valuta diversa.
[1] Scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente indirizzo: “http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Strumenti/Modulistica/Comunicazioni+e+domande/Certificazione+degli+utili+e+dei+proventi+equiparati+2009/”.
[2] Approvato con Provvedimento del 12 novembre 2007.
[3] Ciò che potrebbe verificarsi, ad esempio, nell’ipotesi in cui la certificazione venga sostituita dalla copia della comunicazione prevista dagli artt. 7, 8, 9 e 11 della Legge 29 dicembre 1962, n. 1745, come consentito dall’art. 4, comma 6-quater, ultimo periodo, del richiamato D.P.R. n. 322/1998.
[4] A tale proposito, si ricorda che possono essere considerati utili anche quelli percepiti in occasione della distribuzione di riserve di capitale (ad esempio riserve da sovrapprezzo azioni) verificandosi la presunzione di cui all’art. 47, comma 1, del TUIR. In tal caso, infatti, la società emittente ha l’obbligo di comunicare agli azionisti ed agli intermediari la natura delle riserve che hanno formato oggetto di distribuzione, specificandone il regime fiscale applicabile.
[5] Ossia di quei titoli e strumenti finanziari che si considerano similari alle azioni. Si tratta, nello specifico, dei titoli e strumenti finanziari emessi da società ed enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. a), b) e d), la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici della società emittente o di altre società appartenenti allo stesso gruppo o dell’affare in relazione al quale i titoli e gli strumenti finanziari sono stati emessi. Inoltre – qualora i suddetti titoli e strumenti finanziari siano emessi da soggetti non residenti, di cui alla lett. d) del citato art. 73, comma 1 – l’assimilazione alle azioni è subordinata all’ulteriore condizione che “la relativa remunerazione sia totalmente indeducibile nella determinazione del reddito nello Stato estero di residenza del soggetto emittente”.
[6] Vale a dire i contratti di cointeressenza agli utili di un’impresa senza partecipazione alle perdite ed i contratti con il quali un contraente attribuisce la partecipazione agli utili ed alle perdite della sua impresa senza il corrispettivo di un determinato apporto. Sono comunque escluse da questa definizione le partecipazioni agli utili derivanti da associazioni in partecipazione, quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro, ai sensi dell’art. 53, comma 1, lett. c), del TUIR.
[7] Rappresentati dalla remunerazione dei finanziamenti direttamente erogati da un socio qualificato o dalle sue parti correlate che eccedono il rapporto di cui all'art. 98 (cd. thin capitalization rule), che, com’è noto, è stato abrogato con decorrenza 1° gennaio 2008.
[8] I quali possono, eventualmente, utilizzarla per ottenere nel Paese di residenza il credito relativo alle imposte pagate in Italia.
[9] Com’è noto, infatti, tale termine è stato fissato “entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui le somme o i valori sono stati corrisposti”.
[10] Ciò in attuazione della Legge Finanziaria per il 2008, che, com’è noto, ha disposto la riduzione dell’aliquota IRES dal 33% al 27,5%.
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