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Timestamp: 2018-07-22 05:02:17+00:00
Document Index: 179085025

Matched Legal Cases: ['art. 146', 'art. 146', 'art. 2407', 'art. 2477', 'art. 2476', 'art. 2476']

Azione di responsabilità del curatore del Fallimento di S.r.l. nei confronti di amministratori e sindaci | Giurisprudenza delle imprese
Il curatore del Fallimento agisce nei confronti degli amministratori ai sensi dell’art. 146 L. Fall. in quanto legittimato tanto ad esercitare l’azione sociale di responsabilità per violazione dei doveri imposti dalla legge, quanto l’azione di responsabilità verso i creditori sociali per inosservanza degli obblighi inerenti la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale (Cass. n. 17121/2010).
Il curatore del Fallimento agisce anche nei confronti dei sindaci in quanto legittimato ai sensi dell’art. 146 L. Fall. ad esercitare l’azione di responsabilità nei confronti dei medesimi; i sindaci, infatti, sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, ai sensi dell’art. 2407 c.c. applicabile alle s.r.l. ex art. 2477 , co. 5, c.c., ove il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità agli obblighi della loro carica. Si rileva che in caso di perdita del capitale sociale i sindaci hanno specifici poteri ai sensi degli arti. 2482 bis c.c. e 2485 c.c., norma quest’ultima che prevede l’istanza dei sindaci al Tribunale per accertare il verificarsi della causa di scioglimento nel caso in cui gli amministratori non provvedano senza indugio agli adempimenti di loro competenza.
Quando le scritture contabili sono incomplete e irregolarmente tenute, per quantificare il danno arrecato dalla prosecuzione dell’attività sociale può essere utilizzato il criterio della differenza tra i patrimoni netti negativi rettificati alla data in cui si è verificata la perdita del capitale sociale e alla data dell’ultimo esercizio, considerato che dopo la perdita del capitale sociale la società ha contratto ingenti debiti che non sarebbero stati contratti se la società fosse stata posta in liquidazione.
Non è invocabile la responsabilità degli amministratori quali soci della s.r.l. fallita ai sensi dell’art. 2476, co. 7, c.c.. La norma infatti dispone che “sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi”; requisito implicitamente richiesto ai fini dell’applicabilità di tale disposizione è che il socio ingeritosi nella gestione non sia anche un amministratore della società, in quanto l’amministratore risponde dei danni cagionati dalla sua condotta già ai sensi dell’art. 2476, co. 1 o co. 6, c.c. in forza della titolarità del potere – dovere di amministrazione.
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Infondatezza dell'azione di responsabilità per mancanza di danno