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Timestamp: 2020-05-25 19:40:47+00:00
Document Index: 105473361

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 29', 'art. 83', 'art. 15', 'art. 68', 'art. 29', 'art. 68', 'art. 29']

“Covid-19”: l’Agenzia delle Entrate chiarisce i termini di sospensione per il pagamento degli avvisi di accertamento “esecutivi” | Enti Locali Online
30 Mar, 2020 by Redazione
È stata pubblicata sul sito web istituzionale dell’Agenzia delle Entrate la Circolare 20 marzo 2020, n. 5/E, rubricata “Primi chiarimenti in merito ai termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi – Artt. 83 e 68 del Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto ‘Cura Italia’)”.
Con la Circolare n. 5/E in commento, l’Agenzia fornisce chiarimenti in merito alla sospensione dei termini per il pagamento degli importi dovuti in relazione alla notifica di avvisi di accertamento cd “esecutivi” ai sensi dell’art. 29 del Dl. n. 78/2010, a seguito dell’entrata in vigore del Dl. n. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”, vedi Entilocalinews n. 12 del 23 marzo 2020).
In premessa, l’Agenzia ricorda che per gli accertamenti cd. “esecutivi” il citato art. 29, al comma 1, lett. a), del Dl. n. 78/2010, prevede che gli stessi “devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, degli importi stabiliti dall’art. 15 del Dpr. n. 602/1973”.
Quindi, il contribuente destinatario di un accertamento esecutivo può decidere entro il termine di presentazione del ricorso, ossia ordinariamente entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto, se:
effettuare il pagamento prestando acquiescenza al medesimo atto, usufruendo della riduzione delle sanzioni ex art. 15 del Dlgs. n. 218/1997 e rinunciando all’impugnazione;
Ancora, la lett. b) del citato art. 29 dispone inoltre che gli avvisi di accertamento “divengono esecutivi decorso il termine utile per la proposizione del ricorso e devono espressamente recare l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione”.
In altre parole – precisa Agenzia – una volta decorso il termine per l’impugnazione, l’atto diventa titolo esecutivo e, decorsi ulteriori 30 giorni, in caso di mancato pagamento o, in caso di impugnazione, per la parte non pagata a titolo provvisorio, la riscossione delle somme dovute avviene tramite affidamento in carico all’Agente della riscossione.
In seguito, l’Agenzia passa all’analisi degli interventi del Dl. “Cura Italia”, con specifico riguardo all’art. 83, comma 2, il quale ha disposto la sospensione dal 9 marzo al 15 aprile 2020 del termine per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.
La predetta sospensione opera anche per il versamento degli importi recati dall’avviso di accertamento dovuti:
in sede di acquiescenza all’atto ai sensi dell’art. 15 del Dlgs. n. 218/1997;
Quindi, per gli avvisi di accertamento cosiddetti esecutivi, il cui termine per la presentazione del ricorso era ancora pendente alla data del 9 marzo, resta sospeso anche il relativo termine di pagamento e lo stesso ricomincia a decorrere dal 16 aprile. A titolo esemplificativo, per un atto notificato il 10 febbraio, il termine per ricorrere resta sospeso dal 9 marzo al 15 aprile e riprende a decorrere dal 16 aprile, per poi scadere il 18 maggio.
Per gli avvisi notificati nel predetto intervallo temporale, l’inizio del decorso del termine per ricorrere, nonché del termine per il pagamento è differito alla fine del periodo di sospensione, quindi per un atto notificato il 10 marzo, il termine ordinario di 60 giorni per la presentazione del ricorso e per il pagamento decorre dal 16 aprile.
L’Agenzia esclude che agli avvisi di accertamento cd. “esecutivi” possa applicarsi la sospensione dei termini per il versamento di cui dall’art. 68 del Dl. n. 18/2020, recante disposizioni sulla sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione. Tale sospensione, secondo l’Agenzia, va riferita solo ai termini per il versamento degli importi degli avvisi di accertamento “esecutivo” dovuti successivamente all’affidamento in carico all’Agente della riscossione degli importi non pagati.
Osserva inoltre l’Agenzia che, a seguito dell’affidamento delle somme in carico all’Agente della riscossione, non è immediatamente individuabile un termine di versamento delle stesse cui applicare la sospensione di che trattasi, posto che l’art. 29, lett. b), del Dl. n. 78/2010, dispone che “decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli Agenti della riscossione (…) l’esecuzione forzata è sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento in carico» e che «L’agente della riscossione, con raccomandata semplice o posta elettronica, informa il debitore di aver preso in carico le somme per la riscossione”.
Considerato quindi che in linea generale l’esecuzione forzata da parte dell’Agente della riscossione resta comunque sospesa per un periodo di 180 giorni dall’affidamento e che, anche a seguito della comunicazione di presa incarico inviata dall’Agente al debitore, non è previsto un termine di versamento, l’Agenzia ritiene che la sospensione dell’art. 68 del Dl. n. 18/2020 in relazione agli accertamenti cd. “esecutivi” si intende riferita ai versamenti dovuti dal contribuente relativamente ai carichi affidati per i quali lo stesso si è avvalso della modalità di pagamento dilazionato.
Una diversa lettura della disposizione, a parere dell’Agenzia, sarebbe incompatibile con le disposizioni dell’art. 29 del Dl. n. 78/2010.
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