Source: http://www.sistriforum.com/t10629-sfalci-e-potature-presso-centro-di-raccolta
Timestamp: 2019-02-19 07:29:04+00:00
Document Index: 77117866

Matched Legal Cases: ['art. 212', 'art. 212', 'art. 184', 'art. 184', 'art. 184', 'art.184']

Sfalci e potature presso Centro di Raccolta
Mario Smargiassi il Gio Mar 13, 2014 1:46 pm
Ho un dubbio sulla possibilità, da parte di ditte che effettuano la manutenzione del verde pubblico o privato, di conferire sfalci e potature presso i Centri di Raccolta per rifiuti urbani.
Mi riferisco quindi a ditte iscritte all'Albo Gestori Ambientali ai sensi dell'art. 212 comma 8 del TUA, che con il loro intervento generano un rifiuto di cui devono disfarsi in qualità di detentori e non di produttori, come sarebbe invece nel caso le stesse ditte volessero conferire degli imballaggi, di cui sarebbero invece produttori.
Il mio dubbio deriva anche dal fatto che i suddetti rifiuti rientrano nella definizione di rifiuti urbani in quanto "provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali", ma anche in quella di rifiuti speciali in quanto "da lavorazioni artigianali".
Re: Sfalci e potature presso Centro di Raccolta
isamonfroni il Gio Mar 13, 2014 2:39 pm
1) quando si entra per la prima volta in un forum sarebbe buona norma dare un minimo di presentazione di sè e c'è una sezione apposita dove questo si può fare
2) esiste un'utilissima funzione "cerca" che ti consente di vedere se il quesito non è già stato trattato e risolto in altre discussioni e facilita la gestione ordinata delle conversazioni evitando le ripetizioni
3) rispondere ad una domanda posta sul forum è nella libertà degli utenti e, francamente, un invocazione come "rispondete vi prego" fra scappare la voglia di farlo soprattutto se, alla base della domanda c'è una conoscenza piuttosto frammentaria della norma.
Mi spieghi perchè chi fa la manutenzione del verde non sarebbe produttore del rifiuto costituito da sfalci?
Non è l'attività di manutenzione che genera il rifiuto? se così non fosse come potrebbero trasportare il rifiuto con un'iscrizione all'Albo in cat art. 212 c.8.?
che i suddetti rifiuti rientrano nella definizione di rifiuti urbani in quanto "provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali",
quelli che provengono da giardini pubblici, aree verdi pubbliche e aree cimiteriali pubbliche, sono urbani (vedi art. 184, comma 1, lettera e), quelli derivanti dalla manutenzione del verde effettuata in aree private sono invece rifiuti speciali.
Se ti riferisci ai Centri di raccolta comunali disciplinati dal DM 08/04/2008, direi che ti puoi andare a vedere l'allegato 1 al decreto nel quale sono elencati i rifiuti per i quali è consentito l'ingresso ai centri di raccolta
SA82 il Ven Mar 14, 2014 2:36 pm
quindi Isa, anche se il decreto legge 23 febbraio 2012, n. 2 (“Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale”), aveva previsto una serie di modifiche al Codice ambientale, tra le quali anche alcune riguardanti gli sfalci e le potature, comprese quelle da manutenzione del verde pubblico e privato ma lo stesso Dl, approvato con Legge 28/2012, vedeva cassati alcuni emendamenti che vertevano essenzialemnte su una modifica del Codice Ambientale, ora, alla luce di questo, è confermata l’esclusione, dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti, solo per sfalci e potature nonché per altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzato in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia?
In definitiva, l’esclusione dalla normativa dei rifiuti non riguarda gli scarti vegetali provenienti da giardini, parchi e aree cimiteriali, che rimangono rifiuti urbani nonchè tutti gli scarti vegetali provenienti da destinazioni private che risultano rifiuti speciali eventualmente assimilati agli urbani da specifico Regolamento comunale.
Sfalci e potature nei Centro di Raccolta
Betta il Lun Gen 18, 2016 6:07 pm
riguardo a questo post sul conferimento di sfalci e potature ad un centro di raccolta, anch'io ho il medesimo dubbio: può qualsiasi ditta conferire sfalci e potature da verde pubblico ad un Centro di Raccolta?
Da TUA mi sembrano urbani tutti i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi e aree cimiteriali sia provenienti da aree pubbliche che private (non essendo specificato nell'art. 184 comma e)).
Possono quindi le Ditte conferire come utenze non domestiche qualsiasi quantitativo di rifiuti proveniente da sfalcio o potatura ad un CdR comunale?
tizdecol il Mar Lug 26, 2016 9:49 am
a mio avviso l'ingresso dei rifiuti speciali non pericolosi in un Centro di Raccolta Comunale è subordinato all'assimilazione dei rifiuti in questione agli urbani per quantità e qualità attuata con apposito Regolamento Comunale ed a una conseguente Autorizzazione Comunale (che faccia riferimento al citato Regolamento) rilasciata alla ditta conferente. In assenza di questi presupposti, a mio avviso, i rifiuti in questione non possono entrare in CdR, stante la differenza tra "assimilabili" ed "assimilati".
tizdecol
Betta il Mar Lug 26, 2016 10:48 am
Il mio dubbio era appunto questo:
i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi quali giardini, parchi e aree cimiteriali sia provenienti da aree pubbliche che private sono sempre considerati rifiuti urbani (come da art. 184 comma e) oppure se li produce una ditta sono considerati speciali e quindi per essere conferiti in un Centro di Raccolta devono essere stati assimilati da delibera o regolamento comunale?
tizdecol il Mar Lug 26, 2016 1:01 pm
A mio avviso, se li produce una ditta sono considerati speciali e quindi per essere conferiti in un Centro di Raccolta devono essere stati assimilati da delibera o regolamento comunale e il Comune, in base a tale delibera o regolamento, rilascia alla ditta produttice una autorizzazione nella quale sono riportate (oltre al Cer) le quantità massime conferibili. Le quantità conferite devono essere ad ogni ingresso dichiarate dal produttore e/o verificate dal gestore Cdr e riportate su apposita modulistica allegata al DM 8 aprile 2008 e smi che rimane agli atti del Cdr e servirà per controllare la quantità massima conferibile autorizzata (sia essa giornaliera, settimanale,mensile o annuale in base all'autorizzazione)
Sfalci di potatura: speciali o urbani?
alessandro il Mer Set 27, 2017 6:21 pm
Riapro questo post - magari può servire anche ad altri - in quanto mi è capitato molto recentemente di 'scontrarmi' con la mia Regione per un impianto privato che ha intenzione di fare una messa in riserva di sfalci di potatura.
Ebbene, l'Ente ci ha detto chiaramente che ci avrebbe dato tale possibilità ma SOLO SE il Gestore Unico ci avesse dato una sorta di 'nulla osta' in quanto tali rifiuti vengono sempre e comunque considerati urbani.
In effetti l'art.184, comma 1, lettera e) non fa distinzione tra origine pubblica o privata ma presumendo che il frutto del taglio di siepi, alberature, ecc.. sia proveniente da attività artigianale, personalmente l'avevo considerata come definito dal comma 3, lettera d).
Per l'Ente, quindi, tale rifiuto ricade tra quelli in privativa; tra l'altro, non c'è all'interno del comune interessato, alcuna isola ecologica che lo accolga dalle ditte, ma solo dai privati.
Che ne pensate, anche in base alla vostra esperienza?
Aurora Brancia il Ven Set 29, 2017 11:27 am
Beh, poveretti, stavolta hanno un po' ragione: ma solo parzialmente.
Giuridicamente infatti, ci sarebbe differenza tra un Codice CER 20 02 01, riferito a sfalci e potature da aree verdi, quali giardini, parchi e un Codice CER 02 01 07 riferito a sfalci e potature provenienti da attività agricole e agro-industriali ovvero i generici rifiuti da silvicoltura. Tecnicamente è evidente che una potatura di ailanto ornamentale non ha alcuna differenza con un ailanto infestante cresciuto lungo una strada o una linea ferroviaria da recidere per la sicurezza dei trasporti o cresciuto come infestante "estraneo" in una macchia mediterranea delle quote di pianura, e lo stesso vale per tutte le "erbacce" decidue che guastano l'estetica di un giardino ovvero costituiscono materiale comburente che mette a rischio di incendi il patrimonio boschivo naturale quanto un terreno incolto da utilizzare tanto a fini agricoli quanto ad altri impieghi non primari.
Allora io suggerirei di far notare che PERO' ad oggi entrambi quei codici, qualora destinati a diventare "biomasse" ai sensi del DM 264/2016 cogente dalla fine di febbraio 2017 sono proprio dei "sottoprodotti", non già dei rifiuti ab origine.
Quindi, il tipo e modalità di istanza vanno "ripensati" a mio avviso in questo senso.
sempre con tutte le dovute attenzioni necessarie (necessarissime!) a che non si svegli nessuno un bel mattino che, ignaro di questo dato giuridico-normativo ben preciso- ricordi vagamente che una volta erano rifiuti