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Timestamp: 2018-01-18 12:09:43+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 47', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 4', 'art 11', 'art 13']

Il segreto bancario - 1prestito EmmePi Finanziamenti
Pubblicato il 26 dicembre 2017 da Max Pinzuti
Quale deve essere il limite alla tutela del segreto bancario?
Le banche e gli intermediari finanziari hanno l'obbligo di mantenere il riserbo su operazioni, sui conti e sulle posizioni dei singoli clienti.
Sin dal Medioevo era un uso costantemente osservato per garantire il massimo riserbo sui prestiti che i banchieri concedevano ai mercanti. Questo uso antichissimo ha assunto natura giuridica.
La Corte Costituzionale (con la sentenza n. 51 del 18 febbraio 1992 ) ha definito il segreto bancario come
“un dovere di riserbo cui sono tradizionalmente tenute le imprese bancarie in relazione alle operazioni, ai conti ed alle posizioni concernenti gli utenti dei servizi bancari erogati.
A tale dovere, tuttavia, non corrisponde nei singoli clienti una posizione giuridica soggettiva costituzionalmente protetta, poiché la sfera di riservatezza con la quale vengono tradizionalmente circondati i conti e le operazioni degli utenti dei servizi bancari è direttamente strumentale all’obiettivo della sicurezza e del buon andamento dei traffici commerciali”
ma anche l’art. 47 della Costituzione afferma che la nostra Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme ed è ovvio che la tutela non può che passare attraverso la riservatezza delle informazioni in possesso delle banche.
Se la banca ha l'obbligo di chiedere informazioni e notizie per svolgere l'attività di credito con la dovuta diligenza, esiste un obbligo giuridico al segreto su tali informazioni a prescindere dal consenso del cliente.
Ma questo segreto a cosa si ferma? Quali sono gli obblighi? Quale deve essere il limite alla tutela del segreto bancario?Quali sono gli interessi tutelati?
Il segreto bancario è alla base del concetto di fiducia tra Banca e cliente:
oltre al fatto che deve esistere un rispetto alla vita privata delle persone il cliente ha interesse a non far conoscere la sua esatta situazione finanziaria
la banca ha interesse a non far sapere la situazione finanziaria dei suoi clienti per non incorrere in rischi di carattere giuridico, economico e reputazionale.
Esistono naturalmente delle deroghe al segreto bancario ad esempio, in materia fiscale, o in materia di antiriciclaggio. La normativa antiriciclaggio prevede, ad esemipio, che la banca ha l'obbligo di segnalare alla autorità competente UIF le operazioni che possono configurarsi come riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Negli ultimi tempi si è molto parlato di poter conoscere gli importi dei debiti contratti da aziende importanti delle banche in crisi. Questo però non sarebbe possibile in quanto viola diritti e le libertà fondamentali e della dignità dell’interessato.
Anche se non esiste una normativa specifica sul SEGRETO BANCARIO esistono varie norme a cui si può fare riferimento:
Codice della privacy (decreto legislativo 30 giugno 2003,n. 196)
Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti (Deliberazione Garante privacy n. 8 del 16 novembre 2004)
Linee guida in materia di trattamento di dati personali della clientela in ambito bancario (Deliberazione Garante privacy n. 53 del 25 ottobre 2007)
gli obblighi indicati dal Codice della privacy sono:
fornire l’informativa
acquisire il consenso scritto al trattamento dei dati (nei limiti della informativa)
mantenere il riserbo sui dati trattati (salvo esoneri di legge)
I principi generali del Codice della privacy sono :
Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano;
art. 2: garantire che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali e della dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale ed alla protezione dei dati personali;
art. 3: principio di necessità: i sistemi informativi ed i software devono essere predisposti per ridurre al minimo l’utilizzazione di dati personali; è possibile utilizzare solo i dati necessari ;
art. 4: definizioni:
trattamento: qualunque operazione o complesso di operazioni effettuate anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca dati;
dati identificativi: i dati personali che permettono l’identificazione diretta di un soggetto;
dati sensibili: i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;
dati giudiziari : i dati personali idonei a rivelare provvedimenti in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o indagato;
titolare: la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali ed agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della sicurezza;
responsabile: la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti, dal titolare, al trattamento dei dati personali
art 11: dispone che il trattamento deve essere svolto secondo liceità e correttezza, per scopi determinati, espliciti e legittimi; i dati devono essere esatti e, se necessario, aggiornati, pertinenti, completi, non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono raccolti e trattati; conservati per un periodo strettamente necessario al perseguimento delle finalità stesse.
In assenza del consenso informato i dati non sono utilizzabili.
art 13: al momento della raccolta di dati personali occorre perciò fornire una specifica informativa ad ogni interessato, in relazione alle finalità per le quali i suoi dati vengono raccolti:
L’informativa standard evidenzia:
la fonte dei dati personali: le modalità con cui i dati personali in possesso della Banca vengono raccolti dalla stessa ovvero acquisiti presso terzi;
le finalità del trattamento cui sono destinati i dati e le modalità di trattamento dei dati;
l’obbligatorietà o meno del consenso;
le categorie dei soggetti ai quali i dati possono essere comunicati
i riferimenti del Titolare e del Responsabile
Il consenso : che deve essere dato liberamente, in forma specifica e per iscritto dopo che lo stesso interessato ha preso atto del contenuto dell’informativa
L'identificazione della clientela
L'identificazione della clientela avviene tramite un documento di riconoscimento e, a volte, facendo una fotocopia (specie nei confronti di chi non sia cliente o comunque sia non conosciuto dal personale della banca)– è un degli i istituti di credito posto da diverse norme e, soprattutto, da quelle in materia di riciclaggio:
le banche … sono tenute a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria ….
La comunicazione indebita di dati a terzi comporta gravi conseguenze sul piano della responsabilità civile e penale (artt. 15 e 167 del Codice)
Come anticipato ci sono alcune comunicazioni di dati che sono doverose in quanto richieste dalla legge e altre situazioni dove è possibile comunicare dati relativi senza violazioni della legge:
comunicazioni di informazioni personali per attuare la disciplina in materia di contrasto del riciclaggio
comunicazioni, per finalità di contrasto finanziario al terrorismo,
comunicazioni di informazioni personali per l'accertamento e la repressione di violazioni tributarie
comunicazioni nei confronti dell'autorità giudiziaria
comunicazioni di informazioni alla Centrale rischi della Banca d'Italia e al Servizio centralizzato di rilevazione dei rischi di importo contenuto (Cric) e alla Centrale d'allarme interbancaria
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