Source: http://www.adiconsum.it/aree_tematiche/index.php?pag=152
Timestamp: 2018-01-16 23:35:44+00:00
Document Index: 77782746

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 158', 'art. 20', 'art. 49', 'art. 51', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 1815', 'art. 6', 'art. 140']

03 febbraio 1971 COME OTTENERE SCONTI IN BOLLETTA COL NUOVO BONUS...
Stai attraversando una situazione di difficoltà economica? Tu o qualcuno della tua famiglia ha gravi problemi di salute ed ha bisogno di utilizzare apparecchiature elettromedicali che per funzionare consumano parecchia energia? Hai una famiglia numerosa e fatichi a pagare le bollette? Prosegui nella lettura perché potresti avere diritto al bonus sociale ossia ad uno sconto sulla tua bolletta di luce e gas.
I Bonus sociali energia sono stati introdotti dal Governo e resi operativi dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa energetica alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose.
Dal 1° gennaio 2017, l’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ha aumentato il Bonus di sconto per l’elettricità.
Chi può accedere al bonus luce e a quanto ammonta
Il Bonus luce può essere chiesto da famiglie svantaggiate, con disagio fisico o da famiglie numerose.
Il valore del Bonus varia a seconda della composizione del nucleo familiare e del livello di ISEE.
Dal 1° gennaio 2017, per quanto riguarda il numero dei componenti del nucleo familiare, il valore del Bonus equivale a:
· 112 euro per le famiglie con 1-2 componenti a carico
· 137 euro per le famiglie con 3-4 componenti a carico
· 164 euro per le famiglie con più di 4 componenti a carico.
Per quanto riguarda il livello massimo di ISEE per l’accesso al Bonus, che viene rivalutato ogni 3 anni dall'Autorità per l’energiain base all'andamento dei prezzi al consumo, esso varia a seconda del numero di figli:
· ISEE massimo di 8.107,5 euro nel caso di famiglie con meno di 4 figli
· ISEE massimo di 20.000 euro nel caso di famiglie con 4 e più figli a carico.
Altri criteri per il Bonus luce sono: la tariffa, che deve essere quella per cliente residente (solo per la fornitura a residenza anagrafica); la potenza impegnata di 3kW; il consumo pari a 2700 kWh/anno, servito in maggior tutela, al lordo degli oneri fiscali, nei 4 trimestri antecedenti l’aggiornamento del 1° gennaio 2017.
Chi può accedere al bonus gas e a quanto ammonta
Come il Bonus luce, il Bonus gas può essere chiesto solo da famiglie svantaggiate o famiglie numerose, mentre non è previsto per famiglie con componenti che hanno gravi problemi di salute.
Il valore del Bonus varia a seconda del tipo di fornitura (acqua calda+cottura; solo riscaldamento; acqua calda+cottura+riscaldamento), del livello di ISEE legato al numero dei componenti del nucleo familiare e della zona climatica:
per famiglie fino a 4 componenti, il valore del bonus è il seguente:
acqua calda sanitaria e/o uso cottura:
· 33 euro per tutte le zone climatiche (ricordiamo che il nostro Paese è suddiviso in 6 zone climatiche)
acqua calda sanitaria e/o uso cottura + riscaldamento:
· 80 euro zona climatica A e B
· 98 euro zona C
· 130 euro zona D
· 162 euro zona E
· 205 euro zona F
per famiglie con più di 4 componenti, il valore del bonus è il seguente:
· 53 euro per tutte le zone climatiche
· 111 euro zona climatica A e B
· 144 euro zona C
· 189 euro zona D
· 231 euro zona E
· 297 euro zona F.
Per quanto riguarda i livelli massimi di ISEE valgono quelli del Bonus elettrico:
Altri criteri per il Bonus gas sono: contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale (non quindi per chi utilizza il gas metano o il GPL nelle bombole) nell’abitazione di residenza.
Nel caso di cliente domestico con contratto diretto con la società venditrice del gas o che utilizza l’impianto condominiale ma è titolare di un contratto diretto, l’importo viene spalmato in bolletta in 12 mesi; nel caso di cliente che utilizza l’impianto condominiale, ma non ha un contratto diretto con l’azienda il Bonus sociale viene versato tramite bonifico domiciliato di Poste italiane. In questo caso lo sconto viene erogato in un’unica soluzione.
· Per disagio economico si ha diritto ad un solo bonus: o elettrico o del gas. Questo può eventualmente essere cumulato con il bonus elettrico per disagio fisico
· Le famiglie economicamente svantaggiate aventi diritto all’applicazione del Bonus per l’energia elettrica hanno diritto anche alla compensazione della spesa per il gas. Tale diritto è riconosciuto anche alle famiglie con almeno 4 figli a carico con un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 20.000 euro
· Il Bonus sociale luce e gas ha la durata di 1 anno.
Come e a chi richiedere il Bonus luce e gas
I moduli per la richiesta del Bonus vanno presentati al proprio Comune di residenza o ad altri soggetti dallo stesso abilitati (CAF, ecc.). I materiali sono disponibili sui siti www.autorita.energia.it o www.bonusenergia.anci.it.
I moduli possono essere trasmessi anche telematicamente.
· Modulo per Bonus sociale luce/gas per disagio economico
· Modulo per Bonus sociale luce/gas per famiglia numerosa
Modulo RS-rinnovo semplificato (se non ci sono state variazioni rispetto a precedenti richieste)
Modulo VR-variazione di residenza
ATTENZIONE: Per presentare la domanda serve:
· attestazione ISEE in corso di validità (data di scadenza non inferiore a 1-2 mesi).
02 febbraio 1971 BOLLETTE TELEFONICHE: ADICONSUM SI BATTE PER INFO...
Alzi la mano chi non ha ricevuto negli ultimi mesi un messaggio sul proprio telefonino o una comunicazione dalla propria compagnia telefonica sulla modifica della durata del contratto passata da mensile (ogni 30 giorni) a settimanale.
Un cambio di fatturazione che ha comportato non solo un aumento dei costi dell’8,6%, ma che ha anche configurato una pratica vessatoria nei confronti degli utenti nel caso in cui, non concordando sul cambio, intendessero recedere dal contratto in presenza di un vincolo di permanenza di un certo periodo con la stessa azienda (v. contratti della telefonia mobile che prevedono anche la fruizione di un telefono cellulare). Inoltre, sempre il cambio di fatturazione limita un altro diritto dei consumatori che è quello della libera scelta di acquisto, perché impedisce la comparazione delle tariffe applicate dalle varie aziende, rendendo più difficile scegliere quello più conveniente e adatto alle proprie esigenze.
E che dire dell’altra modifica, sempre unilaterale, apportata dagli operatori telefonici di consentire l’accesso ad informazioni gratuite come la conoscenza del proprio credito residuo solo attraverso servizi offerti tramite internet? Che ne è dei diritti di tutti gli altri utenti, come i non possessori di smartphone o di coloro che non hanno attivato il traffico dati, per lo più persone anziane che hanno comunque necessità di comunicare con i propri familiari e di sapere a quanto ammonta il proprio credito per poter effettuare una ricarica, o persone in viaggio in altri Paesi?
Contro tutte queste modifiche unilaterali, Adiconsum nazionale si è espressa chiaramente nel corso della Consultazione posta in essere dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) indirizzata alle Associazioni Consumatori, ai fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche e a tutti i soggetti interessati, per la modifica della Delibera 252/16/CONS “Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell’offerta dei servizi di comunicazione elettronica”.
Adiconsum per tutelare i diritti dei consumatori ha chiesto:
in merito alla cadenza delle fatturazioni:
· l’obbligatorietà della cadenza mensile per garantire ai consumatori di comparare le varie offerte, di conoscere con chiarezza i costi e i possibili aumenti
in merito all’accesso ad informazioni gratuite come il credito residuo:
· il diritto alla gratuità di accesso nelle prepagate dei cellulari attraverso un numero telefonico GRATUITO o un sms GRATUITO. Non va dimenticato infatti, che il 20% degli italiani non possiede uno smartphone, ma u semplice telefono cellulare.
Vi terremo informati sugli sviluppi di questi importanti temi.
Questo è quanto stiamo facendo sul fronte della normativa per aumentare la tutela dei diritti degli utenti telefonici, ma ci adoperiamo anche sul fronte dei servizi non richiesti nella telefonia fissa e mobile, quei servizi cioè inseriti nella fattura, senza che il consumatore abbia mai espresso uno specifico consenso alla loro attivazione, ma che vengono comunque conteggiati e fanno lievitare il costo della bolletta.
Per questo Adiconsum ha attivato una pagina facebook dedicata “Come ci succhiano i soldi dal telefonino” dove potete segnalare casi di servizi non richiesti che vi sono stati attribuiti.
Se ti ritrovi in una delle situazioni su menzionate, se sei già un nostro iscritto, rivolgiti al nostro Call Center chiamando il Numero Verde gratuito 800 89 41 91. Se non lo sei, puoi iscriverti a soli 5 euro tramite il nostro sito www.adiconsum.it nella sezione ISCRIVITI oppure tramite la nostra app Adiconsum Reclami 2.0
28 gennaio 1971 DIVIETO DI SOSTA E FERMATA NEGLI SPAZI RISERVATI...
argomento: Auto Elettriche/E-mobility
Se possiedi un’auto elettrica o sei un appassionato del settore, ti comunichiamo un’importante novità: dal 14 gennaio 2017, infatti, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il Decreto legge 257 del 16 dicembre 2016 dedicato alla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.
Perché è importante questo Decreto? Perché l'art. 17 del Decreto impone un'integrazione all'art. 158 del Codice della Strada, quello cioè che disciplina il divieto di fermata e sosta, inserendo al comma 1, il punto h-bis che sancisce il divieto di fermarsi e di sostare anche "negli spazi riservati alla fermata e alla sosta dei veicoli elettrici in ricarica”.
Questa è la prima norma che rispetta, finalmente, il diritto al rifornimento dei cittadini utilizzatori di veicoli elettrici che ogni giorno faticano a ricaricare il proprio veicolo perché, spessissimo, viene impedito loro l'accesso ai punti ricarica da parte di una macchina termica parcheggiata.
Il decreto stabilisce anche che la sanzione per la violazione del divieto di fermata/sosta parte da un minimo di 85 euro.
Se sei un utente di auto elettrica, ti invitiamo a segnalarci casi di violazione, utilizzando gli strumenti che ti abbiamo messo a disposizione:
· via facebook grazie alle pagine Adiconsum nazionale e Consumatori di macchine elettriche/E-mobility
· attraverso il Call Center, se sei un iscritto Adiconsum, chiamando il Numero Verde 800 89 41 91
· attraverso le nostre sedi territoriali.
28 gennaio 1971 MULTE: AUMENTANO, MA SOLO DELLO 0,1%
Quest’anno il consueto adeguamento biennale all’inflazione degli importi delle multe elevate per violazione del Codice della Strada peserà solo per lo 0,1%. Pertanto gli effetti si faranno sentire solo sulle sanzioni da 500 euro in su con aumenti pari ad 1-2 euro.
· presenza di anti autovelox a bordo dell’auto: da 808 a 809 euro
· contraffazione, alterazione o illeggibilità del numero di telaio o della targhetta del costruttore: da 2.671 a 2.674 euro
· guida di un veicolo sospeso dalla circolazione: da 1.957 a 1.959 euro
· eccesso di velocità da 41 a 60 km/h : da 531 a 532 euro
· eccesso di velocità per più di 60 km/h: da 828 a 829 euro
· inversione di marcia in autostrada: da 2.004 a 2.006 euro
· contromano in autostrada: da 2.004 a 2.006 euro
· ebbrezza lieve: da 531 a 532 euro
· ebbrezza lieva, ma causando incidente: da 1.062 a 1.063 euro
· circolazione senza Rc auto o con polizza falsa: da 848 a 849 euro
· violazione del fermo amministrativo della macchina: da 776 a 777 euro
Se hai ricevuto una multa ingiusta e vuoi contestarla, se sei un iscritto ad Adiconsum, rivolgiti per assistenza tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18 al nostro Call Center chiamando il Numero Verde 800 89 41 91. Se ancora non ti sei iscritto, puoi farlo online a soli 5 euro tramite il nostro sito o la app “Adiconsum Reclami 2.0”.
27 gennaio 1971 ADICONSUM FA SANZIONARE ENEGAN S.P.A.
Sono davvero recenti le pratiche commerciali scorrette segnalate dall’Adiconsum di Oristano all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti della società di energia ENEGAN S.p.A.. Esse, infatti, si riferiscono alle pratiche adottate nei confronti dei consumatori nel periodo aprile 2015 – novembre 2016.
Come nei casi relativi ad altre società di energia, anche nel caso di ENEGAN le pratiche commerciali scorrette hanno riguardato attivazioni di fornitura di luce e gas senza che il consumatore avesse ma manifestato il proprio consenso al nuovo contratto né al telefono né a seguito di visite a domicilio degli agenti incaricati dalla società e nella pretesa del pagamento delle bollette comunque emesse nonostante il consumatore avesse invece esercitato il diritto di recesso.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato che i comportamenti posti in essere dalla ENEGAN hanno violato i seguenti articoli del Codice del Consumo: artt. 20, 24, 25, 26, lettera f), 66-quinquies, 49, comma 1, lettera h), 51, comma 6, e 52.
La sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti della ENEGAN è stata di 280.000 euro.
Se anche tu ricevi una bolletta di un’azienda con cui non hai sottoscritto un contratto, se sei iscritto ad Adiconsum, segnala subito l’accaduto al Call Center, chiamando il Numero Verde 800 89 41 91 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18. Se non sei iscritto, puoi iscriverti online a soli 5 euro dal nostro sito www.adiconsum.it o attraverso la nostra app Adiconsum Reclami 2.0
27 gennaio 1971 ADICONSUM A FIANCO DEI RISPARMIATORI DEL FONDO...
Dopo mesi di lavoro e di incontri, è stato conseguito, grazie anche all’operato di Adiconsum, un risultato unico nel panorama del risparmio gestito: il recupero del capitale netto investito dai risparmiatori che acquistarono nel 2003 quote del Fondo Immobiliare Invest Real Security (IRS) nato su iniziativa di Poste Italiane.
Il valore delle quote era di 2.500 euro. Alla data di scadenza del Fondo fissato al 31 dicembre 2016, i risparmiatori ancora in possesso delle quote si sono visti liquidare il loro valore in 390 euro, con una significativa perdita.
Grazie al lavoro fatto, i risparmiatori recupereranno il captale netto in vestito secondo il seguente piano, che sarà operativo da aprile 2017
1. per chi ha compiuto 80 anni al 31 dicembre 2016, l’accredito di quanto dovuto avverrà direttamente sul conto corrente
2. per tutti gli altri il versamento del capitale avverrà attraverso la sottoscrizione di una Polizza Vita Ramo I, ideata ad hoc e senza alcuna spesa, in cui versare le somme liquidate dal fondo. Alla polizza, della durata di 5 anni, Poste aggiunge un contributo integrativo per il recupero di tutto il capitale originariamente investito nel fondo IRS.
L’altra buona notizia per i risparmiatori è che Adiconsum ha posto la necessità a Poste italiane di istituire la procedura di conciliazione volta a far ottenere il recupero del capitale in contante anche a quei risparmiatori che versano in particolari condizioni di disagio economico sulla base di criteri da condividere congiuntamente per definire l’accesso o meno a tale opportunità quali: la perdita del posto di lavoro o la fine della cassa integrazione, la presenza di persone autosufficienti, il reddito ISEE, ecc.. e Poste si è dimostrata disponibile alla sua istituzione.
Se sei un risparmiatore in possesso di quote del Fondo IRS contatta le sedi territoriali Adiconsum per ricevere assistenza
26 gennaio 1971 ADICONSUM FA SANZIONARE ESTRA ENERGIE S.R.L. ED...
Un’altra vittoria di Adiconsum nei confronti di una società di energia elettrica e gas che ha adottato pratiche commercial scorrette nei confronti dei consumatori.
Stavolta l’azienda “incriminata” è ESTRA ENERGIE S.R.L. ed ESTRA ELETRICITÀ S.P.A. che riteneva conclusi contratti ed attivazione di forniture di energia elettrica e gas senza aver acquisito il consenso a procedere del consumatore, senza essere in possesso di un contratto sottoscritto dall’utente e in presenza invece in alcuni contratti con apposte firme false o con firme di persone non delegate dall’intestatario della fornitura di energia.
Le condotte commerciali scorrette, che sono state segnalate da Adiconsum Oristano e Adiconsum Veneto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, si riferiscono al periodo dicembre 2014 – agosto 2016.
I consumatori rivoltisi alle nostre sedi di Oristano e del Veneto sono venuti a conoscenza dell’attivazione della fornitura della luce/gas con la ESTRA per aver ricevuto una lettera di benvenuto o una lettera di risposta ad una proposta di adesione del consumatore ad un’offerta fatta dalla ESTRA. Proposta di adesione del consumatore che invece si scopriva non essere mai stata formulata.
Come per altre società, anche l’ESTRA si è avvalsa, per acquisire nuovi clienti, di agenti che utilizzavano canali di vendita telefonica (teleselling) e porta a porta, omettendo o fornendo informazioni ingannevoli sia in merito all’identità della società stessa che alle caratteristiche dell’offerta, in alcuni casi anche in assenza di contatto telefonico e di visite al domicilio. Molte attivazioni non richieste sono state adottate nei confronti di persone anziane, anche ultraottantenni.
ESTRA ha preteso il pagamento della fornitura anche dopo il reclamo del consumatore che contestava l’attivazione della fornitura.
La società è stata quindi sanzionata per aver violato l’art. 20, comma 2, e gli artt. 24, 25, 26, lettera f), e il 166 quinquies del Codice del Consumo, nonché l’art. 49, comma 1, lettera h), l’art. 51, commi 6 e 7 e l’art. 52 del Codice del consumo, per un importo di 500.000 euro.
26 gennaio 1971 CANONE TV, OCCHIO ALLE SCADENZE DEL 31/01/2017:...
Si avvicina la data del 31 gennaio entro cui se non possiedi la tv oppure la possiedi, ma non hai un contratto elettrico di tipo domestico residenziale, devi provvedere a produrre rispettivamente la Dichiarazione sostitutiva di non detenzione o il versamento del canone comunque dovuto.
SE NON HAI LA TV
Se non possiedi un televisore non sei tenuto al pagamento del canone, ma per non pagarlo devi compilare il modulo predisposto dall’Agenzia delle Entrate “Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato” - Quadro A – Dichiarazione sostitutiva di non detenzione.
In caso di non possesso dell’apparecchio e quindi di non pagamento del canone per l’intero anno, avrai tempo per presentare la Dichiarazione dal 1° luglio dell’anno precedente fino al 31 gennaio dell’anno di riferimento:
· se la presenterai entro il 31 gennaio 2017, potrai usufruire dell’esenzione per il pagamento dell’intero canone dovuto per il 2017, ossia 90 euro
· se invece la presenterai dal 1° febbraio fino al 30 giugno, dovrai pagare il canone semestrale di 45,94 euro valido per il periodo gennaio-giugno 2017, ma non sarai tenuto al pagamento del secondo semestre da luglio a dicembre 2017.
IMPORTANTE: COME INVIARE LA DICHIARAZIONE DI NON POSSESSO
La Dichiarazione va inviata per via telematica all’Agenzia delle Entrate, utilizzando le credenziali di accesso al servizio di assistenza Fisconline oppure attraverso i soggetti abilitati come i Centri di assistenza fiscale (CAF) e i professionisti oppure via posta con plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino
PER L’INVIO TELEMATICO TI RACCOMANDIAMO DI UTILIZZARE SOLO IL SITO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE E DI NON UTILIZZARE SITI CONTRAFFATTI NON AUTORIZZATI CHE RICHIEDONO INFORMAZIONI E CARTE DI PAGAMENTO. L’INVIO TELEMATICO ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE NON PREVEDE ALCUN COSTO.
SE HAI LA TV, MA NON HAI UN CONTRATTO ELETTRICO “DOMESTICO RESIDENZIALE”
Se appartieni a questa tipologia di utente sarai tenuto al pagamento del canone e poiché non avendo un contratto non ti potrà essere addebitato in bolletta, dovrai versarlo utilizzando il modello F24.
Sono 3 le possibilità di scelta che hai per pagare il canone:
· in un’unica soluzione annuale (90 euro) entro il 31 gennaio
· a semestre: 45,94 euro entro il 31 gennaio e 45,94 euro entro il 31 luglio
· a trimestre: 23,93 euro entro il 31 gennaio, 23,93 entro il 30 aprile, 23,94 entro il 31 luglio e 23,93 entro il 31 ottobre.
Per maggiori info, Adiconsum, nell’ambito del progetto TiVuoINFOrmare, ha messo a disposizione dei consumatori:
· il numero telefonico 06 44170234 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13
· la mail: tivuoinformare@adiconsum.it
25 gennaio 1971 ADICONSUM FA SANZIONARE IREN MERCATO S.p.A.
Un’importante vittoria quella ottenuta da Adiconsum Oristano e Adiconsum Lucca nei confronti della società di energia elettrica IREN Mercato S.p.A..
Si è concluso, infatti, il procedimento avviato dall’Autorità Garante della concorrenza ed il mercato, grazie alle segnalazioni di Adiconsum Oristano e Adiconsum Lucca.
Nell’attività di sportello svolta dalle nostre sedi di Oristano e di Lucca, avevamo segnalato all’Antitrust le pratiche poste in essere dalla società IREN. In pratica i consumatori segnalavano ad Adiconsum di ricevere bollette dall’azienda senza però aver mai dato alcun consenso all’attivazione della fornitura né per iscritto né per telefono e senza aver mai firmato alcunché. Anzi su alcuni contratti è stata accertata anche l’apposizione di firme false. La società riteneva conclusi tali contratti e attivava la fornitura richiedendone poi il pagamento agli ignari consumatori.
Dal 13 giugno 2014, la IREN si avvale di operatori che propongono i servizi di fornitura utilizzando il metodo del teleselling (telefonate commerciali) e delle vendite porta a porta con visite a domicilio dei possibili utenti, tralasciando di fornire alcune informazioni importanti quali: l’identità del professionista, lo scopo della visita o della telefonata, il vincolo che sarebbe derivata dall’eventuale sottoscrizione della proposta, le caratteristiche e i costi dell’offerta. Anche in questi casi, la IREN riteneva conclusi i contratti, senza fornire alcun supporto durevole della registrazione telefonica contenente la conferma del contratto né recapitare il contratto, permettendo al consumatore di prenderne visione ed eventualmente esercitare il diritto di ripensamento.
L’Autorità, al termine dell’istruttoria, ha dato ragione ad Adiconsum Sardegna e Lucca, riconoscendo che IREN ha adottato nei confronti dei consumatori pratiche commerciali scorrette violando gli artt. 20, comma 2, 24, 25 26, lettera f) e 66-quinquies del Codice del consumo, nonché l’art. 51, comma 6 del Codice del consumo.
La sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è in totale di 830.000 euro.
24 gennaio 1971 ADICONSUM SCENDE IN CAMPO PER TUTELARE AZIONISTI...
75.000 per Veneto Banca e ben 94.000 per Banca Popolare di Vicenza, questo il numero degli azionisti che riceveranno nei prossimi giorni le proposte risarcitorie di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Proposte che Adiconsum nazionale e Adiconsum Veneto ritengono insoddisfacenti. Si tratta di un rimborso del 15% sulla perdita subita per gli azionisti di Veneto Banca e di 9 euro ad azione per quelli di BPVI. L’accettazione di tali proposte comporterà la rinuncia da parte degli azionisti ad intentare qualsiasi causa legale nei confronti degli istituti bancari in oggetto. Gli azionisti di Veneto Banca avranno tempo fino al 15 marzo 2017 per aderire o meno; quelli di BPVI fino al 22 marzo.
Adiconsum ritiene che la proposta delle due banche non sia né congrua né giusta per gli esigui importi, per la mancanza di diversificazione delle varie situazioni degli azionisti e anche perché nulla viene detto in merito ai comportamenti adottati dalle banche.
I consumatori che si sono rivolti ad Adiconsum hanno già fatto sapere che tali proposte non sono soddisfacenti.
Adiconsum rimane disponibile nel caso i due istituti accolgano la richiesta di aprire un protocollo di conciliazione per trattare i casi economicamente più svantaggiati.
Adiconsum invita i consumatori, non appena riceveranno le ricevute, di contattare la sede territoriale Adiconsum più vicina per valutare insieme il da farsi
23 gennaio 1971 AGEVOLAZIONI PER PRESTAZIONI SOCALI 2017: RINNOVA...
Pensi di avere diritto o vuoi comunque provare ad accedere alle agevolazioni per il trasporto pubblico o il bonus libri per i tuoi figli, ma non sai come fare?
Innanzitutto devi partire dalla DSU, la Dichiarazione sostitutiva Unica, per arrivare poi all’attestazione ISEE che dovrai presentare per poter usufruire delle agevolazioni.
Di quale agevolazioni stiamo parlando? Si tratta di prestazioni sociali o di servizi di pubblica utilità come:
· i trasporti pubblici
· l’iscrizione all’asilo nido
· le tasse scolastiche ed universitarie
· gli assegni sociali
· il bonus libri
· la social card.
Che cos’è la DSU
La Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) è un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del tuo nucleo familiare. Alcuni dei dati da inserire li puoi autodichiarare, ma ricordati che ti assumi la responsabilità, anche penale, di quanto dichiari.
A chi devi presentare la DSU?
La DSU ha validità dal momento della presentazione sino al 15 gennaio dell’anno successivo. Quindi, tanto per fare un esempio, il vecchio ISEE (ad es. quello del 2016) ha validità di 2 mesi dal momento della presentazione della nuova DSU. Inoltre la DSU può essere presentata in ogni momento dell’anno.
Esistono più tipi di ISEE a seconda del tipo di prestazione sociale agevolata.
· ISEE standard: vale per la generalità delle prestazioni sociali agevolate, . Per ottenerla basta compilare una DSU MINI che contiene i principali dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare
Per altre prestazioni è possibile calcolare ISEE più specifici, quali:
· ISEE “socio sanitario”
· ISEE “Università”
· ISEE “Minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi”.
L’ISEE è dato dal rapporto l’indicatore della situazione economica (ISE) e il parametro che si ottiene da una Scala di Equivalenza a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare.
18 gennaio 1971 ADICONSUM GROSSETO CONTRO CONTRAFFAZIONE E...
Attività di raccolta di segnalazioni dell’abusivismo commerciale e di vendita di prodotti contraffatti, nonché campagne di informazione e di sensibilizzazione ai consumatori sui rischi e danni all’economia derivanti da questi fenomeni.
Questo il contenuto del protocollo d’intesa sottoscritto da Adiconsum Grosseto con il Comune di Grosseto, Ance Grosseto, Ascom Confcommercio, CNA Grosseto, Confartigianato Imprese Grosseto e altre associazioni, per far fronte al fenomeno dell’abusivismo imprenditoriale, artigianale e commerciale nelle varie attività dall’edilizia all’impiantistica, dal giardinaggio alla meccanica, ai servizi alla persona.
Il protocollo si è reso necessario per le continue e pressanti richieste da parte degli imprenditori regolari, ma anche dei cittadini che segnalano attività esercitate abusivamente, senza iscrizione alle Camere di commercio, senza i requisiti di legge necessari e la documentazione fiscale regolare. Abusivismo che si accompagna a vendita di merce contraffatta, ma anche a servizi alla persona quali centri estetici o parrucchieri che operano senza il rispetto dei requisiti professionali e igoenico-sanitari, e così pure i servizi relativi di impiantistica, giardinaggio, ecc..
Usufruire di tali servizi da personale senza le adeguate conoscenze professionali, la necessaria formazione in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro e il rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie, può arrecare gravi danni alla salute, alla propria incolumità e a quella di terzi.
Adiconsum Grosseto si attiverà in coordinamento col Comune e le altre Associazioni per svolgere un’efficace azione informativa di sensibilizzazione e di informazione ai consumatori evidenziando che l’acquisto di merce contraffatta, l’acquisto in luoghi non idonei e da persone non autorizzate non fa che contribuire alla diffusione della concorrenza sleale, del mercato nero e dell’evasione fiscale
17 gennaio 1971 ADICONSUM LECCE FA VINCERE RICORSO A CONSUMATORE...
Ancora oggi molti prestiti, finanziamenti e cessioni del quinto concessi soprattutto prima del 2010 non sono proprio trasparenti e in linea con le disposizioni della Banca d’Italia. È il caso del sig. Giulio (lo chiameremo così per motivi di privacy), iscritto all’Adiconsum di Lecce, che aveva sottoscritto un contratto di finanziamento rimborsabile mediante cessione pro solvendo di quote del proprio trattamento pensionistico nel 2009 con Unicredit. Il sig. Giulio, rivoltosi all’Adiconsum di Lecce, lamentava l’eccessiva onerosità del finanziamento e, assistito dalla sede territoriale presentava prima un reclamo alla banca, rivelatosi però insoddisfacente, e poi ricorreva all’Arbitro Bancario Finanziario.
Il finanziamento del sig. Giulio, infatti, a conti fatti, considerati gli oneri assicurativi, indicherebbe un TAEG pari al 28,99% non in linea con quanto riportato nel contratto. Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2010 il finanziamento sarebbe da considerarsi illegittimo poiché il TEG, comprensivo dei costi assicurativi, si troverebbe al di sopra della soglia usura.
Adiconsum chiedeva, pertanto, la rideterminazione degli interessi e la restituzione delle somme indebitamente percepite sulla base del piano di ammortamento originario.
L’Arbitro Bancario Finanziario ha ritenuto corrette le ragioni sostenute da Adiconsum reputando il ricorso “… meritevole di parziale accoglimento nei termini di seguito precisati. Invero, a partire dal 1° gennaio 2010, l’applicazione dei nuovi criteri di computo impone di far riferimento al TAEG. e non più al TEG, includendo anche i costi assicurativi nel parametro. Risulta al riguardo, dalla successive evoluzione del tasso soglia che, nel corso del rapporto, il tasso convenzionale ha superato la soglia di riferimento come via via determinata in tutti i i successivi trimestri. Atteso che la successiva rideterminazione del tasso soglia non consente l’applicazione della disciplina di cui all’art. 1815 cod. civ. – con la grave sanziona disposta nel relativo comma 2 – ne consegue, in conformità con gli orientamenti già assunti da questo Arbitro (cfr. Collegio Roma, dec. n. 174/2013; Collegio di Napoli, decisione n. 4012/2013; 2602/2014; in generale, sulla c.d. “usura sopravvenuta”, cfr. Collegio di coordinamento, dec. n. 77/2014 e Collegio di Napoli, dec. n. 1796/2013), la necessità di provvedere al ricalcolo degli interessi convenzionalmente pattuiti, in modo da ricondurli entro la soglia via via vigente nel corso del rapporto, non essendo comunque ammissibile che la cliente sia tenuta a versare gli interessi in una misura che, al momento in cui essi devono essere corrisposti, è comunque considerata in termini di antigiuridicità nell’ordinamento.
Unicredit dovrà quindi provvedere al ricalcolo degli interessi, facendo riferimento prima al TAEG (dal 1° gennaio 2010 in avanti), in modo tale da garantire che il tasso applicato si collochi sempre all’interno della soglia antiusura via via vigente, retrocedendo quindi al cliente le somme pagate in eccesso e pertanto accerta il diritto del ricorrente al ricalcolo degli interessi nei sensi di cui in motivazione.
IMPORTANTE: Questo è uno dei tanti modi in cui possiamo esserti d’aiuto. Se hai dubbi sulle spese a te addebitate dalla banca, se sei già iscritto ad Adiconsum chiama il Call Center al Numero Verde 800 89 41 91 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18. Se il tuo caos necessita di un approfondimento, ti metteremo in contatto con la sede Adiconsum più vicina. Se non ti sei ancora iscritto, puoi farlo online a soli 5 euro tramite il nostro sito internet www.adiconsum.it o la nostra app Adiconsum Reclami 2.0
16 gennaio 1971 CROCIERA DI NATALE: ADICONSUM SI ATTIVA PER...
argomento: viaggi-vacanze
Non è stato un bel rientro a Roma quello che ha coinvolto circa 80 italiani che hanno partecipato alla crociera di Natale e Capodanno realizzata da Costa Crociere nell'Oceano Indiano.
SE ANCHE TU SEI TRA COLORO CHE HANNO VISSUTO QUESTA BRUTTA DISAVVENTURA, RIVOLGITI SENZA INDUGIO ALLA SEDE TERRITORIALE Adiconsum PIÙ VICINA. TI AIUTEREMO A PRESENTARE IL RECLAMO E NELL’OTTENERE IL GIUSTO RISARCIMENTO
08 gennaio 1971 ANTITRUST SANZIONA DUE IMPRESE DI AUTONOLEGGIO
argomento: auto / moto
Adottavano condotte riconosciute come “aggressive” dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato, in violazione degli artt. 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo e per questo sono state sanzionate le due imprese low cost di autonoleggio: per 2 milioni di euro la “Goldcar” e per 1,6 milioni di euro la “Firefly” (low cost della Hertz).
Al momento del ritiro della vettura prenotata online, le due società “proponevano” al consumatore l’acquisto di servizi accessori presentati come servizi assicurativi o per limitare eventuali responsabilità del consumatore in caso di danni.
In cambio dell’acquisto di tali servizi, le società promettevano una riduzione significativa del deposito cauzionale. In alcuni casi, infatti, il deposito richiesto esauriva o superava addirittura la disponibilità della carta di credito del consumatore, inducendolo quindi ad acquistare tali servizi accessori.
L’Autorità ha riscontrato anche una seconda pratica commerciale scorretta nei confronti di entrambe le imprese: la Goldcar forniva informazioni poco chiare in merito alla sua polizza carburante “Flex fuel”; la Firefly invece ometteva di fornire sul proprio sito web informazioni relative ai criteri per la stima del danno.
Il provvedimento PS10214 nei confronti della Goldcar è stato pubblicato nel Bollettino dell’Autorità n. 46 del 27 dicembre 2016; quello nei confronti della FireFly (PS9877) è stato pubblicato nel Bollettino n. 47 del 2 gennaio 2017.
Se hai noleggiato un’auto e ti accorgi che l’impresa di autonoleggio a cui ti sei rivolto non si stia comportando correttamente, perché omette o ti impone spese aggiuntive rispetto al prezzo pattuito nel corso della prenotazione, se sei iscritto ad Adiconsum contatta subito per ricevere una Prima Assistenza Telefonica il Call Center al Numero Verde 800 89 41 91 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18. Se non sei iscritto, puoi farlo al costo di soli 5 euro online attraverso il nostro sito web www.adiconsum.it o la nostra app Adiconsum Reclami 2.0
07 gennaio 1971 MILLEPROROGHE 2017: PIÙ TEMPO PER INSTALLARE...
Ancora 6 mesi per far installare sui propri termosifoni CONDOMINIALI le termovalvole ed i contabilizzatori di calore come previsto dal decreto legislativo 102/2014. Lo ha stabilito il decreto Milleproroghe valido per il 2017, cioè il decreto-legge n. 244, approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2016 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2016 con entrata in vigore dal 30 dicembre stesso. Il decreto sarà poi sottoposto all’esame di Camera e Senato per la sua conversione in legge. Il Milleproroghe viene promulgato ogni anno allo scadere dell’anno. Contiene tutta una serie di proroghe di termini in scadenza, senza le quali lo Stato non potrebbe proseguire la sua azione amministrativa con efficienza ed efficacia.
In particolare, il Milleproroghe 2017, all’art. 6, comma 10, ha rinviato il termine per l’installazione delle termovalvole e dei contabilizzatori di calore al 30 giugno 2017.
L’installazione delle termovalvole e dei contabilizzatori deriva dall’attuazione della Direttiva europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica e sul contenimento dei consumi.
Come funzionano termovalvole e contabilizzatori
· Le termovalvole regolano automaticamente lo "spegnimento" del termosifone, quando questo ha raggiunto una temperatura desiderata, che va da 0 a 5. La termovalvola o contatore di fornitura di calore viene installato in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o al punto di fornitura
· I contabilizzatori sono dei contatoti individuali. Essi, applicati a ciascun calorifero, permettono, di calcolare esattamente i propri consumi energetici
Ad integrazione del Decreto legislativo 102/2014 è stato poi emesso il decreto legislativo n. 141 del 18 luglio 2016 nel quale è stato reso noto l’ammontare delle sanzioni per chi non ottempera all’installazione delle termovalvole e dei contabilizzatori. Le sanzioni variano da 500 a 2.500 euro.
IMPORTANTE: L’obbligo non riguarda i termosifoni serviti dalle caldaiette autonome!
06 gennaio 1971 ADICONSUM SARDEGNA AVVIA AZIONE INIBITORIA CONTRO...
Adiconsum Sardegna ha iniziato una nuova fase nella sua battaglia contro Abbanoa S.p.A., il gestore unico del Servizio Idrico Integrato dell’Autorità d’ambito della Sardegna (ATO) ed in particolare nei riguardi della richiesta ai consumatori sardi del pagamento dei conguagli “regolatori”. Ma che cosa sono i conguagli regolatori?
I conguagli regolatori sono una componente della tariffa che spetta al Gestore e che riguarda costi sostenuti in passato. Abbanoa ritiene che tali costi debbano essere richiesti ai consumatori e pertanto ritiene legittima la loro richiesta. D’altro avviso è Adiconsum Sardegna che invece ritiene tale richiesta un ingiusto balzello che va a caricarsi sulle spalle dei consumatori che nulla hanno a che vedere con le precedenti gestioni e con gli annessi sprechi.
Dopo mesi di proteste, di assemblee cittadine tenutesi in quasi ogni comune della regione, e di ben due diffide nei confronti di Abbanoa perché annullasse la richiesta del balzello, la vicenda prende ora la strada della giustizia ordinaria.
Il Codice del Consumo, infatti, pone in capo alle associazioni dei consumatori il potere/dovere di chiedere al Giudice di inibire comportamenti delle aziende ritenuti scorretti, aggressivi e ingannevoli, lesivi degli diritti e degli interessi dei consumatori. Il tutto previa diffida a porre fine a questi comportamenti.
Come previsto dalle procedure, Adiconsum Sardegna ha, quindi, provveduto a notificare alla controparte (ABBANOA) l'atto di citazione in giudizio.
La causa inibitoria, ex art. 140 del Codice del Consumo (D.Lgs n. 206/2005), promossa da ADICONSUM davanti al Tribunale di Nuoro, è stata regolarmente iscritta al n. 1660/206 del RG e assegnata, in questa prima fase, al Giudice Dott.ssa Francesca Lucchesi.
Saranno i giudici a decidere se ha ragione ADICONSUM a ritenere la pretesa del tutto infondata, profondamente ingiusta e giuridicamente non corretta o, viceversa, a ritenere legittimo l'agire del Gestore idrico.
Se anche a te sono stati richiesti balzelli ingiustificati, iscrivendoti ad Adiconsum, potrai ricevere una Prima Assistenza Telefonica al tuo problema chiamando il Call Center al Numero Verde 800 89 41 91, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18, e, nel caso venire indirizzato per un’assistenza più approfondita alla sede territoriale Adiconsum più vicina a te.
05 gennaio 1971 ANTITRUST SANZIONA VODAFONE PER 1 MILIONE DI EURO
Un’altra sanzione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato ad un’azienda telefonica. Stavolta è la volta di Vodafone.
Le pratiche commerciali ritenute scorrette sono quelle adottate dall’azienda a seguito della riduzione del periodo di rinnovo delle offerte di servizi passato da 30 a 28 giorni.
Tali pratiche sono state condotte a danno sia degli utenti titolari del servizio voce e/o dati di telefonia mobile ricaricabile o in abbonamento abbinato alla vendita a rate di prodotti come tablet, smartphone, internet key, ecc. che degli utenti titolari di un abbonamento di telefonia fissa per le offerte realizzate dal 13 marzo al 27 maggio 2016.
Le pratiche sono state poste in essere nei confronti di quegli utenti che hanno esercitato il diritto di recesso. Nel caso degli utenti della telefonia mobile, l’azienda ha addebitato al consumatore in un’unica soluzione il saldo delle rate residue del prodotto (tablet, smartphone, internet key, ecc.) e/o l’importo per il recesso anticipato; nel caso degli utenti della telefonia fissa che avevano aderito all’offerta di rateizzare il costo di attivazione, ha addebitato in un’unica soluzione il saldo delle rate residue di tale costo.
Le pratiche commerciali adottate da Vodafone hanno violato gli articoli 20 (divieto di pratiche commerciali scorrette), 24 (divieto di pratiche commerciali aggressive) e 25 (divieto di ricorso a molestie coercizione o indebito condizionamento) del Codice del Consumo. La sanzione irrogata dall’Autorità, tenuto conto del fatturato dell’azienda, è di 1.000.000 di euro (500.000 euro per ciascuna pratica commerciale scorretta).
IMPORTANTE: per ricevere assistenza nei confronti di tali pratiche commerciali scorrette, se sei già iscritto ad Adiconsum chiama il Call Center al Numero Verde gratuito 800 89 41 91 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18. Se non sei ancora iscritto ad Adiconsum puoi farlo online a soli 5 euro attraverso il nostro sito www.adiconsum.it o la nostra app Adiconsum Reclami 2.0
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