Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_amministrazione_sostegno/411
Timestamp: 2019-02-17 13:36:21+00:00
Document Index: 5715387

Matched Legal Cases: ['art. 720', 'art. 411', 'art. 739', 'art. 358', 'art. 411', 'art. 591', 'art. 777', 'art. 411', 'art. 777']

I. Si applicano all'amministratore di sostegno, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 349 a 353 e da 374 a 388. I provvedimenti di cui agli articoli 375 e 376 sono emessi dal giudice tutelare.
II. All'amministratore di sostegno si applicano altresì, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779.
III. Sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell'amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente.
IV. Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l'amministratore di sostegno, o successivamente, può disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze, previsti da disposizioni di legge per l'interdetto o l'inabilitato, si estendano al beneficiario dell'amministrazione di sostegno, avuto riguardo all'interesse del medesimo ed a quello tutelato dalle predette disposizioni. Il provvedimento è assunto con decreto motivato a seguito di ricorso che può essere presentato anche dal beneficiario direttamente.
In tema di amministrazione di sostegno, occorre distinguere tra i provvedimenti di apertura e chiusura della procedura, assimilabili per loro natura alle sentenze emesse nei procedimenti d’interdizione ed inabilitazione, e quelli riguardanti le modalità di attuazione della tutela e la concreta gestione del patrimonio del beneficiario, circoscrivendo ai primi, aventi carattere decisorio ed idonei ad acquistare efficacia di giudicato, sia pure rebus sic stantibus, l’applicabilità dell’art. 720-bis cod. proc. civ., che ne prevede l’impugnabilità dinanzi alla corte d’appello, e riconoscendo agli altri, sempre modificabili e revocabili in base ad una rinnovata valutazione degli elementi acquisiti, una portata meramente ordinatoria ed amministrativa, che ne consente l’inquadramento negli artt. 374 e ss. cod. civ., richiamati dall’art. 411 cod. civ., con la conseguente proponibilità del reclamo dinanzi al tribunale in composizione collegiale, ai sensi dell’art. 739 cod. proc. civ. Alla seconda categoria di provvedimenti vanno ricondotti anche quelli di designazione, revoca e sostituzione dell’amministratore, in quanto non incidenti sullo status o su diritti fondamentali del beneficiario della tutela, ma volti esclusivamente ad individuare il soggetto cui è demandata in concreto la cura della sua persona e dei suoi interessi; nessun rilievo può assumere, in proposito, l’eventualità che tale individuazione abbia luogo contestualmente all’apertura della procedura e con il medesimo provvedimento, dovendosi in tal caso distinguere, nell’ambito di quest’ultimo, le determinazioni adottate dal giudice tutelare in ordine rispettivamente alle ragioni che giustificano il riconoscimento della tutela e alla scelta delle modalità di attuazione della stessa, assoggettate a differenti regimi con riguardo sia alla individuazione del giudice competente per il reclamo che alla proponibilità del ricorso per cassazione avverso la decisione di quest’ultimo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 12 Dicembre 2018, n. 32071. Segue...
Misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia – Necessità di inserimento del soggetto debole in luogo di cura nonostante il dissenso – Necessità della interdizione – Non sussiste – Possibilità di deferire tale potere nell’ambito della amministrazione di sostegno – Sussiste – Presupposti.
L’inserimento del beneficiario in casa di ricovero è operazione sicuramente lecita e ammissibile nell’ambito della amministrazione di sostegno, e ciò anche indipendentemente dal dissenso del beneficiario, ove pretestuoso; infatti, l’art. 358 c.c. - norma che dispone che il minore in tutela (dunque l’interdetto) non può abbandonare l’istituto cui è stato destinato senza il permesso del tutore – disciplina una limitazione, o comunque un effetto, della interdizione, ed è dunque estensibile al beneficiario di ADS ex art. 411, u.c., c.c., non essendovi ragioni letterali per ritenere il contrario. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 08 Marzo 2018. Segue...
Il Giudice Tutelare ha autorizzato sulla scorta del riconoscimento del trust quale istituto compatibile con il nostro ordinamento e della specifica meritevolezza degli interessi perseguiti nel Trust per soggetti con disabilità. (Francesca Romana Lupoi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Ottobre 2017. Segue...
Misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia – Amministrazione di sostegno – Art. 411, ultimo comma, c.c. – Estensione al beneficiario di amministrazione di sostegno della incapacità di testare prevista per l'interdetto ex art. 591, comma 2, c.c. – Ambito dell'indagine del Giudice tutelare.
Il Giudice tutelare, laddove chiamato ad esprimersi sull'opportunità di privare il beneficiario di amministrazione di sostegno della capacità di negoziare validamente un testamento, dovrà approfondire: i) se il medesimo versi in condizioni di infermità o inferiorità tali da porlo in stato di facile raggirabilità e che non gli consentano di giovarsi di intervalli di lucidità; ii) se comprenda in modo corretto o meno la natura dell’atto da compiersi; iii) ancora, se vi possa essere indotto sulla scorta di percorso psicologico non corretto, alterato da indebiti fattori devianti esterni. Ciò potrà fare avendo riguardo, in via analogica, alle disposizioni che disciplinano l'attività notarile di raccolta degli atti - imponendo al rogante un'indagine sulla volontà delle parti - nonché a tutte le norme del codice civile che disciplinano l'invalidità successiva del testamento o delle singole disposizioni. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 03 Settembre 2015. Segue...
Amministrazione di Sostegno – Autorizzazione alla vendita di bene immobile ereditato – Eredità accettata con beneficio di inventario – Giudice Tutelare – Competenza.
Va dichiarata la competenza del Giudice Tutelare, ai sensi degli artt. 374, 375 e 411 del codice civile, con riferimento ai beni che, pur provenienti da una successione ereditaria, possono considerarsi definitivamente acquisiti al patrimonio del beneficiario, essendo ormai trascorso un lasso di tempo significativo dopo la formazione dell’inventario concluso nell’ambito della procedura di accettazione con beneficio e non essendo nel frattempo emersi soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità (cfr. Cass. n. 10637 del 29.10.1997; Cass. n. 2994 del 7.7.1997). (Fattispecie in cui un Amministratore di Sostegno di soggetto disabile chiedeva al Giudice Tutelare, e non al Giudice delle Successioni, l’autorizzazione ad alienare un bene immobile di provenienza ereditaria nell’ambito di eredità accettata con beneficio d’inventario, essendo decorsi oltre cinque anni dall’apertura della successione). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 Febbraio 2015. Segue...
Atti personalissimi - Amministrazione di Sostegno - Ammissibilità di poteri dell’amministratore - Sussiste - Azione di separazione, di divorzio, di annullamento del matrimonio - Ammissibilità - Sussiste.
Alla luce di una interpretazione sistematica ed evolutiva, deve ammettersi la possibilità per l'amministratore di sostegno, qualora nominato (ed esclusi i casi di conflitto di interessi), di coadiuvare o affiancare la persona bisognosa nella espressione della propria volontà, preservandola da eventuali pressioni o ricatti esterni, anche relativamente al compimento di atti personalissimi, come ritenuto da una giurisprudenza di merito avanzata che lo ha autorizzato, previo intervento del giudice tutelare, a proporre ricorso per separazione personale o per cessazione degli effetti civili del matrimonio del beneficiario. Il prospettato dubbio di legittimità costituzionale degli artt. 120 e 127 c.c., può essere, allora, superato aderendo ad una interpretazione evolutiva e di sistema che offra alla persona coniugata o in procinto di contrarre matrimonio gli strumenti per esercitare, direttamente o indirettamente, il diritto fondamentale di autodeterminarsi nella scelta consapevole di impugnare il matrimonio e, in via preventiva, di contrario in condizioni di piena libertà e senza condizionamenti. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Giugno 2014. Segue...
Il contratto di patrocinio del beneficiario, con il suo avvocato, in caso di amministrazione di sostegno, può essere sottoscritto dall’amministratore di sostegno che, nella trattativa negoziale con il difensore legale, dovendosi attenere alle nuove norme vigenti, può ricorrere all’utilizzazione di un accordo scritto, eventualmente recependo i formulari della propria associazione di Categoria. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 25 Settembre 2012. Segue...
Amministrazione di sostegno – Donazione – Disciplina di cui all’art. 777 c.c. – Applicabilità..
In virtù del disposto di cui all’art. 411 u.c. codice civile trova applicazione alla amministrazione di sostegno la norma di cui all’art. 777 codice civile che vieta al tutore di donare i beni dell’assistito stante l'esigenza di tutelare con rigore la posizione e gli interessi del donante di cui sia stata giudizialmente accertata la parziale incapacità di provvedere alla cura dei propri interessi. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Maggio 2009. Segue...