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Timestamp: 2016-12-09 08:26:15+00:00
Document Index: 151231415

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 7', 'art.407', 'art. 406', 'art. 1', 'art. 23', 'art. 37', 'art. 9', 'art. 1']

⭐PROGETTO AdS BRESCIA
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Berto Colonna
1 12 PROGETTO AdS BRESCIA 1. La cornice valoriale e normativa di riferimento 1.1. Fragilità umana e diritti umani. C è un motivo se il Coordinamento dei Centri di servizio per il Volontariato della Lombardia, la Fondazione Cariplo, il comitato di Gestione del Fondo speciale, con la partecipazione della regione Lombardia e la collaborazione delle associazioni Ledha e Oltre noi la vita hanno pensato al Progetto Amministratore di Sostegno. Forse di motivi ce ne sono più di uno, ma è sopra ogni altro uno che dà un volto, un nome, un senso a questo progetto. Idiota, subnormale, demente, deficiente, matto, infermo di mente, prodigo, balordo, drogato, disturbato, disadattato, incapace, insufficiente mentale, handicappato, border line, disabile, tossicodipendente, persona con disagio psichico quanti nomi gli abbiamo dato, orrendi per lo più. Per una volta usiamo parole altre. Prendendo in prestito le parole di un poeta cantante 1, chiamiamo questo motivo amico fragile. Il Prof. Cendon, che dell amministratore di sostegno è padre, direbbe amico reso fragile, non debole, bensì indebolito, non incapace, bensì incapacitato dalla condizione di salute, dalle condizioni di vita materiale, dalle condizioni di vita personale, familiare, sociale Del resto, è quanto sostiene anche l OMS, che definisce la disabilità come il risultato dell interazione tra la condizione di salute della persona e l ambiente sfavorevole in cui ella vive. L amico fragile ha bisogno di un aiuto, di un sostegno. Ha bisogno di qualcuno che faccia quello che lui stesso farebbe, se fosse in grado di farlo, per provvedere a se stesso: trovare risposta ai suoi bisogni, ma non solo, coltivare e nutrire le sue aspirazioni. Vivere una vita che valga la pena di essere vissuta. Di chi è la responsabilità di aiutare l amico fragile? Di proteggerlo, di individuare per lui il modo per contrastare le cause della sua fragilità? Di favorirlo nel suo percorso esistenziale e di partecipazione alla vita sociale, riducendo il rischio di emarginazione cui lo espone la sua condizione in una società che non ha pietà per i perdenti 2? Qui entriamo nel campo del diritto, per la precisione la cornice è quella della teoria dei diritti umani, perchè la persona è espressione, in quanto tale, di diritti. Diritti che, se affermati compiutamente, devono non solo garantire l integrità esistenziale e materiale di ognuno di noi, ma al contempo, essere riferimento costante e collante prioritario dello sviluppo delle Comunità. Tanto più la persona si trova a vivere la propria vita in condizione di fragilità, tanto più intensa e allo stesso tempo diffusa deve essere la capacità della Comunità di attivare processi, strumenti e risorse che rispondano, in termini di diritti, e non di carità, alle legittime istanze di partecipazione, di autodeterminazione e autorealizzazione, di dignità e di libertà di ognuno di noi. Lo dice la nostra Costituzione, che all art. 3 attribuisce alla Repubblica la responsabilità di rimuovere gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla vita sociale. La L.6 del 2004, che ha introdotto nel nostro ordinamento l amministratore di sostegno, è emanazione di questa responsabilità. Una legge fortemente voluta e sostenuta dalle Associazioni di amici fragili, che contro lo stigma dell interdizione, da molti definita la morte 1 F. De Andrè, Amico fragile, Simone De Beauvoir, La Terza età, Torino3 giuridica del soggetto, hanno rivendicato il diritto a non scomparire, a restare protagonisti della vita, anche se per viverla è necessario un sostegno. La Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità ha trovato una definizione per le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati [ ], per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali ; la definizione è accomodamento ragionevole. L amministratore di sostegno è un accomodamento ragionevole a consentire all amico fragile di essere e rimanere protagonista della sua vita, del suo progetto di vita. E una misura di protezione giuridica, ma anche di promozione sociale in quanto concretizza il progetto individuale, nel pieno rispetto dei diritti umani della persona. E importante valutare correttamente la natura strumentale dell istituto, intrinsecamente connessa alla sua ratio e alla sua genesi, in modo da farne un uso corretto e adeguatamente dimensionato alla prospettiva esistenziale della persona. L amministrazione di sostegno non esaurisce il progetto di vita e così chi esercita il ruolo di amministratore di sostegno non assume su di sé la responsabilità della presa in carico dell amico fragile, presa in carico da realizzarsi anch essa nel rispetto dei principi di pari opportunità e di non discriminazione e con riferimento a quanto previsto dall art. 14 della L.328/2000. Il rapporto tra progetto di vita e amministratore di sostegno rimane a nostro avviso il tema centrale che deve condizionare le azioni e gli interventi connessi alla promozione di questa misura di protezione giuridica e al superamento delle residue possibilità previste dalla Legge in materia di interdizione e inabilitazione. Da questo punto di vista, condividiamo il senso di un recente decreto del Tribunale di Modena 3 che, in buona sostanza, si oppone all utilizzo dell'amministratore quando lo stesso viene utilizzato come un surrogato delle competenze dei servizi sociali e sanitari e non più come un soggetto che completa le lacune della sfera di volontà dei beneficiati. Si legge nel decreto che che la fattispecie stessa esula dalla figura giuridica dell amministrazione di sostegno e che le relative problematiche, lungi dal comportare e imporre limitazioni della capacità d agire dell interessato, devono trovare organica e naturale gestione da parte dei pubblici organismi deputati allo scopo e, cioè, i Servizi Sociali e quelli di Salute Mentale. Il progetto ADS Brescia parte da qui, dalla convinzione che il rapporto con il territorio, le realtà che vi operano (sociali e istituzionali) sia non solo auspicabile, ma necessario, pena l incremento delle difficoltà che già oggi peraltro condizionano lo sviluppo di una ampia e diffusa cultura sui temi della protezione giuridica, e pena una sorta di incomunicabilità tra servizi del territorio e soggetti che esercitano il ruolo, dove i primi si accontentano di risolvere alcuni degli aspetti connessi ai processi di presa in carico (p.e. il pagamento delle rette dei servizi) e i secondi si accontentano di gestire in modo più o meno semplificato i patrimoni delle persone. Una siffatta visione della protezione giuridica non solo svuota lo spirito e le finalità della norma, ma rischia di appannare fortemente i reali temi sul tappeto: la dignità intrinseca della persona e il suo diritto a vivere in condizioni non solo di benessere materiale, ma anche in un sistema sociale, economico, culturale e religioso che tenga conto di tutte e di tutti. 1.2 La normativa di riferimento Dal punto di vista delle norme di riferimento, oltre a quanto già sopra citato (L.6/2004; Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità), il progetto si ispira e rimanda alle seguenti norme principali: Statuto della Regione Lombardia 3 Tribunale di Modena, G.T. Stanzani decreto 6 luglio4 la Regione riconosce la persona umana come fondamento della comunità regionale e ispira ogni azione al riconoscimento e al rispetto della sua dignità mediante la tutela e la promozione dei diritti fondamentali e inalienabili dell uomo. La Regione promuove la libertà dei singoli e delle comunità, il soddisfacimento delle aspirazioni e dei bisogni materiali e spirituali, individuali e collettivi, e opera per il superamento delle discriminazioni e delle disuguaglianze civili, economiche e sociali (art. 2 commi 1 e 2 Legge Regionale Statutaria 30 agosto 2008 n. 1) Legge Regionale 12 marzo 2008 n. 3 La Legge, in molti passaggi, fa riferimento al diritto della persona di accedere liberamente alla rete delle unità d offerta sociali e socio-sanitarie e di ricevere da esse proposte di intervento contenute in piani individualizzati, fornendo loro il necessario e adeguato consenso. Citiamo in particolare modo l art. 7 della Legge Regionale n. 3 (diritti della persona e della famiglia) che dispone che: le persone che accedono alla rete delle unità d offerta sociali e sociosanitarie hanno diritto a: a) scegliere liberamente le unità d offerta, compatibilmente con il requisito dell appropriatezza delle prestazioni b). c) Essere informate sulle prestazioni di cui è possibile usufruire, sulle condizioni e sui requisiti per accedere alle prestazioni stesse, nonché sulle relative modalità di erogazione, ed esprimere il consenso sulle proposte d intervento che le riguardano d) Accedere alle prestazioni, nel rispetto della riservatezza e della dignità personale e della disciplina in materia di consenso informato e) Rimanere, ove possibile, nel proprio ambiente familiare e sociale o comunque mantenere nella misura massima possibile le relazioni sociali e familiari f) Essere prese in carico in maniera personalizzata e continuativa ed essere coinvolte nella formulazione dei relativi progetti g) Ricevere una valutazione globale, di norma scritta, del proprio stato di bisogno Risoluzione ONU 46/1991 Principi ONU sui diritti delle persone anziane Indipendenza Le persone anziane dovrebbero - Avere accesso a cibo, acqua, dimora, vestiario e cure sanitarie adeguate, a prescindere dalla loro situazione economica, familiare e comunitaria e dal loro grado di autosufficienza - Aver l opportunità di lavorare o aver accesso ad altre opportunità di guadagno - Essere messe in grado di partecipare nelle decisioni e nelle modalità di esecuzione riguardanti il ritiro dalle attività lavorative - Aver accesso ad appropriati programmi educativi e di formazione - Essere messe in grado di vivere in ambienti sicuri, arredabili secondo il proprio gusto e la propria personalità, ed adattabili in base alle proprie necessità - Essere messi in grado di vivere nella propria casa il più a lungo possibile Partecipazione Le persone anziane dovrebbero - Essere integrate nella società, partecipando attivamente nella stesura e nella realizzazione di politiche che riguardino direttamente il loro benessere, e condividere le loro conoscenze e le loro abilità con le generazioni più giovani - Essere messe in condizione di cercare e sviluppare opportunità di servizio per la comunità e di servire come volontari con funzioni adeguate ai loro interessi e alle loro capacità - Essere messi in condizioni di formare movimenti o associazioni di persone anziane Cura Le persone anziane dovrebbero - Avere il sostegno e la protezione dalla famiglia e dalla comunità, secondo il sistema di valori culturali di ogni società 45 - Avere accesso alle cure che li aiutino a mantenere o a riguadagnare il livello ottimale di benessere fisico, mentale e emotivo e a prevenire o ritardare l attacco delle malattie - Aver accesso ai servizi sociali e legali per incrementare la loro autonomia, la loro protezione e la loro cura - Essere messe in grado di utilizzare appropriati livelli di cure istituzionali che forniscano protezione, riabilitazione e stimoli sociali e mentali in un ambiente umano e sicuro - Essere messe in grado di godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali, indipendentemente dal luogo di residenza, sia esso la propria casa o una struttura di cura o di riabilitazione, compreso il completo rispetto della loro dignità, del loro pensiero, dei loro bisogni e della loro privacy ed il diritto di prendere decisioni sulla loro cura e sulla qualità delle loro vite Auto-realizzazione Le persone anziane dovrebbero - Essere messe in grado di sfruttare tutte le opportunità per il completo sviluppo delle loro potenzialità - Aver accesso alle risorse educative, culturali, spirituali e ricreative della società -Dignità Le persone anziane dovrebbero - Essere messe in grado di vivere in condizioni di dignità e di sicurezza, lontano da situazioni di sfruttamento e di abuso fisico o mentale - Essere trattate in modo imparziale, indipendentemente dalla loro età, dal loro genere, dalla loro provenienza razziale o etnica, dalla loro condizione di disabilità o da altre condizioni, ed essere valutate indipendentemente dalla loro situazione economica OMS - Conferenza Ministeriale europea sulla Salute mentale: Dichiarazione sulla Salute mentale per l Europa - Helsinki, Finlandia, gennaio 2005 Preambolo 1. Noi, i Ministri della Sanità degli Stati membri della Regione europea dell Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), alla presenza del Commissario europeo per la salute e la difesa dei consumatori, di concerto con il Direttore regionale dell OMS per l Europa, riuniti nella Conferenza ministeriale dell OMS sulla salute mentale tenutasi in Helsinki dal 12 al 15 gennaio 2005, riconosciamo che la salute e il benessere mentale sono fondamentali per la qualità della vita e la produttività degli individui, delle famiglie, delle comunità e delle nazioni, poiché consentono di dare un significato alla vita e di essere cittadini attivi e creativi. Crediamo che la finalità principale delle azioni esplicitate nell ambito della salute mentale sia quella di migliorare il benessere e la funzionalità delle persone, mettendone in evidenza i punti di forza e le risorse, rafforzandone la resistenza e stimolando i fattori di protezione esterni. 2. Riconosciamo che la promozione della salute mentale, la prevenzione, il trattamento, l assistenza, la riabilitazione dei problemi mentali sono una priorità per l OMS e per i suoi Stati membri, per l Unione europea (UE) e il Consiglio d Europa, come indicato in numerose risoluzioni dell Assemblea Mondiale per la Sanità e del Consiglio Esecutivo dell OMS, del Comitato Regionale dell OMS per l Europa e dal Consiglio dell Unione Europea. In tali risoluzioni si richiede agli Stati membri, all OMS, all UE e al Consiglio europeo di intraprendere azioni necessarie per alleviare il carico dei problemi di salute mentale e per migliorare il benessere mentale (estratto ) 56 2. Analisi del contesto 2.1. Il territorio di riferimento: dimensioni e caratteristiche demografiche Il territorio della ASL di Brescia è molto ampio e corrisponde ad una consistente parte della Provincia di Brescia (il resto del territorio provinciale è competenza della ASL di Valle Camonica). La popolazione residente in quest area è pari a persone, distribuite in 164 Comuni, il più popoloso dei quali è evidentemente il capoluogo di Provincia, Brescia, con cittadini. Sono 12 i distretti dell ASL di Brescia coincidenti con gli ambiti territoriali dei Piani di Zona, la cui consistenza demografica varia dai cittadini residenti nel ambito 1 - Brescia e Collebeatoai residenti nell ambito 5 -Franciacorta-. Più della metà dei comuni -59,1%- ha una popolazione inferiore ai abitanti Il fenomeno della fragilità letto attraverso i dati Relativamente alla consistenza della fragilità della popolazione, con riferimento alle stime fornite dall ISTAT 4, nel territorio dell ASL di Brescia le persone con disabilità oltre i 6 anni di età ammontano complessivamente a le persone anziane, delle quali associano all età avanzata almeno una disabilità. A queste stime, utili a fotografare la consistenza del fenomeno, possono aggiungersi alcuni dati di dettaglio: le persone residenti in unità d offerta socio-sanitarie accreditate -CSS, RSD, RSA- delle quali solo l 8% risulta beneficiare di una misura di protezione giuridica 5 ; le persone con dipendenze da alcool e da sostanze stupefacenti in carico ai servizi 6 ; gli alunni certificati con disabilità nelle scuole secondarie di I e II grado per l anno scolastico Fonte sito handicapincifre 5 Fonte UPG dell ASL di Brescia 6 Fonte Osservatorio territoriale del dipartimento delle dipendenze anno Fonte USP di Brescia 67 3. Gli attori istituzionali 3.1. TRIBUNALE DI BRESCIA - VOLONTARIA GIURISDIZIONE - GIUDICE TUTELARE Il procedimento per la nomina di amministratore di sostegno è riconducibile alla volontaria giurisdizione che è quel tipo di attività giudiziaria che si distingue dalla giurisdizione contenziosa perché non è volta all accertamento e all attuazione di diritti o di status, ma alla realizzazione di situazione soggettive, riconducibili a interessi legittimi e semplici. Inoltre la giurisdizione volontaria differisce da quella contenziosa perché sfocia in un provvedimento (v. decreto di nomina dell amministratore di sostegno) sempre suscettibile di modifica e di revoca e dunque non idoneo ad acquisire l immutabilità della cosa giudicata. Il Giudice Tutelare è l'organo del potere giudiziario cui è conferita una posizione preminente in tema di cura della persona incapace e in tema di amministrazione dei suoi beni. Le sue funzioni sono direttive, deliberative, consultive e di controllo. Con riferimento all'amministrazione di sostegno è l'organo competente a ricevere il ricorso per la nomina dell'amministratore di sostegno e a pronunciarsi sul medesimo. Nel corso del procedimento il Giudice Tutelare non interviene con l obiettivo di accertare la mancanza di capacità d agire del beneficiario, bensì per gestirne e proteggerne gli interessi, tramite la designazione di un soggetto, la cui nomina è strettamente funzionale al compimento di determinati atti utili a garantire il benessere del beneficiario. Il Giudice Tutelare è altresì competente ad assumere tutti i provvedimenti che si renderanno necessari durante il corso dell'amministrazione di sostegno. Il funzionamento della volontaria giurisdizione del Tribunale di Brescia è garantito da tre magistrati della Terza sezione civile: - Dott. Ondei, Presidente - Dr.ssa Mangosi, giudice togato - Dott. Massetti, giudice togato coadiuvati dai Giudici Onorari Tutelari per l audizione dei beneficiari al domicilio. Perno della volontaria giurisdizione è l ufficio della cancelleria, il cui organico conta tre unità di personale: - Dr.ssa Lupo, cancelliere - Sig.ra Gobbi, operatore giudiziario - Sig.ra Treccani, operatore giudiziario. I dati relativi ai ricorsi per la nomina di amministratore di sostegno depositati presso la cancelleria della volontaria giurisidizione del Tribunale di Brescia 8 denotano un trend in costante crescita: anno ricorsi anno ricorsi anno ricorsi anno ricorsi anno ricorsi La circoscrizione territoriale del Tribunale di Brescia, definita circondario, comprende 124 dei 206 Comuni della Provincia di Brescia. Il Tribunale ha inoltre due sezioni distaccate, autonome nella gestione della volontaria giurisdizione: 1. la sezione di Salò cui competono 26 dei 27 comuni dell Ambito 12/Vallesabbia (l eccezione è Serle) e 11 dei 22 comuni dell Ambito 11/Garda; 2. la sezione di Breno, cui competono i 41 comuni del territorio della Valle Camonica. 8 Convegno Questioni aperte in tema di amministratore di sostegno organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura e dall Ordine degli avvocati di Brescia 07/05/2010 78 3.2. ASL DI BRESCIA STRUTTURA PER LA TUTELA UFFICIO DI PROTEZIONE GIURIDICA 9 L ASL di Brescia, in applicazione della Legge Regionale n. 3 del "Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario", ha costituito in linea con le disposizioni Regionali (Circolari n. 5 del 7/4/2008, n. 7 del 12/6/2008, n. 9 del 27/6/2008 e n. 10 del 11/5/2009) l Ufficio di Protezione Giuridica delle persone prive di autonomia o incapaci di provvedere ai propri interessi, identificato nella Struttura per la Tutela. La Struttura è inserita nell organizzazione del Dipartimento ASSI alle dirette dipendenze del Direttore Sociale, ed è affidata alla Responsabile del Servizio Disabilità. La Struttura pone al centro della propria attività la persona fragile, soggetta alle misure di protezione giuridica. L obiettivo dell ASL è collaborare con le diverse strutture del territorio affinché sia garantita una corretta informazione alla persona e alla famiglia circa gli strumenti di tutela. In quest'ottica la Struttura può diventare un punto di riferimento per la promozione dei rapporti di consulenza e collaborazione con Uffici di Piano, Servizi Sociali Comunali, Enti Gestori di strutture pubbliche e private e con le realtà del Terzo Settore. In sintesi si possono così declinare i seguenti compiti della Struttura per la Tutela 10 : 1-Mantenere rapporti di consulenza e collaborazione con gli enti gestori delle strutture pubbliche e private affinchè sia garantita una corretta informazione alla persona e alla famiglia circa gli strumenti di tutela e, ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l apertura di un procedimento a tutela della persona, ne informino i servizi sociali o sanitari di riferimento 2- promuovere una ricognizione della situazione degli assistiti, in particolare presenti nelle unità d offerta pubbliche e private residenziali, e di assumere i necessari contatti con gli uffici comunali e giudiziari per assicurare un adeguata presa in carico della persona e per attivare, ove necessario, l adeguata protezione giuridica; 3- collaborare con le strutture competenti in materia di vigilanza e di accreditamento sociosanitario e sociale, perché, fin dal momento della richiesta di accesso, sia assicurata una puntuale ed esaustiva informazione alla persona e alla famiglia sulle diverse scelte di protezione giuridica, privilegiando quella più adeguata ai bisogni e necessità della persona per la realizzazione del suo progetto individuale; 4- promuovere azioni di informazione, di consulenza e di sostegno a favore della persona e della famiglia sia nella fase della eventuale presentazione del ricorso per l istituzione dell amministratore di sostegno, di cui agli articoli 406 e 407 c.c., sia per il corretto svolgimento delle funzioni di amministrazione, che tutelino i bisogni e le aspirazioni della persona fragile e gli garantiscano un adeguata qualità della vita; 5- fornire assistenza ai servizi sanitari e sociali competenti nella fase di presentazione del ricorso di cui all art.407 c.c.. L Ufficio di Protezione Giuridica Struttura per la tutela dell ASL ha promosso e avviato un coordinamento con gli Uffici di Piano presenti sul suo territorio, sulle iniziative in materia di promozione giuridica. Compito della Struttura è inoltre gestire i rapporti in questa materia con i difensori civici, gli Uffici di Pubblica Tutela, gli Uffici di Relazione con il Pubblico. 9 Le informazioni sono tratte dal sito dell ASL di Brescia. 10 ASL di Brescia deliberazione n.410 del 22/07/2008-OGGETTO: Legge regionale n. 3 del Costituzione dell Ufficio di protezione giuridica delle persone prive di autonomia o incapaci di provvedere ai propri interessi. 89 4. Gli attori del Terzo Settore che hanno aderito al progetto DENOMINAZIONE SEDE AMBITO TERRITORIALE AMA Brescia ANFFAS Brescia Onlus ANTEAS AUSER volontariato Brescia Via XXV Aprile 51/53, Montichiari Via Michelangelo 405, Brescia Via Altipiani d Asiago 3, Brescia Via F.lle Folonari 7, Brescia Ambito 1 Brescia e Collebeato Ambito 9 Bassa bresciana centrale Ambito 10 - Bassa bresciana orientale Provincia di Brescia ad eccezione Ambito 11 e Valle Camonica TIPOLOGIA DEL SOGGETTO Associazione di solidarietà familiare e di volontariato Associazione di solidarietà familiare Provincia di Brescia Associazione di volontariato Provincia di Brescia Associazione di promozione sociale e di volontariato SETTORE PREVALENTE DI ATTIVITA Promozione e supporto gruppi AMA. Promozione e tutela dei diritti Assistenza sociale e sanitaria, sicurezza sociale, ricerca e formazione, promozione culturale e tutela ambientale. Filo d argento progetto di telefonia sociale, compagnia a domicilio, spese, consegna farmaci e pasti, trasporto con accompagnamento, attività di aggregazione, socializzazione e DESTINATARI salute mentale, famiglia, nuove dipendenze, disabilità ed elaborazione del lutto persone con disabilità intellettiva e relazionale e loro famiglie anziani anziani 910 AUTISMANDO Via Tirandi 29, Brescia Casello 11 Via Casello 11, Concesio Futura Bassa Bresciana Via Artigianale 38, Ghedi Il chiaro del bosco Via Scuole 1/g, Brescia Ambito 1 Brescia e Collebeato Ambito 4 Valle Trompia Ambito 9 Bassa bresciana centrale Ambito 1 Brescia Ambito 9 Bassa bresciana centrale Associazione di promozione sociale Associazione di solidarietà familiare e di volontariato Associazione di volontariato Associazione di solidarietà familiare gestione del tempo libero, gestione Centri sociali, Terze università delle liberetà, alfabetizzazione donne straniere. Promozione e tutela dei diritti, sensibilizzazione, promozione di servizi e interventi, sostegno ai familiari, raccolta dati, informazioni e documentazione. Disagio giovanile, grave emarginazione, sfruttamento sessuale di uomini e donne, dipendenze, attività educative, famiglie, minori Supporto alle attività della coop. soc. di Bessimo. Ippoterapia e musicoterapia. Iniziative culturali e di sensibilizzazione, tutela e Bambini/e, ragazzi/e con autismo e loro famiglie Utenti coop. soc. di Bessimo Onlus, scuole, uomini e donne in prevalenza stranieri che si prostituiscono, persone detenute persone con disabilità Salute mentale 1011 Il chiaro del bosco di Salò Piazza Bresciani 5, Salò INSIEME Via Codolazza 3, Concesio Ambito 11 Garda Ambito 12 - Vallesabbia Ambito 4 Valle Trompia Associazione di volontariato Associazione di volontariato La Manica Vicolo Manica 9, Iseo Ambito 5 - Sebino Associazione, in corso l iscrizione ai Registri Regionale e Provinciale valorizzazione reti formali e informali. L associazione è membro dell Organismo di coordinamento della salute mentale dell ASL di Brescia. Assistenza sociale e sociosanitaria, iniziative culturali, di formazione, istruzione e comunicazione, campagne di sensibilizzazione ed opinione, monitoraggio sulla rete dei servizi. Solidarietà familiare, monitoraggio applicazione normative vigenti in materia di prevenzione, diagnosi e cura, iniziative di sensibilizzazione. Integrazione sociale, eventi ed iniziative di sensibilizzazione, attività di Salute mentale Salute mentale Salute mentale 1112 UPIA Brescia Via De Gasperi 20, Concesio dell Associazionismo integrazione fra i vari Servizi e le diverse realtà del territorio. Provincia di Brescia Associazione Coordinamento enti associati, rappresentanza, patrocinio, difesa interessi e informazione sulle principali novità legislative della categoria, promozione iniziative utili alla qualifica e all aggiornamento degli operatori del settore. 70 enti associati, in prevalenza Fondazioni di diritto privato Onlus (ex IPAB) che gestiscono servizi residenziali per anziani I soggetti del Terzo Settore che aderiscono al progetto ADS di Brescia, come già stabilito nel protocollo d intesa, si sono dati un organizzazione interna utile alla gestione e al coordinamento del progetto. A questo scopo hanno individuato, attraverso procedura democratica, una serie di soggetti cui affidare le funzioni di governance, come descritte nel protocollo di cui sopra. Detti soggetti sono: 1. l ente capofila -ANFFAS Brescia Onlus- nell ambito del cui Servizio Accoglienza e Informazione -SAI?- si è dall anno 2004 sviluppata un attività di informazione, consulenza ed assistenza dedicata al tema della protezione giuridica; 2. il referente -Ass.Soc. Simona Rapicavoli- dipendente di ANFFAS Brescia Onlus; 3. il comitato di pilotaggio, composto da 5 rappresentanti della varie aree di fragilità: AMA Brescia, Auser volontariato Brescia, Autismando, Casello 11, Chiaro del bosco. Di tale organismo fanno parte l Ente capofila e il referente. 1213 5. Finalità Rafforzare il ruolo di advocacy del Terzo Settore in materia di protezione giuridica, creando le condizioni utili a costruire una rete interassociativa stabile. 6. Obiettivi generali 1. Sensibilizzazione e formazione delle persone fragili e delle famiglie sulla L.6/2004 e sul significato della protezione giuridica. 2. Sviluppo delle competenze del Terzo Settore finalizzate alla sensibilizzazione, reperimento e formazione di volontari sulla L.6/ Supporto concreto e professionale per la predisposizione dei ricorsi e per la gestione dei compiti di tutela. 4. Mantenimento e potenziamento rete interassociativa. 7. Obiettivi specifici 1a) Aiutare i soggetti fragili a maturare ove possibile la scelta della protezione giuridica per se stessi, 1b) aiutare la famiglia ad assumersi le proprie responsabilità attraverso lo sviluppo delle competenze necessarie all assunzione del ruolo di amministratore di sostegno, 1c) sensibilizzare i genitori con figli minorenni disabili ad attivare il ricorso per l AdS durante il 17 anno, 1d) aiutare la famiglia, ove necessario, a progettare il dopo di noi identificando la persona di fiducia cui affidare la rappresentanza giuridica del congiunto. 2a) Assicurare Amministratori di Sostegno persone vere accanto a beneficiari persone vere, 2b) promozione di iniziative atte alla candidatura del ruolo di AdS da parte di soggetti del Terzo Settore, 2c) promozione di iniziative atte al reperimento di AdS volontari, 2d) gestione diretta delle amministrazioni di sostegno che i Giudici Tutelari potranno eventualmente affidare d ufficio a soggetti del Terzo Settore. 3a) Supporto alle famiglie e ai soggetti fragili nella fase di presentazione del ricorso, 3b) supporto ai servizi sociali e sanitari, pubblici e privati che devono predisporre i ricorsi, 3c) supporto alle famiglie e ai volontari per la gestione concreta del ruolo. 4a) Rinnovo protocollo d intesa Progetto AdS-Brescia. 4b) Stipula di accordi territoriali nell ambito dei piani di zona utili a favorire lo sviluppo di un sistema di protezione giuridica. 1314 FINALITA Rafforzare il ruolo del terzo settore in materia di protezione giuridica 8. Schema 1 albero degli obiettivi Sensibilizzazione e formazione delle persone fragili e delle famiglie sulla L.6/ 04 e sul significato della P.G. Sviluppo delle competenze del terzo settore finalizzate alla sensibilizzazione, reperimento e formazione dei volontari Supporto concreto e professionale per la predisposizione dei ricorsi e per la gestione dei compiti di tutela Mantenimetnoe potenziamento rete interassociativa Aiutare i soggetti fragili a maturare ove possibile la scelta della P.G. per séstessi Assicurare AdS persone vere accanto a beneficiari persone vere Supporto alle famiglie e ai soggetti fragili nella fase di predisposizione del ricorso Rinnovo protocollo d intesa Progetto AdS- Brescia Aiutare la famiglia a sviluppare le competenze necessarie ad assumere il ruolo di AdS Promozione di iniziative atte alla candidatura del ruolo di AdSda parte di soggetti del Terzo Settore Supporto ai servizi sociali e sanitari, pubblici e privati che devono predisporre i ricorsi (art. 406 C.C.) Stipula di accordi territoriali nell ambiti dei piani di zona utili a favorire lo sviluppo di un sistema di protezione giuridica Sensibilizzare i genitori di figli minorenni disabili ad attivare il ricorso per AdSdurante il 17 anno di età Promozione di iniziative atte al reperimento di AdS volontari Supporto alle famiglie e ai volontari per la gestione concreta del ruolo Aiutare la famiglia a progettare il dopo di noi identificare persona di fiducia per il ruolo di AdS. Gestione diretta delle amministrazioni di sostegno che i G.T. potranno eventualmente affidare d ufficio a soggetti del Terzo Settore 1415 9. Azioni: tabelle 1-4 obiettivi/azioni/risorse TABELLA 1 OBIETTIVO 1.Sensibilizzazione e formazione delle persone fragili e delle famiglie sulla L.6/2004 e sul significato della protezione giuridica OBIETTIVI SPECIFICI 1A 1B 1C 1D AZIONI Predisposizione e diffusione materiale informativo rivolto ai cittadini: redazione di un opuscolo sulle finalità dell AdS suddiviso in due parti: 1à parte che metta in risalto il tema centrale della protezione giuridica, ossia il progetto di vita e che dia le informazioni essenziali sulla misura di protezione AdS, 2à parte che illustri tramite esempi le diverse applicazioni della misura in relazione alle diverse condizioni di fragilità rapporto con i media: proposta a giornali ed emittenti radiofoniche e televisive della realtà locale di una rubrica a puntate sul tema della protezione giuridica. La rubrica seguirà la traccia individuata per i cicli di incontri rivolti alla cittadinanza (v. obiettivo specifico 1B) incontri rivolti ai cittadini: definizione di un format che preveda sia la trasmissione di contenuti di carattere generale che approfondimenti di tipo specifico, secondo la seguente traccia - Progetto di vita e amministrazione di sostegno - Il diritto alla cura - Successione, pratiche testamentarie e trust Il format prevede la redazione di materiale didattico che diventerà patrimonio dei soggetti della rete. STRUMENTALI Accademia Belle Artri S. Giulia di Brescia: progetto grafico Tipografia SFA FoBAP Onlus: stampa Giornale di Brescia Teletutto Radio Brescia Sette Rete Brescia Sedi di svolgimento - ASL - Comuni - Aziende Ospedaliere - CSV di Brescia - Parrocchie - Scuole - Provincia - Associazioni rete RISORSE UMANE Ente capofila: bozza Comitato di pilotaggio: approvazione Coordinamento ASL-UPG/UdP Ente capofila Comitato di pilotaggio Altri soggetti della rete Coordinamento ASL-UPG/UdP Ente capofila Comitato di Pilotaggio Professionisti Coordinamento ASL-UPG/UdP pubblicazione informazioni sui siti internet delle associazioni della rete - creazione e aggiornamento di una sezione dedicata al progetto AdS sul sito dell Ente capofila e delle associazioni della rete - pubblicazione di FAQ sul sito dell Ente capofila e delle associazioni della rete creazione apposita sezione sulla protezione giuridica presso il Centro Studi Disabilità di Anffas Brescia Onlus - monografie, atti di seminari e convegni, tesi di laurea, periodici Siti delle Associazioni: -ANFFAS Brescia -Autismando -Auser -Il chiaro del bosco -AMA -Futura Bassa Bresciana Centro Studi Disabilità Ente capofila Ente capofila 1516 TABELLA 2 OBIETTIVO 2 Sviluppo delle competenze del Terzo Settore, dei patronati e delle OO.SS., finalizzate alla sensibilizzazione, reperimento e formazione di volontari sulla L.6/2004. OBIETTIVI SPECIFICI AZIONI 2A 2B 2C Formazione di primo e secondo livello indirizzata al Terzo Settore e a professionisti (i contenuti hanno carattere puramente indicativo): 1 LIVELLO rivolta alla generalità dei soggetti di Terzo Settore finalizzata alla comprensione del significato della protezione giuridica in relazione al progetto di vita e alla raccolta di disponibilità all assunzione del ruolo: - i presupposti esistenziali alla protezione giuridica - le misure di protezione giuridica - l AdS come strumento del progetto di vita della persona con fragilità - le responsabilità attribuite ai livelli istituzionali e alle unità d offerta socio-sanitarie - Il procedimento utile alla nomina di AdS - l esercizio del ruolo di AdS L offerta formativa di 1 livello sarà estesa anche al personale dei patronati, dei sindacati dei pensionati e delle unità d offerta. 2 LIVELLO rivolta ai soggetti del Terzo Settore - legali rappresentanti e loro delegati -della rete e agli eventuali ulteriori soggetti la cui disponibilità è scaturita dal percorso di 1 livello. La formazione di 2 livello è finalizzata ad abilitare i destinatari all assunzione e gestione del ruolo: - la relazione annuale al G.T. - atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - la tutela della salute: il consenso informato ai trattamenti sanitari - il rapporto con le istituzioni nell esercizio della tutela dei diritti (ASL, A.O. Comuni, UPT, difensori civici) - la gestione del patrimonio: investimenti, pratiche testamentarie, trust - definizione di un modello per l assunzione del ruolo di AdS da parte dei soggetti del Terzo Settore STRUMENTALI Sedi di svolgimento - soggetti della rete - CSV di Brescia - ASL - Comuni RISORSE UMANE Ente capofila Comitato di Pilotaggio Professionisti Tribunale di Brescia Coordinamento ASL-UPG/UdP 1617 2D La formazione prevede la redazione di materiale didattico che diventerà patrimonio dei soggetti della rete. Ricognizione di buone prassi presso altri territori: - costituzione e funzionamento albi/elenchi AdS, iniziative dei Tribunali, coinvolgimento albi professionali, esperienze di altri soggetti del Terzo Settore (p. es. Egida, Persona e danno, Provincia di Milano, Tribunale di Bologna, etc) Sperimentazione del ruolo di AdS: - identificazione soggetti della rete idonei all assunzione del ruolo - contatti con albi professionali - espressione di candidature relative a situazioni conosciute, o nella fase di presentazione del ricorso utile alla nomina di AdS, o nella fase di sostituzione dell AdS già nominato. Ente capofila Ente capofila Comitato di Pilotaggio Soggetti della rete TABELLA 3 OBIETTIVO OBIETTIVI SPECIFICI AZIONI STRUMENTALI RISORSE UMANE 3.Supporto concreto e professionale per la predisposizione dei ricorsi e per la gestione dei compiti di tutela. 3A 3B Condivisione di un modello di servizio di supporto al sistema della protezione giuridica in rete con le realtà e i servizi del territorio: - valorizzazione esperienze già attive sul territorio (p. es. U.O. Psichiatria di Leno, ANFFAS Brescia Onlus, UPG, Comuni, ecc.) - definizione requisiti minimi essenziali di un servizio di supporto al sistema della protezione giuridica - individuazione di soggetti della rete interessati ad attivare un servizio di supporto al sistema della protezione giuridica - attivazione training presso le realtà di cui sopra (v. allegato 1 accompagnamento ai ricorsi ); fruitori del training saranno i soggetti di cui sopra. Il training comprenderà: accompagnamento alla presentazione dei ricorsi in ognuna delle sue fasi, stesura rendiconti, istanze. - consulenza mediante pubblicazione di FAQ sul sito dell Ente capofila e delle associazioni della rete UPG, Comuni, Servizio Protezione Giuridica di ANFFAS Brescia Onlus, ecc. Siti delle Associazioni: -ANFFAS Brescia -Autismando Ente capofila Coordinamento ASL-UPG/UdP Ente capofila 1718 3C Formazione permanente in forma di incontri destinati a tutori/curatori/aadss già nominati - i rapporti con il G.T: relazione annuale e istanze relative alla straordinaria amministrazione - la tutela della salute: il consenso informato ai trattamenti sanitari e le direttive anticipate - il rapporto con le istituzioni nell esercizio della tutela dei diritti - la gestione del patrimonio: investimenti, pratiche testamentarie, trust Consulenza professionale mediante la costituzione di un servizio gestito da professionisti volontari Consulenza tra pari, valorizzando le esperienze già attive sul territorio (p.es. gruppi AMA) -Auser -Il chiaro del bosco -AMA -Futura Bassa Bresciana Sedi di svolgimento - soggetti della rete - CSV di Brescia - ASL - Comuni Ente capofila Comitato di Pilotaggio Professionisti Tribunale di Brescia Coordinamento ASL-UPG/UdP 1819 TABELLA 4 OBIETTIVO 4. Mantenimento e potenziamento rete interassociativa. OBIETTIVI SPECIFICI 4A 4B AZIONI Governo e gestione del progetto: -incontri periodici con comitato di pilotaggio -incontri periodici allargati a tutti i soggetti della rete -rapporti con gruppo di progettazione Cariplo-CoGe-CSV Valutazione degli esiti del progetto, con particolare attenzione agli obiettivi generali 2 e 3. Reperimento delle risorse (partecipazione a bandi locali/regionali, sponsorizzazioni, etc.) Aggiornamento costante a Uffici di piano, UPG, UPT e Provincia sull andamento del progetto Contatti diretti con gli Uffici di Piano nella fase di redazione dei Piani di Zona del prossimo triennio, con priorità agli ambiti in cui siano emerse risorse e capacità spendibili del Terzo Settore Costituzione di un gruppo di lavoro a livello di ASL di Brescia sui temi della protezione giuridica, aperto alla partecipazione dei soggetti istituzionali e del Terzo Settore che operano su tali aspetti, al fine di promuovere la conoscenza delle esperienze in atto, il confronto e la riflessione tra i diversi soggetti, l attivazione e l alimentazione delle sinergie necessarie a sviluppare il lavoro di rete Organizzazione di un convegno per la presentazione dei risultati del progetto STRUMENTALI Sede e strumentazione Ente capofila CSV Siti soggetti della rete Relazioni Etc. Organizzazione, segreteria e logistica dell ASL di Brescia (p.e. UPG) e/o altri soggetti istituzionali Sede istituzionale (Regione, Provincia, ASL) RISORSE UMANE Ente capofila Comitato di Pilotaggio Soggetti della rete Coordinamento ASL-UPG/UdP Ente capofila Ente capofila Comitato di Pilotaggio Ente capofila Comitato di Pilotaggio Soggetti della rete Altri soggetti di terzo settore Coordinamento ASL-UPG/UdP Ente capofila Comitato di Pilotaggio Soggetti della rete Professionisti Tribunale di Brescia Coordinamento ASL-UPG/UdP 1920 TABELLA 5 OBIETTIVO 10. Verifica: tabelle 5-8 obiettivi/azioni/indicatori/risultati attesi 1.Sensibilizzazione e formazione delle persone fragili e delle famiglie sulla L.6/2004 e sul significato della protezione giuridica OBIETTIVI SPECIFICI 1A 1B 1C 1D AZIONI INDICATORI RISULTATI ATTESI predisposizione e diffusione materiale informativo rivolto ai cittadini: redazione di un opuscolo sulle finalità dell AdS suddiviso in due parti: 1à parte che metta in risalto il tema centrale della protezione giuridica, ossia il progetto di vita e che dia le informazioni essenziali sulla misura di protezione AdS, 2à parte che illustri tramite esempi le diverse applicazioni della misura in relazione alle diverse condizioni di fragilità rapporto con i media: proposta a giornali ed emittenti radiofoniche e televisive della realtà locale di una rubrica a puntate sul tema della protezione giuridica. La rubrica seguirà la traccia individuata per i cicli di incontri rivolti alla cittadinanza (v. obiettivo specifico 1B) incontri rivolti ai cittadini: - definizione di un format che preveda sia la trasmissione di contenuti di carattere generale che approfondimenti di tipo specifico Il format prevede la redazione di materiale didattico che diventerà patrimonio dei soggetti della rete. pubblicazione informazioni sui siti internet delle associazioni della rete - creazione e aggiornamento di una sezione dedicata al progetto AdS sul sito dell Ente capofila e delle associazioni della rete - pubblicazione di FAQ sul sito dell Ente capofila e delle associazioni della rete creazione apposita sezione sulla protezione giuridica presso il Centro Studi Disabilità di Anffas Brescia Onlus - monografie, atti di seminari e convegni, tesi di laurea, periodici n opuscoli distribuiti Destinatari complessivi pari ad almeno il 20% della popolazione in condizione di fragilità residente nell ASL di Brescia e non inserita in servizi di tipo residenziale. Distribuzione tramite Uffici di Piano, CTRH, Patronati, Sindacati Pensionati Accordi per la comunicazione/trasmissione di elaborati inerenti il tema della protezione giuridica Uffici di Piano/patronati e sindacati pensionati sedi provinciali /CTRH: 100% Almeno n. 1 accordo. N incontri Almeno n. 6 incontri. Creazione sezione Creazione rubrica FAQ Aggiornamento sezione e rubrica FAQ N monografie acquistate dall Ente capofila Entro 1 mese dall avvio del progetto Entro 3 mesi dall avvio del progetto Frequenza bimestrale Almeno 20 20 Vedere altro
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