Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?hc=1&idverbale=150185
Timestamp: 2019-11-17 09:40:33+00:00
Document Index: 62989214

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.185 del 27/07/2016
Seduta n.185 del 27/07/2016
CLXXXV Seduta
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 19 luglio 2016 (181), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Ugo Cappellacci ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 27 luglio 2016.
PRESIDENTE. Comunico che in data 26 luglio 2016 è pervenuta copia della decisione della Corte costituzionale numero 1891 del 14 giugno 2016 nella quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 20, limitatamente alle parole "e paesaggistici"; si dichiarano non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 7, comma 1, lettera f), e dell'art. 18; si dichiara estinto il processo relativamente alle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 23, commi 6 e 7, della legge regionale 21 novembre 2011, numero 21 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale numero 4 del 2009, alla legge regionale numero 19 del 2011, alla legge regionale numero 28 del 1998 e alla legge regionale numero 22 del 1984, ed altre norme di carattere urbanistico).
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla interrogazione numero 631.
Continuazione della discussione e approvazione del disegno di legge: "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5). (321/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 321/A.
All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 70, 163, 291 e 488, uguali. Gli emendamenti sostitutivi totali numero 189, 351 e 545 cui sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 602, 603, 604, 605, 606, 607, 608 a proseguire in ordine sino al 622, quindi 647, 648, 653, 654, 655, 656, 658, 659, 660, 661, 662, 663, 664, 665 e 666. I soppressivi parziali numero 71, 164, 290 e 479, uguali; 72, 165, 292 e 480, uguali; 73, 166, 293 e 481, uguali; 74, 167, 294 e 482, uguali; 75, 168, 295 e 483, uguali; 76, 169, 296 e 486, uguali; 77, 170, 297 e 487, uguali; 78, 171, 298, 333 e 484, uguali; 79, 172, 299, 334 e 485, uguali. I sostitutivi parziali numero 173, 174, 175, 176, 177 e 178 sono stati ritirati. Il 190 e il 332 rimangono. Gli aggiuntivi numero 330, 331, 518, 519, 335, 336, 191, 352 e 526.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo14:
9. Entro il 30 giugno 2016, la Giunta regionale nomina il direttore generale dell'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS), istituita ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012).).
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, all'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 70, 163, 291 e 488, uguali con parere contrario della Commissione. C'è un invito al ritiro per gli emendamenti numero 189 e 351. Sono stati presentati gli emendamenti agli emendamenti numero 602, 603, 604, 605, 606, 607, 608, 609, 610, 611, 612, 613, 614, 615, 616, 617, 618 e 619 con parere contrario, emendamento numero 620 con un emendamento all'emendamento parere contrario, 621 parere contrario, 622 parere contrario, emendamento numero 653 all'emendamento numero 545 lo rimetto all'aula, emendamento numero 656 all'emendamento numero 545 si rimette all'aula, emendamento numero 662 all'emendamento numero 545 si rimette all'aula, emendamento numero 661 all'emendamento numero 545 parere contrario, emendamento numero 647 all'emendamento numero 545 parere favorevole, emendamento numero 655 parere contrario, emendamento numero 658 parere favorevole, emendamento numero 648 parere favorevole, emendamento numero 664 parere favorevole, emendamento numero 666 parere favorevole, emendamento numero 663 parere favorevole, emendamento numero 660 parere contrario, emendamento numero 665 parere favorevole, emendamento numero 653 parere favorevole, emendamento numero 659 parere favorevole, emendamento numero 545 parere favorevole, emendamento numero 71 uguale al 164, al 290 e al 479 parere contrario; emendamento numero 72 uguale al 165 al 292 e al 480 parere contrario; emendamento numero 73 uguale al 166, al 293 e al 481 parere contrario; emendamento numero 74 uguale al 167, al 294 e al 482 parere contrario; emendamento numero 75 uguale al 168, al 295 e al 483 parere contrario; emendamento numero 76 uguale al 169, al 296 e al 486 parere contrario; emendamento numero 77 uguale al 170, al 297 e al 487 parere contrario; emendamento numero 78 uguale al 171, al 298, al 333 e al 484 invito al ritiro; emendamento numero 79 uguale al 172, al 299, al 334 e al 485 invito al ritiro. Sono stati poi ritirati gli emendamenti numero 173, 144 e 175. Emendamento numero 190 con invito al ritiro; sono stati ritirati gli emendamenti numero 176 e 177; l'emendamento numero 332 con invito al ritiro, è stato ritirato l'emendamento numero 178. Emendamenti numero 330 e 331 invito al ritiro; emendamento numero 518 e 519 parere contrario; emendamenti numero 335, 336, 191, 352 e 526 invito al ritiro.
PITTALIS PIETRO (FI). Non è tanto sulla discussione, Presidente, è per annunciare il ritiro degli emendamenti soppressivi totali e parziali e se fosse possibile durante la discussione gradiremmo sapere dal presidente Pigliaru, perché abbiamo appreso da un telegiornale di un'emittente regionale, dell'ipotesi già individuata di un super direttore generale che arriverebbe da oltre Tirreno. Quindi siccome nelle sue dichiarazioni abbiamo colto questo, per carità, se volesse… io ho sentito sue dichiarazioni che lei auspicava la disponibilità di qualcuno, forse se ho inteso male mi scuso, fuori dalla Sardegna, siccome la questione logicamente è di interesse anche e penso dell'aula, siccome si sta svolgendo un dibattito, se ho inteso male Presidente ritiro, se invece c'è qualcosa di più se vuole informare anche tutti noi consiglieri, io ne sarei contento perché mi pare che sia cosa anche attinente e pertinente all'argomento in discussione.
PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Lei mi conosce e sa benissimo che io auspico che il manager della ASL unica sia il miglior candidato possibile qualunque sia la sua provenienza, non c'è ovviamente nessun vincolo o addirittura discriminazione, ci mancherebbe altro, verso candidati che vengono dalla nostra Regione, siamo in una società aperta, vogliamo e auspichiamo che ci siano molte domande di candidati molto forti e sono certo che chi di dovere sceglierà il migliore fra tutti coloro che faranno domanda. Auspico che arrivino domande, molte, numerose e di alta qualità.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Per annunciare che ritiriamo gli emendamenti soppressivi del Gruppo a firma mia e dell'onorevole Orrù.
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Truzzu ritira gli emendamenti soppressivi.
E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Intanto una precisazione prima di discutere l'articolo 14 e quindi le disposizioni transitorie, volevo avvisare il collega Pittalis che già sulla stampa qualche giorno fa veniva data la notizia di tale Moirano che aspira e ha già presentato domanda, quindi abbiamo notizie che risalgono anche a qualche giorno fa. La fase di transizione è una fase importantissima, è la fase più critica della formazione di un organismo ed è rappresentata da nove mesi di gestazione normalmente ove i processi iniziano, si sviluppano e si completano. La costituzione della ASL unica non è nient'altro che la nascita di un nuovo organismo che necessita del suo tempo di gestazione. L'armonia del processo di costituzione del nuovo soggetto non deve essere alterata da influenze quali ad esempio quelle legate all'attuale sistema vigente, ragion per cui preoccupa fortemente la fase di transizione pianificata nel disegno di legge della Giunta. Il processo evolutivo è troppo breve perché da settembre a dicembre è un periodo sicuramente troppo breve ed è affidato a un soggetto che dovrà contestualmente gestire l'ordinario che tale evidentemente non è in Sardegna. Se si confronta il prospettato processo regionale sardo con altri già conclusi in altre realtà geografiche non possono che sorgere dei dubbi sulla buona riuscita di un'operazione complessa fin dall'inizio. La regione Marche ha impiegato due anni per definire una transizione tuttora non ancora completata definitivamente. Come evidenziato in più circostanze la criticità della transizione poggia su alcuni punti cardine di ordine metodologico. Innanzitutto l'identificazione di risorse e investimenti per ridurre al minimo la transizione stessa, la definizione di un team operativo per la costituzione della nuova azienda orientata a disegnare i nuovi processi e percorsi, definizione di un dettagliato crono programma, formazione degli stakeholder, allo stato attuale nessuno dei punti suddetti è stato considerato, e anzi se abbiamo sottoposto questa questione all'attenzione del tavolo tecnico non è stato minimamente preso in considerazione. La riforma è stata disegnata con poche risorse in un'ottica un po' demagogica e sicuramente influenzata dalla inconsapevolezza della complessità del progetto. Il team non è stato pensato, anzi il futuro direttore generale dovrà da settembre a dicembre dibattersi con i problemi ordinari, straordinari di una delle ASL della Sardegna, in sostanza risulterà impossibilitato a pensare alla nuova azienda per la quale sono forse necessarie più delle 24 ore giornaliere per i mesi antecedenti il 1 gennaio 2017. Un uomo solo allo sbaraglio, le cui competenze non saranno sufficienti di fronte ad un'impresa a dir poco titanica, per quanto bravo possa essere il candidato o chi verrà individuato. Non esiste dettagliata analisi dei processi da attivare per una gestazione armoniosa, né tantomeno processi formativi pianificati per creare consapevolezza della nuova cultura organizzativa, tutto sufficientemente legato al caso e alla necessità di apporre un'etichetta finalistica priva di consistenza operativa.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, la rubrica dell'articolo 14 reca "disposizioni transitorie", in realtà la fase transitoria è già iniziata, e credo che sia la terza o la quarta volta che intervengo su questo tema senza avere nessuna reazione da parte dell'Assessore regionale, ma mi piacerebbe sentire una parola chiara su questo, Assessore, perché lei ha credo contezza di quello che è successo nelle ASL in questo periodo, è iniziata ormai da diversi mesi a questa parte, cioè da quando è apparsa chiara la determinazione della Giunta di andare verso l'azienda unica, è iniziata una lotta all'ultimo sangue per incarichi e per consolidare posizioni all'interno delle diverse aziende, determinando una situazione che dal mio punto di vista è vergognosa, perché l'obiettivo di molti è stato quello di prefigurare già da oggi quello che sarà il futuro assetto organizzativo della futura ASL unica, facendo trovare il manager - Concordo con quanto ha affermato il presidente Pigliaru, chi andrà a governare questo soggetto, soprattutto nella complessità della fase iniziale, dovrà essere una persona che ha tutte le caratteristiche da qualunque parte provenga, dalla Sardegna oppure da qualche altra esperienza del continente -, dal momento in cui entrerà in carica, ad amministrare una situazione in cui troverà gran parte dei tasselli già fissati. Ho visto che opportunamente nell'emendamento della Giunta sono state inserite alcune norme in ordine ai concorsi, temo che una parte dei buoi siano già scappati, però quello che io sto sollevando in questo momento mi sembra un problema reale, per cui vorrei sapere dalla Giunta se si è posta questo problema, come conta di affrontarlo, perché ritengo che il manager della ASL unica debba andare a disegnare una realtà che deve essere in grado di plasmare lui in base al tipo di impostazione che riterrà di dare, non un'impostazione già fatta da altri in base a logiche vecchie, clientelari e che sia auspica da superare con la ASL unica. Grazie.
COZZOLINO LORENZO (PD). Presidente, io intervengo per quanto riguarda l'articolo 14, il punto 1, quello della scelta sulla sede dell'ATS. La scelta, Presidente, deve essere ponderata e preceduta da alcune considerazioni sia di merito che di sostanza. Per quanto riguarda il merito la logica vede favorita l'azienda più grande rispetto a quelle minori, in quanto avente le caratteristiche, la struttura, le professionalità adeguate per assolvere ai compiti ascritti dalla riforma del sistema sanitario. E non vi è dubbio alcuno che Cagliari abbia l'azienda più grande. Non si può sottacere che l'azione di riforma può subire un forte e dannoso rallentamento dallo spostamento in una sede diversa da quella di Cagliari, per il fatto che anche allo stato non risultano piani di fattibilità che dimostrino che qualsiasi altra sede diversa da Cagliari abbia le stesse caratteristiche che è in grado di offrire il capoluogo. La natura istituzionale dei complessi e delicati compiti cui è chiamata ad assolvere l'ATS necessita di un rapporto stretto di prossimità con l'Assessorato di riferimento, per facilitare celerità dell'azione amministrativa, dell'azione di vigilanza e controllo che lo stesso Assessorato è chiamato ad esercitare in un rapporto di reciproca e leale collaborazione. Per ultimo, nell'analisi dei costi, lo spostamento della sede di Cagliari oltre alle difficoltà per lo spostamento del personale comporta un sicuro aggravio di costi che il bilancio regionale avrebbe difficoltà a sostenere.
Per quanto riguarda la sostanza la scelta della sede dell'ATS non può essere oggetto di compensazione di natura politica per soddisfare particolari esigenze territoriali, non possiamo legare la logica di una scelta con la ricerca di costosi equilibri territoriali, quando tutta la riforma è incentrata sull'adozione di modelli organizzativi e comportamentali basati sul contenimento della spesa di uno dei settori che maggiormente incide sul bilancio della nostra Regione. L'efficacia della scelta deve corrispondere ad un criterio di buona amministrazione che tenga presente massa critica, rete di collegamenti, mobilità delle persone, infrastrutturazione e servizi necessari per il corretto funzionamento dell'ATS, liberando ogni altra considerazione che non corrisponda a questi criteri. Grazie.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, sulle modalità di voto degli emendamenti, per chiedere il voto segreto sugli emendamenti numero 653, 654 e 662.
USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, per capire, è stato chiesto il voto segreto, però su uno di questi emendamenti vorrei apporre la mia firma, si può fare?
PRESIDENTE. La firma l'emendamento ovviamente può essere apposta, prima della votazione deve dichiararlo. All'emendamento numero 654, mi pare, è così? Grazie.
Allora, andiamo in ordine. Siamo all'emendamento numero 189, c'è un invito al ritiro, onorevole Deriu? E' ritirato. Grazie.
Emendamento numero 351, c'è un invito al ritiro, primo firmatario l'onorevole Desini.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No Presidente, non lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 351.
Metto in votazione l'emendamento della Giunta numero 545, parere favorevole della Commissione.
Scusate, ci sono gli emendamenti agli emendamenti, andiamo in ordine: iniziamo con l'emendamento all'emendamento numero 602, Locci e più.
LOCCI IGNAZIO (FI). Ritirato!
PRESIDENTE. Sono stati ritirati anche i soppressivi?
LOCCI IGNAZIO (FI). Tutti!
PRESIDENTE. Anche quelli del PSd'Az? Sì, quindi andiamo avanti e passiamo all'emendamento numero 654, su cui è stato chiesto il voto segreto, quindi non si può intervenire. Onorevole Ledda aggiunge la firma, quindi: Ledda, Usula e Unali, si aggiunge la firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 654.
Decadono gli emendamenti 656, il 662 e il 653.
Ripartiamo con l'emendamento all'emendamento numero 661.
Ha domandato di parlare il consigliere Giancarlo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CARTA GIANCARLO (FI). Per spiegare i motivi lo farò in un'unica volta, quindi sia per 661, sia per il 660 questi emendamenti che abbiamo presentato sono emendamenti che servono da un lato a dare ordine a ciò che in questo momento è in disordine, vale a dire che ogni ASL lavora per conto suo, ogni ASL ha lavorato per conto suo, non applicando la legge, la legge per quanto riguarda i concorsi è l'applicazione delle regole riguardanti i concorsi e l'altro per quanto riguarda i precari che lavorano ormai da tanti anni nelle ASL. Per quanto riguarda quindi l'emendamento numero 661, l'emendamento che vi prego di votare da un ordine deciso al nuovo direttore generale dell'ATS, affinché prima di bandire un nuovo concorso esaurisca completamente le graduatorie che sono presenti nelle varie ASL della Sardegna, per ciascuna qualifica professionale.
L'altro emendamento, invece, riguarda i precari e riguarda di fatto, chiediamo alla Giunta, se l'Assessore volesse dare la sua opinione, chiediamo alla Giunta di applicare la legge di stabilità, la numero 208 del 2015 che aumenta di fatto la possibilità di partecipazione ai precari che nel tempo, da qui ai prossimi due anni, matureranno i tre anni di servizio. Questo per un senso di giustizia, lo riteniamo opportuno perché comunque molte ASL, con le qualifiche anche fra le più importanti, sono sostenute da personale precario, questa a mio parere, a nostro parere, è un qualcosa che dovrebbe riguardare l'intero Consiglio regionale e dovrebbe fare in modo che la Regione sarda applichi solamente la legge, noi stiamo dicendo questo, che applichi il comma 544 e il 543 della "208" del 2015 che, ricordo a tutti, stabilisce che le aziende sanitarie, entro il 31 dicembre 2016, devono iniziare il percorso di stabilizzazione dei propri precari, se l'Assessore ci vuol dire qualcosa in merito noi saremmo contenti, comunque vi invito a votarlo perché penso che riguardi tutto il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 661.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 661.
Metto in votazione l'emendamento numero 647, c'era il parere favorevole della Commissione della Giunta.
Chiedo conferma all'onorevole Perra, ci sono degli emendamenti sullo stesso argomento tutti con parere favorevole, sono gli emendamenti numero 647, il 658…
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 38, viene ripresa alle ore 16 e 57.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, chiedo all'onorevole Perra di darci lumi sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti). relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero: 661, 655, 660.
Il parere è positivo per gli emendamenti numero: 647, 658, 664, 663, 665.
Si invita al ritiro per gli emendamenti numero: 648, 666, 659.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 647.
PITTALIS PIETRO (FI). Io propongo all'Aula, se è possibile, di unificare a questo emendamento, trattando della stessa materia, il contenuto dell'emendamento numero 655, cioè ipotizzando una sorta di emendamento di sintesi, se l'Aula è d'accordo. Salvo precisare però, come giustamente mi è stato fatto presente, che dopo le parole " aziende ospedaliero-universitarie della Sardegna" aggiungere "con scadenza al 31-12-2016".
PRESIDENTE. C'è una proposta di sintesi, quindi vorrei che siccome la proposta di sintesi riguarda l'emendamento dell'onorevole Cherchi, numero 647, c'è una proposta di sintesi da parte del Capogruppo di Forza Italia che chiede di aggiungere la scadenza e quindi "sono utilizzate le graduatorie in vigore, prioritariamente nelle Aree contigue, quindi nelle altre Aree, secondo l'ordine di approvazione con scadenza al 31-12-2016". Cioè di limitare questo provvedimento alle graduatorie che hanno già scadenza al 31-12-16. Chiedo all'onorevole Cherchi se si può fare la sintesi con questa aggiunta. Però faccio notare che c'è una differenza perché qua si fa riferimento alle aree sociosanitarie, mentre invece nell'altro emendamento c'è un riferimento alle aziende ospedaliero-universitarie.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Va bene.
PRESIDENTE. Allora provo a riassumere se avete i due emendamenti davanti. Praticamente l'emendamento 14 rimane tale e quale, all'emendamento 14 viene aggiunto: l'efficacia delle graduatorie dei concorsi delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliero-universitarie della Sardegna con scadenza al 31-12-2016 sono prorogate sino al 31-12-2017, in conformità a quanto previsto dall'articolo 4 comma 4 D.L. 31-08-2013, convertito dalla legge 30-10-2013 numero 125. Uno era al 2016 e qua viene portato al 2017. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 04, viene ripresa alle ore 17 e 11.)
PRESIDENTE. È stata raggiunta una sintesi tra gli emendamenti numero 647 e 655. Il "647" rimane tale e quale e viene aggiunto il testo del 655, così modificato: "L'efficacia delle graduatorie dei concorsi delle Aziende sanitarie, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliero universitarie della Sardegna con scadenza al 31 dicembre 2016 sono prorogate sino al 30 giugno 2017, in conformità a quanto previsto dall'articolo 4, comma 4, D.L. 31. 8. 2013, n. 101, convertito dalla legge 30. 10. 2013 n. 125".
Metto in votazione l'emendamento numero 647 così modificato. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 658 decade. Sull'emendamento numero 648 c'era un invito al ritiro da parte del relatore e della Giunta.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazie Lavoro). Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 648 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 664. Chi lo approva alzi la mano.
Dichiarano di astenersi gli onorevoli Busia e Desini.
Passiamo all'emendamento numero 666, sul quale c'è un invito al ritiro.
PINNA ROSSELLA (P.D.). Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 666 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 663. Chi lo approva alzi la mano.
Dichiara di astenersi l'onorevole Busia.
Passiamo all'emendamento numero 660.
Ha domandato di parlare il consigliere Giancarlo Carta. Ne ha facoltà.
CARTA GIANCARLO (FI). Su invito anche dei colleghi di maggioranza, questo emendamento che ho spiegato riguarda i precari, posso tramutarlo in emendamento orale al comma 11, ma lo farò quando lei chiamerà la votazione, quindi lo ritiro.
PRESIDENTE. Quindi sul testo della legge?
CARTA GIANCARLO (FI). No, sul comma 11 dell'emendamento 545, quello della Giunta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 660. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 665. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 653 è decaduto, sull'emendamento numero 659 c'è un invito al ritiro.
PINNA ROSSELLA (PD). Ritirato.
PRESIDENTE. Ritorniamo all'emendamento della Giunta, il numero 545. L'onorevole Giancarlo Carta aveva preannunciato un emendamento orale, lo invito a formularlo.
CARTA GIANCARLO (FI). Alla fine del comma 11, dove c'è scritto "in conformità alla normativa statale vigente" propongo di aggiungere: ", secondo quanto previsto dalla legge n. 208 del 2015".
PRESIDENTE. Poiché non ci sono osservazioni, l'emendamento orale è accolto.
Metto in votazione l'emendamento orale testè presentato dall'onorevole Carta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 545. Chi lo approva alzi la mano.
Con l'approvazione di questo emendamento, decadono tutti gli altri emendamenti.
Passiamo ora all'emendamento aggiuntivo numero 352, sul quale c'è un invito al ritiro. Onorevole Busia, ritira l'emendamento?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 352. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 526, al quale era stato preannunciato dall'onorevole Pietro Cocco un emendamento orale.
COCCO PIETRO (PD). Per chiedere all'Aula di poter presentare un emendamento orale all'emendamento numero 526, presentato sempre dai sottoscrittori Cocco e Pizzuto. Si tratta della questione delle fasce, per le quali era già stata fatta una norma di legge che intendiamo esplicitare meglio per consentire di risolvere questo problema dei lavoratori, in particolare di un'Azienda sanitaria.
Il testo dell'emendamento orale è questo: "Articolo 14 bis. Nelle more della stipula di un unico contratto integrativo aziendale, considerato che i fondi contrattuali della nuova Azienda sanitaria regionale saranno costituiti dalle omologhe risorse provenienti dalle confluenti Aziende sanitarie, la costituenda Azienda procederà, al fine di evitare discriminazioni tra i dipendenti e probabili contenziosi, alla omogenizzazione dei modelli organizzativi e del trattamento normo - economico dei dipendenti e rivisitando i livelli salariali. Insomma sulla base della nuova legge che si sta approvando in Aula in questi giorni è necessario recepire quella norma e trasferirla alla nuova azienda che si costituirà. Se l'Aula è d'accordo. Grazie.
PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se ci sono osservazioni e opposizioni all'emendamento orale. L'onorevole Oppi chiede che l'emendamento orale sia firmato da tutti i Capigruppo. Quindi è aggiunta la firma di tutti i Capigruppo. Quindi questo emendamento viene messo in votazione.
I consiglieri Busia e Desini si sono astenuti.
Metto in votazione l'emendamento numero 526 modificato. Chi lo approva alzi la mano.
Astenuta la consigliera Busia.
All'articolo 15 sono stati presentati degli emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo15:
2. Il trattamento economico dei direttori generali delle aziende sanitarie della Sardegna è determinato dalla Giunta regionale, tenuto conto dei livelli remunerativi del settore, ed è graduato in relazione a parametri relativi al numero di assistiti, di posti letto e al numero di dipendenti, per tipologia di azienda sanitaria, nel rispetto del limite massimo al trattamento economico del personale pubblico e delle società partecipate, di cui all'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria).)
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. All'articolo 15 sono stati presentati gli emendamenti 80 uguale al 300 uguale al 492 parere contrario, emendamento numero 353 con invito al ritiro, emendamento numero 81 uguale 301 e 493 parere contrario, emendamento numero 82 uguale 302 e 491 parere contrario. Emendamento numero 490 invito al ritiro, emendamento numero 653 all'emendamento numero 547 parere contrario, emendamento numero 547 parere favorevole, emendamento numero 633 all'emendamento numero 548 parere contrario, emendamento numero 548 parere favorevole, emendamento numero (633) all'emendamento numero 549 parere contrario, emendamento numero 549 parere favorevole, emendamento numero 632 all'emendamento numero 550 parere contrario, emendamento numero 550 favorevole, emendamento numero 631 all'emendamento numero 551 parere contrario, emendamento numero 657 all'emendamento numero 551 invito al ritiro, emendamento numero 551 parere favorevole, emendamento numero 630 l'emendamento numero 552 parere contrario…
PRESIDENTE. Un attimo c'è qualcosa che non quadra. L'emendamento numero 649 è un emendamento numero all'emendamento numero 551…
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Qui è segnato numero 631, Presidente.
PRESIDENTE. Allora c'è l'emendamento numero 631, numero 657 e numero 649 ce ne sono tre.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Allora emendamento numero 551, 649, 558 ma questi ce li ho già segnati… Ed è così… Allora emendamento numero 649 all'emendamento numero 558 parere favorevole.
PRESIDENTE. Contrario… 631 invito al ritiro.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Emendamento numero 551 favorevole, emendamento numero 630 all'emendamento numero 552 parere contrario, emendamento numero 552 parere favorevole, emendamento numero 629 all'emendamento numero 553 parere contrario, emendamento numero 553 parere favorevole, emendamento numero 628 all'emendamento numero 554 parere contrario, emendamento numero 554 parere favorevole, emendamento numero 627 all'emendamento numero 555 parere contrario, emendamento numero 555 parere favorevole, emendamento numero 626 all'emendamento numero 556 parere contrario, emendamento numero 650 all'emendamento numero 556 invito al ritiro, emendamento numero 556 parere favorevole, emendamento numero 652 all'emendamento numero 558 invito al ritiro, emendamento numero 625 all'emendamento numero 558 parere contrario. Emendamento numero 558 parere favorevole. Emendamento numero 624 all'emendamento numero 559 parere contrario, emendamento numero 559 parere favorevole. Emendamento numero 623 all'emendamento numero 560 parere contrario, emendamento numero 560 parere favorevole, emendamento numero 561 invito al ritiro. Ho concluso, Presidente.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Allora il parere è conforme, c'è il ritiro dell'emendamento numero 550 ma c'è un problema da verificare su un articolo in cui c'era un parere favorevole.
PRESIDENTE. Quindi ritiro dell'emendamento numero 550.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie, chiederei cortesemente all'Assessore una spiegazione sull'emendamento numero 649, se abbiamo capito bene l'ambito dell'ASSL risultante dallo scorporo dell'ASL metropolitana di cui al comma 2 dell'articolo 4 ha come sede l'aria del Comune di Isili? Quindi significa che tutti i comuni scorporati dall'area metropolitana avranno come sede ASSL il Comune di Isili, ho capito bene?
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per legge non esiste una sede. Viene riconosciuta a una zona disagiata una specificità ma per legge non è prevista una sede legale delle ASSL.
PRESIDENTE. Grazie non ho altri iscritti a parlare, passiamo alla votazione degli emendamenti, abbiamo gli emendamenti soppressivi totali…
CARTA ANGELO (PSd'Az). Comunichiamo il ritiro degli emendamenti soppressivi totali e parziali.
PRESIDENTE. Sono ritirati gli emendamenti soppressivi del Partito Sardo d'Azione. Chiedo conferma, anche gli emendamenti agli emendamenti dell'onorevole Orrù? Sì.
Metto in votazione gli emendamenti numero 300 e 492, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Sull'emendamento sostitutivo totale numero 353 c'è un invito al ritiro. Rimane.
Metto in votazione gli emendamenti numero 301 e 493 uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
L'emendamento numero 81 è ritirato.
Metto in votazione gli emendamenti numero 302 e 491 uguali. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
L'emendamento numero 82 è ritirato.
Astensione dell'onorevole Busia.
Articolo 15, siamo agli emendamenti aggiuntivi, c'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 490.
Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Io non ritiro l'emendamento perché ritengo che in questa fase, dal 1° gennaio 2017, debba esserci comunque una continuità nell'informazione che svolgono gli uffici stampa. Pagina 521. Dicevo, ritengo che debba esserci continuità nell'informazione, l'informazione viene spesso bistrattata, ma è fondamentale nell'azione che soprattutto oggi, con l'istituzione dell'azienda unica, i territori devono avere con le funzioni nuove attribuite alle ASSL. Noi assistiamo ad uno scenario che vede molta precarietà attorno ad una funzione strategica che è al servizio dei cittadini nella comunicazione trasparente e nell'informazione puntuale. Soltanto una delle vecchie ASL, ancora una ASL, la numero 8, ha dato attuazione alla funzione del ruolo di addetto stampa, e riteniamo che queste funzioni invece debbano essere assunte a oggi, a maggior ragione, dalle ASSL. Per questo motivo io non intendo ritirare l'emendamento e lo sottopongo all'attenzione dell'Aula e anche all'Assessore competente per trovare soluzioni. Non credo che si possa trascurare questa funzione, questo aspetto che è fondamentale, e ribadisco che ha visto soprattutto fino ad oggi, e anche nel passato, avere nell'esercizio delle funzioni dell'attività di addetto stampa funzioni determinanti nella divulgazione anche di aspetti molto delicati e sensibili, basti ricordare ebola a Sassari o la peste suina. Pertanto, mantengo fermo e convinto l'emendamento, che questa funzione debba essere attribuita anche alle ASSL, e soprattutto in un regime di vacatio che può determinarsi da oggi fino a quando poi sarà veramente a pieno regime la nuova azienda unica. Grazie.
DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, non voglio pensare, onorevoli colleghi, che l'Aula sia così distratta in questo momento da non poter fare una valutazione attenta del tema. Come giustamente ha ricordato il collega Zanchetta esiste un pronunciamento, lo ha citato letteralmente, dell'ordine dei giornalisti, dell'associazione della stampa sarda sul tema, è necessario fare una valutazione ponderata, attenta per garantire la continuità della possibilità che dal mondo della sanità ci sia una comunicazione. Credo che attaccare la stampa e attaccare coloro che diffondono le notizie sia una cosa sbagliata.
(Interruzioni del consigliere Ignazio Locci)
Credo che questo atteggiamento sia sbagliato. Stai prendendo una cantonata, è sbagliato questo atteggiamento.
Io sostengo questo emendamento, spero che la maggioranza lo voglia sostenere, è sbagliato lasciar cadere la cosa come se si trattasse di argomento di poco momento.
USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Per dichiarazione di voto naturalmente sono assolutamente favorevole, e sottoscrivo tutte le parole dell'onorevole Zanchetta e anche dell'onorevole Deriu, e chiedo anche di apporre la mia firma a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento, come abbiamo visto, riguarda l'informazione e le esigenze di informazione. Voglio dire che c'è…
PRESIDENTE. Onorevole Locci, basta, per cortesia. Prego, assessore Paci.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Riguardo all'informazione, noi assicuriamo tutto il Consiglio che ci sarà massima attenzione. Questo emendamento non aggiunge niente, nel senso che riguarda l'organizzazione interna dell'ASUR, che ovviamente è definita dall'atto aziendale. Riteniamo questo un emendamento ridondante rispetto a una legge, dopodiché abbiamo chiesto il ritiro, continuiamo a dire che sarebbe opportuno ritirarlo, ma ci rimettiamo all'Aula. Ci sarà la massima attenzione nell'atto aziendale. Questo emendamento non sta aggiungendo nulla, e secondo me entrare nell'organizzazione aziendale con un emendamento, con una norma, non fa altro che appesantire le leggi. Detto questo, ci rimettiamo all'Aula, ma prestiamo sempre la massima attenzione ai temi dell'informazione.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io credo che presentare - lo dico al collega Zanchetta, glielo dico con amicizia - certi temi come una difesa corporativa è controproducente, perché qui il tema non è la difesa dei precari della stampa, il tema qui è quello di garantire un flusso di informazione costante nei confronti dei cittadini, e da questo punto di vista io condivido il suo emendamento, condivido per lo meno lo spirito dell'emendamento, perché qui si tratta di fare in modo che ci sia una copertura piena, sono stati citati degli esempi che ritengo pertinenti, lei ha citato degli esempi che sono assolutamente pertinenti, in cui l'informazione, sia in termini di informazione pura e semplice sia in termini di sensibilizzazione, penso per esempio al tema drammatico dalla peste suina, svolge un ruolo essenziale. Quindi, io credo che il tema debba essere affrontato con la serietà che merita, anch'io tendo a pensare che non tutto possa essere contenuto nella legge. Detto questo, personalmente, voterò a favore dell'emendamento perché ritengo che in legge, o comunque in altre forme, debba essere garantita l'informazione con una piena copertura anche a livello territoriale, penso che il tema vada affrontato anche in termini generali rispetto a questo. Ci riserviamo come Gruppo dei Riformatori di presentare una proposta di legge in ordine al rapporto tra l'informazione e tutti gli enti pubblici del sistema Regione, perché credo che stiamo entrando in un campo molto importante e molto delicato dal punto di vista dei rapporti tra l'istituzione e i cittadini. Approfitto dell'occasione, Presidente, perché rimanga a verbale, per dire che mi è stata portata alla firma postuma un testo di emendamento che io non condivido e non ho sottoscritto, che presumo sia stato votato dall'Aula e che riguarda le fasce. Quindi la mia firma, in qualità di Capogruppo facente funzioni dei Riformatori, non figura in quell'emendamento perché noi non lo condividiamo. Grazie.
PISCEDDA VALTER (PD). Mi rendo conto anch'io che forse un emendamento del genere potrebbe tranquillamente essere contenuto in un atto aziendale, ma una volta che la Giunta fa l'apertura di rimettersi all'Aula, mi sembra doveroso uniformarsi allo spirito dell'emendamento, per cui mi sembrava opportuno dichiarare il mio favore verso questo emendamento, e chiedo anzi che venga aggiunta la mia firma, perché si tratta sostanzialmente di sottolineare quanto ciascuno di noi ha già in animo, ovvero il dovere dell'informazione e della trasparenza dei territori che fanno capo a una ASL. Io penso che questo debba essere il nostro principale dovere, e cioè quello di informare, di far sapere, di aprire le stanze; come apriamo le stanze della politica, è giusto anche aprire le stanze dei luoghi che non sono prettamente di politica, ma che in questo caso sono di chi si occupa di sanità. Quindi chiedo che venga aggiunta la mia firma e mi esprimo favorevolmente su questo emendamento. Grazie.
COCCO DANIELE (SEL). Grazie, Presidente, se stanno zitti i colleghi possono esprimere il mio umile pensiero. Bene ha fatto l'amico, collega, compagno Pierfranco Zanchetta a rappresentare questo problema, e quindi io mi rimetto non all'Aula, ma mi rimetto alla decisione di Pierfranco Zanchetta su quello che vorrà fare, e cioè se ritirare o meno l'emendamento. Piuttosto volevo riprendere l'amico "Erdogan" Locci, perché… cioè, contro i giornalisti…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cocco, concluda l'intervento e non citi altri consiglieri. Grazie, onorevole Cocco!
Onorevole Locci! Sono già intervenuto io. Grazie.
COCCO DANIELE (SEL). Io veramente gli interventi degli altri consiglieri posso citarli, perché no!
PRESIDENTE. Non li può citare per provocare e non con nomi…
COCCO DANIELE (SEL). Io non li sto provocando…
PRESIDENTE. E' certo che fosse una provocazione. Grazie.
COCCO DANIELE (SEL). E comunque per dire che io personalmente e il mio Gruppo, se l'onorevole Zanchetta ritira l'emendamento va bene, perché siamo soddisfatti anche di quello che ha detto l'onorevole Paci, però se non dovesse ritirarlo noi votiamo a favore.
PINNA ROSSELLA (PD). Grazie, Presidente, mi sembrava che dovesse intervenire il Capogruppo. Intervengo soltanto a sostegno dell'emendamento, chiedo anch'io di apporre la mia firma, per le ragioni che qui chi mi ha preceduto ha spiegato ampiamente. Non si tratta di una difesa corporativa, non si tratta di salvare precari, si tratta invece di garantire la continuità dell'informazione, dei servizi di comunicazione, soprattutto anche nei territori più periferici e più marginali, dove probabilmente il flusso di informazioni e di comunicazioni non arriva come invece arriva nei grossi centri. Normalmente si tratterebbe di un atto di gestione, ma in questo caso ritengo che sia opportuno garantire e salvaguardare anche quella che è l'informazione dei cittadini. Io chiedo quindi di apporre la mia firma. Grazie.
LOCCI IGNAZIO (FI). Intanto è chiaro, caro collega Zanchetta, che non si tratta assolutamente di una contrarietà rispetto alla posizione e alla proposta legittima, anzi, sono felice forse di aver contribuito ad ampliare il fronte dei sostenitori della stampa democratica, ma soprattutto i sostenitori… questo chiaramente non c'entra niente con la stampa democratica, lo so io, ma voi lo sapete molto meglio di me che siete i professionisti di questa materia. Qui è chiaro che si sta scrivendo in legge una cosa che non c'entra nulla, avremmo forse sperato che insieme all'AREUS avremmo messo il legge probabilmente, avessimo messo nella legge che forse a breve avremmo avuto l'elisoccorso, forse a breve avremmo avuto qualche servizio migliore, invece ci accontentiamo della distribuzione delle sedi, della salvaguardia del nulla, perché saranno salvaguardati comunque se sono dipendenti e saranno salvaguardati anche se saranno stati reclutati con i soliti modi che utilizzano i commissari e che hanno utilizzato in questi ultimi 2 anni i commissari. Quindi è per tutti questi motivi, proprio a salvaguardia di tutti quei precari giornalisti che lavorano nei giornali, quelli che sono ancora aperti, nei siti internet, in tutta quella stampa periodica, e per quello che voto contro, perché questo è il sostegno ai soliti "paraculati" della politica e dell'informazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Locci, la invito a tenere un linguaggio più consono all'Aula. Grazie.
TEDDE MARCO (FI). Io credo che questo emendamento sia la ciliegina sulla torta di un articolato che comunque tende più che altro a mettere sotto il controllo del potere politico la sanità sarda, e questa la ciliegina sulla torta. Perché quei principi tanto sbandierati dal presidente Pigliaru nel suo interessantissimo programma che ha abbindolato tanti sardi, quei principi che sottolineavano che è indispensabile separare il potere politico dalla gestione delle ASL, vengono violentemente fustigati, perché questo è l'esempio classico di interferenza nel potere di gestione dei direttori, dei dirigenti delle ASL. Io credo che non si debba assolutamente infilare in questo ginepraio ne la Giunta ne il Consiglio regionale, a maggior ragione il Consiglio regionale, noi dobbiamo fare i legislatori, non possiamo assolutamente adottare atti di gestione, o disciplinare atti di gestione, non è corretto, non è giusto, è contro la storia, siamo in un'altra fase della storia, non della politica, della storia. Ormai è risaputo che la politica non si deve interessare di queste cose; voi vi volete interessare, non so per quale motivo, probabilmente c'è qualche motivo recondito, c'è qualche interesse politico e non, sta alla vostra responsabilità il voto di questo emendamento, che va a scardinare un principio che ormai è un masso, una colonna portante del nostro ordinamento. In bocca al lupo!
MELONI GIUSEPPE (PD). Si, brevemente, solo per chiedere di apporre anche la mia firma all'emendamento. Sinceramente non comprendo il senso di queste polemiche, debbo dirlo sinceramente, credo che non cambi nulla rispetto alla situazione attuale e rispetto a delle funzioni e uffici che sono necessari, vengono esercitati attualmente, non si tratta di salvaguardare questo o quel posto di lavoro, e nel caso dire anche cosa ci sarebbe di strano, si tratta semplicemente di garantire nei territori la comunicazione che viene garantita anche oggi per le stesse motivazioni per le quali il consigliere e proponente Zanchetta si è pronunciato. Io quindi sono perfettamente d'accordo e dichiaro il mio voto favorevole.
SOLINAS ANTONIO (PD). Devo dire che avevo qualche perplessità iniziale, l'intervento dell'amico Locci mi ha convinto dell'opportunità di votare questo emendamento, anche perché vorrei ricordare al consigliere Locci che gli uffici stampa della ASL non sono stati inventati negli ultimi 2 anni e mezzo, ma esistono da molto prima, e se dovesse andare a verificare gli addetti stampa delle ASL, non so che tipo di appartenenza politica possano avere. Quindi non si tratta di appartenenza politica o meno, si tratta di riuscire a veicolare all'esterno quello che la ASL deve comunicare ai propri cittadini. Quindi io ringrazio l'amico di Zanchetta per aver presentato l'emendamento e annuncio, Presidente, il mio voto favorevole.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Signor Presidente, sembra che qui si sia scatenata una guerra tra chi è contro e chi è a favore della stampa, ma credo che siamo tutti abbastanza schiavi della stampa per cui credo che siamo tutti d'accordo. Quello che vorrei capire per poter esprimere un giudizio è cosa vuol dire che l'attività di comunicazione delle ex ASL è coordinata per il tramite di un'organizzazione decentrata, cioè significa che laddove non c'è si fa un'organizzazione decentrata, cioè in ogni ASL dovrà esserci un'organizzazione deputata a svolgere questo compito e se non c'è, visto che lo stiamo mettendo in legge, dovrà essere fatto. Quindi stiamo in qualche maniera dicendo: "Se non l'avete costituite l'ufficio stampa", questo sta dicendo questo emendamento. Io vorrei che chi lo ha presentato dia a me questa informazione perché onestamente credo che non sia in discussione il valore dell'informazione, non sia in discussione il diritto di essere informati oltre che essere anche assistiti se malati, ma credo che sia necessario capire dov'è che quest'emendamento intende parare, cioè cosa stiamo inserendo in legge. Stiamo inserendo in legge che oltre a tutto il resto della pletora e dell'organizzazione che è prevista, è necessario anche che ogni ex ASL si doti di una organizzazione decentrata, quindi un'organizzazione decentrata vuol dire tutto e vuol dire niente, vuol dire che lasciamo anche ampio margine a ogni ASL di organizzarsi o con un addetto stampa, che è un ragazzo stagista, o di costituirsi un ufficio stampa con televisione, con addetto stampa per quanto riguarda i comunicati, qualcuno che dovrà leggere i giornali e rapportarsi col direttore e quant'altro. Bisogna che sia specificato bene cosa stiamo inserendo in legge perché ricordo che questo emendamento, se approvato, diventa una norma di legge che obbliga a essere rispettata da tutti quelli che hanno il dovere di farlo e credo che l'appesantimento del quale parlava l'onorevole Paci sia un qualcosa che non c'entra niente col diritto all'informazione, ma sia una cosa che riguarda la vera gestione e la snellezza che deve essere lasciata all'ex ASL che stiamo appesantendo troppo e che con questo emendamento si continua ad appesantire.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). La mia dichiarazione di astensione per questo emendamento, ma soprattutto la presa di distanza da questa imbarazzante discussione che rappresenterà e rimarrà il momento più vivace di una discussione che avrebbe dovuto riguardare i punti più importanti di questa riforma.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 490, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 547. Chi lo approva alzi la mano.
L'onorevole Busia si è astenuta.
Metto in votazione l'emendamento numero 548. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 549. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 550 è ritirato.
RUGGERI LUIGI (PD). Lo facciamo nostro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 550 fatto proprio dai consiglieri Ruggeri, Usula, Sabatini, Comandini, Deriu, Lotto e più.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, semplicemente prendo atto che c'era un impegno all'interno della maggioranza che è stato palesemente disatteso, ne prendiamo atto per esprimere il voto contrario e chiedo il voto elettronico su questo emendamento.
COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Vorrei ricordare ai colleghi, io non so quale impegno di maggioranza ci sia stato, in quale aula e in quale luogo, però questo del centro trapianti è un'eccellenza per quanto riguarda la Regione Sardegna e l'attività che è stata svolta in questi anni, soprattutto anche ai risultati ottenuti qualche giorno fa col millesimo trapianto fatto al Brotzu che sicuramente non può essere disconosciuta da quest'Aula e da questo lavoro che stiamo facendo per dare una sanità migliore e più efficiente.
LOTTO LUIGI (PD). Io ho fatto quell'affermazione prima perché avendo partecipato alle riunioni e agli incontri di maggioranza dove ho cercato di affrontare tutti i temi, di questo argomento non ne ho sentito parlare. Per cui credo che sia giusto, se la Giunta aveva deciso di porre questo problema, se qualcuno riteneva che non dovesse essere affrontato si doveva parlarne. Siccome questo non è successo, mi sembra che questa sia la conseguenza.
(Interruzione del consigliere Desini)
PRESIDENTE. Onorevole Desini, onorevole Desini la richiamo. Onorevole Desini ritorni al suo posto o esca dall'aula! La richiamo per la seconda volta.
OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Per ricordare a me stesso che su questo argomento c'è stata un'ampia discussione in Commissione e da questo è arguito anche il fatto che l'Assessore ha ritenuto opportuno ritirarlo. La verità qual è? Noi siamo in una posizione per risparmiare risorse, a leggerla bene questa è una struttura che costerà circa 240 mila euro, questo per dircelo con molta chiarezza. Se questo è, credo che si poteva seguire la linea che è stata seguita finora dalla proposta fatta dalla Giunta di ritirarlo. Il decreto c'è, ma non ha preso servizio e va valutato attentamente anche se ci sono i requisiti di legge per il signor D'Antonio.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ovviamente per esprimere il mio voto contrario e per dire che questa è la classica pezza alla incapacità amministrativa di questa Giunta. Perché il direttore del centro regionale trapianti è stato presentato due mesi fa alla stampa e ancora non ha preso possesso dell'incarico e qualcuno ci dovrebbe spiegare perché e oggi noi in legge dobbiamo fare questa porcheria per rimediare alla vostra incapacità.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, per dire che in realtà io non so se sia meglio un coordinamento regionale presso l'Assessorato o invece presso la struttura di riferimento, mi sembra che sia questo il punto. Io ricordo che l'accordo politico in realtà c'era, però mi adeguerò evidentemente al voto del mio Gruppo.
TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, io certe volte mi rendo conto probabilmente che ci siano delle discrepanze, delle incongruenze tra la Commissione della sanità e l'altra parte che non è in Commissione, quindi della vostra maggioranza. Di questo argomento se n'è discusso ampiamente in Commissione, si è discusso in Commissione, si è parlato con l'assessore Arru che è stato presente, si era preso anche un accordo e non riesco a capire ancora perché è in piedi questo emendamento oggi quando si è parlato diversamente in Commissione, o la Commissione conta come il due di picche, perché diversamente non si spiega. Qui c'è un curriculum di una persona che è stato presentato che è molto, molto minore rispetto a quello di certi curriculum che ci sono di persone in Sardegna e Assessore lei ha confermato questo in Commissione. Quindi se questo è stato fatto oggi perché c'è una presa di posizione da parte vostra, ci sono state delle altre scelte, allora vorrei saperlo anch'io.
COCCO DANIELE (SEL). Per chiedere un minuto di sospensione in Aula, se possibile.
PRESIDENTE. Io sto pensando di sospendere la seduta se continua così onestamente, perché è imbarazzante. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 01, viene ripresa alle ore 18 e 10.)
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io intervengo come Vicepresidente, confermiamo la posizione della Giunta regionale di ritirare l'emendamento numero 550, è un argomento che ci sta a cuore, sono necessari degli approfondimenti anche dal punto di vista procedurale e quindi ci impegniamo a presentare in tempi anche molto rapidi un apposito disegno di legge sulla materia.
PRESIDENTE. Quindi chiedo cosa si intenda fare a proposito dell'emendamento che è stato presentato. Si rimette alla Giunta, quindi è ritirato l'emendamento.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Soltanto per chiedere scusa a lei Presidente e a tutta l'assemblea per il mio comportamento non consono e corretto e per la mancanza di rispetto nei confronti dell'aula. Chiedo scusa per quanto è accaduto.
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 649, è un emendamento all'emendamento numero 551.
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Innanzitutto per annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento, però non vorrei che questo fosse solo un qualcosa che servisse per tranquillizzare una popolazione che è irritata, una popolazione che è arrabbiata, una popolazione alla quale gli stanno togliendo tutto. Sì Assessore, è così, mi dispiace ma se lei mi fa la testa così però mi faccia parlare poi se vuole mi risponde. Ritengo che questo possa essere un riconoscimento per una zona disagiata, però sinceramente non può essere solo qualcosa per far restare la gente tranquilla, chiusure di sale operatorie, riduzione dei laboratori analisi, chiusura estiva della radiologia, notizia di oggi sulla stampa. Quindi non è sulla carta che si fanno le cose, ma le cose si devono fare con i fatti.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Perché sulla scorta di quello affermato dall'Assessore poc'anzi e cioè che di fatto non vi è alcun obbligo normativo di indicare la sede delle ASSL, vorrei capire per quale motivo, se ci può dare una spiegazione in questo senso, si sceglie per una sola azienda sociosanitaria di indicare la sede e nel caso specifico perché si preferisce Isili e non il Sarrabus Gerrei con Muravera che ha un altro presidio, per esempio. Quindi quali sono le ragioni che hanno portato all'indicazione per una sola azienda sociosanitaria e nello specifico per questa sede.
LOCCI IGNAZIO (FI). Perché il principio generale di questa norma sulle aree sociosanitarie mi pare che fosse chiaro a tutti, e cioè che sarebbero state individuate di fatto nei territori delle ASL. Di fatto questa è la proposta dell'individuazione di un ulteriore area sociosanitaria, quindi sarebbe la nona o la decima, se contiamo o meno l'istituenda area sociosanitaria dell'area metropolitana di Cagliari, ovvero se non la contiamo. Quindi, pensiamo che vada nella direzione opposta, può anche darsi forse in un prossimo futuro assisteremo anche alla moltiplicazione delle aree sociosanitarie, magari da otto diventeranno, dieci, dodici, quattordici, perché non sedici. Quindi ci pare veramente un emendamento che tende esclusivamente a creare per legge un'area sociosanitaria su cui in realtà la legge ha già detto le modalità con cui devono essere individuate.
LAI EUGENIO (SEL). Presidente, solo per tentare di spiegare il perché la scelta di individuare quale sede operativa il Comune di Isili. Intanto le altre otto aree sociosanitarie locali hanno già individuato la sede operativa, se volessimo parlare del Sulcis la sede operativa è Carbonia, se volessimo parlare della Gallura la sede operativa è Olbia, se volessimo parlare di Cagliari la sede operativa è Cagliari, così come se volessimo parlare della Provincia di Sassari la sede operativa è di Sassari. All'interno della legge si sta ponendo lo smembramento della vecchia ASL 8 con lo scorporo dell'area metropolitana, che logicamente avrà come sede operativa Sealrgius come ce l'ha in questo momento, via Piero della Francesca, e l'unica sede operativa che non è stata individuata all'interno della legge è quella del resto della Provincia di Cagliari. Con questo emendamento si sta tentando di mettere un po' di chiarezza e si sta tentando di individuare una un'area centrale all'interno del resto della Provincia di Cagliari, che viene scorporata dall'area metropolitana, e viene individuato il Comune di Isili quale uno dei due presidi ospedalieri che restano all'interno dello scorporo della Provincia. Isili perché è centrale, è centrale da Teulada, è centrale da Villasimius. Isili è al centro e in questo momento rappresenta anche un punto che va, com'è stato fatto, sul decentramento e sull'avvicinamento dei poteri verso le aree più disagiate. Io non penso che questo sia un ripagare quello che eventualmente sta funzionando male in questo momento, io penso che l'Assessore ha preso l'impegno, l'ha preso a pieno titolo, penso che l'ospedale di Isili rappresenti un baluardo anche nella futura riorganizzazione della rete ospedaliera, e non penso che l'individuazione di Isili quale sede operativa, così come è sede operativa Carbonia, così come è sede operativa Sassari, Olbia, Oristano, o Nuoro, infici qualsiasi altro tipo di ragionamento. Grazie.
Abbiamo ancora un emendamento all'emendamento, l'emendamento aggiuntivo numero 657, con invito al ritiro da parte della Commissione e della Giunta.
COCCO DANIELE (SEL). Presidente, ho capito bene? C'è l'invito al ritiro?
PRESIDENTE. Ripeto, c'è l'invito al ritiro.
COCCO DANIELE (SEL). Ma questo emendamento l'ha fatto la Giunta insieme a me!
PRESIDENTE. Non so cosa dirle, ne parli con la Giunta, onorevole.
COCCO DANIELE (SEL). Allora scusate questo emendamento dice dopo il comma 2 dell'articolo 15…
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusate, non facciamola troppo lunga, con tutti questi emendamenti c'è stata un po' di confusione. Va bene! Va bene!
PRESIDENTE. Mi pare di capire che c'è un parere favorevole della Giunta.
Metto in votazione l'emendamento numero 657. Chi lo approva alzi la mano.
Astenuta l'onorevole Busia.
Metto in votazione l'emendamento numero 551. Chi lo approva alzi la mano.
L'onorevole Busia è astenuta su tutti gli emendamenti della Giunta, lo mettiamo a verbale così non lo ripetiamo più. Grazie.
Metto in votazione l'emendamento numero 553. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 554. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 555. Chi lo approva alzi la mano.
All'emendamento numero 556 c'è l'emendamento sostitutivo parziale numero 650, con un invito al ritiro.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, questo emendamento era volto sempre nella stessa ottica che abbiamo evidenziato dall'inizio, quella di una maggiore rappresentanza del direttore di area sociosanitaria e dei territori che questo direttore rappresenta, anche all'interno dell'Assessorato competente. Non ritiro l'emendamento, chiedo di votarlo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 650.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 650.
Metto in votazione l'emendamento numero 556. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 558. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 559. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 560. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 561. C'è un invito al ritiro.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No, lo ritiro.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Giusto per capire, all'emendamento numero 558 era stato presentato un emendamento all'emendamento numero 652.
PRESIDENTE. Il 625 che è stato ritirato?
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No, all'emendamento numero 558 è stato presentato un emendamento, il 652, con un invito al ritiro da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Io non ce l'ho, un attimo. L'emendamento è stato trovato, c'è stato probabilmente un disguido perché era imputato all'articolo 14, in realtà l'articolo di riferimento è il 15. Quindi, c'è un invito al ritiro, chiedo cosa voglia fare il presentatore, il consigliere Cherchi.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Sì Presidente, io vorrei che il Presidente della Commissione mi desse conferma dell'invito al ritiro perché questo è un emendamento che praticamente dà ristoro a quello che diciamo fin dall'inizio della discussione in aula: l'istituzione del direttore dell'area socio-sanitaria.
ARRU LUIGI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La figura del direttore socio-sanitario è a mio parere importante, per quello che abbiamo detto sui cambiamenti demografici ed epidemiologici è una figura che integra la figura di vertice con la componente socio-sanitaria e non è da confondere con il direttore dell'area socio-sanitaria locale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo 652.
LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, per porre l'accento sulla proposta dell'onorevole Cherchi, perché non si capisce come mai stamattina e ieri vi era una sostanziale contrarietà, da parte della Giunta e della maggioranza, sull'introduzione di questa figura e, questo pomeriggio, si vede che è cambiato tutto quanto e la Giunta dà parere favorevole. Noi non abbiamo dubbi sul fatto che si tratti di una figura importantissima di collegamento con le politiche sociali, resta un fatto: la Giunta ha addirittura preparato la relazione finanziaria a questo disegno di legge facendo leva precisamente sugli aspetti anche di riduzione della spesa relativi alle figure della cosiddetta governance delle aziende, poi delle aree socio-sanitarie, diminuzione di figure e quindi riduzione dei costi, per noi, per carità, non si tratta evidentemente di poltrone, ma si tratta chiaramente di figure dirigenziali importanti, però resta il fatto che non si capisce veramente quale sia la logica che la mattina orienta in un senso la discussione, e la sera la orienta in un'altra. Io non mi permetto di esprimere il voto per il mio Gruppo, lo esprimono solamente a titolo personale: voterò contro.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, prima di procedere, questo emendamento è assolutamente inammissibile rispetto all'emendamento che vuole sostituire, l'emendamento numero 558, non è connesso, è un altro argomento, non c'entra proprio niente quindi è inammissibile, fermiamoci qui perché adesso si capisce anche perché non c'era. Sull'emendamento numero 561, c'era un invito al ritiro, Desini l'ha ritirato.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Rimango quantomeno basito da questa decisione in quanto, ripeto, è un emendamento che entra nel merito, io capisco le argomentazioni dell'onorevole Locci che non capisce il perché la mattina viene messo e la sera ritirato, o il contrario, però era un difetto di presentazione, questo lo spiego all'onorevole Locci, l'argomento in questione è un argomento fondante di questa legge perché, Presidente voglio solo argomentare sulla decisione, perché è una figura estremamente importante all'interno dell'organizzazione della ASL unica la figura del direttore di area sociosanitaria è una figura fondamentale, declinata poi nell'atto aziendale che dovrebbe occuparsi dell'attività sociosanitaria. Io non capisco le motivazioni per cui sia… è un emendamento sostitutivo totale questo rispetto all'emendamento 558. Io vorrei che mi si dicesse quantomeno perché è inammissibile e se è inammissibile vorrei una dichiarazione esplicita da parte dell'Assessore in questo merito.
PRESIDENTE. No, non gliela deve dare l'Assessore l'inammissibilità, gliela do io, e adesso le spiego. Lei ha fatto un emendamento all'emendamento 558, il quale riguarda l'espressione di parere sulle delibere del direttore generale della materia propria competenza. Lei doveva presentare un emendamento che riguardasse questo argomento, gli argomenti che sono trattati qui non sono connessi. Quindi io posso condividere tutto quello che lei ha detto, ma doveva presentare un emendamento e non un emendamento all'emendamento numero 558, perché non c'entra nulla e lo rende inammissibile. È molto semplice e molto trasparente.
(Interruzioni del consigliere Augusto Cherchi)
PRESIDENTE. Non deve esprimersi l'Assessore sull'inammissibilità, lo fa il Presidente del Consiglio, non stiamo entrando nel merito. Siccome è inammissibile non è in discussione.
All'articolo 16 sono stati presentati degli emendamenti.
8) il comma 3 dell'articolo 42.)
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero: 83, 289, 494; 495, 504, 503, 496, 497, 501, 498, 500, 499, 502, 505, 506, 507, 508, 509. Si invita al ritiro per gli emendamenti numero: 354.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Ritiriamo tutti i nostri emendamenti soppressivi parziali e totali.
LOCCI IGNAZIO (FI). Anche noi ritiriamo i nostri emendamenti.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Anche noi.
PRESIDENTE. Allora resta l'emendamento numero 354 con un invito al ritiro.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Nessun ritiro.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 354. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Io mi astengo, Presidente.
All'articolo 17 sono stati presentati degli emendamenti.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero: 85, 284, 510. C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 355.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per motivi personali e familiari ho avuto modo di intervenire molto poco nella stesura e soprattutto nell'approvazione di questa legge. Però oggi sinceramente, anche per come è andata durante i lavori dell'Aula, non possiamo e non posso esimermi dal dire che non sono ovviamente, assolutamente d'accordo con nulla né con l'impostazione di questa norma, né tantomeno nei suoi contenuti. Credo fermamente che invece che parlare di lotta tra Cagliari e Sassari avremmo dovuto proiettare Cagliari, il nostro capoluogo di regione, al confronto con le altre città del resto d'Italia e smetterla invece con forme di campanilismo, che non porteranno e non faranno bene a nessuno. Sono fermamente convinta che il trasferimento a Sassari, e non certo per ragioni di Cagliaricentrismo, sia un elemento assolutamente negativo che porterà delle gravi discrasie, soprattutto sul sistema finanziario, ma soprattutto sul sistema organizzativo. Perché attualmente il grosso è rappresentato dalla ASL 8 e avrà difficoltà ad essere trasferito sulla città di Sassari. Credo anche che continuiamo ad avere una logica di spartizione del potere con dei sultanati, mi riferisco ovviamente alla ASL unica, che addirittura saranno governati da esterni, perché il presidente Pigliaru ha fatto delle dichiarazioni scontate, ma noi sappiamo che la realtà poi sarà ben diversa e ne avremo la prova di questo. E sarà ancora una volta un governo esterno alla Sardegna che deciderà sulla materia più importante: sulla salute dei nostri cittadini. Ancora, vogliamo sottolineare che purtroppo è una presa in giro perché nelle altre leggi avete fatto squisitamente annunci, lo ricordo anche nella vostra passata preriforma sanitaria, ma questa lo è doppiamente perché avete parlato per mesi e intortato chiunque sulla storia della ASL unica e adesso, addirittura, intervengo proprio sull'articolo 17, quando parlate di non aumento di risorse finanziarie, non aumento di spesa. Ma a chi la volete dare a bere? Sinceramente questo non avverrà e lo sapete benissimo, quindi in questa legge è contenuto un falso. Non solo, avete preso in giro i cittadini sardi parlando di ASL unica, ma quale ASL unica nel momento in cui continuiamo ovviamente ad avere delle altre aziende sulle quali, per carità siamo d'accordo, però di certo non parliamo di ASL unica. È un sultanato unico, su questo siamo d'accordo e abbiamo le idee chiarissime su quello che andrete a fare. Non solo, noi siamo fermamente convinti che la questa vostra riforma da un lato sia ancora un piegarsi alle volontà nazionali del Governo amico che vi rappresenta, ma dall'altra è anche un escamotage che state inventando proprio per coprire ancora, drammaticamente, il buco della sanità, state cercando anche qui, in questa fase, di prendere in giro anche il Governo nazionale, facendo di tutta l'erba un fascio e provando a far quadrare i conti. Non ci riuscirete, e questo lo sapete benissimo anche perché non lo diciamo noi ma ve lo sta dicendo la Corte dei conti: negli ultimi due anni c'è stata una crescita esponenziale della spesa sanitaria. Noi crediamo che il cittadino e soprattutto l'ammalato non può essere né di destra né di sinistra, con questa riforma davvero state creando delle disparità territoriali, delle disparità nei servizi che invece devono arrivare fino all'ultimo cittadino, al più bisognoso e all'ultimo territorio. E anche queste ultime farse, con le ultime proposte in cui addirittura si dà più importanza alla comunicazione che alla valorizzazione dei servizi utili al cittadino, ma perché non la smettiamo davvero? Noi su questo non possiamo essere assolutamente a sostegno vostro in nulla, anzi prendiamo assolutamente le distanze e crediamo anche che purtroppo le vostre logiche di potere porteranno al baratro, crediamo che purtroppo questo avverrà per la sanità e soprattutto per tutti i cittadini sardi, ma sono certa che ne pagherete assolutamente le conseguenze da soli.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Cerchiamo di tornare un po' alla normalità. Per l'invito al ritiro che c'è per quanto riguarda il nostro emendamento, il numero 355, che comunico che non ritirerò, io vorrei leggere soltanto questa riga per una riflessione per l'intero Consiglio, per vedere se questo emendamento è accoglibile o meno. L'emendamento dice: "Eventuali risparmi derivanti dall'attuazione della presente legge rimangono nella disponibilità dei capitoli del bilancio della Regione destinati a finalità sanitarie". Riteniamo che sia un emendamento di buon senso che va anzi proprio nella direzione in cui sta andando questo disegno di legge, quindi l'emendamento non verrà ritirato e invito tutti ad una riflessione in merito.
TEDDE MARCO (FI). Io sinceramente sono sconcertato, questa pseudoriforma è stata riformata ancora peggio di come fosse proposta a quest'Aula. Abbiamo visto che cosa è accaduto in Aula, abbiamo visto la maggioranza liquefarsi, si intravedono i primi scollamenti pesanti che cresceranno in modo esponenziale fino alla fine della legislatura; è fisiologico che questo accada nell'ultimo anno, accade tre anni prima della fine della legislatura e ne prendiamo atto.
Qualche riflessione bisogna pur farla su questa norma finanziaria, che, secondo noi, è errata, perché se è vero com'è vero che in via diretta non ci saranno nuovi ed ulteriori oneri, è anche vero a nostro avviso che i maggiori oneri ci saranno per la sanità, perché voi non avete fatto una riforma che serviva e serve per risparmiare o per colmare il buco della sanità, non è questo il vostro obiettivo e il vostro interesse, il vostro obiettivo e il vostro interesse era, è e sarà mettere sotto controllo la gestione della sanità. Lo avete dimostrato a più riprese, lo avete dimostrato con tanti emendamenti, alcuni veramente patetici ma che avete ugualmente affrontato e votato. Vi serve soltanto la catena di comando completa, a partire dal Presidente della Giunta, per arrivare all'Assessore, per arrivare al direttore generale, e qualche consigliere è molto interessato alle poltrone delle ASL, per poi arrivare anche alla nomina degli addetti stampa.
Ebbene, io credo che gli elementi fondanti di questa riforma siano innanzitutto una decrescita infelice del tasso di democrazia nella gestione della sanità, in secondo luogo questo controllo politico della sanità attraverso lo strumento del direttore generale che è di fatto un commissario.
Avete creato un elefante amministrativo, piuttosto che un ghepardo o una gazzella amministrativa; la sanità è oggi sicuramente più in difficoltà di quanto non fosse ieri. I precedenti delle Marche e dell'Abruzzo, che sono gestioni di sanità molto più semplici da disciplinare, non vi hanno insegnato niente, assolutamente niente. Sappiamo, non soltanto perché ce lo dice Cà Foscari - Assessore, c'era la necessità di scomodare Cà Foscari ? -, sappiamo che con l'accentramento e con l'accorpamento degli acquisti di beni e servizi si risparmia. Lo dice Cà Foscari ma avrebbe potuto dirlo anche l'Università di Sassari o l'Università di Cagliari, se lo dice Cà Foscari io credo che sia vero, credo che sarebbe stato sufficiente accentrare l'accorpamento degli acquisti sotto il controllo diretto dell'Assessorato della sanità.
Quindi una riforma sbagliata, molto difficile da attuare. Ma immaginate l'atto aziendale unico, l'atto aziendale che deve fare una ricognizione attenta della consistenza del patrimonio edilizio, dei rapporti giuridici attivi e passivi (non dei rapporti attivi e passivi, come li definite voi nel disegno di legge), una ricognizione dei rapporti di lavoro, che deve comprendere tutta la sanità della Sardegna, circa venti ospedali. Questo atto aziendale che poi dovrà interagire con due Aziende ospedaliere universitarie, con il "Brotzu", con l'Areus, un'impresa quindi titanica. Immaginate che è ancora in alto mare la fusione tra il "Santissima Annunziata" e l'Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, e non sappiamo quando andrà a compimento. Non sappiamo quando l'Azienda ospedaliera universitaria riuscirà ad operare in modo normale, oggi opera in modo anormale, Assessore, lei lo sa, anche se si schiera a difesa del commissario, però ovvi motivi. Eè evidente che deve difendere il commissario però i problemi dell'azienda ospedaliera unica che derivano dalla incapacità di fonderla con il "Santissima Annunziata" sono immensi, e ne sentiremo parlare ancora per tanto tempo. Quindi una riforma sbagliata, difficile da attuare, una scelta incomprensibile perché accentra poteri ma non migliora la sanità, non migliora l'erogazione dei servizi, non migliora la qualità dei servizi. Sarebbero occorse riforme concrete, risposte concrete, bene avreste fatto a riformare la sanità dal profondo, distribuendo territorialmente in modo più equilibrato le aziende sanitarie, senza fonderle o accentrarle tutte in un'unica azienda sanitaria. Io credo che purtroppo questo atto che voi oggi state votando, quest'atto che avete portando in Aula e che avete riformato, riformato e riformato ancora, produrrà tanti danni ai cittadini sardi. Sono ragionevolmente certo, Assessore, che in quest'aula ne dovremo ancora parlare, così come abbiamo parlato per tanto tempo delle proroghe dei commissari saremo costretti per molto tempo a parlare delle pezze che dovremo porre a questa riforma riformata della sanità.
TOCCO EDOARDO (FI). Io vorrei poter parlare, se riesco, con ognuno dei colleghi della maggioranza, singolarmente, per sapere effettivamente se in coscienza sono contenti di questa riforma. Io, conoscendo alcuni di voi, credo che alcuni di voi non siano proprio assolutamente soddisfatti di questa riforma. E' una riforma che è nata con l'idea di processo di organizzazione, di razionalizzazione, con un'idea di strategia sanitaria diversa per la Sardegna, per i sardi, alla luce di quello che abbiamo visto in questi ultimi mesi: le mobilitazioni nei territori, le problematiche dei medici, gli infermieri che mancano, gli OSS che non ci sono, le graduatorie ferme, i concorsi bloccati. Io credo che questo sia sotto gli occhi di tutti e mi sembra anche strano che voi, che state sul territorio ogni giorno, possiate avvalorare un discorso di questo genere.
Potrei dire veramente che avete creato un mostro, però ci sono anche quei mostri buoni quindi sarebbe anche in dubbio quello che sto dicendo. Io penso veramente che qui si sia portata avanti una discussione in questi due giorni animata senz'altro come tutte le discussioni di partiti politici, però non hanno avuto assolutamente dei risultati; perché quello che si è pensato era un poltronificio, a sistemare probabilmente delle persone, a creare direttori delle aree sociosanitari, creare direttori generali sanitari, amministrativi e mi farà piacere sapere cosa accadrà quando si dovrà valutare tutto quello che la documentazione contabile di tutto questo ambaradan, e non posso essere soddisfatto ovviamente ma non perché sono da questa parte politica, assolutamente, lo dico da cittadino, da sardo perché ascolto le persone, ascolto la gente, seguo, sento, mi muovo nei territori e non credo che questo sarà di facile risoluzione per quanto riguarda dubito anche che l'Assessore sia totalmente soddisfatto di questa riforma.
Mi dispiace che il Presidente, non lo dico perché è presente l'assessore Paci che lo rappresenta in tutto per tutto in questo momento, proprio adesso sarebbe dovuto essere presente il Presidente della Regione perché stiamo, si sta votando forse una delle leggi per voi più importanti di questi due anni e mezzo invece ho visto che lui si è allontanato dall'aula una volta che ha raggiunto l'obiettivo della sede a Sassari e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti, poteva benissimo aspettare, avrebbe fatto più bella figura e avrebbe probabilmente una caduta di stile in meno. Però sono cose probabilmente che ho notato solo io ho, forse l'ha notato anche qualcun altro. Al di la di tutto io non sono soddisfatto come non credo che siano soddisfatti i colleghi del Gruppo, sarà difficile veramente digerire questa riforma come voi la chiamate non per noi ma per tutti quei sardi che oggi sicuramente continueranno a mobilitarsi e non per i piccoli contentini che abbiamo dato come l'ospedale di Isili non credo che siano queste le aspettative da parte della gente. Io credo che i sardi nei territori avrebbero dovuto avere molto più rispetto in questo momento da parte nostra, non si è parlato assolutamente dei servizi territoriali, non si è parlato di niente, non ho sentito nessuno che abbia detto una parola nei confronti dei pazienti, dei cittadini, dei servizi alla persona, si è parlato solo ed esclusivamente quasi del tutto di questo mega direttore generale che avrà un potere da imperatore e che dovrà gestire sicuramente molto più di quello che gestirà l'assessorato nei prossimi anni. Quindi colleghi, sono sicuro che chiaramente il voto sarà favorevole da parte vostra a questa riforma però sappiate… vostro, da parte vostra, state tranquilli da parte vostra o forse non di tutti. Però ne sentiremo ancora parlare. Continuo a dire che avrei avuto piacere che la Commissione avesse avuto un ruolo molto più importante in relazione a questa riforma, invece purtroppo le mie aspettative sono state deluse.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, andiamo a votare una legge…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, un chiarimento siamo alla discussione sull'articolo 17. In realtà state facendo la discussione finale, ma è un'anticipazione…
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Un'anticipazione sì… Tra un po' andremo a votare, Presidente e Assessore, questa legge che non nascondo e non l'abbiamo mai nascosto non ci appassiona, io la voglio definire una legge un po' strana, una legge strana per come viene esitata in aula, con una legge che con l'importanza che riveste viene approvata con un giorno in mezzo di discussione in aula quando altre Regioni hanno impiegato mesi per approvare una legge del genere. Con una minoranza che non partecipa alla discussione, con una strategia politica suppongo ma evidente del lasciar passare tanto poi ci vediamo dopo. Una legge che da una parte accentra in maniera esagerata e dall'altra decentra, ad esempio il 118 decentrato con una sede decentrata in questo modo come quella che abbiamo visto, una legge che certifica in qualche modo un cambiamento che da due anni a questa parte abbiamo vissuto del servizio sanitario regionale che passa che è passato anzi da un servizio centralità ASL ad un servizio a centralità regionale, una legge che oltre a centralizzare legittimamente alcune funzioni accentrabili che sono le uniche che producono, grazie onorevole Manca… che sono le uniche che producono risparmi, centralizzano anche funzioni, funzioni certificando che il processo che nella legge di riforma sugli enti locali è stato in parte mitigato dal principio perequativo ma in questa legge non vedo applicato, Assessore, si lasciano i territori periferici al margine di questa riforma e non si crea il giusto collante tra direzione ormai lontana periferia demotivata e lesa nel senso di appartenenza e non può consolare la sede di un'azienda a Nuoro di un'azienda dell'emergenza e urgenza a Nuoro piuttosto che no.
E sull'emergenza urgenza a me duole il fatto di aver assistito ad un dibattito in aula pensando solo alla sede dove mettere la direzione, non abbiamo parlato dei problemi veri del sistema di emergenza-urgenza, non abbiamo parlato che è un sistema quello dell'emergenza-urgenza che vive nell'emergenza e nell'urgenza, nell'urgenza di cambiare e il cambiamento che noi pensavamo a questo sistema era quello proponendo un sistema dipartimentale molto più snello di quello di un'azienda con una catena di comando molto corta con la possibilità di poter interagire subito e di poter agire subito nella giusta direzione di cambiamento. Solo alcuni dati i medici che operano nel servizio di emergenza-urgenza molti hanno chiesto di non poter più svolgere il servizio per inabilità fisica perché alla soglia dei sessant'anni non riescono più a salire sull'ambulanza. È un servizio che dal punto di vista di mezzi e di disposizione dei mezzi nel territorio regionale è vecchio, il sistema dell'elisoccorso è un sistema che ha la sua operatività per il 70 per cento in mare, cioè il 70 per cento di quello che noi spendiamo per il sistema di elisoccorso così come ce lo abbiamo adesso viene buttato in mare. È un sistema che si avvale di mezzi che non sono idonei per poter fare il servizio che stanno facendo. Ebbene di questo non abbiamo parlato, abbiamo parlato solo della sede. È una legge nata molto velocemente questa con una tecnica legislativa ben precisa ma che presuppone, Assessore, dei tempi di attuazione ahimè lunghi, con rischi concreti di generare quel caos organizzativo che abbiamo sempre richiamato alla Giunta e cercato di porre attenzione e altrettanti concreti timori di un servizio che peggiora. Mi viene in mente quel diagramma, caro a lei, Assessore, in cui si evidenzia l'indice di chenmitz, sa benissimo di cosa sto parlando, con l'indice di complessità dei casi trattati dove nella Regione Marche che ogni tanto tiriamo fuori per quanto riguarda la bontà dell'accentramento della ASL dapprima si trovava nel quadrante superiore esterno adesso si trova dove si trova la Sardegna cioè nel quadrante delle peggiori performance della sanità… Finito il tempo continuerò poi.
PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare, quindi passiamo agli emendamenti presentati all'articolo 17.
Metto in votazione gli emendamenti numero 85, 284 e 510, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Sull'emendamento aggiuntivo numero 355 c'è un invito al ritiro, mi pare che è stato ritirato. Non è stato ritirato, rimane.
All'articolo 18 sono stati presentati gli emendamenti numero 86, 204 e 489, che sono uguali. Non è ammissibile l'emendamento numero 636. C'era un emendamento orale però preannunciato? No.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. All'articolo 18 è stato presentato l'emendamento numero 86, che è uguale al numero 204, che è uguale al numero 489, con parere contrario.
PRESIDENTE. Prego, ripeta.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 204 parere contrario, sull'emendamento numero 489 parere contrario. Ho appena sentito che l'emendamento all'emendamento numero 636 non è ammissibile?
PRESIDENTE. Sì. La risposta è perché l'emendamento numero 204 è un emendamento soppressivo che non è emendabile.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giancarlo Carta. Ne ha facoltà.
CARTA GIANCARLO (FI). Io volevo fare l'intervento se posso, oppure votiamo, volevo fare un intervento generale.
PRESIDENTE. Può intervenire per dichiarazione di voto.
CARTA GIANCARLO (FI). Sì, grazie. Io ho qui gli appunti… sulla discussione generale dell'articolo 18. Posso? Grazie, Presidente. Io ho qua gli appunti che avevo scritto quando abbiamo approvato la leggina di proroga dei commissari, e leggo, colleghi, qualcosa che non è cambiato da allora ad oggi, e vale a dire stiamo approvando una legge che avrebbe dovuto, almeno nell'interesse della Giunta e della maggioranza, diminuire le spese delle nostre ASL, avrebbe dovuto essere una legge che metteva ordine al sistema sanitario regionale, una legge che dava risposte concrete ai pazienti, ai cittadini che si devono rivolgere alle strutture sanitarie del nostro territorio, e avrebbe dovuto dare risposte anche a tutti quegli operatori che operano con grande impegno all'interno delle strutture sanitarie. Ecco, quello che mi è sembrato di capire, colleghi, è che oggi stiamo per approvare una legge fatta veramente, un collega ha detto un Risiko, cioè ognuno deve mettere la sua pezza e la sua medaglietta su questa legge, e non ho visto qualcosa che invece inglobasse un'idea generale e un'idea importante di sanità. Le percentuali di risparmio, abbiamo visto dai dati che abbiamo avuto, sono ridicole, stiamo parlando dell'1 per cento, non solo, ma dalla discussione di questi giorni è venuto fuori che forse aumenteranno, aumenteranno gli addetti stampa, aumenteranno i direttori perché comunque poi a loro volta avranno uno staff, quindi a nostro parere i costi aumenteranno. Allora, mi viene in mente che forse avevamo ragione noi, forse avremmo dovuto prenderci più tempo, Assessore, forse c'era bisogno di un attimo di riflessione, come ha detto anche qualche altro collega autorevole di maggioranza, perché questa legge deve essere una legge di tutti, questa deve essere una legge di tutti, di tutto il Consiglio regionale a favore di tutti i sardi, e invece così non è, purtroppo sta venendo fuori un pastrocchio, sta venendo fuori un qualcosa che non mi piace, sta venendo fuori qualcosa che probabilmente dovremo rivedere, a breve anche, perché non darà quelle risposte concrete che avremmo voluto dare. Forse avremo un nuovo mega direttore generale galattico di fantozziana memoria, vi ricordate quello con i sedili in pelle umana? Però da questa legge sta venendo fuori solo questo, che ci sarà un unico mega direttore che governerà la sanità in Sardegna. Di fatto, esautorando il potere politico, di fatto esautorando l'Assessore competente, perché chiaramente, se già i commissari facevano quello che volevano, figuriamoci il mega direttore galattico. Quindi, veramente mi sento profondamente deluso, profondamente amareggiato da come è andata questa discussione, mi ha fatto piacere che alcuni colleghi di maggioranza lo abbiano detto anche prima di me, una discussione così importante andava affrontata bene in Commissione, andava affrontata bene in Aula. Ripeto, forse con qualche giorno in più o qualche settimana in più, saremmo riusciti a trovare una quadra, ma così veramente il mio per lo meno personale, ma penso di tutto il Gruppo di Forza Italia, la mia personale opinione è che questa riforma è totalmente sbagliata e da bocciare. Grazie.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, è uno sfogo il mio perché volevo dire alcune cose su questa proposta che stiamo per votare. Io sono profondamente rammaricata per come è andata questa discussione, e sono innanzitutto rammaricata e addolorata per come ha gestito io stessa la parte che a me spettava, perché forse sarei dovuta essere meno ottimista, credere che forse il lavoro precedente andava fatto insistendo di più su alcuni aspetti, e che non bisognava semplicemente raccogliere l'approvazione che arrivava da certa parte della Giunta su alcune indicazioni che noi avevamo dato, bisognava essere un po' più maliziosi e pensare che poi invece quei suggerimenti che erano importanti alla fine venissero persi in una discussione che riguardava altri aspetti, e male ho fatto. Quindi io per prima mi assumo la mia responsabilità. Ma mi dispiace che è stata persa un'occasione, un'occasione importante di riflessione, perché oggi ritrovarci qui in quest'aula semivuota, con un'opposizione che ha fatto quello che ha potuto, ma che evidentemente si è arresa perché utilizzerà forse questa legge per costruire forse la prossima campagna elettorale, perché io temo che questa legge, così come sta venendo fuori dal voto e dai contributi che sono stati portati, che nasceva già non perfetta e perfettibile, ma che è stata se vogliamo peggiorata, porterà e scaverà nella pelle, nella carne dei sardi, perché questo va a fare questa legge, incide sul bene principale che è la salute dei nostri corregionali. Io spero di sbagliarmi, me lo auguro profondamente, però questo è quello che mi dice la mia coscienza, e spero che la mia coscienza, la voce della mia coscienza venga smentita. Io ho cercato di entrare nel merito della discussione, nel discutere ogni singolo articolo e cercare anche di spiegare gli emendamenti che portavamo e che raccontavano una proposta che aveva un filo conduttore, cosa che non ha questa proposta. Lo abbiamo fatto con convinzione con buona volontà, ma non siamo stati ascoltati. Non solo questa legge non porta a quella semplificazione che è stata prospettata nella relazione introduttiva, non solo non accontenta i territori, non solo non alleggerisce il sistema, fa esattamente il contrario. Il riequilibrio territoriale non può certamente essere soddisfatto per il fatto che si sta spostando una macchina pesantissima a Sassari, o per il fatto che si sta sistemando la centralina dell'AREUS a Nuoro. Io credo che gli errori siano diversi, e ripeto, per questo mi dispiaccio, mi dispiaccio per quello che non ho potuto fare io in prima persona e per quello che non è seguito in questa Aula che, come ho detto prima, ha visto i suoi unici momenti di vivacità quando è stata discussa la sede dell'azienda unica dell'ATS, e quando è stato discusso il fatto che si dovessero mantenere gli addetti stampa delle varie aziende sul territorio. Anticipo quello che sarà il mio voto, che è ovvio e scontato che sarà di astensione anche all'articolo 18, e che sarà di astensione all'intera legge. Spero che i fatti mi diano torto, e saprò riconoscerlo.
Abbiamo esaurito l'analisi degli articoli, sono stati presentati 2 ordini del giorno. Gli ordini del giorno sono stati presentati dopo la chiusura della discussione generale, quindi non possono essere presentati, sono stati consegnati in questo momento alla Giunta per il parere.
(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno numero 1 e numero 2:
2) a promuovere celermente, in tutte le sedi opportune e ad ogni livello istituzionale tutte le opportune iniziative atte a perseguire le finalità di cui al punto 1). (1)
2) a riferire con urgenza al Consiglio regionale sulle iniziative intraprese ai sensi del punto 1). (2).)
PRESIDENTE. Si tratta di due ordini del giorno simili, chiedo il parere della Giunta.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'ordine del giorno pone un tema importante sul quale la Giunta sta vigilando, perché c'è allarme da parte di tutti, e io penso che ci sono gli impegni che vengono chiesti alla Giunta che vanno riscritti, vanno limati, perché direi che un ordine del giorno che impegna la Giunta lo si vede anche insieme, non è che arriva scritto, lo dico senza alcun problema qui in Aula. Quindi, Presidente, sui contenuti nessun problema a riferire e a prestare attenzione, ma "a scongiurare la drammatica svendita del patrimonio genetico dei sardi e conseguentemente la nostra identità di popolo", cioè, noi vigiliamo, ma se in linea di principio viene una seria società, con tanto di premi Nobel nel comitato scientifico, e viene a fare seria ricerca in Sardegna, aprendo i laboratori in Sardegna, dando tutte le garanzie, ovviamente con il garante che sapete che è attento e ha già dichiarato che per ora tutto quello che è stato fatto è legittimo, il garante! Io dico che dobbiamo essere aperti, ovviamente stando attenti, vorrei essere chiaro, stando attenti perché ci sono dati sensibili che non vengono presi e dati al primo venuto, sappiamo che c'è bisogno di nuovo del consenso di ciascun cittadino prima che il suo dato possa essere utilizzato per scopi diversi, quindi a tutte queste garanzie la Giunta è pienamente attenta, ma allo stesso tempo non siamo contrari, in linea di principio, a che ci siano società che operano, che vengono ad operare in Sardegna, che fanno investimenti in Sardegna e che promuovono lo sviluppo anche dell'occupazione e della ricerca, quindi ci vuole molta attenzione a questo, attenzione ovviamente alla nostra identità, al lavoro che è stato fatto, però allo stesso tempo non certo una chiusura rispetto all'esterno. Quindi io dico che va bene l'argomento, ma scriviamo adeguatamente le cose.
USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Grazie, Presidente, e grazie anche all'Assessore per aver dato anche qualche rassicurazione in merito a questa vicenda, che per me e per noi rimane assolutamente drammatica e per certi versi rimane comunque scandalosa. Io ricordo di aver denunciato questi fatti con il giornale ancora aperto il giorno stesso che si è avuto notizia di questa svendita a una società londinese, naturalmente denunciavo anche, e mi ci mettevo anche io, denunciavo il silenzio della politica regionale su questo tema, ed è chiaro che a quel punto ho preparato, così come abbiamo deciso anche insieme a tantissimi colleghi della maggioranza, ma potevamo farlo anche insieme a tanti della minoranza, un ordine del giorno, preparato proprio in quel momento. Non mi sembra che con quest'ordine del giorno scavalchiamo nessuno, chiediamo garanzie, chiediamo garanzie di un coinvolgimento dell'università sarda, dei ricercatori sardi, chiediamo garanzie a che tutto questo patrimonio di dati genetici, dati biologici dei sardi, di una gran parte di popolazione sarda, possa essere utilizzato sempre per fini pubblici, non solo per fini di mercato. Ricordo che la società londinese all'acquisto per la misera cifra di 258 mila euro ha visto il suo titolo in borsa balzare in avanti di 11 punti; questa cosa mi va bene se la ricerca è finalizzata a obiettivi di bene pubblico, di bene della Sardegna, e si chiedeva garanzie in questo senso, se ci sono queste garanzie… è per questo che abbiamo chiesto alla Giunta di riferire a questo Consiglio. Grazie.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). In verità io capisco l'esigenza della Giunta, però, signori, le poche competenze che rimangono nel perimetro esistenziale di questa Assemblea legislativa non possono essere svendute in questo modo, lo dico ai colleghi in un clima di assoluta serenità, in un ragionamento che non vuole essere di parte politico ma, Assessore, per la stima che nutro nei suoi confronti, è impensabile che un Consiglio regionale debba concordare con la Giunta un ordine del giorno! Questa è la sede nella quale si assumono decisioni di questo carattere e la Giunta, che è organo Esecutivo, è tenuta ad eseguirle, sennò, signori miei, mi chiedo se ciascuno di noi abbia senso che si candidi a rivestire un ruolo qua dentro o percepisca un'indennità non si capisce poi per cosa. Perché qui alla fine dovremo portare noi i fogli per avere un'approvazione preventiva, quindi lo dico con estrema serenità, però ritengo che serva una rettifica non dell'ordine del giorno, serve una rettifica nella dinamica dei rapporti tra i due organi di questa Regione.
Nello specifico, collega Usula, dov'è la rassicurazione? Mentre noi discutiamo del fatto che siano benvenute delle società serie - e questa è una affermazione che si può anche condividere - con il disegno di legge 283 che forse arriverà qui tra qualche giorno, per un caso simile stiamo dicendo che invece i rami d'azienda di Fase 1 debbano essere acquisiti dal Brotzu e li stiamo autorizzando sulla base di una considerazione diametralmente opposta. Cioè stiamo ritenendo che vi siano dei segmenti di ricerca, dei valori aggiunti in queste realtà che sono di interesse pubblico. Allora noi dobbiamo riaffermare l'interesse pubblico a detenere questo patrimonio, dopodiché si potranno creare tutti i partenariati possibili perché questi vengano utilizzati in Sardegna con tutti gli approcci scientifici del caso. Quindi da parte mia sicuramente la disponibilità, credo di parlare anche a nome dei colleghi, di trovare un ordine del giorno condiviso con il resto dell'Aula, ci perdonerà la Giunta se la condivisione avverrà con l'Aula.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, credo che tutti ci siamo indignati questi giorni scorsi quando abbiamo letto sul giornale questa svendita, questo fatto che sicuramente ci ha colpito tutti. Sottoscrivendo le parole appena pronunciate dal collega Christian Solinas credo che l'approccio che la Giunta vorrebbe avere su un argomento di questo genere sia sbagliato, sbagliato alla radice perché non è che io aspetto che venga qualcuno, io come popolo sardo voglio decidere con chi voglio avere a che fare, io come popolo sardo voglio decidere a chi affidare il mio patrimonio genetico, io popolo sardo voglio decidere chi può analizzare il mio sangue, io popolo sardo voglio decidere come lo può utilizzare. Quindi, credo che non possiamo aspettare che arrivi il premio Nobel, credo che noi dobbiamo avere un rigurgito di dignità e dire quello che vogliamo, quello che riteniamo più giusto per il nostro popolo, quello che riteniamo più giusto per il nostro sangue e non aspettare distesi sulla spiaggia che arrivi una racchia o Belen Rodriguez. Assolutamente, dobbiamo decidere noi quello che vogliamo fare e credo che l'approccio e quello che è stato detto dal Vicepresidente della Giunta regionale sia sbagliato e non tenga conto in nessun modo di quello che invece è il carattere del popolo sardo, l'esigenza del popolo sardo. In questo caso credo che i due ordini del giorno così simili possano essere racchiusi in un unico ordine del giorno e decidere che siamo noi a determinare come e con chi fare le cose e non aspettare che ci arrivi né da Londra né da altri posti. Credo che l'ordine del giorno (quello che ha proposto Christian Solinas mi trova assolutamente d'accordo, credo che si possano anche riunificare) voglia dare la dignità qui dentro al popolo sardo che è stata rubata con questo fatto gravissimo di un qualcosa che ci appartiene e che ci apparterrà e che è sfuggito al controllo dei sardi. Credo che noi dovremmo fare di tutto perché questo controllo rientri nelle mani dei sardi, checché ne pensi la Giunta regionale.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, il Gruppo dei Riformatori ha presentato una settimana fa una mozione proprio su questo tema, è importante che il tema sia stato sollevato oggi con questi due ordini del giorno. È chiaro che stiamo parlando di compravendita tra privati ed è altrettanto chiaro che da questo punto di vista una ingerenza della pubblica amministrazione avrebbe poca giustificazione. Avrebbe molta giustificazione invece se si ponesse attenzione alle vicende che hanno accompagnato Shardna, i passaggi che ci sono stati, le procedure che sono state costruite e che sono andate avanti nel totale disinteresse da parte della Regione, non di questa Giunta, in generale della Regione. Ci sono dei profili che indubbiamente vanno al di là degli aspetti privati che credo siano anche oggetto di attenzione della Magistratura. Ci sono problemi etici, ci sono problemi di privacy e di consenso. Questi donatori hanno espresso il loro consenso affinché del loro DNA venisse fatto questo utilizzo? Io penso di no. Io penso che tutti loro siano inconsapevoli di quello che sta succedendo se non per averlo appreso dai giornali. Ecco perché io credo che sia utile che la Giunta se ne occupi nelle forme dovute naturalmente, ma dire che non se ne può occupare mi sembra francamente un chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità. Concordo che non dobbiamo essere disattenti rispetto a quello che è il progresso, a quella che è la ricerca scientifica, concordo sul fatto che anche su questo versante non possiamo per l'ennesima volta essere provinciali però, ripeto, ci sono degli aspetti che meritano di essere approfonditi sotto il profilo etico e sotto il profilo del consenso formulato dalle persone alle quali è stato prelevato il DNA.
BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Rinuncio.
PRESIDENTE. Mi pare di aver capito che c'è una proposta per uniformare i due ordini del giorno. Se la proposta è accolta, la seduta è sospesa per dieci minuti per unificare i testi e convoco una Conferenza dei Capigruppo contemporaneamente.
A chiarimento. La legge è finita, mancano l'approvazione degli ordini del giorno dopodiché si va alla votazione finale della legge.
Per Regolamento gli ordini del giorno vanno votati prima della votazione finale della legge, quindi se c'è un'unificazione sospendiamo, altrimenti si mettono in votazione i due ordini del giorno senza fare unificazione di niente. Sono abbastanza simili, mi pare che cambi sostanzialmente l'impianto.
Poiché l'Aula è d'accordo, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, perché non condivido nei toni gli ordini del giorno, quindi così come non li ho sottoscritti, non li voterò. Si tratta di un altro aspetto che ci ricordiamo oggi di una questione certamente importante, però consideriamo il fatto che per anni, e non mi sto riferendo agli ultimi due anni e mezzo, i campioni prelevati sono stati dimenticati da tutti in congelatori che probabilmente sarebbero stati spenti successivamente qualora non ci fosse stato l'interesse di questa società londinese. Per cui io credo, scusate è la mia opinione posso esprimerla, io credo che certamente la Regione debba far bene a vigilare e in questo senso alcune frasi nell'ordine del giorno sono condivisibili, ma ritengo che sia da valutare molto positivamente l'interesse di una società londinese che con scienziati di fama internazionale a supporto si occupa di questa cosa che era finita nel dimenticatoio.
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
COCCO DANIELE (SEL). Siamo arrivati finalmente alla fine di questa due giorni o tre giorni di querelle in Aula. Io credo che abbiamo fatto e che questa maggioranza abbia fatto una cosa importante e coraggiosa. Sappiamo benissimo da dove partiamo, partiamo da una situazione, l'abbiamo ripetuto più volte, che riguarda la sanità e il sistema sanitario della Sardegna ed è una situazione disastrosa, peggio di così non può andare, per cui era indifferibile che si intervenisse e si è intervenuti con un dispositivo, ripeto, coraggioso. E non è vero che non si è cercato di entrare nel merito della legge, il merito di questa legge non era sicuramente la scelta della sede sia della ASL unica che dell'AREUS. Siamo entrati nel merito e abbiamo fatto di tutto perché volevamo e vogliamo avvicinare il paziente cittadino al sistema sanitario regionale. Abbiamo parlato di perequazione e quell'emendamento che è passato seppure a voto segreto che ha stabilito e sancito che le due sedi siano a Sassari e a Nuoro è un inizio di un percorso che era stato promesso e che finalmente comincia ad essere tradotto in atti concreti. Non accettiamo polemiche su questo perché voi stessi l'avete detto che si era parlato di percorsi perequativi e sinora non era stato fatto niente, quindi dovete farci un plauso se oggi siamo riusciti, forse anche col vostro ausilio, a decidere le due sedi in un luogo diverso da Cagliari. Siccome ho poco tempo dico solo che io mi aspetto tanto dal Presidente e dall'Assessore rispetto alla scelta di quelli che andranno a guidare questa nuova mission, mi aspetto i migliori e non necessariamente i migliori proverranno dalla Sardegna. Se arriveranno da oltre Tirreno saremmo ben contenti perché vorrà dire che quei profili saranno talmente alti che avremmo scelto quelli perché noi vogliamo mettere questa macchina davvero in mano ai migliori che ci possono essere in questo momento in campo e questo riguarderà anche i direttori delle aziende sanitarie e riguarderà anche i direttori delle aree sociosanitarie. Noi questo ce lo aspettiamo e siamo certi che su questo il Presidente e l'Assessore ci daranno ascolto perché lo credono e lo pensano anche loro.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io non ho partecipato al dibattito su questa legge, ma ho ascoltato, a parte diciamo lo sbrocco di questo pomeriggio, in religioso silenzio perché speravo che ci fosse l'opportunità di fare una buona legge e qualche prospettiva c'era perché la legge che è entrata in Aula non era delle migliori, nei primi interventi che ci sono stati da parte di tanti colleghi c'erano delle valutazioni, delle proposte di miglioramento, non sono mancate all'interno della stessa maggioranza perché diversi colleghi hanno presentato proposte interessanti, qualcuna l'ha presentata anche la minoranza, qualcuna l'ha presentata anche il collega Solinas eppure mi è sembrato che non ci fosse la volontà di accettare un confronto sui temi e che vi siate in qualche modo innamorati o qualcuno si è innamorato di un'idea fissa e su quell'idea ci si è concentrati e da lì non si è usciti. Mi ha ricordato un po' quelle scene che succedevano da ragazzino quando davanti a una partita che si stava per giocare, chi portava il pallone lo prendeva e diceva: "Il pallone l'ho portato io e si fa come dico io." Qua siamo andati avanti in questo modo, c'era l'opportunità di cambiare e badate nessuno è nemico del cambiamento, è vero come ha detto un illuminato collega che il cambiamento porta sicuramente delle difficoltà, è vero che il cambiamento crea paura e crea resistenze, però il cambiamento non si fa in virtù del cambiamento e basta, non si fa in virtù della novità fine a se stessa, il cambiamento si fa per cercare di migliorare. Bene, noi oggi nel dibattito in quest'aula in questi giorni col pasticcio che abbiamo fatto con questa legge, siamo riusciti a peggiorare e come ha detto qualche collega, mi perdonerà Assessore, io penso che questa sia una riforma tra parentesi e che ha necessità di un intervento immediato che qualcun altro spero possa fare in futuro. Perché quei risparmi, quella razionalizzazione, quel miglioramento del servizio ai cittadini, quell'avvicinare la sanità alle esigenze di tutti, quel far sì che non ci siano più le liste d'attesa aldilà di quello che scriviamo nelle proposte di legge non si realizza in questo modo, anzi probabilmente tutti i cittadini sardi saranno chiamati a pagare un grandissimo prezzo.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). L'auspicio dell'idea della ASL unica era quello di mettere in piedi un sistema che mettesse da parte quello che è stato il vizio capitale della sanità in Sardegna soprattutto, non solo in Sardegna ma in Sardegna questo si è avvertito moltissimo, e cioè l'infiltrazione della politica. La politica si è infiltrata come un tumore nella sanità e quanto più un tumore è infiltrato tanto più è difficile curarlo. Si auspicava una ritrazione della politica, si prende atto, l'ha appena detto il collega Cocco del disastro, si cambia strada, si trovano meccanismi per cui la politica svolge il suo ruolo, lo svolge in modo nobile, dà gli indirizzi, individua i problemi, interviene con i suoi strumenti laddove c'è da controllare, verifica gli obiettivi, però lascia che la sanità funzioni nella direzione per cui essa deve procedere, cioè guarire la gente. La politica è riemersa prepotentemente non in modo nobile in tutto il dibattito. Io capisco che il presidente Pigliaru e l'assessore Arru che hanno subito questa situazione, io do atto che hanno dovuto governare un mare in tempesta soprattutto per quanto riguarda il partito di maggioranza relativa, il Partito Democratico e capisco anche che loro tendano a vedere il bicchiere mezzo pieno, è naturale che sia così. Beh, io vedo il bicchiere mezzo vuoto, ho visto in questo dibattito un riemergere prepotente di localismi, di tendenza a spartizioni territoriali non giustificate se non da l'idea di mettere le mani sul malloppo. E la perla finale è stata questa di Isili, una cosa che grida vendetta, lo sapete tutti, avete dovuto pagare il tributo a SEL. Io spero che vi rendiate conto della scelta che è stata fatta. Per di più ci sono delle norme bug, c'è una norma sui distretti che dà autonomia gestionale, funzionale ma anche economica, e bilancio separato, ai distretti. E' norma che se va bene produrrà conflitti infiniti fra i distretti, le aree socio sanitarie e il direttore…
TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Presidente, da quando abbiamo iniziato l'esame del disegno di legge ora in discussione si avverte un'atmosfera surreale, sembra quasi di vivere in una dimensione parallela nell'isola che non c'è. Si è assistito ad un disquisire di sigle e sinonimi, ASUR, ATS, di sedi di Sassari, Cagliari, Oristano e chi più ne ha, più ne metta. Perdendo di vista il significato reale dell'argomento, la missione del mandato conferitoci dai cittadini sardi, ossia il loro diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione in linea di principio, che sta rischiando seriamente di rimanere soltanto un nobile principio sulla carta. È stato un continuo tiramolla di interessi trasversali che tutto fa pensare fuorché al bene della sanità pubblica in Sardegna, mentre qui a Cagliari si discute della sanità pubblica in Sardegna, la stessa preda di interessi occulti e trasversali che mirano a loro profitto personale, incuranti del suo stato di agonia e senza remore la stanno letteralmente dissanguando. Ma io mi domando, e vi domando, è normale che un cittadino che necessita di un esame urgente chiama il Cup e gli viene detto che per tutto il 2017 non c'è disponibilità? Però se richiede l'esame in una struttura privata convenzionata, o direttamente a pagamento, allora sì che riesce ad avere l'appuntamento entro tre mesi. Successo stamattina, Assessore e Presidente. E allora è proprio vero che a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azzecca! Perché il fatto appena citato la dice lunga sulla vera missione della sanità pubblica in Sardegna. L'importanza dell'argomento che abbiamo trattato richiede impegno comune senza distinzione di parte, destra, sinistra, centro, con un ritorno alla politica vera intesa come esercizio del bene comune, e non come specchietti per le allodole dietro ai quali si celano interessi occulti. Occorre pertanto garantire nei nostri territori, compresi quelli più disagiati e svantaggiati una vera e efficacie sanità pubblica, che assicuri con servizi veri e funzionali il diritto dei sardi alla salute mediante la sanità ospedaliera e quella territoriale e con la presenza dei servizi vari veri, efficaci, garantiti e funzionali, e veramente garantiti dei livelli essenziali di assistenza ai nostri territori. Sia riguardo all'emergenza urgenza, il percorso nascita, alla tutela della salute materna infantile, alla lungodegenza, i servizi territoriali di supporto come l'assistenza domiciliare integrata e quant'altro occorre per garantire questo diritto. Voglio quindi accettare la sfida della riorganizzazione sanitaria, ma non credo ad un'azione puramente di contenimento della spesa in natura economica e secondo una pericolosa e deformata visione amministrativa. D'accordo quindi alla razionalizzazione.
USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, siamo alle battute finali su questa riforma, e io credo che sia il risultato di un lavoro importante e non vorrei e non voglio mettere io una particolare enfasi, un particolare entusiasmo per il risultato che stiamo portando a casa, però non accetto neppure l'idea che questa riforma possa essere demonizzata e caricata di tutti i significati di quelle accezioni negative che sono state anche sottolineate in quest'Aula. Io credo che questa riforma sia e debba essere considerata quello che è, un punto di partenza, un punto di partenza verso una regolamentazione, verso una riforma, verso una rivisitazione di tutto il sistema sanitario sardo perché questo aspettano i cittadini, questo aspettano i territori, questo aspettano i tantissimi, i 30.000 circa operatori della sanità. Io credo che debba essere considerato un punto di partenza e da questo momento anzi i cittadini, i territori, gli operatori della salute devono essere coinvolti perché sarà con loro, sarà con gli operatori che questa riforma potrà trovare applicazione, potrà trovare risultato, e sono risultati secondo me potenzialmente positivi non tanto e non solo, e me ne preoccupo pochissimo, in termini di risparmio economico, quanto in termini di risposta ai bisogni di salute di questa terra. Io credo che se c'è questa consapevolezza, credo che oggi si possa dire che è una giornata, un inizio positivo per la risposta ai bisogni di salute della Sardegna. Grazie.
SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Presidente, allora una riforma questa un po' obbligata, sicuramente voluta più dalla Giunta che dal Consiglio, si evince anche dal dibattito che c'è stato oggi in Aula dove in alcune fasi c'era proprio una divergenza profonda tra chi ha lavorato dentro la Giunta e il Consiglio. Ovviamente la riforma andava fatta, se ne parlava, lo disse l'onorevole Cocco qualche settimana fa, noi la faremo, ed è stata fatta. Sicuramente non è una riforma condivisa, una riforma così importante che riguarda la gestione anche di oltre il 50 per cento del bilancio della Regione avrebbe dovuto essere condivisa anche dalle forze di minoranza. Molti delle forze di minoranza, e lo dico a malincuore, però lo dico da questi banchi, hanno anche lamentato comportamenti scorretti magari di chi sta in maggioranza, ma poi magari quando hanno avuto la possibilità di sedere loro nei banchi della maggioranza hanno avuto gli stessi atteggiamenti. E questo ai cittadini non piace, non si prendono più in giro i cittadini.
(Segue SATTA GIOVANNI.) Poi la cosa che balza agli occhi è che secondo me non c'è stata una profonda analisi di quelli che potranno essere i risultati. Non c'è stata una vera e propria fase preparatoria, si parla di risparmi, si parla di maggiore efficienza per quanto riguarda i servizi sanitari, univocità sul territorio della risposta che si potrà dare ai cittadini, però su questo è tutto una scommessa, se ne parla, non si hanno dati certi, si fa riferimento anche alla ASL del Veneto. Alcuni miei amici che fanno l'attività di medico nel Veneto dicono che c'è molto malumore, molto malcontento. Abbiamo anche un altro episodio, un altro esempio in Toscana, perché in Toscana sapete che si voleva fare la ASL unica e invece se ne sono fatte tre, quindi probabilmente era da valutare meglio anche la proposta fatta da alcuni consiglieri di maggioranza che volevano tre ASL almeno in una fase transitoria. Io poi provengo da un territorio che è quello di Olbia, a Olbia ancora oggi abbiamo 1,8 posti letto per ogni 1000 abitanti, mentre invece la media nazionale è quella di 3 posti letto, e penso che anche su questo dobbiamo meditare. L'ospedale di Olbia è stato sempre sottovalutato, non è stato mai considerato il fatto che San Teodoro, per esempio, che fa capo a Olbia, durante questo periodo ha il triplo degli abitanti di Nuoro, che La Maddalena in questo periodo ha il doppio, il triplo degli abitanti di Oristano. Si vive sempre e quotidianamente in emergenza, spero che questa scommessa della ASL unica possa anche far…
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, che non fosse un percorso facile per quanto riguarda questo disegno di legge lo si sapeva, lo si intuiva, poi dalla presentazione degli emendamenti subito dopo la discussione in effetti si evince. Sono stati dalla stessa maggioranza presentati 110 emendamenti, hanno fatto la parte del leone la Giunta regionale con 33 emendamenti, il Partito dei sardi con 34 il Centro democratico con 20, oltre tutto l'altro diluvio di emendamenti agli emendamenti, una Giunta regionale che fa un disegno di legge poi presenta 33 emendamenti vuol dire che sta cercando di barcamenarsi, sta cercando di trovare all'interno della propria maggioranza o gli equilibri restano necessari per portare a casa il risultato. Il risultato sta arrivando a casa, ma la domanda è: qual è il risultato? Qualcuno ha definito questa legge come punto di partenza, qualcun altro l'ha definita strana, troppo veloce, qualcun altro ha detto che scaverà nella carne viva dei sardi, qualcun altro che probabilmente verrà autorizzata dall'attuale minoranza per la prossima campagna elettorale. Beh, io credo che quando si uscirà da qui si dirà chi ha vinto: il sassaresi e i nuoresi hanno vinto perché è la sede della ASL, cosiddetta unica, sarà a Sassari; la sede dell'AREUS sarà a Nuoro. Quindi, credo che se si vuol ridurre a quello che sarà il messaggio che si porterà all'esterno, questo è quello che si porterà all'esterno, ma questo ha a che fare, ha a che vedere con la salute dei sardi? No, ma noi abbiamo affrontato il problema della salute dei sardi durante questa discussione e questo disegno di legge? No, abbiamo cercato di dare degli strumenti che in qualche maniera servano e possano servire a migliorare la salute dei sardi e a garantire servizi a tutti sardi, e i sardi in questo caso mi appaiano come quel malato al quale io faccio un imbocca al lupo grandissimo perché la medicina che sta proponendo non è granché. Come la chiameremo questa legge? Mi hanno segnalato come l'ha chiamata un'esponente della Giunta e credo che possa essere la sintesi di questa legge. L'onorevole Maninchedda nel suo ruolo l'ha chiamata da ASL a"AZZ", credo che sia la sintesi migliore che si possa fare: questa è la legge "AZZ".
ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Solo per annunciare il mio voto contrario a questo disegno di legge, un disegno di legge che sta passando sotto la minaccia di dimissioni del Presidente della Giunta, perché dal dibattito comunque si è visto che è stato chiarissimo perché molti della maggioranza si sono astenuti negli emendamenti, altri hanno votato contrari, addirittura si è arrivato anche quasi allo scontro fisico.
Mi creda Assessore, io ero convinto che per migliorare la sanità si parlasse in Commissione di come migliorare, di come accorciare le liste di attesa del pronto soccorso, ad esempio che da tre sono lievitate a dodici, tredici; pensavo che si parlasse di aumentarli posti letto parti perché stanno dormendo nelle corsie, addirittura qualcuno anche due persone in un letto, a Sassari si è verifica che questo! Poi, pensavo che si parlasse di come diminuire le liste al CUP, dove uno si prenota adesso per una visita e verrà chiamato a luglio del 2017. Non si è parlato di questo, si è parlato di poltrone, si è parlato di come sistemare qualche giornalista, si è parlato di tutt'altro e poi avete preso anche per esempio dei casi, siete andati a scopiazzare le Marche, e hanno un sistema che sta fallendo con la ASL unica. Tra le professionalità che operano nel sistema sanitario regionale c'è preoccupazione, c'è amarezza e disorientamento, non si conosce il proprio futuro, sta regnando il caos è sapete su chi ricadrà questo disorientamento, ricadrà sulle famiglie, sui cittadini, e sui pazienti che vedranno aumentare la burocrazia e tutte le difficoltà che già sussistano nel rapporto tra l'utente e la sanità pubblica. Il mio voto sarà contrario e mi dispiace su cosa andranno incontro i cittadini sardi.
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Molto brevemente per dichiarare, come partito dei sardi, il nostro voto a favore della legge, come ho già avuto modo di dire, come atto di fiducia nei confronti del Presidente, non per convinzione della bontà della legge che stiamo votando, legge che abbiamo cercato in tutti i modi di migliorare, è una legge con dei cardini fissi erano modificabili e con contenuti ancora tutti da definire, con troppi rimandi a dati aziendali e con prerogative che si confondono fra le diverse istituzioni generando pericolosi tra vasi di responsabilità, è una legge sostenuta con la forza della fiducia, della fiducia verso il Presidente, cercata e voluta oltre ogni ragionevole dubbio, legittimo, su un modello che non ci appartiene e che ha il sentore di ragionamenti fatti oltremare, lontani e troppo accademici che finalizzano tutti o tutto ad un direttore generale che, travestito magari da mago Zurlì arriva con un tocco di bacchetta magica e sana tutti i mali di decenni di sanità che non funziona, legge che, ripeto, non ci ha mai convinti e ci ha visti fin dalla prima ora impegnati per modificarla. Parafrasando un discorso dell'onorevole Busia poco fa, mi dispiace dire anche che è una legge delle occasioni perse di migliorarla. L'emendamento dove noi istituivamo il direttore di aree socio-sanitarie era una concreta azione di miglioramento della legge dove il direttore di area socio-sanitaria, pensando ad un ASL gigantesca come quella che abbiamo e che stiamo votando avrebbe dovuto, comunque sia lavorare per i servizi socio-sanitari e diventare il quarto braccio, anzi il terzo braccio del direttore generale per gestire una ASL che conta oltre 15 mila dipendenti e 30 ospedali. Così non è stato! Staremo anche noi a vedere come va, convinti che avremmo potuto fare sicuramente meglio.
COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, devo dire che ha avuto molto ragione nel suo intervento il capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Pittalis, quando iniziando il suo intervento ha detto con chiarezza che la responsabilità di questa legge tutta vostra. Ha ragione perché lui sa benissimo che in politica la cosa principale è il senso di responsabilità di quando si fanno le cose, questa maggioranza questa responsabilità la vuole tutta, la assume perché crede che nel cambiare le cose, soprattutto in un momento in cui sulla sanità bisogna cambiare le cose, fra un Governo riformista che si vuole mettere ai passi con il cambiamento in Italia e in Europa, in qualche modo rispondere anche a dei requisiti che sono arrivati anche dalla vostra parte che riguardano una sanità che non funziona perché quando ancora stasera alcuni autorevoli esponenti del centro destra dicono che c'è difficoltà delle prenotazioni di una visita vuol dire che c'è una situazione che non funziona. Ora, il senso di responsabilità è proprio questo: il cambiamento di riforme che bisogna non soltanto credere ma bisogna anche capire, togliendosi anche il livello dagli occhi di quelle che sono le posizioni preconcette di appartenenza e avere il coraggio in qualche modo di impostare quella che è una vera riforma. È una riforma difficile, sicuramente perché tocca interessi forti, è una riforma che in qualche modo porterà ad un cambiamento radicale ed è una riforma a cui questa maggioranza ha creduto dal primo momento, perché questa del ASL unica non è la riforma sanitaria, è una riforma di una grande strategia che con la rete ospedaliera e con la riforma della rete territoriale vuole cambiare radicalmente. Poi dico che è necessario anche avere la sensibilità di pensare che all'interno di questa riforma c'è anche qualcosa che sta cambiando e sta continuando a cambiare. Lo dico anche soprattutto ad alcuni colleghi della maggioranza, che hanno voluto distinguersi in alcuni momenti, arricchendo anche il dibattito importante, però era una situazione in cui non bisogna dimenticare che il cambiamento è iniziato non oggi, è iniziato anche nei mesi passati, anche con interventi di finanziamento importanti. Perché così come è vero che le riforme sono difficili da capire e da accettare quando vengono poste da chi governa, non possono in qualche modo non tenere conto che in queste ore si sta rendendo, anche nei territori, forte la presenza di un cambiamento perché i 600 mila euro di spesi a Isili e a Muravera, in qualche modo per far sì che le sale operatorie possano essere accreditate, perché guardate bene che l'offerta sanitaria, che noi vogliamo dare, non è solo una scelta di risparmio ma è veramente una questione di revisione che pone al centro…
MANCA PIERMARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Mi sembra doveroso intervenire visto che all'inizio del dibattito mi ero anche astenuto nel passaggio poi agli articoli e quindi devono anche spiegare e dare qualche spiegazione per il mio voto, il mio voto sarà favorevole a questa legge. Perché questa legge, secondo me, comunque è una legge che era improrogabile, noi viviamo in una situazione in questo momento della sanità, bisogna ammetterlo, disastrosa, non voglio dare colpe, sicuramente si parte da lontano, ma viviamo una situazione disastrosa. Una situazione disastrosa di fronte però a un Assessorato che da solo per la sanità si becca più del 50 percento del bilancio regionale. Però nonostante questo, nonostante le nostre differenze, che abbiamo portato avanti con lealtà all'interno di quest'Aula, abbiamo dato il nostro contributo per migliorare, per fare una legge che sia anche più democratica verso i territori, dove ci siano dei controbilanciamenti nei confronti dei poteri del direttore generale e quant'altro. Su alcune cose giustamente c'è uno spirito anche di democrazia e di maggioranza e non sono passate, ma va comunque bene. Quello che voglio dire io è che rifiuto il pessimismo che c'è in quest'Aula, il pessimismo non porta a niente, è quello tipico degli isolani, io credo invece che questa legge ormai è stata approvata e credo che abbiamo dato, anche la minoranza, il suo contributo e partiamo da questa legge per migliorare queste situazioni disastrose. Una sanità che non è uguale per tutti, che comunque ha dei tempi lunghi, dove è più facile morire prima di arrivare alle visite e quindi io credo che la politica finalmente la politica con la P maiuscola oggi abbia dato il proprio contributo. È stata una discussione franca, aperta ci sono stati degli ottimi apporti. Vede Assessore la politica quindi, secondo me, ha fatto il suo dovere noi abbiamo esitato e stiamo andando ad esitare una legge, però il futuro adesso è in mano vostra, il futuro è in mano alla Giunta, è in mano comunque anche all'Assessorato. Io credo e spero che comunque la stessa volontà che c'abbiamo messo noi, e dico in termini positivi e non negativi, sia da domani portata avanti anche da tutte le strutture della Ragione. Questa Sardegna non merita la sanità che in questo momento ha.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Io credo di poter dire che oggi è una giornata importante, vedo che in questo momento l'attenzione dell'Aula, dei colleghi non è ai massimi livelli ma è chiaro e normale che sia così, dopo una giornata faticosa di dibattito, di condivisioni, di non condivisioni che ci portano poi ad un passo, quello che sta per verificarsi in questo momento, all'approvazione di una legge molto importante, di un provvedimento molto importante che va ad aggiungersi in quel solco delle riforme che questa Giunta e questo Consiglio regionale sta portando avanti sin dal suo insediamento. Badate, io l'ho detto anche nella relazione di maggioranza, e lo ribadisco anche adesso, era necessario sicuramente un approfondimento maggiore in Commissione, lo hanno detto diversi colleghi, io lo dico per primo, però pensavamo di accorciare i tempi perché avevamo già votato, a dicembre dell'anno scorso, l'impegno a far decorrere dal primo di luglio la riforma delle ASL e quindi non c'era tempo da perdere, avevamo demandato poi all'Aula quelli che sarebbero stati poi gli approfondimenti, le condivisioni di questo percorso, di questo processo. Così come è avvenuto. Quindi, quando si dice che era necessario un approfondimento io sono perfettamente d'accordo, forse l'abbiamo fatto in modo affrettato ma siamo comunque arrivati alla fine di un percorso, che ci vede orgogliosi di averlo affrontato e di essere arrivati a queste conclusioni, perché badate è davvero da diversi anni che questo Consiglio regionale, che i Consigli regionali non approvano una legge così importante come quella che stiamo approvando noi stasera. E che modifica radicalmente quello che è l'assetto e il sistema istituzionale del servizio sanitario in Sardegna. Abbiamo fatto tutto? Io credo di no, molto è ancora da fare, questo è un primo tassello, un primo passo importantissimo in quella che è la riforma più importante, io credo di poter dire, di questa Giunta e di questo consiglio regionale. L'abbiamo detto tutti quanti che è un sistema che non funziona, un sistema disomogeneo, un sistema disarticolato che ha sempre creato e sta continuando a creare tutta una serie di disfunzioni, che vanno a cadere necessariamente su quelli che sono i servizi che le ASL e gli ospedali devono dare nei confronti dei cittadini, i quali a più riprese…
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Come ho avuto modo di dire nella discussione generale la discussione di questo provvedimento avviene in un momento non florido per la nostra economia, nella quale il lavoro e la sanità sono in testa ai problemi dei nostri concittadini. La sanità, nonostante la professionalità degli operatori e i traguardi raggiunti in positivo dal sistema sanitario nazionale, soffre di una gestione in certi casi pessima, dovuta al fatto che l'immenso giro di risorse pubbliche, spesso senza controllo, è alla base di clientele politiche e di speculazioni da parte dei cosiddetti furbetti. Prima abbiamo votato un ordine del giorno che riprendeva le risorse pubbliche erogate per finanziare della ricerca pubblica, perché quella società che ha lavorato per testare e fare quegli esami è stata finanziata con delle risorse pubbliche, e noi come al solito non abbiamo vigilato che e controllato che fine avevano fatto queste risorse pubbliche. Tanto è vero che la società poi ha fallito e poi la società è stata venduta al miglior offerente. Questo è un cattivo esempio di controllo sulle risorse pubbliche che vengono erogate per la ricerca. In questo contesto la concentrazione gestionale è un'esigenza dettata dal mercato che vede un nella agenzia unica una razionalizzazione del sistema, in un contesto aziendale questo è un sistema vincente, sempre che si applichino le regole che ne disciplinano il sistema. Il sistema gestionale spezzettato è stato perdente poiché lottizzato, non in funzione del risultato economico e della soddisfazione dell'utenza, ma bensì per ubbidienza allo sponsor politico di turno, incurante delle risorse pubbliche e confidando in un mancato controllo degli organismi preposti. Se l'azienda unica dovesse nascere con qualsiasi tipo di condizionamento, non sarà mai un modello razionale, ma inficiato dagli stessi vizi che hanno portato la gestione spezzettata all'insuccesso. All'esterno c'è molta aspettativa su questo provvedimento, addirittura pensano che sia la riforma della sanità. Bisogna essere chiari: questo provvedimento non è la riforma sanitaria, però può essere la base su cui costruire la vera riforma, sempre che l'attuazione sia slegata da qualsiasi condizionamento e guidata da buon senso, per il bene di tutti e per una buona sanità.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Direi alea iacta est, il dado è tratto, abbiamo l'azienda sanitaria unica, l'ATS, quindi da qua si parte, si parte credo con tutte le considerazioni che sono state fatte ma è un punto di partenza fondamentale. Non vorrei però che si contrabbandasse l'istituzione della ASL unica come la riforma della sanità sarda, perché così non è, se noi facciamo passare questo messaggio diamo una cattiva informazione ai sardi: è l'avvio di un percorso che ci ha visto impegnati, ci ha visto anche molto critici anche all'interno della maggioranza ma ci ha visto uscire con una decisione univoca che ci porta verso una più grande riforma. Io per questo voglio ringraziare l'assessore Arru, per il lavoro che ho svolto, per l'impegno profuso anche nel comunicare a noi e nel cercare di convincere persone come me che non erano così convinte, di agire verso quella direzione. Così come ringrazio il Presidente della Commissione, Perra. Io credo che lo sforzo delle persone che sto citando vada riconosciuto per aver portato a casa un buon risultato che, così come ricordava anche l'onorevole Comandini, ci vede impegnati come maggioranza, fermi, e qua lo ribadisco, mantenere barra al centro per andare verso una forma più articolata, certamente più complessa ma che dovrà dare maggiori risposte ai sardi.
Per quanto riguarda la scelta della sede, la sede di Sassari, che nasce certamente da alcuni momenti anche di contrapposizione all'interno della maggioranza, non può essere demonizzata perché (…), ma anche sassarese, ma anche gallurese, e quindi dico che va riconosciuto il ruolo che tutti i territori della Sardegna meritano nel ragionamento che il Presidente della Regione ha fatto, che è quello relativo al decentramento e alla funzione che tutti i territori devono avere al servizio dell'intera Sardegna.
Lasciamo quindi da parte le polemiche, lasciamo da parte il tifo calcistico e da derby, e assicuriamoci che anche Sassari possa svolgere un'azione fondamentale nel dare servizi e risposte a tutti i sardi.
Concludo dicendo che certamente annuncio il nostro voto favorevole.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Siamo arrivati al momento finale per l'approvazione di questo disegno di legge e soprattutto eravamo arrivati a un punto di non ritorno per quanto riguarda la sanità in Sardegna, non foss'altro perché c'era un rapporto inversamente proporzionale tra i danari che spende la Regione Sardegna per il sistema sanitario e la qualità dei servizi che i cittadini ricevono. Per quanto ci riguarda abbiamo cercato di dare il nostro contributo e soprattutto abbiamo cercato di fare una cosa che noi dovremmo continuare a fare in tutto il percorso, cioè quello di dire basta alle ingerenze politiche nel sistema sanitario; abbiamo cercato di farlo cercando di dare un aspetto prettamente tecnico, facendo lavorare i tecnici e soprattutto dando la possibilità a coloro i quali ne hanno la competenza di entrare nel merito e di fare delle proposte e dei suggerimenti.
(Segue DESINI ROBERTO.) Sino all'ultimo abbiamo cercato di dare il nostro modesto contributo a questa legge, abbiamo cercato di migliorarla, abbiamo cercato di porci in termini propositivi, ci siamo resi conto che a volte questo non è stato possibile però allo stesso tempo, siccome io sono un positivo per natura, non possiamo non mettere in evidenza degli aspetti. L'Italia si caratterizza per cercare di lasciare le cose sembra allo status quo, per non cambiare le cose e soprattutto perché le riforme non si facciano, qui invece, possono essere giudicate positive o negative comunque c'è un dato di fatto che nessuno può negare, che questo Consiglio, che la nostra maggioranza, che il nostro governo di centrosinistra hanno fatto due riforme, quella degli enti locali è questa della sanità, e ci auguriamo entro l'anno di fare quella sull'urbanistica. E comunque, con tutte le criticità che abbiamo enunciato nel dibattito, dichiaro e comunico il mio voto favorevole, perché faccio parte di una maggioranza e come tale mi comporto.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Noi Sardisti facciamo, senza se e senza ma, il tifo per le istituzioni autonomistiche, e quindi speriamo fortemente di essere smentiti nei fatti rispetto alle valutazioni e ai giudizi che abbiamo espresso in quest'Aula nel corso dell'esame di questo disegno di legge. Lo speriamo veramente perché le preoccupazioni che abbiamo espresso non sono frutto, caro collega Manca, di una visione pessimistica di quest'Isola o in quest'Aula, sono il frutto di alcune considerazioni che abbiamo svolto approfonditamente e che ci danno, rispetto ai casi e alla letteratura esistente, notevoli preoccupazioni. Peraltro ci sembra che emergano anche da tutte queste dichiarazioni di voto una serie di distinguo: tutti voteranno alla fine questa legge però nessuno vuole assumerne la paternità fino in fondo, e cioè alcune differenziazioni emergono per esigenze le più svariate. Io credo che sia molto corretta l'impostazione che ha dato il collega Zanchetta, cioè che non si tratta della riforma sanitaria, lo abbiamo detto anche noi, si tratta di una porzione di un processo più ampio, che viene annunciato più volte, dell'ennesimo avvio che in realtà riperimetrita semplicemente le Aziende sanitarie, facendo un'operazione di perimetro aziendale. Mi viene da questo punto di vista in mente la nozione di moto apparente, quando ci dicevano ci si può riferire al moto di un corpo relativamente allo specifico punto di riferimento, ma il moto in realtà è del punto di riferimento e non è del corpo che si esamina; e quindi in questo caso parlerei quasi di riforma apparente, nel senso che non stiamo riformando il sistema sanitario ma stiamo semplicemente facendo muovere chi dovrebbe gestire il sistema sanitario. Speriamo che questo moto sia un moto in avanti, nel frattempo confermiamo tutte le nostre considerazioni e annunciamo il voto contrario.
COCCO PIETRO (PD). Intervengono a nome del Partito Democratico per esprimere il voto favorevole su questa legge. Io credo che con l'approvazione di questa legge di riforma delle aziende territoriali della sanità si segni un altro passo importante nel cammino delle riforme che questa maggioranza aveva programmato nel momento della campagna elettorale e che sta cercando di portare avanti, naturalmente con le difficoltà che le riforme hanno al loro interno: è sempre così, è sempre complicato però le stiamo facendo, e oggi si segna un tassello. Per cui, senza enfatizzare eccessivamente la cosa però qua si riorganizza, non la rete ospedaliera, è stato detto bene adesso dal collega Solinas e dal collega Zanchetta, qua stiamo riorganizzando le aziende territoriali. Lo dicevano altri colleghi di questo Consiglio regionale, anche di minoranza, che si doveva lavorare verso la ASL unica, ecco, noi lo siamo facendo, questo oggi noi stiamo facendo e all'interno di questo ce la riorganizzazione complessiva. Il prossimo passaggio sarà certamente quello della riorganizzazione della rete ospedaliera, perché gli obiettivi principali devono essere fondamentalmente due: il primo è la tutela della salute della gente, e anche il nome che abbiamo dato, Azienda per la tutela della salute, guarda a questo obiettivo, e il nome è scaturito anche da una proposta del Presidente della Commissione che ringrazio per lavoro che ha svolto in questi giorni, un lavoro importante, certamente non semplice, mettere insieme tutte le posizioni anche differenti all'interno alla maggioranza, e il risultato è arrivato. L'altro obiettivo è naturalmente risparmiare, per cui occorrerà individuare all'interno di coloro che hanno un mestiere, un manager molto bravo capace di rimettere in ordine i conti della sanità in Sardegna.
Ma da che cosa si parte? Coloro che difendono il sistema, che condannano questa legge partono da un presupposto, che le cose andavano bene: ma è davvero così, colleghi? Ma davvero le cose andavano bene e andavano difese e tutelate per quello che erano non bisognava intervenire, bisognava intervenire era assolutamente necessario, questo è stato fatto nel migliore dei modi, certamente tutto può essere fatto meglio, sempre è così, per qualsiasi riforma, per qualsiasi cosa si porti in questa aula e qualsiasi legge venga approvata si può sempre fare meglio. Però è stato fatto a differenza di quello che è accaduto negli anni passati che si è preferito vivacchiare e oggi si va a condannare un provvedimento che riguarda la riorganizzazione delle ASL in Sardegna. Noi questo facciamo, lo facciamo con un provvedimento che io credo che debba essere approvato e che ha avuto un lavoro da parte di tutti anche di coloro che hanno provato ad emendarlo, gli emendamenti sono stati tanti, il risultato è l'approvazione di una norma a cui seguirà a breve un'altra della realizzazione della rete ospedaliera e quella sarà quella sulla quale naturalmente occorrerà lavorare in maniera non sono rapida anche precisa e per bene perché quella è la vera riorganizzazione della sanità al servizio dei cittadini di Sardegna. Per cui il voto è favorevole.
LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, anche questa parte politica è convinta che il sistema sanitario regionale debba e avesse bisogno di essere ritoccato, riformato, non ci sono dubbi su questo. Siamo altresì convinti che questo sistema debba avere anche stabilità per cui speriamo anche che questo modello di governance possa avere lunga vita in maniera tale che l'assetto organizzativo poi dia anche quegli effetti sperati da tutta la società sarda. E quindi speriamo anche che l'assessore Arru riesca poi a completare il disegno di riforma con l'approvazione del riordino della rete ospedaliera, della rete territoriale, quello che non auspichiamo è l'applicazione di questo metodo, cioè del metodo cui abbiamo dovuto assistere per l'approvazione di questa legge.
Noi siamo anche certi che non ci saranno moti di Cagliari, anche se siamo nel mese di luglio, quello che è avvenuto nel 1970 a Reggio Calabria siamo certi che non succederà qua a Cagliari, non succederà a Sassari tanto meno; però lo schema è lo stesso, voi mi consentirete di dire che assistere in poco tempo dell'individuazione della sede della città metropolitana a Cagliari, del metodo di individuazione della sede dell'azienda unica a Sassari, quella sanitaria assomiglia un po' a quello che è avvenuto per l'individuazione dell'università di Catanzaro, per la sede della Regione a Reggio Calabria e così pure il capoluogo a Catanzaro in Calabria.
Noi credo che in questa occasione è stata persa per il confronto politico è stato se mai una regolazione di conti all'interno del centro sinistra e massimamente nel Partito Democratico che è servita forse a mettere in ordine i rapporti di forza interni alle vostre forze politiche ma non ha comunque consentito un dibattito sereno, un dibattito franco, aperto…
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, io penso che con molta sobrietà dobbiamo dire che sta iniziando un viaggio, un viaggio che abbiamo iniziato due anni fa parlando di miglioramento della sanità, lo abbiamo avviato cercando con la legge numero 23 ma al di là della numero 23 abbiamo cercato di cambiare un po' il modo di intendere la sanità. Io non sono per i catastrofismi, la sanità sarda deve essere migliorata ma bisogna ringraziare tutte le donne, gli uomini che ogni giorno sono nel sistema sanitario regionale. Moltissime cose devono essere migliorate, ieri è stato raggiunto un traguardo importante per la nostra Isola 1000 trapianti di rene, qualche mese prima 300 trapianti di fegato, sono una parte, una parte di un iceberg dove lavorano tantissime donne e uomini che meritano rispetto. Come meritano rispetto i nostri cittadini, abbiamo iniziato questo viaggio con l'aiuto della maggioranza che ringrazio, l'onorevole Perra che ringrazio con cui abbiamo condiviso anche momenti difficili di dibattito. ATS non è "azz" è azienda tutela della salute, iniziamo a parlare di salute e non di sanità. Noi abbiamo iniziato un percorso che vorremo concludere rapidamente per la rete ospedaliera, emergenza-urgenza, le cure primarie, prevenzione. È una riforma fatta per la Sardegna.
Alcuni passaggi che apparentemente sono di poco valore, io penso all'attenzione per le isole minori o per le zone disagiate riconosciute per la prima volta in una legge cercano di identificare un bisogno specifico in un territorio però pensando all'intera Sardegna, alla garanzia di tutti i sardi e di tutti i territori della Sardegna, e questa è la nostra motivazione. Da questo miglioramento possono nascere economie ma il nostro obiettivo è quello di migliorare un sistema, e continuo a ripetere deve essere migliorato ma non è in situazione catastrofica. Migliorare le sale operatorie e metterle a norma dell'ospedale di Isili è un pregio, è un orgoglio di questa maggioranza, non possiamo essere accusati di aver chiuso le sale operatorie che non erano a norma, le stiamo mettendo norma e stiamo facendo uno sforzo per ridisegnare. Come abbiamo aumentato il numero degli interventi a Sassari, non è vero che stiamo togliendo, certo la situazione è congiuntura difficile. Quindi questa riforma qui è il primo passaggio con la stessa sobrietà con cui abbiamo iniziato consapevoli di tutte le difficoltà andiamo avanti, per cui grazie alla maggioranza e come si dice diamoci del noi come ho detto altre volte.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 321/A.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio. La Conferenza dei Capigruppo è convocata domani mattina alle ore 11.
La seduta è tolta alle ore 20 e 33.
Disegno di legge: “Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) (321/A). (Continuazione della discussione e approvazione)