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Timestamp: 2020-07-06 18:08:11+00:00
Document Index: 8599609

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 110', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 110', 'art.110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 5', 'art. 110', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 71', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 70', 'art. 70', 'art. 71', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 70', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2', 'art 2', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 5']

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Per tutelare i cittadini maggiormente vulnerabili, Regione Lombardia ha disposto di vietare la nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali che si trovino entro 500 metri dai luoghi sensibili:
luoghi di culto, relativi alle confessioni religiose, e strutture destinate a servizi religiosi (artt. 70 e 71 della l.r. n. 12 del 2005, "Legge per il governo del territorio")
La normativa di riferimento in tema di distanze è l'art. 5, comma 1, della legge regionale n. 8 del 21 ottobre 2013 (Norme per la prevenzione e il gioco d’azzardo patologico) e la delibera n. 1274 del 24 gennaio 2014, "Distanza dai luoghi sensibile per la nuova collocazione di apparecchi per il gioco di azzardo lecito", pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia n. 5, serie ordinaria, del 28 gennaio 2014. Gli "asili nido d’infanzia" sono divenuti luogo sensibile solo a far tempo dal 31 dicembre 2016, data di entrata in vigore della l.r. n. 34 del 29 dicembre 2016.
Per "nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito" si intende il collegamento degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del regolamento regionale n. 773 del 1931 (TULPS) alle reti telematiche dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli effettuata dopo la pubblicazione della delibera n. 1274 del 2014, avvenuta il 28 gennaio 2014 (art. 5, comma 1 bis della l.r. n. 8 del 2013 2013 e art. 2, comma 2, della d.g.r. n. 1274 del 2014).
gli apparecchi già installati lecitamente dai titolari di esercizi commerciali o altre aree aperte al pubblico prima della data di pubblicazione sul BURL della d.g.r. n. 1274 del 2014, quindi prima del 28 gennaio 2014
gli apparecchi che, successivamente alla data di pubblicazione sul BURL della delibera, siano oggetto di sostituzione per guasto, vetustà o necessità di adeguamento alla normativa sopravvenuta.
Inoltre, i Comuni potranno individuare, tramite modifica del Piano delle Regole (ai sensi dell'art. 51, comma 1 bis, della l.r. n. 12 del 2005), altri luoghi sensibili in cui limitare o vietare la collocazione dei nuovi apparecchi, in considerazione dell'impatto sul contesto e sulla sicurezza urbana e dei problemi connessi alla viabilità, all'inquinamento acustico e al disturbo della quiete pubblica (art. 5, comma 2, della l.r. n. 8 del 2013).
Gli argomenti delle domande frequenti (FAQ) sulle distanze dai luoghi sensibili sono:
Entrata in vigore della delibera sulle distanze
Attività soggette alla disciplina della delibera sulle distanze
Calcolo della distanza dai luoghi sensibili
Tipologia di luoghi sensibili
Individuazione di luoghi sensibili.
Ulteriori domande frequenti (FAQ) dedicate a Comuni, Polizia Locale ed esercenti di locali pubblici in cui sono installate slot machine o videolottery (VLT) sono pubblicate alla pagina Le regole del gioco vanno rispettate. Le linee guida per Polizia locale, Comuni ed esercenti.
Da quando si applica la delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 2014)?
Dal 28 gennaio 2014. Le limitazioni disposte dalla delibera n. 1274 del 2014 si applicano a "tutte le nuove collocazioni di apparecchi per il gioco di azzardo lecito […] effettuate dopo la sua pubblicazione sul BURL" (punto 2 del dispositivo). Pertanto, dal 28 gennaio 2014, data in cui la delibera è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL), ogni nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito entro 500 metri dai luoghi sensibili, così come elencati e definiti nell'Allegato A della delibera stessa, è sicuramente vietata.
No. Anche se la relativa DIA/SCIA è stata presentata prima del 28 gennaio 2014, ciò che conta è la data di effettiva attivazione degli apparecchi stessi, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, della l.r. n. 8 del 2013. Pertanto, se gli apparecchi vengono istallati dopo tale data la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili deve comunque essere rispettata, indipendentemente dal fatto che il relativo iter procedurale sia stato avviato prima o dopo la pubblicazione sul BURL della d.g.r. n. 1274 del 2014.
La legge sulla ludopatia riguarda anche i giochi dell’art. 110, comma 7, del TULPS?
No, riguarda solo quelli ex art.110, comma 6, del TULPS, ovvero Slot e VLT. I giochi ex comma 7 dell’art. 110 del TULPS (regio decreto n. 773 del 1931) sono stati espunti dalla disciplina della legge regionale n. 8 del 2013, nonché dalla d.g.r. n. 1274 del 2014, ad opera delle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 11 del 6 maggio 2015, entrata in vigore il 23 maggio 2015. Quindi i suddetti giochi, a far tempo dal 23 maggio 2015, non soggiacciono più alle limitazioni previste dalla legge regionale in tema di prevenzione e contrasto alla ludopatia. Tra i giochi di cui al citato comma 7 dell’art. 110 del TULPS rientrano, in via esemplificativa: gru, pesca di abilità, flipper, calciobalilla, biliardino, gioco elettromeccanico dei dardi, congegno a vibrazione tipo "Kiddie rides", "Ticket redemption", jukebox, simulatori di guida (lett. c-ter).
La delibera sulle distanze dai luoghi sensibili si applica anche alle sale scommesse?
Sì, qualora nella sala scommesse siano installate delle apparecchiature slot o VLT. La delibera sulle distanze, infatti, nulla specifica circa il luogo fisico in cui la nuova installazione di apparecchi per il gioco di azzardo lecito dovrebbe avvenire, in quanto questo aspetto non è rilevante ai fini dell'applicazione delle previsioni ivi contenute.
Sì. Anche l’installazione di apparecchi per il gioco di azzardo lecito presso circoli privati è soggetta alle limitazioni dettate dalla citata legge regionale, nonché dalla delibera n. 1274 del 2014 in tema di distanza degli esercizi dai luoghi cosiddetti sensibili. Infatti, la normativa si rivolge a tutti gli esercenti di pubblici esercizi, nonché ai gestori di circoli privati e di qualsiasi altro luogo deputato all'intrattenimento, così come emerge dai commi 2 e 5 dell’art. 4 della l.r. 8 del 2013, nonché dall’art. 5, comma 1, della medesima legge regionale che indica il divieto di nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in “locali” posti ad una certa distanza dai luoghi sensibili. Pertanto, l’eventuale nuova installazione, presso circoli privati, di apparecchi per il gioco di azzardo lecito avvenuta, successivamente alla data di pubblicazione sul BURL della d.g.r. n. 1274 del 2014, in violazione della distanza di 500 metri dai luoghi sensibili è soggetta alla sanzione prevista dall’art. 10, comma 1, della legge regionale n. 8 del 2013.
I simulatori di guida, che potrebbero rientrare nell’art. 110, comma 7, lett. c-ter, del TULPS, devono rispettare le distanze dai luoghi sensibili come le Slot?
No. A seguito delle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 11 del 6 maggio 2015, entrata in vigore il 23 maggio 2015, tutte le apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110, comma 7, del regio decreto n. 773 del 1931 sono state depennate dall’art. 5, comma 1, della l.r. n. 8 del 21 ottobre 2010. Pertanto sono soggette alla normativa della l.r. n. 8 del 2013 nonché della d.g.r. n. 1274 del 2014, posta in tema di distanza dai luoghi sensibili, solo le apparecchiature di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, ovvero VLT e Slot.
Come si calcola la distanza dei 500 metri dai luoghi sensibili?
La distanza di 500 metri dai luoghi sensibili deve essere "calcolata autonomamente dai Comuni considerando la soluzione più restrittiva tra quella che prevede un raggio di 500 metri dal baricentro del luogo sensibile, ovvero un raggio di 500 metri dall'ingresso considerato come principale" (art. 4, comma 2, dell'Allegato A) alla delibera n. 1274 del 2014. La norma richiede dunque di misurare in linea d'aria la distanza dai luoghi sensibili, considerando quale punto di riferimento il baricentro del luogo sensibile, ovvero l’ingresso principale dello stesso. I percorsi pedonali o automobilistici non costituiscono una modalità per il calcolo delle distanze. Anche il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, con ordinanza cautelare n. 4859 del 22 ottobre 2014, ha affermato che i termini “raggio” e “baricentro”, di cui all’art. 4, comma 2, dell’Allegato A) alla d.g.r. n. 1274 del 2014, vanno intesi nel senso di una misurazione cartografica in linea retta. Qualora il legislatore regionale avesse adottato, di contro, il diverso criterio della distanza pedonale, l’avrebbe indicato espressamente.
La distanza dei 500 metri deve essere calcolata con riguardo all'edificio in ogni sua parte, o a una porzione dell’edificio, o a un locale singolo all'interno dell’edificio?
L’art. 4, comma 2, dell’Allegato A) alla delibera n. 1274 del 2014 non determina esplicitamente se la distanza dei 500 metri afferisca all’immobile in cui è ubicato l’esercizio commerciale ove siano installati gli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, ovvero a parti del medesimo immobile. In ossequio alla ratio della norma, che pone criteri di natura restrittiva, nonché in via di interpretazione analogica con l’art. 4, comma 2, dell’Allegato A) alla d.g.r. n. 1274 del 2014, si può affermare che la distanza di 500 metri non deve essere calcolata rispetto all'immobile in cui è inserito l’edificio commerciale suddetto, bensì deve essere determinata considerando la soluzione più restrittiva tra quella che calcola un raggio di 500 metri dal baricentro dell’esercizio commerciale e quella che calcola un raggio di 500 metri dall'ingresso considerato come principale dell’esercizio commerciale stesso.
Tipologie di luoghi sensibili
1) Istituti scolastici di ogni ordine e grado
Generalmente, ai fini del rilascio del titolo di studio, per istituti scolastici di ogni ordine e grado si intendono quelli rientranti nel sistema nazionale d'istruzione di cui alla legge n. 62 del 10 marzo 2000, costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie sia private sia degli enti locali, nonché le istituzioni formative accreditate presso Regione Lombardia che erogano i percorsi ordinamentali di istruzione e formazione professionale (IFP) per l'assolvimento dell'obbligo scolastico e del diritto-dovere d'istruzione e formazione. Per quanto riguarda, però, la loro individuazione quale luogo sensibile è importante che rientrino in tale tipologia anche le scuole che assolvano in modo sostanziale al diritto-dovere di istruzione e formazione, tenuto conto della ratio della l.r. n. 8 del 2013 e delle specifiche finalità di tutela della salute cui la suddetta normativa in via principale sottende.
Le scuole non paritarie sono iscritte in un elenco regionale, aggiornato ogni anno, affisso all'albo dell'Ufficio Scolastico Regionale che è preposto alla vigilanza sulla sussistenza e sulla permanenza delle condizioni stesse. Tali scuole non possono rilasciare titoli di studio aventi valore legale né attestati intermedi o finali con valore di certificazione legale. La regolare frequenza della scuola non paritaria da parte degli alunni costituisce, tuttavia, assolvimento dell'obbligo di istruzione. Dal punto di vista della normativa sulla ludopatia e considerate le specifiche finalità di tutela della salute cui la suddetta normativa in via principale sottende, tali scuole primarie rientrano nella categoria di luogo sensibile in quanto assolvono in modo sostanziale al diritto-dovere di istruzione e formazione.
No, in quanto tale tipologia di scuola non rientra nel sistema scolastico ove si assolve il diritto-dovere di istruzione e formazione.
Sì. La delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 2014, ed in particolare gli artt. 2, lett. a), e 4 dell'Allegato A) ha previsto che non è ammessa la nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo che si trovino entro 500 metri dagli "istituti scolastici di ogni ordine e grado". Considerata la ripartizione impressa al sistema dell'istruzione dalla vigente normativa statale e regionale, devono essere ricompresi negli istituti scolastici di ogni ordine e grado anche le scuole d'infanzia.
2) Asili nido d'Infanzia
Gli asili nido devono considerarsi luogo sensibile? Qualsiasi tipologia? Anche quelli privati?
Sì. L'art. 13 della legge regionale n. 34 del 29 dicembre 2016 ha introdotto nell'elenco dei luoghi sensibili, di cui all'art. 5, comma 1, della l.r. n. 8 del 2013, anche gli "asilo nido d'infanzia". Quindi, a far tempo dal 31 dicembre 2016, data di entrata in vigore della legge regionale n. 34 del 2016, gli asili nido d'infanzia sono da considerarsi luogo sensibile. In tale dizione sono ricomprese le unità di offerta per la prima infanzia che offrono il servizio di nido, micronido, centro prima infanzia e nido famiglia di cui alla d.g.r. 20588 dell'11 febbraio 2005 "Definizione dei requisiti minimi strutturali ed organizzativi di autorizzazione al funzionamento dei servizi sociali di prima infanzia". Sia l'art. 5, comma 1, della legge regionale n. 8 del 2013, come integrato dall'art. 13 della legge regionale n. 34 del 29 dicembre 2016, sia la suddetta d.g.r. n. 20588 del 2005 non distinguono fra servizi a gestione comunale e quelli a gestione privata. Entrambe le categorie sono quindi da considerarsi luoghi sensibili.
3) Luoghi di culto
Sì, la delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 2014, ed in particolare gli artt. 2, lett. b), e 4 dell'Allegato A) ha previsto che non è ammessa la nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo che si trovino entro 500 metri dai "luoghi di culto, relativi alle confessioni religiose di cui all'art. 70, commi 1 e 2, della l.r. 11 marzo 2005, n. 12". Tra le confessioni religiose di cui trattasi figura anche la Chiesa Cattolica (art. 70, comma 1, della succitata l.r. n. 12 del 2005), e tra i luoghi di culto sono ricompresi, secondo l'art. 71, comma 1, lett. a), della l.r. n. 12 del 2005, anche gli immobili destinati al culto. La norma, tuttavia, non prevede delle giornate e/o degli orari minimi di apertura al pubblico per gli immobili destinati al culto affinché questi possano essere riconosciuti come tali. Pertanto, anche immobili destinati al culto da parte della Chiesa Cattolica ma non aperti al pubblico in modo continuativo debbono, comunque, considerarsi quali luoghi sensibili ai fini dell'applicazione delle limitazioni all'installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito contenute nella d.g.r. n. 1274 del 2014.
Sì. Anche gli immobili destinati al culto dei Testimoni di Geova ma non aperti al pubblico in modo continuativo debbono comunque considerarsi quali luoghi sensibili ai fini dell'applicazione delle limitazioni all'installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito contenute nella d.g.r. n. 1274 del 2014. L'art. 2, comma 2, lett. b) dell'Allegato A alla d.g.r. n. 1274 del 2014, attuativa dell'art. 5, comma 1, della l.r. n. 8 del 2013, include tra i luoghi sensibili anche i luoghi di culto relativi alle confessioni religiose di cui all'art. 70, commi 1, 2 e 2 bis, della l.r. n. 12 del 2005 (legge per il governo del territorio), come modificata dalla legge regionale n. 2 del 3 febbraio 2015. Mentre il comma 1 dell'art. 70 della citata l.r. n. 12 del 2005 si riferisce alla Chiesa Cattolica, i commi 2 e 2 bis fanno riferimento a tutte le altre confessioni religiose e tra i luoghi di culto sono ricompresi, secondo l'art. 71, comma 1, lett. a), della l.r. n. 12 del 2005, anche gli immobili destinati al culto. Infine, si sottolinea che l'art. 2, comma 2, lett. b) dell'Allegato A alla d.g.r. n. 1274 del 2014 non prevede delle giornate e/o degli orari minimi di apertura al pubblico per gli immobili destinati al culto affinché questi possano essere riconosciuti come tali.
L'art. 2, comma 2, lett. b) dell'Allegato A alla d.g.r. n. 1274 del 2014 include tra i luoghi sensibili anche i luoghi di culto relativi alle confessioni religiose di cui all'art. 70, commi 1 e 2, della l.r. 11 marzo 2005, n. 12. In via generale la norma prevede soltanto che il luogo sia individuato come luogo di culto, e che pertanto sia censito come tale da parte della Chiesa Cattolica. Occorre quindi rivolgersi alla Diocesi competente per accertare se il manufatto sia censito fra i luoghi di culto ovvero sia eventualmente inserito in qualche Sezione dell'Annuario Ufficiale della Diocesi, al fine di escludere con certezza che la piccola stele non sia invece un manufatto sorto per edificazione spontanea dei fedeli, non censito fra i luoghi sacri della Chiesa Cattolica.
No. L'Allegato A), art. 2, comma 2, lett. b) della d.g.r. n. 1274 del 2014 considera i luoghi di culto ed i suoi edifici. In tale definizione non possono rientrare le semplici aree, sebbene destinate in via previsionale dallo strumento urbanistico ad attrezzature religiose. Al fine dell'applicazione della norma regionale considerata è necessario che l'opera edificatoria risulti già realizzata e sia corredata dal relativo atto abilitativo di agibilità.
No. I cimiteri non sono presenti nell'elencazione dell'articolo 2 (Definizioni) dell'Allegato A della delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 24 gennaio 2014), né i medesimi rientrano nella categoria dei luoghi di culto individuati dal punto b) dell'art. 2 sopramenzionato. I luoghi cimiteriali rientrano nel demanio comunale e soggiacciono, rispetto ai luoghi di culto, ad altra normativa statale e regionale (legge n. 130 del 30 marzo 2001, d.p.r. n. 285 del 10 settembre 1990, Capo III della l.r. n. 33 del 10 dicembre 2009, regolamento regionale n. 6 del 9 novembre 2004). I cimiteri vengono annoverati dalla stessa legge regionale n. 12 del 2005, art. 44, comma 4, fra le opere di urbanizzazione secondaria. Si ricorda, peraltro, che l'art. 5, comma 2, della l.r. n. 8 del 2013 consente all'Amministrazione Comunale di individuare "altri luoghi sensibili" rispetto a quelli elencati dal precedente comma 1, valutato l'impatto degli insediamenti "sul contesto e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l'inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica".
Gli impianti sportivi sono considerati luoghi sensibili. Cosa si intende per impianti sportivi?
L'art. 5, comma 1, della legge regionale n. 8 del 2013 annovera fra i luoghi sensibili gli impianti sportivi. L'art. 2 del d.m. 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi), ripreso dalla deliberazione del Consiglio Nazionale del Coni del 25 giugno 2008, definisce "Impianto sportivo" l'insieme di uno o più spazi di attività sportiva dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposto allo svolgimento di manifestazioni sportive nonché l'impianto sportivo all'aperto. L'impianto sportivo comprende: lo spazio o gli spazi di attività sportiva, la zona spettatori, eventuali spazi e servizi accessori ed eventuali spazi e servizi di supporto. L'impianto sportivo può essere sia all'aperto sia al chiuso. L'art 2 del d.m. 18 marzo 1996 definisce nel dettaglio cosa si intende per zona spettatori, spazi accessori etc.
No, le palestre, pubbliche o private, non sono considerate luoghi sensibili in quanto non rientrano nella fattispecie degli "Impianti sportivi" di cui all'art. 5, comma 1, della legge regionale n. 8 del 2013 nonché dell'art. 2, comma 2, lett. c), dell'Allegato A alla d.g.r. n. 1274 del 2014. In base alla deliberazione del Consiglio Nazionale del Coni del 25 giugno 2008, le palestre non rientrano negli impianti sportivi, bensì negli "Spazi per le attività del fitness".
Un centro sportivo di tiro al piattello è luogo sensibile?
Se presenta le caratteristiche di cui all'art. 2 del d.m. 18 marzo 1996 (Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi), ripreso dalla deliberazione del Consiglio Nazionale del Coni del 25 giugno 2008, rientra allora fra gli impianti sportivi di cui all'art. 2, comma 2, lett. c) del'Allegato A alla d.g.r. n. 1274 del 2014.
5) Strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale (art. 1, comma 2, della l.r. n. 3 del 2008)
Sì. Tale struttura rientra nella categoria delle strutture che svolgono attività sociali e assistenziali ai sensi della l.r. n. 3 del 2008, "Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario".
Sì. Essa coincide con la tipologia di luogo sensibile "strutture residenziali o semiresidenziali di cui all'art. 1, comma 2, della l.r. n. 3 del 12 marzo 2008, operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale", individuate dall'art. 2, comma 2, lett. d), della d.g.r. n. 1274 del 24 gennaio 2014, entrata in vigore il 28 gennaio 2014.
No. Ospedali, ambulatori medici e centri di primo soccorso non sono presenti nell'elencazione dell'articolo 2 (Definizioni) dell'Allegato A) della delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 24 gennaio 2014). Si ricorda peraltro che l'art. 5, comma 2, della l.r. n. 8 del 2013 consente all'Amministrazione Comunale di individuare "altri luoghi sensibili" rispetto a quelli elencati dal precedente comma 1, valutato l'impatto degli insediamenti "sul contesto e sulla sicurezza urbana, nonché dei problemi connessi con la viabilità, l'inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica".
6) Strutture ricettive per categorie protette
No. Il termine "categorie protette" viene mutuato dal mondo del lavoro. L'art. 1 della legge n. 68 del 12 marzo 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) elenca i soggetti che appartengono a tale categoria, ovvero gli invalidi civili e di guerra, i non vedenti, i sordomuti nonché profughi italiani ed "equiparati" di cui all'art. 18 della medesima legge n. 68 del 1999.Per quanto concerne i profughi, tale categoria è normata dalla legge 26 dicembre 1981 n. 763 (Normativa organica per i profughi) e principale requisito dei profughi è che si tratti di profughi italiani, così come tassativamente identificati nel Titolo I della predetta legge (profughi italiani dalla Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia etc.). Gli "equiparati" sono, invece, sostanzialmente le vedove e gli orfani di persone decedute sul lavoro per cause di servizio o di guerra, nonché le vedove e gli orfani di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. In conclusione, per "strutture ricettive per categorie protette", ai fini della legge n. 8 del 2013 in tema di ludopatia, si intendono le strutture atte ad ospitare gli invalidi, i non vedenti, i sordomuti, i profughi italiani e gli "equiparati" come sopra declinati e non riguardano i centri di accoglienza per profughi diversi dalle categorie protette elencate nel Titolo I della legge n. 763 del 1981 né i campi nomadi.
7) Luoghi di aggregazione giovanile
Né la l.r. n. 8 del 2013 né la delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 2014) definiscono i "luoghi di aggregazione giovanile". Ciò in quanto spetta alle Amministrazioni comunali identificare, in base alla specifica realtà locale e al solo fine dell'applicazione della disciplina sulle distanze dettata dalla d.g.r. n. 1274 del 2014, quei luoghi che effettivamente possano, per la loro natura e per la comprovabile, effettiva e costante frequentazione da parte della gioventù, essere riconosciuti attrattori dell'aggregazione giovanile. Si evidenzia che, stante le finalità di effettiva tutela e prevenzione nei confronti dei giovani perseguite dalla l.r. n. 8 del 2013 e dalla delibera sulle distanze, possono presentare le caratteristiche sopra indicate non solo le strutture che offrono servizi per favorire lo sviluppo e l'aggregazione di adolescenti, preadolescenti e giovani, ma pure strutture aventi finalità differenti o, addirittura, anche semplici spazi aperti. Sarebbe comunque opportuno, considerato che la valutazione di questa particolare tipologia di luogo sensibile investe valutazioni discrezionali, che i Comuni procedessero ad una generale ricognizione dei luoghi in argomento mediante atto formale, e non volta per volta in occasione della eventuale presentazione di richieste di nuova installazione di apparecchi per il gioco di azzardo lecito. Ciò al fine di garantire la certezza del diritto.
I Comuni devono necessariamente identificare con un provvedimento di carattere generale i luoghi sensibili elencati dalla delibera sulle distanze (Allegato A della delibera n. 1274 del 2014)?
No. Le Amministrazioni comunali possono liberamente valutare, nell'ambito della loro discrezionalità, se effettuare la ricognizione dei luoghi sensibili mediante un provvedimento di carattere generale oppure se individuarli, volta per volta, in occasione dell'eventuale presentazione di richieste di nuova installazione di apparecchi per il gioco di azzardo lecito. L'importante, quale che sia la modalità prescelta, è che venga comunque garantito il rispetto delle distanze stabilite.
L'individuazione dei luoghi sensibili deve essere fatta necessariamente nel contesto del PGT?
No, l'individuazione dei luoghi sensibili non costituisce contenuto di PGT. Si possono quindi individuare i luoghi sensibili in occasione della eventuale presentazione di richieste di nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito. In alternativa, si può anche provvedere alla ricognizione dei luoghi sensibili mediante un provvedimento di carattere generale. Tale provvedimento, che appare opportuno soprattutto per quelle tipologie di luoghi sensibili che richiedono valutazioni discrezionali, può essere rappresentato, alla luce del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali", da una motivata deliberazione della Giunta comunale.
Per altri luoghi sensibili si intendono tutti quelli che non rientrano nell'elencazione dell'art. 5, comma 1, della l.r. n. 8 del 2013 e dell'art. 2, punto 2,) della d.g.r. n. 1274 del 2014 sulle distanze. Le Amministrazioni comunali possono individuare gli altri luoghi sensibili ai sensi dell’art. 51 comma 1 bis della l.r. n. 12 del 2005, applicando le disposizioni di cui al comma 1 del suddetto art. 51, quindi tramite una specifica variante al Piano delle Regole del Piano di Governo del Territorio (PGT), tenuto conto dell’impatto degli insediamenti sul contesto e sulla sicurezza urbana, nonché delle criticità poste in tema di viabilità, inquinamento acustico e disturbo della quiete pubblica, secondo i criteri posti dall'art. 5, comma 2, della l.r. n. 8 del 2013.
Sì. Né la l.r. n. 8 del 2013 né la delibera sulle distanze (d.g.r. n. 1274 del 2014) fanno alcun riferimento ai confini comunali. Pertanto occorre tener conto anche dei luoghi sensibili posti fuori dal territorio comunale in cui avvengono le nuove istallazioni di apparecchi per il gioco di azzardo lecito.
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