Source: http://www.ancebenevento.it/codice-della-crisi-dimpresa-modifica-degli-statuti-con-la-nomina-degli-organi-di-controllo/
Timestamp: 2020-01-28 16:22:42+00:00
Document Index: 166962266

Matched Legal Cases: ['art.379', 'art.14', 'art. 2407', 'art.2631', 'art.2625', 'art.2462', 'art.2486', 'art.2476', 'art.2486', 'art.2477', 'art.2484']

Codice della crisi d’impresa – Modifica degli statuti con la nomina degli organi di controllo - Ance Benevento
Pubblicato da ance at 9 Dicembre 2019
Il 16 dicembre 2019 scatta l’obbligo, per le s.r.l. e le società cooperative dotate di specifici requisiti patrimoniali, reddituali e di lavoratori dipendenti, di adeguare lo statuto e l’atto costitutivo con l’indicazione relativa alla nomina dell’organo di controllo.
Lo prevede, come noto, l’art.379, co.3, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019).
Si ricorda che tale adempimento deve essere effettuato dalle s.r.l. e dalle società cooperative tenute, dallo scorso 16 marzo, alla nomina dell’organo di controllo (sindaci o revisori)[1].
Si tratta, in particolare, delle società che, nel 2017 e 2018 abbiano superato i seguenti limiti dimensionali relativi a reddito, patrimonio, nonché numero di dipendenti:
3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità[2].
Si richiama l’attenzione sull’importanza, anche per le s.r.l. operanti nel settore delle costruzioni, di individuare tali figure professionali richieste dalla normativa (sindaci o revisori), non solo ai fini di una tempestiva gestione della possibile crisi d’impresa, ma anche per evitare di incorrere nella responsabilità solidale con gli amministratori della società in caso di mancata segnalazione (in base a quanto previsto dall’art.14, co.3, del medesimo codice).
Infatti, quest’ultima disposizione stabilisce che la notifica agli amministratori relativa al rischio di crisi d’impresa costituisce, per il sindaco, una causa di esonero dalla responsabilità solidale per le eventuali azioni (o omissioni) dannose successive compiute dagli amministratori.
Tale indicazione, nel Codice della crisi, assume rilevanza tenuto conto che, dal punto di vista generale, gli amministratori ed i sindaci sono solidalmente responsabili nei confronti della società e dei soci (cfr. art. 2407, co.2, del codice civile).
Per quel che riguarda il regime sanzionatorio relativo al mancato adeguamento dello statuto/atto costitutivo, non vi sono specifiche disposizioni nel Codice della crisi d’impresa, ma occorre richiamare:
la regola generale di cui all’art.2631 del codice civile, riferita all’ “omessa convocazione dell’assemblea”, la quale stabilisce che:
«Gli amministratori e i sindaci che omettono di convocare l’assemblea dei soci nei casi previsti dalla legge o dallo statuto, nei termini ivi previsti, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.032 a 6.197 euro. Ove la legge o lo statuto non prevedano espressamente un termine, entro il quale effettuare la convocazione, questa si considera omessa allorché siano trascorsi trenta giorni dal momento in cui amministratori e sindaci sono venuti a conoscenza del presupposto che obbliga alla convocazione dell’assemblea dei soci.
La sanzione amministrativa pecuniaria è aumentata di un terzo in caso di convocazione a seguito di perdite o per effetto di espressa legittima richiesta da parte dei soci».
In sostanza, l’amministratore è ritenuto responsabile, con la sanzione amministrativa da 1.032 a 6.197 euro, nell’ipotesi in cui non provveda a convocare l’assemblea (entro il prossimo 16 dicembre);
la sanzione correlata al cd. “impedito controllo” di cui all’art.2625 del codice civile, la quale stabilisce che:
«Gli amministratori che, occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di controllo legalmente attribuite ai soci o ad altri organi sociali, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.329 euro (…)».
Tale disposizione, quindi, presuppone un comportamento doloso dell’amministratore al quale è correlata la sanzione amministrativa fino a 10.329 euro.
Per tale motivo, si ritiene che la semplice mancata convocazione dell’assemblea non comporti l’applicazione della sanzione, in assenza di una comprovata condotta lesiva da parte dell’amministratore.
In ogni caso, l’ANCE sta proseguendo nelle proprie iniziative presso le competenti Sedi parlamentari (DL Fiscale e DdL di Bilancio 2019) e governative (Ministero della Giustizia e MISE) al fine di ottenere la proroga dell’obbligo di adeguamento degli statuti societari delle s.r.l. con la nomina degli organi di controllo, che andrebbe spostato almeno sino al 30 aprile 2020 (termine di approvazione dei bilanci 2019).
Per completezza, si ricorda, altresì, che, per le società di persone, gli amministratori sono responsabili in modo personale (con il proprio patrimonio – cfr. ad esempio, artt.2267 e 2304 del codice civile).
Ciò non vale per le società di capitali (tra cui le s.r.l.), con riferimento alle quali gli amministratori non rispondono con il proprio patrimonio ma solamente con il capitale sociale (cfr. art.2462 del codice civile). A tale regola fa eccezione il verificarsi di una delle cause di scioglimento della società[3], in presenza delle quali gli amministratori sono personalmente responsabili in caso di mancata conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale (art.2486, co.2, del codice civile)[4].
Peraltro, proprio con riferimento agli obblighi di conservazione del patrimonio sociale, con alcune modifiche al codice civile (artt.2476 e 2486), il Codice della crisi d’impresa accentua la responsabilità degli amministratori.
In particolare, l’art.2476, co.4, del codice civile prevede espressamente che essi rispondano verso i creditori quando il patrimonio sociale risulti insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti[5].
Viene, inoltre, introdotto un criterio di liquidazione dei danni conseguenti all’inosservanza dell’obbligo di gestire la società, dopo il verificarsi di una causa di scioglimento, al solo fine di preservare integrità e valore del patrimonio (specie nell’ipotesi in cui manchino le scritture contabili o le stesse sono state tenute in modo irregolare – cfr. art.2486, co.3, del codice civile).
[1] Cfr. ANCE “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – Nomina degli organi di controllo nelle s.r.l.” – ID n.37097 del 17 settembre 2019.
[2] Come noto, come anche auspicato dall’ANCE, il “Decreto Sblocca cantieri” (DL 32/2019, convertito, con modificazioni, nella legge 55/2019), ha rivisto le condizioni per la nomina obbligatoria degli organi di controllo nelle s.r.l., di cui all’art.2477 del codice civile, rispetto a quanto stabilito in origine nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Si ricorda che quest’ultimo Provvedimento stabiliva, con efficacia del 16 marzo scorso, l’obbligo di nomina dell’organo di controllo (o del revisore) per le s.r.l. che avessero superato, per due esercizi consecutivi, almeno uno dei seguenti limiti:
Cfr. ANCE “Codice della crisi d’impresa – Nomina degli organi di controllo – Nuovi requisiti” – ID n. 36279 del 10 giugno 2019 e “DL 32/2019 – Decreto sblocca cantieri: Novità su irregolarità fiscali e organi di controllo nelle s.r.l.” – ID n.36354 del 18 giugno 2019.
[3] Ad esempio, la liquidazione giudiziale, cfr. l’art.2484 del codice civile.
[4] Art. 2486 codice civile – Poteri degli amministratori
Quando è accertata la responsabilità degli amministratori a norma del presente articolo, e salva la prova di un diverso ammontare, il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura.
[5] Art. 2476 codice civile – Responsabilità degli amministratori e controllo dei soci
L’azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa da ciascun socio, il quale può altresì chiedere, in caso di gravi irregolarità nella gestione della società, che sia adottato provvedimento cautelare di revoca degli amministratori medesimi. In tal caso il giudice può subordinare il provvedimento alla prestazione di apposita cauzione.
Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, l’azione di responsabilità contro gli amministratori può essere oggetto di rinuncia o transazione da parte della società, purché vi consenta una maggioranza dei soci rappresentante almeno i due terzi del capitale sociale e purché non si oppongano tanti soci che rappresentano almeno il decimo del capitale sociale.