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Timestamp: 2016-10-25 22:39:07+00:00
Document Index: 94233346

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 84', 'art. 42', 'DTF ', 'art. 84', 'art. 7', 'DTF ', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 64', 'art. 66']

1C_32/2016 (27.01.2016)
1C_32/2016 � � Sentenza del 27 gennaio 2016
Il 16 settembre 2015 il ricercato � stato arrestato nel Cantone Ticino. Il 18 settembre seguente l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha emesso un ordine di arresto ai fini di estradizione. L'estradando si � opposto all'estradizione semplificata. Il 28 settembre 2015 l'UFG gli ha designato l'avv. Olivier Ferrari quale patrocinatore d'ufficio. Il 9 ottobre 2015 il Ministero pubblico del Cantone Ticino ha confermato all'UFG che non sussiste identit� tra i fatti oggetto della domanda di estradizione e quelli perseguiti in Svizzera.
Avverso questa decisione A.________ presenta un ricorso al Tribunale federale. Chiede, concessogli il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, di annullarla unitamente a quella di estradizione dell'UFG e pertanto, in via principale, di respingere la domanda di estradizione e, in via subordinata, di rinviare gli atti all'autorit� di prima istanza affinch� esperisca ulteriori accertamenti.
2.1.�Il ricorrente fa valere che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante, poich� sarebbero stati violati principi giuridici fondamentali, segnatamente il diritto di essere sentito. Al riguardo invoca un preteso accertamento non adeguato e incompleto dei fatti contestatigli in Italia e in Svizzera, senza peraltro nemmeno tentare di rendere verosimile l'identit� degli stessi, ci� che potrebbe giustificare una possibile eccezionale assunzione dell'intero procedimento penale da parte della Svizzera (art. 36 cpv. 1 AIMP; RS 351.1).
2.2.�Nella fattispecie, l'asserito incompleto accertamento dei fatti, nonch� la generica critica di un accesso carente agli atti, non integrano gli estremi della violazione di un elementare principio procedurale ai sensi dell'art. 84 LTF, ritenuto che il ricorrente, disattendendo il suo obbligo di motivazione (art. 42 LTF; DTF 140 I 320 consid. 3.2; 139 I 306 consid. 1.2), come rettamente rimproveratogli dal TPF, neppure in questa sede tenta di confutare i contestati accertamenti fattuali; egli si limita infatti ad accennare ai propri verbali d'interrogatorio, senza tentare di rendere verosimile che i fatti perseguiti in Italia coinciderebbero con quelli oggetto d'inchiesta in Svizzera. La critica a questo apprezzamento delle prove, generica e priva di ogni motivazione, non dimostra che si sarebbe in presenza di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 LTF.
2.3.�Inoltre il ricorrente non sostiene che, nella fattispecie, il TPF si sarebbe scostato dalla costante giurisprudenza nel ritenere che, anche qualora il reato fosse stato commesso in tutto o in parte in Svizzera, l'UFG, in applicazione dell'art. 7 n. 1 della Convenzione europea di estradizione, avrebbe nondimeno la possibilit�, ma non l'obbligo, di rifiutare l'estradizione o che lo stesso avrebbe abusato del potere di apprezzamento che gli compete (DTF 117 Ib 210 consid. 3b/aa pag. 213). N� dimostra che si sarebbe distanziato dalla prassi nel considerare che il rifiuto dell'estradizione non osta a un suo miglior reinserimento sociale (art. 36 cpv. 1 e art. 37 cpv. 1 AIMP), visto che risiede in Svizzera solo dal 2009, dove non ha alcun legame familiare, n� vi svolgerebbe un'attivit� professionale, disponendo unicamente di un permesso per frontalieri.
Il ricorso � pertanto inammissibile. La domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio dev'essere respinta, visto che il gravame non aveva fin dall'inizio alcuna possibilit� di successo e che, come gi� dinanzi al TPF, il ricorrente non ha minimamente reso verosimile la sua indigenza (art. 64 cpv. 1 e 2 LTF). Le spese seguono quindi la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF).