Source: http://rivista.microcredito.gov.it/progetti/archivio-progetti/320-progetto-micro-work.html
Timestamp: 2019-07-18 21:29:45+00:00
Document Index: 98778395

Matched Legal Cases: ['art.1', 'art. 18', 'art. 1', 'art.1', 'art. 1', 'art. 6', 'art.12']

UN'AZIONE DI SISTEMA DEL FONDO SOCIALE EUROPEO SU MICROCREDITO E AUTOIMPIEGO
Un’azione di sistema del Fondo sociale europeo su microcredito e autoimpiego
Francesco VERBARO - Coordinatore Progetto “Micro-Work”
A conclusione di quasi tre anni e mezzo di intenso lavoro l’Ente restituisce al Paese una rete di 173 sportelli informativi e un sistema informatico (la piattaforma “Retemicrocredito.it”) in grado di fornire puntuali indicazioni ai cittadini e alle cittadine che sono interessati a conoscere meglio le opportunità offerte dal microcredito e dagli altri incentivi esistenti a livello locale e nazionale, per l’avvio e il consolidamento di un’attività in proprio anche in forma di microimpresa o lavoro autonomo.
Il contributo del microcredito allo sviluppo di un’economia più giusta ed equa si basa, come noto, sul concetto dell’inclusione finanziaria. Uno dei primi atti della Commissione europea esplicitamente dedicati al tema è rappresentato dalla Comunicazione di fine 2007: “Un’iniziativa europea per lo sviluppo del microcredito a sostegno della crescita e dell’occupazione”.
Qui s’individuavano quattro linee di azione prioritarie per favorire lo sviluppo del microcredito in Europa e agire al contempo sulla dimensione economica contrastando il fenomeno dell’“esclusione finanziaria” che impedisce di uscire dalla condizione di povertà a quanti non possiedono idonee garanzie, quando potrebbero condurre un’esistenza normale – lavorando e producendo quantomeno per il proprio fabbisogno - se esistessero servizi e prodotti finanziari adeguati ai propri fabbisogni. Secondo il documento della Commissione, per centrare i due importanti obiettivi, il ruolo dei programmi comunitari deve essere quello di stimolo all’evoluzione del contesto legale ed istituzionale relativo al microcredito e, al contempo, di sostegno alla creazione di un clima favorevole all’occupazione e all’imprenditorialità.
Da queste indicazioni nonché dalle priorità di Europa 2020, mutuate dal 20101 nella programmazione 2007-2013 del Fondo sociale europeo - in particolare per gli aspetti che riguardano la promozione del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità e la necessità di dotarsi di strumenti più appropriati per consentire ai soggetti maggiormente in difficoltà di cimentarsi nella creazione di un’attività in proprio- è nata l’azione di sistema per la creazione di una rete diffusa di Sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego realizzata dall’Ente nazionale per il microcredito, in base a un Accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Azione di sistema che si è dispiegata in due interventi successivi tesi a rafforzare in Italia la conoscenza e l’utilizzo del microcredito come strumento che può sostenere la nascita di nuova e sostenibile occupazione.
Il primo intervento, implementato nel periodo 2012-2013 e denominato “Microcredito e servizi per il lavoro”2, si è rivolto alle regioni dell’Obiettivo Convergenza (Sicilia, Puglia, Calabria e Campania) dove sono stati creati i primi Sportelli ed è stata avviata la piattaforma informatica “retemicrocredito.it”; il secondo, denominato “Micro-Work: fare rete per il microcredito e l’occupazione”3 e attuato tra il 2014 e il 2015, è stato indirizzato all’estensione della rete degli sportelli alle regioni dell’Obiettivo Competitività regionale e occupazione (Centro-Nord, phasing in e phasing out4).
I numeri della rete degli Sportelli
Gli sportelli attivi a dicembre 2015 sono 173, di cui 95 avviati tra il 2012-2013 con il primo intervento. 55 sportelli sono in rodaggio avendo avviato l’attività di consulenza solo con la consegna definitiva delle credenziali per l’accesso alla Piattaforma “Retemicrocredito.it” avvenuta ad ottobre.
Senza le chiavi d’ingresso alla Piattaforma, infatti, non è possibile registrare le consulenze né avere accesso alle informazioni ivi presenti.Essi sono gestiti da poco meno di 350 operatori, tutti dipendenti pubblici, e sono ospitati da: centri pubblici per l’impiego, da alcuni servizi dei comuni (sportelli SUAP, Informagiovani, sportelli sociali), dalle camere di commercio (sportelli impresa, sportelli antiusura) e dalle università (sportelli per l’orientamento e il placement post universitario). Sono 117 le amministrazioni ed enti che ospitano gli Sportelli tra Comuni, Centri per l’impiego (province), Camere di commercio e Università.
Tutti si sono iscritti al portale “Cliclavoro” del Ministero del lavoro, poiché si tratta di soggetti autorizzati all’intermediazione nel mercato del lavoro (servizi per il lavoro) e, in quanto tali, sono tenuti a collaborare al monitoraggio del mercato del lavoro a livello locale.
L’utenza degli sportelli
Nel periodo di attuazione dell’azione di sistema sono stati 1456 (911 uomini e 545 donne) gli utenti orientati al microcredito e all’autoimpiego dagli operatori degli Sportelli, mediante consulenze specialistiche sui seguenti temi: programmi che erogano microcredito e incentivi all’autoimpiego, tipologie di imprese o lavoro autonomo avviabili, sgravi fiscali e altri incentivi al lavoro autonomo e di impresa, Fondo di Garanzia per le PMI, stesura del Business Plan, ecc. Le fasce di età più ricorrenti tra gli utenti degli Sportelli sono quelle dei 35-49enni (426 persone) e dei 25-34 enni (381 persone); ma i giovanissimi sono anch’essi ben rappresentati con oltre 304 consulenze erogate a 18-24enni. Tra gli utenti la maggioranza si dichiara disoccupato non percettore di alcuna forma di sostegno del reddito (606 utenti).
Con ogni probabilità, questi soggetti hanno esaurito tutta la mobilità (se sono stati licenziati) e/o il sussidio di disoccupazione (ASPI, ora NASpI) previsti e, dunque, sono disoccupati da più di 12 mesi (ossia disoccupati di lungo periodo). Questo dato è da mettere a confronto con le priorità del programma di mandato della Commissione Juncker, che individua i “disoccupati di lunga durata” come uno dei target prioritari degli interventi contro la disoccupazione da promuovere nell’ambito dei programmi e fondi sia europei che nazionali.
I disoccupati di lungo periodo sono, inoltre, destinatari di una proposta di Raccomandazione5 della Commissione europea al Consiglio del settembre 2015 per migliorare l’offerta delle attività di supporto loro dirette e facilitarne il rientro nel mercato del lavoro (non ultimo, nella forma del lavoro autonomo e imprenditoriale). Gli utenti degli Sportelli per il microcredito e l’autoimpiego potranno pertanto essere destinatari delle politiche proposte dalla Commissione europea e attuate anche attraverso il ricorso alle risorse del Fondo sociale europeo 2014-2020 sia a livello regionale che nazionale (Obiettivo Tematico 8 “Occupazione”).
Quindi, dalle autorità di gestione dei programmi operativi (PO) che possono a destinare azioni rivolte ai disoccupati, ivi compresi l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro autonomo e alla creazione di microimpresa per il reinserimento lavorativo.
Le imprese che gli utenti desiderano avviare
Come già emerso nel volume di presentazione dei risultati del primo progetto (2012-2013), la stragrande maggioranza degli utenti degli sportelli, circa il 90% del totale pari a 1305 utenti, desidera avviare una ditta individuale. 107 di essi, invece, vogliono creare una società di persone e meno del 2% una cooperativa o una società di capitali. Potranno pertanto essere destinatari sia degli interventi di microcredito (compresi quelli sostenuti dalle garanzie del Fondo di Garanzia per le PMI) sia degli incentivi diretti a questo tipo di attività da soggetti pubblici e privati che promuovono programmi specifici per la creazione di auto impiego e microimpresa (ad es.: Invitalia, Puglia Sviluppo, ecc.) oppure dalle agenzie finanziarie regionali (Fincalabra, Finlombarda, ecc.).
L’attività degli sportelli
Le quattro regioni Convergenza, che hanno una storia più lunga nell’intervento (3 anni), sono quelle dove sono presenti gli Sportelli più attivi (Puglia e Sicilia in testa con rispettivamente 641 e 322 consulenze erogate). Tra le regioni del Centro nord che hanno aderito nel corso del 2015 spicca il Lazio dove, in meno di un mese, sono state erogate 35 consulenze. Alla conclusione del progetto “Micro-Work” anche le altre regioni neo-entrate registrano “segnali di vita” degli Sportelli: Friuli, Lombardia, Veneto e Abruzzo hanno registrato, infatti, una decina di consulenze ciascuna.
I punti di forza del modello realizzato
Alla luce dei risultati sopra esposti, si può affermare che il progetto presenta alcuni punti di forza che potrebbero garantire nel tempo la sostenibilità del modello costruito (posto che si realizzino alcune condizioni di contesto che vedremo oltre). Il primo punto di forza consiste nell’aver attratto solo le amministrazioni realmente interessate ad avviare e mantenere attivo un nuovo servizio, in molti casi del tutto diverso da quelli già offerti. La manifestazione di interesse e la previsione di un atto di impegno stringente, quanto a obiettivi e modalità di collaborazione tra le parti, hanno comportato la strutturazione di rapporti solidi tra l’ENM e le amministrazioni coinvolte.
La reciprocità stabilita nell’atto di impegno tra chi ha messo a disposizione sede e personale idoneo al servizio e chi ha offerto un sistema informativo per l’erogazione delle consulenze e ha garantito formazione/ aggiornamento specialistico continui si è dimostrata uno degli elementi vincenti del progetto. Il secondo punto di forza è indubbiamente la Piattaforma informativa “retemicrocredito.it”.
Gli Sportelli sono connessi tra loro (e con l’ENM) mediante la rete informatica che poggia sulla piattaforma di servizio realizzata dall’ENM per la consulenza a 360° sul microcredito e l’autoimpiego. Gli Sportelli grazie alle diverse funzionalità della Piattaforma possono, infatti, accogliere e orientare l’utenza verso il lavoro autonomo e microimprenditoriale garantendo informazioni aggiornate in tema di microcredito e autoimpiego: normativa, strumenti finanziari esistenti a livello locale e nazionale, incentivi per lo start up di impresa e lavoro autonomo, incentivi fiscali, incentivi occupazionali, fondi di garanzia, servizi di accompagnamento allo start up d’impresa e lavoro autonomo, ecc.
La formazione e l’aggiornamento degli operatori sono garantiti dall’Ente nazionale per il microcredito attraverso seminari tecnici territoriali, formazione a distanza (moduli FAD disponibili in Piattaforma), webinar, newsletter, articoli specialistici della rivista “Microfinanza”. Inoltre, la Piattaforma grazie alla sezione “Report” è in grado di fornire statistiche sull’andamento delle attività degli Sportelli (per es. le consulenze erogate per tipologia di beneficiario: genere, età, status occupazionale, tipologia di attività che desidera avviare, ecc.) e sul livello della consulenza erogata (di base, avanzata e completa). A livello regionale e nazionale le statistiche sono elaborate dall’ENM che predispone dei rapporti pubblicati sulla Piattaforma e sul sito istituzionale dell’Ente. La Piattaforma, ha dimostrato di essere un ottimo strumento di lavoro, ma anche di poter ampliare e rafforzare la propria offerta di servizi sulla base delle esigenze via via emerse nel corso delle attività.
Come avvenuto nel caso della creazione di nuove sezioni informative (per es. quella dedicata al Fondo centrale di garanzia per le PMI) e nuovi servizi, da ultimo l’area Webinar che ha consentito l’erogazione di otto seminari on line in 20 giorni, con la partecipazione di oltre 600 tra operatori e dirigenti dei servizi che ospitano gli Sportelli e oltre 170 sessioni aperte da remoto per assistere ai webinar.
L’Ente nazionale per il microcredito, infine, ha ritenuto di valorizzare le richieste di nuovi servizi/sezioni provenienti dagli operatori degli sportelli e ha realizzato la nuova sezione dedicata al Business Plan e alla valutazione della propensione all’imprenditorialità degli utenti, al fine di rendere più concreta l’azione di consulenza e di primo affiancamento.
Il terzo punto di forza è stato l’assistenza a distanza e in loco da parte degli esperti dell’ENM, resa possibile grazie alla presenza di referenti territoriali del progetto che hanno avuto contatti costanti con gli operatori, i sindaci, i dirigenti, i segretari generali, i professori e il personale che opera negli sportelli per il Placement delle università. Inoltre, il progetto ha messo a disposizione degli operatori degli Sportelli un servizio di assistenza tecnica on line per i quesiti sui problemi tecnici della Piattaforma e sui contenuti specialistici della stessa (con la possibilità di chiedere informazioni specifiche su determinati strumenti microfinanziari e incentivi per l’avvio di impresa, o sulla regolamentazione del settore del microcredito).
Il quarto risiede nell’informazione mirata sui temi e le attività del progetto attraverso il sito, la piattaforma e la newsletter6 del progetto tutti regolarmente aggiornati con le ultime novità in materia di strumenti e fondi di microcredito, incentivi all’avvio di lavoro autonomo, novità normative (per es il Jobs Act per l’offerta di servizi di consulenza sull’autoimpiego presso i centri per l’impiego ivi prevista), sgravi fiscali per il lavoro autonomo e le partite Iva, ecc.
Il quinto punto di forza è rappresentato dall’intensa attività seminariale, workshopale e informativa (oltre 50 eventi) che ha animato i territori. I workshop tecnici sono consistiti in momenti di incontro tra gli operatori e i soggetti che, a livello locale, gestiscono programmi di microcredito e incentivi all’autoimprenditorialità e start up di impresa, per la creazione di sinergie tra gli sportelli e i programmi esistenti/soggetti gestori (istituti di credito, Caritas, enti locali, finanziarie regionali, ecc). I seminari informativi hanno coinvolto tutti gli stakeholder che possono affiancare i “futuri” imprenditori e lavoratori autonomi nelle fasi di start up e post start up di impresa.
L’attività di formazione in presenza, invece, è stata rivolta esclusivamente agli operatori degli sportelli e ha riguardato il loro ruolo, l’utilizzo della Piattaforma nella fase di consulenza e in quella dell’autoistruzione sui temi oggetto del servizio, le corrette modalità di rilevazione dei dati per il monitoraggio delle caratteristiche e dei comportamenti dell’utenza, l’acquisizione di competenze in materia di microcredito, microfinanza, fondi di garanzia, valutazione della richiesta di assistenza, ecc.
I punti di debolezza del modello
Sono due i punti di debolezza che emergono dal modello “Micro-Work”, ma essi non dipendono dal modello in sé, bensì da alcuni fattori esterni che possono giocare un ruolo decisivo nel suo funzionamento.
Il primo è rappresentato dall’insufficiente presenza di strumenti di microcredito e microfinanza in tutto il territorio nazionale e il secondo attiene alla carenza di risorse ordinarie che assicurino stabilità e continuità alle attività di questo tipo di servizi.
Al fine di contribuire al superamento del primo punto, l’ENM ha iniziato nei mesi scorsi una vasta azione di sensibilizzazione del sistema bancario per far aumentare l’offerta di microcredito a livello locale attraverso il sistema creato dal Fondo di Garanzia per le PMI - per la sezione speciale “Microcredito”.
Uno dei primi frutti di questa azione è l’Accordo tra ENM e BCC di Roma che consentirà alla banca di erogare fino a 1500 microcrediti (25mila euro) ai potenziali beneficiari residenti nel Lazio, con il sostegno della garanzia del Fondo e la collaborazione con l’ENM, che si occuperà di garantire i necessari “servizi ausiliari” di affiancamento pre e post finanziamento (come previsto dal regolamento della Sezione speciale “Microcredito” del Fondo di Garanzia per le PMI). Secondo questo accordo gli operatori degli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego che insistono sul territorio laziale potranno indirizzare i propri utenti verso questo prodotto, dandone piena informazione nel corso delle consulenze erogate, grazie alla scheda descrittiva del prodotto già caricata in Piattaforma.
Quanto alla carenza di risorse ordinarie, la rete territoriale degli sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego può essere efficiente ed efficace solo se la Piattaforma “Retemicrocredito.it” è aggiornata costantemente nei contenuti e nei servizi offerti e, al contempo, se le attività di informazione e aggiornamento degli operatori degli sportelli sono garantite con continuità - anche nell’ottica di un progressivo ampliamento del numero degli sportelli e di una loro redistribuzione per garantire un’adeguata copertura di tutto il territorio nazionale.
Pure in questo caso l’ENM si è già attivato per far si che i livelli essenziali di assistenza, informazione e aggiornamento siano garantiti in attesa di nuove risorse pubbliche destinate agli scopi predetti. Infine, ma non ultimo, per far sì che l’investimento sia realmente vantaggioso per le comunità (che ne usufruiscono), per le amministrazioni (che impegnano sedi e dipendenti in questa attività) e per l’Ente (che intende imprimere una netta accelerazione all’aumento della capacità di erogazione del sistema del microcredito nel Paese) dovrebbe essere attentamente monitorata nei mesi a venire la performance degli sportelli quanto a livelli di attività nella partecipazione alla formazione on line e all’aggiornamento, nonché nell’erogazione delle consulenze anche solo informative e di base, al fine di mantenere nel sistema della “Retemicrocredito” solo gli sportelli realmente efficienti e non compromettere la performance complessiva.
Sviluppi normativi e ruolo degli Sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego
E’ opportuno richiamare in questa sede gli sviluppi normativi in tema di servizi per la promozione del lavoro autonomo e dell’autoimpiego.
Di recente il Governo italiano ha fatto rientrare nella delega del “Jobs Act”7 volta al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, anche la riorganizzazione degli incentivi all’autoimpiego8 ed ha incluso l’orientamento individualizzato all’autoimpiego e il tutoraggio per il periodo post- start up tra i servizi e le misure di politica attiva del lavoro che i centri per l’impiego (anche in integrazione con gli altri soggetti pubblici e privati autorizzati ad operare nella nascente “Rete dei servizi per le politiche del lavoro” di cui all’art.1 del D.lgs. 150/2015) devono offrire ai lavoratori disoccupati, ai lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro (ammortizzatori in deroga, mobilità) o a coloro che sono a rischio di disoccupazione.
Un ulteriore segnale di attenzione del Governo per il mondo del lavoro autonomo e professionale è rappresentato dal recentissimo intervento in favore dei lavoratori autonomi e professionisti c.d. Jobs Act del lavoro autonomo, collegato alla Legge di Stabilità. L’articolo 6 del disegno di legge prevede che, con riferimento al diritto di accesso alle informazioni sul mercato del lavoro, i centri per l’impiego e gli altri soggetti accreditati ai sensi della disciplina vigente si dotino di uno sportello dedicato al lavoro autonomo incaricato di raccogliere le domande e le offerte di lavoro autonomo a livello locale e di fornire informazioni su:
la D/O di lavoro autonomo ai professionisti e alle imprese interessate;
le procedure per l’avvio di attività autonome;
i requisiti per l’accesso alle commesse e agli appalti pubblici;
le opportunità di credito e le agevolazioni pubbliche nazionali e locali.
È necessario a questo punto, evidenziare che gli Sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego avviati dall’ENM con 117 pubbliche amministrazioni: hanno già sperimentato il servizio prefigurato dall’art. 18 del decreto legislativo 150/2015 nell’ambito della loro attività di consulenza sul microcredito e sugli incentivi all’autoimpiego e al lavoro autonomo e micro- imprenditoriale; rientrano a pieno titolo tra i soggetti che compongono la nascente “Rete dei servizi per le politiche del lavoro” che dovrà divenire operativa nel 2016 ai sensi della lettera e) comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. 150/20153 e dovrà offrire la consulenza e il tutoraggio all’autoimpiego sopra delineati9.
Le istituzioni e amministrazioni locali potranno, pertanto, fare riferimento alla “retemicrocredito” gestita dall’Ente nazionale per il microcredito e agli Sportelli informativi sul microcredito e l’autoimpiego che ne sono parte attiva, al fine di: affiancare i propri cittadini disoccupati e chi è a rischio di divenire tale, come pure i lavoratori autonomi e professionisti del territorio (ai sensi del Collegato lavoro alla Legge di Stabilità 2016), nell’individuazione degli strumenti finanziari e degli incentivi pubblici per il lavoro autonomo e micro-imprenditoriale offerti a livello locale e nazionale. Tale servizio sarà reso secondo le regole della consulenza orientativa già utilizzate dagli Sportelli e affinate nel corso dei tre anni di attività svolta, almeno in alcune regioni (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia); promuovere i nuovi strumenti finanziari che le autorità di gestione regionali dei Fondi SIE 2014- 2020, le amministrazioni comunali, il Fondo centrale di garanzia per le PMI, l’Unione Europea, gli enti erogatori bancari e non, avvieranno nel corso del prossimo sessennio a supporto della micro-imprenditorialità e dell’autoimpiego nelle forme del lavoro autonomo. I vantaggi per le amministrazioni nella collaborazione con gli Sportelli e con la “retemicrocredito”: avvalersi di una rete consolidata di consulenza specialistica; aggiornamento continuo degli operatori; diffusione mirata degli strumenti finanziari pubblici e privati nei confronti dei beneficiari; monitoraggio delle azioni di consulenza e degli eventuali esiti.
1 In proposito cfr. la Decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 308 del 24.11.2010, pag. 46) - in particolare l’Orientamento 7 - che individuano il lavoro autonomo e l’imprenditorialità come fattori che contribuiscono a realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
2 In merito vedi il volume “Nuovi servizi per nuovi lavori: il microcredito e l’autoimpiego quali misure di politica attiva del lavoro” di presentazione dei risultati del progetto 2012-2013, scaricabile al seguente indirizzo: www.microcreditoitalia.org/images/servizi-lavoro/Volume_Microcredito_net.pdf
3 In merito vedi il sito internet del progetto al link: www.microcreditoitalia.org
4 Le regioni Sardegna (phasing in) e Basilicata (phasing out) hanno goduto di un regime finanziario transitorio nel corso della programmazione 2007-2013. La prima per l’ingresso nelle regioni CRO la seconda per l’uscita dal gruppo di regioni Convergenza,.
5 COM(2015) 462 final “Proposal for a Council Recommendation on the integration of the long-term unemployed into the labour market”. La proposta di Raccomandazione prevede che a tutti i disoccupati di lungo periodo (più di 12 mesi) sia offerta una valutazione personalizzata delle proprie competenze ed esperienze, e che prima di giungere ai 18 mesi di disoccupazione ricevano un accordo scritto per l’inserimento nel lavoro che preveda un piano concreto e personalizzato di rientro al lavoro .
6 Per i numeri della Newsletter vedi al link: http://www.microcreditoitalia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=469&Itemid=442&lang=it
7 Legge 10 dicembre 2014, n. 183 “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro” (GU n.290 del 15-12-2014 ) e successivi 8 decreti legislativi attuativi delle diverse deleghe.
8 Si veda l’art.1 comma 4 lett. b) “razionalizzazione degli incentivi per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, anche nella forma dell’acquisizione delle imprese in crisi da parte dei dipendenti, con la previsione di una cornice giuridica nazionale volta a costituire il punto di riferimento anche per gli interventi posti in essere da regioni e province autonome”.
9 Si veda in proposito la lettera e) comma 2 dell’art. 1 del d.lgs. 150/2015. Gli Sportelli avendo a suo tempo aderito al portale “Cliclavoro” - in quanto promossi da soggetti autorizzati a svolgere intermediazione nel mercato del lavoro ai sensi dell’ art. 6 del D.lgs.276/2003 - rientrano tra gli altri soggetti autorizzati all’attività d’intermediazione secondo quanto indicato dall’articolo 12 del D.lgs. 150/2015 che al comma 3 prevede l’istituzione dal parte della nascente Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) di un “Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni e compiti in materia di politiche attive del lavoro” (si veda, in particolare, il comma 4 del citato art.12). -