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Timestamp: 2020-04-01 10:05:40+00:00
Document Index: 17688588

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 1', 'art. 116', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 3']

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Le nuove norme sulle patenti di guida.
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 30 settembre 2003 (in G.U. n. 88 del 15 aprile 2004) – Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della direttiva 2000/56/CE. (Decreto n. 40T).
Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento
della direttiva 2000/56/CE
1. Si istituisce, la patente italiana di guida, secondo il modello comunitario descritto nell’allegato I.
2. Le patenti di guida rilasciate dagli Stati membri dell’Unione europea sono equiparate alle corrispondenti patenti di guida italiane.
3. Allorché il titolare di una patente di guida in corso di validità, rilasciata da un altro Stato membro, acquisisce in Italia la residenza normale, di cui al successivo art. 10, ad esso si applicano le disposizioni italiane in materia di durata di validità della patente, di controllo medico, di disposizioni fiscali e di iscrizioni, sulla patente, delle menzioni indispensabili alla gestione della medesima.
3. Eventuali modifiche, necessarie per l’elaborazione elettronica, al modello di patente previsto nell’allegato I, potranno essere apportate dallo Stato italiano sulla base di disposizioni comunitarie.
4. Fatte salve le disposizioni adottate dal Consiglio nella materia, il modello di cui all’allegato I non può contenere dispositivi elettronici informatici.
1. La patente di guida di cui all’art. 1 autorizza a guidare i veicoli delle seguenti categorie:
categoria A: motocicli, con o senza sidecar;
categoria B: a) tricicli e quadricicli non leggeri, nonchè autoveicoli la cui massa massima autorizzata non supera 3500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg; b) complessi composti da una motrice della categoria B e da un rimorchio. La massa massima autorizzata del complesso non deve superare 3500 kg, e la massa massima autorizzata del rimorchio non deve eccedere la massa a vuoto della motrice;
categoria B+E: complessi di veicoli composti di una motrice della categoria B e di un rimorchio il cui insieme non rientri nella categoria B;
categoria C: autoveicoli diversi da quelli della categoria D, la cui massa massima autorizzata superi 3500 kg. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;
categoria C+E: complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria C e di un rimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg;
categoria D: autoveicoli destinati al trasporto di persone, il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto. Agli autoveicoli di questa categoria può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;
2. Ai fini dell’applicazione del presente articolo si intende:
3. Ai portatori di handicap già titolari di patenti di guida ovvero agli aspiranti conducenti si applicano le disposizioni dell’art. 116, comma 5, del codice della strada. I veicoli utilizzati in sede d’esame pratico per il conseguimento della patente di guida da parte di candidati disabili, possono essere esclusi dall’obbligo dei doppi comandi.
b) la patente per le categorie B+E, C+E, D+E può essere rilasciata unicamente ai conducenti già in possesso di patente rispettivamente delle categorie B, C o D. 2.
La validità della patente di guida è fissata come segue:
3. I tricicli ed i quadricicli a motore, cosi come definiti dall’art. 3, comma 2, possono essere guidati con una patente della categoria A o A1.
b) 18 anni: per la categoria A, salvo quanto previsto al comma 2, per le categorie B, B+E; per le categorie C e C+E fatte salve le disposizioni previste per la guida di taluni autoveicoli dal regolamento (CEE) n. 3820/85, sez. III, art. 5 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada;
2. L’autorizzazione a guidare motocicli di potenza superiore a 25 kW o con rapporto potenza/peso (riferito alla tara) superiore a 0,16 kW/kg (o motocicli con sidecar con un rapporto potenza/peso superiore a 0,16 kW/kg), è subordinata al conseguimento della patente A da almeno due anni. Questa condizione preliminare non è richiesta se il candidato è di età non inferiore a 21 anni e supera una prova specifica di controllo della capacità e dei comportamenti.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può derogare alle disposizioni dell’allegato III, quando tali deroghe siano compatibili con i progressi della medicina e con i principi stabiliti in tale allegato, previo accordo con la Commissione.
1. Nell’allegato I al presente decreto sono riportati i codici comunitari armonizzati, elaborati dalla Commissione europea con l’assistenza del «comitato per le patenti di guida»
1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, per «residenza normale» si intende il luogo in cui una persona dimora abitualmente, ossia per almeno centottantacinque giorni all’anno, per interessi personali e professionali o, nel caso di una persona che non abbia interessi professionali, per interessi personali che rivelino stretti legami tra detti interessi e il luogo in cui essa abita.
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati: decreto ministeriale 8 agosto 1994; decreto ministeriale 26 giugno 1996; decreto ministeriale 14 novembre 1997; decreto ministeriale 16 luglio 1998; decreto ministeriale 18 ottobre 1998; decreto ministeriale 23 febbraio 1999; decreto ministeriale 29 marzo 1999.
1. Le equipollenze tra le categorie delle patenti di guida rilasciate anteriormente alla data del 1° luglio 1996 e le categorie di cui all’art. 3 sono indicate nella tabella di cui all’allegato IV al presente decreto.
Il presente decreto, unitamente agli allegati I, II, III e IV e alla nota, che ne formano parte integrante sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. È fatto obbligo a tutti di osservarlo e farlo osservare. Roma, 30 settembre 2003
Registrato alla Corte dei conti il 2 marzo 2004
Ufficio di controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 169
—-> Vedere allegato da pag. 18 a pag. 24 della G.U. <—-
—-> Vedere allegato da pag. 25 a pag. 35 della G.U. <—-
—-> Vedere allegato da pag. 36 a pag. 39 della G.U. <—-
—-> Vedere allegato a pag. 40 della G.U. <—-