Source: http://www.ilcaso.it/rubriche/mpsa9.php
Timestamp: 2013-05-22 00:42:56+00:00
Document Index: 68660050

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 9', 'art. 307', 'art. 307', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 31', 'art. 17', 'art. 156']

IL CASO.it art. 8
Art. 9 Contenuto dell'istanza di fissazione di udienza e termine per il deposito in cancelleria
L'istanza di fissazione dell'udienza deve sempre contenere le conclusioni, di rito e di merito, con esclusione di ogni modificazione delle domande, nonch� la definitiva formulazione delle istanze istruttorie gi� proposte. In mancanza, si intendono formulate le conclusioni di cui al primo atto difensivo dell'istante.
Nell'istanza di fissazione dell'udienza o nella nota di precisazione delle conclusioni di cui all'articolo 10, comma 1, ciascuna parte pu� indicare le condizioni alle quali sarebbe disposta a conciliare la lite.
Questa indicazione non pregiudica in alcun modo la decisione della causa.
La parte � tenuta al deposito in cancelleria dell'istanza di fissazione di udienza nel termine perentorio di dieci giorni dall'ultima notificazione. Se l'istanza � fatta congiuntamente, ciascuna delle parti pu� provvedere al deposito.
Qualora la parte provveda alla notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza ma non al deposito della stessa nel termine di dieci giorni di cui all’art. 9, comma 3° d. lgs. n. 5/2003, non si produrrà l’estinzione del giudizio ma si aprirà, ex art. 307 cpc, una fase di quiescenza di un anno, durante il quale il processo potrà essere riassunto: solo al decorso di questo ulteriore anno potrà parlarsi di estinzione del processo ex art. 307 cpc.
Tribunale Milano 12 gennaio 2007	.
Processo societario – Disconoscimento di documenti prodotti dal convenuto effettuato con istanza di fissazione – Inammissibilità.
Il disconoscimento di documenti prodotti dal convenuto con la comparsa di risposta deve essere effettuato, a pena di inammissibilità, nella memoria di replica ex art. 6 d. lgs. n. 5/2003 e non nell’istanza di fissazione di udienza, posto che l’art. 9 d. Lgs. n. 5/2003 inibisce alle parti la formulazione di nuove richieste istruttorie nell’istanza di fissazione d’udienza. Il disconoscimento, inoltre, si colloca nell’ambito dell’attività probatoria delle parti, potendo dar luogo all’istanza di verificazione preordinata all’utilizzazione nel processo della prova documentale.
Tribunale Mantova 15 marzo 2006	.
Processo societario – Istanza di fissazione udienza – Omesso deposito – Rinotifica dell’istanza – Decadenza – Sussistenza.
Deve considerarsi decaduta dal diritto di chiedere la fissazione dell’udienza la parte che notifichi la relativa istanza ma che non provveda al deposito della stessa nei termini di rito e ciò anche nell’ipotesi in cui provveda alla tempestiva notifica ed al deposito di una seconda istanza di fissazione dell’udienza.
Tribunale Santa Maria Capua Vetere 29 novembre 2005	.
Contratto swap – Operatore qualificato – Violazione del dovere di informazione gravante sull’intermediario – Insussistenza. Formulazione di istanze istruttorie per la prima volta nell’istanza di fissazione dell’udienza – Tardività.
Devono ritenersi inammissibili ai sensi dell’art. 9, n. 1, D. Lgs. n. 5/03 la deduzione di nuovi capitoli di prova e la richiesta di un ordine di esibizione effettuati per la prima volta nella istanza di fissazione d’udienza. Non sono applicabili le disposizioni relative agli obblighi informativi dell’intermediario di cui agli artt. 28, 30 commi 2 e 3 e 36 del reg. Consob n. 11522/1998 nel caso in cui il legale rappresentante di una società abbia dichiarato, ai sensi dell’art. 31, n. 2 del citato regolamento, la propria “competenza ed esperienza in materia di operazioni in strumenti finanziari” ed abbia eseguito sia pur sporadicamente operazioni in contratti di swap.
Tribunale Milano 06 aprile 2005	.
Processo societario – Notificazione degli atti tra le parti a mezzo fax o posta elettronica – Ammissibilità - Nullità e inesistenza. Processo societario – Fallimento - Offerta di conciliazione della lite – Inapplicabilità della disciplina.
Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Qualora nella causa sottoposta al nuovo rito societario sia parte una procedura fallimentare, deve ritenersi inefficacie ai fini previsti dagli artt. 12, lett. d) e 16 co. 2 la proposta di conciliare della lite formulata dal curatore fallimentare e ciò per effetto della necessità di coordinare le suddette disposizioni con quelle previste dal R.D. n. 267/1942 che prevede uno speciale procedimento per la definizione delle proposte transattive.
Tribunale L'Aquila 25 marzo 2005	.
Processo societario – Contenuto dell’istanza di fissazione di udienza – Ritrascrizione delle conclusioni e delle istanze istruttorie – Conseguenze.
Qualora l’istanza di fissazione di udienza non contenga la ritrascrizione delle conclusioni di rito e di merito nonché delle istanze istruttorie, il giudice dovrà far riferimento alle conclusioni contenute nel primo atto difensivo mentre potrà ricercare le istanze istruttorie nel medesimo atto ovvero nelle successive memorie ex artt. 6 e 7 d. lgs n. 5/2003.
Tribunale Napoli 11 gennaio 2005	.
Nuovo processo societario – Istanza di fissazione udienza – Eccezione di inammissibilità di mezzi istruttori – Tardività – Sussistenza.
Devono considerarsi tardive le eccezioni di inammissibilità di mezzi istruttori – nella specie della prova testimoniale – sollevate per la prima volta nell’istanza di fissazione dell’udienza.
Tribunale Trento 16 ottobre 2004	.