Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/collidimola.html
Timestamp: 2018-05-27 09:43:17+00:00
Document Index: 23351972

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2']

D.M. 1/LUGLIO/1997
Modificato D.D. 25/Luglio/2002
La denominazione di origine controllata “Colli d’Imola” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
I vini a denominazione di origine controllata “Colli d’Imola rosso”, anche nelle tipologie novello e riserva, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni a bacca di colore rosso, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Bologna
I vini a denominazione di origine controllata “Colli d’Imola bianco” anche nelle tipologie frizzante e superiore, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni a bacca bianca, no aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Bologna.
La denominazione di origine controllata “Colli d’Imola” seguita da una delle seguenti specificazioni:
“Colli d’Imola Sangiovese”
“Colli d’Imola Cabernet Sauvignon”
“Colli d’Imola Barbera”
“Colli d’Imola Trebbiano” (da Trebbiano romagnolo)
“Colli d’Imola Pignoletto”
“Colli d’Imola Chardonnay”
Possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, anche uve, a bacca di colore analogo, provenienti di vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Bologna, fino ad un massimo del 15%.
I vini: “Colli d’Imola bianco”
“Colli d’Imola Trebbiano”
possono essere prodotti nella tipologia “frizzante”.
I vini: “Colli d’Imola rosso”
possono essere prodotti nella tipologia “riserva”.
Fanno parte dell’albo dei vigneti del vino a DOC “Colli d’Imola”, senz’altra specificazione, i vigneti iscritti agli albi dei vini a DOC “Colli d’Imola” Barbera, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Trebbiano, Pignoletto e Chardonnay.
Fanno parte dell’albo dei vigneti del vino a DOC “Colli d’Imola”, senz’altra specificazione, i vigneti iscritti all’albo del vino a DOCG “Albana di Romagna”, ubicati nella zona di produzione di cui al successivo articolo 3 sempreché rispondenti ai requisiti del presente disciplinare.
Fanno parte dell’albo dei vigneti del vino a DOC “Colli d’Imola” con la specificazione di cui appresso, i vigneti iscritti agli albi dei vini a DOC, rispettivamente indicati, sempreché
ubicati nella zona di produzione di cui al successivo art. 3 e rispondenti ai requisiti del precedente disciplinare;
“Colli d’Imola Sangiovese” vino a DOC “Sangiovese di Romagna”
“Colli d’Imola Trebbiano” vino a DOC “Trebbiano di Romagna”
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOC “Colli d’Imola” comprende i territori a vocazione viticola ricadenti per intero, nei seguenti comuni:
Bogo Tossignano Fontanelice Casalfiumanese Imola
Per la parte di territorio a valle della strada statale n. 9 (via Emilia) dei comuni di:
Dozza Castel San Pietro Terme Ozzano dell’Emilia
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’art 2, devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e, comunque atte a conferire alle uve ed ai vini le specifiche caratteristiche di qualità.
Debbono pertanto venire esclusi, ai fini dell’iscrizione all’albo, i vigneti ubicati in ambienti che per condizioni di tessitura o struttura del terreno, caratteristiche idrogeologiche od esposizione, forniscono uve con caratteristiche non conformi al presente disciplinare di produzione.
Sono quindi da considerarsi idonei i suoli di buona esposizione, posti nelle aree collinari, pedecollinari e nei terrazzi intravallivi, con tessiture da medio impasto a medio impasto argilloso, fino a quelle argillose o argillo – limose, in genere calcarei.
Per i vigneti già esistenti al momento dell’entrata in vigore del presente disciplinare, i sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati nella zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
Per i nuovi impianti o reimpianti, la densità dei ceppi, in coltura specializzata, non deve essere inferiore a:
3.330 ceppi/ettaro
La regione Emilia e Romagna può consentire diverse forme di allevamento, qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
La messa a dimora dei nuovi impianti, relativamente a forme d’allevamento e densità d’impianto, dovrà essere effettuata secondo le seguenti prescrizioni:
G.D.C. sesto d’impianto: 4,0/4,2 X 0,75/1,20 metri
Guyot sesto d’impianto: 2,5/3,0 X 0,80/1,30 metri
Cortina semplice sesto d’impianto: 2,5/3,0 X 1,00/1,30 metri
Cordone speronato sesto d’impianto: 2,5/3,0 X 1,00/1,30 metri
Casarza sesto d’impianto: 3,0/3,8 X 1,30/1,50 metri
Relativamente al vitigno “Albana” possono seguire anche le seguenti indicazioni:
Guyot inclinati sesto d’impianto: 3,0/3,3 X 1,30/1,50 metri
Duplex sesto d’impianto: 4,0/4,2 X 1,20/1,50 metri
Pergoletta romagnola sesto d’impianto: 5,5/6,0 X 1,00/1,20 metri
Con schioppi di lunghezza massima di 1,50 metri
E’ esclusa ogni pratica di forzatura ed è consentita l’irrigazione di soccorso, per un massimo di due volte, prima dell’invaiatura.
Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini di cui all’art. 2 ed i titoli alcolometrici volumici naturali minimi delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere rispettivamente i seguenti:
“Colli d’Imola bianco” 12,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola bianco frizzante” 12,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
“Colli d’Imola bianco superiore” 11,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
“Colli d’Imola rosso” 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola rosso novello” 10,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
“Colli d’Imola Sangiovese” 10,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
“Colli d’Imola Cabernet Sauvignon” 9,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
“Colli d’Imola Barbera” 10,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
“Colli d’Imola Barbera frizzante” 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola Trebbiano” 12,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola Trebbiano frizzante” 12,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
“Colli d’Imola Pignoletto” 11,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola Pignoletto frizzante” 11,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
“Colli d’Imola Chardonnay” 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
“Colli d’Imola Chardonnay frizzante” 10,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Colli d’Imola” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti di resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata , ma non oltre il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata; oltre tale limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art. 3 secondo gli usi tradizionali della zona stessa.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nell’ambito dell’intero territorio della provincia di Bologna.
Le operazioni di elaborazione del vino “Colli d’Imola frizzante”, ossia le pratiche enologiche per la presa di spuma e la stabilizzazione, nonché le operazioni d’imbottigliamento e di condizionamento, devono essere effettuate entro i territori delle province di Bologna, Forlì, Renna e Modena.
Per i vini “Colli d’Imola riserva”, la presenza di zuccheri riduttori massima consentita all’imbottigliamento è di 4,0 grammi/litro.
La menzione “riserva” è attribuita al vino sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a:
18 mesi, anche in recipienti di legno in quest’ultimo caso la sosta non può essere inferiore ai due mesi.
Il vino “Colli d’Imola”, senza alcuna specificazione, prodotto da vitigni a bacca rossa e qualificato “novello”, deve essere ottenuto con almeno il 50% di vino proveniente dalla macerazione carbonica delle uve.
I vini di cui all’art. 2 possono essere elaborati, secondo le pratiche tradizionali, anche in recipienti in legno, in tal caso i vini possono presentare un leggero sapore di legno.
I vini a denominazione di origine controllata “Colli d’Imola”, all’atto dell’immissione al consumo devono presentare aspetto limpido e rispondere alle seguenti caratteristiche fisiche, chimiche ed organolettiche:
“Colli d’Imola bianco”
“Colli d’Imola frizzante”
profumo: vinoso, leggermente fruttato;
sapore: secco o abboccato o amabile o dolce secondo tipologia;
“Colli d’Imola bianco superiore”
zuccheri riduttori massimo: 4,0 g/l;
“Colli d’Imola rosso”
colore: rosso rubino, acquista riflessi granata con l’età:
sapore: asciutto o abboccato o amabile o dolce secondo l tipologia;
titolo alcolometrico volumico total minimo: 11,50% vol.;
“Colli d’Imola rosso novello”
profumo: vinoso, fruttato, intenso;
colore: rosso rubino che acquista riflessi granata con l’età;
profumo: vinoso, con caratteristiche varietali;
“Colli d’Imola Barbera frizzante”
colore: rosso carico, tendente al violaceo;
sapore: asciutto, pieno, armonico il tranquillo;
abboccato, vivace il frizzante;
“Colli d’Imola Trebbiano frizzante”
sapore: asciutto, sapido, armonico il tranquillo,
“Colli d’Imola Pignoletto frizzante”
profumo: vinoso, delicato, varietale;
sapore: asciutto, armonico il tranquillo,
abboccato e vivace il frizzante;
“Colli d’Imola Chardonnay frizzante”
colore: paglierino più o meno chiaro;
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Colli d’Imola” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare.
Nella designazione del vino a DOC “Colli d’Imola” può essere utilizzata la menzione “vigna”, a condizione che sia seguita dal corrispettivo toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia ne registri che nei documenti di accompagnamento.
Nel suddetto caso, la produzione massima di uva ad ettaro dovrà essere inferiore del: 20% rispetto ai valori indicati all’art. 4 riferiti ad ogni singola denominazione.
Nella designazione dei vini di cui all’art. 2 è consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, purcHé non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.
In sede di designazione dei vini di cui all’art. 2 la denominazione “Colli d’Imola” immediatamente seguita dalla dicitura “denominazione di origine controllata”, deve precedere immediatamente in etichetta la specificazione relativa al vitigno che a sua vota deve precedere quelle relative alle tipologie.
La specificazione del vitigno e delle relative tipologie, devono essere altresì riportate in etichetta in caratteri di dimensione inferiori o uguali a quelli utilizzati per indicare la denominazione “Colli d’Imola” e con lo stesso colore.
Nella designazione e presentazione dei vini a DOC “Colli d’Imola” senza alcuna specificazione, il riferimento alle varietà di vite che li compongono è consentito solo su etichette complementari e comunque con caratteri di dimensioni non superiori alla metà di quelli utilizzati per l’indicazione della denominazione di origine controllata.
Nella presentazione e designazione dei vini a DOC “Colli d’Imola” è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve sui contenitori di capacità nominale pari o inferiore a litri cinque.
Nel confezionamento dei vini a DOC “Colli d’Imola”. È vietato l’utilizzo del tappo a corona ed a vote nei contenitori di capacità nominale superiore a 0,375 litri.
Per le versioni Frizzanti, è consentito l’utilizzo del tappo a fungo di sughero, ancorato con gabbietta, tradizionalmente utilizzato nella zona di produzione.
E’ consentito l’uso di contenitori in ceramica, tradizionalmente utilizzati nella zona.