Source: https://www.laleggepertutti.it/121739_fallimento-in-cassazione-contro-il-reclamo-entro-30-giorni-dalla-pec
Timestamp: 2018-04-22 04:59:37+00:00
Document Index: 30957854

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 16', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 18', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 133', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 45', 'art. 325', 'art. 348', 'art. 348', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 92', 'art. 702', 'art. 702', 'sentenza ']

Fallimento: in Cassazione contro il reclamo entro 30 giorni dalla PEC
Lo sai che? Fallimento: in Cassazione contro il reclamo entro 30 giorni dalla PEC
Il termine per l’impugnazione inizia a decorrere dalla comunicazione del testo integrale dell’email di posta certificata inviata dalla cancelleria.
Il termine per impugnare, di regola, non decorre mai dalla PEC con il testo integrale della sentenza inviata dalla cancelleria all’avvocato difensore della parte sconfitta (leggi “Appello: la PEC della cancelleria non conta”), ma esiste un’eccezione in materia fallimentare: per il ricorso in cassazione contro la sentenza che decide il reclamo sul fallimento, ci sono massimo 30 giorni che, in questo caso, iniziano a decorrere proprio dalla notifica via PEC, spedita dal cancelliere, contenente la sentenza in pdf che rigetta il reclamo. Infatti, la norma del decreto legge semplificazioni (in base alla quale non ha alcuna efficacia la comunicazione del testo integrale inviata dal cancelliere) non vale in presenza di norme speciali che stabiliscono diversamente come, appunto, nell’ambito del fallimento. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].
Il decreto semplificazioni [2] ha modificato il codice di procedura civile [3] stabilendo che la comunicazione, per posta elettronica certificata da parte del cancelliere, del provvedimento completo del giudice non fa scattare i termini per le impugnazioni [4].
La PEC del cancelliere, infatti, non incide sul regime delle impugnazioni: il fatto che ora il funzionario dell’ufficio notifichi via Pec la sentenza integrale all’avvocato non fa decorrere il termine breve per l’impugnazione, termine che continua anche oggi a decorrere solo e unicamente dalla notifica della sentenza fatta dall’avvocato al legale di controparte. Questa precisazione è contenuta nel decreto semplificazioni dell’anno scorso, al fine di « neutralizzare gli effetti della generalizzazione della modalità telematica della comunicazione integrale, di qualunque tipo di provvedimento, ai fini della normale decorrenza del termine breve per le impugnazioni, solo nel caso di atto su impulso di controparte».
Attenzione però: questa norma non si applica quando vi siano regole speciali come accade per la sentenza di fallimento. In quest’ultimo caso, infatti, la notifica via Pec da parte della cancelleria del testo integrale della sentenza che rigetta il reclamo contro la dichiarazione di fallimento è utile a far decorrere il termine breve per l’impugnazione in Cassazione [5].
[1] Cass. sent. n. 10525/16 del 20.05.2016.
[2] DL n. 90/2014.
[3] Art. 133, co. 2., cod. proc. civ.
[4] Ex art. 325 cod. proc. civ.
[5] Confronta art. 16, quarto comma, del decreto sviluppo 2.0 secondo cui nei procedimenti civili le “comunicazioni e notificazioni da parte della cancelleria” avvengono per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante dai pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 19 aprile – 20 maggio 2016, n. 10525
Secondo il Giudice del merito, inoltre, il ricorso era tardivo anche considerandosi la data in cui il F. aveva dedotto di avere avuto contezza della sentenza di fallimento(nel ricorso, si dava atto che sin dall’aprile 2013, l’attuale procuratore aveva avuto mandato “volto alla verifica della procedura fallimentare a suo carico”; negli atti vi erano le comunicazioni inviate dal procuratore al F. e fra queste, quella dell’11/4/2013, contenente osservazioni sullo stato passivo).
Col secondo, della nullità della sentenza e del procedimento, stante che la nullità del mandato ha inficiato la costituzione dei difensori nel procedimento prefallimentare, da cui la nullità della sentenza.
Col sesto, si duole della nullità della sentenza e del procedimento, per l’omessa pronuncia con la relativa violazione degli artt. 112 c.p.c., 1 e 5 l.f., deducendo la mancata pronuncia della Corte di merito sull’errata valutazione dei requisiti oggettivi e soggettivi di fallimento.
A fronte della deduzione del ricorrente, che la sentenza impugnata non è stata notificata, il Fallimento ha eccepito la tardività del ricorso avversario, in quanto trasmesso per la notifica il 19 febbraio 2015 (la richiesta di notificazione all’UNEP risulta invero effettuata in data 18/2/2015), oltre il termine di gg. 30 di cui all’art. 18, 14 comma l.f. rispetto alla data di notificazione ex art. 18, 13 comma l.f., effettuata a mezzo posta elettronica certificata (pec) dalla Cancelleria della Corte salentina al difensore domiciliatario del F. , avv. L.A. , in data 20 agosto 2014, come da copia della ricevuta telematica di trasmissione (prod. 5) e dalla omologa certificazione rilasciata da detta Cancelleria (prod. 6).
Ciò posto, si deve rilevare che il Fallimento ha versato in atti la certificazione della Cancelleria della Corte d’appello di Lecce, datata 1/4/2015, nella quale si dà atto che è stata notificata il 20 agosto 2014, alle ore 10,00, a mezzo pec al difensore costituito e domiciliatario del F. , avv. L.A. , la sentenza 62/2014.
Detta disposizione è entrata in vigore il 19 agosto 2014. Ciò posto, va rilevato che sulla questione che qui interessa questa Corte si è pronunciata, in relazione proprio al termine di cui all’art. 18, 14 comma, l.f., nelle recenti ordinanze 5374/2016 e 18278/2015, affermando che la comunicazione del testo integrale della pronuncia di reiezione del reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, effettuata (anteriormente all’entrata in vigore del nuovo testo dell’art. 133, comma 2, c.p.c., novellato dal d.l. n. 90 del 2014, n. 90, conv., con modif., dalla l. n. 114 del 2014) dalla cancelleria della corte d’appello per posta elettronica certificata (pec), non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione in cassazione.
La pronuncia 25662/2014, resa in relazione all’art. 17, 2 comma, l. 184/1983, come sostituito dall’art. 16, l. 149/2001, che, per la dichiarazione di adottabilità del minore, fissa il termine dimidiato per il ricorso per cassazione, a far data dalla “notifica d’ufficio”, ha ritenuto inidonea la comunicazione a mezzo pec da parte della Cancelleria a far decorrere il detto termine, richiamando il nuovo testo dell’art. 133 c.p.c., la data di effettuazione della comunicazione (21/11/2013) nell’ambito del processo civile telematico all’epoca non ancora generalizzato, la natura particolarmente delicata della materia delle adozioni dei minori, e rilevando altresì che, nel caso, la copia conforme della ricevuta telematica, prodotta dal difensore della controricorrente, conteneva solo un estratto dei dati della sentenza d’appello e non anche l’allegazione della copia del provvedimento nel testo integrale.
Ciò posto, e tornando all’esame della questione che qui specificamente interessa, va osservato che già con l’ordinanza 23526/2014, è stato rilevato che la novella del secondo comma dell’art. 133 c. p. c., operata con l’art. 45, comma 1, lett. b), del d.l. 90/2014, convertito con modificazioni nella l. 114/2014, secondo cui la comunicazione, da parte della cancelleria, del testo integrale del provvedimento depositato non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c., è finalizzata a neutralizzare gli effetti della generalizzazione della modalità telematica della comunicazione, se integrale, di qualunque tipo di provvedimento, ai fini della normale decorrenza del termine breve per le impugnazioni, solo nel caso di atto di impulso di controparte, ma non incide sulle norme processuali, derogatorie e speciali (come l’art. 348 ter, terzo comma, c.p.c., nella parte in cui fa decorrere il termine ordinario per proporre il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado dalla comunicazione dell’ordinanza che dichiara l’inammissibilità dell’appello ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c.), che ancorino la decorrenza del termine breve di impugnazione alla mera comunicazione di un provvedimento da parte della cancelleria, senza che rilevi che la comunicazione sia integrale o meno.
E, nella ricostruzione sistematica, tale conclusione si ancora altresì al disposto dell’art. 16, 4 comma, del d.l. 179/2012, convertito nella l. 221/2012, che ha previsto che nei procedimenti civili le “comunicazioni e notificazioni da parte della cancelleria” avvengano per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante dai pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.
Alla stregua di detto principio, deve ritenersi inammissibile per tardività il ricorso principale, avuto riguardo alla data della notificazione da parte della cancelleria (20 agosto 2014) ed all’inizio del procedimento di notificazione del ricorso per cassazione (18 febbraio 2015), non applicandosi la sospensione feriale dei termini prevista dall’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, ai sensi del successivo art. 3 della cit. legge, in relazione all’art. 92 dell’ordinamento giudiziario, approvato con r.d. n. 12 del 1941, alle “cause inerenti alla dichiarazione e revoca fallimento”.
22/05/2016 alle 21:02
Mi permetto di osservare che la notifica via PEC dell’ordinanza emessa a norma del sesto comma dell’art. 702 ter c.p.c., che, nonostante la forma, equivale ad una vera e propria sentenza, fa decorrere il termine perentorio di giorni trenta per la proposizione dell’appello, giusta il disposto dell’art. 702 quater c.p.c., di cui, purtroppo, non tutti tengono conto.
m. bocci ha detto:
13/03/2018 alle 18:56
ma se la sentenza d’appello (che nel mio caso accoglie il reclamo avversario del fallimento) viene allegata dalla cancelleria invece ad una c o m u n i c a z i o n e, così denominata nel testo stesso della pec? lo stesso idonea a far decorrere il termine breve per il ricorso in cass?