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Timestamp: 2018-02-20 00:23:01+00:00
Document Index: 117087798

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 240', 'art. 242', 'art. 186', 'art. 2']

Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività - PDF
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1 Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto sono sempre più forti.
2 PARTE SECONDA RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE Suolo e bonifiche
3 Contenuti 15.1 Uso, consumo e trasformazione del suolo Bonifiche dei siti inquinati Bonifica dell amianto Fondi naturali dei suoli 363 a cura di: Franca Polla Settore informazione e monitoraggi APPA con la collaborazione di: Mario Mazzurana Settore informazione e monitoraggi APPA Gabriele Rampanelli Servizio gestione degli impianti PAT Pieralberto Trentini Azienda provinciale per i servizi sanitari Giuseppe Parolari - Azienda provinciale per i servizi sanitari Marco Niro Settore informazione e monitoraggi APPA (redazione) 356
4 PARTE SECONDA 15. SUOLO E BONIFICHE Il suolo è una risorsa essenzialmente non rinnovabile, che garantisce la sopravvivenza degli ecosistemi e fornisce servizi essenziali per le attività umane. Le pressioni ambientali a cui è sottoposto questo corpo naturale sono sempre più forti, determinate o acuite dalle attività umane. Dalle informazioni disponibili emerge un aumento significativo dei processi di degrado dei suoli. Il degrado del suolo incide notevolmente su diversi aspetti di interesse comune, come le acque, la salute umana, i cambiamenti climatici, la tutela della natura e della biodiversità e la sicurezza, alimentare e non, e può essere causato da pratiche agricole e silvicole inadeguate, estrazione di inerti, attività industriali, turismo o sviluppo urbano, ecc Per quanto riguarda le misure di prevenzione e attenuazione del rischio geologico in provincia di Trento, si rimanda al capitolo Rischi del presente Rapporto. Nel presente capitolo si analizzeranno le componenti legate al fatto che il d.lgs. 152 del 2006 e le sue successive modifiche ( Norme in materia ambientale ) hanno riformato in modo sostanziale il panorama normativo in tema di protezione del suolo. Si provvederà inoltre ad un aggiornamento della situazione trentina sui siti contaminati, verificata dal Piano provinciale per la Bonifica delle aree inquinate Uso, consumo e trasformazione del suolo In relazione al consumo di suolo, qui si prendono in considerazione gli aspetti riassunti dalle cinque classi del sistema Corine di primo livello, già utilizzato per la versione 2008 del presente Rapporto e con il quale si può operare un confronto: 1. Area Urbana 2. Area a coltivazione 3. Aree Naturali 4. Aree Umide 5. Acque superificali Le classi possono essere ulteriormente distinte e, per il terreno agricolo, si può scendere al secondo livello classificando i seminativi, le colture permanenti, i prati stabili e le zone agricole eterogenee. Alla scala più bassa si ha il terzo livello di classificazione che permette di effettuare un ulteriore distinzione individuando, tra le colture permanenti, i vigneti ed i frutteti. Nel sistema Corine, l uso del suolo è derivato dalla foto-interpretazione di immagini telerilevate; Corine viene utilizzato per analisi in scala non inferiore a 1: Il dettaglio massimo raggiungibile è dell ordine dei metri. 357
5 PARTE SECONDA 15. SUOLO E BONIFICHE > TABELLA 15.1: CLASSIFICAZIONE CORINE (PRIMO LIVELLO) PER COMPRENSORIO ( ) COMPRENSORIO della valle di Fiemme TERRENO AGRICOLO TERRENO AGRICOLO DIFFERENZA AGRICOLO (%) TERRENO TERRENO DIFFERENZA TERRENO TERRENO ARTIFICIALE ARTIFICIALE ARTIFICIALE AGR.+ART. AGR.+ART. (%) Fonte: elaborazione Settore informazione e monitoraggi APPA su dati PAT, CORINE DIFFERENZA AGR.+ART. (%) , ,88 0,00 765,69 765,69 0, , ,57 0,00 del Primiero 2664, ,95 0,00 447,99 447,99 0, , ,94 0,00 della B. Valsugana e del Tesino dell Alta Valsugana della Valle dell Adige 6990, ,64 0, , ,30 0, , ,94 0, , ,93-0, , ,04 0, , ,97-0, , ,61-0, , ,21 2, , ,82 0,10 della Valle di Non 11262, ,71-0, , ,82 5, , ,53 0,24 della Valle di Sole 4147, ,68-1,51 713,85 720,58 0, , ,26-1,15 delle Giudicarie 9734, ,55 0, , ,13 0, , ,68 0,27 dell Alto Garda e Ledro 4612, ,12-0, , ,96 2, , ,08-0,04 della Vallagarina 12689, ,55-0, , ,92-1, , ,47-0,52 del Ladino di Fassa 1393, ,89-0,70 461,85 469,15 1, , ,04-0,13 359
6 RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE Bonifiche dei siti inquinati Nel 2003 la Provincia di Trento ha approvato il Piano provinciale per la Bonifica delle aree inquinate, tuttora attivo, che contiene anche l Anagrafe dei siti contaminati (Deliberazione della Giunta Provinciale 2631/2003). L Anagrafe è stata collegata ad un sistema GIS liberamente consultabile on-line che viene aggiornato frequentemente sulla base delle comunicazioni che provengono dai Comuni e dall Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente. Oltre ai siti oggetto di procedimento di bonifica, il Piano contiene anche un censimento di tutti i siti che, per quanto di conoscenza delle Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Provincia, Comprensori), hanno ospitato o ospitano attività potenzialmente in grado di contaminare. Queste aree, pur non presentando vincoli al loro utilizzo allo stato attuale, rappresentano comunque parti di territorio di particolare attenzione, sia dal punto di vista del loro futuro utilizzo che per la loro compravendita. A seguito di specifiche indagini e verifiche, queste aree possono comunque essere escluse da questo censimento. Al 2012 si registrano circa 662 siti, le cui attività sono state per la maggior parte dismesse: in maggior numero le discariche, corrispondenti a 436 unità (46%), seguite dai distributori di carburante (130 ovvero il 38%) e, in ugual misura, dai depositi di combustibili, dalle fabbriche/industrie e dalle miniere. Le ex discariche bonificate nel quinquennio sono 304. > TABELLA 15.2: SITI INQUINATI E SITI BONIFICATI IN PROVIN- CIA DI TRENTO ( ) ANNO SITI INQUINATI SITI BONIFICATI L Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente di Trento ha un ruolo centrale nell approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati (D.M. 25 ottobre 1999, n. 471 e art. 77-bis del T.U.L.P. in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti), con il rilascio di pareri e valutazioni attraverso l Unità Organizzativa per la Pianificazione. In relazione alla gestione dei siti inquinati, l attività analitica è espletata dal Settore laboratorio e controlli dell APPA con il monitoraggio ambientale delle acque superficiali e sotterranee e l effettuazione di controcampioni al termine delle attività di bonifica. Mappatura delle ex discariche Dal 2011 la Provincia di Trento ha avviato l opera di aggiornamento della perimetrazione delle ex discariche bonificate ad opera del Servizio Opere Igienico-Sanitarie negli anni Queste discariche, che sono entrate a far parte dell Anagrafe dei siti bonificati dal 2003, sono i siti in cui i vari Comuni della provincia hanno storicamente posto i rifiuti urbani prima dell attivazione del sistema di discariche comprensoriali. La mappatura viene effettuata per meglio perimetrare i confini delle varie discariche e contestualmente raccogliere dati utili alla valutazione dell ordine di priorità tra le varie situazioni, in modo da poter eventualmente pianificare interventi di monitoraggio e indagine più approfondita. Le operazioni vengono eseguite tramite l effettuazione di sopralluoghi congiunti con l Amministrazione comunale, che fornisce la necessaria collaborazione. Nell anno 2011 sono state censite circa 120 discariche, su un totale di 100 ispezioni, pianificate in modo da terminare la mappatura entro fine Fonte: Servizio gestione degli impianti PAT 360
7 PARTE SECONDA 15. SUOLO E BONIFICHE 15.3 Bonifica dell amianto Viene qui di seguito riportata la normativa fondamentale di riferimento in materia di protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, quella per l adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell ambiente, e quella in relazione alle metodologie tecniche da adottare per la cessazione dell impiego dell amianto, per renderlo innocuo e per gli interventi di mappatura e bonifica. D. Lgs. 277/1991: Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/447/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 legge 212/1990. Legge 257/1992: Norme relative alla cessazione dell impiego dell amianto. D.P.R. 8 agosto 1994: Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e Bolzano per l adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall amianto. D.M. 6 settembre 1994: Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6 comma 3 e deil'art. 12 comma 2 della legge 257/92 relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto. D.M. 14 maggio 1996: Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f), della Legge 257/1992, recante "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto". D.M. 20 agosto 1999: Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto, previsti dall'art. 5, comma 1, lettera f), della Legge 257/1992, recante "Norme relative alla cessazione dell'impiego. dell'amianto" e D.M. 25 luglio 2001: Rettifica al decreto 20 agosto 1999, concernente Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l amianto, previsti dall articolo 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell impiego dell amianto. Legge 93/2001: Disposizioni in campo ambientale (Art. 20: Censimento dell'amianto e interventi di bonifica). D.M. 18 marzo 2003: Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell articolo 20 della legge 23 marzo 2001, n. 93. Nel periodo di osservazione che va dal 1 agosto 2008 al 28 dicembre 2011, i piani di rimozione pervenuti all Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS) sono stati 1.725, di cui 64 per amianto friabile e per amianto compatto, per una corrispondente superficie totale di mq di tetti e coperture in cemento-amianto e di mq di altro materiale. Nell altro materiale rientrano in particolare lastre di eternit già a terra, materiale abbandonato, macerie sul suolo, tubazioni, canne fumarie, pannelli isolanti e mq di pavimenti in vinil amianto. Nelle tabelle seguenti sono riportati numero e superficie delle bonifiche di coperture in cemento-amianto eseguite, nonché il numero dei piani di rimozione amianto (compatto e friabile) presentati all APSS nel quadriennio
8 RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE 2012 > TABELLA 15.3: NUMERO DI BONIFICHE DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO PER CLASSI DI SUPERFICIE ( ) CLASSI DI SUPERFICIE (MQ) NUMERO DI BONIFICHE DI COPERTURE IN CEMENTO-AMIANTO PER CLASSI DI SUPERFICIE TOTALE MEDIA ANNO PROGRESSIVO =< ,8% ,1% ,3% ,1% ,7% ,3% ,1% ,2% ,7% ,4% ,8% > ,0% Totale bonifiche Totale superficie (Mq) Fonte: Azienda provinciale per i servizi sanitari > TABELLA 15.4: N. PIANI PER AMIANTO COMPATTO PER ANNO E PER COMPRENSORIO ( ) N. PIANI PER AMIANTO COMPATTO PER ANNO E PER COMPRENSORIO N. TOTALE COMPRENSORIO/ANNO Alta Valsugana Alto Garda e Ledro Bassa Valsugana Giudicarie Primiero Vallagarina valle Dell Adige valle di Fassa valle di Fiemme valle di Non valle di Sole Totale complessivo Fonte: Azienda provinciale per i servizi sanitari 362
9 PARTE SECONDA 15. SUOLO E BONIFICHE > TABELLA 15.5: N. PIANI PER AMIANTO FRIABILE PER ANNO E PER COMPRENSORIO ( ) N. PIANI PER AMIANTO FRIABILE PER ANNO E PER COMPRENSORIO N. TOTALE COMPRENSORIO/ANNO Alta Valsugana Alto Garda e Ledro Bassa Valsugana 0 Giudicarie Primiero 0 Vallagarina valle Dell Adige valle di Fassa 0 valle di Fiemme 0 valle di Non valle di Sole 0 Totale complessivo Fonte: Azienda provinciale per i servizi sanitari 15.4 Fondi naturali dei suoli In allegato al Piano provinciale per la Bonifica delle aree inquinate, sono riportati i risultati degli studi relativi ai fondi naturali presenti nel territorio della provincia di Trento. La particolare situazione geologica della provincia comporta la presenza di zone ad elevata mineralizzazione, in cui si hanno concentrazioni rilevanti di metalli. Queste aree, pur non essendo siti da bonificare, necessitano di una conoscenza particolarmente approfondita dello stato del suolo per non attivare inutili procedure di bonifica. Al fine di escludere tali aree ad elevata mineralizzazione dal novero dei siti da bonificare, in base a quanto previsto all art. 240, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 152 del 2006, evitando di attivare inutilmente le procedure di bonifica previste dall art. 242 del medesimo decreto, già a partire dal 2006 si erano attivate due campagne di indagine finalizzate allo scopo. La prima, attivata con deliberazione della Giunta provinciale n del 2006, per lo studio della presenza di alcuni distretti mineralizzati a metalli in area Trento Nord e sui versanti erosi e drenati dal reticolo idrografico che confluisce nel fondovalle del comune di Trento, si è concentrata soprattutto sulla presenza di piombo. È stata condotta, in collaborazione, dal Servizio Ambiente del Comune di Trento, dall Agenzia provinciale per la protezione dell ambiente e dal Progetto Speciale recupero ambientale e urbanistico delle aree industriali della Provincia di Trento. Successivamente, nel periodo , ad integrazione della deliberazione 2172 del 2006, è stato eseguito un ulteriore studio del fondo naturale relativo alla presenza di metalli in area Trento Sud. Un secondo studio, avviato dal Progetto Speciale recupero ambientale e urbanistico delle aree industriali in collaborazione col Comune di Levico Terme, ha riguardato la mappatura ambientale del contenuto in metalli del terreno, non di tutto 363
10 RAPPORTO SULLO STATO DELL AMBIENTE 2012 il territorio comunale di Levico Terme, ma di una sola parte, al fine della definizione del fondo naturale, concentrando la ricerca su cinque analiti in particolare: arsenico, piombo, rame, stagno e zinco. Un terzo studio è stato redatto su incarico del Comune di Tenna per la Caratterizzazione ambientale finalizzata alla determinazione dei fondi naturali nel Comune di Tenna per la ricerca analitica dei seguenti metalli: antimonio, arsenico, berillio, cadmio, cobalto, cromo totale, mercurio, nichel, piombo., rame, selenio, zinco e idrocarburi. Tale studio è stato inviato al Servizio per le politiche di risanamento dei siti inquinati e di gestione dei rifiuti in data 7 settembre 2009 ed è stato approvato con deliberazione della Giunta Provinciale n del 30 luglio Normativa di riferimento per l utilizzo di terre e rocce da scavo Lo studio dei fondi naturali dei suoli riveste una notevole importanza per la corretta gestione di terre e rocce da scavo, secondo quanto previsto dall art. 186 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), nel testo sostituito dall art. 2, comma 23, del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, come da ultimo modificato dal decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito con legge 27 febbraio 2009, n. 13, che ne detta la normativa. Per agevolare l applicazione della complessa normativa relativa alla gestione delle terre e rocce da scavo, è stata formulata una serie di linee guida e di indicazioni operative contenute nella deliberazione della Giunta provinciale n del 29 agosto 2008, successivamente modificata con deliberazione n del 22 maggio Una delle operazioni previste dalla deliberazione della Giunta provinciale è la caratterizzazione delle terre e rocce da scavo, destinate al riutilizzo, mediante l effettuazione di analisi chimiche sia sul sito di produzione che sul sito di destino delle stesse. Questo obbligo ha portato, nel giro di pochi mesi, all individuazione sul territorio provinciale di numerosi casi di superamento dei valori limite di legge (Concentrazioni Soglia di Contaminazione definite dalla tabella 1 dell allegato 5 alla parte quarta del titolo V del d.lgs. n. 152/2006) di diversi metalli e non metalli, attribuibili a fenomeni di origine naturale. Macro aree La Giunta provinciale, quindi, in ragione delle caratteristiche geologiche di parte del proprio territorio caratterizzato da diffuse mineralizzazioni, ha adottato la deliberazione n di data 3 luglio 2009, con la quale sono state individuate alcune macro-aree all interno delle quali in ragione di fenomeni di origine naturale, anche in assenza di evidenze analitiche, è riconosciuta la presenza di determinati analiti. A seguito della citata deliberazione, all interno della perimetrazione delle macro-aree, la movimentazione delle terre e rocce da scavo, fra un sito di produzione ed un sito di destino, può avvenire alla condizione che i relativi valori di concentrazione rientrino nell intervallo di variabilità pari al 20 %, relativamente all elemento la cui presenza oltre le concentrazioni soglia di contaminazione definite dalla tabella 1 dell allegato 5 alla parte quarta del titolo V del d.lgs. n. 152/2006 sia ricondotta a fenomeni di origine naturale. All interno della stessa deliberazione, in virtù dell approccio di redazione adottato, basato su evidenze di natura geologica, geomorfologia e storica, ma non analitiche, si ravvisava la necessità di prevedere successive modifiche, correzioni e integrazioni della perimetrazione così determinata in funzione di approfondimenti analitici, geologici e storici. In questo quadro, alcune Amministrazioni comunali, il cui territorio ricade parzialmente o interamente all interno delle macro-aree, hanno ritenuto opportuno promuovere studi. Disporre, infatti, di un valore numerico di riferimento, oltre a completare, con evidenze analitiche, lo studio preliminare che ha condotto alla definizione delle macro-aree, permetterà, qualora i livelli di concentrazione determinati analiticamente nel sito di produzione siano inferiori a tale valore, di effettuare la movimentazione delle terre e rocce da scavo fra un sito di produzione ed uno di destino, senza dover effettuare le determinazioni analitiche nel sito di destino. 364