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Timestamp: 2020-07-12 22:10:59+00:00
Document Index: 58241989

Matched Legal Cases: ['art.186', 'art.10', 'sentenza ', 'e contrario', 'sentenza ', 'art.25', 'art. 321', 'sentenza ']

Ultimissime di diritto penale - Settembre 2015 - Avvocato Lorenzo Nicolò MeazzaAvvocato Lorenzo Nicolò Meazza
Ultimissime di diritto penale – Settembre 2015
Incidente stradale e aggravante del rifiuto all’alcool test
Il rifiuto di sottoporsi all’alcool test non può costituire un’aggravante (prevista per chi viene trovato in stato di ebbrezza) per coloro che abbiano causato un incidente. Il rinvio disposto dall’art.186 Cds alle sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l non riguarda, dunque, espressamente le aggravanti che scattano per chi cagiona un sinistro.
Cass. pen. sez. IV,25 agosto 2015 n. 35553
Responsabilità del committente per il lavoratore autonomo
In materia di sicurezza sul lavoro, il committente riveste una posizione di garanzia e ha l’obbligo di verificare che gli operai autonomi ingaggiati siano in regola con le norme di sicurezza. Pertanto, il committente è responsabile per omicidio colposo anche per la morte del lavoratore autonomo che svolgeva i lavori di ristrutturazione su commissione, perché non aveva previamente verificato l’esistenza di protezioni, a nulla rilevando la sua assenza dal cantiere il giorno dell’incidente.
Cass. pen. sez. IV, 10 agosto 2015 n.34701
Gestori di discoteche e speciale tenuità del fatto
Esclusa la possibilità per i gestori delle discoteche di evitare la condanna grazie alla particolare tenuità del fatto se per più di una volta risultano non in regola con le norme sulla sicurezza. La Cassazione ha abbracciato la linea della tolleranza zero nei confronti di chi consente l’ingresso nei locali da ballo a un numero eccessivo di persone e non adotta le precauzioni per prevenire o fronteggiare gli incendi e il conseguente panico.
Cass. pen. sez. I, 5 agosto 2015, n. 34208
Colpa medica e responsabilità del capo equipe
In tema di colpa medica, il principio dell’affidamento non opera tendenzialmente nei confronti del capo equipe, il quale non può disinteressarsi dell’attività degli altri terapeuti, ma deve al contrario dirigerla e coordinarla, conseguendone che questi può essere chiamato a rispondere anche per gli errori di altro componente del gruppo. Diverso discorso quando sia in questione un sapere altamente specialistico che giustifica la preminenza del ruolo decisorio e della conseguente responsabilità della figura che è portatrice delle maggiori competenze specialistiche e che, quindi, sola, risponde dell’errore compiuto.
Cass. pen. sez. IV, 28 luglio 2015, n. 33329
Compensazione e reato tributario
È credito tributario non spettante, ai fini dell’integrazione del reato di indebita compensazione (art.10-quater del Dlgs 74/2000), quello che, pur certo nella sua esistenza e ammontare, sia, per qualsiasi ragione normativa, ancora non utilizzabile (ovvero non più utilizzabile) in operazioni finanziarie di compensazione nei rapporti fra il contribuente e l’Erario.
Cass. pen. sez. III, 9 settembre 2015, n. 36393
Rilevanza penale volantino anti stranieri
Non integra il reato di propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale il volantino elettorale che rechi la scritta “Basta usurai, basta stranieri” oltra a una sequela di vignette.
Cass. pen. sez. III, 14 settembre 2015 n. 36906
Ritardato fallimento e colpa grave
In tema di reati fallimentari, ai fini della responsabilità penale della condotta di ritardato fallimento, la gravità della colpa non può ritenersi presunta qualora il fallimento non sia tempestivamente richiesto dall’imprenditore in stato di insolvenza; ne consegue che la tardiva richiesta di fallimento assume la consistenza di un’omissione penalmente rilevante ove oggetto di una scelta caratterizzata da colpa di livello grave.
Cass. pen. sez. V, 26 agosto 2015, n. 35708
False comunicazione sociali e fatti materiali rilevanti
L’eliminazione dell’evento di danno e delle soglie previste nella previgente formulazione degli artt. 2621 e 2622 c.c. da parte della legge 27 maggio 2015, n. 69 ha comportato una modificazione delle condotte tipiche, integrate dall’esposizione in una delle comunicazioni tipizzate di “fatti materiali non rispondenti al vero” o nell’omissione di “fatti materiali la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene”. Relativamente alle società non quotate, i “fatti materiali” non rispondenti al vero ovvero quelli occultati devono, altresì, essere “rilevanti”.
Cass. pen. sez. V, 16 settembre 2015 n. 37570
Prescrizione per reati tributari e normativa comunitaria – sentenza Taricco
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto che la normativa italiana in tema di prescrizione, impedendo l’inflizione effettiva e dissuasiva di sanzioni nei casi di frode grave in materia IVA, a causa di un termine complessivo di prescrizione troppo breve, potrebbe ledere gli interessi finanziari dell’Unione. Il diritto italiano sarebbe contrario all’articolo 325 TFUE qualora il giudice italiano dovesse concludere che un numero considerevole di casi di frode grave non può essere punito a causa del fatto che le norme sulla prescrizione generalmente impediscono l’adozione di decisioni giudiziarie definitive. Qualora il giudice italiano dovesse ravvisare una violazione dell’articolo 325, egli sarà allora tenuto a garantire la piena efficacia del diritto dell’Unione disapplicando, all’occorrenza, le norme sulla prescrizione controverse. Infatti, l’articolo 325 TFUE ha per effetto, in base al principio del primato del diritto dell’Unione, di rendere ipso iure inapplicabile, per il fatto stesso della sua entrata in vigore, qualsiasi disposizione contrastante della legislazione nazionale esistente.
Corte di Giustizia dell’8 settembre 2015, causa C – 105:14, Taricco
Sentenza Taricco e principio di legalità
La Corte di Appello di Milano ha investito della questione relativa alla sentenza Taricco di cui sopra la Corte Costituzionale, in ragione del contrasto dei principi in essa contenuti con l’art.25, c.II, Cost.
Corte d’appello di Milano, II sez. pen., ord. 18 settembre 2015, Pres. Maiga, Est. Locurto
Diffamazione a mezzo stampa e sequestro preventivo testata telematica
Per le Sezioni Unite della Cassazione è ammissibile il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. di un sito web o di una pagina telematica, se ricorrono i presupposti del fumus commissi delicti e del periculum in mora. Ma la testata giornalistica telematica, in quanto assimilabile funzionalmente a quella tradizionale, rientra nel concetto ampio di “stampa” e soggiace alla normativa, di rango costituzionale e di livello ordinario, che disciplina l’attività d’informazione professionale diretta al pubblico. Il giornale online, pertanto, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa.
Cass. pen. SU, 17 luglio 2015, n. 31022
Arresti domiciliari e disponibilità braccialetti elettronici
La mancata disponibilità di braccialetti elettronici non è una ragione sufficiente a rimandare la scarcerazione. Pertanto, deve avere immediatamente i domiciliari il detenuto per il quale la misura meno afflittiva è stata giudicata idonea.
Cass. pen. sez. IV,25 agosto 2015, n. 35571
Sospensione condizionale e lavori di pubblica utilità
La richiesta di sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità non può essere respinta solo per il fatto che essa è da ritenersi incompatibile con la sospensione condizionale della pena concessa all’imputato. In simili ipotesi il beneficio della sospensione condizionale della pena deve intendersi tacitamente rinunciato da parte dell’imputato.
Cass. pen. sez. IV, 7 settembre 2015 n. 36059
Ordine di demolizione e morte del reo
L’ordine di demolizione del manufatto abusivo, disposto con la sentenza di condanna per reato edilizio, non si estingue con la morte del reo sopravvenuta alla irrevocabilità della sentenza, ma conserva la sua efficacia nei confronti dell’erede del condannato, non avendo natura penale, ma di sanzione amministrativa accessoria, in quanto l’interesse paesaggistico o urbanistico prevale rispetto a quello privatistico alla conservazione del manufatto.
Cass. pen. sez. III, 9 settembre 2015 n. 36383
Omissione di soccorso e arresto in flagranza
Nell’ipotesi di omicidio colposo con violazione delle norme della circolazione stradale e dell’inosservanza dell’obbligo di fermarsi e di prestare la dovuta assistenza, dato il disposto dell’articolo 189, comma 8-bis, Cds (che prevede per coloro che, dopo essersi dati alla fuga, si pongano a disposizione della polizia giudiziaria entro le ventiquattro ore successive al fatto, la non applicabilità dell’arresto facoltativo in flagranza), la Cassazione ritiene possibile procedere all’arresto anche dopo un periodo considerevolmente lungo, così recependo un concetto di quasi flagranza temporalmente dilatato ed esteso.
Cass. pen. sez. IV, 10 agosto 2015, n. 34712
Esigenze cautelari e potestà genitoriale
In caso di adozione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un soggetto genitore di un minore di piccola età, il Giudice deve valutare attentamente quali conseguenze potrebbero derivare in capo al minore dall’interruzione del rapporto parentale, verificando in particolare se quanto mento l’altro genitore sia in grado di proseguire il percorso educativo e di affiancare l’infante nel corso della sua crescita fisica ed emotiva.
Cass. pen. sez. VI, 1 settembre 2015, n. 35806
Sequestrabilità quota della società in accomandita semplice
La quota di una società di persone e, in particolare, la quota del socio accomandatario in una società in accomandita semplice, se non liberamente cedibile secondo le pattuizioni statutarie, non può essere sottoposta a sequestro penale in costanza del rapporto societario. Tuttavia, quando la quota sia stata resa liberamente cedibile dalla volontà di tutti i soci o, in mancanza, quando essa resti, anche dopo il sequestro, in uso al socio che ne sia nominato custode, la stessa può essere assoggettata a sequestro penale, anche per equivalente, e confiscata, dovendo, in questi casi, l’oggetto del sequestro identificarsi nella quota che spetterà al socio all’esito della liquidazione della società.
Cass. pen. sez. III, 14 settembre 2015, n. 36929
Reiterazione del reato e certezza dell’occasione a delinquere
Per ritenere attuale e concreto il rischio di reiterazione del reato il Giudice non può più ipotizzare che se si presenta l’occasione, sicuramente o molto probabilmente, la persona sottoposta alle indagini reitererà il delitto, ma dovrà concludere che, siccome è certo o comunque altamente probabile che si presenterà l’occasione del delitto, altrettanto certamente, o comunque con elevato grado di probabilità la persona sottoposta alle indagini/imputata tornerà a delinquere.
Cass. pen. sez. III, 14 settembre 2015, n.36919
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 2 settembre 2015 il Decreto Legislativo 7 agosto 2015 n. 137: Attuazione della decisione quadro 2006/783/GAI relativa all’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca.
DECRETO LEGISLATIVO 7 agosto 2015, n. 137
Modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 10 agosto 2015 la Legge 6 agosto 2015, n. 121: Modifica al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di soggetti sottoposti alla verifica antimafia.
Ultimissime di diritto penale – Luglio/Agosto 2015
Le responsabilità giuridiche di un uso scorretto dei social network