Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/69
Timestamp: 2020-06-02 16:58:06+00:00
Document Index: 160036025

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art 14', 'art. 69', 'artt 14', 'art 545', 'art. 14', 'art. 69', 'art. 173', 'art. 69', 'art. 95']

Atti compiuti tra i coniugi (1)
I. Gli atti previsti dall’articolo 67, compiuti tra coniugi nel tempo in cui il fallito esercitava un’impresa commerciale e quelli a titolo gratuito compiuti tra coniugi più di due anni prima della dichiarazione di fallimento, ma nel tempo in cui il fallito esercitava un’impresa commerciale sono revocati se il coniuge non prova che ignorava lo stato d’insolvenza del coniuge fallito.
(1) Articolo sostituito dall’art. 54 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica è entrata in vigore il 16 luglio 2006.
Piano del consumatore – Applicazione artt. 12 bis e ss. L 3/2012, valutazione della meritevolezza – Ratio sottesa alla legge – Favor per il consumatore – Insufficienza della colpa lieve secondo il nuovo Codice della crisi di impresa – Necessità di interpretazione storico-evolutiva delle norme
Piano del consumatore – Convenienza rispetto all’alternativa liquidatoria – Importo da sottrarre alla liquidazione ex art 14 ter c.6 lett b), parametro di disponibilità non coincidente con il quinto dello stipendio – Determinazione dell’importo costituente il fabbisogno della famiglia rimesso al giudice.
In sede di applicazione della normativa di cui agli artt. 12 bis e ss L 3/2012 la giurisprudenza ha avuto un atteggiamento di favore verso il consumatore per dare attuazione alla ratio sottesa alla legge sul sovraindebitamento, individuata nel fine di evitare l’esposizione a fenomeni di usura ed estorsione e di garantire il recupero di una serenità economica e di una vita dignitosa, facendo fronte ai debiti secondo le proprie possibilità, senza doversi muovere a tempo indefinito in ambito “sommerso”.
Il favor per il consumatore è avvalorato dal nuovo CCI, che all’art. 69 comma 1 esclude l’accesso alla procedura per il consumatore solo a partire dalla colpa grave, con la conseguenza che non è sufficiente alla sua esclusione l’aver cagionato la situazione di sovraindebitamento con colpa lieve.
Va preferita dunque la lettura delle norme vigenti maggiormente coerente con l’evoluzione normativa, in conformità alle indicazioni della Cassazione a favore di una interpretazione storico evolutiva delle norme.
In tema di convenienza della proposta rispetto alla procedura liquidatoria degli artt 14-ter ss L.3/2012, il parametro di valutazione degli importi necessari al mantenimento da sottrarre alla liquidazione non può essere rappresentato dalla disponibilità della quota di 1/5 dello stipendio, non richiamato l’art 545 cpc e prevista una esclusione specifica all’art. 14 ter c. 6 lett b) altrimenti inutile, e poiché - in aggiunta- la disposizione rimette espressamente al giudice la determinazione di tale importo. (Fabiola Tombolini) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 16 Luglio 2019. Segue...
Revocatoria fallimentare di atti compiuti tra coniugi – Art. 69 l.fall. nel testo originario applicabile “ratione temporis” – Atto compiuto dal socio di società di fatto fallita – Prova dell’effettivo svolgimento di attività commerciale da parte del socio al momento del compimento dell’atto revocando – Necessità.
Ai fini dell'azione revocatoria di cui all'art. 69 l.fall., nella sua formulazione originaria, di un atto compiuto dal socio di una società di fatto a favore del coniuge, il presupposto oggettivo indicato dalla norma, consistente nell'effettivo esercizio di un'impresa commerciale da parte del socio all'epoca del compimento dell'atto revocando, non può essere automaticamente desunto dal possesso della qualifica di socio illimitatamente responsabile ma deve essere specificamente dimostrato dal curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Giugno 2018, n. 14681. Segue...
Concordato preventivo - Legittimazione del P.M. - Richiesta di fallimento depositata dal P.M. dopo l'apertura del procedimento di revoca del concordato - Successiva rinuncia alla domanda di ammissione al concordato - Effetti - Chiusura del procedimento - Esclusione - Conseguenze.
La rinuncia alla proposta di concordato preventivo, formulata dal debitore nel corso del procedimento di revoca del concordato medesimo, non determina di per sé, prima di una formale dichiarazione di improcedibilità ad opera del tribunale, la chiusura del procedimento, sicché il P.M., che, a seguito della comunicazione ex art. 173 l.fall., partecipa ordinariamente al procedimento, nel rispetto del contraddittorio e del diritto di difesa delle altre parti, ben può rassegnare le proprie conclusioni che comprendono, oltre alla valutazione negativa della proposta concordataria, anche l'eventuale richiesta di fallimento in ragione della ritenuta insolvenza dell'imprenditore di cui sia venuto a conoscenza a seguito di tale partecipazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2018, n. 12010. Segue...
Fallimento – Azioni revocatorie – Principio della consecuzione delle procedure concorsuali – Decorrenza del termine dalla pubblicazione della domanda di concordato anche con riserva.
Il principio della consecuzione delle procedure concorsuali è preesistente alla introduzione (ad opera del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134) del secondo comma dell’art. 69-bis legge fall., norma, questa, che non ha fatto che altro che precisare che i termini di cui agli artt. 64, 65, 67, commi 1, 2, e 69 decorrono dalla pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese e ciò al fine di ricomprendere anche l’ipotesi della domanda di concordato con riserva introdotta dalla medesima modifica legislativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2016. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Eccezioni del curatore – Eccezione revocatoria – Presupposti – Previsione nel programma di liquidazione .
L'eccezione di revocatoria, che il curatore può sollevare ai sensi dell’art. 95 legge fall., non è affatto condizionata dalla circostanza che la corrispondente azione sia stata inserita nel programma di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2016. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Atti tra coniugi - Accordo, in sede di separazione consensuale, prevedente il trasferimento di beni immobili o la costituzione di diritti reali minori sui medesimi - Assoggettamento a revocatoria fallimentare - Configurabilità - Avvenuta omologazione dell'accordo e funzione solutoria della pattuizione - Valenza ostativa - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in tema di costituzione di diritto di abitazione in sede di modifica delle condizioni della separazione personale. .
L'accordo con il quale i coniugi, nel quadro della complessiva regolamentazione dei loro rapporti in sede di separazione consensuale, stabiliscano il trasferimento di beni immobili o la costituzione di diritti reali minori sui medesimi, rientra nel novero degli atti suscettibili di revocatoria fallimentare ai sensi degli artt. 67 e 69 legge fall., non trovando tale azione ostacolo né nell'avvenuta omologazione dell'accordo stesso, cui resta estranea la funzione di tutela dei terzi creditori e che, comunque, lascia inalterata la natura negoziale della pattuizione; né nella pretesa inscindibilità di tale pattuizione dal complesso delle altre condizioni della separazione; né, infine, nella circostanza che il trasferimento immobiliare o la costituzione del diritto reale minore siano stati pattuiti in funzione solutoria dell'obbligo di mantenimento del coniuge economicamente più debole o di contribuzione al mantenimento dei figli, venendo nella specie in contestazione, non già la sussistenza dell'obbligo in sé, di fonte legale, ma le concrete modalità di assolvimento del medesimo, convenzionalmente stabilite dalle parti. Tale conclusione si impone "a fortiori" allorché il trasferimento immobiliare o la costituzione del diritto reale minore non facciano parte delle originarie condizioni della separazione consensuale omologata, ma formino invece oggetto di un accordo modificativo intervenuto successivamente fra i coniugi, del quale esauriscano i contenuti. (Nella specie, con l'accordo impugnato, il coniuge poi fallito - assegnatario della casa coniugale alla stregua delle condizioni della separazione consensuale omologata -, a modifica di tali condizioni, aveva costituito a favore dell'altro coniuge, per tutta la durata della sua vita, il diritto di abitazione sulla predetta casa coniugale, ottenendo in cambio l'esonero dal versamento di una somma mensile, precedentemente pattuito a titolo di contributo alle spese per il reperimento di altro alloggio da parte del coniuge beneficiario). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Aprile 2006, n. 8516. Segue...