Source: http://www.studiolegaleriva.it/public/assegno-bancario.asp
Timestamp: 2018-01-22 10:02:11+00:00
Document Index: 103059914

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 45', 'art. 45', 'art.45', 'art.75', 'art. 125', 'art. 124', 'art.10', 'art.10']

>>Dottrina >>Diritto Bancario >>L'assegno bancario
- profili di responsabilit� della Banca
L'assegno bancario � un titolo di credito esecutivo, che contiene un ordine di pagamento del traente al trattario per pagare una somma di denaro determinata ad un beneficiario o ad un portatore nel caso in cui l'assegno sia libero e sia stato girato ad altri.
Il "trattario" � la banca presso la quale il traente ha il conto corrente sul quale viene emesso l'assegno.
Il "beneficiario" o "prenditore" � colui al quale deve essere pagato l'assegno, una volta identificato dalla banca.
Un assegno pu� essere intestato a un beneficiario determinato (assegno "all'ordine") oppure lo spazio dedicato al beneficiario pu� non essere riempito (assegno "in bianco").
Di fatto, � consigliabile intestare sempre un assegno per evitare che, in caso di smarrimento o furto, possa essere incassato da persone diverse. La banca � comunque tenuta ad identificare il portatore dell'assegno.
Il beneficiario pu� anche essere lo stesso traente, scrivendo ad esempio il proprio nome e cognome, oppure "a me stesso", o "a me medesimo", o "m.m." e firmando sul retro l'assegno per girata.
Per come anticipato, l'assegno, si dice titolo di credito esecutivo, perch� chi � in possesso di un assegno non pagato pu� direttamente inviare al debitore atto di precetto e quindi iniziare la procedura esecutiva, senza necessariamente passare dalla fase dell'ingiunzione pi� lunga e costosa.
Quando viene emesso un assegno, i fondi devono essere disponibili prima di averlo firmato, quando non viene pagato per mancanza di fondi, oltre ad essere elevato il protesto, che viene trascritto nel Bollettino Informatico dei Protesti, se non si d� prova autentica del pagamento dello stesso entro 60 giorni si viene iscritti nella Centrale d'Allarme Interbancaria, per un periodo di 120 giorni.
L'assegno pu� essere sbarrato, questo vuol significare che non pu� essere incassato direttamente presso la banca emittente, ma pu� essere girato tutte le volte che si vuole.
La pi� comune � la clausola "non trasferibile" che consente solo al beneficiario di incassare l'importo dell'assegno.
La clausola "non trasferibile" � obbligatoria per i trasferimenti superiori a 12.500,00 Euro per come disposto dalla legge n.197 del 1991.
La data di emissione di un assegno � un requisito obbligatorio: la mancanza della data o la sua incompletezza rendono l'assegno non valido.
Proprio con riguardo al luogo di emissione, un assegno si dice "su piazza" quando � pagato nello stesso comune in cui � stato emesso, "fuori piazza" se in un comune diverso da quello di emissione.
La firma � un elemento essenziale e deve corrispondere a quella depositata in banca.
Per essere valido l'assegno deve essere integro. Se un assegno ha lo spigolo superiore sinistro tagliato non pu� circolare e non deve essere accettato in pagamento perch� potrebbe essere stato rubato: le banche, infatti, quando accettano un assegno sono tenute a tagliarne lo spigolo superiore sinistro.
Quando si riceve un assegno bancario in pagamento spesso si ritiene di poter prelevare immediatamente tale somma: in realt� occorre versarlo sul conto corrente, ma non si pu� disporre della somma per 15 giorni lavorativi, dopo tale termine si potr� utilizzare il denaro (cd."disponibilit�" della somma dell'assegno).
La valuta dell'assegno � la data a partire dalla quale una somma diventa fruttifera, normalmente � un giorno non festivo a partire dal quale inizia o cessa il decorso degli interessi, non � la data in cui diventa disponibile la somma dell'assegno.
Il protesto � un atto formale, effettuato da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale), con cui si dichiara la mancanza del pagamento.
Nei casi di assegni senza girate il protesto non � necessario.
La sanzione penale � rimasta solo per i casi molto gravi.
Se un soggetto � iscritto nella CAI, nessuna banca n� ufficio postale pu� stipulare nuove convenzioni di assegno, n� pagare assegni da lui emessi, n� rilasciargli nuovi libretti.
Ebbene, nel caso in cui l'assegno dovesse risultare privo di fondi nel momento in cui viene presentato alla banca per il pagamento, la banca scriver� al cliente inviandogli un "preavviso di revoca" avvertendolo che, se non paga entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno, dovr� iscriverlo nella CAI. Scaduti i 60 giorni il cliente sar� tenuto a restituire subito tutti i libretti di assegni che gli ha rilasciato la banca
Vi � un ulteriore previsione di iscrizione alla CAI. Quest'ultimo � previsto per l'ipotesi in cui una persona non autorizzata emette un assegno. L'iscrizione nella CAI viene effettuata entro 20 giorni dalla presentazione dell'assegno al pagamento.
Da ultimo, nel caso in cui si avesse protestato un assegno, per ottenerne la cancellazione dal Bollettino Informatico dei protesti si sar� tenuti a pagare il titolo e tutte le spese accessorie e dopo un anno dall'elevazione del protesto si potr� chiedere la riabilitazione al Tribunale competente e successivamente ottenere la cancellazione tombale.
L'assegno circolare viene emesso dalla banca per somme che sono gi� disponibili presso la banca stessa al momento dell'emissione. � pagabile "a vista" e non pu� essere emesso senza il nome del beneficiario.
- il nome del beneficiario (non pu� essere emesso "al portatore");
Per richiedere un assegno circolare non � necessario che il richiedente abbia un rapporto di conto corrente con la banca emittente.
L'assegno bancario � pagabile a vista e deve essere presentato alla banca trattaria per il pagamento entro termini assai brevi e cio� 8 giorni (se � pagabile nello stesso Comune; cd. "assegno su piazza"), 15 giorni (se pagabile in un Comune diverso; cd. "assegno fuori piazza"), 20 giorni (se � pagabile in un Paese diverso ma nello stesso continente di emissione), 60 giorni (se Paese di altro continente).
Tuttavia, l'art. 35 Legge Assegno (Legge 1736/33) attribuisce al traente (colui che ha emesso l'assegno) di disporre la revoca dell'ordine di pagamento dopo la scadenza del termine di presentazione; prima della scadenza, invece, la banca � libera di pagare o meno, restando esonerata da qualsiasi responsabilit� nei confronti sia del traente che del portatore del titolo.
Tale facolt� di disporre la revoca dell'ordine di pagamento (con la quale la banca � liberata/impedita dall'effettuare il pagamento e neppure si potr� procedere al protesto dell'assegno in quanto oltrepassati i termini di presentazione all'incasso) discende dalla esigenza di permettere al traente - superato un certo lasso di tempo - di poter liberamente disporre della provvista sul conto.
Si anticipa, in particolare, che l'emissione di un assegno senza provvista � illecito amministrativo ed i detti termini servono a delimitare (in favore del traente) il periodo in cui la provvista medesima deve rimanere necessariamente integra.
La revoca dall'ordine di pagamento dovr� essere ovviamente manifestata alla banca in modo che non sia contestabile e pertanto in forma scritta.
Va, poi, evidenziato che la presentazione tempestiva del titolo senza aver ottenuto il pagamento � condizione di procedibilit� dell'azione di regresso verso i giranti e i loro avallanti (art. 45, primo comma, L.A.), consentendo cos� al debitore escusso di agire cartolarmente verso i precedenti obbligati.
L'azione di regresso verso il traente pu� essere esercitata anche se l'assegno "non sia stato presentato tempestivamente o non sia stato fatto il protesto o la constatazione equivalente" (art. 45, co. 2, L.A.), non avendo il traente - a sua volta - azione di regresso verso alcuno.
Cos�, testualmente, l'art.45 L.A. "Il portatore pu� esercitare il regresso contro i giranti, il traente e gli altri obbligati se l'assegno bancario, presentato in tempo utile, non � pagato, purch� il rifiuto del pagamento sia constatato: 1) con atto autentico (protesto) , oppure: 2) con dichiarazione del trattario scritta sull'assegno bancario con l'indicazione del luogo e del giorno della presentazione, oppure: 3) con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l'assegno bancario le � stato trasmesso in tempo utile e non � stato pagato. Il portatore mantiene i suoi diritti contro il traente, sebbene l'assegno bancario non sia stato presentato tempestivamente o non sia stato fatto il protesto o la constatazione equivalente. Se, dopo decorso il termine di presentazione, la disponibilit� della somma sia venuta a mancare per fatto del trattario, il portatore perde tali diritti in tutto o limitatamente alla parte della somma che sia venuta a mancare" (va, in proposito, precisato che il protesto � un atto formale, effettuato da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale), con cui si dichiara la mancanza del pagamento. Questo atto serve per ottenere il pagamento dell'assegno dai giranti. Nei casi di assegni senza girate il protesto non � necessario).
Il portatore pu� chiedere in via di regresso: 1) l'ammontare dell'assegno bancario non pagato; 2) gli interessi al tasso legale dal giorno della presentazione; 3) le spese per il protesto o la constatazione equivalente, quelle per gli avvisi dati e le altre spese.
Il regresso del portatore contro i giranti, il traente e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dallo spirare del termine di presentazione. Le azioni di regresso tra i diversi obbligati al pagamento dell'assegno bancario gli uni contro gli altri si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui l'obbligato ha pagato l'assegno bancario o dal giorno in cui l'azione di regresso � stata promossa contro di lui (art.75 L.A.).
Trascorso tale termine � sempre possibile l'azione causale, che � l'azione derivante dal rapporto fondamentale che ha dato causa all'emissione dell'assegno, soggetta ai termini di prescrizione propri del rapporto obbligatorio sottostante.
Il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 ha radicalmente cambiato la legge in materia di assegni, che aveva gi� subito una riforma alcuni anni prima (legge 15 dicembre 1990, n. 386).
Al titolo V � stata introdotta la "Riforma della disciplina sanzionatoria relativa agli assegni bancari e postali".
Con riguardo all'emissione di assegni senza provvista, si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma cha va da 516,45 a 6197,48 euro a seconda che l'assegno emesso sia inferiore o superiore a 10.329,00 euro; la sanzione amministrativa accessoria consistente nell'interdizione dall'esercizio di attivit� professionale o imprenditoriale, nell'interdizione dall'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e infine la revoca delle autorizzazioni che si traduce nel divieto, della durata di sei mesi, di stipulare convenzioni di assegno con il traente e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l'iscrizione nell'archivio, anche se emessi nei limiti della provvista.
Per quanto attiene all'emissione di assegni senza autorizzazione va rilevato che le sanzioni sono sostanzialmente le stesse con un inasprimento del 100% della sanzione amministrativa che pu� arrivare quindi fino a 12.395,00 euro.
Per completezza si ricorda che ricorre l'ipotesi di assegno privo di autorizzazione in caso di emissione di titolo quando: a) il conto � stato chiuso precedentemente all'emissione; b) il conto � stato acceso in assenza di convenzione di assegni; c) il titolo � stato revocato prima dell'emissione; d) vi � stata una revoca aziendale all'emissione; e) � stato ricevuto un preavviso di revoca per assegno emesso precedentemente a quello in esame; f) assegno emesso su conto intestato ad altro soggetto o altre motivazioni che non giustifichino l'emissione di un assegno.
nel caso di emissione di assegno senza provvista, una volta presentato infruttuosamente il titolo nei tempi previsti dalla Legge sull'Assegno (si ripete, 8 giorni per gli assegni pagati sullo stesso Comune di emissione, 15 giorni per gli altri), indipendentemente dal fatto che si consegni il titolo o meno per il protesto o azione equivalente, la banca provveder� ad inviare il preavviso di revoca.
Nel caso in cui, inviato il preavviso di revoca, l'assegno non venga pagato nel termine di 60 giorni dalla data di scadenza di presentazione del titolo (concretamente: 60+8 = 68 giorni dalla data di emissione per gli assegni su piazza, 60+15 = 75 giorni dalla data di emissione per gli assegni fuori piazza), la banca iscriver� il nominativo alla CAI.
Va sottolineato che il pagamento, entro il termine dei 60 giorni, pu� essere effettuato:
Per come anticipato, il preavviso di revoca � previsto per la sola ipotesi di emissione di assegno senza provvista. Tale comunicazione � volta a rendere edotto il traente delle conseguenze derivanti dalla sua eventuale iscrizione in archivio (revoca di sistema e sanzioni amministrative) nonch� della possibilit� di evitarle attraverso il cosiddetto pagamento tardivo.
In altri termini, il trattario � tenuto a comunicare al traente che, alla scadenza del termine di 60 giorni previsto per il pagamento tardivo, ed in mancanza di prova idonea a confortare il sopravvenuto adempimento, il suo nominativo verr� iscritto nell'archivio informatizzato CAI e che, a partire dalla stessa data, gli sar� altres� revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni.
Nel preavviso di revoca il trattario sar� tenuto, inoltre, ad indicare la data dell'eventuale iscrizione in archivio (articolo 4, comma 5, reg. Banca d'Italia) invitando il traente a restituire "tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche e agli uffici postali che li hanno rilasciati".
Il preavviso di revoca dovr� essere inviato presso il cosiddetto "Domicilio eletto", ossia l'indirizzo stabilito dal traente, indicato all'atto della conclusione della convenzione di assegno, entro 10 giorni dalla presentazione, anche in via telematica, dell'assegno al pagamento.
Qualora venga constatata l'impossibilit� di eseguire la menzionata comunicazione presso il domicilio del traente, la normativa precisa che essa deve considerarsi come avvenuta.
La previsione in commento limita la responsabilit� della banca ad un importo pari a 20 milioni di lire (oggi euro 10329,14) per ogni titolo.
Come pu� agevolmente evincersi, l'obbligazione solidale del trattario ricorre in presenza di due tipologie di condotta:
Conseguentemente, il portatore del titolo, sulla base dei principi generali che disciplinano le obbligazioni solidali passive, potr� rivalersi indifferentemente nei confronti del traente o del trattario.
Pi� precisamente, il nuovo articolo 8-bis della legge n. 386/1990, introdotto dall'articolo 33 del D.lgs. n. 507/1999, stabilisce che, nei casi di emissione di assegni senza autorizzazione, si procede a far levare il protesto o ad effettuare la constatazione equivalente, e pertanto, spetta al pubblico ufficiale inviare il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto.
Tuttavia, nei casi in cui non sia stato levato il protesto o non sia stata effettuata la constatazione equivalente in quanto, ad esempio, l'assegno � pervenuto fuori dei termini per il protesto, le banche, nel caso in cui l'assegno sia comunque sanzionabile, sono tenute ad informare direttamente il Prefetto.
Nell'ipotesi in cui siano stati emessi assegni senza provvista, la banca provvede a comunicare il mancato pagamento al pubblico ufficiale perch� questo levi il protesto oppure effettui la constatazione equivalente. Di conseguenza, compete al pubblico ufficiale, decorso infruttuosamente il termine di 60 giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, trasmettere il rapporto di accertamento della violazione al Prefetto del luogo di pagamento dell'assegno.
Tuttavia, nel caso in cui non venga levato il protesto - ad esempio perch� sul titolo � stata apposta la clausola "senza spese" o "senza protesto", o non sia stata effettuata la constatazione equivalente - incombe sulla banca il dovere di informare il Prefetto, decorso inutilmente il termine di 60 giorni entro i quali � consentito effettuare il pagamento tardivo.
Attese le difficolt� riscontrate nella prima fase di applicazione della normativa recata dal D.lgs. n. 507/1999 in relazione alla disomogeneit� dei dati che la comunicazione in parola doveva riportare, il Ministero dell'interno, con circolare M/6326/58 del 20 novembre 2001, ha divulgato un modello standard per rendere uniforme il contenuto dell'informativa e la relativa comunicazione da trasmettere al Prefetto.
A partire dal 4 giugno 2002 la circolazione dell'assegno bancario � diventata pi� sicura, grazie alla entrata in funzione della Centrale d'Allarme Interbancaria, un archivio informatizzato in cui vengono registrati i nominativi di tutti coloro che hanno emesso assegni senza autorizzazione o senza provvista.
La CAI, realizzata sulla base dell'analogo archivio gi� da tempo esistente in Francia, nasce per elevare il grado di sicurezza e l'efficienza del sistema di circolazione dell'assegno.
Pi� specificamente, il d.lgs. 30 dicembre 1999 n. 507 in materia di depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ha previsto l'istituzione di un archivio informatizzato (Centrale Allarme Interbancaria) presso la Banca d'Italia, degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari.
L'obiettivo �, essenzialmente, quello di elevare il grado di affidabilit� degli strumenti di pagamento mediante la rilevazione delle informazioni relative alle revoche dell'autorizzazione ad emettere assegni, che in passato venivano gestite unicamente dalle banche trattarie, nonch� relative alle carte di pagamento ed agli assegni sottratti e/o smarriti.
Nell'archivio CAI vengono inseriti i seguenti dati: le generalit� dei traenti degli assegni bancari o postali emessi senza autorizzazione o senza provvista dopo il 4 giugno 2002, nonch� gli assegni non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell'autorizzazione; le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie applicate per l'emissione di assegni bancari e postali senza autorizzazione o senza provvista, nonch� le sanzioni penali e connessi divieti applicati per l'inosservanza degli obblighi imposti a titolo di sanzione amministrativa accessoria; le generalit� del soggetto al quale � stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo di carte di pagamento; le carte di pagamento per le quali sia stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo; gli assegni bancari e postali e le carte di pagamento di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento.
L'emissione di assegni in assenza di autorizzazione ovvero in assenza di fondi, � punita con sanzione amministrativa che prevede il pagamento di una somma di denaro ai sensi degli articoli 1 e 2 legge n.386/1990.
Nel caso di assegno senza autorizzazione, l'iscrizione nell'archivio informatizzato � effettuata entro il ventesimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, mentre nella diversa ipotesi di assegno in difetto di provvista (totale o parziale) l'iscrizione � eseguita dopo che siano trascorsi sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione del titolo ed il medesimo non sia stato pagato.
L'iscrizione nell'archivio CAI determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni per un periodo di sei mesi dalla segnalazione del nominativo. Durante tale lasso di tempo � vietato a qualunque banca o ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il traente e di pagare i titoli tratti dal medesimo dopo l'iscrizione in archivio, anche se emessi nei limiti di provvista.
La segnalazione per mancato pagamento di assegno senza provvista deve necessariamente essere preceduta da un preavviso di revoca del trattario, il quale comunica che alla scadenza di sessanta giorni dal termine di presentazione del titolo senza che questo sia stato pagato, il nominativo del traente sar� iscritto nell'archivio con contestuale revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni. Alla scadenza del medesimo termine di sessanta giorni ed in assenza di pagamento, il traente dovr� inoltre restituire tutti i moduli di assegno in suo possesso alle banche ed agli uffici postali che li abbiano rilasciati.
La comunicazione - che generalmente deve avvenire mediante telegramma o lettera raccomandata - � effettuata entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo.
L'iscrizione del nominativo del traente nell'archivio informatico pu� avere luogo solo dopo che siano decorsi almeno dieci giorni dalla data di ricevimento della comunicazione. L'eventuale omissione del preavviso di revoca rende responsabile il trattario, il quale � obbligato a pagare gli assegni emessi dal traente dopo che sia decorso il termine entro il quale deve essere effettuata la comunicazione e fino al giorno successivo alla medesima, anche se manca o � insufficiente la provvista.
La responsabilit� del trattario �, poi, prevista anche nell'ipotesi in cui questi ometta o ritardi l'iscrizione nell'archivio, ovvero autorizzi il rilascio di moduli di assegni in favore di persona il cui nominativo risulti soggetto ad iscrizione.
In detta ipotesi, il trattario � obbligato in solido con il traente a pagare gli assegni emessi dallo stesso traente nel periodo in cui avrebbe dovuto operare la revoca, anche se manca o � insufficiente la provvista.
L'art. 125 del R.D. 21 dicembre 1933 n. 1736 dispone poi che il dipendente responsabile che consegna moduli di assegno bancario o postale a persona interdetta, in base ai dati dell'archivio, dall'emissione di assegni o soggetta a revoca delle autorizzazioni, � punito, salvo che il fatto costituisca pi� grave reato, con la reclusione fino ad un anno.
Per contro, l'art. 124 del citato regio decreto stabilisce che il richiedente all'atto del rilascio di moduli di assegno bancario o postale, deve dichiarare al trattario di non essere in alcun modo interdetto dall'emissione di assegni. Nel caso in cui dichiari il falso � punito, qualora vengano rilasciati uno o pi� moduli di assegno, con la reclusione da sei mesi a due anni.
Ai sensi dell'art.10 bis della legge n. 386/90 (introdotto dal d.lgs. n. 507/99) la Banca d'Italia, quale titolare del trattamento dei dati, pu� avvalersi di un ente esterno per la gestione dell'archivio, la quale � difatti stata concessa in esclusiva, con provvedimento Banca d'Italia 15 marzo 2002, alla Societ� Interbancaria per l'Automazione (S.I.A.) - CedBorsa SpA, che � tenuta a presentare annualmente una relazione sull'attivit� svolta.
L'archivio � costituito dalla sezione centrale presso la Banca d'Italia e dalle sezioni remote presso le banche, gli uffici postali, gli intermediari finanziari emittenti carte di pagamento e le prefetture.
I dati relativi all'iscrizione sono trasmessi alla sezione centrale dell'archivio dalle banche, dagli uffici postali, dagli intermediari finanziari, dai prefetti e dall'autorit� giudiziaria (sezioni remote). Tali soggetti sono tenuti ad assicurare l'esattezza e la completezza dei dati trasmessi all'archivio e a provvedere tempestivamente alle cancellazioni e alle rettifiche dei dati errati.
L'ente al quale � affidata la gestione dell'archivio verifica la completezza dei dati trasmessi e qualora risultino incompleti li rinvia, respingendo la segnalazione, al soggetto che li ha trasmessi, il quale, effettuati i necessari controlli, li ritrasmette con le rettifiche e le integrazioni, richiedendo quindi una nuova segnalazione.
Il soggetto interessato - anche tramite persona delegata - ha diritto ad accedere all'archivio per ottenere notizia dell'esistenza del contenuto di informazioni che lo riguardano nonch� per richiedere la loro eventuale rettifica, nell'ipotesi in cui siano venuti a mancare i presupposti della segnalazione.
Ai sensi del disposto di cui all'art.10 bis legge n. 386/90 anche alle banche, agli intermediari finanziari ed agli uffici postali � consentito l'accesso alle informazioni contenute nell'archivio per le finalit� previste dalla legge e per quelle connesse alla verifica della corretta utilizzazione degli assegni e delle carte di pagamento.
L'autorit� giudiziaria inoltre ha accesso diretto alle informazioni contenute nell'archivio, per lo svolgimento delle proprie funzioni.
L'accesso alle informazioni pu� avvenire tramite il Sistema Bancario, le Poste Italiane, o l'Ente Titolare.
La Banca d'Italia, o comunque l'ente responsabile, dispone la cancellazione e la rettifica dei dati dell'archivio solo su iniziativa dell'ente che ha originato la relativa segnalazione, ovvero in attuazione di provvedimenti dell'autorit� giudiziaria o del Garante per la protezione dei dati personali. Pertanto il soggetto segnalato potr� chiedere la rettifica della segnalazione, pur sempre qualora difettino i presupposti che ne giustifichino la persistenza, all'ente segnalante, il quale comunicher� alla Banca d'Italia la necessit� di provvedere alla rettifica.