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Timestamp: 2016-12-10 08:58:23+00:00
Document Index: 23859723

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 13', 'art. 4', 'art.\n13', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 20 del 25.01.2008
IVA - Art. 3 del DPR n. 633 de 1972 -
Prestazione di servizi - Attività di cattura di cani vaganti resa da Aziende
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stato esposto il seguente
La Comunità Montana ALFA fa presente di gestire
"in forma associata un canile rifugio, i cui costi sono sostenuti con
risorse della Regione Toscana (...) e con quote a carico dei Comuni che
beneficiano del servizio", mentre l'Azienda Sanitaria Locale competente per
territorio procede alla cattura dei cani vaganti.
Ciò premesso, la Comunità Montana interpellante
chiede di conoscere il trattamento tributario, ai fini IVA, della prestazione di
cattura dei cani vaganti resa dalla ASL alla medesima Comunità.
La Comunità Montana ALFA, pur non formulando una
specifica soluzione interpretativa, prospetta la possibilità di considerare
esclusa dal campo di applicazione dell'IVA la prestazione di cattura di cani
vaganti resa dall'Azienda Sanitaria Locale competente, "in quanto è svolta
nell'esercizio dell'attività istituzionale ed è resa dalla stessa a seguito di
una precisa disposizione normativa (LRT n. 10 del 09.02.04 art. 13 co. 3)
essendo esclusa la possibilità di rivolgersi a soggetti diversi dalla Asl
L'art. 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281 (legge
quadro in materia di animali, di affezione e prevenzione del randagismo),
dispone che "i Comuni, singoli o associati, e le Comunità Montane
provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi
per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi
dei contributi destinati a tale finalità dalla Regione".
La legge regionale della Toscana 8 aprile 1995, n. 43,
concernente "Norme per la gestione dell'anagrafe del cane, la tutela degli
animali d'affezione e la prevenzione del randagismo. Ecologia", all'art.
13, come sostituito dall'art. 7 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 90, ha
stabilito le "competenze delle aziende U.S.L. e dei comuni" in materia
di canili e rifugi.
In particolare, il comma 3 del citato articolo 13
prevede che "la cattura dei cani vaganti è di competenza delle
amministrazioni comunali che la attuano, con oneri a loro carico, tramite i
competenti servizi delle aziende U.S.L.".
Al fine di assolvere alle competenze di cui alla legge
regionale della Toscana n. 43 del 1995 sopra richiamata, la Comunità Montana
ALFA e i Comuni di ...................... hanno sottoscritto, nel 2004, una
convenzione "per la gestione dell'ufficio associato Canile",
delegandone la potestà amministrativa, la responsabilità e la gestione
all'anzidetta Comunità Montana.
Nel 2005 la Comunità Montana ALFA ha stipulato un
"atto di convenzione" con l'Azienda Unità Sanitaria Locale di ......,
avente ad oggetto l'affidamento del servizio di cattura dei cani vaganti e di
controllo della popolazione dei gatti.
In particolare, con riferimento al servizio di cattura
di cani vaganti, oggetto del quesito in esame, l'art. 1 di detta convenzione
stabilisce che l'incarico affidato riguarda:
- "il servizio, con attività continua
24 ore su 24, di cattura di cani randagi o comunque vaganti oggetto di
segnalazione da parte degli uffici di Polizia Municipale, Carabinieri,
Funzionari od agenti di P.S., Guardia di Finanza, Guardie Forestali e della
Polizia Provinciale ed il trasporto degli animali presso il Canile
Sanitario" (lettera a);
- "il servizio di cattura e trasporto
di cani e gatti senza proprietario, che necessitino di prestazioni di pronto
soccorso, presso l'ambulatorio zonale dell'Azienda USL o presso gli ambulatori
dei medici veterinari liberi professionisti convenzionati con la Comunità
Montana ed il successivo trasporto per il ricovero presso il canile sanitario
Zonale" (lettera d).
A fronte delle prestazioni di servizi sopra descritte,
l'art. 2, comma 1, della citata convenzione dispone che la Comunità Montana è
tenuta "a pagare alla AUSL l'importo dovuto oltre ad IVA (riferito a: monte
orario complessivo del personale tecnico impiegato, indennità pronta
disponibilità notturna e festiva, chilometri percorsi)", previa
Dalla ricostruzione operata emerge quanto segue.
L'attività di cattura dei cani vaganti rientra, per
espressa previsione normativa, tra le competenze dei Comuni, che ne mantengono
la titolarità, ancorché la realizzazione della stessa sia affidata alle
Aziende Sanitarie. In capo ai Comuni, permane, peraltro, l'onere finanziario
relativo allo svolgimento dell'attività in argomento.
La convenzione rappresenta lo strumento attraverso il
quale vengono regolamentati i rapporti fra la Comunità Montana ALFA e l'Azienda
U.S.L. di ......, e con la quale, in particolare:
- la Comunità Montana affida l'incarico di
svolgere l'attività di cattura di cani vaganti all'Azienda Sanitaria, che si
impegna a realizzarla;
- vengono individuate specificatamente le
prestazioni di servizi oggetto dell'affidamento;
- la Comunità Montana si obbliga a pagare
un corrispettivo all'Azienda sanitaria, per l'attività di cui trattasi;
- viene stabilito il corrispettivo dovuto
dalla Comunità Montana alla ASL attraverso l'individuazione dei parametri per
la quantificazione dello stesso (ovvero costo del personale impiegato e
chilometri percorsi).
Tra le parti si instaura, in sostanza, un rapporto
bilaterale, nell'ambito del quale la Comunità Montana ALFA affida all'Azienda
U.S.L. di .... lo svolgimento del servizio di cattura di cani vaganti a fronte
di un corrispettivo, parametrato al costo di svolgimento del servizio stesso.
Ciò posto, con riferimento al trattamento tributario,
ai fini IVA, delle somme dovute dalla Comunità Montana all'Azienda Sanitaria
per l'attività di cattura di cani vaganti resa da quest'ultima, si osserva che,
in via generale, le prestazioni di servizi riconducibili nel campo di
applicazione dell'imposta, ai sensi dell'art. 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono quelle aventi ad oggetto obbligazioni
di fare, non fare o permettere rese, nell'ambito di rapporti giuridici di natura
sinallagmatica, a fronte del pagamento di un corrispettivo.
Quanto sopra rappresentato, atteso che, nel caso di
specie, l'attività di cattura di cani vaganti si configura quale prestazione di
servizi resa dall'Azienda Sanitaria nell'ambito di un rapporto sinallagmatico
con la Comunità Montana interpellante a fronte di uno specifico corrispettivo,
si ritiene che essa sia riconducibile nell'ambito applicativo dell'IVA.
istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale della Toscana, viene
- Carbonia, 21 ore fa	AteneoWeb s.r.l.