Source: http://www.comune.como.it/it/servizi/commercio/servizi-suap/vendita-di-beni-culturali-o-di-cose-usate-preziose-o-di-pregio/
Timestamp: 2020-03-31 10:58:42+00:00
Document Index: 75343205

Matched Legal Cases: ['art. 67', 'art. 71', 'art. 19', 'art. 17', 'art. 483', 'art. 11']

Vendita di beni culturali o di cose usate preziose o di pregio | Comune di Como
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I beni culturali sono indicati nell’allegato A al Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 ).
Le cose usate si distinguono in due categorie:
cose usate preziose o di pregio (gli oggetti, diversi dai beni culturali sopra elencati, che, dopo il deterioramento dovuto all'uso, conservano ancora un valore economico e sono quindi suscettibili di essere commercializzati)
cose usate prive di valore o di valore "esiguo".
Quanto indicato in questa pagina è riferito solo alla vendita di Beni culturali e cose usate preziose o di pregio.
I soggetti indicati nell'articolo 85 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136” devono possedere, oltre ai requisiti di cui:
all'art. 67 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia);
all'art. 71 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59,
anche i requisiti di cui agli artt. 11, 92 e 131 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza 18 giugno 1931, n. 773.
Chi intende fare commercio di beni culturali e cose usate preziose o di pregio presenta una Segnalazione Certificata Inizio Attività (S.C.I.A.) al Comune ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990.
Si rammenta che la segnalazione di cui sopra non sostituisce la S.C.I.A. di apertura di esercizio di vicinato o l’autorizzazione per l’apertura di medie o grandi strutture di vendita, pertanto:
chi vuole vendere beni culturali o cose usate preziose o di pregio in un esercizio di vicinato, presenta la scia per apertura di esercizio di vicinato (se non l'ha già presentata) più la S.C.I.A. per vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio;
chi vuole vendere beni culturali o cose usate preziose o di pregio in una media o grande struttura di vendita, prima chiede ed ottiene l'autorizzazione per media o grande struttura di vendita, in seguito presenta la S.C.I.A . per vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio.
Il commerciante può vendere solo a persone munite di carta d’identità, o altro documento d'identità munito di fotografia, rilasciato dall’amministrazione statale.
Il commerciante è tenuto a compilare un apposito Registro degli affari nel quale indica, di seguito e senza spazi in bianco, nome, cognome e domicilio dei venditori e dei compratori, la data dell’operazione, la specie della merce comprata e venduta ed il prezzo pattuito. Il registro può essere compilato anche con modalità informatiche, secondo le istruzioni dettate dal Ministero dell’Interno.
Prima di utilizzare il registro, il commerciante:
numera ogni pagina, se non sono già numerate;
vidima (cioè timbra) ogni pagina con il timbro dell'impresa;
presenta la dichiarazione di autovidimazione del registro e la trasmette in Comune con la procedura online sotto indicata.
La ricevuta telematica della trasmissione tramite procedura online si conserva applicata al registro corrispondente.
Autovidimazione registro degli affari
All'interno del portale SUAP del Comune di Como è possibile presentare anche la dichiarazione di autovidimazione del Registro degli affari.
Seguire il seguente percorso►Commercio, turismo e servizi►Vendita di cose usate, antiche o oggetti d'arte di pregio o preziose►Altre esigenze connesse con l'esercizio dell'attività (mezzi pubblicitari, occupazione di suolo pubblico, adempimenti sanitari, ecc..)►Vidimazione registri►Comunicazione di Autovidimazione registro o tariffario.
Chi non presenta la S.C.I.A. per vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio, o non tiene il registro delle operazioni, è punito con la sanzione pecuniaria amministrativa del pagamento di una somma da € 154,00 a € 1.032,00, a norma dell’ art. 17-bis, comma 3, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Le dichiarazioni false o mendaci possono costituire reato, perseguibile ai sensi dell’ art. 483 del codice penale.
Chi presenta la S.C.I.A. decade dal diritto di esercitare la vendita di beni culturali o cose usate preziose o di pregio se perde i requisiti morali previsti dall’art. 11, 92 e 131 del T.U.LL.P.S.
I diritti di istruttoria sono dovuti ogni volta che si presenta la S.C.I.A, tranne quando vengono segnalate la sospensione, ripresa, cessazione dell'attività.
Se la SCIA di vendita di beni culturale e cose usate preziose o di pregio è presentata contestualmente alla S.C.I.A. di esercizio di vicinato, i diritti di istruttoria sono dovuti per il 50% dell'importo.
In ogni altro caso l'importo dei diritti di istruttoria è dovuto per intero.
N.B.: ALLEGARE ALLA S.C.I.A. LA SCANSIONE DELLA ATTESTAZIONE DI VERSAMENTO DEI DIRITTI.
Elenco di cui all'allegato A del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni culturali e del paesaggio - PDF [10 bytes]
Modulistica comunale - Segnalazione certificata d'inizio dell'attività - PDF [83 KB]
Modulistica comunale - Modulo singolo di autocertificazione dei requisiti morali - PDF [55 KB]
Modulistica comunale - Modulo di autovidimazione del registro delle operazioni - PDF [188 KB]
Procura speciale per la trasmissione telematica da parte di un delegato - PDF [177 KB]