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Timestamp: 2019-01-19 23:47:21+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 13', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 44', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 16', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 39', 'art. 39', 'art. 14', 'art. 16', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 16']

COMUNE DI ALTAVILLA MILICIA PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE - PDF
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1 COMUNE DI ALTAVILLA MILICIA PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ADEGUATE AL DD N 164/DRU DEL 12/04/02 Palermo 2002
2 COMUNE DI ALTAVILLA MILICIA PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Elaborati del Prg pag. 1 Art. 2 - Finalità delle norme e degli elaborati grafici pag. 3 Art. 3 - Trasformazione urbanistica ed edilizia pag. 4 Art. 4 - Indici ed interventi: riferimenti al Regolamento Edilizio pag. 4 TITOLO II - ATTUAZIONE DEL P.R.G Art. 5 - Modalità di attuazione del Prg pag. 4 Art. 6 - Piani urbanistici esecutivi (Pue) pag. 5 Art. 7 - Contenuti dei Piani urbanistici esecutivi pag. 5 Art. 8 - Convenzione di lottizzazione pag. 5 Art. 9 - Opere di urbanizzazione pag. 6 Art Oneri di urbanizzazione pag. 6 Art Dotazione di parcheggi privati pag. 6 Art Intervento edilizio diretto pag. 7 TITOLO III - DISCIPLINA DELLE SINGOLE ZONE CAPITOLO I - ZONE DEL TERRITORIO COMUNALE Art Divisione in zone del territorio comunale pag. 7 Art Destinazioni d uso ammesse nelle zone pag. 8 CAPITOLO II - ZONE «A» DI INTERESSE STORICO E AMBIENTALE Art Zone «A»: Definizione e destinazioni d uso ammesse pag. 9 Art Zona «A1»:Edifici e/o complessi con caratteri storico-artistici monumentali pag. 10 Art Zona «A2»: Tessuti urbani di particolare interesse storico e ambientale pag. 10 CAPITOLO III - ZONE «B»: SATURE E DI COMPLETAMENTO A PREVALENTE DESTINAZIONE RESIDENZIALE Art Zone «B»: definizione e destinazioni d uso ammesse pag. 11 Art Zona «B1»: tessuti urbani completati e/o in via di completamento pag. 12 Art Zona «B2»: tessuti urbani parzialmente edificati e/o di recente formazione pag. 13 CAPITOLO IV - ZONE «C»: ESPANSIONE URBANA A PREVALENTE DESTINAZIONE RESIDENZIALE Art Zone «C»: definizione e destinazioni d uso ammesse pag. 13 Art Zona «C1»: aree del sistema urbano destinate a nuovi complessi insediativi già interessate da piani urbanistici esecutivi operanti e/o con precedenti diritti aquisiti pag. 14 Art Zona «C2»: aree del del sistema delle case stagionali destinate a nuovi complessi insediativ già interessate da piani urbanistici esecutivi e/o con precedenti diritti aquisiti pag. 15 Art Zona «C3»: aree destinate a nuovi complessi insediativi pag. 16 I
3 Art Zona «C4»: aree destinate ad insediamenti di residenze stagionali già interessate da diffusi fenomeni insediativi pag. 16 CAPITOLO V - ZONE «D» PREVALENTE DESTINAZIONE PRODUTTIVA Art Zone «D»: definizione pag. 17 Art Zona «D1»: insediamenti produttivi esistenti pag. 17 Art Zona «D2»: insediamenti produttivi artigianali pag. 18 Art Zona «D3»: attrezzature turistico-alberghiere già definite da strumenti urbanistici operanti pag. 18 Art Zona «D4»: attrezzature e servizi turistico-ricettive di progetto pag. 19 Art Zona «D5»: attrezzature ricettive complementari per il turismo pag. 20 CAPITOLO VI - ZONE «E» - AGRICOLE E A BOSCO Art Zone «E»: definizione e caratteri generali degli interventi pag. 21 Art Zone «E1»: Aree agricole pag. 22 Art Zone «E2»: Aree agricole boscate pag. 24 Art Zona «E3»: Aree agricole di rispetto dei valloni e delle pendici pag. 24 Art Zone «E4»: Aree agricole abitate con prevalenza di orti e giardini pag. 25 CAPITOLO VII - ZONE PER ATTREZZATURE PUBBLICHE DI QUARTIERE E DI INTERESSE GENERALE Art Zone per attrezzature pubbliche: definizione pag. 25 Art Zone per l istruzione dell obbligo pag. 26 Art Zone per attrezzature di interesse comune pag. 26 Art Zone destinate per parcheggi pag. 27 Art Zone destinate a verde attrezzato pag. 28 Art Zone verdi attrezzate per gli sports pag. 28 Art Zone «F1» - Altre attrezzature ed impianti tecnologici pag. 29 CAPITOLO VIII - AREE CON PARTICOLARI DESTINAZIONI E FASCE DI RISPETTO Art Cimitero e fascia di rispetto pag. 29 Art Strade e fasce di rispetto pag. 30 Art Alvei torrentizi e fluviali e loro sponde e fasce di rispetto dei fiumi e dei corsi d acqua pag. 30 Art Ritrovamenti archeologici pag. 31 Art Fasce di rispetto delle aree boscate pag. 32 Art Percorsi pedonali, ciclabili e strade panoramiche pag. 32 Art Zone soggette a vincolo idrogeologico pag. 32 Art Zone a rischio geologico pag. 33 TITOLO IV - NORME GENERALI E FINALI Art Difesa del suolo e salvaguardia del territorio pag. 33 Art Decoro dell ambiente pag. 33 Art Tutela e sviluppo del verde pag. 34 Art Rilascio di concessione in deroga pag. 34 ELENCO DEGLI EDIFICI MONUMENTALI E/O COMPLESSI CON CARATTERI STORICO AMBIENTALI pag. 35 II
4 COMUNE DI ALTAVILLA MILICIA PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Elaborati del Prg Sono elementi costitutivi del Piano regolatore generale (Prg), oltre alle presenti «Norme tecniche di attuazione», i seguenti elaborati: «R» RELAZIONE GENERALE: sulle scelte urbanistiche fondamentali e sugli indirizzi che sono stati assunti con la redazione del Piano, sullo stato di fatto riferito alla popolazione residente e al patrimonio edilizio, all ambiente fisico, alla storia, all economia, al traffico e alle comunicazioni, sul progetto di piano e sulle fasi di attuazione «RD» RELAZIONE DEMOGRAFICA: consistenza e andamento della popolazione «NTA» NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Tav. T/1 1/ Tav. T/2 1/ Tav. T/3 1/ Inquadramento territoriale - Quadro di riferimento delle unità amministrative intermedie Inquadramento territoriale Quadro di riferimento dei piani e/o programmi territoriali Rapp. Rapp. Planimetria dello Stato di Fatto; Uso attuale del suolo (dallo Studio agricolo forestale) Rapp. Tav. A/1.1 Planimetria dello Stato di Fatto del territorio comunale Rapp. 1/ Tav. A/2.1 Planimetria dello Stato di Fatto del territorio comunale compreso tra il Torrente San Michele e il Vallone Oleandro 1
5 Rapp. 1/5.000 Tav. A/3.1 Planimetria dello Stato di Fatto del centro abitato e del suo contesto: Edifici pubblici, Servizi ed attrezzature, Manufatti industriali, Proprietà pubbliche Immobili soggetti a tutela monumentale o paesaggistica, Zone sottoposte a vincoli di tutela e salvaguardia Piani attuativi e progetti in itinere Rapp. 1/2.000 Tav. A/3.2 Planimetria dello Stato di Fatto del centro abitato e del suo contesto: Edifici pubblici, Servizi ed attrezzature, Manufatti industriali, Proprietà pubbliche Immobili soggetti a tutela monumentale o paesaggistica, Zone sottoposte a vincoli di tutela e salvaguardia Piani attuativi e progetti in itinere Rapp. 1/2.000 Tav. A/3.3 Planimetria dello Stato di Fatto del centro abitato e del suo contesto: Edifici pubblici, Servizi ed attrezzature, Manufatti industriali, Proprietà pubbliche Immobili soggetti a tutela monumentale o paesaggistica, Zone sottoposte a vincoli di tutela e salvaguardia Piani attuativi e progetti in itinere Rapp. 1/2.000 Tav. A/3.4 Planimetria dello Stato di Fatto del centro abitato e del suo contesto: Edifici pubblici, Servizi ed attrezzature, Manufatti industriali, Proprietà pubbliche Immobili soggetti a tutela monumentale o paesaggistica, 1/2.000 Zone sottoposte a vincoli di tutela e salvaguardia Piani attuativi e progetti in itinere Rapp. Tav. P/1.1 Planimetria di Progetto del territorio comunale con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. 1/ Tav. P/2.1 Planimetria di Progetto del territorio comunale compreso tra il Torrente San Michele e il Vallone Oleandro con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. 1/5.000 Tav. P/3.1 Planimetria di Progetto del centro abitato e del suo contesto con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. 1/2.000 Tav. P/3.2 Planimetria di Progetto del centro abitato e del suo contesto 2
6 con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. 1/2.000 Tav. P/3.3 Planimetria di Progetto del centro abitato e del suo contesto con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. 1/2.000 Tav. P/3.4 Planimetria di Progetto del centro abitato e del suo contesto 1/2.000 Tav. P/4 con la suddivisione in Zone omogenee che disciplinano l uso del suolo e degli edifici Rapp. Tabella dei tipi edilizi «RE» REGOLAMENTO EDILIZIO Nel caso che tra tavole a scala diversa si rilevi una mancata corrispondenza, fa testo la tavola a scala più particolareggiata. Al Prg sono allegati i seguenti elaborati: - Studio geologico, comprendente la relazione geologica delle zone soggette a pianificazione con annessi grafici e planimetrie (elaborazione a cura di Dott.re Geologo, incaricato all uopo dall Amministrazione comunale); - Studio agricolo forestale, comprendente relazione tecnica e planimetrie (elaborazione a cura di Dott.re Agronomo incaricato all uopo dall Amministrazione comunale); Ai sensi dell art. 2 della Legge regionale 27/12/1978 n. 71 e sue successive modifiche ed integrazioni fanno parte integrante del Prg gli elaborati dei piani particolareggiati del fabbisogno residenziale e servizi connessi, che costituiscono prescrizioni esecutive per il primo decennio di attuazione del Prg. Fanno parte (non integrante) del Prg inoltre gli elaborati dello Schema di Massima ad esclusione delle tavole di progetto depositati presso l Ufficio tecnico del Comune di Altavilla Milicia. Art. 2 - Finalità delle norme e degli elaborati grafici Ai sensi della Legge nazionale (Ln) 17/8/1942 n. 1150, della Ln 28/1/1977 n. 10 e successive modifiche ed integrazioni nonché della Legge regionale (Lr) 27/12/1978 n. 71 e sue successive modifiche ed integrazioni, la disciplina del Prg si applica al territorio comunale secondo le disposizioni delle seguenti norme e le indicazioni dei grafici elencati nell articolo precedente. Le norme e gli elaborati grafici disciplinano l attività edilizia ed urbanistica, le opere di urbanizzazione, l edificazione dei nuovi fabbricati, il restauro ed il risanamento dei fabbricati esistenti, la loro demolizione e ricostruzione, gli ampliamenti e soprelevazioni, le 3
7 ristrutturazioni e trasformazioni i cambiamenti di destinazione d uso, la realizzazione dei servizi ed impianti, l apertura e la coltivazione di cave e qualunque altra opera o iniziativa che comunque comporti mutamento dello stato fisico dell ambiente del territorio comunale. Art. 3 - Trasformazione urbanistica ed edilizia Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale (compreso il cambiamento di destinazione d uso) prevista dal Prg e dai Piani urbanistici esecutivi (Pue), partecipa, nei casi stabiliti dalla legge, agli oneri ad essa relativi e la esecuzione delle opere è subordinata al rilascio, da parte del Sindaco, di concessione o autorizzazione, ai sensi della legislazione vigente. Le sole previsioni del Prg non conferiscono la possibilità di trasformazione edilizia e del suolo ove le opere di urbanizzazione primaria manchino o non siano in corso di realizzazione da parte del Comune o non siano comunque idonee, a meno che i richiedenti la trasformazione si impegnino, con apposito atto, a realizzarle o ad adeguarle a propria cura e spese, secondo le prescrizioni comunali. Art. 4 - Indici ed interventi: riferimenti al Regolamento Edilizio Al fine di individuare correttamente le caratteristiche quantitative e qualitative delle opere realizzabili nell intero territorio comunale, il Prg fissa, per i vari tipi di intervento e per le varie zone, categorie di intervento e indici urbanistici ed edilizi così come vengono definiti nel Regolamento edilizio comunale. TITOLO II ATTUAZIONE DEL P.R.G Art. 5 - Modalità di attuazione del Prg Il Prg si attua attraverso strumenti di intervento preventivo ovvero i Piani urbanistici esecutivi (Pue) previsti nelle vigenti leggi urbanistiche nazionali e regionali, ed attraverso interventi edilizi diretti secondo le prescrizioni del Programma pluriennale di attuazione (Ppa) di cui all art. 13 della Ln 10/ 77. Il Ppa coordina gli interventi pubblici e privati in rapporto alle previsioni della spesa pubblica, in coerenza con le indicazioni di programmazione regionale. Il Ppa ha durata da 3 a 5 anni e può essere modificato ed integrato non prima di un anno dalla sua approvazione; deve inoltre essere sottoposto a revisione in seguito alla approvazione del Prg. 4
8 Qualora entro i termini stabiliti dal Ppa, nelle aree di espansione individuate dallo stesso, i privati aventi titolo non abbiano presentato domanda di concessione, il Comune, con deliberazione consiliare, procede all esproprio delle aree stesse oppure al loro reinserimento nei successivi Ppa. Al di fuori dei Ppa sono consentiti gli interventi di cui all art. 9 della Ln 10/ 77 e di cui all art. 6 della Ln 94/ 82. Art. 6 - Piani urbanistici esecutivi (Pue) Gli strumenti di intervento preventivo, ovvero i Pue sono i seguenti: a) Piani di zona, ai sensi della legge n.167/62, P.E.E.P., di iniziativa pubblica; b) Piani particolareggiati esecutivi, di iniziativa pubblica (Ppe); c) Piani di lottizzazione di iniziativa privata (Pdl); d) Piani di insediamenti produttivi, (Pip) di iniziativa pubblica; e) Piani di recupero(pdr), ai sensi della Legge n. 457/78, titolo IV, di iniziativa pubblica e privata. Art. 7 - Contenuti dei Piani urbanistici esecutivi I contenuti dei Piani urbanistici esecutivi sono quelli previsti dalla Ln n.1150/42 e dalle Lr n.71/78, e n. 15/91 e successive modifiche ed integrazioni. Art. 8 - Convenzione di lottizzazione I piani di lottizzazione sono corredati da apposita convenzione, redatta ai sensi delle vigenti disposizioni. In particolare la convenzione deve indicare: le caratteristiche del piano proposto (volume complessivo costruibile ed indice medio di edificabilità, aree complessive delle superfici ad uso privato e ad uso pubblico); le opere di urbanizzazione primaria, con la descrizione di massima delle opere da eseguirsi e dei tempi di realizzazione; l assunzione a carico del proprietario, degli oneri di urbanizzazione secondaria, in relazione all entità degli insediamenti; il periodo di validità del piano, non superiore a dieci anni e i tempi di attuazione; le garanzie finanziarie per l adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione; le sanzioni convenzionali a carico dei proprietari per l inosservanza degli obblighi stabiliti nella convenzione, fatta salva l applicazione delle sanzioni di legge per le ipotesi di abusi edilizi o urbanistici. La convenzione di lottizzazione è approvata dal Consiglio comunale con la deliberazione di autorizzazione alla lottizzazione. 5
9 Art. 9 - Opere di urbanizzazione Sono opere di urbanizzazione primaria: le strade, gli spazi di sosta e di parcheggio, gli spazi per l allocazione dei contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, le fognature, la rete idrica, la rete di distribuzione dell energia elettrica e del gas, la rete telefonica, la pubblica illuminazione, gli spazi di verde attrezzato, Sono opere di urbanizzazione secondaria: gli asili nido e le scuole materne, le scuole d obbligo, i mercati di quartiere, le delegazioni comunali, le chiese e gli altri edifici per servizi religiosi, gli impianti sportivi di quartiere, i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie, le aree verdi di cui al punto f) dell art. 44 della Ln. 865/71. Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria sono determinate dal Prg con riferimento agli standards urbanistici stabiliti dalle leggi nazionali e regionali vigenti. In particolare i parcheggi pubblici devono essere localizzati e dimensionati in previsione delle caratteristiche funzionali ad essi assegnate dal Prg (parcheggi di scambio, parcheggi di sosta mediobreve, parcheggi di lunga sosta, parcheggi a servizio di impianti sportivi). Art Oneri di urbanizzazione Gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria sono stabiliti con apposito regolamento sulla base delle vigenti disposizioni di legge e vanno versati al momento del rilascio della concessione. Art Dotazione di parcheggi privati Le nuove costruzioni devono essere dotate di spazi per la sosta privata, in aggiunta di quelli di dotazione pubblica già previsti al punto 2 dell art. 5 del D.M. 2 aprile 1968 n. 1444, commisurati ai seguenti standards: a) nelle nuove zone residenziali: mq. 10 per ogni 100 mc. di volume del fabbricato; b) nelle zone produttive del settore secondario: mq. 20 per ogni 100 mq. 6
10 di superficie utile; c) nelle zone commerciali e direzionali: mq. 20 per ogni 50 mq. di superficie utile; d) nelle zone alberghiere: n. 1 posto macchina ogni 4 posti letto convenzionali dichiarati. I posti macchina debbono avere le dimensioni minime di m. 2,20 x 5,00 utili, mentre quelli realizzati come box singoli al coperto debbono avere le dimensioni minime di m. 2,50 x 5,00. I progetti relativi devono indicare sia i posti-macchina, sia le corsie di servizio. Le aree destinate ai posti macchina del presente articolo devono essere individuate sullo stesso lotto della costruzione. Eccezionalmente, in considerazione dell impossibilità di reperire gli spazi necessari a tali fini nell ambito del lotto oggetto di edificazione, è ammessa la destinazione a parcheggio di aree distinte dal lotto edificando, purché individuate nelle immediate vicinanze. È ammessa la realizzazione di parcheggi privati sotterranei, nel rispetto del precedente art. 15, purché asserviti alle unità immobiliari. Non possono essere vincolate a tale scopo le aree destinate dal piano ad attrezzature pubbliche o comunque ricadenti in zone ove è vietato l utilizzo a parcheggio. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nelle zone in corso di attuazione sulla base di strumenti attuativi già approvati. Art Intervento edilizio diretto In tutte le zone del territorio comunale dove non sia prescritto il Pue e in quelle regolate da Pue approvati e comunque nell ambito delle zone omogenee «A e «B», il Prg si attua per intervento diretto, subordinato al rilascio di concessione edilizia o di autorizzazione edilizia o dalla comunicazione al sindaco dell inizio dei lavori, secondo le modalità definite dal Regolamento edilizio comunale. TITOLO III DISCIPLINA DELLE SINGOLE ZONE CAPITOLO I ZONE DEL TERRITORIO COMUNALE Art Divisione in zone del territorio comunale Ai sensi della legislazione vigente il territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone: ZONE A: comprendenti le parti del territorio interessate da agglomerati urbani o complessi architettonici che rivestono carattere 7
11 storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; ZONE B: comprendono le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, con l esclusione di quelle rientranti nelle precedenti zone A; ZONE C: comprendono le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi prevalentemente residenziali; ZONE D: comprendono le parti del territorio destinate agli insediamenti produttivi, industriali, artigianali, ed alla lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli e alle attività commerciali e turistiche già occupate da impianti e attrezzature e/o destinate a nuovi insediamenti; ZONE E: comprendono le aree destinate all attività e alla produzione agricola e forestale; ZONE F comprendono le parti di territorio destinate a servizi ed attrezzature d uso pubblico, a impianti pubblici e privati di interesse generale intercomunale ed urbano; Gli indici che regolano l edificazione nelle varie zone sono da intendersi come minimi (superficie del lotto e superficie riservata agli spazi pubblici) o come massimi non superabili (altezza, indici fondiari ed edilizi di edificabilità, superficie coperta, rapporto di copertura, indice di utilizzazione fondiaria ed edilizia); Art Destinazioni d uso ammesse nelle zone Le destinazioni ammesse nelle singole zone omogenee e funzionali sono indicate nelle norme specifiche di zona. La destinazione residenziale, qualora non esplicitamente e diversamente specificato nelle norme delle singole zone, si intende comprensiva delle attività commerciali di vendita al dettaglio (esclusa la grande distribuzione e i centri commerciali intermedi di nuovo insediamento) e delle attività artigianali non nocive e moleste a giudizio dell Amministrazione comunale, purché inserite all interno delle tipologie edilizie residenziali. La destinazione residenziale si intende pure compatibile con le seguenti attività e funzioni: attività professionali e per uffici privati, edifici per pubblici spettacoli ed attività culturali ed associative quali cinema, teatri, sale di riunione in genere, sedi di associazioni culturali e politiche e simili. Sono pure compatibili con la destinazione residenziale le attrezzature ricettive alberghiere ed extra alberghiere e i servizi di interesse collettivo, culturale, sanitario, ricreativo, ecc., anche privati, di carattere urbano. Per gli insediamenti o attività produttive esistenti, ivi comprese le attrezzature ricettive di carattere alberghiero ed extra alberghiero, sono consentite, a mezzo di rilascio di singola concessione edilizia, opere per l adeguamento a prescrizioni di legge, per miglioramenti funzionali delle 8
12 attrezzature e degli impianti, nonché la realizzazione dei servizi di interesse collettivo (attrezzature sportive e ricreative, agenzie, ritrovi, etc.). CAPITOLO II ZONE «A» DI INTERESSE STORICO E AMBIENTALE Art Zone «A»: definizione e destinazioni d uso ammesse Le Zone A comprendono parti del territorio interessate da agglomerati urbani e/o complessi edilizi che rivestono carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi. Sono soggette ad interventi di restauro e di risanamento conservativo, di manutenzione ordinaria e straordinaria e di ristrutturazione edilizia secondo quanto definito ai successivi art. 16 e 17. Il Prg si attua attraverso singole autorizzazioni, concessioni o Piani urbanistici esecutivi (Pue). In mancanza di Pue non è possibile l intervento di ristrutturazione urbanistica. Al fine della rivalutazione delle funzioni di centralità urbana e della loro adeguata diversificazione è possibile l insediamento delle seguenti destinazioni d uso anche in mancanza di Pue, fatte salve le limitazioni specifiche relative alle singole sottozone: quelle esistenti con le superfici esistenti; residenze senza limiti di superficie; attività commerciali di vendita al dettaglio, massimo mq. 300; uffici pubblici e servizi pubblici (Pronto Soccorso, Commissariato P.S., Stazioni C.C., Uffici P.T.), massimo mq. 400; uffici e servizi privati (banche, società, istituti, agenzie turistiche), massimo mq studi professionali, massimo mq. 300; alberghi e ricezione turistica, massimo posti letto 80; botteghe artigianali non nocive e/o moleste, massimo mq. 200; servizi privati (scuole case di cura, palestre, ecc.), massimo mq. 400; attività culturali ed associative private (musei, circoli culturali e ricreativi, sedi di partito, biblioteche, sale riunioni), massimo mq. 500; attività per lo spettacolo (cinema, teatri, sale concerto), massimo 500 spettatori; eventuali accorpamenti di superficie con la stessa destinazione d uso non potranno eccedere i limiti sopra riportati. Il numero delle aree individuate per l insediamento di medie e grandi strutture di vendita dovrà essere superiore al numero delle strutture 9
13 effettivamente attivabili. Le dotazioni di parcheggi pertinenziali sono disciplinate dal comma 1 art. 16 del DPR 11/7/2000. L Amministrazione comunale deve prevedere l individuazione delle aree destinate al commercio su aree pubbliche. Ai fini della individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui all art. 27 della Ln 457/78, la possibilità di formazione dei Piani per il recupero di cui all art. 28 della medesima legge è estesa alla intera zona A anche attraverso Piani di recupero interessanti un singolo isolato e/o complesso. Art Zona «A1»: Edifici e/o complessi con caratteri storicoartistico monumentali Comprende gli immobili e i complessi edilizi con caratteristiche storiche e monumentali, già vincolati ai sensi della Legge 1089/39 e/o di particolare pregio architettonico sia inseriti nel tessuto urbano che in zone agricole. È consentito la manutenzione ordinaria e il restauro e gli interventi si attuano attraverso autorizzazione riferita alle singole unità edilizie. Le destinazioni d uso di cui ai precedenti artt. 14 e 15 devono essere compatibili con la tipologia edilizia esistente e con l intervento di restauro e risanamento conservativo. Gli interventi sono comunque subordinati al preventivo nulla osta della competente Soprintendenza per i BB. AA. CC. Art Zona «A2»: tessuti urbani di particolare interesse storico e ambientale Comprende il sito dell antico centro abitato che ha particolare interesse storico ed ambientale, nel quale ricade la quasi totalità degli edifici storicamente ed architettonicamente più significativi di cui al precedente art. 16, (Zona «A1»). La struttura principale dell impianto viario è definita dall insediamento storico del borgo di fondazione seicentesca (1621) e dalle significative modifiche avvenute nei secoli XVIII e XIX. Successive modifiche sviluppatesi dal secondo dopoguerra ad oggi hanno comunque modificato il tessuto edilizio residenziale. Il Prg si attua attraverso Piano particolareggiato esecutivo (P.P.E.) esteso alle intere zone A1 e A2. Il P.P.E. per il centro storico costituisce occasione per un recupero sistematico anche al fine della costituzione di iniziative turistiche ivi compresa la definizione di strutture ricettive alberghiere che non modifichino le volumetrie esistenti. In assenza di Pue ed in relazione alle già avvenute ampie modificazioni delle unità edilizie esistenti, sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di consolidamento, di opere interne, di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione 10
14 edilizia che facciano salvi il mantenimento volumetrico delle partiture architettoniche, delle opere di finitura dell edificio, delle porte di ingresso, delle aperture, con l esclusione pertanto delle demolizioni totali e delle relative sostituzioni. Sono consentite variazioni della destinazione d uso con i criteri di cui agli artt. 14 e 15. Gli interventi sono comunque subordinati al preventivo nulla osta della competente Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici. È sempre possibile attuare gli interventi in Zona A2 tramite lo strumento della variante generale ai sensi della Circ. n. 3/2000 dell CAPITOLO III ZONE «B»: SATURE E DI COMPLETAMENTO A PREVALENTE DESTINAZIONE RESIDENZIALE Art Zone «B»: definizione e destinazioni d uso ammesse Le zone B sono destinate principalmente alla residenza ed ai relativi servizi, ai sensi del precedente art. 14. Ai fini dell integrazione della residenza con le altre funzioni urbane, preferibilmente negli stessi edifici e/o negli stessi complessi edilizi sono ammesse, nei limiti ed alle condizioni di cui ai successivi articoli, le seguenti destinazioni d uso: servizi pubblici e privati, ad integrazione di quelli previsti nelle zone F, locali per associazioni culturali, assistenziali e religiose; attività commerciali con superficie di vendita non superiore a mq. 400 (incrementabili della superficie destinata ad esposizione e deposito ed in conformità ai «Piani del Commercio»); attività direzionali, uffici pubblici e privati, studi professionali, con superficie non superiore, per unità produttiva, a mq. 400; pubblici esercizi, attività ricreative, culturali, politiche e sociali, mostre ed esposizioni, convivenze, con superficie utile non superiore a mq. 800 e con l esclusione di ospedali e caserme; attività artigianali di servizio, con superficie utile non superiore a mq. 400, con esclusione di attività nocive, dannose o comunque rumorose; depositi e magazzini con superficie utile non superiore a mq. 200, purché non isolati o separati dagli edifici destinati alla residenza. attrezzature alberghiere e ricettive turistiche (pensioni, ostello della gioventù) senza limiti di superficie. Il numero delle aree individuate per l insediamento di medie e grandi 11
15 strutture di vendita dovrà essere superiore al numero delle strutture effettivamente attivabili. Le dotazioni di parcheggi pertinenziali sono disciplinate dal comma 1 art. 16 del DPR 11/7/2000. L Amministrazione comunale deve prevedere l individuazione delle aree destinate al commercio su aree pubbliche. Non sono consentite le attività incompatibili quali industrie, allevamento di animali, impianti sportivi motoristici, depositi a cielo aperto di qualsiasi genere e tipo, insistenti sulle aree libere o di pertinenza degli edifici. Sono consentite variazioni alla destinazione d uso secondo i criteri di cui ai precedenti comma. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione edilizia, demolizione e nuova edificazione secondo le indicazioni definite nei successivi articoli relativi alle singole zone. Le aree già asservite alla cubatura utilizzata per le costruzioni esistenti non sono più ricomputabili per il medesimo fine. Interventi di ristrutturazione urbanistica sono vincolati, se ritenuti opportuni, alla redazione di Pue estesi all intera sottozona. È permesso l intervento diretto attraverso singole autorizzazioni e/o concessioni edilizie riferite alle unità immobiliari e/o alle unità edilizie. Ai fini della individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui all art. 27 della Ln 457/78, la possibilità di formazione dei Piani per il recupero di cui all art. 28 della medesima legge è estesa alla sottozona B1; in tal caso è ammessa la ristrutturazione urbanistica nel rispetto della viabilità principale di Prg. Art Zona «B1»: tessuti urbani completati e/o in via di completamento Comprende le aree edificate di recente formazione, con isolati di forma irregolare, contenenti edifici di diversa tipologia. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria, e straordinaria, di ristrutturazione edilizia, di demolizione e di nuova edificazione, nel rispetto delle norme che regolamentano gli interventi in zone sismiche, e con: indice fondiario massimo If = 5 mc/mq altezza massima Hm = 11 ml - n 3 massimo piani fuori terra. In caso di demolizione e ricostruzione e/o nuova edificazione vanno rispettate le norme che regolamentano l edificazione in zona sismica. Il Prg si attua attraverso interventi diretti, previa autorizzazione e/o concessione edilizia e le aree di recupero del patrimonio edilizio esistente di cui all art. 27 della Ln 457/78, per la formazione dei Piani per il recupero di cui all art. 28 della medesima legge, sono estese all intera zona B1. Vengono applicate le disposizioni di cui all art. 39 della Lr n. 19 del 12
16 31/3/1972. Le tipologie indicate e non prescrittive per la nuova edificazione sono edifici aggregati a schiera, in linea, e/o palazzine singole. Sono consentite variazioni alla destinazione d uso dei piani interrati o seminterrati così come previste dalle vigenti disposizioni di legge. Art Zona «B2»: Tessuti urbani parzialmente edificati e/o di recente formazione Comprende le aree urbane parzialmente edificate di recente formazione con isolati di forma irregolare, con presenza di edilizia con caratteri e tipologia eterogenea. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ristrutturazione edilizia, di demolizione e di nuova edificazione, nel rispetto delle norme che regolamentano gli interventi in zone sismiche, e con: indice fondiario massimo If = 4 mc/mq altezza massima Hm = 11 ml - n 3 massimo piani fuori terra. Il Prg si attua attraverso interventi diretti previa autorizzazione e/o concessione edilizia. Vengono applicate le disposizioni di cui all art. 39 della Lr n. 19 del 31/3/1972. Le tipologie indicate e non prescrittive per la nuova edificazione sono edifici aggregati a schiera, in linea, e/o palazzine singole. Sono consentite variazioni alla destinazione d uso dei piani interrati o seminterrati così come previste dalle vigenti disposizioni di legge. CAPITOLO IV ZONE «C»: ESPANSIONE URBANA CON PREVALENTE DESTINAZIONE RESIDENZIALE Art Zone «C»: definizione e destinazioni d uso ammesse Le zone C sono destinate principalmente alla residenza ed ai relativi servizi, ai sensi del precedente art. 14. Ai fini dell integrazione della residenza con le altre funzioni urbane, preferibilmente negli stessi edifici e/o negli stessi complessi edilizi sono ammesse le seguenti destinazioni d uso: servizi pubblici e privati, ad integrazione di quelli previsti nelle zone F, locali per associazioni culturali, assistenziali e religiose; attività commerciali con superficie di vendita non superiore a mq. 500 (incrementabili della superficie destinata ad esposizione e deposito ed in conformità ai Piani del commercio), 13
17 attività direzionali, uffici pubblici e privati, studi professionali, artigianato di servizio con superficie non superiore, per unità produttiva, a mq. 400; pubblici esercizi, attività ricreative, culturali, politiche e sociali, mostre ed esposizioni, convivenze, con superficie non superiore a 800 mq, con esclusione di ospedali e caserme; attività artigianali di servizio con superficie non superiore ai 400 mq, con esclusione di attività nocive, dannose o comunque rumorose; depositi e magazzini con superficie utile non superiore a mq. 200 purché non isolati o separati dagli edifici destinati alla residenza. attrezzature alberghiere e ricettive turistiche (pensioni, ostello della gioventù) senza limiti di superficie. Il numero delle aree individuate per l insediamento di medie e grandi strutture di vendita dovrà essere superiore al numero delle strutture effettivamente attivabili. Le dotazioni di parcheggi pertinenziali sono disciplinate dal comma 1 art. 16 del DPR 11/7/2000. L Amministrazione comunale deve prevedere l individuazione delle aree destinate al commercio su aree pubbliche. Non sono consentite le attività incompatibili quali industrie, allevamento di animali, impianti sportivi motoristici, depositi di qualsiasi genere e tipo, a cielo aperto, insistenti sulle aree libere o di pertinenza degli edifici. Sono consentite variazioni alla destinazione d uso secondo i criteri di cui ai precedenti comma. Si attuano attraverso intervento indiretto: Piani urbanistici esecutivi (Pue), secondo le indicazioni e i limiti riferiti alle superfici minime definite ai successivi articoli, e nel rispetto delle norme che regolamentano gli interventi in zone sismiche. Art Zona «C1»: aree del sistema urbano destinate a nuovi complessi insediativi già interessate da piani urbanistici esecutivi operanti e/o con precedenti diritti acquisiti Comprende parti del territorio comunale confinanti con aree del centro abitato in parte non utilizzate già interessate da Piani Urbanistici Esecutivi (P.U.E.) operanti e/o con precedenti diritti edificatori acquisiti. Il Prg conferma il diritto edificatorio dei P.U.E. e si attua per intervento indiretto esteso alle singole aree definite dalle perimetrazioni riportate nelle tavole del Prg. Ai fini della soddisfacimento degli standards del D.M. 1444/ 68 le aree pubbliche e di uso pubblico (standards urbanistici) sono determinate in misura non inferiore ai 18 mq. per 100 mc. di volume edificabile (art. 4 punto 3 del D.M. 1444/ 68). Le zone C1 si attuano nel rispetto degli indici e dei parametri di seguito riportati: 14
18 indice di fabbricabilità territoriale massima: If = 1,867 mc/mq indice di fabbricabilità fondiaria massima: If = 3,5 mc/mq altezza massima: Hm = 10,50 ml numero massimo dei piani abitabili fuori terra: N = 3 lotto minimo del P.U.E mq È comunque possibile la definizione di Piani di lottizzazione per aree inferiori a mq che risultino di completamento di isolati già interessati da Piani di lottizzazione. È possibile la edificazione in aderenza. Le tipologie indicate sono quelle dei Piani urbanistici esecutivi operanti e/o case singole, in linea o a schiera. Art Zona «C2»: aree del sistema delle case stagionali destinate a nuovi complessi insediativi già interessate da piani urbanistici esecutivi e/o con precedenti diritti acquisiti Comprende parti del territorio comunale ampiamente interessate da fenomeni insediativi definiti da edilizia per residenze stagionali, già interessate da piani urbanistici esecutivi e/o già destinate a «zona di villeggiatura» da precedenti strumenti urbanistici. Il Prg si attua per intervento indiretto e la formazione del Pue è definita per ambiti di intervento con estensione minima alle singole aree definite dalle tavole di Prg e/o perimetrate da strade esistenti. Le zone C2 si attuano nel rispetto dei seguenti indici e parametri: indice di fabbricabilità territoriale massima: riferito all ambito di intervento dei Pue: It = 0,63 mc/mq indice di fabbricabilità fondiaria massima riferito al lotto edificabile: If = 0,75 mc/mq altezza massima: Hm = 7,50 ml numero massimo dei piani abitabili fuori terra: N = 2 distanza minima dal ciglio stradale ml = 10,00 distanza minima dal confine ml = 5,00 distanza minima tra fabbricati ml = 10,00 lotto minimo del P.U.E mq È comunque possibile la definizione di Piani di lottizzazione per aree inferiori a mq che risultino di completamento di isolati già interessati da Piani di lottizzazione. Le aree pubbliche e di uso pubblico (standards urbanistici) sono determinate in misura non inferiore ai 18 mq. per 100 mc. di volume edificabile ai fini della soddisfazione degli standards del D.M. 1444/ 68 e dovranno essere cedute in aderenza al sistema carrabile principale. 15
19 Art Zona «C3»: aree destinate a nuovi complessi insediativi Comprende parti del territorio comunale di uso agricolo non pregiato, confinanti con aree del centro abitato, già parzialmente utilizzate per l edificazione, vengono destinate a nuovi complessi insediativi. Il Prg si attua per intervento indiretto (P.U.E.) esteso alle singole aree definite dalle perimetrazioni riportate nelle tavole del Prg. Ai fini della soddisfacimento degli standards del D.M. 1444/ 68 le aree pubbliche e di uso pubblico (standards urbanistici) sono determinate in misura non inferiore ai 18 mq. per 100 mc. di volume edificabile (art. 4 punto 3 del D.M. 1444/ 68). Le zone C1 si attuano nel rispetto degli indici e dei parametri di seguito riportati: indice di fabbricabilità territoriale massima: If = 1,5 mc/mq indice di fabbricabilità fondiaria massima: If = 2,4 mc/mq altezza massima: Hm = 10,50 ml numero massimo dei piani abitabili fuori terra: N = 3 è possibile la edificazione in aderenza. Le tipologie indicate sono case singole, in linea o a schiera. Art Zona «C4»: aree destinate ad insediamenti di residenze stagionali già interessate da diffusi fenomeni insediativi Comprende parti del territorio comunale ampiamente interessate dal fenomeno insediativo con fenomeni di stanzialità diffusa e seconde case e territori agricoli; sono destinate ad edilizia residenziale per uso stagionale o anche per strutture turistico ricettive. Il Prg si attua con intervento indiretto e la formazione del P.U.E. è definita per ambiti di intervento con estensione minima di mq È comunque possibile la definizione di Piani di lottizzazione per aree inferiori a mq che risultino di completamento di isolati già interessati da Piani di lottizzazione. Per l edilizia stagionale è prescritto come lotto minimo edificabile la dimensione di mq 1.000, per l edilizia turistico ricettiva il lotto minimo è di mq e coincide con l ambito minimo di intervento per la formazione dei Pue. Le zone C3 si attuano nel rispetto dei seguenti indici e parametri: indice di fabbricabilità territoriale massima riferito all ambito di intervento dei Pue: It = 0,28 mc/mq indice di fabbricabilità fondiaria massima riferito al lotto edificabile: If = 0,30 mc/mq altezza massima: Hm = 7,5 ml numero massimo dei piani abitabili fuori terra: N = 2 distanza minima dal ciglio stradale ml = 10,00 16
20 distanza minima dal confine ml = 5,00 distanza minima tra fabbricati ml = 10,00 è possibile la edificazione in aderenza per l edilizia turistico ricettiva Le aree pubbliche e di uso pubblico (standards urbanistici) sono determinate in misura non inferiore ai 18 mq. per 100 mc. di volume edificabile ai fini della soddisfazione degli standards del D.M. 1444/ 68 e dovranno essere cedute in aderenza al sistema carrabile principale. Le aree cedute per servizi devono essere accessibili e destinate a verde attrezzato, comprendete anche eventuali attrezzature collettive, nella misura di 9,5 mq/ab ed a parcheggi nella misura di 2,5 mq/ab. Per i piani attuativi che prevedono insediamenti turistico ricettivi è possibile operare con interventi a comparto chiuso ovvero con servizi di uso privato che vengono realizzati e gestiti attraverso l intervento e l azione privata. In questo caso è fatto comunque obbligo della cessione delle aree da destinare a servizi nella misura del 10% dell intera superficie destinata a tali insediamenti secondo le prescrizioni dell art. 5 punto 1) del DM 1444/ 68. CAPITOLO V ZONE «D»: PREVALENTE DESTINAZIONE PRODUTTIVA Art Zone «D»: definizione Le zone produttive sono destinate ad attività industriali, artigianali, alla lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli e forestali, alle attività commerciali al dettaglio, con tipologie di vicinato, media e grande struttura, e turistiche, allo stoccaggio e manipolazione di materiali energetici, agli impianti e attrezzature per le comunicazioni ed i trasporti. È consentita la realizzazione di edifici di servizio (uffici, punti vendita, mensa, sala di ritrovo ecc.), e di una unità residenziale, secondo le dimensioni definite per le singole sottozone, per ogni unità produttiva la cui necessità deve essere chiaramente motivata. Il numero delle aree individuate per l insediamento di medie e grandi strutture di vendita dovrà essere superiore al numero delle strutture effettivamente attivabili. Le dotazioni di parcheggi pertinenziali sono disciplinate dal comma 1 art. 16 del DPR 11/7/2000. L Amministrazione comunale deve prevedere l individuazione delle aree destinate al commercio su aree pubbliche. Art Zona «D1»: insediamenti produttivi esistenti Comprende le parti del territorio comunale già occupate da insediamenti produttivi esistenti, dislocati in zona agricola o ai margini del centro abitato. Sono possibili interventi diretti di manutenzione, ristrutturazione, demolizione e ricostruzione, ampliamenti sino al 30% delle volumetrie 17
21 esistenti e la edificazione di corpi accessori per impianti e ricoveri attrezzi. La richiesta di ampliamento e di edificazione di corpi accessori va motivata con progetto accompagnato da approfondita relazione giustificativa ed è soggetta a concessione. Le aree degli edifici industriali dislocati in Zona «B», in caso di dismissione, assumono i parametri urbanisti e la destinazione d uso della zona «B» in cui ricadono. Gli edifici industriali e le loro pertinenze dislocati in zona agricola al fine del trasferimento delle attività produttive nelle aree appositamente determinate dal Prg, di cui ai successivi artt. 28 e 29, possono essere riconvertiti, nel caso che si determinassero le condizioni, con mutazione di destinazione d uso ad aree ed edifici per attrezzature e servizi culturali e ricreativi per il turismo senza aumento di cubatura e con interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia ivi compresa la demolizione con ricostruzione. Tali interventi di trasformazione possono avvenire solamente con progetto unitario esteso all intero lotto e sono soggetti a concessione edilizia. Art Zona «D2»: insediamenti produttivi artigianali Comprende le parti del territorio comunale destinate agli insediamenti artigianali. Gli interventi di nuova edificazione avvengono secondo i seguenti indici e parametri: rapporto di copertura Rc = 0,50 altezza massima Hm = 8 ml numero piani massimo N = 2 esclusi i volumi tecnici e gli impianti tecnologici distacchi dai confini: 5 ml distacchi da altri corpi di fabbrica: 10 ml distacchi dal filo stradale di transito 10 ml vincolo di piantumazione con alberi e arbusti di almeno: 1/5 della superficie totale dotazione parcheggi: il 10% della superficie del lotto cubatura residenziale ammessa: 400 mc, inclusa in quella complessiva il lotto minimo è definito dal P.I.P e i lotti sono accorpabili. L assegnazione dei lotti deve procedere in continuità a partire da nuclei funzionali. Gli insediamenti produttivi inquinanti e rumorosi devono essere separati da quelli artigiani, commerciali e non inquinanti. Art Zona «D3»: Attrezzature turistico-alberghiere già definite da strumenti urbanistici operanti Comprende le parti del territorio comunale destinate alle attrezzature 18
22 turistico-alberghiere, esistenti e/o già definite da strumenti urbanistici operanti (P.U.E.); vi possono inoltre essere allocati: ristoranti, bar, dancing, attrezzature sportive e per lo svago, attività complementari al turismo quali locali per mostre, conferenze, negozi. Gli interventi di nuova edificazione sono subordinati al Piano urbanistico esecutivo, già operante o di nuova formazione. Se di nuova formazione il lotto minimo del P.U.E. è di mq e si attua secondo i seguenti indici e parametri: densità territoriale realizzabile 0,525 mc/mq densità fondiaria realizzabile 0,75 mc/mq definita sulla superficie del lotto sottratte le aree destinate a verde e parcheggi aree a verde 20% della superficie territoriale aree a parcheggi 10% della superficie territoriale totale aree a verde e parcheggi 30% della superficie territoriale altezza massima Hm = 8 ml numero piani massimo N = 2 esclusi i volumi tecnici e gli impianti tecnologici distacchi dai confini: 5 ml distacchi da altri corpi di fabbrica: 10 ml distacchi dal filo stradale di transito 10 ml vincolo di piantumazione con alberi e arbusti: di almeno 1/5 della superficie totale, cubatura residenziale ammessa per la guardianìa: 400 mc, inclusa in quella complessiva. Art Zona «D4»: Attrezzature e servizi turistico ricettive di progetto Comprende le parti del territorio comunale destinate ad attrezzature turistico-ricettive di nuovo impianto e vi possono inoltre essere allocati: ristoranti, bar, dancing, attrezzature sportive e per lo svago, attività complementari al turismo quali locali per mostre, conferenze, negozi. Gli interventi di nuova edificazione sono subordinati a Piano urbanistico esecutivo, che nella fattispecie costituisce prescrizione esecutiva del primo decennio di attuazione del P.R.G. e si attua secondo i seguenti indici e parametri: densità territoriale realizzabile 0,75 mc/mq aree a verde 15% della superficie territoriale aree a parcheggi 10% della superficie territoriale totale aree a verde e parcheggi altezza massima Hm = 7,5 ml numero piani massimo N = 2 esclusi i volumi tecnici e gli impianti tecnologici distacchi dai confini: 25% della superficie territoriale 5 ml 19
23 distacchi da altri corpi di fabbrica: 10 ml distacchi dal filo stradale di transito 10 ml vincolo di piantumazione con alberi e arbusti: di almeno 1/5 della superficie totale. Art Zona «D5»: Attrezzature ricettive complementari per il turismo Comprende le aree del territorio comunale dislocate a monte del centro abitato e facente parte del «polo per attrezzature per il turismo» oggetto di Piano urbanistico esecutivo quale prescrizione esecutive del primo decennio di attuazione del P.R.G. e sono destinate ad attrezzature ricettive complementari per il turismo di nuovo impianto: camping, ristorante, bar, dancing, spaccio alimentare, attrezzature sportive e per lo svago. Essa è soggetta alla stipula di una convenzione tra il richiedente o i richiedenti - loro successori e aventi causa - e l amministrazione comunale, nella quale si preveda: l esecuzione del progetto conformemente in ogni sua parte agli elaborati approvati; l assunzione a carico del richiedente delle opere e impianti tecnici necessari al corretto funzionamento delle attrezzature (strade, impianto idrico ed elettrico, fognature, etc) e tutte quelle opere necessarie per allacciare la zona ai pubblici servizi; i termini non superiori ai tre anni, entro i quali deve essere ultimata l esecuzione delle opere di cui al precedente paragrafo; garanzie finanziarie per l adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione; il regolamento interno del campeggio; Sono consentite nuove costruzioni per l allocazione di servizi ed attrezzature complementari alle attività del parcheggio (alloggio per il guardiano, ristorante, bar, dancing, spaccio alimentare, ecc.) secondo i parametri di seguito riportati: indice di fabbricabilità fondiario If 0,03 mc/mq della superficie fondiaria distanza minima dai confini 10,00 ml altezza massima: Hm 4 ml, con 1 piano fuori terra Gli spazi per le tende, roulottes e caravans non potranno interessare più di 2/3 dell area totale. La parte restante dovrà per almeno metà restare allo stato naturale salvo opere di piantumazione o rimboschimento, nell altra metà saranno consentiti l installazione di servizi igienico-sanitari fissi, di servizi generali mobili e parcheggi. Sono consentiti movimenti di terra di piccola entità per spianamenti, terrazzamenti, viabilità interna purché realizzati attraverso tutte quelle opere necessarie alla stabilità e salvaguardia del terreno. 20
24 È vietato l abbattimento di qualsiasi albero d alto fusto e la rimozione di eventuale sottobosco se non per motivi di pericolosità e previa autorizzazione dell autorità forestale competente. Fatto salvo quanto detto al comma precedente è consentita la apertura di sentieri pedonali. Il rivestimento antipolvere delle strade carrabili è facoltativo; esso deve essere comunque realizzato con sistemi che garantiscano la permeabilità almeno parziale e non alterino il regime superficiale delle acque piovane. All ingresso del campeggio devono essere predisposte una o più aree appositamente segnalate per la sosta dei veicoli; la sosta delle automobili nel resto del campeggio sarà di regola vietata; la transitabilità automobilistica nel campeggio deve essere prevista solo all arrivo e alla partenza del campeggiatore o in casi di emergenza. Per gli alberi che potrebbero essere danneggiati dalle manovre degli automobilisti dovrà essere disposta adeguata protezione In ogni caso non è ammesso il passaggio delle vetture nelle superfici boscate. Le installazioni fisse per i servizi generali, i parcheggi e la viabilità interna non devono coprire complessivamente più di 1/6 della superficie globale. Ogni spazio per tende e roulottes deve essere pari a 90 mq Gli eventuali edifici esistenti e ricadenti nell area interessata dall attrezzatura potranno essere utilizzati per servizi generali, alloggio del custode, attraverso interventi di restauro, manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazioni, rifacimenti con un possibile aumento del 30% della cubatura già esistente. CAPITOLO VI ZONE «E»: AGRICOLE E A BOSCO Art Zone «E»: definizione e caratteri generali degli interventi Le zone E comprendono le aree destinate ad attività agricole, ad orti e giardini, a bosco, a pascolo e improduttive. Tutti gli edifici esistenti sono destinati ad abitazione ed a funzioni connesse con le attività primarie e con il turismo. I progetti di nuove costruzioni da realizzare in zone ricadenti sotto vincolo idrogeologico, di cui alla legge 30 Dicembre 1923 n. 3256, devono essere accompagnati da una relazione tecnica, redatta da un geologo iscritto al relativo albo professionale, sulla compatibilità della richiesta di costruzione con le condizioni geologiche dei terreni. L ubicazione di nuove costruzioni non è ammessa in alcun caso nelle seguenti zone individuate nelle tavole del PRG: 1. parchi, boschi e fasce forestali anche se percorsi e danneggiati dal 21
Adottato con Deliberazione C.C. n del
Comune di Niscemi - Variante PRG- Norme Tecniche di Attuazione 0 COMUNE DI NISCEMI VARIANTE AL PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Elaborati del