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Timestamp: 2019-11-18 14:13:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'art.52', 'art.36', 'art.36', 'art. 56', 'art. 25', 'art. 15', 'art. 36', 'art.15']

Mansioni superiori - Diritto Sanitario
CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZ. LAVORO, SENTENZA 3 SETTEMBRE 2018 N.21565
La Corte è contraria alle sentenze di merito più permissive: no alle mansioni superiori nel caso di svolgimento di incarico di sostituzione di dirigente di struttura semplice o complessa protrattosi oltre il termine legale: il ruolo dirigenziale è unico e le funzioni sono equivalenti.
Cassazione Civile, Sez. Lavoro, sentenza 3 settembre 2018 n.21565
CORTE D’APPELLO DI ROMA:
Il Dirigente medico che sostituisce il Direttore di struttura ha diritto all’intero trattamento del sostituito nel caso in cui la sostituzione si protragga oltre il termine di dodici mesi previsto dal CCNL (nel caso in specie il posto era vacante e non erano neanche state attivate le procedure per la selezione del nuovo Direttore). La “sostituzione” infatti deve essere sempre temporanea e straordinaria.
Per una volta anche il Consiglio di Stato è d’accordo:
CONSIGLIO DI STATO, DECISIONE 2 SETTEMBRE 2004 N.5740:
CORTE D’APPELLO DE L’AQUILA – sentenza n.781/2011
Identica conclusione della Corte d’Appello:
(La sentenza si riferisce al settore privato, in quello pubblico viene riconosciuto solo il trattamento economico)
Pubblico impiego – Mansioni e funzioni – Mansioni superiori svolte – Differenze retributive – Spettano exart. 36 Cost. anche nel caso di mansioni corrispondenti ad una qualifica di due livelli superiori a quella di inquadramento – Condizioni – Individuazione.
La Cassazione ribadisce la retribuibilità delle mansioni superiori svolte da dipendenti pubblici (nel caso in specie di Azienda U.S.L.), anche dopo il termine di dodici mesi previsto dall’art.52, comma 2, lett.a) del D.Lgs.165/2001 ed anche per il periodo precedente al D.Lgs. 387/1998. Con la privatizzazione del pubblico impiego, infatti, l’art.36 Cost. è direttamente e pienamente applicabile.
L’art.36 della Costituzione è direttamente applicabile al pubblico impiego al fine della retribuzione delle mansioni superiori
“In materia di pubblico impiego – come si evince anche dalla lettura del D.Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, art. 56, comma 6, (nel testo sostituito dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80, art. 25, così come successivamente modificato dal D.Lgs. 29 ottobre 1998, n. 387, art. 15) – l’impiegato cui sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori, anche corrispondenti ad una qualifica di due livelli superiori a quella di inquadramento, ha diritto, in conformità della giurisprudenza della Corte Costituzionale, ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ex art. 36 Cost.. Norma questa che deve, quindi, trovare integrale applicazione – senza sbarramenti temporali di alcun genere – pure nel settore del pubblico impiego privatizzato, sempre che le superiori mansioni assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza, e sempre che in relazione all’attività spiegata siano stati esercitati i poteri ed assunte le responsabilità correlate a dette superiori mansioni”.
Già in precedenza la Cassazione Sez. Lavoro (sent. 17/04/2007 n.9130) aveva affermato che il divieto di corresponsione della retribuzione corrispondente alle mansioni superiori è stato soppresso dal’art.15 del D.Lgs 387/1998 con efficacia retroattiva.
Pertanto sarà possibile agire in giudizio per il pagamento delle differenze retributive non ancora prescritte.
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