Source: http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2001/46/suppo1/00000001.htm
Timestamp: 2019-07-19 08:59:03+00:00
Document Index: 112651388

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 8', 'art. 50', 'e contrario', 'art. 107', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 38', 'art. 41', 'art. 34', 'art. 50', 'art. 27', 'art. 110', 'art. 147', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 35', 'art. 6']

Art 8 Deliberazioni degli organi collegiali
Art. 19 Attribuzioni di organizzazione
Art. 22 Dimissioni, impedimento, rimozione e decadenza del Sindaco
Art. 28 Partecipazione popolare
Art 38 Diritto di informazione
TITOLO - IV ATTIVITA AMMINISTRATIVA
Art. 71 Uffici di indirizzo e di controllo
Art. 72 Controllo Interno
Art. 73 Segretario comunale
Art. 74 Funzioni del segretario comunale
Art. 75 Vicesegretario comunale
Capo IV - Le responsabilità
Art. 76 Responsabilità verso il comune
Art. 77 Responsabilità verso terzi
Art. 78 Responsabilità dei contabili
Art. 79 Ordinamento
Art. 80 Attività finanziaria del comune
Art. 81 Amministrazione dei beni comunali
Art: 82 Bilancio comunale
Art. 83 Rendiconto della gestione
Art. 84 Attività contrattuale
Art. 85 Revisore dei conti
Art. 86 Tesoreria
Art. 87 Controllo economico della gestione
Art. 88 Iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali
Art. 89 Delega di funzioni alla comunità montana
Art. 91 Regolamenti comunali
Art. 92 Procedura per la formazione ed approvazione dei regolamenti comunali
Art. 93 Entrata in vigore
l. Il comune di Briga Alta :
a) è ente autonomo locale con rappresentatività generale secondo i principi della Costituzione e nel rispetto delle leggi della Repubblica Italiana;
b) è ente democratico che crede nei principi europeistici, della pace e della solidarietà;
d) considerata la peculiare realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica per se e per gli altri comuni uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il gettito fiscale, nonché nellorganizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio della sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete allautorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini;
f) realizza, con i poteri e gli istituti del presente statuto, lautogoverno della comunita.
1. Il comune rappresenta unitariamente gli interessi della comunita, ne cura, lo sviluppo e il progresso civile nel pieno rispetto delle compatibilita ambientali.
2. Il comune promuove e tutela lequilibrato assetto del territorio e concorre, insieme alle altre istituzioni nazionali e internazionali, alla riduzione dellinquinamento, assicurando, nellambito di un uso sostenibile ed equo delle risorse, i diritti e le necessita delle persone di oggi e delle generazioni future. Tutela la salute dei cittadini e salvaguarda altresì la coesistenza delle diverse specie viventi e delle biodiversita.
3. Il comune inoltre ispira la propria azione alle seguenti finalita:
a) dare pieno diritto alleffettiva partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita organizzativa, politica, amministrativa, economica e sociale del comune di Ormea; a tal fine sostiene e valorizza lapporto costruttivo e responsabile del volontariato e delle libere associazioni;
b) valorizzazione e promozione delle attivita culturali e sportive come strumenti che favoriscono la crescita delle persone, la socializzazione giovanile e anziana;
d) valorizzazione dello sviluppo economico e sociale della comunita, promuovendo la partecipazione delliniziativa imprenditoriale dei privati alla realizzazione del bene comune;
e) sostegno alle realta della cooperazione che perseguono obiettivi di carattere mutualistico e sociale;
f) tutela della vita umana, della persona e della famiglia, valorizzazione sociale della maternita e della paternita, assicurando sostegno alla corresponsabilita dei genitori nellimpegno della cura e delleducazione dei figli, anche tramite i servizi sociali ed educativi; garanzia del diritto allo studio e alla formazione culturale e professionale per tutti in un quadro istituzionale ispirato alla liberta di educazione;
g) rispetto e tutela delle diversita etniche, linguistiche, culturali, religiose e politiche, anche attraverso la promozione dei valori e della cultura della tolleranza;
i) riconoscimento di pari opportunita professionali, culturali, politiche e sociali fra i sessi.
l) lo svolgimento in modo associato e coordinato con altri Enti Locali di funzioni e servizi al fine di ottimizzare le proprie risorse, ridurre le spese ed accorpare la gestione su base sovracomunale, da attuarsi mediante la stipulazione di convenzioni con gli Enti Locali viciniori, anche di altre Regioni, e con lo scopo precipuo del superamento delle conseguenze negative derivanti dalla particolare situazione geografica decentrata e marginale.
4. Il Comune partecipa alle iniziative internazionali e sviluppa rapporti con la comunita locali di altre nazioni, anche mediante gemellaggi, per scopi di conoscenza, di democrazia, di pace e di cooperazione.
1. Il territorio del comune si estende per 53,51 kmq, comprende le frazioni di Piaggia (capoluogo), Upega e Carnino.
2. Il Palazzo civico, sede comunale, è ubicato in Piazza Pastorelli n. 1.
3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale; esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessita o per particolari esigenze.
4. Allinterno del territorio del comune di Briga Alta non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del comune in materia, linsediamento di centrali nucleari ne lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioattive.
1. Il comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Comune di Briga Alta.
2. Il Comune ha un proprio gonfalone ed un proprio stemma, adottati con deliberazione del Consiglio.
3. La fascia tricolore è completata con lo stemma di cui al 2° comma.
5. La giunta può autorizzare luso e la riproduzione dello stemma del comune per fini non istituzionali soltanto ove sussista un pubblico interesse.
1. Lattivita del Comune è improntata al rispetto del principio della più ampia trasparenza ed effettiva conoscenza dei propri atti.
2. Nella sede comunale è previsto un apposito spazio destinato ad Albo pretorio per la pubblicazione degli atti, provvedimenti, avvisi e quantaltro sia soggetto a forma di pubblicita, in forza di leggi, Statuto e regolamenti.
1. Per il perseguimento delle finalita di cui allart. 2, il comune assume la programmazione come metodo di intervento e definisce gli obiettivi della propria azione mediante programmi generali e programmi settoriali, coordinati con gli strumenti programmatori dello Stato, della Regione, della Provincia e della Comunita Montana di appartenenza.
2. Lattivita programmatoria comunale dipendera da quella statale,regionale, provinciale e comunitaria, cui il Comune partecipa, e che si ritengono indispensabili e propedeutiche alla pianificazione e programmazione comunale, salvo casi eccezionali attinenti a sfere prettamente locali.
3. Nel quadro dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialita dellattivita amministrativa, il Comune ispira la propria azione a criteri di efficienza, di efficacia e di economicita perseguendo le proprie finalita attraverso gli strumenti della programmazione, della pubblicita, della trasparenza e della partecipazione popolare, avvalendosi dellapporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali, sportive e culturali operanti sul suo territorio.
l. Sono organi del comune il consiglio comunale, il sindaco e la giunta e le rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente statuto.
4. La giunta collabora col sindaco nella gestione amministrativa del comune e svolge attivita propositive e di impulso nei confronti del consiglio
l. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facolta discrezionale fondata sullapprezzamento delle qualita soggettive di una persona o sulla valutazione dellazione da questi svolta.
2. Listruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario comunale, secondo le modalita e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del consiglio.
3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di incompatibilita: in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del consiglio o della giunta nominato dal presidente, di norma il piu giovane di eta.
l. Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e, rappresentando lintera comunita, delibera lindirizzo politico - amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione.
3. Il consiglio comunale esercita le potesta e le competenze stabilite dalla legge e dallo statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalita e alle procedure stabiliti nel presente statuto e nelle norme regolamentari.
Detti indirizzi sono valevoli limitatamente allarco temporale del mandato politico amministrativo dellorgano consiliare.
5. Il consiglio comunale conforma lazione complessiva dellente ai principi di pubblicita, trasparenza e legalita ai fini di assicurare imparzialita e corretta gestione amministrativa.
6. Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere lindividuazione degli obiettivi da raggiungere nonchè le modalita di reperimento e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari.
7. Il consiglio comunale ispira la propria azione al principio di solidarieta.
1. Lattivita del consiglio comunale si svolge in sessione ordinaria o straordinaria.
5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti gli argomenti da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territorio del comune; la consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale. Lavviso scritto puo prevedere anche una seconda convocazione, da tenersi in altro giorno, qualora la prima sia andata deserta per mancanza iniziale del numero legale. Tale seduta si considera valida con lintervento di almeno quattro consiglieri, e le deliberazioni si intendono adottate con la maggioranza dei voti favorevoli, purchè con un numero di voti favorevoli non inferiore a tre.
6. Lintegrazione dellordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per i quali è stata effettuata la convocazione è sottoposta alle medesime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta.
8. Lelenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nellalbo pretorio almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la piu ampia partecipazione dei cittadini.
9. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno due giorni prima della seduta nel caso di sessioni ordinarie, almeno ventiquattrore prima nel caso di sessioni straordinarie e almeno 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza.
Linee programmatiche di mandato.
1. Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico amministrativo.
2. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalita indicate dal regolamento del consiglio comunale.
3. Con cadenza almeno annuale il consiglio provvede, in sessione straordinaria, a verificare lattuazione di tali linee, da parte del sindaco e dei rispettivi assessori, e dunque entro il 30 settembre di ogni anno. E facolta del consiglio provvedere a integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
4. Al termine del mandato politico amministrativo, il sindaco presenta allorgano consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. Detto documento è sottoposto allapprovazione del consiglio, previo esame del grado di realizzazione degli interventi previsti.
1. Il consiglio comunale potra istituire, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni sono composte solo da consiglieri comunali, con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi funzione di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
3. La delibera di istituzione dovra essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.
1. Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano lintera comunita alla quale costantemente rispondono.
2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nellelezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A parita di voti sono esercitate dal piu anziano di eta.
3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni ordinarie o straordinarie per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il sindaco, a seguito dellavvenuto accertamento dellassenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dellart. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli lavvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facolta di far valere le cause giustificative delle assenze, nonchè a fornire al sindaco eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto questultimo termine il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.
1. I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, mozioni e proposte di deliberazione.
2. Le modalita e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal regolamento del consiglio comunale.
3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune nonchè dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili allespletamento del proprio mandato. Essi, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dellattivita amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge. Inoltre essi hanno diritto a ottenere, da parte del sindaco unadeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte allorgano, anche attraverso lattivita della conferenza dei capigruppo, di cui al successivo art. 15 del presente statuto.
l. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale unitamente allindicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facolta o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capigruppo, nei consiglieri, non appartenenti alla giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
2. I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purchè tali gruppi risultino composti da almeno tre membri.
3. I capigruppo consiliari sono domiciliati presso il domicilio eletto ai sensi del comma 4 dellart. 14.
5. I gruppi consiliari, hanno diritto a riunirsi in un locale comunale messo a disposizione, per tale scopo, dal sindaco.
l. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalita stabilite nella legge che disciplina altresi i casi di ineleggibilita, di incompatibilita, lo stato giuridico e le cause di cessazione dalla carica.
2. Egli rappresenta il comune ed è lorgano responsabile dellamministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al segretario comunale e ai responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonchè sullesecuzione degli atti.
3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende allespletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sullattivitadegli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.
5. Il sindaco è inoltre competente, sulla base degli, indirizzi espressi dal consiglio comunale, nellambito dei criteri indicati dalla regione e sentite le categorie interessate a coordinare gli orari degli esercizi i commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonchè, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.
a) dirige e coordina lattivita politica ed amministrativa del Comune nonchè lattivita della giunta e dei singoli assessori;
c) convoca i comizi per i referendum previsti dallart. 8 del Dlgs 267/2000. ;
d) emana le ordinanze contingibili ed urgenti nei casi di emergenze sanitarie o igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, nonche nei casi di emergenza di cui allart. 50, commi 5 - 6 del dlgs. 267/2000;
l. Il sindaco nellesercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre lacquisizione di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le societa per azioni, appartenenti allente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il consiglio comunale.
2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove, direttamente o avvalendosi del segretario comunale le indagini e le verifiche amministrative sullintera attivita del comune.
3. Il sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e societa appartenenti al Comune, svolgano le loro attivita secondo gli obiettivi indicati dal consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta.
l. Il sindaco nellesercizio delle sue funzioni di organizzazione:
c) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare da lui stesso presieduti, nei limiti previsti dalle leggi;
l. Il voto del consiglio comunale contrario a una proposta del sindaco o della giunta non ne comporta le dimissioni.
2. In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del sindaco, la giunta decade e si procede allo scioglimento del consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica fino allelezione del nuovo sindaco. Sino alle elezioni, le funzioni del sindaco sono esercitate dal vicesindaco.
l. La giunta è organo di impulso e di gestione amministrativa, collabora col sindaco al governo del comune e impronta la propria attivita ai principi della trasparenza e dellefficienza.
2. La giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalita dellente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali approvate dal consiglio comunale. In particolare, la giunta esercita le funzioni di indirizzo politico amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell attivita amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
3. La giunta riferisce annualmente al consiglio sulla propria attività.
l. La giunta è composta dal sindaco e da un minimo di due fino ad un massimo di quattro assessori di cui uno è investito della carica di vicesindaco. La composizione della giunta e il numero degli assessori nei limiti minimi e massimi stabiliti dal presente articolo sono demandati alla libera determinazione del sindaco.
2. Gli assessori sono scelti normalmente tra i consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche assessori esterni al consiglio, purchè dotati dei requisiti di eleggibilita e in possesso di particolare competenza ed esperienza tecnica, amministrativa o professionale.
l. Il vicesindaco e gli altri componenti della giunta sono nominati dal sindaco e presentati al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle elezioni.
2. Il sindaco può revocare uno o piu assessori dandone motivata comunicazione al consiglio.
3. Le cause di incompatibilita, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonchè gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinita di primo grado, di affiliazione ed i coniugi.
1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che coordina e controlla lattivita degli assessori e stabilisce lordine del giorno delle riunioni, anche tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli assessori.
2. Le modalita di convocazione e di funzionamento della giunta sono stabilite in modo informale dalla stessa.
l. La giunta collabora con il sindaco nellamministrazione del comune e compie tutti gli atti rientranti ai sensi dellart. 107, commi 1 e 2 del dlgs 267/2000, nelle funzioni degli organi di governo che, non siano riservati al consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al sindaco, al segretario comunale, o ai responsabili dei servizi comunali.
2. La giunta. opera in modo collegiale, da attuazione agli indirizzi generali espressi dal consiglio e svolge attivita propositiva e di impulso nei confronti dello stesso.
3. La giunta, in particolare, nell esercizio delle attribuzioni di governo e delle funzioni organizzative:
- propone al consiglio i regolamenti;
- approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilita ai responsabili dei servizi comunali;
- elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del consiglio;
- assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione e decentramento;
- modifica le tariffe, mentre elabora e propone al consiglio i criteri per la determinazione di quelle nuove;
- nomina i membri delle commissioni per i concorsi pubblici su proposta del responsabile del servizio interessato;
- propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere ad enti e persone;
- approva i regolamenti sullordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio;
- dispone laccettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;
- fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce lufficio comunale per le elezioni, cui è rimesso laccertamento della regolarita del procedimento;
- esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla provincia, dalla regione e dallo Stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo statuto ad altro organo;
- decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che sorgessero tra gli organi gestionali dellente;
- fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttivita dellapparato;
- determina, sentito il revisore dei conti, i misuratori e i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione secondo i principi stabiliti dal consiglio;
-approva il Peg, qualora sia obbligatorio per lEnte, su proposta del Direttore Generale e del Segretario comunale;
- autorizza la resistenza in giudizio, nei soli casi in cui i procedimenti di giurisdizione riguardino componenti degli organi di governo;
- nomina e revoca il Direttore Generale o autorizza il Sindaco a conferire le relative funzioni al Segretario comunale.
1. Il comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, allamministrazione dellente al fine di assicurarne il buon andamento, limparzialita e la trasparenza.
3. Il consiglio comunale predispone e approva un regolamento nel quale vengono definite le modalita con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal presente titolo.
l. Il comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio.
2. A tal fine, la giunta comunale, a istanza delle interessate, registra le associazioni che operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a rilevanza sovra comunale.
l. Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato, di accedere ai dati di cui è in possesso lamministrazione e di essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dellente nel settore in cui essa opera.
2. Le scelte amministrative che incidono sullattivita delle associazioni devono essere precedute dallacquisizione di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse.
I pareri devono pervenire allente nei termini stabiliti nella richiesta, che in ogni caso non devono essere inferiori a giorni trenta.
1. Il comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dellattivita associativa.
2. Il comune può altresi mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo gratuito.
3. Le modalita di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi dellente è stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunita.
4. Il comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a livello nazionale e inserite nellapposito albo regionale; lerogazione dei contributi e le modalita della collaborazione verranno stabilite in apposito regolamento.
1. Il comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attivita volte al miglioramento della qualita della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce in costante rischio di emarginazione, nonchè per la tutela dellambiente.
2. Il volontariato potra esprimere il proprio punto di vista sui bilanci e programmi dellente, e collaborare a progetti, strategie, studi e sperimentazioni.
Modalita di partecipazione.
1. Lamministrazione comunale può indire consultazioni della popolazione allo scopo di acquisire pareri e proposte in merito allattivita amministrativa.
2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalita di sorta in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte allamministrazione.
4. Se la petizione è sottoscritta da almeno 30 persone lorgano competente deve pronunciarsi in merito entro 30 giorni dal ricevimento.
l. Qualora un numero di elettori del comune non inferiore a 30 avanzi al sindaco proposte per ladozione di atti amministrativi di competenza dellente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dellatto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri allorgano competente e ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 30 giorni dal ricevimento.
1. Un numero di elettori residenti non inferiore al 30 % degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum nelle materie di competenza comunale.
2. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attivita amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è gia stato indetto un referendum nellultimo quinquennio. Sono inoltre escluse dalla potesta referendaria le seguenti materie:
4. Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine alloggetto di atti amministrativi gia approvati dagli organi competenti del comune, a eccezione di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma 2.
5. Il consiglio comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le procedure di ammissibilita, le modalita di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validita e la proclamazione del risultato.
3. La consultazione degli atti di cui al primo comma, deve avvenire senza particolari formalita, con richiesta motivata dellinteressato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento.
4. In caso di diniego da parte dellimpiegato o funzionario che ha in deposito latto, linteressato può rinnovare la richiesta per iscritto al sindaco del comune, che deve comunicare le proprie determinazioni in merito entro cinque giorni dal ricevimento della richiesta stessa.
6. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalita per lesercizio dei diritti previsti nel presente articolo.
l. Tutti gli atti dellamministrazione, ad esclusione di quelli aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubblicizzati.
2. La pubblicazione avviene, di norma, mediante, affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nellatrio del palazzo comunale e su indicazione del sindaco in appositi spazi, a ciò destinati, situati nelle vie e nelle piazze piu frequentate.
1. Chiunque, singolo o associato, può rivolgere al sindaco interrogazioni in merito a specifici problemi o aspetti dellattivita amministrativa.
l. Può essere istituito nel Comune lUfficio del difensore civico scelto in forma di convenzionamento con altri comuni o con la Comunità Montana.
2. Il difensore civico non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale dagli organi del Comune ed è tenuto esclusivamente al rispetto dellordinamento vigente.
3. E richiesto il possesso dei requisiti per la nomina a Consigliere comunale.
4. La designazione del difensore civico deve avvenire tra persone che per preparazione ed esperienza diano ampia garanzia di indipendenza, probita e competenza giuridico - amministrativa e siano in possesso del diploma di laurea in scienze politiche, giurisprudenza, economia e commercio o equipollenti.
5. Il difensore civico rimane in carica quanto lorgano che lo ha eletto ed esercita le sue funzioni fino all insediamento del successore..
l. Il difensore civico decade dal suo incarico nel caso sopravvenga una condizione che ne osterebbe la nomina o nel caso egli tratti privatamente cause inerenti lamministrazione comunale.
2. La decadenza è pronunciata dallorgano che lo ha eletto.
3. Il difensore civico può essere revocato dal suo incarico per gravi motivi con deliberazione assunta a maggioranza dei due terzi dei consiglieri dellorgano deputato alla nomina.
4. In ipotesi di surroga, per revoca, decadenza o dimissioni, prima che termini la scadenza naturale dellincarico, sara lorgano che lo ha eletto a provvedere.
1. Il difensore civico :
- ha il compito di intervenire presso gli organi e uffici del comune allo scopo di garantire losservanza del presente statuto e dei regolamenti comunali, nonchè il rispetto dei diritti dei cittadini italiani e stranieri;
- deve intervenire dietro richiesta degli interessati o per iniziativa propria ogni volta che ritiene sia stata violata la legge, lo statuto o il regolamento;
- deve provvedere affinchè la violazione, per quanto possibile, venga eliminata e può dare consigli e indicazioni alla parte offesa affinchè la stessa possa tutelare i propri diritti e interessi nelle forme di legge;
- deve vigilare affinchè a tutti i cittadini siano riconosciuti i medesimi diritti;
- deve garantire il proprio interessamento a vantaggio di chiunque si rivolga a lui; egli deve essere disponibile per il pubblico nel suo ufficio almeno un giorno alla settimana;
- esercita il controllo sulle deliberazioni comunali di cui allart. 17, comma 38 della legge 15 maggio 1997 n. 127 secondo le modalita previste dallart. 17, comma 39, dellultima legge citata.
Facolta e prerogative
1. Lufficio del difensore civico ha sede presso idonei locali messi a disposizione dellamministrazione, unitamente ai servizi e alle attrezzature necessarie allo svolgimento del suo incarico.
4. Il difensore civico riferisce entro 30 giorni lesito del proprio operato, verbalmente o per iscritto, al cittadino che gli ha richiesto lintervento e segnala agli organi comunali o alla magistratura le disfunzioni, le illegittimita o i ritardi riscontrati.
5. Il difensore civico può altresi invitare lorgano competente ad adottare gli atti amministrativi che reputa opportuni, concordandone eventualmente il contenuto.
6. E facolta del difensore civico, quale garante dellimparzialita e del buon andamento delle attivita della p. a. di presenziare, senza diritto di voto o di intervento, alle sedute pubbliche delle commissioni concorsuali, aste pubbliche, licitazioni private, appalti concorso. A tal fine deve essere informato della data di dette riunioni.
1. Il difensore civico presenta ogni anno, entro il mese di marzo, la relazione relativa allattivita svolta nellanno precedente, illustrando i casi seguiti, le disfunzioni, i ritardi e le illegittimita riscontrate e formulando suggerimenti che ritiene piu opportuni allo scopo di eliminarle.
2. Il difensore civico nella relazione di cui al primo comma può altresi indicare proposte rivolte a migliorare il funzionamento dellattivita amministrativa e lefficienza dei servizi pubblici, nonchè a garantire limparzialita delle decisioni.
4. Tutte le volte che ne ravvisa lopportunita, il difensore civico pur segnalare singoli casi o questioni al sindaco affinchè siano discussi nel consiglio comunale, che deve essere convocato entro 30 giorni.
1. Al difensore civico è corrisposta unindennita di funzione il cui importo è determinato annualmente dallorgano deputato alla nomina..
1. Chiunque sia portatore di un diritto o di un interesse legittimo coinvolto in un procedimento amministrativo ha facolta di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge o dal regolamento.
l. Nel caso di procedimenti ad istanza di parte il soggetto che ha presentato listanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dallamministratore che deve pronunciarsi in merito.
l. Nel caso di procedimenti ad impulso dufficio il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti od interessi legittimi che possano essere pregiudicati dalladozione dellatto amministrativo, indicando il termine non minore di 15 giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti.
3. Qualora. per lelevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione personale di cui al primo comma è consentito sostituirla con la pubblicazione ai sensi dellart. 38 dello statuto.
2. In tal caso è necessario che di tale accordo sia dato atto nella premessa e che il contenuto dellaccordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e limparzialita dellamministrazione.
ATTIVITA AMMINISTRATIVA
Obiettivi dellattivita amministrativa
l. Il comune informa la propria attivita amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di efficienza, di efficacia, di economicita e di semplicita delle procedure.
3. Il comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione previste dal presente statuto, nonchè le forme di cooperazione, collaborazione ed associative piu appropriate con altri comuni, con la Comunità Montana, con la Camera di Commercio, con le AA. SS. LL., con le istituzioni scolastiche e con la provincia.
1. Il comune può istituire e gestire servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e servizi o lesercizio di attivita rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunita locale.
b) in concessione a terzi quando esistano ragioni tecniche, economiche e di opportunita sociale;
c) a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di piu servizi di rilevanza economica e imprenditoriale;
e) a mezzo di societa per azioni o a responsabilita limitata a prevalente capitale pubblico, qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati;
f) a mezzo delega alla Comunità Montana o ad altro Ente, quando la dimensione comunale non consenta una gestione ottimale ed efficiente.
g) a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni nonchè in ogni altra forma consentita dalla legge.
2. Il comune può partecipare a societa per azioni, a prevalente capitale pubblico per la gestione di servizi che, la legge non riserva in via esclusiva al comune.
3. Il comune può altresì dare impulso e partecipare, anche indirettamente, ad attivita economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune.
4. I poteri, ad eccezione del referendum, che il presente statuto riconosce ai cittadini nei confronti degli atti del comune sono estesi anche agli atti delle aziende speciali, delle istituzioni e delle societa di capitali a maggioranza pubblica.
1. Il consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalita giuridica e di autonomia gestionale e imprenditoriale, e ne approva lo statuto.
2. Le aziende speciali informano la loro attivita a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicita e hanno lobbligo del pareggio finanziario ed economico da conseguire attraverso lequilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i trasferimenti.
3. I servizi di competenza delle aziende speciali possono essere esercitati anche al di fuori del territorio comunale, previa stipulazione di accordi tesi a garantire leconomicita e la migliore qualita dei servizi.
l. Lo statuto delle aziende speciali ne disciplina la struttura, il funzionamento, le attivita e i controlli.
3. Il presidente e gli amministratori delle aziende speciali sono nominati dal sindaco fra le persone in possesso dei requisiti di eleggibilita a consigliere comunale dotate di speciale competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti, per funzioni esercitate presso aziende pubbliche o private o per uffici ricoperti.
4. Il direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal T. U. 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.
5. Il consiglio comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalita dellamministrazione delle aziende, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi.
6. Il consiglio comunale approva altresì i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato..
7. Gli amministratori delle aziende speciali possono essere revocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformita rispetto agli indirizzi e alle finalita dellamministrazione approvate dal consiglio comunale.
1. Le istituzioni sono organismi strumentali del comune privi di personalita giuridica ma dotate di autonomia gestionale.
3. Gli organi dellistituzione sono nominati dal sindaco che può revocarli per gravi violazioni di legge, per documentata inefficienza o per difformita rispetto agli indirizzi e alle finalita dellamministrazione.
4. Il consiglio comunale determina gli indirizzi e le finalita dellamministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, approva i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.
5. Il consiglio di amministrazione provvede alla gestione dellistituzione deliberando nellambito delle finalita e degli indirizzi approvati dal consiglio comunale e secondo le modalita organizzative e funzionali previste nel regolamento.
Societa per azioni o a responsabilita limitata
1. Il consiglio comunale può approvare la partecipazione dellente a societa per azioni o a responsabilita limitata per la gestione di servizi pubblici, eventualmente provvedendo anche alla loro costituzione.
2. Latto costitutivo, lo statuto o lacquisto di quote o azioni devono essere approvati dal consiglio comunale e deve in ogni caso essere garantita la rappresentativita dei soggetti pubblici negli organi di amministrazione.
4. I consiglieri comunali non possono essere nominati nei consigli di amministrazione delle societa per azioni o a responsabilita limitata.
6. Il consiglio comunale provvede a verificare annualmente landamento della societa per azioni o a responsabilita limitata e a controllare che linteresse della collettivita sia adeguatamente tutelato nellambito dellattivita esercitata dalla societa medesima.
l. Il consiglio comunale, su proposta della giunta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con amministrazioni statali, altri enti pubblici o con privati al fine di fornire in modo coordinato servizi pubblici.
1. Il comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione associata di uno o piu servizi secondo le norme previste per le aziende speciali in quanto applicabili.
3. La convenzione deve prevedere lobbligo a carico del consorzio della trasmissione al comune degli atti fondamentali che dovranno essere pubblicati con le modalita di cui allart. 41, comma 2, del presente statuto.
4. Il sindaco o un suo delegato fa parte dallassemblea del consorzio con responsabilita pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.
l. Il sindaco per la definizione e lattuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, lazione integrata e coordinata del comune e di altri soggetti pubblici, in relazione alla competenza primaria o prevalente del comune sullopera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalita, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento.
2. Laccordo di programma, consistente nel consenso unanime del presidente della regione, del presidente della provincia, dei sindaci delle amministrazioni interessate viene definito in unapposita conferenza la quale provvede altresì allapprovazione formale dellaccordo stesso ai sensi dellart. 34, comma 4, del decreto Legislativo 267/2000.
l. Lamministrazione del comune si esplica mediante il perseguimento di obiettivi specifici e deve essere improntata ai seguenti principi:
b) lanalisi e lindividuazione delle produttivita e dei carichi funzionali di lavoro e del grado di efficacia dellattivita svolta da ciascun elemento dellapparato;
c) lindividuazione di responsabilita strettamente collegata allambito di autonomia decisionale dei soggetti;
d) il superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e il conseguimento della massima flessibilita delle strutture e del personale e della massima collaborazione tra gli uffici.
l. Il comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e, in conformita alle norme del presente statuto, lorganizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al consiglio comunale, al sindaco e alla giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al direttore generale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.
2. Gli uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalita, economicita di gestione e flessibilita della struttura.
3. 1 servizi e gli uffici operano sulla base dellindividuazione delle esigenze dei cittadini, adeguando costantemente la propria azione amministrativa e i servizi offerti, verificandone la rispondenza ai bisogni e leconomicita.
l. Il comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per lorganizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilita di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore e gli organi amministrativi.,
2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potesta di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalita dellazione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al segretario e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, gli obiettivi piu operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalita e responsabilita.
3. Lorganizzazione del comune si articola in unita operative che sono aggregate, secondo criteri di omogeneita, in strutture progressivamente piu ampie, come disposto dallapposito regolamento anche mediante il ricorso a strutture trasversali o di staff intersettoriali.
4. Il comune recepisce e applica gli accordi collettivi nazionali approvati nelle forme di legge e tutela la libera organizzazione sindacale dei dipendenti, stipulando con le rappresentanze sindacali gli accordi collettivi decentrati ai sensi delle norme di legge e contrattuali in vigore.
1. I dipendenti comunali, inquadrati in ruoli organici e ordinati secondo qualifiche funzionali in conformita alla disciplina generale sullo stato giuridico e il trattamento economico del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali, svolgono la propria attivita al servizio e nellinteresse dei cittadini.
2. Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestivita agli incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile verso il segretario, il responsabile degli uffici e dei servizi e lamministrazione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nellesercizio delle proprie funzioni.
3. Il regolamento organico determina le condizioni e le modalita con le quali il comune promuove laggiornamento e l elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e lintegrita psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle liberta e dei diritti sindacali.
4. Lapprovazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonchè la stipulazione, in rappresentanza dellente, dei contratti gia approvati, compete al personale responsabile delle singole aree e dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal segretario e dagli organi collegiali.
5. Il personale di cui al precedente comma provvede altresì al rilascio delle autorizzazioni commerciali, di polizia amministrativa, nonchè delle autorizzazioni, delle concessioni edilizie e alla pronuncia delle ordinanze di natura non contingibile ed urgente.
6. Il regolamento di organizzazione individua forme e modalita di gestione della tecnostruttura comunale.
2. In tal caso il direttore generale dovra provvedere alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati.
1. Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dellente secondo le direttive che, a tale riguardo, gli impartira il sindaco.
3. La durata dellincarico non può eccedere quella del mandato elettorale del sindaco che può precedere alla sua revoca previa delibera della giunta comunale nel caso in cui non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della giunta, nonchè in ogni altro caso di grave negligenza e di acclarata inefficienza.
l. Il direttore generale predispone la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi previsto dalle norme della contabilita, sulla base degli indirizzi forniti dal sindaco e dalla giunta comunale.
c) verifica lefficacia e lefficienza dellattivita degli uffici e del personale a essi preposto;
g) gestisce i processi di mobilita intersettoriale del personale;
h) riesamina annualmente, sentiti i responsabili dei settori, lassetto organizzativo dellente e la distribuzione dellorganico effettivo, proponendo alla giunta e al sindaco eventuali provvedimenti in merito;
i ) promuove i procedimenti e adotta, in via surrogatoria, gli atti di competenza dei responsabili dei servizi, nei casi in cui essi siano temporaneamente assenti, previa istruttoria curata dal servizio competente;
l) promuove e resiste alle liti, ed ha il potere di conciliare e di transigere.
l. I responsabili degli uffici e dei servizi sono individuati nel regolamento di organizzazione degli uffici e servizi.
2. 1 responsabili provvedono ad organizzare gli uffici e i servizi a essi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal direttore generale se nominato, ovvero dal segretario e secondo le direttive impartite dal sindaco e dalla giunta comunale.
3. Essi nellambito delle competenze loro assegnate provvedono a gestire lattivita dellente e ad attuare gli indirizzi e a raggiungere gli obiettivi indicati dal direttore, se nominato, dal sindaco e, dalla giunta comunale.
l. I responsabili degli uffici e dei servizi stipulano in rappresentanza dellente i contratti gia deliberati, approvano i ruoli dei tributi e dei canoni, gestiscono le procedure di appalto e di concorso e provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compresa lassunzione degli impegni di spesa.
a) presiedono le commissioni di gara e di concorso, assumono le responsabilita dei relativi procedimenti e propongono alla giunta la designazione degli altri membri;
g) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento a eccezione di quelle di cui allart. 50 del decreto legislativo 267/00;
j) forniscono al direttore nei termini di cui al regolamento di contabilita gli elementi per la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione;
m) rispondono, nei confronti del direttore generale, del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati;
n) promuovono e resistono alle liti, e hanno il potere di conciliare e di transigere, tranne che nel caso di cui allart. 27, comma 3, lettera s) del presente statuto. Tale funzione verra svolta solo in assenza della figura del direttore generale.
l. La giunta comunale, nelle forme, con i limiti e le modalita previste dalla legge, e dal regolamento sullordinamento degli uffici e dei servizi, può deliberare, al di fuori della dotazione organica, lassunzione con contratto a tempo determinato di personale dirigenziale o di alta specializzazione nel caso in cui tra i dipendenti dellente non siano presenti analoghe professionalita.
2. La giunta comunale nel caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi può assegnare, nelle forme e con le modalita previste dal regolamento, la titolarita di uffici e servizi a personale assunto con contratto a tempo determinato o incaricato con contratto di lavoro autonomo, ai sensi dellart. 110 del decreto legislativo 267/2000.
3. 1 contratti a tempo determinato non possono essere trasformati a tempo indeterminato, salvo che non lo consentano apposite norme di legge.
1. Il regolamento può prevedere collaborazioni esterne, ad alto contenuto di professionalita, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.
2. Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei allamministrazione devono stabilirne la durata, che non potra essere superiore alla durata del programma, e i criteri per la determinazione del relativo trattamento economico.
l. Il regolamento può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori, per lesercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dellente o da collaboratori assunti a tempo determinato, purchè lente non sia dissestato e/o non versi nelle situazioni strutturate deficitarie di cui agli artt. 242 e 243 del decreto legislativo 267/2000.
1. Il Comune istituisce ed attua i controlli interni previsti dallart. 147 del decreto legislativo 267/2000, la cui organizzazione e svolta anche in deroga agli altri principi indicati dallart. 1 comma 2, del decreto legislativo 286/99.
2. Spetta al regolamento di contabilita ed al regolamento sullordinamento degli uffici e dei servizi, per i rispettivi di competenza la disciplina delle modalita di funzionamento degli strumenti di controllo interno, nonche delle forma di convenzionamento con altri comuni e di incarichi esterni.
l. Il segretario comunale è nominato dal sindaco, da cui dipende funzionalmente ed è scelto nellapposito albo.
2. Il segretario comunale può partecipare a commissioni di studio e di lavoro interne allente e, con lautorizzazione del sindaco, a quelle esterne; egli, su richiesta, formula i pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico - giuridico al consiglio, alla giunta, al sindaco, agli, assessori e ai singoli consiglieri.
4. Egli presiede lufficio comunale per le elezioni in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum e riceve le dimissioni del sindaco, degli assessori o dei consiglieri nonchè le proposte di revoca e la mozione di sfiducia.
5. Il segretario comunale roga i contratti del comune, nei quali lente è parte, quando non sia necessaria lassistenza di un notaio, e autentica le scritture private e gli atti unilaterali nellinteresse dellente, ed esercita infine ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dal regolamento o conferitagli dal sindaco.
l. La dotazione organica del personale potra prevedere un vicesegretario comunale individuandolo in uno dei funzionari apicali dellente in possesso della qualifica funzionale apicale.
Responsabilita verso il comune.
1. Gli amministratori e i dipendenti comunali sono tenuti a risarcire al comune i danni derivanti da violazioni di obblighi di legge e di servizio.
2. Il sindaco, il segretario comunale, il responsabile del servizio che vengano a conoscenza, direttamente od in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilita ai sensi del primo comma, devono farne denuncia al procuratore della Corte dei conti, indicando tutti gli elementi raccolti per laccertamento della responsabilita e la determinazione dei danni.
Responsabilita verso terzi
l. Gli amministratori, il segretario, il direttore e i dipendenti comunali che, nellesercizio delle funzioni loro conferite dalle leggi e dai regolamenti, cagionino ad altri, per dolo o colpa grave, un danno ingiusto sono personalmente obbligati a risarcirlo.
2. Ove il comune abbia corrisposto al terzo lammontare del danno cagionato dallamministratore, dal segretario o dal dipendente, si rivale agendo contro questi ultimi a norma del precedente articolo.
3. La responsabilita personale dellamministratore, del segretario, del direttore o del dipendente che abbia violato diritti di terzi sussiste sia nel caso di adozione di atti o di compimento di operazioni, sia nel caso di omissioni o nel ritardo ingiustificato di atti od operazioni al cui compimento lamministratore o il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.
4. Quando la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi collegiali del comune, sono responsabili, in solido, il presidente e i membri del collegio che hanno partecipato allatto od operazione. La responsabilita è esclusa per coloro che abbiano fatto constatare nel verbale il proprio dissenso.
Responsabilita dei contabili
l. Il tesoriere e ogni altro contabile che abbia maneggio di denaro del comune o sia incaricato della gestione dei beni comunali, nonchè chiunque ingerisca, senza legale autorizzazione, nel maneggio del denaro del comune deve rendere il conto della gestione ed è soggetto alle responsabilita stabilite nelle norme di legge e di regolamento.
3. Il comune, in conformita delle leggi vigenti in materia, è altresì titolare di potesta impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, ed ha un proprio demanio e patrimonio.
Attivita finanziaria del comune
2. I trasferimenti erariali sono destinati a garantire i servizi pubblici comunali indispensabili; le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunita e integrano la contribuzione erariale per lerogazione dei servizi pubblici indispensabili.
3. Nellambito delle facolta concesse dalla legge il comune istituisce, sopprime e regolamenta, con deliberazione consiliare, imposte, tasse e tariffe.
4. Il comune applica le imposte tenendo conto della capacita contributiva dei soggetti passivi secondo i principi di progressivita stabiliti dalla Costituzione e applica le tariffe in modo da privilegiare le categorie piu deboli della popolazione.
1. Il sindaco dispone la compilazione dellinventario dei beni demaniali e patrimoniali del comune da rivedersi, annualmente ed è responsabile, unitamente al segretario e al ragioniere del comune dellesattezza dellinventario, delle successive aggiunte e modificazioni e della conservazione dei titoli, atti, carte e scritture relativi al patrimonio.
2. I beni patrimoniali comunali non utilizzati in proprio e non destinati a funzioni sociali ai sensi del titolo secondo del presente statuto devono, di regola, essere dati in affitto; i beni demaniali possono essere concessi in uso con canoni la, cui tariffa è determinata dalla giunta comunale.
3. Le somme provenienti dallalienazione di beni, da lasciti, donazioni, riscossioni di crediti o, comunque, da cespiti da investirsi a patrimonio, debbono essere impiegate in titoli nominativi dello stato o nellestinzione di passivita onerose e nel miglioramento del patrimonio o nella realizzazione di opere pubbliche.
1. Lordinamento contabile del comune è riservato alla legge dello stato e, nei limiti da questa fissati, al regolamento di contabilita.
2. La gestione finanziaria del comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal consiglio comunale entro il termine stabilito dal regolamento, osservando i principi delluniversalita, unita, annualita, veridicita, pubblicita, dellintegrita e del pareggio economico e finanziario.
4. Gli impegni di spesa, per essere efficaci, devono contenere il visto di regolarita contabile attestante la relativa copertura finanziaria da parte del responsabile del servizio finanziario. Lapposizione del visto rende esecutivo latto adottato.
l. I fatti gestionali sono rilevati mediante contabilita finanziaria ed economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio.
3. La giunta comunale allega al rendiconto una relazione illustrativa con cui esprime le valutazioni di efficacia dellazione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi e ai costi sostenuti, nonchè la relazione del revisore dei conti.
Attivita contrattuale
1. Il comune, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali, provvede mediante contratti agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi,alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute e alle locazioni.
3. La determinazione deve indicare il fine che con il contratto si intende perseguire, loggetto la forma e le clausole ritenute essenziali, nonchè le modalita di scelta del contraente in base alle disposizioni vigenti.
l. Il consiglio comunale elegge, con voto limitato a candidati, il revisore dei conti secondo i criteri stabiliti dalla legge.
2. Il revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dellente, dura in carica tre anni, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile per inadempienza nonchè quando ricorrono gravi motivi che influiscono negativamente sullespletamento del mandato.
3. Il revisore collabora con il consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarita contabile e finanziaria della gestione dellente e attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bilancio.
4. Nella relazione di cui al precedente comma il revisore esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttivita ed economicita della gestione.
5. Il revisore, ove riscontri gravi irregolarita nella gestione dellente, ne riferisce immediatamente al consiglio.
6. Il revisore risponde della verita delle sue attestazioni e adempie ai doveri con la diligenza del mandatario e del buon padre di famiglia.
b) la riscossione di qualsiasi altra somma spettante di cui il tesoriere è tenuto a dare comunicazione allente entro cinque giorni;
2. I rapporti del comune con il tesoriere sono regolati dalla legge, dal regolamento di contabilita nonchè da apposita convenzione.
1. I responsabili degli uffici e dei servizi possono essere chiamati a eseguire operazioni di controllo economico - finanziario per verificare la rispondenza della gestione dei fondi loro assegnati dal bilancio agli. obiettivi fissati dalla giunta e dal consiglio.
Delega di funzioni alla comunita montana
l. Il consiglio comunale, con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, può delegare alla comunita montana lesercizio di funzioni del comune.
l. Il comune è tenuto a chiedere i pareri prescritti da qualsiasi norma avente forza di legge ai fini della programmazione, progettazione ed esecuzione di opere pubbliche, ai sensi dellart. 16, commi 14, della legge 7 agosto 1990 n. 241, sostituito dallart. 17, comma 24, della legge 127/97.
1. Nel rispetto della legge e del presente Statuto, vengono emanati regolamenti per lorganizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per lesercizio delle funzioni.
- non possono contenere disposizioni in contrasto con le norme ed i principi costituzionali, con le leggi e regolamenti statali e regionali e con il presente statuto;
- La loro efficacia è limitata allambito comunale.
- Devono avere carattere di generalità ;
- Non possono avere efficacia retroattiva, salvo i casi espressamente previsti dalla legge.
4. Fino allentrata in vigore del regolamento di cui al comma precedente, continuano ad applicarsi le norme del regolamento vigente, in quanto compatibili con il decreto legislativo 267/2000 e con le disposizioni del presente Statuto.
Procedura per la formazione ed approvazione
dei regolamenti comunali.
1. Liniziativa per la formazione e ladozione di nuovi regolamenti comunali spetta a ciascun consigliere comunale, alla Giunta e ai cittadini ai sensi del precedente art. 35.
2. I regolamenti sono adottati dal Consiglio comunale a maggioranza assoluta dei propri componenti, salvi i casi in cui la competenza è attribuita direttamente alla Giunta comunale dalla legge.
3. I regolamenti comunali sono pubblicati mediante affissione allAlbo pretorio nella sede dellEnte per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge, ai sensi del decreto legislativo 267/2000.
1. Il presente Statuto entra in vigore dopo aver espletato le formalità previste dallart. 6 del decreto legislativo 267/2000.