Source: http://www.patronatosenasortanova.it/component/content/article/8-inps/12-indennita-di-allattamento-mobilita-e-cigo.html
Timestamp: 2020-02-17 18:10:20+00:00
Document Index: 136364923

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.11', 'art. 59', 'art. 1', 'art 45', 'art.7']

Indennità per riposi per allattamento
Un’indennità economica, sostitutiva della retribuzione, pagata dall’Inps ai lavoratori per le ore di assenza dal lavoro fruite per l’allattamento durante il primo anno di vita del bambino oppure durante il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore in caso diadozione o affidamento.
Alle lavoratrici dipendenti assicurate all’Inps anche per la maternità (apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti), escluse le lavoratrici a domicilio, le lavoratrici addette a servizi domestici e familiari (colf e badanti), le lavoratrici sospese o assenti dal lavoro senza retribuzione, le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps
Alle lavoratrici agricole a tempo determinato che hanno lavorato per 51 giornate nell’anno precedente quello di fruizione dei riposi oppure nello stesso anno dei riposi, prima dell’inizio degli stessi
Alle lavoratrici LSU o APU (attività socialmente utili o di pubblica utilità)
Ai padri lavoratori dipendenti, qualora:
- il figlio è affidato solo al padre
- la madre, lavoratrice dipendente, non fruisce dei riposi
- la madre è lavoratrice autonoma
- la madre è morta o gravemente inferma.
Il padre lavoratore dipendente non può chiedere i riposi giornalieri durante il congedo di maternità o il congedo parentale della madre. La madre, invece, può chiedere i riposi giornalieri anche durante il congedo parentale del padre.
Un’indennità economica pari alla retribuzione che sarebbe stata pagata alla lavoratrice (o al lavoratore) qualora avesse lavorato nelle ore di riposo.
Spettano due ore di riposo se l’orario contrattuale di lavoro è pari o superiore alle 6 ore giornaliere; spetta un’ora di riposo se l’orario è inferiore alle 6 ore. In caso di parto gemellare o in caso di adozione o affidamento di più minori, le ore di riposo sono raddoppiate.
Va presentata al proprio datore di lavoro. In caso di richiesta del padre la domanda va presentata in forma libera anche alla sede Inps di residenza (o di domicilio se diverso dalla residenza); la domanda può essere spedita all’Inps per posta (raccomandata con ricevuta di ritorno) o tramite un ente di patronato che offre assistenza gratuita, allegando la fotocopia del documento di identità.
Figlio biologico:
copia del provvedimento di adozione/affidamento
copia del documento dell’autorità competente da cui risulti la data di effettivo ingresso del minore in famiglia.
in caso di provvedimento straniero di adozione: copia del decreto di trascrizione nel registro di stato civile emesso dal tribunale dei minori o autocertificazione.
Affidamenti non preadottivi:
copia del provvedimento dell’autorità competente da cui risulta la data di effettivo ingresso del minore in famiglia.
Morte della madre:
certificato di morte della madre o autocertificazione.
Grave infermità della madre:
certificazione medica rilasciata dal medico dell’ASL (Servizio Sanitario Nazionale). La certificazione va consegnata all’Inps in busta chiusa.
Affidamento esclusivo del figlio al solo padre:
copia del provvedimento del giudice da cui risulta l’affidamento esclusivo.
Rinuncia della madre lavoratrice dipendente:
autocertificazione del padre richiedente attestante la rinuncia ai riposi da parte della madre.
Madre lavoratrice autonoma:
autocertificazione del padre richiedente attestante la qualità di lavoratrice autonoma della madre.
L’indennità è pagata direttamente dall’Inps ai lavoratori:
stagionali a tempo determinato
agricoli a tempo determinato
dello spettacolo saltuarie o a termine.
Una volta presentata la domanda, se Inps non paga entro 1 anno dalla fine del congedo, l’indennità si perde per prescrizione.
Per evitare la perdita dell’indennità, è necessario portare all’Inps una richiesta scritta di pagamento prima che finisca l’anno di prescrizione. La richiesta può essere anche spedita per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno. Dalla data della richiesta, se nel frattempo il pagamento non è avvenuto, inizia a decorrere un altro anno di prescrizione.
È un intervento a sostegno di particolari categorie di lavoratori licenziati da aziende in difficoltà che garantisce al lavoratore un' indennità sostitutiva della retribuzione e ne favorisce il reinserimento nel mondo del lavoro.
licenziati, collocati in mobilità e iscritti nelle relative liste;
in possesso di un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui almeno sei di effettivo lavoro;
che erano stati assunti a tempo indeterminato da:
imprese industriali che hanno impiegato mediamente più di 15 dipendenti nell'ultimo semestre;
imprese commerciali che hanno impiegato mediamente più di 200 dipendenti nell'ultimo semestre;
aziende commerciali che hanno impiegato mediamente tra 50 e 200 dipendenti nell'ultimo semestre;
imprese di vigilanza che hanno impiegato mediamente più di 15 dipendenti nell'ultimo semestre.
Dal 01.01.2005 al personale, anche viaggiante, dei vettori aerei e delle società da questi derivanti, indipendentemente dal limite numerico dei dipendenti occupati nell'ultimo semestre.
In caso di licenziamento per:
trasformazione dell'attività aziendale;
ristrutturazione dell'azienda;
PER QUANTO SPETTA
L'indennità di mobilità varia in relazione all'età del lavoratore al momento del licenziamento e all'area geografica in cui è ubicata l'azienda.
Età del lavoratore all'atto del licenziamento
(T.U. D.P.R. 218/78)
Fino a 40 anni (non compiuti) 12 mesi 24 mesi
Da 40 a 50 anni (non compiuti) 24 mesi 36 mesi
L' indennità di mobilità non può essere, di regola, superiore all'anzianità lavorativa maturata presso l'azienda che ha effettuato il licenziamento.
Edilizia (L. 223/91 art. 11 comma 2 - L. 451/94)
L.127/2006 (reimpiego ultracinquantenni)
L.247/2007 (Salvaguardia del diritto per l'accesso alla pensione di anzianità)
Ha lo scopo di aiutare economicamente il lavoratore in mobilità che decide di iniziare un'attività autonoma o imprenditoriale.
E' l'indennità che si prolunga oltre il termine della mobilità “ordinaria” per consentire al lavoratore di maturare il diritto alla pensione.
E' un trattamento speciale di disoccupazione in favore dei lavoratori edili. Anche se assimilato alla mobilità in alcune sue parti, conserva la natura di trattamento speciale edile.
L.223/91 art.11 c.2.
18 mesi di effettivo lavoro;
azienda ubicata in aree in crisi in seguito al completamento di opere di grandi dimensioni;
lavoratori licenziati successivamente ad un avanzamento dei lavori maggiore del 70%;
18 mesi elevabili a 27 per i residenti delle aree della Cassa per il Mezzogiorno. (Nei limiti stabiliti dal decreto).
L. 451/94.
Anzianità di 36 mesi presso l'Azienda che ha attivato la procedura di mobilità, di cui almeno 24 mesi di lavoro effettivamente prestato comprese:
Dal 1 gennaio 2005 il personale, anche navigante, dei vettori aerei e delle società da questi derivanti, sono sottoposti alla disciplina della CIGS e della mobilità.
Spetta al personale dei vettori aerei e delle società da questi derivate, anche viaggiante, indipendentemente dal limite dimensionale di più di 15 dipendenti.
Dura 36 mesi indipendentemente dall'età dell'assicurato e dall'area geografica di residenza.
L'indennità di mobilità spettante è integrata, per tutta la sua durata, da un fondo (fondo volo). L'erogazione del fondo è legata alla sussistenza del diritto alla prestazione principale.
E' un'indennità destinata a lavoratori licenziati da imprese non destinatarie della normativa sull'indennità di mobilità, o che non abbiano accesso ai normali ammortizzatori sociali.
E' un progetto finalizzato al reimpiego di 3.000 lavoratori ultracinquantenni che abbiano compiuto cinquanta anni entro il 31 dicembre 2006.
La L .247/2007 ha riconosciuto ai lavoratori in mobilità ordinaria (nei limiti di 15.000 unità), il diritto a poter accedere al trattamento pensionistico di anzianità mantenendo i requisiti in vigore al 31/12/2007.
Hanno diritto esclusivamente i lavoratori in mobilità ordinaria che maturano i requisiti per la pensione di anzianità “entro il periodo di fruizione” della relativa indennità.
già destinatari di un provvedimento in deroga, con l'eccezione degli ex appartenenti al settore aereo;
licenziati da imprese commerciali con più di 50 dipendenti e fino a 200;
licenziati da agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più di 50 dipendenti e da imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti;
già destinatari di mobilità lunga (leggi n. 176/98; n. 81/2003; n. 296/2006);
già destinatari di mobilità cristallizzata (art. 59,c.7,lettera c. L.449/97 modificato dall'art. 1-ter L.176/98 e dall'art 45 c.22 L.144/99);
hanno percepito o presentato una domanda di anticipazione di mobilità (art.7 c. 5 L.223/91);
destinatari dei benefici del dl. n.68/2006 convertito nella l.124 del 24/3/2006;
È un intervento che vuole:
• sostenere le imprese in situazioni di difficoltà
• garantire il lavoratore dalla perdita della retribuzione
Agli operai, impiegati e quadri delle imprese industriali in genere e delle imprese industriali e
artigiane del settore edile e lapideo, esclusi gli apprendisti.
In caso di sospensione o contrazione dell'attività produttiva per situazioni aziendali dovute a:
• eventi temporanei e non imputabili all'imprenditore o ai lavoratori;
• situazioni temporanee di mercato
La domanda va presentata dalle imprese entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella
settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro.
L'importo del trattamento ordinario non può però superare un limite massimo mensile stabilito di
anno in anno (per il 2002 è di € 776,12 ed è elevato a € 932,82 in caso di retribuzione mensile
superiore a € 1.679,07).
Tali importi sono ridotti di un'aliquota che attualmente è pari al 5,54%.
Nel settore edile e lapideo quando la CIG è stata determinata da eventi meteorologici, il limite è
incrementato del 20% (per il 2002 è di € 931,34 ed è elevato a € 1.119,38 in caso di retribuzione
mensile superiore a € 1.679,07). I periodi di Cassa integrazione guadagni sono utili per il diritto e
per la misura della pensione.
Se il lavoratore in Cassa integrazione svolge contemporaneamente attività retribuita, senza averlo
prima comunicato alla propria Sede INPS, decade dal diritto alla prestazione. In caso di
comunicazione preventiva la prestazione viene sospesa per la durata dell'attività lavorativa
La durata massima è di 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi. In determinate aree
territoriali il limite è elevato a 24 mesi. Per le imprese edili e per quelle del settore lapideo la durata
massima, in caso di sospensione del lavoro, è di 13 settimane; di 52 settimane quando trattasi di
riduzione dell'orario di lavoro.