Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26219-del-16-10-2019
Timestamp: 2020-07-06 00:18:19+00:00
Document Index: 53681993

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Sentenza Cassazione Civile n. 26219 del 16/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26219 del 16/10/2019
Cassazione civile sez. lav., 16/10/2019, (ud. 26/06/2019, dep. 16/10/2019), n.26219
sul ricorso 11800-2016 proposto da:
avvocati CARLA D’ALOISIO, LELIO MARITATO, EMANUELE DE ROSE, GIUSEPPE
MATANO, ESTER ADA SCIPLINO, ANTONINO SGROI;
C.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA GIOVANNI
avverso la sentenza n. 1139/2015 della CORTE D’APPELLO di LECCE,
depositata il 05/05/2015 R.G.N. 142/14.
il giudice del lavoro del Tribunale di Brindisi accolse l’opposizione di F.M., quale titolare dell’omonima azienda agricola, avverso il verbale di accertamento dell’Inps col quale erano state contestate inadempienze contributive per gli anni 2004 – 2005 e, per l’effetto, annullò tale verbale;
a seguito di impugnazione dell’Inps (anche per conto della S.C.C.I. s.p.a.), la Corte d’Appello di Lecce (sentenza del 5.5.2015) rigettò il gravame dopo aver rilevato che l’accordo di riallineamento applicato, valevole per il quadriennio 2004 – 2007, costituiva la prima ed unica rimodulazione al programma di riallineamento già definito dal CPL 2000/2003 che, in precedenza, non aveva subito alcuna modifica, per cui non era ravvisabile la violazione della L. n. 608 del 1996, art. 5, comma 5;
per la cassazione della sentenza ricorre l’Inps con un solo motivo, cui resiste C.M., in qualità di erede di F.M., con controricorso, illustrato da memoria;
3. il quesito di diritto posto dall’Inps afferisce, dunque, alla legittimità o meno del programma di adeguamento salariale previsto e disciplinato dal contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Brindisi siglato il 20.9.2004 alla luce della disciplina dettata dal D.L. n. 510 del 1996, art. 5, comma 5, convertito dalla L. n. 608 del 1996 che testualmente recita quanto segue: “E’ ammessa una sola variazione ai programmi di riallineamento contributivo, compresi quelli già stipulati, limitatamente ai tempi ed alle percentuali fissati dagli accordi provinciali, purchè tale modifica sia oggettivamente giustificata da intervenuti rilevanti eventi non prevedibili e che incidano sostanzialmente sulle valutazioni effettuate al momento della stipulazione dell’accordo territoriale, ed a condizione che l’intesa di aggiustamento sia sottoscritta dalle medesime parti che hanno stipulato il primitivo accordo”;
4. al riguardo il ricorrente evidenzia che l’istituto dei contratti di riallineamento contributivo ha trovato una sua disciplina nel predetto D.L. n. 510 del 1996, art. 5, convertito nella L. n. 608/96, ed è stato applicabile sino al 17 ottobre 2001, in forza di quanto previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 116, comma 1 limitatamente “alle imprese che recepiscono, entro un anno dalla decisione assunta dalla Commissione delle Comunità Europee sul regime di aiuti di Stato n. 236/A/2000, contratti di riallineamento regolati ai sensi e alle condizioni del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 5, è concesso, per la durata del programma di riallineamento e, comunque, per un periodo non superiore a cinque anni, uno sgravio contributivo nelle misure di cui al comma 2 per i lavoratori individuati secondo le modalità di cui al citato D.L. n. 510 del 1996, art. 5, comma 3-sexies, introdotto dalla L. 23 dicembre 1998, n. 448, art. 75, mai denunciati agli enti previdenziali”;
7. inoltre, l’accordo sottoscritto il 12 marzo 2002, del quale fa menzione lo stesso art. 19 appena citato, allegato al contratto provinciale del 2004, era stato sottoscritto anche dalla FLAI CGIL conformemente alla sottoscrizione del precedente contratto provinciale di riallineamento risalente al 18.2.2000, che vedeva tra i soggetti stipulanti tale organizzazione sindacale che non aveva, invece, sottoscritto il contratto provinciale del 2004; pertanto, tale mancanza di sottoscrizione comportava la violazione di quanto stabilito dal comma 5 dell’art. 5 del citato decreto-legge, che prevedeva che l’intesa di aggiustamento fosse sottoscritta dalle medesime parti che avevano stipulato il primitivo accordo;
10. orbene, la L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 116, commi 1 – 7, pur mantenendo fermo l’intero quadro normativo vigente in materia, ha integrato gli effetti della contrattazione da riallineamento sotto l’aspetto contributivo, prevedendo uno sgravio sulla retribuzione dovuta nella misura della L. n. 608 del 1996, art. 5, comma 4. Per tal motivo, la riapertura dei termini operata dalla norma è stata limitata alla sola possibilità di recepimento dei contratti già stipulati e non alla stipula ex novo di nuovi accordi provinciali di riallineamento;
12. si è, quindi, avuta l’esplicita previsione normativa, introdotta solo con la L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 116, dello sgravio contributivo concesso ai datori di lavoro che abbiano aderito ad un accordo di riallineamento entro un anno dalla decisione della Commissione delle Comunità Europee. Si è trattato di stabilire una disciplina per favorire l’emersione del lavoro irregolare rivolta ai datori di lavoro che abbiano aderito ad un accordo di riallineamento nel termine annuale dalla decisione della Commissione delle Comunità Europee, per la durata del programma di riallineamento, e comunque per non più di cinque anni, con condizioni, anche temporali, e requisiti per fruire dello sgravio contributivo;