Source: https://www.studiomarchetti.net/it/news/2019-08-24-sblocca-cantieri-sospende-alcuni-limiti-subappalti-tutele/
Timestamp: 2020-04-09 20:12:22+00:00
Document Index: 31118306

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1656', 'art. 89', 'art. 1', 'art. 80', 'art. 80', 'art. 80', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 14']

Lo “Sblocca cantieri” sospende (alcuni) limiti sui subappalti. E le tutele? - Studio Marchetti Osimo - Ancona
Il legislatore, infatti, ha definito subappalto, che potremo rubricare “pubblico”, “il contratto con il quale l'appaltatore affida a terzi l'esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto”. In seguito alla novella del 2017 la definizione di cui sopra è stata, potremmo dire per equivalenza analogica, decisamente ampliata stabilendo che “costituisce, comunque, subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo delle prestazioni affidate o di importo superiore a 100.000 euro e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto da affidare”.
In ogni caso, l'eventuale subappalto non può superare la quota del 30% dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.
Nella delimitazione del subappalto occorre, tuttavia, considerare anche i subcontratti che non sono subappalti, ossia le categorie di forniture o servizi di cui all’elencazione del co 3 (ad esempio i contratti d’opera stipulati con lavoratori autonomi per specifiche attività); per tali subcontratti si prevede un obbligo di comunicazione alla stazione appaltante prima dell'inizio della prestazione.
E’ proprio dal congelamento di questa definizione e della relativa disciplina che (superficialmente e in modo spiccio) muove il governo per sbloccare i cantieri per la realizzazione delle opere pubbliche; infatti il co. 18 dell’art. 1 del D.L. n. 32 convertito dalla legge n. 55/2019, stabilisce che, in attesa di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, fino al 31 dicembre 2020, “in deroga all’articolo 105, comma 2, del medesimo codice, fatto salvo quanto previsto dal comma 5 del medesimo articolo 105, il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del 40 per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. Fino alla medesima data di cui al periodo precedente, sono altresì sospese l'applicazione del comma 6 dell'articolo 105 e del terzo periodo del comma 2 dell'articolo 174, nonché le verifiche in sede di gara, di cui all'articolo 80 del medesimo codice, riferite al subappaltatore”.
In relazione alla prima correzione è possibile rilevare che con essa il subappalto pubblico torna sostanzialmente a collocarsi all’interno della disposizione “generale” di cui all’art. 1656 c.c., con la conseguenza che i contratti aventi ad oggetto attività le quali richiedono l'impiego di maestranze, in particolare, le forniture con posa in opera e noli a caldo, non dovranno più essere considerati necessariamente subappalti, bensì contratti di integrazione funzionale comunque non rientranti nei limiti del 40%.
A quanto sopra deve, inoltre, aggiungersi che le informazioni (e le loro variazioni) relative ai subcontratti indicati al co. 3, non dovranno più essere comunicati alla stazione appaltante prima dell'inizio della prestazione e durante la stessa, così come non dovrà più essere acquisita una nuova autorizzazione integrativa nel caso di: variazioni dell’oggetto, incremento dell’importo o cambiamento dei requisiti di qualificazione del subappalto.
In relazione alla seconda correzione, il legislatore, fatta salva la previsione del co. 5 in relazione all’art. 89 co. 11, ossia l’esclusione dell’avvalimento nei confronti di opere per le quali sono necessarie prestazioni o componenti di notevole contenuto tecnologico o di complessità tecnica rilevante, quando il valore dell’opera supera il 10% dell'importo totale dei lavori (prescrizione che, quindi, rimane in vigore), sceglie di consentire un ricorso molto più ampio al subappalto derogando alla regola generale circa il limite dello stesso rispetto all’importo complessivo del contratto d’appalto.
· appalti di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 35 (soglie di rilevanza comunitaria del valore stimato degli appalti);
· appalti aventi ad oggetto le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa (così come individuate al co. 53 dell’art. 1 della l. n. 190/2012), indipendentemente dall'importo a base di gara.
· degli appalti sotto le soglie di cui all'articolo 35 per i quali non sono più richieste, prima della stipula del contratto, né le indicazioni circa le modalità e le tempistiche per la verifica delle condizioni di esclusione di cui all'art. 80 nei confronti dell’appaltatore e i dei subappaltatori, né l'indicazione dei mezzi di prova richiesti, per la dimostrazione delle circostanze di esclusione per gravi illeciti professionali come previsti dal co. 13 dell'art. 80;
Inoltre, con il blocco dell’obbligo delle verifiche, in sede di gara, di quanto stabilito nell’art. 80 circa i motivi di esclusione dell’operatore economico dalla partecipazione a una procedura d’appalto o concessione, chi concorre all’affidamento dell’appalto o della concessione non dovrà più dimostrare l’assenza in capo ai suoi subappaltatori delle molteplici ipotesi di condanna con sentenza definitiva, decreto penale di condanna irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta per numerosi reati (fra i quali meritano menzione quelli riconducibili alla partecipazione a un’organizzazione criminale, al riciclaggio di proventi di attività criminose, allo sfruttamento del lavoro minorile e altre forme di tratta di esseri umani, come pure quelli relativi alla commissione di gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro nonché quelli relativi alle sanzioni interdittive dell'art. 9, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 231/2001 e dell'art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008).
Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/rapporto-di-lavoro/quotidiano/2019/08/24/sblocca-cantieri-sospende-alcuni-limiti-subappalti-tutele