Source: http://www.sistriforum.com/t7330-decreto-salva-italia-articoli-inerenti-la-gestione-dei-rifiuti
Timestamp: 2019-10-14 13:57:56+00:00
Document Index: 20982638

Matched Legal Cases: ['art. 195', 'art. 195', 'art 14', 'art.14', 'art.195', 'art. 226', 'art. 221']

alessiog il Mer Dic 07, 2011 12:45 pm
sapreste indicarmi quali sono gli articoli del decreto salva Italia che trattano e /o che introducono novità per la gestione dei rifiuti..?!
Re: Decreto salva Italia articoli inerenti la gestione dei rifiuti ?
Supremoanziano il Mer Dic 07, 2011 12:57 pm
Decreto salva Italia modifiche art. 195 c. 2 lett. e
sarabai il Mer Dic 07, 2011 4:52 pm
in merito alle modifiche apportate dal Decreto Salva Italia alla gestione dei rifiuti (in particolare alla abrogazione di parte dell'art. 195, c.2, lett. e), mi chiedo se per tutti i rifiuti prodotti nelle aree di vendita, nei magazzini e nelle aree produttive viene meno il regime di specialità (cioè tutti questi saranno assimilati agli urbani).
Siccome che per l'assimilabilità è sempre necessario un regolamento comunale + apposita convenzione con il Comune dove l'azienda ha sede, mi chiedo cosa accade se il regolamento comunale in vigore faccia riferimento ad una normativa ormai abrogata (il decreto ronchi)
in poche parole: io come azienda come mi devo comportare per gestire i rifiuti prodotti dall'attività di vendita e dal magazzino?
Admin il Mer Dic 07, 2011 6:17 pm
A quale articolo del decreto legge fai riferimento?
zesec il Mer Dic 07, 2011 7:27 pm
Accipicchia! Non lo avevo letto.
Art. 14 comma 46:
"46. A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei
rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l'addizionale per
l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. All’articolo 195, comma 2, lettera e), del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono abrogate le parole da “Ai rifiuti assimilati” fino a “la
predetta tariffazione”.
Beh, da rifletterci...ma su due piedi mi sembra che l'eventuale eliminazione della parte sui limiti all'assimilabilità per rifiuti delle aree produttive e magazzini, sgombererebbe il campo sui dubbi se quei vincoli sono applicabili anche in assenza della tanto attesa (e mai emanata) norma regolamentare di cui all'ultimo periodo della lettera e), o se -come affermato dalla dottrina prevalente- continuano ad applicarsi solo ed esclusivamente i limiti di cui alla Deliberazione 27.7.1984.
Comunque, per la tua specifica domanda, li consideri urbani solo ed esclusivamente se il tuo comune ha assimilato quei rifiuti agli urbani nel proprio regolamento di gestione RSU. Se invece li ha esclusi in quanto formatisi nelle aree produttive, magazzini, ecc., quei rifiuti non sono assimilati agli urbani.
Ricorda che il comune può assimilare alcune tipologie di rifiuti speciali agli urbani, ma potrebbe anche non farlo. E può mettere i limiti che ritiene più opportuni, anche se non previsti dalla normativa, purché non contrastanti con essa (altrimenti il regolamento non avrebbe senso).
sarabai il Mer Dic 07, 2011 7:38 pm
facciamo chiarezza sull'assimilabilità dei rifiuti speciali
Lucio Zaninotto il Gio Dic 08, 2011 7:10 pm
Il Decreto cosidetto "salva Italia" all'art 14 comma 1 specifica che la privativa dei comuni (e quindi la prerogativa di imporre la NUOVA TASSA RIFIUTI) deriva dal servizio di gestione dei rifiuti URBANI e dei rifiuti ASSIMILATI AVVIATI ALLO "SMALTIMENTO".
La maggior parte dei rifiuti da attività produttive e commerciali sono AVVIATI A "RECUPERO" e quindi sono ESCLUSI dalla privativa comunale; posso quindi consegnarli a chiunque sia autorizzato a farlo e magari guadagnarci qualcosa se questi rifiuti sono "valorizzabili"..
Purtroppo questa semplice e corretta considerazione viene resa eufemisticamente elastica da gestori pubblici che sanno di poter scaricare a consuntivo tutti i costi della loro (mala) gestione sull'utente finale anche quando questi è un imprenditore a cui si chiede il "pizzo" come percentuale sulle ampie superfici produttive o di magazzino senza dare come contropartita alcun servizio corrispondente.
Se questo nuovo governo voleva incidere sui costi della politica e magari favorire lo sviluppo non doveva abrogare al comma 46 dell'art.14 quella minima barriera all'ingordigia dei gestori "pubblici" espressa dall'art.195 comma 2 lettera e) del D.Lgs 152/2006; avrebbe fatto meglio ad incentivare il recupero attraverso il massimo coinvolgimento di ditte private autorizzate ed in vero regime di concorrenza
Admin il Gio Dic 08, 2011 8:32 pm
Anche se, tecnicamente, la parte abrogata non era produttiva di effetti a causa della clausola di salvaguardia contenuta nella Finanziaria 2007 e nelle more dell'emanazione del decreto sui criteri qualitativi e quantitativi sull'assimilazione dei rifiuti speciali.
Atteso da quasi 14 anni e che forse non vedremo mai...
Ad ogni modo anche questo e' il segnale di una certa linea politica.
altre considerazioni sull'assimilabilità dei rifiuti speciali
Lucio Zaninotto il Ven Dic 09, 2011 2:03 am
Rispondo ad ADMIN : mi consta che la clausola di salvaguardia del 2007 sia stata reiterata ma poi il dettato legislativo sia diventato vincolante, anche se, convengo, senza conseguenze per gli utenti perchè i gestori pubblici fanno la voce grossa contro i singoli, che, per l'ammontare degli importi, non trovano giustificazione per adire alle vie legali..
I vari gestori delle municipalizzate o dei consorzi di raccolta e SMALTIMENTO dei rifiuti urbani ci guadagnano parecchio da queste raccolte non domestiche al punto che, in Veneto, raggiungono risultati pari a 2/3 del totale contrariamente all'oggetto della loro ragione sociale che , per legge, riguarda i soli "RIFIUTI URBANI DESTINATI A SMALTIMENTO".
Prendiamo ad esempio i rifiuti di IMBALLAGGIO (più o meno prodotti da chiunque conduce un'attività, classificati terziari) il D.Lgs. 152/2006 all'art. 226 VIETA DI IMMETTERLI nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani.....fermo restando quanto previsto all'art. 221 comma 4, dove mentre si rafforza l'obbligo di consegna in luoghi riconosciuti dal CONAI si apre alla POSSIBILITA' di conferire al servizio pubblico nei limiti dell'articolo 195, comma 2, lettera e) .....- e qui torna ancora in gioco ciò che è appena stato abrogato dal "salva Italia municipalizzata" (dicono che a pensar male quasi sempre si indovina.....)
D'altra parte come poteva entrare in un decreto "SALVA ITALIA" una parte di legislazione .... non produttiva di effetti! - come dice ADMIN -; che figura ci avrebbero fatto i finti TECNICI, nonché professori del nuovo governo?
L'azione legislativa del "salva Italia" sembra a me subdolamente molto più politica di quel che sembri nel segno, piuttosto preoccupante, di favorire le municipalizzate (politicizzate) penalizzando ancora una volta gli utenti non domestici che, presi singolarmente, sono facilmente aggregabili.
E dove si sono nascoste le associazioni di categoria? non trovano più interessante il libero mercato del recupero dei rifiuti?.
Maggior recupero vuol dire anche meno problemi di discariche, meno combustibile per gli inceneritori e più salute per tutti (i camini elevati degli inceneritori non tolgono le polveri sottili, le distribuiscono soltanto a più ampio raggio ! ).
Admin il Ven Dic 09, 2011 10:17 am
Diciamo che se fino a ieri poteva esserci qualche spiraglio (invero risicatissimo), adesso non c'e' più' e che se il decreto voleva favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese questo singolo provvedimento va nella direzione opposta.