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Timestamp: 2016-12-10 20:26:52+00:00
Document Index: 139780369

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 25', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art.\n19', 'art. 19', 'art. 25', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art.\n34']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 321 del 29.07.2008
Interpello - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. - IVA. Esercizio del
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stato esposto il seguente
Il Comune di ...riferisce di avere iniziato nel 2005 i lavori per la
realizzazione della nuova rete urbana di distribuzione del gas metano,
attualmente ancora in corso, e di avere deliberato l'affidamento in
concessione a terzi del servizio di distribuzione del gas metano sul
territorio comunale, approvando contemporaneamente il contratto di servizio.
Detto contratto prevede che la durata della concessione
è di dodici
anni, a partire dal primo gennaio successivo alla messa in gas degli impianti, avvenuta il ... e che il Concessionario
è tenuto a corrispondere
un canone annuale dietro emissione di regolare fattura da parte del Comune.
Ciò posto, il Comune di ...chiede se sia detraibile, nel rispetto del
termine biennale previsto dall'art. 19, primo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, l'IVA assolta per la
costruzione della rete di distribuzione del gas metano iniziata nel 2005.
Il Comune interpellante ritiene di poter esercitare il diritto alla
detrazione dell'imposta assolta per la costruzione della rete di
distribuzione del gas metano in quanto il diritto sorge, a suo avviso, nel
momento dell'acquisizione di beni e servizi destinati ad essere utilizzati
in operazioni che danno diritto alla detrazione, non essendo necessario
attendere l'utilizzazione degli stessi nell'attività a cui sono destinati.
A questo proposito l'ente locale precisa che assolverà gli obblighi
di registrazione delle fatture passive nei termini di cui all'art. 25, del
DPR n. 633 del 1972, e, come stabilito dall'art. 19, comma 1, dello stesso
decreto, potrà procedere alla detrazione dell'imposta assolta.
L'interpellante rappresenta, inoltre, che, vantando un credito IVA
risultante dalle liquidazioni annuali dell'imposta relative agli anni 2006 e
2007, intende utilizzare tale credito in compensazione con le ritenute sui
redditi da lavoro autonomo, con le ritenute sui redditi da lavoro
dipendente, con l'IRAP e con le addizionali comunali e regionali, mediante
il modello di pagamento F24.
Si fa presente, in via preliminare, che il quesito prospettato
nell'istanza di interpello concerne la disciplina dei termini e delle modalità di esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel presupposto, il cui accertamento non costituisce oggetto dell'interpello,
che l'ente istante sia soggetto passivo ai fini del tributo.
Ciò premesso, si osserva che la disciplina della detrazione
dell'imposta sul valore aggiunto è contenuta negli artt. 19 e seguenti del
DPR n. 633 del 1972, i quali prevedono le condizioni, i limiti, i termini e
le modalità di esercizio del diritto stesso.
In particolare, l'art. 19 del citato DPR n. 633 del 1972 stabilisce,
al primo comma, che è "detraibile dall'ammontare dell'imposta relativa alle
operazioni effettuate, quello dell'imposta assolta o dovuta dal soggetto
passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai
servizi (...) acquistati nell'esercizio dell'impresa (...)".
La disposizione richiamata evidenzia, fra l'altro, che il soggetto
passivo d'imposta può esercitare il diritto alla detrazione dell'IVA ad
esso addebitata a titolo di rivalsa per i beni e i servizi acquistati
nell'esercizio d'impresa.
Il secondo periodo del primo comma dello stesso art. 19 disciplina i
termini e le modalità di esercizio del diritto alla detrazione, stabilendo
che "il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi
acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al
più tardi, con la dichiarazione relativa al
secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto
ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo".
La disposizione in esame stabilisce, in sostanza, ai fini della
detrazione, i seguenti criteri:
a) il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l'imposta diviene
esigibile;
b) il diritto alla detrazione può essere esercitato, al
più tardi, con
la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il
diritto alla detrazione è sorto;
c) il diritto alla detrazione deve essere comunque esercitato alle
condizioni esistenti al momento della sua nascita.
Per quanto riguarda il momento in cui sorge il diritto alla
detrazione, di cui al punto a), occorre fare riferimento al momento di
esigibilità dell'imposta come individuato dall'art. 6 del DPR n. 633 del
Ai sensi del citato art. 6 l'imposta relativa alle cessioni di beni e
alle prestazioni di servizi diviene esigibile nel momento in cui le
operazioni si considerano effettuate in base allo stesso art. 6.
In sostanza, l'esigibilità coincide, in via generale, con il momento
di effettuazione dell'operazione che è costituito, per le cessioni di beni,
dal momento della stipulazione dell'atto traslativo (in caso beni immobili)
o di consegna o spedizione (in caso di beni mobili) ovvero, per le
prestazioni di servizi, dal momento del pagamento del corrispettivo, salve
le eccezioni indicate, per ambedue le tipologie di operazioni, nel medesimo
art. 6 del DPR n. 633 del 1972.
Per quanto concerne il termine ultimo entro il quale è
esercitare la detrazione, di cui al punto b), si osserva che lo stesso
coincide con il termine previsto per la dichiarazione relativa al secondo
anno successivo a quello in cui il diritto è sorto.
In merito all'individuazione delle condizioni di esercizio del diritto
alla detrazione, di cui al punto c), si fa presente che se il diritto è esercitato - nel rispetto del termine sopra indicato - in un periodo
successivo a quello in cui l'imposta è divenuta esigibile, ai fini delle
eventuali limitazioni alla detrazione, valgono le condizioni esistenti al
momento della nascita dello stesso diritto alla detrazione.
Ciò posto, si precisa che, ai sensi del secondo comma del citato art.
19 del DPR n. 633 del 1972, la detrazione non spetta per l'IVA assolta in
relazione agli acquisti di beni e servizi afferenti operazioni esenti o
comunque non soggette ad imposta.
Si fa presente, peraltro, come chiarito con la circolare n. 328/E del
24 dicembre 1997, che, per poter esercitare il diritto alla detrazione, il
contribuente "non deve attendere l'effettiva utilizzazione dei beni e dei
servizi nella propria attività (...) essendo a tal fine sufficiente che i
beni ed i servizi siano "afferenti", cioè destinati ad essere utilizzati in
operazioni che danno (...) diritto a detrazione (...)".
Ciò posto, in relazione al caso di specie, si fa presente che, ai
fini dell'esercizio del diritto alla detrazione dell'IVA assolta per la
costruzione della rete di distribuzione del gas metano iniziata nel 2005, il
Comune istante dovrà verificare, sulla base dei principi richiamati, il
momento in cui il diritto alla detrazione è sorto e potrà operare la
detrazione dell'imposta secondo le condizioni, le modalità e i termini
sopra richiamati, previsti dal citato art. 19 del DPR n. 633 del 1972,
annotando in apposito registro le fatture di acquisto di beni e servizi ai
sensi dell'art. 25, primo comma, del DPR n. 633 del 1972.
Con riferimento al comportamento prospettato dall'istante, relativo
all'utilizzo in compensazione del credito complessivo risultante dalle
liquidazioni annuali IVA relative agli anni 2006 e 2007, con le ritenute sui
dipendente, con l'IRAP e con le addizionali comunali e regionali, si osserva
L'art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, prevede, al
comma 1, che: "I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei
contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle
regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti,
dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle
dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla
data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve
essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione
successiva".
Detta disposizione, in sostanza, consente di compensare tra loro gli
importi a debito ed a credito relativi ad imposte, contributi e altre somme
dovute a favore dello Stato.
Le imposte, i contributi e le altre somme dovute a favore dello Stato
ammesse alla compensazione sono espressamente elencate dal comma 2 del
citato art. 17 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997.
In particolare, tra le somme compensabili ai sensi del citato art. 17 rientrano le ritenute alla fonte operate per l'imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF), le ritenute alla fonte operate per le addizionali
comunale e regionale all'IRPEF e l'imposta regionale sulle attività
produttive (IRAP).
I crediti risultanti dalle dichiarazioni annuali possono essere
utilizzati in compensazione a partire dal primo giorno del periodo d'imposta
successivo a quello in cui i crediti stessi sono maturati.
Il termine entro il quale è possibile compensare i crediti risultanti
dalle dichiarazioni coincide con il termine di presentazione della
dichiarazione successiva.
La compensazione è consentita, come previsto dall'art.
34, comma 1,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fino all'importo massimo di euro
516.456,90 per ciascun anno solare.
Quanto sopra rappresentato, in relazione al caso di specie, si ritiene
che il credito IVA relativo alle liquidazioni degli anni 2006 e 2007 possa
essere compensato, da parte del Comune istante con le ritenute sui redditi
da lavoro autonomo e dipendente, con le ritenute operate per le addizionali
comunale e regionale all'IRPEF e con l'IRAP, nel rispetto delle condizioni,
dei termini e dei limiti sopra richiamati.
Detta compensazione potrà essere operata dal Comune istante mediante
l'utilizzo del modello F24.
Qualora dalla compensazione residuino debiti relativi alle ritenute
alla fonte operate per l'IRPEF, alle ritenute alla fonte operate per le
addizionali comunale e regionale all'IRPEF e all'IRAP dette somme dovranno
essere versate dal Comune istante:
- mediante l'utilizzo dell'apposito modello F24 Enti Pubblici (F24 EP)
approvato con Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate datato 8 novembre 2007 se il Comune istante rientra tra gli enti pubblici di cui alla
Tabella A allegata alla legge 29 ottobre 1984, n. 720, titolari di conti
presso le tesorerie provinciali dello Stato;
- mediante l'utilizzo del modello F24 se il Comune istante non rientra
tra gli enti pubblici di cui alla Tabella A allegata alla legge 29
ottobre 1984, n. 720, titolari di conti presso le tesorerie provinciali