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Timestamp: 2017-10-16 22:31:11+00:00
Document Index: 160274187

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 42', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 38']

PROTOCOLLO D INTESA. sulla comunicazione interculturale - PDF
PROTOCOLLO D INTESA. sulla comunicazione interculturale
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Cosima Casagrande
1 PROTOCOLLO D INTESA sulla comunicazione interculturale tra Regione Emilia-Romagna, Ordine dei Giornalisti dell Emilia-Romagna, Co.Re.Com dell Emilia-Romagna, Consulta regionale per l integrazione sociale dei cittadini stranieri, ANCI, UPI, UNCEM, Lega Autonomie Locali, Associazione Stampa dell Emilia-Romagna, Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Alma Mater Studiorum Università di Bologna - Facoltà di Lettere e Filosofia - Laurea Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale e Scuola Superiore di Giornalismo, Segretariato Sociale RAI, Centri Interculturali dell Emilia-Romagna, Media locali e multiculturali Premesso che: Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell Unione Europea, con Decisione n. 1983/2006/CE, hanno dichiarato il 2008 Anno europeo del dialogo interculturale, ponendo tra gli obiettivi quello di aiutare i cittadini europei ad imparare a vivere insieme armoniosamente e a superare le differenze inerenti alla loro diversità culturale, religiosa e linguistica non soltanto tra le culture dei diversi stati membri, ma anche tra le varie culture e i gruppi religiosi degli stati membri. In tale ottica, il tema della comunicazione interculturale assume un ruolo strategico nei processi di inclusione sociale dei cittadini migranti perché è in grado di promuovere la coesione sociale e introdurre elementi di consapevolezza che aiutino i cittadini a conoscersi l un l altro. Secondo il Manifesto Europeo dei Media multiculturali presentato alla Commissione europea in data 24 aprile 2004 e il documento per una Piattaforma italiana dei media multiculturali i media multiculturali << (.) sono periodici, quotidiani, siti internet, emittenti e programmi radio-televisivi, spesso espressione di realtà associative e comunitarie, che coinvolgono, in veste di produttori o di principali fruitori, migranti e i diversi gruppi di origine immigrata. I media multiculturali sono spesso iniziative locali che utilizzano la/e lingua/e del proprio 1
2 pubblico cui forniscono informazioni sull Italia e i contesti locali, notizie sui paesi di origine dei flussi migratori che non trovano spazio nei media a larga diffusione, ed altre notizie che variano a seconda del taglio e degli obiettivi della testata.>>. I media multiculturali nascono spesso per bilanciare e per supplire al deficit di rappresentatività e alle carenze dei media a larga diffusione e possono diventare veri e propri laboratori identitari e canali di partecipazione alla vita sociale e culturale del nostro territorio. Pur trattandosi di una realtà vivace ed in continua crescita, i media multiculturali incontrano notevoli difficoltà a causa di problemi di sostenibilità economica, di riconoscimento professionale, di legittimazione, ecc.. L immigrazione straniera in Emilia-Romagna è in fase di crescita costante tale da raggiungere, all 01/01/2008, una presenza di circa persone, pari all 8,6% della popolazione residente. Con la recente approvazione della L.R. 5/2004 Norme per l integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati. Modifiche delle LL.RR. 21 febbraio 1990, n. 14 e 12 marzo 2003, n. 2, cui ha fatto seguito l approvazione del programma triennale per l integrazione dei cittadini stranieri (del. A.L. 45/2006) la Regione Emilia-Romagna non solo ha provveduto ad innovare il proprio impianto normativo, ma ha altresì fornito strumenti e linee d azione per favorire l inclusione sociale attraverso l offerta di spazi più ampi di partecipazione alla vita sociale, culturale e politica del territorio. In particolare, per quanto riguarda il tema oggetto del presente protocollo d intesa, è previsto che la Regione e gli Enti locali, ai fini dell integrazione e dello sviluppo della comunicazione interculturale, promuovano interventi nel settore per garantire: - pari opportunità di accesso all informazione da parte dei cittadini stranieri; - una migliore rappresentazione e una migliore percezione del fenomeno migratorio da parte della popolazione locale; - la conoscenza e la valorizzazione delle culture dei cittadini stranieri, favorendo il processo di integrazione sociale. La Regione Emilia-Romagna, nell ambito delle attività annuali di programmazione sociale, sostiene le Amministrazioni provinciali che intendono progettare interventi nel settore della comunicazione interculturale a partire dal consolidamento delle progettualità avviate sperimentalmente e già finanziate nell ambito della programmazione regionale precedente. Vista la normativa di riferimento, che si allega alla presente intesa; Richiamati: 2
3 - il Manifesto Europeo dei media multiculturali con il quale è stato chiesto al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea e ai Governi degli Stati membri di riconoscere i media multiculturali come servizio di interesse pubblico fondamentale per la comunità; - la Piattaforma italiana dei media multiculturali con la quale si chiede di valorizzare i media multiculturali come canale di informazioni qualificato al pari dei media a larga diffusione; - il Protocollo d intesa sperimentale in materia di iniziative di comunicazione interculturale tra la Provincia di Forlì-Cesena, Ordine dei giornalisti dell Emilia-Romagna, Associazione Stampa Forlivese, le testate giornalistiche locali Il Resto del Carlino, Il Corriere Romagna, Sestopotere, le emittenti televisive private Videoregione, Teleromagna ed i periodici Mia e Segni e Sogni sottoscritto il 17 febbraio 2007; Tutto ciò premesso le Parti sottoscrivono quanto segue: Il protocollo d intesa propone una collaborazione tra gli organismi coinvolti basata sulla comune consapevolezza che il nostro contesto locale e nazionale è una realtà interculturale e che anche i mass media devono riflettere la diversità e la complessità dell Italia di oggi, sia nella trattazione delle notizie che nella loro diffusione, sia nella composizione delle redazioni. Le parti concordano che i media multiculturali offrono un servizio di interesse pubblico fondamentale e che, in quanto tali, dovrebbero entrare a far parte integrante del sistema mediatico nazionale ed europeo. Il protocollo intende promuovere alcune azioni volte a migliorare: - l autorappresentazione e la partecipazione alla vita culturale e sociale dei cittadini immigrati residenti nel territorio regionale; - la rappresentazione e la percezione del fenomeno migratorio da parte della popolazione locale; - il clima di dialogo e comprensione reciproca fra cittadini autoctoni e cittadini di origine straniera; - la comunicazione sulle politiche e le iniziative istituzionali; Le tematiche ed i settori d intervento del Protocollo sono i seguenti: 1. Dati e ricerche sulla informazione e comunicazione interculturale in Emilia-Romagna 2. Azioni d informazione e sensibilizzazione dei giornalisti delle testate locali 3. Azioni di promozione e valorizzazione dei media multiculturali 4. Formazione e attivazione di tirocini formativi Impegni delle Parti firmatarie per la realizzazione dell intesa: 3
4 1 - Dati e ricerche sulla informazione e comunicazione interculturale in Emilia- Romagna Il Co.re.Com. in collaborazione con il Segretariato Sociale della Rai e altri soggetti firmatari interessati si impegna ad intraprendere un attività di osservazione sulla rappresentazione dell immigrazione nei media che realizzi annualmente un rapporto di analisi quantitativa e qualitativa sui modi di fare informazione sull immigrazione in Emilia-Romagna. L Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale si impegna a realizzare e diffondere linee guida sulla comunicazione interculturale per gli organismi e gli enti che si occupano di comunicazione pubblica. 2 - Azioni d informazione e sensibilizzazione dei giornalisti delle testate locali La Regione Emilia-Romagna, l Ordine dei Giornalisti dell Emilia-Romagna, l Associazione Stampa dell Emilia-Romgna, le testate multiculturali, gli Enti locali ed i Centri interculturali organizzano incontri (a livello locale) di presentazione e promozione del protocollo regionale rivolti ai giornalisti della stampa locale. L Ordine dei Giornalisti dell Emilia-Romagna, l Associazione Stampa dell Emilia-Romagna e l Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale si impegnano a distribuire ai propri associati oltre all informativa sul protocollo documenti su media e diversità culturale che possano servire da aggiornamento e sensibilizzazione dei propri iscritti. Il segretariato sociale della RAI insieme ai giornalisti di origine stranera e alle testate multiculturali presenta e promuove il presente protocollo alle testate regionali della RAI in Emilia-Romagna. 3 - Azioni di promozione e valorizzazione dei media multiculturali La Regione Emilia-Romagna, di concerto con i soggetti firmatari della presente intesa, si impegna a promuovere la tematica della comunicazione interculturale e le competenze specifiche per comunicare istituzionalmente a cittadini di diversa provenienza. In particolare l azione coinvolge: - l AIUSG (Agenzia Informativa e Ufficio Stampa della Giunta) e il Servizio informazioni per la stampa dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, affinché, nella realizzazione di campagne informative istituzionali, tengano conto della necessità di strumenti ed esperti di comunicazione interculturale nell ottica di una piena valorizzazione dei media multiculturali - le testate informative edite dalla Regione Emilia Romagna per promuovere una collaborazione fattiva (scambio di informazioni, articoli/servizi) con le testate multiculturali attive a livello regionale; 4
5 Gli Enti locali anche attraverso la definizione di intese tra soggetti pubblici e privati dei rispettivi territori si impegnano a: - valorizzare i media multiculturali presenti sul proprio territorio come canale di informazioni qualificato, al pari dei media a larga diffusione, per raggiungere i cittadini stranieri e quindi promuovere questi media perché vengano utilizzati per campagne informative e/o pubblicitarie, - aprire spazi di partecipazione ai giornalisti di origine immigrata e/o alle testate multiculturali nelle pubblicazioni a carattere informativo edite e diffuse dagli enti locali e nell ambito dell attività di informazione e comunicazione istituzionale (es. URP, biblioteche, ecc.); - formulare accordi con i media mainstream locali per un opera di sensibilizzazione che passi attraverso l utilizzo di professionalità giornalistiche provenienti dal mondo dell immigrazione; La Regione Emilia-Romagna, nell ambito delle politiche di promozione e sostegno all imprenditoria, si impegna a verificare la possibilità di promuovere programmi di sostegno e accompagnamento specifici alle imprese editoriali multiculturali. 4 - Formazione e attivazione di tirocini formativi L Alma Mater Studiorum Università di Bologna di concerto con i soggetti firmatari del Protocollo, promuove l attivazione di percorsi di formazione e di aggiornamento specifici sulla comunicazione e l editoria interculturale. Le parti si impegnano altresì a verificare la possibilità di promuovere corsi analoghi in collaborazione con altre Università operanti nella regione. La Scuola Superiore di Giornalismo di Bologna si impegna per l introduzione nei percorsi formativi di moduli specifici sull interculturalità come approccio e modalità di coprire le notizie ricorrendo ad esperti - formatori di origine immigrata per l approfondimento di questioni specifiche inerenti la copertura mediatica dell immigrazione e dei paesi di origine dell immigrazione L Associazione stampa dell Emilia-Romagna, attraverso i Comitati di Redazione o i fiduciari di redazione si fa garante presso le redazioni delle testate giornalistiche locali per l attivazione di stage formativi per gli operatori e i giornalisti della stampa multiculturale. Impegni delle Parti firmatarie per il monitoraggio e la valutazione della realizzazione dell intesa Il protocollo impegna i soggetti coinvolti a collaborare per la realizzazione degli obiettivi generali su base triennale e demanda alla Regione Emilia-Romagna l attività di coordinamento di un gruppo tecnico operativo. Le azioni verranno costantemente monitorate dal sopraindicato gruppo tecnico, e sarà redatto un report intermedio sullo stato di avanzamento delle singole attività, trascorsi 18 mesi dalla 5
6 data di sottoscrizione del protocollo, e un report finale. Il rapporto sarà presentato alla Presidenza dell Assemblea Legislativa, alla Consulta regionale per l integrazione sociale dei cittadini stranieri e al Centro regionale contro le discriminazioni. Le parti si impegnano a diffondere i contenuti della presente intesa a livello nazionale. Le parti danno mandato alla Regione Emilia-Romagna di verificare la possibilità di una intesa con il Governo nazionale e con altre Regioni interessate, in merito alla attuazione del presente protocollo, anche al fine di reperire e mobilitare ulteriori risorse finanziarie. Le parti si impegnano ad aprire un confronto con il Dipartimento per l Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di verificare l effettivo accesso dei media multiculturali ai fondi nazionali per l editoria. 6
7 Normativa di riferimento: - l art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (1953); - l art. 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell Unione Europea (Libertà di espressione e e informazione); - l art. 13 del Trattato di Amsterdam del 1999 che promuove il diritto al pari trattamento e alla libertà contro qualsiasi discriminazione; - la Convenzione UNESCO sulla protezione e la promozione delle diversità delle espressioni culturali adottata in data 20/10/2005 e ratificata dal Parlamento italiano il 31 gennaio 2007; - l art. 3 della Costituzione in cui si afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ; - l art. 21 della Costituzione in cui si stabilisce che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione ; - l art. 42 del T.U. di cui al D. Lgs. 286/98; - l art. 8 Partecipazione Popolare del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti locali di cui al D. Lgs.267/2000; - l art. 1 della L. 150/2000 Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni ; - l art. 2 della L. 69/1963 istitutiva dell Ordine dei Giornalisti (Diritti e Doveri) che recita: E diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori ; - la Carta dei doveri: etica e deontologia dove nel paragrafo Doveri del giornalista si asserisce che quest ultimo non può discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico, ma anche nel paragrafo Minori e soggetti deboli si dichiara: il giornalista si impegna comunque ad usare il massimo rispetto nei confronti dei soggetti di cronaca che per ragioni sociali, economiche o culturali hanno minori strumenti di autotutela ; - la Carta di Roma Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti approvata dal Consiglio Nazionale dell Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana; - l art. 2 lett. e) ed f) dello Statuto della Regione Emilia-Romagna approvato con L.R. n. 13 del 31 marzo 2005 che indica tra i principali obiettivi da perseguire il rispetto delle diverse culture, etnie e religioni e il godimento dei diritti sociali degli immigrati, degli stranieri profughi, rifugiati ed apolidi; 7
8 - l art. 17 Interventi di integrazione e comunicazione interculturale della L. R. n. 5 del 24 marzo 2004 Norme per l integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati. Modifiche alle leggi regionali 21 febbraio 1990, n. 14 e 12 marzo 2003, n. 2 che prevede che << la Regione e gli Enti locali, ai fini dell integrazione e dello sviluppo della comunicazione interculturale promuovano [...] b) lo svolgimento di iniziative pubbliche di informazione sui temi connessi all immigrazione che favoriscano una corretta conoscenza delle cause e degli aspetti reali del fenomeno migratorio; c)la realizzazione di iniziative di tipo artistico, culturale sportivo finalizzate a valorizzare le culture dei Paesi di origine ed a promuovere occasioni di socializzazione anche in ambito extralavorativo; d) l avvio ed il sostegno di interventi di comunicazione interculturale in ambito regionale >> ; - l art. 14 Comunicazione e Mediazione interculturale contenuto nel programma triennale per l integrazione dei cittadini stranieri, approvato con deliberazione dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna n. 45 del 7 febbraio 2006 che prevede << la costruzione di una rete regionale di comunicazione interculturale utile al fine di consolidare e mettere in sinergia i progetti finanziati in questi anni con altre iniziative presenti sul territorio >>; - il Contratto Nazionale di Servizio tra il ministero delle comunicazioni e la RAI- Radiotelevisione Italiana Spa ed in particolare l art. 3 Qualità dell offerta e valore pubblico, l art. 8 Programmazione dedicate alle persone con disabilità e programmazione sociale e l art. 38 Sede permanente di confronto sulla programmazione sociale. 8
PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI STRANIERI IMMIGRATI TRIENNIO 2011-2013
ALLEGATO 1 PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEGLI STRANIERI IMMIGRATI TRIENNIO 2011-2013 SOMMARIO 1 - CONTESTO DI RIFERIMENTO...2 DATI DEMOGRAFICI...2 2 - OBIETTIVI GENERALI...6 3 - I COMPITI
IL DISEGNO DI LEGGE REGIONALE DELLA TOSCANA PER L'IMMIGRAZIONE
1 IL DISEGNO DI LEGGE REGIONALE DELLA TOSCANA PER L'IMMIGRAZIONE CAPO I - Disposizioni generali Articolo 1 Principi e finalità della legge Articolo 2 - Ambito soggettivo CAPO II La governance dell immigrazione