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Timestamp: 2019-01-21 04:12:26+00:00
Document Index: 46240206

Matched Legal Cases: ['art.  75', 'art. 119', 'art.  75', 'art. 75', 'art. 75', 'art.  119', 'art.  17', 'art. 27', 'art.  75', 'art.  24', 'art.  17', 'art.  27']

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 12 Maggio 2004: Esclusione dalle gare nel caso di sussistenza di pronunce in ordine ad errori gravi, commessi nell'esecuzione di lavori. (Determinazione n. 8/2004). (GU n. 128 del 3-6-2004 | Edilone.it
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 12 Maggio 2004: Esclusione dalle gare nel caso di sussistenza di pronunce in ordine ad errori gravi, commessi nell’esecuzione di lavori. (Determinazione n. 8/2004). (GU n. 128 del 3-6-2004
AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 12 Maggio 2004: Esclusione dalle gare nel caso di sussistenza di pronunce in ordine ad errori gravi, commessi nell'esecuzione di lavori. (Determinazione n. 8/2004). (GU n. 128 del 3-6-2004 )
DETERMINAZIONE 12 Maggio 2004
Esclusione  dalle  gare nel caso di sussistenza di pronunce in ordine
ad  errori gravi, commessi nell’esecuzione di lavori. (Determinazione
n. 8/2004).
L’art.  75,  comma  1,  del decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre  1999,  n.  554,  e  successive modificazioni nel fornire
un’elencazione  delle clausole di esclusione dalle gare, prevede alla
lettera  f)  che «sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di
affidamento degli appalti e delle concessioni e non possono stipulare
i  relativi  contratti  i  soggetti…  …che  hanno  commesso grave
negligenza  o  malafede  nell’esecuzione  di  lavori  affidati  dalla
stazione appaltante che bandisce la gara».
Nella  fattispecie  di  cui  trattasi  vanno  ricompresi  i casi di
risoluzione  del  contratto  d’appalto per grave inadempimento, grave
irregolarita’  e  grave  ritardo  di cui all’art. 119 del decreto del
Presidente  della  Repubblica n. 554/1999 e successive modificazioni.
E’  evidente  che  in tali evenienze, come precisato anche da recente
giurisprudenza (Consiglio di Stato, sez. V, 8 marzo 2004 n. 2317), la
valutazione  della grave inadempienza cui collegare l’esclusione, non
presuppone  il  necessario  accertamento  in sede giurisdizionale del
comportamento  di  grave  negligenza  o malafede tenuto nel corso del
precedente   rapporto   contrattuale   intercorso   con  la  stazione
appaltante, essendo sufficiente la valutazione che la stessa stazione
appaltante  abbia  fatto,  in  sede amministrativa, del comportamento
tenuto  in  altri e precedenti rapporti contrattuali dal soggetto che
chiede di partecipare alla nuova procedura di affidamento.
Infatti, l’intervenuta risoluzione del rapporto contrattuale per il
fatto  del  soggetto affidatario e’ di per se’ sufficiente a incidere
negativamente  sul  rapporto  fiduciario  che  deve instaurasi con la
stazione  appaltante,  alla  cui  salvaguardia  e’  posta la causa di
esclusione  di  cui  all’art.  75,  comma  1, lettera f), decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999 e successive modificazioni.
La  valutazione di esclusione deve comunque essere sempre motivata,
essendo  connessa  a  nozioni ampie e generiche quali quelle di grave
negligenza  e  malafede,  che  richiedono una adeguata motivazione in
punto  di fatto e di diritto, contrariamente alle ipotesi di cui alle
lettere  a),  b),  g),  h)  dello  stesso art. 75, in cui puo’ essere
sufficiente una motivazione de relato.
Si  conferma,  pertanto, quanto in precedenza affermato al punto f)
della  determinazione  del  15 luglio  2003,  n.  13, circa la natura
discrezionale  della  valutazione  e  l’obbligo di motivazione cui e’
tenuta  la  stazione  appaltante  che  escluda  un’impresa, ritenendo
integrata la causa preclusiva di cui alla lettera f) dell’art. 75 del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n. 554/1999 e successive
modificazioni.  Ad  esempio,  nel caso di impresa partecipante ad una
procedura    concorsuale   indetta   da   stazione   appaltante   che
precedentemente  aveva risolto un contratto di appalto in danno della
stessa  impresa,  non  puo’  essere  determinata  la  sua  automatica
esclusione  dalla  gara.  Al  riguardo  la natura discrezionale della
suddetta   valutazione  comporta  di  tenere  conto,  tra  i  diversi
elementi,  il tempo trascorso dall’atto di rescissione e le eventuali
recidive  rilevate  da  altre  stazioni appaltanti. Discrezionalita’,
peraltro,  molto limitata o nulla, nel caso che il pregresso contegno
contrattuale dell’impresa sia di per se’ solo sufficiente ad incidere
negativamente  sul  rapporto  fiduciario.  Per  contro,  in  caso  di
ammissione di impresa responsabile di grave negligenza o malafede nel
corso  di  pregresso rapporto contrattuale intercorso con la stazione
appaltante,  vi  e’  ancora  l’obbligo di motivazione ove la stazione
appaltante  ritenga di instaurare ugualmente con il soggetto un nuovo
rapporto  contrattuale  (Consiglio di Stato, sez. V, 8 marzo 2004, n.
I  presupposti  che  danno  luogo  al verificarsi della risoluzione
contrattuale  di  cui  all’art.  119 del decreto del Presidente della
Repubblica  n.  554/1999  e successive modificazioni, sono indicati a
contrario  sia  dall’art.  17,  lettera i) del decreto del Presidente
della  Repubblica  21 gennaio 2000, n. 34, e successive modificazioni
relativamente  ai  requisiti d’ordine generale necessari per ottenere
la qualificazione, sia dall’art. 27 comma 2, lettera p), del medesimo
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.  34/2000 e successive
modificazioni  come  elementi  di  cui  deve  essere  presa  nota nel
casellario  informatico  dell’Autorita’  per  la vigilanza sui lavori
pubblici. In particolare quest’ultima norma si riferisce ad eventuali
episodi di negligenza grave nell’esecuzione di lavori pubblici ovvero
a gravi inadempienze contrattuali.
Il   casellario   informatico,  pertanto,  contiene  una  serie  di
informazioni sui soggetti che si propongono come affidatari di lavori
pubblici,  che se integrate tra loro possono dare luogo ad un profilo
complessivo  sulla loro affidabilita’ tecnico-professionale oltre che
morale, che si rende disponibile alle stazioni appaltanti.
Tali  disposizioni  tuttavia, pur ampliando le informazioni poste a
disposizione  delle  stazioni  appaltanti,  non modificano la portata
della   disposizione   di   cui  all’art.  75,  che,  potendo  essere
considerata  una  norma  a  tutela dell’ordine pubblico, elenca in un
numerus  clausus le ipotesi in cui l’esclusione discende direttamente
dalla  previsione normativa e deve, quindi, essere accertata soltanto
in  concreto  da  parte della stazione appaltante nel verificarsi dei
suoi presupposti.
Relativamente  alla  grave negligenza/gravi inadempienze, pertanto,
l’esclusione  discendente  dalla norma riguarda soltanto le stazion i
appaltanti  con  cui il soggetto partecipante all’affidamento ha gia’
intessuto   rapporti   contrattuali,   essendo   sul   punto   chiara
l’espressione  utilizzata  dal  legislatore  (lavori  affidati  dalla
stazione appaltante che bandisce la gara).
Cio’  si  rivela riduttivo rispetto alle previsioni della normativa
comunitaria  (art.  24,  primo  comma,  lettera  d),  della direttiva
93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993), che considera rilevante,
per  l’esclusione da una gara, il grave errore professionale commesso
dall’appaltatore  nel  corso  dei  lavori  eseguiti  per conto di una
qualsiasi  stazione  appaltante;  cosi’ come riduttivo e’ riguardo al
disposto  di  cui  all’art.  17, comma 1, lettera i), del decreto del
Presidente  della  Repubblica  n. 34/2000 e successive modificazioni,
per  il  quale  l’errore  grave  nell’esecuzione dei lavori pubblici,
dovunque   e  comunque  commesso,  e’  situazione  che  impedisce  il
conseguimento della qualificazione. Per potere individuare e valutare
detta  situazione,  in  caso  di  omessa  dichiarazione  da parte dei
soggetti  che  intendono  qualificarsi  o  che  chiedono  il  rinnovo
dell’attestazione,  la SOA si avvale dei dati inseriti nel casellario
di  cui  all’art.  27  del decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000  e  successive  modificazioni,  tra cui sono compresi i fatti
implicanti grave negligenza e grave inadempimento nell’esecuzione dei
contratti  di  appalto,  non  esclusi  quelli riferiti ad imprese non
ancora  qualificate, che l’osservatorio per i lavori pubblici iscrive
a seguito delle comunicazioni delle stazioni appaltanti.
Nella  tabella  seguente,  di  confronto delle tre disposizioni ora
citate,  si  evidenziano  le differenti formulazioni e la circostanza
che, per questa fattispecie preclusiva, la norma della direttiva, pur
comportando  una  facolta’  e  non un obbligo, appare di portata piu’
ampia rispetto a quella del regolamento generale.
—-> vedere Tabella a pag. 55 della G.U.
AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 12 Maggio 2004: Esclusione dalle gare nel caso di sussistenza di pronunce in ordine ad errori gravi, commessi nell’esecuzione di lavori. (Determinazione n. 8/2004). (GU n. 128 del 3-6-2004 redazione redazione 2015-05-20T01:02:51+00:00