Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-31904-del-06-12-2019
Timestamp: 2020-08-04 17:12:18+00:00
Document Index: 15670517

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Sentenza Cassazione Civile n. 31904 del 06/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31904 del 06/12/2019
Cassazione civile sez. VI, 06/12/2019, (ud. 19/09/2019, dep. 06/12/2019), n.31904
sul ricorso iscritto al n. 14443/2017 R.G. proposto da:
COMUNE DI ROMA – ROMA CAPITALE, UNICREDIT SPA;
avverso la sentenza n. 7195/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
19/09/2019 dal Consigliere Relatore Dott. FRANCO DE STEFANO.
l’avv. Z.M. ricorre, affidandosi ad otto motivi con atto notificato a mezzo p.e.c. il 29/05/2017, per la cassazione della sentenza n. 7195 del 29/11/2016 della Corte di appello di Roma, di rigetto – con condanna altresì al pagamento di Euro 500 ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3, – del suo appello avverso i capi della sentenza resa dal tribunale capitolino, di accertamento del credito verso i terzi Banca Monte dei Paschi di Siena spa, Unicredit spa e Banca Nazionale del Lavoro spa in capo all’originario debitore esecutato Comune di Roma: appello fondato sull’insufficienza della liquidazione delle spese di lite a carico della Banca Monte dei Paschi di Siena, sulla violazione del D.M. n. 585 del 1994, per mancato riconoscimento delle spese generali di lite, nonchè sull’illegittimità del rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c., da lui dispiegata;
il ricorrente deposita atto di rinuncia nei confronti della sola Banca Nazionale del Lavoro, con pedissequa dichiarazione di accettazione;
b) “violazione, errata e/o falsa applicazione del D.M. n. 140 del 2012, art. 1, c.d. DM parametri in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”;
d) “violazione e/o falsa applicazione del D.M. n. 127 del 2004, art. 15, c.d. tariffario forense 2004 e art. 91 c.p.c., per omessa liquidazione spese generali in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, – motivazione perplessa o apparente”;
e) “violazione e/o falsa applicazione dell’art. 274 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, – omessa / perplessa / apparente pronuncia in ordine alla istanza di riunione ex art. 274 c.p.c.”;
f) “violazione e/o falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, – illegittimità della liquidazione delle spese del giudizio svolto in corte d’appello a fronte della mancata pronuncia sulla riunione ex art. 274 c.p.c., e dell’abnormità/manifesta iniquità della condanna alle spese di lite”;
g) “violazione e/o falsa applicazione dell’art. 96 c.p.c., comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, – illegittimità della condanna a carico dell’appellante – perplessa e/o apparente motivazione in relazione all’assenza di parcellizzazione, alla richiesta di riunione, all’impossibilità di promuovere un appello unico avverso una pluralità di sentenze”;
h) “violazione e/o falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., e dell’art. 96 c.p.c., comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Per condanna in favore del Comune di Roma, contumace in grado di appello”;
è inammissibile, ancora, il settimo motivo, risultando applicato l’art. 96 c.p.c., in conformità ai principi elaborati da questa Corte (tra molte, v. Cass.. 07/10/2013, n. 22812, ma soprattutto Cass. ord. 22/02/2016, n. 3376, ovvero Cass. 21/07/2016, n. 15017, ovvero ancora Cass. 14/10/2016, n. 20732) e rimanendo allora incensurabile in questa sede di legittimità, siccome articolata su apprezzamenti di merito a quegli riservati, la valutazione del giudice di appello sulla sussistenza dei relativi presupposti: individuati nella considerazione congiunta di numerosi appelli avverso capi già favorevoli esclusivamente in tema di spese di lite del primo grado (a tanto dovendo appunto riferirsi la censura alla base della condanna) in una molteplicità seriale di controversie di accertamento dell’obbligo del terzo tesoriere di un Ente pubblico territoriale che aveva impartito oltretutto specifiche istruzioni;
infondato è poi l’ultimo motivo, con il quale apoditticamente il ricorrente deduce, prospettando l’illegittimità della condanna alle spese ed art. 96 c.p.c., in favore di quello, che, nonostante il Comune di Roma figuri nell’epigrafe della sentenza come costituito a mezzo di difensore, “mentre così non è”: in disparte la circostanza che non sono indicati in ricorso in base a quali degli atti di causa – con relativa sede processuale – possa sostenersi tale asserzione, la complessiva considerazione della sentenza consente di rilevare come, prima della finale statuizione su spese e condanna ex art. 96 c.p.c., in favore soltanto delle parti costituite, nella parte motiva (ultima riga del p. 1) chiaramente si indicano come costituiti soltanto gli istituti bancari e quindi non anche il Comune, visto che sulla mera intestazione prevale senz’altro un’espressa argomentazione nel corpo della motivazione;
la memoria non offre argomenti utili a modificare le qui raggiunte conclusioni: le quali sono in linea, del resto, con i precedenti di questa Corte in casi analoghi tra le stesse parti, di cui alle ordinanze pubblicate il 17/09/2019 coi numeri da 23201 a 23205 del 2019, mentre i diversi precedenti di merito tra le medesime (cui è cenno in memoria e che si producono in copia ma senza il pieno rispetto dell’art. 372 c.p.c.), non rilevano in questa sede;
il ricorso va pertanto rigettato per essere inammissibili o infondati tutti i motivi di doglianza;
quanto alle spese del giudizio di legittimità, mentre la pure inefficace rinuncia rende di giustizia la compensazione integrale nei rapporti con la parte con la quale quella è intervenuta, in questo caso integra un giusto motivo di parziale compensazione – nella misura reputata equa come in dispositivo – la presenza di un elemento di equivocità, benchè poi in concreto superato, quale ragione di proposizione dell’ottavo motivo;
Condanna il ricorrente al pagamento, in favore della Banca Monte dei Paschi di Siena spa, dei due terzi delle spese del presente giudizio, liquidate nella misura intera in Euro 1.200,00 per compensi, oltre Euro 200,00 per esborsi ed oltre accessori nella misura di legge; compensa nei rapporti tra ricorrente e detta controricorrente il rimanente terzo; compensa integralmente le spese nei rapporti tra il ricorrente e la Banca Nazionale del Lavoro.