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Timestamp: 2020-05-28 05:46:21+00:00
Document Index: 152677626

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 327', 'art. 46', 'art. 327', 'sentenza ', 'art. 58', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 10', 'art. 13', 'sentenza ', 'sentenza ']

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 aprile 2019, n. 9218 - IVA esente anche le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 aprile 2019, n. 9218 – IVA esente anche le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 aprile 2019, n. 9218
Tributi – Accertamento – Dichiarazioni fiscali – Riscossione – Prestazioni sanitarie – Ricorso per Cassazione
1. L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania, depositata il 7 ottobre 2011, di reiezione dell’appello dalla medesima proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della V.M. s.p.a. per l’annullamento dell’avviso di accertamento con cui, relativamente all’anno 1999, era stata rettificata la dichiarazione ai fini I.V.A. e I.R.A.P. e recuperate le imposte non versate.
2.1. Il giudice di appello, confermando la decisione della Commissione provinciale, ha respinto il gravame dell’Amministrazione finanziaria ritenendo che le prestazioni in esame, risolvendosi in vere e proprie prestazioni sanitarie, rientravano nell’ambito della esenzione oggettiva prevista dall’art. 10, n. 18, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
4. Resiste con controricorso la V.M. s.p.a. in liquidazione.
1. Va preliminarmente evidenziata l’infondatezza dell’eccezione di inammissibilità del ricorso per decadenza dal potere di impugnazione in relazione all’asserito mancato rispetto del termine semestrale previsto dall’art. 327 c.p.c., così come modificato ad opera dell’art. 46, comma 17, I. 18 giugno 2009, n. 69.
Infatti, la modifica dell’art. 327 c.p.c., che ha sostituito con il termine di decadenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza l’originario termine annuale, è applicabile, ai sensi dell’art. 58, primo comma, della menzionata I. n. 69 del 2009, ai soli giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore e, quindi, dal 4 luglio 2009, restando irrilevante il momento dell’instaurazione di una successiva fase o di un successivo grado di giudizio (cfr., da ultimo, Cass., ord., 17 luglio 2018, n. 19979).
Poiché il presente giudizio è stato instaurato prima di tale data, atteso che la sentenza di primo grado è stata emessa, secondo quanto concordemente riferito da entrambe le parti il 19 giugno 2009, l’eccezione si presenta priva di fondamento.
3. Nel merito, con l’unico motivo di ricorso proposto l’Agenzia delle Entrate denuncia la violazione dell’art. 10, nn. 18 e 19, d.P.R. n. 633 del 1972, per aver la sentenza impugnata ritenuto che fossero esenti dall’I.V.A. le prestazioni rilevate nell’atto impositivo, benché rese da una casa di cura non convenzionata.
Occorre premettere, ai fini di una migliore e corretta comprensione della vicenda, che la contestazione operata con l’atto impositivo impugnato verte sul mancato assoggettamento all’I.V.A. di alcune prestazioni rese dalla società contribuente, tra cui quelle relative a servizi di degenza offerti a pazienti, non riconducibili, secondo l’Ufficio, all’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 10, n. 19), d.P.R. n. 633 del 1972, per difetto di convenzione.
Orbene, va rammentato che tale norma, nella formulazione applicabile ratione temporis, esonera dall’i.v.a. «le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS, compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali».
Tali disposizioni risultano coerenti con quanto stabilito dalla Sesta direttiva del Consiglio del 17 maggio 1977 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile (77/388/CEE), la quale, all’art. 13, parte A), n. 1, prevede l’esonero dall’imposta per l’ospedalizzazione e le cure mediche nonché le operazioni ad esse strettamente connesse, assicurate da organismi di diritto pubblico oppure, a condizioni sociali analoghe a quelle vigenti per i medesimi, da istituti ospedalieri, centri medici e diagnostici e altri istituti della stessa natura debitamente riconosciuti (lett. b).
Accoglie ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione.
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