Source: http://www.aepsi.it/aep_stat.htm
Timestamp: 2018-02-21 18:50:43+00:00
Document Index: 135574034

Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2229', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 27', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 27', 'art. 81', 'art. 5', 'art. 2', 'art.9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.3', 'e contrario']

Articoli Formazione Soci Forum Adesione Contatti Home Benvenuti
Per maggiori informazioni sulla psicoanalisi e sugli analisti che l'AEP mette a disposizione:
Presidente: Angelo Conforti
Consiglio Direttivo (2016/2020):
Vice Presidente: Licia Vasta
membro ordinario - Gianpaolo Crovato
membro ordinario - Mario Guido Mattioda
membro ordinario - Jean-Yves Métayer-Robbes - Direttore della delegazione francese
Gianpaolo Crovato Direttore della Scuola di Formazione
Conforti Martino, Presidente
membro ordinario effettivo - Francesco Dal Moro
membro ordinario effettivo - Elisa Poli
membro ordinario supplente - Giorgio Risari
L’Associazione Europea di Psicoanalisi, di seguito denominata AEP, si è costituita a norma dell’art. 14 e seguenti del Codice Civile, in data 16 Luglio 2002 con atto n. 1788, depositato presso l’Ufficio del Registro di Fidenza.
L’AEP è una libera Associazione senza fini di lucro.
È retta dalle vigenti norme in materia e dal presente Statuto, approvato dall’Assemblea Ordinaria dei Soci l’11 Maggio 2013, che abroga e sostituisce il precedente, depositato il 16 Luglio 2002.
L’AEP ha sede legale in Salsomaggiore, Via Pascoli n. 75/C, 43039 Salsomaggiore Terme, Parma, Italia.
1. L’AEP è un’associazione a carattere professionale di natura privatistica, ai sensi dell’art. 2 della legge 14 Gennaio 2013 n. 4.
2. L’AEP è costituita da professionisti che esercitano la seguente professione:
“Psicoanalisi come forma di ascolto maieutico, intesa a far vivere all’analizzante un’esperienza cognitiva ed emotiva volta alla comprensione di sé e delle proprie dinamiche psichiche consce e inconsce”.
Ai sensi dell’art. 1 della legge 14 Gennaio 2013 n. 4, tale professione rientra tra le professioni non organizzate in ordini o collegi, ora regolamentate dalla suddetta legge.
Infatti, tale professione non è una delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, non è una professione sanitaria e non è, infine, compresa nel novero delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.
3. L’AEP è fondata su base volontaria senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza, ai sen si dell’art. 2 della legge 14 Gennaio 2013 n. 4, ed è retta dal presente Statuto, che abroga e sostituisce il precedente, depositato il 16 Luglio 2002.
4. Lo Statuto dell’AEP garantisce, ai sensi dell’art. 2 della legge 14 Gennaio 2013 n. 4, sia la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, sia la dialettica democratica tra gli associati.
5. Lo Statuto dell’AEP prevede che gli associati, di cui al successivo articolo 6, siano vincolati all’osservanza dei principi deontologici contenuti nell’allegato Codice deontologico.
AEP pertanto, adottando un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, vigila sulla condotta professionale degli associati, tramite il Comitato Direttivo (di cui al successivo art. 17) e il Collegio dei Probiviri (di cui al successivo art. 18) e stabilisce le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.
6. L’AEP promuove forme di garanzia a tutela dell’utente, tramite l’attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti, ai sensi dell’art. 27-ter del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonché ottenere informazioni relative all’attività professionale in generale e agli standard qualitativi da esse richiesti agli iscritti.
7. L’AEP è dotata di una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione. Essa promuove, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, delegata alla Scuola di Formazione di cui al Regolamento allegato.
1.2. L’AEP è anche un’associazione culturale, aperta a studiosi della psicoanalisi e discipline affini, o a persone seriamente interessate a conoscere la disciplina e a condividere le finalità dell’associazione, che sono le seguenti:
Favorire lo studio, lo sviluppo e la divulgazione in Italia e nel mondo della psicoanalisi, intesa nel suo statuto di scienza dell’inconscio;
Favorire il progressivo riconoscimento sociale ed istituzionale della psicoanalisi come libera professione e la difesa dei criteri etici che rendono possibile la sua pratica e la sua evoluzione;
Attuare la formazione di psicoanalisti e il mantenimento di un alto livello di preparazione e di pratica professionale dei suoi membri mediante l’organizzazione di corsi, seminari e trainings, secondo il Regolamento della Formazione che si allega al presente Statuto;
Riunire tutti coloro che siano interessati alla psicoanalisi;
Stimolare la cooperazione e il confronto tra gli psicoanalisti attraverso l’organizzazione di seminari, giornate di studio e congressi;
Stabilire attivi e continuativi rapporti di collaborazione con le altre associazioni internazionali e nazionali;
Incoraggiare lo scambio di idee e di esperienze tra consulenti e studiosi di psicoanalisi e di ogni disciplina che possa avere utilità per l’ampliamento delle conoscenze e delle competenze professionali dei soci;
Collaborare con enti e istituzioni sia pubblici che privati di cui condivide le finalità;
Promuovere ogni altra iniziativa, autonoma o in collaborazione, atta a realizzare gli scopi dell’Associazione.
L’AEP svolge la propria attività nelle seguenti sedi regionali:
Nella sede legale è custodito, a cura del Presidente e del Vicepresidente, l’archivio nazionale della Associazione.
È data facoltà al Comitato Direttivo di AEP di costituire sedi distaccate, presso le sezioni nazionali aderenti, alle quali possono essere delegate attività culturali e di formazione svolte dall’Associazione. Le sedi distaccate sono sottoposte all’autorità degli organi associativi di AEP che le ha costituite. Analogamente, i soci che usufruiscono della sede distaccata afferiscono ad AEP della quale fanno parte a tutti gli effetti.
Sono soci dell’AEP i soci psicoanalisti, i soci non psicoanalisti e i soci in formazione.
Soci psicoanalisti
1. Sono soci psicoanalisti con diritto al voto ed eleggibili alle cariche sociali:
I soci psicoanalisti di associazioni straniere riconosciute da AEP, o i membri individuali di associazioni psicoanalitiche, italiani o di altra nazionalità, o gli analisti non appartenenti a nessuna associazione ma che possono documentare di avere svolto una analisi personale approfondita e di svolgere l’attività di psicoanalista da almeno 5 anni, che presentino domanda di ammissione al Presidente di AEP ed ottengano il parere favorevole, a maggioranza semplice, del Comitato Direttivo.
2. I soci AEP dichiarano si svolgere la seguente attività professionale:
3. Ai soci psicoanalisti dell’AEP non è consentito l’esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifiche categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione al relativo albo professionale.
4. I soci psicoanalisti AEP si impegnano a fare espresso riferimento, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della legge 14 gennaio 2013 n. 4. L’inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, di cui al titolo III della parte II del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice. L’AEP autorizza i propri associati ad utilizzare il riferimento all’iscrizione annuale all’associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 14 gennaio 2013 n. 4, osservando anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
5. L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista.
6. I soci psicoanalisti sono tenuti al versamento delle quote associative ordinarie annuali e di quelle straordinarie deliberate dal Comitato Direttivo.
7. I soci psicoanalisti sono tenuti a richiedere il benestare preventivo del Comitato Direttivo per qualsiasi iniziativa, pubblicitaria o non, che comporti un riferimento esplicito o implicito a AEP.
8. Gli allievi della Formazione, i quali abbiano completato l’iter formativo, di cui al Regolamento allegato, che presentino domanda di ammissione al Presidente di AEP, possono divenire soci psicoanalisti.
Soci non psicoanalisti
Sono soci non psicoanalisti, con diritto al voto ed eleggibili alle cariche sociali, gli studiosi di materie complementari alla psicoanalisi di riconosciuta esperienza, docenti e ricercatori delle università italiane e straniere di specifica qualificazione, che abbiano fatto domanda di adesione all’AEP e tale richiesta abbia ottenuto l’approvazione dal Comitato Direttivo a maggioranza semplice.
I soci non psicoanalisti sono tenuti al versamento delle quote associative ordinarie (annuali) e straordinarie deliberate dal Comitato Direttivo.
I soci non psicoanalisti sono tenuti a richiedere il benestare preventivo del Comitato Direttivo per qualsiasi iniziativa, pubblicitaria o non, che comporti un riferimento esplicito o implicito ad AEP.
Sono abilitati alla docenza i soci non psicoanalisti che, avendo presentato domanda per ottenere tale funzione al Presidente di AEP, ottengano parere favorevole, a maggioranza semplice, dal Comitato Direttivo. Essi sono soggetti alle stesse norme definite dall’art. 5 comma 3 del presente Statuto.
Sono soci in formazione coloro che facciano parte dell’Associazione con la qualità di allievo psicoanalista. All'atto del conseguimento dell’attestato finale che certifica il completamento dell’iter formativo previsto dall’allegato Regolamento della Formazione, i soci acquisiranno la qualità di socio psicoanalista.
I soci in formazione partecipano all'Assemblea Generale solo con voto consultivo e non possono essere eletti alle cariche sociali.
I soci in formazione sono tenuti a versare una quota associativa annuale pari a quella dovuta dai soci psicoanalisti. Essi, inoltre, sono esentati dal versamento delle quote associative straordinarie eventualmente deliberate dall'Assemblea Generale.
I soci in formazione non possono svolgere la libera professione di psicoanalista.
I soci in formazione sono tenuti a richiedere il benestare preventivo del Comitato Direttivo per qualsiasi iniziativa, pubblicitaria o non pubblicitaria, che comporti un riferimento esplicito o implicito all’AEP.
Soci onorari (norma transitoria)
La categoria dei Soci Onorari prevista dal precedente Statuto è soppressa. Coloro che all'atto dell'entrata in vigore del presente Statuto hanno la qualifica di Soci Onorari divengono membri di diritto del Comitato di Consulenza.
1.1. Per dimissioni, da comunicarsi al Presidente di AEP mediante lettera, anche in forma elettronica, con avviso di ricevimento;
1.2. Per esclusione definitiva, o radiazione, in caso di violazioni deontologiche o disciplinari, o di comportamento comunque in contrasto con lo spirito, gli scopi e le norme statutarie di AEP. L’esclusione è deliberata dal Comitato Direttivo a maggioranza semplice. L’apertura di qualsiasi procedimento per i casi contemplati deve essere comunicata all’interessato con lettera anche in forma elettronica, con avviso di ricevimento, almeno 15 giorni prima. L’interessato potrà fare ricorso al Collegio dei Probiviri contro l’esclusione una volta che sia stata deliberata;
1.3. Per morosità nel versamento della quota associativa annuale o delle quote straordinarie che perduri da almeno tre mesi dalla scadenza del termine fissato per il pagamento. La perdita della qualità di socio è dichiarata dal Comitato Direttivo.
2. La qualità di socio in formazione si perde:
2.1. Per esclusione, in base al disposto del comma 1.2;
2.2. Per esclusione decisa con provvedimento motivato dal Comitato Direttivo qualora, per comportamenti o situazioni sopravvenute, emergano fondati dubbi sulle possibilità, l’attitudine o l’interesse del socio in formazione a completare la formazione o a esercitare la professione psicoanalitica. Il Comitato Direttivo decide a maggioranza semplice, sentito l’interessato.
Riacquisizione della qualità di socio
La qualità di socio perduta per dimissioni o per morosità può essere riacquisita, su richiesta scritta dell’interessato, purché detta richiesta ottenga il parere favorevole, a maggioranza semplice, del Comitato Direttivo. L’avvenuta riacquisizione della qualità di socio è comunicata dal Comitato Direttivo all’interessato.
Nei casi di precedente esclusione per morosità la riacquisizione della qualità di socio è subordinata al pagamento delle quote associative ordinarie e straordinarie a suo tempo non versate, maggiorate delle quote aggiuntive deliberate dal Comitato Direttivo.
La qualità di socio perduta per esclusione definitiva, o radiazione, deliberata dal Comitato Direttivo e confermata dal Collegio dei Probiviri, non può essere riacquisita in nessun caso.
Sono uditori coloro che sono ammessi, a giudizio del Comitato Direttivo, a partecipare anche parzialmente alle attività formative e culturali di AEP.
Gli uditori non sono soci e di conseguenza non partecipano all’Assemblea Generale e non sono eleggibili alle cariche sociali.
Sono tenuti al pagamento anticipato di un contributo, annuale oppure periodico, determinato dal Comitato Direttivo.
La qualità di uditore si perde per dimissioni o esclusione, deliberata dal Comitato Direttivo a maggioranza semplice, per comportamento contrario allo spirito e agli indirizzi dell’Associazione.
Sono organi associativi a livello internazionale:
Il Comitato di Consulenza.
L’Assemblea Generale è l’organo sovrano dell’Associazione, rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni, prese in conformità della legge e del presente Statuto, vincolano tutti gli associati anche se assenti o dissenzienti.
Ciascun socio potrà farsi rappresentare in assemblea da un altro socio. Non sono ammesse più di due deleghe per ciascuno dei soci presenti. È ammesso il voto per corrispondenza.
L’Assemblea è convocata almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo, quando occorra per la nomina delle cariche sociali internazionali e ogni qualvolta ne sia fatta richiesta dal Comitato Direttivo o da almeno un sesto dei soci psicoanalisti.
L’Assemblea è convocata dal Presidente con avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare spedito ad ogni socio a mezzo lettera almeno un mese prima della data fissata. L’avviso di convocazione conterrà anche la data per la seconda convocazione.
L’Assemblea delibera, a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà dei soci in prima convocazione, e a maggioranza di voti e con la presenza di almeno quattro decimi dei soci in seconda convocazione, sulle seguenti materie:
Elezione del Presidente e del Vicepresidente;
Elezione di due soci psicoanalisti destinati a comporre il Collegio dei Probiviri;
Elezione di tre soci, scelti tra gli psicoanalisti e i non psicoanalisti, destinati a comporre il Comitato Direttivo;
Approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo predisposti dal Comitato Direttivo alla fine di ogni esercizio sociale;
Ammontare, termini e modalità di pagamento, ed eventuali frazionamenti in più rate, delle eventuali rette della Formazione, su proposta del Comitato Direttivo;
Tutte le altre questioni poste alla sua attenzione e risultanti all’ordine del giorno.
L’Assemblea delibera a maggioranza di voti e con la presenza di almeno due terzi dei soci in prima convocazione, a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà più uno dei soci in seconda convocazione, a maggioranza di voti in terza convocazione con qualsiasi numero di soci presenti, sulle eventuali proposte di modifica dello Statuto e del Regolamento della Formazione. Per le deliberazioni relative allo scioglimento dell’Associazione è richiesto il voto favorevole di almeno i tre quarti dei soci. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio i membri del Comitato Direttivo non hanno diritto di voto.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente, assistito da un Segretario nominato dall’Assemblea.
Delle riunioni delle Assemblee si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario. Le votazioni, su richiesta di uno dei votanti, possono essere segrete.
Il Presidente, eletto per un quadriennio e rieleggibile consecutivamente per non più di un mandato dall’Assemblea, è garante dell’osservanza dello Statuto e responsabile verso l’Assemblea Generale dell’esecuzione delle sue deliberazioni.
È membro di diritto del Comitato Direttivo;
Ha la rappresentanza legale di AEP nei confronti dei terzi ed in giudizio;
Convoca l’Assemblea Generale con le modalità di cui al precedente art . 12;
Presiede le riunioni dell’Assemblea e del Comitato Direttivo fungendo anche da moderatore;
È responsabile, nei confronti dell’Assemblea Generale, della conservazione dell’archivio nazionale di AEP;
Redige e presenta all’Assemblea Generale una relazione sull’attività di AEP relativa al periodo di competenza.
Il Vicepresidente, eletto dall’Assemblea Generale tra i soci psicoanalisti e non psicoanalisti per un quadriennio e rieleggibile consecutivamente per non più di un mandato, collabora stabilmente con il Presidente e lo sostituisce nei casi di assenza o impedimento.
Svolge la funzione di Tesoriere a livello internazionale di AEP, di cui ha la gestione finanziaria, ed amministra i fondi stanziati dal Comitato Direttivo per le necessità internazionali;
È responsabile, insieme al Presidente, della conservazione dell'archivio nazionale di AEP.
Il Comitato Direttivo è composto dal Presidente, dal Vicepresidente e da tre soci, psicoanalisti e non psicoanalisti, eletti dalla Assemblea Generale. Resta in carica per un quadriennio.
Il Comitato Direttivo è convocato con lettera da spedirsi 15 giorni prima della riunione o, in casi di urgenza, a mezzo fax o telefono almeno ventiquattro ore prima con indicazione di data, luogo, ora della riunione e l’elenco degli argomenti da trattare.
Esso si riunisce almeno due volte all’anno o quando ne sia fatta richiesta da due dei suoi membri; per la validità delle deliberazioni del Comitato Direttivo è richiesta la presenza di almeno quattro membri e le deliberazioni sono prese, se non disposto altrimenti dal presente Statuto, a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Ciascun membro del Comitato Direttivo può farsi rappresentare da altro membro con delega scritta. Ogni membro può ricevere solo una delega e il numero delle deleghe ammesse per ciascuna riunione non può essere superiore a una (essendo richiesta la presenza di almeno quattro membri). Le sedute del Comitato Direttivo sono presiedute dal Presidente o in caso di sua assenza o impedimento dal Vicepresidente.
Delle deliberazioni del Comitato Direttivo si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.
Il Comitato Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione compresi tra gli altri quelli di:
Redigere il bilancio preventivo e consuntivo;
Acquistare e alienare beni mobili e immobili, accettare eredità e legati, determinare l’impiego dei contributi, delle erogazioni e dei mezzi finanziari a disposizione dell’Associazione;
Richiedere la convocazione dell’Assemblea ogni qual volta ne sia fatta richiesta dalla maggioranza semplice dei suoi membri;
Sottoporre all’Assemblea, dopo appropriata disamina, proposte, segnalazioni e mozioni formulate dai soci relativamente a modifiche dello Statuto;
Emanare regolamenti e norme per l’organizzazione e il funzionamento dell’Associazione;
Nominare l’esperto in materie giuridiche con funzione di Presidente del Collegio dei Probiviri;
Organizzare, almeno ogni due anni, il Congresso internazionale di AEP, stabilendone il tema;
Accettare o respingere la domanda di socio psicoanalista AEP, secondo i disposti dell’articolo 5 del presente Statuto;
Deliberare a maggioranza semplice dei suoi membri l’attribuzione della abilitazione alla docenza;
Ricevere le segnalazioni che riguardino problemi di ordine deontologico e/o disciplinare e che investano la responsabilità dei soci; qualora non ci sia possibilità di una composizione amichevole col suo intervento, deliberare provvedimenti disciplinari (censura lieve, censura grave) e, con le modalità previste dal precedente Art. 10, l’esclusione definitiva, o radiazione;
Nominare, nei modi previsti dall’art. 2 del Regolamento della Formazione, i tre membri del Comitato Scientifico della Formazione;
Scegliere, tra quelle proposte dal Presidente, le strutture pubbliche o private con cui stipulare convenzioni per il tirocinio degli allievi;
Proporre all’Assemblea Generale l’ammontare della quota annuale di iscrizione alla Scuola di Formazione;
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri effettivi, di cui:
Un esperto in materie giuridiche, nominato dal Comitato Direttivo a maggioranza semplice, con funzioni di Presidente;
Tre soci nominati dall’Assemblea Generale, di cui due effettivi e uno supplente, scelti tra i soci psicoanalisti e non psicoanalisti .
I membri del Collegio rimangono in carica per un quadriennio e sono rieleggibili. I tre membri interni eleggono fra loro il Vicepresidente del Collegio, al quale è demandato il compito di indire le riunioni e di segnalare al Presidente dell’Associazione eventuali assenze continuative di uno o più dei suoi membri o altri motivi di impedimento dei lavori dello stesso.
La funzione di membro del Collegio dei Probiviri è incompatibile solo con la carica di membro del Comitato Direttivo.
Decide, a maggioranza di due terzi dei suoi membri, sui ricorsi contro i provvedimenti di esclusione degli associati e sulle controversie sottoposte al suo giudizio;
Segnala inoltre al Comitato Direttivo eventuali violazioni di norme deontologiche o disciplinari di cui sia venuto in qualunque modo a conoscenza nel corso dell’espletamento del suo mandato.
Il socio colpito da provvedimenti sanzionatori o di esclusione definitiva deliberati dal Comitato Direttivo ha facoltà di ricorrere al Collegio dei Probiviri entro tre mesi dal ricevimento del provvedimento in questione. Il ricorso deve pervenire al Presidente del Collegio a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Il ricorso deve essere inviato per conoscenza in carta semplice e lettera, anche in forma elettronica con avviso di ricevimento, al Presidente AEP.
Le decisioni del Collegio sono prese pro bono et aequo e sono inappellabili.
I membri del Comitato di Consulenza sono nominati dall’Assemblea su proposta del Comitato Direttivo, o di almeno dieci soci psicoanalisti, fra chi, soci o non soci, abbia acquisito particolari benemerenze in Italia o all’estero. Del Comitato di Consulenza fanno altresì parte i Soci Onorari di cui all’art.9 del presente Statuto.
Il Comitato fornisce qualificati pareri sulle attività scientifiche, editoriali e formative dell’AEP, e può rivolgere indirizzi all’Assemblea Generale. Esso rappresenta per eccellenza, infatti, la struttura tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione, di cui all’art. 2 del presente Statuto.
I membri del Comitato di Consulenza non possono essere eletti ad altre cariche sociali e non hanno diritto di voto.
Le cariche sociali non sono cumulabili, tranne che nei casi nei quali è diversamente disposto dal presente Statuto.
Non possono essere eletti ad alcuna carica internazionale, nazionale o locale i soci che siano stati oggetto di sanzioni disciplinari gravi o che abbiano in corso procedimenti probivirali.
La carica di membro del Comitato Direttivo è incompatibile con quella di membro del Collegio dei Probiviri. Non è ammesso far parte del Comitato Direttivo per più di dodici anni consecutivi.
Candidature alle cariche sociali
Le candidature alle cariche di Presidente e Vicepresidente debbono essere comunicate per iscritto al Presidente uscente almeno quindici giorni prima della data di convocazione dell’Assemblea chiamata a eleggere i sopraccitati organi.
L’attività didattica relativa alla Formazione viene svolta da AEP con le modalità precisate nell’allegato Regolamento della Formazione, valido per la sezione italiana.
Ai sensi dell’art. 2 del presente Statuto agli organi della Formazione è affidato il compito di progettare e organizzare specifiche iniziative di formazione permanente degli iscritti AEP.
Le sezioni nazionali dell’AEP possono dotarsi di un loro regolamento della formazione che deve comunque sottostare all’approvazione del Consiglio Direttivo di AEP.
Alla fine di ciascun esercizio il Comitato Direttivo procederà, in base alle risultanze dei bilanci di AEP che gli dovranno essere comunicati per tempo dal Presidente, alla redazione del bilancio da presentare per l’approvazione, unitamente al bilancio preventivo per il nuovo esercizio, all’Assemblea Generale da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio medesimo. È vietata la distribuzione anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge.
Dalla data di avviso di convocazione, bilancio preventivo e consuntivo verranno depositati presso la sede dell’Associazione, a disposizione dei soci che intendessero consultarli.
L’Associazione ha durata illimitata. Lo scioglimento dell’Associazione può avvenire per le cause previste dal Codice Civile o essere deliberato dall’Assemblea Generale con il voto favorevole di almeno tre quarti dei Soci. L’Assemblea nominerà in tal caso uno o più liquidatori che provvederanno a devolvere il patrimonio sociale di cui all’art. 3 ad altre associazioni con analoga finalità ovvero a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3 comma 190 della legge 662/1996 e fatta salva qualsiasi altra destinazione imposta dalla legge.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si rinvia alle disposizioni del Codice Civile in materia.
Ogni socio di AEP, nell’esercizio della professione, dovrà regolarsi in conformità ai più rigorosi canoni etici e porre al di sopra di tutto l’interesse dell'analizzante. Il socio dovrà conformarsi al seguente criterio fondamentale adottato da AEP:
AEP si impegna a seguire una politica di non discriminazione in base alla razza, alla religione, alle convinzioni politiche, all’origine etnica, al sesso e all’orientamento sessuale. Tale atteggiamento verrà mantenuto in tutte le attività di AEP, quali l’ammissione di membri alla Associazione, nel training, e nei confronti del pubblico invitato ad intervenire alle manifestazioni promosse dalla Associazione.
1. Relazione tra socio psicoanalista AEP e analizzando
1.1 - All’inizio del trattamento il socio AEP dovrà formulare con chiarezza all’analizzando i termini e le condizioni del trattamento, ossia l’orario, la frequenza delle sedute, il luogo e la modalità di svolgimento delle stesse, il loro costo.
Il socio AEP garantirà il rispetto di questi termini e condizioni, stipulando in accordo con l’analizzando un contratto analitico che comprenda tutti i suddetti elementi.
1.2 - Le intese di carattere finanziario dovranno riferirsi soltanto ai compensi professionali.
1.3 - Il socio AEP non si attribuirà qualifiche che non possiede.
1.4 - Il socio AEP non deve trovarsi in conflitto di interessi con i propri analizzanti e quindi non deve accettare nessun legame istituzionale o statale contrario alla sua etica.
1.5. - Il socio AEP non utilizza alcuna tecnica che possa nuocere alla libertà e alla dignità dei propri analizzanti. Non assume, pertanto, alcun tipo di atteggiamento violento nei confronti dei propri analizzanti e non impone loro le sue idee.
1.6 - Per tutta la durata del trattamento sarà fatto tutto il possibile per evitare ogni contatto sociale con l’analizzando. Dopo il suo termine si terrà conto dell’eventuale protrarsi dei sentimenti di transfert e di contro-transfert e si userà discrezione nei contatti sociali. Grande cautela dovrà essere usata nei rapporti coi parenti dell’analizzando, che in ogni caso non potranno svolgersi all’insaputa di questi e senza il suo benestare.
1.7 - La riservatezza e il rispetto dell’anonimato del paziente e il segreto professionale inerente alle confidenze degli analizzanti sono di primaria importanza.
Particolare attenzione dovrà essere posta nella pubblicazione di materiale clinico e nella presentazione in occasione di seminari. Niente sarà pubblicato o presentato senza il permesso dell’analizzando interessato. Si userà discrezione anche nelle consultazioni tra colleghi.
Nel caso in cui un giudice istruttore chiedesse il ritiro del segreto professionale si consiglia allo psicoanalista di avvalersi di un avvocato. Egli ha il diritto di rifiutare di prendere persone in analisi e può, alla pari dell’analizzando, rescindere il contratto analitico in qualunque momento.
1.8 – È vietata ogni forma di abuso della condizione di dipendenza dell’analizzando, vuoi di natura psichica, sessuale, emotiva, politica, religiosa, sociale o finanziaria, anche quand’egli ne esprima il desiderio. Il socio AEP non avrà alcuna relazione sessuale con analizzandi. Le responsabilità del socio AEP in proposito permangono fino alla risoluzione del transfert, che può avvenire anche dopo un lungo intervallo di tempo dal termine del trattamento.
Gli stessi principi e le stesse responsabilità valgono per i soci AEP che svolgano analisi didattiche, analisi di gruppo e la supervisione nei confronti degli allievi.
1.9 - Il socio AEP rinuncerà a praticare l’attività analitica in caso di grave e persistente incapacità dovuta a:
condizioni fisiche e psicologiche,
abuso di alcool o di altre sostanze che ne pregiudichino la capacità professionale, la competenza e la capacità di giudizio.
1.10 - Se un socio AEP subisce una condanna penale o è messo in stato di accusa da parte di organi a ciò competenti è tenuto ad informare il Presidente del procedimento e dei fatti rilevanti.
2. Relazioni di supervisione
Il socio AEP supervisore è tenuto a rispettare l’integrità del rapporto stabilito nel training con l’allievo sottoposto a supervisione. Non farà leva sulla sua autorità per promuovere rapporti sessuali o finanziari con chi deve formare, valutare, classificare, promuovere o proporre per una promozione.
3. Responsabilità in presenza di violazioni
Quando un Socio venga a conoscenza di condotte eticamente scorrette di un collega contatterà in primo luogo quest’ultimo, per tentare di far cessare la condotta in questione e proporgli, se del caso, di consultarsi con un altro collega o di intraprendere un periodo aggiuntivo di analisi personale. Se il Socio non possa far questo in prima persona e/o quando debba tutelare il segreto delle informazioni, il Socio medesimo potrà rivolgersi al Presidente. Quando uno psicoanalista abbia prove evidenti della condotta scorretta di un collega, e quando quest’ultimo sia stato contattato personalmente e la condotta non cessi, è responsabilità del socio AEP informare il Presidente. Ciò salvo il caso in cui vada salvaguardato il segreto professionale verso l’analizzando.
Ogni Socio deve essere a conoscenza del codice etico. Ogni infrazione alle sue regole costituisce grave mancanza, e il mancato rispetto del codice può essere motivo di espulsione dall’Associazione.
Il presente Codice Deontologico è pubblico e può essere affisso nelle sale d’aspetto degli analisti; lo psicoanalista ne esige il rispetto anche da parte di chi può essere portato a lavorare con lui.