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Timestamp: 2018-01-19 19:12:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['art 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

2017 October | Diritto Online - Il Portale Del Diritto - Part 2
Posted by admin in Corte di cassazione Tuesday, 31 October 2017 06:30 No Comments
La presente opera è aggiornata alla riforma della responsabilità professionale del personale sanitario di cui alla legge Gelli-Bianco. La tanto attesa novella affronta e disciplina, tra gli altri, i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della…
La Cassazione definisce il danno inflitto alle possibilità lavorative della paziente come danno da perdita di chance, ed effettivamente la Corte d’Appello ha riconosciuto che le cicatrici lasciate dall’intervento chirurgico hanno avuto conseguenze negative per la carriera della donna. Il caso però non è così semplice: la ricorrente afferma che all’epoca dei fatti avesse già iniziato la professione di modella e fotomodella, ma per legge deve essere proprio la donna a fornire elementi obiettivi di valutazione dell’entità dei suoi guadagni prima dell’operazione, dei suoi contatti e della sua introduzione nel mondo della moda per poter permettere alla Corte di valutare l’effettiva perdita economica e lavorativa che si è determinata.
Questo secondo i giudici non è stato fatto, e dunque la modella non ha diritto a un risarcimento più grande di quello già ampio valutato dalla Corte d’Appello. Tanto più che i giudici di secondo grado hanno rilevato che le cicatrici riportate non precludessero l’attività di modella di capi di abbigliamento con le modalità risultanti dalle fotografie in atti fino a quel momento.
Il risarcimento della depressione
Capitolo a parte riguarda il risarcimento da danno psicologico, con la ricorrente che lamenta “una grave malattia psichica di tipo depressivo” che sarebbe sorta in seguito all’intervento andato male. Malattia depressiva che invero era stata valutata dalla Corte d’Appello e che, seppure migliorata con il tempo, aveva lasciato la paziente in uno stato di sofferenza permanente.
Tale malattia però, a differenza di quanto sostiene la donna, non ha avuto una precisa incidenza sulla sua carriera di modella. O, perlomeno, questa non è stata dimostrata: le dichiarazioni della paziente che la depressione “avrebbe compromesso la serenità necessaria” al suo lavoro perché le avrebbe fatto sviluppare “un’esagerata compulsiva attenzione al proprio aspetto fisico” sono troppo generiche e non provate. Dunque, per la Cassazione la Corte d’Appello ha valutato tutti i profili di danno nel loro complesso e in maniera adeguata.
Article source: https://www.diritto.it/chirurgia-estetica-vanno-risarciti-danni-psicologici/
I calabresi che vestono papi e giudici di Cassazione
Posted by admin in Corte di cassazione Monday, 30 October 2017 23:17 No Comments
Nascono a Settingiano toghe per le più importanti cerimonie della magistratura e paramenti sacri venduti in tutto il mondo. Storia di un’emigrazione di ritorno (e di successo)
«Le toghe usate in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario sono made in Calabria». La storia dell’azienda della famiglia Nisticò, raccontata dal Corriere Economia, è quella di un’emigrazione al contrario. E così da Settingiano, grazie al lavoro certosino in un settore che era esclusiva delle aziende del Nord, la Desta si è ritagliata una fetta di mercato importante. È nello stabilimento di 7mila metri quadri nel catanzarese che vengono create le pregiate tenute indossate dai più alti magistrati d’Italia e ancor prima dal Papa nei suoi viaggi apostolici.
«Siamo una piccola industria che ha un cuore artigianale», spiega Saverio Nisticò che, insieme ai genitori Maria Teresa Desta e Raffaele Nisticò e al fratello Giuseppe, guida l’azienda che porta il cognome della madre. E aggiunge: «È nato tutto da lei e dai suoi studi scolastici in un istituto di suore, dove ha imparato l’arte del ricamo e la profondità dei rituali liturgici. Nel 1982, dopo aver analizzato il mercato, e notato che le aziende di settore erano principalmente del Nord, ha comprato una macchina da cucire e, in uno scantinato, ha iniziato a realizzare abiti sacri per le chiese dei dintorni». Ora la produzione è affidata a macchine di elevata tecnologia che assicurano creazioni uniche e mai seriali. E, nel 2000, è stata acquisita la «Ars Caeli» in provincia di Milano, tra le più antiche del settore per l’arredo ecclesiastico in metallo. E quel ramo d’azienda è stato trasferito in Calabria, seguendo un percorso contrario a quello di tanti imprenditori che preferiscono spostarsi al Nord. Una piccola scalata, con la produzione di ostie, un negozio monomarca nel centro di Roma e un altro all’interno del Vaticano. I loro paramenti raggiungono gli Stati Uniti, Brasile, Indonesia e Cina. E dal 2015 vestono il presidente e i giudici della Suprema Corte di Cassazione. Per non parlare delle toghe indossate nelle più importanti cerimonie delle maggiori università italiane: la Luiss, il Politecnico di Milano, Tor Vergata, la Salesiana di Roma, l’Università di Firenze e quella di Messina, comprese tutte le calabresi.
Article source: http://www.telemia.it/2017/10/calabresi-vestono-papi-giudici-cassazione/
Modella rovinata da intervento di chirurgia estetica. Per la Cassazione va risarcito anche il danno psichico e relazionale
Posted by admin in Corte di cassazione Monday, 30 October 2017 16:38 No Comments
In caso di intervento chirurgico estetico che ha lasciato segni difficilmente eliminabili si devono risarcire anche i danni che ne possono derivare, non solo fisici ma anche psichici e relazionali. La Cassazione (sentenza 25109/2017) conferma il risarcimento deciso dalla Corte d’Appello. LA SENTENZA.
30 OTT – Nella responsabilità medica non c’è solo l’effetto diretto dell’eventuale errore, ma anche le conseguenze che questo può avere sulla vita psichica e relazionale del soggetto coinvolto.
Partendo da questo presupposto la Corte di Cassazione (III Sezione civile, sentenza 25109/2017 depositata il 24 ottobre) ha respinto un ricorso contro la richiesta di un riconoscimento maggiore (50%) per danno biologico in un intervento di chirurgia plastica, ma ha comunque confermato la sentenza della Corte di Appello sull’entità del risarcimento anche per le conseguenze psicologiche.
Una modella si era sottoposta a un intervento estetico che, però, non era perfettamente riuscito e aveva lasciato sul corpo della donna numerose cicatrici.
Nel corso del giudizio si è accertato che, anche considerando la professione della paziente, il percorso che questa ha dovuto affrontare per effetto degli interventi chirurgici non aveva determinato solo tracce somatiche antiestetiche, ma anche una sofferenza psicosomatica.
La modella, infatti, era stata colpita da depressione che, anche se attenuata nel tempo, si era comunque stabilizzata in un equilibrio di sofferenza permanente.
Il quadro complessivo rende difficile secondo i giudici la quantificazione del danno biologico complessivo, e quindi si deve ricorrere all’equità, tenendo conto di numerose condizioni, come l’ansia, l’insicurezza, i rapporti con l’altro sesso, la compromissione dell’intera sfera affettiva.
In questo caso, secondo la Cassazione, è proprio con l’esatta quantificazione del danno biologico che la donna si è trovata in disaccordo con la decisione del giudice del merito e ha deciso di rivolgersi alla Cassazione.
Per la Cassazione però, la Corte d’Appello ha valutato tutti i profili di danno complessivamente e in maniera adeguata, tenendo conto anche dell’evoluzione del profilo psichico della patologia riscontrata. La sua decisione va quindi confermata.
Secondo la Cassazione infatti “il giudice del rinvio ha valutato tutti i profili … considerando che le traversie sopportate per effetto degli interventi chirurgici, oltre che provocare tracce somatiche antiestetiche, hanno determinato una sofferenza psicosomatica, valutando i vari effetti e operandone una gradazione nel tempo, considerando che la depressione è andata diminuendo fino a stabilizzarsi in un equilibrio, comunque, di sofferenza permanente e determinando tale danno biologico complessivo nella misura del 15%, in considerazione delle ripercussioni sul piano estetico e psichico che riguardano i profili fisici, psichici e relazionali”.
“Tali operazioni – prosegue la Corte – si innestano su una consulenza di ufficio che conclude ritenendo che il danno biologico complessivo è quantificabile con difficoltà e va stabilito in via equitativa, quale risultante di una pluralità di condizioni, come lo stato di ansia, di insicurezza, la compromissione della sfera affetti1va in generale ed ii rapporto con l’altro sesso”.
Article source: http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=55319
Posted by admin in Corte di cassazione Monday, 30 October 2017 09:33 No Comments
Article source: https://www.agi.it/cronaca/delitto_perugia_meredith_guede_10_anni-2303562/news/2017-10-30/
Tarsu, Assologistica: "Dalla Cassazione qualche vantaggio per gli …
Posted by admin in Corte di cassazione Monday, 30 October 2017 08:32 No Comments
Una recente sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che gli operatori possano ottenere la riduzione dell’area dalla superficie tassabile, a patto che definiscano con precisione le aree in cui vengono prodotti rifiuti speciali (come gli imballaggi) e ne forniscano idonea comunicazione al Comune di competenza. Lo rende noto Assoligistica. Ma andiamo con ordine.
Con la sentenza n. 22890 del 29 settembre scorso la Corte di Cassazione è tornata a esprimersi in merito all’applicazione della TARSU (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) alle imprese logistiche, con particolare riguardo alle aree in cui vengono prodotti rifiuti speciali, quali gli imballaggi terziari. Il contenzioso trae origine dall’impugnazione degli avvisi di accertamento notificati dal servizio di riscossione del Comune a un operatore logistico per il recupero della tassa rifiuti solidi urbani. L’operatore logistico si è opposto alla richiesta avanzata dal Comune, deducendo che non vanno assoggettati a TARSU i locali e le aree in cui si formano rifiuti speciali non assimilati come, per l’appunto, gli imballaggi.
La Corte di Cassazione, seppur confermando l’esclusione dalla tassa della parte della superficie in cui – per struttura e destinazione- si formano solo rifiuti speciali, ha però respinto il ricorso chiarendo che è posto a carico dell’operatore logistico (oltre all’obbligo della denuncia) un onere di informazione preventiva indirizzata al Comune. In altri termini, chiarisce la Corte, al fine di ottenere l’esclusione di alcune aree dalla superficie tassabile è indispensabile che il contribuente fornisca in via preventiva all’amministrazione comunale i dati relativi all’esistenza e alla delimitazione delle aree che non concorrono alla quantificazione della complessiva superficie imponibile, dando anche la prova della produzione di rifiuti speciali.
È dunque opportuno, spiega Assologistica, che gli operatori logistici definiscano con precisione le aree in cui vengono prodotti rifiuti speciali (come gli imballaggi) e ne forniscano idonea comunicazione al Comune di competenza. In tal modo si potrà ottenere la riduzione dell’area dalla superficie tassabile, rappresentando tale esclusione come eccezione alla regola generale secondo cui al pagamento del tributo sono astrattamente tenuti tutti coloro che occupano o detengono immobili nel territorio comunale.
Article source: http://www.informazionimarittime.it/tarsu-assologistica-dalla-cassazione-qualche-vantaggio-per-gli-operatori-9819