Source: http://sbap-pr.beniculturali.it/index.php?it/108/verifica-e-dichiarazione-di-interesse
Timestamp: 2018-08-16 20:05:32+00:00
Document Index: 128988756

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 12', 'art.4', 'art 10', 'art. 12']

Verifica e dichiarazione di interesse - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza
Per quanto concerne l'apposizione delle prescrizioni di tutela la normativa prevede due distinte procedure per i beni appartenenti a soggetti pubblici o privati. Se nel caso di beni di proprietà di regioni, province, comuni, altri enti pubblici e delle persone giuridiche private senza scopi di lucro (art. 10 comma 1 del del D.Lgs. 42/2004), il codice prevede la specifica procedura della verifica di interesse culturale, di cui all'art. 12, nel caso di beni appartenenti ai privati l'apposizione del "vincolo" discende dalla dichiarazione di interesse culturale di cui all'art. 13 del suddetto decreto.
Con l'entrata in vigore del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio è stata introdotta la norma che prevede l'accertamento specifico dell'interesse storico-artistico del bene. Nello specifico l'art. 12 del D. Lgs. 42/2004, così come modificato dall'art.4 comma 16 del D.L. 70/2011, convertito con legge 106/2011 entrata in vigore il 12/07/2011, prevede che le cose mobili e immobili appartenenti ad enti pubblici e a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che rivestano interesse artistico, storico, ecc., risalgano ad oltre settanta anni e siano di autore non più vivente, vengano sottoposte ad un apposito procedimento di verifica, volto ad accertare la sussistenza o meno di detto interesse. In attesa della verifica, tali cose sono in via provvisoria soggette alla disciplina di tutela prevista dal Codice. L'esito della verifica - che è promossa d'ufficio o su richiesta dell'ente proprietario - se positivo, comporta la definitiva sottoposizione del bene alla disciplina di tutela; in caso negativo, comporta invece la definitiva esclusione dal regime di tutela, la sdemanializzazione, nel caso di bene demaniale, e la libera alienabilità.
L'attuale D.Lgs. 42/2004 utilizza la dizione "dichiarazione di interesse culturale" per definire la procedura atta a riconoscere, dal punto di vista legislativo e fiscale, la valenza storico culturale di un determinato bene sia mobile che immobile e quindi da sottoporre alle adeguate prescrizioni di tutela.
Il Codice ha previsto una specifica procedura per la verifica dell'interesse artistico, storico o etnoantropologico dei beni di proprietà di enti identificati dall'art 10, c. 1. (art. 12). L'esito della verifica, che è promossa dalla Soprintendenza o su richiesta dell'ente proprietario, comporta, in caso positivo, la definitiva sottoposizione del bene alla disciplina di tutela mediante un atto amministrativo notificato al proprietario e trascritto nei registri immobiliari; in caso negativo, comporta invece la definitiva esclusione dal regime di tutela. Gli atti amministrativi relativi a tale procedimento sono di competenza del Segretariato Regionale MiBACT per l'Emilia-Romagna.
Il procedimento di dichiarazione di interesse culturale ha avvio su iniziativa del Soprintendente che, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, ne dà comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo del "bene" che ne forma oggetto. Tale attività è curata da un punto di vista operativo dall'Ufficio Tutele e Verifiche della Soprintendenza, strutturato in due sezioni, relative alle due province di competenza, Parma e Piacenza.
Il provvedimento amministrativo di dichiarazione dell'interesse culturale è adottato dal Segretariato Regionale MiBACT per l'Emilia-Romagna. Per maggiori informazioni visita anche al sito web del Segretariato Regionale.
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pagina creata il 14/05/2012, ultima modifica 10/07/2018