Source: http://www.studiolegalecogotti.it/patrocinioaspesedellostato/Cass.Civ.%20n.%2011135del2003.htm
Timestamp: 2017-11-21 20:53:06+00:00
Document Index: 125288272

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 15', 'art. 111', 'art. 20', 'art. 15', 'art. 20', 'art. 111', 'art. 13', 'art. 111']

Corte Suprema di Cassazione Sentenza n. 11135 del 16 luglio 2003 Sezione I Civile
Dott. Rosario                  DE MUSIS                   Presidente
Dott. Giammarco                CAPPUCCIO              Cons. Relatore
Dott. Giulio                   GRAZIADEI                 Consigliere
Dott. Aldo                     CECCHERINI                Consigliere
Dott. Carlo                    DE CHIARA                 Consigliere
Cesare MORETTO, elettivamente domiciliato in Treviso, piazza Borsa  1
e quindi, ai fini del presente giudizio, presso la Cancelleria  della
prima  sezione  civile  della  Cassazione,  rappresentato  e   difeso
dall'avv. Giovanni Maria Barcati del foro di Treviso,  giusta  delega
avverso il decreto di rigetto del ricorso avverso  la  ammissione  al
gratuito  patrocinio  pronunciato  dalla  Commissione  del   gratuito
patrocinio della Corte d'appello di Venezia il 26.10.00
28-02-03 dal Relatore Cons.G.Cappuccio;
Vincenzo Gambardella, che ha concluso per l'accoglimento;
La commissione per il gratuito patrocinio presso il tribunale di Treviso ammetteva Munaretto Francesco al beneficio, in relazione ad una azione di accertamento giudiziale della paternità che il richiedente intendeva proporre nei confronti di Cesare Moretto.
Su reclamo del Moretto, che lamentava di non aver ricevuto l'avviso prescritto dall'art. 20 rd 3282-23 e riteneva carente il fumus boni iuris, richiesto dall'art. 15 dello stesso rd, la commissione del gratuito patrocinio si pronunciava rigettando le eccezioni e confermando il decreto d'ammissione con provvedimento in data 27.11.99.
Nel ricorso ai sensi dell'art. 111 Cost. notificato il 27.10.00, Cesare Moretto torna a censurare la violazione del contraddittorio, per omissione dell'avviso previsto dall'art. 20 del rd. 3282-23 e duplice violazione dell'art. 15 dello stesso decreto, per aver omesso il giudizio probabilistico e per aver confuso la possibilità di esito favorevole con la probabilità richiesta dalla legge.
I decreti della commissione per il gratuito patrocinio si presentano come espressione di poteri amministrativi piuttosto che giurisdizionali (Cass. 2041-65; Corte cost. 98-1970), come dimostra la disciplina dell'istituto (conforme allo spirito dell'epoca) caratterizzato da provvisori esoneri tributari e da provvisorie anticipazioni e prenotazioni a debito, destinati al recupero all'esito vittorioso della lite, dalla assenza di un vero contraddittorio -la controparte poteva (Cass. 2118-68) essere assunta, art. 20 rd 3282-23, ma al prevalente fine di valutare le probabilità di esito favorevole- dalla assenza di un sistema organico di gravami -il ricorso avverso i provvedimenti della commissione presso il tribunale non è disciplinato in rito, nè è previsto un controllo di legittimità.
Inoltre e comunque, il provvedimento di gratuito patrocinio è privo di decisorietà, perché connotato da una costante revocabilità sia per il venir meno -o per la riscontrata assenza- dei presupposti, sia per abuso del beneficio o per impugnazione dell'intendente di finanza. Per analoghe ragioni, è stata ritenuta inammissibile la impugnazione ex art. 111 Costituzione del provvedimento di gratuito patrocinio emesso ai sensi dell'art. 13 l.s. 533-73 (Cass. 2125-85).
Ne consegue la inammissibilità del proposto ricorso ex art. 111 della Costituzione.