Source: http://www.earmi.it/caccia/tassidermia.html
Timestamp: 2017-10-18 20:23:20+00:00
Document Index: 31316523

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 6']

Trattato del diritto della caccia - Tassidermia
La tassidermia tratta della conservazione della pelle di un selvatico che, dopo essere stata opportunamente trattata, viene rimontata su un modello precostituito al fine di dare un aspetto vivo al selvatico stesso. Si distingue dalla imbalsamazione perché questa è rivolta a conservare l’intera spoglia dell’uomo o dell’animale (salvo alcuni visceri) mediante trattamenti conservanti o pietrificanti. Con la tassidermia si ottiene un reperto del tutto simile all’originale vivo; con l’imbalsamazione si ottiene una mummia. Nel linguaggio comune una preparazione tassidermica viene chiamata “animale imbalsamato” perché non vi è possibilità di equivoco. Quindi il legislatore avrebbe dovuto scrivere “tassidermia o l’imbalsamazione”.
Le regioni hanno emanato propri regolamenti che regolano l’attività dei tassidermisti e la detenzione o il possesso di trofei o animali.
I tassidermisti che lavorano per terzi o per fare commercio degli animali imbalsamati devono essere autorizzati dall’autorità provinciale (o regionale) indicata nel regolamento. In certe regioni è previsto il parere della Camera di Commercio e un esamino rivolto ad accertare che il richiedente sappia quali sono le specie protette e le regole giuridiche da seguire.
Non ha bisogno di licenza chi imbalsama animali per sé stesso, ma deve comunque dimostrare la liceità del possesso dell’animale; cosa che può essere difficile per le specie protette o non cacciabili.
I tassidermisti autorizzati devono (art. 6) segnalare all'autorità competente le richieste di impagliare o imbalsamare spoglie di specie protette o comunque non cacciabili ovvero le richieste relative a spoglie di specie cacciabili avanzate in periodi diversi da quelli previsti nel calendario venatorio per la caccia della specie in questione.
L’inosservanza di questo obbligo comporta la revoca o la sospensione della licenza, oltre naturalmente le eventuali sanzioni per il possesso illegittimo di selvaggina (art. 30 c. 2). Lo stesso articolo stabilisce anche che il tassidermista che viola le disposizioni di legge (mancanza di licenza, mancate comunicazioni, ecc.) è punito con le medesime sanzioni che sono stabilite per l'abbattimento degli animali le cui spoglie sono trovate in suo possesso.
Si ricorda che l’art. 21 lett. ee vieta di detenere, acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica, ad eccezione dei capi utilizzati come richiami vivi nel rispetto delle modalità previste dalla presente legge e della fauna selvatica lecitamente abbattuta, la cui detenzione viene regolamentata dalle regioni anche con le norme sulla tassidermia.
Quindi, stando alla lettera della legge, si dovrebbe concludere che l’imbalsamatore può trattare solo esemplari di animali di allevamento o di specie cacciabili.
Ma vi possono essere delle deroghe perché sarebbe ovviamente assurdo, ad es., mandare all’inceneritore un rarissimo selvatico trovato morto. Ed infatti le legge regionali prevedono tali regole; ad esempio la Legge provinciale trentina 27 dicembre 1982 n. 32 prevede all’art. 3:
a) alla fauna selvatica indigena oggetto di caccia, purché catturata nel pieno rispetto di tutte le norme venatorie vigenti;
b) alla fauna esotica, purché l'abbattimento e l'importazione o, comunque, l'impossessamento siano avvenuti in conformità alla legislazione vigente in materia e non si tratti di specie protette nei paesi di origine dagli accordi internazionali;
c-bis) alla fauna selvatica oggetto di investimento lungo le strade d'uso pubblico ai sensi dell'articolo 26, comma 3, della L.P. 9 dicembre 1991, n. 24 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia)
2. È inoltre consentita l'imbalsamazione, negli stessi limiti in cui ne è permessa l'uccisione, di tutti gli animali di cui sia comprovata la provenienza da allevamenti conformi alle disposizioni in materia e regolarmente autorizzati quando una autorizzazione sia richiesta.
3. In deroga a quanto stabilito nei due precedenti commi, per scopi scientifici o didattici la Giunta provinciale può autorizzare i Musei di scienze naturali di Trento e Rovereto o altri enti aventi esclusivamente scopi scientifici o didattici ad esercitare direttamente o avvalendosi di tassidermisti autorizzati l'imbalsamazione di qualsiasi animale; per gli esemplari appartenenti a specie oggetto di tutela da parte delle leggi venatorie e non incluse nell'elenco di quelle cacciabili deve essere dichiarata la legittima provenienza mediante certificazione rilasciata dal Servizio provinciale foreste, caccia e pesca.
4. Gli esemplari di cui alla lettera c bis del primo comma devono essere muniti del certificato d'origine rilasciato dal personale addetto alla vigilanza venatoria, secondo il modello predisposto dal servizio competente in materia di fauna selvatica.
L’art. 30 comma 2 LC stabilisce che per la violazione delle disposizioni della presente legge in materia di imbalsamazione e tassidermia si applicano le medesime sanzioni che sono comminate per l'abbattimento degli animali le cui spoglie sono oggetto del trattamento descritto. Le regioni possono prevedere i casi e le modalità di sospensione e revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di tassidermia e imbalsamazione.
Ciò significa che il reato commesso sarà sempre e comunque quello di inosservanza delle disposizioni sulla tassidermia, ma la sanzione da applicare per la detenzione irregolare di spoglie di animali sarà quella prevista per l’abbattimento di animali di tale specie, secondo quanto stabilito nell’art. 30. Il divieto posto dall’art. 21 lett. ee rimane assorbito in questa disposizione. Ogni altra infrazione sarà punita con le eventuali sanzioni amministrative previste dalle norme regionali.
• L'art. 30 della legge 11 febbraio 1992 n. 157, al secondo comma, statuisce che per le violazioni della stessa legge in materia di imbalsamazione e tassidermia si applicano le medesime sanzioni che sono comminate per l'abbattimento degli animali le cui spoglie sono oggetto del trattamento descritto. Si tratta di una norma di carattere generale che si applica a tutti i detentori di spoglie impagliato o imbalsamate di specie protette. E la riprova dell'esattezza di tale conclusione risulta dall'art. 6, terzo comma, della stessa legge che per i tassidermisti "oltre alle sanzioni previste per chi detiene illecitamente esemplari di specie protette (ribadendosi così che è illecito per tutti detenere esemplari di specie protette), prevede anche lo obbligo di segnalare alla autorità competente le richieste di impagliare o imbalsamare spoglie di specie protette pena la revoca della autorizzazione a svolgere la attività di tassidermista. *Cass., 3 febbraio 2005, n. 9490.