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Timestamp: 2020-08-08 17:42:00+00:00
Document Index: 106303815

Matched Legal Cases: ['art. 147', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 156', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 147', 'art. 360', 'art. 155', 'art. 156', 'art. 144']

Gazzetta Notarile » Cass. Civ.,Sez. VI, 27 maggio 2011, n. 11791
Cass. Civ.,Sez. VI, 27 maggio 2011, n. 11791
Rigettato il ricorso di un notaio, incolpato di aver indebitamente trattenuto somme e titoli affidatigli da una Banca di credito cooperativo per il servizio cambiario: inutile il suo richiamo alla potenziale eco negativa che questa notizia avrebbe determinato nella piccola comunità dove lavorava.
(Presidente Finocchiaro – Relatore Segreto)
Con provvedimento depositato il 21.9.2009, la Commissione regionale di Disciplina di Firenze, ritenuta la responsabilità del notaio F..C. in ordine all’incolpazione di aver indebitamente trattenuto somme e titoli affidatigli da una Banca di credito cooperativo per il servizio cambiario, compromettendo la dignità ed il decoro della classe notarile, e di non aver prestato la collaborazione ai tentativi di amichevole composizione tentati dal consiglio dell’Ordine notarile di Firenze, in violazione dell’art. 147, lett. a e b legge notarile, condannava l’incolpato alla sanzione disciplinare di un anno di sospensione dalla professione. Avverso questa decisione proponeva reclamo il C.F. La corte di appello di Firenze, con sentenza depositata il 12.4.2010, rigettava il reclamo.
1. Con il primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 153.3, l. not. e 21 septies l. 241/1990, la nullità del procedimento. Art. 360 n. 5 c.p.c. e l’insufficienza della motivazione.
2. Il motivo è inammissibile per mancato rispetto del principio di autosufficienza, non risultando i suddetti atti trascritti nel ricorso, almeno nelle parti salienti.
3. Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione delle regole generali che presiedono al procedimento disciplinare, nonché la nullità del procedimento disciplinare per vizio di composizione dell’organo e per violazione delle norme sull’imparzialità, nonché omessa motivazione, a norma dell’art. 360 n. 3,4 e 5 c.p.c..
È altresì principio pacifico che le norme in tema di astensione e ricusazione sono di stretta interpretazione, per cui le ipotesi di astensione suddette non possono essere estese dai componenti della CO.RE.DI, agli organi titolari dell’iniziativa disciplinare.
5. Con il terzo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione dell’art. 156 l. not., con conseguente estinzione del processo, omessa ed insufficiente motivazione a norma dell’art. 360 n. 3 e 5 c.p.c. Assume il ricorrente che, poiché il procedimento disciplinare non ha avuto luogo nel termine di giorni 30 successivi alla scadenza del termine per il deposito di memorie, ma successivamente, il mancato rispetto di tale termine ha determinato l’estinzione del procedimento.
7. Con il quarto motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 147 lett. a) l. not. e degli artt. 2697, 2729 c.c., nonché il vizio motivazionale a norma dell’art. 360 n. 3 e 5 c.p.c.
Con esso il ricorrente mira ad una rivalutazione degli elementi probatori sulla base dei quali la corte di appello ha ritenuto di dovere confermare la decisione reclamata della COREDI. Con motivazione immune da censure in questa sede di sindacato di legittimità, la corte ha ritenuto che l’illecita condotta del notaio, consistita nell’avere trattenuto indebitamente documenti e denaro appartenenti a terzi era non solo provata documentalmente, ma anche ammessa implicitamente in sede di reclamo dal notaio, il quale assumeva infondatamente che essa era lecita.
9.Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 147 l. not. La violazione e falsa applicazione dei principi generali in tema di aggravante per omessa collaborazione con il consiglio notarile ed il difetto di motivazione sul punto, ai sensi dell’art. 360 n. 3 e 5 c.p.c.
10.2. È tuttavia esatto che nell’obbligo di collaborazione con il consiglio non può essere ricompreso anche quello di far pervenire entro g. 15 dall’avviso scritti difensivi al Consiglio dell’Ordine, ai sensi dell’art. 155, c. 2, della l. not. Infatti, in quanto essenzialmente finalizzata a consentire al notaio iscritto di esercitare tempestivamente il suo diritto di difesa, la semplice richiesta di deduzioni nella fase preliminare del procedimento disciplinare non comporta, in caso di mancata risposta, alcuna sanzione disciplinare, costituendo questa solo una modalità della linea difensiva.
10.3. Sennonché nella fattispecie non è questo che nella contestazione e nella decisione ha integrato il fatto addebitato.
11. Con il sesto motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 156 bis c. 7 l. not., per non avere la Commissione di disciplina assunto d’ufficio tutte le prove necessarie.
12. Il motivo è inammissibile per genericità, anche sotto il profilo dell’autosufficienza.
13. Con il settimo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 144 l. not. ed il difetto di motivazione in merito alla mancata concessione delle attenuanti generiche.
14.1. Il motivo è infondato.
14.2.Anche nel procedimento disciplinare a carico del notaio, la concessione delle attenuanti è rimessa alla discrezionale valutazione del giudice, che può concederle o negarle, dando conto della sua scelta con adeguata motivazione (Cass. 18.5.1994, n. 4866; Cass. 25/02/2000, n. 2138; Cass. 06/07/2006, n. 15351). Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo della motivazione in ordine al diniego della concessione delle attenuanti, il giudice non è tenuto a prendere in considerazione tutti gli elementi prospettati dall’incolpato, essendo sufficiente che egli spieghi e giustifichi l’uso del potere discrezionale conferitogli dalla legge con l’indicazione delle ragioni ostative alla concessione e delle circostanze ritenute di preponderante rilievo.
14.3.Nella fattispecie la corte di merito ha fatto corretta applicazione dei suddetti principi, adottando congrua motivazione nei termini di sufficienza sopra indicati.
15. Il ricorso va, pertanto, rigettato. Nulla per le spese del giudizio di cassazione, non avendo gli intimati svolto attività difensiva.