Source: https://blog.uaar.it/2010/07/15/vaticano-nuove-norme-materia-pedofilia-delitto-contro-costume/
Timestamp: 2020-01-27 15:57:23+00:00
Document Index: 21967005

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 6', '§ 1', 'art. 30', '§ 1', '§ 2', '§ 1']

Vaticano, nuove norme in materia di pedofilia (“delitto contro il costume”) - A ragion veduta
La Santa Sede ha diffuso oggi un documento, Normae de gravioribus delictis, redatto dalla Congregazione per la dottrina della fede e composto di 31 articoli, con cui ha sostituito l’istruzione Delicta Graviora emanata nel 2001. Le nuove norme costituiscono la risposta del Vaticano alle critiche, provenute da più parti, di aver preso sottogamba il fenomeno dei preti pedofili. Il testo disciplina comunque tutti i delitti considerati più gravi, non solo gli abusi sessuali (per es. l’ordinazione delle donne): l’apostasia, in quanto delitto contro la fede, viene prima (art. 2) della pedofilia (art. 6), definito “delitto contro il costume”. Il documento velocizza l’iter da seguire e allunga i termini di prescrizione per tutti i delitti; viene altresì introdotto il delitto di pedopornografia. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Sede, ha precisato in una nota che “trattandosi di norme interne all’ordinamento canonico, di competenza cioè della Chiesa, non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili”.
Pubblicato 15-07-2010 alle 19:18 da Redazione Uaar
Diocleziano 15 Lug 2010 19:33
Come si riesce a cadere dal ridicolo al grottesco…
Agli occhi del Signore è più meritevole un pedofilo che non un apostata?
Barbara 15 Lug 2010 19:59
Certo, nella chiesa le persone contano meno di niente! E questa ne è l’ennesima riprova.
nightshade90 15 Lug 2010 20:30
e come al solito si fà in modo che la denunci non sia un obbligo….
denunciA, errata corrige
roberta 15 Lug 2010 22:01
non mi meraviglio piu’ di tanto: dopo il sisma in abruzzo, sul sito dei cattolici romani
si discuteva sul recupero delle ostie consacrate dalle chiese danneggiate , e ci si chiedeva se tale recupero avesse la precedenza sul salvataggio delle persone…
e vi assicuro che non erano in molti a dare la priorità agli esseri umani….
sono ancora schifata
San Giovese 15 Lug 2010 22:58
Non solo Padre Lombardi ha fatto anche lo spiritoso:
TG1 edizione delle 13.30 di oggi(15 luglio): http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/Page-75d07525-fbc2-4893-a371-8c17ecb2c1fe.html
“Le nuove norme”, spiega padre lombardi,” non menzionano esplicitamente la collaborazione con le autorità civili, tuttavia tale collaborazione è ormai consolidata nella prassi dei vescovi della congregazione ed è nelle linee guida delle norme pubblicate in precedenza dal Vaticano”
E questo dice tutto…….
Anche l’ordinazione delle donne a prete viene prima della pedofilia: articolo 5.
Arthur Frayn 16 Lug 2010 1:23
Lo sbattezzo (=apostasia) peggiore della pedofilia?
Questi sono da camicia di forza!
TalebAteo 16 Lug 2010 4:40
mica solo questo
quale e’ il significato di delitto per la chiesa? e quello di pena? non e’ previsto carcere per i cittadini vaticani e per i traditori di altri stati che potrebbero avere rifugio in vaticano. Il senso di questo “codice penale” e’ lo stesso delle stampe filateliche vaticane e dei conii numismatici vaticani: aria fritta per pippaioli mentali.
La cosa piu’ ridicola, infatti, e’ che se parli con aria seria, e tanto di conferenza stampa, sulle tv nazionali. Nessun’altra tv straniera da’ peso alle fanfaronate di questi cialtroni. La vergogna di essere itaGliano e’ anche questa.
stefano f. 15 Lug 2010 19:39
la pedofilia è un delitto contro la persona non contro il costume! che schifo vaticalia!!
Magar, bieco illuminista, 15 Lug 2010 19:44
No, aspetta, qui per fortuna è solo Vaticano, l’Italia non c’entra. Almeno per ora…
roberta 15 Lug 2010 20:53
ti ricordo che in tempi non remoti , per la legge italiana, lo stupro era un delitto contro
la morale e non contro la persona….
TalebAteo 16 Lug 2010 8:34
e gli andava pure di lusso alle vittime
nei paesi a maggioranza musulmana, le bestie islamiche considerano, si, lo stupro un delitto contro la morale, ma compiuto dalla vittima contro il loro dio bedulla.
Michael Gaismayr, lo scresimato 15 Lug 2010 21:35
Quoto, quoto, straquoto…
biondino 15 Lug 2010 23:56
“costume” è la traduzione italiana (una delle possibili) del termine latino “mos, moris”, che significa _comportamento_, e da cui deriva l’aggettivo “morale”.
in altri termini: la pedofilia è configurata come comportamento inaccettabile perché immorale, cioè sbagliato.
se si guarda l’ordine degli articoli, si nota che tutti i casi citati in precedenza riguradano quelli che sono ritenuti errori di fede.
Fabio 16 Lug 2010 1:43
“costume” è la traduzione italiana (una delle possibili)
piu’ che una delle possibili, e’ quella ufficiale scelta dal vaticano.
Painkiller 16 Lug 2010 12:15
Biondino ti rendo conto di quanto sia disumano e disgustoso considerare pedofilia e stupro reati contro la morale e non reati contro la persona?
E’ come dire “stuprare è sbagliato perchè offende la sensibilità morale di qualcuno” invece di dire “stuprare è sbagliato perchè distrugge la vita di una persona”.
Non per niente TUTTI gli stati il cui ordinamento prevede lo stupro come reato contro la morale hanno pene risibili per gli stupratori, mentre dove lo stupro è reato contro la persona le cose sono un tantino diversi.
Che poi si considerino:
– cambiare\abbandonare religione
– sporcare un pezzo di pane
Vengano considerati più gravi di stupro e omicidio la dice lunga sui cattolici e la loro assenta totale di etica. Le persone, quelle vere, non contano nulla se non in funzione del controllo religioso che possono avere su di esse.
Il mancato obbligo di denuncia alle autorità civili poi è semplicemente rivoltante. In fondo siamo ancora al crimen sollicitationis: insabbiate e nascondete così ce la caviamo facendo finta di aver fatto qualcosa.
marduk 15 Lug 2010 19:42
perchè non andrebbe denunciato all’autorità civile? va prima denunciato all’autorità civile, devo presumere che la chiese siano ambasciate del vaticano? quindi dare fuoco alle chiese sarebbe un attacco diplomatico e non vilipendio, buono a sapersi
Magar, bieco illuminista, 15 Lug 2010 19:53
La nota dice solo che il punto della denuncia alle autorità civili non è trattato dalle nuove Normae, non che non si debba denunciare.
Anzi, specifica che, in un altro testo, la “Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo alle accuse di abusi sessuali”, è esplicitamente indicato che la denuncia alle autorità civili è una “procedura preliminare”, quindi da attuarsi prima del procedimento canonico, non durante o dopo.
Apparentemente, hanno davvero irrigidito le regole, recependo le critiche di chi li ha attaccati. 😛
nightshade90 15 Lug 2010 20:32
pensavo che secondo tale guida dovessero denunciare solo se la denuncia è obbligatoria nello stato in cui si compie il fatto…
marduk 15 Lug 2010 21:25
Barbara 15 Lug 2010 19:52
Certo che ne fanno di passi da gigante in avanti… l’Italia quanti anni ci ha messo per definire lo stupro reato contro la persona e non solo contro il costume? Però prima o poi ci è arrivata… e meno male che è stato in risposta alle critiche, altrimenti senza critiche chissà che progressi!
Barbara 15 Lug 2010 19:57
Ma quando ha incontrato gli stuprati maltesi, si è messo a piangere davanti alla morale del buon costume? Ecco com’era la lacrimuccia facile!
robby 15 Lug 2010 20:00
si ma delitto contro il costume è allucinante,non hanno c….cè lo hanno in faccia..
biondino 15 Lug 2010 23:58
Barbara 16 Lug 2010 7:30
Contro la morale, non è contro la persona.
hexengut 15 Lug 2010 20:18
vergognoso. Ed era da prevedersi: chissà con chi ce l’hanno quando mettono l’apostasia al primo posto…; prepariamoci tute d’amianto
Barbara 15 Lug 2010 20:38
“trattandosi di norme interne all’ordinamento canonico, di competenza cioè della Chiesa, non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili”.
Ecco bravi, tenetevi il vostro ordinamento canonico e non mettere becco fuori dal vostro stato però.
Paul Manoni 16 Lug 2010 6:31
Red Passion 15 Lug 2010 20:51
Pedofilia definita come “delitto contro il costume” (Art 6) e senza una pena certa: “Il chierico che compie i delitti di cui al § 1 sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione”. Quindi dipende dalla “gravità”. In ogni caso non c’è scomunica. Ma la pena si estingue per prescrizione in vent’anni (Art 7) (e questo vale per tutti i reati presi in considerazione). Per il reato di pedofilia, e solo per questo, c’è anche un’altra via d’uscita: “la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto diciotto anni”.
Però niente scomunica
Mentre c’è scomunica per i seguenti articoli:
-Art 2, riguardante i delitti contro la fede (eresia, apostasia, scisma)
-Art 5, riguardante l’attentata sacra ordinazione di una donna (“sia colui che attenta il conferimento del sacro ordine, sia la donna che attenta la recezione del sacro ordine”).
Insomma, per il Vaticano è gravissimo nominare una sacerdotessa, meno grave violentare un minore o un disabile mentale.
Vabbè, ma almeno conosceremo il prete pedofilo? Pare di no. L’art. 30 recita:
“§ 1. Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.
§ 2. Chiunque viola il segreto o, per dolo o negligenza grave, reca altro danno all’accusato o ai testimoni, su istanza della parte lesa o anche d’ufficio sia punito dal Turno superiore con congrue pene”
Quindi ad essere punito non è il pedofilo di turno ma chi lo dovesse denunciare o segnalare alle autorità civili.
Diocleziano 15 Lug 2010 21:38
Considerando che molti dei casi di pedofilia emersi ultimamente risalgono anche a quaranta anni fa, non è che portando la prescrizione a venti anni cambi qualcosa. Forse pensano, come esempio di severità, alla “damnatio memoriae”? E le punizioni un cosa consisterebbero? invece che un pateravegloria, ben DUE pateravegloria? Sempre più ripugnanti! E ripugnanti anche i TG rai che fanno da cassa di risonanza senza vergogna e senza commenti…
Barbara 15 Lug 2010 20:53
Cos’è che si era affermato proprio con l’avvento del cristianesimo? I diritti delle persone?
Sal 15 Lug 2010 21:13
Hai voglia a travestirti da lupo in agnello. Il fatto è che ci provano sempre ma per fortuna i tempi sono cambiati e non riusciranno più a vendere fumo per arrosto. L’unica cosa che risalta è l’ipocrisia di una classe di corrotti avidi e prepotenti che si pensano furbi.
Stefano Grassino 15 Lug 2010 21:43
Il problema stà nel fatto che non sono loro ad essere tanto furbi quanto i fedeli ad essere poco furbi. Se permetti, fede o non fede, se qualcuno molestasse tuo figlio, passerebbe per prima la chiesa, il partito o quant’altro o la salute del ragazzo? Credo che una persona intelligente e di buon senso, non avrebbe dubbi su quale decisione prendere.
Sandra 15 Lug 2010 21:45
Vaticano: l’ordinazione delle donne un grave crimine
“Le nuove regole non fanno riferimento all’obbligo da parte dei vescovi di denunciare abusi sessuali, non fornisce alcuna sanzione canonica per i vescovi che coprono i preti pedofili e non include alcuna strategia “tolleranza zero” per i preti pedofili richiesta da alcune vittime.
Il solo nuovo elemento aggiunto riguarda il tentativo di ordinare prete una donna considerato come un “crimine grave”, soggetto alle stesse procedure e sanzioni previste per gli abusi sessuali.
Cosa che ha attirato la critica immediate di gruppi favorevoli all’ordinazione di donne, che hanno dichiarato che equiparare moralmente l’ordinazione di donne con lo stupro su minori è offensivo.
Mons. Scicluna ha difeso l’assenza di riferimenti all’obbligo di denuncia all’autorità civile, dicendo che tutti i cristiani sono tenuti a rispettare alla legge civile che obblighi alla denuncia di reati sessuali.
“Se la legge civile impone la denuncia, si deve obbedire alla legge civile. Ma non sta alla legge canonica stessa di venire coinvolta con la legge civile.”, ha dichiarato mons. Scicluna ai giornalisti.”
Ovviamente, dipende dalla legge: se si tratta di legge su aborto, divorzio, testamento biologico, matrimonio omo, allora ci i coinvolge, e pesantemente. Mai una piccola pressione sulla violenza su donne e bambini, mai la potente chiesa cattolica ha mosso un dito, ha esercitato un briciolo della sua forte influenza per aiutare donne e bambini a liberarsi dalla morsa della violenza, paragonato a quanto invece si è adoperata per altre cose.
E poi questa cosa delle donne che non possono fare i preti…. di cosa hanno paura, che non ci siano piu’ suore da violentare, per i preti che non hanno tendenze pedofile?
Sandra 15 Lug 2010 21:54
Anche il guardian si mette l’accento sulla questione donna-prete, visto che per la chiesa anglicana si sta arrivando alla donna-vescovo:
lisa 15 Lug 2010 22:20
certo che se pensano di aver risolto il problema in questo modo siamo alla frutta!
Rasputin 15 Lug 2010 22:42
“non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili”
Ma questa è un’autodenuncia per favoreggiamento.
Roberto Grendene 15 Lug 2010 22:47
non trattano l’argomento della denuncia alle autorità civili?!?
non si rendono conto che sarebbe la prima cosa in assoluto da trattare, e con il massimo della chiarezza?
la cosa piu’ triste e’ che i giornalisti non sottolineano questo grottesco aspetto
Diocleziano 15 Lug 2010 23:19
Il problema nasce dalla dabbenaggine di chi gli ha concesso la condizione di stato indipendente, creando questa mostruosità giuridica. Loro ci marciano alla grande e approfittano di ogni escamotage per uscirne indenni. Si ritengono al di fuori di ogni legge e responsabilità.
TalebAteo 16 Lug 2010 8:37
i cari savoia, che potevano stritolarli, ma essendo quegli smidollati invertebrati che hanno sempre dimostrato di essere (e continuano a dimostrarlo) cedettero alla mera superstizione (che neanche un calcolo politico o la ragion di stato avrebbe giustificato tante concessioni dopo la breccia). A quella gente dobbiamo la colonizzazione forzata del sud e la creazione della itaGlietta.
Magar, bieco illuminista, 16 Lug 2010 16:02
Veramente il punto è trattato nell’altro testo, a quanto pare, la “Guida…” (vedi mio commento precedente). Suvvia, qui non c’è scritto che la denuncia non va fatta.
Il senso della nota è che la denuncia alle autorità civili non riguarda il processo canonico, che è parallelo e indipendente da quello “temporale”.
eullucci 15 Lug 2010 23:09
Che dire? E’ il solito atteggiamento ipocrita. Da loro non ci si può aspettare niente di diverso. Sta ai singoli stati adottare una politica di intransigenza e perseguire duramente e senza sconti legati alla carica tutti i pedofili, preti o no.
MEVI 16 Lug 2010 0:21
Oh grazie il Vaticano!Ora posso dormire tranquila…Meno male che ci siete voi a difendere i bambini…
Massimo 16 Lug 2010 1:17
Son Gigetto ed ho sei anni,
La mia mamma un dì m’ha detto:
“Se vuoi viver senza danni,
Devi fare il chierichetto!”
Son finito qui a dottrina:
“È un ambiente molto sano
Di morale e disciplina,
Che ti rende un buon cristiano.
Don Pasquale t’allontana
Da perverse compagnie,
Con la lunga sua sottana,
Fra preghere e litanie”.
Alla messa un altro bimbo
Che frequenta la parrocchia,
Come me salvo dal Limbo,
Era lì sulle ginocchia.
Don Pasquale gl’infilava
Una c.osa nella b.occa.
Poi m’ha detto che puzzava:
“Prima o poi, vedrai, ti tocca!”
Forse ho inteso poco bene
– Sono ancora piccolino -,
Ma, per me, quello era il p.ene
– Son seienne, non cretino! –
Hanno ammesso: “Non è bello;
Pel Costume è un abominio!”
Con chi ha preso quel r.andello
Condivido il condominio.
Voglio dire: lo saprò
Che fa Rossi di cognome?
Poi, chissà, mi sbaglierò:
Ma “Costume” non ha nome…
Il costume porto al mare,
Quando faccio le formine,
Ma non voglio proprio fare
Come Rossi quella fine.
Io, quest’anno, le bretelle
Del costume me le tiro
Dritte, su, fino alle ascelle,
Se passasse un prete in giro!
POPPER 16 Lug 2010 1:21
bellissimo, complimenti Massimo.
MASSIMO 16 Lug 2010 8:46
Aggiungeri anche le seguenti strofe:
“Ho il piselllo benedetto e ti benedico sul culetto”
“Se tu vuoi l’assoluzione orsù bacia ‘sto cordone”
“E se senti un poco male ti dò la vaselina di San Pasquale”
myrra 16 Lug 2010 14:41
CloroAlClero 16 Lug 2010 1:56
Secondo il nuovo codice nei casi davero gravissimi possono addirittura arrivare a darti un buffetto e mandarti a letto senza cena…
Barbara 16 Lug 2010 8:00
Non si capisce proprio cosa sia cambiato rispetto a prima.
Giorgio 16 Lug 2010 9:46
Sono riusciti a fare la figura dei seri e rigorosi grazie a stampa e TV italiane.
Sandra 16 Lug 2010 10:01
Sicuramente niente per il cardinale Law che potrà continuare a godersi la Bella vita a Roma.
“Law è presente in otto commissioni della curia…con competenze che variano dall’educazione cattolica della famiglia alla gestione di ordini religiosi alla supervisione di opere missionarie, compresa l nomina di vescovi in africa a asia…
(Il suo stipendio) è di circa 5mila dollari, con i quali il cardinale paga le proprie spese e le due o tre suore che si occupano della sua casa. Tutto sommato, è una vita piacevole. Law è presente a eventi sociali e diplomatici, e occasionalmente cena fuori casa con gli amici. Uno dei suoi ristoranti preferiti è il Cecilia Metella…”
http://www.bostonmagazine.com/articles/our_man_in_rome/?&redirected=1
MASSIMO 16 Lug 2010 15:27
Se assumessero suore un pochino più bone forse i preti lascerebbero in pace i bambini.
Sandra 16 Lug 2010 21:11
E perché non qualche bel giovanottone ben fatto? Che se la vedano con qualcuno che è in grado di rendere pan per focaccia. O altrimenti si cerchino una compagna alla pari, come fanno le persone normali. Perché immolare le povere suorine (che sono già delle poverette per definizione) al maschione in crisi di astinenza?
fab 16 Lug 2010 9:16
E’ evidente che questa è pura propaganda e che non si vuole cambiare nulla. Pertanto il Vaticano sta mostrando di accettare la pedofilia. Se la gente usasse il cervello, capirebbe che questo “provvedimento” è la conferma dei peggiori sospetti.
EXTRA OMNES 16 Lug 2010 9:18
A proposito di sacerdozio femminile, ve lo immaginate un film dal titolo “La sacerdotessa nella parrocchia dei villeggianti” oppure “L’arcipretessa fa l’occhietto al cardinale”?
andrea pessarelli 16 Lug 2010 9:26
ma se questa nuova disposizione integra e sostituisce quella precedente, come mai viene annunciata con rullo di tamburi a reti e menti unificate, mentre quella di prima era “da conservarsi con cura nell’archivio segreto della curia?”.
Sandra 16 Lug 2010 9:51
Solo nella stampa italiana viene dato risalto a questo fantomatico giro di vite. Fuori di qui non sfugge a nessuno l’ipocrisia della chiesa cattolica, e l’accostamento tra abuso su minore e ordinazione delle donne li mette in pessima luce.
Da Le monde e Liberation passando per i giornali di lingua inglese, tutti notano come la chiesa abbia voluto infilare tra le norme di un problema che la vede cosi’ pesantemente coinvolta e responsabile un richiamo talebano all’esclusione delle donne, di cui, francamente, non si capisce l’urgenza e l’utilità.
stefano f. 16 Lug 2010 10:00
hai detto bene, all’estero si respira aria fresca.
qui invece il tanfo è insopportabile ma la gente è abituata, ormai non lo sente nemmeno più.
Nathan 16 Lug 2010 11:42
Forse hanno paura che qualche vescovo “progressista” faccia un colpo di mano del genere, e vogliono precostituirsi l’appliglio legale per stroncarlo subito senza entrare in discussioni che potrebbero essere propagandisticamente controproducenti.
Comunque la cosa rivela quali siano le loro vere paure e proccupazioni.
stefano f. 16 Lug 2010 9:59
nell’Atene di Pericle il Legislatore (che era cristiano 5 secoli prima di cristo 😉 ) la violenza sessuale contro i minori e le donne veniva considerato reato spregevole secondo solo all’omicidio; il colpevole veniva decapitato.
nel diritto romano (inventato dai cristiani, prima che esistessero 🙂 ) lo stupro era considerato crimine contro chi lo subiva (non contro la morale) anche qui era prevista la condanna a morte.
le pene forse sono esagerate (ma anche no…) e devono essere contestualizzate nel periodo d’emanazione di tali leggi ma in italia fino a 20 anni fa un stupratore rischiava forse 10 anni di galera, con molte attenuanti, visto che tale reato non era considerato delitto contro la donna che lo subiva ma contro la morale…
Painkiller 16 Lug 2010 18:49
Stafano chi stupra una adulto con le leggi attuali rischia da 6 a 12 anni, mentre se la vittime è un minore da 7 a 14.
Ricordati anche sentenze illuminanti come:
– se la stuprata ha i jeans allora è per forza consenziente
– se la vittima minorenne non è vergine al momento dello stupro allora il criminale ha diritto alle attenuanti.
In italia se un pedofilo arriva a fare 6 mesi è tanto.
10 anni fà era peggio.
Il Filosofo Bottiglione 16 Lug 2010 10:05
ma la massima attenzione della chiesa è nei confronti del delitto più odioso e terribile: la mancanza di rispetto verso l’eucarestia, il corpo di Cristo.
Otzi 16 Lug 2010 11:18
tenendo presente che trattasi di un corpo reale in carne e sangue…. c’è implicito anche il rispetto al suo c…o? Ma se lo ingoiano per singulos dies!!!…..
Otzi 16 Lug 2010 11:15
Queste NORMAE non trattano l’argomento della denuncia del reato di pedofilia alle Autorità Civili. QUINDI SONO NORME INCIVILI E DELITTUOSE. Punto e Stop. Memento: dagli impostori delle ccar non può derivare che male su male al progresso della moderna società democratica laica. Liberiamoci – come scriveva Giuseppe Verdi – di questi sinistri e funesti uomini di dio!……
ser joe 16 Lug 2010 15:22
Visto che siamo in tema musicale ti informo che ho un manoscritto originale di Amilcare Ponchielli dove in un angolo scrive: W la sincerità, abbasso il gesuitismo. In una sua opera lirica si possono leggere queste parole: “oh, qual Dio dagli artigli crudeli, infelice, strapparti potrà…Spenta è ormai la giustizia nei cieli… E’ menzogna d’Iddio la pietà”. Come vedi anche Ponchielli non scherzava ed eravamo nella seconda metà dell’800. Forse ne sapevano più di tanti italiani d’oggi.
celestino V° 16 Lug 2010 11:28
http://www.ilgiornale.it/esteri/chavez_attacca_chiesa_rivedere_concordato_il_cardinale_troglodita/concordato-chiesa-chavez-venezuela-cardinale-vaticano/15-07-2010/articolo-id=461066-page=0-comments=1
Bella l’uscita di Chavez.Chissa’ se entro il 2050 avremo mai un politico che le canta a B16 come ha fatto Ugo.Non ammiro Chavez che è l’ennesimo dittatore, ma in questo caso ha tutto il mio appoggio
FSMosconi 16 Lug 2010 11:48
Un dittatore sudamericano che attacca il Vaticancro? Strano: è la prima volta, di solito sono sempre andati d’accordo lì in Sud America:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/02/20/il-papa-pinochet.html
Vabbè: c’è sempre una prima volta… 😀
Alfonso 16 Lug 2010 13:09
Ma che dittatore e dittatore, Chavez è stato eletto democraticamente, ha tutta la mia stima e ammirazione per quel che sta facendo per il suo paese in particolare e per l’america latina in generale. Se non ricordo male, qualche tempo fa, affermò anche di voler abbattere le statue di Cristoforo Colombo, simbolo del colonialismo e di genocidio dei popoli sudamericani. E’ un grande Chavez! Ce ne fossero!
FSMosconi 16 Lug 2010 15:23
Ops! Che figuraccia: chiedo venia…
Magar, bieco illuminista, 16 Lug 2010 16:09
È stato eletto democraticamente, ma ha ancor meno senso della democrazia di Berlusconi, IMHO. Il suo stile di governo è caratterizzato da quintalate di demagogia da quattro soldi (sia in economia che in politica estera) e autoritarismo bonapartista. Fine del mio off-topic. 🙂
Gigetto il miscredente 16 Lug 2010 16:35
Anche Hitler lo hanno eletto democraticamente…..Mussolini un pò meno, ma anche in quel caso non fu un colpo di mano.
Secondo me è essenziale stare attenti ogni volta che eleggiamo (democraticamente) qualcuno…:-)
Fri 16 Lug 2010 18:08
Secondo me e’ anche essenziale stare attenti quando gli Stati Uniti (o chi per essi) dichiarano che un capo di stato e’ un dittatore. Non sarebbe la prima volta che gli USA partecipano a campagne denigratorie (e la storia insegna che non sempre si sono limitati alle parole…) semplicemente perche’ non gli va bene la politica dello stato in questione. Soprattutto quando lo stato in questione e’ ricco di petrolio…
Andrea Ortale 16 Lug 2010 12:27
Ma in tutta la “legislazione” vaticana, le uniche pene previste sono la destituzione da cariche sacerdotali? Non esiste un carcere, non esiste perlomeno l’espulsione dallo Stato del Vaticano così che uno stato sovrano possa giudicare e condannare il colpevole?
Per dire, che provvedimente prende il Vaticano se un sacerdote uccide un uomo? gli prescrive 10 Ave Maria al giorno e basta?
biondino 16 Lug 2010 16:14
Le norme del cosiddetto “diritto canonico” sono per i fedeli della chiesa cattolica, non per i cittadini del vaticano.
I cattolici italiani, per esempio, sono cattolici e sono pure italiani (e viceversa): se diventano ereteci, vengono espulsi dalla chiesa (non dal vaticano, dove non abitano), e restano tranquilli cittadini italiani (per l’italia essere eretici non è un reato).
Near 16 Lug 2010 18:42
Tu la fai un pò troppo facile per i miei gusti.
Robydik 16 Lug 2010 14:01
Bene, adesso la cosa migliore da fare è fare sentire la nostra reazione facendo registrare un aumento improvviso di SBATTEZZI (per coloro non l’avessero ancora fatto). Facciamo anche un pò di campagna pubblicitaria. Facciamoci sentire!!! Loro sono fortissimi perchè molto uniti e noi dobbiamo fare altrettanto. Scaricate dunque il modulo per lo sbattezzo e mandate la raccomandata al parroco della chiesa dove siete stati battezzati e riceverete anche voi (come me) la vostra bellissima ed imperdibile “Scomunica latae sententiae”!!!!
RobertoV 16 Lug 2010 14:01
Sconcerta, ma non mi stupisce che lo scandalo pedofilia sia stato usato dal Vaticano per regolare i conti con l’opposizione interna. Con lo scandalo pedofilia è venuta alla luce l’opposizione alla politica conservatrice e tradizionalista dell’attuale chiesa (e di quella di GP2) e l’associazione cattolica in Germania ed Austria “Wir sind Kirche” (Noi siamo chiesa) ha acquisito notevole visibilità ed è stata molto attiva, chiedendo riforme tra cui proprio di poter nominare sacerdoti anche le donne, l’abolizione del celibato ed una visione più moderna della sessualità. Lo stesso cardinale austriaco Schoenborn (tra l’altro candidato a diventare papa nel 2005, ma forse troppo giovane allora) è stato molto attivo e si è mostrato troppo disponibile verso “Wir sind Kirche”, tanto che qualcuno temeva una scissione della chiesa austriaca ed è stato richiamato all’ordine (ma tornato in patria ha più o meno ribadito le cose precedenti). Queste nuove direttive vanno soprattutto contro di loro, dichiarando grave l’ordinazione di donne e stabilendo norme più severe contro l’eresia e cercando di accentrare maggiormente il potere sul papa.
Tutta l’attività contro la pedofilia, e queste norme lo confermano, è solo di tipo palliativo: qualche testa (poche) salta ed un po’ di denunce vengono fatte, vengono nominate commissioni che tirano fuori qualcosa (ma non tutto, ovviamente) per placare l’opinione pubblica ed aspettare che la bufera passi, se ne stanno accorgendo molte vittime. In effetti avevano accennato a relazioni mensili, ma appena la pressione su di loro è calata se ne sono subito dimenticati. Hanno cercato di scaricare le responsabilità sul progressismo cercando di far credere che tornando alla tradizione certi problemi non ci sarebbero stati. Così non affrontano il cuore del problema che implicherebbe riforme della chiesa e riduzione del potere centrale e fra qualche anno ci troveremo nuovi casi di pedofilia nascosti che verranno alla luce: si preferisce continuare nella restaurazione. L’obbligo di denuncia all’autorità civile deve essere accompagnato da una trasparenza della chiesa perché se grazie al suo potere di condizionamento sulle vittime il ritardo è maggiore (e notevole) rispetto ai casi civili (anch’essi lunghi) si viene a conoscenza dei casi quando sono già prescritti, e la chiesa se la cava a buon mercato.
Flavio 16 Lug 2010 14:27
Chi se ne frega di che regole interne ha il Vaticano? Se e’ uno stato sovrano smettiamola di mantenerlo.
MASSIMO 16 Lug 2010 15:30
Magari venisse uno Chavez o uno Zapatero anche in italia. Io lo voterei subito.
Stefano Bottoni 16 Lug 2010 14:48
“Delitto contro il costume”.
Pure in questo disgraziato paese lo stupro era considerato “delitto contro il costume”, poi fu finalmente considerato delitto contro la persona a tutti gli effetti.
A quando, a quando una civilizzazione forzata di questo staterello medioevale?
A quando un altro XX settembre, ma questa volta fino in fondo?
A quando la fine del potere temporale della ccar?
E nessuno mi venga a dire che senza la chiesa prevarrebbero i musulmani. Quando riusciremo a liberarci dei porporati, vorrà dire che saremo vaccinati a tutto e tutti.
Losna 16 Lug 2010 16:02
E’ chiaro, la ccar vuole avocare a sé anche quello che è di competenza della giustizia ordinaria dello Stato e sta proprio qui la stortura. Vuol anche dimostrare quanto sono bravi a sculacciarsi da soli senza pagare pegno alla società civile, della quale volenti o nolenti fanno parte.
E lo ripeto ancora una volta, quello che mi fa indignare è l’assoluta mancanza di pietà umana verso le loro vittime, come provato dai loro atti e dalle loro parole, se i loro fedeli riflettessero almeno per un momento a questo aspetto, per loro sarebbe la fine.
Non mi ricordo chi ha detto: i cattolici sono dei cristiani che non si sono ancora convertiti!”
bruno dei 16 Lug 2010 16:04
“Delitto contro il costume”… Roba da italietta anni ’50. Credo che la sensibilità generale, se informata, reagirebbe rifiutando e condannando con forza il ridicolo di questi pronunciamenti degni di uno stato medievale…
Near 16 Lug 2010 18:40
Due i punti per condannare questa ennesima e nuova calunnia del Vaticano alla dignità e all’intelligenza umana.
1) L’aver prima negato che il problema sussista, che si è sempre fatto tanto contro la pedofilia nella chiesa, che era tutta una montatura contro di loro mossa da ambienti laici, mentre ora, sorprendentemente, si acclama il cosiddetto “giro di vite”. Ma se ora si fa un “giro di vite”, allora forse è vero che prima c’era qualcosa che non andava, o lo si fa così tanto per fare ?
2) L’ignominia e l’abominio di definire la pedofilia semplicemente delitto contro il costume e di collocarla dopo l’apostasia e addirittura dopo l’ordinazione delle donne sacerdote, segno inequivocabile della secolare intolleranza della chiesa contro chi vuole professare un diverso credo o altra ideologia, per non parlare della mai superata (nei fatti) misogenia.
Questo la dice lunga direi su chi sia il reale responsabile del fango gettato sulla chiesa, in quanto, in verità, nessuno la criminalizza… la chiesa si criminalizza da sola.
Barbara 17 Lug 2010 9:34
E’ il nocciolo della questione, la chiesa sta lì per dio mica per gli uomini. Puoi si inventarono un dio fatto uomo, ma quell’uomo lascia sempre il tempo che trova.
Cesare b 16 Lug 2010 19:22
Queste norme riguardano il governo del clero da parte della Santa Sede e mirano a radiare i ministri del culto cattolico che commettano o abbiano commesso in passato determinati atti e a rimuovere quei superiori che manchino o abbiano mancato ai propri doveri di sorveglianza, di misure cautelative, di repressione.
La Chiesa ha tutto il diritto di considerare grave quello che vuole (ad esempio la profanazione dell’ Eucaristia), purche’ si guardi bene dal non considerare tale cio’ che per la societa’ civile e’ delitto.
Queste norme non sono legge di alcuno Stato, neppure dello SCV, che recepi’, alla sua nascita, i Codici Zanardelli, allora in vigore in Italia, e non li ha mai cambiati.
Alla societa’ civile dovrebbe interessare soltanto che queste nuove norme possano prevenire comportamenti delittuosi. Per le vittime di abusi da parte di alcuni preti e per l’ opinione pubblica dovrebbe essere di soddisfazione che si perseguano in qualche modo anche fatti che per gli Stati sono prescritti, o non potrebbero essere adeguatamente provati in giudizio, o, pur essendo moralmente ripugnanti, non hanno costituito reato.
E’ logico che la collaborazione con le autorita’ statali, di regola, debba seguire le norme dettate, in ciascun Paese, dalla legislazione locale. Tuttavia, di fatto, in questo momento si va anche oltre le strette prescrizioni di legge.
Per i cattolici e’ di grande conforto la ritrovata fiducia nel corretto comportamento del clero. Molti, probabilmente, approvano anche che si rinverdisca e si rafforzi la potesta’ del Pontefice sulla Chiesa Universale e che si vada verso una piu’ rigorosa disciplina e ortodossia in materia di fede e d’insegnamento morale.
maxalber 16 Lug 2010 22:34
Infatti, quando ho sentito la notizia e l’enfasi con cui è stata data ho pensato:
ma da quando ci interessiamo dei codici interni delle religioni?
io della sharia ho sentito parlare solo quando ho capito che cercano di applicarla anche alla società civile.
Personalmente dei codici interni delle religioni me ne frego così come non mi interessano lo statuto di CL o del CAI.
Il problema è quando si intersecano con la società civile.
E questa intersezione dei codici religiosi, certamente più forte per la sharia, non la puoi certo negare.
Near 17 Lug 2010 10:16
La Chiesa non ha diritto di considerare grave tutto quello che vuole, in particolare quando esprime opinioni che alla fine travalicano la cerchia dei credenti, come, ad esempio, la definizione degli omosessuali come male per la società tutta. Questo si pone in contrasto con il principio costituzionale che prevede la non discriminazione in base al sesso.
Allo stesso modo, se sull’onda reazionaria e controriformatrice attualmente in voga si seminassero messaggi discriminatori contro gli appartenenti alle altre chiese (i segnali ci sono già tutti), ciò non avrebbe ragion d’essere, in quanto la costituzione tutela anche le differenze di pensiero oltre che quelle sessali e un datore di lavoro, per fare un esempio, che non assumesse un omosessuale o un apostata in obbedienza ai principi della propria chiesa (che definisce tali atti come gravi delitti), commetterebbe invero un delitto contro la legge civile.
I problemi ci sono, è inutile negarli.
E se fosse l’UAAR a dotarsi di un ordinamento parallelo e indipendente da quello statale con il quale, allo stesso modo, prevede prima la trattazione interna dei casi di pedofilia e solo in un secondo momento e a discrezione la denuncia alle autorità civili, tu saresti ugualmente pronto a difenderci dalle critiche che inevitabili pioverebbero ?
robby 16 Lug 2010 19:44
sei contento..adesso vai prenderti un gelato,comunque sembri una segreteria telefonica,che conferma quante banalita e retorica puo accettare un signore come te,che dovrebbe se fossi imparziale sussultare a vedere la pedofilia definita “contro il costume è non contro la persona”se a lei va bene cosi..buona ingiustizia…
Cesare b 16 Lug 2010 22:38
Definire la pedofilia solo in quanto illecito contro la persona comporta di punire soltanto quelle relazioni sessuali in cui si possa ragionevolmente escludere il consenso, per violenza, o abuso d’autorita’ o eta’ davvero molto immatura del partner minorenne.
Per considerare delitto IN TUTTI I CASI il rapporto, anche apparentemente consenziente, con persona sana di mente e d’eta’ anche di poco inferiore agli anni 18, non plagiata mediante abuso di potere ne’ corrotta con denaro, come fanno la legislazione americana e qualla canonica, bisogna per forza ricorrere al concetto di “buon costume”. Infatti in quel caso (potrebbe trattarsi, ad esempio della storia tra un seminarista ventitreenne e una ragazza diciassettenne) alla presunta “parte lesa”, umanamente parlando, si fa un dispetto e non la si vendica d’un abuso.
Dunque la definizione dal delitto di pedofilia delle nuove norme ecclesiastiche e’ piu’ severa, non piu’ lassista, di quella che vorrebbero i detrattori.
E poi: se un comportamento illecito viene represso, che importa la motivazione? Rubrica legis non est lex.
Massimo 17 Lug 2010 0:08
Poffarbacco e santi numi, per la Barba di Belzebù! La motivazione IMPORTA eccome! Anzi: è tutto il sale della questione! Per esempio, condannare lo stupro perpetrato nei confronti di una donna perché si tratta di “utilizzo illecito non autorizzato di oggetto non in proprio possesso e disponibilità” è un ottimo, efficacissimo modo implicito (obliquo, unto, bifido, stomachevole, laido, ipocrita… “pretesco”, insomma – per farla breve) per convalidare l’immagine di una donna suddita e… appecoronata (appunto, di nuovo il “gregge”). Questo è il “Signor Costume” – un’entità astratta, un passe-partout che sembra dire tutto, ma non dice niente e getta fumo su tutto, una vuota formula che OFFENDE e se ne infischia ampiamente di quel che capita davvero a gente in carne ed ossa, – a prescindere dalla gente in carne ed ossa medesima e da chiunque sia/voglia/si trovi ad essere.
Nel caso specifico, sarebbe di grande rilievo se la “motivazione” contenesse un qualche indizio del fatto che, come soggetto passivo dell’atto di “sodomia” (voglio proprio usare l’efficace “medievalismo” tanto in voga tra quelli che sanno esattamente quanti diavoli ci sono all’inferno e cosa stanno facendo in questo istante), sussiste una qualche differenza tra:
a) un bambino della specie “homo sapiens” (alias “discendente di Adamo” – traduco per chi preferisce il genere e altrimenti rischia di intortarsi);
b) una pecora (Merinos o di altra varietà);
c) un adulto consenziente.
Il fatto che non si accenni a questo, fa evidentemente pensare che Gigetto che fa l’asilo, Belinda la brucatrice e Mario l’omosessuale adulto (“Dante o prendente, la pena è equivalente”) siano intercambiabili e sinonimici. (Nella testa malata dei preti, ben inteso…). Insomma: un accenno a fatti e personaggi reali, proprio mai mai mai? Fa proprio così schifo la realtà nuda e cruda, senza aggettivi né altro?
Near 17 Lug 2010 10:03
La norma parla di atti con minori di 14 anni, non di 18.
Per i bambini il fatto che ci sia consenso o meno non è rilevante, in quanto, data l’età immatura, alla fine la responsabilità maggiore è sempre quella dell’adulto che dovrebbe comportarsi (almeno in teoria) in modo probo e responsabile.
E’ una vergogna definirlo solo come atto contro il buon costume perchè così si privilegia solo la dimensione dello scandalo come atto in sè, non della tutela dell’integrità e dignità della persona e la pedofilia in primo luogo dovrebbe essere grave in quanto atto che danneggia la persona, non le concezioni generiche e astratte.
Poi di quello che tu dici non si trova alcuna conferma nel testo, in quanto si parla di atto contro il “buon costume” senza specificare la differenza tra il consenso e non.
Near 17 Lug 2010 10:36
Chiedo scusa, i 14 anni sono riferiti alla detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.
Ma il primo delitto dell’articolo 6 menziona i minori di 18 anni come persone che hanno “uso imperfetto della ragione”, quindi la chiesa stessa ammette che il consenso non è rilevante.
Sandra 16 Lug 2010 20:37
La reazione nei paesi normali a questa ennesima buffonata non si è fatta attendere. Molto scalpore ha destato infatti l’equiparazione a crimine grave dell’ordinazione delle donne. L’articolo sul sito BBC lo paragona a uno “schiaffo”, e la portavoce del gruppo di donne cattoliche a favore dell’ordinazione ha dichiarato di “non capire il linguaggio” del papa e di sentirsi “profondamente offesa” cosi’ come altre persone che potrebbero risentirsi in occasione della visita papale prevista per settembre.
Anche da parte anglicana arrivano critiche, e viene fatto presente che sono molti i cristiani nel mondo che vedrebbero favorevolmente le donne nel sacerdozio.
Nella chiesa anglicana le donne possono finalmente diventare vescovo, come in quella luterana, ma in quella cattolica non possono nemmeno diventare prete: non sarà perché la chiesa cattolica ha paura che le donne vescovo finiscano per comportarsi come la “vescovessa” luterana Jepsen che si è appena dimessa per aver sottovalutato un caso di pedofilia? Ha dichiarato: “La mia credibilita’ e’ stata messa in dubbio. Quindi non sono piu’ nella posizione di continuare nel mandato”.
C’è poco da fare, Ratzi bello, quanto ad attributi, tu e i tuoi amici con l’abito lungo, per averne quanto una donna, ne avete di strada da fare!
FSMosconi 16 Lug 2010 22:11
Condivido in pieno, anche se non sono donna! 😀
Near 17 Lug 2010 10:50
“Vatican sex crimes prosecutor Monsignor Charles Scicluna said that including the two issues in the same document was not equating them, but was done to codify the most serious canonical crimes which the Roman Catholic Church handles.
“They are grave, but on different levels,” he said on Thursday.”
E adesso rispondiamo a questo signore citando le stesse frasi del documento, che evidentemente non ha ancora letto o finge di ignorare.
E’ vero che questo documento non mette esattamente pedofilia e ordinazione di donne sacerdote sullo stesso piano, anzi, mette il secondo “delitto” da me citato su un piano ancora più grave, primo perchè viene citato prima del delitto di pedofilia, secondo perchè le pene previste per esso sono inequivocabilmente più gravi, in quanto si parla di “scomunica latae sententiae” sia per la donna che riceve il sacramento che per colui che lo conferisce.
Nei casi di pedofilia, invece, solo questo: “Il chierico che compie i delitti di cui al § 1 sia punito secondo la gravità del crimine, non esclusa la dimissione o la deposizione.”
Nessuna pena espressamente citata invece per la detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico di cui al paragrafo 2 dell’articolo 6.
Alla faccia del giro di vite, probabilmente quest’ultima l’hanno ben pensata per il caso del cardinale belga sul cui pc è stata rinvenuta la foto della bambina nuda con un’espressione malsana.
Markus 17 Lug 2010 11:41
Conferma che ho scale di valori e gusti molto diversi… per fortuna