Source: http://legislazionetecnica.it/62497/fonte/l-13-08-2010-n-136
Timestamp: 2018-12-19 09:24:01+00:00
Document Index: 47496072

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 125', 'art. 34', 'art. 96', 'art. 125', 'art. 7', 'art. 112', 'art. 3']

Aggiornamento della determina n. 4 del 7 luglio 2011, recante «Linee guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari ai sensi dell’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136» - aggiornata al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 recante «Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50» con delibera n. 556 del 31 maggio 2017.
Alla luce dell’entrata in vigore del D. Leg.vo 18/04/2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), nonché del D. Leg.vo 19/04/2017, n. 56 (c.d. “correttivo”), l’ANAC, con la presente Delibera, aggiorna la precedente Determinazione 07/07/2011, n. 4, recante “Linee guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari ai sensi dell’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136”, al fine di adeguarne il contenuto alle nuove disposizioni codicistiche nonché alla giurisprudenza e prassi consolidata. Il provvedimento non contiene disposizioni sul versamento del contributo all’Autorità dovuto dalle stazioni appaltanti, dagli enti aggiudicatori e dagli operatori economici, dal momento che tali aspetti sono definiti nelle delibere annualmente emanate ai sensi dell’art. 1, commi 65 e 67, della L. 23/12/2005, n. 266.
Linee guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari ai sensi dell’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136.
Con la Determinazione n. 4/2011 del 07/07/2011 l'Autorità per la Vigilanza sui Contrati Pubblici ha emanato le Linee Guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari, ai sensi dell'art. 3 della L. 136/2010, recante il «Piano Straordinario contro le mafie». Il provvedimento riordina quanto affermato in precedenti atti dell'Autorità e fornisce nuove linee interpretative, e di conseguenza sostituisce le precedenti determinazioni 8/2010 e 10/2010.
Tra le principali novità, vi sono esempi sulla filiera delle imprese nei contratti di servizi e forniture, chiarimenti sulla nozione di «concessionari di finanziamenti pubblici anche europei», sulle carte carburante, i servizi legali, il pagamento delle utenze da parte delle pubbliche amministrazioni, le cessioni dei crediti e le spese giudiziarie.
In particolare segnaliamo l'orientamento dell'Autorità in merito alle acquisizioni in economia di cui all'art. 125 del D. Leg.vo 163/2006. Gli obblighi di tracciabilità non si applicano allo svolgimento di prestazioni di lavori, servizi e forniture tramite amministrazione diretta, mentre sono soggette le acquisizioni di beni e servizi effettuate dal responsabile del procedimento per realizzare la fattispecie in economia. Sono soggetti agli obblighi di traccibilità gli acquisti in economia mediante cottimo fiduciario e gli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture sotto i 40.000 Euro.
D.P.C.M. 30/06/2011
Stazione Unica Appaltante, in attuazione dell'articolo 13 della legge 13 agosto 2010, n. 136 - Piano straordinario contro le mafie.
Ulteriori indicazioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari. (Articolo 3, legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificato dal decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187).
L'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha adottato la Determinazione n. 10 del 22/12/2010, pubblicata sulla G.U. n. 4 del 07/01/2011, fornendo nuove indicazioni interpretative ed operative sulla tracciabilità dei flussi finanziari negli contratti pubblici, di cui alla L. 136/2010. La determinazione fa seguito alla conversione in legge del D.L. 187/2010, convertito dalla L. 217/2010, che ha apportato importanti e consistenti modifiche al testo normativo di riferimento.
Oltre a commentare le novità introdotte dalla citata L. 217/2010, inerenti il periodo transitorio per i contratti stipulati prima del 07/09/2010 e l'integrazione automatica degli stessi, l'innalzamento del limite per le spese giornaliere, e l'obbligo di indicazione del CUP, l'Autorità fornisce indicazioni operative, con riguardo alle problematiche di maggior rilievo segnalate da stazioni appaltanti ed operatori economici, ed in risposta alle numerose richieste di chiarimento ricevute.
In particolare vengono specificate le fattispecie di contratto ed i soggetti ai quali si applicano gli obblighi di tracciabilità. Ricadono nell'ambito di applicazione, ad esempio, le procedure di cottimo fiduciario, i flussi finanziari nell'ambito di raggruppamenti temporanei di imprese, consorzi ordinari di concorrenti di cui all'art. 34, comma 1, lettera e) del Codice dei Contratti, e società tra imprese riunite a valle dell'aggiudicazione di cui all'art. 96 del D.P.R. 554/1999.
Sono invece esclusi i lavori, servizi e forniture in economia tramite amministrazione diretta, ai sensi dell'art. 125, comma 3, del D. Leg.vo 163/2006, e gli incarichi di collaborazione di cui all'art. 7, comma 6, del D. Leg.vo 165/2001. Inoltre sono esclusi dagli obblighi di tracciabilità gli affidamenti in house, mentre sono soggette le società in house che affidano appalti a terzi.
Con riferimento alla comunicazione alla stazione appaltante dei dati del conto corrente dedicato, di particolare importanza la possibilità, per l'appaltatore avente una molteplicità di contratti stipulati con la medesima stazione appaltante, di poter comunicare uno o più conti correnti dedicati che utilizzerà per tutti i rapporti, presenti e futuri, instaurati con la medesima stazione appaltante, senza dover formulare apposite comunicazioni per ciascuna commessa.
Prime indicazioni sulla tracciabilità finanziaria ex articolo 3, legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificato dal decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187.
L'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, con la Determinazione n. 8 del 18/11/2010 fornisce indicazioni applicative in merito alla tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici di cui alla L. 136/2010. Si ricorda che la citata L. 136/2010, recante il «Piano straordinario contro le mafie», come modificata dal D.L. 187/2010, ha introdotto l'obbligo per gli operatori economici coinvolti in appalti pubblici ed i soggetti destinatari di finanziamenti pubblici ad utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, ad esclusione dei pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e istituzionali, nonché quelli in favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi.
La Determinazione in commento tratta gli ambiti di applicazione della tracciabilità, fornisce indicazioni generali sulle modalità di attuazione della stessa, sulla richiesta e l'indicazione del codice identificativo di gara (CIG) e del codice unico di progetto (CUP) e sulla gestione dei movimenti finanziari e le comunicazioni obbligatorie.
Nello specifico il citato D.L. 187/2010 (in vigore dal 13/11/2010) prevede che tutti i contratti stipulati prima del 07/09/2010 siano adeguati entro il 07/03/2011, a pena di nullità assoluta, inserendo apposita clausola sulla tracciabilità. Dal momento che dopo il 07/03/2011 i contratti sprovvisti di clausola saranno nulli, l'Autorità suggerisce di integrare i contratti già stipulati mediante atti aggiuntivi, e fornisce in allegato alla Determinazione gli schemi della clausola sulla tracciabilità da inserire nel contratto tra stazione appaltante ed appaltatore e nel contratto tra appaltatore e subappaltatore/subcontraente.
Quesiti in tema di tracciabilità dei flussi finanziari.
In proposito, occorre evidenziare che, anche qualora gli acquisti siano destinati a più commesse pubbliche e private, l’impresa, facente parte della filiera, ha contezza della quota parte destinata all’esecuzione dei diversi contratti. Pertanto, qualora l’acquisto venga effettuato per eseguire un contratto d’appalto pubblico in corso, l’articolo 3 della legge n. 136/2010 deve trovare applicazione necessaria, pur in presenza di possibili difficoltà operative. E’ peraltro importante sottolineare che la tracciabilità non concerne il singolo bene oggetto di fornitura, ma il relativo flusso finanziario (cfr. quesiti tab.1.1 e tab. 3.7). In altri termini, non è esatto asserire che il bene in sé debba essere tracciato. Si supponga, ad esempio, che, sulla base di due contratti in essere, uno pubblico e l’altro privato, l’impresa acquisti una fornitura delle medesime apparecchiature mediche per un importo totale pari a 100. L’impresa saprà che la quota parte di apparecchiature mediche destinata all’esecuzione del contratto pubblico è pari a 50. Il flusso finanziario da tracciare sarà quest’ultimo, a prescindere dall’esatta e materiale individuazione dei singoli beni destinati alla PA. Le semplificazioni e le esenzioni individuate dalla determinazione n. 4 del 2011 riguardano, invece, la diversa ipotesi di acquisto di beni destinati all’esecuzione di più contratti, che però siano tutti pubblici (servizi di assistenza tecnica - quesito tab.1.12). In tal caso, occorre, di regola, effettuare distinti pagamenti per ogni commessa, ovvero - se compatibile con il tracciato bancario - indicare nel bonifico (unico) tutti i relativi CIG, fermo restando l’onere di conservare idonea documentazione contabile. In via residuale, soltanto nel caso di impossibilità a seguire le modalità indicate, una terza possibilità è quella prevista nelle Linee guida del CASGO, le quali consentono di indicare un solo CIG (quello relativo al flusso prevalente), a patto che tutti i restanti CIG vengano riportati nella relativa fattura. Le forme di semplificazione indicate nella determinazione non sono vincolanti, essendo soltanto un ausilio. Spetta, comunque, agli operatori individuare le soluzioni e modalità compatibili con la normativa e con le indicazioni dell’Autorità. Si rammenta che la normativa non impone agli operatori della filiera l’indicazione del CIG nell’ambito delle fatture emesse per l’esecuzione del contratto o del subcontratto (cfr. quesiti tab. 1.7, 1.9) o delle bolle di spedizione della merce; quindi, tale indicazione non può essere pretesa dalla stazione appaltante (tranne, ovviamente, nel caso in cui sia stata contrattualmente pattuita). Ove nella determinazione si richiede l’inserimento in fattura è solo per soluzioni semplificative che sono facoltative; la regola è quella dell’inserimento del CIG relativo al singolo flusso nello strumento di pagamento.
Sulla problematica relativa alla individuazione del soggetto competente a svolgere l’attività di verifica e validazione dei progetti, tra le amministrazioni aggiudicatrici e la centrale di committenza, l’Autorità ritiene, nel caso di specie, che le suddette attività ben possono essere svolte dalle amministrazioni aggiudicatrici. Ciò, oltre che per garantire la terzietà dell’attività di controllo, come osservato dall’Istante, anche ai fini del rispetto dell’art. 112, comma 5 del D.Lgs. 163/2006, che prevede il possesso di particolari e stringenti requisiti di professionalità e qualificazione in capo ai soggetti tenuti ad effettuare la verifica. Del resto non si tratterebbe di una sottrazione di compiti spettanti alla centrale di committenza come stazione appaltante, ma di una modulazione delle competenze trasferite che le amministrazioni aggiudicatrici sono autorizzate a compiere, anche in base a quanto disposto dagli articoli 3, 4 e 6, quarto comma del D.P.C.M 30 giugno 2010. Quest’ultima disposizione, in particolare, prevede al riguardo che “L’ente aderente può delegare l’attività di verifica del progetto, di cui all’articolo 112 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio laddove in possesso dei requisiti previsti dal comma 5 del citato articolo 112, con oneri a carico dell’ente aderente che può altresì avvalersi del supporto del medesimo Provveditorato per l’esame di eventuali proposte di varianti”.
Legge 13 agosto 2010, n.136 recante "Piano straordinario contro le mafie"- Art. 3 relativo alla tracciabilità finanziaria.
L'ambito applicativo delle misure volte ad assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari recate dall'art. 3 della L. 136/2010, finalizzate a prevenire infiltrazioni criminali nei contratti pubblici, è da intendersi riferito ai soli contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata in vigore della legge stessa, e quindi dal 07/09/2010. Questo il parere reso dal Ministero dell'Interno con il provvedimento in oggetto. Il dicastero evidenzia in proposito come l'applicabilità delle disposizioni sulla tracciabilità alle prestazioni in corso, in assenza peraltro di una espressa previsione testuale in tal senso, andrebbe ad incidere in modo sostanziale sull' assetto contrattuale già in essere, in violazione delle disposizioni civilistiche in materia di autonomia negoziale, determinando il possibile insorgere di contenziosi, con notevoli danni al sistema economico, sia per le pubbliche amministrazioni che per le imprese.
Pagina informativa che riporta gli obblighi a carico del Responsabile unico del procedimento e degli operatori economici concernenti la richiesta e l’utilizzo del CIG. Con la Delibera 11/01/2017, n. 1, l’ANAC ha precisato le tempistiche per la richiesta e soprattutto per il successivo perfezionamento, ponendo anche nuovi obblighi a carico dei RUP e degli operatori economici. Regime transitorio con il perfezionamento entro il 17/05/2017 di tutti i CIG acquisiti prima del 16/02/2017.
Tracciabilità dei flussi finanziari. Le Linee Guida dell’Autorità (Determinazione 4/2011)
Le nuove indicazioni applicative alla luce dell’esperienza maturata, che sostituiscono le precedenti di cui alla Determinazione 10/2010. Chiarimenti su specifiche fattispecie, strumenti di pagamento «tracciabili» e tracciabilità attenuata.
Piano straordinario antimafia (L. 136/2010)
Tracciabilità dei flussi finanziari, tesserino dei lavoratori nei cantieri, Stazione Unica Appaltante sono i principali nodi del Piano, che prevede anche la delega al Governo per l’emanazione entro un anno di due decreti legislativi recanti disposizioni di contrasto alla criminalità organizzata.