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Timestamp: 2017-04-29 00:01:52+00:00
Document Index: 130693184

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 40', 'art. 22', 'art. 72', 'art.1', 'art. 1']

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SOMMARIO: Mese Febbraio N. 2 Anno 2012
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1 Mese Febbraio N. 2 Anno 2012 Direttore Responsabile: SIILVIO DI PASQUA Proprietario: BENIAMINO MICHIELETTO Autorizz. Del Tribunale di Treviso n.463 del 5/11/1980 Redazione e stampa: VITTORIO VENETO Via Carlo Baxa, 13 tel fax: 0438/ Spedizione in abbonamento postale Art. 2, comma 20/c, legge 662/96 FILIALE DI TREVISO Hanno collaborato: Le Segreterie Nazionale, Regionale e Territoriale della FLAEI-CISL, Bazzo Giorgio, Griguolo Tiziano, De Luca Adelino, Fontana Sergio, De Bastiani Mario, Perin Rodolfo, Budoia Angelo, Tolot Margherita, Dal Fabbro Edgardo, Battistuzzi Lorenzo, Sandrin Giuseppe, Faè Luciano, Piccin Livio SOMMARIO: Lutti Incontro del 20/12/2011 RSU- Zona Treviso TERNA: incontro del 17 gennaio 2012 Verbale di accordo detassazione Infortuni in itinere in bicicletta: sono indennizzabili? L articolo 18 e il problema della perdita di universalità delle leggi UBH Veneto D.Lgs. 81/ articolo 35 - riunione periodica PILLOLE INFORMATIVE SULLE PENSIONI DAL 2012 Le novità previdenziali ci stanno travolgendo! Per fare un po di chiarezza, rispetto ai lavoratori dipendenti, abbiamo consultato tante pubblicazioni apparse sui maggiori quotidiani italiani, ricavandone una sintesi tabellata in grado di dare le prime risposte a tutti noi. Non appena anche l INPS avrà elaborato le necessarie istruzioni operative ed aggiornato il suo sito, ci impegneremo alla predisposizione di un vero e proprio Vademecum. Flaei-Cisl Treviso. Vuoi ricevere Partecipare per posta elettronica? Segnala a:2 Pensioni: Indice degli argomenti Pag. Argomento 3 Pensioni: quali erano e quali saranno 3 Prima e dopo 4 La nuova pensione di vecchiaia 4 Cosa è 4 Pensionamento flessibile fino a 70 anni 4 Prima e dopo 5 Come varia l età nella pensione di vecchiaia. 5 La pensione anticipata 5 Cosa è 5 Prima e dopo 6 Come varia l età nella pensione anticipata 6 I vincoli 7 Ogni regola ha la sua eccezione 8 I requisiti per gli addetti ad attività usuranti 8 I requisiti per gli addetti al lavoro notturno 8 Quota 96 e 60 anni 8 I notturni 8 Le alternative 9 Gli esclusi per ora 9 Il sistema di calcolo contributivo per tutti dal Così nell ex Fondo di Previdenza Elettrici 10 I coefficienti di rivalutazione (in %) 10 La speranza di vita 11 La rivalutazione delle pensioni 11 così nel e così nel biennio 2012 e Il contributo di solidarietà 12 Il contributo di solidarietà dei Fondi Speciali 13 Quando andrò in pensione? 14 L assegno sociale 14 Presupposti 14 Il requisito anagrafico di età secondo la nuova normativa. 14 La reversibilità o pensione ai superstiti 14 Requisiti contributivi del defunto 14 I superstiti aventi diritto 15 Cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario 15 La ricongiunzione dei contributi 15 Il calcolo dell'onere 15 Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti 16 Fondi diversi dal Fpld 16 La totalizzazione 17 I contributi figurativi (gratuiti) 17 Efficacia e valore dei contributi ai fini della pensione 18 I riscatti 18 Le rendite per invalidità 19 l'assegno d'invalidità 19 La pensione di inabilità 19 Cumulo di assegni di invalidità e reddito del beneficiario 19 Ricongiunzioni onerose fondi pensione Lettera unitaria CGIL- CISL - UIL 23 Pensioni: quali erano e quali saranno Pensione Dino al Dal Vecchiaia SI SI Vecchiaia anticipata SI NO Anzianità SI NO Anticipata NO SI Reversibilità SI SI Invalidità SI SI Inabilità SI SI Sociale SI SI La ricongiunzione dei contributi SI SI I riscatti SI SI La totalizzazione dei contributi SI SI Lavori usuranti SI SI Prima e dopo: Pensione Fino al Dal Età di 65 gli Uomini e 60 le Donne fino al 2013, pensionamento di con graduale ampliamento dal 2014 per Vecchiaia raggiungere al parità U/D di 65 anni nel Per U/D dipendenti pubblici, 65 anni Anzianità 40 anni di contributi più finestra, a prescindere dalla età anagrafica. Raggiungimento quota 96 nel se autonomi 3 66 gli Uomini. Graduale ampliamento dal 2012 per raggiungere i 66 anni U/D nel Per U/D dipendenti pubblici, 66 anni --- Anticipata anni e 1 mese per Uomini e 41 anni e 1 mese per Donne, nel mesi nel 2012 e 3 mesi nel I requisiti sono rivisti per tener conto delle speranza di vita già nel Penalizzazioni per chi richiede la pensione prima del 62 anno di età anagrafica. Reversibilità Invalidità Inabilità Sistema di calcolo della pensione Decorrenza pensione Adeguamento ISTAT della Minimo 15 anni di contribuzione oppure solo 5 anni di cui almeno 3 nel quinquennio precedente il decesso. Minimo 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nel quinquennio precedente Minimo 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nel quinquennio precedente Retributivo per chi aveva almeno 18 anni di Contributivo per tutti a partire dal contribuzione al con il criterio del pro-rata. Contributivo per il primo rapporto di lavoro Chi aveva mantenuto il solo sistema e la connessa contribuzione dal retributivo, dal 2012 esso sarà Misto: Retribuivo per le anzianità fino al sostituito da quello contributivo (meno di 18 anni) + Contributivo per la parte decorrente dal 1996 Operava il sistema delle finestre, di 12 mesi per D/U dipendenti e 18 mesi per gli autonomi. 100% indice inflazione sino a 3 volte il minimo INPS (1.405 euro); 90% della quota compresa tra 3 e 5 volte il minimo ( euro) 75% oltre 5 volte il minimio (2.342 euro) Dal mese successivo alla maturazione diritto e risoluzione del rapporto di lavoro. Adeguamento solo per le pensioni fino a 3 volte il minimo (1.405 euro)4 La nuova pensione di vecchiaia Cosa è E la pensione che si ottiene al raggiungimento di una determinata età anagrafica, E però richiesto di aver già maturato 20 di versamenti contributive, per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996, ottiene un importo della pensione non inferiore ad almeno 1,5 volte l assegno sociale. Pensionamento flessibile fino a 70 anni I nuovi limiti rappresentano l età minima di pensionamento, per cui potranno scegliere di proseguire la attività lavorativa fino all età di 70 anni, con diritto al mantenimento del posto di lavoro. Tale proseguimento sarà incentivato con i coefficienti di trasformazione della pensione fino ai 70 anni che ne fanno crescere l importo al crescere della età. 70 anni sono, quindi, l ultima età utile per il conseguimento della pensione di vecchiaia. CHI Altre condizioni Uomini dipendenti ed autonomi Aver maturato almeno 20 Donne dipendenti pubbliche anni di contributi e, per chi Donne dipendenti privato 62 63a6m ha iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996, ottenere Donne autonome 63a6m 64a6m 65a6m un importo della pensione non inferiore ad almeno 1,5 volte l assegno sociale. CHI (*) Eta Uomini dipendenti ed autonomi 66 anni 66 anni e 3 mesi Donne dipendenti pubbliche 66 anni 66 anni e 3 mesi Donne dipendenti privato 62 anni 66 anni e 3 mesi Donne autonome 63anni e 6 mesi 63 anni e 9 mesi Contributivo Già assicurato al anni 20 anni Non assicurato al anni 20 anni Limiti importo pensione Assicurato al Nessun limite Assicurato al ,5volte (**) assegno sociale (*) incluso aumento età per maggiore speranza di vita. (**) Si prescinde da questo limite in presenza di una età anagrafica di 70 anni, con 5 anni di contribuzione. Prima e dopo: CHI Requisiti fino al 2011 ( aggiungere le finestre di 12 mesi lavoratori dipendenti e 18 lavoratori autonomi Donne privato 60 anni 62 anni Uomini privato 65 anni 66 anni Donne pubblico 61 anni 66 anni Uomini pubblico 65 anni 66 anni Donne autonomi 60 anni 63 anni e 6 mesi Uomini autonomi 65 anni 66 anni Requisiti nel 2012 con decorrenza dal mese successivo alla loro maturazione (e penalizzazioni) 45 Come varia l età nella pensione di vecchiaia Anni Lavoratori: età Lavoratrici: età Lavoratrici: età Lavoratrici: età Requisiti di età per anagrafica (*) dipendenti anagrafica (*) anagrafica (*) anagrafica (*) assegno sociale ed autonomi Pubblico impiego dipendenti privato Autonome anni 66 anni 62 anni 63 anni e 6 mesi 65 anni anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 62 anni 63 anni e 6 mesi 65 anni e 3 mesi anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi 64 anni e 9 me 65 anni e 3 mesi anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 63 anni e 9 mesi 64 anni e 9 me 65 anni e 3 mesi anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 1 mese 65 anni e 7 mesi anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 1 mese 65 anni e 7 mesi anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi (*) E comunque previsto un requisito contributivo minimo di 20 anni e, in aggiunta per i lavoratori assunti dal 1 gennaio 1996 per i quali la pensione è interamente calcolata con il sistema contributivo, un importo minimo di pensione pari a 1,5 volte l assegno sociale, rivalutato sulla base dell andamento del PIL. I requisiti anagrafico saranno comunque adeguati sulla base dell aumento della speranza di vita anche successivamente al In ogni caso i requisiti effettivi risulteranno determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base dell aumento della speranza di vita accertato a consuntivo dal Istat. La pensione anticipata Cosa è E quella che si ottiene al raggiungimento di una certa anzianità contributiva a prescindere dal requisito anagrafico della età. Essa rappresenta l unica modalità di uscita per chi non ha ancora raggiunto il requisito anagrafico della vecchiaia. CHI Donne 41a1m 41 a2 m 41a 3 m Uomini 42a1m 42 a2 m 42a 3 m Prima e dopo: CHI Requisiti fino al 2011 (aggiungere le finestre di 12 mesi lavoratori dipendenti e 18 lavoratori autonomi Donne privato Quota 96 = età minima di 60 anni o 40 anni di contributi Uomini privato Quota 96 = età minima di 60 anni o 40 anni di contributi Donne pubblico Quota 96 = età minima di 60 anni o 40 anni di contributi Uomini pubblico Quota 96 = età minima di 60 anni o 40 anni di contributi Donne autonomi Quota 97 = età minima di 61 anni o 40 anni di contributi Uomini autonomi Quota 97 = età minima di 61 anni o 40 anni di contributi Requisiti nel 2012 con decorrenza dal mese successivo alla loro maturazione (e penalizzazioni) 41 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese 41 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese 56 Come varia l età nella pensione anticipata Anno Anzianità contributiva lavoratori pubblici privati e autonomi Anzianità contributiva lavoratrici pubbliche private e autonome Età anagrafica minima per tutti i lavoratori assunti per la prima volta dal 1 gennaio 1996 contributivo puro (*) anni e 1 mese 41 anni e 1 mese 63 anni anni e 5 mesi 41 anni e 5 mesi 63 anni e 3 mesi anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 63 anni e 3 mesi anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 63 anni e 3 mesi anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 63 anni e 7 mesi anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 63 anni e 7 mesi anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 63 anni e 7 mesi anni e 2 mesi 42 anni e 2 mesi 63 anni e 11 mesi anni e 2 mesi 42 anni e 2 mesi 63 anni e 11 mesi anni e 5 mesi 42 anni e 5 mesi 64 anni e 2 mesi anni e 4 mesi 43 anni e 4 mesi 65 anni e 1 mese anni e 2 mesi 44 anni e 2 mesi 65 anni e 11 mesi anni 46 anni 66 ani e 9 mesi (*) età anagrafica minima zse in possesso di una anzianità contributiva minima di 20 anni e un importo minimo pari a 2,8 volte l assegno sociale. I requisiti anagrafici saranno adeguati sulla base dell aumento della speranza di vita anche successivamente al I vincoli La penalizzazione.. sono previste penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni di età anagrafica dell 1% annuo per i primi due anni del 2% annui per gli accedenti i 2. Esempio per una pensione con 42 anni di anzianità contributiva e 58 anni di età anagrafica: anno 59, 1% + anno 60, 1% + anno 61, 2% + anno 62, 2% = 6% di penalizzazione Contributivo puro (prima attività lavorativa dal 1 gennaio 1996) la pensione può essere conseguita al compimento della età anagrafica di 63 anni, purché siano accreditati almeno 20 anni di contribuzione e l ammontare mensile della pensione non sia Le eccezioni per il solo anno 2012 inferiore a 2,8 volte l importo della pensione sociale Donne e uomini del settore privato che, al 31 dicembre 2012 matureranno i requisiti della pregressa normativa (almeno 35 anni di contributi e almeno 60 anno di età e 96 come quota di sommatoria anzianità contributiva + età anagrafica), possono avere la pensione anticipata al compimento del 64 anno di età anagrafica. Se più favorevole, le donne del settore privato possono avere la pensione di vecchiaia al compimento del 64 anno di età anagrafica qualora maturino nel 2012, 20 anni di anzianità contributiva e 60 di età anagrafica. 67 Ogni regola ha la sua eccezione Fattispecie Eventuale norma di riferimento Chi aveva già maturato i requisiti con la previdente normativa Restano in vigore anche le cosiddette (*) finestre Le Donne con anzianità contributiva di almeno 35 anni e con età Possibilità ammessa fino al 2015 purché anagrafica di almeno 57 anni (dipendenti) 0 58 anni (autonome) entro il 1995 abbiano meno di 18 annidi che optano per la breve liquidazione della pensione con il contribuzione. sistema contributivo. (*) Lavoratori in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati Artt.li 4 e 24 della legge 223/1991. prima del 4 dicembre 2011, che maturino i requisiti entro il Art. 7, comma2 della legge 223/1991) periodi di fruizione della indennità di mobilità (*) Lavoratori in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi Art. 7, commi 6 e 7 della legge stipulati entro il 4 dicembre (*) (**) 223/1991 Lavoratori titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi Art. 2, comma 28 della legge 662/1996 di solidarietà di settore o per i quali sia stato previsto il diritto di accesso a detti fondi entro il 4 dicembre 2011 (*) (**) Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011(*9 (**) Lavoratori che avevano/abbiano in corso l istituto dell esonero Art. 72, comma 1del DL 112/2008 dal servizio entro il 4 dicembre 2011(*) (**) Lavoratori addetti a mansioni usuranti (*) Chi raggiunge i 66 anni di età anagrafica dal 2012 in poi. Infatti, con la abolizione delle finestre la decorrenza diventa immediata parificando il trattamento a quello previgente di 65 ani + 1 di finestra (*) Lavoratori del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 maturino i vecchi requisiti mediante pensionamento anticipato al compimento dei 64 anni di età anagrafica Lavoratrici del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 maturino una anzianità contributiva di almeno 20 anni ed una età anagrafica d almeno 60 anni: e, se più favorevole, possono conseguire la pensione di vecchiaia al compimento del 64 anno anagrafico. (*) trovano applicazione le disposizioni sull adeguamenti dei requisiti agli incrementi delle speranza di vita. (**) l accesso alla pensione sarà regolamentato con un apposito DM che fisserà anche il numero massimo dei beneficiari. Salvaguardia da attuare La nuova legge stabilisce che con decreto del ministro del Lavoro, di concerto con l'economia, sono definite le modalità di attuazione della salvaguardia, compresa la determinazione del limite numerico dei lavoratori interessati al beneficio nel rispetto delle risorse predeterminate. Nel plafond sono ricompresi anche i lavoratori in mobilità che al momento della riforma delle decorrenze della pensione rispetto alla maturazione del diritto sono stati esentati dalla finestra di 12 mesi e sottoposti alla vecchia disciplina di uscita. Gli enti di previdenza devono monitorare l'andamento delle domande di pensionamento: superato il tetto dei beneficiari l'istruttoria si bloccherà. In ogni caso, anche per questi lavoratori si applicano gli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita. 78 I requisiti per gli addetti ad attività usuranti Anno ( ( semestre) semestre) Requisiti normali (anni) Requisiti ridotti (anni) anni contributi SI SI Quota (normale) 93 (ridotta) 95 (normale) 94 (ridotta) 95 (normale) 94 (ridotta) 97 (normale) 96 (ridotta) I requisiti per gli addetti al lavoro notturno Anno Numero di notti da 64 a 71 Età Quota Numero di notti da 72 a 77 Età Quota Quota 96 e 60 anni La nuova norma ha consentito di mantenere dimensionato il relativo fondo per il finanziamento dei benefici spettanti ai livelli previsti a legislazione vigente. Tale fondo è stato, infatti, originariamente dimensionato per un beneficio massimo di anticipo di 3anni rispetto alla generalità dei lavoratori. Quindi, nel 2012 non ci sarà più lo sconto di due anni su quota 96 e di tre anni sull'età anagrafica di 6o anni: i requisiti di quota 94 e5 7 anni valgono solo per quanti maturano il diritto alla pensione entro il dicembre Nel 2012 i dipendenti addetti ad attività faticose potranno andare in pensione solo se raggiungeranno quota 96 e 60 anni dieta, senza più lo sconto dice anni su ciascuno dei due parametri.. Dal 2013 il requisito diventerà quota 97 e 61 di età. Non basta, poiché da quell'anno scatterà il primo adeguamento alla speranza di vita, che dunque porterà ai parametri a 97 e tre mesi e a 61 e tre mesi. Una volta raggiunto il diritto alla pensione occorrerà aspettare che trascorrano i 12 mesi della decorrenza differita. L'assegno, in pratica, verrà pagato dal 13 mese rispetto alla maturazione dei requisiti, in mancanza di un diritto autonomo già acquisito. I notturni Una particolare disciplina riguarda i lavoratori notturni: in particolare quanti fanno i turni e sono impegnati in orario notturno per almeno sei ore tra la mezzanotte e le cinque. Chi accumula durante l'anno da 64 a 71 «notti», dal 2012, potrà andare in pensione con quota 98 (+ 2 rispetto a 96) e 62 anni (+ 2 rispetto all'età di 6o anni). Dal 2013, i requisiti si alzeranno: 63 anni e quota 99; a ciascun parametro occorre aggiungere i tre mesi della speranza di vita. Quanti invece fanno turni per notti, dovranno arrivare a quota 97 (+ i rispetto a 96) e 61 anni (+i rispetto a 6o anni). Dal 2013 occorrerà raggiungere quota 98 e 62 di età (più i tre mesi della speranza di vita). I lavoratori che per tutto l'anno svolgono atti-vità notturna per almeno tre ore comprese nel periodo mezzanotte-cinque del mattino sono soggetti ai requisiti ordinari per gli addetti ad at-tività usuranti. Le alternative La nuova norma specifica che i lavoratori addetti ad attività usuranti possono andare in pensione con l'assegno anticipato: quindi, nel 2012, con 41 anni e un mese per le donne e con 42 anni e un mese per gli uomini. Questi parametri sono soggetti, oltre all'adeguamento della speranza di vita, all'innalzamento previsto per legge: un mese nel 2013 e altrettanto nel In questo caso, però, gli addetti ad attività faticose non saranno risparmiati dalla penalizzazione per pensionamenti anticipati rispetto ai 62 anni di età. Chi decide di chiedere l'assegno a 61 anni subirà un taglio dell'une sulla quota di pensione calcolata in relazione alle anzianità contributive accumulate entro 1131 dicembre 2ou. Chi sce-glie di andare in pensione 89 a 6o anni avrà, com-plessivamente, una penalizzazione del 2% (1% per ogni anno mancante a 62). Ulteriori anticipi rispetto ai 6o anni saranno "sanzionati" con un taglio aggiuntivo del 2% per ogni anno. L'altra possibilità di anticipo è quella di utilizzare l'uscita a 63 anni: la condizione - per gli ad-detti ad attività usuranti come per la generalità dei lavoratori - è di avere il primo accredito con-tributivo «successivamente ali gennaio 1996». Dunque la pensione sarà determinata interamente con il sistema di calcolo contributivo. Occorrerà poi aver accumulato almeno 20 anni di versamenti effettivi; la prima rata mensile di pensione non può essere al di sotto di 2,8 volte l assegno sociale (l importo sarà rivalutato ogni anno dall Istat in base alla variazione media quinquennale del PIL). Gli esclusi per ora Le esenzioni dalla riforma hanno interessato tutte quelle persone che 2011 come già nel 2010, hanno preso decisioni definitivo circa l abbandono del posto di lavoro, temendo conto della prevista data di maturazione della pensione, senza aver fatto ricorso alla prosecuzione volontaria. Altra fattispecie è quella connessa alla iniziativa aziendale di riconoscere un incentivo all esodo, commisurato al periodo mancante alla pensione, formando una conciliazione tombale. Altrettanto dicasi per i lavoratori licenziati senza passare per la mobilità, all esito di una procedura collettiva, conclusa con un accordo sindacale (ex dipendenti da imprese con meno di 16 dipendenti). La CISL si sta impegnando al riguardo. Il sistema di calcolo contributivo per tutti dal 2012 Calcolo Retributivo fino al 31 dicembre 1995 Contributivo dal 1 gennaio 1996 Retributivo sino al 31 dicembre 2011 Contributivo dal 1 gennaio 2012 Aveva almeno 18 anni di contributi Somma di due componenti 1^ quota Pari al 2% (*) della retribuzione pensionabile (**) per ogni anno di contribuzione Lavoratore che al 31 dicembre 1995 Aveva meno di 18 anni di contributi Somma di due componenti 1^ quota Pari al 2% (*) della retribuzione pensionabile (**) per ogni anno di contribuzione 9 Non aveva ancora versato contributi Componente unica --- 2^ quota Pari al montante contributivo (^) moltiplicato per il coefficiente di trasformazione (^^) 1^ quota Quota unica Pari al montante contributivo (^) moltiplicato per il coefficiente di trasformazione (^^) 2^ quota 2^ quota Quota unica Pari al montante contributivo (^) moltiplicato per il coefficiente di trasformazione (^^) (*) quota di pensione pari al 2%/anno della retribuzione soggetta a contributi previdenziali percepiti entro il limite di euro (nel 21010) e decrescente per importi superiori (70% con 35 anni e 80% con 40 anni di contribuzione. (**) Rp prima del 1992 Pri alla ultima retribuzione/reddito mensile per i dipendenti pubblici e alla media degli ultimi 5/10 anni per i dipendenti privati ed autonomi.; dal 1993 è la media degli ultimo 10 anni per i dipendenti pubblici e privati e degli ultimi 15 per gli autonomi. (^) e? la somma di tutti i contributi versati durante tutti i rapporti di lavoro e capitalizzati ad un tasso pari alla media mobile su 5 anni del tasso di crescita nominale del PIL. La aliquota di contribuzione è del 33% della Rp per i lavoratori dipendenti e del 20% per gli autonomi (^^) variano in base alla età. Dal 2010 tra un minimo del 4,42% a 57 anni ad un massimo di 5,62% a 65 anni. Vengono rivisti ogni 3 anni in relazione alle speranza di vita. Ora verranno fissati fino alla età di 740 anni. Il prossimo adeguamenti alle speranza di vita è previsto nel 2013.10 Così nell ex Fondo di Previdenza Elettrici PERIODO Fino al Da a Da a Da a Da in poi Da in poi COEF RETRIBUZIONE FICIE NTE Ultimi 6 mesi ragguagliati ad anno. Retribuzione di riferimento (MT+ex cont.+anzianità+liv.funzione) al momento del pensionamento 6 mesi + 50% settimane da alla risoluzione del rapporto di lavoro 2,514 % Max = = 24 mesi 6 mesi + 66% settimane da alla risoluzione del rapporto di lavoro (8 mesi all anno), fino a raggiungere 10 anni (al ) per chi era in servizio al c.s. con la retribuzione di riferimento comprensiva di tutte le voci, per chi aveva più di 18 anni di contribuzione al Quota contributiva per chi aveva meno di 18 anni di contribuzione al % QUOTA DI PENSIONE A B C D 2% E Quanto sopra indicato, porta ad individuare quote di pensione, definite quote A), B), C),D), E), per le quali si definiscono dei coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni e dei redditi pensionabili. I coefficienti di rivalutazione (in %) Età / Anno ,72 4,86 5,01 5,16 5,33 5,51 5,71 5, ,42 4,54 4,66 4,80 4,94 5,09 5,26 5,43 La speranza di vita Dal 2010 il nostro ordinamento pensionistico prevede l aggancio automatico dei requisiti anagrafici necessari per andare in pensione alle speranze di vita (vita media per Donne e Uomini), per garantire l equilibrio nel lungo periodo delle gestioni previdenziali. L Italia è il Paese al mondo in cui il tasso di invecchiamento della popolazione è il più intenso e veloce, come confermato anche dall OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). I dati demografici confermano il costante incremento della vita media della popolazione italiana che ha caratterizzato tutto il secolo trascorso e che ha portato nel 2001 la speranza di vita alla nascita a 76,7 anni per gli uomini e a 82,9 anni per le donne. Per il sistema pensionistico la speranza di vita va calcolata dall ISTAT all età di 66 anni in riferimento alla popolazione residente in Italia. Tutti i requisiti per l accesso al sistema pensionistico saranno via via adeguati in base agli incrementi della speranza di vita. Ciò vale per ogni tipologia di prestazione: nuova vecchiaia, pensione anticipata, assegno sociale. Il promo adeguamento si applicherà nel 2013 e, come prevede il DM dell Economia del 19 dicembre 2011, sarà pari a 3 mesi. La legge stabilisce che l età per la nuova pensione di vecchiaia dovrà essere di almeno 67 anni nel 2021; se in base agli aumenti per le speranza di vita non si raggiungerà questo livello, si dovrà procedere in modo automatico. Dopo i primi due adeguamenti triennali, nel 2013 e nel 2016, a partire dal 2019 l adeguamento avrà cadenza biennale. 1011 La rivalutazione delle pensioni così nel Pensione superiore al trattamento minimo in Euro (AGO/FPE) Misura % perequazione % 2011 provvisoria % 2011 Definitiva fino a euro 1.382,91 (3 volte il minimo AGO) 100 1,40 1,6 oltre euro 1.382,91 e fino a euro 2.304,85 (3 volte il minimo AGO) 90 1,26 1,44 oltre euro 2.304, ,05 1,2..e così nel biennio 2012 e 2013 La platea dei pensionati che si vedranno perequate, per il biennio , la pensione al 100% dell'inflazione: Istat riguarda quanti percepiscono una pensione di ,65 euro lordi all'anno/1.405,05 lordi mensili. Se l importo è superiore a questo limite, non ci sarà alcuna rivalutazione per tutto l ammontare. Per garantire omogeneità di trattamento, è stato, comunque, stabilito che, per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps e inferiore a tale limite incre-mentato della quota di rivalutazione automatica spettante, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato (pari a 1.441,58 euro). Per i trattamenti superiori a 1.441,58 euro, quindi, non sarà assicurata alcuna copertura all'inflazione. Al fine di definire la soglia sulle singole pensioni si prenderà a riferimento il reddito pensionistico totale del pensionato. Pensione lorda Pensione lorda Rivalutazione annua arrotondata al mese ,2 85,4 85, ,5 98,0 98, ,4 112,0 112, ,3 126,0 126, ,2 140,0 140, ,2 154,0 154, ,1 168,0 168, ,0 182,0 182, ,9 196,0 196, ,8 210,0 210, ,8 224,0 224, ,7 238,0 238, ,6 252,0 252, ,5 0,0 0,0 In base agli indicatori 2011: pensione minima di 6.079,59 euro lordi annui e rivalutazione all 1,4%; gli indicatori 2012 devono ancora essere decretati. Il contributo di solidarietà Per verificare la sussistenza dell'obbligo di solidarietà, si devono cumulare tutti i trattamenti pensionistici ricevuti in un anno, compresi quelli erogati dai fondi pensionistici integrativi e complementari. A tale fine è il casellario pensionistico a fornire tutti i dati utili per il prelievo del contributo di perequazione, secondo modalità proporzionali ai trattamenti erogati. La trattenuta è determinata in via preventiva, in quanto sarà poi oggetto di conguaglio a fine anno. In seguito all'incremento del contributo disposto dalla manovra di Natale, per le pensioni di importo superiore a 200mila euro il conguaglio per il 2011 potrà essere pesante. Tale contributo è deducibile ai fini Irpef, in analogia con quanto avvenne per il contributo di solidarietà introdotto dalla Finanziaria12 Pensione lorda Contributo lordo Minore imposta Contributo netto ,5 2/8, ,0 285, ,0 570, ,0 855, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,0 Contributo di solidarietà dei Fondi Speciali Per il periodo intercorrente tra il 1 gennaio 2012 ed il 31 dicembre 2017 viene introdotto un contributo di solidarietà a carico di iscritti e pensionati delle gestioni previdenziali confluite nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti (ex Fondi Elettrici, Telefonici, Trasporto, INPDAI) e del Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea. Sono esclusi dal contributo di solidarietà pensionati ed iscritti che non raggiungevano 5 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre Sono altresì escluse dal contributo di solidarietà le pensioni di importo pari o inferiore a 5 volte il trattamento minimo INPS, le pensioni e gli assegni di invalidità e le pensioni di inabilità. Per il Fondo volo l imponibile è al lordo della quota di pensione capitalizzata al momento del pensionamento. La pensione al netto del contributo di solidarietà non può essere inferiore a 5 volte il trattamento minimo. Le percentuali del contributo di solidarietà sono riportate nella tabella che segue. TABELLA A Contributo di solidarietà Anzianità contributive da 5 a fino a 15 anni oltre 15 fino a 25 anni Oltre 25 anni al 31/12/1995 Pensionati Ex Fondo trasporti 0,3% 0,6% 1,0% Ex Fondo elettrici 0,3% 0,6% 1,0% Ex Fondo telefonici 0,3% 0,6% 1,0% Ex Inpdai 0,3% 0,6% 1,0% Fondo volo 0,3% 0,6% 1,0% Lavoratori Ex Fondo trasporti 0,5% 0,5% 0,5% Ex Fondo elettrici 0,5% 0,5% 0,5% Ex Fondo telefonici 0,5% 0,5% 0,5% Ex Inpdai 0,5% 0,5% 0,5% Fondo volo 0,5% 0,5% 0,5% 1213 Quando andrò in pensione? Esempi basarti sulla data di nascita secondo le nuove regole e le previsioni degli adeguamenti correlati alle speranza di vita. Le cordonate: ascissa l età dell ingresso nel mondo del lavoro ordinata l anno di nascita. UOMINI DEL SETTORE PRIVTO A/E DONNE DEL SETTORE PRIVATO A/E14 L assegno sociale Presupposi L'assegno sociale è stato istituito, dal 1 gennaio Si tratta di una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal pagamento dei contributi e spetta ai cittadini che si trovino in disagiate condizioni economiche. Viene corrisposto ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto 65 anni (ma la riforma, come detto innalza questo requisito e lo sottopone all'adeguamento della speranza di vita) e si trovino nelle condizioni reddituali previste dalla legge. Elemento costitutivo del diritto è la residenza effettiva: tale requisito si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia, assumendo rilevanza essenziale il rapporto tra il richiedente, la provvidenza e il luogo. Infatti, salvo che per gravi motivi sanitari documentati, l'inps procede alla sospensione dell'assegno sociale in caso di permanenza all'estero per un periodo superiore ad un mese. Il requisito anagrafico di età secondo la nuova normativa. Anno Età Anno Età anni anni e 11 mesi anni e 3 mesi anni e 11 mesi anni e 3 mesi anni e 2 mesi anni e 3 mesi anni e 2 mesi anni e 7 mesi anni e 5 mesi anni e 7 mesi anni e 5 mesi anni e 7 mesi anni e 8 mesi La reversibilità o pensione ai superstiti Si tratta di una prestazione erogata a favore dei superstiti di lavoratori o pensionati deceduti. La pensione ai superstiti si divide in: pensione di reversibilità, quando il deceduto era titolare di una pensione diretta di: vecchiaia, anzianità, inabilità o di invalidità; pensione indiretta, quando il deceduto, non titolare di pensione, fosse assicurato; vengono considerati superstiti di assicurato quelli del titolare di assegno ordinario di invalidità, dato che lo stesso assegno non è reversibile. Requisiti contributivi del defunto Per far scattare il diritto alla pensione, da parte dei superstiti, è necessario che il deceduto fosse in possesso dei seguenti requisiti, in via alternativa: quelli previsti, dalla vecchia normativa, per la pensione di vecchiaia, cioè 780 contributi settimanali; quelli per l'assegno di invalidità, cioè 260 contributi settimanali, di cui i56 nel quinquennio precedente la data del decesso. Ai superstiti del titolare di assegno ordinario di invalidità spetta la pensione indiretta a condizione che siano perfezionati i requisiti citati, includendo nel computo dell'anzianità contributiva anche il periodo di godimento dell'assegno. I superstiti aventi diritto LE QUOTE SECONDO LA PARENTELA (a carico) Soggetti aventi diritto Aliquota della pensione Soggetti aventi diritto Aliquota della pensione Spettante al defunto (%) Spettante al defunto (%) Solo figlio 60 Due genitori 30 Coniuge e un figlio 70 Due fratelli o sorella 30 Due figli 80 Tre fratelli o sorelle 45 Coniuge e due figli 100 Quattro fratelli o sorelle 60 Tre o più figli 100 Cinque fratelli o sorelle 75 Un genitore 15 Sei fratelli o sorelle 90 Un fratello o sorella 15 Oltre sei fratelli o sorelle15 Cumulo delle pensioni ai superstiti con i redditi del beneficiario La corresponsione delle pensioni ai superstiti, è vincolata al reddito percepito dal beneficiario, secondo il seguente schema: la pensione di reversibilità continua a subire le limitazioni in caso di redditi da parte del titolare. In particolare, continuano ad applicarsi le regole introdotte con la legge 335/1995 che, dal 1 settembre 1995, prevede le seguenti riduzioni: Ammontare dei redditi Percentuale di riduzione Reddito fino a 3 volte (*) Nessuna Reddito superiore a 3 volte (*) 25% dell importo dell assegno Reddito superiore a 4 volte (*) 40% dell importo dell assegno Reddito superiore a 5 volte (*) 50% dell importo dell assegno (*) il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l importo in vigore al 1 gennaio L'incumulabilità non si applica nel caso in cui siano presenti contitolari. Spetta al richiedente, sia al momento della presentazione della domanda di pensione che negli anni successivi, fornire la dichiarazione dei redditi percepiti per determinare l'esatta misura della riduzione da operare sulla pensione. In presenza di redditi di poco superiori al limite previsto per ciascuna fascia di reddito, è prevista una norma di salvaguardia per cui il trattamento derivante dal cumulo dei redditi con la pensione ai superstiti ridotta non può comunque essere inferiore a quello che spetterebbe allo stesso soggetto qualora il reddito risultasse pari al limite massimo delle fasce immediatamente precedenti quella nella quale si colloca il reddito posseduto. La ricongiunzione dei contributi Dal 1 luglio 2010 la richiesta di ricongiungere i contributi versati a due o più casse previdenziali è sempre a titolo oneroso. Lo ha stabilito la manovra correttiva 2010, la legge n.122 (articolo 12) che ha modificato le regole per la ricongiunzione di cui alla legge 29/79. Con l'istituto della ricongiunzione si provvede a unificare presso una sola forma di previdenza i contributi versati in gestioni diverse, allo scopo di ottenere un'unica pensione. La richiesta può essere presentata dal lavoratore in qualsiasi momento, purché i contributi che formano oggetto della ricongiunzione non abbiano dato titolo alla liquidazione di una pensione. I periodi ricongiunti sono utilizzati come se fossero sempre stati versati nel fondo in cui sono stati unificati e danno quindi diritto a pensione in base ai requisiti previsti dal fondo stesso. L'istituto della ricongiunzione è regolato da due distinte leggi: la legge 7 febbraio 1979 n.29 (articoli 1 e 2) e la legge 5 marzo 1990 n45. Il calcolo dell'onere Per calcolare il costo della ricongiunzione bisogna considerare alcuni elementi variabili, quali: la data di presentazione della domanda;. l'età del richiedente, riferita alla data della domanda; l'anzianità contributiva totale (comprensiva anche dei periodi ricongiunti) riferita alla data della domanda; il sesso del richiedente. Sulla base di questi elementi si calcola il «coefficiente di riserva matematica» che va moltiplicato per la maggior quota di pensione (beneficio pensionistico) derivante dalla differenza tra il calcolo della pensione annua senza i periodi oggetto di ricongiunzione e il calcolo della pensione annua comprensivo di tali periodi. All'importo così ottenuto è sottratta la somma dei contributi, rivalutati alla data della domanda di ricongiunzione, provenienti dall'altra gestione e su tale ulteriore importo è effettuato uno sconto del 50%, e la somma risultante rappresenta il costo della ricongiunzione. Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti L'articolo 1 della legge 29/79 permette di ricongiungere presso il Fondo pensioni lavoratori dipendenti, 1516 gestito dall'inps, tutti i contributi esistenti nelle altre gestioni sostitutive, esclusive o esonerative dell'assicurazione obbligatoria (cosiddette gestioni "alternative" quali Inpdap, Fondi speciali Ferrovie, Volo, Elettrici, Telefonici, eccetera) o nelle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori' diretti, coloni e mezzadri con esclusione della Gestione separata dei parasubordinato. Prima del 30 giugno 2010 la ricongiunzione nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici "alternativi" avveniva senza oneri per il richiedente. Tutto l'onere era a carico delle gestioni previdenziali, che dovevano trasferire nel Fondo i contributi relativi ai periodi ricongiunti, con l'aggiunta degli interessi al tasso annuo del 4,50 per cento. Dal 1 luglio 2010, le richieste di ricongiunzioni di contributi nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti sono diventate a titolo oneroso, con onere pari al 50% della differenza tra l'importo dell'onere di ricongiunzione e l'ammontare dei contributi e degli interessi trasferiti. Infatti, i commi l2-septies, l2-octies e l2-novies dell' articolo 12 della legge 122/2010 hanno modificato, rispettivamente, le norme in materia di ricongiunzione, di cui all'articolo 1 della legge e di trasferimento della posizione assicurativa del Fondo di previdenza degli elettrici e telefonici (si veda la scheda). Quindi, dallo luglio 2010 le ricongiunzioni ai sensi dell'articolo 1 legge 29/79, che consentivano il trasferimento nel Fpld a titolo gratuito dei periodi di contribuzione maturati presso forme di previdenza sostitutive, esonerative ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria, sono diventate onerose. * * * I lavoratori elettrici e telefonici pagano per la "ricongiunzione" dei contributi versati. Dalle richieste presentate a decorrere dal 1.luglio 2010, infatti, la posizione assicurativa dei lavoratori elettrici e telefonici è trasferita nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti solo a domanda degli interessati e solo a titolo oneroso. Dalla stessa data sono stati infatti abrogati:.l'articolo 3, comma 14, del D.Lgs. n.562/1996 che prevedeva il trasferimento gratuito a domanda della posizione assicurativa dal, Fondo elettrici all'assicurazione generale obbligatoria; l'articolo 28 della legge 1450/56 che consentiva il trasferimento gratuito d'ufficio o a domanda della contribuzione dal Fondo telefonici all'ago. Fondi diversi dal Fpld Il lavoratore che possa far valere periodi di iscrizione nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ovvero in forme obbligatorie di previdenza sostitutive (ex FPE), esclusive o esonerative dell'assicurazione generale obbligatoria o nelle gestioni speciali per i lavoratori autonomi gestite dall'inps può chiedere in qualsiasi momento, ai fini del diritto e della misura di un'unica pensione, la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione dei quali sia titolare. L'interessato può esercitare la facoltà di ricongiunzione presso la gestione in cui risulti iscritto all'atto della domanda ovvero nella gestione, diversa da quella di iscrizione, nella quale possa far valere almeno otto anni di contribuzione versata in costanza di effettiva attività lavorativa. Questo tipo di ricongiunzione, è sempre stata a titolo oneroso. Peraltro, il comma l2-decies dell' articolo 12 della legge 122/2010 ha apportato modifiche all'articolo 4, comma 1, della legge n. 299/1980, concernente le modalità di determinazione della riserva matematica, stabilendo che si applicano i coefficienti contenuti nelle tabelle di cui all'articolo 13 della legge 1338/62, come successivamente adeguati in base alla normativa vigente. Di conseguenza, per le domande presentate a decorrere dal 31 luglio 2010 (data di entrata in vigore della legge) l'onere per la ricongiunzione ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 29/1979 è determinato in base ai coefficienti contenuti nelle tabelle vigenti alla data di presentazione dell'istanza di ricongiunzione (attualmente le tabelle sono state aggiornate dal Dm 31 agosto 2007), rendendo, ulteriormente più oneroso, il costo da pagare per la richiesta di ricongiunzione. Nel caso di ricongiunzione di periodi da lavoro autonomo valgono gli stessi requisiti richiesti per l'applicazione dell'articolo 1 della legge 29/79. La totalizzazione Un'alternativa alla ricongiunzione onerosa è offerta dalla cosiddetta "totalizzazione" che dal 1 gennaio 2006 consente di cumulare, senza alcun onere a carico del beneficiario, tutta la contribuzione versata in diverse gestioni pensionistiche. La riforma è intervenuta anche su questo fronte eliminando la condizione, ossia il periodo minimo di 3 anni di contributi, che consentiva sino al 2011 l'utilizzo di questo meccanismo. Con la totalizzazione chi è stato iscritto a due o più forme di assicurazione obbligatoria (comprese le Casse dei liberi professionisti e la gestione separata Inps, quella dei cosiddetti parasubordinati) può utilizzare, sommandoli, i 1617 periodi assicurativi non coincidenti, al fine di perfezionare i requisiti richiesti per il conseguimento della pensione: di vecchiaia, a condizione che abbia compiuto l'età pensionabile prevista e che possa far valere complessivamente un minimo di 20 anni di contribuzione; anticipata, a condizione che possa far valere i previsti contributivi di volta in volta richiesti, indipendentemente dall'età anagrafica; di inabilità e indiretta. La totalizzazione, la cui richiesta esclude il ricorso alla ricongiunzione, riguarda tutti e per intero i periodi assicurativi posseduti nelle diverse gestioni. Per ottenere la totalizzazione dei periodi contributivi occorre presentare un'apposita domanda all'ente presso cui da ultimo il lavoratore interessato è (o è stato) iscritto. Il calcolo del trattamento pensionistico derivante dalla totalizzazione viene effettuato applicando esclusivamente il criterio contributivo. Le gestioni interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, determinano il trattamento pro-quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati secondo le regole. L'onere dei trattamenti è a carico delle singole gestioni, ciascuna in relazione alla propria quota. Il pagamento della pensione "totalizzata", la somma degli importi liquidati dalle singole gestioni, è effettuato sempre dall'inps, anche nel caso in cui non sia interessata contribuzione Inps. I contributi figurativi (gratuiti) In alcuni periodi della vita lavorativa la retribuzione può venir meno e con essa la contribuzione obbligatoria. Tuttavia, non sempre a ciò si accompagna la perdita dell'accredito contributivo ai fini del diritto e/o della misura del trattamento pensionistico. Vi sono, cioè, periodi ed eventi che generano il diritto alla contribuzione "figurativa", automaticamente o a richiesta del lavoratore. L'accredito della contribuzione figurativa può essere fatto valere dai lavoratori iscritti: nell'assicurazione generale obbligatori dei lavoratori dipendenti; nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi; nei fondi speciali di previdenza gestiti dall'inps dove previsto dalle relative norme regolamentari. È utile rilevare che, a differenza di altri istituti quali il riscatto o la ricongiunzione, l'accredito figurativo non comporta costi a carico del lavoratore. Efficacia e valore dei contributi figurativi ai fini della pensione Tipologia Efficacia (*) Valore retributivi di accredito Diritto Misura Disoccupazione indennizzata NO SI Ricovero per malattia TBC SI SI Malattia comune o infortunio NO SI Medie delle retribuzioni settimanali percepite Donazione sangue SI SI in costanza di lavoro nell anno solare in cui i Servizio militare SI SI periodi si collocano. Maternità SI SI Cassa integrazione SI SI Retribuzione messa a base per il calcolo della integrazione stessa Mobilità SI SI Retribuzione messa a base per il calcolo della indennità stessa Aspettativa per funzioni pubbliche SI SI Commisurato alla retribuzione della categoria e qualifica professionale posseduta dall interessato al momento del collocamento in aspettativa (*) L efficacia si riferisce ala sola pensione anticipata. Per le altre tipologie (vecchiaia, invalidità, superstiti) la contribuzione figurativa è sempre utile, sia per il diritto che per la misura del trattamento. Il limite dei contributi figurativi che possono essere considerati ai fini della pensione di anzianità è di cinque anni per quanti non hanno contributi accreditati entro il 31 dicembre La norma, dopo la sostanziale cancellazione delle pensioni di anzianità, andrà raccordata con le novità della riforma contenuta nel Dl 201/2011, legge 214/18 I riscatti La nuova normativa dispone che la quota di pensione relativa alle anzianità maturate dal 2012 sia calcolata secondo il sistema contributivo. Ne deriverà un cambiamento anche nel calcolo dei riscatti. Le nuove norme guardano al domani giocando tutto sul sistema contributivo: più versamenti significheranno una pensione più alta. Riscatto Fino al 2007 Dal 2008 Domanda Poteva essere presentata solo Può essere presentata anche prima dell inizio dopo aver versato almeno un della attività lavorativa contributo obbligatorio Costo Rateizzazione Efficacia universitari Agevolazione fiscale anni Aliquota contributiva obbligatoria (33% per i dipendenti) applicata allo stipendio annuo lordo, per il numero degli anni da recuperare Consentito fino ad un massimo di 5 anni, con la maggiorazione degli interessi al tasso legale Non computabili ai fini della anzianità richiesta per la pensione contributiva L onere di riscatto può essere dedotto solo dai redditi dell interessato Stesso calcolo. Se invece richiesto prima dell inizio della attività lavorativa, si applica il 33% dell imponibile contributivo dei commercianti ( euro nel 2012) e si moltiplica il risultato per il numero degli anni da riscattare Consentito fino ad un massimo di 10 anni senza interessi Piena computabilità ai fini della anzianità richiesta per la pensione contributiva Nel caso di soggetto privo di reddito tassabile, l onere di riscatto può essere detratto dal reddito dei genitori Evento Periodo facoltativo per maternità fuori dal rapporto di lavoro Assenza per assistenza familiari disabili (80%) Interruzione periodo di lavoro Corsi formazione professionale Studi universitari Massimo accreditabile 6 mesi 5 anni 3 anni Durata corso Durata del corso legale Le rendite per invalidità La legislazione attualmente in vigore prevede due diverse prestazioni a favore di chi è vittima di infortuni o malattie dalle conseguenze tragiche: una interessa le forme invalidanti meno gravi (assegno d'invalidità) e l'altra i casi di infermità totale (pensione d'inabilità). L'austerity previdenziale ha interessato anche questi trattamenti che vengono ridotti, sull'esempio di quanto stabilito per le pensioni di reversibilità, nel caso in cui l'invalido possa contare anche su redditi di lavoro. L'identikit - i requisiti per la pensione d'invalidità e d'inabilità Invalidità Spetta se il grado d'invalidità è almeno pari al 67%. L'assegno ha durata triennale e può essere rinnovato Inabilità Spetta a chi si trova nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività (100% invalidità). L'assegno è permanente. Viene calcolato sommando agli anni di contribuzione effettiva il periodo mancante al compimento dei 55 anni (donne) e 60 anni (uomini) Requisiti Oltre al grado d'invalidità il lavoratore deve avere almeno cinque anni di contribuzione, di cui tre nel quinquennio precedente. 1819 Ecco, in sintesi, chi può incassare l'assegno d'invalidità o quello d'i-nabilità. l'assegno d'invalidità Viene riconosciuto quando la capacità di lavoro risulta ridotta in modo permanente a meno di un terzo (67% di invalidità). L'assegno ha carattere temporaneo poiché viene accordato solo per un triennio, suscettibile di riconferma, sempre che il titolare risulti ancora invalido. Dopo tre riconoscimenti consecutivi l'assegno è confermato automaticamente, ossia indipendentemente dalla domanda dell'interessato. L'assegno non è reversibile ai superstiti e, al raggiungimento dell'età pensionabile, si trasforma d'ufficio in pensione di vecchiaia purché l'invalido possa far valere almeno 20 anni di contributi. la pensione d'inabilità Viene corrisposta al lavoratore che si venga a trovare nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi proficua attività; in sostanza, Minimo contributivo Sia per l'assegno d'invalidità che per la pensione di inabilità è richiesto un minimo di cinque anni di contribuzione, di cui almeno tre versati nel quinquennio precedente la domanda di pensione. Cumulo di assegni di invalidità e reddito del beneficiario L articolo 1, comma 42, della legge 8 agosto 1995, n. 335 tabella G applicabile anche agli iscritti al FPE, vincola la corresponsione dell assegno di invalidità, compatibile con l esistenza di un rapporto di lavoro, al reddito percepito dal beneficiario, secondo il seguente schema: Ammontare dei redditi Percentuale di riduzione Reddito fino a 4 volte (*) Nessuna Reddito superiore a 4 volte (*) 25% dell importo dell assegno Reddito superiore a 5 volte (*) 50% dell importo dell assegno (*) il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, calcolato in misura pari a 13 volte l importo in vigore al 1 gennaio IMPORTI DEI LIMITI DI REDDITO Anno Ammontare dei redditi Percentuale di riduzione 2011 Fino a euro ,36 Nessuna oltre euro ,36 fino a euro 25 per cento ,95 oltre euro ,95 50 per cento Ricongiunzioni onerose fondi pensione Lettera unitaria CGIL- CISL - UIL La legge 122/2010 ha abrogato una serie di norme che consentivano, in presenza di determinate condizioni, ai lavoratori del settore privato (elettrici, telefonici) e del settore pubblico, con contribuzioni presso diverse gestioni previdenziali, di chiedere il trasferimento o la ricongiunzione gratuiti della contribuzione in un unico fondo. A partire dal luglio 2010, a questi lavoratori vengono, di fatto, imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi. Le segreterie CGIL, CISL e UIL hanno inviato al Ministro Fornero la lettera unitaria che si riporta per chiedere il ripristino della normativa precedente. LA SEGRETERIA NAZIONALE * * * CGIL CISL - UIL Roma, 20 gennaio 2012 On.le Ministro Prof.ssa Elsa Fornero Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali R O M A Oggetto: Ricongiunzioni onerose fondi pensione 1920 Signor Ministro, vogliamo richiamare la Sua attenzione sulle iniquità prodotte dall'art. 12 della L.122/2010 con l'introduzione dell'onerosità nelle operazioni di ricongiunzione o trasferimento dei contributi da Fondi esclusivi o sostitutivi verso il regime generale dell'assicurazione Generale Obbligatoria. L'effetto pratico di questa modifica è che tutti quei lavoratori che hanno avuto una vita lavorativa svolta in aziende private e/o pubbliche diverse, oggi per poter accedere alla propria pensione per la quale hanno sempre versato regolarmente i contributi dovuti, devono pagare ulteriori oneri. È il caso: dei dipendenti pubblici che hanno lavorato nel settore privato; dei Lavoratori Socialmente utili che dopo un periodo di lavoro privato e un lungo periodo di precariato sono stati assunti presso gli enti locali; degli insegnanti che hanno lavoratori presso scuole private e poi presso istituti pubblici; dei dipendenti delle società afferenti a Poste Italiane dapprima iscritti all'inps e successivamente ad IPOST; dei lavoratori dipendenti delle aziende municipalizzate (con iscrizione INPDAP) il cui contratto è stato ceduto alla società subentrata nel servizio; dei lavoratori del settore telefonico ed elettrico, ecc. In molti dei casi descritti l'inps per ricongiungere o trasferire i periodi contributivi dal relativo fondo ha chiesto centinaia di migliaia di euro. Questa modifica introdotta dal precedente governo e per sua stessa ammissione realizzata per impedire che le donne del settore pubblico, raggiunto il 60 anno di età potessero spostare gratuitamente i loro contributi dall'inpdap all'inps, di fatto colpisce tutti i lavoratori in modo indiscriminato. Il trasferimento gratuito infatti si rendeva necessario ogni qual volta il lavoratore o la lavoratrice cessava dall'iscrizione al proprio fondo di appartenenza (esclusivo o sostitutivo) senza aver maturato il diritto a pensione. L'alternativa infatti sarebbe una ricongiunzione onerosa verso il fondo d'appartenenza non sempre sostenibile da parte dei lavoratori o lavoratrici interessati. Dopo l'intervento dell'art. 12 delle legge 122/2010 qualsiasi movimento di contribuzione (anche quelli verso INPS) diventano onerosi indipendentemente dal fatto che l'operazione di ricongiunzione/trasferimento generi un migliore importo di pensione e quindi un reale beneficio. Se un lavoratore può vantare complessivamente, tra tutte le gestioni a cui è stato assicurato, un'anzianità contributiva e un'età anagrafica sufficienti a realizzare il diritto a pensione, di fatto, non può esercitare tale diritto perché l'inps richiede improponibili oneri di ricongiunzione, i alcuni casi di centinaia di migliaia di euro. L'impossibilità sopravvenuta di trasferire gratuitamente la contribuzione maturata nel fondo esclusivo o sostitutivo verso l'inps in molti casi ha reso sterile l'utilizzo di quella contribuzione incrementando il numero delle posizioni silenti in contraddizione con il dettato costituzionale. Per far fronte ad una emergenza di carattere transitorio, come appariva l'esigenza di impedire l'aggiramento della norma sull'elevazione dell'età pensionabile da parte delle donne del pubblico impiego, è stata soppressa una norma fondamentale dell'ordinamento come la legge 322/58. A nostro avviso la questione nasce da un errore legislativo, peraltro riconosciuto dallo stesso Parlamento nella precedente legislatura in più occasioni con una produzione di atti parlamentari abbastanza cospicua, di cui Lei è certamente a conoscenza. Se una norma è errata o sbagliata (ed è stata riconosciuta tale da organi parlamentari e di governo) non può continuare a esplicare i suoi effetti nell'ordinamento. Né vi possono essere perplessità sui costi dell'operazione poiché il danno che ne deriva ai lavoratori che si vedono negare il diritto a pensione è ben più alto. La norma sbagliata deve essere rimossa dall'ordinamento con la medesima urgenza con cui vi è stata introdotta, altrimenti diventa odiosa e intollerabile. A nostro avviso deve essere dunque ripristinato il principio di matrice Costituzionale espresso dalla legge 322/58, secondo il quale chiunque cessi l'attività lavorativa senza aver maturato il diritto a pensione nel proprio fondo ha diritto a far confluire gratuitamente tutta la sua contribuzione verso il regime generale dell'ago. L'art. 12 delle legge 122/2010 discrimina le scelte pensionistiche fatte dai lavoratori, che hanno mostrato una flessibilità ad adattarsi alle diverse forme lavorative. Un elemento che deve far riflettere alla vigilia di una discussione così impegnativa sul mercato del lavoro. Per tali motivi riteniamo necessario che si ripristini la normativa in vigore ante l'entrata in vigore della legge 122/2010 nella consapevolezza che non si chiede di mantenere privilegi ma di ripristinare diritti legittimi. CGIL CISL UIL I SEGRETARI CONFEDERALI (Vera Lamonica) (Maurizio Petriccioli) (Domenico Proietti) 20 Vedere altro
a cura di Enzo Mologni e dell Uffi cio Comunicazione CGIL di Bergamo 4 Ottobre 2013 IN PENSIONE Come si calcola, quando se ne ha diritto, a quanto ammonta Presentiamo in questo numero alcune informazioni Dettagli PENSIONE DI VECCHIAIA, PENSIONE DI ANZIANITÀ, PENSIONE ANTICIPATA.
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