Source: https://entilocali.forumattivo.it/t16552-oneri-previdenziali-consigliere-comunale
Timestamp: 2020-02-28 00:25:38+00:00
Document Index: 108101658

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 68', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 26', 'art. 86', 'art. 26', 'art. 86', 'art. 86']

oneri previdenziali consigliere comunale
Andreina il Lun 5 Nov 2012 - 9:15
sulla base delle modifiche fatte dalla legge 244/2007, le figure di consigliere comunale e di comunità montana devono assumere a proprio carico tutto l'onere previdenziale nel caso in cui siano collocati in aspettativa senza assegni per la nomina.
A livello operativo mi chiedevo come funziona:
- è il datore di lavoro che comunque anticipa i contributi all'INPDAP e poi chiede il rimborso totale al consigliere eletto?
- oppure è il consigliere che paga direttamente tutto l'onere contributivo (che immagino gli venga calcolato da parte del datore di lavoro ...)
Inoltre mi chiedevo come va indicato il caso del consigliere sulla DMA: si deve indicare solo il codice della cessazione/sospensione = codice 37?
Paolo Gros il Lun 5 Nov 2012 - 23:19
Con l’Informativa 23 giugno 2003, n. 22, l’INPDAP, relativamente alla contribuzione da versare per i periodi di aspettativa non retribuita concessa per l’espletamento di cariche elettive a livello locale, ha fornito vari chiarimenti tra cui i seguenti. Attualmente, in base all’art. 77 del DLgs 18 agosto 2000, n. 267, concernente il Testo Unico delle disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali, la posizione di amministratore locale si acquisisce per potere svolgere una delle seguenti cariche elettive: sindaci anche metropolitani; presidenti delle province; consiglieri dei comuni anche metropolitani e delle province; componenti delle giunte comunali, metropolitane e provinciali; presidenti, consiglieri e assessori delle comunità montane; componenti degli organi delle unioni dei comuni e dei consorzi fra enti locali, nonché componenti degli organi di decentramento. La possibilità del collocamento in aspettativa non retribuita del lavoratore dipendente, per tutto il periodo necessario ad espletare il mandato per una di tali cariche, è prevista dall’art. 81 del TU di cui al DLgs n. 267/2000. Ai sensi dello stesso art. 81, tali periodi di aspettativa sono da considerare come servizio utile a tutti gli effetti e, perciò, comportano l’obbligo dell’effettivo versamento dei contributi, che debbono essere calcolati prendendo a riferimento la retribuzione cui l’interessato avrebbe avuto diritto se, anziché fruire dell’aspettativa, fosse rimasto in servizio attivo. Circa l’effettivo versamento dei contributi, l’INPDAP sottolinea che soltanto le aspettative, previste dall’art. 68 del DLgs n. 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) e concesse per l’espletamento di cariche elettive nel Parlamento nazionale o europeo o nei Consigli regionali, sono coperte da contribuzione figurativa ai sensi dell’art. 3 del DLgs n. 564/1996 e dell’art. 22, comma 39, della legge n. 724/1994. A norma dell’art. 26 della legge 3 agosto 1999, n. 265, a decorrere dal 21 agosto 1999, data di entrata in vigore della stessa legge n. 265/1999, l’obbligo di versare i contributi è stato posto a carico dell’amministrazione locale presso cui viene espletato il mandato, la quale ne dà tempestiva comunicazione al datore di lavoro. Peraltro, l’art. 86 del TU di cui al DLgs n. 267/2000, che ha recepito l’art. 26 della legge n. 265/1999, al comma 1 ha stabilito che tali modalità si applicano per il versamento dei contributi che riguardano: i sindaci, i presidenti delle province, delle comunità montane, delle unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, gli assessori provinciali e gli assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, i presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, dei consigli provinciali e circoscrizionali, delle aziende anche consortili (se, ovviamente, in aspettativa non retribuita). Per quei soggetti che sono posti in aspettativa senza assegni e rientrano nel novero degli amministratori locali, ma le cui cariche non figurano tra quelle contemplate dall’art. 86, comma 1, del TU di cui al DLgs n. 267/2000, l’INPDAP ritiene che continuino a valere le preesistenti modalità previste dalla legge n. 816/1985. Pertanto, per le cariche non espressamente indicate dal comma 1 dell’art. 86 appena citato e, tra gli altri, per i consiglieri comunali e provinciali, e per gli assessori di comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, l’obbligo contributivo, gli oneri legati al relativo versamento nonché la prevista denuncia annuale, sono a carico delle amministrazioni che hanno concesso l’aspettativa.
http://www.pensionilex.kataweb.it/article_view.jsp?idCat=661&idArt=26930