Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/direttiva-interministeriale-28-aprile-2006.html
Timestamp: 2016-10-25 08:30:56+00:00
Document Index: 162067491

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 21', 'art. 25', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 6', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 4', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 23']

attuativa della delega di cui all'articolo 1, comma 2, lettera h), n. 1, della
GU 154 del 05/07/2006
In attuazione della legge n. 243 del 23 agosto 2004, «Norme in materia
riordino degli enti di previdenza ed assistenza obbligatoria», il Governo ha
adottato il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante «Disciplina delle forme
pensionistiche complementari», pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n.
289 del 13 dicembre 2005.
Tale decreto, coerentemente ai principi dettati dalla
legge delega, è volto ad incentivare la previdenza complementare assumendo la
configurazione «di disciplina unitaria della materia» e si pone l'obiettivo di
garantire l'omogeneità del sistema di vigilanza sul settore, rimodulare la
disciplina fiscale, monitorare la gestione delle risorse finanziarie derivanti
dalle contribuzioni degli iscritti e, soprattutto, incrementare stabilmente
l'entità dei flussi di finanziamento delle forme pensionistiche complementari,
contribuendo così a definire una struttura del sistema previdenziale in cui,
anche tenuto conto dell'esigenza di rendere sostenibile la spesa pensionistica a
carico del bilancio dello Stato, siano garantiti al lavoratore trattamenti
pensionistici adeguati in rispondenza dell'art. 38 della Costituzione.
Tutto ciò anche in considerazione delle indicazioni,
provenienti dalla U.E., di perseguire riforme «strutturali» dei sistemi
pensionistici nazionali che prevedano un'architettura c.d. «multipilastro».
In questa logica, il decreto ha provveduto ad
omogeneizzare tutte le diverse forme di previdenza complementare, dettando
identiche norme giuslavoristiche e fiscali oltre che regole omogenee in materia
di trasparenza e confrontabilità dei costi e dei risultati, di modalità di
informazione agli iscritti, nonché di tempi di approvazione e procedimenti di
autorizzazione delle forme pensionistiche complementari, indipendentemente dalle
fonti istitutive. In linea con tale ultimo principio, le nuove disposizioni
presuppongono la individuazione di una autorità, la COVIP, incaricata di
ricevere, in guisa di «sportello unico», le richieste dei soggetti
interessati, attivandosi per l'ottenimento dell'autorizzazione complessiva
attraverso la collaborazione con le altre autorità di settore.
Le suddette disposizioni devono, altresì, tenere conto
della legge 28 dicembre 2005, n. 262, recante «Disposizioni per la tutela del
risparmio e la disciplina dei mercati finanziari», che, all'art. 21, riconosce
alla COVIP il ruolo di autorità ed impone alla stessa di operare in
coordinamento con le altre autorità per agevolare l'esercizio delle rispettive
funzioni di vigilanza. Tale collaborazione appare necessaria per garantire la
corretta attuazione delle disposizioni previste dall'art. 25, comma 3, della
Ciò premesso, in base alle previsioni dell'art. 18,
comma 1, del decreto legislativo n. 252/2005,
che attribuisce al Ministero del lavoro e delle politiche sociali le funzioni di
alta vigilanza, mediante l'adozione, di concerto con il Ministero dell'economia
e delle finanze, di direttive generali alla COVIP, vengono emanate le
seguenti direttive.
Il nuovo decreto prevede, tra l'altro, nel quadro
del perfezionamento del sistema di vigilanza su tutte le forme pensionistiche
complementari, collettive e individuali, un significativo accrescimento delle
competenze della COVIP, che costituisce elemento necessario affinché possa
concretamente realizzarsi un serio e rigoroso apparato dei controlli.
Sulla base delle nuove disposizioni in materia, codesta
commissione dovrà, pertanto, provvedere ad impartire le opportune direttive ai
soggetti vigilati, uniformando le linee direttrici della propria attività con
lo scopo di perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti, avendo
riguardo alla tutela degli iscritti e dei beneficiari, al buon funzionamento del
sistema di previdenza complementare e alla sana e prudente gestione delle forme
pensionistiche preesistenti, delle forme negoziali e dei fondi aperti. Ai sensi
dell'art. 19, comma 2, del decreto legislativo n. 252/2005, resta ferma la vigilanza di
stabilità esercitata dalle rispettive autorità di controllo sui soggetti
abilitati di cui all'art. 6 del medesimo decreto, mentre permangono le
competenze previste dal citato comma 3 dell'art. 25 della legge n. 262/2005,
«in materia di sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione
attribuite all'ISVAP dalla legge 12 agosto 1982, n. 576, incluse quelle relative
ai prodotti assicurativi con finalità previdenziali».
In tale contesto, la COVIP si coordina con le altre
autorità promuovendo forme di collaborazione, anche preventiva, ai fini
dell'esercizio delle citate funzioni di vigilanza e di sportello unico.
Le attribuzioni di codesta commissione risultano,
in particolare, integrate con riferimento ai seguenti principali profili:
definire le condizioni che, allo scopo di
garantire il rispetto dei principi di trasparenza, comparabilità e
portabilità, tutte le forme pensionistiche complementari devono soddisfare per
poter essere ricondotte all'ambito di applicazione del decreto legislativo ed
essere iscritte all'apposito albo;
approvare, oltre che gli statuti e i
regolamenti dei fondi pensione negoziali e aperti, anche i regolamenti delle
forme pensionistiche individuali di cui all'art. 13, comma 1, lettera b), del
decreto legislativo, attuati mediante contratti di ramo I e ramo III di cui
all'art. 2, comma 1, del codice delle assicurazioni, approvato con decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, con specifico riferimento ai profili
menzionati nel comma 3 del medesimo art. 13: modalità di partecipazione,
trasferimento delle posizioni individuali verso altre forme pensionistiche,
comparabilità dei costi e dei risultati di gestione, trasparenza dei costi e
delle condizioni contrattuali, modalità di comunicazione, agli iscritti e alla
COVIP, delle attività della forma pensionistica e della posizione individuale;
richiedere di apportare modifiche agli
statuti e ai regolamenti delle forme pensionistiche complementari, fissando un
termine per l'adozione delle relative delibere;
dettare disposizioni volte a garantire la
trasparenza delle condizioni contrattuali di tutte le forme pensionistiche
complementari, al fine di assicurare l'adesione consapevole dei soggetti
destinatari garantendo altresì il diritto alla portabilità della posizione
individuale, avendo anche riguardo all'esigenza della comparabilità dei costi;
disciplinare, compatibilmente con la
normativa in materia di sollecitazione degli investimenti, le modalità di
offerta al pubblico di tutte le forme pensionistiche, dettando disposizioni
volte all'applicazione di regole comuni, sia per la fase inerente alla raccolta
delle adesioni sia per quella concernente l'informativa periodica agli aderenti
circa l'andamento amministrativo e finanziario delle forme stesse, anche al fine
di eliminare distorsioni che possano arrecare pregiudizio agli aderenti. COVIP,
pertanto, tenendo anche conto, per quanto attiene alle forme pensionistiche
individuali di cui all'art. 13, comma 1, lettera b), delle disposizioni in
materia di intermediazione assicurativa recate dal Titolo IX del decreto
legislativo 7 settembre 2005, n. 209, vigilerà sull'attuazione dei principi di
trasparenza nei rapporti con gli aderenti e sulle modalità di pubblicità, con
facoltà di sospendere o vietare la raccolta delle adesioni in caso di
violazione delle stesse;
dettare disposizioni volte a disciplinare
le modalità con le quali le forme pensionistiche complementari sono ora tenute
ad esporre nel rendiconto annuale e, sinteticamente, nelle comunicazioni
periodiche agli iscritti, se ed in quale misura nella gestione delle risorse e
nelle linee seguite nell'esercizio dei diritti derivanti dalla titolarità dei
valori in portafoglio, siano stati presi in considerazione aspetti sociali,
etici ed ambientali;
esercitare il controllo, anche ai fini
della correttezza dei comportamenti, sulla gestione tecnica, finanziaria,
patrimoniale e contabile di tutte le forme pensionistiche complementari, ferma
restando, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 25 della legge
262/2005 e con le precisazioni in precedenza effettuate con riguardo alle forme
pensionistiche complementari attuate mediante contratti di assicurazione sulla
vita, la vigilanza esercitata dalle rispettive autorità di controllo sugli
intermediari finanziari e assicurativi in ordine alla loro sana e prudente
gestione, anche mediante ispezioni presso le stesse, richiedendo l'esibizione
dei documenti e degli atti che si ritengano necessari. Per le forme di cui
all'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto restano ferme le regole di
investimento e di contabilizzazione previste dal predetto codice delle
Atteso che il decreto legislativo n. 252 del 2005 prevede la complessiva
abrogazione del decreto legislativo n. 124 del 1993 dal 1° gennaio 2008, si
ritiene che il passaggio delle competenze da altre autorità alla COVIP debba
avvenire in coerenza con tale data.
Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2008, anche le
competenze in materia di regolamentazione e vigilanza sulla raccolta delle
adesioni ai fondi aperti saranno svolte dalla COVIP, nel complessivo quadro
normativo e regolamentare delineato in materia di sollecitazione del pubblico
risparmio e coordinandosi opportunamente con l'attività svolta in materia dalla
CONSOB, sicché anche la disciplina della raccolta delle adesioni ai fondi
pensione aperti, unitamente a quella relativa a tutte le altre forme
pensionistiche complementari, dovrà essere ricompresa nell'ambito dei
provvedimenti da emanarsi da parte della COVIP ai sensi dell'art. 23, comma 3,
del decreto legislativo n. 252/2005,
mentre la CONSOB conserverà sino al 31 dicembre 2007 le attuali attribuzioni in
materia, da esercitare in coordinamento con la COVIP.
Il decreto legislativo reca, inoltre, una serie di disposizioni volte allo
snellimento e alla semplificazione dei procedimenti amministrativi di competenza
della COVIP. In particolare, l'art. 4, comma 3, individua i termini per il
rilascio del provvedimento che concede o nega l'autorizzazione all'esercizio
dell'attività, fissandoli in sessanta giorni dal ricevimento da parte della
COVIP dell'istanza e della prescritta documentazione, ovvero in trenta giorni
dal ricevimento dell'ulteriore documentazione eventualmente richiesta entro
trenta giorni dal ricevimento dell'istanza. La COVIP determina con proprio
regolamento le modalità di presentazione dell'istanza, i documenti da allegare
alla stessa ed eventuali diversi termini per il rilascio dell'autorizzazione
comunque non superiori ad ulteriori trenta giorni.
Al riguardo e, più in generale, con riferimento ai
procedimenti di autorizzazione e di approvazione di modifiche statutarie e
regolamentari di competenza della COVIP, si richiama l'attenzione sull'utilità
di prevedere, secondo quanto prospettato dall'art. 19, comma 2, lettera b),
l'adozione della procedura del silenzio-assenso, nonché di procedimenti
amministrativi semplificati, con particolare riguardo alle ipotesi di modifiche
di statuti e regolamenti conseguenti a sopravvenute disposizioni normative.
Il comma 1, lettera b), del citato art. 4 precisa,
inoltre, che per i fondi pensione che richiedano la personalità giuridica, il
riconoscimento della stessa consegue automaticamente al provvedimento di
autorizzazione all'esercizio dell'attività adottato dalla COVIP, alla quale è
peraltro affidata la tenuta del registro relativo ai fondi pensione costituiti
quali persone giuridiche, ivi compresi i fondi c.d. preesistenti (ossia
istituiti prima dell'entrata in vigore della legge n. 421 del 1992).
Pertanto, tutte le forme pensionistiche, al fine di
realizzare gli obiettivi in premessa, presentano la documentazione autorizzativa
o di modifica alla COVIP, la quale, nell'ottica della collaborazione di cui
all'art. 21 della legge n. 262 del 2005, provvede, nei termini sopra
esplicitati, a definire il procedimento di competenza.
A questo fine, le autorità di vigilanza coinvolte
dalla COVIP si adoperano al rispetto dei tempi, al fine di garantire uguale
trattamento a tutte le forme pensionistiche nell'ottica di snellezza e
velocizzazione dei procedimenti.
Premesso quanto sopra, si richiama l'attenzione
sull'esigenza che codesta autorità provveda alla tempestiva adozione delle
delibere, direttive, istruzioni, nonché della relativa modulistica, preordinate
a consentire l'adeguamento di tutte le forme pensionistiche complementari alle
nuove disposizioni, condizione necessaria affinché le forme stesse possano
ricevere l'autorizzazione della COVIP a nuove adesioni, anche in relazione al
conferimento del trattamento di fine rapporto, a decorrere dal 1° gennaio 2008.
A questo scopo, ai sensi dell'art. 23, comma 3, entro
sei mesi dalla pubblicazione del decreto legislativo n. 252 del 2005, codesta COVIP è tenuta
all'emanazione delle direttive a tutte le forme pensionistiche vigilate.
Tali direttive dovranno fornire indicazioni utili al
tempestivo adeguamento degli statuti, dei regolamenti e dei relativi documenti
informativi per la raccolta delle adesioni e, con specifico riguardo alle forme
pensionistiche individuali attuate mediante contratti di assicurazione sulla
vita, finalizzate a consentire gli adempimenti previsti dall'art. 13, comma 3.
Secondo quanto prescritto, queste ultime forme pensionistiche complementari
dovranno, in particolare, provvedere alla predisposizione dell'apposito
regolamento ed alla costituzione del patrimonio separato, operando, per tale
ultimo aspetto, secondo le modalità stabilite dall'ISVAP.
Per quanto attiene alle forme complementari attuate
mediante contratti di assicurazione sulla vita, l'art. 23, comma 1, del decreto
legislativo prevede che «i contratti di assicurazione con finalità
previdenziale stipulati fino alla data del 31 dicembre 2007 continuano ad essere
disciplinati dalle disposizioni vigenti alla data di pubblicazione del presente
decreto legislativo». Detti contratti potranno, quindi, continuare ad essere
regolati, anche dopo il 1° gennaio 2008, sulla base delle previgenti
disposizioni, non potendo tuttavia beneficiare del versamento del trattamento di
fine rapporto nè delle altre disposizioni previste dal nuovo decreto, essendo
ciò ammesso solo nei confronti delle forme che risulteranno adeguate al
Stante la previsione dell'art. 23, comma 3, lettera b),
si sottolinea che è comunque consentito alle imprese di assicurazione di
adeguare i contratti in essere al 31 dicembre 2007 alla nuova normativa, in
ottemperanza al decreto e alle direttive COVIP. Le imprese dovranno, tra
l'altro, predisporre il regolamento e sottoporlo all'approvazione della
COVIP ai fini dell'iscrizione all'albo delle forme pensionistiche complementari,
nonché attuare la costituzione del patrimonio separato e autonomo, secondo
quanto sopra previsto. Solo ad esito di tali adempimenti, previa iscrizione al
citato albo, si renderà così possibile, anche per tali forme, l'acquisizione
di nuove adesioni e la destinazione ad esse del trattamento di fine rapporto.
Agli aderenti a polizze previdenziali stipulate entro
il 31 dicembre 2007 e non adeguate entro tale termine alla nuova normativa, è
riconosciuta la facoltà di trasferire la propria posizione, alle condizioni
stabilite dalla regolamentazione di settore, in strumenti di previdenza
complementare realizzati secondo la nuova normativa.
Infine, si precisa che, fino alla data del 31 dicembre
2007, codesta COVIP continuerà ad applicare le disposizioni di cui al decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 14 gennaio 1997, n. 211, al
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 20 giugno 2003, al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 21 novembre 1996, n. 703,
nonché dei decreti che, fino alla predetta data, saranno emanati ai sensi della