Source: https://bergamo.csmcare.it/alcol-e-lavoro-accordo-provinciale-asl-bergamo-associazioni/
Timestamp: 2020-08-11 00:16:42+00:00
Document Index: 117750839

Matched Legal Cases: ['art 28', 'art. 18', 'art. 36', 'art. 18', 'art. 37', 'art. 41', 'art.41', 'art. 25', 'art. 25']

Alcol e Lavoro: Accordo Provinciale ASL Bergamo / Associazioni | Sicurezza e Medicina del Lavoro Bergamo - CSM Care
Alcol e Lavoro: Accordo Provinciale ASL Bergamo / Associazioni
L’ASL di Bergamo ha firmato un Accordo provinciale con alcune associazioni datoriali, di medici competenti di R.L.S., ecc. in merito all’applicazione delle norme per la verifica di assenza di alcoldipendenza nei lavoratori.
“I datori di lavoro devono effettuare un’analisi completa e puntuale di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori (articoli 17e 28 D.Lgs. 81/08) e, in relazione al consumo di alcol da parte dei lavoratori, dovranno considerare il derivante rischio verso terzi ed anche la possibilità che il consumo di alcol possa costituire un “rischio aggiuntivo” rispetto ad altri rischi presenti.
Le tappe essenziali del processo di valutazione dei rischi in relazione al consumo di bevande alcoliche dovrebbero essere:
1. individuazione dei lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi e di lavoratori, per i quali l’assunzione di bevande alcoliche può comportare un rischio aggiuntivo per la salute (art 28 comma 2 lettera f) D.Lgs. 81/08).
2. eliminazione della possibilità di disporre di bevande alcoliche sul posto di lavoro (nelle mense e/o bar aziendali) in particolare per i lavoratori che svolgono mansioni ad elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi (Legge 125/2001-DL.81/2008);
3. adozione di procedure, condivise con i lavoratori o loro rappresentanti e rese note agli stessi, per la verifica del rispetto del divieto da parte dei lavoratori e individuazione formale di preposti (adeguatamente formati) ai quali spettano funzioni di vigilanza specifica in merito al rispetto degli obblighi di legge e dei regolamenti aziendali da parte dei lavoratori;
4. campagne informative a tutti i lavoratori sul divieto di assunzione di bevande alcoliche in ambiente di lavoro (art. 18 comma 1 lettera l e art. 36), sulle procedure per la verifica del rispetto del divieto da parte dei lavoratori, sulle figure incaricate di vigilare; sulla non accoglibilità da parte dell’INAIL dell’incidente sul lavoro che risulti provocato dall’assunzione di alcol da parte del lavoratore;
5. formazione specifica in relazione al rischio alcol ai lavoratori ed in particolare a quelli indicati al punto 1 (art. 18 comma 1 lettera l e art. 37);
6. attuazione della sorveglianza sanitaria, ai sensi dell’art. 41 comma 4, per verificare l’assenza di condizioni di alcol dipendenza nei lavoratori individuati come esposti al rischio specifico.
7. In aggiunta a quanto sopra riportato, a seconda delle dimensioni e delle sensibilità aziendali, in collaborazione con il medico competente, potranno anche essere intrapresi programmi per la promozione di stili di vita sani rivolti a tutti i lavoratori.
Secondo il gruppo di lavoro il fatto di rientrare nell’elenco delle mansioni dell’allegato 1 della Conferenza Stato Regioni 16/03/2006 non è condizione necessaria e sufficiente all’attivazione della sorveglianza sanitaria in assenza di condizioni previste dall’ordinamento (art.41 comma 4 D.Lgs. 81/2008) mentre rappresenta condizione necessaria e sufficiente per prevedere l’attività di formazione ed informazione dei lavoratori.
In presenza di condizioni previste dall’ordinamento, il medico competente predispone il piano di sorveglianza sanitaria in cui saranno definiti gli esami clinici e biologici e le indagini diagnostiche mirati al rischio (art. 25 comma 1 lettera b D.Lgs. 81/08). Il Medico Competente informa i lavoratori sul significato e sui risultati degli accertamenti (art. 25 comma 1 lettera g, h D.Lgs. 81/08) e, nel corso della visita medica (preventiva o periodica), verifica ed eventualmente rafforza i contenuti della formazione attuata dal datore di lavoro in merito al rischio specifico. L’intervento del medico competente deve essere rivolto non solo alla prevenzione della violazione della norma che vieta l’assunzione di alcolici durante l’attività lavorativa ma anche all’identificazione di situazioni di abuso e dipendenza da alcol.
L’accertamento del Medico Competente comprende: visita medica (Fase Anamnestica e Clinico-Documentale) ed esami di laboratorio e ha come atto conclusivo la formulazione di un giudizio di idoneità alla mansione. Da un’attenta analisi della letteratura scientifica, si rileva che i test ritenuti attualmente più affidabili per la diagnosi delle condotte di alcol-dipendenza sono:
– GGT (Gamma glutamil transferasi);
– ESAME EMOCROMOCITOMETRICO (MCV);
– AST (aspartato-aminotransferasi) e ALT (alanina-aminotransferasi)
– CDT (Transferrina Desialata)”
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