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Timestamp: 2018-12-16 01:10:23+00:00
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Avviso 01/2008: Chiarimenti
Quali percorsi formativi consentono l’assegnazione del punteggio previsto al criterio 4.3 della griglia di valutazione di merito dell’Avviso 01/08?
Si riporta schematicamente il quadro dei percorsi formativi “tipici” in materia di Sicurezza e Salute sui Luoghi di Lavoro la cui realizzazione da parte dei soggetti proponenti, nel rispetto di quanto sotto riportato, consente di beneficiare di 15 punti nella valutazione del progetto in riferimento al Criterio 4.3 della griglia di valutazione di merito.
Rif. normativo (collegamento ipertestuale ai documenti)
Soggetto che può rilasciare l’attestato
RSPP: responsabile del servizio di prevenzione e formazione
Art. 32 Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008
Accordo Stato/Regioni del 26/01/2006
Soggetto formatore rientrante nel novero di quelli indicati al comma 4 dell’art. 32 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"[1].
Nel caso in cui il soggetto attuatore del Piano formativo non rientri fra i soggetti formatori di cui sopra, il soggetto attuatore può stabilire una partnership con uno di detti enti (magari attraverso una ATI/ATS), che preveda l’affidamento ad esso della docenza. In tal modo l’attestazione di RSPP può essere rilasciata da soggetto formatore di cui al comma 4, art. 32 del D.Lgs. 81/2008.
Altra possibilità nel caso di specie è che il soggetto attuatore, limitatamente al progetto o ai progetti di formazione per RSPP, preveda la delega della docenza ad un soggetto formatore di cui al comma 4, art. 32 del D.Lgs. 81/2008.
Si ricorda che l’Avviso 01/08 prevede che le attività delegate non superino il 30% del costo del Piano formativo (parag. 10 dell’Avviso 01/08)
Le modalità e i contenuti sono specificati nell’ “Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Atto n. 2407)”.
La formazione si articolerà in tre moduli:
MODULO A: la sua durata è di 28 ore.
MODULO B: la durata varia da 12 a 68 ore a seconda del macrosettore di rfierimento (per la Scuola la durata è di 24 ore ; per il SocioAssistenziale è di 60 ore).
MODULO C: la sua durata è di 24 ore.
Solo per i datori di lavoro la durata totale della formazione va da un minimo di 16 ad un massimo di 48 ore e deve essere conforme a quanto previsto al DM del 16 gennaio 1997 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 1997).
ASPP: addetto al servizio di prevenzione e protezione
Soggetto formatore rientrante nel novero di quelli indicati al comma 4 dell’art. 32 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
Nel caso in cui il soggetto attuatore del Piano formativo non rientri fra i soggetti formatori di cui sopra, il soggetto attuatore può stabilire una partnership con uno di detti enti (magari attraverso una ATI/ATS), che preveda l’affidamento ad esso della docenza. In tal modo l’attestazione di ASPP può essere rilasciata da soggetto formatore di cui al comma 4, art. 32 del D.Lgs. 81/2008.
Altra possibilità nel caso di specie è che il soggetto attuatore, limitatamente al progetto o ai progetti di formazione per ASPP, preveda la delega della docenza ad un soggetto formatore di cui al comma 4, art. 32 del D.Lgs. 81/2008.
Si ricorda che l’Avviso 01/08 prevede che le attività delegate non superino il 30% del costo del Piano formativo (parag. 10 dell’Avviso 01/08).
La formazione si articolerà in due moduli:
RLS: rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e formazione e addestramento del lavoratore
Art. 37 Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008
CCNL AGIDAE: Accordo quadro nazionale per lo svolgimento dei Corsi di formazione rivolti ai rappresentanti per la Sicurezza di cui al D.Lgs. n. 626/1994
· Datore di lavoro
· Ente di formazione (ai sensi della legge 848 del 1978)
· Soggetto formatore rientrante nel novero di quelli indicati al comma 4 dell’art. 32 del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"
· Parti sociali
Le modalita', la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell'attivita' di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi e' di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalita' dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non puo' essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano piu' di 50 lavoratori.
La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non puo' comportare oneri economici a carico dei lavoratori. (Art. 37 D.Lgs. 81/08).
La collaborazione con gli organismi paritetici / parti sociali per la realizzazione del percorso formativo in questione può manifestarsi anche attraverso lo svolgimento di un certo numero di ore, all’interno delle 32 previste, da parte di un esperto designato dall’organizzazione datoriale (per esempio l’AGIDAE) e/o dalle OO.SS., soggetti firmatari del CCNL applicato .
In sede di presentazione del Piano formativo che prevede all’interno un progetto di formazione sulla Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro rivolto ai lavoratori ed ai loro rappresentanti, deve essere acclusa una richiesta spedita via fax all’organismo paritetico, nazionale o regionale, previsto dal CCNL applicato, in cui si richiede la collaborazione di detto organismo o delle Parti sociali che lo compongono ai fini dell’attuazione di detto progetto.
Il fax di richiesta di collaborazione, con relativa ricevuta, inviato all’organismo paritetico, nazionale o regionale, va accluso, pena il non riconoscimento dei 15 punti di cui al criterio di valutazione 4.3 dell’Avviso 01/08, ai documenti presentati al FONDER per la richiesta di finanziamento.
Per quanto riguarda i CCNL AGIDAE, SCUOLA e SOCIO-ASSITENZIALE-EDUCATIVO, la richiesta va inoltrata via fax, al numero 06 8412310, al Presidente dell’AGIDAE in quanto Presidente delle rispettive Commissioni paritetiche nazionali per i due CCNL AGIDAE.
I contenuti della formazione, per i CCNL AGIDAE, sono definiti all’interno dell’Accordo quadro nazionale per lo svolgimento dei Corsi di formazione rivolti ai rappresentanti per la Sicurezza di cui al D.Lgs. n. 626/1994.
“Art. 3. DM 15 luglio 2003 n. 388- Requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorso
3. Per le aziende o unita' produttive di gruppo A[2] i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 3, che fa parte del presente decreto e devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attivita' svolta.
4. Per le aziende o unita' produttive di gruppo B[3] e di gruppo C[4] i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono riportati nell'allegato 4, che fa parte del presente decreto.
5. Sono validi i corsi di formazione per gli addetti al pronto soccorso ultimati entro la data di entrata in vigore del presente decreto. La formazione dei lavoratori designati andra' ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacita' di intervento pratico.”
FORMAZIONE SERVIZIO ANTINCENDIO
D.M. 10-03-1998
Attività rischio medio: D.M. 16 febbraio 1982
Attività rischio medio: tabelle A e B
al DPR n. 689 del 1959
“Art. 7. - Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza
1. I datori di lavoro assicurano la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza secondo quanto previsto nell'allegato IX.”
La formazione sssumerà una diversa articolazione e durata a seconda dell’attività svolta dall’ente beneficiario:
- ATTIVITA’ A RISCHIO BASSO (esempi: scuole, centri di formazione professionale e tutte le altre attività non ricomprese nelle altre due catergorie);
- ATTIVITA’ A RISCHIO MEDIO (esempi: alberghi, pensioni, motel, dormitori e simili con oltre 25 posti letto - ospedali, case di cura e simili con oltre 25 posti-letto)
- ATTIVITA’ A RISCHIO ALTO.
L’allegato IX al D.M. 10-03-1998 riporta i contenuti della formazione in relazione ai diversi livelli di rischio dell’attività svolta dall’Ente i cui lavoratori sono destinatari della formazione.
HACCP: sicurezza alimentare
Linee Guida Regolamento CE 852/2004
· Operatori ed Associazioni operanti in materia di Sicurezza ed Igiene alimentare
“ 5. FORMAZIONE (LINEE GUIDA APPLICATIVE DEL REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO SULL’IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI)
E’ opportuno richiamare l’attenzione degli operatori del settore alimentare sulla idonea formazione del personale che opera all’interno della propria impresa alimentare.
L’operatore deve assicurare che il personale sia adeguatamente formato circa:
- l’igiene alimentare, con particolare riguardo alle misure di prevenzione dei pericoli
igienico sanitari connessi alla manipolazione degli alimenti;
- l’applicazione delle misure di autocontrollo e dei principi HACCP correlati allo specifico settore alimentare ed alle mansioni svolte dal lavoratore stesso;
il personale deve, inoltre, essere informato sui:
- rischi identificati;
- punti critici di controllo relativi alle fasi della produzione, stoccaggio, trasporto e/o
distribuzione, sulle:
- misure correttive;
- documentazione relativa alle procedure.
Le associazioni del settore alimentare possono diramare manuali di buona prassi igienica e per l’applicazione dei principi HACCP e provvedere opportunamente alla formazione dei lavoratori.
L’Autorità competente nell’ambito delle procedure di controllo e verifica dell’applicazione della normativa alimentare da parte dell’operatore nell’impresa alimentare, dovrà verificare la documentazione relativa alle iniziative intraprese per l’opportuna formazione del personale.
A tale proposito, infatti, considerando il settore carni, questo deve necessariamente comprendere un coinvolgimento diretto del personale addetto alle varie fasi delle lavorazioni attraverso una costante educazione sanitaria, la quale ha la duplice finalità di garantire una produzione igienica degli alimenti a tutela dei consumatori nonché di salvaguardare gli stessi lavoratori dai rischi connessi con talune malattie.
La formazione del personale non può e non deve essere un fatto episodico, ma richiede un continuo aggiornamento mediante corsi e seminari specifici per il personale che opera nei diversi impianti e settori.”
La durata del corso HACCP deve avere una durata minima di 8 ore.
Cosa s’intende per Informazione ai lavoratori?
L’informazione ai lavoratori in materia di Sicurezza sul lavoro è disciplinata dall’articolo 36 DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81
“Art. 36: Informazione ai lavoratori
4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.”
Ai fini dell’Avviso 01/08, la semplice azione di informazione ai lavoratori, non rientra in nessuno dei percorsi formativi “tipici” della Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro (RSPP, ASPP, RLS, PRIMO SOCCORSO, SERVIZIO ANTINCENDIO, HACCP). Quindi non dà diritto ai 15 punti relativamente al Criterio 4.3 della griglia di valutazione di merito.
Come può essere impegnato il Bonus trasferte?
Il bonus trasferte può essere impegnato per spese di viaggio, vitto e alloggio
- del personale impiegato nell’organizzazione del Piano/Progetto (responsabile piano, coordinatore progetto, docente, altro personale);
- dei partecipanti (allievi) al Progetto.
Si tratta di risorse aggiuntive che possono essere previste ad incremento delle risorse eventualmente già indicate nella Macrovoce B. ATTIVITA’ FORMATIVE, nelle voci:
- 1. PERSONALE - 1.07 Spese di viaggio, vitto e alloggio;
- 2. PARTECIPANTI - 2.03 Spese di viaggio, vitto e alloggio.
Il Bonus trasferte va interpretato quindi come una facoltà riconosciuta ai soggetti attuatori di accedere a risorse aggiuntive per le spese di viaggo, vitto e alloggio qualora ci sia un’effettiva e giustificata esigenza ai fini di un’efficace implementazione del progetto formativo (es. trasferimento con viaggio aereo di un docente per lo svolgimento di lezioni a carattere specialistico).
La disciplina per l’impiego e la rendicontazione del bonus trasferte è quella prevista nel Manuale di Gestione FONDER Avviso 01/08 per le voci di spesa su richiamate.
[1] Art. 32 D.Lgs. 81/2008: Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle università, dall'ISPESL, dall'INAIL, o dall'IPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall'amministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonche' dai soggetti di cui al punto 4 dell'accordo di cui al comma 2 (“Accordo tra il Governo e le regioni e province autonome, attuativo dell'articolo 2, commi 2, 3, 4 e 5, del decreto legislativo 23 giugno 2003, n. 195, che integra il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, in materia di prevenzione e protezione dei lavoratori sui luoghi di lavoro. (Atto n. 2407)”, sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006) nel rispetto dei limiti e delle specifiche modalità ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
[2] Gruppo A:
[3] Gruppo B: aziende o unita' produttive con tre o piu' lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
[4] Gruppo C: aziende o unita' produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Cosa s’intende per lavoratore svantaggiato e/o disabile in relazione alla scelta del “regime di aiuti alla formazione” (Reg. (CE) 800/2008, in particolare per l’applicazione della “maggiorazione” del 10% al massimale di cofinanziamento del FONDER?
La “maggiorazione” trova applicazione se l’attività formativa è rivolta a soggetti svantaggiati e/o disabili, definiti come segue:
1. «Lavoratore svantaggiato»: chiunque rientri in una delle seguenti categorie:
f) membri di una minoranza nazionale all'interno di uno Stato membro che hanno necessità di consolidare le proprie esperienze in termini di conoscenze linguistiche, di formazione professionale o di lavoro, per migliorare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile.
2. «Lavoratore molto svantaggiato»: lavoratore senza lavoro da almeno 24 mesi.
3. «Lavoratore disabile»: chiunque sia:
a) riconosciuto disabile ai sensi dell'ordinamento nazionale o
b) caratterizzato da impedimenti accertati che dipendono da un handicap fisico, mentale o psichico.