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Timestamp: 2017-09-22 20:40:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 77', 'art. 7', 'art. 77', 'art. 76', 'art. 6', 'art. 77', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 50', 'art. 29']

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Ipoteca esattoriale inibita per crediti sotto i 20.000 euro
Ipoteca esattoriale inibita per crediti sotto i 20.000 euro Non vale più la regola dell’abitazione principale, introdotta dal DL 70/2011 / Alfio CISSELLO share / Lunedì 05 marzo 2012 stampa invia Il Decreto “semplificazioni fiscali” (DL n. 16/2012, pubblicato nella G.U. n. 52 del 2 marzo 2012) muta in senso favorevole ai contribuenti la disciplina sull’ipoteca esattoriale, contenuta nell’art. 77 del DPR 602/73.
Ora, l’ipoteca esattoriale non è adottabile se il credito per cui si procede, complessivamente, non supera i 20.000 euro (sul computo di tale limite, secondo la giurisprudenza, occorre vagliare sia i crediti tributari sia quelli extra-fiscali, come quelli di natura contributiva, si veda “La «soglia» per l’ipoteca esattoriale comprende anche i debiti INPS” del 30 novembre 2011).
Prima di tale modifica, si applicavano le norme introdotte dal DL 70/2011, ove era previsto che, come limite generale, l’ipoteca non poteva essere adottata per il recupero di crediti sino a 8.000 euro e che, qualora il credito fosse sotto contestazione giudiziale o ancora contestabile in detta sede e l’immobile fosse adibito a prima casa, il limite si innalzava a 20.000 euro.
Viene di conseguenza abrogato l’art. 7 comma 2 lett. gg-decies) del DL 70/2011.
Occorre evidenziare che la tecnica legislativa adottata dal DL n. 16/2012 ha fatto un passo avanti: infatti, è da accogliere con favore il fatto che il Legislatore abbia apportato una modifica all’art. 77 del DPR 602/73 mutando il testo di detta norma e non, come fatto dal DL 70/2011, introducendo una disposizione ad hoc, il che, naturalmente, contribuisce a complicare il sistema.
Lo stesso limite contemplato per l’ipoteca è previsto per l’espropriazione immobiliare, che, del pari, non può essere azionata per crediti nel complesso inferiori a 20.000 euro (a tal fine, è stato modificato l’art. 76 del DPR 602/73, che, in precedenza, soggiaceva agli stessi limiti dell’ipoteca introdotti dal DL 70/2011).
Vi è da dire che la nuova normativa non intacca le ipoteche già disposte, che, come visto, potevano essere applicate, salvo il caso specifico della prima casa, per crediti superiori a ottomila euro.
In tal senso depone espressamente l’art. 6 comma 6 del DL n. 16/2012, il quale sancisce: “La disposizione di cui al comma 1-bis dell’art. 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 602, si applica a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.
Rimangono lecite le ipoteche già iscritte Bisogna quindi riconoscere che, dopo il Decreto “semplificazioni fiscali”, il quadro normativo sulle ipoteche esattoriali può ritenersi soddisfacente, poiché:
- a seguito del DL 70/2011, è sempre necessario notiziare il contribuente in forma preventiva dell’intenzione di procedere a ipoteca;
- a seguito del Decreto in oggetto, l’ipoteca per nessuna ragione (anche in caso di fondato pericolo per la riscossione) può essere iscritta per riscossioni di importo sino a 20.000 euro.
Giova rilevare che, sempre grazie al Decreto sulle semplificazioni fiscali, l’ipoteca non potrà più essere iscritta a dilazione concessa, salva la validità delle iscrizioni già eseguite, e anche questo è un elemento non di poco conto, visto che talvolta Equitalia si rifiutava di cancellare l’ipoteca se non dopo il pagamento dell’ultima rata del piano di dilazione (quindi dopo anche vari anni).
NUOVO ACCERTAMENTO INDUTTIVO PER STUDI DI SETTORE
L’accertamento induttivo può essere effettuato anche in caso di omessa presentazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti . Il decreto sulle semplificazioni fiscali (DL n. 16/2012) interviene ulteriormente a modificare la disciplina relativa agli studi di settore. Le modifiche interessano:
- i termini entro cui effettuare le integrazioni agli studi di settore (correttivi anti-crisi e indicatori di normalità economica);
- i casi in cui è possibile procedere ad accertamento induttivo a fronte di irregolarità nell’adempimento degli obblighi dichiarativi ai fini degli studi.
Rispetto al primo aspetto, viene inserito un ulteriore periodo all’art. 10 comma 13 del DL 201/2011, conv. L. 214/2011 (norma che aveva introdotto il regime premiale per favorire la trasparenza e previsto agevolazioni rispetto all’attività di accertamento nei confronti dei contribuenti congrui e coerenti agli studi) che differisce al 30 aprile 2012 il termine entro cui devono essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le integrazioni agli studi di settore, vale a dire i correttivi anti-crisi e gli indicatori di normalità economica. Secondo il DPR 195/199 (art. 1 comma 1-bis), la pubblicazione doveva, invece, essere effettuata entro il 31 marzo del periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in vigore.
Rispetto al secondo aspetto, invece, viene modificata la lettera d-ter) dell’art. 39 del DPR 600/73, norma introdotta dall’art. 23 comma 28 lett. c) del DL 98/2011, che consentiva all’Amministrazione finanziaria di procedere ad accertamento induttivo in caso di omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, nonché di indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti. La disposizione operava se erano irrogabili le sanzioni maggiorate del 10%, applicabili a condizione che il maggior reddito d’impresa o professionale stimato fosse superiore del 10% di quello dichiarato (art. 1 comma 2-bis del DLgs. 471/97).
Il “Decreto semplificazioni” modifica i casi in cui è possibile procedere a tale tipologia di accertamento:
- omessa presentazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
- infedele compilazione dei predetti modelli che comporti una differenza superiore al 15%, o comunque a 50.000 euro, tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione.
Disposizione applicabile dall’entrata in vigore del DL “semplificazioni”Quanto alla decorrenza, la nuova lettera d-ter) trova applicazione con riferimento agliaccertamenti notificati a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia il 2 marzo 2012. Invece, per gli avvisi di accertamento notificati in precedenza, continua ad applicarsi la versione precedente della norma.
Come si può notare, da un lato, la nuova disposizione limita la possibilità dell’induttivo nei casi di errata compilazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti, facendo riferimento, alternativamente, alla differenza tra ricavi/compensi dichiarati e stimati in misura non superiore al 15%, oppure a 50.000 euro (tali franchigie sostituiscono il precedente riferimento all’irrogabilità delle sanzioni maggiorate). In questo modo, vengono risolte le perplessità cui dava origine la precedente versione della norma che non specificava quale omissione o non corretta indicazione nel modello (considerando anche quelle meramente formali) era necessaria per procedere all’accertamento. Dall’altro, si estende, a differenza della precedente versione della norma, la possibilità di procedere ad accertamento induttivo anche in caso di omessa presentazione del modello.
ALLUNGAMENTO TERMINI PER L'ESECUZIONE FORZATA
Allungata l’esecuzione forzata negli accertamenti «esecutivi»Pignoramento, a pena di decadenza, entro il terzo anno successivo alla definitività dell’accertamento e non più entro il secondo. Il Legislatore, con il decreto sulle semplificazioni fiscali (DL 16/2012), ha nuovamente modificato la disciplina sugliaccertamenti esecutivi, introdotta dall’art. 29 del DL 78/2010, allungando i termini entro cui Equitalia deve, a pena di decadenza, iniziare l’espropriazione forzata. Inoltre, viene previsto che Equitalia, nel momento in cui riceve il credito dall’Agenzia delle Entrate, debba inviare una nota informativa al contribuente.
Come è ormai più che noto, a partire dagli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate dallo scorso 1° ottobre 2011 e relativamente a imposte sui redditi, IVA e IRAP, l’accertamento, in luogo del ruolo, è un provvedimento esecutivo.
L’aspetto più rilevante consiste nella necessità, ad opera del contribuente, di versare le somme richieste, per intero o per un terzo, entro il termine per il ricorso.
Se vi è inadempienza, decorsi, nella maggior parte dei casi, 90 giorni dalla notifica dell’accertamento, le somme vengono affidate a Equitalia, che, da questo momento, può adottare fermi e ipoteche, in costanza dei presupposti di legge. Per l’espropriazione, invece, vi è un periodo di sospensione automatica di 180 giorni dalla data di affidamento del credito (per una puntuale disamina del nuovo sistema degli accertamenti esecutivi.
Tanto premesso, muta radicalmente la fase esecutiva vera e propria, che, prima, doveva soggiacere ai consueti termini prescrizionali (in sostanza, nel sistema pregresso, l’accertamento e la cartella di pagamento dovevano essere notificati entro terminidecadenziali, mentre il pignoramento entro termini prescrizionali, che, in quanto tali, potevano essere interrotti, ad esempio, dall’intimazione ad adempiere di cui all’art. 50 del DPR 602/73).
L’art. 29 del DL 78/2010, infatti, prevede che l’espropriazione forzata (quindi il pignoramento) deve essere disposta, a pena di decadenza, entro il secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, il che coincide o con lo spirare dei sessanta giorni dalla sua notifica o con la formazione del giudicato di rigetto della Commissione tributaria.
Quando Equitalia riceve il credito deve notiziare il contribuenteOra il termine viene allungato, prevedendo che, sempre a pena di decadenza, l’espropriazione forzata debba essere disposta entro il terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.
Un’ulteriore modifica concerne i rapporti tra contribuente e Agente della Riscossione: se vi è inadempienza, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, le somme, per la totalità o per intero (a seconda che il contribuente abbia o meno notificato il ricorso), vengono affidate in carico ad Equitalia.
Il Decreto “semplificazioni fiscali” contempla che, in questo momento, medianteraccomandata semplice, l’Agente della Riscossione è tenuto a informare il debitore di aver ricevuto le somme, il che, naturalmente, costituisce un avvertimento per il contribuente.
Una questione importante, su cui si ritornerà, è la seguente: se l’accertamento viene notificatoirritualmente (il contribuente non è reso edotto della pretesa fiscale), si è prospettato da più parti che occorra consentire l’autonoma impugnabilità del pignoramento in sede fiscale, essendo venuta meno la cartella. Per ovviare alle molte problematiche che ciò comporta, non si potrebbe sostenere, solo per questo specifico caso, l’impugnativa della nota che Equitalia deve inviare al contribuente?
Semplificazioni fiscali in GazzettaDa ieri, è in vigore il DL 16/2012 in materia di semplificazioni tributarie, efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 di ieri è stato pubblicato il DL n. 16/2012 (decreto sulle semplificazioni fiscali). Il provvedimento,in vigore da ieri, è composto da 13 articoli relativi a: semplificazioni in materia tributaria ed efficientamento e potenziamento dell’azione dell’Amministrazione tributaria, con misure di contrasto all’evasione, potenziamentodell’accertamento, modifiche in materia di sanzioni amministrative e norme su contenzioso tributario e riscossione.
In relazione alle altre misure oltre a modifiche in materia di rateizzazione dei debiti tributari e di fruizione di benefici fiscali e di regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione o di altro adempimento formale, a decorrere dal 1° gennaio 2012 viene reintrodotto il vecchio elenco “clienti e fornitori”, per semplificare gli adempimenti a carico dei soggetti passivi IVA e per superare, come si legge nella Relazione illustrativa al decreto, le difficoltà operative più volte segnalate dagli operatori.