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Timestamp: 2020-08-08 22:55:11+00:00
Document Index: 53909851

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 33', 'art. 43', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 32']

1) INCONTRO AL MIUR
2) BONUS PER L’AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE
3) FRUIZIONE CONGEDO PARENTALE IN MODALITÀ ORARIA
ADEGUAMENTO ORGANICO DI FATT0 (A.S. 2015/16):
l’amministrazione ha fornito in dati relativi agli alunni e ai posti dei docenti, sia sotto forma di un prospetto riepilogativo sintetico, sia in modo distinto tra posti normali e di sostegno, con ripartizione per scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado.
PIANO STRAORDINARIO ASSUNZIONALE DOCENTI (POSTI ASSEGNATI NELLA FASE B):
L’amministrazione ha fornito il prospetto del numero dei nominati nella fase B, distinto per provincia, classe di concorso, tipo di posto.
La delegazione dello SNALS-CONFSAL, come anche quelle delle altre sigle sindacali, ha stigmatizzato il ritardo con cui venivano forniti i dati a posteriori e a cose fatte, e ha dichiarato la sua insoddisfazione per la scarsa trasparenza di questa fase delle operazioni.
ORGANICO DEL POTENZIAMENTO:
Anche per questo argomento l’amministrazione ha fornito un tabulato senza fornire criteri chiari ed oggettivi in base ai quali è stato costruito. Purtroppo, anche in questo caso, l’incontro è avvenuto quando i dati erano già definitivi e, di fatto, non modificabili. La delegazione dello SNALS-CONFSAL anche su questo aspetto, così come anche quelle delle altre sigle sindacali, ha denunciato l’inaccettabilità del modo di procedere e stigmatizzato il fatto che i dati venivano forniti a cose fatte. Inseriamo, comunque, in area riservata il tabulato fornitoci.
FORMAZIONE - ANNO DI PROVA:
L’amministrazione ha fornito la bozza di una circolare che, per quanto riguarda i contenuti della formazione, ricalca sostanzialmente il percorso già esplicato nell’anno scolastico 2014/15. La richiesta della delegazione dello SNALS-CONFSAL e la successiva discussione si è concentrata su modifiche e precisazioni indispensabili , in quanto fortemente avvertite dagli interessati e sollecitate dalle nostre strutture territoriali, relative in particolare a tre aspetti:
- possibilità per chi è in servizio con un orario inferiore a cattedra, di vedere garantita la possibilità di superamento del periodo di prova in relazione al nuovo requisito previsto dalla legge 107/2015 di svolgere, oltre a quello dei 180 giorni di servizio, almeno 120 giorni di attività didattica. Alla fine l’amministrazione ha garantito che, nel testo che emanerà, sarà prevista la riduzione dei 120 giorni di attività didattica in proporzione alle ore per cui si è in possesso di nomina anche se di supplenza;
- non obbligo, per chi fruisce di mobilità professionale, di espletare le stesse procedure dei neo assunti in ruolo, ma solo, come nei precedenti anni scolastici, di svolgere 180 giorni di servizio e successivo parere favorevole del comitato di valutazione, con conseguente conferma in ruolo da parte del dirigente scolastico. Alla luce delle argomentazioni fornite dalla nostra delegazione sindacale, l’amministrazione ha dichiarato di essere disponibile a prevedere una norma transitoria per il corrente anno scolastico, in quanto le domande di mobilità professionale erano state effettuate prima dell’approvazione della legge 107. Si è, comunque, su questo punto, riservata di acquisire l’assenso del “livello politico”;
- validità dell’anno in corso ai fini del superamento della periodo di prova anche nei casi in cui il servizio sia prestato su “materie affini”. Dopo una lunga discussione l’amministrazione ha dichiarato la disponibilità ad una stesura estensiva anche in relazione al servizio prestato su posti di sostegno con il possesso di nomina ITI su posti normali e viceversa pure tra diversi ordini e gradi di scuola. Anche su questo punto, per la stesura definitiva, l’amministrazione si è riservata di acquisire il “parere del livello politico”.
L’amministrazione si è impegnata, inoltre, ad inviarci la stesura definitiva della circolare, comprensiva dei miglioramenti, entro la giornata di venerdì. In data odierna abbiamo ricevuto una bozza aggiornata comprensiva degli esiti dell’incontro che, purtroppo per ora, non risolve il problema del personale che ha fruito di passaggio di ruolo e alcuni casi in cui il servizio su “materie affini” è relativo a diversi ordini e gradi di scuola. Su questi temi continueremo ad operare.
2 )BONUS PER L’AGGIORNAMENTO E LA FORMAZIONE
Sulla fruizione del congedo parentale in modalità oraria prevista dal D.vo n. 80 del 15/6/2015, in attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9, della legge delega n. 189/2014 (Job Act), è intervenuta l’Inps con la circolare n. 152 del 18/8/2015.
A riguardo, in tale disposizione viene precisato che:
-	la modalità di fruizione oraria del congedo parentale, si aggiunge alla modalità di fruizione su base giornaliera e mensile relativamente alle quali sono state già fornite istruzioni con circolari n. 17 del 26/1/82, n. 109 del 6/6/2000, n. 8 del 17/1/2003;
-	l’introduzione della modalità oraria non modifica la durata del congedo parentale e pertanto restano invariati i limiti complessivi ed individuali entro i quali i genitori lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro a tale titolo;
-	i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale nelle diverse modalità loro consentite (giornaliera, mensile, oraria) e pertanto, giornate o mesi di congedo parentale possono alternarsi con giornate lavorative in cui il congedo parentale è fruito in modalità oraria, nei limiti eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva;
-	se la fruizione di un periodo di congedo parentale avviene su base oraria – con compresenza quindi nella stessa giornata di assenza oraria a titolo di congedo e di attività lavorativa – le domeniche (ed eventualmente i sabati, in caso di settimana corta), non sono considerate né ai fini del computo né ai fini dell’indennizzo. Infatti, in caso di congedo parentale fruito in modalità oraria è sempre rinvenibile lo svolgimento di attività lavorativa (ved. precedenti messaggi n. 28379 del 25/10/2006 e n. 19772 del 18/10/2011);
-	il congedo ad ore non può essere fruito nei medesimi giorni in cui il genitore fruisce di riposi giornalieri per allattamento o nei giorni in cui il genitore fruisce dei permessi orari per assistenza ai figli disabili. Risulta invece compatibile la fruizione del congedo parentale su base oraria con i permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative diverse dal T.U. maternità/paternità, quali ad esempio i permessi di cui all’art. 33, commi 2 e 3 della legge n. 104/92. Rimane fermo che la contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, nel definire le modalità di fruizione del congedo parentale può prevedere diversi criteri di compatibilità;
-	ai fini del congedo parentale su base oraria, la contrattazione deve prevedere anche l’equiparazione di un monte ore alla singola giornata lavorativa. In assenza di contrattazione la giornata di congedo parentale si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale. In assenza di ulteriori specificazioni di legge, per orario medio giornaliero si intende l’orario medio giornaliero contrattualmente previsto. In tale caso, il congedo orario è fruibile in misura pari alla metà di tale orario medio giornaliero;
-	l’introduzione del congedo parentale su base oraria non ha modificato le regole di indennizzo del congedo stesso; pertanto, il congedo parentale è indennizzato su base giornaliera anche nel caso in cui la fruizione avvenga in modalità oraria.
Si precisa, infine, che le modifiche in materia di congedi parentali apportate con il decreto L.vo n. 80 del 15/6/2015, sono state rese definitive ai sensi dell’art. 43, comma 2, del decreto L.vo 14/9/2015, n. 148, recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10/12/2014, n. 183”.
L’Inps, inoltre, con il messaggio n. 6704 del 3/11/2015, fa seguito alla circolare n. 152 del 18 agosto 2015 con la quale ha fornito prime istruzioni operative in ordine al congedo parentale in modalità oraria previsto dal comma 1 ter dell’art. 32 del T.U. per fornire alcune precisazioni circa l’incumulabilità del congedo parentale ad ore con altri permessi o riposi disciplinati dal T.U. maternità/paternità.
A riguardo, viene puntualizzato che:
- l’incumulabilità risponde all’esigenza di conciliare al meglio i tempi di vita e di lavoro utilizzando il congedo in modalità oraria essenzialmente nei casi in cui il lavoratore intenda assicurare, nella medesima giornata, una (parziale) prestazione lavorativa;
- il genitore lavoratore dipendente che si astiene dal lavoro per congedo parentale ad ore (ex art. 32 T.U.) non può usufruire nella medesima giornata né di congedo parentale ad ore per altro figlio, né dei riposi orari per allattamento (ex artt. 39 e 40 del T.U.) anche se richiesti per bambini differenti;
- il congedo parentale ex art. 32 T.U. fruito in modalità oraria, non è cumulabile con i riposi orari giornalieri di cui al combinato disposto degli artt. 33, comma 2, e 42 comma 1 del T.U., previsti per i figli disabili gravi in alternativa al prolungamento del congedo parentale (art. 33 co. 1 T.U), anche se richiesti per bambini differenti;
- è invece compatibile la fruizione del congedo parentale su base oraria con permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative diverse dal T.U. maternità/paternità, quali ad esempio i permessi di cui all’art. 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n.104, quando fruiti in modalità oraria;
- in base al disposto di cui all’art. 32, comma 1 ter, le ipotesi di incumulabilità sopra dettagliate trovano applicazione nei casi di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria;
- la contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, nel definire le modalità di fruizione del congedo parentale, può prevedere tra l’altro anche criteri di cumulabilità differenti rispetto a quelli definiti dal succitato comma 1 ter.
Si riporta di seguito la tabella illustrativa delle compatibilità sopra indicate: