Source: http://www.grandeoriente-democratico.com/atto_del_5_marzo_2009_ricorso_cautelare_di_gioele_magaldi_e_giuseppe_modafferi_avverso_gustavo_raffi.html
Timestamp: 2017-07-22 12:44:06+00:00
Document Index: 25866255

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 23', 'art. 105', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 111', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 114', 'art. 111', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 1321', 'art. 1372', 'art. 30', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 35', 'art. 1332', 'art. 1321', 'art. 1372', 'sentenza ', 'art. 2']

RICORSO CAUTELARE EX ART.23 co.3 c.c. E ART.669 bis-quater e ss. cpc
- Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, in persona del G.M Gustavo Raffi, con sede in Roma alla Via San Pancrazio n.8; elett. Dom.to in Roma L.go Messico 7 c/o l’Avv. Federico Tedeschini - e l’Avv. Gustavo Raffi, nato a Bagnocavallo (RA) il 4/01/1944 (cf: RFFGTV44A04A547U), domiciliato in Roma via San Pancrazio 8; elett. Dom.to in Roma L.go Messico 7, c/o l’Avv. Federico Tedeschini ;
A- Il Sig. Lombardo Giovanni evocava in giudizio innanzi all’intestato Tribunale il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani (G.O.I.), in persona del Gran Maestro Avv. Gustavo Raffi, nonché l’Avv. Gustavo Raffi, per sentir:- dare atto che l’art. 30 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia consente la rielezione del Gran Maestro per una sola volta; -dare atto che l’Avv. Gustavo Raffi è stato eletto nel 1999 la prima volta e la seconda nel 2004 e che l’Avv. Gustavo Raffi non ha facoltà di presentare la sua candidatura nei termini costituzionali e regolamentari essendo privo dello jus eligendi. A sostegno della domanda, l’attore deduceva l’inammissibilità della candidatura a Gran Maestro dell’Avv. Gustavo Raffi, per il terzo mandato, poiché precluso dall’art. 30 della Costituzione, che limita tale possibilità a due mandati consecutivi, già svolti dal convenuto. Da qui l’inammissibilità della predetta candidatura e della lista n. 4.
B- I deducenti sono intervenuti nel predetto giudizio a norma dell’art. 23 c.c. e dell’art. 105 cpc in via principale ed autonoma, oltre che a sostegno delle domande avanzate dall’attore Lombardo Giovanni, costituendosi in cancelleria come da atto di intervento allegato, per chiedere all’intestato Tribunale di: a) accertare e dichiarare che l’art. 30 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia consente la rielezione del Gran Maestro per un solo mandato e che non è ammissibile la ricandidatura alla predetta carica dell’Avv. Raffi per il terzo mandato( 2009-20013); b)accertare e dichiarare che l’art. 35 della Costituzione del Grande Oriente d’Italia consente la rielezione del Gran Maestro Aggiunto per un solo mandato e che non è ammissibile la ricandidatura alla predetta carica del Sig. Massimo Bianchi per il terzo mandato( 2009-20013); c) accertare e dichiarare l’illegittimità della deliberazione assunta il 4/12/08 dalla Commissione Elettorale Nazionale e per l’effetto disporne l’annullamento, nella parte in cui ha dichiarato ammissibile la lista n.4 con le candidature di Gustavo Raffi a Gran Maestro e di Massimo Bianchi a Gran Maestro Aggiunto.
A fondamento della domanda, gli esponenti deducevano che: 1- la deliberazione della CEN in data 4/12/08, nella parte in cui dichiara ammissibile la lista n. 4 contenente la candidatura dell’Avv. Gustavo Raffi a Gran Maestro e la candidatura del Sig. Massimo Bianchi a Gran Maestro Aggiunto, è illegittima per violazione dell’art. 111 del Reg.to.; 2- la candidatura dell’Avv. Raffi è inammissibile per violazione dell’art. 30 della Costituzione e quella del Sig. Bianchi per violazione dell’art. 35, essendo entrambi privi dello jus eligendi. Ritenuto che
Sono state espletate le elezioni, con i seguenti risultati:
lista Losano voti 13,37 %
lista Di Luca voti 39,25 %
lista Catanese voti 4%.
lista Raffi voti 43,38 %
Talché Raffi e Bianchi non hanno ottenuto la maggioranza assoluta, ma il maggior consenso relativo sufficiente ex art. 114 reg. ad assumere la carica, pari a 4.338 voti, come peraltro era prevedibile atteso che si sono consolidati nella carica per ben 10 anni.
Le altre tre liste hanno complessivamente ricevuto 5.662 voti, pari al 56,62%, con ciò rappresentando la maggioranza assoluta degli associati, i quali hanno espresso il loro dissenso a Raffi e a Bianchi, illegittimamente rieletti in violazione degli artt. 30-34-35 cost. GOI.
Tanto premesso e ritenuto, gli istanti intendono esperire il presente procedimento cautelare per l’annullamento delle elezioni e per la sospensione della proclamazione degli eletti prevista per la Gran Loggia del 3/04/09, attesa la palese sussistenza del fumus boni jiuris e del periculum in mora.
Sul fumus boni iuris 1- Illegittimità della delibera della CEN del 4/12/08. L’art. 111 del Regolamento ( all. 4 d’intervento) così recita “La C.E.N. dichiara inammissibile la proposta di candidatura, ove non sussistano le condizioni di eleggibilità previste negli artt. 30 e 35 della Costituzione”( all. 6-6bis atto d’intervento), con ciò imponendo alla Commissione di effettuare una istruttoria adeguata in merito e di motivare la conseguente decisione assunta. Nel caso in esame non si rinviene né l’attività istruttoria, né la motivazione della delibera assunta, pur essendo noto all’organo deliberante, in quanto costituito da associati, che l’Avv. Gustavo Raffi ricopre la carica di Gran Maestro sin dal 1999 e con l’impugnata candidatura e rielezione tende a svolgere un terzo mandato, precluso dal vigente art. 30 della Costituzione. Del pari, la candidatura e la rielezione a Gran Maestro Aggiunto del Sig. Massimo Bianchi è preclusa dall’art. 35 della Costituzione, il quale non consente di ricoprire per la terza volta la stessa carica. Ne consegue, la palese illegittimità della deliberazione assunta per violazione e disapplicazione della norma in epigrafe, oltre che degli artt. 30 e 35 citati. Tale invalidità inficia le elezioni espletate, le quali, pertanto, vanno annullate unitamente al verbale delle risultanze elettorali della CEN.
In ordine a tale momento conclusivo del negozio giuridico, vale a dire la Gran Loggia del 2003 che ha novellato l’art. 30 e l’art. 35, occorre avere riguardo alla proposta avanzata da ben 180 logge, poi votata e accolta dalla maggioranza delle logge e successivamente formalizzata nel Decreto del Gran Maestro. A tal fine si confronti la proposta avanzata dalla Loggia A. Lemmi di Milano ( doc 14; cfr. doc. 12 loggia Alberto Mario e doc. 12 bis loggia Quattuor Coronati), con la quale si è chiesto di inserire all’o.d.g. la modifica dell’art. 30 Cost, del seguente tenore “Il Gran Maestro dura in carica cinque anni ed è rieleggibile per un solo mandato di pari durata”, precisando nella motivazione “La rieleggibilità… adempie al duplice fine di consentire la possibilità che il programma seguito o impostato nel corso di un mandato e che riscuota consenso nella comunione, possa trovare più agevole sviluppo e complementare attuazione nel mandato successivo … e d’altro lato di mantenere il principio dell’avvicendamento nel ruolo di vertice. La rieleggibilità non opera, invero, per automatismi, ma si limita a prevedere l’eventualità che il Gran Maestro uscente si candidi nuovamente e concorra alla carica alla scadenza, per una sola volta”. Tale era la volontà negoziale delle logge, peraltro confermata dal verbale riassuntivo dell’accordo contrattuale ( doc 14 bis), regolarmente votata a maggioranza, da cui emerge la necessità di salvaguardare il principio dell'avvicendamento nelle cariche di vertice per consentire il rinnovamento, quale principio fondante consolidato, peraltro sancito dall'art. 30 e 35 Cost. Ante 2003, che prevedeva la non rieleggibilità e, tuttavia, si intendeva sacrificare detto principio per consentire la rieleggibilità per un solo mandato consecutivo di pari durata, al fine di permettere il completamento della realizzazione di un programma innovativo avviato per il quale potevano non essere sufficienti 5 anni di mandato, ma per il quale l'attuale GM e l’attuale GMA hanno avuto a disposizione ben 10 anni. Siffatta volontà negoziale (cfr. doc. 11 verbale sintetico dell’assemblea) - che concretizza un contratto ex art. 1321 c.c. ed ha forza di legge tra le parti ( art. 1372 c.c)- non è stata trasposta correttamente dal Gran Maestro Raffi nel Decreto Magistrale n. 271/GR del 14/04/03, che ha innovato il citato art. 30- 35, poiché ha omesso il termine “solo”, ovvero un solo mandato.
Sul punto, va altresì considerato il parere del parere del Grande Oratore ( doc 15), il quale, ex art. 36 del Regolamento, é il massimo custode ed interprete della Legge Massonica, sicché la sua interpretazione, che è conforme al senso indicato da questa difesa, é vincolante per tutta l'associazione. Nell'allegato parere, il G.O ha chiarito che il consenso della volontà dei contraenti in sede di voto si è formato nel deliberare la rieleggibilità per un solo mandato consecutivo di pari durata. Ha precisato altresì che siffatta volontà non è stata trasposta esattamente e correttamente nel DGR 271 da parte del Gran Maestro Raffi, avendo omesso di inserire il termine “solo” dell'esatta locuzione negoziata “un solo mandato”.
Non possiamo sottacere che la Corte Centrale Massonica ha rigettato i ricorsi proposti avverso l’ammissione della lista Raffi-Bianchi, sostenendo che trova applicazione analogica nel caso in esame la normativa in materia elettorale e che in forza della sentenza della Corte di Cassazione, sez. I, n. 11661 del 3/08/2002 “la regola della rieleggibilità del Sindaco, dopo 2 mandati, non è assoluta, ma resta circoscritta all’ipotesi in cui i due mandati siano stati espletati in forza del più recente sistema elettorale”, sicché a parere della Corte Massonica, in forza del principio tempus regit actum, per 2 mandati ostativi alla rieleggibilità devono intendersi quelli successivi alla legge promulgata, non potendosi computare quelli antecedenti, da qui la pretesa legittimità della lista Raffi e dell’asserita rieleggibilità di Raffi (quale Gran Maestro) e di Bianchi (quale Gran Maestro Aggiunto).
La novella dell’art. 30 e dell’art. 35 cost. massonica è entrata in vigore nell’Aprile 2003 (prima della scadenza del mandato Raffi), sicché il primo mandato di Raffi e Bianchi é scaduto successivamente all’entrata in vigore della novella e, conseguentemente, tale mandato va computato come successivo alla citata norma; peraltro, solo in forza di tale disposto (che prevedeva la rieleggibilità), l’Avv. Raffi ed il Sig. Bianchi hanno potuto ricandidarsi nel 2004 e ricoprire il secondo mandato. la massima giurisprudenziale della cassazione, invocata dalla Corte Massonica, non può trovare applicazione analogica nel caso in esame, poiché si verte in materia di associazione non riconosciuta aperta all’adesione di terzi, che si fonda sul principio contrattuale di cui all’art. 1332 c.c.. La manifestazione di volontà dei soci, confermata e sottoscritta, integra un contratto a norma dell’art. 1321 c.c ed ha forza di legge tra le parti ( art. 1372 c.c.).Talchè, attesa tale natura giuridica, gli artt. 30-35 cost. vanno interpretati a norma degli artt. 1362 – 1366 – 1369 – 1370 c.c, i quali escludono l’applicazione analogica della normativa in materia elettorale ex adverso invocata e le norme in materia di interpretazione della successione di leggi, le quali involgono gli istituti dell’irretroattività e del tempus regit actum, di cui si avvale infondatamente controparte. Dal testo della sentenza n. 11661 del 3/08/2002, di cui si è avvalsa la Corte Centrale, emerge che la Cassazione è pervenuta alla predetta massima sol perché, nell’analisi della successione delle leggi elettorali, aveva rilevato che nella legge delega non era stata inserita la norma transitoria di cui all’art. 2 co.3 L. 81 del 25/3/93, in base alla quale si doveva fare riferimento ai mandati già svolti e non a quelli successivi all’entrata in vigore. La mancata replica di tale norma transitoria ha indotto la S.C. ad individuare la voluntas legis nel senso di modificare il sistema vigente e, dunque, di considerare solo i mandati successivi alla sua promulgazione. Nel caso che ci occupa, invece, non vi era nella costituzione massonica alcuna norma transitoria da replicare che dovesse e potesse incidere sui rapporti giuridici in corso, né l’assemblea dei soci in sede di modifica dei citati artt. 30-35 ha ritenuto di inserirla, talchè restano intangibili i rapporti giuridici e le decadenze maturate. Ne consegue che la materia pubblicistica evocata dalla Corte Massonica non può trovare applicazione analogica nella fattispecie, poichè trattasi di norme sostanziali sottoposte al diverso regime di natura privatistica, ovvero sono regolate dal principio della salvezza dei diritti e delle decadenze maturate al momento dell’entrata in vigore della norma, che determina l’illegittimità della rielezione dell’Avv. Raffi e del Sig. Bianchi, avendo questi ultimi svolto già due mandati consecutivi.
Sussistenza di gravi motivi cautelari 4- L’esito delle espletate elezioni “è in contrasto con le disposizioni della Costituzione del G.O.I. e lesivo dei diritti degli associati”, poiché in violazione degli artt. 30-34-35 cost. GOI e “incide in modo immediato, diretto e definitivo sulla struttura e sull’ordinamento dell’associazione…”. Peraltro l’illustre Giudicante aveva rilevato che “la decisione della CEN…non appare idonea a recare diretto ed attuale pregiudizio ai diritti degli associati ricorrenti, ponendosi piuttosto quale atto di un procedimento complesso, il cui esito finale potrà semmai , ove risultante in contrasto con le disposizioni della Costituzione del G.O.I e lesivo dei diritti degli associati, formare oggetto di contestazione e di impugnazione” ( cfr. provvedimento di rigetto del pregresso provvedimento cautelare, emesso il 28/02/09). Talché, risulta evidente che l’esito delle elezioni (col correlato verbale delle risultanze elettorali della CEN) determina l’immediata lesione dei diritti soggettivi degli associati, lesione che si sostanzia:
- nel vedersi rappresentati da una Giunta illegittima, guidata da Raffi e Bianchi, con solo il 43,38% dei consensi, ma con il conclamato dissenso del 56,62% degli associati votanti;
- nel dover corrispondere gli emolumenti annuali ad una Giunta illegittima, priva del consenso della maggioranza degli associati, i quali si vedranno espropriati i fondi versati( per delle precise finalità) dalla minoranza, che li utilizzerà per finalità sue proprie e non dell’intera associazione, con ciò snaturando l’associazione e in violazione delle norme sul mandato, che, nel caso di specie non sussiste, atteso che Raffi e Bianchi non hanno ottenuto la maggioranza dei consensi
- nel totale impedimento dell’esercizio dei diritti di cui agli artt. 2 e 18 della costituzione ( italiana), in quanto l’associato deve poter esplicare la propria personalità all’interno di una formazione sociale, i cui vertici debbano essere eletti in ottemperanza al principio democratico, in base a delle regole aprioristicamente concordate e non successivamente raggirate, come nel caso in esame. Detto raggiro concreta una lesione del diritto della personalità, sotto l’aspetto della rappresentatività delegata, poiché illegittimamente espropriata. La violazione delle norme precostituite costituisce una lesione immediata e diretta del diritto inviolabile dell’associato a vedersi rappresentato da vertici legittimamente eletti, ossia in forza di norme convenute e che anche gli altri associati devono rispettare.
5- L’iter del procedimento elettivo è culminato con l’esito elettorale che è già lesivo degli interessi degli associati e formalmente si conclude con la proclamazione degli eletti che avverrà nella Gran Loggia del 3/04/09. Tale imminente proclamazione determinerà l’assunzione e l’esercizio delle cariche da parte degli eletti per ben cinque anni, con i conseguenti danni immediati e diretti dianzi precisati, sicchè la causa di merito verrebbe decisa a conclusione del mandato illegittimamente espletato, con ciò vanificando il giudizio esperito.
Voglia l’ill.mo Giudice, in accoglimento del ricorso cautelare ex artt. 23 c.c.- 669 quater e ss. c.p.c, annullare le elezioni, la pregressa delibera della CEN del 4/12/08 ed il successivo verbale della CEN delle risultanze elettorali, previa sospensione della proclamazione degli eletti, fissando l’udienza di discussione a breve, tenuto conto che la Gran Loggia si terrà il 3/04/09, ed autorizzando le notifiche, oltre che in via ordinaria, anche a mezzo fax ai convenuti e ai cointeressati: -Massimo Bianchi; - Natale Mario Di Luca;- Giorgio Losano; -Antonio Catanese.
Si allega l’esito delle elezioni.
Roma, 05.03.09
Avv. Raffaele Guarna Assanti Procura
Roma, 05/03/09
Giuseppe Modafferi Gioele Magaldi
Per autentica delle firme