Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-5209-del-21-02-2019
Timestamp: 2020-03-29 00:09:19+00:00
Document Index: 81887622

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Sentenza Cassazione Civile n. 5209 del 21/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 5209 del 21/02/2019
Cassazione civile sez. VI, 21/02/2019, (ud. 30/01/2019, dep. 21/02/2019), n.5209
sul ricorso 21985-2017 proposto da:
A.D.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI
VILLA EMILIANI 48, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO ROMANO,
avverso la sentenza n. 389/2/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 06/02/2017;
che A.D.E. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Milano. Quest’ultima, a sua volta, aveva rigettato il ricorso del contribuente, contro una cartella di pagamento per imposte di registro, per l’anno 2008.
che, col primo, il ricorrente assume la violazione dell’art. 132 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, giacchè la CTR si sarebbe limitata a riportare il contenuto della sentenza di primo grado, ritenendola congrua, senza esplicitare alcun ragionamento in merito alle conclusioni raggiunte;
che, col secondo, l’ A. assume la violazione dell’art. 112 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, giacchè, a fronte di ben cinque doglianze sollevate col gravame, i giudici di secondo grado nulla avrebbero affermato in proposito;
che il primo motivo dedotto dal ricorrente è infondato;
che il sindacato di legittimità sulla motivazione resta circoscritto alla sola verifica della violazione del “minimo costituzionale” richiesto dall’art. 111 Cost., comma 6, individuabile nelle ipotesi di “mancanza della motivazione quale requisito essenziale del provvedimento giurisdizionale”, di “motivazione apparente”, di “manifesta ed irriducibile contraddittorietà” e di “motivazione perplessa od incomprensibile”, al di fuori delle quali il vizio di motivazione può essere dedotto solo per omesso esame di un “fatto storico”, che abbia formato oggetto di discussione e che appaia “decisivo” ai fini di una diversa soluzione della controversia (Sez. 3, n. 23940 del 12/10/2017);
che, nella specie, la sentenza impugnata appare sufficientemente argomentata, nè può definirsi apparente, contraddittoria o perplessa;
che il secondo motivo è altrettanto infondato;
che, infatti, delle cinque censure dedotte in appello dall’odierno ricorrente, le prime quattro attengono al problema della notifica ed hanno trovato una risposta cumulativa nella seppur sintetica motivazione riguardante appunto la notifica dell’atto di liquidazione, mentre l’ultima, concernente l’asserita insussistenza della pretesa dell’Ufficio, in ordine alla presunta decadenza dalle agevolazioni, è stata delibata dalla CTR nella parte relativa al merito;
che pertanto, non può reputarsi realizzata la violazione dell’art. 112 c.p.c.;