Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-19498-del-18-07-2019
Timestamp: 2020-08-07 09:33:27+00:00
Document Index: 28320153

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Sentenza Cassazione Civile n. 19498 del 18/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19498 del 18/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 18/07/2019, (ud. 04/04/2019, dep. 18/07/2019), n.19498
sul ricorso 15399-2018 proposto da:
presso l’AVVOCATURA GENERALE DEI i3O STATO, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 3381/24/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
– Con sentenza n. 3381/24/17 depositata in data 17 novembre 2017 la Commissione tributaria regionale della Puglia, sez. staccata di Lecce, rigettava l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza n. 2917/3/14 della Commissione tributaria provinciale di Lecce che aveva accolto il ricorso di B.A. contro un avviso di accertamento emesso a seguito di rideterminazione del classamento catastale 2012;
– Con il primo motivo – in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 -, l’Agenzia delle Entrate deduce la violazione e falsa applicazione Dell’art. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, per avere la sentenza, impugnata erroneamente omesso di disporre la sospensione del processo ex art. 295 c.p.c., in considerazione della pendenza di altro giudizio dinanzi al Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari ubicate nel territorio comunale di Lecce, per le quali era stato rilevato lo scostamento significativo;
– Il motivo non è fondato. La Corte rammenta che “Il processo tributario non può essere sospeso in attesa della definizione di una questione sottoposta, nell’ambito di una diversa controversia, alla Corte di Giustizia, nè ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39 che regola i rapporti tra processo tributario e processi non tributari (cd. pregiudizialità esterna) e prevede la sospensione solo ove sia stata presentata querela di falso o debba essere risolta una questione sullo stato o sulla capacità delle persone diversa dalla capacità di stare in giudizio, nè ai sensi dell’art. 295 c.p.c., che regola esclusivamente i rapporti tra processi tributari (cd. pregiudizialità interna).” (Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 999 del 20/01/2016, Rv. 638486 – 01);
– Il processo tributario può essere sospeso ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, comma 1, che regola i rapporti tra processo tributario e processi non tributari (cd. pregiudizialità esterna) solo ove sia stata presentata querela di falso o debba essere risolta una questione sullo stato o sulla capacità delle persone diversa dalla capacità di stare in giudizio, ipotesi non ricorrenti nel caso di specie: tale norma dispone una deroga – in ipotesi predeterminate – al criterio secondo cui le questioni pregiudiziali sono risolte, “incidenter tantum”, dal giudice munito di giurisdizione sulla domanda. Inoltre, la sentenza impugnata è stata pubblicata in un momento successivo all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015 – 10 gennaio 2016 e in cui quindi, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, ai sensi dell’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, che, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. n. 29553 del 2017). Di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che con il vizio denunciato non si censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che tale norma non obbliga il giudice a procedere alla sospensione. Infine, il successivo art. 39, comma 1 bis – aggiunto dal D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato (Cass. Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 17413 del 2018);
– Con il terzo motivo di ricorso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61 e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in quanto non sarebbe necessario indicare nell’atto di classamento specifiche caratteristiche del singolo immobile, essendo sufficiente fare riferimento a medie dei valori riscontrati per microzone in cui l’immobile è inserito;