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Timestamp: 2019-08-21 20:36:18+00:00
Document Index: 135229420

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 582', 'art. 544', 'art. 582', 'art. 43', 'sentenza ', 'sentenza ']

Cassazione: non far curare un animale è maltrattamento | YouAnimal.it
27.05.2019 | 4:20 PM
Cassazione: non far curare un animale è maltrattamento
27.05.2019 | 4:20 PMBUONO A SAPERSI0
Non curare il proprio animale domestico è un reato. Lo ha stabilito la Corte Cassazione con la sentenza n. 22579/2019. E’ dunque colpevole di reato di maltrattamenti degli animali il proprietario che, in presenza di una malattia manifesta ed evidente dell’animale, omette di farlo curare dal veterinario. Inoltre, rifacendosi al concetto di lesione sancito dall’art 582 del codice penale, è rilevante ai fini del configurarsi del reato di maltrattamenti anche l’aggravamento della malattia causato dalla condotta trascurante e omissiva del proprietario.
“La Corte di Cassazione ha confermato la multa di 10 mila euro a carico del proprietario che non ha fatto curare la propria cagnolina con evidenti tumori alle mammelle”, spiega lo Sportello dei diritti. “In fondo alle interessanti motivazioni i giudici hanno stabilito un nuovo principio di diritto secondo cui si configura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, art. 544 ter, in relazione all’art. 582, cod. pen., l’omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento fonte di sofferenze e di un’apprezzabile compromissione dell’integrità dell’animale”.
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La vicenda processuale (estratto dal sito StudioCataldi.it)
violazione di legge (art. 43 e 544 ter cod. pen.) e contraddittorietà della motivazione. La corte, pur consapevole della condotta colposa del soggetto, gli ha attribuito il reato a titolo di dolo eventuale, senza alcuna prova che dimostri la volontà della condotta e senza tenere conto del fatto che, non essendo un veterinario, non era in grado di rendersi conto della malattia del cane. Pertanto se è ammissibile un’accusa di trascuratezza, non lo è quella di aver voluto cagionare intenzionalmente all’animale una malattia o una sofferenza, visto che, come dichiarato dal veterinario, il cane appariva ben nutrito;
Leggi e scarica la sentenza della Corte di Cassazione
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