Source: https://renatodisa.com/2015/06/05/corte-di-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-3-giugno-2015-n-11481-mentre-il-giudice-puo-e-deve-controllare-la-rispondenza-delle-norme-disciplinari-al-disposto-dellart-2106-c-c-e-rilevare-la/
Timestamp: 2018-11-18 01:26:08+00:00
Document Index: 83829641

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 giugno 2015, n. 11481. Mentre il giudice può e deve controllare la rispondenza delle norme disciplinari al disposto dell'art. 2106 c.c. e rilevare la nullità di quelle che prevedono come giusta causa o giustificato motivo di licenziamento condotte per loro natura assoggettabili, ex art. 2106 c.c., solo ad eventuali sanzioni conservative, non può fare l'inverso, cioè estendere il catalogo delle giuste cause o dei giustificati motivi di licenziamento disciplinare oltre quanto stabilito dall'autonomia delle parti. - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 3 giugno 2015, n. 11481. Mentre il giudice può e deve controllare la rispondenza delle norme disciplinari al disposto dell’art. 2106 c.c. e rilevare la nullità di quelle che prevedono come giusta causa o giustificato motivo di licenziamento condotte per loro natura assoggettabili, ex art. 2106 c.c., solo ad eventuali sanzioni conservative, non può fare l’inverso, cioè estendere il catalogo delle giuste cause o dei giustificati motivi di licenziamento disciplinare oltre quanto stabilito dall’autonomia delle parti.
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sentenza 3 giugno 2015, n. 11481
ha trascurato la giurisprudenza di questa S.C. secondo cui condotte analoghe a quella di cui sopra possono integrare giusta causa perché violano i doveri di correttezza e buona fede da parte del lavoratore e ne dimostrano la scarsa attenzione al proprio stato di salute e l’inidoneità della malattia ad impedire l’espletamento dell’attività di lavoro; nel caso di specie – prosegue il ricorso – risulta altresì violato il combinato disposto dei summenzionati artt. 54 e 56 cit. CCNL, alla stregua dei
quali lo svolgere per conto di terzi attività lavorativa, ancorché non remunerata, durante i giorni di assenza per malattia od infortunio costituisce violazione dolosa di leggi o regolamenti o doveri d’ufficio tale da arrecare o da poter arrecare forte pregiudizio alla società o a terzi e, quindi, tale da essere passibile di licenziamento, anche ai sensi del nunto art.-56- che ammette il licenziamento ner fatti o atti dolosi, anche nei confronti di terzi, compiuti in connessione con il rapporto di lavoro e di gravità tale da non consentirne la prosecuzione.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-05T16:54:46+00:005 giugno 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti