Source: https://iris.unibocconi.it/handle/11565/3790115
Timestamp: 2017-08-18 01:06:53+00:00
Document Index: 48301252

Matched Legal Cases: ['§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5', '§ 5']

La diffusione nazionale del contratto di rete e il suo impatto sulle performance aziendali | IRIS Università Commerciale Luigi Bocconi Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
La diffusione nazionale del contratto di rete e il suo impatto sulle performance aziendali
Il percorso complessivo qui sviluppato si articola in quattro passaggi logici. Nel primo (§ 5.1) vengono sinteticamente riprese le informazioni (aggiornate al 3 novembre 2012) sull’universo dei contratti di reti presenti in Italia, seguendo le elaborazioni di Unioncamere su dati Infocamere. Nel secondo (§ 5.2) si fa un piccolo passo indietro per cogliere, attraverso tre differenti indagini qualitative — condotte in contesti regionali diversi — la propensione alla collaborazione tra imprese e la disponibilità ex–ante, sia pure auto dichiarata, delle imprese stesse a mettersi in gioco. La proverbiale refrattarietà delle MPMI a collaborare viene messa in discussione, il clima complessivo che si respira è di grande interesse per il fenomeno delle reti ed emerge un’ampia disponibilità da parte delle MPMI a formalizzare delle relazioni di network (non solo e non necessariamente attraverso il contratto di rete). Nel terzo passaggio (§ 5.3) si esaminano alcuni ulteriori rapporti di ricerca che provano non soltanto a descrivere, vivisezionandolo, in panorama dei contratti di rete in Italia ma anche, sia pure con alcune difficoltà logiche e metodologiche, a misurare l’efficacia della rete sulle imprese. Si tratta qui di valutare il livello di soddisfazione percepito dalle imprese partecipanti e ricercare, laddove possibile, dei riscontri oggettivi degli impatti dei contratti di rete sulle performance realizzate dalle imprese che li hanno sottoscritti. L’evidenza che emerge non è univoca — e ciò non meraviglia anche in considerazione del fatto che l’oggetto valutato, il contratto di rete, è molto/troppo recente per aver già esercitato i suoi effetti e per lasciare traccia duratura — ma certamente è possibile concludere che esiste almeno il “sospetto” che il contratto di rete faccia bene alle imprese. Nel quarto e ultimo passo logico del Capitolo (§ 5.4) viene introdotta e sviluppata una verifica empirica originale condotta dagli autori nella prima metà del 2011 su un campione di 130 contratti di rete. L’analisi è sviluppata applicando un modello di regressione logistica finalizzato a valutare l’impatto di singole variabili finanziarie sulla probabilità ex–ante di fare rete (cfr. § 5.4.2). L’esercizio prosegue e si conclude con un’ultima indagine diretta — costruita analizzando questionari ed interviste a una sessantina di imprese in rete — utilizzando un modello SWOT (cfr. § 5.4.3) per la restituzione dell’evidenza emersa. La finalità principale di questo esercizio è comprendere il grado di efficacia con cui il contratto di rete stia rispondendo alle esigenze aggregative delle MPMI italiane, anche con l’obiettivo di verificare gli spazi di miglioramento che ancora esistono e i desiderata delle imprese che hanno cominciato ad utilizzarli.
Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11565/3790115
Titolo: La diffusione nazionale del contratto di rete e il suo impatto sulle performance aziendali
Autori: Alberto Bramanti; Gabriele Spadoni
Titolo del libro: Fare squadra per competere. L’esperienza delle reti d’impresa nel contesto italiano e lombardo
Tutti i curatori: Alberto Bramanti
ISBN: 9788854857476
Abstract: Il percorso complessivo qui sviluppato si articola in quattro passaggi logici. Nel primo (§ 5.1) vengono sinteticamente riprese le informazioni (aggiornate al 3 novembre 2012) sull’universo dei contratti di reti presenti in Italia, seguendo le elaborazioni di Unioncamere su dati Infocamere. Nel secondo (§ 5.2) si fa un piccolo passo indietro per cogliere, attraverso tre differenti indagini qualitative — condotte in contesti regionali diversi — la propensione alla collaborazione tra imprese e la disponibilità ex–ante, sia pure auto dichiarata, delle imprese stesse a mettersi in gioco. La proverbiale refrattarietà delle MPMI a collaborare viene messa in discussione, il clima complessivo che si respira è di grande interesse per il fenomeno delle reti ed emerge un’ampia disponibilità da parte delle MPMI a formalizzare delle relazioni di network (non solo e non necessariamente attraverso il contratto di rete). Nel terzo passaggio (§ 5.3) si esaminano alcuni ulteriori rapporti di ricerca che provano non soltanto a descrivere, vivisezionandolo, in panorama dei contratti di rete in Italia ma anche, sia pure con alcune difficoltà logiche e metodologiche, a misurare l’efficacia della rete sulle imprese. Si tratta qui di valutare il livello di soddisfazione percepito dalle imprese partecipanti e ricercare, laddove possibile, dei riscontri oggettivi degli impatti dei contratti di rete sulle performance realizzate dalle imprese che li hanno sottoscritti. L’evidenza che emerge non è univoca — e ciò non meraviglia anche in considerazione del fatto che l’oggetto valutato, il contratto di rete, è molto/troppo recente per aver già esercitato i suoi effetti e per lasciare traccia duratura — ma certamente è possibile concludere che esiste almeno il “sospetto” che il contratto di rete faccia bene alle imprese. Nel quarto e ultimo passo logico del Capitolo (§ 5.4) viene introdotta e sviluppata una verifica empirica originale condotta dagli autori nella prima metà del 2011 su un campione di 130 contratti di rete. L’analisi è sviluppata applicando un modello di regressione logistica finalizzato a valutare l’impatto di singole variabili finanziarie sulla probabilità ex–ante di fare rete (cfr. § 5.4.2). L’esercizio prosegue e si conclude con un’ultima indagine diretta — costruita analizzando questionari ed interviste a una sessantina di imprese in rete — utilizzando un modello SWOT (cfr. § 5.4.3) per la restituzione dell’evidenza emersa. La finalità principale di questo esercizio è comprendere il grado di efficacia con cui il contratto di rete stia rispondendo alle esigenze aggregative delle MPMI italiane, anche con l’obiettivo di verificare gli spazi di miglioramento che ancora esistono e i desiderata delle imprese che hanno cominciato ad utilizzarli.