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Timestamp: 2017-06-24 12:10:50+00:00
Document Index: 7158639

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 82', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5']

Legge 431 del 1985, Legge Galasso, L.431/85, Legge n. 431 dell' 8 agosto 1985, Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 concernente disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale
Legge n. 431 dell' 8 agosto 1985, Legge Galasso
DIRITTO AMBIENTALE Legge n. 431 dell' 8 agosto 1985
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.197 del 22 agosto
Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 concernente disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, recante disposizioni urgenti per la tutela
delle zone di particolare interesse ambientale, e' convertito in legge con le seguenti
"All'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
"Sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29-6-1939, n. 1497:
i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla
linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri
dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico
delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con Regio
decreto 11-12-1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia
di 150 metri ciascuna;
le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena
alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna
dei parchi;
i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal
fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
le zone umide incluse nell'elenco di cui al decreto del Presidente della Repubblica
13-3-1976, n. 448 (1);
Il vincolo di cui al precedente comma non si applica alle zone A, B e - limitatamente
alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione alle altre zone, come
delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2-4-1968,
n. 1444, e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ai centri edificati perimetrati
ai sensi dell'art. 18 della legge 22-10-1971, n. 865.
Sono peraltro sottoposti a vincolo paesaggistico, anche nelle zone di cui al comma
precedente, i beni di cui al numero 2) dell'art. 1 della legge 29-6-1939, n. 1497.
Nei boschi e nelle foreste di cui alla lettera g) del quinto comma del presente
articolo sono consentiti il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione,
le opere di bonifica, antincendio e di conservazione previsti ed autorizzati in
base alle norme vigenti in materia
L'autorizzazione di cui all'art. 7 della legge 29-6-1939, n. 1497, deve essere rilasciata
o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni. Le regioni danno immediata
comunicazione al Ministro per i beni culturali e ambientali delle autorizzazioni
rilasciate e trasmettono contestualmente la relativa documentazione. Decorso inutilmente
il predetto termine, gli interessati, entro trenta giorni, possono richiedere l'autorizzazione
al Ministro per i beni culturali e ambientali, che si pronuncia entro sessanta giorni
dalla data di ricevimento della richiesta. Il Ministro per i beni culturali e ambientali
può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l'autorizzazione regionale
entro i sessanta giorni successivi alla relativa comunicazione.
Qualora la richiesta di autorizzazione riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni
statali, il Ministro per i beni culturali e ambientali può in ogni caso rilasciare
o negare entro sessanta giorni l'autorizzazione di cui all'art. 7 della legge 29-6-1939,
n. 1497, anche in difformità dalla decisione regionale.
Per le attività di ricerca ed estrazione di cui al Regio decreto 29-7-1927, n. 1443,
l'autorizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali, prevista dal precedente
nono comma, è rilasciata sentito il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
Non è richiesta l'autorizzazione di cui all'art. 7 della legge 29-6-1939, n. 1497,
per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico
e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore
degli edifici, nonché per l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non
comporti alterazione permanente dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie
od altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino
l'assetto idrogeologico del territorio. Le funzioni di vigilanza sull'osservanza
del vincolo di cui al quinto comma del presente articolo sono esercitate anche dagli
organi del Ministero per i beni culturali e ambientali".
[1] Con riferimento ai beni e alle aree elencati dal quinto comma dell'art. 82 del
decreto del Presidente della Repubblica 24- 7-1977, n. 616, come integrato dal precedente
art. 1, le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso e di valorizzazione
ambientale il relativo territorio mediante la redazione di piani paesistici o di
piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici
ed ambientali, da approvarsi entro il 31 dicembre 1986.
[2] Decorso inutilmente il termine di cui al precedente comma, il Ministro per i
beni culturali e ambientali esercita i poteri di cui agli artt. 4 e 82 del decreto
del Presidente della Repubblica 24-7-1977, n. 616.
[1] Le regioni, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto, possono individuare con indicazioni planimetriche
e catastali, nell'ambito delle zone elencate dal quinto comma dell'art. 82 del decreto
del Presidente della Repubblica 24-7-1977, n. 616, come integrato dal precedente
art. 1, nonché nelle altre comprese negli elenchi redatti ai sensi della legge 29-6-1939,
n. 1497, e del Regio decreto 3-6-1940, n. 1357, le aree in cui è vietata, fino all'adozione
da parte delle regioni dei piani di cui al precedente art. 1-bis, ogni modificazione
dell'assetto del territorio nonché qualsiasi opera edilizia, con esclusione degli
interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e
di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore
degli edifici. La notificazione dei provvedimenti predetti avviene secondo le procedure
previste dalla legge 29-6-1939, n. 1497, e dal relativo regolamento di esecuzione
approvato con Regio decreto 3-6-1940, n. 1357.
[2] Restano fermi al riguardo le competenze ed i poteri del Ministro per i beni
culturali e ambientali di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica
24-7-1977, n. 616.
[1] In relazione al vincolo paesaggistico imposto sui corsi d'acqua ai sensi del
quinto comma, lettera c), dell'art. 82 del decreto del Presidente della Repubblica
24-7-1977, n. 616, come integrato dal precedente art. 1, le regioni, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
determinano quali dei corsi d'acqua classificati pubblici, ai sensi del testo unico
decreto 11-12-1933, n. 1775, possono, per la loro irrilevanza ai fini paesaggistici,
essere esclusi, in tutto o in parte, dal predetto vincolo, e ne redigono e rendono
pubblico, entro i successivi trenta giorni, apposito elenco.
[2] Resta ferma la facoltà del Ministro per i beni culturali e ambientali di confermare,
con provvedimento motivato, il vincolo di cui al precedente comma sui corsi d'acqua
inseriti nei predetti elenchi regionali.
Le aree e i beni individuati ai sensi dell'art. 2 del decreto ministeriale 21-9-1984,
sono inclusi tra quelli in cui è vietata, fino all'adozione da parte delle regioni
dei piani di cui all'art. 1-bis, ogni modificazione dell'assetto del territorio
nonché ogni opera edilizia, con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria,
straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino
lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici.
[1] Ferme restando le sanzioni di cui alla legge 29-6-1939, n. 1497, per la violazione
delle disposizioni di cui al presente decreto, si applicano altresì quelle previste
dall'art. 20 della legge 28-2-1985, n. 47. [2] Con la sentenza di condanna viene
ordinata la rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi a spese del
Le disposizioni di cui all'art. 1 del decreto legge 27-6-1985, n. 312, recante disposizioni
urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale, come convertito
in legge dalla presente legge, costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale
Si precisa che la pubblicazione di questo testo di legge non e' ufficiale e non
e' coperto dai diritti d'autore ai sensi dell'art. 5 della Legge 22/04/1941 n. 633
e successive modifiche ed integrazioni. Il copyright si riferisce alla elaborazione
e alla forma di presentazione dei testi stessi. Trovapiante