Source: http://www.sullacrestadellonda.it/subacquea/stoprazzia.htm
Timestamp: 2016-09-30 01:30:04+00:00
Document Index: 117172139

Matched Legal Cases: ['art. 510', 'art. 1146', 'art. 68', 'art. 12', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 91', 'art. 10']

Stop Alla Razzia - Relitto Polluce
Nell'ultimo decennio sempre pi� persone si sono appassionate all'immersione sui relitti: dalle favolose scoperte del comandante Cousteau alle spedizioni di Ballard, passando per i libri di Clive Cussler, � stato creato il mito romantico dell'esploratore di relitti e del cacciatore di tesori sommersi.
Quando nel 1995 la rivista americana Aquacorps introdusse il neologismo wrecker ("relittaro"), venne portato alla luce, e in qualche modo "sdoganato", un fenomeno poco conosciuto al vasto pubblico: l'attivit� di una cerchia di subacquei attrezzati ed esclusivamente dediti alle immersioni sui relitti e al recupero di oggetti pi� o meno preziosi, in concorrenza fra loro per l'accaparramento di qualsiasi cimelio strappato alle profondit� del mare.
Col miglioramento delle attrezzature, con l'utilizzo di miscele respiratorie a base di elio e di tecniche di immersione innovative, sono stati ampliati i limiti tecnici ed operativi dei subacquei, consentendo di esplorare siti prima inaccessibili e di vedere ci� che era precluso. Ma per alcuni anche di asportare ci� che il mare custodiva.
Relitti recenti
E' su questi ultimi che poniamo la nostra attenzione affinch� vi sia consapevolezza nei subacquei sia ricreativi che avanzati delle ragioni per le quali non si deve asportare nulla.
Ci sono anzitutto solidissime ragioni giuridiche.
Per l'ordinamento italiano nessun relitto che si trovi in acque territoriali � privo di proprietario: esso � considerato piuttosto una cosa di cui il proprietario ha perso il possesso ma non la propriet�.
Ed � per questo che il codice della navigazione esclude l'acquisto della propriet� della cosa in capo al ritrovatore (nel nostro caso il subacqueo che asporta oggetti o parti del relitto), diversamente da quanto dispone il codice civile.
Per tutti i relitti che si trovano in acque territoriali � prevista la disciplina generale dell'art. 510 del Codice della navigazione che impone al ritrovatore (spontaneo o casuale, perch� altra � la fattispecie del recupero contrattuale o autorizzato dall'Autorit�) due obblighi: denunciare il ritrovamento e consegnare le cose ritrovate al proprietario oppure all'autorit� marittima pi� vicina; la sanzione prevista per il non adempimento di questi obblighi � la reclusione fino a tre anni e una multa di due milioni di lire, in quanto � configurato il reato di appropriazione indebita (art. 1146). Il secondo comma del 1146 � ancor pi� interessante perch� aumenta di un terzo la pena se chi ha agito appartiene "al personale marittimo e alla gente dell'aria" o � persona addetta "in qualsiasi modo ai servizi di porto o di navigazione" ovvero esercita "una delle attivit� indicate nell'art. 68". Nella fattispecie pu� rientrarvi il personale che lavora sulle imbarcazioni che accompagnano i subacquei in alcuni centri di immersione.
Dal 1 maggio � entrato in vigore il D.lgs. 41/2004, il cosiddetto Codice dei beni culturali e del paesaggio, che semplifica la normativa previgente (D.lgs. 490/1999, L. 88/1998). La nuova disciplina distingue beni culturali in senso stretto (beni di interesse artistico storico o etnoantropologico) e in senso ampio (i paesaggi). Anche i relitti sono o potranno essere sottoposti al nuovo regime.
Se sia stata verificata la sussistenza dell'interesse culturale (art. 12) il relitto � da considerarsi bene culturale ex art. 10 comma 1; per le navi e i galleggianti aventi interesse artistico storico o etnoantropologico (art. 10 comma 3, lett. i) occorrer� una dichiarazione di interesse culturale ex art. 13.
Qualunque sia la fattispecie, chi si impossessa illecitamente di beni culturali appartenenti allo stato (ed appartengono sempre allo stato ex art. 91 le cose indicate nell'art. 10 da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini) � punito con la reclusione fino a tre anni e con una multa da 31 a 516 euro.
In sunto, per la normativa italiana asportare e detenere oggetti o parti di relitti pu� costare molto caro. Aspetto biologico
Non � assolutamente da sottovalutare l'aspetto biologico di un relitto.
Appena affondata, una nave si rivela al mondo marino in tutta la sua estraneit�. Entro breve, per�, si avvia un processo che la trasformer� inesorabilmente in un substrato per innumerevoli organismi bentonici e riparo per numerose specie di pesci. In effetti, non c'� nulla pi� di artificiale rispetto alla miriade di organismi viventi che giorno dopo giorno colonizzano ogni metro quadro delle strutture.
Avete mai osservato attentamente le diverse fasi di colonizzazione di un relitto da parte degli organismi marini?
Avete mai notato quanti e come si susseguono fino a riempire ogni millimetrico spazio di lamiera?
Dalle macroalghe, che sono le prime ad insediarsi, si passa attraverso diversi stadi evolutivi con un alternarsi di diverse specie nella predominanza dello spazio; � una lotta continua in cui le specie pi� forti riescono a conquistare spazi sempre maggiori fino ad occupare qualsiasi vuoto.
L'aumento della complessit� delle comunit� bentoniche si manifesta con specie fotofile sulle strutture pi� esposte alla luce e specie pi� sciafile, amanti dell'ombra, sulle pareti laterali ed inferiori delle lamiere.
Con il tempo la complessit� di queste comunit� tende ad aumentare, fino a diventare anche nursery, vale a dire aree di ripopolamento ittico.
Sono ormai diversi anni che la comunit� scientifica sta studiando e valutando gli effetti di queste barriere artificiali sugli ecosistemi marini.
E' stata in pi� di un'occasione dimostrata quanto produca un aumento della fauna ittica con un incremento di specie ad alto valore commerciale insieme a specie non commerciali.
Diversi paesi, dal Canada, al Messico, alla Columbia Britannica, alla Spagna stanno addirittura cominciando ad utilizzare vecchie imbarcazioni dismesse come barriere artificiali.
Infine, un relitto intatto � un microcosmo che racchiude in s� una miriade di informazioni sul periodo storico a cui appartiene e reca su di s� i segni degli eventi che lo trascinarono in fondo del mare: il tempo si � fermato nel momento dell'affondamento.
L'esplorazione e l'attenta osservazione delle strutture e dei manufatti in esso contenuti ci permette di aprire una finestra sul passato e attivare un processo cognitivo limitato solo dal nostro interesse e dalla curiosit�.
Osservando gli strumenti di navigazione e segnalazione di bordo, l'apparato propulsivo, le strutture di carico e gli eventuali armamenti, possiamo imparare molto sulla tecnologia navale dell'epoca; da manufatti quali pentole, stoviglie e suppellettili varie - molto comuni su relitti inesplorati o poco frequentati - ricaviamo informazioni sulla vita di bordo e sulle condizioni della marineria e dei passeggeri dell'epoca.
Una nave non e' mai un corpo a s� stante ma rappresenta un collegamento tra eventi che possiamo documentare e ricostruire come un gioco di scatole cinesi dove storie contengono altre storie; magari con l'aiuto dei ricordi dei superstiti, se vi sono, che rendono ancora attuali le vicende che hanno portato all'affondamento: tante storie minori si sommano e rendono vivo quel "pezzo di ferro" in fondo al mare.
Alle volte un relitto simbolizza, cristallizza un evento e un affondamento pu� essere considerato decisivo nel susseguirsi degli avvenimenti storici: basti pensare all'importanza della Szent Istvan per le sorti della Prima guerra mondiale, oppure alla perdita del Re d'Italia e della Palestro nella battaglia di Lissa per il neo costituito Regno d'Italia.
Se, poi, vi sono state perdite di vite umane, � indispensabile ribadire il rispetto per un sito che si e' trasformato in una tomba sommersa.
Asportazioni finalizzate
Non sono neanche comprensibili le asportazioni finalizzate all'identificazione della nave, come spesso si giustifica chi le compie; il recupero di oggetti non fornisce di per s� nessun contributo decisivo ai fini dell'identificazione e, al contrario, � un ostacolo ai veri appassionati di storia navale perch� senza questi indizi non � possibile ricostruire determinati eventi. L'alta qualit� delle foto e riprese subacquee offerta dalla tecnologia attuale, anche in condizioni proibitive, permette uno studio accurato senza toccare nulla.
Sono ben altri i mezzi usati da chi si vuol cimentare nell'identificazione di un relitto. Misurazione di punti notevoli della nave, disegni, documentazione video e fotografica e settimane e a volte mesi passati a consultare libri, archivi fotografici, a contattare esperti navali e storici di tutto il mondo.
Non vale la pena portare in superficie oggetti che si deterioreranno o andranno ad impolverarsi in qualche cantina o verranno venduti a antiquari o rigattieri per pochi soldi.
Rimuovere dei manufatti da un relitto significa cancellare, anche totalmente, le tracce che la storia ci ha lasciato; non � esagerato parlare di perdita della nostra memoria. Cosa ne rimarrebbe di quest'enorme fonte di conoscenza se ognuno di noi portasse via un pezzetto? Probabilmente nulla.
L'iniziativa � patrocinata dalle seguenti associazioni e portali:
AIDMEN: Associazione Italiana di Documentazione Marittima e Navale
Archaeogate.it: Il portale italiano di archeologia Archeosub.it: Notiziario e luogo di incontro on line di archeologia subacquea
Il "Gruppo Ricerche Subacquee - ARGO" � stato fondato nel 1996. Le sue finalit� sono: la diffusione e la pratica di tutte le attivit� subacquee, la promozione di iniziative di carattere marinaro con fini culturali, in particolare, collaborare in qualit� di forza ausiliaria alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico, archeologico del territorio, allo studio e alla valorizzazione dello stesso, di concerto con gli organi competenti secondo le leggi vigenti in materia.
Associazione Italiana Liberi Subacquei. L'associazione ha come scopo la tutela dei diritti e degli interessi dei subacquei non professionisti in ogni ambito ed anche di fronte alle autorit� politiche ed amministrative ed in sede giudiziaria. Inoltre si pone come strumento di rappresentanza dell'utenza dei subacquei nei confronti di produttori di attrezzature, centri di immersione, didattiche, enti nazionali, enti locali, parchi marini, etc.
Gravitazero.org. L'associazione ha come obiettivo quello di individuare, documentare e studiare aerei, navi da guerra e mercantili - italiani e stranieri - affondati nel Mar Mediterraneo, ad esclusione dei relitti d'interesse archeologico o di rilevante valore storico che siano tutelati da enti pubblici o dalla Soprintendenza ai beni archeologici
Relitti.it. Il portale italiano dei relitti sommersi
Scubaportal.it. Il portale di subacquea con forum di discussione
S.I.A.S. Societ� Italiana di Archeologia Subacquea
Sullacrestadellonda.it: notizie, iconografia, bibliografia su svariati temi marinari, dalla storia delle grandi esplorazioni, alla cartografia antica, dalla toponomastica marina al modellismo navale, dai pittori di mare all'archeologia marina, dalla subacquea agli strumenti nautici, dal collezionismo ai viaggi.