Source: https://www.sgslweb.it/2018/03/06/coordinatore-sicurezza/
Timestamp: 2019-04-24 05:00:18+00:00
Document Index: 72643248

Matched Legal Cases: ['art. 92', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 4', 'arte 6', 'arte 7']

CSE: FIGURA A SUPPORTO DELLA SICUREZZA - Sgsl Sicurweb HSE RSPP EHS
CSE: FIGURA A SUPPORTO DELLA SICUREZZA
Pubblicato il 6 Marzo 2018 da Grillo Alberto
Gli obblighi e le responsabilità della figura del CSE (Coordinatore della Sicurezza in fase Esecutiva), stabiliti dall’art. 92 del DLgs 81/08 e smi, hanno subito nel corso degli anni un’importante evoluzione. Infatti, sentenze di Cassazione hanno attribuito al CSE un ruolo di alta vigilanza tale da assicurare l’applicazione delle procedure lavorative di sicurezza riportate nel PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) e nei POS (Piano Operativo di Sicurezza) delle imprese esecutrici. Pertanto i POS devono essere attentamente valutati dal CSE prima della loro approvazione con specifica attenzione alle interferenze operative, all’utilizzo di macchine e attrezzature e alle procedure operative per l’esecuzione dell’attività. Ne consegue che il CSE deve conoscere le modalità reali di lavoro, nonché la tecnologia e le attrezzature che possono essere utilizzate per l’effettuazione delle singole lavorazioni. Le norme tecniche, così come le linee guida dell’INAIL, risultano essere uno strumento importante ed essenziale che può supportare il CSE nell’esecuzione dei suoi compiti in quanto definiscono dei requisiti minimi di soddisfacimento dei criteri di sicurezza
di uso di macchine e attrezzature, nonché di scelta dei DPI andando ad integrare quanto già previsto dai disposti legislativi vigenti. Per quanto concerne i lavori in quota, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il CSE può avvalersi delle seguenti norme tecniche:
• UNI EN 11158:2005 “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto – Sistemi di protezione individuale delle cadute – Guida per la selezione e l’uso” la quale supporta il CSE nella valutazione dei seguenti rischi conseguenti i lavori in quota: rischio prevalente di caduta; rischio susseguente alla caduta; rischio connesso ai DPI anticaduta; rischio innescante la caduta; rischio specifico dell’attività lavorativa; rischio di natura atmosferica. L’analisi corretta di tale insieme di rischi determina l’efficacia di adozione di un sistema di protezione dei lavoratori collettivo o individuale e permette al CSE di valutare l’idoneità di un sistema proposto dall’impresa esecutrice nel proprio POS;
• UNI EN 13374:2013 “Sistemi temporanei di protezione dei bordi – Specifica di prodotto – Metodi di prova” la quale permette la definizione tecnica del sistemi di parapetti provvisori in funzione delle caratteristiche della copertura e dei sistemi di fissaggio;
• UNI 11560:2014 “Sistemi di ancoraggio permanenti in copertura – Guida per l’individuazione, la configurazione, l’installazione, l’uso e la manutenzione” la quale definisce i sistemi di ancoraggi permanenti delle copertur (indispensabili per una corretta manutenzione e per la redazione del fascicolo dell’opera);
• UNI EN 795:2012 “Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Dispositivi di ancoraggio”.
Per quanto concerne la valutazione che il CSE deve fare delle attività di scavo risulta indispensabile la conoscenza delle seguenti norme tecniche:
• UNI EN 13331-1:2004 “Sistemi di puntellazione per scavi – Parte 1: Specifiche di prodotto”;
• UNI EN 13331-2:2004 “Sistemi di puntellazione per scavi – Parte 2: Verifica mediante calcolo o prove”;
che permettono di comprendere se quanto proposto e/o realizzato dall’impresa esecutrice risulta essere efficace per la tutela della sicurezza dei lavoratori. In merito ai sistemi di accesso in quota il CSE può fare riferimento anche alle seguenti norme tecniche:
• UNI EN 131-1:2015 “Scale – Parte 1: Termini, tipi, dimensioni funzionali”;
• UNI EN 131-2:2017 “Scale – Parte 2: Requisiti, prove, marcatura”;
• UNI EN 131-3:2007 “Scale – Parte 3: Istruzioni per l utilizzatore”;
• UNI EN 131-4:2007 “Scale – Parte 4: Scale trasformabili multi posizione con cerniere”;
• UNI EN 131-6:2015 “Scale – Parte 6: Scale telescopiche”;
• UNI EN 131-7:2013 “Scale – Parte 7: Scale movibili con piattaforma”;
• UNI EN 280 “Piattaforme di lavoro mobili elevabili – Calcoli per la progettazione – Criteri di stabilità – Costruzione – Sicurezza – Esami e prove”;
• UNI EN 1004:2005 “Torri mobili di accesso e di lavoro costituite da elementi prefabbricati – Materiali, dimensioni, carichi di progetto, requisiti di sicurezza e prestazionali”.
Al fine di accertare sia la corretta scelta tecnica dell’impresa riportata nel POS, sia il corretto utilizzo in fase di cantiere (senza ovviamente dimenticare che l’utilizzo deve essere sempre e comunque conforme con quanto previsto nei manuali d’uso e manutenzione redatti dai costruttori e che devono essere quindi presenti in cantiere. Infine si segnala la UNI EN 15331 “Criteri di progettazione, gestione e controllo dei servizi di manutenzione degli immobili” la cui conoscenza risulta essere indispensabile per la redazione di un buon fascicolo dell’opera che, per definizione, deve prevedere tutte le modalità con cui verranno effettuate le manutenzioni dell’edificio una volta terminato, nonché gli apprestamenti di sicurezza presenti nell’edificio per l’effettuazione delle stesse. La figura del CSE deve quindi essere costantemente aggiornata non soltanto sugli aspetti legislativi, ma per svolgere efficacemente il suo compito deve anche essere a conoscenza di quanto le norme tecniche definiscono, al fine di un corretto adempimento in materia di sicurezza e salute dei lavoratori.
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