Source: http://www.previdenza-professionisti.it/Class-action-2009
Timestamp: 2018-06-20 23:08:49+00:00
Document Index: 120000815

Matched Legal Cases: ['art. 140', 'art. 49', 'art. 140', 'sentenza ', 'art. 1226', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Home Ricerca Giuridica Class action 2009
L'art. 140 bis del codice del consumo introdotto dalla legge finanziaria del 2008 è stato integralmente sostituito dal testo introdotto dall'art. 49, comma 1 della Legge 23 luglio 2009 n 99; la nuova class action consumeristica sarà applicabile a decorrere dal 1 gennaio 2010 con riferimento a tutti gli illeciti commessi successivamente all'entrata in vigore della legge. Tra i profili di maggiore impatto della nuova disciplina della class action consumeristica, vi è quello per il quale l'azione può essere intrapresa da qualsivoglia associazione che abbia ricevuto mandato da consumatori o utenti non essendo più richiesta l'adeguata rappresentatività che costituiva un requisito della legittimazione attiva secondo la previgente disciplina (tuttavia il requisito dell'adeguata rappresentatività verrà, probabilmente, in rilievo in sede di giudizio di ammissibilità della domanda). Con riferimento ai soggetti passivi, la nuova versione dell'art. 140 bis fa esplicito riferimento agli enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, oltre alle imprese.
Per ciò che concerne il meccanismo di funzionamento della classa action, essa è fondata su diritti omogenei di una pluralità di consumatori; in particolare deve trattarsi di diritti contrattuali identici, di diritti identici spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto e di diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.
Con riferimento alle modalità di adesione, viene confermato il meccanismo dell'opt in per il quale il consumatore potrà avvantaggiarsi della class action (risentendo naturalmente anche del suo eventuale esito negativo sotto il profilo degli effetti del giudicato). L'adesione potrà avvenire solo previa documentazione dei propri titoli legittimanti e mediante deposito in cancelleria anche attraverso l'associazione o il comitato che abbiano promosso l'azione (la norma sembrerebbe prefigurare la possibilità di un'adesione autonoma del consumatore senza il filtro della parte attrice).L'adesione è ammessa entro il termine perentorio di 120 giorni dal compimento delle forme di pubblicità ordinate dal Tribunale in caso di ritenuta ammissibilità della domanda.
La competenza territoriale è del Tribunale in composizione collegiale presso il capoluogo della regione in cui ha sede la parte convenuta.
Viene confermata la decisione preliminare in ordine all'ammissibilità della domanda; questa sarà dichiarata inammissibilie in caso di manifesta infondatezza, ove i diritti fatti valere non siano omogenei, ove la parte attrice versi in situazione di conflitto di interessi e ove non sia reputata in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe.
Con l'ordinanza che ammetta l'azione promoissa il Tribunale fissa termini e modalità della più opportuna pubblicità (presumibilmente i relativi oneri economici ricadranno sulla parte attrice, salve le ulteriori forme di pubblicità reputate congrue dal Ministero dello sviluppo economico).
In caso di accoglimento della domanda, il Tribunale pronuncerà sentenza di condanna con la quale liquiderà, ai sensi dell'art. 1226 cc, le somme definitive dovute a coloro che abbiano aderito all'azione o stabilirà i criteri di quantificazione. La decisione costituirà titolo esecutivo, anche per gli eventuali accessori solo laddove la convenuta non provveda al pagamento delle somme liquidate (o liquidabili) entro il termine di 180 giorni dalla decisione.
Le transazioni o l'eventuale estinzione del procedimento non incideranno sui singoli aderenti alla class action salvo che, nel primo caso, non siano state specificamente autorizzate.
Legge 23 luglio 2009 , n. 99
(in Suppl. ordinario n. 136 alla Gazz. Uff., 31 luglio, n. 176).
Art.49 (Modifica dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206)
1. L'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è sostituito dal seguente:
«Art. 140-bis. - (Azione di classe). - 1. I diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti di cui al comma 2 sono tutelabili anche attraverso l'azione di classe, secondo le previsioni del presente articolo. A tal fine ciascun componente della classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni.
3. I consumatori e utenti che intendono avvalersi della tutela di cui al presente articolo aderiscono all'azione di classe, senza ministero di difensore. L'adesione comporta rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo, salvo quanto previsto dal comma 15. L'atto di adesione, contenente, oltre all'elezione di domicilio, l'indicazione degli elementi costitutivi del diritto fatto valere con la relativa documentazione probatoria, è depositato in cancelleria, anche tramite l'attore, nel termine di cui al comma 9, lettera b). Gli effetti sulla prescrizione ai sensi degli articoli 2943 e 2945 del codice civile decorrono dalla notificazione della domanda e, per coloro che hanno aderito successivamente, dal deposito dell'atto di adesione.
4. La domanda è proposta al tribunale ordinario avente sede nel capoluogo della regione in cui ha sede l'impresa, ma per la Valle d'Aosta è competente il tribunale di Torino, per il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia è competente il tribunale di Venezia, per le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo e il Molise è competente il tribunale di Roma e per la Basilicata e la Calabria è competente il tribunale di Napoli. Il tribunale tratta la causa in composizione collegiale.
5. La domanda si propone con atto di citazione notificato anche all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale adìto, il quale puo` intervenire limitatamente al giudizio di ammissibilità.
6. All'esito della prima udienza il tribunale decide con ordinanza sull'ammissibilità della domanda, ma puo` sospendere il giudizio quando sui fatti rilevanti ai fini del decidere è in corso un'istruttoria davanti a un'autorità indipendente ovvero un giudizio davanti al giudice amministrativo. La domanda è dichiarata inammissibile quando è manifestamente infondata, quando sussiste un conflitto di interessi ovvero quando il giudice non ravvisa l'identità dei diritti individuali tutelabili ai sensi del comma 2, nonchè quando il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe.
7. L'ordinanza che decide sulla ammissibilità è reclamabile davanti alla corte d'appello nel termine perentorio di trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione se anteriore. Sul reclamo la corte d'appello decide con ordinanza in camera di consiglio non oltre quaranta giorni dal deposito del ricorso. Il reclamo dell'ordinanza ammissiva non sospende il procedimento davanti al tribunale.
8. Con l'ordinanza di inammissibilità, il giudice regola le spese, anche ai sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile, e ordina la piu` opportuna pubblicità a cura e spese del soccombente.
9. Con l'ordinanza con cui ammette l'azione il tribunale fissa termini e modalità della piu` opportuna pubblicità, ai fini della tempestiva adesione degli appartenenti alla classe. L'esecuzione della pubblicità è condizione di procedibilità della domanda. Con la stessa ordinanza il tribunale:
b) fissa un termine perentorio, non superiore a centoventi giorni dalla scadenza di quello per l'esecuzione della pubblicità, entro il quale gli atti di adesione, anche a mezzo dell'attore, sono depositati in cancelleria. Copia dell'ordinanza è trasmessa, a cura della cancelleria, al Ministero dello sviluppo economico che ne cura ulteriori forme di pubblicità, anche mediante la pubblicazione sul relativo sito internet.
11. Con l'ordinanza con cui ammette l'azione il tribunale determina altresì il corso della procedura assicurando, nel rispetto del contraddittorio, l'equa, efficace e sollecita gestione del processo. Con la stessa o con successiva ordinanza, modificabile o revocabile in ogni tempo, il tribunale prescrive le misure atte a evitare indebite ripetizioni o complicazioni nella presentazione di prove o argomenti; onera le parti della pubblicità ritenuta necessaria a tutela degli aderenti; regola nel modo che ritiene piu` opportuno l'istruzione probatoria e disciplina ogni altra questione di rito, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio.
12. Se accoglie la domanda, il tribunale pronuncia sentenza di condanna con cui liquida, ai sensi dell'articolo 1226 del codice civile, le somme definitive dovute a coloro che hanno aderito all'azione o stabilisce il criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme. In caso di accoglimento di un'azione di classe proposta nei confronti di gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, il tribunale tiene conto di quanto riconosciuto in favore degli utenti e dei consumatori danneggiati nelle relative carte dei servizi eventualmente emanate. La sentenza diviene esecutiva decorsi centottanta giorni dalla pubblicazione. I pagamenti delle somme dovute effettuati durante tale periodo sono esenti da ogni diritto e incremento, anche per gli accessori di legge maturati dopo la pubblicazione della sentenza.
13. La corte d'appello, richiesta dei provvedimenti di cui all'articolo 283 del codice di procedura civile, tiene altresì conto dell'entità complessiva della somma gravante sul debitore, del numero dei creditori, nonchè delle connesse difficoltà di ripetizione in caso di accoglimento del gravame. La corte puo` comunque disporre che, fino al passaggio in giudicato della sentenza, la somma complessivamente dovuta dal debitore sia depositata e resti vincolata nelle forme ritenute piu` opportune.
14. La sentenza che definisce il giudizio fa stato anche nei confronti degli aderenti. E ` fatta salva l'azione individuale dei soggetti che non aderiscono all'azione collettiva. Non sono proponibili ulteriori azioni di classe per i medesimi fatti e nei confronti della stessa impresa dopo la scadenza del termine per l'adesione assegnato dal giudice ai sensi del comma 9. Quelle proposte entro detto termine sono riunite d'ufficio se pendenti davanti allo stesso tribunale; altrimenti il giudice successivamente adìto ordina la cancellazione della causa dal ruolo, assegnando un termine perentorio non superiore a sessanta giorni per la riassunzione davanti al primo giudice.
2. Le disposizioni dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, si applicano agli illeciti compiuti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.
Dal 12/06/09 15520515