Source: http://gruppodifirenze2.blogspot.it/2014/01/
Timestamp: 2018-04-25 06:04:00+00:00
Document Index: 167153301

Matched Legal Cases: ['art 42', 'art 42', 'art 42', 'art 42', 'art 42', 'art 42', 'art 24', 'art 42', 'art 42', 'art 24', 'art 24', 'art 24', 'art 24', 'art 395']

Gruppo di Firenze Documenti: gennaio 2014
UN’INDAGINE ACCURATA SUGLI IMPEGNI DEI DOCENTI ITALIANI E DI QUELLI EUROPEI
Nell’ottobre del 2000 “Italia Oggi” pubblicò un ampio estratto dell’esauriente analisi della professoressa Anna Balducci intitolata Dossier scuola. La condizione docente in Italia, poi pubblicata integralmente a cura della rivista “Il Voltaire”. Ne riproponiamo la parte riguardante gli impegni di lavoro, convinti che ancora oggi mantenga quanto meno in gran parte la sua validità e sia anche un esempio di accuratezza, qualità sempre più rara di quanto si può oggi leggere sulla scuola. Ringraziamo l’autrice per avercela cortesemente inviata.
Il CCNL siglato nel maggio 99 e l’entrata in vigore del Regolamento dell’autonomia (Dpr n. 275/99) hanno innovato le modalità di lavoro dei docenti. Si vuole qui analizzare la nuova configurazione operativa[1] giacché i testi contrattuali e le disposizioni emanate non definiscono compiutamente gli impegni limitandosi ad elencarli.
L’analisi è condotta sulla scorta di analoghi rilievi effettuati in altri paesi della Comunità europea.
Occorre, tuttavia, premettere che una visione professionale della docenza[2] consiglierebbe un approccio qualitativo piuttosto che quantitativo al problema. Nondimeno le valutazioni su cui si sviluppa il confronto in atto tra le OO.SS. e il Ministero della pubblica istruzione indirizzano verso una osservazione minuziosa delle attività svolte nella scuola pubblica italiana.
Metodi e strumenti di rilevazione
Sono stati presi in considerazione :
- indicazioni e obblighi contrattuali come descritti nei Ccnl ’94, Ccnl ’99 , Ccni ’99, Sequenza contrattuale siglata nel luglio ’99, Regolamento dell’autonomia;
- dati ministeriali relativi all'andamento alunni, classi, personale dall'anno scolastico 90/91 all'anno scolastico 99/00 e dati delle iscrizioni 2000/01;
- dati ministeriali relativi alla spesa totale, alle spese sul PIL, alle spese per allievo;
- prospetto riassuntivo delle cifre di spesa nel periodo 1990-2000;
- orari cattedra in Italia;
- raffronti con i corrispondenti valori forniti dai Ministeri degli stati Membri come raccolti nel data base di Eurydice, relativi al 1996, 1997, 1998, 1999;
- dati relativi a incidenza dell’area scolastica rispetto alla popolazione attiva;
- fasce d’età dei docenti;
- confronto della situazione lavoro/retribuzione/impegno orario di un docente di scuola elementare in alcune tra le più importanti città europee (dati UBS);
- confronto con situazioni di lavoro esterne alla scuola:
Sono stati, infine, stabiliti i criteri - elencati di seguito - per individuare un modello di simulazione applicabile alle differenti situazioni (diversi gradi di scuola, diversa incidenza delle specifiche disciplinari):
- individuazione delle voci ricorrenti di attività e organizzazione didattica risultate pari a 20
- simulazioni con variabili relative ai rapporti alunni/classe pari a 16,18, 20, 23, 24.
- simulazioni a valore totale costante e a valore totale dipendente dal rapporto alunni/classe partendo dalla condizione attuale più diffusa e cioè quella del rapporto alunno/classe equivalente a 20
Per facilitare la lettura della tabella riassuntiva è stata predisposta una legenda riepilogativa
tab 1- Legenda
impegni di ogni docente Alla luce delle norme che li determinano
ore x 33 settimane di lezione per anno scolastico
interventi di recupero, 2 o 3 sett per anno scolastico secondo quanto deciso dai Collegi Docenti
Rapporti individuali con gli allievi
correzione e prepararazione esercitazioni individuali CCNL ’95 art 42,2a
rapporti famiglie e studenti CCNL ’95 art 42
correzione verifiche CCNL ’95 art 42,2b
riunioni collegiali scuola CCNL ’95 art 42, 3a
riunioni collegiali classe CCNL ’95 art 42,3b
riunioni scrutini per quadrimestre CCNL ’95 art 42
Commissioni decise dal Collegio
Attività Propedeutiche individuali
preparazione individuale scrutini
preparazione piani di lavoro individuali CCNL ’99 art 24 comma 4
preparazione lezioni e materiale CCNL ’95 art 42,2a
preparazione e scelta verifiche CCNL ’95 art 42,2
preparazione visite didattiche varie disposte nel piano offerta formativa
verifica valutazione applicazione piano lavoro CCNL ’99 art 24 comma 4
verifica e scelta libri di testo, materiale didattico CCNL ’99 art 24 comma 4 e 5
Aggiornamento Individuale CCNL’99 art 24 comma 4
Attività organizzativo-burocratiche
compilazione atti relativi a valutazione CCNL ’99 art 24 comma 4 e 5
cura laboratori e materiale Didattico d. lg 16/4/94 n 297 art 395,2
Impegni annuali medi di un docente di scuola pubblica- Ipotesi media elaborata prendendo a riferimento un docente (orario cattedra) impegnato in classi composte da 20 allievi. Il calcolo del monte ore relativo alle prime due sezioni andrà aumentato del 10% nel caso di un insegnante dell’attuale scuola materna ed elementare.
suddivisione orario
rapporto alunni/classe = 20
Incidenza per alunno
a)Attività in classe
ore lezioni in 33 settimane
ore interventi integrativi, 2 o 3 settimane annue
Tot sezione
b)Rapporti individuali con gli allievi
rapporti famiglie e allievi
correzione verifiche
Tot parziale (A+B)
c)Attività collegiale
riunioni collegiali scuola
riunioni collegiali classe
riunioni valutazione (scrutini)
d)Attività Propedeutiche individuali
preparazione valutazione
preparazione piani di lavoro
preparazione lezioni o materiale
preparazione verifiche
preparazione visite guidate varie
e)Aggiornamento Individuale
verifica e valutazione piano lavoro
verifica e scelta libri e materiale didattico
studio e attività aggiornamento
f)Attività organizzativo-burocratiche
compilazione atti relativi alla valutazione
cura laboratori e/o materiale didattico
Tot parziale (C+D+E+F)
Tot generale
I risultati dimostrano che, per il docente, a fronte di :
640 ore annue di lavoro in classe (lavoro frontale) si registrano 832 ore annue dedicate ad attività propedeutiche, connesse alla valutazione e/o all’aggiornamento e alla preparazione del lavoro frontale.
Il 57% del monte ore è destinato alla preparazione, alla verifica o alla organizzazione didattica o meno del lavoro in classe.
Il lavoro in classe (cd. frontale), comprensivo degli interventi integrativi prevalentemente destinati al recupero, corrisponde a ca. il 43% dell'intera attività lavorativa.
Le 832 ore propedeutiche sono divise in due aree :
432 ore, pari al 52% del parziale e al 29% del totale, sono contrattualmente predefinite e si ripetono invariate in tutte le simulazioni
400 ore, pari al 48% del parziale e al 27% del totale, si riferiscono ad impegni proporzionalmente dipendenti dal numero di allievi cui le attività sono destinate.
Ne segue che occorre considerare un andamento variabile rispetto alla disciplina insegnata e rispetto al numero di alunni.
Il tempo dedicato ad incontri di tipo collegiale supera le previste 80 ore. Si registrano, infatti, 118 ore (pari al 14% del parziale e all’8% del totale) annualmente destinate al team-meeting.
La preparazione delle attività/iniziative/lezioni richiede una media annua di 212 ore (pari al 25% del parziale e 14,4% del totale)
L'analisi dei dati riportati nella "colonna alunno" mostra i tempi attivi rivolti ai singoli pari a ca. 9 ore annue per allievo.
Rispetto alle 600 ore di lavoro in classe si nota che la classica "lezione" (non necessariamente di tipo frontale) occupa solo il 40% del monte ore totale.
In sintesi, il lavoro propedeutico, l’analisi e la valutazione si accaparrano la maggior parte dell’impegno di ogni insegnante.
Alcune delle voci analizzate appartengono alle cd. attività aggiuntive e, in genere, comportano una retribuzione accessoria che si somma alla retribuzione contrattuale di base analogamente a quanto accade in tutta la Comunità europea.
Confronto situazioni Comunità Europea - Italia
Da un min di 20 a un massimo di 23 ore settimanali. Le ore di lezione sono assegnate, all’interno del monte ore settimanale, tramite un moltiplicatore che tiene conto dei diversi carichi delle differenti discipline. Si aggiungono alcune ore legate a particolari doveri d’ufficio
-Bundeslehrer-
-Lehrverpflichtungsgesetz
Da 180 a 214
20 ore settimanali – con un max di 962 ore per anno pari ad un max di 26 ore per settimana
-Mémento de l'enseignement 1994-1995
-Arrêté du Gouvernement du 13/09/1994 fixant le nombre de jours de scolarité des élèves et le nombre de jours de présence à l'école des membres du personnel enseignant des établissements de plein exercice
-Décret du 13/07/1998 portant sur l'organisation de l'enseignement maternel et primaire ordinaire et modifiant la réglementation de l'enseignement
1.924 ore annue metà in classe e metà per predisporre il lavoro.
-Act on Salaried Staff,
- Holiday Act
Da 200 a 209
1.265 ore annue comprensive di ogni impegno.
-Management of the school day.
-School Teachers' Pay and Conditions Document 1999
Decisione locale
Tra le 15 e le 25 lezioni settimanali
-Act on Local Government Employees' Employment Security,
-State Civil Servants Act or Contracts of Employment Act
Da 185 a 190
Primaria: 26 ore per settimana + 36 ore annue
Agrégé – 15 ore per sett.
Certifiés:18 ore per sett.
Insegnanti licei tecnici: 18 ore teoria + 23 ore pratica
Possono essere previste alcune ore dedicate ad impegni connessi alla funzione.
Elementare: Legge 13/07/1983 diritti e obblighi dei funzionari + decreto n. 90-680 del 1/8/1990.
Secondaria : agrégation - decreto n. 72-580 del 4/7/1972
certifiés - decreto no. 72-581 del 4/7/1972
educazione fisica e sportiva - decreto n. 80-627 del 4/8/1980
docenti licei tecnici - decreto n. 92-1189 del 6/11/1992.
Da 33,2 a 34,2
Diverso per ogni Länder
Si hanno da 23 a 28 periodi di lezione di 45’ cd. Si aggiungono (ma sono legate alle differenti scelte locali) le ore per le attività di funzione
-Civil Servant Framework Act
-Federal Act on the Remuneration of Civil Servants
-Second Transitional Ordinance on Remuneration
Decisione locale nel rispetto di 75 giorni lavorativi di vacanza più 10 giorni di festività religiose
Dipende dal livello di carriera, nella primaria si va dalle 21 alle 25 ore.
Nella secondaria si va da un minimo di 16 ore a un massimo di 22 secondo anzianità e carriera.
-Reform of the salary schedule for public administration personnel and other related provisions
-Unified senior secondary school, access to higher education and other provisions
-Ratification of the code regarding the status of public civil administrative employees, and the employees of legal entities under public law (L. 2683/99)
Elementare: presenza a scuola durante tutta la giornata scolastica.
Secondaria da un minimo di 18 a un max di 22 ore di lezione
Solo contratti individuali con la singola scuola
Da 167 a 183
Da 25 a 18 ore di lezione + le attività funzionali all’offerta formativa
In tot 1.470 ore annue medie
-Ccnl’99 (comprensivo degli articoli ancora in vigore del Ccnl ’94)
-Cni ’99,
-Sequenza contrattuale ’99,
-Regolamento autonomia
33 di lezione
almeno 38 di apertura scuole
1.659 ore annue di cui 930 (elementari) e 868 (secondaria) di lezione
-Consultation (Education and Research Personnel) Decree 1989
-Legal Status (Education Personnel) Decree
-Legal Status (Secondary Education) Framework Decree
Varia da insegnante a insegnante ed è legato ad accordi specifici con le scuole e le autorità locali
-Education System Act
-Decree-Law 1989
-Teaching Career Statute 1998
Da 160 a 210
37.5 ore per settimana di cui 30 per attività didattiche (lezioni e preparazione delle stesse)
-Real Decreto 172/1988
-Contratto dipendenti pubblici (per le scuole statali)
Da 165 a 175
Da 33 a 35
1.360 ore, di cui 104 destinate all’aggiornamento.
-Swedish Association of Local Authorities negotiates
Da 178 a 194
I periodi di lezione hanno una durata di 50’ o 55’ e sono compresi tra 26 e 24 nella primaria, fino a 22 nella secondaria
I doveri professionali sono fissati da regole granducali variabili da scuola a scuola e di anno in anno
-Loi fixant le statut général des fonctionnaires d'État
Da 212 a 216
Fonte Eurydice – Elaborazione ItaliaOggi
Nonostante i numerosi tentativi di amalgamare i diversi sistemi educativi - anche rispetto a gestione e organizzazione del lavoro e del personale - le discrepanze, tra gli Stati Membri, risultano tanto evidenti da rendere impossibile un sintetico raffronto che equipari carichi e modalità di adempimento del servizio. L’unico dato veramente rapportabile a tutte le situazioni è quello relativo al numero di giorni di apertura/lezione. Gli altri rispecchiano le peculiarità dei singoli sistemi.
Si può solo concludere che più paesi hanno optato per una quantificazione annua dell’intero impegno lavorativo comprendendovi anche correzione di compiti, valutazioni, esami, preparazione di lezioni, aggiornamento, incontri con i colleghi e con i genitori.
L’Austria ha introdotto il principio del “moltiplicatore” per equiparare i carichi di lavoro che gravano sui docenti impegnati nei fondamentali educativi. In sintesi, gli insegnamenti sono stati suddivisi in 6 gruppi. Il numero di unità lezione, per i docenti delle discipline del 6° gruppo, si ottengono moltiplicando il numero delle ore assegnate per 0.75. Viceversa, per gli insegnamenti compresi nel 1° gruppo, si utilizza il moltiplicatore 1.167.
Di scarsa utilità appaiono i puri confronti relativi al lavoro in classe dei docenti comunitari (che non vengono qui riportati). Le cifre riferiscono situazioni che lo stesso Ocse definisce non paragonabili sia per la diversa durata delle lezioni (non sempre rapportate all’ora) sia per la confluenza, in più casi, di tempo-lezione e tempo-propedeutico.
[1] Partendo dallo studio di A. Balducci e E. De Carli “La condizione docente in Italia” presentato al Convegno “La professionalità docente nella storia scolastica dal primo Novecento a oggi” Soc. Umanitaria – Milano, 1998
[2] Si vedano Dario Generali “Scuola, società civile e pubblica utilità nell’età della scolarizzazione di massa”, A. Biuso “Le basi etiche dell’educazione” e A. Balducci “Funzione docente, autonomia, società civile” - In “Il Voltaire” n.3 da pag 22 –1999- FrancoAngeli Editore – Milano
Pubblicato da Gruppo di Firenze a 10:30
PREMIARE I MIGLIORI INSEGNANTI MIGLIORA LA SCUOLA?...
LA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI E DEGLI STUDENTI NE...
UN’INDAGINE ACCURATA SUGLI IMPEGNI DEI DOCENTI ITA...