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Timestamp: 2019-05-24 05:40:02+00:00
Document Index: 127420146

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 53', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 59', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 59', 'art. 1']

Contributi INPS 2019 per il regime dei minimi e forfettario: Guida al calcolo
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Tasse-Fisco 11 Febbraio 2019	Liberi Professionisti 71 commenti
Vediamo con una breve Guida in sintesi come i “Contribuenti forfettari Minimi” versano i contributi previdenziali all’INPS, considerando le modalità di calcolo, i dati di cui avrete bisogno per il calcolo ed il versamento, oltrechè le scadenze e le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 e la Manovra Finanziaria 2019.
Il regime dei minimi con aliquota al 5% (Regime di vantaggio)
Il nuovo regime forfettario dei lavoratori autonomi con aliquota al 15%
Il secondo ha subito delle novità con la Legge di Stabilità 2016 per allinearlo al primo: prima tra tutte l’aliquota dal 15% passa al 5% dal primo gennaio 2016 e di questo ne sarete entusiasti: un po’ meno per il regime contributivo INPS.
Riduzione dei contributi INPS per il reddito di impresa
Per coloro che sono iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti possono applicare in via opzionale il regime agevolato ai fini contributivi di cui ai commi da 76 a 84 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014. In particolare, tali soggetti applicano sul reddito forfetario ai fini fiscali la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento. La riduzione trova applicazione sia per la quota di contributi dovuta sul minimale di reddito che sul reddito eccedente il minimale.
Per accedere a questo regime opzionale sarà necessario presentare una domanda ad hoc all’INPS, secondo le modalità indicate con la circolare n. 35 del 19 febbraio 2016 a cui abbiamo dedicato un articolo specifico. In questa sede a mio avviso è bene chiarire che possono godere di questa riduzione solo coloro che fanno reddito di impresa e non coloro che aprono la partita Iva facendo reddito di lavoro autonomo.
Purtroppo il calcolo è piuttosto complesso per questa specifica fattispecie per cui vi consiglio di leggere la guida gratuita alla riduzione dei contributi INPS (Gratis) per conoscere come funziona e che trovate in calce a questo articolo.
Per iniziare vi riporto le nuove aliquote contributive per l’anno 2019 previste per tutti i lavoratori autonomi in modo da appianare farvi comprendere come tutti parlano della tassazione IRPEF ma che in realtà la stangata arriva dai contributi che dovrete versare ogni anno all’INPS.
Contributo Minimo e Massimo INPS
Qui segnaliamo l’unica novità che, ai fini contributivi, viene introdotta dal primo gennaio 2016 e consiste nella riduzione del 35% della contribuzione ordinaria INPS al posto della previsione precedente che consentiva la non applicazione dei contributi minimali. Si applicheranno comunque le altre previsioni previste dalla gestione separata INPS in materia di versamento e scadenze che potete trovare nell’articolo 2, comma 29, della Legge 335 del 1995. A tal proposito potete leggere i riferimenti ai chiarimenti dell’INPS che trovate in calce all’articolo dove trovate alcuni rimandi a giurisprudenza e prassi specifica collegata all’argomento.
Il comma 77 della Legge 190 del 2014, che definisce il regime contributo del nuovo regime forfettario dei minimi, recita infatti che “77. Il reddito forfettario determinato ai sensi dei precedenti commi costituisce base imponibile ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233. Su tale reddito si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35 per cento. Si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335.”
Da una parte quindi viene reintrodotto il contributo minimale e dall’altra viene concesso la riduzione del 35% che tuttavia non si può applicare a tutti i contribuenti aderenti al regime forfettari ma solo i contribuenti iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti. Sono esclusi quindi dalla riduzione del 35% i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata e anche i contribuenti che aderiscono alla cassa previdenziale del proprio albo di appartenenza.
La differenza sostanziale tra i due regimi è che nel regime forfettario introdotto nel 2014 ed oggetto oggi della modifica con la Legge di stabilità 2016 si aveva diritto, qualora si fossero rispettati tutti i requisiti di accesso e permanenza nel regime, all’esonero da versamento del contributo minimale che, devo dire, rappresentava forse la principale causa di abbandono dal regime stessi nonostante fosse agevolato per l’irpef, in quanto il ridotto volume di ricavi iniziali esponeva talvolta il contribuente a pagare oltre 3 mila euro annui come contributi INPS per cui l’esonero dal minimale non era per niente una cattiva idea.
Inoltre l’articolo 1, comma 65, della Legge 190 del 2014 prevedeva fino al 31 dicembre 2015 un regime contributivo INPS opzionale per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione artigiani e commercianti Inps, consistente nella non applicazione del contributo minimale per cui al vostro reddito andavate solo ad applicare l’imposta sostitutiva (cosa che mi sembrava assolutamente ragionevole).
La legge di stabilità per il 2016 ha fatto un bel passo indietro reintroducendo il contributo minimale ma prevedendo una riduzione forfettaria del 35% sul reddito determinato secondo i coefficienti forfettari per cui si ritorna di fatto ad una contribuzione formata sia dai contributi proporzionali sia da quelli minimi. La riduzione del 35% si applica a tutti e due le tipologie, minimali e proporzionali ma non a tutti i contribuenti come sopra specificato.
Inoltre non è automatica in quanto la riduzione deve essere presentata apposita domanda entro il 28 febbraio del primo anno di attività. La richiesta vale anche per gli anni successivi e fino a quando non si faccia esplicita rinuncia come chiarito dalla Circolare INPS del 31 gennaio 2017).
Che dire?! Bella mossa! Così per ripianare il buco di 25 mld fatto in anni passati si penalizza la nascita di giovani figure professionali.
Quali contributi Previdenziali devo versare?
Prima di tutto dobbiamo fare una distinzione tra contribuenti che sono iscritti ad una cassa previdenziale e che verseranno i contributi secondo le regole proprie della cassa di appartenenza, dai cosiddetti professionisti senza cassa che invece si dovranno iscrivere alla gestione separata INPS al superamento dei 5.000 euro di prestazioni occasionali o 30 giorni di lavoro consecutivi.
Leggi articolo su Aliquote contributi INPS 2017 per consultare le nuove percentuali oltre i nuovi contributi minimali (laddove non presentatate richiesta di esclusione se siete nel regime forfettario) oppure i massimali oltre i quali scatta l’esonero.
ALIQUOTE INPS 2018
Quanto dovrete versare varia ogni anno, ma per farvi un’idea sappiate che quest’anno è andato dal 23,50% per coloro che sono iscritti anche ad altre forme di contribuzione obbligatoria, al 30,72% per coloro che non hanno partita Iva oppure non sono iscritti ad altra forma obbligatoria. Queste sono le aliquote che annualmente variano per il versamento del contributo proporzionale al reddito imponibile INPS.
Soggetto Aliquota 2018
Collaboratori assimilati per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 34,23%
Collaboratori e figure assimilate per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL 33,72%
Pensionati 24%
Liberi professionisti 25,72%
Liberi professionisti, titolari di pensione o iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria 24%
Il contribuente minimo dovrà versare i seguenti contributi realtivi alla gestione separata INPS che trovate disciplinati nella solita Legge 335 del 1995. In questo caso dovrete leggere l’articolo 2 comma 29 che recita: “29. Il contributo alla Gestione separata di cui al comma 26 e’ dovuto nella misura percentuale del 10 per cento ed e’ applicato sul reddito delle attivita’ determinato con gli stessi criteri stabiliti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, quale risulta dalla relativa dichiarazione annuale dei redditi e dagli accertamenti definitivi. Hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233. e successive modificazioni ed integrazioni. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata. I contributi come sopra determinati sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare fino a concorrenza di dodici mesi nell’anno. Il contributo e’ adeguato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, sentito l’organo di gestione come definito ai sensi del comma 32″.
Chiariamo da subito che le regole studiate per l’ormai vecchio regime dei minimi si estenderanno per la quasi totalità anche al nuovo regime dei minimi in vigore dal primo gennaio 2015, in quanto in questo caso parliamo di gestione separata INPS.
Calcolo Contributi INPS Regime Forfettario dei Minimi in pratica
Il regime agevolato forfettario dei contribuenti minimi di cui alla alla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 è quello naturale di applicazione dei contribuenti minimi tuttavia specifichiamo che per richiedere l’applicazione del regime agevolato di riduzione INPS è necessario una specifica procedura ed il rispetto del requisito della novità.
A questa interessante riduzione (interessante e perchè si parla di un risparmio qualche migliaio di euro annuo) si accede dietro esplicita istanza da presentare l’aINPS con il modulo che trovate nel seguito ed entro la scadenza del 28 febbraio di ciascuna annualità.
In caso di omessa o comunicazione si perde la possibilità di questo regime agevolato per cui occhio.
Per quello che concerne il calcolo, nel rigo LM34 del modello Unico Redditi PF – Fascicolo 3, in colonna 3 (reddito lordo), va indicato il reddito lordo, dato dalla somma degli importi dei redditi relativi alle singole attività, indicati alla colonna 5 dei righi da LM22 a LM30. Nelle colonne 1 e 2 va esposto distintamente il reddito forfetario lordo afferente a ciascuna gestione previdenziale.
Nella colonna 1 – “Artigiani e commercianti”, va indicata, ai sensi dell’art. 10 del decreto legislativo n. 241 del 1997, la somma degli importi indicati nella predetta colonna 5 aventi natura di reddito d’impresa, afferenti la gestione speciale Artigiani e commercianti;
nella colonna 2 – “Gestione separata autonomi (art. 2 c. 26 L. 335/95)” va indicata la somma dei redditi, indicati nella predetta colonna 5, aventi natura di reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53, comma 1 del TUIR, soggetto alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, Legge n. 335 del 1995.
Per i contribuenti che adottano il regime forfetario è possibile optare per l’applicazione di un regime contributivo agevolato (art. 1, commi da 76 ad 84, legge 23 dicembre 2014, n. 190), presentando apposita richiesta all’INPS (Circolari INPS n. 29 del 10 febbraio 2015 e n. 35 del 19 febbraio 2016). Al riguardo si rinvia alle indicazioni fornite nell’apposita sezione presente nel quadro RR del Fascicolo 2 del modello REDDITI Persone fisiche.
Professionisti non iscritti alla propria cassa di previdenza
I professionisti senza autonoma cassa di previdenza ed iscritti conseguentemene alla Gestione separata Inps, dovranno effettuare il versamento del contributo INPS in acconto e saldo come vedremo nel seguito in sede di dichiarazione dei redditi modello Unico. Vi ricordo, perchè è stato anche nel mio caso fonte di discussione con il classico contabile dei clienti, che senza batter ciglio ti chiamano dicendo “Dottore ha sbagliato”, il contributo previdenziale del 4% addebbitato in fattura a titolo di contributo previdenziale integrativo in fattura non è obbligatorio nel caso di coloro che non sono iscritti alla cassa ma alla gestione separata. Questi ultimi saranno soggetti alla ritenuta d’acconto del 20 per cento e saranno computati nel calcolo del famoso limite dei 30 mila euro (riferito al vecchio regime dei minimi quindi in quanto nel nuovo regime dei minimi definito dalla Legge 190 del 2014 il limite dei 30 mila lascia il posto ai coefficienti secondo i codici ateco).
La circolare n. 79 del 5 giugno 2009 dell’INPS chiarische che per i contribuenti minimi originari appartenenti alla prima versione del quadro normativo riferito ai minimi “Per i soggetti che, ai sensi di quanto dispone l’art. 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dal 1° gennaio 2008 possono usufruire del regime semplificato per i contribuenti minimi la base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti viene determinata come segue:
CM6 (Reddito lordo o perdita) – CM9 (Perdite pregresse)
Il reddito da assoggettare ad imposizione contributiva previdenziale, infatti, deve essere considerato al netto delle perdite pregresse ma al lordo dei contributi previdenziali, che il contribuente dovrà indicare nel rigo CM7” o rigo alternativo per le dichiarazioni degli anni successivi.
Base imponibile Contributi INPS per Regime di Vantaggio
Nel nuovo regime definito dal quadro LM della dichiarazione Unico persone fisiche invece dovrete guardare il quadro LM e la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali INPS sarà data dalla seguente formula:
LM6 (Reddito lordo o perdita) – LM9 (Perdite pregresse).
Il reddito da assoggettare ad imposizione contributiva previdenziale, infatti, deve essere considerato al netto delle perdite pregresse ma al lordo dei contributi previdenziali, che il contribuente dovrà indicare nel rigo LM7 (art. 5 del Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 gennaio 2008)
Per gli iscritti al regime forfettario dei contribuenti minimi definito dalla Legge n. 190 non sarà possibile fruire della riduzione del 35% dei contributi dovuti sul reddito minimale o sulla quota parte del reddito imponibile eccedente il minimale se non avrete proceduto alla trasmissione della relativa richiesta entro il 28 febbraio del primo anno di applicazione o degli anni successivi. Tale riduzione sembrerebbe non trovare applicazione per i professionisti iscritti alla cassa previdenziale di appartenenza.
Contribuente iscritto nel regime di vantaggio:
(LM6 – LM9) ossia Reddito lordo – perdite pregresse
Contribuente iscritto nel regime forfettario dei minimi
(LM34 – LM37) ossia Reddito lordo – perdite pregresse
Base imponibile contributi INPS per regime forfettario dei minimi
Contributi previdenziali nel nuovo regime dei minimi 2015
Il discorso cambia invece nel nuovo regime dei contribuenti minimi in quanto per i primi tre periodi d’imposta di esercizio dell’attività il reddito forfettario è ridotto di un terzo e pertanto con i nuovi limiti reddituali sui ricavi probabilmente non so se avrà spazio per dedurre i contributi previdenziali obbligatori per legge ed è per questo che sarà consentito sottrarli prima dell’applicazione dell’imposta sostitutiva mentre l’eccedenza potrà essere dedotta dal reddito complessivo Irpef.
Dire che per i primi tre periodi di imposto il reddito imponibile sarà ridotto di un terzo, significa che nel corso del primo triennio la vera imposta sostitutiva sarà pari al 10% e non al 15%, e questa considerazione spinge a chiedersi se a fine anno avrò un reddito complessivo sufficientemente alto da assorbire tutte le mie deduzioni di imposta derivanti dai costi, soprattutto per quello che concerne i contributi previdenziali INPS che sono sempre parecchio elevati. A tal fine viene previsto che i contributi INPS obbligatori siano sottratti dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo come detrazione di imposta e dopo si applichi l’imposta sostitutiva mentre la quota residua potrà essere dedotta dal reddito complessivo Irpef cumulato con le altre eventuali tipologie di redditi, se ce ne sono.
Il discorso cambia di nuovo dal primo gennaio 2016
Il discorso ricambia nuovamente dal primo gennaio 2016 in quanto come detto in premessa si ripristina il contributo minimale ma vengono concesse riduzioni del 35% sia per i contributi minimali INPS sia per quelli proporzionali.
Vi segnalo quali sono nel frattempo le casse attualmente presenti:
Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati.
Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza dei dottori commercialisti;
Su cosa si calcolano i contributi previdenziali dei contribuenti minimi
La base di calcolo è il reddito imponibile INPS che andrà considerato al netto delle perdite pregresse facendo distinzione al fatto che vi sono alcuni che sono iscritti alla gestione separata INPS degli artigiani/commercianti e che verseranno i contributi INPS sulla base del reddito dichiarato relativo all’anno precedente e poi vi sono anche i lavoratori autonomi privi di altra copertura previdenziale (professionisti “senza cassa”) che verseranno i contributi INPS periodicamente. Per ulteriori approfondimenti potete leggere direttamente sul sito dell’INPS la determinazione del reddito imponibile previdenziale per i contribuenti minimi.
Il reddito imponibile previdenziale per il calcolo dei contributi INPS
Il reddito imponibile previdenziale su cui viene effettuato il calcolo dei contributi INPS è pari alla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa o dell’arte o della professione; andranno sommati altresì le eventuali plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o all’esercizio di arti o professioni in proporizione alla quota parte di reddito che ha concoorso alla realizzazione del risultato di periodo Per fare un esempio le auto se hanno concorso al 50% lo saranno anche laddove siano vendute e siano realizzate minusvalenze o plusvalenza (difficile che ciò accada). Eventuali perdite pregresse dovranno essere detratte dal reddito imponibile.
Con il nuovo regime dei minimi 2016 che calcola il reddito in base ai coefficienti di redditività il reddito imponibile INPS varierà di conseguenza. Sicuramente l’esercizio di stima del calcolo diviene quindi più semplice rispetto ai regimi forfettari ante 2016.
Deduzione dei contributi INPS e INAIL versati dal proprio reddito imponibile Irpef
I contributi previdenziali ed assistenziali devono essere dedotti prioritariamente dal reddito di impresa o di lavoro autonomo determinato in base al regime in esame, nei limiti in cui trovano capienza in tale reddito. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo del contribuente così come disciplinato dall’articolo 10 del Tuir.
I righi ed i quadri interessati sono quelli visti sopra (quadro CM o LM). Per approfondimenti leggete la Circolare Inps n. 79 del 5 giugno 2009.
Deduzione dei contributi INPS per i contribuenti Minimi
Al pari di quanto avviene per gli altri però c’è da scrivere che i contribuenti che versano i contributi potranno anche portarli in deduzione dal reddito, compresi anche quelli versati all’INAIL e quelli corrisposti dal titolare dell’impresa familiare per conto dei propri collaboratori, sempre che gli stessi risultino fiscalmente a carico del titolare (ai sensi dell’articolo 12 del TUIR) compresi anche quelli versati per conto dei collaboratori dell’impresa familiare che non risultino fiscalmente a carico, a condizione che il titolare dell’impresa non abbia esercitato la rivalsa sui propri collaboratori.
Quando versare i contributi INPS
Le scadenze sono quelle previste per gli altri titolari di partita Iva per cui sarà fissata per il 16 giugno o 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4% per quello che concerne il versamento del Saldo e per il primo acconto INPS mentre il secondo ed ultimo acconto andrà versato il 30 novembre, e così via. Per il quanto vi ricordo sempre il minimo, che si aggira intorno ai 4 mila euro e che può variare annualmente, ma anche questo sarà specificato nell’articolo di approfondimento. A tal fine vi segnalo l’articolo dedicato alla gestione separata INPS dove troverete tutte le informazioni necessarie ad avere un quadro chiaro dei versamenti a cui andranno incontro anche i contribuenti che aderiscono al regime dei minimi.
Nel seguito le scadenze trimestrali per i versamenti dovuti sul reddito minimale
Contributi INPS dovuti sul reddito eccedente il minimale contributivo da versare nella dichiarazione dei redditi sotto forma di saldo e acconto (giugno).
Il calcolo del contributo INPS e la deduzione nel modello Unico per la dichiarazione dei redditi
Per il calcolo del contributo previdenziale dovuto dovrete applicare alla somma inserita nel rigo LM6 o CM6 (reddito lordo o perdita), ossia la differenza tra i righi LM4 o CM4 e LM5 CM5. Importante da sapere è che i contributi previdenziali versati nell’anno di imposta oggtto di dichiarazione andranno indicati nel rigo LM7 (contributi previdenziali e assistenziali), in colonna 1. Fi qui non vi sono problemi in quanto lo schema sopra ci ha aiutato ad individuare i righi interessati.
Dal 2017 la scadenza del saldo INPS è postiticipata al 30 Giugno o 31 luglio con maggiorazione dello 0,40% (compresi gli iscritti alla Gestione Separata INPS che sarà pari alla differenza tra quanto versato in acconto nel 2016 e quanto calcolato applicando l’aliquota contributiva al totale di reddito di lavoro autonomo da determinarsi nel quadro RR Sezione II del modello Unico 2017 – redditi 2016.
Trovate nel seguito l’articolo con le Aliquote, minimali e massimali previsti per il 2018
Con il nuovo regime dei minimi introdotto dalla legge di stabilità 2015 il contributo minimale potrebbe non essere più dovuto: leggi anche le altre novità dal 2015.
La norma prevede un regime agevolato che si esercita mediante compilazione di un allegato INPS e che evita di pagare il contributo minimo per accedere ad un contributo fisso disciplinato dall’articolo 1, comma 3, della legge 233 del 1990 che afferma “3.Il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali dovuti alle gestioni di cui al comma 1 da ciascun assicurato e’ fissato nella misura del minimale annuo di retribuzione che si ottiene moltiplicando per 312 il minimale giornaliero stabilito, al 1 gennaio dell’anno cui si riferiscono i contributi, per gli operai del settore artigianato e commercio dell’articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, e successive modificazioni ed integrazioni”.
Come chiarito inoltre dalla circolare INPS n.29 del 2015 “il contribuente non è obbligato a versare la c.d. quota fissa e i versamenti saranno effettuati in acconto e a saldo, alle scadenze previste per le somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi. inoltre, alle scadenze previste per il pagamento degli acconti, i soggetti obbligati provvederanno anche al versamento della contribuzione di maternità, che è pari ad € 7,44 e che verrà corrisposta in due rate uguali di € 3,72”.
Per accedere i nuovi contribuenti minimi dovranno presentare apposita domanda come da allegato 3 alla circolare INPS 29 del 2015 mentre chi aveva era già un contribuente minimo deve presentare lo stesso modello di adesione per esercitare l’opzione entro il 28 febbraio di ciascun anno.
Modello Adesione Agevolazione Contributi INPS Contribuenti Minimi
Il comma 83 disciplina inoltre che al fine di fruire del regime contributivo agevolato, ossia della riduzione del 35% del contributo dovrete presentare una comunicazione telematica mediante questo formato che trovate in basso predisposto dall’INPS; i soggetti già esercenti attività d’impresa presentano, entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno, la medesima dichiarazione. Ove la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, nelle modalità indicate, l’accesso al regime agevolato può avvenire a decorrere dall’anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito, ferma restando il rispetto dei requisiti per restare nel regime. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l’Agenzia delle entrate e l’INPS stabiliscono le modalità operative e i termini per la trasmissione dei dati necessari all’attuazione del regime contributivo agevolato.
Regime Forfettario agevolato Previdenziale per il regime forfettario dei Minimi
Il Modello di adesione contenuto nella circolare 29 del 2015 dell’INPS
Allegato 3 è di seguito riportato:
All’INPS di …………………………………
Oggetto: Domanda di accesso alle agevolazioni previdenziali previste dall’art. 1 commi 77-84 della L. 23 dicembre 2014, n. 190.
__L__ sottoscritt__ ___________________________________________________________________, nat__ a _____________________________ il __________, cod. fis. ____________________________, titolare dell’impresa iscritta al N° REA ______________ avente data di inizio attività ___________________
di avvalersi delle agevolazioni previdenziali previste dall’art. 1, commi 77-84, della L. 23 dicembre 2014, n. 190.
A tal fine dichiara di essere in possesso dei requisiti previsti dall’art. 1, comma 54 ss. della citata Legge n. 190/14.
__l__ sottoscritt__ dichiara di essere consapevole:
che l’agevolazione avrà effetto dalla data d’inizio attività, qualora trattasi di nuova iscrizione;
che l’agevolazione avrà effetto dal mese di gennaio dell’anno di presentazione della presente domanda, qualora trattasi di soggetto titolare di azienda già attiva, purché la presente richiesta venga presentata, a pena di decadenza, entro il 28 febbraio dello stesso anno;
che, qualora la domanda sia presentata oltre il predetto termine, l’agevolazione per l’anno in corso non sarà riconosciuta;
che, ai sensi dell’art. 1 comma 80 e 81 legge n.190/2014, a coloro che scelgono di usufruire dell’agevolazione non si applicano le disposizioni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, né si applica la riduzione contributiva di tre punti percentuali, prevista dall’art. 1, comma 2 della legge 2 agosto 1990, n. 233;
che, qualora venissero meno i requisiti previsti per usufruire dell’agevolazione, dovrà dare immediata comunicazione a codesto Istituto attraverso l’apposito modello;
_L__ sottoscritt__ ___________________________________________________________________,
consapevole delle responsabilità penali e degli effetti amministrativi derivanti dalla falsità in atti e dalle dichiarazioni mendaci (così come previsto dagli artt. 75 e 76 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000), ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 46 e 47 del medesimo D.P.R. n. 445 del 28.12.2000
che i dati e le informazioni riportate nella presente richiesta rispondono a verità.
Se accederete ad altro regime o ne fuoriuscite, l’agevolazione cessa e si applicheranno le regole ordinarie relative al versamento dei contributi.
Per quello che concerne il periodo di imposta 2017 il contribuente che è già nel regime forfettario che vuole aderire deve presentare la domanda all’INPS entro il 28 febbraio 2017 mentre per colui che vi aderisce in corso d’anno è richiesta la massima tempestività senza che sia indicato un numero di giorni preciso oltre i quali perdete l’agevolazione.
Nel caso in cui aveste già presentato la domanda lo scorso anno e siate ancora in attività non dovrete presentarla nuovamente per il 2017 e per gli anni successivi a meno che non vi abbiate espressamente rinunciato.
Contributi INPS per il nuovo regime forfettario dei lavoratori autonomi ex Legge 190 del 2014 (modificato dalla Legge di stabilità 2016)
In questo nuovo regime invece c’è un’importante novità in quanto non esiste un contributo minimale INPS, che devo dire annientava i lavoratori autonomi in quanto erano costretti a riversare quello che guadagnavano per il versamento dei contributi INPS facendosi spesso anticipare le somme dai genitori. In questo regime quindi non si versa il contributo INPS minimale ma solo il contributo calcolato con l’aliquota della gestione separata sull’effettivo ricavo incassato. Questa previsione è stata modificata per effetto della Legge di Stabilità 2016 come descritto in premessa.
A tal proposito vi segnalo la circolare INPS n. 35 del 2016 che fornisce importanti chiarimenti in merito all’applicazione dei contributi INPS per i contribuenti che rientrano nel regime forfettario dei contribuenti minimi con patita Iva (nelle parole colorate trovate i rimandi agli approfondimenti).
Leggi gli approfondimenti nell’articolo dedicato al nuovo regime forfettario dei lavoratori autonomi con aliquota al 15% .
Vi riporto nel seguito i commi della legge 190 interessati dalla contribuzione INPS se vi dovesse essere utile consultarli direttamente:
Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (consulta la Legge 190 del 2014), art. 1, commi 76-84.
76. I soggetti di cui al comma 54 esercenti attività d’impresa possono applicare (possono per cui è una opzione da esercitare con il modello sopra riportato), ai fini contributivi, il regime agevolato di cui ai commi da 77 a 84.
77. Per i soggetti di cui al comma 76 del presente articolo non trova applicazione il livello minimo imponibile (il contributo minimo per capirci) previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali dall’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, e si applica, per l’accredito della contribuzione, la disposizione di cui all’articolo 2, comma 29, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
78. Nel caso in cui siano presenti coadiuvanti o coadiutori (non dovrebbe riguardare la maggior parte di voi in quanto trattasi di fattispecie marginale), il soggetto di cui al comma 76 del presente articolo può indicare la quota di reddito di spettanza dei singoli collaboratori, fino a un massimo, complessivamente, del 49 per cento. Per tali soggetti, il reddito imponibile sul quale calcolare la contribuzione dovuta si determina ai sensi dell’articolo 3-bis del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438, e successive modificazioni.
79. I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali da parte dei soggetti di cui al comma 76 sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi (ossia 16 giugno per saldo e primo acconto e 30 novembre per i secondi acconti)
80. Ai soggetti di cui al comma 76 del presente articolo e ai loro familiari collaboratori, già pensionati presso le gestioni dell’INPS e con piu’ di 65 anni di età, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
81. Ai familiari collaboratori dei soggetti di cui al comma 54 del presente articolo non si applica la riduzione contributiva di tre punti percentuali, prevista dall’articolo 1, comma 2, della legge 2 agosto 1990, n. 233.
82. Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno taluna delle condizioni di cui al comma 54 ovvero si verifica taluna delle fattispecie di cui al comma 57 (parliamo della fuoriuscita dal regime dei minimi). La cessazione determina, ai fini previdenziali, l’applicazione del regime ordinario di determinazione e di versamento del contributo dovuto. Il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l’impossibilità di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussistano le condizioni di cui al comma 54. Non possono accedere al regime contributivo agevolato neanche i soggetti che ne facciano richiesta, ma per i quali si verifichi il mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 54 nell’anno della richiesta stessa.
83. Al fine di fruire del regime contributivo agevolato, i soggetti di cui al comma 54 che intraprendono l’esercizio di un’attività d’impresa presentano, mediante comunicazione telematica, apposita dichiarazione messa a disposizione dall’INPS; i soggetti già esercenti attività d’impresa presentano, entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno, la medesima dichiarazione. Ove la dichiarazione sia presentata oltre il termine stabilito, nelle modalità indicate, l’accesso al regime agevolato può avvenire a decorrere dall’anno successivo, presentando nuovamente la dichiarazione stessa entro il termine stabilito, ferma restando la permanenza delle condizioni di cui al comma 54.
84. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l’Agenzia delle entrate e l’INPS stabiliscono le modalità operative e i termini per la trasmissione dei dati necessari all’attuazione del regime contributivo agevolato.
Chiarimenti dopo la nuova circolare 2 del 2016 INPS
Importanti sono anche i chiarimenti forniti dall’INPS in occasione dell’entrata nel regime dei minimi che vi segno in grassetto.
OGGETTO: Gestione previdenziale degli artigiani e degli esercenti attività commerciale. Regime contributivo agevolato ai sensi della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208.
1) Soggetti interessati, calcolo e accredito della contribuzione dovuta;
2) Esclusione dai benefici previsti per particolari categorie;
3) Modalità di entrata e di uscita dal regime agevolato e relativi termini.
Come è noto, la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. legge di stabilità 2015), art. 1, commi 76-84, ha introdotto un regime contributivo agevolato per i soggetti che possiedono i requisiti e si trovano nelle condizioni previste ai precedenti commi 54 ss.
Con circolare n. 29/15, sono stati forniti gli opportuni chiarimenti in merito alla portata applicativa della citata norma.
La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. legge di stabilità 2016), art. 1, comma 111, ha riformulato la disposizione di cui al comma 77 della legge n. 190/14, relativa alla quantificazione del contributo dovuto ed alle modalità di accredito (allegato 1).
Con la presente circolare, si forniscono istruzioni in ordine alla portata applicativa della novella.
1) Soggetti interessati, calcolo e accredito della contribuzione dovuta.
Con riferimento alle attività imprenditoriali che attribuiscono il diritto ad usufruire dell’agevolazione, il relativo elenco, suddiviso per codice Ateco e già rubricato come Allegato 4 alla legge n. 190/14, è stato interamente sostituito dal comma 112 della novella (allegato 2). (stanno parlando della tabella con il limite dei ricavi che per vostra veloce consultazione riporto)
Ai fini dell’accredito della contribuzione versata, continua ad applicarsi l’art. 2 comma 29 della legge 8 agosto 1995, n. 335, in base al quale il pagamento di un importo pari al contributo calcolato sul minimale di reddito, attribuisce il diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il pagamento. Conseguentemente, il calcolo del dovuto deriverà dall’applicazione della riduzione (-35%) prevista per legge sul contributo complessivo, riferito sia al minimale di reddito, che all’eventuale parte di reddito eccedente il minimale.
Nell’ipotesi di impresa già esistente, i contributi sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare, mentre nell’ipotesi di nuova impresa, la decorrenza coinciderà naturalmente con il mese di inizio di imposizione contributiva. Risulta in ogni caso dovuto il contributo di maternità, pari ad € 7,44 annui, da corrispondere alle scadenze previste per la contribuzione in misura fissa. Per quanto attiene ai familiari coadiuvanti/coadiutori, si ribadisce quanto già esplicitato al paragrafo 1 della circolare n. 29/15.
2) Esclusione dai benefici previsti per particolari categorie.
Nessuna modifica è stata introdotta con riferimento ai commi 80 e 81 della legge n. 190/15 (sopra riportati), pertanto si rinvia a quanto già espresso al paragrafo 2 della circolare n. 29/15. Permane infatti l’esclusione di alcuni benefici contributivi – in particolare quello previsto per i soggetti ultrasessantacinquenni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nonché la riduzione contributiva di tre punti percentuali prevista dall’art. 1, comma 2 della legge 2 agosto 1990, n. 233 per i soggetti di età inferiore ai 21 anni – per coloro che decidono di aderire al regime previdenziale agevolato e per i relativi collaboratori familiari.
L’accesso al regime previdenziale agevolato avviene sulla base di apposita dichiarazione che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto, secondo le modalità già descritte nella circolare n. 29/15, paragrafo 3, cui si rinvia.
venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio > Effetto primo gennaio anno successivo
scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato > Effetto primo gennaio anno successivo
comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire > Effetto retroattivo primo gennaio anno in corso
Nel terzo caso il regime ordinario verrà imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato. Per tutto quanto non espressamente previsto dalla presente circolare, si rinvia alla citata circolare n. 29/15 ed alle istruzioni operative diramate con messaggio n. 1035/2015
Compilazione Modello F24 Contributi INPS Gestione IVS e gestione Separata
Circolare INPS n.29-2015
Circolare INPS n.35-2016
Circolare INPS n.21-2017
[Totale: 17 Media: 2.8]
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17 Agosto 2018 at 18:24
Il suo dottore commercialista le dovrà dare dei riscontri e di lui si deve fidare….lo paga apposta per questo ed è tutelato dal fatto che se lui sbaglia si accollerà le canzoni e gli interessi (ha un assicurazione professionale obbligatoria apposta per questo).
9 Agosto 2018 at 17:35
Intanto un doveroso grazie per i vostri articoli e impegno.
una domanda io mi sono iscritto ai regimi forfettari a marzo 2017 e il commercialista non mi ha iscritto alla gestione separata INPS (sono un progratore e consuiente) ora mi ritrovo a fare la prima dichiarazione e mi sono accorto di questa mancanza cosa mi consigliate di fare ?
salve, si può ancora fare la certificazione unica 2017 riguardante il 2016?
16 Novembre 2017 at 09:11
Se l’importo è corretto questo non lo so perchè non conosco i suoi ricavi e costi. Rispetto all’anno invece si, anche se avrebbe già dovuto pagare un saldo ed un acconto a giugno. Ora fase qualcuno, forse un commercialista o una caf le potrebbero aver dato da pagare il secondo acconto.
BUONGIORNO SONO NEL REGIME DEI MINIMI DAL 2016, E DEVO VERSARE 993,00EURO AL TRIMESTRE,VORREI SAPERE SE L’IMPORTO è CORRETTO, AVENDO APERTO L’ATTIVITA’ NUOVA NEL 2016 GRAZIE
2 Maggio 2017 at 06:53
2 Maggio 2017 at 06:38
Sono nel regime dei minimi
È possibile che debba spendere 1300 euro ogni 3 mesi .maggio .agosto.novembre..febbraio.
Incassando sotto i 35 mila euro?
24 Marzo 2017 at 21:38
Buonasera, vorrei segnalare che nel regime forfettario e con limite a 30.000 €, è matematicamente impossibile (da quanto mi risulta) ottenere l’accredito di 12 mesi di contributi in quanto anche incassando 30.000 € non si raggiunge il minimale contributivo (3.613 €) ma al massimo 3.539 € (11,75 mesi).
Anche a voi risulta così? a me sembra assurdo…
11 Settembre 2016 at 08:25
In base al codice attività loro dovrebbero avere non ricordo male una tabella di pronto utilizzo. MI successe una volta di parlare con un operatore e chiedergli consigli a proposito. La tabella comunque dovrebbe essere dedotta dalla tipologia di attività che, in questo caso assimilerei alla gestione separata salvo controindicazioni espresse dell’INPS
10 Settembre 2016 at 08:52
Rapportato ai mesi dell’anno dall’inizio a al 31 dicembre