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Timestamp: 2020-08-04 03:38:47+00:00
Document Index: 183331102

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 295', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 383', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 25688 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25688 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 14/12/2016, (ud. 21/11/2016, dep.14/12/2016), n. 25688
sul ricorso 652/2012 proposto da:
MYLINE SRL;
avverso la sentenza n. 118/2010 della COMM. TRIB. REG. di VENEZIA,
depositata il 19/11/2010;
1. La CTR Veneto con la sentenza in atti ha ritenuto che i principi in materia di litisconsorzio tra società di persone e soci delle medesime affermato dalle SS.UU. 14815/2008 sia applicabile anche al contenzioso che riguardi soci e società di capitali sulla base della considerazione che la specificità del litisconsorzio tributario – ravvisabile ogni qualvolta che l’atto impositivo debba essere unitario coinvolgendo nell’unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione una pluralità di soggetti – “debba valere anche per le società di capitali a ristretta base sociale in quanto il maggior reddito eventualmente accertato in capo alla società si ritiene poi effettivamente ed automaticamente distribuito ai soci”.
Per la cassazione di detta decisione l’Agenzia delle Entrate oggi ricorrente si affida ad un solo motivo di ricorso, al quale non ha replicato la parte.
2.1. Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate motiva la propria impugnazione eccependo la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, in quanto, diversamente dall’assunto affermato dalla CTR, “l’orientamento ormai consolidato di codesto Suprema Corte ha limitato la regola del litisconsorzio necessario ai soli casi di accertamenti emessi nei confronti di una società di persone, non anche con riferimento a una società di capitali, a prescindere dalla sua ristretta base sociale”.
Vale invero richiamare a conforto di ciò il principio affermato da questa Corte secondo cui, sebbene in caso di pendenza separata dei procedimenti relativi all’accertamento del maggior reddito contestato ad una società di capitali e di quello di partecipazione contestato al singolo socio l’accertamento tributario nei confronti della società costituisca un indispensabile antecedente logico-giuridico di quello nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano, ciò comporta solo che il giudizio nei confronti del socio debba essere sospeso, ai sensi del combinato disposto del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 1 e art. 295 c.p.c., in attesa del passaggio in giudicato della sentenza emessa nei confronti della società, non ricorrendo, invero, nella specie com’è per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario (22654/15; 19119/15; 23323/14).
2.3. Avendo palesemente ignorato il detto principio di diritto la sentenza impugnata è perciò incorsa nella denunciata violazione di legge e va conseguentemente cassata.
3. Accolto il ricorso e cassata dunque la sentenza, la causa va rinviata avanti alla CTR Veneto per il seguito ai sensi dell’art. 383 c.p.c., comma 1.
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e rinvia avanti alla CTR Veneto che, in altra composizione, provvederà pure alla liquidazione delle spese del presente giudizio.