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Timestamp: 2019-05-23 22:44:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 85', 'art. 98', 'art. 59', 'art. 116', 'art. 85', 'art. 95', 'art. 51', 'art. 98', 'art. 7', 'art. 453', 'art. 95', 'art. 85', 'art. 85', 'art. 90', 'art. 84', 'art. 10', 'art. 95', 'art. 85', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 98', 'art.98', 'art. 51']

Apertura tutela - Forum Enti.it
Messaggioda CRISTIANO » 02/07/2004, 15:53
Devo fare una pubblicazione di matrimonio; sull'atto di nascita della sposa (riconosciuta solo dalla madre) vi è l'annotazione di apertura di tutela apposta nel 1987 quando la ragazza era quattordicenne.
Vorrei essere sicuro che ciò non possa influire sulla capacità di contrarre matrimonio o che, comunque, per procedere, debba esserci l'annotazione di chiusura.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 02/07/2004, 16:26
Influisce. Infatti, la tutela ha riguardo alla capacita' ed e' necessaria la sua chiusura per dare contezza che essa sia stata dovuta unicamente al fatto, forse, del decesso del genitore e non proseguita di seguito per interdizione (art. 85 CC).
L'USC non puo' presumere una motivazione e dare per scontata la chiusura della tutela, perche' cio' comportrebbe attivita' giurisdizionale, che gli e' preclusa.
Di norma, la tutela (del minore rimasto orfano, ma anche negli altri casi vale altrettanto) e' chiusa non dopo il mero raggiuntimento della maggiore eta', ma con l'approvazione del rendiconto da parte del tutore.
E' probabile che la tutela sia stata effettivamente chiusa, ma l'annotazione non eseguita (magari per il 'vecchio' flusso delle annotazioni che richiedeva l'autorizzazione del pubblico ministero (= procuratore della Repubblica), per cui e' suggeribile che la parte interessata prenda contatti con la cancelleria del tribunale (giudice tutelare), di modo che - se effettivamente chiuisa - venga trasmessa la comunicazione che cosnente di provvedere all'annotazione ex Form. n. 127.
In difetto, trova applicazione l'art. 98 CC e l'art. 59, 1 RSC.
francaventi
Messaggioda francaventi » 12/07/2006, 12:36
Sono stata richiesta di eseguire la pubblicazione di matrimonio tra un cittadino italiano qui residente ed una cittadina straniera in possesso del nulla osta previsto dall'art. 116 C.C.. Sull'atto di nascita dello sposo è apposta l'annotazione di apertura di tutela per interdizione, mentre non vi è annotazione di chiusura. Devo farmi parte diligente presso il Tribunale competente per sapere se si tratta di interdizione giudiziale o legale e capire se posso procedere con le pubblicazioni? (Se si trattasse di interdizione legale devo far intervenire il tutore?) Oppure devo opporre rifiuto?
Messaggioda catone » 13/07/2006, 08:40
informarti non è male, perchè così sei a conoscenza della situaziopne reale. Comunque l'impedimento al matrimonio è dato dall'interdizione, per cui non puoi rifiiutare la pubblicazione (come giustifichi sul certificato di rifiuto che devi rilasciare obbligatoriamente?). Io direi invece che una volta ricevuta la pubblicazione devi informare il giudice tutelare, che se ne ravvisa le condizioni, si opporrà al matrimonio.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 14/07/2006, 13:22
Se vi e' stata annotazione non puo' che essere stata un'interdizione giudiziale, costituente impedimento al matrimonio (art. 85, 1 CC); se fosse un'interdizione legale non dovrebbe essere neppure stata annotata e se lo sia, fatte salve le azioni per danno che l'interessato puo' sollevare nei confronti del responsabile, l'interessato potrebbe richiedere un decreto di rettificazione (art. 95 RSC) che ordini la cancellazione dell'indebita annotazione.
In presenza di un'annotazione di interdizione, sussistendo un impedimento al matrimonio, l'USC che l'accerti in occasione di quanto previsto dall'art. 51, 2 RSC, DEVE provvedere (art. 98 CC e art. 7 RSC) al rifiuto delle pubblicazioni, motivandolo con la sussistenza dello specifico impedimento.
Nell'eventualita' che l'interdizione sia stata chiusa (dopo il rendiconto da parte del tutore), l'interessato potra' farsi parte diligente affinche' il cancelliere provvede alla comunicazioni cui e' tenuto (e fino alla chiusura della tutela non e' nelle condizioni di contrarre matrimonio).
In materia di diritti personali e personalissimi, il tutore non ha alcun ruolo.
Messaggioda catone » 14/07/2006, 13:45
Dott. Scolaro, èpurtroppo fino all'entrata in vigore del nuovo regolamento i tribunali facevano annottare anche le interdizioni giudiziali, e noi eravamo obbligati a farlo. Ecco perchè non meraviglia ed anche perchè non vi è colpa da parte del collega che ha provveduto all'annotazione.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 14/07/2006, 15:54
... non tutti i tribunali .... (e, comunque, valeva sempre l'art. 453 CC ...).
Messaggioda francaventi » 08/08/2006, 11:01
La tutela a nome del futuro sposo è stata aperta in data 17.05.2000 ed il Tribunale, interpellato in merito, ha risposto che trattasi di tutela per interdizione legale. Posso procedere con le pubblicazioni? Devo far intervenire il tutore già in sede di pubblicazioni o solo durante il matrimonio per la scelta del regime patrimoniale? Con quali modalità?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 08/08/2006, 12:23
L'interdizione legale (quale pena accessoria) non andava, mai, annotata. Se sia stato fatto, occorre procedere, ex art. 95 RSC, per ottenere dal tribunale un decreto di rettificazione che 'cancelli' l'indebita annotazione (registrazione).
L'intedizione legale (= pena accessoria) non incide sui diritti personali e personalissimi, ne' ammette - MAI! - rappresentanza, con la conseguenza che il tutore non puo' mai intervenire nei procedimenti di pubblicazioni (di riconoscimento di filiazione natuerale ecc.) in quanto eccedono la portata delle funzioni di tutela.
Se si trattasse di interdizione giudiziale, vi sarebbe l'impedimento al matrimonio ex art. 85, 1 CC, il quale sussiste (fatti salvi i provvedimenti giurisdizionali che accertino che la persona non sia giudizialmente interdetta) fino a che non sia 0'cancellata' l'indebita, ed erronea, annotazione.
Messaggioda Ospite » 09/03/2007, 12:31
Egr. Dott. Scolaro,
la persona soggetta ad interdizione legale può scegliere il regime patrimoniale all'atto della celebrazione del matrimonio senza l'assistenza di alcuno?
E, per quanto riguarda gli inabilitati ed i minori di età, devono essere assistiti rispettivamente dal curatore e dal tutore?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 10/03/2007, 11:02
Fermo restando che l'interdetto giudiziale si trova nell'impedimento dell'art. 85 CC e, quindi, non puo' contrarre matrimonio, l'interdetto legale conserva la capacita' personale, cioe' quella che attiene agli atti personali e personalissimi (tra cui, ultimi, rientra quello a contrarre matrimonio).
Tuttavia e' sprovvisto della capacita' di agire per gli atti (patrimoniali), per i quali, in suo luogo, deve agire il rappresentante (tutore).
Quindi, poiché il tutore non puo' concorrere in sede di matrimonio, questi (e l'altro sposo/coniuge) non può che fare ricorso che ad atto pubblico, il quale puo' essere stipulato anche prima della celebrazione del matrimonio (ma i suoi effetti si avranno, in tal caso, con il matrimonio) oppure stipulato dopo la celebrazione.
L'inabilitato puo', invece, essere assistito, per questo, dal curatore.
Il minore analogamente puo' essere assistituto dal curatore, che per altrro deve essere stato nominato (art. 90 CC) con il decreto del tribunale per i minorenni di cui all'art. 84 CC. Se tale nomina non sia avvenuta, occorrerebbe richiedere un decreto al trib.minorenni di integrazione al precedente.
Messaggioda Marion » 12/03/2007, 22:55
Nel corso di un procedimento di pubblicazioni matrimoniali, è emerso che nell'atto di nascita di uno dei nubendi è stata riportata annotazione di apertura di tutela. Da informazioni assunte presso il G.T. l'apertura di tutela si riferisce ad un provvedimento di interdizione legale; l'annotazione è stata pertanto erroneamente apposta. Chiedo se, una volta verificato, attraverso l'acquisizione del certificato generale del Casellario Giudiziale, che si tratta di interdizione legale e non giudiziale, sia possibile dar luogo alle pubblicazioni, anche senza che risulti sull'atto di nascita la chiusura della tutela.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 13/03/2007, 10:27
Ma, ovviamente, tale annotazione va 'cancellata' con decreto di rettificazione .......
Messaggioda Ospite » 05/11/2010, 09:49
Mi trovo in una situazione analoga a quella specificata sopra.
Cioè sull'atto di nascita di uno dei miei nubendi vi è l'annotazione di apertura di tutela (e basta, non vi è nemmeno la nomina di tutore)
Sentito telefonicamente il tribunale mi dice che l'interdizione è legale, pensa accessoria di condanna penale. Sarebbe anche matura da chiudere (fine pena nel 2006) ma la volontaria giurisdizione non vuole acquisire d'ufficio il certificato di fine pena e la parte ha problemi nel produrglielo.
Al di là di questo io avevo pensato di scrivere al Tribunale per avere una risposta scritta che l'interdizione è legale, ma anche se ho una risposta scritta essa "supera" l'annotazione e quindi posso procedere subito alle pubblicazioni, o per rimuovere l'impedimento devo aspettare che venga effettuata ufficialmente l'annotazione di chiusura o meglio ancora l'annotazione che rettificando "annulla" l'annotazione?
Lo chiedo perchè i tempi in questo caso sono importanti in quanto la moglie essendo straniera ha un nulla osta al matrimonio che scade a giorni.
Seconda domanda: è corretto che io mi attivi in questo modo facendo una richiesta al tribunale o piuttosto dovrebbe attivarsi solo la parte??
Perchè se non sono tenuta a fare indagini io, farei invece un preavviso di rigetto (art. 10 del procedimento amministrativo), specificando nella motivazione la presenza dell'annotazione, e assegnando quindi alle parti l'onere di presentarmi dei documenti che dimostrano che lì'impedimento non sussiste, assegnandogli un termine per sbloccare la situazione.
So che loro hanno anche un avvocato e non vorrei fare cose che non mi competono (o NON fare cose che sarei tenuta a fare)
La richiesta di pubblicazione è stata fatta il 9 ottobre ma non ancora rigettata perchè eravamo d'accordo oralmente coi nubendi che avrei provato a intercedere col Tribunale per indagare il motivo di questa tutela e le possibili opzioni (lui non sospettava inizialmente il motivo di questa tutela).
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 05/11/2010, 10:00
Trattandosi d'interdizione legale, tale annotazione non doveva proprio essere eseguita. E va provveduto, con il procedimento di rettificazione (art. 95, 1 RSC) alla sua cancellazione.
Per altro, fino a che tale annotazione sussista, e non potendo (non svolgem, ne' puo' svolgere funzioni giurisdizionali) l'USC valutare le motivazioni che abbiano portato a tale apertyura di tutela (oltretutto, dato che e' stata apposta l'annotazione deve essere presunta che sia stata dovuta ad interdizione giudiziale, proprio per l'inammissibilita' di una tale annotazione se si trattasse di inetrdizione legale, aspetti che solo il tribunale puo' accertare, in sede di decreto di rettificazione), deve presumersi l'impedimento di cui all'art. 85, 1 CC.
L'art. 95, 1 RSC indica espressamebnte chi sia legittimato a presentare ricorso (anche se l'art. 95, 2 RSC individua una legittimazione, anche, in capo ad altro soggetto, cioe' in capo al pubblicvo ministero).
Si ricorda come alle dichiaarzioni ex art. 51, 1 RSC, seguano le attivita' di cui all'art. 51, 2 RSC e solo dopo possono applicarsi gli artt. 53 e 54 RSC (o, se del caso, l'art. 98 CC). Quesot ultimo (art.98 CC), potrebbe, a certe condizioni, operare immediatamente dopo le dichiaarzioni ex art. 51, 1 RSC (come, a rigore, sarebbe ilc aso segnalato).
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