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Timestamp: 2019-02-21 08:08:31+00:00
Document Index: 23252262

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 10', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Diario quotidiano dell'8 settembre 2014: sconto sulle tasse comunali per chi sistema uno spazio pubblico | Commercialista Telematico
Diario quotidiano dell'8 settembre 2014: sconto sulle tasse comunali per chi sistema uno spazio pubblico
1) Raccomandate postali sempre esenti da Iva
2) Cassazione: ristrutturazioni aziendali e procedura di licenziamento
3) Cassazione: eccessive malattie e licenziamento per scarso rendimento
4) Niente iscrizione retroattiva all’albo degli artigiani
5) Sconto sulle tasse comunali per chi sistema uno spazio pubblico
6) Confisca: per decidere la sproporzione si considerano anche gli importi evasi
7) A Roma la riunione degli esperti fiscali delle Nazioni Unite: al centro dei lavori il Transfer Pricing
8) Gestione Separata Committenti: emissione comunicazione debitoria per anno di competenza 2013
Le raccomandate e assicurate continuano ad essere esenti Iva. Lo afferma l’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) con una nota.
Pare scongiurato il pericolo di veder aumentare il costo delle raccomandate e assicurate a causa dell’applicazione dell’Iva ordinaria al 22%.
A seguito di alcuni annunci che sollevavano la questione interpretando la norma introdotta in sede di conversione in legge del decreto “competitività” (D.L. 91/2014 convertito nella Legge 116/2014, art. 32-bis che modifica il Dpr 633/72, art. 10), Poste Italiane ha chiarito, con una lettera al quotidiano Italia Oggi con la quale richiama la stessa normativa, che l’Iva non deve essere applicata perché raccomandate e assicurate fanno parte dei servizi universali offerti a condizioni e prezzi standard, non suscettibili di negoziazione individuale.In effetti, osserva la nota dell’ADUC, la normativa suddetta, che va a modificare la legge sull’IVA (Dpr 633/72), prevede, come deroga all’esenzione sui servizi postali universali, che dal 21/8/2014 l’Iva si applica sulle prestazioni di servizi e le cessioni di beni ad esse accessorie, le cui condizioni siano state negoziate individualmente.
La questione non é nuova. Già nel 2013 l’autorità Antitrust (garante della concorrenza e del mercato) aveva ingiunto a Poste Italiane di applicare l’Iva sui servizi universali negoziati individualmente pur se allora la normativa non lo prevedeva, richiamando la sentenza della Corte di Giustizia europea che consente di disapplicare una legge in presenza di comportamenti di imprese in contrasto con il divieto di abuso di posizione dominante.
Nel provvedimento veniva richiamata anche un’altra sentenza della stessa Corte che precisava che l’esenzione Iva non poteva riguardare servizi le cui condizioni siano state negoziate individualmente.
In conclusione, la novità é che la normativa italiana si é adeguata ai dettami europei ma che per l’utente postale non cambia nulla, perché raccomandate, assicurate, posta ordinaria (ex prioritaria) e posta massiva sono servizi forniti a condizioni e prezzi standardizzati. Diverso il discorso nel caso in cui il prezzo degli stessi servizi fosse oggetto di contrattazione (per esempio tra un’azienda e le Poste): in tal caso l’Iva al 22% andrebbe applicata.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18675 del 4 settembre 2014, ha stabilito che la cessione di ramo d’azienda – prevista dall’articolo 2112 del c.c. – e quindi la successiva procedura di licenziamento collettivo del personale può essere invocata soltanto qualora preesista una autonomia funzionale ed organizzativa dell’area ceduta e non quando, ciò venga “ad hoc” creato quale contenitore per trasferirvi le risorse umane considerate in eccesso.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014, ha confermato la legittimità del licenziamento, da parte del datore di lavoro, di un lavoratore che con le sue malattie agganciate principalmente ai giorni di riposo, aveva fornito “una prestazione lavorativa non sufficiente e proficuamente utilizzabile dall’azienda”.
Secondo i giudici della Suprema Corte, il licenziamento non…