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Timestamp: 2017-11-24 18:59:36+00:00
Document Index: 59962619

Matched Legal Cases: ['art. 162', 'art. 162', 'art. 193', 'art. 168', 'art. 169', 'art. 169', 'art. 107', 'art. 153', 'art. 192', 'art. 205', 'art. 119', 'art. 202', 'art. 205', 'art. 203', 'art. 204', 'art. 205', 'art. 205', 'art. 194', 'art.191', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 119', 'art. 41', 'art. 31', 'art. 23', 'art. 229', 'art. 230', 'art. 826', 'art. 826', 'art. 816', 'art. 230']

PubblicatoRosabella Tarantino Modificato 3 anni fa
1 CORSO AVANZATO – II LIVELLO “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili CORSO AVANZATO – II LIVELLO “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
2 T.U.E.L. INQUADRAMENTO NORMATIVO GENERALE DI RIFERIMENTO
Situazione quo-ante L.142/90 e L. 421/92 D. Lgs 77/95: Ordinamento finanziario e contabile D.Lgs 267/2000 (TUEL) Delega sul nuovo TUEL (Codice delle Autonomie) Principi contabili enti locali ( ) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
3 Legge 142 “ordinamento delle autonomie locali”
I risultati di gestione sono rilevati anche mediante contabilità economica; Definisce la materia dei controlli sugli atti; Introduce per gli enti locali il collegio dei revisori (controllo sulla regolarità contabile, ma anche sull’efficienza, produttività ed economicità della gestione). Legge 241 /1990 … L’attività amministrativa è retta da criteri di economicità ed efficacia Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
4 Dlgs 29/1993 (modificato e integrato dal Dlgs 80/1998)
Separazione tra funzioni di indirizzo (affidate agli organi di governo) e funzioni di controllo (affidate ai dirigenti); Introduce il controllo di gestione come strumento per la verifica dell’efficacia / efficienza/ economicità; Attribuisce ai dirigenti la responsabilità dei risultati; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
5 Dlgs 77/1995 “ordinamento finanziario e contabile degli enti locali”
Introduce esplicitamente il controllo di gestione; Stabilisce che sia predisposto il PEG; Prevede in sede di rendicontazione la redazione del Conto economico; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
6 Sistema di programmazione
Pianificazione  si fissano le linee strategiche di medio/lungo periodo; Programmazione si fissano obiettivi di breve periodo e le azioni operative per raggiungerli; Informazioni previsioni obiettivi piani attuazione controllo azioni correttive. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
7 Pianificazione strategica
Fasi Documenti Pianificazione strategica Linee programmatiche RPP Bilancio pluriennale Programma triennale dei lavori pubblici Programmazione RPP (per la parte relativa al primo esercizio) Bilancio annuale Elenco annuale dei lavori pubblici Budgeting PEG
8 Il sistema informativo-contabile degli EE.LL.
Bilancio di previsione Scritture d’esercizio (co.fin. e co.ec.) Rendiconto della Gestione Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il bilancio annuale di previsione è il documento nel quale sono riportate le previsioni di entrata e di spesa riferite all’esercizio successivo. I principi, le caratteristiche e le competenze in materia di programmazione e previsione sono definiti nel T.U.E.L. dagli artt Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
Il Bilancio annuale di previsione è redatto secondo competenza finanziaria-giuridica, in quanto fa riferimento alle entrate e alle spese per le quali sorga il diritto della riscossione e l’obbligo al pagamento. Con il Bilancio di previsione ed i suoi allegati sono individuate tutte le attività che l’Ente prevede di svolgere nel periodo di riferimento, nonché le competenze degli organi di governo e quelle dei responsabili gestionali. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
11 Principi di redazione del Bilancio
I principi di redazione del bilancio sono i seguenti: unità; annualità; universalità; integrità; veridicità ( ed attendibilità); pareggio finanziario; pubblicità Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
12 Principi di redazione del Bilancio
UNITA’: Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese, salvo le eccezioni di legge. ANNUALITA’: Le previsioni di entrata e di spesa debbono essere riferite all’arco temporale di un anno Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
13 Principi di redazione del Bilancio UNIVERSALITA’ E INTEGRITA’:
E’ obbligo comprendere tutte le previsioni di entrata e di spesa e iscrivere ciascuna voce per il suo ammontare integrale, ovvero senza compensazioni. Sono altresì vietate le gestioni di entrata e di spesa fuori dal bilancio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
14 Principi di redazione del Bilancio
VERIDICITA’: Le previsioni di entrata e di spesa debbono essere reali ed attendibili. Un’informazione ha la qualità di attendibilità quando è scevra di errori rilevanti e pregiudizi e può quindi essere considerata dagli utilizzatori come fedele rappresentazione di ciò che essa tende o dovrebbe tendere a rappresentare. Tanto più l’informazione è significativa tanto più si deve evitare che la sua rappresentazione sia potenzialmente ingannevole. (Postulati dei Principi contabili degli Enti Locali) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
15 Principi di redazione del Bilancio
PUBBLICITA’: E’ obbligo dare ampia diffusione dei contenuti significativi e caratteristici del Bilancio, secondo le modalità indicate nello Statuto e nel Regolamento di Contabilità. PAREGGIO FINANZIARIO: E’ obbligo prevedere il totale delle entrate uguale al totale delle spese Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
16 Equilibrio Servizi per Conto Terzi
Equilibrio di Parte Corrente Il totale del titolo I delle Spese sommato alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non può essere complessivamente superiore alle previsioni dei primi tre titoli delle Entrate e non può avere altra forma di finanziamento salvo le eccezioni di legge. Equilibrio Servizi per Conto Terzi Le previsioni e gli accertamenti di entrata conservano l’equivalenza con le previsioni e gli impegni di spesa Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
17 Struttura del Bilancio
Il bilancio di previsione annuale è composto da due parti, una relativa all’entrata e una relativa alla spesa. Entrate e spese sono classificate in titoli. Le entrate sono classificate in VI Titoli, secondo la fonte di provenienza; la spesa è classificata in IV Titoli, secondo la classificazione economica. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
18 L’unità elementare della entrata è la risorsa;
Unita’ elementari L’unità elementare della entrata è la risorsa; L’unità elementare della spesa è l’intervento; L’unità elementare dei servizi per conto terzi è il capitolo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
19 Entrata TITOLO I – Entrate Tributarie
I Titoli dell’entrata sono: TITOLO I – Entrate Tributarie TITOLO II – Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti TITOLO III – Entrate Extratributarie TITOLO IV – Trasferimenti in conto capitale TITOLO V - Accensione di prestiti TITOLO VI - Entrate da servizi per conto terziC Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
20 Categoria III: Tributi speciali ed altre entrate proprie
Titolo I Categoria I: Imposte Categoria II: Tasse Categoria III: Tributi speciali ed altre entrate proprie Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
21 Titolo II Contributi e trasferimenti correnti dello Stato
Contributi e trasferimenti correnti della Regione Contributi e trasferimenti dalla Regione per funzioni delegate Contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari internazionali Contributi e trasferimenti correnti da altri enti del settore pubblico Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
22 Titolo III Proventi dei servizi pubblici Proventi dei beni dell’Ente
Interessi su anticipazioni e crediti Utili netti da aziende speciali e partecipate Proventi diversi Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
23 Titolo IV Alienazione di beni patrimoniali
Trasferimenti di capitale dallo Stato Trasferimenti di capitale dalla Regione Trasferimenti di capitale da altri enti del settore pubblico Trasferimenti di capitale da altri soggetti Riscossioni di crediti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
24 Anticipazioni di cassa Finanziamenti a breve termine
Titolo V Anticipazioni di cassa Finanziamenti a breve termine Assunzioni di mutui e prestiti Emissione di prestiti obbligazionari Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
25 Titolo VI Ritenute previdenziali ed assistenziali Ritenute erariali
Altre ritenute al personale Depositi cauzionali Rimborsi spese Rimborso di anticipazione di fondi per i servizi economato Depositi per spese contrattuali Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
26 I titoli della spesa sono:
TITOLO I- Spese correnti TITOLO II – Spese in conto capitale TITOLO III – Spese per rimborso prestiti TITOLO IV – Spese per servizi per conto terzi Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
27 Titolo I Intervento Personale
Acquisto di beni di consumo e materie prime Prestazione di servizi Utilizzo beni di terzi Trasferimenti Interessi passivi ed oneri diversi Imposte e tasse Oneri straordinari della gestione corrente Ammortamenti Fondo svalutazione crediti Fondo di riserva Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
28 Titolo II Intervento: Acquisizione di beni immobili
Espropri e servitù onerose Acquisto di beni specifici per realizzazioni in economia Utilizzo di beni di terzi per realizzazioni in economia Acquisizione di beni mobili, macchine e attrezzature Incarichi professionali Trasferimenti di capitale Partecipazioni azionarie Conferimenti di capitale Concessioni di crediti e anticipazioni Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
29 Rimborso anticipazioni di cassa Rimborso finanziamenti a breve
Titolo III Rimborso anticipazioni di cassa Rimborso finanziamenti a breve Rimborso quota di capitale di mutui e prestiti Rimborso di prestiti obbligazionari Rimborso di quota capitale di debiti pluriennali Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
30 Si rimanda al Titolo VI delle Entrate
Titolo IV Si rimanda al Titolo VI delle Entrate Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
31 Riepilogo generale ENTRATE SPESE TITOLO I: Spese correnti
TITOLO I: Entrate tributarie TITOLO II: Entrate da contributi e trasferimenti TITOLO III: Entrate extratributarie TITOLO IV: Entrate da alienazioni e da trasferimenti di capitale TITOLO V: Entrate derivanti da accensione di prestiti TITOLO VI: Entrate da servizi per conto terzi Avanzo di amministrazione presunto SPESE TITOLO I: Spese correnti TITOLO II: Spese in c/capitale TITOLO III: Spese per rimborso prestiti TITOLO IV: Spese per servizi per conto di terzi Disavanzo di amministrazione presunto Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
32 Allegati al Bilancio Sono allegati al Bilancio annuale di previsione:
La relazione previsionale e programmatica Il Bilancio Pluriennale Il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione Le risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle unioni dei comuni, aziende speciali, consorzi, istituzioni, società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce La deliberazione di verifica delle quantità e qualità delle aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie Il programma triennale dei lavori pubblici Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
33 Allegati al Bilancio Le deliberazioni con le quali sono determinati, per l’esercizio successivo, le tariffe e le aliquote d’imposta per i servizi locali e a domanda individuale e i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi. La tabella relativa ai parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
34 Bilancio pluriennale Il bilancio pluriennale ha durata pari a quello della Regione di appartenenza e comunque non inferiore a tre anni, con osservanza dei principi del bilancio annuale escluso quello dell’annualità. Il bilancio pluriennale comprende il quadro dei mezzi finanziari che si prevede di destinare, per ciascuno degli anni considerati, sia alla copertura di spese correnti che al finanziamento delle spese di investimento Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale, che per il primo anno coincidono con quelli del bilancio annuale, hanno carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa e sono aggiornati annualmente in sede di approvazione del bilancio di previsione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 34
35 VERIFICA DEGLI EQUILIBRI
1.Verifica pareggio finanziario ed equivalenza dei servizi per c/terzi; 2. Verifica equilibrio corrente; 3. Verifica correlazione fra entrate a destinazione specifica o vincolata per legge e spese con esse finanziate; 4. Verifica dell’effettivo equilibrio di parte corrente; 5. Verifica dell’equilibrio di parte straordinaria. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
36 Equilibrio di parte corrente
L’art. 162 co.6 del D.lgs. 267 /2000 recita come segue: “Le previsioni di competenza relative alle spese correnti sommate alle previsioni di competenza relative alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari non possono essere complessivamente superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli dell’entrate e non possono avere altre forme di finanziamento.” Entrate correnti (titoli I+II+III) = Spese correnti + quote di prestiti in scadenza Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
37 Equilibrio di parte corrente
(segue) L’art. 162 co. 6 del D.lgs. 267 /2000 fa salve le eccezioni previste per legge, quali, ad esempio, i proventi delle concessioni edilizie che vengono iscritte al Titolo IV delle entrate e che possono finanziare la spesa corrente fino ad un massimo del 75%. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
38 Equilibrio di parte corrente
(segue) Occorre precisare che il principio contabile n. 3 ai punti 45 e 46 stabilisce che le spese correnti di cui al titolo I comprendono le spese relative alla normale gestione dei servizi pubblici e si distinguono in: Spese per il personale; Acquisto di beni e servizi; Utilizzo di beni di terzi; Contributi e/o trasferimenti; Interessai passivi e altri oneri finanziari; Imposte e tasse; Oneri straordinari della gestione corrente; Ammortamenti; Fondo Svalutazione Crediti; Fondo di Riserva. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
39 Equilibrio di parte corrente
(segue) Le spese in c/capitale di cui al titolo II, comprendono invece gli investimenti diretti e indiretti. Gli investimenti diretti comportano un incremento patrimoniale dell’ente, gli investimenti indiretti si riferiscono di norma a trasferimenti in conto capitale destinati specificamente alla realizzazione di investimenti a cura di un terzo soggetto. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
40 Equilibrio di parte corrente
(segue) La difesa degli equilibri di bilancio ha un valore essenziale per una corretta gestione dell’ente ed è importante per la prevenzione di una possibile situazione di dissesto. E’ quindi necessario che l’ente attivi un efficace controllo di gestione utilizzando tutte le tecniche per tenere costantemente sotto controllo gli equilibri di bilancio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
(segue) Il Legislatore stabilisce che, durante la gestione e nelle variazioni di bilancio, gli enti locali debbano rispettare il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
42 Il Responsabile del Servizio Finanziario
Il garante del mantenimento degli equilibri di bilancio durante la gestione è il responsabile del servizio finanziario il quale deve verificare la copertura finanziaria su ogni impegno di spesa e dare il visto di regolarità contabile. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
43 Il Responsabile del Servizio Finanziario
Il regolamento di contabilità disciplina le segnalazioni obbligatorie dei fatti e delle valutazioni che il responsabile del servizio finanziario è tenuto a fare al rappresentante dell’ente, al presidente del consiglio comunale, al segretario comunale, all’’organo di revisione ove si rilevi che la gestione delle entrate o delle spese correnti evidenzi il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri suddetti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 43
44 Il Responsabile del Servizio Finanziario
Generalmente il responsabile del servizio finanziario una volta venuto a conoscenza degli elementi pregiudizievoli per gli equilibri di bilancio, li comunica entro 7 gg. Il consiglio provvede, entro 30 gg dal ricevimento della segnalazione, anche su proposta della giunta comunale, al riequilibrio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
45 VERIFICA DEGLI EQUILIBRI
L’art. 193 co. 2 del TUEL recita che, con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell’ente e comunque almeno una volta entro il 30 settembre di ciascun anno, l’organo consiliare provvede con delibera ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi ed in tale sede da atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio, per il ripiano dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto approvato e, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo di amministrazione o di gestione, adotta le misure per ripristinare il pareggio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
46 Altri equilibri di bilancio
Pareggio finanziario: Entrate di competenza = spese di competenza; Equivalenza dei servizi per c/terzi; Equilibrio Fonti/impieghi: A ogni spesa in c/capitale devono corrispondere uno o più stanziamenti di entrata indicanti le relative fonti di finanziamento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
47 Equilibrio Fonti /impieghi
Entrate correnti Spese correnti Entrate in c/capitale Spese in c/capitale Accensione di prestiti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
48 Equilibrio di parte straordinaria
L’equilibrio di parte straordinaria viene raggiunto quando l’entrate esposte nei titoli IV e V eguagliano le spese del titolo II. Le entrate di cui al titolo V vanno depurate dell’eventuale anticipazione di tesoreria. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
49 L’equilibro di servizi per conto di terzi
Il bilancio dei servizi per conto di terzi ( c.d. partite di giro) comprende tutte quelle operazioni poste in essere dall’ente in nome e per conto di altri soggetti, ma in ogni caso estranee al patrimonio dell’ente. Le entrate dei servizi per conto di terzi sono allocate in bilancio al titolo VI mentre le spese sono allocate al titolo IV. Le stesse hanno un effetto figurativo perché l’ente è al tempo stesso creditore e debitore. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
50 L’equilibro di servizi per conto di terzi
Secondo quanto disposto dall’art. 168 del TUEL e dai principi contabili, nelle entrate e nelle spese relative ai servizi per conto di terzi, si possono fare rientrare i movimenti finanziari relativi alle seguenti fattispecie: Ritenute erariali; Ritenute previdenziali e assistenziali; Depositi cauzionali; Rimborso dei fondi economali anticipati all’economo; Depositi e la loro restituzione per spese contrattuali; Entrate e spese per servizi effettuati per conto di terzi come ad esempio, le elezioni europee, politiche, regionali o provinciali. L’equilibrio viene raggiunto quando il titolo VI delle Entrate eguaglia il titolo IV delle Spese. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
51 Definizione e contenuti
Relazionale e previsionale e programmatica RPP Definizione e contenuti La Relazione previsionale e programmatica è il primo documento da redigere nel processo di formazione del bilancio. Definisce gli obiettivi generali da raggiungere nel medio termine e le risorse disponibili (Pianificazone Strategica). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
52 Relazionale e previsionale e programmatica
Segue La RPP costituisce una evidenziazione generale delle attività che l’ente vuole realizzare per il raggiungimento degli obiettivi pianificati nel medio termine nell’ambito di un determinato scenario operativo. La RPP racchiude l’intero panorama programmatorio sia in termini di tempo che in termine di contenuti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
53 Relazionale e previsionale e programmatica
segue La RPP si compone delle seguenti parti: Pianificazione Strategica; Programmazione Strategica. Gli schemi per la redazione della RPP sono obbligatori e predisposti dal legislatore a decorrere dell’esercizio finanziario 2000. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
54 Contenuti e articolazioni
Relazionale e previsionale e programmatica RPP Contenuti e articolazioni Gli schemi previsti dal Legislatore contengono le indicazioni minime necessarie. L’ente ha quindi la facoltà di introdurre ulteriori elementi. E’ dovere dell’Ente Locale integrare l’informativa minima richiesta ove questa sia utile per dare una rappresentazione veritiera e corretta dei futuri andamenti dell’ente e del processo di formulazione dei programmi Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
55 Relazionale e previsionale e programmatica
Segue Relazionale e previsionale e programmatica Il modello previsto dal Legislatore è articolato in sei sezioni: Caratteristiche generali; Analisi delle risorse; Programmi e Progetti; Stato di attuazione dei programmi; Rilevazione per il consolidato dei conti pubblici; Coerenza dei programmi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
56 Caratteristiche generali
Sezione 1. 1.1 Popolazione; 1.2 Territorio; 1.3 Servizi; 1.4 Economia Insediata; 1.5 Elementi di organizzazione (solo per comunità montane); Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
57 Analisi delle risorse Sezione 2. 2.1 Fonti di finanziamento;
2.2.1 Entrate tributarie; 2.2.2 Contributi e trasferimenti correnti; 2.2.3 Proventi extra tributari; 2.2.4 Contributi e trasferimenti in c/capitale; 2.2.5 Proventi e oneri di urbanizzazione: 2.2.6 Accensione di prestiti; 2.2.7 Riscossione di crediti e anticipazione di cassa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
58 Programmi e progetti Sezione 3.
3.1 Considerazioni generali e motivata dimostrazione delle variazioni rispetto all’esercizio precedente; 3.2 Obiettivi degli organismi gestionali dell’ente; 3.3 Quadro generale degli impieghi per programma; 3.4 Informazioni sui programmi; 3.5 Risorse correnti in c/capitale per la realizzazione del programma; 3.6 Spesa prevista per la realizzazione del programma; 3.7 Descrizione dei progetti; 3.8 Spesa prevista per la realizzazione dei singoli progetti; 3.9 Riepilogo programmi per fonti di finanziamento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
59 Stato di attuazione dei programmi
Sezione 4. 4.1 Elenco delle opere pubbliche finanziate negli anni precedenti e non realizzate (in tutto o in parte); 4.2 Considerazione sullo stato di attuazione dei programmi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
60 Coerenza dei Programmi
Stato di attuazione dei programmi Sezione 5. 5.1 Dati analitici di cassa dell’ultimo consuntivo deliberato dal consiglio. Coerenza dei Programmi Sezione 6. 6.1 Valutazioni finali della programmazione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
61 PIANIFICAZIONE STRATEGICA
La pianificazione strategica ha come obiettivo quello di permettere all’ente di comprendere su quali aree strategiche può intervenire ed è caratterizzata dalle seguenti fasi: Ricognizione delle caratteristiche generali; Individuazione degli obiettivi; Valutazione delle risorse; Scelta delle opzioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
62 PROGRAMMAZIONE STRATEGICA
La programmazione strategica ha come obiettivo quello di permettere all’Ente di individuare i programmi e gli eventuali progetti da realizzare al fine di soddisfare le esigenze emerse nella fase di pianificazione. E’ caratterizzata dalla fase di individuazione e redazione dei programmi e dei progetti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
63 Individuazione e redazione di programmi e progetti
Questa fase riguarda il processo di formazione dell’indirizzo che deve portare alla definizione dei programmi e progetti per l’azione amministrativa, partendo da obiettivi generali. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
64 DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA
Il programma è un complesso coordinato di attività, anche normative, relative alle opere da realizzare ed interventi diretti e indiretti per il raggiungimento di un fine prestabilito nel più vasto piano generale di sviluppo dell’ente. Può essere compreso all’interno di una sola funzione dell’ente, ma può anche estendersi a più funzioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
65 CONTENUTO DEL PROGRAMMA
Il contenuto del programma è l’elemento fondamentale della struttura del bilancio e il perno intorno a cui definire i rapporti tra organi politici (consiglio, giunta, sindaco/presidente), e tra questi e la struttura dell’ente, nonché per la corretta informazione sui contenuti effettivi delle scelte dell’amministrazione agli utilizzatori del sistema di bilancio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
66 CONTENUTO DEL PROGRAMMA
Segue CONTENUTO DEL PROGRAMMA Per ciascun programma la relazione deve inoltre evidenziare: 1. La spesa prevista; 2. Le informazioni sul programma; La descrizione del programma; La motivazione delle scelte; La finalità da conseguire; Le risorse umane da impiegare; Le risorse strumentali da utilizzare; La coerenza con i piani regionali; 3. Le fonti di finanziamento correnti ed in c/capitale classificate secondo la loro provenienza. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
67 DEFINIZIONE DEL PROGETTO
La definizione del progetto si realizza attraverso l’articolazione del programma costituito da un insieme organico di iniziative e attività dirette al raggiungimento dell’obiettivo evidenziato nell’ambito di ciascun programma. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
68 CONTENUTO DEL PROGETTO
Per ciascun progetto la relazione deve specificare: 1. Le informazioni sul progetto; Numero e descrizione del progetto; Numero del programma di riferimento; Nome del responsabile; Motivazione delle scelte; Finalità da conseguire; Risorse Umane da impiegare; Risorse strumentali da utilizzare. 2. La spesa prevista per la realizzazione del progetto suddivisa in Spesa consolidata e Spesa di Sviluppo, sia corrente che di investimento ed espressa in termini percentuali sul totale delle spese finali.
69 Pianificazione strategica (planning): Si compone di due parti:
RIEPILOGO R.P.P. Ha carattere generale ed è riferita a un periodo pari a quello del bilancio pluriennale; Pianificazione strategica (planning): Si compone di due parti: Descrizione del contesto generale del territorio (dati fisici e morfologici, economia insediata, bisogni da soddisfare); Descrizione delle risorse finanziarie disponibili e programmi di spesa E’ allegata al bilancio annuale di previsione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
70 RIEPILOGO R.P.P. Programmi (definiscono le linee generali dell’ente in termini di obiettivi da raggiungere e di risorse da impiegare); Progetti (costituiscono una suddivisione dei programmi di cui definiscono le specifiche modalità di realizzazione); La suddivisione della spesa in programmi è obbligatoria, mentre è facoltativa la specificazione dei singoli progetti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
71 RIEPILOGO R.P.P. Esplicita la compatibilità tra ripartizione delle risorse e obiettivi programmatici Nello Stato è accompagnata dalle relazioni programmatiche di settore e da leggi pluriennali di spesa Negli Enti locali analizza il contesto territoriale (popolazione insediata, bisogni da soddisfare) e quantifica le risorse disponibili. Stabilite le priorità descrive i programmi di spesa, disarticolandoli ove previsto in progetti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
72 Elementi particolarmente significativi della R.P.P.
Obbligo di motivare scostamenti di spesa di un determinato programma rispetto a quanto preventivato nell’esercizio precedente Obbligo di descrivere dettagliatamente il programma e di indicarne le finalità Specificazione degli obiettivi da raggiungere per i dirigenti (interventi di spesa da attuare con le risorse assegnate) Obbligo di dimostrare la coerenza tra quanto contenuto nella RPP e altri documenti di programmazione Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
73 Piano esecutivo di gestione
Definizione Il Piano esecutivo di gestione è il documento attraverso il quale la giunta affida, in modo formalizzato, obiettivi gestionali e risorse ad essi funzionali ai dipendenti dell’ente posti a capo di un centro di responsabilità. Questo ultimo viene definito dal Legislatore come “Centro di Costo”. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
74 Soggetti Obbligati Ai sensi dell’art. 169 del TUEL, i comuni con popolazione superiore a abitanti e le comunità montane, sono tenuti alla redazione del PEG. L’Organo esecutivo determina, sulla base del bilancio approvato da Consiglio Comunale, in via definitiva gli obiettivi di gestione, attribuendoli ai responsabili dei servizi, unitamente alle dotazioni necessarie. Con il PEG devono essere individuati dei parametri gestionali (indicatori), di guida alla struttura operativa e tali da essere raffrontabili nelle verifiche periodiche e a consuntivo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 74
75 Contenuti Il PEG è il documento attraverso il quale è stata formalizzata la separazione tra l’attività di indirizzo politico e quella di gestione. La prima è stata affidata al bilancio di previsione e ai suoi allegati che sono deliberati dal consiglio, la seconda invece è affidata al Piano Esecutivo di Gestione deliberato dalla giunta. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
76 Il controllo di gestione ed il PEG
Con l’introduzione del PEG il Legislatore ha inteso introdurre un primo approccio al controllo di gestione. Difatti per redigere il PEG è necessario individuare una unità organizzativa (Centro di costo) e affidare le risorse umane, finanziare e strumentali per il loro conseguimento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
77 Piano esecutivo di gestione
Il PEG si divide in: Sezione Descrittiva; Sezione Contabile. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
78 Sezione Descrittiva La sezione descrittiva deve contenere i dati extracontabili necessari al fine di esprimere il contenuto dell’attività gestione e l’eventuale impatto che essi hanno sul territorio. In tale sezione sono sviluppati gli obiettivi, per ogni progetto sono riportati inoltre i risultati attesi per mezzo di indicatori i quali devono essere in grado di esprimere sia il contenuto economico (efficienza o produttività) sia quello qualitativo (efficacia). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
79 Sezione contabile Nella sezione contabile vengono valorizzate le entrate che si prevede di conseguire e le spese, per l’acquisizione dei fattori economici, che si prevede di sostenere nel futuro periodo amministrativo. Sia le entrate che le spese offrono un dettaglio informativo di maggiore analisi rispetto a quello del bilancio di previsione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
80 Responsabilità dei risultati
Sulla base del bilancio di previsione annuale la giunta definisce il PEG determinando gli obiettivi di gestione e affidando gli stessi ai responsabili dei servizi. A questi ultimi, individuati con delibera di giunta, vengono inoltre affidate le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi di programma. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
81 Disaggregazione delle informazioni
Il PEG disaggrega in maniera più articolata (capitoli e centri di costo) rispetto al bilancio di previsione sia le risorse in entrata che i servizi e gli interventi della spesa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
82 Piano esecutivo di gestione
Negli enti obbligati alla redazione del PEG : I servizi sono suddivisi in centri di costo; I centri di costo sono suddivisi in capitoli. Esempio funzione di istruzione pubblica: Servizio scuola elementare  centro di costo  mensa scolastica Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 82
83 CENTRI DI COSTO Centro di costo si definisce un ambito funzionale con a capo un responsabile, al quale sono affidate in modo formalizzate le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi predefiniti. L’art. 169 del TUEL definisce centro di costo un centro di responsabilità ottenuto dalla disaggregazione dei servizi di bilancio. Dovendo esprimere la correlazione tra risorse e obiettivi assegnati ad ogni responsabile di servizio, il centro di costo deve essere individuato nell’organigramma dell’ente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
84 Responsabile di servizio
Il PEG deve essere costruito intorno alla figura del responsabile di servizio, questi è individuato ai senso dell’art. 107 co. 1 del TUEL e con le modalità fissate nei regolamenti di organizzazione e funzionamento degli uffici e dei servizi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
85 Responsabile di servizio (segue)
I dipendenti che possono divenire responsabili di servizio, a seguito dell’entrata in vigore dell’ultimo contratto collettivo nazionale, sono quelli appartenenti alla categoria D, in assenza dei quali, la responsabilità può essere affidata a dipendenti della categoria C e B. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
86 Assenza di figure dirigenziali
Nei comuni minori dove, escludendo il segretario comunale, vi è completa assenza di figure dirigenziali, il ruolo apicale possono essere affidati a chiunque. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
87 Autonomia Gestionale Il PEG conferisce ai responsabili di servizi un’autonomia gestionale nei confronti del responsabile del servizio finanziario o di ragioneria, il quale deve comunque attestare la veridicità delle previsioni di entrata e la compatibilità delle previsioni di spesa avanzate dai vari servizi da iscriversi nel bilancio annuale o pluriennale (art. 153 co. 4 del TUEL). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
88 Autonomia Gestionale L’autonomia consiste nel fatto che deve essere il responsabile a determinare l’impegno di spesa e, nel rispetto dell’art. 192 del TUEL, a condurre la contrattazione fino a definire la fase di liquidazione dell’impegno assunto. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
89 Variazioni al PEG L’autonomia Gestionale è ulteriormente valorizzata dal fatto che i dipendenti responsabili possono proporre le variazioni del PEG suggerite dall’andamento gestionale, con modalità definite dal regolamento di contabilità. Tali variazioni dovranno essere accolte dalla giunta o comunque motivate se disattese. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
90 Analisi dell’indebitamento
Costituiscono indebitamento per gli enti locali le seguenti fattispecie: Assunzione di mutui; Aperture di credito ex art. 205 bis. Del TUEL; Emissioni di prestiti obbligazionari; Cartolarizzazioni dei flussi futuri di entrata; Cartolarizzazione con corrispettivo iniziale inferiore all85% del prezzo di mercato dell’attività oggetto di cartolarizzazione valutato da un’unità indipendente e specializzata; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
91 Analisi dell’indebitamento
Operazioni di cartolarizzazione accompagnate da garanzie fornite da amministrazioni pubbliche; Cartolarizzazione e cessione di crediti vantati verso amministrazioni pubbliche; Operazioni di cessione o cartolarizzazione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi per i cui pagamenti l’Ente assume nuove obbligazioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 91
92 Analisi dell’indebitamento
L’art. 119 co.6 della Costituzione recita: “ I comuni, le province, le città metropolitane e le regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.” Inoltre l’art. 202 del TUEL prevede che il ricorso all’indebitamento da parte degli enti locali è ammesso esclusivamente nelle forme previste dalle leggi vigenti in materia e per la realizzazione degli investimenti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
93 Analisi dell’indebitamento
La Cassa depositi e prestiti è l’Ente competente istituzionalmente ad erogare finanziamenti per sostenere gli investimenti del settore degli enti locali. La stessa ha inoltre emanato la circolare n. 1253/2003 con la quale vengono individuate le linee guida sugli investimenti finanziabili con i fondi della stessa cassa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
94 Analisi dell’indebitamento
Costituiscono indebitamento per gli enti locali le seguenti fattispecie: Assunzione di mutui; Aperture di credito ex art. 205 bis. Del TUEL; Emissioni di prestiti obbligazionari; Cartolarizzazioni dei flussi futuri di entrata; Cartolarizzazione con corrispettivo iniziale inferiore all85% del prezzo di mercato dell’attività oggetto di cartolarizzazione valutato da un’unità indipendente e specializzata; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 94
95 Analisi dell’indebitamento
L’indebitamento può finanziare: Acquisto, costruzione ristrutturazione e manutenzione straordinaria di immobili residenziali e non residenziali; Acquisto, demolizione, ristrutturazione, recupero e manutenzione straordinaria di opere e impianti; Acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto e altri beni mobili ad uso pluriennale; Oneri per beni immateriali ad uso pluriennale; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
96 Analisi dell’indebitamento
Acquisizioni aree espropri e servitù onerose; Partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale; Trasferimenti in c/capitale destinati ad investimenti a cura di altro ente appartenente alla pubblica amministrazione; Interventi aventi finalità pubblica volti al recupero e alla valorizzazione del territorio; Debiti fuori bilancio di parte corrente maturati entro il 7/11/2001. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 96
97 Analisi dell’indebitamento
L’art. 203 del TUEL prevede che il ricorso all’indebitamento e' possibile solo se sussistono le seguenti condizioni : avvenuta approvazione del rendiconto dell'esercito del penultimo anno precedente quello in cui si intende deliberare il ricorso a forme di indebitamento; avvenuta deliberazione del bilancio annuale nel quale sono incluse le relative previsioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
98 Analisi dell’indebitamento
Ove nel corso dell'esercizio si renda necessario attuare nuovi investimenti o variare quelli già in atto, l'organo consiliare adotta apposita variazione al bilancio annuale, fermo restando l'adempimento degli obblighi di cui al comma 1. Contestualmente modifica il bilancio pluriennale e la relazione previsionale e programmatica per la copertura degli oneri derivanti dall'indebitamento e per la copertura delle spese di gestione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 98
99 Analisi dell’indebitamento
L’art. 204 sottolinea il fatto che l'ente locale può assumere nuovi mutui solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 25 per cento delle entrate relative al primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
100 Analisi dell’indebitamento
Costituiscono indebitamento per gli enti locali le seguenti fattispecie: Assunzione di mutui; Aperture di credito ex art. 205 bis. Del TUEL; Emissioni di prestiti obbligazionari; Cartolarizzazioni dei flussi futuri di entrata; Cartolarizzazione con corrispettivo iniziale inferiore all85% del prezzo di mercato dell’attività oggetto di cartolarizzazione valutato da un’unità indipendente e specializzata; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 100
101 Analisi dell’indebitamento
Per le comunità montane si fa riferimento ai primi due titoli delle entrate. Per gli enti locali di nuova istituzione si fa riferimento, per i primi due anni, ai corrispondenti dati finanziari del bilancio di previsione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
102 Analisi dell’indebitamento
Costituiscono indebitamento per gli enti locali le seguenti fattispecie: Assunzione di mutui; Aperture di credito ex art. 205 bis. Del TUEL; Emissioni di prestiti obbligazionari; Cartolarizzazioni dei flussi futuri di entrata; Cartolarizzazione con corrispettivo iniziale inferiore all85% del prezzo di mercato dell’attività oggetto di cartolarizzazione valutato da un’unità indipendente e specializzata; Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 102
103 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
L'art. 194 del Tuel disciplina l'ambito e le procedure di riconoscibilità dei debiti fuori bilancio, ossia delle obbligazioni maturate senza che sia stato adottato il dovuto adempimento per l’assunzione dell’impegno di spesa previsto dall’art.191, commi 1-3, del D.Lgs.267/2000. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
104 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
La nozione di debito fuori bilancio attiene alla patologia delle fasi del perfezionamento del procedimento di spesa degli enti locali, potendo essere riferito sia ad obbligazioni sorte nell'esercizio in corso sia a rapporti giuridici risalenti ad esercizi precedenti. Il Ministero dell’Interno, con Circolare 20 settembre 1993 n. F.L. 21/1993 ha definito il debito fuori bilancio come “un’obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di danaro che grava sull’ente (…..) assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli Enti Locali”. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
105 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
Con riferimento ai requisiti generali che il debito deve avere ai fini del riconoscimento, il Ministero dell’Interno ha indicato questi caratteri: - certezza, cioè effettiva esistenza dell’obbligazione di dare; - liquidità, nel senso che deve essere individuato il soggetto creditore, il debito sia definito nel suo ammontare e l’importo sia determinato o determinabile mediante una semplice operazione di calcolo aritmetico; - esigibilità, nel senso che il pagamento non sia dilazionato da termine o subordinato a condizione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
106 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
Già la Corte dei Conti, con deliberazione n. 30 del 24/11/1986 aveva disegnato un primo profilo concettuale della materia, rilevando, innanzitutto che alla determinazione dell’effettivo avanzo di amministrazione devono concorrere non solo i residui passivi risultanti dalle scritture contabili, ma anche gli altri eventuali residui passivi (definibili “di fatto”) ricollegati in nesso causale con il mancato rispetto in passato delle regole giuscontabili proprie della gestione degli enti locali. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
107 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
Il debito fuori bilancio viene così definito dal giudice contabile come un’obbligazione assunta al di là degli stanziamenti del bilancio di previsione, ovvero che si sarebbe potuta assumere a termini di autorizzazione del bilancio preventivo, e che tuttavia non è stata assunta ritualmente sotto il profilo del diritto amministrativo e dell’ordinamento giuscontabile in particolare. In altri termini è l’ipotesi delle obbligazioni assunte o comunque sorte senza far luogo a regolare impegno e senza tramutarsi successivamente in residuo passivo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
108 I DEBITI FUORI BILANCIO: Inquadramento normativo
La citata deliberazione della Corte si conclude con l’indicazione della necessità che “la bozza di conto consuntivo sia portata all’esame del consiglio comunale accompagnata da un elenco dei debiti fuori bilancio, a firma del sindaco e del segretario”. L’elencazione deve inoltre contenere la certificazione che non esistono altri debiti fuori bilancio. Stante la evidente difficoltà per sindaci e segretari di rilasciare una certificazione di tale genere, si rende quindi necessario che il testo della certificazione sia tale da ricomprendere “oltre che lo stato degli atti di ufficio e la conoscenza personale dei fatti di gestione, anche l’acquisita dichiarazione di tutti coloro i quali possano o debbano essere a conoscenza di debiti fuori bilancio”. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
109 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento Il debito fuori bilancio, dunque, è un debito perfezionatosi giuridicamente ma non contabilmente: ne consegue che l'atto di riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio da parte del consiglio dell'ente fa coincidere i due aspetti giuridico e contabile in capo al soggetto che l'ha riconosciuto; cosicchè il mancato riconoscimento da parte del consiglio non soltanto non consente a quel debito di entrare nella sfera patrimoniale dell'ente, ma sposta l'obbligazione giuridicamente perfezionatasi in capo all'autore dell'indebitamento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
110 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento L'attribuzione al consiglio dell'ente di riconoscerne la legittimità risponde alla duplice esigenza di dotare tale organo della piena conoscenza, conferendogli l'assoluta responsabilità della decisione, ma anche di permettere al medesimo la valutazione sul fine pubblico conseguito (utilitas) e sulla condotta dell'amministratore che quel debito ha originato con un atto, un provvedimento, un fatto, un comportamento, anche omissivo. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
111 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento I requisiti di riconoscibilità dei debiti fuori bilancio individuati nelle circolari Ministero interni n. F.L. 22/89 e F.L. 21/93 consistono nel fine pubblico conseguito, nella regolarità della fornitura e nella congruità dei prezzi. Il debito assunto a carico del bilancio andrebbe, quindi, formalizzato e verrebbe posto in pagamento anche ratealmente, nel qual caso gli interessi di dilazione, se richiesti dal creditore, andrebbero opportunamente riconosciuti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
112 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento La delibera di riconoscimento deve essere adottata ogni qualvolta si rendesse necessario e con la periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell'ente locale. Ove l'indagine conoscitiva desse esiti negativi, perché ad esempio non si fosse realizzata alcuna utilità pubblica dalla condotta amministrativa che diede origine alla sentenza, il consiglio potrebbe dichiararsi estraneo a quel debito. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
113 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento I debiti fuori bilancio di cui il consiglio è competente a riconoscerne la legittimità sono quelli elencati dalla legge e rispondono ad una delle seguenti fattispecie: a) le sentenze passate in giudicato o immediatamente esecutive. Per sentenze passate in giudicato si intendono quelle nei cui confronti non è più ammesso alcun mezzo di impugnazione e pertanto divengono esecutive nei loro effetti. Le sentenze immediatamente esecutive sono quelle per le quali il giudice, in pendenza dell'ulteriore grado di giudizio, dichiara la provvisoria esecutorietà tra le parti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
114 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento b) La copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni. La legge autorizza il riconoscimento dei debiti fuori bilancio relativi a disavanzi degli enti strumentali a cui è affidata la gestione di specifici servizi. Il disavanzo è ripianabile secondo quanto previsto dagli statuti, convenzioni o atti costitutivi dei predetti enti strumentali a condizione che il loro bilancio sia stato deliberato in pareggio e che il disavanzo sia derivato esclusivamente da fatti di gestione, ossia da minori accertamenti di entrate, o da maggiori spese impreviste o straordinarie. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
115 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento c) La ricapitalizzazione di società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici locali. Il richiamo è alla sola ricapitalizzazione che costituisce l'unica forma, specificamente disciplinata dalle norme civilistiche, di ripiano delle perdite delle società miste strumentali per l'esercizio di servizi dell'ente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
116 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento d) Le procedure espropriative o occupazioni di urgenza. Le procedure espropriative per opere di pubblica utilità hanno un iter procedimentale abbastanza complesso sia per quanto riguarda la definizione del provvedimento ablatorio sia per quanto riguarda la determinazione dell'indennità di esproprio e di occupazione. All'atto dell'emissione del decreto di esproprio viene altresì fissata l'indennità da corrispondere all'espropriato che, se l'accetta, si limiterà a sottoscrivere l'atto di cessione volontaria. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
117 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento Se, però, non dovesse accettare l'indennità determinata dall'ente espropriante, quest'ultimo è tenuto ad effettuarne il deposito presso la Cassa depositi e prestiti in attesa dell'esito del giudizio che l'espropriato solitamente instaura in caso di mancata accettazione. Nei casi in cui la misura della indennità determinata dalla sentenza o dall'accordo stragiudiziale dovesse risultare maggiore dell'indennità prevista al momento del provvedimento di espropriazione o di occupazione, la parte della indennità eccedente la somma a suo tempo impegnata costituirà un debito fuori bilancio in quanto non prevista e non impegnata nel bilancio dell'anno finanziario in cui sono stati adottati i predetti provvedimenti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
118 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento e) L'acquisizione di beni e servizi in violazione delle regole sull'impegno. Questa possibilità è ammessa per le sole spese disposte nell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza dell'ente, a condizione che siano accertati e dimostrati: a) l'utilità pubblica; b) l'arricchimento senza giusta causa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
119 I DEBITI FUORI BILANCIO: Riconoscimento
L'elemento che caratterizza l'utilità pubblica è l'individuazione dell'apprezzamento del requisito della vantaggiosità pubblica, apprezzamento effettuato in via generale dal legislatore. In ogni caso si deve ammettere che sono da qualificarsi di per sé utili e vantaggiose le spese specificatamente previste per legge, nonché quelle strettamente connesse a funzioni pubbliche obbligatorie per legge da attuarsi secondo scelte discrezionali dell'amministrazione locale. L'arricchimento corrisponde alla diminuzione patrimoniale sofferta senza giusta causa dal soggetto che ha fornito beni e servizi, da indennizzare nei limiti dell'arricchimento ottenuto dall'ente. Ciò comporta che il quantum del debito riconoscibile da parte dell'ente dovrà essere pari alla minor somma tra l'arricchimento dell'ente e la diminuzione patrimoniale subita dal terzo. L'arricchimento coincide con il prezzo di mercato nel caso di beni e servizi, o con quanto previsto dalle tariffe dei vari ordini nel caso di prestazioni professionali. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
120 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Riconoscimento Nel caso di incarichi professionali, la diminuzione patrimoniale coincide con il mancato guadagno, da determinarsi eventualmente anche ex art c.c.. La parte residua di debito che rimane al di fuori del riconoscimento operato dall'ente va posta a carico del funzionario che ha concorso alla formazione del debito fuori bilancio e solo a quest'ultimo il terzo potrà rivolgersi per la completa soddisfazione del proprio credito. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
121 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura Spetta al regolamento di contabilità stabilire la periodicità delle sedute consiliari convocate al fine di procedere al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ed alla loro copertura, ma la legge impone, comunque, che una sessione debba tenersi almeno una volta entro il 30 settembre di ciascun anno. In presenza di disavanzo di amministrazione o di debiti fuori bilancio emergenti dall'ultimo rendiconto deliberato è fatto divieto, fino all'adozione dei provvedimenti di riequilibrio, di assumere impegni o pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
122 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura Il riconoscimento di un debito promanante da una sentenza, è atto obbligatoriamente assumibile entro e non oltre l'esercizio nel quale quella sentenza è divenuta nota all'ente. La presenza di debiti fuori bilancio ai quali non sia stato fatto fronte validamente con i mezzi di copertura previsti dalla legge obbliga il consiglio dell'ente a dichiarare lo stato di dissesto, pena lo scioglimento del consiglio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
123 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura Con la delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio si deve provvedere ad indicare i mezzi finanziari destinati alla loro copertura, completandosi in questo modo il procedimento che ha per fine quello di far rientrare nella corretta gestione di bilancio quelle spese che ne erano del tutto fuori. La legge disciplina le modalità di pagamento ed il reperimento dei mezzi finanziari a copertura dei debiti fuori bilancio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
124 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura È consentito di farvi fronte con ogni mezzo finanziario a disposizione dell'ente, ad eccezione delle entrate provenienti dall'assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica destinazione per legge, nonché con i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili. Inoltre, l'ente locale può convenire con i creditori un piano di rateizzazione del pagamento del debito di durata non superiore a tre anni, compreso quello in corso. E’ ammesso anche il ricorso a mutui, ai sensi degli artt. 202 e seg. del T.U., salvo quanto disposto dal comma 4 dell’art. 41 della legge finanziaria per il 2002. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
125 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura Quest’ultimo aspetto merita particolare attenzione. A seguito della legge costituzionale n. 3/2001, che ha consentito agli enti locali di indebitarsi esclusivamente per le spese di investimento (art. 119 Cost.), l’art. 41, comma 4, legge n. 448/2001 ha chiarito che il ricorso ai mutui per la copertura dei debiti fuori bilancio è ammesso solo per quei debiti maturati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge costituzionale n. 3/2001. Fa eccezione a tale principio la disciplina prevista per il risanamento degli enti locali dissestati. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
126 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Copertura In particolare, si fa presente che il comma 15 dell’art. 31 della legge 289/2002 (legge finanziaria per il 2003), nell’abrogare le disposizioni del T.U.E.L. relative al risanamento degli stessi, fa salva l’applicazione delle medesime disposizioni a favore di quegli enti che hanno adottato la deliberazione di dissesto prima dell’entrata in vigore della legge cost. n. 3/2001. Pertanto, gli enti dissestati, rientrando nelle fattispecie previste dalla citata disposizione, possono assumere mutui per il ripiano dell’intero indebitamento pregresso, compreso quello di parte corrente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
127 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Competenza Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio spetta all'organo consiliare, che deve non solo e non tanto sanare una o più spese assunte senza impegno, quanto verificare che ciò non pregiudichi gli equilibri di bilancio. E' stata avanzata in dottrina l'ipotesi che tale compito, qualora non comporti variazioni di bilancio, spetti all'organo gestionale (responsabile di servizio o settore) in conformità al normale regime delle competenze di spesa. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
128 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Competenza In realtà, anche in tal caso l'insorgenza di debiti si riflette in qualche modo sui programmi approvati a inizio esercizio (sul Peg, se non addirittura sulla relazione previsionale). Occorre pertanto un provvedimento di natura programmatica e quindi politica: si potrebbe procedere mediante delibera di giunta, se lo stanziamento è capiente, o di consiglio, se occorre modificare il bilancio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
129 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Competenza L’esclusiva competenza all’organo consiliare si giustifica agevolmente tenuto conto della eccezionalità della procedura di riconoscimento dei debiti fuori bilancio (che importa la sostanziale modifica delle decisioni di bilancio precedentemente adottate e comunque una valutazione di alcuni episodi profondamente disfunzionali per l’organizzazione amministrativa) e della necessità di escludere possibili conflitti di interessi nelle decisioni in materia di riconoscimento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
130 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Competenza E’ controversa la natura della deliberazione da adottare da parte del consiglio per il riconoscimento del debito fuori bilancio. Che l’atto di riconoscimento del consiglio sia un atto dovuto e vincolato è indicato da una recente pronuncia della Cassazione (Cass. Civ., Sez. I, 16/6/2000 n. 8223). Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
131 I DEBITI FUORI BILANCIO:
Competenza La deliberazione consiliare di riconoscimento del debito fuori bilancio va allegata in copia al rendiconto della gestione in corso ai sensi dell’articolo 193, comma 2, del D.Lgs.267/2000. L’art. 23, comma 5, della legge 289/2002 (legge finanziaria 2003) ha infine disposto che i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono trasmessi agli organi di controllo ed alla competente procura della Corte dei conti. L’organo di revisione deve verificare che i provvedimenti di riconoscimento di debiti gli siano trasmessi nonché inviati alla competente procura della Corte dei Conti. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
132 RENDICONTO DELLA GESTIONE: ART. 227 Tuel
La dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico ed il conto del patrimonio. Il rendiconto è deliberato dall'organo consiliare dell'ente entro il 30 Aprile dell'anno successivo, tenuto motivatamente conto della relazione dell'organo di revisione. La proposta è messa a disposizione dei componenti dell'organo consiliare prima dell'inizio della sessione consiliare in cui viene esaminato il rendiconto entro un termine, non inferiore a venti giorni, stabilito dal regolamento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
133 RENDICONTO DELLA GESTIONE: ART. 227 Tuel
Sono allegati al rendiconto: a) la relazione dell'organo esecutivo di cui all'articolo 151, comma 6; b) la relazione dei revisori dei conti di cui all'articolo 239, comma 1, lettera d);	c) l'elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
134 IL CONTO DEL BILANCIO: ART. 228 Tuel
1. Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione autorizzatoria contenuta nel bilancio annuale rispetto alle previsioni. 2. Per ciascuna risorsa dell'entrata e per ciascun intervento della spesa, nonché per ciascun capitolo dei servizi per conto di terzi, il conto del bilancio comprende, distintamente per residui e competenza: a) per l'entrata le somme accertate, con distinzione della parte riscossa e di quella ancora da riscuotere; b) per la spesa le somme impegnate, con distinzione della parte pagata e di quella ancora da pagare. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
135 IL CONTO DEL BILANCIO: ART. 228 Tuel
3. Prima dell'inserimento nel conto del bilancio dei residui attivi e passivi l'ente locale provvede all'operazione di riaccertamento degli stessi, consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto od in parte dei residui. 4. Il conto del bilancio si conclude con la dimostrazione del risultato contabile di gestione e con quello contabile di amministrazione, in termini di avanzo, pareggio o disavanzo. 5. Al conto del bilancio sono annesse la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale e la tabella dei parametri gestionali con andamento triennale. Le tabelle sono altresì allegate al certificato del rendiconto. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
136 IL CONTO DEL BILANCIO: ART. 228 Tuel
6. Ulteriori parametri di efficacia ed efficienza contenenti indicazioni uniformi possono essere individuati dal regolamento di contabilità dell'ente locale. 7. Il Ministero dell'interno pubblica un rapporto annuale, con rilevazione dell'andamento triennale a livello di aggregati, sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali indicati nella apposita tabella di cui al comma 5. I parametri a livello aggregato risultanti dal rapporto sono resi disponibili mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 8. I modelli relativi al conto del bilancio e le tabelle di cui al comma 5 sono approvati con il regolamento di cui all'articolo 160. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
137 CONTO ECONOMICO: ART. 229 Tuel
Definizione e finalità “Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi dell’attività dell’ente secondo criteri di competenza economica. Comprende gli accertamenti e gli impegni del Conto del bilancio, rettificati al fine di costituire la dimensione finanziaria dei valori economici riferiti alla gestione di competenza, le insussistenze e sopravvenienze derivanti dalla gestione dei residui e gli elementi economici non rilevati nel Conto del patrimonio”. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
138 CONTO ECONOMICO: ART. 229 Tuel
b) I componenti reddituali positivi: TRIBUTARI DA TRASFERIMENTI SERVIZI PUBBLICI CONCESSIONI DIVERSI PROVENTI Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
139 CONTO ECONOMICO: ART. 229 Tuel
b) I componenti reddituali negativi: PERSONALE ACQUISTI VARIAZIONI DI RIMANENZE PRESTAZIONI DI SERVIZI BENI DI TERZI TRASFERIMENTI IMPOSTE E TASSE QUOTE DI AMMORTAMENTO COSTI Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
140 CONTO ECONOMICO: ART. 229 Tuel
c) Aspetti formali Il Conto economico è redatto secondo uno schema a forma scalare in base al modello n. 17 del D.P.R. 194 del 1996 In tale schema le voci sono classificate secondo la loro natura e con la qualificazione dei risultati parziali e del risultato economico finale La forma scalare è sicuramente più espressiva e più “leggibile” di quella a sezioni divise e consente di ottenere la rilevazione dei risultati parziali sicuramente più utili ai fini di un’analisi della situazione economica dell’ente oltre che, la comparabilità dei conti economici di diverse amministrazioni o dello stesso ente nel tempo Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
141 CONTO ECONOMICO: ART. 229 Tuel
d) Contabilità economica e prospetto di conciliazione “Gli enti locali, ai fini della predisposizione del rendiconto della gestione, adottano il sistema di contabilità che più ritengono idoneo per le proprie esigenze” “Al conto economico è accluso un prospetto di conciliazione che, partendo dai dati finanziari della gestione corrente del conto del bilancio, con l’aggiunta di elementi economici, raggiunge il risultato economico. I valori della gestione non corrente vanno riferiti al patrimonio” Strumento per trasformare i valori finanziari in valori economico-patrimoniali Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCA
142 PROSPETTO DI CONCILIAZIONE : art. 229 Tuel comma 9
Al Conto Economico è accluso un prospetto di conciliazione che, partendo dai dati finanziari della gestione corrente del conto del bilancio, con l’aggiunta di elementi economici, raggiunge il risultato finale economico. I valori della gestione non corrente vanno riferiti al patrimonio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
143 PROSPETTO DI CONCILIAZIONE: ART. 229 Tuel
d) Integrazioni e rettifiche INTEGRAZIONI E RETTIFICHE ALLE ENTRATE E SPESE CORRENTI Dagli accertamenti di competenza vengono aggiunti i: Ratei attivi finali Risconti passivi iniziali Dagli accertamenti di competenza vengono sottratti i: Ratei attivi iniziali Risconti passivi finali Dagli impegni di competenza vengono aggiunti i: Ratei passivi finali Risconti attivi iniziali Dagli impegni di competenza vengono sottratti i: Ratei passivi iniziali Risconti attivi finali Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCA
144 PROSPETTO DI CONCILIAZIONE: ART. 229 Tuel
d) Integrazioni e rettifiche INTEGRAZIONI E RETTIFICHE ALLE ENTRATE E SPESE NON CORRENTI Gli accertamenti di competenza vengono rettificati dalle: Plusvalenze Insussistenze del passivo Sopravvenienze attive Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione Gli impegni di competenza vengono rettificati dalle: Minusvalenze Insussistenze dell’attivo Sopravvenienze passive Quote di ammortamento d’esercizio Variazione delle rimanenze di materie prime e/o beni di consumo Accantonamento per svalutazione crediti Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
145 PROSPETTO CONTO ECONOMICO
PROVENTI DELLA GESTIONE 1) Proventi tributari 2) Proventi da trasferimenti 3) Proventi da servizi pubblici 4) Proventi da gestione patrimoniale 5) Proventi diversi 6) Proventi da concessioni da edificare 7) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni 8) Variazioni nelle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione ecc. (+/-) - Totale proventi della gestione (A) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
146 PROSPETTO CONTO ECONOMICO
B) COSTI DELLA GESTIONE 9) Personale 10) Acquisto materie prime e/o beni di consumo 11) Variazioni nelle rimanenze di mat 1^ e/o beni di consumo (+/-) - 12) Prestazioni di servizi 13) Utilizzo beni di terzi 14) Trasferimenti 15) Imposte e tasse 16) Quote di ammortamento d'esercizio Totale costi di gestione (B) RISULTATO DELLA GESTIONE (A-B) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
147 PROSPETTO CONTO ECONOMICO
C) PROVENTI E ONERI DA AZIENDE SPECIALI PARTECIPATE 17) Utili 18) Interessi su capitale di dotazione 19) Trasferimenti ad aziende speciali e partecipate Totale (C) ( ) RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA (A-B+/-C) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
148 PROSPETTO CONTO ECONOMICO
D) PROVENTI ED ONERI FINANZIARI 20) Interessi attivi 21) Interessi passivi: - su mutui e prestiti - su obbligazioni - su anticipazioni - per altre cause Totale (D) (20-21) Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
149 PROSPETTO CONTO ECONOMICO
E) PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI Proventi 22) Insussistenze del passivo 23) Sopravvenienze attive 24) Plusvalenze patrimoniali Totale proventi (e.1) ( ) Oneri 25) Insussistenze dell'attivo 26) Minusvalenze patrimoniali 27) Accantonamento per svalutazione crediti 28) Oneri straordinari Totale proventi (e.2) ( ) Totale (E) (e.1 - e.2) RISULTATO ECONOMICO DELL'ESERCIZIO (A-B+/-C+/-D+/-E)
150 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
a) definizione e finalità “Il Conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell’esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale” Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
151 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
a) definizione e finalità La sua redazione è generalmente prevista anche dalle norme di contabilità pubblica. Tuttavia: il conto del patrimonio previsto dalle norme di contabilità si basa su rilevazioni inventariali extracontabili; le modifiche normative intervenute negli anni, inoltre, ne hanno completamente sottovalutato il ruolo e l’importanza; le singole aziende pubbliche, di conseguenza, gli hanno attribuito una rilevanza sempre minore Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
152 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
b) Aspetti formali: analogie con lo schema civilistico Lo schema per gli enti locali presenta forti analogie con lo schema civilistico di stato patrimoniale, tra cui: • la struttura a sezioni contrapposte; • l’articolazione di attività e passività in macroclassi (lettere alfabetiche maiuscole), classi (numeri romani), voci (numeri arabi) e sottovoci (lettere alfabetiche maiuscole) • il criterio generale di classificazione delle attività per «destinazione» o «funzione economica», anzichè per liquidità • il criterio generale di classificazione delle passività per natura, anzichè per esigibilità • il criterio dell’esposizione di valori netti, in base al quale i fondi rettificativi dell’attivo (tipicamente fondi ammortamento e fondi svalutazione) vanno portati a deduzione delle poste attive cui fanno riferimento Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
153 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
b) Aspetti formali: differenze con lo schema civilistico ATTIVITA’: a livello di macroclassi e classi, l’unica differenza è l’assenza della macroclasse «crediti verso soci per versamenti ancora dovuti», che non avrebbe alcun significato per gli Enti Locali ATTIVITA’: Tra le “immobilizzazioni immateriali” è prevista solo la voce «costi pluriennali capitalizzati». In tale voce può confluire: - il software acquistato o sviluppato internamente; - i costi di manutenzione straordinaria su beni di terzi. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
154 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
b) Aspetti formali: differenze con lo schema civilistico Le “immobilizzazioni materiali” sono classificate secondo due criteri: per natura, come nello schema civilistico, ma anche per destinazione giuridica. Quest’ultima è quella prevalente e distingue tra: - beni demaniali - beni patrimoniali indisponibili - beni patrimoniali disponibili N.B.: Questa distinzione è sostanzialmente coerente con l’impostazione economico-aziendale, che sottolinea le difficoltà di valutazione delle immobilizzazioni «non alienabili» e ne suggerisce una «distinta classificazione». Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
155 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni demaniali Sono soltanto quelli tassativamente indicati dagli artt. 822 e 824 del Codice civile e da leggi speciali. Il Cod. Civ. fa riferimento al demanio dello Stato, ma la stessa tipologia di beni, se proprietà di Province o Comuni, individua il demanio provinciale e comunale. Caratteristiche: sono inalienabili e imprescrittibili: non possono cioè ne essere venduti, né essere acquistati in proprietà da altre persone attraverso l’usucapione, né formare oggetto di diritti a favore di terzi. In tale categoria vanno evidenziati anche i diritti demaniali su beni altrui. Sono raggruppati in un’unica voce. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
156 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni demaniali Il codice civile chiaramente afferma che sono sottoposti al regime del demanio pubblico, se appartengono agli enti locali, oltre a strade, autostrade, strade ferrate, aerodromi, acquedotti, cimiteri e mercati comunali, beni quali: immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico ed artistico, la raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi e delle biblioteche (combinato disposto degli articoli 824 e 823 cod. civ.), in pratica della più ampia porzione dei beni che compongono il patrimonio culturale. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
157 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni demaniali Stando alla lettura dell’art. 230 del TUEL, affinché un bene e/o un rapporto giuridico possano annoverarsi fra gli elementi attivi e passivi patrimoniali occorre che si verifichino, contemporaneamente, due condizioni. Tali elementi devono essere: a) «di pertinenza» dell’Ente Locale b) «Suscettibili di valutazione» Taluni beni demaniali, pur essendo «di pertinenza» dell’ente locale, rischiano di non essere compresi nel suo Rendiconto patrimoniale in quanto non «suscettibili di valutazione» Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
158 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni demaniali Il TUEL impone l’ammortamento dei beni demaniali ed individua i seguenti coefficienti fissi: a) edifici, anche demaniali, ivi compresa la manutenzione straordinaria 3%; b) Strade, ponti ed altri beni demaniali al 2%. Il criterio di ammortamento individuato è regolare, a quote costanti, nell’evidente ipotesi che tali beni cedano le proprie utilità nella stessa misura in ogni esercizio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
159 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni patrimoniali I beni patrimoniali sono definiti dall’art. 826 del Cod. Civ. in modo residuale, ossia come i beni non demaniali degli Enti Pubblici. Si distinguono in beni del patrimonio indisponibile e disponibile. I beni del patrimonio indisponibile, in particolare: (i) sono elencati nell’art. 826/2 e 826/3 del C.C.. Ad essi si aggiungono i beni di interesse storico, artistico, scientifico, tecnologico e archivistico, bibliografico, naturalistico e di valore culturale che devono essere tutelati, valorizzati e recuperati come previsto da specifiche norme; (ii) differiscono dai beni del patrimonio disponibile solo perchè sono destinati a pubblico servizio e non possono essere distratti dall’uso pubblico loro assegnato se non per volontà dell’amministrazione e nelle forme stabilite dalla legge. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
160 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel
Beni patrimoniali Per i beni patrimoniali, invece, è prevista una classificazione per natura più analitica di quella civilistica, con: • voci distinte (da 2 a 5) per terreni e fabbricati; • voci distinte per attrezzature e sistemi informatici (7), automezzi e motomezzi (8), mobili e macchine d’ufficio (9); • voci specifiche (10 e 11) per l’universalità dei beni, intesa come “la pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno destinazione unitaria” (art. 816 C.C.). Rientra in questa voce l’insieme dei valori relativi a quadri, sculture, opere d’arte, collezioni di proprietà dell’Ente Locale (non però le pinacoteche e le biblioteche, che costituiscono beni demaniali); • una voce specifica (12) per i diritti reali su beni di terzi, ossia i diritti di superficie, enfiteusi, uso e abitazione, servitù Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
161 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel Criteri di valutazione
Il Tuel prevede un doppio sistema di criteri di valutazione: - uno per la costruzione dello S.P. iniziale; - uno da utilizzare a regime. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
162 CRITERIO PER LA REDAZIONE DELLO S.P. INIZIALE
VOCE CRITERIO PER LA REDAZIONE DELLO S.P. INIZIALE CRITERIO A REGIME Beni demaniali Ammontare del debito residuo dei mutui contratti per l’acquisizione di quei beni (*) Costo Terreni Valore catastale rivalutato secondo le norme fiscali. In subordine, per i terreni ai quali non è possibile attribuire la rendita catastale: modalità previste per i beni demaniali Fabbricati Valore catastale rivalutato secondo le norme fiscali Mobili Costo (**) (***) Costo (***) Crediti Valore nominale Censi, livelli ed enfiteusi Capitalizzazione della rendita al tasso legale Rimanenze, ratei e risconti Criteri previsti dal codice civile Debiti Valore residuo (*) Tutti i beni demaniali a cui non corrispondono debiti residui avranno valore “zero”; (**) In fase di prima applicazione, i beni mobili non registrati acquisiti dall’Ente Locale da oltre un quinquennio possono essere considerati, con modalità definite dal Regolamento di contabilità, interamente ammortizzati; (***) Il Regolamento di Contabilità definisce le categorie di beni mobili non inventariali in ragione della natura di beni di facile consumo o del modico valore (art. 230/8 del Tuel).
163 Le motivazioni della semplificazione
CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel Le motivazioni della semplificazione I criteri per la costruzione dello S.P. iniziale sono volutamente ed opportunamente semplificati per facilitare l’avvio della CO.GE. In molti casi, infatti: la determinazione del costo originario delle immobilizzazioni sarebbe impossibile e/o poco significativa; la piena valorizzazione delle immob. avrebbe accresciuto il valore dell’Attivo, con il conseguente calcolo di un’elevata quota di ammortamento; la mancata valorizzazione, in presenza di notevoli debiti per mutui passivi, avrebbe potuto invece comportare un deficit patrimoniale Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
164 Le difficoltà di redazione dello S.P. iniziale
CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel Le difficoltà di redazione dello S.P. iniziale gli inventari contengono spesso dati imprecisi e antiquati la maggior parte dei fabbricati non è ancora stata accatastata la provenienza e i meccanismi di acquisizione di molti immobili sono legati a provvedimenti legislativi di difficile interpretazione e applicazione (es.: espropri, retrocessioni,ecc.) non sempre è agevole ricostruire il collegamento tra beni e mutui residui Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
165 Le difficoltà di valutazione a regime
CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel Le difficoltà di valutazione a regime Questi sono sostanzialmente coerenti con le disposizioni civilistiche. Appare utile far riferimenti nelle norme del C.C. e ai principi contabili del CNDC. Naturalmente restano difficoltà di valutazione, connesse alle peculiarità degli Enti Locali. Ad esempio: - l’acquisizione gratuita di strade, parcheggi, verde attrezzato in seguito a convenzionamenti urbanistici; - aree cedute in diritto di superficie; - i diritti reali diversi da censi, livelli ed enfiteusi, quali le servitù. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
166 CONTO DEL PATRIMONIO: ART. 230 Tuel Generalità sull’inventario
L’inventario rappresenta il supporto indispensabile per la predisposizione del conto del patrimonio nonché della contabilità economica. Da un punto di vista ragioneristico, gli inventari rappresentano gli strumenti operativi per la determinazione della consistenza dei beni appartenenti ad una entità, in genere giuridica. Gli inventari offrono la descrizione e la valutazione del patrimonio appartenente all’entità giuridica di riferimento. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 166
167 L’INVENTARIO DEI BENI DELL’ENTE
In merito agli enti locali, è possibile affermare che lìimportanza dell’inventario assume rilievo sotto vari e molteplici profili: Per determinare la spettanza all’ente di un complesso di beni e diritti; Per verificare e monitorare gli effetti economici che da tali beni derivano; Per verificare la destinazione dei beni alle finalità assegnate dalla legge e/o dagli organi deliberativi; Per verificare la responsabilità dei pubblici operatori in ordine all’adempimento dei doveri connessi alla gestione patrimoniale. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 167
168 L’INVENTARIO DEI BENI DELL’ENTE
Da quanto sopra evidenziato, si può affermare che la funzione primaria degli inventari è quella di assolvere al compito di descrivere e riportare una valutazione della ricchezza dell’ente, indipendentemente dai singoli fattori gestionali del patrimonio che possono verificarsi durante un esercizio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 168
169 L’INVENTARIO DEI BENI DELL’ENTE
Nel conto del patrimonio sono esposti sinteticamente gli avvenimenti che incidono sulla sostanza patrimoniale, per effetto della gestione del bilancio ed espresse in termini riassuntivi le variazioni subite dalla consistenza patrimoniale nelle sue singole componenti attive e passive, nonché in quella finale e complessiva del patrimonio al termine dell’esercizio a cui si riferisce. Gli inventari, invece, espongono, descrivono e valutano la realtà patrimoniale senza considerare le vicende gestionale dell’esercizio finanziario. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 169
170 L’INVENTARIO DEI BENI DELL’ENTE
La corretta ipostazione e la significatività del conto del patrimonio e delle sue risultanze, presuppongono l’esistenza ed il continuo aggiornamento degli inventari che no solo esprimano con completezza la realtà patrimoniale, ma espongano valutazioni corrette dei beni dell’ente. Non esistono modelli ufficiali degli inventari. Gli attuali sistemi informatici garantiscono inventari che soddisfano i molteplici interessi a cui gli stessi sono preposti e su collegano, ai fini descrittivi, alle voci di conto del patrimonio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 170
171 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
L’inventariazione dei beni passa attraverso precise fasi che sono: Individuazione; Classificazione; Inventariazione; Descrizione; Valutazione; Riepilogativa; Schematica; Controllo; Revisione. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 171
172 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
Nella fase dell’individuazione tutti gli sforzi degli addetti o incaricati all’operazione relativi agli inventari devono ricercare su tutto il territorio comunale o di un altro ente locale i beni mobili, gli immobili, i beni materiali, immateriali, demaniali e patrimoniali, oneri, diritti, valori attivi e passivi di titolarità dell’ente propria o derivata. Nella fase di classificazione vengono sistemati mediante inserimento tutti i beni e valori individuati in precedente in relazione precisa alla classe di appartenenza. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 172
173 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
La fase di inventariazione è relativa alla predisposizione delle schede preparatorie per la redazione degli inventari negli enti locali intestate a ciascun bene o valore dell’ente che è stato individuato. E’ inoltre relativa alla compilazione dei registri dei beni e dei valori inventariati oppure, in modo molto più aggiornato, al caricamento dei dati sul programma informatico ed acquisito allo scopo. Con la successiva fase si attua la descrizione mediante l’assegnazione a tutti i beni, oggetti e valori che in precedenza sono stati individuati. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 173
174 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
La fase della valutazione esprime tutti i criteri valutativi e cioè la rigorosa assegnazione di un valore a tutti i beni inventariati e riportati nelle schede registri o meglio nel programma. Questa fase è molto importante poiché determina la consistenza patrimoniale lorda dell’ente, definisce cioè attraverso la sommatoria dei singoli valori, la parte attiva del patrimonio. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 174
175 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
La fase riepilogativa è costituita dall’assemblaggio delle singole schede per gruppi omogenei allo scopo di procedere alla etichettatura progressiva dei beni, dei valori o altro che sono già stati registrati e inventariati. La fase della schematica è rivolta alla rappresentazione grafica del prospetto patrimoniale dell’ente. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 175
176 LE FASI DI INVENTARIAZIONE
La fase del controllo viene attuata mediante analisi dettagliate che sono svolte dai consegnatari dei beni ricevuti e nominati e qualificati con un apposito verbale dagli agenti contabili ai sensi degli artt. 93 e 223 del TUEL. La fase della revisione consiste nella rilevazione e nell’aggiornamento, effettuato almeno una volta per ciascun esercizio amministrativo. Le operazioni che si riferiscono ai beni presenti in inventario che interessano questo momento sono quelle relative alle variazioni amministrative aumentative e diminuitive, le modifiche relative ai beni o valori, le variazioni di locale, ubicazione ed altro, il calcolo di tutti gli ammortamenti relativi ai beni mobili ed immobili, le rivalutazioni e le rottamazioni. Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI” 176
177 PROSPETTO DI CONCILIAZIONE
Schematizzando: PROSPETTO DI CONCILIAZIONE CONTO DEL PATRIMONIO CONTO ECONOMICO VALORI FINANZIARI CONTO DEL BILANCIO VALORI ECONOMICI Corso Avanzato - II Livello “LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI”
178 GRAZIE PER L’ATTENZIONE
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili GRAZIE PER L’ATTENZIONE