Source: https://www.camera.it/leg18/824?tipo=C&anno=2019&mese=07&giorno=18&view=&commissione=0102&pagina=data.20190718.com0102.bollettino.sede00010.tit00010
Timestamp: 2020-02-29 14:08:56+00:00
Document Index: 144183690

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Giovedì 18 luglio 2019. — Presidenza della presidente della II Commissione Francesca BUSINAROLO, indi del vicepresidente della I Commissione Gianluca VINCI. – Intervengono i Sottosegretari di Stato per l'interno Nicola Molteni e Carlo Sibilia, nonché il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta Simone Valente.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 17 luglio scorso.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante trasmissione con impianto audiovisivo a circuito chiuso. Ne dispone, pertanto, l'attivazione.
Con riferimento alle proposte di riformulazione di taluni emendamenti, avanzate dai relatori nella seduta di ieri, fa presente come la proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 attenga alla medesima, specifica questione oggetto del predetto emendamento. Infatti, la proposta di riformulazione, analogamente all'emendamento, incide sulla tematica del sequestro e della confisca delle navi sottoposte ai divieti di cui all'articolo 11, comma 1-ter, del decreto legislativo n. 286 del 1998, introdotto dall'articolo 1. Inoltre, analogamente all'emendamento, la riformulazione incide sulla custodia delle navi sequestrate e sul loro affidamento ad Pag. 5organi dello Stato o ad altre amministrazioni. Gli elementi di novità della proposta di riformulazione riguardano aspetti applicativi conseguenti, relativi all'acquisizione delle navi al patrimonio dello Stato successivamente alla confisca definitiva, agli oneri di gestione, nonché alla disciplina contabile delle somme ricavate dalla eventuale vendita delle navi.
Fa inoltre presente che l'ammissibilità delle proposte di riformulazione non è condizionata al fatto che esse riguardino solo modifiche di carattere formale agli emendamenti, potendo anche riguardare modifiche di carattere sostanziale.
Emanuele FIANO (PD) in relazione a quanto affermato dalla presidente Businarolo, ritiene che per chiarire la portata della nozione di «riformulazione» occorra richiamare la definizione che di essa dà la corrente giurisprudenza civile e penale quale «formulazione in maniera innovativa di un medesimo concetto».
Dopo aver osservato che, dalla qualificazione in termini di nuovo emendamento o di riformulazione di un emendamento discende la possibilità o meno per i parlamentari di incidere, attraverso la presentazione di subemendamenti, sulla modifica proposta, ritiene che, contrariamente a quanto affermato dalla presidente Businarolo, la riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 non incida sullo stesso perimetro dell'emendamento in questione.
Osserva, infatti, che nell'emendamento Macina 2.58 non è prevista né l'alienazione delle navi, né la loro distruzione – previste invece nella proposta di riformulazione – e ritiene pertanto che si tratti di due elementi totalmente nuovi che configurano in realtà un nuovo emendamento dei relatori. Evidenzia, quindi, che, non potendo presentare subemendamenti, sarà impedito ai deputati di esprimersi, ad esempio, a favore delle norme che riguardano la confisca delle navi sequestrate o la loro assegnazione a pubbliche amministrazioni per fini istituzionali, e di manifestare, invece, contrarietà all'ipotesi dell'alienazione di tali navi. Domanda quindi alla presidenza se consideri giusto tale modo di procedere.
Rileva, peraltro, che nella normativa sui beni confiscati alla mafia il tema dell'alienazione dei beni o dell'individuazione dei soggetti ai quali tali beni possono essere alienati è un aspetto che è stato fatto oggetto di specifiche norme penali.
Ritiene quindi che sia in atto un'innovazione della lingua italiana, quanto meno singolare, nel giorno in cui si ricorda un maestro della lingua italiana, come Andrea Camilleri, quando si definisce «riformulazione» un testo che in realtà aggiunge due commi all'emendamento del quale, solo a livello nominalistico, si propone una riscrittura.
Sottolinea, inoltre, che le sue considerazioni non attengono al merito del provvedimento, bensì al rispetto delle procedure che sono poste a garanzia dei diritti non solo dell'opposizione, ma anche dell'attuale maggioranza e, in generale, del corretto esercizio del potere legislativo.
Reputa che la qualificazione in termini di riformulazione, che nega la possibilità per i deputati di subemendare, lascia supporre che la maggioranza non voglia consentire alle opposizioni di conquistare il consenso prevedendo una modifica parziale di quanto in essa è previsto.
Segnala, inoltre, che ciò costituisce un precedente significativo che apre alla possibilità per i deputati di presentare, in occasione dell'esame di successivi provvedimenti, proposte di riformulazione che contengano commi aggiuntivi rispetto al testo degli emendamenti che con esse si intendono modificare.
Gennaro MIGLIORE (PD) preliminarmente richiede alla presidenza di poter avere il resoconto della seduta di ieri per poter verificare alcuni passaggi.
Ad integrazione delle considerazioni svolte dal deputato Fiano, segnala l'esigenza da parte delle Commissioni di potersi pronunciare su un elemento che a suo giudizio, entrando in una dimensione Pag. 6di innovazione normativa, non è previsto neanche nella disciplina dei beni confiscati alle mafie.
Rivolgendosi in particolare ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, osserva, a tale proposito, che dalla proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58, emerge che per la maggioranza le ONG sono peggio della mafia. Ritiene, infatti, che sia del tutto evidente l'intenzione da parte del Ministro dell'interno di introdurre nei loro confronti un elemento di vessazione.
Osserva, inoltre, che il Ministro dell'interno, peraltro, ha comunicato un sonoro «me ne frego» al Presidente della Camera, Fico – che a lui risulta essere ancora appartenente al gruppo del Movimento 5 Stelle – rifiutandosi di rendere l'informativa alla Camera richiesta dal gruppo Partito Democratico.
Ritiene che la proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 sia, sul piano tecnico, un'abnormità – come spiegato dal collega Fiano – e, sul piano politico, uno schiaffo ulteriore, dopo quello sonoramente inflitto alle istituzioni dal Vice Premier Salvini con le dichiarazioni rilasciate questa mattina a La Repubblica.
Reputa, pertanto, che un'accettazione supina da parte del MoVimento 5 Stelle di tale proposta di riformulazione rappresenti un elemento di preoccupazione in ordine alla tenuta democratica delle aule parlamentari.
Denuncia la mancanza di autonomia, nella conduzione dei lavori, dei presidenti delle Commissioni I e II, come a suo avviso è già emerso in relazione alle richieste di audizioni e alle valutazioni di ammissibilità delle proposte emendative, e come riemerge ora nella qualificazione in termini di riformulazione – e non di nuovo emendamento dei relatori, come sarebbe a suo avviso corretto – per impedire ai deputati, inclusi quelli del MoVimento 5 Stelle, di presentare subemendamenti. Ritiene, quindi, che il problema principale stia diventando quello dell'autonomia dei presidenti e dei componenti della maggioranza nei confronti dell'autoritarismo rappresentato, non a parole, ma nei fatti, dal Ministro dell'interno.
Reputa che ciò che sta accadendo sia gravissimo per l'autonomia del Parlamento e preannuncia che la questione sarà oggetto di una lettera da parte del suo gruppo al Presidente della Camera, verso il quale, a differenza del capo della Lega, il Partito Democratico porta il massimo rispetto.
Annuncia anche che il gruppo Partito Democratico continuerà a denunciare la mancanza di libertà dei parlamentari e di chi la rappresenta.
Francesca BUSINAROLO, presidente, in riferimento alle osservazioni svolte dai colleghi Fiano e Migliore, ribadisce che la riformulazione proposta dai relatori dell'emendamento Macina 2.58 attiene al medesimo oggetto dell'emendamento in questione. Ricorda, peraltro, che i presentatori dell'emendamento hanno la facoltà di accettare o meno tale proposta di riformulazione. Ritiene, quindi, che i presidenti delle Commissioni riunite stiano operando correttamente e che non si stia creando alcun precedente, considerato che, come già affermato all'inizio della seduta, le riformulazioni possono riguardare anche modifiche di carattere sostanziale.
Rassicura inoltre il deputato Migliore sull'autonomia della presidenza, osservando che sia lei sia il presidente Brescia stanno esercitando il loro ruolo a garanzia delle prerogative di tutti i componenti delle Commissioni e di tutti i gruppi. Tiene a manifestare, inoltre, anche a nome del presidente Brescia, il massimo rispetto nei confronti del Presidente della Camera.
Osservato che sono intervenuti due deputati appartenenti al gruppo Partito Democratico, fa presente che darà ora la parola ai rappresentanti degli altri gruppi.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, rileva che la proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 deve essere accettata dai firmatari.
Dichiara inoltre di non condividere il punto di vista espresso dai colleghi Fiano Pag. 7e Migliore, in quanto la proposta di riformulazione in discussione reca contenuti ravvisabili anche nelle proposte emendative Ficara 2.59 (ex articolo aggiuntivo 2.05) e Saitta 2.24, che, infatti, risulterebbero assorbiti in caso di approvazione dell'emendamento Macina 2.58, come riformulato.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD), a differenza di quanto affermato dalla relatrice Bordonali, afferma che a suo avviso la questione sollevata dai deputati Fiano e Migliore ha fondamento, come dimostra la disponibilità del presidente Brescia, il quale, alla chiusura della seduta di ieri, si era riservato di valutare la possibilità di considerare la proposta di riformulazione quale un vero e proprio nuovo emendamento e, pertanto, di fissare un termine per i subemendamenti. Quanto alla identità di materia, richiamata dalla relatrice, è chiaro che la proposta non possa trattare materie diverse, altrimenti sarebbe da considerarsi inammissibile. La diversa portata normativa si evince dalla previsione, nella proposta di riformulazione, della possibilità di alienare la nave sequestrata, assolutamente esclusa nel testo originario dell'emendamento Macina 2.58. Chiede, pertanto, alla presidenza delle Commissioni riunite di lasciare la possibilità alle opposizioni di esprimere il loro dissenso e di cercare di introdurre correzioni al testo che si intende votare, in considerazione del fatto che, verosimilmente, ciò non sarà possibile in Assemblea, dove verrà probabilmente posta la questione di fiducia.
Laura BOLDRINI (LeU) dà atto al presidente Brescia di avere dimostrato senso di responsabilità quando, nella seduta di ieri, aveva voluto prendere tempo per verificare la natura della proposta dei relatori e per concedere, eventualmente, alle opposizioni la possibilità di presentare subemendamenti.
Mette in luce la diversa portata normativa della proposta di riformulazione dei relatori rispetto al testo originario dell'emendamento Macina 2.58. In particolare, la previsione della possibile alienazione, anche per parti separate, delle navi delle ONG sequestrate si configura come una vera e propria nuova previsione normativa, in relazione alla quale le opposizioni devono avere la possibilità di presentare proposte correttive. Si tratta, infatti, di una disposizione che non esita a definire immonda e che dimostra un intento persecutorio nei confronti delle ONG addirittura maggiore di quello dimostrato dal Governo nei confronti delle organizzazioni mafiose.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che, intendendo garantire a tutti i gruppi la possibilità di intervenire, gli altri iscritti a parlare appartenenti al gruppo Partito Democratico interverranno dopo i rappresentanti degli altri gruppi di opposizione, purché contengano i tempi dei loro interventi e si attengano all'argomento in discussione. Ritiene quindi di fissare alle 14 della giornata odierna il termine per i subemendamenti all'emendamento 2.60 dei relatori.
Laura BOLDRINI (LeU) chiede alla presidente se sia possibile fissare un termine più lungo.
Francesca BUSINAROLO, presidente, comunica di non poter accedere a tale richiesta.
Doriana SARLI (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidente se conferma la limitazione degli interventi dei deputati non facenti parte delle Commissioni riunite.
Francesca BUSINAROLO, presidente, conferma che solo i deputati appartenenti alle Commissioni riunite, ovvero sostituti di questi, possono effettuare un unico intervento sull'articolo in discussione. Pertanto, essendo le Commissioni riunite già in fase di dichiarazioni di voto, i deputati che non ne fanno parte non possono intervenire, come del resto dimostra la mancanza di precedenti in materia.
Enrico COSTA (FI) ritiene che, analogamente a quanto avvenuto in sede di approvazione della cosiddetta «legge spazzacorrotti», la presidenza delle Commissioni riunite I e II dimostra l'assoluta mancanza di autonomia rispetto al Governo e la chiusura a ogni possibilità di contributo da parte delle opposizioni. Anche in quella circostanza, infatti, erano state giudicate inammissibili per estraneità di materia numerose proposte emendative delle opposizioni, permettendo però l'approvazione con emendamento delle disposizioni riguardanti la prescrizione, del tutto ultronee rispetto al testo originario del disegno di legge. La chiusura ai contributi della sua parte politica gli fa temere che il provvedimento oggi in discussione non sia più nella disponibilità di quella parte della maggioranza più vicina a Forza Italia.
Francesca BUSINAROLO, presidente, accingendosi a dare la parola nuovamente ad esponenti del gruppo Partito Democratico, ribadisce l'invito a contenere i tempi di intervento e ad attenersi al tema in discussione.
Franco VAZIO (PD) ritiene singolare che la relatrice Bordonali, per dimostrare che quella presentata dai relatori sia una proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58, faccia riferimento ai contenuti delle proposte emendative Ficara 2.59 (ex articolo aggiuntivo 2.05) e Saitta 2.24. Ciò dimostra che la proposta di riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 ha una portata normativa diversa rispetto a quella del testo originario. Tale dato di fatto è dimostrato anche da altri punti di vista. Ad esempio, la cornice normativa di riferimento è rappresentata, nel testo originario, dalle leggi sugli stupefacenti, mentre, nella proposta di riformulazione, dalle leggi doganali. Inoltre, la proposta di riformulazione, laddove prevede la possibilità di distruggere le navi confiscate alle ONG e non alienate, configura fattispecie onerose a carico della pubblica amministrazione, non solo non previste nel testo originario dell'emendamento Macina 2.58, ma sulle quali, inoltre, dovrà esprimersi la Commissione bilancio. Pertanto, ritiene che se l'intento dei relatori era quello di modificare la proposta emendativa Ficara 2.59 (ex articolo aggiuntivo 2.05), avrebbero dovuto più correttamente presentare una specifica proposta di riformulazione ad essa riferita.
Alfredo BAZOLI (PD) ritiene che la relatrice, facendo riferimento anche alle proposte emendative Ficara 2.59 (ex articolo aggiuntivo 2.05) e Saitta 2.24, abbia dimostrato la volontà di ampliare il perimetro normativo dell'emendamento Macina 2.58, introducendo con la proposta di riformulazione contenuti nuovi, in contraddizione, inoltre, con quanto dichiarato dalla presidente, in apertura di seduta, che ha legato strettamente la proposta di riformulazione all'emendamento Macina 2.58. Si tratta di una modalità inaccettabile, in quanto i relatori, di fatto, hanno presentato un nuovo emendamento senza dare la possibilità alle opposizioni di presentare subemendamenti.
Marco DI MAIO (PD) sottolinea come la nuova formulazione dell'emendamento Macina 2.58 non costituisca in realtà una riformulazione ma un nuovo emendamento, in quanto il contenuto è radicalmente diverso rispetto a quello originario, prevedendo l'alienazione delle imbarcazioni, laddove originariamente era previsto un espresso divieto in tal senso, e introducendo altresì la previsione della distruzione delle stesse. Esprime il proprio stupore per il fatto che la deputata Macina abbia accettato una riformulazione che stravolge sostanzialmente il suo emendamento.
Francesca BUSINAROLO, presidente, rileva come tale questione sia stata già oggetto di discussione.
Marco DI MAIO (PD) invita la presidente a non interrompere gli oratori. Quanto alla riformulazione dell'emendamento Iezzi 2.17, osserva come, anche in questo caso, non si tratti di una mera Pag. 9riformulazione, in quanto il nuovo testo contiene rilevanti innovazioni rispetto a quello originario.
Emanuele PRISCO (FdI) chiede che la riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 venga riferita anche agli emendamenti Meloni 2.10 e 2.6, di cui assorbe parzialmente il contenuto.
Roberto SPERANZA (LeU), associandosi alle considerazioni dei deputati che lo hanno preceduto, rileva come il testo presentato dai relatori non possa essere ritenuto una mera riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 e come la decisione di non considerare tale testo un nuovo emendamento, con la conseguente mancata fissazione del termine per i subemendamenti, costituisca una violazione procedurale. Stigmatizza quindi il fatto che i membri del Governo stiano rivolgendo le spalle ai deputati.
(Proteste dei deputati dei gruppi Partito democratico e Liberi e uguali).
Federico FORNARO (LeU) denuncia come il Sottosegretario Sibilia si sia rivolto in modo irrispettoso alla deputata Boldrini, dichiarando di non essere tenuto ad ascoltare i suoi interventi, e ritiene che debba immediatamente scusarsi con la medesima.
Francesca BUSINAROLO, presidente, invita i deputati dei gruppi del PD e di LEU a sedersi e dichiara di non essersi avveduta di quanto riferito dal deputato Fornaro.
La seduta, sospesa alle 11.05, è ripresa alle 11.10.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA precisa che i rappresentanti del Governo erano impegnati in un'interlocuzione con la Presidenza, durante la quale hanno in effetti brevemente rivolto le spalle ai deputati, al fine di risolvere le questioni concernenti le riformulazioni sollevate nel corso della discussione, in un'ottica di facilitazione dello svolgimento dei lavori parlamentari. Rileva pertanto come tale episodio non possa essere assolutamente interpretato come un atto di mancanza di rispetto nei confronti dei membri delle Commissioni e si augura che i lavori possano proseguire in maniera serena.
Federico FORNARO (LeU), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva come l'episodio più grave non sia costituito dal fatto che i membri del Governo abbiano rivolto le spalle ai deputati, bensì dalle affermazioni rivolte alla deputata Boldrini dal Sottosegretario Sibilia, il quale ha asserito di non essere tenuto ad ascoltare la deputata Boldrini quando interviene. Tale comportamento, lesivo della dignità del Parlamento, è tanto più grave in quanto rivolto ad una deputata appartenente ad un gruppo di opposizione. Annuncia che, qualora il Sottosegretario Sibilia non porga le proprie scuse per quanto accaduto, i deputati del gruppo Liberi e uguali abbandoneranno i lavori.
Francesca BUSINAROLO, presidente, rileva come il Sottosegretario Sibilia si comporterà nel modo che riterrà opportuno, non potendo certo la Presidenza imporgli di intervenire nel senso auspicato dal deputato Fornaro.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, ringrazia i rappresentanti del Governo per il loro contributo alla soluzione delle questioni poste nel corso della discussione sulla riformulazione dell'emendamento Macina 2.58 e precisa come in tale proposta di riformulazione debbano ritenersi compresi anche gli emendamenti Ficara 2.59 (ex articolo aggiuntivo 2.05) e Saitta 2.24.
Roberto SPERANZA (LeU), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva come si stia assistendo a una vicenda di una gravità inaudita, in quanto al comportamento del Sottosegretario Sibilia si aggiunge il fatto che egli evidentemente non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Sottolinea come sia inaccettabile Pag. 10che un membro del Governo si rivolga a un deputato nel modo in cui il Sottosegretario Sibilia si è rivolto alla deputata Boldrini e dichiara che, in assenza di scuse formali per quanto accaduto, i deputati del gruppo Liberi e uguali – al fine di rispettare la dignità delle aule parlamentari – si vedono costretti ad abbandonare i lavori.
(I deputati del gruppo Liberi e uguali abbandonano l'aula).
Gennaro MIGLIORE (PD) giudica molto grave il fatto che la Presidenza delle Commissioni non abbia ritenuto di stigmatizzare il comportamento del Sottosegretario Sibilia e chiede l'immediata convocazione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Francesca BUSINAROLO, presidente, ritiene che non vi siano motivi per convocare gli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite.
Emanuele FIANO (PD) rileva come il comportamento della Presidenza, che non ha censurato la condotta del Sottosegretario Sibilia, sia al di sotto di livelli accettabili di garanzia istituzionale. Ricorda come il presidente della Commissione Affari costituzionali, Brescia, intervenendo nel corso della seduta dell'Assemblea della giornata precedente, abbia ritenuto di stigmatizzare taluni episodi, la cui ricostruzione è peraltro dubbia, che hanno coinvolto la presidente Businarolo, e si sarebbe aspettato analoga sensibilità per quanto accaduto poc'anzi. Esprime sconcerto per le mancate scuse del Sottosegretario Sibilia e ribadisce la richiesta di convocazione immediata degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, in quanto l'abbandono dei lavori da parte del gruppo Liberi e uguali non consente a suo avviso di proseguire regolarmente la seduta. Qualora la Presidenza non ritenga di accedere a tale ipotesi, chiede subordinatamente una breve sospensione della seduta per consentire ai deputati del gruppo del Partito democratico di riunirsi per formulare le proprie valutazioni politiche sull'andamento dei lavori.
Enrico COSTA (FI), premesso che non vi è alcun intento dilatorio da parte del suo gruppo, come dimostrato dalla condotta seguita finora, ritiene ragionevole la richiesta di convocazione degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, e rileva come gli episodi in questione sia siano verificati anche a causa del modo disordinato in cui si è proceduto alla presentazione delle proposte di riformulazione degli emendamenti.
Francesca BUSINAROLO, presidente, ritiene che non vi siano motivi per non proseguire nello svolgimento della seduta.
Michele BORDO (PD) giudica incomprensibile il modo in cui si sta procedendo e il mancato accoglimento della richiesta di una breve sospensione della seduta. Ritiene che il compito della Presidenza sia anche quello di svolgere un ruolo politico, assumendo iniziative volte a consentire che i lavori proseguano in modo sereno. Ritiene che l'abbandono dei lavori da parte del gruppo Liberi e uguali costituisca un elemento di novità di notevole rilievo, che fa seguito alla condotta del Sottosegretario Sibilia, il quale si è rivolto alla deputata Boldrini in modo sconveniente, e considera necessaria un'interruzione dei lavori per le conseguenti valutazioni politiche. Richiama l'attenzione sul fatto che fino a questo momento il proprio gruppo sia intervenuto nel merito e non abbia fatto ricorso ad atteggiamenti ostruzionistici e – dopo aver sottolineato come la questione posta abbia natura politica prima che tecnica – non comprende per quale motivo non si acceda a richieste che a suo avviso sono ragionevoli.
Francesca BUSINAROLO, presidente, nel replicare al deputato Bordo, precisa che la questione è già stata affrontata e che la presidenza ha già fornito una risposta. Osserva quindi che, sebbene le forze di opposizione dichiarino che non Pag. 11stanno ponendo in atto comportamenti ostruzionistici, le Commissioni sono bloccate sulla questione da oltre un'ora ed invita a non perdere altro tempo.
(Vive proteste da parte dei deputati del Partito democratico).
Emanuele FIANO (PD) rammenta che nella giornata di ieri il Presidente della I Commissione, nell'Aula di Montecitorio, ha chiesto che un parlamentare si scusasse per il proprio comportamento tenuto nel corso della seduta delle Commissioni ed evidenzia come, invece, ora la presidente non abbia avuto il coraggio di intervenire in difesa di una parlamentare offesa dal Sottosegretario Siviglia.
Francesca BUSINAROLO, presidente, ribadisce di non aver sentito le parole del sottosegretario Sibilia.
Marco DI MAIO (PD) stigmatizza il comportamento della presidente Businarolo, giudicandolo non all'altezza del ruolo ricoperto.
Andrea GIORGIS (PD) osserva come l'oggetto della discussione suggerirebbe una differente gestione dei lavori. Ricorda che le Commissioni stanno esaminando un decreto-legge che tocca temi di estrema rilevanza – che vanno dal rispetto del divieto di respingimento alla frontiera dei minori non accompagnati, ai corridoi umanitari – e invita le presidenze a ripristinare un clima utile per una corretta prosecuzione dei lavori. Si tratta, infatti, evidentemente, di questioni che attengono ai diritti fondamentali della persona, in relazione ai quali le soluzioni fornite potranno far sorgere profili di legittimità costituzionale. Fa notare come il suo gruppo abbia richiesto che le Commissioni sospendessero i propri lavori per consentire all'Ufficio di presidenza delle Commissioni riunite di individuare le opportune modalità per riportare sui corretti binari la discussione del provvedimento. Invita quindi le presidenze a rispettare le prerogative parlamentari e a mantenere una conduzione dei lavori adeguata alla materia che si sta trattando al fine di poter lasciare agli atti le diverse posizioni politiche.
Francesca BUSINAROLO, presidente, accoglie l'invito del deputato Giorgis a riportare su un tono più sereno i lavori delle Commissioni.
Barbara POLLASTRINI (PD) si domanda se le presidenze abbiano inteso cosa significhi essere all'interno di un'aula parlamentare che, per sua natura, dovrebbe essere il luogo dell'ascolto. A suo avviso, in merito alla discussione che si sta svolgendo sul decreto-legge in esame, una maggioranza sorda ha eretto un muro contro il quale si scontra ogni proposta delle opposizioni, anche la più ragionevole.
Gennaro MIGLIORE (PD) preannuncia che, in considerazione della reiterata indisponibilità delle presidenze a sospendere i lavori delle Commissioni e a convocare un Ufficio di presidenza delle Commissioni riunite, integrato dai rappresentanti dei gruppi, i deputati del gruppo del partito democratico abbandoneranno i lavori delle Commissioni riunite. Rimarranno, per svolgere una vigilanza sul prosieguo dei lavori, soltanto i due rappresentanti di gruppo nelle due Commissioni, la cui presenza sarà necessaria per certificare il ripetersi delle violazioni che si sono già reiterate. Stigmatizza il comportamento delle presidenze, che hanno lasciato che un gruppo di opposizione di abbandonare i lavori senza tentare di scongiurare tale gesto in Ufficio di presidenza e che poi hanno verosimilmente invitato un Sottosegretario ad allontanarsi dall'aula delle Commissione per evitare che si scusasse per le sue affermazioni nei confronti della deputata Boldrini. Lamenta inoltre che la presidente Businarolo non ha ritenuto neanche utile utilizzare la formula dubitativa nei confronti della condotta della sottosegretario Sibilia. Ritiene quindi che le presidenze non si sono rivelate adeguate a Pag. 12condurre i lavori parlamentari nell'esercizio dell'attività legislativa, fondamentale in un sistema democratico e rappresentativo.
(I deputati del gruppo Partito democratico abbandonano l'aula).
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che si passa ad esaminare le proposte emendative riferite all'articolo 2 del decreto-legge in discussione.
Gennaro MIGLIORE (PD), intervenendo sull'emendamento a sua firma 2.2, desidera preliminarmente ribadire che nel corso dell'esame del decreto – legge sono stati conculcati i diritti delle opposizioni. Evidenziando come gli emendamenti presentati dalle opposizioni, come dimostrato anche dal loro numero, siano dettati da un intento costruttivo e non ostruzionistico, fa notare come gli stessi abbiano il pregio di tentare di non far scivolare il Paese verso una pericolosa deriva che non tiene conto dei diritti umani. Sottolinea quindi come durante l'esame dell'articolo 1 del decreto-legge le forze di opposizione abbiano potuto sperimentare la totale incapacità dei colleghi della maggioranza ad ascoltare le loro istanze. Osserva che ciò ha fatto sì che venisse approvato un articolo che individua tutti gli strumenti vessatori utili a colpire le organizzazioni non governative. Desidera, quindi, sottolineare le anomalie politiche che riguardano la subalternità del Movimento Cinque Stelle alla Lega.
Con riferimento all'articolo 2 del provvedimento in discussione, che l'emendamento a sua firma 2.2 intende sopprimere, ne stigmatizza il contenuto e osserva che nella serata di ieri è stata presentata da parte dei relatori una riformulazione dell'emendamento Iezzi 2.17 volta ad innalzare fino a 1.000.000 di euro la sanzione amministrativa da applicare al comandante della nave in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta nelle acque territoriali italiane. Ritiene che le disposizioni dell'articolo 2 siano ridicole per la loro gravità e che, più in generale, il decreto – legge in esame sia un provvedimento bandiera del Ministro Salvini, volto a vessare oltre modo le ONG senza introdurre alcuna disposizione realmente destinata a ordine e sicurezza pubblica come il titolo del decreto-legge vorrebbe lasciar intendere.
Dopo aver sottolineato l'abnormità delle misure del decreto-legge ed osservato come le stesse finiranno per non trovare applicazione, osserva come la soppressione dell'articolo 2 costituisca la minima cautela che il Governo dovrebbe adottare per evitare di assumere i connotati dei peggiori governi xenofobi. Evidenzia, quindi, come i deputati del Movimento Cinque Stelle si stiano rendendo complici di tale comportamento e subiscano la linea e l'arroganza del Ministro dell'Interno, invitandoli, ove abbiano dignità, a ribellarsi.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) segnala come all'articolo 1 del provvedimento, da lui definito odioso, ne segue un altro che sarebbe da considerare ridicolo per l'abnormità delle sue previsioni se non determinasse un drammatico impatto. Ritiene che tale disposizione vada soppressa in quanto a suo avviso la maggioranza sta sparando con un cannone contro dei moscerini. Sottolinea il clima di totale inconsapevolezza con il quale alcuni colleghi stanno seguendo la discussione, con disarmante indifferenza e inconsapevolezza. Rileva infatti che mentre parte della maggioranza sostiene il provvedimento per motivi ideologici credendo che lo stesso sia necessario ed urgente, altra parte della stessa non se ne interessa e partecipa svogliatamente ai lavori delle Commissioni. Si domanda se tali colleghi si rendano conto della enormità delle sanzioni previste dall'articolo 2 del provvedimento che va oltre ogni ragionevole limite delle sanzioni amministrative. A suo avviso, i colleghi dovrebbero vergognarsi di convertire in legge il decreto in discussione il cui contenuto appare abnorme. Sottolinea, altresì, che con la riformulazione dell'emendamento Iezzi 2.17 proposta ieri dai relatori si arriva al parossismo del fanatismo e ritiene che nell'approccio al decreto- legge si nasconde una vera e propria ossessione della maggioranza.
Marzia FERRAIOLI (FI) si ritiene offesa dalle parole espresse dal collega Magi sottolineando come lo stesso abbia utilizzato un linguaggio a suo dire maleducato. Ritiene che in un contesto come quello parlamentare, il linguaggio da utilizzare debba essere diverso e più rispettoso delle differenti ideologie che in democrazia si devono poter confrontare.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD), intervenendo sull'ordine dei lavori, desidera rispondere alla deputata Ferraioli, precisando di non aver avuto alcuna intenzione di offendere i colleghi ma di aver definire il prodotto legislativo che le Commissioni stanno esaminando. Precisa di aver semplicemente riportato la maniera in cui si stanno svolgendo i lavori e sottolinea l'incapacità delle presidenze nella conduzione dei lavori ritenendo che le stesse siano preoccupate fondamentalmente a «portare a casa» un risultato per la maggioranza piuttosto che ad occuparsi del rispetto delle prerogative delle opposizioni. Fa notare, infatti, che solo durante l'esame in Commissione sarebbe possibile apportare modifiche al provvedimento in discussione, poiché durante l'esame in Assemblea lo stesso non potrà essere modificato in quanto verrà presumibilmente oggetto di fiducia.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Magi 2.1, Migliore 2.2, Bazoli 2.3 e Speranza 2.4.
Alfredo BAZOLI (PD) intervenendo sull'emendamento 2. 29 Ceccanti, che sottoscrive, evidenzia preliminarmente come non sia facile intervenire se il confronto politico e di merito nelle Commissioni riunite su un tema tanto delicato è pregiudicato dall'andamento dei lavori e se una parte rilevante dell'opposizione non è presente. Nell'ipotizzare che la maggioranza sia contenta di tale situazione, ritiene al contrario che ciò rappresenti un elemento di debolezza, che segnala la cattiva gestione dei rapporti con l'opposizione.
Entrando nel merito, come d'altra parte è stato fatto finora dal Partito democratico, magari «stressando» i tempi a disposizione, sempre nell'ambito delle prerogative concesse dal Regolamento della Camera, ed esclusivamente per ragioni politiche legate all'atteggiamento del Ministro Salvini e all'inaccettabilità del decreto-legge in esame, osserva come l'emendamento Ceccanti 2.29, come tanti altri, si prefigge di ridurre il danno. Rileva che in tale ottica sono stati presentati anche emendamenti totalmente soppressivi degli articoli 1 e 2 del decreto-legge in esame, ritenuti inutili, inefficaci e ridondanti, finalizzati soltanto a lanciare un messaggio all'opinione pubblica, senza affrontare i problemi connessi alla gestione dei flussi migratori, evidenziati correttamente dal Sottosegretario Molteni in uno dei pochissimi interventi svolti in questa sede. Fa presente che i problemi che il decreto-legge non affronta necessiterebbero di un approccio multilaterale, in linea con la conferenza internazionale sull'immigrazione prevista a Malta. Diversamente da tale approccio, il provvedimento in esame introduce misure «spot» volte soltanto ad additare le organizzazioni non governative come nemiche dell'Italia, tanto che, facendo seguito alle parole incendiarie di alcuni esponenti politici, anche i gruppi neofascisti le perseguitano.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) segnala che l'emendamento in esame affronta la questione della quantificazione della sanzione amministrativa, che peraltro verrà incrementata a seguito dell'approvazione dell'emendamento dei relatori. Ricorda che sull'argomento si sono espressi molti dei soggetti che sono stati auditi dalle Commissioni, senza peraltro aver trovato grande ascolto da parte di chi avrebbe potuto emendare il decreto-legge in esame. Richiama in particolare che – come si legge nella memoria del professor Cataldi – «l'inosservanza è sanzionata con la previsione del pagamento di una somma di denaro e, in caso di reiterazione commessa con l'utilizzo della medesima nave, con la sanzione accessoria della confisca Pag. 14della stessa. Colpisce innanzitutto, ad una prima lettura della norma, l'evidente intenzione di adottare un diritto speciale, valido solo per chi si occupa di migranti e particolarmente severo. È prevista infatti una sanzione amministrativa molto onerosa, da euro 10.000 a euro 50.000 da applicare al comandante all'armatore e al proprietario della nave, che si aggiunge alle sanzioni penali quando il fatto costituisca reato (verosimilmente, quello di favoreggiamento dell'immigrazione irregolare, ex articolo 12 del testo unico sull'immigrazione). Tali misure sanzionatorie appaiono innanzitutto sproporzionate (e pertanto illecite)».
Ricorda inoltre che, al fine di far comprendere quanto siano proporzionate tali misure sanzionatorie, nella citata memoria viene richiamato il caso di una recente decisione internazionale della Corte permanente di arbitrato in cui le sanzioni comminate ad una nave maltese fermata per traffico illecito di carburante sono state considerate sproporzionate, pur trattandosi di un'attività sicuramente illecita e pur trattandosi di misure sanzionatorie decisamente inferiore a quelle che vi apprestate a introdurre. In secondo luogo evidenzia che molti dei soggetti auditi hanno affrontato la questione della duplicazione delle sanzioni amministrativa e penale «che si porrebbe in conflitto con il divieto di bis in idem, sancito dall'articolo 649 del codice di procedura penale, nonché, e per quanto maggiormente rileva in questa sede, dall'articolo 50 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e dall'articolo 4 del protocollo 7 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo». Rileva inoltre che, come si legge nella citata memoria, «anche quando il legislatore opta espressamente per la natura amministrativa di un illecito (come nel caso che ci occupa), ciò non preclude che l'interprete debba – ricorrendone i presupposti – procedere alla sua riqualificazione in senso penale. Ciò in particolare, ogniqualvolta siano applicabili i criteri enucleati dalla Corte di Strasburgo».
Avendo esaurito il tempo a sua disposizione si riserva di proseguire l'illustrazione della questione durante l'esame dei successivi emendamenti, evidenziando come non si sia avuta alcuna interlocuzione da parte di maggioranza e Governo su tutti gli aspetti che rischiano di rendere non applicabili o difficilmente applicabili le disposizioni del decreto-legge in esame.
Le Commissioni respingono l'emendamento Ceccanti 2.29.
Jole SANTELLI (FI) manifesta il proprio sincero stupore per il parere contrario espresso sull'emendamento a sua prima firma 2.19 che, pur formulato sulla base del testo originario del decreto-legge, senza conoscere il contenuto dell'emendamento introdotto dai relatori né delle riformulazioni da loro proposte, sposa perfettamente la filosofia della maggioranza e del Governo per quanto riguarda il sequestro e la confisca delle navi, anche senza reiterazione, l'incremento delle sanzioni amministrative e il passaggio delle imbarcazioni sequestrate alle forze di polizia. Rileva che l'unica differenza è rappresentata dalla revoca della licenza al comandante nonché dal divieto d'accesso alle acque territoriali italiani per cinque anni, introdotti dal suo emendamento. In nome della correttezza dei rapporti, si sarebbe aspettata che i relatori formulassero un invito al ritiro, ai fini di una sua eventuale rivalutazione durante l'esame in Assemblea, considerato che una parte dell'opposizione ha contribuito a modificare il provvedimento in linea con Governo e maggioranza.
Gennaro MIGLIORE (PD), annunciando di ritirare la propria firma da tutte le proposte emendative che non siano state presentate da esponenti del Partito democratico, con riguardo all'emendamento Santelli 2.19 fa notare ai colleghi di Forza Italia che se hanno deciso, per ragioni politiche, di essere più salviniani di Salvini, questa generosa offerta non sta dando i risultati sperati. Rileva peraltro che tale atteggiamento ha consentito ai presidenti di assumere decisioni forzate in materia di audizioni e di ammissibilità Pag. 15senza assumersene la diretta responsabilità, visto che si è raggiunta la prescritta dei tre quarti in sede di Ufficio di presidenza.
Concorda con la collega Santelli che l'emendamento 2.19 è in linea con l'intento del provvedimento, vale a dire quello di identificare le organizzazioni non governative come il nemico nemico pubblico numero uno, stabilendo delle sanzioni che non sono riservate neanche ai trafficanti di droga. Ritiene del tutto evidente l'intenzione vessatoria verso le organizzazioni non governative da parte di Governo e maggioranza che non vogliono la sicurezza del paese ma al contrario vogliono costruire un nemico, con una narrazione ridicola considerato che il numero di salvataggi effettuati dalle ONG rappresenta un dato statisticamente non significativo. Nel rilevare che tale operazione mediatica è fatta per distogliere l'attenzione sulle più gravi responsabilità del ministro Salvini e del suo partito, manifesta la propria preoccupazione per la sicurezza del paese, evidenziando come i colleghi di Forza Italia siano invece piuttosto preoccupati dai numeri dei sondaggi, considerandosi onorato di tale differenza. Evidenzia come tale accanimento verso le organizzazioni non governative al solo scopo di fare demagogia propagandistica si accompagna alla volontà di andare contro il diritto internazionale, contro la Corte costituzionale e persino contro i principi di umanità e di proporzionalità. Ribadisce che il provvedimento in esame tratta le organizzazioni non governative peggio delle associazioni criminali, considerando che nel primo caso le sanzioni sono attribuite direttamente dal Ministro dell'interno mentre nel secondo si lascia correttamente tale potere ai magistrati.
Giusi BARTOLOZZI (FI), dissentendo dal collega Migliore, evidenzia che Forza Italia, lungi dall'essere più salviniana di Salvini, è – al contrario del Partito democratico che in questi giorni è intervenuto a sproposito – una forza consapevole di opposizione, che tenta di migliorare un testo di cui condivide la natura. Nel concordare con la richiesta avanzata dalla collega Santelli, ritiene che il sottosegretario Molteni non mancherà di rivalutare il proprio parere in sede di esame in Assemblea. Ribadisce che l'emendamento 2.19 va nella medesima direzione del decreto-legge, rafforzando la sanzione amministrativa già prevista e affiancandole alcune sanzioni accessorie.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, nell'accogliere la richiesta della deputata Santelli, considerato che l'emendamento 2.19 a sua prima firma va nella medesima direzione del provvedimento in esame, in luogo del parere contrario precedentemente espresso, formula un invito al ritiro, ai fini di un eventuale riformulazione in sede di esame in Assemblea.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) evidenzia che il contenuto dell'emendamento Santelli 2.19 lo addolora personalmente, dal momento che una forza liberale e garantista come Forza Italia si accoda all'accanimento contro le organizzazioni non governative, con un comportamento che trova spiazzante e che lo induce ad un definitivo addio. A tale proposito, ricorda come pochi giorni fa, in Aula, un provvedimento garantista del deputato di Forza Italia Costa, di cui egli stesso condivideva i contenuti, sia stato respinto con una capriola della maggioranza. Rivolgendosi ai colleghi di Forza Italia chiede loro cosa debba avvenire perché comprenda che non possono esistere «i liberali e garantisti per Salvini». Stigmatizza che anche Forza Italia si accanisce contro le organizzazioni non governative, che raccolgono i finanziamenti dei cittadini privati e utilizzano la disponibilità dei volontari, ritenendo nel contempo deprimente che il nostro Governo ritenga centrale un provvedimento di questo tipo.
Quanto al contenuto dell'emendamento Santelli 2.19, sottolinea che la sanzione introdotta è assolutamente sproporzionata, meravigliandosi che i tanti avvocati che fanno parte del gruppo non rilevino l'incompatibilità nel nostro ordinamento Pag. 16di una sanzione di 1 milione di euro, una cifra normalmente comminata dall'Antitrust a grossi gruppi industriali e che tuttavia in quel caso rappresenta una percentuale infinitesimale del loro bilancio. Considera odioso per chi ama il diritto pensare di poter schiacciare con simili sanzioni chi fa soccorso in mare, senza che sia mai stato accertato un qualsiasi contatto delle organizzazioni non governative con gli scafisti.
Lorena MILANATO (FI), intervenendo a titolo personale, manifesta la propria soddisfazione per il fatto che sia stata accolta la richiesta della collega Santelli. Respinge le dichiarazioni dei deputati Migliore e Magi, ribadendo che la linea di Forza Italia è sempre stata coerente, dalla legge Bossi Fini in poi e che non si è assunta in questa occasione una posizione diversa. Precisa infine che Forza Italia non è contro le organizzazioni non governative, ma chiede unicamente che le navi che accolgono i migranti rispettino le leggi.
Francesca BUSINAROLO, presidente, prende atto che la deputata Santelli accetta l'invito al ritiro dell'emendamento a sua prima firma 2.19, formulato dalla relatrice.
Alfredo BAZOLI (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Speranza 2.5 e, rivolgendosi alla deputata Bartolozzi, ritiene infondata l'accusa di aver fatto interventi fuori dal seminato, ribadendo che se sono i tempi dei lavori sono stati in qualche occasione «forzati» alla base c’è esclusivamente una ragione politica. Sottolinea che anche il gruppo del Partito democratico ha l'ambizione di presentare emendamenti migliorativi del testo e non strumentali, come dimostra tra l'altro il numero delle proposte emendative presentate che è congruo e forse inferiore rispetto a Forza Italia. Sottolinea come la maggior parte degli interventi svolti dai componenti del Partito democratico abbia riguardato il merito della questione, considerando pacifico che Forza Italia, avendo scelto una linea politica diversa e legittima, non stia facendo l'opposizione. Precisa di aver sottoscritto l'emendamento del collega Speranza per consentirne l'esame, considerando che la forza politica che lo ha presentato è stata costretta ad abbandonare i lavori per un atteggiamento irrispettoso del sottosegretario che non ha ritenuto di scusarsi. Evidenzia che l'emendamento Speranza 2.5 si limita a modificare il quantum della sanzione amministrativa introdotta dall'articolo 2. Concorda in proposito, da avvocato e da giurista, con le considerazioni del deputato Magi sulla sproporzione e irragionevolezza della sanzione introdotta dal provvedimento che sarà peraltro incrementata dall'emendamento 2.17. Ritiene che tale sproporzione non sia conforme ai nostri principi costituzionali e che non reggerà alla prova dei fatti, dal momento che per fortuna abbiamo anticorpi per difenderci contro gli atti di protervia del legislatore.
Le Commissioni respingono l'emendamento Speranza 2.5.
Gennaro MIGLIORE (PD), intervenendo sull'emendamento Bazoli 2.47, evidenzia come tale proposta emendativa sia volta a migliorare il provvedimento in esame e a impedire che il Governo prosegua nella strada scellerata, frutto di una concezione ossessionata dalle ONG e di una serie di impegni assunti con alleati scomodi, che rappresentano i massimi esponenti della xenofobia istituzionale, come i Paesi di Visegrad.
Sottolinea che il decreto-legge in oggetto reca evidenti violazioni dei princìpi alla base delle leggi e delle convenzioni internazionali, prevedendo sanzioni manifestamente sproporzionate, che auspica vengano censurate dall'autorità giudiziaria. Ritiene, infatti, che il provvedimento viva nella paranoia di un Ministro dell'interno che ritiene che la principale minaccia per il nostro Paese sia rappresentata dalle ONG. Reputa inoltre che, assecondando tale paranoia, l'Italia rischi di non rispettare più i princìpi costituzionali e le convenzioni internazionali e che si arrivi a stigmatizzare il cittadino che, guardando Pag. 17con favore alle operazioni di salvataggio dei migranti svolte dalle ONG, decida di finanziare tali organizzazioni, che il Ministro Salvini considera rappresentative di una straordinaria minaccia per il Paese. Rileva quindi che l'emendamento Bazoli 2.47 mira a chiarire che le attività di soccorso in mare sono assolutamente prioritarie rispetto a quella che viene pomposamente definita «difesa dei confini», che altro non è che la difesa dell'orticello elettorale nel quale la Lega si sente protetta.
Si dichiara convinto che il provvedimento sarà inapplicato dall'autorità giudiziaria e sottoposto a una sorta di sanzione pubblica nel momento in cui risulterà chiara all'opinione pubblica l'ossessione dell'attuale Governo per le ONG, considerate un male peggiore persino delle mafie. A tale proposito, rivolgendosi al sottosegretario Molteni, chiede quali iniziative di contrasto alle organizzazioni criminali vere il Governo abbia effettivamente messo in campo, con particolare riferimento alla Libia, considerata l'attuale situazione in cui versa quell'area che non rappresenta propriamente un piccolo dettaglio in ordine al tema della sicurezza, e sulla quale l'Esecutivo sembra silente.
Osserva, infine, che vi è un asservimento della maggioranza al Ministro dell'interno i cui obiettivi sono l'isolamento dell'Italia, ormai incapace del Paese di rispondere agli obblighi umanitari e internazionali, e la volontà della Lega di mantenere le poltrone che sono, evidentemente, molto comode. Ritiene, tuttavia, che il Paese non meriti di continuare in tale direzione assecondando tali esigente «poltronistiche».
Silvia BENEDETTI (Misto-SI-10VM) esprime preoccupazione in relazione alle sanzioni previste dal decreto-legge in esame nei confronti dei trasgressori del divieto di transito e sosta in quanto, richiamando anche quanto osservato dai numerosi esperti in materia auditi dalle Commissioni, risultano sproporzionate e si pongono in contrasto con i doveri sanciti da norme di diritto internazionale quali, in particolare l'articolo 98 della Convenzione di Montego Bay e l'articolo 10 della Convenzione di Amburgo sulla ricerca e salvataggio marittimo.
Ricorda come, analogamente a quanto sta accadendo ora, nella precedente legislatura, in occasione dell'esame del «collegato agricolo», il MoVimento 5 Stelle e la Lega votarono convintamente a favore di un inasprimento delle sanzioni per illeciti della pesca, salvo poi, risultando l'impianto sanzionatorio non ragionevole e sproporzionato, rilevare la necessità, nell'attuale legislatura, di fare marcia indietro. Richiama quindi il dovere del legislatore di approvare delle norme ispirate ai princìpi costituzionali e alle norme di diritto internazionale e che siano ragionevoli, per evitare il rischio di doverle successivamente correggere.
Evidenzia quindi come l'emendamento in esame, che recepisce alcune osservazioni svolte dagli auditi, sia finalizzato a migliorare l'articolo 2 del provvedimento. Ne raccomanda quindi l'approvazione, sottolineando che il legislatore ha la responsabilità morale di porsi l'obiettivo di approvare norme ragionevoli e volte a superare le criticità della normativa vigente rilevate dagli esperti in materia.
Jole SANTELLI (FI), a beneficio dei colleghi del gruppo del Partito democratico che hanno difficoltà ad accettare che Forza Italia sia in linea con alcune norme contenute nel decreto-legge in esame, sottolinea che ritiene giusto sanzionare la violazione del divieto di ingresso, transito o sosta di navi nel mare territoriale italiano imposto a una nave da un provvedimento del Ministro dell'interno, adottato di concerto con altri Ministri, come previsto dall'articolo 2.
Dichiara inoltre di non concordare con le osservazioni svolte dal collega Magi, il quale si è soffermato sull'attività di volontariato svolta dalle ONG che si occupano del soccorso in mare. Ritiene che nelle operazioni di salvataggio in mare gli immigrati presenti sulle barche siano i soli ostaggi, e che spesso tali immigrati siano ostaggio anche di chi li utilizza per una Pag. 18sorta di show mediatico. Chiarisce che, con l'emendamento a sua prima firma 2.19, ha proposto l'innalzamento delle sanzioni facendo riferimento all'ingente importo di fondi raccolto dalla capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, nei tre giorni di crowdfunding che, a suo avviso, è stato un vero e proprio show televisivo.
Veronica GIANNONE (M5S) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Bazoli 2.47.
Le Commissioni respingono l'emendamento Bazoli 2.47.
Gianluca VINCI, presidente, comunica che l'emendamento Dadone 2.21 è stato ritirato.
Alfredo BAZOLI (PD) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Bordo 2.30, nonché i successivi emendamenti a prima firma Bordo.
In relazione alle osservazioni testé svolte dalla deputata Santelli, giudica bizzarro dal punto di vista giuridico, il criterio adottato nel parametrare le sanzioni amministrative all'importo dei fondi raccolti da una ONG. Ritiene che le sanzioni amministrative previste dal decreto-legge siano del tutto sproporzionate, come evidenziato da giuristi e da altri esperti in materia nel corso delle audizioni e si dichiara convinto che la Corte costituzionale le censurerà.
Evidenzia che l'emendamento Bordo 2.30 è volto a migliorare il testo introducendo una specificazione volta ad evitare che l'applicazione di tali sanzioni pregiudichi il rispetto delle norme internazionali che sono sovraordinate ai provvedimenti emanati dal Ministro dell'interno nell'esercizio di un potere amministrativo. Sottolinea come l'articolo 2 del provvedimento, che disciplina le sanzioni, richiami le norme internazionali in maniera ambigua, in quanto collega l'irrogazione della sanzione unicamente alla violazione del divieto d'ingresso imposto con provvedimento del Ministro dell'interno, mentre nulla dice in relazione al rispetto delle norme internazionali. Evidenzia quindi la necessità di correggere la norma per evitare contenziosi in sede giudiziaria.
Evidenzia quindi come l'unico obiettivo della norma in esame appaia essere quello di dissuadere le ONG dal continuare a svolgere operazioni di soccorso in mare, con la minaccia dell'applicazione di una esorbitante sanzione da 150.000 a 1 milione di euro. Osserva quindi come sia prevedibile che, sebbene la norma sia inapplicabile, al fine di evitare di sottoporsi un procedimento giudiziario per contestare la sanzione amministrativa e la confisca della nave, tali organizzazioni rinunceranno alle operazioni di salvataggio con conseguente rischio di un incremento dei morti in mare, nell'indifferenza e nella mancanza di consapevolezza generale.
Giusi BARTOLOZZI (FI), in relazione alle affermazioni del deputato Bazoli, che ritiene non rispettose della posizione assunta da Forza Italia sugli articoli in esame, ritiene doveroso svolgere talune precisazioni. Sottolinea che le sanzioni previste nel decreto-legge non hanno affatto lo scopo di minacciare le ONG, bensì rispondono a un principio basilare di legalità per cui alla violazione di una legge dello Stato deve corrispondere una sanzione da applicare al trasgressore. Non si pone pertanto, a suo avviso, un problema di rispetto delle norme internazionali perché il decreto del Ministro dell'interno in questione viene adottato in attuazione delle norme internazionali. Osserva, peraltro, che sebbene in questo Parlamento le norme del decreto-legge vengano giudicate troppo stringenti nei confronti della capitana Carola Rackete, non è nemmeno stato convalidato l'ordine di arresto, mentre, in Francia, alla capitana Francesca Perotti è stata irrogata immediatamente una pena per aver facilitato il passaggio di alcuni immigrati.
Dichiara di non condividere le affermazioni svolte dai colleghi in relazione al fatto che qualsiasi giudice dotato di spirito di lealtà dovrebbe non applicare le norme del decreto-legge che prevedono le sanzioni, Pag. 19ritenendole del tutto sproporzionate. Fa presente, invece, che il Governo nello stabilire l'importo delle sanzioni ha correttamente fatto riferimento all'ultima fascia prevista per i reati depenalizzati. Ritiene quindi che il dettato normativo del decreto sotto tale profilo non possa essere sottoposto ad alcuna censura di costituzionalità.
Con riferimento alla vicenda della raccolta dei fondi della capitana Rackete osserva, infine, che vi è piuttosto la necessità di incrementare tali sanzioni, al fine di renderle efficaci, come proposto dall'emendamento 2.19 a prima firma Santelli.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) manifesta preoccupazione sul piano giuridico per le osservazioni svolte dalla deputata Bartolozzi, che pure ritiene molto competente in materia.
Osserva infatti che un emendamento dei relatori propone di incrementare le sanzioni superando il tetto massimo previsto dalla terza fascia a cui faceva riferimento la collega Bartolozzi, arrivando a 1 milione di euro. Evidenzia poi che a suo avviso la sanzione prevista nell'emendamento Santelli 2.19 non si conforma ai criteri stabiliti dall'articolo 10 della legge n. 689 del 1981 che disciplina le sanzioni amministrative pecuniarie, individuandone due tipologie: quelle fisse e quelle proporzionali che non hanno un tetto massimo. Qualora si intenda stabilire una sanzione proporzionale è necessario individuare un criterio cui ancorare questa proporzione, altrimenti è necessario rimanere nei limiti dettati della legge n. 689 del 1981. Quanto alla capacità di raccogliere fondi da parte delle ONG, stigmatizzato dalla deputata Santelli e preso a parametro delle sanzioni, sottolinea come ciò sia avvenuto, paradossalmente, anche grazie alla rappresentazione che di esse ne fa il Ministro Salvini – assimilandoli a banditi e demonizzandoli – e alla loro esagerata esposizione mediatica, di fronte alla quale parte della società civile reagisce effettuando donazioni.
Ritiene che sia del tutto irragionevole prevedere di applicare sanzioni pecuniarie nei confronti delle organizzazioni che compiono operazioni di salvataggio in mare e che ciò sia fatto solo perché non si riesce a provare che commettano dei reati.
Concorda con il collega Bazoli sul fatto che la disposizione in esame molto probabilmente sarà travolta da un giudizio di incostituzionalità.
Le Commissioni respingono l'emendamento Bordo 2.30.
Gennaro MIGLIORE (PD), intervenendo sull'emendamento Bordo 2.31, ritiene che dopo quelli che definirebbe gli emendamenti «a strascico», visti ieri sera e questa mattina, si è ora in presenza della nuova fattispecie di emendamenti «a rosico», ovvero dettati dalla volontà di punire soggetti, in questo caso alcune ONG, che, per la loro autorevolezza o per altre ragioni, raccolgono consensi anche sul piano mediatico. Condivide l'opinione del deputato Magi, che ritiene che, non potendo colpire le ONG con sanzioni penali, perché il nostro ordinamento non prevede reati «a rosico», il Governo ricorre alle sanzioni amministrative. Così come, riferendosi a quanto affermato dalla deputata Bartolozzi, non esiste il principio di tautologia, in base al quale se c’è una legge, anche sbagliata, la sanzione per la sua violazione è automaticamente giusta, anche prendendo a riferimento per la determinazione della sua misura la risonanza di un talk show della televisione tedesca. Se una legge è sbagliata, è necessario correggerla prendendo a riferimento quelle norme che, sulla base del principio della gerarchia delle fonti, sono a questa sovraordinate. Tali norme di riferimento impongono, peraltro, che la legge debba essere generale e astratta, e, pertanto, appare ridicolo calibrare l'entità di una sanzione, in teoria applicabile a qualsiasi soggetto che viola una determinata fattispecie, sull'entità dei finanziamenti raccolti da un soggetto in particolare, in forza della sua autorevolezza o della sua esposizione mediatica. Si tratta, a suo avviso, Pag. 20di un'evidente irragionevolezza, che verrà riscontrata in sede di giudizio di legittimità costituzionale e che dimostra l'accanimento del Governo nei confronti di soggetti a cui si attribuiscono capacità manipolative delle coscienze che, evidentemente, sono piuttosto da ricercarsi altrove, ad esempio nella macchina mediatica che sostiene le comunicazioni del Ministro Salvini.
Jole SANTELLI (FI), intendendo precisare ulteriormente il senso delle sue proposte emendative, ricorda che alcune ONG, già da quando il Ministro dell'interno era Minniti, stanno attuando una deliberata provocazione ai danni dell'Italia, finalizzata, a suo avviso, a guadagnare pubblicità e, conseguentemente, finanziamenti, a scapito però dei più deboli, ovvero degli immigrati che, teoricamente, dovrebbero essere salvati. Ricorda, inoltre, che le sanzioni da lei proposte riguardano i reati depenalizzati e sono, pertanto, irrogate dal giudice amministrativo e non dal prefetto con un procedimento automatico e pertanto non sono soggette a limiti ricordati dal deputato Magi. Rispondendo, infine, ai rilievi del deputato Migliore, osserva che, se pure è vero che la norma deve avere carattere generale e astratto, la sanzione si applica tuttavia a casi concreti.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD), sottoscrivendo l'emendamento Bordo 2.31, ricorda che i giuristi sentiti in audizione dalle Commissioni riunite, alla luce dei princìpi dettati dalla legge n. 689 del 1981, sono stati concordi nel sottolineare la sproporzione delle sanzioni previste dal decreto-legge. A suo parere, il Governo, in difficoltà su altri fronti e dimenticando la precedente collaborazione delle ONG con le autorità italiane nel salvataggio in mare dei migranti in difficoltà, ha ora mutato indirizzo, come accaduto anche su altri temi, e ha deliberatamente dipinto le ONG come il nemico da combattere, amplificando strumentalmente la portata dei loro successi nel salvataggio dei migranti. Si augura che gli atti parlamentari siano testimonianza, in futuro, della gravità delle affermazioni degli esponenti del Governo e del pericolo insito nelle loro prese di posizione.
Giusi BARTOLOZZI (FI) ritiene che le affermazioni del deputato Migliore non siano compatibili con il suo passato di Sottosegretario alla giustizia. Il decreto-legge, infatti, reca disposizioni che hanno forza di legge, la cui applicazione, anche in pendenza di conversione in legge, deve essere garantita anche dai magistrati che ne eccepiscano la legittimità. In tali casi, l'ordinamento prevede, infatti, la possibilità di investire della questione la Corte costituzionale. La mancata applicazione di una norma di legge, infatti, darebbe luogo all'anarchia.
Le Commissioni respingono l'emendamento Bordo 2.31.
Gennaro MIGLIORE (PD), intervenendo sull'emendamento Bordo 2.32, osserva che la sanzione per la mancata osservanza delle leggi non può essere determinata sulla base del successo di un talk show, commisurando l'entità della sanzione all'autorevolezza e alla popolarità di un soggetto e tantomeno alla sua capacità di raccogliere fondi.
In secondo luogo, rispondendo alla deputata Bartolozzi, sottolinea come la legge, mentre certamente non può essere disapplicata dal giudice, deve essere modificata dal legislatore qualora ci si renda conto della fondatezza dei rilievi sollevati in fase applicativa, come appunto accade nel caso di specie. Il contenzioso che si è generato in fase di prima applicazione del decreto ha infatti già ampiamente dimostrato la necessità di introdurre modifiche al testo del decreto-legge in fase di conversione in legge.
Francesca BUSINAROLO, presidente, invita i colleghi ad abbassare il tono della voce per consentire al deputato Migliore di proseguire con il suo intervento.
Gennaro MIGLIORE (PD), ringraziando la presidente, ritiene che non configuri Pag. 21istigazione all'anarchia la mancata condivisione di una legge che, in tutta evidenza, è destinata ad un singolo soggetto, da attaccare e dissuadere dal continuare a salvare vite umane, attraverso sanzioni che possono considerarsi, per la loro entità, delle vere e proprie richieste estorsive. Anzi, la disapplicazione di leggi palesemente contrarie ai princìpi del nostro ordinamento, come un tempo quelle razziali, è giusta, come è giusto contrastare in ogni modo leggi che impediscono il salvataggio di vite umane e si dichiara dispiaciuto nel vedere il Movimento 5 Stelle ostaggio della peggiore espressione della destra europea, oggi incarnata dal Ministro Salvini.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD), sottoscrivendo l'emendamento Bordo 2.32, condivide l'analisi del collega Migliore e ritiene che alla base della volontà persecutoria del Governo vi sia la necessità di mascherare la sua incapacità di affrontare il fenomeno delle migrazioni distogliendo l'attenzione dalle proprie lacune con l'individuazione di un nemico e la denuncia di complotti ai danni dell'Italia. Ritiene preoccupante constatare che cominciano a circolare anche in queste Aule termini che sembravano appartenere ad epoche diverse come «venduto allo straniero» o «traditore della patria», che alimentano un surreale clima di scontro più adatto ad epoche che dovrebbero essere superate. Si dichiara infine convinto che il decreto-legge, oltre a essere ingiusto e odioso – perché non può che definirsi tale l'atto di un Governo di un grande Paese che perpetra un atto di prepotenza – non otterrà gli effetti sperati dalla maggioranza, in quanto il danno maggiore non sarà subìto dalle ONG, ma sarà a carico dell'ordinamento, i cui princìpi fondamentali sono fortemente intaccati dalle disposizioni che si intendono approvare.
Le Commissioni respingono l'emendamento Bordo 2.32.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'esame del provvedimento riprenderà alle 14.15.
Gennaro MIGLIORE (PD) chiede alla presidente di prolungare la durata della sospensione fino alle 14.30.
Francesca BUSINAROLO, presidente, accogliendo la richiesta del deputato Migliore, avverte che l'esame del provvedimento riprenderà dopo la riunione degli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, che è convocata alle 14.30.
Giovedì 18 luglio 2019. — Presidenza del presidente della I Commissione Giuseppe BRESCIA, indi della presidente della II Commissione Francesca BUSINAROLO. – Intervengono i Sottosegretari di Stato per l'interno Nicola Molteni e Carlo Sibilia, nonché il Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta Simone Valente.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che nell'odierna riunione degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite, le Presidenze hanno informato che la durata Pag. 22delle dichiarazioni di voto su ciascun per Gruppo è ridotta da 5 a 3 minuti e che eventuali interventi a titolo personale saranno consentiti per la durata di 30 secondi.
Constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Bordo 2.33; si intende che vi abbia rinunciato. Constata altresì l'assenza del presentatore dell'emendamento Pollastrini 2.28; si intende che vi abbiano rinunciato.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) chiede preliminarmente al presidente se si applichi già l'ulteriore «ghigliottina» degli interventi, prospettata nell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, appena conclusosi.
Giuseppe BRESCIA, presidente, precisa che così si è stabilito nella riunione degli Uffici di presidenza delle Commissioni riunite.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) sottoscrive l'emendamento Sarli 2.25, che prova a modificare una delle parti peggiori del decreto-legge in esame, che facendo finta di trovarsi di fronte a pericolosi navigli che violano la legge, crea un severo meccanismo sanzionatorio nei loro riguardi. Evidenzia infatti che la lettera a) dell'emendamento in questione è volta a sottrarre le navi impiegate in attività di soccorso in mare all'applicazione delle disposizioni degli articoli 1 e 2 del decreto-legge. Con riguardo alla lettera b) dell'emendamento, rileva che essa affronta un altro grave nodo già dibattuto in diverse occasioni, vale a dire quello dell'impatto delle disposizioni che si intende introdurre con gli obblighi internazionali e in particolare con i principi della Convenzione di Ginevra e della Carta europea dei diritti umani.
Luigi GALLO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, lamenta il fatto che si stia applicando la prassi che impedisce di prendere la parola al parlamentare che abbia presentato proposte emendative, qualora non appartenga alle Commissioni di merito. Ritiene che l'applicazione di tale regola non sia corretta nelle attuali circostanze, considerato che il parlamentare in questione non può esercitare il diritto di parola rispetto alle sue proposte emendative né in Commissione né in Assemblea, dal momento che sul provvedimento in esame verrà molto probabilmente apposta la questione di fiducia. Evidenzia pertanto la necessità che, a fronte di una prassi di norma accettabile, vengano previste delle eccezioni, eventualmente consentendo interventi di un solo minuto che quindi non sarebbero in grado di condizionare in maniera sostanziale l'andamento dei lavori delle Commissioni. Sollecita pertanto un'ulteriore riflessione sulla questione.
Giuseppe BRESCIA, presidente, precisa che, a seguito di un attento approfondimento della questione, non si è rilevato alcun precedente nel senso proposto dal collega Gallo. Pertanto, mentre si sarebbe potuto consentirgli di intervenire in sede di illustrazione degli emendamenti, lo stesso non è possibile nella fase delle dichiarazioni di voto, nella quale le Commissioni riunite attualmente si trovano. Assicura comunque al collega Gallo che tutti i deputati avranno modo di esprimere le proprie posizioni ed eventualmente anche di illustrare le proposte emendative presentate, in sede di discussione generale del provvedimento in Assemblea.
Sara CUNIAL (Misto) sottoscrive l'emendamento Sarli 2.25, che tenta di precisare gli obblighi internazionali al cui rispetto l'Italia è sottoposta, con particolare riferimento al principio di non respingimento stabilito dalla Convenzione di Ginevra, che si applica comunque, indipendentemente dal fatto che la persona abbia già ottenuto lo status di rifugiato o che abbia formalizzato la richiesta in tal senso. Ricorda inoltre che in base alla citata Convenzione deve considerarsi respingimento qualsiasi allontanamento forzato verso un paese che metta in pericolo la vita o la libertà del soggetto. In accordo con quanto dichiarato dal collega Gallo, esprime la propria indignazione per il Pag. 23fatto che la presidenza non consenta di intervenire ai deputati non appartenenti alla Commissione di merito.
Giuseppe BRESCIA, presidente, precisa che la presidenza si sta limitando ad applicare le disposizioni del Regolamento della Camera.
Veronica GIANNONE (M5S) sottoscrive l'emendamento Sarli 2.25.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sarli 2.25.
Sara CUNIAL (Misto), considerato che l'articolo 2 del decreto-legge in esame introduce una sanzione speciale, ritiene indispensabile, in linea con l'emendamento Vizzini 2.46, che venga inserito nel testo di legge il riferimento all'applicazione dell'articolo 4 della legge 24 novembre 1981 n. 689, in base al quale non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa. A tale proposito ricorda che, tra l'altro, l'articolo 98 della Convenzione di Montego Bay stabilisce l'obbligo del comandante della nave di prestare soccorso a chiunque sia trovato in condizioni di pericolo in mare.
Veronica GIANNONE (M5S) sottoscrive l'emendamento Vizzini 2.46.
Le Commissioni respingono l'emendamento Vizzini 2.46.
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Fiano 2.38; si intende che vi abbia rinunciato. Chiede, quindi, al deputato Iezzi se accetti la riformulazione dell'emendamento a sua firma 2.17 proposta dai relatori.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega), nell'accogliere la riformulazione dei relatori, ritiene opportuno intervenire, viste le molte considerazioni che sono state svolte dai colleghi sull'incremento delle sanzioni. Sottolinea, a tale proposito, che si sta parlando non tanto di organizzazioni finanziate grazie ai contributi dei privati cittadini, ma piuttosto di realtà con giri di affari elevatissimi, che posseggono navi di grandissimo valore, pari anche a centinaia di migliaia di euro, che richiedono una manutenzione altrettanto onerosa. Sulla base di tali premesse ritiene pertanto che, perché la sia la sanzione sia effettivamente tale, il suo ammontare deve essere proporzionale al giro di affari delle organizzazioni non governative. Ciò chiarito, ritiene che i discorsi svolti in precedenza siano del tutto fuori luogo.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) esprime la propria gratitudine al deputato Iezzi, che con i suoi interventi lo aiuta a trovare le ragioni per continuare a svolgere il suo ruolo di opposizione senza scoraggiarsi. Ci tiene a sottolineare, in particolare, il riferimento fatto dal collega Iezzi al «giro di affari» delle organizzazioni non governative che fanno salvataggio in mare, ritenendo che l'uso di tale espressione manifesti più di ogni cosa la falsa lettura dei fatti proposta dai colleghi della Lega. Nel ricordare inoltre come il collega Iezzi abbia tenuto a sottolineare il fatto che le navi utilizzate dalle ONG valgono diverse centinaia di migliaia di euro, segnala a tutti che stiamo parlando di una sanzione amministrativa. Sottolinea, a tale proposito, che sarebbe la stessa cosa se, in caso di violazione del codice della strada, applicassimo una sanzione di importo diverso a seconda del valore dell'auto che l'ha commessa. Nel richiamare il fatto che in Italia esiste una legge che stabilisce il tetto massimo delle sanzioni amministrative irrogabili, ritiene che tali argomenti dimostrino l'intento punitivo e persecutorio del provvedimento in esame.
Emanuele PRISCO (FdI) preannuncia il voto favorevole dei componenti di Fratelli d'Italia sull'emendamento Iezzi 2.17, come riformulato, in linea con diversi emendamenti di analogo contenuto presentati dal suo gruppo.
Le Commissioni approvano l'emendamento Iezzi 2.17 (Nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che risultano preclusi dall'approvazione dell'emendamento Iezzi 2.17 (Nuova formulazione) gli emendamenti Sarli 2.26 e Bazoli 2.49, gli identici emendamenti Bazoli 2.50 e Magi 2.42, gli emendamenti Magi 2.43, Bazoli 2.51, gli identici emendamenti Bazoli 2.48 e Giannone 2.45, gli emendamenti Rampelli 2.15, Bazoli 2.57, 2.56 e 2.55, Magi 2.39 e 2.40, Delmastro Delle Vedove 2.13, Montaruli 2.8 e Magi 2.41.
Constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Bazoli 2.53 e 2.54; si intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sarli 2.27.
Giuseppe BRESCIA, presidente, prende atto che i presentatori degli identici emendamenti Meloni 2.9, Legnaioli 2.18 e Dadone 2.22 accettano la riformulazione proposta dai relatori.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Meloni 2.9, Legnaioli 2.18 e Dadone 2.22 (Nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che l'emendamento Delmastro Delle Vedove 2.14 deve intendersi precluso dall'approvazione degli identici emendamenti Meloni 2.9, Legnaioli 2.18 e Dadone 2.22 (Nuova formulazione).
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, modifica il parere precedentemente espresso, invitando al ritiro dell'emendamento Meloni 2.11, considerato che la distruzione della nave confiscata è già prevista da un successivo emendamento.
Emanuele PRISCO (FdI) chiede se sia possibile accantonare l'emendamento 2.11, al fine di ritirarlo non appena sarà stato approvato l'emendamento che prevede la distruzione della nave, ricordando come tale argomento costituisca un tema caro al gruppo di Fratelli d'Italia.
Giuseppe BRESCIA, presidente, sentiti i relatori, dispone l'accantonamento dell'emendamento Meloni 2.11.
Emanuele PRISCO (FdI) ritira l'emendamento Meloni 2.10,. essendo il suo contenuto sostanzialmente assorbito dal testo dell'emendamento Meloni 2.9 appena approvato. Chiede inoltre che venga accantonato il successivo emendamento Meloni 2.6.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, accoglie la richiesta del deputato Prisco.
Giuseppe BRESCIA, presidente, dispone l'accantonamento dell'emendamento Meloni 2.6.
Le Commissioni approvano l'emendamento Saitta 2.23 (vedi allegato 1).
Emanuele PRISCO (FdI) illustra l'emendamento Meloni 2.12, volto a prevedere che, in violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, chiunque compia atti diretti a procurare l'ingresso illegale in violazione dello Stato di persona che non è cittadina o che non ha titolo di residenza permanente, sia punito con la pena della reclusione e la multa di 50.000 euro per ogni persona.
Le Commissioni respingono l'emendamento Meloni 2.12.
Veronica GIANNONE (M5S) sottolinea che l'emendamento a sua prima firma 2.44 è volto a ridimensionare il trattamento sanzionatorio introdotto dal decreto-legge, prevedendo l'applicazione della legge 689 del 1981 che è la normativa di riferimento. In particolare applicando delle disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 dell'articolo Pag. 258-bis della legge 689 del 1981 in tema di reiterazione delle violazioni.
Le Commissioni respingono l'emendamento Giannone 2.44.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che l'emendamento Bazoli 2.52 risulta assorbito dall'approvazione degli identici emendamenti Meloni 2.9, Legnaioli 2.18 e Dadone 2.22 (Nuova formulazione).
Simona BORDONALI (Lega) illustra una modifica alla proposta di riformulazione degli emendamenti Macina 2.58 e Saitta 2.24 e dell'emendamento Ficara 2.59 (ex 2.05) (vedi allegato 1) presentata nella seduta di ieri.
Giuseppe BRESCIA, presidente, prende atto che i presentatori degli emendamenti Macina 2.58 e Saitta 2.24 e dell'emendamento Ficara 2.59 (ex 2.05) accettano l'ulteriore proposta di riformulazione in identico testo avanzata dai relatori.
Le Commissioni approvano gli emendamenti Macina 2.58, Saitta 2.24 e Ficara 2.59 (ex 2.05), (ulteriore nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che sono stati presentati 25 subemendamenti all'emendamento 2.60 dei relatori (vedi allegato 2). Avverte altresì che il subemendamento Meloni 0.2.60.25 è inammissibile, in quanto privo di qualunque nesso testuale con l'emendamento 2.60 dei relatori.
Emanuele PRISCO (FdI) contesta la decisione della presidenza relativa all'inammissibilità del subemendamento Meloni 0.2.60.25 che prevede iniziative del Governo, anche in sede europea, volte a promuovere l'avvio di una missione militare europea, con la partecipazione di tutti gli Stati membri, per la creazione di un blocco navale davanti alle coste libiche.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere favorevole sul sub-emendamento Macina 0.2.60.1, mentre esprime parere contrario sui sub-emendamenti Bazoli 0.2.60.2, Verini 0.2.60.3 e 0.2.60.4, Bazoli 0.2.60.5, 0.2.60.6, 0.2.60.7, 0.2.60.8, 0.2.60.9, 0.2.60.10, 0.2.60.11, 0.2.60.12, 0.2.60.13, 0.2.60.14 e 0.2.60.15, Annibali 0.2.60.16 e 0.2.60.17, Bazoli 0.2.60.18, Magi 0.2.60.19, 0.2.60.20 e 0.2.60.21 Bazoli 0.2.60.22, 0.2.60.23 e 0.2.60.24.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA esprime parere conforme a quello espresso dai relatori.
Le Commissioni approvano il sub-emendamento Macina 0.2.60.1 (vedi allegato 1) e respingono il sub-emendamento Bazoli 0.2.60.2.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) dichiara di sottoscrivere tutti i subemendamenti riferiti all'emendamento 2.60 dei relatori presentati dal gruppo del Partito democratico. Illustra quindi le finalità del sub-emendamento Verini 0.2.60.3, volto a destinare le somme provenienti dalle sanzioni amministrative per le violazioni al testo unico dell'immigrazione al servizio scorte per la protezione dei giornalisti minacciati da gruppi organizzati di estrema destra.
Le Commissioni respingono il sub-emendamento Verini 0.2.60.3.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra le finalità del sub-emendamento Verini 0.2.60.4, volto a destinare le somme provenienti dalle sanzioni amministrative per le violazioni al testo unico dell'immigrazione per la protezione dei giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata.
Le Commissioni respingono il sub-emendamento Verini 0.2.60.4.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra le finalità del sub-emendamento Bazoli 0.2.60.5, volto a destinare le somme provenienti dalle sanzioni amministrative per Pag. 26le violazioni al testo unico dell'immigrazione per interventi di assistenza e riabilitazione nonché per il trattamento dei disturbi psichici dei rifugiati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono i sub-emendamenti Bazoli 0.2.60.5, 0.2.60.6, 0.2.60.7, 0.2.60.8, 0.2.60.9, 0.2.60.10, 0.2.60.11, 0.2.60.12, 0.2.60.13, 0.2.60.14 e 0.2.60.15, Annibali 0.2.60.16 e 0.2.60.17 e Bazoli 0.2.60.18.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra le finalità del sub-emendamento a sua prima firma 0.2.60.19, volto a destinare le somme derivanti dalle sanzioni amministrative per le violazioni al testo unico dell'immigrazione al fine di incrementare le politiche ed i servizi dell'asilo.
Le Commissioni respingono il sub-emendamento Magi 0.2.60.19.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra le finalità del sub-emendamento a sua prima firma 0.2.60.20, volto a destinare le somme derivanti dalle sanzioni amministrative per le violazioni al testo unico dell'immigrazione al Fondo per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono i sub-emendamenti Magi 0.2.60.20 0.2.60.21 Bazoli 0.2.60.22, 0.2.60.23 e 0.2.60.24, ed approvano l'emendamento 2.60 dei Relatori, come modificato dal subemendamento Macina 0.2.60.1 (vedi allegato 1)
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Bordo 2.35 e 2.34, e Pollastrini 2.01; si intende vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Santelli 2.06.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che il Governo ha presentato l'articolo aggiuntivo 3.05 (vedi allegato 3), il quale risulta inammissibile per estraneità di materia.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere contrario sugli emendamenti riferiti all'articolo 3, ad eccezione dell'articolo aggiuntivo Iezzi 3.03, sul quale esprime parere favorevole.
Giuseppe BRESCIA, presidente constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Speranza 3.1: si intende vi abbia rinunciato.
Sara CUNIAL (Misto) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Sarli 3.2, soppressivo dell'articolo 3 del provvedimento in esame, che prevede un ingiustificato trasferimento di competenze che dovrebbe essere circoscritto solo a determinati reati.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Sarli 3.2 e Magi 3.3.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo Cirielli 3.02 che introduce l'arresto obbligatorio in flagranza dei reati di ingresso e soggiorno illegale nonché del delitto di travisamento in occasione di manifestazioni in luoghi pubblici.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Cirielli 3.02 ed approvano l'articolo aggiuntivo Iezzi 3.03 (vedi allegato 1)
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 4, ad eccezione dell'emendamento Iezzi 4.7, di cui propone l'accantonamento.
Sara CUNIAL (Misto) illustra le finalità dell'emendamento Giannone 4.2, soppressivo dell'articolo 4 del provvedimento in esame che prevede uno stanziamento irrazionale e propagandistico al fine di rafforzare le operazioni di polizia sotto copertura finalizzate al contrasto del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Magi 4.1 e Giannone 4.2.
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Pollastrini 4.3; si intende vi abbia rinunciato.
Sara CUNIAL (Misto) sottoscrive l'emendamento Sarli 4.5.
Veronica GIANNONE (M5S) sottoscrive l'emendamento Sarli 4.5.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sarli 4.5
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza dei presentatore dell'emendamento Bazoli 4.4; si intende vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Rampelli 4.6.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che gli emendamenti Iezzi 4.7, Bazoli 4.8 e Sarli 4.9 devono ritenersi accantonati.
Constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Fiano 4.10; si intende vi abbia rinunciato.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra le finalità dell'articolo aggiuntivo Montaruli 4.02, il quale prevede l'istituzione di un nucleo di polizia specializzato per i rimpatri, attività complessa che richiede una preparazione specifica.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Montaruli 4.02.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5, ad eccezione degli identici emendamenti Dori 5.11, Iezzi 5.14, Speranza 5.17 e Prisco 5.21, sui quali esprime parere favorevole.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Schullian 5.1 e Magi 5.2.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra le finalità dell'emendamento Lollobrigida 5.22, volto a modificare la normativa vigente in materia di manifestazioni e riunioni non preavvisate o autorizzate.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Lollobrigida 5.22 e Santelli 5.7.
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Moretto 5.10; si intende vi abbia rinunciato.
Ylenja LUCASELLI (FdI) illustra le finalità dell'emendamento Zucconi 5.18, volto ad individuare un termine congruo per la comunicazione alle forze di polizia della presenza di ospiti all'interno delle strutture ricettive.
Le Commissioni respingono l'emendamento Zucconi 5.18
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che l'emendamento Masi 5.9 è stato ritirato.
Veronica GIANNONE (M5S) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 5.6, volto a prevedere il termine di sei ore per la comunicazione alla questura Pag. 28competente nel caso di soggiorni non superiori alle ventiquattro ore.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono, gli emendamenti Giannone 5.6 e Schullian 5.3.
Devis DORI (M5S) illustra le finalità dell'emendamento a sua prima firma 5.11, volto a sostituire la comunicazione immediata alle autorità di pubblica sicurezza con il termine di sei ore dall'arrivo degli ospiti presso le strutture ricettive.
Le Commissioni approvano gli identici emendamenti Dori 5.11, Iezzi 5.14, Speranza 5.17 e Prisco 5.21 (vedi allegato 1).
Giuseppe BRESCIA, presidente avverte che gli emendamenti Magi 5.4, gli identici Marco Di Maio 5.13 e Zucconi 5.19, nonché l'emendamento Emanuela Rossini 5.5 sono preclusi dall'approvazione degli identici emendamenti Dori 5.11, Iezzi 5.14, Speranza 5.17 e Prisco 5.21.
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Cattaneo 5.8; si intende vi abbia rinunciato
Le Commissioni respingono l'emendamento Zucconi 5.20.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Magi 6.16, Giannone 6.15 e Migliore 6.14, nonché sugli emendamenti Bazoli 6.13, Sarli 6.12, Cirielli 6.1, Montaruli 6.4 e 6.18, Rampelli 6.8, Montaruli 6.6 e 6.3 e sugli identici emendamenti Silvestroni 6.2 e Carfagna 6.9; parere favorevole sull'emendamento Dori 6.11, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1); infine, formula parere contrario sugli emendamenti Rampelli 6.7, Lollobrigida 6.5 e Magi 6.17, nonché sugli articoli aggiuntivi Rampelli 6.02 e 6.03 e sugli identici Silvestroni 6.04 e Carfagna 6.01.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA esprime parere conforme ai relatori.
Veronica GIANNONE (M5S) illustra l'emendamento 6.15, a sua prima firma, sottolineando che questo è volto a sopprimere le disposizioni recate dall'articolo 6 che prevedono un inasprimento di alcune fattispecie di reati qualora questi siano compiuti il luogo pubblico o aperto al pubblico.
Osserva che stabilire pene sproporzionate non è compatibile con il principio della rieducazione della pena e per tale ragione invita a votare a favore del proprio emendamento.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) invita la maggioranza a prestare la stessa attenzione che è stata assicurata ad altre proposte emendative anche agli emendamenti che prevedono di sopprimere l'articolo 6. Osserva, infatti, che in questa norma sono contenute disposizioni che introducono delle aggravanti nell'ambito di reati commessi nell'esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto quale è quello di manifestare liberamente il proprio pensiero.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Magi 6.16, Giannone 6.15 e Migliore 6.14.
Giuseppe BRESCIA, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 6.13: si intende vi abbia rinunciato.
Sara CUNIAL (Misto) sottoscrive l'emendamento Sarli 6.12, osservando che questo è volto a correggere alcune disposizioni del provvedimento che sono confliggenti con l'esigenza di evitare il sovraffollamento delle carceri.
Veronica GIANNONE (M5S) chiede, a sua volta, di sottoscrivere l'emendamento Sarli 6.12.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sarli 6.12 e Cirielli 6.1.
Giuseppe BRESCIA, presidente, avverte che l'emendamento Dori 6.10 è stato ritirato dai presentatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Montaruli 6.4 e 6.18, Rampelli 6.8, Montaruli 6.6 e 6.3, nonché gli identici emendamenti Silvestroni 6.2 e Carfagna 6.9.
Devis DORI (M5S) accetta la riformulazione proposta dai relatori del suo emendamento 6.11, la quale va nella direzione, indicata dall'emendamento, di differenziare la pena qualora il fatto commesso crei un concreto pericolo per l'integrità delle cose.
Le Commissioni approvano l'emendamento Dori 6.11 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respingono, con distinte votazioni, gli emendamenti Rampelli 6.7 e Lollobrigida 6.5.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 6.17, che introduce il codice identificativo degli operatori in servizio di ordine pubblico e ricorda che molti colleghi del Movimento 5 Stelle, nella passata legislatura, avevano sostenuto analoghe iniziative.
Sottolinea come la misura sia già operante in diversi altri Paesi europei ed invita la maggioranza ad approvare l'emendamento poiché ritiene che non sia più procrastinabile l'adozione di un provvedimento che consenta l'immediata identificazione dell'operatore delle Forze di polizia durante il servizio di ordine pubblico.
Sara CUNIAL (Misto) chiede di potere sottoscrivere l'emendamento Magi 6.17, ricordando che proprio in questi giorni ricorre l'anniversario dei tragici fatti del G8 di Genova.
Veronica GIANNONE (M5S) sottoscrive, a sua volta, l'emendamento Magi 6.17.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Magi 6.17, nonché gli articoli aggiuntivi Rampelli 6.02 e 6.03 e gli identici Silvestroni 6.04 e Carfagna 6.01.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice Bordonali, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Pollastrini 7.1, Giannone 7.2, Magi 7.3, Bazoli 7.4 e Sarli 7.5, mentre invita al ritiro dell'emendamento Santelli 7.7; esprime parere contrario sull'emendamento Cirielli 7.6; invita, quindi, al ritiro dell'emendamento Lollobrigida 7.8; parere contrario sugli identici emendamenti Magi 7.10 e Bazoli 7.11, Magi 7.14, Conte 7.12 e 7.13, Montaruli 7.15, nonché sugli identici Bazoli 7.16 e Magi 7.17.
Propone, quindi, di accantonare l'emendamento Lollobrigida 7.18.
Infine, formula parere contrario sugli identici emendamenti Bazoli 7.19 e Magi 7.20, Montaruli 7.21, sugli identici Magi 7.23 e Bazoli 7.24, Prisco 7.25, Bazoli 7.26, Maria Tripodi 7.28, nonché sugli articoli aggiuntivi Sisto 7.041, Magi 7.01, Pini 7.03, Magi 7.02, Ceccanti 7.05, Gallo 7.07 e 7.08, Sisto 7.034 e 7.035, Montaruli 7.075, Deidda 7.076, Sisto 7.036, Maria Tripodi 7.020 e 7.021, Meloni 7.072, Maria Tripodi 7.022, Sisto 7.048 e 7.055 e Maria Tripodi 7.028.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA formula parere conforme ai relatori.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Pollastrini 7.1, Giannone 7.2, Magi 7.3, Bazoli 7.4 e Sarli 7.5.
Jole SANTELLI (FI) osserva che il proprio emendamento 7.7 affronta un tema sul quale la maggioranza si era già mostrata disponibile a ragionare. Domanda, quindi per quale motivo sia stata formulata la richiesta di ritirare la proposta emendativa.
Il Sottosegretario Nicola MOLTENI ribadisce che il Governo non è contrario Pag. 30all'iniziativa. Tuttavia ritiene che l'ambito giuridico più adatto nel quale collocare la norma sia quello delineato dall'articolo 16 del decreto-legge.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, precisa che l'invito al ritiro sugli emendamenti Santelli 7.7 e Lollobrigida 7.8 è stato formulato in considerazione del fatto che gli emendamenti in esame risulterebbero assorbiti dall'approvazione dell'emendamento Tonelli 16.5. Propone, quindi, di accantonare gli emendamenti Santelli 7.7 e Lollobrigida 7.8.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'emendamento Santelli 7.7 deve intendersi accantonato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Cirielli 7.6.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'emendamento Lollobrigida 7.8 deve intendersi accantonato.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Magi 7.10 e Bazoli 7.11.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra il proprio emendamento 7.14, che introduce un'aggravante della pena nell'ambito delle fattispecie previste dall'articolo 338 del codice penale qualora i fatti siano commessi nell'esercizio di funzioni istituzionali.
Sottolinea la gravità delle affermazioni rese dal Ministro dell'interno Salvini con riguardo ai recenti fatti della nave Sea Watch 3 e invita a considerare la necessità di inasprire la pena nel caso in cui le calunnie e le minacce siano commesse nell'esercizio di attività istituzionali.
Giusi BARTOLOZZI (FI) osserva come, nell'ambito delle attività di soccorso in mare ai migranti prestate da navi delle ONG, non è ancora chiaro quale sia l'orientamento che nei giudizi devono seguire i vari organi giudiziari. Evidenzia, quindi, la difformità di vedute tra le varie procure e la faziosità del collega Magi che fa riferimento solo a quelle situazioni che vedono non condannate le ONG.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) osserva di essere intervenuto attenendosi strettamente al tema affrontato dall'emendamento, cosa che invece non ha fatto la collega Bartolozzi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 7.14.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Conte 7,12 e 7.13: si intende vi abbiano rinunciato.
Emanuele PRISCO (FdI), intervenendo sull'emendamento Montaruli 7.15, rileva come esso sia volto ad introdurre una modifica migliorativa di carattere meramente tecnico.
Le Commissioni respingono l'emendamento Montaruli 7.15.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 7.16: si intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 7.17
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 7.19: si intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Magi 7.20 e Montaruli 7.21.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 7.24: si intende che vi abbiano rinunciato.
Sara CUNIAL (Misto) dichiara di sottoscrivere tutte le proposte emendative presentate dal deputato Magi riferite all'articolo 7. Con particolare riferimento Pag. 31all'emendamento Magi 7.23, rileva come esso sia volto a sopprimere l'inasprimento della disciplina sanzionatoria previsto dalla lettera d, del comma 1 dell'articolo 7, osservando come a suo avviso la disciplina sanzionatoria vigente sia esaustiva e come anzi la giurisprudenza sovranazionale auspichi la mitigazione delle sanzioni per fatti commessi in occasione di manifestazioni di dissenso. Rileva come l'articolo 7 vada nella direzione di rispondere al conflitto sociale attraverso strumenti sanzionatori e come tale approccio sia stato nel passato avversato anche dal Movimento 5 Stelle.
Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 7.23.
Emanuele PRISCO (FdI), illustrando l'emendamento a sua firma 7.25, rileva come esso sia volto a prevedere un inasprimento delle pene e la procedibilità d'ufficio per il delitto di danneggiamento qualora commesso in occasione di manifestazioni pubbliche.
Le Commissioni respingono l'emendamento Prisco 7.25.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Bazoli 7.26 e Maria Tripodi 7.28: si intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Sisto 7.041 e Magi 7.01.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Pini 7.03: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Magi 7.02.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Ceccanti 7.05: si intende che vi abbia rinunciato.
Luigi GALLO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, in quanto, non essendo membro delle Commissioni, non gli è consentito intervenire per dichiarazione di voto, chiede di conoscere quale sia la posizione del Governo sui temi posti dall'articolo aggiuntivo a sua firma 7.07, su cui è stato espresso parere contrario, e, in particolare, se vi sia comunque la disponibilità ad affrontare tali temi. Chiede l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo in esame, al fine di compiere ulteriori approfondimenti al riguardo.
Roberto TURRI, relatore per la II Commissione, esprime, anche a nome della relatrice della I Commissione, parere contrario sulla richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gallo 7.07.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Gallo 7.07.
Giusi BARTOLOZZI (FI) chiede di accantonare l'emendamento Maria Tripodi 7.28.
Francesca BUSINAROLO, presidente, precisa come l'emendamento Maria Tripodi 7.28 sia stato dichiarato decaduto per l'assenza dei presentatori.
Giusi BARTOLOZZI (FI) giudica singolare tale decisione, dal momento che sono presenti diversi deputati del gruppo di Forza Italia, e dichiara di sottoscrivere tutte le successive proposte emendative presentate da deputati del gruppo di Forza Italia. Rileva come, a suo avviso, tale emendamento debba essere accantonato in quanto tratta un tema analogo a quello oggetto delle proposte emendative Santelli 7.7 e Lollobrigida 7.8 precedentemente accantonate.
Roberto TURRI, relatore per la II Commissione, esprime, anche a nome della relatrice della I Commissione, parere favorevole sulla richiesta di accantonamento dell'emendamento Maria Tripodi 7.28.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che, in assenza di obiezioni, l'emendamento Maria Tripodi 7.28 deve intendersi accantonato.
Sara CUNIAL (Misto) dichiara di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo Gallo 7.08, che prevede che gli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico nel corso di manifestazioni debbano esporre in maniera visibile un codice finalizzato a consentirne l'identificazione e che sia fatto loro divieto di indossare caschi e uniformi assegnati ad operatori di altro reparto.
Il Sottosegretario Nicola MOLTENI osserva che il tema posto dall'articolo aggiuntivo Gallo 7.08 è molto delicato e riguarda la tutela degli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico nonché di coloro che partecipano alle manifestazioni. Ritiene che l'obbligo di esporre un codice alfanumerico di identificazione non sia tuttavia la soluzione adeguata, in quanto determinerebbe un'esposizione eccessiva degli appartenenti alle forze dell'ordine e aumenterebbe i rischi a loro carico. Ritiene, viceversa, che la soluzione migliore sia costituita dalle bodycam, per il cui impiego il Governo è impegnato, le quali costituirebbero una garanzia sia per gli operatori delle forze di polizia sia per i partecipanti alle manifestazioni.
Luigi GALLO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva come la precedente proposta emendativa a sua firma 7.07 facesse riferimento tanto al codice di identificazione quanto alle bodycam. Ritiene che alla luce delle affermazioni del sottosegretario Molteni vi sia la possibilità di un ulteriore approfondimento e chiede pertanto l'accantonamento del suo articolo aggiuntivo 7.08.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) ringrazia il Sottosegretario Molteni per le sue precisazioni, ma dichiara di non comprendere le ragioni per le quali l'introduzione del codice alfanumerico non sia considerata una soluzione adeguata. Per quanto concerne le bodycam rileva come ne debba essere previsto l'utilizzo per l'intera durata del servizio di ordine pubblico e come comunque vadano risolte le problematiche concernenti la conservazione e l'utilizzo dei dati acquisiti.
Gianni TONELLI (Lega), sottolineando l'esigenza di garantire in piena trasparenza la tutela degli operatori delle forze di polizia in servizio di ordine pubblico, esprime contrarietà all'introduzione del codice identificativo alfanumerico, rilevando come esso, oltre a essere lesivo della dignità degli operatori, si presterebbe a strumentalizzazioni da parte di ambienti pregiudizialmente ostili alle istituzioni e potrebbe favorire la presentazione di denunce infondate e strumentali a carico degli operatori stessi. Ritiene, viceversa, che l'introduzione della bodycam possa costituire una soluzione adeguata e che i problemi relativi alla conservazione e all'utilizzo dei dati, evidenziati dal deputato Magi, possano essere risolti mediante una regolamentazione adottata dal Garante per la protezione dei dati personali.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Gallo 7.08 e Sisto 7.034 e 7.035.
Emanuele PRISCO (FdI) dichiara di sottoscrivere tutte le successive proposte emendative presentate da deputati del suo gruppo, ad esclusione di quelle riferite all'articolo 10.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Montaruli 7.075, Deidda 7.076, Sisto 7.036, Maria Tripodi 7.020 e 7.021, Meloni 7.072, Maria Tripodi 7.022, Sisto 7.048, Sisto 7.055 e Maria Tripodi 7.028.
Roberto TURRI, relatore per la II Commissione, esprime, anche a nome della relatrice della I Commissione, parere contrario sugli emendamenti Magi 8.11, Barbuto 8.1, Delmastro Delle Vedove 8.3, Bazoli 8.10 e 8.8, Prisco 8.5, Morani 8.9, Prisco 8.4 e Barbuto 8.2 e sugli articoli Pag. 33aggiuntivi Deidda 8.017 e Paolo Russo 8.031.
Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Iezzi 8.013, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Sisto 8.010.
Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Iezzi 8.011, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Prisco 8.018 e 8.019.
Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Iezzi 8.014 e parere contrario sull'articolo aggiuntivo Meloni 8.026.
Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello espresso dai relatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Magi 8.11, Barbuto 8.1 e Delmastro Delle Vedove 8.3
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Bazoli 8.10 e 8.8: si intende che vi abbia rinunciato.
Emanuele PRISCO (FdI), illustrando l'emendamento a sua firma 8.5, rileva come esso, analogamente al successivo 8.4, sia volto recare un intervento migliorativo all'articolo 8 del provvedimento, sul quale esprime comunque un giudizio positivo, recando misure condivisibili per l'eliminazione dell'arretrato relativo all'esecuzione delle sentenze penali di condanna definitive. Le proposte emendative in esame, intervenendo sulle modalità contrattuali di assunzione del personale, rispondono alle aspettative di coloro i quali hanno svolto un periodo di tirocinio presso gli uffici giudiziari e sono dunque già in possesso di adeguata formazione professionale.
Le Commissioni respingono l'emendamento Prisco 8.5,
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Morani 8.9: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono le proposte emendative Prisco 8.4, Barbuto 8.2, Deidda 8.017 e Paolo Russo 8.031.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) accetta la riformulazione proposta dai relatori degli articoli aggiuntivi a sua firma 8.013 e 8.011.
Le Commissioni approvano l'articolo aggiuntivo Iezzi 8.013 (Nuova formulazione) (vedi allegato 1), respingono l'articolo aggiuntivo Sisto 8.010 e approvano l'articolo aggiuntivo Iezzi 8.011 (Nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Emanuele PRISCO (FdI) illustra gli articoli aggiuntivi a sua firma 8.018 e 8.019 entrambi volti a risolvere un errore commesso nel cosiddetto decreto concretezza in base al quale sono state modificate le regole per consentire lo scorrimento delle assunzioni degli agenti di polizia. Sottolinea che a seguito di tale disposizione sono stati accolti dal TAR oltre 900 ricorsi. Con le proposte emendative in discussione il gruppo di Fratelli di Italia, che ha molto a cuore la questione, desidera risolvere una stortura che si è venuta a verificare. Auspica che qualora non fosse possibile accogliere le proposte emendative, il Governo comunque prenda contezza della situazione e si adoperi per risolverla.
Giusi BARTOLOZZI (FI) chiede al collega Prisco di meglio precisare i termini della questione posti alla base degli emendamenti in discussione.
Emanuele PRISCO (FdI) precisa che il decreto – legge n. 12 del 2019, cosiddetto «decreto concretezza» ha inserito una condizione legata all'età non prevista nel bando di concorso per lo scorrimento delle assunzioni degli agenti di polizia. L'approvazione delle proposte emendative Pag. 34a sua firma ripristinerebbe, quindi, lo stato del bando antecedente l'entrata in vigore del citato decreto-legge, consentendo tale scorrimento.
Giusi BARTOLOZZI (FI) sottoscrive le proposte emendative Prisco 8.018 e 8.19 e ne chiede l'accantonamento al fine di consentire al rappresentante del Governo di effettuare sulle stesse una ulteriore riflessione.
Francesca BUSINAROLO, presidente, sentiti i relatori, dispone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Prisco 8.018
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Prisco 8.019, approvano l'articolo aggiuntivo Iezzi 8.014 (vedi allegato 1) e respingono l'articolo aggiuntivo Meloni 8.026.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della collega Bordonali, relatrice per la I Commissione, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 9.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA esprime parere conforme a quello dei relatori.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori delle proposte emendative Bazoli 9.1 e 9.2 e Fratoianni 9.04: avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del collega Turri, relatore per la II Commissione, invita al ritiro dell'emendamento Siracusano 10.1, ai fini della presentazione di un ordine del giorno in Assemblea, mentre esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Pellicani 10.01, Losacco 10.02 e Siracusano 10.05. Esprime, quindi, parere favorevole sugli articoli aggiuntivi Iezzi 10.09 e 10.010, purché riformulati nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1), mentre esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Rizzetto 10.011, 10.012, 10.013 e 10.014, nonché sulle proposte emendative Meloni 10.019, 10.020, 10.021 e 10.022.
Matilde SIRACUSANO (FI) ritira l'emendamento a sua firma 10.1, precisando che predisporrà un ordine del giorno per l'Assemblea per impegnare il Governo a garantire i1 potenziamento dell'operazione strade sicure.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori delle proposte emendative Pellicani 10.01 e Losacco 10.02: avverte che si intende vi abbiano rinunciato.
Giusi BARTOLOZZI (FI) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Siracusano 10.05, volto ad assicurare la prosecuzione del concorso delle forze armate nel controllo del territorio. Sottolineando come la materia oggetto di tale articolo aggiuntivo sia analoga a quella dell'emendamento Siracusano 10.1, sul cui contenuto il Governo si è dichiarato disponibile ad accogliere un ordine del giorno, chiede al rappresentante dell'esecutivo di rivedere il proprio parere sull'articolo aggiuntivo in discussione.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA conferma il parere contrario sull'articolo aggiuntivo Siracusano 10.05.
Le Commissioni respingono l'emendamento Siracusano 10.05.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) accetta la riformulazione proposta dai relatori degli articoli aggiuntivi a sua firma 10.09 e 10.010.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano gli emendamenti gli articoli aggiuntivi Iezzi 10.09 e 10.010 (nuova formulazione) (vedi allegato 1). Respingono, quindi, l'articolo aggiuntivo Rizzetto 10.011.
Emanuele PRISCO (FdI) sottoscrive gli articoli aggiuntivi Rizzetto 10.012, 10.013 e 10.014.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Rizzetto 10.012, 10.013 e 10.014, nonché gli articoli aggiuntivi Meloni 10.019, 10.020 e 10.021.
Emanuele PRISCO (FdI) illustra l'articolo aggiuntivo Meloni 10.022 volto a prevedere interventi urgenti per il Comune di Castel Volturno al fine di potenziare le attività connesse al controllo del territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana e extraurbana. Auspica che sia nella sensibilità dell'esecutivo la necessità di potenziare l'operazione strade sicure attraverso un rafforzamento del contingente degli agenti di Carabinieri e Polizia di Stato nelle sedi dislocate in quei territori. Ritiene che l'operazione strade sicure rappresenti uno dei migliori strumenti per garantire il contrasto alla criminalità e, comprendendo che ragioni di natura finanziaria non rendono possibile l'accoglimento dell'emendamento, auspica che il Governo possa rapidamente individuare una iniziativa legislativa in cui inserire tale disposizione.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Meloni 10.022.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del collega Turri, relatore per la II Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento Bella 11.1.
Le Commissioni approvano l'emendamento Bella 1.11 (vedi allegato 1).
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del collega Turri, relatore per la II Commissione, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Speranza 12.1 e Magi 12.2, nonché sugli emendamenti Speranza 12.3, Meloni 12.4 e 12.5, Pollastrini 12.6, Magi 12.7, Ceccanti 12.8 e Fiano 12.9. Invita quindi al ritiro degli emendamenti Gregorio Fontana 12.11 e 12.10, ed esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Sisto 12.027 e 12.028.
Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Iezzi 12.025, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1) e parere contrario sugli articoli aggiuntivi Sisto 12.026 e 12.031, Prisco 12.032 e 12.034, nonché Sisto 12.033.
Si riserva di esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi Iezzi 12.035 e Macina 12.036 all'esito di una ulteriore riflessione, mentre esprime parere contrario sugli identici articoli aggiuntivi Fiano 12.018, Carfagna 12.019 e Silvestroni 12.020, nonché sugli articoli aggiuntivi Sisto 12.030 e 12.038, Fiano 12.064 e 12.014, Sisto 12.021 e 12.023, Bignami 12.03, Meloni 12.02 e Migliore 12.01.
Il Sottosegretario Nicola MOLTENI esprime parere conforme a quello dei relatori ad eccezione che per l'emendamento Gregorio Fontana 12.10, sul quale si riserva di esprimere il parere all'esito di una ulteriore riflessione.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) intervenendo sull'emendamento a sua firma 12.2, soppressivo dell'articolo 12 del decreto-legge, che istituisce nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri un fondo destinato a finanziare interventi di cooperazione allo sviluppo nei confronti di Paesi terzi, chiede quale utilizzo intenda fare di tale fondo il governo. Evidenzia che per poter valutare la possibilità di ritirare o meno l'emendamento soppressivo a sua firma ha l'esigenza di comprendere se il fondo sarà utilizzato per sviluppare accordi di intesa, come già avvenuto in passato con il Niger e il Sudan, con Paesi governati da regimi dittatoriali o dove comunque non vengono rispettati i diritti umani.
Gregorio FONTANA (FI) ritiene che l'articolo 12 del decreto-legge in esame Pag. 36rappresenti un punto fondamentale per la gestione del contrasto all'immigrazione clandestina. Sottolinea come la gestione del controllo alle frontiere sia dando dei riscontri oggettivi positivi seppur non rilevanti come quelli ottenuti nel 2008 dal governo Berlusconi. A suo avviso la seconda fase del contrasto all'immigrazione è quella dei rimpatri e ritiene che si tratti di una questione fondamentale alla quale invece è stata data scarsa attenzione. Riconosce all'esecutivo in carica la volontà di affrontare la questione dei rimpatri attraverso l'articolo 12 all'esame delle Commissione. Tuttavia appare evidente che la copertura del fondo ivi previsto non sia sufficiente e si augura che il governo rifletta su tale punto in quanto un efficace contrasto all'immigrazione si può ottenere solo attraverso una adeguata copertura del fondo in discussione.
Il Sottosegretario Nicola MOLTENI precisa che il fondo previsto dall'articolo 12 del decreto-legge in discussione, che è istituito nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, non deve essere confuso con il fondo rimpatri istituito presso il Ministro degli interni, assolutamente capiente a sul quale il suo dicastero sta investendo molto. Evidenzia che il fondo di cui all'articolo 12 è invece un fondo incentivante per agevolare le intese con altri Paesi, in particolare non appartenenti all'Unione europea, ed è finalizzato alla cooperazione internazionale con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della collaborazione. Sottolinea che i 2 milioni di euro stanziati costituiscono una copertura sufficiente per l'istituzione del fondo la cui capienza arriverà a 50 milioni di euro e fa notare che le risorse potranno essere incrementate a seguito dei processi di revisione e razionalizzazione della spesa per la gestione dei centri per l'immigrazione in conseguenza della contrazione del fenomeno migratorio, nonché degli interventi per la riduzione del costo giornaliero per l'accoglienza dei migranti.
Laura RAVETTO (FI) ritiene che dopo la spiegazione del Sottosegretario Molteni, che ha evidenziato la differenza tra il fondo rimpatri e il fondo di cui all'articolo 12, che ha finalità incentivanti, il collega Magi potrebbe ritirare l'emendamento soppressivo a sua firma per tenere vivo questo argomento. Precisa, inoltre, che Forza Italia ha presentato una proposta emendativa volta ad incrementare la dotazione del fondo.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) evidenzia la necessità di cercare di evitare che il fondo di premialità per le politiche di rimpatrio previsto dall'articolo 12 finisca per favorire Paesi nei quali vengono violati i diritti umani. Fa notare, a tal proposito, che il suo emendamento 12.7 va proprio in tale direzione.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Speranza 12.1 e Magi 12.2.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Speranza 12.3: si intende che vi abbiano rinunciato.
Emanuele PRISCO (FdI), premesso che può comprendere l'orientamento contrario dei relatori sull'emendamento Meloni 12.4, incidendo quest'ultimo sul bilancio dell'anno in corso, dichiara di non capire invece la contrarietà rispetto all'emendamento Meloni 12.5, di cui chiede l'accantonamento, dal momento che si tratta di uno stanziamento relativo agli anni 2020 e 2021.
Le Commissioni respingono l'emendamento Meloni 12.4.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la II Commissione, ritiene opportuno non accantonare l'emendamento Meloni 12.5.
Nicola MOLTENI (Lega) condivide le osservazioni della relatrice, facendo notare che su tale proposta emendativa vi è il Pag. 37parere contrario del Ministero dell'economia e delle finanze.
Le Commissioni respingono l'emendamento Meloni 12.5.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Pollastrini 12.6: si intende che vi abbiano rinunciato.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra il suo emendamento 12.7, ricordando che qualsiasi richiesta di asilo deve essere presa in considerazione in quanto tale, senza necessità di una preventiva autorizzazione. Fa notare che la proposta emendativa in esame mira ad escludere gli incentivi quando si tratti di rimpatri verso Paesi dai quali i migranti fuggono per ragioni umanitarie.
Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 12.7.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Ceccanti 12.8 e Fiano 12.9: si intende che vi abbiano rinunciato.
Gregorio FONTANA (FI), nell'illustrare il suo emendamento 12.11, dichiara di ritirarlo, auspicando una disponibilità dei relatori e del Governo a valutare favorevolmente il suo successivo emendamento 12.10.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'emendamento Gregorio Fontana 12.10 s'intende accantonato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Sisto 12.027 e 12.028.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) dichiara di accettare la riformulazione proposta del suo articolo aggiuntivo 12.025.
Emanuele PRISCO (FdI) preannuncia il voto favorevole sull'articolo aggiuntivo 12.025, come riformulato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano l'articolo aggiuntivo Iezzi 12.025 (nuova formulazione) (vedi allegato 1) e respingono, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Sisto 12.026, 12.031, Prisco 12.032, 12.034 e Sisto 12.033.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'articolo aggiuntivo Iezzi 12.035 si intende accantonato.
Simona BORDONALI, relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la II Commissione, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Macina 12.036, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Anna MACINA (M5S) accetta la riformulazione proposta del suo articolo aggiuntivo 12.036.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Macina 12.036, come riformulato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano l'articolo aggiuntivo Macina 12.036 (nuova formulazione) (vedi allegato 1), respingono gli identici articoli aggiuntivi Fiano 12.018, Carfagna 12.019 e Silvestroni 12.020, nonché gli articoli aggiuntivi Sisto 12.030, limitatamente alla parte giudicata ammissibile, e 12.038.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Fiano 12.064 e 12.014: si intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli articoli aggiuntivi Sisto 12.021, 12.023, Bignami 12.03 e Meloni 12.02.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Migliore 12.01: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, con riguardo alle proposte emendative riferite all'articolo 13, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Santelli 13.1 e Prisco 13.5, invitando al ritiro dell'emendamento Prisco 13.2 e alla presentazione di un ordine del giorno in Assemblea sullo stesso tema. Invita altresì al ritiro dell'emendamento Siracusano 13.10, essendo quest'ultimo assorbito dal successivo emendamento Belotti 13.6, sul quale preannuncia parere favorevole. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Frassinetti 13.3, Bazoli 13.13 e Marco Di Maio 13.14 e parere favorevole sull'emendamento Belotti 13.6. Esprime parere contrario sull'emendamento Magi 13.4 e parere favorevole sull'emendamento Belotti 13.7, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Invita al ritiro dell'emendamento Lattanzio 13.11, nonché degli identici emendamenti Magi 13.8, Frassinetti 13.9, Bazoli 13.12 e Ceccanti 13.15, in quanto assorbiti dall'emendamento Belotti 13.7. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Frassinetti 13.16 e Bazoli 13.19, sull'emendamento Magi 13.20, sugli identici emendamenti Santelli 13.17 e Prisco 13.18, sugli emendamenti Bordo 13.21 e 13.22 e sull'articolo aggiuntivo Santelli 13.01.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Santelli 13.1 e Prisco 13.5.
Emanuele PRISCO (FdI) ritira il suo emendamento 13.2.
Matilde SIRACUSANO (FI) dichiara di ritirare il suo emendamento 13.10.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Frassinetti 13.3, Bazoli 13.13 e Marco Di Maio 13.14 e approvano l'emendamento Belotti 13.6 (vedi allegato 1).
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'emendamento Magi 13.4 si intende precluso dall'approvazione dell'emendamento Belotti 13.6.
Prende atto altresì che i presentatori dell'emendamento Belotti 13.7 accettano la riformulazione proposta dai relatori.
Le Commissioni approvano l'emendamento Belotti 13.7 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che l'emendamento Lattanzio 13. 11, gli identici emendamenti Magi 13.8, Frassinetti 13.9, Bazoli 13.12 e Ceccanti 13.15 si intendono preclusi dall'approvazione dell'emendamento Belotti 13.7, come riformulato.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Frassinetti 13.16 e Bazoli 13. 19.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) illustra il suo emendamento 13.20, raccomandandone l'approvazione.
Sara CUNIAL (Misto) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Magi 13.20.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono l'emendamento Magi 13.20 e gli identici emendamenti Santelli 13.17 e Prisco 13.18.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Bordo 13.21 e 13.22: s'intende che vi abbia rinunciato.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Santelli 13.01.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Bazoli 14.1.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Bazoli 14.1: s'intende che vi abbia rinunciato.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Sisto 15.1, Sarli 15.6 e Magi 15.8, nonché sugli emendamenti Bazoli 15.7, Sisto 15.3 e 15.5.
Sara CUNIAL (Misto) dichiara di sottoscrivere gli identici emendamenti Sarli 15.6 e Magi 15.8.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Sisto 15.1, Sarli 15.6 e Magi 15.8.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 15.7: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Sisto 15.3 e 15.5.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Magi 16.1 e Bazoli 16.4, nonché parere favorevole sull'emendamento Tonelli 16.5 e sugli identici articoli aggiuntivi Santelli 16.02, Prisco 16.04 e Marco Di Maio 16.08. Esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Rampelli 16.07.
Le Commissioni respingono l'emendamento Magi 16.1.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli 16.4: s'intende che vi abbiano rinunciato.
Jole SANTELLI (FI) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Tonelli 16.5.
Emanuele PRISCO (FdI) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Tonelli 16.5, preannunciando il voto favorevole del suo gruppo.
Le Commissioni approvano, con distinte votazioni, l'emendamento Tonelli 16.5 (vedi allegato 1) e gli identici articoli aggiuntivi Santelli 16.02, Prisco 16.04 e Marco Di Maio 16.08 (vedi allegato 1) e respingono l'articolo aggiuntivo Rampelli 16.07.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione, anche a nome della relatrice per la I Commissione, esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Rampelli 17.05 e Bordo 17.016. Esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Prisco 17.04, purché riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1). Esprime infine parere contrario sull'articolo aggiuntivo Bordo 17.015.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Rampelli 17.05.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Bordo 17.016; s'intende che vi abbia rinunciato.
Emanuele PRISCO (FdI) dichiara di accettare la riformulazione proposta dai relatori del suo articolo aggiuntivo 17.04, ringraziandoli per l'impegno profuso al fine di individuare una idonea copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'applicazione Pag. 40delle disposizioni del medesimo articolo aggiuntivo. Evidenzia che tale proposta emendativa è volta a fornire una risposta concreta alle esigenze del personale qualificato dei Vigili del fuoco, consentendo nuove assunzioni.
Le Commissioni approvano l'articolo aggiuntivo Prisco 17.04 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo Bordo 17.015; s'intende che vi abbia rinunciato.
Fa presente che, concluso l'esame dell'articolo 17, restano da esaminare le proposte emendative precedentemente accantonate.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per I Commissione, anche a nome del collega Turri, chiede un breve sospensione dei lavori, al fine di consentire ai relatori un supplemento di istruttoria sulle proposte emendative tuttora accantonate.
Francesca BUSINAROLO, presidente, accogliendo la richiesta dei relatori, sospende la seduta, avvertendo che i lavori riprenderanno alle 18.30.
La seduta, sospesa alle 18, è ripresa alle 18.40.
Roberto TURRI (Lega), relatore per la II Commissione anche a nome della relatrice Bordonali, chiede alla presidenza una ulteriore sospensione dei lavori, al fine di consentire ai relatori di completare la redazione delle proposte di riformulazione di alcuni degli emendamenti accantonati.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) ritiene che una sospensione così lunga sia ingiustificata, trattandosi di dover decidere in merito ad emendamenti precedentemente accantonati, sui quali quindi si presume sia stata già svolta l'istruttoria.
Francesca BUSINAROLO (M5S), presidente, informa i colleghi che sono in corso accertamenti sui profili finanziari di alcune proposte emendative. Sospende, quindi, nuovamente la seduta.
La seduta, sospesa alle 18.45, è ripresa alle 19.10.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che le Commissioni passano adesso all'esame delle proposte emendative accantonate.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, invita al ritiro degli emendamenti Iezzi 4.7, Bazoli 4.8 e Sarli 4.9. Invita, quindi, al ritiro degli emendamenti Santelli 7.7, Lollobrigida 7.8 e Maria Tripodi 7.28, in quanto assorbiti dall'emendamento Tonelli 16.5, già approvato dalle Commissioni. Esprime, quindi, parere favorevole sull'emendamento Lollobrigida 7.18, a condizione che sia riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Invita al ritiro, dell'articolo aggiuntivo Prisco 8.018, dell'emendamento Gregorio Fontana 12.10 e dell'articolo aggiuntivo Iezzi 12.035.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) ritira il proprio emendamento 4.7.
Francesca BUSINAROLO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Bazoli; che si intende che vi abbiano rinunciato.
Sara CUNIAL (Misto) illustra l'emendamento Sarli 4.9, da lei sottoscritto, chiedendone la votazione.
Le Commissioni respingono l'emendamento Sarli 4.9.
Emanuele PRISCO (FdI) accetta la riformulazione proposta dai relatori dell'emendamento Lollobrigida 7.18.
Le Commissioni approvano l'emendamento Lollobrigida 7.18 (nuova formulazione) (vedi allegato 1).
Emanuele PRISCO (FdI) insiste per la votazione dell'articolo aggiuntivo Prisco 8.018.
Le Commissioni respingono dell'articolo aggiuntivo Prisco 8.018.
Gregorio FONTANA (FI) comprende bene che la volontà della maggioranza è quella di concludere i lavori rapidamente, ma chiede ai relatori di riflettere ancora sul suo emendamento 12.10 e di sforzarsi di superare, con una proposta di riformulazione, le difficoltà di ordine tecnico che li hanno indotti a chiederne il ritiro. Ritiene infatti che debba trattarsi di mere difficoltà connesse alla formulazione, dal momento che, sotto il profilo politico, la finalità dell'emendamento non può non essere condivisa dalla maggioranza. L'assenza di spiegazioni da parte della maggioranza e del Governo rispetto al parere contrario sul suo emendamento devono altrimenti intendersi, a suo avviso, nel senso che non c’è la volontà politica di raggiungere il fine che la proposta emendativa persegue.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, chiarisce che il parere contrario sull'emendamento Fontana 12.10 è motivato solo dal fatto che il Ministero dell'economia e finanze ha dato dell'emendamento una valutazione negativa sotto il profilo finanziario.
Enrico COSTA (FI) ribadisce che le questioni tecniche sollevate dal Ministero dell'economia e finanze possono essere risolte attraverso una adeguata riformulazione dell'emendamento. Invita, quindi, la maggioranza a compiere uno sforzo, dimostrando così, con l'approvare una norma di buon senso, la volontà politica di raggiungere davvero gli scopi dichiarati.
Jole SANTELLI (FI) ritiene che il collega Fontana abbia bene fatto emergere come non ci sia in sostanza la volontà politica nella maggioranza di rendere possibile i rimpatri attraverso un adeguamento del relativo Fondo e sottolinea come la non approvazione dell'emendamento 12.10 rappresenti un'occasione persa.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gregorio Fontana 12.10.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) ritira l'articolo aggiuntivo 12.035, a sua prima firma.
Emanuele PRISCO (FdI) osserva che l'articolo aggiuntivo Iezzi 12.035 avrebbe meritato una maggiore considerazione ed auspica che, in futuro, proposte emendative di buon senso e migliorative dei provvedimenti, come quelle cui si riferisce, possano trovare accoglimento senza essere sacrificate all'esigenza di procedere rapidamente.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che si è concluso l'esame delle proposte emendative accantonate.
Avverte inoltre che sono pervenuti i pareri del Comitato per la legislazione e delle Commissioni competenti in sede consultiva.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la Commissione Giustizia, illustra gli emendamenti 2.100 e 4.100, volti a recepire le condizioni poste nel parere della Commissione Bilancio.
Il Sottosegretario Carlo SIBILIA formula parere favorevole sugli emendamenti 2.100 e 4.100 dei relatori.
Le Commissioni, con distinte votazioni, approvano gli emendamenti dei relatori 2.100 e 4.100.
Simona BORDONALI (Lega), relatrice per la I Commissione, anche a nome del relatore per la II Commissione, propone di Pag. 42apportare al testo alcune correzioni di forma (vedi allegato 4).
Le Commissioni approvano la proposta di correzioni di forma formulata dai relatori.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che si passa ora alle dichiarazioni di voto finale sulla proposta di conferire ai relatori il mandato di riferire favorevolmente all'Assemblea.
Riccardo MAGI (Misto-+E-CD) sottolinea come i lavori delle Commissioni siano stati eccessivamente condizionati da pressioni esterne che hanno impedito un esame del provvedimento scevro da polemiche. Anche in questi ultimi istanti ci sono dichiarazioni, come quella del vice premier Di Maio, riprovevoli e non degne di rappresentanti del Governo.
Ritiene inaccettabile che ci si possa vantare di avere approvato norme che stabiliscono la confisca immediata delle navi delle ONG che salvano dai naufragi i migranti accusandole ingiustamente di volere speculare sulla vita di coloro che fuggono dalla guerra e dalle carestie.
Dalla sua personale esperienza può confermare che si tratta di dichiarazioni non veritiere, perché tutte le persone raccolte dalle navi delle ONG hanno espresso la loro gratitudine a chi li ha salvati dalla morte certa e hanno raccontato di essere sfuggite a orrori nelle terre di provenienza.
Crede che non ci sia nulla da vantarsi e che il Governo abbia appositamente varato questo provvedimento per punire con sanzioni amministrative chi non aveva commesso nulla di illegale. Si tratta di un provvedimento disumano, stupido, dannoso, in parte inapplicabile, propagandistico e che mostra il lato peggiore di questo Governo.
Esprime il proprio rammarico per il fatto che il Parlamento non abbia prestato la dovuta attenzione ai rischi che pure sono stati bene messi in evidenza nel corso dell'attività conoscitiva svolta dalle due Commissioni. Anche il Comitato per la legislazione ha evidenziato alcuni punti critici che non sono stati presi in alcuna considerazione. Si è poi assistito a pressioni fortissime sia per impedire lo svolgimento di audizioni già convocate, che avrebbero gettato ombre assai scure sul provvedimento, sia per imporre la riammissione di emendamenti già giudicati inammissibili. Da ultimo, la compressione dei tempi per l'esame degli emendamenti ha ulteriormente aggravato il quadro nel quale si è svolto l'esame del provvedimento.
Aggiunge che il decreto-legge incontrerà di certo molte difficoltà a superare il vaglio di costituzionalità al quale sarà certamente sottoposto se sarà convertito, ma auspica che a questo non si arrivi perché le notizie dell'ultima ora fanno sperare che il Governo in carica non durerà ancora a lungo e che il decreto in esame sia stato il suo ultimo atto.
Igor Giancarlo IEZZI (Lega) esprime soddisfazione per la conclusione dell'esame del provvedimento e rileva, riferendosi alle osservazioni del deputato Magi, che quand'anche si trattasse dell'ultimo atto compiuto da questo Governo, quest'ultimo avrebbe comunque realizzato in un anno molto di più di quanto fatto da tutti i Governi di sinistra che si sono succeduti negli anni precedenti.
Si rammarica del fatto che parte dell'opposizione si sia sottratta al confronto nel merito, introducendo argomenti estranei all'oggetto della discussione. Ritiene infatti che i diversi temi affrontati nel decreto avrebbero meritato una discussione più approfondita. Esprime comunque soddisfazione per il fatto che si sia giunti al conferimento del mandato ai relatori dopo aver esaminato tutte le proposte emendative.
Dichiara conclusivamente il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta di conferimento del mandato ai relatori, che ringrazia per il lavoro svolto, unitamente ai presidenti, ai rappresentanti del Governo e agli uffici.
Francesca BUSINAROLO, presidente, si associa, a nome delle Commissioni, al ringraziamento agli uffici.
Devis DORI (M5S), dopo essersi associato al ringraziamento agli uffici, rileva con rammarico come una parte dell'opposizione abbia tentato di ostacolare i lavori, mentre altri esponenti della stessa hanno contribuito alla discussione in modo costruttivo.
Esprime la propria soddisfazione per la conclusione dell'esame del provvedimento e dichiara il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta di conferimento del mandato ai relatori.
Sara CUNIAL (Misto), intervenendo a titolo personale, cita quanto Beppe Grillo dichiarò sul suo blog dopo essere stato condannato a quattro mesi per violazione di sigilli nell'ambito delle proteste contro la TAV, vale a dire che c’è condanna e condanna e di considerare quella condanna come una medaglia al valore.
Le Commissioni deliberano di conferire il mandato ai relatori, Bordonali per la I Commissione e Turri per la II Commissione, di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Deliberano altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.
Francesca BUSINAROLO, presidente, avverte che le Presidenze si riservano di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.