Source: http://www.fatcacittadiniamericani.com/2018/06/pensioni-americane-di-cittadini.html
Timestamp: 2020-01-20 23:14:10+00:00
Document Index: 38845510

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 23', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 18']

FATCA E I CITTADINI AMERICANI IN ITALIA: Pensioni Americane di Cittadini Americani residenti in Italia: dove si dichiarano?
Pensioni Americane di Cittadini Americani residenti in Italia: dove si dichiarano?
Dedichiamo il presente post ad una tematica particolarmente attuale: quella delle modalità con le quali si devono dichiarare le pensioni Americane qualora il percettore sia un Cittadino Americano che vive stabilmente in Italia.
Le domande che emergono sono diverse. Queste pensioni Americane:
a) sono assoggettate a ritenute alla fonte in America?
b) sono da indicare (e tassare) nella dichiarazione dei redditi Italiana?
c) sono anche da indicare (e tassare) nella Tax Return Americana a motivo della Cittadinanza del percettore?
L'argomento ha delle tecnicità piuttosto elevate e per rispondere alle domande occorre partire dalla Convenzione tra Italia e USA.
Le pensioni sono trattate, come sempre, dall'art. 18, che qui riportiamo integralmente, dato che si tratta di una fonte importante.
ART. 18 – PENSIONI
Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell'articolo 19 (Funzioni pubbliche), le pensioni e le altre remunerazioni analoghe ricevute in qualità di beneficiario da un residente di uno Stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in detto Stato.
Le somme pagate da uno Stato contraente, in base a disposizioni sulla sicurezza sociale od analoga legislazione di detto Stato, ad un residente dell'altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato.
Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, se un residente di uno Stato contraente diviene residente dell'altro Stato contraente, le remunerazioni forfetarie o le indennità di fine rapporto ricevute dopo tale cambio di residenza e pagate in relazione ad un impiego svolto nel primo Stato mentre era ivi residente, sono imponibili soltanto nel primo Stato. Ai fini del presente paragrafo, l'espressione «indennità di fine rapporto» comprende i pagamenti effettuati all'atto della cessazione di un incarico o di un impiego di una persona.
Le annualità ricevute in qualità di beneficiario da un residente di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in detto Stato. Il termine «annualità» di cui al presente paragrafo designa le somme fisse pagate periodicamente a date stabilite vita natural durante oppure per un determinato numero di anni, in dipendenza di un obbligo contratto di effettuare tali pagamenti contro un adeguato e pieno corrispettivo in denaro o in beni valutabili in denaro (diversi dai servizi resi).
Gli assegni alimentari per il coniuge e gli assegni per il mantenimento dei figli pagati ad un residente di uno Stato contraente da un residente dell'altro Stato contraente sono imponibili soltanto nel primo Stato. Tuttavia, detti pagamenti non sono imponibili in alcuno dei due Stati se alla persona che effettua i pagamenti stessi non è concessa a tal titolo alcuna deduzione nello Stato di cui e' residente. Il termine «assegni alimentari per il coniuge» di cui al presente paragrafo designa i pagamenti periodici, effettuati in base ad un accordo scritto di separazione o ad una sentenza di divorzio, di separazione o di mantenimento obbligatorio, i quali siano imponibili in capo al percipiente in conformità alla legislazione dello Stato di cui egli e residente. Il termine «assegni per il mantenimento dei figli» di cui al presente paragrafo designa i pagamenti periodici per il mantenimento di un figlio minore effettuati in base ad un accordo scritto di separazione o ad una sentenza di divorzio, di separazione o di mantenimento obbligatorio.
Ai fini della presente Convenzione, quando una persona fisica, che partecipa ad un fondo pensione costituito e riconosciuto in conformità alla legislazione di uno degli Stati contraenti, svolge un'attività nell'altro Stato contraente:
(a) i contributi versati al fondo da o per conto della persona fisica durante il periodo in cui detta persona svolge tale attività nell'altro Stato sono deducibili (o suscettibili di esclusione) dal computo del suo reddito imponibile in detto Stato. Le somme maturate in base al fondo o i pagamenti effettuati a favore del fondo da o per conto del suo datore di lavoro durante detto periodo non sono considerati come parte del reddito imponibile del dipendente e sono ammessi in deduzione nel computo degli utili del datore di lavoro in
(ii) l'autorità competente dell'altro Stato abbia approvato che il fondo pensione corrisponde in linea generale ad un fondo pensione riconosciuto ai fini fiscali da detto Stato.
Le somme corrisposte in virtù del presente paragrafo non possono eccedere le somme che sarebbero riconosciute dall'altro Stato ai propri residenti in relazione a contributi versati, o a somme altrimenti maturate in base ad un fondo pensione riconosciuto ai fini fiscali da detto Stato.
Passiamo dunque all'analisi di questo articolo.
Sia il paragrafo 1, sia il paragrafo 2 stabiliscono che lo Stato cui spetta la potestà impositiva è ESCLUSIVAMENTE quello di residenza, dunque l'Italia nel nostro caso.
La questione sembra dunque facilmente risolta, ma in realtà non è così.
Cominciamo col fare una prima osservazione metodologica: la normativa convenzionale Italia - USA si distanzia dal modello OCSE, dato che il paragrafo 2 del trattato tra Italia e USA (il quale, come nel modello OCSE, tratta delle somme derivanti da “sicurezza sociale”) stabilisce il criterio della tassazione esclusiva nel Paese di residenza del percettore anche per queste (oltre alle pensioni di cui al paragrafo 1).
Come noto, il modello OCSE stabilisce, invece, due criteri di tassazione diversi tra pensioni (par. 1) e somme derivanti dalla "sicurezza sociale" (par. 2): fatto questo che ha aperto una diatriba dottrinale e giurisprudenziale circa cosa sia inserito in un gruppo e cosa nell'altro. Questa diatriba, lungi dall'essere risolta, è saltata a piè pari nel caso Americano, dato che qui entrambe le fattispecie (par. 1 e par. 2) sono trattate nel medesimo modo: si tassa esclusivamente nello Stato di residenza del percettore.
Una seconda domanda nasce spontanea conoscendo le peculiarità della Convenzione Americana: ma tale previsione dell'art. 18, paragrafi 1 e 2, permette anche al percettore Cittadino Americano residente in Italia di non dichiarare alcunché negli Stati Uniti, oppure rimane pur sempre il generico obbligo di dichiarare in America stante la Cittadinanza del soggetto?
Anche in questo caso per risolvere il problema dobbiamo ritornare all'art. 1 della Convenzione:
ART. 1 - SOGGETTI
(a) i propri residenti (definiti ai sensi dell'articolo 4 (Residenti));
(b) i propri cittadini a motivo della cittadinanza, come se tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'America non esistesse alcuna Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire
le frodi o le evasioni fiscali.
(a) i benefici concessi da uno Stato contraente ai sensi del paragrafo 2 dell'articolo 9 (Imprese associate), dei paragrafi 5 e 6 dell'articolo 18 (Pensioni, ecc.) e degli articoli 23 (Eliminazione della doppia imposizione), 24 (Non discriminazione), e 25 (Procedura amichevole);
Il paragrafo 1 è il classico paragrafo che si trova in ogni Convenzione mentre i paragrafi 2 e 3 si trovano solo nelle Convenzioni con gli Stati Uniti d'America.
Il Paragrafo 2 stabilisce che è ammessa la possibilità, per una delle due norme interne (Americana o Italiana), di assoggettare ad imposizione il proprio residente oppure il proprio Cittadino, aggiungendo l’importante annotazione “come se tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo degli Stati Uniti d'America non esistesse alcuna Convenzione”.
La lettera b) del paragrafo 2 dell’art. 1 è stata inserita apposta per mantenere sottoposti a tassazione Americana i Cittadini, anche in presenza di una norma Convenzionale, che dal punto di vista della gerarchia delle fonti, è superiore alla norma interna.
Nella sostanza, la lettera b) del paragrafo 2 dell’art. 1 stabilisce un generale obbligo per il Cittadino Americano di dichiarare tutti i propri redditi in America, indipendentemente da ciò che è indicato nella Convenzione, anche laddove la Convenzione stabilisse un'esclusiva riserva di tassazione per uno dei due Stati.
Sappiamo però che è aggiunto un importante paragrafo, il 3, col quale sono inserite delle eccezioni a tale regola.
Tali eccezioni (lett. a) riguardano:
- il paragrafo 2 dell’art. 9 (imprese associate);
- i paragrafi 5 e 6 del’art. 18 (pensioni);
- e, ovviamente, i fondamentali tre articoli di chiusura 23, 24 e 25.
Esistono poi ulteriori eccezioni (indicate nella lettera b), che però qui non sono di interesse. L'articolo 18 (sulle pensioni) è effettivamente uno di quelli inclusi in queste eccezioni, ma si fa riferimento ai paragrafi 5 e 6.
Torniamo ora per un momento al caso da cui siamo partiti: è il caso di un Cittadino Americano che sia residente fiscalmente in Italia e che sia titolare di una pensione Americana. La domanda è la seguente: come e dove va tassata la pensione?
L'art. 18 (paragrafi 1 e 2) dice che si tassa esclusivamente in Italia, essendo l'Italia lo Stato di residenza del percettore.
D'altro canto l'art. 1 della Convenzione stabilisce la regola generale che il Cittadino Americano è tassato negli USA in ogni caso, indipendentemente da ciò che afferma l'art. 18.
L'art. 1 prevede però delle eccezioni a tale regola: tuttavia tali eccezioni riguardano i paragrafi 5 e 6 dell'art. 18 (e non il paragrafo 1 e 2): pertanto l'eccezione alla regola dell'art. 1 esiste ma non rileva nel nostro caso (i paragrafi 5 e 6 dell'art. 18 riguardano il caso degli assegni di mantenimento del coniuge (nel caso cui i due coniugi siano residenti, uno di uno e uno dell'altro dei due Stati Convenzionati) e i contributi relativi ai fondi pensione).
A questo punto la conclusione del dilemma parrebbe essere la seguente:
1) la pensione va accreditata in Italia senza applicazione di ritenute alla fonte in America.
2) la pensione va dichiarata e sottoposta a tassazione in Italia.
3) Il Cittadino Americano deve poi fare la Tax Return anche in America a motivo della sua Cittadinanza e perciò dovrà dichiararla anche in America, dove potrà detrarsi il credito d'imposta per le imposte pagate in Italia, ai sensi dell'art. 23 della Convenzione.
Attenzione però che c'è un ulteriore importante passaggio.
Il protocollo della Convenzione, all’art. 1, paragrafo 2, specifica che:
(a) i benefici concessi da uno Stato contraente ai sensi del paragrafo 2 dell'articolo 18 (Pensioni, etc.) della Convenzione in favore dei residenti dell'altro Stato contraente che possiedono la nazionalità di tale altro Stato, anche se essi possiedono anche la nazionalità del detto primo Stato;
Parimenti le "Technical explanations" della Convenzione stabiliscono che:
In addition, as in the prior Convention, paragraph 2 of Article 1 of the Protocol provides that the saving clause does not override the exemption from tax of social security benefits provided in paragraph 2 of Article 18 of the Convention for individuals who are citizens of the residence State even if they are citizens of both States; and it does not override the special rule of Article 4 of the Protocol relating to U.S. citizens resident in Italy who are partners of a U.S. partnership. The exception to the saving clause with respect to social security benefits means that if the United States makes a social security payment to a resident of Italy who is a citizen of both the United States and Italy, only Italy can tax that payment.
Perciò secondo il Protocollo Convenzionale e secondo le Technical Explanation, è introdotto un caso particolare in cui la cosiddetta "tassazione di ritorno" negli USA non applica. Le condizioni di questo caso speciale sono le seguenti:
a) il pagamento che arriva dall'America deve essere un "social security payment".
b) il percettore, residente in Italia e Cittadino Americano deve anche essere Cittadino Italiano.
c) il percettore della pensione non deve essere titolare di alcun altro reddito.
Se tutte e tre queste condizioni coesistono, allora la "tassazione di ritorno" negli States a motivo della Cittadinanza Americana del soggetto non è necessaria.
Se fossero, invece, presenti solo le condizioni a) e b), allora la dichiarazione in America andrebbe comunque presentata per gli altri redditi, ma non sarebbe necessario riportare la pensione Americana. In tal senso, ricordiamo che sono frequenti i casi di percettori di "social security payment" che devono COMUNQUE fare la Tax Return in America per i redditi emergenti dall'investimento dei propri risparmi in Italia (interessi, dividendi o capital gain); questi redditi, che in Italia sono tassati con imposta sostitutiva alla fonte e non devono essere riportati in dichiarazione, devono invece essere riportati nella Tax Return Americana in forza del principio generale di cui all'art. 1 testé analizzato. E' da ricordare che tali sia gli interessi, sia i dividendi ed i capital gain sono regolarmente comunicati all'IRS dalle Banche Italiane tramite la già ben nota e collaudata procedura FATCA: non è dunque possibile sfuggire alla dichiarazione in America.
Un'altra considerazione da fare riguarda il Cittadino Americano che si trovasse nella necessità di fare una Streamlined Foreign Offshore Procedure e che avesse le condizioni suddette. Qui si porrebbero due opzioni:
a) Fare la Streamlined sono con i 6 modelli FBAR;
b) Fare comunque la Streamlined con tutte e nove le Dichiarazioni, perciò i 6 FBAR e le tre Tax Return.
Entrambe le strade sono possibili, anche se è probabilmente preferibile la seconda, dato che dà maggiore completezza alla Streamlined ed "assicura" l'IRS che non ci sono altri redditi oltre la pensione, cosa sulla quale l'IRS ha fatto più di qualche audit in passato.
Chiudiamo il post con due importanti considerazioni di rilievo pratico:
Prima considerazione: la prima delle tre condizioni sopra identificate (lettera a) afferma che la deroga si applica solo al paragrafo 2 dell'art. 18 e non al paragrafo 1.
Pertanto ritorna indirettamente in auge tutto la diatriba (di cui si era detto sopra in relazione all'art. 18 del modello OCSE) su cosa rientri nel concetto di "pension" (paragrafo 1 dell'art. 18, escluso dalla suddetta deroga) rispetto a cosa rientri nel concetto di "social security payment" (paragrafo 2 dell'art. 18, incluso nella suddetta deroga).
L'analisi è molto complessa e pertanto chiediamo ai lettori di interpellarci per le varie casistiche che possono emergere.
Seconda considerazione: la problematica delle ritenute alla fonte eventualmente applicate. Qui entriamo in un ambito altamente tecnico che non è il caso di affrontare in questa sede.
Basti far rilevare due profili:
- in taluni casi, con opportuni interventi, è possibile evitare l'applicazione delle ritenute alla fonte facendo delle opportune comunicazioni agli Enti Americani emittenti la pensione.
- in tal altri casi, soprattutto quando si tratta di pensioni percepite in forma di lump sum, si applica la complicata regola Americana del reddito riemesso.
Per chiarimenti su entrambi queste fattispecie, chiediamo al lettore di contattarci sottoponendoci il caso concreto.