Source: http://www.francescoaddante.eu/anticorruzione/istanza_accesso_civico/dfp/dipartimento_funzione_pubblica.html
Timestamp: 2019-07-20 17:49:31+00:00
Document Index: 173700525

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 49', 'art. 14', 'art.15', 'art.52', 'art.68', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 97', 'art. 20', 'art. 40', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 1']

Oggetto: ISTANZA DI ACCESSO CIVICO ex art. 5, Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Decreto Trasparenza) relativamente alla sezione del Dipartimento della Funzione Pubblica e altre sottosezioni collegate della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Amministrazione Trasparente del Sito Web Istituzionale (Periodo di Osservazione: dal 15 al 30 Aprile 2016) Raggiungibile anche all'indirizzo http://www.francescoaddante.eu/anticorruzione/istanza_accesso_civico/dfp/dipartimento_funzione_pubblica.html
Il sottoscritto Addante Francesco, nato a ..., il gg/mm/aaaaa, C.F. ........., cell......., email: ....@......, residente a ..., Provincia di .. in Italia, con la presente richiesta di accesso civico, effettuata ai sensi e per gli effetti dell'Art. 5 del decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, chiede la pubblicazione nelle sottosezioni dei sottoindicati documenti/informazioni/dati di cui è stata presumibilmente omessa la pubblicazione obbligatoria.
Dato il limite di 140 caratteri massimo consentito per la compilazione online tramite il sito web istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per un maggior dettaglio e completezza la presente istanza inviata via PEC riepiloga tutte le richieste (ridotte in estrema sintesi) già effettuate il 30 Aprile c.a. per mezzo del modulo online raggiungibile all'indirizzo http://presidenza.governo.it/accessocivico/formac così come indicato in AccessoCivico.
Modulo online che, come si può riscontrare dal dettaglio delle richieste riportate per ogni singola sotto sezione dell'Amministrazione Trasparente del sito web in questione, non può assolutamente consentire al cittadino di richiedere la pubblicazione di documenti, informazioni o dati per i quali sussistono specifici obblighi di trasparenza, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.
A seguito di mancato riscontro alla email inviata il 16 Aprile scorso si sollecita il riscontro della corretta PEC a cui indirizzare la presente istanza nel caso in cui quella a cui la si sta inviando non fosse corretta.
In allegato si trasmettono l'email del 16 Aprile scorso, il riscontro di rifiuto per casella piena dell'email dell'URP, gli screenshot catturati a video del contributo fornito il 28 Aprile scorso per l'indagine che codesta Amministrazione ha indetto dal 13 al 30 aprile c.a. per ricevere informazioni dai cittadini circa il grado di completezza, chiarezza e utilità delle informazioni pubblicate sul proprio sito web e di quelle inviate il 30 Aprile c.a. in merito alle singole istanze di accesso civico trasmesse che si ribadiscono essere assai esigue rispetto a quanto invece dettagliatamente documentato e richiesto con la presente istanza di accesso civico complessiva.
Difficoltà operative e carenza del modulo online predisposto dalla P.d.c.m. per le richieste di accesso civico
Metodo utilizzato per la verifica degli obblighi di pubblicazione
Ambito soggettivo di applicazione e perplessità sulla mancanza di alcune sezioni di Amministrazione Trasparente
Possibile mancata digitalizzazione e inottemperanza di Norme e Direttive emanate dallo stesso D.f.p. per le P.A.
OIV interno e possibile conflitto di interessi con la figura del Responsabile della prevenzione della Corruzione
In sintesi gli altri presunti inadempimenti informativi rilevati
In riferimento agli Incarichi degli Uffici Diretta di Collaborazione e agli altri dirigenti mancano gli Estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti dipendenti della pubblica amministrazione.
Mancano i CV dei Dirigenti Ambrosini Anna Maria, Angeletti Sauro, Barbarito Anna Maria Lucia, Barila' Maria, Caliendo Antonella, Cecchi Elisabetta, Cerroni Angelo Roberto, Coppa Anna Beatrice e Santarsiero Carla Chiara.
SEZIONE COMPLETAMENTE ASSENTE Mancano i dati delle posizioni organizzative. Così come già segnalato in "Organizzazione" per l'articolazione degli uffici del D.f.p. sono presenti solo i dirigenti. Non è presente, in particolare, come invece indica il D.p.c.m. del 20/12/2013, all'art. 9, la pubblicazione con aggiornamento tempestivo della tabella contenente i nominativi del personale non dirigenziale assegnato all'Ufficio, il numero di telefono e le caselle di posta elettronica istituzionali, nonchè i dati relativi ai compensi di cui all'art. 15 c.1. del Dlgs. 33/2013 (anche in questo caso i dati presenti si riferiscono solo ai dirigenti)
MANCANO TUTTI I DOCUMENTI SULLE PERFORMANCE. Il Sistema di Misurazione e Valutazione di tutto il personale, il Piano, la Relazione, il documento dell'OIV di validazione della Relazione e la Relazione dell'OIV sul funzionamento complessivo del Sistema non sono presenti sul sito della P.d.c.m. e nel Portale della Performance (in quest'ultimo mancano anche gli obiettivi strategici), come accade invece per tutti gli altri Ministeri e le altre P.A. (Alla P.d.c.m. si applica una disciplina specifica ?)
(Forse i premi vengono attribuiti solo ai dirigenti?)
MANCANO I PROVVEDIMENTI DELL'ORGANO POLITICO. L'ultimo provvedimento degli organi di indirizzo politico che riguarda anche il D.f.p.è il DPCM del 21 ottobre 2015 "Modifiche al DPCM 1 ottobre 2012 recante "ordinamento delle strutture genereali della Presidenza del Consiglio dei Ministri" mentre non è presente il Decreto di aggiudicazione definitivo firmato dal Capo Dipartimento Pia Marconi il 24 Febbraio 2016 con cui si affidano i servizi di “Assistenza tecnica all’Organismo Intermedio - Dipartimento della funzione pubblica per l’attuazione efficace del PON “Governance e capacità istituzionale” 2014-2020” (CIG 6467258621). Mentre lo stesso contratto è presente tra le "novità" di Amministrazione Trasparente, sezione che non si comprende se possa essere definito un Albo Pretorio online dato che manca l'etichetta corrispondente che dovrebbe individuarlo con certezza. Inoltre non sono presenti i provvedimenti che vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
Manca l'applicazione delle regole fondamentali che disciplinano il processo di pubblicazione di un Albo Pretorio online: cosi' come sono state indicate dal Vademecum "Modalità di pubblicazione dei documento nell'Albo online" emanato a cura dello stesso D.f.p. Le pubblicazioni di cui all’articolo 32, comma 2, della legge 69 del 2009 devono essere effettuate nella sezione del sito web raggiungibile dalla home page e indirizzata dalla etichetta “Pubblicità legale”. Non sono applicati i criteri generali che prevedono il caricamento dei documenti in formato elettronico e la sottoscrizione con firma elettronica qualificata o firma digitale di tutti gli atti pubblicati da parte del responsabile del procedimento che ha generato l'atto o di quello della pubblicazione. Non è presente una numerazione in ordine cronologico in base alla data e l’ora di inserimento. Non sono indicate le modalità di accesso alle informazioni equivalenti a quelle presentate nei documenti digitali non accessibili. Non è prevista una modalità di consultazione che consenta all'utente in modo chiaro e sempre visibile di ricercare i documenti per data di pubblicazione, scadenza, oggetto, lista di allegati. Nell'individuazione dei ruoli e competenze non è reso evidente sul sito chi sia il Responsabile del procedimento di pubblicazione ai sensi di quanto previsto della Direttiva n. 8/2009 dello stesso D.f.p. I documenti pubblicati in formato immagine scansionati da copia cartacea non sono originati digitalmente in modo nativo precludendo il rispetto di norme sull'accessibilità e open data.
Il modulo online raggiungibile all'indirizzo http://presidenza.governo.it/accessocivico/formac predisposto dalla sezione Accesso Civico non consente al cittadino di inviare sufficienti informazioni di dettaglio per segnalare le eventuali omissioni di pubblicazione obbligatoria, in materia di trasparenza, per totale, parziale adempimento, incompleta, non aggiornata, informazione, dettagli sul formato del dato in riferimento a ciascuna sottosezione (e non solo quelle di primo livello) in Amministrazione Trasparente di cui è composto, in modo estremamente complesso per via di diverse strutture amministrative, il Sito web istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tutto ciò come ampiamente dimostrato dalla presente istanza di accesso civico complessiva. (si pensi al dettaglio di tutti i nominativi dei soggetti per cui manca la pubblicazione del CV, attestazioni, ecc)
L'alternativa è quella di inviare ripetute e numerosissime singole ed elementari istanze di accesso civico, tante quanti sono le singole informazioni di cui si chiede la pubblicazione con una conseguente confusione e dispersione nella tracciabilità tra richieste e riscontri sia per il cittadino istante che per l'amministrazione che deve rispondere.
Inoltre, sebbene sia previsto l'inserimento della propria email, dopo la richiesta effettuta via online, il cittadino potrebbe non ricevere riscontro di avvenuta pubblicazione con l'indicazione del collegamento ipertestuale dove il dato è stato successivamente pubblicato, non avendo la possibilità di segnalare con precisione la sezione di 2° livello in cui ha invididuato la carenza informativa.
La scheda del Responsabile della trasparenza riportata nella sezione Accesso Civico è priva dell'indicazione di email, ne è segnalata in alternativa una PEC, motivo per cui il cittadino non ha altro canale che il modulo online.
Le analisi sono state effettuate confrontando, dal 15 al 30 Aprile 2016, dati/informazioni/documenti presenti sul sito web istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (P.d.c.m.) con gli obblighi di pubblicazione previsti dall'All. 1 – Obblighi di pubblicazione ERRATA CORRIGE E INTEGRAZIONI (settembre 2013) di cui alla Delibera n. 50 del 04 luglio 2013 ex Civit (oggi ANAC) che ha integrato specifici adempimenti di pubblicazione per le P.A. ai sensi di norme ulteriori rispetto al d.lgs. n. 33/2013 prevedendo, ad esempio, altre sotto-sezioni di primo livello “Altri contenuti”. Elementi, questi, che non risultano riconducibili ad alcuna delle sotto-sezioni previste dall’allegato A del predetto decreto. (Vedasi FAQ ANAC 1.8 su Trasparenza). Schema quello della Delibera n. 50 che è stato utilizzato dalla stessa P.d.c.m. per elaborare la Mappa degli obblighi di pubblicità con cui ha individuato e organizzato le operazioni di introduzione\pubblicazione dei dati in unica banca dati tra i vari referenti della trasparenza delle proprie strutture interne. Adempimenti che sono stati presi in considerazione per ciò che è di competenza del Dipartimento della Funzione Pubblica (D.f.p.), struttura specifica su cui si è focalizzata la presente istanza di accesso civico.
L'ultima Mappatura di dettaglio (indicata dal sito) delle unità organizzative sui coordinatori delle quali ricade ciascun obbligo di pubblicità, recante altresì i nominativi dei dirigenti o funzionari abilitati all'invio dei dati alla Redazione internet per la successiva pubblicazione nella sezione "amministrazione trasparente" del sito istituzionale "www.governo.it" è quella che fa riferimento alla Circolare del Segretario Generale del 20/05/2015 (Mappatura a pag. 7 del documento)
Infatti il D.P.C.M. 20/12/2013 previsto dall’art. 49 c.2. del D.lgs.33/2013, ha determinato talune specifiche modalità applicative degli obblighi di trasparenza alla P.d.c.m. in considerazione delle peculiarita' del relativo ordinamento ai sensi degli articoli 92 e 95 della Costituzione.
Pertanto, a partire dal 15 Gennaio 2014, (rispetto alla data del 21 Aprile 2013, entrata in vigore del Decreto Trasparenza), inizialmente, con la mappatura di cui alla Circolare del Segretario Generale del 24/12/2013, si è dato avvio operativamente alla pubblicazione di ulteriori dati o modalità, rispetto a quelli previsti per le altre P.A., come la pubblicazione a scadenza semestrale, (anzichè annuale), degli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, la pubblicazione secondo cadenza mensile in forma aggregata di dati e informazioni di cui all'art. 14 c. 1 lett. c), ultimo inciso (gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici), la pubblicazione a cadenza mensile in forma aggregata dei dati relativi alle attività connesse al cerimonale di Stato e al conferimento di onorificenze, la pubblicazione in formato tabellare dei dati relativi ai trasferimenti a favore delle regioni, dei Commissari delegati e dei soggetti attuatori, per far fronte agli eventi emergenziali, la pubblicazione e l'aggiormento tempestivo di una tabella contenente i nominativi dei titolari di incarichi e relativi CV, con indicazione della posizione ricoperta, i nominativi del personale non dirigenziale assegnato all'ufficio, il numero di telefono e le caselle di posta elettronica istituzionali, nonchè i dati relativi ai compensi di cui all'art.15 comma 1 del D.lgs.33/2013 ( c) i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarita' di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attivita' professionali e d) i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.)
Lo stato della pubblicazione, se parzialmente o totalmente omessa, incompleta, non aggiornata e se è in formato aperto ed accessibile, è stato verificato, per ciascuna informazione/dato/documento, tramite i criteri dell' Allegato n. 2 della Delibera ANAC n. 43 del 20 gennaio 2016 recante “Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31 gennaio 2016 e attività di vigilanza dell’Autorità”. La stessa griglia di rilevazione che ha utilizzato l'OIV della P.d.c.m. per dichiarare l'attestazione sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione al 31/01/2016 (rilevazione del 22/02/2016) ma limitatamente alle sottosezioni di 1° livello di Amministrazione Trasparente: "Organizzazione", "Consulenti e collaboratori", "Enti controllati", "Bandi di gara e contratti" e "Interventi straordinari e di emergenza" così come prescrive la stessa Delibera ANAC sucitata.
Questo è il file da cui è stata desunta l'istanza di accesso civico in questione confrontando quanto deve essere pubblicato secondo la normativa con quanto effettivamente è stato pubblicato (riporta integralmente l'All. 1 – Obblighi di pubblicazione di cui alla Delibera n. 50 del 04 luglio 2013 ex Civit, integrando la mappatura di cui sopra e le indicazioni di cui all'Allegato n. 2 della Delibera ANAC n. 43 del 20 gennaio 2016)
In riferimento all'ambito soggettivo di applicazione specifico, il Dipartimento della Funzione Pubblica, (D.f.p.) struttura della P.d.c.m., appartiene alle lettere "A", "B", "N", "Q", "T" di cui al foglio 2 dell'Allegato 1 della Delibera ex CiVIT n.50, motivo per cui al sito web oggetto di analisi sono esclusi gli obblighi informativi previsti per le aziende sanitarie, per quelle private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario (liste di attesa) e le strutture sanitarie private accreditate, per gli enti locali, territoriali o regionali in relazione a ciò che riguarda i loro statuti, i rendiconti gruppi consiliari regionali/provinciali, l'Albo dei beneficiari, per gli Enti che svolgono funzioni pubbliche connesse alle tematiche ambientali, i dati concernenti la Burograzia zero, la Class action, la Pianificazione e governo del territorio, competenza, quest'ultima, invece dei Comuni.
In riferimento ai "risultati delle indagini di Customer satisfaction condotte sulla qualità dei servizi erogati" nella sezione "Tipologie di procedimento" di "Attività e procedimenti" non vi è alcuna indicazione nel sito web (nè tanto meno vi è predisposta, motivo per cui la P.d.c.m. avrebbe dovuto almeno dichiararne l'inapplicabilità) se il D.f.p. sia tenuto effettivamente ad effettuare delle indagini.
Nella sottosezione di 2° livello che rileva i dati dei procedimenti amministrativi del D.f.p. mancano tutta una serie di dati che invece caratterizzano quelli che normalmente vengono richiesti ad una P.A. come il nome del responsabile del procedimento, l'ufficio competente all'adozione del provvedimento finale, le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino.
Probabilmente in questa sezione la mancanza dei dati è dovuta al fatto che il D.f.p. non ha per i destinatari i cittadini (ma le P.A.) eppure la P.d.c.m. ha avviato dal 13 al 30 Aprile c.a. un'indagine rivolta proprio ai cittadini sulla rilevazione del grado di completezza, chiarezza e utilità delle informazioni pubblicate sul proprio sito web istituzionale.
Forse per gli stessi motivi non è tenuta ad avere la Carta dei servizi contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici ? ( il D.f.p. avrebbe dovuto dichiarare sul sito la non obbligarietà anche per tale obbligo informativo)
Sembrerebbe di si visto che lo stesso sito della P.d.c.m. esclude a priori le intere sezioni sui "Costi contabilizzati" e i "Tempi medi di erogazione dei servizi".
Infatti il sito web dichiara che "dalla rilevazione effettuata ai fini dell’individuazione degli obblighi di pubblicità delle strutture non sono emersi uffici titolari di questa tipologia di dati".
Questo lo confermano i dati sul Monitoraggio dei tempi procedimentali del D.f.p. che si riferiscono a solo ai provvedimenti relativi all'acquisizione di beni, servizi e lavori e all'assenso preventivo per l’autorizzazione da parte dell’Amministrazione alla fruizione di distacchi sindacali retribuiti e di aspettative sindacali non retribuite assieme alle attività a rischio corruzione indicate nel Registro dei rischi PTCP 2016-2018 che si riferiscono sostanzialmente al personale delle P.A., alla loro formazione e innovazione tramite il finanziamento dello Stato e della UE, alla formazione della normativa specifica sul pubblico impiego e servizi al cittadino, alla digitalizzazione delle P.A., alla verifica di quanto svolge l’ispettorato della funzione pubblica.
Significativo è quanto riferisce sempre il Piano anticorruzione con l’allegato Elenco dei processi presidiati dalle misure ex ulteriori che prende come riferimento dell’area di rischio i provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico diretto ed immediato per il destinatario.
Tuttavia alcune perplessità emergono sul fatto che il D.f.p. non sia tenuto a pubblicare queste informazioni. Infatti nessun D.p.c.m. sembra sancirlo in deroga agli adempimenti di pubblicazione obbligatoria previsti dal D.lgs. 33/2013, inoltre i dipendenti pubblici e loro P.A. non possono essere considerati alla pari dei cittadini essendo destinatari dei suoi servizi ? Questo è dimostrato dal fatto che, anche se indirettamente, i servizi svolti dal D.f.p. hanno comunque una conseguenza sui cittadini dato che dall'attività che il Dipartimento effettua dipende quella dei dipendenti pubblici che sono stati assunti ed operano appunto per soddisfare le necessità degli utenti.
E poi perchè il D.f.p. non è tenuto a rilevare il livello e le informazioni sui propri servizi erogati ai cittadini se comunque nei loro confronti è tenuto a fornire l'esito di un'istanza di accesso civico o quella dell'impatto di una nuova norma ?
Valgono le stesse considerazioni per i Procedimenti ad istanza di parte in "Tipologie di procedimento" che sono completamente assenti e per i singoli procedimenti di autorizzazione e concessione. Per quest'ultimi, pur avendo quali destinatari delle Organizzazioni (anche internazionali).
Il D.f.p. sarà tenuto a pubblicare in futuro i dati nella sezione "Opere pubbliche" che oggi è completamente assente dato che con il nuovo Codice dei Contratti (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50) entrato in vigore il 19 aprile scorso, sarà tenuta a redigere il programma biennale di forniture e servizi e i relativi aggiornamenti annuali.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica (D.f.p.), struttura su sui si è focalizzata la presente istanza di accesso civico, è una delle Unità (Uffici, Dipartimenti e Strutture) di cui il Presidente del Consiglio si avvale per le funzioni di indirizzo e coordinamento relative a specifiche aree politico-istituzionali.
Secondo quanto riporta il sito web del D.f.p.in Trasparenza delle PA i dati relativi alla sezione "Amministrazione trasparente" dello stesso Dipartimento sono consultabili sul sito del Governo ma trattasi di dati (es Consulenti e collaboratori) che il cittadino deve individuare tra tutti quelli degli altri Dipartimenti e Uffici indicati nella sezione generale di Amministrazione Trasparente del sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tuttavia esiste solo una pagina web dedicata specificamente alla sezione Amministrazione Trasparente del Dipartimento della Funzione Pubblica ed è quella relativa all' articolazione dei suoi uffici, ma secondo una situazione (ORGANIGRAMMA di cui Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione del 7 novembre 2012) che non aggiornata rispetto a quella indicata dal DM 17 novembre 2015 (ORGANIGRAMMA).
Visto che la P.d.c.m. non ha intenzione di rendere evidente, per ciascuna delle sue strutture, ogni singola sottosezione di 1° livello di Amministrazione Trasparente, prevista dall'Allegato 1 della Delibera ex CiVIT n. 50/2013 (es: Consulenti e collaboratori, Personale, Attivita' e Procedimenti, ecc), (operazione che effettivamente non è tenuta a svolgere avendo dichiarato nel P.T.T.I. che ogni singola articolazione organizzativa non è dotata di autonomia, come accade invece, ad esempio, per quelle P.A. che si avvalgono di Corpi, quali, ad esempio, le Forze armate e di polizia, il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco) si rende opportuno, onde agevolare le ricerche del cittadino e rispondere appieno al principio di trasparenza, rendere facilmente e chiaramente individuabili i dati specifici del D.f.p.
Invece questo non accade per le informazioni/dati/documenti sottoindicati:
Conto annuale del personale (non si riesce a comprendere il dato di competenza del D.f.p)
Costo complessivo del Personale non a tempo indeterminato (sono indicati i dati dei soli uffici di diretta collaborazione)
Ammontare complessivo dei premi (l'ammontare complessivo dei premi collegati alla performance non è riferita in modo distinto per singola struttura) e Dati relativi ai premi (valgono le stesse considerazioni per l'entità del premio mediamente conseguibile dal personale)
Nota Diprus del 21 luglio 2014 (non è rilevabile il livello di Benessere Organizzativo del D.f.p)
La Società partecipata CirMont (dipende dal D.f.p.?)
Dati aggregati attività amministrativa di cui mancano quelli del D.f.p.
Dichiarazioni sostitutive e acquisizione d'ufficio dei dati assieme alle (ulteriori) Modalità per lo svolgimento dei controlli per le quali gli uffici indicati escludono il D.f.p. che quindi non si comprende se svolga o meno le attività in questione
Canoni di locazione e affitto che non sono riportati con specifica distinzione degli uffici, motivo per cui non si conoscono le informazioni riferite al D.f.p.
Rilievo Corte dei Conti del 08/02/2016 (non è evidente la specifica del rilievo sull'amministrazione per singola struttura e quindi quella del D.f.p.)
Indicatore di tempestività dei pagamenti che è generale e non specificato per ogni singolo Ufficio, Dipartimenti, Struttura e quindi non rilevabile per il D.f.p.
Il sito web della P.d.c.m. e nello specifico la parte riguardante il D.f.p. sembra non rispettare i principi di "accessibilita', nonche' di elevata usabilita' e reperibilita', anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilita', semplicita' di' consultazione", sanciti dall'Art.53 del CAD (Caratteristiche dei siti) per i seguenti motivi:
In Altri contenuti - Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati mancano i "Regolamenti che disciplinano l'esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo dei dati"
Sito del D.f.p. La presunta inottemperanza dei principi sulla reperibilita', completezza di informazione e semplicita' di' consultazione si riferiscono in particolare a quanto già segnalato circa l'assenza di dati specifici facilmente e chiaramente individuabili del D.f.p. all'interno del più ampio sito della D.p.c.m. quale unico spazio web circorscritto per tutte le sue strutture interne.
Accessibilità e Open Data. La maggior parte dei documenti fruibili dal sito web sono in Formato non aperto e non accessibile in quanto riproduzione di immagine scansionata da documento cartaceo o elaborati con software proprietario. I documenti pubblicati in formato immagine scansionati da copia cartacea non sono originati digitalmente in modo nativo precludendo il rispetto di norme sull'Accessibilità e Open data. L'uso tradizionale della firma autografa su documenti cartacei da parte dei vari soggetti interni ed esterni al D.f.p. fa presumere che il Dipartimento non sia dotato, probabilmente, di un' organizzazione (come si vedrà più avanti con l'Albo pretorio online) tale da poterla definire effettivamente digitalizzata.
Ai sensi dell'art.52 del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) i dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, con qualsiasi modalita', senza l'espressa adozione di una licenza si intendono rilasciati come dati di tipo aperto. Pertanto, non avendo il D.f.p. adottato alcuna licenza, gli stessi devono essere rilasciati in formato aperto, eppure, la maggior parte dei documenti pubblicati nel sito web sono in formato proprietario (".doc" e ".docx", ".xls" e ".xlsx") (il formato Pdf, può ritenersi aperto ma solo di 1° livello) quando per definizione, un dato per essere qualificato come OPEN DATA deve avere un formato indipendente rispetto alla piattaforma, standardizzato e leggibile da una applicazione informatica. I dati resi accessibili in formato aperto devono quindi essere: completi, primari, tempestivi, accessibili, non discriminatori, non proprietari, strutturati in formato aperto come i formati "Csv" ed "Rdf" e rilasciati attraverso licenze libere che non ne impediscano la diffusione e il riutilizzo creativo o il riuso dell'informazione veicolata.
A confermarlo è l'art.68 al comma 3 quando li definisce un "formato documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi", "disponibili secondo i termini di una licenza che ne permetta l'utilizzo da parte di chiunque", "accessibili attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, adatti all'utilizzo automatico da parte di programmi per elaboratori e provvisti dei relativi metadati", "resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
La rielaborazione e il riuso permette ai cittadini di verificare l'efficienza dell'apparato burocratico e sviluppare servizi e applicazioni più efficacemente rispetto a quanto fanno le stesse istituzioni, consentendogli di partecipare attivamente alla formazione delle decisioni pubbliche e monitorarne l'esito come ad esempio la verifica di come vengono utilizzati i finanziamenti pubblici, se come previsto e secondo la tabella di marcia dichiarata. Inoltre, il rilascio proattivo dei dati senza che lo chieda il cittadino in modo continuato permette una reale trasparenza e di migliorare l’efficienza e il coefficiente di innovazione.
Rilevante è il fatto che le regole tecniche del CAD debbano conformarsi “ai requisiti tecnici di accessibilità di cui all'articolo 11 della Legge n. 4/2004”, requisiti che devono essere applicati anche per la “pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale” (albo pretorio online), compresi “moduli e formulari validi ad ogni effetto di legge, nonché l'elenco della documentazione richiesta per i singoli procedimenti, anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di notorietà”, altrimenti, pena la valutazione negativa dei dirigenti responsabili. “Non è ammessa, pertanto, la pubblicazione di documenti-immagine, vale a dire scansioni digitali di documenti cartacei senza che si sia provveduto ad opportuna digitalizzazione del testo ivi contenuto”. Se il documento non è direttamente accessibile per sua natura o per problemi tecnici di conversione, la P.A. è obbligata a fornire una versione equivalente del contenuto non accessibile o in alternativa un riassunto del contenuto con “sommario e descrizione degli scopi dei documenti stessi in forma adatta ad essere fruita con le tecnologie compatibili con l'accessibilità” e devono essere indicate le “modalità di accesso alle informazioni equivalenti a quelle presentate nei documenti digitali non accessibili.
Quanto sopra deve essere applicato in particolare al contenuto dei siti web delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 54 del D.Lgs. 82/2005 (CAD) che, proprio per assicurare il rispetto dei principi di uguaglianza e di non discriminazione nell’erogazione delle informazioni, prevede la conformità tra contenuto dei siti e provvedimenti amministrativi originali, oltre all’accessibilità delle stesse.
Questione che ha un rilevante significato perché essendo il web fruibile da chiunque e trattandosi di servizi e informazioni che eroga lo Stato, in virtù dell'art. 3 della Costituzione, viene imposto il rispetto del "diritto di accesso" e di "pari opportunità" che deve essere “garantito a tutti”.
L’art. 1 della Legge n. 4/2004 riprende il principio costituzionale di “uguaglianza” affermando che “la Repubblica riconosce e tutela il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici”.
Lo scopo della legge Stanca, in applicazione del “principio costituzionale di eguaglianza, è infatti quello di abbattere le barriere che limitano l'accesso dei disabili agli strumenti della società dell'informazione e li escludono dal mondo del lavoro, dalla partecipazione democratica e da una migliore qualità della vita”.
“L’accessibilità è quindi un diritto fondamentale per il cittadino al quale deve essere assicurata la possibilità di accedere alle informazioni ed ai servizi erogati da una P.A. indipendentemente dalla propria disabilità. Pertanto uno dei requisiti essenziali che deve essere assolutamente assicurato è l’"accesso universale", ossia l'accesso a tutti, anche a coloro che hanno ridotte capacità fisiche e mentali, o ne sono totalmente privi.
Per poter garantire l’accesso e quindi la fruibilità, "senza discriminazioni" a tutte le risorse disponibili online "anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari "e fare, quindi, in modo che il Web sia realmente uno strumento di integrazione sociale e di crescita democratica, chi realizza siti web istituzionali deve rispettare degli accorgimenti che permettano a coloro che hanno particolari disabilità di potervi accedere senza incontrare delle barriere tecnologiche”. L’accessibilità riguarda i "contenuti informativi", le "modalità di navigazione e tutti gli elementi interattivi presenti, indipendentemente da eventuali disabilità e dalla tecnologia utilizzata per accedervi.
Le tecnologie assisitive disponibili in commercio, (come lo screen reader, la tastiera braille o l'ingranditore di schermo) non riescono assolutamente a leggere e riprodurre documenti Pdf in formato immagine.
Inoltre, l'art. 4 comma 2, legge n.4/2004, dispone che siano “nulli i contratti stipulati della Amministrazioni per la realizzazione e la modifica, il rinnovo di siti web o di procedure di gara per l'acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici quando non è previsto che essi rispettino i requisiti tecnici di accessibilità stabiliti”.
Obiettivi di accessibilità dei soggetti disabili agli strumenti informatici per l'anno corrente (entro il 31 marzo di ogni anno). Troppo sintetici. Inoltre non è stato utilizzato il modello predisposto dall'AgID che già da quest'anno è stato comunque sostituito dal nuovo modulo online.
Fascicolo Elettronico relativo al procedimento: manca per i provvedimenti amministrativi l'indicazione degli estremi relativi ai principali documenti contenuti nello stesso. Sembra quindi che non ci sia un sistema informatizzato predisposto alla formazione di tale fascicolo che comunque non può definirsi informatico non essendo costituito da documenti informatici generati in formato digitale in modo nativo che non siano scansioni di documenti cartacei.
Ai “principi di una corretta gestione documentale” devono conformarsi le regole per la “costituzione, l'identificazione e l'utilizzo” del “fascicolo informatico”, “strumento di archiviazione e gestione degli atti e dei documenti costitutivi” del “procedimento amministrativo informatico”, dettandone le caratteristiche, l’indicazione di ciò che deve contenere, le modalità di realizzazione, l’accesso da parte di tutte le amministrazioni coinvolte, l’obbligatorietà al rispetto dei criteri di “interoperabilità”, “cooperazione applicativa”, “facile reperibilità” e “collegabilita'” per “garantire l'esercizio in via telematica dei diritti previsti dalla legge n. 241/1990.
Nel fascicolo devono essere raccolti da parte della “pubblica amministrazione titolare del procedimento” “gli atti, i documenti e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati”, essendo lo stesso “direttamente consultato ed alimentato da tutte le amministrazioni coinvolte”, “secondo aree ad accesso limitato alla stessa amministrazione e ad altri soggetti dalla stessa individuati. “Istituto cardine per l’attuazione pratica del procedimento telematico”, esso infatti rappresenta il “centro della gestione del procedimento, quale punto comune di condivisione delle attività e delle informazioni, su cui ogni ufficio o amministrazione potrà intervenire per conoscere e per immettere il proprio contributo.
Performance. Il Sistema di Misurazione e Valutazione di tutto il personale (è presente solo quello dei Dirigenti al 2004), il Piano, la Relazione, il documento dell'OIV di validazione della Relazione e la Relazione dell'OIV sul funzionamento complessivo del Sistema non sono presenti sul sito della P.d.c.m. e nel Portale della Performance (in quest'ultimo mancano anche gli obiettivi strategici), come accade invece per tutti gli altri Ministeri e le altre P.A. dello Stato centrale. (Alla P.d.c.m. si applica una disciplina specifica ?) Eppure è lo stesso D.f.p. che riceve e gestisce tutti i dati dalle altre P.A. in questo Portale previsto dal d.lgs. n. 150/2009 che non è più gestito dall'ANAC a partire dal 19 Agosto 2014 (Art.19 c.9 del decreto-legge n. 90 del 2014 convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114. L’art. 9 del DM. 17 novembre 2015 ha istituito degli appositi uffici del D.f.p. per la valutazione della performance proprio per rilasciare il parere preventivo a tutte le P.A., anche quelle territoriali, che sono obbligate a richiederlo in merito ai requisiti di professionalità e integrità dei loro componenti OIV)
Benessere Organizzativo: non sono stati utilizzati i modelli per la realizzazione di indagini predisposti dalla ex CiVIT (ora ANAC) non essendo stata, probabilmente, seguita la Direttiva del 24 marzo 2004 che emanò lo stesso D.f.p.
Albo Pretorio Online: manca l'applicazione delle regole fondamentali che disciplinano il processo di pubblicazione di un Albo Pretorio online: cosi' come indicate dal Vademecum "Modalità di pubblicazione dei documento nell'Albo online" emanato a cura dello stesso D.f.p. e di seguito indicate:
le pubblicazioni di cui all’articolo 32, comma 2, della legge 69 del 2009 devono essere effettuate nella sezione del sito web raggiungibile dalla home page e indirizzata dalla etichetta “Pubblicità legale”.
Non sono applicati i criteri generali che prevedono il caricamento dei documenti in formato elettronico e la sottoscrizione con firma elettronica qualificata o firma digitale di tutti gli atti pubblicati da parte del responsabile del procedimento che ha generato l'atto o di quello della pubblicazione.
Non è presente una numerazione in ordine cronologico in base alla data e l’ora di inserimento.
Non sono indicate le modalità di accesso alle informazioni equivalenti a quelle presentate nei documenti digitali non accessibili.
Non è prevista una modalità di consultazione che consenta all'utente in modo chiaro e sempre visibile di ricercare i documenti per data di pubblicazione, scadenza, oggetto, lista di allegati.
Nell'individuazione dei ruoli e competenze non è reso evidente sul sito chi sia il Responsabile del procedimento di pubblicazione ai sensi di quanto previsto della Direttiva n. 8/2009 dello stesso D.f.p.
L'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è, come riferisce il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), emanato dallo stesso D.f.p., all'art. 12 comma 1, essenziale per il perseguimento degli obiettivi necessari alla "realizzazione degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicita', imparzialita', trasparenza, semplificazione e partecipazione che sono alla base del nostro Ordinamento e costituiscono il principio fondante dell'attività e dell'azione amministrativa di una Pubblica Amministrazione (il buon andamento e l'imparzialita' di cui all'art. 97 della Costituzione).
Infatti le P.A., proprio grazie alla moderna tecnologia sono obbligate a consentire "l'accesso alla consultazione, la circolazione e lo scambio di dati e informazioni, nonche' l'interoperabilita' dei sistemi e l'integrazione dei processi di servizio fra le diverse amministrazioni" (Art. 12 comma 5 del CAD) ma tutto ciò comporta una "riorganizzazione strutturale e gestionale" nel corso di uno "sviluppo del processo di digitalizzazione" che prevede "in particolare una razionalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi, delle attivita' gestionali, dei documenti, della modulistica, delle modalita' di accesso e di presentazione delle istanze da parte dei cittadini e delle imprese" (Art. 15 del CAD)
Le linee strategiche, le norme e regole tecniche ai sensi dell'articolo 71 del CAD e i criteri indispensabili al perseguimento di tali obiettivi, nell'attivita' di coordinamento del processo di digitalizzazione e di coordinamento, sono proprio stabilite dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie (oggi Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, ossia il Dipartimento della Funzione Pubblica) (Art. 16 del CAD)
Per la realizzazione di un’innovazione importante nel settore documentale manca proprio l’applicazione, coerente e sistematica, di tali input normativi e tecnici: norme e tecnologie le abbiamo, dobbiamo solo applicarle con un approccio organizzativo-procedurale corretto. Le P.A. “devono organizzarsi in modo da rendere sempre disponibili le informazioni da esse possedute in forma digitale".
E’ quindi interesse dell’intero Paese, della PA e di tutti i contribuenti promuovere e difendere l’innovazione a cominciare dai suoi punti deboli e potenzialmente strategici, quali ad esempio l’informatizzazione degli archivi, il monitoraggio dei procedimenti amministrativi e la loro automazione, il controllo dei flussi e la reperibilità dei documenti, “risparmiare alberi, tempo, attività e risorse della PA per la stampa cartacea, la spedizione e la ricezione postale, l’occupazione fisica degli spazi da destinare ai volumi cartacei degli archivi”, “realizzando così un’innovazione non solo normativa, ma reale, fatta di prassi e procedure amministrative reingegnerizzate per essere fruibili telematicamente, trasparenti e finalmente efficienti”. “Tali scelte che hanno risvolti tecnici, sono prima di tutto organizzative”. “L’informatizzazione tout-court dei processi senza una loro adeguata reingnerizzazione è destinata a non sortire alcun effetto positivo né in termini di efficienza, né in termini di trasparenza.
“Se non si tiene conto che il cuore della pubblica amministrazione è il procedimento e che la modernizzazione deve trasformarlo in telematico, gireremo sempre attorno al problema dell’innovazione, senza risolverlo”. “Bisogna affrontare quindi soprattutto il problema di organizzare il lavoro all’interno degli uffici”.
L'amministrazione deve “prevedere l'informatizzazione come strumento ordinario per la gestione dei procedimenti amministrativi in tutte le sue fasi (avvio, comunicazione di inizio, istruttoria, verifica avanzamento, integrazione documentale, emanazione del provvedimento)” che devono iniziare, “svilupparsi e concludersi, avvalendosi prevalentemente delle modalità operative informatiche e telematiche e per le quali i dirigenti devono adottare ogni determinazione organizzativa necessaria per razionalizzare e semplificare” . “I provvedimenti e gli atti amministrativi della P.A., in attuazione delle disposizioni del CAD, devono essere quindi adottati secondo un procedimento informatizzato, utilizzando apposito sistema applicativo e devono essere pertanto assunti nella forma dell'originale informatica e sottoscritti con firma digitale dai rispettivi responsabili, nel rispetto delle norme tecniche previste dal Codice e con gli effetti inerenti la loro validità previsti dalla normativa vigente.
Il patrimonio informativo di una P.A. e quindi una risorsa estremamente importante; deve essere digitale per caratterizzare appunto un’ amministrazione moderna facendo ricorso alle tecnologie della informazione e comunicazione per formare, gestire, organizzare, archiviare e conservare e scambiare documenti; se è digitale, infatti, permette di formalizzare l’iter delle pratiche e dei procedimenti amministrativi tramite un censimento e banca dati delle procedure interne (fasi, istanze, tempi di attesa, pareri, durata, modulistica, chi decide che cosa e come) tramandate da prassi orali, operazioni senza le quali verrebbe minata la validità legale del sistema di gestione documentale. “La gestione informatizzata dei procedimenti amministrativi” è infatti “una gestione che presuppone una mappatura degli stessi e la loro assegnazione per competenza ad un responsabile preposto: in questo modo le reingegnerizzazioni documentali delle amministrazioni palesano chi fa che cosa e dagli archivi elettronici si evincono tempistica, controllo di gestione e rapido accesso ai fascicoli aperti e in corso o chiusi e archiviati.
“I requisiti del sistema” sono: “collegamenti tra documenti, fascicolo e singolo procedimento; rapido reperimento delle informazioni relative ai fascicoli, ai documenti, ai procedimenti; scambio di informazioni con altre pubbliche amministrazioni.” “Costituendo il necessario supporto informativo per lo svolgimento delle attività amministrative, “la gestione dei flussi documentali, scambiati all’interno ed all’esterno dell’organizzazione pubblica, nonché la gestione dei procedimenti amministrativi, completamente automatizzata con l’ausilio delle tecnologie ICT, sono rese possibili dagli applicativi di protocollo informatico.
La gestione digitale dei flussi documentali, in generale, si struttura di documenti, ossia di contenitori (di istanze e richieste, deliberazioni, decreti, leggi,ecc) delle volontà e decisioni del legislatore o degli organi amministrativi e della dirigenza o dei responsabili apicali che nell’ambito di un sistema documentale digitale di una P.A. sono infatti “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti” e per i quali l’art. 20 del CAD stabilisce il principio del “valore legale” sia nella “formazione” (quindi della sua elaborazione) che nella fase di “memorizzazione”, indipendentemente dal supporto, oltre che di “trasmissione”, e di conseguenza, “l'idoneità a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio” che “sono liberamente valutabili in giudizio”.
Gli atti elaborati e prodotti essendo atti “formati dalle pubbliche amministrazioni con strumenti informatici” e costituendo “informazione primaria ed originale” sono già di per sé “documenti amministrativi” (informatici) che non hanno bisogno di una mediazione di documenti cartacei per poter avere piena validità legale e valore documentale. Validità che possiedono, in quanto, i documenti sono già formati direttamente in modalità digitale, tanto meno è necessaria una mediazione di altro tipo per appunto dimostrare la loro originalità. Principio ribadito dall’art. 40 del CAD che in merito alla “formazione” dei loro “originali” sancisce l’utilizzo esclusivo di “mezzi informatici” da parte di tutte le P.A., riconoscendo “il valore legale” di “raccolte di dati concernenti stati, qualità personali e fatti già realizzati dalle amministrazioni, su supporto informatico, in luogo dei registri cartacei”
La piena rilevanza “agli effetti di legge” di un documento informatico, i cui elementi intrinseci riguardano le “caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità ed immodificabilità”, è riconosciuta, senza alcun limite, proprio perché lo stesso è elettronico. Pertanto, è possibile affermare che il sistema documentale digitale di una P.A. ha piena efficacia, valore probatorio e amministrativo, perché mette sullo stesso piano il documento amministrativo analogico e quello digitale.
Entrambi sono documenti originali con piena efficacia probatoria e possono essere conservati nel tempo senza mediazione di documenti cartacei che dicano che i corrispondenti informatici sono appunto originali nel loro valore documentale primario.
La Sottosezione di 1° livello Personale individua "Organismo di valutazione" (OIV) l’Ufficio controllo interno, trasparenza e integrità (compiti) della P.d.c.m. il cui sottoscrittore delle attestazioni sull'assolvimento degli obblighi di pubblicazione e titolare è sia Responsabile della Trasparenza che Responsabile della prevenzione della Corruzione in contrasto (salvo che al P.d.c.m. non si applichi una disciplina specifica) con quanto prevede la Delibera ex Civit n. 12 del 27 febbraio 2013 al paragrafo 3.5.
Non si riesce ad individuare nel sito web il soggetto che ha il potere sostitutivo in caso di inerzia (L.241/90 art. 9 comma 2bis) per mancato riscontro nei 30 giorni ad un'istanza di accesso civico.
Infatti, tale informazione non è rilevabile dalla sezione "Accesso Civico" che punta al link "Titolare del potere sostitutivo" per cui, come indicato dall'art. 2 del Dpcm 30 gennaio 2015 di adozione del PTTI 2015-2017, è individuato nella figura del dirigente superiore gerarchico del dirigente titolare dell'obbligo di pubblicazione. Quest'ultimo non è facilmente individuabile perchè non è visualizzata sul sito la gerarchia tra dirigente superiore e inferiore. Dal P.T.T.I. par. 3.6. si evince che, se il superiore gerarchico del dirigente titolare dell’obbligo di pubblicazione è una figura apicale della struttura, il potere sostitutivo è esercitato dal Segretario generale della P.d.c.m. ma non si riesce a distinguere un dirigente apicale da uno che non lo è. Inoltre, in questa ipotesi, il Segretario che riceve una richiesta di accesso civico può sempre dire che il cittadino non ha provveduto a richiedere correttamente l'istanza al soggetto appropriato.
Le stesse considerazioni valgono per i procedimenti amministrativi del D.d.p. e in riferimento ai singoli procedimenti di autorizzazione e concessione per i quali manca, appunto, l'indicazione del nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo (nonchè modalità per attivare tale potere, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale).
I casi più rilevanti:
Personale: mancano i dati delle Posizioni Organizzative. Così come già segnalato in "Organizzazione" per l'articolazione degli uffici del D.f.p. sono presenti solo i dirigenti. Inoltre non sono stati pubblicati tutti i dati previsti per tali soggetti come nominativi, telefono, email e compensi.
I dati circa l'Ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e quello dei premi effettivamente distribuiti (cosi' come per l'entità del premio mediamente conseguibile dal personale, la distribuzione del trattamento accessorio e il grado di differenziazione dell'utilizzo della premialità) sono disponibili solo per i dirigenti e solo per il 2014.
Il documento inerente la Contrattazione integrativa è priva della relazione tecnico-finanziaria che tutte le P.A. devono redigere secondo gli Schemi ai contratti integrativi di cui all'Allegato alla Circolare del 19 Luglio 2012, n. 25 della Ragioneria Generale dello Stato
I Costi pubblicati (fermi al 2013) riguardano solo quelli dei dirigenti della Protezione civile
Mancano nell'apposita sezione sia i Provvedimenti organi si indirizzo politico che quelli dei dirigenti amministrativi. Per i primi è possibile dimostrarlo perchè non è presente il Decreto di aggiudicazione definitivo firmato dal Capo Dipartimento D.f.p. Pia Marconi il 24 Febbraio 2016 relativo all'affidamento del servizio di cui al CIG 6467258621.
Dello stesso CIG 6467258621 relativo ad un affidamento del D.f.p. mancano nella sezione Bandi di gara e contratti:
la delibera a contrarre (se si tratta effettivamente di un cottimo fiduciario, tipo di scelta del contraente probabilmente indicato in modo errato visto l'importo a base d'asta di € 7.400.000),
l'esito dell'aggiudicazione definitiva non ancora reso evidente dopo due mesi dalla pubblicazione del relativo Decreto,
e in riferimento all'art. 1 c.32 della L.190/2012:
i dati che devono essere resi evidenti per la pubblicazione tempestiva
nel file XML per la pubblicazione annuale
nello stesso Portale Trasparenza ANAC interrogato per il CIG in questione.
Altri casi meno importanti ma comunque di rilievo:
Organi di indirizzo politico amministrativo Nella Delega di funzioni manca l'indicazione della durata dell'incarico (anche se si presuppone pari alla durata di incarico governativa dell'attuale legislatura)
Dipartimento della Funzione Pubblica - Articolazione degli Uffici: mancano l'indicazione delle entità finanziarie gestite per ciascun servizio, la tabella dei nominativi degli incarichi. I dati richiesti (telefono ed email) si riferiscono alla vecchia struttura e solo per i dirigenti. Mancano i nominativi di alcuni servizi.
Elenco dei consulenti e dei collaboratori: per alcuni mancano CV, i dati relativi allo svolgimento di incarichi o alla titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla P.A. o allo svolgimento di attività professionali, le attestazioni dell'avvenuta verifica dell'insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse. Per tutti manca l'evidenza delle componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.
Incarichi amministrativi di vertice: mancano gli estremi (percettori, ragione e ammontare erogato) degli atti di conferimento di incarichi a soggetti estranei, i dati (e compensi) relativi allo svolgimento di incarichi o alla titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla P.A. e di attività professionali
Dirigenti o titolari di incarichi presso gli Uffici di diretta collaborazione e Dirigenti o equiparati con incarico dirigenziale: mancano gli Estremi degli atti di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti dipendenti della P.A. ed esterni. Di alcuni mancano i CV e i compensi. Per tutti mancano le eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato e gli estremi (percettori, ragione e ammontare erogato) degli atti di conferimento di incarichi a soggetti estranei, i dati (e compensi) relativi allo svolgimento di incarichi o alla titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla P.A. e di attività professionali. In riferimento agli Incarichi degli Uffici Diretta di Collaborazione mancano alcune dichiarazioni di inconferibilità e di incompatibilità.
Organismo di valutazione: mancano i CV dei responsabili di Segreteria e il compenso di uno dei componenti
Bandi di Concorso: mancano i dati relativi alle procedure selettive
Procedimenti amministrativi del Dipartimento della funzione pubblica: mancano tutta una serie di elementi richiesti come:
il nome del responsabile. Per tutti gli uffici la casella di posta elettronica istituzionale è sempre protocollo_dfp@mailbox.governo.it e non sono indicati i recapiti telefonici ma solo l'indirizzo fisico di Palazzo Vidoni,
l'ufficio competente all'adozione del provvedimento finale,
il riferimento relativo se effettivamente esistono procedimenti relativi a dichiarazioni sostitutive o silenzio-assenso,
l'indicazione degli strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale e i modi per attivarli.
Monitoraggio dei tempi procedimentali: il monitoraggio indicato per ogni ufficio del D.f.p. (non si comprende come mai quelli del 2015 si riferiscano invece a sole 2 unità) è obsoleto in quanto si riferisce al 2014 e alla vecchia struttura.
Tipologie di procedimento: tra queste manca completamente la sezione che si riferisce ai procedimenti ad istanza di parte, con particolare riferimento agli atti e documenti da allegare all'istanza e modulistica necessaria, gli uffici ai quali rivolgersi
Singoli procedimenti di autorizzazione e concessione. Mancano tutti gli elementi previsti: contenuto, oggetto, eventuale spesa prevista, estremi fascicolo, soggetto che ha il potere sostitutivo, eppure nella sezione "Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici" sono presenti tre atti di concessione del D.f.p. per i quali mancano nella sezione Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici gli atti con i quali sono determinati criteri e modalità, l'ufficio e il nome del responsabile, le modalità seguita per l'individuazione del beneficiario, il link a cui è collegato il progetto selezionato e quello al curriculum del soggetto incaricato, l'Elenco (in formato tabellare aperto) dei soggetti beneficiari.
Per ciò che riguarda le Dichiarazioni sostitutive e acquisizione d'ufficio dei dati mancano di dati delle Convenzioni quadro e delle Modalità per l'acquisizione d'ufficio dei dati.