Source: http://foro.romoloromani.it/topic/274-rinunzia-allusufrutto/
Timestamp: 2020-08-12 12:28:57+00:00
Document Index: 155606270

Matched Legal Cases: ['art. 556', 'art.649', 'art. 2648', 'art.1', 'art. 2', 'art. 2']

Rinunzia all'usufrutto - Riviste, Testi e Recensioni - ROMOLOROMANI.IT
Rinunzia all'usufrutto
a firma di Webdominus, February 8, 2001 in Riviste, Testi e Recensioni
Webdominus 0
Pubblicato il giorno February 8, 2001
1. Cenni sulla natura civilistica della rinunzia
La rinuncia "abdicativa" è un negozio giuridico unilaterale recettizio avente per effetto la dismissione di un diritto dal patrimonio del rinunciante.
Secondo auterovole dottrina la rinunzia avrebbe causa tipica, non riconducibile alla distinzione fra causa onerosa e causa gratuita: l'acquisto del diritto dismesso dal rinunciante a vantaggio del terzo, costituisce solo un effetto “indiretto” del negozio.
La rinunzia non viene considerata come negozio che attua la circolazione dei beni e quindi non si qualifica come contratto ma come negozio istituzionalmente abdicativo, unilaterale e non recettizio.
In particolare si è osservato che la rinunzia ai diritti reali parziali di godimento produce la estinzione di tali diritti ed il vantaggio che ne trae il dominus non deriva direttamente dalla rinunzia, ma ha la sua ragione d'essere nella natura stessa del diritto di proprietà (cd. elasticità del dominio).
Per tali ragioni la rinunzia abdicativa è negozio idoneo a realizzare liberalità indirette.
Così CASS 1997 “La rinuncia all'usufrutto, se ispirata da "animus donandi", e' suscettibile di integrare una donazione indiretta a favore del nudo proprietario dei beni gravati dal diritto reale parziario rinunciato, perche', comportando un'estinzione anticipata di tale diritto, si risolve nel conseguimento da parte di detto "dominus" dei vantaggi patrimoniali inerenti all'acquisizione del godimento immediato del bene, che gli sarebbe sottratto se l'usufrutto fosse durato fino alla sua naturale scadenza: il controvalore di tali vantaggi e', pertanto, senz'altro passibile di convogliamento nella massa ereditaria di cui all'art. 556 cod. civ.. (Art. 1014 cod. civ.)”
2. Rinunzia al legato di usufrutto
Differente natura ha la rinunzia al legato di usufrutto. Il legato si acquista senza bisogno di accettazione (art.649 c.c.), salva la facoltà di rinunziare.
In tal caso la rinunzia ha effetto ex tunc ed è impeditiva dell'acquisto ope legis. Per tali ragioni autorevole dottrina definisce la rinunzia in parola “rifiuto eliminativo”.
La rinuncia abdicativa è soggetta a trascrizione ai sensi dell’articolo 2643, n.5, c.c.. Nel caso di legato di usufrutto parte della dottrina ritiene applicabile la medesima disciplina. E’ preferibile, tuttavia, ritenere che la pubblicità immobiliare vada attuata mediante annotamento della relativa rinuncia a margine della trascrizione dell’acquisto del legato (art. 2648 uc, c.c.), annotamento che verrà eseguito ai sensi dell’articolo 2655 uc, c.c., analogamente all’avveramento della condizione risolutiva. Secondo altri la rinuncia al legato non andrebbe trascritta, poiché avendo effetto ex tunc non darebbe luogo ad alcuna vicenda dismissiva di diritti.
4. Profili fiscali.
La tariffa annessa al d.p.r. 26 aprile 1986 n. 131, testo unico della imposta di registro, sottopone espressamente a tassazione la rinunzia pura e semplice avente ad oggetto diritti immobiliari (art.1) e diritti di altra natura (art. 2), annoverandola fra gli atti soggetti a registrazione in termine fisso ed assimilandola agli atti traslativi.
La rinunzia abdicativa all'usufrutto non è soggetta all'imposta sull'incremento di valore degli immobili.
La norma che identifica gli atti soggetti ad imposta sull'incremento di valore degli immobili (art. 2, comma 1) prevede l'alienazione a titolo oneroso, l'acquisto a titolo gratuito e l'acquisto a causa di morte.