Source: http://privacyinrete.it/linformativa-e-il-consenso/
Timestamp: 2019-12-11 18:54:28+00:00
Document Index: 65187593

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 23', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 8']

L’informativa e il consenso – PRIVACY IN RETE
L’informativa è il documento mediante il quale il titolare o il responsabile che effettui un determinato trattamento di dati informa l’interessato circa le finalità e le modalità del trattamento medesimo.
Il Codice privacy (d.lgs. 196/2003) disciplina i contenuti dell’informativa privacy all’art. 13:
f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato più responsabili è indicato almeno uno di essi, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalità attraverso le quali è conoscibile in modo agevole l’elenco aggiornato dei responsabili. Quando è stato designato un responsabile per il riscontro all’interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all’articolo 7, è indicato tale responsabile.”.
Quanto al profilo del consenso che l’interessato dovrà fornire ai fini del trattamento dei propri dati, l’art. 23 del Codice stabilisce quanto segue:
“Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso espresso dell’interessato.
Il consenso è manifestato in forma scritta quando il trattamento riguarda dati sensibili“.
Il regolamento UE elenca in modo tassativo i contenuti che dovranno avere le due informative dallo stesso previste e disciplinate.
Non più dunque una sola ed unica informativa, ma due informative, a seconda del caso in cui i dati siano raccolti presso l’interessato (art. 13) o presso soggetti terzi diversi dall’interessato (art. 14).
Ciascun titolare del trattamento dovrà quindi specificare nelle proprie informative (verso i propri dipendenti, i propri clienti e i propri fornitori) i dati di contatto del DPO (se designato), la base giuridica del trattamento, se trasferisce i dati personali in Paesi terzi e, in caso affermativo, attraverso quali strumenti; dovrà altresì specificare il periodo di conservazione dei dati o i criteri seguiti per stabilire tale periodo di conservazione e se il trattamento comporta processi decisionali automatizzati (anche la profilazione); per il caso in cui i dati relativi all’interessato e oggetto di trattamento siano raccolti presso soggetti terzi diversi l’interessato (art. 14), il titolare dovrà altresì specificare la fonte da cui hanno origine tali dati.
Di seguito dunque si riporta il testo dell’art. 13 del regolamento:
“In caso di raccolta presso l’interessato di dati che lo riguardano, il titolare del trattamento fornisce all’interessato, nel momento in cui i dati personali sono ottenuti, le seguenti informazioni:
f) l’esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione di cui all’articolo 22, paragrafi 1 e 4, e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l’importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l’interessato.”.
Il regolamento UE definisce il consenso come “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento.”.
La novità riguarda dunque il modo mediante il quale il consenso viene espresso, in quanto l’intenzione manifestata dall’interessato deve essere libera, specifica, informata e, appunto, inequivocabile.
Il Consenso deve quindi riferirsi a quello specifico trattamento per cui viene richiesto e per le finalità indicate.
Per quanto riguarda il trattamento dei dati «particolari» (ex sensibili) nonché per i trattamenti automatizzati (profilazione) il regolamento richiede che il consenso sia esplicito.
Va poi ricordato come il consenso NON debba essere necessariamente «documentato per iscritto», né sia richiesta la «forma scritta» (anche se questa è modalità idonea a configurare l’inequivocabilità del consenso e il suo essere “esplicito” per i dati sensibili).
Ciò che conta, sempre in ottica di accountability, è che il titolare sia in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il consenso ad uno specifico trattamento.
Il regolamento interviene anche con riferimento al consenso prestato dai minori, prevedendo che lo stesso sia valido a partire dai sedici anni (art. 8, co. 1); prima di tale età occorrerà raccogliere il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci.
Sul punto, il Garante italiano non si è ancora espresso formalmente, in attesa del necessario intervento del legislatore nazionale, che dovrà fissare il limite d’età da applicare in Italia.