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Timestamp: 2019-07-22 18:49:22+00:00
Document Index: 94809993

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5 | Gennaio | 2013 | Edscuola
Archivi giornalieri: sabato 5 Gennaio 2013
Ricostruzione di carriera: bloccata per neo-assunti e passaggi di ruolo dal 1 settembre 2010
La Ragioneria Territoriale dello Stato di Bologna blocca i decreti per la progressione economica e invita l’amministrazione scolastica a sospenderne l’inquadramento economico. Quella di Bari conferma la validità del servizio prestato negli anni 2011, 2012, 2013 ai soli fini giuridici. Unica strada per recuperare i soldi, il ricorso alla Consulta per ottenere quanto già ottenuto dai giudici nella sentenza n. 223/12. Scrivi a ricostruzione.carriera@anief.net.
Fino al 2014, infatti, i neo-assunti a partire dal 1 settembre 2010 percepiranno lo stesso stipendio che da precari, in quanto laddove anche ottengano un decreto di ricostruzione di carriera – che per legge deve essere corrisposto entro 30 giorni dalla domanda protocollata – questo varrà ai soli fini giuridici e non economici, nonostante – per alcuni sindacati – siano state trovate le risorse per pagare gli scatti a chi li avrebbe maturati nel 2010 o nel 2011.
Anche chi a partire dal 1 settembre 2010 ha ottenuto un passaggio di ruolo continuerà a percepire lo stesso stipendio ricevuto l’anno precedente. D’altronde, l’una tantum – come ribattezzata da Anief – erogata nel 2011 per il 2010 e quella che nel 2013 dovrebbe essere erogata per il 2011, fino a quando non cambierà la norma non potrà essere utile alla progressione stipendiale di tutto il personale a tempo indeterminato, ragion per cui permane nella busta paga quello scivolo di due anni per la maturazione dello scatto stipendiale disposto coattivamente dal Mef nel cedolino del gennaio 2011.
L’unica strada per i neo-assunti o per chi è passato di ruolo dopo il settembre 2010 per recuperare l’anzianità retributiva dovuta e l’aumento di stipendio ed evitare di ritrovarsi tutta la carriera lavorativa ritardata di quattro anni ai fini economici, rimane il ricorso al tribunale del lavoro per sollevare questione di legittimità costituzionale dei commi 21 e 23 dell’art. 9 della legge 122/2010, sulla scia di quanto hanno fatto e ottenuto i magistrati con la sentenza n. 223/12 della Consulta per la parte in cui bloccava i loro automatismi di stipendio.
Si ricorda, infine, che nel rispetto della sentenza richiamata e della direttiva comunitaria 1999/70, è possibile anche richiedere la restituzione della trattenuta del 2,5% operata negli ultimi dieci anni sullo stipendio ai fini della costituzione del TFR, il pagamento degli scatti di stipendio per il periodo di pre-ruolo a partire dal 2003 e il riconoscimento da subito, per intero, dello stesso servizio di pre-ruolo svolto oltre i quattro anni, anche ai fini economici.
MODALITA’ DI PREADESIONE al Ricorso:
Inviare una e-mail a ricostruzione.carriera@anief.net inserendo come oggetto “preadesione ricorso ricostruzione carriera neo-assunto” e per testo i propri dati anagrafici completi (cognome, nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, recapiti mail e telefonici) e la propria sede di servizio statale (indirizzo COMPLETO – via, comune, provincia – della sede STATALE di attuale servizio).
Ragioneria territoriale dello Stato, Bologna, 12 dicembre 2012
In seguito all’aggiornamento del sistema di elaborazione delle ricostruzioni di carriera – SIDI si è potuto osservare che la normativa prevista dall’art. 9, comma 23, del D. L. n. 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla L. n. 122/2010, viene applicata in maniera diversa dal SIDI rispetto al sistema operativo del MEF, SPT. In attesa di un chiarimento da parte delle Amministrazioni interessate circa la corretta valutazione degli anni 2011 e 2012 ai fini della progressione di carriera si consiglia di attendere prima di predisporre l’inquadramento dei neo immessi in ruolo a partire dall’a. s. 2010/11 o in caso di passaggio di ruolo in data successiva all’1/9/2010. I suddetti provvedimenti dovranno essere inviati al controllo di regolarità amministrativa e contabile solo dopo la corretta interpretazione della normativa già citata.
Ragioneria territoriale dello Stato, Bari-Bat, Prot. Nr. 89952/11, 26 settembre 2012
Il disposto dell’art. 9 commi 1 e 21, decreto legge n.78 del 31/05/2010, deve essere applicato anche al personale scolastico, in quanto fruisce di un meccanismo di progressione automatica degli stipendi.
OGGETTO: decreti di ricostruzioni di carriera per il personale scolastico, art. 9, commi 1 e 21, D.L. 78/2010.
Attualmente stanno pervenendo a questa RTS molti decreti di ricostruzione di carriera che, pur riconoscendo il passaggio ad una fascia stipendiale più elevata per gli anni 2011 e 2012, non predispongono il rinvio degli effetti economici in applicazione della norma suddetta. Si fa presente che, la scrivente, per motivi di correntezza sta apponendo il visto di regolarità su tali decreti e, di fatto, sta provvedendo all’applicazione della norma in questione. Tanto premesso, nelle more di un aggiornamento del sistema applicativo utilizzato per predisporre i provvedimenti, si invitano le Istituzioni Scolastiche a inserire manualmente, nelle premesse del decreto, gli estremi della norma e, nel dispositivo, una dicitura del tipo “…le progressioni disposte negli anni 2011-2012-2013 hanno effetto per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici”. Infine, si invitano i dirigenti scolastici ad informare opportunamente il personale
destinatario dei provvedimenti mancanti del riferimento normativo in questione e già vistati dalla Ragioneria Territoriale dello Stato.
Articolo 9, Legge 122/2010
c. 21 “Per il personale contrattualizzato le progressioni di carriera comunque denominate ed i passaggi tra le aree eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici”
c. 23 “Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.”
“Con la scuola è meglio” progetto napoletano contro il disagio sociale
Coinvolge i quartieri “difficili” della città
L’iniziativa nasce da un’attività di ascolto portata avanti nei mesi scorsi dagli assessorati all’Istruzione e alle Politiche sociali.
I progetti pilota, finanziati con 100 mila euro, spaziano all’interno di due macroaree: il recupero partecipato degli spazi pubblici, che vedranno i ragazzi impegnati in attività di “rigenerazione e riutilizzo” delle aree interne ed esterne alla scuola, e la prevenzione della dispersione per le famiglie maggiormente a rischio, con laboratori creativi e azioni di sostegno.
«Per troppo tempo si è dato per certo il fallimento della scuola nell’affrontare il problema – spiega l’assessore all’Istruzione, Annamaria Palmieri – mentre il fenomeno nasce dal disagio sociale che questa istituzione vive come primo presidio senza avere i mezzi per arginarlo». In questo «work in progress», aggiunge, le scuole diventano «attori di comunità», inserendosi al centro di reti territoriali.
«In questo consiste il nostro approccio innovativo – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali, Sergio D’Angelo – la scuola non va sostituita, ma aiutata in questo compito, che è decisivo per evitare altre devianze di forte impatto, come la criminalità». Oltre ai 100 mila euro stanziati per i progetti pilota, il Comune finanzierà con 220 mila euro l’Agenzia socioeducativa.
La Tares al posto della Tarsu non porta bene al Miur: per le scuole aumenti fino al 50%
Dal 1° gennaio 2013 gli istituti scolastici, che assieme alle case di cura beneficiavano di tariffe ridotte, rientrano tra le attività a maggior contenuto “potenzialmente inquinante”. Vanno ancora peggio i gestori di ortofrutta, bar, mense e ristoranti. Calano invece le tasse comunali sui rifiuti e i servizi di cinema, autorimesse, espositori e banche.
Si aggravano le spese del ministero dell’Istruzione. Stavolta l’incremento di esborsi arriverà dalla nuova tassa comunale sui rifiuti e i servizi, denominata Tares, entrata in vigore dal 1° gennaio 2013. Secondo Unioncamere, rispetto a quanto finora pagato con la Tarsu, le scuole, che assieme alle case di cura fino a oggi avevano beneficato di tariffe molto contenute, saranno particolarmente penalizzate: in base al nuovo prospetto legislativo, si prevedono infatti “rincari compresi tra il 20 e il 50%”.
L’incremento medio emerge delle attività che la legge Ronchi, tuttora il riferimento normativo per il calcolo della Tares, individua come quelle a maggior contenuto “potenzialmente inquinante”. E dal nuovo calcolo di incidenze negative nell’ambiente, viene da sé che gli aumenti degli importi sono da collegare ad una maggiore considerazione di spesa che gli istituti scolastici comportano per i servizi di raccolta e smaltimento dei loro rifiuti solidi e urbani.
Per il ministero dell’Istruzione, che dal 2008 ha sottratto alle scuole l’onere degli importi da pagare, non è davvero una buona notizia. Il pericolo, a questo punto, è che gli importi maggiorati vadano a gravare su altri capitoli di spesa. Alcuni dei quali anche con riflessi diretti sull’utenza e sul personale.
Ma c’è pure a chi andrà peggio. Per alcune categorie di imprese, infatti, la Tares potrà costare anche il 50% in più della vecchia Tarsu: si tratta delle aziende dei settori dell’ortofrutta, bar, mense e ristoranti. Un totale di circa 360mila imprese che, in questo caso però per un evidente motivazione, legata al carico di smaltimento richiesto, potrebbe creare non pochi problemi agli equilibri finanziari di questo genere di attività.
A tal proposito, secondo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, serve ancora “un salto di qualità nelle capacità di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni perché siano individuati criteri più realistici e meno presuntivi rispetto all’effettiva produzione di rifiuti. Nella situazione in cui siamo, ogni aggravio di costi per le imprese rischia di peggiorare le prospettive della ripresa e minacciare ancora di più la tenuta dei territori e dei livelli occupazionali”.
“La Tares – ha continuato Dardanello – è un tassello importante nell’attuazione del federalismo fiscale e deve portare a una forte responsabilizzazione degli enti locali per una gestione più efficiente delle risorse e per una maggiore trasparenza delle tariffe”,
Secondo la nuova redistribuzione del carico tributario diverse attività, considerate a bassa producibilità di rifiuto, potranno godere di un vantaggio economico rispetto a quanto veniva chiesto loro con la Tarsu: tra queste risultano il cinema, le autorimesse, gli espositori e le banche.
No alle selezioni degli iscritti con estrazione a sorte
Il Miur comunica ai dirigenti scolastici di evitare la pratica, diffusa soprattutto nelle grandi città, di sorteggiare gli iscritti quando ce ne sono in eccesso. Nelle scuole paritarie l’iscrizione online è facoltativa
Sono molti infatti gli istituti nelle grandi città, dove, essendo gli aspiranti iscritti molto superiori alla disponibilità logistiche, si organizzano le classi con il sorteggio oppure si va verso metodi alternativi come le graduatorie per merito.
Da qui l’avvertenza del ministero di evitare, per quanto è possibile, questa pratica che comunque deve essere solo “l’estrema ratio”.
Dice infatti il Miur che “I criteri di precedenza deliberati dai singoli Consigli di istituto debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali, a puro titolo di esempio, quello della viciniorietà della residenza dell’alunno alla scuola o quello costituito da particolari impegni lavorativi dei genitori. In quest’ottica, l’eventuale adozione del criterio dell’estrazione a sorte rappresenta, ovviamente, l’estrema ratio, a parità di ogni altro criterio”
Contestualmente sono confermati gli “anticipi”, cioè la possibilità di iscrivere i bimbi a 2 anni e mezzo alla materna e a 5 anni e mezzo alla primaria. Fatta salva la disponibilità di posti.
Incerto invece appare il destino delle sezioni primavera, quelle sezioni che accolgono i bimbi fra 2 e 3 anni e per questo il Miur chiarisce: “Poichè al termine dell’anno scolastico 2012/2013 viene a scadere l’accordo in Conferenza unificata sulle sezioni primavera, si fa riserva di fornire indicazioni in merito alle iscrizioni per l’anno 2013/2014 non appena sarà siglato il nuovo accordo”,
La circolare ministeriale sulle iscrizioni ricorda anche che “l’obbligo di istruzione dopo il primo ciclo si assolve, di norma, con la frequenza dei primi due anni di un percorso di istruzione secondaria di secondo grado o di istruzione e formazione professionale nonchè mediante la stipula di un contratto di apprendistato”, possibilità, quest’ultima, definita nel corso del 2011.
Per quanto riguarda inoltre le iscrizioni online nelle scuole paritarie, il Miur fa presente che per tali istituzioni “la partecipazione al progetto iscrizioni on line è facoltativa”. Del resto una indagine di Viale Trastevere ha evidenziato di recente che le scuole private non sono particolarmente all’avanguardia nella comunicazione via web con le famiglie. Solo una su due, per fare un esempio, ha un proprio sito internet. In tutti gli altri casi le famiglie, attraverso il portale ministeriale ‘Scuola in chiaro’, potranno accedere al modulo per iscrivere i figli.
Finanziamenti alle scuole in base ai risultati
La disposizione è contenuta nel comma 149 (art. 1) della legge di stabilità. Non è chiaro a quali risultati si debba fare riferimento. Obbligatorio d’ora in poi rivolgersi alle convenzioni quadro della Consip. E ci saranno le “linee guida” per la costituzione di reti di scuole finalizzate alla gestione degli acquisti.
Le norme contenute in due commi (149 e 150) della legge di stabilità per il 2013 stanno passando sotto silenzio ma non per questo non incideranno sul funzionamento delle scuole.
Le disposizioni riguardano la materia dell’ acquisto di beni e servizi.
In concreto si stabilisce che d’ora innanzi anche le istituzioni scolastiche dovranno fare obbligatoriamente ricorso alle convenzioni quadro della Consip.
Il comma 149 prevede anzi che quanto prima il Miur dovrà emanare delle apposite “linee guida indirizzate alla razionalizzazione e al coordinamento degli acquisti di beni e servizi omogenei per natura merceologica tra più istituzioni”.
Sembra insomma di capire che per certi tipi di forniture le scuole dovranno istituire (e formalizzare) delle vere e proprie reti in modo da spuntare prezzi e condizioni più vantaggiose per tutti.
L’intento è certamente nobile e condivisibile, ma per esprimere un giudizio più preciso sugli effetti della norma è bene attendere le preannunciate “linee guida” (peraltro va osservato che la legge non fissa un termine entro il quale dovranno essere emanate).
Certamente bisognerà tenere conto della specificità del sistema scolastico e della tipologia di forniture di cui le scuole hanno bisogno e che sono assai diverse da scuola a scuola (nelle scuole dell’infanzia vanno per la maggiore pennarelli, colori a dita e cartoncini, materiali del tutto assenti alle superiori dove diventano prioritarie le forniture per i laboratori).
Senza considerare che spesso, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, risulta difficile prevedere nel dettaglio ogni acquisto fin dall’inizio dell’anno scolastico.
Il comma 149 contiene poi ancora una disposizione secondo cui, a decorrere dal 2014, “i risultati conseguiti dalle singole istituzioni sono presi in considerazione ai fini della distribuzione delle risorse per il funzionamento”.
La norma, per la verità, è piuttosto sibillina in quanto il testo non chiarisce a quali risultati si dovrà fare riferimento. Oltretutto le risorse per il funzionamento sono già ora ampiamente inadeguate e non si capisce davvero come possano ulteriormente riviste ed eventualmente ridotte.
Secondo il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 a partire da settembre 2014 molti studenti italiani dovranno studiare esclusivamente su eBook.
L’articolo 11 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (c.d. decreto Crescitalia 2.0) dice testualmente: “Il collegio dei docenti adotta per l’anno scolastico 2014/2015 e successivi, esclusivamente libri nella versione digitale a norma della legge 9 gennaio 2004, n. 4, o mista, costituita da: un testo in formato cartaceo e da contenuti digitali integrativi, oppure da una combinazione di contenuti digitali e digitali integrativi accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto. L’obbligo di cui al primo periodo riguarda le nuove adozioni a partire progressivamente dalle classi prima e quarta della scuola primaria, dalla prima classe della scuola secondaria di primo grado e dalla prima e dalla terza classe della scuola secondaria di secondo grado“.
Quindi secondo questo Decreto Legge a partire da settembre 2014 molti studenti italiani dovranno studiare esclusivamente su eBook.
A questo punto nasce spontanea una domanda: le strutture e gli impianti tecnologici (vedi la messa a norma degli impianti elettrici) delle nostre scuole potranno sostenere un cambiamento così radicale? Al momento si possono fare solo due osservazioni, la prima è quella che sarebbe necessario colmare nel breve periodo il digital divide della scuola italiana attraverso un oneroso quanto inevitabile investimento sulla banda larga, la seconda riguarda l’auspicabile avvio immediato di un tavolo di “concertazione” tra Miur e editori scolastici in modo da riscrivere di concerto le nuove regole e non ricorrere sempre ai soliti interventi emergenziali.
Afam, prova di accesso ai corsi classe di concorso A077
Lo scorso 21 dicembre il Miur ha emanato il decreto n. 372 della Direzione generale per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica, con il quale viene fissata al 28 gennaio prossimo la data (su tutto il territorio nazionale) per la prova d’accesso ai corsi di diploma accademico di secondo livello ad indirizzo didattico relativo alla classe di abilitazione A077 (strumento musicale).
Il D.M. n. 372/2012, che fissa al 28 gennaio la data per lo svolgimento della prova d’accesso ai corsi di diploma accademico di secondo livello ad indirizzo didattico relativo alla classe di abilitazione A077, fa seguito al decreto ministeriale n. 192 del 29 novembre 2012 che ripartisce, in relazione agli anni accademici 2012/2013 e 2013/2014, i posti per le immatricolazioni ai corsi di II livello ad indirizzo didattico della classe di abilitazione A077 in attuazione dell’art. 3, comma 3, del D.M. n. 249/2010. I posti fissati sono 1.128, suddivisi in ambito regionale, con riferimento alle sottoclassi di insegnamento e alle istituzioni interessate, secondo quanto indicato nella tabella allegata al suddetto decreto n. 192.
I posti indicati nella tabella allegata potranno essere rideterminati nell’a.a. 2013/2014 in relazione a quelli non utilizzati nel precedente anno accademico al fine di garantire il fabbisogno nazionale.
Successivamente, un altro D.M. della Direzione generale per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica (n. 206 del 17 dicembre) aggiunge, ad integrazione del decreto n. 192/2012, due posti di clarinetto (uno nel Conservatorio di musica di Avellino, l’altro in quello di Benevento). Quindi, per i due anni accademici 2012/2013 e 2013/2014 il numero totale dei posti sale a 1.130, distribuiti nei Conservatori di musica italiani che hanno attiva al proprio interno la Scuola di didattica della musica.
Le prove di accesso sono stabilite da ciascun Conservatorio, sulla base del decreto ministeriale n. 194 dell’11 novembre 2011 in cui si legge che “l’ammissione degli studenti ai corsi accademici di cui all’articolo 3, comma 3 del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, avviene previo superamento di apposita prova sulla base delle disposizioni di cui al presente decreto”.
Inoltre, nel D.M. n. 194/2011 si sottolinea che “i requisiti per l’accesso ai corsi (…) sono individuati nelle tabelle di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249”.
La prova d’accesso si prefigge di “verificare le conoscenze disciplinari preliminari indispensabili al perseguimento degli obiettivi formativi qualificanti del corso accademico e coerenti con gli insegnamenti previsti per il corso medesimo e con gli insegnamenti previsti dalle relative classi di concorso”.
La prova, predisposta da ciascuna istituzione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica prevede un test preliminare (costituito da 60 quesiti formulati – secondo quanto indicato nel suddetto D.M. n. 194/2011 – con quattro opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne deve individuare una soltanto). Sempre con riferimento a quanto riportato nel decreto del 11 novembre 2011, “venti quesiti sono volti a verificare le competenze in lingua italiana, anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi scritti, quaranta quesiti si riferiscono alla classe di abilitazione. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti. Il test ha la durata di due ore”.
Se superata la prova preliminare, il candidato affronta una o più prove pratiche (sempre predisposte da ciascuna istituzione Afam) ed eventualmente una prova orale.
Maggiori informazioni possono essere riscontrate sul sito del Cnafam (Coordinamento nazionale formazione artistica, musicale e coreutica): http://cnafam.weebly.com/
Iscrizioni 2013/2014: rischia il caos amministrativo?
Da più parti viene detto che la modalità unica e digitale delle iscrizioni dei ragazzi al prossimo anno scolastico potrà portare molte difficoltà e congestione nelle segreterie scolastiche
Bisogna ricordare che le iscrizioni degli studenti che si iscrivono per la prima volta alle scuole primarie, secondarie di I grado e di II grado, coinvolge all’incirca un milione e mezzo di famiglie, che dal 21 gennaio al 28 febbraio, attraverso l’applicativo on line “Scuola in chiaro” dovranno, con modalità esclusiva on line, iscrivere i propri figli nella scuola che ritengono più idonea alle proprie esigenze.
Questo è quanto è stato scritto nella circolare del MIUR AOODPPR 2322/RU/U del 20 dicembre 2012 a firma dott. Giovanni Biondi. Il problema di tali iscrizioni, oltre ad essere l’inaccessibilità di alcuni utenti alla rete internet, a tal proposito si sostiene che una famiglia su due non possiede, a casa propria, un collegamento internet, e senza ombra di dubbio il grave problema dell’illegittimo dimensionamento scolastico, che se dovesse essere rivisto dalle regioni, potrebbe sparigliare le carte e creare il caos amministrativo. Bisogna infatti ricordare che il dimensionamento scolastico, imposto dalla manovra economica 2011 dall’allora ministro Tremonti, quando a viale Trastevere sedeva la Gelmini, è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n.147 del giugno 2012 dalla Corte Costituzionale.
Adesso, a ridosso delle iscrizioni alle scuole, il caso delle scuole dimensionate, ma ancora da rivedere , per attuare concretamente la sentenza della Corte, minaccia di provocare un caos amministrativo.
Si potrebbe verificare che la scelta di una scuola fatta in questa fase, non trovi un’esatta corrispondenza con quello che si avrà a settembre, quando la sentenza n. 147 della Corte Costituzionale verrà applicata. Quindi le famiglie che oggi sono chiamate a scegliere tra dati istituti e dirigenti potrebbero trovarsi iscritti, all’inizio del prossimo anno scolastico, in altre scuole con altri dirigenti.
Intanto con la riapertura delle scuole il prossimo 7 gennaio, inizieranno i soliti “Open Day” dove le scuole offrono un servizio di orientamento volto a presentare e fare conoscere l’offerta formativa della scuola, al fine di ricavare il maggior numero di iscrizioni possibili, consigliamo le famiglie di informarsi se tale scuola è frutto del dimensionamento avvenuto l’anno scolastico appena passato e se così fosse, dovranno tenere conto della concreta possibilità di un ulteriore mutamento dovuto ad un contro-dimensionamento che potrebbe avvenire, per le ragioni che abbiamo appena spiegato, il prossimo anno scolastico.
Ultimo giorno di vacanza domani sabato per i quasi 9 milioni di studenti italiani. Lunedì tutti in classe, dopo un periodo di vacanze di due settimane (ma in qualche scuola le lezioni sono state sospese già dal 22 dicembre).
Il calendario prevede che per avere qualche altro giorno di interruzione delle lezioni gli studenti dovranno aspettare le vacanze di Pasqua. I primi a restare a casa saranno gli studenti dell’Umbria, dove le scuole chiuderanno il 25 marzo, seguiti, il 27, dagli studenti della Provincia di Trento. Per tutti gli altri l’ultimo giorno di lezione sarà il 28 marzo. Quasi ogni regione riaprirà le scuole il 2 aprile tranne la Campania dove la fine delle vacanze pasquali è fissata per il 1 aprile, l’Abruzzo e la Provincia di Trento, dove le scuole riapriranno il 3.
Studenti a casa, come ogni anno, anche il 25 aprile, anniversario della Liberazione, il 1° maggio Festa del Lavoro, il 2 giugno festa nazionale della Repubblica e per la festa del Santo patrono.
Ultima campanella dell’anno scolastico 2012-2013 tra il 6 e il 14 giugno. I primi ad andare in vacanza saranno gli studenti dell’Emilia Romagna, appunto il 6 giugno. A seguire, l’8, saranno quelli di Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Umbria e Veneto.
L’11 giugno toccherà quindi ai ragazzi della Basilicata e del Molise, mentre il giorno successivo l’ultima campanella suonerà nel Lazio, in Liguria, in Piemonte, in Sicilia e in Valle d’Aosta. Gli ultimi saranno gli studenti della Provincia di Bolzano, il 14 giugno.
Questo il calendario ufficiale, che non tiene conto però dei giorni di sospensione delle lezioni, almeno tre, necessari per consentire lo svolgimento delle operazione connesse alle prossime elezioni politiche e amministrative del 24-25 febbraio.
n. 4 del 5-1-2013
Definizione del procedimento per la realizzazione del nuovo svincolo
autostradale e stazione Santa Lucia di Piave «Autostrada A27
Mestre-Belluno». (12A13739)
(GU n.4 del 5-1-2013
Autorizzazione dell’attivita’ svolta in Italia dalla filiazione della
Wake Forest University, in Venezia, Casa Artom, Dorsoduro 699.
(12A13748)
Adeguamento dell’ammontare delle tasse e dei diritti marittimi ai
sensi dell’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 28
maggio 2009, n. 107. (12A13738)
Accertamento del periodo di irregolare funzionamento dell’area
servizi catastali dell’Ufficio provinciale di La Spezia. (13A00006)
servizi catastali dell’Ufficio Provinciale di Savona. (13A00007)
Disposizioni in materia di comunicazione politica e informazione
della concessionaria pubblica per le elezioni per il rinnovo della
Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, del Presidente
della Regione e del Consiglio regionale del Lazio, del Presidente
della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Lombardia e
del Presidente della Regione e del Consiglio regionale del Molise,
previste per i giorni 24 e 25 febbraio 2013. (Documento n. 15).
(13A00127)
Istituzione del Consolato onorario in Amburgo (Germania). (12A13744)
Limitazione delle funzioni del titolare dell’Ufficio consolare
onorario in Charleston (South Carolina, Stati Uniti d’America).
(12A13745)
Rettifica del decreto di limitazione delle funzioni consolari del
titolare dell’Ufficio consolare onorario in Merlo (Argentina).
(12A13746)
Soppressione del Vice Consolato onorario in Murcia e variazione della
circoscrizione territoriale del Vice Consolato onorario (Spagna).
(12A13747)
Rilascio dell’autorizzazione integrata per l’esercizio della centrale
termoelettica della Societa’ Tirreno Power S.p.A., in Vado Ligure e
Quiliano. (12A13742)
Adozione dei piani di previsione, prevenzione e lotta attiva contro
gli incendi boschivi ( piani AIB ), con periodo di validita’
2012-2016, delle Riserve Naturali Statali “Rio Bianco” e “Cucco”
presenti nel territorio della Regione autonoma Friuli Venezia-
Giulia. (12A13743)
Determinazione del rendimento medio ponderato annuo relativo
all’emissione dei Buoni poliennali del Tesoro decennali, emessi nel
2012. (13A00031)
dicembre 2012 (13A00032)
dicembre 2012 (13A00033)
dicembre 2012 (13A00034)
Comunicato relativo al decreto 18 dicembre 2012, del Ministero
dell’interno, recante: «Modifica al decreto 19 agosto 1996,
concernente l’approvazione della regola tecnica di prevenzione
incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di
intrattenimento e di pubblico spettacolo.». (Decreto pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 301 del 28 dicembre 2012).
(13A00063)