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Timestamp: 2020-08-05 05:44:50+00:00
Document Index: 13470332

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2729', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 54', 'art. 12', 'sentenza ', 'Cass. Sez. ']

Sentenza Cassazione Civile n. 12766 del 22/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12766 del 22/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 22/05/2017, (ud. 02/03/2017, dep.22/05/2017), n. 12766
sul ricorso 653-2016 proposto da:
V.F., V.R., F.A.,
CASSAZIONI, rappresentati e difesi dall’avvocato CESARE NAPOLI;
CENTRALE ATTIVITA’ FINANZIARIE SPA, in persona del procuratore, nella
sua qualità di procuratrice speciale di RUBIDIO S.P.V. SRL
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LAZZARO SPALLANZANI, 22/A,
presso lo studio dell’avvocato MARIO BUSSOLETTI, che la rappresenta
e difende unitamente all’avvocato CARLO ALBERTO GIOVANARDI;
ARES FINANCE S.R.L.;
avverso la sentenza n. 554/2015 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
partecipata del 02/03/2017 dal Consigliere Dott. ULIANA ARMANO.
V.F., F.A. e V.R. hanno proposto ricorso con due motivi avverso la sentenza della Corte di Appello di Salerno depositata il 2-9-2015, illustrati da successiva memoria.
Ha resistito con controricorso la Ares Finance s.r.l..
Il ricorso è soggetto alla disciplina dettata dagli artt. 360 bis, 375 e 380 bis c.p.c. ed è stato trattato in camera di consiglio.
Il relatore ha depositato una proposta di inammissibilità del ricorso.
1. Con il primo motivo di ricorso si denunzia violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5 per omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione fra le parti.
Il ricorrente censura la motivazione della Corte d’appello che ha ritenuto “inconsistente l’affermazione della titolarità di un residuo patrimonio immobiliare di tale consistenza da appagare le attuali pretese avversarie”.
Il ricorrente sul punto richiede una compiuta analisi dei fatti che è “stata omessa non può essere ritenuto assorbita perchè fondamentale”.
2. Con il secondo motivo denunzia violazione dell’art. 2729 c.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3.
Il ricorrente censura la sentenza perchè “si è limitata a una mera elencazione di fatti, omettendone travisandone altri, senza una valutazione critica seguita da deduzioni logiche che diano conto dei vari aspetti delle questioni sollevate”.
In realtà, pur facendo riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3 si richiede a questa Corte un riesame del merito della controversia con l’esame di tutte le risultanze istruttorie.
Si ricorda che la sentenza impugnata è stata pubblicata il 2-9-2015 e di conseguenza alla stessa si applica la nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
La riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione. Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014 La Corte pertanto rigetta il ricorso. Spese alla soccombenza.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 4.200,00 oltre Euro 200,00 per esborsi,accessori e spese generali.