Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/articolo_ragionato/fallimentare/162/R162*21
Timestamp: 2020-08-14 10:59:57+00:00
Document Index: 51086878

Matched Legal Cases: ['art. 163', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 162', 'art. 163', 'art. 173', 'art. 163', 'art. 162', 'art. 160', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 161', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 163']

Sindacato del tribunale sulla fattibilità
Concordato preventivo – Omologazione – Valutazione del tribunale – Soddisfacimento dei creditori – Comparazione tra il piano di concordato presentato dal debitore e qualsiasi altra ipotetica modalità di soluzione della crisi – Esclusione – Eventualità del fallimento come elemento di comparazione
Il tribunale non è quindi chiamato ad omologare soltanto quel piano che assicuri in astratto la più alta percentuale di soddisfacimento dei creditori, poiché il giudizio di omologazione non ha soltanto tale obiettivo, ma deve anche assicurare, almeno in prospettiva, un effettivo superamento della situazione di crisi del debitore, nonché la fattibilità del piano nel suo insieme.
Neppure è corretto, come sempre preteso dall'opponente, effettuare in sede di omologa del piano una comparazione tra il piano di concordato concretamente presentato dal debitore e qualsiasi altra ipotetica o astratta modalità di soluzione negoziata della crisi (magari aggiungendo o sottraendo alcune poste di attivo patrimoniale, come arbitrariamente preteso dall'opponente), poiché i parametri (alternativi) di riferimento ai quali ancorare la valutazione in esame sono rappresentati dal fallimento del proponente ovvero dalla concreta fattibilità di altri piani concorrenti ex art. 163-bis L.F., nel caso in esame non presentati.
Oltre a ciò, va ricordato che spetta unicamente al debitore la formulazione della proposta di concordato e dunque l'individuazione del contenuto e delle modalità del piano concordatario, laddove i creditori sono liberi di approvare o meno tale proposta, in base ad una loro individuale valutazione di convenienza, mentre al tribunale è sottratto ogni sindacato sul merito della scelta imprenditoriale attraverso cui il debitore intende soddisfare le pretese creditorie in armonia con le esigenze di continuità aziendale, fatta sempre salva la dimostrazione che il piano predisposto sia ispirato da volontà fraudolenta delle ragioni dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 22 Ottobre 2019. Segue...
Concordato preventivo - Valutazione di fattibilità del piano - Rilevanza del fattore tempo - Consenso informato - Necessità che la proposta esponga i tempi di esecuzione come altamente probabili
La valutazione della fattibilità del piano di concordato preventivo non può prescindere dal fattore tempo che ne costituisce un presupposto logico giuridico essenziale; pertanto, allo scopo di garantire al creditore la possibilità di prestare un consenso informato, è necessario che la proposta al ceto chirografario possa effettivamente esporre i tempi di esecuzione non già come possibili ma, se non proprio certi, come altamente probabili, valutazione, questa, che il tribunale potrà compiere sulla base della relazione del commissario giudiziale prevista dall’articolo 172 legge fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 22 Settembre 2016. Segue...
Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento - Mancata omologazione di concordato preventivo per difetto di causa - Dichiarazione di fallimento
Non vi è dubbio che il tema dell'effettivo valore dei beni ceduti alla massa dei creditori con lo scopo di realizzare la causa del concordato preventivo inerisca la cd. Fattibilità economica del piano ed in quanto tale sia devoluto alle valutazioni che la massa dei creditori esprime con il voto, favorevole o sfavorevole, alla proposta. Tuttavia, qualora il commissario abbia l'evidenza di una sopravvalutazione dei beni di entità significativa e comunque tale da determinare una prognosi di impossibilità di soddisfacimento anche in misura minima dei creditori chirografari, il tribunale non può che prendere atto della mancanza dei presupposti per l'ammissione della debitrice alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 30 Ottobre 2015. Segue...
Concordato preventivo – Valutazione della proposta – Fattibilità giuridica e fattibilità economica – Significato – Attribuzione
La fattibilità della proposta di concordato non afferisce alla convenienza, ma alla probabilità basilare del suo adempimento.
Avendo tolto all’ufficio la valutazione di meritevolezza e di convenienza, il legislatore ha scelto di lasciare al giudice un controllo sulla fattibilità della definizione dell’insolvenza proposta dal debitore, che potrà essere in sé più o meno conveniente, come giudicheranno i creditori in piena coerenza con la fisionomia negoziale dell’operazione concordataria, ma che comunque non deve andare avanti se non è concretamente fattibile.
Tenere nelle mani del Tribunale la valutazione della fattibilità economica non significa introdurre una surrettizia valutazione di convenienza, di cui restano padroni i creditori, ma significa salvaguardare lo scopo essenziale della procedura. In assenza di una seria prospettiva di adempimento del concordato, la crisi d’impresa non viene definita, ma soltanto procrastinata e questo non si può ammettere. E per questa ragione il giudice, privato del ruolo di garante della convenienza, deve restare garante della fattibilità, intesa come nucleo essenziale della prognosi di adempimento. (Carlo Di Nanni) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Ottobre 2015. Segue...
Nel giudizio di omologazione, in assenza di opposizione “qualificata” dei creditori ex art. 180 quarto comma l. fall. va escluso il sindacato del Tribunale in merito alla questione se la procedura concordataria consenta tempi di liquidazione più solleciti di quelli di una procedura fallimentare, attenendo detta questione al giudizio di convenienza del concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Ottobre 2015. Segue...
È irrealizzabile e, quindi, non fattibile, la proposta di concordato preventivo di una società a responsabilità limitata che si fondi anche sulla finanza esterna fornita dai soci mediante vincolo di destinazione dei propri beni qualora il creditore particolare dei soci abbia manifestato l'intenzione di proporre azione revocatoria dell'atto istitutivo del vincolo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015. Segue...
Qualora, sulla base di un accertamento tecnico eseguito da un consulente tecnico d'ufficio nominato dal giudice delegato, sia possibile esprimere una prognosi di impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari, il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla cosiddetta fattibilità giuridica del concordato e, come tale, rientra nella sfera di cognizione del tribunale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015. Segue...
Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità giuridica - Criterio di valutazione delle poste attive o passive
La questione se la valutazione economica di poste attive o passive debba avvenire secondo determinati criteri economico-giuridici non può, di per sé sola, concretare la violazione di norme imperative che assumono rilievo ai fini del giudizio di fattibilità giuridica del piano concordatario, in quanto si tratta di mere valutazioni del proponente che restano al di fuori del perimetro valutativo riservato al tribunale circoscritto alla verifica della contrarietà a norme imperative delle modalità di attuazione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Catania, 20 Aprile 2015. Segue...
Concordato preventivo - Finanzia esterna - Mancanza di un impegno dei finanziatori - Fattibilità - Esclusione
Non supera il vaglio di fattibilità demandato al tribunale la proposta di concordato preventivo che si fondi essenzialmente sul rapporto di finanzia esterna in ordine alla quale i finanziatori non abbiano assunto alcun impegno. (Nel caso di specie, l'afflusso di finanzia esterna avrebbe dovuto avvenire mediante sottoscrizione di un aumento di capitale, deliberato dalla società debitrice ma non ancora sottoscritto dai soci). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 15 Aprile 2015. Segue...
Concordato preventivo - Previsione di pagamento dei creditori mediante obbligazione con scadenza a 15 anni - Inaffidabilità di previsione e attestazione circa il valore dei titoli e la concreta possibilità di adempimento
La previsione di pagamento dei creditori mediante obbligazioni con scadenza fino a 15 anni dall'emissione rende oggettivamente impossibile e comunque non ragionevolmente affidabile ogni previsione e correlata attestazione circa il valore dei titoli e la concreta possibilità dell'emittente di rimborsarle alla scadenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 11 Febbraio 2015. Segue...
Concordato preventivo - Soddisfacimento dei creditori privilegiati ipotecari - Prestazione in luogo dell'adempimento - Inammissibilità
In linea di principio, non v’è dubbio che il tema dell’effettivo valore dei beni ceduti alla massa dei creditori con lo scopo di realizzare la causa del concordato preventivo (la soluzione/gestione della crisi attraverso il soddisfacimento di tutti i creditori in un lasso di tempo ragionevolmente breve) inerisca alla cd. fattibilità economica del piano e sia, quindi, devoluto alle valutazioni che la massa dei creditori esprime con il voto, favorevole o sfavorevole, alla proposta (Cass., Sezioni Unite, n. 1521/13). Tuttavia qualora il commissario abbia l’evidenza di una sopravvalutazione dei beni di entità significativa, e comunque tale da determinare una prognosi di certa impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari, e sia in grado di dimostrarla previo ricorso all’accertamento tecnico eseguito da un c.t.u. di cui abbia chiesto ed ottenuto la nomina da parte del giudice delegato, il tribunale, verificato che gli accertamenti degli organi della procedura non si prestino a rilievi di incoerenza (e per fare vanno considerate anche le eventuali deduzioni e contestazioni del debitore), non può che prendere atto del fatto che, in questa ipotesi, il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla cd. fattibilità giuridica del concordato e, come tale, rientra nella sua sfera di cognizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 09 Ottobre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Previsione di minor realizzo dell'attivo sulla base della relazione del commissario giudiziale - Previsione di incapienza per i creditori chirografari - Svuotamento della c.d. causa concreta del concordato
La previsione di minor realizzo dell'attivo effettuata sulla base della relazione del commissario giudiziale e tale da prevedere, con agevole prognosi ex ante, la totale incapienza del ceto chirografario comporta lo svuotamento della c.d. causa concreta del concordato preventivo, consistente nell'idoneità del piano a consentire da un lato la regolazione dello stato di crisi dell'imprenditore e dall'altro il soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20 Maggio 2014. Segue...
Concordato preventivo in continuità aziendale – Affitto d’azienda di imminente scadenza ed inalienabilità dell’ “accreditamento regionale” della struttura sanitaria proponente: Irrealizzabilità della causa concreta e declaratoria di inammissibilità – Conseguente rigetto dell’omologa.
Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Potere di controllo d'ufficio del tribunale sulla fattibilità - Istanza di parte - Necessità - Conseguenze.
I reati fallimentari nulla hanno in comune con il giudizio di fattibilità, il quale non incide su fattispecie di rilevanza penale ormai compiute e riguardo alle quali, stante la obbligatorietà dell’azione penale e la funzione svolta dal P.M. nell’ambito del concordato preventivo, nessuno può recedere: né l’Ufficio, né l’abdicazione alla proposta. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 30 Luglio 2012. Segue...
Concordato preventivo - Poteri del tribunale - Valutazione della convenienza della proposta - Esclusione - Valutazione della persistenza delle condizioni di ammissibilità della procedura e della fattibilità del piano - Sussistenza - Esercizio ex officio di detti poteri in sede di omologa.
Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutarne la fattibilità - Distinzione tra proposta e piano - Conseguenze.
Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Esclusione.
Concordato preventivo – Concordato preventivo con cessione dei beni – Radicale e manifesta inadeguatezza del piano concordatario – Proposta priva di causa – Inammissibilità.
E' inammissibile, per vizio genetico rilevabile ex officio senza necessità di attendere le verifiche del commissario giudiziale, la proposta concordataria con finalità esclusivamente liquidatorie che appaia ictu oculi priva di causa giustificatrice data la radicale e manifesta inadeguatezza del piano in essa contenuto. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 17 Novembre 2011. Segue...
Il controllo del tribunale in sede di ammissibilità della proposta di concordato, se da una parte non può limitarsi ad un mero controllo formale della documentazione allegata, dall'altra non può certo invadere la competenza del controllo effettuato dal professionista attestatore e dal commissario giudiziale, avente ad oggetto i controlli tecnici sulla veridicità della proposta e sulla fattibilità del piano. Il controllo del tribunale deve essere svolto in ossequio alla ratio legis sottesa all'istituto del concordato preventivo, la quale ha come scopo la regolazione negoziale delle difficoltà economiche e finanziarie dell'impresa nonché l'esaltazione della dimensione pattizia dell'istituto, con riduzione dello spazio di intervento dell'autorità giudiziaria, alla quale resta tuttavia affidata una essenziale funzione di garanzia volta ad assicurare un controllo di legalità sul procedimento di formazione del consenso dei creditori e sulla corretta formazione delle classi. In considerazione di questi principi, si ritiene che il controllo del tribunale debba essere letto alla luce degli interessi pubblici sottesi a tutte le procedure fallimentari, consistenti nella tutela di una libera iniziativa economica privata che non sia contrasto con l'utilità sociale. Il controllo del tribunale deve, pertanto, consistere in una valutazione di legittimità intesa a verificare che la proposta ed il relativo piano, nonché i documenti allegati, siano funzionali al raggiungimento di un interesse meritevole di tutela ovvero alla definizione della situazione di crisi in cui versa l'impresa tramite la stipulazione di un accordo con i creditori, accordo che, per svolgere la suddetta funzione, deve essere sufficientemente completo per poter essere sottoposto al vaglio tecnico del commissario giudiziale e quindi al “consenso informato” da parte dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone, 26 Ottobre 2011. Segue...
Concordato preventivo – Fase preliminare di ammissibilità alla procedura – Giudizio del Tribunale – Natura – Giudizio di fattibilità dell’esperto – Contenuto.
In sede di giudizio di ammissibilità alla procedura di concordato preventivo, il Tribunale non ha alcun potere di addivenire ad una valutazione nel merito dell’adeguatezza e della convenienza dello stesso per i creditori, laddove il giudizio di fattibilità del piano effettuato dall’esperto appaia idoneo - sotto il profilo della logicità, coerenza, completezza e congruenza - ad assicurare una corretta informazione dei creditori e non riproduca in maniera generica e acritica le previsioni del piano di ristrutturazione, ma operi un vaglio sotto il profilo tanto fattuale che logico. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 10 Maggio 2011. Segue...
Concordato preventivo - Giudizio di ammissibilità - Fattibilità del piano attestata dal professionista a idoneità sotto il profilo della logicità, coerenza completezza e congruenza - Potere del tribunale di valutazione nel merito del piano - Esclusione.
Il giudizio di ammissibilità del concordato preventivo va effettuato in relazione alla fattibilità del piano di ristrutturazione dei debiti prospettato dalla società ricorrente, non avendo il tribunale alcun potere di addivenire ad una valutazione nel merito dell'adeguatezza e della convenienza dello stesso per i creditori, ove il giudizio di fattibilità del piano effettuato dall'esperto appaia idoneo - sotto il profilo della logicità, coerenza, completezza e congruenza - ad assicurare una corretta informazione dei creditori, non riproducendo in maniera generica e acritica le previsioni del piano di ristrutturazione, ma vagliandole sotto il profilo fattuale e logico. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 09 Maggio 2011. Segue...
Concordato preventivo - Ammissione - Potere di verifica del tribunale - Controllo sulla regolarità della documentazione - Adeguatezza della relazione del professionista a fornire elementi di valutazione per i creditori - Necessità coerenza logico argomentativa della relazione - Funzione di veicolo del consenso - Tribunale quale garante di corretto interscambio delle informazioni.
Nel procedimento di concordato preventivo, oggetto del controllo del tribunale in sede di ammissione alla procedura non è la convenienza della proposta, né la fattibilità del piano, bensì la legittimità sostanziale della proposta, intendendosi con tale locuzione l'accertamento della presenza non nominale, ma concreta, dei presupposti sostanziali (si pensi allo stato di crisi) e documentali per l'ammissione alla procedura. Tale controllo, quindi, non può fermarsi alla mera constatazione della presenza della documentazione di legge, ma può spingersi a verificare la completezza e la regolarità della medesima. Ciò si traduce, con particolare riferimento all'attestazione, nel riscontro della sussistenza degli elementi necessari a far sì che la relazione del professionista assolva alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori. Questo controllo, quindi, se non potrà attingere al profilo del merito della valutazione del professionista, ben potrà invece verificare la coerenza e la competenza logico-argomentativa del discorso asseverativo dell’attestatore, valutando se detto discorso risulti immune da carenze e/o vizi logici tali da pregiudicare elementi rilevanti ai fini sopra indicati. Tale verifica assolve allo scopo di accertare che la proposta concordataria abbia la stabilità e la coerenza necessarie per veicolare sulla stessa il consenso consapevole ed informato del ceto creditorio e risulta del tutto coerente con il ruolo che la nuova procedura concordataria assegna al tribunale: quello di garante di un corretto interscambio delle informazioni necessarie ad eliminare eventuali asimmetrie informative ed a consentire ai creditori - tramite il voto in adunanza - di esprimere con pienezza di informazioni quella valutazione di convenienza che di fatto ad essi solo è rimessa e che il tribunale può operare unicamente nella residuale ipotesi del cram down. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30 Settembre 2010. Segue...
Concordato preventivo - Ammissione - Potere del tribunale di valutazione nel merito della proposta - Limiti - Esame critico della documentazione - Ammissibilità.
In sede di ammissione al concordato preventivo, il tribunale non ha facoltà di valutare in profondità il merito del piano e la sua fattibilità in termini generali e ciò in quanto il giudice, di regola, è parzialmente privo delle cognizioni tecniche necessarie e perché la fase di ammissione, estremamente celere, non consente l'inserimento di fasi incidentali, quali le perizie di indagine o ricostruttive. Questo, tuttavia, non significa che il tribunale, al fine di consentire la legittima formazione del consenso dei creditori, non possa eseguire un controllo in ordine alla sussistenza dei presupposti per la domanda di concordato, accertando la completezza ed esaustività della documentazione e riscontrando negativamente un piano immotivato, apodittico, incomprensibile od incoerente, chiedendone eventualmente l'integrazione e, in caso di omissione, decretandone l'inammissibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010. Segue...
Concordato preventivo - Requisito della fattibilità del piano - Valutazione del tribunale - Necessità - Sussistenza.
E' inammissibile la proposta di concordato preventivo accompagnata da un piano che nella valutazione del tribunale non presenti il requisito di fattibilità. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 22 Luglio 2010. Segue...
Concordato preventivo - Risanamento - Realizzazione del piano in un arco temporale molto lungo - Realizzazione condizionata al verificarsi di eventi non conoscibili - Fattibilità - Esclusione.
Non è fattibile un piano di risanamento che preveda un arco temporale lunghissimo e sia condizionato dal verificarsi di plurimi accadimenti e da possibili fatti nuovi sopravvenienti ignoti e/o inconoscibili. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 22 Luglio 2010. Segue...
Concordato preventivo – Poteri di controllo del tribunale – Controllo della fattibilità del piano – Sussistenza. (15/06/2010)
Concordato preventivo – Poteri del Tribunale nella fase di ammissione – Natura e contenuto.
Non è condivisibile l’assunto secondo cui la sfera di indagine del Tribunale, nella fase di ammissione alla procedura di concordato preventivo, sarebbe limitata alla sola verifica della correttezza formale e documentale della proposta, dovendo tale organo verificare se sussistano i presupposti di ammissibilità alla procedura, come si desume dal contenuto dell’art. 162 legge fall., dalla modifica operata al primo comma dell’art. 163 legge fall. nonché dalla norma di chiusura di cui all’art. 173 legge fall., esercitando, a tal fine, un sindacato non meno ampio di quello consentito in sede di omologazione ma solo più sommario. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 01 Giugno 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Fattibilità del piano – Natura del controllo esercitato dal Tribunale – Oggetto.
Il controllo di fattibilità del piano non può travalicare i limiti connessi ai definitivamente espunti giudizi di convenienza e/o meritevolezza imprenditoriale ma deve avere ad oggetto la completezza e la trasparenza di tutti i dati che formano oggetto della proposta concordataria e che non possono essere limitati ai soli elementi contabili. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 01 Giugno 2009, n. 0. Segue...
Nell’ambito della procedura di concordato preventivo, il Tribunale deve verificare in limine e nei limiti della sommarietà della fase ma con poteri non meno ampi di quelli spettanti in sede di omologazione, la completezza e la regolarità della documentazione quale strumento informativo capace di assicurare stabilità e coerenza alla proposta concordataria e di veicolare sulla stessa il consenso consapevole del ceto creditorio, nonché la veridicità e la fattibilità del piano, operata secondo criteri e metodologie di valutazione comunemente censite dalla scienza aziendale per il governo delle crisi di impresa, il cui erroneo e/o incompleto utilizzo comporta la inammissibilità della proposta. (mb) Tribunale Bologna, 17 Febbraio 2009, n. 0. Segue...
Concordato preventivo – Controllo del tribunale – Verifica della sussistenza dei presupposti – Sussistenza.
Anche a seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 169/07, nel concordato preventivo, il controllo del Tribunale, pur non essendo un controllo di merito e/o di meritevolezza, non é comunque più circoscritto nei limiti della verifica della "completezza e regolarità della documentazione" prodotta, come prima disposto dall'art. 163, 1 comma, legge fall., ma é esteso alla verifica della sussistenza dei "presupposti" di cui agli artt. 160, commi 1 e 2 e 161 legge fall., come disposto dal novellato art. 162 (applicabile alle domande di concordato proposte dopo l’1 gennaio 2008). Al Tribunale spetta oltre che un controllo di stretta legittimità, anche un controllo in ordine al presupposto di ammissibilità della "fattibilità" del piano di concordato proposto, inteso come concreta idoneità della proposta concordataria a realizzare le varie ipotesi dell'art. 160 l.f. attraverso strumenti astrattamente idonei e giuridicamente leciti. Tribunale Udine, 19 Novembre 2008. Segue...
Concordato preventivo – Giudizio di ammissibilità – Oggetto del controllo del tribunale – Rispondenza dei dati attestati dal professionista – Informazione sulla situazione economica – Sufficienza dei mezzi offerti – Necessità.
Nel regime cd. intermedio, in sede di verifica delle condizioni di ammissibilità del concordato preventivo, il tribunale, sia pure nell’ambito di una funzione di garanzia, deve orientarsi al controllo della regolarità formale della proposta ed alla verifica della completezza della documentazione di supporto. Sotto il primo profilo, il controllo verte sull’accertamento della rispondenza con tutti gli elementi acquisiti dei dati considerati ed attestati da professionista qualificato; sotto il secondo profilo, il controllo deve tendere ad accertare che risulti fornita un’adeguata informazione sulla situazione economica con indicazione analitica della sufficienza dei mezzi offerti rispetto agli obiettivi perseguiti. Con riferimento alla relazione, il tribunale, pur senza sovrapporre il proprio giudizio a quello del professionista, alla cui responsabilità è affidata l’attestazione di veridicità e di fattibilità, deve pur sempre procedere alla verifica della serietà dei criteri adottati per esprimere le attestazioni di sua competenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 02 Settembre 2008. Segue...
Rigetto della proposta di concordato – Mezzi di gravame – Esclusione – Impugnazione della sentenza di fallimento – Motivi attinenti all’ammissibilità del concordato – Ammissibilità.
Anche nel cd. regime intermedio che precede il d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, con il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento si possono far valere motivi attinenti alla ammissibilità della proposta di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 02 Settembre 2008. Segue...
Concordato preventivo – Poteri del tribunale – Giudizio di fattibilità del piano – Sussistenza – Analiticità della relazione del professionista – Indicazione delle verifiche svolte e delle motivazioni a sostegno della fattibilità del piano – Necessità.
Nel procedimento per concordato preventivo, ancor più dopo le modifiche apportate dal cd. decreto correttivo n. 169/2007, è possibile sostenere che al tribunale competa di esprimere un giudizio di merito sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano e che tale giudizio non potrà che essere negativo qualora la relazione redatta dal professionista ai sensi dell’art. 161 legge fall. non si presenti come analitica e completa e non sia sostenuta dall’indicazione specifica delle attività compiute, dei relativi dati e delle motivazioni che devono sorreggere il giudizio di fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Giugno 2008. Segue...
Concordato preventivo – Modifiche introdotte dal cd. decreto correttivo – Poteri di controllo del tribunale in ordine alla veridicità dei dati esposti ed alla fattibilità del piano – Sussistenza.
Nella fase di ammissione del concordato preventivo, al tribunale fallimentare compete un controllo di merito sulla veridicità dei dati esposti e sulla fattibilità del piano. L’esistenza di tale controllo è stata vieppiù confermata dalle modifiche apportate dal d. lgs. n. 169/2007 posto che i) all’art. 162 legge fall. è prescritto che il tribunale, decidendo in sede di ammissione, deve verificare i presupposti previsti dall’art. 161, tra i quali la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano; ii) nell’art. 163 è stato abrogato l’inciso «verificata la completezza e la regolarità della documentazione», cui la dottrina e la giurisprudenza contrarie riconducevano, sul piano letterale, la volontà normativa di restringere il campo d’indagine del tribunale alla sola correttezza formale e documentale della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2008. Segue...