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Timestamp: 2018-05-23 03:22:30+00:00
Document Index: 45124641

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 157', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 157', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 157', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Disabili e stalli blu – Infodisabili
gaetano on 9 giugno 2011 at 10:46
Aleego sentenza della Cassazione la quale nel merito distingue la sosta di un veicolo da un parcheggio. Notate bene il parcheggio a pagamento deve essere posto fuori dalla careggiata.Molti comuni,abusando del loro potere, obbligano i cittadini a pafare tutto anche l’aria fritta.
Cass. civ. Sez. II, 02-09-2008, n. 22036
Il Giudice di pace di Caserta con sentenza del 29 settembre 2003, in accoglimento dell’opposizione proposta l’1 luglio 2003 da B. A. avverso il verbale n. (OMISSIS) di accertamento della violazione dell’art. 157 C.d.S., comma 6 ed 8, per avere il B. sostato il 14 gennaio 2003 in area del Comune di Caserta destinata a parcheggio a pagamento senza esporre il prescritto grattino, annullò il verbale e condannò il Comune al pagamento delle spese processuali.
Premesso che l’art. 157 C.d.S., comma 6, fa preciso riferimento ai luoghi in cui la sosta è limitata nel tempo e non all’ipotesi di parcheggio a pagamento, dove la sosta dei veicoli è consentita per un tempo piuttosto lungo in zona appositamente riservata, osservò il giudice che “nessuna norma prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa per effetto del mancato pagamento del parcheggio a pagamento” e che il conducente del veicolo parcheggiato è tenuto unicamente al versamento della somma dovuta per il tempo della sosta.
Il Comune di Caserta è ricorso con un motivo per la cassazione della sentenza e l’intimato B. non ha resistito.
Con l’unico motivo, il ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 2785, artt. 7 e 157, (Nuovo codice della strada), avendo escluso la sanzionabilità in via amministrativa della sosta in aree di parcheggio a pagamento senza il versamento del corrispettivo, nonostante che il parcheggio a pagamento costituisca una forma di sosta dei veicoli a tempo limitato e la stessa risulti vietata superato il limite di tempo consentito dal pagamento effettuato. Il motivo è fondato.
Il d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, definisce “sosta” la sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente (art. 157, comma 1, lett. c), e “parcheggio” l’area o infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta regolamentata o non dei veicoli (art. 3, comma 1, n. 34).
Il “parcheggio e la sosta dei veicoli”, che il sindaco può “vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma” (cfr.: art. 7, comma 1, lett. a), e art. 6, comma 4, d.lgs. cit.), si distinguono conseguentemente tra loro soltanto per l’elemento topografico della sosta dei veicoli, che, nel primo caso, avviene in un’area esterna alla carreggiata, specificamente a ciò adibita, e, nel secondo, in aree poste all’interno della carreggiata, e non anche per la durata della loro protrazione nel tempo.
La sosta in un parcheggio, al pari di quella all’esterno di esso, rientra, dunque, nella previsione del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 157, comma 6, il quale stabilisce che “Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione”, e, laddove il sindaco si sia avvalso del potere di stabilire, previa deliberazione della giunta, “aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe …”, la stessa non si sottrae all’operatività della sanzione amministrativa pecuniaria nei casi di sosta protrattasi in violazione dei limiti o della regolamentazione al cui rispetto essa era subordinata (art. 7, comma 1, lett. f), e comma 15, u.p.).
Nessun fondamento ha, pertanto, l’affermazione della sentenza che il parcheggio a pagamento, essendo la sosta dei veicoli consentita per un periodo piuttosto lungo dietro il versamento di una somma oraria determinata, non integra una fattispecie di sosta a tempo limitato, atteso che il versamento del corrispettivo e la durata della sosta non incidono sulla assimilazione del parcheggio alla sosta, quanto all’individuazione in esso di una sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, ed al divieto di protrarre entrambi oltre il periodo di tempo consentito dal pagamento del corrispettivo e sull’equipollenza all’omesso pagamento della mancata esposizione del dispositivo di controllo della durata della sosta.
Alla fondatezza del motivo seguono l’accoglimento del ricorso e la cassazione della sentenza impugnata con rinvio, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Giudice di pace di Caserta in persona di altro magistrato.
Accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio, anche per le spese, al Giudice di pace di Caserta in persona di altro magistrato.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 28 maggio 2008.
Depositato in Cancelleria il 2 settembre 2008
Amministratore Giuseppe on 9 giugno 2011 at 14:50