Source: http://www.pavonerisorse.it/riforma/valutazione/parere_cnpi.htm
Timestamp: 2019-01-22 17:37:09+00:00
Document Index: 28707026

Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art 3', 'art 2', 'art 2']

Valutazione: parere del Cnpi e delibera del collegio
Valutazione: il parere del CNPI e la delibera di un collegio
Il CNPI ha bacchettato, pur nelle forme dovute, il MIUR anche sulla bozza di Regolamento sulla valutazione che doveva esaminare. In sintesi il CNPI:
1. “Prende atto” della situazione, ma non vuole che si ritardi ulteriormente per evitare problemi alle famiglie
2. Richiede coerenza con “la normativa sulla autonomia organizzativa e didattica riconosciuta alle istituzioni scolastiche dall’art. 21 della legge n. 59/1997
e dalle norme attuative declinate dal D.P.R. n. 275/1999.” E sottolinea che è in gioco oltre alla autonomia, la libertà di insegnamento dei docenti
3. Richiama alla coerenza con la normativa già vigente e alla necessità di offrire “il quadro di riferimento normativo il più possibilmente chiaro, esaustivo e comprensibile da tutti,
quale condizione imprescindibile a garantire la piena legittimità dei comportamenti e ad evitare conflitti interprofessionali e contenziosi con le diverse componenti.”
4. Sottolinea il pericolo di esaurire nella valutazione degli apprendimenti quel processo e quel compito complesso che è la valutazione formativa
“La valutazione ha assunto nel tempo un processo più ampio legato allo sviluppo formativo, cognitivo, sociale ed affettivo del bambino in una dimensione globale che comprende aspetti legati alla complessa personalità umana nei percorsi di apprendimento. La preoccupazione del Cnpi, pur nella condivisione delle finalità di principio riportate nei vari commi dell’art. 1 del regolamento, è legata al possibile rischio di ricadere nei limiti di un modello di valutazione meramente numerica … che, di fatto, potrebbe facilmente indurre all'eccessiva semplificazione delle strategie valutative.”
5. In merito alle certificazione delle competenze sottolinea la necessità di tener conto del Quadro europeo e del dibattito approfondito avvenuto in Europa,
esprimendo dubbi sulla possibilità di procedere alla valutazione delle stesse con numeri.
“In relazione alla certificazione delle competenze, si pongono due difficoltà: la prima, di carattere generale, perché in tutti i documenti dell’Ue, è espressa con articolati descrittori di livello; la seconda deriva dalla coesistenza della valutazione in decimi e la possibilità di articolarla in livelli, con il rischio che prevalga l’ovvia e meccanica corrispondenza tra “voto e livello”.”
6. Esprime dubbi anche sul “suggerimento” di estendere oltre la valutazione periodica e finale l’uso dei voti, cosa non prevista dalla legge stessa e vista la necessità di tenere
“ben presente la distinzione tra momenti di verifica e azione valutativa “
“In riferimento all’adozione delle nuove espressioni della valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni con voto in decimi, gli insegnanti adotteranno nella pratica quotidiana, gli strumenti che riterranno più consoni, secondo criteri di coerenza e trasparenza, tenendo ben presente la distinzione tra momenti di verifica e azione valutativa"
7 .Vista la insistenza della bozza sulla collegialità si chiede come possa il maestro unico (come dice il Ministro nda) o prevalente (come dice il Presidente del Consiglio nda)
essere in situazione di collegialità
8. In relazione alla scuola media “richiama con forza le competenze del collegio dei docenti in tema di autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo anche riguardo
alla valutazione. Conseguentemente, fatto salvo quanto previsto dall’art. 3 della legge n. 169/2008, circa l’utilizzo dei voti numerici espressi in decimi nella valutazione periodica
e finale, il collegio dei docenti deve essere messo in condizione di scegliere e sperimentare, con libertà professionale, se limitatamente alla pratica quotidiana, utilizzare il voto
in coerenza con quanto sopra evidenziato ovvero nell’esercizio della sua sovranità in materia metodologica e didattica, ricorrere ad ulteriori strumenti e metodologie
al fine di rendere più trasparenti ed espliciti le ragioni valutative.”
Alcuni giorni prima il collegio dei docenti della SMS Bobbio di Torino, con le stesse motivazioni, (alle quali rimandiamo) e sottolineando la necessità:
di non ridurre il lavoro formativo solo all’apprendimento
di non ridurre la valutazione, necessariamente anche formativa, a pura misurazione degli apprendimenti, a pura questione sommativa, in Consigli di classe fatti con la calcolatrice o con voti modificati collegialmente
al contempo di fornire un quadro piu’ chiaro a C. di Classe e famiglie, anche per evitare derive pericolose
aveva deliberato, dopo intenso dibattito, il seguente quadro, da attualizzare attraverso indicazioni per i C. di classe di fine quadrimestre. In vista di una sperimentazione si spera piu’ organizzata, pur in una materia complessa e discussa, alcuni punti fermi si rendono necessari, per evitare che la prassi valutativa prenda derive in molti sensi pericolose e già in atto e che la valutazione formativa sparisca. Citiamo dal cap 5 del POF
“In relazione alla recente normativa
Il Collegio, dopo approfondita discussione,
1. Presa conoscenza della recente normativa relativa alla valutazione (DL 137, legge169/08, CM 100/08)
2. Ricordando che la normativa vigente affida alla scuola secondaria di I grado compiti di preparazione didattica, ma insieme e nel quadro di compiti formativi, in collaborazione con le famiglie e gli altri agenti formativi. Compiti che ci affidano anche i genitori (vedi risultati del monitoraggio genitori) e cui riteniamo di dover rispondere.
3. Preso atto che la CM 100 ribadisce la “valenza formativa di ogni valutazione scolastica”
E che l’art. 2 legge 169 richiede che la valutazione del comportamento “scaturisca da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente”
4. Anche in attesa del Regolamento previsto dalla legge (art 3 comma ultimo) e del DM previsto dall’ultimo comma dell’art 2
5. Esprimendo la sua preoccupazione per una possibile interpretazione sommativa, parziale e semplificata delle modalità di valutazione proposte dalla normativa stessa, in quanto non rispondente alla normativa attuale e a quella tuttora in vigore né al lavoro che la scuola sta svolgendo per rispondere ai compiti di cui al punto 2
6. Nel pieno rispetto della normativa attuale, di quella tuttora in vigore e delle deliberazioni del Collegio in materia di valutazione (“Permane altresì quanto previsto dai regolamenti interni e dei loro possibili aggiornamenti in itinere”, CM 100)
ha ribadito e deliberato che:
la valutazione debba essere sempre formativa e orientata alla crescita didattica e personale dei ragazzi,
i criteri di valutazione debbano essere sempre chiariti a priori dalla scuola e dai docenti
una valutazione debba essere sempre una comunicazione educativa e quindi debba essere motivata (con una o piu’ frasi) per essere comprensibile e efficace
i processi personali, di cui i prodotti e le performance non sono che tappe, continuino ad essere periodicamente descritti con giudizi globali” (NON aboliti, richiamati dall’art 2 comma 2 della legge e pienamente coerenti con la norma)
si eviti una prassi della valutazione come puramente quantitativa e sommativa e si evitino situazioni non collegiali specie su momenti importanti come la promozione o la valutazione del comportamento. Con decisioni se possibile “unanimi” o quanto meno “a maggioranza”.
In relazione alla valutazione periodica (scrutini) si è approvata la tabella di conversione e lo schema analitico di descrizione dei singoli livelli di giudizio (cfr allegati)
Per quanto riguarda la valutazione globale: nella consapevolezza che la valutazione come l’apprendimento devono sempre essere dinamici e contestualizzati si ricorda che il giudizio globale deve descrivere il processo complessivo e prendere in esame:
che lavora/studia a scuola
Impegno, partecipazione, modo di lavorare, autonomia, ecc….
iI ragazzo che (con)vive
Rapporti con gli altri, rispetto delle regole e delle cose….
Competenze sociali….
il ragazzo che si forma
Osservazioni sullo sviluppo personale e sulla formazione, sui problemi e sulle situazioni critiche…..
Competenze personali e culturali