Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150199
Timestamp: 2020-02-28 07:59:32+00:00
Document Index: 89478346

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.199 del 25/10/2016
Seduta n.199 del 25/10/2016
CXCIXSeduta
La seduta è aperta alle ore 10 e 58.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 4 ottobre 2016 (195), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ignazio Locci, Gavino Manca, Antonello Peru e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 25 ottobre 2016.
PRESIDENTE. Comunico è stata presentata la seguente proposta di legge:
È stata presentata la proposta di legge numero 372.
PRESIDENTE. Comunico è stata presentata la seguente proposta di legge statutaria:
È stata presentata la proposta di legge statutaria numero 07.
PRESIDENTE. Comunico è stata presentata la seguente proposta di legge nazionale:
È stata presentata la proposta di legge nazionale numero 15.
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 55, 212, 383, 505, 506, 509, 523, 525, 546, 552, 572, 614, 616, 632, 791, 815, 842. E la numero 12.
Sono state presentate le interrogazioni numero 878, 879, 880, 881, 882, 883, 884, 885, 886.
È stata presentata l'interpellanza numero 252.
Sono state presentate le mozioni numero 263, 264.
Discussione dell'articolato del testo unificato: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)". (5(PLIP)-187-246/A) della proposta di legge di iniziativa popolare - Comitato promotore Associazione ricerca e progetto: "Proposta di istituzione e disciplina del servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate nella Regione autonoma della Sardegna, ai sensi degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (5) (ex n. 7/XIV), della proposta di legge Solinas Christian - Carta Angelo - Orrù - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Oppi - Cappellacci - Floris - Pinna Giuseppino - Tatti - Crisponi - Cossa - Fenu - Truzzu - Zedda Alessandra - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Tocco - Tunis - Randazzo - Tedde: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE). (187) e del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate" (246)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 5(PLIP)-187-246/A. Siamo arrivati alla discussione degli articoli.
1. Al fine di potenziare e razionalizzare il governo delle entrate del sistema Regione è istituita l'Agenzia sarda delle entrate (ASE), ai sensi degli articoli 7, 8, 9, 10 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), e successive modifiche.
d) riscossione dei tributi devoluti, compartecipati, regionali derivati secondo le procedure di cui all'articolo 3;
g) osservatorio della fiscalità regionale.
5. Presso l'ASE affluiscono le entrate spettanti alla Sardegna ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto e delle relative norme di attuazione, anche quali quote delle compartecipazioni al gettito erariale corrisposte mediante riversamento diretto. La Giunta regionale, con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate, individua modalità e tempi di riversamento nelle casse regionali, e disciplina i relativi flussi informativi, fermo restando quanto previsto dall'articolo 2 del decreto legislativo 9 giugno 2016, n. 114 (Norme di attuazione dell'articolo 8 dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna - legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di entrate erariali regionali), in riferimento al riversamento diretto del gettito delle entrate erariali.
6. L'ASE ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale.
7. L'ASE fa parte del sistema Regione di cui all'articolo 1, comma 2 bis, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale e dell'organizzazione degli uffici della Regione).
8. All'ASE si applica la normativa contabile prevista per l'Amministrazione regionale e gli enti regionali nonché la normativa regionale in materia di controlli.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero: 27, uguale al 64 uguale al 163; 28; 79 uguale al 157; 219; 231; 80 uguale al 158; 230; 218; 81 uguale al 159; 229; 217; 223;160; 86; 87; 88; 90; 91; 216; 92; 222; 228; 82 uguale al 161; 221; 215; 227; 83 uguale al 162; 220; 225; 226; 84 uguale al 163; 85 uguale al 164; 29; 2; 30; 3; 31; 32; 33; 34; 35; 36; 37; 38; 39; 40; 41; 42.
Il parere è positivo sugli emendamenti numero: 1 uguale al 61 e all'89; 55; 152; 54.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello della Commissione con la precisazione che per gli emendamenti numero 2 e 3 c'è l'invito al ritiro.
PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare sull'articolo 1 procediamo con la votazione.
PITTALIS PIETRO (FI). Votazione elettronica, Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 27, uguale al 64 uguale al 163.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 79 uguale al 157.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 219 è inammissibile.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 80 uguale a 158.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 230.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 81 uguale a 159.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 229.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 223.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 160.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 86.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 87.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 88.
Metto in votazione l'emendamento numero 1, uguale al numero 61 e al numero 89.
BUSIA ANNAMARIA (Gruppo Misto). Solo per spiegare molto brevemente. Presidente, colleghe e colleghi, si tratta di eliminare la questione che attiene, in questa fase e solo in questa fase perché ovviamente l'obiettivo è ben altro ed è sicuramente più alto, eliminare la riscossione dei tributi compartecipati e devoluti, proprio per rimanere dentro la cornice costituzionale e dello Statuto che ci consente di rendere subito operativa questa agenzia. Ripeto, è soltanto la prima fase, come si spiegherà meglio più avanti, perché ovviamente nei nostri obiettivi ci deve essere la riscossione di tutti i tributi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.
ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Solo per giustificare il mio voto di astensione in sede di Commissione, che era dovuto esattamente ad una criticità legata alla possibilità di attribuirci una funzione, quella che si riporta nel comma 4 dell'articolo 1, che non ci è consentita a causa di norme sovraordinante, e in modo specifico lo Statuto e le norme di attuazione che non ci consentono di attribuircela. Questo emendamento pone rimedio a questa forte problematica che avrebbe potuto mettere a rischio la riuscita di un'intera legge per la quale noi esprimiamo parere positivo. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Grazie, comunico che è rientrato dal congedo il consigliere Gavino Manca.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1, 61 e 89.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 90.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 91.
Metto in votazione l'emendamento numero 92 con parere negativo della Commissione e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, colgo l'occasione di questo emendamento che propone di sopprimere la lettera g) "osservatorio della fiscalità regionale" che in verità è il core bussines di questo disegno di legge, perché come abbiamo ribadito da più parti e per più volte in verità l'agenzia per come viene configurata di fatto sarà un osservatorio sì utile sui flussi delle entrate regionali e ci consentirà di monitorare in tempo reale tutto questo ma, com'è stato ben detto dai colleghi che mi hanno preceduto, non potrà né accertare né riscuotere. Intervengo anche per un'altra osservazione perché mi pare di precisarla soprattutto per il futuro, io ho presentato un emendamento che modificava il titolo della legge, è stato dichiarato inammissibile. Vorrei ricordare che per lunghi anni sono stati ritenuti inammissibili gli emendamenti perché il titolo della legge circoscriveva un perimetro un po' più ristretto mentre ora affermiamo un principio di carattere inverso che è quello che il titolo della legge non può più essere motivo di rigetto degli emendamenti perché si dà alla fine della legge, in base a quello che la legge contiene. Quindi per essere tutti concordi e consapevoli del fatto che il nuovo principio che stiamo affermando è quello che gli emendamenti a questo punto non possono essere rigettati in base al titolo perché il titolo si fa la fine. Quindi preannuncio anche il voto sulla base di questo ragionamento di astensione rispetto a questo emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 92 con parere contrario della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 222.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 228.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 82 e numero 161 uguali.
L'emendamento numero 221 è inammissibile.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 227.
Metto in votazione gli emendamenti numero 83 e numero 162 uguali con parere contrario della Commissione e della Giunta.
TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, diceva Orazio che la montagna ha partorito un topolino, Orazio nel ars poetica forse non faceva il parrucchiere, non ho memoria di parrucchiere. La montagna ha partorito un topolino, diceva Orazio, e noi stiamo post ponendo i termini della citazione oraziana, in questo caso è il topolino che ha partorito una montagna. Perché un ente, un'istituzione, un'entità che a nulla serve e a nulla servirà, una volta che questa legge verrà emanata, sta producendo un'entità giuridica, un'istituzione che a nulla servirà ma che sarà molto costosa. È il topolino che partorisce la montagna di fatto. Il topolino che partorisce la montagna, la montagna di soldi a regime 2 milioni e mezzo di euro per una sorta di centro studi che di sicuro non servirà per fare raccolta finanziaria, non servirà per accertare, non servirà per riscuotere né bonariamente né coattivamente, servirà probabilmente per dare fiato alle trombe di qualche illustre studioso o di illustre cattedratico, che ha competenze in materia finanziaria, ma sicuramente non servirà per dare ai sardi e alla Sardegna quell'autonomia finanziaria di cui ha bisogno, perché, come giustamente faceva rilevare il relatore di maggioranza, non c'è autonomia, non c'è esercizio delle prerogative, non c'è specialità della Sardegna se non c'è autonomia finanziaria. Ecco, noi con questo articolato non diamo, non conferiamo sicuramente autonomia finanziaria alla Sardegna. Questo comma, questa norma, ripeto, ribadisco il concetto, è da porre alla pari di un topolino che ha prodotto, ha generato un'inutile montagna, montagna di soldi sprecati. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 83, uguale al numero 162, parere contrario della Giunta e della Commissione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 83 uguale al 162.
Metto in votazione l'emendamento numero 220, parere contrario della Giunta e della Commissione.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, stiamo trattando il 7, giusto?
PRESIDENTE. Stiamo parlando del numero 220, comma 6.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). No, allora rinuncio.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 225.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 226.
Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Locci.
Metto in votazione l'emendamento numero 84 che è uguale al numero 163, parere contrario della Commissione.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Noi abbiamo proposto ovviamente con coerenza di sopprimere questo comma 7, perché dall'altro lato dobbiamo notare invece che ci appare alquanto schizofrenico e soprattutto, quando vi abbiamo detto che non avete avuto il coraggio di buttare il cuore oltre l'ostacolo, abbiamo detto, bene, abbiamo appena appreso che avete approvato il comma 6, che di fatto rende l'Agenzia delle entrate come una qualsiasi altra agenzia, quindi nulla di autonomo, nulla di specifico rispetto a tutto ciò che è esistente. Se volevamo davvero avere uno strumento diverso, incisivo, avremmo ovviamente fatto un altro tipo di ente. Però il comma 7 noi proponiamo di sopprimerlo perché riteniamo che possa essere imbarazzante, passatemi questo termine, per ciò che sarà anche la vostra idea di Agenzia delle entrate, perché lo dovrete rispettare, e quindi tutte quelle consulenze, quelle forme di autonomia nei rapporti con esterni che volete avere o che avete in mente, perché si evince chiaramente dalla proposta di legge, credo che dobbiate starci molto attenti, perché qui state imponendo un vincolo importante, che è il rispetto della "31" del '98. Quindi, noi su questo vi controlleremo, perché vi abbiamo invitato a fare un ente diverso, un ente snello, un ente autonomo, un ente che potesse contrapporsi davvero all'egemonia statale, alla valutazione delle entrate fatta solo a senso unico, e quindi dal Governo italiano, dallo Stato italiano, avete voluto seguire una strada, seguitela per intero approvandovi questo comma, perché noi vi controlleremo.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 84, uguale al numero 163, parere contrario della Commissione e della Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 84 uguale al 163.
Metto in votazione l'emendamento numero 85, uguale al numero 164.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). L'emendamento numero 164 prevede la soppressione del comma 8. In verità, sul comma 8 noi volevamo sviluppare un ragionamento, perché è il comma che disciplina la normativa applicabile alla nascitura agenzia, in particolare l'affermazione è che si applica la normativa regionale in materia di controlli. Noi riteniamo che vada chiarito quale normativa regionale in materia di controlli, perché, sotto questo profilo, stanno nascendo anche in altre realtà problemi piuttosto gravi, non sto qui a dilungarmi perché è ben nota ai colleghi la situazione di tensione tra EGAS ed Abbanoa. Io proporrei che si chiarisse che l'agenzia è soggetta o al controllo ex legge regionale numero 14 del '95, quindi di legittimità e di merito su tutti gli atti, o ad altre forme di controlli, perché così scritto non vorrei che si ingenerasse il dubbio se sia la normativa applicabile quella, se sia una sorta di controllo analogo dell'Assessorato della programmazione, perché, di fatto, si tratterà, per quanto non di una società, ma di un'agenzia, di chi andrà ad incassare i tributi prima di essere riversati all'intera Regione. Quindi, verosimilmente, un approfondimento su quale sia la normativa concretamente applicabile al regime dei controlli, basta che sia chiarito per contribuire ad un funzionamento più efficace una volta che dovesse essere istituita.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 85, uguale al numero164.
Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Siccome sta diventando un po' un'abitudine che qui vengano posti dei quesiti, dei chiarimenti su che cosa si sta andando a votare e si procede senza che il chiarimento sia detto, io chiederei, insisterei sul fatto che la Giunta o il relatore di maggioranza chiarisca qual è la norma alla quale si fa riferimento quando votiamo la normativa regionale in materia di controlli, perché diversamente non sono in grado di esprimere un voto consapevole su questo punto.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nelle tecniche legislative corretto è non fare riferimenti specifici alle leggi, perché se no poi dobbiamo ogni volta modificare le leggi, quindi il testo, stiamo parlando del comma 8, è molto chiaro, si applica la normativa contabile prevista dall'Amministrazione regionale, esattamente come il 118, l'armonizzato prevede. Approfitto per dire anche che il precedente comma, il 7, prevede che ci siano tutti quanti i controlli, quindi non vogliamo fare niente di diverso all'infuori delle regole che sono previste per tutta l'Amministrazione regionale. Quindi questa è un'Agenzia che funziona esattamente come tutte le altre agenzie della Regione, ed è soggetta giustamente a tutti i controlli che la legge prevede per le agenzie pubbliche.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 85 uguale a 164.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 55.
Metto in votazione l'emendamento numero 152. Parere favorevole della Commissione e della Giunta.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Sviluppo ulteriormente il ragionamento, perché questo emendamento della Giunta chiarisce meglio il passaggio del riversamento diretto del gettito all'Agenzia prima che alla Regione. L'Assessore prima non ha risposto, perché io non mi riferivo ai controlli della normativa contabile che, ci mancherebbe, sono quelli, ma alla normativa regionale in materia di controlli, perché nella corretta tecnica legislativa la legge regionale 14 del 95 ha una tabella allegata dove vengono rubricati, uno per uno, gli enti, le agenzie, i soggetti che sono sottoposti al controllo. Siccome qui non è prevista nessuna … dell'ASE in quell'elenco, io ritengo e continuo a ritenere che anche in considerazione di questo emendamento che la Giunta presenta, e cioè un emendamento che chiarisce come vengono riversate direttamente tutte le entrate della Regione presso l'Agenzia, sia opportuno chiarire se in quella tabella di controlli ex lege regionale 14/95 rientri anche l'ASE o meno. Non mi riferivo alla normativa contabile che, ci mancherebbe, deve essere applicata appieno.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 152.
PRESIDENTE. Decadono pertanto gli emendamenti numero 29 e 44, perché sono incompatibili con il testo che abbiamo approvato.
PITTALIS PIETRO (FI). Per capire sull'emendamento numero 29 quale è la contrarietà rispetto al testo, perché mi pare che l'emendamento 29 sia aggiuntivo rispetto ad una competenza specifica della Giunta, che si limita all'attività, come si legge testualmente al comma 2, che è quella di "assegnare obiettivi, impartire direttive, nel rispetto degli indirizzi generali definiti negli atti di programmazione regionale". Qui è l'attività di vigilanza che è talmente esplicita che non ha bisogno di nessun commento, cioè, non vedo quale possa essere la contraddizione o la contraddittorietà, il contrasto tra quello che abbiamo approvato e questa previsione che demanda al Consiglio regionale il compito dell'alta vigilanza. Tutto qua, poi non so se c'è qualcosa che mi sfugge nella lettura, ma non vedo davvero un contrasto evidente.
PRESIDENTE. Si, il sistema di vigilanza è quello della Regione, approvato e normato dall'articolo che abbiamo approvato, dopodiché qua si propone un sistema di vigilanza che non è previsto e quindi che non è compatibile con quello che abbiamo appena provato.
(Intervento fuori microfono del consigliere Pittalis)
"E' sottoposta all'alta vigilanza del Consiglio regionale della Sardegna", quando nel testo che abbiamo approvato al comma 7 scriviamo che "l'ASE fa parte del sistema regione di cui all'articolo 1 comma 2 bis della legge regionale 13 novembre 1998 (disciplina del personale e dell'organizzazione degli uffici della Regione)".
No, il Consiglio poteva emendare questo articolo con questa cosa, ma non l'ha fatto, ha approvato un testo che non prevede una cosa del genere, quindi questo emendamento viene a decadere perché in contrasto con il testo appena approvato.
PITTALIS PIETRO (FI). Se così fosse, allora, io la pregherei di espungere dal testo quella disposizione che fa leva sulla possibilità di ricorrere a personale esterno della Regione. Se questo è il ragionamento, io ritengo assolutamente inammissibile, e va espunto dal testo della legge, il comma 5 dell'articolo 13, perché non ha nulla a che fare con la disciplina di cui alla legge 31 che norma l'organizzazione del personale e degli organi amministrativi della Regione. Mi pare, Presidente, una forzatura da questo punto di vista. Io lo sottopongo, prendo atto della sua decisione, però, per essere coerenti, dobbiamo capire il tenore e il contenuto anche di disposizioni che con la numero 31 non hanno nulla a che vedere.
PRESIDENTE. Non è esattamente la stessa cosa.
PITTALIS PIETRO (FI). E no, Presidente! Volevo questa risposta per dire che non si possono risolvere le questioni con riferimento ad un aspetto in un modo, con riferimento ad un altro aspetto in un altro modo. Bisogna essere coerenti da questo punto di vista. Questo è il mio punto di vista, Presidente, poi mi attengo alle decisioni, ovviamente.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori, anche perché questo emendamento riprende il comma 3 dell'articolo 1 della proposta di legge numero 187, e spiego perché era stato inserito e perché ritengo sia coerente con il testo dell'articolo che abbiamo proposto. Riserva a questa Aula l'alta vigilanza non foss'altro perché con questa norma noi stiamo spogliando le entrate della Regione dal controllo diretto di questa Aula, perché vengono riversate sull'Agenzia e le modalità di riversamento alla Regione da parte dell'Agenzia vengono stabilite dalla Giunta regionale. Ora, delegare alla Giunta regionale, qualunque essa sia, quindi non è un problema di questa o di qualsiasi altra maggioranza, dicevo, rinunciare e delegare per intero la politica delle entrate nelle casse della Regione all'agenzia senza l'alta vigilanza del Consiglio dal nostro punto di vista è una delega eccessivamente ampia. Quindi, non contrasta con la precedente stesura che abbiamo approvato del testo, semplicemente riserva un potere di chiusura del sistema al Consiglio regionale che si traduce nella formazione di alta vigilanza, non di controlli diretti che rimangono in capo all'Esecutivo non di indirizzi, ma l'alta vigilanza.
PRESIDENTE. L'alta vigilanza è di competenza del Consiglio per definizione statutaria, quindi non è in discussione la vigilanza, non c'è necessità di inserire in legge un articolo che prevede la vigilanza. È scontato, fa parte dello Statuto, è una norma statutaria e quindi compete sempre al Consiglio. Non è in discussione questo.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul primo punto mi ha preceduto il Presidente con tutta la sua importanza istituzionale, quindi non aggiungo altro. Sul tema delle entrate vorrei chiarire che le entrate rimangono di competenza del Consiglio. La legge di bilancio la fa il Consiglio, quindi sia chiaro che non sta cambiando assolutamente niente. C'è scritto con chiarezza nell'articolo che regola i rapporti tra la ASE e la direzione generale dei servizi finanziari che le entrate per quanto riguarda l'accertamento per il bilancio continua a farle esattamente come oggi l'amministrazione, ci mancherebbe altro, non lo stiamo demandando a un'agenzia. L'agenzia deve fare questo lavoro di controllo delle poste in ingresso, se tutte le spettanze ci sono eccetera eccetera. Dopodiché il bilancio lo approva il Consiglio regionale. Quindi, credetemi, non si sta davvero cambiando nulla da questo punto di vista, semplicemente è un'agenzia che farà il controllo esatto (come vi ho già detto in discussione generale è estremamente complicato) di tutte le entrate spezzettate in migliaia di capitoli che abbiamo, ma le competenze di predisporre il bilancio e quindi di accertare le entrate rimangono al responsabile finanziario, al Presidente, alla Giunta e poi al Consiglio che lo deve approvare, quindi da questo punto di vista davvero non c'è niente.
Approfitto, mi scusi, Presidente, per dire rispetto al punto di prima dell'onorevole Solinas che la legge 14 prevede già che le competenze del controllo sulle agenzie sono date per competenza e quindi è ovvio che la competenza spetta all'Assessorato al bilancio, quello competente, esattamente così come specificato nel comma 2 e 3 dell'articolo 1 che abbiamo già approvato. Quindi anche da questo punto di vista non c'è incertezza su chi poi deve fare i controlli sull'agenzia.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 2 c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Proprio in virtù delle osservazioni fatte precedentemente relativamente alla riscossione, ritiriamo l'emendamento relativamente all'accertamento e quindi al punto indicato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
Per l'emendamento numero 3 c'è un invito al ritiro.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ritiriamo questo emendamento, Presidente, perché a seguito dell'emendamento che ha recepito sostanzialmente queste osservazioni, emendamento presentato dalla Giunta, diciamo che la questione è stata risolta e anzi migliorata relativamente a questo aspetto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, abbiamo bocciato un emendamento che individua la sede dell'agenzia in Cagliari. Volevo capire esattamente e quindi se non è Cagliari in quale altra città la Giunta ha pensato di... candido Orune, Assessore. Non riesco a capire perché è stato bocciato quest'emendamento.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è prevista sede.
PITTALIS PIETRO (FI). Un'agenzia non ha sede? Scusi, qui il discorso si fa serio perché voi state dotando di autonomia finanziaria e gestionale l'agenzia e state istituendo un'agenzia senza sede. Questo è un paradosso veramente! Questa è una delle lacune e uno dei limiti che noi abbiamo individuato e vi abbiamo segnalato. Avete bocciato Cagliari come sede e la cosa, le dico, non mi dispiace nell'ottica di un decentramento, vorrei capire dalla Giunta regionale qual è la sede perché altrimenti questa legge contiene in sé un vulnus incolmabile perché non si può istituire un'agenzia che non sia allocata da qualche parte, per essere molto chiari.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 32.
PITTALIS PIETRO (FI). Onorevole Sabatini, poi intervengo su tutti gli altri, se fosse necessario. Non stiamo intervenendo, però su problemi seri vorremmo anche che non si banalizzasse. Stiamo ora prevedendo con questo emendamento la sede dell'agenzia in Oristano. Spero che anche questa ipotesi trovi attenzione da parte della Giunta proprio perché stiamo cercando di decentrare e di alleggerire il peso notevole che ha la sede capoluogo per alcuni importanti uffici regionali, non perché Cagliari non sia da questo punto di vista nelle condizioni, ma perché riteniamo che anche altri centri della Sardegna possono ospitare importanti agenzie come quella che voi state approvando. Noi votiamo convintamente per un'ipotesi della sede ad Oristano e questa è la ragione per la quale ancora insisto che la Giunta ci aiuti a risolvere il giallo: qual è la sede di questa agenzia, dove l'avete individuata?
TEDDE MARCO (FI). Presidente, dalle affermazioni dell'Assessore parrebbe di capire che questa agenzia ha una sede itinerante, una sede liquida che si spalma in tutti I centri della Sardegna, una sorta di camper, diceva il mio collega. Ovviamente così non può essere. L'agenzia deve avere una sede, così come le altre agenzie hanno una sede e se questa sede deve esserci, così come deve esserci. Credo che sia opportuno che possa essere allocata a Oristano perché baricentrica, perché consentirebbe a tutti i cittadini sardi e a tutti gli interessati di confrontarsi con i funzionari dell'agenzia e con i consulenti in un punto centrale della Sardegna. Questo però per dire che senza sede questa agenzia è un'agenzia senza casa, è un'agenzia nomade e nel nostro ordinamento non mi pare che sia consentito il nomadismo in materia di agenzie.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Perché volevo correggere bonariamente l'onorevole Tedde, non è un'agenzia che gira per la Sardegna come itinerante o sul camper, no assolutamente, questa è ancora una volta per la cultura e mentalità che si è voluta dare, qualcosa che in certi termini supplisce già alle attività fiscali abbastanza gravose dello Stato e non si sottrae ad allargare la possibilità di intervento anziché godersi quello che è da parte del governo regionale, quelle che sono le opportunità di riscuotere direttamente e dopo magari ragionare con lo Stato di come devono essere trasferite le risorse tenendo a mente anche tutto quello che c'è di arretrato da parte dello Stato nei confronti della Sardegna. Io debbo dire che non posso che essere felice che sia ad Oristano ancorché avrei voluto un'attività produttiva per Oristano legata all'agricoltura perché questa come è identificata mi pare un'agevolazione nei confronti della piovra statale a cui si riferisce il fiscalismo universale.
CARTA ANGELO (PSd'Az). A me contrariamente all'onorevole Pittalis non stupisce che nessuno la voglia. Per fare cosa? Quindi voglio dire, un'agenzia che sostanzialmente lascia il mondo esattamente come lo sta trovando credo che non abbia interesse nessuno a portarsela, tant'è che l'onorevole Dedoni preferirebbe l'Assessorato dell'agricoltura. Naturalmente noi abbiamo presentato anche Nuoro quindi diciamo che la gamma che si è offerta al Consiglio per avere la sede di questa agenzia del dolce far niente sono tutte, non la vogliono a Cagliari, probabilmente verrà bocciato anche Oristano, chissà facciamo una cordata e portiamola a Nuoro se riusciamo perché almeno vedremo se riusciamo a farla funzionare per qualcosa di serio a Nuoro. Per cui onestamente credo che anche questo dimostri come l'approccio della maggioranza rispetto ad una problematica seria, a una problematica importante, a una problematica che può cambiare il destino dei sardi e della Sardegna, sia del tutto comica come le risate in questo caso dimostrano.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 32.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 33. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS PIETRO (FI). L'appello per la città di Nuoro, non molto caloroso e convinto per la verità, perché sono d'accordo e stiamo capendo che nessuno se la vuole filare questa agenzia, probabilmente non si vede l'interesse, neanche quello campanilistico che molte volte anima l'attività dei consiglieri regionali nel difendere le ragioni del proprio territorio, del proprio campanile e si vede che questa agenzia non ha tutta quella importanza che le si sta tributando in maniera davvero forse inopinata. Ma sarebbe l'occasione probabilmente per Nuoro per restituire quello che è stato tolto della biblioteca Satta, del MAN, di altre importanti istituzioni. Sarebbe una compensazione per quello che sta succedendo per il termovalorizzatore di Tossilo, sarebbe un po' almeno dare seguito e coerenza a quello che il presidente Pigliaru ha detto a Fonni, che le zone interne, le zone centrali della Sardegna sono nell'agenda della politica regionale, avete un'occasione per dare una risposta, ripeto, non facciamo nessuna guerra di campanile perché ha ragione il collega Dedoni, questo però è il segnale che tutta questa enfasi che state riponendo non esiste, questa agenzia già nasce come figlia di nessuno perché non si sa davvero dove allocarla. Forse siccome stanno studiando una spedizione su Marte mettetevi in contatto con la NASA, forse è il caso di spedirla lì e forse qualche utilità davvero lì può avere, non certo nella nostra terra sarda.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 33.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 34.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io volevo parlare sull'ordine dei lavori. Alcuni giorni fa il Presidente della Regione rispondendo ad un invito dei commissari del PD ha dichiarato che bisogna votare sì al referendum pena la caduta dell'autonomia della Sardegna. Io ritengo questa una grande bestialità sul piano giuridico e anche sul piano politico, quindi volevo invitare il Consiglio regionale per evitare di presentare le mozioni a convocazione straordinaria del Consiglio, non sia il caso di chiamare qui il Presidente della Regione a dire quali sono i motivi che l'hanno indotto a decidere questo suggerimento anche perché si tratta di una cosa scontata che nelle regioni a statuto ordinario venga applicata la legge dello Stato è una cosa normale, per le regioni a statuto speciale invece ci sia la necessità di un concordamento tra Regione e Stato è altrettanto una cosa normale. Noi vorremmo dichiarare i motivi per cui bisogna votare no al referendum anche per evitare di aggiungere il quinto moro ai quattro che fanno parte della nostra bandiera.
TEDDE MARCO (FI). Ritorno sul tema dell'esigenza indefettibile (…) quella di Sassari. Voi avete fatto per esempio una fattispecie analoga, l'ASPAL, l'agenzia per il lavoro che ha la sede in Cagliari, l'avete fatta voi, non riesco a capire per quale motivo non trattiate nello stesso modo fattispecie analoghe, anche questo ente, questa agenzia ha necessità di una sede, se avete dimenticato di prevedere la sede di questa agenzia, inseritala con un emendamento, non fate finta che non sia necessaria la sede. E Sassari sarebbe sicuramente una sede adeguata perché sarebbe un modo per risarcire Sassari e tutto il territorio del Nord ovest per le distrazioni che questa Giunta regionale e questa maggioranza hanno consumato verso questa parte importante dell'isola. Non vorrei ricordare il dibattito sulla città metropolitana che ha visto Sassari soccombere nonostante avesse tutti i requisiti. Non vorrei essere costretto a ricordare l'atteggiamento della Giunta nei confronti della chimica verde che è diventato un tema per convegni. Non vorrei dover ricordare i ceffoni che prendeva Sassari nella riorganizzazione ospedaliera che sono stati già annunciati, anzi ci sono state già delle finte, delle simulazioni di ceffoni. Non vorrei essere costretto a ricordare il trattamento superficiale e diciamo anche stanco della Giunta nei confronti di questa parte importante della nostra isola. Questo sarebbe un modo per ricompensarla parzialmente, per risarcire parzialmente questa provincia. Ma una sede indicatela, se non è Sassari scegliete Cagliari, scegliete Orune, scegliete sant'Antioco, ma indicatela, individuatela. Fate un emendamento, proponete un emendamento verbale, non vergognatevi di aver sbagliato, non vi nascondete dietro un dito. Avete sbagliato, correggiamo assieme l'errore. Grazie.
COCCO DANIELE (SEL). Sta diventando un po' stucchevole questo ragionamento sulla sede, perché se voi ci aveste indicato una sede, ce ne avete indicato dieci quindi ci avete messo in difficoltà a sceglierla con uno dei vostri emendamenti. No, solo per dire che all'articolo 10 è previsto che ci sarà uno statuto per l'agenzia e quello statuto prevederà sicuramente anche la sede.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, abbiamo capito qual è il gioco, cioè quello di indicare più sedi, ma così come sono state istituite altre agenzie non è stata indicata la sede, così si sta facendo in quest'occasione, ed è normale e scontato che l'agenzia incardinata presso l'Assessorato al bilancio e alla programmazione, e visto il clima che si sta creando sarei quasi tentato a presentare un emendamento orale per proporre la sede presso Sennori della nuova agenzia delle entrate, però ovviamente non lo faccio e voteremo contro a questo emendamento. Grazie.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Si, mi ha incuriosito molto questo collocamento l'assessorato della programmazione. Vuole essere una direzione specifica? O intendete modificare anche quel tipo di assessorato? No, per capirlo, perché effettivamente poi non è che vada solo nello statuto, dovremmo sapere se siamo qui a governare il territorio, se intendiamo dare un equilibrio a tutto il territorio anche nella dislocazione delle attività di agenzia che ci sono, e sono tante. Io ho detto che avrei preferito un'altra agenzia, ma in mancanza di altro, dopo che ad Oristano, Macomer, Borore, Birori e company si sta rastrellando tutto, probabilmente stiamo qui a cercare di pietire qualche possibilità di sviluppo anche per quella zona. Potrei dire! Ma mi meraviglia molto questo. Come mi meraviglia che questa agenzia che non è quello che certamente tutto il popolo sardo vuole, a prescindere dalla destra, dalla sinistra e dal centro, non pone in sé l'autogoverno in qualche modo della gestione della fiscalità sarda, ponendo anche un contraltare, se fosse necessario, a quello che è la piovra fiscale che vige in Italia. E beh, insomma, uno può dire sono d'accordo o non sono d'accordo, va bene, ma non abbiamo neanche il coraggio di affrontare le cose serie in maniera chiara. Che si parli almeno di autonomia. Io non sto parlando di indipendenza, ma di autonomia pur non prevista in quel miagolio di statuto, che così fece dire a uno dei grandi fondatori della Sardegna e della sua autonomia, che se l'avessero preso pari pari quello della Sicilia forse un ruggito di leone si sarebbe levato. Ma quello che ancor di più è peggio, mi pare che le dichiarazioni, e io non voglio intervenire per il sì o il no in quest'aula, non si possa permettere neanche al Presidente della Giunta a dire sì o no, solo per essere in piaggeria davanti ad un Governo che non è certamente tenero per questa terra. Io non uso quest'Aula per dire che sono per il sì o per il no, ma certamente sarebbe più dignitoso che la politica sarda lo facesse come partito se schierato, oppure come consorterie come sono nate da una parte e dall'altra pur di giustificarsi. E non abbiamo la dignità di difendere i nostri interessi. E voglio riprendere la parola dopo per dire che stiamo morendo di sete e non facciamo niente. Chiederò proprio di discutere di questi problemi seri che vedono…
ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Grazie, sempre sull'ordine dei lavori, in riferimento agli ultimi interventi. Io sono il primo firmatario della mozione sulla questione referendaria e sulle ragioni che legano le sorti della Sardegna in modo intimo e profondo all'esito di questo referendum.
PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazione di voto, onorevole Zedda.
ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Annuncio soltanto che noi chiederemo che questa mozione venga discussa in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35.
Metto in votazione l'emendamento numero 37.
PITTALIS PIETRO (FI). Ma, io penso che noi abbiamo offerto una gamma di soluzioni, non una, una gamma di soluzioni. E' possibile che su alcuna di queste non vi sia neppure un minimo di interesse, o di riflessione per cercare di dare casa a queste istituenda agenzia delle entrate sarde? Ripeto, abbiamo capito che la state approvando questa legge senza alcuna vera convinzione. Questa è la lettura che ne diamo, perché altrimenti avreste dovuto sgomitare per ottenere la locazione della sede in una delle soluzioni che vi abbiamo offerto, partendo da Cagliari, attraversando il Sulcis, il Mandrolisai, l'Oristanese, l'Ogliastra, il Nuorese, la Gallura, Sassari, non vi va bene assolutamente alcun luogo. Ecco, La Maddalena è fra quelle non indicate per la verità, ma l'abbiamo lasciata di proposito fuori almeno per consentirvi di fare voi maggioranza un emendamento per individuare anche l'isola de La Maddalena, o se volete Pianosa, fate voi, ma individuate davvero e date una sede e una casa a questa agenzia. Olbia ne avrebbe titolo, anche perché compenserebbe in questo caso quella sorta di criticabile atteggiamento che abbiamo visto in questi ultimi giorni, partito dalla Giunta regionale nel mortificare anche l'azione di un'amministrazione comunale e del suo sindaco che sarebbe una sorta di scusa alla città, alla comunità e ai suoi amministratori, dando anche il riconoscimento che merita una città importante della Gallura come Olbia, ragione per la quale noi sosterremo convintamente questo emendamento.
TEDDE MARCO (FI). Grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole a questo emendamento, ma anche per segnalare una sorta di atteggiamento paradossale, oserei dire politicamente e normativamente lisergico da parte della Giunta e della maggioranza. Mi si viene a dire che le agenzie non debbono avere necessariamente sede, è stato detto dai banchi della Giunta, è stato detto dai banchi della maggioranza, perché la sede viene individuata nello Statuto, niente di più sbagliato! Abbiamo tanti esempi, ma anche un recentissimo: vi segnalano la legge numero 9 del 2016 che avete proposto, fatto voi e votato voi, all'articolo 10: "è istituita l'Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro ASPAL, con sede a Cagliari". Con sede a Cagliari! É evidente che una sede ci vuole! Avete azzeccato la legge numero 9, state sbagliando oggi, proponete un emendamento per la sede, non facciamo di queste figure, quest'Aula, quest'Assemblea, troppe volte, per negligenza, per distrazione di qualcuno, fa delle cose che non debbono essere assolutamente consacrate in atti pubblici, corriamo il rischio veramente di fare ridere i posteri. Prevedete una sede, decidetela voi, ma prevedete una sede! Ve lo chiediamo per cortesia, perché poi nel momento in cui i posteri leggeranno questa norma, leggeranno questa legge e non vedranno la sede diranno che anche noi abbiamo partecipato a questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto . Ne ha facoltà.
MELONI GIUSEPPE (PD). Io voterò contro questo emendamento perché Olbia, Tempio e vari altri territori della Sardegna e della Gallura, è stata citata anche La Maddalena, non hanno bisogno di contentini, di piccoli riconoscimenti di sorta, semplicemente sarebbe sufficiente che a questi territori venisse restituito il maltolto, mi riferisco per esempio all'autonomia che si erano conquistati con la provincia che a seguito di un referendum che non abbiamo promosso noi, avete promosso voi, anche con pubblicità istituzionale, hanno poi trovato un esito nefasto quale quello che una legge regionale avrebbe dovuto recepire, recente, e che ha portato di fatto alla chiusura in termini di autonomia di questi territori.
Ebbene, quale occasione migliore onorevole Pittalis? Ce l'avete adesso, da referendum a referendum, io faccio solo un piccolo accenno, quale occasione migliore? Altro che sede dell'Agenzia delle entrate sarda! L'occasione migliore è che voi dichiaraste che votate sì al referendum, supereremo le province e il territorio della provincia di Olbia-Tempio partirebbe da zero, sullo stesso piano del resto di territori della Sardegna, non sarebbe sotto la provincia di Sassari e questa sarebbe l'occasione migliore! Io mi attendo questo da parte vostra, da voi che lo dite da due anni e mezzo a questa parte e credo, visto che avete una particolare attenzione anche per quel territorio della Sardegna, questa è l'occasione migliore che abbiamo nel prossimo mese di dichiarare che voi siete da questo punto di vista contrari alle province e quindi lo dimostrate nei fatti votando a favore del referendum che le supera. Per quanto riguarda Tempio e La Maddalena ugualmente oltre che l'autonomia provinciale che avevano e che hanno per questi territori sarebbe sufficiente mantenere ciò che già avevano, per esempio in termini di servizi sanitari, ho visto prima l'Assessore alla sanità, probabilmente su questo occorrerebbe maggiore attenzione.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, colleghe e colleghi, mi pare veramente una discussione inutile perché è evidente, mi rivolgo soprattutto a coloro i quali bene conoscono le norme che è inutile soffermarsi sulla questione della sede, so che la legge tace, ovviamente lo si desume dal testo ed è evidente che è una struttura come questa che è di supporto proprio in tutta quella fase che poi vedremo e discuteremo in seguito prevede un'attenzione sulla questione delle entrate, ovviamente sarà allocata presso gli uffici regionali, anzi sottolineerei un apprezzamento perché non è stato neanche fatto un tentativo per cercare di sistemare la sede altrove con tutti i costi che ne sarebbero derivati, quindi intanto mi pare doveroso sottolineare questa attenzione anche per un risparmio almeno in riferimento a questa voce.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto . Ne ha facoltà.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sono un po' confuso perché pensavo di dover intervenire sull'emendamento e invece mi sembra che dobbiamo intervenire sul referendum, dobbiamo dichiarare cosa voteremo? Mi sembra che alcuni interventi siano stati fatti sulla votazione che ognuno di noi dovrà liberamente scegliere di fare al referendum del 5 di dicembre. Ognuno di noi ha alle sue motivazioni per votare sì o no a quel referendum, però vorrei ricordare, all'amico consigliere Meloni, che se un referendum aveva cancellato o aveva tentato di cancellare le province, c'è stata una riforma, presentata da questa maggioranza, che ha fatto nascere una nuova provincia, cancellando la provincia della Gallura che quindi in quell'occasione si doveva dimostrare di rispettare quel territorio! Volevo ricordare ancora che questa maggioranza ha scelto di non scegliere la sede dell'Autorità portuale, nonostante i numeri fossero a vantaggio della Gallura, fossero a vantaggio della possibile sede di Olbia. Quindi non tocchiamo questo tasto, soffermiamoci su quello che è l'emendamento, sono d'accordo in parte con quello che ha detto l'onorevole Busia, cioè è chiaro che si sta degenerando, però non può essere la giustificazione al fatto che non si mette la sede che sia ovviamente scontato, no, non può essere questo siamo nella sede per poter scegliere la sede di questo nuovo ente che dovrà nascere e secondo noi è una lacuna il fatto di non aver inserito quale dovrà essere la sede di questo ente, questo è chiaro, bastava magari un attimino interrompere il Consiglio per preparare un emendamento e far scegliere al Consiglio quella che dovrà essere la sede di quest'ente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto . Ne ha facoltà.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Mi sento un po' colpevole perché in effetti noi, rilevato che nel testo di legge non esisteva la sede individuata, siamo d'accordo sul fatto che non rimane per strada quest'agenzia, avrà una casa, avrà un tetto sopra la testa, avrà le dotazioni che le saranno necessarie per poter agire, però abbiamo ritenuto di dover presentare questi emendamenti perché io ricordo, e credo che tutti ricordiamo la battaglia che si è fatta per la sede dell'ATS, dell'azienda per la tutela della salute, meglio nota come azienda sanitaria unica regionale. Lì si è fatta una vera e propria battaglia per avere la sede nel proprio collegio: più vicina casa era, più forte era la vittoria che io potevo portare a dimostrazione dell'impegno qui in Consiglio regionale. Quindi, per noi quello è stato un metro per valutare qual è il convincimento e la convinzione con la quale il Consiglio e la maggioranza porta avanti un progetto di legge. Qui abbiamo la dimostrazione plastica e la convinzione con la quale viene mandato avanti la pomposamente definita agenzia sarda delle entrate è pari allo zero. Perché non è che si è sconosciuto il fatto che c'è lo statuto, sia sconosciuto il fatto che c'è l'Assessorato, però è chiaro che bastava votare l'emendamento dove si diceva che la sede era Cagliari e tutta questa discussione non sarebbe assolutamente avvenuta. È andata avanti ed è servita a denudare questa maggioranza rispetto a un disegno di legge che, come ho detto prima, lascerà il mondo esattamente come lo ha trovato. Presidente, ritiro gli emendamenti dal numero 37 al numero 42.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti. L'emendamento numero 44 e decaduto.
2. L'ASE collabora con la Direzione dei servizi finanziari dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per la predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari ed operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate, ai sensi degli articoli 8, 9 e 10 dello Statuto speciale per la Sardegna.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero: 43 uguale al 65; 44; 93; 209; 210; 211; 212; 213; 214; 94; 205; 206; 207; 208; 11.
Il parere è positivo sull'emendamento numero 153.
PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare sull'articolo 2.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 43 uguale al 65.
L'emendamento numero 44 è decaduto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 209.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 210.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 211.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 212.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 213.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 214.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 94.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 153.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 205.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 206.
SOLINAS CHRISTIAN (P.S.d'Az). Per ritirare l'emendamento numero 208.
Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo il consigliere Emilio Usula.
Metto in votazione il testo dell'articolo 2.
LOCCI IGNAZIO (F.I.). Su questo articolo, sulla questione della gestione accentrata dei tributi io mi voglio prendere il gusto della polemica politica, che non è con l'assessore Paci ma è una polemica politica che io voglio lanciare qui a quest'Aula. In particolare volevo ricordare la battaglia del 2011-2012 di quei famosi militanti del fiocco verde, che rivendicavano l'autonomia fiscale oltre che l'autonomia finanziaria perché, dopo la grande battaglia rivendicata del passaggio delle competenze in materia di trasporti e in materia di sanità, non si capiva per quale motivo non si dovesse anche avere la leva fiscale in Sardegna, quindi la battaglia dei tributi, la battaglia delle entrate, quindi la battaglia per quantificare ma anche per gestire direttamente la riscossione. Quella famosa battaglia portò anche ad una proposta di legge popolare, che iniziò addirittura il suo iter nella XIII legislatura con un esame in Commissione, bene, questo oggi è il completamento di quel percorso del fiocco verde, o forse l'inizio di quel cammino di quel comitato del fiocco verde: francamente ci saremmo aspettati molto altro dai rivoluzionari dell'indipendenza e di tutte le potestà possibili in capo alla Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Ringrazio l'onorevole Locci per quella che non è una polemica, è una constatazione: 30 mila cittadini, cinque consigli provinciali nel 2012 stimolarlo un'attività, un iter legislativo che inizia oggi, nel 2016. Nel 2012 c'era un Governo che a quella sollevazione popolare rimase sordo e non ascoltò ciò che accadeva nella società sarda. Il percorso che stiamo iniziando oggi, lo stiamo iniziando noi, con quattro anni di ritardo, quattro anni dei quali qualcuno dovrà rendere conto a quest'Isola. A me non appassionano le elucubrazioni circensi sugli elefanti e sui topolini, men che meno le elucubrazioni seddaiole su dove deve essere allocata: noi oggi stiamo dando una casa ad un diritto, non stiamo rivendicando una sede; diamo casa ad un diritto che sappiamo da dove nasce, e la Sardegna sa chi in quest'Aula ha contribuito fattivamente a che si edifichi la casa di un diritto e non si perda tempo in quisquiglie.
PITTALIS PIETRO (F.I.). Io non vorrei che quanto viene dai banchi dell'opposizione venisse liquidato con "quisquiglie", collega Congiu. Abbiamo posto un problema serio, non è un problema di secondo piano capire esattamente dove verrà allocata la sede. Vivaddio, la collega Busia perlomeno un ragionamento l'ha proposto all'Aula, mi pare incompatibile però con quanto quest'Aula ha votato, perché quest'Aula, se vi rendete conto di quello che ha votato, ha detto che la sede non può essere a Cagliari, perché questo ha respinto. Allora, se queste sono quisquiglie o sono questioni di poco conto io veramente non capisco quale possa e debba essere la nostra funzione. Voi avete votato, l'Aula ha votato, la maggioranza ha votato perché questa agenzia non abbia sede a Cagliari, questo è acquisito agli atti, lo volete capire sì o no? E' quisquiglia la questione che poniamo?
Poi la questione dei diritti, la questione di quella che sarà la funzione, valuteremo, vedremo, mi pare però che si stia costruendo qualcosa di simile ad un servizio dell'Assessorato della programmazione, purtroppo questa è la valutazione che ne facciamo. Perché da un lato dite che questa agenzia ha autonomia giuridica, ha autonomia amministrativa, però è soggetta alle leggi dell'organizzazione di cui alla legge numero 31 del 1998; mi pare che ci siano davvero delle contraddizioni da questo punto di vista, che noi vi stiamo sottoponendo. Poi nessuno entra sul merito, perché vedremo l'agenzia quando la attiverete, se la attiverete, in che termini la attiverete, se risponderà davvero a quel disegno, che io penso sia anche un disegno intelligente, non l'abbiamo mica sottovalutato, però mi pare che ne stia venendo qualcosa di non chiaro e che rischia appunto di vedere la luce in maniera davvero la lettura di alcune norme che noi abbiamo sottoposto alla vostra attenzione le state sbrigativamente liquidando come se fosse una polemica politica fine a se stessa. Su questo vi preghiamo di riflettere perché anche noi che ci proponiamo a governare la Sardegna tra qualche anno, perché non ci sarà sempre l'assessore Paci…
TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, noi non accettiamo affermazioni tipo quelle che abbiamo sentito provenire dai banchi della maggioranza che ci accusa di elucubrazioni circensi, se io avessi capito le altre cose dette dal collega di maggioranza potrei anche commentarle, purtroppo ho capito soltanto questa affermazione, per il resto non ho capito niente, niente. E allora chiediamo rispetto, chiediamo rispetto per la nostra azione di opposizione, la nostra umile, modesta, modestissima azione di opposizione.
L'elettorato sardo, i sardi ci hanno mandato all'opposizione e noi facciamo opposizione, vogliamo fare opposizione, cerchiamo di farla in modo dignitoso, magari insufficiente ma dignitoso, e non accettiamo le reprimende di qualche consigliere di maggioranza che parla, parla e alla fine dell'intervento riesce a far capire a chi lo ha ascoltato che ha proferito la locuzione "elucubrazioni circensi".
Questa è una legge che serve a poco, serve a niente, lo scopo che voi vi ponevate o lo scopo che avreste voluto contrabbandare nell'immaginario collettivo sardo è frustrato, non è attuabile, non è realizzabile, ecco perché noi ci opponiamo a questa legge, ecco perché siamo contrari, ecco perché il presidente Floris vi ha detto: ritorniamo in Commissione, riflettiamo sugli obiettivi che vi ponete, riflettiamo sugli obiettivi che si deve porre la Sardegna con questa legge, fermiamoci un attimo a pensare. Voi non volete pensare, non volete riflettere, volete andare avanti come un carro armato ma non avete benzina, assessore Paci, è un carro armato senza combustibile, senza propellente. Fermatevi a riflettere, fermatevi a pensare, non si fanno così le leggi. Grazie Presidente.
SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente, la legge la trovo di una chiarezza estrema e ha obiettivi chiari che noi abbiamo anche tentato di rappresentare in modo chiaro nella relazione che è contenuta nei documenti che sono stati consegnati all'attenzione di tutti i consiglieri. L'impalcatura generale della legge, di questa legge istitutiva dell'agenzia sarda delle entrate equivale a tutta la normativa e impalcatura generale che è contenuta in tutte le agenzie che sono state approvate in questa aula dal centrodestra e del centrosinistra, basterebbe andarsi a leggere le leggi che noi abbiamo approvato e che hanno istituito agenzie dove veniva rimandato allo Statuto la decisione e l'individuazione della sede. Dove la sede non viene espressamente detta solitamente si è provveduto a individuare come sede la città capoluogo di questa Regione.
Poi l'opposizione potete farla è un vostro diritto, siete qui per questo, ma vi piacerebbe di più entrare nel merito delle cose che veramente contano e che sono importanti e che stiamo andando ad approvare e segneranno, lo ripeto, un passaggio importante per la nostra Regione perché questa agenzia in anzitutto ci permetterà un controllo costante e continuo come abbiamo detto di una vertenza delle entrate che è messa in discussione tutti i giorni, tutti i giorni nell'opinione pubblica e nel dibattito di questo Consiglio.
CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie Presidente, l'onorevole Locci ha colpito nel segno, lo aveva detto in apertura che voleva un attimino instillare un po' di polemica politica in una discussione un po' stanca e un pochino ci è riuscito. Siamo in dichiarazione di voto sull'emendamento numero 11 giusto, Presidente?
PRESIDENTE. Siamo in dichiarazione di voto sul testo dell'articolo 2.
CARTA ANGELO (Psd'Az). Abbiamo già superato, proprio sul testo, quindi diciamo che stiamo andando nel merito della dichiarazione di voto, io dico già che voterò contro, però sono intervenuto per sottolineare una semplicissima cosa, il diritto alle entrate ce l'ha la casa e lo Statuto, è l'articolo 8, la sua casa ce l'ha, diciamo che questa è la legge che doveva servire in qualche maniera a dare strumenti, perché quelle entrate che ci sono riconosciute per legge costituzionale entrino nelle casse della Regione a tempo debito e non a seguito di una vertenza, questa è la funzione della legge. Quindi questa legge avrebbe dovuto in qualche maniera dare lo strumento per consentire ai sardi di invertire l'ordine delle cose, perché l'ordine giusto deve essere se io incasso i nove decimi dell'IVA sono io che devo accertarla, io che devo riscuoterla, io che incasso i 10 decimi e a te Stato di do il decimo di tua competenza, questo è lo strumento che ci serviva, non la casa di un diritto che già ce l'ha. Ed è questo che io contesto, cioè che non stiamo dando lo strumento giusto per la realizzazione di un diritto sacrosanto dei sardi, sancito da una legge costituzionale.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ha ripreso l'argomentazione che avevo prima proposto circa l'inutilità di questo strumento che si ritiene così importante, lucido, trasparente, diafano ma in sostanza qual è l'operatività? Qual è l'operatività? Poco fa l'onorevole Carta ribadiva lo stesso mio concetto che avevo espresso prima, a me una norma serve per dare certezza di diritto ai tanti problemi che non sono scontati tra il popolo sardo e il Governo centrale. Io capisco tutto, potrei anche fare polemica spicciola e ricordare che il primo atto di questa maggioranza e di questa Giunta è stato ritirare i ricorsi nei confronti dello Stato dimentichi di tutto quello che lo Stato deve alla Sardegna. E dovrei riprendere che forse altro che 10 miliardi di euro di arretrati, altro che 10 miliardi di arretrati, dovrei ripensare a tutto quello che non è stato considerato anche nella rilettura dell'articolo 8 novellato. Io credo che sia veramente sciocco che noi ci mettiamo fette di prosciutto agli occhi e non vogliamo vedere quella che è la realtà ed esaltiamo una costruzione come questa che è acqua fresca. Io avrei voluto un'agenzia che recuperasse i denari dei sardi e trattenesse quanto gli è dovuto e poi contrattazione con lo Stato. Ma se non faccio questa quale rappresentanza do come significato nei confronti di un Governo che sempre più si allarga a non dare alla Sardegna. O vi devo ricordare anche gli ultimi tagli che il Governo ha fatto a finzione di quello che ha promesso di dare che non è neanche quello che dovrebbe dare; ma noi ci accontentiamo di 2 o 300 milioni e probabilmente va bene. Ci fate la birra con i problemi che abbiamo in Sardegna con le infrastrutture che non funzionano, con i trasporti che non esistono, con un turismo che viene tagliato, questa è la base e l'inizio di poter dare una risposta in positivo ai sardi che aspettano in una contrattazione seria e forte con il Governo centrale. Se questo non lo vogliamo…
CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, giusto per non creare una discussione polemica all'interno di questa legge poi avremo occasione in altri momenti di poter specificare quello che l'onorevole Dedoni si ostina a non voler capire. È una questione molto semplice, si parla di sovranità fiscale, si parla di sovranità fiscale. Qualsiasi crescita economica, un bilancio armonizzato ha necessità di certezza di entrate per programmare le uscite, e questo è un concetto molto semplice. Dopodiché, una volta che, con la riscrizione dell'articolo 8 dello Statuto regionale sardo, si certificherà, e verrà quel momento, onorevole Dedoni, così se ne renderà conto di qual è l'utilità di questa legge, e verrà quel momento, si scriverà e si certificherà l'inversione del flusso, allora avremo contezza di quello che stiamo facendo. Per adesso, se non c'è questa capacità, passo la mano.
PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 2.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati degli emendamenti.
Tributi devoluti, compartecipati, regionali derivati
1. L'ASE, nel rispetto della normativa nazionale e regionale vigente, stipula convenzioni e protocolli con l'Amministrazione finanziaria per disciplinare gli aspetti connessi al recupero e alla riscossione e/o il riversamento diretto del gettito delle entrate erariali spettanti alla Regione ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto, per favorire la lotta all'evasione e per il perseguimento di altri obiettivi comuni.
2. Nell'ambito delle convenzioni e dei protocolli di cui al comma 1, l'ASE fornisce indirizzi e priorità in funzione delle specifiche esigenze regionali e individua, sulla base degli indirizzi impartiti dalla Giunta regionale, i criteri generali che devono ispirare le attività di assistenza e controllo nei confronti dei contribuenti. L'ASE, inoltre, collabora nell'individuare i settori a maggior rischio di evasione e i criteri generali per l'individuazione dei soggetti da sottoporre a controllo.
3. L'ASE, per garantire l'esatta determinazione di quanto spettante a titolo di compartecipazione regionale alle quote erariali, verifica tempestivamente l'esattezza dei dati e dei calcoli effettuati dalla struttura di gestione e dagli altri organi statali competenti, anche attraverso un raccordo continuo con la struttura statale e avvalendosi degli strumenti e dei flussi informativi di cui agli articoli 6 e 7.).
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario ai soppressivi totali numero 45 e 66, che sono identici, parere favorevole all'emendamento così come modificato dal numero 258, quindi ritiriamo il numero 154 e diamo il parere positivo al numero 258, è aggiuntivo, quindi parere favorevole su tutti e due. Poi abbiamo l'emendamento soppressivo parziale numero 4 uguale al numero 95, al numero 4 c'è un invito al ritiro, prima firmataria l'onorevole Busia. Poi abbiamo parere contrario agli emendamenti numero 198, 204, 96, 199, 200, 201, 202, 203, 97, 190, 191, 192, 193, 194, 195, 196, 197. Sui sostitutivi parziali abbiamo tre inviti al ritiro per gli emendamenti numero 60, 62 e 5.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione gli emendamenti soppressivi totali numero 45, che è uguale al numero 66, con parere contrario della Commissione e della Giunta.
Onorevole Pittalis, avevo già aperto la votazione. Sospendo la votazione.
PITTALIS PIETRO (FI). Se vogliamo continuare con il sistema elettronico, altrimenti era per ritirare la richiesta di voto elettronico. Valuti lei.
PRESIDENTE. La richiesta di votazione elettronica è ritirata.
Metto in votazione l'emendamento numero 45, che è uguale al numero 66. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 258, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 154.
PITTALIS PIETRO (FI). Sul numero 154 perché rischia di passare nel silenzio generale, e mi rivolgo al collega Augusto Cherchi, che ha invocato da ultimo, sottolineando con vigore la sovranità regionale, quindi quasi contrapponendola a quella statale, però in questo emendamento della Giunta che cosa leggo al comma 2? "L'ASE stipula convenzioni e protocolli con l'amministrazione finanziaria per garantire" - udite, udite - "il monitoraggio delle attività di interesse regionale".
(Segue PITTALIS.) Onorevole Cherchi Augusto, dov'è la sovranità? Mi fate capire? Qua stiamo e state, anzi, ricorrendo, addirittura con la previsione di apposite convenzioni con l'amministrazione statale, ma non per il monitoraggio delle attività di interesse statale, ma di interesse regionale, cioè state consentendo all'amministrazione dello Stato di interferire, lo state prevedendo in legge, state consentendo di interferire nell'attività di monitoraggio delle attività di interesse regionale. Ecco una delle tante contraddizioni che noi stiamo cercando di rappresentarvi, di far emergere e sulle quali io comprendo anche l'imbarazzo perché, ad ogni questione, si può dare una giustificazione. Ma proprio la chiarezza, caro Franco Sabatini, perché quando tutto è chiaro non c'è problema, e in questo caso è chiarissimo il tenore della norma che state sottoponendo all'esame e all'approvazione dell'Aula, dove veramente non solo la sovranità va a farsi benedire, ma addirittura state addirittura in maniera incredibile invocando l'intervento dello Stato attraverso l'amministrazione finanziaria addirittura per garantire il monitoraggio delle attività di interesse regionale. È qualcosa davvero di assolutamente inconcepibile e che contraddice tutto quanto al riguardo e soprattutto in termini di sovranità avete sbandierato anche nel corso della discussione sugli articoli che…
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). L'articolo 3, nella sua riformulazione e nella sua riproposizione mediante l'emendamento numero 154, chiarisce ulteriormente ciò che già era estremamente chiaro. Addirittura, inviterei il collega Pittalis ad una lettura attenta del comma 1 e del comma 3 soprattutto, che chiarisce i dubbi su quella che è l'esatta attività che mette in campo l'ASE per garantire l'esatta determinazione, leggo testualmente così non incorriamo in fraintendimenti, "di quanto spettante a titolo di compartecipazione regionale alle quote erariali". L'articolo 3 è quel lanciare il cuore oltre l'ostacolo che qualcuno ha detto che manca in questa legge. L'articolo 3, se letto in combinato disposto con l'articolo 1, ti dice, all'articolo 1, ciò che possiamo fare a legislazione vigente, e l'articolo 3 ciò che vorremmo fare. Noi partiamo da un retroterra culturale che è l'inversione dei flussi, sancita da una norma di rango nazionale che è frutto di un tavolo concertato con i massimi livelli, diamo gambe oggi non solo all'inversione dei flussi, non solo all'esatta quantificazione, ma lo facciamo con un perimetro di dignità e di autorevolezza come mai si è visto, e andiamo oltre, e diciamo anche che vogliamo migliorare i diritti e le performance andando con l'articolo 3 ad occuparci anche dei tributi devoluti e compartecipati, in un ambito di contrattazione costante col Governo centrale. Questo è uno scenario che mai si era visto in Sardegna in settant'anni di autonomia, uno scenario che si sta aprendo oggi e del quale sono assolutamente orgoglioso, di far parte di questa assemblea e di contribuire col mio voto a licenziarla favorevolmente.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Mi permetto di azzardare, collega Pittalis, un'interpretazione autentica, avendo contribuito e avendo la Giunta percepito un'osservazione che il Centro democratico c'eravamo permessi di fare in ordine proprio a quanto contenuto nel terzo comma dell'articolo 3, perché la questione intanto è quella principale, e cioè stiamo parlando di una materia che è di competenza statale, quindi bisogna necessariamente intervenire e agire con il rispetto di una normativa che non può essere superata, pena lo scontro e il conflitto di attribuzioni. Ora, non solo è una materia di competenza statale quella fiscale e tributaria, com'è noto, come certamente lei mi insegna, ma soprattutto è una materia estremamente sensibile, e proprio il Governo che ha accompagnato la fase iniziale soprattutto del vostro Governo nella Giunta precedente, è un governo che ha molto sollecitato gli interventi in materia fiscale in tema di federalismo e quant'altro. Quindi è chiaro che spostarsi da quello che è il limite che le leggi ci consentono, ovviamente scatena un effetto che è a domino, cioè scatena le reazioni delle altre regioni che sul punto ovviamente andrebbero a rincarare la dose. Il vero punctum dolens, invece, è quello che è sottolineato nel comma 3 dell'articolo 3, e cioè il fatto che si debba intanto garantire l'esatta determinazione di quanto spetta a titolo di compartecipazione e altro, perché la vera questione, il punto nodale è questo, e cioè che dobbiamo partecipare, dobbiamo sederci a quel tavolo statale con la ragioneria generale dello Stato e capire e partecipare al calcolo di quanto a noi spetta; questo è il punto fondamentale di questa legge e di questa istituenda Agenzia, e questo ci preme debba essere sottolineato. Poi, non per fare la leguleia di terz'ordine, ma interesse generale non è tributi locali o tributi regionali, interesse generale è il far riferimento ad un più ampio interesse regionale che abbiamo sul sistema delle imposte. E quindi non è un termine, ecco perché mi sono permessa di dare un'interpretazione autentica, che si limita ai tributi locali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). La ratio dell'intervento dell'onorevole Busia noi la capiamo e la condividiamo, però ci riferivamo in particolare, tra l'altro è inusuale che intervenga dopo il mio Capogruppo, però è giusto per precisare a seguito degli altri interventi, ma noi abbiamo guardato in particolare il comma 2, e cioè un comma che assolutamente cancella la nostra autonomia, la nostra specificità, e la nostra possibilità, la nostra priorità di valutare in primis noi, le nostre entrate. Cioè, qui noi stiamo addirittura consentendo allo Stato di intervenire sul monitoraggio anche dei nostri tributi regionali, perché se andiamo a vederlo bene esattamente, questo stiamo concedendo, cioè stiamo facendo mettere naso anche su ciò che oggi è assolutamente nostro. Quando parliamo di buttare il cuore oltre l'ostacolo, onorevole Congiu, lo diciamo perché quando noi oggi parliamo di esatta quantificazione delle nostre entrate, senza le norme di attuazione intanto tutto questo articolo 3 non ha nessun valore, ma in particolare glielo diciamo perché ad oggi, e anche domani con questo articolo, l'esatta quantificazione non ci sarà mai concessa, quindi non confondiamo le cose, e in più stiamo consentendo col comma 2 allo Stato di interagire col nostro sistema fiscale. Quindi, per quanto ci riguarda questo articolo potrebbe essere cassato, visto che potremo riparlarne a seguito delle norme di attuazione. Però ancora noi vogliamo parlare della fiscalità regionale, e in questo modo, sinceramente, non saremo neanche in grado di arrivare all'esatta quantificazione forse della fiscalità regionale. Quindi vi invitiamo quantomeno, visto che la dovete tenere, a cassare il comma 2, quantomeno togliamo che lo Stato possa intervenire in casa nostra, vi facciamo questa minima proposta, tuteliamoci, dopo le norme di attuazione ne riparleremo, però, momentaneamente, che senso ha parlare di un monitoraggio da parte dello Stato in casa nostra. Semplicemente questo vi abbiamo fatto osservare.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un articolo molto importante, il fatto che sia un emendamento sostitutivo completo vuol dire che è il frutto anche di discussioni e di mediazione, quindi scusate se intervengo e vi rubo qualche secondo, perché mi sembra importante spiegare la ratio oltre le cose che già l'onorevole Congiu e l'onorevole Busia hanno detto. Questo è un articolo che individua le prospettive, e le individua però nella legittimità, perché sinceramente nessuno di noi voleva fare una legge che poi sarebbe stata impugnata il mese prossimo, però le individua con molta chiarezza e con molta forza. Questa è la direzione verso la quale vogliamo andare, e in parte lo stiamo già facendo. Il riversamento diretto è previsto nelle norme di attuazione e, come ho già detto in questa Aula, ci stiamo già lavorando. Per quanto riguarda poi il comma 2, onorevole Zedda, lei è stata Assessore al bilancio, la convenzione con l'Agenzia nazionale delle entrate l'ho trovata, probabilmente l'ha trovata anche lei, fatta dai suoi predecessori, quindi ci stiamo riferendo esattamente a quelle convenzioni che l'Amministrazione ha sempre stipulato, perché anche per quanto riguarda l'addizionale Irap, come tutti sapete, in questo momento è demandata per convenzione all'Agenzia nazionale, con la quale facciamo il monitoraggio. Poi mi permetto qui di dare anche un suggerimento; se non ci piace la parola "stipula", e vogliamo cambiarla con un "può stipulare", perché forse ci sembra più elegante, nessun problema, però si tratta esattamente delle cose che stiamo facendo e che personalmente, come Assessore al bilancio, ho ereditato dalla precedente amministrazione, quindi mettersi a fare polemiche su questo, voglio dire, si può fare, però sinceramente non ne capisco i motivi.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Quando ci si nasconde, compreso l'Assessore, dietro la vecchia amministrazione, io ho seri dubbi che stiamo andando nella direzione giusta, perché i lasciti in un'amministrazione sono positivi e negativi per chi viene dopo, come saranno disgraziatamente i lasciti che lascerà questa amministrazione. Ora, il problema è …, il ragionamento è che non si vuole capire che io voglio innovare le convenzioni eventualmente esistenti, e se devo dire qualcosa in uno scritto nuovo, scrivo esattamente quello che debbo dire, cioè richiamando le cose che devono essere richiamate e non cose così messe per assurdità. Io capisco che a molti non piaccia la birra e che vogliano il Cannonau, ma li possiamo accontentare, sono tutti frutti del paleolitico in Sardegna, cosa ormai dimostrata anche dagli archeologi e dalle scienze che vengono …, ma che alcuni vengano a sindacare come hanno fatto, soprattutto dei sovranisti, autolimitandosi in una posizione che dev'essere di avanguardia da parte loro nella tutela degli interessi, delle volontà, delle esigenze del popolo sardo, mi meraviglia assai. Io capisco che un bravo medico possa sindacare su quelle che possono essere malati anche più diffuse, ma le assicuro che il risanare un bilancio non è fare questa "cosetta" che si sta facendo oggi, è ben altro. Bisogna aprire un contenzioso definitivo con lo Stato centrale, per sapere cosa ci deve e da dove partiamo per poter risanare quelle che sono le situazioni finanziarie e le difficoltà economiche che vive la nostra Isola, o diciamo che tutto va bene? Se diciamo che tutto va bene, noi non dobbiamo chiedere niente allo Stato, dobbiamo dire che ci accontentiamo di quello che ci passa, e allora capisco il termine dell'Assessore, "illegittimità", lo ha ripetuto parecchie volte; stiamo facendo cose illegittime legittime, e glielo dico io perché sono illegittime, sono illegittime per quello che rappresento. Io qui siedo perché rappresento il popolo sardo che mi ha votato, voi lì non rappresentate nessuno! State continuando a imperversare in una condizione in cui mettete nella soggettività la Sardegna intera nelle sue prospettive, nel suo avvenire, nella possibilità di giovani generazioni. Questo è il frutto di tutta la legislazione che siete riusciti a fare di questi tempi. È ora di finirla, cambiate, tanto, guardate, se non cambiate voi vi cambiano perché la gente è stufa...
Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, non possiamo nascondere un dato che mi pare inconfutabile e cioè che il legislatore statale può sempre modificare, diminuire o addirittura sopprimere tali tributi, cioè lo Stato ha competenza esclusiva che è dettata dall'articolo 117 della nostra Costituzione. Questo è un dato inconfutabile, è così, non ci piace, ma è così! Allora oggi che cosa andiamo a dire al contrario di quello che voi state affermando che sia contenuta in questa disposizione? Questa disposizione dice che l'ASE stipula convenzioni e protocolli con l'amministrazione finanziaria per garantire il monitoraggio delle attività che sono di nostro interesse perché a oggi ne siamo estromessi, quindi questo è un vantaggio per la Regione autonoma della Sardegna che stipula convenzioni per entrare nel merito di ciò che ci spetta. Che cosa potevamo scrivere qui, che possiamo entrare nell'interesse delle altre Regioni o dello stesso Stato? Di interesse regionale. Chiediamo di partecipare attivamente alle verifiche che riguardano le entrate... Attilio, io non ti ho interrotto, hai detto un sacco di inesattezze e non ti ho interrotto... che riguardano l'interesse della nostra Regione perché a oggi lo Stato, ripeto, ha competenza assoluta su questo tema, quindi noi non abbiamo al momento niente da eccepire se non portare avanti una battaglia che questa legge prevede in futuro si possa fare e possano essere avanzate nuove competenze e nuove assunzioni di responsabilità da parte della nostra Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 154, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Decadono tutti gli altri emendamenti.
1. Sono trasferite in capo all'ASE tutte le attività di recupero bonario e gli adempimenti funzionali e connessi alla riscossione coattiva dei crediti regionali direttamente o tramite il soggetto incaricato, nonché la gestione del relativo contenzioso. È ricompresa nelle attività di cui al periodo precedente anche l'emissione e la notifica delle ingiunzioni di pagamento.
2. La Giunta regionale, con propria deliberazione adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, e nel rispetto della normativa vigente, definisce:
3. L'ASE cura il monitoraggio del recupero dei crediti regionali, effettuato da soggetti terzi convenzionati con l'Amministrazione regionale, per la gestione dei fondi di rotazione e assimilati. Nel caso di cessazione del mandato, l'ASE subentra ai soggetti convenzionati nel recupero curando le attività di cui al comma 1.
4. Sulla base di specifici accordi, le attività di cui al presente articolo possono essere svolte dall'ASE anche con riferimento alle entrate delle pubbliche amministrazioni appartenenti al sistema Regione.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi totali numero 46, 67 e 247; è negativo sui soppressivi parziali numero 98, 246, 12, 167, 168, 169, 170, 171, 172, 188, 189, 99, 245, 102, 242, 103, 241, 104, 240, 105, 239, 166, 165, 187, 100, 244, 180, 181, 182, 183, 184, 185, 186, 101, 243. Sul sostitutivo parziale numero 13 il parere è contrario. Sugli emendamenti aggiuntivi numero 6 il parere è contrario, sul 63 il parere è favorevole e sull'emendamento numero 7 c'è un invito al ritiro.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme alla Commissione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sui relativi emendamenti.
PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente, Presidente, perché è nostra intenzione su questo articolo ritirare gli emendamenti soppressivi. Li abbiamo presentati anche per capire dall'Assessore la situazione, che spesso ci viene segnalata, relativa alle cosiddette transazioni stragiudiziali che vengono proposte alla Regione e che in maniera davvero inspiegabile, salvo qualche lodevole caso, si arenano negli uffici, non si comprende se degli Assessorati che hanno curato leggi di settore, Assessorato all'industria piuttosto che del turismo o in altri Assessorati, che però scoraggiano effettivamente la possibilità di proporre richieste di definizione, quindi con un danno anche per le casse regionali e la regione non ha la possibilità di rientrare in quell'ingente patrimonio finanziario che nel corso degli anni è stato assegnato attraverso leggi di settore. Si vuol capire, Assessore, che cosa si sta facendo e se non sia il caso di rafforzare anche quegli uffici perché alla fine mi pare che sia una di quelle soluzioni che si possono prospettare consentendo il rientro nella gradualità a imprenditori, soprattutto del settore turistico, ma soprattutto quello della produzione che riguarda la piccola e media impresa, senza la necessità che si vedano pignorati gli immobili o pignorate le attività. Su questo, Assessore, vorrei capire esattamente com'è la situazione perché questo era il senso degli emendamenti soppressivi che abbiamo voluto proporre a questo articolo.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. È utile l'intervento dell'onorevole Pittalis perché dà l'opportunità di chiarire il problema e il senso dell'articolo. Il senso dell'articolo è proprio centrare queste competenze che oggi sono in capo a tantissimi uffici diversi della Regione che semmai non hanno neanche capacità tecniche interne per poter gestire. Andiamo dai contenziosi che l'onorevole Pittalis ricordava in termini di aiuti che poi devono essere restituiti, ma altre cose tipo l'ecotassa, tassa sulla caccia, eccetera eccetera. Adesso con l'articolo 4 si ritiene di poter accentrare, quindi renderli più funzionali e avere un'unica linea di risposta per il contribuente. Quindi l'articolo 4 va proprio in questa direzione.
Dopodiché non nascondiamo che c'è un problema, come lo possiamo definire, di amministrazione difensiva, c'è la sanità difensiva, come tutti abbiamo imparato, e c'è un po' l'amministrazione difensiva. È un tema, secondo me, questo che non riguarda in modo specifico questa legge ma, come Consiglio regionale e più in generale come Paese ci dobbiamo porre. Oggi c'è la tendenza di qualunque dirigente e funzionario a non fare transazioni volontarie perché poi ha sempre paura che un domani la Corte dei conti gli possa dire: "Tu dovevi incassare teoricamente 100, ti stai accontentando di 50, io ti chiedo i 50 rimanenti". Poi se alla fine uno non riesce a ottenere zero, però non c'è riuscito e se si va in giudizio alla fine sarà il tribunale a dire che cosa si deve fare. Questo è un tema sul quale credetemi io sono molto sensibile, però sono procedimenti amministrativi quindi l'Assessore, l'ho fatto più e più volte, più che dare un indirizzo politico e dire: "Cerchiamo di agevolare il contribuente, di limitare il contenzioso, eccetera, è difficile." Io spero che con la recente riforma a livello nazionale di cancellazione di Equitalia si possa andare in una direzione in cui si è più vicini al contribuente, si smette di far crescere in modo artificioso more e sanzioni e si riesca quindi a recuperare il dovuto perché è giusto anche che i contribuenti onesti siano premiati e quindi che tutti siano trattati in modo equilibrato, però anche dare certezza all'amministrazione. Quindi chiudo dicendo che l'articolo 4 va incontro a queste esigenze e più in generale possiamo cercare anche di capire se ci possono essere iniziative legislative da parte del Consiglio regionale per dare certezze al funzionario e quindi agevolare anche il tema della riscossione.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). L'articolo 4 sul quale intervengo è un articolo non molto pubblicizzato a dire il vero, ma è un articolo importante, è un articolo di chiarezza e di definizione. Nelle regioni dove è stato già sperimentato il sistema dell'inversione dei flussi e nelle regioni nelle quali si è avviato e attivato un rapporto più umano con il contribuente, sono riuscite a raggiungere un livello di miglioramento delle performance di adempimenti spontanei che di fatto riduce la possibilità di una riscossione coattiva, questo articolo 4 da qualcuno è stato utilizzato con l'etichetta del: "Ma voi siete allora l'alternativa buona di Equitalia." Assolutamente no, Equitalia lavora su un piano di riscossione coattiva, noi migliorando le performance in entrata, noi modulando la capacità anche di poter concedere dei benefici come diceva l'assessore Paci ai soggetti che adempiono volontariamente spazi che oggi non sono consentiti dalla normativa, ci poniamo su un livello di fatto di miglioramento delle performance in entrata ed una riduzione di fatto della riscossione coattiva. Questo è sostanzialmente l'articolo 4 che lavora tendenzialmente sui tributi propri ma con una prospettiva verso il futuro di umanizzare anche quella parte di riscossione volontaria, di introito volontario di tributi derivati e compartecipati.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 67, 98, 99, 102, 103, 104, 105, 100, 101 sono ritirati.
Metto in votazione gli emendamenti numero 46 e i 247 uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Per ritirare gli emendamenti soppressivi parziali e totali all'articolo 4.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 167, 168, 169, 170, 171, 172, 188, 189, 245, 242, 241, 240, 239, 166, 165, 187, 244, 180, 181, 182, 183, 184, 185, 186, 243 sono ritirati.
Metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 6.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). È ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 63. Chi lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 7 è decaduto a seguito dell'approvazione del precedente.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Perché si intende sottolineare l'importanza dell'emendamento numero 63 poi ripreso dal 7 anche se decaduto in riferimento alla necessità che il nostro servizio, il servizio sardo che andiamo ad attivare dovrà essere attento alle esigenze particolari, economiche e di tutto il sistema debitorio della nostra Isola proprio per evitare che un servizio di riscossione che sia come quello che è sempre stato posto in essere fino ad ora vada a colpire anche quei nuclei, quei gangli importanti per il nostro sistema economico e quindi una modulazione proprio del servizio che possa essere attento a queste esigenze. Ci pare una norma molto importante, una norma che evita appunto il rischio di chiusura di imprese che si trovano in difficoltà economiche. Questo deve andare a fare, è sempre stato detto che un servizio di riscossione non può essere uguale in Sardegna come in Lombardia o in Veneto che hanno realtà economiche completamente diverse.
PITTALIS PIETRO (FI). E' il tema che avevo affrontato prima e che debbo dire sul punto mi pare una buona soluzione quella prospettata dall'assessore Paci e quindi sugli aspetti sui quali riteniamo di essere d'accordo non abbiamo difficoltà perché sembra riportare ad un unico centro di imputazione, di controllo, di gestione e di verifica e quindi questo sicuramente potrà agevolare la possibilità di sanare una serie davvero, dai dati che abbiamo, notevole di situazioni che attendono risposta per una definizione. La norma, dico alla collega Busia, è una norma di principio, non individua concretamente soluzioni, forse avremmo dovuto e potuto e forse siamo ancora in tempo Assessore se possiamo ipotizzare in questa legge anche una sorta, forse non piace la parola, ma non è azzardato dire anche di una sorta di sanatoria che per quanto riguarda i tributi regionali almeno intervenire sulle sanzioni e sugli interessi che sono stati applicati semmai anche individuando la categoria, quella appunto del sistema produttivo, per esempio, non so esattamente quale possa essere la quantificazione perché è logico che ci vuole la corrispondente copertura e questa è una valutazione che rimettiamo alla Giunta regionale, noi riteniamo però che questa possa essere anche un'occasione, ecco, una legge accompagnata da una misura di questa portata forse avrebbe anche un senso calandola direttamente nella realtà del nostro sistema sardo.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io personalmente non ho alcuna remora nell'assicurare credito all'assessore Paci che ha detto una cosa molto importante anche perché sarebbe davvero fastidioso e antipatico che si facessero delle dichiarazioni di questo genere dove dietro c'è il dolore e la preoccupazione, il baratro che si apre nelle famiglie e soprattutto per le imprese. Quindi sull'articolo 4 l'Assessore riscuote sicuramente con queste sue affermazioni il mio personale credito come sicuramente riscuote credito anche un emendamento di questo genere che va a proteggere. La mia preoccupazione è quindi che pongo anche richiamando le parole utilizzate dal collega Pittalis è che la genericità dell'individuare meccanismi idonei lascia aperto uno spazio immenso a valutazioni che vanno in capo a funzionari, che quando si mettono in testa di essere integgerrimi non guardano in faccia nessuno e purtroppo intervengono con quel rigore che magari avrebbe necessitato di una dilazione, di un attimo di attesa. Quindi probabilmente non so come, ma questo andrebbe sicuramente emendato nella misura tale in cui si individua un percorso che potrebbe essere anche quello richiamato dal collega poc'anzi, o forse qualche altro che metta in sicurezza, ecco questa è probabilmente la parola giusta che andrebbe utilizzata "mettere in sicurezza", onde evitare che un eccesso di rigore possa davvero portare alla chiusura di attività di imprese che magari orgogliosamente fino ad oggi hanno tenuto in piedi e in sesto, magari assicurando certezza nel corrispondere le risorse ai propri fornitori e ai propri dipendenti, e magari inciampando in quelli che sono i tributi dovuti all'erario o alla stessa attività regionale di accertamento e quindi d'incasso. Non so andrebbe, Assessore, un minimo sforzo ad individuare un percorso dove si eviti questa individuazione così generica di meccanismi che io ho difficoltà, così su due piedi, davvero ad individuare. Ma comunque il percorso, l'iniziativa mi pare degna di attenzione e di massimo rispetto.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti. soppressivi totali numero 47 uguale al 68; gli emendamenti soppressivi parziali numero 106, 174, 175, 176, 177, 178, 179 e 107; l'emendamento sostitutivo parziale numero 14; gli emendamenti aggiuntivi numero 8 e 9.
2. L'ASE collabora con la centrale regionale di committenza che, decorso il termine di cui all'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter) del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia), e successive modifiche ed integrazioni, gestisce a favore degli enti locali le procedure di gara relative all'affidamento della riscossione delle entrate e degli adempimenti strumentali e connessi.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario a tutti gli emendamenti soppressivi totali e parziali, all'emendamento sostitutivo parziale e agli emendamenti aggiuntivi.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme, però con la precisazione che sugli emendamenti aggiuntivi numero 8 e 9 c'è l'invito al ritiro.
PRESIDENTE. Grazie. Non ho iscritti a parlare.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, gli emendamenti nostri soppressivi sono ritirati.
PRESIDENTE. Sono ritirati gli emendamenti numero 68, 106 e 107.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, per ritirare gli emendamenti all'articolo 5.
PRESIDENTE. Quindi sono ritirati gli emendamenti numero 174, 175, 176, 177, 178 e 179.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo per ritirare gli emendamenti soppressivi, Presidente.
PRESIDENTE. E' ritirato anche l'emendamento soppressivo totale.
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
Sull'emendamento numero 8 c'è un invito al ritiro.
BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ritiro l'emendamento un po' con lo stesso spirito con cui è stato presentato l'emendamento che ha dato adito ad una discussione interessante e che ci vedrà impegnati, è cioè quello relativo all'attenzione a certe realtà economiche. In questo caso sono fortemente condizionata, lo confesso, dalle questioni professionali, e cioè le vicende che hanno interessato le varie società o enti che si sono occupati nei diversi Comuni della Sardegna di riscossione, che rilevato e raccolto il bottino sono fuggite altrove. Quindi ritiriamo l'emendamento, ma comunque manteniamo questa sollecitazione perché ci sia un'attenzione proprio nel controllo e monitoraggio di quelle società che, per quanto vincano gare d'appalto, devono anche essere seguite nel loro svolgimento nell'attività di riscossione, proprio per evitare i danni che hanno provocato in alcune realtà isolane.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, molto brevemente, l'emendamento così come era formulato non era praticabile perché le titolarità sono degli enti locali, però questo è un tema fondamentale che insieme agli enti locali, e quindi all'Anci, nella Conferenza Regione - enti locali dobbiamo affrontare, perché con la chiusura di Equitalia, che era già prevista comunque per gli enti locali, non possiamo permettere che ogni singolo Comune tratti con un'agenzia di riscossione che è più grande di lui per intenderci. Quindi dobbiamo studiare un sistema all'interno della Conferenza Region - enti locali per fare in modo che sia il sistema della Regione Sardegna a dialogare e a contrapporsi con le agenzie di riscossione.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 69; l'emendamento sostitutivo totale numero 56, a cui è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 259; gli emendamenti soppressivi parziali numero 108 e 109; e l'emendamento aggiuntivo numero 10.
Osservatorio della fiscalità regionale
1. L'ASE esercita le funzioni di osservatorio per la mappatura del sistema tributario regionale, il monitoraggio delle entrate e la simulazione degli effetti della leva fiscale, con riferimento ai diversi tributi regionali, compartecipati, devoluti e derivati, alle specifiche categorie e dimensioni di contribuenti, ai settori economici interessati, agli ambiti territoriali di ubicazione delle attività.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'ASE mette a sistema, in un portale della fiscalità regionale, le banche dati periodicamente trasmesse dall'Amministrazione finanziaria e le altre banche dati acquisite o create ai sensi dell'articolo 7.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario agli emendamenti numero 69, 108 e 109. Il parere è favorevole agli emendamenti numero 56, 259 e 10.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme alla Commissione.
Metto in votazione l'emendamento numero 69. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 259. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.
Decadono gli emendamenti soppressivi parziali numero 108 e 109, e anche l'emendamento numero 10.
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 70; gli emendamenti soppressivi parziali numero 110, 112, 113, 114, 115 e 111;
b) stipula accordi con soggetti pubblici e privati per la gestione dei flussi informativi necessari per il corretto svolgimento delle attività di competenza, ivi compresi i riversamenti diretti, nonché per l'accesso a banche dati esistenti;
2. Le amministrazioni del sistema Regione mettono a disposizione dell'ASE le proprie banche dati e collaborano nel renderle fruibili, anche in funzione delle finalità di cui all'articolo 6.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario agli emendamenti numero 69, 108 e 109. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati degli emendamenti.
2. L'ASE, per favorire la riduzione del contenzioso e una maggiore consapevolezza dei diritti del contribuente, promuove, in ambito regionale, la figura del Garante del contribuente e ne favorisce l'attività, anche mettendo a disposizione propri spazi e risorse umane.)
SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sugli emendamenti numero: 71, 116, 117, 15 e 16.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessoretecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PRESIDENTE. Emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 117. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova ). Chi non lo approva alzi la mano.
La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 17.