Source: https://mercutioblog.wordpress.com/2013/06/12/e-revocabile-il-fondo-patrimoniale/
Timestamp: 2018-10-23 13:49:49+00:00
Document Index: 98609636

Matched Legal Cases: ['art. 2740', 'art. 2740', 'art. 2740', 'art. 170', 'art. 2740', 'art. 2901', 'art. 170']

E’ revocabile il fondo patrimoniale. | L'uomo della pioggia
E’ revocabile il fondo patrimoniale.
Con la pronuncia in commento, il tribunale di Taranto evidenzia i presupposti dell’azione revocatoria nell’ipotesi di un fondo patrimoniale istituito per sottrarre beni immobili alla garanzia di cui all’art. 2740 c.c.
Preliminarmente corre l’obbligo di evidenziare che non è necessario sospedere il giudizio avente ad oggetto la revocatoria, in attesa del giudizio pendente avente ad oggetto il riconoscimento dell’esistenze dell’esposizione debitoria dedotta, che secondo la giurisprudenza della cassazione (v. ex multius, Cass. 2009/5359, 2001/12678), ai fini dell’esperibilità dell’azione ordinaria, posto che non è necessario al creditoreessere titolare di un credito certo, liquidito ed esigibile, bastando una semplice che non si riveli prima facie pretestuosa e che possa valutarsi probabile, anche se non definitivamente accertata (Cass. 2002/2008).
Si è specificato al riguardo che, ai fini dell’esperibilità dell’azione revocatoria, viene in rilievo una nozione lata di credito, comprensiva della ragione o apsettativa, con conseguente irrilevanza dei normali requisitidi certezza, liquidità ed estgibilità (Cass. Cass. 24 luglio 2003, n. 11471).
Il credito puà anche essere incerto, in quanto oggetto di controversia giudiziaria (Cass. 5 giugno 2000. n. 7452)
Ciò posto, e venendo al merito della questione che ci occupa, giova ricordare che il fondo patrimoniale, di cui si chiede ‘inefficacia, deve rilevarsi che si tratta di un negozio che, comportando l’uscita dei beni dal patrimonio d chi li dispone, ne implica un depauperamento e, dunque, la riduzionedella garanzia patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c.
Sicchè, il negozio costitutivo del fondo patrimoniale, anche se proviene da entramni i coniugi, è atto a titolo gratuito, che può essere dichiarato inefficace nei confronti dei creditori a mezzo di aizone revocatoria ordinaria.
Ne consegue che, avendo actio pauliana la funzione di ricostruire la garanzia generica fornita dal patrimonio del debitore, a determinare l’eventus damni è sufficiente anche la mera variazione qualitativa del patrimonio del debitore integrata con la costituzione in fondo patrimoniale di beni immobili, in tal caso determinandosi il pericolo di danno costituito dall’eventuale infruttuosità di una futura azione esecutiva.
Sotto il profilo dell’elemento soggettivo, trattandosi di ipotesi di costituzione di fondo patrimoniale successiva all’asunzione del debito (ipotesi di obbligazione fideiussoria), è sufficiente la mera consapevolezza di arrecare pregiudizio agli interessi del creditore (scientia damni), al cui prova può essere fornita anche tramite presunzioni, senza che assumano viceversa rilevanza l’intenzione del debitore medesima di ledere la garanzia patrimoniale generica del creditore (consilium fraudis), nè la relativa conoscenza o partecipazione da parte del terzo (ex multis Css. 2007/966; 2005/4933; 94/2604; 96/3251).
Ora, nell’ipotesi in cui:
a) i debitori sono perfettamente consapevoli della loro esposizione debitoria al momento della costituzione del fondo patrimoniale, in quanto questo risale ad una data certa, mentre i debiti sono tutti antecedenti;
b) emerge la prova della consapevolezza;
c) il carattere pregiudizievole dell’atto appare evidente, perchè sottraendo i beni alla garanzia generica di cui all’art. 2740 c.c. viene messa a rischio la fruttuosità delle azioni esecutive a protezione dei crediti, tanto più se si tiene conto di quanto disposto dall’art. 170 c.c.
Questo assorbe anche l’eventuale domanda di simulazione, anche se proposta con carattare di priorità logico/giuridica.
In conclusione, alla luce delle considerazioni su esposte, si può ritenere inefficace il fondo patrimoniale costituito.
(Tribunale di Taranto, Dott. Gianfranco Coccioli, sentenza, 03-12-2012, n. 2199)
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