Source: http://www.avvocatobassignana.it/article/la-giurisprudenza-apre-alla-violenza-assistita
Timestamp: 2018-03-18 00:03:42+00:00
Document Index: 16532333

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 61', 'art. 572', 'sentenza ', 'art. 572', 'art. 147', 'art. 30']

La Giurisprudenza apre ancora alla violenza assistita - Tutela Legale dei Minorenni
La Giurisprudenza apre ancora alla violenza assistita
Tratto da: Cass. Pen, sez.VI, 29.01.15 n.4332
Questa sentenza è particolarmente importante perchè apre nuovamente all'istituto di creazione giurisprudenziale della violenza assistita.
Nel caso di specie il Tribunale del Riesame, pur avendo confermato i gravi indizi di colpevolezza quanto al delitto di maltrattamenti contestato all'imputato in danno della moglie, aveva però annullato il provvedimento cautelare con riferimento ai maltrattamenti nei confronti dei figli. Il Tribunale rilevava che:
1) gli episodi di maltrattamento nei confronti della moglie erano pochi ed isolati;
2) i minori non erano stati dolosamente coinvolti dal genitore nelle dinamiche violenti;
3) non emergeva una condizione di sofferenza psicologica dei minori;
4)non era sufficiente ad integrare il delitto di maltrattamenti, il fatto che i figli fossero stati testimoni della condotta svalutante e denigratoria tenuta dall'imputato nei confronti della moglie;
5) la situazione dei minori non era stata oggetto di allerta da parte dei Servizi Sociali per condotte maltrattanti tenute dal padre nei confronti dei figli.
L'ordinanza del Tribunale del Riesame è stata impugnata dal Pubblico Ministero per i seguenti motivi:
1) il Tribunale riconosce i maltrattamenti nei confronti della moglie ma li nega rispetto ai figli;
2) il Tribunale sottovaluta gli effetti negativi che la violenza assistita provoca ai figli con grave e duraturo stato di sofferenza;
3) la violenza assistita è un concetto giurisprudenziale positivizzato con l'aggravante di cui all'art. 61 n. 11 quinques del Codice Penale che richiama le sofferenze patite dai minori che assistono ai maltrattamenti che un genitore commette nei confronti dell'altro;
4) quando la condotta lesiva è reiterata nel tempo, le sofferenze patite dal minore integrano l'evento del delitto di maltrattamenti in danno degli stessi minori che sono costretti ad assistere, sentire, vedere, percepire la condotta fisicamente, verbalmente, psicologicamente violenta nei confronti della madre;
5) la prova delle sofferenze patite dal minore è un dato notorio emergente dalle discipline che studiano il bambino.
Assume particolare importanza la decisione dei Giudici della Corte di Cassazione che, pur respingendo il ricorso del Pubblico Ministero, indicano con precisione gli elementi che devono sussitere affinchè sia integrata la fattispecie di violenza assistita dai minori da sussumersi nel reato di cui all'art. 572 del Codice Penale.
La Corte parte dall'esame di un caso di maltrattamento di una persona disabile da parte della badante convivente che è stato deciso con sentenza della Cassazione Penale, sezione VI, n. 9724 del 2013 nei termini che seguono: "il delitto di maltrattamenti è integrato non solo da fatti commissivi ma anche da condotte omissive connotate da indifferenza e trascuratezza verso i bisogni affettivi della persona debole da tutelare".
Si tratta di una regola che ci consente, nel diverso ambito della condotta maltrattante di un coniuge nei confronti dell'altro, di comprendere nel novero dell'offensività della norma di cui all'art. 572 Codice Penale anche la posizione passiva dei figli minori sistematici spettatori obbligati delle manifestazioni di violenza.
I fatti devono però essere connotati " da una consapevole insofferenza e trascuratezza verso gli elementari bisogni affettivi ed esistenziali dei figli, nonchè realizzati in violazione dell'art. 147 Codice Civile in punto di educazione e istruzione al rispetto delle regole minimali del vivere civile, cui non si sottrae la comunità familiare regolata dall'art. 30 della Costituzione".