Source: http://dirittocivilecontemporaneo.com/category/contratto-in-generale/contratto-preliminare/
Timestamp: 2017-04-28 14:09:56+00:00
Document Index: 43083041

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 72', 'art. 2932', 'art. 2932', 'art. 183', 'art. 183', 'Cass. Sez. ', 'art. 1351', 'art. 1173', 'art. 1173', 'art. 2932']

CONTRATTO PRELIMINARE | Diritto Civile Contemporaneo
Archivio della categoria: CONTRATTO PRELIMINARE
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO PER PERSONA DA NOMINARE, CONTRATTO PRELIMINARE, TRASCRIZIONE, TUTELA DEI DIRITTI il 25 gennaio 2017 da diritto civile contemporaneo.	La Cassazione sulla validità del preliminare di immobile abusivo
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, NULLITA' il 13 maggio 2016 da diritto civile contemporaneo.	Valore probatorio della quietanza rilasciata per conto del (con)creditore e nullità del contratto preliminare ex art. 30 co. 2 TU edilizia. Considerazioni critiche a margine di una recente pronunzia della Cassazione
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, NULLITA', OBBLIGAZIONE, PROVE il 10 febbraio 2016 da diritto civile contemporaneo.	La Cassazione sull’efficacia probatoria della quietanza
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO PRELIMINARE, PROVE, TUTELA DEI DIRITTI il 16 novembre 2015 da diritto civile contemporaneo.	Per le Sezioni Unite il curatore fallimentare non può “sciogliere” ex art. 72 l.f. il preliminare di vendita qualora sia stata proposta domanda ex art. 2932 c.c.
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, PROCEDURE CONCORSUALI il 17 settembre 2015 da diritto civile contemporaneo.	La domanda ex art. 2932 è modificabile nella domanda di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo
Per Cass. SS.UU. 15 giugno 2015 n. 12310, “La modificazione della domanda ammessa a norma dell’art. 183 cod. proc. civ. può riguardare anche uno o entrambi gli elementi identificativi della medesima sul piano oggettivo (petitum e causa petendi), sempre che la domanda così modificata risulti in ogni caso connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio, e senza che per ciò solo si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte ovvero l’allungamento dei tempi processuali. Ne consegue che deve ritenersi ammissibile la modifica, nella memoria all’uopo prevista dall’art. 183 cod. proc., della iniziale domanda di esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto in domanda di accertamento dell’avvenuto effetto traslativo”.
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO PRELIMINARE, TUTELA DEI DIRITTI il 25 giugno 2015 da diritto civile contemporaneo.	Secondo le Sezioni Unite il “preliminare di preliminare” è valido; anzi no
Finalmente la Corte di Cassazione – Sezioni Unite, 6 marzo 2015 n. 4628 – torna a pronunciarsi sul problema della validità del c.d. “preliminare di preliminare”, molto diffuso nella prassi della contrattazione immobiliare, quale incontro tra una proposta irrevocabile d’acquisto – sottoscritta, su sollecitazione del mediatore, dal soggetto interessato all’acquisto, con versamento contestuale di una somma di denaro al mediatore stesso per “bloccare l’affare” – e l’accettazione da parte del venditore, accordo che precede la stipulazione del vero e proprio preliminare “formale” o “chiuso” (quello contenente cioè l’obbligo formale di addivenire al rogito notarile, con definizione puntuale dell’affare in tutti i suoi aspetti, essenziali ed accessori). Il tema fu oggetto di un Convegno organizzato dal notariato a Bologna a inizio anni ’90, con interventi pubblicati anche sulla Rivista del Notariato (v. in particolare G. GABRIELLI, Prassi della compravendita immobiliare in tre fasi: consensi a mani dell’intermediario, scrittura privata preliminare, atto notarile definitivo, in Riv. not., 1994, 23 ss.; RAVAZZONI, Gradualità dei vincoli a carico dell’alienante e conclusione del contratto, ivi, 35 ss.), oltre che in un volume ad hoc (AA.VV., Dalle proposte di acquisto al preliminare notarile. Analisi di una prassi immobiliare, Milano, 1995).
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, NULLITA' il 9 giugno 2015 da diritto civile contemporaneo.	Da “inconcludente superfetazione” a quasi contratto: la parabola ascendente del “preliminare di preliminare”
Cass. Sez. Un. 6 marzo 2015 n. 4628, Rel. D’Ascola decide la causa rimessa al Presidente con ordinanza 12 marzo 2014 n. 5779, Rel. R.M. Triola (in Dir. civ. cont. 2 settembre 2014 con nota di Restivo, Le Sezioni Unite chiamate a pronunciarsi sulla validità del “preliminare di preliminare”).
Per le Sezioni Unite, “in presenza di contrattazione preliminare relativa a compravendita immobiliare che sia scandita in due fasi, con la previsione di stipula di un contratto preliminare successiva alla conclusione di un primo accordo, il giudice di merito deve preliminarmente verificare se tale accordo costituisca già esso stesso contratto preliminare valido e suscettibile di conseguire effetti ex art. 1351 e 2932 c.c., ovvero anche soltanto effetti obbligatori ma con esclusione dell’esecuzione in forma specifica in caso di inadempimento. Riterrà produttivo di effetti l’accordo denominato come preliminare con il quale i contraenti si obblighino alla successiva stipula di un altro contratto preliminare, soltanto qualora emerga la configurabilità dell’interesse delle parti a una formazione progressiva del contratto basata sulla differenziazione dei contenuti negoziali e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi coperta dal vincolo negoziale originato dal primo preliminare. La violazione di tale accordo, in quanto contraria a buona fede, potrà dar luogo a responsabilità per la mancata conclusione del contratto stipulando, da qualificarsi di natura contrattuale per la rottura del rapporto obbligatorio assunto nella fase precontrattuale” (questo il principio di diritto cui dovrà attenersi il giudice del rinvio).
Dunque, pare di capire, se il preliminare di preliminare non è in realtà già contratto preliminare, anche non eseguibile in forma specifica, non è affatto scontata la sua nullità, come sin qui ritenuto dalla più recente giurisprudenza di legittimità: l’accordo con il quale i contraenti si obblighino alla successiva stipula di un altro contratto preliminare è valido qualora emerga la configurabilità dell’interesse delle parti a una formazione progressiva del contratto basata sulla differenziazione dei contenuti negoziali e sia identificabile la più ristretta area del regolamento di interessi. Ma questo accordo, sembra di capire, non è un contratto, è un quasi contratto. Esso infatti non è il preliminare debole, cioè non eseguibile in forma specifica, ed il rapporto obbligatorio sorge ex art. 1173 c.c., in ragione di un fatto o di un atto idoneo a produrre un’obbligazione secondo l’ordinamento giuridico. L’obbligo del cui inadempimento o violazione si discute non nascerebbe dunque da contratto, ma dalla legge, cioè da un “quasi contratto” ex art. 1173 c.c. Non solo, ma la verifica volta a valutare la meritevolezza dell’accordo (non contrattuale), in ragione della sua differenziazione dal contratto preliminare che le parti si obbligano a stipulare, sarebbe correlata alla sussistenza della causa concreta, lo scopo pratico dell’affare: causa concreta che però qui varrebbe a sancire la rilevanza giuridica non già di un contratto, ma di un quasi contratto.
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, NULLITA' il 14 maggio 2015 da diritto civile contemporaneo.	Autonomia di procedimenti formativi? La vicenda del «preliminare di preliminare»
Prima di giungere al definitivo, o anche prima di giungere a un vero e proprio contratto preliminare suscettibile di essere eseguito ex art. 2932 c.c., le parti possono seguire percorsi tortuosi, che possono sfuggire alla dicotomia tipica preliminare-definitivo.
Minute, puntuazioni, intese, lettere di vario genere, dichiarazioni di impegno, atti che possono assumere le più diverse denominazioni ma che, in buona sostanza, rappresentano tappe di un procedimento formativo complesso e articolato, la cui costruzione è rimessa a scelte compiute dalle parti in piena autonomia.
Se la pratica, soprattutto immobiliare, fa emergere queste realtà negoziali atipiche, è necessario domandarsi se questi accordi procedimentali – diversi dal preliminare – debbano o non debbano produrre effetti giuridicamente rilevanti.
La vicenda del c.d. preliminare di preliminare si inquadra proprio in questo contesto: è una vicenda procedimentale, che non può essere rettamente compresa senza adottare una prospettiva dinamica, che muova da un’idea di fondo: la fase che precede il contratto (definitivo) può comportare la stipula di altri contratti (anche se meglio sarebbe dire negozi) “procedimentali”, che possono precedere il preliminare e che, se retti da una causa concreta, possono, a certe condizioni, produrre effetti giuridici. Continua a leggere →
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, NULLITA' il 11 maggio 2015 da diritto civile contemporaneo.	Il preliminare di vendita dell’immobile legato. La Suprema Corte ribadisce la prevalenza di legatari e prelegatari rispetto al promissario acquirente
Share on: WhatsApp	Questo articolo è stato pubblicato in CONTRATTO IN GENERALE, CONTRATTO PRELIMINARE, SUCCESSIONI E DONAZIONI il 2 febbraio 2015 da diritto civile contemporaneo.	Ricerca per: