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Timestamp: 2018-03-20 19:44:52+00:00
Document Index: 138874471

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 595', 'art. 530', 'art. 595', 'sentenza ']

ALFIO CRISAFULLI E LA QUERELA PER DIFFAMAZIONE
CRISAFULLI ALFIO: ASSOLTO DAL REATO DI CUI ALL’ART. 595 CODICE PENALE (DELITTO DI DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DELL’AVV.TO FEDELE DI CRISTINA) PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE .
Questa è la motivazione del Giudice di Pace dott.ssa Elena Ramatelli di Messina in risposta alla querela presentata dall’avv.to Di Cristina Fedele del Foro di Messina e alla incriminazione del P.M. dott. Vincenzo Ciofalo adottata nei miei confronti per il reato di diffamazione.
L’avv.to Fedele Di Cristina è stato incaricato dalla Provincia Regionale di Messina di fare causa a Crisafulli Agatino per il rilascio di una casa cantoniera e di un terreno annesso alla stessa casa sita in Larderia (Messina).
La Provincia Regionale di Messina per questo incarico aveva stanziato in data 17 giugno 1998 la somma di £. 3.000.000 (tremilioni di lire) (vedi copia documento allegato )
L’avv.to Fedele Di Cristina fece l’atto di citazione contro Cisafulli Agatino e lo notificò in data 22 settembre 1998. Detto atto fu notificato al figlio Emanuele (vedi copia documento allegato).
Il sig. Crisafulli Agatino non si costituì e rimase contumace.
In data 25 ottobre 2005, a giudizio non ancora ultimato, l’avv.to Fedele Di Cristina scrisse una lettera al sig. Crisafulli Agatino chiedendo la somma di €. 3.559,43 (tremilacinquecentonovantanove/43), il cui contenuto si riporta: “ Oggetto: Causa Civile per rilascio casa e fondicello di proprietà della Provincia Regionale”. Nell’interesse della Provincia Regionale di Messina, Le significo che la causa indicata va a sentenza. Pertanto, la invito a contattare il mio studio per il pagamento delle spese e dei compensi prima del deposito della comparsa conclusionale al fine di evitare un aggravio di costi. In mancanza di riscontro nel termine del 31 ottobre 2005 procederò ulteriormente ” Detta lettera era accompagnata da un “pizzino di colore giallo” contenente la cifra scritta di €. 3.559,43 (vedi copia documento allegato)
Il sig. Crisafulli Agatino mi dette una copia di questa lettera chiedendomi spiegazioni.
A questa assurda richiesta e leggendo il contenuto di questa lettera decisi di denunciare l’avv.to Fedele Di Cristina al Consiglio dell’Ordine degli avvocati del Foro di Messina ed informai lo stesso avvocato della mia denuncia perché secondo me “ voleva estorcere del danaro al sig. Crisafulli Agatino con forma intimidatoria o minacciosa con la dicitura di procedere ulteriormente senza avere Titoli idonei e prima della emananda sentenza somma che a lui non era dovuta. Per questo fatto, a mio modesto parere, l’avv.to Fedele Di Cristina, aveva violato il codice deontologico di cui agli artt. 48 e 50 (vedi copia codice deontologico degli avvocati di Messina ).
Inoltre ho scritto nella mia denuncia al Consiglio dell’Ordine degli avvocati che le somme che l’avv.to Di Cristina pretendeva doveva chiederle al suo cliente (Provincia Regionale) e non alla controparte. Facevo presente che la stessa Provincia Regionale non era proprietaria di quell’immobile (il proprietario era il Comune di Messina) e quindi la Provincia regionale di Messina e lo stesso avv.to Fedele Di Cristina non poteva mai promuovere un giudizio civile e questo stesso giudizio civile non poteva mai essere fatto contro Crisafulli Agatino.
In data 03 luglio 2006 ho dimostrato con lettera AR N. 12671834570-9 all’avv.to Fedele Di Cristina che l’immobile era in mio possesso da oltre 30 anni e non invece in possesso del sig. Crisafulli Agatino e la proprietà era del Comune di Messina.
Questo fatto che io possedevo l’immobile era documentabile perché era stato accertato nel dicembre del 1996 dai Vigili Urbani di Messina e per questo motivo avevo subito un processo penale con la conferma del GIP Maria Pia Franco e dal P.M.
A seguito di questo processo penale conclusosi il 18 luglio 2000 il Giudice Monocratico Penale D.ssa Di Bartolo aveva stabilito, con una sentenza passata in giudicato, che la mia condotta: “non è pertanto assistita da dolo” e per questo motivo io sono stato assolto perché il fatto di occupazione abusiva dell’immobile non sussiste” (vedi copia della sentenza allegata ) .
L’avv.to Fedele Di Cristina, pur sapendo la verità dei fatti, in mala fede, ritenendo che la sua azione di chiedere dei soldi alla controparte, senza averne il titolo, prima della emananda sentenza, fosse giusta e legittima, ritenendo che la Provincia Regionale era proprietaria di quell’immobile e ancora ritenendo che io lo abbia offeso gravemente e compromesso la sua reputazione professionale e personale intaccando la stima di cui egli godeva nel suo contesto sociale e professionale quale legale esercente l’attività nel circondario di Messina, mi ha querelato per diffamazione.
Nel frattempo il Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Messina avv.to Francesco Marullo di Condojanni archiviò la mia denuncia senza avviare un procedimento disciplinare scrivendomi e motivando la sua decisione “ non avendo ravvisato nel comportamento dell’avv.to Di Cristina Fedele alcun elemento idoneo a giustificare l’inizio di un procedimento disciplinare. Con i migliori saluti”. (vedi copia documento allegato)
Il P.M. di Messina dott. Cefalo Vincenzo ritenendo fondata la querela presentata dall’avv.to Fedele Di Cristina, senza sentirmi, senza darmi la possibilità di dimostrare che quello che io avevo scritto rispondesse al vero, mi ha rinviato a Giudizio per avere violato l’art. 595 c.p. per avere offeso la reputazione dell’avv.to Di Cristina Fedele..
Per quanto sopra sono stato costretto a difendermi, dando incarico all’avv.to Prof.re Corrado Rizzo, sostenendo delle spese (chiederò all’avv.to Fedele Di Cristina il risarcimento dei danni subiti).
L’avv.to Fedele di Cristina prima dell’inizio della causa, sollecitato dal mio avvocato difensore avv.to prof.re Corrado Rizzo, pur sapendo come stavano i fatti, non volle sentire ragioni per chiudere la vicenda con un bonario componimento.
Si andò al processo e al dibattimento.
L’avv.to Fedele Di Cristina, in fase di interrogatorio, confermò di avere scritto al sig. Crisafulli Agatino di contattare il suo studio, chiedendo il pagamento delle spese e il pagamento dei compensi prima della comparsa conclusionale.
Quando fu il mio turno dissi al Giudice che la lettera che io scrissi al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Messina è stata una reazione alla illegittima richiesta fatta dall’avv.to Fedele di Cristina a Crisafulli Agatino, che Crisafulli Agatino non aveva il possesso dell’immobile e poi sapevo che lui aveva iniziato una causa in cui la Provincia Regionale non era proprietaria dello stesso immobile per il quale si chiedeva il rilascio.
Alla fine del processo Penale il P.M. chiese che io fossi condannato penalmente ad una multa di €. 300,00 (trecento). L’avv.to della parte offesa (nipote dell’avv.to Fedele Di Cristina) si associò alla richiesta del P.M.; mentre dopo la superlativa esposizione del mio avv.to prof.re Corrado Rizzo accompagnata da memorie scritte nonché da tutta una serie di documenti (vedi una parte di questi documenti qui sotto allegati) a dimostrare che io avevo detto la verità chiese che io venissi assolto ai sensi dell’art. 530 c.p.p.
Il Giudice di Pace sentiti il PM, la parte civile e il mio difensore, acquisiti gli atti nella ultima udienza del 19 ottobre 2010 mi ha assolto dal reato di cui all’art. 595 c.p. motivando “perché il fatto non sussiste” (vedi e leggi sentenza sotto allegata del Giudice di Pace dott.ssa Elena Ramatelli).
Prima di concludere questo piccolo episodio al POPOLO ITALIANO va detto:
Ho denunciato alla Corte dei Conti il Presidente della Provincia Regionale di Messina per sperpero di danaro pubblico perché lo stesso aveva dato incarico all’avv.to Fedele Di Cristina senza essere proprietaria dell’immobile deliberando al conferimento dell’incarico la somma di £. 3.000.000 (tremilioni di lire).
Ho denunciato tutto al PM facendo risaltare che l’avv.to Fedele Di Cristina nel processo Civile, fatto nei confronti di Crisafulli Agatino, aveva escusso due testimoni i quali sull’occupazione dell’immobile hanno dato falsa testimonianza.
Ho denunciato il fatto che la Provincia regionale di Messina millantava il fatto di essere proprietaria di un bene mentre ciò non era vero.
Ancora oggi aspetto risposta sull’esito delle indagini per costituirmi parte civile.
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Messina non sanzionando e non punendo il comportamento tenuto dall’avv.to Fedele Di Cristina ha dato l’inizio alla non punibilità dei comportamenti deontologicamente scorretti e illegittimi degli avvocati.
E dire che il codice deontologico è materia inserita nel piano di studi dell’università di Messina per i laureti in giurisprudenza e poi è esposto, per la consultazione di tutti, nel sito dell’ordine degli avvocati di Messina !
Proporrò, nella mia qualità di Presidente dell’associazione vittime degli avvocati (A.V.A.) nuova istanza al Consiglio dell’Ordine di Messina e a quello Nazionale affinchè questo signore venga punito al fine di evitare che questa materia non sia riconosciuta di primaria importanza e poi dato il grave precedente questa mancata punizione possa essere interpretata come l’inizio della non punibilità nei confronti di tutti gli avvocati del foro di Messina e Provincia che si comportano allo stesso modo dell’avv.to Fedele Di Cristina .
Secondo il mio parere il Consiglio dell’Ordine degli avvocati del foro di Messina non è nato per legge o non è stato fondato per difendere o “coprire” gli avvocati quando questi violano il codice deontologico, codice questo ritenuto dalla Suprema Corte di Cassazione avente valore di legge; ma è nato per fare giustizia e punire tutti gli avvocati che, nella loro professione, si comportano in modo scorretto e illegittimo con i loro clienti e la controparte.
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ASSOCIAZIONE VITTIME DEGLI AVVOCATI (A.V.A.)
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