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Timestamp: 2019-06-26 16:36:17+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 14', 'art. 2602', 'art. 10', 'art. 15', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 23', 'art. 23', 'art.1', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 14', 'art.14']

Statuto Consorzio 2011 (187.77 kB)
Denominazione, sede, durata e scopi.
Art.1 – A tutti gli effetti di legge, ed in particolare, ai fini previsti dall’art. 14, comma 15 e seguenti, della legge 21 dicembre 1999, n. 526, e ai sensi dell’art. 2602 e ss. del codice civile è costituito un consorzio volontario, che assume la denominazione “Consorzio di Tutela del Salame Cremona” (d’ora in poi “Consorzio”), con sede in Cremona.
Art.2 – Ai fini del presente Statuto, per “Salame Cremona” si intende la IGP registrata con Regolamento (UE) n. 1362 del 23 novembre 2007, certificato come tale ai sensi dell’art. 10 del Regolamento n. 510/2006, la cui produzione avviene ai sensi del Disciplinare di Produzione registrato ai sensi della normativa sopra indicata”.
Art.3 – La durata del Consorzio è stabilita fino al 31 dicembre 2030 e potrà essere prorogata dall’Assemblea Straordinaria.
Art.4 – Per "Salame Cremona" si intende il prodotto commercializzato con le caratteristiche dettate dal relativo disciplinare di produzione, le cui fasi di preparazione hanno luogo nel territorio individuato dallo stesso disciplinare. Per contraddistinguere tale prodotto, il Consorzio potrà prevedere l'utilizzo, da parte dei consorziati di un marchio collettivo del prodotto, al fine della registrazione ed utilizzazione dello stesso, come elemento distintivo della produzione dei consorziati conforme al disciplinare. Le caratteristiche e modalità di presentazione del marchio potranno essere fissate dall’Assemblea su proposta del Consiglio di Amministrazione.
Art.5 – Il Consorzio si pone quale scopo la tutela, promozione, valorizzazione e cura generale degli interessi relativi al prodotto Salame Cremona, anche mediante la realizzazione di attività idonee allo sviluppo dell’informazione e dell’educazione alimentare del prodotto tutelato.
In particolare il Consorzio ha lo scopo di:
promuovere l’applicazione del disciplinare e proporre di esso eventuali modifiche od implementazioni, nonché promuovere il miglioramento delle caratteristiche qualitative della IGP “Salame Cremona”;
tutelare, promuovere, valorizzare e curare gli interessi generali della IGP “Salame Cremona” anche attraverso l’informazione del consumatore;
avanzare proposte di disciplina regolamentare, anche in attuazione del Disciplinare registrato, e svolgere compiti consultivi relativi alla IGP “Salame Cremona”;
promuovere accordi interprofessionali secondo le modalità dal presente Statuto ed, eventualmente, piani attuativi delle previsioni di cui all’art. 15 del Decreto Legislativo 27 maggio 2005, n. 102 e ss. modifiche;
costituire, detenere ed utilizzare a tutti i fini previsti dal presente statuto il marchio consortile (qualora adottato);
tutelare, difendere, anche in sede giudiziaria, in Italia e all’Estero, e vigilare affinché, da parte di chiunque, non vengano usati indebitamente, abusivamente od illegittimamente, anche riferiti a categorie merceologiche diverse la dicitura “Salame Cremona”, il marchio consortile (qualora adottato), il segno distintivo della IGP “Salame Cremona”, il contrassegno ed ogni altro simbolo o dicitura che la identifichi, ed affinché non vengano usati nomi, denominazioni, diciture e simboli comunque atti a trarre in inganno l’acquirente od il consumatore;
estendere in Italia e all’estero la conoscenza la diffusione della IGP “Salame Cremona”, nonché delle sue caratteristiche di qualità svolgendo ovunque apposita promozione ed opera di informazione anche riferita alla sua filiera produttiva;
collabora nell’attività di vigilanza con l’ex Ispettorato Centrale Repressioni Frodi, ora Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agro-alimentari, ai sensi del D.M. del 12 ottobre del 2000, con il quale, conformemente alle previsioni dell’art. 14, comma 15, lettera d) della legge 526/1999, sono state impartite le direttive per la collaborazione dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP, nell’attività di vigilanza.
Per il perseguimento di quanto sopra, il Consorzio può compiere tutte le operazioni commerciali, industriali e finanziarie per il conseguimento dell’oggetto sociale, anche concedendo fidejussioni, avalli e garanzie.
Inoltre il Consorzio nell’ambito degli scopi statutari, svolge le seguenti attività nell’interesse dei consorziati:
Favorisce ed aderisce alle iniziative atte ad organizzare e facilitare, anche direttamente la vendita e l’esportazione da parte dei consorziati e che contribuiscano all’affermazione della IGP “Salame Cremona”;
Supporta i consorziati nel perfezionamento costante del risultato produttivo, dando loro informazioni, direttive, assistenza ed ausili tecnici e scientifici;
Assiste i soci in ogni questione di interesse comune;
Promuove intese tra i consorziati comunque atte a valorizzare la produzione della IGP “Salame Cremona” o ad accrescerne la rinomanza e la conoscenza;
Intraprendere qualsiasi iniziativa nell’interesse dei consorziati.
Art.6 – Possono far parte del Consorzio tutti gli operatori, siano essi persone fisiche o giuridiche, singole o associate, che siano iscritte in una o entrambe le categorie previste dall’art. 2, lett. f), del D.M. del 12 aprile del 2000, n. 61414, per la “filiera preparazione di carni, ossia:
fb1) imprese di lavorazione;
fb2) porzionatori e confezionatori.
Le categorie sopra indicate devono rispettare i criteri di rappresentanza negli organi sociali così come previsto dall’art. 3 del D.M. del 12 aprile 2000, n. 61414 ed in particolare quanto riportato all’art. 3 e art. 4, lett. f) del D.M. del 12 aprile del 2000, n. 61413.
I soggetti di cui alle suddette categorie devono essere tutti iscritti all’Organismo di Controllo, pubblico o privato, autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali a svolgere attività di controllo e certificazione”.
Ai soggetti diversi dalle imprese di lavorazione è consentito l’accesso al Consorzio anche in maniera associata, su espressa delega scritta dei singoli soggetti interessati. Non è necessaria la delega per le cooperative di primo grado.
I singoli soggetti o le loro Associazioni devono inoltrare domanda scritta al Consiglio di Amministrazione, che delibera entro 90 giorni, allegando copia dello statuto, del certificato di iscrizione nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio, dell’impegno firmato a rispettare lo Statuto e tutte le delibere consortili e delle eventuali deleghe dei singoli interessati.
L’accoglimento o la reiezione, che dovrà sempre essere motivata, della domanda di ammissione sono comunicati all’interessato con lettera raccomandata o a mezzo fax entro 30 giorni dalla decisione.
In caso di rigetto della domanda, l’interessato può fare opposizione inoltrando ricorso al Collegio Arbitrale di cui all’art. 23 del presente Statuto entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di rigetto.
I Consorziati, singoli o collettivi, sono rappresentati, ai fini del presente Statuto, dal rispettivo legale rappresentante o da procuratore munito del più ampio mandato.
Art.7 – La qualità di consorziato si perde:
a) per cessazione dell'attività dell'impresa;
b) per recesso, da presentarsi tramite lettera raccomandata da sottoporre all'esame del Consiglio di Amministrazione con un preavviso di almeno sei mesi. Il consorziato receduto rimane comunque vincolato dalle delibere finanziarie già assunte per l’anno in corso dal consorzio;
c) per decadenza, dichiarata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del consorziato che ha perduto i requisiti previsti per l'ammissione o è stato dichiarato fallito;
d) per esclusione, su delibera del Consiglio di Amministrazione, quando il consorziato sia incorso in gravi inadempienze delle obbligazioni derivanti dalla legge e dallo statuto e qualora abbia recato grave nocumento al Consorzio;
La perdita della qualità di consorziato non lo esime dagli obblighi di competenza per l'esercizio in corso.
Art.8 – I consorziati hanno l’obbligo di osservare lo Statuto, le delibere adottate dagli organi consortili, le direttive operative e di funzionamento ed i regolamenti del Consorzio.
In particolare i consorziati si obbligano a:
a) versare la quota di ammissione fissata dal Consiglio di Amministrazione;
b) versare i contributi richiesti ai sensi dello Statuto;
c) non richiedere, per nessuna ragione, nemmeno in caso di recesso, la divisione del fondo consortile per la durata del Consorzio;
d) comunicare per iscritto al Consorzio ogni variazione della propria ragione sociale o denominazione, sede legale ed operativa, nonché dei soggetti autorizzati a rappresentarli;
e) sottoporre esclusivamente al collegio arbitrale di cui al successivo art. 23 le controversie in ordine all’interpretazione e/o applicazione del presente Statuto.
Art.9 – I consorziati hanno diritto:
a) all’elettorato attivo e passivo e a tutte le prerogative previste dal presente Statuto;
b) di dichiarare la loro appartenenza al “Consorzio di Tutela del Salame Cremona”;
c) di utilizzare il marchio consortile nel rispetto della regolamentazione del Consorzio;
d) di ottenere attestazioni e certificazioni attinenti l’oggetto sociale.
Quota di ammissione e contributi
Art.10 – A seguito del ricevimento della comunicazione di accoglimento della domanda di ammissione al Consorzio, entro 60 (sessanta) giorni l’interessato deve provvedere al versamento della quota di ammissione.
La quota di ammissione al Consorzio è stabilita dal Consiglio di Amministrazione.
Per la realizzazione delle attività del Consorzio, il Consiglio di Amministrazione stabilisce ogni anno i contributi, differenziati per le diverse categorie rappresentate, da porre a carico dei consorziati e, conformemente alle vigenti disposizioni di legge, di tutte le imprese di lavorazione iscritte al sistema di controllo anche non consorziate, prescrivendone le modalità, nel rispetto delle vigenti disposizioni e secondo i seguenti principi:
a) i contributi sono determinati sulla base di tariffe da applicarsi sulla base della quantità di prodotto sottoposta a controllo e/o certificato come IGP dall’apposito organismo terzo;
b) i contributi totali delle diverse categorie non possono superare le percentuali di rappresentanza delle categorie stesse, facenti parte della filiera produttiva, aderenti al Consorzio. Sono posti a carico di tutte le imprese di lavorazione le quote eventualmente non coperte;
c) il mancato pagamento dei contributi o il ritardo superiore a sei mesi determinerà a carico di chiunque avete diritto l’immediata sospensione del diritto di utilizzazione del marchio consortile, che riprenderà al momento dell’integrale adempimento;
d) il Consiglio di Amministrazione può procedere all’esclusione del consorziato che ritardi il versamento dei contributi, qualora il ritardo sia reiterato o si protragga per oltre 12 (dodici) mesi, nonché attivare l’Autorità di controllo per gli eventuali provvedimenti conseguenti.
Allo scopo di determinare i contributi di cui al precedente punto 3, il Consorzio dovrà venire in possesso dei dati relativi alle quantità sottoposte a controllo e/o certificate IGP dall’apposito organismo terzo. Tali informazioni, che verranno fornite dall’organismo di controllo, non potranno per nessun motivo essere comunicate a terzi senza il consenso scritto del consorziato.
Ripartizione dei costi tra soci e non soci del Consorzio
Art.23 – Ai sensi del D.M. del 12 settembre 2000, n. 410, art.1, i costi derivanti dalle attività attribuite ai sensi dell’art. 14, comma 15 e ss. della legge 21 dicembre 1999, n. 526, sono posti a carico di:
a) tutti i soggetti che aderiscono al Consorzio;
b) dei soggetti che, anche se non aderenti al Consorzio, appartengono alle corrispondenti categorie individuate all’art. 4, del D.M. n. 61413 del 12 aprile 2000.
La quota da porre a carico di ciascuna categoria della filiera non può superare la percentuale di rappresentanza fissata per la categoria medesima dell’art. 3, del D.M. n. 61414 del 12 aprile 2000.
Nell’ambito della quota posta a carico di ciascuna categoria, ogni soggetto appartenente alla categoria medesima dovrà contribuire con una quota commisurata alla quantità di prodotto controllata dall’organismo di controllo privato o dall’autorità pubblica designata per il prodotto specifico, ed idoneo ad essere certificata a IGP.
Sono poste a carico delle categorie individuate all’art. 4, del D.M. 61413, art. 1, le quote, qualora non coperte, riservate alle categorie, diverse dalle predette, individuate all’art. 2 del D.M. n. 61414 del 12 aprile 2000.
I costi consortili relativi alle attività non rientranti tra quelle individuate al comma 15 dell’art. 14, della Legge 21 dicembre 1999, n. 526, graveranno esclusivamente sui soci del Consorzio, mai potranno essere poste a carico dei soggetti non consorziati.
Regolamenti e controversie
Art.24 – Tutti i regolamenti devono essere approvati in sede ministeriale ai fini del riconoscimento per le attività di cui all’art.14 della legge 526/1999 e relativi decreti attuativi.
Art.25 – Le controversie che dovessero insorgere tra i soci ovvero tra questi e il Consorzio, che abbiano per oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, e tutte le controversie promosse da amministratori, liquidatori e sindaci, ovvero nei loro confronti, o che abbiano per oggetto la validità di delibere assembleari, potranno essere decise da un collegio arbitrale, composto di 3 membri tutti nominati dal Presidente del Tribunale di Cremona.
Gli arbitri giudicheranno in modo irrituale, senza formalità di procedura.
Il Collegio Arbitrale dovrà pronunciare il proprio lodo amichevole irrituale entro 90 gg. dalla sua costituzione.
Provvederà inoltre alla determinazione delle spese e dei compensi spettanti agli arbitri.
E’ sempre fatta salva la possibilità di adire comunque l’autorità giudiziaria ordinaria.
Fondo consortile, esercizio e conto consuntivo
Art. 26 – Il fondo è costituito al netto dei costi di gestione.
a) dalla quota di ammissione;
b) dai contributi corrisposti, a tale titolo, dai consorziati, in base ai criteri stabiliti dal presente Statuto;
c) dagli avanzi di gestione conferiti con delibera assembleare al fondo consortile;
d) dai contributi erogati da soggetti pubblici e privati e destinati a tale titolo;
e) dai proventi e dai beni comunque acquisiti dal Consorzio.
Per tutta la durata del Consorzio i creditori particolari dei consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo consortile né chiedere la liquidazione della quota del consorziato debitore.
Art.27 – L’esercizio consortile ha durata dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Il conto consuntivo di esercizio comprende la situazione patrimoniale e il rendiconto di gestione del Consorzio.
Esso deve essere predisposto dal Consiglio di Amministrazione e deve restare depositato presso la sede del Consorzio durante gli 8 (otto) giorni antecedenti l’Assemblea.
Scioglimento e liquidazione del Consorzio
Art.28 – Il Consorzio si scioglie:
b) per l’impossibilità di conseguire lo scopo consortile;
c) per deliberazione dell’Assemblea straordinaria dei consorziati;
d) per le altre cause previste dalla legge.
In caso di scioglimento del Consorzio, l’Assemblea nominerà uno o più liquidatori da scegliersi preferibilmente fra i consorziati.
I liquidatori dovranno redigere il bilancio di liquidazione.
Le spese di liquidazione graveranno sul fondo consortile e, in caso di insufficienza il residuo verrà addebitato a ciascun consorziato. La quota del consorziato insolvente, salve le possibili azioni di recupero e di danni nei suoi confronti, graverà in parti uguali, sugli altri consorziati.
Marchio consortile
Art.29 – Il marchio del Consorzio viene registrato come marchio collettivo all’ufficio marchi e brevetti. Tale marchio viene concesso in uso a tutti i soci del Consorzio.
Il marchio del Consorzio è costituito da un ovale con sfondo rosso al cui interno viene rappresentato il torrazzo di Cremona stilizzato e la scritta Salame Cremona. Esternamente all’ovale è riportata la dicitura ‘Consorzio di Tutela Salame Cremona IGP’.
Art.30 – Per quanto non espressamente disciplinato nel presente Statuto si rimanda alle disposizioni del codice civile in materia.