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Timestamp: 2016-12-11 13:49:41+00:00
Document Index: 154639895

Matched Legal Cases: ['art.\n10', 'art. 10', 'art.\n10', 'art. 10', 'art. 41', 'art. 10', 'art. 132']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 238 del 26.08.2009
Consulenza giuridica - IVA. Art. 10, n. 27-ter) del DPR 26 ottobre 1972, n.
633 - Prestazioni socio-sanitarie e assistenziali rese a persone migranti,
senza fissa dimora, richiedenti asilo
Con la nota in riferimento, concernente l'interpretazione dell'art.
10, n. 27-ter) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633
ALFA, nell'interesse delle proprie imprese associate, chiede
chiarimenti in ordine all'interpretazione dell'art. 10, n. 27-ter) del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, nella parte in cui prevede l'esenzione da IVA delle
prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in
comunità e simili rese in favore, tra l'altro, di "persone migranti, senza
fissa dimora, richiedenti asilo" rese da organismi di diritto pubblico, da
istituzioni sanitarie riconosciute che erogano assistenza pubblica o da enti
aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS.
ALFA chiede in particolare se l'esenzione dall'IVA si riferisce a
soggetti che presentino tutti e tre i requisiti previsti dalla norma - migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo- oppure a tre diverse
tipologie di soggetti.
L'istante ritiene che la disposizione di cui al n. 27-ter), dell'art.
10 del DPR n. 633 del 1972, ai fini dell'esenzione dall'IVA, non prevede la
coesistenza in capo al soggetto beneficiario della prestazione agevolata di
tre condizioni - quella di migrante, senza fissa dimora, che ha richiesto asilo - ma si riferisce a tre distinte tipologie di soggetti: i migranti, i
senza fissa dimora, i richiedenti asilo.
L'art. 10, n. 27-ter del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 prevede l'esenzione
da IVA per "le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in
comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili
adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di
devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittima di tratta a scopo sessuale e lavorativo,
rese da organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute
che erogano assistenza pubblica, previste dall'art. 41 della L. 23 dicembre
1978, n. 833, o da enti aventi finalità di assistenza sociale e da ONLUS".
La disposizione sopra riportata subordina
l'applicabilità dell'esenzione dall'IVA ai seguenti requisiti:
1) deve trattarsi di prestazioni socio-sanitarie, di assistenza
domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili;
2) le predette prestazioni devono essere rese in favore di soggetti,
in condizioni di disagio, espressamente indicati dalla norma: anziani ed inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS,
handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa
dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di
tratta a scopo sessuale e lavorativo;
3) le medesime prestazioni devono essere rese da organismi di diritto
pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano
assistenza pubblica, o da enti aventi finalità di assistenza
sociale e da ONLUS, sia direttamente che in esecuzione di
appalti, convenzioni e contratti in genere (vedasi al riguardo la circolare n. 43/E del 2 novembre 2004)
Per quanto riguarda, in particolare, il requisito di cui al punto 2), si
fa presente che le "persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti
asilo", le "persone detenute", le "donne vittime di tratta a scopo sessuale
e lavorativo" sono state inserite tra i soggetti indicati dall'art. 10, n. 27-ter) del DPR n. 633 del 1972, come destinatari delle prestazioni
socio-sanitarie esenti da IVA, dal comma 312 dell'articolo unico della
Ciò premesso, in ordine al quesito oggetto della richiesta di
consulenza giuridica, relativo all'interpretazione dell'espressione "persone
migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo" si osserva quanto segue.
Dalla formulazione letterale della norma emerge la
coesistenza, in capo al soggetto beneficiario della prestazione agevolata,
delle tre condizioni richieste, che sono riferite, qualificandolo, allo
stesso sostantivo "persone".
La struttura complessiva del testo, sotto il profilo formale,
evidenzia altresì chiaramente la distinzione tra le diverse tipologie
soggettive. Ad esempio dopo aver indicato le "persone migranti, senza fissa
dimora, richiedenti asilo"la disposizione elenca (ripetendo il sostantivo "persone") le "persone detenute" e le "donne vittime di tratta a scopo
sessuale e lavorativo"
L'interpretazione letterale della norma trova conferma nella ratio della
stessa disposizione che - in conformità alle disposizioni di cui all'art. 132, lettera g) della Direttiva CEE n. 2006/112/CE, secondo la quale gli
Stati membri possono esentare dall'IVA, tra l'altro, le prestazioni di servizi "strettamente connesse" con l'assistenza sociale - delimita a tal
fine la tipologia di prestazioni e i soggetti che le effettuano nonché i
beneficiari delle stesse individuati in relazione al particolare stato di
I soggetti migranti, pertanto, sono riconducibili tra i destinatari
delle prestazioni esenti da IVA allorché presentino particolari condizioni
di disagio sociale dovuto alla assenza di una fissa dimora e alla
condizione di richiedente asilo.