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Timestamp: 2020-06-03 08:23:10+00:00
Document Index: 124437828

Matched Legal Cases: ['art. 441', 'art. 29', 'art. 441', 'art. 438', 'art. 438', 'art. 441', 'sentenza ', 'art. 441', 'art. 441', 'sentenza ', 'art. 441', 'art. 421', 'sentenza ', 'art. 441', 'art. 75', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 178', 'art. 180', 'sentenza ', 'art. 441', 'art. 130', 'sentenza ', 'e contrario', 'art. 441', 'art. 75', 'sentenza ', 'art. 441', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 507', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 441', 'art. 507', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 441', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 441', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 586', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 441 codice di procedura penale - Svolgimento del giudizio abbreviato - Brocardi.it
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Articolo 441 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 441 Codice di procedura penale
(1)1. Nel giudizio abbreviato si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste per l'udienza preliminare, fatta eccezione per quelle di cui agli articoli 422 e 423(2).
2. La costituzione di parte civile, intervenuta dopo la conoscenza dell'ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, equivale ad accettazione del rito abbreviato(3).
3. Il giudizio abbreviato si svolge in camera di consiglio; il giudice dispone che il giudizio si svolga in pubblica udienza quando ne fanno richiesta tutti gli imputati(4).
5. Quando il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti assume, anche d'ufficio, gli elementi necessari ai fini della decisione. Resta salva in tale caso l'applicabilità dell'articolo 423(5).
6. All'assunzione delle prove di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 438, comma 5, si procede nelle forme previste dall'articolo 422, commi 2, 3 e 4(6).
(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 29, della l. 16 dicembre 1999, n. 479. Il testo precedente stabiliva:"art. 441. Svolgimento del giudizio abbreviato. 1. Nel giudizio abbreviato si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste per l'udienza preliminare, fatta eccezione di quelle degli articoli 422 e 423 . 2. La costituzione di parte civile intervenuta dopo la conoscenza dell'ordinanza che dispone il giudizio abbreviato equivale ad accettazione del rito abbreviato. 3. Se la parte civile non ha accettato il rito abbreviato, non si applica la disposizione dell'articolo 75 comma 3 . "
(2) Non trovano quindi applicazione le disposizioni relative all'assunzione di prove (422) e al mutamento dell'imputazione (423).
(3) La parte civile ha facoltà di non accettare il rito speciale, evitando gli effetti svantaggiosi della decisione, ma non può impedirne lo svolgimento.
(4) Si ritengono applicabili gli artt. 471, 472, 473 previsti per il dibattimento.
(5) Si tratta del giudizio abbreviato proposto su richiesta semplice ex art. 438, comma 1, ovvero di procedere allo "stato degli atti".
(6) Questa è l'ipotesi di giudizio abbreviato proposto su richiesta c.d. complessa ex art. 438, comma 5, ovvero subordinata ad un'integrazione probatoria.
Spiegazione dell'art. 441 Codice di procedura penale
La norma in oggetto disciplina le modalità di svolgimento del giudizio abbreviato.
Il rito abbreviato segue infatti la disciplina dell'udienza preliminare, tuttavia, data che il processo deve essere definito allo stato degli atti, è fatto divieto al giudice di assumere d'ufficio ulteriori elementi probatori e, fatte salve le ipotesi di cui ai commi successivi, è fatto divieto al pubblico ministero di modificare l'imputazione.
Il danneggiato e la parte offesa non hanno chiaramente alcun potere di veto in merito all'ammissibilità del rito abbreviato, ma solamente il potere di evitare che la sentenza all'esito del giudizio abbreviato faccia stato anche per loro, ai sensi dell'articolo 75 comma 3. Tuttavia, qualora la costituzione di parte civile intervenga dopo la conoscenza dell'ordinanza che dispone il rito abbreviato, la legge presume che essa equivalga ad accettazione del rito, e dunque all'accettazione delle conseguenza civilistiche della sentenza.
Come anticipato, all'interno di tale rito non è possibile la modifica dell'imputazione o la contestazione di fatti nuovi, tranne nelle ipotesi in cui il giudice, ritenendo incompleto il quadro probatorio, assuma anche d'ufficio elementi necessari ai fini della decisione.
Qualora infatti emergano nuovi elementi, è chiaro che il p.m può procedere alla modifica delle imputazioni ed alla contestazione di fatti nuovi. In questo caso, data la modifica sostanziale della posizione processuale dell'imputato, egli può richiedere che il processo prosegua nelle forma ordinarie (v. art. 441 bis).
Massime relative all'art. 441 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 44958/2018
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 44958 del 8 ottobre 2018)
Cass. pen. n. 40923/2018
Nel giudizio abbreviato è tempestiva la costituzione di parte civile intervenuta in epoca successiva alla conoscenza dell'ordinanza che dispone il giudizio ex art. 441 comma 2 cod. proc. pen., purchè antecedentemente alla dichiarazione di apertura della discussione ai sensi dell'art. 421, comma 1, cod. proc. pen. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto legittima la decisione del giudice di merito che, verificata la regolare costituzione delle parti e ammesso l'imputato al giudizio abbreviato condizionato, senza dichiarare l'apertura della discussione, aveva ammesso la costituzione della parte civile all'udienza successiva fissata per la convocazione dei periti).
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 40923 del 24 settembre 2018)
Cass. pen. n. 36154/2018
La mancata accettazione della parte civile del rito abbreviato non equivale alla revoca della costituzione di parte civile, ma determina esclusivamente la conseguenza, prevista dall'art. 441, comma 5, cod. proc. pen., di rendere inapplicabile il disposto di cui all'art. 75, comma 3, cod. proc. pen. (che prevede la sospensione del processo civile fino alla definizione di quello penale).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36154 del 27 luglio 2018)
Cass. pen. n. 24930/2018
In tema di giudizio abbreviato, l'accertamento tecnico disposto dal giudice va qualificato come perizia, con la conseguenza che l'omissione della comunicazione al difensore della data di inizio delle operazioni determina una nullità a regime intermedio, a norma degli artt. 178, comma 1, lett. c) e 180 cod. proc. proc., che deve essere eccepita, a pena di decadenza, anteriormente alla definizione del giudizio di primo grado.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24930 del 4 giugno 2018)
Cass. pen. n. 11605/2018
È affetta da nullità generale ex art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., deducibile in appello ai sensi dell'art. 180 dello stesso codice, e non da abnormità, censurabile mediante ricorso per cassazione, l'ordinanza con cui il giudice accoglie solo in parte la richiesta di integrazione probatoria posta quale condizione dell'istanza di rito abbreviato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sanata detta nullità in quanto l'imputato, avendo chiesto anche il rito abbreviato non condizionato subordinatamente a quello condizionato, non aveva interesse ad eccepirla).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 11605 del 14 marzo 2018)
Cass. pen. n. 22146/2017
Nell'ambito del giudizio abbreviato incondizionato, la precisazione della data del commesso reato non costituisce modifica dell'imputazione, vietata dall'art. 441 cod. proc. pen., quando non tocca il nucleo sostanziale dell'addebito, così da non incidere sulla possibilità di individuazione del fatto da parte dell'imputato e sul conseguente esercizio del diritto di difesa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione dei giudici di merito, secondo cui l'inesatta indicazione del giorno del commesso reato - nella specie commesso il giorno precedente a quello indicato in imputazione -, che la stessa difesa dell'imputato aveva rilevato nel corso del giudizio, fosse conseguenza di un mero errore materiale, suscettibile di correzione ex art. 130 cod. proc. pen.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 22146 del 8 maggio 2017)
Cass. pen. n. 19243/2017
Il comportamento della parte civile che esprime parere contrario alla ammissione dell'imputato al rito abbreviato condizionato non è equiparabile alla manifestazione di volontà di non accettare tale rito, cosicchè lo stesso non produce l'effetto di cui all'art. 441, comma quarto, cod. proc. pen. - consistente nel rendere inapplicabile la sospensione del processo civile fino alla definizione di quello penale, ai sensi dell'art. 75, comma terzo, dello stesso codice - non essendo tale comportamento indicativo di una scelta della parte civile di trasferire la domanda civilistica nella sua sede naturale, rinunciando all'azione proposta nel processo penale.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 19243 del 21 aprile 2017)
Cass. pen. n. 9429/2017
Nel giudizio abbreviato disposto su richiesta dell'imputato a seguito della notifica del decreto di giudizio immediato, non possono essere proposte le questioni processuali relative alla corretta instaurazione del giudizio immediato, avendo l'imputato accettato di essere giudicato con un rito in cui manca il segmento processuale dedicato alla trattazione delle questioni preliminari ed essendo irrevocabile l'istanza di definizione del processo nelle forme del giudizio abbreviato, salvo che nell'ipotesi tassativamente previste dall'art. 441-bis cod. proc. pen.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9429 del 27 febbraio 2017)
Cass. pen. n. 47710/2015
In tema di giudizio abbreviato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" non necessita di una specifica motivazione e non è soggetto a limiti temporali, potendo intervenire in ogni momento e fase della procedura, anche nel corso della discussione o addirittura dopo il termine di essa, qualora il giudice ravvisi l'indispensabilità dell'approfondimento istruttorio dopo essersi ritirato in camera di consiglio.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 47710 del 2 dicembre 2015)
Cass. pen. n. 24995/2015
Anche nel giudizio abbreviato non condizionato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" non è soggetto a limiti temporali, potendo intervenire in ogni momento e fase della procedura, anche prima della discussione e le valutazioni circa l'attività integrativa, qualora congruamente e logicamente motivate, sono insindacabili in sede di legittimità. (Fattispecie relativa a documentazione prodotta dal pubblico ministero ed acquisita dal giudice dopo l'ammissione dell'imputato al giudizio abbreviato, prima che avesse inizio la discussione delle parti).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 24995 del 16 giugno 2015)
Cass. pen. n. 45596/2013
In tema di giudizio abbreviato, è ammissibile la sospensione dei termini di custodia cautelare in ragione della particolare complessità del dibattimento, desumibile sia da ragioni intrinseche al processo sia dalla considerazione dell'insieme di attività di carattere logistico ed organizzativo necessarie al suo svolgimento, non potendosi ritenere tali valutazioni incompatibili con la specialità del rito.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 45596 del 12 novembre 2013)
Cass. pen. n. 40724/2013
In tema di giudizio abbreviato, il giudice può esercitare un potere di integrazione officiosa delle prove identico a quello previsto dall'art. 507 c.p.p. per il dibattimento e non incontra, quindi, alcun ostacolo nell'acquisizione delle prove ritenute necessarie, essendo, in questa prospettiva, irrilevante che l'azione penale sia stata esercitata in via ordinaria o nella forma della richiesta di giudizio immediato. (Nella specie, la Corte ha ritenuto legittima l'escussione di un collaboratore di giustizia in ordine a circostanze già riferite al P.M. in sede di indagini, ma ritenute inutilizzabili in quanto assunte oltre il termine di centottanta giorni previsto dall' art. 16 quater D.L. n. 8 del 1991, conv. in l. n. 82 del 1991).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 40724 del 2 ottobre 2013)
Cass. pen. n. 24865/2013
In tema di giudizio abbreviato condizionato, il potere di integrazione probatoria "ex officio" attribuito al giudice dall'art. 441, comma quinto, c.p.p. è preordinato alla tutela dei valori costituzionali che devono presiedere, anche nei giudizi a prova contratta, all'esercizio della funzione giurisdizionale e risponde, pertanto, alle medesime finalità cui è preordinato il potere previsto dall'art. 507 c.p.p. in dibattimento. (In applicazione del principio la Corte ha ritenuto legittima l'assunzione da parte del Gup delle persone offese dal reato).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 24865 del 6 giugno 2013)
Cass. pen. n. 41461/2012
L'ordinanza di ammissione al giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria non è revocabile nel caso in cui l'acquisizione della prova dedotta in condizione divenga impossibile per circostanze imprevedibili e sopraggiunte, atteso che il vincolo di subordinazione insito nella richiesta condizionata è utilmente assolto con l'instaurazione del rito e con l'ammissione della prova sollecitata dall'imputato.
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 41461 del 24 ottobre 2012)
Cass. pen. n. 1067/2010
Nel caso di giudizio abbreviato (nella specie richiesto con l'opposizione a decreto penale), non può ritenersi che sia causa di nullità il mancato avvertimento, nell'avviso destinato all'imputato, che qualora egli non comparisse sarebbe giudicato in contumacia.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1067 del 13 gennaio 2010)
Cass. pen. n. 45806/2008
La richiesta di rito abbreviato formulata dall'imputato comporta l'accettazione del giudizio "allo stato degli atti" e rappresenta il limite oltre il quale il quadro probatorio già esistente non è suscettibile di modificazioni, ferme restando le possibilità di integrazione istruttoria dell'interrogatorio dell'imputato e del ricorso ai poteri d'ufficio del giudice ai sensi dell'art. 441, comma quinto, c.p.p.. (Fattispecie in cui sono state ritenute inutilizzabili le dichiarazioni della persona offesa prodotte dal P.M. dopo l'accoglimento dell'istanza di rito abbreviato da parte del G.u.p.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 45806 del 11 dicembre 2008)
Cass. pen. n. 37170/2008
In tema di giudizio abbreviato, una volta richiesto ed ammesso il rito speciale, l'eccezione relativa all'incompetenza territoriale, in quanto suscettibile di rinuncia, non è più ammissibile neanche se sia stata precedentemente proposta e disattesa.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 37170 del 30 settembre 2008)
Cass. pen. n. 33356/2008
La costituzione di parte civile può intervenire dopo l'emissione dell'ordinanza che dispone il giudizio abbreviato
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 33356 del 12 agosto 2008)
Cass. pen. n. 10795/2008
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 10795 del 11 marzo 2008)
Cass. pen. n. 35624/2007
Una volta instaurato il giudizio abbreviato non subordinato ad integrazione probatoria, e al di fuori del caso di integrazione probatoria disposta di ufficio, non è consentita al P.M. la modificazione dell'imputazione, in quanto il giudizio medesimo deve svolgersi secondo la sua struttura tipica, e cioè allo stato degli atti e con la conseguente immutabilità dell'originaria imputazione, sì che è nulla in parte qua la sentenza che si formi sui fatti o sulle circostanze ulteriori che siano stati eventualmente contestati.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 35624 del 27 settembre 2007)
Cass. pen. n. 33519/2006
Non è abnorme l'ordinanza con cui il giudice del rito abbreviato, terminata la discussione e prima della camera di consiglio per la deliberazione della sentenza, respinge un'eccezione di nullità, poiché la scelta di rendere anticipatamente la pronuncia sulla nullità è espressione di un potere meramente ordinatorio che non implica anticipazioni di giudizio o situazioni di incompatibilità, e non dà luogo a radicali anomalie del provvedimento, che ne impediscano l'inquadramento negli schemi normativi tipici o ne segnino l'incompatibilità con le linee fondanti del sistema processuale.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 33519 del 5 ottobre 2006)
Cass. pen. n. 219/2005
Ai fini dell'accoglimento o del rigetto della richiesta di giudizio abbreviato, quando essa sia condizionata all'effettuazione di un'integrazione probatoria, il grado di complessità istruttoria del giudizio medesimo dev'essere valutato anche in relazione ai mezzi di controprova che il pubblico ministero potrebbe verosimilmente richiedere, mentre non va tenuto conto delle prove che il giudice decida possa eventualmente decidere di assumere d'ufficio, ai sensi dell'art. 441, comma 5, c.p.p. (Mass. redaz.).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 219 del 12 gennaio 2005)
Cass. pen. n. 38053/2002
In tema di giudizio abbreviato, non sussiste incompatibilità per il giudice il quale, nel corso della udienza preliminare celebrata prima dell'avvio del rito speciale, abbia deliberato provvedimenti concernenti la libertà personale dell'imputato. (In motivazione la corte, richiamando il principio secondo cui gli atti in precedenza compiuti possono assumere valore pregiudicante solo riguardo a fasi diverse e successive del procedimento, ha ritenuto sussistere continuità di fase quando l'udienza preliminare assume, su richiesta dell'imputato, la più ampia natura cognitiva propria del giudizio abbreviato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 38053 del 13 novembre 2002)
Cass. pen. n. 34260/2002
È illegittimo, ma non abnorme, il provvedimento con cui il giudice del dibattimento (ex art. 4 ter D.L. n. 82 del 2000 conv. con modificazioni nella legge 5 giugno 2000, n. 144) rigetti la richiesta incondizionata di giudizio abbreviato, poiché tale provvedimento non si colloca al di fuori del sistema organico della legge processuale né determina l'impossibilità di neutralizzarne l'efficacia, posto che detta illegittimità può essere dedotta in sede di impugnazione della decisione di merito (art. 586 c.p.p.) senza dare luogo ad alcuna stasi processuale, e ciò diversamente da quanto si sarebbe verificato ove una decisione di analogo contenuto fosse stata invece adottata dal giudice dell'udienza preliminare.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 34260 del 11 ottobre 2002)
Cass. pen. n. 2977/1992
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 2977 del 17 marzo 1992)