Source: https://www.futuropensione.it/2016/05/09/caso-adozione-e-affidamento/
Timestamp: 2020-02-22 10:22:45+00:00
Document Index: 158726380

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'art.2', 'art.26', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 59', 'art. 80', 'art. 59', 'sentenza ', 'art. 64', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 64', 'art. 2', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 26']

Caso adozione e affidamento - Futuro Pensione
Congedo di maternità per gli iscritti alla gestione separata nei casi di adozione o affidamento. Decreto ministeriale del 24 febbraio 2016 che modifica l’art. 2 del decreto ministeriale 4 aprile 2002
Con la circolare INPS n. 42/2016 sono state fornite le indicazioni per la maternità e la paternità delle lavoratrici, e dei lavoratori, parasubordinati per quanto riguarda le adozioni e l’automatismo della contribuzione.
L’Inps, sempre, con la circolare n. 42/2016 annunciava l’imminente pubblicazione di un decreto ministeriale in materia di adozioni e di affidamento preadottivo per i lavoratori parasubordinati.
Con la sentenza della Corte Costituzionale n.257/2012 ed il suo recepimento nel D.lgs 80/2015, il periodo per il congedo di maternità è stato equiparato a quello delle lavoratrici dipendenti, della durata di cinque mesi, ma rimaneva in vigore il limite di età di sei anni per le adozioni nazionali.
Con il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 24 febbraio 2016 (G.U. n.79 del 5.4.2016 – di seguito si riporta il testo completo ) viene abrogato l’art.2 del Decreto Ministeriale 4.4.2002, che fissava il limite di 6 anni per le adozioni nazionali, e rimanda al TU per la tutela della maternità/paternità, D.lgs 151/2001, art.26, estendendo fino ai 18 anni il diritto alle adozioni nazionali per le lavoratrici, e i lavoratori, parasubordinati, come per tutte le altre tipologie di lavoratrici, dipendenti, autonome, libere professioniste.
Vi allego il testo del recente messaggio INPS
Messaggio INPS n. 1614 del 13 aprile 2016
Oggetto: Congedo di maternità per gli iscritti alla gestione separata nei casi di adozione o affidamento. Decreto ministeriale del 24 febbraio 2016 che modifica l’art. 2 del decreto ministeriale 4 aprile 2002
In data 5 aprile 2016 è stato pubblicato nella G.U. n.79 il Decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 24 febbraio 2016 con il quale è stato modificato l’art. 2 del D.M. del 4 aprile 2002 che stabiliva le condizioni di attribuzione dell’indennità di maternità, in caso di adozione e affidamento, alle lavoratrici ed ai lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n.335/1995.
La modifica dell’art. 2 citato consiste nell’eliminazione del limite dei 6 anni di età del minore, nei casi di adozioni/affidamenti preadottivi nazionali, e nella introduzione, per i casi di adozione/affidamenti preadottivi internazionali, della possibilità di fruire del congedo di maternità/paternità anche per periodi di permanenza all’estero, analogamente a quanto previsto per i genitori lavoratori dipendenti.
Nulla è modificato in ordine agli affidamenti non preadottivi non previsti dal precedente art. 2 del DM 4 aprile 2002 né dal nuovo decreto in questione. Il decreto ministeriale di cui trattasi entra in vigore dal quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale, ossia dal prossimo 20 aprile 2016.
Con successiva circolare saranno fornite le istruzioni operative relative alla predetta modifica.
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 24 febbraio 2016 Modifica del decreto 4 aprile 2002 in materia di attribuzione
dell’indennita’ di maternita’ alle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995.
Visto l’art. 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
che ha previsto, tra l’altro, l’estensione, agli iscritti alla
gestione separata, della tutela relativa alla maternita’ e agli
assegni al nucleo familiare nei limiti delle risorse rinvenienti
dallo specifico contributo fissato nella misura dello 0,5 per cento;
Visto l’art. 80, comma 12, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
che ha interpretato il citato art. 59, comma 16, della legge n.
449/1997, nel senso che la tutela ivi prevista relativa alla
maternita’ ed agli assegni al nucleo familiare avviene nelle forme e
con le modalita’ previste per il lavoro dipendente;
Vista la sentenza della Corte costituzionale n. 257/2012, che ha
dichiarato l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 64, comma 2, del
decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, come integrato dal
richiamo al decreto ministeriale 4 aprile 2002, pubblicato in
Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 2002, nella parte in cui,
relativamente alle lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui
all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995 che adottassero o
prendessero in affidamento preadottivo un minore, prevedeva
l’indennita’ di maternita’ per un periodo di tre mesi anziche’ di
Visto l’art. 13 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, che
ha aggiunto l’art. 64-bis al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, a mente del quale in caso di adozione, nazionale o
internazionale, alle lavoratrici di cui all’art. 2, comma 26, della
legge n. 335/1995, non iscritte ad altre forme obbligatorie, spetti
un’indennita’ per i cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del
minore in famiglia “alle condizioni e secondo le modalita’ di cui al
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato ai
sensi dell’art. 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449″;
Visto l’art. 2 del decreto ministeriale 4 aprile 2002;
1.L’art. 2 del decreto 4 aprile 2002 del Ministro del lavoro e
delle finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 giugno 2002, n.
136 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2. (Indennita’ in caso di adozione o affidamento). – 1. In
caso di adozione, nazionale o internazionale, e di affidamento
preadottivo di un minore, le lavoratrici iscritte alla gestione
separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.
335, hanno diritto all’indennita’ di maternita’ per un periodo di
cinque mesi, secondo le modalita’ previste dall’art. 26, commi 2, 3 e
5 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
2. L’Ente autorizzato, che ha ricevuto l’incarico di curare la
procedura di adozione internazionale, certifica la data di ingresso
del minore e l’avvio presso il tribunale italiano delle procedure di
conferma della validita’ dell’adozione o di riconoscimento
dell’affidamento preadottivo.».
Tags: adozione, affidamento, congedo, maternità