Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18372-del-26-07-2017
Timestamp: 2020-06-02 21:17:01+00:00
Document Index: 175063257

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 384', 'art. 373', 'art. 2932', 'sentenza ', 'art. 281', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 360', 'art. 1381', 'sentenza ', 'art. 1381', 'sentenza ', 'art. 360', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 336', 'sentenza ', 'art. 474', 'art. 389', 'art. 384', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 18372 del 26/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18372 del 26/07/2017
Cassazione civile, sez. III, 26/07/2017, (ud. 14/02/2017, dep.26/07/2017), n. 18372
sul ricorso 11142-2015 proposto da:
BIOPACK SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore ROMANO
VERSURA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA GIULIANA 101,
presso lo studio dell’avvocato MARIO PISELLI, rappresentata e difesa
dall’avvocato NICOLA ROSSI giusta procura speciale in calce al
COSMOMATIC DI D.S. & C SAS, UNICREDIT LEASING SPA (GIA’
LOCAT SPA);
COSMOMATIC DI D.S. & C SAS, in persona del legale
rappresentante pro tempore D.S., elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA OSLAVIA 30, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO
GIORDANO, rappresentata e difesa dall’avvocato RAFFAELE GRAMEGNA
UNICREDIT LEASING SPA (GIA’ LOCAT SPA), BIOPACK SRL;
avverso la sentenza n. 171/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
14/02/2017 dal Consigliere Dott. ANNA MOSCARINI;
principale e l’accoglimento di quello incidentale ex art. 384
c.p.c., con condanna alle spese anche ex art. 373 c.p.c.;
udito l’Avvocato MARIO PISELLI per delega orale.
La società Cosmomatic citò in giudizio la Biopack per sentir dichiarare il trasferimento in suo favore del contratto di leasing immobiliare di un capannone industriale sito in (OMISSIS) e/o l’immobile stesso ex art. 2932 c.c. o, in alternativa, per sentir pronunciare la risoluzione per inadempimento di Biopack degli accordi intercorsi tra le parti e la conseguente restituzione delle somme pagate in relazione a detto rapporto, oltre al risarcimento del danno.
La Biopack si costituì in giudizio resistendo alla domanda e proponendo una domanda riconvenzionale di condanna di Cosmomatic alla restituzione dell’immobile concesso in leasing, al pagamento dei canoni maturati per il suo utilizzo e al risarcimento del danno.
Il Tribunale di Bologna con sentenza ex art. 281 c.p.c., comma 6, rigettò con parziale condanna alle spese, le domande di Cosmomatic nei confronti di Biopack, e accolse in parte la domanda riconvenzionale di Biopack.
Accertò che Cosmomatic non aveva presenziato agli incontri fissati con una terza società, Locat, per la cessione del contratto di leasing, non aveva dato notizie per oltre un anno, non aveva anticipato i canoni e non aveva provveduto alla fideiussione come richiesto da Locat per il subentro.
Accertò altresì che Biopack aveva concesso il possesso anticipato dell’immobile, poi sottoposto a sequestro giudiziario e che Cosmomatic non ne aveva pagato il corrispettivo per il godimento dal 31/03/2002 all’11/11/2004 per Euro 1.231,96 mensili (e quindi per un totale di Euro 38.642,55, oltre interessi). Nessuna spesa venne riconosciuta a Cosmomatic per l’immobile e nessuna somma riconosciuta a Biopack a titolo di risarcimento del danno.
Cosmomatic ha proposto appello, si è realizzato il contraddittorio con Biopack e Unicredit Leasing S.p.A., già Locat S.p.A., e la Corte d’Appello di Bologna, con sentenza del 28/01/2015, in parziale riforma dell’impugnata sentenza, ha dichiarato la risoluzione delle scritture tra Cosmomatic e Biopack di cui ai documenti 2, 3, 13bis dell’appellante, per inadempimento di Biopack; ha condannato Biopack a restituire a Cosmomatic la somma di Euro 48.836,99 oltre interessi legali dalla domanda al saldo, la stessa Biopack al risarcimento del danno per Euro 73.365,96, oltre interessi legali dalla domanda al saldo e rivalutazione; ha condannato Cosmomatic al pagamento in favore di Biopack della minor somma di Euro 31.250,79, oltre interessi, dalla domanda al saldo, e Biopack alla rifusione della metà delle spese di lite incluse quelle di CTU già liquidate dal Tribunale sostenute da Cosmomatic e liquidate per il primo grado in Euro 330,00 ed Euro 12.000 per diritti ed onorari, oltre accessori e per il grado di appello in Euro 688 di spese ed Euro 9.500 di compensi, oltre accessori; ha condannato Cosmomatic alla refusione delle spese di lite ad Unicredit Leasing S.p.A. (già Locat S.p.A.), liquidate per il primo grado in Euro 8.000 oltre accessori e per il grado di appello in Euro 8.000, oltre accessori.
Avverso la sentenza Biopack ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi. Cosmomatic resiste con controricorso e ricorso incidentale, illustrati da memoria ex art. 378 c.p.c..
Con il primo motivo di ricorso la ricorrente denuncia la violazione dell’art. 360 c.p.c., nn. 3) e 5) per omesso esame circa un fatto decisivo e conseguente violazione o falsa applicazione di norme di diritto, in relazione all’inquadramento delle lettere quali promesse del fatto del terzo ex art. 1381 c.c.
Ad avviso della ricorrente la sentenza avrebbe errato nel considerare le lettere inviate da Cosmomatic a Biopack quale fonte dell’obbligo preliminare di consentire il subentro di Cosmomatic alla Biopack nel contratto di leasing dell’immobile, promettendo il fatto del terzo Locat al fine del perfezionamento della successione nel contratto. La Biopack sarebbe risultata inadempiente rispetto all’obbligo che il terzo consentisse la successione di Cosmomatic nel contratto.
Questa tesi violerebbe, nella prospettiva della ricorrente, la disciplina di cui all’art. 1381 c.c., a suo avviso inapplicabile in ragione della mancanza di corrispettività che normalmente segue alla promessa del fatto del terzo – nel caso in esame certamente esclusa – e l’applicazione delle regole relative all’interpretazione del contratto nel senso meno gravoso per Biopack. Piuttosto si sarebbe verificata, nella fattispecie, una cessione del contratto pro solvendo.
Il motivo è inammissibile per difetto di specificità e di congruenza con i passaggi motivazionali dell’impugnata sentenza che appaiono, invece, esaustivi ed adeguati dal punto di vista logico-giuridico. In particolare le censure relative alle norme di ermeneutica contrattuale si traducono in un’indagine di fatto, affidata in via esclusiva al giudice del merito, con la prospettazione di una nuova e diversa interpretazione della volontà delle parti, inammissibile in sede di legittimità. Anche sotto il profilo della censura della motivazione il motivo è inammissibile in quanto non indica i dati materiali, le circostanze di giuridico rilievo aventi portata idonea a determinare l’esito del giudizio che la Corte d’Appello avrebbe tralasciato o trascurato, così da pervenire ad una ricostruzione del fatto sostanzialmente priva di motivazione.
Con il secondo motivo di ricorso la Biopack denuncia violazione dell’art. 360, n. 5 per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, in relazione alla condotta tenuta da essa Biopack nello svolgimento delle trattative.
La sentenza sarebbe censurabile nella parte in cui ha dichiarato l’inadempimento di Biopack alle obbligazioni assunte con le suddette lettere.
Le censure articolate dalla ricorrente sono inammissibili in quanto propongono, sotto più profili, un riesame del merito inaccessibile in questa sede. Lungi dall’indicare dati materiali, fatti e/o episodi decisivi di cui il Giudice avrebbe omesso l’esame, il dedotto motivo si riduce alla formulazione di generiche doglianze relative alla valutazione di circostanze, prove e documenti esaminati dal Giudice in relazione al rapporto controverso.
Il motivo è, in subordine, anche infondato in quanto nelle scritture in esame non è possibile ravvisare delle intimazioni da Biopack a Cosmomatic avendo o come destinataria soltanto Locat o comunque in quanto le stesse confermano, nel contenuto, l’intenzione dichiarata da Cosmomatic di perfezionare in tempi brevi la successione nel contratto di leasing e consentono di ravvisare, nel comportamento tenuto da Biopack, un inadempimento all’obbligo di prestare il fatto del terzo (Locat), espressamente assunto dalla società ricorrente.
In tal senso la qualificazione data dalla Corte d’Appello all’obbligazione di Biopack quale promessa del fatto del terzo è corretta ed immune da censure.
Con un unico motivo di ricorso incidentale la resistente Cosmomatic chiede la cassazione dell’impugnata sentenza per violazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla domanda di restituzione di quanto pagato da Cosmomatic a Biopack in esecuzione della sentenza provvisoriamente esecutiva di primo grado.
Risulta incontestato che, a seguito dell’esecuzione della sentenza di primo grado, Cosmomatic abbia versato a Biopack, con espressa riserva di gravame, la somma di Euro 69.021,78. La ricorrente in via incidentale aveva espressamente formulato in grado di appello, sia nell’atto di citazione sia nelle conclusioni, espressa domanda di restituzione della predetta somma. La sentenza impugnata, pur dando atto di tale richiesta, si è limitata a dichiarare che le restituzioni (con possibili parziali compensazioni) conseguenti alla parziale riforma, discendono ex lege dalle statuizioni che precedono e dall’art. 336 c.p.c., senza nulla disporre in merito e senza condannare Biopack alla restituzione di quanto ricevuto. In tal senso la Corte d’Appello avrebbe omesso una pronuncia dovuta.
Il motivo è fondato. Non può dubitarsi che la mancanza di un’espressa pronuncia di condanna alla restituzione delle somme versate contrasti irrimediabilmente con il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato secondo quanto inequivocabilmente statuito dalla consolidata giurisprudenza di questa Corte: “Incorre nella violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato il giudice che, accogliendo l’appello avverso sentenza provvisoriamente esecutiva, ometta di ordinare la restituzione di quanto corrisposto in forza della decisione riformata, pur essendo stata ritualmente introdotta con l’atto di impugnazione la relativa domanda restitutoria, non potendosi utilizzare la riforma della pronuncia di primo grado, agli effetti di quanto previsto dall’art. 474 c.p.c., nonchè dall’art. 389 c.p.c. per le domande conseguenti alla cassazione, come condanna implicita”: Cass., 3, 5/2/2013 n. 2662; Cass., 3, 3/5/2016 n. 8639).
Nell’accogliere il motivo di ricorso incidentale questa Corte ritiene che sussistano i presupposti per la decisione nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2.
Conclusivamente il ricorso principale deve essere rigettato con condanna della ricorrente alle spese del giudizio di cassazione e con le conseguenze in ordine al contributo unificato ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater; il ricorso incidentale merita, invece, di essere accolto, con la conseguente condanna della Biopack alla restituzione, in favore di Cosmomatic, della somma versata a seguito dell’esecuzione della sentenza di primo grado, oltre interessi legali dal pagamento al saldo.
La Corte rigetta il ricorso principale e condanna la Biopack al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 7.500 (di cui Euro 200 per esborsi), oltre accessori di legge e spese generali al 15%. Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis. La Corte accoglie il ricorso incidentale e, decidendo nel merito, condanna Biopack alla restituzione, in favore di Cosmomatic, della somma di Euro 69.021,78, oltre interessi legali dalla data del pagamento al saldo.