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Timestamp: 2020-08-13 18:12:39+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 384', 'sentenza ', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 27461 del 09/12/2013 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27461 del 09/12/2013
Civile Ord. Sez. 6 Num. 27461 Anno 2013
sul ricorso 15571-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE C06363391001) in persona del
COOPERATIVA SALDATURA CARPENTERIA
ALLESTIMENTO (SCA) in Liquidazione Coatta Amministrativa in
persona del Commissario Liquidatore, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA GIUSEPPE PISANELLI 2, presso lo studio
dell’avvocato DI MEO STEFANO, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato FABRIZIO TORTORELLA, giusta delega in
- controrkorrente avverso la sentenza n. 31/23/2010 della Commissione Tributaria
Regionale di FIRENZE – Sezione Staccata di LIVORNO del 25.11.09,
depositata il 19/04/2010;
Ric. 2011 n. 15571 sez. MT – ud. 28-11-2013
R.G. ric. n. 15571/11
Controricorrente: società cooperativa Saldatura Carpenteria
Oggetto: impugnazione diniego condono,
1. L’agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, avverso la sentenza della commissione tributaria regionale della Toscana, sez. stacc. di Livorno, n.
31/23/10, depositata il 19 aprile 2010, con la quale essa rigettava l’appello della medesima contro la decisione di quella provinciale, sicché l’opposizione della società cooperativa Saldatura
Carpenteria Allestimento (S.C.A.) rl., relativa al diniego di condono per le imposte Irpeg ed Irap, dovute per il 2000, comunicato
a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione integrativa, veniva accolta. In particolare il giudice di secondo
osservava che in generale col pagamento della prima rata relativa
al chiesto condono si determinava l’efficacia del medesimo, di modo che la contribuente doveva versare soltanto quelle residue, con
gli inerenti interessi e la sanzione del 30%, mentre nella specie
si trattava solo di modesto ritardo nel pagamento della quarta ed
ultima, che tuttavia non inficiava la validità del procedimento
agevolativo, anche perché si era trattato di errore scusabile, dovuto alla concessione di ben cinque condoni in due anni da parte
del legislatore. La società S.C.A., nel frattempo posta in liquidazione coatta amministrativa, resiste con controricorso.
2. Con il primo motivo la ricorrente deduce violazione di norma di legge, in quanto la CTR non considerava che si trattava soltanto di condono c.d. clemenziale e non premiale, posto che la richiesta di esso si basava unicamente sulla dichiarazione del red1
Allestimento (S.C.A.) rl. in liquidazione coatta amministrativa
dito presentata dalla contribuente, sicchè il beneficio in argomento è strutturato in maniera differente rispetto alle altre fattispecie, nel senso che il relativo procedimento si perfeziona solamente allorché tutte le rate vengano pagate, e non soltanto alcune di esse, e per di più unicamente entro e non oltre i vari
gamento della quarta con ritardo, ancorché di due giorni, sicché
il beneficio non poteva essere riconosciuto, riguardando esso unicamente l’esclusione della sanzione, però previa l’osservanza dei
vari presupposti, che tuttavia era mancata nella specie, trat
dosi di termine perentorio.
Il motivo è fondato, posto che l’art. 9 bis L. n. 89/02 disciplina l’ipotesi di iscrizione a ruolo di imposte risultanti da
dichiarazioni e non versate, per le quali il condono si perfeziona
anticipata (Cfr. anche Ordinanza n. 8027 del 21/05/2012, Sentenza
n. 19546 del 23/09/2011). Del resto si trattava dell’ultima rata,
la cui scadenza di pagamento si era verificata il 27.12.2004, mentre essa era stata versata il giorno 29 successivo, e quindi con
termini previsti, mentre la S.C.A. invece aveva provveduto al pa-
due giorni di ritardo, nonostante che il termine originario ex
art. 9 bis suindicato fosse stato a suo tempo prorogato in virtù
del DM. 8 aprile 2004, art. 1, comma 2, lett. f), certamente applicabile giusta per via analogica, un’interpretazione costituzionalmente orientata (V. pure Cass. Sentenza n. 13697 del
3. Col secondo e terzo motivi, che possono esaminarsi congiuntamente, stante la loro stretta connessione, la ricorrente denunzia violazione di norma di legge ed insufficiente motivazione,
giacchè il giudice di appello non enunciava adeguatamente le ragioni, in virtù delle quali riteneva che l’appellata fosse incorsa
in errore scusabile nel non osservare il termine a sua disposizione per la definizione del procedimento agevolativo se non in m
Le censure, che peraltro risultano assorbite dal pri o motivo,
comunque hanno pregio, atteso che la addotta successione di leggi
o circolari non poteva determinare errore scusabile nel caso in
esame, trattandosi di ipotesi prevista espressamente invece per
quello relativo al condono cosiddetto premiale di cui all’art. 16,
comma 9 L. n. 289/02. Invero in tema di condono fiscale e con riferimento alla chiusura delle liti fiscali pendenti, la previsione
contenuta nell’art. 16, comma 9, della legge 27 dicembre 2002, n.
289 postula l’insufficienza delle somme versate secondo le ordinarie modalità previste per il versamento diretto dei tributi cui la
lite si riferisce e presuppone, quindi, che la domanda di definizione non sia stata accettata per via di tale insufficienza. In
tale caso, qualora sia riconosciuta l’esistenza di un errore scusabile da parte del contribuente, è previsto uno speciale procedimento finalizzato all’integrazione, consistente nella notifica di
una comunicazione da parte dell’Ufficio cui deve seguire la regolarizzazione, mancando la quale non si produce l’effetto di definizione della lite fiscale in funzione surrogatoria dell’obbliga3
zione tributaria controversa (V. pure Cass. Sentenze n. 2723 del
D4/02/2011, n. 23028 del 2009).
Perciò anche su tali punto la decisione gravata non risulta
motivata in modo giuridicamente corretto e adeguato.
causa può essere decisa nel merito, atteso che non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, ex art. 384, comma 2 cpc., e rigetto
del ricorso in opposizione della contribuente avverso l’avviso di
diniego di condono.
motivi per compensarle, avuto riguardo alla natura delle questioni
giuridiche trattate ed alla posizione delle parti, tenuto conto
del tenuissimo ritardo.
Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnat , decidendo
nel merito, rigetta quello introduttivo, e compensa le spese
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della s
zione civile, il 28 novembre 2013.
cassazione della sentenza impugnata, senza rinvio, posto che la