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Timestamp: 2017-10-17 06:15:10+00:00
Document Index: 112687716

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ']

Consiglio di Stato N. 3555/06 in tema di perentorietà dei termini per il completamento del procedimento preordinato al conseguimento del permesso di costruire.
Sul ricorso in appello n. 2352/2005,proposto da *** Marco rappresentato e difeso dagli Avv.ti Alessandro Biamonte e Franco Iadanza con domicilio eletto in Roma Viale Angelico, n.193, presso Franco Iadanza
Calise Carmela rappresentata e difesa dall’Avv. Lorenzo Bruno Molinaro con domicilio eletto in Roma Via Aquileia, n. 12, presso Andrea Morsillo;
D’avanzo Antonio,non costituitosi;
Maresia S.A.S. Di Testa Alba rappresentata e difesa dagli Avv.ti Alessandro Biamonte e Franco Iadanza con domicilio eletto in Roma Viale Angelico, 193, presso Alessandro Biamonte;
Visto l’atto di costituzione in giudizio Calise Carmela e Maresia S.A.S. di Testa Alba;
1. Con sentenza n. 1872/2005, il Tribunale amministrativo regionale per la Campania accoglieva il ricorso (n. 7252/2004) proposto da Calise Carmela contro la Provincia di Napoli, il Ministero per i beni culturali e ambientali e nei confronti d *** Marco.
Il ricorso era stato proposto per l’annullamento del permesso di costruire un impianto per la balneazione e l’elioterapia rilasciato al *** in data 7 aprile 2004 dal Commissario ad acta nominato dal Presidente della Provincia di Napoli ai sensi dell’art. 4 della legge regionale della Campania n. 19, del 28 novembre 2001.
I giudici di primo grado ritenevano che l’intervento sostitutorio dell’amministrazione provinciale non aveva avuto giustificazione, dal momemto che l’ordinario procedimento per il rilascio della concessione edilizia, alla data della nomina del Commissario ad acta, era ancora in fase di svolgimento: ne dava dimostrazione la circostanza che, a seguito di una frana (del 27 luglio 2003), l’amministrazione comunale aveva disposto una consulenza allo scopo, tra l’altro, di verificare la compatibilità tra la realizzazione dell’impianto del *** e le caratteristiche geologiche della zona.
Contro l’indicata decisione il *** ha proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo la riforma della impugnata sentenza col rigetto del ricorso di prima istanza; e nella resistenza della controinteressata Calise Carmela, il ricorso è stato chiamato per l’udienza odierna al cui esito è stato trattenuto in decisione dal collegio
2. Va, preliminarmente, respinta l’eccezione di improcedibilità dell’appello del *** per asserita sopravvenuta carenza di interesse; il fatto che le opere eseguite dall’appellante siano state realizzate in difformità al permesso di costruire e che sia stato disposto dal Comune il ripristino dello stato dei luoghi, non fa venir meno l’interesse del *** alla definizione del presente giudizio, dal momento che le indicate evenienze, anche a volerle date per ammesse, sono successive al rilascio del permesso di costruire cui si riferisce il presente giudizio
3. Con il primo motivo di appello, il *** censura la sentenza impugnata per error in procedendo ed error in indicando, avendo i giudici di prima istanza omesso di pronunziarsi sulle eccezioni preliminari di inammissibilità e/o improcedibilità del ricorso di primo grado proposto dalla Calise Carmela. Esso appellante aveva resistito al ricorso proposto in primo grado dalla controinteressata deducendone la carenza di interesse all’annullamento dell’impugnato provvedimento; inoltre, esso *** aveva eccepito l’omessa notifica del ricorso medesimo all’Autorità di Bacino della Campania nord occidentale che aveva pronunciato i pareri (positivi) obbligatoriamente acquisiti nel corso del procedimento e che, tra l’altro, avevano formato oggetto di specifica impugnativa, per altro tardivamente proposta.
Ed invero, l’interesse della Calise al ricorso di primo grado scaturiva dall’essere la stessa proprietaria in Procida di immobili, individuati in catasto al foglio 12, particelle nn. 345 – 346 e 194, posti a confine con l’area interessata al realizzando impianto balneare.
4. Con il secondo motivo di appello il *** deduce, poi, violazione e false applicazione degli artt. 1 e 4 della legge regionale Campania 28 novembre 2001, n. 19, violazione dell’articolo 4 del D.L. n. 398/1993, violazione del testo unico sull’edilizia DIR n. 380/2001.
Appare evidente, allora, come, legittimamente, il *** – la cui domanda di concessione edilizia era stata presentata fin dal 31 gennaio 2002 – diffidava in data 3 giugno 2003 l’amministrazione a provvedere; ed altrettanto legittimamante, decorso il termine assegnato, il ricorrente, ai sensi del comma 2 dell’art. 4 della legge regionale n. 19/2001 più volte richiamata, inoltrava alla Provincia istanza di nomina del commissario ad acta per la sostituzione dello stesso all’amministrazione comunale inadempiente; nomina, peraltro, cui il Presidente dell’amministrazione provinciale provvedeva dopo aver inutilmente sollecitato l’amministrazione comunale a concludere il procedimento adottando i provvedimenti di competenza.
5. Con il ricorso di primo grado la Calise aveva dedotto ulteriori sette motivi di censura che sono stati ritenuti assorbiti dalla sentenza impugnata e che la Calise ha riproposto nella memoria di costituzione ed appello incidentale condizionato.
L’autorizzazione paesistica, inoltre, come si evince dalla premessa del documento, è stata rilasciata in conformità al parere espresso, con il verbale n. 13 dell’11 aprile 2002, dalla commissione comunale per la tutela dei beni ambientali che era l’organo amministrativo competente alla valutazione di merito che aveva adeguatamente motivato e sulla basse di quanto previsto dalla legislazione regionale dalla deliberazione causiliare n. 64 del 31 ottobre 1981 che, ad avviso del collegio, non potevano ritenersi derogate dalla normativa di cui alla legge (cosidetta Bassanini) n. 127/1997.
Contrariamente, poi, a quanto dedotto dall’appellante incidentale, come aveva motivatamente rilevato la commissione comunale per la tutela dei beni ambientali (e come è risultato confermato dalla consulenza disposta in sede penale nel procedimento a carico di Ruocco Salvatore + 2), il realizzando impianto del ***, in quanto essenzialmente caratterizzato da opere di ingegneria naturalistica, era compatibile sia con il piano regolatore, sia con il piano territoriale paesistico approvato con il D.M. 1° marzo 1971 che erano operanti nel comune.
6. Le indicate considerazioni inducono, poi, a ritenere infondata, l’ulteriore censura dedotta dalla Calise con l’appello incidentale e relativa ad un’asserita illegittimità del decreto del 20 novembre 2003, n. 1759, reso dall’amministrazione provinciale di Napoli, con riferimento ad entrambi i dedotti profili.
La tipologia e la natura degli interventi sul territorio che il *** aveva chiesto di realizzare erano stati, motivatamente e correttamente ritenuti compatibili con le previsioni del piano regolatore del comune il quale, peraltro, come ammette la stessa appellante, in quanto approvato con decreto del Presidente della Giunta regionale del 26 maggio 1984, era risalente di oltre cinque anni; si trattava inoltre di interventi i quali, correttamente erano stati ritenuti esterni al centro abitato (di cui, peraltro, non esisteva alcuna perimetrazione) e che, per la specifica loro natura, erano compatibili con le limitazioni alla volumetria edificabile dell’area come prevista dalla legge regionale n. 17 del 20 marzo 1983.
Le evenienze, infine, relative al costone di proprietà del *** sovrastanti il tratto di spiaggia di Ciracco – Ciriello interessato da movimenti franosi, erano stati tutte valutate dal Commissario ad acta il quale, nel suo discrezionale apprezzamento (confortato dalle consulenze Ortolani e Ferrante) le aveva ritenute non ostative alla realizzazione dell’impianto che era distante di molti metri rispetto al ciglio del costone.
8. Da tutto quanto precede, deriva l’accoglimento dell’appello principale del *** e la reiezione dell’appello incidentale condizionato dalla Calise la quale, in quanto soccombente, va condannata al rimborso all’appellante principale delle spese processuali da liquidare in dispositivo.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie l’appello principale e respinge l’appello incidentale condizionato. Per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado respinge il ricorso proposto in primo grado da Calise Carmela che condanna al rimborso in favore del *** Marco delle spese processuali che liquida in complessivi euro 5.000,00 (cinquemila).
il………………16/06/2006……………….