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Timestamp: 2017-09-21 05:26:27+00:00
Document Index: 73633585

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Dorotea Brescia
1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE Sede Amministrativa del Dottorato di Ricerca UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE - MILANO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA LA SAPIENZA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA Sedi Convenzionate XX Ciclo del Dottorato di ricerca in Diritto dell Unione europea ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE E RIFIUTO DI CONCEDERE IN LICENZA DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE Settore scientifico-disciplinare: Diritto dell Unione europea (IUS/14) DOTTORANDA Manuela Bandera COORDINATORE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI Chiar.mo Prof. Stefano Amadeo Università degli Studi di Trieste RELATORE Chiar.mo Prof. Luca G. Radicati di Brozolo Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano ANNO ACCADEMICO 2007/2008
2 La tesi è aggiornata al 6 marzo 2009
3 _ Indice INDICE CAPITOLO PRIMO L ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE NELLA NORMATIVA COMUNITARIA 1. Premessa: l articolo 82 del Trattato CE La definizione di mercato rilevante Il mercato rilevante del prodotto La sostituibilità del prodotto dal lato della domanda La sostituibilità del prodotto dal lato dell offerta Ulteriori criteri per la definizione di mercato rilevante del prodotto Il mercato geografico rilevante Le caratteristiche della domanda Le caratteristiche dell offerta Le caratteristiche del prodotto Le caratteristiche del mercato Osservazioni conclusive sulla definizione di mercato rilevante La nozione di posizione dominante I criteri strutturali Le quote di mercato Le barriere all ingresso e all espansione nel mercato rilevante I potere degli acquirenti nel mercato I
4 _ Indice 3.2. I criteri comportamentali La posizione dominante collettiva I fattori rilevanti per l accertamento della posizione dominante collettiva La parte sostanziale del mercato comune Lo sfruttamento abusivo della posizione dominante La nozione di abuso e i criteri di individuazione del comportamento abusivo I caratteri dello sfruttamento abusivo Le principali pratiche abusive Le pratiche abusive sui prezzi Il rifiuto di contrarre (rinvio) Le pratiche abusive discriminatorie Le pratiche di gemellaggio (cd. tying ) Altre pratiche abusive Il pregiudizio al commercio tra Stati membri.. 69 CAPITOLO SECONDO UNA PARTICOLARE PRATICA ABUSIVA: IL RIFIUTO DI CONTRARRE 1. Premessa Il rifiuto di contrarre con clienti esistenti Il rifiuto di contrarre con effetto escludente diretto Il rifiuto di contrarre con effetto escludente indiretto Riflessioni sul rifiuto di contrarre con clienti esistenti Il rifiuto di contrarre con nuovi clienti I prodromi della dottrina delle essential facilities : i casi London European / Sabena e British Midland / Aer Lingus La dottrina delle essential facilities nell esperienza della giurisprudenza americana La dottrina delle essential facilities nel diritto comunitario La dottrina delle essential facilities nelle decisioni della Commissione 94 II
5 _ Indice La dottrina delle essential facilities nel processo di liberalizzazione dei mercati (cenni) Considerazioni sull approccio della Commissione nei confronti della dottrina delle essential facilities La dottrina delle essential facilities nella giurisprudenza comunitaria Valutazioni conclusive sul trattamento del rifiuto di contrarre con nuovi clienti Novità della dottrina delle essential facilities? Considerazioni critiche relative all applicazione della dottrina delle essential facilities CAPITOLO TERZO DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE E ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE 1. Premessa Il rapporto tra diritti di proprietà intellettuale e disciplina della concorrenza Il criterio dell uso normale o ragionevole del diritto di proprietà intellettuale Il criterio dell esistenza e dell esercizio del diritto di proprietà intellettuale Il criterio dell oggetto specifico del diritto di proprietà intellettuale Diritti di proprietà intellettuale e abuso di posizione dominante Diritti di proprietà intellettuale e mercato rilevante Diritti di proprietà intellettuale e posizione dominante Diritti di proprietà intellettuale e abuso Diritti di proprietà intellettuale e prezzi eccessivi Diritti di proprietà intellettuale e pratiche discriminatorie Diritti di proprietà intellettuale e pratiche di gemellaggio Altre ipotesi di abuso in presenza di diritti di proprietà intellettuale 140 III
6 _ Indice CAPITOLO QUARTO IL RIFIUTO DI CONCEDERE IN LICENZA I DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE 1. Premessa L analisi del rifiuto di licenze mediante i principi del diritto della proprietà intellettuale: le sentenze Volvo e Renault Nuovi strumenti di disciplina del rifiuto di licenze: la sentenza Magill Il caso Magill e la sentenza della Corte di giustizia Riflessioni critiche sulla sentenza Magill L analisi del rifiuto di licenze mediante i principi del diritto antitrust Applicabilità della dottrina delle essential facilities anche ai rifiuti di licenze di diritti di proprietà intellettuale? L utilizzabilità delle licenze obbligatorie nel caso di rifiuto di licenze di diritti di proprietà intellettuale Valutazioni conclusive: reale portata innovativa della sentenza Magill? La rilettura delle circostanze eccezionali della sentenza Magill: il caso Ladbroke La vicenda Ladbroke e la sentenza del Tribunale di primo grado Una nuova disciplina per il rifiuto di licenze di diritti di proprietà intellettuale? La teorizzazione della disciplina applicabile al rifiuto di licenze: la sentenza IMS La vicenda IMS e la sentenza della Corte Un test di abusività del rifiuto di licenze: il test IMS I criteri di abusività del test IMS: rivisitazione ed ampliamento delle circostanze eccezionali (segue) L esclusione della concorrenza nel mercato derivato e il fattore del doppio mercato (segue) L ostacolo alla comparsa di un prodotto nuovo Valutazioni conclusive: l ultima parola sulla disciplina del rifiuto di licenze? Una nuova interpretazione del test IMS: la sentenza Microsoft La vicenda Microsoft e la sentenza del Tribunale Il test di abusività del rifiuto di licenze secondo la sentenza Microsoft 198 IV
7 _ Indice L indispensabilità del bene richiesto: verso una valutazione di tipo soggettivo? L eliminazione della concorrenza nel mercato vicino: rilevanza del rischio L ostacolo alla comparsa del prodotto nuovo come espressione della limitazione allo sviluppo tecnico La giustificazione oggettiva del rifiuto di licenze. 207 CAPITOLO QUINTO PROSPETTIVE FUTURE PER IL TRATTAMENTO DEL RIFIUTO DI CONCEDERE IN LICENZA I DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE 1. Premessa Il Documento di discussione della Commissione sull applicazione dell art. 82 TCE agli abusi di esclusione La proposta di un nuovo approccio nell applicazione dell art. 82 TCE Il trattamento del rifiuto di licenze La Comunicazione della Commissione sugli abusi di esclusione Una rilettura più prudente del nuovo approccio nell applicazione dell art. 82 TCE L ennesima nuova proposta di trattamento per il rifiuto di licenze? CONCLUSIONI 231 BIBLIOGRAFIA. 237 V
8 _ Indice VI
9 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria CAPITOLO PRIMO L ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE NELLA NORMATIVA COMUNITARIA 1. Premessa: l articolo 82 del Trattato CE - 2. La definizione di mercato rilevante Il mercato rilevante del prodotto La sostituibilità del prodotto dal lato della domanda La sostituibilità del prodotto dal lato dell offerta Ulteriori criteri per la definizione di mercato rilevante del prodotto Il mercato geografico rilevante Le caratteristiche della domanda Le caratteristiche dell offerta Le caratteristiche del prodotto Le caratteristiche del mercato Osservazioni conclusive sulla definizione di mercato rilevante 3. La nozione di posizione dominante I criteri strutturali Le quote di mercato Le barriere all ingresso e all espansione nel mercato rilevante Il potere degli acquirenti nel mercato I criteri comportamentali - 4. La posizione dominante collettiva I fattori rilevanti per l accertamento della posizione dominante collettiva - 5. La parte sostanziale del mercato comune - 6. Lo sfruttamento abusivo della posizione dominante La nozione di abuso e i criteri di individuazione del comportamento abusivo I caratteri dello sfruttamento abusivo - 7. Le principali pratiche abusive Le pratiche abusive sui prezzi Il rifiuto di contrarre (rinvio) Le pratiche abusive discriminatorie Le pratiche di gemellaggio (cd. tying ) Altre pratiche abusive - 8. Il pregiudizio al commercio tra Stati membri 1. PREMESSA: L ARTICOLO 82 DEL TRATTATO CE La Comunità europea ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere al suo interno uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche. 1 A tale scopo, il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE) prevede il coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri così da pervenire, tra 1 V. art. 2 TCE. 1
10 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria l altro, alla creazione di un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato interno. 2 In questo contesto si colloca l articolo 82 del Trattato destinato a disciplinare le fattispecie di abuso di posizione dominante. Esso stabilisce che è incompatibile con il mercato comune e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato comune o su una parte sostanziale di questo. 3 Tale sfruttamento abusivo può consistere in condotte tese ad eliminare i concorrenti allo scopo di monopolizzare il mercato a pregiudizio dei consumatori (cd. abusi di esclusione) oppure a realizzare profitti ultra competitivi a danno dei propri clienti (cd. abusi di sfruttamento). In via esemplificativa, l art. 82 precisa che sono considerate pratiche vietate quelle che si sostanziano, in particolare: a) nell imporre direttamente od indirettamente prezzi di acquisto, di vendita od altre condizioni di transazione non eque; b) nel limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico, a danno dei consumatori; c) nell applicare nei rapporti commerciali con gli altri contraenti condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza; d) nel subordinare la conclusione di contratti all accettazione da parte di altri contraenti di prestazioni supplementari, che per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun nesso con l oggetto dei contratti stessi. 4 Ad una prima analisi dell art. 82 si rileva che ciò che la norma vieta non è la detenzione o l acquisizione di una posizione dominante sul mercato di riferimento, ma piuttosto l abuso di tale posizione. In altri termini, l ordinamento attribuisce all impresa o alle imprese (qualora siano più d una) dotate di un significativo potere di mercato la speciale responsabilità di non approfittare della posizione di dominio detenuta e di non ostacolare così lo sviluppo di un sano ambiente concorrenziale nel mercato unico. 5 2 V. art. 3, lett. g) TCE. 3 Cfr. art. 82, co. 1 TCE. 4 V. art. 82, co. 2 TCE. 5 Per l attribuzione di tale speciale responsabilità v. uno dei leading cases in materia di art. 82 TCE, Corte di giustizia, 9 novembre 1983, Nederlandsche Banden Industrie Michelin c. Commissione delle 2
11 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria Tra gli abusi di posizione dominante vietati rientra anche la condotta consistente nel rifiuto di contrarre e, al suo interno, la pratica dei dinieghi di concedere in licenza diritti di proprietà intellettuale che costituisce oggetto del presente studio. Per l analisi di tale fattispecie di abuso è in primo luogo necessario esaminare il disposto dell art. 82 TCE. In questo capitolo, avente funzione introduttiva, si procederà quindi a delineare in termini generali il divieto di abuso di posizione dominante nei suoi elementi costitutivi. Dopo aver esaminato il mercato rilevante, l attenzione si concentrerà sul concetto di dominanza e, in particolare, sui criteri strutturali e comportamentali utilizzata per identificarla. Lo studio dei caratteri generali della nozione di sfruttamento abusivo è completato da una breve rassegna delle principali fattispecie di abuso che, benché non direttamente afferente all oggetto del presente lavoro, sarà utile per comprendere l approccio comunitario nel trattamento di questa fattispecie. L analisi del criterio del pregiudizio al commercio tra Stati membri conclude il capitolo LA DEFINIZIONE DI MERCATO RILEVANTE Prima di qualsiasi verifica circa la sussistenza di condotte vietate realizzate da imprese detentrici di una posizione di dominanza è indispensabile definire il mercato in cui il potere economico dell impresa si manifesta (cd. mercato rilevante). 7 Comunità europee, causa C-322/81, in Racc.1983, 3461 (cd. Michelin I ), par. 57: La constatazione dell esistenza della posizione dominante non comporta di per sé alcun addebito nei confronti dell impresa interessata, ma significa solo che questa indipendentemente dalle cause di tale posizione è tenuta in modo particolare a non compromettere con il suo comportamento lo svolgimento di una concorrenza effettiva e non falsata nel mercato comune. 6 Non sarà oggetto di specifica trattazione di questo scritto la nozione di impresa, visto che questa coincide integralmente con la definizione fornite nelle altre branche del diritto antitrust. Al tal fine basti sapere che con impresa si intende qualsiasi soggetto, pubblico o privato, che svolga, con o senza scopo di lucro, un attività economica consistente nella fornitura di beni e servizi su un determinato mercato di riferimento. A titolo di es. v. Corte di giustizia, 18 giugno 1998, Commissione delle Comunità europee c. Repubblica italiana, causa C-35/96, in Racc. 1998, I-3851, par La dottrina italiana ed internazionale ha più volte sottolineato la rilevanza fondamentale dell individuazione del mercato; per quella italiana, v. ad es. BRUZZONE, L individuazione del mercato rilevante nella tutela della concorrenza, in Temi e Problemi, a cura dell Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roma, 1995, p. 12: a livello normativo non è esplicitamente imposto che venga individuato un mercato rilevante come stadio distinto del processo di valutazione ( ) di un presunto comportamento abusivo ( ); tuttavia, esiste un ampio numero di riferimenti indiretti da cui emerge l opportunità di fare riferimento, nell analisi dei casi, ad una nozione di mercato ben definita. In particolare, indicatori strutturali quali le quote di mercato detenute dalle imprese o il grado di concentrazione dell offerta sono necessariamente individuati «rispetto ad un mercato». Laddove, come generalmente è il caso, viene attribuita importanza all analisi di queste variabili nell ambito del processo di valutazione della fattispecie, diviene indispensabile definire il contesto economico di riferimento. V. anche PAPPALARDO, Concorrenza, intese, concentrazioni, posizioni dominanti nel diritto della concorrenza, in Enciclopedia del Diritto, AA. VV., Torino, 1987, p. 372: la nozione di posizione 3
12 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria Specificando il settore in cui si esplica il potere dell impresa si può stabilire la struttura del mercato coinvolto, la posizione dell impresa interessata e le pressioni concorrenziali alle quali questa è sottoposta. Sulla base del mercato così individuato, possono essere dunque identificati i concorrenti, effettivi o potenziali, in grado di condizionare il comportamento dell impresa in esame e di impedire a questa di operare in modo indipendente, concorrenti, quindi, la cui assenza o presenza è indispensabile per stabilire l esistenza di una posizione di dominanza capace di produrre alterazioni anticompetitive sul mercato in questione. La corretta definizione di mercato rilevante si pone dunque come condizione imprescindibile per una corretta valutazione dei comportamenti dei soggetti attivi nel mercato interno, tanto che un identificazione inesatta del mercato conduce ad una visione alterata degli effetti prodotti dalla condotta dell impresa in questione con conseguenze negative sull intera realtà concorrenziale in cui i soggetti interessati operano. Una definizione di mercato rilevante che sia troppo ristretta, infatti, può condurre al divieto di comportamenti che in un mercato più ampio risulterebbero innocui o, addirittura, pro competitivi. Una definizione di mercato troppo estesa, d altro canto, potrebbe portare a sottovalutare il potere di alcune imprese e la pericolosità dei relativi atteggiamenti che sarebbero invece evidenti in confini di mercato più limitati. Nonostante le disposizioni comunitarie non richiamino il concetto di mercato rilevante, l indicazione dei criteri utili alla sua individuazione e non facciano riferimento alla necessità di una sua preventiva precisazione, la prassi applicativa è nel tempo venuta via via riconoscendo l essenzialità della sua definizione. 8 Ai primi riconoscimenti da parte della giurisprudenza della Corte di giustizia 9 è seguita la codifica nel formulario CO, limitatamente al settore delle dominante evoca ( ) una situazione di mercato nella quale un impresa non è soggetta ad un grado di concorrenza sufficiente a condizionare la sua strategia e i suoi risultati. Si tratta di una nozione relativa che si definisce rispetto ad un ambito entro il quale il dominio si esercita. Questo ambito è il mercato, la cui delimitazione costituisce una tappa preliminare alla constatazione dell esistenza (o dell inesistenza) di una posizione dominante. 8 E da notare che il mercato rilevante cui si fa riferimento è il mercato in cui l impresa in esame detiene la posizione dominante e non quello in cui si tiene il comportamento abusivo. Nella generalità dei casi, la condotta abusiva produce i suoi effetti nello stesso mercato in cui l impresa è dominante. Vi fanno eccezione certi comportamenti realizzati nei mercati connessi: alcune pratiche abusive possono essere poste in essere nel mercato dominato al fine di estendere il proprio potere in un mercato collegato oppure in un mercato non dominato per tutelare la posizione dominante in mercato connesso e già dominato. Per l analisi della definizione del mercato rilevante nel caso di mercati connessi, v. infra, nt V. Corte di giustizia, 21 febbraio 1973, Europemballage Corporation e Continental Can Company c. Commissione delle Comunità europee, causa C-6/72, in Racc. 1973, 215, (cd. sentenza Continental Can ), par. 32: ai fini della valutazione ( ) della posizione dominante ( ), ha importanza essenziale la delimitazione del mercato di cui trattasi ; nonché Tribunale di primo grado, 10 marzo 1992, Società 4
13 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria concentrazioni tra imprese 10, e poi definitivamente nella Comunicazione della Commissione che costituisce la summa del metodo seguito dalla Commissione per la definizione del relevant market e che è applicabile ad ogni settore del diritto della concorrenza. 11 Vale tuttavia la pena di sottolineare tuttavia che, pur essendo l individuazione del mercato un operazione che deve obbligatoriamente precedere tanto l esame di un intesa, di un abuso di posizione dominante, di una concentrazione tra imprese o, in generale, di ogni atteggiamento che si pretende anticoncorrenziale, il diverso orizzonte temporale di tali valutazioni fa sì che i criteri utilizzati per definire l ambito economico di queste situazioni non siano esattamente sovrapponibili. Mentre nel caso di concentrazioni la Commissione è chiamata ad esprimere un giudizio prognostico su futuri possibili comportamenti concorrenziali che le imprese coinvolte saranno in grado di tenere all esito dell operazione, nei casi di collusione ed, in particolare, di abuso di posizione dominante l organo giudicante deve infatti valutare condotte passate, cioè già poste in essere da imprese che hanno concluso un cartello vietato ex art. 81 TCE o che, già detenendo una posizione dominante, hanno tenuto un comportamento in violazione dell art. 82 TCE. Fatte tali doverose premesse, si deve precisare che l individuazione del mercato rilevante consiste in un duplice accertamento: il primo ha per oggetto l identificazione dei beni e dei servizi nella cui fornitura è attiva l impresa interessata nonché di quegli ulteriori beni e servizi che sono in concorrenza con quest ultimi (cd. mercato rilevante del prodotto); il secondo concerne la selezione delle imprese che, in ragione della loro ubicazione geografica, stanno in rapporto di concorrenzialità con Italiana Vetro (SIV) e a. c. Commissione delle Comunità europee, cause riunite T-68/89, T-77/89 e T- 78/89, in Racc. 1992, II-1403, (cd. sentenza Vetro piano ), par. 159: la definizione adeguata del mercato di cui trattasi [è] una condizione necessaria e preliminare a qualsiasi giudizio su un comportamento assertivamente anticoncorrenziale. 10 Il Formulario CO relativo alla notificazione delle operazioni di concentrazione fu pubblicato nella vigenza del vecchio Reg. 4064/89, dapprima nel 1990, nel 1994 e nel La versione ora in vigore è quella in allegato al Regolamento (CE) n. 802/2004 della Commissione del 7 aprile 2004 di esecuzione del Regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio relativo al controllo delle concentrazioni tra imprese, in G.U.U.E. 30 aprile 2004, L 133, p. 1 ss. Sul modello della definizione di mercato adottata nel Formulario CO era stato pubblicato anche il Formulario A/B, ora non più in vigore, allegato al Regolamento (CE) n. 3385/94 della Commissione, del 21 dicembre 1994, relativo alla forma, al contenuto e alle altre modalità delle domande e delle notificazioni presentate in forza del regolamento n. 17 del Consiglio, in G.U.C.E. 31 dicembre 1994, L 377, p. 28 ss. 11 V. Comunicazione della Commissione sulla definizione di mercato rilevante ai fini dell applicazione del diritto comunitario della concorrenza, in G.U.C.E. 9 dicembre 1997, C 372, p. 5 ss., di seguito Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante. 5
14 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria l impresa in esame nello stesso settore merceologico (cd. mercato geografico rilevante) IL MERCATO RILEVANTE DEL PRODOTTO Il mercato rilevante del prodotto è solitamente definito come comprendente: ( ) tutti i prodotti e/o servizi che sono considerati intercambiabili o sostituibili dal consumatore, in ragione delle caratteristiche dei prodotti, dei loro prezzi e dell uso cui sono destinati. 13 Sul modello di quanto previsto dalla consolidata esperienza statunitense, la nozione chiave per l individuazione del mercato merceologico è l intercambiabilità (o sostituibilità) dei beni o dei servizi commercializzati dall impresa in esame con altri prodotti o servizi considerati ad essi equivalenti. La sostituibilità del prodotto può essere considerata sia dal punto di vista della domanda, qualora si misuri la tendenza dei clienti di un dato bene a passare al consumo di un altro ad esso analogo, sia punto di vista dell offerta, qualora si valuti la facilità con cui i produttori di beni simili ad un dato prodotto possano passare alla produzione di quest ultimo, se peculiari condizioni di mercato lo rendano conveniente. Accanto all intercambiabilità dei beni prodotti, costituisce ulteriore fattore di 12 A tale duplice accertamento, in alcuni casi si affianca anche il cd. mercato temporale rilevante che fa riferimento alla dimensione temporale del mercato coinvolto. Con tale concetto si è soliti identificare il mercato in cui le condizioni di concorrenza subiscono delle modifiche in relazione ai vari momenti temporali dell anno, della settimana della giornata. Per quanto non preso mai esplicitamente in considerazione, tale nozione sembra aver influito sulla sentenza Corte di giustizia, 14 febbraio 1978, United Brands Company e United Brands Continentaal BV c. Commissione delle Comunità europee, causa C-27/76, in Racc. 1978, 207, (cd. sentenza United Brands ) dove la Corte ha distinto il mercato delle banane da quello dell altra frutta fresca, tra l altro, in ragione del fatto che la banana era disponibile tutto l anno a differenza degli altri frutti che costituivano valide alternative alla banana solo in certe stagioni dell anno. Sembra che il fattore temporale sia stato esaminato anche nel precedente caso Corte di giustizia, 29 giugno 1978, BP e altri c. Commissione delle Comunità europee, causa C-77/77, in Racc. 1978, 1513, che ha esaminato un asserito abuso commesso da alcune compagnie petrolifere nei Paesi Bassi, durante il periodo della crisi petrolifera a cavallo tra il 1973 e Ad ogni modo, per quanto importante, il fattore temporale non pare possa essere decisivo ai fini della definizione del mercato rilevante. V. a tale proposito quanto sostenuto da FURSE, Competition Law, Oxford, 2004, p V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par. 7. La definizione è ripresa nel Formulario CO, Sezione 6, punto I, dove alla definizione riportata nel testo si aggiunge Un mercato del prodotto rilevante può in qualche caso essere composto di una serie di prodotti e/o servizi distinti che presentano caratteristiche fisiche o tecniche in gran parte simili e sono pienamente intercambiabili. La prassi della Commissione e della Corte di giustizia avevano già in precedenza elaborato una definizione di mercato del prodotto molto simile a quanto indicato nella Comunicazione e nel Formulario, v. ad es. sentenza United Brands, cit., par. 10; 13 febbraio 1979, Hoffmann La Roche c. Commissione delle Comunità europee, causa C-85/76, in Racc. 1979, 461, par. 21, di seguito, sentenza Hoffmann La Roche ; sentenza C-322/81, Michelin c. Commissione, cit., par
15 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria delimitazione del mercato la presenza di un eventuale concorrenza potenziale che può esercitare pressioni sul comportamento dell impresa in esame. 14 Tra i criteri di determinazione del mercato sopra specificati, solo la sostituibilità dal lato della domanda rappresenta un fattore efficace ed autosufficiente. I criteri della sostituibilità dell offerta e della concorrenza potenziale, infatti, oltre ad essere di più difficile individuazione, normalmente richiedono l analisi di elementi complementari; pertanto detti criteri sembrano svolgere un ruolo più significativo durante la fase di valutazione del comportamento anticoncorrenziale piuttosto che nella fase di delimitazione del mercato in cui l impresa dominante è attiva. 15 Concettualmente la nozione di sostituibilità dal lato della domanda è particolarmente semplice; la sua valutazione in concreto invece dà vita a problemi di non sempre facile soluzione. Alla luce dell esperienza delle autorità antitrust americane, la Commissione ha affrontato la questione della sostituibilità tra prodotti prevalentemente attraverso lo strumento econometrico della cd. elasticità incrociata della domanda. In economia, l elasticità è un parametro che consente di mettere in relazione due variabili: l elasticità della domanda del bene A rispetto al suo prezzo, in particolare, indica il rapporto esistente tra la variazione percentuale della domanda di tale bene e la variazione percentuale del prezzo di tale bene. La domanda del bene A è elastica se la variazione percentuale della quantità domandata è maggiore della variazione percentuale di prezzo eventualmente operata sul bene; è invece anaelastica (o rigida) se la variazione percentuale della quantità domandata è minore della variazione percentuale di prezzo. L elasticità incrociata della domanda, per contro, indica il rapporto che intercorre tra le variazioni percentuali della quantità domandata di un bene A e le variazioni percentuali del prezzo di un diverso bene B. 14 La concorrenza potenziale, di fatto, è una forma più attenuata di sostituibilità sul versante dell offerta. Pur costituendo un vincolo concorrenziale significativo, diversamente dalla sostituibilità dell offerta, l esistenza di una concorrenza potenziale non rappresenta una possibilità di ingresso sul mercato da parte di operatori concorrenti così immediata da influire sulla determinazione del mercato rilevante. Critici nei confronti della prassi della Commissione di escludere la concorrenza potenziale dai fattori utili a delineare il mercato rilevante, VAN DEN BERGH CAMESASCA, European Competition Law and Economics, A Comparative Perspective, London, 2006, pp. 128 e V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par. 14. Questo, d altro canto, è stato l approccio costante anche della prima giurisprudenza della Corte di giustizia; v. ad es. la sentenza Continental Can, cit., par. 32, United Brands, cit., par. 12, sentenza Hoffmann La Roche, cit., par ; sentenza 11 dicembre 1980, NV L Oréal e SA L Oréal c. PVBA De Nieuwe AMCK, causa C-31/80, in Racc. 1980, 3775, par. 25; sentenza C-322/81, Michelin c. Commissione, cit., par
16 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria Per misurare tale variabile normalmente si utilizza un esercizio teorico in cui si ipotizza una piccola variazione, non transitoria, del prezzo del bene considerato per poi valutare le possibili reazioni dei clienti a tale variazione e quindi la modifica della domanda di tale bene (è il metodo noto come SSNIP test). 16 In altre parole, dopo aver individuato il bene fabbricato dall impresa considerata 17, si tratta di supporre un piccolo ma significativo e non momentaneo, aumento del prezzo di tale bene 18 e di esaminare il presumibile comportamento dei consumatori marginali 19 ; se l aumento del prezzo determina uno spostamento di detti consumatori verso un altro prodotto, di un entità tale da non rendere profittevole l aumento di prezzo, allora tale prodotto (cd. next best substitute) va compreso nel mercato del prodotto iniziale, in quanto suo valido sostituto. L operazione va così ripetuta fino a quando non si selezioni un gruppo di prodotti rispetto ai quali l impresa in questione sia in grado di imporre, questa volta con margini di profitto, un aumento del prezzo del bene fabbricato. L insieme dei prodotti individuati come intercambiabili tra loro costituisce il mercato merceologico rilevante. 20 Il price test per quanto estremamente valido, tuttavia, potrebbe generare risultati fuorvianti in mercati in cui le condizioni della concorrenza risultino già alterate: in presenza, ad esempio, di un prezzo già di per sé sovracompetitivo, l applicazione di 16 SSNIP è un acronimo in lingua inglese che sta per Small but non Significant Non-transitory Increase in Price, noto anche come Hypotetical Monopolist Test. Tale metodo di valutazione dell elasticità incrociata della domanda è stato utilizzato per la prima volta negli USA nelle Horizontal Merger Guidelines del US Department of Justice and Federal Trade Commission del 1992, poi riviste nel 1997 (reperibili al sito internet: Prima di allora tale strumento aveva fatto la sua comparsa nelle Merger Guidelines del 1984 del Department of Justice e nello Horizontal Merger Statement della FTC del La Commissione Europea aveva già fatto uso di tale test in alcune decisioni precedenti la Comunicazione del 1997: v. per es., seppure in tema di concentrazioni tra imprese, Commissione, 22 luglio 1992, Nestlé/Perrier, caso IV/M.190, par. 13 e 4 dicembre 1996, Saint Gobain/Wacker-Chemie/Nom, caso IV/M.774, par. 64, e Affinché il test funzioni si deve ipotizzare che l impresa interessata operi nella produzione del bene in regime di monopolio. Le Horizontal Merger Guidelines, cit., par fanno riferimento infatti a a hypothetical profit-maximizing firm that was the only present and future seller of those products ("monopolist"). 18 V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par. 17, dove l incremento del prezzo è stimato intorno al 5-10% del prezzo originario. Anche le autorità antitrust americane fanno riferimento ad aumenti di prezzo che si aggirano tra il 5 e il 10%, normalmente su un arco di tempo di almeno un anno. 19 Con tale termine si indicano i consumatori che, a fronte dell aumento del prezzo applicato dall ipotetico monopolista, sono disposti a rivolgersi verso il prodotto sostituto. Essi si differenziano dai consumatori cd. captive che rimangono fedeli al prodotto, essendo caratterizzati da preferenze piuttosto rigide o anaelastiche. In generale, per l influenza delle preferenze dei consumatori nella definizione di mercato, v. infra, par V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par , dove si cita l esempio di individuazione del mercato in un caso di concentrazione tra imprese produttrici di bevande analcoliche. 8
17 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria tale strumento porterebbe a rilevare un elasticità della domanda più consistente ed un mercato più ampio di quello reale. 21 Una definizione di mercato che facesse riferimento esclusivamente a tale parametro sarebbe dunque inappropriata. 22 Nell ambito della prassi sviluppata negli anni di applicazione dell art. 82 TCE, la Commissione pertanto, in aggiunta all elasticità della domanda, ha avuto modo di utilizzare altri criteri utili a dare una visione più completa del mercato merceologico coinvolto nei casi in esame. Di quelli più significativi se ne fornisce una breve rassegna nel paragrafo seguente LA SOSTITUIBILITÀ DEL PRODOTTO DAL LATO DELLA DOMANDA Accertato che la segmentazione del mercato del prodotto si fonda in primis sull analisi della sostituibilità dei prodotti dal punto di vista della domanda, la prassi della Commissione e della Corte di giustizia ha identificato una serie di fattori per verificare tale intercambiabilità. Tra gli elementi utili a definire il mercato merceologico spiccano innanzitutto le caratteristiche dei prodotti, i loro prezzi e l uso cui questi sono destinati Si fa riferimento al problema noto come Cellophane fallacy, sconosciuto alla regolamentazione delle concentrazioni tra imprese, dove lo SSNIP test è stato concepito, e che può invece presentarsi in caso di individuazione del mercato nelle ipotesi di abuso di posizione dominante. Il problema nasce dal prezzo originario del bene da utilizzarsi per applicare l ipotetico aumento del price test: nella sentenza della Corte Suprema americana, United States v. E.I. DuPont de Nemours and Co., 351 US 377 (1956), meglio nota come caso Cellophane, la decisione di un numero considerevole di consumatori di scegliere prodotti sostituti a seguito dell incremento del prezzo del cellophane derivava dal fatto che tali utenti pagavano prezzi già elevati che consentivano all impresa di realizzare prodotti monopolistici. Lo spostamento di un consistente numero di clienti verso i sostituti non rispecchiava quindi l elasticità della domanda, ma una fuga dal mercato del cellophane il cui prezzo era già ritenuto eccessivamente alto. A seguito di tale vicenda ci si è interrogati circa la misura corretta del prezzo da utilizzare nello SSNIP test e su cui operare l ipotetico aumento di prezzo: da una parte, se si usasse il prezzo in vigore, si rischierebbe di definire un mercato più ampio di quello reale, perché si includerebbero anche prodotti che non sono reali sostituti; dall altra, se si utilizzasse il prezzo concorrenziale, si rischierebbe di dare una definizione di mercato in vitro, avulsa dalla realtà economica del caso concreto. La Commissione, conscia del problema, suggerisce di prendere in considerazione il prezzo osservato, salvo che esso sia stato fissato in un contesto già anticoncorrenziale, v. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par. 19. Per un analisi della Cellophane fallacy, v. VAN DEN BERGH CAMESASCA, European Competition Law and Economics, cit., p V. la decisione della Commissione, 14 luglio 1999, Virgin/British Airways, caso COMP/34.780, par. 70, dove non si è ritenuto opportuno applicare lo SSNIP test, ritenendo questo funzionale solo a spiegare il concetto di un mercato rilevante. 9
18 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria Il primo passo da compiere nel processo di determinazione del mercato rilevante è quindi lo studio delle qualità specifiche del bene o del servizio in questione, nonché dell utilizzo finale cui questo è preposto. Se due prodotti sono fisicamente differenti in modo tale che non possono essere di fatto utilizzati per il medesimo scopo, tali beni non possono essere considerati sostituibili e, quindi, ciascuno di essi costituisce un mercato di riferimento separato. Viceversa, più due prodotti sono simili, più è probabile che facciano parte del medesimo mercato rilevante. 24 Raramente tuttavia lo studio delle caratteristiche dei prodotti è sufficiente per delimitare in via definitiva il mercato; in alcuni casi un analisi di tal genere, considerata da sola, può persino essere fuorviante. Non è escluso infatti che prodotti qualitativamente diversi possano essere considerati come alternativi dagli utenti 25, così come è possibile che prodotti tra loro molto simili rispondano al soddisfacimento di esigenze diverse. 26 A ciò si aggiunga che individuare lo scopo cui alcuni beni sono destinati non è sempre un operazione così scontata. Così succede spesso che la 23 V. infatti la definizione di mercato rilevante del prodotto, in Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par V. a titolo di esempio, la sentenza United Brands, cit., par. 31 dove il mercato delle banane venne considerato un mercato distinto dal mercato del resto della frutta fresca in genere, per le caratteristiche peculiari di tale frutto (aspetto, sapore, consistenza polposa, assenza di semi, maneggevolezza, regolarità di produzione) e l uso specifico che di tale frutto sono solite fare alcune specifiche fasce della popolazione, come bambini, anziani e malati. Lo stesso approccio può essere utilizzato per la definizione del mercato dei servizi. 25 V. tra i casi più recenti, le decisioni della Commissione, seppure in caso di concentrazioni tra imprese: 26 aprile 2004, Sanofi Synthelabo/Aventis, caso COMP/M.3354, par che riprende l impostazione del caso del 26 febbraio 1999, Astra/Zeneca, caso IV/M.1403, par. 7-44, che ha considerato come facenti parte del medesimo mercato del prodotto farmaci aventi le stesse finalità terapeutiche; 11 febbraio 2004, Air France/KLM, caso COMP/M.3280, par che ingloba nello stesso mercato del prodotto, in ragione della stessa destinazione d uso, i servizi di trasporto ferroviario ad alta velocità e il trasporto aereo su tratte brevi per passeggeri non time sensitive. 26 Tra i moltissimi casi, v. tra i più risalenti, Corte di giustizia, causa C-322/81, Michelin c. Commissione, cit., par. 38 e 46-52, che ha distinto i pneumatici nuovi di prima dotazione dai pneumatici nuovi di sostituzione, sull assunto che i primi sono venduti alle case automobilistiche e i secondi ai distributori professionali, nonché i pneumatici nuovi da quelli rigenerati, posto che i pneumatici rigenerati sono considerati generalmente meno sicuri e quindi non sostituibili con quelli nuovi; sentenza C-85/76, Hoffmann La Roche c. Commissione, cit., par , dove il mercato delle vitamine C ed E è stato distinto a seconda dell uso cui dette vitamine erano destinate (impieghi bio-nutritivi - cioè per l industria farmaceutica, per l alimentazione animale o umana o impieghi tecnologici antiossidanti agenti di fermentazione o additivi); Commissione, 18 luglio 1988, Napier Brown/British Sugar, caso IV/30178, dove la Commissione ha distinto il mercato dello zucchero cd. industriale (venduto in sacchi da 50 Kg all industria) da quello dello zucchero cd. al dettaglio (venduto in sacchi da 1kg al consumatore finale). Tra i più recenti, v. ad es. Commissione, 22 giugno 2005, Coca-Cola, caso COMP/39.116, par , dove il mercato delle bibite analcoliche gassate è stato ritenuto distinto da quello dell acqua e dei succhi di frutta. 10
19 Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria considerazione delle caratteristiche dei prodotti costituisca solo uno dei plurimi fattori che devono essere presi in esame per definire i confini del mercato merceologico. 27 A parità di caratteristiche e di funzione svolta o di bisogno finale soddisfatto, un altro fattore di delimitazione del mercato è il prezzo, dato che alla sostituibilità da un punto di vista funzionale non sempre corrisponde anche una sostituibilità dal punto di vista commerciale. 28 Forti differenze di prezzo, qualora mantenute per un periodo di tempo prolungato, sono significative di uno scarso grado di sostituibilità tra i prodotti considerati. 29 Tuttavia, come già osservato per il criterio delle caratteristiche dei prodotti, anche il principio delle differenze di prezzo solleva serie difficoltà all atto della sua applicazione pratica. In primo luogo la definizione della consistenza dell eventuale differenza di prezzo tra prodotti, così come del periodo di tempo minimo durante il quale detta difformità debba valutarsi non possono che essere stabilite in via arbitraria. Inoltre, un analisi di mercato che si basasse esclusivamente sui differenziali di prezzo ignorerebbe il fatto che spesso tali diversità riflettono differenze, effettive o percepite, della qualità degli stessi e correrebbe pertanto il rischio di sovrastimare il grado di sostituibilità dei prodotti. 30 D altro canto, similitudini di prezzo tra beni possono essere determinate da fattori diversi dalla semplice sostituibilità tra i medesimi, potendosi 27 V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par. 36. Per un analisi dei difetti di tale metodo, per quanto riferiti alla definizione di mercato in caso di concentrazioni tra imprese, v. ALONSO, Market Definition in the Community s Merger Control Policy, in European Competition Law Review, 1994, pp. 198 e 199, dove l autore sostiene che The main risk in assessing substitution on the basis of product characteristics alone is that it involves an essentially subjective value judgment. Consciously or unconsciously, the individuals involved in a case may define the market on the basis of the characteristics they themselves consider relevant, rather than on the basis on what consumers value. Un ulteriore problema che indebolisce l efficacia di tale criterio è la carenza di informazioni di questo genere che provengono dai clienti o dai concorrenti. 28 Si consideri questo semplice esempio: uno Swatch e un Rolex svolgono esattamente la stessa funzione, se non dal punto di vista sociale, quanto meno da un punto di vista tecnico. Tuttavia difficilmente nel caso di un elevato aumento di prezzo del primo orologio, gli acquirenti abituali di Swatch passerebbero all acquisto di un Rolex, visto l elevato differenziale di prezzo esistente tra i due. 29 Costituiscono esempi di utilizzo di questo criterio, tra i casi di concentrazione, i casi Commissione, 2 ottobre 1991, Aérospatiale/Alenia/De Havilland, caso IV/M.53, par. 10 (differenze di prezzo tra velivoli); Nestlé/Perrier, caso IV/M.190, cit., par. 13 (differenze tra prezzi al dettaglio di acqua e delle altre bevande analcoliche); 31 gennaio 2002, HP/Compaq, caso COMP/M.2609, par (differenze di prezzo tra servers). 30 Si pensi ad esempio a due beni identici, uno di marca e l altro privo di un marchio conosciuto. V. in questo senso, in un caso di concentrazione, Commissione, 16 gennaio 1996, Kimberly-Clark/Scott, caso IV/M.623, par , dove carta igienica dotata di una marca conosciuta e carta igienica distribuita con il marchio del produttore sono state considerate appartenere a mercati distinti, benché prodotti dalla stessa impresa e, quindi in sostanza, identici. 11
20 separati. 31 Bisogna infine tener presente che la reazione di un consumatore al prezzo di Capitolo Primo L abuso di posizione dominante nella normativa comunitaria presentare somiglianze di prezzo tra prodotti appartenenti a mercati evidentemente un bene o di un servizio, dipende dal costo che esso rappresenta per il compratore: se questo costituisce una parte poco significativa rispetto alle disponibilità economiche del consumatore, si può presumere che la sensibilità al prezzo sia tendenzialmente bassa; viceversa, se il prezzo del prodotto è rilevante rispetto alle capacità finanziarie, anche un piccolo aumento può portare il consumatore a sostituire quel bene con altri considerati meno dispendiosi. Tali considerazioni inducono a trattare un ulteriore criterio utilizzato nell ambito della definizione del mercato rilevante del prodotto, ovvero quello delle preferenze dei consumatori. 32 E evidente infatti che, in relazione ad un dato bene o servizio non tutti gli operatori pongono in essere le stesse scelte: a fronte dell aumento di prezzo operato dall ipotetico monopolista, alcuni clienti decideranno di rivolgersi ad un prodotto sostituto (cd. consumatori marginali), altri invece rimarranno legati al prodotto originario, non ritenendo che l incremento di prezzo possa giustificare un cambiamento nelle loro abitudini di consumo (cd. consumatori prigionieri o captive ). 33 E possibile quindi che alcuni prodotti che si presentano sostituibili in termini di caratteristiche fisiche, di uso finale cui sono destinati e di prezzo possano ciò nonostante costituire in realtà mercati merceologici distinti, se le preferenze dei consumatori nella scelta di prodotti alternativi siano particolarmente significative e sottendano un basso grado di elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo Similitudini di prezzo tra beni diversi potrebbero essere dovute all utilizzo delle medesime materie prime o al fatto che la domanda dei medesimi è soggetta ai medesimi flussi di stagione: ad esempio, i prezzi della benzina e dei quotidiani potrebbero presentare simili correlazioni in ragione dell utilizzo in entrambe del petrolio così come il prezzo dei gelati potrebbe subire andamenti simili a quello dei costumi da bagno in ragione di maggiori richieste di entrambi in estate, piuttosto che in altri periodi dell anno. Tuttavia né la benzina e i quotidiani, né i gelati ed i costumi da bagno fanno evidentemente parte dei medesimi mercati. Per un analisi critica del criterio del prezzo quale elemento di delimitazione del mercato e della cd. price correlation analysis, v. VAN DEN BERGH CAMESASCA, European Competition Law and Economics, cit., pp V. Comunicazione sulla definizione di mercato rilevante, cit., par Esempi classici di consumatori captive sono le persone anziane o invalide per cui gli acquisti per corrispondenza o su cataloghi non sono sostituibili, visto l impossibilità di tali consumatori di recarsi nel negozio al dettaglio, oppure gli acquirenti di beni di marca per cui l equivalente non griffato non costituisce una valida alternativa. 34 Si noti infatti che non è sufficiente la semplice presenza di consumatori a preferenze rigide per delineare mercati distinti. Ciò che deve essere valutato è il rapporto tra consumatori marginali e consumatori prigionieri: quando lo spostamento di consumatori marginali verso prodotti alternativi è tale da non rendere profittevole l aumento di prezzo, l esistenza di consumatori captive non è d ostacolo 12