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Timestamp: 2020-08-09 00:38:30+00:00
Document Index: 117046009

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 50', 'art. 45', 'art. 72', 'art. 73', 'art. 78', 'art. 21', 'art. 72', 'art. 16', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 44', 'art. 58', 'art. 44', 'art. 58', 'art. 14', 'art. 50']

832.311.12
Verordnung vom 15. April 2015 über die Sicherheit der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer bei Arbeiten im Überdruck
Ordinanza del 15 aprile 2015 sulla sicurezza dei lavoratori nei lavori in condizioni di sovrappressione
Art. 3 Norme riconosciute per la sicurezza nei lavori in con...
Capitolo 2: Disposizioni concernenti tutti i lavori in condi...
Sezione 1: Obblighi di notifica
Art. 4 Notifica dei lavori in condizioni di sovrappressione
Art. 5 Notifica di malattie, infortuni ed eventi gravi
Sezione 2: Pianificazione e preparazione dei lavori
Art. 6 Pianificazione e preparazione dei lavori in condizion...
Art. 7 Piano d’emergenza e di soccorso
Art. 8 Impiego di sostanze, prodotti e attrezzature di lavor...
Art. 9 Protezione contro le esplosioni e gli incendi
Art. 10 Considerazione delle condizioni climatiche
Sezione 3: Direzione ed esecuzione dei lavori
Art. 11 Direttore
Art. 12 Compiti dei tecnici
Art. 13 Statuto del direttore e dei tecnici nei confronti de...
Art. 14 Statuto del direttore nei confronti della Suva
Art. 15 Condizioni per l’esecuzione dei lavori
Art. 15a Disposizioni particolari per gli interventi in imme...
Sezione 4: Requisiti del personale e formazione
Art. 16 Requisiti del personale
Art. 18 Fase di apprendimento
Art. 19 Formazione continua
Sezione 5: Assistenza medica e camera di decompressione
Art. 20 Assistenza medica
Art. 21 Camera di decompressione
Art. 22 Esercizio della camera di decompressione
Art. 22a Garanzia delle prime cure mediche durante gli inter...
Sezione 6: Documentazioni
Art. 23 Documentazione degli impieghi
Art. 24 Fascicolo sanitario
Art. 25 Documento personale
Capitolo 3: Disposizioni speciali concernenti i lavori di co...
Art. 26 Ventilazione
Art. 27 Camere di lavoro
Art. 28 Collegamento vocale
Art. 29 Regole di comportamento personali
Art. 30 Divieto di motori a combustione
Sezione 2: Emergenze
Art. 31 Preparazione alle emergenze
Art. 32 Alimentazione di energia
Art. 33 Verificarsi dell’emergenza
Art. 34 Rifornimento di aria respirabile
Sezione 3: Camere di equilibrio
Art. 35 Camere di equilibrio per persone
Art. 36 Camere di equilibrio per il materiale
Art. 37 Campanaro
Art. 38 Decompressione a ossigeno
Sezione 4: Valori limite
Art. 39 Pressione di lavoro massima
Art. 40 Tempo di permanenza e tempo di non esposizione
Sezione 5: Impiego e numero minimo di tecnici
Sezione 6: Lavori di costruzione in aria compressa con peric...
Art. 42 Brillamenti
Art. 43 Altri lavori con pericoli particolari
Capitolo 4: Disposizioni speciali concernenti i lavori in im...
Art. 44 Condizioni di lavoro locali connesse con rischi magg...
Art. 45 Lavori sulle acque o lungo le acque
Art. 46 Accesso all’acqua
Art. 47 Rifornimento di aria respirabile, gas respirabile o ...
Art. 48 Preparazione dei lavoratori subacquei
Art. 49 Orientamento sott’acqua
Art. 50 Collegamento vocale e sorveglianza
Art. 51 Cima guida e manichetta di rifornimento
Sezione 2: Valori limite
Art. 52 Profondità di immersione massima
Art. 53 Durata di immersione e tempo di non esposizione
Sezione 3: Impiego e numero minimo di tecnici
Art. 54 Impiego di tecnici
Art. 55 Numero minimo di tecnici
Sezione 4: Lavori subacquei con pericoli particolari
Art. 56 Lavori meccanici
Art. 57 Brillamenti
Art. 58 Altri lavori con pericoli particolari
Art. 59 Esecuzione
Art. 60 Abrogazione di un altro atto normativo
Art. 61 Modifica di un altro atto normativo
Ordinanza sulla sicurezza dei lavoratori nei lavori in condizioni di sovrappressione
del 15 aprile 2015 (Stato 1° gennaio 2018)
visto l’articolo 83 capoverso 1 della legge federale del 20 marzo 19811 sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF),
1 La presente ordinanza stabilisce le misure da adottare per garantire la sicurezza dei lavoratori nei lavori in condizioni di sovrappressione.
2 Si considerano lavori in condizioni di sovrappressione:
i lavori di costruzione in aria compressa che hanno luogo in un ambiente chiuso e non prevedono l’immersione;
i lavori in immersione in cui il lavoratore subacqueo, munito dell’apposita attrezzatura, opera sotto la superficie dell’acqua.
3 Oltre alla presente ordinanza sono segnatamente applicabili l’ordinanza del 19 dicembre 19831 sulla prevenzione degli infortuni (OPI) e l’ordinanza del 29 giugno 20052 sui lavori di costruzione.
2 RS 832.311.141
aria compressa: aria respirabile o gas respirabile con una pressione di lavoro superiore a 0,1 bar;
aria respirabile: aria dell’atmosfera o miscela di gas tecnicamente prodotta la cui composizione equivale all’aria atmosferica;
gas respirabile: miscela di gas che per motivi medici è più indicata dell’aria atmosferica;
pressione di lavoro: sovrappressione superiore alla pressione atmosferica sul luogo di lavoro, nella camera di decompressione oppure nella camera di equilibrio per persone, espressa in bar;
camera di lavoro: spazio in cui sono eseguiti lavori di costruzione in aria compressa;
camera di equilibrio: spazio in cui si trovano persone o materiale durante l’aumento della pressione fino alla pressione di lavoro oppure durante l’abbassamento della pressione fino alla pressione atmosferica;
camera di decompressione: spazio in cui le persone possono essere trattate dal punto di vista medico mediante una variazione della pressione di lavoro;
decompressione: procedimento che mira a un’ordinata desaturazione del corpo dall’azoto, a partire dalla saturazione esistente alla pressione di lavoro fino a raggiungere una saturazione residua senza rischi per la salute a pressione atmosferica;
sosta di decompressione: interruzione della decompressione a una pressione motivata da ragioni di medicina del lavoro.
Art. 3 Norme riconosciute per la sicurezza nei lavori in condizioni di sovrappressione
1 Per l’intera durata dei lavori in condizioni di sovrappressione devono essere rispettate le norme riconosciute secondo lo stato della tecnica.
2 Per norme riconosciute secondo lo stato della tecnica per la sicurezza nei lavori in condizioni di sovrappressione si intendono in particolare le direttive sui valori limite degli agenti fisici pubblicate dall’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) in applicazione dell’articolo 50 capoverso 3 OPI1, segnatamente le tabelle di decompressione. L’uso di tabelle di decompressione diverse da quelle della Suva va concordato con la Suva prima dell’avvio dei lavori.
Capitolo 2: Disposizioni concernenti tutti i lavori in condizioni di sovrappressione
1 I datori di lavoro sono tenuti a notificare alla Suva i lavori seguenti:
tutti i lavori di costruzione in aria compressa almeno quattro settimane prima dell’esecuzione;
tutti i lavori in immersione in cui a causa dei tempi di esposizione previsti sono necessarie decompressioni di oltre 15 minuti: almeno una settimana prima dell’esecuzione.
2 Gli interventi non programmabili durante i lavori di costruzione in aria compressa e i lavori in immersione devono essere notificati alla Suva il più presto possibile ma al più tardi due settimane dopo l’avvenuto intervento.
Oltre alla notifica d’infortunio ordinaria conformemente all’articolo 45 capoverso 1 LAINF, entro 24 ore devono essere notificati alla Suva:
le malattie riconducibili ai lavori in condizioni di sovrappressione;
gli infortuni durante i lavori in condizioni di sovrappressione in cui almeno una persona si è ferita gravemente;
gli eventi gravi sopraggiunti durante i lavori in condizioni di sovrappressione, qualora nel corso degli stessi avessero potuto restare gravemente ferite o uccise delle persone.
Art. 6 Pianificazione e preparazione dei lavori in condizioni di sovrappressione
1 I lavori in condizioni di sovrappressione devono essere pianificati e preparati in modo da ridurre per quanto possibile al minimo il rischio di infortuni o danni alla salute e garantire il rispetto delle necessarie misure di sicurezza, segnatamente anche durante l’utilizzazione di sostanze, prodotti e attrezzature di lavoro nonché durante l’applicazione di procedimenti di lavoro.
2 A tal fine, il datore di lavoro provvede affinché prima dell’inizio dei lavori in condizioni di sovrappressione sia approntato un piano di sicurezza e di protezione della salute, in forma scritta, che contenga tutte le misure necessarie secondo la presente ordinanza.
3 Egli provvede affinché durante i lavori in condizioni di sovrappressione siano disponibili a tempo debito e in quantità sufficiente materiali, impianti e apparecchi adeguati, segnatamente:
le camere di equilibrio e le camere di decompressione eventualmente necessarie;
il materiale di primo soccorso e di salvataggio.
4 I materiali, gli impianti e gli apparecchi devono essere in perfetto stato di funzionamento e soddisfare le esigenze della sicurezza sul lavoro.
5 Prima dell’inizio dei lavori, tutti i lavoratori devono essere istruiti sul comportamento in caso di emergenza.
1 Il datore di lavoro provvede affinché sia predisposto un piano d’emergenza e di soccorso specifico per i lavori in condizioni di sovrappressione. Esso deve essere tenuto a disposizione in forma appropriata e in un luogo idoneo.
2 L’accesso ai servizi di soccorso deve essere garantito.
3 L’efficacia del piano d’emergenza e di soccorso deve essere attestata da esercitazioni ripetute periodicamente.
Art. 8 Impiego di sostanze, prodotti e attrezzature di lavoro
1 Il datore di lavoro provvede affinché durante i lavori in condizioni di sovrappressione siano utilizzati soltanto sostanze, prodotti e attrezzature di lavoro idonei a un simile impiego.
2 L’installazione e l’esercizio delle attrezzature di lavoro devono garantire che, in caso di guasto a un elemento rilevante per la sicurezza, non sussista alcun pericolo immediato per la sicurezza dei lavoratori che operano in condizioni di sovrappressione.
Devono essere adottate misure adeguate per prevenire esplosioni e incendi durante i lavori in condizioni di sovrappressione e per evitare eventuali conseguenze per la sicurezza dei lavoratori in caso di esplosione o di incendio.
Devono essere adottate misure adeguate se si prospettano condizioni climatiche quali calore, freddo e umidità dell’aria intensi che possano mettere in pericolo la salute dei lavoratori.
1 Il datore di lavoro designa una persona che dirige i lavori in condizioni di sovrappressione (direttore). Egli ne designa parimenti il sostituto.
2 Egli conferisce al direttore le necessarie competenze direttive e decisionali conformemente al piano di sicurezza e di protezione della salute.
3 Il direttore e il suo sostituto devono aver concluso una formazione specifica al proprio compito. La formazione deve essere documentata in forma scritta.
1 A seconda della tipologia di lavoro e delle prescrizioni del piano di sicurezza e di protezione della salute, il direttore designa i tecnici preposti ai compiti seguenti:
sorveglianza dei lavoratori operanti in condizioni di sovrappressione;
sicurezza dell’esercizio degli impianti elettrici;
sicurezza dell’esercizio degli impianti di tecnica pneumatica;
lotta antincendio;
esercizio della camera di decompressione.
2 Per il compito di cui al capoverso 1 lettera a sono impiegate le seguenti persone:
per i lavori di costruzione in aria compressa: i campanari;
per i lavori in immersione: i segnalatori.
3 Il direttore definisce:
i diritti e i doveri dei tecnici;
l’ubicazione dei tecnici affinché, in caso di evento, possano adempiere tempestivamente il proprio compito;
la ripartizione dei compiti fra a i tecnici affinché, in caso di evento, questi ultimi possano adempiere tempestivamente il proprio compito.
4 I tecnici devono aver concluso una formazione specifica al proprio compito esterna o interna all’azienda. La formazione deve essere documentata in forma scritta.
5 I compiti dei tecnici possono essere svolti anche dal direttore.1
1 Introdotto dal n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
Art. 13 Statuto del direttore e dei tecnici nei confronti dell’azienda
1 Il datore di lavoro è tenuto a creare le condizioni necessarie affinché il direttore e i tecnici possano adempiere il proprio compito.
2 Al direttore e ai tecnici deve essere concessa l’autonomia necessaria all’adempimento del proprio compito. L’adempimento di tali compiti non deve arrecare loro alcun pregiudizio.
3 Il direttore e i tecnici devono informare il datore di lavoro circa la propria attività.
1 Qualora la Suva ne faccia richiesta, il direttore deve fornirle informazioni sulla propria attività e metterle a disposizione i propri documenti. La Suva ne informa il datore di lavoro.
2 La Suva consiglia e sostiene il direttore.
3 Il direttore deve informare immediatamente la Suva se esiste un pericolo grave e immediato per la vita e la salute dei lavoratori e se il datore di lavoro si rifiuta di adottare i provvedimenti necessari.
Finché i lavoratori operano in condizioni di sovrappressione, devono essere rispettate le seguenti condizioni:
il direttore e i tecnici devono essere presenti sul cantiere o sul luogo dell’immersione e non devono essere impiegati in altre attività che potrebbero ostacolarli nell’adempimento del proprio compito;
i medici del lavoro devono essere sempre raggiungibili attraverso la rete di comunicazione vocale.
Art. 15a1Disposizioni particolari per gli interventi in immersione dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio
Un capo intervento, presente in loco, si assume la responsabilità durante gli interventi in immersione forensi, di salvataggio, di ricerca e di recupero, segnatamente dinamici, svolti dai lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, nonché durante la rispettiva formazione di base in immersione subacquea, la formazione continua e le immersioni di allenamento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio. In difetto d’altra disposizione, durante la preparazione e lo svolgimento di simili interventi in immersione il capo intervento è considerato direttore e tecnico. Egli può anche fare parte della squadra dei lavoratori subacquei.
1 I lavori in condizioni di sovrappressione possono essere eseguiti soltanto da persone che:
hanno compiuto il diciottesimo anno di età;
in base alle condizioni fisiche e psichiche sono in grado di eseguire in modo sicuro e affidabile i compiti loro affidati;
sono in grado di farsi capire sul posto di lavoro e di usare i mezzi di comunicazione disponibili;
sono formate per i lavori in condizioni di sovrappressione.
2 Quale prova della conformità al requisito di cui al capoverso 1 lettera b sono richieste una visita d’entrata secondo l’articolo 72 OPI1 nonché le visite di controllo secondo l’articolo 73 OPI.
3 Se vi sono riserve sullo stato di salute di una persona, il medico del lavoro che l’ha visitata stabilisce a quali condizioni essa può eseguire determinati lavori in condizioni di sovrappressione. La valutazione finale dell’idoneità o dell’idoneità condizionale spetta alla Suva secondo l’articolo 78 OPI.
4 I lavoratori devono informare il direttore sulle alterazioni del proprio stato di salute che rappresentano un pericolo per loro stessi durante i lavori in condizioni di sovrappressione. In caso di eventi medici quali infortuni, operazioni e gravi malattie deve essere informato e, se necessario, consultato il medico del lavoro.
5 Le persone di oltre 50 anni possono lavorare in condizioni di sovrappressione soltanto per il 50 per cento del tempo di permanenza di norma ammesso. Esse possono svolgere soltanto lavori di vigilanza oppure lavori fisici leggeri. La Suva può autorizzare deroghe in singoli casi motivati.
6 Le donne incinte non possono lavorare in condizioni di sovrappressione.
1 Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori siano formati per i lavori in condizioni di sovrappressione. Egli deve documentare la loro formazione in forma scritta.
2 La formazione deve essere incentrata sui lavori in condizioni di sovrappressione e comprendere almeno i temi seguenti:
influssi dei lavori in condizioni di sovrappressione sul corpo umano e ripercussioni per la salute;
pericoli particolari dei lavori previsti e appropriata gestione di tali pericoli;
basi giuridiche nell’ambito della sicurezza del lavoro e della protezione della salute.
1 Il datore di lavoro provvede affinché le condizioni di lavoro siano adattate in modo adeguato per i lavoratori in fase di apprendimento.
2 In particolare, egli provvede affinché:
prima dell’inizio dei lavori in condizioni di sovrappressione siano effettuati una compressione e decompressione di prova oppure un’immersione di prova sotto la vigilanza del direttore oppure del competente medico del lavoro;
i primi cinque impieghi in condizioni di sovrappressione siano accompagnati da una persona con esperienza; e
la permanenza in condizioni di sovrappressione durante i primi tre impieghi duri solo il 50 per cento del tempo di permanenza di norma ammesso e siano svolti solo lavori leggeri.
1 Il datore di lavoro provvede affinché la formazione continua sia garantita a tutti i lavoratori a intervalli regolari. Egli deve documentare la loro formazione continua in forma scritta.
2 La formazione continua deve tenere conto di eventuali cambiamenti concernenti i metodi di lavoro, il contesto o gli impianti sul luogo di lavoro.
1 Dall’inizio dei lavori in condizioni di sovrappressione il datore di lavoro deve poter dimostrare di avere concordato per scritto con un medico del lavoro l’assistenza medica ai lavoratori.
2 Il medico del lavoro può consultare altri medici per l’adempimento dei propri compiti.
3 D’intesa con il medico del lavoro, il datore di lavoro deve predisporre sul luogo di lavoro una zona protetta per l’assistenza medica.
1 Una camera di decompressione deve essere disponibile in loco e operativa nelle situazioni seguenti:
durante i lavori di costruzione in aria compressa: se la pressione di lavoro è uguale o superiore a 0,7 bar;
durante i lavori in immersione: se a causa dei previsti tempi di esposizione sono necessarie decompressioni di oltre 15 minuti.
2 La camera di decompressione deve essere adatta all’assistenza medica alle persone ammalatesi o infortunatesi durante i lavori in condizioni di sovrappressione.
3 Il numero e la capacità delle camere di decompressione devono essere adattati al numero di persone previsto sul luogo di lavoro.
4 La camera di decompressione deve essere ubicata in modo da poter essere raggiunta in breve tempo dai luoghi di lavoro in condizioni di sovrappressione.
1 Il corretto funzionamento della camera di decompressione deve essere verificato secondo le prescrizioni del fabbricante, prima di ogni messa in esercizio nel luogo d’impiego e dopo ogni impiego.
2 Prima di ogni decompressione la camera di decompressione deve essere rifornita con una quantità di energia, di aria respirabile e di ossigeno tale da poter funzionare per il 150 per cento della durata prevista della decompressione indipendentemente dall’ambiente circostante.
3 Il tecnico preposto all’esercizio della camera di decompressione deve essere in grado di preparare e manovrare la camera di decompressione in base alle istruzioni del medico del lavoro. Il tecnico deve essere presente durante la decompressione.
4 Il medico del lavoro deve essere raggiungibile in tempi ragionevoli.
Art. 22a1Garanzia delle prime cure mediche durante gli interventi in immersione dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio
Le prime cure mediche durante gli interventi in immersione dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio devono essere garantite dalla disponibilità in loco di una camera di decompressione secondo l’articolo 21 o da un piano di salvataggio equivalente, segnatamente ossigenoterapia normobarica in loco e trasporto in un centro medico specializzato nella malattia da decompressione.
1 Il datore di lavoro provvede affinché siano documentati gli impieghi di ogni lavoratore. Per ogni impiego in condizioni di sovrappressione, la documentazione deve contenere i seguenti dati:
nome e funzione del lavoratore;
nome del direttore;
nome del tecnico preposto alla sorveglianza dei lavoratori operanti in condizioni di sovrappressione;
data e luogo del lavoro;
altitudine del luogo di lavoro espressa in metri sopra il livello del mare;
pressione di lavoro o profondità di immersione massima;
durata dei lavori in condizioni di sovrappressione;
tempi di decompressione e relative soste;
regole di decompressione utilizzate;
eventi particolari dal punto di vista della salute.
2 Hanno accesso alla documentazione:
il lavoratore per quanto concerne tutti i dati che lo riguardano personalmente;
il medico del lavoro;
gli organi esecutivi della legge del 13 marzo 19641 sul lavoro;
la Suva.
3 Il datore di lavoro deve conservare la documentazione per almeno dieci anni.
1 Il datore di lavoro dispone affinché il medico del lavoro tenga per ogni lavoratore un fascicolo sanitario.
2 Nel fascicolo sanitario devono essere riportati almeno i seguenti dati:
gli esiti delle visite mediche di cui agli articoli 72–74 OPI1;
gli esiti delle visite mediche in caso di infortuni e incidenti nonché in caso di sospetto fondato di malattia professionale contratta nell’ambito dell’attività lavorativa;
gli eventi medici notificati secondo l’articolo 16 capoverso 4.
3 Il medico del lavoro ha il diritto di consultare i dati relativi alla prevenzione in materia di medicina del lavoro disponibili presso la Suva e rilevanti per l’adempimento dei propri compiti.
4 Il lavoratore deve notificare al medico del lavoro gli eventi medici quali infortuni, operazioni e gravi malattie al più tardi prima del successivo impiego in condizioni di sovrappressione.
5 Il medico del lavoro è tenuto a informare adeguatamente il lavoratore sugli esiti delle visite mediche relative alla sua attività.
6 Il lavoratore ha accesso al fascicolo sanitario e a tutti i documenti sulle misure di medicina del lavoro che lo riguardano.
7 Il datore di lavoro provvede affinché il medico del lavoro consegni alla Suva il fascicolo sanitario al più tardi entro un anno dalla conclusione dei lavori. La Suva deve conservare il fascicolo sanitario per 40 anni.
1 Per i lavori di costruzione in aria compressa e per i lavori in immersione per i quali sono necessarie decompressioni superiori a 15 minuti in ragione dei previsti tempi di esposizione, il lavoratore è tenuto a portare su di sé al di fuori del luogo di lavoro, fino a sette giorni dopo l’ultima esposizione in condizioni di sovrappressione, un documento personale.
2 Dal documento deve risultare che il lavoratore ha eseguito lavori in condizioni di sovrappressione e come contattare i servizi di soccorso e il medico del lavoro in caso di emergenza.
Capitolo 3: Disposizioni speciali concernenti i lavori di costruzione in aria compressa
1 Prima dell’inizio dei lavori occorre redigere un piano di ventilazione per la camera di lavoro.
2 La ventilazione deve garantire ai lavoratori il rifornimento di aria respirabile o di gas respirabile in qualità sufficiente e a temperatura appropriata in ogni luogo di lavoro.
3 In particolare occorre provvedere affinché:
per ogni persona siano introdotti nella camera di lavoro almeno 30 m3 di aria compressa respirabile all’ora;
la concentrazione di ossigeno non superi il 25 per cento nella camera di lavoro e nella camera di equilibrio per persone;
l’aria viziata o inquinata sia scaricata in modo adeguato.
1 Le camere di lavoro devono essere realizzate in modo che:
le attrezzature di lavoro vi possano essere utilizzate senza pericolo;
le condizioni di fisiologia del lavoro siano tali da non sovraccaricare le persone che vi lavorano.
2 Se le camere di lavoro non possono essere realizzate in modo da adempiere le condizioni di fisiologia del lavoro secondo il capoverso 1 lettera b, la durata e l’intensità del carico devono essere adeguatamente ridotti per prevenire i sovraccarichi.
1 Deve essere creata una rete di comunicazione che consenta di stabilire un adeguato collegamento vocale fra le persone seguenti:
il campanaro;
le persone nella camera di lavoro, nelle camere di equilibrio per persone e nell’impianto di produzione dell’aria compressa;
i servizi di soccorso.
2 Se vi sono più camere di lavoro o camere di equilibrio per persone, esse devono essere integrate nella rete di comunicazione.
3 Tra i comparti della camera di equilibrio e il campanaro deve essere installato un collegamento vocale supplementare indipendente dalla rete di comunicazione.
Alle persone esposte alla sovrappressione è vietato consumare bevande alcoliche e bevande contenenti anidride carbonica nonché fumare.
Nelle camere di lavoro non devono essere impiegati motori a combustione.
1 In casi di emergenza quali cadute di pressione, inondazioni, frane e sviluppo di fumo, tutte le persone nella camera di lavoro devono in ogni momento potersi mettere al sicuro nella camera di equilibrio per persone il più liberamente possibile.
2 Devono essere adottate misure adeguate per l’esercizio della camera di equilibrio per persone durante uno sviluppo di fumo e l’evacuazione della camera di equilibrio per persone dopo uno sviluppo di fumo.
1 Una seconda alimentazione di energia, indipendente e sufficientemente dimensionata, deve essere garantita in particolare per:
i mezzi di comunicazione;
l’impianto di produzione dell’aria compressa;
le illuminazioni di emergenza nelle camere di lavoro, nella camera di equilibrio per persone e nella camera di decompressione nonché nelle postazioni di lavoro da cui si manovrano la camera di equilibrio per persone e la camera di decompressione.
2 L’alimentazione di energia deve rispettare le norme riconosciute in materia di installazioni elettriche nei cantieri e negli spazi angusti.
1 Al verificarsi di un’emergenza devono essere allertate tutte le persone nella camera di lavoro, il campanaro e il direttore.
2 Le persone nella camera di lavoro devono ritirarsi nella camera di equilibrio per persone. Devono essere attuate le misure stabilite nel piano d’emergenza e di soccorso di cui all’articolo 7.
Il rifornimento delle camere di lavoro, delle camere di equilibrio per persone e della camera di decompressione con aria respirabile deve essere assicurato fintanto che non vi sono più persone esposte alla sovrappressione.
1 Il datore di lavoro provvede affinché il numero e l’ubicazione delle camere di equilibrio per persone e il numero degli ambienti della camera di equilibrio:
corrispondano alle peculiarità dei previsti lavori di costruzione in aria compressa;
consentano l’attuazione del piano di sicurezza e di salvataggio.
2 Le camere di equilibrio per persone devono essere equipaggiate secondo lo stato attuale della tecnica e realizzate in modo che durante la prevista decompressione sia possibile una sufficiente desaturazione del corpo dall’azoto. In particolare occorre provvedere a uno spazio di movimento sufficientemente ampio affinché le estremità ed eventuali parti del corpo compresse possano essere sufficientemente desaturate.
3 Se è necessaria una decompressione con ossigeno, la camera di equilibrio per persone deve essere equipaggiata per la respirazione con ossigeno.
4 Le postazioni di lavoro dei campanari devono essere predisposte in modo che essi possano sempre sorvegliare le persone nella camera di equilibrio, osservare i principali strumenti indicatori, azionare i comandi e utilizzare i mezzi di comunicazione.
5 Le istruzioni relative alla compressione e decompressione devono essere disponibili esternamente all’ingresso e all’interno di ogni comparto delle camere di equilibrio per persone.
6 Finché vi sono persone nella camera di lavoro, la porta d’ingresso nella camera di equilibrio per persone sul lato della camera di lavoro deve essere continuamente tenuta aperta.
Le camere di equilibrio per il materiale non devono essere utilizzate per la compressione e decompressione delle persone.
1 Non appena nella camera di equilibrio o nella camera di lavoro vi sono persone, per ogni camera di equilibrio per persone è di guardia almeno un campanaro; egli deve istruirle sulla compressione e decompressione e sorvegliarle ininterrottamente.
2 Il campanaro provvede affinché nella camera di lavoro non vi siano persone in numero superiore rispetto al numero di posti liberi a disposizione nella camera di equilibrio.
3 Le istruzioni del campanaro devono essere seguite.
1 Se le regole della decompressione richiedono una sosta di decompressione, per la decompressione occorre utilizzare ossigeno.
2 Presso la camera di equilibrio per persone deve essere disponibile una scorta sufficiente di ossigeno.
3 Per la decompressione a ossigeno, i valori limite della pressione di lavoro e del tempo di decompressione devono essere scelti in modo che l’ossigeno non esplichi alcun effetto tossico. In particolare non devono essere superati i valori seguenti:
la pressione parziale dell’ossigeno non deve superare 2 bar e durante l’impiego di ossigeno puro la pressione di lavoro nella camera di equilibrio per persone non deve superare 1 bar;
la decompressione a ossigeno non deve durare più di due ore.
4 Nella respirazione con ossigeno deve essere garantito con mezzi adeguati che il gas respirato non contenga aria.
La pressione di lavoro non deve superare 3,6 bar.
1 Il tempo di permanenza in aria compressa può essere al massimo di 8 ore su 24. Successivamente deve essere rispettato un tempo di non esposizione di almeno 12 ore. Se l’organizzazione del lavoro lo richiede, il tempo di permanenza in aria compressa può eccezionalmente essere di 9 ore. Successivamente deve essere rispettato un tempo di non esposizione di almeno 15 ore.
2 L’esposizione all’aria compressa può avvenire al massimo per 5 giorni consecutivi su 7. Dopo l’ultima esposizione deve seguire un tempo di non esposizione di 48 ore.
3 Il tempo di permanenza giornaliero in aria compressa e il tempo di non esposizione devono essere concordati con il medico del lavoro e tengono conto dello stato attuale di salute del lavoratore.
4 Il tempo di permanenza in aria compressa inizia con l’aumento della pressione e termina con il raggiungimento della pressione atmosferica ambiente nella camera di equilibrio per persone.
5 Per turno di lavoro sono consentite al massimo tre compressioni e decompressioni.
1 Se sono eseguiti lavori di costruzione in aria compressa, nel cantiere sono presenti, oltre al direttore, un numero sufficiente di tecnici pronti a intervenire, su richiesta, per assolvere i compiti di cui all’articolo 12.
2 Nella camera di lavoro o nella camera di equilibrio devono trovarsi almeno due persone.
3 Due persone devono essere esperte di primo soccorso e altre due devono esserlo di lotta antincendio. I due ambiti possono tuttavia essere coperti anche dalla stessa persona.
Sezione 6: Lavori di costruzione in aria compressa con pericoli particolari
1 Il datore di lavoro chiarisce se le parti dell’impianto sottoposte alla pressione dell’esplosione, come la camera di lavoro e la camera di equilibrio, sono di natura tale da resisterle senza danni.
2 Non devono essere eseguiti brillamenti pirotecnici.
3 Le cariche esplosive possono essere preparate e fatte brillare soltanto da persone titolari di un permesso d’uso secondo l’articolo 14 capoverso 1 della legge del 25 marzo 19771 sugli esplosivi o sotto la loro sorveglianza.
4 Prima di ciascun brillamento le persone presenti nella camera di lavoro sono tenute a recarsi almeno nella camera di equilibrio per persone e a chiudere la porta sul lato della camera di lavoro.
5 Dopo il brillamento l’accesso alla camera di lavoro è nuovamente consentito soltanto se:
il corretto funzionamento dell’impianto di ventilazione è stato verificato;
i gas provocati dall’esplosione si sono dissipati o sufficientemente diradati.
1 RS 941.41
1 Per gli altri lavori con pericoli particolari quali i lavori di taglio, di saldatura, di taglio alla fiamma e di molatura devono essere utilizzati sostanze, prodotti e attrezzature di lavoro e applicati procedimenti di lavoro idonei per impieghi in aria compressa.
2 I lavori possono essere eseguiti soltanto da persone adeguatamente formate al riguardo.
3 Prima dell’inizio dei lavori occorre ottenere l’autorizzazione scritta del direttore e adottare tutte le misure di sicurezza necessarie per un’esecuzione sicura dei lavori.
4 Le emissioni sotto forma di gas, polvere o fumo pericolose per la salute devono essere rilevate alla fonte e aspirate in modo controllato.
5 I lavoratori devono indossare i necessari dispositivi di protezione individuale e apparecchi di protezione delle vie respiratorie indipendenti dall’atmosfera ambiente.
6 Durante i lavori con apparecchi elettrici occorre tenere conto dei pericoli particolari, quali un ambiente umido o conduttore di elettricità e gli spazi angusti di lavoro.
Capitolo 4: Disposizioni speciali concernenti i lavori in immersione
Art. 44 Condizioni di lavoro locali connesse con rischi maggiori
1 Prima dell’inizio dei lavori o dell’intervento in immersione, il datore di lavoro o il capo intervento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio è tenuto a informarsi sulle condizioni di lavoro locali che possono presentare rischi maggiori riguardanti i seguenti punti:1
qualità dell’acqua, segnatamente l’inquinamento e la contaminazione radioattiva;
correnti, in particolare quelle che possono mutare improvvisamente durante l’immersione;
installazioni che ostacolano i lavori in immersione quali attrezzi galleggianti, capriate di pile di ponte, cavi, canalizzazioni, scavi, tramogge e nicchie;
spazi angusti quali tubazioni, canalizzazioni, relitti e cisterne;
condizioni geologicamente instabili quali dilavamenti o scarpate ripide con depositi a rischio di franamento;
presenza di navigazione e di vie navigabili.
2 Il datore di lavoro o il capo intervento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio stabilisce quali tecnici impiegare nell’esecuzione dei lavori. Egli è tenuto ad adottare le pertinenti misure di sicurezza.2
3 I lavoratori subacquei devono essere informati in modo adeguato sulle condizioni di lavoro locali connesse con rischi maggiori e sulle misure di sicurezza adottate.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
1 Se durante i lavori sulle acque o lungo le acque sussiste il pericolo di annegamento, devono essere messi a disposizione equipaggiamenti di protezione e di salvataggio appropriati quali giubbotti o collari di salvataggio, salvagenti, cordame, cime e ganci. Essi devono poter essere utilizzati in qualsiasi momento conformemente alla loro destinazione.1
2 Devono inoltre essere a disposizione una o più imbarcazioni di salvataggio a motore. Esse devono poter essere utilizzate indipendentemente dai lavori in immersione in corso. Non è necessario disporre di imbarcazioni di salvataggio a motore se il salvataggio è garantito da un luogo in superficie, segnatamente dalla riva, da pontoni, zattere, piattaforme, pontili, dall’aria per mezzo di elicotteri oppure dall’acqua da una squadra di lavoratori subacquei o da un lavoratore subacqueo.2
3 Devono essere adottate misure appropriate per proteggere i lavoratori subacquei da ferite causate dai propulsori delle imbarcazioni di salvataggio, come le eliche.
4 Devono essere adottate misure per prevenire le cadute in acqua.
5 Ciascun luogo d’immersione deve essere segnalato conformemente all’articolo 32 dell’ordinanza dell’8 novembre 19783 sulla navigazione interna. Per le acque navigabili il datore di lavoro deve accordarsi con le autorità competenti e le imprese di navigazione interessate.
3 RS 747.201.1
L’accesso all’acqua deve essere predisposto in modo da:
garantire un’entrata e uscita dall’acqua in condizioni di sicurezza ed ergonomiche;
poter recuperare dall’acqua il lavoratore subacqueo in caso di emergenza.
Art. 47 Rifornimento di aria respirabile, gas respirabile o ossigeno
1 I lavoratori subacquei devono essere riforniti in modo corretto di aria respirabile o gas respirabile per tutto il tempo che si trovano in acqua.1
2 Il sistema di rifornimento primario deve garantire la respirazione del lavoratore subacqueo anche in caso di perdita di coscienza.
3 In caso di guasto del sistema di rifornimento primario deve essere immediatamente disponibile un sistema di rifornimento secondario che consenta la risalita in superficie in condizioni di sicurezza.
4 I gas respirabili possono essere utilizzati soltanto se la loro composizione e l’ambito d’impiego previsto corrispondono alle norme riconosciute per la sicurezza nei lavori in condizioni di sovrappressione di cui all’articolo 3.
5 Se è necessaria una decompressione con ossigeno, le attrezzature subacquee devono essere idonee alla decompressione a ossigeno e una scorta sufficiente di ossigeno deve essere disponibile sul luogo dell’immersione.
6 È possibile rinunciare alla maschera coprente l’intero viso durante gli interventi in immersione forensi, di salvataggio, di ricerca e di recupero, segnatamente dinamici, svolti dai lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, nonché durante la rispettiva formazione di base in immersione subacquea, la formazione continua e le immersioni di allenamento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, se è necessario segnatamente in ragione delle correnti, della topografia subacquea, di ostacoli in acqua e per la penetrazione in oggetti da recuperare. In tali casi, vanno rispettati gli standard internazionali delle organizzazioni riconosciute per la formazione in immersione subacquea.2
7 Nel quadro della loro attività di formazione professionale, gli istruttori subacquei possono immergersi senza maschera coprente l’intero viso. Vanno rispettati gli standard internazionali delle organizzazioni riconosciute per la formazione in immersione subacquea.3
2 Introdotto dal n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
3 Introdotto dal n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
1 Il direttore deve stabilire per scritto prima dell’immersione, d’intesa con i lavoratori subacquei, le profondità di immersione, la durata delle immersioni, la composizione dell’aria respirabile, le tappe di decompressione e le corrispondenti soste, nonché un’eventuale decompressione a ossigeno. Egli sorveglia il rispetto di queste prescrizioni.
2 I lavoratori subacquei e il direttore devono verificare il corretto funzionamento delle attrezzature immediatamente prima dell’entrata in acqua.
3 I lavoratori subacquei devono entrare in acqua in modo tale da non mettere a repentaglio né la propria incolumità né quella di terzi.
Se sussiste il pericolo che i lavoratori subacquei non trovino più la via per risalire in superficie in condizioni di sicurezza, deve essere sistemata un’appropriata segnaletica ai fini dell’orientamento sott’acqua.
il segnalatore;
2 Tra il lavoratore subacqueo e il segnalatore vi deve essere un collegamento vocale corrispondente allo stato della tecnica.
3 A partire da una profondità di immersione di dieci metri, i parametri di immersione quali la profondità di immersione, la durata di immersione e i tempi di decompressione devono poter essere sorvegliati.
4 È possibile rinunciare al collegamento vocale di cui al capoverso 2 durante gli interventi in immersione forensi, di salvataggio, di ricerca e di recupero, segnatamente dinamici, svolti dai lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, nonché durante la rispettiva formazione di base in immersione subacquea, la formazione continua e le immersioni di allenamento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, se è necessario segnatamente in ragione delle correnti, della topografia subacquea, di ostacoli in acqua e per la penetrazione in oggetti da recuperare. 1
5 Nel quadro della loro attività di formazione professionale, gli istruttori subacquei possono immergersi senza il collegamento vocale di cui al capoverso 2. 2
1 Introdotto dal n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3239).
2 Introdotto dal n. I dell’O del 16 set. 2016, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2016 3239).
Art. 511Cima guida e manichetta di rifornimento
1 Il lavoratore subacqueo deve essere collegato alla superficie per mezzo di una cima guida o una manichetta di rifornimento.
2 La cima guida e la manichetta di rifornimento devono essere atte a garantire un impiego sicuro del lavoratore subacqueo in acqua nonché il ritrovamento e il recupero in sicurezza di un lavoratore subacqueo disperso o inabile all’azione.
3 Si può rinunciare alla cima guida se:
almeno due lavoratori subacquei con attrezzatura subacquea autonoma si immergono contemporaneamente, collaborano come gruppo e mantengono il contatto visivo o dispongono di un altro sistema affidabile per ritrovarsi;
un lavoratore subacqueo si immerge da solo, la profondità di immersione è inferiore a dieci metri, la sua posizione può essere constatata in qualsiasi momento dalla superficie ed è assicurato un recupero tempestivo dalla superficie;
essa comprometterebbe la sicurezza del lavoratore subacqueo, segnatamente in corsi d’acqua, in impianti tecnici, durante la penetrazione in un oggetto da recuperare o in ragione della topografia subacquea.
1 In caso di impiego di aria respirabile proveniente dall’atmosfera la profondità di immersione massima ammessa è di 40 metri.
2 In caso di impiego di gas respirabile la profondità di immersione massima ammessa dipende dalle norme riconosciute per la sicurezza nei lavori in condizioni di sovrappressione di cui all’articolo 3. In ogni caso le seguenti pressioni parziali non devono essere superate:
per l’ossigeno: 1,4 bar per lavori in condizioni di sovrappressione e 1,6 bar per la decompressione;
per l’azoto: 4 bar.
3 Per ogni lavoratore subacqueo, la profondità di immersione massima dipende inoltre:
dalla profondità di immersione stabilita nella sua documentazione relativa alla formazione; oppure
dalla profondità di immersione stabilita dal medico del lavoro dopo valutazione medica dell’idoneità.
4 Per gli istruttori subacquei e i lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio adeguatamente formati che svolgono regolarmente interventi in immersione, in caso di impiego di aria respirabile proveniente dall’atmosfera la profondità di immersione massima ammessa è di 50 metri e in caso di impiego di gas respirabile la pressione parziale massima ammessa per l’azoto è di 5,0 bar.1
1 Per profondità di immersione superiori a 10 metri, la durata di ciascuna immersione non deve superare le 3 ore. La durata di immersione cumulata non deve superare le 6 ore nell’arco di 24 ore. Dopo un turno di lavoro di 8 ore con una o più immersioni deve seguire un tempo di non esposizione di almeno 12 ore.
2 Per profondità di immersione superiori a 10 metri, non devono essere effettuate immersioni per più di 5 giorni su 7. Se le immersioni sono effettuate per 5 giorni consecutivi, deve essere rispettato un tempo di non esposizione di 48 ore.
3 La durata di immersione giornaliera e il tempo di non esposizione devono essere concordati con il medico del lavoro. In singoli casi, il medico del lavoro può ridurre tali tempi in considerazione dello stato di salute del lavoratore subacqueo.
1 Se sono eseguiti lavori in immersione, sul luogo dell’immersione sono presenti, oltre al direttore, un numero sufficiente di tecnici pronti a intervenire, su richiesta, per assolvere i compiti di cui all’articolo 12 e assicurare il salvataggio dei lavoratori subacquei.
2 Il segnalatore deve essere costantemente in contatto diretto con il lavoratore subacqueo.
1 Durante i lavori in immersione eseguiti con attrezzatura subacquea autonoma, sul luogo dell’immersione devono essere presenti almeno le seguenti persone:
due lavoratori subacquei in acqua che collaborano;
due persone in superficie che sorvegliano costantemente i lavoratori subacquei e ne assicurano il salvataggio.
2 Durante i lavori in immersione eseguiti con attrezzatura subacquea autonoma che non presentano rischi maggiori secondo l’articolo 44 capoverso 1 lettere a–f né pericoli particolari secondo l’articolo 58, e avvengono a profondità di immersione inferiori a dieci metri, sul luogo dell’immersione devono essere presenti almeno le seguenti persone:
un lavoratore subacqueo in acqua collegato alla superficie per mezzo di una braca;
una persona in superficie che sorveglia costantentemente il lavoratore subacqueo e ne assicura il salvataggio.
3 Durante i lavori in immersione eseguiti con rifornimento d’aria dalla superficie tramite manichetta, sul luogo dell’immersione devono essere presenti almeno le seguenti persone:
un lavoratore subacqueo in acqua;
due persone in superficie che sorvegliano costantemente il lavoratore subacqueo e ne assicurano il salvataggio; una delle due persone deve essere pronta a un intervento in immersione.
4 Durante i lavori in immersione eseguiti con rifornimento d’aria dalla superficie tramite manichetta che non presentano rischi maggiori secondo l’articolo 44 capoverso 1 lettere a–f né pericoli particolari secondo l’articolo 58, e avvengono a profondità di immersione inferiori a dieci metri, sul luogo dell’immersione devono essere presenti almeno le seguenti persone:
una persona in superficie che sorveglia costantemente il lavoratore subacqueo e ne assicura il salvataggio.
5 Durante gli interventi in immersione forensi, di salvataggio, di ricerca e di recupero, segnatamente dinamici, svolti dai lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, nonché durante la rispettiva formazione di base in immersione subacquea, la formazione continua e le immersioni di allenamento dei lavoratori subacquei della polizia e di salvataggio, e durante l’attività di formazione professionale degli istruttori subacquei, la squadra è composta di almeno due lavoratori subacquei.1
I lavori meccanici quali i lavori di sollevamento, di perforazione, di dragaggio e di aspirazione possono essere eseguiti soltanto quando nella zona pericolosa non è più presente alcun lavoratore subacqueo.
1 Le cariche esplosive possono essere preparate e fatte brillare soltanto da persone titolari di un permesso d’uso secondo l’articolo 14 capoverso 1 della legge del 25 marzo 19771 sugli esplosivi o sotto la loro sorveglianza.
2 Prima di ciascun brillamento il lavoratore subacqueo deve uscire completamente dall’acqua. Il titolare del permesso d’uso deve accertarsi che il lavoratore subacqueo non abbia trascinato inavvertitamente con sé spolette o cariche esplosive.
1 Per gli altri lavori con pericoli particolari come l’impiego di palloni di sollevamento, i lavori con apparecchi elettrici nonché i lavori di taglio e di saldatura devono essere utilizzati sostanze, prodotti e attrezzature di lavoro e applicati procedimenti di lavoro idonei per impieghi in acqua.
2 I lavori di cui al capoverso 1 possono essere eseguiti soltanto da un lavoratore subacqueo adeguatamente formato al riguardo.
3 Durante i lavori di taglio e di saldatura sott’acqua deve essere evitato l’accumulo di gas ossidrogeno esplosivo.
4 L’uso di combustibili liquidi è vietato.
5 Durante i lavori con apparecchi elettrici occorre tenere conto dei pericoli particolari, quali un ambiente umido o conduttore di elettricità e gli spazi angusti di lavoro.
6 Per i lavori di saldatura elettrica vanno osservate le norme tecniche riconosciute per i lavori di saldatura sott’acqua.
L’esecuzione della presente ordinanza è retta dalle disposizioni di esecuzione della LAINF e in particolare dell’OPI1.
L’ordinanza del 20 gennaio 19611 concernente le misure tecniche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei lavori in aria compressa è abrogata.
1 [RU 1961 69, 2002 3925]
1 La mod. può essere consultata alla RU 2015 1187.
Art. 61a1
1 Introdotto dal n. I dell’O del 13 apr. 2016 (RU 2016 1151). Abrogato dal n. I dell’O del 16 set. 2016, con effetto dal 15 ott. 2016 (RU 2016 3239).
2 L’articolo 50 capoverso 2 entra in vigore il 1° gennaio 2018.
RU 2015 1187
Verordnung über die Sicherheit der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer bei Arbeiten im Überdruck
vom 15. April 2015 (Stand am 1. Januar 2018)
gestützt auf Artikel 83 Absatz 1 des Bundesgesetzes vom 20. März 19811 über die Unfallversicherung (UVG),
1 Diese Verordnung legt die Massnahmen fest, die für die Sicherheit der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer bei Arbeiten im Überdruck getroffen werden müssen.
2 Als Arbeiten im Überdruck gelten:
Bauarbeiten in Druckluft, die in einer geschlossenen Umgebung stattfinden und bei denen nicht getaucht werden muss;
Taucherarbeiten, wenn sich die Taucherin oder der Taucher, ausgerüstet mit einer Taucherausrüstung, unter der Wasseroberfläche befindet.
3 Neben dieser Verordnung gelten insbesondere die Verordnung vom 19. Dezember 19831 über die Unfallverhütung (VUV) und die Bauarbeitenverordnung vom 29. Juni 20052.
2 SR 832.311.141
Druckluft: Atemluft oder Atemgas mit einem Arbeitsdruck von mehr als 0,1 bar;
Atemluft: Luft aus der Atmosphäre oder technisch hergestelltes Gasgemisch, das in seiner Zusammensetzung atmosphärischer Luft entspricht;
Atemgas: Gasgemisch, das aus medizinischen Gründen geeigneter ist als atmosphärische Luft;
Arbeitsdruck: über den atmosphärischen Druck hinausgehender Überdruck am Arbeitsplatz, in der Behandlungskammer oder in der Personenschleuse, ausgedrückt in bar;
Arbeitskammer: Raum, in dem Bauarbeiten in Druckluft ausgeführt werden;
Schleuse: Raum, in dem sich Personen oder Material während der Zeit der Druckerhöhung bis zum Arbeitsdruck oder während der Zeit der Druckabsenkung bis zum atmosphärischen Druck befinden;
Behandlungskammer: Raum, in dem Personen mittels Veränderung des Arbeitsdrucks medizinisch behandelt werden können;
Dekompression: Verfahren für eine geordnete Entsättigung des Körpers von Stickstoff, ausgehend von der vorhandenen Sättigung bei Arbeitsdruck bis auf eine gesundheitlich unbedenkliche Restsättigung bei atmosphärischem Druck;
Haltestufe: Unterbruch der Dekompression bei einem arbeitsmedizinisch begründeten Druck.
Art. 3 Anerkannte Regeln für ein sicheres Arbeiten im Überdruck
1 Während der gesamten Dauer der Arbeiten im Überdruck sind die nach dem Stand der Technik anerkannten Regeln einzuhalten.
2 Als nach dem Stand der Technik anerkannte Regeln für ein sicheres Arbeiten im Überdruck gelten insbesondere die von der Schweizerischen Unfallversicherungsanstalt (Suva) gestützt auf Artikel 50 Absatz 3 VUV1 veröffentlichten Richtlinien über Grenzwerte für physikalische Einwirkungen, namentlich Dekompressionstabellen. Sollen andere Dekompressionstabellen als diejenigen der Suva zur Anwendung kommen, so ist dies vor Aufnahme der Arbeiten mit der Suva abzusprechen.
2. Kapitel: Bestimmungen für alle Arbeiten im Überdruck
1. Abschnitt: Meldepflichten
Art. 4 Meldung der Arbeiten im Überdruck
1 Die Arbeitgeber sind verpflichtet, die folgenden Arbeiten der Suva zu melden:
alle Bauarbeiten in Druckluft mindestens vier Wochen vor deren Ausführung;
alle Taucherarbeiten, bei denen aufgrund der vorgesehenen Expositionszeiten Dekompressionen von mehr als 15 Minuten erforderlich sind, mindestens eine Woche vor deren Ausführung.
2 Nicht planbare Einsätze bei Bauarbeiten in Druckluft und Taucherarbeiten müssen so rasch als möglich, spätestens aber zwei Wochen nach dem erfolgten Einsatz der Suva gemeldet werden.
Art. 5 Meldung von Erkrankungen, Unfällen und schwerwiegenden Ereignissen
Zusätzlich zur ordentlichen Unfallmeldung nach Artikel 45 Absatz 1 UVG sind der Suva innert 24 Stunden zu melden:
Erkrankungen, die auf Arbeiten im Überdruck zurückzuführen sind;
Unfälle bei Arbeiten im Überdruck, bei denen mindestens eine Person schwer verletzt wurde;
schwerwiegende Ereignisse bei Arbeiten im Überdruck, sofern bei diesen Ereignissen Personen schwer verletzt oder getötet hätten werden können.
2. Abschnitt: Planung und Arbeitsvorbereitung
Art. 6 Planung und Vorbereitung von Arbeiten im Überdruck
1 Arbeiten im Überdruck müssen so geplant und vorbereitet werden, dass das Risiko von Unfällen oder Gesundheitsschäden möglichst klein ist und die notwendigen Sicherheitsmassnahmen, namentlich auch bei der Verwendung von Stoffen, Produkten und Arbeitsmitteln sowie der Anwendung von Arbeitsverfahren, eingehalten werden können.
2 Zu diesem Zweck sorgt der Arbeitgeber dafür, dass vor Beginn von Arbeiten im Überdruck ein schriftliches Sicherheits- und Gesundheitsschutzkonzept vorliegt, das die nach dieser Verordnung erforderlichen Massnahmen enthält.
3 Er sorgt dafür, dass bei Arbeiten im Überdruck geeignete Materialien, Installationen und Geräte in genügender Menge und rechtzeitig zur Verfügung stehen, namentlich:
allfällig notwendige Schleusen und Behandlungskammern;
Erste-Hilfe- und Rettungsmaterial.
4 Die Materialien, Installationen und Geräte müssen sich in betriebssicherem Zustand befinden und den Anforderungen der Arbeitssicherheit entsprechen.
5 Alle Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer sind vor Beginn der Arbeiten über das Verhalten im Notfall anzuleiten.
Art. 7 Notfall- und Rettungsplan
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass ein auf die Arbeiten im Überdruck zugeschnittener Notfall- und Rettungsplan erstellt wird. Dieser ist in geeigneter Form und an geeigneter Stelle verfügbar zu halten.
2 Der Zugang der Rettungsdienste muss gewährleistet sein.
3 Die Wirksamkeit des Notfall- und Rettungsplans ist durch regelmässig wiederholte Übungen nachzuweisen.
Art. 8 Einsatz von Stoffen, Produkten und Arbeitsmitteln
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass bei Arbeiten im Überdruck nur Stoffe, Produkte und Arbeitsmittel verwendet werden, die für einen solchen Einsatz geeignet sind.
2 Die Arbeitsmittel sind so zu installieren und zu betreiben, dass beim Ausfall eines sicherheitsrelevanten Elementes die Sicherheit der im Überdruck tätigen Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer nicht unmittelbar gefährdet ist.
Art. 9 Explosions- und Brandschutz
Es müssen geeignete Massnahmen getroffen werden, um Explosions- und Brandfälle bei Arbeiten im Überdruck zu verhindern und in Explosions- und Brandfällen allfällige Folgen für die Sicherheit der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer zu vermeiden.
Art. 10 Berücksichtigung der klimatischen Bedingungen
Ist eine Gefährdung der Gesundheit der Arbeitnehmerinnen oder Arbeitnehmer durch klimatische Bedingungen wie besondere Wärme, Kälte und Luftfeuchtigkeit zu erwarten, so sind geeignete Massnahmen zu treffen.
3. Abschnitt: Leitung und Ausführung der Arbeiten
Art. 11 Leitende Person
1 Der Arbeitgeber bestimmt eine Person, die die Arbeiten im Überdruck leitet (leitende Person). Er bestimmt deren Stellvertreterin oder Stellvertreter.
2 Er überträgt der leitenden Person die gemäss dem Sicherheits- und Gesundheitsschutzkonzept erforderlichen Führungs- und Entscheidungskompetenzen.
3 Die leitende Person und deren Stellvertreterin oder Stellvertreter müssen eine auf ihre Aufgabe zugeschnittene Ausbildung erfolgreich abgeschlossen haben. Die Ausbildung ist schriftlich zu dokumentieren.
Art. 12 Aufgaben der fachkundigen Personen
1 Die leitende Person bestimmt je nach Art der Arbeiten und gemäss den Vorgaben des Sicherheits- und Gesundheitsschutzkonzeptes die fachkundigen Personen, die für folgende Aufgaben zuständig sind:
Überwachung von Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmern, die im Überdruck arbeiten;
Betriebssicherheit der elektrischen Anlagen;
Betriebssicherheit der drucklufttechnischen Anlagen;
Betrieb der Behandlungskammer.
2 Für die Aufgabe nach Absatz 1 Buchstabe a werden folgende Personen eingesetzt:
für Bauarbeiten in Druckluft: die Schleusenwärterinnen und Schleusenwärter;
für Taucherarbeiten: die Signalfrauen und Signalmänner.
3 Die leitende Person legt fest:
welche Rechte und Pflichten die fachkundigen Personen haben;
wo sich die fachkundigen Personen aufhalten müssen, damit sie im Ereignisfall ihre Aufgabe rechtzeitig erfüllen können;
wie die Aufgaben auf die fachkundigen Personen verteilt werden, damit sie im Ereignisfall ihre Aufgabe rechtzeitig erfüllen können.
4 Die fachkundigen Personen müssen eine auf ihre Aufgabe zugeschnittene externe oder betriebsinterne Ausbildung erfolgreich abgeschlossen haben. Die Ausbildung ist schriftlich zu dokumentieren.
5 Die Aufgaben von fachkundigen Personen können auch von der leitenden Person übernommen werden.1
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
Art. 13 Stellung der leitenden Person und der fachkundigen Personen gegenüber dem Betrieb
1 Der Arbeitgeber hat die Voraussetzungen dafür zu schaffen, dass die leitende Person und die fachkundigen Personen ihre Aufgabe erfüllen können.
2 Der leitenden Person und den fachkundigen Personen muss die zur Erfüllung ihrer Aufgabe nötige Unabhängigkeit eingeräumt werden. Aus der Erfüllung ihrer Aufgabe dürfen ihnen keine Nachteile erwachsen.
3 Die leitende Person und die fachkundigen Personen haben den Arbeitgeber über ihre Tätigkeit zu orientieren.
Art. 14 Stellung der leitenden Person gegenüber der Suva
1 Die leitende Person muss der Suva auf Verlangen über ihre Tätigkeit Auskunft erteilen und ihre Unterlagen zur Einsicht vorlegen. Die Suva informiert den Arbeitgeber.
2 Die Suva berät und unterstützt die leitende Person.
3 Die leitende Person muss die Suva unverzüglich benachrichtigen, wenn eine unmittelbare und schwere Gefahr für das Leben und die Gesundheit der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer besteht und wenn der Arbeitgeber sich weigert, die notwendigen Massnahmen zu ergreifen.
Art. 15 Voraussetzungen für die Ausführung der Arbeiten
Solange Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer im Überdruck arbeiten, müssen folgende Voraussetzungen erfüllt sein:
Die leitende Person und die fachkundigen Personen müssen auf der Baustelle beziehungsweise an der Tauchstelle anwesend sein und dürfen nicht für andere Aufgaben eingesetzt werden, die sie an der Erfüllung ihrer Aufgabe hindern könnten.
Die Arbeitsärztinnen und Arbeitsärzte müssen jederzeit über das Sprechverbindungsnetz erreichbar sein.
Art. 15a1Besondere Bestimmungen für Taucheinsätze von Polizei- und Rettungstaucherinnen und -tauchern
Bei forensischen, Rettungs-, Such- und Bergungstaucheinsätzen, namentlich dynamischen Taucheinsätzen, der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher, bei der dazugehörigen Tauchgrundausbildung, bei der Weiterbildung und bei Trainingstauchgängen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher übernimmt eine Einsatzleiterin oder ein Einsatzleiter die Verantwortung vor Ort. Wo nichts anderes bestimmt ist, gilt bei der Vorbereitung und Durchführung von solchen Taucheinsätzen die Einsatzleiterin oder der Einsatzleiter als leitende und als fachkundige Person. Diese kann auch Teil des Tauchteams sein.
4. Abschnitt: Persönliche Anforderungen und Ausbildung
Art. 16 Persönliche Anforderungen
1 Arbeiten im Überdruck dürfen nur von Personen ausgeführt werden, die:
das 18. Altersjahr zurückgelegt haben;
sich am Arbeitsplatz verständigen und mit den vorhandenen Kommunikationsmitteln umgehen können;
für die Arbeiten im Überdruck ausgebildet sind.
2 Zum Nachweis der Erfüllung der Anforderung nach Absatz 1 Buchstabe b werden eine Eintrittsuntersuchung nach Artikel 72 VUV1 sowie die Kontrolluntersuchungen nach Artikel 73 VUV verlangt.
3 Bestehen bei einer Person gesundheitliche Bedenken, so legt die untersuchende Arbeitsärztin oder der untersuchende Arbeitsarzt fest, unter welchen Bedingungen diese Person bestimmte Arbeiten im Überdruck ausführen darf. Die abschliessende Beurteilung der Eignung oder der bedingten Eignung obliegt nach Artikel 78 VUV der Suva.
4 Die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer haben die leitende Person über Veränderungen ihres Gesundheitszustandes zu informieren, die für sie selber eine Gefahr während der Arbeiten im Überdruck bedeuten. Bei medizinischen Ereignissen wie Unfällen, Operationen und schweren Erkrankungen ist die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt zu informieren und bei Bedarf beizuziehen.
5 Personen über 50 Jahren dürfen nur während 50 Prozent der in der Regel zulässigen Aufenthaltszeit im Überdruck arbeiten. Dabei dürfen sie nur Aufsichtsarbeiten oder körperlich leichte Arbeiten verrichten. Die Suva kann in begründeten Einzelfällen Ausnahmen bewilligen.
6 Schwangere Frauen dürfen nicht im Überdruck arbeiten.
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer für die Arbeiten im Überdruck ausgebildet sind. Er muss ihre Ausbildung schriftlich dokumentieren.
2 Die Ausbildung muss auf Arbeiten im Überdruck ausgerichtet sein und umfasst mindestens folgende Themen:
Einflüsse der Arbeiten im Überdruck auf den menschlichen Körper und deren Folgen für die Gesundheit;
besondere Gefahren der vorgesehenen Arbeiten und adäquater Umgang mit diesen Gefahren;
rechtliche Grundlagen im Bereich Arbeitssicherheit und Gesundheitsschutz.
Art. 18 Lernphase
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass die Arbeitsbedingungen für Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer in der Lernphase in geeigneter Form angepasst werden.
2 Insbesondere sorgt er dafür, dass:
vor Beginn der Arbeiten im Überdruck eine Probeschleusung oder ein Probetauchgang unter der Aufsicht der leitenden Person oder der zuständigen Arbeitsärztin oder des zuständigen Arbeitsarztes durchgeführt wird;
die ersten fünf Arbeitseinsätze im Überdruck durch eine erfahrene Person begleitet werden; und
der Aufenthalt im Überdruck während der ersten drei Arbeitseinsätze nur 50 Prozent der in der Regel zulässigen Aufenthaltszeit beträgt und dabei nur leichte Arbeiten verrichtet werden.
Art. 19 Weiterbildung
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass eine in regelmässigen Abständen wiederkehrende Weiterbildung aller Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer gewährleistet ist. Er muss ihre Weiterbildung schriftlich dokumentieren.
2 Bei der Weiterbildung sind allfällige Veränderungen von Arbeitsmethoden, Umfeld oder Installationen am Arbeitsplatz zu berücksichtigen.
5. Abschnitt: Medizinische Betreuung und Behandlungskammer
Art. 20 Medizinische Betreuung
1 Ab Beginn der Arbeiten im Überdruck muss der Arbeitgeber nachweisen können, dass er mit einer Arbeitsärztin oder einem Arbeitsarzt die medizinische Betreuung der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer schriftlich vereinbart hat.
2 Die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt kann für die Erfüllung ihrer oder seiner Aufgaben weitere Ärztinnen und Ärzte beiziehen.
3 Der Arbeitgeber muss in Absprache mit der Arbeitsärztin oder dem Arbeitsarzt am Arbeitsort einen geschützten Bereich für die medizinische Betreuung zur Verfügung stellen.
Art. 21 Behandlungskammer
1 Eine Behandlungskammer muss in folgenden Situationen vor Ort verfügbar und betriebsbereit sein:
bei Bauarbeiten in Druckluft: wenn der Arbeitsdruck grösser oder gleich 0,7 bar ist;
bei Taucherarbeiten: wenn aufgrund der vorgesehenen Expositionszeiten Dekompressionen von mehr als 15 Minuten erforderlich sind.
2 Die Behandlungskammer muss für die medizinische Betreuung von bei Arbeiten im Überdruck Erkrankten oder Verunfallten geeignet sein.
3 Die Anzahl und die Kapazität der Behandlungskammern sind der Zahl am Arbeitsplatz zu erwartenden Personen anzupassen.
4 Der Standort der Behandlungskammer ist so zu wählen, dass diese von den Arbeitsplätzen im Überdruck aus in kurzer Zeit erreicht werden kann.
Art. 22 Betrieb der Behandlungskammer
1 Die Behandlungskammer muss nach den Vorgaben des Herstellers vor jeder Inbetriebnahme am Einsatzort und nach jedem Einsatz auf ihre Funktionstüchtigkeit hin überprüft werden.
2 Die Behandlungskammer ist vor jeder Behandlung so mit Energie, Atemluft und Sauerstoff zu versorgen, dass sie für 150 Prozent der zu erwartenden Behandlungsdauer unabhängig von der Umgebung betrieben werden kann.
3 Die fachkundige Person, die für den Betrieb der Behandlungskammer zuständig ist, muss in der Lage sein, die Behandlungskammer gemäss den Weisungen der Arbeitsärztin oder des Arbeitsarztes vorzubereiten und zu bedienen. Sie muss während der Behandlung anwesend sein.
4 Die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt muss in angemessener Zeit erreichbar sein.
Art. 22a1Sicherstellung der medizinischen Erstversorgung bei Taucheinsätzen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher
Die medizinische Erstversorgung bei Taucheinsätzen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher ist entweder durch eine Behandlungskammer vor Ort nach Artikel 21 oder durch ein gleichwertiges Rettungskonzept zu gewährleisten, namentlich über eine normobare Sauerstofftherapie vor Ort und den Transport in ein auf Überdruckkrankheiten spezialisiertes medizinisches Zentrum.
6. Abschnitt: Dokumentationen
Art. 23 Dokumentation der Arbeitseinsätze
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass für jede Arbeitnehmerin und jeden Arbeitnehmer eine Dokumentation der Arbeitseinsätze geführt wird. Die Dokumentation muss für jeden Arbeitseinsatz im Überdruck die folgenden Angaben enthalten:
Name und Funktion der Arbeitnehmerin oder des Arbeitnehmers;
Name der leitenden Person;
Name der fachkundigen Person, die für die Überwachung der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer, die im Überdruck arbeiten, zuständig ist;
Datum und Ort der Arbeit;
Höhe des Arbeitsortes in Metern über Meer;
maximaler Arbeitsdruck oder maximale Tauchtiefe;
Dauer der Arbeiten im Überdruck;
Dekompressionszeiten und zugehörige Haltestufen;
verwendete Dekompressionsregeln;
besondere Ereignisse in gesundheitlicher Hinsicht.
2 Zugang zur Dokumentation haben:
die Arbeitnehmerin und der Arbeitnehmer hinsichtlich aller Angaben, die sie oder ihn persönlich betreffen;
die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt;
die Durchführungsorgane des Arbeitsgesetzes vom 13. März 19641;
die Suva.
3 Der Arbeitgeber muss die Dokumentation während mindestens 10 Jahren aufbewahren.
Art. 24 Gesundheitsakte
1 Der Arbeitgeber veranlasst, dass die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt für jede Arbeitnehmerin und jeden Arbeitnehmer eine Gesundheitsakte führt.
2 In der Gesundheitsakte müssen mindestens folgende Daten festgehalten werden:
die Ergebnisse der medizinischen Untersuchungen nach den Artikeln 72–74 VUV1;
die Ergebnisse von medizinischen Untersuchungen bei Unfällen und Zwischenfällen sowie bei begründetem Verdacht auf eine bei der beruflichen Tätigkeit erworbene Berufskrankheit;
die nach Artikel 16 Absatz 4 gemeldeten medizinischen Ereignisse.
3 Die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt hat das Recht, die für die Erfüllung ihrer oder seiner Aufgaben relevanten und bei der Suva vorhandenen Daten der arbeitsmedizinischen Vorsorge einzusehen.
4 Die Arbeitnehmerin oder der Arbeitnehmer muss medizinische Ereignisse wie Unfälle, Operationen und schwere Erkrankungen spätestens vor dem nächsten Einsatz im Überdruck der Arbeitsärztin oder dem Arbeitsarzt melden.
5 Die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt hat die Arbeitnehmerin oder den Arbeitnehmer über die Ergebnisse der medizinischen Untersuchungen im Zusammenhang mit ihrer oder seiner Tätigkeit angemessen zu informieren.
6 Die Arbeitnehmerin oder der Arbeitnehmer hat Zugang zu der Gesundheitsakte und allen Unterlagen über die sie oder ihn betreffenden arbeitsmedizinischen Massnahmen.
7 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt die Gesundheitsakte spätestens ein Jahr nach Abschluss der Arbeiten der Suva übergibt. Die Suva muss die Gesundheitsakte während 40 Jahren aufbewahren.
Art. 25 Persönliches Dokument
1 Bei Bauarbeiten in Druckluft sowie bei Taucherarbeiten, bei denen aufgrund der vorgesehenen Expositionszeiten Dekompressionen von mehr als 15 Minuten erforderlich sind, hat die Arbeitnehmerin oder der Arbeitnehmer ausserhalb des Arbeitsortes bis sieben Tage nach der letzten Exposition im Überdruck ein persönliches Dokument auf sich zu tragen.
2 Aus dem Dokument muss hervorgehen, dass die Arbeitnehmerin oder der Arbeitnehmer Arbeiten im Überdruck ausgeführt hat und wie in einem Notfall die Rettungsdienste und die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt kontaktiert werden können.
3. Kapitel: Besondere Bestimmungen für Bauarbeiten in Druckluft
Art. 26 Belüftung
1 Vor Beginn der Arbeiten ist für die Arbeitskammer ein Lüftungskonzept zu erstellen.
2 Die Belüftung muss die Versorgung der Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer an allen Arbeitsplätzen mit Atemluft oder Atemgas in ausreichender Qualität und angemessener Temperatur sicherstellen.
3 Insbesondere ist dafür zu sorgen, dass:
für jede Person pro Stunde mindestens 30 m3 verdichtete Atemluft in die Arbeitskammer eingeführt wird;
die Sauerstoffkonzentration in der Arbeitskammer und in der Personenschleuse 25 Prozent nicht überschreitet;
die verbrauchte oder verschmutzte Luft in geeigneter Art abgeführt wird.
Art. 27 Arbeitskammern
1 Die Arbeitskammern sind so zu gestalten, dass:
Arbeitsmittel darin gefahrlos bedient werden können;
die arbeitsphysiologischen Voraussetzungen so sind, dass die darin arbeitenden Personen nicht überlastet werden.
2 Können die Arbeitskammern nicht so gestaltet werden, dass arbeitsphysiologische Voraussetzungen nach Absatz 1 Buchstabe b erfüllt sind, so müssen zum Schutz vor Überlastungen Belastungszeit und -intensität entsprechend reduziert werden.
Art. 28 Sprechverbindung
1 Es ist ein Kommunikationsnetz einzurichten, das folgenden Personen in geeigneter Form eine Sprechverbindung ermöglicht:
der leitenden Person;
der Schleusenwärterin oder dem Schleusenwärter;
den Personen in der Arbeitskammer, den Personenschleusen und der Anlage zur Erzeugung von Druckluft;
der Arbeitsärztin oder dem Arbeitsarzt;
den Rettungsdiensten.
2 Bestehen mehrere Arbeitskammern oder Personenschleusen, so sind sie in das Kommunikationsnetz zu integrieren.
3 Es muss eine zusätzliche, vom Kommunikationsnetz unabhängige Sprechverbindung zwischen den Kammern der Schleuse und der Schleusenwärterin oder dem Schleusenwärter installiert sein.
Art. 29 Persönliche Verhaltensregeln
Das Einnehmen von alkoholischen und kohlensäurehaltigen Getränken sowie das Rauchen sind für Personen, die sich im Überdruck aufhalten, verboten.
Art. 30 Verbot von Verbrennungsmotoren
In den Arbeitskammern dürfen keine Verbrennungsmotoren eingesetzt werden.
2. Abschnitt: Notfälle
Art. 31 Vorbereitung auf Notfälle
1 Alle Personen in der Arbeitskammer müssen sich jederzeit bei Notfällen wie Druckabfall, Wassereinbruch, Gebirgsniederbruch und Rauchentwicklung möglichst ungehindert in der Personenschleuse in Sicherheit bringen können.
2 Für das Betreiben der Personenschleuse während einer Rauchentwicklung und das Verlassen der Personenschleuse nach einer Rauchentwicklung sind geeignete Massnahmen zu treffen.
Art. 32 Energieversorgung
1 Eine zweite, unabhängige und ausreichend dimensionierte Energieversorgung muss insbesondere sichergestellt werden für:
die Kommunikationsmittel;
die Anlage zur Erzeugung von Druckluft;
die Notbeleuchtungen in den Arbeitskammern, in der Personenschleuse und in der Behandlungskammer sowie an den Arbeitsplätzen, von denen aus die Personenschleuse und die Behandlungskammer bedient werden.
2 Bei der Installation der Energieversorgung sind die anerkannten Regeln für elektrische Installationen auf Baustellen und in engen Räumen zu beachten.
Art. 33 Eintritt eines Notfalls
1 Bei Eintritt eines Notfalls sind alle Personen in der Arbeitskammer, die Schleusenwärterin oder der Schleusenwärter und die leitende Person zu alarmieren.
2 Die Personen in der Arbeitskammer müssen sich in die Personenschleuse zurückziehen. Die im Notfall- und Rettungsplan nach Artikel 7 festgehaltenen Massnahmen sind umzusetzen.
Art. 34 Versorgung mit Atemluft
Die Versorgung der Arbeitskammern, der Personenschleusen und der Behandlungskammer mit Atemluft muss so lange sichergestellt sein, bis sich keine Personen mehr im Überdruck aufhalten.
3. Abschnitt: Schleusen
Art. 35 Personenschleusen
1 Der Arbeitgeber sorgt dafür, dass die Anzahl und die räumliche Anordnung der Personenschleusen und die Anzahl der Schleusenkammern:
den Eigenheiten der vorgesehenen Bauarbeiten in Druckluft entsprechen;
die Umsetzung des Sicherheits- und Rettungskonzepts ermöglichen.
2 Die Personenschleusen müssen nach dem aktuellen Stand der Technik ausgestattet sein und so gestaltet sein, dass bei der vorgesehenen Dekompression eine genügende Stickstoff-Entsättigung des Körpers ermöglicht wird. Insbesondere ist für so viel Bewegungsraum zu sorgen, dass sich die Extremitäten und allfällige Druckstellen am Körper genügend entsättigen lassen.
3 Ist eine Dekompression mit Sauerstoff erforderlich, so muss die Personenschleuse für die Sauerstoff-Atmung ausgerüstet sein.
4 Die Arbeitsplätze der Schleusenwärterinnen und Schleusenwärter sind so zu gestalten, dass diese jederzeit die Personen in der Schleuse überwachen, die wichtigsten Anzeigeinstrumente beobachten, die Bedienungselemente betätigen und die Kommunikationsmittel gebrauchen können.
5 Die Instruktionen zum Ein- und Ausschleusen müssen aussen beim Eingang und im Innern jeder Kammer der Personenschleusen zur Verfügung stehen.
6 Solange sich Personen in der Arbeitskammer aufhalten, muss der Eingang in die Personenschleuse auf der Seite der Arbeitskammer ständig offen stehen.
Art. 36 Materialschleusen
Die Materialschleusen dürfen nicht zum Ein- und Ausschleusen von Personen verwendet werden.
Art. 37 Schleusenwärterin oder Schleusenwärter
1 Sobald sich Personen in der Schleuse oder Arbeitskammer aufhalten, muss bei jeder Personenschleuse mindestens eine Schleusenwärterin oder ein Schleusenwärter diese beim Ein- und Ausschleusen anleiten und dabei permanent überwachen.
2 Die Schleusenwärterin oder der Schleusenwärter sorgt dafür, dass sich nicht mehr Personen in der Arbeitskammer aufhalten als freie Schleusenplätze zur Verfügung stehen.
3 Die Weisungen der Schleusenwärterin oder des Schleusenwärters sind zu befolgen.
Art. 38 Dekompression mit Sauerstoff
1 Erfordern die Dekompressionsregeln eine Haltestufe, so ist für die Dekompression Sauerstoff zu verwenden.
2 Bei der Personenschleuse muss ein angemessener Sauerstoffvorrat verfügbar sein.
3 Bei der Dekompression mit Sauerstoff sind die Grenzwerte bezüglich Arbeitsdruck und Dekompressionszeit so zu wählen, dass vom Sauerstoff keine toxische Wirkung ausgeht. Insbesondere dürfen folgende Werte nicht überschritten werden:
Der Partialdruck des Sauerstoffes darf 2 bar nicht überschreiten, und bei der Anwendung von reinem Sauerstoff darf der Arbeitsdruck in der Personenschleuse 1 bar nicht überschreiten.
Die Dekompression mit Sauerstoff darf nicht länger als 2 Stunden dauern.
4 Es muss mit geeigneten Mitteln sichergestellt werden, dass bei der Sauerstoffatmung das eingeatmete Gas keine Luftbeimischung enthält.
4. Abschnitt: Grenzwerte
Art. 39 Maximaler Arbeitsdruck
Der Arbeitsdruck darf 3,6 bar nicht überschreiten.
Art. 40 Aufenthaltszeit und expositionsfreie Zeit
1 Innerhalb eines Zeitraumes von 24 Stunden darf die Aufenthaltszeit in Druckluft höchstens 8 Stunden dauern. Daraufhin ist eine expositionsfreie Zeit von mindestens 12 Stunden einzuhalten. Wenn die Arbeitsorganisation es erfordert, darf die Aufenthaltszeit in Druckluft ausnahmsweise 9 Stunden dauern. Daraufhin ist eine expositionsfreie Zeit von mindestens 15 Stunden einzuhalten.
2 Innerhalb eines Zeitraumes von 7 aufeinanderfolgenden Tagen darf eine Exposition in Druckluft an höchstens 5 aufeinanderfolgenden Tagen erfolgen. Nach der letzten Exposition muss eine expositionsfreie Zeit von 48 Stunden folgen.
3 Die tägliche Aufenthaltszeit in Druckluft und die expositionsfreie Zeit sind mit der Arbeitsärztin oder dem Arbeitsarzt abzusprechen und richten sich nach dem aktuellen Befinden der Arbeitnehmerin oder des Arbeitnehmers.
4 Die Aufenthaltszeit in Druckluft beginnt mit dem Druckanstieg und endet mit dem Erreichen des atmosphärischen Umgebungsdruckes in der Personenschleuse.
5 Pro Arbeitsschicht sind höchstens drei Ein- und Ausschleusungen erlaubt.
5. Abschnitt: Einsatz und Mindestanzahl fachkundiger Personen
1 Werden Bauarbeiten in Druckluft ausgeführt, so müssen neben der leitenden Person auf der Baustelle auf Abruf genügend fachkundige Personen bereitstehen, welche die Aufgaben nach Artikel 12 übernehmen können.
2 Es müssen sich mindestens zwei Personen in der Arbeitskammer oder in der Schleuse befinden.
3 Je zwei Personen müssen in erster Hilfe und in Brandbekämpfung fachkundig sein, wobei die beiden Bereiche auch von derselben Person abgedeckt werden können.
6. Abschnitt: Bauarbeiten in Druckluft mit besonderen Gefahren
Art. 42 Sprengung
1 Der Arbeitgeber klärt ab, ob die vom Sprengdruck betroffenen Anlageteile wie Arbeitskammer und Schleuse so beschaffen sind, dass sie dem bei der Sprengung auftretenden Druck ohne Schaden standhalten.
2 Pyrotechnische Sprengungen dürfen nicht ausgeführt werden.
3 Sprengladungen dürfen nur von Personen oder unter der Aufsicht von Personen vorbereitet und gezündet werden, die über einen Ausweis nach Artikel 14 Absatz 1 des Sprengstoffgesetzes vom 25. März 19771 verfügen.
4 Vor jeder Sprengung haben sich die Personen, die sich in der Arbeitskammer aufhalten, zumindest in die Personenschleuse zu begeben und die Türe auf der Seite der Arbeitskammer zu schliessen.
5 Nach der Sprengung darf die Arbeitskammer erst wieder betreten werden, wenn:
die Lüftungsanlage auf ihr korrektes Funktionieren hin überprüft worden ist;
die Sprengschwaden entfernt oder auf ein ungefährliches Mass verdünnt worden sind.
1 SR 941.41
Art. 43 Übrige Arbeiten mit besonderen Gefahren
1 Für die übrigen Arbeiten mit besonderen Gefahren wie Schneid-, Schweiss-, Brenn- und Schleifarbeiten sind Stoffe, Produkte und Arbeitsmittel zu verwenden und Arbeitsverfahren anzuwenden, die für den Einsatz in Druckluft geeignet sind.
2 Die Arbeiten dürfen nur von Personen ausgeführt werden, die dafür ausgebildet sind.
3 Vor Beginn der Arbeiten ist die schriftliche Erlaubnis der leitenden Person einzuholen, und es sind die für die sichere Ausführung der Arbeiten notwendigen Sicherheitsmassnahmen zu treffen.
4 Gesundheitsgefährdende gas-, staub- oder rauchförmige Emissionen sind an der Quelle zu erfassen und kontrolliert abzuführen.
5 Die Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer müssen die notwendigen persönlichen Schutzausrüstungen wie von der Umgebungsatmosphäre unabhängige Atemschutzgeräte tragen.
6 Bei Arbeiten mit elektrischen Geräten ist den besonderen Gefahren wie eine feuchte oder elektrisch leitende Umgebung und das Arbeiten in engen Räumen Rechnung zu tragen.
4. Kapitel: Besondere Bestimmungen für Taucherarbeiten
Art. 44 Lokale Arbeitsverhältnisse mit erhöhten Risiken
1 Vor Beginn der Taucherarbeiten oder des Taucheinsatzes hat sich der Arbeitgeber beziehungsweise die Einsatzleiterin oder der Einsatzleiter der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher zu den lokalen Arbeitsverhältnissen, die erhöhte Risiken beinhalten können, über folgende Punkte zu informieren:1
Wasserqualität, namentlich die Verschmutzung und die radioaktive Verstrahlung des Wassers;
Strömungen, insbesondere solche, die sich während des Tauchgangs plötzlich verändern können;
die Taucherarbeiten behindernde Einrichtungen wie schwimmende Geräte, Fachwerke von Brückenpfeilern, Kabel, Kanalisationen, Gräben, Trichter und Nischen;
enge räumliche Verhältnisse wie Rohrleitungen, Kanalisationen, Wracks und Tanks;
geologisch instabile Verhältnisse wie Unterspülungen und steile Böschungen mit abrutschgefährdeten Ablagerungen;
Vorhandensein von Schifffahrt und Wasserwegen.
2 Der Arbeitgeber oder die Einsatzleiterin oder der Einsatzleiter der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher legt fest, welche fachkundigen Personen bei der Ausführung der Arbeiten einzusetzen sind. Er oder sie hat die entsprechenden Sicherheitsmassnahmen zu treffen.2
3 Die Taucherinnen und Taucher sind in geeigneter Form über die lokalen Arbeitsverhältnisse mit erhöhten Risiken und die getroffenen Sicherheitsmassnahmen zu informieren.
1 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
2 Fassung gemäss Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
Art. 45 Arbeiten an und auf Gewässern
1 Besteht bei Arbeiten an und auf Gewässern die Gefahr des Ertrinkens, so müssen geeignete Schutz- und Rettungsausrüstungen wie Rettungswesten oder -kragen, Rettungsringe, Tauwerk, Wurfleinen und Haken zur Verfügung stehen. Diese müssen jederzeit bestimmungsgemäss verwendet werden können.1
2 Überdies müssen ein oder mehrere motorisierte Rettungsboote zur Verfügung stehen. Diese müssen unabhängig von den laufenden Taucherarbeiten verwendet werden können. Keine motorisierten Rettungsboote müssen zur Verfügung stehen, wenn die Rettung von einem Ort an der Oberfläche aus, namentlich vom Ufer, von Pontons, Flossen, Plattformen, Stegen, aus der Luft von Helikoptern aus, oder von einem Tauchteam oder einer Taucherin oder einem Taucher im Wasser gewährleistet ist.2
3 Es sind geeignete Massnahmen zu treffen, um die Taucherinnen und Taucher vor Verletzungen durch die Antriebe der Rettungsboote wie Propeller zu schützen.
4 Es müssen Massnahmen getroffen werden, um einen Sturz ins Wasser zu verhindern.
5 Jede Tauchstelle ist nach Artikel 32 der Binnenschifffahrtsverordnung vom 8. November 19783 zu signalisieren. Auf Gewässern mit Schiffsverkehr setzt sich der Arbeitgeber dabei ins Einvernehmen mit den zuständigen Behörden und den betroffenen Schifffahrtsunternehmen.
3 SR 747.201.1
Art. 46 Zugang zum Wasser
Der Zugang zum Wasser ist so zu gestalten, dass:
ein sicherer und ergonomischer Ein- und Ausstieg gewährleistet ist;
die Taucherin oder der Taucher im Notfall aus dem Wasser geborgen werden kann.
Art. 47 Versorgung mit Atemluft, Atemgas oder Sauerstoff
1 Die Taucherinnen und Taucher müssen zuverlässig mit Atemluft oder Atemgas versorgt sein, solange sie sich im Wasser aufhalten.1
2 Das primäre Versorgungssystem muss auch bei Bewusstlosigkeit die Atmung der Taucherinnen und Taucher gewährleisten können.
3 Bei einem Versagen des primären Versorgungssystems muss sofort ein sekundäres Versorgungssystem zur Verfügung stehen, das einen sicheren Aufstieg an die Oberfläche ermöglicht.
4 Atemgase dürfen nur verwendet werden, wenn ihre Zusammensetzung und der vorgesehene Einsatzbereich den anerkannten Regeln für ein sicheres Arbeiten im Überdruck nach Artikel 3 entspricht.
5 Ist eine Dekompression mit Sauerstoff erforderlich, so müssen die Tauchgeräte für die Dekompression mit Sauerstoff geeignet sein, und es muss ein angemessener Sauerstoffvorrat an der Tauchstelle verfügbar sein.
6 Bei forensischen, Rettungs-, Such- und Bergungstaucheinsätzen, namentlich dynamischen Taucheinsätzen, der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher, bei der dazugehörigen Tauchgrundausbildung, bei der Weiterbildung und bei Trainingstauchgängen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher kann auf die Vollgesichtsmaske verzichtet werden, wenn dies insbesondere aufgrund der Strömungsverhältnisse, der Unterwassertopografie, aufgrund von Hindernissen im Wasser sowie für das Eindringen in Bergungsobjekte notwendig ist. In diesen Fällen sind die internationalen Standards der anerkannten Tauchausbildungsorganisationen zu beachten.2
7 Im Rahmen der beruflichen Ausbildungstätigkeit können Tauchinstruktorinnen und Tauchinstruktoren ohne Vollgesichtsmaske tauchen. Es sind die internationalen Standards der anerkannten Tauchausbildungsorganisationen zu beachten.3
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
3 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
Art. 48 Vorbereitung der Taucherinnen und Taucher
1 Die leitende Person hat im Einvernehmen mit den Taucherinnen und Tauchern die Tauchtiefen, die Dauer der Tauchgänge, die Zusammensetzung der Atemluft, die Dekompressionsstufen und ihre Haltestufen sowie eine allfällige Sauerstoffdekompression vor dem Tauchgang schriftlich festzulegen. Sie überwacht die Einhaltung dieser Vorgaben.
2 Vor dem unmittelbaren Einstieg ins Wasser haben die Taucherinnen und Taucher sowie die leitende Person die Funktionstüchtigkeit der Ausrüstungen zu überprüfen.
3 Die Taucherin oder der Taucher muss so ins Wasser einsteigen, dass sie oder er weder sich selbst noch Drittpersonen gefährdet.
Art. 49 Orientierung unter Wasser
Besteht die Gefahr, dass die Taucherinnen und Taucher den sicheren Weg an die Oberfläche nicht mehr finden, so sind zur Orientierung unter Wasser geeignete Orientierungshilfen einzurichten.
Art. 50 Sprechverbindung und Überwachung
der Signalfrau oder dem Signalmann;
2 Zwischen der Taucherin oder dem Taucher und der Signalfrau oder dem Signalmann muss eine dem Stand der Technik entsprechende Sprechverbindung bestehen.
3 Ab einer Tauchtiefe von 10 m müssen die Tauchparameter wie Tauchtiefe, Tauchzeit und Dekompressionszeiten überwacht werden können.
4 Bei forensischen, Rettungs-, Such- und Bergungstaucheinsätzen, namentlich dynamischen Taucheinsätzen, der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher, bei der dazugehörigen Tauchgrundausbildung, bei der Weiterbildung und bei Trainingstauchgängen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher kann auf eine Sprechverbindung nach Absatz 2 verzichtet werden, wenn dies insbesondere aufgrund der Strömungsverhältnisse, der Unterwassertopografie, aufgrund von Hindernissen im Wasser sowie für das Eindringen in Bergungsobjekte notwendig ist.1
5 Im Rahmen der beruflichen Ausbildungstätigkeit können Tauchinstruktorinnen und Tauchinstruktoren ohne Sprechverbindung nach Absatz 2 tauchen.2
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 1. Jan. 2018 (AS 2016 3239).
2 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, in Kraft seit 1. Jan. 2018 (AS 2016 3239).
Art. 511Führungsleine und Versorgungsschlauch
1 Die Taucherin oder der Taucher muss von der Oberfläche aus mit einer Führungsleine oder einem Versorgungsschlauch verbunden sein.
2 Die Führungsleine und der Versorgungsschlauch müssen so beschaffen sein, dass sie einen sicheren Einsatz der Taucherin oder des Tauchers im Wasser sowie das Auffinden und eine sichere Bergung einer vermissten oder aktionsunfähigen Taucherin oder eines vermissten oder aktionsunfähigen Tauchers aus dem Wasser gewährleisten.
3 Auf die Führungsleine kann verzichtet werden, wenn:
mindestens zwei Taucherinnen oder Taucher mit autonomer Taucherausrüstung gleichzeitig tauchen, als Gruppe zusammenarbeiten und sich dabei sehen oder auf andere Weise zuverlässig finden können;
eine Taucherin oder ein Taucher alleine taucht, die Tauchtiefe weniger als 10 m beträgt, ihre oder seine Position von der Oberfläche aus jederzeit festgestellt werden kann und eine unverzügliche Bergung von der Oberfläche aus sichergestellt ist;
diese die Sicherheit einer Taucherin oder eines Tauchers gefährden würde, insbesondere in Fliessgewässern, bei technischen Anlagen, beim Eindringen in ein Bergungsobjekt oder aufgrund der Unterwassertopografie.
2. Abschnitt: Grenzwerte
Art. 52 Maximale Tauchtiefe
1 Bei der Verwendung von Atemluft aus der Atmosphäre beträgt die maximal zulässige Tauchtiefe 40 m.
2 Bei der Verwendung von Atemgas richtet sich die maximal zulässige Tauchtiefe nach den anerkannten Regeln für ein sicheres Arbeiten im Überdruck nach Artikel 3. In jedem Fall dürfen folgende Partialdrücke nicht überschritten werden:
für Sauerstoff: 1,4 bar bei Arbeiten im Überdruck und 1,6 bar bei der Dekompression;
für Stickstoff: 4,0 bar.
3 Die maximale Tauchtiefe der einzelnen Taucherin oder des einzelnen Tauchers richtet sich zudem:
nach der in ihren oder seinen Ausbildungsunterlagen festgelegten Tauchtiefe; oder
nach der durch die Arbeitsärztin oder den Arbeitsarzt aufgrund einer Beurteilung der medizinischen Eignung festgelegten Tauchtiefe.
4 Für Tauchinstruktorinnen und Tauchinstruktoren sowie Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher, die entsprechend ausgebildet sind und regelmässig Taucheinsätze absolvieren, beträgt bei der Verwendung von Atemluft aus der Atmosphäre die maximal zulässige Tauchtiefe 50 m und bei der Verwendung von Atemgas der maximal zulässige Partialdruck von Stickstoff 5,0 bar.1
Art. 53 Tauchzeit und expositionsfreie Zeit
1 Bei Tauchtiefen von mehr als 10 m darf die Tauchzeit 3 Stunden pro Tauchgang nicht überschreiten. Die kumulierte Tauchzeit darf nicht mehr als 6 Stunden pro 24 Stunden betragen. Nach einer Arbeitsschicht von 8 Stunden mit einem oder mehreren Tauchgängen muss eine expositionsfreie Zeit von mindestens 12 Stunden folgen.
2 Bei Tauchtiefen von mehr als 10 m dürfen innerhalb von 7 Tagen Tauchgänge an nicht mehr als 5 Tagen erfolgen. Erfolgen die Tauchgänge an 5 aufeinanderfolgenden Tagen, so muss eine expositionsfreie Zeit von 48 Stunden eingehalten werden.
3 Die tägliche Tauchzeit und die expositionsfreie Zeit sind mit der Arbeitsärztin oder dem Arbeitsarzt abzusprechen. Im Einzelfall kann die Arbeitsärztin oder der Arbeitsarzt diese Zeiten entsprechend dem aktuellen Befinden der Taucherin oder des Tauchers reduzieren.
3. Abschnitt: Einsatz und Mindestanzahl fachkundiger Personen
Art. 54 Einsatz fachkundiger Personen
1 Werden Taucherarbeiten ausgeführt, so müssen neben der leitenden Person an der Tauchstelle auf Abruf genügend fachkundige Personen bereitstehen, welche die Aufgaben nach Artikel 12 übernehmen und die Rettung der Taucherinnen und Taucher sicherstellen.
2 Die Signalfrau oder der Signalmann muss dauernd in unmittelbarem Kontakt mit der Taucherin oder dem Taucher sein.
Art. 55 Mindestanzahl fachkundiger Personen
1 Bei Taucherarbeiten mit autonomer Taucherausrüstung müssen sich mindestens folgende Personen an der Tauchstelle befinden:
zwei Taucherinnen oder Taucher im Wasser, die zusammenarbeiten;
zwei Personen an der Oberfläche, welche die Taucherinnen und Taucher dauernd überwachen und die Rettung sicherstellen.
2 Bei Taucherarbeiten mit autonomer Taucherausrüstung ohne erhöhte Risiken nach Artikel 44 Absatz 1 Buchstaben a–f, ohne besondere Gefahren nach Artikel 58 und mit Tauchtiefen von weniger als 10 m müssen sich mindestens folgende Personen an der Tauchstelle befinden:
eine Taucherin oder ein Taucher im Wasser, die oder der über eine Sicherungsleine mit der Oberfläche verbunden ist;
eine Person an der Oberfläche, welche die Taucherin oder den Taucher dauernd überwacht und die Rettung sicherstellt.
3 Bei Taucherarbeiten mit von der Wasseroberfläche ausgehender schlauchgestützter Luftversorgung müssen sich mindestens folgende Personen an der Tauchstelle befinden:
eine Taucherin oder ein Taucher im Wasser;
zwei Personen an der Oberfläche, welche die Taucherin oder den Taucher dauernd überwachen und die Rettung sicherstellen, wobei eine dieser Personen in Tauch-Einsatzbereitschaft stehen muss.
4 Bei Taucherarbeiten mit von der Wasseroberfläche ausgehender schlauchgestützter Luftversorgung ohne erhöhte Risiken nach Artikel 44 Absatz 1 Buchstaben a–f, ohne besondere Gefahren nach Artikel 58 und mit Tauchtiefen von weniger als 10 m müssen sich mindestens folgende Personen an der Tauchstelle befinden:
5 Bei forensischen, Rettungs-, Such- und Bergungstaucheinsätzen, namentlich dynamischen Taucheinsätzen, der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher, bei der dazugehörigen Tauchgrundausbildung, bei der Weiterbildung und bei Trainingstauchgängen der Polizei- und Rettungstaucherinnen und -taucher sowie bei der beruflichen Ausbildungstätigkeit von Tauchinstruktorinnen und Tauchinstruktoren setzt sich das Tauchteam aus mindestens zwei Taucherinnen oder Tauchern zusammen.1
4. Abschnitt: Unterwasserarbeiten mit besonderen Gefahren
Art. 56 Maschinelle Arbeiten
Maschinelle Arbeiten wie Hebe-, Bohr-, Greif- und Saugarbeiten dürfen nur ausgeführt werden, wenn sich keine Taucherin und kein Taucher mehr im Gefahrenbereich befindet.
Art. 57 Sprengung
1 Sprengladungen dürfen nur von Personen oder unter der Aufsicht von Personen vorbereitet und gezündet werden, die über einen Ausweis nach Artikel 14 Absatz 1 des Sprengstoffgesetzes vom 25. März 19771 verfügen.
2 Vor jeder Sprengung hat die Taucherin oder der Taucher vollständig aus dem Wasser zu steigen. Dabei muss die sprengberechtigte Person kontrollieren, ob die Taucherin oder der Taucher nicht unbeabsichtigt Zünder oder Sprengladungen mitgerissen hat.
Art. 58 Übrige Arbeiten mit besonderen Gefahren
1 Für die übrigen Arbeiten mit besonderen Gefahren wie der Einsatz von Hebesäcken, das Arbeiten mit elektrischen Geräten sowie Schneid- und Schweissarbeiten sind Stoffe, Produkte und Arbeitsmittel zu verwenden und Arbeitsverfahren anzuwenden, die für den Einsatz im Wasser geeignet sind.
2 Arbeiten nach Absatz 1 dürfen nur von einer Taucherin oder einem Taucher ausgeführt werden, die oder der dafür ausgebildet ist.
3 Bei Schneid- und Schweissarbeiten unter Wasser ist die Ansammlung von Knallgasen zu vermeiden.
4 Die Verwendung von flüssigen Brennstoffen ist verboten.
5 Bei Arbeiten mit elektrischen Geräten ist den besonderen Gefahren wie eine feuchte oder elektrisch leitende Umgebung und das Arbeiten in engen Räumen Rechnung zu tragen.
6 Für elektrische Schweissarbeiten sind die anerkannten Regeln der Technik für Schweissarbeiten unter Wasser zu beachten.
Art. 59 Vollzug
Der Vollzug dieser Verordnung richtet sich nach den Vollzugsbestimmungen des UVG und insbesondere der VUV1.
Art. 60 Aufhebung eines anderen Erlasses
Die Verordnung vom 20. Januar 19611 über die technischen Massnahmen zur Verhütung von Unfällen und Berufskrankheiten bei Arbeiten unter Druckluft wird aufgehoben.
1 [AS 1961 69, 2002 3925]
Art. 61 Änderung eines anderen Erlasses
1 Die Änderung kann unter AS 2015 1187 konsultiert werden.
1 Eingefügt durch Ziff. I der V vom 13. April 2016 (AS 2016 1151). Aufgehoben durch Ziff. I der V vom 16. Sept. 2016, mit Wirkung seit 15. Okt. 2016 (AS 2016 3239).
2 Artikel 50 Absatz 2 tritt am 1. Januar 2018 in Kraft.
AS 2015 1187
du 15 avril 2015 (Etat le 1er janvier 2018)
vu l’art. 83, al. 1, de la loi fédérale du 20 mars 1981 sur l’assurance-accidents (LAA)1,
1 La présente ordonnance fixe les mesures à prendre pour assurer la sécurité des travailleurs lors de travaux en milieu hyperbare.
2 Sont considérés comme des travaux en milieu hyperbare:
les travaux de construction effectués dans l’air comprimé qui sont réalisés dans un espace fermé et ne nécessitent pas de plongée;
les travaux de scaphandriers, lorsque ces derniers portent un équipement de plongée et se trouvent sous la surface de l’eau.
3 Outre la présente ordonnance, sont également applicables: l’ordonnance du 19 décembre 1983 sur la prévention des accidents (OPA)1 et l’ordonnance du 29 juin 2005 sur les travaux de construction2.
air comprimé: air ou gaz à respirer avec une pression de travail supérieure à 0,1 bar;
air à respirer: air atmosphérique ou mélange de gaz fabriqué, dont la composition correspond à l’air atmosphérique;
gaz à respirer: mélange de gaz qui, pour des raisons médicales, est plus approprié que l’air atmosphérique;
pression de travail: surpression supérieure à la pression atmosphérique au poste de travail, dans la chambre de traitement ou dans le sas pour les personnes, exprimée en bar;
chambre de travail: local dans lequel sont effectués les travaux de construction dans l’air comprimé;
sas: local dans lequel se trouvent des personnes ou du matériel pendant l’augmentation de la pression, jusqu’à la pression de travail, ou pendant la diminution de la pression, jusqu’à la pression atmosphérique;
chambre de traitement: local dans lequel des personnes peuvent être traitées médicalement grâce à une variation de la pression de travail;
décompression: procédé visant une désaturation en azote contrôlée du corps, partant de la saturation existante en pression de travail pour atteindre une saturation résiduelle en pression atmosphérique qui ne pose pas de problème pour la santé;
palier: interruption de la décompression lorsqu’une pression justifiée du point de vue de la médecine du travail est atteinte.
Art. 3 Règles reconnues pour la sécurité du travail en milieu hyperbare
1 Les règles reconnues correspondant à l’état de la technique doivent être observées pendant toute la durée du travail en milieu hyperbare.
2 Sont notamment considérées comme des règles reconnues correspondant à l’état de la technique pour la sécurité du travail en milieu hyperbare: les directives publiées par la Caisse nationale suisse d’assurance en cas d’accidents (CNA) en vertu de l’art. 50, al. 3, OPA1 sur les valeurs admissibles pour les agents physiques au poste de travail, notamment les tables de décompression. Si d’autres tables de décompression que celles de la CNA sont appliquées, la CNA doit être consultée avant le début des travaux.
Chapitre 2 Dispositions valables pour tous les travaux en milieu hyperbare
Section 1 Obligations d’annoncer
Art. 4 Annonce des travaux en milieu hyperbare
1 L’employeur a l’obligation d’annoncer les travaux suivants à la CNA:
tous les travaux de construction dans l’air comprimé: au moins quatre semaines avant le début de leur exécution;
tous les travaux de scaphandriers pour lesquels des décompressions d’une durée supérieure à 15 minutes sont nécessaires à cause des temps d’exposition prévus: au moins une semaine avant le début de leur exécution.
2 Les interventions imprévisibles lors de travaux de construction dans l’air comprimé ou de travaux de scaphandriers doivent être déclarées à la CNA dans les plus brefs délais, mais au plus tard deux semaines après leur exécution.
Art. 5 Déclaration des maladies, des accidents et des évènements graves
Outre la déclaration d’accident ordinaire au sens de l’art. 45, al. 1, LAA, sont déclarés à la CNA dans les 24 heures:
les maladies qui sont dues aux travaux en milieu hyperbare;
les accidents survenus lors de travaux en milieu hyperbare dans lesquels une personne au moins a été grièvement blessée;
les évènements graves survenus lors de travaux en milieu hyperbare, au cas où des personnes auraient pu être grièvement blessées ou tuées.
Section 2 Planification et préparation des travaux
Art. 6 Planification et préparation des travaux en milieu hyperbare
1 Les travaux en milieu hyperbare sont planifiés et préparés de façon à ce que le risque d’accidents ou d’atteintes à la santé soit le plus faible possible et que les mesures de sécurité nécessaires puissent être respectées, notamment lors de l’utilisation de substances, de produits et d’équipements de travail et lors de l’application de procédés de travail.
2 A cet effet, l’employeur veille à ce qu’un concept de sécurité et de protection de la santé, précisant les mesures fixées dans la présente ordonnance, soit établi par écrit avant le début des travaux en milieu hyperbare.
3 Il veille à ce que le matériel, les installations et les appareils appropriés soient disponibles en quantité suffisante et à temps lorsque des travaux en milieu hyperbare sont effectués, en particulier:
les sas et les chambres de traitement nécessaires le cas échéant;
le matériel de premiers secours et de sauvetage.
4 Le matériel, les installations et les appareils doivent être en état de fonctionner en toute sécurité et répondre aux exigences relatives à la sécurité du travail.
5 Tous les travailleurs sont instruits avant le début des travaux sur le comportement à adopter en cas d’urgence.
Art. 7 Plan d’urgence et de sauvetage
1 L’employeur veille à ce qu’un plan d’urgence et de sauvetage adapté aux travaux en milieu hyperbare soit établi. Ce plan est tenu à disposition dans une forme et en un lieu appropriés.
2 L’accès des services de sauvetage est garanti.
3 L’efficacité du plan de secours et de sauvetage est prouvée par des exercices répétés à intervalles réguliers.
Art. 8 Utilisation de substances, de produits et d’équipements de travail
1 Lors de travaux en milieu hyperbare, l’employeur veille à ce que soient utilisés uniquement des substances, des produits et des équipements de travail qui sont adaptés à ces travaux.
2 Les équipements de travail sont installés et utilisés de façon à ce qu’en cas de panne d’un élément important, la sécurité des travailleurs qui interviennent en milieu hyperbare ne soit pas immédiatement mise en danger.
Art. 9 Protection contre les explosions et les incendies
Les mesures nécessaires sont prises pour empêcher les explosions et les incendies lors de travaux en milieu hyperbare et, en cas d’explosion ou d’incendie, éviter les conséquences éventuelles pour la sécurité des travailleurs.
Art. 10 Prise en compte des conditions climatiques
Des mesures appropriées sont prises s’il faut s’attendre à une menace pour la santé des travailleurs due aux conditions climatiques telles que la chaleur, le froid ou l’humidité de l’air.
Section 3 Conduite et exécution des travaux
Art. 11 Conducteur de travaux
1 L’employeur désigne une personne chargée de conduire les travaux en milieu hyperbare (conducteur de travaux). Il désigne aussi son remplaçant.
2 Il délégue au conducteur de travaux les compétences nécessaires de direction et de décision découlant du concept de sécurité et de protection de la santé.
3 Le conducteur de travaux et son remplaçant doivent avoir suivi avec succès une formation adaptée à leurs tâches. Cette formation doit être consignée.
Art. 12 Tâches des spécialistes
1 Le conducteur de travaux désigne les spécialistes en charge des tâches suivantes, en fonction du type de travaux et conformément aux exigences du concept de sécurité et de protection de la santé:
surveillance des travailleurs qui interviennent en milieu hyperbare;
sécurité de fonctionnement des installations électriques;
sécurité de fonctionnement des installations techniques d’air comprimé;
lutte contre l’incendie;
utilisation de la chambre de traitement.
2 Les personnes suivantes sont en charge de la tâche visée à l’al. 1, let. a:
pour les travaux de construction dans l’air comprimé: les gardiens de sas;
pour les travaux de scaphandriers: les signaleurs.
3 Le conducteur de travaux fixe:
les droits et les obligations des spécialistes;
le lieu où les spécialistes doivent séjourner pour pouvoir accomplir leur tâche à temps en cas d’événement;
la manière dont les tâches sont réparties entre les spécialistes pour qu’ils puissent accomplir la leur à temps en cas d’événement.
4 Les spécialistes doivent avoir suivi avec succès une formation externe ou interne adaptée à leur tâche. Cette formation doit être consignée.
5 Les tâches des spécialistes peuvent aussi être prises en charge par le conducteur de travaux.1
1 Introduit par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
Art. 13 Position du conducteur de travaux et des spécialistes par rapport à l’entreprise
1 L’employeur crée les conditions permettant au conducteur de travaux et aux spécialistes d’accomplir leur tâche.
2 Le conducteur de travaux et les spécialistes bénéficient de l’indépendance nécessaire à l’accomplissement de leur tâche. Ils ne doivent subir aucun désavantage du fait de l’accomplissement de leur tâche.
3 Le conducteur de travaux et les spécialistes informent l’employeur de leurs activités.
Art. 14 Position du conducteur de travaux par rapport à la CNA
1 A la demande de la CNA, le conducteur de travaux informe celle-ci de ses activités et lui donne accès aux documents. La CNA informe l’employeur.
2 La CNA conseille et soutient le conducteur de travaux.
3 Le conducteur de travaux informe sur-le-champ la CNA en cas de danger immédiat et grave pour la vie ou la santé des travailleurs et lorsque l’employeur refuse de prendre les mesures nécessaires.
Art. 15 Conditions nécessaires à l’exécution des travaux
Les conditions suivantes doivent être remplies aussi longtemps que des travailleurs interviennent en milieu hyperbare:
le conducteur de travaux et les spécialistes sont présents sur le chantier ou à l’emplacement de plongée et ne doivent pas être affectés à d’autres activités qui pourraient les empêcher d’accomplir leur tâche;
les médecins du travail sont atteignables en tout temps par le réseau de communication verbale.
Art. 15a1Dispositions spéciales pour les interventions des scaphandriers de police ou de sauvetage
Un chef d’intervention, présent sur le terrain, assume la responsabilité des travaux médico-légaux, des travaux de sauvetage, de recherche et de renflouage, notamment des plongées dynamiques, effectués par des scaphandriers de police ou de sauvetage, ainsi que de la formation de plongée de base correspondante, de la formation continue et des entraînements de plongée des scaphandriers de police ou de sauvetage. Sauf disposition contraire, le chef d’intervention est réputé conducteur de travaux et spécialiste lors de la préparation et de la réalisation de ces interventions de plongée. Il peut aussi faire partie de l’équipe de plongée.
Section 4 Exigences personnelles et formation
1 Les travaux en milieu hyperbare ne sont effectués que par des personnes qui:
sont âgées de 18 ans révolus;
vu leur condition physique et psychique, sont en état d’accomplir de façon fiable et sûre les tâches qui leur sont attribuées;
sont en mesure de communiquer au poste de travail et savent utiliser les moyens de communication qui sont mis à leur disposition;
sont formées pour les travaux en milieu hyperbare.
2 L’examen d’embauche visé à l’art. 72 OPA1 et les examens de contrôle visés à l’art. 73 OPA attestent que l’exigence formulée à l’al. 1, let. b, est remplie.
3 Lorsqu’il a des réserves sur l’état de santé d’une personne, le médecin du travail qui procède à l’examen fixe à quelles conditions cette personne peut exécuter certains travaux en milieu hyperbare. En vertu de l’art. 78 OPA, l’évaluation finale de l’aptitude ou de l’aptitude conditionnelle appartient à la CNA.
4 Les travailleurs informent le conducteur de travaux des modifications de leur état de santé qui sont susceptibles de les mettre en danger pendant les travaux en milieu hyperbare. Le médecin du travail est informé et, au besoin, consulté en cas d’évènements médicaux tels que des accidents, des opérations ou des maladies graves.
5 Les personnes âgées de plus de 50 ans ne travaillent que pendant 50 % du temps de séjour en milieu hyperbare généralement admissible. Ils n’exercent alors que des activités de surveillance ou des travaux légers. Dans certains cas justifiés, la CNA peut accorder des dérogations.
6 Les femmes enceintes ne travaillent pas en milieu hyperbare.
Art. 17 Formation
1 L’employeur veille à ce que les travailleurs soient formés pour les travaux en milieu hyperbare. Il consigne leur formation.
2 La formation est axée sur les travaux en milieu hyperbare et comprend au moins les thèmes suivants:
l’impact des travaux en milieu hyperbare sur le corps humain et les effets sur la santé;
les dangers particuliers des travaux prévus et la gestion adéquate de ces dangers;
les bases légales en matière de sécurité au travail et de protection de la santé.
Art. 18 Phase de formation
1 L’employeur veille à ce que les conditions de travail des travailleurs en formation soient adaptées de manière appropriée.
2 Il veille en particulier:
à ce qu’un essai de mise en sas ou un essai de plongée soit effectué avant le début des travaux en milieu hyperbare, sous la surveillance du conducteur de travaux ou du médecin du travail compétent;
à ce que les cinq premières interventions en milieu hyperbare soient accompagnées par une personne expérimentée; et
à ce que le séjour en milieu hyperbare pendant les trois premières interventions ne dure que 50 % du temps de séjour généralement admissible et que le travailleur n’effectue que des travaux légers.
Art. 19 Formation continue
1 L’employeur veille à ce que tous les travailleurs bénéficient d’une formation continue à intervalles réguliers. Il consigne leur formation continue.
2 La formation continue tient compte des modifications éventuelles des méthodes de travail, du contexte ou des installations à l’emplacement de travail.
Section 5 Suivi médical et chambre de traitement
Art. 20 Suivi médical
1 Dès le début des travaux, l’employeur doit pouvoir attester qu’il a déteminé par écrit le suivi médical des travailleurs avec un médecin du travail.
2 Le médecin du travail peut faire appel à d’autres médecins pour accomplir sa tâche.
3 En accord avec le médecin du travail, l’employeur met à disposition un lieu protégé pour le suivi médical au poste de travail.
Art. 21 Chambre de traitement
1 Une chambre de traitement en état de fonctionnement est à disposition sur place dans les cas suivants:
lors de travaux de construction dans l’air comprimé si la pression de travail est supérieure ou égale à 0,7 bar;
lors de travaux de scaphandriers si, en raison des temps d’exposition prévus, des décompressions durant plus de 15 minutes sont nécessaires.
2 La chambre de traitement doit être adaptée au suivi médical des personnes tombées malades ou accidentées lors de travaux en milieu hyperbare.
3 Le nombre et la capacité des chambres de traitement sont adaptés au nombre de personnes attendues au poste de travail.
4 L’emplacement de la chambre de traitement doit être choisi de façon à ce qu’elle puisse être atteinte rapidement depuis les postes de travail en milieu hyperbare.
Art. 22 Utilisation de la chambre de traitement
1 L’état de fonctionnement de la chambre de traitement est contrôlé conformément aux recommandations du fabricant avant chaque mise en service au lieu d’intervention et après chaque utilisation.
2 Avant chaque traitement, la chambre de traitement est alimentée en énergie, air à respirer et oxygène de façon à pouvoir fonctionner de manière autonome pendant 150 % de la durée escomptée du traitement.
3 Le spécialiste en charge de l’utilisation de la chambre de traitement est en mesure de préparer et d’utiliser celle-ci conformément aux instructions du médecin du travail. Il est présent pendant le traitement.
4 Le médecin du travail doit être atteignable dans un délai raisonnable.
Art. 22a1Garantie des premiers secours médicaux lors des interventions effectuées par des scaphandriers de police ou de sauvetage
Lors des interventions effectuées par des scaphandriers de police ou de sauvetage, les premiers secours médicaux doivent être garantis par une chambre de traitement à disposition sur place au sens de l’art. 21, ou par un plan de sauvetage de qualité équivalente, notamment de l’oxygénothérapie normobare à disposition sur place et le transport vers un centre médical spécialisé dans les maladies de décompression.
Section 6 Documentation
Art. 23 Documentation des interventions de travail
1 L’employeur veille à ce qu’une documentation des interventions de travail soit tenue pour chaque travailleur. La documentation contient les indications suivantes pour chaque intervention de travail en milieu hyperbare:
le nom et la fonction du travailleur;
le nom du conducteur de travaux;
le nom du spécialiste en charge de la surveillance des travailleurs qui interviennent en milieu hyperbare;
le lieu et la date des travaux;
l’altitude du poste de travail en mètres;
la pression de travail maximale ou la profondeur de plongée maximale;
la durée des travaux en milieu hyperbare;
le temps de décompression et les paliers correspondants;
les règles de décompression appliquées;
les évènements particuliers du point de vue de la santé.
2 Ont accès à la documentation:
les travailleurs, pour toutes les indications qui les concernent personnellement;
les organes d’exécution de la loi du 13 mars 1964 sur le travail1;
la CNA.
3 L’employeur conserve la documentation pendant dix ans au moins.
Art. 24 Dossier médical
1 L’employeur veille à ce que le médecin du travail tienne un dossier médical pour chaque travailleur.
2 Le dossier médical contient au moins les données suivantes:
les résultats des examens médicaux visés aux art. 72 à 74 OPA1;
les résultats des examens médicaux en cas d’accidents, d’incidents ou de soupçon fondé d’une maladie professionnelle contractée dans le cadre de l’activité professionnelle;
les évènements médicaux annoncés en vertu de l’art. 16, al. 4.
3 Le médecin du travail a le droit de consulter les données relatives à la prévention en matière de médecine du travail qui sont pertinentes pour l’exercice de son activité et qui sont disponibles auprès de la CNA.
4 Le travailleur annonce au médecin du travail les évènements médicaux tels que les accidents, les opérations ou les maladies graves au plus tard avant la prochaine intervention en milieu hyperbare.
5 Le médecin du travail informe de façon appropriée le travailleur des résultats des examens médicaux liés à son activité.
6 Le travailleur a accès au dossier médical et à tous les documents traitant des mesures de médecine du travail qui le concernent.
7 L’employeur veille à ce que le médecin du travail transmette le dossier médical à la CNA au plus tard un an après la fin des travaux. La CNA conserve le dossier médical pendant 40 ans.
Art. 25 Document personnel
1 Lors de travaux de construction effectués dans l’air comprimé et de travaux de scaphandriers pour lesquels des décompressions d’une durée supérieure à 15 minutes sont nécessaires à cause des temps d’exposition prévus, le travailleur porte sur lui un document personnel en dehors de son lieu de travail pendant sept jours après sa dernière intervention en milieu hyperbare.
2 Le document doit attester que le travailleur a exécuté des travaux en milieu hyperbare et indiquer comment, en cas d’urgence, les services de sauvetage et le médecin du travail peuvent être contactés.
Chapitre 3 Dispositions spéciales pour les travaux de construction dans l’air comprimé
Art. 26 Ventilation
1 Un concept de ventilation de la chambre de travail est établi avant le début des travaux.
2 La ventilation assure l’alimentation des travailleurs en air ou en gaz à respirer de qualité suffisante et à une température appropriée dans tous les postes de travail.
3 Les conditions suivantes doivent notamment être remplies:
au moins 30 m3 d’air comprimé par heure et par personne sont amenés dans la chambre de travail;
la concentration en oxygène ne dépasse pas 25 % dans la chambre de travail et le sas pour les personnes;
l’air usé et vicié est évacué de façon appropriée.
Art. 27 Chambres de travail
1 Les chambres de travail sont conçues de façon à ce que:
les équipements de travail puissent y être maniés sans danger;
les conditions en matière de physiologie du travail soient telles que les personnes qui y travaillent ne soient pas surchargées.
2 Si les chambres de travail ne peuvent pas être conçues de façon à remplir les conditions en matière de physiologie du travail au sens de l’al. 1, let. b, le temps et l’intensité de la charge sont réduits en conséquence pour prévenir les surcharges.
Art. 28 Communication verbale
1 Un réseau de communication est installé pour permettre une liaison appropriée entre les personnes suivantes:
le conducteur de travaux;
le gardien de sas;
les personnes qui se trouvent dans la chambre de travail, les sas pour les personnes ou l’installation qui produit de l’air comprimé;
les services de sauvetage.
2 S’il y a plusieurs chambres de travail ou sas pour les personnes, ils doivent être intégrés dans le réseau de communication.
3 Une liaison supplémentaire, indépendante du réseau de communication, est installée entre les chambres, le sas et le gardien du sas.
Art. 29 Règles personnelles de comportement
La consommation de boissons alcooliques ou contenant de l’acide carbonique ainsi que la fumée sont interdites aux personnes qui se trouvent en milieu hyperbare.
Art. 30 Interdiction des moteurs à combustion
L’utilisation de moteurs à combustion est interdite dans les chambres de travail.
Section 2 Urgences
Art. 31 Préparation aux urgences
1 En cas d’urgence, comme une chute de la pression, une entrée d’eau, un éboulement ou la formation de fumée, toutes les personnes présentes dans la chambre de travail doivent pouvoir se rendre en sécurité, en tout temps et si possible sans être gênées par des obstacles, dans le sas pour les personnes.
2 Des mesures spéciales sont prises pour l’utilisation du sas pour les personnes pendant la formation de fumée et pour la sortie du sas pour les personnes après la formation de fumée.
Art. 32 Approvisionnement en énergie
1 Un deuxième approvisionnement en énergie, indépendant et en quantités suffisantes, est garanti notamment pour:
l’installation qui produit de l’air comprimé;
l’éclairage d’urgence dans les chambres de travail, le sas pour les personnes, la chambre de traitement et les places de travail depuis lesquelles le sas pour les personnes et la chambre de traitement sont commandés.
2 Les règles reconnues pour les installations électriques sur les chantiers et dans les locaux confinés sont observées pour l’installation de l’approvisionnement en énergie.
Art. 33 Urgence
1 Toutes les personnes qui se trouvent dans la chambre de travail, le gardien du sas et le conducteur de travaux sont alertés en cas d’urgence.
2 Les personnes qui se trouvent dans la chambre de travail se retirent dans le sas pour les personnes. Les mesures du plan d’urgence et de sauvetage visées à l’art. 7 sont mises en oeuvre.
Art. 34 Alimentation en air à respirer
L’alimentation en air à respirer des chambres de travail, des sas pour les personnes et de la chambre de traitement est garantie jusqu’à ce que plus personne ne se trouve en milieu hyperbare.
Section 3 Sas
Art. 35 Sas pour les personnes
1 L’employeur veille à ce que le nombre et la disposition des sas pour les personnes et le nombre de chambres des sas:
correspondent aux particularités des travaux de construction prévus dans l’air comprimé;
permettent de mettre en oeuvre le concept de sécurité et de sauvetage.
2 Les sas pour les personnes sont équipés et conçus conformément à l’état actuel de la technique, de façon à ce qu’une désaturation suffisante en azote du corps soit possible lors de la décompression prévue. En particulier, l’espace de mouvement doit être suffisant pour que les extrémités et les éventuelles meurtrissures puissent être suffisamment désaturées.
3 Si une décompression avec de l’oxygène est nécessaire, le sas pour les personnes doit être équipé pour la respiration avec de l’oxygène.
4 Les postes de travail des gardiens de sas sont conçus de façon à ce que ceux-ci puissent en tout temps surveiller les personnes qui se trouvent dans le sas, observer les instruments indicateurs les plus importants, actionner les éléments de commande et utiliser les moyens de communication.
5 Les instructions pour la compression et la décompression sont à disposition à l’entrée et à l’intérieur de toutes les chambres des sas pour les personnes.
6 L’entrée du sas pour les personnes, du côté de la chambre de travail, reste ouverte aussi longtemps que des personnes se trouvent dans la chambre de travail.
Art. 36 Sas pour le matériel
Il est interdit d’utiliser les sas pour le matériel à des fins de compression et de décompression des personnes.
Art. 37 Gardien de sas
1 Dès que des personnes se trouvent dans le sas ou la chambre de travail, au moins un gardien de sas est posté près de chaque sas pour les personnes; il leur donne des instructions pour la compression et la décompression et les surveille en permanence.
2 Le gardien de sas veille à ce qu’il n’y ait pas plus de personnes dans la chambre de travail qu’il n’y a de places libres dans le sas.
3 Les instructions du gardien de sas doivent être respectées.
Art. 38 Décompression avec de l’oxygène
1 Si les règles de décompression exigent un palier, de l’oxygène est utilisé pour la décompression.
2 Une réserve d’oxygène suffisante est disponible près du sas pour les personnes.
3 En cas de décompression avec de l’oxygène, les valeurs limites relatives à la pression de travail et au temps de décompression sont choisies de façon à ce que l’oxygène n’entraîne aucun effet toxique. Les valeurs suivantes ne doivent notamment pas être dépassées:
la pression partielle de l’oxygène n’excède pas deux bars et, en cas d’application d’oxygène pur, la pression de travail dans le sas pour les personnes n’excède pas un bar.
la décompression avec de l’oxygène ne dure pas plus de deux heures.
4 Des moyens appropriés garantissent que, lors de l’absorption d’oxygène, le gaz inhalé ne contienne pas d’air.
Section 4 Valeurs limites
Art. 39 Pression de travail maximale
La pression de travail n’excède pas 3,6 bars.
Art. 40 Durée du séjour et temps sans exposition
1 Le séjour dans l’air comprimé dure au maximum huit heures par 24 heures. Ensuite, un temps sans exposition d’une durée de douze heures au moins est observé. Exceptionnellement, la durée du séjour dans l’air comprimé peut être de neuf heures si l’organisation du travail l’exige. Ensuite, un temps sans exposition d’une durée de quinze heures au moins est observé.
2 L’exposition à l’air comprimé a lieu au maximum cinq jours consécutifs sur sept. Un temps sans exposition de 48 heures est observé après la dernière exposition.
3 La durée journalière du séjour dans l’air comprimé et le temps sans exposition sont fixés avec le médecin du travail et dépendent de l’état de santé actuel du travailleur.
4 Le temps de séjour dans l’air comprimé commence à partir de l’augmentation de la pression et finit lorsque la pression atmosphérique ambiante est atteinte dans le sas pour les personnes.
5 Au maximum trois passages en compression et en décompression sont autorisés par période de travail.
Section 5 Engagement et nombre minimal de spécialistes
1 Lorsque des travaux de construction sont effectués dans l’air comprimé, un nombre suffisant de spécialistes prêts à intervenir sur appel sont présents sur le chantier en sus du conducteur de travaux, pour assurer les tâches visées à l’art. 12.
2 Deux personnes au moins doivent se trouver dans la chambre de travail ou le sas.
3 Deux personnes doivent être spécialisées dans les premiers secours et dans la lutte contre l’incendie; les deux domaines peuvent être assumés par la même personne.
Section 6 Travaux de construction dans l’air comprimé comportant des dangers particuliers
Art. 42 Travaux avec des explosifs
1 L’employeur examine si les parties de l’installation qui sont soumises à la pression d’explosion, telles que la chambre de travail et le sas, sont conçues de façon à ne subir aucun dommage du fait de la pression occasionnée par l’explosion.
2 Les explosions pyrotechniques sont interdites.
3 Les charges explosives sont préparées et mises à feu uniquement par des personnes titulaires du permis d’emploi au sens de l’art. 14, al. 1, de la loi du 25 mars 1977 sur les explosifs1, ou sous leur surveillance.
4 Avant chaque explosion, les personnes qui se trouvent dans la chambre de travail se rendent au moins dans le sas pour les personnes et ferment la porte du côté de la chambre de travail.
5 Après une explosion, l’accès à la chambre de travail est à nouveau autorisé:
après contrôle du bon fonctionnement de la ventilation;
après dissipation des fumées résiduaires toxiques ou réduction de celles-ci à une densité inoffensive.
Art. 43 Autres travaux comportant des dangers particuliers
1 Pour les autres travaux comportant des dangers particuliers, comme les travaux de coupage, de soudage, de chauffe et de meulage, des substances, des produits, des équipements de travail et des procédés de travail adaptés à l’intervention dans l’air comprimé sont utilisés ou appliqués.
2 Les travaux sont effectués uniquement par des personnes formées à cet effet.
3 Avant le début des travaux, l’autorisation écrite du conducteur de travaux doit être obtenue et les mesures de sécurité nécessaires à la sécurité des travaux sont prises.
4 Les émissions de gaz, de poussière ou de fumée qui menacent la santé sont détectées à la source et évacuées de façon contrôlée.
5 Les travailleurs portent les équipements personnels de protection nécessaires et des appareils respiratoires indépendants de l’atmosphère ambiante.
6 Lorsque des travaux sont effectués avec des appareils électriques, les dangers particuliers tels un environnement humide ou conducteur d’électricité ou le travail dans des espaces confinés sont pris en compte.
Chapitre 4 Dispositions spéciales pour les travaux de scaphandriers
Art. 44 Conditions de travail locales comportant des risques accrus
1 Avant le début des travaux de scaphandriers ou des interventions de plongée, l’employeur ou le chef d’intervention des scaphandriers de police ou de sauvetage se renseigne sur les points suivants relatifs aux conditions de travail locales qui sont susceptibles d’impliquer des risques accrus:1
la qualité de l’eau, notamment la pollution et la radioactivité de l’eau;
les courants, en particulier ceux qui pourraient subitement varier pendant la plongée;
des installations susceptibles d’entraver les travaux de scaphandriers, comme des engins flottants, des éléments de piliers de pont, des câbles, des tuyaux, des fosses, des entonnoirs ou des niches;
des espaces confinés comme des conduites, des tuyaux, des épaves ou des réservoirs;
des conditions géologiquement instables, comme des affouillements ou des berges escarpées avec des dépôts susceptibles de glissement;
la présence de navigation et de voies fluviales.
2 L’employeur ou le chef d’intervention des scaphandriers de police ou de sauvetage détermine quels spécialistes interviennent pour effectuer les travaux. Il prend les mesures de sécurité nécessaires.2
3 Les scaphandriers sont informés de manière adéquate des conditions locales de travail qui comportent des risques accrus et des mesures de sécurité qui sont prises.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
Art. 45 Travaux en bordure de l’eau ou sur l’eau
1 Si les travaux effectués en bordure de l’eau ou sur l’eau comportent un risque de noyade, des équipements de protection et de sauvetage appropriés doivent être à disposition, tels que des gilets de sauvetage, des colliers de sauvetage, des bouées de sauvetage, des cordages, des drisses de rappel et des crochets. Ces équipements doivent pouvoir être utilisés en tout temps à bon escient.1
2 De plus, un ou plusieurs bateaux de sauvetage à moteur doivent être à disposition. Ils doivent pouvoir être utilisés indépendamment des travaux de scaphandriers en cours. Aucun bateau de sauvetage à moteur n’est nécessaire si le sauvetage peut être effectué à partir d’un emplacement situé à la surface, notamment depuis la rive, un ponton, un radeau, une plate-forme, une passerelle, depuis les airs au moyen d’un hélicoptère ou par une équipe de scaphandriers, voire un scaphandrier, dans l’eau.2
3 Des mesures adéquates sont prises pour protéger les scaphandriers contre les blessures occasionnées par le système de propulsion des bateaux de sauvetage, par exemple, les hélices.
4 Des mesures sont prises pour empêcher la chute dans l’eau.
5 En vertu de l’art. 32 de l’ordonnance du 8 novembre 1978 sur la navigation intérieure3, tout emplacement de plongée doit être signalisé. Sur les eaux navigables, l’employeur s’accorde avec les autorités compétentes et les entreprises de navigation concernées pour la signalisation.
Art. 46 Accès à l’eau
L’accès à l’eau doit être conçu de façon à ce que:
l’entrée et la sortie de l’eau puissent avoir lieu de façon sûre et ergonomique;
le scaphandrier puisse être sorti de l’eau en cas d’urgence.
Art. 47 Alimentation en air, en gaz à respirer ou en oxygène
1 Les scaphandriers doivent être alimentés de manière fiable en air, en gaz à respirer ou en oxygène tant qu’ils se trouvent dans l’eau.1
2 Le système d’alimentation primaire doit aussi pouvoir garantir la respiration du scaphandrier en cas de perte de conscience de celui-ci.
3 Lorsque le système d’alimentation primaire tombe en panne, un système secondaire permettant une remontée à la surface en toute sécurité doit immédiatement être disponible.
4 Les gaz à respirer ne sont utilisés que si leur composition et le champ d’application prévu correspondent aux règles reconnues pour la sécurité du travail en surpression visées à l’art. 3.
5 Si une décompression avec de l’oxygène est nécessaire, les équipements de plongée doivent être adaptés à la décompression avec de l’oxygène, et une réserve suffisante d’oxygène doit être disponible à l’emplacement de la plongée.
6 La plongée sans masque facial intégral peut être pratiquée pour les travaux médico-légaux, les travaux de sauvetage, de recherche et de renflouage, notamment les plongées dynamiques, effectués par des scaphandriers de police ou de sauvetage, pour la formation de plongée de base correspondante, pour la formation continue et pour les entraînements de plongée des scaphandriers de police ou de sauvetage, notamment si cela s’avère nécessaire en raison des courants, de la topographie subaquatique, d’obstacles dans l’eau ou pour pénétrer dans des objets à renflouer. Dans ces cas, les standards internationaux des organisations de formation de plongée reconnues doivent être respectés.2
7 Les instructeurs de plongée peuvent plonger sans masque facial intégral dans le cadre de leurs activités professionnelles de formation. Les standards internationaux des organisations de formation de plongée reconnues doivent être respectés.3
2 Introduit par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
3 Introduit par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
Art. 48 Préparation des scaphandriers
1 Avant la plongée, le conducteur de travaux détermine par écrit, d’un commun accord avec les scaphandriers, les profondeurs de plongée, la durée des plongées, la composition de l’air à respirer, les paliers de décompression, y compris les pauses, et, le cas échéant, la décompression avec de l’oygène. Il contrôle le respect de ces conditions.
2 Les scaphandriers et le conducteur de travaux vérifient l’état de fonctionnement des équipements immédiatement avant la descente dans l’eau.
3 Le scaphandrier entre dans l’eau en s’assurant de ne pas mettre en danger sa vie ni celle d’autres personnes.
Art. 49 Orientation sous l’eau
Si les scaphandriers risquent de ne plus retrouver la voie sûre pour remonter à la surface, des aides à l’orientation sous l’eau sont installées.
Art. 50 Communication verbale et surveillance
1 Un réseau de communication permettant une communication verbale adéquate entre les personnes suivantes est installé:
le signaleur;
2 Entre le scaphandrier et le signaleur, une communication verbale correspondant à l’état de la technique doit être établie.
3 A partir d’une profondeur de plongée de dix mètres, les paramètres essentiels de plongée, tels que la profondeur de plongée, la durée de la plongée et les temps de décompression doivent pouvoir être surveillés.
4 Il est possible de renoncer à la communication verbale visée à l’al. 2 pour les travaux médico-légaux, les travaux de sauvetage, de recherche, et de renflouage, notamment les plongées dynamiques, effectués par des scaphandriers de police ou de sauvetage, ainsi que pour la formation de plongée de base correspondante, pour la formation continue et pour les entraînements de plongée des scaphandriers de police ou de sauvetage, notamment si cela s’avère nécessaire en raison des courants, de la topographie subaquatique, d’obstacles dans l’eau ou pour pénétrer dans des objets à renflouer.1
5 Les instructeurs de plongée peuvent plonger sans la communication verbale visée à l’al. 2 dans le cadre de leurs activités professionnelles de formation.2
1 Introduit par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2016 3239).
2 Introduit par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2016 3239).
Art. 511Fil-guide et tuyau d’alimentation
1 Le scaphandrier est relié à la surface au moyen d’un fil-guide ou d’un tuyau d’alimentation.
2 Le fil-guide et le tuyau d’alimentation sont conçus de manière à permettre une intervention sûre du scaphandrier dans l’eau, ainsi que la recherche et un sauvetage sécurisé d’un scaphandrier porté disparu ou incapable d’agir.
3 Le fil-guide n’est pas nécessaire:
si deux scaphandriers au moins, munis d’un équipement autonome, plongent en même temps, collaborent en tant que groupe, sont en contact visuel ou disposent d’une autre méthode fiable pour se retrouver;
si un scaphandrier plonge seul à une profondeur inférieure à dix mètres, si sa position peut être déterminée à tout moment depuis la surface et si un sauvetage immédiat depuis la surface est assuré;
s’il met en danger la sécurité du scaphandrier, notamment dans les cours d’eau, à proximité d’installations techniques, en cas de pénétration dans un objet à renflouer ou en raison de la topographie subaquatique.
Section 2 Valeurs limites
Art. 52 Profondeur maximale de plongée
1 Lorsque de l’air à respirer provenant de l’atmosphère est utilisé, la profondeur maximale de plongée admissible est de 40 mètres.
2 Lorsque du gaz est utilisé, la profondeur maximale de plongée admissible est déterminée par les règles reconnues pour la sécurité du travail en surpression visées à l’art. 3. Les pressions partielles suivantes ne doivent en aucun cas être dépassées:
pour l’oxygène, 1,4 bar lors de travaux en milieu hyperbare et 1,6 bar lors de la décompression;
pour l’azote, 4,0 bars.
3 La profondeur maximale de plongée de chaque scaphandrier est aussi déterminée par:
la profondeur de plongée fixée dans ses documents de formation, ou
la profondeur de plongée fixée par le médecin du travail après une évaluation médicale des capacités du scaphandrier.
4 Pour les instructeurs de plongée et les scaphandriers de police ou de sauvetage formés en conséquence et qui effectuent régulièrement des interventions de plongée, la profondeur maximale de plongée admissible est de 50 m lorsqu’ils utilisent de l’air à respirer provenant de l’atmosphère et, lorsqu’ils utilisent du gaz, la pression partielle d’azote maximale admissible s’élève à 5,0 bars.1
Art. 53 Durée de plongée et temps sans exposition
1 Si la profondeur de plongée dépasse les dix mètres, la durée de plongée n’excède pas trois heures par plongée. La durée cumulée de plongée n’excède pas six heures par 24 heures. Une période de travail de huit heures comprenant une ou plusieurs plongées doit être suivie d’un temps sans exposition de douze heures au moins.
2 Si la profondeur de plongée dépasse les dix mètres, les plongées n’ont pas lieu plus de cinq jours sur sept. Si les plongées ont lieu pendant cinq jours consécutifs, un temps sans exposition de 48 heures doit être observé.
3 La durée de plongée journalière et le temps sans exposition sont fixés avec le médecin du travail. Au cas par cas, le médecin peut réduire ces durées selon l’état de santé du scaphandrier.
Section 3 Engagement et nombre minimal de spécialistes
Art. 54 Engagement de spécialistes
1 Lorsque des travaux de scaphandriers sont effectués, un nombre suffisant de spécialistes prêts à intervenir sur appel sont présents sur l’emplacement de plongée en sus du conducteur de travaux, pour assurer les tâches visées à l’art. 12 et assurer le sauvetage des scaphandriers.
2 Le signaleur est en contact permanent et immédiat avec le scaphandrier.
Art. 55 Nombre minimal de spécialistes
1 Lorsque des travaux de scaphandriers sont effectués avec un équipement de plongée autonome, les personnes suivantes au moins sont présentes à l’emplacement de plongée:
deux scaphandriers dans l’eau, qui collaborent;
deux personnes à la surface, qui surveillent en permanence les scaphandriers et assurent leur sauvetage.
2 Lorsque des travaux de scaphandriers sont effectués avec un équipement de plongée autonome et ne comportent pas de risques accrus au sens de l’art. 44, al. 1, let. a à f, de dangers particuliers au sens de l’art. 58 et qu’ils ont lieu à des profondeurs de plongée de moins de dix mètres, les personnes suivantes au moins sont présentes à l’emplacement de plongée:
un scaphandrier dans l’eau, qui est relié à la surface par une corde de sécurité;
une personne à la surface, qui surveille en permanence le scaphandrier et assure son sauvetage.
3 Lorsque des travaux de scaphandriers sont effectués avec une alimentation en air depuis la surface au moyen d’un tuyau, les personnes suivantes au moins sont présentes à l’emplacement de la plongée:
un scaphandrier dans l’eau;
deux personnes à la surface, dont une prête à intervenir dans l’eau, qui surveillent en permanence le scaphandrier et assurent son sauvetage.
4 Lorsque des travaux de scaphandriers sont effectués avec une alimentation en air depuis la surface au moyen d’un tuyau et ne comportent pas de risques accrus au sens de l’art. 44, al. 1, let. a à f, sans dangers particuliers au sens de l’art. 58 et qu’ils ont lieu à des profondeurs de plongée de moins de dix mètres, les personnes suivantes au moins sont présentes à l’emplacement de plongée:
5 Pour les travaux médico-légaux, les travaux de sauvetage, de recherche, de renflouage, notamment les plongées dynamiques, effectués par des scaphandriers de police ou de sauvetage, pour la formation de plongée de base correspondante, pour la formation continue et pour les entraînements de plongée des scaphandriers de police ou de sauvetage, ainsi que pour les activités professionnelles de formation des instructeurs de plongée, l’équipe de plongée est constituée de deux scaphandriers au moins.1
Section 4 Travaux subaquatiques comportant des dangers particuliers
Art. 56 Travaux avec des machines
Les travaux avec des machines, comme les travaux de levage, de forage, de grappin ou d’aspiration, ne sont exécutés qu’une fois qu’il n’y a plus de scaphandrier dans la zone dangereuse.
Art. 57 Travaux avec des explosifs
1 Les charges explosives sont préparées et mises à feu uniquement par des personnes titulaires du permis d’emploi au sens de l’art. 14, al. 1, de la loi du 25 mars 1977 sur les explosifs1, ou sous leur surveillance.
2 Le scaphandrier doit sortir complètement de l’eau avant chaque tir de mine. La personne habilitée pour le tir de mines contrôle si le scaphandrier n’a pas entraîné involontairement des détonateurs ou des charges explosives avec lui.
Art. 58 Autres travaux présentant des dangers particuliers
1 Pour les autres travaux présentant des dangers particuliers, comme l’utilisation de sacs de levage, les travaux avec des appareils électriques et les travaux de coupage et de soudage, des substances, des produits, des équipements de travail et des procédés de travail adaptés à une intervention dans l’eau sont utilisés ou appliqués.
2 Les travaux visés à l’al. 1 ne sont effectués que par un scaphandrier formé à cet effet.
3 Lorsque des travaux de coupage et de soudage sont effectués sous l’eau, l’accumulation de gaz détonnant doit être évitée.
4 L’utilisation de substances inflammables liquides est interdite.
5 Lorsque des travaux sont effectués avec des appareils électriques, il faut tenir compte des dangers particuliers tels qu’un environnement humide ou électroconducteur ou le travail dans des espaces confinés.
6 Les règles reconnues de la technique pour les travaux de soudage sous l’eau sont applicables aux travaux électriques de soudage.
Art. 59 Exécution
L’exécution de la présente ordonnance est réglée par les dispositions d’exécution de la LAA et en particulier de l’OPA1.
Art. 60 Abrogation d’un autre acte
L’ordonnance du 20 janvier 1961 concernant les mesures techniques de prévention des accidents et des maladies professionnelles lors de travaux dans l’air comprimé1 est abrogée.
1 [RO 1961 69, 2002 3925]
Art. 61 Modification d’un autre acte
1 La mod. peut être consultée au RO 2015 1187.
1 Introduit par le ch. I de l’O du 13 avr. 2016 (RO 2016 1151). Abrogé par le ch. I de l’O du 16 sept. 2016, avec effet au 15 oct. 2016 (RO 2016 3239).
2 L’art. 50, al. 2, entre en vigueur le 1er janvier 2018.
RO 2015 1187