Source: https://www.exeo.it/free/vizi-amministrativi-procedura-esproprio
Timestamp: 2019-05-26 13:46:44+00:00
Document Index: 8215320

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 97', 'art. 21', 'art. 14', 'art. 34', 'art. 21', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 6', 'art. 21', 'art. 15', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13']

Vizi amministrativi della procedura di esproprio per p.u.
Incompentenza dell'Ente all'esproprio
Irregolarità fiscali nella procedura
Provvedimenti condizionati e regolamenti
Accesso ai fondi senza autorizzazione
Carenza di potere dell'Amministrazione
PATOLOGIA --> VIZI NELLA AZIONE AMMINISTRATIVA --> EFFICIENZA, EFFICACIA ED ECONOMICITÀ
Il criterio di economicità porta ad escludere l'impegno degli uffici dell' Amministrazione, con i connessi costi ed impiego di personale, per attività prive di immediato utile e per le quali non vi è neanche certezza che de futuro sussistano i mezzi finanziari per il loro perseguimento.
Il criterio dell' efficacia sta a significare che l'azione amministrativa va indirizzata per il raggiungimento di scopi che possono realizzarsi su un piano di effettività e non solo plausibile ed ipotetico.
L'alternativa all'ampliamento di una struttura militare che comporta, per la localizzazione della nuova e più grande caserma, l'acquisto di un'area di proprietà di terzi (mentre l'attuale impianto insiste su un bene del demanio statale), comporta per l'amministrazione statale un'operazione diseconomica, con violazione del nuovo art. 97 cost, che costituisce un principio generale dell'ordinamento già prima di entrare in vigore.
Il principio di economicità dell'azione amministrativa risulta violato nell'ipotesi dell'avvio di un'istruttoria per la valutazione di una domanda, quando gi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...grave; evidente la presenza di una circostanza ostativa all'accoglimento dell'istanza stessa.
Non è ipotizzabile un'antinomia tra efficienza e legalità atteso che non può esservi rispetto del buon andamento della pubblica amministrazione, ex art. 97 Cost., se non vi è nel contempo rispetto del principio di legalità.
E' inammissibile, in quanto attiene a valutazioni di merito della pubblica amministrazione insindacabili sotto tale profilo dinanzi al giudice amministrativo, la doglianza relativa alla possibilità della PA di utilizzare una somma in modo più efficiente ed economico.
PATOLOGIA --> VIZI NELLA AZIONE AMMINISTRATIVA --> INCOMPETENZA
Il vizio di incompetenza da cui possa essere affetto un provvedimento amministrativo, soprattutto quando si contesta che la competenza appartiene ad un organo diverso dello stesso ente e non ad un ente radicalmente diverso, è un mero vizio procedimentale e, dunque, sanabile – ove il provvedimento abbia natura vincolata e l'irrilevanza del vizio sul contenuto dispositivo sia palese – ai sensi dell'art. 21-octies, secondo comma, della legge n. 241/1990, come introdotto dall'art. 14, comma 1, della legge 11 febbr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] .... 15, la cui natura processuale è ormai pacifica.
Stante il divieto per il G.A. di pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati (art. 34, co. 2, c.p.a.), deve ritenersi che l'accoglimento di un vizio-motivo di incompetenza dell'organo che ha provveduto è, intrinsecamente e necessariamente, assorbente di ogni altro vizio-motivo dedotto nel ricorso.
Il riparto delle funzioni tra gli uffici (nella specie, tra due dirigenti comunali) rileva solo ai fini dell'organizzazione interna dell'ente locale e non ai fini della competenza esterna.
La nullità ex art. 21 septies della legge 241/1990 è riconducibile al difetto assoluto di attribuzione e, quindi, all'incompetenza assoluta che non può sussistere quando il potere è esercitato, nell'ambito dell'amministrazione astrattamente competente, da un organo incompetente.
Il motivo asseritamente di incompetenza e quindi di forma procedimentale (nella specie, perché autore dell'atto sarebbe il funzionario piuttosto che il dirigente) non può sovvertire l'esito provvedimentale vincolato del procedimento.
In caso di accoglimento del ricorso per il vizio di incompetenza, non può riten... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ato il potere dell'Amministrazione di provvedere sulla questione.
Diversamente dal Comune, lo Stato e la Regione, se legittimati ad impugnare un atto autoritativo innanzi al giudice amministrativo per difetto di competenza, possono valutare se sussistano i presupposti per sollevare un conflitto di attribuzione, ovvero se avvalersi del rimedio di carattere generale della giurisdizione generale di legittimità.
La censura relativa al vizio di incompetenza deve essere valutata con priorità rispetto alle altre, altrimenti la valutazione del merito della controversia si risolverebbe in un giudizio meramente ipotetico sull'ulteriore attività amministrativa dell'organo competente cui spetta l'effettiva valutazione della vicenda, evidenziando vieppiù, che ciò lederebbe il principio del contraddittorio rispetto all'organo competente, formandosi la regola di condotta giudiziale senza che quest'ultimo abbia partecipato al giudizio.
Per aversi incompetenza assoluta, il provvedimento impugnato avrebbe dovuto risultare adottato nell'esercizio di un potere normativamente conferito ad un organo appartenente ad un plesso amministrativo diverso da quello emanante.
Eventuali vizi di incompetenza degli att... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...nta Municipale in relazione all'ambito riservato al Consiglio Comunale devono essere ricondotti alla categoria della annullabilità e non della nullità, appartenendo entrambi gli organi allo stesso plesso amministrativo.
Il vizio di incompetenza assoluta si verifica allorquando sussista una tale estraneità dell'organo che provvede al plesso organizzativo, cui compete l'adozione dell'atto in base alla ripartizione corretta delle attribuzioni, da far apparire assolutamente non riferibile l'atto stesso all'amministrazione cui dovrebbe essere imputato.
Il vizio di incompetenza ha ex lege carattere assorbente, nel senso che impone unicamente la rimessione dell'affare all'autorità competente, a norma dell'art. 26 legge 1034/1971, e la ratio della preclusione all'esame degli eventuali ulteriori motivi di censura opera proprio nel senso di impedire una conformazione del successivo esame da parte dell'organo riconosciuto competente, che si tradurrebbe in una impropria intromissione nell'attività dello stesso.
La fondatezza della censura di incompetenza determina unicamente la rimessione dell'affare all'autorità indicata come competente, ed impedisce l'esame delle altre doglianze che finirebbe, altriment... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lversi in un giudizio anticipato sui futuri provvedimenti dell'organo riconosciuto come competente ed in un vincolo anomalo sulla riedizione del potere.
PATOLOGIA --> VIZI NELLA AZIONE AMMINISTRATIVA --> INCOMPETENZA --> CONVALIDA
Il provvedimento di convalida non può essere censurato per l'asserita mancata rivalutazione della vicenda amministrativa poiché volto alla sola funzione della rimozione del vizio di incompetenza.
L'art. 6, l. n. 249/1968 è espressione del principio di conservazione degli atti giuridici, operante (anche in pendenza di ricorso giurisdizionale) al fine di soddisfare l'interesse pubblico da identificare in re ipsa nell'eliminazione del vizio di incompetenza che affligge l'atto, e sopravvissuto alla riforma della l. n. 241 del 1990 operata dalla l. n. 15 del 2005.
L'esercizio del potere di convalida (mediante ratifica) spettante all'organo competente sana con efficacia retroattiva l'atto viziato da incompetenza relativa, ancorché quest'ultimo sia oggetto di ricorso giurisdizionale pendente, ma fino a quando non ne sia intervenuto l'annullamento, infatti il provvedimento di secondo grado con cui l'autorità competente fa proprio un atto adottato da un organ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uto incompetente, esprimendo l'univoca volontà di eliminare il vizio suddetto, costituisce un provvedimento di ratifica (o di convalida, secondo la terminologia adottata dall'art. 6 legge 249/1968) il quale si sostituisce all'atto viziato con effetto ex tunc.
La convalida degli atti amministrativi è positivamente prevista sia dall'art. 6 legge 249/1968, secondo il quale «alla convalida degli atti viziati da incompetenza può provvedersi anche in pendenza di gravame in sede amministrativa e giurisdizionale», sia dall'art. 21-nonies, co. 2, legge 241/1990, in base al quale «è fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole».
Il provvedimento di convalida non necessita di particolare, dettagliata motivazione in ordine all'oggetto del provvedimento da convalidare e degli atti a questo antecedenti.
L'organo che adotta il provvedimento di convalida non deve necessariamente ripercorrere, con obbligo di dettagliata motivazione, tutti gli aspetti (e gli atti del procedimento) relativi al provvedimento convalidato, essendo sufficiente che emergano chiaramente dall'atto convalidante le ra... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...teresse pubblico e la volontà del'organo di assumere tale atto.
L'interesse a coltivare la censura di incompetenza viene meno allorché l'organo che si assume competente adotti un apposito provvedimento di convalida.
L'art. 6 legge 249/1968, che consente la ratifica di atti viziati da incompetenza, è tutt'ora vigente e compatibile con l'art. 21-nonies, co. 2, legge 241/1990.
È legittimo la convalida di un provvedimento sospeso in via cautelare dal G.A., anche se il provvedimento di convalida non reca menzione del vizio che intendeva rimuovere.
La ratifica di un provvedimento viziato da incompetenza deve indicare il vizio da sanare e deve essere sorretto dall'animus convalidandi, ovvero dalla consapevole volontà di eliminare il vizio in questione.
La convalida dell'atto viziato da incompetenza comporta che ogni ulteriore questione involge la verifica dei presupposti legittimanti l'esercizio del potere da parte dell'organo che agisce in convalida.
PATOLOGIA --> VIZI NELLA AZIONE AMMINISTRATIVA --> IRREGOLARITÀ FISCALI
L'omesso o insufficiente pagamento dell'imposta di bollo non può mai dare luogo ad una invalidità o a... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...olarità insanabile dell'atto.
PATOLOGIA --> VIZI NELLA AZIONE AMMINISTRATIVA --> PROVVEDIMENTO CONDIZIONATO
L'invalidità di una condizione apposta all'atto amministrativo comporta l'invalidità totale dell'atto stesso solo qualora il contenuto della condizione abbia costituito il motivo essenziale della dichiarazione di volontà, la quale presumibilmente non vi sarebbe stata senza di quella ("vitiatur et vitiat"); la nullità e l'invalidità totale, a cagione dell'invalidità della condizione, non può certamente prodursi quando si tratti di atti dovuti e quando l'autorità amministrativa, che si determina per il provvedimento, è tenuta a dare ad esso il contenuto predeterminato dalle fonti normative, in assenza di discrezionalità nel quid.
PATOLOGIA --> DISAPPLICAZIONE REGOLAMENTI ILLEGITTIMI P.A.
La P.A. non può disapplicare norme di contenuto regolamentare.
PATOLOGIA --> ACCESSO AI FONDI --> EFFETTI SUL PROCEDIMENTO
Le omissioni o le irregolarità relative al decreto di autorizzazione ai tecnici per l'effettuazione dei rilievi ex art. 15 DPR 327/2001, non determinano illegittimità der... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uccessivi atti espropriativi.
PATOLOGIA --> ACCESSO AI FONDI --> EFFETTI SULLA PROGETTAZIONE
Anche laddove l'accesso ai fondi sia effettivamente avvenuto in assenza di un'autorizzazione, ciò non può in alcun modo inficiare la legittimità dei successivi atti di approvazione del progetto, trattandosi di atti dotati di reciproca autonomia.
PATOLOGIA --> CARENZA DI POTERE
L'art. 21-septies legge 241/1990 , nell'introdurre, per la prima volta in via generale, la categoria patologica della nullità del provvedimento amministrativo, ha ricondotto a tale radicale categoria solo il difetto assoluto di attribuzione, il quale rievoca la c.d."carenza in astratto del potere", cioè la mancanza in astratto della norma giuridica attributiva del potere esercitato con il provvedimento amministrativo, con ciò facendo implicitamente rientrare nell'area dell'annullabilità per violazione di legge le ipotesi di "carenza di potere in concreto".
La carenza di potere in concreto rientra nell'area dell'annullabilità.
E' pacifico che, in ordine alla nozione di carenza di potere, il solco che divide il Consiglio di Stato dalla S.C. di C... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...egrave; profondo.
Secondo l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione, sussiste carenza di potere non solo nei casi di mancata attribuzione di esso all'Amministrazione, ma anche quando manca un c.d. presupposto per il suo esercizio come in ipotesi di adozione di atti espropriativi in assenza della dichiarazione di pubblica utilità o della previsione di tutti i termini essenziali di cui all'art. 13 della legge fondamentale ovvero dopo la successiva scadenza della sua efficacia; dunque, in tutti questi casi mancherebbe "in concreto" il potere dell'Amministrazione.
Secondo l'orientamento del Consiglio di Stato,la dichiarazione di pubblica utilità non rappresenta l'atto attributivo del potere di espropriazione, che è invece attribuito all'Amministrazione dalla Costituzione e dalle leggi ordinarie, ma è soltanto l'atto attraverso il quale deve passare l'esercizio del potere; pertanto, una volta verificato che il potere è stato attribuito e che il provvedimento ne è l'espressione, ogni eventuale violazione di legge costituisce vizio di legittimità dell'atto autoritativo, che per sua natura incide su interessi legittimi.
Secondo l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione, sussiste c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...otere non solo nei casi di mancata attribuzione di esso all'Amministrazione, ma anche quando manca un c.d. presupposto per il suo esercizio, come in ipotesi di adozione di atti espropriativi, in assenza della dichiarazione di pubblica utilità o della previsione di tutti i termini essenziali di cui all'art. 13 della legge fondamentale ovvero dopo la successiva scadenza della sua efficacia.
Secondo l'orientamento del Consiglio di Stato, la dichiarazione di pubblica utilità non rappresenta l'atto attributivo del potere di espropriazione, che è invece attribuito all'Amministrazione dalla Costituzione e dalle leggi ordinarie, ma è soltanto l'atto attraverso il quale deve passare l'esercizio del potere; pertanto, una volta verificato che il potere è stato attribuito e che il provvedimento ne è l'espressione, ogni eventuale violazione di legge costituisce vizio di legittimità dell'atto autoritativo, che per sua natura incide su interessi legittimi.