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Timestamp: 2020-07-12 04:29:35+00:00
Document Index: 56847867

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 60', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 27', 'art. 63', 'art. 69', 'art. 24', 'art. 35', 'art. 24', 'art. 21', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 34', 'art. 34', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 34', 'art. 40', 'art. 39', 'art. 172', 'art. 30', 'art. 46', 'art. 34', 'art. 27', 'art. 34']

Art. 7 Ammissione nell’elenco dei vitigni
Art. 8 a 18
Art. 22 Vini con indicazione geografica tipica
Art. 23 Vini con indicazione geografica tipica prodotti sul ...
Art. 24 Vini da tavola
Art. 24a Zona di produzione transfrontaliera
Art. 24b Certificato di produzione
Art. 25 Repertorio delle denominazioni di origine controllat...
Art. 26 Elaborazione e condizionamento
Sezione 3a: Definizioni ed esigenze relative ai vini svizzer...
Art. 27c Edulcorazione dei vini svizzeri a denominazione di ...
Sezione 3b: Disposizioni concernenti i vini, i vini spumanti...
Art. 28 Oggetto e principio
Art. 29 Obblighi del vinificatore
Art. 30 Obblighi dei Cantoni
Art. 30a Sorveglianza sull’autocontrollo da parte dei Canton...
Art. 30b Informazioni che i Cantoni sono tenuti a trasmetter...
Art. 34 Obbligo del controllo, esenzione dall’obbligo del co...
Art. 34a Obblighi delle aziende
Art. 34b Contabilità di cantina
Art. 34c Contabilità di cantina semplificata
Art. 34d Inventario degli stock di prodotti vitivinicoli
Art. 34e Sostegno dell’organo di controllo da parte delle az...
Art. 35 Esecuzione del controllo del commercio del vino da p...
Art. 35a Altri obblighi dell’organo di controllo
Art. 36 Organo di controllo
Art. 38 Spese di controllo ed emolumenti
Art. 40 Collaborazione tra l’organo di controllo e le autori...
Sezione 6: Certificazione della qualità per l’esportazione
Art. 43 Eccezione al regime del permesso d’importazione
Art. 44 Condizioni speciali per l’assegnazione di quote del ...
Art. 48a Disposizioni transitorie della modifica del 18 otto...
Art. 48b Disposizione transitoria della modifica del 31 otto...
Ordinanza concernente la viticoltura e l’importazione di vino
del 14 novembre 2007 (Stato 1° luglio 2020)
visti gli articoli 60 capoverso 4, 63 capoversi 2, 4 e 5, 64 capoversi 1, 2 e 4, 170 capoverso 3 e 177 della legge del 29 aprile 19981 sull’agricoltura; visti gli articoli 13 e 18 capoverso 4 della legge del 20 giugno 20142 sulle derrate alimentari; in esecuzione dell’allegato 7 dell’accordo del 21 giugno 19993 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli,4
1 Per superficie viticola s’intende la superficie piantata e coltivata uniformemente a vigneto.
1 Per nuovo impianto si intende l’impianto di vigneti su una superficie che non è stata coltivata a vite da più di dieci anni.
2 I nuovi impianti per la produzione di vino sono autorizzati soltanto su terreni dei quali è provata l’idoneità alla viticoltura. Al riguardo occorre in particolare considerare:1
la declività e l’esposizione del declivio;
l’importanza della superficie per quanto attiene alla protezione della natura.
3 Per nuovi impianti non destinati alla produzione vinicola, i Cantoni possono sostituire l’obbligo dell’autorizzazione con l’obbligo della notifica.
4 Non abbisognano di autorizzazione i nuovi impianti unici di una superficie inferiore a 400 m2 i cui prodotti servono esclusivamente al fabbisogno privato del gestore2, sempreché quest’ultimo non possieda né coltivi nessun’altra vigna. Il Cantone può nondimeno fissare una superficie inferiore a 400 m2 e prevedere l’obbligo di notifica.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 23 ott. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 3965).
2 Nuova espr. giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
sulla superficie viticola la vite è estirpata e ripiantata dopo un’interruzione della coltivazione di meno di dieci anni;
2 La notifica della ricostituzione di una superficie viticola deve contenere le informazioni necessarie per l’iscrizione nel catasto viticolo.
3 Ricostituzioni di superfici viticole inferiori a 400 m2, i cui prodotti servono esclusivamente al fabisogno privato del gestore, non sottostanno all’obbligo di notifica. Il Cantone può nondimeno prevedere in simili casi tale obbligo.
se del caso, l’esclusione della superficie viticola dalla produzione di vino.
3 Essi possono rinunciare a registrare le superfici con impianti di vigneti secondo l’articolo 2 capoverso 4.
sulle quali è stato autorizzato un nuovo impianto conformemente all’articolo 2 capoverso 2;
per le quali l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) 1 ha autorizzato prima del 1999 un impianto e sulle quali l’impianto di vigneti è stato effettivamente eseguito nel termine di dieci anni dal rilascio dell’autorizzazione.
2 Se la gestione di una superficie viticola viene interrotta per più di dieci anni, l’autorizzazione non è più valida.
3 La vendita di vino, come pure di uve o di mosto d’uva destinati alla produzione di vino è vietata se questi prodotti provengono da superfici viticole non autorizzate per la produzione di vino.2
1 Nuova espr. giusta il n. I dell’O del 23 ott. 2013, in vigore dal 1° gen. 2014 (RU 2013 3965). Di detta mod. é tenuto conto in tutto il presente testo.
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
1 Il Cantone dispone l’estirpazione delle viti impiantate in violazione delle presenti disposizioni.
1 Per ammettere una varietà nell’elenco dei vitigni sono determinanti in particolare le seguenti proprietà:
3 L’UFAG emana le disposizioni d’esecuzione.
1 Abrogati dal n. I dell’O del 23 ott. 2013, con effetto dal 1° gen. 2014 (RU 2013 3965).
1 I termini vinicoli specifici che figurano nell’allegato 1 possono essere utilizzati per designare e presentare vini originari della Svizzera solo nel rispetto delle loro definizioni.
2 Sono protetti contro ogni usurpazione, imitazione, evocazione o traduzione, anche se il termine specifico protetto è accompagnato da un’espressione quale «genere», «tipo», «modo», «imitazione», «metodo» o da espressioni analoghe.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 4 nov. 2009, in vigore dal 1° ago. 2010 (RU 2010 733).
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 4 nov. 2009, in vigore dal 1° ago. 2010 (RU 2010 733).
1 Per vino a denominazione di origine controllata (DOC) s’intende un vino designato con il nome di un Cantone o di un’area geografica di un Cantone.
una delimitazione dell’area geografica nella quale è prodotta al minimo l’uva;
la resa massima dell’unità di superficie per vitigno autorizzato;
un sistema di analisi e d’esame organolettico del vino pronto per la vendita.
il vigneto costituisca un’entità geografica ben definita, e
3bis L’area di produzione dell’uva può essere estesa a un’area limitrofa del territorio svizzero purché:
il vigneto costituisca un’entità geografica ben definita con il vigneto svizzero limitrofo;
i requisiti specifici siano fissati dal Cantone interessato, d’intesa con l’UFAG; e
1 Introdotto dal n. I dell’O del 4 nov. 2009, in vigore dal 1° ago. 2010 (RU 2010 733).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 4 nov. 2009, in vigore dal 1° ago. 2010 (RU 2010 733).
1 Per vino con indicazione geografica tipica s’intende un vino designato mediante il nome del Paese o di una parte dello stesso, la cui estensione supera quella di un Cantone. Esso deve soddisfare i requisiti seguenti:
l’uva è raccolta nell’area geografica che designa il vino;
la produzione dell’unità di superficie è limitata a 1,8 kg/m2 nel caso di uve di vitigni bianchi e a 1,6 kg/m2 nel caso di uve di vitigni rossi.
2 Le superfici viticole che il gestore intende utilizzare per la produzione di vino con indicazione geografica tipica devono essere annunciate al Cantone dal gestore entro il 31 luglio dell’anno del raccolto.3
3 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
1 Per vino con indicazione geografica tipica e con denominazione tradizionale propria s’intende un vino con indicazione geografica tipica:2
ottenuto a partire da uve provenienti di una regione geografica ubicata interamente in un Cantone o all’interno dei due Cantoni della regione della Svizzera italiana giusta l’articolo 20 lettera c;
recante una denominazione tradizionale menzionata nell’allegato 3 e definita dalla legislazione del Cantone che la detiene.
3 I Cantoni fissano requisiti supplementari a quelli fissati nell’articolo 22 lettere b e c.
1 Per vino da tavola svizzero s’intende un vino ottenuto a partire da uve raccolte in Svizzera, il cui tenore minimo naturale richiesto di zucchero è di 13,6 °Brix per uve di vitigni bianchi e di 14,4 °Brix per uve di vitigni rossi.
2 Le superfici viticole che il gestore intende utilizzare per la produzione di vino da tavola devono essere annunciate al Cantone dal gestore entro il 31 luglio dell’anno del raccolto.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
Alle condizioni di cui all’articolo 21 capoverso 3bis, l’area di produzione dei vini con indicazione geografica tipica o dei vini da tavola può essere estesa a un’area limitrofa del territorio svizzero.
1 I Cantoni rilasciano a ogni proprietario o gestore un certificato per le superfici viticole coltivate descritte nel catasto viticolo in virtù dell’articolo 4 e destinate alla produzione di vino in virtù dell’articolo 5, il quale stabilisce i quantitativi massimi di uva che possono essere utilizzati per la produzione di vino (certificato di produzione).
le classi di vino consentite per vitigno in virtù degli articoli 21–24 e, se rilevante, i quantitativi massimi consentiti, espressi in kg di uva;
il nome del Comune dal quale proviene l’uva e, se il Cantone lo prevede, tutte le denominazioni supplementari che designano le unità geografiche più piccole di un Comune;
un numero d’identificazione univoco.
3 Se su una superficie viticola coltivata, descritta nel catasto viticolo in virtù dell’articolo 4 e destinata alla produzione di vino in virtù dell’articolo 5, è prodotto anche un quantitativo di uva non destinato alla vinificazione, tale quantitativo di uva è computato nel quantitativo massimo di uva della classe di vino selezionata dal proprietario o dal gestore.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
1 L’UFAG tiene e pubblica un repertorio svizzero delle denominazioni di origine controllata definite conformemente all’articolo 21.
2 I Cantoni trasmettono la lista delle loro DOC e i relativi riferimenti della legislazione cantonale all’UFAG. Ogni modifica dev’essere annunciata senza indugio all’UFAG.
Le uve e i mosti destinati all’elaborazione, come pure i vini classificati in funzione delle diverse designazioni e denominazioni devono essere raccolti, elaborati e depositati separatamente. Lo stesso dicasi se un’azienda2 vinifica per conto di un produttore di uva e i prodotti sono messi in commercio con il nome di tale produttore, associati a un termine che lascia intendere che i prodotti provengono dai suoi vigneti.
2 Il vino rosso e il vino rosato (rosé) svizzeri sono vini ottenuti da sole uve nere macerate o fermentate parzialmente a contatto con il mosto per un tempo più o meno lungo e in seguito torchiate. È fatto salvo l’articolo 27d capoverso 6.
Art. 27c1Edulcorazione dei vini svizzeri a denominazione di origine controllata
L’edulcorazione dei vini svizzeri a denominazione di origine controllata (DOC) è vietata. I Cantoni possono autorizzare l’edulcorazione dei vini DOC se sono adempiute le condizioni secondo l’allegato 9 dell’ordinanza del DFI del 16 dicembre 20162 sulle bevande.
1 Nuovo testo giusta l’all. n. 2 dell’O del 27 mag. 2020, in vigore dal 1° lug. 2020 (RU 2020 2229).
1 Per taglio s’intende la miscelazione di uve, mosti d’uva o vini di origine o provenienza diverse.
2 Per assemblaggio s’intende la miscelazione di uve, mosti d’uva o vini della stessa origine o provenienza.
l’edulcorazione;
l’aggiunta, per il vino spumante, di «sciroppo di dosaggio» o di «sciroppo zuccherino».
6 I vini rosati svizzeri a denominazione di origine controllata (DOC) possono essere tagliati al massimo al 10 per cento con vini bianchi svizzeri se le disposizioni cantonali applicabili lo consentono. Sono fatte salve le disposizioni dell’allegato 1.
1 I vini svizzeri devono recare, invece della denominazione specifica «vino», il nome della categoria a cui appartengono in virtù dell’articolo 63 capoverso 1 della legge del 29 aprile 1998 sull’agricoltura.
2 L’etichetta dei vini svizzeri della categoria «vini a denominazione di origine controllata» deve inoltre contenere la corrispondente origine geografica.
3 L’etichetta dei vini svizzeri della categoria «vini con indicazione geografica tipica» deve inoltre contenere l’indicazione della corrispondente provenienza geografica.
4 L’etichetta dei vini svizzeri della categoria «vino da tavola» deve inoltre contenere l’indicazione «svizzero». È vietata l’aggiunta di altre indicazioni quali origine, provenienza, vitigno o annata.
5 I capoversi 1–4 sono altresì applicabili al vino liquoroso svizzero.
I vini, i vini spumanti e i vini liquorosi svizzeri ed esteri devono soddisfare le disposizioni in materia di definizioni, pratiche e trattamenti enologici e caratterizzazione di cui agli articoli 69–76 e 84–86 dell’ordinanza del DFI del 16 dicembre 20161 sulle bevande.
1 Il controllo della vendemmia riguarda tutto il raccolto di uva destinato alla vinificazione fino al momento della torchiatura. Fanno eccezione i prodotti provenienti da impianti di cui all’articolo 2 capoverso 4.
2 Il controllo della vendemmia è eseguito secondo il principio dell’autocontrollo da parte del vinificatore giusta l’articolo 29 e della sorveglianza dell’autocontrollo da parte del Cantone sulla base di un’analisi dei rischi conformemente agli articoli 30 e 30a.
il numero d’identificazione del relativo certificato di produzione conformemente all’articolo 24b;
per le partite delle aziende giusta l’articolo 35 capoverso 3: stimato o pesato, a meno che il Cantone ne prescriva la pesatura;
la data d’entrata;
il nome dell’unità geografica più piccola di quella secondo il certificato di produzione in virtù dell’articolo 24b e il nome dell’unità utilizzato per la designazione del vino.
2 Per vinificatore s’intende colui che ritira e torchia l’uva.
3 I gestori hanno l’obbligo di comunicare ai vinificatori i dati di cui al capoverso 1 lettere a–c e g.
classifica le singole partite di uva sulla base del relativo certificato di produzione e dei dati di cui al capoverso 1 o in base a eventuali declassamenti disposti dal Cantone in una delle classi di vino di cui agli articoli 21–24;
registra i quantitativi di uva non destinati alla vinificazione se l’uva proviene da una determinata superficie viticola coltivata, descritta nel catasto viticolo in virtù dell’articolo 4 e destinata alla produzione di vino in virtù dell’articolo 5.
5 Registra i dati di cui ai capoversi 1 e 4 secondo le prescrizioni del Cantone di origine dell’uva e glieli notifica.
6 Mette a disposizione delle autorità di controllo i dati di cui ai capoversi 1 e 4 e deve poter attestare l’utilizzo di un nome in virtù del capoverso 1 lettera g.
2 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 31 ott. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4195).
1 I Cantoni disciplinano il controllo della vendemmia nell’ambito delle disposizioni seguenti.
2 Essi dispongono di un sistema elettronico che consente un confronto automatico tra le partite di uva di cui all’articolo 29 capoverso 1 e il certificato di produzione di cui all’articolo 24b. In tal modo controllano se:
3 Essi trasmettono all’organo responsabile del controllo del commercio del vino giusta l’articolo 36 (organo di controllo) su richiesta le informazioni di cui l’organo di controllo necessita per il corretto esercizio del suo lavoro.
Art. 30a1Sorveglianza sull’autocontrollo da parte dei Cantoni
1 I Cantoni vigilano sull’autocontrollo del vinificatore durante la vendemmia. Ogni azienda d’incantinamento è controllata almeno ogni sei anni.
2 I Cantoni eseguono la vigilanza sull’autocontrollo del vinificatore in funzione dei rischi possibili. Essi tengono conto in particolare:
dell’affidabilità degli autocontrolli già effettuati dall’azienda d’incantinamento;
degli antecedenti dell’azienda d’incantinamento per quanto riguarda il rispetto delle disposizioni degli articoli 21–24;
di ogni sospetto fondato d’infrazione agli articoli 21–24 e 29;
3 I Cantoni ordinano, se del caso, il declassamento delle partite di uva e dei mosti secondo l’articolo 27.
Comune dal quale proviene l’uva e, se previsto dal Cantone, per ogni designazione supplementare di unità geografiche più piccole di un Comune.
numero d’identificazione delle imprese (IDI) in virtù della legge federale del 18 giugno 20102 sul numero d’identificazione delle imprese;
1 I Cantoni mettono a disposizione per via elettronica dell’organo di controllo tutte le schede delle forniture.
2 Essi informano l’UFAG, secondo le sue prescrizioni, entro fino marzo dell’anno seguente alla vendemmia, sui risultati del controllo della vendemmia, segnatamente:
sulla classificazione delle aziende d’incantinamento in categorie di rischio giusta l’articolo 30a capoverso 2;
sul numero di controlli delle aziende d’incantinamento secondo l’articolo 30a capoverso 1;
sulle infrazioni constatate alle disposizioni degli articoli 21–24 e 29;
sul numero di declassamenti ordinati giusta l’articolo 30a capoverso 3.
3 Essi comunicano all’UFAG, entro fine novembre dell’anno in corso, le superfici viticole in virtù dell’allegato numero 156 dell’ordinanza del 30 giugno 19932 sulle rilevazioni statistiche.
4 Essi presentano all’UFAG, entro fine gennaio dell’anno successivo alla vendemmia, un rapporto della vendemmia che comprende tutti i dati statistici secondo l’allegato numero 156 dell’ordinanza sulle rilevazioni statistiche.
1 La Confederazione partecipa al finanziamento dei costi di controllo della vendemmia. Essa versa un importo forfetario annuale ai Cantoni che eseguono un controllo della vendemmia e forniscono un rapporto cantonale della vendemmia. L’importo forfetario si compone di un importo di base fisso di 1000 franchi e di un importo di 55 franchi per ha di vigna.
2 Qualora un Cantone esegue il controllo per conto di un altro Cantone, la superficie presa in considerazione è la superficie cumulata, mentre l’importo di base è versato in un’unica volta.
3 Se un Cantone non adempie i suoi obblighi secondo gli articoli 30–30b, la Confederazione può negare in tutto o in parte l’importo forfettario annuale giusta il capoverso 1. Se l’importo forfettario è già stato versato, può richiederne la restituzione completa o parziale.1
L’UFAG pubblica annualmente un rapporto sul volume e sulla qualità del raccolto secondo i Cantoni e i principali vitigni.
1 Il controllo del commercio di vini riguarda l’attività commerciale di ogni persona o azienda che esercita il commercio di vini.
2 Per commercio di vini s’intende l’acquisto e la vendita di succo d’uva, di mosti, di prodotti contenenti vino e di vini, effettuati a titolo professionale, come pure il trattamento e l’immagazzinamento di questi prodotti in vista della loro distribuzione o commercializzazione.1
Art. 341Obbligo del controllo, esenzione dall’obbligo del controllo
1 Ogni azienda che intende esercitare il commercio di vino sottostà al controllo del commercio dei vini e deve annunciarsi all’organo di controllo (art. 36) prima dell’inizio della sua attività.
di un’etichetta riportante la ragione sociale di un’azienda assoggettata all’organo di controllo, e
4 In caso di sospetto di infrazione, l’attività delle aziende di cui ai capoversi 2 e 3 può essere controllata in qualsiasi momento.
tenere una contabilità di cantina su tutta l’attività secondo una forma ammessa dall’organo di controllo;
allestire a destinazione dell’organo di controllo un inventario dei suoi stock di prodotti vitivinicoli.
2 Le aziende di cui all’articolo 34 capoverso 2 devono tenere solo una contabilità di cantina semplificata.
3 Le aziende che importano solo prodotti in bottiglia muniti di un’etichetta e di un sistema di chiusura non riutilizzabile o che li acquistano in Svizzera e li distribuiscono o rivendono soltanto a terzi per il loro fabbisogno privato possono essere incaricate dall’organo di controllo di tenere una contabilità di cantina semplificata.
4 Le aziende di cui all’articolo 34 capoverso 3 sono esentate dall’obbligo di tenere una contabilità di cantina.
1 La contabilità di cantina deve essere eseguita regolarmente. L’azienda deve registrare in particolare:
il nome del proprietario del vino se l’azienda vinifica per altri produttori di uva.
3 Nel caso di prodotti indigeni, occorre presentare come mezzo di prova i documenti di registrazione di cui all’articolo 29 capoversi 1 e 4. Qualora per la designazione del vino venga utilizzato il nome di un’unità geografica secondo l’articolo 29 capoverso 1 lettera g, l’azienda deve poter comprovare all’organo di controllo la tracciabilità del vino.
4 Nel caso di prodotti esteri, in applicazione dell’allegato 7 dell’accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli, come mezzo di prova per la determinazione della denominazione geografica, dell’annata, del vitigno e di ogni altro dato utilizzato per la designazione dev’essere presentato:
un documento d’accompagnamento per il trasporto di prodotti vitivinicoli; o
1 Chi è sottoposto all’obbligo di tenere una contabilità di cantina semplificata deve allestire un elenco con le entrate in cui devono essere visibili:
2 La contabilità va completata con i giustificativi utili secondo le disposizioni dell’organo di controllo. La contabilità e i pertinenti giustificativi devono permettere di determinare in ogni momento:
3 Nel caso di prodotti esteri, se rilevante, devono essere forniti i mezzi di prova giusta l’articolo 34b capoverso 4.
1 L’inventario deve indicare i quantitativi suddivisi per varietà, denominazione specifica e annata se il prodotto è messo in vendita con l’annata.
2 Esso è allestito ogni anno il 31 dicembre e presentato, munito della firma del responsabile dell’inventario, all’organo di controllo al più tardi il 31 gennaio dell’anno successivo.
Art. 34e1Sostegno dell’organo di controllo da parte delle aziende
Le aziende devono offrire il necessario sostegno all’organo di controllo. Esse devono:
fornire ogni informazione utile e accordare all’organo di controllo il libero accesso all’azienda e a tutti i locali amministrativi e ai depositi appartenenti all’azienda;
su richiesta, consegnare tutti i documenti, etichette e prodotti considerati dall’organo di controllo come giustificativi o come rilevanti per i controlli nonché consentire la consultazione della contabilità finanziaria e aziendale;
mettere a disposizione gratuitamente i vini prelevati dall’organo di controllo per il campionamento.
Art. 351Esecuzione del controllo del commercio del vino da parte dell’organo di controllo
1 L’organo di controllo controlla le aziende almeno ogni sei anni. Nelle aziende che importano annualmente 20 hl al massimo ed esclusivamente prodotti in bottiglia muniti di un’etichetta e di un sistema di chiusura non riutilizzabile i controlli devono essere eseguiti almeno ogni otto anni.
2 L’organo di controllo effettua il controllo in funzione dei possibili rischi. Esso tiene conto in particolare:
dell’affidabilità degli autocontrolli già effettuati dall’azienda;
degli antecedenti dell’azienda controllata per quanto riguarda il rispetto della legislazione;
della dimensione e dell’attività dell’azienda;
4 L’organo di controllo preleva campioni ufficiali in virtù delle disposizioni degli articoli 40–52 dell’ordinanza del 16 dicembre 20162 sull’esecuzione della legislazione sulle derrate alimentari. Invia i campioni ai laboratori giusta l’articolo 39 di tale ordinanza.
5 In caso di contestazione l’organo di controllo dispone i provvedimenti necessari ed esercita il diritto di querela giusta l’articolo 172 della legge del 29 aprile 1998 sull’agricoltura.
Art. 35a1Altri obblighi dell’organo di controllo
L’organo di controllo ha inoltre i seguenti obblighi:
riceve le schede delle forniture di cui all’articolo 30 o se le procura presso i Cantoni, tiene un elenco delle aziende che praticano il commercio di vino e informa l’UFAG al riguardo. Per l’identificazione delle aziende utilizza l’IDI o il RIS;
notifica le infrazioni constatate e i provvedimenti adottati all’UFAG, all’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria nonché al servizio cantonale competente preposto al controllo delle derrate alimentari;
riceve gli inventari delle aziende, li riassume e trasmette il risultato all’UFAG al più tardi entro fine marzo dell’anno seguente;
allestisce, secondo le prescrizioni dell’UFAG, un rapporto annuo con i risultati dettagliati dei controlli e lo presenta all’UFAG entro la fine di marzo dell’anno seguente;
informa l’opinione pubblica, nella forma adeguata, sui risultati dei controlli;
presenta all’UFAG, su domanda, altri resoconti richiesti e gli trasmette tutti i documenti di cui dispone o ai quali ha accesso;
1 L’esecuzione del controllo del commercio del vino è affidata alla fondazione «Controllo svizzero del commercio dei vini».
2 L’UFAG stipula un accordo di prestazione con l’organo di controllo. L’accordo disciplina in particolare gli obblighi dell’organo di controllo, la portata dell’accreditamento, la vigilanza, la protezione dei dati nonché gli oneri relativi alle ispezioni e la disposizione di provvedimenti.
1 Abrogato dal n. I dell’O del 12 nov. 2008, con effetto dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5843).
1 Le spese per i controlli eseguiti dall’organo di controllo sono a carico degli assoggettati al controllo.
2 L’organo di controllo stabilisce una tariffa degli emolumenti. La stessa dev’essere approvata dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
3 I costi delle analisi dei campioni prelevati dall’organo di controllo sono assunti dall’organo di controllo. Se le analisi danno adito a contestazioni i rispettivi costi sono a carico dell’azienda controllata.
1 Abrogato dal n. I dell’O del 18 ott. 2017, con effetto dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
Art. 401Collaborazione tra l’organo di controllo e le autorità
1 L’organo di controllo trasmette immediatamente, su domanda, tutte le informazioni utili ai servizi federali e cantonali.
3 L’Amministrazione federale delle dogane comunica all’organo di controllo i dati relativi allo sdoganamento necessari ai fini dell’esecuzione della presente ordinanza.
4 I servizi federali e cantonali forniscono all’organo di controllo, su sua domanda, ogni informazione utile alla sua attività.
L’organo di controllo sottostà alla vigilanza del DEFR.
1 L’UFAG è competente per la certificazione della qualità del succo d’uva, dei mosti e dei vini esportati.
2 Esso disciplina la procedura e i metodi d’analisi e di certificazione della qualità dei vini.
Un permesso generale d’importazione (PGI) non è necessario nei seguenti casi:
importazioni di vini naturali delle voci di tariffa 2204.2221, 2222, 2231, 2232, 2923, 2924, 2933 e 2934 nell’ambito del «contingent particulier»;
importazioni provenienti dai vigneti propri secondo l’articolo 46;
1 Nuovo testo giusta l’all. 3 n. 12 dell’O del 10 giu. 2016 concernente la modifica della tariffa doganale, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 2445).
2 Nuovo testo giusta l’all. 7 n. 8 dell’O del 26 ott. 2011 sulle importazioni agricole, in vigore dal 1° gen. 2012 (RU 2011 5325).
Art. 44 Condizioni speciali per l’assegnazione di quote del contingente doganale
1 Le quote del contingente doganale per i vini bianchi e per i vini rossi, come pure per il succo d’uva sono assegnate, ad eccezione del capoverso 2, solo a persone che:
effettuano l’importazione a titolo commerciale; e
adempiono gli obblighi descritti nell’articolo 34.
1 Le quote del contingente doganale globale per i vini bianchi e per i vini rossi (senza il «contingent particulier» menzionato nel capoverso 3) sono assegnate in base all’ordine di accettazione delle dichiarazioni doganali d’importazione.
2 Si rinuncia a disciplinare la ripartizione del contingente doganale per il succo d’uva.
3 Le quote del «contingent particulier» sono assegnate ogni anno per un volume di 10 000 hl secondo il protocollo franco-svizzero dell’11 giugno 19651 concernente l’amministrazione di vini francesi destinati alla clientela particolare svizzera. Le importazioni non sono computate nel contingente doganale.
1 Ogni anno possono essere importati 100 litri di vino proveniente da vigneti propri delle voci di tariffa 2204.2221, 2222, 2231, 2232, 2923, 2924, 2933 e 2934 per economia domestica o azienda all’ADC a condizione che:1
sia presentato all’UFAG, assieme alla domanda di importazione all’ADC, un attestato ufficiale di proprietà, autenticato dall’autorità estera competente.
1 L’UFAG esegue la presente ordinanza per quanto altri organi non ne siano incaricati.
2 L’organo di controllo di cui all’articolo 36 esegue, nel quadro del controllo del commercio dei vini, gli articoli 19, 21–24, 27a–27f, 34–34e.2
declassamento giusta l’articolo 27;
ordine concernente la tenuta di una contabilità di cantina secondo l’articolo 34a.
1 I Cantoni devono disporre al più tardi dal 1° gennaio 2020 di un sistema informatico che corrisponda alle disposizioni di cui agli articoli 24b, 30, 30a e 30b. Fintanto che il Cantone non adempie alle disposizioni di cui agli articoli 24b, 30, 30a e 30b, i vinificatori sono soggetti agli obblighi di cui all’articolo 29 nel tenore previgente.
1 Introdotto dal n. I dell’O del 31 ott. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4195).
L’ordinanza del 28 maggio 19971 sul controllo del commercio dei vini e l’ordinanza del 7 dicembre 19982 sul vino sono abrogate.
Vino a denominazione di origine controllata elaborato con uve colpite da marciume nobile. Il tenore naturale minimo di zucchero è fissato dai Cantoni. Esso è di almeno 26,0 °Brix2. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati.
Vino a denominazione di origine controllata ottenuto da uve gelate sulla pianta al momento della raccolta e pressate prima del loro disgelo. La vendemmia deve essere effettuata a una temperatura inferiore o uguale a –7 °C. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati. Almeno 15 % di volume di alcol potenziale, ossia almeno 25,3 °Brix.
Vino a denominazione di origine controllata della Svizzera tedesca ottenuto da uve di vitigni rossi pressate prima o all’inizio della fermentazione.
Vino dolce a denominazione di origine controllata ottenuto da uve appassite sulla pianta, di tenore pari almeno a 13 % di volume di alcol potenziale, non arricchito con alcol, zucchero o succo d’uva concentrato, contenente ancora dello zucchero residuo dopo la fermentazione normale. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati. Le denominazioni mezzo appassito, semiappassito, ecc. sono vietate.
Vino a denominazione di origine controllata elaborato a partire da uve bianche o rosse essiccate su paglia, graticci, in cassette o applicando altri metodi appropriati. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati.
Vino vinificato e imbottigliato prima della fine dell’anno di vendemmia.
Vino a denominazione di origine controllata in base alla legislazione cantonale messo in commercio dopo un periodo d’invecchiamento di almeno 18 mesi per i vini rossi e 12 mesi per i vini bianchi a partire dal 1° ottobre dell’anno di vendemmia.
Vino a denominazione di origine controllata, costituito da uve appassite sulla pianta, raccolte e vinificate secondo la tradizione della Svizzera tedesca. Tenore naturale di almeno 34,3 °Brix. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati.
Sinonimo di un vino liquoroso che corrisponde a una definizione cantonale precisa in materia di limitazione della produzione e del tenore di zucchero. L’arricchimento e la concentrazione sono vietati.
1 Nuovo testo giusta il n. II dell’O del 4 nov. 2009 (RU 2010 733). Aggiornato dal n. II cpv. 2 dell’O del 23 ott. 2013 (RU 2013 3965), dall’all. n. 4 dell’O del 16 dic. 2016 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (RU 2017 283) e dal n. II dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).
1 Nuovo testo giusta il n. II dell’O del 4 nov. 2009, in vigore dal 1° ago. 2010 (RU 2010 733).
1 Abrogato dal n. II cpv. 1 dell’O del 23 ott. 2013, con effetto dal 1° gen. 2014 (RU 2013 3965).
1 RS 910.12 RS 817.03 RS 0.916.026.814 Nuovo testo giusta il n. I dell’O del 18 ott. 2017, in vigore dal 1° gen. 2018 (RU 2017 6123).5 Introdotta dal n. I dell’O del 31 ott. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4195).6 Introdotta dal n. I dell’O del 31 ott. 2018, in vigore dal 1° gen. 2019 (RU 2018 4195).
vom 14. November 2007 (Stand am 1. Juli 2020)
Art. 27c1Süssung von Schweizer Wein mit kontrollierter Ursprungsbezeichnung
Die Süssung von Schweizer Wein mit kontrollierter Ursprungsbezeichnung (KUB/AOC) ist verboten. Die Kantone können die Süssung von Wein mit KUB/AOC zulassen, wenn die Bedingungen nach Anhang 9 der Verordnung des EDI vom 16. Dezember 20162 über Getränke erfüllt sind.
1 Fassung gemäss Anhang Ziff. 2 der V vom 27. Mai 2020, in Kraft seit 1. Juli 2020 (AS 2020 2229).
du 14 novembre 2007 (Etat le 1er juillet 2020)
vu les art. 60, al. 4, 63, al. 2, 4 et 5, 64, al. 1, 2 et 4, 170, al. 3, et 177 de la loi du 29 avril 1998 sur l’agriculture1, vu les art. 13 et 18, al. 4, de la loi du 20 juin 2014 sur les denrées alimentaires2, en exécution de l’annexe 7 de l’Accord du 21 juin 1999 entre la Confédération suisse et la Communauté européenne relatif aux échanges de produits agricoles3,4
2 Par surface cultivée uniformément, on entend toute surface sur laquelle l’espace occupé par cep n’excède pas 3 m2; dans des cas particuliers, comme les fortes pentes ou des formes de culture spéciales, le canton peut prévoir un espace plus grand.
1 Par nouvelle plantation, on entend la plantation de vignes sur une surface où la vigne n’a pas été cultivée depuis plus de dix ans.
de l’altitude;
de l’importance de la surface au regard de la protection de la nature.
3 Pour les nouvelles plantations non destinées à la production vinicole, le canton peut remplacer le régime de l’autorisation par la notification obligatoire.
4 Aucune autorisation n’est requise pour une nouvelle plantation unique d’une surface de 400 m2 au maximum, dont les produits sont exclusivement destinés aux besoins privés de l’exploitant, pour autant que ce dernier ne possède ni n’exploite aucune autre vigne. Le canton peut fixer une surface inférieure à 400 m2 et imposer une notification obligatoire.
5 Le canton définit la procédure relative à l’autorisation et à la notification obligatoire. En ce qui concerne l’autorisation, il prévoit la consultation des services cantonaux de la protection de la nature et du paysage.
si une surface de vigne a été arrachée et qu’elle est plantée à nouveau dans un délai inférieur à dix ans;
2 La notification d’une reconstitution doit contenir les indications requises pour l’enregistrement dans le cadastre viticole.
3 La reconstitution de surfaces viticoles ne dépassant pas 400 m2, dont les produits sont exclusivement destinés aux besoins privés de l’exploitant, n’est pas soumise à la notification obligatoire. Le canton peut toutefois prévoir en pareils cas la notification obligatoire.
1 Nouvelle expression selon le ch. I de l’O du 18 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 6123).
le nom de l’exploitant ou du propriétaire;
le cas échéant, l’exclusion d’une surface viticole de la production de vin.
3 Ils peuvent renoncer à enregistrer les surfaces plantées en vigne, conformément à l’art. 2, al. 4.
sur lesquelles la nouvelle plantation a été autorisée conformément à l’art. 2, al. 2;
pour lesquelles lesquelles l’Office fédéral de l’agriculture (OFAG1) a délivré l’autorisation de planter avant 1999 et qui ont été plantées en vignes dans un délai de dix ans au maximum après l’octroi de ladite autorisation.
2 Si l’exploitation d’une surface viticole est interrompue durant plus de dix ans, l’autorisation n’est plus valable.
1 Nouvelle expression selon le ch. I de l’O du 23 oct. 2013, en vigueur depuis le 1er janv. 2014 (RO 2013 3965). Il a été tenu compte de cette mod. dans tout le texte.
1 Le canton ordonne l’arrachage des vignes plantées contrairement aux présentes dispositions.
2 L’exploitant ou le propriétaire de la parcelle concernée doit arracher la vigne dans les douze mois qui suivent la notification de la décision cantonale. Passé ce délai, le canton fait arracher la vigne aux frais du contrevenant.
Art. 7 Admission dans l’assortiment des cépages
1 Pour l’admission d’une variété dans l’assortiment des cépages, sont notamment déterminantes les propriétés suivantes:
le rendement à l’unité de surface;
l’acidité totale;
3 L’OFAG édicte les dispositions d’exécution.
1 Abrogés par le ch. I de l’O du 23 oct. 2013, avec effet au 1er janv. 2014 (RO 2013 3965).
1 Les termes vinicoles spécifiques figurant à l’annexe 1 ne peuvent être utilisés pour désigner et présenter des vins originaires de Suisse que dans le respect de leurs définitions.
2 Ils sont protégés contre toute usurpation, imitation, évocation ou traduction, même si le terme spécifique protégé est accompagné d’une expression telle que «genre», «type», «façon», «imitation», «méthode» ou des expressions analogues.
la région Suisse allemande comprenant les cantons de Bâle-Campagne et de Bâle-Ville, Soleure, Argovie, Schaffhouse, Thurgovie, St-Gall, Glaris, Zurich, Schwyz, Zoug, Lucerne, Obwald, Nidwald, Appenzell Rhodes-Extérieures et Appenzell Rhodes-Intérieures, Uri, Grison à l’exception de la région de la Mesolcina et Berne à l’exception de la région du Lac de Bienne;
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 4 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er août 2010 (RO 2010 733).
2 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 4 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er août 2010 (RO 2010 733).
Art. 21 Vins d’appellation d’origine contrôlée
1 Par vin d’appellation d’origine contrôlée (AOC) on entend un vin désigné par le nom d’un canton ou d’une aire géographique d’un canton.
une délimitation de l’aire géographique dans laquelle le raisin au minimum est produit;
un rendement maximum à l’unité de surface par cépage autorisé;
un système d’analyse et d’examen organoleptique du vin prêt à la vente.
lorsque l’AOC commune est soumise aux mêmes exigences.
3bis L’aire de production du raisin peut être étendue à une aire limitrophe du territoire suisse à la condition:
qu’un accord international le prévoie;
que les exigences spécifiques soient fixées par le canton concerné d’entente avec l’OFAG;
4 Les cantons contrôlent la conformité des vins AOC aux exigences qu’ils ont fixées conformément à l’al. 2.
6 Les rendements à l’unité de surface fixés par les cantons ne peuvent être supérieurs aux rendements suivants:
1 Introduit par le ch. I de l’O du 4 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er août 2010 (RO 2010 733).
3 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 4 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er août 2010 ( HYPERLINK "http://www.admin.ch/ch/f/as/2010/733.pdf" ).
1 Par vin de pays on entend un vin désigné par le nom du pays ou d’une partie de celui-ci dont l’étendue dépasse celle d’un canton. Il doit satisfaire aux exigences suivantes:
le raisin est récolté dans l’aire géographique qui désigne le vin;
la production à l’unité de surface est limitée à 1,8 kg/m2 s’agissant des raisins de cépages blancs et à 1,6 kg/m2 s’agissant des raisins de cépages rouges.
2 La surface viticole affectée à la production de vin de pays par l’exploitant doit être annoncée au canton le 31 juillet de l’année de récolte au plus tard.2
obtenu à partir de raisin issu d’une aire géographique entièrement située dans un seul canton ou située dans les deux cantons de la région Suisse italienne conformément à l’art. 20, let. c;
portant une dénomination traditionnelle mentionnée à l’annexe 3 et définie par la législation du canton qui en est le détenteur.
2 Une dénomination traditionnelle ne peut être utilisée pour un vin de pays si la dénomination est déjà utilisée pour un vin d’appellation d’origine contrôlée.
3 Les cantons fixent des exigences supplémentaires à celles fixées à l’art. 22, let. b et c.
2 La surface viticole affectée à la production de vin de table par l’exploitant doit être annoncée au canton le 31 juillet de l’année de récolte au plus tard.
L’aire de production de vins de pays ou de vins de table peut être élargie à une aire limitrophe du territoire suisse aux conditions fixées à l’art. 21, al. 3bis.
1 Les cantons délivrent pour chaque propriétaire ou exploitant un certificat pour les surfaces viticoles inscrites au cadastre viticole selon l’art. 4, plantées en vignes et destinées à la production de vin conformément à l’art. 5, fixant la quantité maximale de raisin pouvant être utilisée pour la production de vin (acquit).
2 L’acquit comprend au minimum les informations suivantes:
le nom du propriétaire ou de l’exploitant;
un numéro d’identification unique.
3 Lorsque sur une surface viticole inscrite au cadastre viticole selon l’art. 4, plantée en vignes et destinée à la production de vin conformément à l’art. 5, une quantité de raisin est destinée à une autre production que celle de vin, cette quantité est également imputée à la quantité maximale de la classe de vins choisie par le propriétaire ou par l’exploitant.
1 Introduit par le ch. I de l’O du 18 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 6123).
Art. 25 Répertoire des appellations d’origine contrôlée
1 L’OFAG tient et publie un répertoire suisse des appellations d’origine contrôlées définies conformément à l’art. 21.
2 Les cantons transmettent la liste de leurs AOC et les références de la législation cantonale s’y rapportant à l’OFAG. Toute modification doit être annoncée sans délai à l’OFAG.
Art. 261Élaboration et conditionnement
Les raisins et les moûts destinés à l’élaboration de vin ainsi que les vins classés en fonction des différentes désignations et dénominations doivent être récoltés, élaborés et entreposés séparément. Il en est de même lorsqu’une entreprise vinifie pour un producteur de raisin et que les produits sont commercialisés sous le nom du producteur de raisin, associés à un terme qui suggère que les produits sont issus de ses propres vignes.
1 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 23 oct. 2013, en vigueur depuis le 1er janv. 2014 (RO 2013 3965).
1 Les lots de raisins, les moûts et les vins qui prétendent à être classés en vins AOC ou vins de pays, mais ne satisfont pas à l’une des exigences relatives aux vins AOC ou vins de pays, sont déclassés dans la classe inférieure pour autant qu’ils en remplissent toutes les exigences. La désignation des lots de raisins, des moûts et des vins déclassés est adaptée en conséquence.
Section 3a5 Définitions et exigences relatives aux vins suisses
Art. 27a Obtention de vin blanc, de vin rouge et de vin rosé
1 Le vin blanc suisse est un vin obtenu à partir de raisins blancs ou à partir de raisins rouges pressurés avant toute fermentation.
2 Le vin rouge et le vin rosé suisses sont des vins obtenus à partir de raisins rouges exclusivement, ayant subi une macération ou une fermentation partielle plus ou moins longue avant le pressurage. L’art. 27d, al. 6, est réservé.
Art. 27b Titre alcoométrique
La limite maximale du titre alcoométrique total peut dépasser 15 % vol. pour les vins suisses obtenus sans aucune opération d’enrichissement.
Art. 27c1Édulcoration des vins suisses d’appellation d’origine contrôlée
L’édulcoration des vins suisses d’appellation d’origine contrôlée (AOC) est interdite. Les cantons peuvent autoriser l’édulcoration des vins AOC aux conditions fixées à l’annexe 9 de l’ordonnance du DFI du 16 décembre 2016 sur les boissons2.
1 Nouvelle teneur selon l’annexe ch. 2 de l’O du 27 mai 2020, en vigueur depuis le 1er juil. 2020 (RO 2020 2229).
Art. 27d Coupage et assemblage
1 Le coupage consiste à mélanger des raisins, des moûts de raisin ou des vins d’origines ou de provenances différentes.
2 L’assemblage consiste à mélanger des raisins, des moûts de raisin ou des vins d’origines ou de provenances identiques.
3 Ne sont pas considérés comme coupage ou assemblage:
l’enrichissement;
l’édulcoration;
l’adjonction pour les vins mousseux de «liqueur d’expédition» ou de «liqueur de tirage».
4 Les vins suisses ne peuvent être coupés avec du vin étranger.
5 Ils ne peuvent être coupés avec du vin suisse que si les prescriptions suivantes sont respectées:
les vins d’appellation d’origine contrôlée (AOC) peuvent être coupés avec des vins de même couleur à concurrence de 10 %;
les vins de pays peuvent être coupés avec des vins de même couleur à concurrence de 15 %.
6 Les vins rosés suisses d’appellation d’origine contrôlée (AOC) peuvent être coupés ou assemblés avec des vins blancs suisses à concurrence de 10 % si les dispositions cantonales pertinentes le permettent. Les dispositions de l’annexe 1 sont réservées.
7 Les restrictions prévues à l’al. 6 ne s’appliquent pas à la préparation des cuvées en vue de l’élaboration de vin mousseux, pétillant ou perlé suisses.
Art. 27e Dénomination spécifique
1 Les vins suisses doivent porter, au lieu de la dénomination spécifique «vin», le nom de la classe à laquelle ils appartiennent en vertu de l’art. 63, al. 1, de la loi du 29 avril 1998 sur l’agriculture.
2 L’étiquette des vins suisses de la classe «vin d’appellation d’origine contrôlée» doit comporter au surplus le nom de l’origine géographique correspondante.
3 L’étiquette des vins suisses de la classe «vin de pays» doit comporter au surplus l’indication de provenance correspondante.
4 L’étiquette des vins suisses de la classe «vin de table» doit comporter au surplus l’indication «suisse». Est interdite toute autre indication relative à l’origine, à la provenance, au cépage ou au millésime.
5 Les al. 1 à 4 sont également applicables aux vins de liqueur suisses.
Section 3b6 Dispositions concernant les vins, vins mousseux et vins de liqueur suisses et étrangers
Les vins, vins mousseux et vins de liqueur suisses et étrangers doivent respecter, concernant les définitions, pratiques et traitements oenologiques et l’étiquetage, les art. 69 à 76 et 84 à 86 de l’ordonnance du DFI du 16 décembre 2016 sur les boissons1.
Art. 291Obligations de l’encaveur
le numéro d’identification de l’acquit visé à l’art. 24b;
estimée ou pesée, dans le cas des propres lots de vendange des entreprises visées à l’art. 35, al. 3, à moins que le canton ne prescrive le pesage;
la teneur naturelle en sucre en °Brix ou en °Oechsle mesurée au moyen d’un réfractomètre;
le nom de l’unité géographique lorsqu’elle est plus petite que celle qui figure sur l’acquit visé à l’art. 24b et que le nom de l’unité est utilisé pour désigner le vin.
classe les lots de vendange dans l’une des classes de vins définies aux art. 21 à 24 compte tenu de l’acquit y relatif et des données visées à l’al. 1 ou sur la base d’éventuels déclassements décidés par le canton;
saisit les quantités de raisin destinées à une autre production que celle de vin si le raisin provient d’une surface viticole inscrite au cadastre viticole selon l’art. 4, plantée en vignes et destinée à la production de vin conformément à l’art. 5.
que l’ensemble des lots de vendange d’un cépage respectent la quantité maximale de raisin de la classe de vin choisie pour laquelle les exigences sont les plus élevées;
Art. 30a1Surveillance de l’autocontrôle par les cantons
de la fiabilité des autocontrôles déjà effectués par l’entreprise d’encavage;
des antécédents de l’entreprise d’encavage au regard du respect des dispositions prévues aux art. 21 à 24;
de tout soupçon motivé d’infraction aux art. 21 à 24 et 29;
de la présence de raisin provenant de surfaces viticoles d’autres cantons;
commune dont provient le raisin et, si le canton le prévoit, par dénomination supplémentaire désignant une unité géographique plus petite qu’une commune.
le numéro d’identification des entreprises (IDE) selon la loi fédérale du 18 juin 2010 sur le numéro d’identification des entreprises2;
le nombre d’acquits délivrés et le nombre de lots de raisin encavés au titre de ces acquits;
la classification des entreprises d’encavage dans différentes catégories de risque selon l’art. 30a, al. 2;
le nombre de contrôles des entreprises d’encavage selon l’art. 30a, al. 1;
le nombre de déclassements ordonnés selon l’art. 30a, al. 3.
3 Ils communiquent à l’OFAG, pour la fin du mois de novembre de l’année en cours, les surfaces viticoles selon l’annexe, ch. 156, de l’ordonnance du 30 juin 1993 sur les relevés statistiques2.
3 Lorsqu’un canton ne remplit pas ses obligations conformément aux art. 30 à 30b, la Confédération peut renoncer en tout ou en partie à verser le montant forfaitaire annuel visé à l’al. 1. Si le montant forfaitaire a déjà été versé, elle peut demander qu’il lui soit restitué en tout ou en partie.1
1 Le contrôle du commerce des vins porte sur l’activité commerciale de toute personne ou entreprise (entreprise) qui exerce le commerce des vins.
2 Par commerce des vins, on entend l’achat et la vente de jus de raisin, de moûts, de produits contenant du vin et de vins, effectués à titre professionnel, ainsi que le traitement et le stockage de ces produits en vue de leur distribution ou leur commercialisation.1
1 Toute entreprise qui entend exercer le commerce de vin est soumise au contrôle du commerce des vins et tenue de s’inscrire auprès de l’organe de contrôle avant le début de son activité.
qui en Suisse se livrent uniquement à la reprise, à l’achat ou à la revente de produits en bouteilles munies:
d’une étiquette portant la raison sociale d’une entreprise soumise à l’organe de contrôle, et
d’une fermeture non réutilisable;
qui n’importent ni n’exportent de vin, et
dont le débit annuel n’excède pas 1000 hl.
dont la production totale n’excède pas 500 l.
4 En cas de soupçon d’infraction, l’activité des entreprises visées aux al. 2 à 3 peut être contrôlée en tout temps.
tenir une comptabilité de cave comprenant toutes les opérations selon les modalités admises par l’organe de contrôle;
établir à l’attention de l’organe de contrôle un inventaire de ses stocks de produits vitivinicoles.
2 Les entreprises visées à l’art. 34, al. 2, ne doivent tenir qu’une comptabilité simplifiée.
3 Les entreprises qui importent uniquement des produits en bouteilles étiquetées et munies d’une fermeture non réutilisable ou qui en achètent en Suisse et qui commercialisent ou vendent ces produits à des personnes pour leur propre consommation peuvent être autorisées par l’organe de contrôle à tenir leur comptabilité de cave sous la forme simplifiée.
4 Les entreprises visées à l’art. 34, al. 3, sont exemptées de l’obligation de tenir une comptabilité de cave.
1 La comptabilité de cave doit être établie en continu. L’entreprise doit notamment enregistrer:
les volumes de chaque millésime, de chaque sorte de produit et de chaque dénomination spécifique et le propriétaire du vin dans le cas d’une vinification pour un producteur de raisin;
toute modification de volume résultant d’un traitement des produits vitivinicoles;
2 La comptabilité est complétée par les pièces justificatives pertinentes. L’ensemble des éléments doit permettre de déterminer à tout moment:
l’utilisation des produits vitivinicoles;
le nom du propriétaire du vin si l’entreprise vinifie des vins pour d’autres producteurs de raisin.
3 Lorsqu’il s’agit de produits indigènes, il y a lieu de présenter les documents d’enregistrement visés à l’art. 29, al. 1 et 4, comme moyen de preuve. Si le nom d’une unité géographique selon l’art. 29, al. 1, let. g, est utilisé comme dénomination, l’entreprise doit prouver à l’organe de contrôle la traçabilité du vin.
4 Lorsqu’il s’agit de produits étrangers, il y a lieu de présenter, en exécution de l’annexe 7 de l’accord du 21 juin 1999 entre la Confédération suisse et la Communauté européenne relatif aux échanges de produits agricoles, comme moyen de preuve pour la détermination de l’indication géographique, du millésime, du cépage et de toute autre indication utilisée pour l’étiquetage:
1 Quiconque est soumis à l’obligation de tenir une comptabilité de cave simplifiée doit tenir une liste mentionnant les entrées. Celle-ci doit indiquer clairement:
2 La comptabilité est complétée par les pièces justificatives pertinentes selon les instructions de l’organe de contrôle. L’ensemble des éléments doit permettre de déterminer à tout moment:
3 Lorsqu’il s’agit de produits étrangers, les preuves visées à l’art. 34b, al. 4, doivent être fournies pour autant que cela soit pertinent.
1 L’inventaire doit comporter les volumes de chaque sorte de produit, de chaque dénomination spécifique et de chaque millésime si le produit est mis en vente avec l’indication du millésime.
2 Il est établi chaque année le 31 décembre et communiqué, muni de la signature du responsable de l’inventaire, à l’organe de contrôle, le 31 janvier au plus tard de l’année qui suit.
Art. 34e1Soutien de l’organe de contrôle par les entreprises
Les entreprises doivent apporter à l’organe de contrôle le soutien nécessaire. Elles doivent:
fournir tout renseignement utile et lui accorder libre accès à tous les locaux commerciaux et d’entreposage appartenant à l’entreprise;
sur demande lui remettre tous les éléments de preuve ou les documents utiles au contrôle, les étiquettes et les produits ainsi que le laisser consulter la comptabilité financière et la comptabilité d’exploitation;
mettre gratuitement à sa disposition les vins utilisés pour le prélèvement d’échantillons.
Art. 351Exécution du contrôle du commerce des vins par l’organe de contrôle
1 L’organe de contrôle contrôle les entreprises au moins une fois tous les 6 ans. Dans les entreprises qui n’importent annuellement que 20 hl et exclusivement des produits en bouteilles munies d’une étiquette et d’un système de fermeture non réutilisable, les contrôles doivent être effectués au moins une fois tous les 8 ans.
2 L’organe de contrôle effectue le contrôle en fonction des risques encourus. Il tient compte en particulier:
de la fiabilité des autocontrôles déjà effectués par l’entreprise;
des risques identifiés en matière d’assemblage, de coupage, de respect des dénominations et désignations;
des antécédents de l’entreprise au regard du respect de la législation;
de la taille de l’entreprise et de l’activité de l’entreprise;
de la présence de vins suisses ou étrangers achetés ou appartenant à d’autres personnes;
de tout soupçon motivé d’infraction à la législation;
3 Les entreprises qui transforment leur propre raisin et ne vendent que leurs propres produits, et qui n’achètent pas plus de 20 hl par an en provenance de la même région de production sont en règle générale classées dans une catégorie de risque faible.
4 L’organe de contrôle prélève des échantillons officiels selon les modalités fixées aux art. 40 à 52 de l’ordonnance du 16 décembre 2016 sur l’exécution de la législation sur les denrées alimentaires (OELDAl)2. Il envoie les échantillons aux laboratoires visés à l’art. 39 de l’OELDAl.
5 Dans le cas d’une contestation, il prend les mesures qui s’imposent et a le droit de porter plainte selon l’art. 172 de la loi du 29 avril 1998 sur l’agriculture.
Art. 35a1Autres obligations de l’organe de contrôle
L’organe de contrôle a en outre les obligations suivantes:
réceptionner les fiches de cave visées à l’art. 30 ou se les procurer auprès des cantons, tenir une liste des entreprises actives dans le commerce de vin et en informer l’OFAG; il utilise l’IDE ou le REE pour identifier les entreprises;
communiquer les infractions constatées et les mesures prises à l’OFAG, à l’Office fédéral de la sécurité alimentaire et des affaires vétérinaires et au service cantonal compétent chargé du contrôle des denrées alimentaires;
rassembler les données des inventaires des entreprises, en faire la synthèse et communiquer le résultat à l’OFAG pour la fin du mois de mars de l’année suivante;
établir, selon les instructions de l’OFAG, un rapport annuel comprenant les résultats détaillés des contrôles et le remettre à l’OFAG pour la fin du mois de mars de l’année suivante;
présenter à l’OFAG, sur demande, d’autres rapports et lui communiquer l’ensemble des documents dont il dispose ou auxquels il a accès.
1 L’exécution du contrôle du commerce des vins est confiée à la Fondation «Contrôle suisse du commerce des vins».
2 L’OFAG conclut avec l’organe de contrôle une convention de prestations. Celle-ci règle notamment les obligations de l’organe de contrôle, la portée de son accréditation, la surveillance et la protection des données ainsi que les charges relatives aux inspections et aux mesures prises par voie de décision.
1 Abrogé par le ch. I de l’O du 12 nov. 2008, avec effet au 1er janv. 2009 (RO 2008 5843).
1 Les frais des contrôles exécutés par l’organe de contrôle sont à la charge des assujettis.
2 L’organe de contrôle établit un tarif d’émoluments. Celui-ci est approuvé par le Département fédéral de l’économie, de la formation et de la recherche (DEFR).
3 Les frais d’analyse des échantillons prélevés par l’organe de contrôle sont pris en charge par l’organe de contrôle. Si l’analyse révèle une situation de non-conformité, les frais d’analyse sont à la charge de l’entreprise contrôlée.
1 Abrogé par le ch. I de l’O du 18 oct. 2017, avec effet au 1er janv. 2018 (RO 2017 6123).
Art. 401Coopération entre l’organe de contrôle et les autorités
1 Sur demande, l’organe de contrôle transmet immédiatement tout renseignement utile aux services fédéraux et cantonaux.
3 L’Administration fédérale des douanes communique à l’organe de contrôle les données relatives au dédouanement qui sont nécessaires à l’exécution de la présente ordonnance.
4 Sur demande, les services fédéraux et cantonaux transmettent à l’organe de contrôle tout renseignement utile à son activité.
L’organe de contrôle est soumis à la surveillance du DEFR.
Section 6 Certification de la qualité pour l’exportation
1 L’OFAG est compétent pour la certification de la qualité des jus de raisin, des moûts et des vins exportés.
2 Il règle la procédure et les méthodes d’analyse et de certification de la qualité des vins.
Art. 43 Exceptions au régime du permis d’importation
Un permis général d’importation (PGI) n’est pas nécessaire dans les cas suivants:
importations provenant de vignes en propre, effectuées en vertu de l’art. 46;
1 Nouvelle teneur selon l’annexe 3 ch. 12 de l’O du 10 juin 2016 modifiant le tarif des douanes, en vigueur depuis le 1er janv. 2017 (RO 2016 2445).
2 Nouvelle teneur selon l’annexe 7 ch. 8 de l’O du 26 oct. 2011 sur les importations agricoles, en vigueur depuis le 1er janv. 2012 (RO 2011 5325).
Art. 44 Conditions particulières pour l’attribution des parts de contingent tarifaire
1 Les parts du contingent tarifaire de vin blanc et de vin rouge ainsi que du jus de raisin sont, exception faite de l’al. 2, attribuées uniquement aux personnes:
qui importent à titre commercial, et
qui remplissent les obligations décrites à l’art. 34.
2 Les parts du «contingent particulier» ne sont attribuées qu’aux personnes:
qui importent les vins dans des récipients d’une contenance supérieure à 2 litres, et
1 Les parts du contingent tarifaire global de vin blanc et de vin rouge (excepté le «contingent particulier» mentionné à l’al. 3) sont attribuées dans l’ordre de réception des déclarations d’importation.
2 La répartition du contingent tarifaire de jus de raisin n’est pas réglementée.
que les vins soient importés dans des récipients d’une contenance supérieure à 2 litres, et
qu’un document prouvant la propriété et authentifié par l’autorité étrangère compétente soit adressé à l’OFAG avec la demande d’importation au TC.
ordre de remise en conformité d’un produit avec la législation vitivinicole;
déclassement selon l’art. 27;
ordre de tenir une comptabilité de cave selon l’art. 34a.
Art. 48b1Disposition transitoire relative à la modification du 31 octobre 2018
1 Introduit par le ch. I de l’O du 31 oct. 2018, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 4195).
L’ordonnance du 28 mai 1997 sur le contrôle du commerce des vins1 et l’ordonnance du 7 décembre 1998 sur le vin2 sont abrogées.
Dénomination pour un vin d’appellation d’origine contrôlée définie par la législation cantonale.
Vin d’appellation d’origine contrôlée élaboré avec des raisins atteints par la pourriture noble. La teneur naturelle minimale en sucre est fixée par les cantons. Elle est au minimum de 26,0 °Brix2. Tout enrichissement ou concentration est interdit.
Vin rouge d’appellation d’origine contrôlée vinifié sans les rafles.
Vin d’appellation d’origine contrôlée issu de raisins gelés sur souche au moment de la récolte et pressés avant leur dégel. La récolte doit avoir lieu à une température inférieure ou égale à –7 °C. Tout enrichissement ou concentration est interdit. Minimum 15 % vol. d’alcool en puissance, soit 25,3 °Brix minimum.
Vin d’appellation d’origine contrôlée de Suisse alémanique issu de raisins de cépages rouges pressés avant ou en début de la fermentation.
Vin doux d’appellation d’origine contrôlée issu de raisins flétris sur souche, d’une teneur de 13 % vol. d’alcool en puissance au minimum, n’ayant subi aucune addition d’alcool, de sucre ou de jus de raisin concentré, et qui contient encore du sucre résiduel après fermentation normale. Tout enrichissement ou concentration est interdit. Les dénominations mi-flétri, semi-flétri, etc. sont interdites.
Vin d’appellation d’origine contrôlée du canton du Valais définie par la législation cantonale.
Vin rosé d’appellation d’origine contrôlée issu de raisins du cépage Pinot noir. Il peut contenir du Pinot gris ou du Pinot blanc uniquement jusqu’à concurrence de 10 %.
Vin d’appellation d’origine contrôlée élaboré à partir de raisins blancs ou rouges séchés sur de la paille, des claies, des cagettes ou par autre méthode appropriée. Tout enrichissement ou concentration est interdit.
Vin vinifié et mis en bouteille avant la fin de l’année de récolte.
Vin d’appellation d’origine contrôlée selon la législation cantonale mis dans le commerce après une période de vieillissement d’au moins 18 mois pour les vins rouges et 12 mois pour les vins blancs à partir du 1er octobre de l’année de récolte.
Vin d’appellation d’origine contrôlée élaboré à partir de raisins rouges et blancs provenant de la même parcelle et vinifiés ensemble
Vin d’appellation d’origine contrôlée issu de raisins récoltés selon des critères définis dans la législation cantonale. La richesse naturelle en sucre doit être supérieure à la moyenne de l’année.
Vin d’appellation d’origine contrôlée, constitué par des raisins flétris sur souche, récoltés et vinifiés selon la tradition en Suisse alémanique. Teneur naturelle minimale de 34,3 °Brix . Tout enrichissement ou concentration est interdit.
1 Nouvelle teneur selon le ch. II de l’O du 4 nov. 2009 (RO 2010 733). Mise à jour selon le ch. II al. 2 de l’O du 23 oct. 2013 (RO 2013 3965), l’annexe ch. 4 de l’O du 16 déc. 2016 sur les denrées alimentaires et les objets usuels (RO 2017 283) et le ch. II de l’O du 18 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 6123).
2 Nouvelle expression selon le ch. I de l’O du 18 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 6123). Il a été tenu compte de cette mod dans tout le texte.
1 Nouvelle teneur selon le ch. II de l’O du 4 nov. 2009, en vigueur depuis le 1er août 2010 (RO 2010 733).
1 RS 910.12 RS 817.03 RS 0.916.026.814 Nouvelle teneur selon le ch. I de l’O du 18 oct. 2017, en vigueur depuis le 1er janv. 2018 (RO 2017 6123).5 Introduite par le ch. I de l’O du 31 oct. 2018, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 4195).6 Introduite par le ch. I de l’O du 31 oct. 2018, en vigueur depuis le 1er janv. 2019 (RO 2018 4195).