Source: https://www.foroeuropeo.it/il-codice-deontologico-forense-2/il-codice-deontologico-forense/7033-art-27-doveri-di-informazione-2014
Timestamp: 2019-06-26 02:11:51+00:00
Document Index: 171207759

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 40', 'art. 27', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 27', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 38', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'art. 41', 'art. 43', 'art. 41', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 40', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 47', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

art. 27 - Doveri di informazione (2014) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
1) Come modificato dal Consiglio Nazionale Forense - Modifiche al codice deontologico forense (18A02607) (GU n.86 del 13-4-2018)
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (ora, art. 27) (obbligo d’informazione), sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato del codice deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 luglio 2016, n. 252...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2016, n. 159 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d. (ora, rispettivamente, 26, 27 e 33 ncdf). Deve infatti ritenersi che un rapporto fiduciario, quale è quello che lega l’avvocato al suo cliente (art. 35 Cod. Deont. Forense, ora 11 ncdf) non può tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia”, consistente nella completezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 giugno 2016, n. 159...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 140 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d. (ora, rispettivamente, 26, 27 e 33 ncdf). Deve infatti ritenersi che un rapporto fiduciario, quale è quello che lega l’avvocato al suo cliente, (art. 35 Cod. Deont. Forense, ora 11 ncdf) non può tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia”, consistente nella completezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2016, n. 140...
L’inadempimento al mandato per assenza all’udienza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28 In difetto di una strategia difensiva concordata con il cliente, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante ex art. 38 cdf il difensore di fiducia che non partecipi all’udienza, a nulla rilevando, peraltro, l’eventuale assenza di concrete conseguenze negative per il proprio assistito giacché ciò non varrebbe a privare di disvalore il comportamento negligente del professionista (Nel caso di specie, il professionista era rimasto ingiustificatamente assente nel corso di plurimi processi a carico del proprio assistito). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 28...
L’omesso adempimento del mandato Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realta' dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (ora, art. 27) (obbligo d’informazione), sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato del codice deontologico.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 ...
L’obbligo di (corretta e veritiera) informazione al cliente L’art. 40 CDF (ora, 27 ncdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone in ogni caso una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero. Un rapporto fiduciario quale quello che lega l’avvocato al cliente non puo' certamente tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale del “rapporto fiduciario” proprio consistente nella completezza, compiutezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 ...
L’obbligo di (corretta e veritiera) informazione al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 L’art. 40 CDF (ora, 27 ncdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone in ogni caso una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero. Un rapporto fiduciario quale quello che lega l’avvocato al cliente non può certamente tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale del “rapporto fiduciario” proprio consistente nella completezza, compiutezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della causa - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d. (ora, rispettivamente, 26, 27 e 33 ncdf). Deve infatti ritenersi che un rapporto fiduciario, quale è quello che lega l’avvocato al suo cliente, (art. 35 Cod. Deont. Forense, ora 11 ncdf) non può tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia”, consistente nella completezza e verità delle informazioni destinate all’assistito (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147...
L’obbligo di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione della sentenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 Il dovere di correttezza e di diligenza, di cui il dovere di informazione esplicitamente previsto dall’art. 40 c.d. (ora, 27 ncdf) è espressione, impone, anche al difensore d’ufficio, di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione di una sentenza, tanto più se di condanna, mettendolo così in condizione di valutare l’opportunità e la convenienza di interporre appello, altrimenti preclusagli in radice, a prescindere dalla inesistenza delle condizioni per proporre un’utile impugnazione, circostanza questa che può rilevare sul diverso piano della responsabilità professionale al fine di escluderla, ma non fa venire meno il dovere deontologico di informazione al cui adempimento il professionista è in ogni caso tenuto (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 147 ...
L’omesso adempimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (ora, art. 26) (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (ora, art. 27) (obbligo d’informazione), sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato del codice deontologico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 luglio 2014, n. 102...
L’obbligo di dare una informazione completa e vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83 L’art. 27 ncdf (già art. 40 cdf), nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone una corretta e veritiera informazione, in quanto il rapporto fiduciario che lega l’avvocato al cliente non può tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale consistente nella completezza, compiutezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 giugno 2014, n. 83...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (obbligo d’informazione, sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato) del codice deontologico, con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della cliente stesso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi sei). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 aprile 2014, n. 68...
Inadempimento al mandato professionale e false rassicurazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 (obbligo d’informazione, sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato) del codice deontologico, con violazione dei doveri di correttezza e lealtà nei confronti della cliente stesso (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di mesi tre). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 marzo 2014, n. 27...
Il dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2013, n. 218 L’avvocato è tenuto a dare notizie al cliente sullo svolgimento del mandato affidatogli, altrimenti pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del rapporto di fiducia che si deve instaurare tra il professionista ed il suo cliente e, nel complesso, lesivo del prestigio e del decoro dell’intera classe forense. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2013, n. 218 ...
La violazione dell’obbligo di informare il cliente sullo stato della pratica - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 101 L’avvocato è tenuto ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l’assistito ne faccia richiesta (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 luglio 2013, n. 101...
La duplice rilevanza deontologica dell’inadempimento al mandato professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2013, n. 5 L’avvocato che, pur continuando ad assicurare il cliente dell’avvenuta instaurazione del giudizio e dell’imminenza della sua positiva conclusione, non vi abbia in realtà dato seguito, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante sotto il duplice profilo dell’art. 38 c.d. (inadempimento del mandato, sotto la specie del mancato compimento dell’atto iniziale, con rilevante e non scusabile trascuratezza degl’interessi della parte assistita) e dell’art. 40 c.d. (obbligo d’informazione, sotto la specie della corretta comunicazione sullo svolgimento del mandato). (Nel caso di specie, l’avvocato aveva omesso di proporre appello, pur avendone ricevuto mandato dal cliente). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 20 febbraio 2013, n. 5...
L’obbligo di informazione (pre)suppone che questa sia vera - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 117 L’art. 40 CDF, nel disciplinare gli obblighi di informazione, impone una corretta e veritiera informazione a prescindere dalla innocuità reale o virtuale delle comunicazioni non corrispondenti al vero, giacché il rapporto fiduciario che lega l’avvocato al cliente non può certamente tollerare un comportamento che violi un aspetto essenziale quale appunto quello consistente nella completezza, compiutezza e verità delle informazioni destinate all’assistito. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 117...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 182 L’avvocato è tenuto a dare notizie al cliente sullo svolgimento del mandato affidatogli, ponendo altrimenti in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perchè lesivo del rapporto di fiducia che si deve instaurare tra l’avvocato ed il suo cliente e, nel complesso, lesivo del prestigio e del decoro dell’intera classe forense. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 5 novembre 2009). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 182...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 ottobre 2011, n. 166 Totale assenza di notizie – Violazione – Mancata prova di richieste di informazioni da parte del cliente – Irrilevanza Pur in difetto della prova di richieste di informazioni indirizzate dal cliente al proprio avvocato, viola il precetto deontologico di cui all’art. 40, co. 1, c.d.f. la totale assenza di notizie del professionista verso il proprio assistito durante un lungo arco di tempo (circa 14 mesi), entro al quale si siano svolte ben quattro udienze. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catanzaro, 12 novembre 2009). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 ottobre 2011, n. 166...
Doveri di probità, lealtà e fedeltà – Patrocinio simulato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154 Autentica di firme non apposte alla presenza dell’interessato – Truffa ai danni di Compagnie assicurative – Sanzione disciplinare – Misura Pone in essere un contegno connotato da particolare gravità l’avvocato che svolga attività giudiziale e stragiudiziale nei confronti di compagnie di assicurazione, ottenendo indennizzi per sinistri inesistenti o per danni inesistenti riferiti ai sinistri accaduti, senza avere mai avuto né ricercato contatti diretti con i simulati ed ignoti clienti per il fatto di aver ricevuto il conferimento degli incarichi direttamente dal titolare di una carrozzeria mediante la consegna al legale fogli con firme di procura alle liti mai apposte in sua presenza eppure autenticate unitamente a quelle risultanti sulle quietanze. Mediante il compimento di atti giudiziali e stragiudiziali, invero, il legale assume specifica responsabilità nei confronti del giudice e dei controinteressati (nel caso di specie, le società assicuratrici truffate), giacchè tali atti sono assistiti da una presunzione di affidabilità circa la liceità dell’interesse tutelato e l’autenticità dichiarata dal legale, per il fatto di provenire da un avvocato la cui iscrizione all’albo implica l’osservanza dei doveri di probità, lealtà e fedeltà nonché la consapevole assunzione di responsabilità connesse al rilievo pubblicistico della funzione difensiva. (Nella specie, il C.N.F. ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per la durata di mesi due irrogata dal C.d.O.). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Piacenza, 30 ottobre 2009) Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 ottobre 2011, n. 154...
Rapporti con la parte assistita – Obbligo di informazione – Omessa restituzione di documenti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 settembre 2011, n. 132 Violazione – Illecito permanente – Prescrizione dell’azione disciplinare – Dies a quo – Cessazione della condotta La violazione dell’obbligo di informazione e dell’obbligo di restituzione di documenti di cui agli artt. 40 e 42 c.d.f. configura un illecito disciplinare che ha, indiscutibilmente, natura permanente.Secondo principio consolidato, l’azione disciplinare si prescrive in cinque anni dalla commissione del fatto se questo integra una condotta deontologica di carattere istantaneo, che si consuma o si esaurisce nel momento in cui la stessa viene posta; qualora, invece, la violazione deontologica risulti integrata da una condotta protrattasi nel tempo, la decorrenza del termine ha inizio dalla data di cessazione della condotta medesima. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Massa Carrara, 20 novembre 2008). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 8 settembre 2011, n. 132 ...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione veritiera e corretta - Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011 Misura – Dovere di riservatezza – Formale cessazione dell’incarico – Irrilevanza L’art. 40 c.d.f., nel disciplinare gli obblighi (o la facoltà) di informazione al cliente, impone in ogni caso una informazione corretta e veritiera, a prescindere dalla virtuale innocuità delle false comunicazioni. Un rapporto fiduciario quale è quello che lega l’avvocato al suo cliente (art. 35 c.d.f.) non può infatti tollerare alcun comportamento che violi un aspetto essenziale della “fiducia”, consistente nella completezza e verità delle informazioni destinate all’assistito, mentre la maggiore o la minore gravità di siffatte violazioni può incidere soltanto sulla misura della sanzione applicabile (nella specie, quella dell’ avvertimento).Non incide sui generali doveri di riservatezza nei confronti dei clienti la circostanza della formale cessazione del mandato. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 5 febbraio 2009). Consiglio Nazionale Forense, decisione n. 112 del 18 luglio 2011...
Rapporti con la parte assistita – Inadempimento al mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 ottobre 2010, n. 116 Obbligo di informazione – Violazione – Omessa restituzione di documenti Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che ometta di informare il cliente sullo stato della causa e, di conseguenza, sull’esito della stessa, così venendo meno ai doveri di dignità, correttezza e decoro della professione forense in violazione degli artt. 38, 40 e 42 c.d.L’omessa restituzione al cliente della documentazione ricevuta dal professionista per l’espletamento del mandato va deontologicamente sanzionato, atteso che ai sensi degli artt. 2235 c.c., 42 c.d. e. 66 del R.d.l. n. 1578/33, che espressamente contemplano l’obbligo di restituzione, l’avvocato non ha diritto alcuno di ritenere gli atti e i documenti di causa nel caso in cui la parte assistita ne faccia richiesta, né può subordinare la restituzione del fascicolo o dei documenti al pagamento delle spese e dell’onorario. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Pescara, 8 novembre 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 ottobre 2010, n. 116...
Rapporti con la controparte – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 85 Dovere di comunicare emissione sentenza di condanna – Difensore d’ufficio in presenza di difensore di fiducia assente – Sussiste Il dovere di correttezza e di diligenza, di cui il dovere di informazione esplicitamente previsto dall’art. 40 c.d. è espressione, impone, anche al difensore d’ufficio, di comunicare tempestivamente all’assistito l’avvenuta emissione di una sentenza, tanto più se di condanna, mettendolo così in condizione di valutare l’opportunità e la convenienza di interporre appello, altrimenti preclusagli in radice, a prescindere dalla inesistenza delle condizioni per proporre un’utile impugnazione, circostanza questa che può rilevare sul diverso piano della responsabilità professionale al fine di escluderla, ma non fa venire meno il dovere deontologico di informazione al cui adempimento il professionista è in ogni caso tenuto. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Catania, 8 maggio 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 ottobre 2010, n. 85...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Violazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 giugno 2009, n. 59 Reiterazione – Sanzione della cancellazione – congruità La violazione dell’obbligo di dare informazioni ai clienti ex art. 40 C.D. e la sua reiterazione nell’ambito di pluirimi rapporti professionali e per di più in un ristretto ambito territoriale deve far ritenere giustificata la gravità della sanzione disciplinare della cancellazione dall’albo degli avvocati. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bolzano, 25 maggio 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 4 giugno 2009, n. 59...
Rapporti con la parte assistita – Richiesta di pagamento compenso per attività professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 dicembre 2008, n. 157 Illecito disciplinare – Insussistenza. Atteso che l’art. 40 sub I, c.d.f. obbliga l’avvocato ad informare il cliente “sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo”, non è ravvisabile l’illecito deontologico consistente nella richiesta al cliente di compensi eccessivi per l’attività svolta, allorquando il professionista, nel prospettare alla parte assistita i relativi costi, rappresenti verbalmente un importo soltanto generico, inidoneo come tale a configurare un preventivo vincolante nella quantificazione delle obbligazioni destinate a sorgere dal rapporto professionale. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Vicenza, 7 novembre 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 dicembre 2008, n. 157...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione – Dovere di diligenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 267 Viola il precetto deontologico dell’obbligo di informazione ex art. 40 C.D.F., oltre i precetti relativi al dovere di diligenza, lealtà e verità cui deve scrupolosamente attenersi il professionista, l’avvocato che ometta di informare la parte assistita del rigetto della domanda ed anzi fornisca alla stessa notizie inesatte circa il rinvio della causa riferendo che la domanda sarebbe stata accolta e che consegni copia della sentenza dopo ben due anni dalla data di comunicazione al suo studio. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Latina, 24 maggio 2005) Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 267...
Violazione doveri deontologici - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120 Sussiste la responsabilità deontologica dell’avvocato che ometta di informare i clienti in merito al mandato attribuitogli (art. 40 cod. deont.), “non ottemperi alla consegna dei documenti più volte richiesti dai clienti e che non risponda alle richieste del C.d.O. in merito agli esposti presentati contro lo stesso (art. 41 cod. deont.), chieda compensi manifestamente sproporzionati dell’attività svolta o comunque eccessivi (art. 43 cod. deont.), trattenga somme dovute alla Curatela dell’eredità giacente (art. 41 cod. deont.), ed infine violi i doveri fiscali omettendo di fatturare i compensi percepiti, comportamento che, in ragione del rapporto tra reddito professionale dichiarato e contribuzione previdenziale, lede altresì e direttamente i singoli avvocati quali iscritti alla Cassa di previdenza e assistenza forense. (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Bari, 18 aprile 2007). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 ottobre 2008, n. 120...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di informazione –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2007, n. 251 Violazione – Dovere di colleganza e collaborazione – Rapporti con il C.d.O. – Omessi chiarimenti – Illecito deontologico. Viola i doveri di correttezza e lealtà propri della categoria forense il professionista che ometta di riscontrare le numerose richieste di informativa sia telefoniche sia scritte del proprio cliente e che, a seguito della revoca del mandato, ometta altresì di restituire i documenti a suo tempo consegnatigli e riscontrare sia la missiva del nuovo legale sia le richieste di chiarimenti del COA. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. Roma, 23 novembre 2006). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2007, n. 251...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza – Dovere di informazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 145 Il comportamento del professionista che, contrariamente al vero, riferisca al cliente di avere depositato un’istanza di proroga dello sfratto entro un certo termine, integra violazione dei doveri di correttezza e diligenza, di cui il dovere di informazione, esplicitamente previsto dall’art. 40 del codice deontologico forense, è espressione (nella specie, è stata confermata la sanzione dell’avvertimento). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Modena, 24 aprile 2003). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2006, n. 145...
Rapporti con la parte assistita – Trattenimento somme a compensazione di onorari - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 giugno 2003, n. 197 Omesse informazioni – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che, non autorizzato, trattenga somme a compensazione di onorari e non dia informazioni alla parte sullo stato della causa e sull’attività svolta. (Nella specie è stata considerata cliente, e quindi avente il diritto all’informazione ex art. 40 c.d.f., non solo l’anziana rappresentata ma anche la figlia della stessa che aveva affidato l’incarico all’avvocato di tutelare la madre novantenne in una controversia con la collaboratrice domestica, assumendosi l’onere di farsi rilasciare formale mandato a vantaggio del professionista. E’ stata confermata la sanzione della censura). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 6 dicembre 2001). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 giugno 2003, n. 197...
Procedimento disciplinare – Contestazione dell’addebito –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 99 Correlazione con decisione – Richiamo a norme deontologiche diverse – Fatto contenuto implicitamente nel capo di incolpazione – Validità della decisione. La difformità tra fatto contestato e fatto posto a base della sentenza, determinante la nullità della stessa, si ha soltanto quando vi sia stata una immutazione tale da determinare uno stravolgimento della incolpazione originale, mentre non si verifica quando la decisione, pur facendo riferimento a norme deontologiche diverse da quelle richiamate nella contestazione dell’addebito, riguardi gli stessi fatti contestati e implicitamente contenuti nel capo di incolpazione. (Nella specie mentre nella contestazione si faceva riferimento agli articoli 40 e 42 c.d.f., relativi all’obbligo di informazione e restituzione di documenti, nel testo della decisione si richiamava, più esplicitamente, l’art. 47 c.d.f. relativo all’obbligo di informazione e restituzione di documenti nel caso di rinuncia al mandato). (Rigetta il ricorso avverso decisioni C.d.O. di Viterbo, 3 settembre 2000, 9 gennaio 2001, 14 giugno 2001). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 99...
Rapporti con la parte assistita – Omesso svolgimento del mandato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 118 Omesse informazioni al cliente – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, perché lesivo del dovere di diligenza, correttezza e probità propri della classe forense, l’avvocato che, dopo aver assunto un incarico defensionale e aver percepito un acconto, non svolga il mandato ricevuto, non informi correttamente i clienti sullo stato della causa e si renda agli stessi difficilmente reperibile. (Nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione dell’avvertimento). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Torino, 10 luglio 2000). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 maggio 2003, n. 118...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza e correttezza – Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 novembre 2000, n. 237 Mancato adempimento del mandato ricevuto – Omesse informazioni al cliente – Omessi chiarimenti al C.d.O. – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e in contrasto con i principi della deontologia forense l’avvocato che non dia corso al mandato ricevuto e ometta di informare sullo stato della pratica e non fornisca chiarimenti al C.d.O sul suo comportamento. (Nella specie, in considerazione dei precedenti disciplinari dell’incolpato, è stata ritenuta congrua la sanzione della sospensione per mesi due). (Rigetta ricorso avverso decisione C.d.O. di Monza, 6 luglio 1998). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 novembre 2000, n. 237...
Rapporti con i colleghi –Omesse informazioni al cliente - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 1998, n. 238 Rapporti con la parte assistita – Omesse informazioni al collega corrispondente – Omesso svolgimento del mandato – Omessa restituzione di documenti – Illecito deontologico. L’avvocato che dia false informazioni al cliente e al collega corrispondente sullo stato della causa a lui affidata, che ometta di svolgere il mandato ricevuto e non restituisca titoli e documenti avuti in ragione dello stesso, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del dovere di diligenza, probità e decoro propri della classe forense. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi nove). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Genova, 21 dicembre 1995). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 dicembre 1998, n. 238...
Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 dicembre 1998, n. 212 Omesso espletamento del mandato – Omesse informazioni al cliente – Omesse informazioni al collega dominus – Falsità del professionista – Abbandono di difesa – Illecito deontologico. Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del dovere di diligenza l’avvocato che ometta di espletare i mandati ricevuti, dia false informazioni al cliente ed al collega dominus sullo svolgimento della causa e abbandoni la difesa del suo cliente in un procedimento penale. (Nella specie in considerazione dei gravi eventi dolorosi che hanno colpito l’avvocato nel periodo di commissione degli illeciti la sanzione della sospensione È stata ridotta da mesi dodici a mesi tre). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 18 giugno 1996). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 dicembre 1998, n. 212...
Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la parte assistita –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 febbraio 1998, n. 4 Omessa informazione al cliente – Omesso espletamento del mandato – Illecito deontologico. L’avvocato che ometta di dare informazioni al cliente sulla data dell’udienza fissata per l’interrogatorio formale e non produca la documentazione dovuta e non provveda all’espletamento del mandato conferitogli, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante. (Nella specie in considerazione dei buoni precedenti, del mancato ricevimento di emolumenti, e della lievità del danno è stata ritenuta congrua la sanzione della censura in sostituzione della sospensione per mesi due). (Accoglie parzialmente il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 17-22 ottobre 1996). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 febbraio 1998, n. 4 ...
Rapporti con la parte assistita – Dovere di diligenza e di informativa –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 1991, n. 105 Omessa informativa alle parti assistite di un atto di appello – Censura. L’obbligo di diligenza costituisce uno dei cardini dell’attività professionale e tale diligenza deve estrinsecarsi non solamente nell’opera che l’avvocato svolge in difesa del cliente, ma anche tenendo informato costui di tutti gli eventi di rilievo che si verifichino nel corso della pratica giudiziale e stragiudiziale, soprattutto quando essi richiedano l’adozione di decisioni aventi influenza sull’esito finale della pratica stessa (nella fattispecie il professionista che, ricevuta la notificazione di un atto di appello, ometta di comunicare al suo cliente l’impugnazione, nonché di costituirsi, merita la sanzione della censura). (Accoglie parzialmente ricorso contro decisione Consiglio Ordine Roma, 17 maggio 1990). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 1991, n. 105...
Rapporti con i clienti – Dovere di verità, correttezza e diligenza –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 settembre 1989, n. 124 Omessa esecuzione di mandato, notizie false al cliente ed altri addebiti – Sospensione. Il professionista che, ricevuto ed accettato dal cliente mandato ad agire in giudizio con la fiduciaria apposizione di firme in bianco a margine di fogli uso bollo, successivamente non dia corso all’incarico, lasciando così prescrivere i diritti di credito del cliente e che, sollecitato a riferire in merito ad una causa, in realtà neppure introdotta, rassicuri il cliente fino a precisargli che la causa aveva avuto esito positivo, riferendo poi falsamente circa il buon esito delle conseguenti procedure esecutive, che abbia infine accettato d’interporre appello senza precisare al cliente che la sentenza era già passata in giudicato, viola gravemente il dovere di diligenza e scrupolosità che incombe ad ogni professionista nell’espletamento della propria attività professionale e merita la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di due mesi. (Rigetta ricorso contro decisione del Consiglio dell’Ordine di Roma, 7 aprile 1988). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 19 settembre 1989, n. 124...