Source: https://www.insic.it/Edilizia/Notizie/Prestazioni-energetiche-metodologie-calcolo-requisiti/4c706141-76ae-4af3-ad0c-7da5f24a7c7b
Timestamp: 2018-05-27 09:54:34+00:00
Document Index: 91303060

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 3']

Abbiamo visto la recente pubblicazione in Gazzetta (GU n.162 del 15-7-2015 - Suppl. Ordinario n. 39) degli attesi tre decreti del MISE in materia di efficienza energetica.
Cominciamo l'analisi del primo dei tre decreti (tutti datati 26 giugno) che riguarda le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e la definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.
Il Decreto 26/6/2015 "Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici" entrerà in vigore a decorrere dal 1° ottobre 2015.
Il Decreto era previsto dall'art. 4, comma 1 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (il decreto di recepimento della Direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia).
Definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, ivi incluso l'utilizzo delle fonti rinnovabili, nonché le prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici e unità immobiliari, nel rispetto dei criteri generali definiti all'articolo 4 comma 1 del D.Lgs. 192/2005 e riportati nell'Allegato I al nuovo Decreto.
Il Decreto si applica (art. 6) alle Regioni e alle Province autonome che non abbiano ancora adottato provvedimenti di recepimento della direttiva 2010/31/UE.
Per promuovere una applicazione omogenea, le Regioni, le Province autonome, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell'Ambiente collaboreranno e concorreranno per la definizione e l'aggiornamento:
a) delle metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici in conformità ai principi generali di cui all'art. 3 del DM 26/6/2015;
c) di sistemi di classificazione energetica degli edifici, compresa la definizione del sistema informativo comune anche in collaborazione con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri;
d) del Piano d'azione destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi zero, di cui all'art. 4-bis, comma 2 del D.Lgs. 192/2005;
Dopo un articolo di definizioni (articolo 2) si fa subito riferimento ai Criteri e metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici (Art. 3): per il calcolo d, si adottano le seguenti norme tecniche nazionali, nonché le norme riportate all'allegato 2
Le ulteriori metodologie di calcolo finalizzate alla redazione dell'attestato di prestazione energetica sono riportate nelle Linee guida nazionali di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 e nei successivi aggiornamenti previsti dall'art. 6, comma 12, del decreto legislativo.
Criteri e requisiti per la prestazione energetica
I criteri generali e i requisiti della prestazione energetica per la progettazione degli edifici e per la progettazione e installazione degli impianti, si legge nell'articolo 4, sono fissati dalla legge 9 gennaio 1991, n. 10, dal decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 e dalle ulteriori disposizioni di cui all'Allegato 1 del DM 26/6/2015.
Prevista, entro un anno dall'entrata in vigore del Decreto, la predisposizione di uno studio ENEA-CTI sui parametri tecnici dell'edificio di riferimento, al fine di verificare le caratteristiche delle tecniche costruttive, convenzionali e innovative, e per monitorare l'evoluzione dei requisiti energetici ottimali.
All'Art. 5 si riporta che i Criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari sono fissati dal decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74.
All'articolo 7 si stabilisce che gli strumenti di calcolo e i software commerciali per l'applicazione delle metodologie di cui al comma 1 dell'art. 3 del DM 26/6/2015 garantiscono che i valori degli indici di prestazione energetica, calcolati attraverso il loro utilizzo, abbiano uno scostamento massimo di più o meno il 5 per cento rispetto ai corrispondenti parametri determinati con l'applicazione di uno strumento nazionale di riferimento predisposto dal CTI sulla sui base verrà redatta una garanzia in forma di dichiarazione dello stesso CTI.
Nelle more del rilascio della dichiarazione, essa viene sostituita da un'autodichiarazione del produttore del software commerciale, in cui compare il riferimento della richiesta di verifica avanzata al CTI.
Inoltre, l'Enea, in collaborazione con il CTI predisporrà uno studio per valutare l'aggiornamento della classificazione degli edifici e degli spazi di cui al paragrafo 1.2, dell'Allegato 1, in relazione alle diverse condizioni di utilizzo, anche all'interno di edifici della stessa categoria.