Source: https://www.sentenze-cassazione.com/termini-per-impugnare-il-licenziamento/
Timestamp: 2019-08-18 17:04:29+00:00
Document Index: 53436279

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 378', 'art. 153', 'art. 153', 'art. 152']

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sentenza 6 maggio – 7 ottobre 2015, n. 20068
I giudici di Piazza Cavour hanno esaminato un caso di licenziamento soffermandosi su alcuni interessanti aspetti relativi alla decadenza dell’impugnazione dello stesso.
Nel caso di specie il ricorrente deduceva che, stante il carattere di atto unilaterale recettizio dell’impugnativa del licenziamento, il termine, imposto a pena di decadenza dell’impugnativa medesima, di cui all’art. 6, comma 2, legge n. 604/66, doveva farsi decorrere dal giorno in cui l’impugnativa si era perfezionata e, quindi, da quello in cui la stessa era pervenuta a conoscenza della parte datoriale destinataria. Con il secondo motivo, denunciando violazione di plurime norme di legge, il ricorrente, sempre a proposito della decorrenza del termine di decadenza di cui al precedente mezzo, ribadisce l’individuazione del dies a quo ivi indicata sul rilievo della scissione tra comportamento impeditivo della decadenza e perfezionamento della fattispecie impugnatoria, dovendo a tal fine aversi anche riguardo ai principi, applicabili analogicamente, enunciati dalla giurisprudenza in tema di decadenza relativamente alla notificazione degli atti processuali e, correlativamente, alla decorrenza del termine laddove si faccia riferimento al perfezionamento della notificazione medesima.
La Cassazione pero’ ha rigettato il ricorso compensando le spese del giudizio affermando che “Il termine di decadenza di cui al secondo comma dell’art. 6 legge n. 604/66, come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 38, legge n. 92/12, decorre dalla trasmissione dell’atto scritto di impugnazione del licenziamento di cui al primo comma e non dalla data di perfezionamento dell’impugnazione per effetto della sua ricezione da parte del datore di lavoro”.
- il termine di decadenza di cui all’art. 6, comma 2, legge n. 604/66, nel testo come da ultimo modificato dall’art. 1, comma 38 legge n. 92/12, andava fatto decorrere dal giorno di spedizione dell’impugnativa di cui al comma 1 del medesimo articolo e, nella specie, non era stato rispettato;
- contrariamente a quanto eccepito dal lavoratore, doveva ritenersi sussistere l’interesse della Società a svolgere domanda di restituzione della somma corrisposta in esecuzione del provvedimento conclusivo della fase sommaria e, nella specie, non era stata sollevata contestazione sulla quantificazione del credito.
L’impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato (…)”.
3.3 Entrambe le questioni non sono state trattate nella sentenza impugnata, che ha affrontato soltanto la diversa questione, sollevata in via di eccezione dal lavoratore (che “non ha contestato il diritto del datore di lavoro alla ripetizione delle somme in oggetto né l’avvenuto pagamento in esecuzione del provvedimento con il quale era stata definita la fase sommaria del giudizio”), del preteso difetto di interesse ad impugnare da parte della Società.
5. Con la memoria illustrativa ex art. 378 cpc il ricorrente ha richiesto, in via subordinata, di essere rimesso in termini, ai sensi dell’art. 153, comma 2, cpc ai fini dell’impugnativa del licenziamento. La richiesta non è accoglibile, posto che la decadenza di che trattasi è di natura sostanziale, onde al riguardo non è applicabile l’invocata disciplina, dettata in relazione ai termini processuali, come si ricava dallo stretto collegamento sussistente tra l’art. 153 cpc e il precedente art. 152 cpc, che fa inequivoco riferimento ai termini “per il compimento degli atti del processo”.