Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/11/operazioni-black-list-ariazioni-al-regime-sanzionatorio.html
Timestamp: 2018-12-12 13:52:22+00:00
Document Index: 102272351

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 110', 'art. 39', 'art. 110', 'art. 54', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 110', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 110', 'art. 1']

Operazioni black list: variazioni al regime sanzionatorio | Commercialista Telematico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21874 del 28.10.2016, è tornata sul tema della deducibilità dei costi black list.
Nel caso di specie la società contribuente aveva proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, con la quale era stata confermata la legittimità dell’avviso di accertamento notificatole a titolo di IRES, IRAP ed IVA del 2004, per recupero, tra gli altri, di costi ritenuti indeducibili ai sensi art. 110, cc. 10 e 11 del TUIR, in quanto relativi ad operazioni poste in essere con paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetti paesi black list: Cina, Hong Kong) e non separatamente indicati in dichiarazione.
Il giudice di appello, dopo aver ricordato che nel caso in esame si era in presenza di un accertamento analitico-contabile, ai sensi dell’art. 39, comma 1, del DPR n. 600/1973, con cui si contestava la violazione dell’art. 110, comma 11, del TUIR, e dell’art. 54 del DPR n.633/1972, affermava che l’inosservanza della previsione relativa alla separata indicazione degli ammontari richiesti in deduzione, riscontrata dall’Ufficio nella dichiarazione dei redditi, anche se non idonea ad integrare una violazione sostanziale, legittimava la mancata notifica dell’avviso previsto dall’art. 110, comma 11, del TUIR.
Quanto poi al disconoscimento della deducibilità dei componenti negativi di reddito per inosservanza dell’art. 110, c. 11, del TUIR, osservava che, ai fini della contestazione formulata dall’Ufficio, una volta riscontrata la mancata separata indicazione dei costi, relativi ad operazioni in Paesi a fiscalità privilegiata, dedotti nella dichiarazione dei redditi, l’applicazione delle esimenti avrebbe potuto conseguire solo all’assolvimento dell’onere probatorio posto a carico del contribuente, onere non assolto poiché la dichiarazione sostitutiva di certificazione prodotta dalla contribuente non poteva costituire prova idonea e sufficiente.
La società ricorrente denunciava quindi la violazione e falsa applicazione dell’art. 110, c. 11, del DPR n. 917/1986 per avere errato la CTR nel ritenere che il mancato rispetto della disposizione che prevede l’obbligo per l’Amministrazione di far precedere l’emissione dell’avviso di accertamento da un avviso con il quale viene concesso al contribuente termine di giorni novanta per fornire eventuali prove a suo favore, fosse privo di conseguenze sulla legittimità dell’atto.
Con altro motivo la contribuente denunciava poi la violazione e falsa applicazione dell’art. 110, cc. 10 e 11, del DPR n.917/1986 per avere ritenuto la CTR che dovesse darsi rilievo, per l’applicazione della norma, al luogo dove le operazioni erano state poste in essere e non, invece, al domicilio fiscale delle imprese cedenti e per aver ritenuto che la prova a carico del contribuente prescindesse dalla individuazione del domicilio fiscale dei soggetti con cui aveva intrattenuto rapporti. Il maggior numero delle operazioni commerciali, asseriva la ricorrente, erano del resto state svolte con società residenti in paesi a regime fiscale non agevolato.
Infine veniva denunciata la violazione del combinato disposto dell’art. 1, c. 301, della L. n.296/2006 e degli artt. 53 e 3 Cost. per avere la CTR ritenuto di non poter estendere al caso di specie la disciplina dell’art. 1, c. 301, della L. n.296/2006, ritenendo ancora efficace la precedente formulazione dell’art. 110 del TUIR.
La Corte di Cassazione, nell’accogliere il ricorso, evidenziava dunque che l’abolizione del previgente regime di indeducibilità dei costi relativi ad operazioni commerciali intercorse con soggetti domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata (cosiddetti black list), prevista dall’art. 1, cc. 301, 302 e 303 della L. n. 296/2006, ha carattere retroattivo, sicchè la deducibilità risulta ora subordinata solo alla prova dell’operatività dell’impresa estera contraente e della effettività della transazione commerciale, mentre la separata indicazione di detti costi è…
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