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Timestamp: 2016-10-25 08:53:11+00:00
Document Index: 39657425

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 23', 'art. 23', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 118', 'art. 161', 'arti\n11']

⭐REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. L Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha DECISIONE
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO L Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha pronunciato la seguente N.5/2005 Reg.Dec. N. 1 Reg.Ric. ANNO 2005 DECISIONE sul ricorso in appello n.1 del 2005 dell Adunanza Plenaria (n. 221 della 2004 Sezione), proposto dalla società STUDIO CASTIGLIONE s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Pierluigi Tricullo e Giammaria Camici, con domicilio eletto in Roma, via Monte Zebio, n. 30, presso lo studio dell Avv. Gianmaria Camici;; contro la società CREMONA FIERE s.p.a. (quale successore dell Ente autonomo manifestazioni fieristiche di Cremona) in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Antonio Andreoli e Angelo Clarizia, con domicilio eletto in Roma, alla via Principessa Clotilede n. 2; ; per l esecuzione della decisione della Sezione VI n del 21 giugno 2001; Visto il ricorso in appello, con i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio della società Cremona Fiere s.p.a.; Vista l ordinanza della Sezione VI n. 609/2005 del 21 febbraio 2005 con cui è rimesso alla Adunanza Plenaria il ricorso n. 221 del 2004; Vista la memoria 27/06/2005 della soc. Cremona Fiere; Visti gli atti tutti del giudizio; Relatore, alla pubblica udienza del 20 giugno 2005, il Consigliere di Stato Chiarenza Millemaggi Cogliani e udito l Avv. Camici Giammaria per la società Studio Castiglione s.r.l.; Considerato in:2 FATTO La Sezione VI di questo Consiglio di Stato riformando la sentenza del TAR per la Lombardia n. 25 del 2001, in accoglimento dell appello n del 2001 proposto dalla società STUDIO CASTIGLIONE s.p.a. con decisione n del 2001 aveva ordinato all Ente autonomo manifestazioni fieristiche di Cremona di esibire, alla suddetta s.p.a. Studio Castiglione, gli atti con cui, in data 17 luglio 2000, le ha revocato l incarico di broker assicurativo, per conferirlo ad altri. Nel giudizio di appello, su ricorso incidentale dell ente, si era posta la questione della assoggettabilità degli enti fieristici alla disciplina del diritto di accesso ed, in particolare, in ordine all applicabilità, a tali organismi, dell art. 25 della legge n. 241 del 1990 che riserva alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie in materia di accesso. La Sezione VI, con la citata decisione conclusiva del giudizio, richiamando la sua costante giurisprudenza rilevava che la normativa sull accesso era applicabile anche agli enti pubblici economici nel cui novero si collocava, appunto, l Ente autonomo manifestazioni fieristiche di Cremona. Il successivo ricorso avanzato avverso la sentenza, per motivi attinenti alla giurisdizione innanzi alla Cassazione, è stato dichiarato inammissibile sul riflesso che le questioni prospettate attenevano al merito e non alla giurisdizione. Successivamente, con ricorso proposto al Consiglio di Stato in sede di ottemperanza la CASTIGLIONE s.p.a. ha chiesto l adozione delle misure occorrenti per assicurare l esecuzione del giudicato nei confronti della s.p.a. CREMONA FIERE succeduta all ente pubblico economico (il ricorso è stato proposto direttamente al Consiglio di Stato risultando la sentenza di quest ultimo modificativa di quella di primo grado). La VI Sezione disponeva, con ordinanza interlocutoria, l acquisizione degli atti rivolti a realizzare la privatizzazione dell ente autonomo e una documentata relazione chiamata, tra l altro, ad offrire indicazioni sulla attività che la nuova società avrebbe dovuto esplicare.3 Nell udienza di discussione del 10 dicembre 2004, la Sezione disponeva la rimessione del ricorso all Adunanza plenaria del Consiglio di Stato in considerazione della complessità delle questioni che avrebbero dovuto essere risolte (in particolare la utilizzabilità dell ottemperanza nei riguardi di un soggetto privato). Le parti, in vista della udienza di discussione innanzi alla Adunanza Plenaria, hanno ulteriormente illustrato le loro ragioni. Il 20 giugno 2005 il ricorso è stato trattenuto in decisione. DIRITTO 1. Come si è ricordato in narrativa dopo la pubblicazione della decisione del Consiglio di Stato che, in accoglimento dell appello ha ordinato all ente pubblico economico (Ente autonomo manifestazione fiere di Cremona) di esibire il documento richiesto, è intervenuta la trasformazione (in attuazione dell art. 10 della legge n. 7 del 2001) dell ente predetto in società per azioni. Si fa valere in questa sede, nei riguardi della nuova società per azioni, in via di ottemperanza, la pretesa mirante a conseguire il documento di cui la sentenza del Consiglio di Stato ha imposto il rilascio all ente pubblico economico. Nella motivazione dell ordinanza di rimessione viene espressa qualche incertezza sulla possibilità di riconoscere la trasmissibilità ad un soggetto privato (qual è la nuova società per azioni) dell obbligo pubblicistico di esibizione dei documenti e con riferimento alla realizzabilità, nella via dell ottemperanza, di tale obbligo nei riguardi di una società di diritto privato.4 2. E da ritenere, anzitutto, con riferimento al primo dei dubbi sollevati nell ordinanza, che è fuori discussione nella specie il subingresso della società per azioni nell obbligo di esibizione del documento già facente capo all ente pubblico economico. E invero da escludere che possa costituire ostacolo alla successione della società per azione in tale obbligazione il fatto che la nuova società ha natura privatistica mentre gli obblighi di pubblicità e trasparenza (e, in primo luogo, quello di consentire l accesso ai documenti) gravano soltanto sui soggetti di diritto pubblico. Ed invero la giurisprudenza è venuta chiarendo, sin dall indomani della emanazione dell art. 23 della legge n. 241 del 1990, che le regole in tema di trasparenza si applicano oltre che alle pubbliche amministrazioni anche ai soggetti privati chiamati all espletamento di compiti di interesse pubblico (concessionari di pubblici servizi, società ad azionariato pubblico etc). La detta linea interpretativa ha ottenuto conferma legislativa con le modifiche apportate all art. 23 dalla cit. legge n. 241 del 1990 dalla legge 3 agosto 1999 n. 265 e, più ancora, con la recente legge n. 15 del 2005 che si è spinta fino ad iscrivere - agli effetti dell assoggettamento alla disciplina sulla trasparenza - tra le pubbliche amministrazioni anche i soggetti che svolgono (come nella specie) attività di pubblico interesse. Nessun dubbio è possibile poi sul fatto che, nella specie, la società per azioni è chiamata allo svolgimento degli stessi compiti già inerenti all ente pubblico economico. Come emerge dalla documentazione acquisita la nuova società per azioni (che ha ereditato i vecchi compiti in attuazione della legge n.7 del 2001) risulta, infatti, vincolata, secondo le norme statutarie, al perseguimento di quegli stessi fini istituzionali ai quali attendeva l ente pubblico soppresso ed a essa sono passati sempre per volontà statutaria - le risorse ed il personale della precedente istituzione. Non è poi pertinente il riferimento nella specie alle problematiche variamente risolte, che si sono poste con riguardo alla esecuzione di sentenze implicanti l adozione di atti autoritativi rese nei5 confronti di soggetti di diritto pubblico trasformati in soggetti privatistici sprovvisti di qualunque potere pubblico. Ed invero, nella specie, l obbligo pubblicistico di esibizione dell atto non si pone come incompatibile con l acquisizione della veste privatistica di società per azione conseguita dalla nuova istituzione risultando la detta società, per gli interessi pubblici perseguiti, sottoposta iure proprio al regime pubblicistico dell accesso. 3. Una volta accertato che l obbligo di provvedere all esibizione del documento deve ritenersi transitato nel nuovo soggetto di diritto privato è agevole fugare anche l ulteriore dubbio avanzato dall ordinanza in ordine alla realizzabilità con il giudizio di ottemperanza dell obbligo di esibizione del documento sancito dalla decisione del Consiglio di Stato nei riguardi dell ente pubblico economico (sentenza che non ha avuto fino ad oggi esecuzione). E sufficiente a questo riguardo rilevare che qualunque pretesa in tema di accesso fatta valere nei confronti di un soggetto tenuto a sottostare a tale obbligo (Pubblica Amministrazione in senso stretto, soggetti privati operanti nell interesse pubblico etc.) va esercitato, per espressa volontà legislativa, in sede cognitoria ed esecutiva, innanzi al giudice amministrativo in piena coerenza al carattere pubblicistico dei compiti di trasparenza e pubblicità di cui si reclama l adempimento. L esecuzione del giudicato nei riguardi della s.p.a. subentrata nell obbligo di esibizione conclamato dalla sentenza trova, quindi, legittimo svolgimento innanzi al giudice amministrativo (nella specie in unico grado innanzi al Consiglio di Stato che ha adottato la decisione di appello modificativa di quella di primo grado). 4. Chiariti gli aspetti che precedono, il ricorso deve essere accolto, ordinandosi alla società Cremona Fiere s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, i seguenti adempimenti:6 a) esibire alla società Studio Castiglione s.r.l., (con facoltà di estrarne copia) le lettere n. 1094/2B e 1093/2B del 17 luglio 2000 e le relative delibere degli organi dell Ente autonomo manifestazioni fieristiche di Cremona, che hanno revocato l incarico di broker alla suddetta società, conferendolo ad altro broker; b) comunicare, entro e non oltre giorni 15 dalla comunicazione e notificazione della presente decisione, la data (non eccedente i successivi 15 giorni dalla ricezione) e gli orari (iniziale e finale) nei quali un incaricato della società Studio Castiglione, munito di regolare mandato, potrà effettuare l accesso. Sin da ora questa Adunanza procede alla nomina di un Commissario ad acta, per il caso che la s.p.a. mantenesse ancora un comportamento inadempiente: Tali funzioni vengono conferite al Presidente della Giunta regionale della Regione Lombardia, con facoltà di delega da parte di quest ultimo ad un funzionario regionale con qualifica dirigenziale, affinché, avvalendosi anche, occorrendo della collaborazione della forza pubblica, compia le attività alle quali è tenuto il trasgressore, previa comunicazione da parte della interessata società Studio Castiglione del perdurante inadempimento della Cremona Fiere s.p.a.. Le spese del presente giudizio, comprensive della fase svoltasi davanti alla Sezione VI, devono essere poste a carico della Cremona Fiere s.p.a. ed in favore della società Studio Castiglione s.r.l., secondo quanto liquidato in dispositivo. P.Q.M. l Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e per l effetto: - I - ordina alla Cremona Fiere s.p.a, in persona del legale rappresentante in carica di dare esecuzione alla decisone della Sezione VI del Consiglio di Stato n del 21 giugno 2001, ed a tale fine:7 a) di esibire alla società Studio Castiglione s.r.l., (con facoltà di estrarne copia) le lettere n. 1094/2B e 1093/2B del 17 luglio 2000 e le relative delibere degli organi dell Ente autonomo manifestazioni fieristiche di Cremona, che hanno revocato l incarico di broker alla suddetta società, conferendolo ad un altro broker, comunicando all interessata - entro e non oltre giorni 15 dalla comunicazione e notificazione della presente decisione - la data (non eccedente i successivi 15 giorni dalla ricezione) e gli orari (iniziale e finale) nei quali un incaricato della società Studio Castiglione, munito di regolare mandato, potrà effettuare l accesso ai documenti sopra precisati; - II Nomina sin da ora Commissario ad acta - per il caso di persistente inottemperanza, da comunicarsi a cura della società interessata all adempimento - il Presidente della Giunta Regionale della Regione Lombardia, con facoltà di delega ad un funzionario regionale con qualifica dirigenziale, affinché, avvalendosi, occorrendo, della collaborazione della forza pubblica, compia le attività necessarie ad assicurare l accesso di cui sopra. Condanna la società Cremona Fiere s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, in favore della società Studio Castiglione s.r.l., al pagamento delle spese del presente giudizio di ottemperanza - comprensivo della fase davanti alla Sezione VI -, che liquida in complessivi 5.000,00=, oltre IVA e CPA come per legge; Ordina che la presente decisione sia eseguita dalla Autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio tenutasi il giorno 20 giugno 2005, con l intervento dei signori: Alberto de Roberto Presidente del Consiglio di Stato; Mario Egidio Schinaia Presidente di Sezione Paolo Salvatore Presidente di Sezione Raffaele Iannotta Presidente di Sezione8 Sabino Luce Consigliere Costantino Salvatore Consigliere Filippo Patroni Griffi Consigliere Giuseppe Farina Consigliere Corrado Allegretta Consigliere Luigi Maruotti Consigliere Carmine Volpe Consigliere Chiarenza Millemaggi Cogliani Consigliere estensore Pier Luigi Lodi Consigliere Presidente Consigliere Segretario Documenti analoghi
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