Source: https://www.focuslegale.it/mutuo-usurato-cliente-banca-ladrona/
Timestamp: 2019-08-20 02:23:35+00:00
Document Index: 136941321

Matched Legal Cases: ['art. 644', 'art. 2', 'art. 644', 'art. 2', 'art. 644', 'art. 1815']

Mutuo usurato: il cliente in croce e la parabola della banca ladrona - fOcusLegale - blog dell'avv. Marco A. Cavalli
Mutuo ed usura bancaria: quando l’istituto di credito fa il furbo a spese della clientela. Consigli utili per individuare e combattere i contratti bancari a rischio usura. Amen!
Ok, anni fa ti si è presentata l’occasione della vita e hai deciso di indebitarti per i prossimi venti o trent’anni. Hai trovato l’immobile adatto alle tue esigenze e, grazie a Dio, dopo tante ricerche, una banca caritatevole ti ha concesso un mutuo che dovrai rimborsare in qualche centinaio di rate mensili.
Nel frattempo qualche anno è passato e, ringraziando Dio, sei sempre puntuale nel pagamento delle rate del mutuo. Hai messo su famiglia e le esigenze, anziché diminuire, aumentano: il frigo nuovo, l’automobile più grande, le spese di condominio, pappe, pannolini, vestitini e asilo per tua figlia. Tutto procede tra tanti sacrifici ma le cose, per fortuna, vanno avanti.
Il mutuo, la tua croce!
In fondo stai vivendo la tua personale via crucis e ogni mese affronti tutte le scadenze, tra rinunce e tribolazioni, per il bene tuo e delle persone che ami.
Con spirito di sacrificio vai incontro alla tua mensile stazione di passione: la rata del mutuo è la croce di cui ti sei fatto carico.
C’è solo un problema: più procedi nel tuo cammino di redenzione, più il legno si fa pesante. E c’è ancora tanta strada da fare.
Senonché, leggendo qua e là su internet, vedendo la trasmissione “Le Iene” in tv, scopri che molto spesso gli istituti di credito applicano, ai contratti di mutuo stipulati con la clientela, interessi usurari.
Di fronte ad una simile notizia, diffusa sui media nazionali come certezza assoluta (quasi fosse un dogma), un legittimo dubbio ti assale: non sarà mica che anche il tuo mutuo è usurato?
Il concetto di “interesse usurario”, ancorché vago ed abbozzato, si insinua, nella tua mente, come il male da estirpare.
Non hai le idee chiare però ti riprometti di approfondire l’argomento.
In ogni caso, tieni pronti nel cassetto il contratto di mutuo ipotecario, l’allegato piano di ammortamento e gli estratti conto bancari con le rate saldate di mese in mese. Serve solo questo per ottenere una perizia econometrica che ti chiarisca le idee e ti illumini sul cammino verso Damasco.
Chi ti scrive non è l’arcangelo Gabriele, che mostra la via, ma solo un avvocato che ti spiega, in parole semplici, cos’è un mutuo usurato e cosa ciò comporta.
Usura bancaria: quando si verifica
L’usura bancaria si realizza quando, in occasione di operazioni di finanziamento (contratti di mutuo, leasing, factoring, apertura di credito, sconto fatture, finanziamento personale, ecc.), la banca addebita al cliente costi superiori a quelli ammissibili per legge.
Quando tali costi superano il limite di legge (c.d. “tasso soglia”), il contratto cui si applicano è usurato e la banca incorre in un illecito, civile e penale, sanzionato dall’ordinamento giuridico italiano.
Ma quali “costi” vanno conteggiati per accertare se il mutuo supera il tasso soglia? E come si individua questo limite oltre il quale il tasso di interesse è usurario?
La legge dice che vanno considerati tutti gli oneri connessi all’erogazione del credito: commissioni, remunerazioni e spese, a qualsiasi titolo dovute, con esclusione di imposte e tasse (art. 644, co. 4, codice penale e art. 2bis, decreto legge n. 185/2008, convertito in legge n. 2/2009).
E perciò, sono costi collegati all’erogazione del credito: gli interessi a qualsiasi titolo convenuti in contratto (siano essi legali, corrispettivi o moratori, secondo l’interpretazione autentica dell’art. 644 cod. pen.); le spese di istruttoria o per l’invio di ogni comunicazione, le spese di assicurazione del contratto e così via.
Individuati e sommati tutti i costi collegati al singolo “prodotto bancario” se ne potrà calcolare l’incidenza annuale sull’importo erogato dall’istituto di credito. A tal fine sarà necessario rivolgersi ad un esperto contabile per la redazione di una perizia econometrica.
Il mutuo è usurato quando la banca addebita al cliente costi superiori a quelli consentiti dalla legge. La “perizia econometrica” permette di accertare, in concreto, se gli interessi convenuti in contratto superano il tasso soglia.
Il limite del “tasso soglia”
Lo dice la legge: quando i costi addebitati al cliente superano una determinata percentuale annuale del capitale erogato (percentuale definita tasso soglia), si realizza un indebito arricchimento dell’ente finanziatore, tenuto al rimborso delle somme percepite in eccesso o al ricalcolo delle somme a corrispondersi.
Ciò significa che la remunerazione pretesa dalla banca sul credito finanziato è illegittima ed illecita; il comportamento attuato dall’ente finanziatore, poiché in contrasto con le norme di legge, è perseguibile penalmente e civilmente.
Come si determina il tasso soglia?
In base a quali criteri viene individuato il riferito tasso soglia, limite oltre il quale si realizza l’usura bancaria? Per comprenderlo, è necessario introdurre un ulteriore parametro, quello di “Tasso Effettivo Globale Medio” per brevità TEGM.
Il tasso soglia viene calcolato con riferimento al “Tasso Effettivo Globale Medio” (TEGM), pubblicato ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita Banca d’Italia (art. 2, legge n. 108/96).
Ogni trimestre Banca d’Italia redige, per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, un rapporto con l’indicazione della media annua degli oneri applicati, da banche ed intermediari finanziari, su determinate categorie di contratti di erogazione del credito.
I dati riportati trimestralmente da Bank Italia, vengono utilizzati come base di calcolo del tasso soglia (che, lo si ripete, è quel limite oltre il quale i costi, addebitati dalla banca al cliente, sfociano nell’usura e pertanto diventano illegittimi).
Quali sono i contratti bancari all’esame della disciplina anti-usura?
Rientrano all’interno delle categorie monitorate da Banca d’Italia (per le quali si applica, quindi, la disciplina sull’usura bancaria):
i contratti di mutuo (a tasso fisso e variabile)
il credito revolving (apertura di credito al consumatore rimborsabile ratealmente)
il credito finalizzato (finanziamento concesso per l’acquisto di un bene specifico);
il credito personale (finanziamento di somma al consumatore);
i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione;
il factoring ed il leasing immobiliare, strumentale, su autoveicoli od aeronavali;
gli anticipi e gli sconti, le aperture di credito in conto corrente, gli scoperti senza affidamento.
Se hai sottoscritto uno di questi contratti, il rischio usura è circostanza che non puoi escludere. Se vuoi fare un pò di chiarezza, fai l’analisi del tuo contratto bancario mediante una perizia econometrica.
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Come calcolare il tasso soglia (di riferimento)
Individuato il TEGM annuale per un determinato contratto di finanziamento, sarà semplice calcolare il tasso soglia mediante una operazione matematica facile, facile:
– per i contratti conclusi sino al 13.05.2011: il tasso soglia sarà pari al tasso effettivo globale medio aumentato della metà (TEGM + 1/2 TEGM).
– per contratti conclusi dal 14.05.2011: il tasso soglia sarà pari al tasso effettivo globale medio aumentato di un quarto, con l’aggiunta di ulteriori quattro punti percentuali (TEGM + 1/4 TEGM + 4%).
Una volta individuato il tasso soglia di riferimento, bisognerà verificare se, in concreto, il contratto stipulato con la banca superi tale limite. In caso affermativo il contratto sarà “usurato”.
A tal fine, è necessario rivolgersi ad un esperto contabile che, esaminato il contratto di mutuo, il piano di ammortamento ad esso allegato e gli estratti conto con le rate pagate, rediga una perizia che quantifichi, in percentuale, spese, remunerazioni ed oneri previsti in contratto. Laddove tale risultato sia superiore al tasso soglia, il contratto di mutuo sarà usurato.
In presenza di usura, sarà necessario interpellare la banca per la regolarizzazione del contratto non conforme a norma. In caso di rifiuto dell’istituto di credito, l’unica strada percorribile rimarrà quella giudiziaria.
ESEMPIO: in data 19.06.2016, l’avv. Marco Cavalli stipula con banca “SoldiQuasiRegalati SpA” un contratto di mutuo a tasso variabile dell’importo di 350mila euro, da restituirsi in 240 rate mensili.
Le rilevazioni trimestrali di Banca d’Italia prevedono, per i contratti di mutuo a tasso variabile stipulati nel periodo 1.04 – 30.06.2016, un TEGM pari al 2,72% del capitale erogato.
Il tasso soglia andrà così calcolato:
2,72% (TEGM) + 0,68% (1/4 TEGM) + 4% = 7,4%
Se il mutuo a tasso variabile, ottenuto dall’avvocato Marco Cavalli, avrà incluso spese, remunerazioni ed oneri per un tasso effettivo globale annuo superiore al 7,4%, il mutuo sarà usurato, con diritto del cliente al rimborso della somme corrisposte in eccesso o con diritto al ricalcolo delle somme a doversi.
Usura bancaria: sanzioni penali e civili
Sanzioni penali: per il reato di usura (art. 644 del codice penale) la legge commina la pena della reclusione da due a dieci anni e la multa da 5mila a 30mila euro. Tali sanzioni sono aumentate da un terzo alla metà se a commettere il reato di usura è una banca o un intermediario finanziario.
Non è sempre facile ottenere la condanna penale di una banca. Ti consiglio quindi di procedere, in prima istanza, in via civile per ottenere il rimborso degli eventuali interessi corrisposti in eccesso o per il ricalcolo delle somme a doversi.
Lascia l’azione penale (di per sé lunga, complessa e dall’esito estremamente incerto) come ultima strada.
Sanzioni civili: le clausole del contratto di mutuo che prevedono interessi usurari sono nulle ed il cliente ha diritto al rimborso delle maggiori somme pagate a titolo di interessi (poiché non dovute) ovvero al ricalcolo delle somme ancora a corrispondersi (con stralcio degli interessi non dovuti).
Ok, il mutuo è usurato e allora?
Le clausole contrattuali che prevedono interessi usurari sono nulle e nessun interesse è dovuto alla banca (art. 1815 codice civile). Questo significa che la banca non avrebbe diritto a remunerazione alcuna per il credito erogato e il mutuo si dovrebbe considerare a titolo gratuito!
Nota bene. Il condizionale è d’obbligo (nei fatti). Nel corso degli anni, si è sviluppato, sul punto, un orientamento giurisprudenziale che, in presenza di interessi usurari, comunque riconosce alla banca i soli interessi legali sul capitale erogato. Secondo questo orientamento la nullità colpirebbe le sole clausole contrattuali che prevedono costi oltre soglia, essendo comunque dovuti all’istituto di credito gli interessi legali nel frattempo maturati.
Questo indirizzo si è sviluppato a seguito di alcune istruzioni di Banca d’Italia (rivolte al circuito bancario) secondo le quali non andrebbero conteggiati, nel calcolo del tasso soglia, gli interessi moratori convenuti in contratto (poiché eventuali ed a carattere risarcitorio per l’inadempimento del cliente moroso). Tale orientamento tuttavia non tiene conto delle norme di legge che, con formula ampia, prevedono, invece, il conteggio di tutti gli oneri connessi all’erogazione del credito (con esclusione di imposte e tasse).
La battaglia è ancora aperta e sul punto ci sono sentenze dei tribunali che si esprimono sia in un senso, sia nell’altro. Gli interessi economici in gioco sono molto alti: è forse per questo motivo che alcuni tribunali, con una discutibile forzatura della norma di legge, stanno esprimendo, sul punto, valutazioni favorevoli agli istituti bancari.
Ad ogni modo ti consiglio di procedere ad un’analisi del tuo mutuo per verificare se in esso sono previsti interessi usurari. In caso affermativo, avresti diritto al rimborso delle maggiori somme pagate a titolo di interessi (non dovute) ovvero al ricalcolo delle somme che devi ancora corrispondere alla banca.
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