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Timestamp: 2019-09-23 09:00:53+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art 8', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 8']

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(continua nella sezione Rassegna stampa) Salvatore Cannavò, Il Fatto Quotidiano, 28 –XII-2012
“Salva-Ilva”, l’offensiva della Procura ricorso alla Consulta contro il governo
I giudici di Taranto impugnano il decreto che consente di proseguire le attività nonostante il sequestro disposto per »disastro ambientale»
Il conflitto tra magistratura tarantina e governo è in atto da tempo: le norme «salva Ilva», il famoso decreto n.207 convertito in legge, non sono andate per niente giù alla Procura ionica che, per difendere il proprio operato, punta ora, così come ipotizzato nelle scorse settimane, sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Così come era già stato fatto intendere negli ambienti giudiziari tarantini, i magistrati, quindi, hanno deciso di agire, inviando il ricorso alla Consulta, impugnando così il decreto legge che provocherebbe in pratica, secondo i magistrati inquirenti, «ingerenze» nella sfera di esercizio delle funzioni della magistratura indicate nella Costituzione. «Ingerenze» messe in campo dal ministro uscente dell’Ambiente Corrado Clini che, tra l’altro, presentò un emendamento per `bypassare´ il sequestro, determinato dalle decisioni della magistratura, dei prodotti finiti e semilavorati che giacevano sulle banchine dell’area portuale. L’emendamento elaborato per `sbloccare´ il milione e 700mila tonnellate di acciaio che erano sulle banchine portuali Ilva venne deciso da Clini perché, come spiegò lo stesso ministro in quei giorni, dava «coerenza» all’attività produttiva e alla commercializzazione. All’azienda, cioè, è stato consentito di commercializzare anche i prodotti realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto: una mossa fatta sulla scacchiera di questa difficile partita che, per i magistrati jonici, ha avuto però il significato di una forzatura, di una ennesima grave invasione di campo, mentre - si fa notare negli ambienti giudiziari - è in corso una indagine.
(continua nella sezione Ambiente) La Stampa, 27-XII-2012
Dal giornale on line PrimaDaNoi
Abruzzo. Bondi, Severino, Toto, Letta e Marini: i nomi che si intrecciano sullo scandalo di Bussi
Nell’ultima puntata di Report un approfondimento sui veleni, la gestione dell’emergenza ed il futuro dell’area
ABRUZZO. Il ministro Enrico Bondi, il collega Severino, la famiglia Toto e la reindustrializzazione e l’emendamento bipartisan Letta-Marini per far pagare la bonifica con i soldi pubblici: tutti a vario titolo incrociano lo scandalo dei veleni di Bussi.
Report di Milena Gabanelli nell’ultima puntata ha approfondito la vicenda del ritrovamento della discarica più grande d’Europa riproponendo temi e informazioni che localmente circolano da molti anni ed hanno riempito le pagine dei giornali dal 2007 quando fu ritrovata ufficialmente la discarica “dimenticata”.
«Enrico Bondi», ha detto Gabanelli, «si è trovato, la sorte ha voluto, che si trovasse sulla riva di un fiume inquinato e poi dall’altra parte sugli effetti prodotti da quell’inquinamento. Bondi è stato amministratore delegato della Montedison che possedeva lo Stabilimento di Bussi sul Tirino, della Snia Bpd che produceva i pesticidi i cui scarti di lavorazione sono stati trovati nel 2003 dalla centrale del latte di Roma controllata dalla Parmalat, proprio mentre Bondi gestiva la Parmalat. Abbiamo chiesto a Bondi un’intervista su questo argomento ma ci ha risposto che non è sua consuetudine concedere interviste. Poi c’è Paola Severino, oggi è ministro della Giustizia, nel 1993 avvocato difensore del vice di Bondi nella questione che riguarda le discariche non autorizzate di Colleferro, e fino all’anno scorso difendeva Montedison nel processo di Pescara…. Continua in www.primadanoi.it
MEGADISCARICA DI BUSSI. WWF: NO AL "SARCOFAGO DEI RIFIUTI", MOBILITAZIONE PER LA BONIFICA TOTALE
Comunicato del WWF 27/12/2012
Megadiscarica di Bussi sul fiume Pescara.
“Sarcofago” vista-fiume per la montagna di rifiuti, no al "regalo" a Toto e Solvay. Sì alla bonifica totale del sito.
L'Associazione: grazie alla trasmissione Report svelati i piani del Commissario Goio. Cittadini ed amministratori si mobilitino.
Il WWF ritiene inaccettabile la decisione del Commissario Goio di puntare al cosiddetto “sarcofago” per intervenire sulla famigerata discarica di rifiuti tossici Tremonti a Bussi, così come emerso durante l'inchiesta della trasmissione Report di Rai Tre andata in onda domenica 23 dicembre. Se venisse realizzata l'idea del Commissario una montagna di oltre 200.000 tonnellate di materiale tossico, compreso il suolo contaminato, rimarrebbe sotterrata per centinaia di anni a pochi metri dal Pescara, il principale fiume della regione.
(continua nella sezione Ambiente)
Il discorso di Roberto Benigni sulla Costituzione è stato per molti una rivelazione: rivelazione, innanzitutto, di principi fino a lunedì scorso, probabilmente, ignoti ai più; ma, soprattutto, rivelazione di ciò che sta nel nucleo dell’idea stessa di Costituzione. In un colpo solo, è come se fosse crollata una crosta fatta di tante banalità, interessate sciocchezze, luoghi comuni, che impedivano di vedere l’essenziale. Non si è mancato di leggere, anche a commento di quel discorso, affermazioni che brillano per la loro vuotaggine: che la Costituzione è un ferrovecchio della storia, superata dai tempi, figlia della guerra fredda e delle forze politiche di allora. Benigni, non so da chi, è stato definito “un comico, un guitto”. Il suo discorso è stato la riflessione di un uomo di cultura profonda e di meticolosa preparazione, il quale padroneggia in misura somma una gamma di strumenti espressivi che spaziano dall’ironia leggera, alla tenerezza, all’emozione, all’indignazione, alla passione civile. La Costituzione, collocata in questo crogiuolo di idee e sentimenti, ha incominciato o ricominciato a risuonare vivente, nelle coscienze di molti. È stato come svelare un patrimonio di risorse morali ignoto, ma esistente. Innanzitutto, è risultata la natura della Costituzione come progetto di vita sociale. La Costituzione non è un regolamento che dica: questo si può e questo non si può, e che tratti i cittadini come individui passivi, meri osservanti. La Costituzione non è un codice di condotta, del tipo di un codice penale, che mira a reprimere comportamenti difformi dalla norma. È invece la proposta di un tipo di convivenza, secondo i principi ispiratori che essa proclama.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Gustavo Zagrebelsky, La Repubblica, 22-XII-2012
Riceviamo da Augusto De Sanctis referente acque del WWF Abruzzo
DOMENICA INCHIESTA DI "REPORT" SUI FIUMI INQUINATI ABRUZZESI, PESCARA, SALINE E ALENTO
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-5845c785-c904-4666-8155-481a9b7f818f.html
Domenica prossima 23 dicembre la trasmissione di Milena Gabanelli REPORT, in onda su RaiTre dalle 21:30, si occuperà dei due Siti di Bonifica nazionali Bussi e Saline-Alento La grave situazione di inquinamento ambientale dei fiumi della regione, il Pescara, il Saline e l'Alento, sarà al centro della puntata e dell'inchiesta “ACQUA PASSATA” firmata dal giornalista Piero Riccardi.
Il WWF ha contribuito in maniera fattiva alla realizzazione dell'inchiesta con interviste, fornendo documenti e accompagnando sui luoghi i giornalisti. La situazione drammatica dei fiumi abruzzesi ritorna alla ribalta nazionale. Sul Pescara, sul Saline e sull'Alento, l'autore dell'inchiesta ha potuto constatare con i suoi occhi lo stato di gravissimo inquinamento, con discariche abusive che continuano ad appestare i corsi d'acqua. Ovviamente quello di Bussi si pone come uno dei più terribili casi europei di contaminazione delle acque, con la falda profonda inquinata fino a 100 metri di profondità da decine di sostanze tossiche e cancerogene, come Cloroformio, Dicloroetilene, Tetracloruro di carbonio, Tetracloroetilene, Tricloroetilene e con la contaminazione dei pozzi S. Angelo che fornivano l'acquedotto. Purtroppo il tema delle bonifiche è ampiamente sottovalutato nell'agenda politica, nonostante gli impatti ambientali e sanitari siano ormai largamente conosciuti. Solo quando esplodono casi come quelli dell'ILVA, in incubazione da decenni, ci si sveglia dal torpore. Lo studio Sentieri dell'Istituto Superiore di Sanità ha accertato che esiste un impatto sulla salute dei cittadini che abitano nei siti contaminati italiani. Purtroppo questo studio ha analizzato la situazione di 44 dei 57 siti nazionali escludendo i due siti abruzzesi. Le strutture regionali, dalle ASL all'Agenzia Sanitaria Regionale, non paiono in grado di saper dare risposte concrete ed efficaci su queste tematiche. Questo la dice lunga sul grado di considerazione dei problemi ambientali e dei conseguenti impatti sanitari dei cittadini delle strutture poste a tutela dell'ambiente e della salute.
il Comitato permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell'Ordine Repubblicano, nella ricorrenza del 43° anniversario della strage di piazza Fontana ha promosso una serie di iniziative per ricordare il 12 dicembre 1969. E' stata nostra premura comunicare il dettagliato programma delle manifestazioni concordate con l'Associazione Familiari delle Vittime di Piazza Fontana, a tutti gli organi di informazione. Ma abbiamo notato, a malincuore, una scarsa attenzione della stampa alle iniziative che il Comitato Permanente Antifascista quest'anno, come sempre, da 43 anni organizza per il 12 dicembre e al prezioso lavoro dei familiari che hanno promosso una serie di incontri con gli studenti delle Scuole medie Superiori di Milano e Provincia. Lavoro fruttuoso culminato nell'intervento di uno studente di una scuola media superiore di Milano, nel corso della manifestazione centrale svoltasi in piazza Fontana nel pomeriggio del 12 dicembre, dopo la posa delle corone. Siamo veramente preoccupati per il silenzio che col passare del tempo cala sulla terribile stagione delle trame neofasciste, sulle connivenze dei servizi deviati dello Stato, sui depistaggi, sulle coperture internazionali, fatti sui quali, nonostante l'impegno di onesti e scrupolosi magistrati, giustizia non è stata fatta. Abbiamo un compito ben preciso, quello della memoria: quanto accaduto 43 anni fa deve diventare parte della consapevolezza storica del Paese e dell'intera nostra città, non soltanto delle nuove generazioni ma anche dei tanti, dei troppi che hanno dimenticato. Per questo riteniamo che la stampa possa svolgere un ruolo molto importante nel tener viva la memoria dei gravi rischi che la democrazia italiana ha corso negli ultimi decenni, se non vogliamo che la storia si ripeta.
Nel ringraziarLa per l'attenzione, porgiamo cordiali saluti. Roberto Cenati Carlo Arnoldi Presidente del Comitato Presidente Associazione Familiari Permanente Antifascista Vittime di Piazza Fontana contro il terrorismo per la difesa dell'Ordine Repubblicano Presidente Unione Vittime Stragi Paolo Bolognesi
W la nostra Costituzione
“La più bella del mondo, poesia di straordinaria attualità”
…Roberto Benigni si è concentrato sulla modernità della Costituzione. Ha letto l’articolo 3, che prescrive l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E ha commentato: “Ma questo l’hanno scritto a Woodstock, è Imagine di John Lennon trent’anni prima…”. E ancora: “Mentre la legge vieta, ti trattiene, fa paura, la Costituzione spinge, ti protegge, ti vuole bene, è la nostra mamma, è tutto a favore. I dieci comandamenti sono tutti un no, la Costituzione è tutto un sì, è la legge del desiderio”.
Per quanto riguarda il lavoro, “se non c’è il lavoro, crolla tutto: la repubblica e la democrazia, che sono il corpo e l’anima delle nostre Istituzioni”. Poi il crescendo: “Ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio” ha detto Benigni,…“quando non c’è lavoro perdiamo tutti, perché quando lavoriamo modifichiamo noi stessi, è quella la grandezza del lavoro. Nella busta paga troviamo noi stessi: quella paga non è avere, è essere”…
Redazione Il Fatto Quotidiano, 17-XII-2012
Lettera del nuovo Sindaco di Lampedusa
(continua nella sezione Rassegna stampa) Giusi Nicolini
Giovedì 20 dicembre 2012, ore 15,30
Dedicata ai caduti di Selenyj Jar
E, in particolare, al tenente Medaglia d’oro Enrico Rebeggiani
Nell’interno, Programma del Convegno
Riportiamo in proposito l’articolo apparso il 12 dicembre su “Primadanoi.it”
Non mi viene in mente nessuna delle ricorrenti stragi americane che sia stata perpetrata da una donna. Al di là della modalità e degli strumenti, dunque, la dimensione di genere ci aiuta a collocare queste tragedia in un quadro un po' meno esclusivamente americano: in fondo, anche in Italia è in corso da un pezzo una strage ininterrotta, solo che invece di un omicidio di massa tutto in una volta con armi convenzionali si tratta di uomini che uccidono le loro vittime una alla volta, usando una varietà di armi, domestiche e non.
Uomini che non sopportano di non dominare più le donne, uomini che non sopportano di non riuscire a orientarsi e trovare un senso di sé, che non sopportano di vedersi sfuggire di mano i ruoli e le prerogative patriarcali su cui hanno investito la propria presenza nel mondo.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Alessandro Portelli, Il Manifesto,15-XII-2012
43 anni...
Amici e amiche, compagni e compagne: 43 anni fa, il 12 dicembre 1969 in piazza Fontana, nella sede della "Banca dell'Agricoltura", nella città di Milano esplodeva una bomba che uccise 17 persone e ne ferì molte altre. In rispetto alla memoria vi chiedo che tutti e tutte noi riflettiamo su questa prima strage di stampo neofascista a cui seguirono tante altre...
Una donna in magistratura
scrittrice, regista, attrice
Museo d’Arte “C. Barbella”
via C. De Lollis, 10 - Chieti
La giudice. Una donna in magistratura
Dal 24 settembre, in tutte le librerie, il libro d’esordio di Paola di Nicola:
un “diario pubblico” oltre le barriere linguistiche e culturali.
Paola Di Nicola è l'unica donna magistrato in Italia che sfida le regole della grammatica e i pregiudizi storici firmandosi "La giudice". Da qui il titolo del libro, che racconta e spiega perchè, per le donne, non sia tanto importante arrivare a ricoprire ruoli apicali quanto «esserci con il coraggio e la consapevolezza del proprio diverso punto di vista, dopo averlo focalizzato e valorizzato».
Sono trascorsi più di sessant’anni da quando la Costituzione, nel 1948, ha sancito il principio di uguaglianza fra i sessi, restando tuttavia ipocriticamente silente sull’accesso delle donne in magistratura. Oggi quasi un magistrato su due è donna. Il saggio offre l’occasione per riflettere su questa rivoluzione "silenziosa" vista attraverso un quotidiano affascinante e coinvolgente, che affronta temi difficili e complessi, come quello dell'imparzialità dei giudici. Imparzialità che però non significa neutralità rispetto al genere. Anzi, proprio la consapevolezza della differenza di genere può dare maggiori garanzie di giustizia specie per la donna che si misura costantemente con i pregiudizi culturali che accompagnano da sempre la sua vita professionale. I pregiudizi sono duri da estirpare ma ora, attraverso la voce dell’autrice, scopriamo il piacere di un vissuto e di un mestiere che abbraccia le vite degli altri in un unico manto che «traveste e nasconde»: la toga.
COMMEMORAZIONE DI VALERIO CIANFARANI
mercoledì 12 dicembre 2012 alle ore 17,00.
Sala Convegni – Biblioteca del Museo Nazionale Archeologico -Sovrintendenza Archeologica d’Abruzzo di Villa Frigery-Villa Comunale
“Valerio Cianfarani a cento anni dalla nascita: una vita per l’archeologia e la cultura del territorio. Memoria e Testimonianze di Collaboratori ed Allievi.”
MATE-associazione di promozione sociale
Comitato regionale CISC ABRUZZO
Confederazione Italiana Sport e Cultura
vi aspetta venerdì 14 dicembre per l'estrazione di bellissimi premi!
manca poco al nostro appuntamento
"A Cena con le storie migranti"!!
Per te stiamo organizzando tante sorprese!
Vieni a scoprire cosa abbiamo preparato per te!
Ti aspettiamo venerdì 14 dicembre alle ore 20:30 presso la Bodeguita del Vino (Via Pietro Nenni, 178 - zona Dragonara - Sambuceto)
Annalisa 3894438673
Stefania 3392918586
Palazzo della Provincia - via IV Novembre 119 - Roma
Ore 13.30 - Pausa pranzo in loco
Ore 14.30 - Ripresa del dibattito
Ore 15.30 - Tavola rotonda con le forze politiche di sinistra e centrosinistra
Le Associazioni Chieti nuova 3 Febbraio e Libera-Presidio di Chieti “Melissa Bassi”, Mercoledì 5 dicembre 2012, presso la sede di Confindustria di Chieti, hanno dato inizio alle Conversazioni serali sulla Legalità, colloqui tra magistrati-relatori e pubblico, confronti,scambio di esperienze, di conoscenze, di visioni del mondo.
Confindustria Chieti, da sempre attenta al tema della legalità ha ritenuto doveroso sostenere questa iniziativa appunto per rimarcare con forza l'impegno in difesa dei valori della legalità e della trasparenza.
L’incontro si è articolato in due momenti: la relazione introduttiva ad opera del magistrato Giuseppe Falasca della Procura della Repubblica di Chieti sul tema “Il perché delle regole-Legalità e Responsabilità” e un successivo momento dedicato agli interventi dei cittadini partecipanti.
Alla presenza delle Autorità e di circa cinquanta persone, il magistrato, dopo aver puntualizzato la necessità di discutere pubblicamente sul perché delle regole, ha spiegato i concetti di Legalità e di Responsabilità, il valore delle regole, la "convenienza" del loro rispetto per la crescita morale e civile della persona e della collettività, illustrandoli attraverso la Costituzione,i testi letterari, gli esempi concreti della vita quotidiana.
Con passione civile e con chiarezza, il pubblico ha evidenziato alcuni dei mali della Giustizia: il gran numero di leggi che genera ambiguità e confusione, la lentezza dei processi, soprattutto civili.
Il prossimo incontro sul tema “Prima di tutto la persona-La Costituzione e le Leggi” prevede l’intervento del magistrato Nicola Valletta del Tribunale di Chieti e si realizzerà giovedì 17 gennaio 2013, sempre alle ore 21,00, presso la sede della Confcommercio, via Santarelli, 219.
a cura di Chieti nuova 3 febbraio
in collaborazione con Libera-Presidio di Chieti “Melissa Bassi”
Mercoledì 5 dicembre 2012, ore 21,00
Palazzetto Confindustria, larghetto Teatro Vecchio, 4 Chieti
Il perché delle regole
interviene Giuseppe Falasca
magistrato-Procura della Repubblica Chieti
XX corso di Educazione alla Legalità
in collaborazione con l’A.N.M.-Sez. abruzzese
Scuola Media “G. Chiarini”, via Quarantotti, Chieti
incontro preliminare con la partecipazione di magistrati, docenti, genitori, soci di Chieti nuova 3 febbraio.
Partecipano le/gli Scuole Medie/Istituti comprensivi di Chieti V. Antonelli, G. Chiarini-C. De Lollis, F. Vicentini-M. Della Porta; di FARA FILIORUM PETRI-sedi di Casacanditella, Casalincontrada e di Roccamontepiano; di ORTONA, Istituti comprensivi n.1 e n.2; di RIPA TEATINA-Torrevecchia Teatina M. Buonarroti; di SAN GIOVANNI TEATINO-Sambuceto G. Galilei; di TOLLO-Canosa N. Nicolini PERIODO: dicembre 2012-maggio 2013
…Riporto una frase del Dalai Lama che mi sembra molto pertinente per costruire un futuro più giusto e dignitoso per tutti:
"Quello che mi ha sempre sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto." Franco Mastrangelo - NSC Lanciano
Corte di Cassazione, sentenza n. 5172 del 6 ottobre 1979
“il bene della salute… è assicurato all’uomo.. come uno ed anzi il primo dei diritti fondamentali anche nei confronti dell’Autorità pubblica, cui è negato in tal modo il potere di disporre di esso…. Nessun organo di collettività neppure di quella generale e del resto neppure l’intera collettività generale con unanimità di voti potrebbe validamente disporre per qualsiasi motivo di pubblico interesse della vita o della salute di un uomo o di un gruppo minore…” .
Decenni di attività industriale senza riguardo per le regole di protezione della salute e dell’ambiente hanno prodotto un disastro sul terreno e nei corpi di lavoratori dell’Ilva e di abitanti di Taranto. Nemmeno le istituzioni pubbliche ne escono indenni. E nemmeno i sindacati dei lavoratori, se è vero che nel corso degli anni la loro azione è stata timida e inefficace. Il disastro va oltre la dimensione ambientale e sanitaria e, come questa, lascerà ferite difficilmente rimarginabili. Snodi essenziali del sistema andrebbero ripensati, se ce ne fosse la forza e la capacità. Oggi si è davanti al dilemma che oppone salute e lavoro: il pericolo per la salute alla certezza della perdita del lavoro di molti, non solo a Taranto. Una situazione creatasi perché nel tempo si è tollerato che il problema crescesse fino a divenire drammatico. Il riferimento alla tolleranza rinvia alla responsabilità di governi e autorità loca li, che si sono dimostrati incapaci di disciplinare la con dotta dell’azienda. Non sorprenderebbe che quella tolleranza sia stata a lungo alimentata da connivenze, da pratiche corruttive, da scambi di favori a livello governativo e locale. Enorme infatti era il peso dell’Ilva, sia come capacità di interferire nella azione di controllo, che avrebbe dovuto essere svolta ai vari livelli governativi e locali, sia come possibilità di mettere sul tavolo le conseguenze sociali di ogni intralcio alla realizzazione delle politiche aziendali.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Vladimiro Zagrebelsky, La Stampa, 2-XII-2012
Cala il sipario sul ddl «ex Aprea», gli studenti esultano:
«È una vittoria del movimento»
… Il Ddl «ex Aprea» è passato a miglior vita. Antonio Rusconi, capogruppo Pd in commissione Istruzione al Senato, ha fatto notare che le modifiche al Ddl «faranno slittare i tempi di approvazione. È chiaro che, a quel punto, sarà difficile che si possa fare la terza lettura con le elezioni in vista». L'ingorgo di fine legislatura, e la campagna elettorale incombente, hanno seppellito un provvedimento votato un mese fa dal Pd alla Camera.
Esultano gli studenti dell'Uds, tra i primi ad avere sparato ad alzo zero contro una legge che avrebbe ridotto la rappresentanza studentesca, imposto ad ogni singola scuola l'adozione di uno statuto diverso, conferendo un potere predominante ai dirigenti scolastici e la libertà di accesso ai privati nel governo degli istituti. «È una vittoria storica per il movimento studentesco - afferma Roberto Campanelli, coordinatore Uds - ad averla fermata sono state le imponenti e partecipatissime proteste dell'autunno». La soddisfazione è d'obbligo perché «erano anni che il movimento non riusciva a bloccare un provvedimento di legge». Dello stesso tenore è la reazione della Rete degli studenti e dell'Udu.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Roberto Ciccarelli, Il Manifesto, 29-XI-2012
Parla il pedagogista Benedetto Vertecchi
«Questo sistema educativo produce frantumazione sociale, prevale una logica aziendale che ci riporta indietro di decenni»
Il professor Benedetto Vertecchi, come qualunque autorità della pedagogia sperimentale dotata di una prospettiva storica non sclerotizzata sul presente - insegna all'Università Roma Tre - è sempre «contento» quando gli studenti protestano. «Ma se manca la politica, non si va da nessuna parte».
Semplice. La Gelmini non aveva la più pallida idea di cosa fosse la scuola, e il ministro Profumo, che una certa idea dovrebbe averla visto che si spaccia per un «tecnico» e ha fatto pure il professore, dimostra di non sapere cosa significa sviluppare un sistema scolastico che è sull'orlo del fallimento. Al massimo si limita a bombardarci di luoghi comuni.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Manifesto 24-XI-2012
«No all'Imu per le scuole private e bonus alle famiglie che mandano i figli negli istituti cattolici»
Pochi giorni fa il governo aveva già dato 223 milioni di euro alle scuole paritarie, in deroga a tutte le esigenze di bilancio.
Il governo prova ad introdurre il pagamento dell'Imu anche per le scuole cattoliche paritarie e private a partire dal 2013, e la Conferenza episcopale italiana si affetta ad esprimere rumorosamente tutto il proprio disappunto: «Le scuole cattoliche si trovano in grandissima difficoltà. Sarebbe molto grave se dovessero chiudere, sia per i genitori, sia per l'intero sistema scolastico», ha detto ieri il presidente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, a margine dell'avvio dell'XI Forum del progetto culturale della Chiesa italiana, paventando quindi che l'Imu - da cui gli immobili non commerciali di proprietà ecclesiastica sono esenti - possa essere il colpo di grazia per gli istituti scolastici cattolici.
Il ministro dell'Istruzione Profumo, che già pochi giorni fa si era mostrato sensibile alle rimostranze dei vertici delle associazioni delle scuole cattoliche…, recepisce il messaggio e annuncia che si farà paladino delle scuole cattoliche in Consiglio dei ministri… Luca Kocci , Il Manifesto, 30-XI-2012
Un calcio all'austerity e una spinta ai diritti. Proposte concrete per un'altra Italia 29 miliardi per il lavoro, la pace e l'ambiente
Presentata la manovra 2013 contro rendite e privilegi. Mentre Palazzo Chigi annuncia nuovi tagli alla salute e non rinuncia ai nuovi cacciabombardieri F35.
Aliquota Irpef al 75% per i redditi sopra al milione. Tassa sui profitti al 23% come in Europa. Ferrovie per i pendolari. Reddito minimo e abolizione dei Cie.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Manifesto, 28-XI-2012
I nuovi padroni del mondo sono gli speculatori di borsa, che non hanno alcun interesse per il bene comune. Da quando è scoppiata la crisi nessuno è riuscito a mettere loro la museruola. Per quanto tempo le democrazie resisteranno a questa impunità?
(continua nella sezione Rassegna stampa) Ignacio Ramonet, Il Manifesto, 24-XI-2012
Maculopatia, escluso farmaco meno caro
Costa 20 euro ma non è registrato
La denuncia arriva dala Soi (Società Oftalmologica Italiana) che al congresso europeo di oculistica ha chiesto l'intervento dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il bevacizumab, economicissimo, oggi non è più prescrivibile a totale carico del servizio sanitario
MILANO - Costano fra 600 e 1200 euro a trattamento le nuove terapie intravitreali per la cura della maculopatia degenerativa senile (Dme), malattia degli occhi che porta alla cecità. Ce n'è però una che, con pari efficacia e sicurezza ma senza un'indicazione ufficiale per la Dme, costa 20 euro. Lo denuncia la Soi (Società Oftalmologica Italiana) che al congresso europeo di oculistica, a Milano, ha chiesto l'intervento dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).
Tra i farmaci registrati per la Dme, il ranibizumab costa 1200 euro a fiala, il pegaptanib 600 e il desametasone 1100 per trattamento.
L'alternativa sostenuta dalla Soi è il bevacizumab (20 euro a fiala), che blocca la crescita di nuovi vasi sanguigni ed è registrato in Italia per la cura dei tumori al colon, al retto, al seno e alla mammella, ma non per la Dme.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Giancarlo Cascini http://www.repubblica.it/salute/medicina/2012/09/10/news/, 10-IX-2012
LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEL FIUME PESCARA
REPORTAGE Dal Quotidiano IL CENTRO
Gli scarichi abusivi uccidono il fiume
Denunce in Procura
Censiti e monitorati 17 tubi tra la diga di Spoltore e la foce
Il Wwf: «Mercurio nella canaletta, accelerare la bonifica»
PESCARA - Mercurio alla foce, carte di rischio non aggiornate, argini che non vengono monitorati. E ancora, scarichi abusivi denunciati alla Procura insieme ad alcuni distributori di carburante per le barche. Sembra non finire mai l?elenco dei problemi del fiume Pescara. Una lista . che nell’ultimo anno si è arricchita anche del dramma del mancato dragaggio, che ha costretto la direzione marittima a chiudere il porto ormai 283 giorni fa. Chi decide di risalire il fiume in barca non può non accorgersi degli scarichi che costellano le sponde. Alcuni sono autorizzati, ovviamente, ma altri invece no. Dal 2010 ad oggi la Capitaneria di porto, che si occupa del monitoraggio e del controllo del fiume, ne ha censiti ben 17 soltanto nel tratto fra il porto e la diga di Villa Raspa di Spoltore. Per trovare i tubi, che il più delle volte sono occultati dalla vegetazione, sono dovuti intervenire anche gli uomini del Nucleo aereo che con delle apparecchiature speciali sono riusciti a scovare anche gli scarichi piazzati nei punti più nascosti.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Laura Venuti 22-XI-2012
VASCO BENDINI | MATTEO MONTANI
COSI’ LONTANI, COSI’ VICINI’
La mostra resterà aperta al pubblico dal 30 novembre 2012 al 20 gennaio 2013 con i seguenti orari:
mar-mer-gio-ven 10.00 - 13.00
sab-dom 10.00 - 13.00 / 16.00 - 20.00
Sono possibili visite guidate gratuite per gruppi, previa prenotazione telefonica (0871. 359801)
Per info: Fondazione Carichieti
CONCORSO INTERCULTURALE A FUMETTI
della provincia di Pescara e Chieti
CVM - Comunità Volontari per il Mondo, l'associazione Hamelin, il gruppo IGD, Coop Adriatica e Seacoop, promuovono un concorso di fumetti per le scuole medie dedicato al tema del dialogo interculturale.
Dopo il successo della prima edizione, "Fumetti al Centro" ritorna anche per l’anno scolastico 2012-2013 con l’obiettivo di sensibilizzare docenti e studenti delle scuole secondarie di primo grado al linguaggio fumettistico da una parte e all’educazione interculturale dall’altra…
Tutti gli insegnanti che vogliono partecipare al progetto con le loro classi possono scaricare il bando relativo alla propria zona di appartenenza. Il termine per le iscrizioni è il 17 novembre 2012, prorogato solo per l'Abruzzo fino al 30 novembre 2012.
I lavori potranno essere inviati successivamente non oltre il 30 marzo 2013.
Segreteria organizzativa per Chieti e Pescara:
Nizia Martino
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www.adriatica.e-coop.it
http://www.facebook.com/events/432497243476339/
La Commissione Bilancio della Camera ha annullato l’incremento dell’orario di lavoro dei docenti. Ma ha compiuto un inaccettabile passo indietro sui docenti inidonei
La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha eliminato l’assurda misura di aumento di un terzo dell’orario settimanale di insegnamento dei Docenti da 18 a 24 ore…
Domenico Pantaleo, segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza, CGIL
In questi tempi, pare che tutto ciò che i partiti toccano si trasformi in rifiuto
“…Vorremmo un partito che dicesse: il mio programma è la Costituzione, il ripristino della Costituzione, nella vita politica, nella coscienza degli italiani: uguaglianza, libertà, diritti civili senza veti confessionali o ideologici, partiti organizzati democraticamente. Qualcuno dei nostri politici sa quale entusiasmo si suscita quando si parla di queste cose con la passione che meritano? E quale senso di ripulsa, invece, quando si parla dei partiti?".
"Non bisogna generalizzare. Anzi, occorre aiutare a distinguere. Per questo, se un partito "toccasse" la Costituzione in modo corretto, per farsene il manifesto, ne uscirebbe nobilitato. Aggiungo: se lo facesse in modo credibile, otterrebbe una valanga di voti. Nel referendum del 2006, quasi 16 milioni di cittadini hanno votato per la difesa di questa Costituzione, contro le improvvisazioni costituzionali, magari coltivate per anni, ma sempre improvvisazioni". Gustavo Zagrebelsky, La Repubblica, 16-XI-2012
(continua nella sezione Rassegna stampa) Alice, Jeremy, Marie, Ricken, Aldine, Nick, Antonia, Pascal e il resto del team di Avaaz
“Incendi alla Seab troppo frequenti”- Chieti
…Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 16,30, (14 novembre) in un’area esterna ai capannoni della Seab, - ditta di Chieti scalo, di proprietà di Walter Bellia, presidente della società Chieti calcio, - dove erano stati scaricati rifiuti indifferenziati, soprattutto plastica e cartone. Quasi cento metri quadrati di immondizia hanno preso fuoco in pochissimi minuti. A dare il primo segnale del rogo una lunga colonna di fumo bianco …che ha sprigionato un intenso odore acre nell’aria. Difficile stabilire la causa dell’incendio che è stato affrontato in primo luogo dagli stessi operai della ditta che si occupa del trattamento dei rifiuti. In allarme anche i residenti di via Penne, dove le case sono state invase dal fumo…Trattandosi di rifiuti indifferenziati, i vigili del Fuoco di Chieti e di Pescara hanno dovuto procedere in più riprese per evitare che gli strati di materiale di scarto più profondi alimentassero nuove fiamme. Non è la prima volta che accade. Plastica e altro materiale andarono in fumo la notte tra il 19 e il 20 dicembre dello scorso anno…Y.F., Dal quotidiano Il Centro, 15-XI-2012
“La frequenza degli incendi”, commenta Giampiero Riccardo, coordinatore regionale Giovani IDV, “ è come minimo sospetta e avviene nell’inquietante silenzio e immobilismo dell’Amministrazione comunale. Non so se tutto ciò è destinato a ripetersi, ma a questa storia vanno messi dei punti”. Così con la collaborazione dei consiglieri regionali dell’IDV ha presentato un’interrogazione a Chiodi e agli assessori competenti “per sapere” se persistono le condizioni per il proseguimento in piena sicurezza delle autorizzazioni rilasciate ai titolari; se dalle analisi condotte dall’ARTA risulti compromessa la salubrità delle falde acquifere e delle colture situate nei pressi dell’impianto, nonché dell’aria in tutta l’area circostante…-Altro rogo divampò fra il 18 e il 19 luglio 2009-. Lo scorso 12 settembre, tramite un avviso pubblicato sul Bollettino Ufficiale-Regione Abruzzo, la Regione sospese per novanta giorni l’autorizzazione della Seab a trattare rifiuti. Ma il giorno dopo, Bellia dimostrò di avere tutta la documentazione necessaria per continuare ad esercitare…La sospensione fu revocata…”. Francesca Rapposelli, Il Centro, 16-XI-2012
…Come spiega Joseph Stiglitz (uno dei più autorevoli studiosi di economia pubblica, vincitore del premio Nobel nel 2001), un sistema tributario percepito come iniquo dalla popolazione distrugge coesione sociale. Che è la risorsa di cui più abbiamo bisogno per affrontare lo sforzo collettivo richiesto dalla crisi…Fabio Sabatini, Il Fatto Quotidiano 16-XI-2012
L'alternativa europea è possibile. In sei punti
Nuova tassazione, riforma Bce, Tobin tax, transizione ecologica, cancellare il fiscal compact, no alla concentrazione di potere
Al Forum Firenze 10+10 è stata lanciata la Rete europea degli economisti progressisti (European Progessive Economists Network) in un meeting promosso da Euromemorandum, Economistes Atterrés francesi, Sbilanciamoci! dall'Italia, Another Road for Europe, cui hanno partecipato gruppi di economisti, associazioni e think tank tra i quali Econosphères dal Belgio, Econonuestra dalla Spagna, il Transnational Institute, Critical Political Economy Network, Transform! e molti altri.
Ecco il documento elaborato dalla Rete:
L'European Progessive Economists Network ha raccolto gruppi di economisti, ricercatori, istituti e coalizioni della società civile che criticano le politiche economiche e sociali dominanti che hanno portato l'Europa alla crisi attuale.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Rete europea degli economisti progressisti
APPELLO PER LE POLITICHE 2013
«Cambiare si può», per una lista di alternativa
Bisogna costuire «un polo alternativo agli attuali schieramenti». Primi firmatari: Luciano Gallino, Livio Pepino, Marco Revelli, Chiara Sasso... appuntamento il 1 dicembre
Le differenze economiche e sociali crescono, le disonestà individuali o di gruppi sono diventate corruzione del sistema, la distanza tra stato e società e tra organi rappresentativi e cittadini non è mai stata così elevata. La possibilità di contare e decidere sulla propria vita e sul proprio futuro è quotidianamente frustrata da decisioni verticistiche e incontrollabili.
Così lo stesso desiderio di partecipazione politica si affievolisce, riducendosi a esplosioni di rabbia, alla fuga dal voto o all'adesione a proposte populiste (egualmente presenti dentro e fuori le forze politiche tradizionali). Prevale l'idea che non ci sia più nulla da fare perché ogni scelta è obbligata e «imposta dall'Europa» (cioè dai mercati). Il modello sociale europeo è cancellato dalle compatibilità economico-finanziarie in una concezione dell'economia che non lascia spazio alla politica.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Il Manifesto, 6-XI-2012
Airaudo, Fiom: nostri candidati? Solo se possono rappresentare una storia collettiva
«Ma per farcela servono i numeri»
«Io in lista? Non farò mai una scelta personale. Primarie? Si parla poco di lavoro, ma forse voterò. Anche lì si fa battaglia, voteranno molti lavoratori»
«Nell'appello dei 70 c'è un'analisi che condivido. Dovessi dettagliarla io direi che si stanno determinando tre grandi comportamenti: da una parte la ritirata dalla partecipazione, l'astensione o il rifiuto del voto; dall'altra, fra chi va alle urne, un voto su una proposta che raccoglie una protesta, quella delle 5 stelle, non liquidabile come populismo, e il tentativo, attraverso le primarie, di riattivare un percorso di partecipazione più tradizionale». Giorgio Airaudo, responsabile auto della Fiom, è la tuta blu più corteggiata dai partiti e dai movimenti della sinistra.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Daniela Preziosi, Il Manifesto, 6-XI-2012
La misteriosa resurrezione dei fasci littori al Liceo Scientifico “F. Masci” di Chieti
Due fasci littori furono sistemati, ben in vista, a fianco del proclama della vittoria del generale Armando Diaz, inciso sulla lapide collocata all'ingresso del Regio Liceo Scientifico “Filippo Masci”, probabilmente durante l'anno scolastico 1930-1931, quando l'Istituto si trasferì stabilmente nell'attuale sede. Erano simboli del fascismo trionfante anche in sede locale. Nel triennio 1920-1922 i fascisti chietini avevano conquistato il potere violentando gli oppositori con l'olio di ricino, col “santo manganello” e perfino con le armi da fuoco; assaltando e devastando le prime Camere del Lavoro; riducendo al silenzio i giornali antifascisti. Avevano partecipato alla marcia su Roma, guidati dal segaligno avvocato Francesco Giustino Troilo, segretario della federazione provinciale. In rapida successione, avevano conquistato il governo del Comune e della Provincia e la rappresentanza politica in Parlamento. Nel marzo del 1926 avevano ospitato il processo farsa agli assassini di Matteotti, difesi egregiamente anche da Giustino Troilo. L'11 febbraio 1929 avevano esaltato la superba vittoria del Duce con la sigla dei Patti Lateranensi tra lo Stato fascista e la Chiesa cattolica, ottenendo il sostegno dell'arc. Nicola Monterisi al trionfale plebiscito del 24 marzo e all'instaurazione di un regime clerico-fascista anche in provincia di Chieti.
Torino/Bologna, 7 novembre 2012
Apprendiamo che l'emendamento predisposto dalle Associazioni delle Vittime del terrorismo per essere inserito nella "Legge di stabilità" è stato ritenuto inammissibile, per estraneità alla materia e mancanza di copertura, dalla Commissione Bilancio della Camera preposta all'esame degli emendamenti.
L'emendamento avrebbe finalmente definito il corretto funzionamento ed il completamento della legge 3 agosto 2004, n. 206 "Nuove norme a favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice"
Questa è l'ennesima riprova di quanto non vengano sistematicamente e platealmente mantenuti gli impegni e le promesse dei vari ministri e autorità durante gli anniversari dei vari eccidi che hanno colpito il nostro paese.
Il Parlamento che all'unanimità ha votato vari ordini del giorno e i diversi Governi, che si sono succeduti negli ultimi quattro anni, e che si sono impegnati ad attuare l'applicazione integrale della legge e del suo completamento, hanno dimostrato ancora una volta di non voler mantenere le promesse nei confronti delle Vittime del terrorismo: proprio nei confronti di coloro che hanno versato il loro sangue per il Paese e che da oltre trenta anni attendono giustizia.
La legge di stabilità, che ha al suo interno impegni di spesa che potevano essere rinviati ( art 8) e che dovevano essere cassati (ponte di Messina), è la dimostrazione di come ancora una volta si è voluto umiliare le Vittime del terrorismo negando i loro sacrosanti diritti.
AIVITER-il VicePresidente Roberto C. Della Rocca
UNIONE VITTIME PER STRAGI- il Presidente Paolo Bolognesi
Firma la petizione urgente:
http://www.avaaz.org/it/make_shell_pay_b/?buLXbcb&v=19120
Tra pochi giorni il Parlamento della Nigeria potrebbe varare una multa di 5 miliardi di dollari contro il gigante del petrolio e dell?inquinamento Shell per una fuoriuscita che ha distrutto la vita di milioni di persone e dare il via libera a una legge che riterrebbe tutte le compagnie petrolifere responsabili per l'inquinamento e gli scempi che hanno causato. Siamo a un punto di svolta, ma se non ci faremo sentire ora i giganti del petrolio potrebbero farla franca.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Luciano Gallino, La Repubblica, 3 –XI-2012
Falcone e Borsellino venti anni dopo
Martedì 6 novembre 2012, ore 18,00
Auditorium del Museo delle Genti d’Abruzzo - Pescara
A cura di Area-Movimento per la giustizia-Magistratura democratica, della Provincia di Pescara, dell’associazione Chieti nuova 3 febbraio, dell’associazione Libera-presidio di Chieti, Libera-presidio di Pescara
“Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana” J. F. Kennedy
Domenica 4 novembre, dalle 9 alle 10,30 (e in replica dalle 10,30 alle 12) a vedere su TVQ NEWS (Canale 172 del Digitale terrestre) la prima puntata della trasmissione "Il mondo come io lo vedo", ideata e condotta da Antonella Allegrino.
Il tema è “Liberi e uguali”
Ospiti in studio o in giro per la città e il mondo:
Enrico Di Nicola, magistrato, già procuratore generale della Repubblica
Sylvia Pagni, musicista e cantante;
Giuliano Natale, collaboratore dirigente scolastico Ipsias "Di Marzio-Michetti" di Pescara;
Antonella Perlino, libera professionista Apviafax Traduzioni;
Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca provinciale di Pescara;
Mirko Frattarelli, segretario di Pescara dei Giovani Democratici;
Fabrizio Giuliani, coordinatore giovanile pescarese di Futuro e Libertà;
Andrea Parente, coordinatore pescarese di Giovani Italia/PdL Giovani;
Giampiero Riccardo, coordinatore regionale dei Giovani dell'Italia dei Valori.
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Voto seriamente allarmante quello di domenica in Sicilia e c'è poco da consolarsi con la vittoria di Crocetta (Pd, Unione di centro, Movimento Politico, Unione consumatori) con il suo 31% dei voti, che resta tuttavia al di sotto del 40% realizzato dalle altre liste di destra.
Il vero allarmante vincitore di questa prova elettorale è il partito degli astensionisti (di destra e di sinistra) che ha raccolto il 52,58% dei voti. E se poi aggiungiamo il 18,40% raccolto dai grillini, possiamo dedurne che due terzi dei siciliani si sono posti fuori dal sistema attuale dei partiti. Siamo proprio alla totale svalutazione del sistema politico: lo spread democratico si è messo in gara con quello valutario.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Valentino Parlato, Il Manifesto, 30-X-2012
"post" su Facebook del professor Roberto Leombroni
"Maledetta distrazione!"
Quasi tutte le mattine varco il portone del Liceo Scientifico “F. Masci” di Chieti. Ma solo stamattina (grazie a un collega che me lo ha fatto notare) me ne sono accorto. Sulla lapide commemorativa della prima guerra mondiale (“Proclama della vittoria” del generale Armando Diaz), posta esattamente di fronte all’ingresso, sono misteriosamente ricomparsi due fasci littori nuovi di zecca. Io, che mi ero abituato a vedere solo le tracce di quelli precedenti, evidentemente divelti a furor di popolo dopo il crollo del fascismo, sono rimasto basito.
Soprattutto perché non ne sapevo niente (come, immagino, la stragrande maggioranza dei docenti, degli studenti e del personale ATA del Liceo).
Dunque mi pare legittimo l'interrogativo: chi è il genio che ha architettato questa pensata? Tanto più che l’operazione deve essere stata compiuta alla chetichella, probabilmente in piena estate, quando la scuola era inattiva e quasi nessuno poteva accorgersene. E poi: chi lo ha deciso? Chi ha dato l'autorizzazione? Perché la comunità scolastica (Collegio dei docenti, Consiglio d'Istituto) non è stata consultata? Tutto odora di raggiro e immagino che adesso ci sarà il solito scaricabarile all’italiana.
A meno che qualcuno, onde nascondere inconfessabili nostalgie, non si barrichi dietro il risibile pretesto di voler “ristabilire la verità storica”. Qui mi permetto di ribadire qualche ovvia considerazione. È indubbiamente un “fatto storico” che su quella lapide, realizzata durante il ventennio mussoliniano, comparissero i simboli di quel regime. Ma è un “fatto storico”, altrettanto inconfutabile, che la reazione popolare, dopo la caduta del fascismo, abbia provveduto a rimuoverli, al fine di cancellare le tracce di un regime odioso che aveva portato il Paese nel baratro della seconda guerra mondiale. Ora, di grazia, perché si dovrebbe privilegiare la prima fattispecie di “fatto storico” sacrificando la seconda? Io non mi permetterei mai di chiedere l’abbattimento dei monumenti realizzati negli anni del fascismo (ad esempio, a Chieti, l’edificio della Camera di Commercio oppure quello dell’ex Dopolavoro), che hanno resistito al crollo del regime (e dove i fasci littori sono tuttora evidenti).
Ma qui si tratta di altro: c’è la volontà di ripristinare quei simboli là dove essi sono stati consapevolmente cancellati! A questo punto qualcuno potrebbe chiedere di riesumare i volti del duce, oppure gli slogan del regime (“Credere, obbedire, combattere”, “È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”) che comparivano sui muri di tutte le città italiane. E poi: potreste immaginare che in Germania a qualcuno possa venire in mente, in nome della “verità storica”, di ripristinare le svastiche o in Russia i monumenti a Stalin? Tutto ciò, inoltre, si verifica in un momento storico in cui sospetti vuoti di memoria hanno spinto qualcuno, nel Lazio, a dedicare un sacrario a Graziani, ignobile massacratore di Abissini innocenti, e qualcun altro a proporre la farneticante idea di intitolare a Mussolini un aereoporto di Forlì. E allora esigo delle spiegazioni da chi di dovere: chi è il responsabile di quell’operazione al “Masci” e qual è la reale motivazione che ha spinto a metterla in atto? Mi auguro che i docenti, gli studenti e il personale tutto del Liceo facciano sentire la propria voce in merito, chiedendo la rimozione immediata di quei simboli che offendono la sensibilità democratica dell’intera comunità scolastica."
Il porto in costruzione alla foce del fiume Alento
Lettera-relazione del magistrato Enrico Di Nicola
(La relazione si trova nella sezione Cultura)
Presidio di CHIETI Melissa Bassi
Si è costituito a Chieti il Presidio di "LIBERA" intitolato a Melissa Bassi, la giovane studentessa di Mesagne vittima dell'esplosione avvenuta a Brindisi nel maggio scorso di fronte alla scuola che frequentava.
Il Presidio, come scritto nella Carta d'Intenti, vuole:
1) informare e sensibilizzare i cittadini su eventuali tentativi di condizionamento dell’attività privata e pubblica, sul degrado del tessuto sociale ed economico, sulla pervasività del fenomeno mafioso
2) contribuire a promuovere la cultura della Legalità
3) sviluppare una rete tra associazioni e Istituzioni locali
4) promuovere un gruppo di studio e di ricerca sul fenomeno mafioso.
Per poter tradurre in pratica i fini predetti, il Presidio di Chieti si impegna a
a) realizzare incontri e seminari di autoformazione
b) creare gruppi di lavoro per la formazione nelle Scuole e promuovere iniziative di formazione di studenti e di cittadini
c) incentivare la partecipazione dei giovani ai campi di volontariato
d) individuare eventuali beni confiscati all’interno del territorio, monitorandone i percorsi
e) diffondere eventuali pubblicazioni delle ricerche effettuate.
Referente del Presidio Libera di Chieti Melissa Bassi
Tra i sette dell'Aquila non c'era Galileo
Sinceramente mi sento offesa per il modo superficiale e approssimativo con cui molta stampa ha trattato il caso degli scienziati condannati. E credo che lo siano anche moltissimi aquilani che hanno vissuto e subito il terribile terremoto del 2009. Si è subito sparsa la voce che gli esperti erano stati condannati per <<non avere saputo prevedere il terremoto>>. E in tanti, senza informarsi, senza approfondire, hanno cavalcato questa accusa maldestra e volgare, quasi che i giudici fossero degli affiliati alla Santa Inquisizione
C’è addirittura chi ha paragonato il caso alla famosa condanna di Galilei perché aveva osato scrivere che il sole non gira intorno alla terra come voleva il credo religioso di allora. Un paragone semplicemente ridicolo.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Dacia Maraini, Il Corriere della Sera, 28-X-2012
Il Processo - Dal contabile della Fox ai riflessi del caso Mills, ecco gli elementi dell'accusa
Quelle mail e la testimonianza di Tatò. Così i giudici hanno deciso la condanna
Le società - Nella sentenza si ricorda che è stato accertato fino alla Cassazione che le società offshore erano del Cavaliere
MILANO - Una mail, almeno 4 lettere, minimo 4 testimoni: non è in base al teorema del «non poteva non sapere», ma, all'osso,è in base a questi elementi che i giudici d'Avossa-Guadagnino-Lupo traggono in primo grado la «piena prova, orale e documentale, che Silvio Berlusconi abbia direttamente gestito» l'«ideazione» dal 1985, la «direzione», e poi anche da premier nel 1994 la «regia» di una «scientifica e sistematica evasione fiscale di portata eccezionale» attraverso «l'artificiosa lievitazione dei prezzi» dei diritti tv, prima nei frazionati passaggi infragruppo tra offshore solo apparentemente estranee a Fininvest/Mediaset, e poi tramite fittizi intermediari come il produttore americano Frank Agrama. Un'attività che l'ex premier ha «ramificato in infiniti paradisi fiscali con miriadi di società satelliti e conti», e «dalla quale ha conseguito un'immensa disponibilità economica all'estero, in danno non solo dello Stato, ma anche di Mediaset e, in termini di concorrenza sleale, delle altre società del settore»… Luigi Ferrarella, Il Corriere della Sera, 28-X-2012
Governati da un evasore
Anche per l' "intoccabile" è stata fatale la frode fiscale. La sentenza potrà essere modificata in appello, vanificata dalla prescrizione o annullata da un giudizio pendente, per questa causa, presso la Consulta. Ma oggi il tribunale di Milano, dopo dieci anni di indagine e sei di processo(tanti, troppi), dice una verità: Silvio Berlusconi è un evasore fiscale.
È inutile gridare al complotto ordito contro il nemico politico - la magistratura - perché il giudizio arriva ora che Berlusconi è politicamente già uscito di scena. E forse ora si capisce meglio il passo indietro dalla prima linea politica, in realtà frutto di un tempismo straordinario. Quattro anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici sono motivi sufficienti per lasciare il palcoscenico, per dire addio alle chimere quirinalizie e magari accontentarsi di uno scranno senatoriale. Né vale la smentita dell'interessato («nessuna connessione») se non a confermare l'evidenza di una fuga precipitosa dalla prossima contesa elettorale.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Norma Rangeri, Il Manifesto, 27-X-2012
Ormai da qualche settimana almeno la metà delle notizie nazionali è relativa a processi in corso, o inchieste giudiziarie, o sentenze (come quella sul terremoto dell’Aquila) che scuotono la coscienza pubblica. Come già avvenne per Tangentopoli, l’impressione è che il pettine della giustizia si imbatta in quella miriade di nodi che politica e società, per convenienza o per insipienza, non sono state in grado di affrontare e di sciogliere: l?Ilva di Taranto è il macroscopico esempio di come né l’intelligenza politica né la tutela sindacale né la vista corta degli interessi padronali abbiano saputo o voluto mettere argine a un male che solo i giudici hanno infine messo a fuoco. La situazione ravviva il vecchio dibattito tra giustizialisti e garantisti: per i primi la giustizia è il solo pezzo di Stato funzionante e salvifico, per i secondi il suo potere è abnorme e non più bilanciato. Ma la domanda cruciale è come gli altri due poteri, il legislativo e l?esecutivo, abbiano potuto diventare così inefficienti e screditati da lasciare che, in quasi tutti i campi, spetti alla magistratura la parola risolutiva. Un paese che va a ingolfarsi nei tribunali, dipende dalle carte bollate e non è capace di risolvere niente senza affidarsi a una sentenza non è (solo) un paese disonesto, è soprattutto un paese inetto. Michele Serra, La Repubblica, 27-X-2012
Ancora un paio di anni addietro, non avremmo immaginato che il suo personale destino politico potesse apparire irrilevante. Berlusconi aveva il monopolio della rappresentanza di un composito blocco sociale e della direzione del centrodestra. Oggi è tutt'al più un comprimario, sempre meno influente, sempre meno ascoltato all'interno del suo stesso partito. L'insieme degli interessi che aveva saputo tutelare ha trovato un garante ben più autorevole. Se Berlusconi ha deciso di ritirarsi, non è soltanto perché i sondaggi dicono che la sua immagine è in declino. Medita un passo indietro anche perché la sua «rivoluzione» ha trovato il legittimo erede.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Alberto Burgio, Il Manifesto,26-X-2012
(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 25-X-2012
Il ministro Grilli smentito sui conti, Napolitano gela i partiti
Non basta essere un governo «tecnico» per sopire la tendenza italica a camuffare fregature per favori. Il ministro Vittorio Grilli spiega che la «manovra» darà vantaggi al «99% dei contribuenti». Istat e Corte dei Conti, nel giro di poche ore, danno cifre indipendenti ma totalmente rovesciate: ci rimetteranno almeno 20 milioni di contribuenti e soprattutto quelli delle fasce di reddito più basse…Fr. Pi. Il Manifesto, 24-X-2012
La spirale infernale è sempre più evidente, nonostante gli sforzi per nasconderla. Ora persino il Fmi ammette che le politiche di rigore impoveriscono le società e alimentano la crisi che dovrebbero risolvere. L'Italia è un paradigma di questo stato di cose. Negli ultimi due anni sono state varate manovre correttive (contenere la spesa e aumentare le entrate), pari a circa 130 miliardi. L'ultima di questi giorni, odiosa perché colpisce chi soffre (un altro miliardo e mezzo alla sanità, al netto della riduzione di oltre due dei trasferimenti agli enti locali), i giovani (un altro miliardo di tagli alla scuola pubblica) e, come sempre, il lavoro dipendente. In particolare gli impiegati pubblici, che di qui al 2014 ci rimetteranno qualcosa come 7.000 euro a testa, senza considerare gli effetti dell'aumento dell'Iva. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, o quasi. Nell'ultimo anno il potere d'acquisto delle famiglie italiane si è ridotto di un altro 4,1% e i poveri sono aumentati del 15%. I consumi hanno registrato un calo del 4,5% e, mentre il 68% degli italiani dichiara di avere ridotto la spesa per l'alimentazione, il tasso di disoccupazione viaggia a gonfie vele verso l'11%. Se si dicesse la verità, si dovrebbe ammettere che i discorsi sull'imminente ripresa sono pure e semplici prese in giro, e ricordare che le previsioni per il 2013 oscillano tra -1% (Morgan Stanley) e -2,2% (Citigroup). Ma naturalmente di questo la propaganda di regime non parla, preferendo puntellare la periclitante immagine dell'ultimo (ad oggi) Uomo della Provvidenza.
Perché le cose procedano in questo modo non è un mistero. Questa crisi è un gigantesco affare per chi di affari nell'ultimo trentennio ne ha già fatti molti, lucrando sulla deregulation neoliberista e sulla privatizzazione post-democratica delle economie e delle istituzioni. Non è soltanto la fiera della speculazione finanziaria, è anche l'occasione per generalizzare il modello americano facendo piazza pulita degli ultimi diritti del lavoro, come insegnano la vicenda dell'art. 18 (e dell'art. 8), la vergogna degli «esodati» e l'ennesimo colpo inferto alle pensioni, con annesso piagnisteo della signora ministra… Alberto Burgio, Il Manifesto, 24-X-2012
EUROPA - ABRUZZO
LA BATTAGLIA PER L’ACQUA BENE COMUNE CONTINUA:
PARTE LA CAMPAGNA EUROPEA
Anche nei territori della nostra Regione inizia la raccolta firme per sostenere l’ ICE, l'iniziativa dei cittadini europei per l’acqua diritto umano universale.
Così come in Italia, in molti paesi europei l'acqua non è ancora considerata un diritto, ma una merce da vendere e comprare. Finalmente, però, è possibile sottoscrivere un proposta di iniziativa europea perché le risorse idriche siano messe fuori dal mercato e dai processi di privatizzazione in tutti i paesi europei.
L’ICE è un nuovo strumento introdotto dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore ad aprile del 2012 che consente ai cittadini ed alle organizzazioni della società civile di proporre alla Commissione Europea un'iniziativa legislativa, raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell'UE nell'arco di 12 mesi.
L' iniziativa, volta a frenare l’onda privatizzatrice sui beni comuni e a promuovere l’acqua come diritto umano universale, è stata tra le prime ad essere registrata dall' 'Unione Sindacale Europea dei Servizi Pubblici (EPSU), di cui fa parte anche la Funzione Pubblica CGIL.
Come Funzione Pubblica d’Abruzzo e Forum Abruzzese dei movimenti per l’acqua riteniamo importante utilizzare questo strumento per rafforzare l'azione comune del Movimento Europeo per l'Acqua e per portare in Europa la voce dei 27 milioni di italiani che il 12 e 13 giugno hanno votato per la gestione pubblica del servizio idrico.
E' POSSIBILE FIRMARE ONLINE!
per firmare e per scaricare materiali visita il sito http://www.acquapubblica.eu/
3381195358 - 3397244992 - 3479365368
SCANDALO BIOMASSE: VERGOGNA, MA IN CHE SCHIFO DI REGIONE VIVIAMO? E CHIODI, NON SA E NON DICE NULLA?
…Non bisogna mai smettere di indignarsi e questa è un'occasione esemplare non solo per farlo, ma per pretendere la massima chiarezza a tutti i livelli.
Pretendere dalla magistratura e dalle autorità competenti di verificare se tutto quanto viene descritto nell'articolo abbia rilevanza penale.
Pretendere a livello politico dal presidente Chiodi di chiarire se era a conoscenza dei fatti descritti, se li considera normali e corretti oppure indifendibili e passibili di decisi interventi per stroncare simili pratiche.
Pretendere da tutte le forze politiche un pronunciamento chiaro su questa vicenda, un loro giudizio e una dichiarazione inequivoca su come vorranno muoversi in merito.
Se tutto questo non avverrà non veniteci più a parlare di correttezza dei comportamenti o a farci lezione di morale e preparatevi ad un'ondata di vomito che vi sommergerà tutti. Tutto è spiegato nell’articolo del quotidiano on line Prima da Noi:
La partita si gioca in casa Araen (Agenzia regionale per l’Energia della Regione Abruzzo) ed i fondi si assegnano «per via del curriculum»
ESCLUSIVO. SANT’EUFEMIA A MAIELLA. Una manciata di ringraziamenti. Un grazie sentito alla Regione ed alla ditta che ha redatto il progetto vincente e che ha saputo interpretare, come pochi, lo spirito del bando.
Il sindaco di Sant’Eufemia a Maiella, Francesco Crivelli, “festeggia”. Da qualche giorno ha saputo che il suo Comune, insieme a pochi altri eletti, riceverà i finanziamenti per la costruzione di impianti a biomasse.
Il progetto di Sant'Eufemia risultato assegnatario di un finanziamento di 317.000 euro è stato redatto dalla ditta “Entrope”, di Popoli, che si occupa di consulenza e progettazione, a soggetti pubblici e privati, nei settori dell’ambiente e della gestione del territorio, dell’energia e dei servizi in genere.
Il titolare non è una persona qualunque ma un dipendente della Regione Abruzzo. E non un dipendente della Regione qualsiasi ma un professionista che lavora nell’Agenzia regionale per l’Energia della Regione Abruzzo (Araen). Insomma, lo stesso campo di azione della società privata, lo stesso dipartimento che decide chi finanziare e a chi dare i finanziamenti in campo energetico. Continua in www.primadanoi.it
I Vescovi:il petrolio? Una scelta irresponsabile
“I progetti di sfruttamento energetico non sanano la ferita della disoccupazione”
Dal documento “Per una Chiesa e una società custodi della terra d’Abruzzo e Molise”
“Noi, Vescovi delle Chiese che sono in Abruzzo e Molise, ancora una volta leviamo alta la voce per denunciare le ferite delle nostre terre, minacciate da progetti di sviluppoche sono invero segnati da gravi rischi ambientali, socio-economici e umani, in cui viene meno la tutela della vita e la custodia del creato, dono di Dio e impegno morale di tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Ci riferiamo ai progetti di sfruttamento energetico, in particolar modo, petrolifero, su cui ci siamo già pronunciati…In luogo di una vera “conversione” a progetti di crescita sostenibile, in ascolto della voce dei territori e delle popolazioni di cui abbiamo la cura pastorale, si confermano e si aggravano le scelte più rischiose per la salute e il benessere di tutti…Con l’eventuale realizzazione dei progetti di sfruttamento energetico non si sanerebbe la ferita della disoccupazione e della recessione, si accrescerebbe il senso di abbandono e di sopraffazione che le nostre genti percepiscono di fronte a chi esercita poteri decisionali, si avanzerebbe nella spogliazione del nostro ambiente naturale e della nostra economia agricola e turistica, in maniera irreversibile e irresponsabile...” G.D.T. Dal quotidiano Il Centro, 20-X-2012
Il petrolio abruzzese? Non serve
Convegno a Lanciano con Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice della facoltà di Matematica dell’Università della California, che si batte per difendere l’Abruzzo
Il nostro petrolio è una sostanza altamente impura, una fanghiglia corrosiva, melmosa e puzzolente che dovrebbe essere raffinata… Vogliamo un centro oli in mare per pulire lo zolfo oppure investire sul turismo, sull’ambiente, sul verde e sulle bellezze del nostro Abruzzo?...Dei rischi per la salute umane derivanti dalle attività estrattive di idrocarburi parla anche Lucio Zinni, presidente regionale Smg-Isde-Italia Medici per l’Ambiente “Non si muore di solo cancro. Ci sono numerose altre malattie le cui cause sono attribuibili alle sostanze inquinanti della filiera petrolifera…” Daria De Laurentiis, Il Centro, 21-X-2012
Abruzzo terzo in Italia per i protesti
Nei primi sei mesi del 2012, afferma Infocamere, sono stati notificati oltre 670mila protesti, 16 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2011 (+2,4%) per un valore totale di 1,642 miliardi di euro (-7,4%) rispetto al 2011). …E il Sud Italia appare l’area più in difficoltà, con un aumento del 6% dei titoli non onorati in tempo e dello 0,3% dell’importo complessivo. E’ la Valle d’Aosta la regione che ha visto il maggior aumento (+52%) di protesti nei primi sei mesi del 2012, seguita dal Molise (+22%)…, seguito dall’Abruzzo (+22,4%) e Sardegna (+15,7%).78. Il Centro, 21-X-2012
Un topolino senz'anima
La montagna ha partorito il topolino. Non senza qualche inganno.
Un secolo fa le indagini di Mani pulite sembravano avere «girato l'Italia come un calzino». Ma, nonostante le inchieste, gli arresti, i dibattimenti, le condanne, la mobilitazione della piazza e della stampa, i processi di allora non hanno lasciato tracce durature nel sistema.
A poco a poco, i fattori extragiudiziari che avevano favorito inchieste e processi si sono modificati e i promessi interventi istituzionali tesi a prevenire e disincentivare la corruzione sono come evaporati. Alla fine, il cuneo aperto con Mani pulite si è rinchiuso confermando la regola secondo cui la giustizia può colpire alcuni forti ma alla lunga, senza cambiamento politico, è impotente di fronte alla categoria dei forti complessivamente considerati. Accade così che, a pochi lustri dai processi per la Tangentopoli milanese, due loro protagonisti concludano amaramente che «Mani pulite è stata inutile, ma anche controproducente: inutile perché non mi pare che abbia causato un contenimento della corruzione; controproducente perché ha confermato il senso di impunità che già prima accompagnava questo tipo di reati» (Gherardo Colombo) e che «per l'attività di contrasto alla corruzione in Italia potrebbe rivelarsi addirittura profetico quanto Joseph Roth scriveva a proposito della protagonista di uno dei suoi racconti: "Nessuno aveva desiderato che restasse in vita e perciò era morta"» (Piercamillo Davigo). È in questo contesto che si colloca l'approvazione del disegno di legge sulla corruzione.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Livio Pepino, Il Manifesto, 20-X-2012
Subito la legge anticorruzione
"La legge anti-corruzione così non basta: approvatela subito ma serve più coraggio"
Per Roberto Saviano, il ddl anticorruzione "così com'è impostato, non va bene, non basta. Il provvedimento deve essere rafforzato sul falso in bilancio, sul voto di scambio, sulla concussione e in altre sue parti fondamentali. Quella legge, sulla cui necessità si sono espressi oltre 300 mila cittadini aderendo con me all'appello di Repubblica, va approvata con urgenza, ma senza scendere a compromessi"…Huffington Post, da “La Repubblica”, 15-X-2012
COMUNICATO STAMPA 22.09.2012. CORRUZIONE, CONTRIBUENTI.IT: ITALIA + 68% NEL 2012, PRIMATO EUROPEO.
ROMA - L'Italia e' il Paese europeo con la più alta corruzione, +68% nei primi 6 mesi del 2012, raggiungendo un giro d'affari di 62MLD di euro all'anno. Lo rileva un'indagine del Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it Magazine dell' Associazione Contribuenti Italiani, che ha elaborato dati economico-statistici dei singoli stati europei. Dopo l'Italia, nella lista nera figurano la Bulgaria con +66%, la Romania con +62%, l'Ungheria con + 55%, la Polonia con +51%, la Slovenia con +46%, il Portogallo con +43%, la Spagna con + 42%, Cipro con +39% e l'Estonia con + 38%. Fanalino di coda la Francia con + 12%, l'Austria con + 12%, la Germania con +10%, il Lussemburgo con + 8%, l'Olanda con +5%, la Norvegia con +1%, la Svezia con -2%, la Norvegia con -5%, chiude la Danimarca con -12%.
Sopravviverà la democrazia italiana alle cinque crisi che la stanno pericolosamente avvolgendo? Mai, nella storia della Repubblica, si erano manifestate insieme, e via via sempre più intrecciate, una crisi istituzionale, una politica, una civile, una economica, una sociale.
Cogliamo ogni giorno i frutti amari e avvelenati di una cosiddetta Seconda Repubblica nata dall’improvvisazione e dall’imprevidenza, di un dissennato “bipolarismo feroce” (copyright del direttore di Avvenire), di una lotta politica degenerata in rissa continua, del degrado del linguaggio, della fine del rispetto dell’altro, di una regressione culturale senza fine.
La crisi civile e morale ci avvolge. Implacabili, i quotidiani bollettini di guerra ci indicano i protagonisti di una torbida stagione vissuta all’insegna della cancellazione d’ogni confine tra lecito e illecito, tra privato e pubblico. Ma gli arrestati, gli indagati, gli autori di furti legali non sono soltanto gli occasionali “testimonial” di vicende corruttive, le “pecore nere”, le “mele marce”. Si rivelano ogni giorno di più come l’avanguardia di schiere infinite, gli emuli a ogni livello di chi si è scritto leggi ad personam e ha coltivato conflitti d’interesse. (continua nella sezione Rassegna stampa)
Stefano Rodotà, www.flccgil.it, La Repubblica, 16-X-2012
Il bagliore dei lumi e la Democrazia oscurata nel tempo della globalizzazione
Convegno promosso da IRES (Istituto Ricerche Economiche e Sociali)
Giovedì 18 ottobre 2012, ore 17,30, libreria Feltrinelli, Pescara
Relatori: Antonella Astolfi, Silvana Prosperi, Roberto Campo e Mario Boyer.
Libertà e Giustizia- circolo di Pescara-Abruzzo
in stretta collaborazione con ANPI, comitato provinciale Pescara "Ettore Troilo", e con la collaborazione di Fondazione Pescarabruzzo, Fondazione Accademia d'Abruzzo e Biblioteca Provinciale G. D'Annunzio, ha organizzato una serie di conferenze-dibattito dal titolo "Democrazia Economia Europa" (Democrazia come bene da difendere; Economia come problema da affrontare; Europa come obiettivo da perseguire).
L'obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla presa di coscienza del "cittadino europeo" offrendo al dibattito strumenti conoscitivi, approfondimenti e proposte per il MONDO di OGGI.
La prima conferenza-dibattito è fissata per il lunedì 22 ottobre 2012, alle ore 18:00, presso la sala Figlia di Jorio della provincia di Pescara - piazza Italia 1. Il relatore sarà Alfio Mastropaolo, professore ordinario di Scienza politica presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Torino e direttore del Dipartimento di Studi politici e coordinatore della Scuola di dottorato in Scienza politica e Relazioni internazionali della stessa Università.
VENERDI' 26 OTTOBRE 2012 - ORE15.30
Sala convegni CARICHIETI
via Colonnetta, 24 - Chieti Scalo
L’orgoglio perduto di Milano ostaggio dei poteri criminali
C’era una volta la città-ombelico del mondo culturale e produttivo
Sono arrivato a Milano nell’autunno del 1954, conquistato dalla possibilità di andare a teatro quasi ogni sera, e siccome eravamo giovani funzionari televisivi, gli attori e i registi che venivano in Studio 1 ci trovavano sempre i biglietti omaggio. Le starlette di allora, annunciatrici, presentatrici, comparse, venivano dopo lo spettacolo con noi, giovanotti squattrinati, e andavamo a ballare al Santa Tecla. Quelle tra loro che avevano bisogno di denaro facevano, accollatissime, i fotoromanzi o, in camicetta e jeans, apparivano sui muri della città mentre spalmavano il Ducotone. La peccatrice ufficiale del Santa Tecla andava vestita di nero, col trucco chiaro di luna, e si faceva chiamare Olivia l’esistenzialista. Hanno poi sposato tutte impiegati, garagisti, venditori di aspirapolvere. (continua nella sezione Rassegna stampa) Umberto Eco, www.liquida.it, da “La Repubblica”, 13-X-2012
Contro i tagli alla scuola e per il diritto allo studio e al lavoro oggi sciopero nazionale della Cgil e manifestazioni in novanta città. Insegnanti e studenti di nuovo insieme dopo l'ultimo attacco all'istruzione pubblica varato dal governo con la «legge di stabilità»
Appello per il ritiro del disegno di legge n. 953 (ex legge Aprea) sulla Scuola
Per aderire inviare una mail a:
specificando cognome, nome professione e città
Ricordate la bella battaglia che abbiamo fatto insieme come Associazione NonUnodiMeno (con ReteScuole Crema) per contrastare la chiamata diretta dei presidi e che ha portato ad un primo risultato positivo con il ricorso del Governo alla Corte Costituzionale? Adesso vi chiediamo se volete essere tra i firmatari di questo Appello per il ritiro del disegno di legge n. 953 (ex legge Aprea). Vogliamo fermare questo DDL ora. Non si capisce infatti per quale ragione si dovrebbe approvare questa Legge con i rapporti di forza presenti in questo Parlamento. Siamo contro questa "urgenza" che mette in gioco quell’organo costituzionale che è la Scuola Pubblica Statale.
Il disegno di legge n. 953, che è stato approvato nella VII Commissione della Camera in sede deliberante ed è poi passato al Senato, sottrae al dibattito parlamentare in Aula una materia delicatissima e, quel che più conta, esclude il mondo della scuola e nega ai diretti protagonisti il diritto di partecipare alle scelte che riguardano il futuro della scuola.
La scuola per i governi italiani è una faccenda di spese da ridurre, non è nient'altro che questo. Quello che dovrebbe essere il cuore di ogni società viene trattato alla stregua di un'unghia incarnita. A furia di ricevere scarsa considerazione, anche tra chi ci lavora dentro si è fatta strada un’ottica che tende a rimpicciolire le straordinarie esperienze dell’insegnare e dell’imparare.
Forse non serve un giorno di sciopero se poi si ritorna rassegnati nell’angolo. E non si può reagire ai tagli riducendo il proprio impegno. Quello che i governanti non capiscono è che l’Italia ha bisogno di più scuola. Bisognerebbe tenere aperte le scuole anche di pomeriggio e di sera. L’errore della politica è di considerarla un comparto particolarmente oneroso del pubblico impiego. La scuola non è un insieme di uffici, è arte, politica, religione, cultura, è compagnia,è lavoro, è gioia, è futuro.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Franco Arminio, Il Manifesto, 12-X-2012, da Retescuole, articolo inviato da la scuola di mafalda
Celeste Impero. La giunta fa schifo pure alla ‘ndrangheta
In un momento simile, dunque, ci si consola con le cronache, alcune esilaranti. Per esempio i due picciotti di ‘ndrangheta che parlano di Ambrogio Crespi e si dicono, loro, criminali come sono: “Ué, quello è un bandito!”. Ecco, per dire la società civile.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Alessandro Robecchi, Il Manifesto, 12-X-2012, da Micromega
Ieri sera, giovedì 11 ottobre, il Consiglio Comunale di Santa Maria Imbaro ha scritto una pagina memorabile nella storia locale e non solo esprimendo all’unanimità un voto contrario al progetto della centrale a biomasse. Lo ha fatto in maniera intelligente, adottando una delibera “blindata”, dettagliata e completa dal punto di vista normativo, che la mette al riparo da qualsiasi mossa futura della proprietà dell’impianto. Sarà adesso la Conferenza dei Servizi, già in corso nel Comune di S.Maria Imbaro, che dovrà mettere la conclusiva parola “fine” a questa vicenda… www.nuovosensocivico.it
Come ci siamo arrivati e chi ci ha spennati
(continua nella sezione Rassegna stampa) Francesco Gesualdi * , Il Manifesto, 9-X-2012
PROPOSTA DI LEGGE DELLA CGIL SULLE AZIENDE SEQUESTRATE E CONFISCATE. IL PRESIDENTE CAMPINOTI: “SUI BENI CONFISCATI E’ POSSIBILE CREARE LAVORO VERO PER UN’IMPRENDITORIA SANA. AVVISO PUBBLICO CONDIVIDE E SOSTIENE LA PROPOSTA DELLA CGIL”
“Abbiamo cercato di portare il nostro piccolo contributo a questa proposta di legge d’iniziativa popolare messa in campo dalla CGIL perché riteniamo che questa campagna sia particolarmente importante. Ci auguriamo che il percorso che faremo per raccogliere le firme e il sostegno popolare che ci sarà intorno a questa proposta possano contribuire a far tornare il dibattito politico sui temi della legalità democratica e della sua convenienza come elemento centrale, per tornare a credere in un futuro migliore per il nostro Paese”.
Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico, a Roma, in apertura del suo intervento durante la presentazione pubblica della “Campagna per la Legge di Iniziativa Popolare sulle aziende sequestrate e confiscate”, promossa dalla Cgil.
La proposta di legge propone un piano di intervento per garantire la tutela dei lavoratori e delle attività imprenditoriali delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie che rappresentano, oltre che l’emblema della lotta dello Stato contro la pervasività delle organizzazioni criminali nel nostro tessuto economico, un’opportunità concreta di lavoro che non può essere sprecata.
“Parlare oggi di legalità democratica non è assolutamente facile – ha continuato il Presidente – e una buona gestione nella legalità delle aziende confiscate alle mafie può dimostrare concretamente che è possibile creare lavoro vero per un’imprenditoria sana. Questo può diventare il modo migliore per far toccare con mano che la legalità conviene e che il nostro Paese può trovare su quel terreno la spinta per guardare al futuro in maniera credibile”.
“Siamo convinti – ha concluso Campinoti - che combattere l’evasione fiscale, la corruzione e contrastare le mafie sia il modo con cui questo Paese può risanare i propri conti e tornare a crescere da un punto di vista economico. Invitiamo quindi tutti i concittadini a sottoscrivere questa proposta di legge e a sostenerci nella raccolta di firme. Per noi amministratori pubblici che ci impegneremo nel sostegno di questa campagna è un’ulteriore buona occasione per gridare al Paese che non siamo tutti uguali e che una buona politica esiste”.
L’Ufficio Stampa Giulia Migneco 335 7305980 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
La parola più citata dalla politica è la parola crescita. Ormai viene pronunciata a ripetizione, come negli esercizi spirituali buddisti. In una società che alla sua crisi sa opporre solo questa parola non bisogna poi stupirsi che viene fuori la bulimia dei politicanti alla Fiorito che l'ossessione della crescita la prendono alla lettera e fanno di tutto per accrescere il loro patrimonio. In un certo senso viviamo tutti ammassati in un piccolo campo di concentramento in cui vige la sola legge dell'accumulo. Possono essere poltrone, benefit, amori, successi, fallimenti, il principio ispiratore della dilagante miseria spirituale è sempre quello: avere di più, essere di meno.
La crescita che viene evocata ovviamente è solo quella dei consumi. Vendere più automobili significa avere più gatti morti per le strade, più aria sporca e più rumori, ma questo non sembra preoccupare nessuno.
La politica col governo tecnico è andata in cassa integrazione.
(continua nella sezione Rassegna stampa) Franco Arminio, Il Manifesto, 6-X-2012
«Siamo arrabbiati perché ci stanno rubando il futuro»
INTERVISTA - MILANO
Ludo ha 18 anni. Studia in un liceo di Lambrate, zona Città Studi, a Milano. Ieri era tra gli studenti che hanno manifestato e che sono stati caricati dalla polizia mentre cercavano di portare la loro protesta sotto il grattacielo della Regione Lombardia.
…Noi protestiamo per la scuola, ma soprattutto perché abbiamo paura di quello che ci succederà dopo la scuola. Mi viene il magone se penso a quanta strada mi manca per avere un lavoro e una casa, se li avrò mai, e per trovare i soldi per fare l'università. Questo non ha niente a che fare con il rito iniziatico delle proteste studentesche. Queste sono paure fondate che producono una rabbia autentica inconciliabile con gli scandali della politica o con le politiche messe in campo dal governo Monti. Per questo non sottovaluterei queste manifestazioni. Noi ragazzi siamo arrabbiati, ma anche le famiglie e i professori non riescono più a darci torto. Giorgio Salvetti, Il Manifesto, 6-X-2012
A proposito del riordino delle Province
Il Sindaco di Ortona, motivando la Sua nota sul riordino delle Province, precisa: “La norma di riordino non fissa il numero delle Province, ma solo il rispetto dei parametri…”
“Avendo la Provincia di Chieti entrambi i parametri previsti dalla legge, popolazione e superficie, ed essendo la provincia dell’Aquila tutelata dalla legge in quanto capoluogo di Regione, la soluzione ottimale è la terza ipotizzata nell’audizione al Cal (Consiglio Autonomie Locali), cioè L’Aquila, Chieti, Pescara-Teramo”. Dal quotidiano Il Centro, 6-X-2012
(continua nella sezione Rassegna stampa) Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 6-X-2012
(continua nella sezione Rassegna stampa) Salvatore Borsellino e il Movimento delle Agende Rosse