Source: http://docplayer.it/977607-Diffusione-di-materiale-pedopornografico-non-basta-l-uso-di-programmi-di-file-sharing-per-provare-il-dolo.html
Timestamp: 2016-12-06 16:15:46+00:00
Document Index: 121761285

Matched Legal Cases: ['art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 3', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 2', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'arte 20', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 27', 'art. 600', 'art. 27', 'art. 27', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 600', 'art. 600', 'art. 600', 'sentenza ', 'art. 25', 'art.594', 'art. 595', 'art.494', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 25', 'arte 3', 'art. 303', 'art. 303', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 69', 'art. 24', 'art 2043', 'art 2043', 'sentenza ']

⭐Diffusione di materiale pedopornografico: non basta l uso di programmi di file sharing per provare il dolo
Download "Diffusione di materiale pedopornografico: non basta l uso di programmi di file sharing per provare il dolo"
1 Diffusione di materiale pedopornografico: non basta l uso di programmi di file sharing per provare il dolo di Lorenzo Nicolò Meazza Nota a CASS. PEN., SEZ. II, 2 DICEMBRE 2013 (UD. 29 OTTOBRE 2013), N PRESIDENTE TERESI, RELATORE ORILIA, P.G. FRATICELLI (CONCL. DIFF.) Massima Per potersi ritenere integrata l ipotesi di reato di cui al comma 3 dell art. 600-ter c.p., non è sufficiente la prova della volontà di procurarsi materiale pedopornografico, ma occorre, altresì, dimostrare la sussistenza dell elemento soggettivo del dolo, consistente nella specifica volontà di distribuzione, divulgazione o diffusione, che deve essere desumibile da elementi specifici e ulteriori rispetto al mero uso di programmi di file sharing. Il commento Sommario: 1. Premessa: i programmi di file sharing - 2. L art. 600-ter comma 3 c.p Dolo e programmi di file sharing 4. I precedenti giurisprudenziali 5. Conclusioni 1. Premessa: i programmi di file sharing Prima di procedere all analisi della sentenza, è necessario spendere qualche breve cenno sul funzionamento dei programmi di file sharing, sul concetto di peer-to-peer (o p2p) e sul loro utilizzo comune. Per file sharing si intende la condivisione (dall inglese, share ) di file all interno di una rete di computer collegati tra loro, che comporta appunto una messa in condivisione di risorse attraverso una rete client-server oppure peer-to-peer tramite software client per lo scambio di file 1. In sostanza, il file sharing è quel sistema che permette a più utenti (o nodi ) di un architettura logica di rete informatica di condividere tra loro e all interno di tale medesima piattaforma diversi file 2. 1 RICCI, File sharing e attività illecite, in AA. VV., Diritto dell internet e delle nuove tecnologie informatiche, a cura di Cassano e Cimino, Cedam, 2009, p «Un file è una sequenza di byte organizzata ed archiviata come un singolo elemento in una memoria di massa: qualsiasi elemento creativo (immagini, suoni, testi) può essere digitalizzato e diffuso tramite internet». RICCI, File sharing, cit., p giurisprudenzapenale2 In particolare, sia nel caso affrontato dalla sentenza in esame, che nella maggior parte delle ipotesi che si verificano nella realtà fenomenica, lo scambio e la condivisione dei dati tra i diversi nodi avviene secondo un architettura peer-to-peer (pari a pari), nella quale i nodi - a differenza del sistema client-server - non sono fissi e stabili, ma equivalenti e paritari e ogni utente può agire sia da servente che da cliente verso gli altri terminali della rete (host), potendo così avviare e completare qualsiasi operazione 3 ; ogni utente si trova, pertanto, a scaricare e mettere ulteriormente in condivisione il materiale al tempo stesso 4. L utilità principale di questi sistemi è, quindi, quella di poter condividere e scambiarsi ogni tipo di file da ogni terminale nell ambito della rete internet ed è possibile per ogni singolo utente cercare e scaricare qualsiasi risorsa tramite una struttura decentralizzata. Uno dei programmi di file sharing più popolare in Italia è proprio quello citato dalla sentenza della Cassazione, ossia emule, software per la condivisione di file che si appoggia alle reti peer-to-peer edonkey e Kad. Con il sistema di condivisione di emule, sostanzialmente, un utente nel momento stesso in cui cerca e scarica i file desiderati dai vari server connessi al network, contestualmente mette in automatico a disposizione di tutta la rete i file scaricati contenuti nel proprio hard disk o in quella parte di esso destinata alla condivisione 5. E nelle impostazioni di default i file di download e quelli condivisi vengono allocati in una medesima cartella, in modo che tutte le risorse scaricate rimangono a disposizione del network e possono essere a loro volta nuovamente condivise da diversi utenti. Il file sharing propriamente detto, infatti, non prevede ipotesi di download senza upload ed è, pertanto, necessaria una specifica condotta dell agente di rimozione della risorsa dall apposita cartella di condivisione per evitare che il file non solo una volta scaricato, ma anche durante il download venga a sua volta immesso nella stessa rete e condiviso ulteriormente da un numero indeterminato di utenti 6. Il file sharing, in considerazione della facilità di utilizzo, dei costi esigui, delle tempistiche ridotte e della funzione di ricerca di dati su base globale, idonea a permettere la condivisione di una quantità sterminata di risorse, è diventato, a partire dalla fine degli anni 90 - con il software Napster - un vero e proprio strumento di massa. 3 RICCI, File sharing, cit., p PROSPERETTI, La circolazione delle opere digitali, in AA. VV., Diritto dell internet. Manuale operativo. Casi, legislazione, giurisprudenza, a cura di Cassano, Scorza e Vaciago, Cedam, 2013, p DESTITO, DEZZANI, SANTORIELLO, Il diritto penale delle nuove tecnologie, Cedam, 2007, p. 43 ss. 6 RICCI, File sharing, cit., p Pag. 23 Se da un lato, quindi, questi programmi del tutto leciti -, così come l intero sistema internet, costituiscono uno strumento rapido ed efficace per ottenere informazioni, dati e, più in generale, per comunicare con un vastissimo numero di persone, d altro lato gli stessi sembrano presentare una indiscussa capacità criminogena. Essi si rivelano, infatti, potenzialmente idonei a divenire veri e propri canali preferenziali in grado di agevolare condotte illecite per l estrema difficoltà di un intervento concreto ed efficace dell autorità giudiziaria per bloccare una rete peer-to-peer 7, per l'anonimato dei soggetti che agiscono nella rete, per la transnazionalità degli stessi e, infine, per la loro capacità di operare su vastissima scala con un numero indefinito di utenti L art. 600-ter comma 3 c.p. Al fine di colpire le condotte di diffusione di materiale pedopornografico, che trovano terreno particolarmente fertile proprio nella trasmissione attraverso la rete internet e, in particolare, per mezzo dei programmi di file sharing, il legislatore ha introdotto, in via sussidiaria rispetto alle ipotesi di cui ai due commi precedenti 9 e anticipando rispetto a esse la tutela penale del bene giuridico protetto 10, la fattispecie di cui al comma 3 dell art. 600-ter c.p., che punisce 11 chiunque «con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto». Tale fattispecie criminosa, collocata tra i delitti contro la personalità - intendendosi lo sfruttamento sessuale del minore come una nuova forma di riduzione in schiavitù funzionale allo sfruttamento anche economico del soggetto infradiciottenne 12 - è stata 7 RICCI, File sharing, cit., p Difficoltà sia di carattere tecnico, che per gli aspetti transnazionali legati alle reti. 8 ANTOLISEI, Manuale di diritto penale, Parte Speciale, vol. I, Giuffrè, 2008, p. 176; CONI, Il diritto penale d autore alla luce dell evoluzione giurisprudenziale nazionale ed europea, in Diritto dell internet. Manuale operativo. Casi, legislazione, giurisprudenza, a cura di Cassano, Scorza e Vaciago, Cedam, 2013, pp ss. 9 Che puniscono chi «utilizzando minori di anni diciotto, realizza esibizioni o spettacoli pornografici ovvero produce materiale pornografico; recluta o induce minori di anni diciotto a partecipare a esibizioni o spettacoli pornografici ovvero dai suddetti spettacoli trae altrimenti profitto. ( ) chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma». 10 ANTOLISEI, Manuale di diritto penale, cit., p. 175; CARCANO, Manuale di diritto Penale, Parte Speciale, Giuffrè, 2010, p. 890; PISTORELLI, Codice Penale Commentato, Dei Delitti contro la persona, a cura di Marinucci e Dolcini, sub art. 600-ter, IPSOA, 2011, p Reclusione da uno a cinque anni e multa da euro a euro CARBONI, Dolo ed errore nella diffusione del materiale pedopornografico, in Famiglia e Diritto, 2013, p. 182; PISTORELLI, Codice Penale Commentato, cit., p Pag. 34 introdotta dall art. 3 della l. 3 agosto 1998, n , mentre la l. 1 ottobre 2012, n , pur non modificando direttamente la disposizione di cui al comma 3, ha introdotto, al comma 7 dell art. 600-ter c.p., per la prima volta nel nostro ordinamento una definizione di pornografia minorile, intesa come «ogni rappresentazione, con qualunque mezzo, di un minore degli anni diciotto coinvolto in attività sessuali esplicite, reali o simulate, o qualunque rappresentazione degli organi sessuali di un minore di anni diciotto per scopi sessuali» 15. Il bene giuridico tutelato dall intero corpo normativo di cui all art. 600-ter c.p. è l interesse al sano e corretto sviluppo della persona e crescita del minore, in tutti i suoi aspetti fisici, psichici, spirituali, morali e sociali, ossia la salvaguardia della formazione della sua intera personalità 16. L ordinamento offre, quindi, una tutela penale anticipata della libertà sessuale del minore, reprimendo anche quei comportamenti prodromici che possano mettere a repentaglio il suo equilibrio psicofisico e immetterlo nel circuito perverso della pedopornografia 17. Parte della dottrina ha osservato come il reato in esame sia da considerarsi plurioffensivo, posto a tutela non solo della formazione psicofisica del minore, ma anche della sua intangibilità e libertà sessuale, nonché della sua dignità umana 18. Oltre alle fattispecie di divulgazione e diffusione, al fine di apprestare una maggior tutela dei beni giuridici descritti 19, al comma 4 dell art. 600-ter c.p. viene disciplinata la condotta simile e residuale rispetto a quella prevista dal comma precedente - pertanto sanzionata 13 Modificata ad opera dell art. 2 della l. 6 febbraio 2006, n Legge che ha disposto la ratifica e l esecuzione della Convenzione del Consiglio d'europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, sottoscritta a Lanzarote il 25 ottobre Prima di tale definizione, la giurisprudenza della Cassazione aveva ricondotto alla nozione di materiale pedopornografico ogni rappresentazione con qualsiasi mezzo di un minore degli anni diciotto implicato o coinvolto in una condotta sessualmente esplicita, quale può essere la semplice esibizione lasciva di genitali o della zona pubica (Cass. Pen., Sez. III, 4 marzo 2010, n in Diritto penale e processo, 2010, p. 973), senza richiedere, quindi, il compimento di atti sessuali, ma anche solo ricomprendente un immagine di corpi nudi con zone genitali in mostra, idonea ad eccitare le pulsioni erotiche del fruitore (Cass. Pen., Sez. III, 3 marzo 2010, n , in C.E.D. Cass., n ), risultando così assolutamente di rilievo la valutazione della natura erotica delle pose e dei movimenti del minore (Cass. Pen., Sez. III, 22 aprile 2004, n. 2546, in C.E.D. Cass., 2005, p. 3497). 16 BIANCHI, DELSIGNORE, I delitti di pedo-pornografia fra tutela della moralita pubblica e dello sviluppo psico-fisico dei minori, Cedam, 2009, p. 44 ss.; FIANDACA, MUSCO, I delitti contro la persona, in Diritto penale Parte speciale, vol. II tomo I, Zanichelli, 2013, p. 170 ss.; MESSINA, SPINNATO, Diritto penale, Giuffrè, 2013, p. 632 ss. 17 Cass. Pen., Sez. un., 31 maggio 2000, n. 13, in Cass. Pen., 2000, p. 2983; PISTORELLI, Codice Penale Commentato, cit., p MANTOVANI, Diritto penale, Parte speciale I, Cedam, 2011, p. 440 ss.; PISTORELLI, Codice Penale Commentato, cit., p Procedendo nel climax discendente di grado di lesione dai commi uno a sei dell art. 600-ter c.p. Pag. 45 più lievemente 20 - di chi «offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico di cui al primo comma». Il sottile discrimine tra il comma 3 e il comma 4 dell articolo in commento si può individuare, pertanto, nella circostanza che, a differenza delle attività di offerta o cessione - che sono lo specchio di un carattere più privato del comportamento dell agente -, la condotta incriminata dal comma 3 dell art. 600-ter c.p. consiste nel mettere a disposizione il materiale pedopornografico (oltre alle informazioni per l adescamento o lo sfruttamento) a un numero indeterminato o comunque rilevante, se determinato, di persone, in modo tale che l oggetto materiale del reato risulta sostanzialmente sottratto alla sfera di disponibilità del reo 21, che non può più esercitare su di esso alcun tipo di controllo sull ulteriore diffusione. Viceversa, sarà integrato il comma 4 qualora l offerta o la cessione siano rivolte a un solo soggetto specifico o a una cerchia ristretta di utenti determinati, come può avvenire, per esempio, mediante l invio del materiale allegato a un diretta a pochi e definiti destinatari. La differenza risiede proprio nella specifica idoneità del mezzo utilizzato a rendere possibile il trasferimento e la condivisione del materiale pedopornografico messo a disposizione dall agente a molteplici, se non addirittura indeterminati e indeterminabili soggetti, realizzandosi una vera e letterale divulgazione dei dati e non solo una singola e occasionale trasmissione tra un numero limitato di destinatari 22. Nel caso di diffusione di dati tramite la rete internet, il discrimine tra le due differenti figure criminose potrà individuarsi accertando nel caso concreto il tipo di comunicazione: aperta, che permette un accesso al materiale a un numero indeterminato di destinatari e quindi un autentica divulgazione (come avviene proprio con l utilizzo dei programmi di file sharing, oppure mediante il caricamento del materiale su un sito web), oppure chiusa, che invece permette la trasmissione del materiale a soggetti limitati e determinati (come il sopracitato caso dell invio tramite posta elettronica) 23. Basandosi sul dato letterale dell art. 600-ter c.p., che al comma 4 indica espressamente che la cessione può avvenire «anche a titolo gratuito» - mentre nessun cenno a un qualsiasi corrispettivo economico della condotta è riportato nel precedente comma 3 -, una parte 20 Reclusione fino a tre anni e multa da euro a euro FIANDACA, MUSCO, I delitti contro la persona, cit., p ; MANTOVANI, Diritto penale, cit., p. 440; PICOTTI, Commentario delle norme contro la violenza sessuale e contro la pedofilia, a cura di Cadoppi, sub art. 600-ter comma 3 c.p., CEDAM, 2002, p. 185 ss.; Cass. Pen., Sez. III, 14 luglio 2000, n. 2842, in Riv. pen., 2001, p RICCI, File sharing, cit., p. 614; Cass. Pen., Sez. III, 7 dicembre 2006, n. 593, in Cass. Pen., 2008, p RICCI, File sharing, cit., p ; Cass. Pen., Sez. III, 3 dicembre 2001, n. 5397, in Riv. pen., 2002, p Pag. 56 della dottrina, nell ottica di limitare la repressione penale ai fatti realmente offensivi del bene giuridico, esige, perché si integri l ipotesi di cui all art. 600-ter comma 3 c.p., anche un quid pluris rispetto alla diffusione a soggetti indeterminati, ossia il conseguimento di un profitto illecito da parte del suo autore 24. Per avere un quadro più esaustivo della tutela penale apprestata dal legislatore, è necessario, infine, richiamare anche l art. 600-quater c.p., che punisce 25, in via residuale rispetto alle ipotesi di cui all articolo precedente 26, la condotta passiva di chi non divulga o trasmette file illeciti, ma si limita a procurarsi o detenere consapevolmente tale materiale. Passando ora all esame della sentenza della Suprema Corte, è necessario premettere come l elemento soggettivo richiesto per l integrazione della fattispecie di distribuzione o divulgazione di materiale pedopornografico reato istantaneo, che può concretizzarsi anche in un solo atto 27, e di pericolo concreto 28 sia costituito secondo un orientamento dottrinale e giurisprudenziale univoco dal dolo generico Dolo e programmi di file sharing Nella sentenza della Corte di Cassazione in commento la questione principale riguarda proprio la configurabilità dell elemento psicologico richiesto dall art. 600-ter c.p. nell ipotesi di utilizzo di programmi di file sharing. Se da un lato è chiaro, difatti, come il mero utilizzo di tali software sia idoneo a configurare l elemento oggettivo della fattispecie criminosa in esame, in quanto i suddetti programmi permettono la concreta possibilità di diffusione dei dati a un numero indeterminato di persone 30 (e quindi l integrazione dell ipotesi di cui al comma 3), d altro canto bisogna chiedersi se sia sufficiente un utilizzo consapevole di tali strumenti per provare la sussistenza del reato in esame. 24 GAROFOLI, Manuale di diritto penale Parte Speciale, Tomo II, Nel Diritto, 2013, p. 526 ss.; MESSINA, SPINNATO, Diritto penale, cit. p. 638 ss. 25 Reclusione fino a tre anni e multa non inferiore a euro 1.549, pene aumentate fino ai due terzi in caso di ingente quantità del materiale. 26 Costituendone antefatto non punibile, che ne esclude il concorso. 27 Cass. Pen., Sez. III, 11 novembre 2010, n , in C.E.D. Cass., n ; Cass. Pen., Sez. III, 30 novembre 2006, n. 698, in C.E.D. Cass., n MESSINA, SPINNATO, Diritto penale, cit., p. 637 ss.; Cass. Pen., Sez. un., 31 maggio 2000, n. 13, in Cass. Pen., 2000, p FIANDACA, MUSCO, I delitti contro la persona, cit., p. 177; GAROFOLI, Manuale di diritto penale, cit. p. 526 ss.; PISTORELLI, Codice Penale Commentato, cit., p. 5752; MESSINA, SPINNATO, Diritto penale, cit., p. 638 ss 30 Cass. Pen., Sez. III, 7 dicembre 2006, n. 593, in Cass. Pen., 2008, p. 2446; Cass. Pen., Sez. III, 8 giugno 2006, n in Riv. pen., 2007, p Pag. 67 Da questo presupposto prende le mosse la Corte di Appello di Lecce che, con sentenza del , ha condannato l imputato, ai sensi dell art. 600-ter, commi 3 e 5 31, c.p., per il reato di divulgazione e diffusione continuata di materiale pedopornografico scaricato proprio attraverso il programma di file sharing emule 32. La Corte pugliese, confermando la sentenza di primo grado, ha ritenuto integrata la fattispecie di divulgazione di materiale pedopornografico in base al dato quantitativo dello scaricamento di numerosi file dalla rete utilizzando un programma peer-to-peer e sulla scorta della circostanza che, avendo l agente tenuto il computer acceso anche di notte, avrebbe così favorito la maggior visibilità del materiale e, quindi, la divulgazione dello stesso. Il difensore dell imputato ha proposto ricorso in Cassazione, denunziando tre motivi, dei quali rileva, ai nostri fini, esclusivamente il primo, fondato sulla supposta inosservanza ed erronea applicazione della legge penale, oltre che sul vizio di motivazione, per avere considerato la condotta del ricorrente come diffusione e non come detenzione di materiale pedopornografico. La Corte di Cassazione ha accolto le doglianze della difesa in relazione al citato motivo, censurando l iter argomentativo della Corte di Appello di Lecce, in quanto «non corretto, né esauriente». Al fine di sussumere fondatamente la condotta dell imputato all interno dell ipotesi di divulgazione di cui al comma 3 dell art. 600-ter c.p. e non nella fattispecie ben più lieve di sola detenzione di cui all art. 600-quater c.p., a giudizio della Suprema Corte, la motivazione della sentenza impugnata avrebbe dovuto dare conto dei necessari accertamenti volti a verificare se il dolo del soggetto fosse indirizzato al mero procacciamento di materiale illecito o, altresì, alla successiva divulgazione e diffusione in rete dei file in precedenza scaricati. L utilizzo di programmi di file sharing per scaricare materiale pedopornografico si può prestare, infatti, a essere inquadrato, quanto a condotta, sia nell art. 600-ter, comma 3 c.p., che nell art. 600-quater c.p., nel caso in cui il soggetto intenda esclusivamente procurare per se stesso i file illeciti. Il vero punto di discrimine risiede, quindi, proprio nell elemento soggettivo dell agente, al cui accertamento, che non può essere trascurato, dovranno essere indirizzati più accuratamente gli sforzi del giudice. Secondo la Cassazione, perché si 31 Condotte aggravate dalla ingente quantità dei download. 32 La sentenza in commento annovera anche il software TotalCmd, che in realtà non è un peer-topeer, ma un semplice file manager con possibilità di download e upload unicamente via FTP, non certo afferente al caso in esame. In una precedente pronuncia, la Cassazione si era occupata, traendone analoghe conclusioni, anche di un altro programma di file sharing, Limewire, client p2p appoggiato alla rete Gnutella. Cass. Pen., Sez. III, 25 ottobre 2012, n , in C.E.D. Cass., n Pag. 78 possa ritenere integrato il dolo richiesto dall art. 600-ter, comma 3 c.p., non è sufficiente l impiego di programmi di file sharing, ma deve svolgersi un preciso accertamento delle singole modalità di utilizzo nel caso concreto di tali software. A giudizio della Corte, pertanto, il mero uso di un programma di file sharing tipo emule per procurarsi dei file illeciti non è in grado, da solo, di integrare la fattispecie di divulgazione, esclusivamente in virtù del fatto che il materiale, mentre viene scaricato, è contestualmente e automaticamente messo a disposizione per l upload ad altri utenti. Se si fondasse la responsabilità solamente su tale argomento, prosegue la Corte, saremmo in presenza di un autentica presunzione iuris et de iure, e, come tale, in contrasto con l art. 27, comma 1, della Costituzione: non rilevando l elemento soggettivo, ci troveremmo di fronte a una ipotesi di responsabilità oggettiva. A giudizio della Cassazione, quindi, per ritenere integrata la fattispecie di cui all art. 600-ter, comma 3 c.p., non è sufficiente la realizzazione della condotta materiale, ma è richiesta anche una precisa adesione psicologica alla stessa. Lo impone un interpretazione costituzionalmente orientata del sistema penale: l art. 27, comma 1 Cost., nel momento in cui richiede una ascrizione di responsabilità per fatto proprio e, per di più, colpevole, esclude che nei confronti di eventi non riconducibili alla sfera rappresentativa e volitiva dell agente possa essergli mosso un rimprovero 33. La linea interpretativa opposta non solo sarebbe in palese contrasto con l art. 27. comma 1 Cost., ma, anche, con l art. 27, comma 3 Cost., in quanto non sarebbe possibile intraprendere un processo di rieducazione di un soggetto in relazione a fatti a lui non psichicamente riconducibili 34. Qualsiasi fatto, previsto come reato, deve essere sempre e costantemente sostenuto da un coefficiente di colpevolezza del soggetto: in relazione all ipotesi in esame, va provata la specifica volontà di diffondere il materiale incriminato. A giudizio della Cassazione, nel caso sottoposto al suo giudizio, la Corte di merito ha tralasciato di accertare l esistenza del coefficiente di colpevolezza, soffermandosi esclusivamente sulla commissione del fatto. 4. I precedenti giurisprudenziali Pare necessario a questo punto evidenziare come la sentenza in commento si inserisca nel solco di un orientamento precedente, che ha respinto, con forza, quell interpretazione, presente nella giurisprudenza di merito, volta a ravvisare l integrazione del reato di 33 PULITANÒ, Diritto penale, Giappichelli, 2011, p. 304 ss.; PALAZZO, Corso di diritto penale, Parte generale, Giappichelli, 2011, p. 30 ss. 34 PULITANÒ, Diritto penale, cit. p Pag. 89 diffusione e divulgazione di materiale pedopornografico, esclusivamente sull utilizzo di particolari programmi in rete. Una precedente statuizione della Corte di legittimità, chiamata a pronunciarsi su una questione di diritto analoga, si era persino spinta nella direzione di tutelare lo stesso utilizzo dei programmi di file sharing contro i possibili pregiudizi che sarebbero derivati da indiscriminate condanne per il reato di cui al comma 3 dell art. 600-ter c.p. ai danni di soggetti in buona fede, ossia privi della consapevolezza di diffondere nella rete materiale pedopornografico. La Suprema Corte ha ritenuto, infatti, come la divulgazione di notizie relative al coinvolgimento penale di soggetti in buona fede diffonderebbe anche un «messaggio di pericolosità oggettiva» sull'uso di questi programmi, che potrebbe determinare una diminuzione del numero degli utenti e, di conseguenza, la scomparsa dei programmi stessi. Software che, invece, se utilizzati per lo scambio di file leciti (come, per esempio, opere diffuse dagli autori, o divenute di pubblico dominio, o risalenti nel tempo e introvabili, ecc.) costituiscono un importante strumento di diffusione della cultura e partecipano quindi della relativa protezione 35. Nella stessa sentenza la Cassazione ha precisato altresì come, nella maggior parte dei casi, la prova della diffusione o divulgazione del materiale pornografico prodotto utilizzando minori degli anni diciotto, senza incorrere in presunzioni illegittime, potrà facilmente ricavarsi dal fatto che l agente abbia volontariamente inserito o lasciato il materiale in una cartella contenente i file destinati alla condivisione (fatta salva l ipotesi di un eventuale ignoranza incolpevole del contenuto illecito del file che abbia un titolo falso). Come anticipato, infatti, nei programmi di file sharing tutto il materiale scaricato viene automaticamente posizionato in una cartella in condivisione con lo stesso network dal quale è avvenuto il download, permettendo così l ulteriore diffusione. Conseguentemente, nell ipotesi in cui venga appositamente inserito in questa cartella un file, ovvero qualora il materiale scaricato sia mantenuto nel tempo nella stessa cartella di condivisione da un soggetto consapevole del funzionamento dei software di file sharing, allora potrà essere dimostrato l elemento soggettivo della divulgazione. Se, invece, il soggetto detenga file che si trovino ancora in fase di download, oppure provveda a eliminare o spostare tali contenuti dalla cartella condivisa una volta compiuto lo scaricamento, potrà presumersi soltanto una volontà del soggetto di scaricare, ossia di procurarsi il file (art. 600-quater c.p.) e non anche di diffonderlo. 35 Cass. Pen., Sez. III, 7 novembre 2008, n , in C.E.D. Cass., n Pag. 910 Un analisi più dettagliata della condotta nel caso concreto dell agente è richiesta anche da un altra pronuncia della Cassazione, che ha ribadito come, al fine di una fondata ricostruzione della fattispecie di cui al comma 3 dell art. 600-ter c.p., non sarebbero sufficienti presunzioni del tutto generiche o frasi di stile, come per esempio quelle relative alla conoscenza del programma da parte del soggetto, in quanto tale circostanza non implica necessariamente anche una volontà di diffusione. Occorre, invece, valutare il comportamento complessivo tenuto in concreto dal soggetto, anche per mezzo dell'esame dei log file (che registrano le azioni svolte su un calcolatore), o la circostanza che lo stesso usi trasferire in altra cartella o in altro supporto i file scaricati o, al contrario, sia solito inserirli appositamente nella cartella dei file posti in condivisione 36. Tali concetti sono stati riproposti anche in un altra decisione della Corte di legittimità, che si è altresì premurata di redigere una sorta di prontuario di elementi rilevatori della volontà di divulgare quali: a) la circostanza che non tutti i file illeciti erano posti nella cartella di condivisione del programma emule; b) che il materiale incriminato presente sul computer dell agente era reso disponibile per il download di altri utenti e i dati erano stati effettivamente scaricati; c) che la condivisione dei file non era occasionale, ma avvenuta nel corso di un lasso temporale ben preciso e il soggetto aveva operato una selezione dei file da condividere; d) che i titoli dei file posti in condivisione rendevano immediatamente comprensibile il loro contenuto pedopornografico; e) che la diffusione di tale materiale non coincideva con il solo momento del download, ma era avvenuta più volte nel tempo, con la conseguenza che il programma non era stato utilizzato solo per procurarsi il materiale in questione 37. Dalla presenza di queste precise condotte e non solo dal mero utilizzo di un programma di file sharing, si potrà ritenere integrata, a giudizio della Corte, la divulgazione del materiale illecito 38. Sulla scorta di questi fondamentali parametri, si potrà, così, più facilmente distinguere tra la detenzione del materiale pedopornografico (che integra la condotta di cui all art quater c. p.) dalla divulgazione e diffusione del materiale consapevolmente già procurato e detenuto (art. 600-ter, comma 3, c.p.). Dalla mera utilizzazione di un programma di file sharing adoperato per procurarsi e detenere file pedopornografici non si può, quindi, automaticamente presumersi anche la volontà della diffusione. L elemento soggettivo dell agente che mira, oltre che a procurarsi, anche a diffondere il materiale incriminato, 36 Cass. Pen., Sez. III, 10 novembre 2011, n , in C.E.D. Cass., n ; Cass. Pen., Sez. III, 12 gennaio 2010, n , in C.E.D. Cass., n Cass. Pen., Sez. III, 11 ottobre 2012, n , in Dir. pen. proc., 2013, p. 177; CORBETTA, Il dolo nel delitto di divulgazione di materiale pedopornografico, in Dir. pen. proc., 2013, pag PITTARO, Necessaria presenza del dolo nella divulgazione, in Famiglia e diritto, 2013, n. 4, p Pag. 1011 dovrà semmai essere dedotto, per esempio, dal fatto che l autore inserisca volontariamente il materiale nella cartella di condivisione, mentre, analogamente, potrà desumersi l'assenza di una volontà di diffusione da un comportamento opposto, come quello di chi sia solito non mettere in condivisione i file scaricati, nonostante alcuni di essi possano restare automaticamente nella cartella condivisa Conclusioni Essendosi così delineato un quadro delle problematiche afferenti all utilizzazione dei programmi di file sharing, non si può non condividere l approccio garantistico di questo indirizzo giurisprudenziale, ulteriormente corroborato dalla pronuncia in commento, secondo il quale la mera volontà di procurarsi del materiale illecito con un tale programma non implica, di per sé e senza altri elementi di riscontro, sempre e necessariamente anche la volontà di diffonderlo. Una diversa interpretazione verrebbe a configurare un autentica presunzione iuris e de iure di volontà di diffusione, una sorta di responsabilità oggettiva, dunque, fondata esclusivamente sul fatto che, per procurarsi il materiale incriminato, l agente ha utilizzato un determinato programma di condivisione e non metodi diversi. Una simile ricostruzione sarebbe in contrasto con l interpretazione costituzionalmente orientata del principio di colpevolezza, che risulta prevalente anche rispetto a qualsiasi esigenza di politica criminale Cass. Pen., Sez. III, 7 novembre 2008, n , in C.E.D. Cass., n PULITANÒ, Diritto penale, cit. p Pag. 11 Documenti analoghi
Osservatorio sulla Corte di cassazione Pedopornografia La decisione Detenzione di file a contenuto pedopornografico Detenzione di materiale incompleto, illeggibile o inutilizzabile dall utente Insussistenza Dettagli Carattere pedopornografico per le fotografie che ritraggono minorenni nudi a cura di Guglielmo Starace
Carattere pedopornografico per le fotografie che ritraggono minorenni nudi a cura di Guglielmo Starace (Cassazione, terza sezione penale, sentenza del 19 luglio 2011, depositata il 2 agosto 2011, n. 30564). Dettagli SOLUZIONI ESAME 2012 - PARERE DI DIRITTO PENALE. Parere n.1
SOLUZIONI ESAME 2012 - PARERE DI DIRITTO PENALE Parere n.1 Nel corso di una indagine di polizia giudiziaria finalizzata alla repressione del fenomeno dello sfruttamento dei minori a fini sessuali, l'agente Dettagli - PARTE SPECIALE D- I REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA
75 - PARTE SPECIALE D- I REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA 75 76 D.1. I reati di cui all art. 25 octies del D. Lgs. n. 231/2001. Esemplificazione Dettagli Codice penale Sezione I DEI DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE
Codice penale Sezione I DEI DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE Art. 600 Riduzione in schiavitù Chiunque riduce una persona in schiavitù, o in una condizione analoga alla schiavitù, è punito con Dettagli Pornografia minorile
Pornografia minorile (Articolo estratto dalla rivista di giurisprudenza minori n. 2-2013) TRIBUNALE DI NOLA 15 febbraio 2012 - Pres. Est. Schettino Pornografia minorile - Scaricamento di file tramite il Dettagli I REATI PIU' FREQUENTI COMMESSI SU INTERNET E SOCIAL NETWORK
I REATI PIU' FREQUENTI COMMESSI SU INTERNET E SOCIAL NETWORK - ingiuria (art.594 c.p.) - diffamazione (art. 595 c.p.) - sostituzione di persona (art.494 c.p.) - violazione della Privacy (Legge 196/2003) Dettagli CORSO DI MAGISTRATURA. Le lezioni di Roberto GAROFOLI
CORSO DI MAGISTRATURA Le lezioni di Roberto GAROFOLI Roberto GAROFOLI DIRITTO PENALE Parte generale e speciale Volume quinto SOMMARIO PARTE II IL REATO CAPITOLO VI LE CIRCOSTANZE DEL REATO 751 1. Le circostanze Dettagli Cassazione: chi usa Youtube per ricattare qualcuno commette un duplice reato
Cassazione: chi usa Youtube per ricattare qualcuno commette un duplice reato Oltre alla violenza privata, in seguito alla pubblicazione del video scatta anche la violazione della privacy di Marina Crisafi Dettagli Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO
DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione Dettagli PARTE SPECIALE F DELITTI CON LA PERSONALITA INDIVIDUALE
PARTE SPECIALE F DELITTI CON LA PERSONALITA INDIVIDUALE 1 PARTE SPECIALE F DELITTI CONTRO LA PERSONALITA INDIVIDUALE 1. Le fattispecie di delitti contro la personalità individuale richiamate dal d.lgs. Dettagli Assegno di mantenimento e figlio maggiorenne
Questione Assegno di mantenimento e figlio maggiorenne Tizio obbligato, in forza di sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, alla corresponsione dell assegno di divorzio in favore dell Dettagli La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita
1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione Dettagli Procedura per la gestione della sicurezza per i reati contro la personalità individuale
Procedura per la gestione della sicurezza per i reati contro la personalità Approvato da: Funzione Cognome e Nome Data Firma per approvazione Presidente del CdA RSPP Soc. di consulenza Verificato da:: Dettagli Considerato in diritto
Considerato in diritto 1. La Corte di cassazione, terza sezione penale, con ordinanza del 15 ottobre 2013 (r.o. n. 275 del 2013), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 27, terzo comma, della Costituzione, Dettagli MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E LEGGI SPECIALI: CONFERME GIURISPRUDENZIALI O QUESTIONI ANCORA APERTE?
MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E LEGGI SPECIALI: CONFERME GIURISPRUDENZIALI O QUESTIONI ANCORA APERTE? Commento alle sentenze n. 116066 del 26 marzo 2012 e n. 46784 del 21 dicembre 2005 della III Sezione Penale Dettagli LA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO DI ACCESSO IN MAGISTRATURA
La prova scritta del Concorso di accesso in Magistratura LA PROVA SCRITTA DEL CONCORSO DI ACCESSO IN MAGISTRATURA 1. Premessa. 2. La scelta delle tracce da parte della commissione. 3. La correzione delle Dettagli Occultamento e distruzione di scritture contabili: analisi delle fattispecie penalmente rilevanti
Stampa Occultamento e distruzione di scritture contabili: analisi delle fattispecie penalmente rilevanti admin in Contenzioso e processo tributario La Corte di Cassazione, sezione Penale, si è pronunciata Dettagli ACAM Ambiente S.p.A.
ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Delitti informatici e trattamento illecito dei dati Approvato con determinazione A.U. del 23.12.2014 1/11 Sommario 1. Ambito Dettagli 45922/14 REPUBBLICA ITALIANA
45922/14 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo italiano LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE PENALE Composta da Claudia Squassoni Gastone Andreazza Aldo Aceto Andrea Gentili Alessio Scarcella Dettagli REATI INFORMATICI Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
REATI INFORMATICI Le reti telematiche non sono spazi virtuali senza regole, sottoposti ad una sorta di extraterritorialità: le norme che ne regolamentano il funzionamento sono, infatti, sempre più numerose. Dettagli Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto
Redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all esercizio della libera professione.sono soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza Corte di Cassazione Sentenza n. 14684/2012 Dettagli Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze
Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 70 31.10.2013 Frode fiscale. Sequestro della casa coniugale La casa coniugale è sequestrabile anche se è stata assegnata alla moglie dell indagato Dettagli INTERVENTO DEL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA
INTERVENTO DEL MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA Signor Presidente, Signore e Signori, Cari colleghi, ringrazio innanzitutto il Governo del Brasile per l ospitalità che ha voluto riservare alle delegazioni Dettagli Programmi scaricati da emule contenenti immagini pedopornografiche - Accesso al file solo dopo il down
L'utente che voglia effettuare il download del file dal titolo "A" si rende conto, solo dopo averlo effettivamente scaricato, che esso contiene in realtà filmati pornografici o pedo. Tribunale Penale di Dettagli FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO
FAMIGLIA DI REATI FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO NORMATIVA CHE LI HA INTRODOTTI L art. 25 bis disciplina le ipotesi in cui Dettagli Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Penale Sent. Sez. 3 Num. 23484 Anno 2014 Presidente: FIALE ALDO Relatore: DI NICOLA VITO Data Udienza: 07/03/2014 SENTENZA sul ricorso proposto da Petroni Domenico, nata a Canosa di Puglia il 09/09/1971 Dettagli 1. Il testo unico in materia di immigrazione: le disposizioni penali
Capitolo VII I Reati in materia di Immigrazione Clandestina So m m a r io : 1. Il testo unico in materia di immigrazione: le disposizioni penali. - 2. Falsità in titolo di soggiorno. 3. Mancata esibizione Dettagli Indice LE CONDOTTE TIPICHE -------------------------------------------------------------------------------------------------- 3
IL DELITTO DI ABUSO DI UFFICIO: APPROFONDIMENTI PROF. FABIO FOGLIA MANZILLO Indice 1 LE CONDOTTE TIPICHE -------------------------------------------------------------------------------------------------- Dettagli Fiscal News N. 76. Dichiarazione infedele: quando è reato? La circolare di aggiornamento professionale 14.03.2014
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 76 14.03.2014 Dichiarazione infedele: quando è reato? Senza la prova del dolo specifico, la condanna è illegittima Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Dettagli A proposito delle Tigri Tamil: precisazioni penalistiche
Reati contro la Personalità dello Stato La decisione A proposito delle Tigri Tamil: precisazioni penalistiche Iolanda D Alessandro Associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico Dettagli Sommario. I. Il reato di riciclaggio e le misure antiriciclaggio pag. 9
I. Il reato di riciclaggio e le misure antiriciclaggio pag. 9 1. Le norme antiriciclaggio previste dal decreto legislativo n. 231 del 21 novembre 2007: applicabilità al nuovo reato di autoriciclaggio pag. Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MANNINO Saverio F. Presidente Dott. AMORESANO Silvio Dettagli www.ildirittoamministrativo.it CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE PENALI, 20 settembre 2012, n. 36258 A cura di Elisa Zaccagnini
CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE PENALI, 20 settembre 2012, n. 36258 A cura di Elisa Zaccagnini In tema di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope, la Suprema Corte dirime un acceso dibattito giurisprudenziale Dettagli PARTE SPECIALE Sezione IV. Reati contro industria e commercio
PARTE SPECIALE Sezione IV Reati contro industria e commercio PARTE SPECIALE Sezione IV Sommario 1.Le fattispecie di Reati Presupposto (Artic 25 bis 1 D lgs 231/01)... 3 2.Processi Sensibili... 5 3.Regole Dettagli Ossevatorio sulla Corte di cassazione
Ossevatorio sulla Corte di cassazione Sequestro preventivo La questione Sequestro preventivo - Sito web Ammissibilità Manifestazione del pensiero Libertà di stampa Testata giornalistica telematica registrata Dettagli CAPITOLO 1. Legge 15 Dicembre 2014 n. 186
CAPITOLO 1 Legge 15 Dicembre 2014 n. 186 Art 3. Modifica al codice penale in materia di riciclaggio 1. All Art. 648 bis, primo comma, del codice penale, che disciplina il diritto di riciclaggio le parole Dettagli L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67.
L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67. di G. MAZZI (Intervento al Corso avvocati presso Il Tribunale militare di Roma il 20 novembre 2014) 1. Considerazioni generali. Dettagli Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project
Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project IL MANUALE È AD USO ESCLUSIVO DEI CORSISTI: NE È VIETATA LA RIPRODUZIONE 1 Il D.Lgs. 231/01 Il D.Lgs. Dettagli Con li patrocinio del:
Con li patrocinio del: BENVENUTI 26 Novembre 2010 Varese Con li patrocinio del: Sponsor della serata: 27 Novembre 2010.. ricordiamoci.. AGENDA DELLA SERATA 1. Modalità di associazione anno 2011. 2. E tu...scarichi? Dettagli ATTO PROCESSUALE N. 8
MINACCIA AGGRAVATA DALL USO DI UN ARMA 273 PAOLO VENEZIANI ATTO PROCESSUALE N. 8 MINACCIA AGGRAVATA DALL USO DI UN ARMA LA TRACCIA In primo grado, Mario Rossi è stato riconosciuto colpevole del delitto Dettagli Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze
Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 09 06.02.2014 Omessa IVA. Cause di non punibilità L errore del commercialista esclude il dolo. In caso di crisi è, invece, fondamentale offrire Dettagli PRIVACY ED INTERENT. Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi
PRIVACY ED INTERENT Dr. Antonio Piva antonio@piva.mobi 2014 1 ART. 13 - L informativa all interessato L informativa deve contenere: - Finalità e modalità del trattamento; - Natura obbligatoria o meno; Dettagli Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi
Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi TUTTO SUL DEMANSIONAMENTO (Parte 3 di 4) 6 IL DANNO ALLA PROFESSIONALITÀ L articolo 2103 cod. civ. afferma pertanto il diritto del lavoratore all effettivo svolgimento Dettagli SANZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DICHIARAZIONE DOGANALE L art. 303 TULD è la norma sanzionatoria applicata con più frequenza nell attività di
1 SANZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DICHIARAZIONE DOGANALE L art. 303 TULD è la norma sanzionatoria applicata con più frequenza nell attività di controllo del settore doganale. Il nuovo testo è stato Dettagli Capitolo 7 Risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole
Capitolo 7 Risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole La pronuncia del Consiglio di Stato affronta il tema della richiesta di risarcimento del danno da provvedimento illegittimo favorevole, Dettagli SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE
SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art. Dettagli Il furto di identità tra diritto e procedura penale. Da cosa e come difendersi.
Il furto di identità tra diritto e procedura penale. Da cosa e come difendersi. Studio legale Avvocato Emiliano Vitelli A/LA - ISO 27001:2005 Vicepresidente EPCE Il reato di sostituzione di persona Art. Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA Adozione con delibera Consiglio Dettagli SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICO SOCIALI ANNO ACCADEMICO 2014-2015 CORSO DI LAUREA MAGISTRALE GIURISPRUDENZA SEDE DI PALERMO INSEGNAMENTO
SCUOLA SCIENZE GIURIDICHE ED ECONOMICO SOCIALI ANNO ACCADEMICO 2014-2015 CORSO DI LAUREA MAGISTRALE GIURISPRUDENZA SEDE DI PALERMO INSEGNAMENTO DIRITTO PENALE TIPO DI ATTIVITÀ CARATTERIZZANTE AMBITO DISCIPLINARE Dettagli Matteo Giacomo Jori - matteo.jori@unimi.it
Con il termine file sharing (letteralmente condivisione di file ) si è soliti indicare la condotta di chi, sfruttando particolari software e protocolli di comunicazione, utilizza le reti Dettagli PARTE PRIMA DEI REATI IN GENERALE
PARTE PRIMA DEI REATI IN GENERALE GUIDA Sezione Prima. DIRITTO PENALE E LEGGE PENALE. Sezione Seconda. IL REATO. Sezione Terza. LE FORME DI MANIFESTAZIONE DEL REATO. Sezione Quarta. LE SANZIONI PENALI. Dettagli Emissione di fatture false
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 88 24.03.2014 Emissione di fatture false Il commercialista risponde del reato assieme al cliente, se lo ha istigato Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Dettagli Breve commento alle nuove disposizioni sulla responsabilità professionale medica contenute nell art. 3 della legge n. 189 del 2012
Breve commento alle nuove disposizioni sulla responsabilità professionale medica contenute nell art. 3 della legge n. 189 del 2012 A cura di Sergio Fucci Giurista e bioeticista, magistrato tributario, Dettagli Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze
Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 45 26.06.2014 Commercialisti. Concorso nella frode fiscale Categoria: Professionisti Sottocategoria: Commercialisti Rischia una condanna per Dettagli LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI
LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA AZIENDALE: USO PERSONALE USO CONNESSO AD ATTIVITA SINDACALI Premessa L uso improprio o l abuso da parte dei dipendenti degli strumenti informatici assegnati dall azienda Dettagli Attacchi informatici: gli strumenti di tutela
SOMMARIO Ipotesi di attacco informatico La procedibilità su querela o d ufficio La querela: contenuto e modalità di presentazione Cosa è la denuncia Brevi cenni sull esposto Le ipotesi di attacco informatico Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 1 SENTENZA 26566/2013 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. DI PALMA Salvatore Dettagli Omesso versamento di ritenute: la prova dai modd. DM10 Renzo La Costa
Omesso versamento di ritenute: la prova dai modd. DM10 Renzo La Costa Se è pacifico che non può configurarsi il reato di omissione di versamento delle ritenute se la retribuzione non è stata materialmente Dettagli Buongiorno tutti sono l Avv. Maria SINAGRA e vi parlerò di RESPONSABILITÀ ED OBBLIGHI GIURIDICI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
Buongiorno tutti sono l Avv. Maria SINAGRA e vi parlerò di RESPONSABILITÀ ED OBBLIGHI GIURIDICI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO INIZIAMO COL DARE UNA DEFINIZIONE AL CONCETTO DI RESPONSABILITÀ PENALE Dettagli TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI MILANO UFFICIO DI SORVEGLIANZA OSSERVA
TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI MILANO UFFICIO DI SORVEGLIANZA N. 998/2010 S 28 Il Magistrato di Sorveglianza, letto il reclamo presentato ex art. 69 O.P. da G. V. n. il detenuto CR Opera in espiazione della Dettagli Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva
Cassazione penale in tema di differenze fra deposito incontrollato, temporaneo, preliminare e messa in riserva In tema di gestione dei rifiuti, quando il deposito di rifiuti non possiede i requisiti fissati Dettagli Morte della persona fisica e fallimento della società: le due situazioni non sono assimilabili
Morte della persona fisica e fallimento della società: le due situazioni non sono assimilabili di Guido Stampanoni Bassi Nota a CASS. PEN., SEZ. V, 19 novembre 2012 (ud. 26 settembre 2012), n. 44824 GRASSI Dettagli Il rischio di un affievolimento procedurale dei reati per la tutela giuridica degli animali
Il rischio di un affievolimento procedurale dei reati per la tutela giuridica degli animali L applicazione della non punibilità (no assoluzione ) per la particolare tenuità del fatto non può certo inibire Dettagli numero 21.2011 25 maggio 2011 Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino
Page 1 of 5 numero 21.2011 25 maggio 2011 IL PUNTO Personale: è punibile per truffa e rischia la reclusione il dipendente che omette di timbrare il cartellino di Federica Caponi, SELF Servizi e Formazione Dettagli Preliminari di compravendita: occultarli è reato
Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N. 08 07.02.2013 Preliminari di compravendita: occultarli è reato Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Reati tributari In tema di reati tributari, Dettagli Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746
Cassazione Penale, sez. VI, 07 luglio 2011, n. 26746 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. Con decreto del 27 novembre 2008 il G.i.p. del Tribunale di Roma disponeva il sequestro preventivo delle somme giacenti Dettagli La premessa. Ischia, 23 settembre 2002
Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto Dettagli Parte Speciale C : I reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico
Parte Speciale C : I reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA COMAG s.r.l. IL 30/06/2009 PARTE SPECIALE C 1.1 Dettagli SENTENZA. Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990
SENTENZA Cassazione Civile Sent. n. 411 del 24-01-1990 Svolgimento del processo Con ricorso in data 17 dicembre 1982 Sparaco Salvatore chiedeva al Pretore di Caserta (adito) in funzione di giudice del Dettagli Internet: comunicare dati personali altrui senza consenso è reato?
PLE PARTNER Avv. Giuseppe Briganti avv.briganti@iusreporter.it 2005 Giuseppe Briganti www.iusreporter.it Internet: comunicare dati personali altrui senza consenso è reato? Comunicare dati personali altrui Dettagli Voluntary Disclosure Implicazioni penali Hotel Lugano Dante
Voluntary Disclosure Implicazioni penali Hotel Lugano Dante Lugano, 22 ottobre 2013 avv. Alessandro Pistochini 1 1) Scenario generale Summary 2) L impianto del diritto penale tributario ai sensi del d.lgs. Dettagli - PARTE SPECIALE B- DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI
- PARTE SPECIALE B- DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI B.1. I reati di cui all art. 24 bis del D. Lgs. n. 231/2001 La legge 18 marzo 2008, n. 48, recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione Dettagli Legislazione minorile. Indice. 1 Le misure rieducative ------------------------------------------------------------------------------------ 3
INSEGNAMENTO DI LEGISLAZIONE MINORILE LEZIONE V LA COMPETENZA AMMINISTRATIVA DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI PROF. GIANLUCA GUIDA Indice 1 Le misure rieducative ------------------------------------------------------------------------------------ Dettagli indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno,
L'indebita utilizzazione a fini di profitto della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare integra il reato di cui alla Legge n. 143 del 1991, articolo 12, indipendentemente dal conseguimento Dettagli INDICE SOMMARIO. Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING
INDICE SOMMARIO Elenco delle principali abbreviazioni... XIX Capitolo 1 LA VIOLENZA ENDO-FAMILIARE E LO STALKING 1.1. Introduzione... 1 1.2. I pregiudizi... 2 1.3. La tutela.... 4 1.4. La mancanza di una Dettagli Reati informatici Corso Nuove tecnologie e diritto a.a. 2007/2008
Reati informatici Corso Nuove tecnologie e diritto a.a. 2007/2008 Claudia Cevenini claudia.cevenini@unibo.it Elementi generali Reato = illecito penale Può essere punito con pene pecuniarie (es. multa) Dettagli DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
. DEONTOLOGIA PROFESSIONALE Moderna definizione della DEONTOLOGIA Strumento di informazione e guida permanente nell esercizio professionale, diretto sin dalla preparazione universitaria a realizzare una Dettagli 361 Titolo V - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto
361 Titolo V - Della non punibilità per particolare tenuità del fatto 131/2 L opinione dominante ritiene che la norma in esame sia superflua nell ambito del sistema penale, dal momento che la struttura Dettagli Gazzetta Ufficiale N. 144 del 23 Giugno 2010
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Gazzetta Ufficiale N. 144 del 23 Giugno 2010 CIRCOLARE 28 aprile 2010, n. 5 Articolo 55-quinquies del decreto legislativo n. 165 del 2001 (introdotto dal decreto legislativo Dettagli LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA. Responsabilità civile: cenni generali. - L art 2043 del codice civile dispone che
LA RESPONSABILITÀ DEL PROFESSIONISTA Responsabilità civile: cenni generali. - L art 2043 del codice civile dispone che qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto obbliga colui Dettagli DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO ANCHE SE I FILES SONO 'CESTINATI'" Cass. Pen. 5143/13 commento e testo
DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO ANCHE SE I FILES SONO 'CESTINATI'" Cass. Pen. 5143/13 commento e testo Bernicchi Francesco Maria Si prende in esame una recente sentenza della Corte di Cassazione Dettagli Corte di Cassazione Sezione 3 Penale Sentenza del 9 gennaio 2007, n. 149
Integrale Corte di Cassazione Sezione 3 Penale Sentenza del 9 gennaio 2007, n. 149 REATO - DETENZIONE E DIFFUSIONE INFORMATICA DI OPERE - SENZA FINE DI LUCRO - INSUSSISTENZA DEL REATO REPUBBLICA ITALIANA Dettagli Svolgimento atto giudiziario in materia di diritto penale a cura di Ilaria Di Punzio. Possibile soluzione schematica a cura di Altalex
Esame avvocato 2011: seconda traccia e svolgimento atto giudiziario in materia di diritto penale Caio, dipendente del comune di Beta, viene sorpreso dal Sindaco mentre, per mezzo del computer dell'ufficio, Dettagli ACAM Ambiente S.p.A.
ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Approvato con determinazione Dettagli Omissione di referto
Omissione di referto Art. 365 c.p. Chiunque, avendo nell esercizio di una professione sanitaria prestata la propria assistenza o opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale Dettagli MASSIME: PENALE. Corte di Cassazione Sez. III Penale 1 Giugno 2011, n 21855. Penale Accertamento fiscale Dichiarazioni spontanee del
MASSIME: PENALE Corte di Cassazione Sez. III Penale 1 Giugno 2011, n 21855 Penale Accertamento fiscale Dichiarazioni spontanee del contribuente in assenza del difensore Utilizzo nelle indagini preliminari Dettagli L accertamento tributario e procedimento penale
L accertamento tributario e procedimento penale a cura di: Rosario Fortino Avvocato Tributarista in Cosenza fortinoepartners@libero.it Riflessione critica sulla utilizzabilità degli atti di polizia tributaria, Dettagli A cura di Laura Galli
LA TUTELA RISARCITORIA NELLE RELAZIONI FAMILIARI A cura di Laura Galli Da anni dottrina e giurisprudenza affrontano il problema della tutela risarcitoria dell illecito qualora la vittima sia uno dei congiunti. Dettagli Atto scritto di informazione (denuncia) all Autorità giudiziaria
Atto scritto di informazione (denuncia) all Autorità giudiziaria COMPITI GENERALI IL DOVERE DI INFORMARE L AUTORITA LE DENUNCE OBBLIGATORIE SANITARIE: comunicazione all Autorità competente (Sindaco, in Dettagli Testata Diritto 24 - Data 14/04/11
La responsabilità da reato degli enti nel settore sanitario: i destinatari della normativa Stefano Crisci, Avvocato, Studio Legale Crisci - a cura di Lex24 14 aprile 2011 Tra i destinatari dell ormai celebre Dettagli Corte di Cassazione Sentenza n. 12516/2012
Violazione dell obbligo di assistenza familiare Non è penalmente rilevante una condotta di omessa assistenza materiale che attenga a una mancata contribuzione economica che tuttavia non si risolva nell Dettagli Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale
Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento Dettagli Fiscal News N. 90. Il reato di omessa dichiarazione. La circolare di aggiornamento professionale 25.03.2014
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 90 25.03.2014 Il reato di omessa dichiarazione Dal 18 settembre 2011 soglia di punibilità più bassa Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Reati Dettagli Esame per l iscrizione agli albi degli avvocati Atto giudiziario su quesito proposto in materia di diritto penale
Esame per l iscrizione agli albi degli avvocati Atto giudiziario su quesito proposto in materia di diritto penale di Fabrizio Rigo La sera del 20 novembre 1999 Caio si trova a bordo della vettura condotta Dettagli MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 PARTE SPECIALE G REATI CONTRO LA PERSONALITA INDIVIDUALE IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back