Source: http://www.confesercentisassari.it/news/art/provvedimento-del-garante-della-privacy-in-materia-di-videosorveglianza_23
Timestamp: 2018-10-16 22:31:57+00:00
Document Index: 63272799

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 30', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 17']

Provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza. ~ Confesercenti Sassari
E’ necessario garantire che i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate siano informati della presenza delle telecamere con appositi cartelli, visibili anche quando il sistema di videosorveglianza è attivo in orario notturno.
Il Garante ha reso disponibile un modello stilizzato di informativa (Allegato 1), che segnala la presenza di telecamere e specifica se i dati vengono esclusivamente visionati ovvero se sono anche oggetto di registrazione. Inoltre, il cartello reca l’indicazione del titolare del trattamento e la finalità perseguita, nonché il riferimento alle disposizioni di legge (art. 13 del D.Lgs. 196/2003).
Nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati (esercizi commerciali, banche, aziende etc.) siano collegati alle forze di polizia, l'attivazione del predetto collegamento deve essere reso noto agli interessati.
A tal fine il Garante ha predisposto uno specifico modello di informativa (Allegato 2), che riproduce tutti i contenuti dell’allegato 1 e, inoltre, segnala la presenza del collegamento con le forze di polizia.
Il Garante ha precisato che riterrebbe auspicabile che l'informativa, resa in forma semplificata avvalendosi del predetto modello, poi rinvii a un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all'art. 13, comma 1, del Codice, facilmente reperibile da parte degli interessati.
In ogni caso il titolare, anche per il tramite di un incaricato, ove richiesto è tenuto a fornire anche oralmente un'informativa adeguata, contenente gli elementi individuati dall'art. 13 del Codice.
Il Garante ha stabilito che i dati raccolti mediante sistemi di videosorveglianza devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato, di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini (artt. 31 e ss. del Codice).
Devono quindi essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative che consentano al titolare1 di verificare l'attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa (se soggetto distinto dal titolare medesimo, nel caso in cui questo sia persona fisica).
Il titolare o il responsabile2 devono designare per iscritto tutte le persone fisiche, incaricate3 del trattamento, autorizzate sia ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, sia ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui sia indispensabile per gli scopi perseguiti, a visionare le immagini (art. 30 del Codice). Deve trattarsi di un numero delimitato di soggetti, specie quando il titolare si avvale di collaboratori esterni. Occorre altresì individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore, distinguendo coloro che sono unicamente abilitati a visionare le immagini dai soggetti che possono effettuare, a determinate condizioni, ulteriori operazioni (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.).
Durata dell'eventuale conservazione.
Nel caso di sistemi che prevedano la conservazione delle immagini, in applicazione del principio di proporzionalità di cui all’art. 11, comma 1, lett. e), del Codice), l'eventuale conservazione temporanea dei dati deve essere commisurata al tempo necessario - e predeterminato - a raggiungere la finalità perseguita. La conservazione deve essere limitata a poche ore nel rispetto del limite massimo delle ventiquattro ore successive alla rilevazione. Nel caso in esame il Garante fa salve speciali esigenze di ulteriore conservazione dovute a festività o alla chiusura di uffici o esercizi, nonché il caso in cui si deve aderire ad una specifica richiesta investigativa dell'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria.
Soltanto nel caso di particolari esigenze tecniche ovvero di attività particolarmente rischiose (es. banche) è ammesso un tempo più ampio di conservazione, che non può superare comunque la settimana. Eventuali esigenze di allungamento dei tempi di conservazione dovranno essere sottoposte a verifica preliminare del Garante.
Nel caso in cui i tempi di conservazione dei dati delle immagini registrate si estendano eccezionalmente oltre il previsto termine massimo di sette giorni per speciali esigenze di ulteriore conservazione, si rende necessario richiedere una verifica preliminare da parte del Garante, a meno che non derivi da una specifica richiesta dell'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria in relazione a un'attività investigativa in corso (vedi punto B.4)
B. Settori specifici.
Il Garante ha confermato che nelle attività di sorveglianza occorre rispettare il divieto di controllo a distanza dell'attività lavorativa, onde è vietata l'installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità.
Pertanto, non devono essere effettuate riprese al fine di verificare l'osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell'orario di lavoro e la correttezza nell'esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge). Vanno poi osservate le garanzie previste in materia di lavoro quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro: in tali casi, ai sensi dell'art. 4 della l. n. 300/1970, gli impianti e le apparecchiature, "dai quali può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti" (v., altresì, artt. 113 e 114 del Codice; art. 8 l. n. 300/1970 cit.; art. 2 d.lg. n. 165/2001).
Tali garanzie vanno osservate sia all'interno degli edifici, sia in altri contesti in cui è resa la prestazione di lavoro.
Sotto un diverso profilo, eventuali riprese televisive sui luoghi di lavoro per documentare attività od operazioni solo per scopi divulgativi o di comunicazione istituzionale o aziendale, e che vedano coinvolto il personale dipendente, possono essere assimilati ai trattamenti temporanei finalizzati alla pubblicazione occasionale di articoli, saggi ed altre manifestazioni del pensiero. In tal caso, alle stesse si applicano le disposizioni sull'attività giornalistica contenute nel Codice (artt. 136 e ss.), fermi restando, comunque, i limiti al diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza, nonché l'osservanza del codice deontologico per l'attività giornalistica ed il diritto del lavoratore a tutelare la propria immagine opponendosi, per motivi legittimi, alla sua diffusione (art. 7, comma 4, lett. a), del Codice).
Una disposizione relativa al settore del noleggio di veicoli con o senza conducente prevede che le telecamere installate sui veicoli non devono riprendere in modo stabile la postazione di guida e che le immagini raccolte per finalità di sicurezza e di eventuale accertamento di illeciti non possono essere utilizzate per controlli, anche indiretti, sull'attività lavorativa degli addetti.
Inoltre, i titolari del trattamento dovranno provvedere a munire i veicoli da noleggio con o senza conducente dotati di telecamere di apposite indicazioni o contrassegni che diano conto con immediatezza della presenza dell'impianto di videosorveglianza, anche utilizzando a tal fine il fac-simile riportato nell'allegato n. 1.
Utilizzo di web cam o camera-on-line a scopi promozionali-turistici o pubblicitari.
I sistemi integrati di videosorveglianza possono consistere nella gestione coordinata di funzioni e servizi tramite condivisione, integrale o parziale, delle immagini riprese da parte di diversi e autonomi titolari del trattamento, i quali utilizzano le medesime infrastrutture tecnologiche; ovvero nel collegamento telematico di diversi titolari del trattamento ad un "centro" unico gestito da un soggetto terzo (designato responsabile del trattamento). Nelle predette ipotesi si può anche attivare un collegamento dei sistemi di videosorveglianza con le sale o le centrali operative degli organi di polizia (che deve essere reso noto ai sensi del punto A.1).
Le modalità di trattamento sopra elencate richiedo l’applicazione delle seguenti ulteriori misure:
1) adozione di sistemi idonei alla registrazione degli accessi logici degli incaricati e delle operazioni compiute sulle immagini registrate, compresi i relativi riferimenti temporali, con conservazione per un periodo di tempo congruo all'esercizio dei doveri di verifica periodica dell'operato dei responsabili da parte del titolare, comunque non inferiore a sei mesi;
Fuori dalle predette ipotesi, in tutti i casi in cui i trattamenti effettuati tramite sistemi integrati di videosorveglianza hanno natura e caratteristiche tali per cui le misure e gli accorgimenti sopra individuati non siano integralmente applicabili, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che possono determinare, il titolare del trattamento è tenuto a richiedere una verifica preliminare al Garante (vedi oltre).
I trattamenti di dati personali nell'ambito di una attività di videosorveglianza devono essere effettuati rispettando le misure e gli accorgimenti prescritti dal Garante all’esito di una verifica preliminare attivata d'ufficio o a seguito di un interpello del titolare (ai sensi dell’art. 17 del Codice), quando vi sono rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità degli interessati, in relazione alla natura dei dati o alle modalità di trattamento o agli effetti che può determinare.
Salvo ipotesi specificamente disciplinate, il titolare del trattamento è tenuto a richiedere una verifica preliminare a questa Autorità in tutti i casi in cui i trattamenti effettuati tramite videosorveglianza hanno natura e caratteristiche tali per cui le misure e gli accorgimenti individuati nel provvedimento del Garante in esame non sono integralmente applicabili, in relazione alla natura dei dati o alle modalità del trattamento o agli effetti che possono determinare.
Per i sistemi di videosorveglianza "intelligenti" dotati di software che permettono l'associazione di immagini a dati biometrici (es. "riconoscimento facciale") o in grado, ad esempio, di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli (es. "motion detection") è sempre obbligatoria la verifica preliminare del Garante.
Le misure necessarie prescritte con il provvedimento del Garante devono essere osservate da tutti i titolari di trattamento. In caso contrario il trattamento dei dati è, a seconda dei casi, illecito oppure non corretto, ed espone:
all'applicazione delle pertinenti sanzioni amministrative o penali (artt. 161 e ss. del Codice).
Il Garante ha stabilito che gli interessati, entro i seguenti termini decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale (29 aprile 2010), dovranno:
entro dodici mesi, rendere l'informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto A.1);
entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare (punto B.4);
entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto A.2);
entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto delle disposizioni relative ai sistemi integrati di videosorveglianza (punto B.3);
Per ulteriori approfondimenti si rimanda al testo integrale del provvedimento del Garante, che si allega alla presente circolare.
1 Secondo la definizione del Codice «titolare» è la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo della sicurezza.
2 Secondo il Codice «responsabile» è la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali.
3 Secondo il Codice «incaricati» sono le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile.