Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=77
Timestamp: 2020-07-07 04:30:39+00:00
Document Index: 105494035

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 173', 'art. 236', 'art. 173', 'art. 161', 'art. 182', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 2645']

Prededuzione per il credito dell’attestatore anche nel caso in cui al concordato, omologato, sia seguito il fallimento
Il nesso di funzionalità, richiesto dall’art. 111 l. fall. per la concessione della prededuzione al credito del professionista che abbia assistito il debitore nella procedura concordataria, sussiste quando viene riscontrato un rapporto teleologico tra l’insorgere del credito e gli scopi della procedura unitamente a un interesse della massa dei creditori. Tale interesse deve essere valutato rispetto alla procedura di riferimento: il nesso di funzionalità è indicato dalla legge con riferimento alle procedure c.d. minori e va valutato tenendo conto dei risultati ottenuti nella procedura grazie all’opera del professionista.
Concordato: atti fraudolenti irrilevanti ex art. 173 possono rilevare a fini penali, ex art. 236
Gli atti “fraudolenti” compiuti prima del deposito della domanda, seppur non debitamente segnalati né in ricorso né nella relazione dell’attestatore, ma comunque desumibili dalla documentazione allegata alla proposta, non possono dirsi “occultati” dal ricorrente e quindi non possono rilevare ex art. 173 l. fall.
Concordato: proposta contenente una clausola di esdebitazione; modifiche del piano; attestazione e verifica della fattibilità
Le modificazioni in senso migliorativo delle previsioni contenute in un piano concordatario e il più accorto riconoscimento dei valori dell’attivo e del passivo costituiscono mere integrazioni migliorative del piano stesso, che non incidono sulla proposta di concordato preventivo e, in quanto tali, possono essere operate anche dopo l’approvazione da parte dei creditori (nella specie, erano state previste ulteriori garanzie da parte degli azionisti della società debitrice ed un’accelerazione dei&nbsp; tempi di esecuzione).
Domanda di concordato in bianco: natura abusiva e inammissibilità
11 Febbraio 2014 | di La Redazione
Il deposito della domanda di concordato preventivo ex art. 161, comma 6 l. fall , nello stesso giorno in cui è stata fissata l’udienza per l’esame dell’istruttoria prefallimentare è indice della volontà del debitore di impedire che possa dichiararsi il fallimento dei soci illimitatamente responsabili così da sottrarre i loro beni alla massa fallimentare.
Pagamento immediato e integrale del creditore strategico, oggetto dell’autorizzazione del tribunale e rispetto dell’ordine delle cause di prelazione
L’autorizzazione del tribunale al pagamento di crediti strategici, funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori ex art. 182-quinquies, comma 4, l. fall. deve intendersi riferita alla tempistica del pagamento e non alla percentuale.
Società in concordato: omesso versamento delle ritenute previdenziali e divieto di pagamento dei debiti anteriori
07 Febbraio 2014 | di La Redazione
Contributi previdenziali e assicurativi
Il liquidatore di una società in concordato preventivo non è punibile per il reato di cui all’art. 10-bis d. lgs. n. 74/2000, se i debiti non pagati, relativi alle ritenute previdenziali certificate, sono debiti sorti prima dell’apertura della procedura concordataria: il rispetto delle regole concorsuali, infatti, vieta il pagamento dei debiti anteriori al di fuori della par condicio creditorum.
Società in concordato: omesso versamento acconto IVA e divieto di pagamento dei debiti anteriori
Il liquidatore di una società in concordato preventivo che abbia omesso di versare l’acconto Iva non può essere condannato per il reato di cui all’art. 10-ter, d. lgs. 74/2000, in quanto in base alle regole concorsuali non avrebbe comunque potuto pagare debiti antecedenti all’ammissione della procedura concordataria, e qualsiasi pagamento avrebbe dovuto essere autorizzato dal giudice delegato; ciò indipendentemente dalla situazione di decozione e di mancanza di fondi da parte della società.
Anche per le domande proposte prima della dichiarazione di fallimento vi è l’attrazione nel rito speciale
06 Febbraio 2014 | di La Redazione
È improcedibile la domanda di accertamento e risoluzione di un contratto di compravendita proposta con rito ordinario se la parte convenuta è sottoposta a procedura concorsuale, ciò in virtù del principio sancito dall’art. 24 l. fall. secondo il quale “il tribunale che ha dichiarato il fallimento è competente a conoscere di tutte le azioni che ne derivano, qualunque ne sia il valore.”
Piano concordatario contenente un apporto di terzo mediante vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.: inammissibilità
Nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla “fattibilità giuridica” del piano concordatario: tale verifica si realizza (anche) esaminando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione.