Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/02/07/disciplina-lavoro-somministrazione-dopo-decreto-delegato-revisione-tipologie-contratti-lavoro/
Timestamp: 2018-01-16 21:33:45+00:00
Document Index: 106502026

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art.18', 'art 51', 'art 19', 'art.21', 'art.47', 'art.23', 'art.31', 'art.24', 'art.34', 'art.20']

DISCIPLINA LAVORO SOMMINISTRAZIONE DOPO DECRETO DELEGATO REVISIONE TIPOLOGIE CONTRATTI LAVORO | Francesco Colaci's BLOG
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DISCIPLINA LAVORO SOMMINISTRAZIONE DOPO DECRETO DELEGATO REVISIONE TIPOLOGIE CONTRATTI LAVORO
Preliminarmente si segnala che :
a)l’art. 55 ,comma 1, lett.b), del decreto in questione abroga le disposizioni del . D.L.vo 276/2003 in materia di lavoro somministrato,limitatamente a quelle contenute rispettivamente nell‘art.18,commi 3 e 3 bis,nonche’negli artt.da 20 a 28,riscrivendo in pratica la disciplina della somministrazione di lavoro, mentre non risultano toccate le disposizioni inerenti l’agenzia di lavoro e di somministrazione,che ,quindi ,continuano ad essere quelle del citato dec.legvo 276/03 ;
b) l’art 51 precisa: Salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, percontratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali,
territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali
comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale e i
contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze
E’ definito contratto di lavoro somministrato quello con cui un somministratore ,autorizzato ai sensi del decreto legislativo n. 276 del 2003 ,mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, che , nel corso della missione, svolgono la propria attività nell’interesse nonché sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore. Pertanto, viene mantenuto il carattere triangolare di tale rapporto , in cui figurano l’agenzia,l’utilizzatore ed il prestatore di lavoro
Anzitutto ,e’ da sottolineare che rimane confermata la distinzione tra somministrazione a tempo indeterminato e determinato , specificando quanto segue.
Per i somministrati a tempo indeterminato, si stabilisce che:
a) salvo diversa previsione dei contratti collettivi (come individuati al n.1 lett.b) applicati dall’utilizzatore , il numero degli stessi in forza presso costui non può eccedere il 20 % del numero dei lavoratori con rapporto subordinato a tempo indeterminato in forza allo stesso al 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto in somministrazione
Invece,per quanto riguarda i somministrati a tempo determinato, si dispone :
sono i contratti collettivi(come individuati al n.1 lett.b) applicati dall’utilizzatore a stabilire i limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione di lavoro a tempo determinato;
comunque non si contano agli effetti dei limiti quantitativi per la somministrazione a tempo determinato i seguenti soggetti :
a) i lavoratori di cui all’articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991,
b) i disoccupati che godono,da almeno sei mesi, di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali
per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti;
ferma restando la competenza delle amministrazioni in ordine alla individuazione delle necessità organizzative in coerenza con quanto stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro, degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro;
3.non è consentito ricorrere alla somministrazione di lavoro per l’esercizio di funzioni direttive e dirigenziali.
in unità produttive nelle quali , entro i sei mesi precedenti, si è proceduto a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991, riguardanti lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro, a meno che il contratto venga concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti ovvero per assumere lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, ovvero abbia una durata iniziale non superiore a tre me
presso unità produttive nelle quali è operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, interessanti lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;
da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi in applicazione della normativa di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori(es:artt. 28 e seguenti del decretole legislativo n. 81 del 2008, e s.m.i.)
1) estremi dell’autorizzazione rilasciata al somministratorb) numero dei lavoratori da somministrare
2)indicazione circa eventuali rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e le misure di prevenzione adottate;
3) data di inizio e durata prevista della somministrazione di lavoro
4) mansioni cui saranno adibiti i lavoratori e il loro inquadramento
5) luogo e orario di lavoro ,nonche’ trattamento economico e normativo dei lavoratori
Il comma 2 dell’art.in esame inoltre precisa che l’utilizzatore con il contratto di somministrazione di lavoro assume l’obbligo di :
Da una parte viene affermato che ai rapporti di lavoro somministrato costituiti a tempo determinato si applicano le disposizioni del Capo III del decreto delegato oggetto di esame , che comprende gli artt.da 19 a 29 riguardanti il lavoro subordinato a termine ,in quanto compatibili, ma dall’altra vie precisato che resta esclusa l’applicazione delle seguenti disposizioni del predetto Capo terzo :
– Art.19 comma 1 , secondo cui: “Al contratto di lavoro subordinato puo’ essere apposto un termine di durata non superiore a trentasei mesi. Pertanto, il limite massimo di durata complessiva del lavoro somministrato a t.d. tra le medesime parti è rimessa ai contratti collettivi(nazionali territoriale ed aziendali)applicati presso le Agenzie che i datori di lavoro utilizzatori
– Art.19 comma 2,secondo cui :” Ferma restando la diversa previsione dei contratti collettivi,la durata non puo’ superare 36 mesi ,cui concorrono sia i rapporti di lavoro subordinato a termine , sia le missioni del lavoro in somministrazione tra le medesime parti con o senza interruzioni , purche’ per lo svolgimento di mansioni equivalenti” Quindi la fattispecie in parola si applica alla trasformazione a t.i. del lavoro subordinato a termine ,ma non a quello somministtrato ,in mancanza di specifica previsione nella contrattazione colletiva di riferimenmto
-art 19 comma 3 secondo cui :”Un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, può essere stipulato presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio”Anche per tale aspetto ogni determinazione è affidata alla contrattazione collettiva di livello nazionale ,territoriale ed aziendale
-art.21 ,riguardante la disciplina del limite delle cinque proroghe e dello stop end go prevista per i rapporti di lavoro subordinato a termine,che ,invece, non trova applicazione alla somministrazione a tempo deterrminato,che è soggetta soltanto alla previsione in merito della contrattazione colletiva applicabile. In particolare, si ricorda che l’art.47 del ccnl AssoLavoro del 27.2.14 d del ccnl AssoSomm del 7.4.14 prevede che “la materia delle proroghe e’ di esclusiva vcompetenza del presente ccnl:il periodo di assegnazione iniziale puo’ essere prorogato per sei volte nell’arco di 36 mesi , che s’intende comprensivo del periodo iniziale di missione ”
-art.23 ,concernente il numero complessivo dei rapporti lavoro subordinato a termine,che non si applica alla somministrazione a tempo determinato,cui trova applicazione la percentuale di cui all’art.31 cc 1 e 2 del dec.81 in esame
-art.24 inerente il diritto di precedenza dei lavoratori subordinati a termine,che va esclusa per i somministrati a tempo determinato , facendo salva specifica previsione collettiva al rigiuarda
Trovano applicazione ,giusto rinvio contenuto nel comma 2 dell’art.34 del dec.lvo 81 le disposizioni inerenti il rapporto subordinato a termine di cui ai seguenti articoli:
-Articolo 19 ,commi 4 e 5,che rispettivamente recitano:
-comma 4 4. Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore adodici giorni, l’apposizione del termine al contratto e’ priva dieffetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da attoscritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore dilavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio dellaprestazione. -comma 5. Il datore di lavoro informa i lavoratori a tempo determinato,nonche’ le rappresentanze sindacali aziendali ovvero larappresentanza sindacale unitaria, circa i posti vacanti che sirendono disponibili nell’impresa, secondo le modalita’ definite daicontratti collettivi. Al contrario ,non trova applicazione alla somministrazione a tempo determinato l’art.20 del dec.legvo n.81/15 ,concernente i casi di divieto del contratto subordinato a termine ,poiche’ in materia per la somministrazione a tempo determinato provvede direttamente l’art . 32 del d.lvo 81-15 ,secondo cui: 1. Il contratto di somministrazione di lavoro e’ vietato: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto disciopero; b) presso unita’ produttive nelle quali si e’ proceduto, entro isei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degliarticoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991, che hanno riguardatolavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contrattodi somministrazione di lavoro, salvo che il contratto sia conclusoper provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti o abbia unadurata iniziale non superiore a tre mesi; c) presso unita’ produttive nelle quali sono operanti unasospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassaintegrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle stessemansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro; d) da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato lavalutazione dei rischi in applicazione della normativa di tuteladella salute e della sicurezza dei lavoratori.
Infine e da rimarcare che al lavoro in somministrazione a tempo determinato trovano applicazione i seguenti articoli riguardanti il lavoro subordinato a temine:
-Art.25-Principio di non discriminazione 1. Al lavoratore a tempo determinato spetta il trattamentoeconomico e normativo in atto nell’impresa per i lavoratori concontratto a tempo indeterminato comparabili, intendendosi per taliquelli inquadrati nello stesso livello in forza dei criteri diclassificazione stabiliti dalla contrattazione collettiva, ed inproporzione al periodo lavorativo prestato, sempre che non siaobiettivamente incompatibile con la natura del contratto a tempodeterminato. 2. Nel caso di inosservanza degli obblighi di cui al comma 1, ildatore di lavoro e’ punito con la sanzione amministrativa da 25,82euro a 154,94 euro. Se l’inosservanza si riferisce a piu’ di cinquelavoratori, si applica la sanzione amministrativa da 154,94 euro a1.032,91 euro. -Art 26 -Formazione 1. I contratti collettivi possono prevedere modalita’ e strumentidiretti ad agevolare l’accesso dei lavoratori a tempo determinato aopportunita’ di formazione adeguata, per aumentarne laqualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilita’occupazionale. Art.27-Criteri di computo 1. Salvo che sia diversamente disposto, ai fini dell’applicazionedi qualsiasi disciplina di fonte legale o contrattuale per la qualesia rilevante il computo dei dipendenti del datore di lavoro, sitiene conto del numero medio mensile di lavoratori a tempodeterminato, compresi i dirigenti, impiegati negli ultimi due anni,sulla base dell’effettiva durata dei loro rapporti di lavoro. Art. 28-Decadenza e tutele 1. L’impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire,con le modalita’ previste dal primo comma dell’articolo 6 della legge15 luglio 1966, n. 604, entro centoventi giorni dalla cessazione delsingolo contratto. Trova altresi’ applicazione il secondo comma delsuddetto articolo 6. 2. Nei casi di trasformazione del contratto a tempo determinato incontratto a tempo indeterminato, il giudice condanna il datore dilavoro al risarcimento del danno a favore del lavoratore stabilendoun’indennita’ onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di2,5 e un massimo di 12 mensilita’ dell’ultima retribuzione diriferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, avutoriguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge n. 604 del1966. La predetta indennita’ ristora per intero il pregiudizio subitodal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributiverelative al periodo compreso tra la scadenza del termine e lapronuncia con la quale il giudice ha ordinato la ricostituzione delrapporto di lavoro. 3. In presenza di contratti collettivi che prevedano l’assunzione,anche a tempo indeterminato, di lavoratori gia’ occupati concontratto a termine nell’ambito di specifiche graduatorie, il limitemassimo dell’indennita’ fissata dal comma 2 e’ ridotto alla meta’. -Art. 29-Esclusioni e discipline specifiche 1. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente capo, inquanto gia’ disciplinati da specifiche normative: a) ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 25 e 27, irapporti instaurati ai sensi dell’articolo 8, comma 2, della legge n.223 del 1991; b) i rapporti di lavoro tra i datori di lavoro dell’agricoltura egli operai a tempo determinato, cosi’ come definiti dall’articolo 12,comma 2, del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375; c) i richiami in servizio del personale volontario del Corponazionale dei vigili del fuoco. 2. Sono, altresi’, esclusi dal campo di applicazione del presentecapo: a) i contratti di lavoro a tempo determinato con i dirigenti, chenon possono avere una durata superiore a cinque anni, salvo ildiritto del dirigente di recedere a norma dell’articolo 2118 delcodice civile una volta trascorso un triennio; b) i rapporti per l’esecuzione di speciali servizi di durata nonsuperiore a tre giorni, nel settore del turismo e dei pubbliciesercizi, nei casi individuati dai contratti collettivi, fermol’obbligo di comunicare l’instaurazione del rapporto di lavoro entroil giorno antecedente; c) i contratti a tempo determinato stipulati con il personaledocente ed ATA per il conferimento delle supplenze e con il personalesanitario, anche dirigente, del Servizio sanitario nazionale; d) i contratti a tempo determinato stipulati ai sensi della legge30 dicembre 2010, n. 240. 3. Al personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzionemusicale di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, non siapplicano le disposizioni di cui all’articolo 19, commi da 1 a 3, e21. 4. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 36 del decretolegislativo n. 165 del 2001.
Poiche’ e’ riservato al somministratore l’esercizio del potere disciplinare, l’utilizzatore s’impegbna a comunica al somministratore gli elementi che formeranno oggetto della contestazione ex articolo 7 della legge n. 300 del 1970.
prima della stipula del contratto o, nel caso in cui ricorrano motivate ragioni di urgenza entro i cinque giorni successivi, il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro
ogni dodici mesi, anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero ed i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati
1.Gli oneri contributivi, previdenziali,assicurativi ed assistenziali, previsti dalle vigenti disposizioni legislative, sono a carico del somministratore che, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo49 della LEGGE 9 marzo 1989, n. 88 ,è inquadrato nel settore terziario. Sulla indennità di disponibilità , i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare,anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo
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