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Timestamp: 2018-12-10 12:01:09+00:00
Document Index: 19185529

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art. 5', 'art.6', 'art.8', 'art. 4', 'art. 9', 'art.22', 'art.11', 'art.5']

Il nuovo pacchetto europeo sull economia circolare - PDF
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1 Il nuovo pacchetto europeo sull economia circolare di Edo Ronchi Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Ferrara, 21 settembre 2016
2 Il cambiamento verso la circular economy A fronte di una domanda mondiale in continua crescita, la disponibilità di materie prime è limitata, a costi e impatti ambientali crescenti. Dal 1900 la popolazione mondiale è aumentata 4 volte. Il consumo di materiali è aumentato di 10 volte e potrebbe raddoppiare ancora entro il 2030.
3 Una circular economy per l efficienza nell uso delle risorse Col modello lineare,l economia funziona preleva molte risorse naturali che trasforma in prodotti che, dopo il consumo, generano grandi quantità di rifiuti. La green economy punta su un modello circolare che riduce il prelievo di risorse, minimizzando i rifiuti e massimizzando il riciclo
4 Luglio 2014 la Commissione UE, per rendere più verde e competitiva l economia europea, ha promosso una Strategia per sviluppare l economia circolare Dicembre 2015 la Commissione UE ha presentato un Pacchetto di modifiche delle direttive sui rifiuti per sviluppare l economia circolare,discusso dal Consiglio e ora all esame del Parlamento europeo.
5 Il pacchetto sulla circular economy della Commissione prevede : Sostanziali modifiche della Direttiva Quadro 2008/98/CE Parziali le modifiche alle Direttiva Imballaggi 94/62/CE : solo nuovi obiettivi al 2025 e al 2030 Direttiva Discariche 31/1999/CE: solo obiettivo del 10% in discarica al 2030 Solo nuove comunicazioni per Direttiva RAEE 2012/19/UE Direttiva Veicoli a fine vita 2000/53/CE E un Rapporto per la Direttiva Batterie e Accumulatori 2006/66/Ce
6 Le modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Delle definizioni (art.3) rifiuti urbani: quelli raccolti dai nuclei domestici (compresi ingombranti, elettrodomestici,mobili, i rifiuti di giardini); provenienti da altre raccolte comparabili ai rifiuti domestici per natura, composizione e quantità; rifiuti di pulizia dei mercati e delle strade, di manutenzione di parchi e giardini e cestini stradali ; preparazione per il riutilizzo: le operazioni riguardano sia rifiuti che beni o parti di beni e devono essere svolte da un operatore abilitato per la preparazione per il riutilizzo o da un sistema di deposito cauzionale ; processo finale di riciclo: si configura quando non sono necessarie ulteriori operazioni di selezione meccanica e i materiali da rifiuto entrano in un processo di produzione.
7 Le modifiche alla Direttiva quadro 2008/98/CE Per i sottoprodotti (art. 5) gli Stati membri assicurano il rispetto delle 4 condizioni. la Commissione si riserva solo futuri eventuali criteri per sostanze o oggetti specifici Cessazione della qualifica di rifiuto (art.6) Sono eliminati i criteri specifici. Gli Stati membri assicurano che i rifiuti sottoposti ad un operazione di recupero cessano di essere rifiuti se la sostanza o l oggetto può essere utilizzato per scopi specifici (non più è comunemente utilizzato ).Le altre condizioni restano le medesime. La Commissione si riserva la facoltà di intervenire a regolare taluni rifiuti con criteri di dettaglio.
8 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Responsabilità estesa del produttore-requisiti generali- (art.8 a) ogni organizzazione per adempiere agli obblighi della EPR deve : - definire lo spazio geografico, la tipologia del prodotto e del materiale e disporre di mezzi finanziari e operativi idonei - mettere in atto meccanismi di autocontrollo e disporre di verifiche di valutazione indipendente sulla gestione finanziaria e la qualità dei dati - rendere disponibili al pubblico informazioni su proprietà e composizione, sui contributi versati dai produttori e la procedura di selezione degli operatori della gestione dei rifiuti
9 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Gli Stati membri assicurano che i produttori in regime di EPR - coprano l intero costo della RD, delle operazioni di cernita e trattamento, tenendo conto delle entrate dal riutilizzo o dalla vendita di materie prime secondarie - coprano i costi dell informazione, di raccolta dati e rendicontazione - modulino i costi in base a riutilizzabilità e riciclabilità - si basino sul costo ottimizzato dei servizi forniti Lo Stato membro istituisce un autorità indipendente per l attuazione degli obblighi di EPR e stabilisce una piattaforma per garantire un dialogo regolare tra gli attori coinvolti nella EPR
10 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Gli Stati membri adottano idonei strumenti economici per fornire incentivi per il rispetto della gerarchia dei rifiuti (art. 4 comma 3). Sembra un po debole come indirizzo : perché non citare almeno alcuni di questi strumenti per incoraggiare l azione degli Stati membri (tipo GPP e agevolazioni fiscali)? In generale il tema degli strumenti europei attuativi della circular economy è ancora debole.
11 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Prevenzione rifiuti (art. 9) Gli Stati membri adottano misure per la prevenzione, per : - incoraggiare prodotti che usano le risorse in modo efficiente, durevole, riparabile e riciclabile - favorire sistemi di riutilizzo - promuovere la raccolta e il riutilizzo di rifiuti tessili e di mobili - ridurre i rifiuti nei processi di produzione industriale - ridurre la produzione di rifiuti alimentari Anche per la prevenzione l iniziativa diretta della UE è debole
12 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Art. 11 Obiettivi di preparazione per il riutilizzo e di riciclo Confermato al 70% al 2020 il recupero, compreso il riempimento, dei rifiuti inerti. Confermato il 50% al 2020 e aumentato al 60% di preparazione per il riutilizzo e per il riciclo dei rifiuti urbani in peso al 2025 e al 65% al L Italia è al 40.4% (con RD al 45,2%) nel 2014 e in traiettoria verso il 50% al 2020(+1,6%all anno),dovrebbe aumentare al +2% all anno fra il 2020 e il Il problema della somma agli obiettivi del riciclo dei beni e componenti- preparati per il riutilizzo col mercato dell usato dove già sono quantità rilevanti -che potrebbero essere utilizzati contabilmente per ridurre le quantità di rifiuti riciclate. Sarebbe meglio avere obiettivi separati.
13 Modifiche della Direttiva quadro 2008/98/CE Rifiuti organici (art.22) Col testo vigente gli Stati incoraggiavano, con la modifica dovrebbero garantire la raccolta separata dei rifiuti organici ma «ove tecnicamente, ambientalmente ed economicamente fattibile e appropriato». Lo stesso dicasi per le raccolte differenziate (art.11) La RD dell umido e del verde è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riciclaggio. Nel 2014 la quota di umido e verde è stata il 43% della RD, pari a 5,7 Mt. Ipotizzando di mantenere la stessa incidenza percentuale, per raggiungere i nuovi obiettivi di riciclaggio si dovrebbero raccogliere 8 Mt nel 2025 e 9 Mt nel 2030.
14 Modifiche della Direttiva 94/62/EC sui rifiuti d imballaggio
15 Nuovi obiettivi di riutilizzo e riciclo della Direttiva imballaggi Gli obiettivi al 2025 per la carta, alluminio, metalli e legno sono già stati raggiunti (con un peso modesto del riutilizzo),quelli per il vetro sono quasi raggiunti. L unico obiettivo distante al 2025 è quello per la plastica (38% attuale, rispetto al 55% ) Se non cambiano gli imballaggi in plastica ( con un riduzione di quelli complessi,con plastiche miste,difficili da riciclare) l obiettivo di riciclo al 55% è difficile Quelli al 2030 sono più impegnativi : la loro fattibilità dipende da un sistema di consorzi efficiente e dallo sviluppo sull intero territorio nazionale, comprese le aree attualmente ancora arretrate, di livelli avanzati di RD di buona qualità, con bassi scarti.
16 Modifiche della Direttiva 1999/31/EC discariche Rifiuti non ammissibili in discarica (art.5) Entro il 2030 il volume dei rifiuti urbani in discarica deve essere ridotto al 10% dell ammontare totale di rifiuti urbani prodotti In Europa 6 Paesi (Germania,Svezia, Belgio,Olanda, Danimarca e Austria) sono già sotto il 5%, l Italia era a circa il 31% nel Il 2030 è lontano,il 10% in discarica è una quantità significativa : potrebbe essere anticipato al 2025 e si potrebbe limitare fortemente la quota di rifiuti biodegradabili smaltibili in discarica.
17 Materiali di analisi e studi sulla circular economy e i rifiuti sono reperibili fra le Attività sul sito della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Grazie per l attenzione.
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