Source: https://www.giuseppemazzotta.it/archivio
Timestamp: 2019-11-12 22:03:37+00:00
Document Index: 51107945

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 6', 'art. 11', '§ 222', '§ 228', '§ 231', '§ 237']

Archivio - Giuseppe Mazzotta - Giuseppe Mazzotta
Archivio di tutti gli articoli pubblicati
Creato: 02 Marzo 2019 | Stampa	| Email
Con memoria in data 08 febbraio 2019, il Garante Privacy interviene sul ddl di conversione del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, Recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e pensioni. Il Garante osserva anzitutto che «il prospettato meccanismo di riconoscimento, erogazione e gestione del reddito di cittadinanza (di seguito Rdc) comporta il trattamento su larga scala di dati personali, riferiti ai richiedenti e ai componenti il suo nucleo famigliare» trattandosi di «dati relativi allo stato di salute e all'eventuale sottoposizione a misure restrittive della libertà personale». In modo particolare e preliminarmente si rileva come non sia stato richiesto il parere «di cui all’art. 36, par. 4 del Regolamento Generale sulla protezione dei dati ove è disciplinata la consultazione preventiva dell’Autorità» con la conseguente impossibilità di «evidenziare nel dettaglio i rischi derivanti dalle diverse attività di trattamento (…) individuare preventivamente misure idonee a mitigarli così da evitare limitazioni dei diritti degli interessati sproporzionate e ingiustificate rispetto al legittimo obiettivo di interesse pubblico perseguito». Fatta questa premessa il Garante rileva che il decreto legge contiene previsioni «inidonee a definire con sufficiente chiarezza le modalità di svolgimento delle procedure di consultazione e verifica delle varie banche dati»: nel dettaglio alcune disposizioni del decreto legge «presuppongono un massivo flusso di informazioni tra quelle assistite dalla maggior tutela, ivi incluse quelle presenti negli archivi dei rapporti finanziari tra diversi soggetti pubblici». Si imputa al Governo di avere previsto tutto questo «in assenza di un'adeguata cornice di riferimento che individui pertinenti regole di accesso selettivo alle banche dati, introduca accorgimenti idonei a garantire la qualità e l’esattezza dei dati, nonché misure tecniche e organizzative volte a scongiurare i rischi di accessi indebiti, utilizzi fraudolenti dei dati o violazione dei sistemi informativi, oltre a procedure idonee a garantire agli interessati l’agevole esercizio dei loro diritti». Venendo poi alle attività di monitoraggio delle quali tanto si è parlato all’epoca dell'approvazione dl decreto legge «altrettante perplessità» suscita nel Garante «la disposizione che attribuisce agli operatori dei Centri per l’Impiego e dei servizi comunali la funzione di monitoraggio dei consumi e dei comportamenti dei beneficiari, nonché di valutazione di eventuali anomalie dalle quali si possa dedurre l'insussistenza dei requisiti dichiarati (art. 6, comma 6)». Ad interessare l’attività di vigilanza cui è preposto il Garante sono in modo particolare «i controlli puntuali sulle scelte di consumo individuali, condotti dagli operatori dei centri per l'impiego e dei servizi comunali in assenza di procedure ben definite e di criteri normativamente individuati» cosicché «le legittime esigenze di verifica di eventuali abusi e comportamenti fraudolenti si traducono in una sorveglianza su larga scala continua e capillare sugli utilizzatori della carta, determinando così un’intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati». In conclusione il Garante rileva come il Decreto Legge sia stato approvato e venga attuato in aperta violazione «rispetto a quanto richiede il Regolamento Europeo (Artt. 24 e 25)». Venendo a cosa il Garante richiede per la riconduzione in un ambito di conformità al regolamento del decreto, «dovranno essere puntualmente definiti i presupposti per l'avviamento di tali attività di monitoraggio e individuate le tipologie di controllo, i criteri per la classificazione dei comportamenti anomali, nonché i soggetti legittimati allo svolgimento di tali attività, le garanzie per gli interessati e i tempi di conservazioni dei dati», in pratica l’intero arco di tutela dei dati sensibili che, stando a questa valutazione del Garante, il Decreto istitutivo del Reddito di cittadinanza, al momento, non tutelerebbe in alcun modo. E pure in relazione alle «attestazioni ISEE (art. 11, comma 2, lett. d) n. 2)» non mancano le perplessità, visto che esse sono «suscettibili di pregiudicare la sicurezza dei dati contenuti nell'anagrafe tributaria e, sopratutto, nell’archivio dei rapporti finanziari dell’Agenzia delle Entrate, finora inaccessibili persino nell’ambito delle normali attività di controllo tributario, in ragione degli elevati rischi connessi al relativo trattamento di tal informazioni». Il garante fa un preciso richiamo alla necessità di evitare «anche soltanto il rischio di fraudolente sostituzioni di identità presso i CAF, ovvero di attacchi informatici, facilitati anche dal coinvolgimento degli stessi CAF e dei relativi sistemi informativi (non sempre adeguatamente protetti) nella filiera del trattamento».
Categoria: Tutti gli articoli / Prima itinera
Il desiderio della fiducia nel secondo figlio
Creato: 18 Marzo 2018 | Stampa	| Email
Una ricerca rileva che in dieci anni la percentuale di donne che afferma di rinunciare a una seconda maternità per motivi economici è salita dal 19 al 25% Un fenomeno che colpisce anche chi non ha avuto problemi. Eppure il 90% continua a desiderare almeno un altro bambino
articolo di Massimo Calvi
tratto da Avvenire del 17 marzo 2018
ANALISI / L’IMPATTO DELLE RECESSIONI SUL DESIDERIO DI FAMIGLIA
Così l’incertezza ha penalizzato le madri più giovani
La crisi economica ha giocato un ruolo determinante nel crollo delle nascite che interessa l’Italia. Per intuirlo non sono necessarie ricerche particolari. Tuttavia indagare a fondo come e perché le difficoltà hanno trasformato la composizione delle famiglie e le attese delle coppie può fornire indicazioni molto importanti. Un contributo in questo senso arriva da un ricerca fresca di pubblicazione che ha cercato di capire come mai tra il 2002 e il 2012, cioè nel decennio che va dal periodo precedente la crisi del 2007-2008 alle prime tre recessioni successive, molte madri hanno deciso di non avere un secondo figlio. Quello che emerge è abbastanza sorprendente: la crisi non ha aumentato le disuguaglianze, al contrario ha avvicinato le donne di diverse condizioni sociali nella rinuncia ad avere una famiglia numerosa.
L’insicurezza e la sfiducia, insomma, hanno livellato verso il basso l’universo delle madri, contagiando anche chi non ha sperimentato direttamente problemi economici.
La ricerca a cura di Francesca Fiori ed Elspeth Graham, dell’Università di St Andrews nel Regno Unito, e di Francesca Rinesi dell’Istat (goo.gl/eKyk4z) rivela proprio che in un decennio la percentuale di madri che esprimono l’intenzione di fermarsi al figlio unico è salita dal 21% al 25%.
La percezione di insicurezza diffusa, di paura di andare incontro a problemi in futuro, ha come cancellato le differenze.
La motivazione economica è diventata rapidamente la ragione principale per dire no al secondo figlio (dal 16,7% al 25,8% dei casi), seguita dal fatto che si è raggiunto il limite di età (dal 14,1% al 18,8%), mentre l’idea di aver già soddisfatto i propri desideri riproduttivi è crollata significativamente di 7 punti (al 16%).
«Il risultato ci ha sorprese – spiega una delle ricercatrici, Francesca Fiori –. La rinuncia al secondo figlio per ragioni economiche non ha riguardato solo le madri in situazioni di disagio, ma anche quelle in condizioni migliori. Da un lato la situazione economica è peggiorata per tutte le famiglie giovani, dall’altro l’aumento della disoccupazione maschile ha probabilmente lasciato molte donne occupate nella condizione di unico percettore di reddito. Ma di sicuro la crisi ha agito anche a livello più intimo, aumentando l’incertezza e la sfiducia nel futuro. Spesso di fronte alle difficoltà la rinuncia a un figlio interessa proprio chi ha più da perdere, mentre chi è in condizione di svantaggio trova nella maternità un valore in più».
La crisi della fiducia incide sui desideri e sulla progettualità, e questo aspetto, spiegano le ricercatrici, è più preoccupante di altri fattori legati alla rinuncia ad avere figli.
Una recente ricerca a cura di Chiara Ludovica Comolli ( goo.gl/SkLrUQ), dell’Università di Stoccolma ha dimostrato come la tensione sugli spread vissuta dall’Italia tra il 2011 e il 2012 ha contribuito in modo importante a limare i tassi di natalità. D’altra parte si potrebbe pensare che in un Paese con un elevato debito pubblico come l’Italia, oggi al 130% del Pil, in mancanza di una seria strategia di stabilizzazione dei conti le famiglie possano avere atteggiamenti più prudenti in diversi ambiti, dai consumi alla famiglia. Negli ultimi 40 anni l’Italia non ha mai conosciuto tassi di fecondità particolarmente alti, tuttavia le coppie hanno storicamente manifestato una preferenza netta per la famiglia con due figli. Ancora nel 2012 il 75% delle neo madri con un figlio esprimeva la volontà di avere almeno un altro bambino. Ma se il persistere dell’incertezza trasformasse in breve tempo la 'regola dei due figli' in una regola del figlio unico più subìta che voluta? Al momento non sembra essere così. «Non abbiamo indicazioni in questa direzione – spiega Francesca Fiori – in Italia la preferenza per la famiglia con due figli è dura da sovvertire. A differenza di altri Paesi da noi c’è una fetta ampia di desiderio non soddisfatto in fatto di dimensione della famiglia. Perché si mantenga vivo servono soprattutto misure di ampio respiro capaci di creare un contesto favorevole in tutto alle famiglie, dalle politiche per il lavoro ai servizi che favoriscono la conciliazione, dalle misure per ridurre le disuguaglianze a un welfare in grado di rispondere veramente ai bisogni dei genitori».
Papa Francesco ai giovani: custodi delle radici
Creato: 30 Gennaio 2019 | Stampa	| Email
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2019/january/documents/papa-francesco_20190126_panama-veglia-giovani.html
Creato: 26 Febbraio 2018 | Stampa	| Email
Creato: 04 Novembre 2018 | Stampa	| Email
Quattro principi dalla ESORTAZIONE APOSTOLICA EVANGELII GAUDIUM DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI ALLE PERSONE CONSACRATE E AI FEDELI LAICI SULL' ANNUNCIO DEL VANGELO NEL MONDO ATTUALE
Creato: 02 Settembre 2017 | Stampa	| Email
01) il tempo è superiore allo spazio - § 222;
02) l’unità è superiore al conflitto - § 228;
03) la realtà è superiore all’idea - § 231;
04) il tutto è superiore alla parte - § 237.
Il tempo è superiore perché è il bene più prezioso, non solo perché non possiamo recuperarlo, ma perché si apre al futuro. (…) La Ricerca funziona se riusciamo a costruire un processo, un programma di ricerca come dicono gli epistemologi, che si svolge nel tempo. Non dobbiamo occupare spazi (cattedre, laboratori, presidenze ecc.) ma dobbiamo avviare ricerche: è evidente una prima applicazione al mondo dell’università. Chi insegna si preoccupi di educare, cioè di trasmettere il sapere, di fare posto a chi impara; chi impara si preoccupi di entrare in contatto con la tradizione e di rinnovarla, non di occupar posti. [Nunzio Galantino, Beati quelli che non si accontentano, Edizioni Ave 2016, pag. 104]
La tentazione allora può essere quella di distinguere i piani, ricadendo nella «privatizzazione» della fede e della persona. Ma non possiamo ridurre la fede a un fatto privato, perché la persona non è un fatto privato, individuale: la persona è sempre in relazione. Dobbiamo allora preoccuparci della “buona salute” di questa relazione. (...) Non è corretto pensare che un cristiano sia un cattivo studioso, a meno che non separi la sua fede dai suoi studi. [Nunzio Galantino, Beati quelli che non si accontentano, Edizioni Ave 2016, pag. 105]
E’ facile allora capire in che cosa consista l’altro lato, quello sbagliato, del rapporto tra idea e realtà: quando pensiamo che l’idea sia tutto, viviamo solo tra parole, immagini, sofismi. Questa è propriamente l'ideologia, che per prima cosa ci chiede dimenticare la realtà. Si noti: non di esaminarla e di scegliere solo ciò che è vivo ed essenziale. Ma di abbandonarla, per sostituirla con qualche schema che ci sembra migliore perché solletica la nostra avidità, ci fa sentire al sicuro. [Nunzio Galantino, Beati quelli che non si accontentano, Edizioni Ave 2016, pag. 106]
Da un punto di vista universitario questo rimanda al superamento della specializzazione del sapere per assumere una prospettiva sapienziale [Nunzio Galantino, Beati quelli che non si accontentano, Edizioni Ave 2016, pag. 107]
L'oro dell'ambiente
Quando la cultura è fonte di carità
La chiarezza e la superficie apparentemente univoca
Beethoven: «Basta imporsi» … con il pianoforte
Anche la Sicilia ha la sua piccola Greta
Abbiate più cura di voi: per il mondo che lascerete alle prossime generazioni .......
Una banca del suono per i violini Stradivari
La memoria della Musica nella, pur siderale, differenza dei generi
“Essere padri nella fragrante semplicità del gesto”.
«Una rimozione che indebolisce tutti – L'eclisse del padre, male d'Occidente»
Nel rumore delle cose che affollano l’esistenza, il silenzio del «Quarto d’ora granata», un sogno, tesoro speciale di un’antica realtà.
Bergamo. L'Atalanta si mette in gioco contro l'azzardo e le dipendenze
“Vuoi giocare con me?” è uno dei primi gesti di accoglienza che un bambino possa manifestare
Andrea Belotti, come è la sua famiglia? “È una famiglia bergamasca doc"
I bambini ci guardano e comprendono
Il cuore (e)' il Campione
Caro Mario Giordano Il TORO E' passione condivisa.
LEALI VERSO I COMPAGNI, LEALI VERSO L'ARBITRO, LA SAGGEZZA DEL SAPERLO ESSERE INSIEME, QUALCOSA DI PIU' DELL'ESSERE CAPITANO
L'infinito tra Passione e Ragione, a Leopardi da Socrate a Platone a Shakespeare
Il Papa al Convegno internazionale “Yes to Life! Prendersi cura del prezioso dono della vita nella fragilità”
Il sapere del passato. La conoscenza del futuro. Insomma: il presente
E' Vita è Futuro
Alla regolamentazione dell’affido devono adeguarsi gli adulti e non i minori - La collocazione del minore a settimane alternate può pregiudicarne l'adattamento alla separazione
Infrastrutture solide e morali
Buoni insegnanti fanno buona la scuola
"Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra"
Intervista filosofo
Compitia vacanze
Prima itinera Conteggio articoli: 15
L'esercizio della memoria Conteggio articoli: 7
“Perché ricordare, se non per un tal quale esame di coscienza e per non disperdere i valori?”.
Massimo Ermini nella commemorazione di suo padre, Giuseppe Ermini, nel decennale della morte, svoltosi nel 1991
Sport luogo di storie ma, soprattutto, di valori. Conteggio articoli: 9
«Al pomeriggio ci portavamo in cortile per la merenda e la ricreazione. Aspettavamo con ansia quel momento per correre dietro a un pallone e per sfinirci in memorabili sfide nel campetto della colonia. Ricordo come fosse adesso quel rombo di aereo. Aevavamo ancora nelle orecchie l'incubo dei motori da guerra e quindi ci fermammo tutti con il naso per aria. Lilina Macotta la nostra assistente, ci regalò un'ipotesi emozionante: «Dev'essere l'aereo del Toro». Ricominciammo subito a correre dietro alla palla». Il Mio Toro. La mia Missione, di don Aldo Rabino (1939 - 2015) e Beppe Gandolfo (1959) Don Aldo Rabino, promessa del calcio giovanile, lascia lo sport attivo per diventare, nel 1968, sacerdote salesiano. Si dedica ai poveri dell'America Latina attraverso OASI [http://www.oasimaen.it] da lui stesso fondata e operante con 500 volontari. Dal 1971 raccoglie il testimone di don Francesco Ferraudo nell'incarico di padre spirituale del Torino FC che manterrà per tutto il resto delal sua vita. Giuseppe "Beppe" Gandolfo è nato a Torino il 19 marzo 1959. È iscritto all'Ordine dei giornalisti del Piemonte-Valle d'Aosta come professionista dal 19 febbraio 1991. Ha collaborato con Telesubalpina Torino e Avvenire. Assunto per 8 anni all'Agenzia Ansa, oggi lavora al Tg5 e ha la qualifica di corrispondente dal Piemonte e dalla Valle d'Aosta.
Vedere … guardare, osservando Conteggio articoli: 11
Sapere per edificarsi: e questa è prudenza Conteggio articoli: 14
Così vi sono coloro che vogliono sapere per vendere la loro scienza, o per procurarsi denaro od onori: ed è un turpe guadagno. Ma vi sono anche quelli che vogliono sapere per edificare: e questa è carità. E vi sono ancora altri che vogliono sapere per edificarsi: e questa è prudenza.
(Bernardo di Chiaravalle – Sermione XXXVI)
Volgerassi senza armatura Conteggio articoli: 16
Gl'infiniti pensier mie d'error pieni Conteggio articoli: 18
Gl'infiniti pensier mie d'error pieni, negli ultim'anni della vita mia, ristringer si dovrien 'n un sol che sia guida agli etterni suo giorni sereni.
Rime (Michelangelo)/286
Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede! Conteggio articoli: 18
SIGNORA PONZA - Nossignori. Per me, io sono colei che mi si crede. (Guarderà attraverso il velo, tutti, per un istante; e si ritirerà. In silenzio.) LAUDISI - Ed ecco, o signori, come parla la verità. (Volgerà attorno uno sguardo di sfida derisoria.) Siete contenti?
Luigi Pirandello - Così è (se vi pare) Edizione 1925
L'ideale perpetuo è lo stupore Conteggio articoli: 15
"Egrette bianche",
Quattordicesima raccolta di poesie di Derek Walcott
Con parole precise Conteggio articoli: 17
Le opere e i giorni (Ἔργα καὶ Ἡμέραι, Erga kài Hemérai) Conteggio articoli: 38
Sei qui: Home >> Archivio