Source: http://www.nonnodondolo.it/content/adempimenti-dei-comandanti-corpo-nei-casi-reati-comuni-ambito-militare-adozione-misure-pre-c
Timestamp: 2019-10-19 23:54:22+00:00
Document Index: 112777465

Matched Legal Cases: ['art. 27', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 274', 'art. 121', 'art.391']

Adempimenti dei Comandanti di Corpo nei casi di reati comuni in ambito militare: adozione di misure pre-cautelari | Attività di polizia marittima e giudiziaria
Il procedimento penale è essenzialmente la dialettica conflittuale tra il diritto di libertà dell’inquisito e la pretesa punitiva dello Stato. Il modello accusatorio astratto contempla la presunzione di non colpevolezza dell’inquisito (art. 27. Comma 2 Cost.), sicché prima della sentenza irrevocabile di condanna dovrebbero essere inammissibili meccanismi limitativi o privativi della libertà personale dell’inquisito, innocente in forza di legge.
Il Codice di rito prevede:
misure pre-cautelari di tipo “custodiali” e di pertinenza esclusiva degli Organi inquirenti: la Polizia Giudiziraia per l’arresto in flagranza e il fermo; il Pubblico Ministero solo per il fermo. L’arresto e il fermo costituiscono istituti inquisitori di natura pre-cautelare, in quanto operativi prima di qualsiasi valutazione giurisdizionale del Giudice e giudiziaria del P.M. e, quindi, antecedenti alle misure cautelari (giurisdizionali);
misure cautelari “giurisdizionali”, adottabili solo da un Giudice e solo su richiesta del P.M. (e quindi non della Polizia Giudiziaria, né di ufficio).
Le misure cautelari possono essere raggruppate in misure “coercitive”, che sono, in vario modo, privative o limitative della libertà di locomozione, ed in misure “interdittive”, che si limitano ad intaccare talune facoltà giuridiche o diritti, ma non incidono sulla libertà dell’individuo. Come quelle personali, anche le misure cautelari reali (sequestro preventivo e sequestro conservativo) hanno natura solo giurisdizionale.
In particolare, l’arresto in flagranza e il fermo di indiziato di delitto rappresentano i tipici provvedimenti provvisori (misure pre-cautelari) limitativi della libertà personale. cui possono procedere, in caso di necessità e urgenza, Autorità diverse dal Giudice (Pubblico Ministero e Polizia Giudiziaria). Entrambe le misure di polizia giudiziaria mirano a realizzare, in casi eccezionali e di urgenza (art. 13, comma 3 Cost.), una funzione anticipatrice delle corrispondenti misure cautelari custodiali riservate poi al Giudice, ed hanno, quindi, rispetto ad esse, un ruolo pre-cautelare, anche cronologicamente.
Le misure cautelari giurisdizionali hanno per presupposto una delle tre tipiche funzioni cautelari: pericolo di «inquinamento delle prove», «pericolo di fuga» o «pericolo per esigenze di difesa sociale» (art. 274).
Per il fermo l’esigenza cautelare è espressamente proclamata, essendo previsto il «pericolo di fuga».
Per l’arresto, non viene, in verità, richiamato alcuno dei tre parametri cautelari. Le ipotesi di arresto obbligatorio sono ricollegate solo alla gravità del titolo del reato; quelle di arresto facoltativo ad altri parametri (gravità del fatto e pericolosità del soggetto).
Tuttavia è da ritenere che tali parametri siano tutti presuntivi della sussistenza di esigenze cautelari. Conferma se ne trae dalla previsione dell’obbligo del Pubblico Ministero di rimettere in libertà l’arrestato e il fermato quando non ravvisi esigenze cautelari (art. 121 disp. att.). D’altra parte, il fermo e l’arresto, aventi durata massima di 96 ore, possono essere tramutati in misure cautelari personali, solo se sussistono esigenze, appunto, cautelari (art.391 c.5).
La differenza saliente tra arresto e fermo, è il requisito della flagranza del reato: questa occorre per l’arresto, ma non per il fermo.
‹ Il Comandante di Corpo nell’Ordinamento italiano: competenza settoriale su Provvedimenti restrittivi della libertà personale ›