Source: https://www.galatroterme.it/new200529.htm
Timestamp: 2020-07-14 16:46:51+00:00
Document Index: 157724975

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2341', 'art. 2341', 'art. 2341', 'art. 2341', 'art. 16', 'art. 211', 'art. 211', 'art. 5']

e navigazione a vista
29.5.20 - Per poter dare una fotografia dello stato in cui si trova l’Amministrazione Comunale di Galatro occorre raccontare della “lupa”, un evento, verosimilmente sconosciuto ai più, che accade intorno alle Isole Eolie. La lupa si manifesta quando c’è lo scontro fra correnti di aria calda e fredda, generando una fitta nebbia marina che avvolge le isole Eolie o parti di esse, tanto che i naviganti sono costretti a navigare a vista.
Ecco, l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale di Galatro è come un navigante nel mezzo della “lupa” che naviga a vista e, soprattutto, senza alcuna nozione dell’arte marinaresca. Per toccare con mano questa mia affermazione, basta leggere un passaggio della relazione per l’affidamento delle terme alla società in house che è la cartina di tornasole del Consiglio Comunale del 5 maggio.
A pagina 27 della relazione si legge: “In ragione di quanto sopra, il perfezionamento del procedimento di iscrizione nell'elenco ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) di cui all'art. 5 del D. Lgs. 50/2016 appare un atto dovuto”. In parole povere, questa Amministrazione ha chiesto l’iscrizione nell’Elenco dell’ANAC, senza la relazione che spiegasse i motivi per cui il Comune di Galatro avrebbe deciso di affidare la gestione delle Terme ad una propria società anziché rivolgersi al mercato, mediante bando ad evidenza pubblica. In sostanza, a quasi un anno dall’inoltro della richiesta, ha dovuto porre rimedio ad una omissione documentale di considerevole gravità e di primaria importanza per l’eventuale (ed improbabile) iscrizione all’elenco dell’ANAC. Motivo per cui, a mio avviso, la società, ad oggi, potrebbe essere parcheggiata in qualche polveroso armadio dell’ANAC.
Mi pare, quindi, opportuno riavvolgere il nastro del Consiglio Comunale e leggere la Delibera nr. 3 del 05/05/2020 e l’allegata relazione. Prima, però, voglio fare un passo indietro e ripetere quanto già affermato nel mio precedente intervento, ovvero che questa Amministrazione sta soltanto ritardando la piena capacità produttiva della struttura Termale, a discapito dell’occupazione e della redditività, inseguendo illusorie chimere, quando avrebbe potuto utilizzare l’Azienda Speciale, sicuramente uno strumento da subito attuabile e con meno vincoli burocratici, per l’erogazione delle prestazioni termali mentre avrebbe potuto concedere, ad aziende specializzate, le attività accessorie, mediante bando ad evidenza pubblica.
Nel leggere il deliberato in questione ho pensato: e se i consiglieri di maggioranza intervenuti fossero consapevoli del fatto che stavano prendendo in giro e offendendo l’intelligenza dei galatresi? Sono certo che quasi tutti fossero in buona fede, ma non certo gli addetti ai lavori, ovvero il Sindaco e l’Assessore alle Terme. Quella sera, infatti, si è assistito ad una esaltazione dei funzionari comunali per gli atti prodotti che, secondo le parole del Sindaco, “sono oggetto di ispirazione per i funzionari di paesi vicini e lontani”.
Pur non mettendo in dubbio le rispettive professionalità dei funzionari, voglio smentire quanto dichiarato dal Sindaco e poi confermato dall’Assessore Simari, tramite un post su facebook, che ha definito l’approvazione della relazione per l’affidamento delle Terme “una straordinaria operazione tecnico-giuridica”.
Chi ha avuto la pazienza di leggermi su questa pagine, ricorderà sicuramente come ho smascherato la sentenza del TAR – Sezione di Reggio Calabria – nr. 468/2018 del 31/07/2018. Questa sentenza è risultata copiata da due sentenze emesse, tra l’altro, sotto l’ombrello del vecchio codice degli appalti, nonostante la controversia sia nata e si sia conclusa sotto la vigenza del D. Lgs 50/2016 ovvero sotto il c.d. “nuovo codice degli appalti”.
La manina che ha copiato quella sentenza è la stessa che ha copiato la relazione illustrativa che dovrebbe rappresentare il presupposto per la concessione, della gestione delle Terme, alla società in house.
La parte rilevante della relazione, compreso il format, è stata copiata da analoga relazione, predisposta dal Comune di Orsogna (CH), per la società partecipata “ECO.LAN S.p.A.”, con sede a Lanciano (CH), e da altra relazione per l’affidamento di alcuni servizi di spettanza comunale, alla società "GHELAS MULTISERVIZI S.P.A." con sede a Gela (CL). Per chi volesse verificare la fondatezza di quanto affermato, può trovare, in fondo al presente intervento, i link che rimandano alle relazioni summenzionate e la relazione rielaborata con il testo copiato in colore azzurro.
Sicuramente sono oggetto di ispirazione per altri i funzionari comunali, affinché non copino come è stato fatto al Comune di Galatro, ma sicuramente non ci troviamo davanti ad una straordinaria operazione tecnico-giuridica. Di questa squallida vicenda mi preme sottolineare alcune cose di incredibili gravità.
La prima cosa che vorrei porre all’attenzione dei lettori è la durata della concessione. Ormai sono nove anni che questa amministrazione sta lavorando per la gestione delle Terme. Per questo motivo ha costituito una Società di Capitali, il cui termine è stato fissato al 31 dicembre 2050.
Ogni cittadino di Galatro suppone, per le rivendicazioni dell’amministrazione (le ultime sono state durante la seduta dell’ultimo consiglio comunale), che la concessione verrà affidata a tempo indeterminato o, almeno, fino alla durata della società. E invece no! Gli amministratori avevano pensato ad una concessione che durasse solamente 5 anni e, solo su indicazioni del dott. Lione, manager designato alla gestione, è stata prolungata a 10 anni.
La circostanza tristemente grottesca l’ho trovata a pagina 8 dove, copiando dal Comune di Gela (CL), si fa riferimento ai patti parasociali (accordi che l’Ente controllante stipula con la società controllata per conseguire obiettivi comuni) previsti dall’art. 2341 bis del codice civile. Tale norma fa riferimento ai patti parasociali per le S.p.A. che, nel documento del comune siciliano, è correttamente richiamata in quanto riferita alla società "GHELAS MULTISERVIZI S.P.A.". Per verificare ciò basta leggere tutto il periodo del penultimo capoverso di pagina 8) che inizia: - alla lettera c)... Il riferimento all’art. 2341 bis del codice civile, per la società del Comune di Galatro, è totalmente sbagliato.
Tale articolo è dettato per le S.p.A., e trova applicazione solo nei patti parasociali relativi alle S.p.A. ovvero alle società che assumono partecipazioni di controllo nelle S.p.A., e non quindi ad eventuali patti parasociali della società Terme di Galatro S.r.l.
Ciò non significa che la società Terme di Galatro S.r.l. non possa stipulare patti parasociali, ma non facendo riferimento all’art. 2341 bis del codice civile, bensì facendo riferimento alla propria autonomia contrattuale. In sostanza, come direbbe Totò, l’art. 2341 bis del codice civile con la società Terme di Galatro S.r.l. non c’azzecca proprio.
Un’altra cosa inadeguata che vorrei ricordare, per chi ha avuto modo di assistere alla diretta streaming del Consiglio, è l’enfasi con la quale l’Ass. Simari leggeva lo stralcio del parere numero 00282/2017 del 01/02/2017 (affare n. 1/2017) del Consiglio di Stato, nel punto dove si precisa che in caso di non iscrizione o cancellazione dall’Elenco dell’ANAC il contratto di appalto o concessione stipulato con la società in house prosegue.
Peccato, però, che la manina che ha predisposto la relazione abbia omesso quanto dice più avanti lo stesso parere. Al punto 4) infatti si legge: “In caso di mancato rispetto del requisito dell’attività prevalente (produzione “internalizzata” inferiore ad oltre l’80 per cento del fatturato), ...attribuisce all’affidatario (e, indirettamente, all’ente controllante) la possibilità di scegliere se rientrare nei limiti della soglia, ovvero recedere unilateralmente da tutti i rapporti in affidamento diretto” per effetto dell’art. 16 del d.lgs. n. 175 del 2016 sulle società pubbliche.
La stessa manina, in questo caso presumo per impreparazione, ha omesso quanto riportato nel parere 1940/2017 datato 05/09/2017, sempre del Consiglio di Stato.
Al punto 3.b) viene ribadito il concetto di attività prevalente, nel senso che la società in house deve eseguire oltre l’80% del proprio fatturato nei confronti dell’Ente che la controlla. La vera chicca, invece, la troviamo al punto 3.d) ove si dice che, per un intervento del legislatore che ha modificato l’art. 211 del codice degli appalti, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio qualora ritenga che si violino le norme, in materia di contratti pubblici, relative a lavori, servizi e forniture. Se ritiene, invece, che una stazione appaltante abbia adottato un provvedimento viziato da gravi violazioni emette un parere motivato nel quale deve indicare i vizi di legittimità riscontrati con le susseguenti azioni amministrative riportate nell’art. 211, comma 1 ter, del DLgs 50/2016.
Relativamente all’attività prevalente nei confronti dell’Ente controllante, osservo che in un passaggio della relazione, quella redatta a favore della società “ECO.LAN S.p.A.”, a pagina 10, si legge: “Riguardo, invece, alla condizione del prevalente svolgimento dell’attività in favore dell’ente controllante, per l’orientamento dominante essa si realizza quando il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente pubblico, senza fornire i suoi servizi a soggetti terzi (diversi dall’ente affidante), oppure qualora li fornisca in misura esigua o saltuaria”.
Io non so quanti di voi ricorderanno un mio intervento, pubblicato da questa testata, sulla società in house, nel quale ho sostenuto che la società non rispondeva ai requisiti dell’art. 5 del D.Lgs 50/2016, nella parte in cui si prevede che oltre l’80% deve essere realizzato nei confronti dell’ente controllante. Principio, tra l’altro, ribadito dal parere numero 00282/2017 del 01/02/2017 (affare n. 1/2017) del Consiglio di Stato summenzionato, a cui si fa riferimento anche nella Relazione per l’in house di Galatro.
Per quel mio intervento il Sindaco, Rag. Carmelo Panetta, a nome dell’Amministrazione Comunale, mi ha attaccato sul piano personale, non riuscendo a dimostrare, magari con sentenze del TAR o del Consiglio di Stato, che quanto da me asserito fosse errato. Peccato che anche l’Ente, da cui hanno copiato la relazione per la società Terme di Galatro Srl, ricalca quello che ho evidenziato nell’intervento menzionato e che, per ovvi motivi, non è stato riportato nella relazione predisposta (?) dal Comune di Galatro.
Una cosa, invece, di cui non riuscivo a capacitarmi è il richiamo all’operazione Lex 2. Tale passaggio è diventato chiaro nel leggere la relazione. È stato evidenziato, infatti, che: “Occorre evitare che attraverso l'affidamento concorrenziale possa concretizzarsi il pericolo di infiltrazione mafiosa evidenziato dalle risultanze dell'indagine della DDA di Reggio Calabria denominata Lex 2”, immaginando di impietosire i funzionari dell’ANAC per ottenere l’iscrizione nell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house. Chi ha ideato questo stratagemma crede che all’ANAC vi siano degli sprovveduti e non dei validi professionisti del diritto.
Secondo il principio espresso sembrerebbe che, per evitare le infiltrazioni mafiose, il Comune di Galatro dovrebbe fare delle società in house per tutti gli affidamenti e gli appalti che altrimenti sarebbero affidati con bando ad evidenza pubblica che finirebbero, dunque, alla 'ndrangheta. Mi sembra che questo principio, oltre ad essere offensivo per tutta la comunità galatrese etichettandola come mafiosa, sia irreale e tipico, a livello nazionale, della politica del Movimento dei 5 Stelle che, per evitare episodi di corruzione, in Italia non si realizzano più infrastrutture.
Considerato il principio espresso, chiedo: come mai l’Amministrazione non ha fatto anche una società in house per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e perché non ha sospeso, in “autotutela”, l’appalto, considerato che, a tutt’ora, non risulta che abbia sottoscritto il relativo contratto, sapendo, inoltre, che l’azienda proviene da una interdittiva antimafia?
E visto che ci siamo, per trasparenza, può l’Amministrazione spiegare ai galatresi il motivo per cui i cassoni per la raccolta dei rifiuti (che non dovrebbero esserci) vengono allocati in posti diversi (Campo Sportivo - sinistra Fermano della strada delle Terme e adesso in Via Padre Pio da Pietralcina), a seconda dell’insofferenza dei galatresi?
Occorre, inoltre, rimarcare l’errore storico nel richiamare l’operazione Lex 2. Come riporta la stampa locale, secondo l’ipotesi investigativa della Procura Antimafia, il Comune di Laureana di Borrello pare sia stato, negli ultimi anni, ...“un ente per certi aspetti soggetto ai condizionamenti da parte delle cosche di 'ndrangheta locali che, grazie alle compiacenze di alcuni politici, erano riuscite ad ottenere l’aggiudicazione di alcuni appalti comunali, facendo leva anche sui rapporti, stretti e continuativi, riscontrati tra gli affiliati alle cosche ed alcuni esponenti della politica locale di Laureana di Borrello”... Per questo motivo è stato arrestato un ex assessore del Comune di Laureana di Borrello, …“indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché considerato, a pieno titolo, il referente politico del sodalizio criminale, cui lo stesso forniva di fatto un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo”... In sostanza non ci potrà mai essere infiltrazione mafiosa se nella Pubblica Amministrazione non ci sono politici e funzionari infedeli.
Non è, quindi, blindando (secondo le dichiarazioni) le Terme con la società in house che si evita l’infiltrazione della criminalità organizzata nella Pubblica Amministrazione. La sua capacità di infiltrazione negli apparati pubblici avviene attraverso dei propri referenti politici e tramite propri referenti negli apparati amministrativi che, devo ammettere, Galatro, per fortuna, non ha mai avuto e spero mai avrà.
Mi permetta, signor Sindaco, di suggerirle che la 'ndrangheta si combatte non con le belle parole, magari su una delibera, ma si combatte con azioni di trasparenza amministrativa, con atti di condivisione con la comunità amministrata e non arroccati a Palazzo San Nicola. La 'ndrangheta si combatte dando a tutti le stesse opportunità, sia se abbiano votato per lei e, soprattutto, se non lo abbiano fatto.
Una delle ultime volte che sono ritornato a Galatro, una persona che gestisce un CAF mi ha confidato che un suo assistito, dopo il completamento di una pratica, gli disse che lo avrebbe pagato in un altro momento, perché in tasca aveva solo 5 Euro e con quelli avrebbe dovuto passare il Natale.
Ecco, il mio augurio è che a Galatro questo tipo di situazioni vengano eliminate o per lo meno ridotte. So per certo che ci sono famiglie che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena e non dovrebbe interessare agli amministratori se votano Tromba o Galatro Viva.
Almeno 3,7 milioni di nostri connazionali hanno bisogno di aiuto per poter mangiare, di questi il 14% (pari a 518.000 ovvero più di un quarto di tutta la popolazione regionale) sono in Calabria. Questo solo per dare la dimensione del problema. Io spero vivamente che i prossimi amministratori abbiano a cuore tutte quelle famiglie che, con dignità e anche con un pizzico di vergogna, vivono queste situazioni, indipendentemente dalla loro preferenza elettorale.
Sintetizzando quanto espresso:
- il Comune di Galatro ha ritardato di quasi un anno l’invio della relazione;
- la relazione è stata copiata;
- la relazione evidenzia grossolani omissioni ed inesattezze;
- dopo 9 anni di lavoro, il Comune non è ancora in grado di gestire le Terme;
- avete dipinto Galatro come un comune ad alta densità mafiosa;
Per quanto dimostrato nel presente intervento, in termini di incompetenza, approssimazione ed improvvisazione da questa Amministrazione, credo sia arrivato il momento, per il Sindaco e per l’Assessore, di rassegnare le proprie dimissioni, a salvaguardia delle rispettive dignità, e dare ad altri la possibilità di rilanciare le Terme per come meritano e per come merita la comunità galatrese.
Se ci tenete effettivamente alla comunità di Galatro è arrivato il momento di dimostrarlo perché, come diceva Mao Tse-tung, non è importante il colore del gatto, l’importante è che mangi i topi.
Relazione Comune di Orsogna (Ch)
Relazione Comune di Gela (Cl)
Relazione Comune di Galatro (Rc) (PDF) 204 KB
Offerta gestione complesso termale Galatro (PDF) 142 KB