Source: https://www.exeo.it/free/pubblica-utilita-dichiarazione-di-pu-termini-proroga-amministrativa-cause-e-motivazione_10459
Timestamp: 2018-04-22 07:04:17+00:00
Document Index: 184315194

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

È idoneo a giustificare la proroga della pubblica utilità il riferimento a difficoltà tecniche nell'esecuzione dei lavori, che abbiano comportato la necessità di ricorrere ad una Perizia di Variante Tecnica Amministrativa.
L'art. 13, comma 5°, del D.P.R. 8.6.2001 n. 327 (sostanzialmente riproduttivo dell'art. 13 della Legge 25 giugno 1865 n. 2359), attualmente disciplinante la proroga dell'occupazione, disciplina un istituto di carattere eccezi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lizzato ad evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato nonché a tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un congruo arco di tempo, tale da giustificare le ragioni di serietà dell'azione amministrativa. Conseguentemente, l'operatività dell'istituto della proroga deve essere giustificata dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento di atti espropriativi e, comunque, non dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante.
L'art. 13 comma 5 DPR 327/2001 pone l'accento sui «casi di forza maggiore» e di «altre comprovate ragioni». Gli uni sono i fatti sopravvenuti all'inizio della procedura ablatoria, ma indipendenti dalla volontà della P.A. espropriante e, comunque, da essa non prevedibili secondo criteri di ordinaria diligenza. Le altre devono risultare da idonea motivazione giustificatrice della disposta proroga, ma non devono essere per forz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tate da ipotesi imprevedibili. Queste ultime ben possono consistere in complessità e/o ritardi del procedimento espropriativo, dipendenti da svariati, ma non futili o facilmente risolubili fattori.
La necessità di far fronte alla rimozione e smaltimento di rifiuti presenti, l'indisponibilità pro tempore di alcune aree espropriande perché soggette a sequestro penale, nonché l'inserzione di porzioni dei terreni nel perimetro di bonifica ambientale, oltre ad ulteriori vicende pur sempre problematiche per il tempestivo buon esito della procedura espropriativa, giustificano la proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità. Si tratta quindi di situazioni che, in varia guisa, sfuggono alla piena disponibilità della P.A., come il sequestro e la confisca dei terreni indicati, rendendo impossibile l'immediata e complessiva apprensione di tutte e di ciascuna area occorrente alla realizzazione dell'opera.
L'art. 13 comma 5 del dPR 327/2001 consente all'Autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera di disporre la proroga dei termini solo "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni". È da escludere che i ritardi procedimentali possano integrare una del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...previste dalla norma, trattandosi proprio di "una di quelle evenienze patologiche per la cui prevenzione il legislatore ha disposto la perentorietà dei termini massimi". E' quindi manifestamente estranea alla previsione legislativa (nonché palesemente sproporzionata alla effettiva consistenza degli adempimenti da porre in essere), la proroga di due anni giustificata dall'esigenza di acquisire i certificati di destinazione urbanistica delle aree in questione.
Alle ipotesi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni di cui all'art. 13 del T.U.E. deve essere data un lettura assolutamente restrittiva, atteso il coinvolgimento di sfere giuridiche appartenenti a terzi; al riguardo deve ritenersi certamente sufficiente, al fine dello svolgimento delle operazioni materiali di frazionamento catastale, un termine di due anni, e ciò quand'anche si siano frapposti ostacoli materiali da parte degli espropriati. Attraverso un comportamento mediamente diligente (id est, improntato alla programmazione degli eventi che normalmente possono succedere, quale appunto l'atteggiamento non collaborativo da parte di chi subisce l'espropriazione), certamente avrebbero potuto essere bypassati con tempestività tali ostacoli in pochi mesi.
L'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a 5, T.U. n. 327 del 2001 consente all'Autorità, che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera, di disporre la proroga dei termini per l'emanazione del decreto di esproprio, prima della loro scadenza e per un periodo non superiore a due anni, nei casi di forza maggiore e di altre giustificate ragioni. La giurisprudenza ha chiarito che le ipotesi di forza maggiore devono presentare la caratteristica di essere indipendenti dalla volontà dell'espropriante e, comunque, da questo non prevedibili, secondo criteri di ordinaria diligenza.
La mera e generica allegazione di difficoltà operative non può da sola giustificare l'elusione di termini di efficacia della pubblica utilità che la legge ha fissato contemperando il perseguimento dell'interesse pubblico con l'equilibrata tutela delle ragioni del privato destinatario dell'attività ablatoria: infatti, diversamente ragionando e non considerando che le norme sulla proroga sono di stretta interpretazione, la perentorietà dei termini in questione sarebbe ben facilmente eludibile dall'espropriante semplicemente spendendo clausole motivazionali di mero stile. In questa ottica (appunto di stretta interpretazione) incombe invece all'Amministrazione di dimostrare in termin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e non apodittici ( onde giustificarsi) il carattere non ordinario né prevedibile ex ante degli ostacoli incontrati e di dare conto di tutte le idonee misure organizzative di contrasto all'uopo invano poste in essere.
La motivazione addotta per giustificare il differimento del termine di conclusione del procedimento espropriativo che rimandi, in sostanza, alla necessità di procedere all'aggiornamento delle visure catastali dei beni da espropriare, è obiettivamente, una giustificazione del tutto lacunosa, venendo in rilievo un'attività materiale notoriamente non connotata da un elevato tasso di complessità.
La proroga del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità può essere disposta solo in presenza di forza maggiore o di comprovati motivi, e deve dunque ritenersi una evenienza di per sé affatto scontata, anche perché la norma deve essere interpretata in senso rigoroso onde evitare che un qualsiasi pretesto possa essere addotto per eludere il termine quinquennale o quello originariamente apposto alla dichiarazione di pubblica utilità.
L'avere molte procedure espropriative in corso e il fatto che ciò causi un ritardo degli adempimenti connes... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onamento catastale dei terreni espropriati, non porta di per sé l'assenza di colpa alcuna in capo alla Amministrazione provinciale e la giustificabilità dei motivi addotti a supporto della disposta proroga del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
Nella forza maggiore, che ai sensi dell'art. 13 comma 5, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 consente all'Autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera di prorogare i termini massimi di efficacia della stessa, non rientra il ritardo con il quale è stato attivato e concluso il procedimento di stima degli immobili, trattandosi proprio di una di quelle evenienze patologiche per la cui prevenzione il legislatore ha disposto la perentorietà dei termini massimi. E' dunque illegittimo, e va conseguentemente annullato, il provvedimento di proroga dei termini di conclusione della procedura espropriativa che trovi in tale ritardo la propria giustificazione.
Avuto riguardo all'obiettiva necessità di definire le procedure espropriative per il completamento dell'opera ed alle altrettanto obiettive difficoltà dovute alla complessità e all'ampiezza delle procedure espropriative medesime, che vedono il coinvolgimento di numer... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i pubblici e privati, con evidenti ripercussioni sull'attività istruttoria connessa, la proroga dei termini fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità, si presenta quale atto non soltanto giustificato, ma anche necessario.
Le ragioni della proroga dei termini fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità che non siano state esplicitamente esternate, ben possono essere desumibili per relationem dalla motivazione della richiesta di proroga, che sia espressamente richiamata nel decreto che la dispone.
Riguardo alla proroga dei termini fissati dalla dichiarazione di pubblica utilità, per quanto riguarda i casi di forza maggiore, gli stessi devono quantomeno presentare la caratteristica di essere indipendenti dalla volontà dell'espropriante e, comunque, da questi non prevedibili, secondo criteri di ordinaria diligenza mentre, per quanto riguarda le "comprovate ragioni", le stesse devono risultare da idonea motivazione giustificatrice della disposta proroga, ma non devono essere rappresentate necessariamente da ipotesi imprevedibili, ben potendo esse consistere in complessità e/o ritardi del procedimento espropriativo, dipendenti dalla pluralità degli espropriandi e dalla natura dell'opera... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Ai sensi dell'art. 13 del DPR 327/2001, la proroga dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità e dell'occupazione d'urgenza può essere disposta in occasione del sopraggiungere di cause di forza maggiore o di altre ragioni di necessità indipendenti dalla volontà dell'amministrazione e costituenti, comunque, un oggettivo ed effettivo ostacolo al compimento degli atti espropriativi e, in definitiva, alla tempestiva realizzazione dell'opera; non sono riconducibili a tali ragioni le difficoltà nell'apprensione dei suoli, la carenza dei fondi disponibili che non ha consentito di procedere al deposito delle indennità o asserite necessità (nel caso di specie non sussistenti), di procedere alla rideterminazione dell'indennità.
La giurisprudenza amministrativa ha sempre fatto propria l'interpretazione secondo la quale l'impossibilità di completare la procedura dev'essere assoluta ed estranea alla sfera dell'espropriante. Deve ritenersi mancante una motivazione specifica ed adeguata nel caso in cui la proroga della dichiarazione di pubblica utilità poggi su imprecisate difficoltà intervenute che hanno comportato il protrarsi del mancato perfezionamento degli atti entro i ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... prossimi alla scadenza.
L'istituto della proroga della dichiarazione di pubblica utilità e dei termini di conclusione, anche se riferiti ad ipotesi di d.p.u. ex lege, deve comunque essere giustificato dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento degli atti espropriativi e comunque non dipendenti dalla volontà dell'ente espropriante. Non può ritenersi a tal fine sufficiente la circostanza che il decreto definitivo di esproprio sia stato predisposto ma che per la sua adozione sia necessario procedere ad aggiornare le visure catastali, aggiornamento che notoriamente non richiede un tempo considerevole.
In merito alla proroga della dichiarazione di pubblica utilità, secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato (sentenza 6 ottobre 29014, n. 4990/2014), il ritardo nella definizione dei sub procedimenti coinvolgenti altre amministrazioni è variabile imputabile alla pubblica amministrazione, unitamente considerata, e non già mero fatto esterno ed indipendente idoneo a fornire giustificazione alla dilatazione dei termini.
Deve ritenersi che le ragioni addotte dall'amministrazione per giustificare la proroga dei termini di conclusione della procedura espropriativa siano ragio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...usibili e correlate ad esigenze imprevedibili ed eccezionali, come tali non imputabili a negligenze o a mere inerzie organizzative dell'amministrazione procedente, qualora fondate sull'abnorme aumento dei carichi di lavoro e del numero di procedure espropriative a cui si sono aggiunti i vincoli imposti all'ente dal patto di stabilità, che hanno condizionato l'affidamento degli incarichi professionali connessi all'espletamento delle attività di frazionamento e di stima.
L'art. 13 del D.P.R. n.327 del 2001 al comma 5 prevede che l'autorità che dichiarato la pubblica utilità dell'opera può disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. Come chiarito dalla giurisprudenza, la proroga può essere disposta anche d'ufficio, prima della scadenza del termine, per un periodo non superiore a due anni.
Nell'esplicitazione dei caratteri che devono presentare le ragioni giustificatrici della proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità (delle quali deve essere data congrua rappresentazione nel relativo provvedimento), la giurisprudenza ha evidenziato, che sono irrilevanti le "variabili imputabili alla pubblica amministrazione, un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nsiderata" (ad esempio, il ritardo nella definizione di sub procedimenti riferibili ad amministrazioni diverse da quella espropriante), assumendo a tal fine rilievo i soli "fatti esterni ed indipendenti idonei a fornire giustificazione alla dilatazione dei termini".
Non costituiscono giustificazione del provvedimento di proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, le mere "sopravvenute difficoltà organizzative dell'ufficio", sia perché solo genericamente rappresentate, sia perché riferibili comunque a fatti interni all'organizzazione dell'amministrazione espropriante, insuscettibili quindi, secondo giurisprudenza, di giustificare la proroga dei termini.
Il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, una volta inizialmente fissato (alla luce, evidentemente, di una valutazione di congruità effettuata dall'amministrazione sulla scorta della complessità del concreto procedimento espropriativo), fonda l'affidamento dell'espropriando al suo rigoroso rispetto, costituente la ratio principale dell'obbligo motivazionale che l'amministrazione deve onorare in sede di esercizio del potere di proroga.
Secondo consolidato e condiviso orientamento giurisprudenziale, s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...trazione intende prorogare il termine (per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa), può farlo solo con adeguata e congrua motivazione, atteso che l'istituto della proroga riveste caratteri eccezionali, e la sua operatività deve essere, quindi, giustificata dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento di atti espropriativi, non dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante, non essendo all'uopo sufficiente l'impossibilità di concludere le procedure per l'esistenza di una qualsiasi difficoltà procedimentale. La norma che prevede la proroga dei termini nei soli "casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni" (art. 13, comma 5, del d.P.R. n. 327/2001) deve essere, allora, applicata nella sua restrittiva previsione letterale.
Quanto alla questione della proroga dei termini di compimento dei lavori e delle espropriazioni, la giurisprudenza ha costantemente affermato che "la disposizione dell'art. 13 della Legge 25 giugno 1865 n. 2359 prevede sì la possibilità di prorogare i termini per il compimento dei lavori e delle espropriazioni per causa di forza maggiore o per altre cause indipendenti dalla volontà degli esproprianti. Tale proroga deve, però, risu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... provvedimento dell'Autorità competente e deve contenere anche l'indicazione delle ragioni che rendono necessario il ricorso alla proroga.". Devono ritenersi rispettati detti precetti qualora l'Amministrazione abbia diffusamente chiarito le ragioni che resero necessarie modifiche progettuali, comunque desumibili dallo stato di avanzamento della procedura.
L'atto di proroga dei termini della pubblica utilità deve essere adeguatamente motivato, poiché deve esporre compiutamente le ragioni che lo giustificano che, secondo la giurisprudenza, non possono ricondursi alla difficoltà o ai ritardi per reperire i finanziamenti ovvero alle vicende relative alla procedura di appalto ed, in particolare, alla rescissione del rapporto intercorso con l'operatore economico individuato.
I ritardi con il quale il procedimento di stima degli immobili si è svolto, non sono giustificazioni legittimanti la proroga dei termini della pubblica utilità trattandosi proprio di una di quelle evenienze patologiche per la cui prevenzione il legislatore ha disposto la perentorietà dei termini massimi.
L'art. 13 comma 5 del dPR 327/2001 consente all'Autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rre la proroga dei termini, ma solo "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni". Il ritardo (ingiustificato) nella definizione dei sub procedimenti coinvolgenti altre amministrazioni, è variabile imputabile alla pubblica amministrazione, unitamente considerata, e non già mero fatto esterno ed indipendente idoneo a fornire giustificazione alla dilatazione dei termini.
Le motivazioni, astrattamente idonee a giustificare la proroga dei termini di efficacia della pubblica utilità indicate dall'amministrazione solo in sede processuale, e per il tramite del difensore, in quanto postume e riguardanti un atto discrezionale, non possono prendersi in considerazione.
In ordine alla proroga del termine di efficacia della declaratoria di pubblica utilità, il presupposto enunciato dall'art. 13 comma quinto del d.P.R. n. 327/2001, costituito dalle "giustificate ragioni", ancorché posto in alternativa al più stringente e cogente caso di "forza maggiore", deve individuarsi in ogni circostanza apprezzabile, riferita al concreto sviluppo del procedimento, in relazione alle sue peculiarità, che escluda che la proroga sia riconducibile a chiara colpevole inerzia dell'autorità ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, e sia quindi finalizzata ad un evidente sviato intento di eludere il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
Il richiamo, contenuto nel decreto di proroga dei termini di efficacia della declaratoria di pubblica utilità, ai tempi occorrenti per la definizione delle procedure relative alla liquidazione delle indennità di espropriazione, ivi compreso il subprocedimento di cui all'art. 21 del d.P.R. n. 327/2001, anche in riferimento al numero dei soggetti espropriati, in quanto enunciante circostanze obiettive e nell'assenza di elementi atti a asseverare colpevole inerzia dell'amministrazione, costituisce "giustificata ragione" che legittima la disposta proroga.
Il termine stabilito per la fine dell'occupazione d'urgenza è volto a prevenire ogni protrazione ad libitum della condizione del bene assoggettato alla potestà ablatoria ed è, pertanto, prorogabile solo per un tempo determinato e per cause di forza maggiore o altre giustificate ragioni non dipendenti dalla volontà dell'espropriante, non potendosi in alcun modo profilare la natura vincolata dell'atto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 21 octies della legge n. 241/1990.
L'art. 13, quinto comma de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...7/01 stabilisce che l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera possa disporre la proroga dei termini "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni". Non sussistono tali presupposti qualora nell'atto di proroga siano state richiamate difficoltà in sede di frazionamento afferenti al rinvenimento di immobili non censiti, senza chiarire come mai, a fronte di una procedura datata, tale circostanza non sia stata tempestivamente accertata e risolta.
L'art. 13, quinto comma del D.P.R. 327/01, stabilisce che l'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera possa disporre la proroga dei termini "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni". Non sussistono tali presupposti qualora nell'atto di proroga venga fatto riferimento al venir meno, a seguito di una perizia di variante, di parte dell'intervento espropriativo originario, circostanza che, per sua natura, non avrebbe dovuto determinare un aggravamento del procedimento ablatorio ma al più una sua semplificazione.
La proroga della dichiarazione di p.u., per il suo carattere eccezionale, è giustificata dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento di atti esp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... che siano comunque non dipendenti dalla volontà dell'ente espropriante. Può ritenersi che le difficoltà riscontrate durante la procedura espropriativa, conseguenti alle incongruenze registrate tra i fogli catastali su supporto cartaceo e quelli su supporto informatico che non abbiano consentito all'Amministrazione di individuare correttamente i soggetti effettivamente incisi dalla procedura ablatoria, non costituiscano un mero pretesto ai fini della proroga, trattandosi di difficoltà fattuali indipendenti dalla volontà dell'ente espropriante.
Le parole "casi di forza maggiore o per altre cagioni indipendenti dalla volontà", contenute nell'art. 13 comma 2, L. n. 2359/1865, non possono essere intese in senso restrittivo come se fossero due fattispecie tassative, ma vanno interpretate nel senso di ogni obiettiva difficoltà incontrata nell'esecuzione dei lavori, che ne impedisce la conclusione nel termine prestabilito. Ne consegue che i rallentamenti, verificatisi durante l'esecuzione dell'appalto, costituiscono un giustificato motivo di proroga del provvedimento di dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza.
Devono ritenersi sussistenti le ragioni di forza maggiore poste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to della proroga dei termini per il completamento della procedura espropriativa, sostanzialmente riconducibili alla complessità dell'opera da realizzare, al succedersi delle imprese esecutrici, alle difficoltà amministrative nella redazione dei frazionamenti, ed alla pluralità di procedure che hanno accompagnato la realizzazione dell'opera (rete viaria).
Il provvedimento di proroga dei termini di conclusione dell'espropriazione è sufficientemente motivato con riferimento alle "variazioni conseguenti alla redazione di perizie di variante, che hanno comportato modifiche alle occupazioni previste in sede di progettazione, con conseguente dilatarsi dei tempi di definizione delle relative indennità". Tenuto conto del numero di terreni da espropriare e della loro collocazione, il possibile dilatarsi del procedimento, ancorché prevedibile ex ante, è, infatti, causa sufficiente e non irragionevole per disporne la proroga. Le ragioni di proroga dei termini di conclusione del procedimento non devono essere rappresentate necessariamente da ipotesi imprevedibili, ben potendo invece consistere in complessità o ritardi del procedimento espropriativo, dipendenti dalle circostanze concrete, quali la pluralità degli ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i e la natura dell'opera.
La norma che prevede la proroga dei termini nei soli casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni deve essere applicata nella sua restrittiva previsione letterale (art. 13, comma 5, decreto cit.). Le difficoltà rappresentate dall'Amministrazione ("problematiche che hanno determinato la necessità di apportare alcune modifiche ai lavori e hanno altresì comportato rallentamenti allo svolgimento degli stessi"), non sono riconducibili a specifiche ragioni eccezionali che avrebbero potuto giustificare un differimento dei termini di conclusione delle procedure espropriative.
La proroga dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, è possibile, alla luce dell'art. 13 del D.P.R. n. 327/2001, solo prima della scadenza del termine, per un periodo non superiore a due anni e per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni.
A norma dell'art. 13 comma 5 del DPR 327/2001, la proroga dei termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità è ammissibile solo in presenza di ragioni eccezionali del tutto indipendenti dalla volontà dell'amministrazione, non essendo all'uopo sufficiente l'impossibilità di concludere le proced... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sistenza di una qualsiasi difficoltà procedimentale. L'elevato numero delle ditte coinvolte nell'espropriazione e rilevanti imprevisti durante il corso delle attività espropriative che non hanno consentito il completamento delle opere nei termini previsti non sono riconducibili alle specifiche ragioni eccezionali che giustificano la proroga.
Il comma 5 dell'art. 13 del DPR 327/2001 consente alla "autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera" di disporre la proroga dei termini per l'emanazione del decreto di esproprio, nelle due ipotesi dei "casi di forza maggiore" e di "altre comprovate ragioni". Appare evidente che i casi di forza maggiore devono, quantomeno, presentare la caratteristica di essere indipendenti dalla volontà dell'espropriante e, comunque, da questi non prevedibili, secondo criteri di ordinaria diligenza.
Il numero rilevante dei soggetti esproprianti, con le conseguenti difficoltà di perfezionamento degli atti, ben può comportare ritardi nella conclusione del procedimento espropriativo, non essendo rilevante a questi fini che la legge preveda particolari procedure semplificate e/o accelerate da utilizzarsi per l'ipotesi di un numero elevato di soggetti espropriandi. Tali ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave;, infatti, se rilevano per l'amministrazione, al fine del compimento in tempi ragionevoli del procedimento espropriativo, non comportano ex se la preclusione dell'esercizio del potere di proroga conferito dalla legge (ancorché il numero dei soggetti espropriandi fosse elevato fin dall'inizio), trattandosi di differenti facoltà e poteri attribuiti dal legislatore.
La proroga è prevista dall'art. 13 l. n. 2359/1865, come istituto di carattere eccezionale finalizzato ad evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato e a tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un congruo arco di tempo, tale da giustificare le ragioni di serietà dell'azione amministrativa. Pertanto, le cause di forza maggiore devono non soltanto essere presenti ma essere altresì indicate nel provvedimento che dispone la proroga dei termini della procedura ablatoria; in assenza di esse, deve ritenersi vulnerato il principio di legalità che informa l'attività dell'amministrazione nella materia dell'espropriazione per pubblica utilità.
E' illegittimo il provvedimento di proroga del termine per il completamento del procedimento espropriativo che si limiti a prendere a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecessità, al fine del completamento dell'iter espropriativo, di redigere e approvare il tipo di frazionamento delle aree occorse per la realizzazione dell'opera pubblica e successivamente emettere l'ordinanza di esproprio definitivo, effettuare la registrazione, la trascrizione e la voltura catastale, senza alcuna menzione di cause di forza maggiore.
Il provvedimento di proroga dei termini di ultimazione dei lavori e della procedura espropriativa che trovi giustificazione nella mancata definizione delle indennità provvisorie, per l'omessa predisposizione del frazionamento delle aree interessate, risulta carente dei requisiti normativamente previsti dal legislatore (art. 13 della L.2359/1865, vigente ratione temporis), per consentire tale eccezionale ampliamento temporale.
L'istituto della proroga riveste carattere eccezionale, e la sua operatività deve essere giustificata dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento di atti espropriativi, e comunque non dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante, che, impedendo il regolare corso del procedimento, non possono altrimenti essere superate.
L'insorgenza di cause di forza maggiore legate alle vicende di rescissione e nuova aggiudicaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ppalto dei lavori le quali hanno impedito di osservare il termine per il compimento delle espropriazioni, costituisce idonea e giustificativa ragione di proroga dei termini.
Il riferimento alla "rilevanza delle opere" ed alle "difficoltà amministrative e finanziarie determinatesi durante l'esecuzione delle attività espropriative" non soddisfa, per la sua genericità, lo stringente onere motivazionale contemplato dall'art. 13 L. n. 2359/1865 ai fini della proroga dei termini ivi previsti, non consentendo di verificare l'effettiva sussistenza di cause di forma maggiore o comunque di circostanze indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione espropriante.
Deve ritenersi illegittimo il provvedimento con cui l'Amministrazione dispone la proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità in assenza di circostanze riconducibili al concetto di forza maggiore o di impedimento obiettivo ed insuperabile.
La legittimità della proroga del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità è ancorata all'esigenza di obiettive difficoltà al compimento degli atti espropriativi, in alcun modo dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante, le ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dendo il regolare corso del procedimento, non possono altrimenti essere superate, occorrendo, al fine di una verifica della legittimità dei provvedimenti di prolungamento dei termini, una scrupolosa verifica delle reali esigenze e dei presupposti delle dette proroghe discrezionali.
L'imminenza del periodo feriale che impedirebbe una tempestiva conclusione del procedimento è del tutto irrilevante ai fini della proroga del termine della dichiarazione di pubblica utilità; ciò in quanto tale periodo feriale non vale comunque ad interrompere la continuità del dispiegarsi dell'azione amministrativa, soprattutto nelle ipotesi in cui essa determini – nelle more - una compressione delle legittime posizioni soggettive dei cittadini.
Lo svolgimento dell'azione amministrativa non può trovare valida giustificazione dei suoi ritardi e delle sue inerzie nel susseguirsi delle diverse festività di calendario che, comunque, richiedono da parte dei responsabili degli uffici, un'organizzazione interna tale da consentire, in ogni caso, un sollecita definizione dei procedimenti amministrativi in corso, soprattutto, di quelli direttamente coinvolgenti i diritti fondamentali dei cittadini. L'imminenza di festivit&agrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pertanto del tutto irrilevante ai fini della proroga del termine della dichiarazione di pubblica utilità.
La proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità è ammissibile solo in presenza di ragioni eccezionali del tutto indipendenti dalla volontà dell'amministrazione non essendo all'uopo sufficiente l'impossibilità di concludere le procedure per l'esistenza di una qualsiasi difficoltà procedimentale; le difficoltà rappresentate dall'Amministrazione consistenti nell' elevato numero dei soggetti da espropriare con conseguente complessità e laboriosità delle attività da svolgere e pendenza del procedimento arbitrale ex art. 21 del D.P.R. 327/2001, non sono riconducibili alle specifiche ragioni eccezionali che giustificano la proroga.
L'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità può essere evitata prorogando motivatamente i termini per casi di forza maggiore o altre ragioni indipendenti dalla volontà, intendendosi per queste ultime quelle obiettive difficoltà che si frappongono al compimento degli atti espropriativi, non superabili agevolmente.
L'art. 13, V comma del d.P.R. 327/01 stabilisce che l'autorità ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rato la pubblica utilità dell'opera possa disporre la proroga dei termini "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni". La formula è dunque assai ampia (ben più di quella contenuta nell'art. 13, II comma, della l. 25 giugno 1865 n. 2359, dove si parlava di "casi di forza maggiore o per altre cagioni indipendenti dalla volontà dei concessionari") e può sicuramente includere, secondo ragionevolezza, le giustificazioni consistenti nelle "le varianti progettuali apportate in corso d'opera al progetto definitivo approvato" e la "volontà di procedere mediante acquisizioni bonarie".
Sussistono i presupposti di applicazione dell'art. 13, comma 5, del d.p.r. n. 327/2001, qualora il provvedimento di proroga assuma a presupposto "problemi di natura geologica legati allo scavo delle gallerie naturali"e "incongruenze catastali".
Qualora non sia ancora intervenuto il formale decreto di esproprio, è lo stesso interesse pubblico a imporre la proroga del termine di efficacia della dichiarazione di p.u., al fine di completare l'iter procedurale: deve ritenersi pertanto sufficiente una congrua evidenziazione delle ragioni puntuali che hanno impedito di portare a termine il procedimento di esproprio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... originariamente previsti (come il richiamo al ritardo degli organi pubblici preposti nelle definizione delle procedure di esproprio, che costituisce fatto estraneo alla sfera di disponibilità dell'ente concessionario dei lavori e, quindi, riconducibile nei presupposti per l'adozione dell'atto di proroga del termine).
Costituiscono idonee motivazioni della proroga della dichiarazione di P.U. quelle consistenti nella difficoltà dell'individuazione catastale delle aree interessate dall'opera e della quantificazione delle consistenze relative alle superfici realmente interessate e indennizzabili e nella conseguente necessità di ricorrere ad un rilievo topografico. Dette ragioni non possono essere ricondotte alla volontà dell'Amministrazione, essendo conseguenti a imprecise o mancanti iscrizioni catastali.
La proroga dei termini di efficacia della pubblica utilità in quanto consentita "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni" è ipotesi di carattere eccezionale, richiedendosi all'uopo la sussistenza di ragioni del tutto indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione.
E' legittima la proroga dei termini dei lavori e delle espropriazioni, solo nei casi di forza maggiore... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ragioni indipendenti dalla volontà del soggetto procedente per cui eventuali ragioni consistenti nel mancato completamento dei frazionamenti catastali, non paiono riconducibili a situazioni di obiettiva difficoltà, bensì a circostanze prevedibili prima dell'adozione di provvedimenti in questione e a difficoltà ben risolubili nei cinque anni di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
Può ritenersi sussistente una congrua motivazione per far ritenere legittima la proroga dei termini di efficacia dell'occupazione d'urgenza e di fine dei lavori con conseguente corretta applicazione dell'art. 13 della legge del 1865 sull'espropriazione per pubblica utilità, nonché dell'art. 3 della legge 7.8.1990, n. 241, nel caso in cui la giustificazione abbia avuto riguardo ai problemi geologici insorti (cosa non inverosimile in ipotesi di tracciamento di un tunnel sottostante al sedime).
Alla luce del disposto di cui all'art. 13, comma 5, del d.P.R. n. 327/2001, la proroga dei termini può essere disposta solo nei casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni.
Le problematiche relative alle procedure di liquidazione delle indennità alle ditte proprietarie ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a meri ritardi nell'approvazione dei relativi atti di accordo, non può fondare la proroga del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
La proroga dei termini previsti dall'art. 13 l. n. 2359 del 1865 è considerata istituto di carattere eccezionale finalizzato ad evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato e a tutelare l'interesse pubblico a che l'opera venga eseguita in un congruo arco di tempo, tale da giustificare le ragioni di serietà dell'azione amministrativa; da ciò discende primariamente la conseguenza della necessaria individuazione di cause di forza maggiore indipendenti dalla volontà dei concessionari che giustifichino la proroga.
Le difficoltà concrete di conclusione della procedura espropriativa, in relazione alla tardiva approvazione degli atti catastali ad essa collegati da parte dell'Agenzia del Territorio, costituiscono presupposto per la proroga dei termini, integrando quella fattispecie indipendente dalla volontà dei concessionari richiesta dall'art. 13 comma 2 L. n. 2359/1865.
Il provvedimento di proroga dei termini non deve contenere ulteriori motivazioni rispetto a quanto prescritto dall'art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...9/1865 (applicabile ratione temporis).
Circostanze di fatto che assurgono a motivi di forza maggiore (quali nel caso di specie la scoperta di una discarica abusiva sul tracciato, il rinvenimento di notevoli quantità di ceppo e la necessità di spostamento di un gasdotto di proprietà di SNAM), indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione, giustificano la proroga ai sensi di legge (cfr. art. 13 della legge 2359/1865 ed oggi art. 13, comma 5°, del DPR 327/2001).
L'art. 13 comma 5 DPR 327/2001 è da applicarsi nella sua restrittiva previsione letterale per cui la proroga dei termini è ammissibile solo in presenza di ragioni eccezionali del tutto indipendenti dalla volontà dell'amministrazione, non essendo all'uopo sufficiente l'impossibilità di concludere le procedure per l'esistenza di una qualsiasi difficoltà procedimentale, quali quelle consistenti nell'elevato numero dei soggetti da espropriare con conseguente complessità e laboriosità delle attività da svolgere e pendenza del procedimento arbitrale ex art. 21 del D.P.R. 327/2001.
Se l'Amministrazione intende prorogare il termine per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa pu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rlo, con adeguata e congrua motivazione, purché prima che il termine sia ormai scaduto, atteso che l'istituto della proroga riveste carattere eccezionale e la sua operatività deve essere giustificata dalla reale sussistenza di oggettive difficoltà al compimento di atti espropriativi, e comunque non dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante.
Devono ritenersi congruamente motivate le istanze di proroga del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, in relazione al numero dei soggetti catastali interessati dal procedimento, alla laboriosità delle trattative da condurre con tutti i proprietari per tentare di addivenire ad un accordo bonario, alla necessità di acquisire dagli enti competenti il rilascio delle autorizzazioni previste dalla legge, alla necessità di attendere la quantificazione delle indennità di asservimento da parte delle competenti commissioni tecniche provinciali.
L'art. 13, comma quinto, del d.lgs. n. 327 del 2001 – al pari del previgente art. 13 della legge n. 2359 del 1865 - consente la dilazione dei termini del procedimento espropriativo per casi di forza maggiore o per giustificate ragioni.
E' sorretta da giustificate ragio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ga dei termini del procedimento espropriativo la cui esigenza l' Amministrazione ha ricondotto ai tempi tecnici per l'espletamento delle numerose pratiche di esproprio ed alla necessità di reperire ulteriori risorse finanziarie per il pagamento delle indennità e, quindi, ad un contesto di circostanze che non sono espressione di un intento meramente dilatorio del momento di perfezionamento della procedura ablatoria e anzi esprimono un volontà garantista del buon esito del procedimento con specifico riferimento al pagamento delle indennità dovute.
La proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità, essendo una facoltà di legge, che la legge medesima comprime entro termini massimi ben determinati e non irragionevoli (due anni, ex art. 13, comma 5 DPR 327/01), necessita, per la sua legittimità, che siano indicate ragioni non meramente arbitrarie, in ordine alle quali non è consentito un penetrante giudizio di merito. Ne deriva che la sussistenza di un rilevante numero di ditte da espropriare, comportando un'ovvio dilatarsi del procedimento, ancorché prevedibile ex ante, è causa sufficiente e non irragionevole per disporne la proroga.
Sussistono le "giustificate ragioni" ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a dell'art. 13, comma 5, DPR 327/2001 possono giustificare la proroga dell'efficacia della pubblica utilità, qualora emerga la necessità di lavori aggiuntivi utili a rendere completamente rispondente l'opera alle esigenze del territorio e dell'area servita.
Alla luce del disposto di cui all'art. 13 secondo comma L. 25 giugno 1865 n. 2359 (applicabile ratione temporis), è legittima la proroga dei termini dei lavori e delle espropriazioni, solo nei casi di forza maggiore o per altre ragioni indipendenti dalla volontà dei concessionari.
Il mancato completamento dei frazionamenti catastali, la mancata conclusione degli accordi bonari di cessione delle aree e la carenza di risorse finanziarie, non sono ragioni legittimanti la proroga dei termini dei lavori e delle espropriazioni in quanto non riconducibili a situazioni di obiettiva difficoltà, bensì a circostanze prevedibili e a difficoltà ben risolubili nei cinque anni di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.
Se l'Amministrazione intende prorogare il termine (per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativi) può farlo, "motivando" in ordine alle ragioni che rendono necessaria la proroga e sempre ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o non sia dipeso da cause ad essa imputabili, ma da fatti dipendenti da forza maggiore o, comunque, di altre ragioni non dipendenti dalla sua volontà.
Ai fini della proroga dei termini per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa, a nulla rilevano imprecisate difficoltà dell'Agenzia del Territorio nel completamento delle operazioni di frazionamento a due anni di distanza dall'affidamento di tale incarico.
Legittima è la proroga dei termini di ultimazione del procedimento espropriativo, al fine di consentire la riapertura dei termini dell'offerta dell'indennità provvisoria, in coerenza alla nuova normativa introdotta in materia di indennizzo dalla legge n. 244/2007.
L'art 13 comma 5 del d.p.r. 327/2001 consente la proroga soltanto "per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni": la norma è univocamente interpretata, nel contesto di un potere ritenuto eccezionale, in senso restrittivo, richiedendosi la sussistenza di ragioni del tutto indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione (non essendo nel caso di specie sufficiente l'impossibilità di concludere le procedure per l'esistenza di un contenzioso riguardante il provvedimento di occupazione d'urgenza).... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... /> La proroga dei termini per la conclusione del procedimento ablatorio, deve essere motivata.
Ai sensi dell'art. 13, comma 2, L. 25 giugno 1865 n. 2359 i termini entro i quali devono compiersi le espropriazioni ed i lavori possono essere prorogati per causa di forza maggiore o indipendenti dalla volontà del concessionario (nella specie, necessità di non perdere un finanziamento indispensabile alla realizzazione dei lavori).
La legittimità della proroga dei termini di cui all'art. 13 della legge n. 2359/1865 è ancorata all'esistenza di obiettive difficoltà al compimento di atti espropriativi (in alcun modo dipendenti dalla volontà dell'Ente espropriante) che impediscono il regolare corso del procedimento e che non possono altrimenti essere superate, non offrendo l'ordinamento a tal fine idoneo strumento giuridico.
Non costituisce motivazione idonea a consentire la proroga di ultimazione delle espropriazioni la circostanza che il professionista incaricato delle operazioni di registrazione, trascrizione e voltura del decreto di esproprio non abbia preventivamente quantificato le relative spese.
Per giurisprudenza costante la proroga dei termini finali della procedura di espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...are giustificazione in ragioni oggettive che evidenzino cause di forza maggiore o altri fatti non dipendenti dalla volontà dell'espropriante, che sono poste a base del provvedimento di proroga. Fattispecie non sussistente qualora il provvedimento ricolleghi la necessità della proroga con le ripetute sospensioni dei lavori causate dalla necessità di effettuare diverse perizie di variante, e queste ultime non siano riconnesse ad alcun fatto obiettivamente valutabile che sia indipendente dalla volontà dell'Amministrazione.
Ragioni inerenti agli accordi intercorsi tra i proprietari delle aree e l'Amministrazione in vista della possibile cessione a titolo negoziale delle aree, non si rilevano di per sé sufficienti a giustificare l'arresto della procedura espropriativa e la legittimità della proroga dei termini della dichiarazione di pubblica utilità ed, in ogni caso, devono trovare adeguato spazio in sede di motivazionale.
Legittimo è il provvedimento di proroga dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica utilità dall'art. 13 legge n. 2359/1865 basata su eventi non dipendenti dalla (e non riconducibili alla) volontà del concessionario per essere (nel caso di specie) la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; della stessa dipesa, in modo particolare, dai reiterati ordini –poi rivelatisi illegittimi – di sospensione dei lavori assunti dalle Amministrazioni locali.
Ragioni non dipendenti dalla volontà o dai comportamenti dell'Ente espropriante e fondati su obiettive difficoltà frapposte al compimento degli atti espropriativi (quali la prospettata ricerca di soluzioni tecniche progettuali alternative, la verifica della possibilità di convertire la procedura espropriativa in procedura di asservimento, i tempi occorrenti per le modalità di frazionamento, la prospettata necessità di evitare l'acquisizione di aree non indispensabili all'opera pubblica, la riscontrata complessità del progetto), sono di per sé obiettivamente idonee a giustificare la proroga dei termini della pubblica utilità.
Se l'Amministrazione intende prorogare il termine per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa può farlo, "motivando" in ordine alle ragioni che rendono necessaria la proroga e sempre che il ritardo non sia dipeso da cause ad essa imputabili, ma da fatti dipendenti da forza maggiore o, comunque, di altre ragioni non dipendenti dalla sua volontà.
La pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rmini finali della procedura ablativa deve trovare giustificazione in ragioni oggettive che inducano a ritenere che il procedimento espropriativo non possa concludersi entro il termine stabilito, così come richiede l'art. 13, comma 2, l. n. 2359/1865, che prevede le ipotesi di causa di forza maggiore o altre ragioni indipendenti dalla volontà dell'amministrazione; ne consegue che le difficoltà economiche per il reperimento dei fondi necessari non possono fondare suddetta proroga.
La proroga dei termini per il compimento della procedura espropriativa che adduce a motivazione l'impossibilità di procedere all'emanazione dei decreti di esproprio nei tempi prefissati, a causa dei tempi lunghi impiegati dagli Uffici Tecnici Erariali per approvare i tipi di frazionamento ed a causa delle nuove normative intervenute, è pienamente rispondente al dettato dell'art. 13 L. 23591865, trattandosi di ragioni indipendenti dalla volontà dei concessionari.
In base all'art. 13 della Legge n. 2359 del 1865 (applicabile ratione temporis), l'Autorità pubblica può prorogare i termini ivi previsti "per casi di forza maggiore o per altre cagioni indipendenti dalla volontà dei concessionari".
La p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 è istituto di carattere eccezionale, giustificato da obiettive difficoltà, indipendenti dall'Autorità procedente, non agevolmente superabili, da evidenziare in una circostanziata motivazione a sostegno, e dunque con limitata discrezionalità in capo all'Amministrazione; ciò al fine di evitare di mantenere i beni espropriabili in stato di soggezione a tempo indeterminato, con grave pregiudizio per i loro proprietari, e nel contempo per assicurare che l'opera pubblica venga realizzata in un congruo arco di tempo.
Non possono essere utilmente invocati a motivazione della proroga dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 non meglio precisate difficoltà tecniche obiettive, la non disponibilità del frazionamento, ritardi nell'esecuzione dei lavori o l'insufficienza delle risorse finanziarie.
La previsione normativa di cui all'art. 13 della L. n. 2359/1865 subordinava la legittimità della proroga dei tempi per il completamento delle espropriazioni, all'esistenza di obiettive difficoltà nel compimento degli atti espropriativi, non dipendenti dalla volontà dell'espropriante, da farsi constare con adeguata motivazione; ne consegue che non poteva costituire va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e giustificativa della proroga il riferimento alla complessità delle procedure inerenti la liquidazione delle indennità espropriative od al contenzioso venutosi a determinare, non potendo in alcun modo tali cause essere ricondotte alla nozione di forza maggiore o a quella di impedimento obiettivo e insuperabile.
L'obbligo di motivazione del provvedimento di proroga del termine per la conclusione della procedura espropriativa risulta adeguatamente assolto con il richiamo al ritardo degli organi pubblici preposti nelle definizione delle procedure di esproprio, che costituisce fatto estraneo alla sfera di disponibilità dell'ente concessionario dei lavori e, quindi, riconducibile nei presupposti per l'adozione dell'atto di proroga del termine quali identificati dall'art. 13 l. n. 2359 del 1865.
La motivazione della proroga dei termini ex art. 13 L. n. 2359/1865 deve dare conto, in modo più che mai persuasivo, della persistenza dell'interesse pubblico e delle ragioni per cui ancora non sia stato soddisfatto.
Non può ritenersi che l'impugnazione della deliberazione di approvazione del progetto – non sospesa cautelarmene – costituisca un caso di forza maggiore o sia riconducibile tra le «... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...difficoltà che si frappongono al compimento degli atti espropriativi, non superabili agevolmente», che possono giustificare una proroga del termine finale.
La legittimità della proroga dei termini entro i quali devono iniziarsi e completarsi le espropriazioni ed i lavori è ancorata all'esistenza di obbiettive difficoltà al compimento degli atti espropriativi (in nessun modo dipendenti dalla volontà dell'ente espropriante) che, impedendo il regolare corso del procedimento, non possono altrimenti essere superate, non offrendo l'ordinamento a tal fine altro idoneo strumento giuridico; ne consegue la necessità di uno scrutinio scrupoloso delle reali ragioni e dei presupposti a base delle proroghe discrezionali.
Illegittima la proroga della dichiarazione di pubblica utilità qualora le relative giustificazioni, che fanno riferimento alle "numerose pratiche espropriative" ovvero alla "impossibilità di provvedere al pagamento dell'indennità alle ditte espropriate", rinviino a mere difficoltà attuative relative alla lunghezza delle procedure o all'indisponibilità di fondi e, quindi, non evidenziando alcun fatto obiettivo non dipendente dalla volontà del soggetto proce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...siano riconducibili a cause di forza maggiore o ad altre giustificate ragioni.
La proroga dei termini di occupazione ed inizio e terminei dei lavori, è istituto di carattere eccezionale, ancorato all'esistenza di obiettive difficoltà al compimento di atti espropriativi che in alcun modo dipendono dalla volontà dell'Ente espropriante.
Solo particolari motivi possono giustificare la proroga dei termini di inizio e fine dei lavori e delle espropriazioni.
Il provvedimento di proroga dei termini di conclusione del procedimento è adeguatamente motivato qualora la proroga stessa risulti giustificata dal rifiuto proposto dagli espropriandi al rilascio degli immobili.
Per effetto dell'art. 13 comma secondo della L. n. 2359/1865, per il quale la proroga dei termini per la conclusione dei lavori e delle espropriazioni può essere disposta per causa di forza maggiore o altre ragioni indipendenti dalla volontà dell'amministrazione, la proroga medesima deve trovare giustificazione in ragioni oggettive che inducano a ritenere che il procedimento espropriativo non possa concludersi entro il termine stabilito; a tal fine non risponde alla sufficienza della motivazione il riferimento ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ioso in corso che non consentirebbe di concludere la procedura espropriativa nei termini.
La proroga dei termini per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa deve essere motivata in ordine alle ragioni che rendono necessaria la proroga, e semprechè il ritardo non sia dipeso da cause imputabili all'Amministrazione, ma da fatti dipendenti da forza maggiore o, comunque, da altre ragioni non dipendenti dalla sua volontà.
La pendenza di procedimenti giudiziari in esito ai quali si perviene all'annullamento di provvedimenti illegittimi, non può essere considerata, in pregiudizio dei cittadini che hanno promosso l'azione a loro tutela, una "giusta causa" di proroga dei termini procedimentali.
Nel caso in cui la proroga dei termini fissati per l'espropriazione sia disposta per un brevissimo periodo di tempo entro il quale è poi intervenuto il provvedimento ablatorio, è attenuato l'obbligo per l'amministrazione di motivare le cause del ritardo della conclusione della procedura per cause alla medesima non imputabili.
In omaggio ad una visione non meramente formale dell'obbligo di motivazione, ma coerente con i principi di trasparenza e di lealtà desumibili dal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ost., per cui la motivazione della decisione deve essere desunta dalla lettura non del solo provvedimento, ma degli atti del procedimento comunque noti o conoscibili dal privato, deve ritenersi che sia sufficiente motivata la proroga dei termini per il completamento dei lavori e per il compimento delle attività espropriative, qualora le sottostanti ragioni siano interamente deducibili dagli atti del procedimento e dalla documentazione prodotta in giudizio.
Devono ritenersi sussistenti i presupposti di legge per la proroga dei termini, ossia la presenza di un fatto di terzo non prevedibile che comporti l'allungamento dei termini dell'azione amministrativa, qualora i lavori abbiano subito notevoli ritardi per la necessità di tutela degli interessi culturali ed archeologici e conseguente necessità di ottemperare a prescrizione dell'Autorità competente ( Soprintendenza).
Il comma 2 dell'art. 13 della L. n. 2359/1865 stabilisce che l'Autorità può prorogare i termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e dei lavori "per casi di forza maggiore". Ne consegue l'illegittimità dei provvedimenti di proroga mancanti dell'esplicitazione degli elementi che possano in qualche modo collegarsi al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aggiore", e che si limitano ad indicare iterativamente per tutte le proroghe una non precisata ragione della complessità della procedura.
Il ritardo degli organi pubblici che comunque intervengono nel procedimento di realizzazione delle opere, si configura quale fatto estraneo alla sfera di disponibilità del soggetto esecutore dei lavori, con conseguente legittimità dell'applicazione dell'istituto della proroga di cui all'art. 13 della L. 2359/1865.
Il provvedimento di proroga dei termini di P.U. può essere adeguatamente giustificato anche con il riferimento alla durata delle trattative intercorse con i diversi proprietari di terreni; circostanza, questa, che intuitivamente determina lo slittamento dei tempi della progettazione esecutiva.
Un provvedimento di proroga dei termini della dichiarazione di PU risulta congruamente motivato con riguardo alla complessità della procedura, se peraltro evidenziata in precedenti inoppugnati decreti di proroga e qualora non risultino dedotte sopravvenienze rispetto alla precedenti proroghe, che avrebbero potuto giustificare una diversa valutazione dell'interesse pubblico.
I termini iniziali e finali delle espropriazioni e dei lavori di cui a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...L. n. 2359/1865, possono essere prorogati per casi di forza maggiore o per altre ragioni indipendenti dalla volontà dell'Autorità procedente, ma sempre con determinata prefissione di tempo.
La proroga dei termini di efficacia della dichiarazione di PU deve essere giustificata da ragioni indipendenti dalla volontà dell'Autorità procedente; l'obbligo di motivazione del relativo provvedimento può dirsi adeguatamente assolto con il richiamo al ritardo degli organi pubblici preposti nella definizione delle procedure di esproprio, che costituisce fatto estraneo alla sfera di disponibilità dell'ente espropriante (quale, nel caso di specie, il persistente mancato rilascio del nulla osta dei Vigili del Fuoco).
La proroga dei termini fissati nella dichiarazione di pubblica è ammessa soltanto in presenza di fatti dipendenti da forza maggiore o, comunque, di altre ragioni non dipendenti dalla volontà dell'Amministrazione stessa, dovendosi, in caso contrario, procedere all'approvazione di un nuovo progetto.
Affinché un provvedimento possa essere qualificato in termini di proroga della precedente dichiarazione di PU è necessario da parte dell'Amministrazione dar ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la motivazione dell'atto, delle eventuali cause di forza maggiore o della altre ragioni indipendenti dalla sua volontà, che l'hanno indotta a prorogare i termini originariamente stabiliti.
Non costituisce legittima motivazione per disporre la proroga dei termini per il compimento delle espropriazioni, ai sensi dell'articolo 13 della legge 25 giugno 1865 n.2359, la complessità della procedura inerente la liquidazione dell'indennità espropriativa e tantomeno l' incertezza sulla normativa in merito alla relativa indennità.
Nel sistema della Legge 25 giugno 1865, n. 2359, i termini ivi previsti (art. 13), possono essere prorogati - in presenza dei presupposti e con le modalità di cui al comma 2 della cit. disposizione - anche per più di una volta. Costituiscono valide ragioni di proroga dei termini le ragioni aventi il loro fondamento in obiettive difficoltà (per motivi di forza maggiore) che si frappongono al compimento di atti espropriativi, sempre però con determinata prefissione del tempo.
Il fallimento della impresa aggiudicataria dei lavori deve essere considerato evento eccezionale non dipendente dalla volontà della Amministrazione, come tale legittimante la proroga... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i di efficacia della pubblica utilità.
La proroga del termine finale della pubblica utilità deve essere accompagnata da una rinnovata valutazione dell'interesse pubblico, non essendo sufficiente la clausola di stile della perdita del finanziamento e la generica affermazione di indispensabilità della realizzazione dell'opera.
Un generico riferimento ad un contenzioso con l'impresa appaltatrice, che avrebbe impedito di riprendere ed ultimare i lavori, non costituisce sufficiente motivazione della proroga dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, richiedendosi l'esternazione di ragioni puntuali ed oggettive.
I motivi di forza maggiore, ovvero le altre cause indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione procedente, che giustificano la proroga della dichiarazione di pubblica utilità, vanno identificati in serie ed obiettive difficoltà che si frappongono al concreto compimento degli atti espropriativi, (come ad esempio la ritardata approvazione dei frazionamenti da parte dell'Agenzia del Territorio).
Anche per le espropriazioni disciplinate dalla legge n.1089/1939, la proroga della dichiarazione di p.u. deve essere sorretta da congrui motivi atti ad evidenziare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di carattere straordinario che hanno impedito di portare a termine il procedimento di esproprio nei termini originariamente previsti.
La riapprovazione del progetto effettuata prima della scadenza della pubblica utilità equivale ad una proroga, soggetta alle rigide condizioni di cui all'articolo 13 della legge 2359/1865 e all'obbligo di adeguata motivazione.
La difficoltà di svolgere le procedure entro i termini a causa di ricorsi non è motivazione sufficiente.
L'errore sulla necessità di una congrua motivazione nella proroga della pubblica utilità non è scusabile.
La proroga dei termini finali di pubblica utilità deve risultare da un provvedimento dell'autorità competente e deve contenere l'indicazione delle ragioni che la rendono necessaria.
La proroga della PU deve essere motivata con obiettive difficoltà non riconducibili in alcun modo alla volontà dell'ente
La proroga della pubblica utilità è possibile solo in casi eccezionali, per motivi non riconducibili direttamente o indirettamente a ritardi della pubblica amministrazione. Non è motivo sufficiente l'asserita "complessità della procedu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dazione delle indennità".
Il ritardo che ha cagionato la proroga del termine finale delle espropriazioni deve avere una durata proporzionata alla durata della proroga, deve essere rilevante, cioè riguardare circostanze effettivamente idonee – e per la loro natura, e per la data del loro accadimento – a rallentare la procedura espropriativa.
PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> TERMINI --> PROROGA --> AMMINISTRATIVA --> CAUSE E MOTIVAZIONE --> PROROGA NON ECCEDENTE IL QUINQUENNIO
La circostanza secondo la quale il termine fissato per la conclusione del procedimento espropriativo, pur prorogato, non eccede il termine quinquennale di efficacia ex lege della dichiarazione di p.u., ex art. 13, comma 4, d.P.R. n. 327/2001, non integra un fattore idoneo ad esimere l'amministrazione dall'obbligo motivazionale della disposta proroga; l'art. 13, comma 5, d.P.R. n. 327/2001 correla l'obbligo di motivazione della proroga dei termini con i relativi requisiti, sia all'ipotesi in cui questa abbia ad oggetto il termine quinquennale legale sia a quella in cui la proroga concerna il termine fissato autonomamente dall'amministrazione, il quale evidentemente non potrebbe che avere durata infraq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....