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Timestamp: 2018-01-16 15:10:36+00:00
Document Index: 77977028

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 69', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3']

Lettera del Presidente dell'AIB al Ministro Melandri con la proposta di emendamento alla legge 248/2000
e p.c. Prof. Francesco Sicilia
Direttore generale dell'Ufficio centrale per i beni librari, le istituzioni culturali e l'editoria
Roma, 25.10.2000
Il disegno di legge S.1496-2157 "Nuove norme di tutela sul diritto d'autore", approvato dalla Camera il 21 giugno 2000 e dal Senato il 26 luglio 2000, è ora legge dello Stato: legge 18 agosto 2000, n. 248.
La legge, alla quale si è arrivati dopo un lungo e tortuoso cammino nelle commissioni ed in aula, produrrà gravi disagi nelle biblioteche pubbliche (statali, universitarie, degli Enti locali), perché verrà limitato pesantemente il servizio di riproduzione delle opere in fotocopia e verrà ridotta di conseguenza la possibilità di accesso all'informazione per tutte le categorie di utenti, in particolare studenti e ricercatori.
A partire dalla sua prima presentazione, l'iter del disegno di legge è stato seguito dall'Ufficio legislativo, dall'Ufficio centrale per i beni librari, dall'Associazione italiana biblioteche (AIB).
Nel febbraio 1998, dopo una serie di incontri, promossi dal Sottosegretario La Volpe, tra rappresentanti del Ministero per i beni culturali, del Ministero dell'università e della ricerca scientifica, degli editori, della SIAE, e dell'AIB si arrivò a concordare un emendamento ispirato a criteri di equilibrio tra le parti nel quale veniva riconosciuto il ruolo di servizio pubblico delle biblioteche distinto da quello a fini di lucro delle copisterie.
Il testo dell'emendamento consentiva di fotocopiare liberamente le opere nella sede delle biblioteche pubbliche per motivi personali e di studio e, d'altra parte, introduceva l'obbligo di un versamento forfettario dovuto dalle biblioteche alla SIAE a compenso dei diritti d'autore.
Questo emendamento, presentato poi dal Governo, è stato mantenuto nello spirito e nella forma fino alla fine della discussione in commissione e nella nuova stesura di emendamento governativo.
Nella discussione finale in aula alla Camera è stata apportata una modifica penalizzante per le biblioteche per cui anche al loro interno la riproduzione in fotocopia sarà consentita solo per il 15% di ciascun volume o fascicolo di periodico.
La modifica è stata presentata come sub emendamento all'emendamento del Governo e, alla lettura dei resoconti parlamentari, non appare sufficientemente chiaro se tale ultima ed improvvisa modifica sia stata accettata consapevolmente anche dal rappresentante del Governo.
Il cambiamento potrebbe sembrare minimo: una sola parola "medesimo comma", al posto di "terzo comma" nell'art. 2 ha però stravolto lo spirito del disegno di legge ed ha annullato la volontà finora manifestata di voler distinguere le biblioteche dalle copisterie.
Non si comprende poi perché sia stato lasciato nel testo l'avverbio "liberamente" (dimenticato nella fretta di cambiare il testo?), quando anche nelle biblioteche le riproduzioni in fotocopia non sono più libere per gli utenti.
Un ulteriore problema è stato creato per le biblioteche musicali, per le quali l'abrogazione degli articoli 1 e 2 della legge 22.5.93 n. 159 (vedi art. 2, comma 2, I capoverso , ultimo periodo della legge 248/2000) impedisce totalmente il servizio di fotocopia delle opere musicali a stampa.
Per queste biblioteche già era stato proibito di svolgere il servizio di prestito con una precedente legge (legge del 16.11.1994, n. 685, art. 5 che modifica l'art. 69 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d'autore).
Risulta così impossibile ogni tipo di servizio, eccetto la consultazione in sede, che però non soddisfa assolutamente i particolari bisogni informativi di chi studia e si esercita sulla musica.
Nella discussione al Senato, infine, pur di approvare il disegno di legge prima della pausa estiva ed evitare, se si fossero accettate le proposte di emendamenti fatte arrivare ai senatori dall'Associazione italiana biblioteche, il ritorno alla Camera, il disegno di legge è stato approvato senza modifiche.
A nome dell'AIB chiedo ora un suo autorevole intervento nelle sedi opportune perché possano essere approvati gli emendamenti che seguono, possibilmente già in sede di discussione della legge finanziaria per il 2001:
all'art. 2, comma 2, I capoverso, è abrogato l'ultimo periodo: "Gli articoli 1 e 2 della legge 22 maggio 1993, n. 159, sono abrogati";
all'art. 2, comma 2, II capoverso, 1° periodo della legge 18 agosto 2000, n. 248 le parole "dal medesimo comma, salvo che si tratti di opera rara fuori dei cataloghi editoriali" sono sostituite dalle parole "dal terzo comma";
all'art. 3, comma 1, all'inizio del comma, sono premesse le parole "Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 69 della legge 22 aprile 1941, n. 633 sono abrogate, alla fine, le parole "eccettuati gli spartiti e le partiture musicali".
Grato per quanto potrà fare per migliorare la situazione, indubbiamente difficile che si prospetta nelle biblioteche con tale confuso tipo di normativa, sono a disposizione per poterle fornire ogni altro chiarimento sulla questione.
Mi è gradita l'occasione per porgerle distinti saluti.
Copyright AIB 2000-11-02, ultimo aggiornamento 2000-11-02 a cura di Vittorio Ponzani
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