Source: http://www.unifi.it/bu/12_2005/parere_188_05.html
Timestamp: 2016-08-27 16:51:13+00:00
Document Index: 125393824

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 8']

Unifi - Bollettino Ufficiale - N. 12 (12/2005): Parere del Garante 188/2005
Anno IV, n. 12 - Dicembre 2005 - Registrazione Tribunale di Firenze n. 5223 del 4.12.2002
Parere del Garante, 16 novembre 2005, prot. int. n. 188
…Omissis…, già in possesso di laurea in Lingue e Letterature Straniere conseguita presso l’Università di Firenze, ha presentato esposto a questo Garante lamentando che, essendosi iscritta ad un altro corso di laurea, sarebbe costretta, secondo quanto risulta dal Manifesto degli Studi dell’anno accademico 2005/2006, al pagamento delle tasse e dei contributi nella misura massima indipendentemente dalle sue condizioni economiche.
Sulla materia il Garante ha già espresso il proprio parere, come da documento che si allega quale parte integrante del presente atto e che si ritiene di confermare in toto.
Si dispone che copia del presente parere sia trasmesso, a cura della segreteria di quest’ufficio, al Magnifico Rettore, ed alla ricorrente (art. 8 Reg. per la disciplina della figura del Garante).
Firenze, 16 novembre 2005
Parere del Garante, 21 settembre 2005, prot. int. n. 174
…Omissis…, già in possesso di laurea in Economia e Commercio conseguita presso l’Università di Firenze, ha presentato esposto a questo Garante lamentando che, intendendo iscriversi ad un altro corso di laurea, sarebbe costretto, secondo quanto risulta dal Manifesto degli Studi dell’anno accademico 2005/2006, al pagamento delle tasse e dei contributi nella misura massima indipendentemente dalle sue condizioni economiche.
In effetti, alla sezione 5 del Manifesto degli Studi, che tratta la parte relativa alle tasse e ai contributi, è stabilito che “sono assoggettati al pagamento delle tasse e dei contributi nella misura massima gli iscritti ad un corso di studi che risultano in possesso di un titolo di studi di pari livello”.
Ritiene il Garante che non esistono fonti normative o comunque elementi di merito che possano giustificare un trattamento differenziato tra coloro che si iscrivono per la prima volta ad un corso di laurea e coloro che, già in possesso di laurea, intendono conseguire una seconda laurea.
L’art. 3 del DPR 25 luglio 1997, n. 306, nello stabilire che “le Università graduano l’importo dei contributi universitari per i corsi di diploma e di laurea secondo criteri di equità e di solidarietà, in relazione alle condizioni economiche degli iscritti, utilizzando metodologie adeguate a garantire un’effettiva progressività, anche allo scopo di tutelare gli studenti di più disagiata condizione economica”, non distingue tra corsi di prima e seconda laurea, e pone, anzi, a fondamento della graduazione delle tasse e dei contributi in base alle condizioni economiche degli studenti, lo scopo di garantire a tutti gli studenti il percorso degli studi e di tutelare quelli di più disagiata condizione economica.
La disposizione che impone il pagamento delle tasse nella misura massima appare in contrasto con gli scopi suddetti ed anzi si pone come ostacolo alla realizzazione effettiva del diritto allo studio.
D’altra parte, tutta la normativa in materia è volta alla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale proprio al fine della concreta realizzazione del diritto agli studi universitari. Sono del resto previsti a tale scopo gli interventi relativi alle prestazioni sociali agevolate quali sono le borse di studio, i prestiti d’onore, i servizi abitativi e i contributi per la mobilità internazionale degli studenti.
Il trattamento dello studente in ordine alle tasse e ai contributi senza distinzione alcuna, nel senso della graduazione dell’importo di essi secondo la condizione economica degli studenti, è ribadita nel DPCM 9 aprile 2001 emanato ai sensi dell’art. 4 della legge 2 dicembre 1991, n. 390, legge che, all’art. 1, richiamando gli artt. 3 e 34 della Costituzione, ha come finalità quella, come sopra accennato, di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l’eguaglianza dei cittadini nell’accesso all’istruzione superiore e consentire ai capaci e ai meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Qualora si ritenesse di rinvenire il fondamento della disposizione del Manifesto degli Studi, che impone al già laureato il pagamento del massimo delle tasse, nell’art. 3, n. 4 del DPCM 9 aprile 2001, dove si parla di benefici non destinati alla generalità degli studenti e concedibili soltanto per il conseguimento “per la prima volta” di ciascun livello dei corsi di laurea, va osservato che tale disposizione si riferisce ai benefici previsti nel precedente art. 2 (borse di studio, servizi abitativi, prestiti d’onore, contributi per la mobilità internazionale ecc.) volti, si, ad agevolare la realizzazione del diritto allo studio, ma che non sono confondibili con le tasse che lo studente ha l’obbligo di pagare in quanto legate alla prestazione dei sevizi dell’Università, e per le quali è da applicare il principio generale secondo cui le tasse vanno graduate in base al reddito effettivo dello studente.
Da quanto sopra sembra al Garante opportuno suggerire iniziative volte a eliminare in materia di tasse un trattamento differenziato tra gli studenti, siano o meno già in possesso di laurea.
Si dispone che copia del presente parere sia trasmesso, a cura della segreteria di quest’ufficio, al Magnifico Rettore, ed al ricorrente (art. 8 Reg. per la disciplina della figura del Garante).
Inserito il 14/12/2005