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Timestamp: 2017-06-26 17:14:45+00:00
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Rimborsi IVA su Tariffa rifiuti AMA. Tanto fumo e poco arrosto. Programma di successo e nota associazione in difesa dei consumatori prospettano improbabili rientri di danaro. | Cesano Informa Blog
Rimborsi IVA su Tariffa rifiuti AMA. Tanto fumo e poco arrosto. Programma di successo e nota associazione in difesa dei consumatori prospettano improbabili rientri di danaro.
Tanto chiasso mediatico in questi giorni è stato fatto attraverso l’accoppiata programma televisivo di successo e responsabile di nota associazione nazionale in difesa dei consumatori per reclamizzare la possibilità di ottenere il rimborso dell’IVA pagata negli ultimi 10 anni sulla tassa di smaltimento dei rifiuti, prospettando quindi all’esangue utente la possibilità di riavere nelle proprie tasche un bel gruzzoletto, partendo dall’ipotesi di una tassa annuale di circa 900 euro e conseguentemente con l’applicazione dell’ IVA al 10% il calcolo fatto, dall’accorta associazione di consumatori (di cui non facciamo il nome per evitargli indebita pubblicità aggiuntiva) consentirebbe l’immediato rientro di 900 euro indebitamente versati in un decennio.
Si sa la pubblicità è l’anima del commercio, anche se un’associazione in difesa dei consumatori dovrebbe intervenire per scoraggiare la pratiche commerciali poco trasparenti o che possono indurre in errore. La notizia della possibilità di ricorrere con successo alle commissioni tributarie per ottenere il rimborso dell’IVA pagata in aggiunta alla tassa sui rifiuti, trarrebbe il suo fondamento in una sentenza della Corte di Cassazione che in buona sostanza avrebbe riconosciuto l’illegittimità dell’applicazione dell’IVA sulla tassa sui rifiuti, in quanto non può applicarsi un’imposta fiscale come l’IVA ad una tassa. Alcuni comuni hanno commesso questo errore, ma molti come ad esempio il comune di Roma già dall’anno 2003 hanno rivisto il sistema di tariffazione del servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, trasformando la TARSU (Tassa Rifiuti Solidi Urbani) in Ta.Ri. (Tariffa Rifiuti) ovvero hanno trasformato quella che era considerata una tassa in una tariffa dovuta per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
La Ta.ri. come è noto è costituita da una parte fissa e da una parte variabile e ciò consente le famose agevolazioni ambientali per chi dimostra di differenziare lo smaltimento degli stessi, riducendo così anche la tariffa corrisposta al comune per il servizio che viene reso da società terze, a Roma il servizio è reso dall’AMA. Tutto questo però viene indicato in maniera poco chiara enfatizzando invece la possibilità di avere cospicui rimborsi a fronte di una modesta spesa di 100 euro per iscriversi all’associazione. E così la stessa associazione si autocelebra sul proprio sito affermando che dal momento del lancio del ricorso collettivo !!! (l’entrata in vigore della class action in realtà è stata prorogata a luglio 2009) 30.000 utenti hanno già aderito (100 euro per 30.000 = 3 milioni di euro nelle casse della nota associazione). L’aspetto più inquietante è che simili associazioni beneficiano oggi di una visibilità sui mass media nazionali veramente ingiustificata che spesso gli fornisce accredito verso il grande pubblico in modo che il loro messaggio promozionale rischia di essere ancor più insidioso nei confronti di chi è portato a fidarsi più dell’apparenza che della sostanza. Si perchè giudicando dalla sostanza ci si accorge che gli ipotizzati 900 euro di potenziale rimborso in 10 anni in realtà sono molto di meno se facendo i conticini della brava massaia ci accorgiamo come nel caso dei residenti a Roma dobbiamo eliminare gli anni fino al 2003 ovvero da quando la Tarsu si è trasformata in Ta.Ri.
Rimarebbero così sempre a dire del noto personaggio gli anni dal 1998 al 2003, ma facendo riferimento alle attuali tariffe potremo scoprire ulteriormente che l’importo IVA annuo per un’abitazione di 96 metri quadri (superficie media nazionale istat 2001) è pari a 28,26 euro, quindi (28,26 per 5 anni dal 1998 al 2003 = 141,3 euro) peccato però che nessuno dei gran soloni in questione dica che i rimborsi IVA vanno incontro alla decadenza nel termine di 48 mesi. Insomma per l’utente contribuente si profila la possibilità di un ricorso dall’esito tutt’altro che scontato a fronte di un ulteriore esborso di 100 euro.
Il tapiro questa volta se lo sono proprio meritato.
Roberto Colasanti per Cesano Informa
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44 Responses to Rimborsi IVA su Tariffa rifiuti AMA. Tanto fumo e poco arrosto. Programma di successo e nota associazione in difesa dei consumatori prospettano improbabili rientri di danaro.
Max ha detto:	aprile 6, 2009 alle 8:17 pm	Un grazie per l’illuminazione. Basta spiegare a volte per non incorrere nei tranelli di questi grandi soloni.
Maurizio ha detto:	aprile 8, 2009 alle 1:17 pm	Questo articolo è una bomba. Sarebbe da mandare a Striscia la Notizia (che sta toppando appoggiando l’associazione) e a Mi manda Raitre.
Non è detto che lo faccia.
Ci vuole faccia tosta ragazzi. Qui alla fine chi guadagna è l’associazione. Al cittadino al massimo vanno 50 euro. Se mai li vedrà.
Spatum ha detto:	aprile 8, 2009 alle 1:23 pm	A quanto pare (e sembra che lo sia) la situazione così brillantemente spiegata in questo articolo ha messo in luce l’ennesimo “amo farcito” pronto ad essere beccato dalla stragrande maggioranza di cittadini che, purtroppo, non hanno la possibilità, i mezzi ed il tempo (anche la voglia.. diciamolo) per approfondire certi importanti argomenti. E’ proprio il caso di dire che questo tipo di informazioni, patinate di competenza e professionalità, rilasciate peraltro attraverso blasonate trasmissioni televisive, in realtà ci lanciano un messaggio chiaro e ricorrente nell’attuale società, della serie “Nessuno ci regala niente”.
Una cosa però dobbiamo esigere fermamente: la sincera chiarezza su questa vicenda da parte di chi ha avuto l’onere o l’onore di diffonderla nell’etere, evitando di spendere 100 euro inutilmente.
Vasco ha detto:	maggio 17, 2009 alle 5:10 pm	A dire la verità leggo su molti siti che una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabiliti che la “Tariffa Rifiuti” é una TASSA ed in quanto tale é ILLEGITTIMO applicare l’IVA.
Per visionare tale articoli, basta ricercare “iva sulla tassa rifiuti” su Google.
emilia ha detto:	settembre 14, 2009 alle 12:15 pm	Mi ero illusa anch’io che in questo lungo periodo di crisi qualcuno poteva rimborsarti qualcosa.
Ed è così che anch’io sono rimasta di stucco quando ho letto che bisognva versare 100 euro all’associazione. Se devo dare i soldi a loro, cosa li richiedo a fare indietro al Comune?
R I D I C O L O!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
BISOGNA FARCI SENTIRE!
cesanoinformablog ha detto:	settembre 27, 2009 alle 7:59 pm	La Corte Costituzionale con la sentenza 238/2009 pubblicata il 24 luglio u.s. , ( di cui si riporta un significativo stralcio) ha dichiarato non applicabile l’IVA a TARSU e TIA: “ … un altro significativo elemento di analogia tra la TIA e la TARSU è costituito dal fatto che ambedue i prelievi sono estranei all’ambito di applicazione dell’IVA. Infatti, la rilevata inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo – quest’ultima commisurata, come si è visto, a mere presunzioni forfetarie di producibilità dei rifiuti interni e al costo complessivo dello smaltimento anche dei rifiuti esterni – porta ad escludere la sussistenza del rapporto sinallagmatico posto alla base dell’assoggettamento ad IVA ai sensi degli artt. 3 e 4 del d.P.R. n. 633 del 1972 e caratterizzato dal pagamento di un «corrispettivo» per la prestazione di servizi. Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti, quale, ad esempio, è quella prevista dall’alinea e dalla lettera b) del quinto comma dell’art. 4 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, secondo cui, ai fini dell’IVA, «sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici», le attività di «erogazione di acqua e servizi di fognatura e depurazione, gas, energia elettrica e vapore». Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» (come si desume a contrario dalla sentenza della Corte costituzionale n. 335 del 2008), sempre che il mancato assoggettamento all’imposta non comporti una distorsione della concorrenza (distorsione, nella specie, non sussistente, in quanto il servizio di smaltimento dei rifiuti è svolto dal Comune in regime di privativa). Non osta a tali conclusioni il secondo periodo del comma 13 dell’art. 6 della legge n. 133 del 1999, il quale stabilisce, con una formula meramente negativa, che «Non costituiscono, altresí, corrispettivi agli effetti dell’IVA le somme dovute ai comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani reso entro» la data del 31 dicembre 1998 «e riscosse successivamente alla stessa, anche qualora detti enti abbiano adottato in via sperimentale il pagamento del servizio con la tariffa, ai sensi dell’articolo 31, comma 7, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448». Questa disposizione non può interpretarsi nel senso che, a partire dal 1999, sia la TARSU sia la tariffa sperimentale (cioè la TIA adottata prima della definitiva soppressione della TARSU) entrino nell’àmbito di applicazione dell’IVA. Si deve escludere, infatti, che tali prelievi, pur restando invariata la loro disciplina sostanziale, mutino natura, divenendo entrambi corrispettivi, solo in forza di una norma dagli effetti meramente temporali. Tale norma, ragionevolmente interpretata, ha il solo effetto di ribadire la non assoggettabilità ad IVA dei due prelievi fino a tutto il 1998 e non quello di provvedere anche per il periodo successivo, per il quale non può che trovare applicazione la disciplina generale in tema di IVA. Non rileva, al riguardo, la diversa prassi amministrativa, perché la natura tributaria della TIA va desunta dalla sua complessiva disciplina legislativa.”
Questa è la notizia positiva per i contribuenti italiani, ma purtroppo non sarà facile ottenere la restituzione dell’IVA indebitamente pagata alle società gestori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, in quanto: – L’IVA incassata dalle società è finita nelle casse dello Stato ovvero dell’Agenzia delle Entrate che ha tutto l’interesse a trattenere le somme percepite ;
– Il contribuente non può richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate così come stabilito in diverse sentenze dalla Suprema Corte di Cassazione, bensì deve rivolgersi alla società di gestione dei rifiuti; – Nel caso in cui (molto probabile) la società di gestione rifiuti non risponda alla richiesta di rimborso dell’IVA si dovranno affrontare le spese per la citazione in giudizio davanti al Giudice di Pace o al Tribunale civile in base al valore della causa;
– Non è certo che siano 10 gli anni arretrati per i quali si può pretendere il rimborso delle somme indebitamente pagate a titolo di IVA (tale è il termine di prescrizione per somme pagate e non dovute) perché per tale imposta vige la decadenza del rimborso dopo 4 anni. In proposito l’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus suggerisce di inoltrare la richiesta di restituzione dell’IVA da valere quale costituzione in mora alla società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e per conoscenza al Comune interessato, relativamente agli ultimi 10 anni, allegando le bollette quietanzate con l’indicazione degli importi inerenti all’IVA, così da interrompere i termini per la prescrizione-decadenza ed aspettare l’evolversi della vicenda che attende per la vastità delle sue proporzioni l’adozione di provvedimenti a livello di Autorità Governative. Non è pensabile infatti che a seguito di un pronunciamento di un Organo Costituzionale, l’Esecutivo rimanga inerte. Roberto Colasanti per Cesano Informa
cesanoinformablog ha detto:	ottobre 26, 2009 alle 3:53 pm	COME CHIEDERE IL RIMBORSO IVA SU TASSA RIFIUTI.
L’ Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus con sede a Roma via Marino Dalmonte 54, il prossimo venerdì 30 ottobre 2009, alle ore 17,00 presso i suddetti locali ha organizzato un incontro con il consulente legale dell’Associazione – Avvocato Arnaldo Del Vecchio dello studio “Del Vecchio – Soricelli & Associati” di Roma, nel corso del quale sarà illustrato come fare per chiedere il rimborso dell’IVA erroneamente addebitata e riscossa sinora dalle aziende di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. All’incontro si potrà partecipare previa prenotazione via email all’indirizzo info@proterritorio.net. La partecipazione è gratuita.
Beatrice ha detto:	ottobre 27, 2009 alle 11:07 pm	A seguito di questi sviluppi, considerata appunto la vastità delle proporzioni di questa vicenda, resto in attesa di chiarimenti.
cesanoinformablog ha detto:	novembre 7, 2009 alle 12:16 pm	Azione legale “collettiva” gratuita per richiedere all’AMA il rimborso dell’IVA pagata
L’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus con il suo consulente legale avv. Arnaldo Del Vecchio del foro di Roma, ha avviato un’iniziativa tesa ad offrire assistenza legale ai cittadini per la richiesta di rimborso dell’IVA pagata sulla Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) e sulla Tari (tariffa rifiuti) e la conseguente azione legale.
Infatti la Corte Costituzionale con la sentenza nr. 238/2009 ha dichiarato inapplicabile l’IVA sia sulla TARSU (applicata a Roma sino al 2003) che sulla Tari, in quanto tributi.
L’Associazione, ha avviato una iniziativa per tutta la città di Roma che prevede un primo momento informativo e di assistenza per la lettera di diffida/costituzione in mora all’AMA che ciascun cittadino deve inviare necessariamente per richiedere gli importi dell’IVA pagata negli ultimi 10 anni (periodo massimo), corredata dalle ricevute di pagamento e/o dalle fatture emesse, ed un secondo momento costituto da un’azione legale “collettiva” gratuita per richiedere per via giudiziaria la restituzione dell’Iva indebitamente pagata all’azienda AMA.
L’azione legale “collettiva” avanzata dall’Associazione Pro Territorio e Cittadini consisterà in una domanda di restituzione delle somme presentata congiuntamente da più cittadini e seguita dall’avvocato Arnaldo Del Vecchio.
I cittadini potranno inviare la richiesta all’AMA (con raccomandata), anche avvalendosi dell’assistenza dell’Associazione, fornendo contestualmente una preventiva adesione all’azione legale che partirà a gennaio 2010.
Non essendo ancora prevista nel nostro ordinamento la c.d. “class action” la vittoria in giudizio avrà effetto solo nei confronti dei ricorrenti e non troverà estensione nei confronti di coloro che pur trovandosi nella stessa situazione non abbiano agito in giudizio.
Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Associazione presso la sede a Roma (Cesano), via Marino Dalmonte 54, il martedì e giovedì dalle 16 alle 19,00 e il sabato mattina dalle 10 alle 12,00 oppure scrivere via email: info@proterritorio.net
alex ha detto:	novembre 20, 2009 alle 11:28 am	Salve,anche a Perugia e’ stata applicata l’iva sui rifiuti.Come dobbiamo comportarci?A chi dobbiamo spedire la richiesta di rimborso?Grazie.
cesanoinformablog ha detto:	novembre 21, 2009 alle 1:14 pm	Nel caso prospettato da Alex, la richiesta va indirizzata alla sede legale della società che si occupa della raccolta dei rifiuti a Perugia (la stessa che invia la fattura).
Giorgio ha detto:	novembre 27, 2009 alle 10:48 am	….STRISCIA LA NOTIZIA all’organizzazione da voi citata fa persino pubblicità gratuita od occulta che si voglia….con le interviste che fa jimmi ghione al loro presidente….spott pubblicitari senza mandare la scritta messaggio promozionale…..
marcello ha detto:	dicembre 1, 2009 alle 3:36 pm	Cari Amici
è inutile illudersi.
La la sentenza nr. 238/2009 è di luglio 2009 !
Quindi, ad oggi, essendo in vigore avrebbe dovuto impedire ad AMA di emettere nuove fattura con l’IVA. Ok ?
Ma non è così !
Proprio oggi ho ricevuto la fattura del 2° semestre 2009 e, guarda un pò….c’è l’IVA !?!?!
Ai primi di novembre ho già inviato una R.R.R. all’AMA per chiedere il rimborso dell’IVA dal 1°semestre 2003.
Ma dubito che l’arroganza del potere possa essere piegata, visto che non osservano neanche le Sentenze autorevoli della massima Corte Costituzionale.
paola ha detto:	dicembre 1, 2009 alle 6:22 pm	Che ne dite se il pagamento della 2° rata 2009 lo facessi compensandomi l’IVA 2003 e pagando, quindi, con un bollettino in bianco la differenza?
Alessandro ha detto:	dicembre 2, 2009 alle 1:48 pm	Buongiorno,
Inviterei tutti i partecipanti di questo Forum a fare un piccolo sforzo e leggere la sentenza della Corte Costitizionale n.238 depositata il 24/07/2009 e pubblicata in G.U. il 29/07/2009 (non quella della Corte di Cassazione)al punto 7.2.3.6 dove dice a chiare lettere riguardo alla TARSO e alla TIA :” ambedue i prelievi sono estranei all’ambito di applicazione dell’IVA…”
ma la cosa più interessante viene dopo , quando si parla della sentenza della Corte di giustizia CE del 16/09/2008 ,in causa C-288/7, dove si esclude proprio l’assoggettamento all’IVA.In questo capitolo 7.2…. ci sono tutte le spiegazioni del caso. Per quanto mi riguarda , non sopporto più questo prelievo illegittimo (=rapina) e ho deciso di difendermi da solo mettendo in mora l’AMA.
Lidia ha detto:	dicembre 17, 2009 alle 4:55 pm	ho letto, riletto, in buona sostanza da quello che ho capito non ci sarà un rimborso, quindi è inutile sprecare i soldi per richiedere un rimborso che non arriverà mai! anche perchè non intendo appoggiarmi a nessuna associazione di consumatori. Peccato io che ho sempre fatto il mio dovere di cittadina onesta.
Se sbaglio vi prego di chiarirmi le idee Grazie
cesanoinformablog ha detto:	dicembre 19, 2009 alle 7:01 pm	Prendiamo spunto dal suo commento per fornire ulteriori informazioni con l’intento di contribuire nel nostro piccolo ad aiutare il lettore, per quanto possibile, nelle sue scelte:
a)dal 5 aprile u.s.,l’argomento del rimborso IVA sulla tassa rifiuti è stato trattato con più articoli su questo blog, al fine di avere una situazione sempre aggiornata. Occorre avere tempo e pazienza per leggerli;
b) non siamo contro le Associazioni dei Consumatori che tanto hanno fatto e fanno a tutela della categoria dei consumatori;
c) abbiamo ritenuto giusto approfondire l’argomento, particolarmente complicato per indurre il lettore a riflettere sulle diverse possibili azioni e sul rapporto costi/benefici, variabili da caso a caso;
d) non è vero che il rimborso dell’IVA pagata non avverrà mai, perchè diversi comuni italiani si sono adeguati alla sentenza della Corte Costituzionale.
michele ha detto:	dicembre 21, 2009 alle 3:45 pm	L’Ama alla pari degli operatori dei Comuni dove è stata istitutita la la Ta.Ri. (in sostituzione della Tarsu)applica, ancora, ai propri utenti la tariffazione con Iva nonostante la sentenza della Corte Costituzionale perchè in attesa di novità interpretative e/o legislative da parte dell’ Agenzia delle entrate. L’ Ama al momento è tenuta all’applicazione dell’Iva in base all’interpretazioni ufficiali dell’ Agenzia delle Entrate delle risoluzioni n. 25E del 5 febbraio 2003 e n. 250 del 17 giugno 2008 rispetto alle quali l’azienda si pone “come mero esecutore materiale”. Che poi tale situazione faccia comodo ad Ama e all’ Agenzia delle Entrate è tutto un altro discorso……..
Stefania ha detto:	dicembre 22, 2009 alle 1:09 pm	Cosa consigliate di fare con le bollette non pagate che hanno l’IVA? Io devo ancora pagare il 2° semestre 2008, il 1° semestre 2009 e il 2° semestre 2009 appena arrivato e tutte le bollette contengono l’IVA, mio marito vuole pagarle senza IVA, ma io non so se è meglio pagarle per l’intero e poi chiedere la restituzione … voi cosa mi consigliate?
michele ha detto:	dicembre 22, 2009 alle 4:43 pm	Secondo me conviene pagarle con l’iva…
cesanoinformablog ha detto:	gennaio 4, 2010 alle 11:19 am	VALORE DELLE CIRCOLARI DELL’ AGENZIA DELLE ENTRATE: SENTENZA N. 23031 CORTE DI CASSAZIONE DEL 2 NOVEMBRE 2007.
La circolare, con la quale l’agenzia delle Entrate effettua l’interpretazione di una norma tributaria, esprime esclusivamente un parere dell’Amministrazione, non vincolante né per il contribuente, che resta pienamente libero di non adottare un comportamento a essa uniforme, né per gli uffici gerarchicamente subordinati, non essendo loro vietato disattenderla, né per la medesima autorità, che l’ha emanata, la quale resta libera di modificare, correggere e anche disattendere l’interpretazione adottata. Per tali ragioni, il documento non può essere impugnato né di fronte al giudice amministrativo, né di fronte a quello tributario.
E’ quanto affermato dalle sezioni unite della Cassazione, con la sentenza n. 23031 del 2 novembre 2007.
La circolare (risoluzione N.D.R.), hanno osservato i giudici, esprime “una dottrina dell’Amministrazione, vale a dire l’opinione di una parte (anche e “forte”) del rapporto tributario”, con la conseguenza che sono dotate di efficacia esclusivamente interna nell’ambito dell’Amministrazione, non potendo cioè “spiegare alcun effetto giuridico nei confronti di soggetti estranei all’amministrazione”.
Fatta questa precisazione, la Cassazione ha enunciato i limiti all’efficacia delle circolari emesse in materia tributaria.
Primo limite: la circolare emanata dall’agenzia delle Entrate non vincola il contribuente, “che resta pienamente libero di non adottare un comportamento ad essa uniforme, in piena coerenza con la regola che, in un sistema tributario basato essenzialmente sull’autotassazione, la soluzione delle questioni interpretative è affidata (almeno in una prima fase, quella, appunto, della determinazione dell’imposta da corrispondere) direttamente al contribuente”.
Secondo limite: la circolare non vincola neanche gli uffici gerarchicamente sottordinati, ai quali non è vietato disattenderla, senza che per questo il provvedimento concreto adottato dall’ufficio possa essere ritenuto illegittimo “per violazione della circolare”.
Terzo limite: la circolare non è vincolante nemmeno per la stessa autorità che l’ha emanata, che, “resta libera di modificare, correggere ed anche completamente disattendere l’interpretazione adottata”. In caso contrario, infatti, osserva la Cassazione, si verrebbe a riconoscere all’Amministrazione medesima un potere normativo, in conflitto con il principio costituzionale (articolo 23) della riserva di legge.
Quarto limite: la circolare, infine, non vincola il giudice tributario “dato che, per l’annullamento di un atto impositivo, emesso sulla base di una interpretazione data dall’amministrazione e ritenuta non conforme alla legge, non dovrà essere disapplicata la circolare, in quanto l’ordinamento affida esclusivamente al giudice il compito di interpretare la norma”. Né, secondo i giudici di legittimità, la circolare è impugnabile davanti al giudice amministrativo, in quanto si precluderebbe “a tutti gli uffici dell’amministrazione finanziaria di accogliere quella interpretazione, con il risultato, contrario ai principi costituzionali, di elevare il giudice amministrativo al rango di interprete della norma tributaria”.
Stando quindi al pronunciamento della Corte di Cassazione (riportata in stralcio) appare di tutta evidenza che l’AMA non può nascondersi dietro le risoluzioni (circolari)dell’Agenzia delle Entrate per ignorare una sentenza della Corte Costituzionale di tutt’altra valenza giuridica. Daltronde non si spiegherebbe come mai alcuni comuni italiani si sono già adeguati rimborsando l’IVA erroneamente applicata alle imposte rifiuti TARSU, TIA, TARI o come diversamente etichettate.
L’attuale scelta dell’AMA e del comune di Roma è quindi sicuramente condizionata dalla nota precarietà del suo bilancio che mal si concilia con una restituzione generalizzata dalle gigantesche proporzioni finanziarie.
simona ha detto:	gennaio 8, 2010 alle 2:13 pm	ciao a tutti,
tutto dipende da cosa è stato sancito dalla Finanziaria 31/12/2009…qualcuno può indicarmi se è stata emanata? Non riesco ad individuare nulla su Internet
totuzzo ha detto:	gennaio 14, 2010 alle 2:04 pm	ciao a tutti,
ho letto commenti vari sul fatto che l’AMA e il Comune di Roma non abbiano soldi per rimborsare l’IVA, ma non vi risulta che l’AMA la debba poi versare all’erario? E’ come quando compriamo una borsa e paghiamo l’IVA, poi il negoziante la versa nelle casse dello Stato. Se c’è da chiedere un rimborso, l’AMA non ha più quei soldi nel cassetto poichè ha solo svolto il lavoro di sostituto. O sbaglio?
luca ha detto:	gennaio 20, 2010 alle 3:38 pm	il problema mi sembra che non si sia individuato chi e’ che deve rimborsare IVA?
cesanoinformablog ha detto:	gennaio 23, 2010 alle 1:47 pm	RISPONDIAMO A:
SIMONA: la legge finanziaria è stata promulgata ma non contiene alcuna disposizione inerente al rimborso dell’IVA. Alcuni parlamentari avevano provato a presentare degli emendamenti, ma come è noto l’approvazione del testo della finanziaria è avvenuto con il c.d. voto di fiducia, per cui nessun emendamento presentato dai parlamentari è stato discusso ne tantomeno approvato. In proposito l’On. LEO attuale assessore al bilancio del comune di Roma aveva proposto un emendamento alla legge finanziaria che prevedesse la detraibilità degli importi IVA in corrispondenza della voce IRPEF nella dichiarazione dei redditi con susseguente conguaglio/rimborso;
TOTUZZO e LUCA: la destinazione finale dell’IVA è e dovrebbe essere quella delle casse statali ovvero dell’Agenzia delle Entrate, ma chi applica l’IVA in fattura e quindi le varie aliquote della stessa imposta è il soggetto che in caso di sbaglio è tenuto alla restituzione dell’indebito. In poche parole se l’AMA ha sbagliato a fatturare l’IVA al contribuente, dovrà essere l’AMA a provvvedere alla sua restituzione.
ASSOCIAZIONE PRO TERRITORIO E CITTADINI ha detto:	gennaio 26, 2010 alle 1:56 pm	A beneficio dei lettori del blog, l’Associazione Pro Territorio e Cittadini Onlus evidenzia che l’adesione all’azione legale collettiva è gratuita e quindi non subordinata al pagamento di quote associative o di partecipazione.
Per informazioni: info@proterritorio.net Cordiali Saluti.
Il Segretario Generale dell’Associazione
Giordano Galimberti ha detto:	febbraio 12, 2010 alle 4:53 pm	Io ho presentato la richiesta ad ottobre tramite R.A all’AMA di Roma dei 10 anni in cui era stata applicata l’IVA,ma invece di avere i danari,ho ricevuto un avviso di accertamento sui mq.del mio appartamento!!!!Non gli ha detto ben,anzi….Pero’ voglio andare avanti, ma non ho capito come fare dopo i 90 gg. di silenzio dell’AMA.Se siete in grado di aiutarmi Ve ne sarei grato.
cesanoinformablog ha detto:	marzo 22, 2010 alle 2:40 pm	MANDATO LEGALE PER IL MANCATO RIMBORSO DELL’IVA SUI RIFIUTI DELL’AMA
L’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus rende noto ai residenti del comune di Roma che:
1) l’adesione all’azione legale collettiva avverso il mancato rimborso dell’IVA addebitata dall’AMA sulle cartelle di riscossione della Ta.Ri, potrà avvenire sino al 10 aprile p.v. con le modalità indicate sul sito http://www.proterritorio.net.;
2) quanti hanno aderito alla suddetta azione legale riceveranno comunicazione via email per sottoscrivere il mandato legale agli avvocati dello studio “DEL VECCHIO-SORICELLI & ASSOCIATI” che potrà avvenire a decorrere dal 23 aprile p.v. , presso le sedi e con le modalità che saranno indicate;
3) l’azione legale collettiva è completamente gratuita.
cesanoinformablog ha detto:	aprile 14, 2010 alle 6:28 am	Bollette Ama senza IVA dal 2010
Roma, 13 aprile – «Il Comune si adegua alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha affermato la natura tributaria della tariffa sui rifiuti. Non sarà applicata l’Iva, quindi, sull’importo della tariffa che l’Ama chiederà con le prossime bollette ai cittadini e alle imprese utenti del servizio di nettezza urbana». E’ quanto afferma l’Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Maurizio Leo, sottolineando che l’Amministrazione provvederà a rivedere, per l’esercizio in corso, “il sistema di gestione della tariffa, alla luce dei principi affermati nella sentenza 238 del 24 luglio scorso, pronunciata dai giudici di Palazzo della Consulta”. «E’ in via di elaborazione – aggiunge Leo – la delibera che stabilirà per il 2010 i contenuti del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti affidato all’Ama e che, sulla base dei costi calcolati dall’azienda, determinerà l’importo della relativa tariffa. Il provvedimento terrà conto del miglioramento del servizio che sarà erogato alla cittadinanza». ————–OOOOOOOO——–OOOOOOO—————
“Un primo importante passo in avanti da parte dell’Amministrazione comunale dicono dall’Associazione Pro Territorio e Cittadini che però dovrà adeguarsi anche per il passato restituendo ai cittadini le somme di denaro riscosse sotto la voce IVA. L’Associazione infatti sosterrà gratuitamente l’azione legale dei cittadini romani che ne facciano richiesta per riavere i propri soldi con tutti gli aggravi conseguenti per le casse dell’AMA e del comune di Roma.”
lilly ha detto:	maggio 11, 2010 alle 9:20 am	allora, che cosa dobbiamo fare ? l’Agenzia dell’Entrate ci corre dietro quando siamo in debito,quando loro pensano che noi non rispettiamo la legislazione principalmente quella fiscale e adesso che c’è una sentenza a favore dei cittadini stanno tutti zitti. Che vergogna !!! ma dato che esiste il cervellone fiscale dentro l’Agenzia dell’Entrate la restituizione dell’imposta dovrebbe essere automatica. Escusatemi ma per un’attimo ho pensato di vivere in Italia.
Giorgia ha detto:	giugno 13, 2010 alle 11:50 am	Salve.
1-Ancora si fa in tempo a richiedere il rimborso dell’IVA?
2-Sulla parte della bolletta che mi è rimasta non c’è scritta la voce IVA. Posso inviare per fax le bollette con la speranza che rivedano l’Iva o me la devo estrarre da sola?
3- a quale numero di fax inviare il materiale suddetto’
anna camera ha detto:	novembre 12, 2010 alle 9:14 am	Le solite fregature.
cesanoinformablog ha detto:	aprile 9, 2011 alle 12:07 pm	CAUSA PER RIMBORSO IVA.
PROSSIMA UDIENZA 11 LUGLIO 2011.
L’azione legale, gratuita, promossa dall’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus con il patrocinio dall’Avvocato Arnaldo Del Vecchio per ottenere il rimborso dell’IVA erroneamente riscossa dall’AMA è entrata nel vivo con la prima udienza svoltasi il 14 marzo 2011, dinnanzi al giudice di Pace di Roma dott. Vincenzo BORRELLI che espletate le formalità di rito ha fissato la prossima udienza all’11 luglio 2011.
Pasquale ha detto:	giugno 26, 2011 alle 2:01 pm	A questo punto abbiamo capito che la questione sulla tassa sui rifiuti è piuttosto complicata. Ci ammazzano a forza di decreti legge e sentenze della Corte Costituzionale smentite da circolari ministeriali. Ora, delle due una: o è tutto appositamente e disonestamente architettato dai signorotti della politica o siamo gestiti da un branco di incapaci.
Alla base tutto, comunque, resta il fatto che i comuni sono legittimati a recuperare dal cittadino quanto spendono per la gestione dei rifiuti: costi ( poco controllati e poco controllabili) è tasse. Quindi anche se non assoggettano la tassa, o tariffa che sia, ad IVA, loro poi recuperano guesta parte di gettito aumentando le tariffe. Il tutto in modo poco trasparente, ovviamente e, forse, anche poco corretto.
Faccio un esempio per spiegarmi meglio, sperando di riuscirci:
comuni come il mio hanno passato la gestione dei rifiuti ad società di diritto privato. Ogni anno queste società comunicano all’amministrazione comunale il consuntivo di spesa per l’anno appena chiuso e il preventivo per l’anno corrente. Sulla base di queste informazioni l’amministrazione comunale delibera le nuove tariffe. Quindi nella voce spesa ci sta dentro tutto: costi di servizi, di gestione e tasse. Ora, risulta evidente che la questione IVA si, IVA no non ha nessuna influenza per il cittadino. Anzi, direi che questa giungla legislativa crea solo altri costi per tutti e ghiotte opportunità di sciacallaggio da parte di molti.
Vorrei concludere il mio commento con un segnale positivo e di speranza, ma credo si quasi impossibile. Questa è l’Italia, “lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”.
cesanoinformablog ha detto:	luglio 14, 2011 alle 3:05 pm	ROMA: CAUSA INTENTATA ALL’AMA PER IL RIMBORSO IVA – UDIENZA DELL’11 LUGLIO 2011.
L’Associazione Pro Territorio e Cittadini onlus rende noto che nella 2^ udienza della causa intentata da alcuni cittadini romani all’AMA difesi dall’Avvocato Arnaldo Del Vecchio, per ottenere il rimborso dell’IVA erroneamente riscossa dalla suddetta azienda municipalizzata, il Giudice di Pace di Roma dott. Vincenzo BORRELLI, preso atto dell’assenza del legale dell’AMA ha rinviato la decisione all’udienza del 14 novembre 2011.
redazione di Cesano Informa
giucifg ha detto:	ottobre 20, 2011 alle 7:51 am	Speriamo che qualche saggio ben informato e documentato faccia finalmente chiarezza. il Comune di Roma per punirci si ingegna in tutti imodi per facci lo sgambetto_ si è subito inventato la Ta.ri: e il rimborso?
(Ta ri cordi le promesse non mantenute)
ernesto pavolini ha detto:	ottobre 22, 2011 alle 8:20 am	sono ancora in tempo a presentare la domanda di rimborso per iva pagata e non dovuta sulla tariffa rifiuti di roma? Ha veramente una scadenza visto che si tratta di frode ai danni dei cittadini? Ho letto inoltre da un’affermazione dell’AMA su un suo sito che l’aumento delle tariffe 2001,che non riportano più evidenziata l’IVA in fattura, è del 12,5%, di cui il 10% per IVA e il 2,5% per aumento di spese di gestione. Non è una presa in giro?
ernesto_2001@libero.it
cesanoinformablog ha detto:	gennaio 30, 2012 alle 9:49 pm	Aggiornamento sulla causa collettiva per la restituzione dell’IVA indebitamente pagata all’AMA Roma Spa
L’Associazione Pro Territorio e Cittadini Onlus, comunica che la causa collettiva gratuita promossa contro l’AMA Roma Spa dinanzi al Giudice di Pace di Roma per la restituzione dell’IVA indebitamente pagata sulla tassa per lo smaltimento dei rifiuti sarà rimessa, nei previsti termini, innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma in virtù dell’ordinanza del Giudice dott. Vincenzo Borrelli il quale ha dichiarato la propria incompetenza a decidere.
Negli atti della causa e all’udienza del 14.03.2011 l’avvocato Arnaldo Del Vecchio aveva ribadito la competenza del giudice ordinario, costituendo la fattispecie un indebito oggettivo e non dovendosi risolvere alcuna questione di natura tributaria.
Si consideri che il Giudice tributario, con riferimento ad una controversia di stessa tipologia, si era precedentemente dichiarato incompetente (sent. n. 42/2010 della Commissione Tributaria Provinciale di Asti) e che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con ordinanza del 28.01.2011 n. 2064 aveva ribadito la competenza del giudice ordinario in caso del tutto analogo (ricorso dinanzi al Giudice di Pace di Venezia al fine di ottenere la restituzione della somma indebitamente corrisposta a titolo di Iva in occasione del pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale).
Andrea ha detto:	febbraio 1, 2012 alle 2:46 pm	..in sostanza si applicano le solite cose all’italiana. Il Giudice di Pace si dichiara incompetente e passa la palla al Giudice tirbutario, il quale a sua volta si dichiara incompetente ed individua nel Giudice di Pace l’organo competente a decidere sta benedetta annosa situazione. Nel frattempo il Giudice di Pace sarà cambiato, sperando in una persona più volenterosa della prima e, soprattutto competente… W l’Italia.
Massimiliano Durante ha detto:	febbraio 10, 2012 alle 1:39 am	Aggiornamento per la restituzione dell’IVA indebitamente pagata all’AMA Roma Spa
Silvia Scotto ha detto:	febbraio 10, 2012 alle 1:26 pm	Questo mi sembra già più dettagliato
cesanoinformablog ha detto:	aprile 9, 2012 alle 12:44 pm	RIMBORSI IVA SU TASSA RIFIUTI. UNA BRUTTA STORIA ALL’ITALIANA, TRA GIUSTIZIA NEGATA E SPECULAZIONI.
Torniamo ad occuparci di un argomento che è nuovamente balzato all’attenzione di quanti per anni hanno corrisposto unitamente al tributo sulla raccolta dei rifiuti il balzello non dovuto dell’IVA al 10%. Le speranze di avere il rimborso delle somme pagate come IVA si sono riaccese con l’ultima sentenza della Corte di Cassazione del 9 marzo u.s. che non ha fatto altro che riaffermare il principio enunciato dalla Corte Costituzionale nella sentenza del luglio 2009, vera pietra miliare sull’argomento, fortemente disattesa e contrastata per ragioni di bilancio da parte dello Stato e di molti Comuni.
Si comprende quindi come la sentenza della Cassazione del 9 marzo u.s. non abbia aperto nuovamente i termini per chiedere i rimborsi dell’IVA pagata in più, per cui nulla ha cambiato rispetto alle precedenti possibilità che aveva il cittadino di provare ad ottenere la restituzione dell’IVA.
Eppure questo fatto è stato colto al volo da alcuni soggetti mediante la promozione di ingegnosi modelli diversamente denominati per chiedere il rimborso dell’IVA, frutto invero della libera iniziativa di questa o quell’associazione che sfruttando l’attuale momento di crisi economica fanno credere che è facile ottenere in tempi brevi il rimborso dell’IVA, a patto che si corrisponda la quota associativa, ottenendo loro sì un vantaggio ecomico immediato se rapportato all’elevato numero di soggetti interessati a riavere qualche centinaio di euro.
Questi soggetti si guardano bene però dal dire che qualora la società di raccolta dei rifiuti o il comune non intendano restituire tali somme indebitamente riscosse, l’unica strada percorribile è quella dell’azione legale con l’assistenza di un avvocato per intentare un’azione di rivalsa nelle opportune sedi giudiziarie.
Ma la vita del cittadino che ha scoperto dopo vari anni di essere stato ingiustamente tartassato non è affatto così semplice, perchè altrimenti si potrebbe dire basta andare fino in fondo, tanto se lo dice a chiare lettere la Cassazione e financo la Corte Costituzionale qualsiasi giudice non avrà difficoltà a condannare società e comuni resistenti a restituire l’IVA ed a pagare le spese legali e di giustizia.
L’ingenuo cittadino scoprirà come hanno avuto modo di fare per fortuna loro senza aggravi di spese
(azione legale gratuita offerta dall’Associazione Pro Territorio e Cittadini Onlus senza il pagamento di tessere o quote associative per tramite dello studio legale dell’avv. Arnaldo Del Vecchio) alcuni residenti romani che le cose in termini di giustizia in Italia non stanno affatto in questi termini.
Nei Paesi anglosassoni infatti una sentenza di un giudice, tantoppiù se parliamo della Suprema Corte di Cassazione, costituisce un precedente al quale gli altri giudici chiamati a pronunciarsi in seguito su casi analoghi devono uniformarsi, ma ciò non vale in Italia dove ogni giudice è libero di regolarsi come meglio crede.
E’ stato così che come accennavano poc’anzi, un gruppo di residenti romani si è visto negare a Roma il proprio diritto alla giustizia da parte di un giudice di Pace che dopo circa due anni ha dichiarato di essere incompetente a decidere sulla loro richiesta di restituzione dell’IVA pagata all’AMA indicando nella commissione tributaria provinciale l’organo competente. Peccato che altri giudici di Pace e la stessa Cassazione si erano pronunciati diversamente.
E allora ecco che la storia dei rimborsi dell’IVA occorre raccontarla tutta senza reticenze od omissioni perchè non esistono moduli di rimborso elaborati dall’Agenzia delle Entrate ne può esservi certezza che la società dei rifiuti o il comune restituiscano le somme richieste anzi è molto probabile come è capitato a Roma che l’AMA a fronte della richiesta dei cittadini non abbia inteso rispondere in alcun modo e che citata in giudizio di fronte al Giudice di Pace abbia opposto strenua resistenza con i propri avvocati al fine di non adeguarsi alla sentenza della Corte Costituzionale.
L’importante è sapere come stanno le cose poi ognuno potrà scegliere consapevolmente il da farsi accettando le incognite del sistema giudiziario italiano.
brezza ha detto:	dicembre 18, 2012 alle 11:45 am	Gira voce che l’ama stia pagando rimborsi, è una favola?
Emilio e Gisa ha detto:	dicembre 24, 2012 alle 10:07 am	Questa è l’italia!! Per dirla tutta questa è una parte degli italiani silenti!!
Da molto tempo che la suprema corte a deciso l’annulamento dell’iva sulla tassa dei rifiuti, e anche dopo varie volte aver chiesto il rimborso, tutto tace.. Grazie alle persone di sopra che riesco a riconoscermi italiano.. n.b. Non arrendiamoci a questi disonesti. Emilio Marano Roma