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Timestamp: 2019-06-26 21:54:58+00:00
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Tardiva impugnazione: vizio revocatorio - Il tuo tributarista
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«L’errore sul computo del termine annuale per la proposizione di impugnazione può integrare un errore revocatorio, rilevante ai sensi del n. 4 dell’art. 395 cod. proc. civ., atteso che esso riguarda un fatto interno alla causa e si risolve in una falsa percezione dei fatti rappresentati dalle parti, costituendo il rilievo del “dies ad quem” e l’applicazione del calendario comune – adempimenti indispensabili per valutare la tempestività dell’impugnazione – elementi facilmente riscontrabili dalla lettura degli atti da parte del giudice» (Cass., n. 23445 del 04/11/2014; conforme, Cass., n. 4565 del 27/02/2018).
Lo ha precisato la Corte di Cassazione Civile Sent. Sez. 5 Num. 4387 Anno 2019
Con l’unico motivo la ricorrente denuncia il vizio revocatorio della sentenza impugnata ex art. 395, n. 4, cod. proc. civ., poiché la Corte ha affermato la tempestività del ricorso dell’Agenzia delle entrate, in quanto presentato all’Ufficiale giudiziario per la notifica in data 6 ottobre 2011, mentre il c.d. termine lungo per la proposizione dell’impugnazione era scaduto il 5 ottobre 2011, essendo la sentenza impugnata stata depositata il 5 luglio 2010.
Ex nominatione dierum il termine annuale per impugnare scadeva il 5 luglio 2011 (lo stesso giorno, un anno dopo la data del deposito della sentenza di appello impugnata); quindi, aggiungendo 46 giorni, al netto dell’ulteriore sospensione feriale dal primo agosto al 15 settembre 2011 (26 giorni di luglio cui vanno aggiunti 20 giorni dal 16 settembre 2011), il termine de quo scadeva definitivamente il 5 ottobre 2011, non come erroneamente calcolatosi dalla Corte, il 6 ottobre 2011.
La sentenza impugnata deve quindi essere revocata e deve altresì dichiararsi l’inammissibilità del ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR
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