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Timestamp: 2018-01-24 01:39:28+00:00
Document Index: 14862320

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 5']

Decreto legislativo n | Docsford
By Valerie Lewis,2014-04-16 18:11
animali utilizzati ai fini sperimentali o ad altri fini scientifici; conformemente alle linee di indirizzo dell'allegato II, a che: I cani, i gatti o i primati non umani non contrassegnati che sono portati in uno stabilimento
Attuazione della direttiva (CEE) n. 609/86 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini
sperimentali o ad altri fini scientifici. Preambolo
• Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; • Visto l'art. 66 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo per l'attuazione della
• Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della sanità e dell'università e della ricerca scientifica e
1. Il presente decreto disciplina la protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini
• a) <> non altrimenti specificato: qualsiasi vertebrato vivo non umano, ivi comprese le forme larvali autonome capaci o non di riprodursi a esclusione di altre forme fetali o embrionali;
• b) <>: ogni animale utilizzato o da utilizzare in esperimenti;
• c) <mali da allevamento>>: animali allevati appositamente per essere impiegati in esperimenti in
stabilimenti approvati dalla autorità competente o registrati presso quest'ultima;
• d) <>: l'impiego di un animale a fini sperimentali o ad altri fini scientifici che può
causare dolore, sofferenza, angoscia o danni temporanei durevoli, compresa qualsiasi azione che intenda
o possa determinare la nascita di un animale in queste condizioni, ma esclusi i metodi meno dolorosi di
uccisione o di marcatura di un animale comunemente accettati come umanitari; un esperimento comincia
quando un animale è preparato per la prima volta ai fini dell'esperimento e termina quando non
occorrano ulteriori osservazioni per l'esperimento in corso; l'eliminazione del dolore, della sofferenza,
dell'angoscia o dei danni durevoli, grazie alla corretta applicazione di un anestetico, di un analgesico o di
altri metodi, non pone l'utilizzazione di un animale al di fuori dell'ambito di questa definizione. Sono
escluse le pratiche agricole o cliniche veterinarie non sperimentali;
• e) <>: Ministero della sanità;
• f) <>: chiunque sia provvisto del titolo idoneo a svolgere le funzioni previste nel
• g) <>: qualsiasi impianto, edificio, gruppo di edifici o altri locali; può comprendere
anche un luogo non completamente chiuso o coperto e strutture mobili;
• h) <>: qualsiasi stabilimento in cui gli animali vengono allevati allo
scopo di essere successivamente utilizzati in esperimenti;
• i) <>: qualsiasi stabilimento diverso da quello di allevamento, che fornisce
animali destinati ad essere utilizzati in esperimenti;
• j) <ento utilizzatore>>: qualsiasi stabilimento in cui gli animali vengono utilizzati in
• k) <>: privato della sensibilità mediante metodi di anestesia locale
oppure generale, conformi alla pratica veterinaria;
• l) <>: uccisione di un animale in condizioni che comportino, secondo
la specie, la minore sofferenza fisica e psicologica.
o 2) per la valutazione, la rilevazione, il controllo o le modificazioni delle condizioni fisiologiche nell'uomo, negli animali o nelle piante;
6. Le persone che effettuano esperimenti o quelle persone che si occupano direttamente o con compiti di controllo di animali utilizzati in esperimenti devono avere un'istruzione e una formazione adeguata. 7. La persona che esegue l'esperimento o ne ha la supervisione deve inoltre avere un formazione scientifica attinente alle attività sperimentali di sua competenza ed essere in grado di manipolare e curare gli animali di laboratorio, deve inoltre aver dimostrato all'autorità competente di aver raggiunto un sufficiente livello di formazione in proposito.
• b) sia ridotta al minimo qualsiasi limitazione alla possibilità di soddisfare ai bisogni fisiologici e
comportamentali dell'animale;
• c) siano effettuati controlli quotidiani per verificare le condizioni fisiche in cui gli animali sono allevati,
tenuti o utilizzati;
• d) un medico veterinario controlli il benessere e le condizioni di salute degli animali allo scopo di evitare
danni durevoli, dolore, inutili sofferenze o angoscia;
3. L'animale mantenuto in vita, al termine di un esperimento, può essere tenuto presso lo stabilimento utilizzatore o altro stabilimento di custodia o rifugio, purché siano assicurate le condizioni di cui all'art. 5. 4. Un medico veterinario controlla la buona esecuzione delle procedure di esperimento, al termine decide se l'animale debba essere mantenuto in vita o soppresso; procede comunque alla sua soppressione quando nell'animale permangano condizioni di sofferenza o angoscia oppure quando sia impossibile mantenere l'animale nelle condizioni di benessere di cui all'art. 5.
regolamento CEE 3626/82 e che siano mirati alla ricerca ai fini di conservazione delle specie considerate oppure a verifiche medico-biologiche essenziali purché la specie considerata si riveli, eccezionalmente, l'unica adatta allo scopo;
medico-biologiche essenziali e gli esperimenti su altri animali non rispondano agli scopi dell'esperimento;
1. Il responsabile di stabilimenti di allevamento e di stabilimenti fornitori è tenuto a registrare il numero e le specie degli animali venduti o forniti, la data in cui sono stati venduti o forniti, il nome e l'indirizzo del destinatario, nonché il numero e la specie degli animali morti negli stabilimenti stessi. 2. L'autorità comunale sottopone a vidimazione i registri che devono essere conservati negli stabilimenti autorizzati per un minimo di tre anni a decorrere dall'ultima registrazione e messi a disposizione dell'autorità che effettua l'ispezione.
• 5) sono assicurate da parte di un medico veterinario, la consulenza e l'assistenza veterinaria nonché la
consulenza sul benessere degli animali.
1. Il Ministero della sanità raccoglie i dati statistici sull'utilizzazione di animali a fini sperimentali in base agli elementi contenuti nelle richieste di autorizzazione, nelle
comunicazioni ricevute nonché nelle relazioni presentate e li pubblica almeno ogni tre anni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
• c) il numero degli animali di cui alla lettera a) suddivisi in categorie selezionate, utilizzati negli
esperimenti richiesti dalle leggi vigenti.
1. Al fine di evitare inutili ripetizioni degli esperimenti destinati ad ottemperare a disposizioni legislative e a disposizioni comunitarie relative alla salute o alla sicurezza, il Ministro della sanità, tramite l'Istituto superiore di sanità secondo quanto previsto all'art. 9 della legge 23 dicembre 1978, n. 833: • a) considera, per quanto possibile, validi i dati risultanti dagli esperimenti eseguiti nel territorio di altro Stato membro a meno che non siano necessarie ulteriori prove per proteggere la salute pubblica e la sicurezza;
• b) adotta, come metodi ufficiali, quelli che comportano l'impiego di un sempre minor numero di animali
come specie e come categorie;
• c) adotta, avvalendosi secondo le rispettive competenze dell'Istituto superiore di sanità e della Direzione generale dei servizi veterinari, metodi alternativi per l'ottimizzazione dell'impiego degli animali. 2. Il Ministro della sanità comunica alla Commissione delle Comunità europee informazioni sulla legislazione e sulle pratiche amministrative relative agli esperimenti su animali, ivi compresi gli obblighi cui ottemperare prima di commercializzare i prodotti nonché informazioni su tutti gli esperimenti svolti nel proprio territorio e sulle autorizzazioni o su ogni altro elemento di ordine amministrativo concernente detti esperimenti.
1. Il Ministro della sanità con proprio decreto, sentito l'Istituto superiore di sanità, può limitare il numero delle specie di cui all'allegato I o il numero delle razze o categorie all'interno di ciascuna specie. 2. Il Ministro della sanità, con proprio decreto può modificare le linee di indirizzo di cui all'allegato II per tener conto dei progressi tecnologici.
Allegato 1 ELENCO DEGLI ANIMALI DA ESPERIMENTO CUI SI APPLICA L'ART. 3 (1)
Svariati interessi si trovano così in conflitto. Da un lato l'animale i cui bisogni di movimento, di relazione sociale ed altre manifestazioni vitali subiscono una certa repressione, dall'altro lo sperimentatore ed i suoi assistenti che esigono un controllo completo dell'animale e del suo ambiente. In questo conflitto, gli
interessi degli animali vengono talvolta in secondo piano.
3. Per tale ragione l'art. 5 prevede che: ?per quanto riguarda il trattamento generale e la sistemazione
degli animali:
• a) tutti gli animali da esperimento siano alloggiati e godano di un ambiente, di una certa libertà di
movimento, di un'alimentazíone, di acqua e di cure adeguate alla loro salute e al loro benessere;
• b) qualsiasi limitazione alla possibilità di soddisfare ai bisogni fisiologici e comportamentali di un
animale da esperimento sia ridotta al minimo;?.
4. Il presente allegato traccia alcuni orientamenti fondati sulle conoscenze e sulla prassi attuale in
materia di sistemazione e di tutela degli animali. Esso illustra ed integra i principi di base adottati nell'art. 5, ed intende assistere le autorità, gli istituti ed i singoli nel perseguire gli obiettivi del decreto.
5. La parola "tutela", utilizzata in relazione agli animali che servono o dovranno servire in esperimenti, comprende tutti gli aspetti della relazione tra l'animale e l'uomo. Con tale termine si intende la somma di risorse materiali utilizzate dall'uomo. Essa inizia nel momento in cui l'animale è prescelto ai fini
dell'esperimento, e dura fino a quando sarà ucciso con metodo indolore, od in altro modo eliminato a cura
dell'istituto, al termine dell'esperimento.
6. L'allegato ha lo scopo di offrire consigli sulla progettazione di appropriati locali per animali. Si hanno tuttavia vari modi di allevare o di ospitare animali da laboratorio che variano fondamentalmente l'uno
dall'altro per quanto riguarda il grado di controllo dell'ambiente microbiologico. Occorre tener presente
che il personale dovrà talvolta essere in grado di valutare il carattere e le condizioni degli animali quando le norme raccomandate in materia di spazio dovessero risultare insufficienti, ad esempio nel caso di
animali particolarmente aggressivi. L'applicazione degli orientamenti delineati nel presente allegato dovrà tener conto degli imperativi delle singole situazioni. Inoltre, è opportuno specificare il
7. Infine, per ragioni pratiche e finanziarie, le attuali attrezzature di uno stabulario noti dovrebbero
essere sostituite prima di essere logore o divenute comunque superflue. In attesa di sostituirle con
attrezzature conformi ai prescritti orientamenti, questi ultimi dovrebbero essere seguiti per quanto
possibile, adattando il numero e le dimensioni degli animali alle gabbie ed ai box esistenti.
DEFINIZIONI Oltre alle definizioni di cui all'articolo 2 nel presente allegato si intende per:
• b) "gabbia": il contenitore fisso o mobile, recintato da muri dei quale almeno una parete è costituita da
sbarre o da griglia metallica o, se necessario, da reti e nel quale uno o più animali vengono tenuti o
trasportati; in funzione del tasso di popolamento e delle dimensioni della gabbia, la libertà di movimento degli animali è più o meno limitata;
• c) "box" chiuso: superficie racchiusa da mura, sbarre o da griglia metallica nel quale sono tenuti uno o
più animali: secondo le dimensioni del box e dei tasso di popolamento. la libertà di movimento degli animali è in genere meno limitata che in una gabbia;
• d) "paddock": superficie recintata da staccionata, mura, sbarre o da griglia metallica, situato in genere all'esterno di una costruzione, nel quale gli animali tenuti in gabbia o in recinto chiuso possono muoversi liberamente durante determinati periodi, conformemente ai loro bisogni etologici e fisiologici, ad esempio per fare del moto;
• e) "box di stalla": piccolo scompartimento a tre lati. generalmente dotato di mangiatoia e di tramezzi
laterali, nel quale possono essere tenuti legati uno o due animali.
sopportare senza danni il peso dei compartimenti e di altre installazioni pesanti. Eventuali drenaggi di scolo dovrebbero essere correttamente coperti e muniti di griglia per impedire la penetrazione di animali. 1.2.2. I muri ed il pavimento dei locali in cui gli animali possono muoversi liberamente dovrebbero essere rivestiti di materiale particolarmente resistente, atto a sopportare l'intenso logorio causato dagli animali e dalle pulizie. Il rivestimento deve essere innocuo per gli animali e tale da impedire che si feriscano. Nei locali si dovrebbero installare drenaggi di scolo. Sarà inoltre opportuna una protezione supplementare delle attrezzature e degli impianti
1.2.3. I locali destinati ad ospitare animali di allevamento (bovini, ovini, caprini, suini, pollame, ecc.) dovranno rispettare almeno le norme stabilite dalla Convenzione europea per la protezione degli animali allevati per utilizzazione in allevamento, e quelle emanate dalle autorità nazionali veterinarie o altre. 1.2.4. La maggior parte dei locali destinati ad animali sono stati concepiti per roditori. Questi locali servono sovente anche ad ospitare specie di taglia maggiore. Non si faranno coabitare specie fra loro incompatibili.
1.4.2. Si dovrebbe disporre di locali per deporre gabbia, strumenti e altri attrezzi, una volta ripuliti. 1.4.3. I locali da pulitura e lavaggio dovrebbero essere sufficientemente spaziosi da contenere gli
apparecchi per la disinfezione dei materiale. Le operazioni di pulizia dovrebbero essere organizzate in modo da separare l'afflusso del materiale sporco da quello pulito per non infettare attrezzi appena lavati. Muri e pavimento dovrebbero essere ricoperti da un rivestimento adeguatamente resistente e l'impianto di ventilazione sarà sufficientemente potente da eliminare calore ed umidità eccessivi. 1.4.4. Si dovrebbero adottare disposizioni per l'igiene del magazzinaggio e delle operazioni di eliminazione delle carcasse e degli scarti animali. Se non è possibile, né opportuno, l'incenerimento sul posto, occorrerà prendere adeguate disposizioni per eliminare queste sostanze conformemente ai regolamenti ed ai decreti locali. Si dovranno adottare precauzioni speciali in caso di rifiuti altamente tossici o radioattivi.
2.1.3. L'impianto di ventilazione dovrebbe essere progettato in modo da evitare correnti d'aria nocive. 2.1.4. Dovrebbe essere vietato fumare nei locali di permanenza degli animali.
2.2.1. Nella tabella 1 figura la gamma di temperature raccomandate: le cifre riguardano soltanto animali adulti e normali. I neonati ed i piccoli richiedono sovente una temperatura più elevata. Nel regolare la temperatura dei locali si dovrebbe tener conto delle eventuali modifiche della termoregolazione degli animali, dovute a particolari condizioni fisiologiche ed agli effetti degli esperimenti. 2.2.2. Date le condizioni climatiche prevalenti in Europa, può essere necessario un impianto di ventilazione con dispositivo di riscaldamento e di raffreddamento dell'aria.
Le variazioni estreme dell'umidità relativa (UR) esercitano un effetto dannoso sulla salute e sul benessere degli animali. Si raccomanda quindi che il grado di UR nei locali di permanenza sia adeguato alle specie ospitate, ed in genere mantenuto a 55%?10%. E' opportuno evitare per un periodo prolungato valori inferiori al 40% o superiori al 70% di UR.
Il rumore può costituire un importante fattore di disturbo per gli animali. I locali di permanenza e le sale da esperimento dovrebbero essere isolati contro qualsiasi fonte di intenso rumore nella gamma dei suoni udibili e dei suoni a più alta frequenza, per evitare disturbi del comportamento e della fisiologia degli animali. Rumori improvvisi possono determinare importanti modifiche delle funzioni organiche ma, essendo taluni rumori sovente inevitabili, può essere opportuno, in determinate circostanze, fornire nei locali di permanenza e nelle sale da esperimento un fondo sonoro continuo di intensità moderata, quale la musica
3. TUTELA 3.1. Salute
3.1.1. La persona responsabile dell'istituto dovrà assicurarsi che un veterinario, od altra persona competente, esegua regolari ispezioni degli animali e delle condizioni in cui sono alloggiati e curati. 3.1.2. Dato il potenziale rischio che rappresentano per gli animali la salute e l'igiene dei personale, queste ultime dovrebbero formare oggetto di particolare attenzione.
Gli animali potranno essere utilizzati per esperimenti durante la quarantena qualora si siano acclimatati al nuovo ambiente e non presentino alcun importante rischio per altri animali o per l'uomo. 3.5.2. Si raccomanda di predisporre locali per isolare gli animali che presentano sintomi di cattiva salute
o siano sospetti di essere ammalati così da costituire un rischio per l'uomo o per altri animali. 3.5.3. Anche se si fosse constatato che gli animali sono sani, è buona prassi zootecnica imporre loro un periodo di acclimatazione, prima di utilizzarli in un esperimento, la cui durata dipende da vari fattori, come la durata del trasporto e l'età dell'animali. La durata di tale periodo verrà decisa da persona competente.
3.6.3. I box chiusi dovrebbero essere progettati tenendo presente il benessere delle specie da ospitare. Essi dovrebbero consentire la soddisfazione di taluni bisogni etologici (arrampicarsi, isolarsi o ripararsi temporaneamente, ecc) nonché un'accurata pulitura e la possibilità di evitare il contatto con altri animali. 3.7. Alimentazione
Nelle operazioni di scelta, produzione e preparazione dell'alimento per animali si dovrebbero adottare precauzioni per evitare qualsiasi infezione di origine chimica, fisica e microbiologica. L'alimento dovrebbe essere imballato in sacchi chiusi, impermeabili, recanti - se possibile - la data di preparazione, l'imballo, il trasporto ed il magazzinaggio dovrebbero essere studiati in modo da evitare la contaminazione. il deterioramento o la distruzione. I depositi dovrebbero essere a bassa temperatura, oscuri, asciutti, inaccessibili a vermi ed insetti.
3.7.2. La somministrazione degli alimenti varia secondo la specie, ma dovrebbe comunque soddisfare i bisogni fisiologici dell'animale. Si dovrebbe fare in modo che ogni animale possa accedere al mangime. 3.8. Acqua
le bottiglie in materia plastica non dovranno lasciar fuoriuscire il liquido. Anche le capsule, i tappi ed i tubi dovrebbero essere sterilizzabili e di facile ripulitura. Tutte le bottiglie e tutti gli accessori vanno smontati, ripuliti e sterilizzati ad adeguati e regolari intervalli. Sarebbe preferibile sostituire ogni volta le bottiglie con altre pulite e sterilizzate, invece di riempirle nei locali di permanenza degli animali. 3.8.3. Gli abbeveratoi automatici dovrebbero essere regolarmente verificati e risciacquati e si dovrebbe controllarne regolarmente il funzionamento per evitare incidenti e l'insorgere di infezioni. Se si usano gabbie a fondo compatto, occorre cercare di ridurre al minimo il rischio di allagamenti. E' inoltre necessario procedere regolarmente ad un esame batteriologico dell'apparecchio per tenere sotto controllo la qualità dell'acqua.