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Timestamp: 2017-09-20 23:49:01+00:00
Document Index: 82599031

Matched Legal Cases: ['art 1321', 'art. 1414', 'art. 250', 'art. 1324', 'art. 1322', 'art. 1325', 'art. 1326', 'art. 1335', 'art. 1327', 'art. 1333', 'art. 1328', 'art. 1329', 'art.1336', 'art.1332', 'art. 1337', 'art. 1341', 'art. 1342', 'art. 1341']

IusTutor: Diritto Privato: Il Contratto, la Formazione del Contratto e la Responsabilità Precontrattuale
Diritto Privato: Il Contratto, la Formazione del Contratto e la Responsabilità Precontrattuale
Nozioni introduttive del Contratto:
Il Contratto è considerato come atto di autonomia dei privati.
E' l'istituto centrale dell'intero sistema del Diritto Privato e la figura più importante del negozio giuridico.
Secondo la definizione dell'art 1321 cod.civ.:
"Articolo 1321. Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale."
Si evincono da quest'articolo 2 elementi:
- l'accordo di 2 o più parti: quindi non può essere un negozio unilaterale
- gli effetti giuridici tra le parti (possono avere carattere di diritti reali o rapporti obbligatori).
Bisogna affermare che il Contratto risulta come uno strumento per il privato per gestire l'amministrazione dei propri interessi patrimoniali.
l'accordo fra 2 o più parti, non sempre è un Contratto: es. art. 1414 cod.civ. (simulazione di contratto), matrimonio, patto, assenso (es. art. 250 cod.civ.)
Differenza tra Contratto e negozio giuridico:
Non si ha nel nostro ordinamento una definizione del Negozio giuridico. Però per molti negozi giuridici si applica la normativa del Contratto, infatti l'art. 1324 cod.civ. afferma:
"Articolo 1324. Salvo diverse disposizioni di legge le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale (1334, 1414)."
Per quanto riguarda la libertà dei soggetti che hanno nel Contratto nell'amministrare il proprio patrimonio, si parla di autonomia contrattuale art. 1322 cod.civ.:
"Articolo 1322. Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge (e dalle norme corporative).
Le parti possono anche concludere contratti che non appartengono ai tipi aventi una disciplina particolare, purchè siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico"
Nel c.1 dell'articolo si afferma esplicitamente la libertà dei soggetti di determinare il contenuto del Contratto, ed implicitamente la possibilità quindi di determinarne gli effetti giuridici fra le parti e le eventuali clausole il tutto nei limiti della legge.
Nel c.2 si tratta del tipo di Contratto : ovvero i contratti si distinguono in 2 nature:
- contratti tipici: i quali sono disciplinati interamente dal Codice (Titolo III Libro IV)
- contratti atipici: che sono invece quelli costituiti dai privati seguendo sia le "norme generali del Contratto" e che quelle dei contratti tipici. Essi si possono costituire purchè realizzino interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.
Secondo l'art. 1325 cod.civ. gli elementi essenziali di un Contratto sono:
Articolo 1325. I requisiti del contratto sono:
4) la forma, quando risulta che prescritta dalla legge sotto pena di nullità (1350 e seguenti).
Se manca uno solo di questi elementi, non si può parale di manifestazione di volontà di 2 o più parti, ovvero di Contratto.
Le Trattative e la Conclusione del Contratto
Quando si può definire che un Contratto si sia concluso?
Quando l'accordo delle parti sia venuto in essere, ovvero quando il consenso fra le stesse sia evidente e formato e che questo avvenga in un unico contesto di tempo e luogo.
L'art. 1326 cod.civ. introduce la proposta e l'accettazione:
"Articolo 1326. Il contratto concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte (1335).
L’accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell’affare o secondo gli usi.
Il proponente pu ritenere efficace l’accettazione tardiva, purch ne dia immediatamente avviso all’altra parte.
Qualora il proponente richieda per l’accettazione una forma determinata, l’accettazione non ha effetto se data in forma diversa.
Un’accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta."
La proposta e l'accettazione sono dichiarazioni unilaterali di volontà.
Quando si hanno entrambi si realizza la fusione di volontà tra le parti, ovvero la conclusione del Contratto.
Esse risultano efficaci quando:
- l'accettazione avviene nel tempo necessario e nel termine stabilito dal proponente nella proposta
- l'accettazione risulti conforme al contenuto della proposta (viceversa, si avrebbe una contro-proposta)
- l'accettazione risulti in forma ad substantia actus quando sia richiesto (es. se il proponente richiede che l'accettazione sia fatta per iscritto, non basta un accettazione verbale).
Sorge implicitamente un dubbio: Ma questa fusione di volontà come e quando avviene?
Ovvero, è chiaro che se il proponente e all'accettante si trovano nel medesimo luogo il problema non si pone, ma quando si ha la fusione di volontà delle parti che sono inter absentes?
Il legislatore ha introdotto un principio che vale per qualsiasi conclusione di Contratto (sia fra presenti nel medesimo luogo, che tra inter absentes): c.d. principio di cognizione, secondo il quale nel momento in cui il proponente riceve l'accettazione, si ha la conclusione del Contratto.
La legge ha ulteriormente introdotto una regola a questo principio: secondo l'art. 1335 cod.civ. si stabilisce che per tutti i negozi recettizi qualsiasi dichiarazione diretta ad una persona determinata sia reputa conosciuta da questa non appena giunta all'indirizzo del destinatario. (in caso di non conoscenza dell'avvenuta recezione, spetta poi al destinatario l'onere di provare i motivi per la non avvenuta conoscenza).
Bisogna qui soffermarsi su particolari contratti:
- art. 1327 cod.civ.: per i contratti ad esecuzione dell'accettante si ha la loro conclusione con l'esecuzione dell'accettante del contenuto previsto nella proposta.
- art. 1333 cod.civ.: per i contratti aventi per oggetto un rapporto obbligatorio a capo del proponente, si ha la loro conclusione con la pervenuta proposta all'accettante.
La revoca della proposta e dell'accettazione
Secondo l'art. 1328 cod.civ. si può effettuare la revoca di una proposta o di una accettazione, quando:
- per la proposta, che non è un atto recettizio, quando la revoca sia emessa dal proponente prima che venga a conoscenza dall'accettante la proposta stessa.
- per l'accettazione, quando l'accettante invii la revoca prima della pervenuta accettazione al proponente.
Comunque il proponente può precludersi la facoltà di revoca affermando che la sua proposta sia irrevocabile (art. 1329 cod.civ.).
Tocca sempre in questa sessione fare un accenno a dei particolari Contratti:
- c.d. offerta al pubblico art.1336 cod.civ., il quale è la proposta di un Contratto che si conclude automaticamente alla risposta alla stessa da parte di qualsiasi soggetto, poichè il Contratto è rivolto a destinatari indeterminati.
- c.d. Contratto aperto all'adesione art.1332 cod.civ.: è un particolare Contratto che ha nel regolamento contrattuale la possibilità di aderire di altri soggetti. E' tipicamente usato per la costituzione di strutture associative.
Prima di stipulare un Contratto (conclusione), si hanno fra le parti le trattative.
Secondo l'art. 1337 cod.civ.:
"Articolo 1337. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede (1366,1375, 2208)."
Come si evince dall'articolo soprastante, le pari nelle trattative e nella formazione del Contratto devono comportarsi in buona fede.
Chi viola il dovere giuridico di buona fede nelle trattative e nella formazione del Contratto, incorre in responsabilità precontrattuale (la quale ha natura extra-contrattuale Art.2033 cod.civ.).
Essa comporta a colui la quale viene imputata il risarcimento del danno in:
- danno emergente: per le spese della formazione del Contratto non più stipulato
- lucro cessante: per la mancata possibilità di effettuare il Contratto con un altro individuo
Condizioni generali di Contratto (c.d. Contratti standard).
Nei contratti fra individui si distinguono le loro abilità nelle trattative.Certi contratti (esempio quelli fatti da aziende) sono dei moduli standard o formalizzati, dove il contraente può decidere solo di accettare o meno senza effettuare alcuna trattativa.
L'art. 1341 cod.civ. disciplina questi tipi di contratti:
"Articolo 1341. Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dell’altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza (1370, 2211).
In ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilit, (1229), facolt di recedere dal contratto(1373) o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze (2964 e seguenti), limitazioni alla facolt di opporre eccezioni (1462), restrizioni alla libert contrattuale nei rapporti coi terzi (1379, 2557, 2596), tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie (Cod. Proc. Civ. 808) o deroghe (Cod. Proc. Civ. 6) alla competenza dell’autorit giudiziaria"
E' implicito dal 2° comma dell'articolo, la tutela dell'interese dell'aderente da parte del Codice.
Infatti si può affermare che:
a) le condizioni del Contratto devono essere chiare o per lo meno chiare per l'ordinaria diligenza di un individuo.
b) nei contratti conclusi con la sottoscrizione di moduli o formulari ,le clausole aggiunte prevalgono su quelle del modulo con cui siano incompatibili (art. 1342 cod.civ.)
c) in caso di dubbio di interpretazione le clausole si interpretano a favore dell'aderente al Contratto
d ) le clausole aventi ad oggetto gli argomenti elencati al c.2° art. 1341 cod.civ. (c.d clausole vessatorie), devono essere fatte per iscritto in un altro modulo. E per l'aderente del contratto che sia un consumatore secondo la direttiva CEE 93 / 13 non basta l'onere della forma (appunto facendole sottoscrivere all'aderente in un altro modo), ma possono annullarsi anche per il loro contenuto sostanziale.
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