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Timestamp: 2017-01-19 23:37:03+00:00
Document Index: 70457141

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 134 del 15.11.2004
Istanza di interpello - Art. 4 D.P.R. 26
ottobre 1972, n. 633 - Agenzia XY (Trasporti .......)
d'interpello, di cui all'art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, presentata alla Direzione regionale,
l'Agenzia XY (Trasporti ......) ha chiesto di conoscere l'esatta applicazione
dell'art. 4 D.P.R. 26 ottobre 1972,
n. 633 esponendo il seguente
L'Agenzia XY di ...., ente pubblico economico -
Consorzio di enti locali della Provincia di ..... -, ha quale oggetto della
propria attività l'organizzazione ed affidamento dei servizi di trasporto
pubblico locale, la gestione per conto dei Comuni associati di aree di
parcheggio e l'esercizio di alcune funzioni proprie degli Enti associati. Essa
ha stipulato una convenzione con il Comune di ... per l'affidamento del servizio
pubblico di gestione di alcune aree di sosta in virtù del quale provvede ad
incassare per conto del Comune le tariffe, individuate ed imposte dall'Ente
L'Agenzia XY chiede di conoscere quale sia il
trattamento applicabile, agli effetti dell'IVA, alle tariffe riscosse.
A parere dell'istante gli incassi derivanti dalla
gestione dei parcheggi non sono assoggettabili ad IVA, anche se l'attività è
esercitata attraverso aziende speciali, costituite ai sensi della legge n.
142/1990, in quanto l'Ente concedente agisce in veste di pubblica autorità
nell'affidamento a terzi del servizio. A questo proposito, vengono richiamate le
risoluzioni n. 36 del 12 marzo 2004 e n. 210 del 14 dicembre 2001.
Al fine dell'esatto inquadramento giuridico della
fattispecie in esame, occorre preliminarmente esaminare i rapporti che
intercorrono tra l'Agenzia XY ed il Comune.
Il Comune di .... ha affidato all'Agenzia XY, con
convenzione del 1997 di durata quindicennale, la gestione dei parcheggi già
realizzati e da realizzare, con l'obbligo di subentrare integralmente
all'Affidante, per il periodo residuo, nei contratti già esistenti con altri
soggetti per la gestione dei parcheggi. L'affidamento comprende anche la
realizzazione e la gestione di un sistema informatico-informativo e l'impegno a
consentire, previo pagamento del canone, l'allacciamento a gestori di aree di
parcheggio diverse da quelle assegnate all'Agenzia e a consentire
l'interconnessione con altre reti comunali.
Il Comune determina le tariffe e le agevolazioni in
alcune fasce orarie per facilitare l'accesso ai servizi e alle attività
Può, inoltre, revocare l'affidamento di alcune aree
per finalità di interesse pubblico, assumendosi gli oneri residui non
ammortizzati relativi agli investimenti sostenuti su dette aree.
L'art. 5 della convenzione stabilisce che "Gli
incassi, al netto di IVA, derivanti dalla gestione dei parcheggi sono ripartiti
28% all'Affidante (Comune di ....)
72% all'Affidataria (XY).
All'Affidante dovrà essere riconosciuto,
indipendentemente dagli incassi ottenuti dall'Affidataria, un introito minimo
annuale di L 1.000.000.000 + IVA".
In pratica, il 28% degli incassi o la quota minima
prestabilita costituiscono il canone annuo di gestione corrisposto dall'Agenzia
Con le risoluzioni n. 210/E del 14 dicembre 2001 e n. 36/E del 12 marzo 2004, la scrivente, esaminando i
rapporti tra azienda speciale ed ente locale, ha chiarito che i canoni percepiti
dagli enti locali per l'affidamento a terzi della gestione delle aree di
parcheggio non sono soggetti ad IVA, per carenza del presupposto soggettivo di
cui all'art. 4 del DPR 26 ottobre
1972, n. 633, quando la concessione del servizio viene effettuata con criteri
meramente pubblicistico-istituzionali che implicano l'uso di poteri propri della
pubblica autorità e quando il mancato assoggettamento ad IVA non produce
distorsioni di concorrenza di una certa rilevanza.
Nel caso in esame, il Comune mantiene i poteri propri
della pubblica autorità (determinazione delle tariffe e delle agevolazione e
l'esercizio della facoltà di revocare l'affidamento per finalità di interesse
pubblico) e non sembrano realizzarsi effetti distorsivi sulla concorrenza, in
quanto la gestione della totalità o della quasi totalità delle aree di sosta
comunali è affidata all'Agenzia XY. Pertanto, il
Comune non deve assoggettare ad IVA il canone percepito per carenza del
Diverso è, invece, il trattamento, ai fini IVA,
applicabile ai proventi incassati dall'Agenzia XY per l'attività di gestione
Quest'ultima, infatti, è un consorzio di enti locali,
giuridicamente distinto da questi, che svolge attività imprenditoriale, e
quindi, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi fatte si
considerano effettuate nell'esercizio di impresa, per la presunzione assoluta
contenuta nell'art. 4, comma 2, n. 2,
I proventi derivanti dall'attività di gestione dei
parcheggi hanno natura di corrispettivi, versati dagli utenti per fruire delle
aree di sosta. Sussiste quindi il presupposto oggettivo per l'applicazione
dell'IVA, ai sensi dell'art. 3, comma
1, del DPR n. 633/1972, il quale stabilisce, fra l'altro, che costituiscono
prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da
obbligazioni di fare, non fare e permettere quale ne sia la fonte.
Pertanto, la soluzione prospettata dall'istante non
appare corretta, in quanto, nel caso in esame, ricorrono sia il presupposto
soggettivo sia quello oggettivo per l'applicazione del tributo e quindi
l'Agenzia XY deve assoggettare ad IVA i proventi derivanti dalla gestione dei
dalla scrivente, ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del DM 26 aprile
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