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Timestamp: 2020-08-09 08:47:36+00:00
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Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 59 depositata il 4 gennaio 2018 - Costituiscono violazioni definitivamente accertate, in materia fiscale, quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili - Studio Cerbone
Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 59 depositata il 4 gennaio 2018 – Costituiscono violazioni definitivamente accertate, in materia fiscale, quelle relative all’obbligo di pagamento di debiti per imposte e tasse certi, scaduti ed esigibili
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Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 59 depositata il 4 gennaio 2018
N. 00059/2018REG.PROV.COLL.
N. 09567/2016 REG.RIC.
Consorzio O., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Federico Iacomelli e Fausto Fioravanti, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Roma, via Nizza, 59;
Impresa R. di SR, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 5 dicembre 2017 il Cons. Valerio Perotti ed udito per le parti l’avvocato Fausto Fioravanti;
Risulta dagli atti che con ricorso al Tribunale amministrativo della Sardegna, il Consorzio O. impugnava il provvedimento di aggiudicazione definitiva della gara indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per l’affidamento dei lavori di completamento del restauro dei pavimenti musivi nell’area archeologica di Nora.
L’appalto era stato aggiudicato all’impresa individuale R. di SR, dalla cui documentazione di gara, ad avviso della ricorrente, erano però evincibili alcune gravi irregolarità concernenti l’assolvimento degli obblighi fiscali, tali da comportarne l’esclusione dalla procedura concorrenziale.
Nel costituirsi in giudizio, tanto l’amministrazione intimata quanto la controinteressata R. di SR eccepivano l’infondatezza del ricorso, chiedendone pertanto a reiezione.
Avverso tale decisione il Consorzio O. interponeva appello, articolando i seguenti motivi di impugnazione:
Con il primo motivo di appello, il Consorzio O. censura il rilievo, contenuto nella sentenza di primo grado, per cui non sarebbero stati integrati, nel caso di specie, i presupposti dell’art. 38, lett. g), del d.lgs. 163 del 2006, a mente del quale sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento i soggetti “che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti”, stante a suo tempo la mancata notifica al debitore d’imposta delle cartelle esattoriali recanti la pretesa erariale.
Nel caso di specie, l’appellante evidenzia come dalla documentazione prodotta dalla R. emergesse addirittura l’iscrizione a ruolo di interessi “per la ritardata iscrizione a ruolo dell’importo principale”, dal che implicitamente avrebbe dovuto desumersi l’intervenuta definitività dell’accertamento d’imposta e, dunque, il perfezionarsi dei presupposti di applicazione del citato art. 38.
Nel caso di specie, nel precedente grado di giudizio la ditta individuale R. (odierna appellata) ha documentato l’assenza di una valida notifica della cartella esattoriale in data antecedente il deposito della domanda di partecipazione alla gara di cui trattasi, con la conseguenza che la definitività ipotizzata dall’appellante, ove non altrimenti provata, andava correttamente esclusa, come rilevato dal primo giudice.
Parte appellante deduce inoltre – invero, con formula dubitativa – che nel caso di specie sembrerebbe trattarsi di mancato versamento di imposte auto liquidate in dichiarazione dei redditi, di talché troverebbe applicazione la disciplina di cui all’art. 2, comma 7 del d.P.R.22 luglio 1998, n. 322 (Regolamento recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi), secondo cui “Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta”.
Nel caso di specie, peraltro, l’odierna appellante non ha fornito alcuna dimostrazione che un precedente avviso di accertamento fosse stato notificato all’aggiudicataria dalla competente amministrazione erariale – eventualità peraltro smentita dalla controinteressata R. – di talché avrebbe comunque trovato applicazione il principio di cui all’art. 19, comma 3, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (Codice del processo tributario), ai sensi del quale “La mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all’atto notificato, ne consente l’impugnazione unitamente a quest’ultimo”.
Con il secondo motivo di appello, il Consorzio O. deduce l’erroneità della sentenza di primo grado nella parte in cui non avrebbe tenuto in considerazione un ulteriore motivo di ricorso, incentrato sulla presunta violazione del principio giurisprudenziale per cui è rimesso al giudizio tecnico dell’Agenzia delle entrate la valutazione sulla regolarità fiscale delle concorrenti alla gara, senza che la stazione appaltante possa formulare, relativamente al contenuto delle risultanze rese dell’ufficio finanziario, autonomo apprezzamento.
Anche alla luce di quanto evidenziato in relazione al primo motivo di appello, dunque, risulta corretto quanto rilevato dal primo giudice, per cui “l’Amministrazione, del tutto correttamente, ha provveduto ad approfondire la questione chiedendo chiarimenti alla ditta SR e chiedendo anche parere all’Avvocatura distrettuale dello Stato, sede di Cagliari, che ha in modo condivisibile ritenuto non sussistere motivi ostativi all’aggiudicazione definitiva”.
Con terzo motivo di appello viene dedotta la violazione dell’art. 75 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), posto che l’aver reso R. delle false dichiarazioni alla stazione appaltante su circostanze rilevanti ai fini dell’assegnazione dell’appalto assurgerebbe comunque a causa autonoma di non ammissione alle gare per l’affidamento dei contratti pubblici, a prescindere da ogni accertamento sul profilo psicologico del dichiarante.
Con il quarto motivo di appello viene infine dedotta la violazione dell’art. 48 del d.lgs. n. 163 del 2006, in relazione all’attivazione, da parte della stazione appaltante, del soccorso istruttorio in favore della R. di SR.
Non è infatti chiaro se oggetto della censura sia l’attivazione del soccorso istruttorio (istituto che è peraltro dubbio sia stato realmente utilizzato, nel caso di specie, non avendo la stazione appaltante chiesto all’aggiudicataria di integrare una documentazione ipoteticamente carente, bensì essendosi limitata a chiedere chiarimenti per poi rivolgersi direttamente al concessionario della riscossione, ai fini delle proprie valutazioni), ovvero l’assenza – in capo ad R. – di “inderogabili requisiti di moralità”, nella specie messi in dubbio dal ricorso alla rateizzazione di quanto dovuto a titolo di imposte, sintomo di scarsa liquidità finanziaria di quest’ultima.
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