Source: https://divorzio.ch/contributo/rtid-ii-2006/36c-art-125-cc/
Timestamp: 2019-12-14 11:08:14+00:00
Document Index: 102690467

Matched Legal Cases: ['art. 125', 'sentenza ', 'sentenza ', 'in fine', 'art. 125', 'sentenza ', 'art. 125', 'sentenza ']

36c Art. 125 CC – divorzio.ch
6. I criteri per l’erogazione di un contributo alimentare sulla base dell’art. 125 CC sono già stati enunciati dal Pretore (consid. 2.2). Al riguardo basti rammentare che qualora il matrimonio sia stato di breve durata (meno di 5 anni) fa stato il tenore di vita avuto dal coniuge richiedente prima di sposarsi (HAUSHEER/ SPYCHER, Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, pag. 287 n. 05.120). Ove il matrimonio sia stato di lunga durata (oltre 10 anni), entrambi i coniugi hanno il diritto di conservare – per principio – il tenore di vita avuto durante la comunione domestica (sentenza del Tribunale federale 5C.111/2001 del 29 giugno 2001, consid. 2c, e sentenza 5C.205/2001 del 29 ottobre 2001, consid. 4c). Nei matrimoni di durata intermedia occorre valutare, caso per caso, in che misura l’unione abbia influito sulle condizioni di vita dell’uno e dell’altro (SCHWENZER in: FamKommentar Scheidungsrecht, Basilea 2005, n. 48 in fine ad art. 125 CC).
Ciò premesso, la durata del matrimonio non si valuta con riferimento al formale scioglimento del vincolo, ma in base alla data della separazione effettiva (sentenza del Tribunale federale 5C.278/2000 del 4 aprile 2001, consid. 3c). Nella fattispecie le parti si sono sposate il 26 novembre 1994 e si sono separate di fatto nel novembre del 2002. La vita in comune essendosi protratta sull’arco di otto anni, il matrimonio risulta di durata intermedia. Certo, taluni autori reputano che nella durata del matrimonio vada considerata anche la convivenza previa se già allora un coniuge curava l’economia domestica o l’educazione dei figli (autori citati in: SCHWENZER, op. cit., n. 49 ad art. 125 CC con rinvii; FamPra.ch 2004 pag. 130). Il Tribunale federale ha lasciato la questione indecisa (sentenza 5C.278/2000 del 4 aprile 2001, consid. 3c con richiami). Nella fattispecie essa può rimanere tale, ove appena si pensi che a titolo di contributo alimentare l’interessata postula, per finire, solo la copertura del proprio fabbisogno minimo. In definitiva, essa non chiede quindi più di quanto potrebbe esigere nel caso di un matrimonio di corta durata, né il convenuto pretende che prima di sposarsi essa versasse in condizioni economiche ancora più modeste. Ciò premesso, occorre verificare a quanto ammonti tale fabbisogno minimo e quanto manchi eventualmente all’interessata per integrarlo.
← 23c Art. 273 cpv. 1 CC
37c Art. 140, 176 cpv. 1 n. 1 CC →