Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2017/10/fisco-chiama-conviene-rispondere-la-mancata-risposta-al-questionario-legittima-l%E2%80%99accertamento-induttivo.html
Timestamp: 2018-10-16 17:25:36+00:00
Document Index: 57018079

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 109', 'sentenza ', 'art. 32', 'art.25', 'art. 32', 'art. 51']

Quando il Fisco chiama conviene rispondere: la mancata risposta al questionario legittima l’accertamento induttivo | Commercialista Telematico
Con l’ordinanza n. 20303 depositata il 23 agosto 2017, la Corte di Cassazione, si è occupata della mancata risposta al questionario.
Nel caso di specie, la C.T.R. ha respinto l’appello avverso la pronuncia di prime cure favorevole al contribuente, in quanto, trattandosi di un accertamento induttivo, “il disconoscimento di parte dei costi perché ritenuti generici e non documentati” era stato“insufficientemente motivato dall’Ufficio”, solo per la “mancata risposta al questionario”.
L’Amministrazione finanziaria censura la decisione per “violazione e/ o falsa applicazione dell’art. 39, comma 1, lett. d) bis e 32, co. 1, n. 2, D.P.R. 600173, dell’art. 109 del D.P.R 917/ 86 nonché degli artt. 2697, 2727 e 2729 c.c.”, per non avere la C.T.R. considerato che “la ricostruzione induttiva dei costi si era fondata su dati presuntivamente ricostruiti dall’Agenzia, a seguito del mancato riscontro del questionario ritualmente inviato al contribuente sul quale, per l’effetto, gravava l’onere di fornire la prova”, “atta a giustificare i componenti negativi di cui al rigo RG20… (altri componenti negativi)”.
Osserva la Corte che “In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’onere della prova dei presupposti dei costi ed oneri deducibili concorrenti alla determinazione del reddito d’impresa, ivi compresa la loro inerenza e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi … incombe al contribuente; inoltre, poiché nei poteri dell’amministrazione finanziaria in sede di accertamento rientra la valutazione della congruità dei costi e dei ricavi eiposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, con negazione della deducibilità di parte di un costo sproporzionato ai ricavi o all’oggetto dell’impresa, l’onere della prova dell’inerenza dei costi, gravante sul contribuente, ha ad oggetto anche la congruità dei medesimi“ (Cass. 23 febbraio 2010, n. 4334; 30 dicembre 2010, n. 26480” (ex plutimis, v. anche Cass. sez. V, n. 11881/17; 19537/16, che ha cassato la sentenza con la quale il giudice tributario si era limitato a “fondare l’inerenza del costo sul mero collegamento all’attività produttiva (i costi sarebbero rilevanti per il sol fatto di risultare dai verbali del consiglio di amministrazione della contribuente”; cfr. Cass. n. 25317/14 e n. 20679/14).
L’art. 32 del Dpr n. 600/73 è stato integrato, a opera dell’art.25, comma 1 della legge 18 febbraio 1999, n. 28, che ha aggiunto al testo originario i commi terzo (“Le notizie e i dati non addotti e gli atti, i documenti, i libri e i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente, ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa. Di ciò l’ufficio deve informare il contribuente contestualmente alla richiesta“) e quarto.
Di converso, è stato aggiunta la lettera d-bis), all’articolo 39, comma 2, del D.P.R. n. 600/73, consentendo l’utilizzo dell’accertamento induttivo quando il contribuente non ha dato seguito agli inviti disposti dagli uffici ai sensi dell’art. 32, c. 1, nn.3 – 4, del D.P.R. n. 600/73 o dell’art. 51, c. 2, nn. 3 – 4, del D.P.R. n. 633/72.
Le cause di…