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Timestamp: 2018-11-16 18:20:04+00:00
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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 5 agosto 2016, n. 16528 - Avvocato Renato D'Isa
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Il reclamo avverso la sentenza dichiarativa va notificato al curatore ed alle “altre parti” del procedimento per la dichiarazione di fallimento, fra le quali indubitabilmente rientra il fallito non reclamante
sentenza 5 agosto 2016, n. 16528
(OMISSIS), (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende, giusta procura in calce al ricorso;
FALLIMENTO LOGISTICA (OMISSIS) S.R.L., in persona del Curatore avv. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso l’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende, giusta procura in calce al controricorso;
PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI ROMA, LOGISTICA (OMISSIS) S.R.L., PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA;
avverso la sentenza n. 4126/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il 10/09/2012;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 17/05/2016 dal Consigliere Dott. MAGDA CRISTIANO;
La Corte d’appello di Roma, con sentenza del 10.9.012, ha dichiarato inammissibile il reclamo proposto da (OMISSIS) contro la sentenza dichiarativa del fallimento di Logistica (OMISSIS) s.r.l., di cui il reclamante era stato amministratore. La corte del merito, premesso che la notifica del reclamo eseguita presso la sede della societa’ fallita aveva avuto esito negativo, ha ritenuto inesistente, e percio’ non suscettibile di rinnovo, la successiva notifica che, a seguito di ordine di integrazione del contraddittorio, (OMISSIS) aveva eseguito nei confronti dell’amministratore di Logistica (OMISSIS), il cittadino straniero (OMISSIS), ai sensi dell’ad. 143 c.p.c., mediante consegna di una copia dell’atto al P.M., per non essere noti ne’ il suo luogo di nascita ne’ il suo domicilio; ha osservato al riguardo che, poiche’ dalla visura del R.I. (OMISSIS) risultava nato a (OMISSIS) ed ivi residente all’indirizzo di (OMISSIS), il procedimento notificatorio avrebbe dovuto essere quello dettato dal regolamento CE 2007/1393 e che, nel caso di irreperibilita’ di fatto del destinatario, si sarebbe dovuto ricorrere alle forme di notificazione presuntiva previste dall’ordinamento di destinazione.
La sentenza e’ stata impugnata da (OMISSIS) con ricorso per cassazione affidato a quattro motivi, cui il curatore del Fallimento ha resistito con controricorso. Le altre parti intimate non hanno svolto attivita’ difensiva.
1) Con il primo motivo il ricorrente si duole della declaratoria di inammissibilita’ del reclamo, contestando, da un lato, che la notificazione dell’atto eseguita nei confronti dei legale rappresentante di Logistica (OMISSIS) potesse ritenersi inesistente ed assumendo, dall’altro, che il debitore fallito non e’ litisconsorte necessario nei procedimento di reclamo.
1.1)La seconda delle censure nelle quali si articola il motivo e’ palesemente infondata, atteso che, a norma della L. fall., articolo 18, comma 6, il reclamo avverso la sentenza dichiarativa va notificato al curatore ed alle “altre parti” del procedimento per la dichiarazione di fallimento, fra le quali indubitabilmente rientra il fallito non reclamante (cfr. Cass. n. 2281/012).
La corte del merito ha, innanzitutto, omesso di considerare che l’avvenuta effettuazione di un primo tentativo di notifica, correttamente (ancorche’ inutilmente) eseguita da (OMISSIS) presso la sede legale di Logistica (OMISSIS), risultata chiusa, era di per se’ sufficiente ad escludere l’inesistenza della notificazione nei confronti della societa’, effettiva destinataria dell’atto.
Se e’ vero, dunque, che, prima di poter procedere alla notificazione con il rito degli irreperibili, (OMISSIS) avrebbe dovuto verificare se (OMISSIS) fosse rintracciabile presso la cittadina bulgara nella quale – pur essendosi pacificamente trasferito in Italia – risultava ancora formalmente residente, deve escludersi che la notifica eseguita nei suoi confronti ai sensi dell’articolo 143 c.p.c., sulla scorta delle informazioni raccolte dall’autorita’ giudiziaria italiana, potesse ritenersi inesistente anziche’ meramente nulla.
L’accoglimento del motivo comporta la cassazione della sentenza impugnata ed il rinvio della causa alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di legittimita’.
Restano assorbiti gli ulteriori motivi del ricorso, in cui si prospettano le questioni che formano oggetto del reclamo, sulle quali dovra’ pronunciare il giudice del merito.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-09-05T18:03:13+00:005 settembre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Fallimentare, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti