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Timestamp: 2019-03-27 01:21:26+00:00
Document Index: 52169967

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 526', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 17956 del 20/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17956 del 20/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/07/2017, (ud. 22/06/2017, dep.20/07/2017), n. 17956
sul ricorso 17005-2013 proposto da:
F.S., L.N.S.;
avverso la sentenza n. 592/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
depositata il 30/5/2013;
– con la sentenza impugnata la Corte di appello di Milano, in parziale accoglimento del gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza del locale Tribunale, ha riconosciuto il diritto di F.S. e L.N.S., appartenenti al personale della scuola, assunte con ripetuti contratti a tempo determinato, alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrispondere alle predette le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità maturata;
– la Corte territoriale, richiamato il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6 ha svolto, per quanto di interesse nel presente giudizio, le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo e, quindi, anche gli scatti di anzianità riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito non di ruolo quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; l’unico limite che giustifica un trattamento differenziato, e cioè la sussistenza di ragioni oggettive non può essere ravvisato nella mera circostanza che un impiego sia qualificato di ruolo in base all’ordinamento interno e presenti alcuni aspetti caratterizzanti il pubblico impiego; – opinare diversamente significherebbe vanificare le finalità della direttiva; – la violazione del principio di non discriminazione configura una condotta illecita del datore di lavoro che contravviene ad una disposizione imperativa di legge tanto in termini di responsabilità contrattuale quanto in termini di responsabilità extracontrattuale; – trattandosi di inadempimento anche contrattuale deve applicarsi l’ordinaria prescrizione decennale;
– con il primo articolato motivo il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6,del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4,del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, della direttiva 99/70/CE. Assume che: – i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001; – il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla supplenza e alla stipula di contratti a termine del personale scolastico trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; – il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile a quello di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente;
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis