Source: http://famigliamarista.blogspot.it/p/statuto.html
Timestamp: 2017-05-22 17:24:36+00:00
Document Index: 122459709

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 18', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 27', 'art.3', 'art. 13', 'art. 164']

Famiglia Marista Champagnat: Documenti
in questa sezione puoi trovare i seguenti documenti
Lo statuto del nostro gruppo (l'ultima versione è del 2012)
Il documento sul Movimento Champagnat, scritto dal sup. gen. C. Howard, nel 1990
“Gruppo Famiglia Marista Champagnat” ONLUS
(iscritto nel
Registro Regionale del Volontariato con decreto n. 17347
del 22.10.1990, n. di settore 784)
E’ costituita l’organizzazione di volontariato
denominata “Gruppo Famiglia Marista Champagnat ONLUS” (di seguito:
L’organizzazione ha sede in via Cardinal Ferrari 10
nel comune di Cesano Maderno (MB).
Art.2 Natura
L’organizzazione si propone di svolgere
esclusivamente l’attività di solidarietà sociale di cui al Titolo II, nonché le attività ad essa
direttamente connesse, con esclusione di ogni attività diversa.
Art. 3 Solidarietà
L’organizzazione, che non ha scopo di lucro,
persegue in modo esclusivo, in osservanza ed in applicazione delle
legislatura italiana in materia e in particolare nel rispetto dei
requisiti della legge 266/91 e della L.R. 1/2008 (ex L.R. 22/1993), il
fine della solidarietà civile, culturale e sociale in conformità al
progetto di vita dell’Istituto dei Fratelli Maristi.
a) concorre alla progressiva formazione integrale e
sociale dei ragazzi e dei giovani, valorizzando la loro domanda educativa
attraverso la scuola, la famiglia e gli appartenenti al gruppo;
b) sviluppa le dimensioni socio-culturali e spirituali del
gruppo, ispirandosi agli insegnamenti di san Marcellino Champagnat;
c) ricerca le forme attuali di povertà e di bisogno e in
particolare le famiglie con bambini (sono da considerare poveri anche coloro ai
quali serve compagnia, per età o malattia) e ne promuove la soluzione anche
attraverso il Centro diurno.
d) Stimola e consolida l’attività di volontariato, la
nascita e la formazione di volontari in rapporto ai bisogni emergenti;
e) Sensibilizza la scuola “Fratelli Maristi” ai problemi
degli emarginati e delle missioni (alcuni rappresentanti intervengono alle
assemblee di apertura dell’anno scolastico della scuola con lo scopo di far
conoscere il Gruppo ai genitori);
f) Partecipa anche a tutte le attività dei Fratelli
Maristi che hanno lo scopo di favorire la socializzazione e la formazione dei
ragazzi (sostegno scolastico, campi estivi, gite incontri, ….).
L’organizzazione si propone di attuare tali
finalità avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni
personali volontarie e gratuite dei propri associati.
Titolo III – Gli Associati
Possono rivestire la qualità di associato
dell’organizzazione tutte le persone che, entrate a contatto con la sua
attività apostolica, condividono espressamente le finalità
dell’organizzazione e sono mosse da spirito di solidarietà, altruismo,
umiltà e generosità.
L’ammissione all’organizzazione è deliberata, su
domanda del richiedente, dall’Assemblea.
Art. 5 Diritti
Gli associati hanno diritto di eleggere i propri
Gli associati hanno diritto di informazione e di
controllo, in conformità allo Statuto ed alle leggi vigenti.
Gli associati hanno altresì diritto:
Di proporre all’attenzione dell’organizzazione
qualunque situazione e/o iniziativa volta a realizzare le finalità
statutarie dell’organizzazione;
Di partecipare attivamente alle iniziative
intraprese dall’organizzazione.
Art. 6 Doveri
Gli associati devono svolgere la propria attività
in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.
Il comportamento verso gli altri associati, ed
all’esterno dell’organizzazione, deve essere animato da spirito di
solidarietà ed attuato con la massima correttezza e buona fede, in accordo
con i principi ispiratori della famiglia Marista (cfr. Progetto di Vita,
Roma, 16-07-1990. ed. Fms).
In ogni caso, gli associati sono obbligati a
rispettare il presente statuto ed a porre in essere le attività
preventivamente concordate dall’organizzazione.
La qualità di associato si perde per decesso,
dimissioni od esclusione.
Può essere escluso l’associato che non partecipa
alla vita dell’organizzazione ovvero pone in essere comportamenti contrari
alle finalità ed allo spirito della stessa.
L’esclusione viene deliberata con il voto
favorevole dei due terzi degli associati, sentito l’associato stesso.
Titolo IV . Gli organi
Art. 8 Indicazione degli organi
Sono organi del gruppo l’Assemblea, il Consiglio
Direttivo ed il Presidente.
Tutte le cariche sociali sono gratuite: nessuna
carica attribuisce il diritto alla percezione di alcun compenso, fatto
salvo il rimborso per le spese sostenute per ragioni inerenti all’ufficio
ricoperto.
CAPO I - L’ASSEMBLEA
L’Assemblea è composta da tutti gli associati
dell’organizzazione ed è l’organo sovrano dell’organizzazione.
b) elegge i singoli membri del Consiglio Direttivo e li
c) approva il piano delle attività;
d) approva il bilancio preventivo e consuntivo;
e) delibera in merito ad erogazioni liberali e donazioni
in favore dell’organizzazione;
f) delibera in merito all’esclusione di un associato;
g) adotta ed attua eventuali convenzioni con Enti Statali
od altre Organizzazione di volontariato o similari;
h) provvede su ogni altra istanza che il Consiglio
Direttivo intenda sottoporle.
1. L’Assemblea si riunisce ogni mese su convocazione del
Presidente, ed ogni volta che ne sia fatta richiesta da almeno 1/10 degli
associati o che il Presidente lo ritenga necessario.
2. Il Presidente convoca l’Assemblea con avviso nella
forma più idonea in relazione alle circostanze in modo tale da assicurare
l’effettiva partecipazione di tutti gli associati.
1. L’Assemblea è validamente costituita quando interviene
un terzo degli associati.
Art. 13 Votazione
1. L’Assemblea delibera in prima convocazione con la
presenza di almeno la metà degli associati ed a maggioranza dei voti dei
2. In seconda convocazione la deliberazione è valida
qualunque sia il numero degli intervenuti.
3. La deliberazione è valida se vi è l’intervento di
almeno tre quarti degli associati e con il voto favorevole della maggioranza
dei presenti nei seguenti casi:
a) modifica dello statuto;
b) nomina o revoca di uno o più membri del Consiglio
c) accettazioni di erogazioni liberali o di donazioni in
favore dell’organizzazione;
d) approvazione del bilancio preventivo e consuntivo;
e) adozione di convenzioni con Enti statali od altre
Organizzazioni di volontariato o similari.
Art. 14 Verbalizzazione
1. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono
riportate in un verbale redatto in forma riassuntiva dal Segretario e
sottoscritto dal Presidente.
2. Il verbale è tenuto, a cura del Presidente, nella sede
3. Ogni associato dell’organizzazione ha diritto di
consultare il verbale e di ottenerne copia.
CAPO II IL
Art. 15 Composizione del Consiglio Direttivo
1. Il Consiglio Direttivo è formato dal Presidente, dal
Vicepresidente, dal Segretario, dal Tesoriere e dall’Assistente spirituale.
Art. 16 Compiti e deliberazioni
1. Il Consiglio Direttivo svolge, su indicazione
dell’Assemblea, le attività esecutive relative all’organizzazione ed ogni altra
funzione che lo statuto o la legge non riservino all’Assemblea.
2. Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:
a) determina il programma di lavoro sulla base delle
direttive indicate dall’Assemblea;
b) autorizza le spese e determina le modalità di
reperimento dei fondi necessari alla vita dell’organizzazione;
c) Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono assunte a
Art. 17 Durata in carica del Consiglio Direttivo
1. Il Consiglio Direttivo dura in carica 3 anni, ed è
2. Un mese prima della scadenza, il Presidente convoca
l’Assemblea per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo.
3. Qualora, durante il mandato, venissero a mancare uno o
più membri del Consiglio Direttivo, il Consiglio stesso coopterà altri
associati in sostituzione di essi, i quali rimarranno in carica fino alla prima
Assemblea successiva, la quale potrà confermarli fino alla scadenza del mandato
4. Nel caso in cui venga a mancare l’Assistente
spirituale, il Consiglio ne informa senza ritardo l’Assemblea. Accoglie il
nuovo assistente nominato dal Fratello Provinciale della Congregazione dei
Fratelli Maristi, così come disposto dall’art. 22.1.
5. Qualora venisse meno la maggioranza dei membri del
Consiglio Direttivo, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto.
Art. 18 Funzioni del Presidente
1. Il Presidente è eletto dall’Assemblea con le
maggioranze di cui all’art. 13.3.
2. Il Presidente rappresenta l’organizzazione e compie
tutti gli atti giuridici che impegnano l’organizzazione.
3. Il Presidente ha i seguenti compiti:
a) presiede l’Assemblea e cura l’ordinato svolgimento dei
b) sottoscrive il verbale dell’Assemblea, compilato dal
Segretario, e cura che sia custodito presso la sede dell’organizzazione, dove
può essere consultato dagli associati;
c) dispone in merito all’attuazione delle delibere
dell’Assemblea, in accordo con il Consiglio Direttivo;
d) firma, a nome del Consiglio Direttivo, i documenti e la
e) affronta, in accordo con l’Assistente spirituale, i
casi gravi o urgenti;
f) autorizza, in accordo con il Tesoriere, nei casi di
gravità ed urgenza, spese non preventivamente deliberate dal Consiglio,
informando senza ritardo il Consiglio stesso e l’Assemblea delle determinazioni
Art. 19 Funzioni del Vicepresidente
1. Il Vicepresidente è eletto dall’Assemblea con le
maggioranze di cui all’art. 13.3
2. Il Vicepresidente sostituisce il presidente in caso di
assenza o di impedimento, assumendone in tal caso tutte le funzioni fino alla
cessazione dell’assenza o dell’impedimento.
Art. 20 Funzioni del Segretario
1. Il segretario è eletto dall’Assemblea con le
2. Il Segretario ha i seguenti compiti:
a) redige l’ordine del giorno in accordo con il
b) redige i verbali delle sedute dell’assemblea;
c) cura l’inventario dei beni dell’organizzazione;
d) mantiene la corrispondenza con tutti gli enti con i
quali l’organizzazione ha rapporti;
e) aggiorna l’elenco e il registro degli associati;
f) redige, insieme con il Tesoriere, il bilancio preventivo e consuntivo.
Art. 21 Funzioni del Tesoriere
1. Il Tesoriere è eletto dall’Assemblea con le maggioranze
di cui all’art. 13.3.
2. Il Tesoriere ha i seguenti compiti:
a) amministra la cassa e provvede alle riscossioni e ai
b) informa mensilmente l’Assemblea di ogni entrata e
uscita di denaro e dà in visione agli associati il libro cassa in ogni
c) prepara, insieme con il Segretario, il bilancio
preventivo e consuntivo che sarà sottoposto all’Assemblea per l’approvazione;
d) affronta, insieme con il Presidente, le spese
straordinarie di cui all’art. 18 f).
Art. 22 Funzioni dell’Assistente spirituale
L’Assistente spirituale viene nominato dal Fratello
Provinciale della Congregazione dei Fratelli Maristi tra i fratelli
assegnati alla Comunità di Cesano Maderno.
Egli mantiene il collegamento formativo con la
Congregazione stessa, sostiene spiritualmente l’associazione, secondo il
carisma di san Marcellino Champagnat (cfr. Art. 6.2.).
Art. 23 Indicazione delle risorse
1. L’organizzazione trae le
risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività
Contributi dello Stato, di Enti e Istituzioni
pubbliche finalizzati esclusiva menti al sostegno di specifiche e documentate
Offerte libere degli associati
2. Il fondo è depositato presso
una banca sotto forma di conto corrente.
3. Ogni operazione è disposta con
firme disgiunte del Presidente e del Tesoriere.
Art. 24 I beni
I beni dell’organizzazione sono beni immobili, beni
registrati mobili e beni mobili.
I beni immobili ed i beni mobili registrati possono
essere acquisiti dall’organizzazione e sono ad essa intestati.
I beni mobili di proprietà degli associati sono
dati in comodato gratuito all’organizzazione.
immobili, i beni registrati, nonché i beni mobili che sono collocati nella
sede dell’organizzazione, sono elencati nell’inventario, che è depositato
presso la sede dell’organizzazione, e può essere liberamente consultato
dagli associati.
Art. 25 Contributi
Ogni associato può, liberamente e proporzionalmente
alle proprie possibilità, contribuire con propri versamenti alle necessità
Art. 26 Liberalità e donazione
Le erogazioni liberali in denaro, e le donazioni,
sono accettate dall’Assemblea con le maggioranze indicate nell’art. 12.3.
L’Assemblea delibera sulle modalità di
utilizzazione delle erogazioni liberali e delle donazioni accettate,
destinandole esclusivamente alla realizzazione delle finalità statutarie
Art. 27 redazione ed approvazione del Bilancio
L’esercizio si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Entro il 31 maggio, il Consiglio Direttivo
sottopone all’Assemblea il bilancio consuntivo relativo all’anno
precedente ed entro il 31 dicembre il bilancio preventivo relativo
all’anno successivo.
I bilanci devono restare nella sede
dell’organizzazione nei quindici giorni che precedono l’Assemblea che deve
approvarli, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse
alla loro lettura.
La richiesta di copia è soddisfatta
dall’organizzazione a spese del richiedente.
Art. 28 Utili ed avanzi di gestione
L’organizzazione di volontariato non distribuisce,
anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione durante la propria
esistenza, a meno che non sia imposto dalla legge.
L’organizzazione impiega gli utili e gli avanzi di
gestione solo ed esclusivamente per la realizzazione delle attività
istituzionali indicate nel presente statuto e di quelle direttamente
Art. 29 Deliberazioni delle convenzioni
L’adozione di convenzioni tra l’organizzazione di
volontariato ed altri enti e soggetti sono deliberate dall’Assemblea con
le maggioranze indicate nell’art. 13.3.
Copia di ogni convenzione è custodita a cura del Presidente nella sede
Titolo VIII – La responsabilità
Art. 30 Assicurazione
1. Gli associati sono assicurati
per malattie, infortunio e per la responsabilità civile verso terzi.
Titolo IX – Rapporti con gli altri enti e soggetti
Art. 31 Rapporti con enti e soggetti privati
1. L’organizzazione può avvalersi
dell’aiuto gratuito di soggetti privati per lo svolgimento delle finalità di
Titolo X – Estinzione dell’organizzazione
Art.32 Estinzione dell’organizzazione
1. L’associazione ha durata illimitata e si estingue con
le modalità di cui all’art. 27 del Codice Civile.
2. In caso di scioglimento o cessazione dell’organizzazione
per qualunque causa, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti ad altre
organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità,
sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3, comma 190, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Titolo XI – Disposizioni transitorie e finali
Art. 33 Disposizioni finali
Il presente statuto abroga interamente il
precedente ed è stato approvato all’unanimità degli associati.
Eventuali proposte di modifica dello statuto
possono essere presentate all’assemblea da uno degli organi o da almeno
cinque associati. Le deliberazioni di modifica dello statuto sono adottate
con le maggioranze di cui all’art. 13.3.
Per quanto non è previsto dal presente statuto si
fa riferimento alle leggi nazionali e regionali vigenti in materia. Cesano Maderno, 09 marzo 2012
MOVIMENTO CHAMPAGNAT DELLA FAMIGLIA MARISTA
linee fondamentali per la costituzione del "Movimento Champagnat" (1990)
I - IL MOVIMENTO CHAMPAGNAT
II - CON MARIA E MARCELLINO
III - UNA FAMIGLIA
IV - A SERVIZIO DEL REGNO
V - NELLE FRATERNITA'
lettera del Sup. Generale, Charles Howard
Cari amici della Famiglia Marista,
sono lieto di trasmettervi con la presente le linee fondamentali per la costituzione del "Movimento Champagnat". Esse sono il risultato di tre anni di riflessione e di ampie consultazioni.
Durante le visite nelle varie Province, mi capita spesso di incontrarmi con insegnanti, genitori, ex-alunni ed altri amici dei Fratelli, che si sentono particolarmente attratti dalla spiritualità del Padre Champagnat e dalla sua missione.
Questa attrattiva ha spinto alcuni di voi a voler rivivere la stessa spiritualità e lo stesso senso della missione nella propria esistenza quotidiana, ispirandosi ad un progetto di vita concreto, coerente ed impegnativo. Per questo motivo e per altri ancora di cui parlerò in seguito, il Capitolo Generale del 1985 domandò che fosse lanciato e sviluppato il "Movimento Champagnat", come espressione più ampia della Famiglia Marista. Ciò facendo, i membri del Capitolo intesero rispondere ad una sollecitazione inequivocabile dello Spirito, che interpella i Fratelli mediante alcuni "segni dei tempi", due dei quali mi sembrano particolarmente significativi.
Mi riferisco in primo luogo all'appello rivolto dalla Chiesa, particolarmente dopo il Concilio Vaticano II. Venticinque anni fa, il Papa Paolo VI affermò: "Questa è l'ora dei laici". In data più recente, il Sinodo del 1987 sulla "Vocazione e Missione dei Laici nella Chiesa e nel Mondo" e l'Esortazione apostolica "Christifideles laici" hanno ripetuto l'appello del Concilio al laicato, per un rinnovato impegno nella missione della Chiesa.
Un'altra sollecitazione chiarissima è venuta da voi stessi, e da altri come voi, che avete espresso il desiderio di far parte di un movimento i cui membri alimentino la loro vita cristiana ispirandosi alla spiritualità di Marcellino Champagnat. Avete manifestato questa aspirazione in modi diversi, sovente con richiesta espressa, altre volte con il vostro ammirevole spirito di collaborazione e di cooperazione con i Fratelli.
Per noi Fratelli Maristi è una vera benedizione ed una grande gioia costatare che il carisma del Fondatore si diffonde e si sviluppa nel cuore di molte persone, facendo scaturire nuove sorgenti di vita. Sì, è una benedizione e una gioia per noi tutti, Fratelli e laici, sentirci chiamati a condividere la nostra comune ricchezza e a vivere insieme un'avventura spirituale ed apostolica entusiasmante. Gioia e benedizione specialmente per voi, giovani, che siete l'avvenire della società e della Chiesa, e che potete trovare nel Movimento Champagnat una risposta alle vostre attese più profonde e un campo d'azione per la vostra generosità.
Vogliamo sperare che questo documento sia un aiuto e una guida per unire gli sforzi dei membri del Movimento, per facilitare la loro crescita umana e spirituale, per ravvivare il loro senso apostolico e dare impulso alla loro missione.
Non è difficile tracciare le linee portanti del Movimento Champagnat; si tratta di una sintesi che ha già trovato forme ed espressioni diverse. Ma tali linee sono anche facilmente riconoscibili nella vita spirituale delle persone e dei gruppi molto vicini all'opera dei Fratelli. E' normale riscontrare con chiarezza in loro alcune aspirazioni comuni:
• essere apostoli di Gesù nello stato di vita e nell'ambiente in cui si è chiamati a vivere;
• amare e imitare la Vergine Maria;
• riunirsi in associazione per condividere la fede in Cristo e la propria esperienza di vita apostolica;
• testimoniare con la propria vita la spiritualità del P. Champagnat.
Voi sapete che alcuni tratti distintivi ci identificano con una Famiglia Marista assai più vasta della nostra, che comprende i Padri Maristi, le Suore Mariste, le Suore Missionarie della Società di Maria, il Terz'Ordine di Maria e noi stessi Fratelli Maristi, fondati da Marcellino Champagnat.
In alcuni paesi le relazioni tra le varie Congregazioni della Società di Maria sono molto strette; il che rappresenta un importante arricchimento reciproco. In altri paesi, invece, i Fratelli sono i soli rappresentanti maristi...
Ma torniamo a parlare del presente documento. Dopo un ampio lavoro di consultazione a diversi livelli, con la partecipazione di laici e di Fratelli di culture diverse, ci siamo fermati su un testo relativamente semplice, che contiene l'essenziale e che vi consente di agire, alla luce di alcuni principi basilari, nell'ambito concreto della vostra esperienza e delle vostre peculiari situazioni. D'accordo con la Provincia marista a cui appartenete, potete voi stessi decidere l'organizzazione più confacente all'interno del vostro gruppo.
Benché i laici abbiano preso parte alla consultazione e i loro pareri siano stati accolti nell'edizione finale del documento, siamo tuttavia coscienti che gran parte di ciò che ivi è detto viene dai Fratelli. Ci siamo dedicati a questo lavoro con grande amore, sforzandoci di offrirvi il meglio di ciò che potevamo donarvi. Pensiamo inoltre che il "documento definitivo" deve sgorgare come testimonianza dal vostro cuore, dalla vostra fede, dall'esperienza, dalla pratica della spiritualità dello Champagnat e dalla vostra familiarità con essa.
Vorrei infine sottolineare una realtà che già conoscete. Siete i benvenuti nel vostro "focolare marista"! Già da tempo lo abitate col vostro modo di essere, di sentire e di agire, dato che avete scelto di vivere più profondamente la fede e l'apostolato come se foste altri Champagnat nel vostro ambiente, cominciando dalla vostra famiglia.
Benvenuti, dunque! Al termine dell'Anno Champagnat vi ricevo nell'Istituto come un dono della nostra "Buon Madre", e vi benedico di cuore . Auguro che "abbiate la vita e l'abbiate in abbondanza". Vogliate gradire i miei più fraterni saluti.
Fr. Charles Howard, Superiore Generale - 16 luglio 1990
1. ORIGINE E ISPIRAZIONE
Nel tempo in cui viviamo, lo Spirito Santo rivolge un appello particolare ai laici perché rispondano in maniera rinnovata alla loro vocazione di discepoli di Gesù, e alla loro missione di evangelizzazione nel mondo.
Da alcuni anni, dunque, numerosi laici, vicini allo spirito e all'opera dei Fratelli Maristi, sollecitano da questi ultimi un aiuto per rendere più profondo e più concreto il loro impegno cristiano quotidiano. Vogliono condividere in modo più pieno la spiritualità ed il senso della missione ereditata dal Fondatore, il Beato Marcellino Champagnat.
2. IL FONDATORE, MARCELLINO CHAMPAGNAT
Marcellino Champagnat fa parte di un gruppo di alcuni seminaristi che, nel 1816, si uniscono per fondare la Società di Maria. Il loro scopo è di collaborare al rinnovamento della missione di Gesù e della Chiesa, nel periodo successivo alla Rivoluzione Francese.
Marcellino ha ricevuto la grazia di percepire e di sperimentare profondamente l'amore di Dio per lui; si sente amato personalmente da Gesù e da Maria. D'altra parte, è anche molto aperto agli altri e alle loro necessità.
Fin dagli inizi del suo ministero nella parrocchia di La Valla, egli si rende conto che i poveri abitanti delle campagne, soprattutto i giovani, hanno un estremo bisogno di istruzione e di educazione religiosa. Uomo di grande senso pratico qual è, escogita un mezzo concreto per rispondere a questa necessità. Un avvenimento particolare lo induce a decidersi con urgenza: chiamato al capezzale di un giovane morente, rimane profondamente colpito dalla sua totale ignoranza di Dio e della religione.
Risolve allora di realizzare senza indugio il progetto già vagheggiato di fondare una congregazione di Fratelli, con lo scopo di procurare ai giovani una solida istruzione religiosa. Per lui è diventata come un'ossessione che lo porta a ripetere spesso: "Ogni volta che vedo un fanciullo, ho il desiderio inarrestabile di insegnargli il catechismo e di aiutarlo a capire quanto Gesù gli voglia bene".
3. I FRATELLI MARISTI
E' così che il Padre Champagnat, il 2 gennaio 1817, fonda i Piccoli Fratelli di Maria, Istituto di religiosi laici dediti all'educazione cristiana dei giovani, specialmente dei più bisognosi. Progetta la sua opera come un ramo della Società di Maria. Nel 1863, la Santa Sede approva i Fratelli come Istituto autonomo, col nome di Fratelli Maristi delle Scuole (F.M.S.).
4. MOVIMENTO CHAMPAGNAT: NASCITA E FONDAZIONE
Nel 1985, il Capitolo Generale dei Fratelli Maristi lancia un movimento di laici, il Movimento Champagnat della Famiglia Marista. Lo definisce così nell'art. 164, 4 delle Costituzioni: "La Famiglia Marista, estensione del nostro Istituto, è un movimento al quale partecipano persone che si sentono attratte dalla spiritualità di Marcellino Champagnat. In questo Movimento, affiliati, giovani, genitori, collaboratori, ex-alunni, amici, approfondiscono lo spirito del nostro Fondatore per viverlo e diffonderlo. L'Istituto anima e coordina le attività del Movimento, creando delle strutture appropriate".
5. STRUTTURA DEL MOVIMENTO
I membri si raggruppano in Fraternità, per nutrire e condividere il loro ideale comune. La dinamica interna di ogni singola Fraternità è affidata alla responsabilità dei membri stessi.
Il Superior Generale si rende garante della fedeltà del Movimento allo spirito del Fondatore e alla tradizione marista.
6. ADESIONE AL MOVIMENTO
Il Movimento è aperto a tutti i Cristiani che si sentono particolarmente chiamati a seguire Gesù sulle tracce del Beato Marcellino Champagnat.
La persona che desidera aderire al Movimento Champagnat fa domanda di ammissione presso una Fraternità. Dopo un periodo di preparazione, essa è ammessa in maniera definitiva, come membro di pieno diritto.
7. SPIRITUALITA' DEL MOVIMENTO
La spiritualità del Movimento, come quella di Marcellino Champagnat, affonda le sue radici nell'esperienza profonda dell'amore di Dio per gli uomini. Essa si sviluppa e si fortifica nei suoi membri mediante il dono di se stessi agli altri. Questa spiritualità è mariana ed apostolica, e il Padre Champagnat l'ha ben sintetizzata nel motto: "Tutto a Gesù per mezzo di Maria".
Essa è caratterizzata soprattutto:
• da un amore forte e compassionevole per gli altri, e da un grande dinamismo apostolico;
• dalla tendenza ad andare incontro alle necessità del prossimo con atti concreti;
• dall'amore per Maria SS.ma, nostra madre e modello;
• dallo spirito di famiglia;
• dall'entusiasmo per il proprio lavoro.
Per noi laici, la cui missione consiste essenzialmente nel partecipare alla costruzione del regno di Dio, là dove viviamo e lavoriamo, questa spiritualità può diventare una guida e una sorgente di grazia.
8. CAMMINO NELLA FEDE
Guidati dallo Spirito Santo, noi impariamo a seguire Gesù più da vicino nella sua vita d'amore per il Padre e per gli uomini. Seguendo Marcellino, riconosciamo in Maria la perfetta discepola del Cristo, la credente sempre attenta alla Parola di Dio e disponibile alla sua chiamata. Essa è nostro modello; è la "Buona Madre" che accompagna ciascuno di noi e la nostra Fraternità nel cammino della vita di fede. Ci rivolgiamo sempre a lei con fiducia, come alla nostra "Risorsa ordinaria".
9. IN SEMPLICITA' DI CUORE
Da Maria impariamo anche la semplicità di cuore. Unitamente all'umiltà e alla modestia, questa semplicità caratterizza il nostro "spirito marista", ossia il nostro modo di andare a Dio e agli altri. Essa ci dispone anche a compiere il bene senza ostentazione.
10. UN SOLO CUORE, UN SOLO SPIRITO
"Che siano una cosa sola, Padre, come noi siamo uno, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv. 17, 21). Il Beato Marcellino Champagnat riprende questa preghiera del Cristo nel suo Testamento spirituale e ne fa consegna ai suoi discepoli: "Amatevi gli uni gli altri come vi ha amati Gesù. Non vi sia tra voi che un solo cuore e un'anima sola. Che si possa dire dei Piccoli Fratelli di Maria come dei primi cristiani: -Guardate come si amano!-".
Queste parole ci invitano a vivere fraternamente tra di noi, e a dimostrare apertura e accoglienza verso coloro che desiderano associarsi a noi.
11. UNITI NELLA PREGHIERA, NELLA PAROLA, NELL'EUCARISTIA
La preghiera è un elemento essenziale nella nostra vita spirituale e in quella della Fraternità. Essa ci unisce a Dio, e in Lui a tutti i nostri fratelli e sorelle defunti.
L'ascolto e la condivisione della Parola di Dio in seno alla Fraternità sono molto importanti per la vita spirituale e per la missione del gruppo.
L'Eucaristia, celebrata insieme quando è possibile, è per noi sorgente di grazia e di forza.
Nella nostra Fraternità, come nella vita di M. Champagnat, la preghiera a Maria occupa un posto del tutto speciale.
12. IMPEGNO NELLA MISSIONE DELLA CHIESA
Come cristiani che partecipano alla missione della Chiesa con l'entusiasmo, la fede e la semplicità del Beato Champagnat, cerchiamo di trasmettere l'amore per Gesù e per Maria a coloro con i quali viviamo e lavoriamo. Ognuno di noi compie questa missione con la personale testimonianza di vita evangelica, ma anche con la parola e con l'azione, quando se ne presenta l'occasione. A volte possiamo sentirci chiamati ad operare in piccoli gruppi, o tutti assieme, per realizzare una missione particolare.
13. SPIRITO DI FAMIGLIA - NAZARETH E LA VALLA
Il focolare di Maria e Giuseppe a Nazareth è il modello che Marcellino Champagnat propone alle sue prime comunità. A La Valla prima, poi all'Hermitage, fiorisce uno spirito di famiglia fatto di semplicità, di fiducia, di gioia, di dimenticanza di sé, di perdono e di aiuto scambievole. Nella nostra Fraternità viviamo questo stesso spirito, che rende possibile la condivisione delle nostre qualità umane e dei doni spirituali, della nostra fede e della nostra preghiera, ed anche dei nostri beni materiali quando il Signore ce ne fa invito.
Ci adoperiamo per diffondere queste caratteristiche nella nostra stessa famiglia, nell'ambiente del nostro lavoro e nella società.
14. L'ATTENZIONE AGLI ALTRI
Ci rallegriamo delle gioie di ognuno. Quando la malattia e le prove colpiscono qualcuno di noi, cerchiamo insieme, con fede e con generosità, ciò che può essere fatto per aiutarlo.
La Fraternità può attraversare talvolta dei momenti di difficoltà; ognuno procura allora di essere sorgente di incoraggiamento e legame di comunione.
Il Movimento Champagnat ci aiuta ad essere sensibili alle necessità e agli appelli delle persone intorno a noi, e a trovare i mezzi adeguati per dare la nostra risposta concreta, come ha saputo fare il Fondatore. Cerchiamo di porre rimedio alle cause profonde della sofferenza e dell'ingiustizia nel nostro ambiente e nel mondo.
15. LA MISSIONE: TESTIMONI ED APOSTOLI
Gesù, l'inviato del Padre, è la sorgente di ogni apostolato. Per mezzo del Battesimo e della Cresima, lo Spirito Santo ci chiama a condividere la stessa missione di Gesù: aiutare gli uomini a scoprire il volto di Dio-Amore e il senso della loro vita. L'apostolato dei laici fa parte integrante della missione della Chiesa universale. Ogni cristiano è chiamato a realizzare la propria missione nell'ambiente in cui vive e lavora.
16.IN FAMIGLIA
La nostra famiglia è il primo campo di apostolato, in cui pratichiamo il dialogo e la condivisione come mezzi di crescita nell'amore reciproco.
Assicuriamo ai nostri figli un'educazione cristiana, aperta alle necessità e alle preoccupazioni degli altri. Li aiutiamo individualmente a scoprire e a seguire la vocazione alla quale Dio li chiama. I nostri figli imparano a dare il loro contributo all'armonia e all' unità del focolare, comunicando il loro entusiasmo, la loro speranza e i loro ideali.
La preghiera in famiglia rafforza l'unione reciproca e ci infonde fiducia facendoci sentire nelle mani di Gesù e di Maria.
17. NELLA FRATERNITA'
La Fraternità è per noi anche un luogo in cui esercitiamo la nostra missione di amore e di servizio. Ci interessiamo alla vita e al lavoro di ciascuno dei nostri fratelli e sorelle. Ci preoccupiamo delle loro necessità e portiamo all'occorrenza il nostro aiuto concreto, con delicatezza e premura.
18. NELLA SOCIETA'
Nel lavoro professionale e nelle diverse attività, operiamo sempre con onestà, con spirito di solidarietà e di servizio, ed anche col coraggio che ci viene dalla fede. Cerchiamo di vivere i valori evangelici nelle realtà culturali, sociali e politiche del nostro ambiente di vita.
In ogni nostro campo d'azione, dimostriamo un vivo interesse per i problemi della formazione cristiana e della giustizia, con particolare attenzione al mondo dei giovani.
Molti intorno a noi soffrono senza prospettive di speranza: famiglie disunite, giovani disorientati, bambini abbandonati, persone in situazioni disperate. Nella Fraternità cerchiamo i mezzi efficaci per dare loro il nostro aiuto, ognuno secondo le proprie possibilità.
19. CON SPIRITO ECCLESIALE
Agiamo sempre in comunione con la chiesa locale, parrocchia e diocesi, ed anche con altri gruppi di movimenti ecclesiali.
Ci sentiamo legati specialmente con gli altri rami e movimenti della Società di Maria, che condividono con noi l'impegno di proporre Maria come cammino evangelico.
20. CON LA PREGHIERA E LA CROCE
Coscienti che "i costruttori lavorano invano se il Signore non costruisce la casa (salmo 126)", noi affidiamo a Dio, nella preghiera, la nostra vita ed il nostro apostolato, e impariamo a riconoscere la sua presenza amorosa in tutti gli avvenimenti, anche i più penosi. Se la malattia o l'età non ci permettono di inserirci nell'attività apostolica attiva, partecipiamo all'azione di tutti con la preghiera e l'offerta dei nostri limiti e delle nostre sofferenze, in unione con Gesù e Maria al Calvario.
21. AGLI ESTREMI CONFINI DELLA TERRA
"Tutte le diocesi del mondo rientrano nelle nostre vedute". L'impegno delle Fraternità si esprime anche in forme di solidarietà e di aiuto alle missioni lontane. Inoltre, qualcuno di noi può essere chiamato dal Signore a mettersi a servizio della Chiesa come missionario laico. Siamo così lieti di condividere lo zelo e lo spirito missionario del Fondatore.
22. FONDAZIONE DI UNA FRATERNITA'
Una persona che voglia far parte del "Movimento Champagnat" s'incorpora in una Fraternità che è l'unità di base del Movimento. Ogni Fraternità è autonoma nella propria organizzazione interna. Spetta al Fratello Provinciale, o al Superiore del Distretto dei Fratelli Maristi, concedere o rifiutare ad una Fraternità il riconoscimento ufficiale. Lo stesso Superiore maggiore può anche nominare un Fratello quale suo delegato presso il Movimento, come sostegno per la sua animazione spirituale.
23. L'ANIMATORE
In linea ordinaria, la Fraternità sceglie uno dei suoi membri come responsabile ed animatore per un periodo determinato. L'animatore presiede al buon andamento del gruppo, promuove l'unione tra i suoi membri, assicura la periodicità e il buon svolgimento delle riunioni, e organizza le varie attività.
Si adopera pure perché la Fraternità stabilisca e mantenga rapporti cordiali con la comunità locale dei Fratelli e con le altre Fraternità.
24. UN CORPO VIVO
Il Movimento Champagnat è una realtà vivente. Si preoccupa dell'ammissione di nuovi membri; ma soprattutto ne garantisce lo sviluppo e la formazione marista, fornendo i mezzi adeguati allo scopo. Promuove particolarmente la conoscenza della Bibbia, dei più importanti documenti della Chiesa, della teologia del laicato e dei documenti dell'Istituto.
In seno alle singole Fraternità, tale scopo si realizza anche attraverso la riflessione comune sugli avvenimenti della vita quotidiana alla luce del Vangelo.
25. "CHE ABBIANO LA VITA"
Le strutture e le attività della Fraternità sono al servizio della vita dei suoi membri, perché possano realizzare nel modo migliore la loro vocazione di cristiani e la loro missione nella Chiesa e nel mondo: perché siano, cioè, autentici discepoli di Gesù Cristo, suoi testimoni ed apostoli, annunciatori della Buona Novella con la loro vita e con l'amore verso tutti coloro che li circondano.
Condividendo l'eredità spirituale del Beato Marcellino Champagnat, noi realizziamo questo ideale in seno alla famiglia di Maria che, a titolo speciale, è nostra Madre e Modello.
Novembre 2015giovedì 12Ottobre 2015giovedì 8
E diamo anche una mano di ... vernice!