Source: https://www.prestitifacili.net/faq/cosa-sono-il-teg-e-il-tegm
Timestamp: 2019-08-18 08:37:45+00:00
Document Index: 180998574

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 644', 'art. 1', 'art. 644', 'art. 644', 'art. 1', 'art. 122', 'art. 1842', 'art. 1823']

Cosa sono il TEG e il TEGM? | Prestiti Facili
Home » Faq » Cosa sono il TEG e il TEGM?
DETERMINAZIONE del T E G Art. 1 L. 108/96 Art. 644 c.p. Preliminarmente è opportuno precisare che, il TEG (acronimo di tasso effettivo globale) è il costo complessivo sostenuto dal correntista per godere di una determinata somma di denaro di esclusiva proprietà della banca; esso è espresso in valore assoluto ed in percentuale. Il TAEG, (acronimo di tasso annuo effettivo globale), invece, è il costo complessivo sostenuto dal fruitore di un prestito, finanziamento mutuo ecc. anch’esso espresso in valore assoluto ed in percentuale,. Il TAEG proviene direttamente dalla direttiva 87/102/CEE ed è utilizzato per determinare il costo effettivo dei finanziamenti con restituzione rateale o comunque dei finanziamenti a tempo determinato, per i quali, al momento della sottoscrizione, sono noti il periodo di durata del prestito unitamente alle spese, commissioni, interessi, assicurazioni, provvigioni ecc. Il TAEG, pertanto, è determinabile all’atto della sottoscrizione del finanziamento, in quanto ognuna delle variabili che compongono la formula indicata dalla BANCA D’ITALIA per la sua determinazione è resa nota all’atto della firma, e quindi prima dell’erogazione del finanziamento. Infatti la Legge impone che nel contratto sia indicato in maniera chiara e ben visibile il TAEG applicato al finanziamento. Per quanto concerne il TEG, invece, esso è determinabile alla fine del rapporto, in quanto solo in sede conclusoria è possibile determinare l’entità e la tipologia di tutti gli elementi che hanno caratterizzato i costi attinenti l’apertura di credito. Inoltre solo in tale circostanza è possibile quantificare la quantità di denaro di esclusiva proprietà della banca realmente utilizzata dal correntista (da non confondere con l’accordato). Si determina il TEG applicando quindi la più che nota formula indicata dalla BANCA D’ITALIA = interessi x 36500 / numeri debitori + oneri x 100 / accordato, in cui per interessi si intendono gli interessi addebitati dalla banca durante tutto il rapporto, i numeri debitori rivengono dal prodotto del capitale per i giorni (vedi istruzioni BANCA D’ITALIA), gli oneri sono le spese strettamente collegate all’erogazione del credito, mentre l’accordato è pari all’affidamento concesso al correntista in sede contrattuale. Naturalmente, per una corretta applicazione della formula matematica su esposta, occorre determinare gli elementi fondamentali che la compongono, i quali, come innanzi detto, sono determinabili solo alla chiusura del rapporto bancario, poiché totalmente sconosciuti all’atto della sottoscrizione del contratto.
il capitale (reale quantità di denaro di esclusiva proprietà della banca goduta dal correntista)
la durata del rapporto (espressa in giorni di calendario)
il costo complessivo che il correntista ha dovuto sostenere per il godimento del capitale
Alcuni di questi valori sono facilmente definibili, come la durata del rapporto (data fine – data inizio) e le competenze addebitate durante il rapporto (somma algebrica di tutte le competenze). Per quanto concerne, invece, la determinazione del capitale di esclusiva proprietà della banca effettivamente utilizzata dal correntista, la quantificazione dei costi occulti, quali gli interessi generati dall’applicazione della valuta, gli interessi generati dall’anatocismo (indipendentemente dalla sua liceità), gli interessi generati dall’addebito della C.M.S., e delle spese, è peculiare lo sviluppo di un calcolo alquanto complesso eseguibile solo con l’ausilio di procedure informatiche adeguate concepite, nel rispetto dell’art. 1 della L. 108/96 e dell’art. 644 del c.p., esclusivamente per tale utilizzo. Solo dopo aver determinato gli elementi che compongono la formula indicata dalla BANCA D’ ITALIA è possibile determinare il TEG applicato all’intero rapporto. Tale calcolo, così effettuato, rispetta il dettato dell’art. 1 della Legge 108 e dell’art. 644 del c.p.. Infatti, sono presi in considerazione tutti gli oneri sostenuti dal correntista, C.M.S. inclusa, al fine di godere di una determinata somma di denaro (capitale) di proprietà della banca. Tale computo ha lo scopo di rappresentare agli addetti al lavoro del diritto l’effettivo costo sostenuto dal correntista per godere di una determinata quantità di denaro; naturalmente il TEG così determinato non può essere preso in considerazione al fine di una comparazione oggettiva con il TEG pubblicato sulla G.U. aumentato del 50% come per legge, poiché la pubblicazione sulla G.U. avviene trimestralmente a partire dal 01/04/1997. Inoltre tale rilevazione, come a tutti noto, non contiene la C.M.S.; infatti, questa è rilevata separatamente e pubblicata anch’essa sulla G.U.. Ove si voglia raffrontare il TEG applicato al c/c con il TEG pubblicato sulla G.U. è necessario avere dei dati omogenei; pertanto è necessario determinare il TEG applicato ad ogni singolo trimestre con le medesime modalità descritte in precedenza ed escludendo dal computo la C.M.S.; tale calcolo va effettuato nel pieno rispetto della normativa vigente e deve tenere conto dei numeri capitale (capitale x giorni), così come indicato dalla BANCA D’ITALIA e non dei numeri o dei saldi calcolati dalla stessa banca. A tale proposito, si rende necessario effettuare una ulteriore importante precisazione: ove si voglia contenere il TEG entro i limiti previsti dalla Legge, è sufficiente utilizzare al denominatore della prima parte della formula, i numeri calcolati dalla stessa banca in sostituzione dei numeri capitale; chiaramente tale computo così effettuato non rispetta né la normativa per la determinazione del TEG, né tanto meno le precise disposizioni della BANCA D’ITALIA poiché prendendo in considerazione i numeri o i saldi calcolati dalla banca si ripropone fedelmente il calcolo effettuato dalla stessa banca; infatti, se la BANCA D’ITALIA avesse voluto indicare (disattendendo la Legge 108/96) che erano da considerarsi i saldi o, ancora peggio, i numeri calcolati dalla banca, avrebbe semplicemente espresso la formula nel seguente modo:
TEG = tasso nominale + ((ONERI x 100)/ACCORDATO)
Sarebbe stato altresì molto più semplice applicare la formula poiché, per ottenere il TEG, sarebbe stato sufficiente sommare al tasso di interesse indicato in e/c nel periodo di riferimento, le spese strettamente collegate all’erogazione del credito ed addebitate nello stesso periodo. E’ oltremodo importante osservare che il legislatore ha ritenuto opportuno, al fine della determinazione dell’usura, aumentare del 50% il TEG riportato in G.U. Tale aumento di percentuale, “incredibilmente elevata”, scaturisce dal fatto che, i dati rilevati trimestralmente dalle banche e comunicati alla BANCA D’ITALIA, per motivi oggettivi, non “evidenziano” né il capitale effettivamente goduto dal correntista (sarebbe impossibile poterlo indicare) né tanto meno gli interessi generati dalla valuta, dall’anatocismo, dalla C.M.S., dalle spese ecc. Detti criteri di “rilevazione” (naturalmente cosa ben diversa dalla “determinazione”) trovano unica giustificazione nelle esigenze di omogeneità statistica da parte della BANCA D’ITALIA; diversamente, al fine della determinazione del tasso usuraio, sarebbe stato sufficiente superare il tasso rilevato e pubblicato in G.U. senza che tale valore fosse maggiorato in maniera così rilevante.
Indipendentemente dai numeri capitale e dai numeri banca o da qualunque disquisizione giuridica e tecnica in materia, da quanto su espresso appare chiaro ed inequivocabile, che il costo del denaro, (TEG) espresso in valore assoluto e percentualizzato su base annua, riferito all’intero rapporto o al periodo preso in considerazione “trimestre”, scaturisce da tutti gli oneri sostenuti dal correntista per godere di una determinata somma di denaro (capitale) per un periodo ben definito. Tale affermazione è confermata dalla normativa vigente in materia di usura la quale stabilisce i criteri da seguire per la determinazione del TEG, dettati dall’art. 644 del c.p. e dal comma 1 dell'art. 1 della legge 108/96 i quali riprendono quelli seguiti per il calcolo del TAEG e previsti dall'art. 122, comma 1 del T.U. della legge bancaria.
Il 29/08/2009 sulla G.U. sono state pubblicate le nuove ISTRUZIONI PER LA RILEVAZIONE DEI TASSI EFFETTIVI GLOBALI MEDI AI SENSI DELLA LEGGE SULL’USURA a cura della BANCA D'ITALIA. Le istruzioni entreranno in vigore dal 01/01/2010 Tale normativa chiarisce, in modo inequivocabile, sia le modalità di calcolo da seguire per la determinazione del TEG applicato ad una apertura di credito, (art. 1842 c.c.) sia le modalità di calcolo da seguire per la determinazione del TEG applicato ad un conto corrente di corrispondenza (art. 1823 c.c.) Tali istruzioni, inoltre, prevedono che sia rilevato anche il TEG applicato ad una apertura di credito con garanzie reali. Le banche, invece, sin dal 03/1996 ad oggi, non hanno mai effettuato tale rilevazione. Ci si auspica che dal 01/01/2010, in ossequio alle nuove disposizioni, la BANCA D'ITALIA, a tutela del mondo produttivo (imprese), imponga alle banche la rilevazione del TEG anche per tale tipologia di apercredito.