Source: http://www.tutelaespropri.it/2020/01/
Timestamp: 2020-02-16 20:09:39+00:00
Document Index: 127544058

Matched Legal Cases: ['art. 50', 'art. 39', 'art. 37', 'art. 42', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 42', 'art. 7', 'art. 7']

gennaio 2020 - Tutela Espropri
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Passante di Bologna – Bologna San Lazzaro
E’ stata pubblicata la comunicazione di avvio del procedimento per il passante di Bologna, Bologna San Lazzaro.
L’opera prevede l’esproprio di oltre 300 proprietari. Guarda l’elenco completo qui.
I proprietari interessati dagli espropri hanno 30 giorni di tempo per il deposito di osservazioni inerenti il progetto.
Scopri come difenderti:
Le procedure di esproprio L’indennità di esproprio CONTATTACI
Termine iniziale e termine finale per il calcolo dell’occupazione di urgenza
Cassazione civile sez. I, 11/12/2019, n.32415: “La tesi di …., secondo la quale l’indennità di occupazione d’urgenza dovrebbe essere calcolata (non sino alla data del deposito dell’indennità di espropriazione ma) sino alla data del decreto di espropriazione che segna il momento della perdita della proprietà del bene per il privato, pur avendo avuto seguito in un precedente di questa Corte (n. 19758 del 2017), non è condivisibile.
Si deve considerare che l’acquisizione della proprietà da parte della pubblica amministrazione (e dei soggetti ad essa equiparati, come nel caso in esame) è effetto di una fattispecie complessa nella quale il decreto di espropriazione (L. n. 2359 del 1865, art. 50) presenta un rilievo determinante che è però integrato dal pagamento del “giusto prezzo” del bene, a norma della L. n. 2359 del 1865, art. 39 (oggi D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 1), in relazione all’art. 42 Cost., comma 3. Ciò assume rilievo rispetto ad un’obbligazione particolare, qual è quella avente ad oggetto l’indennità di occupazione d’urgenza, che serve a compensare il proprietario per la mancata disponibilità del bene, in relazione a quanto avrebbe percepito periodicamente da esso, fino a quando detta fattispecie complessa non si sia conclusa con il deposito dell’indennità di esproprio, secondo una regola generale in materia espropriativa. Ed infatti, contrariamente a quanto sostenuto nel motivo, la “data di corresponsione dell’indennità di espropriazione o del corrispettivo” che segna il momento fino al quale è dovuta l’indennità di occupazione, a norma del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 22 bis, comma 5, non coincide con la data del pagamento effettivo ma con quella del deposito dell’indennità presso la Cassa depositi e prestiti, che produce effetti liberatori per l’espropriante.”
Il contenzioso riguardava il periodo da prendere in considerazione ai fini della determinazione dell’indennità di occupazione di urgenza ex art. 22 bis dpr 327/2001.
Il dettato letterale della norma prevede il termine iniziale nella data di immissione in possesso e il termine finale nella data di effettivo pagamento.
L’ente espropriante tuttavia sosteneva che la data finale dovesse coincidere con l’emissione del decreto di esproprio tutte le volte che tale data fosse anteriore alla data di effettivo pagamento. Sosteneva infatti l’ente che l’emissione del decreto di esproprio, comportando una traslazione del diritto di proprietà, avrebbe comportato il venir meno della ragione giustificativa del pagamento dell’indennità di occupazione, consistente a suo parere nel remunerare la perdita del possesso del bene anteriormente alla traslazione della proprietà.
La Corte di Cassazione rigetta tale interpretazione, riaffermando l’interpretazione letterale della norma, evidenziando come la normativa alla base dell’istituto dell’occupazione di urgenza rappresenti una fattispecie complessa che si conclude esclusivamente al momento del deposito dell’indennità.
D’altra parte precisa la Corte, il senso letterale di cui all’art. 22 bis dor 327/2001 va comunque corretto. Dal momento che la modalità di pagamento dell’indennità di esproprio scelta dal legislatore consiste nel deposito delle somme indennitarie presso la Cassa Depositi e prestiti e nel loro successivo svincolo, il termine finale per la determinazione dell’occupazione di urgenza deve essere fatto coincidere con quello del deposito dell’indennità.
Occupazione illegittima – breve guida operativa
Si ha occupazione illegittima da parte della Pubblica Amministrazione ogni volta che la P.A. sia in possesso di un terreno senza esserne diventata proprietaria a seguito dell’emissione di un regolare decreto di esproprio. Ciò può derivare da un procedimento espropriativo mai concluso regolarmente o da una occupazione materiale del bene priva di qualunque titolo. L’occupazione è tale, ovviamente, anche se sul bene la p.a. abbia costruito un’opera pubblica di ogni genere.
Come faccio a riconoscerla?
Una semplice visura catastale e la semplice visione della mappa catastale possono evidenziare una situazione reale difforme dalla situazione giuridica. Si vedrà ad esempio che l’opera non risulta riportata nella mappa catastale o che comunque la proprietà del bene risulta ancora a favore degli originari proprietari. Fatta questa prima verifica, un approfondimento può essere fatto a mezzo di una visura ipotecaria, per verificare che se sia stato trascritto un decreto di esproprio non volturato in catasto (ipotesi assai rara)
Come posso ricercare casi di occupazione illegittima per promuovere il mio lavoro?
Il tecnico può farsi parte attiva, ricercando situazioni di illegittimità.
Basterà verificare eventuali discordanze tra la situazione reale (anche visibile su una mappa google) e la situazione in mappa. Vi sono ad esempio moltissime strade pubbliche mai accatastate e mai regolarmente acquisite dalla pubblica amministrazione.
In questo caso si potranno contattare i proprietari attuali del bene su cui si trova l’opera pubblica illegittima e promuovere un’azione giudiziaria per chiedere il pagamento del valore del bene e il pagamento dell’indennità di occupazione illegittima.
Cosa devo fare se rintraccio o mi viene proposto un caso di occupazione illegittima?
La prima cosa da dare è verificare che effettivamente si sia un caso di occupazione illegittima, verificando che non sia mai stato emesso un decreto di esproprio del bene.
Quindi con la collaborazione degli avvocati dell’Associazione si potrà far firmare al cliente un contratto professionale che attribuisca al tecnico il mandato per la redazione di una perizia e per l’assistenza in qualità di ctp nel procedimento giudiziario che si aprirà.
L’Associazione spiegherà al cliente i tempi e i costi del procedimento e gli illustrerà in maniera efficace i suoi diritti.
Una volta stipulato il contratto di assistenza, gli avvocati dell’Associazione La guideranno nella redazione di una perizia di ricognizione dello stato dei luoghi e di stima del valore degli stessi, anche in funzione del tipo di contenzioso che verrà aperto.
Quindi i legali dell’associazione Le saranno di supporto nell’attività di Ctp cui probabilmente dovrà partecipare.
Un tecnico da solo, se non supportato da un legale specializzato in materia, non potrà mai risolvere tale tipo di situazioni, in quanto le Pubbliche Amministrazioni se non costrette giudizialmente non possono “rimediare” alle occupazioni illegittima, essendo ciò fonte di responsabilità contabile e di oneri finanziari fuori bilancio.
Quali diritti ha il proprietario?
Il proprietario può chiedere:
La restituzione del bene con rimissione in pristino dello stato dei luoghi e il pagamento dell’indennità di occupazione per tutti gli anni di illegittimo possesso
L’acquisizione in capo alla p.a. del bene ed il pagamento del valore del bene e dell’indennità di occupazione per tutti gli anni di illegittimo possesso
2000 mq occupati nel 1990 su cui è stata realizzata una strada. Il proprietario richiede il pagamento del valore del bene e dell’illegittima occupazione.
Valore attuale del bene destinato a strada 12 euro mq.
2000*12 = 24.000 euro
Indennità di occupazione 5% all’anno dal 1990 al 2020 e quindi
24.000*5%*30 anni = 36.000
Totale 24.000+36.000=60.000 euro
Cos’è il provvedimento di acquisizione sanante? Quali diritti da’ al proprietario?
La pubblica amministrazione può in ogni tempo emettere un provvedimento di acquisizione sanante, divenendo proprietaria del bene illegittimamente occupato. In questo caso deve pagare:
Il valore del bene al momento dell’acquisizione comprensivo del valore delle opere realizzate
Il 5% del valore del bene per ogni anno di illegittima occupazione
Il 10% del valor del bene a titolo di danno extrapatrimoniale
10% di 24.000 a titolo di danno extrapatrimoniale = 2.400
Totale 24.000+36.000+2400=62.400 euro
Cosa succede in caso di danni ulteriori derivanti dall’occupazione illegittima?
Il proprietario può chiedere oltre al risarcimento per la perdita del bene ed oltre al pagamento dell’indennità di occupazione, il pagamento degli eventuali danni derivanti alla porzione residua del bene a seguito dell’occupazione illegittima (es: perdita di valore del bene per difficoltà di accesso, perdita del carattere irriguo….ecc…)
L’art. 42 bis dpr 327/2001
Sussistono termini di prescrizione?
Trattandosi di illecito permanente non sussistono termini prescrizionali. Quindi i diritti possono essere fatti valere anche dopo moltissimo tempo
La pubblica amministrazione può invocare l’usucapione del bene?
Trattandosi di possesso acquisito illegittimamente, non decorre l’usucapione in favore della pubblica amministrazione
Il provvedimento di acquisizione sanante: la comunicazione di avvio del procedimento6 febbraio 2020 - 12:29
Il provvedimento di acquisizione sanante, come qualsiasi procedimento amministrativo, è soggetto alla normativa di cui all’art. 7 l. 241/1990. La pubblica amministrazione che quindi intenda emettere l’atto, deve far precedere l’adozione del provvedimento da una comunicazione di avvio del procedimento. Ai sensi dell’art. 7 il soggetto controinteressato potrà quindi presentare le sue osservazioni, cui la […]