Source: https://www.fiscomania.com/fatturazione-elettronica-guida/
Timestamp: 2019-05-26 01:10:01+00:00
Document Index: 74825673

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 57', 'art. 43', 'art. 38', 'art. 27', 'art. 1', '§ 1', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 34', 'art. 26', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 46']

Fatturazione elettronica per imprese e professionisti: guida - Fiscomania
Home IVA Fatturazione elettronica imprese e professionisti: guida pratica
Regole applicabili dal primo gennaio 2019 per l’emissione e la ricezione di fatture elettroniche. Disciplina applicabile per tutti i soggetti imprenditori e professionisti, sia per la detraibilità dell’Iva che per la deducibilità del costo. Guida pratica all’utilizzo della fatturazione elettronica.
Nel presente contributo andrò ad affrontare le principali novità relative agli obblighi di fatturazione elettronica per imprese e professionisti.
La Legge n. 205/2017 ha, infatti, stabilito l’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi da parte di soggetti passivi Iva. Questo sia nei confronti di altri soggetti passivi che nei confronti di “privati“, a decorrere dal primo gennaio 2019.
TUTTE LE INFORMAZIONI PER EMETTERE E RICEVERE LA FATTURA ELETTRONICA 2019
Come detto l’obbligo di emissione della fattura elettronica è legato al primo gennaio 2019.
Tuttavia, l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico è anticipato, a decorrere dall’1.7.2018, per:
Inoltre, nel settore della distribuzione dei carburanti, è stato previsto, con effetti dall’1.7.2018:
A corredo di quanto sopra descritto, dall’1.7.2018 è altresì introdotto l’obbligo di effettuare il pagamento del corrispettivo per le cessioni di carburanti e lubrificanti mediante mezzi di pagamento diversi dal contante, individuati con provv. Agenzia delle Entrate 4.4.2018 n. 73203.
Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio tutti questi aspetti.
FATTURA ELETTRONICA: AMBITO DI APPLICAZIONE
ESONERO DAGLI OBBLIGHI DI FATTURAZIONE ELETTRONICA
DEFINIZIONE DI “FATTURA ELETTRONICA“
CONTENUTO OBBLIGATORIO DELLA FATTURA ELETTRONICA
SERVIZI FORNITI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
FORMATO E TRASMISSIONE DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA
DATA DI EMISSIONE E RICEZIONE DELLE FATTURE ELETTRONICHE
FATTURAZIONE ELETTRONICA E INTERMEDIARI
FATTURAZIONE ELETTRONICA E NOTE DI VARIAZIONE IVA
AUTOFATTURE PER “REGOLARIZZAZIONE”
TRASMISSIONE DEI DATI DELLE OPERAZIONI TRANSFRONTALIERE
AUTOFATTURA ELETTRONICA: CASI DI EMISSIONE
COMPILAZIONE DEI CAMPI FACOLTATIVI NELLA FATTURA ELETTRONICA
FATTURAZIONE ELETTRONICA: ASSISTENZA E CONSULENZA
LA FATTURA ELETTRONICA SOGGETTO PER SOGGETTO
L’art. 1 co. 909 della Legge n. 205/2017 ha introdotto l’obbligo di emissione delle fatture elettroniche, utilizzando il Sistema di Interscambio.
Questo per “le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni“.
In pratica, la norma determina l’inclusione, nell’obbligo di fatturazione elettronica, anche delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di “privati consumatori” residenti in Italia.
L’obbligo decorre con riferimento alle fatture emesse dal primo gennaio 2019.
La decorrenza, tuttavia, è anticipata per:
Le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese che operano nell’ambito di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’Amministrazione Pubblica.
È previsto, tra l’altro, uno specifico incentivo per i soggetti che garantiranno la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati di importo superiore a € 500,00.
Agevolazione consistente nella riduzione di due anni dei termini di accertamento ordinariamente previsti ai fini dell’Iva ex art. 57 co. 1 del DPR 633/72 e delle imposte sui redditi ex art. 43 co. 1 del DPR 600/73.
Restano fermi gli obblighi di fatturazione elettronica attualmente previsti per le operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (L. 244/2007). Nonché l’estensione di tali obblighi – dall’1.9.2018 – per le cessioni nei confronti di “privati” viaggiatori extra-UE ai quali spetta il rimborso dell’Iva ex art. 38-quater del DPR 633/72.
Sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica, per espressa previsione della Legge 205/2017:
I soggetti che si avvalgono del regime di vantaggio di cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011;
I soggetti che si avvalgono del regime forfetario di cui all’art. 1 co. 54 – 89 della L. 190/2014.
L’Agenzia delle Entrate ha specificato che i soggetti “minimi” e “forfetari” sopra menzionati sono comunque tenuti ad emettere fatture in formato elettronico per le operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione (L. 244/2007).
Sono, inoltre, escluse dall’emissione di fatture elettroniche le operazioni nei confronti di soggetti che non sono stabiliti o identificati ai fini Iva in Italia. Nonché, viceversa, le operazioni ricevute da questi soggetti.
Per fattura elettronica si intende il documento informatico emesso in formato strutturato (XML, ovvero eXstensible Markup Language) inviato al Sistema di Interscambio (SdI) di cui al DM 7.3.2008 e recapitato da questi al soggetto ricevente (provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018, § 1.1)
La fattura elettronica deve contenere le informazioni stabilite dall’art. 21 del DPR 633/72 o, in caso di fattura semplificata, dall’art. 21-bis del DPR 633/72.
Ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del cedente/prestatore e del cessionario/committente, dell’eventuale rappresentante fiscale. Nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
Numero di partita Iva del cessionario/committente – Oppure, in caso di soggetto passivo stabilito in altro Stato membro UE, numero identificativo Iva attribuito dallo Stato membro di stabilimento. Nel caso in cui il cessionario/committente agisca in qualità di soggetto passivo;
Al fine di semplificare e automatizzare il processo di fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei soggetti passivi i seguenti servizi:
Software installabile su PC per predisporre la fattura elettronica;
App (accessibile mediante credenziali Fisconline/Entratel) e procedura web per la predisposizione e trasmissione al SdI della fattura elettronica;
Servizio web attraverso cui è possibile la creazione di un QR-code (Quick Response code, codice a barre bidimensionale), che consentirà l’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche Iva del cessionario/committente e del relativo “indirizzo telematico“;
Servizio di registrazione mediante il quale il cessionario/committente, o l’intermediario da questi incaricato, può indicare al Sistema di Interscambio il canale e “l’indirizzo telematico” utilizzabili per la ricezione dei file. Avvenuta la registrazione, il SdI utilizzerà tale modalità per il recapito delle fatture elettroniche e delle note di variazione, indipendentemente da quanto è stato indicato nel campo “CodiceDestinatario“;
Servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche messe a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. I file restano disponibili sino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte del Sistema di Interscambio;
Servizi web informativi, di assistenza e sperimentazione dei processi a cui è possibile accedere mediante SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), credenziali Fisconline/Entratel o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
La fattura elettronica è costituita da un file in formato XML e deve essere conforme alle specifiche tecniche contenute nell’Allegato A al provv. AdE 89757/2018.
Il soggetto emittente trasmette la fattura elettronica al Sistema di Interscambio.
La trasmissione, che può avvenire anche a cura di un intermediario incaricato, e deve essere effettuata con le seguenti modalità:
Mediante i servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
Oppure, mediante sistemi di cooperazione applicativa (software “web service“);
Infine, mediante sistemi che consentono la trasmissione di dati tra terminali remoti (protocollo FTP).
Al fine di potere utilizzare le procedure 3. e 4. è necessario richiedere un preventivo accreditamento al Sistema di Interscambio, che attiva il canale telematico con il soggetto trasmittente e associa allo stesso un codice numerico di 7 cifre (“codice destinatario“).
Il soggetto che intende utilizzare la PEC deve avvalersi di un gestore incluso in apposito elenco gestito dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).
Il messaggio, che contiene il file o i file da trasmettere, non deve superare la dimensione di 30 Mb.
La ricevuta di consegna del messaggio non costituisce attestazione della correttezza della fattura elettronica, ma soltanto della sua trasmissione al SdI.
La modalità di trasmissione attraverso un metodo di “cooperazione applicativa” prevede:
La sottoscrizione, mediante firma digitale, di uno specifico accordo di servizio
La capacità di gestione di certificati digitali.
Il SdI dopo aver dato riscontro dell’avvenuta ricezione dei file trasmessi, procede ad effettuare successivi controlli. Entro un termine massimo di 5 giorni comunica l’eventuale mancato superamento degli stessi attraverso una “ricevuta di scarto“. La fattura elettronica o le fatture elettroniche contenute nel file scartato si considerano omesse.
Nel caso in cui la fattura elettronica sia firmata digitalmente, il SdI procederà a un controllo sulla validità del certificato di firma.
La fattura potrà essere consegnata:
Mediante sistemi di cooperazione applicativa (software “web service“);
Infine, mediante sistemi che consentono la trasmissione di dati tra terminali remoti (protocollo FTP – File Transfer Protocol).
Ai fini della ricezione del documento, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di registrazione. Servizio mediante il quale il cessionario/committente, o l’intermediario incaricato, può indicare al SdI il canale e “l’indirizzo telematico” che desidera utilizzare per la ricezione dei file.
Se il soggetto passivo ha aderito al servizio, il SdI recapiterà fatture e note di variazione attraverso il canale e “l’indirizzo telematico” registrati. Indipendentemente da quanto è stato indicato nel campo “CodiceDestinatario“.
Tale campo avrà invece rilevanza laddove il cessionario/committente non intenda utilizzare il servizio di registrazione testé descritto.
In questo caso infatti il soggetto emittente sarà tenuto a indicare il codice destinatario fornito dal cessionario/committente.
In alternativa, è possibile inserire un codice convenzionale “0000000” e compilare il campo “PECDestinatario” con l’indirizzo di posta elettronica certificata del cessionario/committente. Il SdI recapiterà, in questo caso, la fattura elettronica al suddetto indirizzo.
La fattura elettronica è resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate anche nei casi in cui:
Non è possibile il recapito presso “l’indirizzo telematico” per cause tecniche non imputabili al SdI;
Il codice destinatario riportato nell’apposito campo del documento risulta essere inesistente;
Il recapito alla PEC risulti impossibile per cause non imputabili al SdI (ad esempio casella piena o non attiva).
Anche in queste circostanze il cedente/prestatore dovrà dare comunicazione al cessionario/committente che l’originale della fattura è disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia.
Uno degli elementi obbligatori della fattura ai sensi degli artt. 21 e 21-bis del DPR 633/72 è rappresentato dalla data del documento.
Data che dovrà essere indicato nel campo “Data” della sezione “DatiGenerali” del file della fattura elettronica.
Si evidenzia, peraltro, che, indipendentemente dalla corretta indicazione di tale elemento, in caso di scarto da parte del Sistema di Interscambio, la fattura si considera omessa.
Se i controlli da parte del SdI hanno dato esito positivo, la fattura viene inviata al soggetto ricevente.
Ove il recapito sia avvenuto con successo, viene inviata al soggetto trasmittente la ricevuta di consegna della fattura elettronica contenente l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario.
Qualora, invece, il recapito non fosse possibile, il Sistema di Interscambio renderà disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.
Questo informando a tal proposito il cedente/prestatore affinché questi, a sua volta, comunichi al ricevente che la fattura è a sua disposizione nella predetta area.
La ricevuta di recapito o l’informazione del fatto che la fattura è stata messa a disposizione del ricevente attestano che la fattura elettronica è stata emessa.
FATTURAZIONE ELETTRONICA: DATA E SITUAZIONI PRATICHE
Quanto alla data di ricezione, essa viene determinata sulla base delle modalità utilizzate per il recapito della fattura.
Se, ad esempio, l’invio è avvenuto a mezzo PEC, la ricevuta di avvenuta consegna, rilasciata al Sistema di Interscambio dal gestore della posta elettronica del destinatario, attesta il deposito del documento nella casella del ricevente.
Nell’ipotesi in cui la fattura sia messa a disposizione del ricevente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate, la data in cui il cessionario/committente prende visione del documento rappresenta la data di ricezione della fattura.
Quando il ricevente è un consumatore finale, un soggetto passivo aderente al regime di vantaggio o al regime forfettario, o un produttore agricolo di cui all’art. 34 co. 6 del DPR 633/72, la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione.
Il Sistema di Interscambio attribuisce ad ogni file elaborato un codice alfanumerico, che caratterizza univocamente il documento. Tale codice viene riportato all’interno delle ricevute.
Nelle motivazioni del provv. 30.4.2018 n. 89757, è stato precisato che la data da cui decorrono i termini per la detraibilità dell’imposta da parte del cessionario/committente coincide con la data di ricezione.
Data attestata dai canali telematici di ricezione o dalla presa visione della fattura elettronica nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate in cui è stata depositata.
Per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche il soggetto emittente e quello ricevente possono avvalersi di un intermediario.
Il cessionario/committente che adotti questa soluzione è tenuto a comunicare al cedente/prestatore “l’indirizzo telematico” dell’intermediario incaricato.
Gli intermediari della fatturazione elettronica possono anche essere soggetti diversi da quelli individuati dall’articolo 3, comma 3, del DPR n 322/988.
È consentita l’adozione di una procedura semplificata di recapito della fattura elettronica in caso di coincidenza fra il soggetto trasmittente e quello ricevente.
In questo caso (c.d. “flusso semplificato“), il Sistema di Interscambio:
Riceve il file fattura;
Effettua i relativi controlli;
Invia la ricevuta di scarto in caso di esito negativo dei controlli;
Invia la ricevuta di consegna senza trasmettere il file fattura, in caso di esito positivo dei controlli.
Cedente/prestatore e cessionario/committente possono conferire delega all’intermediario affinché quest’ultimo possa consultare e acquisire le fatture elettroniche o loro duplicati informatici.
Il conferimento può avvenire utilizzando le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia delle Entrate o, alternativamente, presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale della stessa Agenzia.
Le note di debito o di credito ex art. 26 del DPR 633/72 possono essere emesse secondo le stesse modalità adottate per le fatture elettroniche.
Nel particolare caso in cui il cedente/prestatore abbia effettuato la registrazione contabile di una fattura elettronica per la quale gli è stata inviata una “ricevuta di scarto” non sarà necessario trasmettere alcuna nota di variazione al SdI. Essendo sufficiente una variazione contabile ai soli fini interni.
Nei casi in cui la fattura non sia stata emessa o sia stata emessa in modo irregolare, il cessionario/committente potrà comunque adempiere alle disposizioni contenute nell’art. 6 co. 8 del DLgs. 471/979.
Potrà farlo trasmettendo l’autofattura al Sistema di Interscambio e inserendo il codice convenzionale “TD20” nel campo “TipoDocumento” del file.
Nella sezione anagrafica del cedente/prestatore il soggetto trasmittente dovrà indicare i dati del fornitore, inserendo i propri in quella del cessionario/committente.
Nel provv. 89757/2018 si precisa che la trasmissione dell’autofattura al Sistema di Interscambio sostituisce la presentazione della stessa, in formato analogico, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio.
Ai sensi dell’art. 3 del DM 17.6.2014, i documenti informatici devono essere conservati in modo tale che siano:
Rispettate le norme del codice civile, le disposizioni del codice dell’amministrazione digitale e le norme tributarie che regolano la corretta tenuta della contabilità;
Consentite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici almeno in relazione a cognome, nome, denominazione, codice fiscale, partita Iva, data, nel caso in cui queste informazioni siano previste obbligatoriamente.
Al fine di adempiere agli obblighi testé evidenziati cedenti/prestatori e cessionari/committenti possono utilizzare il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, conforme alle disposizioni del DPCM 3.12.2013.
Questo aderendo preventivamente all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia dell’Entrate. È consentita l’adesione e l’utilizzo del servizio anche da parte di intermediari appositamente incaricati.
I dati contenuti nelle fatture elettroniche possono essere consultati ed acquisiti solo da parte dell’utente titolare degli stessi o da un suo intermediario.
L’Agenzia delle Entrate garantisce di trattare i dati contenuti nelle fatture elettroniche e nelle note di variazione. Questo secondo principi di lealtà, trasparenza e correttezza, nonché di “necessità, pertinenza e non eccedenza“.
Controlli di coerenza;
Supporto degli operatori nella fase della liquidazione Iva;
Supporto degli operatori nella predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e Iva;
Nel caso di effettuazione di attività di controllo di cui agli artt. 51 del DPR 633/72 e 32 del DPR 600/73, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, prima di procedere alla consultazione delle fatture elettroniche e delle note di variazione, devono avere formulato una preventiva comunicazione al contribuente.
L’articolo 1 co. 909 – 917 della Legge 205/2017 ha introdotto, con decorrenza 1.1.2019, un nuovo obbligo comunicativo.
Obbligo in base al quale i soggetti Iva residenti sono tenuti a trasmettere i dati delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate verso i soggetti non stabiliti in Italia, o ricevute da questi ultimi.
Nel provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018 sono contenute le specifiche tecniche per la predisposizione del file contenente le seguenti informazioni:
Data di registrazione dei documenti ricevuti e delle relative note di variazione;
Base imponibile, aliquota Iva e imposta o, in assenza di Iva, tipologia dell’operazione (es. non imponibile).
I dati delle operazioni transfrontaliere devono essere comunicati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di emissione del documento o a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione. Si precisa che si intende con “data di ricezione” la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva.
La comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere è facoltativa per le operazioni per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche e per quelle per le quali sia stata emessa bolletta doganale.
Il provvedimento 89757/2018 dell’agenzia delle Entrate prevede la trasmissione allo SdI dell’autofattura elettronica nei casi in cui è necessaria la procedura di regolarizzazione.
Si tratta della procedura di cui all’articolo 6, comma 8, Dlgs N 471/97, attivabile per:
Mancata ricezione della fattura (lett. a) o
Per ricezione di fattura irregolare (lett. b).
In queste ipotesi, l’autofattura elettronica, emessa con codice TD20 e con i dati di fornitore e cessionario/committente.
Essa, sostituisce l’obbligo di presentare il documento alle Entrate. Visto che l’amministrazione finanziaria viene a conoscenza dell’operazione grazie allo SdI.
AUTOFATTURA ELETTRONICA ESPORTATORI ABITUALI
La procedura, compresa la dispensa dalla presentazione dell’autofattura all’ufficio, si rende applicabile in tutte le situazioni in cui la regolarizzazione avviene in analogia alle previsioni dell’articolo 6, comma 8.
È il caso in cui sono sistemati con autofattura eventuali errori nell’utilizzo del plafond degli esportatori abituali, secondo le regole illustrate, da ultimo, dalla Risoluzione 16/E/ 2017.
Se l’esportatore effettua acquisti senza applicazione dell’Iva per importi superiori al plafond disponibile o, addirittura, in mancanza dello status di esportatore agevolato, è infatti possibile ravvedere la violazione (beneficiando della riduzione delle sanzioni).
Il tutto mediante emissione di autofattura in formato elettronico e versamento o liquidazione, a seconda del metodo scelto, dell’imposta e degli interessi.
In alternativa, il ravvedimento può avvenire chiedendo al fornitore l’emissione di una nota d’addebito di sola imposta che, dalla medesima data, sarà anch’essa elettronica (codice TD05).
Tali indicazioni trovano riscontro anche nelle violazioni in materia di reverse charge.
Questo sempre che si tratti di operazioni con fornitori nazionali tenuti all’emissione di fatture elettroniche da trasmettere via SdI.
In effetti, in ipotesi di mancata ricezione della fattura in inversione contabile o di ricezione di una fattura irregolare, la procedura prevista dall’ultimo periodo del comma 9 bis del medesimo articolo 6 del decreto 471/1997, pur in assenza di un richiamo normativo espresso, è del tutto simile a quella del precedente comma 8.
E altrettanto potrebbe dirsi per le violazioni regolate dai successivi commi 9 bis1 e 9 bis2 (fattura con Iva anziché in reverse charge e viceversa).
Operazioni per le quali la circolare 16/E/2017 afferma che è sempre possibile regolarizzare l’operazione nei termini di legge.
Così come per quelle di cui al comma 9 bis3, visto che, in caso di fattura per operazioni soggettivamente inesistenti, la stessa circolare 16/E ammette la possibilità di regolarizzare la violazione ai sensi di quanto disposto dall’ultimo periodo del comma 9 bis.
AUTOFATTURA OPERAZIONI UE
Poiché restano fuori dagli obblighi della fattura elettronica le operazioni da e verso operatori comunitari ed extracomunitari (eccezion fatta per le cessioni/prestazioni che gli operatori stabiliti fatturano legittimamente nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia, ma qui identificati ai fini Iva).
Ne deriva che anche le relative regolarizzazioni continuano a essere “certificate” con emissione di autofattura cartacea.
È il caso, per esempio, della mancata ricezione della fattura per un acquisto intracomunitario o per un acquisto interno di beni/servizi da fornitore Ue (il quale deve emettere fattura “in proprio”, ancorché sia dotato di partita Iva italiana). La cui regolarizzazione avviene ai sensi dell’art. 46, comma 5, Dl 331/93.
Oltre ai dati obbligatori della fattura, previsti dalla normativa Iva, e all’indirizzo telematico del cessionario o del committente (codice destinatario e Pec, per i quali si rimanda alla tabella a lato), vi sono molte altre informazioni obbligatorie da indicare nelle fatture elettroniche.
Obblighi derivanti dal Codice civile, dalla normativa sugli esportatori abituali, sugli imballaggi, sui trasporti, sulle accise e sulle cessione di prodotti agricoli e alimentari.
Se le istruzioni alla compilazione del file xml non riportano una specifica indicazione di dove indicare questi dati (allegato A al provvedimento 30 aprile 2018), si ritiene corretto il loro inserimento nel blocco «AltriDatiGestionali» del macroblocco «DatiBeniServizi».
PUBBLICITÀ PER LE IMPRESE
Le società iscritte al Registro delle imprese devono indicare nel macroblocco «CedentePrestatore» della fattura elettronica la sigla della provincia del Registro delle imprese dove sono iscritte (elemento Ufficio) e il numero di repertorio (elemento NumeroRea).
Poi, va specificato se la società è in stato di liquidazione (Ls nell’elemento StatoLiquidazione) o se non lo è (Ln). Tutti questi dati sono obbligatori anche oggi nella fattura non xml, in base all’articolo 2250 del Codice civile.
Le società dovrebbero anche indicare in fattura «la società o l’ente, alla cui attività di direzione e coordinamento» sono soggette (articolo 2497 bis del Codice civile).
Tuttavia, l’allegato A al provvedimento 30 aprile 2018 non dà indicazioni specifiche di dove inserire questo dato. Quindi dovrebbe essere possibile utilizzare l’elemento «Causale» del macroblocco «Dati Generali» ovvero «AltriDatiGestionali» del macroblocco «DatiBeniServizi».
LETTERE DI INTENTO NELLA FATTURA ELETTRONICA
Lo stesso problema viene sollevato da chi emette fatture senza Iva a esportatori abituali.
Questo soggetto deve indicare nella fattura (oltre al regime di non imponibilità Iva dell’articolo 8, comma 1, lettera c del DPR 633/1972, nell’elemento «RiferimentoNormativo» del macroblocco «DatiBeniServizi») anche gli estremi della relativa dichiarazione d’intento. Mi riferisco alla data, il numero progressivo e quello di protocollo della dichiarazione d’intento.
Anche in questo caso, dovrebbe essere corretto l’utilizzo dell’elemento «Causale» del macroblocco «Dati Generali» ovvero «AltriDatiGestionali» del macroblocco «DatiBeniServizi».
CONAI E CESSIONE DI PRODOTTI
Lo stesso dovrebbe valere per:
La dicitura «contributo ambientale Conai assolto», previsto nelle cessioni di imballaggi successive alla prima. Questo per quei soggetti che non hanno l’obbligo di dichiarare e versare il contributo al Conai, ma che sono comunque tenuti a pagare quello esposto in fattura dai loro fornitori di imballaggi (Dpcm 31 marzo 1999, regolamento Conai);
la dicitura «assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27», che deve essere inserita nei ddt e nelle fatture, se questi vengono integrati con tutti gli elementi richiesti dal suddetto articolo 62 («la durata, le quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento»). Questo al fine di evitare di stipulare in forma scritta i contratti di cessione dei prodotti agricoli e alimentari.
Uno degli aspetti su cui è opportuno riflettere riguarda l’applicazione della marca da bollo sulla Fattura Elettronica.
È sufficiente che entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, il contribuente versi in un’unica soluzione, l’ammontare dell’imposta di bollo da assolvere.
Il contribuente deve indicare nel modello F24 l’esercizio di riferimento ed il codice tributo 2501.
Sulla fattura elettronica deve essere riportata la dicitura:
Hai bisogno di aiuto nella gestione della fatturazione elettronica? Hai bisogno di un intermediario che curi per tuo conto questi aspetti?
Se hai paura di commettere errori nella procedura di fatturazione elettronica non esitare. Meglio affidarsi a professionisti piuttosto che improvvisare e commettere errori che avresti potuto evitare.
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Elisa Dicembre 4, 2018 at 12:30
Buongiorno, chiedo una delucidazione in quanto c’è davvero molta confusione al riguardo.
Nel mio caso la fattura elettronica la farò utilizzando fatture in cloud, il quale mi ha già dato il mio codice SDI, di conseguenza ho provveduto a comunicarlo ai miei fornitori. i clienti invece mi hanno comunicato il loro codice SDI e io l’ho inserito all’interno di fatture in cloud.
nonostante io abbia già fatto i passaggi di cui sopra sono comunque obbligato ad inserire il mio codice SDI all’interno del sito agenzia entrate? “fatture e corrispettivi”??
in attesa di gentile riscontro ringrazio.
Federico Migliorini Dicembre 4, 2018 at 14:42
Se lei ha comunicato il suo codice a tutti i clienti e loro lo hanno inserito nei loro software gestionali, non ci sono problemi. Ma potrebbe accadere che qualche fattura magari di fornitori nuovi parta senza il suo dice destinatario, magari perché non ne sono a conoscenza. In questo caso se lei non lo ha comunicato all’interno del portale fatture e corrispettivi la fattura non le potrà mai arrivare. Il mio consiglio è quello di inserire comunque il codice nel portale Fatture e Corrispettivi, per sicurezza. In modo da evitare problematiche future.
Giorgio Dicembre 19, 2018 at 10:52
Salve, io rientro negli esenti da fattura elettronica, un cliente mi chiede la dichiarazione di esonero ma, in rete, non riesco a trovare informazioni su tale dichiarazione. Grazie per tutte le informazioni in merito.
Federico Migliorini Dicembre 19, 2018 at 12:54
Salve Giorgio, non esiste alcuna dichiarazione di esonero. Deve eventualmente predisporre lei una dichiarazione certificando di aderire al Regime Forfettario.
Andrea Dicembre 20, 2018 at 12:49
Buongiorno, la fatturazione verso esportatori abituali è obbligatoriamente da processare in digitale? o può essere considerata alla stregua delle esportazioni verso clienti esteri?
Federico Migliorini Dicembre 20, 2018 at 14:53
La fatturazione verso esportatore abituale è operazione interna da gestire con fattura elettronica.