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Timestamp: 2020-07-06 00:31:32+00:00
Document Index: 151493168

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 2', 'art.2', 'art. 81', 'art. 5', 'art. 2']

Glossario – Protezione Civile G.R.E.S. ODV
Protezione Civile G.R.E.S. ODV > Glossario
Aree adiacente al PMA o all’area di raccolta riservata all’afflusso, alla sosta ed al deflusso delle ambulanze e degli altri mezzi di soccorso.Aree d’emergenzaAree destinate, in caso d’emergenza, ad uso di protezione civile. In particolare, le aree d’attesa sono luoghi di prima accoglienza per la popolazione immediatamente dopo l’evento; le aree d’ammassamento dei soccorritori e delle risorse rappresentano i centri di raccolta d’uomini e mezzi per il soccorso della popolazione; le aree di ricovero della popolazione sono i luoghi in cui saranno istallati i primi insediamenti abitativi o le strutture in cui si potrà alloggiare la popolazione colpita.
La tecnico – scientifica, l’informativa, la sanitaria, delle relazioni esterne, dei trasporti mezzi e materiali, delle telecomunicazioni, del volontariato, dei servizi supplementari, della cooperazione internazionale.
E’ quell’evento che trova nell’uomo l’agente provocatore, che può essere consapevole od inconsapevole, per commissione od omissione d’attività.
E’ quell’evento dovuto a cause insite strutturalmente in natura (es. terremoto, tsunami, alluvione, nubifragio, tifone, ciclone, bufera, mareggiata, nevicata, ecc.) che per intensità ed estensione può richiedere di essere fronteggiata con mezzi e poteri straordinari.
Area che costituisce l’unità elementare d’intervento, individuata, a seconda i casi, sulla base di criteri topografici o funzionali in modo da consentire un’ottimale distribuzione delle squadre di soccorso. (esempio: le macerie di uno stabile crollato, un troncone di fusoliera di un aeromobile precipitato, una carrozza ferroviaria di un convoglio deragliato, un piano di uno stabile incendiato, ecc.) Più “Cantieri” possono essere raggruppati in un unico “Settore”.
Centro Operativo Locale (C.O.L.)(AIB)
E’ una struttura costituita localmente (stazione del Corpo Forestale dello Stato) nell’ambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi; controlla un’area più o meno estesa del territorio comunale od intercomunale.
Centro operativo che opera sul territorio di più Comuni in supporto alle attività dei Sindaci. Serve per la gestione ed il coordinamento degli interventi esecutivi di p.c. in sede locale, intercomunale o comunale; I COM fanno capo al CCS.
E’ una struttura costituita a livello provinciale nell’ambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi;
E’ una struttura di supporto ad ogni attività di p.c.;
E’ il centro nazionale che raccoglie e valuta informazioni e notizie relative a qualsiasi evento che possa determinare l’attivazione di strutture operative di protezione civile. In situazioni d’emergenza si attiva come Sala Operativa a livello nazionale.Centro Telecomunicazioni (CT)
Modello elaborato dal Centro Studi CESAR, che costituisce il primo progetto elaborato con il coinvolgimento di soggetti privati e che disegna nel suo complesso, un nuovo “modello integrato di protezione civile”
E’ organo dell’Agenzia;
· Valuta le notizie, i dati e le richieste provenienti dalle zone interessate all’emergenza;· Coordina in un quadro unitario gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso;
· Promuove l’applicazione delle direttive emanate in relazione alle esigenze prioritarie dalle zone interessate dall’emergenza.E’ presieduto dal direttore dell’Agenzia e composto dal coordinatore dell’ufficio emergenze e da rappresentanti miniti di poteri decisionali delle componenti del servizio nazionale della protezione civile.
E’ un organo collegiale interdisciplinare che affronta problemi organizzativi e si riunisce in sede operativa presso il Dipartimento della p.c. in occasione delle emergenze.
E’ istituito in ogni capoluogo di provincia, presieduto dal presidente dell’amministrazione provinciale o da un suo delegato;
E’ un organo straordinario, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero dal Ministro per il coordinamento della p.c. per l’attuazione degli interventi necessari e conseguenti alla dichiarazione dello “stato d’emergenza” (eventi di tipo “c” – art. 2, L.225/92).
Prevista dagli artt. 7-9 della legge 225/92; costituita con DM 21/10/1992 ricostituita con DM 2704 del 25/10/1995. Opera presso l’Agenzia di protezione civile, del è quale organo consultivo, tecnico – scientifico e propositivo in materia di prevenzione delle varie situazioni di rischio.
E’ presieduta dal Direttore dell’Agenzia, composta da un vice-presidente docente universitario esperto in problemi di protezione civile e tre esperti nei vari settori di rischio e tre esperti nominati dalla conferenza Stato – Regioni.
All’utilizzo del volontariato di protezione civile a livello comunale e/o intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali.
E’ un organo collegiale costituzionale complesso costituito dal Presidente del Consiglio e da tutti i Ministri;
E’ competente, su proposta del Presidente del Consiglio o per sua delega, del Ministro per il coordinamento della p.c. a deliberare lo stato d’emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale ed a revocarlo al venire meno dei relativi presupposti.
Previsto dall’art. 7 della legge 225/92, dal regolamentato con DPR 30/1/1993 n° 50, istituito con DPCM 16/4/1993; è il massimo organo con valenza politico-programmatica nel settore della protezione civile. Elabora i criteri di massima in ordine ai programmi di prevenzione e prevenzione delle calamità, ai piani di emergenza, all’impiego coordinato delle componenti di protezione civile, all’elaborazione di norme di protezione civile. Il Consiglio è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o suo delegato, è composto da nove ministri, dai presidenti delle giunte regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano, dai rappresentanti dell’ANCI, dell’UPI, dell’UNCEM, dai presidenti della CRI e del comitato nazionale di volontariato nonché da esperti.
E’ il complesso delle attività rivolte a garantire la continuità, a livello centrale e periferico, dell’azione di governo, a salvaguardare e mobilitare l’apparato finanziario, economico – produttivo e logistico della Nazione, ad assicurare la protezione e la capacità di resistenza della popolazione, a dare sostegno alla difesa militare;
Unitamente a quest’ultima costituisce la difesa nazionale.
E’, il complesso delle predisposizioni, misure ed azioni, militari e civili, che consentono alla Nazione di prevenire e fronteggiare situazioni di crisi e d’emergenza, interne ed internazionali, nonché di conflitto armato.
Dipartimento d’Emergenza.
Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico – operativi e scientifici in materia di p.c. sono stati trasferiti all’Agenzia di p.c..
Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico – operativi e scientifici, in materia di p.c., sono stati trasferiti all’Agenzia di p.c..
E’ un esperto “direttore delle emergenze” o coordinatore delle emergenze, deputato alla gestione delle crisi da calamità, cui provvede coordinando i soccorsi direttamente o fornendo una consulenza in tempo reale alle autorità chiamate all’intervento.
E’ un professionista in grado di coordinare tutti i gruppi di volontariato e i corpi dello Stato impegnati in attività di soccorso.
Esso, in caso di disastro, deve controllare e organizzare gli interventi del servizio medico e del pronto soccorso, delle unità cinofile, dei mezzi di trasporto disponibili, degli esperti per disinnescare impianti e materiali pericolosi, di chi si cura dei bisogni della popolazione evacuata, delle squadre antincendio, del settore tecnico – scientifico per la riattivazione degli impianti e delle opere pubbliche.
“per posti di comando”, quando coinvolgono unicamente gli organi direttivi e le reti delle comunicazioni;
“operative” quando coinvolgono solo le strutture operative;
“dimostrative” che hanno la finalità di dimostrare l’operatività d’uomini e mezzi;”miste” quando sono coinvolti uomini e mezzi d’amministrazioni d’enti diversi.
1) Tecnico Scientifica – Pianificazione;
Alla quale partecipano i Gruppi di Ricerca Scientifica (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Istituto Nazionale di Geofisica, le Regioni, il Dipartimento p.c., i Servizi Tecnici Nazionali;
Alla quale partecipano il Ministero Sanità, le Regioni – Aziende Sanitarie Locali, la Croce Rossa Italiana e il Volontariato Socio – Sanitario;
6) Trasporti e circolazione – viabilità;
13) Logistica evacuati – zone ospitanti;
Nei piani d’emergenza comunali le 14 funzioni possono ridursi a 9 accorpando o eliminando alcune funzioni.Per i prossimi anni è prevista una 15° funzione che si dovrà occupare esclusivamente del controllo della parte economica/amministrativa del CCS, del COM o del COC.
Chimico – industriale, idrogeologico, nucleare, sismico e vulcanico.
E’ l’insieme dei fenomeni precursori e dei dati di monitoraggio che permettono di prevedere il possibile verificarsi di un evento.
E’ quell’evento naturale o connesso con l’attività dell’uomo, che per natura ed estensione, comporta l’intervento coordinato di più enti od amministrazioni competenti in via ordinaria e che non necessita per essere fronteggiato, di mezzi e poteri straordinari (legge n.225/92 art. 2 lett. b).
Deriva la denominazione dall’imperatore Ottaviano Augusto che, duemila anni fa, ebbe ad affermare che “il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose”, una frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e la gestione della cosa pubblica;
E’ quell’evento naturale o connesso con l’attività dell’uomo, che riguarda una parte limitata del territorio comunale e che può essere fronteggiata mediante interventi attuabili dai singoli enti ed amministrazioni competenti in via ordinaria (legge n. 225/92 art.2 lett. a).
Per la predisposizione di provvedimenti normativi in materia di protezione civile e nelle materie di cui al comma 1° dell’art. 81 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
E’ solitamente un ministro senza portafoglio posto a capo del Dipartimento della p.c., ma non si esclude che la relativa delega da parte del Capo del Governo, possa andare ad un sottosegretario o ad un Ministro già a capo di un dicastero.
Consiste nell’assegnazione delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze, nella realizzazione del costante scambio d’informazioni nel sistema centrale e periferico di protezione civile, nell’utilizzazione delle risorse in maniera razionale.
E’ uno strumento giuridico che viene utilizzato in caso d’azioni indifferibili ed urgenti da porsi in essere anche in deroga a norme di legge, ma nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Ove emanata per l’attuazione degli interventi conseguenti alla dichiarazione dello stato d’emergenza, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e trasmessa ai Sindaci interessati per la pubblicazione negli Albi Pretori dei Comuni.
Una delle strutture fondamentali del sistema di protezione civile, sono regolate dal DPR 613/94 e consistono nelle associazioni iscritte all’elenco della Presidenza del Consiglio dei Ministri – D.P.C. iscritte nei registri regionali del volontariato.
E’ data dall’imprevedibilità e dall’indomabilità da parte dell’uomo dell’evento calamitoso ipotizzato. E’ la probabilità che un fenomeno di una determinata intensità (I) si verifichi in un dato periodo di tempo ed in una data area
E’ redatto a cura dei comuni allo scopo di gestire adeguatamente l’emergenza ipotizzata per il territorio considerato in relazione ai vari scenari; questi ultimi dovrebbero essere ricavati dai rischi considerati nell’ambito dei pertinenti programmi di previsione e prevenzione di livello provinciale e regionale.
Piano per fronteggiare l’emergenza sul territorio della provinciaE’ predisposto e curato dal prefetto per tutto il territorio della provincia di competenza, sulla base del programma provinciale di previsione e prevenzione.
Struttura mobile che consente al Direttore dei soccorsi sanitari di coordinare l’attività del dispositivo d’intervento e di mantenere i contatti con la centrale operativa 118.Posto medico Avanzato (PMA)
Dispositivo funzionale di selezione e trattamento sanitario delle vittime localizzato ai margini esterni dell’area di sicurezza o in una zona centrale rispetto al fronte dell’evento. Può essere sia una struttura (tende, containers), sia un’area funzionalmente deputata al compito di radunare le vittime, concentrare le risorse di primo trattamento e organizzare l’evacuazione sanitaria dei feriti.Potere d’ordinanzaE’ il potere del Commissario delegato, in seguito alla dichiarazione dello stato d’emergenza, di agire anche a mezzo d’ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.Preallarme
Si realizza attraverso l’attivazione di un ufficio competente in relazione al tipo d’evento calamitoso, per fornire tutte le indicazioni e valutazioni di carattere tecnico, necessarie a seguire l’insorgere e l’evolversi del fenomeno che interessa la p.c. .Prefetto
E’ autorità di livello provinciale in emergenze di p.c.; al verificarsi d’eventi calamitosi rilevanti o gravi: informa il Dipartimento della protezione civile, il presidente della giunta regionale e la direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendio del Ministero dell’interno; assume la direzione unitaria dei servizi d’emergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei sindaci dei comuni interessati; adotta tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi; vigila sull’attuazione, da parte delle strutture provinciali di p.c., dei servizi urgenti, anche di natura tecnica. A seguito della dichiarazione dello stato d’emergenza, opera quale delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri. E’ preposto all’ufficio territoriale del Governo ed è coadiuvato da una conferenza permanente, presieduta dal medesimo e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato; nella prefettura capoluogo di regione, assume anche le funzioni di Commissario di Governo.
Consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la probabilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. E’ la seconda attività di p.c. .
Consiste nelle attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, all’identificazione dei rischi ed all’individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. E’ la prima attività di p.c.
E’ una sequenza d’attività scaturente dall’attribuzione di compiti ad autorità, enti, soggetti, gruppi od organizzazioni, deputati a porli in essere in caso d’emergenza, osservando i tempi assegnati.
E’ redatto a cura delle amministrazioni provinciali partendo dalla ricognizione delle problematiche afferenti il territorio provinciale e prevedendo l’individuazione delle possibili soluzioni alle prefigurate calamità, con specifico riferimento ai tempi ed alle risorse disponibili; Rappresenta il punto di riferimento per la determinazione delle priorità e delle gradualità temporali in attuazione degli interventi di p.c., in funzione della pericolosità dell’evento calamitoso, della vulnerabilità del territorio, nonché delle disponibilità finanziarie.
2) alla predisposizione dei piani provinciali d’emergenza sulla base degli indirizzi regionali;3) alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da attivare in caso d’eventi calamitosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
E’ un elaborato trasmesso dalle aziende industriali a rischio, alla regione nel cui territorio l’opificio ricade, affinché si provveda alla vigilanza sullo svolgimento dell’attività ed al prefetto competente, per la predisposizione del piano d’emergenza esterna all’impianto (da redigersi sulla base delle conclusioni dei ministri dell’ambiente e della sanità) per l’opportuna informazione da dare alla popolazione, attraverso il sindaco.
Disciplina il sistema d’ispezioni sugli atti e di verifiche delle procedure poste in essere per l’attuazione delle attività amministrative relative agli interventi d’emergenza. E’ stato emanato con DPR 30 gennaio 1993, n. 51.
E’ un piano d’emergenza redatto per soccorrere popolazioni e realtà esterne al territorio di competenza.
Disciplina che studia le conseguenze delle decisioni; ottimizza la “corsa contro il tempo” che caratterizza la gestione d’ogni emergenza.
E’ il valore atteso delle perdite umane, dei feriti, dei danni alle proprietà e delle perturbazioni alle attività economiche dovuti al verificarsi di un particolare fenomeno di una data intensità. Il rischio totale è associato ad un particolare elemento a rischio E e ad una data intensità I è il prodotto: R (E;I) = H (I) V (I;E) W(E).Gli eventi che determinano i rischi si suddividono in prevedibili (idrogeologico, vulcanico) e non prevedibili (sismico, chimico – industriale, incendi boschivi).
E’ un gioco in cui si simula uno scenario calamitoso ipotetico in un dato territorio; i partecipanti devono assumere un ruolo ed una nuova identità ed agire in modo conseguente, come meglio possono.
Effetto dannoso che pregiudica parzialmente o totalmente una costruzione, senza incidere su persone, altrimenti sarebbe un “disastro”.
E’ istituito su base provinciale presso ogni prefettura per iscrivervi nominativamente cittadini volontari che chiedano di essere inseriti in interventi di p.c. .
E’ la rappresentazione dei fenomeni che possono interessare un determinato territorio provocandovi danni a persone e/o cose e costituisce la base per elaborare un piano di emergenza;Al tempo stesso è lo strumento indispensabile per predisporre gli interventi preventivi a tutela della popolazione e/o dei beni in una determinata area.
E’ autorità comunale di p.c.; al verificarsi dell’emergenza nell’ambito del territorio comunale assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi necessari, dandone immediata comunicazione al prefetto ed al presidente della giunta regionale. Chiede l’intervento di altre forze e strutture quando la calamità o l’evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune. In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, le ordinanze sono adottate dal Sindaco quale rappresentante della comunità locale. In caso di emergenza che interessi il territorio di più comuni, ogni Sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti. Ha inoltre competenze in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali.
Sistema “Mercurio”
Consiste nell’attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza. E’ la terza attività di p.c. .
E’ deliberato dal Consiglio dei Ministri su proposta del suo Presidente o del Ministro per il coordinamento della p.c. o del Sottosegretario a seguito del verificarsi di calamità naturali, catastrofi od altri eventi che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Attraverso l’emanazione di provvedimenti (ordinanze). Sotto il profilo giuridico la dichiarazione dello stato di emergenza è regolata dall’art. 5 L. 225/92. Tale stato prevede talvolta la nomina di un Commissario delegato con potere di ordinanza. E’ una situazione di grave/gravissima crisi al verificarsi di eventi di tipo “c” (art. 2, L.225/92).
E’ una struttura operativa finalizzata all’organizzazione locale dei servizi di protezione civile nell’ambito di un comune o di più comuni tra loro consorziati o di comunità montane. E’ un ufficio di coordinamento capace di coinvolgere l’intero organico comunale o parte di esso, sia in attività poste in essere a scopo preventivo, sia in attività di soccorso; rientra nel potere di autorganizzazione dell’ente locale cui è riconosciuta una potestà statutaria ed una regolamentare verso i propri uffici in modo da rispondere alle esigenze della comunità, ivi comprese quelle di tutela da eventi calamitosi.
Consiste nell’attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. E’ la quarta attività di p.c. .
E’ una tecnica organizzativa utilizzata in medicina dei disastri, nata per ottimizzare le operazioni di carattere sanitario. Il termine e di derivazione francese e si traduce “scelta”. Processo di suddivisione dei pazienti in classi di gravità in base alle lesioni riportate ed alle priorità di trattamento e/o di evacuazione.
Persona coinvolta nell’evento. Comprende feriti, illesi e deceduti.Volontariato
E’ il grado di perdita prodotto su un certo elemento o gruppo di elementi esposti a rischio risultante dal verificarsi di un fenomeno di una data intensità. È espressa in scala da 0 (nessuna perdita) a 1 (perdita totale) ed è in funzione dell’intensità del fenomeno e della tipologia di elemento a rischio: V = V (I; E).Le definizioni di Rischio, Pericolosità, Vulnerabilità e Valore Esposto sono tratte da: UNESCO (1972) Report of consultative meeting of experts on the statistical study of natural hazard and their consequences. Document SC/WS/500 pagg. 1-11.
E’ data dal carente dominio degli eventi che alterano il raggiunto equilibrio del sistema socio – ambientale – territoriale.