Source: https://www.avvocato.it/diritto-penale/
Timestamp: 2020-02-24 04:28:45+00:00
Document Index: 60375548

Matched Legal Cases: ['art. 612', 'art. 275', 'art. 16', 'art. 275', 'art. 1', 'art. 275', 'art. 275', 'art. 4', 'art. 275', 'art. 275', 'art. 22', 'art.22', 'sentenza ', 'art. 60']

Diritto penale | Avvocato.it
Il diritto penale è l’insieme delle norme dell’ordinamento giuridico che prevedono e disciplinano l’applicazione di una misura sanzionatoria di carattere giuridico-penale come conseguenza di un determinato comportamento umano.
Dunque, il diritto penale è quella parte del diritto pubblico che disciplina i fatti costituenti reato, puniti con sanzioni penali a cui si riconnettono conseguenze penali.
Il diritto penale, pertanto, è quel gruppo di norme giuridiche con le quali lo Stato proibisce determinati comportamenti umani (azioni o omissioni); è in altri termini, quell’insieme di precetti la cui inosservanza ha per conseguenza giuridica all’autore dell’illecito l’inflizione di una pena.
Lo Stato, pertanto, con la pena infligge una privazione di un bene individuale quali la libertà o il patrimonio.
Scopo del diritto penale è di impedire la commissione dei reati e, dunque, di combattere il fenomeno della delinquenza o della criminalità.
Il diritto penale trova espressione anche nell’ambito degli affari societari e nella gestione di un’azienda.
Il nostro team, coordinato dall’Avv. Luigi Ulissi, sono presenti avvocati d’impresa capaci di assistere amministratori, imprenditori o menager nelle vicende personali derivanti dalla loro attività.
Oltre alla consulenza preventiva che mira alla messa in sicurezza dell’azienda – tanto con riferimento alla disciplina della sicurezza e salute sul lavoro, quanto al corretto sistema di deleghe anche sul tema ambientale – gli ambiti di attività riguardano altresì:
– il diritto penale societario e tributario
– il diritto penale dell’informatica e bancario
– il diritto penale d’impresa in generale
– responsabilità degli enti per reati commessi da loro esponenti cd. procedimenti 231.
Qual'è la fonte normativa del reato di stalking?
La rilevante ed attuale fattispecie penale di stalking è stata introdotta nel nostro ordinamento con il d.l. 23 febbraio 2009, n. 11, successivamente convertito con modifiche dalla legge n. 38/2009. Il legislatore ha scelto di inserire nel Titolo XII del codice penale, all’art. 612-bis, l’inedito delitto di “Atti persecutori”, formula con la quale si è tradotto sinteticamente il complesso fenomeno socio-criminale già enucleato dalla letteratura psichiatrica e da quella criminologica come stalking.
Quale è l'essenza del fenomeno dello stalking?
Secondo l’interpretazione fornita dagli studiosi di criminologia, il termine stalking (derivato dall’inglese to stalk, nel significato di fare la posta, braccare, pedinare) è stato per molto tempo usato per descrivere fenomeni di persecuzione cui venivano sottoposti soprattutto personaggi famosi da parte di alcuni dei loro fans.
Successivamente, gli studiosi di medicina-psichiatrica hanno affinato il significato identificando il fenomeno criminale in tutti quei comportamenti caratterizzati dall’attenzione assillante ed ossessiva nei confronti di un soggetto-vittima, realizzate mediante multiformi manifestazioni (tra le più diffuse, pedinamenti o appostamenti nei luoghi frequentati dalla vittima, invio continuativo ed inquietante di sms o e-mail o corrispondenza, molteplici telefonate, recapito ossessivo di doni, forme di denigrazione del soggetto bersaglio attraverso la divulgazione di notizie false o la pubblicazione di falsi annunci che inducano terzi sconosciuti a mettersi in contatto con la stessa vittima; inoltre, si inscrivono nella logica persecutoria anche comportamenti caratterizzati dalla violenza, dalle minacce solo verbali o scritte alle vere e proprie aggressioni fisiche).
In quali casi è ammessa il controllo con il braccialetto elettronico?
Nel nostro ordinamento la possibilità di utilizzare dispositivi elettronici o altri strumenti tecnici per controllare persone sottoposte agli arresti domiciliari risale all’introduzione nel codice di rito dell’art. 275 bis, comma 1, cod. proc. pen., dall’art. 16, comma 2, D.L. 24 novembre 2000, n. 341, convertito nella legge 19 gennaio 2000, n. 4 successivamente modificato dal d.l. 23 dicembre 2013 n. 146, convertito nella legge 21 febbraio 2014 n. 10. A partire dal 2013 si sono susseguiti una serie di interventi urgenti ed, in particolare, l’ulteriore modifica dell’art. 275 bis comma 1 cod. proc. pen., apportata dall’art. 1, comma 1, lett. a) del D.L. 23 dicembre 2013 n. 146, convertito nella legge n.10 del 2014 per effetto della quale si sostituisce, nel primo periodo del primo comma dell’art. 275 bis, la locuzione “se lo ritiene necessario” con “salvo che le ritenga non necessarie”, ribaltando, in tal modo, i termini della valutazione del giudice in ordine all’applicazione della speciale forma di controllo.
Nel panorama di evoluzione normativa va ricordata, infine, anche la recentissima riforma in materia di misure cautelari che, pur non intervenendo direttamente sull’art. 275 bis cod. proc. pen, dispone, all’art. 4 comma 3, legge 16 aprile 2015 n. 47, l’inserimento nell’art. 275 cod. proc. pen. del comma 3 bis, il quale prevede che il giudice che dispone la custodia cautelare in carcere deve indicare le specifiche ragioni per cui ritiene inidonea, nel caso concreto, la misura degli arresti domiciliari con le procedure di controllo di cui all’art. 275 bis, comma 1 cod. proc. pen.
Quando si prescrive l'illecito amministrativo dell'ente?
La disciplina della prescrizione disegnata dall’art. 22 D.lgs. n. 231 del 2001 si discosta da quella concernente il reato, essendo previsto un termine unico di cinque anni che prescinde, quindi, dall’entità della pena astrattamente prevista per ciascuna fattispecie di illecito. ll regime degli effetti interruttivi è modulato sulla falsariga della disciplina civilistica, posto che l’esercizio dell’azione penale determina l’interruzione del corso della prescrizione per l’intera durata del giudizio.
La diversità di disciplina dell’istituto della prescrizione applicabile all’ente rispetto a quanto previsto per l’imputato, ha fatto dubitare della legittimità costituzionale dell’art.22 cit., essendo stata prospettata la contrarietà agli artt. 3, 24 e 111 Cost., anche per quanto concerne gli effetti che l’interruzione della prescrizione produrrebbe in riferimento alla durata del processo. La questione è stata, tuttavia ritenuta manifestamente infondata con la sentenza della Cassazione n. 28299/2016.
Un’ulteriore elemento di diversità di disciplina della prescrizione tra illecito dell’ente e reato commesso dall’imputato è da individuarsi nella previsione dell’art. 60 D.lgs. n. 231 del 2001, in virtù del quale non può procedersi alla contestazione dell’illecito amministrativo nel caso in cui il reato presupposto sia estinto per prescrizione, comportante la decadenza della potestà sanzionatoria nei confronti dell’ente non vendo più attribuita alcuna attitudine interruttiva alla contestazione dell’illecito dipendente da reato. In tal modo si realizza un sostanziale ricongiungimento degli effetti della prescrizione previsti per l’imputato e la persona fisica, limitando le conseguenze dell’autonomia delle due forme di responsabilità derivanti al reato.
Quando è stato codificato il reato di omicidio stradale?
Con l’approvazione della legge 23 marzo 2016, n. 41, recante l’«introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ed al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274»1, il nostro legislatore è intervenuto nel tessuto normativo del codice penale per fronteggiare quella che può essere a pieno titolo definita una vera e propria emergenza sociale, alimentata dalla costante proliferazione dei reati connessi alla circolazione stradale. Il nucleo essenziale della legge è costituito dall’introduzione nel codice penale degli artt. 589-bis e 590-bis, rubricati rispettivamente omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi o gravissime.