Source: http://www.anfit.it/news/vizi-bene-o-posa
Timestamp: 2018-10-15 17:36:56+00:00
Document Index: 160984687

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1470', 'art. 1655', 'art… 1490', 'art. 1667']

Vizi nella finestra e/o posa in opera: riconoscimento, tutele e rimedi - ANFIT
Vizi nella finestra e/o posa in opera: riconoscimento, tutele e rimedi
L’epilogo di una controversia con una ditta installatrice di porte scorrevoli che ha portato alla sentenza della Corte di Cassazione n.2431 del 31 gennaio offre lo spunto per riepilogare le misure di tutela predisposte dalla legge nel caso siano rilevati dall’acquirente vizi e difetti dell’opera o della fornitura.
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Partendo da una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 2431 del 2018) cogliamo l’occasione per un riepilogo dei rimedi predisposti dalla legge a tutela dell’acquirente o del committente nel caso in cui si manifestino/rilevino vizi e difetti nel bene e/o posa in opera di porte e finestre forniti da venditore o dall’appaltatore. In altri termini, e rovesciando la prospettiva, per ricordare a quali azioni è esposto il venditore o appaltatore/installatore da parte del cliente insoddisfatto e per quanto tempo dalla consegna o dal completamento dell’opera.
La sentenza della Cassazione in commento giunge all’epilogo di una controversia con una ditta installatrice di porte e scorrevoli che aveva riconosciuto i difetti dell’opera segnalati dall’acquirente dell’immobile e che si era impegnata ad eliminare le problematiche, senza evidentemente riuscirci.
Vizi e difetti nel bene e/o posa in opera di porte e finestre. Distinzione tra vendita e appalto
La compravendita ai sensi dell’art. 1470 c.c. è “il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”. L’appalto invece è definito dall’art. 1655 c.c. come “il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio, verso un corrispettivo in denaro”.
Con riferimento alla compravendita, nel caso in cui il bene presenti vizi tali da renderlo inidoneo all’uso a cui è destinato o da diminuirne in modo apprezzabile il valore, l’acquirente può a sua discrezione chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, restando in ogni caso salvo il risarcimento del danno, ma deve denunciare tali vizi entro otto giorni dalla scoperta, e l’azione per far valere in giudizio la garanzia va esercitata entro un anno dalla consegna del bene (art… 1490 – 1495 c.c.).
Vizi e difetti nel bene e/o posa in opera di porte e finestre. Tempi di prescrizione
Ai sensi dell’art. 1667 c.c., invece, in caso di difformità e vizi dell’opera, da intendersi quali vizi che non incidono necessariamente in misura rilevante sull’efficienza e sulla durata dell’opera stessa, il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all’appaltatore la difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. la denunzia non è però necessaria se l’appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati.
Con riferimento alla compravendita, la Cassazione a Sezioni Unite (con ben due pronunce: 13294/05 e 19702/2012) facendo proprio l’orientamento condiviso dalla giurisprudenza maggioritaria, ha stabilito che il tema di garanzia per i vizi della cosa venduta qualora il venditore si impegni ad eliminare tali vizi e l’impegno sia accettato dal compratore, sorge un’autonoma obbligazione di facere che si affianca alla garanzia originaria rimanendo però ad essa esterna e, quindi non alternandone la disciplina.
Vizi e difetti nel bene e/o posa in opera dio porte e finestre. Svincolo garanzia
Passando dallo specifico riconoscimento di vizi e difetti nel bene e/o posa in opera di porte e finestre, ad in contesto più ampio, è utile infine ricordare che la giurisprudenza (tra le altre Cass. 6263/2012) ha precisato che il riconoscimento del vizio da parte dell’impresa appaltatrice può anche essere tacito, ad esempio mediante l’intervento sul bene, anche se effettuato attraverso l’opera di terzi e pur in presenza del diniego formale dell’esistenza dei vizi lamentati dal committente.
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