Source: https://giurisprudenzaamministrativa.com/2017/12/12/guida-in-stato-di-ebbrezza-non-legittima-il-divieto-di-detenzione-di-armi/
Timestamp: 2020-06-02 17:21:46+00:00
Document Index: 31708205

Matched Legal Cases: ['art. 39', 'art. 1', 'art. 39', 'art. 1', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 39', 'art. 186', 'art 60', 'sentenza ']

Guida in stato di ebbrezza non legittima il divieto di detenzione di armi. – Giurisprudenza amministrativa
Guida in stato di ebbrezza non legittima il divieto di detenzione di armi.
Non è sufficiente l’esser stati fermati alla guida della propria auto sotto l’effetto di sostanze alcoliche per legittimare un provvedimento di divieto di detenzione di armi.
Il Tar Piemonte, sent. 1230/2017, ha affermato il principio per cui l’esser stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per esser stati fermati alla guida di un veicolo sotto l’effetto di alcolici non è motivo sufficiente per l’emanazione di un provvedimento di divieto di detenzione di qualsiasi tipo di arma e di munizione, ai sensi dell’art. 39 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 T.U.L.P.S., come modificato dall’art. 1, comma 1, lett. C), del D.Lgs. 29.9.2013 n. 121, trattandosi di episodio isolato. Nel caso di specie, peraltro, il procedimento penale era stato archiviato per particolare tenuità del fatto.
N. 01230/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00861/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 861 del 2017, proposto da:
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avvocati Alessandro Meregaglia, Silvia Taccoli, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Meregaglia in Torino, corso Dante N. 63;
Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliato presso i suoi uffici, in Torino, Via Arsenale 21;
1. del decreto del Prefetto di Torino, prot. n. 22653/D Area 1 Ter, in data 12.6.2017, notificato in data 7.7.2017, con il quale è stata vietata al sig. -OMISSIS-la detenzione di qualsiasi tipo di arma e di munizione, ai sensi dell’art. 39 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 T.U.L.P.S., come modificato dall’art. 1, comma 1, lett. C), del D.Lgs. 29.9.2013 n. 121;
2. e di ogni altro atto comunque connesso, precedente o successivo, presupposto o consequenziale, anche non conosciuto dal ricorrente, comunque connesso a quello impugnato.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Visto l’art. 60 cod. proc. amm. che consente al giudice amministrativo, adito in sede cautelare, di definire il giudizio con “sentenza in forma semplificata”, ove il giudice accerti la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria e nessuna delle parti dichiari che intende proporre motivi aggiunti, ricorso incidentale, regolamento di competenza o regolamento di giurisdizione;
Ritenuto di potere adottare tale tipo di sentenza, attesa la completezza del contraddittorio, nonché la superfluità di ulteriore istruttoria;
Sentite sul punto i difensori delle parti, che non hanno manifestato osservazioni oppositive;
I) Con ricorso notificato il giorno 31 agosto 2017 e depositato il giorno 22 settembre 2017, il sig. Cavinato ha impugnato il decreto del Prefetto di Torino, prot. n. 22653/D Area 1 Ter, del 12.6.2017, che dispone il divieto di detenzione di qualsiasi tipo di arma e di munizione, ai sensi dell’art. 39 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 T.U.L.P.S.
Il provvedimento è stato assunto a seguito della nota della Questura, che comunicava di aver revocato la validità della licenza di porto di fucile per uso caccia, in quanto il ricorrente risultava deferito all’Autorità Giudiziaria, in data 18/10/2015, per la violazione di cui all’art. 186 co 2 lett. b Codice della Strada, essendo stato fermato alla guida della propria autovettura in stato di ebbrezza alcolica. A seguito poi della visita medico- legale presso il Servizio di Medicina Legale dell’ASL -OMISSIS-, è risultato “non idoneo per la concessione, ai sensi del D.M. 28/04/1998”.
La Questura, per quanto di competenza, adottava la revoca della licenza del porto di fucile ad uso caccia (provvedimento impugnato con ricorso n.1146/2017).
Il provvedimento viene censurato per eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti. Manifesta illogicità. Eccesso di potere per istruttoria carente e/o insufficiente e/o incompleta, irragionevolezza e omessa e/o carente motivazione.
Si è costituita in giudizio l’Amministrazione intimata, chiedendo il rigetto del ricorso.
Con ordinanza n. 430 del 12.10.2017 è stata disposta l’acquisizione del certificato di non idoneità del Servizio di Medicina Legale dell’ASL To 4, citato nel provvedimento impugnato, unitamente ad ogni altro documento utile ai fini della decisione.
In data 17 ottobre 2017 l’Amministrazione ha depositato il certificato di non idoneità richiesto, da cui risulta che i test tossicologici sono negativi e sono in corso ancora i controlli per il rinnovo della patente.
Alla camera di consiglio del giorno 8 novembre il ricorso è stato trattenuto in decisione ai sensi dell’art 60 c.p.a.
Va premesso che il decreto di revoca del porto di fucile ad uso caccia è stato annullato (sentenza n. 00748/2017) da questo stesso Collegio sull’assunto, cui occorre dare continuità, che “un unico episodio isolato deve essere valutato con estrema cautela, e se, in linea di massima, può essere considerato un indice di propensione a violare le regole, e quindi di inaffidabilità, il comportamento volontario o quello connotato da colpa grave o da colpa con prevedibilità dell’evento (c.d. “colpa cosciente”), non è possibile giungere alla medesima conclusione a fronte di episodi isolati connotati da colpa lieve, dalla mancata previsione dell’evento e/o da un disvalore particolarmente contenuto: in tali casi, pertanto, il giudizio di non affidabilità deve fondarsi necessariamente su altre circostanze che, considerate unitamente all’episodio isolato, consentono di effettuare una prognosi negativa sulla affidabilità del soggetto, in base ad un ragionamento che ovviamente deve essere correttamente esplicitato nel provvedimento negativo”.
Nel caso di specie il divieto di detenzione si fonda sul procedimento, che è poi stato archiviato dalla Procura della Repubblica per conclamata tenuità del fatto e sul giudizio medico, che da un lato conferma il non uso di sostanze psicotrope, dall’altro non può ritenersi definitivo, visto che per il rilascio della patente sono ancora in corso controlli.
L’Amministrazione pone a fondamento della valutazione negativa “sospetti o indizi negativi che fanno venire meno la fiducia”: tuttavia se l’indizio è rappresentato dall’essere stato fermato alla guida della propria autovettura in stato di ebbrezza alcolica, risulta fondata la censura di illogicità, poiché si tratta di un episodio isolato, di scarsa rilevanza.
Ugualmente il divieto non può fondarsi sulla valutazione medica, priva di motivazione e ancora in itinere.
Il ricorso va quindi accolto, con annullamento del provvedimento impugnato.
Le spese del giudizio possono essere compensate, in considerazione della materia, in cui si registrano orientamenti non univoci.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il decreto del Prefetto di Torino, prot. n. 22653/D Area 1 Ter del 12.6.2017.
Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2017 con l’intervento dei magistrati:
Silvana Bini, Consigliere, Estensore
12/12/2017, articolo dell’Avv. Luca Foscoliano
Scritto il 12 dicembre 2017 2 dicembre 2017 Autore Giurisprudenza amministrativaCategorie Porto d'armiTag Codice della Strada,Condanna per guida in stato di ebbrezza,Divieto detenzione armi,Episodio isolato,Guida in stato di ebbrezza,Ministero dell'Interno,Motivazione,Motivazione insufficiente,Particolare tenuità del fatto,Porto d'armi,Prefettura,Revoca porto d'armi,TAR Piemonte,TULPS
1 commento su “Guida in stato di ebbrezza non legittima il divieto di detenzione di armi.”
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