Source: http://vajont.info/sentenza1Faleschini.html
Timestamp: 2017-03-24 04:13:57+00:00
Document Index: 128379942

Matched Legal Cases: ['art. 595', 'art.\n102', 'art. 495', 'art. 595', 'art.\n9', 'art. 133', 'art. 538', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 540', 'sentenza ', 'art. 544', 'sentenza ', 'art. 544']

Longarone: MAFIA Vajont - il caso Bratti Gioachino
(Segnali di mafia (1): Longarone, 15 dicembre 2007)
[Segnali di mafia (2):30 gennaio 2008] A Udine, 1a udienza per il caso dell'ex plurisindaco (ora 90enne) Gioachino Bratti.
Motivo della "querela" a firma apparente del vegliardo, ma in realtà una delle mosse giudiziarie del giovane successore e mafioso Pierluigi De Cesero per far chiudere il "www.vajont.org": nel 2004 lo definii all'interno di uno degli esempi portati in un articolo ragionato contro "questi mafiosi" come - ATTENZIONE ! ! ! - « un democristiano "molto poco cristiano"», mia reazione per aver letto sul giornale che Bratti aveva definito (sul quotidiano locale "Corriere delle Alpi") i suoi ex alunni sopravvissuti del 1963 come «persone indegne». Infatti, il testo di QUESTA querela evita accuratamente di nominare Pierluigi De Cesero e Roberto Padrin, i veri obiettivi delle mie critiche, in quel momento rispettivamente sindaco e titolare dell'Ufficio stampa della Fiera di Longarone (DCP impiegato "esterno" a carico del Comune e Padrin impiegato interno, "normale").
Minkia! oggi, 2009, mentre scrivo alla vigilia di quest'altro processo a Longarone i due burattini eterodiretti sono rispettivamente sindaco uscente ma consigliere (De Cesero Pierluigi) e nuovo sindaco (Padrin Roberto).
Ma come vedremo, il condannato - per aver io osato scrivere di Padrin e di De Cesero "da questi mafiosi o da un'Agenzia Cupolare rappresentata da un autentico Padrin (nomen omen?), non sapranno mai di questo e
d'altro.".... La domanda sorge spontanea: condannato io, Dal Farra, per esser stato un preveggente nel 2004, più di cinque anni fa??? =============== Sentenza & motivazioni
N. 2126/2006 R.G. N.R. - N. 1147/2007 R.G.DIB
Il Tribunale di Udine, in composizione monocratica, nella
persona del giudice dott. Daniele Faleschini Barnaba ha pronunciato all'udienza del 18 marzo 2008 la seguente
Dal Farra Tiziano nato a Romanshorn
(Svizzera) il 3.6.1967 residente a Pagnacco Via Colloredo n. 52/4 - domicilio eletto -
- libero, contumace -
del reato previsto e punito
dall'art. 595 commi 1 e 3 c.p. perch�, mediante la pubblicazione di scritti sul
sito Internet www wineathomeit.com - di cui � di fatto gestore - offendeva
l'onore ed il decoro di Bratti Gioacchino mediante la pubblicazione delle frasi
"... il Bratti ha avallato il doppio stupro del suo successore, spargendo
senza alcun problema ulteriore sale su antiche ferite. Trovata meschina, poco
cristiana e molto democristiana. Che fa a cazzotti con la reputazione
(apparente) e l'onest� (intellettuale) dell'ex plurisindaco"... e ... "che in un contesto simile, una affiatata
coppia di sinergici burattini eterodiretti santifichi
il democristiano (molto poco cristiano) Bratti Gioacchino, � automatico. Va da s� che gli imbambolati bellunesi di
Urussanga o di una Zurigo, da questi mafiosi o da
un'Agenzia Cupolare rappresentata da un autentico Padrin (nomen omen?), non sapranno mai di questo e
d'altro.".
Fatti in Pagnacco (UD), luogo di
pubblicazione del sito internet ed accertato in data
Con l'intervento del pubblico ministero dott.ssa Terzariol, Parte Civile Bratti Gioacchino con l'avv.
Maurizio Paniz del Foro di Belluno sostituito ex art.
102 c.p.p. dall'avv. Raffaella Mario del Foro di
Belluno e del difensore di fiducia avv. Stefano Arpino
del Foro di Udine
Il P.M :
condanna dell'imputato alla pena di anni 1 di reclusione.
Il difensore di Parte Civile: dimette conclusioni scritte
alle quali si riporta e nota spese.
Il difensore dell'imputato: assoluzione perch� il fatto non
Con decreto di citazione diretta di data 22.3.2007
l'imputato Dal Farra Tiziano veniva tratto a giudizio
per rispondere dell'imputazione di cui alla rubrica. Nella dichiarata
contumacia dell'imputato, avutasi la costituzione di parte civile della persona
offesa Bratti Gioacchino ed esperito vano tentativo di conciliazione, si
dichiarava aperto il dibattimento e, ammesse le prove con ordinanza resa ex
art. 495 c.p.p., si procedeva all'istruzione
dibattimentale mediante assunzione di testi ed
acquisizione di documentazione; la difesa dell'imputato, nulla opponendo le
altre parti e consentendovi il Tribunale, rinunziava ad ulteriori testi di
lista siccome superflui; rigettate ulteriori richieste istruttorie siccome non
necessarie alla decisione e dichiarata l'utilizzabilit� degli atti acquisiti al
fascicolo dibattimentale. Le parti concludevano come
in epigrafe ed il Tribunale pronunziava come da dispositivo.
La penale responsabilit� dell'imputato risulta
Il capo d'imputazione ha ad oggetto
la pubblicazione nel gennaio 2006 di un articolo a firma del Dal Farra sul sito
internet www.wineathomeit.com, nel quale, a commento di una notizia di cronaca
firmata dal giornalista Padrin Roberto, si
esprimevano aspri giudizi nei confronti dell'odierna parte civile Bratti
Gioacchino, gi� per lungo tempo sindaco del Comune di Longarone, in relazione
ad una visita da lui resa quale presidente dell'Associazione Bellunesi nel
Mondo alla citt� brasiliana di Urussanga, gemellata
con Longarone.
Va anzitutto rilevato che la
diffusione tramite un sito internet di contenuti di carattere diffamatorio � di
per s� idonea ad integrare il reato di diffamazione
aggravata a norma dell'art. 595 comma 3� c.p., atteso l'indubitabile connotato
di pubblicit� di tale mezzo di comunicazione, atto per sua stessa natura e
funzione a raggiungere un'indeterminata pluralit� di utenti abilitati al
collegamento con la rete web; la diffamazione si struttura quale reato di
evento, dal che consegue che la consumazione si verifica al tempo e nel luogo
in cui i terzi percepiscono le espressioni ingiuriose a seguito
dell'attivazione del collegamento alla rete (in argomento Cass. sez. V,
21.6.2006, n� 25875; Cass. sez. V, 17.11.2000, n�
4741). Per terzi debbono intendersi tutti i soggetti
che prendano conoscenza del contenuto delle frasi in questione, realizzandosi
la consumazione nel momento in cui avvengono tali prese di conoscenza, anche
non contemporanee ed indipendenti l'una dall'altra, purch� ad opera di pi�
Ne deriva l'estrema difficolt� o l'impossibilit� di
stabilire il luogo nel quale la consumazione sia intervenuta, il che
presupporrebbe l'identificazione dell'utente che per secondo abbia preso
contatto con il sito internet visionandone i contenuti diffamatori; in difetto
di tale prova ed altres� della prova di dove si trovi
il provider che consente l'accesso alla rete, la competenza per territorio non
pu� che determinarsi facendo ricorso al criterio suppletivo previsto dall'art.
9 comma 1� c.p.p., in virt� del quale � competente il
giudice dell'ultimo luogo nel quale � avvenuta una parte dell'azione o
dell'omissione, ovverossia, nel caso in esame, del luogo di pubblicazione del
sito dal quale ha avuto origine la diffusione degli scritti offensivi,
accertato in base alle indagini essere nella localit� di Pagnacco,
ricompresa nel circondario del Tribunale di Udine, e precisamente presso
l'impresa individuale Spiritodivino, avente sede al
domicilio del Dal Farra in Pagnacco, via Colloredo 52/4.
Dalla lettura dell'articolo, ed in
particolare delle frasi evidenziate nel capo d'imputazione e gi� oggetto della
querela a firma del Bratti datata 10.2.2006, si evidenzia il tenore
obiettivamente diffamatorio delle espressioni impiegate, laddove, traendo
occasione da vicende inerenti alla catastrofe del Vajont avvenuta, come si sa,
il 9.10.1963, il Dal Farra - che mai ha contestato la paternit� dell'articolo
recante la sua firma e la cui difesa si � svolta dando per pacifico che egli ne
sia l'autore - portava un attacco di natura personale al Bratti, accusandolo
con espressioni vistosamente ed ingiustificatamente ingiuriose, oltre che non
debitamente contestualizzate ed argomentate, di essere corresponsabile della
ristrutturazione del cimitero dedicato alle vittime sito nella localit� di Fortogna, riconducibile peraltro non tanto al Bratti,
sindaco sino al 1999, quanto alla successiva amministrazione guidata dal
sindaco Pierluigi De Cesero che avvi� i lavori nel
2003, come da quest'ultimo confermato in sede dibattimentale, e di far parte di
un'ipotetica "cupola" di affaristi che, in un intreccio di reciproci
favori, violerebbe le regole della buona amministrazione e perseguirebbe
tornaconti personali con sperpero di pubblico denaro e scelte contrastanti con
la volont� dei cittadini.
E' noto che, in presenza
dell'attribuzione di fatti obiettivamente pregiudizievoli della reputazione di
un soggetto, il diritto di critica costituisce causa di giustificazione, idonea
ad escludere l'illiceit� penale del fatto, allorch�
presenti i requisiti della pertinenza - intesa come rispondenza ad un interesse
conoscitivo di carattere generale - e della continenza, vale a dire
dell'astensione dall'impiego di espressioni di contenuto gratuitamente
offensivo dell'altrui reputazione, ed inoltre, pur non potendosi pretendere
dalla critica una rigorosa obiettivit�, posto che essa per sua natura esprime
un'interpretazione necessariamente soggettiva di fatti e comportamenti, si
fondi su una rappresentazione veritiera della vicenda sulla quale si intende
manifestare il proprio apprezzamento (giurisprudenza costante; tra le altre
Cass. sez. V, 1�.7.2005, n� 29509; Cass. sez. V,
21.1.2003, n� 8678; Cass. sez. V, 8.4.2002, n� 40717; Cass. sez. V, 14.2.2002, n�
20474).
Nel caso che occupa sussiste l'interesse pubblico alla
conoscenza della vicenda, ma sono ampiamente travalicati i limiti della
continenza. Valenza indubitabilmente ingiuriosa e scollegata da un intento di
puntuale ed argomentata critica su comportamenti ritenuti censurabili e invero
ravvisabile in espressioni quali "il Bratti ha avallato il doppio stupro
del suo successore, spargendo senza alcun problema ulteriore sale su antiche
ferite. Trovata meschina, poco cristiana, molto democristiana. Che fa a
cazzotti colla reputazione (apparente) e l'onest� (intellettuale)
dell'ex-plurisindaco. [...] Che in un contesto simile, una affiatata coppia di sinergici burattini
eterodiretti santifichi il democristiano (molto poco
cristiano) Bratti Gioacchino, � automatico... Va da s�
che gli imbambolati bellunesi di Urussanga o di una
Zurigo, da questi mafiosi, o da un'Agenzia Cupolare
rappresentata da un autentico Padrin (nomen omen?),
non sapranno mai di questo e d'altro".
In tali frasi � manifesto l'intento del Dal Farra di
vulnerare la reputazione del Bratti con invettive gratuitamente offensive, che
ne mettono pesantemente in discussione l'onest� e l'effettiva adesione ai
valori morali d'ispirazione, e di prendere a pretesto la vicenda in questione
per formulare attacchi all'ex-pubblico amministratore, e ad altri soggetti, in
realt� svincolati dal contesto dei temi trattati,
facendosi presunto portavoce delle pur legittime istanze di comitati di
superstiti che dissentivano dalle scelte dell'amministrazione comunale in
merito alle modalit� della ristrutturazione del cimitero e si opponevano alla
distinzione dalle altre della tomba del vescovo Gioacchino Muccin,
figura di rilievo umano e religioso che si adoper� in favore delle popolazioni
colpite dal disastro: veniva vista con sfavore anche l'introduzione di un
sistema informatico atto a consentire l'individuazione del cippo di interesse,
altrimenti resa assai difficoltosa dal fatto che tutti avevano le medesime
caratteristiche (v. depos. Arzenton
Carolina, Pozzobon Mario, Vastano
Lucia, Bona Roberto).
Non ricorrendo dunque i presupposti di applicazione della
scriminante del diritto di critica, va affermata la penale responsabilit�
dell'imputato in ordine al reato di rubrica; valutati
i criteri di cui all'art. 133 c.p. e riconosciute le circostanze attenuanti
generiche in considerazione dell'unicit� del precedente penale, giudicate
equivalenti alla contestata aggravante del mezzo di pubblicit�, � da ritenersi
congrua la pena di giorni venti di reclusione. Alla condanna consegue l'obbligo
del pagamento delle spese processuali.
Sussistono i presupposti per concedere all'imputato il
beneficio della sospensione condizionale della pena, considerato
che l'unicit� del precedente penale a suo carico induce a reputare
ancora probabile la futura astensione dalla commissione di altri reati.
A norma dell'art. 538 c.p.p.
l'imputato va condannato al risarcimento del danno morale - non essendo emersa
prova di danni patrimoniali - nei confronti della costituita parte civile, che
appare congruo liquidare con valutazione equitativa - tenuto conto del tenore
dello scritto diffamatorio, della potenziale ampia diffusione del mezzo
impiegato, della rilevanza pubblica della vicenda e del ruolo ricoperto dalla
persona offesa - nella capital somma di euro 8.000 a
valori correnti, oltre agli interessi legali dalla sentenza al saldo.
L'imputato va altres� condannato alla rifusione delle spese
di costituzione e rappresentanza della parte civile, cos� come liquidate in
dispositivo nella misura ritenuta di giustizia, tenuto conto dell'entit� e
dell'incidenza dell'attivit� defensionale prestata in rapporto alla durata ed al grado di difficolt� del procedimento.
Non si sono evidenziati giustificati motivi per concedere la
richiesta provvisoria esecuzione della sentenza a norma dell'art. 540 comma 1� c.p.p.
Appare congrua l'assegnazione del termine di quaranta giorni
per il deposito della sentenza a norma dell'art. 544 comma 3� c.p.p..
Il Tribunale penale di Udine in composizione monocratica, letti gli artt. 533 e 535 c.p.p.,.
l'imputato Dal FarraTiziano
colpevole del reato ascrittogli e, riconosciutegli le circostanze attenuanti
generiche, dichiarate equivalenti alla contestata aggravante, lo
alla pena di giorni venti di
l'imputato suddetto al risarcimento
del danno nei confronti della costituita parte civile, che liquida nella
capital somma di euro 8.000 a valori correnti, oltre agli interessi legali
dalla sentenza al saldo, nonch� alla rifusione delle spese di costituzione e
rappresentanza della stessa, che liquida in euro 39,67 per anticipazioni, euro
622,91 per spese, euro 156 per diritti ed euro 2.400 per onorari, oltre alle
spese generali, Iva e Cna come per legge.
Motivazione riservata nei termine
di quaranta giorni ex art. 544 comma 3� c.p.p.
Cos� deciso in Udine, all'udienza del 18.3.2008
DEPOSITATO IN CANCELLERIA oggi 22 Aprile
=========== FINE ===========
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www.vajont.org (l'ex "vajont2003" di www.wineathomeit.com) si trova tuttora sotto "sequestro preventivo" su querela per presunta "diffamazione" del presidente della «Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 ONLUS, nonché - all'epoca - sindaco di Longarone: Pierluigi De Cesero.
Io (Tiziano Dal Farra) ho denunciato poi per associazione a delinquere di stampo mafioso lui e mezza sua giunta. Oggi la magistratura si sta occupando di loro (e del loro avvocato, Onorevole Maurizio Paniz).