Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/25
Timestamp: 2018-10-18 13:18:02+00:00
Document Index: 111606226

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 25', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 700', 'sentenza ']

I. L'autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione delle fondazioni; provvede alla nomina e alla sostituzione degli amministratori o dei rappresentanti, quando le disposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi; annulla, sentiti gli amministratori, con provvedimento definitivo, le deliberazioni contrarie a norme imperative, all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al buon costume; può sciogliere l'amministrazione e nominare un commissario straordinario, qualora gli amministratori non agiscano in conformità dello statuto e dello scopo della fondazione o della legge.
II. L'annullamento della deliberazione non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti in esecuzione della deliberazione medesima.
III. Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilità devono essere autorizzate dall'autorità governativa e sono esercitate dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi amministratori.
Fondazioni – Controllo pubblico – Art. 25 c.c. – Scopo del controllo – Conseguenti limiti.
Le forme di controllo pubblico cui l’art. 25 del Codice civile assoggetta le fondazioni sono funzionalmente (e restrittivamente) preordinate alla tutela dell’ente, trovando ragione nell’assenza di un controllo interno analogo a quello esercitato nelle associazioni dei membri o da appositi organi a ciò deputati. Questi poteri dell’autorità amministrativa dell’art. 25 Cod. civ. esprimono non una funzione di tutela nel merito, o di controllo sulla mera opportunità delle determinazioni o gestionale o di indirizzo, che sarebbero – specie alla luce delle riforme liberalizzatrici del 1997/2000 (art. 13, comma 1, l. 15 maggio 1997, n. 127; art. 1, comma 1, l. 22 giugno 2000, n. 192; d.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361) - incompatibili con l’autonomia privata degli enti destinatari; ma piuttosto una funzione di vigilanza, cioè di controllo di legittimità rispetto alla legge e all’atto di fondazione; il quale controllo a sua volta non è astratto e generale, ma funzionale alla salvaguardia dell’interesse interno e istituzionale dell’ente, in rapporto a quanto giustifica la sua esistenza giuridica come tale, cioè alla preservazione del vincolo di destinazione del patrimonio allo scopo voluto dal fondatore e a suo tempo stimato meritevole di separazione di responsabilità con l’atto di riconoscimento giuridico della fondazione. È ammissibile, in siffatta prospettiva, una sollecitazione ab extra diretta all’uso del potere di annullamento, mera segnalazione di terzi, inidonea a veicolare (quasi fosse un rimedio concorrente o alternativo), pretese di definizione di contenziosi in relazione all’interesse immediato e diretto del denunziante (interesse che invece ha la sua ordinaria tutela in giustizia e nelle pertinenti sedi). Ma per essere, se del caso, presa in considerazione occorre pur sempre che si inserisca nel margine di un detto controllo e che non ne ecceda. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Consiglio di Stato, 13 Luglio 2018, n. 4288. Segue...
Fondazioni - Fondazioni bancarie - Nomina componente consiglio generale - Mancata ratifica della nomina - Istanza di sospensione della deliberazione ex art. 700 c.p.c. - Diritti partecipativi - Periculum in mora - Ammissibilità dei provvedimenti anticipatori in caso di delibere negative - Natura della sospensiva.
D’altronde la sospensiva è provvedimento giudiziario idoneo a tutelare tutte le posizioni soggettive, giacché non mira solo a conservare la situazione di fatto ma a determinare la produzione di effetti giuridici innovativi della realtà mediante l’anticipazione dei possibili effetti della sentenza di annullamento. (Mariarosa Coppola) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05 Febbraio 2018. Segue...