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Timestamp: 2020-07-04 21:45:34+00:00
Document Index: 91229034

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 139', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Newsletter n. 12 del 17-06-2013 - Notificazioni | Gobbi e Partners SpA
Newsletter n. 12 del 17-06-2013 – Notificazioni
Newsletter n. 12 del 17-06-2013…
finalmente la Suprema Corte di Cassazione qualifica il nostro lavoro e ci consente di utilizzare una nuova leva di marketing per poter ottenere nuovi incarichi da Studi Legali. Hai capito bene, la Corte di Cassazione ci da uno spunto su cui riflettere ed eventualmente da utilizzare in caso volessi contattare nuovi studi forensi. Infatti la sentenza Cass. civ. Sez. III, Sent., 14-05-2013, n. 11550 partendo dal presupposto che la notifica di un atto giudiziario si deve ritenere corretta non in quanto inviata presso la residenza anagrafica della persona, ma allorquando sia inviata all’effettiva dimora presso la quale il soggetto è la presente. In tal senso il dettato normativo del codice di procedura civile all’art. 139. – Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio – prevede che: “Se non avviene nel modo previsto nell’articolo precedente (notificazione a mani proprie), la notificazione deve essere fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio. Se il destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di quattordici anni o non palesemente incapace. In mancanza delle persone indicate nel comma precedente, la copia e’ consegnata al portiere dello stabile dove e’ l’abitazione, l’ufficio o l’azienda, e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla.
Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e l’ufficiale giudiziario da’ notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata. Se il destinatario vive abitualmente a bordo di una nave mercantile, l’atto può essere consegnato al capitano o a chi ne fa le veci. Quando non e’ noto il comune di residenza, la notificazione si fa nel comune di dimora, e, se anche questa e’ ignota, nel comune di domicilio, osservate in quanto e’ possibile le disposizioni precedenti.”
Appare quindi evidente, ictu oculi, come le notificazioni possano avvenire in alternativa in luoghi molto differenti, si tratta quindi di indagare in relazione a quale dei luoghi citati nella norma possa essere effettivamente presente l’interessato. L’opera quindi dell’investigatore, come nel caso di specie, è di individuare e comunicare all’avvocato il luogo presso il quale potrà essere legittimamente notificato l’atto giudiziario il quale a suo volta lo comunicherà all’Ufficiale Giudiziario per le operazioni di rito. Tornando alla sentenza la stessa afferma lapidariamente ed incontrovertibilmente che “ omissis ….. secondo il consolidato orientamento di questa Corte, le risultanze anagrafiche rivestono un valore meramente presuntivo circa il luogo dell’effettiva abituale dimora, il quale è accertabile con ogni mezzo di prova, anche contro le stesse risultanze anagrafiche (Cass. n.19132/04,n. 11562/03, 4829/79, 4705/89), assumendo rilevanza esclusiva il luogo ove il destinatario della notifica dimori di fatto in via abituale (Cass. 12303/08).” Quindi la Corte accoglie favorevolmente la relazione dell’agenzia investigativa che aveva accertato, in concreto, dove la persona interessata effettivamente dimorava.
La stessa sentenza afferma, in conclusione, che “In particolare, la società ricorrente aveva prodotto una relazione di un’agenzia informativa (doc. 1) del 20 gennaio 1994 (da intendersi come agenzia investigativa), in cui era riferito che il G., pur avendo la residenza anagrafica in (OMISSIS), al momento, abitava di fatto a (OMISSIS), ove poi l’atto fu ricevuto dal custode dell’immobile;…. Omissis”. Appare quindi incontrovertibile l’importanza dell’attività svolta dall’investigatore privato che nel caso di specie ha permesso alla Suprema Corte di affrancare in via definitiva la valenza dell’operato del nostro collega. Spero di aver fatto, ancora una volta, cosa gradita allegandoti alla presente la sentenza in forma integrale la quale è certamente di facile lettura e sicuramente di tuo interesse. Inoltre le parti della sentenza che potrebbero essere di tuo interesse sono state sottolineate ed eventualmente grassettate. Pertanto ti sollecito a leggerla con attenzione.
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