Source: https://rivistaindottriniamoci.com/2018/05/27/contestazione-di-fatti-costitutivi-non-allegati/
Timestamp: 2018-06-20 20:29:36+00:00
Document Index: 128021342

Matched Legal Cases: ['art. 414', 'art. 416', 'art. 416', 'sentenza ', 'art. 414', 'art. 416']

Contestazione di fatti costitutivi non allegati – Indottriniamoci
27 maggio 2018 Nicola diritto civile, Diritto Processuale Civile Lascia un commento
Focalizzando allora l’attenzione sulla conseguenza della non contestazione in sede processuale, occorre richiamare l’orientamento di giurisprudenza di legittimità secondo cui “nel vigente ordinamento processuale, i fatti allegati da una delle parti vanno considerati “pacifici” – e quindi possono essere posti a fondamento della decisione – quando siano stati esplicitamente ammessi dalla controparte oppure quando questa pur non avendoli espressamente contestati abbia tuttavia assunto una posizione difensiva assolutamente incompatibile con la loro negazione, così implicitamente ammettendone l’esistenza.”1
Proseguendo, la giurisprudenza di questa Corte ha affermato che nel processo del lavoro, le parti concorrono ad individuare la materia del contendere, affinché la mancata contestazione del fatto costitutivo del diritto ha come conseguenza l’inutilità di fornire la prova sul fatto stesso, poiché incontroverso. La mancata contestazione da parte del convenuto avrà le conseguenza suesposte qualora i fatti costitutivi individuati nella domanda attorea siano tutti esplicitati in modo esaustivo in ricorso dovendosi ammettere la lineare circolarità tra oneri di allegazione e onere di contestazione (nonché oneri probatori). La circolarità è validata dal combinato disposto dell’art. 414 c.p.c., nn. 4 e 5 e dall’art. 416 c.p.c., comma 3. Da ciò deriva l’impossibilità di contestare o richiedere prova su fatti non allegati nonché su circostanze che non siano stati esplicitate in modo espresso e specifico nel ricorso introduttivo del giudizio.2
Da ciò si deduce la totale esclusione della non contestazione nel caso in cui la domanda attorea ed i fatti costitutivi non siano esaustivamente esplicitati.
Cassazione civile, sez. lav., 09/05/2013, n. 10975
Cass. S.u. n. 11353/2004 e da ultimo Cass. n. 1878/2012 secondo cui: “nel processo del lavoro il thema decidendum deve essere informato al rispetto del rigido schema della c.d. necessaria circolarità di cui al combinato disposto degli artt.414 n.4 e 5, 416 comma 3, c.p.c., la cui dinamica è circoscritta tra gli oneri di allegazione, oneri di contestazione ed oneri di prova. Ne consegue, pertanto, l’impossibilità di contestare o richiedere prova – oltre i termini preclusivi stabiliti dal codice di rito – su fatti non allegati nonché su circostanze che, pur configurandosi come presupposti o elementi condizionanti il diritto azionato, non siano stati esplicitati in modo espresso e specifico nel ricorso introduttivo del giudizio”
Così anche Cassazione civile, sez. lav., 09/02/2012 n. 1878 : “Di fronte a questo principio, cui il Collegio intende dare continuità, il giudice di appello avrebbe dovuto indicare quali fossero i dati fattuali indicati dagli attori in punto di avvenuto collocamento in quiescenza per anzianità di servizio che parte convenuta aveva l’onere di contestare con il grado di specificità imposto dall’art. 416 c.p.c., comma 3. Invece, il giudice si è limitato ad indicare che i ricorrenti sostenevano di avere lavorato l’amianto e di essere per tale motivo inabili al lavoro, di modo che erano stati posti in prepensionamento (tesi questa dagli stessi ribadita con l’appello incidentale, v. le conclusioni riportate nell’intestazione della sentenza impugnata), e a dare atto che tale circostanza era stata contestata dalla Compagnia portuale e non era stata provata dagli attori. Non ha, invece, indicato quali fossero i “fatti” esposti ai sensi dell’art. 414 c.p.c., concernenti la diversa ratio decidendi adottata, su cui era basata la richiesta di attribuzione della seconda indennità, che la convenuta aveva onere di contestare ai sensi dell’art. 416 c.p.c., comma 3.”
civilecontestazionecortedirittolawleggeproceduraprocessoprocessuale
Post Precedente: Il ritorno del sacchetto
Post Successivo: RESPONSABILITA’ PENALE DEL MEMBRO D’EQUIPE MEDICA