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Timestamp: 2013-12-12 21:38:27+00:00
Document Index: 88685372

Matched Legal Cases: ['art. 33', 'art. 32', 'art. 55', 'art. 29', 'art. 1', 'art. 40']

MISTER FISCO: Imposte dirette
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Normativa fiscale : Imposte dirette
Norma: DPR 22/12/1986 n. 917 - Testo Unico delle Imposte sui Redditi
Sezione: Titolo I - Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche
Sottosezione: Capo II - Redditi Fondiari
1. Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati
nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti, con
attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio
2. I redditi fondiari si distinguono in redditi dominicali dei terreni,
redditi agrari e redditi dei fabbricati.
Imputazione dei redditi fondiari.
1. I redditi fondiari concorrono, indipendentemente dalla percezione, a
formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a
titolo di proprieta', enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, salvo quanto
stabilito dall'art. 33, per il periodo di imposta in cui si e' verificato il
possesso. I redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso
abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito dal momento
della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per
morosita' del conduttore. Per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza
e non percepiti come da accertamento avvenuto nell'ambito del procedimento
giurisdizionale di convalida di sfratto per morosita' e' riconosciuto un
credito di imposta di pari ammontare.
2. Nei casi di contitolarita' della proprieta' o altro diritto reale
sull'immobile o di coesistenza di piu' diritti reali su di esso il reddito
fondiario concorre a formare il reddito complessivo di ciascun soggetto per
la parte corrispondente al suo diritto.
3. Se il possesso dell'immobile e' stato trasferito, in tutto o in parte,
nel corso del periodo d'imposta, il reddito fondiario concorre a formare il
reddito complessivo di ciascun soggetto proporzionalmente alla durata del
Reddito dominicale dei terreni.
1. Il reddito dominicale e' costituito dalla parte dominicale del reddito
medio ordinario ritraibile dal terreno attraverso l'esercizio delle
attivita' agricole di cui all'art. 32.
2. Non si considerano produttivi di reddito dominicale i terreni che
costituiscono pertinenze di fabbricati urbani, quelli dati in affitto per
usi non agricoli, nonche' quelli produttivi di reddito di impresa di cui
alla lettera c) del comma 2 dell'art. 55.
Determinazione del reddito dominicale.
1. Il reddito dominicale e' determinato mediante l'applicazione di tariffe
d'estimo stabilite, secondo le norme della legge catastale, per ciascuna
qualita' e classe di terreno.
2. Le tariffe d'estimo sono sottoposte a revisione quando se ne manifesti
l'esigenza per sopravvenute variazioni nelle quantita' e nei prezzi dei
prodotti e dei mezzi di produzione o nell'organizzazione e strutturazione
aziendale, e comunque ogni dieci anni.
3. La revisione e' disposta con decreto del Ministro delle finanze, previo
parere della Commissione censuaria centrale e puo' essere effettuata,
d'ufficio o su richiesta dei comuni interessati, anche per singole zone
censuarie e per singole qualita' e classi di terreni. Prima di procedervi
gli uffici tecnici erariali devono sentire i comuni interessati.
4. Le modificazioni derivanti dalla revisione hanno effetto dall'anno
successivo a quello di pubblicazione nella G.U. del nuovo prospetto delle
tariffe d'estimo.
4-bis. Il reddito dominicale delle superfici adibite alle colture prodotte
in serra o alla funghicoltura, in mancanza della corrispondente qualita' nel
quadro di qualificazione catastale, e' determinato mediante l'applicazione
della tariffa d'estimo piu' alta in vigore nella provincia.
Variazioni del reddito dominicale.
1. Da' luogo a variazioni del reddito dominicale in aumento la
sostituzione della qualita' di coltura allibrata in catasto con altra di
maggiore reddito.
2. Danno luogo a variazioni del reddito dominicale in diminuzione: a) la
minore reddito; b) la diminuzione della capacita' produttiva del terreno per
naturale esaurimento o per altra causa di forza maggiore, anche se non vi e'
stato cambiamento di coltura, ovvero per eventi fitopatologici o
entomologici interessanti le piantagioni.
3. Non si tiene conto delle variazioni dipendenti da deterioramenti
intenzionali o da circostanze transitorie.
4. Le variazioni indicate nei commi 1 e 2 danno luogo a revisione del
classamento dei terreni cui si riferiscono. Se a tali terreni non si possono
attribuire qualita' o classi gia' esistenti nel comune o nella sezione
censuaria, si applicano le tariffe piu' prossime per ammontare fra quelle
attribuite a terreni della stessa qualita' di coltura ubicati in altri
comuni o sezioni censuarie, purche' in condizioni agrologicamente
equiparabili. Tuttavia se detti terreni risultano di rilevante estensione o
se la loro redditivita' diverge sensibilmente dalle tariffe applicate nel
comune o nella sezione censuaria, si istituiscono per essi apposite qualita'
e classi, secondo le norme della legge catastale.
5. Quando si verificano variazioni a carattere permanente nello stato
delle colture e in determinati comuni o sezioni censuarie, puo' essere in
ogni tempo disposta con decreto del Ministro delle finanze, su richiesta
della Commissione censuaria distrettuale o d'ufficio e in ogni caso previo
parere della Commissione censuaria centrale, l'istituzione di nuove qualita'
e classi in sostituzione di quelle esistenti.
Denuncia e decorrenza delle variazioni.
dell'articolo 29 devono essere denunciate dal contribuente all'ufficio
tecnico erariale. Nella denuncia devono essere indicate la partita catastale
e le particelle cui le variazioni si riferiscono; se queste riguardano
porzioni di particelle deve essere unita la dimostrazione grafica del
2. Le variazioni in aumento devono essere denunciate entro il 31 gennaio
dell'anno successivo a quello in cui si sono verificati i fatti indicati nel
comma 1 dell'articolo 29 e hanno effetto da tale anno.
3. Le variazioni in diminuzione hanno effetto dall'anno in cui si sono
verificati i fatti indicati nel comma 2 dell'articolo 29 se la denuncia e'
stata presentata entro il 31 gennaio dell'anno successivo; se la denuncia e'
stata presentata dopo, dall'anno in cui e' stata presentata.
4. Le variazioni del reddito dominicale contemplate dal comma 5 dell'art. 29
hanno effetto dall'anno successivo a quello di pubblicazione del decreto
Perdite per mancata coltivazione e per eventi naturali.
1. Se un fondo rustico costituito per almeno due terzi da terreni
qualificati come coltivabili a prodotti annuali non sia stato coltivato,
neppure in parte, per un'intera annata agraria e per cause non dipendenti
dalla tecnica agraria, il reddito dominicale, per l'anno in cui si e' chiusa
l'annata agraria, si considera pari al 30 per cento di quello determinato a
norma dei precedenti articoli.
2. In caso di perdita, per eventi naturali, di almeno il 30 per cento del
prodotto ordinario del fondo rustico preso a base per la formazione delle
tariffe d'estimo, il reddito dominicale, per l'anno in cui si e' verificata
la perdita, si considera inesistente. L'evento dannoso deve essere
denunciato dal possessore danneggiato entro tre mesi dalla data in cui si e'
verificato ovvero, se la data non sia esattamente determinabile, almeno
quindici giorni prima dell'inizio del raccolto. La denuncia deve essere
presentata all'ufficio tecnico erariale, che provvede all'accertamento della
diminuzione del prodotto, sentito l'ispettorato provinciale
dell'agricoltura, e la trasmette all'ufficio delle imposte.
3. Se l'evento dannoso interessa una pluralita' di fondi rustici gli
uffici tecnici erariali, su richiesta dei sindaci dei comuni interessati o
di altri soggetti nell'interesse dei possessori danneggiati, sentiti gli
ispettorati provinciali dell'agricoltura, provvedono alla delimitazione
delle zone danneggiate e all'accertamento della diminuzione dei prodotti e
trasmettono agli uffici delle imposte nel cui distretto sono situati i fondi
le corografie relative alle zone delimitate, indicando le ditte catastali
comprese in detta zona e il reddito dominicale relativo a ciascuna di esse.
4. Ai fini del presente articolo il fondo rustico deve essere costituito
da particelle catastali riportate in una stessa partita e contigue l'una
all'altra in modo da formare un unico appezzamento. La contiguita' non si
considera interrotta da strade, ferrovie e corsi di acqua naturali o
artificiali eventualmente interposti.
1. Il reddito agrario e' costituito dalla parte del reddito medio
ordinario dei terreni imputabile al capitale d'esercizio e al lavoro di
organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialita' del terreno,
nell'esercizio di attivita' agricole su di esso.
b) l'allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto
dal terreno e le attivita' dirette alla produzione di vegetali tramite
l'utilizzo di strutture fisse o mobili, anche provvisorie, se la superficie
adibita alla produzione non eccede il doppio di quella del terreno su cui la
produzione insiste;
c) le attivita' di cui al terzo comma dell'articolo 2135 del codice
civile, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione, ancorche' non svolte sul terreno, di
prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o
dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati, ogni due
anni e tenuto conto dei criteri di cui al comma 1, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze su proposta del Ministro delle politiche
3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro
dell'agricoltura e delle foreste, e' stabilito per ciascuna specie animale
il numero dei capi che rientra nei limiti di cui alla lettera b) del comma
2, tenuto conto della potenzialita' produttiva dei terreni e delle unita'
foraggere occorrenti a seconda della specie allevata.
4. Non si considerano produttivi di reddito agrario i terreni indicati nel
comma 2 dell'articolo 27.
Imputazione del reddito agrario.
1.in vigore dal 01/01/2008 modificato da: L del 24/12/2007 n. 244 art. 1 1. Se il terreno e' dato in affitto per uso agricolo, il reddito agrario
concorre a formare il reddito complessivo dell'affittuario, anziche' quello
del possessore, a partire dalla data in cui ha effetto il contratto. 2. Nei casi di conduzione associata, salvo il disposto dell'articolo 5, il
reddito agrario concorre a formare il reddito complessivo di ciascun
associato per la quota di sua spettanza. Il possessore del terreno o
l'affittuario deve allegare alla dichiarazione dei redditi un atto
sottoscritto da tutti gli associati dal quale risultino la quota del reddito
agrario spettante a ciascuno e la decorrenza del contratto. Mancando la
sottoscrizione anche di un solo associato o l'indicazione della ripartizione
del reddito si presume che questo sia ripartito in parti uguali. 2-bis. Sono considerate produttive di reddito agrario anche le attivita'
di coltivazione di prodotti vegetali per conto terzi svolte nei limiti di
cui all'articolo 32, comma 2, lettera b). Art. 34
Determinazione del reddito agrario.
1. Il reddito agrario e' determinato mediante l'applicazione di tariffe
d'estimo stabilite per ciascuna qualita' e classe secondo le norme della
legge catastale.
2. Le tariffe d'estimo sono sottoposte a revisione secondo le disposizioni
dell'articolo 28. Alle revisioni si procede contemporaneamente a quelle
previste nel detto articolo agli effetti del reddito dominicale.
3. Le revisioni del classamento disposte ai sensi degli articoli 29 e 30
valgono anche per i redditi agrari. Per i terreni condotti in affitto o in
forma associata le denunce di cui all'articolo 30 possono essere presentate
anche dall'affittuario o da uno degli associati.
4. Per la determinazione del reddito agrario delle superfici adibite alle
colture prodotte in serra o alla funghicoltura si applica la disposizione
del comma 4-bis dell'articolo 28.
1. Nelle ipotesi previste dall'articolo 31 il reddito agrario si considera
1. Il reddito dei fabbricati e' costituito dal reddito medio ordinario
ritraibile da ciascuna unita' immobiliare urbana.
2. Per unita' immobiliari urbane si intendono i fabbricati e le altre
costruzioni stabili o le loro porzioni suscettibili di reddito autonomo. Le
aree occupate dalle costruzioni e quelle che ne costituiscono pertinenze si
considerano parti integranti delle unita' immobiliari.
3. Non si considerano produttive di reddito, se non sono oggetto di
locazione, le unita' immobiliari destinate esclusivamente all'esercizio del
culto, compresi i monasteri di clausura, purche' compatibile con le
disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze.
Non si considerano, altresi', produttive di reddito le unita' immobiliari
per le quali sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per
restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia,
limitatamente al periodo di validita' del provvedimento durante il quale
l'unita' immobiliare non e' comunque utilizzata.
3-bis. Il reddito imputabile a ciascun condomino derivante dagli immobili di
cui all'articolo 1117, n. 2, del codice civile oggetto di proprieta' comune,
cui e' attribuita o attribuibile un'autonoma rendita catastale, non concorre
a formare il reddito del contribuente se d'importo non superiore a lire 50
Determinazione del reddito dei fabbricati.
1. Il reddito medio ordinario delle unita' immobiliari e' determinato
mediante l'applicazione delle tariffe d'estimo, stabilite secondo le norme
della legge catastale per ciascuna categoria e classe, ovvero, per i
fabbricati a destinazione speciale o particolare, mediante stima diretta.
2. Le tariffe d'estimo e i redditi dei fabbricati a destinazione
speciale o particolare sono sottoposti a revisione quando se ne manifesti
l'esigenza per sopravvenute variazioni di carattere permanente nella capacita'
di reddito delle unita' immobiliari e comunque ogni dieci anni. La revisione
e' disposta con decreto del Ministro delle finanze, previo parere della
Commissione censuaria centrale, e puo' essere effettuata per singole zone
censuarie. Prima di procedervi gli Uffici tecnici erariali devono sentire i
3. Le modificazioni derivanti dalla revisione hanno effetto dall'anno di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del nuovo prospetto delle tariffe,
ovvero, nel caso di stima diretta, dall'anno in cui e' stato
notificato il nuovo reddito al possessore iscritto in catasto. Se la
pubblicazione o notificazione avviene oltre il mese precedente quello
stabilito per il versamento dell'acconto di imposta, le modificazioni hanno
effetto dall'anno successivo.
4. Il reddito delle unita' immobiliari non ancora iscritte in catasto e'
determinato comparativamente a quello delle unita' similari gia' iscritte.
4-bis. Qualora il canone risultante dal contratto di locazione, ridotto
forfetariamente del 15 per cento, sia superiore al reddito medio ordinario di
cui al comma 1, il reddito e' determinato in misura pari a quella del canone
di locazione al netto di tale riduzione. Per i fabbricati siti nella citta' di
Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano, la
riduzione e' elevata al 25 per cento.
4-ter. (Comma abrogato)
4-quater. (Comma abrogato)
Variazioni del reddito dei fabbricati.
1. Se per un triennio il reddito lordo effettivo di una unita' immobiliare
differisce dalla rendita catastale per almeno il 50 per cento di questa,
l'ufficio tecnico erariale, su segnalazione dell'ufficio delle imposte o del
comune o su domanda del contribuente, procede a verifica ai fini del diverso
classamento dell'unita' immobiliare, ovvero, per i fabbricati a destinazione
speciale o particolare, della nuova determinazione della rendita. Il reddito
lordo effettivo e' costituito dai canoni di locazione risultanti dai
relativi contratti; in mancanza di questi, e' determinato comparativamente
ai canoni di locazione di unita' immobiliari aventi caratteristiche similari
e ubicate nello stesso fabbricato o in fabbricati viciniori.
2. Se la verifica interessa un numero elevato di unita' immobiliari di una
zona censuaria, il Ministro delle finanze, previo parere della Commissione
censuaria centrale, dispone per l'intera zona la revisione del classamento e
la stima diretta dei redditi dei fabbricati a destinazione speciale o
Decorrenza delle variazioni.
1. Le variazioni del reddito risultanti dalle revisioni effettuate a norma
dell'articolo 38 hanno effetto dall'1 gennaio dell'anno successivo al
triennio in cui si sono verificati i presupposti per la revisione.
Fabbricati di nuova costruzione.
1. Il reddito dei fabbricati di nuova costruzione concorre a formare il
reddito complessivo dalla data in cui il fabbricato e' divenuto atto all'uso
cui e' destinato o e' stato comunque utilizzato dal possessore.
Unita' immobiliari non locate.
1. Se le unita' immobiliari ad uso di abitazione, possedute in aggiunta a
quelle adibite ad abitazione principale del possessore o dei suoi familiari
o all'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali da parte
degli stessi, sono utilizzate direttamente, anche come residenze secondarie,
dal possessore o dai suoi familiari o sono comunque tenute a propria
disposizione, il reddito e' aumentato di un terzo.
Costruzioni rurali.
1. Non si considerano produttive di reddito di fabbricati le costruzioni o
porzioni di costruzioni rurali, e relative pertinenze, appartenenti al
possessore o all'affittuario dei terreni cui servono e destinate:
a) alla abitazione delle persone addette alla coltivazione della terra,
alla custodia dei fondi, del bestiame e degli edifici rurali e alla
vigilanza dei lavoratori agricoli, nonche' dei familiari conviventi a loro
carico, sempre che le caratteristiche dell'immobile siano rispondenti alle
esigenze delle attivita' esercitate;
dell'articolo 32 e di quelli occorrenti per la coltivazione;
c) alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti
per la coltivazione;
d) alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli
e alle attivita' di manipolazione e trasformazione di cui alla lett. c) del
comma 2 dell'articolo 32.
Immobili non produttivi di reddito fondiario.
1. Non si considerano produttivi di reddito fondiario gli immobili
relativi ad imprese commerciali e quelli che costituiscono beni strumentali
per l'esercizio di arti e professioni.
2. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano strumentali gli
immobili utilizzati esclusivamente per l'esercizio dell'arte o professione o
dell'impresa commerciale da parte del possessore. Gli immobili relativi ad
imprese commerciali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di
diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni si considerano
strumentali anche se non utilizzati o anche se dati in locazione o comodato
salvo quanto disposto nell'articolo 77, comma 1. Si considerano, altresi',
strumentali gli immobili di cui all'ultimo periodo del comma 1-bis
dell'articolo 60 per il medesimo periodo temporale ivi indicato.
(NDR: ex art. 40.)
Sommario della Legge Sommario rubrica normativa fiscale
Fonte: Ministero delle Finanze - 01.08.2008
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