Source: http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.com/2019/03/
Timestamp: 2019-11-17 01:51:42+00:00
Document Index: 93425623

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'sentenza ', 'art. 222', 'art. 195', 'art.194', 'sentenza ', 'art. 194', 'art. 193', 'art. 188', 'art.1', 'art.1', 'art.148', 'art.243', 'art. 188', 'art. 148', 'art. 188', 'art. 148']

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: marzo 2019
Nuova Isola delle Femmine: PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE E SISTEMAZIONE DI VIA...
Girodivite: Isola Pulita Lettera aperta al Sindaco su BONIFICA e RIQUALIFICAZIONE 30 OTTOBRE 2006 C'E' CHI DICE
Deliberazione n.73/2019/PRSP
di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 15
gennaio 2019, composta dai Magistrati:
- Consigliere -relatore
gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma, della Costituzione;
visto l’art. 7,
comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, altresì,
l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria
2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge
“sono applicabili nelle
regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano
vista la deliberazione di questa Sezione n.
142/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente ad oggetto: “Linee guida e relativi questionari per gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali, per l’attuazione dell’art.1, commi 166
e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n.266 - rendiconto della gestione
la deliberazione di questa Sezione n. 143/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente
ad oggetto: “Linee guida e relativo
questionario per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti
locali, per l’attuazione dell’art.1, commi 166 e seguenti, della legge 23
dicembre 2005, n.266 - bilancio di previsione 2016-2018”;
102/2017/INPR del 19 maggio 2017, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, comi 166 e
seguenti, della legge 23 dicembre 2005 n.266 (legge finanziaria 2006), gli
organi di revisione economico-finanziaria dei comuni siciliani nella
predisposizione della relazione sul rendiconto 2016”;
esaminate le relazioni compilate dall’Organo
di revisione del Comune di Adrano sul rendiconto 2015 e
2016 e sul bilancio di previsione 2016/2018, pervenute a questa
Sezione, tramite SIQUEL;
le osservazioni formulate con nota prot. n. 77475183 del 12 dicembre 2018 dal
magistrato istruttore in sede di deferimento;
l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 10/2019/CONTR, con la
quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza per
pronunciarsi in ordine alle anzidette osservazioni;
di Adrano prot. n. 1183 dell’11
il relatore, consigliere Ignazio Tozzo;
per il Comune di Adrano il dr. Angelo d’Agate, sindaco, il dr. Giuseppe Currao,
assessore al Bilancio, la d.ssa Innocenza Battaglia, segretario generale e la
d.ssa Maria Garofalo, responsabile dei Servizi finanziari.
della finanza pubblica, l’obbligo - a carico degli Organi di revisione degli
enti locali - di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di
riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto
a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della
comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie
119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare quale
organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario
del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in
quanto al servizio dello Stato-ordinamento, in forza del novellato quadro
scaturito dalla legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata
n. 243 del 2012.
giurisprudenza costituzionale, anche alla luce dei successivi interventi
legislativi in materia (da ultimo, sentenza n. 39 del 2014 che richiama altresì
le precedenti n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), ne ha
precisato contenuti e fondamento, affermando che il controllo finanziario
attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello sui bilanci preventivi
e sui rendiconti degli enti locali, va ascritto alla categoria del sindacato di
lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo
di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra
fattispecie e parametro normativo all’adozione
di effettive misure correttive da parte dell’ente, funzionali a
garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e
indefettibile per l’espletamento dei controlli demandati alla Sezione è l’esame
dei contenuti della relazione sul rendiconto, la cui redazione e trasmissione
sono previste, per legge, da parte dell’Organo di revisione dell’ente.
l’atto di deferimento indicato in premessa, il magistrato istruttore, dopo una
disamina delle relazioni pervenute sul rendiconto 2015 e 2016 e sul bilancio di
previsione 2016/2018, ha formulato una serie di osservazioni, evidenziando molteplici
Al riguardo veniva trasmessa una
memoria da parte dell’Ente, con nota prot. n. 1183 dell’11 gennaio 2019, contenente
deduzioni in ordine alle osservazioni mosse.
linea generale il Comune rappresenta che la maggior parte dei rilievi formulati
in sede di deferimento sono già stati oggetto di pregresse pronunce da parte
della Sezione di Controllo, da ultimo con la deliberazione n. 107/2016/PRSP
relativa al consuntivo 2014.
adottate dal Consiglio comunale si sono rilevate inadeguate,
per espressa ammissione dell’Ente, non avendo individuato azioni efficaci che
abbiano contribuito a superare le irregolarità evidenziate ed a ripristinare
gli equilibri di bilancio. Pertanto l’Amministrazione si è determinata a
ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per prevenire
lo stato di dissesto, in modo da individuare tutte le misure necessarie per
ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio e per assicurare l’integrale
ripiano del disavanzo di amministrazione ed il finanziamento dei debiti fuori
Piano è stato adottato con deliberazione consiliare n. 61 del 15 dicembre 2016
e rimodulato con deliberazione n. 21 del 20 marzo 2018.
premesso, si riassumono i profili di criticità, allo stato
degli atti, posti a base dell’odierno deferimento:
una verifica effettuata all’interno del sistema Siquel, la relazione
dell’Organo di revisione per il 2015 e per il 2016 non risulta corredata dai
seguenti allegati richiesti dalle linee guida, approvate con deliberazione n. 142/2016/INPR del 12
luglio 2016 di questa Corte:
parere sul rendiconto dell’Organo di
certificazione della verifica del rispetto
degli obiettivi del pareggio di bilancio;
prospetto di monitoraggio e il prospetto
relativo alle variazioni del saldo di finanza pubblica per la partecipazione ai
patti di solidarietà, come indicato in nota alla sezione terza del
la memoria trasmessa il Comune produce i documenti mancanti, contemplati nelle
linee guida approvate dalla Sezione, regolarizzando pertanto la pregressa carenza
nell’approvazione del rendiconto 2015 (delibera n.45 del 12 agosto 2016), quello
nell’approvazione del bilancio di previsione
2016 (delibera
di C.C. n. 58 del 26 ottobre 2016)) e del rendiconto 2016
(delibera di C.C. n. 37 del 27 settembre 2017) rispetto ai termini di legge.
evidenzia che i ritardi sono dovuti alla complessità del nuovo sistema
contabile basato sul principio della competenza potenziata che prevedeva, per
l’anno 2015, la duplice adozione degli schemi di bilancio e di rendiconto
previsti dal DPR n. 194/1996, unitamente agli schemi di bilancio e di
rendiconto di cui al d.lgs. n. 118/2011.
Nel prendere atto delle deduzioni
fornite, non può che confermarsi la sussistenza del profilo di criticità,
atteso che i termini fissati non sono derogabili e che peraltro tali
giustificazioni non sono invocabili certamente per il rendiconto 2016, la cui
data di approvazione (27 settembre 2017) è ampiamente successiva a quella
normativamente individuata. Tali ritardi impediscono il fisiologico divenire
del ciclo di bilancio, non rendendo tempestive le attività di programmazione e
gestione e ritardando conseguentemente le verifiche finanziarie demandate alla
Corte in sede di controllo del bilancio e del rendiconto.
squilibrio tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo di €
682.348,05 per l’esercizio 2015 e di € 1.252.096,99 per il 2016.
In memoria viene confermata la
fondatezza del rilievo mosso senza che ne vengano esplicitate le motivazioni,
evidenziandosi che negli esercizi successivi il dato tra entrate e spese
correnti aventi carattere non ripetitivo risulta essere stato allineato.
ai flussi di cassa si osserva:
un saldo di cassa complessivo, sia al 31
dicembre 2015 che al 31 dicembre 2016, pari a zero, sintomatico di una grave carenza
di liquidità in grado di compromettere l’ordinaria funzionalità dell’Ente,
dimostrata dal crescente ricorso all’anticipazione di tesoreria in continuità
con gli esercizi precedenti. Al riguardo si evidenzia che per il
2015 l’importo complessivamente concesso, ai sensi dell’art. 222 del TUEL,
ammonta ad € 6.006.027,90, di cui di cui una quota pari ad € 1.228.842,92 rimasta
inestinta a fine esercizio. Nel 2016 il ricorso ad anticipazioni di tesoreria
non restituite a fine esercizio risulta pari ad € 776.524,66 a fronte di
un’anticipazione concessa di € 5.593.815,11 con notevole aggravio della spesa per interessi pari a €
118.045,19 per il 2015 e € 107.000,00 per il 2016 a causa dell’elevato numero
di giorni di utilizzo dell’anticipazione (gg.360/365);
l’utilizzo di fondi di cassa
vincolata per le finalità di cui all’art. 195 del TUEL e non ricostituiti per €
2.519.420,35 in aumento rispetto al dato del 2014. Nell’esercizio 2016, inoltre,
sono state utilizzate e non ricostituite entrate vincolate per €
1.111.482,10.
L’Ente conferma le
violazioni evidenziate, non avendo provveduto a restituire le anticipazioni di
tesoreria al 31 dicembre 2015 e 2016 ed avendo dovuto sostenere l’onere dei
relativi interessi passivi. Precisa che, nello spirito di autolimitarsi
nell’utilizzo annuo dell’anticipazione di tesoreria, ha autorizzato il
tesoriere comunale ad accantonare una quota pari a € 70.000,00 mensili a
deconto del limite massimo di anticipazione, programmando così un graduale
rientro dall’esposizione debitoria. Viene evidenziato infine che la situazione
di cassa alla data del 31 dicembre 2018 è in leggero miglioramento rispetto
agli esercizi precedenti.
Il Collegio constata l’assenza di
idonee giustificazioni che possano superare le criticità contestate, rilevando
che la gestione di cassa conferma un quadro di grave squilibrio finanziario,
che la tardiva e solo parziale assunzione di iniziative efficaci, soprattutto
nel settore della realizzazione delle entrate proprie, hanno seriamente
aggravato e che, in assenza di necessarie azioni correttive, appare di
difficile riequilibrio. Si rammenta infatti che tali profili erano già stati
ampiamente presi in esame in seno alla deliberazione 107/2016/PRSP, dove si era
rimarcato il ricorso patologico alle anticipazioni di tesoreria, che tuttavia permane
senza soluzione di continuità, snaturando la ratio dell’istituto che mira a sopperire temporanee e contigenti carenze
di liquidità superabili nel breve periodo, mentre nel caso di specie è divenuto
un costante strumento di sovvenzionamento, che genera rilevanti interessi
passivi. Sotto tale profilo non si registrano nel corso degli esercizi
finanziari in esame tangibili passi in avanti, circostanza che induce a dover richiedere
di mettere in campo un reale potenziamento delle attività di riscossione da un
lato ed un ridimensionamento delle spese dall’altro, onde tendere ad un
graduale riequilibrio finanziario che allo stato attuale appare obiettivamente
In merito alla capacità di riscossione si registra:
per il 2015 una bassa capacità di riscossione
in conto competenza delle entrate del Titolo I° di solo € 7.917.396,35 su circa
€ 24.051.211,87 di entrate accertate con una percentuale del 32,91%; per i
proventi di beni e servizi la percentuale di riscossione è di appena l’8,7%
(riscossioni per € 263.644,51 su entrate accertate di € 3.025.061,41); per il
2016 per il Titolo I° l’Ente ha riscosso € 8.453.541,79 a fronte di
accertamenti per € 14.375.622,67;
preoccupante il dato nell’attività di
contrasto all’evasione tributaria con riscossioni pari a zero nell’esercizio
2015 (in presenza di accertamenti relativi all’IMU di € 476.314,00), e in
assenza di accertamenti relativi recupero evasione altri tributi. Per il 2016 a
fronte di accertamenti di € 749.983,85 (€ 700.883,85 evasione IMU e € 49.100,00 altri tributi) le
riscossioni ammontano ad € 171.550,49, con una percentuale del 22,87%.
L’Amministrazione espone che
la scarsa percentuale di riscossione delle entrate proprie rappresenta la causa
principale della grave carenza di liquidità, comportando il continuo ricorso
all’anticipazione di cassa. Il tributo che maggiormente non viene riscosso è la
tassa sui rifiuti, che dal 2013 rientra tra le attribuzioni comunali. Si è proceduto a verificare ed
aggiornare la banca dati dei contribuenti e ad emettere i ruoli suppletivi, che
sono stati notificati entro il 31 dicembre 2018. Tuttavia, a causa della crisi
economica, pochissimi utenti riescono a pagare entro i termini e alcuni di loro
hanno richiesto una rateizzazione dei pagamenti.
quanto concerne l’IMU si evidenzia un calo delle riscossioni volontarie da
addebitare certamente all’aumento dell’aliquota base al 10,60 per mille.
Per combattere l’evasione
tributaria si è proceduto all’affidamento del servizio per “Attività di
supporto alla riscossione coattiva dei crediti tributari” relativamente alla
TARSU, ICI, TOSAP e ICP e le riscossioni derivanti dall’attività di
accertamento sono state contabilizzate in conto residui per ogni singolo
ordine allo specifico rilievo riguardante gli accertamenti IMU di cui alla
relazione istruttoria, il Comune chiarisce che l’accertamento per l’anno 2015 di
€ 476.314,00 si riferisce all’approvazione del ruolo coattivo ICI 2007 reso
esecutivo e trasmesso in data 29 ottobre 2015 per la riscossione coattiva ad
Equitalia spa: la riscossione risulta quindi pari a zero in relazione alla data
di esecutività del ruolo. Per l’anno 2016 l’accertamento di € 749.983,85 è
relativo all’ICI 2011 e ad altri tributi minori, la cui riscossione coattiva
avviene per il tramite dell’ingiunzione fiscale ai sensi del R.D. n. 639/1910,
avvalendosi di una società di supporto e le riscossioni derivanti da tale
accertamento ammontano ad oggi ad € 580.000,00.
adunanza la responsabile comunale dei Servizi finanziari riferisce che la situazione odierna, sebbene ancora
precaria, registra dei miglioramenti rispetto alle annualità prese in esame
nell’odierna adunanza; è stata attivata la riscossione coattiva, prima affidata
ad Equitalia (con scarso profitto) e successivamente facendo ricorso ad una
società esterna che fornisce supporto tecnico all’ufficio tributi interno
all’Ente: la percentuale di miglioramento si assesta intorno al 10-12 per
Interviene l’assessore al bilancio, evidenziando
che la sua Amministrazione si è insediata a fine giugno e che ha individuato
tra le priorità il problema della riscossione e le misure adottate per farvi
fronte: scindere l’ufficio tributi da quello del bilancio e l’esternalizzazione
del servizio della riscossione coattiva.
Nel dichiarare fondato anche tale
profilo di criticità, occorre rammentare che per procedere ad un’efficace
azione di recupero dell’evasione tributaria, occorre porre in essere stringenti
iniziative volte dapprima a far emergere le sacche di evasione, anche mediante l’effettuazione di
controlli incrociati, e, successivamente, ad avviare le conseguenti azioni di
recupero, anche di natura coattiva. Dalla documentazione in atti
risulta che il Comune si stia indirizzando su tale strada, ma azionando con
tardività le iniziative di recupero forzoso pur in presenza di squilibri
finanziari crescenti, che impongono invece un coordinamento di urgenti iniziative
volte a potenziare il fronte delle entrate.
quanto affermato in ordine alle difficoltà di riscossione coattiva delle
entrate, che non possono che riflettersi negativamente sugli equilibri
finanziari, né si reputa possano essere ulteriormente remorate le iniziative
che l’Ente intende assumere per il rilancio delle imprescindibili attività di
accertamento e riscossione dei tributi, in assenza delle quali dovranno essere
elaborate puntuali azioni di contenimento della spesa.
Rilievi analoghi erano
stati già diffusamente mossi con la citata deliberazione n. 107/2016/PRSP,
nella quale l’Ente era stato compulsato ad adottare misure effettive, anche
attraverso il potenziamento degli uffici competenti, per incrementare le
attività connesse all’accertamento ed alla riscossione, ma non pare che gli
sforzi sinora messi in campo abbiano dato luogo negli esercizi 2015 e 2016 ad
apprezzabili risultati, sul cui perseguimento tuttavia occorre puntare quale
strumento principe per un risanamento delle casse comunali.
Con riferimento alla gestione dei residui attivi si rilevano gravi inefficienze nella riscossione dei
crediti con un notevole peggioramento registrato nel 2016 rispetto
all’esercizio precedente, in particolare si segnala:
il considerevole ammontare dei residui attivi
pari rispettivamente a € 35.740.001,78 per il 2015 - € 24.411.689,62 relativi
alla gestione competenza ed € 11.328.312,16 in conto residui. Nell’esercizio
2016 un incremento che porta il totale dei residui ad € 41.621.653,37, di
questi sono riferiti alla competenza €11.826.928,51 ed € 29.794.724,86 risultano
in conto residui;
con riferimento alla movimentazione dei
residui iniziali, un basso tasso di realizzazione dei residui attivi per
l’esercizio 2015 del Titolo I pari 10,63%, in quanto i residui iniziali sono €
17.999.636,80 e riscossi sono € 2.993.874,91; per il Titolo III, il tasso di
realizzazione è pari al 6,61%, i residui iniziali sono € 4.456.988,63 ed i
riscossi € 294.722,71. Per il 2016 la percentuale di riscossione del Titolo I
si attesta ai valori dell’anno precedente, pari al 10,72 %: i residui iniziali
ammontano ad € 21.523.712,93 ed i riscossi ad € 2.308.877,45; per il Titolo III
la percentuale di realizzazione è in diminuzione (1,41 %): i residui iniziali
sono pari ad € 2.897.693,83 e i riscossi ad € 41.029,54;
il consistente importo dei residui passivi
del titolo I pari ad € 17.689401,18, riferiti per € 11.162.725,23 ad esercizi precedenti ed €
6.526.675,95 di competenza;
disallineamento tra il Tit.9 delle entrate di € 2.760.723,22 e il Tit.7 delle
spese di € 390.160,21 per il 2016.
L’Amministrazione deduce, preso atto del
consistente volume dei residui attivi, evidenziando che il peggioramento
registrato a chiusura del 2016 risente delle operazioni di riaccertamento
straordinario dei residui alla data del 1° gennaio 2015 e di reimputazione
all’esercizio successivo dello stock per cui sussistevano i titoli giuridici
per mantenerli in bilancio.
risente invece della mancanza di liquidità che non permette il pagamento
tempestivo dei fornitori a conclusione del procedimento di spesa.
Infine viene precisato che il disallineamento
tra il Tit. 9 delle entrate ed il Tit 7 delle spese si giustifica con la
circostanza che tra le entrate sono riportate le continue anticipazioni
finanziarie in favore dell’ATO CT3 “Simeto Ambiente” spa erogate durante gli
anni 2005/2011.
In adunanza il relatore rileva che in seno alla
memoria l’Ente fa riferimento al fatto che le entrate sono maggiori in quanto
sono riportate le anticipazioni finanziarie in favore dell’ATO Simeto Ambiente;
al contempo si fa riferimento ad una restituzione di anticipazione finanziaria,
relativa ad un debito nei confronti della Regione: chiede pertanto se tale dato
è correlato alle medesime anticipazioni finanziarie ricevute in entrata dalla
Regione e successivamente riversate alla Simeto Ambiente spa.
La responsabile dei Servizi finanziari spiega che
non si tratta delle stesse somme e riferisce che, dal 2004 in poi, quando la
gestione del servizio, compreso quello delle entrate, è transitata in capo alla
società Simeto Ambiente, il Comune non ha introitato alcuna somma. Tuttavia, la
società faceva frequente ricorso alle anticipazioni del Comune per il pagamento
dei fornitori a cui non riusciva a far fronte a seguito dei problemi di
riscossione. Tali somme sono state pertanto iscritte nelle partite di giro: il
credito maturato dal Comune è considerevole ed è asseverato sia dai revisori comunali
che da quelli della società debitrice.
Alla stregua del quadro rappresentato,
a fronte del quale l’Ente ammette la anomala consistenza dei residui attivi,
pur giustificandone l’incremento nel 2016 a seguito delle reimputazione dei
residui provenienti dal riaccertamento straordinario, non può che addebitarsi tale
criticità alle difficoltà dell’attività di riscossione dei tributi, come emerge
anche dalle modeste percentuali di realizzo dei residui relativi alla gestione
di competenza. Viene peraltro sottovalutato che persiste un elevato stock di
residui attivi datati, sul cui mantenimento in bilancio si manifestano forti
perplessità in ordine ad una corretta applicazione dei principi della
contabilità armonizzata.
Il Collegio quindi conferma appieno
tutti i profili di criticità sollevati, sottolineando che sia di palmare
evidenza che la perdurante contabilizzazione, quali crediti in scadenza nell’esercizio,
di poste attive, verosimilmente in buona parte insussistenti, contribuisce alla
già stigmatizzata progressiva erosione di liquidità, ingenerando strutturali
squilibri di cassa, ma nel contempo determina una non veridicità del risultato
Si richiama conseguentemente
l’attenzione del responsabile dei servizi finanziari su quanto previsto dal
punto 9.1 del principio contabile 4.2, che così recita: “Trascorsi tre anni dalla scadenza di un credito di dubbia e difficile
esazione non riscosso, il responsabile del servizio competente alla gestione
dell’entrata valuta l’opportunità di operare lo stralcio di tale credito dal
conto del bilancio, riducendo di pari importo il fondo crediti di dubbia
esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione. In tale occasione, ai
fini della contabilità economico patrimoniale, il responsabile finanziario
valuta la necessità di adeguare il fondo svalutazione crediti accantonato in
contabilità economico patrimoniale (che pertanto può presentare un importo
maggiore della quota accantonata nel risultato di amministrazione) e di
riclassificare il credito nello stato patrimoniale”.
Qualora non si registrino iniziative
significative in ordine alla verifica degli anomali volumi di residui attivi
contabilizzati, la Sezione demanda all’Organo di revisione il compito di
vigilare sulle motivazioni del mantenimento dei residui attivi nel conto del
bilancio, anche attraverso controlli a campione sui più vetusti.
Per converso, il rilevante importo di €
6.526.675,95 relativo ai residui di competenza è emblematico della complessa
situazione finanziaria in cui versa l’Ente, che gli impedisce di procedere con
correntezza al pagamento dei propri creditori, in ragione delle conclamante
difficoltà di realizzazione delle entrate proprie.
7. Riguardo alla situazione
debitoria dell’Ente si registra:
l’ulteriore esposizione debitoria registrata
in quanto alle anticipazioni di liquidità ai sensi del dl. n. 35/2013, del d.l.102/2013
e del d.l. n. 66/2014 incassate nel 2013 e nel 2014 per l’importo totale di €
8.872.048,9, va aggiunta la somma di € 1.949.640,19, incamerata ai sensi del
d.l. n. 78/2015;
la presenza di debiti fuori bilancio
riconosciuti pari ad € 52.168,75 relativamente all’esercizio 2015 interamente riconducibili
alle previsioni di cui alla lett. A dell’art.194 del TUEL; nel 2016 si registra
un incremento dei debiti fuori bilancio riconosciuti il cui importo è di €
81.130,07;
un’elevata esposizione debitoria dell’Ente
nei confronti della società Enel Sole: a seguito di sentenza passata in
giudicata, il debito del Comune, al netto di un acconto già versato di €
2.755.727,41, risulta essere di € 2.049.269,99;
un rimanente debito di € 6.711.086,41 nei
confronti della Regione Siciliana, per somme erogate a titolo di anticipazione
finanziaria per il ripianamento dei debiti relativi alla gestione integrata dei
rifiuti verso la società ATO “Simeto Ambiente” spa.
In memoria l’Amministrazione deduce che il ricorso alle
anticipazioni di liquidità con Cassa Depositi e Prestiti si è reso necessario
per far fronte al pagamento dei debiti nei confronti dei fornitori, in
considerazione del tasso di interesse molto conveniente rispetto agli interessi
passivi sull’anticipazione di tesoreria ed agli interessi moratori per
coacervo dei debiti fuori bilancio, ivi compresi quelli contratti maturati nei
confronti di Enel Sole, è stata effettuata una ricognizione complessiva e
l’elenco di tali debiti è stato inserito nel piano di riequilibrio finanziario
pluriennale, approvato con deliberazione n. 61 del 15 dicembre 2016, rimodulato
in venti anni con la citata deliberazione n. 21 del 20 marzo 2018. I debiti
fuori bilancio dovranno essere riconosciuti dal Consiglio comunale e
successivamente liquidati anche in forma rateale, previo accordo con i
E’ stato costituito un
“Fondo oneri e rischi passività potenziali” per permettere all’Ente, in caso di
soccombenza, di dare copertura finanziaria ai debiti derivanti da sentenze
debito di € 6.711.086,41 nei confronti della Regione per somme erogate a titolo
di anticipazione finanziaria per il ripianamento dei debiti dell’ATO Simeto
Ambiente spa, in data 19 settembre 2018 è stata inoltrata richiesta al
competente Dipartimento regionale per ottenere una dilazione dei tempi di
restituzione della somma. Si evidenzia comunque che il Comune è creditore nei
confronti della predetta società dell’importo di oltre € 10.000.000,00,
asseverato dagli stessi revisori dei conti della Simeto ambiente, come
Nell’accertare la fondatezza dei rilievi formulati, il
Collegio osserva che occorre analizzare con grande attenzione la complessiva massa debitoria
dell’Ente, il quale asserisce di aver compiutamente effettuato tale
ricognizione in occasione della predisposizione del piano di riequilibrio
finanziario pluriennale, in corso di esame istruttorio presso il Ministero
dell’Interno. Nelle more della disamina del Piano e della sua eventuale
approvazione, diviene fondamentale dare concreta applicazione alle misure
individuate in seno allo strumento di risanamento pluriennale, in modo da non arretrare
dalle previsioni di rientro ivi individuate.
Nel contempo, oltre a dare concreta attuazione a quanto
ivi previsto, occorre assicurare una gestione di competenza in equilibrio, allo
scopo di non incrementare la massa debitoria, in modo da mantenere attendibili
i programmi di riequilibrio pluriennale calibrati su un coacervo di posizione
debitorie già censite.
Si osserva ancora che
la presenza di debiti fuori bilancio costituisce un fenomeno patologico che
pregiudica gli equilibri di bilancio e la governabilità dei conti. L’insorgenza
di tali partite debitorie, anche se riferite a sentenze sfavorevoli
immediatamente esecutive, è indubbiamente sintomatica della violazione di
principi contabili basilari, tra cui quello che impone di deliberare il bilancio
in equilibrio in sede di programmazione e, conseguentemente, preclude, nel
corso della gestione, di sostenere spese in mancanza di copertura sui
pertinenti capitoli di bilancio. Ne discende infatti che dal riconoscimento dei
debiti fuori bilancio, consentito nelle forme previste dall’art. 194 del TUEL,
specie se reiterato e riferito ad importi rilevanti quali quelli in esame, può
derivare una grave alterazione degli equilibri di bilancio in quanto le reali
esigenze di spesa dell’Amministrazione si appalesano superiori rispetto alle
risorse finanziarie stanziate, con la conseguente necessità di dover reperire
ulteriori mezzi di copertura. Giova ricordare infine che i responsabili dei
servizi dell’Ente hanno l’obbligo di effettuare periodiche ricognizioni, ai
sensi dell’art. 193 TUEL, ai fini di un monitoraggio costante della situazione
gestionale, volto alla tempestiva segnalazione delle passività all’Organo
consiliare e all’eventuale rimodulazione dei programmi di spesa per non fare
aggravare l’esposizione debitoria complessiva.
debitoria complessiva rilevata ed il
reiterarsi del fenomeno dei debiti fuori bilancio impongono di mantenere
l’applicazione delle restrizioni previste dall’art. 188, comma 1 quater, del
TUEL, già oggetto della precedente deliberazione n. 107/2016/PRSP.
necessità di verificare il rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio
2016 mediante il prospetto di calcolo del saldo obiettivo 2016 e del saldo tra
entrate e spese finali valide ai fini del saldo di finanza pubblica, sulla
scorta dei dati del rendiconto 2016.
L’Ente ha trasmesso una copia del
modello Certif. 2016 inviato al MEF, dalla disamina del quale si evince un
saldo tra entrate e spese finali valide ai fini del saldo di finanza pubblica
pari ad € 6.552,00.
superamento del valore limite di tre parametri di deficitarietà strutturale,
disciplinati dal D.M. 18/02/2013, come di seguito riportato:
parametro 2: volume dei
residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative
ai titoli I e III, con l’esclusione delle risorse a titolo di fondo di
solidarietà di cui all’art.1, comma 380 della legge 24 dicembre 2012 n. 228,
pari a circa il 78,78% per il 2015 e pari al 50,91% per il 2016 rispetto agli
accertamenti delle entrate medesime, esclusi gli accertamenti delle predette
risorse a titolo di fondo di solidarietà (soglia 42%);
parametro 4: volume dei
residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 65,59% per il 2015
e in aumento per il 2016 con una percentuale del 92,51%;
per l’esercizio 2016 si
aggiunge il parametro 3: ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e III
provenienti dalla gestione dei residui attivi, con l’esclusione delle risorse a
titolo di fondo di solidarietà di cui all’art.1, comma 380 della legge 24
dicembre 2012 n. 228, pari a circa al 190,50% rispetto agli accertamenti delle
entrate dei medesimi titoli, esclusi gli accertamenti delle predette risorse a
titolo di fondo di solidarietà (soglia 65%).
In memoria vengono confermati gli
sforamenti dei parametri di deficitarietà strutturale sopra evidenziati,
precisando che il mancato rispetto del parametro n. 3 è stato determinato
dall’operazione di riaccertamento straordinario dei residui, come
precedentemente rappresentato.
Alla stregua di quanto dedotto
dall’Amministrazione, si confermano i profili di criticità rilevati,
segnalandosi la necessità che vengano effettivamente intraprese azioni
risolutive, volte a conseguire il rispetto dei parametri di cui al D.M.
18/02/2013. Si rammenta, infatti, che analoghi rilievi erano stati mossi per i
medesimi parametri nn. 2, 3 e 4, concernenti rispettivamente i residui attivi
di nuova formazione, i residui attivi provenienti dalla gestione dei residui e
la percentuale dei residui passivi, in sede di verifica del rendiconto 2014,
senza che siano state poste in essere idonee azioni correttive. In particolare,
il mantenimento di residui non riscuotibili pregiudica l’attendibilità delle
risultanze contabili e determina ricadute negative sugli equilibri di bilancio.
Si ribadisce quindi l’esigenza che l’Organo di revisione vigili sulla
correttezza delle operazioni di riaccertamento ordinario dei residui effettuate
dall’Ente, con particolare riferimento a posizioni creditorie vetuste o
difficilmente esigibili.
caso, anche tali indicatori denotano la oggettiva sussistenza di una situazione di pesante
criticità finanziaria, che impone l’adozione di efficaci misure in materia di
riscossione delle entrate e di lotta all’evasione tributaria, con la
conseguenza che in assenza di una reale capacità propulsiva nel settore della
riscossione delle entrate, occorre che vengano contratte le spese, considerata
la bassa percentuale di riscossione registrata.
luce della disamina sin qui operata, il Collegio ritiene di dover formulare le
L’art.148 bis del TUEL
prevede che, in caso di accertamento, da parte della competente Sezione
regionale di controllo, di squilibri economico-finanziari, della mancata
copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la
regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti col patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli Enti di adottare,
entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità, a superare i
rilievi mossi e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla
Sezione per le verifiche di competenza.
Nei casi più gravi, la
reiterata violazione delle disposizioni contabili, la mancata trasmissione dei
provvedimenti correttivi o la loro mancata attuazione, determina l’effetto di
precludere all’Ente inadempiente
la realizzazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata
copertura o l’insostenibilità finanziaria
da parte della Corte di specifiche pronunce ha lo scopo di dare impulso
all’attuazione di idonee misure correttive da parte dell’Ente, che devono
coinvolgere l’ampia platea dei soggetti destinatari mediante atti vincolanti da
adottarsi secondo le rispettive competenze.
La natura di tale
tipologia di controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e
regolarità, impone che i contenuti della pronuncia specifica adottata dalla
Corte vengano comunicati ordinariamente anche al Consiglio Comunale, cui è
demandata, nella qualità di organo di indirizzo e controllo
politico-amministrativo, la competenza a deliberare le citate misure
correttive, previa proposta della Giunta comunale, e a verificarne nel tempo la
reale attuazione.
premesso, si osserva che la
maggior parte dei rilievi sopra descritti sono già stati oggetto di pronuncia
di accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari, da ultimo
con la deliberazione n. 107/2016/PRSP relativa al consuntivo 2014. L’Ente ha trasmesso la deliberazione n. 50
del 3 settembre 2016 con cui, prendendo solamente atto della deliberazione
della Corte, ha fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario
pluriennale ex art.243 bis Tuel. Con deliberazione n.61 del 15 dicembre 2016 è
stato adottato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale,
successivamente rimodulato con delibera n.21 del 20 marzo 2018. Il persistere delle irregolarità
segnalate e l’aggravarsi di determinati profili di criticità denotano una
notevole precarietà degli equilibri di bilancio, che rischia di riverberarsi anche
sugli esercizi futuri, nonostante l’attivazione della procedura di riequilibrio
pluriennale. In particolare, a titolo
esemplificativo, si evidenziano le criticità relative alla assenza di
un’adeguata lotta all’evasione tributaria, alla minima capacità di riscossione,
alla mole di debiti fuori bilancio, al ricorso costante all’anticipazione di
cassa con i connessi costi per interessi passivi, all’incremento della mole dei
residui attivi e passivi, alla rilevantissima massa debitoria venutasi a
gravi elementi di criticità emersi e della reiterata presenza di consistenti debiti
fuori bilancio, questa Corte ritiene che l’Ente, nelle more dell’eventuale
dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, debba
essere assoggettato alle limitazioni di spesa previste dall’art. 188, comma 1
quater, del TUEL. Si rammenta che l’applicazione del predetto divieto di
assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per
legge sussiste fino a quando permane l’onere di copertura del disavanzo
effettivo accertato o di quello derivante dai debiti fuori bilancio da
riconoscere e finanziare, condizioni che il Comune è tenuto a verificare e su
cui l’Organo di revisione deve attentamente vigilare.
conclusione, la Sezione accerta il permanere di numerose rilevanti irregolarità
contabili e criticità di bilancio che, ove non vengano corrette, possono generare
risultati di amministrazione non veritieri e non rispondenti alle disposizioni
contabili vigenti, mettendo a rischio gli equilibri di bilancio e inasprendo le
tensioni in termini di cassa per il permanere di irrisolte difficoltà di
riscossione delle entrate.
deve pertanto provvedere a rimuovere le irregolarità accertate, adeguando i
programmi di spesa alla reale capacità di riscossione delle entrate, da
incrementare anche mediante strumenti coattivi, assicurando così il tempestivo
pagamento delle obbligazioni.
La Corte dei conti, Sezione di
controllo per la Regione siciliana, ai sensi dell’art. 148 bis del TUEL,
accerta, relativamente ai rendiconti 2015 e 2016 e al bilancio di previsione
2016/2018 del Comune di Adrano, la presenza delle irregolarità contabili e dei
profili di criticità esaminati nella parte motiva per i punti 2, 3, 4, 5, 6, 7,
che, nelle more dell’eventuale approvazione da parte della Sezione del piano di
riequilibrio finanziario pluriennale, attualmente all’esame istruttorio del
Ministero dell’Interno, l’Ente venga assoggettato alle limitazioni previste
dall’art. 188, comma 1 quater, del TUEL.
che l’Ente trasmetta a questa Sezione di Controllo le misure correttive
da adottare entro il termine di cui all’art. 148 bis, comma 3, del TUEL ai fini
presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale - per il tramite del
suo Presidente - oltre che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Adrano.
deciso in Palermo nella Camera di consiglio del 15 gennaio 2019.
Tozzo)
(Luciana Savagnone)
Depositata in segreteria il 20 marzo 2019
ADRANO, BOLOGNA STEFANO, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, corte dei conti, Croce Antonio, DEBITI FUORI BILANCIO, DELIA, DISSESTO, FORINO, ISOLA DELLE FEMMINE, MONREALE, PALERMO, PARTINICO, PUCCIO DEBORAH,
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