Source: https://www.roars.it/online/milleproroghe-novita-su-rtdb-e-asn/comment-page-1/
Timestamp: 2020-07-04 12:43:49+00:00
Document Index: 92224843

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 24', 'art. 51', 'art.22', 'art. 4', 'art. 1']

Milleproroghe: novità su RTDb e ASN | ROARS
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L’articolo 1 commi 10.6-10.8 del consueto provvedimento milleproroghe recita quanto segue:
10-sexies. Ai fini della procedura di chiamata di cui all’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il termine per l’emanazione dei decreti previsti dall’articolo 16, comma 2 e comma 3, lettera a), della medesima legge, come modificato dall’articolo 14 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, è prorogato al 31 dicembre 2016. 10-septies. All’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, le parole: “non rinnovabili” sono sostituite dalle seguenti: “rinnovabili non oltre il 31 dicembre 2016”. 10-octies. Le università sono autorizzate a prorogare fino al 31 dicembre 2016, con risorse a carico del proprio bilancio e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatori a tempo determinato, della tipologia di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in scadenza prima della medesima data, i cui titolari non hanno partecipato all’abilitazione scientifica nazionale delle tornate 2012 o 2013. Ai fini dell’ammissione alle procedure di selezione dei titolari dei contratti della medesima tipologia, gli assegni di ricerca, di cui all’articolo 22 della citata legge n. 240 del 2010, sono equipollenti a quelli erogati ai sensi della previgente disciplina di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ».
il termine per l’emanazione dei decreti che regoleranno la nuova ASN è spostato al 31.12.2016. Si ricordi che la terza tornata di abilitazioni avrebbe dovuto essere indetta entro la fine del mese di febbraio del 2015.
i contratti di ricercatore a tempo determinato di tipo B sottoscritti da soggetti che non hanno sostenuto le scorse tornate abilitative e che scadono prima della fine del 2016 sono prorogabili fino a fine anno.
gli assegni post-legge 240/2010 sono equiparati a quelli ante legge 240/2010 al fine del conseguimento di posizioni di ricercatore a tempo determinato di tipo B.
Inoltre, l’art. 1 comma 4 bis sposta al 30 aprile 2016 il termine per l’emanazione del DPCM relativo alla programmazione del reclutamento universitario per il triennio 2016-2018.
Novità dal “Milleproroghe” per RTDb e ASN – Stefano Chimichi 15 Febbraio 2016 at 23:39
[…] decreto “Milleproroghe” presenta interessanti novità riguardo alle scadenze di RTDb e assegnisti nonché riguardo […]
Novità dal “Milleproroghe” per RTDb e ASN – Stefano Chimichi 15 Febbraio 2016 at 23:41
anto 15 Febbraio 2016 at 23:44
“il termine per l’emanazione dei decreti che regoleranno la nuova ASN è spostato al 31.12.2016”
prima del 31.12.2016 tutti saranno contenti perché si potranno fare unioni civili e adozioni del figlio del partner; Grazie Renzi!!!!!!!!!!!!!
PS: prima di unirsi civilmente, bisognerebbe almeno trovare un lavoro, ma ciò diventerà impossibile per molti, Grazie Renzi che pensi alle cose CONCRETE.
Giacomo Risitano 16 Febbraio 2016 at 10:12
LO, sa vero, che l’unioni civili non hanno alcun legame con questo vergognoso ritardo, vero?
Maurizio 16 Febbraio 2016 at 16:06
Sinceramente anch’io sto iniziando a pensare a una cosa del genere. A giudicare dai quotidiani, negli ultimi mesi sembra che l’unica preoccupazione dei politici a Roma sia quella del DDL Cirinnà: non passa giorno senza che siano dedicate lenzuolate di pagine a questo argomento, con articoli di opinionisti, descrizioni di retroscena, etc. Nel frattempo, zitto zitto, il governo passa sotto silenzio l’ennesimo finanziamento all’ITT, manda in loop infinito la ASN 2.0, e sorvola su altri argomenti scottanti (Banca Etruria, stime sbagliate del PIL, etc.). Ormai tutte le volte che vedo le discussioni sul DDL Cirinnà come notizia di apertura sull’ANSA, mi viene l’orticaria!
Giacomo Risitano 16 Febbraio 2016 at 18:35
Che ci sia una volontà di distrarre l’opinione pubblica su tematiche scottanti (Banca Etruria su tutte), questo è ovvio.
Però, faccio notare che in Italia dell’università non frega niente a nessuno, con o senza DDL Cirinnà!
acicchel 16 Febbraio 2016 at 00:02
Lavorare in università in questo paese è puro masochismo
antoniocanale 16 Febbraio 2016 at 09:46
se ne è gia ampiamente (e aspramente) discusso qui https://www.roars.it/online/due-o-tre-cose-che-so-degli-rtd/
ora tra questo decreto milleproroghe e il parere del CUN sulla corrispondenza tra titoli italiani e esteri (https://www.cun.it/uploads/6150/parere_corrispondenza_tabelle.pdf?v=) è evidente che la figura del RTD-A è una delle peggiori nel panorama del precariato accademico italiano.
equiparata ad un assegnista sia a livello teorico quando la si compara a livello internazionale a un “research fellow” sia a livello concorsuale quandi si apre la strada a tutti gli assegnisti per i concorsi di RTD-B.
sia chiaro, non sono contrario a permettere ai tanti meritevoli assegnisti di partecipare ai bandi da RTD-B ma mi sembra evidente che chi negli ultimi 3-4 anni ha ricoperto il ruolo di RTD-A avendo da contratto le responsabilità di un professore a tempo pieno (didattica, tesisti, ruoli amministrativi all’interno del dipartimento) e togliendo pertanto tempo alla ricerca si trova oltre al danno la beffa non avere nemmeno quel piccolo vantaggio competitivo per partecipare ai concorsi per RTD-B.
è il solito problema di iniziare a giocare a un gioco con delle regole che poi cambiano durante la partita. per carità, siamo in italia, era assolutamente prevedibile!
speriamo almeno che la ASN riparta davvero prima della fine dell’anno!
Giuseppe De Nicolao 16 Febbraio 2016 at 09:50
“chi negli ultimi 3-4 anni ha ricoperto il ruolo di RTD-A avendo da contratto le responsabilità di un professore a tempo pieno (didattica, tesisti, ruoli amministrativi all’interno del dipartimento) e togliendo pertanto tempo alla ricerca si trova oltre al danno la beffa non avere nemmeno quel piccolo vantaggio competitivo”
In un concorso serio “le responsabilità di un professore a tempo pieno (didattica, tesisti, ruoli amministrativi all’interno del dipartimento)” dovrebbero valere come titoli. Pensare che quelle responsabilità non contino è una distorsione indotta dall’enorme spazio che nel dibattito recente è stato occupato dall’ASN (che non a caso ha l’aggettivo “scientifica” ed è solo un’abilitazione).
Francesco Belardo 16 Febbraio 2016 at 12:22
L’osservazione di antoniocanale non è sbagliata. Secondo la famigerata legge Gelmini l’iter per diventare un professore dovrebbe essere Dottorando->RTDa->RTDb->PA->PO. La posizione RTDb consente di essere promosso a PA al termine del contratto, previa abilitazione e parere positivo del dipartimento, rendendola una posizione di fatto equivalente al PA, come d’altra parte avviene in termini di punti organico. Direi che un RTDb è un “PA non confermato” a tutti gli effetti.
Per accedere al RTDb si è ritenuto necessario avere esperienza almeno triennale nel ruolo di docente e ricercatore, ovvero come RTDa. La norma poi non voleva essere penalizzante nei confronti di coloro che hanno fatto gli studi post-doc nell’era pre-gelmini, e ha equiparato i tre anni di esperienza post-doc (pre-Gelmini) a quelli di RTDa.
Adesso invece hanno consentito anche ai borsisti post-Gelmini di poter accedere al ruolo RTDb – PA non confermato. Questo fa saltare la progressioni di ruoli che la legge Gelmini aveva impostato.
Io, da ex-assegnista, ho sempre sostenuto che gli Assegni di Ricerca devono sparire, perché carenti delle tutele e dei diritti dei ricercatori, che sono pure sottopagati. Invece adesso i borsisti accetteranno di buon grado questa posizione indegna visto che contribuisce attivamente all’assunzione in ruolo all’Università.
Anche io mi associo all’auspicio che l’ASN riparta presto. E’ una vergogna che la procedura per ottenenere un titolo obbligatorio per l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato dell’Università sia stata congelata così a lungo.
RR77 16 Febbraio 2016 at 16:13
Gentile antoniocanale,
non sia frettoloso con i giudizi, i percorsi ingiustamente complicati dalla Gelmini sono tanti. Tenga presente che io, abilitato alla seconda fascia con la prima tornata, ho maturato 5 anni di assegno, di cui tre post gelmini, e pertanto, prima di questo sacrosanto emendamento, io non potevo accedere ai RDTb, le par giusto? per quanto mi riguarda è stata ristabilita la ragionevolezza. Poi ogni bando da RTDb avrà una sua valutazione comparativa, in cui chi ha svolto un RTDa avrà più peso di un profilo da assegnista post-doc, ma un profilo come il mio, ben oltre il post doc, abilitato, e con 7 corsi universitari svolti a contratto, giustamente potrà a buon diritto accedere alla tenure.
lett962 17 Febbraio 2016 at 13:27
Caro RR77,
tenga presente, a proposito di cio’ che e’ giusto e di cio’ che non lo e’, che c’e’ gente che di anni di assegno, pre e post Gelmini, e di corsi a contratto, ne ha accumulati parecchi piu’ di lei. E magari li ha sommati ad un RTD_A e si e’ pure abilitato.
Ma il punto e’ un altro.
Siccome l’abilitazione non e’ un requisito di ammissione per i concorsi da RTDB, e neanche lo e’ l’esperienza didattica, la equipollenza inserita nel milleproroghe, non solo stravolge l’impianto del percorso pre-ruolo stabilito dalla Gelmini, ma espone al rischio che il giovane postdoc superprotetto, con tre anni di assegno nuovo, senza abilitazione, e senza esperienza didattica, vinca un RTDB con la complicita’ di qualche ordinario potente…
Esattamente come succedeva nell’era pregelmini senza requisiti di ammissione ai concorsi da RTI.
Meglio non gioire troppo presto di queste norme “che ristabiliscono la ragionevolezza”…
Dafne 16 Febbraio 2016 at 10:04
Scusate, non ho capito bene: in concreto che cosa significa per gli assegnisti post-legge 240/2010 che “gli assegni post-legge 240/2010 sono equiparati a quelli ante legge 240/2010 al fine del conseguimento di posizioni di ricercatore a tempo determinato di tipo B”?. Negli ultimi bandi mi pare che, di fatto, questa equipollenza ci fosse già. Cito ad esempio tra i requisiti dell’ultimo bando rtf tipo B che ho letto:
… i candidati devono inoltre aver usufruito:
– di contratti stipulati ai sensi dell’art. 24 di cui al comma 3, lett. a) della Legge 240/2010 per almeno tre anni;
– ovvero per almeno tre anni, anche non consecutivi, di assegni di ricerca ai sensi dell’art. 51, comma 6, della Legge 27.12.1997 n. 449 e successive modificazioni, (per successive modificazioni, secondo il parere riportato nelle premesse e reso dal MIUR, si intendono i contratti stipulati ai sensi dell’art.22 della Legge 30.12.20 10, n. 240), o di borse post-dottorato ai sensi dell’art. 4 della Legge 30.11.1989, n. 398, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in Atenei stranieri;
– ovvero, secondo le indicazioni fornite dal MIUR nella nota citata in premessa, per almeno tre anni di contratti stipulati ai sensi dell’art. 1, comma 14 della Legge 230/2005.
Non ho capito bene cosa cambia. E soprattutto, rimane comunque come requisito di ammissione ai bandi di rtd tipo B la soglia dei tre anni di assegno di ricerca post legge 240/2010? O anche con un solo anno di tale assegno o due si può partecipare al concorso?
Scusate ancora e grazie in anticipo!
lett962 16 Febbraio 2016 at 11:51
per tutti gli Atenei (Sapienza in testa) che avevano gia’ deciso di violare la legge in vigore in questo senso, non cambia niente.
invece tutti gli atenei che avevano rispettato la legge in vigore da 5 anni, e che avevano visto riconosciuta la legittimita’ della loro posizione da diverse sentenze TAR (e.g. Padova, Firenze, etc.), nonche’ dall’ultima circolare MIUR sulla spartizione degli RTD_B nazionali, ora si trovano nella assurda posizione di dover modificare i loro regolamenti e i loro bandi.
ma la notizia non e’ tanto questa, quanto che in questo paese, per cambiare una legge sul reclutamento universitario basta mezza riga in un Milleproroghe.
tra l’altro la vaghezza con cui questa “norma” e’ stata scritta, e’ preoccupante:
definire “equipollenti ai vecchi assegni 449/1997 ai fini dell’ammissione alle procedure…i nuovi 240/2010” significa per esempio che questi ultimi (i nuovi) non entrano piu’ nel computo dei 12 anni limite di precariato (assegni+rtda+rtb), giacche’ i vecchi 449/1997 in questo computo non entrano.
ma probabilmente nessuno se ne e’ accorto.
paolo 16 Febbraio 2016 at 13:15
L’equipollenza è solo “Ai fini dell’ammissione alle procedure di selezione dei titolari dei contratti della medesima tipologia”
lett962 16 Febbraio 2016 at 15:25
il non aver superato i 12 anni (compreso il posto per cui si sta applicando) con Ass e/o rtda e/o rtdb e’ un requisito di ammissione alla procedura RTD_B.
Se li hai superati, non puoi fare domanda.
Giacomo Risitano 16 Febbraio 2016 at 10:13
Che faccio, rido o piango?
anto 16 Febbraio 2016 at 10:39
la questione delle mille proroghe significa:
“di questa cosa non me ne importa nulla, c’è chi soffre? chi se ne frega…..”,
Io lancerei
#GIANNINIDIMETTITI!!!
giufe 16 Febbraio 2016 at 11:08
@Anto: sottoscrivo:Giannini dimettiti!!! Una nullità
Lilla 16 Febbraio 2016 at 11:42
Eh. Continuano a mettere turaccioli nei buchi della nave che affonda, complici tanti cari colleghi.
L’ASN non riparte, gli ordinari, anche se pochi, si devono fare, il vincolo impone 2POx1RTDb (prendi-due-paghi-uno), gli RTDa abilitati sono pochi, gli assegnisti sono tanti, anche se quelli che potranno aspirare ad una carriera no.
L’RTDa Gelmini era una fesseria, ma almeno era un contratto post-doc più decente. L’Europa vede gli assegnisti come lavoratori senza garanzie, ma a noi, che affondiamo, va bene aggrapparci ai turaccioli.
Non c’è tempo, non c’è modo, non c’è forse neanche la volontà, in questo marasma e senza soldi, di ripensare seriamente alla carriera post-doc e di portare in porto gli RTDa già fatti.
Meglio un altro turacciolo e qualche PA in più che diventa PO.
Quoto che lavorare in questa università è puro masochismo.
Intanto, se il riconoscimento giuridico non ci sarà, sto calcolando gli anni di non-lavoro pagato che servono per pareggiare i conti sul maltolto. Sono almeno 5, tolta la didattica che per me non si tocca.
Plymouthian 16 Febbraio 2016 at 11:51
Niente di nuovo sotto il sole. Era chiaro fin dall’inizio che avrebbero prima portato a termine il concorsone (la carica dei 500) e poi ripreso (forse) le abilitazioni.
A questo punto sarei estremamente sorpreso se ci fosse un nuovo abilitato prima del 2018.
AleB 16 Febbraio 2016 at 13:15
Credo che un ulteriore scopo nel ritardo sia tentare di sistemare alcuni/molti degli abilitati precedenti per evitare intasamenti. Se guardiamo chi ha ottenuto l’abilitazione nell’ASN 2012 scade nel 2019…
Giacomo Risitano 16 Febbraio 2016 at 18:37
mggp 16 Febbraio 2016 at 12:05
Geniale: I RTDb senza l’ASN avranno il contratto prorogato fino a 31/12/2016. Ma non basta.
Sembra impossibile che l’ASN parte, e che i candidati saranno valutati prima al livello nazionale, e poi (se ottengono l’ASN) dall’ateneo, entro fine anno.
Ma forse danno poi la possibilità di prorogare i contratti per un altro anno. E se l’ASN non parte, per ancora un anno. E così via. Il tenure-track senza possibilità di tenure…
mggp 16 Febbraio 2016 at 12:42
Noto un altro punto cruciale. I contratti RTDb sono prorogabili per loro che “non hanno partecipato all’abilitazione scientifica nazionale delle tornate 2012 o 2013”.
Quindi, se sei RTDb dal 2013 e hai partecipato per esempio all’ASN 2012 ma non ottenuta l’abilitazione, allora è finito il gioco. Senza avere la possibilità (garantita dalla L. 240/2010) di mostrare che negli ultimi 3 anni hai aggiunto un livello adeguato per diventare associato.
Angel 16 Febbraio 2016 at 13:52
Mica tanto incredibile. I nodi della legge Gelmini vengono al pettine. L’rtdb è una invenzione gelminiana, il problema del precariato si risolve con i soldi…
luanasalv 16 Febbraio 2016 at 17:39
L’incongruenza è stata rilevata il 10 febbraio da un OdG (approvato) di Manuela Ghizzoni, che impegna il governo a precisare che la proroga include anche chi non ha ottenuto l’abilitazione nelle vecchie tornate. A questo punto presumo che la formulazione verrà corretta o definita tramite circolare.
Angel 17 Febbraio 2016 at 07:30
Alla fine tutti gli RTDb verranno, in un modo o nell’altro, confermati. È per forza di cose ed è giusto che sia così. Quello che va cambiato al più presto è la legge Gelmini con tutti i suoi ruoli immaginifici.
fausto_proietti 16 Febbraio 2016 at 13:02
Per completezza d’informazione, aggiungerei che il provvedimento non è ancora definitivamente approvato: il testo trasmesso dalla Camera inizia oggi il suo iter in Senato
http://www.senato.it/3381?comunicato=50687
Francesca53 16 Febbraio 2016 at 19:27
Pur essendo favorevole all’equipollenza fra le due figure di assegnista, spero che l’emendamento venga cassato o modificato in Senato.
Mi sarei aspettata un intervento parallelo per rendere “equipollente” il contratto di RTDa a quello RTDb, per i ricercatori RTDa ABILITATI.
Si allarga la maglia per l’accesso alla figura RTDb, si mantengono a spese degli Atenei gli RTDb non abilitati (che hanno avuto due tornate per “almeno” presentarsi alla selezione) ma nessun riconoscimento per chi si è messo in gioco ed è stato valutato positivamente, per chi ha operato all’interno degli Atenei sottoponendosi a valutazioni didattiche e quant’altro, per chi oggi è chiamato a conferire i propri prodotti di eccellenza per la VQR….VIVA IL MERITO ALL’ITALIANA!!!
epsy 16 Febbraio 2016 at 15:37
Mi chiedo come sia possibile programmare la propria attività scientifica e didattica nell’università italiana. Non c’è certezza sui tempi, sui requisiti, sulle progressioni, su dove pubblicare, su come pubblicare, sui finanziamenti…su tutto! Si tratta letteralmente di navigare a vista per poi all’improvviso trovarsi al posto giusto nel momento giusto. A conti fatti è un vero e proprio terno al lotto.
Plymouthian 16 Febbraio 2016 at 16:51
Infatti molti stanno andando via. Non solo i precari, ma anche quelli con il “posto fisso”.
anto 16 Febbraio 2016 at 18:56
Se andate su Google.it, e nella stringa mettete le parole “Renzi” “Università”, i risultati che vengono fuori sono “Renzi parla dall’Università di……”, Renzi avrà fatto mille discorsi dalle varie università del mondo (paesi africani, paesi nordamericani, paesi sudamericani, paesi europei).
Però MAI MAI MAI MAI MAI MAI un discorso serio sull’università, del tipo “tra un mese discussione di un DDL Università con tentativi di miglioramento ed incentivi forti alla ricerca…..” Questo MAI, MAI, MAI, MAI, MAI.
Renzi parla dall’università di….. ma MAI “sull’università”
MAI, MAI, MAI………………..
Avete fatto questo esperimento?
Ditemi cosa avete scoperto.
Giuseppe De Nicolao 16 Febbraio 2016 at 19:28
Forse è meglio così, vista la qualità di ciò che dice quando parla sull’università:
https://www.roars.it/online/matteo-renzi-e-universita-parliamo-di-cose-concrete/
https://www.roars.it/online/renzi-ha-ragione-ridimensioniamo-gli-atenei-di-serie-b-come-firenze-politecnico-di-torino-e-bocconi/
Maurizio Zani 17 Febbraio 2016 at 08:02
Ogni tanto qualcosa dice: http://www.mauriziozani.it/wp/?p=3331
anto 17 Febbraio 2016 at 10:52
infatti, praticamente nulla.
Il problema è che non ha detto mai nulla.
Renzi ha parlato di scuola e di lavoro (e peraltro legiferato male), ma non del passaggio scuola-università-lavoro.
Se uno toglie il mattoncino “università”, soprattutto dal punto di vista del precariato, di tanti precari che hanno un CV identico se non superiore a molti strutturati ecc….,
crolla l’incastro “scuola-università-lavoro”.
In altre parole, io ho un CV da strutturato (3 libri e svariati articoli in materie giuridiche) e probabilmente andrò a fare il pizzettaro, grazie anche a Renzi.
ecolombo 17 Febbraio 2016 at 14:56
beh l’idea è chiara, far fuori gli RTD-A per puntare su pochi RTD-B che possono essere reclutati tra gli assegnisti. L’idea è valida, poco da dire, almeno per l’eliminazione dell’A. La suddivisione in due RTD a tempo determinato è una follia italiana.
C’è però un grave problema: occorre una qualche forma di costrizione istituzionale (come un numero minimo di RTD-B annuo), senza il quale il reclutamento di RTD-B sarà pari a zero. Questo è il vero problema.
Maurizio Zani 17 Febbraio 2016 at 15:11
Non dimentichiamo poi che gli assegnisti di ricerca non sono ora rendicontabili nei progetti H2020: http://ec.europa.eu/research/participants/data/ref/h2020/grants_manual/amga/h2020-amga_en.pdf
Francesco Belardo 17 Febbraio 2016 at 16:33
Non sono daccordo sul fatto che gli RTDa siano una follia, semmai mi sembra più discutibile che uno vinca un concorso di Ricercatore (TD di tipo b) e si trovi stabilizzato in un ruolo superiore, ovvero PA.
La Legge Gelmini contiene molte cose discutibili e già discusse, ma almeno aveva creato un’unica figura precaria, propedeutica per la successiva tenured, dotata di chiari compiti istituzionali, una degna retribuzione, contributi versati in maniera equa, e obblighi didattici.
Invece con la nuova correzione si consente anche agli assegnisti di partecipare alle competizioni per posizioni tenured. L’assegnista di ricerca è una stortura italiana, in quanto si tratta di una posizione post-doc sottopagata, con pochissimi contributi versati e nessuna tutela o ammortizzatore sociale alla scadenza del contratto. Se proprio si deve eliminare qualcosa, è la figura dell’assegnista, e lasciare solo quella di RTDa.
Se poi vogliamo pensare ad una riforma ancora più seria e che abbia a cuore le sorti dei ricercatori e della ricerca in Italia, ancdrebbe fatta una VERA terza fascia a tempo indeterminato, come in quasi tutto il mondo civile.
ecolombo 18 Febbraio 2016 at 23:46
bisogna fare o soltanto RTD-B, di cui però sia garantito un numero minimo annuo, oppure restaurare la terza fascia a tempo indeterminato, come gradini possibili superiori all’assegnista.
anto 17 Febbraio 2016 at 17:19
@Francesco Belardo:
sottoscrivo, sono d’accordo;
tuttavia, aggiungo altro.
Dato che ormai uno diventa strutturato solo da quando diventa Professore Associato in poi, occorre riflettere su un punto sul quale NESSUNO riflette mai: la questione delle mediane e dei prodotti della ricerca per l’ASN dipende dal curriculum di una persona.
Ecco il problema: la questione non è il curriculum con il quale uno si presenta all’ASN, perché potrebbe non bastare mai (se l’ASN esce sempre più tardi, io precario dovrò produrre sempre di più, rimanendo disoccupato, sennò vado fuori mediana).
Il problema, allora, non e’ il curriculum, ma IL CURRICULUM NECESSARIO PER ESSERE STRUTTURATO.
Non dimentichiamoci, infatti, che ci sono ancora tanti RICERCATORI A TEMPO IND. CHE NON HANNO NE’ INTERESSE NE’ CURRICULUM PER L’ASN, ma rimangono dentro a tempo indeterminato.
In altre parole, se io precario sono costretto a partecipare all’ASN (perché non ho alternativa)e per questo mi vedo l’asticella sempre più alta, perché l’età accademica ed anagrafica corrono e contemporaneamente non escono le tornate, non ce la farò mai, perché dovrò continuare a pubblicare come un forsennato da DISOCCUPATO.
lett962 18 Febbraio 2016 at 01:40
precario e disoccupato non sono necessariamente sinonimi. ci sono precari che lo restano per anni senza restare scoperti da assegni e/o rtd neanche per un mese.
comunque nelle precedenti tornate ASN i periodi non coperti da contratto, (assegni e rtd figurano ufficialmente al cineca), cioe’ i veri periodi di disoccupazione, venivano debitamente sottratti dal calcolo dell’eta’ accademica ai fini del computo delle mediane.
anto 18 Febbraio 2016 at 20:08
lett962:
il precario è un “disoccupando”.
1)qualsiasi strutturato che partecipa all’ASN ha lo STIPENDIO FISSO, qualunque sia il suo CURRICULUM.
2)qualsiasi precario partecipi (ATTENZIONE: il precario è obbligato a partecipare all’ASN, perché dopo pochi mesi scade) all’ASN NON HA LO STIPENDIO FISSO, e deve sempre aumentare “con il cuore il gola” il suo curriculum senza certezza alcuna.
angerisagift 23 Febbraio 2016 at 12:38
Scusate, vorrei chiedere un semplice chiarimento: il provvedimento in oggetto, di cui cioè si discute qui, è stato approvato in via definitiva o ancora no?
Lo chiedo perché dalla lettura della maggior parte dei commenti avevo tratto l’impressione che fosse ormai definitivo, ma poi ho letto un commento datato 16 febbraio che recitava: “Per completezza d’informazione, aggiungerei che il provvedimento non è ancora definitivamente approvato: il testo trasmesso dalla Camera inizia oggi il suo iter in Senato”.
Voi sapete se da allora, cioè dal 16 febbraio a oggi, è stato approvato definitivamente?