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Timestamp: 2020-02-20 17:47:31+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 56', 'art. 195', 'art. 6', 'art. 195', 'art. 190', 'art. 21', 'art. 56', 'art. 14', 'Cass. Sez. ', 'art. 31', 'art. 2392']

Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 1329 - pubb. 15/09/2008
Sanzioni Consob: procedure interne e verifica di operatore qualificato
Appello Venezia, 16 Luglio 2008. .
Intermediazione finanziaria – Procedimento sanzionatorio Consob – Carenza di procedure interne relative ad operazioni su derivati – Mancata verifica sulla dichiarazione di operatore qualificato onde accertare l’effettiva esperienza e competenza – Assenza di direttive per operatori di altro istituto del medesimo gruppo – Difetto di vigilanza sulle operazioni in derivati.
*** BANCA S.P.A.
… [...omissis...]
CONSOB - COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA[...omissis...]
Con delibera Consob n. 16070 di data 1/8/2007 la Consob – a defezione del procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di *** Banca S.p.a. nonché degli esponenti aziendali [...omissis...], per violazione dell'art. 21, co. 1° lett. d) del d.lgs. n. 58/1998 (testo unico in materia di intermediazione finanziaria) e dell'art. 56 regolamento Consob n. 11.522/98 - ingiungeva a *** Banca S.p.a. (determinate le sanzioni amministrative del caso) di pagare l'importo complessivo di € 511.200,00 (somma delle singole sanzioni), con obbligo di regresso nei confronti delle persone sopra indicate.
Con il ricorso in epigrafe, notificato alla Consob il 15 ottobre 2007, sia *** Banca S.p.a. sia gli esponenti aziendali interessati proponevano opposizione a questa corte d'appello, ai sensi dell'art. 195 del citato d.lgs. n. 58/1998, chiedendo l'annullamento del provvedimento sanzionatorio (o in subordine la riduzione delle sanzioni), con richiesta da parte di *** Banca di restituzione dell'importo pagato in esecuzione del provvedimento.
La Consob - Commissione Nazionale per le società e la borsa si è costituita, opponendosi all'opposizione svolta da *** Banca ed eccependo il difetto di legittimazione del F. (e litisconsorti).
Dev'essere pregiudizialmente rilevato il difetto di legittimazione ad impugnare in capo a F. ed agli altri esponenti aziendali, non essendo gli stessi destinatari del provvedimento sanzionatorio in esame, e ciò alla luce del principio secondo cui la legittimazione ad impugnare una sanzione amministrativa spetta soltanto all'ente in concreto destinatario della sanzione (giusta la regola generale già desumibile dall'art. 6 della L. 24.11.1981 n. 619, e non modificata dal su citato art. 195 del d.lgs. n. 58/1998).
Ne consegue l'inammissibilità dell'opposizione proposta dai soggetti in epigrafe, diversi da *** Banca S.p.a..
violazione del divieto di venire contra factum proprium, atteso che le autorità di controllo erano da anni a conoscenza delle attività di negoziazione in materia di derivati (svolte dalla Banca fin dal 2003, e dalla collegata l'*** Banca ** fin 1999);
indeterminatezza del precetto nonchè violazione dei principi del giusto procedimento e di quello di legalità, in quanto se l'art. 190 del Tuif prevede l'irrogazione di sanzioni amministrative anche per l'inosservanza delle disposizioni normative, generali o particolari, emanate dalla Banca d'Italia o dalla Consob, ciò presuppone che l'autorità di riferimento integri le norme di base, determinandone la parte precettiva con specificazione dell'illecito, al fine di salvaguardare la ratio di certezza connaturata alla riserva di legge in tema di sanzioni, laddove l'art. 21, co. 1° lett. d) del testo unico non reca una disposizione immediatamente precettiva, così come anche l'art. 56 del regolamento Consob ha un contenuto del tutto vago, con l'effetto che nella fattispecie la valutazione della Consob era avvenuta in un'ottica (non ex ante) ex post, contrassegnata da eventi esogeni, non ricollegabili al comportamento dell'intermediario;
infondatezza del rilievo sulle procedure aziendali seguite (per avere la Consob contestato l'adeguatezza delle stesse in mancanza di una verificaex ante dell'effettiva idoneità dei prodotti a corrispondere alle esigenze dei clienti, la cui competenza ed esperienza non sarebbe stata individuata, ed in difetto di idonee giustificazioni quanto alle condizioni economiche applicate, per di più in assenza di una vigilanza sul servizio reso inoutsourcin g da *** Banca Mobiliare), dovuto ad un'inesatta valutazione della vicenda e dei rapporti;
incensurabilità, in particolare, dell'operato di Ferdinando B., avendo questi ricoperto la carica di responsabile della direzione derivati solo in data 13.12.2004 (di tal che al 30.4.2005 non erano ancora decorsi i sei mesi di permanenza in carica che, per consolidata prassi della Consob, sono ritenuti necessari per l'irrogabilità di sanzioni;
assenza di responsabilità in capo a D.B., non avendo essa avuto alcun ruolo nella "vicenda derivati", trattandosi di consigliere di amministrazione indipendente e senza deleghe, atteso che non è ammissibile una responsabilità sostanzialmente oggettiva correlata ad un generico dovere di vigilanza (con richiesta, in ogni caso, in via di estremo subordine, di una riduzione della sanzione relativa ai predetti coobbligati, e ciò avuto riguardo al principio di proporzionalità della sanzione).
Dev'essere innanzi tutto rilevato, quanto alla questione preliminare relativa alla violazione del termine di cui all'art. 14 della l. n. 689/1981, che l'opponente muove dall'assunto - non condivisibile - secondo cui detto termine decorrerebbe fin dalla sostanziale chiusura della verifica ispettiva compiuta dalla Banca d'Italia. Si osserva tuttavia che la Consob, dopo la ricezione della pratica (nel settembre 2005) e lo studio della stessa, dovette richiedere alla Banca d'Italia, con nota 17.1.2006, ulteriore documentazione sui processi decisionali, con dati e notizie sugli accertamenti compiuti e sulle persone preposte alle varie cariche nella società indagata. Altre informative vennero infine sollecitate dalla Consob in data 30.3.2006 sia alla Banca d'Italia che alla stessa *** Banca , pervenute a Consob il 28 giugno 2006 (giorno in cui soltanto può ritenersi perfezionata la necessaria preliminare fase acquisitiva). Ne consegue che la notifica delle lettere di contestazione avvenuta nel mese di agosto 2006 (notifiche tutte perfezionate nel periodo 23/8 - 5/9/2006) risulta idonea ad assicurare l'osservanza del termine di 90 giorni di cui sopra, tenuto conto dell'indispensabile spatium deliberandi assicurato all'autorità amministrativa, non potendosi all'evidenza ritenere che, in una vicenda connotata da profili di responsabilità oggetto di accertamenti particolarmente complessi, la mera consegna della relazione ispettiva da parte della Banca d'Italia fosse già di per sé idonea a far decorrere il termine per la contestazione, indipendentemente da ogni altra opportuna verifica istruttoria e valutativa (cfr. - per i procedimenti sanzionatori Consob - Cass. 19.5.2004 n. 9456, e da ultimo, con articolate distinzioni, Cass. Sez. Un. 9.3.2007 n. 5395 nonché Cass. 18.3.2008 n. 7257). Tali approfondimenti nel caso di specie erano senz'altro necessari, stante - come già detto - l'ingente mole della documentazione dimessa e la molteplicità delle circostanze oggettive e soggettive da valutare, in relazione a condotte dell'intermediario presentanti plurime sfaccettature, al fine di risalire agli estremi degli illeciti amministrativi; di tal che risulta irragionevole ipotizzare l'irrilevanza delle acquisizioni specificamente sollecitate, onde procedere alle formali contestazioni.
Quanto alle censure relative alla "sostanza" delle condotte sanzionate, si osserva inannzi tutto che queste riguardano il periodo 1.3.2003 - 21.7.2005, come specificato nelle lettere di contestazione (dovendosi rigettare dunque la deduzione di perplessità sul punto espressa nell'opposizione), ed attengono alle ritenute carenze delle procedure interne quanto alle operazioni su contratti derivati "Otc", in relazione a vari profili contestati: a) mancanza di adeguata procedura per individuare l'idoneità dei derivati alle esigenze del cliente, la procedura essendo soltanto diretta alla gestione del rischio "solvibilità" del cliente; b) mancanza di verifica sulla dichiarazione di "operatore qualificato" resa dal cliente, rilevante ai sensi dell'art. 31 del reg. Consob n. 11.522/98, onde assicurare l'effettiva esperienza e competenza dello stesso e dunque la comprensione della complessa struttura delle operazioni proposte; c) assenza di direttive per delimitare la discrezionalità degli operatori di altro istituto del medesimo gruppo, ossia l'*** Banca Mobiliare S.p.a., incaricata di predisporre i derivati, non essendo inoltre prevista la comunicazione di informazioni sul meccanismo di pricing; d) difetto di adeguata vigilanza sulle operazioni in esame concluse in forza del mandato conferito alla predetta *** Banca *, onde valutare nel continuo il servizio svolto direttamente da quest'ultima per i clienti *.
Inoltre, quanto alla procedura "semaforica" di controllo e di verifica del profilo del cliente, invocata da *** Banca , la suddetta non appare adeguatamente preordinata alla necessaria tutela delle esigenze della clientela, comportando in concreto valutazioni dirette a porre in luce il "rischio cliente", ma soprattutto nell'ottica di tutelare la banca intermediaria, nel caso di difficoltà finanziarie del cliente stesso, più che al ben diverso fine - come invece imposto dagli obblighi di correttezza - di assicurare al medesimo un prodotto finanziario corrispondente alle di lui specifiche esigenze.
Inoltre, dagli accordi tra *** Banca Mobiliare e *** Banca non emerge affatto che fosse stata prevista ed attuata una prassi improntata a trasparenza quanto alle modalità di calcolo degli "spread" (non comunicate al cliente); per di più, a carico di Ubm era soltanto prescritta la trasmissione ad *** Banca degli estremi delle operazioni con i clienti, quanto ai contratti derivati distribuiti dalla prima, senza che fosse al contempo prevista una necessaria procedura di vigilanza sull'operato della mandataria, in merito alla gestione del rapporto, così da poter verificare - costantemente od almeno per campione - l'andamento del servizio de quo, alla stregua delle esigenze della clientela.
Quanto alle uniche due posizioni oggetto di una specifica trattazione, relativamente a F.B. ed a D.B., si osserva che le critiche non sono nemmeno esaminabili (come già osservato), stante l'inammissibilità dell'opposizione dei singoli esponenti aziendali. Peraltro, anche a voler valutare dette posizioni, nell'ambito della sanzione complessivamente determinata a carico della Banca - ma solo per mera completezza di motivazione (ed a prescindere dal rilievo assorbente di cui sopra) - si osserva che il B. ebbe la responsabilità della direzione derivati fin dal 13.12.2004; con la conseguenza che, sia pure soltanto per l'ultimo periodo in contestazione, il predetto non può essere ritenuto estraneo alle deficienze accertate fino al 21 luglio 2005. Per quanto riguarda infine D.B., consigliere di amministrazione, il di lei ruolo apicale non consente affatto di escludere la responsabilità propria degli amministratori per l'omessa vigilanza, risultando a tal riguardo irrilevante la modifica del testo dell'art. 2392 c. c. (giusta la recente novella entrata in vigore dall'1.1.2004, ossia a cavallo del periodo in esame), essendo soltanto più intenso il dovere di diligenza - siccome richiesto dalla natura dell'incarico e dalle specifiche competenze - in caso di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di funzioni in concreto delegate, senza che assuma un rilievo scriminante l'assenza di specifiche deleghe (avuto riguardo ai compiti di vigilanza sull'andamento della gestione sociale istituzionalmente spettanti a ciascun componente del consiglio di amministrazione della società). Ciò premesso, in ogni caso non è condivisibile nemmeno l'assunto - come già detto di per sé irrilevante - circa la mancata ponderazione delle specifiche condotte e delle diverse attribuzioni in capo ai singoli, atteso che in concreto gli illeciti accertati appaiono adeguatamente apprezzati ai fini sanzionatori, nell'ambito della responsabilità propria dell'intermediario, come può desumersi dai puntuali criteri indicati a pag. 83 dell'atto di accertamento.
L'opposizione di *** Banca va dunque respinta.
*** Banca dev'essere infine condannata a rifondere a Consob le spese del processo, liquidate come da dispositivo; sussistono invece giusti motivi per compensare le spese nel rapporto tra gli altri ricorrenti e la Consob, stante la sostanziale irrilevanza della loro opposizione, in quanto inammissibile.
La Corte d'appello di Venezia, definitivamente pronunciando sulla causa proposta da *** Banca S.p.a. ed altri avverso la delibera sanzionatoria 1.8.2007 della Consob,
dichiara inammissibile l'opposizione svolta da omissis…
e compensa per l'intero le spese di lite tra le suddette parti e la Consob;
rigetta l'opposizione svolta da *** Banca S.p.a. e condanna la predetta a rifondere a favore di Consob le spese del presente procedimento, liquidate in complessivi € 5.329,00, di cui € 4.150,00 per onorari ed € 1.096,00 per diritti, il resto per spese, oltre al rimborso forfettario spese generali.