Source: http://www.dirittoecalcio.it/idoneita-fisica-certificato-medico-nella-lega-nazionale-dilettanti/
Timestamp: 2017-08-23 02:15:48+00:00
Document Index: 154679700

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 45', 'art. 44', 'art. 34', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ']

Idoneità fisica e certificato medico nella Lega Nazionale Dilettanti | Diritto e Calcio
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Idoneità fisica e certificato medico nella Lega Nazionale Dilettanti
IL QUADRO NORMATIVO GENERALE – La tutela sanitaria del calciatore è uno degli argomenti che sono rintracciabili all’interno del Titolo II delle NOIF rubricato “le tutele”. Infatti in questa sezione vi è una norma di carattere generale quale l’art. 43 (rubricata “tutela medico sportiva”), una norma specifica per il settore professionistico art. 44 (rubricato “Adempimenti per la tutela medico sportiva delle società professionistiche”). Mentre l’art. 44 bis riguarda gli allenatori dilettanti (la norma rimanda sostanzialmente all’art. 44) e l’art. 45 e 46 concernono l’assicurazione contro i rischi e la tutela previdenziale che non sono oggetto di questo intervento.
LA VISITA MEDICA PER IL DILETTANTE – Innanzi tutto ogni tesserato per la FIGC deve sottoporsi a visita medica al fine di accertare l’idoneità all’attività sportiva. Il primo certificato medico avviene in occasione del primo tesseramento a favore di una delle società della FIGC (Art. 43 c. 4) e questa deve essere ripetuto ogni anno prima dell’inizio dell’attività (se il certificato ha una durata minore allora bisognerà rinnovarlo alla scadenza). Queste certificazioni devono essere tenute agli atti delle società ed aggiornate a cura del medico sociale.
ETA’ E CERTIFICATI – L’art. 44 al comma 2 definisce una distinzione a seconda dell’età dell’atleta per il certificato da fare:
Calciatori fino ai 12 anni di età —> Certificato di idoneità generica
Per tutti gli altri calciatori —> Certificato di idoneità specifica all’attività del gioco del calcio (Per “i giovani” che hanno compiuto 15 anni a norma dell’art. 34 c. 3 è necessaria l’autorizzazione del Comitato Regionale per partecipare ai campionati superiori)
COSA SI RISCHIA? – Oltre al rischio incalcolabile di far giocare un calciatore senza una certificazione medica vi è il deferimento dei responsabili alla Commissione Disciplinare competente a cura del Presidente Federale per la mancata osservanza delle disposizioni sopra citate.
Infine c’è da dire che le società hanno l’obbligo di informare immediatamente la Segreteria Federale, la Divisione o il Comitato competente oltre alla Sezione Medica del Settore Tecnico, dell’accertata inidoneità alla pratica agonistica di un loro calciatore tesserato, di qualsiasi categoria ai fini della tempestiva revoca del tesseramento. Se lo sport è vita allora non bisogna essere disattenti sulla certificazione medica.
LA GIURISPRUDENZA – Vi sono degli aspetti interessanti ma sopratutto punti di partenza per una riflessione e si possono trovare nell’articolo di Matteo Sperduti sulla rivista dell’Associazione Calciatori di Luglio 2011. In questa relazione si fa riferimento alla Sentenza della Corte di Cassazione Sez. Penale n.1696/09 la quale stabilisce che le norme in materia di tutela medico-sportiva ricadono anche in capo alla FIGC e a tutte le sue diramazioni. In sintesi la sentenza affermando la responsabilità della FIGC in quanto con il tesseramento “l’atleta stipula un contratto di adesione partecipano al raggiungimento di uno scopo comune, cristallizzato proprio dallo Statuto, il quale all’art. 3 lett. e) prevede che, nell’ambito di tale scopo, vi sia anche la tutela medico – sportiva degli atleti. La Federcalcio ha l’obbligo, contrattualmente previsto, di garantire la tutela medico sportiva dei tesserati…”. Questa sentenza oltre a far emergere una chiara mancanza della FIGC che delega ad organi esterni le visite mediche è il punto di partenza per quella riforma della legge sui dilettanti che ha come cardine la tutela della salute del tesserato.
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