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Timestamp: 2019-04-22 10:04:08+00:00
Document Index: 65066020

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art.1', 'art. 2', 'art. 3', 'art.2', 'art.2']

Karabakh.it | Documenti giuridici: le basi legali dell’autodeterminazione
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LA LEGGE SOVIETICA DEL 1990
La dissoluzione dell’Unione Sovietica
Alla fine degli anni ottanta il processo di smembramento dell’Unione Sovietica è in pieno atto. Ha cominciato la Lituania (marzo 1990) e via via, come in un domino, cadono tutti i tasselli dell’Unione a partire dall’aprile del 1991. Nell’ambito della nuova politica di perestrojka e glasnost ad aprile 1990 (ossia appena un mese dopo la fuoriuscita lituana) viene varata una legge che cerca di favorire la ricollocazione democratica dei popoli che costituiscono l’Unione Sovietica il cui collante (partito unico) sta venendo meno; le finalità del provvedimento sono quelle di dare un nuovo assetto alla moltitudine di nazionalità e territori che il centralismo ha obbligato ad una spesso scomoda coabitazione. Ma anche, probabilmente, il tentativo di “salvare il salvabile”, cercando di differenziare le scelte secessioniste che le repubbliche stanno facendo. Ne nasce una legge, che potremmo definire “salva popoli”; di cui pochi sono evidentemente a conoscenza se è vero che solo gli armeni del Karabakh, anche per una serie di favorevoli circostanze ed errori della controparte azera, ne approfittano pienamente costruendo il nuovo stato proprio sulla base di tale impianto normativo.
Legge 3 aprile 1990
Con il titolo di “Norme riguardanti la secessione di una repubblica dall’Urss” il Congresso dei deputati del popolo dell’Urss vara un provvedimento che regolamenta il distacco delle repubbliche dall’Unione. In particolare l’art. 3 di tale legge disciplina i casi nei quali una repubblica abbia al suo interno repubbliche o regioni autonome; a queste è concessa la facoltà, attraverso un definito processo, di valutare autonomamente se seguire la repubblica secessionista nel suo distacco oppure scegliere un differente percorso. La cronaca conferma che il soviet del Nagorno Karabakh seguì la procedura indicata dalla legge.
Legge dell’URSS del 3 aprile 1990 (Registro del Congresso dei Deputati del Popolo dell’URSS e il Soviet Supremo dell’URSS. 1990, Numero 13, p. 252)
art.1 – La procedura di secessione di una Repubblica Sovietica dall’Unione Sovietica è condotta in conformità con l’articolo 72 della Costituzione dell’URSS sotto la disciplina della presente legge.
art. 2 – La decisione sulla secessione di una Repubblica Sovietica dall’Unione Sovietica viene presa dalla volontà del popolo di quella Repubblica Sovietica per mezzo di un Referendum. La decisione di effettuare un referendum deve essere ratificata dal Soviet Supremo della Repubblica Sovietica, basato sia sulla sua volontà o su richiesta avanzata dal 10% dei residenti permanenti che hanno un diritto di voto secondo le leggi URSS. Il referendum deve essere effettuato secondo il diritto dei referendum dell’URSS, il diritto del referendum di un dato soviet o repubblica autonoma, se non in contraddizione con questa legge. I cittadini dell’URSS, che risiedono permanentemente nel territorio della Repubblica al momento della decisione di effettuare un referendum hanno diritto di voto secondo le leggi URSS, hanno il diritto di partecipare al referendum. Nessuna agitazione sul tema del referendum è consentita durante lo svolgimento del referendum.
art. 3 – Nel caso in cui la Repubblica sovietica ha repubbliche autonome, regioni autonome o qualsiasi simile tipo di territori distinti all’interno dei suoi confini, i referendum possono essere svolti separatamente in ciascuna delle autonomie. Alle persone che risiedono nelle autonomie sia riconosciuto il diritto di decidere autonomamente rimanere in Unione Sovietica o nella repubblica secessionista, nonché a decidere sul loro status giuridico statale. I risultati del referendum sono da considerare separatamente per il territorio di una repubblica sovietica con una compatta stabile minoranza etnica della popolazione, che in quel particolare territorio della Repubblica costituisca la maggioranza della popolazione.
LA NASCITA DEL NUOVO AZERBAIGIAN
Il distacco dall’Urss
Il 28 agosto 1991 anche l’Azerbaigian decide di lasciare l’Unione Sovietica come buona parte delle altre repubbliche hanno già fatto. La decisione determina la fine della RSS Azera (Repubblica Socialista Sovietica Azera) e la nascita della nuova repubblica di Azerbaigian. Questo passaggio spingerà, come abbiamo precedentemente visto, il Soviet del Nagorno Karabakh a scegliere la strada che la ricordata legge del 3.04.90 gli consente di praticare e, pochi giorni dopo, il 2 settembre, si pronuncerà per la scelta di autodeterminazione; in buona sostanza si creano quasi contemporaneamente due nuovi stati che nascono dalla precedente esperienza sovietica.
Il salto all’indietro del nuovo Azerbaigian
Anche l’atto costitutivo della nuova repubblica azera porta argomenti a favore dell’indipendenza degli armeni del Nagorno Karabakh. Infatti il nuovo stato azero si richiama alla prima repubblica democratica azera (1918-20) e sconfessa i sette decenni di periodo sovietico bollati come una sorta di colonizzazione di Mosca su Baku. Un salto all’indietro che ha tuttavia pesanti ripercussioni sulla rivendicazione azera del Nagorno Karabakh. Nel momento, infatti, in cui rinnega l’esperienza sovietica e si richiama espressamente alla prima repubblica, l’Azerbaigian rinuncia implicitamente a qualsiasi diritto sul territorio conteso che – sotto forma di Oblast autonoma – venne ufficialmente assegnato all’Azerbaigian per decisione dell’Ufficio Caucaso del Partito Comunista sovietico solo nel 1921, ossia quando la prima repubblica azera aveva già cessato la sua esistenza. Se, come recita l’art.2 dell’Atto costitutivo della repubblica di Azerbaigian del 1991, questa era un “successore giuridico” della prima repubblica, allora nessuna rivendicazione azera può essere vantata sul Nagorno Karabakh che all’epoca non era stato ancora ufficialmente assegnato né all’Armenia né all’Azerbaigian.
Atto costitutivo della repubblica dell’Azerbaigian, 1991 (art.2)
«La repubblica dell’Azerbaigian è un successore giuridico della repubblica dell’Azerbaigian risalente al periodo 28 maggio 1918 – 28 aprile 1920».
LA NASCITA DELLA REPUBBLICA DEL NAGORNO KARABAKH-ARTSAKH
La proclamazione della repubblica del Nagorno Karabakh Artsakh (2.09.1991)
Con la partecipazione dei delegati provenienti dai Consigli a tutti i livelli in seduta congiunta con i deputati del popolo del Nagorno Karabakh (NK) e i consigli regionali e del distretto di Shahumian, con l’espressione della volontà popolare supportata da un documentato referendum, e dalla decisione presa dalle autorità della regione autonoma NK e il distretto di Shahumian tra 1988-1991 riguardanti la sua libertà, indipendenza, parità di diritti, e relazioni di vicinato;
Osservando in particolare la dichiarazione della Repubblica dell’Azerbaigian di ripristinare la sua indipendenza nazionale in base ai confini del 1918-20;
Riconoscendo che le politiche di apartheid e la discriminazione dell’Azerbaigian hanno creato un clima di odio e intolleranza nei confronti della popolazione armena della Repubblica, che ha portato a scontri armati, vittime, e alla deportazione di civili armeni da pacifici villaggi;
Affermandosi sulla base della vigente Costituzione e delle leggi dell’Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche (URSS), che, dopo la secessione di una Repubblica federata dall’URSS, consentono ai popoli di formazioni autonome e coesistenti gruppi etnici il diritto di auto-determinazione del loro status giuridico nazionale;
Constatando che il territorio del distretto Shahumian è stato forzatamente staccato dal Nagorno Karabakh, e riconoscendo le intenzioni della popolazione armena di riunificare quanto commisurato alle norme del diritto naturale e internazionale;
Intendendo che i rapporti di vicinato tra i popoli di Armenia e Azerbaigian saranno ripristinati in base al rispetto reciproco per diritti umani;
Prendendo in considerazione sia la complessità e la natura controversa della situazione nel paese, il futuro della Unione [sovietica], e il futuro incerto delle strutture di autorità e governo dell’Unione [Sovietica];
Nel rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, dei principi del Patto internazionale sui diritti civili e politici, e confidando nella comprensione e il sostegno della comunità internazionale;
La repubblica del Nagorno-Karabakh entro gli attuali confini della regione autonoma NK e il distretto adiacente Shahumian,
La Repubblica del Nagorno Karabakh, basandosi sull’autorità data alle repubbliche dalla Costituzione e la legislazione dell’Unione Sovietica, si riserva il diritto di decidere autonomamente il proprio status giuridico come stato sulla base di consultazioni politiche e negoziati con la classe dirigente di altri paesi e repubbliche .
Prima della accettazione della costituzione e le leggi della NKR, la costituzione e la legislazione dell’Unione Sovietica, così come altre leggi esistenti saranno in vigore in vigore sul territorio del NKR a meno che non contraddicono i fini e i principi di questa dichiarazione e la specifica natura della repubblica.
/ Firmato /
I delegati di tutti i livelli che partecipano alla seduta congiunta con le delegazioni dei consigli del popolo del NK e del distretto di Shahumian.
La dichiarazione Commissione Elettorale Centrale convalida referendum 10.12.91
Il Comitato elettorale centrale per lo svolgimento del referendum nota che, in accordo con la decisione della sessione del soviet del NKR del 27 novembre 1991e la disposizione provvisoria per l’indizione del referendum confermata dalla stessa sessione, il giorno 10 dicembre 1991 un referendum si è svolto su tutto il territorio del Nagorno Karabakh al fine di determinarne finalmente il suo status, la forma della struttura statale, i rapporti con gli altri stati e l’Unione.
Il giorno del referendum tutto il territorio della Repubblica del Nagorno Karabakh, ed in particolare la sua capitale Stepanakert, è stato oggetto da parte azera di bombardamenti di artiglieria pesante e razzi nel tentativo di sopprimere la voce del popolo dell’Artsakh nella lotta per la liberazione nazionale dall’oppressore. Un gran numero di case ed edifici amministrativi sono stati distrutti nelle città e nelle regioni della repubblica. Dieci persone sono morte solo nel giorno del referendum. Tuttavia, la popolazione della repubblica, dopo aver superato difficoltà incredibili, come un corpo unico ha partecipato alle elezioni al fine di unire le voci contro la secolare tirannia.
108.736 elettori, pari all’82,2% dei 132.328 registrati ha partecipato alle elezioni.
Gli elettori di nazionalità azera (22747) non hanno preso parte al referendum sebbene la CEC (Commissione Elettorale Centrale) abbia tentato di entrare in contatto con loro al fine di raggiungere un consenso su questi temi. I relativi documenti, così come la disposizione provvisoria del referendum e lo svolgimento delle elezioni parlamentari, sono stati inviati a tempo debito. I militari della base di stanza a Stepanakert non hanno partecipato al voto per motivi politici. Il referendum si è svolto in 70 su un numero totale di 81 collegi elettorali. In dieci di undici collegi elettorali in cui il referendum non ha avuto luogo, ha vissuto popolazione azera.
“Sei d’accordo che la proclamata repubblica del Nagorno Karabakh sia uno stato indipendente che agisce con la propria autorità per decidere forme di cooperazione con gli altri stati e le comunità?”
108.615 persone pari al 99,9% del numero totale dei votanti ha risposto “Sì”, 24 persone pari allo 0,02% dei votanti hanno risposto “No” alla domanda di cui sopra. 95 voti pari allo 0,09% sono stati riconosciuti non validi.
Il referendum è stato condotto in conformità con le norme internazionali, nonché la previsione temporanea sul referendum nella repubblica del NK. Il Comitato Elettorale Centrale non ha ricevuto alcuna denuncia o dichiarazioni su eventuali violazioni. Deputati del Soviet Supremo dell’Urss, di Russia e Mosca come pure rappresentanti di diverse organizzazioni internazionali e di stati stranieri erano presenti al referendum in qualità di osservatori e rilasciato commenti positivi.
Così la volontà del popolo della repubblica del Nagorno Karabakh per costruire uno stato indipendente è diventata realtà oggettiva.
Il presidente della Commissione Elettorale Centrale, E. Petrossian.
La dichiarazione della indipendenza dello stato NKR (6.01.92)
In virtù del diritto all’autodeterminazione dei popoli, così come la volontà del popolo del Nagorno Karabakh si è espressa nel referendum della repubblica il 10 dicembre 1991;
comprendendo le responsabilità per il destino della storica patria;
confermando l’adesione ai principi del 2 settembre 1991 della Dichiarazione sulla proclamazione della Repubblica del Nagorno Karabakh;
ricercando la normalizzazione delle relazioni tra i popoli armeno e azero;
disposti a proteggere la popolazione NKR dalle aggressioni e minacce di sterminio fisico;
sviluppando l’esperienza dell’autogoverno popolare nel Nagorno-Karabakh nel 1918-1920;
esprimendo la volontà di stabilire relazioni uguali e reciprocamente vantaggiose con tutti gli stati e membri dell’Unione;
rispettando e seguendo i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, del documento finale della riunione di Vienna tra la Conferenza europea sulla sicurezza e la cooperazione stati membri, e le altre norme universalmente riconosciute del diritto internazionale.Il Soviet Supremo della Repubblica del Nagorno Karabakh
Sancisce l’indipendenza dello Stato NKR
La NKR è uno stato indipendente. Essa ha la sua propria bandiera nazionale, emblema e l’inno. La Costituzione e le leggi NKR, nonché gli atti internazionali e legali che regolano il rispetto dei diritti umani e delle libertà sono in vigore nel territorio NKR.
Tutto il potere nelle NKR appartiene al popolo della Repubblica del Nagorno Karabakh, che realizza il suo potere e volontà mediante referendum nazionale o tramite organismi rappresentativi.
Tutti gli abitanti del Nagorno Karabakh sono cittadini NKR. Il NKR permette la doppia cittadinanza. Il NKR protegge i suoi cittadini. Il NKR garantisce i diritti e le libertà di tutti i suoi cittadini indipendentemente dalla loro nazionalità, razza e credo.
Forze armate, forze dell’ordine e organi di sicurezza dello Stato sono stabiliti nella NKR subordinati alle autorità suprema per garantire la tutela dei suoi cittadini e la sicurezza della popolazione. I cittadini NKR devono servire nelle forze armate sul territorio del NKR. Il servizio militare dei cittadini della NKR in altri Stati, come pure la presenza di forze armate straniere nel territorio NKR sono realizzati sulla base di accordi interstatali.
Come soggetto di diritto internazionale, la NKR conduce una politica estera indipendente, stabilisce rapporti diretti con altri Stati, e partecipa alle attività delle organizzazioni internazionali.
Il terreno, la profondità, lo spazio aereo, le ricchezze naturali, materiali e spirituali della NKR sono di proprietà della sua gente. Le leggi NKR regolano il loro utilizzo e la proprietà.
L’economia NKR si basa sul principio della parità di tutte le forme di proprietà. Essa garantisce pari opportunità di piena e libera partecipazione alla vita economica di tutti i cittadini del NKR.
Il NKR riconosce la priorità dei diritti umani, garantisce la libertà di parola, di coscienza, l’attività politica e sociale e tutti gli altri diritti universalmente riconosciuti e le libertà civili. Le minoranze nazionali sono sotto la protezione dello Stato. La struttura statale NKR assicura per le minoranze nazionali la possibilità di una vera e propria partecipazione alla vita politica, economica e spirituale della Repubblica. La legge persegue qualsiasi discriminazione nazionale.
Il linguaggio di stato della NKR è l’armeno. La NKR riconosce il diritto delle minoranze nazionali all’utilizzo, senza alcuna limitazione, della loro lingua madre in campo economico, culturale ed educativo.
Questa dichiarazione e Dichiarazione generale sui diritti umani forma la base della Costituzione e della legislazione della Repubblica del Nagorno Karabakh.
CONVENZIONE DI MONTEVIDEO SUI DIRITTI E DOVERI DEGLI STATI (1933)
Art. 3: “L’esistenza politica di uno stato è indipendente dal riconoscimento di altri stati. Perfino prima del riconoscimento lo stato ha il diritto di difendere la sua integrità ed indipendenza, a provvedere alla sua conservazione e prosperità, e conseguentemente ad organizzare se stesso come ritiene adatto, a legiferare sui suoi interessi, amministrare i suoi servizi e definire giurisdizione e competenza delle sue corti.”
LE RISOLUZIONI ONU
Sulla questione del Nagorno Karabakh vi sono state cinque risoluzioni delle Nazioni Unite, sovente invocate dall’Azerbaigian a supporto del preteso diritto di integrità territoriale.
Le prime quattro (822, 853, 874 e 884), presentate da Turchia e Pakistan, risalgono al 1993 nel pieno della guerra: chiedevano la fine delle ostilità e il ritiro degli armeni da quei territori che progressivamente stavano riconquistando a spese dell’Azerbaigian.
La quinta mozione fu approvata con i soli 39 voti degli stati membri della Conferenza Islamica. I co-negoziatori del Gruppo di Minsk (USA-Francia-Fed. Russa) insieme a una decina di paesi europei votarono contro6. L’Italia, insieme ad un centinaio di membri ONU, ivi inclusi tutti i paesi membri dell’UE, si è saggiamente astenuta per non ostacolare l’operato del Gruppo di Minsk dell’OSCE.
Annuncio dell’accordo armeno azero sui territori contesi (12 giu 1921)
In virtù della dichiarazione del Comitato Rivoluzionario della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian e dell’accordo fra le Repubbliche Socialiste Sovietiche dell’Armenia e dell’Azerbaigian, con la presente è stabilito che il Karabakh Montuoso è d’ora in poi parte integrante della Repubblica Socialista Sovietica di Armenia.
Presidente A. Miasnikian e Segretario generale M. Garabedian, Commissari del popolo della RSS di Armenia
Decisioni del l’Ufficio Caucaso sul Karabakh Montuoso (3- 5 luglio 1921)
3.07.21 – La sessione plenaria dell’Ufficio Caucaso del Partito Comunista della Russia Sovietica composto da Kirov, Makharsatian, Nasikian, Nazaretian, Narimanov, Stalin, Orakhelashvilu, Ordzhonorkidze e altri, ha esaminata la questione del karabakh Montuoso e deciso di annettere il Karabakh Montuoso all’Armenia sovietica.
5.07.21 – La stessa sessione plenaria si è riunita, ha riesaminato la questione e ha deciso «che considerata la necessità di un ‘armonia nazionale tra Musulmani ed Armeni (NdR: gli azeri sono chiamati “musulmani”), i legami economici tra il Karabakh Superiore e il Karabakh Inferiore e i suoi stabili legami all’Azerbaigian» il Karabakh Montuoso dovrebbe essere lasciato entro i confini della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian, dichiarandola al contempo una regione autonoma con Shushi quale suo centro amministrativo.
Comitato del Partito Comunista dell’Azerbaigian finalizzato all’incorporazione del Karabakh nell’Azerbaigian (luglio 1923)
Viene formata, come parte della Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian, una autonoma regione armena (NdR, sottolineatura nostra) nel Karabakh con Khankend quale suo centro.
Gli organi amministrativi della regione autonoma sono il Soviet regionale esecutivo e i Soviet locali.
Fino a quando il Comitato regionale esecutivo non potrà essere organizzato, viene creato un Comitato rivoluzionario provvisorio la cui responsabilità includerà la convocazione di una conferenza sovietica regionale entro due mesi allo scopo di istituire un organo permanente esecutivo.
Le risorse tecniche e finanziarie per il Comitato esecutivo regionale saranno fornite da risorse generali della repubblica Socialista Sovietica di Azerbaigian; immediate misure al riguardo saranno adottate dal Comitato centrale azerbaigiano.
Viene formata una commissione mista composta da rappresentanti del karabakh Montuoso, Karabakh Inferiore, Kurdistan e autorità centrali della R.S.S. dell’Azerbaigian per disporre la costituzione della regione, facilitare la trasformazione dell’autorità in regione autonoma e determinare i confini della regione, tutto non più tardi del 15 agosto.
Firmato Vice Presidente dell’Esecutivo Centrale M.Gusamov e Segretario M. Khanpudagov