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Timestamp: 2020-03-28 14:35:51+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 358', 'art. 16', 'art. 356', 'art. 358', 'art. 357', 'art. 356', 'art. 357', 'art. 17']

RIFORMA ORGANICA DELLE DISCIPLINE DELLA CRISI DI IMPRESA E DELL’INSOLVENZA - L'ALBO DEGLI INCARICATI DELLA GESTIONE E DEL CONTROLLO NELLE PROCEDURE DI REGOLAZIONE DELLA CRISI
L'ALBO DEGLI INCARICATI DELLA GESTIONE E DEL CONTROLLO NELLE PROCEDURE DI REGOLAZIONE DELLA CRISI
1. Funzioni, finalità dell'Albo unico nazionale dei curatori, dei Commissari giudiziali e dei Liquidatori - Requisiti per l'iscrizione
1.1. Finalità e funzioni dell'Albo
L’art. 2 della L. n. 155/2017, al comma 1, lett. o) ha previsto l’istituzione - a decorrere dal 16 marzo 2019 - di un albo di soggetti cui affidare incarichi di gestione o di controllo nell'ambito delle procedure previste nel codice della crisi e dell'insolvenza, con specifici requisiti di professionalità, indipendenza ed esperienza.
Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.Lgs. n. 14/2019 ha previsto, tra le disposizioni che entrano in vigore già il 16 marzo 2019, l’istituzione presso il Ministero della giustizia di un albo dei soggetti, costituiti anche in forma associata o societaria, destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore, nelle procedure concorsuali e sulla cui attività il Ministero della giustizia eserciterà vigilanza.
L’ “Albo dei gestori della crisi e insolvenza delle imprese”, come precisato all’art. 2, comma 1, lett, n), del D.Lgs. n. 14/2019, è l’albo, istituito presso il Ministero della giustizia, dei soggetti che su incarico del giudice svolgono, anche in forma associata o societaria, funzioni di gestione, supervisione o controllo nell’ambito delle procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza previste dal presente codice.
Si tratta di un Albo dei soggetti che, su incarico del giudice svolgono, anche in forma associata o societaria, le funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore, nelle procedure concorsuali e sulla cui attività il Ministero della giustizia eserciterà vigilanza.
1.2. Requisiti richiesti per l'iscrizione
1.2.1. Requisiti professionali richiesti per la nomina agli incarichi nelle procedure
Secondo quanto stabilito dal comma 1 dell’art. 358, possono essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale e liquidatore, nelle procedure di cui al codice della crisi e dell'insolvenza e quindi essere iscritti all’Albo:
È previsto quale ulteriore requisito ai fini dell’iscrizione all’albo che il soggetto alternativamente:
a) sia in possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di perfezionamento istituiti presso le Università (ai sensi dell’art. 16 d.P.R. 10 marzo 1982, n. 162), di durata non inferiore a duecento ore nell'ambito disciplinare della crisi dell'impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore. I corsi di perfezionamento sono costituiti con gli insegnamenti concernenti almeno i seguenti settori disciplinari: diritto civile e commerciale, diritto fallimentare e dell'esecuzione civile, economia aziendale, diritto tributario e previdenziale. La specifica formazione di cui alla presente lettera può essere acquisita anche mediante la partecipazione ad analoghi corsi organizzati dalle camere di commercio, dagli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai in convenzione con università pubbliche o private;
b) abbia svolto un periodo di tirocinio di durata non inferiore a sei mesi presso uno o più organismi, curatori fallimentari, commissari giudiziali, professionisti indipendenti, professionisti delegati per le operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari ovvero nominati per svolgere i compiti e le funzioni dell'organismo o del liquidatore, che abbia consentito l'acquisizione di competenze mediante la partecipazione alle fasi di elaborazione ed attestazione di accordi e piani omologati di composizione della crisi da sovraindebitamento, di accordi omologati di ristrutturazione dei debiti, di piani di concordato preventivo e di proposte di concordato fallimentare omologati, di verifica dei crediti e di accertamento del passivo, di amministrazione e di liquidazione dei beni;
c) abbia acquisito uno specifico aggiornamento biennale, di durata complessiva non inferiore a quaranta ore, nell'ambito disciplinare della crisi dell'impresa e di sovraindebitamento, anche del consumatore, acquisito presso uno dei su indicati ordini professionali ovvero presso un'università pubblica o privata.
Tuttavia per il primo popolamento dell'albo, possono ottenere l'iscrizione anche i soggetti che sebbene in possesso del primo su descritto requisito, possano documentare di essere stati nominati, alla data del 16 marzo 2019, in almeno quattro procedure negli ultimi quattro anni, curatori fallimentari, commissari o liquidatori giudiziali.
1.2.2. Requisiti di onorabilità
Ai sensi del comma 3, dell'art. 356, costituisce requisito per l'iscrizione all'albo il possesso dei seguenti requisiti di onorabilità:
d) non avere riportato negli ultimi cinque anni una sanzione disciplinare piu' grave di quella minima prevista dai singoli ordinamenti professionali.
Per conservare l’iscrizione all’albo occorre acquisire uno specifico aggiornamento biennale in relazione al quale cui la Scuola superiore della magistratura elaborerà le linee guida generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e di aggiornamento.
1.2.3. Requisiti per la nomina agli incarichi nelle procedure
Secondo quanto stabilito al commi 2 dell'art. 358, non possono essere nominati curatore, commissario giudiziale o liquidatore, il coniuge, la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso, il convivente di fatto, i parenti e gli affini entro il quarto grado del debitore, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell'impresa, nonche' chiunque si trovi in conflitto di interessi con la procedura.
Secondo quanto stabilito nel successivo comma 3, la nomina agli incarichi di curatore, di commissario giudiziale e di liquidatore viene fatta dall'autorità giudiziaria tenuto conto:
a) delle risultanze dei rapporti riepilogativi, di cui all'articolo 16-bis, commi 9-quater, 9-quinquies e 9-septies, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228;
b) degli incarichi in corso, in modo da assicurare che il professionista nominato abbia realmente il tempo per dedicarsi al nuovo incarico;
c) delle esigenze di trasparenza e di turnazione nell'assegnazione degli incarichi, valutata la esperienza richiesta dalla natura e dall'oggetto dello specifico incarico.
d) dell'esistenza di rapporti di lavoro subordinato in atto al momento dell'apertura della liquidazione giudiziale, del deposito del decreto di ammissione al concordato preventivo o al momento della sua omologazione, con riferimento agli iscritti agli albi dei consulenti del lavoro.
Le nomine devono essere effettuate secondo criteri di trasparenza e turnazione nell’assegnazione degli incarichi, esigenza che l’esistenza di un albo nazionale renderà più facile assicurare, pur dovendo essere bilanciata con l’esigenza di nominare professionisti dotati delle necessarie, specifiche esperienze in rapporto alla natura ed all’oggetto dell’incarico.
1.3. Funzionamento dell'albo - Atteso un decreto interministeriale
Secondo quanto stabilito dall'art. 357, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 1° marzo 2020, dovranno essere stabilite, in particolare:
a) le modalità di iscrizione all'albo;
1.4. Spostamento al 30 giugno 2020 del funzionamento dell’Albo dei gestori della crisi
Il comma 4, dell'articolo 8 del D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 (c.d. "Decreto Millepororoghe") ha stabilito il differimento di quattro medi – dal 1° marzo al 30 giugno 2020 – dell’efficacia delle norme relative al funzionamento dell’albo degli incaricati della gestione e del controllo nelle procedure di cui al D.Lgs. n. 14/2019.
Si ricorda che l’articolo 356 ha previsto l’istituzione dell'Albo unico nazionale dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza, presso il Ministero della giustizia al quale è demandata anche l’esercizio di vigilanza sull’attività degli iscritti, previa emanazione del relativo decreto attuativo ai sensi dell’articolo 357.
Orbene, per effetto della proroga predetta, il termine del 1° marzo 2020 entro il quale il Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo vede lo slittamento al 30 giugno 2020.
2. Funzionamento dell'Albo - Mancano i decreti attuativi - Le osservazioni del CNDCEC
Nonostante l’intera riforma sia destinata a non trovare immediata applicazione, poiché il Codice entrerà in vigore soltanto a partire dal 15 agosto 2020, alcune disposizioni prevedono un regime di entrata in vigore al 16 marzo 2019. Tra queste devono annoverarsi gli artt. 356 e 357 del Codice, norme aventi ad oggetto la disciplina dell’albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell'insolvenza ed il relativo funzionamento.
La norma istitutiva dell'Albo (art. 356 del Codice), che formalmente entrerà in vigore il 16 marzo p.v., non potrà comunque trovare concreta applicazione fintanto che non venga emanato il regolamento che ne disciplina il relativo funzionamento.
Il successivo art. 357 del Codice, infatti, rimette ad un decreto del Ministero della Giustizia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da adottare ai sensi dell’art. 17, comma 3 della legge n. 400/1988 entro il 1° marzo 2020, il compito di determinare le regole di funzionamento dell’albo.
Il suddetto regolamento dovrà, infatti, stabilire le modalità di iscrizione, sospensione e cancellazione all’albo nonché le modalità di esercizio da parte del Ministero della giustizia del potere di vigilanza sugli iscritti. Il decreto dovrà, infine, stabilire il contributo da versare ai fini dell’iscrizione e del suo mantenimento.
Appare evidente, quindi, che l’albo, istituito a partire dal 16 marzo 2019, è destinato a non essere attivato fino all’adozione del decreto che ne disciplina il relativo funzionamento.
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Pubblicato su: 2019-03-16 (264 letture)