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Timestamp: 2016-10-26 00:39:12+00:00
Document Index: 44557934

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 8', 'DTF ', 'art. 6']

I 179/00 (30.06.2000)
A.- La cittadina italiana T.________, nata nel 1941, ha lavorato in Svizzera dal 1961 al 1985 solvendo i regolari contributi di legge. Per le conseguenze di un infortunio sul lavoro subito all'arto inferiore destro nel 1980, l'assicurata � stata posta al beneficio di diverse prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�, da ultimo di un quarto di rendita per un grado d'inabilit� del 40 % dal 1� gennaio 1988. Quest'ultima prestazione � stata soppressa a far tempo dal 1� luglio 1990 a seguito del rimpatrio della beneficiaria, con provvedimento 22 maggio 1992 cresciuto in giudicato, in quanto le rendite per un grado inferiore al 50 % sono versate unicamente ad assicurati domiciliati o dimoranti abitualmente in Svizzera.
Il 26 febbraio 1998 T.________ ha presentato agli organi dell'assicurazione svizzera una nuova domanda volta ad ottenere una rendita d'invalidit�.
Mediante decisione 1� febbraio 1999 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI) ha respinto la richiesta per inadempienza del requisito assicurativo.
B.- Assistita dal Patronato Z.________, l'interessata � insorta alla Commissione federale di ricorso in materia d'AVS/AI per le persone residenti all'estero, la quale ne ha rigettato il gravame per pronunzia 21 gennaio 2000 rilevando, a sua volta, l'assenza del presupposto assicurativo.
C.- Rappresentata dall'avv. A.________, T.________ propone un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni con il quale, sulla scorta di ulteriore documentazione, ribadisce la sua domanda di prestazioni e chiede che si riveda il grado d'invalidit� riconosciutole dall'INSAI.
1.- Nell'evenienza concreta la controversia verte unicamente sul tema di sapere se alla ricorrente debba essere riconosciuto il diritto a una rendita d'invalidit� da parte dell'assicurazione svizzera per l'invalidit�.
L'altra richiesta formulata nel ricorso di diritto amministrativo, segnatamente quella tendente ad un riesame del grado d'invalidit� riconosciutole dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), non � ricevibile, non essendo la questione stata oggetto di una decisione da parte dell'amministrazione per cui questa Corte non pu� pronunciarsi al riguardo (DTF 122 V 36 consid. 2a, 119 Ib 36 consid. 1b e riferimenti).
2.- a) Nell'impugnato giudizio, al quale si rinvia, la Commissione di ricorso ha gi� correttamente esposto i presupposti che un cittadino italiano residente in Italia deve adempiere per aver diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidit� svizzera.
b) � comunque opportuno ribadire che per aver diritto alla rendita medesima il cittadino italiano deve adempiere cumulativamente tre presupposti, ossia essere invalido ai sensi della legislazione svizzera (art. 4 e 28 LAI), aver versato contributi assicurativi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno (art. 36 cpv. 1 LAI) ed essere assicurato, all'insorgere dell'invalidit�, o presso l'istituzione assicurativa elvetica (art. 6 cpv. 1 LAI), o presso le assicurazioni sociali italiane (art. 8 lett. b della Convenzione italo-svizzera del 14 dicembre 1962 relativa alla sicurezza sociale).
3.- Anche per quanto attiene all'applicazione della normativa citata alla fattispecie questa Corte pu� confermare quanto esposto dai giudici commissionali. Essi hanno in particolare pertinentemente rilevato che dagli atti all'inserto emerge chiaramente che successivamente al giugno 1990, quando l'interessata lasci� definitivamente la Svizzera, il presupposto assicurativo richiesto in regime convenzionale non � pi� stato adempiuto. In effetti, con il rimpatrio e la conseguente soppressione, a far tempo dal 30 giugno 1990, della rendita d'invalidit� di cui beneficiava in precedenza, l'insorgente ha cessato di essere affiliata obbligatoriamente in Svizzera. In Italia, come risulta dalla documentazione in atti relativa alla sua posizione assicurativa, T.________ non ha mai compiuto periodi di contribuzione effettiva o figurativa. Inoltre, sino al momento decisivo della resa del provvedimento impugnato (DTF 121 V 366 consid. 1b), ella nemmeno era al beneficio di pensione d'invalidit� italiana.
N� consegue che, indipendentemente dalla realizzazione delle condizioni materiali che danno diritto a una rendita, a decorrere dal 1� luglio 1990 la clausola assicurativa prevista dalla normativa convenzionale applicabile � rimasta inadempiuta per cui nessuna prestazione dell'assicurazione svizzera pu� essere concessa per un'eventuale invalidit� insorta posteriormente a tale data.
A giusta ragione pertanto i primi giudici hanno confermato l'atto di diniego lasciando insoluta la tematica dell'esistenza o meno di un'inabilit� di grado pensionabile.
4.- T.________ non fa valere elementi di giudizio suscettibili di infirmare la pronunzia querelata. Come rettamente considerato dalla precedente istanza, ai fini del soddisfacimento del requisito assicurativo richiesto in regime convenzionale italo-svizzero non � di rilievo il fatto che l'interessata sia tuttora titolare di una rendita erogatale dall'INSAI a dipendenza degli esiti dell'infortunio occorsole in Svizzera nel 1980. Detta circostanza non � in effetti atta a conferire la qualit� di assicurato ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 LAI esatta dal medesimo ordinamento convenzionale.