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Timestamp: 2019-09-22 18:46:34+00:00
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Art. 784 codice di procedura civile - Litisconsorzio necessario - Brocardi.it
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Articolo 784 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 784 Codice di procedura civile
Le domande di divisione ereditaria (1) o di scioglimento di qualsiasi altra comunione (2) debbono proporsi (3) in confronto di tutti gli eredi (4) o condomini e dei creditori opponenti se vi sono [12 3, 22, 23, 102; c.c. 713 ss., 1111ss., 2646] (5).
(1) Le domande di scioglimento di qualsiasi comunione devono proporsi nei confronti di tutti gli eredi o condomini e, nel caso in cui vi siano, dei creditori opponenti. In tali ipotesi si instaura un giudizio inscindibile in quanto sussiste la necessaria partecipazione ad esso di tutti i condividenti. Pertanto, l'eventuale difetto di instaurazione del contraddittorio può essere rilevato in qualunque stato e grado del processo, anche d'ufficio. Una volta rilevato il difetto di instaurazione, la sua mancata integrazione del contraddittorio, produce l'estinzione automatica del processo ai sensi del combinato disposto degli artt. 102 e 307. Nel caso in cui il difetto sia rilevato in grado di appello, la causa è rimessa al giudice di primo grado. Quando invece il difetto viene rilevato in sede di giudizio di Cassazione, i giudici di legittimità annullano o cassano la sentenza impugnata e rinvia il procedimento al giudice a quo per l'integrazione del contraddittorio (c.d. giudizio di rinvio). Se il difetto di contraddittorio viene rilevato dopo il passaggio in giudicato della sentenza, verrano in applicazione gli artt. 404 e 3272 a seconda della ragione dell'assenza di alcuni condomini (ignoranza sull'esistenza di altri condomini, mancata chiamata rituale in giudizio di alcuni condomini pur considerati parti). Infine, la divisione in cui non sono stati chiamati in giudizio i creditori opponenti o gli aventi causa, può essere dichiarata inefficace nei loro confronti in quanto a questi inopponibile.
(2) Il giudice competente a conoscere delle controversie sorte in materia di divisioni ereditarie è quello del luogo dell'apertura della successione (si confronti l'art. 22 del c.p.c.).Diversamente, in caso di cause tra condomini il giudice competente è quello del luogo in cui si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi (si confronti l'art. 23 del c.p.c.).
Ancora, per le cause tra soci il giudice competente è è il Tribunale in cui ha la sede la società.
(3) Si precisa che l'atto introduttivo del giudizio di divisione consiste in un atto di citazione.
(4) Solo il soggetto che al momento della proposizione del giudizio di divisione partecipa alla comunione assume la veste di litisconsorte necessario. Pertanto, nel caso in cui un soggetto sia subentrato nella posizione giuridica dell'erede sarà solo il cessionario a dover partecipare al processo.
(5) Secondo il disposto di cui all'art. 1113 del c.c., l'intervento e l'opposizione alla divisione devono essere estesi anche agli aventi causa da una partecipazione alla comunione, ossia gli acquirenti di singoli beni della comunione o di diritti reali di godimento su di essi. Tali soggetti non rivestono la qualifica di litisconsorti necessari ma sono soggetti ai quali la sentenza che definisce il giudizio di divisione è opponibile.
Massime relative all'art. 784 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 14654/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 14654 del 11 giugno 2013)
Cass. civ. n. 29372/2011
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 29372 del 28 dicembre 2011)
Cass. civ. n. 15233/2011
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 15233 del 12 luglio 2011)
Cass. civ. n. 5266/2011
Nel giudizio di divisione della cosa comune, il risultato finale - della trasformazione dei diritti "pro quota" dei singoli partecipanti in altrettanti diritti individuali di proprietà esclusiva su concrete e determinate porzioni di beni comuni - si attua attraverso tre fasi fondamentali: la fase della c.d. assificazione, quella della formazione delle quote e quella della attribuzione. Tale sequenza ha carattere progressivo per cui non possono i condividenti chiedere direttamente l'attribuzione senza che il giudice abbia previamente disposto il progetto di formazione delle quote ed abbia precisato le modalità della divisione, dando disposizioni in merito all'estrazione a sorte dei lotti. Ne consegue che, ove al progetto divisionale non siano state sollevate contestazioni ed esso sia, conseguentemente, divenuto esecutivo, il giudice deve provvedere, con ordinanza non impugnabile, all'attuazione di tale progetto e dare disposizioni in merito all'estrazione a sorte dei lotti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di secondo grado che aveva ritenuto corretto il differimento delle operazioni divisionali, deciso dal giudice di primo grado, al passaggio in giudicato della pronuncia che doveva risolvere altre questioni dibattute dai condividenti, laddove, invece, la Corte di merito avrebbe dovuto procedere all'estrazione a sorte dei lotti, come richiesto nell'atto di gravame, non avendo il Tribunale svolto tale attività).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5266 del 4 marzo 2011)
Cass. civ. n. 15358/2001
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 15358 del 5 dicembre 2001)
Cass. civ. n. 7785/2001
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 7785 del 8 giugno 2001)
Cass. civ. n. 4891/1993
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4891 del 26 aprile 1993)
Cass. civ. n. 7876/1991
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7876 del 16 luglio 1991)
Cass. civ. n. 7862/1990
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 7862 del 4 agosto 1990)
Cass. civ. n. 2231/1983
Qualora sussistano più comunioni, derivanti da titoli diversi, ciascuna di esse comporta il compimento di distinte operazioni divisionali in ordine alle quali non sussiste il litisconsorzio necessario tra i partecipanti alle diverse comunioni, essendo quello previsto dall'art. 784 c.p.c. limitato ai compartecipanti alla comunione derivante da un determinato titolo, senza possibilità di una sua estensione a soggetti che della relativa comunione non fanno parte.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2231 del 30 marzo 1983)
Cass. civ. n. 3788/1982
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3788 del 22 giugno 1982)
Cass. civ. n. 733/1982
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 733 del 8 febbraio 1982)
Cass. civ. n. 234/1982
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 234 del 14 gennaio 1982)
Cass. civ. n. 4703/1981
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4703 del 21 luglio 1981)
Cass. civ. n. 3812/1981
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3812 del 12 giugno 1981)
Cass. civ. n. 2364/1981
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 2364 del 22 aprile 1981)
Cass. civ. n. 5531/1980
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5531 del 15 ottobre 1980)
Cass. civ. n. 1594/1980
Qualora in un giudizio di divisione ereditaria, nessuna delle parti abbia provveduto all'integrazione del contraddittorio nei confronti dei coeredi non convenuti in giudizio, l'estinzione del processo può essere dichiarata soltanto se la relativa eccezione sia stata tempestivamente sollevata dalla parte interessata prima di ogni altra difesa; pertanto, qualora l'eccezione sia stata tardivamente proposta, il processo non può che proseguire tra le parti originarie, salva l'eventuale inefficacia delle sentenze pronunciate nei diversi gradi del processo, a contraddittorio non integro. (Nella specie, nel giudizio difeso di primo grado, il convenuto aveva eccepito l'estinzione del processo nella comparsa conclusionale solo dopo essersi difeso nel merito chiedendo, in sede di precisazione delle conclusioni, il rigetto della domanda).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1594 del 10 marzo 1980)
Cass. civ. n. 1680/1979
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1680 del 23 marzo 1979)
Cass. civ. n. 1596/1979
Nel giudizio di divisione sussiste il litisconsorzio necessario tra tutti i partecipanti alla comunione da sciogliere, ancorché il processo sia stato instaurato in via strumentale per il conseguimento della pretesa esecutiva dei creditori di uno dei comproprietari, verificandosi in tal caso una ipotesi di pregiudizialità necessaria, che non modifica la natura giuridica della causa pregiudiziale; sicché, qualora alcuni comproprietari siano deceduti prima della notifica della citazione, il giudizio di divisione è affetto da nullità per difetto di integrità del contraddittorio, rilevabile anche di ufficio in ogni stato e grado del processo, salvo che sulla questione si sia formato il giudicato, e tale nullità va dichiarata, in ogni caso, indipendentemente dalla soluzione delle eventuali questioni vertenti sulla validità dell'accettazione della eredità dei comunisti defunti, da parte dei soggetti ad essa chiamati.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 1596 del 19 marzo 1979)
Cass. civ. n. 727/1973
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 727 del 14 marzo 1973)
Cass. civ. n. 1466/1972
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1466 del 15 maggio 1972)
relative all'articolo 784 Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 784 Codice proc. civile - Litisconsorzio necessario | Quesito Q20112144
“Salve, sono proprietario insieme a tre fratelli di uno stabile composto da 4 appartamenti ed un locale garage. La proprietà risulta allo stato attuale "comune non divisa". Si voleva procedere per un "atto di divisione" ma la situazione è la seguente: due parti sono d'accordo con la "divisione", la terza parte dichiara di non essere economicamente pronta per procedere, la quarta parte tira in ballo rancori personali, rifiutandosi di presentarsi dal notaio.
Mi chiedo, è possibile procedere ad un "atto di divisione" permanendo questa situazione?
La situazione di comunione descritta nel caso di specie sembra configurarsi come comunione ereditaria, che si ha nell'ipotesi in cui due o più persone sono chiamate pro quota alla medesima eredità.
L'art. 713 del c.c. disciplina la divisione ereditaria, sancendo il principio per cui i coeredi possono sempre chiedere la divisione.
La divisione può essere di due tipi:
- giudiziale, se si svolge sotto la direzione dell'autorità giudiziaria quando non sia raggiunta l'unanimità dei consensi.
Nella situazione in esame, esclusa la possibilità di giungere "amichevolmente" alla divisione del compendio immobiliare, sarà necessario instaurare un giudizio al quale dovranno partecipare tutti i coeredi, litisconsorti necessari. Il giudizio di decisione dovrà, da un lato, accertare il diritto spettante a ciascun partecipante sul bene comune (con conseguente accertamento del diritto alla divisione); dall'altro, trasformare concretamente la situazione di contitolarità in una situazione di dominio esclusivo.