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Timestamp: 2020-02-25 15:41:20+00:00
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Risultati ricerca per "responsabilità medica"
di Porzia Teresa Persio
responsabilità medica | 11 Novembre 2014
Omicidio colposo: medico assolto per le carenze dell’ospedale
Anche nell’ambito della causalità omissiva vale la regola di giudizio della ragionevole, umana certezza. Tale apprezzamento va compiuto tenendo conto da un lato delle informazioni inerenti il coefficiente probabilistico che assiste il carattere salvifico delle misure doverose appropriate, e dall’altro delle contingenze del caso concreto.
Responsabilità medica | 01 Ottobre 2014
Il consenso informato può salvare la vita al paziente ed il conto corrente al medico
In materia di consenso informato, la violazione, da parte del medico, del dovere di informare il paziente, può causare due diversi tipi di danni: sia un danno alla salute, sussistente quando sia ragionevole ritenere che il paziente, su cui grava l’onere della prova, se correttamente informato, avrebbe evitato di sottoporsi all’intervento e di subirne le conseguenze invalidanti, sia un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione in se stesso, che sussiste quando, a causa della mancata informazione, il paziente ha subito un pregiudizio, patrimoniale o non patrimoniale, diverso dalla lesione del diritto alla salute.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 20547/14; depositata il 30 settembre)
Responsabilità medica | 22 Settembre 2014
Ginecologo colpevole, lesioni per il nascituro: danni limitati alla vita reale del bambino
Respinte le obiezioni dei due genitori per la riduzione del risarcimento dei danni stabilito dai giudici. Non viene ravvisata la compressione del principio della personalizzazione del danno: corretta la delimitazione alla vita reale – appena undici anni – del bambino la misura del danno non patrimoniale.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 19864/14; depositata il 22 settembre)
La mancanza del consenso informato compromette le sorti del medico
Il cd. consenso informato, ovvero l’esatta informazione sulle condizioni e sui rischi legati al trattamento sanitario, viene ad essere configurato come elemento strutturale dei contratti di protezione, quali sono quelli che si concludono nel settore sanitario, e conseguentemente l’inadempimento del debitore della prestazione di garanzia è idoneo a ledere i diritti inviolabili della persona cagionando anche pregiudizi non patrimoniali.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 19731/14; depositata il 19 settembre)
responsabilità medica | 04 Luglio 2014
La finalità terapeutica esclude il reato del medico che ha eseguito un intervento diverso da quello concordato con il paziente con esito infausto
In tema di responsabilità civile da trattamento sanitario ed ai fini dell’individuazione del termine prescrizionale per l’esercizio dell’azione risarcitoria, non è ipotizzabile il delitto di lesioni volontarie gravi o gravissime nei confronti del medico che sottoponga il paziente ad un intervento da questo non consentito (anche se abbia esito infausto e anche se l’intervento venga effettuato in violazione delle regole dell’arte medica), se comunque sia rinvenibile nella sua condotta professionale una finalità terapeutica o comunque la terapia sia inquadrabile nella categoria degli atti medici. In questi casi, infatti, la condotta non è diretta a ledere e, se l’agente cagiona lesioni al paziente, è al più ipotizzabile il delitto di lesioni colpose se l’evento è da ricondurre alla violazione di una regola cautelare.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 15239/14; depositata il 3 luglio)
Responsabilità medica | 13 Giugno 2014
“Più operi più guadagni”. È reato?
In ogni caso, non basta la mancanza di consenso informato del paziente per ritenere provato il reato, occorre ravvisare una menomazione funzionale.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 24918/14; depositata il 12 giugno)
responsabilità medica | 09 Giugno 2014
Il consenso informato, mancante o viziato, rende illegittimo l’intervento chirurgico
di Giulio Perrotta
In tema di responsabilità medica, il professionista è soggetto a responsabilità per i danni alla salute anche quando derivano da un intervento compiuto con perizia ma sulla base di un consenso assente o viziato, per il solo fatto oggettivo di aver omesso informazioni di carattere medico al paziente sottoposto all’intervento chirurgico.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 12830/14; depositata il 6 giugno)
responsabilità medica | 03 Giugno 2014
La gestante ha l’onere di allegare e dimostrare in giudizio la prova della sua volontà abortiva in presenza di malformazioni fetali
In tema di risarcimento del danno da negligenza professionale medica, in ordine al difetto di informazione circa la presenza di malformazioni fetali, l’onere probatorio incombe sulla madre, secondo il criterio dell’eius incumbit qui dicit, e non sul medico dimostrare la probabile o certa della volontà abortiva della gestante. Il giudice, invece, è chiamato a desumere caso per caso, senza ricorrere a generalizzazioni statistiche, le conseguenti inferenze probatorie e il successivo riparto dei relativi oneri, posto che la richiesta di uno o più accertamenti diagnostici in corso di gravidanza costituisce un indice non univoco della volontà abortiva, salvo che siano finalizzati alla scoperta di eventuali malformazioni.
(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 12264/14; depositata il 30 maggio)
responsabilità medica | 07 Maggio 2014
Diagnosi: infarto. Niente terapia intensiva, e il paziente muore: dubbi irrisolvibili sulle colpe del cardiologo
Criticabile, senza dubbio, la condotta trascurata del medico, che ha preferito rimandare il paziente nel reparto di provenienza, ‘seguendolo’ a distanza, ma, alla luce della evoluzione della vicenda, non emerge con chiarezza il nesso tra le sue scelte e il decesso della persona in cura. E ogni approfondimento rischia di rivelarsi inutile, non essendo stata disposta l’autopsia e dovendosi basare solo sulla cartella clinica.
(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 18812/14; depositata il 7 maggio)
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