Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_fallimentare/107
Timestamp: 2019-02-20 14:28:36+00:00
Document Index: 95731938

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art.2770', 'art.41', 'art. 2770', 'art.42', 'art. 20', 'art 107', 'art. 52', 'art. 107', 'art. 44', 'art. 44', 'art.107', 'sentenza ', 'art. 107', 'art. 111', 'art. 40', 'art. 111', 'art. 111', 'artt 54']

Modalità delle vendite
I. Le vendite e gli altri atti di liquidazione posti in essere in esecuzione del programma di liquidazione sono effettuati dal curatore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti specializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di beni di modesto valore, da parte di operatori esperti, assicurando, con adeguate forme di pubblicità, la massima informazione e partecipazione degli interessati. Le vendite e gli atti di liquidazione possono prevedere che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente; si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 569, terzo comma, terzo periodo, 574, primo comma, secondo periodo e 587, primo comma, secondo periodo, del codice di procedura civile." In ogni caso, al fine di assicurare la massima informazione e partecipazione degli interessati, il curatore effettua la pubblicita' prevista dall'articolo 490, primo comma, del codice di procedura civile, almeno trenta giorni prima dell'inizio della procedura competitiva. (1)
II. Il curatore può prevedere nel programma di liquidazione che le vendite dei beni mobili, immobili e mobili registrati vengano effettuate dal giudice delegato secondo le disposizioni del codice di procedura civile in quanto compatibili.
III. Per i beni immobili e gli altri beni iscritti nei pubblici registri prima del completamento delle operazioni di vendita, è data notizia mediante notificazione da parte del curatore, a ciascuno dei creditori ipotecari o comunque muniti di privilegio.
IV. Il curatore può sospendere la vendita ove pervenga offerta irrevocabile d’acquisto migliorativa per un importo non inferiore al dieci per cento del prezzo offerto.
V. Degli esiti delle procedure, il curatore informa il giudice delegato ed il comitato dei creditori, depositando in cancelleria la relativa documentazione.
VI. Se alla data di dichiarazione di fallimento sono pendenti procedure esecutive, il curatore può subentrarvi; in tale caso si applicano le disposizioni del codice di procedura civile; altrimenti su istanza del curatore il giudice dell’esecuzione dichiara l’improcedibilità dell’esecuzione, salvi i casi di deroga di cui all’articolo 51.
VII. Con regolamento del Ministro della giustizia, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabiliti requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti specializzati e degli operatori esperti dei quali il curatore può avvalersi ai sensi del primo comma, nonchè i mezzi di pubblicità e trasparenza delle operazioni di vendita.
(1) Gli ultimi tre periodi sono stai aggiunti dall'art. 11 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modfiche si applica anche ai fallimenti e ai procedimenti di concordato preventivo pendenti alla data del 27 giuno 2015 di entrata in vigore del citato decreto legge, fatta eccezione per quella che riguarda l'introduzione dell'ultimo periodo, la quale si applica decorsi trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle specifiche tecniche previste dall'articolo 161-quater delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile.
In sede esecutiva l’assegnazione al fondiario delle somme ricavate dalla vendita sconta unicamente l’anteposizione dei crediti per atti conservativi o di espropriazione di cui all’art.2770 c.c., quali sono le spese di giustizia strumentali all'espropriazione forzata immobiliare. Le spese sostenute dalla curatela in funzione della procedura fallimentare, nell’interesse generale dei creditori, senz’altro prededucibili in sede concorsuale, non lo sono in sede esecutiva in quanto non strettamente pertinenti all’esecuzione forzata di cui si tratta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Quando il Curatore interviene nell’esecuzione immobiliare pendente nei confronti del fallito e proseguita dal creditore fondiario, a mente dell’art.41 II co. TUB, il giudice dell’esecuzione deve limitarsi a proseguire la vendita secondo le norme del c.p.c. e ad assegnare il ricavato al Fallimento non potendo derogarsi per l’effettuazione del riparto alla disciplina in materia d'accertamento del passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Al Giudice dell'esecuzione non compete un autonomo potere di graduazione dei crediti difforme dalla collocazione che questi hanno assunto o assumeranno nella procedura fallimentare ma può procedere all’assegnazione provvisoria delle spese di natura prededucibile e rango privilegiato ex art. 2770 c.c. strumentali all'espropriazione forzata immobiliare e funzionali alla liquidazione dei beni oggetto della procedura, quali i compensi dell’esperto stimatore, del custode e del delegato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
È legittimo che i costi vivi della procedura esecutiva immobiliare siano liquidati dal giudice dell’esecuzione e al fallimento siano attribuite tutte le liquidità recuperate al netto delle spese necessarie per la loro realizzazione sia perché per regola generale ciascun giudice liquida il compenso degli ausiliari che nomina, sia per similitudine all’istituto di cui all’art.42 l.f. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 03 Settembre 2018. Segue...
Fallimento - Vendite competitive poste in essere dal curatore - Contemporanea pendenza di esecuzione individuale - Improcedibilità - Autorizzazione del comitato dei creditori.
Poiché le modalità della vendita in sede fallimentare possono oggi essere ben diverse da quelle proprie dell’esecuzione individuale, vincolate, queste ultime, alla disciplina del codice di procedura civile, si ritiene opportuno che il curatore venga autorizzato dal comitato dei creditori ad instare per la declaratoria di improcedibilità dell’esecuzione individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Maggio 2016. Segue...
Fallimento - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Improcedibilità dell’esecuzione individuale - Esecuzione pendente nei confronti del fallito - Acquisizione dei beni alla massa - Necessità.
Concordato preventivo - Disciplina delle offerte concorrenti - Coordinamento con la disciplina di cui all'articolo 182 l.f. - Recovery dei creditori concordatari - Accelerazione delle vendite degli assets da valorizzare.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendite fallimentari - Fallito vittima dell'usura - Sospensione ex art. 20 della l. n. 44 del 1999 - Applicabilità - Limite temporale - Individuazione - Fondamento.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Espropriazione forzata su beni del fallito - Successiva dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione di diritto del curatore al creditore procedente - Scelta del curatore di non coltivare la procedura - Improcedibilità della stessa - Conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento in favore della massa - Condizioni - Assenza di cause di inefficacia del pignoramento - Fondamento.
Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Procedura di liquidazione - Contratto di vendita dell'azienda - Natura - Azione di nullità o di annullabilità - Competenza del giudice ordinario.
Concordato preventivo – Continuità aziendale – Liquidazione beni non funzionali all’esercizio dell’impresa – Procedure competitive – Inapplicabilità.
Vendita fallimentare, mobiliare – Potere di sospensione per offerta in aumento – Necessaria previsione del bando – Esclusione.
La facoltà di sospensione della vendita da parte del curatore, per offerte migliorative intervenute prima del trasferimento del bene, ex art 107, comma 4, L.F., può essere esercitata anche se non prevista nel bando di vendita. (Carlo Omero) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 27 Marzo 2015. Segue...
Concordato cd. in bianco - Autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione - Procedura competitiva - Necessità.
Procedure concorsuali - Modalità della vendita - Procedura competitiva - Previsione di adeguato periodo di tempo per consentire la pubblicità e la diffusione a terzi dell'invito a partecipare - Predisposizione di strumenti per garantire approfondita conoscenza del bene oggetto della vendita.
Lo svolgimento di una procedura competitiva di cui all'articolo 107 L.F. non può svolgersi in tempi eccessivamente ristretti, ma richiede la previsione di un periodo di tempo idoneo a consentire lo svolgimento della pubblicità e la diffusione a terzi dell'invito a partecipare nonché la predisposizione di mezzi idonei a garantire una conoscenza approfondita del bene che si pone in vendita. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ordinato la predisposizione di un data room al fine di garantire ai potenziali interessati un'adeguata conoscenza delle quote societarie oggetto della vendita). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 06 Marzo 2015. Segue...
Concordato cd. in bianco - Autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione - Valutazione del tribunale - Sostituzione dei creditori e tutela del loro interesse.
Il tribunale, richiesto dell'autorizzazione di cui all'articolo 161, comma 7, L.F. al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione durante la fase di concordato cd. in bianco, trattandosi di provvedimento di natura anticipatoria rispetto alla liquidazione post omologa, è chiamato ad esprimere una valutazione in sostituzione dei creditori e deve quindi ispirarsi al principio della migliore tutela dei loro interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 06 Marzo 2015. Segue...
Fallimento - Contratto di rent to buy - Pattuizione di una durata compatibile con la ragionevole durata della procedura fallimentare - Previsione di clausola per il rilascio immediato e pattuizione con atto pubblico.
Fallimento - Affitto di azienda - Scelta dell'affittuario - Modalità competitiva di cui all'articolo 104 L.F. - Applicazione delle altre disposizioni contenute nell'articolo 104 L.F. - Esclusione - Potere del curatore di sospendere il procedimento di vendita a fronte di offerte migliorative - Esclusione.
Il legislatore, nel dettare la disciplina dell'affitto endofallimentare dell'azienda (104 bis L.F.), ha richiamato l'articolo 107 L.F. con specifico ed esclusivo riferimento alla modalità competitiva di scelta dell'affittuario, con la conseguenza che all'affitto dell'azienda non sono applicabili le altre disposizioni contenute in detta norma (ivi compresa quella del comma 4, la quale consente al curatore di sospendere la vendita a fronte di offerta irrevocabile d'acquisto migliorativa per un importo non inferiore al 10% del prezzo offerto), in quanto specificamente dettate per le sole vendite di beni mobili e immobili e, come tali, non suscettibili di interpretazione analogica ai casi di affitto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 24 Ottobre 2014. Segue...
Fallimento - Pendenza di esecuzione individuale per credito fondiario - Prevalenza della procedura concorsuale - Concorso formale e sostanziale ex articolo 52 L.F..
In tema di credito fondiario, la contemporanea pendenza tra procedura di espropriazione individuale e procedura esecutiva in sede fallimentare va risolta alla stregua del principio della prevalenza della procedura concorsuale al fine di garantire nel riguardo di tutti i creditori il rispetto delle regole del concorso formale e sostanziale ai sensi dell’art. 52 l. fall., regole cui anche il creditore fondiario è oggi assoggettato per espressa previsione di legge; ne deriva che il privilegio processuale di cui gode il creditore fondiario non lo esonera dalla soggezione alle regole del concorso per quanto riguarda l’accertamento del proprio credito e le modalità di riparto finale, pur garantendo di avvalersi delle modalità di liquidazione e dei tempi della procedura esecutiva individuale, modalità e tempi che, con la nuova formulazione dell’art. 107 l. fall., possono essere oggetto di scelta discrezionale e strategica da parte del curatore che ha facoltà di proseguire la procedura individuale già avviata, ovvero di dare la priorità alla procedura fallimentare se ritiene prevedibile la maggiore rapidità o maggiore proficuità per il concorso della liquidazione svolta in sede fallimentare, in base al c.d. principio della priorità della procedura più conveniente. (Astorre Mancini) Tribunale Rimini, 15 Settembre 2014. Segue...
Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo - Natura degli atti di liquidazione.
Concordato preventivo - Atti di liquidazione dell'attivo - Applicazione della sanatoria di cui all'articolo 40 legge n. 47 del 1985 - Esclusione.
Concordato preventivo - Fattibilità giuridica - Fattibilità degli atti negoziali prospettati dal debitore - Vendite immobiliari - Conformità catastale e urbanistica..
Il procedimento di liquidazione dell'attivo nel concordato preventivo è il frutto di atti di autonomia privata dei quali il debitore è proponente e che non presuppongono lo spossessamento del debitore stesso così come previsto per la procedura fallimentare dall'articolo 42, comma 1, L.F.. (Erika Volpini) (riproduzione riservata)
Agli atti di liquidazione posti in essere nell'ambito del concordato preventivo non è applicabile la previsione di cui all'articolo 40, ultimo comma, della legge n. 47 del 1985, secondo la quale, quando l'immobile è oggetto di trasferimento nell'ambito di una procedura esecutiva, la domanda di sanatoria di eventuali abusi edilizi può essere presentata nel termine di giorni 120 dall'atto di trasferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Rientra nei compiti del tribunale quello di verificare la fattibilità giuridica del concordato e quindi degli atti negoziali prospettati dal debitore per la sua esecuzione, con particolare riferimento alla non contrarietà della proposta concordataria alle norme imperative che disciplinano la circolazione dei beni immobili. (Nel caso di specie, il concordato preventivo è stato dichiarato inammissibile per mancanza della documentazione comprovante la conformità catastale e urbanistica degli immobili e conseguentemente la loro alienabilità). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 02 Aprile 2014. Segue...
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di mobili - Art. 107, quarto comma, legge fall. - Sospensione della vendita - Potere discrezionale del curatore - Presupposti - Mero calcolo matematico - Esclusione - Valutazioni di opportunità - Inclusione - Sindacato giurisdizionale - Limiti.
Fallimento – Effetti del fallimento per il fallito – Esecuzione forzata – Vendita esecutiva mobiliare – Aggiudicazione successiva alla dichiarazione di fallimento – Effetti – Inefficacia ex art. 44 legge fall. – Configurabilità..
Nell’ipotesi di una procedura esecutiva mobiliare incardinata da un creditore particolare a carico del debitore successivamente dichiarato fallito, l’atto di aggiudicazione del bene staggito avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento deve considerarsi inefficace ex art. 44 L.F.. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)
Il mancato intervento del curatore ex art.107 L.F. nella procedura esecutiva già promossa nei confronti del fallito non esclude l’impossibilità per il singolo creditore di proseguire o iniziare un’azione esecutiva individuale. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 06 Giugno 2013. Segue...
Fallimento - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Vendita di immobile in ambito fallimentare - Prelazione del creditore ipotecario ammesso al passivo - Estensione ai frutti civili dell'immobile - Configurabilità - Fondamento..
La prelazione del creditore ipotecario, ritualmente ammesso al passivo fallimentare, si estende anche ai frutti civili (nella specie, canoni di locazione) prodotti dall'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento, mancando nella disciplina dell'esecuzione concorsuale una previsione contraria od incompatibile che osti all'estensione della disciplina dell'esecuzione individuale, né potendo attribuirsi un significato diverso a disposizioni, quali gli artt. 2808 cod. civ. e 54 legge fall., che adoperano le medesime espressioni letterali per disciplinare, seppure in sedi diverse, la medesima materia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2013, n. 11025. Segue...
Divieto di esecuzioni individuali - Fallimento del debitore - Sequestro conservativo autorizzato e ritualmente trascritto su suoi beni in epoca anteriore - Giudizio di merito instaurato a seguito della predetta misura cautelare - Improseguibilità - Ragioni - Effetti.
Vendite immobiliari - Vendite effettuate dal curatore ai sensi dell'articolo 107 L.F. - Equiparabilità alle vendite in sede esecutiva - Trascrizione nei registri immobiliari del verbale di aggiudicazione - Idoneità..
La vendita fallimentare effettuata dal curatore ai sensi dell'articolo 107, legge fallimentare è a tutti gli effetti equiparabile alla vendita effettuata nell'ambito della procedura esecutiva e poiché il curatore riveste qualifica di pubblico ufficiale, si deve ritenere che i verbali di aggiudicazione delle vendite da lui effettuate costituiscano titolo idoneo per la trascrizione delle medesime nei registri immobiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 03 Aprile 2012. Segue...
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Mutuatario - Fallimento - Istituto credito fondiario - Esecuzione individuale dei beni ipotecati - Prosecuzione - Ammissibilità - Giudice delegato al fallimento - Vendita coattiva - Ammissibilità - Condizioni - Applicazione del principio anche nel regime successivo all'approvazione del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia - Sussistenza.
Il potere degli istituti di credito fondiario, di proseguire l'esecuzione individuale sui beni ipotecati anche dopo la dichiarazione di fallimento del mutuatario, non esclude che il giudice delegato possa disporre la vendita coattiva degli stessi beni, perché le due procedure espropriative non sono incompatibili ed il loro concorso va risolto in base all'anteriorità del provvedimento che dispone la vendita; detto principio conserva la sua validità anche nel regime successivo all'approvazione del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia (d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385), che, pur configurando diversamente la natura del credito fondiario ed estendendone grandemente la categoria, ha nel contempo conservato la tutela delle banche mutuanti, le quali possono instaurare e proseguire l'azione esecutiva sui beni ipotecati, anche dopo il fallimento del debitore, ovvero intervenire nell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Settembre 2011, n. 18436. Segue...
Concordato preventivo - Fase esecutiva del concordato per cessione dei beni - Riconducibilità alla categoria dei procedimenti di esecuzione forzata..
I provvedimenti emessi dal giudice delegato in attuazione delle disposizioni della sentenza di omologazione del concordato preventivo in tema di vendita di beni ceduti i creditori, nella misura in cui assolvono ad una funzione corrispondente a quella dei provvedimenti di analogo tenore emessi nell'ambito della liquidazione fallimentare, rientrano anch'essi nel nonno degli atti di giurisdizione esecutiva. Analoga caratteristica hanno i successivi decreti emessi dal tribunale a seguito di reclamo, ai quali pure occorre perciò estendere il regime della ricorribilità in cassazione applicabile, a norma degli articoli 617 e 618 c.p.c., ai provvedimenti del giudice dell'esecuzione non altrimenti impugnabili.
È regola generale, valida a maggior ragione quando si sia proceduto alla nomina di un commissario liquidatore, con compiti per molti aspetti simili a quelli del curatore fallimentare, che anche la fase esecutiva del concordato per cessione dei beni sia riconducibile ad una più vasta categoria di procedimenti di esecuzione forzata in senso lato, al pari della procedura fallimentare, non potendosi mettere in discussione la necessità del ricorso al controllo giurisdizionale della legittimità dell'azione esecutiva, quando esso sia sollecitato (dal debitore o dai creditori o da altri soggetti coinvolti nella procedura) al fine di far rilevare eventuali vizi formali degli atti compiuti o dai provvedimenti adottati nel corso del processo esecutivo: esattamente come accade nella liquidazione fallimentare o nell'esecuzione individuale, ancorché in questi ultimi casi i parametri ai quali si deve commisurare la legittimità degli atti esecutivi possano risultare parzialmente diversi. Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 2011, n. 5993. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell’attivo - In genere - Espropriazione forzata su beni del fallito - Successiva dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Scelta del curatore di non coltivare la procedura - Improcedibilità della stessa - Conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento in favore della massa - Condizioni - Assenza di cause di inefficacia del pignoramento - Omessa declaratoria del giudice dell'esecuzione - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie..
Fallimento – Esercizio provvisorio dell'impresa – Attività sanitaria richiedente specifica autorizzazione regionale – Esistenza di specifici accordi con la Regione – Clausola limitativa della partecipazione alla gara di vendita dell'azienda – Requisito dell'autorizzazione all'esercizio di attività sanitaria – Legittimità..
In presenza di fallimento nel quale sia stato autorizzato l'esercizio provvisorio di impresa esercente attività sanitaria per la quale sia richiesta specifica autorizzazione regionale ed in presenza, altresì, di accordo sottoscritto tra il fallimento e la Regione che consenta solo in via eccezionale la cessione del contratto di affitto dell'azienda o dell'azienda stessa a imprese in possesso dei requisiti di legge per l'esercizio di impresa sanitaria, deve ritenersi legittima la clausola contenuta nel regolamento di gara (predisposto dal curatore del fallimento), la quale limiti la partecipazione alla gara alle sole imprese che siano già munite dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività in questione. Detta scelta si giustifica anche considerando che il tempo necessario al cessionario o all'affittuario dell'azienda per conseguire le autorizzazioni in questione, oltre a determinare una inevitabile interruzione dello svolgimento dell'attività sanitaria, con conseguente vanificazione delle finalità per le quali il tribunale ha ritenuto di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, potrebbe determinare la revoca degli accreditamenti da parte della Regione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 10 Agosto 2010. Segue...
Fallimento – Liquidazione dell'attivo – Finalità – Interesse dei creditori al conseguimento della maggior somma da destinare al loro soddisfacimento – Gestione complessiva della procedura e della liquidazione finalizzata al conseguimento di interessi di carattere generale – Conservazione della struttura produttiva e dei livelli occupazionali..
Fallimento – Vendite del curatore – Libertà di forme – Previsione della facoltà di sospensione della vendita – Fattispecie..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Espropriazione forzata su beni del fallito iniziata prima del fallimento - Dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Sussistenza - Aggiudicazione dei beni a terzi - Danni da custodia - Responsabilità della massa - Sussistenza - Conseguenze.
Nell'ipotesi in cui, prima della dichiarazione di fallimento, sia stata iniziata da un creditore l'espropriazione di immobili del fallito, a norma dell'art. 107 legge fall., il curatore si sostituisce al creditore istante, e tale sostituzione opera di diritto, senza che sia necessario un intervento da parte del curatore o un provvedimento di sostituzione da parte del giudice dell'esecuzione e, se non sia stato nominato un custode diverso dal debitore, anche la custodia dei beni pignorati si trasferisce immediatamente in capo al curatore, ex artt. 42 legge fall. e 559 cod. proc. civ. Ne consegue che, in caso di danni subiti da un immobile acquistato all'incanto in sede di esecuzione individuale e rimasto privo di custodia tra l'aggiudicazione e la consegna, della relativa obbligazione risarcitoria risponde la massa, dovendosi pertanto ammettere il relativo credito, ove insinuato al passivo, tra quelli prededucibili ex art. 111 n. 1 legge fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2009, n. 10599. Segue...
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - In genere - Condono differito di cui all'art. 40 della legge n. 47 del 1985 (e succ. mod.) - Presupposti - Applicazione limitata alle procedure in corso all'epoca di entrata in vigore della legge - Esclusione - Anteriorità del credito per cui si procede o si interviene rispetto all'entrata in vigore della legge - Necessità - Sussistenza - Fattispecie..
Concordato preventivo con cessione dei beni – Attuazione del provvedimento di omologa – Reclamo al tribunale avverso i provvedimenti del giudice delegato in tema di vendita dei beni – Natura di giurisdizione esecutiva – Ricorso straordinario per cassazione – Ammissibilità..
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Espropriazione forzata su beni del fallito iniziata prima del fallimento - Dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Scelta del curatore di non coltivare la procedura - Improcedibilità della stessa - Caducazione degli effetti sostanziali del pignoramento - Esclusione - Fondamento.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili -Esclusione della garanzia per vizi della cosa - Ambito di applicazione - Ipotesi di "aliud pro alio" - Esclusione dal predetto ambito - Fattispecie.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobile - Decreto di trasferimento in favore dell'aggiudicatario - Istanza dell'acquirente diretta ad ottenere la dichiarazione o l'annullamento del decreto - Decreto di rigetto del giudice delegato - Decisione del tribunale - Impugnazione "ex" art. 111 Cost. - Ammissibilità - Fondamento.
Avverso il decreto del tribunale che decide sul reclamo nei confronti del provvedimento del giudice delegato, adottato in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare, di rigetto dell'istanza dell'acquirente del bene diretta ad ottenere la dichiarazione di nullità, ovvero l'annullamento o la revoca della vendita dell'immobile, in quanto gravato da un vincolo non indicato negli atti della procedura e tale da far prefigurare la vendita di 'aliud pro aliò, è proponibile da parte di quest'ultimo il ricorso straordinario per cassazione per violazione di legge "ex" art. 111 Cost., trattandosi di provvedimento di natura decisoria incidente sul diritto di garanzia dell'acquirente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Febbraio 2005. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Esecuzione forzata sui beni del fallito iniziata prima del fallimento - Dichiarazione di fallimento - Effetti - Sostituzione automatica del curatore al creditore istante - Scelta del curatore di non proseguire la procedura - Improcedibilità della stessa - Caducazione degli effetti del pignoramento - Esclusione - Fondamento.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - In genere - Pignoramento singolare precedente alla dichiarazione di fallimento - Sua operatività in favore della massa dei creditori - Ammissibilità - Sopravvenuta mancanza del titolo legittimante la sostituzione ad opera del curatore - Conseguenze - Legittimazione dei singoli creditori all'azione esecutiva individuale - Sussistenza - Fattispecie.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di mobili - Momento perfezionativo della vendita - Accettazione della proposta di acquisto da parte del curatore - Sufficienza - Esclusione - Integrale pagamento del prezzo - Necessità.
Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Distribuzione della somma ricavata - Vendita di immobili oggetto di ipoteca o di privilegio speciale - Distribuzione del ricavato - Criteri - Diritto dei creditori ipotecari o privilegiati di conseguimento di tale somma prima della ripartizione dell'attivo fallimentare - Sussistenza - Esclusione.
Il principio, evincibile dagli artt 54, 107 e 109 della legge fallimentare, in base al quale la somma ricavata dalla vendita di immobili, oggetto di ipoteca o privilegio speciale, va distribuita fra i creditori muniti di detta garanzia o privilegio, separatamente dai proventi delle altre attivita fallimentari, e con deduzione delle sole spese e compensi concernenti l'amministrazione, l'espropriazione e la vendita degli immobili stessi, non si traduce nel diritto dei predetti creditori di conseguire quella distribuzione prima ed indipendentemente dalla ripartizione dell'attivo fallimentare. Anche in tale ipotesi, pertanto, trovano applicazione le norme concorsuali sulla ripartizione totale o parziale, e sui poteri del giudice delegato in ordine alla fissazione dei tempi e delle modalita della medesima. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 1978, n. 458. Segue...