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Timestamp: 2017-01-21 00:58:26+00:00
Document Index: 82895007

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 12', 'art. 11', 'art 9', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 409', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 21', 'art. 23', 'art. 22', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 5', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 30', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 29', 'art. 30', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 2']

⭐CCNL APL IN PILLOLE CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER LA CATEGORIA DELLE AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO.
CCNL APL IN PILLOLE CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER LA CATEGORIA DELLE AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO.
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1 una sintesi del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER LA CATEGORIA DELLE AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO DATA DI SOTTOSCRIZIONE: 27 DATA DI ENTRATA IN VIGORE: 1 GENNAIO 2014 Pagina 1 di 322 Pagina 2 di 323 INDICE CCNL ApL in Pillole INTRODUZIONE, di Mauro Soldera <> <><> <><> <><> <> ART. 1 DIRITTI DI INFORMAZIONE...7 ART. 2 RELAZIONI SINDACALI TERRITORIALI...7 ARTT. 3-8 COMMISSIONI...7 ART. 9 BILATERALITÀ...8 ART. 10 POLITICHE ATTIVE...8 ART. 11 ENTI BILATERALI...9 ART. 12 FORMAZIONE...9 ART. 13 CONCILIAZIONE E ARBITRATO...11 ART. 14 MATERNITÀ...12 ART. 15 CONGEDI PARTENTALI...12 ART. 16 DIRITTO ALLO STUDIO...12 ART. 17 PREVIDENZA INTEGRATIVA...12 ART. 18 SISTEMA DI RAPPRESENTANZA SINDACALE...13 ART. 19 DIRIGENTI SINDACALI...13 ART. 20 ASSEMBLEA...14 ART. 20bis BACHECHE...14 ART. 21 CONTRIBUTI SINDACALI...14 ART. 22 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO...15 ART. 23 ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO...16 ART. 24 ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO...16 ART. 25 PROCEDURA IN MANCANZA DI OCCASIONI DI LAVORO...17 ART. 26 APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE IN SOMMINISTRAZIONE...18 ARTT CLASSIFICAZIONE E INQUADRAMENTI...20 ART. 29 COSTO DEL LAVORO...20 ART. 30 TRATTAMENTO RETRIBUTIVO...20 ART. 31 CLAUSOLA SOCIALE...22 ART. 32 DISPONIBILITÀ...23 ART. 33 PERIODO DI PROVA...23 ARTT PREAVVISO PER LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO...24 ART. 36 PENALITÀ RISOLUZIONE ANTICIPATA LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO...24 ARTT TRATTAMENTO DI MALLATTIA E OBBLIGHI DEL LAVORATORE...25 ARTT INFORTUNIO...26 ART. 44 NORMATIVA IN CASO DI MALATTIA O INFORTUNIO...26 ART. 45 INTERRUZIONE DI MISSIONE...26 ART. 46 AFFIANCAMENTO IN CASO DI SOSTITUZIONE...26 ART. 47 PROROGHE...27 ARTT ASSUNZIONE O TRAFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO...27 ART. 50 PROPOSTA DI LAVORO CONGRUA...27 ART. 51 SOMMINISTRAZIONE A TEMPO DETERMIANTO CON MOG...27 ARTT NORME DISCIPLINARI...28 ART. 54 PENALITÀ...30 ART. 55 DIFFUSIONE DEL CONTRATTO...30 ART. 56 DECORRENZA E DURATA...30 Pagina 3 di 324 Pagina 4 di 325 Non potevano mancare le nostre Pillole anche sul nuovo contratto collettivo di settore! Il testo giunge a compimento dopo una lunga gestazione e produrrà la sua efficacia (almeno) fino al L augurio ineluttabile è che ci accompagni in un periodo economicamente più facile di quello che ha caratterizzato il precedente. In questa premessa non mi dilungo sui contenuti, ampiamente trattati nelle pagine successive grazie al puntuale lavoro dei colleghi. Vorrei piuttosto soffermarmi su qualche considerazione generale. Il contratto collettivo dei lavoratori in somministrazione riguarda una platea numericamente non ingente (circa 270 mila persone su base giornaliera) ma si confronta con una identità, con meccanismi totalmente unici nel panorama del mercato del lavoro. Questo lo rende un contesto di assoluto interesse dal punto di vista scientifico, sia rispetto ai singoli passaggi normativi, sia rispetto alle relazioni sindacali da cui le norme si generano. Anche in questa logica devono leggersi le scelte sulla stabilizzazione, ora solo incentivata e non più obbligatoria come nell esperimento del 2008; l esperimento del MOG (contratto con monte ore retributivo garantito); la conferma con modifiche del percorso di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori assunti a tempo indeterminato; la conferma, anzi, l ampliamento, del sistema di bilateralità e del suo ricco welfare. Regole in evoluzione, per un contesto giovane ma anche unico, come si diceva. Rispetto al tema della stabilizzazione, dobbiamo ricordarci che l esperimento del precedente contratto nasceva sotto condizioni giuridiche (il recente vincolo di stabilizzazione previsto in tema di contratto a termine e la normazione contrattuale collettiva che ne stava derivando) ed economiche diverse dalle attuali. Rappresentava da un lato il tentativo di riappropriarsi della disciplina propria della relazione tra agenzia e lavoratore, dall altro la scommessa (e la sfida) sulla propensione delle agenzie a consolidare un ruolo diverso, più complesso, nel mercato del lavoro. Nonostante le incertezze, questo esperimento ha portato in dote un incremento dei lavoratori in possesso di un contratto a tempo indeterminato, stimolando le agenzie a sviluppare le competenze e le capacità per gestirli. Rispetto a questa platea di lavoratori sempre più ampia appunto il momento della ricollocazione tra una missione e l altra costituisce un punto nodale nel sistema. Le regole del CCNL nel corso di questi anni hanno dato buona prova di sé quando sono state colte come occasione per riempire di contenuti ed azioni i tentativi di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori. Ci troviamo di fronte, di fatto, ad uno di quei percorsi di politica attiva di cui tanto si dibatte in tema di lavoro; con la particolarità di avvenire in vigenza di rapporto e senza alcun onere per le casse pubbliche. Anche in questo caso, una caratteristica unica del nostro settore, una palestra da cui attingere esperienze e soluzioni per gestire ogni transizione lavorativa. Un banco di prova per le agenzie rispetto alla capacità di non lasciare soli i lavoratori al termine di un percorso lavorativo, per la loro capacità di esprimere un ruolo anche fuori dalla simmetria utilizzatore-agenzialavoratore. Decisamente innovativa l introduzione in via sperimentale del MOG. Obiettivo dichiarato: ricondurre altre forme di lavoro flessibile, occasionale o accessorio alla somministrazione di lavoro in quanto giustamente forma contrattuale più tutelante e garantita. La sperimentazione riguarderà inizialmente i settori: Turismo, GDO, Logistica, Alimentare, Agricoltura, Telecomunicazioni e Servizi alla Persona. In tali settori, a fronte di un contratto di durata minima di 3 mesi, utilizzando il MOG l utilizzatore avrà la possibilità di ricorrere alla prestazione del lavoratore attivandolo secondo le proprie esigenze nell ambito di una fascia oraria di riferimento determinata nel contratto (antimeridiana, postmeridiana, serale notturna). Il lavoratore verrà retribuito per le ore di effettivo lavoro e, comunque, per un minimo corrispondente al 25% su base mensile dell orario di lavoro normale a tempo pieno applicato presso l utilizzatore. Pagina 5 di 326 Vorrei concludere con un tema che mi sta da sempre particolarmente caro: il welfare garantito ai lavoratori in somministrazione nell ambito del sistema di bilateralità proprio del settore che, come dicevo, questo nuovo contratto rafforza ulteriormente. Sono ben note le potenzialità del comparto in tema di formazione. Forse lo sono meno tutte le altre prestazioni (strumenti concreti) di cui un lavoratore in somministrazione può beneficiare in quanto lavoratore in somministrazione. Sostegno alla maternità per 2.250, sostegno al reddito al termine dell esperienza lavorativa, contributo per la mobilità territoriale, tutela sanitaria per sé, il coniuge e i figli a carico, trattamento aggiuntivo in caso di infortunio, accesso agevolato al credito per somme significative. L esperienza mi ha insegnato che non è consueto trovare un pacchetto di misure come queste neanche in aziende con grande capacità di spesa e sensibilità sull importanza di questi temi. Teniamolo a mente e facciamolo conoscere! Alla prossima occasione per una nuova Pillola del lavoro! Mauro Soldera Direttore Legale Adecco Italia Pagina 6 di 327 SISTEMI DI RELAZIONI SINDACALI articoli da 1 a 12 Informazioni obbligatorie (comma 2) DIRITTI DI INFORMAZIONE (art. 1) Le ApL hanno l obbligo di fornire informazioni alle oo.ss. firmatarie del presente CCNL della stipulazione dei contratti di somministrazione presso il medesimo utilizzatore di consistenza numerica pari o superiore a 15 lavoratori. Tali informazioni devono essere fornite entro il termine di 5 giorni dalla stipulazione del contratto di somministrazione. In caso di missioni inferiori a 5 giorni tali informazioni devono essere rese disponibili almeno entro 24 ore prima del termine della missione stessa. Le informazioni contengono: numero dei lavoratori, azienda utilizzatrice, CCNL applicato dall azienda utilizzatrice, luogo di lavoro (Regione, Provincia, Comune) e sede di lavoro, data inizio e fine missione. RELAZIONI SINDACALI TERRITORIALI (art. 2) Sono previste azioni per rafforzare le relazioni sindacali territoriali ed in particolare il consolidamento delle Commissioni Sindacali Territoriali (CST). Alle CST, che sono costituite in ogni Regione, sono attribuite le seguenti funzioni: a) titolarità degli accordi di cui all art. 25 del presente CCNL (Procedura in mancanza di occasioni di lavoro) nonché il monitoraggio sugli esiti occupazionali derivanti dall attività di riqualificazione professionale b) monitoraggio sull apprendistato c) conciliazione in caso di vertenze individuali d) confronti sulle informazioni obbligatorie previste dall art. 1 co. 2 e) titolarità per l individuazione di interventi di Politica Attiva del lavoro f) monitoraggio degli accordi istituzionali che prevodono risorse Forma.Temp g) monitoraggio e accordi di sistema h) monitoraggio dei contratti con Monte Ore retribuito Garantito (MOG) i) monitoraggio accordi di produttività stipulati in conformità con l Accordo Interconfederale j) titolarità sull individuazione degli ambiti di intervento della formazione continua Art. 3 Commissioni Nazionali Le 5 Commissioni Nazionali sono composte da 6 membri ciascuna di cui 3 di nomina sindacale e 3 di nomina datoriale. Le Commissioni hanno sede presso EBITEMP. Art. 4 - Commissione Osservatorio Nazionale e Comunicazione COMMISSIONI (artt. 3-8) Costituisce lo strumento per lo studio delle iniziative adottate dalle parti in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale. Art. 5 - Commissione Paritetica Nazionale Svolge le funzioni di garanzia delle intese intercorse fra le parti, di raccogliere gli accordi di conciliazione sottoscritti a livello territoriale e nazionale, di proporre eventuali aggiornamenti del CCNL, di esame delle controversie sorte su istituti o clausole contrattuali, di sede di conciliazione di seconda istanza sulle controversie individuali di lavoro. Pagina 7 di 328 Art. 6 Commissione Pari Opportunità Realizza una serie di compiti volti a favorire l inclusione sociale e contrastare la discriminazione sul lavoro. Art. 7 Commissione Paritetica Nazionale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro Sono attributi i seguenti compiti: proporre modelli di formazione in materia sicurezza, elaborazione di materiale informativo e formativo idoneo al lavoro in somministrazione, valutare la possibilità di istituire delle Commissioni Paritetiche a livello regionale. Art. 8 Commissioni Prestazioni Costituisce lo strumento per l approvazione ed il monitoraggio di tutte le prestazioni previste dal CCNL. Ai fini dell attuazione delle misure di previdenza e sostegno al reddito EBITEMP e Forma.Temp possono operare anche congiuntamente. In particolare Forma.Temp dispone di risorse pari allo 0,32% delle retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori somministrati assunti a tempo determinato che vengono così destinate: - 0,12% per implementare prestazioni EBITEMP - 0,20% per interventi di sostegno al reddito e/o per la costituzione del Fondo di Solidarietà BILATERALITA (art. 9) Le prestazioni di EBITEMP rappresentano un diritto contrattuale per ogni singolo lavoratore che, in funzione di specifici requisiti soggettivi, ha la possibilità di accedere alle prestazioni previste dall Ente stesso. Sportelli Sindacali Gestiscono le pratiche di accesso alle prestazioni di EBITEMP; presso tali sportelli è anche possibile convalidare le dimissioni e le risoluzioni consensuali secondo quando previsto dalla Legge. Sportelli di Agenzia Le pratiche di accesso alle prestazioni EBITEMP possono essere svolte anche da parte delle ApL. Sistema Informativo Unificato (SIU) Per l analisi dei dati e del monitoraggio degli istituti contrattuali. Ricollocazione POLITICHE ATTIVE (art. 10) Si costituisce una Borsa Lavoro per ottimizzare gli interventi e le azioni formative e per promuovere un occupabilità di sistema. A tale fine la Borsa condividerà i curricula fra tutte le ApL. Servizi per l Impiego Vi è la condivisione della necessità di implementare interventi coerenti ed integrati con i Centri per l Impiego promuovendo, anche a livello territoriale specifiche intese sulle Politiche Attive. Pagina 8 di 329 Forma.Temp È il Fondo per la formazione e l integrazione al reddito per i lavoratori somministrati previsto dall art. 12 del D.Lgs. n. 276/03 che prevede che le ApL sono tenute a versare a Forma.Temp un contributo pari al 4% della retribuzione corrisposta ai lavoratori somministrati. Le finalità di Forma.Temp sono: 1) interventi di formazione e riqualificazione professionale, misure di carattere previdenziale e di sostegno al reddito dei lavoratori assunti a tempo determinato, dei lavoratori che hanno svolto in precedenza missioni di lavoro a termine e, limitatamente agli interventi formativi, dei potenziali candidati ad una missione 2) integrazione al reddito dei lavoratori assunti a tempo indeterminato in caso di fine lavori, promozione di percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale, inserimento o reinserimento di lavoratori svantaggiati EBITEMP ENTI BILATERALI (art. 11) È l Ente nazionale Bilaterale Paritetico che opera nel comparto delle ApL. Le attività dell Ente riguardano: a) funzione di service agli istituti paritetici b) indennità economica in caso di invalidità da infortunio che prosegua oltre la cessazione della missione c) accesso al credito d) sostegno al reddito e mobilità territoriale e) sostegno alla maternità f) sostegno alle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato g) sostegno ai lavoratori in malattia e spese sanitarie h) mutualizzazione dei permessi dei delegati e dirigenti sindacali i) eventuali ulteriori prestazioni previste dalla contrattazione collettiva Il finanziamento dell Ente avviene: a) con versamento da parte delle ApL della contribuzione pari allo 0,20% delle retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato b) con versamento da parte delle ApL della contribuzione pari allo 0,30% delle retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato c) eventuali proventi pubblici e privati o derivanti da iniziative sociali d) i versamenti effettuati da Forma.Temp (cfr art 9 ) Lavoratori assunti a tempo determinato FORMAZIONE (art. 12) a) Formazione di base: i contenuti sono dedicati per almeno il 50% delle risorse alla sicurezza sul lavoro in conformità all Accordo Quadro Stato- Regioni, ed il restante all informatica, alle lingue, alla ricerca attiva di lavoro b) Formazione on the job: ha la finalità di raccordare la qualifica professionale con le specifiche esigenze collegate all espletamento della missione nel contesto di riferimento. Tali interventi possono realizzarsi attraverso: i) interventi presso l azienda utilizzatrice da realizzarsi con l affiancamento di un tutor, ii) interventi formativi prima dell inizio della missione c) Formazione professionale: iniziative volte all acquisizione di nuove qualifiche professionali emerse dall analisi dei fabbisogni formativi del settore. Le iniziative formative devono obbligatoriamente contenere un modulo sui diritti e doveri dei lavoratori in somministrazione effettuato tramite la docenza sindacale Pagina 9 di 3210 Placement: ai fini del riconoscimento del finanziamento è prevista una media annuale di placement per le ApL di almeno il 35% degli allievi nonché, al fine di favorire l occupazione in Regioni dal mercato del lavoro debole, viene avviata una sperimentazione biennale con obbiettivo minimo del 10% di placement a livello di singola Regione. Per placement si intende una missione di durata non inferiore ad una settimana full-time o part-time equivalente. d) Formazione continua e permanente: adeguamento delle qualificazioni con l evoluzione delle professioni, miglioramento delle competenze ed acquisizione delle qualifiche indispensabili per rafforzare la situazione competitiva delle imprese e del loro personale. Il fine è di evitare l invecchiamento delle qualifiche professionali in relazione all evoluzione del mercato del lavoro. Il finanziamento di tali iniziative avverrà attraverso un Bonus Formativo che permette ai beneficiari di disporre di un finanziamento per accedere ad un corso formativo dagli stessi individuato. Lavoratori assunti a tempo indeterminato Sono previsti interventi di: a) Qualificazione: attività formativa volta a rafforzare la posizione professionale dei lavoratori in costanza di rapporto per l acquisizione di competenze aggiuntive b) Riqualificazione: attività formativa volta al rafforzamento della posizione professionale dei lavoratori in costanza di rapporto per lo sviluppo di competenze professionali e l acquisizione di competenze specialistiche c) Formazione continua: iniziative volte all adeguamento delle qualificazioni con l evoluzione del mondo del lavoro per evitare l invecchiamento delle qualifiche. I destinatari della formazione continua sono i lavoratori in costanza di rapporto, anche in apprendistato. Sono ammesse per l acquisizione di brevetti professionali e percorsi formativi con certificazione delle competenze. Il finanziamento avviene attraverso il Bonus Formativo. Calendario delle attività formative Qualora la formazione sia realizzata in costanza di missione l orario complessivo di impegno (missione + frequenza) non può eccedere: - 48 ore settimanali - 9 ore giornaliere In ogni caso non può essere superato l orario normale contrattuale, qualora sia inferiore a 40 ore settimanali e 8 ore giornaliere. Fanno eccezione (fascia oraria dalle 8 alle 22 con azione formativa tradizionale o a distanza, previa comunicazione alle oo.ss.): - la formazione a valere sul Bonus Formativo - la formazione per la qualificazione e riqualificazione erogata fuori dall orario di lavoro per i lavoratori a tempo indeterminato mediante accordo con le oo.ss Pagina 10 di 3211 COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE articolo 13 In caso di controversie individuali di lavoro l ApL o il lavoratore possono scegliere di adire il tentativo di conciliazione in sede sindacale. CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE INDIVIDUALI DI LAVORO (art. 13, lett. A) La commissione di conciliazione è composta da: - per l ApL: un rappresentante dell Associazione delle Agenzie per il Lavoro - per il lavoratore: un rappresentante della Organizzazione Sindacale locale firmataria del presente CCNL cui il lavoratore è iscritto o abbia conferito mandato Se la conciliazione riesce, la sottoscrizione del verbale da parte della Commissione e delle parti rende inoppugnabile la conciliazione. Se la conciliazione riesce solo parzialmente, se ne dà atto nell apposito verbale. Se la conciliazione non riesce, le Parti sono tenute a riportare nell apposito verbale le rispettive ragioni circa il mancato accordo. All esito del procedimento di conciliazione, il verbale viene depositato a cura della Commissione presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio. ARBITRATO VOLONTARIO (art. 13, lett. B) Ferma restando la facoltà delle Parti di adire l autorità giudiziaria, le controversie di cui all art. 409 c.p.c. possono essere proposte innanzi al collegio di arbitrato, costituito da tre membri: - un arbitro designato dalla organizzazione datoriale - un arbitro designato dalla organizzazione sindacale firmataria del presente CCNL cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito mandato - il presidente (nominato di comune accordo dagli arbitri di parte o, in caso di mancato accordo, designato dal Presidente del Tribunale competente per territorio) Le decisioni del Collegio sono assunte secondo leggi e contratto e non costituiscono interpretazione autentica dei contratti e degli accordi collettivi. Il lodo arbitrale può essere impugnato davanti al competente Tribunale. Pagina 11 di 3212 DIRITTI INDIVIDUALI articoli da 14 a 17 È previsto un diritto di precedenza per missioni con uguale livello e contenuto professionale di quelle già svolte per le lavoratrici madri che, entro 30 giorni dalla cessazione del periodo di congedo obbligatorio di maternità o quello eventuale di congedo parentale, abbiano reso una dichiarazione di disponibilità alla ApL. MATERNITA (art. 14) Nell ipotesi in cui non sia possibile l avviamento a nuove missioni, alle lavoratrici che hanno acquisito il diritto di precedenza dovranno essere proposte misure di politiche attive di carattere formativo oltre a misure di sostegno al reddito. È garantita una indennità una tantum di a carico di EBITEMP alle lavoratrici in gravidanza per le quali la missione cessi nei primi 180 giorni della stessa. CONGEDI PARENTALI (art. 15) È applicabile la disciplina sui congedi parentali di cui agli artt del D.Lgs. n. 151/2001. DIRITTO ALLO STUDIO (art. 16) I lavoratori in somministrazione possono utilizzare permessi e agevolazioni particolari al fine di elevare il proprio livello culturale e sviluppare competenze professionali. Hanno, inoltre, diritto di usufruire dei permessi per la frequenza di corsi di studio secondo le modalità previste dai contratti collettivi applicati dalle aziende utilizzatrici presso le quali sono somministrati. PREVIDENZA INTEGRATIVA (art. 17) La previdenza complementare della categoria viene trasferita presso un altro fondo negoziale con accordo da definire entro 6 mesi dall entrata in vigore del presente CCNL che preveda, comunque, il sostegno della bilateralità. Fino al riassetto della materia continuano a trovare applicazione le modalità di contribuzione di solidarietà di cui all art. 15 del CCNL ApL del Pagina 12 di 3213 DIRITTI SINDACALI articoli da 18 a 21 SISTEMA DI RAPPRESENTANZA SINDACALE (art. 18) Al fine di promuovere le azioni di tutela e sviluppo del lavoro somministrato il sistema di rappresentanza sindacale è così articolato: a) Rappresentante Regionale di Agenzia: costituita da un delegato per ogni oo.ss. stipulante il presente CCNL in tutte le ApL che impieghino almeno 150 lavoratori nell ambito della Regione di riferimento. Ha funzioni di raccordo con le oo.ss. territoriali soprattutto in relazione alla problematiche sul trattamento economico ed ai premi di produzione ed è titolare dei diritti di informazione sull andamento economico ed occupazionale dell ApL b) Delegato Sindacale Territoriale: sono nominati dalle singole oo.ss. firmatarie del presente CCNL. Hanno funzione di intervento nei confronti dell ApL per l applicazione dei contratti e delle norme in materia di lavoro e dei diritti sindacali in generale c) Rappresentante Sindacale in Azienda: può essere eletto o nominato dai lavoratori somministrati (anche di diverse ApL) operanti nella medesima azienda utilizzatrice quando sono impiegati 15 lavoratori in somministrazione contemporaneamente per più di due mesi. Ha il compito di intervento nei confronti delle ApL operanti nell impresa utilizzatrice e di coordinamento con i rappresentanti sindacali territoriali e regionali. Le ApL sono tenute ad informare le oo.ss. sul numero delle azienda utilizzatrici in cui si è verificata la presenza contemporanea di almeno 15 dipendenti in somministrazione per più di due mesi. Agibilità sindacale I rappresentanti sindacali eletti o nominati possono usufruire, per l esercizio del proprio mandato, di un monte ore di permessi retribuiti pari ad un massimo di 10 ore mensili cumulabili, oltre alle ore di permesso per le trattative sindacali. Il rappresentante che svolge il proprio mondato sindacale durante la missione informa preventivamente l ApL allo scopo di permettere la sostituzione necessaria a non pregiudicare il contratto di somministrazione. Permessi sindacali Al fine del sistema di rappresentanza sindacale unitaria viene messo a disposizione un monte ore annuo pari ad un ora per ogni ore lavorate dai lavoratori in somministrazione. Il valore convenzionale di tale ora è fissato in 10 euro. DIRIGENTI SINDACALI (art. 19) I Dirigenti sindacali sono individuati dalle oo.ss. stipulanti il presente CCNL tra i lavoratori in somministrazione che abbiano un periodo di anzianità nel settore di almeno 3 mesi. Ciascuna ApL garantisce per ciascuna organizzazione sindacale un monte ore complessivo di 100 ore di permessi retribuiti su base annua. Pagina 13 di 3214 ASSEMBLEA (art. 20) I lavoratori in somministrazione hanno diritto di riunirsi, durante l orario di lavoro, per la trattazione di problemi di ordine sindacale dentro le sedi dell ApL o presso locali messi a loro disposizione. A tale scopo le ApL si impegnano a formulare preventivamente una richiesta all azienda utilizzatrice di mettere a disposizione locali aziendali per lo svolgimento delle assemblee. Le assemblee sono comunicate per iscritto, alle stesse con un preavviso di 3 giorni lavorativi, indicando l ordine del giorno ed i nominativi dei dirigenti sindacali partecipanti. I lavoratori somministrati hanno, altresì, diritto di partecipare alle assemblee del personale delle imprese utilizzatrici. Per partecipare alle assemblee sindacali retribuite i lavoratori hanno diritto a ore di permesso retribuite, che vengono determinate mensilmente, con un minimo di due ore all anno, secondo la seguente formula: ore lavorate x 10 / 1700 BACHECHE (art. 20 bis) Le ApL mettono a disposizione delle rappresentanze sindacali e delle oo.ss. bacheche per l informazione sindacale, in ogni filiale, in luogo facilmente accessibile. Sui siti delle ApL verranno, altresì, messi a disposizione delle bacheche sindacali elettroniche. CONTRIBUTI SINDACALI (art. 21) Ai dipendenti che ne facciano richiesta l ApL provvede alla trattenuta del contributo associativo sindacale mediante una lettera di delega sottoscritta, indicante l organizzazione sindacale beneficiaria e l ammontare pari all 0,80% sulla retribuzione netta escludendo gli assegni familiari ed il Tfr. Le ApL attivano esclusivamente le deleghe intestate alle oo.ss. firmatarie il presente CCNL. Pagina 14 di 3215 SICUREZZA SUL LAVORO articolo 22 Fermi restando gli obblighi in materia di salute e sicurezza previsti dal D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Salute e Sicurezza), generalmente, in capo all utilizzatore, sono richiamate le disposizioni dell art. 23 co. 5 del D.Lgs. n. 276/03 che dispone in merito agli obblighi informativi e formativi in detta materia. Tali obblighi sono in capo al somministratore, salva la possibilità di deroga contrattuale a favore dell utilizzatore. Si dispone, inoltre, che i lavoratori siano informati, tramite il contratto di lavoro o la lettera di assegnazione, circa i soggetti che abbiano specifici ruoli in materia di salute e sicurezza presso l utilizzatore (tra cui: RSPP, ASPP, RLS, medico competente) anche con specifico riferimento ai lavoratori somministrati, con particolare riferimento ai nominativi di coloro che sono incaricati di fornire loro le informazioni in materia di salute e sicurezza, nonché su altre informazioni, tra cui, per esempio, le procedure di primo soccorso, lotta antincendio, evacuazione dai luoghi di lavoro. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (art. 22) La formazione nonché l addestramento specifico devono essere effettuati prima dell avvio effettivo dell attività lavorativa. Qualora i lavoratori vengano adibiti a mansioni che prevedono una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, se intervenuti successivamente alla stipula del contratto di lavoro, l utilizzatore ne fornisce tempestiva informazione ai lavoratori. Ad ogni missione od assegnazione, le ApL consegnano ai lavoratori una nota informativa che riepiloghi gli obblighi di legge in materia. La sorveglianza sanitaria, ove prevista, è a carico dell utilizzatore. In tale contesto, il medico competente dell utilizzatore consegna al lavoratore somministrato copia della cartella sanitaria. Il mancato rispetto, da parte dell utilizzatore, delle disposizioni in materia di salute e sicurezza costituiscono giusta causa di dimissioni se lo stesso utilizzatore non provvede ad ovviarvi entro 24 ore dalla comunicazione del lavoratore della violazione delle citate disposizioni. Al lavoratore dimessosi per giusta causa spetta l intero trattamento retributivo previsto fino alla scadenza del contratto, con oneri in capo all utilizzatore. Pagina 15 di 3216 DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO articoli da 23 a 56 ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO (art. 23) L assunzione deve risultare da atto scritto e contenere: 1. causale 2. ApL e autorizzazione ministeriale 3. utilizzatore 4. gruppo di appartenenza 5. mansione e inquadramento 6. periodo di prova 7. penalità di risoluzione anticipata 8. luogo di lavoro 9. orario di lavoro 10. CCNL applicato dal utilizzatore 11. trattamento economico 12. contratto di secondo livello, se esistente 13. data inizio e termine 14. rischi per l integrità e la salute e misure di prevenzione; nel caso in cui il contratto di somministrazione preveda che gli obblighi di cui all art. 23, co. 5, del D.Lgs. n. 276/2003 (informazione e formazione generale sicurezza sul lavoro) siano adempiuti dall utilizzatore, il contratto di lavoro ne contiene indicazione 15. autorizzazione privacy 16. indicazione di aver adempiuto agli obblighi di cui all art. 5, co. 2, lett. c), del D.Lgs. n. 276/2003 (garanzia dei crediti dei lavoratori) 17. assunzione da parte dell utilizzatore, in caso di inadempimento dell ApL, dell obbligo del pagamento diretto al lavoratore e del versamento dei contributi 18. assunzione da parte dell ApL dell obbligazione del pagamento diretto al lavoratore e del versamento di contributi 19. assunzione dell obbligo dell utilizzatore di rimborsare alla ApL oneri retributivi e previdenziali e di comunicare alla ApL stessa i trattamenti retributivi applicabili ai lavoratori comparabili 20. residenza o domicilio Sono previsti sia il contratto di prestazioni quadro che la lettera di assegnazione ad ogni missione. ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO (art. 24) Il contratto di prestazioni quadro deve contenere: 1. ApL e autorizzazione ministeriale 2. indicazione di aver adempiuto agli obblighi di cui all art. 5, co. 2, lett. c), del D.Lgs. n. 276/2003 (garanzia dei crediti dei lavoratori) 3. gruppo di appartenenza 4. periodo di prova 5. misura della indennità di disponibilità 6. rinvio al CCNL ApL e, per il periodi di missione, rinvio al CCNL degli utilizzatori 7. residenza o domicilio 8. autorizzazione privacy La lettera di assegnazione per ogni singola missione deve contenere: 1. motivi per cui si ricorre alla somministrazione 2. utilizzatore 3. mansione e inquadramento 4. luogo di lavoro 5. orario di lavoro 6. contratto di secondo livello, se esistente Pagina 16 di 3217 7. trattamento economico 8. data inizio e termine, ferma restando la possibilità di variare l assegnazione del lavoratore ad altra missione prima della scadenza del termine 9. rischi per l integrità e la salute e misure di prevenzione 10. nel caso in cui il contratto di somministrazione preveda che gli obblighi di cui all art. 23, co. 5, del D.Lgs. n. 276/2003 (informazione e formazione generale sicurezza sul lavoro) siano adempiuti dall utilizzatore, la lettera di assegnazione ne contiene indicazione L ApL, nel caso non possa più mantenere alle proprie dipendenze uno o più lavoratori assunti a tempo indeterminato per mancanza di occasioni di lavoro avvia la procedura, di cui al presente articolo, mediante comunicazione a Forma.Temp. La procedura ha inizio il trentesimo giorno successivo alla data di comunicazione a Forma.Temp. L ApL e le oo.ss. sono tenuti ad incontrarsi entro 90 giorni dalla data di attivazione della procedura per definire un accordo sui contenuti del percorso di riqualificazione professionale, inizialmente proposto dall ApL. Nella proposta di accordo l ApL deve: 1. indicare l ambito territoriale entro cui è tenuta a valutare le possibili occasioni di ricollocazione, avendo come unico riferimento la congruità dell offerta definita dal presente CCNL 2. definire il patrimonio professionale del lavoratore cui fare riferimento per valutare le occasioni di ricollocazione 3. indicare le attività del percorso di riqualificazione professionale che si impegna a porre in essere PROCEDURA IN MANCANZA DI OCCASIONI DI LAVORO (art. 25) La durata complessiva della procedura è di 6 mesi (7 mesi in caso di lavoratori ultracinquantenni). Al lavoratore coinvolto l ApL corrisponde un compenso pari a 850 euro mensili, al lordo delle ritenute di legge e comprensivo del Tfr. In caso di sottoscrizione dell accordo Forma.Temp rimborsa all ApL il 100% del compenso erogato. In caso di mancato accordo, il compenso è posto al 70% a carico della bilateralità e per il restante 30% a carico diretto dell ApL. Le parti, entro il termine della procedura, devono incontrarsi al fine di realizzare il monitoraggio di tutte le attività oggetto dell accordo. Se durante la procedura il lavoratore viene ricollocato con missioni di durata: - fino a 12 mesi, la procedura si sospende e riprende, al termine del contratto, per il periodo residuo - da 12 a 24 mesi, la procedura si sospende e riprende, al termine del contratto, per un periodo residuo non inferiore a 3 mesi (in caso di periodo residuo inferiore a 3 mesi, si integra fino a 3 mesi) - superiore ai 24 mesi, la procedura si esaurisce e, se necessario, dovrà esserne attivata una nuova Qualora le attività di riqualificazione definite nell accordo non abbiano portato alla ricollocazione, e permanendo la mancanza di occasioni di lavoro, l ApL al termine della procedura può procedere al recesso dai rapporti di lavoro per giustificato motivo oggettivo, comunicando il licenziamento individuale o plurimo. In caso di mancato accordo, l ApL può procedere alla risoluzione dei rapporti di lavoro per giustificato motivo oggettivo al termine del periodo previsto dalla procedura. Pagina 17 di 3218 Rapporto di lavoro con l apprendista L apprendista viene assunto a tempo indeterminato dall ApL mediante un contratto di apprendistato professionalizzante, svolto secondo un percorso formativo eseguito presso il medesimo utilizzatore. La retribuzione, l inquadramento e l orario di lavoro dell apprendista sono disciplinati dalle norme del contratto collettivo applicato dall impresa utilizzatrice, in conformità con quanto previsto dall articolo 20, co. 1, del D.Lgs. n. 276/2003 e dall art. 30 del presente CCNL. L eventuale patto di prova potrà essere apposto al momento dell assunzione secondo quando previsto dalla disciplina collettiva applicata dall utilizzatore. In ogni caso la sua durata non potrà essere superiore a quella prevista dall art. 33, lettera B), del presente CCNL, per i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato. Piano formativo individuale Il Piano formativo individuale determina, sulla base della disciplina del contratto collettivo applicato dall impresa utilizzatrice, il percorso formativo che l apprendista in somministrazione dovrà compiere per conseguire la qualifica prevista. Il Piano formativo individuale è predisposto dall ApL congiuntamente all utilizzatore e al lavoratore e deve essere sottoposto al parere di conformità di Forma.Temp entro 30 giorni dall inizio della missione. APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE IN SOMMINISTRAZIONE (art. 26) Il parere di conformità dovrà far riferimento alla verifica della congruità del rapporto numerico fra apprendisti e lavoratori qualificati, alla ammissibilità del livello contrattuale d inquadramento, alla coerenza del piano formativo con la qualifica proposta. In caso di mancata risposta da parte di Forma.Temp entro i successivi 30 giorni il Piano formativo individuale si intende approvato. Tutor Durante il periodo di apprendistato, il lavoratore somministrato dovrà rapportarsi con due Tutor, uno nominato dall ApL ed uno indicato dall impresa utilizzatrice. L ApL, prima di inviare in missione un apprendista, nomina il Tutor e richiede lo svolgimento di analogo adempimento all utilizzatore. Il Tutor nominato dall utilizzatore deve essere scelto tra i soggetti che ricoprono una qualifica professionale non inferiore a quella individuata nel piano formativo individuale e che possiedono competenze adeguate ed un livello d inquadramento pari o superiore a quello che l apprendista conseguirà alla fine del periodo di apprendistato. Il Tutor di Agenzia, individuato nel piano formativo, è un dipendente o un consulente dell ApL che, a seguito di comunicazione della stessa, viene iscritto nell apposito Albo istituto presso Forma.Temp. Il Tutor di Agenzia possiede adeguate competenze professionali che possono derivare, alternativamente, da un esperienza professionale di durata non inferiore a due anni acquisita in qualità di dirigente, quadro, funzionario o professionista, nel campo: - della gestione o della ricerca e selezione del personale - della fornitura di lavoro temporaneo - della ricollocazione professionale Pagina 18 di 3219 - dei servizi per l impiego - della formazione professionale - dell orientamento - della mediazione tra domanda e offerta di lavoro - delle relazioni sindacali Ogni Tutor di Agenzia può seguire fino a un massimo di 50 apprendisti nel loro percorso di qualificazione. Formazione dell apprendista L ApL è responsabile del corretto adempimento degli obblighi formativi e, per mezzo del Tutor di Agenzia, compie le seguenti attività: - definisce, prima dell avvio in missione e di comune intesa con il lavoratore e con l impresa utilizzatrice, il piano formativo individuale - comunica al lavoratore, prima dell inizio della missione, il tutor nominato dall impresa utilizzatrice - svolge, con cadenza semestrale e dandone comunicazione all utilizzatore, un colloquio con l apprendista per verificare l effettiva attuazione del piano formativo, lo sviluppo delle sue capacità professionali e personali, le difficoltà incontrate, gli eventuali miglioramenti da adottarsi nel restante periodo di apprendistato - attesta periodicamente l effettivo svolgimento della formazione e, sulla base delle dichiarazioni e delle attestazioni rilasciate dall utilizzatore al termine del periodo di apprendistato, attribuisce specifica qualifica professionale Al termine del periodo di apprendistato l ApL attesterà, sulla base di un parere concordato tra i tutor, l avvenuta formazione dando comunicazione all apprendista dell acquisizione della qualifica professionale. L ApL è tenuta a comunicare, entro 5 giorni a Forma.Temp, i nominativi degli apprendisti ai quali è stata attribuita la qualifica. Durata del periodo di apprendistato Non è consentito recedere dal contratto commerciale di somministrazione a tempo indeterminato prima della scadenza del periodo di apprendistato previsto dalla vigente disciplina del CCNL applicato nell impresa utilizzatrice, ferma restando l ipotesi di recesso per giusta causa o giustificato motivo. In caso di interruzione del periodo di apprendistato che non sia riconducibile ad ipotesi di giusta causa, giustificato motivo soggettivo o chiusura aziendale, l utilizzatore è tenuto a rimborsare in ogni caso l intera retribuzione piena, per il periodo di apprendistato residuo. Obbligo di conferma L obbligo di conferma previsto dalle norme viene esercitato a chiusura di ogni contratto di apprendistato in concorso con l utilizzatore. Recesso L ApL può recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, comunicando per iscritto la disdetta con un preavviso di 30 giorni a decorrere dal termine del periodo di formazione, ai sensi dell art del codice civile. In caso di mancato recesso, il rapporto dell apprendista prosegue alle dipendenze dell ApL come un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Pagina 19 di 3220 Ai sensi di quanto previsto dall art. 2 del Testo Unico Apprendistato, non è possibile recedere dal contratto durante il periodo di formazione qualora non sussista una giusta causa o un giustificato motivo di risoluzione del rapporto e del contratto. Bilateralità In funzione della contribuzione di cui all art. 12 del D.Lgs. n. 276/2003, gli apprendisti possono essere posti in formazione nell ambito della progettazione formativa dell ApL tramite Forma.Temp. Gruppo A: comprende i lavoratori di elevato contenuto professionale quali dirigenti, quadri e impiegati direttivi. CLASSIFICAZIONE E INQUADRAMENTI (artt. 27 e 28) Gruppo B: comprende i lavoratori di concetto, operai specializzati e/o corrispondenti alle cosiddette categorie intermedie con contenuti professionali caratterizzati da autonomia operativa ma non decisionale e da un elevato livello di conoscenze teorico/pratiche. Gruppo C: comprende i lavoratori qualificati e d ordine, che eseguono il lavoro sotto la guida e il controllo di altri. COSTO DEL LAVORO (art. 29) Gli strumenti di raccolta dati delle ApL dovranno prevedere, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, la presenza di campi di compilazione per la raccolta dei seguenti elementi: 1. CCNL applicato 2. mensilità aggiuntive 3. integrativo aziendale 4. orario di lavoro settimanale 5. presenza di turnazione e tipologia di turno 6. ore ferie, rol, ex festività annuali 7. retribuzione delle pause 8. elementi diretti della retribuzione (paga base, contingenza, edr. termo elemento, premio di produzione, superminimo collettivo, scatti di anzianità) e la loro incidenza sugli elementi differiti 9. premi presenza 10. indennità varie 11. premi di risultato 12. maggiorazioni per ore straordinarie e per turno Il contratto individuale di lavoro deve obbligatoriamente essere compilato sulla base di tali elementi rilevati dall ApL nonché riportare la modalità di calcolo della retribuzione (paga oraria o mensilizzata). Retribuzione TRATTAMENTO RETRIBUTIVO (art. 30) Al lavoratore è corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti dell impresa utilizzatrice inquadrati al corrispondente livello. La retribuzione viene corrisposta ai lavoratori entro il giorno 15 del mese successivo a quello di competenza e liquidata mensilmente, sulla base delle ore lavorate e di quelle contrattualmente dovute, utilizzando il seguente coefficiente divisore orario mensile: orario settimanale aziendale * 52 settimane / 12 mesi Nel caso di orari di lavoro svolti su turnazioni ove non è possibile individuare l orario settimanale aziendale (in particolare turnazioni a ciclo continuo) la determinazione del divisore orario avverrà facendo riferimento Pagina 20 di 32 Vedere altro
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