Source: http://www.riforme.net/leggi/besostri_audizione14-1-2014.htm
Timestamp: 2017-12-17 04:26:49+00:00
Document Index: 132856669

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ringrazio il Presidente della Commissione, che mi dato questa opportunità, e il Gruppo di SEL, che mi ha indicato. Spero ardentemente che attraverso queste audizioni la Commissione Affari Costituzionali e l’aula siano in grado di licenziare un testo di legge elettorale, che non costringa i cittadini elettori ad impugnarlo per contrasto con la Costituzione, che affida la sovranità al popolo (art. 1 Cost.) con l’unico limite del rispetto della Costituzione: in una democrazia parlamentare rappresentativa la partecipazione alle elezioni è la massima espressione della volontà popolare. E’ nell’interesse di tutti evitare il ripetersi di un’Odissea giudiziaria, che in alcuni momenti è stata un vero e proprio Calvario, come quella che ha condotto la Corte Costituzionale ad annullare in parte qua disposizioni significative dei TT.UU. per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica introdotte con la legge n. 270 del 2005. Da avvocato e ricorrente mi ero opposto all’ammissione dei quesiti referendari che assegnavano l’abnorme premio di maggioranza alla sola lista di maggioranza relativa (in altre parole alla migliore minoranza assoluta) con esclusioni delle coalizioni. A sostenere l’illegittimità costituzionale di un premio senza soglia ero nell’ottima compagnia dei colleghi, codifensori di alcune delle parti da me rappresentate, proff. Vittorio Angiolini e Costantino Murgia e del prof. Massimo Luciani. L’unico risultato positivo fu che le sentenze n. 15 e 16 del 2008, di ammissione dei contenevano un richiamo per il legislatore ad intervenire sul premio di maggioranza e un invito alla magistratura di sottoporre la stessa questione nelle forme ordinarie del giudizio incidentale di costituzionalità: richiamo e inviti disattesi fino alla Cassazione. Due giudizi amministrativi si sono conclusi con sentenze dichiarative della carenza assoluta di giurisdizione del TAR Lazio, sez. 2 bis, e del Consiglio di Stato, sez. IV. Due passaggi di rigetto per manifesta infondatezza del Tribunale e Corte d’Appello Civile di Milano. Infine ho discusso il 21 marzo 2013 il ricorso in Cassazione, nell’ambito del quale è stata emessa l’Ordinanza della Prima Sezione n. 12060, depositata il 17 maggio dello scorso anno, che ha dato avvio al giudizio di costituzionalità. Insieme con gli avvocati Aldo Bozzi e Claudio Tani ho illustrato le ragioni di incostituzionalità nella seduta del 3 dicembre 2013 davanti alla Corte Costituzionale: soltanto alla vigilia di questa audizione ho avuto piacere di conoscere, senza la calma e l’attenzione che meritavano, le motivazioni di una sentenza, che a parte noi e il prof. Augusto Cerri, ha sorpreso tanti illustri costituzionalisti di diversa formazione e orientamento. Un punto è chiaro: c’è una legge elettorale applicabile dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza n. 1/2014 sulla G.U.R.I., benché gli annullamenti non abbiano colpito tutte le eccezioni di costituzionalità sollevate nei gradi precedenti la Cassazione. In effetti la problematicità dei meccanismo di distribuzione territoriale del premio di maggioranza incombe su ogni sua reintroduzione: ne è esempio il RICORSO PER CONFLITTO DI ATTRIBUZIONE N. 6 tra enti depositato in cancelleria l'8 maggio 2013 della Regione Friuli-Venezia Giulia nei confronti dell’Ufficio elettorale centrale nazionale istituito presso la Corte Suprema di Cassazione per la verifica e proclamazione dei risultati delle elezioni per la Camera dei deputati svoltesi il 24 e 25 febbraio 2013 in relazione all’assegnazione alla circoscrizione IX Friuli-Venezia Giulia di 12 seggi, anziché dei 13 spettanti sulla base del d.P.R. 22 dicembre 2012.Vi sarà sempre un problema quando i seggi sono assegnati alle circoscrizioni elettorali in base alla popolazione residente, entre il premio segue il comportamento elettorale in termini di percentuale di partecipazione e di scelte di liste, specialmente se in alcune circoscrizioni vi sia un fenomeno, più o meno rilevante, di voto per liste di candidati sotto soglia. Tutti i premi di maggioranza, ma anche l’esistenza di soglie di accesso nazionali, hanno il rischio di violare il principio del voto personale e diretto (artt. 48, 56 e 58 Cost.), specie se il riferimento puntuale alla giurisprudenza del Bundesverfassungsgericht, che compare per la prima volta in una sentenza della nostra Corte Costituzionale, dovesse estendersi. La giurisprudenza del BverfG era stata evocata in più punti dell’azione giudiziaria che ha condotto all’Ordinanza della Cassazione e, quindi, è con particolare soddisfazione che abbiamo letto: “. In ordinamenti costituzionali omogenei a quello italiano, nei quali pure è contemplato detto principio e non è costituzionalizzata la formula elettorale, il giudice costituzionale ha espressamente riconosciuto, da tempo, che, qualora il legislatore adotti il sistema proporzionale, anche solo in modo parziale, esso genera nell’elettore la legittima aspettativa che non si determini uno squilibrio sugli effetti del voto, e cioè una diseguale valutazione del “peso” del voto “in uscita”, ai fini dell’attribuzione dei seggi, che non sia necessaria ad evitare un pregiudizio per la funzionalità dell’organo parlamentare” (BVerfGE, sentenza 3/11 del 25 luglio 2012; ma v. già la sentenza n. 197 del 22 maggio 1979 e la sentenza n. 1 del 5 aprile 1952).Questo per l’uguaglianza del voto.