Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-252-del-30072002.html
Timestamp: 2016-10-28 00:35:59+00:00
Document Index: 169093762

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 49', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 41', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art.\n3', 'art. 2', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 2']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 252 del 30.07.2002
Interpello - Art.11, legge 27/07/2000, n. 212.
- Assoggettamento ad IVA delle somme corrisposte all'associato, nel quadro di un
alla Direzione Regionale del ...., in data 3 aprile 2002, il sig. X ha posto un
quesito riguardante l'assoggettamento ad IVA delle somme corrisposte
all'associato, nel quadro di un contratto di associazione in partecipazione a
fronte dell'apporto da questi reso all'associazione, sotto forma di
Il sig. X, in data 20/01/01, ha sottoscritto un
contratto di associazione in partecipazione con la società "Z di KY &
c. - snc" per l'esercizio dell'attività di vendita al dettaglio di carni.
Con tale contratto l'associato si impegna ad apportare all'associazione la
propria opera e professionalità in qualità di responsabile tecnico del settore
macelleria (senza alcun vincolo di subordinazione). Il suo apporto professionale
consisterà nel costante approvvigionamento di merci in base alle necessità del
punto vendita, nella loro adeguata promozione e nella oculata gestione delle
spese. Quale corrispettivo per il suddetto apporto d'opera e professionale la
società "Z di K Y & c. - snc", si obbliga a corrispondere
all'associato l'85% dell'utile lordo derivante dalla vendita dei prodotti
specifici del settore macelleria e salumeria commercializzati, da liquidarsi in
base a rendiconto mensile entro il giorno 20 del mese successivo.
Il punto 7) del contratto di associazione in
partecipazione stipulato tra le parti prevede che il compenso, determinato
secondo le modalità suesposte, sia assoggettato ad IVA.
Il sig. X chiede, quindi, se sia corretto che il
corrispettivo corrisposto all'associato sia soggetto ad IVA.
L'interpellante ritiene, alla luce di una recente
sentenza della Corte di Cassazione (n. 6466 del 2 luglio 1998), che tale
corrispettivo non debba essere assoggettato ad IVA.
Al fine di risolvere la problematica prospettata,
si rende necessario in via preliminare esaminare l'inquadramento reddituale dei
compensi spettanti all'associato, sotto forma di utili, nel contratto di
associazione in partecipazione.
L'art. 49,
comma 2, del TUIR, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, dispone che
"...sono redditi di lavoro autonomo...le partecipazioni agli utili di cui
alla lettera f) del comma 1 dell'art. 41
quando l'apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di
lavoro;". La lettera f) del comma 1 dell'art. 41, citata nella predetta disposizione
normativa, disciplina, tra l'altro, il trattamento fiscale applicabile agli
utili derivanti da associazioni in partecipazione. L'Amministrazione Finanziaria
ha precisato, da ultimo con la Circolare del 12/06/2002, n. 50, al punto 1, che i redditi
derivanti dall'associazione in partecipazione sono considerati come redditi di
capitale, ai sensi dell'art. 41,
lett. f), del TUIR, se l'apporto dell'associato è costituito da capitali o
promiscuamente da capitale e lavoro, e come redditi di lavoro autonomo, ai sensi
dell'art. 49, comma 2, lett. c), se
l'apporto è costituito esclusivamente da lavoro.
Nel caso in esame, il contratto di associazione in
partecipazione stipulato dalle parti prevede, al punto 2, che l'associato debba
apportare "...esclusivamente la propria opera e professionalità, senza
alcun vincolo di subordinazione, di dipendenza e di retribuzione..."; poiché
l'interpellante limita il suo apporto alla prestazione d'opera ne consegue che
il compenso dallo stesso percepito in qualità di associato si configura quale
reddito di lavoro autonomo ai sensi del richiamato art. 49, comma 2, lett. c).
Ciò posto, si evidenzia che, ai sensi dell'art. 1 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, sono
assoggettate ad IVA tutte "...le cessioni di beni e le prestazioni di
servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di imprese o
nell'esercizio di arti e professioni...". L'art. 5 del medesimo DPR definisce l'esercizio
delle arti e professioni come "...l'esercizio per professione abituale,
ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di
persone fisiche ovvero da parte di società semplici o di associazioni senza
personalità giuridica...".
Poiché l'istante, sulla base del contratto
sottoscritto, svolge con carattere di abitualità un'attività fiscalmente
riconducibile al concetto di lavoro autonomo, deve ritenersi sussistente, ai
sensi del citato art. 5 del DPR n.
633/72, il presupposto soggettivo dell'IVA.
L'operazione deve ritenersi rilevante, ai fini IVA,
anche dal punto di vista del presupposto oggettivo. Infatti, l'art. 3 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633
ricomprende tra le operazioni rilevanti ai fini IVA le prestazioni di servizio
rese dietro corrispettivo in dipendenza di obbligazioni di fare, di non fare e
di permettere, quale ne sia la fonte.
L'associato in partecipazione è obbligato nel caso in
esame, in virtù del contratto sottoscritto, proprio ad una prestazione di
servizi a fronte della quale sarà corrisposto un compenso, sotto forma di
Si ritiene pertanto che nel caso in esame, considerato
che ricorre anche il presupposto territoriale, le prestazioni rese
dall'associato debbano essere assoggettate ad IVA.
Per quanto concerne l'opinione espressa
dall'interpellante, il quale, sulla base della sentenza della Cassazione n. 6466
del 02/07/1998, ritiene di non percepire un corrispettivo assoggettabile ad IVA,
atteso che con tale sentenza la Suprema Corte ha precisato che l'apporto
dell'associato all'interno dell'associazione assume la natura di conferimento in
associazione e, di conseguenza, le somme da questi incassate per i servizi resi
non sono assoggettabili ad IVA per effetto dell'art. 2, terzo comma, lett. e), e dell'art.
3, quarto comma, lett. d), del DPR 26
ottobre 1972, n. 633, si formulano le seguenti osservazioni.
Occorre sottolineare preliminarmente che la pronuncia
richiamata concerne una controversia indubbiamente anteriore all'1/1/1998, e
quindi sorta in vigenza di una normativa che escludeva rilevanza IVA alle
operazioni di conferimento. Difatti la Corte richiama l'art. 2, comma 3, lett. e), del DPR n. 633/72,
disposizione soppressa dall'art. 1 del decreto legislativo n. 313 del 2
settembre 1997. Il ragionamento della Corte quindi, quand'anche lo si ritenesse
condivisibile, non potrebbe essere applicato alle fattispecie, come quella
oggetto del quesito in esame, sorte nel periodo successivo al 1 gennaio 1998,
dato che a decorrere da tale data i conferimenti in società ed altri enti
devono essere assoggettati ad IVA, salvo che riguardino aziende o rami di
Inoltre nella richiamata sentenza la Corte ha
chiaramente accolto un orientamento interpretativo, certamente non prevalente,
che inquadra il rapporto di associazione in partecipazione nell'ambito dei
contratti di tipo associativo.
L'Amministrazione Finanziaria, invece, già nel 1988
accogliendo il diverso e prevalente orientamento che ravvisa nell'associazione
in partecipazione un contratto di scambio, ha precisato, con la Circolare n. 221
del 28/10/1988 che "...nel contratto di associazione in partecipazione,
l'apporto dell'associato, consistente nel solo espletamento di un'attività
(manuale o intellettuale), costituisce prestazione di servizi da assoggettare
all'imposta sul valore aggiunto... il presupposto oggettivo va individuato nel
fatto che l'attività dell'associato si concreta in una prestazione di servizi
resa a fronte del pagamento di un corrispettivo (la partecipazione agli utili
dell'associante)."
Inoltre, recentemente, la Risoluzione del 09/11/2000 n.
168 ha confermato tale
assoggettabilità chiarendo che se l'apporto dell'associato consiste in una
prestazione di servizi, la partecipazione rientra nel campo applicativo
dell'IVA. Invece, nel caso in cui l'apporto consista nel conferimento di denaro,
l'operazione non è soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 2, comma 3, lett. a), del DPR 26 ottobre
Pertanto, in relazione al quesito rivolto
dall'interpellante, quest'Agenzia ritiene che i compensi corrisposti
all'associato a fronte del suo apporto professionale debbano essere assoggettati
sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione Regionale del
....., viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo
periodo del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n. 209.