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Timestamp: 2018-10-16 23:12:33+00:00
Document Index: 43725195

Matched Legal Cases: ['art. 87', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 72', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2']

Novità del fisco del 13 giugno 2008: ecoincentivi: modalità per il rimborso; niente regime dei minimi per le prestazioni di servizi di traduzione rese in regime di non imponibilità IVA | Commercialista Telematico
Novità del fisco del 13 giugno 2008: ecoincentivi: modalità per il rimborso; niente regime dei minimi per le prestazioni di servizi di traduzione rese in regime di non imponibilità IVA
1) Software di compilazione del credito d’imposta per investimenti nel mezzogiorno
2) Modello F24 ENTI PUBBLICI: Software per la compilazione
3) Ecoincentivi: Modalità per il rimborso
4) Banche dati ipotecaria e catastale: Accesso ai servizi di consultazione
5) Accertamento a società di persone: Giudizio collettivo
6) Autorizzazione alla raccolta funghi epigei spontanei: Imposta di bollo
7) Niente regime dei minimi per le prestazioni di servizi di traduzione rese in regime di non imponibilità IVA
Dal 12/06/2008, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la versione software: 1.0.0 del 12/06/2008 (software CreditoFAS) che consente la compilazione del formulario contenente i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate ammissibili al credito d’imposta (mod. FAS).
Lo ha comunicato la stessa Agenzia delle Entrate con la nota del 12/06/2008.
Come è noto, l’Agenzia delle Entrate (con il Provvedimento Agenzia delle Entrate 10/06/2008, n. prot. 91610/2008) ha approvato il formulario (modello FAS) contenente i dati degli investimenti nelle aree svantaggiate ammissibili al credito d’imposta.
Si tratta del credito che è destinato alle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle aree delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato CEE.
Ai sensi dell’art. 2, comma 1, D.L. 3 n. 97/2008, l’invio del formulario vale come prenotazione del diritto alla fruizione del credito d’imposta.
Il modello FAS deve essere presentato telematicamente, utilizzando il software CREDITOFAS (disponibile dal 12 giugno 2008):
– Per i progetti di investimento già avviati alla data del 2 giugno 2008, a pena di decadenza dal contributo, dalle ore 10.00 del 13 giugno 2008 alle ore 24.00 del 13 luglio 2008;
– per i progetti di investimento avviati successivamente alla data del 2 giugno 2008 a partire dalle ore 10.00 del 13 giugno 2008.
Nel frattempo, i cambiamenti in corso per tale agevolazione hanno sollevato talune osservazioni critiche da parte dei vertici delle associazioni professionali.
In particolare, il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (Claudio Siciliotti), con un comunicato del 11 giugno 2008 ha rilevato che, sia pure comprensibili dal punto di vista delle esigenze di monitoraggio della spesa pubblica, la scelte del Governo relative alla c.d. “Visco sud” si inseriscono nel triste filone dei provvedimenti che intaccano la credibilità dell’Erario e delle Istituzioni agli occhi del contribuente. Inoltre, sui professionisti delle imprese si scaricano adempimenti da ottemperare quasi in tempo reale con l’approvazione della relativa modulistica, proprio nel periodo dell’anno più intasato dalle scadenze fiscali ordinarie.
Tutto ciò in relazione al testo dell’art. 2 del DL 3.6.2008 n. 97, con il quale sono state introdotte limitazioni alla fruibilità del credito di imposta previsto a favore degli investimenti effettuati a decorrere dall’1 gennaio 2007 nelle c.d. “aree svantaggiate”, ai sensi dei commi da 271 a 279 dell’art. 1 della L. 296/2006 (legge finanziaria per il 2008).
“Di fatto – ricorda Siciliotti – siamo di fronte ad una riedizione di quanto accadde nel 2002, quando, con il DL 138, il Governo di allora introdusse limitazioni alla fruibilità dell’analogo credito di imposta introdotto dal precedente Governo con l’art. 8 della L. 388/2000”.
“Anche questa volta, infatti, il subentro del Governo – prosegue – si traduce nell’adozione di un provvedimento che trasforma il meccanismo agevolativo, introdotto dal precedente Governo, da automatico a contingentato, subordinandone la concreta fruibilità alla presentazione di apposite domande fino ad esaurimento delle risorse disponibili per ciascun anno agevolato”.
“Trovo inoltre a dir poco irriguardoso il fatto che – conclude Siciliotti – il decreto legge preveda espressamente che vi sia un arco temporale di appena tre giorni tra la data di approvazione della modulistica da presentare per la prenotazione dell’incentivo e la data a partire dalla quale le domande di prenotazione vanno presentate telematicamente.
2) Modello F24 ENTI PUBBLICI – Software per la compilazione
Dal 12/06/2008, è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, anche la versione software: 1.0.6 del 12/06/2008, relativa al modello F24 per gli enti pubblici.
– Istituzione dei Tributi Erariali 130E e 192E;
– soppressione dei tributi 382E e 383E;
– correzione dell’anomalia inerente il ricalcolo del totale complessivo, riscontrata durante la digitazione degli importi;
– ampliamento della memoria utilizzata, al fine di poter gestire file contenenti fino ad un massimo di 999 pagamenti, composti da 999 pagine ciascuno.
(Agenzia delle Entrate, nota del 12/06/2008)
3) Ecoincentivi – Modalità per il rimborso
Il rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale, per l’anno 2007, previsto dall’art. 1, comma 225, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, può essere richiesto presso gli Uffici provinciali dell’Automobile club d’Italia.
Utili informazioni possono essere reperite presso l’Aci o il sito ufficiale www.aci.it .
Il beneficio spetta a coloro che nel corso dell’anno 2007 hanno effettuato la rottamazione, senza sostituzione, di autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolati come «euro 0» o «euro 1», nonché a coloro che hanno demolito autovetture immatricolate come «euro 0» o «euro 1», a partire dal 2 febbraio 2007 e sino al 31 dicembre dello stesso anno.
Viene riconosciuto il totale rimborso dell’abbonamento di trasporto pubblico locale della durata di una annualità, purchè non risultino intestatari di altri veicoli registrati.
Ai fini delle agevolazioni, si intende per trasporto pubblico locale quello limitato al comune di residenza, domicilio o di lavoro del beneficiario, con esclusione delle fasce di percorrenza intercomunale.
L’interessato per ottenere il rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale deve presentare un’apposita istanza, secondo il modello disponibile anche sul sito internet www.finanze.gov.it.
1) il certificato di rottamazione rilasciato da uno dei centri autorizzati o, in alternativa, il certificato di proprietà con annotata la cessazione della circolazione del veicolo;
2) la copia dell’abbonamento rilasciato dall’azienda di trasporto;
3) la copia della ricevuta attestante il pagamento dell’abbonamento.
Infine, l’istanza deve essere presentata direttamente ovvero inviata, con lettera raccomandata A/R, all’ente individuato dalla convenzione di cui all’art. 3, comma 4, del presente decreto.
Allegato DM prot. n. 7135/2007 _
All’Ufficio______________________
RICHIESTA DI RIMBORSO DELL’ABBONAMENTO AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
(Art. 1, comma 225, legge 27 dicembre 2006, n. 296)
CODICE FISCALE TELEFONO/FAX
DATI RELATIVI AL VEICOLO DEMOLITO
TARGA DATA DELLA DEMOLIZIONE
DATI RELATIVI ALL’ABBONAMENTO ANNUALE AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
Il sottoscritto dichiara, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, sotto la propria responsabilità e consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del medesimo D.P.R. per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci, di non essere intestatario di altri veicoli oltre quello rottamato e
□ di non svolgere alcuna attività lavorativa
□ di svolgere la propria attività lavorativa nel comune di
l sottoscritto, ai sensi dell’art. 14 del D.L. 31 gennaio 2006, n. 7, si impegna a non acquistare un
altro veicolo nel periodo di tre anni dalla data della rottamazione del veicolo demolito.
a) certificato di rottamazione rilasciato da uno dei centri autorizzati di cui all’art. 3, comma 1,
lettera p), del D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209, o, in alternativa, il certificato di proprietà con
annotata la cessazione della circolazione del veicolo;
b) copia dell’abbonamento rilasciato dall’azienda di trasporto;
c) copia della ricevuta attestante il pagamento dell’abbonamento.
□ Assegno circolare/bancario
□ Accredito su conto corrente codice IBAN:
DATA _____________ FIRMA_________________________________
(Ministero dell’Economia e Finanze, nota del 12/06/2008)
4) Banche dati ipotecaria e catastale – accesso ai servizi di consultazione: Nuovo schema di convenzione
È stato approvato un nuovo schema di convenzione per l’accesso al sistema telematico dell’Agenzia del Territorio per la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale.
Il provvedimento che approva il nuovo schema – in sostituzione dell’allegato B al decreto 4 maggio 2007 (già sostituito con decreto 6 novembre 2007) – è in vigore dal 12 giugno 2008.
Convenzione per l’accesso al sistema telematico dell’Agenzia del territorio per la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale
l’Agenzia del territorio, con sede in Roma, Largo Leopardi n. 5, in persona del legale rappresentante, di seguito denominata “Agenzia”
………………………………….…………………..…………… CF/PI: …………………..……………………….
con residenza/sede in ………………………………………………………………………… rappresentato da
..…………………..………………………………..….. in qualità di ……………………………..………………
di seguito denominato “Utente”
a) che l’art. 1, comma 5, del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2, stabilisce che “l’accesso ai servizi di consultazione telematica ipotecaria e catastale è consentito a chiunque in rispetto della normativa vigente in tema di riutilizzazione commerciale dei dati ipotecari e catastali, su base convenzionale……”, rinviando ad appositi decreti del Direttore dell’Agenzia del territorio la definizione delle modalità attuative dell’accesso medesimo;
b) che con decreto del Direttore dell’Agenzia del territorio 4 maggio 2007 sono state stabilite le modalità di accesso al sistema telematico dell’Agenzia del territorio per la consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale;
c) che l’Utente ha richiesto di essere abilitato a collegarsi al sistema informativo dell’Agenzia per l’accesso al servizio di consultazione telematica della banca dati ipotecaria e/o catastale.
L’Utente è abilitato a collegarsi al sistema elettronico dell’Agenzia al fine di accedere al servizio di consultazione telematica della banca dati ipotecaria e/o della banca dati catastale.
L’attivazione del servizio è subordinata al versamento una tantum, a titolo di rimborso delle spese amministrative connesse alla convenzione, dell’importo di Euro 200,00 (duecento//00), nonché dell’importo di Euro 30 (trenta//00), per ogni password resa disponibile in ogni anno solare a titolo di contributo annuale relativo ai costi di gestione dei sistemi informatici.
L’Utente potrà, comunque, richiedere l’ampliamento del numero delle password durante il periodo di vigenza della Convenzione versando il contributo annuale di cui al comma precedente.
Per ogni anno successivo all’anno di stipula della convenzione, l’Utente dovrà corrispondere, entro il 31 gennaio, l’importo di Euro 30,00 (trenta//00) per ogni password resa disponibile nell’anno solare precedente e che voglia mantenere attiva.
Gli importi di cui ai commi precedenti, che potranno essere oggetto di aggiornamento periodico ai sensi dell’art. 7, comma 2, del decreto del Direttore dell’Agenzia del territorio 4 maggio 2007, sono versati dall’Utente su apposito conto corrente intestato all’Agenzia del territorio con modalità telematiche, attraverso il Portale dell’Agenzia.
(Decreto Agenzia Territorio 06/06/2008)
5) Accertamento a società di persone – Ricorso proposto da un solo interessato: giudizio necessariamente collettivo per soci e società
L’unitarietà dell’accertamento alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi della società a ciascun socio proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili (indipendentemente dalla percezione degli stessi), comporta che il ricorso proposto da uno dei soci o dalla società, anche avverso un solo avviso di rettifica, riguarda inscindibilmente la società e i soci, i quali tutti devono essere parte nello stesso processo. Si tratta di fattispecie di litisconsorzio necessario originario, con la conseguenza che il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati, destinatario di un atto impositivo, apre la strada al giudizio necessariamente collettivo e il giudice adito in primo grado deve ordinare l’integrazione del contraddittorio (a meno che non si possa disporre la riunione dei ricorsi proposti separatamente).
(Cassazione civile Sentenza, Sez. SS.UU., 04/06/2008, n. 14815, in Ipsoa del 12/06/2008)
L’autorizzazione per la raccolta dei funghi epigei richiede l’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di euro 14,62, ai sensi dell’art. 4 del DPR n. 642/72.
Ciò poiché, in mancanza della stessa, non potrebbe essere svolta l’attività di raccolta.
Né rileva la circostanza che il versamento svolga anche una funzione di “denuncia inizio attività”, poiché la natura autorizzatoria assorbe a quella di inizio attività.
Attività di raccolta di funghi epigei
L’attività di raccolta di funghi epigei, sia a livello occasionale che professionale, é subordinata alla denuncia di inizio attività e al rilascio dell’autorizzazione regionale che ha carattere personale ed è revocabile.
Sia la denuncia di inizio attività che l’autorizzazione si identificano nella ricevuta di versamento di una somma stabilita con cadenza triennale determinata con deliberazione della Giunta regionale.
Tale ricevuta deve riportare la causale del versamento, le generalità, il luogo e la data di nascita, nonché la residenza del raccoglitore e deve essere esibita – unitamente ad idoneo documento di riconoscimento – a richiesta del personale addetto alla vigilanza.
Nel caso di specie, la regione (Piemonte e gli enti dalla stessa delegati al rilascio dell’autorizzazione) svolge una funzione di controllo successivo, ossia in un momento in cui l’attività di raccolta dei funghi epigei già si svolge lecitamente.
La Pubblica Amministrazione, quindi, si riserva un potere di verifica e di controllo che esercita a seguito e sul presupposto dell’autorizzazione rilasciata in dipendenza del versamento effettuato.
Per cui, la ricevuta di versamento assume anche la valenza di provvedimento rilasciato da una Pubblica amministrazione finalizzato alla rimozione, nei confronti dei soggetti destinatari dello stesso, di limiti al libero esercizio dell’attività di raccolta.
Infine, riguardo l’ulteriore quesito relativo alla procedura di “autorizzazioni in deroga” di cui all’articolo 5 della legge regionale n. 24/2007, è stata ritenuta corretta la soluzione prospettata dall’istante circa l’assoggettamento all’imposta di bollo fin dall’origine sia dell’istanza che del provvedimento autorizzativo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 12/06/2008, n. 240)
L’effettuazione, nell’anno solare precedente, di attività di lavoro autonomo consistente in prestazioni di servizi di traduzione rese all’IUE (Istituto universitario Europeo), in regime di non imponibilità IVA, nega l’accesso al regime dei contribuenti minimi.
Come è noto, i commi da 96 a 117 dell’art. 1 della legge finanziaria per l’anno 2008 hanno introdotto, a decorrere dal 1 gennaio 2008, un regime fiscale semplificato ed agevolato (c.d. regime dei contribuenti minimi) per i soggetti la cui attività d’impresa, artistica o professionale sia riconducibile, in base ai requisiti previsti dalla normativa predetta, alla nozione di “attività minima”.
Per avvalersi di tale regime occorre che il contribuente rispetti determinate condizioni.
In particolare, il comma 96, numero 2, lettera a), dell’art. 1 della citata legge finanziaria per l’anno 2008, prevede, tra l’altro, che il contribuente nell’anno solare precedente non abbia effettuato cessioni all’esportazione.
Analogamente, il successivo comma 111 del predetto art. 1 prevede che il regime dei contribuenti minimi cessa di avere efficacia dall’anno successivo quando, tra l’altro, il contribuente effettui una cessione all’esportazione (circolare n. 73/E del 21 dicembre 2007, punto 2.4.2.1).
In proposito, il D.M. 2/1/2008 recante modalità applicative per il regime dei contribuenti minimi”, all’art. 2, comma 2, ha specificato che costituiscono cessioni all’esportazione quelle di cui agli articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del decreto IVA.
Detti articoli fanno riferimento oltre che alle cessioni all’esportazione anche alle operazioni assimilate a queste, ai servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, alle operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino e alle operazioni effettuate nei confronti dei soggetti che beneficiano delle agevolazioni previste da Trattati e accordi internazionali.
In quest’ultima categoria di operazioni, ai sensi dell’art. 72, comma 2, n. 5, del decreto Iva, sono ricomprese le cessioni di beni e le prestazioni di servizi – di importo superiore ad euro 258,00 – effettuate all’IUE nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.
La previsione di non imponibilità ad Iva delle operazioni effettuate all’IUE trova fondamento nelle disposizioni finalizzate ad agevolare le attività ufficiali dell’Istituto, contenute nella convenzione istitutiva dell’IUE ratificata con legge 23 dicembre 1972, n. 920 – nel testo risultante dalla revisione effettuata con convenzione ratificata con legge 28 ottobre 1994, n. 637 – e nel D.P.R. 13 ottobre 1976, n. 990, recante “esecuzione dell’accordo di sede tra il Governo della Repubblica italiana e l’Istituto universitario europeo…”.
In particolare, ai fini dell’applicazione del regime dei contribuenti minimi, in base al combinato disposto dell’art. 1, comma 96, n. 2, lettera a), della legge finanziaria per il 2008, e dell’art. 2, comma 2 del D.M. 2 gennaio 2008, costituiscono cessioni all’esportazione anche le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate nei confronti dell’IUE nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.
L’ampia formulazione della norma della legge finanziaria per l’anno 2008 che si riferisce alle “cessioni all’esportazione” fa ritenere, infatti, che il rinvio contenuto nell’art. 2 del D.M. 2 gennaio 2008 vada inteso come riferito a tutte “quelle” operazioni, cessioni di beni e prestazioni di servizi, di cui agli artt. 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del decreto Iva.
Pertanto, nel caso di specie, l’effettuazione, nell’anno solare precedente, di attività di lavoro autonomo consistente in prestazioni di servizi di traduzione ed interpretariato rese all’IUE, in regime di non imponibilità, chiude l’accesso al regime dei contribuenti minimi.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione del 12/06/2008, n. 241)