Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2018/09/corte-dei-conti-1072018-con-latto.html
Timestamp: 2020-02-29 10:43:44+00:00
Document Index: 178050152

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1865', 'art. 992', 'art. 909', 'art. 1865', 'art. 10', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 167', 'art. 52']

lpd: Corte dei Conti 107/2018: "..Con l’atto introduttivo del giudizio, per quanto qui precipuamente interessa, il ricorrente riferisce di essere ex Brigadiere capo appartenente alla Guardia di Finanza, collocato in congedo assoluto per riforma in data 24/06/2014 ed attualmente titolare di pensione erogata dall’INPS. Egli chiede di poter beneficiare del “diritto alla maggiorazione della pensione in ragione dell'applicazione dell'art. 3, comma 7, D. Lgs. 165/1997, indipendentemente dall'avere raggiunto i limiti di età”, secondo il principio di diritto riconosciuto in alcuni precedenti giurisprudenziali (Sez. Abruzzo, sent. 27 del 7 marzo 2017; Sez. Molise, sent. 53 del 6 ottobre 2017 ed altri)..."
Sent. 107/2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
in esito all’udienza pubblica del 15 maggio 2018
nel giudizio iscritto in data 30.03.2018 al n. 19830 del Registro di Segreteria,
proposto dal signor ..
1. Con l’atto introduttivo del giudizio, per quanto qui precipuamente interessa, il ricorrente riferisce di essere ex Brigadiere capo appartenente alla Guardia di Finanza, collocato in congedo assoluto per riforma in data 24/06/2014 ed attualmente titolare di pensione erogata dall’INPS.
Egli chiede di poter beneficiare del “diritto alla maggiorazione della pensione in ragione dell'applicazione dell'art. 3, comma 7, D. Lgs. 165/1997, indipendentemente dall'avere raggiunto i limiti di età”, secondo il principio di diritto riconosciuto in alcuni precedenti giurisprudenziali (Sez. Abruzzo, sent. 27 del 7 marzo 2017; Sez. Molise, sent. 53 del 6 ottobre 2017 ed altri).
Rassegna, pertanto, le conclusioni seguenti:
“l) accertare e dichiarare il diritto del ricorrente alla maggiorazione della pensione in ragione dell'applicazione dell'art. 3 comma 7 del D. LGS 165/1997;
2) accertare e dichiarare altresì il diritto alla rideterminazione / ricalcolo della pensione n. 17179514 a far data dal 24/06/20l4, con applicazione del beneficio compensativo di cui al comma 7 dell'art. 3 del D. Lgs .165/1997 nonché il recupero di tutte le somme non corrisposte oltre a rivalutazione monetaria ed interessi come per legge, fino all' effettivo soddisfo;
3) condannare l'INPS alla corresponsione della pensione come sopra adeguata e al pagamento della differenza delle precedenti rate non adeguate, oltre ad interessi e rivalutazione come per legge;
2. Si è costituito l’INPS con memoria del 4 maggio 2018, eccependo che:
- la disposizione invocata dal ricorrente, espressamente richiamata dall'art. 1865 C.O.M. ed applicabile al personale escluso dall'istituto dell'ausiliaria di cui all'art. 992 C.O.M., deve trovare coordinamento con le altre disposizioni del medesimo codice, tra cui appunto quella dell'attribuzione della pensione di privilegio;
- orbene, l'accesso all'istituto dell'ausiliaria (che comporta non solo l'applicazione della relativa indennità per il periodo, ma anche il ricalcolo, al termine del periodo medesimo, del trattamento pensionistico tenendo conto, appunto, della suddetta indennità) avviene unicamente a seguito di cessazione dal servizio per raggiunti limiti d'età o a domanda nei casi di cui all'art. 909/4 C.O.M.;
- dunque la disposizione di cui si invoca l'applicazione, laddove fa riferimento al personale che per carenza dei requisiti psico-fisici non può accedere all'istituto dell'ausiliaria, non può che far riferimento al personale che al raggiungimento dei limiti d'età non sia in possesso di tali requisiti, tant'è che essa si applica non solo ai fini dell'accesso, ma anche della permanenza in ausiliaria”;
- il ricorrente già percepisce la pensione privilegiata in ragione del proprio collocamento a riposo per infermità sicché concedere anche il beneficio per cui è causa significherebbe cumulare o duplicare impropriamente i due privilegi;
- sotto altro profilo, l’interpretazione dell’amministrazione rende coerente il trattamento previsto per le forze di polizia ad ordinamento civile e militare, richiedendo per entrambe (e non solo per le prime) il raggiungimento del limite di età;
- ciò è confermato anche dalle recenti modifiche all’art. 1865 del codice dell’ordinamento militare, apportate con il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 (art. 10, comma 1, lett. AA), come chiarito nella prassi ministeriale (nota M-D-GMIL-REG2017-0587280 del 27.10.2017; nota M-D-GPREV-0038348 del 11.03.2014);
- in via subordinata, ai fini del computo del beneficio va tenuto conto del regime “misto” o “contributivo” di liquidazione della pensione e dovrebbe comunque dichiararsi il divieto di cumulo ex art. 16, comma 6, della legge 30 dicembre 1991 n. 412.
3. All’udienza pubblica del 15 maggio 2018 sono intervenuti come da verbale l’Avv. Vania Tella (su delega dell’Avv. Maurizio Di Nardo) per il ricorrente e l’Avv. Ilaria Di Cola (su delega dell’Avv. Armando Gambino) per l’INPS. L’Avv. Tella ha depositato copia di ulteriore giurisprudenza a favorevole al ricorrente, mentre l’Avv. Di Cola ha richiamato la sentenza della Sez. Lombardia n. 99/2018, favorevole all’amministrazione.
In esito all’udienza, la causa è stata decisa dando lettura del solo dispositivo, con riserva di deposito delle motivazioni nei successivi sessanta giorni ex art. 167 del codice della giustizia contabile.
I. Il ricorso non può essere accolto, in quanto infondato.
La pretesa del ricorrente si basa, infatti, su un equivoco interpretativo nella lettura del citato articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 165.
II. Invero, la disposizione in parola ha stabilito che “Per il personale di cui all'articolo 1 escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall'ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l'incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell'ultimo anno di servizio moltiplicata per l'aliquota di computo della pensione. Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e per il personale delle Forze armate il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell'interessato”.
E’ appena il caso di ricordare che il personale di cui all’articolo 1 è il “personale militare delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, nonché” il “personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.
In quest’ottica di armonizzazione dei trattamenti, il comma 7, in esame, ha previsto sostanzialmente tre interventi:
Una diversa lettura, pur accolta in alcune pronunce giurisprudenziali che danno una lettura estensiva della lettera della disposizione, finirebbe per creare una irragionevole disparità di trattamento tra il personale delle forze di polizia ad ordinamento civile (per le quali il beneficio compensativo sarebbe previsto, testualmente, solo al raggiungimento dei limiti di età) e il personale militare (per il quale il beneficio compensativo sarebbe invece previsto, immotivatamente, anche in caso di prematura cessazione dal servizio per riforma per motivi di salute).
In termini analoghi, merita richiamare alcune recentissime sentenze della Corte dei conti (cfr. Lombardia, sent. 99 dell’11 maggio 2018; Emilia-Romagna, sent. 132 del 9 luglio 2018; Puglia, sent. 573 del 17 luglio 2018), alle cui motivazioni può farsi rinvio, in quanto pienamente condivise e fatte proprie da questo Giudice, anche in punto di richiamo degli articoli 992, 995 e 996 del codice dell’ordinamento militare.
III. La novità della questione, tuttora risolta in maniera non univoca dalla giurisprudenza, induce a disporre la compensazione delle spese di lite.
Ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, va disposta, per il caso di diffusione della presente sentenza, l’omissione delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente, ravvisando questo Giudice l’opportunità di tutelare d’ufficio la relativa riservatezza, in relazione ai contenuti della controversia e alla presenza, nel testo del provvedimento, di dati idonei a rivelarne lo stato di salute.
Così deciso in L'Aquila, il 15 maggio 2018.
(f.to Gerardo de Marco)
Depositata in Segreteria il 04/09/2018
(f.to Dott.ssa Antonella Lanzi)
In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi del ricorrente, ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
L'Aquila, 04/09/2018