Source: http://docplayer.it/3831927-Il-consiglio-superiore-della-magistratura-nella-seduta-del-20-marzo-2013-ha-adottato-la-seguente-delibera.html
Timestamp: 2018-07-19 04:40:14+00:00
Document Index: 152045617

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 28', 'art. 37', 'art. 700', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37']

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 20 marzo 2013, ha adottato la seguente delibera: - PDF
Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 20 marzo 2013, ha adottato la seguente delibera:
Download "Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 20 marzo 2013, ha adottato la seguente delibera:"
Severina Martini
1 Realizzazione del progetto di rielaborazione in house del programma della Commissione Flussi di Milano Sistema unico di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali su tutto il territorio nazionale. (Delibera del 20 marzo 2013) Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 20 marzo 2013, ha adottato la seguente delibera: Realizzazione del progetto di rielaborazione in house del programma della Commissione Flussi di Milano Sistema unico di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali su tutto il territorio nazionale Nell ambito delle competenze attribuite dal Regolamento Interno consiliare, la Settima Commissione Referente ha intrapreso un lavoro di analisi e studio finalizzato ad una complessiva riforma del sistema informatico ed informativo del CSM a partire dalla realizzazione di sistema di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali in rapporto alle risorse disponibili, omogeneo sul piano nazionale, finalizzato ad ancorare le scelte organizzative degli uffici a corrette valutazioni prognostiche. In questa prospettiva un passaggio fondamentale è stato individuato nella realizzazione di un programma informatico che consentisse alle commissioni flussi, operanti a livello distrettuale, di effettuare le analisi e la redazione delle relazioni sulla base di una metodologia omogenea anche con riferimento agli indici utilizzati e con procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati tendenzialmente automatiche. Dopo un ampia fase di studio la STO, nella riunione del 21 novembre 2011, aveva proposto alla Settima Commissione di realizzare, contemporaneamente allo sviluppo in house del programma informatico indicato, una sperimentazione a livello nazionale del programma utilizzato dalla Commissioni Flussi del Consiglio giudiziario di Milano; ciò al fine, da un lato, di testare il programma e raccogliere eventuali osservazioni dalle Commissioni Flussi dei vari distretti e, dall altro, di soddisfare l esigenza consiliare di disporre a breve termine di uno strumento utile, di immediata applicazione, di elaborazione omogenea dei dati degli uffici. La proposta della STO è stata accolta dal CSM con la delibera di plenum del 15 dicembre 2011, con la quale si è stabilito: - di verificare tramite il Comitato di Presidenza e la Settima Commissione la possibilità di istituire con urgenza una struttura tecnica (composta da personale dotato di specifiche competenze statistiche, informatiche e amministrative, che provveda a raccogliere, controllare, gestire ed elaborare i dati statistici degli uffici giudiziari; che cooperi con gli uffici giudiziari e le competenti strutture ministeriali alla corretta tenuta delle basi dati locali, alla loro pulizia, alla loro efficace utilizzazione ai fini statistici), nonché a prevedere, in attesa che tale struttura sia in grado di operare, l acquisizione del materiale di supporto tecnico idoneo a gestire in via provvisoria i dati statistici acquisiti e da acquisire in sede centrale; - di autorizzare la prosecuzione dei lavori già avviati in Settima Commissione con l ausilio della STO per la costruzione di un sistema unico di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali omogeneo su tutto il territorio nazionale, da attuare attraverso la sperimentazione su base nazionale del modello di software messo a punto dalla Commissione Flussi di Milano, di cui è autore il dott. Claudio Miele; - di invitare i dirigenti degli uffici giudiziari a mettere a disposizione dei funzionari statistici i dati estratti dai registri;
2 - di richiedere al MINISTERO della GIUSTIZIA - DGSTAT di trasmettere anche al Consiglio Superiore della Magistratura i dati informatici già acquisiti presso tutti gli uffici giudiziari; - di richiedere al MINISTERO della GIUSTIZIA - D.G.S.I.A. la realizzazione di estrattori dei registri informatici che forniscano i dati di flusso e pendenza al massimo livello di granularità utile; - di segnalare al Segretario Generale la necessità di creare una pagina web sul sito intranet nella quale raccogliere i dati trasmessi dalla DGSTAT; - di richiedere al Segretario Generale, in previsione della sperimentazione del progetto indicato, l autorizzazione ad estrarre da tramite l ufficio informatico, i dati riferiti all anno 2010 relativo all organico (ufficio per ufficio), alle assenze (ufficio per ufficio), alle presenze (sezione per sezione), nonché alle applicazioni a tempo pieno (passive e attive); - di richiedere al Segretario Generale di indicare, tramite l ufficio informatico, i tempi necessari e le risorse per la realizzazione di un nuovo applicativo in house, compatibile col sistema informatico del Consiglio superiore della magistratura e in grado di dialogare con gli altri applicativi esistenti; - di segnalare al Comitato di Presidenza l opportunità di conferire un incarico, ex art. 28 reg. di contabilità, al dott. Claudio Miele onde consentirgli lo svolgimento della attività finalizzata all inserimento dei dati nel programma e all elaborazione delle relazioni delle commissioni flussi; - di costituire un gruppo di lavoro stabile presso il Consiglio superiore della magistratura, composto da componenti della Struttura informatica del Consiglio (previa designazione ed autorizzazione del Segretario generale) e della Struttura Tecnica per l organizzazione, per l aggiornamento e l implementazione permanente del modello di relazione e l inserimento via via di nuovi indici o la modifica di quelli esistenti sulla base delle indicazioni che emergeranno nella prassi. 2. La delibera consiliare ha trovato parziale esecuzione, con la collaborazione del Ministero della giustizia e grazie alla interlocuzione avviata attraverso il tavolo tecnico costituito da rappresentanti di questo Consiglio e del Ministero, con: - il completamento della prima fase di studio e sperimentazione (con l inserimento dei dati nel programma e con l elaborazione delle relazioni delle commissioni flussi) anche attraverso il conferimento al dott. Miele di un incarico, ex art. 28 reg. di contabilità; - la costituzione dell ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura; - la prosecuzione dei lavori della STO che ha definito l analisi preliminare per la realizzazione del sistema unico di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali omogeneo su tutto il territorio nazionale, da attuare attraverso la sperimentazione su base nazionale del modello di software messo a punto dalla Commissione Flussi di Milano, di cui è autore il dott. Claudio Miele; - l acquisizione, quantomeno parziale, dei dati estratti dai registri attraverso la collaborazione dei funzionari statistici dei singoli uffici; - l estrazione da tramite l ufficio informatico, dei dati riferiti all anno 2010 relativo all organico (ufficio per ufficio), alle assenze (ufficio per ufficio), alle presenze (sezione per sezione), nonché alle applicazioni a tempo pieno (passive e attive). 3. La prima fase della sperimentazione si è svolta nei primi mesi del 2012 e si è realizzata con la collaborazione dei funzionari statistici del Ministero della giustizia DGSTAT, che, debitamente autorizzati dai Dirigenti degli Uffici, hanno estratto dai registri di cancelleria di tutti i tribunali italiani (esclusi solo, per ragioni specifiche legate alle modalità di estrazione dei dati, quelli del distretto di Bologna), con l utilizzo di un sistema di estrazione da loro
3 stessi realizzato in house, i dati richiesti dal programma informatico, facendoli poi confluire nella pagina web del sito intranet del CSM all uopo creata dalla Struttura informatica del Consiglio. Si è poi proceduto, con la diretta collaborazione del dott. Miele, all elaborazione dei dati utilizzando il programma messo a punto dalla Commissione Flussi di Milano con redazione di una relazione standard per ciascun tribunale italiano, composta da un testo descrittivo e dalle tabelle allegate. Il Consiglio, con la delibera del 18 aprile 2012, ha dato atto del raggiungimento dell obiettivo di raccogliere ed elaborare in modo uniforme i dati statistici disponibili. Nella delibera si sono, tuttavia, evidenziate alcune criticità nella struttura dei dati forniti, che ruotano principalmente sul rapporto magistrato-assegnazione delle materie-sezioni; inoltre si è dato atto che, per il settore penale, la relazione ha preso in considerazione soltanto alcune suddivisioni di dati [collegiale-monocratico, assise e gip (noti-ignoti), senza far riferimento alla tipologia dei reati]; ciò peraltro non dipende dal programma informatico, che è strutturato per compiere elaborazioni a qualsiasi livello - maggiore o minore - di dettaglio, bensì dai dati forniti. Si è ritenuto opportuno sottoporre l esito del progetto ad ulteriore verifica, attraverso la trasmissione delle relazioni redatte con il programma alle Commissioni flussi dei vari distretti che sono stati interessati dall attività della prima fase affinché fosse verificata e valutata l efficacia della rappresentazione della situazione dei vari uffici e fossero presentate le opportune osservazioni. Si è infine prevista una successiva fase di analisi ed elaborazione comparativa delle relazioni, affidata alla STO. I risultati di queste valutazioni, peraltro tutte ampiamente positive in ordine all utilità dello strumento ed alle linee concettuali di fondo che ne ispirano l impostazione, sono stati successivamente esaminati dalla STO e sintetizzati nell allegato documento (Allegato A). 4. La Struttura Tecnica per l Organizzazione ha completato, quindi, ha operato una ulteriore analisi del programma segnalando l opportunità di effettuare una sperimentazione conclusiva che tenga conto delle criticità emerse nel corso della prima e consenta una migliore articolazione dei dati da elaborare e un ulteriore raffinamento degli indici di analisi. Scopo di questa ultima sperimentazione sarebbe anche quello di fornire al Consiglio una rappresentazione organica ed aggiornata dell andamento di tutti i tribunali italiani, a partire da quelli interessati dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156 (avente ad oggetto la revisione delle circoscrizioni giudiziarie), sulla base degli indici di analisi definiti in questo biennio di studio e sperimentazione, utile per le determinazioni che il Consiglio deve assumere nei prossimi mesi con riferimento alla organizzazione degli uffici. Questa seconda sperimentazione deve articolarsi in una doppia fase, la prima relativa quantomeno ai soli uffici interessati alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e fondata sui dati statistici attualmente in possesso del Consiglio, la seconda estesa a tutti i Tribunali italiani e fondata sulla più ampia base statistica indicata nella relazione conclusiva della STO. L opportunità di una doppia fase nasce da due esigenze: - la prima è quella di fornire al Consiglio, in tempi brevi, uno strumento di conoscenza che possa essere di ausilio per le scelte consiliari preliminari alla piena efficacia del decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156 (trasferimenti, scelte delle sedi per i MOT, eventuale nuova proposta di revisione delle piante organiche, seconda circolare sulla organizzazione degli uffici); - la seconda è quella di valutare l efficacia del modello in relazione ai dati statistici attualmente in possesso del Consiglio ed in funzione della utilizzazione dello stesso ai fini della predisposizione della circolare sulle tabelle, anche nell ipotesi in cui non si
4 possano tempestivamente acquisire i dati statistici più raffinati individuati nella relazione STO. 5. Per il settore civile, il modello di rilevazione ed analisi dei dati sarà incentrato sull incrocio di due livelli di articolazione soggettiva e di due livelli di aggregazione degli oggetti dei procedimenti. I due livelli di articolazione soggettiva sono il livello ufficio e il livello sezione. La relazione dovrà cioè esaminare i flussi, le pendenze e le durate per l intero ufficio e per ciascuna sezione che lo compone in base allo strumento tabellare vigente. L aggregazione degli oggetti dei procedimenti tende invece a scomporre il dato complessivo dei procedimenti costituenti i flussi di ingresso e di uscita del lavoro secondo aree distinte per materia o per rito, onde consentire di cogliere con maggiore attendibilità la situazione effettiva dell unità in osservazione (sarebbe infatti evidentemente poco significativa un analisi di flussi che consideri indistintamente i decreti ingiuntivi, i divorzi consensuali e le controversie contrattuali o societarie). Per contro, l articolazione degli affari civili in 48 voci, proposta nella prima edizione della relazione uniforme, è stata riconosciuta da molte commissioni flussi, e dalla stessa STO, troppo dispersiva per una visione di sintesi dell andamento dell ufficio. A tal fine, come proposto dalla STO, è necessario un doppio livello di aggregazione. Il primo livello, più generico, dovrebbe consentire di cogliere a colpo d occhio l andamento dell ufficio e di ciascuna sezione sui grandi aggregati di affari. A tal fine - per valorizzare la prospettiva di un sistema unico di raccolta e gestione dei dati, e raccogliendo le indicazioni provenienti da alcune commissioni flussi - si ritiene di utilizzare lo schema di articolazione degli affari in 12 macroaree adottato nel format ex art. 37 d.l. 98/11. La prima parte della sperimentazione si limiterà a questo livello. Il secondo livello, più di dettaglio, scompone ogni area in microaree, ciascuna delle quali ritaglia un spicchio ridotto di realtà giudiziaria, costituita da affari che per rito, materia, caratteristiche di trattazione e di istruttoria presentano una forte omogeneità. Ciascuna microarea è stata costruita aggregando alla stessa gli oggetti SICID che la compongono. La seconda parte della sperimentazione avrà ad oggetto anche il secondo livello. Lo schema dell accorpamento degli oggetti del civile in macroaree, aree e microaree è allegato alla presente delibera (Allegato B). 6. Per il settore penale la definizione del modello di rilevazione ed analisi dei dati ha dovuto affrontare una prima difficoltà legata alla molteplicità di funzioni e di attività da esaminare (GIP, GUP, dibattimento monocratico, dibattimento collegiale, tribunale del riesame, esecuzione, misure di prevenzione) ed una seconda difficoltà legata alla molteplicità di sistemi informatici in uso nei diversi uffici giudiziari ed alla complessiva insufficienza di dati di dettaglio. Nella predisposizione del modello (Allegato C) le funzioni del GIP e quelle del GUP sono state considerate unitariamente giacché, secondo le disposizioni in materia tabellare, è preclusa l assegnazione esclusiva all una ovvero all altra funzione: pertanto, si è ritenuto necessario valutare unitariamente il carico di lavoro complessivamente gravante sui magistrati assegnati all ufficio, anche al fine di valutare la relativa tempistica. I flussi degli uffici GIP/GUP presi in considerazione sono stati distinti in provvedimenti interlocutori (misure cautelari personali e reali ed incidente probatorio) e provvedimenti definitori (definiscono la fase procedimentale pendente innanzi al GIP/GUP e possono anche determinare la chiusura dell intero procedimento) e si è tenuto conto dei dati relativi al numero degli imputati. I flussi di cui sopra saranno rilevati da diverse fonti.
5 Per le misure cautelari si attingerà ai cubi della DGSTAT che, però, permettono di estrarre solo il dato relativo a richiesta/provvedimento decisorio del GIP. Per gli altri flussi si può attingere ai dati contenuti in REGE/SICP (dove è registrato il tipo di richiesta del PM). Tuttavia sulla base dei dati attualmente disponibili non è possibile operare una distinzione relativa alla tipologia dei provvedimenti definitori e dei relativi procedimenti (archiviazione, giudizio abbreviato ecc.) né in relazione alla tipologia dei reati ed al numero di imputati. Per avere a disposizione indicazioni di questo tipo sarà necessaria l utilizzazione di un apposito estrattore. Anche i carichi di lavoro dell ufficio dibattimento vanno rappresentati unitariamente tenuto conto che la forza lavoro dell ufficio si distribuisce tra le varie attività: il ricorso al rito (monocratico, collegiale o di Assise) rappresenta il principale criterio di individuazione dei flussi. A questo criterio si aggiungono quelli relativi alla tipologia dei reati ed al numero degli imputati. Anche per questi flussi si può attingere ai dati contenuti in REGE/SICP con le limitazioni sopra indicate. Riguardo al Tribunale per il riesame delle misure cautelari si è differenziata l analisi valorizzando unicamente l impatto del carico di lavoro nei tribunali distrettuali, competenti su tutte le misure cautelari personali del distretto. L evidenza statistica non particolarmente significativa per le misure cautelari reali, distribuite su tutti gli uffici, consente di ritenere assorbito tale onere nel carico di lavoro complessivo della sezione penale. Il procedimento di esecuzione può considerarsi un unico flusso, identico per tutti gli uffici (GIP, dibattimento), indipendentemente dall oggetto dell incidente di esecuzione. La differenziazione tra procedimenti che si svolgono de plano e procedimenti che richiedono la fissazione di un udienza in camera di consiglio è stata considerata in sede di determinazione del tempo tecnico minimo. Anche per il procedimento di esecuzione si dovrà far ricorso ai cubi della DGSTAT che permettono di estrarre solo il dato relativo a richiesta /provvedimento decisorio. Con riferimento ai flussi relativi alle richieste di misure di prevenzione si è operata una distinzione tra il tempo tecnico minimo di trattazione per le misure reali e per quelle personali. 7. Definite come sopra le premesse per la elaborazione della ulteriore e definitiva sperimentazione, si indicano di seguito le modalità operative per la relativa realizzazione. Settore civile a) I funzionari della D.G.STAT, nell ambito del rapporto di collaborazione esistente hanno già proceduto, in attuazione delle citate delibere di questo Consiglio, sulla base dell aggregazione degli oggetti dei procedimenti e dei livelli di articolazione soggettiva sopra indicati, all estrazione e trasmissione dei dati relativi ai flussi ed alle pendenze aggiornati al 30/06/2012 di tutti i tribunali italiani. Nello svolgimento di tale attività si sono utilizzati i dati già raccolti per la compilazione dei format rimessi agli Uffici ai fini della predisposizione dei programmi di definizione dei procedimenti civili. b) Per ogni ufficio o sezione si sono acquisiti, a cura dell Ufficio statistico, mediante le informazioni attualmente estraibili dal Sistema o già in possesso dello stesso ufficio statistico, i dati relativi alla pianta organica (attuale o potenziale, in relazione alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156) avuto riguardo alla copertura e alla effettiva presenza in servizio. c) L Ufficio statistico del Consiglio ha proceduto, quindi, all aggregazione dei dati tenendo conto della nuova geografia giudiziaria disegnata dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156 ed ha trasmesso i dati al dott. Claudio Miele il quale procederà all elaborazione dei dati secondo gli indici orientati in chiave prognostica sulla base di
6 quanto sopra indicato in ordine al primo livello di analisi per unità analizzata e aggregazione degli oggetti, tenendo anche conto delle nuove aggregazioni di uffici previste dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156 e delle sopravvenienze medie relative al periodo in esame e redigerà una nuova edizione del modello uniforme di relazione delle Commissioni Flussi, nonché un prospetto riassuntivo dei dati con la comparazione degli indici di efficacia e degli indici di efficienza, di tutti gli uffici italiani. In ogni caso, saranno adottate le modalità già collaudate nella prima fase della sperimentazione, che prevedono la strutturazione dei dati secondo formato (numero, disposizione e contenuto delle colonne e dei record) predefinito ed idoneo alla elaborazione automatica con il programma attualmente utilizzato: salva la possibilità di introdurre modifiche allo stesso in funzione di variazioni ritenute opportune. d) L Ufficio statistico del Consiglio procederà successivamente, alla aggregazione degli oggetti anche a livello di microaree, e trasmetterà i dati al dott. Miele. Settore penale a) L ufficio statistico del Consiglio ha elaborato i dati attualmente disponibili, limitati alle pendenze, sopravvenienze e definizioni per uffici e settori (GIP/GUP, dibattimento collegiale o monocratico, assise). b) Per ogni ufficio o sezione si sono acquisiti, a cura dell Ufficio statistico, mediante le informazioni attualmente estraibili dal Sistema o già in possesso dello stesso ufficio statistico, i dati relativi alla pianta organica (attuale o potenziale, in relazione alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156) avuto riguardo alla copertura e alla effettiva presenza in servizio. c) L Ufficio statistico del Consiglio ha proceduto, quindi, all aggregazione dei dati tenendo conto della nuova geografia giudiziaria disegnata dal decreto legislativo 7 settembre 2012 n. 156 ed ha trasmesso i dati, a partire da quelli relativi agli uffici interessati alla revisione, al dott. Claudio Miele, componente della Commissione Flussi del distretto della Corte d Appello di Milano, il procederà all elaborazione dei dati secondo gli indici orientati in chiave prognostica sulla base di quanto sopra indicato in ordine al livello di analisi possibile alla luce dei dati disponibili, tenendo conto delle nuove aggregazioni di uffici previste dal decreto legislativo legislativo 7 settembre 2012 n. 156 e delle sopravvenienze medie relative al periodo in esame e redigerà una nuova edizione del modello uniforme di relazione delle Commissioni Flussi, nonché un prospetto riassuntivo dei dati con la comparazione degli indici di efficacia e degli indici di efficienza, di tutti gli uffici italiani. In ogni caso, saranno adottate le modalità già collaudate nella prima fase della sperimentazione, che prevedono la strutturazione dei dati secondo formato (numero, disposizione e contenuto delle colonne e dei record) predefinito ed idoneo alla elaborazione automatica con il programma attualmente utilizzato: salva la possibilità di introdurre modifiche allo stesso in funzione di variazioni ritenute opportune. d) L Ufficio statistico del Consiglio procederà, quindi, ad una ulteriore analisi dei dati attualmente disponibili per fornire al dott. Miele dati più vicini alle indicazioni contenute nella relazione STO già richiamata ed allegata alla delibera (Allegato C) Elaborazione definitiva Il dr. Claudio Miele, dopo aver ricevuto le ulteriori elaborazioni relative sia al settore civile che al settore penale, sopra indicate sub d), redigerà una seconda edizione del modello uniforme di relazione delle Commissioni Flussi; in tale edizione si procederà all elaborazione dei dati secondo gli indici orientati in chiave prognostica sulla base di
7 quanto indicato negli allegati documenti della Struttura Tecnica per l organizzazione. L elaborazione conterrà un prospetto riassuntivo dei dati con la comparazione degli indici di efficacia e degli indici di efficienza, di tutti gli uffici italiani. 8. L ulteriore sviluppo del progetto presuppone, in primo luogo, la predisposizione e l utilizzo di un modello di acquisizione dati che consenta il livello di specificazione degli stessi indicato nella relazione della STO. A tal fine è necessaria una interlocuzione con il MINISTERO della GIUSTIZIA - D.G.S.I.A. che consenta, la realizzazione di estrattori dei registri informatici (o per l utilizzazione di estrattori già in uso presso uffici giudiziari) che forniscano i dati di flusso e pendenza al massimo livello di granularità utile. Devono poi definirsi le modalità di elaborazione di un applicativo capace di sviluppare il percorso analitico sopra descritto, elaborando i dati di flussi e pendenze (acquisiti mediante estrazione dai registri informatici di cancelleria) in relazione ai dati relativi all organico dei magistrati ed alle altre risorse, onde pervenire alla redazione automatica della relazione di analisi, articolata per tabelle e commenti descrittivi, già disaggregata rispetto alle ripartizioni interne agli uffici. Il programma dovrà essere suscettibile di implementazione sulla base delle indicazioni provenienti dall esperienza, tramite il raffinamento degli indici esistenti o l introduzione di nuovi. Come già indicato nella delibera consiliare del 15 dicembre 2011 l utilizzo dell applicativo come sopra realizzato rappresenterà lo strumento per la standardizzazione dell attività delle Commissioni Flussi come primo modello organico di indici di misurazione dell andamento degli uffici; tale modello rappresenterà la parte omogenea delle relazioni delle Commissioni Flussi, salva la possibilità di integrazioni con indici ulteriori. A tal fine il software dovrà essere diffuso nei distretti, con richiesta di utilizzazione da parte delle Commissioni Flussi e predisposizione di un minimo di attività formativa e di addestramento al relativo utilizzo. Tanto premesso, il Consiglio delibera - di proseguire e concludere con le modalità indicate in motivazione la sperimentazione del programma informatico per la realizzazione delle relazioni delle commissioni flussi sulla base di una metodologia omogenea anche con riferimento agli indici utilizzati e con procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati tendenzialmente automatiche. - di segnalare al Comitato di Presidenza l opportunità di conferire un incarico, ex art. 28 reg. di contabilità, al dott. Claudio Miele onde consentirgli lo svolgimento della attività finalizzata all inserimento dei dati nel programma e all elaborazione delle relazioni delle commissioni flussi; - di dare mandato alla Segreteria Generale di individuare idonea società informatica con approfondite esperienze e conoscenze dei sistemi informatici in uso presso gli uffici giudiziari al quale conferire l incarico per la realizzazione di un nuovo applicativo, compatibile col sistema informatico del Consiglio superiore della magistratura e in grado di dialogare con gli altri applicativi esistenti; - di costituire un gruppo di lavoro stabile presso il Consiglio superiore della magistratura, composto da componenti della Struttura informatica del Consiglio (previa designazione ed autorizzazione del Segretario generale), dell Ufficio statistico e della Struttura Tecnica per l organizzazione, per l aggiornamento e l implementazione permanente del modello di relazione e l inserimento via via di nuovi indici o la modifica di quelli esistenti sulla base delle indicazioni che emergeranno nella prassi.
9 Allegato A RICOGNIZIONE DELLE VALUTAZIONI ESPRESSE DALLE COMMISSIONI FLUSSI SULLE RELAZIONI SPERIMENTALI ELABORATE NEL FEBBRAIO 2012 Con la delibera di plenum del il CSM ha disposto di trasmettere alle Commissioni Flussi, invitandole a far pervenire le proprie valutazioni entro il 18 giugno 2012, le relazioni sperimentali che nel febbraio di quest anno il collega Claudio Miele aveva redatto per ciascun ufficio (escluso il distretto di Bologna) con l utilizzo dell applicativo già in uso presso la Commissione Flussi di Milano. Ad oggi sono prevenute le risposte delle Commissioni Flussi dei distretti di: Torino, Milano, Brescia, Trento, Trieste, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L'Aquila, Campobasso, Napoli, Salerno, Bari, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo, Caltanissetta, Catania e Cagliari. Non risultano quindi pervenute - salvo eventuali disguidi nell inserimento delle risposte delle Commissioni nello spazio componenti sto del sito Cosmag le risposte dei distretti di Genova, Bolzano (sez. dist.), Venezia, Sassari (sez. dist.), Potenza, Lecce, Taranto (sez. dist.), e Messina. Si procede di seguito a riportare sinteticamente le osservazioni proposte da ciascuna delle Commissioni Flussi che hanno fatto pervenire le loro valutazioni e, all esito di tale rassegna, si evidenzieranno i rilievi più ricorrenti, sui quali appare opportuna una specifica riflessione. Va peraltro premesso che, in linea generale, la relazione sperimentale è stata accolta con grande favore dalle Commissioni, che hanno apprezzato l impianto generale del programma di analisi, sottolineando in vari casi l importanza del passaggio da un impiego dei dati in funzione descrittiva ad un impiego in funzione gestionale. Inoltre le Commissioni hanno rilevato il sostanziale allineamento tra le risultanze della relazione sperimentale e le risultanze delle relazioni che esse stesse avevano predisposto con riferimento a ciascun ufficio dei rispettivi distretti. La verifica sul campo dei risultati della relazione sperimentale, vale a dire la constatazione che i suoi risultati non sono eccentrici rispetto a quanto rilevato nelle pregresse analisi delle Commissioni territoriali, consente di concludere, per un verso, che la relazione sperimentale non è affetta da vizi logici che possano generare risultati fuorvianti e, per altro verso, che la prospettiva analitica della durata prognostica dei procedimenti pendenti, ancorché fortemente innovativa rispetto alle analisi dei flussi praticate dalla maggior pare delle Commissioni, conduce a valutazioni di sintesi sulla efficacia e sulla efficienza degli uffici non significativamente discostate dalle valutazioni fino ad oggi svolte dalle Commissioni territoriali. APPUNTI DI SINTESI SULLE RELAZIONI DELLE COMMISSIONI FLUSSI: CF Ancona - si rileva l eccessiva articolazione dei dati per la materia civile
10 - si suggerisce di aggregare alla materia lavoro e previdenza, invece che civile, le opposizioni ad ordinanza ingiunzione e di evidenziare la voce opposizioni a cartelle esattoriali nella materia del lavoro e previdenza - si suggerisce di calcolare la durata prognostica non sui dati di un solo anno (2010) ma su una serie storica modulata sulla media dei dati a disposizione relativi ad un range di riferimento più ampio (tre o quattro anni); - si suggerisce di usare il parametro di riferimento TBR - tempo base rito - anziché il criterio del best match o della media del distretto solo se più vicino a quello effettivamente conseguito nell ufficio, in modo da modulare le aspettative future su un programma concretamente attuabile; - si suggerisce di effettuare un analisi diacronica anche della misura percentuale dei procedimenti di durata superiore ai quattro anni, al fine di verificare la tendenza dell ufficio rispetto all abbattimento dell arretrato e, se del caso, di concentrare le risorse nella eliminazione dei procedimenti di più remota iscrizione; - si suggerisce di consentire, per i tribunali ove non esiste la ripartizione in sezione, criteri alternativi che consentano la comparazione del tasso di equilibrio intersoggettivo sulla base di diversi parametri di aggregazione dei dati; - per il settore penale, si rileva che la voce G.l.P. Noti sembra indebitamente inclusiva della voce G.U.P. (mancante) e riassume indiscriminatamente procedimenti concernenti diverse tipologie di reato. CF Bari - Si evidenzia la mancanza di indicazioni sulle carenze degli uffici amministrativi - Si evidenzia la mancanza di indicazioni sul coefficiente di litigiosità del territorio - Si ritiene che per l individuazione del tempo base del rito sia preferibile la modalità deduttiva in concreto adottata da Miele, basata sui tempi normativi e sulla comune esperienza, a quella deduttiva, indicata dalla STO (miglior tempo nazionale) - Si suggerisce la pesatura degli affari CF Brescia - Si segnala in primo luogo che dalla relazione generata dal programma non emerge chiaramente quale sia stato nel periodo considerato l eventuale scostamento tra organico di diritto ed organico di fatto dell ufficio e delle sue articolazioni, dato rilevante ai fini della comprensione delle cause della situazione esistente e dell individuazione degli interventi necessari; - si evidenzia che l elaborazione statistica effettuata non consente di comprendere l effettiva ripartizione dei carichi di lavoro tra le sezioni e all interno delle sezioni tra i magistrati che le compongono; - si rileva che, per esigenze attinenti al sistema di annotazione e rilevamento dei dati con riferimento a particolari tipologie di procedimenti, risultano individuate e trasposte nella elaborazioni statistiche sezioni che in realtà non esistono; - nel settore penale si evidenzia l assoluta insufficienza della divisione dei dati dell Ufficio GIP in noti e ignoti, la mancanza dei dati relativi al tribunale del riesame e, nell ambito del dibattimento, l assenza di riferimenti al carico per giudice e alla distinzione tra i riti; CF Cagliari In generale: - dati inattendibili (ad esempio sovrastimato il contenzioso civile di Cagliari rispetto a Lanuesi e Nuoro);
11 - Manca ogni riferimento ai criteri di collegamento giudice / materia; non si indica se si sia tenuto conto solo dei giudici togati o anche di quelli onorari. - L estrazione dei dati deve essere estesa ad almeno 5 anni - Fornire agli uffici indicazione precise, a livello nazionale, in ordine alla registrazione dei dati per garantire uniformità nella rilevazione Sul penale - aggregazione dei dati eccessiva e priva di analiticità (ad es. non rilevato il Tribunale della libertà) - Distinzione solo tra monocratico e collegiale senza distinzioni per materia o per numero imputati - Scarna la rilevazione Gip/gup dove vi è distinzione solo tra noti ed ignoti CF Caltanissetta - Impossibilità di testare con sicurezza la attendibilità dei dati trasmessi per mancanza di strumenti in sede locale - Necessità di poter analizzare il carico di lavoro del singolo magistrato (sovente assegnatario di affari in differenti materie non sempre facilmente comparabili) tenuto conto delle dimensioni medio/piccole del distretto (15/17 unità con funzioni promiscue civile/penale) - Necessità di conoscere il grado di scopertura dell organico (per ufficio e sezione e relativa durata in quanto influiscono sul giudizio prognostico) e di conoscere l organico esatto (compresi i magistrati di prima nomina) - Necessità di descrivere il carico di lavoro gravante sul singolo giudice e l apporto dei GOT - Pesare ciascuna categoria di affare (materia) per paragonare i carichi di lavoro - Necessità di dati specifici (applicazioni infra-distrettuali) - Analisi spettrali in relazione all età delle cause pendenti (per valutare omogeneità e gravosità dei ruoli) - Valutazione dei fattori estranei che incidono sulla qualità dei dati: o Corretto inserimento degli eventi definitori nei registri o Corretto inserimento dei codici materia o Esistenza di situazioni organizzative peculiari (ad esempio il trasferimento di gruppi di decisioni, appelli del giudice di pace, dalle sezioni distaccate a quella centrale) o Tempestività del lavoro della cancelleria nell iscrizione a ruolo - Farraginosità della lettura della relazione o Necessità di una legenda allegata alle singole tabelle o Il criterio valore massimo in relazione alla percentuale di quello minimo è astruso - Necessità di integrare del metodo di analisi Miele con quello relativo all art. 37 -Valutazione del tempo ordinario di definizione: il campione ricavato da un solo tribunale non è attendibile in quanto soggetto a varianti locali imprevedibili. I tempi del processo vanno definiti in via generale - Settore penale: o Necessità di un maggiore dettaglio per materia e tipologia del lavoro o Necessità di conoscere la tipologia dei reati e il numero di imputati (elementi indicativi di reati di DDA) o Necessità di conoscere la tipologia di definizione (patteggiamento, prescrizione, morte reo etc.) o Necessità di distinguere tra Gip e Gup o Individuare i processi per direttissima o Mancanza dati del Riesame (personale e reale) e delle misure di prevenzione)
12 - Settore civile: o Mancanza dati procedimenti cautelari, convalide di sfratto CF Campobasso - Si rappresenta l opportunità che il programma renda possibili gli adattamenti necessari per adeguare la lettura dei dati alle peculiarità dei singoli uffici; in particolare si sottolinea come spesso in Tribunali medio - piccoli non vi sia una suddivisione in sezione e ogni giudice sia destinato allo svolgimento di funzioni promiscue in misura percentuale variabile. - Si sottolinea che i sistemi di raccolta, archiviazione ed elaborazione dei dati presenti nei singoli uffici sono disomogenei fra l area civile e quella penale. - Si lamenta che il programma, facendo riferimento al numero di magistrati presenti nella pianta organica, non tenga conto delle scoperture nell ufficio nel periodo di rilevazione dati, così ingenerando il rischio di confusione tra il dato tabellare ed il dato reale, ossia il numero e la percentuale di impegno dei giudici effettivamente e concretamente destinati alla trattazione di un determinato settore di affari; si propone quindi di modellare il sistema operativo di base adeguandone le aree di immissione dati alla realtà dei singoli uffici giudiziari di rifèrimento. CF Catania - Si evidenzia l opportunità di tenere distinte le rilevazioni delle sedi centrali da quelle delle sezioni distaccate, in ragione della diversità delle fonti utilizzabili per l acquisizione dei dati sul civile (SICID e cubi) - Si sottolinea che la mole di informazioni prodotte dalla procedura rende ostica la lettura - Si propone di costruire la durata prognostica sui dati degli ultimi tre anni e non del solo ultimo anno - Si propone di distinguere i dati relativi ai procedimenti pendenti da oltre quattro anni. CF Catanzaro - Si segnala l opportunità di rendere la relazione di lettura più agevole, dotando di legenda le tabelle; - si suggerisce di coordinare lo schema di relazione con la scheda di rilevazione ex art si segnala la necessità di ridefinire in termini generali il tempo tecnico minimo - si invita tener conto del grado di copertura degli organici, evidenziando, nella composizione organica degli uffici, i magistrati di prima nomina. - si sottolinea la necessità di descrivere il carico di lavoro gravante sul singolo giudice e l apporto dei GOT; - si suggerisce di quantificare le percentuali di peso di ciascuna categoria di affare - si propone predisporre, analisi spettrali in relazione all'età delle cause pendenti per verificare l omogeneità e la gravosità - si invita a tener conto dei fattori esterni, legati alla pulizia del data entry o alla presenza di determinate anomalie statistiche, che possono falsare il significato dei dati - si invita a svolgere un'analisi più dettagliata sia delle materie e della tipologia del lavoro svolto dai singoli magistrati nel settore penale, con acquisizione del dato relativo alla tipologia della definizione (data la diversa rilevanza della definizione nel merito o con patteggiamento, per prescrizione, per morte del reo, o per restituzione atti), con specifica evidenziazione dei processi trattati con rito direttissimo e con distinzione tra affari Gip e affari Gup; - si suggerisce di aggregare alla materia lavoro e previdenza, invece che civile, le opposizioni ad ordinanza ingiunzione e le opposizioni a cartelle esattoriali, in materia di lavoro e previdenza.
13 CF Firenze Le principali segnalazioni concernono l opportunità di: - Ridurre la frammentazione degli oggetti del civile; - Curare il data entry, garantendo l uniformità dei criteri di rilevazione statistica - Evidenziare il lavoro dei GOT - Scorporare il lavoro GIP in richieste di archiviazione, richieste di decreti di condanna, richieste di rinvio a giudizio - Operare una articolazione dei flussi penali che tenga conto delle tipologie di reato CF L Aquila - Si evidenzia l opportunità di rendere possibili analisi differenziate che tengano conto delle peculiarità locali, come i piccoli tribunali con assegnazioni promiscue o le situazioni di temporanea carenza grave di organico - si evidenzia l opportunità di sviluppare proiezioni utili all individuazione del carico di lavoro individuale, anche attraverso la definizione di percentuali di peso delle singole categorie di affari CF Milano - Si evidenzia l opportunità dell acquisizione dei dati con granularità mensile sotto il profilo temporale e con granularità al livello del singolo giudice sotto il profilo soggettivo; - si segnala la necessità di migliorare i dati-giudice con una corretta rappresentazione della composizione delle sezioni con riferimento sia all organico sia alla presenza effettiva; - si evidenzia l opportunità di ridurre l articolazione in materie del settore civile raccordandosi allo schema del FORMAT e introducendosi, però, rispetto ad alcune materie previste nel FORMAT alcune subdistinzioni; - si segnala l opportunità di una maggiore scomposizione dei dati nel settore penale, sia pure impostando l analisi per reato (per evitare un eccessiva frammentazione e contenere il rischio di moltiplicazioni virtuali dei dati in ragione dell attuale struttura del registro informatico) con riferimento alle categorie piu diffuse e/o impegnative a livello dibattimentale con assorbimento dei reati corollario; - si segnala l opportunità di una maggiore livello di analiticità dei dati con riferimento all ufficio GIP/GUP incentrata sulle tipologie di provvedimenti. CF Napoli - Si segnala la necessità di pulizia del dato e veridicità della rappresentazione - si sottolinea che nell analisi della Sto risulta introdotto il fattore tempo, fattore di cui fino ad oggi non si era tenuto conto - si rileva che, mentre per il settore civile, l analisi è molto dettagliata, per materie e per specificità dei singoli settori, al contrario l analisi del settore penale appare effettuata per macroaree e macrosettori troppo larghi. - si critica il medo deduttivo di determinazione del tempo base, per l arbitrarietà delle correzioni apportate ai tempi normativi in base all esperienza - si individuano criticità nella determinazione della durata prognostica legate, per un verso, alla inclusione nella stessa voce di procedure con tempistiche diverse (ATP e art. 700) e, per altro verso, al trattamento di determinati sviluppi procedimentali (una causa riunita ad un'altra risulta definita, perché viene scaricata dal ruolo, ma in effetti è ancora prendente) CF Palermo
14 - Si propone di elaborare schemi di relazione differenziati in ragione delle dimensioni (grandi, medie, piccole) degli uffici - si lamenta la difficile leggibilità della relazione - si ritiene che il calcolo della durata prognostica sarebbe più affidabile se calcolato sulla media di almeno tre anni. - si ritiene necessaria l indicazione dei giudici effettivamente addetti e presenti (organico e copertura) per ciascun settore oggetto di esame e per ciascuna sezione - si ritiene necessario, nell analisi sezionale, aggregare gli oggetti in relazione alle competenze tabellari di ciascuna sezione - si lamenta l eccessiva frammentazione delle voci civili e l eccessivo accorpamento delle voci penali - si segnala l opportunità della pesatura degli affari - si ritiene preferibile adottare per procedimenti civili con le caratteristiche di istruttoria complessa, deformalizzata o documentale) un tempo medio rilevato su base nazionale in luogo del TBR o del tempo migliore degli uffici - su ritiene preferibile abbreviare da quattro a tre anni il tempo oltre il quale la pendenza si qualifica risalente - si suggerisce di escludere le esecuzioni immobiliari dalla rilevazione, in quanto procedimenti la cui durata non dipende dall ufficio - si segnala la necessità di rilevazione dei dati relativi alle materie di competenza del Collegio di Misure di prevenzione. CF Perugia Si evidenziano perplessità per l eccessiva frammentazione delle voci del settore civile. CF Reggio Calabria - Si segnala la criticità del data entry e evidenziando la necessità di curare e la disponibilità ed attendibilità dei dati di base. - Si segnala come l analisi del tempo base minimo risulti scollegata dalle indicazioni della legge Pinto. - Si sottolinea che la concentrazione dell analisi su un solo anno rischia di enfatizzare la portata di situazioni meramente contingenti, togliendo attendibilità alla valutazioni prognostiche contenute nella relazione; inoltre si denuncia che quest ultima tenderebbe a livellare le differenze tra il tempo base e la durata prognostica di ciascun settore, trascurando la necessità che alcuni settori ricevano una risposta di giustizia in tempi particolarmente celeri. - Si lamenta la mancata analisi dei dati relativi al riesame e alle misure di prevenzione, materie che costituiscono parte rilevante, anche per le relative ricadute organizzative, dell attività del tribunale del capoluogo. - Si evidenzia la necessità che nell analisi delle risorse si tenga conto dei limiti normativi all assegnazione dei magistrati a determinati servizi. CF Roma - Complessivamente i dati sono attendibili e rispondenti alla realtà del Tribunale di Roma - Lettura dei dati non sempre agevole (auspicabile il ricorso a catalogazioni, grafici ed abbreviazioni meno complessi e più intuitivi) - La durata prognostica non può essere determinata solo dall estensione alle annualità successive del dato risultante tra una annualità e quella successiva (in particolare il 2010): dato influenzabile da fattori contingenti (modifiche normative, avvicendamenti giudici etc.): occorre quindi riferirsi almeno al triennio
15 - Necessità di valutare i risultati raggiunti conoscendo il numero di giudici effettivamente presenti in ciascun settore; Civile: - il livello di specificazione dei dati (codici Sicid) è eccessivamente frammentato - utile inserire il dato dei procedimenti effettivamente pendenti per sezione in modo da poter individuare subito, nel mare magnum dei dati, quelli molto o comunque più significativi -Inutile distinguere tra cause di lavoro e di previdenza Penale: - classificazione dei dati insoddisfacente: occorre una rappresentazione più analitica o Suddivisione per materia (ad esempio usando le macroaree già adottate dal Csm) Necessaria per valutare se la durata prognostica dipende da istruttorie complesse Necessaria per valutare se l eventuale saldo virtuale favorevole non dipenda dalla scelta di svolgere procedimenti più semplici a scapito dei più impegnativi (sicché il risultato qualitativo, pur in presenza di un saldo quantitativo favorevole, sarebbe in realtà negativo). o Gip / Gup: non accettabile la confluenza in una unica voce Gip noti Vanno specificate le diverse attività anche ai fini dell individuazione del tempo base del rito (archiviazioni, misure cautelari, intercettazioni, abbreviati, udienze preliminari etc.) Non chiaro come è stato individuato il tempo medio rispetto alle ordinanze cautelari (gli adempimenti successivi all emissione dell ordinanza come vengono valutati?) CF Salerno - Si segnala la necessità della pulizia del dato e della veridicità della rappresentazione, garantendo la possibilità di consentire alla CCFF considerazioni aggiuntive. - si segnala la necessità di integrare la relazione con la conoscenza delle tabelle dell Ufficio e la conoscenza dell effettiva presenza dei magistrati - si segnala la opportunità di operare comparazioni non solo tra gli uffici del distretto, ma per classi di uffici omogenei - si segnala la necessità di rendere la relazione più leggibile con un abstract iniziale e con relazioni di accompagnamento su tutte le evenienze che possano influire sui dati. CF Torino - Si rileva preliminarmente la necessità di un sistema, a monte, di controllo generalizzato sulla correttezza ed aggiornamento dei registri da cui si traggono i dati. - quanto al Tempo Base del Rito si rileva l eccessiva rigidità del criterio rispetto alla specificità dell oggetto del processo o di altre circostanze che possono influire sul peso del processo, prospettandosi quindi la necessità di differenziare, pur in presenza dello stesso rito, i procedimenti per tipologie di cause e di elaborare delle tabelle di equivalenza convenzionale tra materie in base al rispettivo peso ponderato; - con particolare riferimento al settore penale dibattimentale si evidenzia la non comprensibilità dell individuazione di unico Tempo Base del Rito per i processi penali collegiali e i processi di Corte d Assise; - si richiede una rivalutazione del Tempo Base del Rito per l attività GIP Noti e per l attività GIP Ignoti - si evidenziano come profili critici rispetto alla rappresentazione e analisi della situazione dei singoli uffici, oltre all assenza di coefficienti relativi al peso specifico dei processi, la
16 mancanza di dati adeguati riguardo alla presenze effettive dei giudici nell arco temporale di riferimento (compresi congedi, esoneri ed applicazioni), l insufficiente focalizzazione della capacità dell ufficio di smaltire i processi più risalenti e l incidenza problematica, nei piccoli e medi uffici, della frequente promiscuità di funzioni in capo allo stesso magistrato, del frequente passaggio del magistrato da un settore all altro e del più grave impatto, rispetto agli uffici più grandi, delle carenze d organico; - si critica la scelta d incentrare l analisi sui flussi dell ultimo anno, affermandosi che, ai fini della valutazione dell efficienza dell ufficio, si tratterebbe di un periodo troppo limitato in ragione della possibile incidenza di situazioni contingenti particolarmente favorevoli o particolarmente sfavorevoli e si propone quindi l assunzione dell ultimo triennio come periodo di riferimento; - si esprime perplessità sull estensione della valutazioni prognostiche ad un periodo di tre /quattro anni, affermando che la molteplicità e imprevedibilità delle variabili che influiscono in un arco temporale così ampio inciderebbero sull affidabilità delle proiezioni; - quanto ai dati si rileva un eccessiva parcellizzazione con riferimento al settore civile, evidenziandosi che così lo strumento di consultazione diventa poco agevole ed aumenta inoltre il rischio di un inquinamento per valori anomali relativi a dati sostanzialmente irrilevanti in ragione dell esiguità numerica. Si segnala peraltro che in alcune aree non risultano monitorati dati essenziali come ad esempio il numero delle istanze evase nell ufficio tutele. - riguardo ai dati relativi al settore penale si sottolinea all opposto l eccessiva sinteticità, evidenziandosi l esigenza di un articolazione dell analisi che consideri le diverse materie, i titoli di reato, il numero degli imputati, la natura dei riti e il tipo di sentenze emesse; - con riferimento al settore del dibattimento penale monocratico si evidenzia come elemento che inficia radicalmente la rappresentatività dei flussi la rilevante discrasia temporale (anche pluriennale) tra il momento in cui è individuata la data della prima udienza e il momento (in prossimità dell udienza) in cui il fascicolo è trasmesso dalla Procura della Repubblica e iscritto nel ruolo, non risultando in tal modo come formalmente sopravvenuti e pendenti, e quindi computabili, buona parte dei processi sostanzialmente sopravvenuti e pendenti; - con riferimento ai dati relativi all attività GIP noti si richiede che in futuro il dato complessivo venga suddiviso e rappresentato in relazione alle diverse tipologie di provvedimenti definitori ed anche alla tipologie di provvedimenti interlocutori più significative. CF Trento - Si esprime una valutazione del tutto positiva, limitandosi, quanto alle criticità riscontrate in ordine alla determinazione numerica dei singoli carichi di lavoro per magistrato, a richiamare le osservazioni formulate sul punto dal dott. Miele nell allegato A. CF Trieste - Si rileva un eccessiva limitazione del periodo temporale di riferimento nell analisi dei flussi soprattutto nella prospettiva delle proiezioni di durata, aumentando il rischio d influenza di fattori contingenti e scarsamente rilevanti nel lungo periodo; - si sottolinea la necessità di un puntuale rilevamento delle presenze effettive dei magistrati nei periodi considerati - si sottolinea che i procedimenti in materia di volontaria giurisdizione come in particolare quelli attinenti l Amministrazione di Sostegno, i procedimenti relativi alla funzione di Giudice Tavolare (che rappresentano una peculiarità dei tribunali delle ex province austroungariche) e i procedimenti in materia di opposizione avverso il diniego di riconoscimento
17 dello status di rifugiato politico incidono notevolmente sull attività degli uffici e non possono quindi essere ignorati nell analisi dei flussi; - quanto al settore penale si evidenzia che non si tiene conto dei provvedimenti interlocutori dell Ufficio GIP, che costituiscono una parte estremamente rilevante del carico di lavoro, nonché dei procedimenti di riesame e di appello avverso i provvedimenti cautelari. SINTESI DEI RILIEVI PIU RICORRENTI Nell ambito dei distretti sopra indicati i rilievi più ricorrenti concernono: 1) la leggibilità della relazione sperimentale (Salerno, Palermo, Roma, Caltanissetta, Catania, Catanzaro) 2) la determinazione del tempo base del rito (Torino, Ancona, Bari, Napoli, Palermo, Reggio Calabria) 3) la necessità di pesature degli affari (Torino, Bari, Palermo, Catanzaro, Caltanissetta, L Aquila) 4) la determinazione della durata prognostica (Torino, Ancona, Roma, Napoli, Catania, Palermo) 5) l affidabilità del data entry (Torino, Firenze, Perugia, Napoli, Salerno, Catanzaro, Reggio Calabria, Caltanissetta, Cagliari) 6) l esigenza di raccordo tra i dati di flusso e quelli di organico, per questi ultimi intendendo sia la pianta che a copertura e con distinzione tra togati e GOT e con evidenziazione dei MOT (Torino, Milano, Brescia, Trieste, Firenze, Roma, Salerno, Campobasso, Catanzaro, Reggio Calabria, Caltanissetta, Palermo, Cagliari) 7) l esigenza di accorpare le voci civile e disaggregare quelle penali (Torino, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Ancona, Caltanissetta, Catanzaro, Firenze); nell ambito delle riflessioni sulle voci-oggetto, si suggerisce tra l altro: - di aggregare alla materia lavoro e previdenza, invece che al civile, le opposizioni ad ordinanza ingiunzione e le opposizioni a cartelle esattoriali, in materia di lavoro e previdenza. (Ancona, Catanzaro) e di evidenziare le procedure di convalida di sfratto (Caltanissetta), evidenziare i dati relativi all attività del riesame e delle misure di prevenzione (Reggio Calabria, Palermo); - di raccordare la relazione standard con la scheda di rilevazione per i piani ex art. 37 d.l.98/11 (Caltanissetta, Catanzaro) La STO
18 Allegato B PROPOSTA DELLA STRUTTURA TECNICA DELL ORGANIZZAZIONE PER L IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO UNIFORME DI RELAZIONE DELLE COMMISSIOMI FLUSSI. Fin dal suo insediamento uno degli obbiettivi fondamentali della Struttura Tecnica dell Organizzazione è stato individuato nella costruzione, nell ambito dell autogoverno, di un sistema di rilevazione e di analisi dei dati dei flussi e delle pendenze dei procedimenti civili e penali in rapporto alle risorse disponibili, omogeneo sul piano nazionale, finalizzato ad ancorare le scelte organizzative degli uffici a corrette valutazioni prognostiche. In questa prospettiva un passaggio fondamentale è stato individuato nella realizzazione di un programma informatico che consentisse alle commissioni flussi, operanti a livello distrettuale, di effettuare le analisi e la redazione delle relazioni sulla base di una metodologia omogenea anche con riferimento agli indici utilizzati e con procedure di acquisizione ed elaborazione dei dati tendenzialmente automatiche. Il progetto delineato si raccorda, inoltre, alla auspicata realizzazione di una banca dati presso il C.S.M., inserita nei sistemi informativi esistenti ed in particolare pienamente raccordata al Sistema Valeria (pure oggetto di implementazione al fine di una maggiore funzionalità) in cui far confluire automaticamente i dati via via rilevati ai fini di un monitoraggio permanente da parte del Consiglio dell andamento degli uffici con l utilizzo di standard di riferimento nazionale da concretizzare tramite l analisi comparativa effettuata per classi di uffici con caratteristiche analoghe. Dopo un ampia fase di studio la STO, nella riunione del , ha proposto alla Settima Commissione di realizzare, contemporaneamente allo sviluppo in house del programma informatico indicato, una sperimentazione a livello nazionale del programma utilizzato dalla Commissioni Flussi del Consiglio Giudiziario di Milano; ciò al fine, da un lato, di testare il programma e raccogliere eventuali osservazioni dalle Commissioni Flussi dei vari distretti e, dall altro, di soddisfare l esigenza consiliare di disporre a breve termine di uno strumento utile, di immediata applicazione, di elaborazione omogenea dei dati degli uffici. La proposta della STO è stata accolta dal CSM con la delibera di plenum del , con la quale si è autorizzata la sperimentazione su base nazionale del modello di software messo a punto dalla Commissione Flussi di Milano. Si è dato quindi corso alla sperimentazione la cui prima fase si è realizzata con la collaborazione dei funzionari statistici del Ministero della Giustizia DGSTAT, che, debitamente autorizzati dai Dirigenti degli Uffici, hanno estratto dai registri di cancelleria di tutti i tribunali italiani (esclusi solo, per ragioni specifiche legate alle modalità di estrazione dei dati, quelli del distretto di Bologna), con l utilizzo di un sistema di estrazione da loro stessi realizzato in house, i dati richiesti dal programma informatico, facendoli poi confluire nella pagina web del sito intranet del CSM all uopo creata dalla Struttura informatica del Consiglio. Si è poi proceduto all elaborazione dei dati utilizzando il programma messo a punto dalla Commissione Flussi di Milano con redazione di una relazione standard per ciascun tribunale italiano, composta da un testo descrittivo e dalle tabelle allegate. La seconda fase della sperimentazione è consistita nella trasmissione delle relazioni standard alle Commissione flussi e ai Referenti informatici distrettuali di ciascun distretto richiedendo una risposta valutativa.
19 I risultati di queste valutazioni, peraltro tutte ampiamente positive in ordine all utilità dello strumento ed alle linee concettuali di fondo che ne ispirano l impostazione, sono stati successivamente esaminati dalla STO e sintetizzati nell allegato documento. Ora il differimento di un anno del varo delle nuove tabelle degli uffici giudiziari, decisa dal C.S.M. si sta rivelando prezioso per poter pervenire alla realizzazione definitiva del programma informatico e alla costituzione della banca dati in tempo utile per consentire ai dirigenti degli uffici, ai consigli giudiziari ed al Consiglio di avvalersi dei nuovi strumenti per l elaborazione ed esame delle proposte tabellari. A tal fine, contestualmente al completamento dell iter per la redazione definitiva del programma, la STO ritiene opportuno procedere ad una nuova sperimentazione che tenga conto delle criticità emerse nel corso della prima e consenta una migliore articolazione dei dati da elaborare e un ulteriore raffinamento degli indici di analisi. Lo scopo, peraltro, sarebbe anche quello di fornire al Consiglio già nei primi mesi del 2013 una rappresentazione organica ed aggiornata dell andamento di tutti i tribunali italiani, sulla base degli indici di analisi definiti in questo biennio di studio e sperimentazione, utile per le determinazioni che il Consiglio deve via via assumere con riferimento all organizzazione degli uffici. La seconda sperimentazione dovrebbe articolarsi, per quanto concerne la parte civile, nel seguente modo. Si ipotizza, per il settore civile, un modello di rilevazione ed analisi dei dati incentrato sull incrocio di due livelli di articolazione soggettiva e di due livelli di aggregazione degli oggetti dei procedimenti. I due livelli di articolazione soggettiva sono il livello ufficio e il livello sezione. La relazione dovrà cioè esaminare i flussi, le pendenze e le durate per l intero ufficio e per ciascuna sezione che lo compone in base allo strumento tabellare vigente. L aggregazione degli oggetti dei procedimenti tende invece a scomporre il coacervo indistinto dei procedimenti costituenti i flussi di ingresso e di uscita del lavoro secondo aree distinte per materia o per rito, onde consentire di cogliere con maggiore attendibilità la situazione effettiva dell unità in osservazione (sarebbe infatti evidentemente poco significativa un analisi di flussi che consideri indistintamente, in un unico fascio, i decreto ingiuntivi, i divorzi consensuali e le controversie contrattuali o societarie). Per contro, l articolazione degli affari civili in 48 voci, proposta nella prima edizione della relazione uniforme, è stata riconosciuta da molte commissioni flussi, e dalla stessa STO, troppo dispersiva per una visione di sintesi dell andamento dell ufficio A tal fine la STO ritiene necessario un doppio livello di aggregazione: - Un primo livello, più generico, che consenta di cogliere a colpo d occhio l andamento dell ufficio e di ciascuna sezione sui grandi aggregati di affari. A tal fine - per valorizzare la prospettiva di un sistema unico di raccolta e gestione dei dati, e raccogliendo le indicazioni provenienti da alcune commissioni flussi - si ritiene di utilizzare lo schema di articolazione degli affari in 12 macroaree adottato nel format ex art. 37 d.l. 98/11, ramificando poi ogni macroarea in aree più piccole, idonee a dare immediatamente una visione abbastanza precisa dell ufficio e di ciascuna sezione, anche ai fini della comparazione con altre unità dello stesso ufficio o di altri uffici o distretti. - Un secondo livello, più di dettaglio, che scomponga ogni area in microaree, ciascuna delle quali ritaglia un spicchio ridotto di realtà giudiziaria, costituita da affari che per rito,
20 materia, caratteristiche di trattazione e di istruttoria presentano una forte omogeneità. Ciascuna microarea è stata costruita aggregando alla stessa gli oggetti SICID che la compongono; in tal modo si è ottenuto uno schema generale di classificazione degli oggetti del civile censiti su SICID che evita in radice ogni possibilità di equivoci sulla riferibilità di un determinato affare ad una o altra microare, area e macroarea, in quanto riporta ciascun oggetto ad una determinata microarea, ciascuna microarea ad una determinata area e ciascuna area ad una determinata macroarea prevista nel format ex art. 37 d.l. 98/11. Lo schema dell accorpamento degli oggetti del civili in macroaree, aree e microaree è stato già trasmesso alla Settima Commissione in allegato al verbale della riunione del Definita come sopra l architettura concettuale della seconda edizione della relazione, si indicano di seguito le modalità operative che si propongono per la relativa realizzazione. a) I funzionari della D.G.STAT, nell ambito del rapporto di collaborazione esistente e sulla base della aggregazioni degli oggetti dei procedimenti e dei livelli di articolazione soggettiva sopra indicati, procedono all estrazione e trasmissione dei dati relativi ai flussi ed alle pendenze aggiornati al 30/06/2012 di tutti i tribunali italiani. Nello svolgimento di tale attività si utilizzeranno i dati già raccolti per la compilazione dei format rimessi agli Uffici ai fini della predisposizione dei programmi di definizione dei procedimenti civili. Al riguardo, vengono adottate le modalità già collaudate nella prima fase della sperimentazione, che prevedono la strutturazione dei dati secondo formato (numero, disposizione e contenuto delle colonne e dei record) predefinito ed idoneo alla elaborazione automatica con il programma attualmente utilizzato: salva la possibilità di introdurre modifiche allo stesso in funzione di variazioni ritenute opportune. b) Per ogni ufficio o sezione si acquisiscono, mediante le informazioni attualmente estraibili dal Sistema Valeria o già in possesso della D.G.STAT., i dati relativi alla pianta organica, avuto riguardo alla copertura e alla effettiva presenza in servizio; poi si effettua il raccordo tra le sezioni virtuali create all interno dei registri informatici di cancelleria ( per ragioni tecnico informatiche) e le sezioni tabellarmente esistenti ai fini della corretta imputazione dei flussi. c) Quando i dati di cui al punto precedente non sono nella disponibilità del Consiglio o della D.G. STAT., gli stessi vengono acquisiti con la collaborazione degli Uffici mediante inserimento in una costituenda area WEB dedicata all interno del sito del Consiglio; d) il dr. Claudio Miele, componente della Commissione Flussi del distretto della Corte d Appello di Milano, redigerà una seconda edizione del modello uniforme di relazione delle Commissioni Flussi; in tale edizione si procederà all elaborazione dei dati secondo gli indici orientati in chiave prognostica sulla base di quanto sopra indicato in ordine al duplice livello di analisi per unità analizzata e aggregazione degli oggetti e, quindi, con redazione di tabelle a livello di ufficio e a livello di sezione, contenenti la disaggregazione degli oggetti sia al livello di macroaree/aree, sia la livello di microaree, e inserimento nelle stesse tabelle dei parametri di riferimento di carattere nazionale, distrettuale e di singolo ufficio.
CAPITOLO IX PROSECUZIONE DEI LAVORI
CAPITOLO IX PROSECUZIONE DEI LAVORI 1. La conclusione della prima parte dei lavori 2. Le criticità rilevate 3. Gli sviluppi auspicati 4.La seconda parte dei lavori. La proposta operativa 5.Acquisizione