Source: http://www.earmi.it/caccia/vigilanza%20venatoria.html
Timestamp: 2017-10-24 11:32:36+00:00
Document Index: 172528770

Matched Legal Cases: ['art, 18', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 57', 'art. 361', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 53', 'art. 362', 'art. 29', 'art. 57', 'art. 55', 'art. 28']

caccia -La vigilanza venatoria
Trattato del diritto della caccia - La vigilanza venatoria
Si tenga presente che la legge 689/1995 sulle violazioni amministrative stabilisce in via gnerale che sono competenti all’accertamento di violazioni amministrative i soggetti specificamente incaricati di ciò nei singoli settori nonché, in via generale tutti gli agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria. Sia chiaro che la legge si riferisce a coloro che hanno competenza generale per ogni tipo di reato e non ha chi ha competenza parziale solo per alcune materie. È ovvio che un Vigile del Fuoco può accertare violazioni in materia di misure antincendi, ma non di sanità. La materia venatoria è regolata da norme speciali.
Quale esempio di materia confusa il DPR 24 luglio 1977 n. 616, art, 18, ha trasferito alle regioni le funzioni amministrative in materia di polizia locale urbane e rurale concernenti attività che si svolgono esclusivamente nell’ambito del territorio comunale. La legge 7 marzo 1986 n. 65, (Legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale) ha stabilito all’ art. 1 che i comuni svolgono le funzioni di polizia locale. A tal fine può essere appositamente organizzato un servizio di polizia municipale. Da ciò si comprende che la legge ha eliminato ogni distinzione (rurale, campestre, urbana) e che in un comune vi sono solamente guardie della polizia locale le quali, se il numero lo giustifica, possono essere organizzate in un servizio di polizia municipale. Dopo però la legge ha regolato la polizia municipale dimenticandosi della polizia locale! L’art. 12 ha poi previsto che anche gli enti locali diversi dai comuni (ad. es. province e regioni) svolgano compiti di polizia locale, nei limiti delle proprie competenze, ma ha escluso che si applichino ad essi gli articolo della legge n. 65 che prevedono la collaborazione con le Forze di polizia, l’uso di una uniforme, le funzioni di polizia giudiziaria e stradale, la qualifica di agente di pubblica sicurezza e relativo porto d’armi senza licenza. Però poi, tanto per complicare le cose, l’art. 57 del codice di procedura penale del 1988 stabilisce che sono agenti di PG le guardie delle province e dei comuni quando sono in servizio e nell’ambito territoriale di appartenenza. Secondo le regole interpretative tradizionali si dovrebbe ritenere che la norma del 1988 modifica quella del 1986, ma purtroppo è ben chiaro che la confusione deriva solo dal fatto che chi lavorava al codice non conosceva ciò che stava scrivendo ci lavorava alla legge sulla polizia locale.
- le guardie private giurate (lett. e) sono lavoratori privati con decreto di nomina e porto d’armi rilasciati dal prefetto, assunti con il compito di custodire determinate unita immobiliari e con competenza limitata a tali unità;
Se non sono in servizio essi hanno solamente l’obbligo generico di denunzia ex art. 361 C.P. che incombe su ogni pubblico ufficiale che abbia notizia di un reato nell’esercizio o a causa delle sue funzioni. Se, ad es., ne ha notizia casuale al bar, non ha alcun obbligo. Attenzione però; l’art. 29 della legge sulla caccia 157/1992, in contrasto con tutto il quadro logico-sistematico, stabilisce che gli agenti della polizia locale possono redigere i verbali di contestazione delle violazioni e degli illeciti amministrativi previsti dalla presente legge, e gli altri atti indicati dall'articolo 28, anche fuori dall'orario di servizio. Norma in perfetto contrasto con l’altra che consente loro di cacciare fuori orario di servizio!! Si veda la voce →Porto d’armi da parte degli agenti accertatori.
Conforta questa interpretazione il D.L.vo 31 marzo 1998, n.112, Art. 163. Trasferimenti agli enti locali,il quale stabilisce:
… 3 .Ai sensi dell'articolo 128 della Costituzione, sono trasferite alle province le seguenti funzioni e compiti amministrativi:
a)il riconoscimento della nomina a guardia giurata degli agenti venatori dipendenti dagli enti delegati dalle regioni e delle guardie volontarie delle associazioni venatorie e protezionistiche nazionali riconosciute, di cui all'articolo 27 della legge 11 febbraio 1992, n. 157;
b)il riconoscimento della nomina di agenti giurati addetti alla sorveglianza sulla pesca nelle acque interne e marittime, di cui all'articolo 31 del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604, e all'articolo 22 della legge 14 luglio 1965, n. 963;
Fermi restando i dubbi terminologici e sistematici ed i problemi sollevati dalla legge sulla polizia locale, essi vengono ritenuti agenti di PS e agenti di PG con competenza generale limitata al loro territorio. Per essi l’art. 29 LC pone una regola speciale, valida solo in ambito venatorio: possono redigere i verbali di contestazione delle violazioni e degli illeciti amministrativi previsti dalla legge, e gli altri atti indicati dall'articolo 28, anche fuori dall'orario di servizio. Si veda anche la voce →Porto d’armi da parte degli agenti accertatori.
- la guardia non può far uso delle armi o della coazione fisica a norma dell'art. 53 C.P., ma può usarle armi o violenza solo per legittima difesa;
- le guardie, in quanto persone incaricate di un pubblico servizio hanno l'obbligo di fare denunzia delle notizie di reato di cui abbiano avuto notizia nell'esercizio o a causa delle loro funzioni (art. 362 c.p.).
Un problema particolare è dato dai dipendenti degli enti che gestiscono aree naturali protette (Enti Parco) ai quali possono essere attribuiti poteri di sorveglianza da esercitare in aggiunta o in concomitanza degli ordinari obblighi di servizio.Nell'espletamento dei predetti poteri i dipendenti assumono la qualifica di guardia giurata. (art. 29 L. 394/1991). La loro nomina avrebbe dovuto essere regolata da decreti che non mi risultano emanati. I loro poteri in ambito venatorio dovrebbero essere gli stessi attribuiti alle guardie giurate volontarie.
L'art. 57 del Codice di procedura penale attribuisce la qualifica di agente di PG solo a persone inquadrate in corpi alle dipendenze di enti pubblici con l'unica eccezione di coloro «ai quali leggi e regolamenti attribuiscono le funzioni di cui all'art. 55» e cioè di accertare reati.
a)agli agenti alle dipendenze degli enti locali delegati. «Ad essi è riconosciuta la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza ai sensi della legislazione vigente»;
È quindi la legge stessa sulla caccia la quale esclude che alle guardie volontarie possa essere riconosciuta la qualifica di agente di polizia giudiziaria (e tanto meno di agente di PS).
L'art. 28 successivo precisa l'importanza della distinzione stabilendo che solo gli addetti alla vigilanza che siano anche agenti di PG possono procedere a sequestro amministrativo o penale. È evidente quindi che non ha senso la tesi secondo cui chi è comunque incaricato di vigilare affinché non vengano commessi reati, divenga automaticamente agente di PG quando interviene: la legge incarica una serie lunghissima di guardie di ogni genere di svolgere «attività di vigilanza» affinché non vengano commesse violazioni alle leggi venatorie, ma poi stabilisce che atti di polizia giudiziaria (cioè atti di indagine ed intervento con rilevanza processuale penale quali sequestri, perquisizioni, assunzione di informazioni, ispezioni, ecc.) possono essere compiuti solo da chi ha specifiche attribuzioni di polizia giudiziaria. Perciò non si può far derivare la qualifica di PG dalle attribuzioni perché la norma della legge sulla caccia è norma speciale che deroga espressamente al CPP !
L'unico dubbio che potrebbe sorgere è il seguente: è possibile che una legge regionale attribuisca la qualifica di agente di PG a soggetti diversi da quelli indicati nella legge?
formulazione sciocca e sovrabbondante perché non vi può essere atteggiamento di caccia se non si hanno con sé mezzi di caccia!
A queste persone può essere richiesto di fornire le proprie generalità, di esibire eventuali armi o arnesi o selvaggina in loro possesso e, in caso le possiedano, di esibire i documenti che giustifichino il porto di armi e l’esercizio della caccia. Esibire significa che è l’interessato che mostra alla guardia l’arma che ha e le cartucce che contiene, che mostra la selvaggina che visibilmente ha con sé. Non è assolutamente obbligato a compiere operazioni di smontaggio dell’arma, ma deve solo, se richiesto, aprire la bascula per far vedere se l’arma è carica o scarica, e mostrare quante cartucce entrano nel serbatoio.
- Il cacciatore NON DEVE consegnare l’arma alla guardia che potrebbe non essere abilitata al maneggio armi o al porto di arma lunga.
- Le guardie giurate non hanno competenza ad accertare reati in materia di armi, ma solo in materia di caccia; perciò possono controllare solo calibro e numero dei colpi dell’arma; non sono legittimati controllare matricola, numero di catalogo, lunghezza canna, denunzie, comodato ed altre cose che potrebbero costituire violazione alle leggi sulle armi. È attività riservata alla polizia giudiziaria con competenza per tale tipo di reati.