Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-secondo/titolo-i/capo-x/sezione-ii/art559.html
Timestamp: 2020-02-28 05:45:06+00:00
Document Index: 180534326

Matched Legal Cases: ['art. 559', 'art. 558', 'art. 559', 'art. 552', 'art. 559', 'sentenza ']

Art. 559 codice civile - Modo di ridurre le donazioni - Brocardi.it
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Articolo 559 Codice civile
Dispositivo dell'art. 559 Codice civile
Le donazioni [555c.c.] si riducono cominciando dall'ultima e risalendo via via alle anteriori(1) [562, 563 c.c.].
(1) Per ridurre le donazioni si applica il criterio cronologico (e non quello proporzionale che vale per i legati e le disposizioni testamentarie di cui all'art. 558 del c.c.). Si inizia, quindi, dalla donazione più recente e si risale all'indietro. Le donazioni contemporanee si riducono in proporzione.
Il criterio cronologico disposto per la riduzione delle donazioni serve per evitare che esse possano essere indirettamente revocate. Il donante potrebbe, cioè, essere indotto a donare i suoi beni oltre la quota disponibile per ridurre, almeno in parte, le donazioni fatte in precedenza che non gli è consentito revocare.
Inoltre, le prime donazioni sono quelle il cui ammontare va computato sulla quota disponibile, di contro sono quelle più recenti che realizzano la lesione. Per tale motivo esse vengono ridotte per prime.
Spiegazione dell'art. 559 Codice civile
Poiché qui l’atto è immediatamente produttivo di effetti, si segue il criterio della precedenza riguardo al tempo. Il riferimento al tempo per la riduzione delle donazioni determina un ordine delle medesime, a seconda del tempo in cui siano avvenute, nell’assoggettamento alla riduzione.
Si è considerato che, sebbene le donazioni non possano ritenersi lesive o meno in relazione al momento in cui sono state fatte, perché la porzione indisponibile e quindi la disponibile va determinata con riferimento al momento dell’aperta successione, tuttavia si debbano reputare lesive della legittima. Perciò l’articolo dispone che le donazioni si debbano ridurre cominciando dall’ultima e risalendo via via alle anteriori.
È ovvio poi, sebbene la legge non abbia una precisa disposizione a riguardo, che, quando più donazioni lesive siano state fatte contemporaneamente, esse debbano essere ridotte, come le disposizioni testamentarie, in proporzione del loro valore. L’ereditando non può disporre né in una delle donazioni né nel testamento che una donazione posteriore o contemporanea ad altre sia ridotta solo quando il valore delle altre non sia sufficiente ad integrare la porzione legittima. La dichiarazione di preferenza è efficace per le disposizioni testamentarie, ma non per le donazioni, perché contrasta col principio dell’irrevocabilità della donazione.
Una deroga all’ordine di riduzione delle donazioni è apportata dall’art. 552, seconda parte, per le donazioni in conto di legittima.
Massime relative all'art. 559 Codice civile
Cass. civ. n. 4721/2016
In tema successione necessaria, l'ordine da seguire nella riduzione delle disposizioni lesive della quota legittima è tassativo ed inderogabile: sicché può procedersi alla riduzione delle donazioni, dalla più recente alla più risalente, solo dopo avere ridotto tutte le disposizioni testamentarie - anche privilegiate - ed avere verificato che tale riduzione non è sufficiente a soddisfare il diritto del legittimario leso.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4721 del 10 marzo 2016)
La legge stabilisce rigorosamente l'ordine secondo cui deve operarsi la riduzione delle disposizioni lesive di [legittima], disponendo che in primo luogo si riducono le disposizioni testamentarie e, in secondo luogo, le donazioni, cominciando dall'ultima e risalendo gradatamente alle donazioni anteriori. Pertanto, qualora il legittimario non possa aggredire la donazione di data più recente, effettuata a favore di donatario non coerede, per aver accettato l'eredità senza far ricorso al beneficio di inventario (che è richiesto come condizione per agire in riduzione contro donatari non coeredi), non può più aggredire la donazione meno recente a favore del coerede, se non nei limiti in cui risulti dimostrata l'insufficienza della donazione più recente a reintegrare la quota di riserva.