Source: http://gurs.regione.sicilia.it/Pareri/P000157.HTM
Timestamp: 2019-03-23 13:12:31+00:00
Document Index: 86288730

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 3', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2']

Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana - Parere 157 del 2000
Gruppo III /157.11/00
OGGETTO: Trasferimento impianti di carburanti - Autorizzazione comunale.
1. Con la nota in riferimento codesto Assessorato chiede il parere dello scrivente Ufficio su una problematica concernente l'oggetto.
In particolare si chiede di conoscere l'avviso dello scrivente sulla legittimità della richiesta di autorizzazione comunale (ex art. 12 L.r. 1/1979) non soltanto nella ipotesi di nuova concessione ma anche nella ipotesi di trasferimento di impianti.
2. Sulla problematica posta con la nota che si riscontra si osserva che l'interpretazione letterale delle norme contenute nella L.r. 97/1982 sembrerebbe escludere, per le ipotesi di trasferimento di impianti, l'obbligatorietà dell'autorizzazione comunale. Infatti, l'art. 3, primo comma della legge citata sembra attribuire all'Assessore regionale per l'industria il compito di rilasciare le autorizzazioni ai trasferimenti, mentre la precisazione contenuta nel secondo comma dell'art. 20 (dove peraltro non si fa alcun riferimento alle ipotesi di trasferimento) sembra confermare l'insussistenza di un obbligo di autorizzazione comunale.
Va, tuttavia, precisato che la legge, in generale, e l'art. 20, in particolare, sottolineano la necessità di "una migliore localizzazione territoriale degli impianti" che comporta una "valutazione degli interessi locali attinenti all'assetto territoriale".
Esattamente quindi, codesto Assessorato nei decreti Assessoriali che si sono succeduti nel tempo, e, da ultimo nel D.A. 9 settembre 1997 n. 1231, all'art. 10 (trasferimento volontario) ultimo comma, ha disposto l'acquisizione dei pareri del Comune di provenienza e di destinazione.
Va, allora, sottolineato che al di là del nomen iuris (autorizzazione o parere) ciò che è veramente fondamentale è che i Comuni si dotino del piano di ristrutturazione della rete di distribuzione dei carburanti (art. 3 D.A. citato) che, tra l'altro, deve contenere "l'indicazione delle aree disponibili o comunque dei siti prevedibili per la rilocalizzazione o nuova installazione degli impianti...", e va, altresì, sottolineato che in caso di inerzia dei Comuni è codesto Assessorato che ha l'obbligo di provvedere adottando la procedura di cui all'art. 3 ultimo comma D.A. 1231/1997.
In presenza del piano, il parere o la stessa autorizzazione comunale acquistano il valore di un visto di conformità agli strumenti urbanistici e consente di attuare (anche in assenza di recepimento del D. Leg.vo 32/98) una semplificazione della procedura autorizzativa.
Passando, poi, alla specifica fattispecie rappresentata nella nota che si riscontra, ritiene lo scrivente che onde evitare di danneggiare il soggetto interessato al trasferimento e nello stesso tempo scongiurare un possibile contenzioso con il Comune, sia opportuno che codesto Assessorato proceda secondo quanto stabilito dall'art. 2 della L.r. n. 23/1998.