Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2017/04/
Timestamp: 2017-11-18 21:28:32+00:00
Document Index: 54370363

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art.26', 'art.16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 53', 'art. 54', 'art. 1']

aprile | 2017 | Francesco Colaci's BLOG
MLPS:RIPARTIZIONE RISORSE FONDO DIRITTO LAVORO DISABILI ANNO 2017
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha sottoscritto il Decreto del 16 marzo 2017, che definisce l’ammontare delle risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili (ai ai sensi dell’ articolo 13, commi 5 e 6, della legge del 12 marzo 1999, n. 68) per l’anno 2017.
INPS:RILASCIO CERTIFICAZIONE UNICA 2017
L’Inps, con la circolare n. 76 del 27 aprile 2017, illustra le modalità attuative relative al rilascio della Certificazione Unica 2017 e i diversi canali a disposizione dell’utenza, in continuità con quanto già previsto lo scorso anno.
I.N.L. :ISTRUZIONI OPERATIVE PER ASSUNZIONE EXTRACOMUNITARI LAVORO STAGIONALE E PER TRASFERIMENTI INFRA_SOCIETARI
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la nota prot. n. 3464 del 19 aprile 2017, con la quale fornisce indicazioni di carattere operativo, agli uffici dello Sportello Unico immigrazione (SUI), per gli quanto attiene alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali, ai sensi del D.Lgs. n. 203/2016, e dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra-societari, ai sensi del D.Lgs. n. 253/2016.
INPS:ISTRUZIONI OPERATIVE PER CISOA
Inoltre, descrive le nuove modalità con le quali le aziende possono operare la compensazione delle integrazioni salariali e conseguentemente il contenuto dei nuovi campi introdotti nel flusso DMAG, fornendo le relative istruzioni.
INPS :CHIARIMENTI CIGS CONCERNENTE CASI RILEVANTE INTERESSE STRATEGICO ECONOMIA NAZIONALE
L’Inps, con il messaggio n. 1762 del 27 aprile 2017, fornisce alcuni chiarimenti in merito alle Integrazioni salariali straordinarie (CIGS) riguardanti casi di rilevante interesse strategico per l’economia nazionale che comportino notevoli ricadute occupazionali (ai sensi dell’art. 42, comma 3, del Decreto Legislativo 148/2015).
A PROPOSITO RATEAZIONE SANZIONI AMMINISTRATIVE LEGGE 689/81
Conviene chiedere la rateizzazione delle sanzioni amministrative irrogate dalle Direzioni
Provinciali del Lavoro o conviene invece pagare subito in misura ridotta? Dipende dalle
situazioni e occorre valutarlo con la dovuta attenzione, anche alla luce dell’interpello n.4/11.
Rispondendo a un interpello dell’Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza
Antincendio (ANISA), che chiedeva di valutare la possibilità di un’estensione analogica
dell’art.26 della L. n.689/81, a norma del quale chi versa in condizioni economiche
disagiate può effettuare il pagamento rateale delle ordinanze che ingiungono il
pagamento di sanzioni amministrative, con diverse convincenti argomentazioni il
Ministero ha escluso la possibilità di ottenere sic et simpliciter la rateizzazione della
sanzione ridotta indicata nel verbale di accertamento e notificazione dell’illecito
amministrativo, senza attendere l’emanazione della successiva ordinanza-ingiunzione.
In effetti, forse il quesito non avrebbe dovuto neppure essere proposto come interpello,
considerato che non possono formarne oggetto le questioni già risolte dalla normativa o
da precedenti chiarimenti ministeriali (circolare n.49/04) e che la legge prevede
espressamente che la sanzione ridotta indicata nel verbale di contestazione, quale
misura premiale per una pronta estinzione degli illeciti, debba essere pagata entro
sessanta giorni e pertanto non possa essere ulteriormente dilazionata o rateizzata
(art.16, L. n.689/81).
Il problema, tuttavia, non è solo di carattere procedurale, ma sostanziale, perché la
sanzione indicata nel verbale è ridotta, rispetto a quella che può essere
determinata dall’ufficio con la successiva ordinanza-ingiunzione, tra il
minimo e il massimo di legge, previa valutazione n delle circostanze attenuanti o aggravanti
sussistenti nel caso concreto; cosicché la successiva rateizzazione dell’ordinanza
potrebbe risultare molto meno vantaggiosa di un pagamento immediato e pregiudicare
ugualmente le disagiate condizioni economiche dell’interessato.
Per tali ragioni, nel “bilanciamento” tra le diverse circostanze aggravanti e attenuanti,
specialmente qualora di tratti di importi di notevole entità, il Ministero invita a tenere conto
“della manifestata volontà del destinatario di pagare gli importi di cui al verbale seppur
in forma rateale ed al contempo della impossibilità tecnica di accoglimento della
richiamata richiesta in tale fase. Nei confronti dell’ordinanza così emessa l’istante potrà
reiterare, nei trenta giorni dalla notifica, la richiesta di dilazione che, in tale fase della
procedura, sarà pienamente accoglibile”.
FONDAZIONE C.L.: LAVORI RIMPATRIATI POSSONO OPTARE REGIME FISCALE AGEVOLATIVO SINO AL 2 MAGGIO 2017
I lavoratori ‘impatriati’ possono optare per il regime fiscale agevolativo fino al 2 maggio 2017. Lo sottolinea in un approfondimento la Fondazione studi dei consulenti del lavoro ricordando che è quanto ha chiarito “l’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 64188 del 31 marzo 2017, che fissa le modalità di esercizio dell’opzione per chi non l’abbia esercitata nel termine indicato dal provvedimento del 29 marzo 2016. La misura agevolativa per questi lavoratori dipendenti consiste in una riduzione della base imponibile ai fini Irpef del 30% per l’anno di imposta 2016 e del 50% a partire dal periodo di imposta 2017 e per i tre periodi successivi”.
“Dal momento che il provvedimento in esame -continua la nota- costituisce il sesto intervento (fra normativa e prassi) dedicato alle misure per lavoratori impatriati, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con il presente approfondimento mette a sistema i predetti interventi al fine di rendere più agevole ai destinatari la facoltà di opzione”.
“Nell’ottica di attrarre i lavoratori italiani ‘espatriati’ e, al contempo, i lavoratori Ue con alle spalle almeno 24 mesi di residenza in Italia -spiegano i consulenti del lavoro- la Legge n. 238/2010 aveva inaugurato un regime fiscale di vantaggio che prevedeva un considerevole beneficio fiscale, pari a una riduzione dell’imponibile dell’80% per le lavoratrici e del 70% peri lavoratori. Lo sconto, dopo diverse estensioni, fra cui l’ultima operata dal decreto ‘Milleproroghe’ del dicembre 2014, sarà operativo solo fino al 31 dicembre 2017”.
“Nel settembre del 2015, aderendo all’obiettivo della legge delega n. 23/2014, di ‘internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia’ è apparso il decreto legislativo n. 147/2015, il quale ha introdotto -all’art. 16- un (nuovo) regime speciale per i lavoratori impatriati, apparentemente gemello del precedente. In realtà, la nuova agevolazione presentava diverse differenze”. “Lo sconto sull’imponibile -parificato fra i due sessi- si capovolgeva -spiegano i professionisti- limitandosi a una esenzione del 30%; nella direzione di una maggiore appetibilità, la legge di Stabilità del 2016, ha ampliato l’agevolazione dal 30 al 50% dell’imponibile fiscale, a partire dall’anno d’imposta 2017”.
“La misura agevolativa -spiegano i consulenti del lavoro è strutturale e senza scadenza (al contrario della L. 238/2010, ormai in esaurimento), con durata totale pari a 5 anni di imposta (vale a dire l’anno del trasferimento di residenza in Italia e i 4 successivi). Per potere mantenere il beneficio l’impatriato dovrà mantenere in Italia per almeno due anni la propria residenza; nel caso di violazione di questa condizione di ‘lock in’ la norma prevede il recupero dei benefici già fruiti, con sanzioni e interessi. La manovra di fine 2016 ha poi ulteriormente allargato lo spettro dei beneficiari del nuovo regime, i cui requisiti originari erano stati identificati dal decreto del Mef del 26 maggio 2016, includendo, oltre alla stessa platea individuata dalla L. 238/2010, anche i lavoratori extra Ue, i percettori di redditi di lavoro autonomo e, pur senza ancora alcuna conferma ufficiale, i lavoratori ‘impatriati’ a seguito di distacco”.
Secondo i consulenti “nell’ottica di armonizzare i due differenti regimi agevolativi e di prevedere un ‘passaggio’ dal precedente a quello più recente, la L.n. 208/2015 (art. 1, c. 259) aveva poi previsto la possibilità di esprimere tale opzione per la platea designata dalla norma precedente (art. 2, c. 1 L. 238/2010) a condizione che si fossero trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015, secondo le istruzioni specificate dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 marzo 2016 con termine di opzione esercitabile fino al 30 giugno 2016”.
I consulenti del lavoro ricordano quindi che “il decreto legge Milleproroghe del 30 dicembre scorso (D.l. n. 244/2016, art. 3 c. 3-novies) ha introdotto una nuova finestra di adesione all’opzione, riservata ai soggetti che, trasferitisi in Italia entro il 31 dicembre 2015, rientrino nei requisiti di cui all’art. 2, c. 1 della L. 238/2010 a prescindere dal fatto che avessero o meno fruito del precedente regime fiscale agevolato”.
“Il provvedimento del 31 marzo 2017 firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fissato il nuovo termine di adesione al prossimo 2 maggio 2017 con la presentazione di una istanza irrevocabile al proprio datore di lavoro il quale, in qualità di sostituto d’imposta, sarà tenuto -dal mese successivo alla presentazione dell’istanza- ad applicare per tutto il 2017 la detassazione parziale applicando gli ordinari scaglioni Irpef al 50% dell’imponibile fiscale e per i successivi 4 anni d’imposta. Va specificato inoltre che Il datore di lavoro disapplicherà il regime agevolato nel caso in cui il percipiente impatriato comunichi il trasferimento della propria residenza o domicilio all’estero prima del decorso dei cinque anni dal rientro in Italia, dal momento che per chi esercita l’opzione il lock in period rimane quello precedentemente previsto dall’art. 7 della L. n. 238/2010”.
IN G.U.:DECRETO FISCALE-DISPOSIZIONI RIGUARDANTI LAVORO E PREVIDENZA
In materia di lavoro e previdenza si registrano alcuni interventi ,che sintetizzati come segue :
-art. 53 APE sociale. Le novità riguardano le attività indicate negli allegati C ed E della legge n. 232/2016. Esse si considerano svolte in via continuativa quando nei sei anni precedenti il momento del pensionamento le medesime attività non abbisno subito interruzioni per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che le stesse siano state svolte nel settimo anno antecedente la predetta decorrenza e sempre che la tale periodo sia corrispondente a quello di interruzione.
-art. 54 DURC. Il documento di regolarità contributiva, in presenza della regolarità di tutti gli altri requisiti richiesti, si potrà ottenere dal momento in cui viene presentata la dichiarazione di adesione alla rottamazione delle cartelle attraverso il modulo “DA1”. Con tale interpretazione viene superato ciò che aveva affermato l’INPS con il messaggio n. 824/2017.
L’adesione, tuttavia, comporta un comportamento virtuoso anche nelle fasi successive in quanto il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o di una delle rate previste nel piano, comporta l’annullamento del DURC che andrà memorizzato in una sezione del servizio “Durc on line”.
L’agente della riscossione ha l’obbligo di comunicare agli Enti il pagamento delle rate.
I soggetti che hanno richiesto il DURC poi annullato per i mancati pagamenti “utilizzano le informazioni rese disponibili nella speciale sezione, nell’ambito dei procedimenti per cui il DURC è stato richiesto”.
Le amministrazioni interessate debbono provvedere ad adeguare i sistemi, cosa che, probabilmente, porterà ad un adeguamento della procedura telematica.
-Art. 55 Premio di produttività. Le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del Lavoro secondo le modalità individuate dal comma 188 dell’art. 1 della legge n. 208/2015, hanno diritto all’abbassamento di venti punti percentuali della ordinaria aliquota contributiva a loro carico su una quota delle erogazioni non superiore a 800 euro. Sulla stessa quota non è dovuta alcuna contribuzione a carico dei singoli lavoratori interessati. L’aliquota contributiva di computo ai fini pensionistici viene parimenti ridotta.
Tale disposizione trova applicazione agli accordi sottoscritti a partire dal 25 aprile 2017. Quelle sottoscritti in data antecedente continuano ad essere disciplinati dalle vecchie regole.
Entrata in vigore del provvedimento: 24 aprile 2017
MISE:FONDO GARANZIA RISORSE FINO A 200 MILIONI EURO
La garanzia è concessa in favore dei soggetti beneficiari a titolo gratuito con una copertura massima dell’80% del finanziamento .
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