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Timestamp: 2019-07-16 03:53:37+00:00
Document Index: 83128532

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 77', 'art. 111', 'art. 6', 'art. 112', 'art. 3', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 605', 'art.629', 'art.628', 'art. 624', 'art. 416', 'art. 609']

Un’altra norma incostituzionale
Dobbiamo proprio dirlo: questo Governo ha l’incostituzionalità insita nel dna.
Continua a sfornare leggi in palese contrasto con la Costituzione e con la Corte Costituzionale.
Come sappiamo il problema della lentezza della giustizia sta molto caro al Premier e alla sua coalizione. Non vi sono dubbi. Ma interessa naturalmente il fatto che la giustizia sia lenta, e, se è possibile, che sia ancor più lenta.
Come spiegare ai cittadini che quando sentono parlare Silvio Berlusconi (o chi per lui) di “sicurezza” questi si riferisce esclusivamente alla sua?
Sicurezza vuol dire esser certo di farla sempre franca. Di esser praticamente legibus solutus.
Tra i tanti metodi già attuati, per rendere la giustizia sempre più lenta, eccone un altro che renderà felici tanti fuorilegge.
In primis, ovviamente, e se avevate ancora dubbi, il solito Presidente del Consiglio.
Per spiegare in cosa consiste l’ultima novità, lascio la parola all’ex magistrato Bruno Tinti, che di leggi e di giustizia ne capisce - un pochino - più di me.
Leggete l’articolo: Chi rallenta la giustizia
berlusconi giustizia impunità tinti
permalink | inviato da tgweb il 24/2/2009 alle 0:31 | commenti (1) |
In difesa della Costituzione - leggi e firma l'appello redatto da cento costituzionalisti
Una raccolta di firme in difesa della Costituzione
Lodo e processi rinviati. Strappo all'uguaglianza
Cento costituzionalisti in campo contro il lodo-Alfano che sospende i processi delle quattro più alte cariche istituzionali e contro la norma blocca-processi. Il documento è intitolato "In difesa della Costituzione" ed è firmato da ordinari di diritto costituzionale e discipline equivalenti: tra essi gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Leopoldo Elia. A coordinare la raccolta di firme è stato Alessandro Pace, presidente dell'Associazione italiana costituzionalisti.
I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese: 1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni; 2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l'immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell'assunzione della carica, già prevista dall'art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004, premesso che l'art. 1, comma 2 della Costituzione, nell'affermare che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale, rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché: a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall'art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008); b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo); c) pregiudicano l'obbligatorietà dell'azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt'al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d'udienza; d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale; e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".
Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".
Per ciò che attiene all'analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l'incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l'immunità andrebbe applicata - e l'altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell'ipotesi dell'immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.
Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.
Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l'immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell'ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.
L'elenco dei firmatari.
Alessandro Pace, Valerio Onida, Leopoldo Elia, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Alessandro Pizzorusso, Sergio Bartole, Michele Scudiero, Federico Sorrentino, Franco Bassanini, Franco Modugno, Lorenza Carlassare, Umberto Allegretti, Adele Anzon Demmig, Michela Manetti, Roberto Romboli, Stefano Sicardi, Lorenzo Chieffi, Giuseppe Morbidelli, Cesare Pinelli, Gaetano Azzariti, Mario Dogliani, Enzo Balboni, Alfonso Di Giovine, Mauro Volpi, Stefano Maria Cicconetti, Antonio Ruggeri, Augusto Cerri, Francesco Bilancia, Antonio D'Andrea, Andrea Giorgis, Marco Ruotolo, Andrea Pugiotto, Giuditta Brunelli, Pasquale Costanzo, Alessandro Torre, Silvio Gambino, Marina Calamo Specchia, Ernesto Bettinelli, Gladio Gemma, Roberto Pinardi, Giovanni Di Cosimo, Maria Cristina Grisolia, Antonino Spadaro, Gianmario Demuro, Enrico Grosso, Anna Marzanati, Paolo Carrozza, Giovanni Cocco, Massimo Carli, Renato Balduzzi, Paolo Carnevale, Elisabetta Palici di Suni, Maurizio Pedrazza Gorlero, Guerino D'Ignazio, Vittorio Angiolini, Roberto Toniatti, Alfonso Celotto, Antonio Zorzi Giustiniani, Roberto Borrello, Tania Groppi, Marcello Cecchetti, Antonio Saitta, Marco Olivetti, Carmela Salazar, Elena Malfatti, Ferdinando Pinto, Massimo Siclari, Francesco Rigano, Francesco Rimoli, Mario Fiorillo, Aldo Bardusco, Eduardo Gianfrancesco, Maria Agostina Cabiddu, Gian Candido De Martin, Nicoletta Marzona, Carlo Colapietro, Vincenzo Atripaldi, Margherita Raveraira, Massimo Villone, Riccardo Guastini, Emanuele Rossi, Sergio Lariccia, Angela Musumeci, Giuseppe Volpe, Omar Chessa, Barbara Pezzini, Pietro Ciarlo, Sandro Staiano, Jörg Luther, Agatino Cariola, Nicola Occhiocupo, Carlo Casanato, Maria Paola Viviani Schlein, Carmine Pepe, Filippo Donati, Stefano Merlini, Paolo Caretti, Giovanni Tarli Barbieri, Vincenzo Cocozza, Annamaria Poggi.
(4 luglio 2008)
appello costituzione leggi vergogna blocca-processi lodo alfano giustizia alfano magistrati
permalink | inviato da tgweb il 5/7/2008 alle 11:51 | commenti (2) |
Le panzane del Cavaliere Berluska e dei suoi cortigiani al seguito
Ecco un gran bell'articolo di Travaglio in risposta ad Ernesto Galli della Loggia:
Troppi Galli nella Loggia
Sbugiardati in pieno - e al solito - sia il Galli che il berluska:
"Berlusconi, per Galli della Loggia, ha subìto "un'immane mole di procedimenti giudiziari, più di chiunque altro nella storia d'Italia". Il Cavaliere ha avuto una trentina di indagini, da cui sono nati una quindicina di processi. Pochi, se si pensa che è stato iscritto alla P2, ha avuto in casa un mafioso travestito da stalliere, s'è fatto proteggere da un politico corrotto come Craxi, si porta appresso da 40 anni un noto corruttore di giudici come Previti e un celebre amico di mafiosi come Dell'Utri. Comunque c'è chi lo batte (a parte la Fiat che, con Mani Pulite, ebbe molti più arresti e perquisizioni che la Fininvest): Francesco Saverio Borrelli è stato iscritto 319 volte nel registro degl'indagati della Procura di Brescia, Di Pietro 64, Davigo 36, Colombo e la Boccassini 30, anche su denuncia di Berlusconi e dei suoi cari. Si sono lasciati indagare senza fiatare, han chiesto ai pm di fare presto e alla fine sono stati sempre assolti o archiviati. Perché erano innocenti. Berlusconi invece, nel '94, sentendo il fiato dei pm sul collo, si buttò in politica per buttarla in politica, avviando ogni sorta di pratica ostruzionistica, nelle aule processuali e in quelle parlamentari, per rallentare, bloccare e cancellare i suoi processi. Come dice Luttazzi, "mai visto un innocente darsi tanto da fare per farla franca"
di Marco Travaglio, da l'Unità, 2 luglio 2008
galli della loggia travaglio giustizia magistrati impunità processi
permalink | inviato da tgweb il 3/7/2008 alle 13:51 | commenti (2) |
Più insicurezza e ingiustizie per i cittadini. Questo doveva essere il vero slogan del Governo Berlusconi. Uguaglianza... Chi è costei?
Il “Governo della sicurezza” stermina la giustizia.
Al contrario di quanto promesso ci saranno più cittadini senza giustizia e più delinquenti avvantaggiati dal quadro complessivo delle norme che stanno per essere varate.
Leggete e capite la gravità della situazione!
L’INCOSTITUZIONALITA’ DELL’EMENDAMENTO “BLOCCA-PROCESSI”
Apri il link sottostante per leggere tutto
http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/pace.html
“…irrazionalità dell’esclusione dal provvedimento di sospensione dei soli reati più gravi, che si pone in palese contrasto con quanto affermato sia da destra che da sinistra durante la recente campagna elettorale, e cioè che dovesse essere prontamente soddisfatta la generale richiesta di sicurezza a fronte della diffusa microcriminalità (mentre qui vengono addirittura esclusi furti, rapine e stupri, e cioè proprio quei reati che il decreto legge n. 92 intenderebbe radicalmente contrastare)…”
“…mancata ricomprensione, tra i reati più gravi (per i quali la sospensione non opera) del reato di corruzione del pubblico ufficiale (tra cui i giudici) e di corruzione in atti giudiziari, che sono forse i reati più gravi in uno «stato di diritto», nel quale la correttezza della conduzione dei processi mira ad assicurare l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge…”
ANM SU SOSPENSIONE DEI PROCESSI
http://www.associazionemagistrati.it/articolo.php?id=183
“…Si tratta di un intervento di cui non si comprendono le finalità e che aggrava la già difficile situazione del processo penale. Abbiamo il dovere di sottolineare le gravissime disfunzioni che deriverebbero dal generalizzato rinvio di un anno di migliaia di processi, anche per fatti di rilevante gravità…”
ECCO I REATI PER I QUALI SARA' OBBLIGATORIA LA SOSPENSIONE:
Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p. (strano vero?? ...dopo tanto allarme!)
Immigrazione clandestina (strano vero?? ...dopo tanto allarme!)
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Ecc. ecc. sul su scritto link puoi leggere tutto
ESEMPI SU EMENDAMENTO SALVAPROCESSI
A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.
B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.
Quale processo faccio per primo?
Risposta: B
Vedi gli altri sul link su riportato
Ecco il punto di vista del Financial Times :
“Silvio Berlusconi è in carica da quasi 50 giorni. Assistere allo spettacolo del suo nuovo governo in azione è un po' come mettersi a rivedere un vecchio e brutto film…”
“…Sta anche tentando di introdurre una legge che garantirebbe l'immunità alle alte cariche dello stato italiano, lui compreso. Una legge simile sarebbe impensabile nella quasi totalità degli stati occidentali…”
http://www.osservatoriosullalegalita.org/08/acom/06giu3/2600giufttitalia.htm
Per fortuna c’è qualcuno che non dorme mentre uccidono la democrazia
Consiglio la visione di questi video:
http://www.youtube.com/watch?v=7hC020S9Mjw (gran discorso di Piero al minuto 4:30)
http://it.youtube.com/watch?v=9lJVJn_S4-8 (intervento di Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), Nando Dalla Chiesa)
Guarda “L'Empirico e le Intercettazioni”
http://it.youtube.com/watch?v=9wbJcLfQn8w
travaglio intercettazioni giustizia borsellino ricca financial times dalla chiesa alfano blocca-processi
permalink | inviato da tgweb il 27/6/2008 alle 19:17 | commenti (0) |