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Timestamp: 2019-11-21 00:57:57+00:00
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FORO NEWS ITALIA: Le colpe dei commercialisti: vademecum delle ultime sentenze per non finire nei guai
Le colpe dei commercialisti: vademecum delle ultime sentenze per non finire nei guai
Il commercialista è responsabile quando l'errore sia frutto di dolo. A definire i limiti della "colpa" del professionista ci pensa il codice civile. L'articolo 2236 del Cc sancisce che: «se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d'opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave». Ma il confine non è sempre semplice da tracciare.
Punito un professionista incappato in un macroscopico errore
La Cassazione, con la recente sentenza n. 8860/11 (il testo è disponibile sul sito di Guida Normativa), ha punito un professionista che era incappato in un macroscopico errore. A seguito del decesso del titolare dell'azienda, infatti, la conduzione dell'impresa era stata affidata ai due figli. Il commercialista, tuttavia, aveva consigliato loro (per ottenere un risparmio d'imposta) di far partecipare alla società anche i rispettivi coniugi, finendo così per snaturare la natura originaria dell'azienda. La Corte ha rimproverato al professionista di non aver considerato il reddito prodotto come di partecipazione. Con la conseguenza che dovesse esserci necessariamente una ripartizione pro quota tra i due fratelli senza possibilità di coinvolgere altri soggetti e dar vira così a due imprese familiari. Certo è che in materia fissare un principio di massima per la responsabilità professionale è difficile se non impossibile.
Dando, poi, uno sguardo al passato è di notevole interesse l'ordinanza del tribunale di Milano 23 giugno 2005 n. 997 secondo cui la responsabilità del commercialista è confinata a quattro attività: 1) visto di conformità dei dati esposti nella dichiarazione, ai dati documentali o alle scritture contabili di riferimento; 2) asseverazione che gli elementi contabili ed extracontabili comunicati all'amministrazione finanziaria e rilevanti ai fini degli studi di settore corrispondano al vero; 3) la certificazione tributaria di avvenuta esecuzione degli adempimenti, controlli e attività prescritti (il cosiddetto visto pesante). E ancora. Secondo la sentenza della Cassazione 9916/2010 : «costituisce preciso obbligo di diligenza del commercialista nella redazione della dichiarazione dei redditi non appostare costi privi di documentazione o non inerenti all'anno della dichiarazione, comportamento che radica la responsabilità professionale del consulente nei confronti del contribuente dichiarante e che ne giustifica la condanna al risarcimento dei danni». Ma non è finita qui. Secondo la corte di Appello Roma, sentenza 30 marzo 1998, è nullo l'accordo siglato tra il professionista e il cliente «quando è finalizzato all'evasione fiscale».
Quando la colpa è del contribuente
La responsabilità però non è detto che sia del professionista ma può ricadere unicamente sul contribuente. Questo accade per esempio in tema di agevolazioni fiscali per l'acquisto di terreni agricoli. Se il privato, infatti, omette di presentare all'ufficio il certificato che attesti di avere gli appositi requisiti, non ha diritto ad alcun beneficio a meno che non dimostri che la presentazione tardiva fosse dovuta a una colpa degli uffici competenti (si veda la sentenza di Cassazione n. 9159/10).
Così come non è da escludere una responsabilità dell'amministrazione. Come nel caso in cui finisca per vessare il cittadino con richieste ingiustificate. In questo caso il contribuente può chiedere il risarcimento dei danni, in quanto sussiste in capo all'Agenzia delle entrate l'onere di verificare la correttezza delle cartelle esattoriali notificate al contribuente (si veda la sentenza del giudice di pace di Patti 9 marzo 2005). Non solo il dito puntato, quindi, sul commercialista, ma anche sulle altre figure professionali che sono chiamate a rispondere solo quando effettivamente abbiano agito con dolo a danno del cittadino, come appunto nel caso della recentissima sentenza della Cassazione.
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-04-19/commercialisti-vademecum-ultime-sentenze-182146.shtml?uuid=AariXLQD