Source: http://docplayer.it/17265566-La-domanda-di-insinuazione-al-passivo-alla-luce-del-d-p-c-m-13-11-2014-rimini-12-giugno-2015-relatore-avv-andrea-deangeli.html
Timestamp: 2020-02-24 03:02:51+00:00
Document Index: 6852191

Matched Legal Cases: ['art. 71', 'art. 93', 'art. 22', 'art. 21', 'art. 83', 'art. 18', 'art. 18', 'arti\n16', 'art. 702', 'art. 22', 'art. 71', 'art. 4', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 93', 'art. 71', 'art. 21', 'art. 20', 'art. 71', 'art. 3', 'art. 3']

LA DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO ALLA LUCE DEL D.P.C.M RIMINI 12 GIUGNO 2015 RELATORE: Avv. Andrea Deangeli - PDF Free Download
LA DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO ALLA LUCE DEL D.P.C.M RIMINI 12 GIUGNO 2015 RELATORE: Avv. Andrea Deangeli
Download "LA DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO ALLA LUCE DEL D.P.C.M. 13.11.2014. RIMINI 12 GIUGNO 2015 RELATORE: Avv. Andrea Deangeli"
1 LA DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO ALLA LUCE DEL D.P.C.M RIMINI 12 GIUGNO 2015 RELATORE: Avv. Andrea Deangeli
2 LA DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO ALLA LUCE DEL D.P.C.M RIMINI 5 GIUGNO 2015 RELATORE: Avv. Andrea Deangeli
3 APPLICABILITA DEL DPCM Si è ampiamente discusso, ma il dibattito è tutt altro che esaurito, se nell ambito del pct e delle notifiche in proprio a mezzo pec siano o meno applicabili le innovazioni introdotte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 novembre 2014 (normativa tecnica attuativa dell art. 71 del Codice dell Amministrazione Digitale Decreto Legislativo 07/03/2005, n. 82 in breve C.A.D).
4 Per parte degli esperti in informatica giuridica le nuove regole tecniche introdotte dal D.P.C.M. 13 novembre 2014 o non si applicherebbero affatto al processo civile telematico in virtù dell incompatibilità con le norme del PCT o comunque in virtù della specialità di quest ultime rispetto al suddetto D.P.C.M.(in tal senso Arcella, Salomone, Reale, Gargano), o si applicherebbero solo parzialmente (Vitrani, Testa, Sileni).
5 Nell ambito fallimentare l applicabilitàdel C.A.D. e del conseguente DPCM è assolutamente CERTA.
6 A richiamare espressamente il C.A.D. (ossia il Decreto Legislativo 07/03/2005, n. 82), infatti, è proprio l art. 93, comma II, del Regio Decreto 267/1942 c.d. Legge Fallimentare secondo cui: Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed è formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni e, nel termine stabilito dal primo comma, è trasmesso all indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell avviso di cui all articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. L originale del titolo di credito allegato al ricorso è depositato presso la cancelleria del Tribunale.
7 Il Regio Decreto, così come da ultimo modificato dal D.L. 179/2012, indica quindi due diverse ed alternative modalità di formazione della domanda di insinuazione al passivo del fallimento:
8 I IPOTESI Quella prevista dall art. 22, comma 3, del C.A.D. (copie informatiche di documenti analogici), ossia la scannerizzazione del ricorso redatto con le classiche modalità analogiche in termini piu semplici la domanda di insinuazione al passivo del fallimento viene redatta in formato word, stampata, e sottoscritta dall avvocato, unitamente alla delega -(a margine o in calce) sottoscritta sul cartaceo dal cliente e dall avvocato per autentica- il tutto scansionato (creazione di un pdf immagine) Cartella esempio 1a
9 II IPOTESI Quella prevista dall art. 21 comma 2 del C.A.D. (documento informativo sottoscritto con firma digitale), in termini piu semplici la domanda di insinuazione al passivo del fallimento viene redatta attraverso un classico redattore di testi (word, open office, etc ), trasformata in pdf (testo) così da creare un documento informatico che a sua volta viene sottoscritto con firma digitale. Se trattasi di insinuazione che l avvocato deposita per il cliente dovrà essere munito di delega la quale, firmata sul cartaceo dal cliente e per autentica dall avvocato, andrà scansionata (creazione di un pdf immagine) e ulteriormente sottoscritta digitalmente dall avvocato.
10 FORMA DELLA PROCURA ALLE LITI Quando l'atto da notificare (ma identico discorso vale per l insinuazione al passivo di cui ci stiamo occupando) deve essere accompagnato dalla procura alle liti, occorre predisporla ai sensi dell'art. 83, comma 3 c.p.c., secondo le due ormai note tipologie: a) come documento informatico, cioè il documento creato e sottoscritto direttamente dal cliente e dall avvocato (entrambi) con propria firma digitale e congiunto con strumenti informatici all atto; Cartella esempio 1b b) come copia informatica, cioè la riproduzione informatica per immagine della procura rilasciata su supporto cartaceo, sottoscritta analogicamente dal cliente e dall Avvocato per autentica; su tale copia informatica (che può ottenuta tramite la scansione della procura cartacea) deve poi essere apposta la firma digitale da parte dell'avvocato.
11 Va autentica la procura informatica? Art. 83, 4 comma, cpc cosìrecita: La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d intervento, del precetto o della domanda d intervento nell esecuzione, ovvero della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all atto cui si riferisce, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale e congiunto all atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. Se la procura alle liti è stata conferita su supporto cartaceo, il difensore che si costituisce attraverso strumenti telematici ne trasmette la copia informatica autenticata con firma digitale, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e trasmessi in via telematica.
12 Tenuto conto che. Laprocura alle liti può essere rilasciata a margine o in calce agli atti indicati La sottoscrizione del cliente tanto sulla procura a margine, tanto sulla procura in calce va certificata dal difensore La procura informatica si considera «in calce» ERGO Anche la sottoscrizione digitale alla procura informatica va certificata dal difensore, con conseguente onere del difensore di identificare colui che appone la firma digitale
13 LA PROCURA ALLE LITI ex art. 18 comma 5 D.M. 44/2011 Comma 5. La procura alle liti si considera apposta in calce all'atto cui si riferisce quando è rilasciata su documento informatico separato allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale l'atto è notificato. La disposizione di cui al periodo precedente si applica anche quando la procura alle liti è rilasciata su foglio separato del quale è estratta copia informatica, anche per immagine.
14 FORMA DELLA PROCURA ALLE LITI ex art. 18 comma 5 D.M. 44/2011 Documento informatico sottoscritto con firma digitale dall avvocato e dal cliente Copia informatica per immagine di un documento analogico sottoscritta tradizionalmente dal cliente e dall avvocato e firmata digitalmente dall avvocato
15 Specificitàdella procura Laprocura alle liti deve contenere: Datidel cliente Oggettodella causa Autoritàcompetente Datidelle controparti
16 Occorre notificare la procura? Certamente NON È NECESSARIO quando è già agli atti (es. notifica ricorso e decreto ingiuntivo; ricorso e decreto ex art. 702bis; ecc.) A mio parere sì quando si tratta di atti introduttivi (citazione, precetto, intimazione di sfratto). Si evitano contestazioni sulla regolarità della notifica che presuppone comunque il rilascio della procura. NEL CASO DI CUI CI STIAMO OCCUPANDO RITERREI indispensabile l allegazione alla pec dell insinuazione anche della procura, essendo l invio della pec all indirizzo del fallimento il primo atto difensivo in cui la procura viene spesa
17 ritornandoalle nostre due modalitàdi presentazione dell insinuazione. Inutile sottolineare come la prima delle due modalità appena descritta sia risultata da subito la più utilizzata, ciò in virtù della facilità ed immediatezza di realizzazione. Come detto, però, la Legge Fallimentare richiama, per tale seconda modalità di redazione del ricorso, espressamente l art. 22 comma terzo del C.A.D., il quale stabilisce che Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle regole tecniche di cui all articolo 71 hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformità all originale non è espressamente disconosciuta.
18 Da ciò si evince con chiarezza che, al caso di specie, non potràche applicarsi l art. 71 del C.A.D. e quindi come evidenziato all inizio il D.P.C.M. attuativo proprio di quell articolo 71.
19 Il suddetto Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, all art. 4 comma II, stabilisce che Fermo restando quanto previsto dall art. 22, comma 3, del Codice, la copia per immagine di uno o più documenti analogici può essere sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia.
20 Tornando quindi alla nostra analisi, rispetto alla prassi invalsa prima dell entrata in vigore del DPCM 13 novembre 2014 (il decreto ha acquisito piena efficacia a partire dallo scorso 11 febbraio 2015), il legale che voglia far riferimento al caso di cui al punto 1) del presente articolo per la formazione del proprio ricorso per ammissione al passivo del fallimento, dovràprima scannerizzare la domanda formata integralmente in cartaceo (sia come redazione che come sottoscrizione, sia dell atto che della procura), e poi apporre la propria firma digitale (sull atto e sulla procura) prima di trasmettere il file al Curatore fallimentare via PEC.
21 Il cambiamento non appare certamente epocale e, in fin dei conti, l apposizione della sottoscrizione digitale alla scansione del documento potrebbe non comportare particolari problematiche al ricorrente, deve però essere posta all attenzione del lettore l eventualitàdi cui all ultimo periodo del sopra citato art. 22 comma terzo del CAD, ossia, la disconoscibilità del documento così formato all originale dal quale è stato estratto. Pur essendo quella del disconoscimento un eventualità remota non è però da escludersi aprioristicamente soprattutto in virtù della negativa prassi invalsa in moltissimi Tribunali di non accettare il deposito prescritto dall ultimo periodo del secondo comma dell art. 93 Legge Fallimentare, ossia, del deposito dell originale del titolo e del ricorso in cancelleria.
22 Qualora, invece, il legale volesse formare la propria domanda di insinuazione con le modalità di cui al caso 2) della presente analisi dovrebbe procedere alla redazione di un documento informatico nativo firmato digitalmente, ciò però nel rispetto delle famose regole tecniche di cui all art. 71 CAD (l art. 21 comma II richiama, infatti, l art. 20 del C.A.D., il quale a sua volta richiama espressamente il suddetto art. 71) e quindi in ossequio al disposto di cui all art. 3 del D.P.C.M. 13/11/2014.
23 Al fine di garantire l immodificabilità e l integrità del documento, così come così come richiesto dal sopra citato art. 3 comma 4 lettera a) D.P.C.M. occorre apporre la nostra firma digitale.
24 Quindi in pratica non dovremo far altro che redigere la nostra domanda attraverso un classico redattore di testi (word, open office, etc ), trasformarlo in pdf (testo) e poi apporre al fine così ottenuto la nostra firma digitale, allegando alla pec indirizzata alla procedura detto documento, unitamente alla delega -(a margine o in calce della domanda) sottoscritta sul cartaceo dal cliente e dall avvocato per autentica, scansionata ed firmata digitalmente dall Avvocato, unitamente alla scansione dei documenti menzionati nell istanza a sostegno dell accoglimento dell insinuazione
25 Concludendo, la nostra originaria ipotesi sub 2), e quindi la redazione di un documento di testo (pdf nativo), firmato digitalmente, appare decisamente la più aderente al dettato normativo attuale, nonché decisamente meno rischiosa in virtù della remota ma comunque possibile eventualità di disconoscimento fra il documento e l originale cartaceo dal quale è estratto in virtù della nostra ipotesi sub 1). Cartella esempio 1C
26 Grazie dell attenzione Avv. Andrea Deangeli.