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Timestamp: 2018-09-20 20:42:19+00:00
Document Index: 121310674

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 7', 'art. 34', 'art. 2', 'art. 32', 'art. 1456', 'art. 32', 'art 53', 'art. 53']

NORME COMPORTAMENTALI E ORARIO DELLE LEZIONI
Le lezioni si svolgono dalle 08.00 alle 13.50 dal lunedì al venerdì. Il venerdì è previsto un rientro pomeridiano dalle 14.50 alle 16.40.
a) gli alunni al suono della prima campana si recano rapidamente nelle aule. Il suono della seconda campana indica l'inizio delle lezioni. Situazioni particolari dovranno essere autorizzate dalla Presidenza;
b) il personale docente dovrà trovarsi in aula almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni;
c) gli alunni che ritardano potranno essere ammessi alle lezioni dall'insegnante della prima ora previa annotazione sul registro di classe e giustificazione sul libretto personale. L'insegnante valuteràse segnalare il caso al Dirigente Scolastico per eventuali ulteriori provvedimenti;
d) il docente della prima ora è delegato in via permanente a giustificare le assenze dei giorni precedenti;
e) gli alunni possono entrare dopo l'inizio delle lezioni o lasciare la scuola prima del termine solo eccezionalmente, per gravi motivi, su richiesta del genitore o dell'esercente la patria potestà, o su richiesta motivata e sottoscritta in caso di alunno maggiorenne, tale richiesta dovrà essere prodotta entro, di norma, la prima mezz'ora di scuola, e non dovrà superare un terzo dell'orario giornaliero, salvo deroghe eccezionali della Presidenza;ogni studente può usufruire, nel corso dell'anno scolastico, di dieci permessi per l'entrata o l'uscita fuori orario, di cui cinque al primo quadrimestre e cinque nel secondo. L'ingresso in ritardo è ammesso, di norma, fino all'inizio della terza ora di lezione; l'uscita anticipata è ammessa, di norma, a partire dalla fine della quarta ora di lezione. Tale permesso sarà vistato dal Dirigente o da un suo collaboratore;
f) permessi permanenti. Il rilascio dei permessi permanenti di entrata posticipata e/o uscita anticipata agli alunni pendolari o agli alunni per motivi sportivi sarà valutato dal Dirigente, o da un suo collaboratore, su richiesta motivata della famiglia; i nominativi degli alunni, ai quali è stato concesso il permesso permanente, saranno indicati sul registro di classe e sul libretto personale che dovrà essere esibito su richiesta del personale addetto al controllo;
g) sono assimilate alle lezioni, ai fini delle giustificazioni delle assenze o dei permessi speciali di esonero, le attività di ricerche culturali, i lavori di gruppo, le visite di istruzione, ecc.;
h) le assenze fino a cinque giorni sono giustificate con l'esibizione della relativa richiesta sul libretto sottoscritta dal genitore o dall'esercente la patria potestà o dall'alunno maggiorenne;
i) motivi di assenza diversi da quelli di salute dovranno essere comunicati all'ufficio di presidenza con dichiarazione, di norma, preventiva da parte del genitore, chi ne fa le veci o l'alunno maggiorenne; nel caso in cui vengano superati sette giorni consecutivi di assenza senza che sia avvenuto alcun contatto da parte della famiglia dello studente, la Segreteria provvederà ad avvisare la famiglia stessa su segnalazione del coordinatore di classe o altro docente. L'avviso al coordinatore di classe potrà essere dato da qualsiasi docente;
j) l'alunno sprovvisto di giustificazione, se minorenne, dovrà essere tenuto in classe in attesa di comunicazione con la famiglia; al terzo giorno dal rientro, se ancora sprovvisto di giustificazione, la Presidenza, contattata la famiglia, deciderà se ammetterlo o meno alle lezioni. Le giustificazioni possono essere firmate anche dallo studente maggiorenne. Convinti però che il raggiungimento della maggiore età del figlio non coincide con le dimissioni dai compiti educativi dei genitori si continueranno a tenere i rapporti di comunicazione che la famiglia e lo studente riterranno opportuni. La scuola contatterà invece abitualmente le famiglie degli alunni minorenni in caso di permesso anticipato d'uscita;
k) sono esclusi i permessi di uscita dall'aula, in via ordinaria, durante la prima e la quarta ora di lezione;
l) i permessi di uscita dall'aula debbono riguardare solo un alunno per volta;
m) gli alunni non possono recarsi presso gli uffici di segreteria, senza convocazione, durante le ore di lezione. I certificati si richiedono compilando gli appositi modelli disponibili presso la segreteria e negli orari di apertura della stessa per gli studenti. La consegna dei certificati avverrà tramite i collaboratori scolastici. Per le fotocopie sono disponibili, nei corridoi, macchine a scheda ad uso libero;
n) per le lezioni di educazione fisica gli alunni debbono essere prelevati, accompagnati in palestra e riaccompagnati in aula da un componente del personale ATA o dal docente di educazione fisica nelle ore intermedie. Il trasferimento deve avvenire a piedi, ordinatamente e rigorosamente senza deviazioni. Alla prima ora gli allievi si recheranno autonomamente in palestra. Analogamente al termine dell'ultima ora di lezione lasceranno autonomamente la palestra;
o) al termine delle lezioni, l'uscita degli alunni avviene sotto la vigilanza dei docenti di turno e del personale non docente;
p) le moto e le biciclette possono essere posteggiate all'interno della scuola, negli spazi appositamente predisposti e no n possono essere prelevate prima della fine delle lezioni salvo giustificato motivo. La scuola non risponde di eventuali danni o furti. Per la sede di via don Minzoni l'accesso al cortile deve avvenire da via Vallenzasca riservando l'ingresso di via don Minzoni ai pedoni; le moto debbono entrare ed uscire condotte a mano e con motore spento. L'accesso con autovetture, in orario scolastico, è consentito per carico e scarico merci. Deroghe documentate possono essere concesse dal Dirigente; può essere autorizzato il personale che, per ragioni di orario o di servizio, è costretto a spostarsi da un plesso all'altro nel corso della mattinata;
q) gli alunni, nel rispetto dell'art. 3 del DPR 249/98, sono tenuti a mantenere un comportamento educato durante tutta la giornata scolastica, a rispettare strutture e attrezzature, a ridurre al minimo i rumori nell'uso dei mezzi di trasporto;
r) gli alunni sono tenuti al risarcimento alla scuola per i danni eventualmente provocati, per incuria o dolo, alle strutture, alle suppellettili, alle attrezzature scolastiche e al risarcimento di terzi eventualmente danneggiati;
s) gli spostamenti nelle ore intermedie debbono essere effettuati senza recare disturbo, in ordine e in silenzio; durante l'intervallo gli studenti devono uscire dall'aula e dai laboratori. Inoltre è vietato entrare nei laboratori senza l'assistenza di un docente o del personale ATA;
t) i docenti sono tenuti alla sorveglianza degli studenti per garantire il rispetto delle regole ed un corretto comportamento;
u) gli alunni devono presentarsi alle lezioni sempre muniti del libretto personale sul quale devono essere annotate le valutazioni. Il libretto è strettamente personale. Eventuali duplicati potranno essere rilasciati previa richiesta scritta al Dirigente e versamento sul C.C. dell'Istituto di una quota decisa dal consiglio d'Istituto;
v) negli spostamenti all'interno dell'Istituto il personale docente e il personale ATA sono tenuti ad avere con sé il cartellino di riconoscimento o un altro documento e ad esibirlo in caso di richiesta. Il personale a stretto contatto con il pubblico è tenuto a portare il cartellino di identificazione sempre esposto in modo visibile;
w) è assolutamente vietato usare o tenere accesi i cellulari o altri dispositivi elettronici all'interno della scuola; essi saranno ritirati dagli insegnanti agli alunni che trasgrediscono tale divieto, con annotazione sul registro di classe. Gli studenti non possono rifiutarsi di consegnare i suddetti apparecchi agli insegnanti pena l’allontanamento immediato dalla scuola previa comunicazione alla famiglia (per i minorenni). In caso di impossibilità di contattare la famiglia l’alunno dovrà presentarsi il giorno dopo accompagnato da un genitore. I docenti potranno (a loro giudizio) restituire il cellulare o gli altri dispositivi alla fine della lezione o consegnarli in segreteria, dove saranno ritirati (per i minorenni) solo da un genitore. In caso di reiterate violazioni al regolamento segnalate sul registro, il consiglio di classe può comminare le sanzioni già previste per tutti gli altri tipi di violazioni. Ogni tipo di ripresa effettuata all’interno della scuola con dispositivi elettronici e diffusa con qualunque mezzo, si configura come violazione della privacy dell’immagine privata e professionale di studenti e personale scolastico e perciò perseguibile a termini di legge.
Art. 1 Funzionamento Organi Collegiali
Il funzionamento degli organi collegiali avverrà nel rispetto delle successive norme e procedure:
1. La convocazione, da effettuarsi con comunicazione scritta diretta ai componenti e da affiggere all'albo generale dell'Istituto, deve essere disposta con un preavviso di almeno cinque giorni, salvo casi urgenti, e deve contenere l'ordine del giorno. La documentazione sugli argomenti oggetto di deliberazione sarà disponibile presso la segreteria a partire dalla data di convocazione;
2. D'ogni seduta deve essere redatto processo verbale entro cinque giorni dalla riunione, firmato dal Presidente e dal Segretario e approvato all'inizio della seduta successiva dai componenti l'organismo;
3. Per la validità delle sedute è richiesta la presenza di almeno la metà più uno dei componenti di ciascun organismo;
4. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che speciali disposizioni prescrivano diversamente. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Ciascun organo, allo scopo di realizzare nei limiti del possibile un ordinato svolgimento delle proprie attività, elabora una programmazione di massima, raggruppando a date prestabilite gli argomenti su cui prevedibilmente bisognerà adottare decisioni, ed esprimere proposte, pareri.
Art. 2 Collegio Docenti
Il Collegio de i Docenti è convocato per gli adempimenti di cui all'art. 7 del T.U. e per quanto previsto dal P.O.F. dell'Istituto, con avviso predisposto, affisso all'albo e fatto sottoscrivere da tutti i docenti per presa visione, di norma, almeno cinque giorni prima della seduta. Alla stessa data presso l'Ufficio di Presidenza debbono essere depositati tutti i materiali preparatori delle eventuali deliberazioni a disposizione dei componenti il Collegio i quali. Il Dirigente comunica al Collegio dei Docenti la nomina dei Collaboratori e del Vicario Il Collegio dei Docenti elegge, inoltre, al proprio interno il Comitato di Valutazione formato dai membri effettivi e dai membri supplenti. L'elezione dei membri del Comitato di Valutazione avviene a scrutinio segreto esprimendo un numero di preferenze pari a metà dei membri effettivi da eleggere. La nomina e le elezioni, di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, si terranno nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i procedimenti connessi con il norma le avvio del nuovo anno scolastico. Il Collegio dei Docenti nomina i responsabili delle funzioni strumentali al P.O.F. che ritiene necessarie per l'attuazione dell'autonomia scolastica, secondo i criteri stabiliti da una commissione designata. I docenti interessati alla candidatura presenteranno opportuna documentazione. Il Collegio dei Docenti, quale responsabile delle attività educative, utilizzando i poteri di autorganizzazione, si articola in Dipartimenti, Commissioni e Gruppi di Lavoro, il cui contributo sarà per ogni anno scolastico in linea con i dettami del Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto (P.O.F.). I Responsabili dei Dipartimenti sono indicati dalla presidenza, le Commissioni e i Gruppi di Lavoro si organizzano al loro interno nominando un coordinatore. Responsabili di dipartimento, coordinatori di commissione e responsabili di laboratorio verranno incaricati con atto formale di nomina del Dirigente. Ciascun Responsabile di Laboratorio elaborerà un regolamento riguardante l' accesso al laboratorio stesso, l'uso corretto e sicuro delle attrezzature in carico, la conservazione del materiale patrimoniale, di cui gli è affidata la custodia così come previsto dal D.I. 28/5/75. Detto regolamento andrà esposto nel laboratorio stesso . La partecipazione alle riunioni dei Dipartimenti, delle Commissioni, dei Gruppi di Lavoro, nonché a quelle organizzate dai Responsabili di Laboratorio rientra nelle attività aggiuntive della funzione docente. Le riunioni suddette sono convocate dai Responsabili secondo un piano programmato o dal Dirigente, quando ne ravvisi la necessità. Il Collegio esamina le proposte in merito alle attività culturali, didattiche e non, ne verifica la fattibilità, stabilisce le priorità sulla base dei bisogni rilevati individuando in particolare: gli obiettivi educativi cognitivi e comportamentali; gli strumenti per la verifica dell'apprendimento e la modalità di misurazione delle prestazioni; gli elementi che concorrono alla formulazione della valutazione periodica; gli strumenti con i quali comunicare agli studenti ed alle famiglie i risultati conseguiti; attività integrative da realizzare; attività di sostegno e di recupero e tempi d'attuazione; calendario delle riunioni degli organismi collegiali; esame delle proposte di sperimentazione; approva quanto previsto dagli artt. 3, 4, 5 del regolamento sull'autonomia quanto altro previsto dalla normativa vigente;
Art. 3 Consiglio di Classe
Il Consiglio di Classe è convocato per gli adempimenti di cu i all'art. 5 del T.U. e per quanto previsto dal P.O.F. dell'Istituto, con avviso predisposto, affisso all'albo e fatto sottoscrivere da tutti i docenti per presa visione, di norma, almeno 5 giorni prima della seduta. Il Consiglio di classe è presieduto dal Dirigente o da altro Docente delegato Il Consiglio di Classe è convocato dal Capo d'Istituto su propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata da un terzo dei suoi membri, escluso dal computo il Presidente.Il Consiglio di norma si riunisce almeno tre volte al quadrimestre. Almeno una volta al quadrimestre potranno partecipare alle riunioni, oltre ai rappresentanti eletti, tutti i genitori e gli allievi della classe. Nell'ambito di tali riunioni potranno avere luogo colloqui individuali.Il Consiglio di Classe si occupa della: - individuazione d'obiettivi comuni e trasversali per interventi interdisciplinari in coerenza con gli obiettivi delle varie discipline;- definizione delle metodologie e degli strumenti; - definizione delle attività integrative;- formulazione al Collegio dei Docenti d'iniziative di sperimentazione;- definizione delle conoscenze e competenze che dovranno essere raggiunte per ottenere la promozione;- coordinamento organizzativo per evitare eccesso di carichi di lavoro in particolari periodi. Il Dirigente nomina all'interno del Consiglio di classe un Docente Coordinatore che- è referente del Dirigente e degli Studenti per i problemi della classe; - è referente per le famiglie che a lui si rivolgono per avere notizie.- Coordina le iniziative facendone partecipi tutti i componenti del C. di C.
Il Consiglio d'Istituto è convocato per gli adempimenti di cui agli art. 8 e 10 del T.U., risulta validamente costituito quando sono presenti la metà più uno degli aventi diritto. Il Consiglio d'Istituto nella sua prima seduta è presieduto dal Dirigente, fino all'elezione, tra i rappresentanti dei genitori membri del Consiglio, del proprio presidente con le seguenti procedure:
a) l'elezione ha luogo a scrutinio segreto;
d) qualora non si raggiunga tale maggioranza nella prima votazione, il presidente verrà eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che abbia partecipato alla votazione il 51% dei componenti in carica;
e) a parità di voti viene eletto il più anziano d'età;
f) il Consiglio può eleggere un vicepresidente con le stesse modalità previste per il presidente;
g) il Consiglio elegge, nel suo seno, la Giunta Esecutiva composta dal Dirigente (che ne è il presidente) e dal Direttore dei servizi generali ed amministrativi, membri di diritto, e da un rappresentante delle componenti presenti nel Consiglio, con le stesse modalità previste in precedenza;
h) il Consiglio si potrà valere dell'apporto di commissioni deliberando sui criteri e proposte da esse stabiliti, rinviando le ipotesi in commissione, motivando le eventuali obiezioni, fino al raggiungimento di una stesura definitiva;
i) il Consiglio delibera il documento contabile annuale denominato "programma" ed il conto consuntivo
j) il Consiglio di istituto verifica, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie dell'istituto nonché lo stato di attuazione del programma, al fine delle modifiche che si rendano necessarie, sulla base di apposito documento predisposto dal Dirigente
k) il Consiglio altresì, con deliberazione motivata, su proposta della Giunta o del Dirigente, può apportare modifiche parziali al programma in relazione anche all'andamento del funzionamento amministrativo e didattico generale ed a quello attuativo dei singoli progetti
l) con le modalità gia previste il Consiglio delibera inoltre su: adozione regolamento interno; promozione di contatti con altre scuole; adesione ad attività culturali, ricreative e sportive; forme e modalità per iniziative assistenziali;
m) il Consiglio può nominare una Commissione che ha il compito di procedere alla valutazione dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico.
Il Consiglio è convocato dal Presidente su propria iniziativa, su richiesta del Presidente della Giunta Esecutiva o di almeno un terzo dei componenti il Consiglio stesso. Il Presidente e il Dirigente concordano la data e l'orario di convocazione. Non si può deliberare su questioni che non siano state poste all'ordine del giorno. Per casi di comprovata urgenza e necessità, su richiesta di almeno un terzo dei componenti, previa approvazione della maggioranza, il Presidente ne ammette la discussione dopo l'esaurimento degli argomenti previsti all'ordine del giorno. L'ordine della trattazione può essere invertito su richiesta di uno o più componenti e dietro approvazione della maggioranza Le sedute e gli atti del Consiglio sono pubblici salvo che non siano riferiti a singole persone. Possono partecipare alle sedute del Consiglio, con funzione consultiva, su temi specifici, persone appositamente invitate per fornire pareri tecnicamente qualificati.
Art. 5 Giunta Esecutiva
La Giunta Esecutiva è convocata per gli adempimenti di cui agli art. 8 e 10 del T.U., si riunisce prima del Consiglio per poterne preparare i lavori ed è convocata dal Dirigente. Ai lavori della Giunta Esecutiva può partecipare il Presidente del Consiglio di Istituto.
Art. 6 Organo giudicante
Il Dirigente o il Consiglio di Classe, convocato dal Dirigente o da almeno tre docenti della classe, possono ricorrere ad un organo giudicante per definire sanzioni disciplinari nel rispetto dell'art. 4 comma 1 del DPR 249/98. L'organo giudicante è costituito dal Dirigente e dai suoi collaboratori ed è autorizzato, nel rispetto delle memorie prodotte dallo studente a propria difesa, a comminare allo stesso delle sanzioni disciplinari. L'organo giudicante è validamente costituito in presenza della metà più uno degli aventi diritto. Il Capo di Istituto convoca il Consiglio di Classe per approvare eventuali provvedimenti disciplinari a carico degli alunni, ogni qual volta gli organismi sono tenuti a deliberare per competenza a norma dell'art. 5 comma 1 del DPR 249/98.
Art. 7 Organo di garanzia
Lo studente o i genitori, nel caso di alunni minorenni, possono ricorrere ad un organo di garanzia entro 15 giorni dalla notifica delle sanzioni stabilite dall'Organo giudicante. L'organo di garanzia, sempre presieduto dal Dirigente Scolastico, è costituito da: tre docenti designati dal Collegio Docenti (di cui uno facente parte del Consiglio d'Istituto), uno studente designato dal Comitato Studentesco, un genitore designato tra i rappresentanti dei Consigli di Classe. Per tutti deve essere fatta salva la non contemporanea presenza nell'organo giudicante e nell'organismo di garanzia, in ottemperanza a quanto stabilito dal DPR 249 del 24/06/1998 art. 5. Non è consentita l'astensione. L'organo di garanzia è validamente costituito in presenza della metà più uno degli aventi diritto. L'organo di garanzia decide, su richiesta degli studenti o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgono all'interno della scuola in merito all'applicazione del regolamento. L'organo di garanzia dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni. Qualora non decida entro tale termine, la sanzione non potrà che ritenersi confermata.
Art. 8 Comitato di Valutazione
Il Comitato di valutazione è convocato per gli adempimenti di cui all'art. 11 del T.U. (D.L.vo 297 del 14/4/94).
Il Capo di Istituto convoca il Comitato per la Valutazione del servizio degli insegnanti.
Art. 9 Assemblee genitori e studenti
Tutti gli studenti e i genitori hanno diritto di esprimere liberamente dentro la scuola il loro pensiero nel rispetto delle seguenti norme:
a) la diffusione di materiali e l'utilizzo della bacheca per l'affissione di: volantini, giornali murali e altro sono permesse a condizione che i documenti esposti o fatti circolare per l'Istituto riportino i dati identificativi di chi li ha prodotti e di chi l i diffonde e siano coerenti con gli obiettivi educativi del P.O.F.;
b) che si rispetti il divieto di propaganda elettorale all'interno dei locali della scuola, fatta eccezione per la propaganda relativa alla elezione degli Organi Collegiali. La diffusione non deve avvenire durante le ore di lezione.
Tutti i genitori e gli studenti hanno diritto di utilizzare i locali e le attrezzature della scuola per riunirsi, nel rispetto delle norme di cui all'art. 2 commi 9 e 10 del DPR 249/98 e delle seguenti modalità:
a) richiesta al Dirigente e pubblicazione all'albo dell'ordine del giorno della riunione con un preavviso, in via ordinaria, di almeno cinque giorni di calendario;
b) rispetto del diritto al dissenso durante lo svolgimento dell'assemblea.
Art. 10 Attuazione assemblee degli studenti
Le Assemblee studentesche possono essere di classe o di Istituto o di indirizzo. In relazione al numero di alunni e alla disponibilità dei locali, l'assemblea di Istituto può articolarsi in assemblee di classi parallele. I rappresentanti degli studenti nei Consigli di Classe possono esprimere un Comitato Studentesco di Istituto, può inoltre essere costituito un gruppo di lavoro che affianchi il comitato. E' consentito lo svolgimento di un'assemblea di Istituto e di una di classe al mese nel limite, la prima, di quattro ore di lezione e, la seconda, di due ore. L'assemblea di classe non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana durante l'anno scolastico. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell'orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali. Alle assemblee di istituto svolte durante l'orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire all'ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio di Istituto o, su delega, dal Dirigente Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni. L'assemblea di Istituto deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento, in ottemperanza ai dettami del P.O.F. che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto. L'assemblea di Istituto è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato Studentesco o su richiesta del 10% degli studenti. La data di convocazione e l'ordine del giorno delle assemblee devono essere preventivamente presentati al Dirigente (almeno 5 giorni prima). Il Comitato Studentesco, ove eletto, ovvero il Presidente eletto dall'assemblea, garantisce l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti. Il Dirigente ha potere di intervento nel caso di violazione del regolamento o in caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell'assemblea. I docenti in servizio durante le ore di svolgimento dell'Assemblea di classe sono responsabili dell'ordinato svolgimento della stessa. Possono uscire dall'aula se ritengono di aderire a esplicita richiesta degli alunni, ma non devono allontanarsi. In caso di allontanamento per giustificati motivi devono darne comunicazione al personale non docente perché provveda alla sorveglianza degli alunni. Il tutto nel pieno rispetto dell'art. 3 del DPR 249/98.
Art. 11 Attuazione assemblee dei genitori
Le assemblee dei genitori possono essere di classe o di istituto. I rappresentanti dei genitori nei consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori dell'istituto. L'assemblea di classe è convocata su richiesta dei genitori eletti nei consigli di classe; l'assemblea di istituto è convocata su richiesta del presidente dell'assemblea ove sia stato eletto, o della maggioranza del comitato dei genitori, oppure qualora la richiedano il 10% dei genitori. Il Dirigente, sentita la Giunta Esecutiva del Consiglio di Istituto, autorizza la convocazione e i genitori promotori né danno comunicazione mediante affissione di avviso all'albo, rendendo noto anche l'ordine del giorno. L'assemblea si svolge fuori dell'orario delle lezioni. L'assemblea dei genitori deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto. In relazione al numero dei partecipanti e alla disponibilità dei locali, l'assemblea di istituto può articolarsi in assemblee di classi parallele o di indirizzo. All'assemblea di classe o di istituto possono partecipare, su invito, con diritto di parola, il Dirigente e i docenti rispettivamente della classe o dell'istituto.
Art. 12 Norme comportamentali ed orari delle lezioni
(Si veda l'apposita sezione del Regolamento presente all'inizio di questa pagina)
1. Mancanza ai doveri scolastici:
.: ripetuti ritardi;
.: entrate e uscite fuori orario ripetute;
.: assenze ingiustificate;
.: disturbo durante le lezioni.
2. Comportamenti non corretti e irrispettosi:
.: aggressioni verbali e/o fisiche nei confronti dei compagni;
.: mancanza di rispetto nei confronti di insegnanti, preside, personale ATA;
.: comportamenti scorretti durante le gite: allontanamento non autorizzato dal gruppo e dai docenti accompagnatori; danni arrecati ad immobili e ai mezzi di trasporto usati;
.: falsificazione della firma dei genitori su compiti e documenti scolastici;
.: abbandono dell'edificio scolastico senza autorizzazione;
.: assunzione di cibi e di bevande durante le lezioni;
.: appropriazione, occultamento o danneggiamento di cose altrui;
.: non osservanza delle misure di sicurezza;
.: assunzione di sostanze che determinano dipendenza (alcol e droghe);
.: distribuzione di sostanze che determinano dipendenza (alcool e droghe);
.: comportamenti che determinano in qualche modo altre violazioni di leggi, regolamenti, ordini o discipline per le quali sia prevista dall'ordinamento una sanzione penale o amministrativa, ovvero responsabilità civile per colpa e dolo che, per essersi verificati a scuola, abbiano determinato un turbamento della comunità scolastica.
3. Danni arrecati al patrimonio della scuola:
.: imbrattare le superfici esterne ed interne;
.: sottrarre o occultare beni appartenenti all'istituto;
.: recare danni ai beni mobili o immobili facenti parte del complesso scolastico o delle aree prossime sia pertinenziali che esterne (comprese le macchine);
.: mancata restituzione di beni ricevuti in prestito;
.: sottrazione, appropriazione, occultamento o danneggiamento di beni appartenenti a visitatori o da membri della comunità scolastica siti nell'istituto o nelle aree prossime sia pertinenziali che esterne.
Le sanzioni disciplinari applicabili agli alunni in caso di violazione dei doveri di cui dianzi menzionato, nonché di quelli specifici eventualmente previsti dai singoli consigli di classe, sono:
1. richiamo individuale con annotazione sul libretto;
2. ammonizione con nota sul registro di classe;
3. diffida del D. S.;
4. temporaneo allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore ai quindici giorni;
5. allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo superiore a quindici giorni;
6. allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine dell'anno scolastico;
7. esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi;
8. risarcimento economico per i danni arrecati al patrimonio della scuola.
.: per l'irrogazione del richiamo individuale è competente il docente in servizio durante la lezione;
.: per l'irrogazione dell'ammonizione in classe è competente il docente in servizio durante le lezioni;
.: per l'irrogazione della diffida è competente il Dirigente scolastico o un suo collaboratore;
.: per l'irrogazione del temporaneo allontanamento dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a quindici giorni è competente il consiglio di classe nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi pertanto gli studenti e i genitori. Se il sanzionando è tra gli eletti o vi è un suo genitore si provvederà alla surroga con il relativo membro supplente se presenti;
.: per le sanzioni di cui ai punti 5, 6, 7 comminate qualora ne ricorrano le condizioni previste dalla normativa vigente, competente è il Consiglio di Istituto;
.: per le mancanze disciplinari commesse durante la sessione d'esame è competente la commissione d'esame e le relative sanzioni sono applicabili anche a candidati esterni;
.: per il risarcimento è competente il consiglio di classe sulla base delle indicazioni pecuniarie fornite dal consiglio d'istituto.
.: Per l'irrogazione del richiamo individuale il docente durante la lezione contesterà immediatamente allo studente la violazione disciplinare, lo inviterà contestualmente ad esporre le sue ragioni, annoterà il provvedimento su libretto personale dello studente, avendo cura di motivarlo e controllerà la firma di presa visione da parte del genitore.
.: Per l'irrogazione dell'ammonizione in classe, il docente durante la lezione contesterà immediatamente allo studente la violazione disciplinare, lo inviterà contestualmente ad esporre le sue ragioni ed annoterà il provvedimento sul registro di classe, avendo cura di motivarlo e di dare atto del procedimento seguito.
.: Per l'irrogazione della diffida, il Dirigente scolastico o un suo collaboratore contesterà allo studente la violazione disciplinare e lo inviterà ad esporre personalmente le sue ragioni. Verrà successivamente emanato l'eventuale provvedimento di Diffida in forma scritta, avendo cura di motivarlo, di dare atto del procedimento seguito e di comunicarlo allo studente e alle famiglie se minorenne.
.: Per l'irrogazione dell'allontanamento dalla comunità scolastica, esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo il Dirigente scolastico o un suo collaboratore valuterà preventivamente la ricorrenza dei casi di applicabilità e deferirà lo studente al Consiglio di classe e/o al Consiglio d'Istituto.
.: Lo studente verrà invitato ad esporre personalmente le sue ragioni avanti all'organo collegiale anche per iscritto ovvero mediante produzione di prove o testimonianze a lui favorevoli.Il provvedimento sarà deliberato a maggioranza dall'organo collegiale a composizione plenaria. Verrà contestualmente comunicato allo studente presente, ovvero notificato allo studente assente e ai genitori dello studente minorenne.
.: Per i provvedimenti disciplinari emessi dalle Commissioni d'esame si applicheranno le procedure precedenti.
.: Tutto il personale docente e non docente nonché gli allievi dell'istituto possono segnalare anche verbalmente all'organo competente le mancanze che in relazione al presente regolamento siano suscettibili di irrogazione di sanzioni. Della segnalazione si darà atto nel procedimento di contestazione.
Reiterazione dei comportamenti, recidiva, attenuanti, aggravanti. Precisazioni sulle competenze.
La permanenza o la reiterazione di comportamenti scorretti così come la sussistenza di precedenti sanzioni di grado superiore al richiamo individuale a carico del medesimo studente, sono causa di irrogazione della sanzione di grado superiore rispetto a quello previsto dai precedenti articoli per il comportamento effettivamente contestato.
L'organo competente per l'irrogazione della sanzione più grave è sempre competente per la irrogazione della sanzione di grado inferiore. L'organo competente per le sanzioni inferiori non può mai irrogare la sanzione superiore, dovendosi limitare a segnalare l'infrazione all'organo competente per i provvedimenti del caso.
Prima dell'irrogazione dei provvedimenti oltre la diffida è ammesso ricorso da parte dello studente, entro quindici giorni dalla comunicazione della sanzione, a un ORGANO DI GARANZIA interno previsto (vedi art. 7 del presente regolamento).
.: L'organo che emana il provvedimento, rispettando i principi della proporzionalità e della riparazione del danno, nell'irrogare la sanzione provvede contestualmente ad offrire allo studente la possibilità di convertire la stessa in attività a favore della comunità scolastica.
.: Lo studente che intende avvalersi della facoltà di conversione lo comunica al Dirigente scolastico o ad un suo collaboratore entro tre giorni dalla comunicazione o notifica del provvedimento disciplinare. Il Dirigente scolastico o un suo collaboratore adotta tutti i conseguenti ed opportuni atti esecutivi inerenti allo svolgimento dell'attività dalla conversione.
.: La comunicazione di cui al comma precedente implica la decadenza della facoltà di impugnare il provvedimento disciplinare.
.: Qualora venga utilizzata la dizione: "sospensione con obbligo di frequenza", lo studente parteciperà a tutte le attività didattiche programmate.
Ripetuti ritardi
Entrate e uscite fuori orario superiori a un certo numero
Disturbo durante la lezione
Minacce e comportamenti intimidatori
Reiterati disturbi durante le lezioni avvenuti dopo l'erogazione dell'ammonizione
Aggressioni verbali nei confronti dei compagni
Ripetute aggressioni verbali e/o aggressioni fisiche
Gravi aggressioni verbali e/o fisiche.Minacce e comportamenti intimidatori
Mancanza di rispetto nei confronti del personale scolastico, delle religioni e delle istituzioni
Oltraggio nei confronti dei docenti, del preside, del personale, delle religioni e delle istituzioni
Comportamenti scorretti durante le gite: danni arrecati ad immobili e ai mezzi di trasporto usati
Sospensione e risarcimento
Falsificazione della firma dei genitori su compiti e documenti scolastici
Allontanamento dall'aula senza autorizzazione
Abbandono dell'edificio scolastico senza autorizzazione
Reiterato abbandono senza autorizzazione dell'edificio scolastico
Appropriazione, occultamento o danneggiamento di cose altrui
Non osservanza delle misure di sicurezza
Assunzione di sostanze che determinano dipendenza
Distribuzione di sostanze che determinano dipendenza
Imbrattare le superfici interne ed esterne
Diffida e risarcimento
Sottrarre o occultare o appropriarsi di beni appartenenti all'istituto
Recare danni ai beni mobili o immobili facenti parte del complesso scolastico o delle aree prossime sia pertinenziali che esterne (comprese le auto)
Mancata restituzione di beni ricevuti in prestito
Sottrazione, appropriazione occultamento o danneggiamento di beni appartenenti a visitatori od a membri della comunità scolastica siti nell'istituto o nelle aree prossime sia pertinenziali che esterne
Art. 12 ter Disposizioni comuni
1. È vietato svolgere attività private all'interno della scuola. È vietato usare le attrezzature scolastiche (compresi telefoni, fotocopiatrici, PC e relativi software) per gioco o a fini privati.
2. È responsabilità di tutti coloro che usano le attrezzature della scuola mantenerle in condizioni di funzionalità ed efficienza, segnalando tempestivamente all’Ufficio Tecnico eventuali malfunzionamenti o rotture accidentali.
3. È proibito fumare in tutti i locali della scuola, compresi gli spazi esterni antistanti l’ingresso principale.
4. È vietato l’uso dei telefoni cellulari nelle aule, nei laboratori e, in generale, durante l’attività didattica.
5. È responsabilità di tutti coloro che vivono nella scuola garantire, ciascuno secondo i propri compiti, la pulizia e il decoro dei locali scolastici. In particolare:
.: è vietato consumare cibi o bevande nelle aule, nei laboratori, in palestra e nello spogliatoio;
.: è proibito abbandonare rifiuti e contenitori di vario tipo nelle classi, nei corridoi e nei cortili. I rifiuti devono essere deposti negli appositi contenitori.
6. I regolamenti dei vari laboratori vanno sempre rispettati.
Art. 13 Rapporti fra Istituto, Enti e Ditte
L'Istituto garantisce le seguenti procedure per le attività di contrattazione riguardanti acquisti, appalti e forniture nel rispetto dell'art. 34 del D.M.P.I. del 01/02/2001 n. 44
Per contratti inferiori a € 2.000, di norma, si tratta con una sola Ditta, riservandoci la possibilità di interpellarne altre. Per contratti che eccedono il limite di € 2.000, l'amministrazione procede alla scelta del contraente previa comparazione delle offerte di almeno tre Ditte di fiducia, ritenute idonee e interpellate direttamente.
Per i criteri di aggiudicazione si procederà a:
a) individuare le caratteristiche peculiari del prodotto;
b) fissare la data entro la quale dovranno pervenire alla segreteria le relative offerte che dovranno essere debitamente protocollate;
c) predisporre un unico dettaglio da utilizzare per tutti gli inviti;
d) informare che l'offerta potrà pervenire, correlata di relativa documentazione, anche a mezzo fax o posta elettronica;
e) informare che per l'acquisto, di norma, verranno presi in esame i seguenti parametri:
1. qualità del prodotto;
2. funzionalità e rispondenza alle esigenze specifiche;
3. minor costo;
4. eventuali indicazioni specifiche, periodi di garanzia e tipologia di assistenza;
f) garantire che le predette condizioni verranno sempre inserite nell'invito rivolto a quanti possano essere interessati a partecipare alla gara.
Nei casi particolari in cui l'acquisto non può avvenire nel rispetto dell'iter indicato, è possibile il ricorso alle procedure di gara disciplinate dalle norme generali di contabilità dello Stato.
Art. 14 Finanziamento programma annuale
L'attività finanziaria delle istituzioni scolastiche si svolge sulla base di un unico documento contabile annuale, denominato "programma", predisposto dal Dirigente scolastico e proposto dalla giunta esecutiva, di norma salvo deroghe, entro il 31 ottobre, al Consiglio d'istituto con apposita relazione e con il parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori.
La relativa delibera è adottata dal Consiglio d'istituto, di norma salvo deroghe, entro il 15 dicembre dell'anno precedente quello di riferimento. Nella relazione sono illustrati gli obiettivi da realizzare e la destinazione delle risorse in coerenza con le previsioni del piano dell'offerta formativa (P.O.F.). Nel programma sono indicate:
.: tutte le entrate, aggregate secondo la loro provenienza;
.: gli stanziamenti di spesa aggregati per le esigenze del funzionamento amministrativo e didattico generale e per le spese di investimento;
.: i compensi spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di disposizione di legge;
.: i singoli progetti da realizzare. A ogni singolo progetto compreso nel programma per l'attuazione del P.O.F. è allegata una scheda illustrativa finanziaria nella quale sono riportati l'arco temporale in cui l'iniziativa deve essere realizzata, nonché i beni e i servizi da acquistare. Per ogni progetto, annuale o pluriennale, deve essere indicata la fonte di finanziamento, la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione e le quote di spesa attribuite a ciascun anno finanziario, fatta salva la possibilità di rimodulare queste ultime in relazione all'andamento attuativo del progetto, mediante il riporto nella competenza dell'esercizio successivo delle somme non impegnate al 31 dicembre dell'esercizio di riferimento, anche prima dell'approvazione del conto consuntivo. L'approvazione del programma comporta autorizzazione all'accertamento delle entrate ed all'assunzione degli impegni delle spese ivi previste.
Il programma è affisso all'albo dell'istituzione scolastica entro quindici giorni dall'approvazione ed è inserito, ove possibile, nell'apposito sito WEB dell'istituzione medesima. Per quanto non espressamente esplicitato si fa riferimento all'art. 2 e successivi del D.M.P.I. del 01/02/2001
Art. 15 Ufficio Tecnico
E' l'organismo preposto al coordinamento delle funzioni di natura tecnica dell'Istituto. Il Capo dell'Ufficio Tecnico, avvalendosi della collaborazione del personale non docente ed in particolare degli Assistenti Tecnici dei reparti, assolve alle seguenti funzioni:
1. vigila sull'agibilità degli edifici e dei locali e sul funzionamento degli impianti, in collaborazione con il Dirigente e con i Responsabili dei Laboratori interessati; a tal fine parteciperà anche ai contatti con gli enti competenti;
2. sovrintende ai lavori di manutenzione ordinaria dell'edificio e dei laboratori, per questi ultimi anche in relazione al trasloco, alla messa in opera ed al collaudo di attrezzature, in collaborazione con i Responsabili di Laboratorio. In tali circostanze, ove il personale non docente in forza al reparto non fosse sufficiente, chiede al Responsabile Amministrativo che gli venga messo a disposizione del personale aggiuntivo;
3. sovrintende al funzionamento del magazzino generale per l'approvvigionamento e la distribuzione del materiale di consumo;
4. sovrintende e coordina i piani di sgombero e la messa in loco dell'apposita segnaletica;
5. controlla che ogni laboratorio abbia un suo regolamento per il funzionamento.
Art. 16 Servizi Amministrativi
Gli Uffici di Segreteria garantiscono un orario di apertura al pubblico dalle ore 8.00 alle ore 13.50 mentre per i docenti e per gli allievi è previsto l'orario dalle 10.30 alle13.30 dal lunedì al venerdì.
Inoltre, durante il periodo di svolgimento dell'attività didattica, verrà garantita l'apertura continuata fino alle ore 16.30 in almeno due giorni infrasettimanali in via Don Minzoni e quattro giorni in via A. Moro. L'ufficio di presidenza riceve il pubblico, anche su appuntamento telefonico, durante l'orario di apertura nei due plessi in cui è divisa la scuola. Tutte le modalità di apertura verranno comunicati a inizio di ogni anno scolastico.
I servizi di segreteria sono forniti secondo i seguenti fattori di qualità: cortesia, celerità delle procedure, trasparenza, informatizzazione dei servizi, tempi ridotti di attesa agli sportelli, flessibilità degli orari degli uffici a contatto con il pubblico.
Art. 17 Standard delle procedure
.: La distribuzione dei moduli di iscrizione è effettuata direttamente nelle classi.
.: Il rilascio dei certificati è effettuato entro il tempo massimo di tre giorni lavorativi per quelli di iscrizione e frequenza, e di cinque giorni per quelli con votazioni e/o giudizi.
.: I diplomi e certificazioni f inali saranno consegnati al termine della sessione d'esame dal Presidente della commissione giudicatrice o comunque secondo quanto previsto dalla legge.
.: I documenti di valutazione degli alunni sono consegnati dal Capo d'Istituto o da un docente de legato.
.: I certificati di servizio verranno consegnati agli interessati entro cinque giorni lavorativi dalla data della richiesta.
L'Istituto è dotato di spazi ben visibili, predisposti per l'informazione, situati all'ingresso dell'Istituto, a disposizione degli utenti e comprendenti tutte le informazioni riguardanti:
.: orario delle lezioni;
.: orario di lavoro dei dipendenti;
.: organigramma delle aule e dei laboratori;
.: organigramma degli uffici;
.: libri di testo;
E' inoltre possibile reperire informazioni sul funzionamento dell'istituto sul suo sito raggiungibile dai links www.itdavinci.gov.it e www.itdavinci.it.
.: albo di Istituto;
.: bacheca per Consiglio di Istituto;
.: bacheca sindacale;
.: bacheca personale ATA;
.: bacheca degli studenti;
.: bacheca dei genitori.
E' altresì prevista, all'ingresso, la presenza di un operatore scolastico in grado di fornire all'utenza le prime informazioni per la fruizione del servizio.
Tutti gli operatori scolastici e i collaboratori tecnici che possano venire normalmente a contatto con il pubblico indossano, per l'intera durata del servizio, un cartellino di identificazione ben visibile.
Art. 19 Criteri formazione orario lezioni
L'orario delle lezioni deve essere formulato seguendo i seguenti criteri elencati in ordine di importanza:
.: rispetto di esigenze didattiche oggettive;
.: necessità di compresenza di più docenti in diverse discipline;
.: esigenze d'orario dei docenti impegnati in altri istituti;
.: capacità ricettive dei laboratori e delle aule speciali;
.: rispetto di esigenze didattiche personali dei docenti;
.: rispetto delle esigenze personali dei docenti riguardanti giorno di riposo e problemi personali.
La Commissione orario, o un responsabile nominato dal Dirigente, procederà, inoltre, alla formulazione del calendario dei Consigli di Classe, degli scrutini del primo e del secondo quadrimestre, di interventi didattici e educativi integrativi e coordinerà gli orari delle attività culturali e di approfondimento.
Art. 20 Criteri di assegnazione cattedre
Il Dirigente assegnerà le cattedre ai docenti, previa contrattazione con le R.S.U. tenendo conto della continuità didattica, dell'esperienza maturata e di altre particolari esigenze delle classi e dell'istituto.
Particolare considerazione sarà riservata al criterio di omogeneità e di equilibrio valutativo del Consiglio di classe Eventuali scambi di classi dovranno essere richiesti per iscritto e motivati.
Qualora fossero approvate e attivate sperimentazioni didattico-disciplinari i docenti potranno essere assegnati, con il necessario consenso ad aderire alle sperimentazioni, a Consigli di Classe diversi.
Art. 21 Criteri di formazione delle classi
Il numero delle classi funzionanti nell'Istituto viene determinato a seguito delle disposizioni ministeriali annuali riguardanti la formazione degli organici. Un'apposita commissione si occuperà della formazione delle classi iniziali del biennio e del triennio, tenendo conto dei seguenti criteri:
.: gli alunni nuovi iscritti verranno suddivisi, in modo equilibrato, nelle classi iniziali in base al profitto e alla partecipazione alla vita scolastica dell'anno precedente misurati sul voto d'esame;
.: fatte salve le condizioni precedenti si terra conto della provenienza: scuola/classe o comune (in modo, però, che il gruppo non superi ¼ della classe);
.: di norma gli alunni ripetenti non verranno assegnati al la stessa sezione frequentata l'anno precedente, sempre che non esistano motivi didattici che consiglino una diversa decisione previa valutazione del consiglio di classe da esprimere in sede di scrutinio finale;
.: per il settore tecnologico non si terrà conto della lingua straniera studiata precedentemente;
.: eventuali richieste individuali circa la sezione o la scelta dei compagni sono subordinate al rispetto delle precedenti regole;
.: solo in presenza di situazioni eccezionali e debitamente documentate sono ammesse deroghe ai criteri precedenti.
Tutte le norme contenute nel testo definitivo del presente Regolamento di Istituto sono vincolanti per operatori e utenti fino a nuove disposizioni modificative contenute nei contratti collettivi o in norme di legge o in successivi provvedimenti del Consiglio di Istituto.
Viene allegato al Regolamento lo STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI. Di questo una copia verrà data all'inizio dell'anno scolastico assieme al libretto personale e al cartellino di riconoscimento.
L'obbligo del rispetto del presente regolamento è garantito dall'organo di Presidenza composto dal Dirigente e dai suoi collaboratori. Chiunque può presentare note di mancata applicazione del regolamento stesso. A tal scopo dovranno poi essere presi provvedimenti.
Dovrà essere cura dell'organo di Presidenza esporre l'organigramma di riferimento con le persone responsabili di un determinato servizio ed il tipo di servizio stesso.
Norme per Collaborazioni Esterne
L’Istituzione scolastica può stipulare contratti di prestazione d’opera con esperti per particolari attività e insegnamenti al fine di:
.: garantire l’Arricchimento dell’Offerta Formativa;
.: realizzare particolari progetti didattici;
.: realizzare specifici programmi di ricerca e di sperimentazione didattica.
Art. 2 - Condizioni preliminari
Le attività per le quali l’Istituzione scolastica può ricorrere a esperti esterni devono essere:
.: coerenti con il POF;
.: coerenti con le finalità dichiarate nel Piano Annuale Formazione docenti e ATA;
.: coerenti con le disponibilità finanziarie programmate.
Prima di ricorrere all’esperto esterno, è necessario accertare concretamente l’impossibilità di realizzare le attività programmate con personale in servizio interno all’Istituto.
Art. 3 - Criteri
L’Istituto si impegna per:
.: assicurare trasparenza nelle procedure e nella selezione;
.: garantire la qualità della prestazione;
.: valutare le proposte sulla base di competenze professionali acquisite e titoli;
.: scegliere la soluzione più conveniente in termini di costo/beneficio;
.: fra più opzioni, valutare l’opportunità i dare la precedenza alla collaborazione con personale docente esperto, in servizio presso altre scuole statali, previa autorizzazione del Dirigente scolastico della scuola di appartenenza, ai sensi dell’art. 32, CCNL 29/11/2007;
.: nel caso che, nell’ambito di un progetto/attività, un esperto di provata competenza abbia già collaborato occasionalmente e proficuamente con l’Istituto negli anni precedenti o con altri Istituti del territorio, il Dirigente può assegnare un titolo di preferenza all’esperto stesso.
Art. 5 – Individuazione dei contraenti
I contraenti cui conferire i contratti sono selezionati dal Dirigente Scolastico mediante valutazione comparativa e dovranno essere in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego.
La valutazione sarà effettuata sulla base dei seguenti titoli:
.: curriculum complessivo del candidato;
.: contenuti e continuità dell’attività professionale e scientifica individuale o svolta presso studi professionali, enti pubblici o privati;
.: pubblicazioni e altri titoli;
.: il requisito della laurea non sarà necessario nel caso di professionisti iscritti in ordini o albi o per soggetti che operano nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri.
Per la valutazione comparativa dei candidati il Dirigente Scolastico farà riferimento ai seguenti criteri:
.: livello di qualificazione professionale e scientifica dei candidati;
.: congruenza dell’attività professionale o scientifica svolta dal candidato con gli specifici obbiettivi formativi dell’insegnamento o dell’attività formativa per i quali è bandita la selezione
.: esperienze pregresse di collaborazione con l'Istituto se positive;
.: esperienze professionali di particolare valore innovativo.
1. Nei confronti dei candidati selezionati, il Dirigente provvede, con determinazione motivata in relazione ai criteri definiti con il presente regolamento e nei limiti di spesa del progetto, alla stipula del contratto e alla copertura assicurativa.
.: l’oggetto della prestazione;
.: i termini d’inizio e conclusione della prestazione;
.: il corrispettivo della prestazione indicato al netto dell’imposta sul valore aggiunto, se dovuta, e del contributo previdenziale e fiscale limitatamente alla percentuale a carico dell’amministrazione;
.: le modalità di pagamento del corrispettivo;
.: le cause che danno luogo a risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1456 del codice civile e le condizioni per il ricorso delle parti al recesso unilaterale.
3. Per i titolari dei contratti deve essere previsto l’obbligo di svolgere l’attività di verifica del profitto, se prevista, e l’obbligo di assolvere tutti i doveri didattici in conformità alle vigenti disposizioni.
4. La natura giuridica del rapporto che s’instaura con l’incarico di collaborazione esterna è quello di rapporto privatistico qualificato come prestazione d’opera intellettuale.
5. La disciplina che lo regola è, pertanto, quella stabilita dagli artt. 2222 e seguenti del codice civile.
6. I contratti di cui al presente regolamento rientrano nella fattispecie dei contratti a progetto o di prestazione d’opera occasionale e sono assoggettati al corrispondente regime fiscale e previdenziale, in dipendenza anche della posizione dei contraenti e non danno luogo a diritti in ordine all’accesso nei ruoli della scuola.
7. I contratti di cui al presente regolamento non possono avere durata superiore l’anno scolastico e non sono automaticamente prorogabili.
8. Non sono rinnovabili il contratto oggetto di risoluzione o di recesso.
9. E’ istituito presso gli Uffici di Segreteria Amministrativa della scuola, un registro degli incarichi esterni in cui dovranno essere indicati i nominativi dei professionisti incaricati, l’importo del compenso corrisposto e l’oggetto dell’incarico.
Art. 7 – Impedimenti alla stipula del contratto
I contratti con i collaboratori esterni possono essere stipulati, ai sensi dell’art. 32, comma 4, del Decreto Interministeriale n. 44 del 1/02/2001, soltanto per le prestazioni e le attività:
.: che non possono essere assegnate al personale dipendente per inesistenza di specifiche competenze professionali;
.: che non possono essere espletate dal personale dipendente per indisponibilità o coincidenza di altri impegni di lavoro;
.: di cui sia in ogni modo opportuno il ricorso a specifica professionalità esterna.
Art. 8 – Autorizzazione dipendenti pubblici e comunicazione alla funzione pubblica
Ai fini della stipula dei contratti disciplinati dal presente regolamento con, i dipendenti di altra amministrazione pubblica è richiesto obbligatoriamente la preventiva autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza di cui all’art 53 del D. L.vo 30/03/2001, n. 165.
L’elenco dei contratti stipulati con i soggetti di cui al comma precedente è comunicato annualmente al dipartimento della funzione pubblica entro termini previsti dall’art. 53, commi da 13 a 16 del citato D. L.vo n. 165/2001.
Art. 9 – Pubblicità, attività informativa e trasparenza dell’attività contrattuale
Il Dirigente Scolastico mette a disposizione del Consiglio d’Istituto, nella prima riunione utile, copia dei contratti conclusi e relaziona sull’attività negoziale svolta e sull’attuazione dei contratti.
Copia dei contratti conclusi viene altresì affissa all’Albo dell’Istituto.
I soggetti interessati alla documentazione hanno diritto di accesso ai sensi della L. 241/90.
L’accesso alla documentazione in favore dei membri del Consiglio di Istituto e degli altri Organi dell’Istituto è subordinata ad una richiesta nominativa e motivata.
Il D.S.G.A. provvede alla tenuta della predetta documentazione.
L'assemblea d'istituto rappresenta un momento di riunione collettiva per discutere i problemi e le proposte riguardanti l'istituto. L'Assemblea d’Istituto è luogo di dibattito e di confronto. Pertanto i partecipanti si impegnano a rispettare persone ed opinioni. Al fine di garantire uno svolgimento democratico in sede di Assemblea è fondamentale che ogni intervento vengaprima ascoltato e poi dibattuto.
L'assemblea d'istituto può essere plenaria (in questo caso si svolge in un locale idoneo ad accogliere tutti gli studenti e questo fuori dal contesto delle strutture dell’Istituto) oppure separata per classi parallele, per bienni, settore tecnologico, economico, ecc. con svolgimento in auditorium.
Per il corretto svolgimento è richiesta una partecipazione minima pari all’80% degli alunni convocati. Nel caso in cui non si verifichi tale condizione l'assemblea sarà tenuta in altra data decisa dalla presidenza.
All'inizio di ogni anno scolastico, dopo le elezioni dei rappresentanti, viene costituito il comitato studentesco, composto dai rappresentanti di classe e d'istituto. La presidenza del comitato studentesco viene affidata ai rappresentanti dell'istituto. Il comitato studentesco ha i seguenti compiti:
a) elaborare e proporre l’ordine del giorno delle assemblee d’Istituto;
b) costituire il servizio d’ordine che deve assicurare l’ordinato svolgimento delle assemblee ed eventuali altre manifestazioni secondo le disposizioni impartite dalla presidenza;
c) proporre eventuali progetti ed attività extrascolastiche.
L'O.D.G. è redatto dai Rappresentanti d'Istituto in collaborazione con la Componente Esecutiva del Comitato Studentesco. Pertanto le richieste di inserzione di argomenti con relativa documentazione sono da presentare agli interessati almeno dieci giorni prima della data prevista di convocazione.
La richiesta di convocazione di assemblea, con il relativo ordine del giorno, va formulata al Dirigente Scolastico almeno otto giorni prima della data definita. I giorni si possono ridurre ad uno in caso di forza maggiore o stato di assoluta necessità.
La durata dell’assemblea può variare da due a sei ore scolastiche a seconda delle necessità.
Ad ogni Assemblea parteciperà il Presidente, eletto dal Comitato Studentesco. La mansione del Presidente una volta assunta la presidenza dell'Assemblea consiste nell'assicurare l'ordinato svolgimento della stessa: provvederà quindi in funzione dimoderatore a controllare il regolare succedersi degli argomenti trattati e misurare il tempo a disposizione per ogni intervento garantendo così, ad ogni membro dell'Assemblea, il diritto democratico di espressione
In caso di assenza del presidente eletto e/o in base alle necessità funzionali riguardanti l'Assemblea, la presidenza verrà assunta dal Rappresentante più anziano degli Studenti eletti in Consiglio d'Istituto.
Il Presidente ha il compito di eleggere un segretario che provvederà a redigere il verbale.
Il verbale di ogni assemblea verrà reso pubblico mediante affissione alle bacheche degli studenti e divulgazione on-line sul sito della scuola.
Gli interventi durante l'Assemblea devono essere richiesti per alzata di mano.
Nelle assemblee d'Istituto è consentita la partecipazione di persone esterne alla scuola, competenti per gli argomenti posti all'ordine del giorno, solo se preventivamente autorizzate dal Consiglio d'Istituto o, in caso di forza maggiore dal Dirigente scolastico.
I partecipanti sono tenuti a rimanere nei locali per tutta la durata dell'assemblea. I servizi igienici da utilizzare sono quelli attigui all'Auditorium. L'uscita dai locali è ammessa solo in caso di assoluta necessità. I docenti che stanziano nelle vicinanze verificheranno tale necessità.
(NB. La presenza dei docenti nei pressi dei locali dove si svolge l'assemblea è garantita da un ordine di servizio emanato dal Dirigente scolastico o da un suo delegato).
I membri del comitato studentesco sono tenuti a partecipare attivamente all'assemblea d'Istituto pena, per un numero massimo di tre assenze, l'espulsione dall'interno del comitato stesso.
Nel caso in cui lo svolgimento dell'assemblea non rispetti alcuni dei precedenti punti quest'ultima può essere sospesa a discrezione della presidenza del comitato studentesco e/o dalla Dirigenza d’Istituto.
Per ogni quanto non debitamente espresso dal regolamento valgono le norme previste dalla legislazione vigente.
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