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Timestamp: 2018-10-18 19:09:31+00:00
Document Index: 28242729

Matched Legal Cases: ['art. 1854', 'art. 1298', 'art. 1854', 'art. 1298', 'art. 1854', 'art. 2', 'art. 1854', 'art. 117', 'art. 1854', 'art. 1298', 'art. 1854', 'art. 1298', 'sentenza ', 'art. 1854', 'art. 1298']

Art. 1854 codice civile: Conto corrente intestato a più persone
Nel caso in cui il deposito bancario sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere - sino all'estinzione del rapporto - operazioni attive e passive anche disgiuntamente, si realizza una solidarietà dal lato attivo della obbligazione, che sopravvive alla morte di uno dei contitolari. Deriva da quanto precede, pertanto, che il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell'altro, l'adempimento dell'intero saldo del libretto di deposito a risparmio e l'adempimento così conseguito libera la banca verso gli eredi dell'altro contitolare.
Cassazione civile sez. I 03 giugno 2014 n. 12385
Nel conto corrente bancario intestato a più persone, i rapporti interni tra correntisti, anche aventi facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, sono regolati non dall'art. 1854 c.c., riguardante i rapporti con la banca, bensì dal comma 2 dell'art. 1298 c.c., in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente; ne consegue che, ove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l'altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. Ed il medesimo principio trova applicazione in caso di deposito bancario di titoli in amministrazione cointestato. Tale indirizzo, tuttavia, è espressivo di una disciplina, non dedicata ad un particolare fenomeno simulatorio (visto, peraltro, che la cointestazione resta integralmente operante nei rapporti tra i correntisti e la banca ai sensi del cit. art. 1854 c.c.), bensì preposta a stabilire entro quali limiti può operare nei rapporti interni tra i correntisti cointestatari la presunzione juris tantum di cui all'art. 1298, comma 2, cit.
Tribunale Bari sez. I 02 maggio 2014 n. 2152
Il fatto stesso che un conto corrente sia intestato a due persone fa presumere che tutte e due siano titolari del rapporto e spetta quindi al contitolare la restituzione della somma pari alla metà di quanto ivi contenuto e dal primo illegittimamente prelevato; gli interessi vanno però conteggiati dalla data della domanda e non da quella dei prelievi effettuati dall'altro intestatario.
Cassazione civile sez. I 27 gennaio 2014 n. 1646
Il cointestatario di un conto corrente bancario, anche se abilitato a compiere operazioni autonomamente, nei rapporti interni non può disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito degli altri cointestatari, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza.
Cassazione civile sez. II 02 dicembre 2013 n. 26991
La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto (art. 1854 c.c.) sia nei confronti dei terzi sia nei rapporti interni, fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto, salvo la prova contraria a carico della parte che deduce una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa.
Cassazione civile sez. I 26 novembre 2013 n. 26424
La controversia insorta tra cittadini italiani residenti in Italia, ed avente ad oggetto l'appartenenza, totale o parziale, ad uno di essi delle somme depositate su di un conto corrente bancario cointestato presso un istituto di credito austriaco, appartiene alla giurisdizione del giudice italiano alla stregua di quanto sancito dall'art. 2 del reg. Consiglio CE n. 44/2001 del 22 dicembre 2000. Rigetta, App. Venezia, 21/01/2011
Cassazione civile sez. un. 23 luglio 2013 n. 17863
In caso di cointestazione del deposito bancario di titoli (nella specie, appartenenti a coniugi), ove non vi sia, o non sia provata, una clausola contrattuale che dia facoltà al singolo di operare separatamente sul conto, è chi invoca gli effetti dell'atto individuale di disposizione ad avere l'onere di dimostrare che esso è riferibile anche agli altri intestatari o che, comunque, costoro lo hanno approvato, trattandosi altrimenti di un atto di per sé privo della possibilità di produrre effetti; infatti, il disposto dell'art. 1854 c.c., riguardante il conto corrente, ma analogicamente applicabile anche ai conti di deposito titoli, considera i relativi contitolari creditori o debitori solidali dei saldi, se è prevista la facoltà per i medesimi di compiere operazioni anche separatamente, facoltà che non può essere però presunta per il sol fatto che il conto risulti intestato a più persone, anche perché il titolo per fondare una solidarietà attiva deve essere inequivocamente convenzionale e quindi, in mancanza, le singole operazioni individuali non risultano efficaci se non attuate con il consenso, che non può essere presunto, di tutti i cointestatari; inoltre, l'esigenza formale che caratterizza i contratti bancari, ai sensi dell'art. 117 d.lg. 1º settembre 1993 n. 385, preclude il rinvenimento della menzionata clausola dal mero comportamento, processuale o extraprocessuale, delle parti.
Cassazione civile sez. I 01 ottobre 2012 n. 16671
Nel conto corrente bancario cointestato a più persone, con facoltà di compiere operazioni anche separatamente, i rapporti interni tra i correntisti sono regolati non dall'art. 1854 c.c., che riguarda i rapporti tra i medesimi e la banca, ma dall'art. 1298 c.c., comma 2, in base al quale il debito od il credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente. Pertanto, ove il saldo attivo del conto cointestato risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno soltanto dei contitolari si deve escludere che l'altro, nel rapporto interno, possa avanzare diritti sul saldo medesimo ed a fortiori, non possono tali diritti accampare i creditori del co-intestario del conto.
Tribunale Bari sez. II 20 marzo 2012 n. 1032
Nel conto corrente bancario intestato a più persone, i rapporti interni tra correntisti, anche aventi facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, sono regolati non dall'art. 1854 c.c., riguardante i rapporti con la banca, bensì dal comma 2 dell'art. 1298 c.c., in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente; ne consegue che, ove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l'altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto superata la presunzione di comproprietà in relazione ad un conto corrente contestato a zio e nipote, ritenendo provato che i versamenti fossero stati compiuti con denaro appartenente soltanto al primo).
Cassazione civile sez. II 19 febbraio 2009 n. 4066
La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto (art. 1854 c.c.) sia nei confronti dei terzi, che nei rapporti interni, fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto (art. 1298, comma 2, c.c.), ma tale presunzione dà luogo soltanto all'inversione dell'onere probatorio, e può essere superata attraverso presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto detta presunzione di contitolarità superata dalla prova documentale dell'esclusiva provenienza del denaro da uno solo dei contestatari del conto).
Cassazione civile sez. I 05 dicembre 2008 n. 28839
Con la cointestazione del conto corrente bancario le somme in esso presenti devono presumersi in quote paritarie tra i cointestatari: qualora emerga che la somma spettante a uno dei tre cointestatari è superiore alla quota di un terzo del saldo di conto corrente al momento dell'inizio delle operazioni deve concludersi che i prelievi degli altri cointestatari hanno ecceduto la quota loro spettante. Ove, peraltro, il Ctu non abbia individuato quali tra i restanti cointestatari abbiano materialmente effettuato tali prelievi, la domanda di condanna alla reintegra, nei confronti di questi ultimi, non può essere accolta, non senza osservare che l'attore mira al riconoscimento di quanto di sua spettanza, in difformità del principio presuntivo della spettanza di una quota paritaria tra cointestatari e che la eventuale reintegra gioverebbe, invece, a tutti costoro in misura paritaria.
Tribunale Genova sez. VI 04 gennaio 2008