Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-163-codice-penale-sospensione-condizionale-della-pena
Timestamp: 2018-11-22 11:53:05+00:00
Document Index: 109029538

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 163', 'art. 163', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 163', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 163', 'art.12', 'art. 163', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 133', 'art. 27', 'art. 27']

Art. 163 codice penale: Sospensione condizionale della pena
Nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all’arresto per un tempo non superiore a due anni, ovvero a pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell’articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni, il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto e di due anni se la condanna è per contravvenzione.
Se il reato è stato commesso da un minore degli anni diciotto, la sospensione può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale non superiore a tre anni, ovvero una pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell’articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a tre anni.
Se il reato è stato commesso da persona di età superiore agli anni diciotto ma inferiore agli anni ventuno o da chi ha compiuto gli anni settanta, la sospensione può essere ordinata quando si infligga una pena restrittiva della libertà personale non superiore a due anni e sei mesi ovvero una pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell’articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni e sei mesi.
In tema di sospensione condizionale della pena, ai fini della concedibilità del beneficio per la seconda volta, deve tenersi conto, nel computo della pena complessiva rilevante ai sensi dell'art. 163 c.p., anche della pena pecuniaria inflitta e dichiarata sospesa nella prima condanna, ragguagliata a quella detentiva. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto legittima la revoca della pena sospesa di anni 1 di reclusione, che, sommata alla precedente già dichiarata sospesa di mesi undici di arresto ed euro 20.000 di ammenda - pari, per effetto del ragguaglio della pena pecuniaria, ad anni uno, mesi uno e giorni venti di arresto - travalicava i limiti dei due anni, fissati dall'art. 163 c.p.). (Rigetta, Trib. Termini Imerese, 06/12/2013 )
Cassazione penale sez. III 09 ottobre 2014 n. 45251
La concessione della sospensione condizionale della pena è in ogni caso preclusa a chi abbia riportato due precedenti condanne a pena detentiva per delitto, anche quando il beneficio non è stato applicato in relazione alla prima condanna, ed indipendentemente dalla durata complessiva della reclusione come determinata per effetto del cumulo di tutte le sanzioni irrogate e da irrogare. (Dichiara inammissibile, App. Trento, 05/06/2013 )
Cassazione penale sez. V 27 giugno 2014 n. 41645
La concessione della sospensione condizionale della pena può legittimamente essere subordinata alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante l'adempimento dell'obbligo di restituzione, anche qualora manchi una richiesta in tal senso per la mancata costituzione di parte civile della persona offesa. (Fattispecie di omesso versamento di contributi previdenziali, nella quale la Corte ha ritenuto legittima la subordinazione del beneficio al pagamento in favore dell'Inps delle quote non versate, pur in assenza di costituzione come parte civile dell'ente previdenziale). (Rigetta, App. Palermo, 02/12/2013 )
Cassazione penale sez. III 24 giugno 2014 n. 1324
In tema di sospensione condizionale della pena, il giudice di merito, nel valutare la concedibilità del beneficio, non ha l'obbligo di prendere in esame tutti gli elementi indicati nell'art. 133 c.p., potendo limitarsi ad indicare quelli da lui ritenuti prevalenti.(Fattispecie in cui, in relazione ai reati di sfruttamento della prostituzione e di detenzione e spaccio di stupefacenti all'interno di night-club, la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della sentenza impugnata in ordine alla non concedibilità del beneficio che, non considerando i rilievi difensivi circa la recente buona condotta mantenuta dagli imputati e l'avvenuta chiusura del locale, aveva valorizzato come elemento incompatibile l'immediata ripresa dell'attività criminosa da parte degli imputati, dopo una precedente sentenza di condanna per gli stessi fatti). (Rigetta, App. Venezia, 17/01/2013 )
Cassazione penale sez. III 19 marzo 2014 n. 30562
Cassazione penale sez. III 25 febbraio 2014 n. 21753
In tema di sospensione condizionale della pena, la misura massima della pena cui fa riferimento l'art. 163 c.p. deve essere stabilita, nel caso di concorso di reati, con riguardo alla entità complessiva della pena risultante dalla sentenza di condanna e non in relazione alla pena applicata per ciascun reato, dovendo le pene concorrenti essere considerate come pena unica per effetto giuridico, salvo che la legge disponga altrimenti. (Fattispecie in cui la Corte ha affermato che nell'ipotesi di più episodi di reato continuato giudicati con sentenze successive, il beneficio non può essere limitato a uno o ad alcuni dei reati per i quali l'imputato è stato condannato). (Rigetta, App. Lecce, 07/11/2012 )
Cassazione penale sez. I 12 febbraio 2014 n. 39217
Non è manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 12, comma 2 bis, del d.lg. 10 marzo 2000, n. 74 (introdotto con il d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. con modificazioni nella legge 14 settembre 2011, n. 148), nella parte in cui esclude, in relazione alle condanne per taluno dei delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 dello stesso d.lg., la concedibilità della sospensione condizionale della, pena di cui all'art. 163 c.p. nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:a) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d'affari; b) l'ammontare dell'imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro.
Ufficio Indagini preliminari La Spezia 03 dicembre 2013
Non appare manifestamente infondata la questione relativa alla incostituzionalità dell’art.12 comma 2 bis d.lg.10 marzo 2000 n. 74 (introdotto con il d.l. 13 agosto 2011 n. 138, conv. con modificazioni nella legge 14 settembre 2011 n. 148) - nella parte in cui esclude, in relazione alle condanne per taluno dei delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 dello stesso d.lvo, la concedibilità della sospensione condizionale della pena di cui all’art. 163 del codice penale nei casi in cui ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore al 30 per cento del volume d’affari; b) l’ammontare dell’imposta evasa sia superiore a tre milioni di euro - per contrasto con gli art. 3 cost., perché comporta una inaccettabile disparità di trattamento (si è introdotto nel sistema una condizione ostativa rigida, riservata per i soli autori di specifiche fenomenologie criminose: i reati tributari), art. 25 comma 2 cost. perché impone una punizione non corrispondente al fatto commesso nella sua interezza e nessuno può essere punito in misura diversa e maggiore in una prospettiva di politica criminale (lo strumento legislativo per perseguire la commisurazione della pena giusta per il caso concreto è l’art. 133 c.p., ed in particolare il suo comma 1, che impone di verificare sotto diversi punti di vista la “gravità del reato”), art. 27 comma 1 cost., perché prescinde dalla responsabilità personale concreta del prevenuto, e, art. 27 comma 3 cost., perché impone la scelta di un trattamento punitivo desocializzante (in contrasto con le finalità di rieducazione) (Nel caso di specie il giudice sospendeva il giudizio in corso trasmettendo gli atti alla Corte costituzionale).