Source: https://www.geropa.it/2018/05/
Timestamp: 2019-05-25 07:38:07+00:00
Document Index: 9600644

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 63', 'art. 132', 'art. 25', 'art. 63']

maggio 2018 - Geropa Srl - Gestione Entrate e Riscossione Entrate Locali ' : ''; var month = [1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12]; var month2 = ["Jan","Feb","Mar","Apr","May","Jun","Jul","Aug","Sep","Oct","Nov","Dec"]; var day = postdate.split("-")[2].substring(0,2); var m = postdate.split("-")[1]; var y = postdate.split("-")[0]; for(var u2=0;u2
Il Tar Napoli con la sentenza 3277/2018 si è allineato all’orientamento giurisprudenziale per il quale le delibere che riguardano aliquote e regolamenti di tributi locali sono da ritenersi illegittime se approvate in ritardo rispetto alla data ultima fissata dallo Stato per l'adozione del bilancio comunale.
Il Consiglio di Stato ha più volte affermato che il termine per l'adozione delle delibere tariffarie e regolamentari è perentorio, quindi anche il ritardo di appena un giorno produce l'invalidità delle stesse (Consiglio di Stato n. 3808/2014, n. 3817/2014, n. 4409/2014 e n. 1495/2015).
La giurisprudenza ha sposato la tesi dell’illegittimità della delibera tardiva, , come originariamente contemplato, rispetto a quella prima orientata della sua inefficacia retroattiva, pertanto, la mancanza del rispetto del termine di legge non comporterebbe di per sè l'invalidità della delibera ma inciderebbe solo sulla sua efficacia temporale, non potendo essere applicata dal 1° gennaio dell'anno di riferimento (Consiglio di Stato n. 4104/2017e n. 267/2018; Tar Torino n. 39/2018; Tar Bari n. 240/2018e n. 397/2018).
La sentenza con cui si apre l’articolo, ha come elemento di novità invero, il ritorno all'orientamento originario che ritiene le delibere tardive invalide e, quindi, illegittime.
I giudici amministrativi partenopei hanno accolto il ricorso del ministero dell'Economia e delle Finanze, sulla base della normativa che impone ai Comuni di adottare le delibere entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione (comma 169 della legge 296/2006, comma 683 della legge 147/2013, articolo 53, comma 16, della legge 388/2000).
Si tratta di un termine, come già ampiamente descritto, perentorio, il cui sforamento rende irrimediabilmente invalide le delibere, senza alcuna possibilità di invocare la disciplina derogatoria sul predissesto (articolo 243-bis del Dlgs 267/2000) o di fare riferimento alla data di adozione della delibera di giunta ovvero ricondurre il termine alla data di effettiva deliberazione del bilancio di previsione da parte del Comune.
Ricordiamo che queste sentenze producono effetti “a catena”, per i quali, l’annullamento delle tariffe di quel determinato anno d’imposta, determinano l’applicazione delle tariffe degli anni precedenti e impongono dunque agli enti il sottostare di quelle determinate tariffe, a prescindere dal loro espresso volere, non rilevando le particolari esigenze che l’ente dovrebbe al contrario gestire come valori assoluti.
LE VARIANTI IN CORSO D'OPERA AI SENSI DEL D.LGS 50/2016
Mutatis mutandi, continuiamo la nostra analisi sulle condizioni che mutano il rapporto contrattuale in corso d’opera. L’articolo 106 non si esaurisce con le modifiche, bensì muove il suo oggetto intorno ad un'altra condizione, ovvero la variante.
Le varianti in corso d’opera sono disciplinate dal comma 1, lettera c, che sono ammissibili alle condizioni di essere sopravvenute alla stipula del contratto e di essere impreviste ed imprevedibili con l’uso della ordinaria diligenza.
Al ricorrere delle circostanze su riportate, la variante è ammessa ma con due limitazioni: non deve alterare la natura generale del contratto e dunque non deve incidere in maniera sostanziale sul tipo di prestazione da rendere; la seconda limitazione è che riguarda i soli settori ordinari. Si tratta della disciplina tra le più delicate in quanto connesse alla circostanza di una crescita incontrollata dei costi di esecuzione delle opere con effetti pregiudizievoli di rilevante impatto per la pubblica amministrazione.
Il concetto di variante connessa ad eventi imprevisti ed imprevedibili deve essere letta in combinato disposto con l’ipotesi di cui alla lettera b) e quella di cui all’art. 63, comma 2, lett. c) che disciplinano l’ipotesi di una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara quando per ragioni di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili dall'amministrazione, i termini per le procedure aperte o ristrette o per quelle competitive con negoziazione non possono essere rispettate.
E’ chiaro che le varianti vanno motivate facendo riferimento alla ricorrenza delle condizioni in questione e ciò costituisce, come detto in premessa, una novità rispetto al precedente art. 132, comma e) del D.Lgs. 163/2006.
L’ANAC chiarisce e delinea quali siano le circostanze impreviste e imprevedibili con la deliberazione n. 106 del 13/12/2006 la quale riferisce che “Qualora la necessità di ricorrere a varianti sia determinata dalla mancata osservanza delle prescrizioni assegnate alla progettazione e dall’insufficienza delle indagini preliminari, trattandosi di circostanze note o prevedibili, non appare legittimo l’inquadramento delle relative varianti nelle tipologie delle “cause impreviste e imprevedibili”, dell’“imprevisto geologico” e dell’“intervento migliorativo”, di cui, rispettivamente, all’art. 25, comma 1, lett. b), b.bis) e c), e comma 3 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.”.
Di seguito uno schema riassuntivo (Fonte Altalex 02/05/2018) che illustra le fattispecie dell’articolo 106 Dlgs 50/2016 e gli adempimenti necessari conseguenziali ai casi di specie:
Fattispecie - Art. 106 D. Lgs. 50/2016
LIMITI DI VALORE MASSIMO
LE MODIFICHE PREVISTE NEI DOCUMENTI DI GARA
(Comma 1 lett. a) e comma 11)
a) Clausole di revisione e di adeguamento prezzi;
b) Proroga del contratto per il tempo strettamente necessario all'espletamento delle procedure di gara.
c) Modifiche di dettaglio o varianti non varianti
d) Sostituzione del contraente originario
Per i lavori l'eccedenza deve superare il 10% del prezzo originario e comunque in misura pari alla metà.
Le modifiche di dettaglio hanno il limite di valore determinato dalla S.A.
1) Clausole chiare in cui sono prefissate la portata e la natura delle modifiche.
2) Non è alterata la natura generale del contratto.
Nessuna ulteriore pubblicazione
Nessun nuovo CIG.
LE MODIFICHE NON PREVISTE NEI DOCUMENTI DI GARA
(Comma 1, lettere b), d), e))
a) Lavori, servizi o forniture supplementari affidate al contraente originale, necessarie e non incluse nell'appalto iniziale;
b) Modifiche non sostanziali, di dettaglio o varianti non varianti;
c) Sostituzione del contraente originario in caso di morte, ristrutturazioni societarie;
d) Se la S.A. assume obblighi del contraente verso subappaltatore
La modifica non deve superare il 50% del valore del contratto iniziale (solo per settori ordinari);
Le modifiche di dettaglio, se previste nel bando, possono essere incluse in soglie di importi.
Per le sole prestazioni supplementari, se un cambiamento del contraente produce due effetti:
1) impraticabilità per motivi economici o tecnici;
2) notevoli disguidi o consistente duplicazione dei costi.
In ogni caso non deve essere alterata la natura generale del contratto.
Nessun nuovo CIG se la modifica non supera il quinto d’obbligo.
1) Comunicazione ad ANAC entro 30 giorni dall'approvazione della prestazione supplementare;
2) Pubblicazione ai sensi del comma 5 per le prestazioni supplementari.
(Comma 1, lettera c))
La modifica non deve superare il 50% del valore del contratto iniziale (solo per settori ordinari)
Devono realizzarsi entrambe le seguenti:
1) circostanze impreviste e imprevedibili, compresa la sopravvenienza di nuove norme;
1) Pubblicazione ai sensi del comma 5.
2) Comunicazione all'Osservatorio entro 30 giorni dall'approvazione della variante in caso di varianti:
a) per appalti sotto soglia;
b) di importo inferiore al 10% per appalti pari o sopra soglia.
3) Trasmissione all'ANAC per varianti pari o superiore del 10% del valore del contratto iniziale su appalti pari o sopra soglia comunitaria.
(Comma 2 e commi 9 e 10)
a) Modifiche motivate diversamente da quanto previsto nel comma 1, lettere a) e b);
b) Modifiche per errori od omissioni progettuali
Deve trattarsi di modifica sotto soglia comunitaria che non supera il 10% per servizi e forniture, il 15% per i lavori
1) Non è alterata la natura generale del contratto;
2) Resta ferma la responsabilità dei progettisti esterni nel caso b)
Nessun nuovo CIG
1) Comunicazione ad ANAC entro 30 giorni dall'approvazione della prestazione supplementare
Modifiche diverse da quelle previste ai commi 1 e 2 (Comma 6)
Nuova procedura di gara e nuovo CIG ed eventuale ricorso all'art. 63