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Timestamp: 2020-07-14 14:06:57+00:00
Document Index: 112066250

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'art. 52', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 3', 'art 361', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2048', 'art. 2048', 'art. 5']

Studente e sanzione disciplinare - Cosa fare se a scuola circola un video ripreso da un compagno?
Venerdì, 30 Giugno 2017 18:17
Cosa fare se a scuola circola un video ripreso da un compagno?
Se ne sente parlare sempre più spesso, in quanto è una situazione che ormai ricorre con una certa frequenza.
Parliamo di circostanze dove i giovani frequentatori delle scuole (medie in questo caso specifico) si lasciano coinvolgere nell’uso talvolta non proprio regolare dei cellulari.
Può capitare che a seguito di un video realizzato con il telefonino in ambiente scolastico e con determinati contenuti, l’Autorità scolastica non tardi a farsi sentire e proceda addirittura ad infliggere una sanzione disciplinare al discente.
E’ bene premettere che l’utilizzo in ambito scolastico dei cellulari multifunzione è ancora regolato dalle circolari dei Ministri Fioroni n. 30 del 15.03.2007 e Gelmini (n. 3602 del 04.07.2008) oltre a un vademecum del Garante della Privacy (documenti che troverai qui sotto, alla fine dell’articolo).
Possiamo intuire, da questi primi accenni, che chi incappa in una situazione del genere può avere un problema non indifferente da risolvere.
Una circostanza delicata, che ultimamente è stata esaminata e decisa dal Tribunale amministrativo della Lombardia con ordinanza n. 654/2017, pubblicata il 24.05.2017.
Una pronuncia utile ed interessante, in quanto mette in luce i principi cui deve ispirarsi la condotta amministrativa da parte dell’Istituzione scolastica nel momento in cui si accinge a punire queste condotte.
La controversia risolta dal Tar (al momento in sede cautelare con accoglimento della c.d. sospensiva) riguarda la sanzione del richiamo scritto irrogata dall’Istituto e contestata dai genitori, in un primo momento davanti l’Organo di Garanzia dell’Istituto stesso poi davanti il Tribunale Amministrativo Regionale.
Passando dal preambolo al concreto: il ricorso viene proposto ed accolto dai Magistrati, i quali spiegano formalmente che la Scuola deve accertare i fatti in modo completo, senza tralasciare nulla, ciò per evitare punizioni inutili o per punire il vero responsabile alleggerendo il richiamo per chi invece non ha una colpa specifica.
Decifrando l’ordinanza (allegata per esteso alla fine dell’articolo), i principi più importanti ed utili sono questi:
la Scuola deve valutare la condotta più grave, che è quella di chi ha realizzato il video di cui si parla nel ricorso (nel caso specifico, non si tratta della studentessa punita con la sanzione disciplinare),
la Scuola deve poi esaminare la posizione di chi ha partecipato (in questo caso la studentessa) che, quindi, ha un peso specifico assai diverso nel bilancio dell’episodio,
l’Istituzione scolastica deve appurare se la pubblicazione del video sia avvenuta o meno con il consenso dell’interessata,
l’Organismo deve tenere presente che il sistema sanzionatorio che punisce le condotte di minori nella scuola dell’obbligo è caratterizzato dalla consapevolezza del disvalore della condotta,
l’Organo di disciplina deve accertare se vi è stata coscienza della negatività del comportamento,
Infine si deve verificare se è stato valutato in modo approfondito il nesso di omertà tra corresponsabili, cioè se si è indagato sull’atteggiamento del ragazzo al fine di scoprire eventualmente fino a che punto si sia spinto a coprire altri responsabili.
Evidentemente queste “indagini” non sono apparse così chiare e complete agli occhi del Collegio giudicante.
Il principio messo in evidenza dal Giudice è infatti questo: se si attua un dovere di lealtà, trasparenza, cooperazione e si evita l’omertà, la condotta dello studente diventa meno punibile.
In definitiva, il condivisibile ragionamento si chiude così:
quando c’è consapevolezza e collaborazione, la sanzione va diluita.
Qui sotto l’ordinanza, nel suo testo originale
prima di essere messa sotto la lente di ingrandimento.
Ordinanza Tar Lombardia Milano 24 maggio 2017
numero 654 Pubblicato il 24/05/2017 N. 00654/2017 REG.PROV.CAU. N. 00922/2017 REG.RIC.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 922 del 2017, proposto da: -OMISSIS-in Qualità di Esercente La Potestà Genitoriale Sulla Minore -OMISSIS-, -OMISSIS- in Qualità di Esercente La Potestà Genitoriale Sulla Minore -OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'a. Z., con domicilio eletto presso il suo studio in C.;
contro Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1; Istituto C. non costituito in giudizio;
a) Della sanzione disciplinare comminata dall'Istituto Comprensivo Via S. Francesco 5, con sede in Carugate, Via S. Francesco 5, a -OMISSIS- in data 13.2.2017 Prot. N° 759/fp, conosciuto in data 14.2.2017 in sede di consegna ai genitori ricorrenti delle valutazioni scolastiche del primo quadrimestre, provvedimento emesso dall'Equipe pedagogica in persona del Coordinatore - OMISSIS-e dal Dirigente Scolastico Dott.ssa -OMISSIS-, nonché di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali, e dei seguenti ulteriori atti:
b) Del verbale relativo al Consiglio di Classe della xxx dell'Ist. xxxx con sede in C. F. tenutosi in data xxxxx, relativamente alla votazione di comportamento attribuita a -OMISSIS- dall'Istituto C. in data xxxxx, conosciuto in data yyyyyy in sede di consegna ai genitori ricorrenti delle valutazioni scolastiche del primo quadrimestre, provvedimento emesso dal Dirigente Scolastico Dott.ssa -OMISSIS-, nonché di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali, e dei seguenti ulteriori atti:
c) della decisione assunta dall' Organo di Garanzia dell'Istituto Com., in data xxxxx e comunicata alla scrivente difesa mezzo pec in data xxxx. d) di ogni altro eventuale atto e/o provvedimento, anche non conosciuto, preparatorio, presupposto, connesso e conseguenziale, comunque lesivo della posizione della figlia dei ricorrenti; Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2017 il dott. Alberto Di Mario e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto che il ricorso ad un primo sommario esame risulta assistito dal necessario fumus boni iuris, con riferimento alla sanzione del richiamo scritto, in quanto:
- l’accertamento dei fatti da parte dell’amministrazione non è stato completo, dovendosi valutare prima la condotta più grave, che è quella di chi ha fatto il video (che non è la ricorrente) e poi di chi vi abbia partecipato (la ricorrente), oltre a valutare se la pubblicazione del video sia avvenuta con il consenso dell’interessata o meno; - nel sistema sanzionatorio, pur doveroso, delle condotte di minori della scuola dell’obbligo assume rilievo fondamentale la consapevolezza del disvalore della condotta e la rottura del nesso di omertà con i corresponsabili, che, se presenti, assumono valore estintivo della punibilità delle condotte e che non risultano valutate nel caso concreto.
Ritenuto che il voto in condotta non possa essere accomunato nel giudizio alla sanzione disciplinare perché ha per oggetto un comportamento più generale ed è emanato da un organo diverso, e, di conseguenza, non possa essere sospeso, fermo restando che, trattandosi del primo quadrimestre, la scuola deve comunque dare la possibilità alla ricorrente di rimediare, dando così segno di maturità
P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza), accoglie in parte l’istanza cautelare e per l'effetto:
a) sospende la sanzione disciplinare del richiamo scritto;
b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l'udienza pubblica del xxxxxx8.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, commi 1,2 e 5 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, manda alla Segreteria di procedere, in caso di riproduzione in qualsiasi forma, per finalità di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante reti di comunicazione elettronica, all’oscuramento delle generalità del minore, dei soggetti esercenti la potestà genitoriale o la tutela e di ogni altro dato idoneo ad identificare il medesimo interessato riportato sulla sentenza o provvedimento. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 23 maggio 2017 con l'intervento dei magistrati: Ugo Di Benedetto, Presidente Alberto Di Mario, Consigliere, Estensore Valentina Santina Mameli, Primo Referendario L'ESTENSORE IL PRESIDENTE Alberto Di Mario Ugo Di Benedetto.
Qui il link alla Circolare Fioroni:
http://www.edscuola.it/archivio/norme/direttive/dir15307.pdf
Qui sotto la Circolare Gelmini per esteso:
Nella Gazzetta n. 293 del 18.12.2007 è stato pubblicato il D.P.R n. 235 del 21 novembre 2007 - Regolamento che apporta modifiche ed integrazioni al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria. PREMESSA I fatti di cronaca che hanno interessato la scuola, negli ultimi anni, dalla trasgressione delle comuni regole di convivenza sociale agli episodi più gravi di violenza e bullismo hanno determinato l’opportunità di integrare e migliorare lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, approvato con DPR n. 249/1998. La scuola, infatti, quale luogo di crescita civile e culturale della persona, rappresenta, insieme alla famiglia, la risorsa più idonea ad arginare il rischio del dilagare di un fenomeno di caduta progressiva sia della cultura dell’osservanza delle regole sia della consapevolezza che la libertà personale si realizza nel rispetto degli altrui diritti e nell’adempimento dei propri doveri.
Con le recenti modifiche non si è voluto quindi stravolgere l’impianto culturale e normativo che sta alla base dello Statuto delle studentesse e degli studenti e che rappresenta, ancora oggi, uno strumento fondamentale per l’affermazione di una cultura dei diritti e dei doveri tra le giovani generazioni di studenti.
Tuttavia, a distanza di quasi dieci anni dalla sua emanazione, dopo aver sentito le osservazioni e le proposte delle rappresentanze degli studenti e dei genitori, si è ritenuto necessario apportare delle modifiche alle norme che riguardano le sanzioni disciplinari (art. 4) e le relative impugnazioni (art. 5).
Si è infatti voluto offrire alle scuole la possibilità di sanzionare con la dovuta severità, secondo un criterio di gradualità e di proporzionalità, quegli episodi disciplinari che, pur rappresentando un’esigua minoranza rispetto alla totalità dei comportamenti aventi rilevanza disciplinare, risultano particolarmente odiosi ed intollerabili, soprattutto se consumati all’interno dell’istituzione pubblica preposta all’educazione dei giovani.
La scuola deve poter avere gli strumenti concreti di carattere sia educativo che sanzionatorio per far comprendere ai giovani la gravità ed il profondo disvalore sociale di atti o comportamenti di violenza, di sopraffazione nei confronti di coetanei disabili, portatori di handicap o, comunque, che si trovino in una situazione di difficoltà.
Comportamenti che, come afferma chiaramente la norma, configurino delle fattispecie di reati che violano la dignità ed il rispetto della persona umana o che mettano in pericolo l’incolumità delle persone e che, al contempo, nei casi più gravi, siano caratterizzati dalla circostanza di essere stati ripetuti dalla stessa persona, nonostante per fatti analoghi fosse già stato sanzionato, e che quindi siano connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale nell’ambito della comunità scolastica.
Di fronte a tali situazioni, che la norma descrive in via generale, la scuola deve poter rispondere con fermezza ed autorevolezza al fine di svolgere pienamente il suo ruolo educativo e, al tempo stesso, di prevenire il verificarsi dei predetti fatti.
Occorre innanzitutto premettere che destinatari delle norme contenute nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti sono gli alunni delle scuole secondarie di 1° e 2° grado. Per gli alunni della scuola elementare risulta ancora vigente il Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, salvo che con riferimento alle disposizioni da ritenersi abrogate per incompatibilità con la disciplina successivamente intervenuta. Le disposizioni così sopravvissute devono poi essere comunque “attualizzate” tramite la contestuale applicazione delle regole generali sull’azione amministrativa derivanti dalla L. n 241/1990, come più avanti si ricorderanno.
le mancanze disciplinari. Partendo dalla previsione dell’art. 3 del citato D.P.R. n 249/98, che individua dei macro-doveri comportamentali facenti riferimento ad ambiti generali del vivere insieme, i regolamenti delle istituzioni scolastiche devono declinare gli stessi, tramite la specificazione di doveri e/o divieti di comportamento e di condotta.
Le misure sopra richiamate, alla luce delle recenti modifiche si configurano non solo come sanzioni autonome diverse dall’allontanamento dalla comunità scolastica, ma altresì come misure accessorie che si accompagnano alle sanzioni di allontanamento dalla comunità stessa .
Ove il fatto costituente violazione disciplinare sia anche qualificabile come reato in base all’ordinamento penale, si ricorda che il dirigente scolastico sarà tenuto alla presentazione di denuncia all’autorità giudiziaria penale in applicazione dell’art 361 c.p.
A) Sanzioni diverse dall’allontanamento temporaneo dalla comunità scolastica(art. 4 – Comma 1) Si tratta di sanzioni non tipizzate né dal D.P.R. n. 249 né dal D.P.R. n. 235, ma che devono essere definite ed individuate dai singoli regolamenti d’istituto, insieme, come già detto nel paragrafo precedente, alle mancanze disciplinari, agli organi competenti ad irrogarle ed alle procedure
B)Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo non superiore a 15 giorni ( Art. 4 - Comma 8):
C) Sanzioni che comportano l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per un periodo superiore a 15 giorni(Art. 4 – Comma 9).
D) Sanzioni che comportano l’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica fino al termine dell’anno scolastico(Art. 4 - comma 9bis):
E)Sanzioni che comportano l’esclusione dello studente dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di stato conclusivo del corso di studi (Art. 4 comma 9 bis e 9 ter)
La sanzione disciplinare, inoltre, deve specificare in maniera chiara le motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa (art. 3 L. 241/1990) .
Più la sanzione è grave e più sarà necessario il rigore motivazionale, anche al fine di dar conto del rispetto del principio di proporzionalità e di gradualità della sanzione medesima.
Ovviamente i regolamenti d’istituto dovranno contenere anche precisazioni in ordine quanto precede.
Va rammentato, infatti, che il procedimento disciplinare verso gli alunni è azione di natura amministrativa, per cui il procedimento che si mette in atto costituisce procedimento amministrativo, al quale si applica la normativa introdotta dalla Legge n.241/90 e successive modificazioni, in tema di avvio del procedimento, formalizzazione dell’istruttoria, obbligo di conclusione espressa, obbligo di motivazione e termine.
1) se tale organo in prima convocazione debba essere “perfetto”(deliberazioni valide se sono presenti tutti i membri) e magari in seconda convocazione funzioni solo con i membri effettivamente partecipanti alla seduta o se, al contrario, non sia mai necessario, per la validità delle deliberazioni, che siano presenti tutti i membri;
Per quanto concerne, invece la designazione dei docenti, lasciata alla competenza dei
Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, la scelta potrà tener conto, per quanto possibile, dell’opportunità di non procurare aggravi di spesa in ordine al rimborso di titoli di viaggio.
L’organo di garanzia regionale, dopo aver verificato la corretta applicazione della normativa e dei regolamenti, procede all’istruttoria esclusivamente sulla base della documentazione acquisita o di memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o dall’Amministrazione (Comma 4). Non è consentita in ogni caso l’audizione orale del ricorrente o di altri contro interessati.
La responsabilità del genitore (art. 2048, primo comma, c.c.) e quella del “precettore” (art. 2048, secondo comma c.c.) per il fatto commesso da un minore affidato alla vigilanza di questo ultimo, non sono infatti tra loro alternative, giacché l’affidamento del minore alla custodia di terzi, se solleva il genitore dalla presunzione di “culpa in vigilando”, non lo solleva da quella di “culpa in educando”, rimanendo comunque i genitori tenuti a dimostrare, per liberarsi da responsabilità per il fatto compiuto dal minore pur quando si trovi sotto la vigilanza di terzi, di avere impartito al minore stesso un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti (Cass. Sez III, 21.9.2000, n. 12501; 26.11.1998, n. 11984).
Con riferimento, poi, alle modalità di elaborazione, il D.P.R. 235 (comma 2 dell’art. 5 bis) rimette al regolamento d’istituto la competenza a disciplinare le procedure di elaborazione e di sottoscrizione del Patto. Ciò significa che la scuola, nella sua autonomia, ove lo preveda nel regolamento d’istituto, ha la facoltà di attribuire la competenza ad elaborare e modificare il patto in questione al Consiglio di istituto, dove sono rappresentate le diverse componenti della comunità scolastica, ivi compresi i genitori e gli studenti.
Si invitano, pertanto, le singole istituzioni scolastiche a far pervenire presso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca - Dipartimento per l’Istruzione - Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, all’indirizzo e-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via fax al numero 06/58495911, degli esempi di patti che verranno adottati al fine di raccogliere esperienze e metterle a disposizione di tutte le scuole italiane durante questa fase sperimentale di prima applicazione della nuova normativa.
Letto 3547 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Novembre 2017 19:12
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