Source: http://www.avvocatodellavororoma.com/t-f-r-in-busta-paga/
Timestamp: 2019-05-23 13:55:09+00:00
Document Index: 152973961

Matched Legal Cases: ['art. 182', 'art. 67', 'art. 7', 'art. 2120', 'art. 1406', 'art. 2112', 'art. 1']

T.F.R. in busta paga - Studio Legale Li Causi
Con la Circolare n. 82 del 23 aprile 2014 l’INPS ha fornito le istruzioni operative relative alla liquidazione della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.) prevista dalla legge 23 dicembre 2014 n. 190, sulla base delle modalità di attuazione fissate dal D.P.C.M. n. 29/2015.
Nel rinviare al testo completo della Circolare, riteniamo utile riportare le indicazioni relative ai destinatari, ai requisiti soggettivi ed oggettivi per l’accesso alla QU.I.R., alla misura di quest’ultima e al finanziamento cui i datori di lavoro – a certe condizioni – possono accedere per far fronte agli oneri nascenti dalla nuova disciplina.
Innanzitutto, possono domandare la liquidazione mensile della Qu.I.R. i dipendenti privati con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno sei mesi con il medesimo datore di lavoro, per i quali trovi applicazione l’istituto del TFR, ad eccezione di:
lavoratori dipendenti del settore agricolo, a prescindere dalla specifica qualifica (operai, impiegati, dirigenti, ecc.);
lavoratori dipendenti per i quali la legge o il contratto collettivo nazionale di lavoro, anche mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, preveda la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso soggetti terzi (ad esempio, i marittimi componenti gli equipaggi delle navi in regime di legge n. 413/1984, e i lavoratori dell’edilizia per i quali il TFR è accantonato presso le Casse Edili).
i dipendenti delle società esercenti attività di riscossione delle imposte dirette nonché i lavoratori iscritti al Fondo di Previdenza per il personale addetto alla gestione delle imposte di consumo (cd. fondo dazieri);
i dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;
i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fallimentare;
i dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato di cui all’art. 67, comma 2, lettera d), della Legge fallimentare;
i dipendenti dai datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa. Ciò limitatamente ai lavoratori in forza presso l’unità produttiva interessata dai predetti interventi e in relazione al periodo di durata stabilito nell’ambito dei provvedimenti ministeriali;
i dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti di cui all’art. 7, della legge 27 gennaio 2012, n.3.
Sono inoltre esclusi i dipendenti che hanno utilizzato il proprio TFR come garanzia di contratti di finanziamento stipulati, considerato che lavoratore e creditore mutuante possono aver previsto, per il caso di risoluzione o di scadenza del contratto di lavoro prima della totale restituzione del prestito, il recupero delle somme non restituite sia effettuato attraverso l’utilizzo del TFR. In tal caso la preclusione di accesso alla Qu.I.R. opera fino alla notifica, da parte del mutuante, dell’estinzione del credito finanziato.
Fatte salve tali esclusioni, possono optare per la liquidazione mensile della Qu.I.R. anche i dipendenti che hanno aderito tacitamente o esplicitamente alle forme pensionistiche complementari e coloro il cui TFR è versato al Fondo di Tesoreria.
Per i dipendenti che non esercitano l’opzione volta a ottenere la Qu.I.R., o non hanno le caratteristiche per accedervi, resta confermata, in materia di TFR, la disciplina prevista dall’art. 2120 c.c.
Requisiti soggettivi ed oggettivi.
Al momento della richiesta, il lavoratore deve avere in essere un rapporto di lavoro subordinato con il datore da almeno sei mesi. Il riferimento è all’anzianità di lavoro minima maturata presso il medesimo datore di lavoro, quindi la successione di rapporti di lavoro azzera l’anzianità di servizio e rende inefficace la pregressa istanza finalizzata alla liquidazione della Qu.I.R.. Alla predetta regola fanno eccezione le fattispecie nell’ambito delle quali, pur mutando il datore di lavoro, il rapporto prosegue senza soluzione di continuità (cessione del contratto di lavoro individuale ex art. 1406 c.c., cessione d’azienda o di ramo di azienda ex art. 2112 c.c.).
Ulteriore requisito è che il lavoratore non abbia disposto del T.F.R. a garanzia di contratti di finanziamento. L’INPS sottolinea in proposito che l’accertamento della sussistenza delle condizioni e dei requisiti soggettivi e oggettivi per il diritto alla liquidazione mensile della Qu.I.R. spetta al dal datore di lavoro, anche con riferimento all’esistenza di pattuizioni che vincolano il TFR a garanzia di contratti di finanziamento stipulati dal lavoratore, purché le medesime gli siano state notificate dal lavoratore ovvero dall’ente mutuante.
Misura della Qu.I.R..
La Qu.I.R. corrisponde alla quota maturanda del TFR determinata secondo le disposizioni di cui all’articolo 2120 del codice civile, al netto della detrazione operata dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 3, ultimo comma, della legge n. 297/82 (0,50%), ove dovuto e non oggetto di agevolazioni contributive. Il contributo dello 0,50% non opera per i lavoratori con qualifica di apprendista, mentre per i lavoratori assunti con misure agevolate il datore di lavoro applicherà la detrazione esclusivamente nei limiti della contribuzione effettivamente versata, dopo l’applicazione delle misure di agevolazione.
Per i lavoratori aderenti a forme pensionistiche complementari che optano per la liquidazione della Qu.I.R., la relativa misura è pari all’intera quota del TFR maturando, anche laddove abbiano esercitato, ricorrendone le condizioni di legge, la scelta del conferimento parziale del TFR alle citate forme pensionistiche.
La Qu.I.R. non è imponibile ai fini previdenziali.
Per accedere alla QU.I.R. lavoratori devono presentare al datore di lavoro apposita istanza di accesso, predisposta secondo il modello allegato al D.P.C.M. 29/2015 debitamente compilata e sottoscritta.
Copia di tale istanza o attestazione di ricevimento della medesima in formato elettronico è rilasciata al lavoratore a titolo di ricevuta.
Accertato il possesso dei requisiti e l’assenza delle condizioni ostative sopra richiamati, il diritto alla Qu.I.R. decorre dal mese successivo a quello di presentazione della predetta istanza sino al periodo di paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero a quello in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro, se precedente.
La Qu.I.R. viene quindi liquidata con le stesse modalità della retribuzione:
a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento;
a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da garanzia.
In relazione ai lavoratori dipendenti beneficiari della Qu.I.R. e per tutto il periodo di operatività è sospeso il versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria e alle forme pensionistiche complementari.
L’adesione del lavoratore dipendente alle citate forme pensionistiche complementari prosegue, senza soluzione di continuità, sulla base della posizione individuale maturata nonché dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.
Il primo periodo di paga utile per l’accesso alla citata erogazione coincide con il periodo di paga di maggio 2015 per i lavoratori che hanno presentato o presenteranno l’istanza dal 3 aprile 2015 e fino al 30 dello stesso mese, nel caso in cui il datore di lavoro non ricorra al Finanziamento garantito, ovvero delle competenze retributive di agosto 2015, ove il datore di lavoro faccia ricorso al Finanziamento.
Accesso al Finanziamento.
I datori di lavoro con meno di 50 dipendenti che non sono tenuti al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria possono accedere ad un apposito finanziamento erogato dagli intermediari aderenti all’accordo-quadro stipulato il 20 marzo 2015 fra il ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e l’ABI.
Tale Finanziamento riguarda anche l’erogazione della Qu.I.R. per i lavoratori che avevano destinato il TFR – in misura integrale o parziale – ai fondi di previdenza complementare.
Il costo del Finanziamento è stabilito sulla base di intese contrattuali fra il datore e l’intermediario aderente al predetto accordo-quadro e, comunque, in base alle previsioni di legge. Il tasso di interesse applicato, comprensivo di ogni eventuale onere non può essere superiore al tasso di rivalutazione del TFR.
Per stabilire se un datore abbia meno di 50 addetti si applicano i principi e i criteri di calcolo adottati ai fini dell’individuazione dei soggetti obbligati al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria, sulla base delle previsioni dell’art. 1, commi 6 e 7, del decreto del Ministro del Lavoro 30.01.2007 e delle relative disposizioni amministrative (cfr. circolare n. 70/2007). Nel novero degli addetti rientrano tutte le tipologie di lavoratori subordinati. Le unità di lavoro dei lavoratori a tempo parziale vanno calcolate sulla base del rapporto fra l’orario di lavoro ridotto rispetto a quello contrattuale. Il requisito occupazionale viene calcolato assumendo a riferimento la media annuale dei lavoratori in forza nel 2014. Per i datori che iniziano l’attività nel corso del 2015 ovvero degli anni successivi, il calcolo della media dei lavoratori va effettuato con riferimento all’anno civile di inizio attività. L’inizio dell’attività si identifica con il momento dal quale decorre l’insorgenza degli obblighi contributivi per i dipendenti. Quindi, per tali datori di lavoro il ricorso al finanziamento assistito da garanzia sarà possibile a partire dall’anno successivo a quello di avvio dell’attività (ad esempio nel 2016 per chi inizi l’attività nel 2015).
Qualora, durante l’anno di avvio dell’attività, maturando l’anzianità minima richiesta dalla legge, i dipendenti facessero richiesta di accesso alla Qu.I.R, resta fermo per i datori di lavoro l’obbligo della relativa erogazione in busta paga con risorse proprie nei termini sopra riferiti.
Sono escluse dalla possibilità di ricorrere al finanziamento assistito da garanzia le aziende che rientrano nel campo di applicazione delle disposizioni in tema di Fondo di Tesoreria anche laddove, al 31 dicembre dell’anno precedente la richiesta di accesso al finanziamento, il requisito occupazionale inferiore ai 50 dipendenti.
Ai fini del finanziamento della Qu.I.R. in busta paga, i datori di lavoro, attraverso l’utilizzo delle procedure telematiche messe a disposizione dall’INPS, debbono richiedere all’Istituto la certificazione delle informazioni necessarie per l’attivazione del finanziamento stesso.
L’insussistenza delle ulteriori condizioni che precludono l’accesso alla Qu.I.R. e, pertanto, al relativo Finanziamento è attestata dal datore di lavoro, anche attraverso la produzione, all’Intermediario, della visura camerale e dell’ulteriore documentazione utile allo scopo. Sulla scorta delle informazioni contenute nella certificazione rilasciata dall’INPS, il datore di lavoro può accedere al finanziamento stipulando il relativo contratto con l’Intermediario.
Il contratto di finanziamento assistito da garanzia deve prevedere la costituzione del privilegio speciale sui beni mobili del datore di lavoro.
Il datore di lavoro che accede al finanziamento assistito da garanzia è tenuto a rivolgersi ad un unico Intermediario, anche nel caso di successive richieste di liquidazione della Qu.I.R..
La richiesta di finanziamento della Qu.I.R. può riguardare tutti i lavoratori che ne abbiano fatto istanza o una parte di esse, purché, in quest’ultimo caso, sia riferita all’intera posizione individuale del lavoratore.
L’intermediario deve comunicare tempestivamente all’INPS, per via telematica, la concessione del finanziamento e la relativa decorrenza.
E’ poi l’INPS, entro 60 giorni dal primo giorno del mese successivo a quello di competenza della maturazione della Qu.I.R., a certificare all’intermediario la misura della Qu.I.R. da finanziare. Se mancano denunce contributive o tale aspetto non sia stato valorizzato il finanziamento è sospeso.
Ove non ricorrano congiuntamente i presupposti di accesso al Finanziamento, il datore di lavoro effettua l’erogazione della Qu.I.R. attraverso risorse proprie.
Rimborso del finanziamento assistito da garanzia.
A norma del D.P.C.M. 29/2015 il datore deve rimborsare il finanziamento entro il 30 ottobre 2018.
In caso di risoluzione del rapporto di lavoro durante il finanziamento, il datore deve procedere al relativo rimborso.
La richiesta di rimborso (comprensiva degli interessi maturati) viene trasmessa dall’intermediario al datore sulla base di comunicazione proveniente dall’INPS. In tal caso, la liquidazione della Qu.I.R. maturata e non ancora finanziata per effetto del differimento del periodo di liquidazione rispetto a quello di maturazione, è effettuata dal datore di lavoro attraverso l’utilizzo delle ultime tranches di finanziamento disposte dall’Intermediario e, per la quota di Qu.IR. maturata nel mese di cessazione del rapporto di lavoro, attraverso l’utilizzo di risorse finanziarie proprie.
Ad esempio, l’INPS precisa che in caso cessazione del rapporto di lavoro il 18.05.2016, il datore di lavoro, attraverso l’utilizzo del Finanziamento in essere, erogherà le quote di Qu.I.R. maturate a marzo e aprile 2016, e con risorse proprie, la quota della Qu.I.R. di maggio dello stesso anno.
Le somme finanziate devono essere immediatamente restituite con gli interessi ogni qualvolta venga accertato che lo stesso è utilizzato, in tutto o in parte, per finalità diverse dalla liquidazione delle quote di Qu.I.R..
Il finanziamento si interrompe anticipatamente anche nel caso di sottoposizione a procedura concorsuale, o in presenza di atti che prefigurino condizioni di crisi del datore di lavoro (quali l’autorizzazione di interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa, a partire dalla data del provvedimento, con interruzione del finanziamento limitatamente all’unità produttiva interessata dai predetti interventi; sottoscrizione di un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti.
In tali casi il finanziamento si interrompe dal periodo di paga successivo a quello d’insorgenza della specifica condizione e per tutta la sua durata.
In caso di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria l’Intermediario può richiedere l’intervento dell’apposito Fondo di garanzia istituito dalla Legge di stabilità 2015.
Misure compensative.
I datori di lavoro che provvedono all’erogazione della Qu.I.R. sonoesonerati dal versamento del contributo al fondo di garanzia previsto dall’articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni. Tale esonero opera sulla base del principio della competenza, pertanto si applica con riferimento al mese di maturazione della Qu.I.R., che, nel caso di ricorso al Finanziamento assistito da garanzia, non coincide con il mese di erogazione della Qu.I.R. medesima.
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