Source: https://www.immobilio.it/threads/conduttore-moroso.19439/
Timestamp: 2017-01-16 21:54:48+00:00
Document Index: 156460152

Matched Legal Cases: ['art. 55', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 55', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 56', 'sentenza ', 'art. 111', 'art. 669', 'sentenza ', 'art. 1455', 'art. 55', 'art. 1456', 'art. 55', 'art. 1456', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 1453', 'art. 669']

Conduttore moroso | immobilio - Forum Immobiliare
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Discussione in 'Locazione Comodato Nuda Proprietà e Usufrutto' iniziata da goldsilver, 28 Marzo 2012.
volevo chiedere agli esperti............
mi e' capitata una grana. l'agenzia incaricata di trovarmi dei locatari ha consegnato le chiavi del negozio senza accertarsi che il locatario avesse gia' pagato il deposito dei due mesi + l'affitto del mese anticipato.
fra 10 gg scade il mese in piu' per la registrazione del contratto ma questo locatario e' gia' dentro il negozio da quasi un mese, ha gia' fatto i suoi bei lavori e non ha pagato neanche un euro.
sentito al telefono dice sempre che paghera' ma poi non paga.
ditemi voi...............l'agenzia mi ha detto che il locatario non ha nessuna copia del contratto, hanno ancora tutto loro e se non si presenta in agenzia entro i termini con la copia del bonifico che evidenzia che mi ha pagato, strapperanno il contratto e metteranno una serratura nuova al negozio.
questo e' possibile??? dentro al negozio ha gia' pitturato, messo qualche merce..........
Il locatario e' in questo modo un abusivo???
se non dovesse proprio pagare entro l'ultimo gg possibile.............quanto tempo dopo posso dargli lo sfratto, cosa mi costerebbe e in quanto tempo lo caccio???
Bella grana ... comunque a rifìgor di legge , se ha sottoscritto un contratto si è obbligato al rispetto del contratto, che ne abbia una copia o meno non cambia il principio come non cambia il principio che non l'abbia registrato perchè l'obbligo della registrazione ricade in capo a locatore e conduttore come le multe che anzi vedono compartecipe l'agente immboliare se ufficialmente intervenuto nel contratto. Purtroppo se le cose stanno per come le hai descritte, non è possibile strappare il contratto nè tantomeno cambiare la serratura, sono questi metodi che si usavano , forse, nel Farwest e non si possono calare in una realtà regolata da leggi ben precise... per cui il mio consiglio è :
-di evitare assolutamente il ricorso a queste soluzioni che tralatro avrebbero serie ripercussioni anche penali sia per te che per l'Agenzia,
- procedere alla registrazione del contratto;
- inviare una racomandata nella quale chiederai , in ottemperanza al contratto sottoscritto e registrato di effettuare il pagamento della cauzione e del mensile entro 5 gg dalla ricezione , in mancanza del quale procederai alla messa in mora ed alle azioni di legge ( sfratto pe rmorosità ).
Detto tra noi , spero che tu non abbia pagato l'agenzia... che ha dimostrato una grande superficialità , sia prima che dopo, nella gestione di tutta la faccenda e che tralaltro credo potrebbe essere chiamata in causa per danni ... e comunque per il futuro forse sarebbe preferibile non utilizzare i suoi servizi. Fabrizio
A Limpida, STUDIOMINUCCI e goldsilver piace questo elemento.
pensa che l'agenzia e' un fior fior di agenzia............. notissima.
cmq immaginavo che potesse essere come dici tu perche' non e' che si puo' cacciare via una persona a forza anche se lestofante.
Adesso aspetto ancora 15 gg, poi faccio la registrazione del contratto lo stesso e poi se necessario se non cambia atteggiamento lo sfratto.
al telefono, il locatario mi ha detto che mi paghera', che si scusa, che si vergogna, che mi paghera' due mesi insieme................vedremo.
io non so che pensare anche perche' molto civilmente glielo ho detto, se non paga
dopo due o tre mesi, gli mando una lettera dell'avvocato e quindi prima o poi esce.
spero che sia solo una sua difficolta' momentanea anche perche' sta iniziando una sua attivita' che di solito rende (carrozzeria).
Se non ci fossero ste leggi iperprotettive per la parte conduttrice li caccierei pure io dalle mie proprietà bonats,
A Valeria Morselli e goldsilver piace questo messaggio.
Io invece caccerei quegli agenti immobiliari che consegnano le chiavi degli immobili prima di avere tutta la documentazione dai conduttori e senza l'autorizzazione del proprietario !
A Tobia, goldsilver, Valeria Morselli e 1 altro utente piace questo messaggio.
Io invece caccerei quegli agenti immobiliari che consegnano le chiavi degli immobili prima di avere tutta la documentazione dai conduttori e senza l'autorizzazione del proprietario !Clicca per allargare...
grande.............meriti dieci bollini.
dato che siamo in tema.................vi racconto l'evolversi ad un mese.
i negozi sono tre con vicende alterne. tutti e 3 ad oggi hanno finalmente pagato il deposito ed il primo canone.
ci sono stati appena riconsegnati dall'agenzia i 3 contratti regolarmente registrati e mi accorgo che uno dei conduttori che doveva pagare il secondo canone entro il 5 del mese non ha ancora oggi pagato e siamo al 27 del mese.
un altro con la scusa che dovevamo farli dei lavori che paghero' tutti io non ha pagato neanche lui e gli ho scritto che dovra' pagare due mesi insieme.
E mi ha tranquillizzato per telefono che sicuramente paghera'.
solo uno ha pagato tutto.
A quello che anc0ra non ha pagato il secondo canone dovrei telefonargli o aspetto che non paghi nemmeno il prossimo canone?
Quando si deve far intervenire l'avvocato per lo sfratto??
scusa il ritardo nella risposta.Clicca per allargare...
Me li darai anche quando invece di cacciare l'agente immobiliare, caccerei il locatore?
Me li darai anche quando invece di cacciare l'agente immobiliare, caccerei il locatore?Clicca per allargare...
locatario vorrai dire. adesso vediamo ancora qualche gg, se non paga anche il secondo mese di seguito, dovro' citarlo per sfratto, accidenti a lui.
scusami secondo te, gli dovrei telefonare prima per sapere come stanno le cose, se ha delle difficilta' oggettive o essere piu' deciso e contattare un avvocato e basta??
- Bisognerebbe prima di tutto, leggere cosa dice il contratto!
Comunque é sempre meglio cercare il dialogo, con fermezza. Limpida,
Locazioni - perentorietà del termine di grazia ex art. 55 L.392/78(Tribunale Pistoia, sentenza del 09/03/2002)
Il principio espresso nella ordinanza emessa dal G.I. del Tribunale di Monsummano Terme appare del tutto pacifico. Infatti, l'art. 55 della l. 392/78 prevede che il conduttore possa chiedere (sia nel giudizio sommario di convalida di sfratto, sia nel giudizio ordinario di risoluzione del contratto, sulla base di una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 3/99), .per non più di tre volte nel corso di un quadriennio. di sanare la morosità nel termine concesso dal G.I. (non superiore ai 90 gg.), ove il pagamento non avvenga direttamente in udienza ed ove vi siano .comprovate condizioni di difficoltà del conduttore.. Il conduttore è così tenuto a pagare, entro il termine fissato dal G.I., tutti i canoni di locazione scaduti e da scadere fino alla udienza a cui il G.I. rinvia il giudizio, con gli interessi legali maturati e le spese processuali liquidate dal Giudice in udienza. La richiesta di sanatoria della morosità, se il pagamento viene effettuato nella sua totalità e nel termine concesso dal G.I., impedisce così la convalida dell'intimato sfratto e la prosecuzione del giudizio, per far valere eventuali eccezioni o richieste di ripetizione di indebito proposte dal conduttore. Il termine concesso dal G.I. è perentorio; ed il pagamento deve essere integrale. L'art. 55, ultimo comma, della L. 392/78 esclude la risoluzione del contratto solo ove il pagamento avvenga nei termini previsti nei precedenti commi; l'art. 56 della stessa legge, inoltre, collega il provvedimento di rilascio alla espressa previsione del mancato pagamento nel termine assegnato. La giurisprudenza della Corte di Cassazione è univoca sul punto; si è anche precisato che il mancato pagamento delle spese processuali, così come liquidate dal G.I. in udienza, pur in presenza del pagamento dei canoni di locazione dovuti, impone al G.I. di pronunciare l'ordinanza di convalida dello sfratto, senza possibilità di rinvio della causa per una ulteriore trattazione nel merito (cfr. Cass. 23.5.1990, n. 4646, Cass, 18.4.1989, n. 1835 e Cass. 27.4.1994, n. 3977). Da notare (anche sul punto vi è giurisprudenza costante) che il provvedimento di rilascio emesso dal G.I. ha la forma di ordinanza, non assume la natura di sentenza e non è quindi oggetto di impugnazione mediante appello o del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., risultando consentito solo il rimedio della opposizione tardiva dell'intimato a norma dell'art. 669 c.p.c. Solo ove tale ordinanza sia stata emessa al di fuori delle condizioni previste ex lege ha natura sostanziale di sentenza ed è soggetta, allora, ai normali mezzi di impugnazione. Avv. Franco Ballati
Il principio espresso nella ordinanza emessa dal G.I. del Tribunale di Monsummano Terme appare del tutto pacifico. Infatti, l'art. 55 della l. 392/78 prevede che il conduttore possa chiedere (sia nel giudizio sommario di convalida di sfratto, sia nel giudizio ordinario di risoluzione del contratto, sulla base di una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 3/99), .per non più di tre volte nel corso di un quadriennio. di sanare la morosità nel termine concesso dal G.I. (non superiore ai 90 gg.), ove il pagamento non avvenga direttamente in udienza ed ove vi siano .comprovate condizioni di difficoltà del conduttore.. Il conduttore è così tenuto a pagare, entro il termine fissato dal G.I., tutti i canoni di locazione scaduti e da scadere fino alla udienza a cui il G.I. rinvia il giudizio, con gli interessi legali maturati e le spese processuali liquidate dal Giudice in udienza. La richiesta di sanatoria della morosità, se il pagamento viene effettuato nella sua totalità e nel termine concesso dal G.I., impedisce così la convalida dell'intimato sfratto e la prosecuzione del giudizio, per far valere eventuali eccezioni o richieste di ripetizione di indebito proposte dal conduttore. Il termine concesso dal G.I. è perentorio; ed il pagamento deve essere integrale. L'art. 55, ultimo comma, della L. 392/78 esclude la risoluzione del contratto solo ove il pagamento avvenga nei termini previsti nei precedenti commi; l'art. 56 della stessa legge, inoltre, collega il provvedimento di rilascio alla espressa previsione del mancato pagamento nel termine assegnato. La giurisprudenza della Corte di Cassazione è univoca sul punto; si è anche precisato che il mancato pagamento delle spese processuali, così come liquidate dal G.I. in udienza, pur in presenza del pagamento dei canoni di locazione dovuti, impone al G.I. di pronunciare l'ordinanza di convalida dello sfratto, senza possibilità di rinvio della causa per una ulteriore trattazione nel merito (cfr. Cass. 23.5.1990, n. 4646, Cass, 18.4.1989, n. 1835 e Cass. 27.4.1994, n. 3977). Da notare (anche sul punto vi è giurisprudenza costante) che il provvedimento di rilascio emesso dal G.I. ha la forma di ordinanza, non assume la natura di sentenza e non è quindi oggetto di impugnazione mediante appello o del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., risultando consentito solo il rimedio della opposizione tardiva dell'intimato a norma dell'art. 669 c.p.c. Solo ove tale ordinanza sia stata emessa al di fuori delle condizioni previste ex lege ha natura sostanziale di sentenza ed è soggetta, allora, ai normali mezzi di impugnazione. Avv. Franco BallatiClicca per allargare...
Comunque é sempre meglio cercare il dialogo, con fermezza.
ho fatto come mi hai suggerito, ho cercato il dialogo ma con fermezza.
gli ho telefonato stamattina e gli ho chiesto come mai ad oggi non aveva pagato il canone di aprile che doveva essere paagto entro il 5 del mese come da contratto.
mi ha detto che ha avuto delle difficolta' economiche, ha sciolto la societa' etc etc
e che mi paghera' a gg.
gli ho detto che il canone deve essere assolutamente pagato anche se con qualche gg di ritardo ma pagato anche perche' se dopo due mesi consecutivi non dovesse pagare darei costretto a prendere seri provvedimenti.
a me e' sembrato uno che conosca bene lo possibilita' dello sfratto e lo temi.
volevo chiederti perche' proprio non lo so e anche a leggere su internet e' difficile da capire.
in una locazione commerciale dopo quanto tempo di canoni consecutivi non pagati io coem locatore posso iniziare la procedura dello sfratto???
E poi soprattutto cosa fa l'avvocato?? gli spedisce una lettera per intimargli di pagare entro xxxx gg dalla raccomandata.............e se paga?? A me tocca pagare l'avvocato quindi i soldi del canone li consumo per l'avvocato............
e se invece continua a non pagare???
I contratti di affitto per immobili commerciali sono regolati dalla legge 392/78. Il tuo contratto prevede l'aggiunta di mora in caso di ritardo nei pagamenti?
Non mi puoi chiedere cosa farà l'Avvocato, pazienta qualche settimana e se non paga, rivolgiti all'avvocato, che saprà valutare, in base al tuo contratto, la scelta migliore.
Non mi puoi chiedere cosa farà l'Avvocato, pazienta qualche settimana e se non paga, rivolgiti all'avvocato, che saprà valutare, in base al tuo contratto, la scelta migliore.Clicca per allargare...
grazie, ho provato a leggere stamattina e qualcosa ho capito. e' solo una noia per la procedura ed il tempo ma se e' moroso esce dal mio negozio e deve anche pagare i canoni se gli faccio decreto ingiuntivo.
che scocciatura enorme.
praticamente ci vuole un avvocato per citarlo in tribunale e poi da li'.............si vedra'.
cmq grazie mi sei stata veramente d'aiuto.
Vorrei aggiungere alle parole di Fabrizio e Limpida alcune brevi considerazioni con riferimento all’azione di risoluzione del contratto di locazione commerciale.
Prima considerazione: il mancato o il ritardato pagamento del canone di locazione, pur costituendo violazione di uno dei principali obblighi facenti capo al conduttore, non sempre costituisce motivo di risoluzione del contratto, spettando al giudice di valutare, a differenza invece che nell’uso abitativo, la gravità o meno dell’inadempimento, anche in relazione alle particolarità del caso concreto. Ciò comporta che il mancato pagamento di alcune mensilità del canone non giustifica l’automatica risoluzione del rapporto, ma resta sottoposto al vaglio del giudice, a cui spetta decidere dell’incidenza dell’inadempimento sull’equilibrio del contratto. Seconda considerazione: si tenga presente che la valutazione dell’importanza dell’inadempimento del conduttore resta affidata ai comuni criteri di cui all’art. 1455 cod. civ. essendo non estensibile, ai contratti ad uso diverso, l’art. 55, legge n°392/1978 che determina la gravità dell’inadempimento, ai fini della risoluzione del contratto (mancato pagamento del canone trascorsi 20 giorni dalla scadenza prevista) e la speciale sanatoria conseguente – salvo patti diversi liberamente scelti dalle parti.
Solo il grave inadempimento contrattuale può, quindi, integrare un sicuro motivo di risoluzione del contratto, tenuto sì conto dell’interesse del proprietario a ricevere con puntualità i suoi canoni alle scadenze pattuite, ma senza che ciò vada a stravolgere l’intera economia del rapporto o a costituire un notevole ostacolo alla sua prosecuzione. Attenzione, però, alla clausola risolutiva espressa (art. 1456, comma 2, cod. civ.) eventualmente contenuta nel contratto ad uso diverso, in presenza della quale, nel caso di mancato puntuale pagamento del canone, la sanatoria della morosità, prevista dal succitato art. 55 resta inoperante, e il giudice non è più chiamato a valutare l’importanza dell’inadempimento, essendo per lui sufficiente accertare che detto inadempimento sia imputabile all’inquilino, ossia al debitore, cui consegue l’inevitabile risoluzione del contratto, a nulla rilevando l’eventuale tardivo pagamento. Pennylove,
Solo il grave inadempimento contrattuale può, quindi, integrare un sicuro motivo di risoluzione del contratto, tenuto sì conto dell’interesse del proprietario a ricevere con puntualità i suoi canoni alle scadenze pattuite, ma senza che ciò vada a stravolgere l’intera economia del rapporto o a costituire un notevole ostacolo alla sua prosecuzione. Attenzione, però, alla clausola risolutiva espressa (art. 1456, comma 2, cod. civ.) eventualmente contenuta nel contratto ad uso diverso, in presenza della quale, nel caso di mancato puntuale pagamento del canone, la sanatoria della morosità, prevista dal succitato art. 55 resta inoperante, e il giudice non è più chiamato a valutare l’importanza dell’inadempimento, essendo per lui sufficiente accertare che detto inadempimento sia imputabile all’inquilino, ossia al debitore, cui consegue l’inevitabile risoluzione del contratto, a nulla rilevando l’eventuale tardivo pagamento. Clicca per allargare...
quindi e' sempre il giudice che decide.............e fin qui ci siamo.
ma io ho diritto di ricevere il mio affitto.
mi spieghi cosa e' allora il grave inadempimento contrattuale???
Fatemi capire.....................dopo quanti mesi senza ricevere l'affitto si crea il grave inadempimento???
sul contratto c'e' scritto questo: il conduttore non puo' in alcun modo ne' per alcun motivo
ritardare il pagamento dei canoni scaduti ......l'inadempimento del conduttore all'obbligo del pagamento produce ipso jure la risoluzione del contratto e tutte le spese derivanti a carico del conduttore.
quindi e' sempre il giudice che decide.............e fin qui ci siamo.Clicca per allargare...
ma io hodirittodi ricevere il mio affitto.
Fatemi capire.....................dopo quanti mesi senza ricevere l'affitto si crea il grave inadempimento???Clicca per allargare...
La risoluzione del contratti ad uso diverso può essere dichiarata solo se l’inadempimento è ritenuto grave secondo i parametri del codice civile. In merito all’importanza e alla gravità dell’inadempimento, ancora una volta, la dottrina si divide fra un’interpretazione oggettiva ed una soggettiva: spetta comunque al giudice pronunciarsi nel merito della gravità dell’inadempimento del conduttore dedotto con l’intimazione di sfratto, specie quando l’inadempimento sia stato preceduto da altri prolungati e reiterati ritardi.
Difficile prevedere come evolverà la situazione, ma, qualora, poi, alcune prestazioni parziali inerenti il rapporto di locazione fossero adempiute tardivamente, ma prima delle domanda di risoluzione avanzata dal locatore, e altre, invece, dopo tale momento, sia le prime sia le seconde saranno oggetto di un’unica valutazione da parte del giudice nell’ambito di un complessivo esame del comportamento tenuto dal conduttore: ciò al fine di esprimere un giudizio generale circa la gravità dell’inadempimento nell’ambito di un unitario rapporto di locazione. Inoltre, come s’è detto, a differenza di quanto accade per le locazioni abitative, il conduttore non può richiedere al giudice un termine per pagare i canoni scaduti, non essendo applicabile la sanatoria prevista dall’art. 55 della legge dell’equo canone.
sul contratto c'e' scritto questo: il conduttore non puo' in alcun modo ne' per alcun motivoClicca per allargare...
Come sempre bisognerebbe potere esaminare integralmente il contratto per una risposta più precisa: in base alle sintetiche informazioni fornite - dalla frase sopra riportata (“l'inadempimento del conduttore all'obbligo del pagamento produce ipso jure la risoluzione del contratto”) - a me pare sia evincibile la volontà del locatore di avvalersi della clausola risolutiva espressa: il che impedisce al giudice di applicare le regole della risoluzione giudiziale, e, quindi, di pesare la gravità dell’inadempimento e neppure serve valutare il comportamento del debitore dopo la formulazione della domanda, essendo il giudizio di gravità dell’inadempimento vincolato all’osservanza della preventiva volontà espressa dalle parti con la predetta clausola.
Perché la risoluzione stessa possa essere dichiarata sulla base di una clausola di risoluzione espressa, è comunque richiesta una specifica domanda, ai sensi dell’art. 1453 o 1456 cod. civ., da promuoversi con l’intimazione di sfratto per morosità, che risulta indispensabile nel caso in cui il conduttore non rilasci spontaneamente i locali locati. L’ordinanza di convalida non implica una pronuncia sui canoni, lasciando impregiudicato il diritto del locatore di instaurare un separato giudizio per l’accertamento dell’obbligo di pagamento dei medesimi (art. 669 cod. proc. civ.).
la tua prima risposta l'ho compresa per intero e ti rigrazio, in parole povere tocca al giudice esprimersi e dare un giudizio valutando la situazione nel suo intero naturalmente a seguito di una procedura di sfratto.
la tua seconda risposta mi fa capire che abbiamo inserito una clausola di risoluzione espressa e anche qui dobbiamo intimare lo sfratto se continua a non pagare e cosi' deve lasciare i locali.
poi se voglio anche i canoni capisco che dovrei fare un altro giudizio con un decreto ingiuntivo immagino.
del resto............se questo comuncia cosi' e' senz'altro un cattivo pagatore ed e' meglio mandarlo via subito se poi perdiamo anche i canoni perche' non ha una lira.............pazienza, l'ho gia' messo in conto che sono stato sfortunato.
ciao e grazie tante.
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Locazione terreno agricolo: vincoli e pretese futuro conduttore
di glaxxo - 17 Maggio 2010
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