Source: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7127
Timestamp: 2018-08-18 02:25:35+00:00
Document Index: 4952436

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 2359', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2359', 'art. 38', 'art. 2359', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 2359', 'art. 2729']

DELIBERA N. 69 DEL 24 gennaio 2018
OGGETTO: Istanza di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentata da H.C. Hospital Consulting S.p.A. – Appalto per l’affidamento della gestione della manutenzione per 5 anni delle apparecchiature biomedicali delle 4 AA.SS.LL. abruzzesi (Lotto n. 1: ASL1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila – Lotto n. 2: ASL2 Lanciano-Vasto-Chieti – Lotto n. 3: ASL3 Pescara – Lotto n. 4: ASL4 Teramo) – Importo a base di gara: euro 63.500.000,00 - S.A.: ASL2 Lanciano-Vasto-Chieti
PREC 228/17/S
Con istanza singola acquisita al prot. n. 31017 del 28 febbraio 2017, l’operatore economico H.C. Hospital Consulting S.p.A. ha lamentato la mancata esclusione dalla gara in epigrafe delle società Zephyro S.r.l. e Higea S.p.A., uniche altre partecipanti alla procedura, per violazione del principio di continuità del possesso dei requisiti con riferimento alla relazione di controllo ex art. 2359 c.c. rilevante quale causa ostativa alla partecipazione ai sensi dell’art. 38, comma 1, lett. m-quater, d.lgs. n. 163/2006. In particolare, l’istante rappresenta che, il giorno precedente la scadenza del termine per la presentazione della offerte (15 luglio 2016), Zephyro S.r.l. ha ceduto il ramo d’azienda dei servizi di manutenzione di apparecchiature, verifiche, inventario e gestione di attrezzature biomedicali (comprendente anche la partecipazione alla gara di appalto in epigrafe) alla società Biomedicale S.r.l., in quel momento di sua proprietà al 100%, e, alcuni giorni dopo (il 29 luglio 2016), ha ceduto l’80% del capitale di Biomedicale ad Higea S.p.A., con la conseguenza che, all’apertura delle buste amministrative, vi erano due offerte riferibili allo stesso gruppo imprenditoriale (quella di Higea e della sua controllata Biomedicale S.r.l. subentrata a Zephyro S.r.l. in quanto cessionaria di ramo d’azienda). Secondo la ricostruzione dell’istante, la situazione di controllo tra Higea S.p.A. e Biomedicale S.r.l. intervenuta nel corso della gara determinerebbe il venire meno del requisito di carattere generale di cui all’art. 38, comma 1-quater, d.lgs. n. 163/2006 – il quale vieta di partecipare alla stessa gara alle imprese che si trovino rispetto ad un altro partecipante in una situazione di controllo di cui all’art. 2359 c.c. o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale – con violazione del principio di continuità del possesso dei requisiti, in forza del quale la totale estraneità tra i concorrenti dovrebbe essere serbata nel corso di tutta la procedura di affidamento, fino alla stipula del contratto;
A seguito dell’avvio dell’istruttoria avvenuto in data 26 giugno 2017 con nota prot. n. 85011, l’operatore economico controinteressato ha replicato con memoria acquisita al prot. n. 86942 del 7 luglio 2017, fornendo prova documentale che evidenzia che la ricostruzione fattuale proposta dall’istante è errata in alcuni passaggi poiché la cessione del ramo di azienda da Zephyro S.r.l. a Biomedicale S.r.l. è avvenuta dopo la presentazione delle offerte, nella stessa data (29 luglio 2016) in cui, immediatamente a seguire, l’80% delle quote di capitale della stessa Biomedicale sono state cedute a Higea, con conseguente piena autonomia delle due società al momento della formulazione delle offerte.
Ad avviso di Higea, l’art. 38, comma 1-quater, del d.lgs. n. 163/2006, nel prevedere l’esclusione degli operatori economici che si trovino in una situazione di controllo o di relazione anche di fatto «se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale», individua il momento temporale rispetto al quale tale causa di esclusione va verificata nella fase di formulazione delle offerte. Ciò comporta, secondo Higea, che tale norma non trova applicazione nel caso di specie, nel quale le offerte sono state formulate da Zephyro e Higea in un momento in cui non si trovavano in alcuna situazione di controllo di cui all’art. 2359 c.c. o di collegamento sostanziale. Né è sostenibile, ad avviso di Higea, l’interpretazione proposta dall’istante secondo cui la situazione di totale estraneità tra i partecipanti va mantenuta per tutta la durata della procedura di gara, poiché ciò che rileva, alla luce dell’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia nella sentenza C-538/07 del 19 maggio 2009, è che la situazione di controllo abbia determinato, in concreto, l’attribuzione delle offerte ad un unico centro decisionale e dunque, una volta che le offerte sono state formulate in totale autonomia, le eventuali successive operazioni societarie che determinino situazione di controllo dovrebbero essere considerate irrilevanti.
Come evidenziato dall’Autorità nel parere di precontenzioso n. 191 del 20 novembre 2013, per adeguare la disciplina nazionale ai principi statuiti dalla sentenza della Corte di Giustizia sez. IV, 19 maggio 2009 in C-538/07, l’art. 34, comma 2, d.lgs. n. 163/2006, che disponeva che «Non possono partecipare alla medesima gara concorrenti che si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile», è stato abrogato e la relativa disciplina è stata sostituita dalla riformulazione dell’art. 38, comma 1, cui è stata aggiunta la lettera m-quater, così che il d.lgs. n. 163/2006 «attualmente non contempla come causa di esclusione il controllo formale ex se, ma ogni situazione di controllo e collegamento, sia esso formale o sostanziale, solo se vi sia la prova, sulla base di univoci elementi, che le offerte siano riconducibili ad un “unico centro decisionale”», con l’ulteriore prescrizione che la verifica e l’eventuale esclusione siano disposte dalla stazione appaltante solo dopo l’apertura delle buste contenenti l’offerta economica (art. 38, comma 2).
La disposizione assolve alla funzione di garantire nelle gare pubbliche i principi di segretezza e serietà delle offerte e di leale ed effettiva competizione (Consiglio di Stato, sez. V, 1 agosto 2015 n. 3768).
L’interpretazione giurisprudenziale della norma adeguata agli indici comunitari è univoca nel ritenere che «L’applicazione della norma, specie con riferimento alla ipotesi della “relazione anche di fatto” deve basarsi su rigorosi, obbiettivi e comprovanti elementi, tali da non incidere sulla libertà del diritto di impresa. In particolare, nel caso di collegamento sostanziale deve essere provata in concreto l’esistenza di elementi oggettivi e concordanti tali da ingenerare pericolo per il rispetto dei principi di segretezza, serietà delle offerte e par condicio tra i concorrenti (cfr. Cons. Stato, VI, n. 6469 del 2010; n. 844 del 2012; n. 6469 del 2010; n. 1091 del 2013)» (Consiglio di Stato sez. V 20 agosto 2013 n. 4198); e, nel senso che, «anche la sussistenza di un’eventuale relazione di collegamento non è di per sé sufficiente ad escludere le imprese tra loro collegate, senza consentire alle stesse la possibilità di dimostrare che il rapporto di collegamento non ha influito sul rispettivo comportamento nell’ambito della gara» (Consiglio di Stato, sez. V, 7 agosto 2017 n. 3914).
Alla luce di quanto sopra, considerato che l’esistenza di una relazione di controllo ex art. 2359 c.c. tra operatori economici non è di per sé una situazione ostativa alla partecipazione ad una gara di appalto se non risulta che le offerte sono imputabili a un unico centro decisionale, si ritiene che, conseguentemente e a maggior ragione, non può rappresentare una situazione ostativa alla prosecuzione alla partecipazione quando interviene in corso di gara a offerte già formulate. Ovvero l’assenza di situazioni di controllo non è una condizione di partecipazione rilevante ex se che va mantenuta durante tutta la procedura di gara a pena di esclusione.
Ne deriva che il rilievo dell’istante non è accoglibile nei termini in cui è stato formulato, giacché comunque, ai fini dell’esclusione, non è sufficiente l’esistenza di un rapporto di controllo tra imprese partecipanti, e tanto più nel caso esame nel quale tale rapporto si è costituito successivamente alla formulazione delle offerte.
Non ci si può tuttavia esimere dal considerare che, come già osservato, ai fini partecipativi assume rilevanza anche una relazione di fatto tra le imprese concorrenti, sempre che, sulla base di univoci elementi, le offerte siano riconducibili ad un “unico centro decisionale. In questi casi, la stazione appaltante deve valutare se le offerte presentino elementi plurimi, precisi e concordanti rivelatori, ex art. 2729 c.c., della sussistenza di un medesimo centro di interessi.
Nel caso in esame, la presumibile contiguità temporale tra l’avvio del progetto di cessione del ramo di azienda (tra Zephyiro e Biomedicale) e di trasferimento delle quote di capitale della cessionaria (da Zephyiro a Higea) e la data di scadenza per la presentazione delle offerte, se non prefigura una presunzione di collegamento sostanziale (Consiglio di Stato, sez. V, 7 agosto 2017 n. 3914), dovrebbe tuttavia consigliare la stazione appaltante di vagliare con estrema attenzione le offerte al fine di escludere la sussistenza di oggettivi ed univoci elementi idonei ad evidenziare un concreto collegamento tra i due operatori economici.
il sopravvenuto rapporto di controllo tra gli operatori economici Higea S.p.A. e Biomedicale s.r.l. non è di per sé causa di esclusione dalla gara.