Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/33584-divorzio-la-cassazione-riabilita-il-tenore-di-vita.asp
Timestamp: 2019-03-19 22:50:24+00:00
Document Index: 76061693

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 10']

di Lucia Izzo - Con l'ordinanza n. 4523/2019 (qui sotto allegata) la Corte di Cassazione ha eccezionalmente "riabilitato" una decisione del giudice a quo che, nel confermare l'assegno divorzile in favore dell'ex moglie, aveva deciso in base al criterio, non più attuale, del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
La motivazione di una simile riabilitazione si rintraccia nella circostanza che il giudice a quo ha seguito un percorso argomentativo "bilanciato", guardando con prudenza al criterio del tenore di vita ed evitandone ogni forzatura, decidendo in sintonia con quanto stabilito dalla recente sentenza delle Sezioni Unite in materia (n. 18287/2018) che hanno rivendicato la natura composita del giudizio di accertamento del diritto alla percezione dell'assegno.
La Corte d'appello aveva provveduto a liquidare l'assegno divorzile in favore della signora confermando, come già il primo giudice, anche nella determinazione del quantum, l'assunto che non potesse dubitarsi del diritto in capo alla donna a godere dell'assegno, essendo processualmente certo che la stessa non gode di alcun reddito e "ancor meno gode di un reddito adeguato a tenore di vita (molto elevato in ragione delle potenzialità economiche del coniuge) tenuto durante il matrimonio".
Nel dettaglio, i giudici avevano messo in luce le condizioni personali della resistente, prossima a compiere i 60 anni di età, disoccupata, priva di fonti di reddito alternative e con remote possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro.
Una conclusione che, in Cassazione, viene contestata dall'ex marito in quanto la Corte territoriale, nel confermare l'entità dell'assegno, si sarebbe appellata a un criterio smentito dalla recente sentenza n. 11504/2017.
Questa, sostiene il ricorrente, avrebbe abbandonato il parametro del pregresso tenore di vita goduto dai coniugi in costanza di matrimonio per adottare quale "nuovo e differente parametro" quello impostato sul "raggiungimento dell'indipendenza economica del richiedente", cui rapportare il giudizio sull'adeguatezza/inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge richiedente l'assegno di divorzio e sulla possibilità/impossibilità per ragioni oggettive dello stesso dli procurarseli.
Il nuovo orientamento inaugurato dalle Sezioni Unite
Secondo gli Ermellini, tuttavia, nonostante l'indirizzo interpretativo seguito dalla Corte d'Appello appaia superato, gli esiti a cui è pervenuto il decidente del grado appaiono coerenti e in linea con il più recente pensiero espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n. 18287/2018.
Per approfondimenti: Divorzio: il punto sull'assegno dopo le Sezioni Unite
Il Supremo Consesso, rivisitando funditus la questione proprio a seguito dell'ampio clamore destato dalla sentenza n. 11504/2017, pur senza disperdere la fecondità culturale del nuovo approccio, ha ritenuto di dover abbandonare la rigida distinzione tra criteri attributivi e determinativi dell'assegno di divorzio, alla luce di un'interpretazione dell'art. 5, comma 6, L. n. 898/1970 (nel testo novellato dall'art. 10 della L. n. 74/1987), più coerente con il quadro costituzionale di riferimento costituito dagli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione.
Scarica pdf Cass., I civ., ord. 4523/2019