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Timestamp: 2017-06-25 05:16:48+00:00
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Marò, Latorre e Girone atterrati in Kerala: processo più vicino - Attualità - Tutto Gratis
Marò, Latorre e Girone atterrati in Kerala: processo più vicino
Marò, Latorre e Girone atterrati in Kerala: processo più vicino http://attualita.tuttogratis.it/mondo/maro-latorre-e-girone-atterrati-in-kerala-processo-piu-vicino/P144461/
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò accusati della morte di due pescatori indiani scambiati per pirati, sono atterrati in Kerala, India, dopo aver trascorso le festività natalizie in Italia. Ad accogliere i due militari decine di giornalisti e media locali, oltre al console generale d’Italia in India, Giampaolo Cutillo. Come prima cosa Latorre e Girone sono stati portati alla Corte Distrettuale del Kerala dove hanno consegnato i loro passaporti: una delle condizioni a cui era stata concessa la licenza per Natale era il loro rientro entro il 10 gennaio, in modo da essere presenti in tribunale per l’udienza del 15 gennaio. “Ci eravamo impegnati, il ministro degli Esteri italiano si era personalmente impegnato a far tornare i due marò al termine del permesso speciale, e tale impegno, fondato sull’onore del governo italiano, delle Forze Armate italiane e della diplomazia italiana, è stato mantenuto”, ha dichiarato il console ai giornalisti.
Cutillo ha poi ricordato la grande attenzione mediatica che il caso dei due marò ha in India: “Sono sicuro che ciò contribuirà a far trovare una soluzione positiva alla vicenda”. I media indiani hanno infatti accolto positivamente il rientro dei due militari italiani dopo le polemiche suscitate dal permesso di rientrare in Italia per le festività.
I marò saranno nuovamente sottoposti alla libertà su cauzione con residenza obbligata a Kochi e obbligo di firma giornaliera, in attesa del processo.
Latorre e Girone sentiti dal Pm in Procura a Roma
I due marò italiani accusati dalle autorità indiane di aver ucciso due pescatori durante una missione contro la pirateria al largo del Kerala, sono giunti giovedì 3 gennaio in Procura a Roma. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, saranno interrogati in qualità di indagati dal pubblico ministero Elisabetta Ceniccola, titolare del procedimento aperto in Italia per omicidio volontario, ma risponderanno anche alle domande del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo.
I due militari italiani sono arrivati a piazzale Clodio intorno alle 11.00 a bordo di un blindato e non hanno fatto alcuna dichiarazione. I due militari, dopo l’interrogatorio nel pomeriggio dovrebbero ripartire per il Kerala. E infatti scaduta la licenza natalizia concessa dalla magistratura indiana con sentenza del 18 dicembre, e quindi Girone e Latorre ritorneranno in India per sottoporsi al procedimento della corte indiana.
Marò arrestati in India, due settimane di licenza per le festività: saranno a casa a Natale
Massimiliano Latorre e Salvarore Girone trascorreranno il Natale con le loro famiglie in Italia. L’Alta Corte del Kerala ha infatti accolto la richiesta per la licenza dei due marò che potranno tornare in patria, dalle loro famiglie, per due settimane. La decisione è arrivata quasi al limite: la corte indiana aveva disposto un rinvio per la sentenza che è arrivata solo alle 9.15 della mattina di giovedì, ora italiana. La rappresentanza italiana temeva che non ci fosse il tempo sufficiente per poter sbrigare le pratiche burocratiche necessarie per il rimpatrio, ma la sentenza è slittata solo di qualche ora. In cambio della licenza natalizia sarà versata una garanzia finanziaria di 60 milioni di rupie, circa 826mila euro.
I due marò sono trattenuti in India dallo scorso febbraio con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani durante operazioni anti pirateria a bordo della petroliera “Enrica Leixa”. Il caso sembra essersi arenato dopo vari rinvii da parte dei tribunali indiani, ma ai due marò è stata comunque concessa la licenza per il Natale.
Soddisfatto il ministro degli Esteri Giulio Terzi: “Abbiamo appreso la notizia con grande sollievo: una prova della sensibilità indiana per i valori più sentiti del popolo italiano per l’importante festività natalizia”.
Ancora un rinvio. Il Ministro Terzi: ‘Siamo allibiti e sconcertati’
L’incredibile vicenda dei nostri due marò arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali durante un’operazione anti pirateria, è ancora lontana dalla soluzione. Per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i tempi si allungano. Il giudice P.D. Rajan della Corte del Kerala, infatti, ha disposto l’ennesimo rinvio per il processo di primo grado. La nuova data della prima udienza dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) essere il 9 novembre.
La reazione delle nostre istituzioni non si è fatta attendere. ‘Siamo allibiti e sconcertati. E’ inconcepibile che uno Stato di diritto come l’India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri marò‘, ha dichiarato, incredulo, il Ministro degli Esteri Giulio Terzi. ‘L’Italia si riserva una serie di azioni a livello internazionale nel caso in cui la sentenza dell’India sui marò sia sfavorevole. Se c’é una cognizione dei valori fondamentali nel sistema giuridico indiano, deve esserci una conclusione che vada nel senso a noi favorevole‘, ha terminato Terzi.
Insomma, non ci resta che sperare che questa tragicomica vicenda arrivi presto alla conclusione e che i nostri due marò tornino al più presto a casa.
“Trattenuti ingiustamente lontano dall’Italia”
I due marò, arrestati per aver ucciso di pescatori in India mentre prestavano servizio di sicurezza dalla nave Enrica Lexie, si trovano lontano dall’affetto dei loro cari e tenuti ingiustamente lontano dall’Italia. È quanto sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata alla Festa della Marina militare che si tiene oggi a Venezia, in piazza San Marco.
Nello specifico il presidente scrive: “Rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall’Italia e dai propri affetti famigliari”. Sempre per essere solidali ai due poveri militari tenuti ingiustamente in India, tutti i soldati che si trovavano in uniforme in Piazza San Marco, avevano appuntato sulla stessa un fiocco giallo. Questa sera i due marò usciranno definitivamente dall’ex carcere minorile, Borstal School, è trascorreranno la notte alloggiando in una camera d’albergo a Kochi. Durante l’udienza preliminare di quest’oggi, infatti, il tribunale di Kollam ha accolto documenti e garanzie relativi alla concessione della libertà su cauzione per i due militari Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Nel processo iniziato questa mattina, come era stato annunciato alcuni giorni fa, i due militari accusati di omicidio volontario, dopo aver sparato e ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Durante l’udienza preliminare di quest’oggi, il giudice P.D.Rajan ha ascoltato le richieste delle parti coinvolte e ha fissato una nuova udienza per il 18 giugno prossimo.
L’avvocato dei due marò, Rajendran Nair, ha avanzato alcune richieste al giudice in quanto necessarie per l’evoluzione del processo. Vi sarebbe la necessità di due traduttori, nominati dalla corte, in quanto i due militari non parlano l’inglese; vi sarebbe, inoltre, la necessità di acquisire numerosi documenti appartenenti all’impianto accusatorio. Inoltre l’avvocato consiglia di attendere l’udienza prevista per il 26 luglio, nella quale verrà portata una petizione italiana che discute la giurisdizione indiana su quanto avvenuto il 15 febbraio scorso nelle acque indiane, suggerendo, cosi, di attendere prima di entrare nel vivo del processo. Inizio processo fissato per sabato
È fissata per sabato prossimo la prima udienza preliminare del processo a carico dei due marò arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani nelle acque di proprietà indiane. Il processo si terrà nel Tribunale di Kollam. Dopo la notizia della libertà su cauzione, di cui si attende una conferma per giovedì, l’agenzia Ansa attraverso un comunicato ha dichiarato che fonti giudiziarie hanno fatto sapere che sabato sarà avviato il processo ai due militari accusati di omicidio di due pescatori che erano stati scambiati da pirati, perché la nave era stata presa d’assalto.
I due militari sembrano essere fiduciosi, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata che ha diffuso tramite Twitter la notizia dopo averli incontrati nell’ex carcere minorile dove sono ‘rinchiusi’.
Libertà vigilata confermata ai due militari
I due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati per aver ucciso due pescatori a largo delle coste indiane, potranno attendere il processo fuori dal carcere, su versamento di una cauzione. È questa la decisione presa e comunicata dall’Alta Corte del Kerala dopo quattro mesi dal loro arresto. A favorire la possibilità del rilascio su cauzione sarebbe stata la decisione del governo dello stato indiano del Kerala che avrebbe rinunciato alle accuse richiamate nel Sua Act, una convenzione contro il terrorismo marittimo firmata a Roma nel 1988, nei confronti dei due marò. Solo ieri l’Alta Corte aveva respinto la richiesta di ricorso su giurisdizione avanzata dal governo italiano, precisando che il caso fosse di competenza della giustizia indiana. Ma oggi le sorti dei due militari sembrano essere cambiate, per il momento. Infatti, un altro giudice dell’Alta Corte, dopo aver ascoltato i difensori dei marò e i rappresentanti del governo del Kerala e di quello centrale, avrebbe deciso che sia opportuno e che esistono sufficienti garanzie tali da permettere ai due fucilieri del San Marco di aspettare fino al giorno del processo fuori dal carcere ma in libertà vigilata, su versamento di una cauzione di circa 100mila rupie a testa, ovvero 1500 €.
Ricorso sulla giurisdizione respinto dalla Corte di Kochi
Non sarebbe stato accolto dall’Alta Corte di Kochi il ricorso del governo italiano che aveva presentato due settimane fa, chiedendo l’annullamento del cosiddetto FIR, First Information Report, ovvero il rapporto di polizia su cui si è basata l’apertura delle indagini a carico dei due marò. Inoltre, il ricorso presentato ha comportato il pagamento di 100 rupie, corrispondenti a 1500 € da parte del governo italiano. Nel respingere la richiesto di ricorso, il giudice del caso, Gopinathan, ha dichiarato che la polizia del Kerala era ed è in piena autorità per avviare le indagini, in quanto l’incidente in cui i due marò hanno sparato e ucciso due pescatori indiani, è avvenuto nelle acque territoriali e nella zona economica di proprietà indiana. I capi di accusa sono stati acquisiti dal giudice istruttore il quale li ha trasmessi, a sua volta, a un tribunale di primo grado per procedere all’avvio del processo. Con ciò, secondo fonti legali confermate dall’Ansa, il rigetto della richiesta era scontato.
Ennesimo rinvio per l’udienza sulla libertà su cauzione
Ennesimo rinvio nel caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali in un’operazione anti pirateria. L’udienza per discutere la richiesta dei legali dei due fucilieri sulla concessione della libertà su cauzione è stata nuovamente posticipata dall’Alta Corte del Kerala a mercoledì prossimo. Questo perchè, a quanto si è appreso, il giudice che sta trattando il caso, N.K. Balakrishnan, ha intenzione di chiedere ancora un parere al governo centrale indiano di New Delhi sulla possibilità di concedere la scarcerazione dietro cauzione dei due soldati. Insomma, questa questione sembra non sia destinata ad arrivare mai alla fine. Latorre e Girone aspetteranno la decisione nella nuova prigione preparata appositamente per loro dalle autorità locali dopo le proteste e le richieste dei nostri rappresentanti diplomatici, la cosiddetta Borstal School di Kochi, proprio la città in cui ha sede anche l’Alta Corte del Kerala. In viaggio verso la nuova sistemazione di Kochi
Si trovano già in viaggio verso la Borstal School di Kochi, i due militari arrestati in India con l’accusa di omicidio volontario, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Proprio ieri, le autorità indiane avevano dato disposizioni sul trasferimento dei due prigionieri dal carcere di Trivandrum all’ex carcere minorile ubicato nelle vicinanze dell’aeroporto di Kochi. Sarà qui che i due prigionieri rimarranno in attesa di conoscere gli sviluppi e il verdetto del processo. L’ex carcere minorile è attualmente utilizzato per uffici pubblici per poliziotti. La struttura era stata indicata come quella più adeguata ai militari italiani, dai membri di una delegazione italiana. Si tratterebbe, nel caso della destinazione dei due militari italiani, di una casetta, con due camere singole, con tanto di giardino esterno, dove i militari potranno rilassarsi. L’udienza prevista per quest’oggi è stato rimandata a lunedì dal giudice dell’Alta Corte di Kochi. Nel corso della mattinata i due erano attesi dal giudice istruttore di Kollam con il quale si vedranno per la prima volta dal momento dell’arresto. Disposto il trasferimento dal carcere di Trivandrum
È stato disposta l’autorizzazione al trasferimento dal carcere di Trivandrum verso una struttura di Kochi, preferibile per lo Stato Italiano, per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati tre mesi fa in India con l’accusa di omicidio volontario. Sembra essere arrivati ad una svolta con questo trasferimento. La notizia sarebbe stata diffusa dal The Times of India. Secondo quanto appreso da fonti anonime i due marò saranno ospitati all’interno della Borstal School, un ex carcere minorile ubicato vicino all’aeroporto di Kochi, una sistemazione ideale proprio come era stato suggerito dalle autorità italiane.
I due militari del battaglione San Marco sono accusati di omicidio volontario per aver ucciso due pescatori che si trovavano a bordo di un peschereccio a largo delle coste indiane, in navigazione da Singapore verso l’Egitto. Il peschereccio era stato scambiato per una nave pirata dai due soldati che scortavano la petroliera italiana Enrica Lexie.
Tensione tra Roma e Delhi. Situazione inaccettabile per il Ministro Terzi
Sale la tensione tra Roma e Delhi dopo gli ultimi sviluppi sul caso dei nostri due fucilieri arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali nell’ambito di un’operazione anti pirateria. il nostro Ministro degli Esteri Giulio Terzi, in occasione di un incontro con il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, ha dichiarato che ‘la situazione dei marò è inaccettabile e mina l’impegno comune‘ nella lotta alla pirateria e alla tutela della sicurezza nelle operazioni internazionali. Il durissimo intervento del Ministro arriva dopo l’ufficializzazione dei capi di imputazione per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, omicidio, tentato omicidio e associazione a delinquere, e il no dei giudici competenti alla libertà su cauzione. Mosse che costituiscono un segnale dell’irrigidimento della situazione e che hanno portato il Ministro Terzi a richiamare a Roma l’ambasciatore italiano in India. Insomma, lo scontro tra Roma e Delhi è sempre più duro. Intanto, l’avvocato dei marò Rajendran Nair ha dichiarato che i due soldati sarebbero disposti ‘a fornire garanzie e a consegnare i loro passaporti per assicurare la loro disponibilità ad essere presenti di fronte all’Alta Corte o al tribunale processuale‘ nel caso che la corte concedesse loro la libertà vigilata su cauzione. In questo caso Latorre e Girone potrebbero risiedere all’ambasciata italiana di Nuova Delhi. La proposto sarà ora sottoposta al governo centrale indiano. Nella prossima udienza si attendono sviluppi.
Tra 20 giorni Latorre e Girone saranno trasferiti fuori dal carcere
Le autorità carcerarie e di polizia dello stato indiano del Kerala hanno disposto che Massimilano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò in carcere con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali in un’operazione anti pirateria, siano trasferiti dal carcere di Trivandum in un’altra struttura, chiamata Boston School, sita sempre nella stessa città. Non appena la nuova struttura destinata ad ospitare i fucilieri sarà messa in regola, la durata dei lavori è stimata in circa 20 giorni, Latorre e Girone potranno, quindi, lasciare il carcere e attendere con più serenità e comodità l’importante decisione sulla giurisdizione e l’eventuale processo per omicidio. Intanto, secondo quanto scrive il quotidiano ‘Times of India‘, la squadra speciale della polizia del Kerala che si occupa del caso dei marò presenterà domani al giudice istruttore le accuse a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: 150 pagine contenenti gli indizi a carico dei due fucilieri italiani. Sempre secondo il quotidiano indiano, è probabile che il tribunale inizi il processo contro i due militari alla fine di maggio.
Carcerazione ancora prolungata fino al 25 maggio
Dopo il rinvio della decisione sulla giurisdizione deciso dalla Corte Suprema indiana, il giudice istruttore di Kollam ha prolungato la carcerazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per altri 15 giorni. I nostri due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante un’operazione anti pirateria, quindi, dovranno restare nel carcere di Trivandum, nella stato indiano meridionale del Kerala, ancora almeno fino al 25 maggio. Insomma, sembra proprio che questa vicenda sia ancora lontana da una soluzione. Gli avvocati italiani che assistono i nostri due fucilieri, intanto, hanno presentato al magistrato la richiesta di libertà su cauzione. Il giudice prenderà una decisione, a meno di un ennesimo rinvio, nella giornata di oggi. La Corte Suprema di Delhi, infatti, in un’ordinanza ha spiegato che l’esistenza di un ricorso dell’Italia per incostituzionalità dell’arresto dei due soldati ‘non preclude la possibilità di una loro richiesta di libertà dietro cauzione‘. La decisione sulla giurisdizione rinviata al 26 luglio
Ancora un rinvio per i nostri due marò detenuti in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali durante un’operazione anti pirateria. La Corte Suprema indiana, infatti, ha stabilito che la questione sulla giurisdizione da applicare in questa delicata situazione sarà discussa in un udienza fissata per il 26 luglio. Questa volta lo spostamento è stato richiesto dai legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in modo da avere un po’ di tempo a disposizione per studiare la memoria depositata dal Ministero degli Esteri di Delhi. Per l’India, infatti, essendo l’incidente avvenuto avvenuto entro le 200 miglia nautiche dalle coste indiane e non in acque internazionali, spetta allo stato indiano del Kerala il diritto di giudicare i due soldati italiani. Inutile dire che per l’Italia, invece, i due fucilieri dovrebbero essere giudicati nel nostro paese. La Corte Suprema indiana, inoltre, ha anche ordinato allo stato del Kerala di prendere una decisione entro una settimana sul trasferimento di Latorre e Girone in un luogo diverso dal carcere di Trivandum.
La Corte Suprema indiana autorizza la partenza dell’Enrica Lexie
Dopo una seduta durata più di due ore, necessaria per discutere il ricorso presentato dall’armatore, i giudici della Corte Suprema indiana di Nuova Delhi hanno disposto il rilascio della petroliera Enrica Lexie, la nave su cui prestavano servizio anti pirateria i nostri due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ora in carcere con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani. L’Enrica Lexie, con il suo equipaggio composto da 24 persone e da quattro marò dell’unità di anti pirateria, quindi, potrà finalmente ripartire e lasciare le coste del Kerala. I giudici, però, hanno stabilito alcune condizioni: il capitano e i responsabili della compagnia di navigazione, infatti, devono assicurare, attraverso una dichiarazione scritta e una garanzia bancaria, la piena disponibilità della petroliera e del suo equipaggio se le indagini e le inchiesta giudiziarie lo rendessero necessario. Inoltre, è stato richiesto al governo italiano l’assicurazione che anche gli altri quattro marò a bordo della nave si renderanno disponibili in caso di necessità. Insomma, questa decisione della Suprema Corte indiana è un altro segnale di disgelo tra India e Italia che rende tutti un po’ più ottimisti sulla risoluzione di questa delicata vicenda.
Massimiliano Latorre salva un fotoreporter e diventa un eroe
Massimiliano Latorre è diventato un eroe. La stampa indiana, dopo aver duramente attaccato i nostri due marò, ora tesse le lodi di Latorre definendolo un vero e proprio eroe per aver salvato un fotoreporter che era inciampato ed era finito per terra proprio mentre un’automobile stava facendo retromarcia e rischiava di travolgerlo. Il nostro soldato, allora, come raccontano i media locali, accortosi del pericolo, si è subito lanciato contro la macchina, bloccandola con le mani e impedendo che schiacciasse il malcapitato fotografo. La foto che immortala questo momento è stata pubblicata su tutti i giornali del subcontinente. Il fatto è avvenuto durante il trasferimento dei due marò, che hanno lasciato il carcere di Trivandum per incontrare i loro familiari giunti in India per riabbracciarli.
Speriamo che questo fatto, oltre al risarcimento di 146 mila euro elargito ai parenti dei pescatori uccisi, possa aiutare a sbloccare la difficile situazione dei nostri connazionali detenuti in India.
La Corte Suprema ammette il ricorso dell’Italia
Buone notizie per i nostri due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in carcere in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali in un’operazione antipirateria. La Corte Suprema indiana, con sede a New Delhi, ha accolto il ricorso presentato dall’Italia avente come oggetto l’incostituzionalità della detenzione dei nostri due soldati. Nel ricorso, le autorità italiane e i legali impegnati nel caso hanno definito illegale la detenzione dei due fucilieri del reggimento San Marco, in quanto la loro carcerazione violerebbe il principio dell’immunità sovrana e gli articoli 14 e 21 della costituzione indiana. Il fatto, infatti, è avvenuto in acque internazionali e, di conseguenza, la giurisdizione spetta esclusivamente all’Italia. Nella prossima udienza, fissata per l’8 maggio, i giudici della suprema corte hanno, quindi, invitato il governo dell’Unione indiana e i rappresentanti dello stato del Kerala a presentare una memoria per spiegare le loro ragione. Insomma, forse qualcosa inizia a muoversi in una direzione favorevole alle rivendicazioni italiane.
L’Italia paga 146 mila euro alle famiglie dei pescatori uccisi
Le autorità italiane e le famiglie dei pescatori uccisi hanno raggiunto un accordo extra-giudiziale. Dieci milioni di rupie, pari a poco più di 146 mila euro, saranno versati a ciascuna delle famiglie. Il ‘Times of India‘ racconta di serrati colloqui tra, da una parte funzionari del ministero della Difesa e del ministero degli Esteri italiano e, dall’altra, i legali che rappresentano le famiglie dei due pescatori per la cui uccisione sono accusati i nostri due marò Massimilano Latorre e Salvatore Girone. All’incontro avrebbero partecipato anche alcuni preti della comunità cristiana dello stato del Kerala, parrocchia a cui appartenevano i due uomini uccisi. Ora questo accordo sarà presentato all’Alta Corte dello stato del Kerala. Ci saranno conseguenze positive sul piano giuridico per i nostri due soldati? Il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, su questo argomento, è così intervenuto: ‘E’ stato un atto di donazione, di generosità, ex gratia, al di fuori di un contesto giuridico‘, ha spiegato il Ministro. Ora non resta che aspettare l’importante, e decisiva, decisione sulla giurisdizione.
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone riabbracciano i familiari
I familiari dei nostri due marò, arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani durante un’operazione anti pirateria, sono giunti nel carcere di Trivandum, nello stato del Kerala, alle 7.45 ora italiana. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, quindi, dopo più di due mesi, hanno potuto riabbracciare i loro cari. Come ha raccontato un testimone presente al ricongiungimento, la scena è stata molto toccante e commovente. ‘Sentiamo che tutta l’Italia è con noi, una coesione generale attorno al nostro problema‘, hanno subito dichiarato i nostri due soldati che, come li ha descritti un responsabile militare che ha assistito al ricongiungimento, ‘sono forti, per indole, carattere, educazione e sentono l’abbraccio dell’Italia‘. Nel carcere indiano, assediati dai giornalisti e dai fotografi, sono entrati i genitori di Girone con la moglie di Salvatore Vania Ardito Girone e Maria Ferrara, Franca Latorre e Christian D’Addario. L’addetto militare italiano a New Delhi, contrammiraglio Franco Favre, ha raccontato all’Ansa i particolari dell’incontro: ‘Sono stati lasciati insieme, da soli. Ho visto due famiglie bellissime, della terra del sud, forti e positive. Degnissime persone‘. La speranza di tutti loro, e di tutti noi, è che presto i nostri due marò possano rientrare in Italia.
I familiari partono per il Kerala
I familiari di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò in carcere ormai da due mesi con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani durante un’operazione anti pirateria, sono in partenza per lo stato del Kerala dove, finalmente, potranno riabbracciare Massimiliano e Salvatore. ‘Per loro laggiù e per le nostre famiglie qui in Italia questo periodo è sembrato lungo una vita‘, ha raccontato Christian D’Addario, il nipote di Massimiliano Latorre che, insieme alla mamma Carolina Latorre, è in partenza per l’India. ‘Quando è possibile, in media ogni due giorni, mio zio si fa sentire e quindi abbiamo notizie dirette. Diciamo che Massimiliano e Salvatore stanno abbastanza bene, sperano che la loro situazione si risolva in un arco di tempo abbastanza ragionevole. Quello che ci conforta e che pur in una situazione così difficile siamo riusciti ad avere sempre notizie di Massimiliano e Salvatore, sia attraverso le loro telefonate sia nelle comunicazioni delle autorità‘, conclude Christian. Fiaccolata di solidarietà a Roma
Sull’impegno delle autorità italiane per ottenere la liberazione e il rimpatrio di Massimiliano e Salvatore, le famiglie dei due marò non hanno nulla da ridire o da polemizzare. Per mantenere alta l’attenzione e l’interesse dell’opinione pubblica per i loro cari, però, le due famiglie hanno deciso di organizzare una fiaccolata di solidarietà per le strade di Roma. Non appena faranno ritorno dall’India, quindi, il 12 maggio in piazza SS. Apostoli si terrà questa manifestazione per dimostrare ai nostri connazionali detenuti che l’Italia non li ha dimenticati. ‘L’idea di fare una fiaccolata a Roma, per richiamare l’attenzione sui nostri marò è venuta dopo la creazione del gruppo su Facebook “Ridateci i nostri leoni” che nel giro di poco tempo è passato da 4 mila a 27 mila membri. Sono in tanti gli italiani ad avere a cuore la sorte di Salvatore e Massimiliano‘, ha dichiarato Christian D’Addario che ha anche sottolineato come i continui prolungamenti della carcerazione preventiva stiano minando il morale dei due soldati e delle famiglie.
Carcerazione nuovamente prolungata fino al 30 aprile
Ennesimo rinvio per i nostri due marò arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per dei pirati somali. Il giudice istruttore di Kollam, nello stato indiano meridionale del Kerala, infatti, ha nuovamente deciso di prolungare la carcerazione preventiva per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone di altri 14 giorni. I nostri due soldati, quindi, resteranno ancora fino al 30 aprile nel carcere di Trivandum. Le forze di polizia, a quanto sembra, avrebbero ancora necessità di alcune settimane per terminare le indagini e per decidere sull’eventuale rinvio a giudizio. Intanto, le autorità italiane sono ancora in attesa che venga fissata la data dell’importante e decisiva decisione sulla giurisdizione. Dopo che la perizia balistica ha stabilito che i colpi che hanno ucciso i pescatori sono partiti da due fucili Beretta in dotazione ai militari italiani in servizio anti pirateria sulla petroliera Enrica Lexie, infatti, la situazione dei nostri due marò si fa sempre più difficile.
Per i periti i fucili dei militari italiani sono compatibili con i proiettili che hanno ucciso i pescatori
Il quotidiano ‘Times of India‘ ha riportato la notizia che, secondo le risultanze della perizia richiesta dalla Corte del Kerala, due dei fucili sequestrati ai militari italiani a bordo della Enrica Lexie sarebbero compatibili coi proiettili estratti dai cadaveri dei due pescatori indiani uccisi il 15 febbraio scorso. Stando alle dichiarazioni di un responsabile del Laboratorio scientifico della polizia di Trivandrum, i fucili sequestrati ‘coincidono con il tipo di scanalature sui proiettili che erano nei corpi dei pescatori e su quelli sparati nei test di due fucili Beretta ARX 160‘. ‘Dopo aver condotto accurati test sui sei fucili Beretta sequestrati‘, ha continuato il responsabile, ‘il Laboratorio ha identificato i due usati per uccidere i pescatori‘. Insomma, in attesa della decisione sulla giurisdizione, questo sviluppo non è certamente positivo per i nostri due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Slitta dopo Pasqua la decisione sulla giurisdizione
L’Alta Corte di Kochi si riunirà solo dopo Pasqua per decidere sulla giurisdizione in relazione al caso dei nostri due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani. Lo hanno riferito fonti della delegazione italiana a Kerala. Il giudice P.S. Gopinatahn, infatti, dopo aver ricevuto una memoria dai difensori di Massimiliano Latorre e e Salvatore Girone in cui si sostiene che il giudizio spetti alla magistratura italiana, ha aggiornato la seduta senza fissare una nuova data. ‘Visto che la prossima udienza non è stata messa in calendario ieri sera, ormai è certo che se ne riparlerà la prossima settimana‘, fanno sapere dalla nostra delegazione. Anche l’udienza per il rilascio della petroliera Enrica Lexie si svolgerà davanti al giudice istruttore di Kollam solo nella settimana dopo Pasqua.
In custodia giudiziaria fino al 16 aprile
Si attendeva per oggi la decisione del magistrato che si occupa del processo nello stato indiano del Kerala ai marò italiani arrestati ormai da Febbraio, detenuti con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Come conferma la Farnesina, di nuovo il magistrato ha disposto che i due marò italiani dovranno restare nel carcere di Trivandrum altri 14 giorni.
La situazione si fa sempre più pesante e dopo le dichiarazioni dello chief minister del Kerala, Oommen Chandy,che ha escluso un processo italiano per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura è tornato in India per seguire da vicino la vicenda.
I Marò restano in carcere fino al 2 aprile
Il magistrato indiano di Kollam ha prolungato di altri 14 giorni la carcerazione preventiva per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò accusati dell’omicidio di due pescatori indiani durante un’operazione anti pirateria. Nonostante i legali dei due militari avessero chiesto di trasformare la carcerazione in un fermo di polizia, il giudice A.K. Gopakuma, rigettando la richiesta, ha disposto il carcere ancora fino al 2 aprile, ossia per il tempo necessario per eseguire il test balistico. In aula i nostri due marò erano accompagnati e sostenuti dal console generale di Mumbai, Giampaolo Cutillo, dall’addetto militare dell’ambasciata di New Delhi, Franco Favre, e da alcuni funzionari della Marina. Subito dopo la decisione del magistrato sono stati fatti salire su un cellulare e riportati nel carcere di Trivandrum.
Scontro Italia-India sulla giurisdizione
E’ scontro aperto, ormai, tra Italia e India sulla questione della giurisdizione in relazione al caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati nello stato indiano del Kerala. Per il nostro paese non ci sono dubbi, la giurisdizione è italiana in quanto il presunto incidente è avvenuto in acque internazionali e la nave sui cui si trovavano i militari batteva bandiera italiana. Ma l’India non ne vuol sapere e dichiara che a giudicare i marò deve essere una sua corte. Monti telefona al premier indiano
Ieri il premier Mario Monti ha avuto un colloquio telefonico con il Primo Ministro indiano Singh, a cui ha intimato di rispettare ‘il diritto all’immunità per i militari sulle navi contro la pirateria, o tutte le missioni sono a rischio‘. In una nota, Palazzo Chigi fa sapere che ‘ogni atteggiamento da parte indiana non pienamente in linea con il diritto internazionale rischierebbe di creare un pericoloso precedente in materia di missioni internazionali di pace e di contrasto alla pirateria, missioni in cui sono impegnati anche militari indiani, mettendone a repentaglio l’efficacia e le capacità operative‘. Monti ha chiarito al suo omologo indiano che i ‘due militari italiani erano impegnati in una legittima missione internazionale di contrasto alla pirateria‘ e ha anche ribadito la ‘ferma aspettativa del Governo per un trattamento dei due Marò che rifletta pienamente il loro status‘. A quanto risulta, nonostante le dichiarazioni delle autorità indiane che hanno più volte sottolineato come si tratti solo di una questione giuridica, il premier Singh condivide le preoccupazioni del nostro Presidente del Consiglio e non vorrebbe che si creassero tensioni tra i due paesi. Insomma, la situazione è molto delicata e la diplomazia è al lavoro.
La tensione tra Italia e India dopo l’uccisione di due pescatori scambiati per pirati sta salendo alle stelle: le autorità locali hanno disposto uno stato di fermo per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati dell’omicidio dei due pescatori. Ma sono ancora numerosi i dubbi che avvolgono la vicenda, e le versioni fornite dai militari italiani e le autorità di New Delhi divergono profondamente: proprio uno dei due accusati, Massimiliano Latorre, ha ricostruito i momenti cruciali del conflitto a fuoco avvenuto al largo delle coste indiane con una relazione che indica gli autori della sparatoria, negando che l’azione possa aver provocato feriti o vittime.
I dubbi intorno a questa vicenda riguardano principalmente tre fattori: l’orario dell’azione, il luogo esatto dove è avvenuta la sparatoria, l’imbarcazione che ha attaccato la petroliera. A questi va aggiunto un altro tassello: perché gli italiani, nonostante abbiano comunicato di essere in acque internazionali, sono poi entrati nell’area controllata dagli indiani? La cosa suscita tanto più perplessità dopo aver saputo che lo hanno fatto benché avessero ricevuto parere contrario dalla Marina Militare.
La prima stranezza riguarda l’orario dell’azione: secondo la relazione trasmessa a Roma, l’allarme scatta alle 11.30 del 15 febbraio mentre la Enrica Lexie si trova a ‘33 miglia dalla costa sudovest dell’India‘. I dati forniti dal satellite attivato a bordo confermano la loro posizione, ma viene contestata dalla polizia indiana, la quale colloca temporalmente la sparatoria almeno due ore dopo: questo ha fatto supporre che i due pescatori possano essere stati uccisi in un altro conflitto a fuoco, giacché quella stessa sera risulta avvenuto un altro attacco di pirateria in un tratto di mare poco distante.
Nella sua relazione Latorre allega tre fotografie che dovrebbero servire a dimostrare che il peschereccio sarebbe un altro e non la St. Anthony, quella dei marinai uccisi. Le immagini però sarebbero sfocate, inoltre non dimostrerebbero che a bordo ci sarebbero cinque uomini armati, come testimoniato dai militari italiani,e non semplici marittimi. La sparatoria: tre raffiche
La relazione di Latorre afferma che ‘è il radar a segnalare la barca che viaggia in rotta di collisione e i militari presenti a bordo si dispongono per reagire. Vengono messe in atto le procedure previste in questi casi. Quando il natante è a 500 metri di distanza vengono sparati i primi ‘warning shots’, ripetuti quando si trova a 300 metri e infine a cento‘. Latorre specifica che gli ultimi spari vengono rivolti verso lo specchio d’acqua, dunque senza colpire l’imbarcazione, tanto che lo stesso peschereccio ‘ha invertito la rotta e si è allontanato‘.
Anche qui la divergenza con il rapporto della polizia locale è totale, secondo cui ‘sul peschereccio ci sono i segni di 16 proiettili, mentre quattro sono andati a segno e hanno ucciso i due marittimi‘. Una tesi ritenuta non credibile dalla Marina italiana e dalle fonti diplomatiche, giacché significherebbe che tutti i colpi sarebbero stati sparati ad altezza uomo. L’ordine della Marina non rispettato
Questo forse è il punto più oscuro dell’intera vicenda: chi ha deciso di far entrare nel porto di Kochi la petroliera Enrica Lexie? La Marina aveva infatti espresso parere contrario, così come aveva raccomandato di non far scendere a terra i militari. Ora si dovrà stabilire se davvero sia stato l’armatore a ordinare di abbandonare le acque internazionali, e con chi sia stata condotta la trattativa, scavalcando la procedura che vedrebbe in situazioni d’emergenza intervenire in accordo con le autorità militari e con il governo italiani.
Mondo 2017-06-25 ven 04/01/2013 da Giulio Ragni in India, Marò India. Ultimi articoliMorto il sosia di Justin Bieber: aveva speso 100mila dollari per assomigliare al suo idolo15 fatti sulla povertà presente nel mondo13 cose sull'inquinamento che dovreste saperePena di morte nel mondo: 7 cose da sapere	Articoli correlatiCaso Marò: riassunto di cosa è successoBerlusconi e i processi ancora in corso. Dal Lodo Mondadori al processo MediasetMarò arrestati in India ultime notizie: restano in ItaliaProcesso Mills, Berlusconi: ‘Incomprensibile pervicacia dei giudici. È solo una perdita di tempo’	Commenti (5)
20 February 2012, 16:08
VA:F [1.6.5_908]+3 Punti	Mi sembra che comunque siano andate le cose l’ India si stia comportando da stato canaglia e arrestando inostri miliari a bordo di una nave italiana abbia commesso un atto di guerra nei nostri confronti. E’ ora che noi italiani finiamo di farci calpestare da chiunque. Il governo dovrebbe mostrare gli artigli magari andando a riprenderci militarmente i soldati rapiti. Per conto mio inizio ad esludere dagli acquisti tutti i prodotti di origine indiana
VA:F [1.6.5_908]+3 Punti	non è una buona idea sfidare militarmente un paese di un miliardo di abitanti
8 March 2012, 21:00
VA:F [1.6.5_908]+5 Punti	Non penso sia una buona idea attaccare l’india….
ha il terzo esercito più potente al mondo e in ambito aeronautico (militare) è anche lì il terzo…
11 March 2012, 15:02
VA:F [1.6.5_908]-2 Punti	Le canaglie come al solito siamo noi. Vi ricordo che i militari italiani sono entrati nel territorio indiano hanno ucciso dei pescatori indiani è giusto che siano processati.
VA:F [1.6.5_908]+2 Punti	1) Se un qualche italiano denunciasse l’India ( o il Kerala o altro) per violazione del diritto internazionale, forse si potrebbero bloccare tutti gli investimenti e i depositi finanziari indiani in Italia
2) Se incominciassimo a rimandare in India transatlantici di loro connazionali perche’ non hanno il permesso o non viene loro rinnovato, dove se li metterebbero?
Sarebbe ora di smettere di subire le angherie di una nazione di pariah (ovvero straccioni) che credono di poter dettare al mondo la loro legge.