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Timestamp: 2018-03-20 11:16:29+00:00
Document Index: 150848541

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2']

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 08 novembre 2017, n. 26465 - Licenziamento disciplinare - Assenza ingiustificata prolungata - Stato di malattia effettivamente esistente - Tardivo o mancato invio del certificato al datore - Non rileva - Omissione del comportamento attivo prescritto a carico del lavoratore - Omissione che rende l'assenza ingiustificata, ancorché fondata su uno stato di malattia esistente - Studio Cerbone
CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 novembre 2017, n. 26465 – Licenziamento disciplinare – Assenza ingiustificata prolungata – Stato di malattia effettivamente esistente – Tardivo o mancato invio del certificato al datore – Non rileva – Omissione del comportamento attivo prescritto a carico del lavoratore – Omissione che rende l’assenza ingiustificata, ancorché fondata su uno stato di malattia esistente
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 novembre 2017, n. 26465
Licenziamento disciplinare – Assenza ingiustificata prolungata – Stato di malattia effettivamente esistente – Tardivo o mancato invio del certificato al datore – Non rileva – Omissione del comportamento attivo prescritto a carico del lavoratore – Omissione che rende l’assenza ingiustificata, ancorché fondata su uno stato di malattia esistente
1. La Corte di appello di Perugia, con sentenza n. 41/15, riformando la pronuncia di primo grado, in accoglimento dell’appello proposto da G.I.S. s.c. a r.l., ha respinto impugnativa del licenziamento proposta da V.E., al quale era stata contestata un’assenza ingiustificata dal posto di lavoro dal 27 agosto al 9 settembre 2011 in relazione agli artt. 9 e 10 CCNL.
2. Il Giudice di primo grado aveva ritenuto che l’assenza fosse giustificata dal fatto che, alla luce del certificato di malattia del 28 agosto 2011 con prognosi fino al 10 settembre e del certificato rilasciato dall’Inps in sede di visita domiciliare del 2 settembre, lo stato di malattia era effettivamente esistente, per cui il lavoratore si era reso inadempiente esclusivamente del tardivo o mancato invio del certificato attestante la malattia, ipotesi che il contratto collettivo di categoria (art. 9 lett. A) punisce con sanzione conservativa e che è infrazione ben diversa dall’assenza senza giustificato motivo, punita – se prolungata oltre quattro giorni consecutivi – con il licenziamento con preavviso (art. 10 lett. F).
– nessun valore probatorio poteva attribuirsi al presunto fax con cui sarebbe stato inviato il certificato medico datato 28 agosto 2011, in quanto il “rapporto di trasmissione indica una data risalente alla 2006 e quindi è assolutamente inutilizzabile”; ugualmente irrilevante, dal punto di vista probatorio, era la lettera raccomandata datata 1° settembre 2011, con la quale il V. aveva prospettato di avere immesso il certificato medico nella cassetta postale del datore di lavoro in data 28 agosto e di averlo rispedito via fax la mattina del 1° settembre, considerato che non vi era in atti la ricevuta di ritorno di tale lettera raccomandata e il rapporto di trasmissione del fax era in bianco; la prima comunicazione venne inviata solo il 13 settembre 2011, a riscontro della contestazione disciplinare ricevuta il giorno prima;
– il comportamento silente del lavoratore aveva avuto una durata ben superiore a quattro giorni, corrispondenti ad altrettanti giorni di assenza ingiustificata, ipotesi cui contratto collettivo di categoria collega la sanzione del licenziamento con preavviso, ossia la sanzione irrogata dalla G.S. s.c.a r.l..
1. Il primo motivo denuncia violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti collettivi, dell’art. 7 I. n. 300 del 1970 e del principio di immutabilità dei motivi di licenziamento. Si deduce che il fulcro della contestazione disciplinare era costituito dalla assenza dal lavoro priva di valida giustificazione, mentre nelle more del giudizio controparte aveva fondato la sanzione espulsiva su un diverso profilo, quello della asserita mancata comunicazione della prosecuzione dello stato di malattia. Era intervenuto dunque un inammissibile mutamento della fattispecie contestata a fondamento della sanzione espulsiva.
4. Il quarto motivo verte su violazione e falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti accordi collettivi nazionali di lavoro; violazione e falsa applicazione dell’art. 2 – sezione quarta – titolo VI CCNL industria metalmeccanica privata del 20 gennaio 2008, in relazione agli artt. 9 e 10 del medesimo contratto. Il ricorrente deduce che la fattispecie è perfettamente sovrapponibile a quella per la quale il contratto contempla sanzioni conservative.
7. Il terzo motivo, che verte sull’efficacia probatoria della trasmissione di certificati a mezzo telefax, è inammissibile, in quanto privo di attinenza alla ratio decidendi. La sentenza non ha ritenuto inidoneo l’utilizzo di tale mezzo di trasmissione documentale, ma ha rilevato l’inutilizzabilità dei due documenti prodotti al riguardo, il primo, perché relativo a un rapporto di trasmissione del “2006” e, il secondo, perché relativo ad un rapporto di trasmissione “in bianco”.
8.2. L’art. 9, sezione quarta, titolo VII CCNL, sotto la rubrica ammonizioni scritte, multe e sospensioni, dispone – per quanto qui rileva – che “incorre nei provvedimenti di ammonizione scritta, multa o sospensione il lavoratore che: a) …. non giustifichi l’assenza entro il giorno successivo a quello dell’inizio dell’assenza stessa salvo il caso di impedimento giustificato…. L’ammonizione verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; la multa e la sospensione per quelle di maggior rilievo”. L’art. 10, nel disciplinare il licenziamento con preavviso, contempla l’ipotesi (lettera F) delle “assenze ingiustificate prolungate oltre quattro giorni consecutivi o assenze ripetute per tre volte in un anno nel giorno seguente alle festività o alle ferie”.
8.4. In particolare l’art. 2 contempla i seguenti obblighi: avvisare l’azienda entro il primo giorno di assenza ed inviare all’azienda il certificato medico entro il secondo giorno di assenza; nel caso di proseguimento della malattia, avvisare l’azienda entro il primo giorno successivo a quello di scadenza del primo periodo di malattia ed inviare all’azienda, entro il secondo giorno, il certificato medico attestante il protrarsi della malattia. Nel caso che sia omesso anche uno solo di tali adempimenti, salvo il caso di giustificato impedimento (ossia di impedimento che giustifichi la mancata ottemperanza di tali obblighi), l’assenza è considerata ingiustificata. La sanzione conservativa riguarda l’ipotesi in cui l’assenza ingiustificata, nel senso sopra descritto, non travalichi il quarto giorno. È prevista una graduaIità delle sanzioni conservative in ragione del protrarsi dell’inadempimento.
9. In conclusione, il ricorso deve essere rigettato, con condanna di parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate nella misura indicata in dispositivo per esborsi e compensi professionali, oltre spese forfettarie nella misura del 15 per cento del compenso totale per la prestazione, ai sensi dell’art. 2 del D.M. 10 marzo 2014, n. 55.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio, che liquida in Euro 3.500,00 per compensi professionali e in Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge.