Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2012/04/
Timestamp: 2017-11-18 21:19:39+00:00
Document Index: 35650365

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art.3', 'art.4', 'art.4', 'art.5', 'art.6', 'art.7', 'art.16', 'art.21', 'art.7', 'art.7', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 4', 'art.40']

aprile | 2012 | Francesco Colaci's BLOG
RIFORMA APPRENDISTATO : DETERMINAZIONI ISTITUZIONI E CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER CONFORMARE REGOLAMENTAZIONE APPRENDISTATO PREVISIONI T:U:
Come è noto ,dal 25 ottobre 2011 è in vigore il dec.legvo n.167/2011 ,contenente la disciplina del nuovo Testo Unico sull’apprendistato, che ,tuttavia, ha previsto, per essere effettivamente operativa , l’approvazione , entro il 25 aprile 2012 , di alcuni specifici provvedimenti da parte delle istituzioni (Stato e Regioni) e della contrattazione collettiva,che di seguito si evidenziano.
In primo luogo, nell’art. 2, comma 1 ,del provvedimento risulta stabilito che :” La disciplina del contratto di apprendistato e’ rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale nel rispetto dei …principi” precisati nelle successive lettere da a) ad m)”.
In secondo luogo,dall’art.3 comma 2 del decreto legvo 167/11 è previsto :” La regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e’ rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, previo accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, e sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) definizione della qualifica o diploma professionale ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; b) previsione di un monte ore di formazione, esterna od interna alla azienda, congruo al conseguimento della qualifica o del diploma professionale in funzione di quanto stabilito al comma 1 e secondo standard minimi formativi definiti ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative per la determinazione, anche all’interno degli enti bilaterali, delle modalita’ di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle regioni”.
Pertanto , la mancanza della regolamentazione delle Regioni o delle Province autonome dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ,rende inoperativa la disciplina del T.U. dedicata a tale tipologia di apprendistato .
In terzo luogo , l’art.4 ,.comma 2, del nuovo T.U. , circa l’apprendistato professionalizzante o di mestiere ,recita :” Gli accordi interconfederali e i contratti collettivi stabiliscono, in ragione dell’eta’ dell’apprendista e del tipo di qualificazione contrattuale da conseguire, la durata e le modalita’ di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche in funzione dei profili professionali stabiliti nei sistemi di classificazione e inquadramento del personale, nonche’ la durata, anche minima, del contratto che, per la sua componente formativa, non puo’ comunque essere superiore a tre anni ovvero cinque per le figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento “,significando che ,in carenza di disciplina sull’argomento degli accordi interconfederali e dei contratti colettivi vigenti nei varii settori produttivi ,transitoriamente era impedita la costituzione e gestione del contratto di apprendistato professionalizzante secondo le disposizioni del testo unico.
Si aggiunge che l’inapplicabilita’ transitoria della disciplina del dec.legvo n.167/11 concerne anche:
a) i contratti di apprendistato per le attivita’ stagionali,stante il disposto dell’art.4 ,comma 5,secondo cui:” Per i datori di lavoro che svolgono la propria attivita’ incicli stagionali i contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavorocomparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale possonoprevedere specifiche modalita’ di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato.”;
b) il contratto di apprendistato di alta formazione, in ordine a cui i commi 2 e 3 dell’art.5 del T.U. stabiliscono:
“2. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attivita’ di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione e’ rimessa alle Regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, le universita’, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la promozione delle attivita’ imprenditoriali, del lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico.
3. In assenza di regolamentazioni regionali l’attivazione dell’apprendistato di alta formazione o ricerca e’ rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro o dalle loro associazioni con le Universita’, gli istituti tecnici e professionali e le istituzioni formative o di ricerca di cui al comma che precede, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.”
Quindi , senza le regolamentazioni regionali ovvero le convenzioni ,non si può attivare nei corrispondenti ambiti territoriali l’apprendistato doi alta formazione conforme alla nuova disciplina dell’istituto.
Infine si rimarca che altrettanto condizionanti ,rispetto alla possibilia’ di fare ricorso alle tipologie dell’apprendistato stabilite dal decreto legislativo n.167/2011, sono le precisaqzioni contenute nell’art.6, relastive al repertorio delle professioni ,che compete al Ministero del Lavoro realizzare ,nonchè gli standard professionali, gli standard formativi e la certificazione delle competenze , la cui disciplina ,se mancante in qualche Regione e/o in determinati contratti collettivi,secondo il T.U., deve essere stabilita nella consapevolezza che altrimenti non è praticabiole tale tipologia d’apprendistato.
Per consentire alle istituzioni coinvolte e alle parti sociali di aver modo e tempo di adeguare le regolamentazioni di competenza alle previsioni del nuovo T.U. con riferimento agli aspetti sopra puntualizzati , il decreto legislativo n.167/11 nei commi 6 e 7 dell’art.7 ha inserito specifiche disposizioni.
Infatti, per i contratti di apprendistato gia’ costituiti ed ancora vigenti alla data del 25 ottobre 2011, ha stabilito che per gli stesssi,malgrado l’abrogazione di alcune norme legislative -(legge n.25/55 ,art.16 legge 196/97 ,art.21 e 22 della legge n.56/87 ed artt,da 47 a 53 del dec.lgvo n.276/03), ha continuato va ad applicarsi la regolazione dell’apprendistato previgente.
Il comma 7 , a sua volta, ha previsto che per le Regioni ed i settori ove la disciplina di cui al decreto n.167/2011 non poteva essere immediatamente operativa, mancando la conformita’ tra disciplina contrattuale e TU ,parimenti hanno trovato applicazione per non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del suddetto provvedimento , vale a diore sino al 25 aprile 2012, le regolamentazioni precedenti.
In considerazione che il predetto periodo transitorio sè concluso alla data stabilita , appare confacente verificare se ed in che modo nel frattempo le regolamentazioni istuzionali e contrattuali sull’ apprendistasto siano state adeguate alla previsione del T.U.
Per quanto si riferisce alla contrattazione collettiva ,giova sottolineare che le parti sociali hanno fornito la risposta di loro competenza , nel senso che hanno sottoscritto accordi e intese con cui hanno recepito la riforma del 2011 , soprattutto per l’apprendistato professionalizzante per i segueti settori produttivi:
a) studi professionali -29 novembre 2011,
b) cooperative del settore socio sanitario, assistenziale, educativo-16 dicembre 2011
c) terziario e turismo -24 marzo, 28 marzo e 17 aprile 2012 ( Confcommercio-Imprese per l’Italia, Confesercenti , Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita, Federreti)
d) agenzie lavoro in somministrazione (Assolavoro)- 5 aprile 2012
e) industria-Confindiustria -18 aprile 2012
f) cooperazione in generale-19-4-2012
g) settore autotrasporto,logistica e spedizioni .24.4.20122
h) pmi Confapi -24.4.2012
i) Federlegno-Arredo – 19.4.2012
l) Alimentari 24.4.2912
m) Revisori contabili -20.4.2012
n) Artigianato 4.5.2012
p) Crerdito Cooperativo .4.5.2012
r) Agenzie Marittime-23.4,2912
mentre sono in fase avanzata le trattative per il settore del Credito
Inoltre ,si precisa che in materia di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale ,rispettivamente in data 22.2.2012 la Conferenza delle Regioni ha approvato uno schema di accordo nazionale per la regolamentazione dei profili formativi ed in data 15.3.2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni ha ratificato tale accordo (con la pubblicazione nella G.U. n.77 del 31.3.2012), in cui si disciplinano i profili formativi , consentendo così il ricorso a tale ulteriore forma di contratto di apprendistato, una volta che da parte delle sinmgole Regioni sarranno stasti approvati i rispettivi profili formativi .
Infine è da notare che allo stato attuale :
A) la Regione Lazio ha redatto una proposta di legge per le tre nuove tipologie di apprendistato, su cui è ancora necessario l’esame e l’approvazione da parte del Consiglio regionale
B) la Giunta della Regione Puglia ha esaminato con parere favolevo il diosegno di legge sull’apprendistato ,da sottoèporre all’approvazione del Consiglio;
C) la Giunta della Regione Lombadia in data 25.1,2012 ha definito sentite le Parti Sociali, gli standard minimi per la formazione finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e trasversali dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, del Decreto legislativo 167/2011 “Testo Unico dell’Apprendistato”
D) La Regione Veneto in data 23.4.2012 ha sottoscritto l’Accordo con le parti sociali sull’offerta formativa pubblica per l’apprendistsato professionalizzante
mentre nel resto dell’Italia l’iter è ancora alle fasi iniziali o, addirittura, non è stato nemmeno avviato.
In base alla situazione riassunta risulta che dal 26 aprile 2012 nei settori in cui la disciplina colllettiva non ha recepito la normativa del nuovo T.U., il contratto di apprendistato potrebbe trovare ‘ significative limitazione ed evidenti condizionamenti ad essere utilizzato con ripercussioni negative a carico dell’occupazione dei giovani lavoratori, in attesa che sia superata la disomogeneità dell’azione regolamentativa regionale sull’istituto .
1) i contratti di apprendistato in essere alla data del 25.4.2012 continueranno sino alla conclusione ad essere disciplinati ai sensi dell’art.7 comma 7 del T.U., nonche’ auspicando un tempestivo e provvido intervento di chiarimento ed indirizzo operativo da parte del Ministero del Lavoro ,con cui siano precisate le modalita’ e le disposizioni da rispettare per i contratti di apprendistasto da attivare dal 26.4.2012 in poi ,
2) dal 26.4.2012 opera l’sabrogaszione previosta dall’art.7 comma 6 del T.U. :della legge 19 gennaio 1955, n. 25, degli articoli 21 e 22 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, dell’articolo 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e degli articoli da 47 a 53 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
3) dal da 26 aprile 2012 l’apprendistato c.d. di 1° livello (Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale), previsto dall’articolo 3 Decreto Legislativo n. 167/2011 , sarà operativo unicamente nelle Regioni e nelle Province autonome che hanno regolamentato i profili formativi, così come disciplinato dal 2° comma dell’articolo 3.Testo Unico ;
si rinvia alla consultazione della documentazione di cui ai files e link sottosegnati :
–circ_MLPS n.29-2011
–AccordoTurismo Apprendistato 2012
–Accordo-Apprend-Industria
–accordo apprendistato confcommercio terziario.
– Accordo apprendistato studi professionali è consultabile al seguente link:
http://www.fisascat.it/Pages/Page.aspx?h=38&n=187
– Rinnovo CCNL CoopSociali_2010_2012 contenente disciplina apprendistato
-Accordo_05_04_2012 apprendistato agenzie lavoro somministrato
–ACCORDO APPRENDISTATO COOPERAZIONE 19 APRILE 2012
-Accordo apprendistato professionalizzante AUTOTRASPORTO 24.4.2012
-Accordo apprendidstato Federlergno-Arredo è consultabile al seguente link:
http://www.filca.cisl.it/online/wp-content/uploads/2012/04/accordo-apprendistato-Federlegno-19-aprile-2012.pdf
Accordo apprendistato pmi Confapi è consultabile sul seguente link:
http://www.adnkronos.com/IGN/Speciali/Piccola_e_Media_Impresa/?id=3.1.3238210864
Accordo apprendistato industrie gomma e plastica.-Gli aspetti principali Accordo consultabili al seguente sito:testo+accordo+apprendistato+industrie+gomma+e+plastica&aq=
Accordo apprendistato industrie Alimentari consultabile sul seguente link:
http://www.dplmodena.it/AlimentariAccordoApprendistato24_4_2012.pdf
Accordo apprendistato Revisori contabili :consultabili i punti rilevanti al seguente link:
http://www.ateneoweb.com/aw/news/revisori-contabili-siglato-il-protocollo-d-intesa-per-l-apprendistato-professionalizzante,22254-4-1.html
Accordo interconfederale apprendistato Artigianato è consultabile sul seguente Link:http://www.dplmodena.it/04-05-12ArtigAppr.html
Deliberrazione Regione Lombardia offerta formativa pubblica apprendistato professionalizzante 26-04-12_DGR,
-Accordo della Regione Veneto con le parti sociali offerta formazione pubblica apprendiustato professionaliuzzante , consultabil al seguente link:http://www.dplmodena.it/Accordo%20Apprendistato%20Obbligo%20diritto%20dovere%20minori%20Veneto%2023%204%202012.pdf
http:AccordoApprCreditCoop.html
http:/AccordoApprAgenzMarittime.html
–conferenza-stato-regioni-accordo-del-27-luglio-2011
schema-di-accordo-conf-stato-regione-19-gennaio-2012
–Decreto-di-recepimento-11-novembre-2011-in-GU n.77/2011
DALL’1 MAGGIO 2012 ESCLUSO PAGAMENTO PENSIONI CONTANTI 1000 EURO O SUPERIORI
Il Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012 (art. 3 comma 3) ha previsto la proroga al 1° maggio 2012 per i limiti al pagamento in contanti. Di conseguenza a partire da tale data non sarà più possibile riscuotere le pensioni pari o superiori a 1000 euro.
Le pensioni superiori a tale importo saranno accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.
Pertanto i pensionati che percepiscono una pensione in contanti, dovranno comunicare immediatamente le coordinate bancarie (codice Iban). Il modello di richiesta è disponibile su questo sito (vedi Sezioni di riferimento) o presso l’ufficio relazioni con il pubblico della sede. Per l’accredito invece su un conto corrente o su un libretto postale la variazione delle modalità di accredito della pensione sarà comunicata direttamente da Poste italiane all’Istituto.
Si precisa inoltre che anche i pensionati che percepiscono una rata mensile di pensione inferiore a 1000 euro, potrebbero superare il limite consentito per il pagamento in contanti nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi. Per questo motivo si invitano tutti i pensionati che riscuotono la pensione in contanti a comunicare nel più breve tempo possibile il codice Iban.
VISITA FISCALE ASSENZA LAVORO PER INFORTUNIO
In riferimento a corrispondente richiesta di chiarimenti se durante un assenza dal lavoro per infortunio o malattia professionale si effettua la visita fiscale domiciliare,si espone quanto segue
In caso di infortunio e malattia professionale con relativa denunciat all’INAIL, non è competenza di tale Istituto assicuratore attivare il medico legale INAIL per la visita fiscale.
In proposito ,si evidenmzia che la Corte Cassazione con la sentenza n. 15773/2002 ha determinato da tempo l’’INPS ad attivare un servizio a domanda, per eseguire visite fiscali di controllo a domicilio, non solo sulle assenze dal lavoro per malattia, ma anche nei casi di denuncia di infortunio sul lavoro.
Il datore di lavoro può rivolgersi, quindi, all’INPS per chiedere la verifica dell’effettivo stato di salute del lavoratore, che denuncia un infortunio sul lavoro, per il quale sia prevista una indennità temporanea, e ciò per tutto l’arco della durata dell’infortunio e sino a guarigione clinica.
Pertanto appare evidente che l’assenza dal lavoro per malattia e quella per inabilità temporanea al lavoro, a seguito di infortunio denunciato come tale, avranno lo stesso trattamento da parte dei medici legali dell’INPS, che interverranno su semplice richiesta del datore di lavoro.
DIRETTIVA MINISTERO INTERNO ATTRIBUZIONE PREFETTURE CITTADINANZA PER MATRIMONIO
Saranno le Prefetture ad istruire e definire le richieste degli stranieri di attribuzione della cittadinanza italiana a seguito di matrimonio
Le relative istruzioni sono contenute nella sottostante Direttiva del Ministero Interno del 7 marzo 2012
Il consistente e perdurante afflusso di cittadini stranieri nel territorio nazionale ha prodotto, tra gli altri effetti, un sensibile incremento dei procedimenti di conferimento della cittadinanza, sia per matrimonio che per residenza, assegnati dalla legge alla competenza dello Stato e, per esso, del Ministero dell’interno, a motivo della rilevanza degli interessi pubblici da tutelare, inerenti anche alla sicurezza nazionale, e della conseguenziale peculiarità degli adempimenti istruttori.
E’ ragionevole presumere che negli anni a venire il fenomeno tornerà a crescere, atteso che gli indicatori demografici e socio-economici relativi alla popolazione straniera residente nel territorio nazionale prefigurano uno scenario di rapido ampliamento della platea dei soggetti in possesso dei requisiti di legge necessari all’acquisto della cittadinanza italiana.
In altri termini, sono in aumento sia i nuclei familiari interamente composti da immigrati che presentano istanze di cittadinanza e sia i figli delle prime generazioni di immigrati giunti in Italia che, in questi anni, stanno conseguendo la maggiore età dopo un periodo ininterrotto di permanenza nel nostro Paese di 18 anni.
Al fine di migliorare l’efficacia della azione amministrativa, è giocoforza per l’Amministrazione dell’interno continuare a percorrere la strada della razionalizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie a disposizione e dei massicci investimenti sulla tecnologia informatica e telematica, senza trascurare ogni altra innovazione possibile sotto il profilo organizzativo e delle procedure.
Nel quadro delle misure da attivare nell’immediato, sono da considerare oramai maturi i tempi perché la competenza ad emanare i provvedimenti in questione, finora concentrata nell’autorità politica, transiti alla dirigenza, in conformità alle disposizioni che regolano la separazione tra compiti di direzione politica e di direzione amministrativa.
Nessuna variazione di competenza è ipotizzabile in ordine ai decreti di concessione di cui all’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, caratterizzati da una valutazione discrezionale di opportunità che implica l’accertamento di un interesse pubblico accanto al riconoscimento dell’interesse privato del richiedente allo status civitatis. A tal punto il legislatore ha ravvisato in questo tipo di atti un’espressione della funzione politico-amministrativa da inserirli nel ristretto novero di quelli che, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 gennaio 1991, n. 13, debbono assumere la forma del decreto del Presidente della Repubblica.
Nulla osta, invece, a che i provvedimenti di acquisto o di diniego della cittadinanza iure matrimonii di cui agli articoli 7 e 8 della legge n. 91 siano trasferiti alla competenza della dirigenza amministrativa, trattandosi, con l’eccezione di cui si dirà in seguito, di atti privi di valutazione discrezionale e tanto più di valenza «politica», da emanarsi una volta accertate la sussistenza o meno dei requisiti prescritti (art. 5 della legge n. 91) e l’assenza o meno di determinati pregiudizi penali (art. 6, lettera a) e b), della medesima legge).
La competenza rimarrà in capo al Ministro dell’interno nella sola ipotesi in cui, durante l’istruttoria, vengano in considerazione ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica (art. 6, lettera c), della legge n. 91).
E ciò innanzitutto perché, nella fattispecie, la preclusione all’acquisto della cittadinanza non è ancorata all’oggettività di una sentenza di condanna, come avviene per le altre cause preclusive della cittadinanza iure matrimonii, ma ad un giudizio latamente discrezionale circa la compatibilità di atti, comportamenti ecc. dell’aspirante cittadino con interessi vitali della Nazione.
In secondo luogo perché durante l’istruttoria occorre chiamare in causa il Consiglio di Stato in sede consultiva. Come noto, a termini di legge, il parere dell’Alto Consesso deve essere richiesto dal Ministro dell’interno, ragion per cui il provvedimento finale, non importa se di accoglimento o di diniego, non può che ricadere nella sfera del Ministro medesimo. Sarebbe improprio, infatti, che fosse il dirigente ad adottare l’atto finale, quando nella fase istruttoria è intervenuto il Ministro con atto rientrante nelle funzioni di indirizzo politico-amministrativo.
Tale orientamento è conforme alle posizioni già espresse dal Consiglio di Stato in adunanza plenaria e confermate in sede consultiva; lo si ritiene valido anche alla luce delle modifiche apportate dalla legge n. 94/2009 all’art. 5 della legge n. 91.
Tanto premesso, si dirama la seguente direttiva:
A) sono attribuiti alla competenza del Prefetto l’accoglimento dell’istanza di acquisto della cittadinanza iure matrimonii presentata dal coniuge straniero legalmente residente in Italia e la sua reiezione per i motivi ostativi di cui alle lettere a) e b) dell’art. 6 della legge n. 91/1992.
Qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero, l’organo competente a conferire o denegare la cittadinanza è, invece, il capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.
Il nuovo assetto di competenze opererà a decorrere dal 1° giugno 2012, in modo da dare il tempo alle SS.LL. e al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione di apportare le necessarie rimodulazioni all’organizzazione degli uffici e alle procedure in uso;
B) con riferimento alle medesime istanze di cui al punto A), resta ferma la competenza del Ministro dell’interno a denegare l’acquisto della cittadinanza per ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica ai sensi della lettera c) dell’art. 6 della legge n. 91 o ad accogliere l’istanza se il Consiglio di Stato ritiene che le dette ragioni non sussistono;
C) il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione sovraintenderà alla fase di transizione al nuovo assetto di competenze e costituirà il referente delle SS.LL. per qualsiasi esigenza. In tale veste, emanerà le necessarie disposizioni attuative della presente direttiva e fornirà, anche attraverso incontri sul territorio o in sede centrale, tutta la necessaria collaborazione per l’aggiornamento del personale delle Prefetture-Uffici territoriali del Governo.
Sotto un altro angolo visuale, essa costituisce parte sostanziale delle politiche di integrazione di quegli stranieri che, attraverso il vincolo coniugale, entrano a far parte a pieno titolo della comunità nazionale, con ciò assumendo l’impegno al rispetto, all’adesione e alla promozione dei valori posti a fondamento della Repubblica italiana.
In tal senso, rafforzare la responsabilità complessiva del Prefetto nei procedimenti in questione è circostanza che qualifica ulteriormente tale figura e il suo ruolo di rappresentante dello Stato sul territorio.
Si confida, quindi, che le SS.LL. dedichino particolare cura alla puntuale applicazione della direttiva e alla sua diffusione ai sindaci dei comuni ricadenti nell’ambito territoriale di competenza.
Provvedimento pubblicato nella G.U. 24 aprile 2012, n. 96.
ASSEGNAZIONE CODICE FISCALE RESIDENTI ESTERO
Rispetto all’argomento in oggetto ,si segnala che tra Inps ed Agenzia delle Entrate è stata sottoscritta apposita convenzione ,di cui da’ notizia l’Istituto con il sottostante messaggio 24 aprile 2012, n. 7047
Si comunica che, in data 27 marzo 2012, le Direzioni Regionali dell’ INPS e dell’Agenzia delle Entrate del Lazio hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per lo scambio, attraverso l’uso di strumenti informatici, di dati relativi ai codici fiscali da attribuire ai cittadini residenti all’estero.
L’intesa favorirà la più celere definizione delle istanze presentate dai cittadini residenti all’estero titolari di prestazioni a carattere continuativo erogate dall’ INPS, come meglio precisato con Messaggio n. 024530 del 28/12/2011.
L’accordo individua un unico punto richiedente presso la Direzione Regionale dell’INPS e l’utilizzo di caselle di posta elettronica dedicate, ai fini della salvaguardia della riservatezza dei dati oggetto di scambio di informazioni.
Ciascuna struttura della Regione Lazio dovrà inoltrare alla casella assicuratopensionato.lazio le richieste di attribuzione dei codici fiscali ai soggetti residenti all’estero cui deve essere erogata una prestazione con carattere di continuità.
Per ciascun nominativo dovrà essere trasmesso il modello standard dell’Agenzia delle Entrate AA4/7 allegato, opportunamente adattato all’uso interno agli uffici e contenente la dichiarazione di corrispondenza dei dati anagrafici con quelli registrati negli archivi dell’INPS.
La Direzione regionale dell’INPS, dalla casella assicuratopensionato.lazio, invierà la richiesta di attribuzione del codice fiscale, corredata del mod. AA4/7 scansionato, alla Agenzia delle Entrate.
La Direzione regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate provvederà a rilasciare il codice fiscale per i nominativi richiesti, trasmettendolo alla Direzione regionale INPS richiedente.
La Direzione regionale dell’INPS, a norma dell’art. 4 dell’accordo, provvederà a sua volta alla comunicazione del codice fiscale al cittadino e alla sede territoriale INPS che ha in carico la richiesta di prestazione, e alle comunicazioni di eventuali successive variazioni dei dati anagrafici alla Agenzia delle Entrate.
PROVVEDIMENTIO CIGS AZIENDE ABRUZZO
Si elencano le aziende operanti in Abruzzo per cui ,nel periodo 16/23 aprile 2012 ,il Ministero del Lavoro ha autorizzato l’intervento della CIGS.
Denominazione Azienda : ATR COMPOSITES SPA IN AS
Decreto del 23/04/2012 n. 65500
Concessione del trattamento di C.I.G.S. dal 16/12/2011 al 22/02/2012
Denominazione Azienda : CA.MA ITALIA
con sede in : SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA Prov : TE
Unità di : SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA Prov : TE
Settore: Confezione in serie di abbigliamento esterno, escluso l’abbigliamento in pelle e pelliccia
Decreto del 19/04/2012 n. 65433
Approvazione del programma di C.I.G.S. dal 02/01/2012 al 01/01/2013
MODALITA’ ISCRIZIONE ALBO INFORMATICO AGENZIE LAVORO
Con la nota del 23 aprile 2012 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornisce indicazioni alle Agenzie per il lavoro iscritte all’albo informatico di cui al Decreto Ministeriale del 23 dicembre 2004 ai fini della presentazione delle istanze di autorizzazione e di aggiornamento dei dati e alla luce delle novità introdotte in materia di semplificazione e sviluppo dal Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012 convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 35 del 4 aprile 2012. In particolare, nella nota in oggetto, si precisa che sono disponibili sul portale Cliclavoro di questo Ministero sia l’elenco della documentazione richiesta per il procedimento relativo all’autorizzazione all’esercizio delle attività sia i moduli e i formulari validi a ogni effetto di legge anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e delle dichiarazioni sostitutive di notorietà. Nella nota, inoltre, si invitano le Agenzie a prestare la massima cura nell’aggiornamento delle informazioni relative alle proprie sedi e filiali al fine di consentire agli utenti del mercato del lavoro la migliore interlocuzione, nonché trasparenza e rintracciabilità.
20120423_Nt
CHIARIMENTI CERTIFICAZIONI RELATIVE IMMIGRAZIONE
La circolare congiunta n. 3 del 17 aprile 2012 dei i Ministeri della Funzione Pubblica e dell’Interno fornisce chiarimenti sull’applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificazione, in particolare con riferimento ai certificati necessari nell’ambito dei procedimenti regolati dalla disciplina sull’immigrazione e quelli relativi alla cittadinanza (in applicazione dell’articolo 15, Legge 183 del 2011). ,
Tale articolo ,modificando la previsione dell’art.40 del dpr n.445/00 ,ha stabilito quanto segue:
“Le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione in ordine a stati, qualita’ personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi i certificati e gli atti di notorieta’ sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47. 02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati e’ apposta, a pena di nullita’, la dicitura: “Il presente certificato non puo’ essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”»
Tuttavia ,la previsione di cui sopra non trova applicazione in materia di immigrazione ,per cui continua ad essere necessario la presentazione delle previste certtificaziopone da èparte dei lavoratori extracomunitari ,nel presupposto che vanno fatte salve sono fatte salve «le speciali disposizioni contenute nelle leggi e nei regolamenti concernenti la disciplina dell’immigrazione e la condizione dello straniero».
Stando cosi’ le cose ,i citasti dicasteri hanno ritenuto confacente fissare delle indicazioni opertive a cui riportarsi in materia di certificazioni per le prastiche riguardanti l’immigrazione,emanando la circolare congiunta di cui al seguente filecirc_n.3_del_17_04_2012_m.int-dfp_certificazione,che tratta anche di cittadinanza e di ricongiunzione familiare,oltre a prevedere che al posto della dicitura «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi», venga apposta la seguente :«certificato rilasciato per i procedimenti disciplinati dalle norme sull’immigrazione.
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