Source: http://www.ungra.it/Minor/decreto.htm
Timestamp: 2020-01-18 18:29:52+00:00
Document Index: 170936953

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art.18', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 21', 'art.2', 'art. 16', 'art. 9', 'art.11', 'art. 12']

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Regolamento di attuazione della legge 15 dicembre 1999, n. 482, recante norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche
1. Il presente regolamento ï¿½ emanato ai sensi dellï¿½art.17 della legge 15 dicembre 1999, n.482, in seguito denominata "legge".
2. Destinatari di detto regolamento sono i soggetti indicati dalla legge, fatto salvo quanto previsto dallï¿½art.18, comma 1, della legge medesima. Ai sensi del secondo comma del medesimo articolo, fino allï¿½entrata in vigore delle norme di attuazione degli statuti, le disposizioni del presente regolamento si applicano alle regioni a statuto speciale, se piï¿½ favorevoli alla minoranza delle norme previste dai rispettivi statuti e ordinamenti.
3. Lï¿½ambito territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di tutela di ciascuna minoranza linguistica storica previste dalla legge coincide con il territorio in cui la minoranza stessa ï¿½ storicamente radicata e comunque in cui la lingua ammessa a tutela ï¿½ la modalitï¿½ di espressione di un numero di persone tale da giustificare lï¿½adozione delle varie misure protettive e promozionali previste dalla legge. Entro novanta giorni dal ricevimento delle richieste avanzate dai soggetti di cui al comma 1 dell'art. 3 della legge, i consigli provinciali, sentiti i comuni, sono tenuti a pronunciarsi sulla delimitazione dell'ambito territoriale con atto motivato e nel rispetto dei principi generali stabiliti dagli organismi europei ed internazionali. Lo stesso termine decorre dalla comunicazione della avvenuta consultazione di cui al comma 2 dell'articolo 3 con la quale la popolazione residente nel comune si ï¿½ pronunciata favorevolmente alla delimitazione territoriale in cui si applicano le disposizioni di tutela. La presenza si presume quando il comune, o parte di esso, sia incluso nella delimitazione territoriale operata da una legge statale o regionale anteriore all'entrata in vigore della legge e che si riferisca esclusivamente alle lingue ammesse a tutela dallï¿½art. 2 della legge. Entro quindici giorni dalla adozione dei provvedimenti di delimitazione territoriale o di variazione di essa i presidenti dei consigli provinciali ne danno comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Dipartimento per gli affari regionali ï¿½ ed al Ministero dellï¿½Interno ï¿½ Ufficio Centrale per i problemi delle zone di confine e delle minoranze etniche, nonchï¿½ alla Regione interessata.
4. Le minoranze linguistiche di cui allï¿½articolo 2 della legge, nei casi previsti dallï¿½articolo 3, comma 3, della legge medesima, entro quindici giorni dalla costituzione degli organismi di coordinamento e di proposta, ne danno comunicazione per il riconoscimento alle amministrazioni previste al comma 3 del presente articolo. Per gli organismi di coordinamento e di proposta di minoranze giï¿½ istituiti, la comunicazione avviene entro il 31 dicembre 2000 [2001].
1. Al fine di assicurare lï¿½apprendimento della lingua ammessa a tutela nelle istituzioni scolastiche di cui allï¿½articolo 4 della legge, il Ministero della pubblica istruzione, di concerto con il Ministero dell'Universitï¿½ e della Ricerca Scientifica Tecnologica, entro un anno dallï¿½entrata in vigore del presente regolamento e nellï¿½ambito della propria autonomia e competenza indica i criteri generali per lï¿½attuazione delle misure contenute nellï¿½articolo 4 della legge.
2. Le istituzioni scolastiche di cui allï¿½articolo 4 della legge, nellï¿½ambito della propria autonomia, prevista dallï¿½art. 21, commi 5,8,9,10 e 1 della legge 15 marzo 1997, n.59 e dei criteri di cui al comma 1, anche avvalendosi della collaborazione delle Universitï¿½ delle regioni interessate, possono avviare una fase di sperimentazione con lï¿½attivazione di corsi di insegnamento di cui all'articolo 4 della legge, per una durata massima di tre anni a partire dallï¿½avvenuta comunicazione da parte dei soggetti di cui al comma 1.
3. Dalla fase di sperimentazione di cui al precedente comma, possono essere escluse le istituzioni scolastiche che usino la lingua slovena nelle province di Trieste e Gorizia, ovvero quelle che giï¿½ usino in via sperimentale una delle lingue ammesse a tutela.
1. Il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dellï¿½Universitï¿½ e della Ricerca Scientifica e Tecnologica favoriranno le attivitï¿½ di ricerca, formazione, aggiornamento professionale ed educazione permanente a sostegno delle finalitï¿½ della legge prevedendo, nel rispetto dellï¿½autonomia delle istituzioni universitarie e scolastiche delle regioni interessate, percorsi formativi specifici per insegnanti, interpreti e traduttori e l'attivazione di corsi universitari sulla lingua e la cultura delle minoranze di cui allï¿½art.2 della legge. A tal fine, nel pieno rispetto dell'autonomia didattica delle istituzioni universitarie e delle istituzioni scolastiche delle regioni interessate, i suddetti Ministeri concorrono in sede di coordinamento interministeriale, entro un anno dall'adozione del presente Regolamento, a definire un quadro formativo di riferimento.
2. Le Universitï¿½ delle regioni interessate potranno avviare una fase di sperimentazione dei relativi corsi universitari per una durata massima di tre anni, a decorrere dalla data dellï¿½avvenuta adozione da parte dei consigli provinciali delle delimitazioni territoriali di cui allï¿½articolo 3, comma 1, della legge. Le specifiche modalitï¿½ della sperimentazione, anche al fine di definire il quadro formativo di riferimento, potranno essere previste in appositi accordi di programma o in specifiche convenzioni con altre istituzioni.
3.. Dalla fase di sperimentazione di cui al precedente comma, possono essere escluse le Universitï¿½ che abbiano giï¿½ istituito in via sperimentale o permanente corsi delle lingue ammesse a tutela.
Uso della lingua delle minoranze da parte dei membri dei consigli comunali,
comunitï¿½ montane, province e regioni
1. Al fine di garantire lï¿½immediata traduzione in lingua italiana, nei casi previsti dallï¿½articolo 7, comma 3, della legge, lï¿½ente locale o la regione debbono assicurare la presenza di personale interprete qualificato.
3. La presenza della condizione, di cui allï¿½articolo 7, comma 2, della legge, deve risultare da apposite deliberazioni emanate dagli organi deliberanti delle comunitï¿½ montane, delle province, e delle regioni.
Le giunte comunali, nellï¿½ambito dei territori individuati ai sensi dellï¿½articolo 3 della legge, in seguito allï¿½autorizzazione ricevuta, anche in sede di approvazioone o di variazione del bilancio dai Consigli comunali per la pubblicazione nella lingua ammessa a tutela degli atti ufficiali dello Stato, delle regioni e degli enti locali nonchï¿½ degli enti pubblici non territoriali, si avvarranno per la traduzione di tali atti di traduttori qualificati.
1. In attuazione dellï¿½articolo 9 della legge, gli uffici delle pubbliche amministrazioni, nei comuni di cui allï¿½articolo 3 della legge medesima, istituiscono almeno uno sportello tu per i cittadini che utilizzano la lingua ammessa a tutela, e possono prevedere indicazioni scritte rivolte al pubblico, redatte, oltre che in lingua italiana, anche nella lingua ammessa a tutela, con pari dignitï¿½ grafica.
2. Le amministrazioni pubbliche interessate valutano, anche di concerto e nel quadro di un programma di misure coordinate, sentite le istituzioni di cui all'art. 16 della Legge e nellï¿½ambito dei criteri definiti ai sensi del comma 1 dellï¿½articolo 8, lï¿½opportunitï¿½ di modulare gli interventi finanziari ed organizzativi secondo esigenze omogenee connesse alla tutela della lingua.
3. Gli uffici delle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1, per le finalitï¿½ di cui allï¿½articolo 9, comma 2, della legge, possono anche stipulare convenzioni con istituti pubblici di ricerca e professionali, istituzioni scolastiche, universitï¿½, ed altri soggetti istituzionali, al fine di reperire e formare personale in grado di rispondere alle esigenze previste dalla legge, ovvero consorziarsi tra loro per le medesime su indicate finalitï¿½.
4. Per gli atti aventi effetti giuridici ha efficacia solo il testo in lingua italiana. In attuazione dell'art. 9 della legge, gli enti locali possono, con norma statutaria e/o regolamentare, disciplinare l'uso scritto ed orale della lingua ammessa a tutela nelle rispettive amministrazioni/ Tutte le forme di pubblicitï¿½ degli atti previsti da leggi sono effettuate in lingua italiana, ferma la possibilitï¿½ di effettuarle anche nella lingua ammessa a tutela.
1. La documentazione da allegare alla domanda per il riconoscimento del diritto di cui allï¿½articolo 11, comma 1, della legge, ï¿½ quella prevista dalla normativa vigente che disciplina detta materia.
2. Il periodo di novanta giorni entro cui si deve concludere il procedimento con lï¿½emanazione del provvedimento prefettizio di cui allï¿½art.11, comma 2, della legge, si intende non comprensivo di eventuali impugnative e ricorsi avversi allo stesso.
2. Le amministrazioni dello Stato debbono trasmettere, a pena di decadenza, entro il 30 giugno di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Dipartimento per gli affari regionali ï¿½ un programma dettagliato degli interventi relativi agli adempimenti previsti dallï¿½articolo 9 della legge, quantificando contestualmente il fabbisogno di personale interprete.
3. Gli enti pubblici non economici a carattere nazionale, gli enti locali e le aziende sanitarie locali trasmettono, a pena di decadenza, alle regioni interessate per territorio e, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Dipartimento per gli affari regionali ï¿½ entro il 30 giugno di ogni anno, un programma dettagliato degli interventi relativi agli adempimenti previsti dalla legge, quantificando contestualmente il fabbisogno di personale interprete.
4. Entro il 30 settembre le Regioni trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Dipartimento per gli affari regionali ï¿½ i programmi di cui al comma 3.
6. Entro la fine dellï¿½anno la Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede alla liquidazione delle somme spettanti alle Regioni, nonchï¿½ al trasferimento alle stesse delle somme spettanti agli altri soggetti di cui al comma 3 prelevate dai fondi di cui agli articoli 9 e 15.
7. Entro la fine dellï¿½anno le Regioni provvedono a liquidare agli altri soggetti di cui al comma 3 le somme ad essi spettanti.
8. Il Ministro del Tesoro, con apposito decreto di variazione, provvede ad assegnare alle amministrazioni statali le somme alle stesse destinate riducendo in proporzione lo stanziamento dei capitoli iscritti sullo stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ï¿½ Dipartimento affari regionali.
9. La rendicondazione prevista dallï¿½articolo 15, comma 3, della legge deve essere accompagnata da una relazione esplicativa dei motivi degli interventi che si intendono realizzare e di quelli attuati nellï¿½anno precedente, ivi inclusi i risultati conseguiti.
10. Lï¿½applicazione dellï¿½articolo 10 della legge ï¿½ disciplinata da apposite disposizioni contenute negli statuti degli enti locali interessati.
Contratto di servizio con la societï¿½ concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
1. Nell'ambito delle finalitï¿½ di cui all'art. 12 della legge la convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la societï¿½ concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, nonchï¿½ il conseguente contratto di servizio individuano, di preferenza nel territorio di appartenenza di ciascuna minoranza, la sede della societï¿½ stessa cui sono attribuite le attivitï¿½ di tutela della minoranza.
1. Nella prima fase di applicazione del presente regolamento, la ripartizione dei fondi, di cui allï¿½articolo 8, i termini di cui ai commi 2, 3 dellï¿½articolo 8, sono rispettivamente fissati in tre mesi dalla data in entrata in vigore del presente regolamento; i termini di cui ai commi 4, 4, 6 dellï¿½articolo 8 sono fissati rispettivamente in quattro, cinque e sei mesi dallï¿½entrata in vigore del presente regolamento.