Source: http://paperzz.com/doc/5248766/circolare-1-giugno-2014.rtf
Timestamp: 2016-12-03 13:39:50+00:00
Document Index: 176248087

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 7', 'art. 29', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 59', 'art. 182', 'art. 101', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 53', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 10', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 2233', 'art. 2545', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 31', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 2214', 'art. 27', 'art. 85', 'art.\n4', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 64', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 17']

CIRCOLARE 1 GIUGNO 2014.rtf
BANDO DI SELEZIONE ESPERTO PER ATTIVITÀ DI COLLAUDO pdf244 KB
Dott.ssa Annamaria Kisslinger – Responsabile pdf2 959 KB
Unito ma perdente? Il PSE tra coesione partitica e declino pdf116 KB
CISI j FOGGI@ - Cisl Foggia pdf2 063 KB
PAGHE 2014.0.10 pdf2 983 KB
CIRCOLARE 1 GIUGNO 2014.rtfembedintegration code for your site or blogWidth: (Auto)
TEL. 055/8418070 FAX 055/8416911 E-MAIL: [email&#160;protected]
Tutti i soggetti - Proroga del termine di versamento dell’acconto TASI 2014 ................................................................... 1
Tutti i soggetti - Chiarimenti in merito al versamento della prima rata di IMU e TASI ........................................................ 2
Start up innovative - Chiarimenti in merito alle agevolazioni fiscali per investimenti in start up innovative ......................... 4
Soggetti terremotati - Esenzione dalle imposte d’atto per l’acquisto di immobili sostitutivi dell’abitazione principale
distrutta .................................................................................................................................................................. 4
Soggetti IRES - Riallineamento del costo delle partecipazioni di controllo riferito ad avviamento o ad altre attivit&agrave;
immateriali .............................................................................................................................................................. 5
Soggetti IRES - Addizionale IRES dell’8,5% per banche e assicurazioni e incremento della misura degli acconti IRES per il
2013 e il 2014 .................................................................................................................................................................. 5
Soggetti IRES - Chiarimenti in tema di perdite su crediti .............................................................................................. 6
Soggetti IRES - Chiarimenti in tema di rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni ......................................... 7
Contribuenti soggetti agli studi di settore - Modalit&agrave; di comunicazione ai contribuenti delle anomalie ............................. 9
Artigiani, commercianti e professionisti - Istruzioni operative per la compilazione del quadro RR del modello UNICO
2014 PF ................................................................................................................................................................... 9
Lavoratori - Applicazione per il 2014 dell’imposta sostitutiva per la retribuzione di produttivit&agrave;......................................... 10
Revisori legali - Riforma europea della revisione legale dei bilanci d’esercizio e consolidati ............................................. 12
Contribuenti soggetti agli studi di settore - Proroga dei termini di versamento delle somme risultanti da UNICO 2014 ....... 12
Tutti i soggetti - Presentazione della dichiarazione IMU................................................................................................ 13
Soggetti che prestano assistenza fiscale diretta - Trasmissione telematica dei modelli 730/2014 elaborati ....................... 14
Soggetti che prestano assistenza fiscale - Proroga del termine di consegna di copia del modello 730/2014 al
contribuente e di trasmissione all’Agenzia delle Entrate ............................................................................................... 14
Imprese e professionisti - Accettazione di pagamenti tramite POS dal 30.6.2014 ............................................................ 14
Soggetti che esercitano attivit&agrave; di leasing, locazione e/o noleggio - Termine per la comunicazione dei dati relativi al
2013 ....................................................................................................................................................................... 15
VERSAMENTO DEL DIRITTO ANNUALE ALLE CAMERE DI COMMERCIO ................................................................... 15
RIDETERMINAZIONE DEL COSTO FISCALE DELLE PARTECIPAZIONI NON QUOTATE ............................................... 22
DL 9.6.2014 n. 88
PROROGA DEL TERMINE DI VERSAMENTO DELL’ACCONTO TASI 2014
Con il DL 9.6.2014 n. 88, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 8.6.2014 n. 132, sono stati ufficializzati i termini di versamento della prima rata TASI per il 2014.
Inoltre, con la risposta a un’interrogazione parlamentare, sono state chiarite le conseguenze di
eventuali versamenti tardivi.
Termini di versamento della prima rata TASI
Per effetto dell’art. 1 del DL 9.6.2014 n. 88, che modifica ulteriormente il co. 688 dell’art. 1 della
L. 147/2013 (legge di Stabilit&agrave; 2014), l’acconto TASI deve essere versato secondo le seguenti
• 16.6.2014, nei Comuni che abbiano approvato ed inviato le delibere relative ad aliquote e
detrazioni entro il 23.5.2014, con pubblicazione sul portale del federalismo fiscale entro il
31.5.2014;
• 16.10.2014, nei Comuni che approveranno ed invieranno le delibere entro il 10.9.2014,
con pubblicazione entro il 18.9.2014;
• 16.12.2014, in un’unica soluzione, nei Comuni che non rispetteranno i termini indicati,
applicando, in tale ultima ipotesi, l’aliquota di base dell’1 per mille.
Ripartizione tra proprietari e occupanti
L’art. 1 co. 681 della L. 147/2013 dispone che, nel caso in cui l’unit&agrave; immobiliare sia occupata
da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sulla stessa, quest’ultimo e l’occupante sono
titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. Pertanto:
• l’occupante versa la TASI nella misura, deliberata dal Comune con regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo;
• la “restante parte” &egrave; corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unit&agrave; immobiliare.
Al riguardo, l’art. 1 del DL 9.6.2014 n. 88 ha stabilito che la TASI dovuta dall’occupante, nel
caso di mancato invio della delibera entro il predetto termine del 10.9.2014 ovvero nel caso di
mancata determinazione della percentuale da parte del Comune, sia pari al 10% dell’ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto
reale (si vedano anche le risposte Min. Economia e Finanze 3.6.2014, sotto-riportate).
Modalit&agrave; di versamento
Fermo restando che la TASI pu&ograve; essere versata mediante apposito bollettino di conto corrente
postale ovvero mediante modello F24 (nel limite minimo annuo di 12,00 euro, in mancanza di
una diversa previsione del Comune), il DL 88/2014 ha previsto che, a decorrere dal 2015,
nell’ottica di semplificazione, i Comuni potranno rendere disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su richiesta dei contribuenti, ovvero procedere autonomamente all’invio
Mancata irrogazione delle sanzioni
Nel corso del question time dell’11.6.2014, in Commissione Finanze alla Camera, rispondendo
all’interrogazione a risposta immediata 5-02955, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha
sottolineato che, considerata la situazione di incertezza normativa che caratterizza il meccanismo
di versamento della prima rata TASI pu&ograve; trovare applicazione la norma dello Statuto dei diritti del
contribuente in base alla quale non sono irrogate le sanzioni (art. 10 della L. 27.7.2000 n. 212).
Inoltre, nei confronti dei contribuenti che, nel rispettare la scadenza del 16.6.2014, effettuano,
per errore, versamenti insufficienti, trova applicazione l’istituto del ravvedimento operoso di cui
all’art. 13 del DLgs. 472/97, che consente il pagamento della sanzione in misura ridotta,
nonch&eacute; il c.d. “ravvedimento sprint”, in base al quale entro il 14&deg; giorno successivo alla scadenza originaria opera la mini-sanzione dello 0,2% per ogni giorno di ritardo pi&ugrave; gli interessi legali,
maturati fino al giorno del pagamento.
CHIARIMENTI IN MERITO AL VERSAMENTO DELLA PRIMA RATA DI IMU E TASI
Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato una serie di risposte a domande frequenti (FAQ),
FAQ Min. Economia per aiutare i contribuenti nella corretta applicazione dell’IMU e della TASI.
e Finanze 3.6.2014
Di seguito, sono illustrati i principali chiarimenti.
di IMU e TASI
Rapporto tra IMU e TASI
Il pagamento dell’IMU non &egrave; sostituito dalla TASI, posto che l’IMU &egrave; stata abolita solo per le
abitazioni principali diverse da quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Ne discende che il (pieno) proprietario o il titolare del diritto reale di godimento (usufruttuario,
usuario, abitatore), in qualit&agrave; di soggetto passivo di imposta, &egrave; tenuto a corrispondere entrambi
i tributi, nel rispetto del limite di legge. In altre parole, la somma delle aliquote di IMU e TASI
per ciascuna tipologia di immobile non deve essere superiore all’aliquota massima consentita
dalla legge statale per l’IMU al 31.12.2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in
relazione alle diverse tipologie di immobile.
Aliquote TASI per l’anno 2014
Per l’anno 2014, l’aliquota massima della TASI non pu&ograve; essere superiore al 2,5 per mille. Per il
solo 2014, il Comune pu&ograve; deliberare una maggiorazione dell’aliquota TASI non superiore complessivamente allo 0,8 per mille tra abitazione principale e altri immobili. Per ci&ograve; che concerne i
fabbricati rurali ad uso strumentale (esclusi da IMU), l’aliquota TASI &egrave; pari all’1 per mille e non
pu&ograve; essere aumentata n&eacute; maggiorata dello 0,8 per mille.
La TASI deve essere calcolata secondo le regole IMU, ossia sui mesi di possesso o di detenzione, computando per intero il mese nel quale il possesso o la detenzione si sono protratti per
almeno 15 giorni. La stessa regola vale in caso di compravendita dell’immobile; cos&igrave;, ad esempio, se un contribuente ha acquistato un fabbricato il 9 maggio, la prima rata deve essere
calcolata in ragione del 50% dell’imposta dovuta su otto dodicesimi.
Esclusione da TASI dei terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e
La base imponibile TASI va ridotta del 50% per gli immobili di interesse storico o artistico e per
i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Ci&ograve; vale anche per la “finzione giuridica”,
secondo cui per i CD e gli IAP (persone fisiche o societ&agrave;), iscritti alla previdenza agricola, non
sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai medesimi soggetti e sui quali persiste l’esercizio delle attivit&agrave; agricole. Pertanto, chiarisce il Dipartimento, tali terreni sono esclusi dalla TASI.
Qualora invece le aree fabbricabili siano possedute o detenute da soggetti diversi dai CD o
IAP, la TASI &egrave; dovuta considerando le medesime aree fabbricabili e, in caso di affitto o di comodato delle stesse a CD o IAP, l’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e ripartita tra quest’ultimo e l’affittuario o il comodatario
sulla base delle percentuali stabilite dal Comune.
Per quanto concerne l’IMU sui terreni agricoli, in assenza del decreto che dovrebbe rideterminare l’elenco dei terreni in zone montane o collinari, ai fini dell’esenzione, continua a trovare
applicazione il “vecchio” elenco, allegato alla C.M. 14.6.93 n. 9/249, concernente i terreni
agricoli ricadenti in zone montane o di collina (art. 7 co. 1 lett. h) del DLgs. 504/92).
Ripartizione TASI tra possessori
Il Dipartimento ha espresso la regola generale secondo cui ognuno dei possessori paga in
base alla propria quota e applica l’aliquota relativa alla propria condizione soggettiva. Pertanto,
proseguono le FAQ, se uno solo dei comproprietari ha adibito ad abitazione principale l’immobile, egli applicher&agrave; l’aliquota stabilita dal Comune e l’eventuale detrazione deliberata.
Ripartizione TASI in caso di immobile locato
L’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del
diritto reale e successivamente ripartita tra quest’ultimo e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal Comune. Ad esempio, un Comune pu&ograve; avere fissato:
• all’1 per mille l’aliquota per gli immobili locati;
• al 2,5 per mille quella per l’abitazione principale.
In tal caso, nell’ipotesi di immobile locato, l’imposta &egrave; determinata applicando l’aliquota dell’1
per mille stabilita dal Comune, senza tenere conto dell’eventuale utilizzazione dell’immobile da
parte dell’inquilino a titolo di abitazione principale.
L’imposta cos&igrave; determinata deve essere ripartita tra proprietario e inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal Comune.
Resta comunque ferma la possibilit&agrave;, per ciascun Comune, di prevedere particolari detrazioni a
favore dell’occupante che, in caso di mancata deliberazione comunale sulla percentuale di
ripartizione, &egrave; tenuto a corrispondere la TASI nella misura minima del 10%.
Qualora l’occupante o l’inquilino non effettui il pagamento della propria quota, il proprietario
dell’immobile non &egrave; responsabile di tale mancato versamento, in quanto ogni soggetto &egrave; titolare
di un’autonoma obbligazione tributaria.
Immobili parzialmente locati
In caso di locazione parziale dell’abitazione principale, la TASI complessivamente dovuta deve
essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale e successivamente ripartita tra quest’ultimo e l’occupante sulla base delle percentuali stabilite dal Comune.
In questo caso, secondo il Dipartimento delle Finanze, si applicher&agrave; l’aliquota dell’abitazione
Calcolo della detrazione TASI
La detrazione della TASI, eventualmente deliberata dal Comune, va suddivisa in parti uguali tra
i soggetti passivi che utilizzano l’abitazione principale, a prescindere dalla propria quota di
CHIARIMENTI IN MERITO ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER INVESTIMENTI IN START UP
circ. Agenzia
Entrate 11.6.2014 n.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare in commento, ha analizzato le misure fiscali di favore
riconosciute alle start up innovative e agli incubatori certificati, previste dal DL 179/2012 convertito. Di seguito si riportano alcuni tra i principali chiarimenti forniti.
Agevolazione per gli investimenti in start up innovative
In relazione al meccanismo applicativo dell’agevolazione per gli investimenti in start up innovative, disciplinata dall’art. 29 del DL 179/2012 e dal DM 30.1.2014, la circolare precisa che
Con specifico riferimento alla detrazione IRPEF, viene chiarito che possono fruire dell’agevolazione, oltre ai soci delle societ&agrave; in nome collettivo e in accomandita semplice, anche:
• le societ&agrave; semplici;
• le societ&agrave; equiparate a quelle di persone;
• le imprese familiari.
Esclusione dalla disciplina delle societ&agrave; di comodo
La circolare precisa che per tutto il periodo in cui una societ&agrave; ha i requisiti per qualificarsi come
start up innovativa non &egrave; tenuta a eseguire il test di operativit&agrave; per le societ&agrave; di comodo.
Inoltre, ai fini dell’applicazione della disciplina delle societ&agrave; in perdita sistematica, il “triennio di
osservazione” decorre dal periodo di imposta successivo a quello in cui viene meno la qualifica
di start up innovativa.
Incentivi per gli strumenti finanziari riconosciuti ad amministratori e dipendenti
La parte di reddito da lavoro che le start up innovative e gli incubatori certificati corrispondono
agli amministratori, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori continuativi sotto forma di azioni,
quote e strumenti finanziari partecipativi non contribuisce alla formazione dell’imponibile, sia
dal punto di vista fiscale che da quello contributivo. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che tale agevolazione non si applica:
• nel caso in cui l’ufficio di amministratore sia oggetto della professione esercitata dal contribuente, trattandosi di reddito di lavoro autonomo;
• ai collaboratori meramente occasionali, trattandosi di redditi diversi.
Accesso semplificato al credito d’imposta per personale altamente qualificato
Le start up innovative e gli incubatori certificati che assumono a tempo indeterminato personale
altamente qualificato accedono con modalit&agrave; semplificate e in regime “de minimis” al credito di
imposta del 35% sui costi di assunzioni per un massimo di 200.000,00 euro, a condizione che i
nuovi posti di lavoro siano conservati per almeno tre anni (o due nel caso di piccole e medie
ESENZIONE DALLE IMPOSTE D’ATTO PER L’ACQUISTO DI IMMOBILI SOSTITUTIVI
DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE DISTRUTTA
ris. Agenzia Entrate
11.6.2014 n. 61
Con la ris. 11.6.2014 n. 61, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, per l’acquisto di immobili
sostitutivi dell’abitazione principale distrutta dal sisma del 6.4.2009 in Abruzzo, si applica
l’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale ai sensi dell’art. 3 co. 1 lett. d) del
DL 39/2009, anche con riferimento agli atti stipulati dall’1.1.2014, non trovando applicazione la
soppressione delle agevolazioni disposta dall’art. 10 co. 4 del DLgs. 23/2011.
Esenzione dalle
imposte d’atto
Esenzione per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive
L’art. 3 co. 1 lett. d) del DL 39/2009 introduce una specifica previsione fiscale, volta ad esentare da ogni tributo (ad eccezione dell’IVA) e diritto, tra l’altro, gli acquisti di nuove abitazioni
sostitutive dell’abitazione principale distrutta, nonch&eacute; gli atti conseguenti e connessi.
Soppressione delle agevolazioni ai fini dell’imposta di registro
Alcuni dubbi interpretativi sono sorti, tuttavia, a seguito dell’art. 10 co. 4 del DLgs. 14.3.2011
n. 23, il quale ha disposto la soppressione di tutte le agevolazioni, anche se contenute in leggi
speciali, previste ai fini dell’imposta di registro per gli atti traslativi o costitutivi di diritti reali
immobiliari a titolo oneroso in genere.
Non era, quindi, chiaro se il regime di esenzione previsto per gli atti di acquisto di immobili sostitutivi dell’abitazione principale distrutta dal sisma trovasse applicazione, ai fini delle imposte
di registro, ipotecarie e catastali, anche per gli atti stipulati dall’1.1.2014.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione in commento, ha precisato che la previsione di esenzione ex art. 3 del DL 39/2009, introdotta dal legislatore nell’ambito degli interventi funzionali al
piano di ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma, trova applicazione anche in relazione agli atti
traslativi di immobili sostitutivi dell’abitazione principale distrutta stipulati in data successiva
all’1.1.2014.
Ci&ograve; in quanto l’ambito della misura agevolativa prevista va oltre il trattamento fiscale dell’imposta
di registro dovuta sui trasferimenti immobiliari, trattandosi, infatti, di disposizioni che si collocano
in un piano di interventi volti a garantire le esigenze abitative dei cittadini danneggiati dal sisma.
Di conseguenza, un’interpretazione che escludesse l’applicazione dell’esenzione ai soli fini
dell’imposta di registro dovuta per gli atti di natura traslativa a titolo oneroso non risulterebbe
coerente con l’impianto normativo delineato dal legislatore con il citato DL 39/2009.
MODALIT&Agrave; APPLICATIVE DEL RIALLINEAMENTO DEL COSTO DELLE PARTECIPAZIONI DI
CONTROLLO RIFERITO AD AVVIAMENTO O AD ALTRE ATTIVIT&Agrave; IMMATERIALI
provv. Agenzia
Entrate 6.6.2014 n.
L’Agenzia delle Entrate, con il provv. 77035/2014, ha fornito le modalit&agrave; applicative del regime di
affrancamento dei plusvalori latenti relativi a partecipazioni di controllo, introdotto “a regime” dall’art. 1 co. 150 della L. 147/2013 (legge di stabilit&agrave; 2014), con riferimento alle operazioni effettuate
a decorrere dall’esercizio in corso al 31.12.2012. Si tratta della possibilit&agrave;, previo pagamento di
un’imposta sostitutiva del 16%, di affrancare, in tutto o in parte, i valori relativi ad avviamenti,
marchi d’impresa ed altre attivit&agrave; immateriali iscritti nel bilancio consolidato, anzich&eacute; nel bilancio
d’esercizio, sempre che siano riferibili ai maggiori valori contabili delle partecipazioni di controllo
acquisite ed iscritte nel bilancio individuale per effetto di operazioni straordinarie o traslative.
del costo delle
controllo riferito Contenuto del provvedimento
ad avviamento o Nello specifico, il provvedimento prende in esame:
• l’ambito applicativo del regime;
ad altre attivit&agrave;
• la determinazione della base imponibile, il cui calcolo viene distinto sulla base delle diverimmateriali
se ipotesi che consentono di accedere al regime di affrancamento;
• gli effetti dell’esercizio dell’opzione;
• l’ambito temporale dell’agevolazione.
Con riferimento al versamento dell’imposta sostitutiva del 16%, viene stabilito che lo stesso
deve essere effettuato, in un’unica rata, entro il termine di scadenza del saldo delle imposte sui
redditi dovute per il periodo di imposta in cui l’operazione ha avuto efficacia giuridica, secondo
le modalit&agrave; previste dall’art. 17 del DLgs. 241/97, esclusa la compensazione ivi prevista.
Pertanto, l’imposta sostitutiva dovuta per le operazioni effettuate nel periodo di imposta in corso al 31.12.2012 deve essere versata, con le predette modalit&agrave;, entro il termine di scadenza
del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta in corso al 31.12.2013
(16.6.2014 o eventuali termini prorogati).
In un apposito prospetto della dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati, per ciascuna
ipotesi in relazione alla quale si &egrave; proceduto all’esercizio dell’opzione per il regime, gli importi
assoggettati ad imposta sostitutiva rispetto ai valori delle voci avviamento, marchi d’impresa e
altre attivit&agrave; immateriali suscettibili di affrancamento.
ADDIZIONALE IRES DELL’8,5% PER BANCHE E ASSICURAZIONI E INCREMENTO DELLA
MISURA DEGLI ACCONTI IRES PER IL 2013 E IL 2014
circ. Agenzia Entrate
Con la circ. 5.6.2014 n. 15, l’Agenzia delle Entrate illustra:
5.6.2014 n. 15
• sia l’incremento degli acconti IRES e IRAP per il 2013 e il 2014;
• sia l’addizionale IRES dell’8,5% per il settore bancario e assicurativo, applicabile al periodo d’imposta 2013.
L’art. 2 co. 1 del DL 133/2013 (c.d. “DL IMU”) ha aumentato la misura degli acconti IRES e
IRAP dovuti dalle banche, dalle altre societ&agrave; finanziarie e dalle societ&agrave; e dagli enti che esercitano attivit&agrave; assicurativa. Nel contempo, il DM 30.11.2013 ha incrementato dell’1,5% la misu-
ra degli acconti dovuti da tutti i soggetti IRES per il 2013 e il 2014.
dell’8,5% per
misura degli
acconti IRES per
Per quanto sopra, con riferimento al 2013:
• per le banche (inclusa la Banca d’Italia), le altre societ&agrave; finanziarie e le societ&agrave; e gli enti
che esercitano attivit&agrave; assicurativa, la misura degli acconti IRES e IRAP &egrave; risultata pari al
130% (1,5% + 128,5% ex art. 2 del DL 133/2013);
• per gli altri soggetti IRES diversi da banche, finanziarie e assicurazioni, la misura degli acconti IRES e IRAP &egrave; risultata pari al 102,5% (1,5% + 101% ex art. 11 co. 20 del DL 76/2013).
Per il 2014, invece, tutti i soggetti IRES (incluse banche, finanziarie e assicurazioni) calcolano
gli acconti IRES e IRAP in misura pari al 101,5%.
L’addizionale IRES e l’incremento al 130% della misura degli acconti IRES e IRAP per il 2013
interessano le banche (inclusa la Banca d’Italia), le altre societ&agrave; finanziarie e le assicurazioni.
Per l’individuazione dei soggetti finanziari, l’Amministrazione finanziaria ribadisce che bisogna
fare riferimento al DLgs. 87/92. Cos&igrave;, rientrano nell’ambito applicativo delle citate norme, oltre
agli istituti di credito, le societ&agrave; di gestione comune dei fondi di investimento mobiliare, le capogruppo di gruppi bancari, le societ&agrave; di intermediazione mobiliare (SIM), i soggetti esercenti
attivit&agrave; di intermediazione finanziaria, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento.
L’addizionale risulta, inoltre, applicabile alle societ&agrave; finanziarie di cui all’art. 59 co. 1 lett. b) del
TUB (si tratta, ad esempio, delle societ&agrave; esercenti attivit&agrave; di assunzione di partecipazioni aventi
le caratteristiche indicate dalla Banca d’Italia in conformit&agrave; alle delibere del CICR).
Con riferimento all’attivit&agrave; di assunzione di partecipazioni, in base al DLgs. 87/92, la detenzione
o la gestione di partecipazioni &egrave; considerata attivit&agrave; finanziaria se riguarda, in via esclusiva o
principale, partecipazioni in enti creditizi o in imprese finanziarie, secondo i criteri in esso
espressamente indicati. &Egrave; altres&igrave; considerata attivit&agrave; finanziaria l’assunzione di partecipazioni
finalizzata a successivi smobilizzi.
In accordo con il dato normativo, viene chiarito che, nei confronti dei soggetti rientranti nel perimetro di consolidamento sia in qualit&agrave; di soggetto controllante, sia di societ&agrave; controllata, l’aliquota incrementale va applicata autonomamente su base individuale, non confluendo nella tassazione complessiva globale della fiscal unit. Trattandosi di un’imposta autonoma, la stessa dovr&agrave; essere liquidata e versata da ciascuno dei soggetti partecipanti alla tassazione di gruppo.
Nell’ipotesi in cui venga esercitata l’opzione per la trasparenza fiscale, invece, il soggetto partecipato assoggetta autonomamente il proprio reddito imponibile all’addizionale e versa la relativa imposta, mentre il soggetto partecipante, in caso di applicazione dell’addizionale, non tiene
conto del reddito imputato per trasparenza dalla societ&agrave; partecipata, n&eacute; utilizza in compensazione le eventuali perdite imputate dalla partecipata.
Esclusione delle c.d. “holding industriali”
Pur in assenza di una conferma espressa, l’impostazione adottata dall’Agenzia delle Entrate
consente di affermare che l’addizionale IRES dell’8,5% non si applica alle c.d. “holding industriali”, vale a dire a quelle societ&agrave; la cui attivit&agrave; consiste, in via esclusiva o prevalente, nell’assunzione di partecipazioni in societ&agrave; esercenti attivit&agrave; diversa da quella creditizia e finanziaria
(in senso conforme, si veda la circ. Assonime 12.6.2014 n. 20).
Tali soggetti, infatti, redigono il bilancio in base alle disposizioni del codice civile e non a quelle contenute nel DLgs. 87/92. In questo senso, si era gi&agrave; pronunciata la circolare informativa del Consorzio studi e ricerche fiscali del Gruppo Intesa Sanpaolo 1/2014, ad avviso della quale l’esclusione
opera anche quando le holding svolgano attivit&agrave; di finanziamento in favore delle imprese del
CHIARIMENTI IN TEMA DI PERDITE SU CREDITI
L’Agenzia delle Entrate (circ. 4.6.2014 n. 14) e Assonime (circ. 30.5.2014 n. 18) hanno fornito
ulteriori chiarimenti sulla disciplina delle perdite su crediti, alla luce delle novit&agrave; intervenute in
4.6.2014 n. 14 e circ.
materia negli ultimi due anni (DL 83/2012 e L. 147/2013).
Assonime 30.5.2014
Con riferimento alle perdite generatesi per effetto dell’omologazione, da parte del Tribunale, di
un accordo di ristrutturazione dei debiti (ai sensi dell’art. 182-bis del RD 267/42), la circ.
Assonime 18/2014 osserva che i requisiti di deducibilit&agrave; dovrebbero ritenersi soddisfatti altres&igrave;
nell’ipotesi di accordi conclusi con un debitore estero che presentino un analogo contenuto
tema di perdite su sostanziale a quello dei citati accordi. &Egrave; il caso, ad esempio, della procedura prevista dall’ordi-
namento statunitense comunemente denominata Chapter 11.
Relativamente ai crediti vantati verso debitori non soggetti a procedure concorsuali, particolarmente significative appaiono le considerazioni svolte con riferimento:
• alle perdite di natura valutativa;
• alla cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili.
Riguardo al primo aspetto, ad avviso di Assonime e dell’Agenzia delle Entrate, se gli elementi
certi e precisi, atti a fondare il diritto alla deducibilit&agrave; della perdita, si manifestano in un determinato esercizio, ma in quell’esercizio nessun componente negativo &egrave; stato imputato a Conto
economico (n&eacute; sotto forma di perdita, n&eacute; sotto forma di svalutazione), l’impresa deduce la
perdita nel momento in cui interviene tale imputazione (sia sotto forma di perdita, sia sotto forma di svalutazione). Invece, nell’opposta ipotesi in cui la previa imputazione della perdita/svalutazione sia gi&agrave; avvenuta, ma non siano ancora soddisfatti gli elementi certi e precisi, la
perdita deve essere dedotta nell’esercizio in cui detti elementi si manifestano. Infatti, il principio
di derivazione dell’imponibile dalle risultanze di bilancio non consente di affermare che i componenti negativi iscritti in bilancio, che soddisfano le condizioni e i limiti per il loro riconoscimento, possano essere considerati fiscalmente irrilevanti o dedotti in un esercizio successivo.
Riguardo alla cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili,
ad avviso dell’Agenzia delle Entrate la presunzione di ricorrenza degli elementi certi e precisi
introdotta dalla L. 147/2013 sussiste nelle ipotesi di cancellazione dei crediti dal bilancio contemplate dalla bozza del nuovo OIC 15 (per quanto non ancora approvato definitivamente) e
della relativa proposta di integrazione, resa nota il 28.1.2014. In pratica, gli elementi certi e
precisi ricorrono esclusivamente nel caso in cui vi sia il trasferimento sostanziale di tutti i rischi
di insolvenza in capo al cessionario (in questo senso, anche la circ. Assonime 18/2014).
Per quanto sopra, i presupposti di cancellazione (e di conseguente deducibilit&agrave; della perdita)
devono essere rinvenuti nei casi di:
• forfaiting;
• datio in solutum (cio&egrave;, estinzione di un’obbligazione pecuniaria mediante il trasferimento
della propriet&agrave; di un bene);
• conferimento del credito;
• vendita del credito (compreso il factoring con cessione pro soluto che comporti il trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito);
• cartolarizzazione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito.
Posto che le novit&agrave; introdotte dalla legge di stabilit&agrave; 2014 si applicano dal periodo d’imposta in
corso al 31.12.2013 (2013, per i soggetti “solari”), la circ. 14/2014 precisa che, per i soggetti
che adottano i principi contabili interni, le perdite rilevate a seguito di cancellazioni dal bilancio
poste in essere in periodi d’imposta precedenti non hanno automatica rilevanza fiscale; per la
loro deducibilit&agrave; &egrave;, quindi, necessario valutare la ricorrenza degli elementi certi e precisi a
norma dell’art. 101 co. 5 del TUIR (ante modifiche della L. 147/2013).
Deducibilit&agrave; delle perdite nelle cessioni pro solvendo
La circ. Assonime 18/2014 afferma che cessioni formalmente qualificate pro solvendo dovrebbero
dare diritto alla deducibilit&agrave; della perdita nelle ipotesi in cui possano considerarsi pro soluto: &egrave;
questo il caso, ad esempio, della presenza della clausola di restituzione al cessionario delle somme
recuperate in eccesso rispetto al corrispettivo pattuito anche dopo l’attivazione della garanzia.
La tesi di Assonime appare fondata, atteso che valorizza il requisito del trasferimento sostanziale di
tutti i rischi. Sulla questione, peraltro, l’Agenzia delle Entrate non si &egrave; pronunciata espressamente.
CHIARIMENTI IN TEMA DI RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA E DELLE PARTECIPAZIONI
La circ. Agenzia delle Entrate 4.6.2014 n. 13 ha esaminato la disciplina della rivalutazione dei be-
circ. Agenzia Entrate ni d’impresa cos&igrave; come delineata dall’art. 1 co. 140 ss. della L. 147/2013 (legge di stabilit&agrave; 2014).
4.6.2014 n. 13
Bilancio di rivalutazione e iscrizione dei beni tra le immobilizzazioni
L’Agenzia delle Entrate ricorda che la rivalutazione &egrave; eseguita con riferimento a beni risultanti
dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31.12.2012 e deve risultare dal bilancio o rendiconto relativo all’esercizio successivo per il quale il termine di approvazione scade successivamente all’1.1.2014 (data di entrata in vigore della L. 147/2013).
Pertanto, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare l’adeguamento dei valori
beni di impresa e
deve essere eseguito nel bilancio o rendiconto chiuso al 31.12.2013, in relazione ai beni
risultanti dal bilancio chiuso al 31.12.2012.
I beni da rivalutare devono essere iscritti tra le immobilizzazioni sia nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31.12.2012 che nel bilancio relativo all’esercizio successivo.
Modalit&agrave; di rivalutazione
La rivalutazione pu&ograve; avvenire:
• adeguando sia il costo storico che il fondo di ammortamento;
• adeguando il solo costo storico;
• riducendo il fondo di ammortamento.
La prima metodologia consente di ammortizzare il bene secondo il piano di ammortamento
originario, mentre la rivalutazione del solo costo storico pu&ograve; determinare sia il mantenimento
che il prolungamento della durata del periodo di ammortamento (nel primo caso, qualora l’ammortamento stanziato in bilancio ecceda quello fiscalmente deducibile in base ai coefficienti
fiscali, occorre riprendere a tassazione la differenza).
La rivalutazione operata attraverso la riduzione del fondo di ammortamento determina sempre
un allungamento del predetto periodo di ammortamento.
Qualunque sia il metodo adottato, la circ. 4.6.2014 n. 13 precisa che il limite massimo della rivalutazione, come previsto dall’art. 11 della L. 342/2000, &egrave; rappresentato dal valore economico
Obbligo di versamento dell’imposta sostitutiva
L’Agenzia delle Entrate conferma che la rivalutazione dei beni d’impresa ha necessariamente
carattere oneroso e, quindi, diversamente da quanto previsto nell’ambito della rivalutazione ex
DL 185/2008, non &egrave; possibile adeguare i valori dei beni ai soli fini civilistici.
Qualora l’imposta sostitutiva non venga versata, l’operazione si considera comunque produttiva di effetti, e gli importi dovuti sono iscritti a ruolo.
Come previsto anche nell’ambito delle precedenti leggi speciali, la rivalutazione deve riguardare obbligatoriamente tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea, cos&igrave; come
individuati dall’art. 4 del DM 162/2001.
Ad avviso dell’Agenzia delle Entrate, se si contravviene a tale obbligo, gli effetti fiscali della
rivalutazione verrebbero meno per tutti gli altri beni appartenenti alla medesima categoria
omogenea. L’impresa potrebbe, tuttavia, impedire la caducazione degli effetti sui beni rimanenti qualora, anche in sede di accertamento, provveda al versamento dell’imposta sostitutiva non
versata con riferimento al bene illegittimamente escluso, maggiorata di sanzioni e interessi.
Per quanto riguarda nello specifico i beni immobili, essi sono distinti in base alle seguenti categorie omogenee:
• aree fabbricabili aventi la stessa destinazione urbanistica;
• aree non fabbricabili;
• fabbricati non strumentali;
• fabbricati strumentali per destinazione;
• fabbricati strumentali per natura.
Relativamente ai fabbricati strumentali per natura, per i quali una parte del valore &egrave; attribuibile
all’area sottostante, viene confermata l’impostazione gi&agrave; adottata per la rivalutazione ex DL
185/2008, per cui l’impresa pu&ograve; legittimamente rivalutare la sola componente “fabbricato”, la
sola componente “area” o entrambe; in quest’ultimo caso, devono essere attribuiti valori distinti
alle due componenti (attraverso apposite perizie, o valutazioni interne degli amministratori),
indipendentemente dalla circostanza per cui il fabbricato e l’area siano contabilizzati in bilancio
unitariamente o in modo separato.
Con riferimento agli effetti fiscali dell’operazione, la circ. 4.6.2014 n. 13 afferma che l’incremento del patrimonio netto assume rilevanza gi&agrave; nel bilancio 2013, e non a decorrere dal 2016
come avviene invece per i maggiori valori dei beni. I riflessi immediati che vengono esplicitati
riguardano la riportabilit&agrave; delle perdite di fusione (per la quale uno dei parametri &egrave; appunto
costituito dal patrimonio netto contabile delle societ&agrave; che le hanno prodotte), ma le medesime
conclusioni dovrebbero essere estensibili alla determinazione della base ACE delle societ&agrave; di
persone e degli imprenditori individuali in contabilit&agrave; ordinaria, la quale &egrave; commisurata al dato
del patrimonio netto esistente al 31.12.2013.
MODALIT&Agrave; DI COMUNICAZIONE AI CONTRIBUENTI DELLE ANOMALIE NELL’APPLICAZIONE
Con il comunicato stampa 5.6.2014 n. 73, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato:
• l’invio delle comunicazioni di anomalia ai fini degli studi di settore per il triennio 2010-2012;
5.6.2014 n. 73
• la pubblicazione sul proprio sito internet delle 33 bozze di comunicazioni diversificate per
ogni anomalia destinate a contribuenti ed intermediari.
Anomalie oggetto di segnalazione
Tra le principali anomalie oggetto di segnalazione si indicano le seguenti:
• tra rimanenze finali indicate nel modello relativo al periodo d’imposta 2011 ed esistenze
iniziali indicate nel modello relativo al periodo d’imposta 2012;
• nella gestione del magazzino con durata delle scorte elevata ed incremento delle rimanenze finali;
• tra la mancata indicazione del valore dei beni strumentali e l’indicazione delle relative quote di ammortamento;
• nell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione” calcolato rispetto ai ricavi dichiarati;
• nell’indicatore “Incidenza delle altre componenti negative” calcolato rispetto ai compensi
• relative alla presenza di soci con basse percentuali di lavoro prestato (inferiore al 50%)
unitamente all’assenza di altri addetti e un numero di giornate di apertura superiori a 300;
• dovute alla non corretta indicazione di una o pi&ugrave; delle seguenti informazioni: numero di
“Soci o associati che prestano attivit&agrave; nello studio” (nel caso di esercizio in forma associata di arti e professioni), numero di “Ore settimanali dedicate all’attivit&agrave;”, numero di
“Settimane di lavoro nell’anno”;
• tra i dati contabili indicati nel quadro F o G della comunicazione dei dati rilevanti relativa al
2012 e gli stessi dati indicati nel modello UNICO 2013;
• conseguenti all’indicazione per gli anni 2010, 2011, 2012 della causa di esclusione dagli
studi riconducibile ad “Altre situazioni di non normale svolgimento dell’attivit&agrave;” - codice “7”
(a giudizio dell’Agenzia l’indicazione di tale causa di esclusione per un triennio consecutivo &egrave; indice di una possibile anomalia).
Nel caso in cui l’anomalia oggetto di segnalazione sia riscontrabile anche nella dichiarazione
relativa al periodo d’imposta 2013 (UNICO 2014), il soggetto verr&agrave; inserito in apposite liste di
contribuenti da sottoporre a controllo.
Modalit&agrave; di invio delle comunicazioni
• recapitate direttamente nel Cassetto fiscale degli iscritti a Entratel e Fisconline (i contribuenti vengono avvisati dell’invio con email, sms o altri recapiti registrati nel caso in cui
abbiano richiesto di ricevere un avviso in tal senso);
• trasmesse via Entratel anche all’intermediario, se il contribuente ha effettuato questa scelta
al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’annualit&agrave; 2012.
Software “Comunicazioni anomalie 2014”
Le cause giustificative dell’anomalia ed altre osservazioni potranno essere inviate utilizzando il
software “Comunicazioni anomalie 2014”, disponibile dal 14.6.2014 al 30.5.2015.
ISTRUZIONI OPERATIVE PER LA COMPILAZIONE DEL QUADRO RR DEL MODELLO UNICO
circ. INPS 6.6.2014
Con la circ. 6.6.2014 n. 74, l’INPS prende in esame i principali profili applicativi del Quadro RR del
modello UNICO 2014, focalizzandosi sugli aspetti che riguardano il versamento dei contributi
dovuti a saldo 2013 e in acconto 2014 da parte degli iscritti alle Gestioni artigiani e commercianti,
nonch&eacute; dei professionisti iscritti alla Gestione separata. A tal proposito, si ricorda che l’art. 18 co. 4
del DLgs. 9.7.97 n. 241 ha stabilito che i versamenti a saldo ed in acconto dei citati contributi
devono essere effettuati entro gli stessi termini previsti per le imposte risultanti dalle dichiarazioni
quadro RR del
Reddito imponibile ai fini previdenziali
Un primo aspetto esaminato nella circolare in argomento riguarda la determinazione del reddito
imponibile ai fini previdenziali. In generale, per artigiani e commercianti va considerato il totale dei
redditi d’impresa conseguiti nel 2013, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti, scomputate dal reddito dell’anno. In particolare, per gli iscritti che sono anche soci di Srl,
la base imponibile – oltre a quanto eventualmente dichiarato come reddito d’impresa – &egrave; costituita dalla parte del reddito d’impresa della Srl corrispondente alla quota di partecipazione agli
utili, ovvero alla quota del reddito attribuita al socio per le societ&agrave; partecipate in regime di trasparenza. Invece, con riferimento ai professionisti iscritti alle Gestione separata, il reddito
imponibile determinato ai sensi dell’art. 53 del TUIR, &egrave; indicato ai fini contributivi nel Quadro RR,
Sezione II del modello UNICO 2014.
Termini e modalit&agrave; di versamento
Per quanto riguarda i termini e le modalit&agrave; di versamento dei contributi previdenziali, l’INPS
ricorda, riferendosi anche alla precedente circ. 4.2.2014 n. 19, che i contributi dovuti sulla quota
di reddito eccedente il minimale devono essere versati in occasione delle scadenze fiscali: quindi,
nei casi in cui non ricorrano le ipotesi di proroga previste dal DPCM 13.6.2014, entro il 16.6.2014
o il 16.7.2014 per i versamenti a saldo per l’anno di imposta 2013 e primo acconto per il 2014,
mentre il secondo acconto 2014 andr&agrave; versato entro l’1.12.2014 (in quanto il 30 novembre cade
di domenica). Per i contribuenti che versano la contribuzione - saldo 2013 e primo acconto 2014 nel periodo tra il 17.6.2014 e il 16.7.2014, &egrave; prevista la maggiorazione dello 0,4%.
Nella circ. 74/2014, l’INPS offre alcune precisazioni anche in merito alla possibilit&agrave; di rateizzare i
predetti pagamenti. In particolare, si ricorda che gli commercianti e gli artigiani vi possono
ricorrere solo sui contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile, mentre
per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, la rateazione pu&ograve; essere effettuata sia sul
contributo dovuto a saldo per l’anno di imposta 2013 che sull’importo del primo acconto relativo ai
contributi per l’anno 2014.
Vengono fornite alcune istruzioni in merito alla possibilit&agrave;, per le predette categorie di contribuenti, di operare la compensazione. In particolare, per artigiani e commercianti si precisa che
l’importo eventualmente risultante a credito dal Quadro RR potr&agrave; essere portato in compensazione nel modello F24, indicando la causale contributo AP o AF (artigiani) o CP o CF (commercianti), il codice sede, il codice INPS relativo alla riscossione dell’anno 2012, se il credito &egrave;
evidenziato nella colonna 18 o 31 del Quadro RR (credito dell’anno precedente), o dell’anno
2013 se il credito emerge dalla dichiarazione 2014. Anche per i liberi professionisti iscritti alla
Gestione separata &egrave; possibile portare in compensazione – con modello F24 – l’eventuale
importo risultante a credito, ed esposto al rigo RR8 colonna 2 del quadro RR Sezione II, sia con
la contribuzione relativa alla somma da versare come acconto 2014 che con altri tributi. Per la
contribuzione risultante a credito, e non utilizzata in compensazione, si potr&agrave; presentare istanza
di rimborso online, utilizzando le funzionalit&agrave; presenti sul sito internet dell’INPS.
APPLICAZIONE PER IL 2014 DELL’IMPOSTA SOSTITUTIVA PER LA RETRIBUZIONE DI
circ. Min. Lavoro e
29.5.2014 n. 14
Con la circ. 29.5.2014 n. 14, il Ministero del Lavoro fornisce indicazioni in ordine alla detassazione delle somme per l’incremento della produttivit&agrave; nel 2014, dopo che il DPCM 19.2.2014 ha
provveduto a regolamentare il regime fiscale agevolato applicabile nell’anno corrente:
• innalzando da 2.500,00 a 3.000,00 euro il limite massimo di importo detassabile;
• mantenendo fermo, per il resto, tramite l’espresso rinvio al DPCM 22.1.2013, il regime
vigente nello scorso periodo d’imposta.
Ci&ograve; consente al Ministero di:
• confermare gli orientamenti interpretativi gi&agrave; espressi con la circ. 15/2013 e l’interpello
21/2013;
sostitutiva per la
• semplificare, in alcuni punti, le condizioni per l’accesso all’agevolazione e gli adempimenti
procedurali previsti in capo alle aziende.
Caratteristiche delle parti stipulanti i contratti collettivi di secondo livello
Viene, innanzitutto, ribadita la necessit&agrave; – al fine di poter assoggettare alcune componenti della
retribuzione dei dipendenti privati (titolari, nel 2013, di un reddito di lavoro dipendente non superiore a 40.000,00 euro) all’imposta sostitutiva del 10% – che gli emolumenti di cui si tratta siano
erogati “in esecuzione” di contratti collettivi aziendali o territoriali in corso di efficacia, sottoscritti:
• dalle associazioni dei lavoratori comparativamente pi&ugrave; rappresentative sul piano nazionale;
• ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda (sia RSA che RSU) promananti
da organizzazioni sindacali dotate del suddetto grado di rappresentativit&agrave;.
Risulta, inoltre, confermata la possibilit&agrave;, per le imprese prive di rappresentanze sindacali in ambito aziendale, di sottoscrivere contratti con una o pi&ugrave; associazioni dei lavoratori a livello territoriale.
Retribuzione di produttivit&agrave;
Sul piano contenutistico, ricordato che il DPCM 22.1.2013 ha introdotto una doppia nozione di “retribuzione di produttivit&agrave;” rilevante ai fini della detassazione, il Ministero del Lavoro conferma la riconducibilit&agrave; alla prima nozione (voci retributive erogate, sulla base dei predetti contratti, con “espresso
riferimento ad indicatori quantitativi di produttivit&agrave;/redditivit&agrave;/qualit&agrave;/efficienza/innovazione”):
• sia dei “classici” premi di risultato, corrisposti al raggiungimento di determinati obiettivi;
• sia, in generale, di emolumenti (quote di retribuzione ed eventuali maggiorazioni) corrisposti a fronte dell’impegno datoriale nella “riorganizzazione del lavoro” attraverso l’applicazione delle misure di “efficientazione aziendale” previste dalla contrattazione collettiva di
secondo livello, indipendentemente dal conseguimento di risultati. In particolare, ci si
riferisce ad una “diversa gestione” degli orari di lavoro rispetto a quanto stabilito nel CCNL
o, comunque, rispetto alla situazione aziendale pregressa.
A questo punto, la circolare ministeriale contiene una prima rilevante semplificazione. Si afferma,
infatti, che l’introduzione di misure “nuove” deve essere verificata avendo riguardo alla realt&agrave;
aziendale antecedente alla sottoscrizione degli accordi del 2013: in altri termini, l’elemento di
“novit&agrave;” ritenuto utile, nello scorso anno, all’accesso alla detassazione pu&ograve; consentire, anche nel
2014, l’applicazione dell’imposta sostitutiva.
Ipotesi di applicabilit&agrave; dell’agevolazione sin dall’1.1.2014
Un’altra semplificazione importante, recata dalla circ. n. 14/2014, &egrave; quella che, con riferimento
all’ipotesi in cui un contratto collettivo territoriale del 2013 sia scaduto, ma non sia stato formalmente disdettato, consente ai datori di lavoro di applicare la tassazione agevolata in favore dei
propri dipendenti:
• non a partire dalla sottoscrizione dell’accordo per il 2014, confermativo del precedente;
• ma, laddove vi sia stata continuit&agrave; nell’applicazione delle misure di “efficientazione”, anche
per le mensilit&agrave; del corrente anno precedenti a tale sottoscrizione.
Infine, vengono semplificati gli adempimenti procedurali consistenti nel deposito dei contratti collettivi di secondo livello presso la Direzione territoriale del Lavoro, unitamente ad un’autodichiarazione di conformit&agrave; degli stessi alla normativa. Per il deposito, sono stati fissati i seguenti
• in caso di accordi sottoscritti (o rinnovati) dopo l’entrata in vigore del DPCM 19.2.2014
(14.5.2014), entro 30 giorni dalla sottoscrizione;
• in caso di accordi sottoscritti (o rinnovati) prima del 14.5.2014, entro 30 giorni da tale data
(ossia entro il 13.6.2014), con possibilit&agrave;, qualora si tratti di contratti gi&agrave; depositati, di
procedere all’invio, anche tramite PEC, della sola autodichiarazione.
Ora, il Ministero del Lavoro afferma che le aziende che si limitino ad applicare, senza modifica
alcuna, l’accordo gi&agrave; depositato e gi&agrave; dichiarato conforme in applicazione del DPCM 22.1.2013
non devono pi&ugrave; effettuare alcuna formalit&agrave; per il 2014.
direttiva 16.4.2014
n. 2014/56/UE e
UE 16.4.2014
n. 537/2014 e nota
CNDCEC maggio
RIFORMA EUROPEA DELLA REVISIONE LEGALE DEI BILANCI D’ESERCIZIO E CONSOLIDATI
Il CNDCEC analizza, attraverso una apposita nota esplicativa, le principali novit&agrave; contenute:
• nella direttiva 16.4.2014 n. 2014/56/UE, denominata “nuova direttiva revisione”,
• nel regolamento UE 16.4.2014 n. 537/2014, recentemente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (serie L 158 del 27.5.2014).
Con tali provvedimenti &egrave; stata realizzata la riforma europea della revisione legale dei bilanci
d’esercizio e consolidati, voluta dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea e
ampiamente discussa nelle sedi istituzionali.
La nuova direttiva modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alla revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati (recepita nel nostro ordinamento attraverso il DLgs. 39/2010) e
Riforma europea contiene una serie di misure applicabili alla generalit&agrave; delle imprese, nonch&eacute; alcune previsioni,
riguardanti il Comitato per il controllo interno e la revisione contabile, applicabili esclusivamente
agli enti di interesse pubblico (EIP) e, quindi, in estrema sintesi, a societ&agrave; quotate, banche,
legale dei bilanci
assicurazioni e altri intermediari finanziari.
d’esercizio e
Il regolamento prevede ulteriori e pi&ugrave; stringenti regole, applicabili unicamente alle revisioni dei
bilanci degli EIP.
L’applicabilit&agrave;, all’interno del nostro ordinamento, della nuova direttiva sulla revisione &egrave; subordinata ad un atto di recepimento, che dovr&agrave; essere adottato dal legislatore nazionale entro il
17.6.2016, trascorsi due anni dalla data di entrata in vigore della direttiva.
Il regolamento, invece, in linea di principio sarebbe immediatamente applicabile nei vari Stati
membri, senza necessit&agrave; di un atto di recepimento. Tuttavia, le profonde correlazioni esistenti
tra i due testi legislativi hanno portato il legislatore a posticiparne l’applicabilit&agrave; di due anni, per
farla coincidere con quella della nuova direttiva.
PROROGA DEL TERMINE DI VERSAMENTO DELLE SOMME DERIVANTI DA UNICO 2014
Con il DPCM 13.6.2014 &egrave; stata disposta la proroga dei versamenti derivanti dalle dichiarazioni
DPCM 13.6.2014 e
UNICO 2014 e IRAP 2014, a favore dei contribuenti soggetti agli studi di settore.
MEF 14.6.2014
Il DPCM interessa i contribuenti che esercitano attivit&agrave; economiche per le quali sono stati
elaborati gli studi di settore e dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite
stabilito, per ciascuno studio, dal relativo decreto ministeriale di approvazione (attualmente pari
a 5.164.569 euro).
Come ribadito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa
14.6.2014 n. 144, possono beneficiare del differimento dei versamenti anche:
Proroga dei
• i soggetti per i quali operano cause di esclusione dagli studi di settore elaborati o cause di
inapplicabilit&agrave; degli studi stessi (cfr. anche circ. Agenzia delle Entrate 6.7.2007 n. 41, &sect; 4);
versamento delle
i c.d. “nuovi contribuenti minimi” che svolgono attivit&agrave; economiche per le quali sono previsomme risultanti
sti gli studi di settore, ancorch&eacute; siano esclusi per legge dalla relativa applicazione.
da UNICO 2014
Il differimento riguarda inoltre i soggetti che devono dichiarare un reddito imputato “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR, da un soggetto che eserciti un’attivit&agrave; per la
quale sia stato approvato uno studio di settore; sono quindi interessati anche i soci di societ&agrave; di
persone, i collaboratori di imprese familiari, i coniugi che gestiscono aziende coniugali, i componenti di associazioni di artisti o professionisti (ad esempio, i professionisti dello studio associato), nonch&eacute; i soci di societ&agrave; di capitali “trasparenti”.
• entro il 7.7.2014, senza alcuna maggiorazione,
Sono oggetto di differimento tutti i versamenti derivanti dai modelli UNICO e IRAP 2014; vi
rientra il versamento:
• delle imposte sostitutive (ad esempio, cedolare secca e 10% sui premi di produttivit&agrave; dei
• delle imposte patrimoniali (IVIE e IVAFE);
• dei contributi previdenziali INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti
alle relative Gestioni separate dell’INPS;
• dei contributi INPS dovuti dai soci di srl “non trasparenti”, artigiane o commerciali (cfr. ris.
Agenzia delle Entrate 16.7.2007 n. 173 e 25.9.2013 n. 59);
• del diritto annuale per l’iscrizione o l’annotazione nel Registro delle imprese (si veda oltre);
• del saldo IVA (se non effettuato entro il 17.3.2014);
• dell’IVA per l’adeguamento agli studi di settore.
Per quanto riguarda la rateizzazione degli importi a saldo o in acconto di imposte e contributi,
poich&eacute; il termine di versamento della prima rata coincide con quello del saldo o dell’acconto,
esso deve intendersi differito al 7.7.2014 o al 20.8.2014 con la maggiorazione dello 0,4%. Per i
termini di versamento delle rate successive, rimane invece invariata la scadenza del giorno 16
di ciascun mese, per i soggetti titolari di partita IVA, e della fine di ciascun mese, per gli altri
Scade il termine per presentare la dichiarazione IMU relativa all’anno precedente, qualora obbligatoria.
Nello specifico, in base all’art. 13 co. 12-ter del DL 201/2011, come modificato dall’art. 10 co. 4,
lett. a) del DL 8.4.2013 n. 35 conv. L. 6.6.2013 n. 64, i soggetti passivi devono presentare la
dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha
avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
In base all’art. 9 co. 6 del DLgs. 23/2011, il modello di dichiarazione IMU, unitamente alle relative
istruzioni, &egrave; stato approvato con il DM 30.10.2012.
Il co. 12-ter dell’art. 13 del DL 201/2011, conv. L. 214/2011, come modificato dall’art. 10 co. 4 lett.
a) del DL 8.4.2013 n. 35 (conv. L. 6.6.2013 n. 64) prevede che tutte le dichiarazioni IMU debbano
essere presentate entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.
Di conseguenza, la dichiarazione relativa al 2013 deve essere presentata entro il 30.6.2014.
Il modello di dichiarazione IMU pu&ograve; essere:
• consegnato direttamente al Comune il quale rilascia apposita ricevuta;
• spedito in busta chiusa, a mezzo del servizio postale, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, all’ufficio tributi del Comune;
• inviato telematicamente con posta certificata.
La spedizione pu&ograve; essere effettuata anche dall’estero, a mezzo lettera raccomandata o altro
equivalente, dal quale risulti con certezza la data di spedizione.
La data di spedizione &egrave; considerata come data di presentazione della dichiarazione (art. 6 del
DM 30.10.2012).
Inoltre, in base al co. 4 dell’art. 6 del citato DM, “il comune, nell’esercizio della propria potest&agrave;
regolamentare, pu&ograve; stabilire altre modalit&agrave; di trasmissione della dichiarazione pi&ugrave; adeguate alle
proprie esigenze organizzative, delle quali deve dare ampia informazione ai contribuenti al fine di
consentire il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria”.
TRASMISSIONE TELEMATICA DEI MODELLI 730/2014 ELABORATI DAI SOSTITUTI D’IMPOSTA
Scade il termine per la trasmissione telematica dei modelli 730/2014 da parte dei sostituti d’imposta che
prestano assistenza fiscale diretta.
fiscale diretta
Consegna dei modelli 730-1
Entro la suddetta data, il sostituto d’imposta che trasmette telematicamente i modelli 730/2014
deve comunque consegnare ad un intermediario abilitato o ad un ufficio postale le buste con le
schede per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF (modelli 730-1).
Per motivi di riservatezza, infatti, il sostituto d’imposta non pu&ograve; mai aprire tali buste per inviare
telematicamente i relativi dati, ma deve sempre rivolgersi ad un soggetto esterno.
Trasmissione telematica da parte di un intermediario abilitato
La suddetta scadenza del 30.6.2014 rimane ferma anche qualora il sostituto d’imposta incarichi
un intermediario abilitato di effettuare la trasmissione telematica:
• sia dei modelli 730/2014 elaborati;
• sia delle buste con le schede per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF
(modelli 730-1).
PROROGA DEL TERMINE DI CONSEGNA DI COPIA DEL MODELLO 730/2014 AL
CONTRIBUENTE E DI TRASMISSIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
24.6.2014 e 8.7.2014
Il DPCM 3.6.2014 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4.6.2014 n. 127) ha riaperto fino al 16.6.2014
il termine per la presentazione dei modelli 730/2014 ai CAF-dipendenti ed ai professionisti abilitati e,
conseguentemente ha prorogato i termini di:
• consegna dei modelli elaborati da parte dei soggetti che prestano assistenza fiscale;
• trasmissione telematica dei modelli all’Agenzia delle Entrate.
Consegna al contribuente della copia del modello 730/2014 elaborato
730/2014 al
contribuente e
Per i soggetti che prestano assistenza fiscale (CAF o professionista) scade quindi il 24.6.2014
(invece del 16.6.2014) il termine entro il quale consegnare al contribuente la copia del modello
730/2014 elaborato.
ACCETTAZIONE DI PAGAMENTI TRAMITE POS
Trasmissione in via telematica dei modelli 730/2014 all’Agenzia delle Entrate
Per i soggetti che prestano assistenza fiscale (CAF o professionista) scade quindi l’8.7.2014
(invece del 30.6.2014) il termine entro cui trasmettere in via telematica i modelli 730/2014
Scade il termine entro cui i soggetti che effettuano l’attivit&agrave; di vendita di prodotti e di prestazione
di servizi, anche professionali, devono installare un POS (Point Of Sale) al fine di ricevere i
pagamenti, di importo superiore a 30,00 euro, mediante carte di debito, su richiesta del cliente.
Con la risposta a interrogazione parlamentare 10.6.2014 n. 5-02936, il Ministero dell’Economia e
delle Finanze, tramite il Sottosegretario Enrico Zanetti, ha fornito chiarimenti sull’applicazione
della disciplina di cui all’art. 15 co. 4 e 5 del DL 179/2012 e DM 24.1.2014.
Opportunit&agrave; di ridurre i costi
Al riguardo, viene, innanzitutto, sottolineata l’opportunit&agrave; di attivare tavoli di confronto per ridurre i costi legati alla disponibilit&agrave; ed all’utilizzo dei POS.
Interventi del TAR Lazio e del CNF
Successivamente, dopo aver ricordato come il TAR Lazio abbia respinto la richiesta di annullamento e sospensione del DM 24.1.2014, presentata dal Consiglio nazionale degli Architetti, si
evidenzia come, secondo la circ. Consiglio nazionale forense 20.5.2014 n. 10-C-2014, la
mancata installazione del POS dal 30.6.2014 non produrr&agrave; un inadempimento sanzionabile, n&eacute;,
tantomeno, una perdita del credito, determinando esclusivamente la fattispecie della mora del
creditore, che obbligher&agrave; il professionista ad attivare le misure di recupero del credito cos&igrave; come
previste dalla normativa (in pratica, nessun obbligo giuridico, ma un mero onere limitato ai casi in
cui siano i clienti a richiedere al professionista la forma di pagamento in questione).
Assenza di sanzioni associate alla disposizione normativa
Sul punto, nella risposta si afferma: “In tal senso, sembra in effetti deporre il fatto che non risulta
associata alcuna sanzione a carico dei professionisti che non dovessero predisporre della necessaria strumentazione a garanzia dei pagamenti effettuabili con moneta elettronica”.
A fronte del contenuto della risposta, in dottrina si &egrave; osservato che:
• per parlare di “onere” bisognerebbe anche individuare una situazione di svantaggio che
deriva al soggetto che non ha tenuto il comportamento del quale era onerato (situazione
che, ad avviso della dottrina, nel caso di specie si fatica a ravvisare);
• l’espressione “sono tenuti” di cui all’art. 15 co. 4 del 179/2012 presenta un tenore imperativo, a prescindere dal fatto che una sanzione sia apprestata dal legislatore per il caso di
violazione del comportamento prescritto (circostanza non infrequente nel nostro ordinamento);
• se &egrave; vero che non c’&egrave; sanzione espressa, i professionisti hanno pur sempre l’obbligo di
esercitare la professione con “decoro” (art. 2233 co. 2 c.c.), e quindi con un comportamento ossequioso anzitutto verso la legge. Gli Ordini professionali, di conseguenza,
potrebbero ritenere l’infrazione dell’obbligo di POS come una violazione deontologica sia
verso i clienti sia verso i colleghi.
TERMINE PER LA COMUNICAZIONE DELLE ATTIVIT&Agrave; DI LEASING, LOCAZIONE O
NOLEGGIO RELATIVE AL 2013
Per i soggetti che esercitano attivit&agrave; di leasing finanziario e/o operativo, di locazione e/o noleggio, scade il termine per effettuare la comunicazione dei dati relativi ai contratti in essere nel
2013, utilizzando lo specifico modello, se non si &egrave; gi&agrave; provveduto con il “modello polivalente”,
entro il 10.4.2014 o il 22.4.2014.
locazione e/o
Sono tenuti al suddetto adempimento le societ&agrave; che esercitano attivit&agrave; di leasing finanziario e
operativo, nonch&eacute; gli operatori commerciali che svolgono attivit&agrave; di locazione e/o di noleggio
dei seguenti beni mobili: autovetture, caravan, altri veicoli, unit&agrave; da diporto e aeromobili.
I soggetti interessati devono comunicare i dati anagrafici dei clienti, compreso il codice fiscale,
con i quali hanno stipulato i contratti in essere con riferimento al bene e ai corrispettivi percepiti
Modalit&agrave; e termini della comunicazione
La comunicazione deve essere effettuata, in via telematica, all’Anagrafe tributaria, direttamente
o avvalendosi degli intermediari abilitati, utilizzando il tracciato allegato al provv. Agenzia delle
Entrate 21.11.2011 n. 165979.
Come riportato nella sezione “In Evidenza”, la proroga dei versamenti disposta dal DPCM 13.6.2014 interessa anche – al ricorrere delle previste condizioni – il diritto camerale annuale.
La circ. Min. Sviluppo economico 5.12.2013 n. 201237 ha definito le misure del tributo per il 2014. Nella
sostanza, sono confermati gli importi e le aliquote per scaglioni di fatturato applicati per il 2011, stabiliti dal
DM 21.4.2011.
La presente procedura intende riepilogare le modalit&agrave; e i termini di versamento del suddetto diritto, proponendo anche un esempio di calcolo.
• le imprese che risultano iscritte nel Registro delle imprese alla data dell’1.1.2014, nonch&eacute; le imprese
che si iscrivono nel corso del 2014;
• i soggetti iscritti esclusivamente nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA) alla
data dell’1.1.2014, nonch&eacute; i soggetti che ivi si iscrivono nel corso del 2014.
Nella tabella di seguito riportata sono indicati i soggetti esclusi dal versamento del diritto camerale per il
Imprese (individuali e collettive) per le quali
sia stato dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa nel 2013
Imprese individuali che hanno cessato l’attivit&agrave; nel 2013
Societ&agrave; e altri enti collettivi che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione nel
Societ&agrave; cooperative che ricadono nell’ipotesi dell’art. 2545-septiesdecies c.c. (scioglimento per atto dell’autorit&agrave; governativa)
Fatta eccezione per il caso in cui vi sia (e
fino a quando non sia cessato) l’esercizio
provvisorio dell’attivit&agrave;
Deve essere presentata domanda di cancellazione dal Registro delle imprese entro il
Il provvedimento di scioglimento deve essere assunto dall’autorit&agrave; governativa nel 2013
L’esenzione:
• opera se sono mantenuti i requisiti qualificanti per l’acquisizione della qualifica
di start up innovativa;
• dura non oltre il quarto anno di iscrizione.
del DM 359/2001
art. 4 co. 4
art. 26 co. 8,
secondo periodo, e
art. 31 co. 4
del DL 179/2012
DETERMINAZIONE DEL DIRITTO DOVUTO
Di seguito sono illustrati gli importi del diritto annuale previsti per il 2014 dalla circ. Min. Sviluppo economico
5.12.2013 n. 201237.
Imprese iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese
I soggetti iscritti nella Sezione speciale del Registro delle imprese corrispondono il diritto annuale nelle misure indicate nella seguente tabella.
Commisurato al fatturato
dell’esercizio 2013
Imprese individuali (piccoli imprenditori, imprenditori
agricoli, imprese artigiane)
Societ&agrave; semplici agricole
Societ&agrave; semplici non agricole
Societ&agrave; tra avvocati ex DLgs. 96/2001
1 Per le societ&agrave; semplici agricole il diritto annuale &egrave;, transitoriamente, dovuto nel 50% della misura fissa prevista per il primo
2 Per le societ&agrave; semplici non agricole e le societ&agrave; tra avvocati il diritto annuale &egrave;, transitoriamente, dovuto nella misura fissa
prevista per il primo scaglione di fatturato.
La nota Min. Sviluppo Economico 17.7.2013 n. 120930 ha precisato che:
• le societ&agrave; tra professionisti, tenute all’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese, versano il diritto annuale nella misura pari a 200,00 euro, se l’iscrizione nel suddetto registro
avviene in corso d’anno (2014), mentre, per gli anni successivi al primo, devono un importo commisurato al fatturato dell’esercizio precedente;
• i criteri di determinazione del diritto camerale test&egrave; indicati per le societ&agrave; tra professionisti “sono da
considerarsi applicabili anche nei confronti delle societ&agrave; di mutuo soccorso” iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro imprese.
Imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese
I soggetti iscritti nella Sezione ordinaria del Registro delle imprese corrispondono il diritto annuale nelle misure indicate nella seguente tabella.
Variabile in base
al fatturato
Fasce di fatturato e aliquote per la determinazione del diritto annuale
I soggetti che determinano il diritto annuale in base al fatturato relativo all’esercizio 2013 devono applicare
ad ogni scaglione di fatturato le aliquote d’imposta secondo lo schema di seguito riportato.
Importi fissi e
Importi dovuti in base
agli scaglioni di fatturato (€)
200,00 euro (fisso)
200,00 (misura fissa)
200,00 + 0,015% della parte eccedente 100.000,00
222,50 + 0,013% della parte eccedente 250.000,00
255,00 + 0,010% della parte eccedente 500.000,00
305,00 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000,00
1.115,00 + 0,005% della parte eccedente 10.000.000,00
2.365,00 + 0,003% della parte eccedente 35.000.000,00
2.815,00 + 0,001% della parte eccedente 50.000.000,00
1 Fino a un max di 40.000,00 euro.
Il diritto da versare si determina sommando gli importi dovuti per ogni scaglione di fatturato. Al totale cos&igrave;
ottenuto occorre aggiungere quanto eventualmente dovuto per le unit&agrave; locali e le sedi secondarie. L’importo
complessivo da versare &egrave; espresso nel modello F24 arrotondato all’unit&agrave; di euro.
L’art. 1 co. 1 lett. f) del DM 11.5.2001 n. 359 dispone che, per la determinazione del fatturato necessario al
calcolo del diritto camerale, occorre fare riferimento a precise voci della dichiarazione presentata ai fini IRAP
come, da ultimo, individuate dalla nota Min. Sviluppo economico 3.3.2009 n. 19230.
Per i soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini IRAP, sono stati indicati diversi criteri di determinazione del fatturato.
Le tabelle seguenti riepilogano i criteri di determinazione del fatturato.
Societ&agrave; di capitali (quadro IC modello IRAP 2014)
Societ&agrave; che esercitano in via prevalente l’attivit&agrave; di assunzione di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari (c.d. “holding industriali”)
Societ&agrave; di persone (quadro IP modello IRAP 2014)
Societ&agrave; che determinano la base imponibile IRAP ai sensi dell’art. 5-bis del
DLgs. 446/97
Societ&agrave; che hanno esercitato l’opzione per la determinazione dell’IRAP
secondo le regole delle societ&agrave; di capitali
Societ&agrave; che esercitano, in via esclusiva o prevalente, attivit&agrave; di assunzione
di partecipazioni in enti diversi da quelli creditizi e finanziari (c.d. “holding
industriali”)
Persone fisiche (quadro IQ modello IRAP 2014)
Imprese individuali che determinano la base imponibile IRAP ai sensi
dell’art. 5-bis del DLgs. 446/97
Imprese individuali che hanno esercitato l’opzione per la determinazione
dell’IRAP secondo le regole delle societ&agrave; di capitali
Societ&agrave; di capitali (es. societ&agrave; sportive dilettantistiche)
Voci/Valori di riferimento
Sezione I, righi IC1 e IC5
Sezione II, righi IC15 e IC18
Sezione I e II, righi IC1, IC5 e IC15
Somma delle voci I.1, I.3, II.1 e II.4
del Conto economico
Sezione I, rigo IP1
Sezione II, rigo IP13 e IP17
Sezione II, righi IP13, IP17 e IP18
Sezione I, rigo IQ1
Sezione II, rigo IQ13 e IQ17
Somma dei ricavi delle vendite e delle
prestazioni e degli altri ricavi e proventi
ordinari come rappresentati nelle scritture contabili di cui all’art. 2214 ss. c.c.
Rigo IP47 - sezione III del modello
Rigo IQ41 - sezione III del modello
In caso di compilazione di pi&ugrave; sezioni dello stesso quadro o di pi&ugrave; quadri del modello IRAP, occorre
sommare i diversi valori riportati nelle diverse sezioni o nei diversi quadri del modello IRAP.
Contribuenti che utilizzano il regime di vantaggio per l’imprenditoria
Contribuenti che utilizzano il regime contabile agevolato degli “ex minimi”
di cui all’art. 27 co. 3-5 del DL 98/2011
Somma dei ricavi di cui alle lett. a) e b)
del co. 1 dell’art. 85 del TUIR
Voce M031 “Corrispettivi per le prestazioni di garanzia” del Conto economico
Voce 30 “Commissioni attive” del Conto
Rigo IP52, sezione IV del modello IRAP
Confidi che adottano gli IAS
Societ&agrave; di persone esercenti attivit&agrave; agricola
Non concorre alla formazione del fatturato l’importo dell’adeguamento agli studi di settore.
I soggetti iscritti al REA versano il diritto annuale nella misura fissa pari a 30,00 euro.
Eventuali unit&agrave; locali e/o sedi secondarie
Oltre all’importo dovuto per la sede legale, l’impresa deve versare, per ogni eventuale unit&agrave; locale e/o sede
secondaria, un importo pari al 20% di quello dovuto per la sede principale, fino ad un massimo di 200,00
euro. Si veda il seguente prospetto.
Importo del diritto annuale dovuto per le eventuali unit&agrave; locali
Unit&agrave; locale
Societ&agrave; tra avvocati
20% dell’importo dovuto per la sede
principale, fino a max 200,00 euro
1 All’atto del versamento gli importi sono arrotondati all’unit&agrave; di euro.
Le unit&agrave; locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare per ciascuna
unit&agrave; o sede l’importo di 110,00 euro.
Maggiorazione delle Camere di Commercio
Alcune CCIAA applicano una maggiorazione degli importi da corrispondere fino al 20% del diritto ordinariamente
dovuto. Il contribuente, prima di effettuare il versamento del diritto annuale, dovrebbe verificare (sul relativo sito
Internet) se la propria Camera di Commercio ha deliberato un’eventuale maggiorazione; quindi, applicare detta
maggiorazione sull’importo complessivo dovuto per la sede legale e le eventuali sedi secondarie.
Soggetti iscritti in corso d’anno
Nella tabella seguente sono riepilogati gli importi dovuti dai soggetti che si iscrivono nel Registro delle
imprese o nel REA nel corso del 2014.
Societ&agrave; tra professionisti e societ&agrave; tra avvocati
Societ&agrave; di mutuo soccorso
Le nuove unit&agrave; locali che si iscrivono nel corso del 2014, appartenenti ad imprese gi&agrave; iscritte nel Registro
delle imprese, sono tenute al pagamento di un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale (art.
4 co. 3 del DM 21.4.2011).
Trasferimento della sede in un’altra Provincia
Se la sede legale o principale dell’impresa si trasferisce in un’altra Provincia, il diritto viene incassato dalla
Camera di Commercio della Provincia ove &egrave; ubicata la sede legale o principale al 1&deg; gennaio.
Se l’impresa &egrave; stata costituita successivamente al 1&deg; gennaio di un determinato anno e, nel medesimo anno,
effettua il trasferimento in altra Provincia, il pagamento &egrave; dovuto soltanto alla Camera di Commercio di prima
Trasformazione intervenuta in corso d’anno
Le imprese che hanno cambiato natura giuridica nel corso dell’anno (es. snc che si trasforma in srl) pagano
il diritto annuale in base alla forma giuridica in essere al 1&deg; gennaio dell’anno cui il diritto si riferisce (e,
quindi, riprendendo l’esempio, in base agli importi previsti per le snc).
Il termine per il versamento del diritto annuale &egrave; diverso a seconda che l’impresa si sia iscritta nel Registro
• nel corso del 2014;
• ovvero nel corso del 2013 o in anni precedenti.
Imprese iscritte nel corso del 2014
Per le imprese in esame, il versamento deve essere effettuato, tramite il modello F24 o direttamente allo
sportello camerale, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione o di annotazione.
Imprese iscritte nel 2013 o in anni precedenti
Per le imprese in esame, il termine per il versamento del diritto annuale coincide con quello di versamento
del primo acconto delle imposte sui redditi.
Proroga dei versamenti per i contribuenti esercenti attivit&agrave; per cui sono approvati gli studi di settore
Il DPCM 13.6.2014 ha prorogato i termini per i versamenti derivanti dalle dichiarazioni dei redditi e IRAP
(UNICO 2014 e IRAP 2014) in scadenza il 16.6.2014. La proroga riguarda anche il versamento del diritto
camerale annuale.
La proroga opera limitatamente:
• ai soggetti che esercitano attivit&agrave; economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore e che
dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascuno studio di settore, dal relativo decreto di approvazione (vale a dire 5.164.569,00 euro);
• ai soci e agli associati di societ&agrave; di persone, associazioni professionali e societ&agrave; di capitali che devono
dichiarare redditi “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR;
• ai soggetti che fruiscono del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilit&agrave;
esercenti attivit&agrave; economiche per le quali sono previsti gli studi di settore.
Tali soggetti possono effettuare i predetti versamenti:
• dall’8.7.2014 al 20.8.2014, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Per i contribuenti non coinvolti dagli studi di settore rimangono fermi gli ordinari termini di versamento, come
Persone fisiche e societ&agrave; di persone
Fatta salva l’applicazione della proroga dei versamenti, per le persone fisiche e le societ&agrave; di persone, il pagamento deve avvenire entro il:
• 16.6.2014, senza alcuna maggiorazione;
• 16.7.2014, con maggiorazione dello 0,4%, da versare con lo stesso codice tributo del diritto annuale.
Societ&agrave; di capitali ed enti commerciali
Fatta salva l’applicazione della proroga dei versamenti, per i soggetti IRES (es. societ&agrave; di capitali, enti commerciali, ecc.), il diritto camerale deve essere quindi versato entro il:
• giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta;
giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio, se l’approvazione avviene oltre il termine di 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio; se il bilancio non &egrave; approvato nel termine stabilito, il versamento &egrave; comunque effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso.
In ogni caso, i versamenti possono comunque essere effettuati entro il 30&deg; giorno successivo a quello “ordinariamente” previsto, maggiorando le somme da versare dello 0,4% a titolo di interesse corrispettivo.
Il diritto dovr&agrave; essere versato mediante il modello F24:
• per i titolari di partita IVA, esclusivamente con modalit&agrave; telematiche, direttamente o tramite intermediari
abilitati (“F24 on line”, “F24 cumulativo”, sistemi di home banking collegati al circuito CBI - Corporate
Banking Interbancari - del sistema bancario o altri sistemi di home banking offerti dagli istituti di credito
o dalle Poste);
• per i non titolari di partita IVA, tramite presentazione dell’F24 “cartaceo” (presso gli sportelli dell’agente
della riscossione, le banche convenzionate e gli uffici postali abilitati) oppure tramite le suddette modalit&agrave; telematiche.
Codice tributo e compilazione del modello F24
Per il versamento, deve essere utilizzato il codice tributo 3850, da indicare nella sezione “IMU ed altri tributi
locali”. Come anno di riferimento, va riportato il 2014; nella casella “codice ente/codice comune” deve essere
indicata la sigla della provincia della Camera di Commercio a cui &egrave; indirizzato il pagamento.
L’importo dovuto pu&ograve; anche essere compensato con eventuali crediti fiscali e contributivi disponibili.
Arrotondamento all’unit&agrave; di euro
L’importo del diritto annuale deve essere espresso, nel modello F24, in unit&agrave; di euro.
L’arrotondamento &egrave; l’ultima operazione da effettuare per la determinazione del diritto annuale complessivamente dovuto. Nella sequenza delle operazioni intermedie, gli importi vanno mantenuti con cinque cifre decimali.
In presenza di un numero di decimali superiore a cinque, l’arrotondamento al 5&deg; decimale &egrave; effettuato secondo le regole seguenti:
• se il 6&deg; decimale &egrave; minore o uguale a 4 si procede all’arrotondamento per difetto;
• se il 6&deg; decimale &egrave; uguale o superiore a 5 si procede all’arrotondamento per eccesso.
Il diritto annuale &egrave; determinato attraverso i seguenti passaggi:
• si calcola l’importo dovuto per la sede legale dell’impresa, mantenendo cinque decimali;
• sulla base di tale importo &egrave; calcolato quanto dovuto per le eventuali unit&agrave; locali e sedi secondarie; in tal
caso, l’importo calcolato per ciascuna unit&agrave; locale, mantenendo cinque cifre decimali, deve essere moltiplicato per il numero delle unit&agrave; locali dell’impresa nell’ambito della stessa Provincia;
• sull’importo derivante dalla sommatoria tra diritto relativo alla sede legale dell’impresa e alle unit&agrave; locali
e sedi secondarie (mantenendo sempre cinque cifre decimali) si calcola l’eventuale maggiorazione deliberata dalla singola CCIAA.
L’importo complessivo cos&igrave; ottenuto viene arrotondato all’unit&agrave; di euro, utilizzando i criteri indicati dalla circ.
Agenzia delle Entrate 21.12.2001 n. 106, secondo cui, se l’importo contiene pi&ugrave; di due cifre decimali, occorre
prima effettuare l’arrotondamento al centesimo di euro e poi procedere all’arrotondamento all’unit&agrave;.
L’arrotondamento al centesimo &egrave; effettuato in base al 3&deg; decimale. In particolare:
• arrotondamento per eccesso: terzo decimale uguale o superiore a 5;
• arrotondamento per difetto: terzo decimale minore o uguale a 4.
Operato l’eventuale arrotondamento al centesimo, l’arrotondamento all’unit&agrave; di euro &egrave; effettuato secondo le
regole seguenti:
• arrotondamento per eccesso: importi uguali o superiori a 50 centesimi;
• arrotondamento per difetto: importi inferiori a 50 centesimi.
Nei casi di omesso o tardivo pagamento dei diritti camerali, si applica una sanzione amministrativa che va da
un minimo del 10% a un massimo del 100% del diritto dovuto.
Il soggetto inadempiente pu&ograve; avvalersi del ravvedimento operoso (ai sensi dell’art. 6 del DM 27.1.2005 n. 54),
con conseguente applicazione di una sanzione ridotta. La riduzione &egrave; da effettuarsi sulla misura minima della
sanzione prevista per i casi di omesso versamento (cio&egrave; sul 30%).
Il ravvedimento, pertanto, dovr&agrave; avvenire mediante il versamento di una sanzione ridotta pari al:
• 3,75% (un ottavo del 30%), se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza del termine
(c.d. “ravvedimento breve”);
• 6% (un quinto del 30%), se il pagamento viene eseguito entro un anno dalla scadenza del termine (c.d.
“ravvedimento lungo”).
Variazione delle riduzioni delle sanzioni - Inapplicabilit&agrave;
Il DL 185/2008 &egrave; intervenuto sull’art. 13 del DLgs. 472/97, modificando la misura delle riduzioni delle sanzioni applicabili in caso di ravvedimento operoso.
Con la nota Min. Sviluppo economico 30.12.2008 n. 62417 &egrave; stato precisato che il predetto intervento non ha un
automatico effetto di modifica del co. 1 lett. a) e b) dell’art. 6 del DM 54/2005 in quanto quest’ultimo provvedimento “fissa in una fonte normativa, di per s&eacute; autonoma, le sanzioni applicabili” e le relative riduzioni. Pertanto,
continuano ad applicarsi le disposizioni in esso previste. In assenza di ulteriori chiarimenti ufficiali, sembra che
tale posizione dell’Amministrazione sia applicabile anche rispetto alle modifiche apportate dalla L. 220/2010.
Si segnala che la posizione ministeriale non &egrave; stata univocamente recepita. Infatti, alcune CCIAA (es. Roma,
Bologna, Modena) fanno riferimento alle aliquote stabilite dal DM 54/2005, mentre altre (es. Torino) si riferiscono alle aliquote stabilite dall’art. 13 del DLgs. 472/97, come da ultimo modificato dalla L. 220/2010.
Oltre alla sanzione ridotta, il ravvedimento prevede il versamento degli interessi maturati dalla data in cui il
versamento avrebbe dovuto avere luogo alla data del ravvedimento, calcolati sulla base del tasso legale del
1% (a decorrere dall’1.1.2014).
Il ravvedimento si perfeziona con il versamento contestuale:
• del diritto dovuto e non versato;
• della sanzione ridotta;
• degli interessi moratori.
Nonostante il termine “contestuale” fosse stato interpretato nel senso che tutte le incombenze avrebbero
dovuto essere assolte nel medesimo giorno, il Min. Sviluppo economico, con la nota 22.10.2013 n. 172574,
ha affermato la validit&agrave; del ravvedimento parziale, cio&egrave; avente ad oggetto solo una parte di quanto originariamente e complessivamente dovuto.
Con il DL 6.7.2011 n. 98 &egrave; stato introdotto il c.d. “ravvedimento sprint”, per mezzo del quale “per i versamenti
effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni, la sanzione di cui al primo periodo [30%], oltre a
quanto previsto dalla lettera a) del comma 1 dell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472
[vale a dire, oltre alla riduzione contemplata per il ravvedimento operoso], &egrave; ulteriormente ridotta ad un importo
pari ad un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo” (art. 13 co. 1 del DLgs. 18.12.97 n. 471).
In sostanza, la sanzione contemplata dall’art. 13 del DLgs. 471/97 (30% delle somme non versate o versate
in ritardo) &egrave; ridotta ad un importo pari ad un quindicesimo per ogni giorno di ritardo, perci&ograve; nella misura del
2% giornaliero.
Dal momento che il regime sanzionatorio del diritto camerale &egrave; disciplinato da una diversa e autonoma
disposizione, l’applicabilit&agrave; del c.d. “ravvedimento sprint” appare dubbia. A quanto consta, le CCIAA di Prato
e Treviso hanno espressamente indicato sul proprio sito Internet l’inapplicabilit&agrave; del ravvedimento “sprint” al
Per il versamento degli interessi e delle sanzioni connesse all’omesso o tardivo versamento del diritto camerale annuale devono essere indicati nel modello F24 i seguenti codici tributo:
• codice 3851, per il versamento degli interessi;
• codice 3852, per il versamento delle sanzioni.
Compensazione - Esclusione
Le somme dovute mediante tali codici non possono essere compensate.
Facolt&agrave; di rateizzazione
Su richiesta dell’interessato, la CCIAA pu&ograve; consentire che il pagamento di quanto dovuto a titolo di diritto annuale, sanzioni e interessi avvenga in un massimo di 10 rate mensili.
Nel caso di mancato pagamento anche di una sola rata, il debitore:
• decade dal beneficio;
• deve provvedere al pagamento del debito residuo entro 30 giorni dalla scadenza della rata non adempiuta.
Il debito residuo pu&ograve; comunque essere estinto in un’unica soluzione in ogni momento.
La societ&agrave; Alfa srl, con sede in Milano ed esercizio coincidente con l’anno solare:
• ha un fatturato, calcolato sulla base dei dati IRAP, pari a 3.000.000,00 di euro;
• possiede 2 unit&agrave; locali nella stessa Provincia (la CCIAA in cui l’impresa ha la sede legale ha deliberato
una maggiorazione del 20% del diritto annuale).
Calcolo in base agli scaglioni di fatturato
Il diritto dovuto per la sede principale &egrave; determinato nel seguente modo.
4&deg; scaglione
5&deg; scaglione
fino a 250.000 euro con aliquota dello 0,015%
fino a 500.000 euro con aliquota dello 0,013%
fino a 1.000.000 euro con aliquota dello 0,010%
fino a 3.000.000,00 euro con aliquota dello 0,009%
Calcolo del diritto dovuto per le unit&agrave; locali
Per ciascuna unit&agrave; locale &egrave; versato un importo pari al 20% di quello dovuto per la sede principale, pari a 97,00 euro.
Importo complessivo dovuto alla CCIAA
L’importo dovuto alla CCIAA di Milano &egrave; pari a 814,80 euro, cos&igrave; determinato:
• 485,00 euro (per la sede legale);
• 194,00 euro (97,00 euro per ciascuna unit&agrave; locale);
• 135,80 euro (maggiorazione del 20% calcolata sulla sommatoria del dovuto per sede legale ed unit&agrave; secondarie).
In sede di versamento con il modello F24, l’importo &egrave; arrotondato a 815,00 euro.
Di seguito, viene riportata la sezione “IMU ed altri tributi locali” del modello F24, debitamente compilata.
RIDETERMINAZIONE DEL COSTO FISCALE DELLE PARTECIPAZIONI NON QUOTATE
La presente procedura riporta un promemoria per il versamento dell’imposta sostitutiva per l’applicazione della
rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni non quotate detenute al di fuori del regime di impresa.
Proroga dell’agevolazione per il 2014
L’art. 1 co. 156 della L. 27.12.2013 n. 147 (legge di stabilit&agrave; 2014) ha nuovamente riaperto i termini per la
rideterminazione del costo o valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati,
originariamente prevista dall’art. 5 della L. 28.12.2001 n. 448 e pi&ugrave; volte oggetto di proroga ad opera di
successivi provvedimenti.
La disciplina in esame consente di assumere, in luogo del costo o valore di acquisto, il valore delle quote e
delle azioni stimato all’1.1.2014, mediante l’assolvimento dell’imposta sostitutiva entro il prossimo 30.6.2014.
Sono interessati dalla disposizione agevolativa i soggetti che non detengono la partecipazione in regime di
impresa, ossia:
• le persone fisiche, per le operazioni non rientranti nell’esercizio di attivit&agrave; d’impresa;
• le societ&agrave; semplici e i soggetti ad esse equiparate ai sensi dell’art. 5 del TUIR;
• gli enti non commerciali, se l’operazione da cui deriva il reddito non &egrave; effettuata nell’esercizio di impresa;
• i soggetti non residenti, per le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in
societ&agrave; residenti in Italia, non riferibili a stabili organizzazioni, salve le previsioni contenute nelle Convenzioni contro le doppie imposizioni che ne escludano l’imponibilit&agrave; in Italia.
Per beneficiare della rivalutazione delle partecipazioni non quotate, entro il prossimo 30.6.2014, occorre
• alla redazione ed al giuramento di un’apposita perizia di stima, da parte di un soggetto abilitato;
• al versamento in autoliquidazione di un’imposta sostitutiva sul valore periziato. Essa &egrave; pari al 2% per le
partecipazioni non qualificate e al 4% per le partecipazioni qualificate.
La rivalutazione delle partecipazioni si effettua assumendo, in luogo del costo o valore di acquisto
della partecipazione stessa, il valore all’1.1.2014 della frazione del patrimonio netto della societ&agrave;,
associazione o ente partecipato, determinato sulla base di un’apposita perizia giurata di stima,
redatta con le responsabilit&agrave; sancite dall’art. 64 c.p.c.
• i professionisti iscritti nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili;
• i professionisti iscritti nel Registro dei revisori legali;
• i periti regolarmente iscritti alle Camere di Commercio, ai sensi dell’art. 32 del RD 20.9.34 n. 2011.
La redazione e il giuramento delle perizie relative alle partecipazioni possedute alla data dell’1.1.2014
deve avvenire entro il 30.6.2014.
La predisposizione della perizia giurata pu&ograve; avvenire, sempre entro la suddetta data del 30.6.2014,
anche se la partecipazione &egrave; gi&agrave; stata ceduta, sempre che:
• fosse posseduta alla data dell’1.1.2014;
• si applichi il “regime della dichiarazione”. In caso di opzione per il regime del “risparmio amministrato” o del “risparmio gestito”, invece, la redazione e l’asseverazione della perizia, qualora
siano ancora aperti i relativi termini, deve necessariamente avvenire prima della cessione della
Giuramento della perizia
Per procedere al giuramento della perizia, il suo estensore deve recarsi, entro la suddetta data del
30.6.2014, in alternativa, presso:
• la cancelleria del Tribunale;
• l’ufficio di un giudice di pace;
• un notaio.
Deducibilit&agrave; della spesa per la perizia
Il regime fiscale delle spese sostenute per la perizia di stima &egrave; differente a seconda che questa sia
predisposta per conto:
• della societ&agrave; (o associazione o ente) nella quale si detiene la partecipazione;
• di tutti, o di alcuni, dei possessori delle azioni o quote rivalutate.
Nel primo caso, la spesa &egrave; deducibile dal reddito d’impresa per quote costanti nell’esercizio in cui &egrave;
stata sostenuta e nei quattro successivi.
Se, invece, la perizia &egrave; stata predisposta per conto dei possessori delle azioni o quote, la relativa
spesa &egrave; portata in aumento del valore di acquisto della partecipazione, in proporzione al costo
effettivamente sostenuto da ciascuno di essi.
La perizia, unitamente ai dati identificativi del suo estensore e al codice fiscale della societ&agrave; periziata, deve essere:
• conservata dal contribuente;
• esibita o trasmessa su richiesta dell’Amministrazione finanziaria.
Ai sensi dell’art. 5 co. 1 della L. 448/2001, la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non quotate &egrave; subordinata al versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi.
L’imposta sostitutiva si applica sull’intero valore risultante dalla perizia delle partecipazioni non
quotate (e non quindi solo sull’incremento di valore attribuito), con le seguenti aliquote:
• 4%, per le partecipazioni “qualificate” (art. 67 co. 1 lett. c) del TUIR);
• 2%, per le partecipazioni “non qualificate” (art. 67 co. 1 lett. c-bis) del TUIR).
Le circ. Agenzia delle Entrate 30.1.2002 n. 9 (&sect; 2.2) e 31.1.2002 n. 12 (&sect; 3) hanno precisato che, ai
fini della determinazione dell’aliquota di imposta applicabile, occorre far riferimento esclusivamente
all’entit&agrave; della partecipazione posseduta alla data di riferimento (ora 1.1.2014), “senza tener conto
delle cessioni effettuate nei dodici mesi precedenti”.
La circ. Agenzia delle Entrate 31.1.2002 n. 12 (&sect; 2) ha chiarito che &egrave; possibile procedere alla rideterminazione del costo o valore di acquisto anche solo per una parte della partecipazione posseduta
(c.d. “rivalutazione parziale”).
In tal caso, se la partecipazione posseduta &egrave; “qualificata”, l’imposta sostitutiva &egrave; comunque dovuta
nella misura del 4%, anche se la porzione rivalutata &egrave; inferiore alle soglie di qualificazione. L’Agenzia
delle Entrate ha infatti osservato che “la disposizione contenuta nel comma 2 dell’articolo 5 commisura
l’imposta non gi&agrave; all’entit&agrave; della partecipazione della quale si intende adeguare il costo di acquisto, ma
all’entit&agrave; dell’intera partecipazione posseduta dal contribuente”.
Ad esempio, se un soggetto che possiede il 30% delle quote di una srl (partecipazione “qualificata”)
decide di rivalutare solo una parte della partecipazione che si attesti al di sotto delle soglie di qualificazione (es. il 15% delle quote), dovr&agrave; comunque applicare l’imposta sostitutiva del 4%.
Partecipazioni ricevute in donazione
Per effetto della disposizione antielusiva contenuta nell’art. 16 co. 1 della L. 18.10.2001 n. 383, si
considera “qualificata” anche la cessione di una partecipazione:
• ricevuta per donazione o altra liberalit&agrave; tra vivi;
• avvenuta entro i 5 anni successivi dall’atto di liberalit&agrave;, anche se la quota posseduta dal beneficiario non &egrave; “qualificata”, purch&eacute; lo fosse in capo al donante.
In tal caso, la circ. Agenzia delle Entrate 4.8.2004 n. 35 (&sect; 4) ha chiarito che il beneficiario della
donazione pu&ograve; tenere conto del valore rideterminato soltanto nel caso in cui sia stata corrisposta
l’imposta sostitutiva del 4% prevista per le partecipazioni “qualificate”.
Modalit&agrave; e termini di versamento dell’imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva dovuta per la rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni possedute all’1.1.2014 deve essere versata:
• dal soggetto possessore della partecipazione (es. persona fisica, societ&agrave; semplice, ente non commerciale, soggetto non residente);
• entro il 30.6.2014, fatta salva tuttavia la possibilit&agrave; di frazionare l’importo dovuto in un massimo di tre
rate annuali di pari importo.
In caso di compropriet&agrave; della partecipazione non quotata, il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta deve essere
effettuato da ciascun comproprietario con riferimento alla propria quota di propriet&agrave;.
Se la rivalutazione riguarda pi&ugrave; partecipazioni possedute dallo stesso soggetto, l’imposta sostitutiva complessivamente dovuta dal contribuente pu&ograve; essere corrisposta anche attraverso un unico versamento cumulativo.
In caso di opzione per il versamento rateale, entro la suddetta data del 30.6.2014 deve essere versata solo
la prima rata. Le rate successive:
• scadranno, rispettivamente, il 30.6.2015 ed il 30.6.2016;
• dovranno essere maggiorate degli interessi del 3% annuo, a decorrere dal 30.6.2014.
3% &times; 2
Il versamento dell’imposta sostitutiva relativa alla rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate, possedute alla data dell’1.1.2014, deve avvenire:
• mediante il modello F24;
• utilizzando l’apposito codice tributo istituito dall’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia delle Entrate, con la ris. 10.4.2008 n. 144, a seguito della riapertura disposta dall’art. 1 co. 91
della L. 244/2007 in relazione alle partecipazioni possedute all’1.1.2008, ha ridefinito il codice tributo “8055”.
Tale codice tributo deve essere utilizzato anche in relazione al versamento dell’imposta sostitutiva dovuta
per la rivalutazione delle partecipazioni possedute all’1.1.2014.
• il suddetto codice tributo “8055” deve essere esposto nella sezione “Erario”;
• nel campo “Anno di riferimento” deve essere indicato l’anno di possesso dei beni per i quali si opera la
rivalutazione, espresso nella forma “AAAA”, cio&egrave; il “2014”.
L’imposta sostitutiva dovuta pu&ograve; essere compensata nel modello F24 con crediti d’imposta o contributivi
disponibili, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 9.7.97 n. 241, nei limiti ammessi dalle vigenti disposizioni.
Scomputo dell’imposta sostitutiva versata precedentemente
Secondo quanto indicato dalla circ. Agenzia delle Entrate 24.10.2011 n. 47 (&sect; 2) e dalle istruzioni al quadro
RT dei modelli UNICO, se viene effettuata una nuova rivalutazione:
• si detrae dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione quella gi&agrave; versata per una precedente rivalutazione;
• in caso di versamento rateale, la rata deve essere determinata:
− scomputando dall’imposta sostitutiva dovuta quanto gi&agrave; versato;
− dividendo il risultato per il numero delle rate.
Secondo tali indicazioni, pertanto, sembra che lo scomputo dell’imposta sostitutiva gi&agrave; versata per una precedente rivalutazione debba avvenire “internamente”, provvedendo a versare con il modello F24 solo l’eventuale imposta sostitutiva “netta” (eventualmente suddivisa in tre rate).
Tuttavia, poich&eacute; il codice tributo “8055” consente anche l’indicazione di importi a credito da compensare, &egrave;
possibile evidenziare nel modello F24 la compensazione tra la “nuova” e la “vecchia” imposta sostitutiva.
Nel quadro RT del modello UNICO dovranno comunque essere indicati i previsti dati di dettaglio per il controllo dei versamenti effettuati.
Se il nuovo valore all’1.1.2014 di una partecipazione “non qualificata” &egrave; di 300.000,00 euro, mentre il relativo
valore all’1.1.2008, sul quale era gi&agrave; stata pagata l’imposta sostitutiva, era di 200.000,00 euro, &egrave; possibile detrarre dalla “nuova” imposta sostitutiva di 6.000,00 euro (300.000,00 &times; 2%) l’importo di 4.000,00 euro
(200.000,00 &times; 2%) gi&agrave; versato per la precedente rivalutazione, provvedendo a versare solo la differenza di
Tale scomputo pu&ograve; essere effettuato:
• “internamente”, indicando nel modello F24 solo la differenza di 2.000,00 euro da versare;
• oppure evidenziando nel modello F24 sia il debito totale previsto per la nuova rivalutazione (6.000,00
euro), sia il credito derivante dalla precedente rivalutazione (4.000,00 euro).
Nel primo caso, la sezione Erario del modello F24 andr&agrave; compilata come segue.
Nel secondo caso, invece, la sezione Erario del modello F24 andr&agrave; compilata come segue, evidenziando la
compensazione effettuata.
4.000 00 +
Marted&igrave; 03
IVA ELENCHI &quot;BLACK LIST&quot; - Presentazione telematica dei modelli di comunicazione delle operazioni
IVA ELENCHI &quot;SAN MARINO&quot; - Comunicazione degli acquisti effettuati presso operatori economici di San
- IVA - Presentazione telematica delle dichiarazioni d'intento di cui si &egrave; usufruito nel mese di maggio 2014 (soggetti
Marted&igrave; 24
Luned&igrave; 30
- IVA ELENCHI &quot;BLACK LIST&quot; - Presentazione telematica dei modelli di comunicazione delle operazioni relative al mese di
- IVA ELENCHI &quot;SAN MARINO&quot; - Comunicazione degli acquisti effettuati presso operatori economici di San Marino