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Timestamp: 2020-04-08 04:51:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

Pubblico concorso a quiz: cosa succede in caso di rinvenimento di domande errate durante la prova? | Weblog di informazione giuridica
Pubblico concorso a quiz: cosa succede in caso di rinvenimento di domande errate durante la prova?
Il fatto. Durante la prova di ammissione all’Università, alcuni candidati, per un errore di stampa dei questionari loro somministrati, si ritrovarono con i quesiti afferenti a due brani di cultura generale (poi identificati nel numero di 5) non collocati al termine dei brani stessi ma in posizioni del tutto casuali, sparsi tra le altre domande. Secondo la difesa ciò avrebbe comportato, per i ricorrenti (e per tutti gli altri candidati) un generale disorientamento in una prova nella quale il fattore tempo è assolutamente determinante.
Come se non bastasse, a ciò si aggiunse l’ulteriore difficoltà – non secondaria in una prova che sottopone che la sostiene ad una carica di stress emotivo (seppur differenziata secondo le sensibilità di ciascun individuo) – originata dalla presenza (non divulgata dalla Commissione durante la prova) di una domanda con due risposte esatte, la quale ha generato ulteriore incertezza.
Per concludere l’ulteriore circostanza che la Commissione, durante la prova, preso atto di tali fatti, ha annunciato di annullare tali quesiti incriminati ma prima di dare l’ufficialità dell’annullamento ha dato “avviso che il Presidente si sarebbe recato presso il Rettorato per ricevere un conforto alle decisioni adottate”.
La decisione. “Ad avviso del Collegio le concrete circostanze di fatto verificatesi durante la procedura selettiva non sono state idonee ad assicurare l’obiettivo, perseguito dalla legge, di selezionare i più meritevoli e più idonei all’accesso al corso di laurea“.
Ecco perchè e con quali conseguenze.
In merito al rinvenimento dei quesiti mal stampati, secondo il T.A.R. “si è da subito creata una disparità (impossibile da rendicontare “ex post”) tra coloro che avevano già avuto occasione di incrociare detti quesiti e coloro che, per qualsiasi motivo, non li avevano ancora affrontati“.
“A detta inconguenza si deve aggiungere che la scelta della Commissione di non interrompere lo svolgimento dell’esame e di proseguirlo depennando le risposte collegate ai due brani non appare al Collegio appropriata.
La prova alla quale i candidati sono stati sottoposti è obiettivamente diversa da quella sostenuta negli altri Atenei, poiché la decurtazione delle domande ha inciso in maniera non trascurabile sul numero dei quesiti di cultura generale e dunque sul “peso” attribuito dalla normativa vigente alle materia principale sulle quale i candidati sono chiamati a cimentarsi ed orientare la propria preparazione.
L’art. 2 comma 3 del D.M. 15/6/2011 (richiamato dall’art. 7 comma 3) statuisce in proposito che la prova di ammissione consiste nella soluzione di 80 quesiti, che presentano cinque opzioni di risposta, di cui il candidato ne deve individuare una soltanto. I quesiti sono poi articolati in 40 per cultura generale e ragionamento logico, 18 per biologia, 11 per chimica e 11 per fisica e matematica. Sul punto non convince l’approccio interpretativo della difesa erariale, secondo la quale l’art. 7 comma 3 (che riguarda in modo specifico il corso di laurea di cui si discorre) si limita testualmente a richiamare gli “argomenti” enucleati all’art. 2 comma 3 e non il “numero” e la “distribuzione” dei quesiti: in disparte ogni considerazione di carattere generale, il bando per l’anno accademico 2011/2012 (doc. “f” ricorrenti, pag. 3) esplicitava l’articolazione in modo perfettamente corrispondente a quella del richiamato decreto ministeriale, vincolando l’amministrazione nel senso di quella che già costituiva la più logica lettura della normativa nazionale.
L’esame dei ricorrenti è risultato pertanto indebitamente inciso, dato che gli stessi non hanno potuto confrontarsi sul numero di quesiti previsto a livello generale per l’accesso ai corsi di laurea per le professioni sanitarie in tutti gli Atenei italiani.
In buona sostanza la prova non può dirsi regolarmente espletata poiché la comparazione dei candidati è avvenuta su quesiti disomogenei per composizione quantitativa e sbilanciati a favore delle discipline specialistiche di settore, con ridimensionamento delle domande di cultura generale”.
Nelle prove di ammissione alle professioni sanitarie, che sono gestite dalle singole università ma sulla base di indicazioni ministeriali uguali in tutta Italia, quindi, è illegittimo annullare i quesiti in quanto si genera una disparità di trattamento rispetto al resto dei candidati partecipanti in altri Atenei.
“Nell’ottica del bilanciamento degli opposti interessi, pare al Collegio che l’opzione più ragionevole fosse rappresentata dall’interruzione della prova e dal suo rinnovo con una nuova batteria di test. Se la stessa non poteva svolgersi lo stesso giorno, era possibile il rinvio ad una giornata immediatamente successiva. Non si dubita che l’art. 8 indichi la data della prova, eppure un inconveniente del tipo di quello verificatosi ben poteva giustificare la ripetizione dell’esame nel rispetto delle regole e della “par condicio”, mentre il temuto “clamore” non poteva dirsi inferiore a quello suscitato nella prova così come nei fatti espletata. Le conseguenze economiche per i partecipanti – provenienti da tutta Italia e chiamati ad una sosta prolungata a Brescia – non sarebbero state troppo impattanti, ove rapportate ad una prova che non poteva obbedire ai canoni di linearità, buon andamento ed imparzialità nella selezione dei candidati“.
Le conseguenze di un concorso illegittimo: il diritto allo studio si riespande, ammessi tutti i ricorrenti.
“Quanto all’effetto di questa statuizione, il Collegio rileva (condividendo sul punto le considerazioni sviluppate da T.A.R. Campania Napoli, sez. IV – 28/10/2011 n. 5051) che la conseguenza di ritenere irregolare la prova concorsuale implicherebbe potenzialmente l’annullamento delle graduatorie e porterebbe alla conseguenza di travolgere la posizione di soggetti utilmente collocati in graduatoria, con grave “vulnus” del principio di affidamento e di certezza degli atti dell’amministrazione. Al contrario più ragionevole appare l’opzione (conforme al giudicato cautelare) di accogliere il gravame limitatamente alla posizione dei ricorrenti, con la loro iscrizione in soprannumero, senza alcun effetto sulla posizione degli altri candidati utilmente collocati in graduatoria. Si ritiene dunque di aderire all’orientamento già espresso con la sentenza del T.A.R. Toscana (sez. I – 27/6/2011 n. 1105), nella quale è stata ritenuta impraticabile la soluzione dell’annullamento integrale della prova, che non soddisferebbe se non in limitatissima parte le pretese di parte ricorrente e avrebbe pesantissimi effetti pratici, di cui non si può non tenere conto, “per evitare che il rimedio ad una ingiustizia si traduca in una generalizzata e ben più grave ingiustizia (sostanziale azzeramento del primo anno del corso di laurea in questione per tutti i partecipanti, compresi quelli che si sono utilmente e meritatamente collocati in graduatoria)”. La soluzione più congrua (condivisa anche da T.A.R. Sicilia Palermo, sez. I – 28/2/2012 n. 457), in un’ottica di attento bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti, è quella dell’ammissione in soprannumero, dovendosi condividere l’affermazione fatta nella sentenza citata del T.A.R. Toscana, secondo la quale, pur essendo vero che “a fronte di una pluralità di ricorsi, (si) può concedere ad alcuni candidati un beneficio eccessivo rispetto alla lesione effettivamente subita e non corrispondente ai loro reali meriti; tuttavia, posto che non è rinvenibile nessuna soluzione priva di controindicazioni, quella accolta dal Tribunale appare più idonea delle altre a contemperare i diversi interessi in gioco e, soprattutto, ad evitare (nella logica della massima riduzione del danno) il rischio di provocare gli ingiusti pregiudizi prospettati con riferimento alle (altre) ipotesi”.
T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. II, 16 luglio 2012, n. 1352
Pubblico concorso a quiz: cosa succede in caso di rinvenimento di domande errate durante la prova?ultima modifica: 2012-07-28T10:19:39+02:00da avvsantidelia
28 luglio 2012 avvsantidelia	Posted in Concorsi pubblici, Corsi di laurea a numero chiuso, Diritto scolastico, Processo Amministrativo, Università	Post Permalink
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