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Timestamp: 2018-10-21 01:27:29+00:00
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Relatore ALMA Marco Mari
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Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 8 febbraio 2017, n. 5806
In presenza di un processo “principale” all'esito del quale i giudici dispongono la confisca di un bene, sarebbe irrazionale considerare la possibilità che un terzo sia legittimato a instaurare un [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-03-09T13:49:49+00:009 marzo 2017|Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 2 febbraio 2017, n. 4951
L'uso di una scrittura privata falsa non è previsto più dalla legge come reato. Suprema Corte di Cassazione sezione II penale sentenza 2 febbraio 2017, n. 4951 REPUBBLICA ITALIANA IN [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-03-06T14:16:17+00:006 marzo 2017|Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 21 dicembre 2016, n. 54281
Ai fini dell’accertamento dell’elemento psicologico del soggetto agente, essendo la volontà ed i moti dell’anima interni al soggetto, essi non sono dall’interprete desumibili che attraverso le loro manifestazioni, ossia attraverso [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-01-09T19:17:18+00:009 gennaio 2017|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 24 ottobre 2016, n.44659
Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, anche i "disturbi della personalità", che non sempre sono inquadrabili nel ristretto novero delle malattie mentali, possono rientrare nel [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-10-31T13:50:58+00:0031 ottobre 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II penale, sentenza 11 luglio 2016, n. 28767
Nell’ipotesi di truffa contrattuale il reato si consuma nel momento in cui si realizza l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente e la definitiva perdita dello stesso da parte del [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-07-13T17:25:04+00:0013 luglio 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-02-10T14:38:23+00:0010 febbraio 2016|Cassazione penale 2016, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 5 ottobre 2015, n. 39890. L’elemento che differenzia il delitto di truffa aggravata dall’avere ingenerato un timore immaginario da quello di rapina con minaccia consiste nella diversa prospettazione del danno ingiusto alla vittima. Nel caso della truffa esso è rappresentato come eventuale e mai proveniente dall’agente, nemmeno indirettamente. Nella fattispecie di rapina, invece, il male ingiusto è prospettato come certo e sicuro, ad opera del soggetto attivo. Nel primo caso l’offeso agisce perché versa in errore, mentre nel secondo caso esso è posto di fronte all’alternativa di subire lo spossessamento o il danno minacciato
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE II SENTENZA 5 ottobre 2015, n.39890 Ritenuto in fatto Con sentenza in data 15/10/2014 la Corte di Appello di Cagliari, in parziale riforma della [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-10-13T16:11:51+00:0013 ottobre 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di cassazione, sezione II, sentenza 7 luglio 2015, n. 28804. È insolvenza fraudolenta uscire dall’autostrada dalla corsia Viacard per non pagare
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 7 luglio 2015, n. 28804 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-31T18:34:25+00:0031 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Codice della strada, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 16 giugno 2015, n. 25012. In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, il provvedimento cautelare puo’ interessare indifferentemente ciascuno dei concorrenti anche per l’intera entita’ del profitto accertato
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 16 giugno 2015, n. 25012 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-27T13:38:40+00:0027 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 1 luglio 2015, n. 27806. Di fronte alla sistematica violazione delle regole sull’invio di denaro all’estero da parte dei gestori di una agenzia di Money transfer tra i «reati fine» può essere contestato anche il «riciclaggio» con la conseguente applicazione della misura del sequestro preventivo di beni titoli e denaro nella disponibilità degli indagati
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 1 luglio 2015, n. 27806 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA PENALE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-20T14:47:03+00:0020 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 7 luglio 2015, n. 28847. Non integra il delitto di commercio di prodotti con segni falsi colui che ponga in vendita ricambi per auto non originali sui quali sia stato riprodotto, quale elemento estetico presente sul componente originale, il marchio del costruttore del veicolo. Il marchio riprodotto sulle componenti dell’automobile assume una duplice portata: ha una funzione identificativa per quanto riguarda il bene complesso, mentre svolge una funzione solamente estetico-descrittiva con riferimento al ricambio; ne consegue che, per poter essere penalmente sanzionabile, l’uso del marchio altrui deve essere idoneo ad ingenerare errore in relazione all’oggetto che il marchio identifica. Perciò, sarebbe penalmente sanzionabile l’imprenditore che apponesse sulle proprie automobili il marchio di un altro costruttore, perché così farebbe credere ai terzi che quel bene proviene da un altro produttore
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 7 luglio 2015, n. 28847 Ritenuto in fatto Con ordinanza in data 11/12/2014 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-13T12:12:04+00:0013 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 2 luglio 2015, n. 28088. Il delitto di violenza privata ha carattere generico e sussidiario e resta escluso, in base al principio di specialità, qualora sussista il fine di procurarsi un ingiusto profitto (dolo specifico) che rende configurabile una ipotesi delittuosa più grave, quale quella di rapina. Nel delitto di rapina il profitto può concretarsi in qualsiasi utilità, anche solo morale, nonché in qualsiasi soddisfazione o godimento che l’agente si riprometta di ritrarre, anche non immediatamente, dalla propria azione, purché questa sia attuata impossessandosi con violenza o minaccia della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene. Nel caso di specie, nel momento in cui la sottrazione delle chiavi era chiaramente e logicamente finalizzata a consentire agli autori dell’azione di trarre l’ulteriore utilità di evadere dal carcere è di tutta evidenza che il reato configurabile – e correttamente ritenuto configurato dalla Corte di Appello – è quello di cui all’art. 628 cod. pen. e non certo quello di cui all’art. 610 cod. pen. Ai fini penalistici nella nozione di patrimonio sono comprese anche quelle cose che, pur prive di reale valore di scambio, abbiano comunque un’importanza per il soggetto che le possiede, nel senso che tale soggetto abbia un interesse a possederle. Onde risponde della figura delittuosa di cui all’art. 628 cod. pen. il detenuto che, per procurare a se o ad altri un ingiusto profitto, sottragga ad un agente di custodia con violenza o minaccia le chiavi delle celle
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 2 luglio 2015, n. 28088 Ritenuto in fatto Con sentenza in data 6/3/2014 la Corte di Appello di Trieste ha confermato la sentenza [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-07-07T11:51:58+00:007 luglio 2015|Cassazione penale 2015, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti