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Timestamp: 2016-10-24 23:38:32+00:00
Document Index: 14317235

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 18', 'art. 11', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 1']

⭐SCHEDA NR.03 Valutazione di impatto ambientale
SCHEDA NR.03 Valutazione di impatto ambientale
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Renzo Barbieri
1 SCHEDA NR.03 Valutazione di impatto ambientale Soggetti richiedenti / Ambito di applicazione I proponenti (committente privato o Amministrazione pubblica) di progetti che, potendo avere un effetto rilevante sull ambiente, devono essere sottoposti a Valutazione d Impatto Ambientale (VIA). Attraverso la VIA devono essere identificati, descritti e valutati gli effetti diretti ed indiretti, secondari, cumulativi, a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e negativi del progetto sull ambiente. La VIA individua, descrive e valuta, in via preventiva, per ciascun caso particolare gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori: l uomo, la fauna e la flora; il suolo, l acqua, l aria, il clima e il paesaggio; i beni materiali ed il patrimonio culturale; l interazione tra i fattori di cui sopra. Progetti sottoposti a verifica e VIA Nella procedura di valutazione di impatto ambientale si distinguono: a) la fase di valutazione (VIA), finalizzata all'analisi dello studio di impatto ambientale ed alla successiva espressione del giudizio di compatibilità ambientale; b) la fase di verifica (screening), finalizzata a determinare se il progetto debba o meno essere sottoposto alla successiva fase di valutazione. La Regione è l autorità competente in via generale per le procedure di VIA e verifica. La procedura di verifica si applica ai progetti indicati nell allegato B del D.P.R. 12/04/96 (vedi allegato 2). La procedura VIA si applica: 1. ai progetti indicati nell Allegato A del D.P.R. 12/04/96 (vedi allegato 1); 2. ai progetti indicati nell Allegato B del D.P.R. 12/04/96 che ricadono, anche parzialmente, all interno delle aree naturali protette come definite dalla L. 6/12/91, n. 394 (legge quadro sulle aree protette); 3. ai progetti di ricerca e coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma (art. 35 del D.Lgs. 31/03/98, n. 112); 4. i progetti di opere o interventi elencati nell'allegato B non ricadenti in aree naturali protette, ma sottoposti a valutazione a seguito della fase di verifica; 5. gli interventi di ampliamento di opere esistenti, rientranti in quelle comprese negli allegati A e B, per aumenti delle superfici o dei volumi superiori alla misura del 30%. Sono sottoposti alla fase di verifica: a) i progetti di cui all'allegato B se non ricadenti in aree naturali protette; b) gli interventi di ampliamento di opere esistenti, rientranti in quelle comprese negli allegati A e B, per aumenti delle superfici e dei volumi, fino alla misura del 30%. Sono soggetti a procedura di VIA e di verifica anche i progetti riguardanti modifiche ad interventi ed opere, qualora da tali progetti derivi un intervento od opera con caratteristiche e dimensioni tra quelli previsti in uno dei punti precedenti. Per i progetti di opere o interventi sottoposti alla fase di valutazione il proponente ha facoltà di chiedere alla Regione l'effettuazione di una fase preliminare finalizzata alla definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale (SCOPING). Sono esclusi dalla procedura di VIA gli interventi disposti in via d'emergenza per la2 salvaguardia dell'incolumità delle persone o a seguito di dichiarazioni di uno stato di emergenza ai sensi dell'art. 5 della L. 24 febbraio 1992, n Procedimento / Adempimenti Per i progetti sottoposti alla fase di verifica la Regione decide se dare corso alla fase di valutazione. Nel caso di opere rientranti negli allegati A e B, la cui realizzazione è prevista in più fasi funzionalmente connesse, il proponente è tenuto a presentare all'ufficio Compatibilità Ambientale del Dipartimento regionale Ambiente e Territorio una apposita richiesta di pronuncia corredata dai seguenti documenti in triplice copia (art. 13, comma 1 L.R. 47/98): a) elaborati di progetto con livello tecnico di approfondimento sufficiente a indicare i parametri dimensionali e strutturali dell'opera, completi di cartografia tematica di descrizione del sito e dell'area circostante; b) relazione sui rapporti dell'opera con la normativa ambientale vigente, i piani ed i programmi, nonché l'elenco degli atti autorizzativi necessari per la realizzazione del progetto e delle soluzioni alternative prese in considerazione; c) relazione sui possibili effetti ambientali, derivanti dalla realizzazione del progetto proposto, da redigersi sulla base di un'analisi delle componenti ambientali potenzialmente interessate, e descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e, se possibile, compensare gli effetti negativi del progetto sull'ambiente. Una copia degli elaborati di cui sopra è depositata presso l'ufficio Compatibilità Ambientale a disposizione del pubblico. Gli studi di impatto ambientale devono essere redatti da professionisti abilitati. Fase di valutazione e giudizio di compatibilità ambientale Chiunque intenda realizzare un'opera sottoposta ai sensi della L.R. 47/98 alla fase di valutazione, di cui all art. 4 comma 1 della medesima legge, è tenuto a presentare presso l'ufficio Compatibilità Ambientale apposita domanda di pronuncia di compatibilità ambientale, corredata dai seguenti documenti in triplice copia: I) studio d'impatto ambientale (S.I.A.) articolato secondo i quadri di riferimento di cui all'allegato C della L.R. 47/98 (vedi allegato 3); II) elaborati di progetto con livello di approfondimento tecnico sufficiente ad individuare compiutamente i lavori da realizzare e contenere tutti gli elementi necessari per il rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni; III) sintesi non tecnica destinata a fornire un quadro riepilogativo dello studio di impatto ambientale. Tale elaborato dovrà comunque contenere una cartografia con ubicazione dell'opera e dovrà essere redatto con modalità tali da consentire un'agevole comprensione da parte del pubblico ed una facile riproduzione; IV) supporto magnetico contenente la sintesi non tecnica e le coordinate in formato U.T.M., per le opere a sviluppo lineare (acquedotti, strade, oleodotti, ecc.) le coordinate, in formato U.T.M., dovranno essere espresse con intervalli non superiori a 200 metri. L'esattezza degli allegati è attestata da apposita dichiarazione giurata dai redattori dello studio di impatto ambientale. Per le opere soggette alla fase di valutazione, il giudizio di compatibilità ambientale spetta alla Giunta regionale che si esprime, visto il parere del Comitato tecnico regionale per l'ambiente (C.T.R.A.), con atto definitivo che considera le eventuali osservazioni proposte e allegazioni presentate ai sensi degli artt. 8, 9 e 10 della L.R. 47/98, esprimendosi sulle stesse. Il giudizio di cui sopra è espresso entro 150 giorni dall'avvio del procedimento di VIA.3 Pubblicazione dello studio e inizio della procedura A cura e spese del soggetto promotore dell'opera soggetta a VIA, viene data notizia dell'avvenuto deposito dello studio d'impatto ambientale, mediante inserzione nell'albo Pretorio del Comune o dei Comuni territorialmente interessati e su un quotidiano a diffusione regionale di un annuncio contenente l'indicazione dell'opera, la sua localizzazione e la sommaria descrizione del progetto. Il proponente integra i documenti di cui ai precedenti punti I, II, III e IV con la documentazione attestante l'avvenuta pubblicazione dello studio, l'avvenuto deposito presso le Amministrazioni provinciali e comunali di una copia dei documenti di cui all art. 5 comma 1 della L.R. 47/98 e, per le opere interessate, l'avvenuto avvio delle procedure di cui all art. 18 (progetti assoggettati contemporaneamente alla procedura di VIA ed a pareri/autorizzazioni/nulla-osta in materia di emissioni in atmosfera, rifiuti e cave e bellezze paesaggistiche). Il procedimento di istruttoria per opere soggette a V.I.A. si intende avviato dalla data di presentazione all'ufficio Compatibilità Ambientale dell'integrazione descritta. La Giunta regionale valuta positivamente l'impatto ambientale quando sussistono le seguenti condizioni: a) il progetto risulti globalmente compatibile con le finalità della presente legge, con particolare riguardo alle esigenze di prevenzione e tutela igienico-sanitaria, di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, di salvaguardia delle aree che presentano particolari fragilità dal lato geologico ed idrogeologico; b) la realizzazione del progetto sia conforme agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti. Iter procedurale L'istruttoria sullo studio d'impatto ambientale è condotta dall'ufficio Compatibilità Ambientale entro 60 giorni dall'inizio del procedimento di VIA. Entro 60 giorni dal termine di cui sopra il C.T.R.A. esprime parere sull'impatto ambientale dell'opera proposta. Entro 30 giorni dall'espressione del parere da parte del C.T.R.A. la Giunta regionale emette il provvedimento definitivo. Nel caso di provvedimenti complessi relativi ad opere che richiedono particolari approfondimenti, indagini o pubbliche audizioni i termini previsti possono essere prolungati per non oltre 60 giorni con atto del Dirigente dell'ufficio Compatibilità Ambientale. Il suddetto Ufficio può richiedere al proponente integrazioni alla documentazione presentata, con l'indicazione di un congruo tempo per la risposta. Anche il proponente può, di propria iniziativa, fornire integrazioni alla documentazione presentata. Se le integrazioni sono giudicate di rilevante interesse per il pubblico, l'ufficio può richiedere che ne venga data conoscenza secondo le modalità di cui all'art. 11 (vedi paragrafo Pubblicazione dello studio e inizio della procedura). Nel caso in cui il proponente non ottemperi, non si procede all'ulteriore corso della valutazione. Il periodo di efficacia temporale del giudizio positivo di compatibilità ambientale per ogni opera o iniziativa è stabilito dalla Giunta regionale su proposta del C.T.R.A. e può essere, su richiesta del proponente, prorogato con apposito provvedimento motivato. L'autorizzazione alla realizzazione di ogni opera o iniziativa soggetta a V.I.A. è subordinata all'esito positivo del giudizio di compatibilità ambientale. Pareri Il proponente è tenuto a depositare presso le Amministrazioni provinciali e comunali territorialmente interessate alla realizzazione delle opere soggette a V.I.A. una copia dei documenti di cui ai precedenti punti I, II, III e IV. Entro il termine perentorio di 60 giorni le Amministrazioni provinciali e comunali trasmettono il loro parere sull'opera proposta all'ufficio Compatibilità Ambientale. Trascorso tale termine il parere si intende espresso4 positivamente. Istanze del pubblico Gli Enti, le associazioni, i comitati rappresentanti di categoria o di interessi collettivi, le associazioni di protezione ambientale, i cittadini, singoli od associati, interessati all'opera, possono presentare all'ufficio Compatibilità Ambientale osservazioni, istanze, pareri entro 45 giorni dall'avvio del procedimento di VIA. Una copia degli elaborati presentati per la VIA è depositata presso l'ufficio a disposizione del pubblico. Il Dirigente generale del Dipartimento Ambiente e Territorio, sentito l'ufficio Compatibilità Ambientale, secondo l'importanza dell'opera, promuove consultazioni e udienze conoscitive con soggetti, istituzioni e associazioni interessate o che hanno presentato osservazioni al fine di informare, acquisire elementi di conoscenze, indicare misure di mitigazione e controllo. Il soggetto proponente può chiedere all'ufficio di convocare uno specifico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato pareri o osservazioni. Il verbale del contraddittorio è acquisito e valutato ai fini del giudizio di compatibilità ambientale. Quando il soggetto proponente intende uniformare il progetto, in tutto o in parte, ai pareri o osservazioni, ovvero ai rilievi emersi nel corso dell'audizione pubblica, delle consultazioni o del contraddittorio, ne fa richiesta all'ufficio Compatibilità Ambientale, indicando il tempo necessario. La richiesta interrompe il termine della procedura che riprende il suo corso con il deposito del progetto modificato. Scoping Per i progetti sottoposti alla fase di valutazione, è facoltà del proponente richiedere, all'ufficio Compatibilità Ambientale, l'avvio di una fase preliminare volta a stabilire, nell'ambito di quanto compreso nell'allegato C della L.R. 47/98 ed in relazione alle caratteristiche del progetto e delle componenti ambientali che possono subire un pregiudizio, le informazioni che devono maggiormente caratterizzare lo studio di impatto ambientale ed il loro grado di approfondimento. Per l'avvio di questa fase il proponente presenta un'apposita istanza corredata da: a) elaborati di progetto sufficienti ad indicare i parametri dimensionali e strutturali dell'opera; b) relazione che, sulla base degli impatti ambientali attesi, definisce il piano di lavoro per la redazione dello studio d'impatto ambientale. L'Ufficio esprime il proprio parere entro il termine di 60 giorni dalla presentazione dell'istanza, trascorso tale termine il proponente può comunque presentare lo studio d'impatto Ambientale prescindendo da tale parere. Il parere emesso in questa fase non osta ad ulteriori richieste di informazioni nel corso delle fasi di valutazione. Fase di verifica (screening) Chiunque intenda realizzare un'opera sottoposta alla fase di verifica è tenuto a presentare all Ufficio Compatibilità Ambientale, apposita richiesta di pronuncia corredata dai seguenti documenti in triplice copia: a) elaborati di progetto con livello tecnico di approfondimento sufficiente a indicare i parametri dimensionali e strutturali dell'opera, completi di cartografia tematica di descrizione del sito e dell'area circostante; b) relazione sui rapporti dell'opera con la normativa ambientale vigente, i piani ed i programmi, nonché l'elenco degli atti autorizzativi necessari per la realizzazione del progetto e delle soluzioni alternative prese in considerazione; c) relazione sui possibili effetti ambientali, derivanti dalla realizzazione del progetto proposto, da redigersi sulla base di un'analisi delle componenti ambientali5 potenzialmente interessate, e descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e, se possibile, compensare gli effetti negativi del progetto sull'ambiente. Una copia degli elaborati di cui sopra è depositata presso l'ufficio Compatibilità Ambientale a disposizione dei pubblico. Il proponente di un'opera sottoposta alla fase di verifica è tenuto a depositare presso le Amministrazioni comunali territorialmente interessate alla realizzazione dell'opera una copia dei documenti di cui ai precedente punti a), b) e c), e di dare notizia dell'avvenuto deposito presso la Regione mediante inserzione nell'albo pretorio del Comune o dei Comuni interessati di un annuncio contenente l'indicazione dell'opera, la sua localizzazione ed una sommaria descrizione del progetto. L'istruttoria ha avvio con l'integrazione da parte del proponente della documentazione attestante l'avvenuto deposito presso le Amministrazioni comunali interessate e l'avvenuta pubblicazione all Albo pretorio. Il pubblico interessato può far pervenire osservazioni, istanze, pareri entro 30 giorni dall'avvio del procedimento. Le Amministrazioni comunali interessate esprimono il proprio parere entro 30 giorni dal deposito, trascorsi i quali il parere si intende acquisito positivamente. L'Ufficio Compatibilità Ambientale entro 60 giorni dall'avvio della procedura si pronuncia sulla necessità di sottoporre il progetto alla fase di valutazione. Trascorso il termine suddetto, in mancanza del pronunciamento da parte dell'ufficio, il progetto si intende sottoposto alla fase di valutazione. L'Ufficio Compatibilità Ambientale può subordinare la decisione di esclusione dalla VIA indicando eventuali prescrizioni o adempimenti da adottare da parte del richiedente. Presso l'amministrazione regionale è istituito un registro, disponibile per la consultazione del pubblico, contenente l'elenco dei progetti sottoposti a verifica unitamente al relativo esito. Il parere dell Ufficio viene espresso tenendo conto delle osservazioni pervenute, e l'esclusione dalla procedura di VIA viene valutata positivamente quando la realizzazione del progetto è conforme agli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti ed i principali effetti sono compatibili con le esigenze di tutela igienico-sanitaria e di salvaguardia dell'ambiente. Il proponente di un opera, sottoposta ai sensi della presente legge alla fase di verifica, può, di propria iniziativa, attivare direttamente la fase di valutazione. Progetti complessi Per i progetti sottoposti alla procedura di VIA, e contemporaneamente assoggettati a pareri o autorizzazioni o nulla osta da esprimersi in materia di emissioni in atmosfera, rifiuti e cave e bellezze paesaggistiche, la Regione si esprime con unico atto deliberativo a conclusione della fase di valutazione nell'ambito del giudizio di compatibilità ambientale di cui all art. 6 della L.R. 47/98. A tal fine i soggetti proponenti, contemporaneamente all'avvio della procedura di VIA, depositano presso gli Uffici regionali competenti la documentazione richiesta per l'avvio dei relativi procedimenti. Gli uffici interessati entro i successivi 90 giorni completano l'istruttoria, sentiti i rispettivi organismi tecnici. Per i progetti qui descritti, il C.T.R.A. viene convocato non prima di 90 giorni dall'inizio del procedimento, ed esprime il proprio parere entro i successivi 30 giorni. Per tali progetti il C.T.R.A., anche sulla base dell'istruttoria compiuta dagli uffici regionali competenti, si esprime con un unico parere sia in ordine alla compatibilità ambientale sia in ordine al rispetto delle norme per le altre materie indicate sopra.6 Scadenze e rinnovi Scadenza: Nessuna Validità: 2 anni, a partire dalla notifica della determinazione dirigenziale o della Deliberazione G.R., per l avvio dei lavori. Rinnovi: Nessuno, tranne nel caso che da rifacimenti totali o parziali dell opera ne derivi una con caratteristiche sostanzialmente diverse da quella iniziale. Oneri Contestualmente alla presentazione della domanda di compatibilità ambientale il proponente provvede, a proprio carico, alle seguenti misure di pubblicità: deposito presso gli uffici VIA del progetto dell opera, dello studio di impatto ambientale e di una sintesi non tecnica, per la consultazione da parte del pubblico; diffusione di un annuncio su un quotidiano provinciale o regionale secondo quanto previsto dalla circolare del Ministero dell Ambiente 11 agosto Sanzioni L'Ufficio regionale competente, anche con il supporto dell'arpab, vigila sulla puntuale osservanza del contenuto e delle prescrizioni dei provvedimenti adottati in base alla L.R. 47/98. Qualora durante la realizzazione e l'esercizio di opere o iniziative vengano accertate violazioni alle disposizioni della medesima legge regionale o ai contenuti ed alle prescrizioni dei procedimenti in base ad essa adottati, il Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'ufficio Compatibilità Ambientale, ordina l'adeguamento dell'opera o delle modalità di esercizio, dell'opera medesima; dispone, altresì, ove necessario, la sospensione dei lavori o l'interruzione dell'esercizio. Nei casi di cui sopra la ripresa dei lavori o dell'esercizio è subordinata al giudizio favorevole del C.T.R.A.; in caso di parere negativo il Presidente della Giunta regionale ordina il ripristino dello stato dei luoghi o, in alternativa, l'adozione delle misure necessarie per la rimozione delle conseguenze negative sull'ambiente prodotte dalle violazioni medesime. Principale normativa di riferimento Normativa comunitaria: La Direttiva 337/85/CEE è il principale riferimento normativo per la VIA di progetti pubblici e privati. La Direttiva comprende due importanti allegati: l Allegato I e l Allegato II. Allegato I: Elenca le opere per le quali la VIA è obbligatoria. Allegato II: Elenca quei progetti per i quali gli Stati membri devono stabilire criteri e soglie per indicare quali categorie progettuali devono essere sottoposte alla procedura. La Direttiva 97/11/CE modifica la Direttiva 337/85 ampliando gli elenchi dei progetti da sottoporre a VIA e disciplina la partecipazione dei cittadini alla procedura.7 Allegato I: le opere passano da 9 a 20 Allegato II: introduce una selezione preliminare, lasciando agli Stati membri la libertà di optare o per un criterio automatico basato su soglie dimensionali oltre le quali scatta la procedura, o un esame caso per caso dei progetti. Normativa nazionale: L Italia recepisce la normativa comunitaria con il D.P.C.M. n. 377/88 in base al quale vengono sottoposti a VIA solo i progetti di cui all Allegato I mentre non si fa cenno alcuno ai progetti di cui all Allegato II. Nel D.P.C.M. 27/12/88, successivamente modificato e integrato (per talune categorie di opere) dal D.P.R. 2 settembre 1999, n. 348 sono specificate le norme tecniche per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale e la formulazione dei giudizi di compatibilità. Il D.P.R. 12/4/96 definisce i criteri e gli indirizzi cui dovranno conformarsi le Regioni per l adozione delle proprie leggi regionali in materia di VIA, viene conferito così alle Regioni ed alle province autonome il compito di attuare la Direttiva 337/85/CEE per tutte quelle categorie di opere, elencate in due allegati, A e B, non comprese nella normativa statale, ma previste dalla direttiva comunitaria. Il D.P.C.M. 3 settembre 1999 modifica gli allegati A e B del DPR 12 aprile 1996 introducendo 12 nuove categorie di opere. Normativa regionale: L.R. 14 dicembre 1998, n. 47, Disciplina della valutazione di impatto ambientale e norme per la tutela dell'ambiente. L.R. 8 marzo 1999, n. 7, Conferimento di funzioni e compiti amministrativi al sistema delle autonomie locali e funzionali in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n Note: Evoluzione normativa. La Direttiva 97/11/CEE nel modificare la Direttiva 337/85/CEE sulla VIA ha specificato che gli Stati membri possono prevedere una procedura unica per soddisfare i requisiti della VIA e dell IPPC (Prevenzione e Riduzione Integrate dell Inquinamento, direttiva 96/61/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 372/99). Vi sono molte analogie tra VIA e IPPC anche se la disciplina comunitaria dell IPPC prescrive la necessità di una autorizzazione integrata prima che l impianto funzioni e non prima che sia costruito come è invece nel caso della VIA. La proposta di legge quadro nazionale sulla VIA prevede il recepimento congiunto delle Direttive VIA e ICCP per gli impianti nuovi (quelli esistenti sono disciplinati dal D.Lgs. 372/99), disponendo che il provvedimento di VIA costituisce anche autorizzazione ambientale integrata, comprensiva, e quindi sostitutiva, di tutte le autorizzazioni e i pareri necessari in materia ambientale, anche di competenza delle Regioni e degli Enti locali. (vedi Adempimenti) Tempistica Endoprocedimenti Uffici e/o Servizi comunali Ufficio Protocollo e flussi documentali;8 S.U.A.P.; Ufficio Ambiente; Ufficio Urbanistica ; Enti terzi Regione (procedimenti ambientali, di igiene e sicurezza) Dipartimenti Regionali; Azienda Sanitaria U.S.L.; A.R.P.A.B.; Ministero Ambiente; Provincia. Concetti e definizioni Amministrazioni interessate Sono individuati quali enti interessati alla procedura di valutazione di impatto ambientale: le province, i comuni e le comunità montane nel cui territorio ricadono l'opera progettata e gli impianti connessi; gli enti gestori di aree protette, nel caso in cui le opere progettate e gli impianti connessi ricadano anche solo parzialmente nel territorio di loro competenza; i soggetti pubblici cui compete il rilascio di atti autorizzatori, concessori, nulla-osta o di assenso, comunque denominati, da acquisire per la realizzazione dell'opera progettata e degli impianti connessi. Associazioni interessate Gli enti, le associazioni, ed in particolare le associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell art. 13 della L. 8 luglio 1986, n. 349, i comitati esponenziali di categorie o interessi collettivi, interessati dalla realizzazione del progetto. Informazione del pubblico L informazione del pubblico è disciplinata dall art. 6 L. n. 349 del 8/07/86 G. U. n. 201 del 29/08/89. L annuncio dell avvenuta comunicazione dei progetti alla Regione, al Ministero dell Ambiente e al Ministero dei Beni Culturali e Ambientali deve essere pubblicato, a cura del committente, sul quotidiano più diffuso nella Regione territorialmente interessata, nonché su un quotidiano a diffusione nazionale. La decisione con l emanazione del decreto di compatibilità ambientale del Ministro dell Ambiente di concerto con il Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e sui quotidiani a cura del proponente. Impatto ambientale L insieme degli effetti rilevanti, diretti ed indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli e cumulativi, positivi e negativi, che progetti, pubblici o privati, hanno sull ambiente inteso come insieme complesso di sistemi naturali e umani. Procedura di valutazione dell impatto ambientale Può essere definita come insieme di: dati tecnico-scientifici sullo stato, sulla struttura e sul funzionamento dell ambiente; dati sulle caratteristiche economiche e tecnologiche dei progetti in esame; previsioni sul comportamento dell ambiente, a livello di tutte le possibili interazioni tra progetto e singole componenti ambientali; procedure tecnico-amministrative;9 istanze partecipative e decisionali. Proponente Il committente o l autorità proponente, cioè rispettivamente il soggetto privato o pubblico che predispone le iniziative relative ad un progetto da sottoporre alle procedure disciplinate dalla legge di VIA. Progetto Gli elaborati tecnici, preliminari, definitivi o esecutivi, concernenti la realizzazione di impianti, opere o interventi, compresi quelli destinati allo sfruttamento delle risorse naturali. Nel caso di impianti, opere o interventi pubblici, per progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo si intende quanto definito rispettivamente nei commi 3, 4 e 5 dell art. 16 della L. 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni ed integrazioni. Scoping Definizione dei contenuti del SIA: fase preliminare volta a definire, in contraddittorio tra autorità competente e proponente, le informazioni che devono essere fornite nel SIA. Screening Procedura di verifica: procedura preliminare volta a definire se il progetto deve essere assoggettato alla ulteriore procedura di VIA. Soglia dimensionale Il limite quantitativo o qualitativo oltre il quale i progetti sono assoggettati alle procedure disciplinate dalla legge. Soggetto Interessato Ogni soggetto portatore di un interesse inerente la realizzazione del progetto. Studio di Impatto Ambientale (SIA) Studio tecnico-scientifico degli impatti ambientali di un progetto. Tiering Processo di informazione e consultazione che dovrà essere esteso a tutte le autorità eventualmente interessate e competenti, nonché agli altri Stati membri interessati. Allegato 1 Elenco delle tipologie progettuali sottoposte alla fase di valutazione Soglia in aree naturali protette 1. Impianti destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonché concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici; () 2. Recupero di suoli dal mare per una superficie che superi i 200 ha 100 ha 3. Utilizzo non energetico di acque superficiali nei casi in cui la 500 l/sec10 derivazione superi i litri al minuto secondo e di acque sotterranee comprese acque minerali e termali, nei casi in cui la derivazione superi i 100 litri al minuto secondo 50 l/sec 4. Impianti per l'allevamento intensivo di pollame, conigli o di suini con più di: posti pollame posti pollame posti coniglio posti coniglio posti suini da posti suini da produzione o 750 posti scrofe produzione o 350 posti scrofe 5. Impianti industriali destinati: alla fabbricazione di pasta per carta a partire dal legno o - da altre materie fibrose; () alla fabbricazione di carta e cartoni con capacità di - produzione superiore a 20 t/giorno 10 t/giorno 6. Trattamento di prodotti intermedi e fabbricazione di prodotti chimici, produzione di antiparassitari, di inchiostri da stampa, per una capacità superiore alle t/anno di materie prime lavorate t/anno 7. Produzione di pesticidi, prodotti farmaceutici, pitture e vernici, elastomeri e perossidi, per insediamenti produttivi di capacità superiore alle t/anno di materie prime lavorate t/anno 8. Stoccaggio di prodotti chimici pericolosi, ai sensi della legge 29 maggio 1974, n. 256 e successive modificazioni, con capacità complessiva superiore a tonnellate t 9. Impianti per la concia del cuoio e del pellame qualora la capacità superi le 12 tonnellate di prodotto finito al giorno 6 t/giorno 10. Porti turistici e da diporto quando lo specchio d'acqua è superiore a 10 ha o le aree esterne interessate superano i 5 ha, oppure i moli sono di lunghezza superiore a ha 2.5 ha11 metri 250 mt. 11. Impianti di smaltimento mediante le operazioni di cui all'all. B (ad esclusione dei punti D13, D14 e D15) del D.Lgs. n. 22/1997 di rifiuti pericolosi come definite nell'all. D del D.Lgs. n. 22/1997 () 12. Discariche di rifiuti urbani ed assimilabili con una capacità complessiva superiore a mc. (attività prevista dal D.Lgs. n. 22/1997 All. B punti D1 e D5) mc. 13. Discariche di rifiuti speciali non pericolosi, ad esclusione delle discariche per inerti, con capacità sino a mc (attività prevista dal D.Lgs. n. 22/1997 All. B punti D1 e D5) mc. 14. Centri di stoccaggio provvisorio dei rifiuti speciali con potenzialità superiore a mc. (operazioni di cui all'all. B del D.Lgs. n. 22/1997, punto D15) mc. 15. Opere per il trasferimento di risorse idriche tra i bacini imbriferi inteso a prevenire una eventuale penuria di acqua, per un volume di acque trasferite superiore a 100 milioni di metri cubi all'anno, fatto salvo quanto riservato alla competenza statale con L. n. 36/1994 art. 17. Sono esclusi i trasferimenti di acqua potabile convogliata in tubazioni 50 milioni di mc/anno 16 In tutti gli altri casi, opere per il trasferimento di risorse idriche tra i bacini imbriferi con una erogazione media pluriennale del bacino in questione superiore a milioni di metri cubi all'anno e per un volume di acque trasferite superiori al 5% di detta erogazione. Sono esclusi i trasferimenti di acqua potabile convogliata in tubazioni milioni di mc./anno 2.5% di volume trasferito 17 Impianti di trattamento acque reflue con potenzialità superiore a abitanti equivalenti definiti nell'art. 2, punto 6 della direttiva 91/271/CEE abitanti equivalenti 18. Cave e torbiere con più di mc. di materiale estratto o di un'area interessata superiore a 20 ha mc. 10 ha 19. Dighe ed altri impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo 5 mt. Vedere altro
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