Source: http://guidaassocaaf2017.voloweb.it/guida.php?pagina=0
Timestamp: 2017-03-30 12:36:41+00:00
Document Index: 149556263

Matched Legal Cases: ['art.50', 'art.50', 'art.4', 'art.5', 'art.2', 'art.13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 19', 'art. 4']

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GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MODELLO 730/2017.
La guida è un pratico strumento interattivo per l'utente, cliccando su ogni casella appare la descrizione del campo e le istruzioni per la corretta compilazione. Per una facile navigazione, è possibile spostare liberamente la finestra popup.
IL 730 PRECOMPILATO.
Anche quest’anno sarà possibile presentare il 730 direttamente in via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, che renderà disponibile dal 15 aprile una dichiarazione precompilata. Per l’anno 2017 il 730 precompilato conterrà:
i dati del modello CU, che viene inviato in via telematica all’Agenzia delle entrate dai sostituti d’imposta (il reddito di lavoro dipendente, le ritenute Irpef, le trattenute di addizionale regionale e comunale, i compensi di lavoro autonomo occasionale e i dati dei familiari a carico);
gli oneri deducibili o detraibili che vengono comunicati all’Agenzia delle entrate, quali spese sanitarie e relativi rimborsi, interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, contributi versati per i lavoratori domestici, spese universitarie e relativi rimborsi, spese funebri, spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico (bonifici per interventi su singole unità abitative e spese per interventi su parti comuni condominiali).;
alcuni dati contenuti nella dichiarazione dei redditi dell’anno precedente come ad esempio le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per l’arredo degli immobili ristrutturati e per interventi finalizzati al risparmio energetico, i crediti d’imposta e le eccedenze;
gli altri dati presenti nell’Anagrafe tributaria come i versamenti effettuati con il modello F24 e le informazioni contenute nelle banche dati immobiliari (catasto e atti del registro).
Il contribuente può accedere alla dichiarazione precompilata tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale oppure tramite un Caf o un professionista abilitato. In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.
Sarà anche possibile recuperare il modello direttamente tramite un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate, per accedere alla quale sarà necessario entrare in possesso del codice Pin, che può essere richiesto:
ATTENZIONE. E’ possibile accedere al 730 precompilato anche utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’Inps o la Carta Nazionale dei Servizi oppure tramite SPID il “Sistema Pubblico dell’Identità Digitale” per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. Nella sezione del sito internet dedicata al 730 sarà possibile visualizzare:
un prospetto con l’indicazione sintetica dei redditi e delle spese presenti nel 730 precompilato e delle principali fonti utilizzate per l’elaborazione della dichiarazione (ad esempio i dati del sostituto che ha inviato la Certificazione Unica oppure i dati della banca che ha comunicato gli interessi passivi sul mutuo). Se le informazioni in possesso dell’Agenzia delle entrate risultano incomplete, queste non vengono inserite direttamente nella dichiarazione ma sono esposte in un apposito prospetto per consentire al contribuente di verificarle ed eventualmente indicarle nel 730 precompilato. Ad esempio, dall’Anagrafe tributaria può risultare l’atto di acquisto di un fabbricato, di cui però non si conosce la destinazione (sfitto, dato in comodato, ecc.). Nello stesso prospetto sono evidenziate anche le informazioni che risultano incongruenti e che quindi richiedono una verifica da parte del contribuente. Ad esempio, non vengono inseriti nel 730 precompilato gli interessi passivi comunicati dalla banca se sono di ammontare superiore rispetto a quelli indicati nella dichiarazione dell’anno precedente (gli interessi passivi pagati per i mutui ipotecari infatti generalmente diminuiscono nel corso degli anni);
l’esito della liquidazione, ossia il rimborso che sarà erogato dal sostituto d’imposta e/o le somme che saranno trattenute in busta paga;
il modello 730-3 con il dettaglio dei risultati della liquidazione. ATTENZIONE. L’esito della liquidazione non sarà disponibile se manca un elemento
essenziale come, ad esempio, la destinazione d’uso di un immobile.
Il termine per la presentazione è:
il 23 luglio in caso di presentazione da parte del contribuente tramite il sito dell’Agenzia il 7 luglio in caso di presentazione al sostituto d’imposta che presta assistenza diretta o tramite Caf o professionista abilitato, con o senza precompilato.
Se il 730 precompilato non richiede nessuna correzione o integrazione, il contribuente lo può accettare senza modifiche. La dichiarazione si considera accettata anche se il contribuente effettua delle modifiche che non incidono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta.
Se, invece, alcuni dati del 730 precompilato risultano non corretti o incompleti, il contribuente è tenuto a modificare o integrare il modello 730. In questi casi vengono elaborati e messi a disposizione del contribuente un nuovo modello 730 e relativo 730-3 con i risultati della liquidazione effettuata in seguito alle modifiche operate dal contribuente.
Il contribuente che trasmette in maniera autonoma la dichiarazione tramite web, potrà scaricare la ricevuta di avvenuta presentazione, nella stessa sezione del sito internet.
Se dopo aver effettuato l’invio del 730 precompilato il contribuente si accorge di aver commesso degli errori, le rettifiche devono essere effettuate con le modalità descritte nel paragrafo “Errori e dimenticanze”. Presentazione tramite sostituto d’imposta
ATTENZIONE.Il sostituto d’imposta che intende prestare assistenza fiscale diretta deve
averlo comunicato ai dipendenti entro il 15 gennaio.
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta deve consegnare la delega per l’accesso al 730 precompilato, se intende utilizzarlo, e comunque il modello 730 già compilato e firmato con la busta chiusa contenente il modello 730-1 relativo alla scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef.
ATTENZIONE. La scheda va consegnata anche se non è espressa alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. In caso di dichiarazione congiunta le schede per la destinazione dell’otto per mille devono
essere inserite in un’unica busta, sulla quale devono essere riportati i dati del dichiarante.
ATTENZIONE.Al sostituto d’imposta non deve essere esibita la documentazione tributaria
inerente i dati inseriti nel modello 730.
Chi si rivolge al Caf o al professionista abilitato può consegnare delega per accedere al 730 precompilato o decidere di utilizzare le vie ordinarie.
In ogni caso deve esibire al Caf o al professionistaabilitato la documentazione necessaria per permettere la verifica della conformità dei dati esposti nella dichiarazione, anche se già compresi nel 730 messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
ATTENZIONE.Il Caf non è obbligato a prestare l’assistenza fiscale a titolo gratuito.
ATTENZIONE. La documentazione deve essere conservata dal contribuente per tutto il periodo entro il quale l’amministrazione ha facoltà di richiederla e cioè, per la dichiarazione di quest’anno, fino al 31 dicembre 2022. Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate e comunque entro il 7 luglio, il Caf o il professionista consegna al contribuente una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente. Nel prospetto di liquidazione sono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista e sono indicati i rimborsi che saranno erogati dal sostituto d’imposta e le somme che saranno trattenute. DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF
I contribuenti possono scegliere di destinare una parte dell’Irpef versato durante l’anno a diverse istituzioni.
Si può destinare una quota pari all’otto per mille del gettito Irpef:
alla Chiesa Cattolica;
all’Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno;
alla Chiesa Evangelica Valdese;
all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane;
all’Unione Buddhista;
all’Unione Induista Italiana;
all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).
La ripartizione dell’otto per mille tra le Istituzioni beneficiarie avverrà in proporzione alle scelte espresse. La quota d’imposta che risulterà non attribuita verrà divisa secondo la proporzione derivante dalle scelte espresse; la quota che risulterà non attribuita e che proporzionalmente spetterebbe alle Assemblee di Dio in Italia e alla Chiesa apostolica in Italia sarà devoluta alla gestione statale.
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, e delle associazioni e fondazioni riconosciute;
f) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Il contribuente può indicare il codice fiscale del soggetto cui vuole destinare direttamente la quota del cinque per mille dell’Irpef.
E’ possibile destinare una quota pari al due per mille della propria imposta sul reddito a favore di uno dei partiti politici il cui elenco viene riportato in Appendice.
ATTENZIONE.L’effettuazione delle scelte non determina maggiori imposte dovute.
Le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef sono facoltative
e non alternative fra loro. Si può quindi scegliere di effettuarne solo alcune.
ATTENZIONE.Il contribuente che presenta il modello 730, deve compilare l’apposita scheda
(Mod. 730-1) con i dati anagrafici, e presentarla a chi presta l’assistenza fiscale anche nel
caso in cui scelga di non effettuare nessuna destinazione.
I contribuenti che non presentano la dichiarazione dei redditi, possono scegliere di destinare l’otto, il cinque e il due per mille dell’Irpef consegnando l’apposita scheda allegata allo schema di CU 2017 o al MOD. REDDITI Persone fisiche 2017 e seguendo le relative istruzioni.
Se il 730 precompilato viene presentato senza effettuare modifiche direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia oppure al sostituto d’imposta, non saranno effettuati i controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili che sono stati comunicati all’Agenzia delle entrate. I controlli documentali possono riguardare, invece, i dati comunicati dai sostituti d’imposta mediante la Certificazione Unica. La dichiarazione precompilata si considera accettata anche se il contribuente effettua delle modifiche che non incidono sul calcolo del reddito complessivo o dell’imposta (ad esempio se vengono variati i dati della residenza anagrafica senza modificare il comune del domicilio fiscale).
I Caf, o i professionisti abilitati devono verificare la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni Mod. 730 con la documentazione esibita dai contribuenti.
Nel modello 730 elaborato dai Caf o dai professionisti sono quindi correttamente indicati, sulla base della documentazione esibita e delle disposizioni di legge, gli oneri deducibili,la detrazione per oneri di famiglia, le detrazioni d’imposta spettanti, le ritenute operate, nonché gli importi dovuti a titolo di saldo o di acconto ovvero i rimborsi spettanti.
Come specificato dalla Circolare n. 14/E del 09/05/2013 i controlli che devono essere svolti a tal fine non comportano:
il riscontro della correttezza dei dati reddituali indicati dal contribuente (quali ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, l’ammontare dei redditi diversi e delle relative spese di produzione);
valutazioni di merito in ordine all’effettività o meno di spese o di situazioni soggettive che incidono ai fini della determinazione dei redditi e delle imposte dovute.
la documentazione attestante le ritenute d’acconto indicate nella dichiarazione (modello CU 2017 e/o CU 2016, ecc….);
le fatture, ricevute e quietanze relative al pagamento di oneri deducibili o detraibili, nonché la documentazione necessaria per il loro riconoscimento (ad esempio la copia del rogito e del contratto di mutuo per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale per gli interessi passivi; la documentazione attestante i requisiti richiesti per la detrazione dei premi di assicurazione sulla vita);
gli attestati di versamento degli acconti Irpef effettuati direttamente dal contribuente;
la dichiarazione modello UNICO 2016 (o anni precedenti se non è mai stato chiesto il rimborso) in caso di eccedenza d’imposta per la quale si è richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi.
Relativamente alle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, per le quali spetta la detrazione del 36% o 50%, devono essere esibiti:
per gli interventi iniziati prima del 14 maggio 2011, la ricevuta postale della raccomandata con la quale è stata trasmessa al Centro Operativo di Pescara la comunicazione di inizio lavori;
copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese se gli interventi riguardano parti comuni di edifici.
Per le spese del risparmio energetico per le quali è prevista la detrazione del 55 o 65% devono essere esibiti:
l’asseverazione del tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti;
le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate in cui sia indicato il costo della manodopera utilizzata per la realizzazione dell’intervento;
le ricevute del bonifico attestante il pagamento;
la ricevuta dell’invio della documentazione all’ENEA;
ATTENZIONE.Come riportato nella circolare n. 14/E del 09/05/2013, il controllo da parte del
Caf o del professionista abilitato per il riconoscimento della detrazione deve essere effettuato
ad ogni utilizzo dell’onere.
A tale proposito nel modello 730-2 (ricevuta dell’avvenuta consegna della dichiarazione modello 730 e del modello 730-1), il Caf o il professionista abilitato elenca i documenti esibiti dal contribuente che lo stesso ha utilizzato per la compilazione della dichiarazione.
Il contribuente può documentare con l’autocertificazione:
la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 3 della legge n.104 del 1992 per il riconoscimento di portatore di handicap per se stesso e per i familiari a carico risultanti dalla documentazione sanitaria rilasciata dagli organi abilitati all’accertamento dell’invalidità.
ATTENZIONE.Se il Caf è già in possesso della documentazione, perché prodotta in anni
precedenti, il contribuente può attestare con l’autocertificazione la sussistenza dei requisiti
Il visto soddisfa l’esigenza di garantire all’assistito il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria e agevolare l’Amministrazione finanziaria nei controlli di competenza.
Se il Caf o il professionista appone un visto di conformità infedele, è tenuto al pagamento di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito dei controlli formali da parte dell’Agenzia delle Entrate (ai sensi dell’articolo 36-ter del D.P.R. n.600 del 1973), sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Se il Caf o il professionista appone un visto di conformità infedele, è tenuto al pagamento di una somma pari all’importo dell’imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito dei controlli formali da parte dell’Agenzia delle entrate (ai sensi dell’articolo 36-ter del D.P.R. n.600 del 1973), sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. A condizione che l’infedeltà del visto non sia stata già contestata con comunicazione d’irregolarità, il Caf o il professionista può trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente oppure, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, può trasmettere una comunicazione dei dati relativi alla rettifica. In tal caso, la somma dovuta dal Caf o dal professionista è pari all’importo della sola sanzione.
L’Agenzia delle Entrate potrà comunque richiedere al contribuente la documentazione necessaria per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi per fruire di queste agevolazioni. Ad esempio, potrà essere controllata l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, nel caso di detrazione degli interessi passivi sul mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale. CHI PUÒ UTILIZZARE IL MOD. 730
Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel 2017 sono: lavoratori dipendenti (compresi coloro che lavorano all’estero per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale);
produttori agricoli se esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), dell’Irap e dell’Iva.
ATTENZIONE. Se i contribuenti sopra descritti scelgono di utilizzare il Mod. REDDITI 2017 Persone fisiche, sono obbligati a presentare la dichiarazione esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Questi soggetti non possono, quindi, presentare il Mod. REDDITI 2017 Persone fisiche presso gli uffici postali. I lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno possono presentare il modello 730:
al sostituto d’imposta se il rapporto dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio 2017;
al Caf o ad un professionista abilitato se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio 2017 e il contribuente conosce i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.
ATTENZIONE. Il personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato può presentare il mod. 730 ad un Caf dipendenti oad un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre 2016 al mese di giugno 2017.
Possono utilizzare il modello 730, presentandolo ad un Caf dipendenti oad un professionista abilitato, anche i soggetti che nel 2017 possiedono soltanto redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art.50, comma 1, lett. C – bis del Tuir, già definiti redditi di collaborazione coordinata e continuativa.
Tuttavia il rapporto di collaborazione deve sussistere nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio 2017 e devono essere conosciuti i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio.
I contribuenti che nel 2016 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2017 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio possono comunque presentare il modello 730.
Il modello può essere presentato direttamente all’Agenzia delle Entrate tramite il precompilato, oppure a un Caf o a un professionista abilitato.
Se dalla dichiarazione presentata emerge un debito, il pagamento deve essere effettuato tramite F24, che sarà scaricato dal programma dell’Agenzia o fornito dal soggetto che presta l’assistenza fiscale entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine di pagamento.
Se dalla dichiarazione presentata emerge un credito, il rimborso è eseguito direttamente dall’Amministrazione finanziaria. Se il contribuente ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale (codice IBAN), il rimborso viene lì accreditato. La richiesta di accredito può essere effettuata online tramite l’applicazione disponibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it (chi è già registrato ai servizi telematici può farlo attraverso il canale Fisconline) oppure presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente, il rimborso è erogato con metodi diversi a seconda della somma da riscuotere: per importi inferiori a 1.000 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale dove potrà riscuotere il rimborso in contanti, mentre per importi pari o superiori a 1.000 euro il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.
Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito possedute nel 2016:
redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA; alcuni dei cosiddetti redditi diversi;
alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata.	CHI NON PUÒ UTILIZZARE IL MOD. 730
Non possono utilizzare il modello 730 e devono presentare il modello Redditi Persone Fisiche, i contribuenti che nel 2016:
hanno prodotto redditi d’impresa anche in forma di partecipazione;
ATTENZIONE. In base agli artt. 5 e 6 del Tuir, i redditi delle società in nome collettivo e in accomandita semplice, sono considerati redditi di impresa e non possono essere dichiarati nel modello 730. hanno prodotto redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA; redditi di lavoro autonomo a cui, ai fini delle imposte sui redditi, si applica l’art.50 del Tuir (soci delle cooperative artigiane);
hanno prodotto redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D;
hanno realizzato plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;
hanno percepito, quale soggetto beneficiario, reddito proveniente da trust;
hanno prodotto redditi derivanti da produzione di “agroenergie” oltre i limiti previsti dal D.L. 66/2014 (vedi par. dedicato nel capitolo “Redditi Fondiari”).
devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, sostituti d’imposta (Mod. 770);
utilizzano crediti d’imposta per redditi esteri diversi da quelli di cui al rigo G4;
non sono residenti in Italia nel 2016 e/o nel 2017.
Le persone fisiche che rientrano nelle seguenti categorie sono considerate residenti in Italia ai fini tributari:
Sono obbligati a presentare dichiarazione col modello 730 o Redditi, tutti i contribuenti che nell’anno 2016 non rientrino nelle condizioni di esonero più avanti descritte. Ci sono però situazioni in cui il contribuente è comunque tenuto a presentare la dichiarazione:
la persona ha percepito nell’anno solo redditi derivanti dalla locazione di fabbricati, anche se si è optato per la cedolare secca;
le addizionali regionali o comunali non sono state trattenute del tutto o in parte;
il sostituto d’imposta non ha trattenuto il contributo di solidarietà, di cui al rigo C15;
nel corso del 2016 si è usufruito in busta paga di detrazioni per familiari a carico non spettanti;
nel corso del 2016 ha ricevuto il “bonus Irpef”, pur non avendone diritto per superamento del limite di reddito previsto (26.000 euro).
Non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi colui che nell’anno 2016 rientra nelle
casistiche previste dalle tabelle seguenti:
La dichiarazione può essere presentata dai coniugi in forma congiunta tramite modello 730 quando:
non sono legalmente ed effettivamente separati; sono in possesso di:
ATTENZIONE.La dichiarazione congiunta non può essere presentata nel caso di morte di
uno dei coniugi avvenuta prima della presentazione della dichiarazione dei redditi, né in
presenza di dichiarazione presentata per conto dei minori e delle persone incapaci.
Nella dichiarazione congiunta va indicato come dichiarante il coniuge che ha come
sostituto d’imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, o quello scelto
per effettuare i conguagli, se la dichiarazione viene presentata ad un Caf o ad un
ATTENZIONE.Si sottolinea che non è possibile elaborare la dichiarazione in forma
congiunta, nel caso in cui si scelga di presentare il Modello Unico.
La dichiarazione dei redditi Mod. 730/2017 presenta queste novità:
Premi di risultato –ai dipendenti del settore privato a cui sono stati corrisposti premi di risultato d’importo non superiore a 2.000 euro lordi o nel limite di 2.500 euro lordi se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, è riconosciuta una tassazione agevolata. Se i premi sono stati erogati sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore non si applica alcuna tassazione altrimenti si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, pari al 10% sulle somme percepite (quadro C - rigo C4);
Assicurazioni a tutela delle persone con disabilità grave – a decorrere dal periodo d'imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19%;
Erogazioni liberali a tutela delle persone con disabilità grave – a decorrere dall’anno d’imposta 2016 è possibile fruire della deduzione del 20 per cento delle erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza; School bonus– per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo;
Detrazione spese per dispositivi multimediali per il controllo da remoto – è riconosciuta la detrazione del 65 per cento delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative; Otto per mille all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG) – a decorrere dal periodo d’imposta 2016 è possibile destinare l’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche anche all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG); Utilizzo credito da integrativa a favore ultrannuale – da quest’anno è possibile indicare l’importo del maggior credito o del minor debito, non già chiesto a rimborso, risultante dalla dichiarazione integrativa a favore presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta successivo.
ALTRE ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE
Arrotondamenti Tutti gli importi indicati nella dichiarazione devono essere arrotondati per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a cinquanta centesimi di euro o per difetto se inferiore a detto limite; ad esempio 55,50 diventa 56; 65,62 diventa 66; 65,49 diventa 65.
Per semplificare la compilazione, sul modello sono prestampati i due zeri finali in corrispondenza degli spazi nei quali devono essere indicati gli importi. Modelli aggiuntivi
Se lo spazio disponibile nel modello non è sufficiente per i dati che è necessario inserire occorrerà riempire altri modelli, numerandoli progressivamente nell’apposita casella posta in alto a destra riportando sempre il codice fiscale. Il numero complessivo dei modelli compilati per ciascun contribuente va riportato nella casella posta in basso a sinistra della quarta facciata del modello base compilato. Proventi sostitutivi e interessi
I proventi conseguiti in sostituzione di redditi, anche per effetto di cessione dei relativi crediti, le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, gli interessi moratori e per dilazioni di pagamento, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti ovvero di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati. In queste ipotesi devono essere dichiarati utilizzando gli stessi quadri nei quali vanno dichiarati i redditi che sostituiscono o i crediti a cui si riferiscono.
Rientrano tra gli altri in questa categoria: la cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, la mobilità, l’indennità di maternità, le somme che derivano da transazioni di qualsiasi tipo e l’assegno alimentare corrisposto in via provvisoria a dipendenti per i quali pende il giudizio innanzi all’Autorità giudiziaria.
Le indennità spettanti a titolo di risarcimento dei danni consistenti nella perdita dei redditi relativi a più anni vanno dichiarate nella sezione II “Redditi soggetti a tassazione separata” del quadro D al rigo D7. Fondo patrimoniale
Il fondo patrimoniale (artt.167 - 171 c.c.) è un complesso di beni, appartenenti ad un terzo o ad entrambi i coniugi o ad uno solo di essi, destinati al soddisfacimento dei bisogni e degli interessi della famiglia. I redditi dei beni che formano oggetto del fondo patrimoniale sono imputati per metà del loro ammontare a ciascuno dei coniugi (art.4 comma 1 lett. b) del TUIR).
In tutti i casi in cui è necessario convertire in euro, spese e oneri originariamente espressi in valuta estera deve essere utilizzato il cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o quello del giorno antecedente più prossimo. Se in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese. I cambi del giorno delle principali valute sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. I numeri arretrati della Gazzetta possono essere richiesti alle Librerie dello Stato o alle loro corrispondenti. Per conoscere il cambio in vigore in un determinato giorno, si può consultare il sito Internet dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (www.uif.bancaditalia.it).
ALTRI REDDITI DA DICHIARARE CON IL MODELLO UNICO 2016
(CAPITAL GAINS, INVESTIMENTI E ATTIVITÀ FINANZIARIE
I contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale devono presentare anche:
Il quadro RT del modello Redditi 2017 persone fisiche:
se nel 2016 hanno realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate (escluse quelle derivanti dalla cessione di partecipazioni in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non siano negoziati in mercati regolamentati) ed altri redditi diversi di natura finanziaria nel caso in cui non abbiano optato per il regime amministrato o gestito;
se nel 2016 hanno realizzato solo minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relative ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura finanziaria ed intendono riportarle negli anni successivi.
Il quadro RT deve inoltre essere presentato per indicare i dati relativi alla rivalutazione delle partecipazioni operata nel 2016 (art.5 della legge n.448 del 2011 e art.2 del D.L. n.282 del 2002 e successive modificazioni).
Il quadro RM del modello Redditi 2017 persone fisiche se nel 2016 hanno percepito:
redditi di capitale di fonte estera sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana,
interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D. Lgs. n.239 1° aprile 1996;
proventi derivanti da depositi a garanzia per i quali è dovuta un’imposta sostitutiva pari al 20%; redditi derivanti dall’attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto assoggettati a imposta sostitutiva del 20%.
Il quadro RM deve inoltre essere presentato per indicare i dati relativi alla rivalutazione del valore dei terreni operata nel 2016. ATTENZIONE. I contribuenti che presentano il modello 730 non possono optare per l’applicazione della tassazione ordinaria per i redditi esposti nel quadro RM del modello Redditi 2017.
Il quadro RW del modello Redditi 2016 PF, se nel 2016 hanno detenuto investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria.
ATTENZIONE. Il quadro RW deve essere presentato dai contribuenti proprietari o titolari di altro diritto reale su immobili situati all’estero o che possiedono attività finanziarie all’estero per il calcolo delle imposte dovute: IVIE E IVAFE (che andavano indicate nel quadro RM fino all’anno scorso).
Il quadro RM e RT e il modulo RW devono essere presentati agli uffici nei modi e nei termini previsti per il modello Redditi 2017 PF.
Da quest’anno gli amministratori di condominio che si avvalgono dell’assistenza fiscale, oltre al modello 730 possono presentare la comunicazione relativa all’elenco dei fornitori del condominio tramite il quadro K del modello 730. Possono, in alternativa, presentare, il quadro AC del mod. Redditi PF 2017 unitamente al frontespizio dello stesso, nei modi e nei termini previsti per la presentazione di tale modello.
Gli amministratori di condominio devono riportare in questi quadri anche i dati catastali degli immobili oggetto di interventi sulle parti comuni condominiali.
Di seguito vengono indicate le modalità con cui è possibile intervenire per correggere il modello 730 nel caso in cui vengano riscontrati degli errori nella compilazione o delle dimenticanze.
Se il contribuente riscontra errori commessi dal soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale deve darne tempestiva comunicazione allo stesso affinchè elabori un modello 730 rettificativo.
In questo caso, il sostituto d’imposta, il Caf o il professionista abilitato devono provvedere alla correzione del modello e rideterminare gli importi a credito o a debito per il soggetto assistito elaborando un nuovo modello 730-3 sul quale sarà barrata la casella relativa al modello 730 rettificativo e nei messaggi dovrà essere data comunicazione al contribuente degli errori riscontrati. Qualora larettifica effettuata riguardi anche il modello 730 base, dovrà essere rettificata anche la copia del modello di dichiarazione che andrà consegnata all’assistito insieme al nuovo prospetto di liquidazione prima dell’effettuazione del conguaglio di rettifica. Il sostituto d’imposta dovrà provvedere ai conguagli risultanti dal nuovo modello 730-4 di “rettifica” consegnato in tempo utile dal Caf o dal professionista abilitato. Qualora le rettifiche apportate comportino un tardivo versamento di somme dovute, la sanzione di cui all’art.13 del D. Lgs. n.472 del 1997 (vedi Ravvedimento operoso) si renderà applicabile nei confronti dell’autore della violazione.
A condizione che l’infedeltà del visto non sia stata già contestata con comunicazione d’irregolarità, il Caf o il professionista può trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente oppure, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, può trasmettere una comunicazione dei dati relativi alla rettifica. In tal caso, la somma dovuta dal Caf o dal professionista è pari all’importo della sola sanzione.
Se il contribuente si accorge di non aver fornito tutti gli elementi da indicare nella dichiarazione, può presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo quando l’integrazione comporta un rimborso o un minor debito o non cambia il risultato (ad esempio, oneri non precedentemente indicati). Il sostituto di imposta effettua il rimborso risultante dalla dichiarazione integrativa nel mese di dicembre. Per le specifiche vedere “casella n.5” nel frontespizio.
ATTENZIONE. Il modello 730 integrativo è comunque presentato ad un Caf oad un professionista abilitato anche in caso di assistenza precedentemente prestata dal sostituto. In questo caso occorre esibire tutta la documentazione.
Modello Redditi correttivo nei termini entro il 30/09/2017
Si può presentare un modello REDDITI 2017 PF entro il 30/09/2017 (correttivo nei termini) in caso di minor debito o maggior credito utilizzando l’eventuale differenza a credito richiedendone il rimborso. Nel caso in cui dagli ulteriori elementi emersi si determini un maggior debito o minor credito il contribuente è tenuto obbligatoriamente a presentare il Mod. REDDITI 2017 PF pagando direttamente le somme dovute con il modello F24.
Modifiche oltre i termini
Se l’integrazione del Mod. 730/2017 è effettuata dopo i termini previsti per la presentazione del Mod. REDDITI 2017 PF, il contribuente può rettificare o integrare la dichiarazione presentando una nuova dichiarazione mod. REDDITI 2017 PF completa di tutte le sue parti, su modello conforme a quello approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, barrando la casella “Dichiarazione integrativa”.
In particolare, il contribuente può integrare la dichiarazione:
entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, per effettuare un’integrazione che determini un maggior credito d’imposta o un minor debito (art. 2 comma 8 bis del D.P.R. 322 del 1998). In tal caso il credito risultante da questa rettifica può essere utilizzato in compensazione ai sensi del D. Lgs. 241 del 1997;
entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata presentata, per correggere errori od omissioni che originano un maggior debito o un minor credito (art. 13 del D. Lgs. 472 del 1997). In questo caso il contribuente dovrà procedere al pagamento di una sanzione in misura ridotta, del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legalecon maturazione giornaliera, sempreché la violazione non sia già stata contestata e comunque non siano iniziate ispezioni, verifiche o accertamenti vari;
entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione per correggere errori od omissioni che originano un maggior debito d’imposta o un minor credito, salva l’applicazione delle sanzioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria (art. 2 comma 8 del D.P.R. 322 del 1998);
ATTENZIONE. La presentazione di una dichiarazione integrativa non sospende le procedure avviate con la consegna del modello 730 e, quindi, non fa venir meno l’obbligo del sostituto d’imposta di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al modello 730, compresi eventuali acconti Irpef.
Dal 1 gennaio 2017 la sanzione minima prevista in caso di omesso o insufficiente versamento, è stata abbassata al 15% dell’importo non versato, ma solo nel caso in cui il ravvedimento avvenga entro 90 giorni. Dopo i 90 giorni, la sanzione minima torna al 30%.
In base alla nuova normativa quindi si può utilizzare:
il ravvedimento sprint che prevede sanzioni pari allo 0,1% (1/15 di 1/10 del 15%) per ogni giorno di ritardo, a condizione che il versamento sia eseguito entro 14 giorni dall'omissione;
il ravvedimento breve, che prevede sanzioni pari all’1,50% (1/10 del 15%), a condizione che il versamento sia eseguito entro 30 giorni dall'omissione;
il ravvedimento intermedio, che prevede sanzioni pari a 1,67% (1/9 del 15%) a condizione che il versamento sia eseguito entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore, ovvero, per le omissioni e gli errori commessi in dichiarazione, entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l'omissione o l'errore è stato commesso;
il ravvedimento lungo, che prevede sanzioni pari al 3,75% (1/8 del 30%), a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore;
il ravvedimento lunghissimo, che prevede sanzioni pari al 4,29% (1/7 del 30%) , a condizione che il versamento sia eseguito entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall'omissione o dall'errore;
sanzioni pari al 5,00% (1/6 del 30%), se il versamento è eseguito oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, ovvero, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore
il ravvedimento su p.v.c., che prevede sanzioni pari al 6% (1/5 del 30%), a condizione che il versamento sia effettuato a seguito di processo verbale di constatazione della violazione e prima che sia notificato il susseguente atto dall'Ufficio. Sono escluse dal ravvedimento in questione le violazioni di cui all'art. 6, comma 3 (mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscale o documenti di trasporto) e art. 11, comma 5 (omessa installazione del misuratore fiscale) del D.Lgs. 471/1997.
Gli interessi moratori al tasso legale annuo dello 0,5% fino al 31/12/2015 (Decreto ministeriale del 12/12/2014 pubblicato nella G.U. n. 290 del 15/12/2014), abbassati allo 0,2% dall’ 01/01/2016 (Decreto ministeriale del 11/12/2016 pubblicato nella G.U. n. 291 del 15/12/2016), e allo 0.1% dal 1/1/2017 (DM Economia 7/12/2016, pubblicato nella G.U. n. 291 del 14/12/2016) devono essere calcolati con riferimento alle somme pagate in ritardo.
Capitale (importo tributo) X 0.2 (tasso legale) X n.gg.
Esempio. Irpef euro 1.033 pagata con un ritardo di 20 giorni :
euro 1.033 X 0.2 X 20 = euro 0.11
euro 1.033 X 3% = euro 30.99
L’imposta dovuta sommata ai relativi interessi e la sanzione sono versati utilizzando il modello F24.
Di seguito si riportano le modalità e i termini entro cui devono essere espletate le operazioni
di conguaglio come indicato nella circolare 14/E del 09/05/2013:
ATTENZIONE. Si ricorda che, con riferimento alla singola imposta o addizionale, non viene eseguito ilversamento del debito o il rimborso del credito d’imposta se l’importo risultante dalla dichiarazione non supera il limite di 12 euro. LUGLIO
Il sostituto d’imposta deve, a partire dalla retribuzione di competenza del mese di luglio, sugli emolumenti o sulla rata di pensione corrisposti in tale mese, effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alla cedolare secca o trattenere le somme o le rate, se è stata richiesta la rateizzazione, dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all’Irpef e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20% su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto dell’addizionale comunale all’Irpef.
Per l’effettuazione delle operazioni di conguaglio relative ai collaboratori coordinati e continuativi, il sostituto d’imposta deve seguire le medesime regole previste per i conguagli ai lavoratori dipendenti.
Per i pensionati le suddette operazioni sono effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre (anchese è stata richiesta la rateizzazione).
ATTENZIONE. In caso di rateizzazione l’interesse calcolato dal sostituto d’imposta sulle mensilità successive alla prima è pari allo 0,33% mensile. Se la retribuzione erogata nel mese è insufficiente, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza (0,4%), sarà trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo d’imposta.
In caso, invece, di comunicazione tardiva da parte del Caf il conguaglio deve essere effettuato nel primo periodo di paga utile a partire da quello di luglio.
A novembre dovrà essere effettuata la trattenuta delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto Irpef e alla cedolare secca. Se il contribuente vuole che questa sia effettuata in misura minore rispetto a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (perché ad esempio, ha molte spese da detrarre e calcola che le imposte da lui dovute dovrebbero ridursi) oppure che non sia effettuata, deve comunicarlo per iscritto al sostituto d’imposta entro il 30 settembre indicando, sotto la propria responsabilità, l’importo che ritiene dovuto.
FAC-SIMILE di richiesta di riduzione del secondo acconto Irpef:
Oggetto: Assistenza fiscale – Richiesta di riduzione dell’acconto di novembre ai fini Irpef
Nato/a a _________________________________ il ______________________________
Residente in _________________________, via_____ ____________________________
Codice fiscale ___________________________________,
dipendente (o collaboratore) di codesta Ditta
l’art. 19, comma 6, del D.M. 31/05/1999, n. 164;
l’art. 4, comma 2, lett. C) del D.L. 2/3/1989, n. 69, convertito con modifiche della Legge 27 aprile 1989, n. 154;
di volersi avvalere della facoltà di cui alle predette disposizioni e
sotto la sua esclusiva responsabilità che, dai compensi che verranno erogati nel prossimo mese di novembre, vengano prelevati i seguenti importi a titolo di seconda o unica rata di acconto Irpef per il 2017:
 Irpef: €. _____________
 Nessun acconto Irpef
_______________________, li _______________
A dicembre il sostituto è tenuto ad effettuare il conguaglio a credito risultante dal modello
730 integrativo. Il conguaglio derivante dal modello integrativo può essere effettuato anche
da un sostituto d’imposta diverso da quello che ha praticato i conguagli del 730 originario (il
sostituto è indicato nella dichiarazione integrativa). Nel caso in cui il dipendente cessi il
rapporto di lavoro prima del mese di dicembre (periodo di paga utile al conguaglio) il sostituto
è tenuto in ogni caso a effettuare il rimborso mediante una corrispondente riduzione delle
ritenute relative ai compensi corrisposti agli altri dipendenti nel mese di dicembre.
Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, aspettativa con assenza di retribuzione o
analoga posizione prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di
conguaglio occorre distinguere tra:
Conguagli a debito: il sostituto d’imposta non effettua le operazioni di conguaglio, ma
deve tempestivamente rilasciare al contribuente apposita comunicazione contenente gli
importi dovuti (a saldo ed in acconto) risultanti dalle operazioni di liquidazione. Tali
importi dovranno essere direttamente pagati dall’interessato secondo le modalità e i
termini ordinariamente previsti per i versamenti della dichiarazione dei redditi delle
persone fisiche (Mod. UNICO 2016).
I contribuenti che si trovano nella posizione di momentanea assenza di retribuzione
(aspettativa, redditi assimilati di cui all’articolo 47, lettera c-bis, del Tuir), possono
scegliere di richiedere la trattenuta della somma a debito, con l’applicazione
dell’interesse dello 0,40% mensile, se il sostituto deve erogare loro emolumenti entro
l’anno d’imposta.
Conguagli a credito: il sostituto è tenuto all’effettuazione del conguaglio a credito,
operando i rimborsi spettanti ai dipendenti cessati o privi di retribuzione, mediante una
corrispondente riduzione delle ritenute relative ai compensi corrisposti agli altri
dipendenti con le modalità e i tempi ordinariamente previsti semprechè la presentazione
della dichiarazione sia avvenuta in vigenza del rapporto di lavoro. Tale credito sarà
percepito dal lavoratore con le modalità normalmente utilizzate dal sostituto per
corrispondere ai propri dipendenti cessati eventuali emolumenti residui.
Decesso dell’assistito
Il decesso del contribuente fa venire meno l’obbligo per il sostituto d’imposta di effettuare le operazioni di conguaglio:
se il decesso avviene prima dell’effettuazione o della conclusione di un conguaglio a
debito, il sostituto d’imposta dovrà comunicare agli eredi l’ammontare delle somme o
delle rate non ancora trattenute, che saranno versate dagli eredi secondo i termini e le
modalità previsti;
ATTENZIONE.Gli eredi non sono tenuti al versamento degli acconti.
nel caso di conguaglio a credito il sostituto comunicherà agli eredi i relativi importi,
provvedendo ad indicarli anche nell’apposita certificazione, che gli stessi computeranno
nella successiva dichiarazione che dovranno o comunque potranno presentare per conto
In alternativa gli eredi hanno la facoltà di presentare istanza di rimborso
ATTENZIONE. Se il deceduto è un contribuente che ha presentato la dichiarazione in forma
congiunta come dichiarante, il coniuge superstite deve separare la propria posizione
tributaria, utilizzando i dati che il sostituto d’imposta deve comunicare secondo le indicazioni
analitiche del modello 730-3.
L’eventuale debito dovuto dal coniuge superstite deve essere tempestivamente versato e su
tali somme non vengono applicate le sanzioni per tardivo versamento; l’eventuale credito
Passaggio di dipendenti da un datore di lavoro a un altro
Qualora nel medesimo periodo di imposta intervenga il passaggio di dipendenti da un
datore di lavoro a un altro, si applicano le seguenti istruzioni:
passaggio di dipendenti da un datore di lavoro a un altro senza interruzione del
rapporto di lavoro ad esempio per effetto di fusione, scissione, cessione, conferimento
d’azienda: il nuovo datore di lavoro è tenuto a proseguire nelle operazioni di assistenza
fiscale iniziate dal precedente sostituto d’imposta;
passaggio di dipendente da un datore di lavoro a un altro con interruzione del rapporto
di lavoro: nell’ipotesi prospettata (ad esempio cessazione del rapporto di lavoro per
dimissioni, licenziamento, scadenza del termine, ecc.), il nuovo datore di lavoro non ha
alcun obbligo di proseguire nelle operazioni di assistenza fiscale iniziate dal precedente
Esaminiamo le diverse parti del modello 730 che saranno approfondite nei successivi capitoli
in relazione alle concrete modalità di compilazione del modello stesso.
QUADRO DEL MODELLO
I dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto dichiarante;
i codici fiscali del coniuge e dei familiari a carico;
i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio.
A-Terreni
I redditi dei terreni.
B- Fabbricati
I redditi dei fabbricati.
I redditi di pensione, di lavoro dipendente e assimilati per i quali competono le detrazioni;
altri i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente;
le ritenute, l’addizionale regionale e comunale (compresi gli acconti).
dati relativi al “Bonus Irpef”
dati relativi al contributo di solidarietà.
I redditi di capitale (utili e altri redditi di capitale);
i compensi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionale;
Tutti gli oneri e le spese:
che danno diritto ad una detrazione d’imposta del 19 e 26%;
deducibili dal reddito complessivo;
per interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali spetta la detrazione del 41%, del 36%, del 50% o 65%;
per riqualificazione energetica per la quale spetta la detrazione del 55 o 65%;
che danno diritto a detrazioni per i canoni d’affitto.
I versamenti di acconto relativi al 2015;
le altre ritenute subite;
l’eccedenza Irpef risultante dalla precedente dichiarazione;
le ritenute e acconti sospesi per eventi eccezionali;
i dati relativi al versamento di saldo ed eventuali acconti per il 2016;
gli importi rimborsati dal sostituto di imposta (solo per il 730 integrativo);
gli importi rimborsati dal sostituto per detrazioni incapienti;
gli importi indebitamente percepiti per il “bonus fiscale” e/o “bonus straordinario”;
il credito d’imposta per il reintegro delle anticipazioni di fondi pensione;
il credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione e erogazione cultura;
il credito d’imposta per le mediazioni, negoziazioni e arbitrato.
Questo quadro va compilato dai contribuenti che intendono utilizzare il credito derivante
dalla dichiarazione per il versamento, con il modello F24, delle imposte dovute per l’anno
dell’amministrato
re di condominio
Questo quadro va compilato dagli amministratori di condominio negli edifici, in carica al 31
dicembre 2015, per comunicare i dati identificativi del condominio oggetto di interventi di
recupero del patrimonio edilizio realizzati sulle parti comuni condominiali.
Scheda per la scelta della destinazione dell’ 8 per mille dell’Irpef tra:
Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’Irpef tra:
Scheda per la destinazione del due per mille ai partiti politici e associazioni culturali.
Ricevuta dell’avvenuta consegna del modello che viene rilasciata dal sostituto d’imposta
o dal Caf. Per quanto riguarda il Caf, nel modello 730-2 viene indicato l’elenco dei
documenti esibiti dal contribuente, per la compilazione o per il controllo del modello.
E’ il prospetto di liquidazione che viene consegnato al contribuente e che viene completato
con i messaggi del soggetto che ha elaborato la dichiarazione.
Comunicazione, bolla di consegna e ricevuta del risultato contabile al sostituto d’imposta.
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