Source: http://sostegno.org/punto-di-vista
Timestamp: 2017-08-19 16:39:02+00:00
Document Index: 22399498

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 8', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 14']

Punto di Vista | sostegno.org
DEL DECRETO LEGISLATIVO 378
Depositati gli Emendamenti al Decreto Legislativo n. 378 e richiesto lo stralcio dell'articolo 12 (Valutazione degli alunni con disabilità e disturbi specifici di apprendimento) del Decreto Legislativo n. 384 (commi da 1 a 7).
Il Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno aderisce allo schema di emendamenti presentati in Senato, Commissione VII, il 15 febbraio 2017 dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi.
Chi desidera sottoscrivere la proposta, al fine di renderla maggiormente rappresentativa presso le sedi competenti, invii una lettera di adesione al seguente recapito email: sostegno@sostegno.org
Leggi la proposta di emendamenti
al Decreto legislativo n. 378: clicca qui
Se condividi gli emendamenti e la nuova impostazione per una scuola "fattivamente e realmente inclusiva", che interagisce e collabora attivamente con la famiglia, partecipa alla petizione online, firmando la richiesta di accoglimento degli emendamenti, che sarà inoltrata al Ministro MIUR, sen. Fedeli, e alle Commissioni parlamentari impegnate nella nuova formulazione del testo.
FIRMA ANCHE TU E FAI FIRMARE
DIAMO VOCE ALLE FAMIGLIE E ALLA SCUOLA: PARTECIPIAMO ATTIVAMENTE ALLE DECISIONI IN ATTO: CLICCA QUI PER FIRMARE.
Scuola e sostegno:
il decreto che vogliamo!
Sostegno 378 Italia
Ad una prima lettura del decreto 378, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un testo “raffazzonato”, messo insieme frettolosamente; vi sono passaggi poco coerenti, alcuni errori (richiami legislativi), l'inserimento di strumenti importanti, come ICF, e una, a nostro parere, confusione in ambito applicativo.. Pare, in ogni caso, che siano state sottovalutate le conseguenze; fra queste le ricadute culturali e un percorso indirizzato più verso l'esclusione, che ad una integrazione reale.
Emblematica la costante "divisione" nel percorso formativo: non a tutti i docenti è garantita la formazione sulle tematiche della disabilità, soltanto alcuni, superando una selezione, potranno accedere ai corsi. Finchè non verrà stabilita e resa obbligatoria per tutto il personale docente impegnato nella formazione iniziale e per i docenti in servizio una seria e attenta formazione, garantendo a tutti la specializzazione per le attività di sostegno, potranno rincorrersi riforme su riforme, ma non si opererà alcun cambiamento significativo e sostanziale, ancor meno culturale! (Naturalmente la formazione deve riguardare tutto il personale della scuola).
Anche questa volta la politica non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo; la politica si è limitata a prendere ampi spunti da una cornice ormai a pezzi, amplificandone gli elementi di criticità come la delega dell’inclusione al solo insegnante per il sostegno (nella relazione illustrativa corrisponde, di fatto, ad un “impegno fondante”) e la marginalizzazione della famiglia, attraverso l’abolizione dei gruppi di lavoro operativi, in cui i documenti a favore del percorso no sociale e scolastico dell’alunno con disabilità venivano "congiuntamente" condivisi.
Di seguito riporto e commento punto per punto i contenuti del decreto 378 (omettendo le commissioni mediche, il riconoscimento dell'alunno come “alunno con disabilità” e i livelli essenziali di qualità).
1. Valutazione diagnostico funzionale
La Valutazione diagnostico funzionale (VDF), che costituisce una vera novità in quanto assomma due documenti, la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale, e che, soprattutto, adotta formalmente i "classificatori" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICD e l’ICF, propone, nell’uso di questi strumenti, più elementi di incoerenza. L’ICF, che "descrive il funzionamento" in tutti gli aspetti della vita della persona, in quanto "descrittore" non può essere delegato ad un solo "soggetto" (il decreto attribuisce unicamente alla commissione medica tale compito).
La descrizione del funzionamento deve essere affidata a più soggetti: famiglia, scuola, altre figure di riferimento, Asl. Il Profilo di funzionamento, infatti, è il frutto di una coralità di punti di vista. Non a caso è stato codificato un linguaggio per una maggiore e proficua condivisione.
L’annuncio dei 120 CFU per conseguire la specializzazione sul sostegno aveva fatto ben sperare (anche se resta, a nostro parere, l'errore culturale e pedagogico della formazione, che deve essere resa obbligatoria per tutto il personale docente in formazione e in servizio). In realtà si è rivelato un bluff totale. Non si è stati in grado di proporre un corso biennale per il sostegno! Sembra assurdo.
Secondo il decreto, chi desidera conseguire la specializzazione per il sostegno deve, prima di accedere al nuovo corso di specializzazione (che sarà riformulato), conseguire 60 CFU, ovvero la metà dei crediti: - nell’ambito del percorso accademico del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria (Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria) - secondo modalità non specificate (scuola Secondaria di Primo e di Secondo grado).
3. Formazione del personale della scuola
“Nell’ambito del piano nazionale di formazione”, vincolata alle e risorse disponibili, viene introdotta la formazione del personale della scuola: per i docenti in servizio, in particolare per coloro che nelle loro classi hanno alunni con disabilità; e per il personale Ata. Come dire che l'intenzione c'è, ma se non si dovesse realizzare…
Una formazione parziale e limitata contrasta con l’attuazione di progetti che vogliano dirsi inclusivi.
Tornando al precedente punto (inevitabile richiamarlo) non si capisce come risulti così difficile rendere obbligatoria la formazione sul sostegno, tanto più che il percorso formativo iniziale (così come il corso di specializzazione) è totalmente a carico dei corsisti!!!
Per i Dirigenti Scolastici un rinvio: sarà il Miur a dire “come” sarà attuata la formazione sull’inclusione scolastica; purché diventi effettivamente attuativo in tempi brevi.
La famiglia sembra scomparire fra gli articoli del decreto, così come le associazioni delle famiglie (che trovano spazio solo nell'osservatorio).
Il ruolo della famiglia appare marginale e poco incisivo.
5. Piano Educativo Individualizzato
Il decreto stabilisce che il PEI sia elaborato e "approvato" dal "Consiglio di classe" o dai "docenti contitolari" (art. 11). Premesso che tutti gli insegnanti assegnati a una classe sono “contitolari” (quelli che compongono il consiglio di classe, nella secondaria, e quelli che compongono il modulo, nella Primaria e nell'infanzia), che cosa intende il decreto usando questa espressione?
Si potrebbe pensare all'ennesima svista (data la sommarietà con cui pare scritto il provvedimento) e che sia stata utilizzata la dizione "docenti contitolari" anziché "docenti di modulo" riferendosi alla Primaria e all'Infanzia, oppure, per estensione, il decreto potrebbe intendere i soli docenti "contitolari per il sostegno". Diciamolo, questo passaggio è particolarmente confuso e potrebbero verificarsi, nella pratica, situazioni poco chiare o sommarie interpretazioni.
Nel PEI, peraltro, non saranno più riportate alcune importanti indicazioni come, ad esempio, le risorse per l’anno successivo; sembrerebbero così ridotte le possibilità, per le famiglie, di inoltrare ricorsi per il riconoscimento di alcuni diritti, fra cui le ore per il sostegno.
6. PEI: compiti e ruolo
Abolito il GLHO (l’articolo 15 della legge 104/92, abrogato, è sostituito dall’art. 8 del Decreto), a cui spettava l’impegno di elaborare “congiuntamente” con gli altri soggetti il PDF e il PEI, il decreto stabilisce che tanto la famiglia quanto gli operatori socio-sanitari prendano parte unicamente alla sua redazione, lasciando l’approvazione ai soli docenti. Corresponsabilità, alleanza educativa, partecipazione... diventano parole vuote! Il cambiamento è sicuramente peggiorativo.
7. Blocco decennale
Sul blocco decennale, poco o nulla da dire; conferma l’idea che l’integrazione è ancor più a carico del docente di sostegno, dato che il blocco riguarda un’unica figura professionale e non tutti i docenti assegnati ad una stessa classe.
8. Continuità educativo-didattica
Sulla continuità tante promesse, tanti proclami, tante parole e poi… nulla di fatto (fermo restando che la continuità deve interessare tutti i docenti della classe, e non un solo docente!).
È introdotta la possibilità di un ulteriore anno, per i docenti a tempo determinato, “ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato” e i vincoli richiamati nella legge 107/2015.
9. Numero alunni per classe
Il numero di alunni nelle classi prime delle scuole di ogni ordine e grado, in cui sono iscritti alunni con disabilità, viene elevato da 20 a 22.
E poiché la norma che stabiliva un "tetto" degli alunni con disabilità per classe è stata abolita da tempo, è facilmente intuibile come questo aumento possa incidere negativamente sulla qualità dell’insegnamento e sul diritto ad apprendere degli alunni.
10. Esami di stato (decreto 384)
Nel decreto 384 (Schema di decreto legislativo recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato), invece, si assiste a una vera e propria involuzione del processo di integrazione scolastica: nella Scuola Secondaria di Primo grado, così come avviene nella Secondaria di Secondo grado, vengono introdotte le prove equipollenti. E mentre gli studenti con disabilità che sosterranno le prove equipollenti conseguiranno il diploma, gli studenti con disabilità per i quali la sottocommissione predisporrà "prove non equipollenti a quelle ordinarie" riceveranno solo "un attestato di credito formativo".
Si ha la sensazione che manchi una progettazione, che l'idea di cambiamento reale non sussista.
Tutto appare improvvisato, lasciato al caso, messo insieme con il solo fine di ridurre i ricorsi e di contenere la spesa (le ore per il sostegno sono indicate unicamente – e unilateralmente – dal GIT, che sostituiscono il GLIP, sulla base della documentazione fornita dai medici!! il Glho, abrogato, non potrà più fornire indicaizoni utili.
Ciò che il decreto introduce, se non sarà modificato, segnerà ancor più orientamenti esclusivi e marginalizzanti! Poi potremo anche parlare di inclusione, ma per gli alunni con disabilità resteranno le scuole speciali o, nella migliore delle ipotesi (si scusi l’eufemismo), le “classi speciali”.
Auspichiamo pertanto una forte azione parlamentare per apportare le modifiche necessarie: come Associazione CIIS e come singoli docenti abbiamo contattato parlamentari di maggioranza e di opposizione, per contribuire, attraverso loro, ad un decisivo miglioramento. La prioritaria attenzione va in direzione della tutela e del diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disabilità: prima di tutto l’alunno, in quanto persona.
Edizione delle ore 19 del 3 dicembre 2016
Inclusione scolastica degli alunni con disablità: intervengono l 'avv. Salvatore Nocera, il maggior esperto in Italia di normativa sull'integrazione scolastica, e la dott.ssa Evelina Chiocca, componente del Direttivo del C.I.I.S.
Per ascoltare l'intervista: clicca qui
AL VIA LA TERZA EDIZIONE: IL MIUR HA PUBBLICATO IL DECRETO
Per leggere il provvedimento: clicca qui
Assemblea CIIS 10-11 dicembre 2016
ai soci è stata inviata comunicazione scritta per la convocazione.
Il C.I.I.S. si rinnova.
La "buona scuola" inizia da una "reale e buona inclusione".
La questione "carenza di docenti di sostegno" non riguarda unicamente i genitori degli alunni con disabilità, bensì tutti i genitori degli alunni della classe in cui l'alunno è iscritto; perché se è vero che il docente di sostegno si siede, forse con maggior frequenza, accanto all'alunno con disabilità, è altrettanto vero che egli è una risorsa per tutto il gruppo classe al quale è assegnato. La sua presenza, pertanto, è importante per tutti gli alunni, non per uno solo.
La presenza del docente specializzato, che è corresponsabile degli alunni insieme a tutti gli insegnanti della classe, permette di camminare insieme, di promuovere l'inclusione, di accompagnare gli alunni nel processo di crescita, di insegnar loro ad aiutarsi reciprocamente, di formare i cittadini del domani e le persone di oggi.
Nessuno può chiamarsi fuori se manca il sostegno.
Nessuno può dire che la questione riguarda "solo loro", gli alunni con disabilità.
L'assenza delle risorse, che lo Stato riconosce per promuovere l'inclusione, danneggia tutti, anche dal punto di vista culturale.
Se manca il docente di sostegno, pertanto, si deve protestare tutti. E se necessario lo si fa stando "simbolicamente fuori" tutti insieme, docenti compresi.
Non è solo solidarietà.
Anzi non è solidarietà: è civiltà, è cultura, è sentirsi parte vera e integrante dello stesso mondo.
Evelina Chiocca (11 ottobre 2016)
Assemblea CIIS 2015: ai soci è inviata comunicazione scritta per la convocazione.
Diventare Insegnante di Sostegno oggi: il nuovo percorso
La FISH promuove una Proposta di Legge di riforma del sostegno di cui ci siamo interessati da tempo. Già nel 2007, a Cagliari, vi fu un confronto serrato. Erano presenti, oltre al Sottosegretario all'Istruzione De Torre, anche Salvatore Nocera, in rappresentanza della Fish.
A nulla è valso il dibattito di allora e quello successivamente proseguito.
La FISH, sorda alle argomentazioni e convinta della sua posizione, persiste nell'inseguire la separazione delle carriere, e introducendo l'idea di "una specializzazione mirata", che fa pensare al docente specializzato per le "sindromi" o i "disturbi" piuttosto che al docente impegnato sotto il profilo psico-pedagogico-.didattico.
Ma la separazione delle carriere conduce ad altre vie. Probabilmente non sarà neppure un docente la figura professionale che sostituirà l'attuale docente per il sostegno. E si profilano all'orizzonte situazioni che speravamo non concretizzabili.
L'integrazione-inclusione scolastica necessita di corresponsabilità del personale docente, di professionalità e di competenze di tutto il personale docente, di risorse e spazi adeguati ...invece, si pensa solo alla figura docente, dimenticando, ancora una volta, l'alunno con disabilità.
Su questi temi è necessario e urgente interpellare l'opinione pubblica e le forze politiche e far sentire nuovamente la nostra voce.
Sì all'integrazione-inclusione.
No a pensare che solo intervenendo sul docente di sostegno si risolvano le criticità presenti.
Per approfondimenti si rimanda all'articolo pubblicato da Redattore sociale: leggi qui.
Di seguito si riporta uno stralcio dell'articolo ripreso direttamente dalla pagina di Redattore Sociale:
"La cosiddetta “separazione delle carriere” è espressamente invocata dalla Fish nel suo testo, mentre – va precisato - nessun riferimento esplicito è contenuto nel ddl approvato, che affida la materia, appunto, al governo. Esiste quindi, per ora, solo la possibilità che un decreto legislativo accolga effettivamente questa proposta. Proposta che, intanto, divide. Da un parte la Fish, che tramite il presidente Vincenzo Falabella, aveva così illustrato a Redattore sociale uno dei cardini della sua “Proposta di legge per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica”: “innanzitutto, l'istituzione di ruoli per il sostegno e quindi di una laurea dedicata: in questo modo, fa sostegno chi ha la vocazione a farlo, mentre attualmente questa posizione è spesso usata come tramite per diventare insegnanti curriculari”. Posizione confermata dall’avvocato Salvatore Nocera, proprio nei giorni in cui montava la protesta contro il ddl ancora in discussione: “abbiamo trovato nel ddl importanti riferimenti ai principi fondamentali della nostra proposta: maggiore formazione per i docenti di sostegno e per i futuri docenti curriculari separazione delle carriere: questo ci garantirebbe una maggiore continuità e autonomia delle scuole”."
FIRMATO IL DECRETO CHE DÀ AVVIO AI CORSI DI SPECIALIZZAZIONE PER IL SOSTEGNO
Il Ministro Carrozza ha firmato il Decreto per l'avvio dei Corsi di Specializzazione per le attività di sostegno.
Complessivamente i posti disponibili sono:
- 1285 per la scuola dell'Infanzia,
- 1826 per la scuola Primaria,
- 1735 per la Scuola Secondaria di Primo Grado,
- 1534 per la ScuolaSecondaria di Secondo Grado.
Le modalità di ammissione ai corsi sono stabilite dal Decreto Ministeriale 30 settembre 2011.
EDITORIALE C.I.I.S.: DESTABILIZZARE LA SCUOLA PUBBLICA
Pubblicata la Circolare che "tenta di chiarire" i contenuti della Direttiva 27 dicembre 2012
Il Capo Dipartimento Lucrezia Stellacci ha firmato, in dat 6 marzo, la Circolare n. 8/2013 avente per oggetto: Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative.
La Direttiva, costituita da 2 articoli, esprimeva condizioni "inapplicabili" all'art. 1, mentre l'art. 2 si limitava a dare ulteriore ufficialità ai CTS (Centri Territoriali di Supporto).
Destabilizzare la scuola pubblica: sembra questa la tendenza di alcuni provvedimenti che, in questi ultimi giorni, stanno letteralmente ri-disegnando il sistema-scuola, lasciando trasparire intenti di riforma.
Sembra un destino comune, quasi una sorta di "maledizione": non è possibile abbandonare la sedia di Ministro dell'Istruzione se prima non si è tentata, in qualche misura, una RIFORMA della scuola o, comunque, qualcosa che lasci il segno, che renda "indimenticabile" un passaggio. Peccato che le argomentazioni indimenticabili lo siano, ma per ragioni diverse rispetto agli apprezzamenti attesi …
E così, dopo la Direttiva del 27 dicembre 2012 ecco spuntare, a chiarimento della stessa, una “Circolare esplicativa”. In Italia sembra che non si possa scrivere una norma se non se ne pubblica una immediatamente successiva che “spieghi” in che cosa consiste la prima, al fine di evitare false applicazioni e/o fraintendimenti.
Certo è che la Direttiva del 2012 proponeva all’art. 1 una serie di “condizioni inapplicabili”, in quanto “in contraddizione” con quanto sancito dalla norma primaria (un esempio: il Piano Didattico Personalizzato, per legge e così come è descritto nella l. 170/2010, è una misura da adottarsi per alunni certificati DSA. La direttiva estendeva, riferendosi alla stessa legge, l’applicazione di tale misura ad altre “condizioni”, introducendo anche gli alunni con disabilità per i quali sono predisposti i provvedimenti della normativa sull’inclusione scolastica). Ora la Circolare esplicativa corregge (???) e tenta, in extremis, di dare una struttura plausibile e coerente al contenuto della direttiva. In realtà la circolare va a rendere ancora più contraddittoria la già confusa situazione. La scuola è entrata nel pallone e se ne uscirà solo se gli insegnanti, che da sempre (a dispetto dei Ministri di turno) riescono a gestire e a guidare anche in acque tumultuose, sapranno mantenere la rotta e condurre, nel percorso scolastico, gli alunni loro affidati. Non tutti. Lo riconosco. Ma la stragrande maggioranza, sì!
Nella scuola se è vero che c’è tanta incompetenza, è altrettanto vero che c’è una professionalità molto più diffusa e reale di quella che dipingono alcune tristi cronache (situazione deprecabili, dalle quali prendiamo le distanze).
In che condizioni si opera, oggi, nelle scuole è noto alle cronache. Da tempo le Associazioni degli insegnanti e dei genitori lamentano e denunciano situazioni critiche:
numero elevato di alunni per classe (28 o 30 o 35 e in alcuni casi si sono registrati numeri più consistenti);
orari che non prevedono “compresenze” (qualche volta anche la “titolarità” sostegno è dirottata a “supplire” colleghi assenti);
edilizia scolastica (non è un fattore marginale) non rispondente alle norme;
risorse materiali carenti e/o non disponibili (strumenti, ausili, ecc Può capitare che servano 3 anni per disporre di un PC …);
orario degli insegnanti: per la primaria è possibile un incontro di programmazione settimanale (di 2 ore); per i docenti della secondaria sono disponibili 8-10 ore annuali per la affrontare questioni di vario tipo (dalla programmazione didattica alle problematiche della classe, ecc.).
In queste condizioni di difficile gestione e organizzazione, viene incrementata l’attività funzionale all’insegnamento (predisposizione di documentazione da parte del Consiglio di classe) che non può prescindere da una rilevazione formale durante le attività didattiche e da una coerente applicazione. È possibile effettuare interventi individualizzati in classi di 30 alunni/studenti? Gli insegnanti si misurano quotidianamente con questa assurdità del sistema italiano che introduce ostacoli, anziché abbattere barriere!! E se per ciascun alunno si deve provvedere con la “stesura” di un documento “personalizzato”, il tempo della programmazione didattica sarà assorbito da questa nuova collegiale attività, con conseguenze sulla programmazione non irrilevanti. Sono azioni fra loro incompatibili? No. Ma sicuramente rallentano e impediscono un lavoro che potrebbe essere mirato e sicuramente più efficace.
L’impressione è quella del persistere in un processo di destabilizzazione della “scuola pubblica” attraverso provvedimenti estemporanei e confusi che, ci auguriamo, il nuovo ministro riesca a far rientrare.
Orario di servizio per i docenti di sostegno
(Giuseppe Argiolas, Direttivo Nazionale CIIS)
29 settembre 2012 Insegnanti di sostegno: pochi professori e nomine in ritardo
Autorevole, puntuale e preciso l'intervento del prof. Giuseppe Argiolas che, sulle pagine del Corriere della Sera, puntualizza i fondamenti dell'integrazione scolastica: "La presa in carico degli alunni con disabilità è collettiva", ovvero compete e spetta, per contratto, a tutti gli insegnanti nella cui classe è iscritto l'alunno o l'alunna con disabilità.
Nessuno può o deve sentirsi "escluso" da questa responsabilità. Dal momento che un docente sottoscrive il contratto di lavoro (a tempo determinato o a tempo indeterminato) rientra fra le sue competenze rispondere ai bisogni formativi degli alunni che gli sono affidati.
Il docente per le attività di sostegno è una "risorsa" offerta alla classe per promuovere e "sostenere" il processo di integrazione dell'alunno con disabilità e la comunità scolastica intera. Coopera come titolare insieme agli altri docenti (comma 6 art. 13 della Legge 104/92). Per questo motivo "non può occuparsi della patologia o della sindrome".
Dimenticano Merlo e Barbieri, e sicuramente anche Rossi Doria (dato che è un insegnante e certe cose dovrebbe conoscerle) che nella scuola entrano "le persone" e non "i malati" e che la disabilità non è una malattia (D'Alonzo).
Dimenticano i familiari e i genitori perchè sono preoccupati della mancata assistenza.
Dimentica la società che l’impegno assunto è di rimuovere le barriere che impediscono la realizzazione della “persona”, indipendentemente dalle sue condizioni. E i diritti non possono essere continuamente calpestati. E che non si può continuare a ragionare pensando che gli alunni con disabilità appartengano ad un settore specifico e non alla dimensione sociale nel suo insieme ... L'OMS ha ribadito il principio della "partecipazione sociale" e questa è possibile in chiave di riconoscimento dell'altro come alterità e come persona, rispetto alla quale vi è un impegno a favore della sua autonomia e identità.
Bene ha fatto a ribadire il prof. Giuseppe Argiolas che oggi è evidente e tangibile il rischio di voler "formare docenti medicalizzati, specialisti sulle singole patologie". Si tratta dell'anticamera delle classi differenziali o, ancor peggio, del ritorno delle scuole speciali. Ci ricordiamo quando queste persone erano ritenute "non scolarizzabili?", quando erano ritenute "malate?" ... Attenzione, perchè la direzione sembra proprio quella di "farli uscire dalla scuola"!!!
La scuola, e lo dovrebbero sapere TUTTI, NON è un luogo "sanitario": è un territorio educativo, dove la persona viene accompagnata nel percorso formativo.
Per i bisogni dell'alunno o dell'alunna con disabilità sono presenti altre figure
nella scuola, per esempio, l'assistente ad personam o educatore che è la risorsa assegnata all'alunno o all'alunna con disabilità per rispondere ai suoi bisogni di "autonomia" e di "comunicazione personale". Rientra nelle figure di supporto diretto a quella specifica persona e non ha altri compiti (art. 13 comma 3 della L. 104/92);
nella sanità i terapisti terapisti della riabilitazione e altre figure professionali (medici) dell’ambito sanitario; i loro interventi sono effettuati in orario e in ambito extrascolastico.
I problemi di inizio anno scolastico si ripropongono puntuali, come sempre. Per gli alunni con disabilità cambia unicamente la data, ma le questioni e le situazioni si reiterano, si ripetono, si ripropongono puntualmente. Si potrebbe già iniziare a scrivere oggi il pezzo che sarà pubblicato il prossimo anno scolastico, ahimé!!!
primo titolo: "Alunno con disabilità, per te l'integrazione finisce qui ..."
secondo titolo: "Rischio di un ritorno alle classi differenziali: già sono operative le classi differenziali di fatto ..."
terzo titolo: "Mancano le risorse: situazione a rischio per molti alunni con disabilità ..."
Fa pensare questo indirizzo che da un po' di tempo pervade la nostra società ...
Fa pensare il fatto che ogni anno i genitori, già provati da stanchezze quotidiane, si debbano scontrare con un sistema che invece di rispondere ai compiti per i quali esiste crea condizioni di disagio e di difficoltà estreme ...
Fa pensare che la famiglia debba lottare contro una realtà che, invece, è deputata a "camminare insieme alla famiglia" per assicurare il successo formativo ai figli ...
Fa pensare tutto questo ... e non lascia intuire o intravedere prospettive positive!
Il Ministro Profumo e l'integrazione scolastica
«È stato fatto un grande lavoro sulla disabilità - spiega il ministro Profumo - ricerche e studi che vanno in profondità sui diversi tipi di problematiche, anche sul fronte comportamentale. Situazione che forse oggi possono essere seguite in maniera diversa, con un altro approccio, più collettivo e non con un' insegnante dedicata. Il nostro è un Paese che in assoluto ha una cultura, una storia, un' attenzione e un livello di servizio ottimo quando si parla di disabilità».
Il Ministro Profumo ha preso la parola e ha "detto" la sua, come tanti e come molti politici in questi ultimi anni.
E come tanti e come molti politici in questi ultimi anni emerge come da parte delle persone che ricoprono importantissimi e delicati compiti istituzionali vi sia una certa "non conoscenza" di un processo che "vive" da ormai 40 anni nel nostro Paese e che, in questi ultimi anni, si tende a gettare in un angolo per poi allontanare dalla cultura e dalle scelte prioritarie della nostra società.
Se un cammino è stato fatto, seppur faticoso, ora, con quattro parole, si tende a "liquidare" o quanto meno a dare un indirizzo comunque diverso, anche rispetto alle scelte che l'inclusione, per sua natura, racchiude.
Il Ministro parla di "docente dedicato" e questa è la prima GRANDE IMPRECISIONE.
La legge 104/92 afferma chiaramente che è docente contitolare della classe, che è assegnato alla classe e non ad un singolo alunno. E afferma pure che egli promuove il processo di integrazione scolastica, essendo risorsa per la classe. Perchè l'integrazione, forse il Ministro farebbe bene ad approfindire ulteriormente il tema, è un PROCESSO e come tale investe e coinvolge il team docente, il consiglio di classe e il gruppo-classe allargandosi fino all'intera comunità scolastica per sfociare, contagiare e contaminare l'intera società.
Sempre in salita la strada dell'integrazione scolastica
(di Giuseppe Argiolas**)
«Le programmazioni riguardanti gli alunni con disabilità - rileva Giuseppe Argiolas del Direttivo Nazionale del CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno) - hanno lasciato il passo agli obiettivi didattici ed educativi e all'attuazione di piani individualizzati statici, che nulla hanno di dinamico». Una riflessione sulle difficoltà dell'integrazione scolastica nel nostro Paese, dove la scuola, «come una possibile "grande mela"», viene chiamata, sempre secondo Argiolas, «ad attuare "da sola", con responsabilità e rigore, il processo dell'integrazione».
L'integrazione scolastica, oggi, non sembra essere come "la grande mela" e tanto meno di colore verde. Tanti e annosi, infatti, sono i problemi ancora aperti legati all'inserimento degli alunni con disabilità nelle scuole comuni e non, con il triste primato di un Paese che di fatto non garantisce il sostegno secondo le effettive esigenze di ciascun alunno.
Il ricorso continuo alla giustizia amministrativa sembra essere l'unica via percorribile dalle famiglie, ma talvolta lo svilimento arriva prima delle sentenze favorevoli e così, il peso faticoso di un diritto negato spesso condiziona fortemente l'esito di un progetto di vita, mettendo a dura prova i rapporti delicati tra famiglia e scuola.
Dunque, né vinti né vincitori? Si esce "sconfitti a metà"? Le responsabilità gravano su tutti, dirigenti, docenti, educatori professionali, famiglie, personale della scuola e accordi di programma. Responsabilità che riguardano soprattutto l'autonomia, la comunicazione, il successo formativo degli alunni e che in questi ultimi decenni non sembrano preoccupare in modo critico gli "addetti ai lavori".
Le programmazioni hanno lasciato il passo agli obiettivi didattici ed educativi e all'attuazione di piani individualizzati statici che nulla hanno di dinamico.
Il monitoraggio degli apprendimenti curricolari** sembra essere solo un vago ricordo, a confronto del clamore suscitato dalla stampa per un diritto allo studio giustamente riconosciuto.
Questa è una scuola inclusiva che vede spesso contrapposta la didattica differenziata all'autonomia delle istituzioni scolastiche, dimenticando la questione fondamentale dell'integrazione e quindi le effettive esigenze di ciascun alunno.
In realtà non può esserci integrazione senza autonomia delle istituzioni scolastiche e il potenziamento di quest'ultima dev'essere di fatto «funzionale [...] alle esigenze [...] di integrazione e sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico» [citazione tratta dall'articolo 50, comma 1b della Legge 35/12, "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", N.d.R.], attraverso il monitoraggio degli apprendimenti curricolari e il successo formativo degli alunni.
La "mancata professionalità dei docenti" - spesso invocata come unica denuncia - risulta essere una visione ristretta di una scuola dell'inclusione che nel suo insieme propone soluzioni efficaci.
Assistiamo da tempo al fenomeno della dispersione scolastica che colpisce anche gli alunni con disabilità. Proprio in questo macro-insieme di problematiche culturali e sociali, la scuola - come una possibile "grande mela" - è chiamata, "da sola", ad attuare con responsabilità e rigore il processo dell'integrazione.
*Nella traccia per la compilazione del Profilo Dinamico Funzionale/Piano Educativo Individualizzato (PDF/PEI) - documenti riguardanti gli alunni con disabilità - alla voce Apprendimenti curricolari si legge: «La prima parte riguarda la progettazione del "curricolo", che deve essere effettuata dal Consiglio di Classe o Modulo e riportata nel Registro dei Verbali o Agenda di Modulo. Il modello di PEI prevede un'articolazione della progettazione che ogni scuola può adottare nelle forme che riterrà più opportune e consone alla propria esperienza. In questa parte vengono definiti i percorsi curricolari, per campo di esperienza, ambito o disciplina, specificando obiettivi, contenuti, metodi ecc., al fine di monitorare la corretta correlazione tra intervento effettuato e obiettivo posto per lo sviluppo delle potenzialità. Si tratta di uno strumento pratico ed operativo. Va redatta all’inizio di ogni anno scolastico e verificata a metà percorso e alla fine dello stesso. La sua redazione operativa è affidata alla scuola. La seconda parte riguarda la descrizione del contesto, in particolare del gruppo classe. Si espliciteranno le dinamiche presenti, le interazioni, le modalità di rapporto, le criticità, le risorse, ecc.».
**Direttivo Nazionale del CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno).
Questi corsi “non s’hanno da fare”
E ci riprovano. Prima parlano di meritocrazia, di competenze, di professionalità in nome e per conto di una scuola di qualità, in cui vengono premiate addirittura le “eccellenze”.
E poi … e poi, alla prima occasione, remi in barca e la scuola di qualità viene lasciata andare alla deriva. Alla deriva di qualsivoglia considerazione.
A mettere in moto questo meccanismo “disfattista” sono state le “obbligate” (dicono) scelte economiche. Eh,sì! Perché in Italia quando i conti sono in rosso e la situazione è critica non si cercano le soluzioni che restituirebbero ossigeno ad un Paese che sta boccheggiando, magari tagliando inutili spese militari (quando mai una “Missione di pace” deve viaggiare su caccia militari oppure si deve equipaggiare di armamenti di ogni sorta?) o recuperando crediti da parte di coloro che il fisco lo evadono regolarmente ogni giorno, facendo una vita da nababbi, mentre il “popolo langue” cercando di sbarcare il lunario per arrivare a fine mese. No. In Italia, di fronte ad un estremo bisogno di liquidità si provvede “tagliando”: e si taglia soltanto dopo essersi bendati gli occhi, come la dea fortuna. Solo che la fortuna arride sempre a chi non dovrebbe e così la scure si abbatte sul settore che, invece, dovrebbe essere potenziato al massimo, proprio per restituire fiducia al Paese e ri-mettere in campo forze nuove, menti nuove, capaci di ri-progettare e reinventare la nuova società, quella del terzo millennio. Competitività, creatività, professionalità efficace …
Si è tagliato e si taglia nel sociale …
E il taglio, nella scuola, ha avuto più di una conseguenza. La prima, a lungo taciuta da troppi e per troppo tempo, riguarda gli alunni. La scuola svolge un ruolo formativo inderogabile che, per essere assolto, richiede “professionalità, competenza, corresponsabilità”.
Gli alunni devono poter contare su insegnanti in grado di accompagnarli nel processo di crescita, che sappiano valorizzare le loro potenzialità, stimolando e supportando le loro attitudini e assicurando a ciascuno il successo formativo.
Appare palese che tali compiti non possono essere affidati genericamente e che necessitano di personale preparato, capace di saper rispondere ai bisogni di tutti gli alunni, compresi quelli che presentano maggiori difficoltà.
Il taglio nella scuola insieme alla rimodulazione dell’offerta formativa ha costretto la scuola a fare i conti con il personale docente che, per effetto di queste scelte, ha registrato una forte contrazione di posti, determinando personale “in esubero” o “sovrannumerario”. Che fare? La prima soluzione che è parsa “ideale” da parte dell’amministrazione è “ricicliamoli”. E fin qui, opinabile ma … tutto bene.
La situazione si complica quando, a fronte del riciclo, qualcuno ha pensato che questo dovesse coincidere con “corsi di riconversione”, ovvero con la possibilità di acquisire un “nuovo titolo” per poter continuare ad insegnare nella scuola. E i corsi di riconversione comprendono la specializzazione per le attività di sostegno per lavorare nelle classi in cui sono iscritti alunni con disabilità, con incarico su “posto di sostegno”.
Appare legittimo che l’Amministrazione cerchi di tutelare i suoi insegnanti offrendo opportunità, al fine di mantenerli nello status iniziale.
Però … la possibilità offerta dal Ministero sembra più una strenna natalizia che un serio e concreto percorso formativo, capace di assicurare nuove professionalità.
E così, per questi insegnanti in esubero, viene “progettato” un corso di 120 ore da fruire in modalità on-line. E, ironia della sorte, chi vengono indicati come tutor aventi il compito di accompagnare questi docenti nel loro percorso di formazione? Insegnanti che posseggono determinate caratteristiche (laurea, servizio, ecc.) ma che possono anche essere privi di specializzazione per il sostegno e, giusto per non farsi mancare nulla quando si tratta di beffe, non necessariamente insegnanti di ruolo.
Anche in questo caso, ciò che ha prevalso è stata la logica dell’occupazione all’italiana”: si dà priorità al lavoratore, al docente, trascurando la qualità del prodotto, il discente. Si pensa agli insegnanti, alla salvaguardia del posto di lavoro (legittima e sacrosanta), tollerando però che per acquisire competenze funzionali alla disabilità sia sufficiente una chiacchierata virtuale.
Quante sono 120 ore? Corrispondono a 40 ore settimanali per tre settimane, tanto basterebbe per ottenere un titolo che alcuni insegnanti hanno ottenuto con percorsi universitari biennali, sostenendo 30 esami, più il tirocinio, più i laboratori e la tesi finale comprensiva di discussione.
Meno si studia e più si è premiati?
Meno impegno formativo e maggiore spendibilità del titolo acquisito?
È questa la “nuova formazione”, è questa la professionalità, è questa la risorsa umana della scuola?
Perché si continua a pensare che per la disabilità sia sufficiente una preparazione minima? Perché ci si ostina a ritenere che “chiunque” possa occuparsi delle attività di sostegno, anche se è nota la complessità della funzione ed è risaputo che molti genitori lamentano la scarsa professionalità docente, visibilmente rilevabile nelle sconfitte e nei percorsi interrotti di molti (troppi) studenti con disabilità?
Le Associazioni delle Persone con disabilità (ed anche la nostra Associazione) da anni chiedono personale docente “professionalmente competente” e non una parte del personale, ma TUTTO il personale della scuola: dai Dirigenti Scolastici a tutti i docenti.
Anno 2012. Stanno per prendere il via corsi di specializzazione per il sostegno di 120 ore.
Ma di chi è la responsabilità di tale scelta?
Chi ha la responsabilità della formazione degli insegnanti di sostegno?
La legge 104/1992, all’art. 14 comma 1, recita: “Il Ministro della pubblica istruzione provvede alla formazione e all'aggiornamento del personale docente per l'acquisizione di conoscenze in materia di integrazione scolastica degli studenti handicappati …”.
Se dunque questi corsi verranno attivati e se questi insegnanti acquisiranno il titolo di specializzazione mediante corsi on-line di 120 ore, sappiamo a chi attribuirne la responsabilità
Ovvero all’attuale Ministro che, fra l’altro, dal 13 agosto 2011 è Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).
Se è questa la scuola di qualità!
Non possiamo che prendere le distanze.
Siamo consapevoli che la scuola italiana necessiti di altri (tanti) insegnanti di sostegno e che questi “nuovi supporti” non andranno a colmare il bisogno presente. Tuttavia, come Associazione, non possiamo non essere preoccupati per la leggerezza e la superficialità con cui si mette mano alla formazione degli insegnanti, quando si affrontano problematiche connesse alla disabilità.
Scrive una mamma: “Un conto è dare un supporto formativo rispetto alla disabilità anche ai docenti curriculari, in modo da ottimizzare il lavoro dell'insegnante di sostegno … un altro è dequalificare un ruolo per soddisfare esigenze legate ai tagli del governo”.
Prosegue: “Si spara di nuovo sulla qualità del sostegno, tamponando maldestramente le problematiche legate all'inserimento dei docenti in esubero, con soluzioni che sacrificano come al solito i più deboli”.
E conclude: “Gli studenti disabili hanno un essenziale e imprescindibile bisogno di essere sostenuti nel loro percorso scolastico e formativo da figure necessariamente preparate ed esperte. E l'esperienza non si può acquisire virtualmente in 120 ore. Non stiamo parlando di un corso di dattilografia, ma di esseri umani da consegnare degnamente alla vita...”.
Come Associazione di Insegnanti specializzati di Sostegno
chiediamo al Ministro Profumo
di NON attivare la proposta di formazione mediante corsi di specializzazione dequalificanti come quelli previsti per gli attuali insegnanti in esubero;
di predisporre percorsi formativi adeguati e coerenti con un profilo professionale competente rispetto alle tematiche della disabilità;
di rivedere gli attuali percorsi formativi iniziali, correlati al DM 249/2010, inserendo nel percorso formativo iniziale, come obbligatorie per tutti gli aspiranti docenti, le discipline che consentono di acquisire competenze a favore del processo di integrazione degli alunni con disabilità;
di intervenire prontamente per assicurare la formazione sulla disabilità a tutto il personale attualmente in servizio nelle scuole;
di intervenire affinché la scelta dell’integrazione scolastica non venga meno, soprattutto a fronte di prassi scolastiche che, attualmente, mostrano una scuola italiana in cui le classi differenziali, abolite dalla legge 517/77, sembrano tornare in auge;
di intervenire per aprire un tavolo permanente di confronto con il ministero della salute sulle problematiche dell’istruzione domiciliare.
TUTTI IN PIAZZA CON L'ASSOCIAZIONE
“È POSSIBILE ANCORA PARLARE DI WELFARE IN ITALIA PER I DISABILI?”
Ci sembrano interrogativi seri che richiedono risposte serie.
Noi le chiediamo con urgenza.
IL CIIS ADERISCE ALL'INIZIATIVA PROMOSSA DALL'ASS. TUTTI A SCUOLA E INVITA TUTTI IN PIAZZA IL GIORNO 13 DICEMBRE, A ROMA
IL CONVEGNO è POSTICIPATO PER MOTIVI ORGANIZZATIVO-LOGISTICI
LA PROSSIMA DATA sarà comunicata tramite web
Convegno C.I.I.S.
sabato 17 dicembre 2011 alle ore 10.00 alle 16.00
LA SCUOLA DELL'INTEGRAZIONE NEL TERZO MILLENNIO
prospettive e professionalità del docente di sostegno
ISCRIZIONI: info@sostegno.org
La sede sarà comunicata a breve
'La scuola per tutti...Tutti per la scuola', è questo il titolo del convegno organizzato dalla CGIL Firenze in collaborazione con la FLC CGIL. L'iniziativa che si terrà il 24 novembre dalle ore 15 presso la Camera del Lavoro di Firenze, borgo dei Greci 3, nel Salone Di Vittorio, affronterà l'importante tema del 'Diritto all'Istruzione del bambino con disabilità', che può avvenire solo attraverso una corretta ed adeguata integrazione scolastica.
Interviene il Presidente del CIIS
CONVEGNO ERIKSON edizione 2011
Resistere o innovare?
Il Convegno di novembre è sempre un appuntamento importante, in cui ci ritroviamo assieme a "fare il pieno" di energia e di aiuti pratici per il nostro lavoro quotidiano. Ma non solo: questa edizione vuole essere qualcosa di più. Certo toccheremo i vari temi che in questi anni si sono dimostrati utili per lo sviluppo professionale e scientifico di chi lavora nel campo dell'integrazione scolastica e sociale. Come [segue]
L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL C.I.I.S.
A nome del CIIS, ringrazio per questo invito ad offrire il nostro contributo su un tema che, come Associazione di insegnanti di sostegno, ci tocca particolarmente da vicino. Sulla lettura dei fattori che hanno indotto ad ipotizzare una nuova via per l’integrazione farò un brevo cenno nel corso dell'intervento.
Vorrei puntare il focus su alcune questioni:
La prima riguarda i due concetti posti alla base di questo modello: resistenza contrapposta a innovazione
La seconda l’integrazione scolastica come plus valore
La terza gli attori dell’integrazione scolastica, con un occhio di riguardo al docente per le attività di sostegno alla classe.
A conclusione: i protagonisti, coloro per i quali il sistema scuola predispone e attua gli interventi educativo-didattici [continua]
POSTO A RISCHIO PER OLTRE 20 INSEGNANTI DI SOSTEGNO DI RUOLO
PRONTO INTERVENTO DEL CIIS E DEI SINDACATI DI CATEGORIA
Sono circa una ventina gli insegnanti di sostegno che rischiano di essere “licenziati” dopo essere stati “assunti”. È l’odissea che coinvolge un gruppo di docenti della Sardegna che il 26 di agosto scorso, dopo essere stati convocati dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Cagliari e di Sassari, sono stati immessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2011-2012. Dal 1 settembre lavorano presso le scuole secondarie di secondo grado dislocate sul territorio provinciale (molti hanno preso servizio presso sedi svantaggiate, distanti anche oltre 50 km da casa) [continua].
Leggi l'Unione Sarda.
Il prof. FRANCESCO PROFUMO incaricato come Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo MONTI.
il sito del MIur: clicca qui.
la scheda: leggi.
Ripensare il Processo di integrazione scolastica
Nel mare delle sirene di omerica memoria giungono richiami continui per sollecitare ad una nuova impostazione del processo inclusivo. Le soluzioni offerte dalle “sirene” leggono l’integrazione in un’unica prospettiva, incapaci di andare oltre e ancor più incapaci di pensare, o meglio, ri-pensare l’intero sistema sotto il profilo dei nuovi orientamenti culturali che stanno pervadendo la società globale ma che, al contrario, pare lascino indifferenti ...
DDL PRIVATIZZAZIONE DEL SOSTEGNO Dal Resoconto si apprende che non vi è stata la presentazione del DDL. All'Ordine del Giorno della prossima convocazione, martedì 5, mercoledì 6 e giovedì 7 luglio, non è stata inserita la presentazione del DDL. Nella sezione news la nuova BOZZA da inviare allaVII Commissione Permanente del Senato.
Sono circa una ventina gli insegnanti di sostegno che rischiano di essere “licenziati” dopo essere stati “assunti”. È l’odissea che coinvolge un gruppo di docenti della Sardegna che il 26 di agosto scorso, dopo essere stati convocati dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Cagliari e di Sassari, sono stati immessi in ruolo a partire dall’anno scolastico 2011-2012. Dal 1 settembre lavorano presso le scuole secondarie di secondo grado dislocate sul territorio provinciale (molti hanno preso servizio presso sedi svantaggiate, distanti anche oltre 50 km da casa).
Il travagliato percorso è iniziato a metà settembre, quando i Dirigenti Scolastici delle sedi di servizio hanno registrato notevole difficoltà ad inserire i contratti degli insegnanti di sostegno, neoassunti, nel sistema informatizzato del Ministero. In un primo momento si è pensato ad una difficoltà di ricezione da parte del Miur, a livello strumentale, in seguito, non avendo avuto alcuna risposta precisa al riguardo, neppure da parte dell’Ufficio Scolastico Territoriale, i Dirigenti Scolastici delle sedi interessate si sono rivolti a quello regionale chiedendo la risoluzione del problema. A sua volta, anche l’Ufficio Scolastico Territoriale, infatti, lamentava le stesse difficoltà delle scuole.
A questo punto, i docenti di sostegno coinvolti, non ottenendo comunicazione in merito alla registrazione on-line dei loro contratti, hanno interessato della questione le organizzazioni sindacali di categoria che, prontamente, hanno formulato richiesta di verifica.
In sede di controllo, gli uffici dell’USP si sono imbattuti in una discrepanza che riguardava proprio il contingente delle immissioni in ruolo. Di conseguenza, l’Ufficio Scolastico Territoriale di Cagliari ha inoltrato un INTERPELLO al Ministero, per ricevere conferma del contingente approvato in data 26 agosto 2011. Ed è successo che, in questo passaggio di comunicazioni e di verifica, si sono resi conto del problema: ovvero che il contingente sulla disponibilità dei posti vacanti doveva essere fatto sull’organico di diritto e non su quello di fatto. Non si capisce se i dati siano stati confermati o meno da parte del Miur. Fatto sta che due giorni fa i docenti di sostegno della scuola secondaria della provincia di Cagliari, della provincia di Carbonia e di Sassari (siamo in attesa di conoscere la situazione delle altre province sarde) contattati telefonicamente dagli uffici dell’USP, sono stati informati della “revoca del ruolo”! contestualmente venivano invitati a presentarsi il giorno successivo, presso le sedi degli uffici territoriali per la notifica della revoca.
La nostra Associazione, CIIS, è intervenuta prontamente, prendendo contatti con la Cgil nazionale e territoriale che, dopo aver contattato gli uffici scolastici provinciali, ha chiesto un urgente incontro con il Dirigente dell’USR Sardegna. Nel corso della riunione, il sindacato della FlcCgil ha rilevato un contingente di immissioni in ruolo per l’anno in corso decisamente sottodimensionato, rispetto ai bisogni del territorio. Lo stesso MIUR, messosi in contatto con l’ufficio scolastico regionale della Sardegna per definire la situazione dei docenti, ha concordato una linea d’azione con i sindacati presenti. L’orientamento, pertanto, pare quello di non provvedere alla cancellazione dei contratti a tempo indeterminato. Non solo. Da un’attenta analisi del contingente disponibile (e delle necessità del territorio), l’intento pare sia proprio di provvedere quanto prima all’esame di possibili ulteriori nomine a tempo indeterminato. Secondo queste ultime indiscrezioni, già a partire dai prossimi giorni la situazione dei docenti immessi in ruolo a fine agosto sarà regolarizzata e la scuola sarda potrà contare su un nuovo inserimento in organico di diritto di docente specializzato per le attività di sostegno, a beneficio del percorso di integrazione scolastica.
In attesa dell’evolversi della situazione, come Associazione prendiamo atto della tempestività e del prezioso supporto offerto in questa occasione dai sindacati di categoria FLC Cgil, UIL, GILDA, CISL e, contestualmente, della collaborazione da parte delle Istituzioni preposte.
Ascolta l'intervista del prof. Giuseppe Argiolas, direttivo CIIS, al TG3
Guarda l'intervista di una collega "a rischio di licenziamento":
Il Dirigente Scolastico Regionale Sardegna, dr. Tocco, spiega i licenziamenti.
IL PUNTO DI VISTA ... C.I.I.S.
La nomina dell’on.GIUSEPPE GALATI a Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ci sorprende e ci preoccupa “MOLTO”, per dirla con una sola parola.
L’on Galati, infatti, è co-firmatario insieme ad altri parlamentari del disegno di legge, noto come “Privatizzazione del sostegno”. Quale significato avrà, dunque, il suo ingresso al dicastero dell’Istruzione?
Sulla Privatizzazione del sostegno la nostra Associazione ha preso prontamente le distanze, fin dal momento in cui è stato presentato il primo DDL al Senato (firmato dai senatori Bevilacqua e Gentile), rispetto al quale vi è stata anche una decisa presa di posizione da parte della Federazione FAND, la più imponente per iscritti e per presenza nel contesto italiano, che ha ribadito il suo NO. Anche la FISH ha sollevato perplessità.
Anche se nessuno, a parole, intende sottrarre alla scuola italiana la lunga esperienza dell’integrazione scolastica, così come prevista dalla normativa attuale, tuttavia è motivo di preoccupazione: preoccupa il fatto che il DDL, per quanto osteggiato con motivazioni richiamanti i valori dell’integrazione, sia già stato depositato presso la VII Commissione Permanente della Camera dei Deputati.
Conforta invece conoscere la posizione del Vice-Ministro, Sottosegretario on. Giuseppe Pizza, il quale nel giugno scorso (vedi comunicati stampa) aveva assicurato il suo impegno affinché il DDL non procedesse nel suo iter parlamentare.
Poiché da tempo si respira nell’aria il ritorno alle classi differenziali, con conseguente “espulsione” degli alunni con disabilità dalle classi comuni, occorrerebbe un forte e chiaro segnale di discontinuità rispetto a disegni di legge che, invece, protendono verso una loro riapertura, sottraendo gli alunni con disabilità dal percorso scolastico insieme ai compagni, loro coetanei.
Chiediamo questo segnale di discontinuità al Ministro Gelmini e al Sottosegretario Pizza, affinché
ribadiscano la loro distanza da disegni di legge che mirano ad affidare gli alunni con disabilità ed anche gli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento a “personale esterno alla scuola, privo di competenze pedagogico-didattiche”;
intervengano per allontanare definitivamente ogni ipotesi che possa far solo pensare che le classi differenziali siano pronte a riaprire le porte,
e invitino il Sottosegretario, on. Giuseppe Galati, aritirare il DDL sulla privatizzazione del sostegno, Atto Camera n. 4405.
È convocata l’Assemblea del C.I.I.S. (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno) in 1a convocazione per il giorno 28 settembre alle ore 8.00, in 2a convocazione per
domenica 2 ottobre 2011 ore 11.30.
La sede sarà successivamente comunicata ai soci.
A proposito di AREE DISCIPLINARI: come avviene l'attribuzione nella scuola secondaria di 2° grado? Per esempio nell'Istituto Agrario di Elmas (CA) "Duca degli Abruzzi", gli Accordi di Programma Quadro, siglati il 27 maggio 2010, non aiutano. La norma di assegnazione delle aree pare disattesa. Che fare? Sulla questione interviene il prof. Giuseppe Argiolas, referente CIIS Sardegna, ripreso anche da OrizzonteScuola: leggi l'articolo.
Se nella tua scuola rilevi le stesse incongruenze, invia una segnalazione a info@sostegno.org Oggetto: attribuzione aree disciplinari sostegno.
INTEGRAZIONE SCOLASTICA E INSEGNANTE DI SOSTEGNO
Si continuano ad effettuare proposte sostanzialmente orientate alla figura docente. Quando (chissà quando) si capirà che le ipotesi devono ruotare unicamente attorno all'alunno con disabilità,ovvero partire dal suo contesto formativo, forse solo allora la scuola potrà vivere una vera stagione inclusiva.
Per ora non possiamo che prendere le distanze da ipotesi che rimandano all'abolizione della risorsa "docente per il sostegno" per la classe e alla proposta che introduce consulenti iperspecializzati.
A breve il commento ufficiale del CIIS
DDL PRIVATIZZAZIONE DEL SOSTEGNO
Dal Resoconto si apprende che non vi è stata la presentazione del DDL.
All'Ordine del Giorno della prossima convocazione, martedì 5, mercoledì 6 e giovedì 7 luglio, non è stata inserita la presentazione del DDL. A meno che non sia prevista nella seduta plenaria del giorno 7 luglio.
Prossima convocazione VII Commissione: 5-6-7 luglio 2011.
In vista di un probabile ordine del giorno, intesifichiamo la protesta civile avviata: SCRIVIAMO e SCRIVI NO alla privatizzazione del sostegno. Occorre dire, chiaro e forte, che il DDL (Atto del Senato 2594) deve essere assolutamente RITIRATO.
ATTENZIONE: vi daremo comunicazioni dell'iter, costantemente sotto controllo . Nel frattempo scrivi e invita a scrivere per chiedere alla politica di prendere le distanze dal DDL n. S. 2594. Nella sezione news la nuova BOZZA da inviare a lla VII Commissione Permanente del Senato.
- Martedì 28 e Mercoledì 29 giugno: Presentazione del DDL sulla privatizzazione del sostegno. Leggi l'Ordine del Giorno.
- Martedì 21 e mercoledì 22 giugno 2011: PRESENTAZIONE del DDL Bevilacqua/Gentile. Leggi l'ordine del giorno.
- Martedì 14 giugno: il DDL sulla privatizzazione del sostegno non è stato presentato. Vedi resoconto Senato. La presentazione era stata programmata per martedì 14 giugno, alle ore 15. L'auspicio è che che i parlamentari tengano conto del fatto che, da parte del MIUR, non vi è intenzione di sostenere questo progetto assurdo (v. anche Superando e Superabile).
Anche il 14 giugno, così come ...
- ... mercoledì 8 giugno (vedasi resoconto)
- ... e il 1° giugno (vedi documento completo ), il Disegno di Legge n. S 2594, Disposizioni per favorire il sostegno di alunni con disabilità, presentato dai senatori del PDL Bevilacqua e Gentile non risulta presentato presso la VII Commissione Permanente del Senato
DDL "sostegno ai privati", clicca e leggi il COMUNICATO C.I.I.S.
Il comunicato è stato ripreso/pubblicato da: Superando1 - Superando2 - Blog GennaroMorra - Superabile - RedattoreSociale
COMUNICATO STAMPA congiunto delle Federazioni FAND e FISH dopo l'incontro con il Sottosegretario del MIUR, on. Giuseppe Pizza. Leggi.
Approfondisci: Superando.
Vai alla sezione Testimonianze e 'sfoglia' la storia di Claudia: "Sono Claudia e ho la Sindrome di Rett"
La classe è costituita da tutti gli alunni: è ambiente educante e formativo per eccellenza. È nella classe che si attua e si realizza l’integrazione scolastica, dove si inizia a costruire la società inclusiva, quella contemplata nella e dalla nostra Costituzione. La proposta di legge dei due senatori del PDL mira a frantumare questa realtà, creando un luogo in cui prima della persona e della sua dignità appare ciò che lo rende “diverso”, stigmatizzando il funzionamento individuale. La non-classe disegnata dai due senatori proporrebbe “alunni con …”, suddivisi per fasce o per gruppi: ciascuno con la sua caratteristica specifica. Ma non si limita ad annullare la dimensione sociale del gruppo-classe come identità impegnata nel percorso formativo, la nuova proposta va oltre, tentando di sottrarre agli insegnanti i compiti per i quali sono chiamati ad impegnare congiuntamente, per tutti gli alunni, la loro professionalità. E riappare, sempre più vicino, lo spettro delle classi differenziali come luogo di “raccolta” della diversità, separata secondo il criterio di “alunno con …
..."Disegno di Legge n. S 2594", Disposizioni per favorire il sostegno di alunni con disabilità, depositato il 2 marzo 2011 dai senatori Bevilacqua e Gentile, attualmente in discussione presso la VII Commissione del Senato. Una strana proposta di legge, che lascia perplessi fin dalle prime righe. “Privatizzare il sostegno” è il grido di allarme che echeggia nel web da parte delle Associazioni delle famiglie delle persone con disabilità e di tanti professionisti che operano nel settore. Ma in cosa consiste questa proposta?Quale, in ultima analisi, il nocciolo della questione?
Perché diciamo NO alla Classe di Concorso
Da sempre la nostraAssociazione ha condiviso e sostenuto l'inclusione scolastica, ponendosi quale obiettivo principale il potenziamento e la crescita culturale delprocesso inclusivo.L'inclusione si realizza nella misura in cui i suoi contenuti si concretizzano e si attuano nella dimensione culturale di un Paese che voglia definirsi civile.Per questo sosteniamo che l'inclusione scolastica non può assolutamente essere appannaggio di una o due figure professionali e ancor meno che possa essere utilizzata come strumento per perseguire fini "altri" rispetto a quelli prefissi a beneficio non solo delle persone con disabilità ma dell'intera società.G
iunto è infatti il tempo di uscire dagli schemi stereotipati di una visione cosiddetta “buonista” : continuare a pensare all’inclusione come ad un qualcosa che rimanda alle persone con disabilità significa non solo svilirne il valore ma orientare qualsiasi intervento in direzione che “pone ulteriormente all’angolo” la persona con disabilità, relegandola allo stigma sociale irreversibile.Uscire dagli schemi stereotipati significa “camminare insieme” per realizzare una società in cui la dignità di ciascuno è riconosciuta e vissuta come “partecipazione sociale a tutti gli effetti” .
Per questo ciascuno di noi è e deve essere impegnato a rimuovere “ostacoli” che impediscono la realizzazione di una società inclusiva, contribuendo, nella misura della propria responsabilità civile e sociale, a realizzare giorno per giorno “la” società in cui ognicittadino trovi ospitalità, dignità e riconoscimento.
E questo anche e ancor più nella scuola.
Il C.I.I.S. ( Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno ) è un'Associazione di volontariato che opera in tutto il territorio nazionale.
All'Associazione C.I.I.S. aderiscono insegnanti di ruolo, insegnanti abilitati e non di ruolo, dirigenti, genitori, operatori del settore e quanti ne condividono le finalità.
L'associazione non ha scopo di lucro e opera al fine di realizzare scopi sociali, culturali, educativi e ricreativi nel rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne.
SPECIALE RAI 3 BLOB
SABATO 8 ottobre e DOMENICA 9 ottobre, alle ore 20,
ALLA SCUOLA NEGATA AGLI ALUNNI CON DISABILITÀ,
con l'Associazione TUTTI A SCUOLA.
IN PIAZZA CON "TUTTI A SCUOLA"
PER CHIEDERE UNA VERA E REALE SCUOLA DELL'INTEGRAZIONE.
PETIZIONE FAND - FISH No al taglio all'assisteza. Fermiamoli con una FIRMA!!! Attenzione: le firme devono essere inviate prima di lunedì mattina. Passate parola. DIFFONDI E ... FIRMA ANCHE TU!
C.I.I.S. C.I.I.S. C.I.I.S.
AREE DISCIPLINARI come avviene l'attribuzione nella scuola secondaria di 2° grado? Leggi e segnala.
INTEGRAZIONE SCOLASTICA E INSEGNANTE DI SOSTEGNO FIOCCANO, anche in tempo estivo, proposte orientate prevalentemente alla figura docente. Prendiamo le distanze sulla nuova proposta che introduce consulenti iperspecializzati. Leggi.