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Timestamp: 2018-08-21 01:55:30+00:00
Document Index: 58643489

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1916', 'art. 1223', 'art. 10', 'art. 360', 'art. 360']

Infortunio in itinere, la rendita Inail si detrae dal risarcimento dovuto dal terzo responsabile - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Infortunio in itinere, la rendita Inail si detrae dal risarcimento dovuto dal terzo responsabile
Cassazione civile, sez. unite, sentenza 22.5.2018 n. 12566
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. MAMMONE Giovanni - Primo Presidente - Dott. VIVALDI Roberta - Presidente di Sezione - Dott. D'ANTONIO Enrica - Consigliere - Dott. VIRGILIO Biagio - Consigliere - Dott. FRASCA Raffaele - Consigliere - Dott. ACIERNO Maria - Consigliere - Dott. GIUSTI Alberto - rel. Consigliere - Dott. CIRILLO Francesco Maria - Consigliere - Dott. FALASCHI Milena - Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso 20403/2012 proposto da: B.R., elettivamente domiciliato in Roma, Via Cosseria, n. 5, presso lo studio dell'Avvocato Laura Tricerri, che lo rappresenta e difende unitamente all'Avvocato Alessandro Borachia; - ricorrente - contro VITTORIA ASSICURAZIONI s.p.a., elettivamente domiciliata in Roma, VIA G. Paisiello, n. 40, presso lo studio dell'Avvocato David Morganti, rappresentata e difesa dall'Avvocato Ricardo Duykers Mannocci; - controricorrente - contro PEDROTEC s.r.l. e M.M.; - intimati - e nei confronti di: B.G., L.F. e N.I.; - intimati - avverso la sentenza n. 466/2012 della Corte d'appello di Genova, depositata il 20 aprile 2012; Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 13 febbraio 2018 dal Consigliere Alberto Giusti; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Carmelo Sgroi, che ha concluso per il rigetto del ricorso; udito l'Avvocato Ricardo Duykers Mannocci.
1. - Con citazione notificata il 5 dicembre 2000, B.R. convenne in giudizio M.M., la Pedrotec s.r.l. e la Vittoria Assicurazioni s.p.a. per sentirli condannare al risarcimento del danno subito a seguito di un sinistro stradale verificatosi il (OMISSIS) allorchè esso attore, alla guida di un motociclo, venne a collisione con un autocarro di proprietà della Pedrotec condotto dal M. e assicurato con la Vittoria Assicurazioni s.p.a..
Costituendosi in giudizio, la Vittoria Assicurazioni contestò che la responsabilità dell'incidente fosse interamente attribuibile al conducente M.. Intervennero volontariamente in giudizio N.I., moglie del B. e proprietaria del motoveicolo da questo condotto, nonchè B.G. e L.F., genitori dell'attore, chiedendo, tutti, il risarcimento dei danni non patrimoniali a loro volta patiti a seguito dell'incidente occorso al prossimo congiunto e, la sola N., domandando anche il risarcimento del danno patrimoniale per la perdita del motociclo.
Ha resistito, con controricorso illustrato da memoria, la Vittoria Assicurazioni.
- il valore capitale della rendita INAIL corrisponde a valore patrimoniale già risarcito, non ulteriormente computabile a favore del danneggiato, onde evitare duplicazioni di risarcimento sia in favore del danneggiato che a carico del responsabile o del suo assicuratore; - nelle assicurazioni sociali, quando l'istituto comunica al terzo responsabile che il caso è stato ammesso all'assistenza prevista dalla legge ed agli indennizzi e lo preavverte della volontà di esercitare il diritto di surroga, la certezza e l'automatismo delle successive prestazioni sono elementi sufficienti per integrare i presupposti richiesti dall'art. 1916 c.c., e determinano l'impossibilità, per il terzo responsabile, di opporre eventuali successivi accordi intervenuti con il danneggiato;
Ad avviso del Collegio rimettente, a pretendere la medesimezza del titolo per il danno e per il lucro ai fini dell'operatività della compensatio lucri cum damno anche nelle fattispecie che si caratterizzano per la presenza di rapporti giuridici trilaterali, si finirebbe per negare di fatto qualsiasi spazio all'istituto, essendo assai raro (se non impossibile) che un fatto illecito possa provocare da sè solo, ossia senza il concorso di nessun altro fattore umano o giuridico, sia una perdita, sia un guadagno. Si tratterebbe invece unicamente di stabilire se il lucro costituisca o meno una conseguenza immediata e diretta del fatto illecito ai sensi dell'art. 1223 c.c.. Qualificare d'altra parte molti vantaggi come occasionati e non causati dal fatto illecito sarebbe incoerente con la moderna nozione di causalità giuridica: pertanto, allorquando il fatto di danno sia anche coelemento di una fattispecie, di fonte normativa o negoziale, costitutiva di una provvidenza indennitaria a favore del danneggiato, pure siffatta provvidenza - si sostiene - rappresenta un effetto giuridico immediato e diretto della condotta che quel danno ha provocato, giacchè da essa deriva secondo un processo di lineare regolarità causale.
4. - Come correttamente rileva l'ordinanza interlocutoria della Terza Sezione, la soluzione della specifica questione rimessa all'esame delle Sezioni Unite coinvolge un tema di carattere più generale, che attiene alla individuazione della attuale portata del principio della compensatio lucri cum damno e sollecita una risposta all'interrogativo se e a quali condizioni, nella determinazione del risarcimento del danno da fatto illecito, accanto alla poste negative si debbano considerare, operando una somma algebrica, le poste positive che, successivamente al fatto illecito, si presentano nel patrimonio del danneggiato. L'ordinanza di rimessione pone questo tema a oggetto di un quesito di portata più ampia di quello riguardante la detraibilità o meno della rendita INAIL: se la compensatio "possa operare come regola generale del diritto civile ovvero in relazione soltanto a determinate fattispecie"; "se nella liquidazione del danno debba tenersi conto del vantaggio che la vittima abbia comunque ottenuto in conseguenza del fatto illecito", percependo emolumenti versatigli non solo da assicuratori sociali (come nella specie), bensì anche "da assicuratori privati... ovvero anche da terzi, ma comunque in virtù di atti indipendenti dalla volontà del danneggiante".
4.2. - Controversi sono piuttosto la portata e l'ambito di operatività della figura, ossia i limiti entro i quali la compensatio può trovare applicazione, soprattutto là dove il vantaggio acquisito al patrimonio del danneggiato in connessione con il fatto illecito derivi da un titolo diverso e vi siano due soggetti obbligati, appunto sulla base di fonti differenti. E' la situazione che si verifica quando, accanto al rapporto tra il danneggiato e chi è chiamato a rispondere civilmente dell'evento dannoso, si profila un rapporto tra lo stesso danneggiato ed un soggetto diverso, a sua volta obbligato, per legge o per contratto, ad erogare al primo un beneficio collaterale: si pensi all'assicurazione privata contro i danni, nella quale l'assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l'assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro; si considerino i benefici della sicurezza e dell'assistenza sociale, da quelli legati al rapporto di lavoro (e scaturenti dalla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali) a quelli rivolti ad assicurare ad ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere una tutela assistenziale; si pensi, ancora, alle numerose previsioni di legge che contemplano indennizzi o speciali elargizioni che lo Stato corrisponde, per ragioni di solidarietà, a coloro che subiscono un danno in occasione di disastri o tragedie e alle vittime del terrorismo o della criminalità organizzata.
E' pertanto infondato il primo motivo di ricorso del B..
8. - Con il secondo motivo (violazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 10, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè degli artt. 112 e 345 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 4), posto in via subordinata, ci si duole che la Corte d'appello abbia applicato la "limitazione del risarcimento" a fronte di una eccezione sollevata dalla Vittoria Assicurazioni per la prima volta in grado di appello, e si sostiene che l'erogazione della rendita INAIL, rappresentando un fatto impeditivo del diritto al risarcimento del danno, avrebbe dovuto essere eccepita tempestivamente nel giudizio di primo grado.
LaPrevidenza.it, 29/05/2018
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