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Timestamp: 2019-02-16 06:56:15+00:00
Document Index: 124871695

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 17', 'art.  20', 'art.  163', 'art. 183', 'art.  42', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'in fine', 'art. 4', 'art. 2', 'art.  10', 'art.  11', 'art.  10', 'art. 6', 'art.\n10', 'art. 44', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 44', 'art. 37', 'art. 12', 'art. 2', 'art.  6', 'art. 12', 'art.   2', 'art. 6', 'art.  5', 'art. 12', 'art. 12', 'art.  12', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 61', 'art.  10', 'art.  18', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 11', 'art.  38', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 2', 'art.\n1', 'art. 1', 'art. 4', 'art.  8', 'art.  2', 'art. 57', 'art. 61', 'art.  1', 'art. 1']

TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 8 luglio 2010, n. 105 - Testo del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 158 del 9 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 13 agosto 2010, n. 129 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante misure urgenti in materia di energia. Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa in materia di riordino del sistema degli incentivi. (10A10414) - (GU n. 192 del 18-8-2010 | Edilone.it
TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 8 luglio 2010, n. 105 – Testo del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 158 del 9 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 13 agosto 2010, n. 129 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante misure urgenti in materia di energia. Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa in materia di riordino del sistema degli incentivi. (10A10414) – (GU n. 192 del 18-8-2010
TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 8 luglio 2010, n. 105 - Testo del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 158 del 9 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 13 agosto 2010, n. 129 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante misure urgenti in materia di energia. Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa in materia di riordino del sistema degli incentivi. (10A10414) - (GU n. 192 del 18-8-2010 )
TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 8 luglio 2010 , n. 105
– serie generale – n. 158 del 9 luglio 2010), coordinato con la legge
Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa  in  materia
dell’articolo 4 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78,  convertito,
dell’ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare  e  con  il
individua,  d’intesa  con  le  regioni   e   le   province   autonome
trasmissione, alla distribuzione e  alla  produzione  dell’energia  e
i  criteri  per  l’esercizio   della   cooperazione   funzionale   ed
autonome per l’esercizio dei compiti di  cui  al  presente  articolo;
privati   nell’attuazione   degli   interventi   e    nel    relativo
finanziamento,  purche’  ne   siano   assicurate   l’effettivita’   e
l’entita’. Ciascun commissario, sentiti gli enti locali  interessati,
i termini previsti dalla legge o  quelli  piu’  brevi,  comunque  non
inferiori alla meta’, eventualmente fissati in  deroga  dallo  stesso
commissario,   occorrenti    all’autorizzazione    e    all’effettiva
Ministri, sono  nominati  uno  o  piu’  commissari  straordinari  del
stesso decreto, senza che cio’ comporti  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della finanza pubblica, individua  altresi’  le  dotazioni  di
mezzi e di personale, nonche’ le strutture anche di concessionari  di
cui  puo’  avvalersi  il  commissario,  cui  si  applica   l’articolo
relativi oneri. L’incarico e’ conferito per  il  tempo  indicato  nel
conferimento dell’incarico e’ data notizia nella Gazzetta Ufficiale.
4. In caso di mancato raggiungimento dell’intesa di cui al comma 1,
raggiungimento  dell’intesa,  il   Governo   puo’   individuare   gli
interventi   di   cui   al   comma   1,   dichiararne   l’urgenza   e
l’indifferibilita’ nonche’ definire  i  criteri  di  cui  al  secondo
periodo  del  comma  2,  anche   a   prescindere   dall’intesa,   con
nominato con le procedure  di  cui  al  comma  3,  da’  impulso  agli
all’articolo 20, comma 4, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
b)  mezzi  e  risorse  finanziarie  pubbliche   gia’   previste   a
legislazione vigente; in ogni caso l’apporto finanziario dei soggetti
2. Fatto salvo l’esito dei procedimenti giurisdizionali  in  corso,
l’efficacia dei decreti di nomina dei commissari straordinari di  cui
del presente articolo sia raggiunta l’intesa  con  le  regioni  e  le
prorogati, senza soluzione di continuita’,  fino  alla  data  fissata
nell’intesa. Il raggiungimento dell’intesa con la regione o provincia
3. All’articolo 185, comma 2,  del  decreto  legislativo  3  aprile
parole:  «materiali  fecali  e  vegetali  provenienti  da   attivita’
agricole utilizzati nelle attivita’ agricole o» sono sostituite dalle
attivita’ agricole, utilizzati nelle attivita’ agricole, anche al  di
La sentenza della Corte costituzionale 17 giugno  2010,
n. 215, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 23
giugno 2010 – 1° serie speciale.
legge  3  agosto  2009,  n.  102,   recante   provvedimenti
anticrisi, nonche’ proroga di termini come modificato dalla
«Art. 4 (Interventi urgenti per le reti  sull’energia).
– 1. Su proposta del Ministro delo sviluppo  economico,  di
trasporti, con il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio  e  del  mare  e  con   il   Ministro   per   la
semplificazione  normativa,  il  Consiglio   dei   Ministri
individua, d’intesa con le regioni e le  province  autonome
interessate,  gli  interventi  urgenti  ed   indifferibili,
connessi  alla  trasmissione,  alla  distribuzione  e  alla
produzione  dell’energia  e  delle  fonti  energetiche  che
rivestono  carattere   strategico   nazionale,   anche   in
relazione  alla  possibile  insorgenza  di  situazioni   di
emergenza, ovvero per i quali ricorrono particolari ragioni
di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico,  e
che devono pertanto essere effettuati con  mezzi  e  poteri
2. Gli interventi di cui al comma 1 sono realizzati  in
regime di  cooperazione  funzionale  ed  organizzativa  tra
commissari straordinari del Governo, nominati ai sensi  del
comma 3, e le regioni e province autonome interessate.  Con
le intese di cui al comma 1, sono definiti  i  criteri  per
l’esercizio della cooperazione funzionale ed  organizzativa
tra commissari straordinari, regioni  e  province  autonome
per l’esercizio dei compiti di cui  al  presente  articolo;
tali criteri possono contemplare anche il coinvolgimento di
soggetti privati nell’attuazione  degli  interventi  e  nel
relativo  finanziamento,  purche’   ne   siano   assicurate
l’effettivita’ e l’entita’.  Ciascun  commissario,  sentiti
gli  enti  locali  interessati,  emana   gli   atti   e   i
provvedimenti,  nonche’  cura  tutte   le   attivita’,   di
competenza delle amministrazioni pubbliche che non  abbiano
rispettato i termini previsti dalla  legge  o  quelli  piu’
brevi, comunque non  inferiori  alla  meta’,  eventualmente
fissati in  deroga  dallo  stesso  commissario,  occorrenti
all’autorizzazione  e  all’effettiva  realizzazione   degli
interventi, nel rispetto delle disposizioni comunitarie.
3. Per la realizzazione degli interventi ai  sensi  del
comma 2, con decreto del Presidente  della  Repubblica,  su
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sono nominati uno
o piu’ commissari straordinari  del  Governo.  Il  medesimo
decreto determina i compiti del commissario e i  poteri  di
controllo   e   di   vigilanza   del   Ministro   per    la
competenti. Lo stesso  decreto,  senza  che  cio’  comporti
individua altresi’ le dotazioni di mezzi  e  di  personale,
nonche’ le strutture anche di  concessionari  di  cui  puo’
avvalersi il commissario, cui si applica l’art. 2-quinquies
del decreto-legge 25 gennaio 2010, n.  3,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41,  anche  ai
fini dei relativi oneri. L’incarico  e’  conferito  per  il
tempo indicato nel  decreto  di  nomina,  salvo  proroga  o
revoca. Le nomine di cui al presente comma sono considerate
a ogni effetto  cariche  presso  istituzioni  che  svolgono
compiti  di  alta  amministrazione   e   del   conferimento
dell’incarico e’ data notizia nella Gazzetta Ufficiale.
4. In caso di mancato raggiungimento dell’intesa di cui
al comma 1, decorsi trenta giorni  dalla  convocazione  del
primo incontro tra il Governo e la regione o  la  provincia
autonoma interessata per il raggiungimento dell’intesa,  il
Governo puo’ individuare gli interventi di cui al comma  1,
dichiararne l’urgenza e l’indifferibilita’ nonche’ definire
i criteri di cui al secondo periodo del comma  2,  anche  a
prescindere dall’intesa,  con  deliberazione  motivata  del
Consiglio dei Ministri cui sia stato invitato a partecipare
il Presidente della  regione  o  della  provincia  autonoma
interessata.  In  tal  caso  il  commissario  del  Governo,
nominato con le procedure di cui al comma  3,  da’  impulso
agli interventi, se indispensabile, avvalendosi, oltre  che
delle procedure di cui al terzo periodo del comma 2, di:
a) poteri straordinari di sostituzione e di  deroga  di
cui all’art. 20, comma 4,  del  decreto-legge  29  novembre
b) mezzi e risorse finanziarie pubbliche gia’  previste
a legislazione vigente; in ogni caso l’apporto  finanziario
dei soggetti privati deve essere proporzionato alle risorse
pubbliche utilizzate.
4-bis. All’art. 17 del codice  dei  contratti  pubblici
costruite ai sensi dell’ articolo 44, comma  2,  del  testo
materia edilizia, di cui al decreto  del  Presidente  della
Repubblica  6  giugno  2001,  n.   380,   ai   fini   della
restituzione all’avente diritto e della liquidazione  delle
somme reciprocamente dovute in conseguenza della  decisione
della  Corte  europea  dei  diritti  dell’uomo  che   abbia
accertato il contrasto della misura della confisca  con  la
Convenzione per la salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e
delle liberta’ fondamentali, firmata a Roma il  4  novembre
1950, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n.  848,  e
con i  relativi  Protocolli  addizionali,  la  stima  degli
immobili  avviene  comunque  in  base   alla   destinazione
urbanistica attuale e senza tenere conto del  valore  delle
opere abusivamente costruite. Ove sugli immobili confiscati
siano   stati   realizzati   interventi   di    riparazione
straordinaria, miglioramenti o addizioni, ne’  tiene  conto
al valore in essere all’atto della restituzione  all’avente
diritto. Ai  medesimi  fini  si  tiene  conto  delle  spese
compiute  per  la  demolizione  delle  opere   abusivamente
realizzate e per il ripristino dello stato dei luoghi.
straordinario delegato ai sensi  dell’art.  20  del  citato
missione di cui all’art.  163,  comma  3,  del  codice  dei
legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in  materia
ambientale e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14  aprile
2006, n. 88, S.O., come modificato dalla presente legge:
«Art. 185 (Limiti al campo di applicazione). –  1.  Non
rientrano nel campo di applicazione della parte quarta  del
a) le emissioni costituite da effluenti gassosi  emessi
b) in quanto regolati da altre  disposizioni  normative
che assicurano tutela ambientale e sanitaria:
4)   i   rifiuti    risultanti    dalla    prospezione,
minerali o dallo sfruttamento delle cave;
5) le carogne ed i seguenti  rifiuti  agricoli  materie
fecali  ed  altre  sostanze  naturali  e   non   pericolose
utilizzate nell’attivita’ agricola;
c) i materiali vegetali, le terre e  il  pietrame,  non
contaminati in misura superiore ai limiti  stabiliti  dalle
norme vigenti, provenienti dalle attivita’ di  manutenzione
di alvei di scolo ed irrigui;
c-bis) il suolo non contaminato e altro materiale  allo
stato  naturale  escavato  nel  corso   dell’attivita’   di
stesso sito in cui e’ stato scavato.
2. Possono essere  sottoprodotti,  nel  rispetto  delle
condizioni della lettera p), comma 1 dell’art. 183:
materiali fecali e vegetali provenienti da  sfalci  e
potature di manutenzione  del  verde  pubblico  e  privato,
oppure da attivita’ agricole,  utilizzati  nelle  attivita’
agricole, anche al di fuori del luogo di produzione, ovvero
ceduti a  terzi,  o  utilizzati  in  impianti  aziendali  o
interaziendali per produrre energia  o  calore,  o  biogas,
materiali litoidi o  terre  da  coltivazione,  anche  sotto
forma di fanghi provenienti dalla pulizia o dal lavaggio di
prodotti agricoli e  riutilizzati  nelle  normali  pratiche
agricole e di conduzione  dei  fondi,  eccedenze  derivanti
dalle  preparazioni  di  cibi  solidi,   cotti   o   crudi,
destinate,  con  specifici  accordi,  alle   strutture   di
ricovero di animali di  affezione  di  cui  alla  legge  14
agosto 1991, n. 281.».
relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas
1. Al fine di sostenere  la  competitivita’  e  di  incentivare  la
migliore funzionalita’ delle attivita’  delle  imprese  operanti  nel
settore dell’energia elettrica  e  del  gas  naturale,  e’  istituito
presso l’Acquirente i unico S.p.A. un Sistema  informatico  integrato
dell’energia elettrica e del gas, basato su una banca dati dei  punti
conversione del presente decreto l’Autorita’ per l’energia  elettrica
2. Le modalita’ di gestione dei flussi  informativi  attraverso  il
sistema sono stabilite dall’Autorita’ per l’energia  elettrica  e  il
sulla  base  di  indirizzi  generali  definiti   dall’Autorita’   per
l’energia elettrica e il gas,  sentite  le  Commissioni  parlamentari
dei dati personali, l’Autorita’ per  l’energia  elettrica  e  il  gas
adotta specifici criteri e modalita’  per  il  trattamento  dei  dati
4.  Le  informazioni  scambiate   nell’ambito   del   sistema,   in
conformita’  ai   requisiti   tecnici   e   di   sicurezza   previsti
dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sono valide a  tutti
gli effetti di legge e sono funzionali anche all’adozione  di  misure
finali  inadempienti,  nel  rispetto  delle  delibere  dell’autorita’
Nelle more dell’effettiva operativita’ del sistema,  l’Autorita’  per
l’energia  elettrica  e  il  gas  definisce  in  via  transitoria  le
modalita’ di gestione e trasmissione delle informazioni  relative  ai
clienti finali inadempienti all’atto del passaggio a nuovo fornitore.
remunerazione   dei   costi   relativi    alle    attivita’    svolte
dall’Acquirente  unico  S.p.A.  e’  determinata  dall’Autorita’   per
l’energia elettrica e il gas, a carico degli  operatori  dei  settori
dell’energia elettrica e del gas naturale e senza che questi  possano
1. L’articolo 42 della legge 23 luglio 2009, n. 99,  si  interpreta
proprieta’ di aziende agricole o gestiti in connessione  con  aziende
si applica agli impianti  entrati  in  esercizio  dopo  l’entrata  in
– Si riporta il  testo  dell’art.  42  della  legge  23
l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’  di  nomine
di energie»:
«Art. 42 (Impianti eolici per la produzione di  energia
elettrica ubicati in mare e altre disposizioni  in  materia
di fonti per la produzione  di  energia  elettrica).  –  1.
Nell’allegato II alla parte seconda del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dopo  il
numero 7) e’ inserito il seguente:
“7-bis) Impianti eolici per la produzione di  energia
elettrica ubicati in mare”.
2. Alla lettera c-bis)  dell’allegato  III  alla  parte
seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006,  n.  152,  e
successive  modificazioni,   dopo   le   parole:   “energia
elettrica” sono inserite le seguenti: “sulla terraferma”.
3. In relazione ai progetti di  cui  al  numero  7-bis)
dell’allegato II alla parte seconda del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, introdotto dal comma 1 del  presente
articolo, le procedure di valutazione di impatto ambientale
avviate  prima  della  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge sono concluse ai sensi delle  norme  vigenti
al momento  del  loro  avvio.  Per  le  medesime  procedure
presente legge e’ fatta salva la facolta’ dei proponenti di
richiedere al Ministero dell’ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, entro trenta giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della presente legge, che la procedura di
valutazione di impatto ambientale sia svolta in conformita’
a quanto disposto dal comma 1.
4. Nella tabella 2  allegata  alla  legge  24  dicembre
a)  al  numero  1-bis,  fonte  eolica  off-shore,  il
coefficiente: “1,10” e’ sostituito dal seguente: “1,50”;
b) al  numero  6,  rifiuti  biodegradabili,  biomasse
diverse  da  quelle  di  cui  al   punto   successivo,   il
coefficiente: “1,10” e’ sostituito dal seguente: “1,30”.
5. All’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296,  il
comma 382-ter e’ abrogato.
6. Alla tabella 3 allegata alla legge 24 dicembre 2007,
n. 244, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il numero 6 e’ sostituito dal seguente: “6. Biogas
e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad  eccezione
degli oli vegetali puri tracciabili attraverso  il  sistema
integrato  di  gestione  e  di   controllo   previsto   dal
regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del  19  gennaio
2009: 28”;
b) il numero 7 e’ abrogato;
c) il numero 8 e’ sostituito dal seguente:
“8. Gas di discarica, gas  residuati  dai  processi  di
depurazione e biocombustibili liquidi  ad  eccezione  degli
oli  vegetali  puri  tracciabili  attraverso   il   sistema
2009: 18”.
7. All’art. 2, comma 150, lettera c),  della  legge  24
dicembre 2007, n. 244, le parole: “di cui alle tabelle 2  e
3” sono sostituite dalle seguenti: “di cui alla tabella 2”.
8. All’art. 2, comma 152, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Per gli
impianti, di proprieta’ di aziende agricole  o  gestiti  in
connessione con  aziende  agricole,  agro-  alimentari,  di
allevamento e forestali, alimentati dalle fonti di  cui  al
numero 6 della tabella  3  allegata  alla  presente  legge,
l’accesso,   a   decorrere   dall’entrata   in    esercizio
commerciale,  alla   tariffa   fissa   onnicomprensiva   e’
cumulabile  con  altri   incentivi   pubblici   di   natura
nazionale,  regionale,  locale  o  comunitaria   in   conto
capitale  o  in  conto   interessi   con   capitalizzazione
anticipata,  non  eccedenti  il  40  per  cento  del  costo
dell’investimento”».
Denunce di inizio attivita’  per  la  realizzazione  di  impianti  di
di inizio attivita’ di cui agli articoli 22 e 23 del testo  unico  di
da  fonti  rinnovabili  che  risultino  avviate  in   conformita’   a
– Si riporta il testo degli articoli 22 e 23 del  testo
unico di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  6
giugno 2001, n. 380, recante Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia edilizia (Testo A).
«Art. 22 ((L)  Interventi  subordinati  a  denuncia  di
inizio attivita’) (decreto-legge 5 ottobre  1993,  n.  398,
art. 4, commi 7,  8,convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 4 dicembre 1993, n. 493, come modificato dall’art. 2,
comma 60, della legge 23 dicembre 1996, n. 662,  nel  testo
risultante dalle  modifiche  introdotte  dall’art.  10  del
decreto-legge 31 dicembre 1996, n.  669;  decreto-legge  25
marzo 1997, n. 67,  art.  11,  convertito,  con  modifiche,
dalla legge 23 maggio 1997, n. 135; decreto legislativo  29
ottobre 1999, n. 490,in part. articoli 34 ss, e 149). –  1.
Sono realizzabili mediante denuncia di inizio attivita’ gli
interventi non riconducibili all’elenco di cui all’art.  10
e all’art. 6, che  siano  conformi  alle  previsioni  degli
strumenti urbanistici,  dei  regolamenti  edilizi  e  della
disciplina urbanistico-edilizia vigente.
2. Sono, altresi’, realizzabili  mediante  denuncia  di
inizio attivita’ le varianti a permessi  di  costruire  che
non incidono sui parametri urbanistici e sulle  volumetrie,
che non modificano la destinazione  d’uso  e  la  categoria
edilizia,  non  alterano  la  sagoma  dell’edificio  e  non
violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di
costruire. Ai fini dell’attivita’ di vigilanza  urbanistica
ed edilizia, nonche’ ai fini del rilascio  del  certificato
di   agibilita’,   tali   denunce   di   inizio   attivita’
costituiscono parte integrante del procedimento relativo al
permesso  di  costruzione  dell’intervento   principale   e
possono essere  presentate  prima  della  dichiarazione  di
3. In alternativa al  permesso  di  costruire,  possono
essere realizzati mediante denuncia di inizio attivita’:
a) gli interventi di ristrutturazione di cui all’art.
10, comma 1, lettera c);
b)  gli  interventi  di  nuova   costruzione   o   di
ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati  da
piani  attuativi  comunque  denominati,  ivi  compresi  gli
accordi negoziali aventi valore  di  piano  attuativo,  che
contengano   precise    disposizioni    plano-volumetriche,
tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza  sia
stata  esplicitamente  dichiarata  dal  competente   organo
comunale in sede di approvazione degli stessi  piani  o  di
ricognizione di quelli vigenti; qualora i  piani  attuativi
risultino approvati  anteriormente  all’entrata  in  vigore
della legge 21 dicembre 2001, n. 443, il relativo  atto  di
ricognizione deve avvenire entro trenta degli  interessati;
in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, purche’
il progetto di costruzione venga accompagnato  da  apposita
relazione tecnica nella quale venga asseverata  l’esistenza
di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora  siano
in diretta esecuzione  di  strumenti  urbanistici  generali
4. Le regioni a statuto  ordinario  con  legge  possono
ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle  disposizioni
di cui ai commi precedenti.  Restano,  comunque,  ferme  le
sanzioni penali previste all’art. 44.
5. Gli interventi di cui al comma 3  sono  soggetti  al
contributo di costruzione ai sensi dell’art. 16. Le regioni
possono individuare con legge gli altri interventi soggetti
a denuncia di inizio attivita’, diversi da quelli di cui al
comma  3,  assoggettati  al   contributo   di   costruzione
definendo   criteri   e   parametri   per    la    relativa
6. La realizzazione degli interventi di cui ai commi 1,
2  e  3  che  riguardino  immobili  sottoposti   a   tutela
storico-artistica    o     paesaggistica-ambientale,     e’
subordinata   al   preventivo   rilascio   del   parere   o
dell’autorizzazione  richiesti  dalle  relative  previsioni
normative. Nell’ambito delle norme di tutela rientrano,  in
particolare, le disposizioni di cui al decreto  legislativo
7. E’ comunque salva la  facolta’  dell’interessato  di
chiedere il  rilascio  di  permesso  di  costruire  per  la
realizzazione degli interventi di cui ai commi 1 e 2, senza
obbligo del pagamento del contributo di costruzione di  cui
all’art. 16, salvo quanto previsto dal secondo periodo  del
comma 5. In questo  caso  la  violazione  della  disciplina
urbanistico-edilizia  non  comporta  l’applicazione   delle
sanzioni di cui all’art. 44 ed e’ soggetta all’applicazione
delle sanzioni di cui all’art. 37.».
«Art. 23 (L comma 3 e 4 – R comma  1,  2,  5,  6  e  7)
(Disciplina della denuncia di inizio attivita’).  –  1.  Il
proprietario  dell’immobile  o   chi   abbia   titolo   per
presentare la denuncia di inizio attivita’,  almeno  trenta
giorni prima dell’effettivo  inizio  dei  lavori,  presenta
allo sportello  unico  la  denuncia,  accompagnata  da  una
dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e
dagli opportuni  elaborati  progettuali,  che  asseveri  la
conformita’  delle  opere  da  realizzare  agli   strumenti
urbanistici  approvati  e  non  in  contrasto  con   quelli
adottati ed ai  regolamenti  edilizi  vigenti,  nonche’  il
rispetto   delle   norme   di   sicurezza   e   di   quelle
L’interessato e’  comunque  tenuto  a  comunicare  allo
14-ter, 14-quater, della legge 7 agosto 1990,  n.  241.  Il
E’  comunque  salva  la  facolta’  di  ripresentare  la
denuncia  di  inizio  attivita’,  con  le  modifiche  o  le
denuncia  di  inizio  attivita’  (Contestualmente  presenta
catastale  con  seguente  alle  opere   realizzate   ovvero
comma 5).».
– Si riporta il  testo  della  tabella  A  del  decreto
rinnovabili nel mercato interno dell’elettricita’:
Fonte                           Soglie
1) Eolica                                                 60 kW
2) Solare fotovoltaica                                    20 kW
3) Idraulica                                             100 kW
4) Biomasse                                              200 kW
5) Gas di discarica, gas residuati dai processi di
depurazione e biogas                                     250 kW ».
Garanzie finanziarie  ai  fini  dell’autorizzazione  di  impianti  di
1. Al fine di contrastare  le  attivita’  speculative  legate  allo
sviluppo e all’autorizzazione di progetti di impianti  di  produzione
l’avvio di procedimenti autorizzativi da parte di  soggetti  che  non
opportune misure affinche’  l’istanza  per  l’autorizzazione  di  cui
all’art. 12, comma 3, del decreto legislativo 29  dicembre  2003,  n.
del soggetto  che  richiede  il  rilascio  dell’autorizzazione  e  di
decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
«Art. 12  (Razionalizzazione  e  semplificazione  delle
procedure autorizzative). (Omissis).
da parte della competente autorita’ marittima.»
1.  Per  far  fronte  alle  criticita’  di  sicurezza  del  sistema
elettrico  derivanti  dall’incremento  della  produzione  di  energia
vigore della legge di conversione del presente decreto, puo’ disporre
impatto ambientale.u’
1. Il comma 1 dell’art. 2-sexies del decreto-legge 25 gennaio 2010,
41, e’ sostituito dai seguenti:
«1. Le tariffe incentivanti di cui all’art.  6  del  decreto  del
2010, l’installazione dell’impianto fotovoltaico, abbiano  comunicato
all’amministrazione competente al  rilascio  dell’autorizzazione,  al
1-bis. La comunicazione di cui al  comma  1  e’  accompagnata  da
S.p.a.,  ciascuno  nell’ambito  delle  proprie  competenze,   possono
di cui al presente comma, ferma restando la medesima facolta’ per  le
amministrazioni competenti al rilascio dell’autorizzazione».
2. L’Autorita’ per l’energia elettrica e  il  gas,  sulla  base  di
politica di promozione delle  energie  rinnovabili  e  all’attuazione
dell’art. 12 del  decreto  legislativo  29  dicembre  2003,  n.  387,
evitare fenomeni di prenotazione di capacita’ di  rete  per  impianti
entro tempi definiti le condizioni di concreta realizzabilita’  delle
iniziative, anche con riferimento alle richieste di connessione  gia’
–  Si  riporta  il   testo   dell’art.   2-sexies   del
decreto-legge  25  gennaio  2010,  n,  3,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  22   marzo   2010,   n.   41,
come modificato dalla presente legge.
«Art.   2-sexies.   (Riconoscimento    delle    tariffe
incentivanti  per  la  produzione  di   energia   elettrica
mediante conversione fotovoltaica della fonte  solare)  -1.
Le tariffe incentivanti di cui all’art. 6 del  decreto  del
Ministro dello sviluppo economico 19 febbraio 2007, recante
criteri  e  modalita’  per  incentivare  la  produzione  di
energia elettrica mediante conversione  fotovoltaica  della
fonte solare, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del
23 febbraio 2007, sono riconosciute a tutti i soggetti che,
nel rispetto di quanto previsto dall’art.  5  del  medesimo
decreto  ministeriale,  abbiano  concluso,  entro   il   31
dicembre 2010, l’installazione dell’impianto  fotovoltaico,
abbiano  comunicato   all’amministrazione   competente   al
rilascio dell’autorizzazione,  al  gestore  di  rete  e  al
Gestore dei servizi elettrici-GSE S.p.a, entro la  medesima
data, la fine lavori ed entrino in esercizio  entro  il  30
1-bis.  La  comunicazione  di  cui  al   comma   1   e’
accompagnata   da   asseverazione,   redatta   da   tecnico
abilitato, di effettiva conclusione dei lavori  di  cui  al
comma 1 e di esecuzione degli  stessi  nel  rispetto  delle
pertinenti normative. Il gestore di rete e il  GSE  S.p.a.,
ciascuno  nell’ambito  delle  proprie  competenze,  possono
effettuare controlli  a  campione  per  la  verifica  delle
comunicazioni di cui al presente comma, ferma  restando  la
medesima facolta’  per  le  amministrazioni  competenti  al
rilascio dell’autorizzazione»;
– Si riporta il testo dell’art. 12 del  citato  decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
dell’interno vigenti per le attivita’ soggette ai controlli
tutela del paesaggio e del patrimonio  storico-artistico  ,
modificazioni e integrazioni. (PERIODO SOPPRESSO  DALLA  L.
23 LUGLIO 2009, N.  99).  Il  rilascio  dell’autorizzazione
costituisce titolo a costruire ed  esercire  l’impianto  in
conformita’ al progetto  approvato  e  deve  contenere  …
l’obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi a
carico del soggetto esercente a seguito  della  dismissione
dell’impianto o, per gli impianti idroelettrici,  l’obbligo
alla esecuzione  di  misure  di  reinserimento  e  recupero
ambientale. Il  termine  massimo  per  la  conclusione  del
procedimento di cui al presente  comma  non  puo’  comunque
essere superiore a centottanta giorni.
Nell’ubicazione   si   dovra’   tenere   conto    delle
disposizioni in materia di sostegno nel  settore  agricolo,
con  particolare  riferimento  alla  valorizzazione   delle
tradizioni  agroalimentari  locali,   alla   tutela   della
articoli 7 e 8, nonche’ del decreto. Legislativo 18  maggio
9. Le  disposizioni  di  cui  di  precedenti  commi  si
si applicano le linee guida nazionali.
all’art. 12, comma 1, del decreto legislativo 29  dicembre  2003,  n.
all’immissione dell’energia prodotta  dall’impianto  come  risultanti
– Per il testo  dell’art.  12,  comma  1,  del  decreto
legislativo  29  dicembre  2003,  n.  387,  si   vedano   i
riferimenti normativi all’art. 1-septies.
Competenze  in  materia  di  attivita’  sulla  rete  di  trasmissione
1. All’art. 1-sexies, comma 4-undecies, del decreto-legge 29 agosto
sono sostituite dalle seguenti: «che puo’ notificare».))
– Si riporta il testo dell’art. 1-sexies,  del  decreto
legge   29   agosto   2003,   n.   239,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge  27  ottobre  2003,  n.  290,  e
successive modificazioni, come  modificato  dalla  presente
«Art. 1-sexies. (Semplificazione  dei  procedimenti  di
autorizzazione  per  le   reti   nazionali   di   trasporto
dell’energia e per gli impianti  di  energia  elettrica  di
potenza superiore a 300  MW  termici.)  –  1.  Al  fine  di
garantire  la  sicurezza  del  sistema  energetico   e   di
promuovere  la   concorrenza   nei   mercati   dell’energia
elettrica, la costruzione e l’esercizio degli  elettrodotti
facenti   parte   della   rete   nazionale   di   trasporto
dell’energia  elettrica  sono   attivita’   di   preminente
interesse statale e sono soggetti a un’autorizzazione unica
comprendente tutte le opere connesse  e  le  infrastrutture
indispensabili all’esercizio degli stessi,  rilasciata  dal
Ministero delle attivita’ produttive  di  concerto  con  il
Ministero dell’ambiente e della  tutela  del  territorio  e
previa intesa con la regione o le regioni  interessate,  la
quale sostituisce autorizzazioni, concessioni, nulla osta e
atti di assenso comunque denominati  previsti  dalle  norme
vigenti e comprende ogni opera o intervento necessari  alla
risoluzione delle  interferenze  con  altre  infrastrutture
esistenti, costituendo titolo a  costruire  e  ad  esercire
tali infrastrutture, opere o interventi, in conformita’  al
progetto approvato.  Il  Ministero  dell’ambiente  e  della
tutela del territorio provvede alla valutazione di  impatto
ambientale e alla verifica della conformita’ delle opere al
progetto  autorizzato.  Restano  ferme,   nell’ambito   del
presente procedimento unico, le  competenze  del  Ministero
delle   infrastrutture   e   dei   trasporti   in    merito
all’accertamento  della  conformita’   delle   opere   alle
prescrizioni delle norme di settore e dei piani urbanistici
ed edilizi.
2. L’autorizzazione di cui al comma 1:
a)  indica  le  prescrizioni  e   gli   obblighi   di
informativa posti a  carico  del  soggetto  proponente  per
garantire il coordinamento e la  salvaguardia  del  sistema
energetico nazionale e la  tutela  ambientale,  nonche’  il
termine entro il quale l’iniziativa e’ realizzata;
b) comprende la dichiarazione di  pubblica  utilita’,
indifferibilita’   ed   urgenza   dell’opera,   l’eventuale
preordinato  all’esproprio  dei  beni  in  essa   compresi,
conformemente al decreto del Presidente della Repubblica  8
giugno  2001,  n.  327,  recante  il  testo   unico   delle
espropriazione per pubblica utilita’. Qualora le  opere  di
cui  al  comma  1  comportino  variazione  degli  strumenti
urbanistici, il rilascio dell’autorizzazione ha effetto  di
variante urbanistica.
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 e’  rilasciata  a
seguito di un procedimento unico svolto entro il termine di
centottanta  giorni,   nel   rispetto   dei   principi   di
semplificazione e con le modalita’  di  cui  alla  legge  7
agosto 1990, n. 241. Il procedimento  puo’  essere  avviato
sulla base di un progetto  preliminare  o  analogo  purche’
evidenzi,   con    elaborato    cartografico,    le    aree
potenzialmente impegnate sulle  quali  apporre  il  vincolo
preordinato all’esproprio, le eventuali fasce di rispetto e
le necessarie misure  di  salvaguardia.  Dalla  data  della
comunicazione dell’avviso dell’avvio  del  procedimento  ai
comuni interessati, e’ sospesa ogni determinazione comunale
in ordine alle domande di permesso di costruire nell’ambito
delle aree potenzialmente impegnate, fino alla  conclusione
del procedimento autorizzativo. In ogni caso la  misura  di
salvaguardia perde efficacia decorsi tre  anni  dalla  data
della  comunicazione  dell’avvio   del   procedimento.   AI
procedimento partecipano il Ministero delle  infrastrutture
e dei trasporti, il Ministero dell’ambiente e della  tutela
del  territorio  e  le  altre  amministrazioni  interessate
nonche’ i soggetti preposti ad esprimersi in  relazione  ad
eventuali interferenze con altre infrastrutture  esistenti.
Per il rilascio dell’autorizzazione, ai fini della verifica
della conformita’ urbanistica dell’opera, e’ fatto  obbligo
di richiedere il parere motivato degli enti locali nel  cui
territorio ricadano le opere di cui al comma 1. Il rilascio
del parere non puo’ incidere sul rispetto del termine entro
il quale e’ prevista la conclusione del procedimento.
4. Nel caso in cui, secondo la legislazione vigente, le
opere di  cui  al  presente  articolo  siano  sottoposte  a
valutazione di impatto ambientale (VIA),  l’esito  positivo
di  tale  valutazione  costituisce   parte   integrante   e
condizione  necessaria  del  procedimento   autorizzatorio.
L’istruttoria si conclude una volta acquisita la VIA o, nei
casi  previsti,  acquisito  l’esito   della   verifica   di
assoggettabilita’ a VIA e, in ogni caso, entro  il  termine
di cui al comma 3.  Per  i  procedimenti  relativamente  ai
quali non sono prescritte le procedure  di  valutazione  di
impatto  ambientale,  il  procedimento  unico  deve  essere
concluso entro il termine di centoventi giorni  dalla  data
4-bis. In caso di mancata definizione  dell’intesa  con
la  regione  o  le  regioni  interessate  per  il  rilascio
dell’autorizzazione, entro i novanta giorni  successivi  al
termine di cui al comma 3, si provvede  al  rilascio  della
stessa previa intesa da concludere in un apposito  comitato
interistituzionale, i cui  componenti  sono  designati,  in
modo   da   assicurare    una    composizione    paritaria,
rispettivamente dai  Ministeri  dello  sviluppo  economico,
delle infrastrutture e dei  trasporti  e  dalla  regione  o
dalle regioni interessate. Ove non si pervenga ancora  alla
definizione dell’intesa, entro i sessanta giorni successivi
al  termine  di  cui  al   primo   periodo,   si   provvede
all’autorizzazione  con  decreto   del   Presidente   della
ministri, integrato con la  partecipazione  del  presidente
della regione o delle regioni interessate, su proposta  del
Ministro dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il
mare  e  con  il  Ministro  delle  infrastrutture   e   dei
trasporti. Entro tre mesi dalla data di entrata  in  vigore
della presente disposizione, con decreto del Ministro dello
sviluppo  economico,   previo   parere   della   Conferenza
regole di funzionamento del comitato  di  cui  al  presente
comma. Ai componenti del  comitato  interistituzionale  non
spetta alcun compenso o rimborso spese comunque denominati.
4-ter.  Le  disposizioni  del  presente   articolo   si
applicano, su istanza del proponente, anche ai procedimenti
disposizione  eccetto  i  procedimenti  per  i  quali   sia
completata  la  procedura  di  VIA,  ovvero   il   relativo
procedimento risulti in fase di conclusione.
4-quater. Le  disposizioni  del  presente  articolo  si
applicano alle  reti  elettriche  di  interconnessione  con
l’estero con livello di tensione pari o superiore a 150  kV
qualora per esse vi sia un  diritto  di  accesso  a  titolo
prioritario, e si applicano  alle  opere  connesse  e  alle
infrastrutture per il collegamento alle reti  nazionali  di
trasporto dell’energia delle  centrali  termoelettriche  di
potenza superiore a 300 MW  termici,  gia’  autorizzate  in
4-quinquies. Non richiedono alcuna  autorizzazione  gli
interventi  di  manutenzione  su  elettrodotti   esistenti,
consistenti nella  riparazione,  nella  rimozione  e  nella
sostituzione  di  componenti  di  linea,  quali,  a  titolo
esemplificativo, sostegni,  conduttori,  funi  di  guardia,
catene,  isolatori,  morsetteria,  sfere  di  segnalazione,
impianti  di  terra,  con   elementi   di   caratteristiche
analoghe, anche in ragione delle evoluzioni tecnologiche.
4-sexies. Sono realizzabili mediante denuncia di inizio
attivita’ gli interventi sugli elettrodotti che  comportino
varianti di lunghezza non superiore a metri lineari 1.500 e
che  utilizzino  il  medesimo  tracciato,  ovvero   se   ne
discostino per un massimo di 40 metri lineari, e componenti
di  linea,  quali,  a  titolo  esemplificativo,   sostegni,
conduttori,   funi   di   guardia,    catene,    isolatori,
stazioni. stesse.  Tale  aumento  di  cubatura  non  dovra’
sviluppo  economico  che  puo’  notificare  all’interessato
l’ordine motivato di non effettuare il previsto intervento.
partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale  per  l’attrazione
1. All’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.
(( «1-bis. Al fine di assicurare, senza soluzione di continuita’  e
in posizione di terzieta’, secondo i principi del diritto dell’Unione
europea, l’attuazione dei programmi europei di propria competenza, il
Ministero  dello  sviluppo  economico   puo’   attribuire,   mediante
accompagnamento  all’Agenzia   nazionale   per   l’attrazione   degli
investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa.
nell’ambito   delle   risorse   destinate   ai   programmi   europei,
– Si riporta il testo dell’art. 28 del decreto-legge 31
dicembre 2007, n. 248, recante «Proroga di termini previsti
da  disposizioni  legislative  e  disposizioni  urgenti  in
materia finanziaria», come modificato dalla presente legge:
«Art. 28 (Proroga dei termini per  il  riordino  ed  il
riassetto  delle  partecipazioni  societarie   dell’Agenzia
nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
di impresa S.p.A.). – 1. Il termine  per  l’attuazione  del
piano di riordino e di  dismissione  previsto  dal  secondo
periodo dell’art. 1, comma 461,  della  legge  27  dicembre
2006,  n.  296,  e’  differito  al  31  dicembre  2010   in
riferimento alle societa’ regionali dell’Agenzia  nazionale
per  l’attrazione  degli  investimenti  e  lo  sviluppo  di
impresa  S.p.A.,  per  consentire  il  completamento  delle
attivita’ connesse alla loro cessione alle regioni. Al fine
di   salvaguardare   il   loro   equilibrio   economico   e
finanziario, le societa’ regionali continuano a svolgere le
attivita’ previste dai contratti di servizio con l’Agenzia,
relativi ai titoli I e II del decreto legislativo 21 aprile
2000, n. 185, e vigenti  all’atto  del  loro  trasferimento
alle  regioni,  fino   al   subentro   di   queste   ultime
nell’esercizio delle funzioni svolte dalla suddetta Agenzia
in relazione agli interventi di cui ai medesimi titoli. Per
garantire la continuita’ nell’esercizio delle funzioni,  il
Ministro dello sviluppo economico, con  decreto  di  natura
non   regolamentare,   di   concerto   con   il    Ministro
dell’economia e delle finanze, d’intesa con  la  Conferenza
permanente tra lo Stato, le regioni e le province  autonome
di Trento e di Bolzano, definisce le modalita’, i termini e
le procedure per il graduale  subentro  delle  regioni,  da
completarsi entro il 31 dicembre 2010,  nelle  funzioni  di
cui  al  secondo  periodo,  le  attivita’   che,   in   via
transitoria,  sono  svolte  dall’Agenzia  anche  dopo  tale
subentro,  nonche’   le   misure   e   le   modalita’   del
cofinanziamento nazionale, secondo criteri che  favoriscano
l’attuazione dell’art. 1, comma 461, della citata legge  n.
296  del  2006,  dei  progetti  regionali  in  materia   di
autoimprenditorialita’  e  autoimpiego,  a   valere   sulle
risorse del  Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate  di  cui
all’art. 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, assegnate
1-bis.  A  completa  attuazione  di   quanto   previsto
dall’art.  10-ter,  commi  1  e  2,  del  decreto-legge  30
settembre 2005,  n.  203,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, all’Istituto  sviluppo
agroalimentare Spa (ISA) e’ versato l’importo di 20 milioni
di euro per l’anno 2009 e di 130 milioni di euro per l’anno
2010, per i compiti di istituto, in  favore  della  filiera
agroalimentare. All’attuazione del  periodo  precedente  si
provvede a valere sulle risorse del Fondo strategico per il
Paese a sostegno dell’economia reale, di cui  all’art.  18,
comma 1, lettera  b-bis),  del  decreto-legge  29  novembre
gennaio  2009,  n.  2,  e  successive  modificazioni,   con
delibera del CIPE compatibilmente con i vincoli di  finanza
pubblica. L’impiego del predetto importo da parte  dell’ISA
resta soggetto  al  vincolo  di  destinazione  territoriale
dell’85 per cento a favore del Mezzogiorno e  del  restante
15 per cento a favore delle aree del centro-nord. Entro  il
30 giugno 2008, per il potenziamento di tali attivita’,  la
societa’   ISA   e’   autorizzata    ad    acquisire    per
incorporazione, secondo il vigente diritto  societario,  la
societa’ Buonitalia Spa, nonche’ ad apportare le  modifiche
al proprio statuto necessarie per ricomprendere negli scopi
sociali le attivita’ svolte dalla societa’ Buonitalia  Spa,
anche ai sensi di quanto previsto dall’art. 17 del  decreto
legislativo  29   marzo   2004,   n.   99,   e   successive
modificazioni. Nell’ambito  della  predetta  incorporazione
affluiscono alla societa’  ISA  anche  le  risorse  di  cui
all’art. 10, comma 10, del decreto-legge 14 marzo 2005,  n.
35, convertito, con modificazioni, dalla  legge  14  maggio
1-ter. Al fine dell’attuazione del Programma  nazionale
delle Autostrade del mare, e in deroga  a  quanto  previsto
dall’art. 1, comma 461, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296,  e’  prorogata   l’attivita’   della   societa’   Rete
autostrade mediterranee Spa  (RAM),  da  svolgersi  secondo
apposite direttive adottate dal Ministero dei  trasporti  e
sotto la vigilanza  dello  stesso  Ministero.  Al  medesimo
fine, le azioni  della  predetta  societa’  sono  cedute  a
titolo gratuito, entro  e  non  oltre  il  1°  marzo  2008,
dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli  investimenti
e lo sviluppo d’impresa Spa al  Ministero  dell’economia  e
delle  finanze,  che  esercita  i  diritti   dell’azionista
d’intesa con il Ministero dei trasporti.».
1. Al comma 14 dell’articolo 11 del decreto-legge 14 marzo 2005, n.
come modificato dall’articolo 38, comma  4,  della  legge  23  luglio
– Si riporta il testo dell’art. 11 del decreto-legge 14
marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge 14 maggio 2005, n. 80, come modificato dall’art.  38,
comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, come modificato
«Art.   11   (Sostegno   e   garanzia    dell’attivita’
produttiva). – 1.  Il  Fondo  rotativo  nazionale  per  gli
interventi nel capitale di rischio di cui all’art. 4, comma
106, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e’  incrementato
per l’anno 2005 di un importo pari a 100 milioni di euro.
2. Sviluppo Italia S.p.a. e’ autorizzata ad  utilizzare
le  risorse  di  cui  al  comma  1  per  sottoscrivere   ed
acquistare, esclusivamente a condizioni di  mercato,  quote
di capitale di  imprese  produttive  che  presentino  nuovi
programmi  di  investimento   finalizzati   ad   introdurre
innovazioni di processi,  di  prodotti  o  di  servizi  con
tecnologie digitali, ovvero quote  di  minoranza  di  fondi
mobiliari chiusi che investono in tali imprese, secondo  le
modalita’ indicate dal CIPE, nel rispetto e nei  limiti  di
cui all’art. 4, commi da 106 a 110, della legge 24 dicembre
3. E’ istituito il Fondo  per  il  finanziamento  degli
interventi consentiti dagli Orientamenti UE sugli aiuti  di
Stato  per  il  salvataggio  e  la  ristrutturazione  delle
imprese in difficolta’ con una dotazione finanziaria pari a
35 milioni di euro per l’anno 2005.
4. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 1 e  3
si    provvede    mediante     corrispondente     riduzione
dell’autorizzazione  di  spesa  relativa   al   Fondo   per
interventi strutturali di  politica  economica  di  cui  al
comma 5 dell’art. 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, n.
282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307.
5-6. (Abrogati).
7. All’art. 13 del decreto-legge 30 settembre 2003,  n.
2003, n. 326, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 28 e’ abrogato;
b) dopo il  comma  61-ter  e’  aggiunto,  in  fine,  il
“61-quater. Le caratteristiche delle garanzie  dirette,
controgaranzie e cogaranzie prestate a prima richiesta  dal
Fondo di cui all’art. 2, comma 100, lettera b), della legge
23 dicembre 1996, n. 662, al fine di adeguarne la natura  a
quanto  previsto  dall’Accordo  di   Basilea   recante   la
disciplina dei requisiti minimi di capitale per le  banche,
sono disciplinate con decreto del Ministro dell’economia  e
delle finanze,  sentita  la  Conferenza  permanente  per  i
Trento e di Bolzano, da adottare entro trenta giorni  dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione”;
b-bis) al comma 19, secondo periodo,  dopo  le  parole:
“ai Fondi di garanzia di cui ai commi 20, 21”  e’  inserita
la seguente: “, 23”;
b-ter) ai commi 22 e 23, le parole: “dei  finanziamenti
complessivamente garantiti” sono sostituite dalle seguenti:
“delle   garanzie   concesse   nell’anno   a   fronte    di
finanziamenti erogati”;
b-quater) dopo il comma 23 e’ inserito il seguente:
“23-bis. Le disposizioni di cui ai commi 22 e 23  hanno
effetto a decorrere dall’anno 2004”.
8. Al fine di concorrere  alla  soluzione  delle  crisi
industriali, gli interventi di reindustrializzazione  e  di
promozione industriale di cui al  decreto-legge  1°  aprile
1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, sono estesi, nei limiti delle  risorse
di cui al comma 9, anche alle aziende operanti in  aree  di
crisi  del  comparto  degli  elettrodomestici,  nonche’  al
territorio  dei  comuni   individuati   con   decreto   del
Presidente del Consiglio dei Ministri, tenuto  conto  degli
accordi intervenuti fra Governo, enti territoriali e  parti
economiche e sociali, secondo le procedure di cui  all’art.
1, commi 266 e 267, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
9. Per gli interventi di cui al comma 8 e’ concesso  un
contributo straordinario pari a 50 milioni di euro  per  il
2005, 50 milioni di euro per il 2006, 85  milioni  di  euro
per il 2007 e 65 milioni  di  euro  per  il  2008.  Saranno
realizzati  prioritariamente  gli  interventi  cofinanziati
dalle regioni e dagli enti locali, anche per il tramite  di
societa’ o enti strumentali, tenendo conto della  quota  di
10. (Soppresso).
11.  Al  fine  di   consentire   lo   sviluppo   e   la
ristrutturazione  produttiva  delle  imprese   interessate,
l’applicazione di condizioni tariffarie favorevoli  per  le
forniture di energia elettrica di cui all’art. 1, comma  1,
lettera c), del decreto-legge  18  febbraio  2003,  n.  25,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 aprile  2003,
n. 83, viene prorogata a tutto l’anno 2010 alle  condizioni
tariffarie di cui al 31 dicembre 2004.
11-bis. La disposizione di cui al comma  11  non  trova
applicazione con riferimento al regime, gia’  senza  limiti
temporali, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 maggio 1963, n. 730, che
applicarsi alle condizioni in  essere  al  31  dicembre
2004  fatti  salvi  eventuali  adeguamenti  da   apportarsi
attraverso lo strumento convenzionale di cui all’art. 4 del
12. Le condizioni tariffarie  di  cui  al  decreto  del
Ministro dell’industria, del commercio  e  dell’artigianato
in  data  19  dicembre  1995,  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale n. 39 del  16  febbraio  1996,  sono  estese  con
provvedimento dell’Autorita’ per l’energia elettrica ed  il
gas, alle forniture di  energia  elettrica  destinata  alle
produzioni e lavorazioni dell’alluminio, piombo, argento  e
zinco e al  ciclo  clorosoda,  con  riferimento  ai  prezzi
praticati per forniture analoghe sui  mercati  europei  nei
limiti degli impianti esistenti alla  data  di  entrata  in
vigore del presente decreto, situati nel  territorio  della
regione Sardegna e caratterizzati da alimentazione in  alta
tensione. Le condizioni tariffarie di cui al presente comma
vengono riconosciute  a  fronte  della  definizione  di  un
protocollo d’intesa contenente impegni per il lungo periodo
sottoscritto  dalle  parti  con   l’amministrazione   della
regione Sardegna ed i Ministeri interessati.
13. Le condizioni tariffarie di cui ai commi 11 e 12 si
applicano  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2005  e  vengono
aggiornate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il  gas
che incrementa su base  annuale  i  valori  nominali  delle
tariffe del quattro per cento, ovvero, qualora quest’ultimo
valore risulti piu’  elevato,  dell’incremento  percentuale
del  prezzo  medio  dell’energia   elettrica   all’ingrosso
registrato nelle principali  borse  dell’energia  elettrica
europee, segnatamente di Amsterdam e di Francoforte.
14. Fermo restando quanto disposto dall’art.  8,  comma
1, del decreto del Presidente della Repubblica  28  gennaio
1994 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9  marzo
1994, la regione Sardegna assegna una concessione integrata
per la gestione della miniera di carbone del  Sulcis  e  la
produzione  di  energia  elettrica  con  la  cattura  e  lo
stoccaggio    dell’anidride    carbonica    prodotta.    Al
concessionario  e’  assicurato  l’acquisto  da  parte   del
Gestore  della  rete  di  trasmissione   nazionale   S.p.a.
dell’energia elettrica prodotta  ai  prezzi  e  secondo  le
modalita’ previste dal citato decreto del Presidente  della
Repubblica 28 gennaio 1994. La regione Sardegna assicura la
disponibilita’ delle aree e delle infrastrutture necessarie
e assegna, la concessione mediante procedure di gara  entro
il 31 dicembre 2011. Il Comitato di coordinamento istituito
ai sensi dell’art.  2  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 28 gennaio 1994 esercita funzioni di vigilanza e
monitoraggio, fino all’entrata in  esercizio  dell’impianto
di  produzione   di   energia   elettrica   oggetto   della
concessione. Gli elementi da prendere in considerazione per
la valutazione delle offerte previo esame  dell’adeguatezza
della struttura economica e finanziaria  del  progetto,  ai
fini dell’assegnazione della concessione sono:
a)   massimizzazione    del    rendimento    energetico
complessivo degli impianti;
b)  minimizzazione  delle  emissioni  con  utilizzo  di
tecnologia idonea al contenimento  delle  polveri  e  degli
inquinanti  gassosi,  in  forma  di  gassificazione,  ciclo
supercritico o altro equivalente;
c) contenimento dei tempi di esecuzione del progetto;
d) definizione di un piano industriale quinquennale per
lo  sfruttamento  della  miniera  e  la   realizzazione   e
l’esercizio  della  centrale  di  produzione   dell’energia
e) presentazione di un programma di  attivita’  per  la
cattura ed  il  sequestro  dell’anidride  carbonica  emessa
14-bis.   La   gestione   temporanea   della    miniera
carbonifera del Sulcis, prevista  a  termine  dal  comma  1
dell’art. 57 della legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  e’
prorogata fino alla presa in consegna  delle  strutture  da
parte del concessionario di cui al comma 14, e comunque non
oltre il 31 dicembre 2006. A tal  fine  e’  autorizzata  la
spesa di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005  e
14-ter. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei  commi
9 e 14-bis, pari a 65 milioni di euro  per  ciascuno  degli
anni 2005 e 2006, a 85 milioni di euro per l’anno 2007 e  a
65 milioni di euro per l’anno 2008,  si  provvede  mediante
cui all’art. 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002,  n.
289, come rideterminata dalle tabelle D e F  allegate  alla
legge 30  dicembre  2004,  n.  311.  Conseguentemente,  per
l’anno 2005 il limite dei pagamenti  indicato  all’art.  1,
comma 15, lettera a), della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
e’ ridotto di 65 milioni di euro.
14-quater.   Le   attivita’   di   produzione   e    di
commercializzazione dei tabacchi lavorati,  nonche’  quelle
di trasformazione del tabacco greggio, con esclusione delle
attivita’ di commercializzazione al minuto si intendono non
piu’ riservate o  comunque  attribuite  all’Amministrazione
autonoma dei monopoli  di  Stato  ovvero  all’Ente  di  cui
all’art. 1 del decreto legislativo 9 luglio 1998, n. 283, e
la fabbricazione e trasformazione  di  tali  prodotti  puo’
essere effettuata nei depositi  fiscali  autorizzati  dalla
predetta amministrazione.
TESTO COORDINATO DELLA LEGGE 8 luglio 2010, n. 105 – Testo del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 158 del 9 luglio 2010), coordinato con la legge di conversione 13 agosto 2010, n. 129 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante misure urgenti in materia di energia. Proroga di termine per l’esercizio di delega legislativa in materia di riordino del sistema degli incentivi. (10A10414) – (GU n. 192 del 18-8-2010 redazione redazione 2015-05-19T05:13:20+00:00