Source: http://docplayer.it/1634811-Provincia-di-ravenna.html
Timestamp: 2017-06-25 00:23:18+00:00
Document Index: 71964680

Matched Legal Cases: ['art. 142', 'art. 3', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 134', 'art 49', 'art. 124', 'art. 32', 'art. 125', 'art.134', 'art. 20', 'art. 135', 'art. 19', 'art. 19', 'art.19']

Agnolo Carlo Ricci
1 Provincia di Ravenna N. 52 delle deliberazioni SEDUTA DEL 05/03/2014 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE L'anno duemilaquattordici, addì cinque, del mese di Marzo, alle ore 09:30, si è riunita nella sala delle adunanze la GIUNTA PROVINCIALE, sotto la presidenza del Sig. CASADIO CLAUDIO, presenti i Sigg.ri: CASADIO CLAUDIO Presidente Presente BESSI GIANNI Vice Presidente Presente RONCHINI LUCIANO Assessore Presente PRONI ELEONORA Assessore Presente VALENTI PAOLO Assessore Presente RIVOLA FRANCESCO Assessore Presente RONCUZZI MARA Assessore Presente VALGIMIGLI SECONDO Assessore Assente Il Presidente, con l'assistenza del SEGRETARIO GENERALE RAVAGNANI ANDREA, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta e invita a deliberare su: OGGETTO n.: 2 VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' (SCREENING) AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 9/1999 PER UN PROGETTO DI MODIFICA DELL'AREA DEDICATA ALL'ATTIVITÀ DI GESTIONE RIFIUTI PERICOLOSI (R13/D15) IN VIA DELLA DOGANA, 5, COMUNE DI LUGO, PRESENTATO DA LUGO TERMINAL SPA.2 LA GIUNTA PROVINCIALE MOD.19P96 VISTA la relazione del dirigente del Settore Ambiente e Territorio con la quale si riferisce che la ditta Lugo Terminal spa, con sede legale e operativa in Via della Dogana, 5, Lugo (RA), avente codice fiscale e partita IVA ha presentato il 04/10/2013 domanda per l attivazione della procedura di verifica di assoggettabilità (screening) direttamente all'autorità competente Provincia di Ravenna, per il progetto preliminare di modifiche all'attività di gestione di rifiuti pericolosi (R13/D15) ai sensi della L.R. 9/1999 e s.m.i. e dal D.lgs. 152/2006. L intervento è posto in Via della Dogana, 5 in Comune di Lugo e prevede l'incremento delle aree di stoccaggio per attività R13/D15 dei rifiuti speciali pericolosi individuati con codice CER *, pur mantenendo gli stessi quantitativi annuali di rifiuti stoccati già autorizzati in regime ordinario ( t/anno e t di capacità istantanea); che la Provincia di Ravenna ha avviato la procedura in termini obbligatori in quanto l articolo 4-bis, comma 1, lett. b) della legge regionale n. 9/1999 e s.m.i. prevede l assoggettamento allo screening dei progetti di modifiche o estensioni di progetti di cui agli allegati A.1, A.2, A.3, B.1, B.2., B.3 già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, per le parti non ancora autorizzate, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull ambiente ; che l impianto in questione rientra al punto B.2.68: Modifiche o estensioni di progetti di cui all allegato A.2 o all allegato B.2 già autorizzati, realizzati o in fase di realizzazione, che possono avere notevoli ripercussioni negative sull ambiente (modifica o estensione non inclusa nell allegato A.2) dell allegato B alla L.R. n. 9/1999", in quanto trattarsi di modifica del punto B.2.56 Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi mediante operazione di cui all allegato B, lettera D2, D8 e da D13 a D15, ed all allegato C, lettere da R2 a R9 della parte quarta del D.Lgs 152/06. VISTA la legge regionale 18/5/1999, n. 9, e successive modifiche ed integrazioni, in materia di valutazione d impatto ambientale ed in particolare l articolo 5, comma 2, che assegna alle Province la competenza della procedura di screening per una serie di progetti ed opere indicati negli allegati alla medesima legge, fra i quali quelli elencati nell allegato B.2., fra le cui fattispecie reintra quello in esame; VISTI in particolare gli articoli 9 e 10 della legge regionale n. 9/1999, in merito alla procedura di verifica (screening); VISTO il combinato disposto della legge regionale n. 9/1999 e del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, che dispongono che il periodo di deposito per la procedura di screening sia pari a 45 giorni e che nei successivi 45 giorni sia da assumere la relativa deliberazione di verifica di assoggettabilità; VISTO il punto 4.7, comma 5, della Deliberazione della Giunta Regionale n del 15/07/2002, in forza del quale la decisione di verifica (screening) si ritiene utile che sia assunta con deliberazione della Giunta Provinciale; VISTA la delibera G.P. n. 1 del ad oggetto: "determinazioni transitorie per la gestione dell'esercizio 2014 nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione 2014 e del piano esecutivo di gestione 2014"; VISTO l articolo 2, comma 1, del regolamento provinciale di attribuzione di competenze e funzioni al Presidente, alla Giunta, ai dirigenti, al Direttore Generale e al Segretario Generale; VALUTATO IN TERMINI PROGRAMMATICI CHE: Con riguardo al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Ravenna, approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 9 del 28/02/2006 e s.m.i., risulta interessato l articolo 3.21 B.c Zona di tutela dell impianto storico della centuriazione, per il quale l intervento proposto risulta compatibile, in quanto non è prevista la realizzazione di opere strutturali. Dal Piano Strutturale Comunale (PSC) vigente del Comune di Lugo emerge che il sito ricade in una zona di tutela della centuriazione (art PSC sulla base dell'art B.c del PTCP), in un'area interessata da vincolo paesaggistico e precisamente per lo Scolo Arginello e relative sponde per una fascia di 150 m ciascuna (art. 142, comma 1, lettera c del D.lgs. 42/2004) per la quale la tettoia interessata dal progetto è stata assoggettata ad Autorizzazione Paesaggistica (prot. n del 05/05/2011 e prot. n del 30/03/2012). L'area di interesse ricade anche all'interno della fascia di rispetto di un elettrodotto (art. 3.7 PSC). Nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del Comune di Lugo, l area di intervento risulta collocata all'interno di un polo funzionale e di un'area potenzialmente esposta ad incidente rilevante (art ). La carta del vincolo idrogeologico ha evidenziato per l area in esame una zona definita di "potenziale allagamento"; la ditta non realizzerà nuove strutture, ma è stata delimitata l'intera tettoia con una3 recinzione in muretto di calcestruzzo di 0,30 m, nel rispetto dell'art. 16 delle NTA del Piano Stralcio di Bacino del Senio. Si ritiene pertanto che in merito a tale aspetto l'opera sia conforme. Riguardo al Piano Provinciale di Gestione Rifiuti (PPGR) l'impianto risulta già autorizzato e l'area pertanto idonea alla prosecuzione dell'attività secondo le modifiche gestionali proposte. Non sussistono in generale elementi ostativi dal punto di vista della pianificazione vigente. VALUTATO IN TERMINI PROGETTUALI CHE: L impianto in esame è ubicato nella zona industriale di Lugo (RA) e confina a est con la SP 95 che collega l'uscita Lugo-Cotignola dell'autostrada A14 direzione Ravenna, a sud-ovest con la linea ferroviaria di RFI, a nord-ovest con un'area ad uso agricolo, mentre a nord-est con altri capannoni industriali e Via Della Dogana. La viabilità interna è la medesima impiegata per l'accesso allo Scalo Merci Ferroviario. L'attività della Lugo Terminal comprende tutte le operazioni tecniche atte alla logistica di interscambio e consiste nel ricevere, immagazzinare e spedire le merci raccolte sul territorio nazionale ad altre piattaforme logistiche in nord Europa e sud Italia per mezzo di ferrovia. L'area, raccordata da un fascio di binari ferroviari, è strutturata al fine di agevolare tecnicamente ed operativamente I'intermodalità di scambio rotaia/gomma; è comprensiva di piazzali e deposito a cielo aperto, di fabbricati industriali ad uso magazzino per il deposito/stoccaggio al coperto e di strutture complementari quali uffici, spogliatoi e servizi, cabina ENEL, pesa ferroviaria e pesa stradale. Le merci sono confezionate su pallet (stoccaggio al coperto) o in container, cassa mobile, semirimorchio (stoccaggio allo scoperto su piazzale). La società è dotata di mezzi meccanici sia di produzione standard che opportunamente realizzati per la movimentazione delle merci. Rispetto a quanto precedentemente autorizzato, il progetto prevede l'incremento dell'area per le attività di stoccaggio finalizzato al recupero/smaltimento (R13/Dl5) di rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi individuati con codice CER * - traversine ferroviarie in legno creosotate fuoriuso - pur mantenendo inalterata la capacità max istantanea di stoccaggio autorizzata. Quindi, oltre all'area del piazzale ecologico di mq già autorizzata, l'azienda intende utilizzare l'area al di sotto della tettoia di recente realizzazione e denominata K1O di mq totali (superficie utile mq). Si fa presente che la nuova struttura è stata realizzata nel rispetto delle norme edilizie comunali (Richiesta del certificato di conformità edilizia e agibilità Prat. N. 560/2010 in data 22/04/2013 all'unione dei Comuni della Bassa Romagna, Comune di Lugo. La nuova area, totalmente coperta da tettoia e con pavimentazione impermeabilizzata, si propone di adibirla allo stoccaggio in cumuli anche dei rifiuti CER * e al deposito di materiale vario (merci in transito che sosterranno per meno di 48 ore nel terminal o materiali in giacenza diversi da rifiuti). Per lo stoccaggio dei rifiuti sotto alla tettoia K1O non sarà necessaria la copertura dei cumuli con teloni impermeabili in quanto è garantita la copertura totale dell'area dagli agenti atmosferici. I rifiuti pericolosi (traversine) saranno depositati esclusivamente all'interno dei parapetti, in un'area di mq. Sul piazzale all'aperto continueranno ad essere eseguite le attività accessorie di cernita, impacchettamento e movimentazione del materiale con l'utilizzo di grandi mezzi meccanici e si cercherà di mantenere in stoccaggio all'esterno una quantità di traversine il più possibile ridotta. Il proponente ritiene che tale modifica porterà ad un significativo miglioramento nella gestione del piazzale attualmente in uso, in considerazione delle frequenti movimentazioni dei rifiuti stoccati, riducendo il rischio d'incidenti tra mezzi in movimento e d'investimento degli operatori coinvolti. Si avrà inoltre la possibilità di spostare sotto copertura dei cumuli di rifiuti attualmente depositati all'aperto, garantendo così una riduzione degli impatti ambientali prodotti dall'attività lavorativa svolta. Si evidenzia, quale carenza documentale presente anche a seguito delle integrazioni, che in merito agli impianti/aziende di conferimento finale del rifiuto codice CER *, la ditta nella documentazione iniziale aveva citato 4 aziende estere per quali era stata richiesta copia della autorizzazione; di queste, sono state fornite solo due autorizzazioni (Pfleiderer Holzwerkstoffe GmhH & Co.KG Neumark i.d. Opf. e Heisterner Holz Recycling GMBH Sandersdorf). VALUTATO IN TERMINI AMBIENTALI CHE: In termini generali occorre premettere che i rifiuti oggetto delle proposte modifiche gestionali risultano essere classificati H7 "cancerogeno - sostanze e preparati che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea, possono produrre il cancro o aumentarne l'incidenza" ma l'attività di Lugo Terminal riguarda esclusivamente lo stoccaggio per successivo avvio a smaltimento o recupero, senza in alcun modo alterare le caratteristiche di un rifiuto confezionato in condizioni di sicurezza e già oggetto di specifica autorizzazione con opportune prescrizioni per la gestione. Rispetto all'alternativa zero la modifica è stata proposta per ottimizzare gli spazi disponibili in funzione delle vie d'accesso ferroviarie all'impianto e nel contempo stoccare i rifiuti in condizioni di maggiore tutela ambientale e sanitaria vista la presenza di coperture. L impatto da cantiere può ritenersi nullo, in quanto non è prevista la realizzazione di alcuna opera e/o infrastruttura, nè la modifica di quelle esistenti. L'impatto sul suolo è atteso invariato rispetto alla situazione esistente. Comunque tutte le attività si svolgeranno su aree impermeabilizzate e con modalità che impediranno la creazione di percolati.4 L impatto sull atmosfera in fase d'esercizio non muterà rispetto alla situazione esistente in quanto non vi saranno nuove emissioni poichè i rifiuti trattati saranno allo stato solido e stoccati in modo da non originare polveri. Il progetto non comporta altresì modifiche nell'impatto da traffico indotto. Per il sistema delle acque l'impianto è dotato di rete di raccolta di quelle meteoriche con invio ad un impianto di depurazione esistente prima dello scarico in pubblica fognatura e la ditta dispone già di autorizzazione allo scarico in corso di validità. Gli scarichi d'acque meteoriche dai piazzali non ricadenti nel campo d'applicazione della DGR n. 286/2005 e DGR n. 1860/2006 punto A1 I e II sono convogliati in acque superficiali nello Scolo consortile "Arginello" regolarmente autorizzato. L'azienda non utilizza acqua per lo svolgimento delle proprie attività, fatti salvi minimi usi igienico-sanitari. Le modifiche gestionali proposte non modificano in alcun modo il sistema di raccolta e depurazione delle acque. L impatto da rifiuti non subirà variazioni rispetto alla situazione esistente in quanto non sono previsti incrementi negli stessi. L impatto da rumore è stato considerato dal proponente non differente rispetto alla situazione attuale in quanto non saranno installate nuove apparecchiature e l'orario di lavoro non muterà. E' stata comunque prodotta una valutazione d'impatto acustico per la quale i limiti per la classe V "aree prevalentemente industriali" saranno rispettati. Dal punto di vista paesaggistico non vi saranno modifiche edilizie rispetto alla situazione esistente e la diversa dislocazione dei rifiuti stoccati non altererà la fruizione del paesaggio in quanto trattasi di tettoie esistenti già autorizzate in un'area non di pregio. Tutto ciò valutato occorre tuttavia considerare taluni aspetti relativi alla particolare tipologia di rifiuti movimentati e stoccati. L utilizzo della tettoia K10 prevede sia lo stoccaggio dei rifiuti CER * sia quello di materie prime confezionate e stoccate in modalità similare. Inoltre, tali rifiuti pericolosi potranno essere stoccati sotto la tettoia sia in modalità D15 (deposito temporaneo) sia in modalità R13 (messa in riserva). L omologa compilata per il rifiuto CER * allegata alla documentazione integrativa, non è risultata completa in quanto non è stato fornito il certificato d'analisi eseguito. Sono state fornite due copie dell autorizzazione degli impianti esteri di destinazione dei rifiuti dai quali si evince come essi siano destinati ad incenerimento in centrali termiche con recupero energetico. Il proponente infine dichiara che il rifiuto in ingresso al terminal viene catalogato dal produttore nella classe di pericolo H7. Tutto ciò premesso occorre inoltre evidenziare, come riportato anche nel parere conclusivo formulato dall'unione dei Comuni della Bassa Romagna per conto del Comune di Lugo che parte della tettoia K10 oggetto dell'intervento gestionale proposto, risulta posizionata in fascia di rispetto di un elettrodotto (linea AT Cotignola-Lugo FS 781 a Vn=132 kv) per la quale TERNA ha formulato prescrizioni incluse nel permesso di costruire rilasciato dal Comune di Lugo n. 560/2010 (pg. n del 28/6/2011), tra cui, per la parte d'interesse per il progetto oggetto di valutazione risulta di particolare importanza la seguente: "Il fabbricato in ogni caso non dovrà essere destinato a deposito di materiale infiammabile o esplosivo né dovrà arrecare disturbo, in alcun modo all'esercizio della rete e non dovranno essere costituite piazzole destinate a deposito di gas a distanza inferiore a quelle previste dalla legge. Pertanto, pur non ravvisandosi particolari elementi generali d'impatto ambientale che comportino la necessità d'assoggettare il progetto a successiva Valutazione d'impatto Ambientalo, si ritiene opportuno nel quadro prescrittorio richiamare espressamente il parere di TERNA, per il quale la ditta proponente dovrà verificare l'effettiva fattibilità dell'intervento, nonchè ogni altra prescrizione impartita da ARPA sulla base delle condizioni sopra esposte. in termini procedurali e di istruttoria il proponente ha formulato domanda d'assoggettamento a procedura di screening acquisita da questa Provincia al pg. n del 04/10/2013. La documentazione pervenuta è stata quindi sottoposta, ai sensi dell art. 9, comma 2, della L.R. n. 9/1999, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda a verifica di completezza positiva da parte dell autorità competente e quindi regolarmente depositata presso questa Provincia, l'unione dei Comuni della Bassa Romagna ed il Comune di Lugo e sul BURERT dell Emilia-Romagna è stato pubblicato l avviso di deposito in data 23/10/2013. Nel termine di 45 giorni dalla pubblicazione non risultano pervenute osservazioni. La Provincia di Ravenna, in qualità di autorità competente, con nota prot. n del 08/11/2013, ha quindi chiesto parere finalizzato all'eventuale richiesta d'integrazioni all'unione dei Comuni della Bassa Romagna, all'arpa e AUSL territorialmente competenti, all'autorità di Bacino del Reno e al Servizio Tecnico di Bacino Reno. A seguito del parere espresso unicamente dall'arpa di Ravenna e dell istruttoria svolta, la Provincia di Ravenna, ha poi formalizzato, ai sensi dell art. 9 comma 2, della L.R. n. 9/1999, richiesta d integrazioni, con nota pg. n del 13/12/2013. Ad essa è stato dato riscontro dal proponente con nota acquisita dalla Provincia di Ravenna al pg. n del 13/01/2014. A seguito di nuova richiesta di parere definitivo da parte dell'autorità competente (pg. n del 31/01/2014) agli enti già sopra indicati, dei riscontri ottenuti da parte dell'arpa, dell'ausl e dell'unione dei Comuni della Bassa Romagna per il Comune di Lugo e dell'istruttoria svolta, si è valutato che la documentazione integrativa presentata risponde in maniera sufficientemente approfondita per permettere la conclusione dell istruttoria. Si precisa tuttavia che l'unione dei Comuni della Bassa Romagna per il Comune di Lugo e l'arpa hanno espresso pareri conclusivi contenente particolari prescrizioni all'attività prevista, come riportato nel quadro prescrittorio.5 Questa autorità competente ha quindi proceduto alla predisposizione del provvedimento di competenza entro i tempi stabiliti dall'art. 10, comma 1, della L.R. n. 9/1999. Si ritiene, sulla base della documentazione presentata, che il valore dell intervento stimato dal proponente in IVA possa essere ritenuto congruo in quanto trattasi di mero intervento gestionale che comporta esclusivamente spese di consulenza e per l'acquisto di cartellonistica. Pertanto, in ragione della quantificazione forfettaria delle spese istruttorie ai sensi dell articolo 28 della legge regionale n. 9/1999 e della deliberazione della Giunta Regionale 15/07/2002, n il proponente ha versato correttamente all'avvio del procedimento a euro 500,00 (0,02% del valore dell opera salvo importo minimo forfettario). VISTA la delibera G.P. n. 1 del ad oggetto: "determinazioni transitorie per la gestione dell'esercizio 2014 nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione 2014 e del piano esecutivo di gestione 2014"; VISTO il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica del responsabile del servizio; Ad unanimità di voti; D E L I B E R A 1) di ASSUMERE la decisione di NON assoggettare il progetto preliminare di Lugo Terminal spa per modifiche alle aree di stoccaggio di rifiuti pericolosi (R13/D15) in Comune di Lugo, V. della Dogana, 5 ad ulteriore procedura di Valutazione d Impatto Ambientale prevista dalla legge regionale n. 9/1999 e dal decreto legislativo n. 152/2006, con le seguenti valutazioni e prescrizioni: a. Il progetto in generale dal punto di vista ambientale non comporta impatti aggiuntivi e tali da giustificare la necessità di ulteriore valutazione d'impatto ambientale, tuttavia occorre evidenziare come parte della tettoia K10 oggetto dell'intervento proposto, risulti posizionata in fascia di rispetto di un elettrodotto (linea AT Cotignola-Lugo FS 781 a Vn=132 kv) per la quale TERNA ha formulato prescrizioni incluse nel permesso di costruire rilasciato dal Comune di Lugo n. 560/2010 tra cui si segnala: "Il fabbricato in ogni caso non dovrà essere destinato a deposito di materiale infiammabile o esplosivo né dovrà arrecare disturbo, in alcun modo all'esercizio della rete e non dovranno essere costituite piazzole destinate a deposito di gas a distanza inferiore a quelle previste dalla legge. In ragione di ciò in sede di modifica all'autorizzazione alla gestione rifiuti dovrà essere attentamente verificata l'effettiva congruità in tutto o in parte dell'intervento rispetto alla prescrizione citata, in quanto i rifiuti proposti per lo stoccaggio in tale area (codice *) potrebbero configurarsi come inidonei allo stoccaggio nella fascia di rispetto dell'elettrodotto e/o nell'intera area della tettoia, anche in ragione di alcune carenze documentali da parte del proponente evidenziate al successivo punto b). Tale verifica dovrà essere svolta in contraddittorio con TERNA, soggetto responsabile delle prescrizioni incluse nel permesso di costruire vigente; b. Fermo restando il carattere imprescindibile del rispetto delle procedure amministrative di controllo documentale in fase di accettazione ed uscita dei rifiuti, poiché nella documentazione fornita relativa all omologa non è stata allegata la caratterizzazione analitica del rifiuto e conseguentemente, non è stato possibile verificare la classe di pericolo associata al rifiuto stesso né effettuare eventuali considerazioni sulle frasi di rischio R associate alla classe di pericolosità individuata, si rammenta che deve essere sempre reso disponibile agli organi di controllo il certificato analitico previsto dall omologa che ne attesti la caratterizzazione analitica e la classe di pericolo. c. poiché trattasi di rifiuti pericolosi si prescrive di separare le aree di stoccaggio delle materie prime da quelle dei rifiuti, identificandole con apposita cartellonistica; d. Si prescrive di distinguere, sempre con cartellonistica adeguata, le aree di deposito temporaneo da quelle di messa in riserva del rifiuto codice CER *; e. Si prescrive di effettuare il monitoraggio dello stato della pavimentazione del piazzale ecologico affinché si mantenga impermeabile e privo di fessurazioni, da eseguirsi secondo la frequenza indicata nella documentazione di screening; tale monitoraggio dovrà essere annotato su apposito registro riportante la data, eventuale tipo di intervento eseguito sul piazzale e sigla dell operatore che ha eseguito il controllo/manutenzione. Si ricorda, anche in particolare ragione di quanto riportato nel quadro valutativo ed in sintesi nel presente quadro prescrittivo, che l esito positivo della presente procedura di screening non autorizza in alcun modo l'attività o parte di essa nè comprende e sostituisce intese, concessioni, autorizzazioni, licenze, pareri e nulla osta comunque denominati, necessari per la realizzazione del progetto in base alla vigente normativa.6 2) di DETERMINARE le spese per l istruttoria relativa alla procedura predetta a carico del proponente in euro 500,00 (euro cinquecento//00) ai sensi dell articolo 28 della legge regionale 18/5/1999, n. 9 e successive modificazioni e della deliberazione della Giunta Regionale 15/7/2002, n. 1238, importo già interamente versato all'atto della presentazione della domanda; LA GIUNTA PROVINCIALE VISTA la necessità e l urgenza di rispettare i termini ordinatori per il procedimento di verifica (screening) indicati nella legge regionale n. 9/1999 e successive modifiche ed integrazioni. Ad unanimità di voti; D E L I B E R A DI DICHIARARE la presente deliberazione IMMEDIATAMENTE ESEGUIBILE ai sensi dell art. 134, comma 4 del D. Lgs. 267/2000.7 Provincia di Ravenna ISTRUTTORIA PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTA DI DELIBERAZIONE ALLA GIUNTA SETTORE: Ambiente e Territorio/AMB N. 4 DATA: 28/02/2014 OGGETTO: VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' (SCREENING) AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE N. 9/1999 PER UN PROGETTO DI MODIFICA DELL'AREA DEDICATA ALL'ATTIVITÀ DI GESTIONE RIFIUTI PERICOLOSI (R13/D15) IN VIA DELLA DOGANA, 5, COMUNE DI LUGO, PRESENTATO DA LUGO TERMINAL SPA. SETTORE INTERESSATO Il sottoscritto Responsabile del settore/servizio interessato ESPRIME ai sensi ed agli effetti dell art 49, comma 1 e 147 bis, comma 1 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e ss.mm.ii., PARERE FAVOREVOLE in ordine alla regolarità tecnica attestante la regolarità e correttezza dell azione amministrativa. Ravenna, 28/02/2014 IL DIRIGENTE del SETTORE/SERVIZIO F.to MALOSSI ELETTRA...8 Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto. IL PRESIDENTE F.to CASADIO CLAUDIO IL SEGRETARIO GENERALE F.to RAVAGNANI ANDREA SI DICHIARA: a) che la presente deliberazione viene pubblicata in data odierna all albo pretorio online della Provincia (N. DI REGISTRO) dove rimarrà per quindici giorni consecutivi, ai sensi dell art. 124 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e dell art. 32 della legge 18 giungo 2009, n. 69; b) che contestualmente, con nota P.G. n., viene comunicata ai capigruppo consiliari la pubblicazione all albo della stessa, ai sensi dell art. 125 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 SETTORE AFFARI GENERALI IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Ravenna, 12/03/2014 F.to... Copia conforme all originale per uso amm.vo. Ravenna, SETTORE AFFARI GENERALI IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO... SI CERTIFICA: che la presente deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile ai sensi dell art.134, comma quarto, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; SETTORE AFFARI GENERALI IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Ravenna, F.to... SI CERTIFICA che la presente deliberazione è stata pubblicata nel suddetto registro di albo pretorio online della Provincia per quindici giorni consecutivi dal 12/03/2014 al 27/03/2014 SETTORE AFFARI GENERALI IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Ravenna, F.to... AVVERTENZE: RICORSI GIURISDIZIONALI (articolo 14 del regolamento di attribuzione di competenze e funzioni a rilevanza esterna al presidente della provincia, alla giunta provinciale, ai dirigenti e al segretario generale) Contro il provvedimento, gli interessati possono sempre proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente entro i termini di legge, ai sensi del D.Lgs , n. 104, decorrenti dalla data di notificazione o di comunicazione o da quando l interessato ne abbia avuto conoscenza ovvero ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni, ai sensi del D.P.R , n. 1199, decorrenti dalla data della notificazione o di comunicazione o da quando l'interessato ne abbia avuto piena conoscenza. Documenti analoghi
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