Source: http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_15-comunicazione-fatture-emesse-ricevute.aspx
Timestamp: 2019-09-15 06:28:27+00:00
Document Index: 146591213

Matched Legal Cases: ['art. 34', 'art. 9', 'art. 34', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 6', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 13', 'art.4']

fino al 31.12.2017, i produttori agricoli in regime di esonero di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, ove situati nelle zone montane di cui all’art. 9 del D.P.R. n. 601/1973, vale a dire:
- nei terreni facenti parte di comprensori di bonifica montana.
Lo svolgimento dell’attività agricola nei predetti terreni non deve essere esclusiva, per cui – come indicato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 105/2017 – rientrano nell’esonero i produttori agricoli che operano in terreni ubicati in misura maggiore al 50% in zone montane;
dall’1.1.2018, i produttori agricoli in regime di esonero di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, indipendentemente dal luogo di svolgimento dell’attività agricola (art. 11, commi 2-ter e 2-quater, del D.L. n. 87/2018);
i soggetti che, ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 2, comma 1, del DLgs. n. 127/2015, si avvalgono dell’opzione per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute e/o dell’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi. Per tali contribuenti, l’art. 3 del DLgs. n. 127/2015 dispone, infatti, che viene meno l’obbligo di presentare la comunicazione di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010, per cui, dal 2017, l’esonero deve intendersi riferito alla comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute;
i medici e gli altri soggetti di cui all’art. 3, comma 3, del DLgs. n. 175/2014, per i dati delle fatture che sono oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (avviso Agenzia delle Entrate 12 settembre 2017);
dal 2018, le Pubbliche amministrazioni (di cui all'art. 1 co. 2 del DLgs. 165/2001), limitatamente ai dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.
Dal 2018, previa comunque emanazione di apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, la comunicazione sarà limitata ai soli dati relativi:
alla partita IVA del cedente o prestatore;
alla partita IVA del cessionario o committente (in alternativa, il codice fiscale, per i soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese, arti e professioni);
alla data e al numero della fattura (della bolletta doganale o della nota di variazione);
alla base imponibile IVA;
all'aliquota IVA applicata;
alla tipologia dell'operazione (nel caso in cui l'imposta non sia indicata in fattura).
L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, chiarito che l’obbligo di comunicazione sussiste anche per le bollette- fatture emesse dal Comune per la fornitura di acqua, depurazione e servizio di fognatura a favore di soggetti IVA. Le bollette-fatture emesse nei confronti dei consumatori finali beneficiano, invece, dell’esonero riconosciuto alle Pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del DLgs. n. 165/2001 (risoluzione n. 68 del 21 settembre 2018).
Con la risoluzione n. 87 del 5 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente chiarito che:
è consentito l'invio di una comunicazione con cui integrare o rettificare quella trasmessa anche oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento, al fine di ravvedere l'omesso o errato adempimento comunicativo. Si applicano, in tal caso, le disposizioni sul ravvedimento operoso (di cui all'art. 13 del DLgs. n. 472/1997);
la comunicazione dei dati riferiti alle "fatture emesse" deve contenere le informazioni riferite alle fatture con data coerente con il periodo di riferimento. A titolo di esempio, la comunicazione "dati fattura" riferita al primo semestre dell'anno 2017 dovrà contenere le informazioni relative alle fatture emesse che riportano la data rientrante nel predetto semestre (dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017). In relazione ai dati delle "fatture ricevute", la "competenza" sarà riferita al valore della data di registrazione del documento;
nel caso in cui il contribuente, appartenente alla categoria degli autotrasportatori, si avvalga della facoltà di differire la registrazione al trimestre successivo a quello di emissione, la comunicazione dei dati di tali fatture farà riferimento alla data di registrazione. I dati delle fatture in questione saranno acquisiti e al mittente - per motivi meramente tecnici - sarà segnalata l'incompatibilità della data di emissione con il periodo (trimestre o semestre) di riferimento, ma tale segnalazione automatica non avrà - nel caso specifico - conseguenze sulle elaborazioni future;
con riferimento alla comunicazione dei dati delle fatture ricevute, tra cui anche le bollette doganali, i campi "Identificativo Paese" e "Identificativo Fiscale" del cedente/prestatore sono obbligatori e non è possibile renderli facoltativi. In particolare, nel caso in cui l'elemento informativo "Identificativo Paese" viene valorizzato con un codice Paese extracomunitario, il sistema non effettua controlli sul valore riportato nell'elemento informativo "Identificativo Fiscale" che, quindi, può essere valorizzato liberamente. Al fine di non creare aggravi per i contribuenti che dispongono di software contabili ad oggi non adeguati a rilevare i suddetti dati, si consente - solo con riferimento alle comunicazioni del periodo d'imposta 2017 - di valorizzare, all'interno della sezione "CedentePrestatoreDTR", l'elemento informativo "IdFiscaleIVA"\"IdPaese" con la stringa "OO" e l'elemento "IdFiscaleIVA"\"IdCodice" con una sequenza di undici "9";
nel caso in cui lo stesso documento fattura presenti dati riferiti sia a cessioni di beni che a prestazioni di servizi, l'elemento informativo "Tipo Documento" va valorizzato utilizzando un criterio di "prevalenza" legato all'importo delle cessioni e delle prestazioni. Pertanto, se il valore delle cessioni di beni è maggiore di quello delle prestazioni di servizi, si valorizzerà l'elemento informativo con il valore "TD10 - Fattura per acquisto intracomunitario beni" e viceversa. In relazione alla comunicazione delle "note di credito" riferite ad acquisti intracomunitari, si valorizzerà l'elemento con il valore "TD04";
non è plausibile l'emissione di una fattura "cointestata" verso cessionario/committente soggetto passivo IVA. Nel caso di una fattura emessa nei confronti di un cessionario/committente non soggetto passivo, la compilazione della sezione "Identificativi Fiscali" andrà effettuata riportando i dati di uno solo dei soggetti;
i dati delle fatture ricevute da contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio e del regime forfetario vanno compilati indicando il codice natura "N2".
Fino al 31 dicembre 2017, considerato che le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute, questa regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a euro 300,00, per le quali l’art. 6, commi 1 e 6, del D.P.R. n. 695/1996 prevede la facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo. Di conseguenza, anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione, è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura.
Dal 2018, è possibile trasmettere i dati del documento riepilogativo delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300,00 euro, nel qual caso vanno comunicati:
per il documento riepilogativo delle fatture emesse, la partita IVA del cedente o del prestatore;
per il documento riepilogativo delle fatture passive, la partita IVA del cessionario o del committente;
l'ammontare imponibile complessivo, nonché l'ammontare dell'imposta complessiva, distinti secondo l'aliquota applicata.
Tale codice deve essere riportato in relazione a tutte le fatture che riportano la dicitura “inversione contabile”, comprese quelle aventi per oggetto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta nello Stato membro in cui l’operazione si considera effettuata (risposta Agenzia delle Entrate del 2 ottobre 2017).
La comunicazione dei dati delle operazioni poste in essere deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, fatta eccezione per la comunicazione del secondo trimestre, che deve essere tramessa entro il 16 settembre, anziché entro il 31 agosto di ciascun anno.
Dal 2018, è tuttavia prevista la facoltà di trasmettere i dati con periodicità semestrale, nel qual caso i termini di presentazione della comunicazione sono il 01.10.2018 (in quanto il 30.9.2018 cade di domenica) per i dati del primo semestre e il 28.2.2019 per i dati del secondo semestre. Per coloro che non si avvalgono di questa facoltà, l’art. 11 del D.L. n. 87/2018 ha previsto il differimento al 28.2.2019 del termine, inizialmente fissato al 30.11.2018, per la comunicazione dei dati delle fatture relative al terzo trimestre 2018, con la conseguenza che entro il termine del 28.2.2019 dovranno essere trasmessi i dati del terzo e quarto trimestre 2018.
Per l’anno 2017, l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute relative alle operazioni effettuate aveva periodicità semestrale e doveva essere eseguito:
• entro il 18.9.2017, per il primo semestre;
• entro il 28.2.2018, per il secondo semestre.
Notifiche di scarto e di segnalazione
Nelle risposte alle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate l’8 settembre 2017, è stato chiarito che i file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio, nel qual caso il Sistema ricevente dell’Agenzia produrrà una notifica per ciascun file e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati. La notifica di scarto contiene l’elenco degli errori rilevati e, per ciascuno di essi, sono riportati il codice e la descrizione, comprensiva della posizione all’interno del file.
Lo scarto è quindi relativo all’intero file, che dovrà essere firmato nuovamente e trasmesso una volta corretti gli errori segnalati nella notifica. Per questa ragione, qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa e/o si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, viene suggerito di costruire file di dimensioni ridotte (per esempio, contenenti le fatture ricevute da un unico fornitore o le fatture emesse nei confronti dello stesso cliente). In ogni caso, non è possibile trasmettere nello stesso flusso fatture nuove insieme alle rettifiche di precedenti fatture inviate.
Se nel file inviato non sono presenti tutte le fatture del periodo è preferibile inviare i soli dati delle fatture non ancora trasmessi.
I motivi di scarto dei file possono riguardare, ad esempio, la nomenclatura e l’unicità del file trasmesso, la dimensione del file, se superiore a quella ammessa per il rispettivo canale di trasmissione, l’integrità del documento, se il documento ricevuto non corrisponde a quello sul quale è stata apposta la firma, e il contenuto degli elementi informativi per come previsto dalle regole tecniche. Non si ha, invece, scarto del file, ma solo segnalazione al soggetto trasmittente, nei casi in cui la partita IVA del fornitore, del cliente o del rappresentante fiscale sia cessata in Anagrafe Tributaria, oppure la data delle fatture emesse o della registrazione delle fatture passive sia incompatibile con il periodo di riferimento della comunicazione.
Non sono, tuttavia, applicate sanzioni se la comunicazione dei dati relativi al primo semestre 2017 è effettuata entro il 28.2.2018, da intendere rinviato al 6 aprile 2018 per effetto del Provvedimento n. 29190/2018 (art. 1-ter del DL 148/2017).
Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 104/2017, sempreché non siano stati notificati atti di accertamento, le violazioni commesse possono essere corrette avvalendosi del ravvedimento operoso, in tal caso beneficiando delle riduzioni previste dall’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e ss., del DLgs. n. 472/1997, a seconda del momento in cui interviene il versamento.
Termine di regolarizzazione
Entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è commessa la violazione
Lett. b-bis)
Entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è commessa la violazione
Lett. b-ter)
Oltre il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è commessa la violazione
Lett. b-quater)
La comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche ha carattere trimestrale e deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, fatta eccezione per la comunicazione del secondo trimestre, da inviare entro il 16 settembre. Per la comunicazione del primo trimestre 2017 è stato previsto il differimento, dal 31 maggio 2017 al 12 giugno 2017, del termine di invio (D.P.C.M. 22 maggio 2017).
Tenuto conto che i termini della comunicazione in esame sono gli stessi di quelli previsti per i dati delle fatture, relativamente al 2018 occorre tenere conto dei termini espressamente previsti per tale ultima comunicazione. Di conseguenza, per il secondo trimestre 2018 il termine di invio dovrebbe essere differito all’1.10.2018, in linea con il termine previsto per la comunicazione dati delle fatture relativa allo stesso periodo.
Il provv. Agenzia delle Entrate 27 marzo 2017, n. 58793 ha approvato il modello di comunicazione, composto da frontespizio e modulo, costituito dal quadro VP, unitamente alle istruzioni e alle caratteristiche tecniche per la stampa. Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 62214 del 21 marzo 2018, è stata approvata la nuova versione del modello di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, da utilizzare a decorrere dalle comunicazioni relative al primo trimestre 2018, in scadenza il 31 maggio 2018.
Il quadro VP, che contiene i dati relativi alla liquidazione del trimestre, deve essere compilato per ciascuna liquidazione periodica, per cui i contribuenti che effettuano esclusivamente liquidazioni mensili devono compilare un modulo per ciascun mese del trimestre, mentre i contribuenti che effettuano esclusivamente liquidazioni trimestrali devono compilare un solo modulo per il trimestre. I contribuenti in regime di contabilità separata che effettuano liquidazioni sia mensili che trimestrali devono, invece, compilare un modulo per ciascun mese e un modulo per il trimestre.
La comunicazione non deve essere inviata in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L’obbligo, invece, sussiste nell'ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente (risposta Agenzia delle Entrate alle FAQ pubblicate il 26 maggio 2017).
L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei soggetti passivi o dei loro intermediari sia gli esiti del raffronto fra i dati delle fatture e i dati delle liquidazioni comunicati trimestralmente, sia gli esiti del raffronto fra i versamenti effettuati dal contribuente e i dati riepilogati nella comunicazione trimestrale delle liquidazioni. Qualora dai controlli eseguiti dovesse emergere un risultato diverso rispetto a quello indicato nelle comunicazioni del contribuente, quest’ultimo è informato dall’Agenzia delle Entrate (cd. “alert”); in tal caso, il contribuente potrà fornire chiarimenti, segnalare eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente, ovvero potrà versare quanto dovuto avvalendosi del ravvedimento operoso.
Nello specifico, l’Agenzia delle Entrate invia un’apposita comunicazione ai soggetti passivi IVA che non hanno trasmesso la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA per il trimestre di riferimento, pur avendo emesso fatture nel periodo considerato (provv. Agenzia delle Entrate 28.11.2017 n. 275294).
In tal caso, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente le informazioni derivanti dal confronto fra i dati comunicati dal contribuente e dai suoi clienti, soggetti passivi IVA, in sede di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21 del DL 78/2010) e i dati presenti nella comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (art. 21-bis del DL 78/2010).
I dati resi disponibili al contribuente sono:
numero identificativo della comunicazione di anomalia, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
L'Agenzia delle Entrate trasmette una comunicazione, contenente le informazioni sopra elencate, agli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) attivati dai contribuenti, fermo restando che la predetta comunicazione e le relative informazioni di dettaglio possono essere consultate dal contribuente nell'area riservata “La mia scrivania” del portale informatico dell'Agenzia delle Entrate.
Il contribuente, anche avvalendosi degli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni può richiedere informazioni e segnalare all'Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti dalla stessa.
Il contribuente, in ogni caso, può regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi beneficiando della riduzione delle sanzioni amministrative previste dall'istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del DLgs. 472/97).
 DL 193/2016 art.4
Stampato il 15/09/2019 alle 08.28
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