Source: http://www.ambientediritto.it/sentenze/2011/Corte_Cost/C.C._2011_n.253.htm
Timestamp: 2017-04-30 14:39:17+00:00
Document Index: 63419531

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 29', 'art. 16', 'art. 29', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 29']

RIFIUTI - Incenerimento - Disciplina ex d.lgs. n. 133/2005 - Rapporto di specialità rispetto alla disciplina generale di cui agli artt. 208 e ss. d.lgs. n. 152/2006 - Art. 19, cc. 1 e 2 d.lgs. n. 133/2005 - Maggior rigore rispetto all’art. 16, c. 1 d.lgs. n. 59/2005 (oggi art. 29-quattuordecies d.lgs. n. 152/2006 - Irragionevolezza - Esclusione. CORTE COSTITUZIONALE - 27 luglio 2011, ordinanza n. 253 AmbienteDiritto.it Legislazione Giurisprudenza
RIFIUTI - Incenerimento - Disciplina ex d.lgs. n. 133/2005 - Rapporto di specialità rispetto alla disciplina generale di cui agli artt. 208 e ss. d.lgs. n. 152/2006. L’intera disciplina contenuta nel d.lgs. n. 133 del 2005, in materia di incenerimento dei rifiuti, si pone in termini di specialità rispetto alla disciplina generale riguardante gli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, contenuta negli artt. 208 e ss. del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), e rispetto a quella riguardante i soli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, sottoposti all’autorizzazione integrata ambientale, già contenuta nel d.lgs. n. 59 del 2005, oggi trasfusa nel Titolo III-bis del d.lgs. n. 152 del 2006. Pres. Quaranta, Est. Silvestri - Giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Tribunale di Trieste - CORTE COSTITUZIONALE - 27 luglio 2011, ordinanza n. 253
RIFIUTI - Incenerimento - Art. 19, cc. 1 e 2 d.lgs. n. 133/2005 - Maggior rigore rispetto all’art. 16, c. 1 d.lgs. n. 59/2005 (oggi art. 29-quattuordecies d.lgs. n. 152/2006 - Irragionevolezza - Esclusione. L’art. 19, commi 1 e 2, c d.lgs. n. 133/2005 configura come reati contravvenzionali le condotte di esercizio di impianti di incenerimento (e coincenerimento) dei rifiuti in assenza delle prescritte autorizzazioni, distinguendo a seconda che l’attività abbia ad oggetto rifiuti pericolosi o non, e prevedendo in entrambi i casi la pena congiunta dell’arresto e dell’ammenda, con differenti valori edittali; diversamente, la norma contenuta nell’art. 16, comma 1, del d.lgs. n. 59 del 2005 (oggi trasfuso nell’art. 29-quattuordecies del d.lgs. n. 152 del 2006), sanziona con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda l’esercizio, in assenza di autorizzazione integrata ambientale, delle attività di cui all’allegato I al citato decreto legislativo (oggi allegato VIII alla parte seconda del d.lgs. n. 152 del 2006), tra le quali rientra quella svolta dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (punto 5.2. dell’allegato); la scelta legislativa di sanzionare con particolare rigore l’attività di incenerimento dei rifiuti svolta in assenza di autorizzazione non può dirsi manifestamente irragionevole, attesa la necessità di garantire che tale attività si svolga nel rispetto delle condizioni di esercizio e nell’osservanza delle prescrizioni tecniche, dettate dallo stesso d.lgs. n. 133 del 2005 allo scopo di evitare o di limitare gli effetti negativi dell’incenerimento (e del coincenerimento) dei rifiuti sull’ambiente. Pres. Quaranta, Est. Silvestri - Giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Tribunale di Trieste - CORTE COSTITUZIONALE - 27 luglio 2011, ordinanza n. 253