Source: http://territoriolibero.net/2013/11/una-denuncia-a-difesa-della-democrazia-a-trieste/
Timestamp: 2019-08-18 20:09:07+00:00
Document Index: 4605654

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'arte 3', 'sentenza ', 'art. 28', 'art. 18', 'art. 18']

Una denuncia a difesa della democrazia a Trieste | Territorio Libero — Svobodno Ozemlje — Free Territory of Trieste
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L’11 ottobre ho depositato la denuncia nei confronti dei magistrati del TAR del Friuli Venezia Giulia autori della sentenza 530/2013 con la quale è stato rigettato il ricorso da me presentato, e sostenuto da altri 56 cittadini di Trieste, per chiedere l’annullamento delle elezioni della Regione Friuli Venezia Giulia svolte nella Zona A del Territorio Libero di Trieste sulla quale lo Stato italiano non ha alcuna sovranità.
La preoccupante (democraticamente parlando) sentenza prettamente politica del TAR è stata un chiaro segnale da parte delle autorità italiane ai triestini che si appellano ai loro diritti di cittadini liberi di un territorio occupato dalla Repubblica italiana. Un segnale minaccioso e violento avendo i giudici accusato i ricorrenti di essere “eversori” per avere sollevato una questione di diritto davanti all’autorità giudiziaria. Ne ho già parlato nel mio post “Minacce di Stato, o di chi ne abusa?”.
Questa denuncia non è quindi solo un atto dovuto per difendersi di fronte ad accuse gravissime provenienti da un’autorità giudiziaria che sembra aver perso qualsiasi collegamento con la realtà democratica che dovrebbe rappresentare, ma anche un’azione a difesa dei diritti di tutti i cittadini. Se a qualcuno fosse sfuggito questa sentenza ricalca esattamente quelle dei tribunali speciali fascisti (Tribunali Speciali per la Difesa dello Stato) che durante il primo ventennio (1920-1943) di occupazione di Trieste lasciarono un solco indelebile.
Ecco perché la ferma difesa dei diritti democratici sanguinosamente conquistati deve essere priorità assoluta per ogni cittadino, e non solo di Trieste e del TLT, che si vede leso pesantemente da un simile incredibile abuso di potere. Ho messo a disposizione del giornale indipendente “La Voce di Trieste” il mio atto di denuncia redatto con la preziosa collaborazione dei consulenti di diritto internazionale di Trieste Libera. Nel numero in edicola (n. 35) se ne trova una analisi approfondita. Di seguito riporto un estratto della denuncia ed in particolare la parte 3 di sicura utilità per tutti coloro che venissero minacciati nell’esercizio dei loro diritti garantiti dalla stessa Costituzione italiana.
3. Reati di cui si fa denuncia per la sentenza TAR n. 530/2013
3.1. Delitti internazionali commessi dal giudice in nome dello Stato italiano.
a) Il giudice che in nome dello Stato italiano nega con motivazioni antigiuridiche e di natura politica la sussistenza delle norme internazionali vigenti che stabiliscono lo status ed i diritti dello Stato del Free Territory of Trieste, dei diritti conseguenti dei suoi cittadini, e dei diritti dei terzi al pieno e libero utilizzo del regime speciale del Porto Franco internazionale di Trieste commette violazione ovvero delitto internazionale per i motivi e con gli effetti di cui sotto ad 5.
b) Costituisce per i medesimi motivi delitto internazionale anche la violazione e repressione da parte del giudice italiano dei diritti politici e d’opinione garantiti e tutelati da strumenti normativi dell’ordinamento internazionale (Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, Carta delle Nazioni Unite, Convenzione Europea sui diritti dell’Uomo). Per le fattispecie si veda sotto ad 3.3. e ad 6.
3.2. Violazione eversiva dell’ordinamento costituzionale italiano in materia di obblighi internazionali. I delitti internazionali sopra detti costituiscono violazione eversiva dell’ordinamento costituzionale italiano in quanto e per quanto esso agli articoli 10, primo comma e 117, primo comma della Costituzione della Repubblica Italiana ne vincola l’ordinamento al rispetto degli obblighi internazionali vigenti dello Stato, tale essendo il pieno rispetto del Trattato di Pace di Parigi del 1947.
3.3. Violazione eversiva dell’ordinamento Costituzionale italiano in materia di diritti umani e democratici. Costituiscono violazione eversiva dell’ordinamento costituzionale italiano (art. 28 Cost.) il diniego e la repressione dei diritti politici e d’opinione garantiti dalla Costituzione della Repubblica italiana sia in via diretta (artt. 2, 13, 18, 21, 22, 24, 49), sia quali obblighi internazionali attraverso gli strumenti di cui sopra ad 3.1.b), e ciò nei termini e per i motivi di cui sotto ad 6.
3.4. Violazione eversiva dell’ordinamento costituzionale italiano per violazione dell’art. 18, secondo comma Cost. e della legge n. 17/1982.
L’analisi delle attività illecite di repressione politica che sono oggetto della presente denuncia evidenzia indizi rilevanti, come la trasversalità sinergica fra ambienti politici, mediatici e giudiziari, che esse siano organizzate principalmente, con o senza iniziative di autorità centrali italiane, da un gruppo di potere trasversale locale coperto, organizzato in violazione dell’art. 18, secondo comma Cost. e della L. 17/1982, connesso anche ad organizzazioni nazionali omologhe. Si veda anche sotto ad 7.
3.5. Reati di calunnia. Concreta reati di calunnia la pronuncia del giudice civile od amministrativo italiano che, non potendo come tale essere ignaro della legge, indica ingiustamente alla magistratura penale, tenuta a procedere, uno o più cittadini come colpevoli di reati dei quali essi sono innocenti. Nella fattispecie si tratta dei reati gravissimi di attentato alla sovranità ed unità dello Stato, pericolo per la pace, istigazione e delinquere (per evasione fiscale) ed a disobbedire alle leggi, nonché di abuso della credulità popolare.
3.6. Reati di minaccia. Concreta reati di minaccia l’atto del giudice che espone uno o più cittadini al timore od al realizzarsi di danno ingiusto indicandoli come colpevoli di reati non commessi.
3.7. Reati di diffamazione. Concreta reati di diffamazione la pronuncia od altra comunicazione del giudice che, essendo per propria natura pubblica o comunque rivolta alla conoscenza di più persone, accusa uno o più cittadini di reati infamanti, quali quelli di cui sopra ad 3.5.
3.8. Reati di pericolo per l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico. Concreta reati di pericolo per l’incolumità delle persone e per l’ordine pubblico il comportamento del giudice che accusando ingiustamente di fronte all’opinione pubblica uno o più cittadini di reati politici ed infamanti contro lo Stato e la collettività li espone a violenze private e disordini ad opera di estremisti o di altri soggetti suggestionabili ed aizzabili da tali accuse.
3.9. Delitti contro i diritti politici del cittadino. Concreta delitti di attentato ai diritti politici del cittadino il comportamento ingannevole e minaccioso del giudice che dichiari penalmente perseguibile l’esercizio legittimo di tali diritti.
3.10. Reati di abuso della funzione giudiziaria. Costituisce reato di abuso della funzione giudiziaria (abuso d’ufficio) il suo utilizzo ai fini politici ed agli altri scopi illeciti di cui sopra.