Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/sezioni/bancheclienti/ultime_pubblicate/62
Timestamp: 2019-04-22 13:00:53+00:00
Document Index: 15188389

Matched Legal Cases: ['art. 1418', 'art. 1418', 'art. 17', 'art. 1283', 'art. 117', 'art. 1284', 'art. 1469', 'art. 14', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 33', 'art. 118', 'art. 10', 'art. 1469', 'art. 34', 'art. 118', 'art. 1229', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 1469', 'art. 6', 'art. 1469', 'art. 7', 'art. 1224', 'art. 120']

Contratto di negoziazione, collegamento con conto professionale e foro del consumatore.
Foro del consumatore – Contratto di negoziazione collegato a conto corrente utilizzato per la professione – Natura di cliente professionale – Esclusione..
Ai fine della competenza per territorio e quindi dell’individuazione del foro esclusivo del consumatore, non può qualificarsi quale cliente professionale l’avvocato che operi in strumenti finanziari sulla base di un contratto negoziazione collegato al conto corrente utilizzato anche per scopi attinenti alla professione legale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 09 October 2008.
Mutuo fondiario e vizio causale.
Mutuo fondiario – Utilizzo dell’importo mutuato per estinguere una precedente obbligazione di natura chirografaria – Nullità sotto il profilo causale ex art. 1418 cod. civ. – Sussistenza..
Qualora il contratto di mutuo fondiario venga utilizzato non già al fine di erogare la somma mutuata ma per ripianare debiti nei confronti della banca mutuante e sostituire i debiti chirografari con altri di pari importo assistiti da garanzie reali e personali, l’operazione non è meritevole di tutela in quanto il contratto di mutuo viene utilizzato non già per concedere un finanziamento ma per costituire una ipoteca a garanzia di un debito preesistente. La fattispecie appare quindi viziata sotto il profilo causale, in quanto la causa concreta di garanzia è incompatibile con il tipo legale del mutuo, e viziata sotto il profilo causale ed affetta da nullità ex art. 1418 cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 11 August 2008.
Protesto di assegni e riabilitazione.
Assegno bancario – Protesto – Cancellazione del protesto dai registri informatici della Camera di Commercio – Applicabilità..
La riabilitazione disciplinata dall’art. 17 della L. 7 marzo 1996, n. 108 è rimedio generale, applicabile all’assegno bancario protestato quando il debitore abbia adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesto, a prescindere dalla sussistenza o meno di un reato di usura subito dal debitore medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Verbania, 25 July 2008.
Assegno spedito a mezzo posta, trafugamento e responsabilità concorrente dell’emittente.
Assegno bancario – Contraffazione – Illegittimo pagamento – Responsabilità della banca trattaria e di quella di presentazione – Sussistenza – Spedizione a mezzo posta – Omesse adozione di cautele – Concorso di responsabilità dell’emittente – Sussistenza – Concorso di altri soggetti – Fattispecie..
In tema di illegittimo pagamento di assegno bancario trafugato, alla responsabilità conseguente al mancato controllo da parte della banca trattaria e di quella presso la quale il titolo è stato posto all’incasso può aggiungersi quella del soggetto emittente, il quale abbia spedito l’assegno a mezzo del servizio postale senza adottare nella compilazione quelle regole di prudenza che avrebbero potuto contribuire a prevenirne la falsificazione (uso di inchiostro indelebile, sbarramento degli importi e degli spazi bianchi in prossimità del nome del prenditore). Con la responsabilità di tali soggetti può altresì concorrere quella di chi abbia accettato il titolo in pagamento in circostanze tali che avrebbero dovuto indurre fondati sospetti sulla sua autenticità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23 July 2008.
Anatocismo, prescrizione dell’azione di ripetizione e nullità della capitalizzazione sostitutiva.
Conto corrente bancario – Apertura di credito – Ripetizione di somme versate in forza di clausola anatocistica nulla – Prescrizione – Decorrenza dalla chiusura del conto.
Conto corrente bancario – Nullità di clausola anatocistica – Applicazione di capitalizzazione annuale – Nullità – Sussistenza..
La prescrizione decennale del diritto alla ripetizione di somme indebitamente trattenute da una banca a titolo di interessi su apertura di credito in conto corrente decorre dalla chiusura definitiva del rapporto poiché trattasi di un contratto che da luogo ad un unico rapporto giuridico pur articolato in più atti esecutivi e perché solo con la chiusura del conto si chiariscono definitivamente i rapporti di debito e credito tra le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La clausola anatocistica viola la norma imperativa di cui all’art. 1283 codice civile non solo in relazione al meccanismo di capitalizzazione degli interessi ma anche alla relativa periodicità, con la conseguenza che, in caso di dichiarazione di nullità della clausola, nessuna capitalizzazione potrà essere applicata, neppure annuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 16 July 2008.
Anatocismo, delibera CICR e conto costantemente passivo, decorrenza della prescrizione da ogni singolo addebito.
Interessi – Determinazione del tasso mediante rinvio agli usi di piazza – Nullità – Applicazione del tasso sostitutivo – Rapporto di durata – Media dei tassi di riferimento dei BOT degli ultimi dodici mesi calcolata con riferimento ad ogni singola operazione.
Interessi – Nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale – Applicazione di capitalizzazione sostitutiva – Esclusione.
Interessi – Capitalizzazione trimestrale – Criterio paritetico di cui alla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Conto con andamento costantemente passivo – Peggioramento delle condizioni – Sussistenza – Pattuizione scritta – Necessità.
Diritto del cliente alla restituzione delle somme indebitamente addebitate in conto corrente – Prescrizione – Decorrenza da ogni singolo addebito in conto..
Qualora venga dichiarata la nullità della clausola di determinazione dell’interesse mediante rinvio agli usi di piazza contenuta nei contratti di conto corrente, in sua sostituzione, alle partite debitorie, dovrà essere applicato il tasso legale sino all’entrata in vigore della l. 154/1992 e successivamente quello di cui al comma 7 dell’art. 117 del TUB. Quanto a quest’ultimo criterio, va precisato che il tasso fisso, cui la norma si riferisce, se si giustifica con riguardo ad una singola operazione di finanziamento, non altrettanto può dirsi con riferimento ad un rapporto di durata quale quello di conto corrente. Appare quindi preferibile la tesi secondo la quale la misura degli interessi varia nel corso del rapporto e la media dei tassi di rendimento dei BOT degli ultimi dodici mesi va calcolata non con riferimento alla conclusione del contratto o all’entrata in vigore della legge, ma con riferimento al momento in cui è stata compiuta ogni singola operazione. Attesa la funzione sanzionatrice della norma, alle operazioni che siano attive per la banca va applicato il tasso minimo, a quelle passive per l’istituto di credito quello massimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Qualora venga dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi, nessuna forma di capitalizzazione potrà essere applicata in sostituzione della clausola nulla, né a tal fine si potrà far ricorso all’art. 1284 codice civile, il quale contempla l’anno come unità temporale per la maturazione dei frutti civili, in quanto detta norma non prevede affatto che i frutti possano ogni anno essere sommati al capitale e generare ulteriori interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L’astratta previsione, nei rapporti tra banca e cliente, di una capitalizzazione trimestrale “paritetica” costituisce sicuramente un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate qualora ci si trovi in presenza di un conto dall’andamento costantemente negativo. In tale ipotesi, non è possibile affermare che, dopo l’entrata in vigore della delibera CICR del 9 febbraio 2000, la banca possa applicare unilateralmente la capitalizzazione trimestrale degli interessi, dovendo la relativa clausola essere espressamente approvata per iscritto dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il termine decennale di prescrizione del diritto del correntista alla restituzione delle somme indebitamente addebitate in conto corrente in forza di clausole nulle decorre da ogni singolo illegittimo addebito e non dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 July 2008.
Emissione di assegno senza provvista e illegittima segnalazione al CAI.
Centrale di allarme interbancaria – Emissione di assegno senza provvista – Segnalazione – Presupposti..
In base agli artt. 2, 8 e 9 della L. n. 386/90, presupposto per la segnalazione alla Centrale di allarme interbancaria – C.A.I. non è la mera emissione di assegno privo di provvista, bensì il mancato pagamento del titolo di credito, atteso che è solo da tale situazione che può derivare la lesione degli interessi individuali e collettivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 19 June 2008.
Segnalazione alla Centrale rischi e doveri di verifica dell'intermediario creditizio.
Centrale rischi interbancaria – Segnalazione a sofferenza – Compiti di verifica dell’intermediario creditizio – Contestazione del credito – Ragioni manifestamente non infondate..
Nell’effettuare la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi, l’intermediario creditizio non può limitarsi alla verifica del mero inadempimento, ma deve, tra gli altri elementi, tener conto anche di eventuali contestazioni relative al credito, soprattutto laddove le ragioni opposte dal debitore a fondamento del proprio rifiuto di adempiere appaiano, sulla base di una valutazione meramente indiziaria, non manifestamente infondate o pretestuose. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Matera, 18 June 2008.
Mutuo fondiario, simulazione, revocatoria e bancarotta preferenziale.
Affinché la stipula di un contratto di mutuo fondiario volto a sostituire un credito chirografario con altro garantito da ipoteca integri il reato di bancarotta preferenziale è necessaria la dimostrazione della consapevolezza nel mutuante di partecipare ad un disegno criminoso diretto a danneggiare i creditori del mutuante in presenza di uno stato di insolvenza prefallimenatre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18 June 2008.
Segnalazione alla centrale rischi e danno non patrimoniale.
Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Omessa dimostrazione delle condizioni di difficoltà economica – Illegittimità.
Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Diminuzione della considerazione della persona – Danno non patrimoniale – Sussistenza..
E’ illegittimo l’inserimento nella categoria dei crediti in sofferenza della posizione del debitore di istituto di credito di cui non risultino provate le condizioni di difficoltà economica ed in presenza del mero rifiuto da parte dello stesso di pagare spontaneamente quanto richiesto dalla banca in via stragiudiziale. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
L’illegittima segnalazione alla centrale rischi determina un pregiudizio che sussiste in re ipsa e che comporta l’obbligo di risarcimento oltre che del danno patrimoniale, se verificatosi, anche del danno non patrimoniale costituito dalla diminuzione della considerazione della persona da parte dei consociati in genere o di specifiche categorie di essi con le quali il soggetto opera, la cui liquidazione deve effettuarsi in via equitativa tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 May 2008.
Contratti con i consumatori e clausole vessatorie.
Contratti – Clausole vessatorie – Azione collettiva a tutela dei consumatori – Inibitoria – Legittimazione passiva delle associazioni dei professionisti che esprimano parere positivo sull’uso delle clausole – Fattispecie predente la modifica dell’art. 1469 sexies cod. civ. ex art. 14 l. 3 febbraio 2003, n. 14 – Sussistenza.
Contratti con i consumatori – Clausole vessatorie – Ius variandi del professionista – Giustificato motivo – Necessità – Riproduzione di disposizioni di legge – Trasposizione del nucleo precettivo – Modalità.
In tema di azione collettiva, proposta, nella vigenza dell'art. 1469 sexies cod.civ., da una o più associazioni rappresentative dei consumatori, l'inibitoria dell'uso delle clausole vessatorie produce effetti anche sui contratti già stipulati al momento della pronuncia giudiziale, sia perché l'eliminazione delle clausole vessatorie da tutti i contratti che le contengono è coerente con la finalità attribuita dal legislatore comunitario all'azione collettiva sia perché l'applicazione del divieto ai contratti ad esecuzione differita o con durata reiterabile, vigenti al momento dell'adozione dell'inibitoria (come quelli bancari), realizza la funzione preventiva propria di questo specifico strumento di tutela, escludendo la necessità di ricorrere all'azione individuale per espungere, in concreto, dai singoli regolamenti negoziali, le condizioni colpite dal provvedimento giudiziale. Cassazione civile, sez. I, 21 May 2008, n. 13051.
Contratti con i consumatori, ius variandi e giustificato motivo.
Contratti bancari conclusi con i consumatori - Modificazione unilaterale di una o più condizioni del contratto da parte del professionista - Vessatorietà della clausola in assenza di giustificato motivo - Fondamento. .
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, è vessatoria la clausola, contenuta nelle condizioni generali di contratto, che riconosce unilateralmente al professionista la facoltà di modificare le disposizioni economiche del rapporto contrattuale, anche in mancanza di un giustificato motivo, così come richiesto, in via generale, dall'art. 1469 bis, quinto comma, n. 11, attualmente riprodotto nell'art. 33, secondo comma, lettera m), del d.lgs. n. 206 del 6 settembre 2005, non potendosi qualificare tale previsione negoziale come meramente riproduttiva dell'art. 118 del d.lgs. n. 385 del 1 settembre 1993, nella formulazione anteriore alla modifica introdotta con l'art. 10 del d.l. 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006, sia perchè l'esclusione della vessatorietà delle clausole riproduttive delle disposizioni di legge, prevista nell'art. 1469 ter, terzo comma, ed attualmente riprodotta nell'art. 34, terzo comma del d.lgs. n. 206 del 2005, trova applicazione solo quando ne venga trasposto il nucleo precettivo e non, invece, quando il predisponente si avvalga autonomamente di una facoltà prevista dalla norma, isolandola dal contesto normativo in cui si colloca, sia perchè l'art. 118 del d.lgs. n. 385 del 1993 ha una portata applicativa non limitata ai contratti con i consumatori. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21 May 2008, n. 13051.
Contratti dei consumatori, cassette di sicurezza e vessatorietà delle clausole limitative della responsabilità della banca.
Contratti bancari - Servizio bancario delle cassette di sicurezza - Obblighi e responsabilità della banca - Inadempimento od inesatto adempimento del professionista - Clausola limitativa della responsabilità risarcitoria della banca - Vessatorietà - Fondamento - Art. 1469 bis cod. civ. in assenza di trattativa individuale - Art. 1469 quinquies, secondo comma, n. 2, cod. civ. in caso di trattativa individuale..
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, ha natura vessatoria sia la clausola relativa al servizio di cassette di sicurezza che limita la responsabilità contrattuale del professionista, in caso di danneggiamento o distruzione delle cose custodite, ai soli danni comprovati ed obiettivi, con esclusione del valore d'affezione, assumendo come limite quantitativo del risarcimento il valore dichiarato dal cliente ed il conseguente massimale assicurativo, sia quella che riconosce alla banca il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corrispondenza tra il valore dichiarato dal cliente e il valore effettivo, per essere, entrambe, oltre che lesive del divieto di limitazione della responsabilità contrattuale in caso di dolo o colpa grave, contenuto nell'art. 1229, primo comma, cod. civ., anche produttive di un significativo ed ingiustificato squilibrio tra le parti ex art. 1469 bis, primo comma, cod. civ., o, in caso di clausola formante oggetto di trattativa, ex art. 1469 quinquies, secondo comma, n. 2, cod. civ., in quanto dirette a limitare il diritto del consumatore ad agire, in caso d'inadempimento del professionista, anche per colpa lieve. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21 May 2008, n. 13051.
Azione collettiva, inibitoria all’uso di clausole vessatorie e contratti già stipulati.
Contratti in genere - Contratto ad esecuzione periodica o continuata o differita - Azione collettiva inibitoria a tutela dei consumatori - Inibitoria dell'uso di clausole vessatorie - Applicazione ai contratti già stipulati. .
In tema di azione collettiva, proposta, nella vigenza dell'art. 1469 sexies cod. civ., da una o più associazioni rappresentative dei consumatori, l'inibitoria dell'uso delle clausole vessatorie produce effetti anche sui contratti già stipulati al momento della pronuncia giudiziale, sia perché l'eliminazione delle clausole vessatorie da tutti i contratti che le contengono è coerente con le finalità attribuite dal legislatore comunitario all'azione collettiva sia perchè l'applicazione del divieto ai contratti ad esecuzione differita o con durata reiterabile (come quelli bancari) vigenti al momento dell'adozione dell'inibitoria, realizza la funzione preventiva propria di questo specifico strumento di tutela, escludendo la necessità di ricorrere all'azione individuale per espungere, in concreto, dai singoli regolamenti negoziali, le condizioni colpite dal provvedimento giudiziale. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21 May 2008, n. 13051.
Azione collettiva e responsabilità dell’associazione di professionisti per azioni promosse prima della legge 14/2006.
Contratti in genere - Requisiti (elementi del contratto) - Accordo delle parti - Condizioni generali di contratto - Necessità di specifica approvazione scritta - Clausole vessatorie od onerose - Inibitoria - Azione collettiva - Vigenza dell'art. 1469 sexies cod. civ. - Elaborazione, diffusione e positiva valutazione di condizioni generali di contratto da parte di un'associazione di professionisti - Legittimazione passiva nell'azione collettiva - Sussistenza..
In tema di azioni collettive inibitorie a tutela dei consumatori, l'associazione di professionisti che abbia provveduto all'elaborazione ed alla diffusione di clausole contenute in condizioni generali riguardanti contratti bancari ed abbia espresso parere positivo sulla loro utilizzabilità, deve ritenersi titolare della legittimazione passiva anche in ordine alle azioni collettive promosse prima della modifica dell'art. 1469 sexies cod. civ., intervenuta ex art. 6 della legge n. 14 del 3 febbraio 2003, con la quale è stata espressamente estesa la legittimazione passiva alle associazioni che "raccomandano" l'utilizzo di clausole o condizioni generali di contratto, in quanto anche nella previgente previsione normativa contenuta nell'art. 1469 sexies cod. civ., interpretata secondo quanto stabilito all'art. 7 della Direttiva CE 93/13, l'utilizzazione deve ritenersi comprensiva dell'elaborazione, della diffusione e della positiva valutazione delle condizioni generali di contratto. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21 May 2008, n. 13051.
Risoluzione del contratto di mutuo e interessi sulle rate non scadute.
Contratto di mutuo – Inadempimento del mutuatario – Esercizio della facoltà di risoluzione del contratto – Calcolo del credito spettante alla banca – Capitale residuo – Esclusione degli interessi sulle semestralità a scadere – Calcolo degli ulteriori interessi di mora..
In caso di inadempimento del mutuatario, qualora l’Istituto di credito eserciti la facoltà di risolvere il contratto di mutuo, il mutuatario dovrà provvedere all’immediata restituzione dell’intera somma ricevuta, essendo venuto meno il meccanismo di rateizzazione previsto nel contratto ormai risolto. Ne consegue che alla banca compete il diritto di ricevere, oltre all’importo integrale delle semestralità già scadute, la sola quota di capitale residuo e non anche gli interessi conglobati nelle semestralità a scadere. Sul credito così determinato si dovranno poi calcolare gli interessi di mora ad un tasso corrispondente a quello già previsto dal contratto, se superiore al tasso legale, in ossequio al disposto dell’art. 1224, primo comma, cod. civ.. Cassazione Sez. Un. Civili, 19 May 2008, n. 12639.
Commissione di massimo scoperto, forma e contenuto della clausola.
Commissione di massimo scoperto – Applicazione sull’entità massima dell’importo utilizzato – Approvazione scritta – Necessità..
La commissione di massimo scoperto applicata sull’entità massima dell’importo utilizzato si risolve di fatto in un onere aggiuntivo a quanto dovuto dal cliente a titolo di interessi passivi, onere che, in mancanza di specifica pattuizione scritta che ne contenga l’esatta determinazione, è nullo ex artt. 1284, comma 2, e 1418, comma 2, cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Tortona, 19 May 2008.
Anatocismo – Nullità della clausola di pattuizione degli interessi – Applicazione unilaterale della modifica di cui alla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Ius variandi – Esclusione..
In caso di nullità della clausola anatocistica non pattuita per iscritto, la banca non potrà avvalersi dello ius variandi al fine di recepire unilateralmente la modifica apportata all’art. 120 del TUB dalla delibera CICR 9 febbraio 2000; tale facoltà, di variare le condizioni contrattuali che non comportano modificazioni in peius della posizione del cliente rispetto alla banca, presuppone, infatti, l’esistenza di una clausola contrattuale valida e non può operare con riferimento ad una clausola nulla. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 27 April 2008.
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