Source: http://www.professionisti.it/frontend/articolo_news/17815/il-sindaco-unico-pu-aspettare
Timestamp: 2020-07-14 20:19:45+00:00
Document Index: 154202258

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 2399', 'art.17', 'art. 14', 'art.2397', 'art. 2477', 'art. 2468']

Il sindaco unico può aspettare
Non è ammesso sostituire il collegio sindacale con l'unico sindaco se non dopo la scadenza naturale degli incarichi triennali, ne consegue che sono salvi, almeno fino al prossimo aprile, tutti i collegi in carica. A partire dalle prossime assemblee per l'approvazione dei bilanci 2011 la parola passa agli statuti per l'opzione fra organo collegiale o monocratico. Sono alcune delle considerazioni traibili dall'entrata in vigore, da oggi, delle nuove norme in materia di controllo societario a mezzo del decreto legge n. 5 del 9/2/2012, apparso in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 di ieri.
Le nuove disposizioni dell'art. 35 del decreto semplificazioni in commento, che prevedono l'attribuzione, nelle società per azioni, delle funzioni del collegio sindacale ad un sindaco unico ove ricorrano le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ed in presenza del «benestare» dello statuto, non sono, di fatto, concretamente operative a partire dalla sua entrata in vigore (10/2). Ciò in quanto l'efficacia delle norme deve fare i conti con l'inderogabilità del termine di durata triennale delle cariche sindacali (artt. 2400 e 2401 c.c.). In altri termini, l'organo collegiale è deputato dalla legge a svolgere le sue funzioni fino alla naturale scadenza del suo mandato, ossia fino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo alla terza annualità della carica. In pratica, i primi collegi che potrebbero essere soggetti a «revisione» nel senso dell'opzione verso la nomina del sindaco unico, sono gli organi nominati nelle assemblee 2009.
Da non dimenticare, poi, che l'entrata in vigore del dl semplificazioni, non può neanche cagionare l'automatica decadenza del collegio in carica, stante l'incontrovertibile principio di tassatività delle cause di decadenza elencate dall'art. 2399 c.c. che disciplina le incompatibilità ed ineleggibilità dei suoi membri, al quale potrebbero essere aggiunte solo eventuali altre cause di ineleggibilità, decadenza, incompatibilità o limiti e criteri per il cumulo degli incarichi, espressamente previsti dallo statuto.
Stessa considerazione in merito alla tempistica può essere estesa alla previsione della norma circa la facoltà, per le srl, di nominare un organo di controllo o revisore anche monocratico.
Nello stesso senso, di permanenza degli assetti in carica, si era espressa l'interpretazione del Cndcec con la nota del novembre 2011 sugli effetti della legge di stabilità (l.183/2011), nonché il Notariato nazionale con lo studio d'impresa n.250/2011 del 16/12/11, secondo cui i collegi sindacali in carica sarebbero cessati esclusivamente alla loro naturale scadenza, e che, pertanto, l'eventuale sostituzione con il sindaco unico avverrà solo in tale epoca. A definitiva conferma di quanto sopra, poi, si ricorda l'art.17 del dl.22/12/2011, n. 212 che, con l'aggiunta del co. 13-bis, all'art. 14 della l. 183/11, espressamente prevedeva: «Nelle srl, i collegi sindacali nominati entro il 31/12/2011 rimangono in carica fino alla scadenza naturale del mandato deliberata dall'assemblea che li ha nominati».
Il vaglio degli statuti
Due sono gli espressi richiami al diktat degli statuti societari. Il primo nell'art.2397, 3° co., laddove per le spa si legge: «Se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico». L'altro, per le srl, nell'art. 2477, 1° co., si dice: «L'atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente l'organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo». Da qui, pertanto occorre ragionare sulla necessità o meno di modifica degli attuali statuti per consentire l'applicazione delle nuove norme sul sindaco unico a partire dalla prima epoca di rinomina utile. In proposito, si può ritenere che laddove gli statuti definiscano espressamente la composizione numerica dell'organo di controllo a carattere collegiale, siano queste previsioni a prevalere, pertanto chi vorrà introdurre il sindaco unico dovrà ricorrere al notaio. Negli statuti che nulla dispongano o che prevedano un rinvio generico alle norme di legge sarà possibile inserire l'organo monocratico, salvo verifica del superamento dei limiti per il bilancio in forma abbreviata. Potrebbe ritenersi dalla lettera della legge, inoltre, che siano applicabili alle srl, le disposizioni sul collegio sindacale previste per le spa, nel senso di nomina del collegio al superamento del limite per il bilancio abbreviato. Fatto salvo, infine, il collegio laddove la sua nomina sia dettata da specifiche scelte dei soci in previsione di un diritto particolare ex art. 2468 c.c. o si tratti di una espressione della minoranza.