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Timestamp: 2017-09-23 10:55:27+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 21', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 267', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 20', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 14', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 5']

DECRETO LEGISLATIVO 8 febbraio 2007, n.20 - Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia, nonche' modifica alla direttiva 92/42/CEE.
Gazzette - Leggi e Normative > Gazzetta Ufficiale Serie Generale > Anno 2007 > Marzo > Gazzetta n. 54 del 6 Marzo 2007
Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell'energia, nonche' modifica alla direttiva 92/42/CEE.
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, ed in particolare
l'articolo 21 e l'allegato B;
Vista la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell'11 febbraio 2004, sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE;
gas 19 marzo 2002, n. 42, recante condizioni per il riconoscimento
della produzione combinata di energia elettrica e calore come
cogenerazione ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 79 del 4 aprile 2002;
Considerato che a livello nazionale l'adozione dei criteri di cui
alla deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas n.
42/02 per il calcolo della cogenerazione soddisfa in media i criteri
dell'allegato III, lettera a), della direttiva 2004/8/CE;
adottata nella riunione del 27 ottobre 2006;
nella seduta dell'8 novembre 2006;
Acquisito il parere espresso dalle competenti commissioni della
esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare e delle politiche agricole
1. Il presente decreto intende accrescere l'efficienza energetica e
migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento, definendo misure
atte a promuovere e sviluppare, anche ai fini di tutela
dell'ambiente, la cogenerazione ad alto rendimento di calore ed
energia, basata sulla domanda di calore utile e sul risparmio di
energia primaria, con particolare riferimento alle condizioni
climatiche nazionali.
2. Il presente decreto si applica alla cogenerazione come definita
all'articolo 2 e alle tecnologie di cogenerazione di cui all'allegato
- Si riporta il testo dell'art. 21 e l'allegato B della
legge 18 aprile 2005, n. 62 (Disposizioni per l'adempimento
Comunita' europee. Legge comunitaria 2004), pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2005, n. 96, supplemento
«Art. 21 (Disposizioni per l'attuazione della direttiva
2004/8/CE dell'11 febbraio 2004 del Parlamento europeo e
del Consiglio, sulla promozione della cogenerazione basata
su una domanda di calore utile nel mercato interno
dell'energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE). -
1. Il Governo e' delegato ad adottare, con le modalita' di
cui all'art. 1, su proposta del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro per le politiche comunitarie e
del Ministro delle attivita' produttive, di concerto con i
dell'economia e delle finanze e dell'ambiente e della
tutela del territorio, un decreto legislativo per il
recepimento della direttiva 2004/8/CE dell'11 febbraio 2004
del Parlamento europeo e del Consiglio, sulla promozione
della cogenerazione basata su una domanda di calore utile
nel mercato interno dell'energia e che modifica la
direttiva 92/42/CEE, nel rispetto dei seguenti principi e
a) individuare le misure di promozione e sviluppo
della cogenerazione ad alto rendimento, basate sulla
domanda di calore utile e sul risparmio di energia
primaria, secondo obiettivi di accrescimento della
sicurezza dell'approvvigionamento energetico e
dell'efficienza energetica, nonche' di tutela
b) assicurare la coerenza delle misure di promozione
e sviluppo della cogenerazione di cui alla lettera a) con
il quadro normativo e regolatorio nazionale sul mercato
interno dell'energia elettrica e con le misure per la
riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra,
garantendo altresi' la stabilita' del quadro normativo per
c) prevedere l'avvio di un regime di garanzia
d'origine dell'elettricita' prodotta dalla cogenerazione ad
alto rendimento e, in coordinamento con le amministrazioni
territoriali interessate, l'istituzione di un sistema
nazionale per l'analisi delle potenzialita' della
cogenerazione e per il monitoraggio sulle realizzazioni e
sull'efficacia delle misure adottate, anche ai fini di cui
agli articoli 6 e 10 della direttiva 2004/8/CE;
d) agevolare l'accesso alla rete dell'elettricita' da
cogenerazione ad alto rendimento e semplificare gli
adempimenti amministrativi e fiscali, a parita' di gettito
complessivo, per la realizzazione di unita' di piccola
cogenerazione e di microcogenerazione.
2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale
relativo all'informazione e alla consultazione dei
2002/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l'11 marzo 2002, concernente l'organizzazione
dell'orario di lavoro delle persone che effettuano
operazioni mobili di autotrasporto.
6 febbraio 2003, sulle prescrizioni minime di sicurezza e
di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (rumore) (diciassettesima
direttiva particolare ai sensi dell'art. 16, paragrafo 1,
Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro.
2003/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l'8 aprile 2003, che modifica la direttiva 91/671/CEE
del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative all'uso obbligatorio delle
cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico
nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia
ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE
e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e
3 giugno 2003, relativa alle attivita' e alla supervisione
degli enti pensionistici aziendali o professionali.
13 giugno 2003, relativa alla segnalazione di taluni eventi
nel settore dell'aviazione civile.
83/349/CEE, 86/635/CEE e 91/674/CEE relative ai conti
annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di societa',
delle banche e altri istituti finanziari e delle imprese di
26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
Consiglio per quanto riguarda i requisiti di pubblicita' di
taluni tipi di societa'.
2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 luglio 2003, sulla qualificazione iniziale e formazione
periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti
al trasporto di merci o passeggeri, che modifica il
regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio e la direttiva
91/439/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva
76/914/CEE del Consiglio.
2003/72/CE del Consiglio, del 22 luglio 2003, che
completa lo statuto della societa' cooperativa europea per
quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 settembre 2003, che modifica la direttiva 96/22/CE del
Consiglio concernente il divieto di utilizzazione di talune
sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze
&greco;b-agoniste nelle produzioni animali.
2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l'afta
epizootica, che abroga la direttiva 85/511/CEE e le
decisioni 89/531/CEE e 91/665/CEE e recante modifica della
direttiva 92/46/CEE.
2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003,
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio
di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella
Comunita' e che modifica la direttiva 96/61/CE del
2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 novembre 2003, concernente taluni aspetti
dell'organizzazione dell'orario di lavoro.
2003/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
10 novembre 2003, che modifica la direttiva 2000/13/CE per
quanto riguarda l'indicazione degli ingredienti contenuti
nei prodotti alimentari.
2003/92/CE del Consiglio, del 7 ottobre 2003, che
modifica la direttiva 77/388/CEE relativamente alle norme
sul luogo di cessione di gas e di energia elettrica.
2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che
ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei
prodotti energetici e dell'elettricita'.
2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle
zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della
decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la
direttiva 92/117/CEE del Consiglio.
2003/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2003, che modifica la direttiva 96/82/CE del
Consiglio sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose.
2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa allo status dei cittadini dei Paesi terzi che
siano soggiornanti di lungo periodo.
2003/110/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa all'assistenza durante il transito nell'ambito di
provvedimenti di espulsione per via aerea.
2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l'11 febbraio 2004, sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel
mercato interno dell'energia e che modifica la direttiva
92/42/CEE.
2004/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l'11 febbraio 2004, che modifica la direttiva 94/62/CE
sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli
enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che
forniscono servizi di trasporto e servizi postali.
2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di
forniture e di servizi.
2004/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.
2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di
2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, sulla responsabilita' ambientale in materia
di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini
dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,
che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le
direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE,
2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti
finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE
del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE
2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprieta'
2004/67/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004,
concernente misure volte a garantire la sicurezza
dell'approvvigionamento di gas naturale.
2004/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 ottobre 2004, recante modifica della direttiva
2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di
riguardo ai meccanismi di progetto del Protocollo di
Kyoto.».
- La direttiva 2004/8/CE e' pubblicata nella GUCE n. L
52 del 21 febbraio 2004.
- La direttiva 92/42/CEE e' pubblicata nella GUCE n.
L 167 del 22 giugno 1992.
riassetto delle dispo-sizioni vigenti in materia di
- Si riporta il testo dell'art. 2, comma 8, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, recante: «Attuazione
della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il
mercato interno dell'energia elettrica»:
«8. Cogenerazione e' la produzione combinata di energia
elettrica e calore alle condizioni definite dall'Autorita'
per l'energia elettrica e il gas, che garantiscano un
significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni
separate.».
a) cogenerazione: la generazione simultanea in un unico processo
di energia termica ed elettrica o di energia termica e meccanica o di
energia termica, elettrica e meccanica;
b) unita' di cogenerazione ovvero sezione di impianto di
produzione combinata di energia elettrica e calore: un'unita' che
puo' operare in cogenerazione;
c) produzione mediante cogenerazione: la somma dell'elettricita',
dell'energia meccanica e del calore utile prodotti mediante
d) unita' di piccola cogenerazione: un'unita' di cogenerazione
con una capacita' di generazione installata inferiore a 1 MWe;
e) unita' di microcogenerazione: un'unita' di cogenerazione con
una capacita' di generazione massima inferiore a 50 kWe;
f) calore utile: il calore prodotto in un processo di
cogenerazione per soddisfare una domanda economicamente
giustificabile di calore o di raffreddamento;
g) domanda economicamente giustificabile: una domanda non
superiore al fabbisogno di calore o di raffreddamento e che sarebbe
altrimenti soddisfatta a condizioni di mercato mediante processi di
generazione di energia diversi dalla cogenerazione;
h) elettricita' da cogenerazione: l'elettricita' generata in un
processo abbinato alla produzione di calore utile e calcolata secondo
la metodologia riportata nell'allegato II;
i) elettricita' di riserva: l'elettricita' fornita dalla rete
elettrica esterna in caso di interruzione o perturbazione del
processo di cogenerazione, compresi i periodi di manutenzione;
l) elettricita' di integrazione: l'energia elettrica richiesta
alla rete elettrica esterna quando la domanda di elettricita'
dell'utenza alimentata dall'impianto di cogenerazione e' superiore
alla produzione elettrica del processo di cogenerazione;
m) rendimento complessivo: la somma annua della produzione di
elettricita', di energia meccanica e di calore utile divisa per
l'energia contenuta nel combustibile di alimentazione usato per il
calore prodotto in un processo di cogenerazione e per la produzione
lorda di elettricita' e di energia meccanica;
n) rendimento: e' il rendimento calcolato sulla base del potere
calorifico inferiore dei combustibili;
o) cogenerazione ad alto rendimento: la cogenerazione con
caratteristiche conformi ai criteri indicati nell'allegato III;
p) valore di rendimento di riferimento per la produzione
separata: il rendimento delle produzioni separate alternative di
calore e di elettricita' che il processo di cogenerazione e'
destinato a sostituire;
q) rapporto energia/calore: il rapporto tra elettricita' da
cogenerazione e calore utile durante il funzionamento in pieno regime
di cogenerazione, usando dati operativi dell'unita' specifica.
2. Ad integrazione delle definizioni di cui al comma 1 si applicano
le definizioni di cui al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e
successive modificazioni, e al decreto legislativo 29 dicembre 2003,
n. 387, e successive modificazioni.
- Il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, reca:
«Attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni
per il mercato interno dell'energia elettrica».
- Il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387,
reca: «Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla
promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricita».
1. Fino al 31 dicembre 2010, fatto salvo quanto disposto dal
comma 2, e' considerata cogenerazione ad alto rendimento la
cogenerazione rispondente alla definizione di cui all'articolo 2,
comma 8, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
2. Ai fini del rilascio della garanzia d'origine di cui
all'articolo 4 e per la predisposizione delle statistiche di cui
all'articolo 9, comma 4, la quantita' di elettricita' prodotta da
cogenerazione ad alto rendimento e' determinata in conformita'
- Per l'art. 2, comma 8, del decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79, vedi note alle premesse.
Garanzia di origine dell'elettricita' da cogenerazione ad alto
1. L'elettricita' prodotta da cogenerazione ad alto rendimento ha
diritto al rilascio, su richiesta del produttore, della garanzia di
origine di elettricita' da cogenerazione ad alto rendimento, in
seguito denominata garanzia di origine.
2. Il Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A. e' il soggetto
designato, ai sensi del presente decreto, al rilascio della garanzia
di origine di cui al comma 1, secondo criteri oggettivi, trasparenti
e non discriminatori.
3. La garanzia di origine puo' essere rilasciata solo qualora
l'elettricita' annua prodotta da cogenerazione ad alto rendimento sia
non inferiore a 50 MWh, arrotondata con criterio commerciale.
c) il combustibile da cui e' stata prodotta l'elettricita';
d) la quantita' di combustibile utilizzato mensilmente;
e) la corrispondente produzione netta mensile di energia
elettrica da cogenerazione ad alto rendimento, conformemente
all'allegato II, che la garanzia di origine rappresenta;
f) il potere calorifico inferiore del combustibile da cui e'
stata prodotta l'elettricita';
g) l'uso del calore generato insieme all'elettricita';
h) il risparmio di energia primaria, calcolato secondo l'allegato
5. La garanzia di origine e' utilizzabile dai produttori ai quali
e' rilasciata affinche' essi possano dimostrare che l'elettricita' da
essi venduta e' prodotta da cogenerazione ad alto rendimento ai sensi
6. Fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 30 giugno
2003, n. 196, il Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A.,
istituisce un sistema informatico ad accesso controllato, anche al
fine di consentire la verifica dei dati contenuti nella garanzia di
7. Il Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A. rilascia la
garanzia di origine subordinatamente alla verifica di attendibilita'
competenze dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, il
Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A. dispone controlli sugli
impianti in esercizio, sulla base di un programma annuo.
8. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A. adotta e
sottopone all'approvazione del Ministero dello sviluppo economico le
procedure tecniche per il rilascio della garanzia di origine.
9. La garanzia di origine rilasciata in altri Stati membri
dell'Unione europea a seguito dell'attuazione della direttiva
2004/8/CE e' riconosciuta anche in Italia, purche' la medesima
garanzia di origine includa tutti gli elementi di cui al comma 4 e
sempreche' provenga da Paesi che adottino strumenti di promozione ed
- Per la direttiva 2004/8/CE vedi note alle premesse.
1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto il Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A., predispone e
delle politiche agricole alimentari e forestali, alla Conferenza
unificata e all'Autorita' per l'energia elettrica e il gas un
rapporto contenente un'analisi del potenziale nazionale per la
realizzazione della cogenerazione ad alto rendimento, evidenziando
separatamente il potenziale della piccola cogenerazione e della
microcogenerazione anche con riguardo al calore destinato alle serre.
a) contiene dati tecnici documentati in modo conforme ai criteri
elencati nell'allegato IV;
b) individua per ogni regione e provincia autonoma il potenziale
di domanda di raffreddamento e di riscaldamento utile che si presta
all'applicazione della cogenerazione ad alto rendimento, nonche' la
disponibilita' di combustibili e di altre fonti energetiche da
utilizzare per la cogenerazione;
c) analizza distintamente gli ostacoli che impediscono la
realizzazione del potenziale nazionale di cogenerazione ad alto
rendimento, con particolare riguardo agli ostacoli relativi ai prezzi
e ai costi dei combustibili e all'accesso ai medesimi, alle questioni
attinenti alle reti, alle procedure amministrative e alla mancata
internalizzazione dei costi esterni nei prezzi dell'energia.
1. Al fine di assicurare che il sostegno alla cogenerazione sia
basato sulla domanda di calore utile e simultaneamente sui risparmi
di energia primaria, alla cogenerazione ad alto rendimento si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 3, comma 3, 4,
comma 2, 11, commi 2 e 4, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.
79. La cogenerazione ad alto rendimento accede ai benefici derivanti
dall'applicazione dei provvedimenti attuativi dell'articolo 9,
comma 1, del decreto legislativo n. 79 del 1999 e dell'articolo 16,
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alla
cogenerazione abbinata al teleriscal-damento.
mare, sentito il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali e d'intesa con la Conferenza unificata, adottato entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
stabiliti i criteri per l'incentivazione della cogenerazione ad alto
rendimento, nell'ambito dei provvedimenti di cui al comma 1. Detti
criteri tengono conto di:
d) aspetti innovativi dell'impianto e delle modalita' d'uso del
calore utile, in particolare ai fini dell'impiego in
teleriscaldamento e per la trigenerazione;
e) specificita' dell'impiego in agricoltura per il riscaldamento
delle serre destinate alla produzione floricola ed orticola;
f) risparmio energetico conseguito e relativa persistenza nel
4. Il decreto di cui al comma 3 prevede l'estensione graduale del
diritto di accesso ai benefici di cui al comma 1, secondo periodo,
anche a soggetti diversi da quelli previsti dalla vigente disciplina.
5. Ai fini dell'accesso ai benefici di cui al comma 1, il risparmio
di forme di energia diverse dall'elettricita' e dal gas naturale e'
6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
scambio sul posto dell'energia elettrica prodotta da impianti di
cogenerazione ad alto rendimento con potenza nominale non superiore a
200 kW, tenendo conto della valorizzazione dell'energia elettrica
scambiata con il sistema elettrico nazionale, degli oneri e delle
condizioni per l'accesso alle reti.
- Gli articoli 3, comma 3, 4, comma 2, 11, commi 2 e 4
e l'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999,
n. 79, citato nelle premesse, cosi' recitano:
- 1.-2. (Omissis).
cogenerazione.».
«Art. 4 (Acquirente unico a garanzia dei clienti
vincolati). - 1. (Omissis).
presente decreto, il Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato, sentiti il Ministro del commercio con
l'estero e l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas,
adotta gli indirizzi ai quali si attiene l'acquirente unico
al fine di salvaguardare la sicurezza e l'economicita'
degli approvvigionamenti per i clienti vincolati nonche' di
garantire la diversificazione delle fonti energetiche,
anche con la utilizzazione delle energie rinnovabili e
dell'energia prodotta mediante cogene-razione.».
elettrica consumata.».
«Art. 9 (L'attivita' di distribuzione). - 1. Le imprese
distributrici hanno l'obbligo di connettere alle proprie
reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza
compromettere la continuita' del servizio e purche' siano
rispettate le regole tecniche nonche' le deliberazioni
emanate dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in
materia di tariffe, contributi ed oneri. Le imprese
distributrici operanti alla data di entrata in vigore del
presente decreto, ivi comprese, per la quota diversa dai
propri soci, le societa' cooperative di produzione e
distribuzione di cui all'art. 4, numero 8, della legge
6 dicembre 1962, n. 1643, continuano a svolgere il servizio
il 31 marzo 2001 dal Ministro dell'industria, del commercio
e dell'artigianato e aventi scadenza il 31 dicembre 2030.
Con gli stessi provvedimenti sono individuati i
responsabili della gestione, della manutenzione e, se
necessario, dello sviluppo delle reti di distribuzione e
dei relativi dispositivi di interconnessione, che devono
mantenere il segreto sulle informazioni commerciali
riservate; le concessioni prevedono, tra l'altro, misure di
incremento dell'efficienza energetica degli usi finali di
energia secondo obiettivi quantitativi determinati con
dell'artigianato di concerto con il Ministro dell'ambiente
- Si riporta il testo dell'art. 16, comma 4, del
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, recante:
«Art. 16 (Obblighi delle imprese di distribuzione). -
4. Le imprese di distribuzione perseguono il risparmio
Questioni attinenti alla rete di elettricita' e alle tariffe
decreto, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas definisce le
condizioni tecniche ed economiche per la connessione delle unita' di
cogenerazione ad alto rendimento alle reti elettriche i cui gestori
b) fissano procedure, tempi e criteri per la determinazione dei
costi, a carico del produttore, per l'espletamento di tutte le fasi
istruttorie necessarie per l'individuazione della soluzione
definitiva di connessione;
produttore, individuando i provvedimenti che i gestori di rete devono
adottare al fine di definire i requisiti tecnici di detti impianti;
nei casi in cui il produttore non intenda avvalersi di questa
facolta', stabiliscono quali sono le iniziative che i gestori di rete
devono adottare al fine di ridurre i tempi di realizzazione;
e) prevedono la pubblicazione, da parte dei gestori di rete delle
condizioni tecniche ed economiche necessarie per la realizzazione
delle eventuali opere di adeguamento delle infrastrutture di rete per
la connessione dei nuovi impianti;
f) definiscono le modalita' di ripartizione dei costi fra i
delle infrastrutture di rete. Tali modalita', basate su criteri
oggettivi, trasparenti e non discriminatori, tengono conto dei
benefici che i produttori gia' connessi, quelli collegatisi
g) possono prevedere, su conforme parere del Ministero dello
sviluppo economico, condizioni particolarmente agevoli per l'accesso
alla rete dell'elettricita' da cogenerazione ad alto rendimento
prodotta da unita' di piccola o micro-cogenerazione.
3. I provvedimenti di cui al comma 2, lettera g), sono previamente
notificati dal Ministero dello sviluppo economico alla Commissione
4. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas tiene conto delle
particolari condizioni di esercizio delle unita' di cogenerazione ad
alto rendimento nella definizione delle tariffe connesse ai costi di
trasmissione e di distribuzione e nella definizione delle condizioni
di acquisto dell'energia elettrica di riserva o di integrazione.
1. Per l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli
impianti di cogenerazione di potenza termica superiore a 300 MW, ivi
comprese le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla
costruzione e all'esercizio degli stessi impianti, si applica la
normativa di cui al decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n. 55.
2. L'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione per
la costruzione e l'esercizio degli impianti di cogenerazione di
potenza termica uguale o inferiore a 300 MW prevede a tale fine un
semplificazione e con le modalita' stabilite dalla legge 7 agosto
3. Col provvedimento di cui all'articolo 1, comma 88, della legge
23 agosto 2004, n. 239, ed anche con riguardo agli aspetti di
sicurezza antincendio, di intesa con la Conferenza unificata, sono
stabilite procedure autorizzative semplificate per l'installazione e
l'esercizio di unita' di piccola e di micro-cogenerazione, tenendo
anche conto di quanto previsto dall'articolo 1, comma 86, della
medesima legge n. 239 del 2004.
- Il decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n. 55, reca:
«Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema
elettrico nazionale».
- Si riporta il testo dell'art. 1, commi 86 e 88, della
legge 23 agosto 2004, n. 239, recante: «Riordino del
energia»:
«86. L'installazione di un impianto di
microgenerazione, purche' omologato, e' soggetta a norme
autorizzative semplificate. In particolare, se l'impianto
e' termoelettrico, e' assoggettata agli stessi oneri
tecnici e autorizzativi di un impianto di generazione di
calore con pari potenzialita' termica.».
«88. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il Ministro delle attivita'
produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e il Ministro dell'interno,
emana con proprio decreto le norme per l'omologazione degli
impianti di microgenerazione, fissandone i limiti di
emissione e di rumore e i criteri di sicurezza.».
1. Entro il 21 febbraio 2007 e successivamente ogni quattro anni il
Ministero dello sviluppo economico, di concerto col Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblica una
relazione sull'applicazione del presente decreto. La relazione e'
inviata per informazione alla Commissione europea.
2. La relazione di cui al comma 1 illustra i progressi compiuti per
aumentare la quota della cogenerazione ad alto rendimento e contiene:
a) analisi e valutazioni sull'applicazione dell'articolo 4, con
particolare riferimento ai provvedimenti adottati per garantire
l'affidabilita' del sistema di Garanzia di origine;
b) l'analisi del potenziale nazionale di cui all'articolo 5,
c) le procedure amministrative di cui all'articolo 8, finalizzate
1) favorire la progettazione di unita' di cogenerazione per
soddisfare domande economicamente giustificabili di calore utile ed
evitare la produzione di una quantita' di calore superiore al calore
2) ridurre gli ostacoli di ordine regolamentare e di altro tipo
all'aumento della cogenerazione;
4) garantire che le norme siano oggettive, trasparenti e non
discriminatorie e tengano conto delle particolarita' delle varie
tecnologie di cogenerazione;
5) favorire il coordinamento fra le diverse amministrazioni per
quanto concerne i termini, ricezione e trattamento delle domande di
6) definire eventuali linee guida per procedure autorizzative e
la fattibilita' di una procedura di programmazione rapida per i
produttori di cogenerazione;
7) designare un'eventuale organo con funzioni di mediazione
nelle controversie fra le amministrazioni responsabili del rilascio
delle autorizzazioni e i richiedenti.
3. Entro il 31 dicembre 2007 per i dati relativi all'anno
precedente ed in seguito su base annuale, il Ministero dello sviluppo
economico presenta alla Commissione europea dati e informazioni sulla
produzione nazionale di elettricita' e di calore mediante
cogenerazione, conformemente alla metodologia di cui all'allegato II.
Tali dati e informazioni, trasmessi anche al Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare, comprendono anche i dati
relativi alla capacita' di cogenerazione e ai combustibili usati per
la cogenerazione. Nel caso siano presentati dati sul risparmio di
energia primaria realizzato applicando la cogenerazione, essi sono
elaborati conformemente alla metodologia di cui all'allegato III.
1. Gli esercenti di officina elettrica che effettuano la denuncia
di cui all'articolo 53, comma 1, del decreto legislativo 26 ottobre
1995, n. 504, nonche' gli esercenti degli impianti di cui
all'articolo 52, comma 3, del medesimo decreto legislativo, ad
eccezione di quelli di cui allo stesso comma 3, lettera d),
comunicano annualmente al Gestore dei servizi elettrici - GSE S.p.A.
i dati relativi alla propria officina elettrica.
2. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico sono
stabilite le modalita' tecniche delle comunicazioni di cui al
comma 1, prevedendo modalita' semplificate per gli impianti di
piccola e micro-cogenerazione.
3. Sulla base dei dati di cui al comma 1 il Gestore dei servizi
elettrici - GSE S.p.A., istituisce una banca dati sulla
cogenerazione, anche avvalendosi dei risultati del monitoraggio di
cui all'articolo 1, comma 89, della legge 23 agosto 2004, n. 239.
4. Le amministrazioni pubbliche che effettuano agevolazioni a
sostegno della cogenerazione trasmettono al GSE, per l'immissione
nella banca dati di cui al comma 3, le informazioni relative agli
impianti medesimi, alle modalita' di sostegno e alla erogazione delle
agevolazioni stesse.
5. Ai fini della comunicazione di cui al comma 1, tutti gli
impianti di cogenerazione sono dotati di apparecchi di misurazione
del calore utile. Sono esentati gli impianti di cogenerazione di
potenza inferiore a 1 MWe, dei quali i soggetti titolari o
responsabili dell'impianto autocertificano il calore utile, ai sensi
6. Col decreto di cui al comma 2 sono individuate la tipologia e le
modalita' di trasmissione dei dati che il Gestore dei servizi
elettrici - GSE S.p.A. trasferisce a TERNA S.p.A. a soli fini
- Si riporta il testo degli articoli 53, comma 1, e 52,
comma 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
recante: «Testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative»:
«Art. 53 (Denuncia di officina e licenza di esercizio).
- 1. Chiunque intenda esercitare una officina di produzione
di energia elettrica deve farne denuncia all'ufficio
tecnico di finanza, competente per territorio, che,
eseguita la verifica degli impianti, rilascia la licenza
d'esercizio, soggetta al pagamento di un diritto annuale.».
«Art. 52 (Oggetto dell'imposizione). - 1.-2. (Omissis).
a) prodotta con impianti azionati da fonti
rinnovabili ai sensi della normativa vigente in materia,
con potenza non superiore a 20 kW;
b) impiegata negli aeromobili, nelle navi, negli
autoveicoli, purche', prodotta a bordo con mezzi propri
(esclusi gli accumulatori) nonche' quella prodotta da
gruppi elettrogeni mobili in dotazione alle Forze armate
dello Stato ed ai Corpi ad esse assimilati;
c) prodotta con gruppi elettrogeni azionati da gas
metano biologico;
d) prodotta da piccoli impianti generatori comunque
azionati, purche' la loro potenza elettrica non sia
superiore ad 1 kW;
e) prodotta in officine elettriche costituite da
gruppi elettrogeni di soccorso aventi potenza complessiva
non superiore a 200 kW;
e-bis) prodotta nei territori montani da piccoli
generatori comunque azionati quali aerogeneratori, piccoli
gruppi elettrogeni, piccole centrali idroelettriche,
impianti fotovoltaici, con potenza elettrica non superiore
a 30 kW;
e-ter) impiegata come materia prima nei processi
industriali elettrochimici, elettrometallurgici ed
elettrosiderurgici.».
- L'art. 1, comma 89, della citata legge 23 agosto
2004, n. 239, cosi' recita:
«89. A decorrere dall'anno 2005, l'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas effettua annualmente il
monitoraggio dello sviluppo degli impianti di
microgenerazione e invia una relazione sugli effetti della
generazione distribuita sul sistema elettrico ai Ministri
di cui al comma 88, alla Conferenza unificata e al
documentazione amministrativa».
1. All'articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239, sono
a) al comma 85 la parola: «microgenerazione» e' sostituita dalla
seguente: «piccola generazione»;
«85-bis. E' definito come impianto di microgenerazione un impianto
per la produzione di energia elettrica, anche in assetto
cogenerativo, con capacita' massima inferiore a 50 kWe.»;
«86. L'installazione di un impianto di microgenerazione o di
piccola generazione, purche' certificati, e' soggetta a norme
autorizzative semplificate. In particolare, se l'impianto e'
termoelettrico, e' assoggettata agli stessi oneri tecnici e
autorizzativi di un impianto di generazione di calore con pari
potenzialita' termica.»;
d) al comma 88 le parole: «l'omologazione degli impianti di
microgenerazione» sono sostituite dalle seguenti: «la certificazione
degli impianti di piccola generazione e di microgenerazione»;
e) al comma 89, dopo le parole: «impianti di» sono inserite le
seguenti: «piccola generazione e di».
- Il testo vigente dell'art. 1, commi 85, 85-bis, 86,
87, 88 e 89 della citata legge 23 agosto 2004, n. 239,
cosi' come modificata dal presente decreto, cosi' recita:
«85. E' definito come impianto di piccola generazione
un impianto per la produzione di energia elettrica, anche
in assetto cogenerativo, con capacita' di generazione non
85-bis. E' definito come impianto di microgenerazione
in assetto cogenerativo, con capacita' massima inferiore a
50 kWe.
86. L'installazione di un impianto di microgenerazione
o di piccola generazione, purche' certificati, e' soggetta
a norme autorizzative semplificate. In particolare, se
l'impianto e' termoelettrico, e' assoggettata agli stessi
oneri tecnici e autorizzativi di un impianto di generazione
di calore con pari potenzialita' termica.
87. Il valore dei certificati verdi emessi ai sensi del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e' stabilito in
0,05 GWh o multipli di detta grandezza.
88. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
emana con proprio decreto le norme per la certificazione
degli impianti di piccola generazione e di microgenerazione
fissandone i limiti di emissione e di rumore e i criteri di
89. A decorrere dall'anno 2005, l'Autorita' per
monitoraggio dello sviluppo degli impianti di piccola
generazione e di microgenerazione e invia una relazione
sugli effetti della generazione distribuita sul sistema
elettrico ai Ministri di cui al comma 88, alla Conferenza
unificata e al Parlamento.».
1. Gli allegati I, II, III e IV sono parte integrante del presente
decreto legislativo. Gli allegati possono essere modificati e
integrati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di
e del mare, in conformita' alle direttive e alle decisioni della
Comunita' europea.
1. La caldaia ad acqua calda che fa eventualmente parte di una
unita' di cogenerazione, come definita dall'articolo 2, comma 1,
lettera b), e' esclusa dal campo di applicazione del decreto del
15 novembre 1996, n. 660, reca: «Regolamento per
l'attuazione della direttiva 92/42/CEE concernente i
requisiti di rendimento delle nuove caldaie ad acqua calda,
alimentate con combustibili liquidi o gassosi.».
1. I diritti acquisiti da soggetti titolari di impianti realizzati
o in fase di realizzazione in attuazione dell'articolo 1, comma 71,
della legge 23 agosto 2004, n. 239, come vigente al 31 dicembre 2006,
rimangono validi purche' i medesimi impianti posseggano almeno uno
a) siano gia' entrati in esercizio nel periodo intercorrente tra
la data di entrata in vigore della legge 23 agosto 2004, n. 239, e la
b) siano stati autorizzati dopo la data di entrata in vigore
della legge 23 agosto 2004, n. 239, e prima della data del
31 dicembre 2006 ed entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2008;
c) entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2008, purche' i
lavori di realizzazione siano stati effettivamente iniziati prima
della data del 31 dicembre 2006.
2. Gli impianti di cui al comma 1 mantengono il trattamento
derivante dall'applicazione dell'articolo 1, comma 71, della legge
23 agosto 2004, n. 239, come vigente al 31 dicembre 2006, fino alla
data di naturale scadenza del trattamento stesso, ove detti impianti,
se di potenza elettrica superiore a 10 MW, ottengano, entro due anni
dalla data di entrata in esercizio, la registrazione del sito secondo
il regolamento EMAS e con le modalita' e nel rispetto dei commi 3 e
3. Al fine di consentire l'esercizio dei diritti acquisiti di cui
al comma 1, l'articolo 267, comma 4, lettera c), del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non si applica ai certificati
verdi rilasciati all'energia prodotta da impianti di cogenerazione
abbinati al teleriscal-damento limitatamente alla quota di energia
termica effettivamente utilizzata per il teleriscaldamento. I
predetti certificati possono essere utilizzati da ciascun soggetto
sottoposto all'obbligo di cui all'articolo 11, commi 1, 2 e 3, del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, per coprire fino al 20 per
cento dell'obbligo di propria competenza. Con decreto del Ministro
della tutela del territorio e del mare, puo' essere modificata la
predetta percentuale allo scopo di assicurare l'equilibrato sviluppo
delle fonti rinnovabili e l'equo funzionamento del meccanismo di
incentivazione agli impianti di cui al comma 1.
4. E' fatto obbligo ai soggetti che beneficiano dei diritti
richiamati al comma 1 di realizzare un sistema di monitoraggio
continuo delle emissioni inquinanti degli impianti.
5. Il Gestore del sistema elettrico - GSE effettua periodiche
verifiche al fine del controllo dei requisiti che consentono
l'accesso e il mantenimento dei diritti richiamati al comma 1.
- L'art. 1, comma 71, della citata legge 23 agosto
«71. Hanno diritto alla emissione dei certificati
verdi previsti ai sensi dell'art. 11 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive
modificazioni, l'energia elettrica prodotta con l'utilizzo
dell'idrogeno e l'energia prodotta in impianti statici con
l'utilizzo dell'idrogeno ovvero con celle a combustibile
nonche' l'energia prodotta da impianti di cogenerazione
abbinati al teleriscaldamento, limitatamente alla quota di
energia termica effettivamente utilizzata per il
teleriscaldamento.».
- Si riporta il testo dell'art. 267, comma 4, del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante:
«Prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di
impianti e attivita»:
«Art. 267 (Campo di applicazione). - 1.-3. (Omissis).
4. Al fine di consentire il raggiungimento degli
obiettivi derivanti dal Protocollo di Kyoto e di favorire
comunque la riduzione delle emissioni in atmosfera di
sostanze inquinanti, la normativa di cui alla parte quinta
del presente decreto intende determinare l'attuazione di
tutte le piu' opportune azioni volte a promuovere l'impiego
dell'energia elettrica prodotta da impianti di produzione
alimentati da fonti rinnovabili ai sensi della normativa
comunitaria e nazionale vigente e, in particolare, della
direttiva 2001/77/CE e del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387, determinandone il dispacciamento prioritario.
a) potranno essere promosse dal Ministro
i Ministri delle attivita' produttive e per lo sviluppo e
la coesione territoriale misure atte a favorire la
produzione di energia elettrica tramite fonti rinnovabili
ed al contempo sviluppare la base produttiva di tecnologie
pulite, con particolare riferimento al Mezzogiorno;
b) con decreto del Ministro delle attivita'
produttive di concerto con i Ministri dell'ambiente e della
tutela del territorio e dell'economia e delle finanze, da
emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della parte quinta del presente decreto, sono
determinati i compensi dei componenti dell'Osservatorio di
cui all'art. 16 del decreto legislativo 29 dicembre 2003,
n. 387, da applicarsi a decorrere dalla data di nomina, nel
limite delle risorse di cui all'art. 16, comma 6, del
medesimo decreto legislativo e senza che ne derivino nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;
c) i certificati verdi maturati a fronte di energia
prodotta ai sensi dell'art. 1, comma 71, della legge
23 agosto 2004, n. 239, possono essere utilizzati per
assolvere all'obbligo di cui all'art. 11 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, solo dopo che siano stati
annullati tutti i certificati verdi maturati dai produttori
di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili cosi'
come definite dall'art. 2, comma 1, lettera a), del decreto
d) al fine di prolungare il periodo di validita' dei
certificati verdi, all'art. 20, comma 5, del decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, le parole "otto anni"
sono sostituite dalle parole "dodici anni".».
- Si riporta il testo dell'art. 11, commi 1, 2 e 3 del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, recante:
«Attuazione della direttiva 96/92/CE recate norme comuni
per il mercato interno dell'energia elettrica.»:
emissioni di diritti in assenza di disponibilita'.».
1. All'attuazione del presente decreto le Amministrazioni pubbliche
provvedono nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio e con
le dotazioni umane, strumentali e finanziarie disponibili a
Tipi di unita' di cogenerazione oggetto del presente decreto
m) Ogni altro tipo di tecnologia o combinazione di tecnologie che
rientra nelle definizioni di cui all'art. 2, lettera a).
Calcolo dell'elettricita' da cogenerazione
1. I valori usati per calcolare l'elettricita' da cogenerazione
sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o previsto
dell'unita', in condizioni normali di utilizzazione. Per le unita' di
micro-cogenerazione il calcolo puo' essere basato su valori
2. La produzione di elettricita' da cogenerazione e' considerata
pari alla produzione annua totale di elettricita' dell'unita'
misurata al punto di uscita dei principali generatori:
a) nelle unita' di cogenerazione del tipo b), d), e), f), g)
e h) di cui all'allegato I, con rendimento complessivo annuo pari
almeno al 75% e,
b) nelle unita' di cogenerazione del tipo a) e c) di cui
all'allegato I, con rendimento complessivo annuo pari almeno all'80%.
3. Nelle unita' di cogenerazione con rendimento complessivo annuo
inferiore al valore di cui al punto 2, lettera a), [unita' di
cogenerazione del tipo b), d), e), f), g) e h) di cui all'allegato
I], o con rendimento complessivo annuo inferiore al valore di cui al
punto 2, lettera b) [unita' di cogenerazione del tipo a) e c) di cui
all'allegato I], la cogenerazione e' calcolata in base alla seguente
E CHP e' la quantita' di elettricita' da cogenerazione;
C e' il rapporto energia/calore, definito al successivo punto
H CHP e' la quantita' di calore utile prodotto mediante
cogenerazione (calcolato a questo fine come produzione totale di
calore meno qualsiasi calore prodotto in caldaie separate o mediante
estrazione di vapore fresco dal generatore di vapore prima della
4. Il calcolo dell'elettricita' da cogenerazione dev'essere
basato sul rapporto effettivo energia/calore. Se per un'unita' di
cogenerazione tale rapporto non e' noto, si possono utilizzare,
specialmente a fini statistici, i seguenti valori di base per le
unita' del tipo a), b), c), d) ed e) di cui all'allegato I, purche'
l'elettricita' da cogenerazione calcolata sia pari o inferiore alla
produzione totale di elettricita' dell'unita':
Tipo di unita'                    |(C)
Nel caso siano introdotti valori di base per i rapporti
energia/calore per le unita' del tipo f), g), h), i), l) e m) di cui
all'allegato I, tali valori sono pubblicati e notificati alla
5. Se una parte del contenuto energetico del combustibile di
alimentazione del processo di cogenerazione e' recuperata sotto forma
di sostanze chimiche e riciclata, detta parte puo' essere dedotta dal
combustibile di alimentazione prima di calcolare il rendimento
complessivo di cui alle lettere a) e b).
6. Ove ritenuto necessario si puo' determinare il rapporto
energia/calore come il rapporto tra elettricita' e calore utile
durante il funzio-namento a capacita' ridotta in regime di
cogenerazione usando dati operativi dell'unita' specifica.
7. Secondo la procedura di cui all'art. 14, paragrafo 2, della
direttiva 2004/8/CE, la Commissione europea stabilisce linee guida
dettagliate per l'applicazione e l'utilizzo dell'allegato II,
compresa la determinazione del rapporto energia/calore.
8. Si possono applicare periodi di resoconto diversi dall'anno
solare ai fini dei calcoli effettuati conformemente ai punti 2 e 3.
1. I valori usati per calcolare il rendimento della cogenerazione
e il risparmio di energia primaria sono determinati sulla base del
funzionamento effettivo o previsto dell'unita' in condizioni normali
Ai fini del presente decreto, la cogenerazione ad alto rendimento
risponde ai seguenti due criteri:
a) la produzione mediante cogenerazione delle unita' di
cogenerazione fornisce un risparmio di energia primaria, calcolato in
conformita' del punto 3, pari almeno al 10% rispetto ai valori di
riferimento per la produzione separata di elettricita' e di calore;
b) la produzione mediante unita' di piccola cogenerazione e di
micro-cogenerazione che forniscono un risparmio di energia primaria
e' assimilata alla cogenerazione ad alto rendimento.
3. Calcolo del risparmio di energia primaria.
Il risparmio di energia primaria fornito dalla produzione
mediante cogenerazione secondo la definizione di cui all'allegato II
e' calcolato secondo la seguente formula:
dove: PES= e' il risparmio di energia primaria;
CHPH(eta) = e' il rendimento termico della produzione mediante
cogenerazione, definito come il rendimento annuo di calore utile
diviso per il combustibile di alimentazione usato per produrre la
somma del rendimento annuo di calore utile e dell'elettricita' da
Ref H(eta) = e' il valore di rendimento di riferimento per la
produzione separata di calore;
CHPE(eta) = e' il rendimento elettrico della produzione mediante
cogenerazione, definito come elettricita' annua da cogenerazione
divisa per il carburante di alimentazione usato per produrre la somma
del rendimento annuo di calore utile e dell'elettricita' da
cogenerazione. Allorche' un'unita' di cogenerazione genera energia
meccanica, l'elettricita' annuale da cogenerazione puo' essere
aumentata di un fattore supplementare che rappresenta la quantita' di
elettricita' che e' equivalente a quella dell'energia meccanica.
Questo fattore supplementare non crea un diritto al rilascio delle
Garanzie d'origine di cui all'art. 4.
Ref E(eta) = e' il valore di rendimento di riferimento per la
produzione separata di elettricita'.
4. Calcoli del risparmio di energia usando calcoli alternativi
conformemente all'art. 12, paragrafo 2, della direttiva 2004/8/CE.
Se il risparmio di energia primaria di un processo e' calcolato
conformemente all'art. 12, paragrafo 2, della direttiva 2004/8/CE, il
risparmio di energia primaria e' calcolato usando la formula di cui
alla lettera b) del presente allegato sostituendo:
CHPH(eta) con H(eta) e
CHPE(eta) con E(eta),
H(eta) e' il rendimento termico del processo, definito come il
rendimento annuo di calore diviso per il combustibile di
alimen-tazione usato per produrre la somma del rendimento di calore e
del rendimento di elettricita'.
E(eta) e' il rendimento di elettricita' del processo, definito
come il rendimento annuo di elettricita' diviso per il combustibile
di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento di calore
e del rendimento di elettricita'. Allorche' un'unita' di
cogenerazione genera energia meccanica, l'elettricita' annuale da
cogenerazione puo' essere aumentata di un fattore supplementare che
rappresenta la quantita' di elettricita' che e' equivalente a quella
dell'energia meccanica. Questo fattore supplementare non creera' un
diritto a rilasciare garanzie d'origine ai sensi dell'art. 4.
5. Gli Stati membri possono applicare periodi di resoconto
diversi da un anno ai fini dei calcoli effettuati conformemente ai
6. Per le unita' di micro-cogenerazione, il calcolo del risparmio
di energia primaria puo' essere basato su dati certificati.
7. Valori di rendimento di riferimento per la produzione separata
di elettricita' e di calore.
I principi per definire i valori di rendimento di riferimento per
la produzione separata di elettricita' e di calore di cui all'art. 4,
paragrafo 1, della direttiva 2994/8/CE e di cui alla formula
riportata al punto 3 definiscono il rendimento di esercizio della
produzione separata di elettricita' e di calore che la cogenerazione
e' destinata a sostituire.
I valori di rendimento di riferimento sono calcolati secondo i
a) per le unita' di cogenerazione quali definite all'art. 2, il
confronto con una produzione separata di elettricita' si basa sul
principio secondo cui si confrontano le stesse categorie di
b) ogni unita' di cogenerazione e' confrontata con la migliore
tecnologia per la produzione separata di calore ed elettricita'
disponibile sul mercato ed economicamente giustificabile nell'anno di
costruzione dell'unita' di cogenerazione;
c) i valori di rendimento di riferimento per le unita' di
cogenerazione costruite prima del 1996 di 10 anni fa sono fissati sui
valori di riferimento delle unita' costruite nel 1996;
d) i valori di rendimento di riferimento per la produzione
separata di elettricita' e di calore riflettono le differenze
climatiche fra l'Italia e gli altri Stati membri dell'Unione europea.
Criteri per l'analisi dei potenziali nazionali
di cogenerazione ad alto rendimento
1. L'analisi del potenziale nazionale di cui all'art. 5
a) il tipo di combustibili che e' possibile utilizzare per
realizzare il potenziale di cogenerazione, non trascurando
specificamente il potenziale di aumento dell'uso delle fonti
energetiche rinnovabili sul mercato nazionale del calore mediante
b) il tipo di tecnologie di cogenerazione secondo l'elenco di
cui all'allegato I che si possono applicare per realizzare il
potenziale nazionale;
c) il tipo di produzione separata di elettricita' e calore e di
energia meccanica che la cogenerazione ad alto rendimento potrebbe
d) la suddivisione del potenziale in aggiornamento della
capacita' esistente e costruzione di nuova capacita'.
2. L'analisi comprende opportuni meccanismi di attuazione del
rapporto costo/efficacia - in termini di risparmio di energia
primaria - dell'aumento della quota di cogenerazione ad alto
rendimento nel mix energetico nazionale. L'analisi del rapporto
costo/efficacia tiene conto anche degli impegni nazionali
sottoscritti nell'ambito degli impegni comunitari relativi al
cambiamento climatico in virtu' del protocollo di Kyoto della
3. L'analisi del potenziale nazionale di cogenerazione specifica
i potenziali per le scadenze 2010, 2015 e 2020 e include, ove
fattibile, stime dei costi per ciascuna scadenza.