Source: http://www.areadg.it/comunicato/nave-diciotti-nessuno-puo-strumentalizzare-vita-salute-e-dignita-delle-persone-come-mezzo-di-pressione-politica
Timestamp: 2018-12-10 08:42:45+00:00
Document Index: 158127658

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 5', '§1', 'art. 4', 'art. 18', 'art. 67', '§ 1', 'sentenza ', '§ 97', 'art. 13']

AreaDG - Nave diciotti: nessuno può strumentalizzare vita, salute e dignità delle persone come mezzo di pressione politica
Nave diciotti: nessuno può strumentalizzare vita, salute e dignità delle persone come mezzo di pressione politica
Il trattenimento dei migranti costituisce un’inaccettabile violazione del principio personalistico e di solidarietà umana che è alla base del patto sociale consacrato nella Carta Costituzionale
Inoltre, la presenza tra i migranti di diversi minori non accompagnati ai quali solo nelle ultime ore è stato consentito di sbarcare, integra ancor più gravi violazioni di obblighi imposti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali a tutela dei soggetti minori, nonché dalla legge interna tra cui la recente L.47/2017 che prevede che “ in nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di soggetti minori non accompagnati”.
L’indebito trattenimento integra la violazione di diversi altri cogenti obblighi dello Stato italiano. La Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare del 1979 (Convenzione SAR) obbliga gli Stati parte a “…garantire che sia prestata assistenza ad ogni persona in pericolo in mare… senza distinzioni relative alla nazionalità o allo status di tale persona o alle circostanze nelle quali tale persona viene trovata” ed a “...fornirle le prime cure mediche o di altro genere ed a trasferirla in un luogo sicuro”, di talchè il par. 6.8 delle Linee Guida IMO impone che in caso di soccorso in mare sia ridotta al minimo la permanenza dei sopravvissuti a bordo della nave che ha effettuato il salvataggio.
L’art. 10 della Costituzione italiana garantisce l’accesso dello straniero al diritto di asilo e alla protezione internazionale e la nostra Carta costituzionale assicura allo straniero l’accesso ai diritti fondamentali, primo fra essi il diritto inviolabile alla libertà personale. Analoghi diritti sono assicurati dalla Convenzione Edu (art. 5 §1 Conv. Edu, art. 4 prot. addizionale n. 4 alla Convenzione Edu) e dall’ordinamento dell’Unione Europea (art. 18 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; art. 67, 78 e 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).
E al di là dei profili penali, tale situazione espone lo stato italiano al rischio di nuove condanne da parte della Corte Edu, per violazione dell’articolo 5 § 1 della Convenzione; in un caso che presenta alcune analogie con quello odierno la Corte ha condannato l’Italia per diverse violazioni della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo [Corte Edu, Grande camera, sentenza 15.12.2016, caso Khlaifia e altri c. Italia, in particolare §§ 97 e ss.], affermando con chiarezza che il trattenimento deve avvenire in forza di una base giuridica chiara ed accessibile, beneficiando delle garanzie fondamentali dell’habeas corpus, così come scolpite dall’art. 13 della Costituzione.