Source: https://www.fiscomania.com/2014/10/la-disciplina-delle-triangolazioni-iva-comunitarie/
Timestamp: 2018-03-22 21:30:09+00:00
Document Index: 109726220

Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 41', 'art. 23', 'art. 23', 'art.41', 'art.7', 'art.58', 'art 41']

La disciplina delle triangolazioni IVA comunitarie - Fiscomania
La disciplina delle triangolazioni IVA comunitarie
Le triangolazioni Iva comunitarie sono caratterizzate dalla presenza di tre soggetti identificati ai fini Iva in tre diversi Paesi UE. Come nella triangolazione nazionale, i beni sono trasportati/spediti dal Paese di origine a quello di destinazione a fronte di un duplice passaggio di proprietà.
Nelle triangolazioni Iva comunitarie intervengono tre soggetti identificati ai fini Iva in tre diversi Paesi membri dell’Unione Europea.
A fronte di un unico trasferimento fisico dei beni (dal primo cedente al cliente del promotore della triangolazione), si verifica un duplice trasferimento di proprietà. Ossia dal primo cedente al promotore della triangolazione e da quest’ultimo al proprio cliente.
È opportuno puntualizzare che, nell’ambito delle triangolazioni Iva comunitarie e, più in generale, degli scambi intracomunitari di beni, la disciplina prevista dal D.L. n.331/93, fondata sul principio di tassazione nel Paese membro di destinazione, si applica ai soggetti identificati ai fini Iva all’interno dell’Unione europea, senza avere riguardo al luogo di stabilimento, che può pertanto essere anche esterno all’Unione.
Questa conclusione è confermata, con specifico riferimento ai modelli intrastat, dalla Circolare n.36/E/10, secondo cui:
“ciò che rileva è l’aspetto oggettivo dell’operazione posta in essere”, per cui devono essere incluse “nella dichiarazione Intrastat tutte le operazioni che presentano gli elementi costitutivi delle cessioni o acquisti intracomunitari (acquisizione della proprietà del bene, effettiva movimentazione dello stesso tra due Stati membri, status di operatore economico dei contraenti), a prescindere dalla circostanza che una delle parti del contratto sia un soggetto stabilito in un Paese terzo, sempre che, ovviamente, il medesimo sia identificato ai fini Iva nella Comunità”
In pratica, è possibile, quindi, applicare le regole previste per le triangolazioni Iva comunitarie anche nell’ipotesi in cui le triangolazioni Iva avvengano tra soggetti tutti stabiliti al di fuori dell’Unione europea, ma con rappresentante fiscale nominato in tre Paesi membri diversi.
Vediamo, quindi, la disciplina Iva delle triangolazioni comunitarie.
Triangolazioni comunitarie: disciplina Iva
Ruolo dell’operatore italiano nella triangolazione
Esempi di triangolazioni Iva comunitarie
Soggetto italiano promotore della triangolazione Iva
Soggetto italiano primo cedente
Soggetto italiano destinatario finale dei beni
In via generale, le triangolazioni Iva comunitarie sono non imponibili Iva sia per il primo cedente che per il promotore della triangolazione.
Questo in quanto la triangolazione è assoggettata ad imposta in capo al soggetto destinatario finale dei beni.
Le triangolazioni Iva comunitarie normativamente sono disciplinate:
Dall’articolo 38, comma 7, D.L. n. 331/93 – L’Iva non è dovuta per l’acquisto intracomunitario nel territorio dello Stato, da parte del soggetto passivo di altro Stato membro, di beni dallo stesso acquistati in altro Stato membro e trasportati/spediti in Italia a propri cessionari, soggetti passivi, designati per il pagamento dell’imposta relativa alla cessione. In buona sostanza, l’Iva è assolta dal soggetto passivo italiano, destinatario finale dei beni, a condizione che in fattura sia espressamente designato come debitore della relativa imposta;
Dall’articolo 40, comma 2 D.L. n. 331/93 – Si considera comunque effettuato senza pagamento dell’imposta l’acquisto intracomunitario di beni trasportati/spediti in altro Stato membro se:
I beni stessi risultano ivi oggetto di successiva cessione ad un soggetto passivo;
Il cessionario risulta designato come debitore della relativa imposta;
Dall’articolo 44, comma 2, lett. a) D.L. n. 331/93 – L’Iva è dovuta, per le cessioni di cui al citato 38, comma 7 D.L. n. 331/93, dal cessionario italiano, soggetto passivo, designato come debitore della relativa imposta.
Dal quadro normativo di cui sopra si desume che la legislazione Iva nazionale disciplina le triangolazioni Iva in cui il soggetto passivo italiano interviene in qualità di:
Destinatario finale dei beni – In questo caso l’Iva è dovuta dal soggetto passivo italiano se è stato designato al pagamento dell’imposta da parte del proprio fornitore;
Promotore della triangolazione – In questo caso l’acquisto intracomunitario si considera comunque effettuato in Italia da parte del soggetto passivo italiano, anche se non è dovuta la relativa Iva alla duplice condizione che:
I beni siano trasportati/spediti direttamente dallo Stato membro del fornitore allo Stato membro del cliente del soggetto passivo italiano;
Il soggetto passivo italiano designi in fattura il proprio cliente come debitore della relativa imposta.
La Circolare n.13-VII-15-464/1994 individua il trattamento Iva delle triangolazioni comunitarie, distinguendo in base alla posizione assunta dal soggetto passivo italiano, in veste.
Vediamo le possibili casistiche.
L’operatore economico italiano (IT1) acquista i beni da un soggetto passivo Francese (FR1), con incarico a quest’ultimo di consegnarli direttamente al proprio cliente tedesco (GR1).
In pratica, l’operatore IT1 nel rapporto con il fornitore francese pone in essere un acquisto intracomunitario (ex art. 38 del D.L. n. 331/93), mentre nel rapporto con il cliente tedesco effettua una cessione intracomunitaria (ex art. 41 D.L. n. 331/93).
Adempimenti del soggetto IT1 promotore della triangolazione:
Riceve una fattura senza imposta da parte di FR1 che deve integrare e registrare a norma degli articoli 46 e 47 del D.L. n. 331/93, senza tuttavia esporre l’Iva a norma dell’articolo 40, comma 2, dello stesso decreto. In particolare, IT1 deve numerare e integrare la fattura intracomunitaria emessa dal fornitore francese, indicando il controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione, espressi in valuta estera, senza tuttavia indicare l’ammontare dell’Iva.
Annotare la fattura intracomunitaria così integrata nel registro delle fatture emesse (di cui all’articolo 23 DPR n. 633/72), entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, e con riferimento al mese precedente. L’annotazione nel registro degli acquisti (di cui all’articolo 25 DPR n. 633/72) non è, invece, obbligatoria non essendo possibile esercitare la detrazione.
Emette fattura di vendita al cliente tedesco (GR1) senza Iva, ai sensi dell’articolo 41, comma 1, a) D.L. n. 331/93: entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con l’indicazione, in luogo dell’ammontare dell’imposta, che si tratta di operazione non imponibile e con l’eventuale specificazione della norma comunitaria o nazionale di riferimento; da annotare distintamente nel registro delle fatture emesse (di cui all’articolo 23 DPR n. 633/72), designando espressamente sul documento il cliente tedesco quale responsabile, in sua sostituzione, del pagamento dell’imposta all’atto dell’arrivo dei beni in Germania.
Compila e presenta il modello Intrastat cessioni: entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di registrazione della fattura intracomunitaria, indicando quale cessionario (GR1).
Compila e presenta il modello Intrastat acquisti: entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di registrazione della fattura intracomunitaria, indicando quale fornitore il soggetto francese (FR1).
L’operatore economico italiano (IT1) fornisce i beni al cliente Francese (FR1), con consegna diretta in Germania al cessionario (GR1) di quest’ultimo.
Adempimenti del soggetto italiano IT1 primo cedente:
L’operatore IT1 effettua una cessione intracomunitaria, per cui emette fattura non imponibile (ex 41 D.L. n.331/93) nei confronti del cliente francese;
Registra la fattura, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, con l’indicazione, in luogo dell’ammontare dell’imposta, che si tratta di operazione non imponibile e con l’eventuale specificazione della norma comunitaria o nazionale di riferimento, nel registro delle fatture emesse (di cui all’art. 23 DPR n. 633/72), secondo l’ordine della numerazione ed entro il termine di emissione, con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione;
Compila e presenta il modello Intrastat cessioni: entro il giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di registrazione della fattura intracomunitaria; indicando nelle colonne 2 e 3 il codice ISO e il numero identificativo dell’operatore francese. La compilazione dell’elenco agli effetti statistici è obbligatoria solo per gli operatori che presentano i modelli con cadenza mensile; in tal caso nella colonna 12 (Paese di destinazione) va indicato il codice ISO dello Stato comunitario destinatario del bene;
IT consegue un plafond come esportatore abituale.
L’operatore italiano (IT1) acquista dal fornitore francese (FR1) i beni provenienti dalla Germania (GR1).
Adempimenti del soggetto italiano destinatario finale dei beni IT:
Riceve la fattura senza addebito d’imposta, con la quale il fornitore francese lo designa espressamente quale responsabile, in sua sostituzione, del pagamento dell’imposta in Italia;
Integra e registra la fattura intracomunitaria nei modi stabiliti dagli articoli 46 e 47 D.L. n.331/93. In particolare, IT deve: numerare e integrare la fattura intracomunitaria emessa dal fornitore francese, indicando il controvalore in euro del corrispettivo e degli altri elementi che concorrono a formare la base imponibile dell’operazione, espressi in valuta estera, nonché l’ammontare dell’imposta, calcolata secondo l’aliquota propria dei beni; annotare la fattura intracomunitaria così integrata sia nel registro delle fatture emesse (di cui all’art. 23 d.P.R. n. 633/72), entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, e con riferimento al mese precedente, sia nel registro degli acquisti (di cui all’articolo 25 DPR n. 633/72), anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale viene esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.
L’operazione, dal punto di vista giuridico, non costituisce un acquisto intracomunitario (ex articolo 38, comma 7, D.L. n.331/93), ma una cessione nello Stato, con esonero – per il fornitore francese – di identificarsi ai fini Iva in Italia direttamente (ex articolo 35-ter DPR n.633/72), o per mezzo di un proprio rappresentante fiscale.
iva	2014-10-30
gennaio 22, 2016 at 12:53
avrei piacere di ricevere risposta alla mia domanda che nessuno sa darmi al momento e ci sono varie opinioni contrastanti:
Io ho un azienda a Malta e mi appoggio con un deposito di logistica in Slovenia.
La mia domanda e’ questa.
La societa maltese compra 1000 pezzi di prodotti dall’italia che ricevera’ con regolare DDT nel suo punto logistico in slovenia.
Ora la societa maltese vende 300 pezzi ad un operatore francese non applicando iva in fattura,
400 pezzi ad un operatore tedesco non applicando iva in fattura,
300 pezzi ad un operatore ITALIANO, l’iva va applicata o la vendita e considerata intracomunitaria come le altre e quindi l’iva non va applicata?
gennaio 22, 2016 at 17:52
non si tratta di cessioni intracomunitarie di beni, ma di importazioni. L’Iva sarà assolta tramite bolletta doganale.
febbraio 10, 2016 at 11:58
Salve. Avrei un quesito per una compravendita da fare a breve
SPAGNOLO mi vende dei macchinari che arrivano dalla CROAZIA e che ha acquistto da un ITALIANO UNO
Il CMR è cosi:
Shipper ITALIANO UNO, destinatario SPAGNOLO, Destinazione ITALIANO DUE, Luogo di carico CROAZIA il CROATO ha messo suo Timbro al punto 22
L’italiano uno dovrebbe fattura a spagnolo in esenzione art.41 corretto?
lo SPAGNOLO a ITALIANO DUE fattura sempre in esenzione ,corretto? non deve fatturarmi con IVA?
è riconosciuta COME TRIANGOLAZIONE o QUADRIANGOLAZIONE?
febbraio 10, 2016 at 12:48
Si tratta di cessioni intracomunitarie dello stesso bene, con 4 soggetti in causa. Sia l’Italiano che lo Spagnolo devono emettere fattura non imponibile articolo 41 D.L. 331/93.
maggio 19, 2016 at 11:15
siamo un’azienda estera e acquistiamo un componente in Italia, ma prima di importarlo lo trasferiamo da un altro fornitore italiano per una lavorazione.
Il fornitore del componente ci invia fattura con iva in quanto il bene viene da loro consegnato in Italia.
E’possibile evitarlo?
maggio 19, 2016 at 12:59
Salve, se il bene è in Italia ovviamente riceverete una fattura con Iva, questo è quanto prevede la normativa. non vi è modo di evitarlo.
aprile 13, 2017 at 18:02
Buongiorno, avrei un quesito per una compravendita da fare a breve.
Azienda Italiana produttrice di formaggio vende formaggio alla mia azienda italiana che rivende a società con sede in Belize ma consegna il formaggio in Francia.
La mia azienda non prende possesso del formaggio che viene spedito direttamente dalla azienda produttrice italiana al mio cliente in Francia, ma con fattura allegata della mia azienda.
Vorrei capire con che art. l’azienda produttrice fattura con esenzione iva alla mia azienda italiana?
Con che articolo la mia azienda deve fatturare alla società in Belize con consegna in Francia?
aprile 13, 2017 at 21:55
Deve emettere fattura con Iva italiana visto che non si tratta di esportazione e nemmeno di operazione intracomunitaria.
maggio 3, 2017 at 18:52
salve continuo a leggere decine di articoli sulla triangolazione iva intracomunitaria ma nessuno di questi da notizie chiare e’ precise : lavoriamo da anni con un azienda Austriaca , acquistiamo merce dalla azienda senza IVA e la rivendiamo in Italia nei ns negoazi on-line ai clienti finali con regolare fattura con Iva Italiana del 22%.. l azienda Austriaca ci propone di cambiare modo di lavorare , l azienda introcomunitaria ci nomina come rappresentanti esclusivi in Italia , vendiamo suoi prodotti direttamente ai clienti finali italiani mediante i ns negozi on line con i prezzi di listino dell azienda austriaca , e’ ci riconosce una percentuale sulle vendite da noi regolarmente fatturata ogni mese . L azienda austriaca si occupera’ del trasporto diretto al cliente finale dai loro depositi e di emettere fattura direttamente al cliente finale senza imponibile iva(sistema amazon) , la ns azienda si occupera’solo di promuovere i prodotti , e girare le somme incassate interamente alla casa austriaca . E’ fattibile un operazione simile per la legislazione Italiana e introcomunitaria
maggio 4, 2017 at 7:18
E’ lo schema classico del dropshipping. Il cliente finale acquista dal vostro negozio online la merce che viene spedita direttamente dall’azienda austriaca a lui. L’azienda emette fattura a voi per il corrispettivo venduto, e voi emettete fattura al cliente finale per l’incasso ricevuto, che in parte girerete al fornitore austriaci per coprire la sua fattura.
agosto 13, 2017 at 18:56
Buonasera, rispondete a questa domanda per favore.
Sono un venditore al dettaglio italiano. Generalmente acquisto in Germania da SOGGETTO PASSIVO IVA e rivendo in Italia a PRIVATO.
La spedizione avviene direttamente dalla Germania al privato. Le mie domande sono:
-poiché il trasporto avviene direttamente dal mio fornitore al mio cliente si tratta automaticamente di triangolazione?
-la prima operazione è da considerarsi come un acquisto intracomunitario? se si dovrebbe essere tassata in Italia..
-dove è dovuta l’IVA? in Italia o in Germania? o meglio la seconda cessione (da me al privato) può non essere imponibile IVA ai sensi dell’art.7 bis?
agosto 15, 2017 at 14:14
Per la risposta a quesiti personali di questo tipo c’è il nostro apposito servizio di consulenza online dedicato alle operazioni Iva estere.
dicembre 4, 2017 at 14:27
pongo il seguente quesito: la ns. azienda (italiana) è stata commissionata da cliente italiano alla vendita di hardware ed installazione di sw presso azienda croata.
L’hardware è stato accompagnato da ddt, segue fatturazione di questo con art.58.
Il contratto di assistenza ed aggiornamento software, unitamente all’intervento tecnico, quale disciplina iva seguono?
dicembre 4, 2017 at 16:55
Bisogna capire prima di tutto se trattasi di unico contratto e se la prestazione di servizi è preminente rispetto alla cessione dei beni.
dicembre 4, 2017 at 16:59
il contratto è unico, il rapporto della prestazione dei servizi rispetto al valore dei beni è il 40%
dicembre 4, 2017 at 17:14
Se le fatture prevedono separatamente l’indicazione di beni e servizi, i servizi saranno non soggetti ex articolo 7-ter DPR n. 633/72.
febbraio 27, 2018 at 18:08
un mio cliente brasiliano a cui ho venduto del materiale, mi chiede di spedirglielo in Francia perchè deve usare questo materiale ad una fiera e per l’occasione glielo spedisco presso un Hotel di Parigi
Devo emettere una fattura in esenzione art 41 ? e se si devo comunque in dicare un numero pi partita iva dell’hotel o posso semplicemente avvalermi della regola cessione comunitaria e quindi fare es. articolo 41?
febbraio 27, 2018 at 18:18
Per quesiti di questo tipo che richiedono ulteriore analisi, mi contatti in privato per una consulenza.