Source: https://legaldesk.it/blog/pec-processo-penale
Timestamp: 2020-05-31 19:08:39+00:00
Document Index: 40420731

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'art. 148', 'art. 83', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 150', 'art. 1']

In ambito penale la PEC è stata introdotta dall'art. 4 D.L. 193/2009, i destinatari delle notifiche nel procedimento penale debbono considerarsi tutti i soggetti del libro I del codice salvo l'imputato
Inoltre, in ogni avviso inviato dai gestori è inserito anche un riferimento temporale che certifica data ed ora di ognuna delle operazioni descritte.
PROVA LEGALDESK, il gestionale per avvocati
Le notifiche PEC nel processo penale
La digitalizzazione delle comunicazioni e delle notificazioni nell’ambito sia del processo civile e/o amministrativo che di quello penale costituisce uno degli obiettivi maggiormente perseguiti negli ultimi anni da parte del Legislatore: la sostituzione del documento digitale al cartaceo favorisce, infatti, la riduzione degli sprechi e degli spazi occupati dagli archivi, oltre alla velocità e sicurezza nella trasmissione dei dati.
Sentenza n. 32398/2011 e conforme n. 16622/2016
Con tale sentenza la Cassazione ha ritenuto che: “La notificazione di un atto di cui sia destinatario l’imputato o altra parte privata in ogni caso in cui esso possa o debba essere consegnato al difensore può essere eseguita con telefax o altri mezzi idonei a norma dell’art. 148, comma 2 bis c.p.p.” (conforme, da ultimo, Cass., sez. IV, 3.3 – 21.4.2016, n. 16622).
La tenuta costituzionale del sistema e di quest’ultima opzione interpretativa risiede nei doveri di diligenza e di informazione verso l’assistito, statuiti dalla Legge professionale e dal codice deontologico e più volte affermati anche dalla giurisprudenza della C.E.D.U.
In questo contesto normativo e giurisprudenziale di riferimento si colloca la questione decisa con con decreto del 14.6.2016, ovvero la ritualità della notifica a mezzo p.e.c. nel processo penale non già su richiesta della cancelleria ma di una parte privata.
PROVA LEGALDESK, il gestionale per il tuo studio legale
Con decreto del 14.6.2016 la Corte di Assise di Taranto, su richiesta avanzata da alcune parti civili, disponeva la citazione di diverse persone giuridiche quali responsabili civili, “facoltizza(ndo) le parti civili richiedenti alle notifiche di cui al comma 4 dell’art. 83 c.p.p.”.
All'udienza del 18.7.2016, pertanto, il P.M.ed il difensore di una società in tal modo citata, eccepivano la “ inesistenza e/o abnormit & agrave; della citazione a mezzo p.e.c. ”.
La Corte, riservata la decisione in camera di consiglio, provvedeva come dall ’ ordinanza in commento, ritenendo che “ non è previsto l’ utilizzo della p.e.c.nel caso di notificazione effettuata dalle parti private.”
La soluzione della predetta questione è completamente diversa rispetto all’orientamento della prima giurisprudenza formatasi sul punto.
Tuttavia, il medesimo principio era stato già affermato dallagiurisprudenza di legittimità.
In una fattispecie concernente la ritualità di un’istanza indirizzata alla cancelleria e trasmessa mediante p.e.c., ad esempio, la Cassazione aveva già affermato che: “per quanto attiene la trasmissione dell’istanza del difensore a mezzo p.e.c.si osserva che alla parte privata, nel processo penale, non è consentito l’uso di tale mezzo informatico di trasmissione, quale forma di comunicazione e/o notificazione.L’ utilizzo della pec è stato consentito, ma a partire dal 15.12.2014, solo per le notificazioni per via telematica da parte delle cancellerie nei procedimenti penali a persona diversa dall’imputato – a norma degli articoli 148 comma 2-bis – 149 150 e 151 comma 2 cod.proc.pen. (legge n. 228 del 2012 (art. 1 comma 19); D.L. 18.10.2012 n. 179, art. 16, comma 9 e 10). Allo stato, la forma della notifica via pec è deputata a sostituire forme derogatorie dell’ordinario regime delle notifiche, ponendosi come alternativa privilegiata rispetto alle comunicazioni telefoniche, telematiche e via telefax attualmente consentite in casi determinati e nei confronti di specifiche categorie di destinatari.
d) le notificazioni di altri atti disposte dal giudice sempre nei confronti di persona diversa dall’imputato, mediante l’impiego di mezzi tecnici che garantiscano la conoscenza dell’atto (art. 150, cod. proc. pen.)” (Cass., sez. I, 28.1.2015, n. 18235); chiarendo altresì “che, a differenza di quanto previsto per il processo civile, nel processo penale tale forma di trasmissione, per le parti private, non sarebbe stata comunque idonea per comunicare l’impedimento.
Tutto ciò detto, la soluzione deve ritenersi la seguente: la notifica a mezzo p.e.c. da parte del difensore di una parte privata, invero, è ammessa pure dall’art. 1 L. 53/1994, sì come modificato dal D.L. 90/2014, esclusivamente in “materia civile, amministrativa e stragiudiziale”
(“L’avvocato o il procuratore legale, munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell’ordine nel cui albo è iscritto a norma dell’articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l’autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Quando ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente, fatta eccezione per l’autorizzazione del consiglio dell’ordine, la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata”).