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Timestamp: 2019-04-20 19:03:34+00:00
Document Index: 144738021

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È sottile la linea di confine tra riciclaggio e sostituzione del danaro | Synthesis Web - prestito online
È sottile la linea di confine tra riciclaggio e sostituzione del danaro
Con sentenza n. 30429 depositata ieri la Corte di Cassazione ha stabilito che “l’impiego diretto di provenienza illecita in attività economiche o finanziarie in grado di ripulirlo non costituisce riciclaggio e va sanzionato sulla base dell’art. 648 ter del codice penale. La sostituzione invece di questo denaro e il suo successivo reimpiego è punito per riciclaggio”.
La Corte di Cassazione ha contestato la sentenza della Corte di Appello sulla base di una non corretta qualificazione del fatto. Nello specifico il fatto riguardava la ricostruzione che avevano effettuato i giudici del Tribunale di Pescara, ritenendo gli amministratori di una società a responsabilità limitata coscienti di utilizzare denaro proveniente dai reati di usura contestati ad altri.
Sul punto la Cassazione è intervenuta ribadendo che l’art. 648 ter c.p., che sanziona l’impiego di danaro o altre utilità di provenienza illecita, prevede una clausola di sussidiarietà che ne esclude l’applicabilità nei casi di concorso nel reato presupposto e nelle ipotesi in cui emerge la realizzazione di reati di riciclaggio o ricettazione.
Sulla base di queste considerazioni la Corte di Cassazione ha stabilito che “sono esclusi della punibilità ex art. 648 ter c.p. coloro che abbiano già commesso il delitto di riciclaggio o ricettazione e che, successivamente, con determinazione autonoma, abbiano poi impiego quello che era già frutto del delitto a loro addebitato; sono invece punibili colore che, con unicità di determinazione teleologica originaria, hanno sostituito o ricevuto denaro per impiegarlo in attività economiche o finanziarie”.
La sentenza della Cassazione chiarisce la questione dal punto di vista giuridico ma sul punto di fatto lascia aperta l’interpretazione soprattutto per quanto riguarda la circolazione dei flussi finanziari e l’impiego di danaro proveniente da attività illecite nella gestione della società.