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Timestamp: 2020-02-24 03:06:38+00:00
Document Index: 23495979

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 5', 'art. 18']

Scuola Nazionale dell'Amministrazione - Note Legge delega
Note - Legge delega
[1] La legge delega è stata successivamente modificata, in particolare per quanto concerne le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, con il d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 recante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”.
[2] Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, il legislatore delegato deve rifarsi agli articoli 15 sui principi che informano l’istituzione delle Città metropolitane, 22 sulla “perequazione infrastrutturale”, e 27 sul coordinamento della finanza delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome.
[3] A tal fine le modalità di attribuzione alle Regioni del gettito dei tributi regionali istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali devono tener conto del luogo di consumo per i tributi aventi quale presupposto i consumi, della localizzazione dei cespiti per i tributi basati sul patrimonio, del luogo di prestazione del percettore per i tributi riferiti ai redditi delle persone fisiche.
[4] Il termine per l’esercizio della delega di cui alla legge 42/2009 è stato prorogato di sei mesi con la legge 8 giugno 2011, n. 85 (dal 21 giugno 2011 al 21 dicembre 2011).
[5] Il periodo transitorio ha una durata di 5 anni durante i quali dal valore dei trasferimenti perequativi e del complesso delle spese rilevati in ciascuna Regione nel triennio 2006-2008 si passerà gradualmente ai valori perequativi determinati secondo i principi dell’art. 9 della legge 42/2009. Lo stesso periodo transitorio inizierà a decorrere solo dopo che sarà stato determinato il contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni.
Nel processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard le nuove entrate, al livello di partenza, non possono essere inferiori a quelle soppresse o sostituite.
[6] La Commissione è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 luglio 2009.
[7] Il periodo transitorio ha una durata di 5 anni durante i quali dal valore dei trasferimenti perequativi e del complesso delle spese rilevati in ciascuna regione nel triennio 2006-2008 si passerà gradualmente ai valori perequativi determinati secondo i principi dell’art. 9 della legge 42/2009. Lo stesso periodo transitorio inizierà a decorrere solo dopo che sarà stato determinato il contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni. Nel processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard le nuove entrate, al livello di partenza, non possono essere inferiori a quelle soppresse o sostituite.
[8] Il periodo transitorio ha una durata di 5 anni durante i quali dal valore dei trasferimenti perequativi e del complesso delle spese rilevati in ciascuna regione nel triennio 2006-2008 si passerà gradualmente ai valori perequativi determinati secondo i principi dell’art. 9 della legge 42/2009. Lo stesso periodo transitorio inizierà a decorrere solo dopo che sarà stato determinato il contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni. Nel processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard le nuove entrate, al livello di partenza, non possono essere inferiori a quelle soppresse o sostituite.
[9] In via transitoria, sono da considerarsi funzioni fondamentali:
le funzioni generali di amministrazione
la gestione del territorio e dell’ambiente
i servizi del mercato del lavoro
il settore sociale
[10] La Regione, nell'ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria, può istituire nuovi tributi locali, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali. La legge statale può inoltre sostituire o trasformare tributi già esistenti, ovvero attribuire agli enti locali tributi o parti di tributi già erariali. Gli enti locali possono modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti dalle leggi, entro i limiti da queste fissati e introdurre agevolazioni, coerentemente a quanto previsto in materia di “flessibilità fiscale”.
[11] Una diversa ripartizione delle risorse tra gli enti locali da parte delle Regioni può ricorrere qualora vi sia intesa al riguardo con gli enti locali stessi, in relazione ad una diversa valutazione dei parametri di fabbisogno (finanziario e di infrastrutture).
[12] Sono previste 9 aree metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) per le quali si applica una disciplina transitoria per la costituzione di Città metropolitane al loro interno.
[13] L’art. 18 del d.l. 6 luglio 2012, n. 95 recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” e l’art. 5 del d.l. 5 novembre 2012, n. 188 recante “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane” istituiscono 10 città metropolitane (Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Roma e Genova) con la contestuale soppressione delle Province del relativo territorio. Le città metropolitane sono istituite dal 1° gennaio 2014 tranne la città metropolitana di Genova (istituita alla scadenza dell’incarico del commissario nominato ai sensi delle vigenti disposizioni) e la città metropolitana di Roma capitale (istituita alla data della cessazione del consiglio provinciale).
[14] La proposta di istituzione spetta:
- al Comune capoluogo congiuntamente alla Provincia;
- al Comune capoluogo congiuntamente ad almeno il 20% dei Comuni della Provincia interessata che rappresentino, unitamente al Comune capoluogo, almeno il 60% della popolazione;
- alla Provincia, congiuntamente ad almeno il 20% dei Comuni della Provincia medesima che rappresentino almeno il 60% della popolazione.
[15] Sono previste 5 aree metropolitane che ricadono all’interno di Regioni a statuto speciali (Trieste, Cagliari, Catania, Messina, Palermo).
[16] L’art. 18 del d.l. 6 luglio 2012, n. 95 recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” istituisce la città metropolitana di Roma capitale alla data di cessazione del Consiglio provinciale.
[17] In sede di prima applicazione, la legge delega ha previsto la predisposizione di una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, riguardanti le strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche, la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali.
[18] I termini relativi alla delega al federalismo fiscale di cui alla legge 42/2009 sono stati modificati con la legge 8 giugno 2011, n. 85.