Source: https://www.fiscomania.com/servizi-internazionali-e-non-imponibilita-iva/
Timestamp: 2019-02-19 06:35:53+00:00
Document Index: 80413132

Matched Legal Cases: ['art. 1700', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9']

Servizi internazionali e non imponibilità Iva - Fiscomania
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Servizi internazionali e non imponibilità Iva
I servizi internazionali, ai sensi dell’articolo 9 del DPR Iva sono operazioni “non imponibili” e si classificano in trasporti internazionali e gli altri servizi connessi con gli scambi internazionali.
Ai sensi dell’articolo 9 del DPR n. 633/1972 i servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali sono operazioni non imponibili Iva.
L’agevolazione concessa dal legislatore, ovvero la non imponibilità si giustifica in quanto si tratta di operazioni collegate gli scambi internazionali.
Per servizi internazionali si intendono le prestazioni di trasporto di persone o cose e di altri servizi collegati.
Si tratta di prestazioni che, in genere, vengono utilizzati solo parzialmente in Italia. In quanto costituenti operazioni di carattere internazionale o collegate a scambi internazionali.
I servizi internazionali possono essere suddivisi in due categorie:
I trasporti internazionali e servizi connessi;
Gli altri servizi connessi agli scambi internazionali.
Come abbiamo detto, le prestazioni di servizi internazionali sono non imponibili ai fini Iva, quando sono territorialmente rilevanti in Italia. Altrimenti sono escluse da Iva.
In altre parole, prima di stabilire se una concreta operazione rientra nel regime di non imponibilità, è necessario stabilire se quel determinato servizio sia astrattamente rilevante, ai fini della territorialità.
Pertanto, tali prestazioni, quando sono rese a favore di committenti soggetti passivi stabiliti all’estero, sono fuori campo Iva. Invece, quando sono rese nei confronti di committenti soggetti passivi stabiliti in Italia sono non imponibili. Sono, quindi, operazioni che danno diritto alla detrazione od al rimborso dell’imposta assolta sugli acquisti effettuati dal prestatore del servizio.
Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio le prestazioni di servizi internazionali ai fini Iva.
1 Servizi internazionali: momento impositivo
1.1 Prestazione a soggetti interni
1.2 Prestazione a soggetti esteri
2 Trasporti internazionali e servizi connessi
2.0.1 Trasporti internazionali di persone
2.0.2 Trasporti internazionali di beni
2.0.2.1 Importazione
2.0.2.2 Esportazione
3 Altri servizi connessi agli scambi internazionali
3.1 Servizi internazionali nei luoghi di confine
3.2 Servizi internazionali in luoghi diversi
3.2.1 Servizi internazionali di intermediazione
3.2.2 Manipolazioni nei depositi doganali
Servizi internazionali: momento impositivo
Relativamente alla determinazione del momento di effettuazione, per i servizi generici scambiati con soggetti non residenti (cioè servizi disciplinati dalla regola generale sulla territorialità), sono previste disposizioni specifiche che derogano a quelle generali.
Prestazione a soggetti interni
Prestazione resa da soggetti Iva non stabiliti in Italia a soggetti Iva nazionali
Il momento impositivo per le prestazioni istantanee è nel momento di ultimazione, mentre è al momento di maturazione dei corrispettivi per le prestazioni di carattere continuativo.
Se vi è emissione della fattura da parte dei soggetti prestazioni non residenti (Ue o Extra-UE), anche prima dell’ultimazione della prestazione o del pagamento o maturazione del corrispettivo, rileva come indice di effettuazione dell’operazione.
Pertanto, se c’è uno sfasamento temporale tra ultimazione della prestazione e conoscenza dell’ultimazione stessa da parte del committente, rilevano i documenti scambiati tra le parti (ai fini della reciproca conoscenza dello stato di avanzamento dei lavori e dell’ammontare del corrispettivo dovuto), sulla base delle previsioni contrattuali.
Prestazione a soggetti esteri
Prestazione resa da soggetti Iva nazionali a soggetti Iva non stabiliti in Italia
E’ bene ricordare in proposito che rilevano sempre le singole clausole contrattuali.
In ogni caso, il momento di ultimazione della prestazione o di maturazione del corrispettivo non sempre coincidono con quello in cui viene pagato il corrispettivo.
Ad esempio, se il contratto prevede la maturazione del corrispettivo al termine di ogni bimestre ed il pagamento avviene entro il 15 del mese successivo a quello di scadenza, l’operazione si considera effettuata alla scadenza del bimestre.
Prestazioni resa da soggetti Iva non stabiliti in Italia a soggetti Iva nazionali o resa da soggetti Iva nazionali a soggetti Iva non stabiliti in Italia ed effettuata in modo continuativo nell’arco di un periodo superiore ad 1 anno
Se non comportano versamenti di acconti o pagamenti anche parziali nel periodo interessato: al termine di ciascun anno solare fino alla conclusione delle prestazioni medesime.
Per verificare se la prestazione ha i presupposti richiesti dalla norma, è necessario attendere (anche per servizi per cui è sin dall’inizio prevista una durata pluriennale) che siano trascorsi 12 mesi, per cui il momento di effettuazione si realizza al 31 dicembre successivo (Circolare AE 29 luglio 2011 n. 37/E).
Esempio: servizio di manutenzione che un artigiano tedesco rende, dal 1° giugno dell’anno n, ad un imprenditore italiano.
Si deve attendere il 1° aprile dell’anno n+1 per verificare che sia trascorso un anno dall’inizio del servizio di manutenzione. E successivamente, il 31 dicembre dell’anno n+1 per integrare la fattura del prestatore o emettere un’autofattura relativa all’effettuazione della prestazione per la durata di 21 mesi.
Trasporti internazionali e servizi connessi
I trasporti internazionali di persone o di beni, ancorché effettuati in parte in Italia, quando sono territorialmente rilevanti ai fini Iva sono non imponibili.
Il medesimo regime di non imponibilità è previsto anche per le prestazioni collegate ai predetti trasporti internazionali.
I trasporti di persone (per terra, per mare o per aria), da o verso l’Italia, costituiscono servizi internazionali quando sono effettuati in parte in Italia e in parte in territorio estero in dipendenza di un unico contratto.
Il trasporto si considera effettuato in dipendenza di un unico contratto anche quando viene effettuato da più vettori, purché si verifichi l’ipotesi del trasporto cumulativo previsto dall’art. 1700 c.c., ove le responsabilità dei singoli vettori si fondono, nei confronti del committente, in un unico rapporto di solidarietà. Tali trasporti, rilevano ai fini Iva limitatamente alla distanza percorsa in Italia e, nei medesimi limiti, sono non imponibili.
Pertanto, il regime di non imponibilità riguarda esclusivamente la parte di corrispettivo afferente al trasporto eseguito in Italia, mentre la restante parte risulta fuori dal campo di applicazione dell’Iva.
Di conseguenza, il fornitore stabilito in Italia deve frazionare l’importo complessivo addebitato in fattura, indicando separatamente la quota esclusa da Iva e quella non imponibile.
Analogamente, i committenti italiani che acquistano dei trasporti internazionali da soggetti non residenti (es. on line) devono emettere autofattura indicando separatamente gli importi non imponibili e quelli esclusi.
Sono tali i trasporti relativi a beni provenienti da Paesi extra UE o destinati ad essere introdotti nei detti Paesi; in particolare, si tratta dei trasporti riguardanti beni in esportazione, in transito e in importazione, temporanea e definitiva. Essi sono non imponibili quando:
sono commissionati da soggetti Iva stabiliti in Italia
quando sono commissionati da privati, ma limitatamente alla tratta percorsa in Italia.
Pertanto, la parte di corrispettivo afferente al trasporto eseguito in Italia è non imponibile, mentre la restante parte del corrispettivo risulta fuori dal campo di applicazione dell’Iva.
Per i trasporti in questione, il beneficio della non imponibilità si rende applicabile anche nel caso in cui gli stessi vengano effettuati da più vettori o da terzi sub-contraenti.
Invece i trasporti estero su estero commissionati da imprese italiane (es. Londra-Tokyo) sono imponibili Iva.
Qualora si abbia importazione, il trasporto relativo alla tratta nazionale è non imponibile Iva, solo quando i corrispettivi dei beni, comprensivi del costo complessivo del trasporto, siano stati assoggettati ad Iva all’atto dello sdoganamento (beni dichiarati franco destino).
Ove, invece, i beni siano dichiarati in dogana franco confine (il corrispettivo dei beni comprende esclusivamente il costo del trasporto fino al confine), il trasporto per la tratta nazionale deve essere regolarmente assoggettato ad Iva se commissionato da soggetti Iva stabiliti in Italia o da privati.
Nel caso di esportazione, è consigliabile che il vettore indichi sulle relative fatture e sugli altri documenti sostitutivi gli estremi della bolletta doganale di esportazione riguardante i beni trasportati. Ciò al solo scopo di evitare ai trasportatori interessati, in sede di verifica da parte degli organi investigativi, difficoltà circa la documentazione idonea a comprovare la legittimità dell’operazione effettuata senza applicazione del tributo.
Sono soggette al regime di non imponibilità le seguenti prestazioni:
Servizi di spedizione relativi alle operazioni doganali, riguardanti trasporti internazionali;
Servizi di intermediazione relativi ai trasporti e alle prestazioni di noleggio o locazione sopra indicati;
Noleggi e locazioni di navi, aeromobili, autoveicoli, vagoni ferroviari, cabine letto, containers e carrelli, adibiti ai trasporti internazionali.
Altri servizi connessi agli scambi internazionali
Costituiscono, altresì, servizi internazionali non imponibili, le operazioni sotto elencate. Naturalmente il regime di non imponibilità si applica solo se sussiste il requisito della territorialità, altrimenti l’operazione è fuori campo Iva.
Servizi internazionali nei luoghi di confine
Servizi prestati nei porti, autoporti, aeroporti e negli scali ferroviari di confine (art. 9, n. 6 DPR 633/72) – Trattasi di prestazioni di natura tecnica che, nell’ambito dei predetti luoghi ove si svolgono attività commerciali internazionali (sono esclusi ad esempio i porti turistici).
Tra questi sono da comprendere:
i servizi internazionali di progettazione riferibili alla manutenzione degli impianti;
i servizi internazionali di progettazione, rifacimento, completamento, ampliamento, ammodernamento, ristrutturazione e riqualificazione degli impianti già esistenti. Pur se tali opere vengono dislocate, all’interno dei predetti luoghi, in sede diversa dalla precedente;
i contratti di nolo a caldo (con operatore ovvero compresi montaggio/smontaggio). Quando hanno ad oggetto una complessa realizzazione di lavori (sbancamento, sistemazione terreni, demolizione ecc.) con assunzione dei relativi rischi;
i servizi internazionali di manutenzione dei mezzi antincendio, purché prestati negli aeroporti, porti ecc;
il movimento di mezzi di trasporto, di beni o di persone.
Servizi internazionali in luoghi diversi
Servizi prestati in luoghi diversi – Si tratta di servizi di:
Si tratta di servizi internazionali di carico, scarico, trasbordo, manutenzione, stivaggio, pesatura, misurazione, controllo refrigerazione, magazzinaggio, deposito, custodia e simili riguardanti beni (art. 9, n. 5 DPR n. 633/72): in esportazione; in transito; in importazione, temporanea e definitiva. È irrilevante il luogo ove vengono svolti i suddetti servizi (possono dunque essere effettuati anche al di fuori dei luoghi soggetti a vigilanza doganale);
Servizi internazionali relativi alle operazioni doganali e alle cessioni di licenze all’esportazione (art. 9, n. 4 DPR 633/72). Tra i primi devono essere comprese anche le prestazioni consistenti nel disbrigo delle pratiche di sdoganamento, rese dalle case di spedizione.
Tra i secondi sono compresi i trasferimenti dei titoli di esportazione relativi ai prodotti agricoli soggetti a regolamentazione UE, nonché le cessioni delle autorizzazioni d’esportazione il cui trasferimento ad altri è subordinato per legge alla contemporanea cessione dei beni che le autorizzazioni medesime rappresentano.
Servizi internazionali di intermediazione
Servizi internazionali di intermediazione quali quelli (art. 9 n. 7 DPR 633/72): relativi a beni in importazione, in esportazione o in transito che, all’atto dell’effettuazione dell’intermediazione, abbiano già ricevuto in dogana una delle suddette destinazioni doganali.
A tal fine si considerano non solo i rapporti di intermediazione direttamente intercorrenti tra le ditte estere e i propri agenti in Italia, ma anche ogni prestazione del genere resa in dipendenza di una cessione di merci estere, effettuata prima dello sdoganamento, ancorché intervenuta tra due operatori economici residenti nello Stato; relativi ad operazioni effettuate fuori dal territorio della UE (c.d. intermediazioni estero su estero); resi in nome e per conto di agenzie di viaggio relative a prestazioni eseguite in Paesi extra UE.
Rientrano in questa ipotesi, ad esempio, le provvigioni o i compensi corrisposti da un’agenzia di viaggio italiana ad un operatore, anche italiano, per servizi di intermediazioni relativi a prestazioni alberghiere o di trasporto rese in Paesi extra UE;
Manipolazioni nei depositi doganali
Manipolazioni usuali eseguite nei depositi doganali (art. 9, n. 8 DPR 633/72).
Trattasi di lavorazioni finalizzate ad assicurare la conservazione, ovvero a migliorare la presentazione o la qualità commerciale delle merci. Tali prestazioni rappresentano servizi internazionali, non imponibili, solo quando hanno ad oggetto beni di provenienza estera (extra UE) giacenti nei depositi doganali;
Operazioni di perfezionamento attivo aventi ad oggetto (art. 9, n. 9 DPR 633/72): beni di provenienza estera (extra UE) in importazione temporanea e che quindi saranno successivamente riesportati; beni nazionali, nazionalizzati o comunitari destinati ad essere esportati dal prestatore del servizio o dal committente non residente in Italia ovvero da terzi per loro conto. Sono di perfezionamento attivo le operazioni di lavorazione, trasformazione, riparazione di merci ecc;
Servizi internazionali resi alle aziende associate da parte dei consorzi tra piccole e medie imprese.
Riguarda i consorzi disciplinati dalla Legge n. 240/81 ed aventi come scopo sociale esclusivo l’esportazione e la cessione intracomunitaria dei prodotti delle imprese consorziate (operanti nel settore dell’industria, del commercio e dell’artigianato) e l’importazione e l’acquisto intracomunitario delle materie prime e dei semilavorati necessarie alle dette imprese.
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nicola Novembre 19, 2018 at 17:48
ciao, una domanda: le provvigioni che pago a Booking.com che ha sede ad Amsterdam mi vengono fatturate senza iva da booking. In contabilità le registro in esenti iva ex art. 9 oppure uso il metodo del reverse charge? grazie ciao
Federico Migliorini Novembre 19, 2018 at 18:11
La fattura di acquisto di servizi in ambito UE si registra in reverse charge.