Source: http://www.geronimados.com/2013/09/assicurazioni-basta-il-preventivo-per.html
Timestamp: 2020-05-27 16:40:59+00:00
Document Index: 2116227

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 112', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 345']

GERONIMADOS: ASSICURAZIONI - BASTA IL PREVENTIVO PER OTTENERE IL RISARCIMENTO
ASSICURAZIONI - BASTA IL PREVENTIVO PER OTTENERE IL RISARCIMENTO
Corte di Cassazione Civile n. 14535/2013, sez. III del 10/6/2013
Svlgimento del processo
2. La sentenza veniva appellata dal L. e dal suo difensore Avv. P., quest'ultimo in relazione all'omessa pronuncia in ordine alla domanda di distrazione in suo favore delle spese di lite.
Il Tribunale di Roma, con sentenza dell'11 settembre 2006, rigettava l'appello proposto dal L., accoglieva quello dell'Avv. P. in favore del quale ordinava la distrazione delle spese liquidate con la sentenza di primo grado e compensava le spese di secondo grado.
3. Avverso la sentenza del Tribunale di Roma propone ricorso L.S., con atto affidato a quattro motivi e sostenuto da memoria. Gli intimati non hanno svolto attività difensiva in questa sede.
2.1. Con il secondo motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4), cod. proc. civ., violazione dell'art. 112 cod. proc. civ., in ordine al medesimo punto oggetto del precedente motivo. Rileva il ricorrente, al riguardo, di avere a suo tempo avanzato domanda, in via subordinata, di condanna delle due convenute al pagamento dell'IVA con una pronuncia condizionata, ossia una pronuncia che condannasse al pagamento anche dell'imposta subordinatamente alla presentazione della fattura da parte dell'appellante, mentre il Tribunale avrebbe omesso di pronunciarsi sulla relativa domanda.
Questa Corte ha anche più volte ribadito che la liquidazione delle spese processuali, in particolare sotto il profilo della scelta tra i minimi e i massimi tariffari, costituisce valutazione discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per violazione dei minimi tariffari, nel qual caso la violazione deve essere dedotta con riferimento non solo alle singole voci ma anche agli importi considerati, così da consentire alla Corte il controllo senza l'esame degli atti, trattandosi di error in iudicando (v., fra le altre, le sentenze 4 marzo 2003, n. 3178, 7 agosto 2009, n. 18086, e 4 luglio 2011, n. 14542); il ricorrente, cioè, non può limitarsi ad una generica denuncia del principio di inderogabilità, ma ha l'onere di indicare specificamente ed analiticamente i singoli importi a lui spettanti (sentenza 19 aprile 2006, n. 9082).L'odierno ricorrente ha provveduto, nel caso in esame, ad indicare voce per voce le attività da lui svolte e la controparte, rimasta intimata in questa sede, non ha ritenuto di contestare alcunché al riguardo.
Ne consegue l'accoglimento del presente motivo. Con il quarto motivo di ricorso si lamenta, ai sensi dell'art. 360, primo comma, nn. 4) e 5), cod. proc. civ., falsa applicazione dell'art. 345, terzo comma, cod. proc. civ. oltre ad omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Pubblicato da geronimo a 10:05