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Timestamp: 2018-02-20 01:47:21+00:00
Document Index: 127820672

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'in fine', 'in fine', 'art 1', 'art 1', 'art. 24', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 24', 'art. 1']

giovedì 23 novembre 2017 Edscuola	Lascia un commento
lunedì 13 febbraio 2017 Edscuola	Lascia un commento
venerdì 20 gennaio 2017 Edscuola	Lascia un commento
giovedì 19 gennaio 2017 Edscuola	Lascia un commento
giovedì 1 dicembre 2016 Edscuola	Lascia un commento
Nota 30 dicembre 2015, AOODGPER 41637
mercoledì 30 dicembre 2015 Edscuola	Lascia un commento
All’Intendenza Scolastica per la Scuola in Lingua Tedesca BOLZANO
All’Intendenza Scolastica per le Scuole delle Località Ladine BOLZANO
Oggetto: Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal l” settembre 2016. Trattamento di quiescenza. Chiarimenti.
A seguito dell’ approvazione della legge di stabilità per il 2016, si forniscono alcuni chiarimenti in merito alla nota AOODGPER prot. n. 40816 del 21.12.2015 di questa Direzione generale.
Come noto, con messaggio n. 6912 dell’ Il novembre u.s., l’INPS ha predisposto l’invio delle certificazioni riguardanti i soggetti rientranti nella categoria di salvaguardati di cui all’articolo 11bis, commi 1 e 2, della legge n. 124 del 2013 (quarta salvaguardia) e all’articolo 2, comma 1, lettera d), della legge n. 147 del 2014 (sesta salvaguardia) , che erano state sospese per effetto del superamento del plafond inizialmente stabilito.
L’art. 1, comma 264, della predetta legge di stabilità prevede che tali soggetti possano accedere al trattamento pensionistico a decorrere dal primo giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro. Pertanto, gli Uffici Scolastici Regionali e le istituzioni scolastiche interessate dovranno consentire ai dirigenti scolastici e al personale del comparto scuola, beneficiari della suddetta salvaguardia, di presentare la domanda di cessazione in modalità cartacea al fine dell’inserimento al SIDI per la successiva convalida.
La presentazione dell’istanza di cessazione è infatti adempimento necessario per la fruizione del diritto a pensione.
E’ fatta comunque salva la facoltà per i soggetti beneficiari di optare per la cessazione dal servizio con decorrenza 1° settembre 2016.
L’ art. 1 , comma 281, della suddetta legge di stabilità ha, altresì, previsto la proroga dell”‘opzione donna” al 31 dicembre 2015. Pertanto, le lavoratrici potranno conseguire il diritto al trattamento pensionistico in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un’età pari o superiore a 57 e 3 mesi maturati entro il 31 dicembre 2015 e a condizione che optino per la liquidazione secondo le regole di calcolo del contributivo.
Infine, l’art.1 comma 265 lett .d) ha disposto la possibilità di accedere al trattamento pensionistico secondo le regole previgenti la riforma Fornero a beneficio del lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave, i quali perfezionino i requisiti utili per la pensione entro il sessantesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge n.201 del 2011 (settima salvaguardia).
A tale riguardo, il comma 268 rinvia per la presentazione delle domande alle Direzioni territoriali del lavoro, da effettuarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di stabilità, alle procedure previste con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 14 febbraio del 2014, per le precedenti salvaguardie.
Nota 21 dicembre 2015, AOODGPER 40816
lunedì 21 dicembre 2015 Edscuola	1 commento
Decreto Ministeriale 18 dicembre 2015, AOOUFGAB 939
venerdì 18 dicembre 2015 Edscuola	2 commenti
venerdì 17 luglio 2015 Edscuola	Lascia un commento
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR. (15G00123)
(GU Serie Generale n.166 del 20-7-2015)
1. Il decreto-legge 21 maggio 2015,  n.  65,  recante  disposizioni
urgenti in materia  di  pensioni,  di  ammortizzatori  sociali  e  di
garanzie TFR, e' convertito in legge con le  modificazioni  riportate
Data a Roma, addi' 17 luglio 2015
Testo del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 116 del 21 maggio 2015), coordinato con la legge di conversione 17 luglio 2015, n. 109 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR.». (15A05655)
(GU n.166 del 20-7-2015 )
Misure in materia
«25. La rivalutazione  automatica  dei  trattamenti  pensionistici,
a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici
di importo complessivo fino a tre volte il trattamento  minimo  INPS.
Per le pensioni di importo  superiore  a  tre  volte  il  trattamento
minimo INPS e inferiore a tale limite  incrementato  della  quota  di
rivalutazione automatica spettante  sulla  base  di  quanto  previsto
dalla  presente  lettera,  l'aumento  di  rivalutazione  e'  comunque
attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
b) nella misura del 40 per cento per i trattamenti  pensionistici
complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo  INPS  e
pari o inferiori a quattro  volte  il  trattamento  minimo  INPS  con
riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per  le
pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento
minimo  e  inferiore  a  tale  limite  incrementato  della  quota  di
c) nella misura del 20 per cento per i trattamenti  pensionistici
complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS
e pari o inferiori a cinque volte  il  trattamento  minimo  INPS  con
pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto  trattamento
d) nella misura del 10 per cento per i trattamenti  pensionistici
complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo  INPS
e pari o inferiori  a  sei  volte  il  trattamento  minimo  INPS  con
pensioni di importo superiore a sei  volte  il  predetto  trattamento
e)  non  e'  riconosciuta   per   i   trattamenti   pensionistici
riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi.»;
«25-bis. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici,
legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e  2013  come
determinata dal comma 25, con riguardo ai  trattamenti  pensionistici
di importo complessivo superiore a tre volte  il  trattamento  minimo
INPS e' riconosciuta:
b) a decorrere dall'anno 2016 nella misura del 50 per cento;
25-ter. Resta fermo che gli importi di cui  al  comma  25-bis  sono
rivalutati, a decorrere dall'anno 2014, sulla  base  della  normativa
2. All'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.  448,
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini dell'applicazione
del meccanismo di rivalutazione si tiene conto altresi'  dell'importo
degli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi.».
Rifinanziamento del Fondo sociale
per occupazione e formazione
fondo di cui all'articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014,
in deroga per il settore della pesca
commi  5  e  8,  del  decreto-legge  20  maggio  1993,  n.  148,  e
all'articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n.  726,  nonche'
rifinanziamento della proroga dei trattamenti di  cui  all'articolo
1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249
236, e' autorizzata per l'anno 2015 la spesa di 140 milioni di euro a
1-bis. Il finanziamento previsto dall'articolo 2-bis, comma 1,  del
decreto-legge   31   dicembre   2014,   n.   192,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11,  e'  incrementato
di 150 milioni di euro per l'anno 2015 a  valere  sulle  risorse  del
Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui  all'articolo  18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,  il
quale, a tal fine, e' incrementato di 150  milioni  di  euro  per  il
medesimo anno 2015. All'onere derivante dal primo periodo, pari a 150
milioni di euro per l'anno 2015, si provvede mediante  corrispondente
riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 107, della legge  23
dicembre 2014, n. 190. Il rifinanziamento di cui al primo periodo  fa
riferimento ad accordi e relative istanze rispettivamente stipulati e
presentate prima  dell'entrata  in  vigore  del  decreto  legislativo
attuativo dell'articolo 1,  comma  2,  lettera  a),  della  legge  10
dicembre 2014, n. 183.
1-ter. Il limite di spesa previsto all'articolo 3, comma 3-septies,
del  decreto-legge  31  dicembre  2014,  n.  192,   convertito,   con
di 20 milioni di euro per l'anno 2015  a  valere  sulle  risorse  del
come rifinanziato dal presente decreto.
Modifiche ai criteri di determinazione del coefficiente
di capitalizzazione del montante contributivo
1. All'articolo 1, comma 9, della legge 8 agosto 1995, n.  335,  e'
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso il coefficiente
effettuare sulle rivalutazioni successive.».
1-bis. In sede di prima applicazione delle disposizioni  del  terzo
periodo del comma 9 dell'articolo 1 della legge  8  agosto  1995,  n.
335, introdotto dal comma 1 del presente articolo, non si fa luogo al
recupero sulle rivalutazioni successive di cui al medesimo periodo.
2. Alla copertura degli  oneri  derivanti  dai  commi  1  e  1-bis,
valutati in 1,1 milioni di euro per l'anno 2015, 3,3 milioni di  euro
per l'anno 2016, 4,3 milioni di euro per l'anno 2017,  6  milioni  di
euro per l'anno 2018, 8 milioni di euro per l'anno 2019,  10  milioni
di euro per l'anno 2020, 15 milioni  di  euro  per  l'anno  2021,  22
milioni di euro per l'anno 2022, 28 milioni di euro per l'anno  2023,
37 milioni di euro per l'anno 2024, 44 milioni  di  euro  per  l'anno
2025, 50 milioni di euro per l'anno 2026,  55  milioni  di  euro  per
l'anno 2027, 59 milioni di euro per l'anno 2028, 62 milioni  di  euro
per l'anno 2029, 64 milioni di euro per l'anno 2030 e 65  milioni  di
euro annui a decorrere dall'anno 2031, si provvede:
a) quanto a 0,2 milioni di euro per l'anno 2015, 0,6  milioni  di
euro per l'anno 2016, 0,8  milioni  di  euro  per  l'anno  2017,  1,1
milioni di euro per l'anno 2018, 1,5 milioni di euro per l'anno 2019,
1,8 milioni di euro per l'anno 2020, 2,7 milioni di euro  per  l'anno
2021, 4 milioni di euro per l'anno 2022,  5,1  milioni  di  euro  per
l'anno 2023, 6,7 milioni di euro per l'anno 2024, 8 milioni  di  euro
per l'anno 2025, 9,1 milioni di euro per l'anno 2026, 10  milioni  di
euro per l'anno 2027, 10,7 milioni di  euro  per  l'anno  2028,  11,3
milioni di euro per l'anno 2029, 11,6 milioni di euro per l'anno 2030
e 11,8 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2031, mediante  le
maggiori entrate derivanti dai commi 1 e 1-bis;
euro per l'anno 2016, 1,6 milioni di euro per l'anno 2017, 3  milioni
di euro per l'anno 2018, 4,6 milioni di euro  per  l'anno  2019,  6,3
milioni di euro per l'anno 2020, 10,4  milioni  di  euro  per  l'anno
2021, 16,1 milioni di euro per l'anno 2022, 21 milioni  di  euro  per
l'anno 2023, 28,4 milioni di euro per l'anno 2024,  34,1  milioni  di
euro per l'anno 2025, 39  milioni  di  euro  per  l'anno  2026,  43,1
milioni di euro per l'anno 2027, 46,4  milioni  di  euro  per  l'anno
2028, 48,8 milioni di euro per l'anno 2029, 50,5 milioni di euro  per
l'anno 2030 e 51,3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno  2031,
b-bis) quanto a 0,9 milioni di euro per l'anno 2016 e  1,9  milioni
di euro annui a decorrere  dall'anno  2017,  mediante  corrispondente
riduzione  delle  proiezioni,  per  gli  anni  2016  e  2017,   dello
del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di
Interpretazione autentica dell'articolo 1, comma 112, della legge  23
dicembre 2014, n. 190, in materia di benefici previdenziali  per  i
1. Ai fini dell'applicazione  dell'articolo  1,  comma  112,  della
legge 23 dicembre  2014,  n.  190,  per  «lavoratori  attualmente  in
servizio» si intendono i lavoratori che,  alla  data  di  entrata  in
vigore della medesima legge, non  erano  beneficiari  di  trattamenti
Razionalizzazione delle procedure
di pagamento dell'INPS
«302. A decorrere dal 1º giugno 2015, al fine di  razionalizzare  e
bancabile di ciascun mese.».
attraverso i  risparmi  di  spesa  derivanti  dalla  riduzione  delle
commissioni corrisposte agli istituti di credito e a  Poste  Italiane
Spa per i servizi di pagamento delle prestazioni pensionistiche;
3. L'INPS provvede  annualmente  al  riversamento  all'entrata  del
bilancio dello Stato dell'importo corrispondente ai risparmi ottenuti
a partire da giugno 2015 ai sensi del comma 2, lettera a).
3-bis. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, il  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali
provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 2  del  presente
articolo. Nel caso si verifichino o siano in procinto di  verificarsi
scostamenti rispetto alle previsioni di cui al medesimo comma  2,  il
Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sentito  il  Ministro  del
lavoro e delle politiche sociali,  provvede  con  proprio  decreto  a
rideterminare conseguentemente gli obiettivi di risparmio di cui alla
lettera b)  del  predetto  comma  2,  nella  misura  necessaria  alla
copertura   del   maggior   onere   risultante   dall'attivita'    di
3-ter. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  riferisce  senza
scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 3-bis.
3-quater. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato
il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Il  finanziamento  e'
altra imposta indiretta nonche' da ogni altro tributo o diritto.».
dicembre 2014, n. 190, le parole: «nel privilegio di cui all'articolo
n. 385, e successive modificazioni.» sono sostituite dalle  seguenti:
«nel privilegio di cui all'articolo 2751-bis, numero  1,  del  codice
giovedì 21 maggio 2015 Edscuola	Lascia un commento
Circolare INPS 10 aprile 2015, n. 74
venerdì 10 aprile 2015 Edscuola	Lascia un commento
OGGETTO: Articolo 1, commi da 707 a 709 e 113, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)”. Importo massimo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto. Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni.
SOMMARIO: l’importo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.
Alle pensioni anticipate nel sistema misto aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015, liquidate in favore dei soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, non si applica la riduzione percentuale prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni.
Importo complessivo del trattamento pensionistico e doppio calcolo
Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni
Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015
Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2015
Cristallizzazione del diritto alla pensione anticipata
Con l’art 1, commi da 707 a 709 della citata legge sono state dettate nuove norme relativamente all’importo complessivo dei trattamenti pensionistici spettanti ai soggetti iscritti all’A.G.O. ed alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni e con riferimento ai quali la quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012 è calcolata secondo il sistema contributivo (vedi punto 4 delle circolari n. 35 e 37 del 14 marzo 2012 e messaggio n. 211 del 12 gennaio 2015).
L’art 1, comma 113, della stessa legge ha introdotto nuove disposizioni in tema di penalizzazioni per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore ai 62 anni.
Con la presente circolare, condivisa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con nota n. 1416 del 19 marzo 2015, si forniscono le istruzioni per l’applicazione della normativa in argomento. Con successivo messaggio verranno diramate le relative istruzioni procedurali.
L’articolo 1, comma 707, della citata legge ha modificato, integrandolo, l’art. 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il testo coordinato dell’articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, alla luce delle modifiche normative risulta così riformulato: “A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianità è calcolata secondo il sistema contributivo. «In ogni caso, l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa»”.
Al riguardo si chiarisce che la norma interessa i soggetti iscritti all’A.G.O. ed alle forme sostitutive ed esclusive della stessa che alla data del 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni e con riferimento ai quali la quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012 è calcolata secondo il sistema contributivo (vedi punto 4 delle circolari n. 35 e 37 del 14 marzo 2012 e messaggio n. 211 del 12 gennaio 2015).
2. Criteri applicativi.
Nei confronti dei lavoratori di cui al precedente punto 1, ai fini della determinazione dell’importo del trattamento pensionistico la norma in commento richiede che venga effettuato un doppio calcolo con le regole che verranno di seguito descritte. L’importo più basso sarà quello messo in pagamento.
pensione calcolata applicando i criteri vigenti a partire dal 1° gennaio 2012: calcolo retributivo secondo le regole vigenti al 31 dicembre 2011 per le anzianità contributive maturate a tale data e calcolo contributivo per le anzianità maturate a partire dal 1° gennaio 2012;
pensione calcolata applicando il secondo periodo del novellato articolo 24, comma 2, della legge n. 214 del 2011. Tale disposizione prevede che l’importo della pensione venga determinato applicando il calcolo interamente retributivo per tutte le anzianità contributive maturate dall’assicurato. Al riguardo, l’anzianità contributiva che può essere valorizzata ai fini della determinazione della misura della pensione è pari “all’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa”. Il legislatore, quindi, per il nuovo calcolo interamente retributivo supera il concetto di massima anzianità contributiva valorizzabile, stabilendo che l’anzianità contributiva valorizzabile sia pari a quella necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione (nel 2015; 20 anni di anzianità contributiva ed assicurativa per la pensione di vecchiaia, 35 anni di anzianità contributiva ed assicurativa per la pensione di anzianità con le quote, 40 anni di anzianità contributiva ed assicurativa per la pensione di anzianità indipendente dal requisito anagrafico, 41 anni e 6 mesi per le donne e 42 anni e 6 mesi per gli uomini di anzianità contributiva ed assicurativa per la pensione anticipata) che deve essere incrementata con l’anzianità contributiva che dovesse maturare il lavoratore fino al primo periodo utile per la corresponsione della prestazione. Il legislatore, quindi, ha previsto che i lavoratori conseguano la valorizzazione di tutti i periodi lavorativi accreditati compresi quelli eventualmente maturati dalla data di conseguimento del diritto a quella di effettiva corresponsione della pensione.
Come precedentemente accennato sarà messo in pagamento l’importo minore determinato dal raffronto fra il calcolo secondo le regole sub a) e il calcolo secondo le regole sub b).
Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 1, comma 708, della richiamata legge n. 190 del 2014, il doppio calcolo di cui al precedente punto 2 si applica anche ai trattamenti pensionistici già liquidati alla data del 1° gennaio 2015, data di entrata in vigore della legge in esame, con effetto a decorrere dalla medesima data.
Pertanto, le Sedi provvederanno d’ufficio al doppio calcolo dei trattamenti pensionistici già liquidati alla data del 1° gennaio 2015, ponendo a raffronto l’importo pensionistico in pagamento con quello derivante dal calcolo secondo le regole di cui al punto 2, sub b), al fine di porre in pagamento, a decorrere dalla medesima data, l’importo pensionistico di minore entità, procedendo al recupero delle somme indebitamente corrisposte a decorrere dalla stessa data.
4. Supplementi di pensione
La determinazione della misura dei supplementi di pensione relativi ai contributi successivi al 31 dicembre 2011, come chiarito al punto 2 del messaggio n. 219 del 4 gennaio 2013, deve essere effettuata secondo il sistema contributivo.
Ai sensi di quanto disposto dall’ articolo 1, comma 709, della richiamata legge n. 190 del 2014, le economie, che saranno verificate a consuntivo sulla base del procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, derivanti dall’applicazione del meccanismo del doppio calcolo, così come rappresentato al precedente punto 3, affluiranno in un apposito fondo, istituito presso l’INPS, finalizzato a garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Con il medesimo decreto si provvede altresì a definire i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse del fondo in favore delle predette categorie di soggetti.
Com’è noto, l’articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nei confronti dei soggetti che accedono alla pensione anticipata nel regime misto ad un’età inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo, una riduzione pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni. Nel caso in cui l’età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi (vedi circolari n. 35, punto 2 e n. 37, punto 8, del 2012 e messaggio n. 219, punto 5, del 4 gennaio 2013).
L’articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, così come modificato dalla legge del 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 e dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, ha stabilito che le disposizioni di cui sopra è cenno, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva per il diritto alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, qualora la predetta anzianità contributiva ivi prevista derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di emocomponenti, come previsto dall’articolo 8, comma 1, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, e per i congedi parentali di maternità e paternità previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché i congedi e i permessi concessi ai sensi dell’articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (vedi messaggio n. 5280 dell’11 giugno 2014).
L’art. 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014, nel sostituire il secondo periodo del comma 2-quater dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14 e successive modificazioni e integrazioni, ha stabilito che con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1° gennaio 2015, le disposizioni di cui all’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non si applicano limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.
2. Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015.
L’articolo 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014 si applica, come espressamente previsto dalla legge, alle pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015 e limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente a tale ultima data.
Pertanto, alle predette pensioni non si applica la riduzione percentuale prevista dall’articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214
3. Pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2015.
Con riferimento alle pensioni anticipate nel regime misto aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2015 continua a trovare applicazione l’articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, così come modificato dalla legge del 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 e dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, nel testo in vigore prima delle modifiche apportate dall’articolo 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014 e secondo le indicazioni fornite con le circolari n. 35, punto 2 e n. 37, punto 8, del 2012 ed i messaggi n. 219, punto 5, del 4 gennaio 2013 e n. 5280 del 2014.
Al riguardo si precisa che, ai fini previdenziali, per “anzianità contributiva derivante esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro”, deve intendersi la contribuzione obbligatoria dovuta per i periodi di “prestazione effettiva di lavoro”, espressa in mesi, settimane o giorni a seconda della gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore.
Pertanto, ai fini della non riduzione percentuale della pensione anticipata nel regime misto, occorre tener conto sia della contribuzione obbligatoria sia della contribuzione diversa da quella obbligatoria tassativamente elencata dall’articolo 6, comma 2-quater.
4. Cristallizzazione del diritto alla pensione anticipata
In applicazione del principio della cristallizzazione del diritto a pensione, volto a tutelare il legittimo affidamento e la certezza del diritto, come già chiarito al punto 8 del messaggio n. 219 del 2013, i soggetti che perfezionano il diritto alla pensione anticipata in base al requisito contributivo richiesto dalla legge ad una certa data, possono accedere alla pensione, previa cessazione del rapporto di lavoro subordinato, successivamente alla predetta data senza che sia loro richiesto il perfezionamento dell’eventuale più elevato requisito contributivo vigente, anche per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, alla data di presentazione della domanda di pensione.
Tale principio trova applicazione anche nel caso in cui il lavoratore, pur avendo perfezionato il requisito contributivo prescritto dalla legge ad una certa data, avendo meno di 62 anni di età, abbia continuato a svolgere attività lavorativa al fine di evitare, ai sensi del più volte citato art. 6, comma 2- quater, la riduzione percentuale della pensione anticipata in regime misto, prevista dal sopra richiamato art. 24, comma 10.
In applicazione di detto principio, con riferimento ai soggetti destinatari della disposizione di cui all’art. 1, comma 113, della legge n. 190 del 2014, di cui al punto 2 parte II, che entro il 31 dicembre 2017 maturino il diritto alla pensione anticipata, ancorché abbiano alla stessa data meno di 62 anni di età, non si applica l’articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, anche se la decorrenza della pensione si collochi successivamente alla predetta data ed a quest’ultima l’interessato abbia un’età inferiore a 62 anni.
Nota 27 febbraio 2015, AOODGPER 6748
venerdì 27 febbraio 2015 Edscuola	Lascia un commento
Oggetto: Legge 10 ottobre 2014, n. 147 (c.d. Sesta salvaguardia). Comunicazione.
Si fa seguito alla nota prot. n. AOODGPER 4441 del 9 febbraio 2015 con la quale veniva fissato il termine del 2 marzo per la presentazione delle domande di cessazione da parte di coloro che fossero rientrati nella Sesta salvaguardia.
In data successiva l’INPS ha comunicato allo scrivente Ufficio che le complesse operazioni di verifica dei requisiti e di monitoraggio propedeutiche all’individuazione dei beneficiari della salvaguardia e le successive comunicazioni agli interessati – attività che la legge pone in capo all’INPS – determineranno una dilazione dei tempi procedurali inizialmente previsti.
Per tali motivi tecnici, si comunica che sarà possibile produrre e accettare le domande di cessazione presentate anche oltre il termine del 2 marzo.
Si prega di dare massima diffusione alla presente nota e si ringrazia per la collaborazione.