Source: http://giornalelucano.it/2012/07/31/a-tuttoggi-risulta-vigente-listanza-di-permesso-oliveto-lucano-della-total-di-cui-ola-ha-chiesto-la-cancellazione/41577
Timestamp: 2016-05-01 17:24:47+00:00
Document Index: 63834018

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'art. 19', 'art. 4', 'art. 19', 'sentenza ', 'art.117']

A tutt’oggi risulta vigente l’istanza di permesso “Oliveto Lucano” della Total di cui OLA ha chiesto la cancellazione | Giornale Lucano
A tutt’oggi risulta vigente l’istanza di permesso “Oliveto Lucano” della Total di cui OLA ha chiesto la cancellazione
BASILICATA » A tutt’oggi risulta vigente l’istanza di permesso “Oliveto Lucano” della Total di cui OLA ha chiesto la cancellazione	Posted on 31 lug 2012 in BASILICATA, Provincia di POTENZA | commenti
La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, con richiesta indirizzata alla Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, ha segnalato che a tutt’oggi risulta vigente l’istanza di permesso “Oliveto Lucano” della Total di cui ne ha chiesto la cancellazione, unitamente alle altre istanze che ricadono nel territorio del parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
Ne’ la Regione Basilicata né gli uffici centrali dei ministeri – denuncia la OLA – hanno tenuto conto che con deliberazione il consiglio direttivo del parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane n. 13 del 15/3/2012 ha espresso diniego alla Total, in base all’ ex art. 8 L.R. n. 47 del 14.12.1998. Il diniego – è scritto nella delibera del consiglio di amministrazione del parco regionale – trova fondamento nell’art. 19 della L. R. n. 47 del 24.11.1997 “istituzione del Parco Naturale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane” che prevede il divieto per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sia liquidi che gassosi, ai sensi del DPR 18 aprile 1994 n. 256.
La Total E&P Italia Spa – ricorda la Ola – in data 15.12.2011 aveva presentato all’ufficio compatibilità ambientale del dipartimento ambiente della Regione Basilicata, lo studio di impatto ambientale dell’istanza del permesso di ricerca “Oliveto Lucano” di 188,23 kmq da sottoporre a V.I.A (Valutazione di Impatto Ambientale) – ai sensi della Legge regionale n. 47/1998 (art. 4 comma C). L’istanza comprende 12 comuni: Accettura, Albano di Lucania, Calciano, Campomaggiore, Castelmezzano, Cirigliano, Garaguso, Oliveto Lucano, Pietrapertosa, San Mauro Forte, Stigliano e Tricarico, per un territorio complessivo pari a 188,23 Kmq.
L’area del permesso è ricadente nell’area del parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, istituito in base alla L.R.n.28/1994 con L.R. n.47/1997. Con l’istituzione del suddetto parco si osserva che l’art. 19 della L.R. n.47/1997 fa espressamente divieto di prospezione, ricerca e estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi ivi inclusa l’area del Piano Paesistico regionale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane (L.R. n.3/1990).
La Corte Costituzionale, sempre su segnalazione della Ola e tramite i Ministeri competenti, con propria sentenza accolse il ricorso del Governo italiano che impugnò le modifiche alla L.R. n.28/1994 della Regione Basilicata, che attraverso l’emanazione della L.R. n.4/2010 consentiva deroghe ai divieti stabiliti dalle leggi regionali e nazionali in materia di aree protette previo Piani Paesistici in mancanza di un Piano del parco proprio per aggirare i divieti di ricerche ed estrazioni petrolifere. Infatti la Consulta dichiarò inammissibili le modifiche della Regione Basilicata poiché incostituzionali e quindi in contrasto con l’art.117 della Costituzione e la Legge quadro in materia di aree protette , la n.394/91.
L’area di interesse minerario comprende buona parte del territorio del Parco regionale naturale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane, il SIC/ZPS Dolomiti di Pietrapertosa (IT9210105), il SIC/ZPS Foresta Gallipoli-Cognato (IT9220130), il SIC Bosco di Montepiano (IT9220030), il SIC/ZPS Bosco di Cupolicchio (IT9210020), la Riserva statale Antropologica Monte Croccia, il sito di Campomaggiore vecchio. Queste aree protette godono di norme di protezione ambientale in contrasto con l’interesse minerario dei proponenti e la loro integrità rischia di essere compromessa dalle attività invasive delle indagini magnetotelluriche. E’ inoltre presente area IBA (Important Birds Area) così classificata: IBA 137 (Dolomiti di Pietrapertosa). Inoltre nell’area del permesso di ricerca è presente il sito di Campomaggiore vecchio e nelle vicinanze il SIC Monte Cupolicchio. L’IBA 137 di 39.991 Ha si sovrappone per una parte al Parco regionale naturale Gallipoli-Cognato Piccole Dolomiti Lucane ed è un gruppo montuoso calcareo con forre, incolti, coltivi e boschi di latifoglie. Tra le specie di avifauna protette si segnalano: Nibbio reale, Picchio rosso mezzano, Nibbio bruno, Biancone, Tottavilla, Monachella e altre specie sottoposte a regime di tutela dalla normativa comunitaria e statale, tra cui la rarissima cicogna nera.