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Timestamp: 2016-12-11 02:09:11+00:00
Document Index: 36445225

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 44', 'art. 44', 'art. 2', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 291 del 12.10.2007
luglio 2000, n. 212 - CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - Aliquota IVA
applicabile ad edifici destinati ad attività di ricerca e formazione
Con istanza diretta alla scrivente, il Consiglio
Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) fa presente di aver in corso la realizzazione
di un progetto consistente nella costruzione di quattro edifici a struttura
prefabbricata destinati ad accogliere laboratori, studi di ricerca, attività
didattiche e formative riservate non solo al personale del C.N.R., ma anche a
borsisti, laureandi, ricercatori e dottorandi.
In particolare, le costruzioni sorgeranno presso l'Area
di Ricerca "C.N.R. .... sita in ........
Il C.N.R. precisa che su detta area di proprietà
demaniale, concessa in uso al C.N.R. con verbale di consegna del ......., sono
già presenti alcuni edifici realizzati negli anni '70, nonché un edificio
recentemente realizzato in economia, avente le medesime caratteristiche e la
stessa destinazione d'uso degli edifici contemplati nel progetto. Le strutture
in questione accoglieranno sia i settori disciplinari già presenti nell'Area di
Ricerca "C.N.R. ...." sia gli istituti di ricerca che saranno
successivamente trasferiti.
L'ente pubblico istante fa presente che, in base al
decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 127, recante "Riordino del Consiglio
Nazionale delle Ricerche", il C.N.R. ha tra i suoi compiti istituzionali
quello di promuovere "la formazione e la crescita tecnico professionale dei
ricercatori italiani attraverso l'assegnazione di borse di studio ed assegni di
ricerca, nonché promuovendo e realizzando, sulla base di apposite convenzioni
con le università, corsi di dottorato di ricerca anche con il coinvolgimento
del mondo imprenditoriale" (art. 3, lett. n).
In attuazione di quanto legislativamente disposto, il
C.N.R. ed i singoli istituti di ricerca hanno stipulato numerose convenzioni con
diversi consorzi universitari, allegate in copia all'istanza in esame. Alcune di
queste convenzioni interessano direttamente proprio gli istituti di ricerca già
presenti nell'Area "C.N.R. ....." di ....., nonché gli istituti
che verranno trasferiti nella medesima area al termine della realizzazione dei
Ad avviso dell'ente istante, dalle convenzioni
suddette, nonché dal tenore letterale del richiamato decreto legislativo n. 127
del 2003, si evince che l'attività di ricerca del C.N.R. è inscindibilmente
connessa all'attività didattica e formativa esercitata dell'ente medesimo in
collaborazione con gli istituti universitari. Inoltre, il C.N.R. fa presente
che, nel perseguimento delle proprie finalità didattico-formative, ha ottenuto
la certificazione ISO con particolare riferimento all'attività formativa svolta
da alcuni dei suoi istituti di ricerca già presenti nell'Area "C.N.R.
Tutto ciò premesso, l'ente pubblico istante chiede di
conoscere l'aliquota IVA applicabile alle prestazioni inerenti alla
realizzazione del complesso edilizio presso l'Area di Ricerca "C.N.R.
....", destinato alla ricerca scientifica ed all'attività didattica.
Il C.N.R. ritiene che alle prestazioni derivanti da
contratti di appalto per la realizzazione del progetto descritto nell'istanza in
esame possa applicarsi l'aliquota IVA agevolata del 10% prevista dai numeri
127-quinquies) e 127-septies) della Tabella
A, Parte Terza, del D.P.R. n. 633 del 1972, relative, rispettivamente, alle
cessioni di edifici assimilati, ai sensi dell'art. 1 della legge 19 luglio 1961,
n. 659, agli edifici di civile abitazione e agli appalti aventi ad oggetto la
costruzione degli stessi.
Gli edifici assimilati alle case di abitazione,
elencati all'art. 2 del decreto-legge 21 giugno 1983, n. 1094, convertito con
legge n. 35 del 1993, consistono in edifici scolastici, caserme, ospedali, case
di cura, ricoveri e simili.
Ad avviso dell'ente pubblico istante, il complesso
edilizio in fase di realizzazione, in quanto destinato sia all'attività di
ricerca sia alla complementare ed inscindibile attività didattico-formativa,
rientra nella nozione di "edifici scolastici".
Tale soluzione interpretativa, secondo il C.N.R., è
coerente con i chiarimenti resi dalla scrivente nella circolare 2 marzo 1994, n.
1 (par. 4), in base ai quali l'elencazione degli edifici assimilati ai
fabbricati di civile abitazione di cui all'art. 2 del decreto-legge n. 1094 del
1983, sopra citato, non è da ritenersi tassativa ed, inoltre, il beneficio
fiscale (aliquota IVA agevolata) si rende applicabile anche ad edifici che sono
utilizzati per il perseguimento delle finalità di istruzione, cura, assistenza
e beneficenza.
Il C.N.R. fa presente, inoltre, che l'amministrazione
finanziaria, con riferimento a fattispecie analoghe a quella descritta
nell'istanza, ha già ammesso a favore dell'ente istante l'applicazione
dell'aliquota IVA agevolata per la realizzazione di complessi edilizi destinati
ad attività di ricerca, didattica e formazione (risoluzione prot. 430965/1990;
risoluzione prot. 127/1994; risoluzione n. 57/1996).
L'ente istante ritiene altresì che, anche nel caso in
cui non venisse riconosciuto al complesso edilizio in questione le
caratteristiche di "edificio scolastico" nel senso sopra specificato,
l'aliquota IVA agevolata dovrebbe comunque ritenersi applicabile ai sensi dei
numeri 127-quinquies) e 127-septies) della Tabella A, Parte Terza, del D.P.R. n. 633 del 1972, in quanto gli immobili in
fase di realizzazione possono configurarsi quali "opere di urbanizzazione
secondaria" elencate nell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847,
integrato dall'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, tra le quali sono
incluse, tra l'altro, le "scuole dell'obbligo nonché strutture e complessi
per l'istruzione superiore all'obbligo" e le "attrezzature
In via preliminare, la scrivente ritiene che al
realizzando complesso edilizio destinato ad ospitare laboratori di ricerca e
connesse attività didattico-formative non possa applicarsi l'aliquota IVA
agevolata prevista per le opere di urbanizzazione secondaria di cui all'art. 44
della legge n. 865 del 1971.
Infatti, secondo i chiarimenti resi nella risoluzione
del 24 febbraio 1994, prot. n. 127, richiamata anche dall'ente istante, le
strutture che il C.N.R. intende realizzare non possono configurarsi quali
"attrezzature culturali", in quanto prive del requisito della diretta
messa a disposizione dell'intera collettività che deve necessariamente
caratterizzare le "attrezzature culturali" affinché le stesse possano
essere qualificate come opere di urbanizzazione secondaria.
Per quanto concerne la possibilità di qualificare le
costruzioni in questione come "edifici scolastici" assimilati alle
case di abitazione ai sensi dell'art. 2 del decreto- legge 21 giugno 1983, n.
1094, convertito con legge n. 35 del 1993, ai fini dell'applicazione
dell'aliquota IVA ridotta di cui ai numeri 127-quinquies) e 127- septies) della Tabella A, Parte Terza, del D.P.R. n.
633 del 1972, si rammenta che, secondo i chiarimenti resi dalla scrivente con la
circolare n. 1 del 1994, è necessario che l'attività svolta presso i
realizzandi edifici sia diretta al perseguimento di finalità di istruzione.
Secondo quanto emerge dall'istanza in esame, gli
edifici di nuova costruzione saranno destinati ad accogliere non solo laboratori
di ricerca scientifica, ma anche attività didattiche e formative che il C.N.R.
svolgerà in collaborazione con gli istituti universitari con i quali sono state
stipulate apposite convenzione allegate all'istanza.
Ciò posto, la scrivente ritiene di poter confermare le
considerazioni già svolte nella citata risoluzione del 1994, prot. n. 127 e
nella risoluzione 17 aprile 1996, n. 57.
In particolare, gli edifici del complesso in fase di
costruzione potrebbero essere qualificati "edifici scolastici" solo a
condizione che ricorrano le seguenti condizioni:
1) le costruzioni in argomento devono
essere effettivamente utilizzate congiuntamente dal C.N.R. e dalle università
convenzionate per svolgere l'attività didattica;
2) l'attività didattico-formativa non deve
risultare marginale rispetto all'attività di ricerca effettuata nel medesimo
Ove effettivamente ricorrano detti presupposti, gli
immobili in questione possono essere considerati "edifici scolastici",
quindi ricondotti alla categoria degli immobili assimilati alle case di
abitazione non di lusso, con la conseguente applicazione dell'aliquota IVA
ridotta del 10% alle prestazioni di servizi relative ai contratti di appalto
stipulati per la realizzazione del progetto medesimo, ai sensi del numero 127-
septies) della Tabella A, Parte
Terza, del D.P.R. n. 633 del 1972.
scrivente ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo, del D.L. 26 aprile