Source: http://www2.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=12&CatID=1&RowID=555
Timestamp: 2018-12-15 12:20:07+00:00
Document Index: 75078310

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 65', 'art. 6', 'art. 34', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 396', 'art. 34']

DL 141 DEL 01/08/2011 EFFETTI SULLA SCUOLA
Volevo conoscere gli effetti del DL 141 sulla scuola. Quali poteri vengono dati a DS in merito all'assegnazione dei docenti ai plessi e alle classi. L'assegnazione dei docenti alle classi non era già una prerogativa del dirigente?
e-mail: fraron@libero.it
Data: mercoledì 24 agosto 2011
Il D. Lgs. n. 141 ha concluso l'iter di approvazione, iniziato con il varo nel consiglio dei ministri lo scorso 21 gennaio. L'art. 5 ha la forma dell'interpretazione autentica dell'art. 65 del D. Lgs. 150/2009, articolo sul quale si erano avute molte e contrapposte pronunce della magistratura. Cosa cambia nella scuola? Alcune delle materie che l'art. 6 del vigente CCNL assegnava alla contrattazione integrativa d'istituto sono definitivamente ricondotte all'esclusiva competenza del dirigente scolastico come recita l’art. 34 del D. Lgs n. 150: “Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui all'articolo 9. Rientrano, in particolare, nell'esercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunità, nonché la direzione, l'organizzazione del lavoro nell'ambito degli uffici”. Ne deriva che i punti seguenti dell'art. 6 del CCNL sono soggetti solo all'informazione alle OO.SS. e non più alla trattativa contrattuale. Questi punti sono: h) "modalità di utilizzo del personale in attuazione del P.O.F."; i) "criteri riguardanti le assegnazioni del personale alle sezioni staccate e ai plessi; ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica; ritorni pomeridiani"; m) "criteri e modalità relativi all’organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del personale" (mentre "i criteri per l’individuazione del personale nelle attività retribuite con il fondo di istituto" restano a nostro parere oggetto di contrattazione). Questione un po' diversa è quella dell'assegnazione dei docenti alle classi: materia da sempre regolata dai DPR n. 416 e 417 del 1974, poi confluiti nel Testo Unico (D. Lgs. n. 297/1994) e NON dalla contrattazione d'istituto. L'art. 7 del TU "Collegio dei docenti" al comma 2, lettera b), dice che il Collegio formula proposte per l'assegnazione dei docenti alle classi; l'art. 10 "Attribuzioni del consiglio d'istituto" dice che il Consiglio indica i criteri generali per l'assegnazioni dei singoli docenti alle classi; l'art. 396 "Funzione direttiva" al comma 2, lettera d), prevede che il direttore didattico/preside (oggi d.s.) assegni alle classi i singoli docenti. Quindi la procedura prevedeva: 1) proposta di criteri da parte del collegio; 2) delibera dei criteri da parte del Cons. d'Ist.; 3) applicazione dei criteri generali ai singoli docenti da parte del d.s.. Su questo punto cosa cambia adesso? Le norme del TU restano vigenti in quanto non abrogate. Dalla lettura coordinata delle norme, prevalendo quelle posteriori su quelle anteriori, do questa lettura: il d.s. assegna i docenti alle classi seguendo la consueto iter; qualora si discosti dai criteri deliberati (e ora può farlo ex art. 34 D. Lgs. n. 150/2009) ha solo l'obbligo della motivazione (adeguata).
Data: martedì 6 settembre 2011