Source: http://www.laprevidenza.it/news/separazione-dei-coniugi/violazione-degli-obblighi-di-assistenza-familiare/5898
Timestamp: 2013-06-19 11:06:58+00:00
Document Index: 26522407

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 570', 'sentenza ']

Violazione degli obblighi di assistenza familiare Area professionisti
19/06/2013 13:07:02
Aggiornamenti Violazione degli obblighi di assistenza familiare
La Cassazione (sentenza 504/2012) ha specificato la natura dell’obbligo di mantenimento che grava sul genitore in favore dei minori: “consiste nella dazione (messa a disposizione del minore) dei mezzi di sussistenza, nella qualità e nel valore fissato dal giudice e comporta, di necessità ed agli effetti dell'applicazione dei disposti normativi dell'articolo 570 cpv. c.p., n. 2, l'apprestamento solo ed esclusivamente di quel bene o di quel valore che il giudice della separazione o del divorzio ha ritenuto di determinare, nel dialettico confronto delle parti e nel superiore interesse del soggetto debole, oggetto di tutela privilegiata”.
Tale specifica si era resa necessaria perché s’incorre in una condanna penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare nell’omettere il rimborso delle spese scolastiche e sanitarie o "autoridurre l'assegno disposto a favore dei minori" a meno che non si dimostri una "comprovata incapacità di far fronte all'impegno”.
Per tale motivo la Cassazione, Sesta sezione penale - sentenza n. 504 del 10 gennaio 2012 – ha annullato la sentenza del Tribunale di Trieste “in ordine al reato di cui all’art. 3 della legge 8 febbraio 2006, n. 54, perché non ottemperava agli obblighi di natura economica stabiliti dalla sentenza di separazione consensuale pronunciata dal Tribunale di Firenze in data 2 agosto 2006, non corrispondendo alla moglie la metà delle spese mediche e scolastiche sostenute nell’anno 2007 per il figlio minore (in Trieste, acc. il 4 gennaio 2008)” comminandogli, con attenuanti generiche e patteggiamento, solo un’ammenda di 200 euro.
Su ricorso del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Trieste che evidenziava l’irregolarità della pena inflitta, determinata solo in quella della multa, anziché in quella della reclusione congiunta alla multa, come previsto dall’art. 3 della legge n. 54 del 2006, che per il tramite dell’art. 12- sexies della legge 10 dicembre 1970, n. 898, rinvia alle pene previste, per i casi di violazione di obblighi di mantenimento, dall’art. 570, comma secondo cod. pen., i Supremi Giudici cassavano la sentenza contestata e rimettevano gli atti al Tribunale di Trieste.
“Art. 570 Violazione degli obblighi di assistenza familiare Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando unacondotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottraeagli obblighi di assistenza inerenti alla potesta’ dei genitori, allatutela legale, o alla qualita’ di coniuge, e’ punito con la reclusionefino a un anno o con la multa da lire duecentomila a due milioni. Le dette pene si applicano congiuntamente a chi: 1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o delconiuge; 2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di eta’ minore, ovveroinabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sialegalmente separato per sua colpa. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa salvo nei casiprevisti dal numero 1 e, quando il reato e’ commesso nei confronti deiminori, dal numero 2 del precedente comma (1) . Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto e’preveduto come piu’ grave reato da un’altra disposizione di legge. (1) Comma aggiunto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.”