Source: https://tribunale.pescara.it/dettaglio.php?B=B&C=1&D=14
Timestamp: 2017-10-24 07:29:21+00:00
Document Index: 67450910

Matched Legal Cases: ['art. 707', 'art.82', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.19', 'sentenza ']

Come: Alcuni tribunali accettano che la presentazione del ricorso con la domanda congiunta possa avvenire personalmente ad opera dei coniugi senza assistenza di difensore.
E' previsto dall'art. 707 del codice procedura civile che davanti al Presidente del Tribunale "i coniugi debbono comparire personalmente ... senza assistenza del difensore", come una delle poche eccezioni alla regola generale secondo la quale davanti al giudice è necessaria l'assistenza di un avvocato (art.82, cod.proc.civ.);
Analoga comparizione personale dei coniugi, davanti al Presidente del Tribunale, è prevista dall'articolo 4 della legge 1 dicembre 1970 n. 898 e successive modifiche, sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio.
La Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale hanno chiarito che, in questi casi, l'assistenza del difensore non è necessaria né obbligatoria, anche se non è vietata si veda:
C. Cass, sentenza n. 1050 del 18 aprile 1974, sez I;
C.Cost. sentenze 30 giugno 1971, n. 151 ;
C.Cost. sentenza 16 dicembre 1971, n. 201 ;
C.Cost. ordinanza 5 novembre 1996 n. 389 ;
Non tutti i Tribunali però seguono questa giurisprudenza. I Tribunali che non la seguono ritengono che nei procedimenti di separazione personale e di divorzio, anche per la fase concernente la comparizione a fini di conciliazione, davanti al Presidente di Tribunale, il ricorso debba essere sottoscritto dal difensore munito di procura. Quest'ultimo provvede poi ad assistere la parte, nel momento in cui il Presidente del Tribunale deve adottare i provvedimenti temporanei e urgenti previsti nell'interesse dei coniugi e della prole non essendo riuscito il tentativo di conciliazione.
In tal senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza 24 giugno 1989 n.3095.
Trattandosi di interpretazione della legge, la stessa rientra nelle prerogative di autonomia di ciascun ufficio giudiziario.
L'assistenza di un avvocato è assolutamente necessaria, invece, oltre che, sempre e comunque, nel caso in cui i coniugi non sono d'accordo sulle condizioni della loro separazione o del divorzio, quando la causa, anche se iniziata senza avvocato, deve essere proseguita perché il Tribunale non ritiene di omologare la separazione consensuale o il divorzio presentato con domanda congiunta.
Quando non sono assistiti da un avvocato, gli interessati debbono, però, occuparsi personalmente di tutto ciò che è necessario ed indispensabile in materia di documenti, notifiche, copie, avvisi, e quanto altro eventualmente necessario. In tal caso possono chiedere informazioni alla Cancelleria del Tribunale o all'Ufficio Relazioni con il Pubblico, se esiste, presso il Tribunale.
I coniugi che vogliono procedere congiuntamente, debbono presentare alla Cancelleria del Tribunale un ricorso, in carta semplice, nel quale chiedono di comparire davanti al Presidente del Tribunale per ottenere il decreto di omologazione della loro separazione personale o la sentenza di divorzio.
Nel caso del divorzio la legge distingue tra scioglimento del matrimonio, se i coniugi si erano sposati con rito civile, e di cessazione degli effetti civili del matrimonio, se il rito era quello religioso.
Questa distinzione è importante perché nella domanda di divorzio bisogna precisare se si chiede lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Si ricorda che, dal punto di vista fiscale, a prescindere dalla assistenza o meno di un avvocato, tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di separazione personale e di divorzio sono esenti da imposte di bollo, di registro e da ogni altra tassa (art.19 Legge 6 marzo 1987, n.74 - Corte Costituzionale, sentenza n. 154/99).