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Timestamp: 2017-10-20 18:05:43+00:00
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licenziamento disciplinare «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
L’esposto contro il datore di lavoro non è causa di licenziamento martedì, Lug 9 2013
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L’esposto contro il datore di lavoro non è causa di licenziamento (Cassazione n. 6501 del 14 marzo 2013)
Tribunale di Bergamo: ordinanza del 20 giugno 2013 – illegittimità del licenziamento (rito Fornero) lunedì, Lug 8 2013
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Tribunale di Bergamo, ordinanza del 20 giugno 2013, Giudice Dott.ssa Troisi
Il licenziamento per scarso rendimento è possibile in caso di evidente violazione dell’obbligo di diligente collaborazione mercoledì, Giu 26 2013
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Cassazione Sezione Lavoro n. 14758 del 12 giugno 2013.
Ricorre l’ipotesi del licenziamento per scarso rendimento qualora sia risultato provato sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente – ed a lui imputabile – in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione dei lavoratori e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali ad una media di attività fra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione…continua a leggere
Licenziamenti, arriva la legge per aggirare l’articolo 18 mercoledì, Mar 3 2010
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Previsto un arbitrato invece del giudice per risolvere le controversie fra lavoratori e datori di lavoro. La Cgil: “E’ peggio che nel 2002”.
Il datore di lavoro che licenzia il personale non può dare spiegazioni superficiali mercoledì, Set 2 2009
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Cass. sez. civ. sentenza n. 16776/09
La Corte di Cassazione ha affermato, in tema di licenziamenti di personale, che “se il datore di lavoro omette di effettuare tale comunicazione ovvero pone in essere una comunicazione superficiale o incompleta che non consente al sindacato di effettuare alcun consapevole controllo sulle ragioni della programmata riduzione del personale, il licenziamento è inefficace”.
Il lavoratore finito in carcere non può essere licenziato lunedì, Giu 15 2009
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Cass. sez. lavoro sentenza n. 12721/09.
Secondo la Suprema Corte il detenuto può solo perdere lo stipendio ma non può essere allontanato dal posto di lavoro.
Infatti: “se il lavoratore finisce in carcere per motivi non legati al lavoro non va licenziato.
In questi casi occorre infatti valutare le “esigenze oggettive dell’impresa, tenendo conto delle dimensioni della stessa, del tipo di organizzazione tecnico-produttiva, della natura e importanza delle mansioni del lavoratore detenuto, nonche’ del maturato periodo di assenza, della prevedibile durata della carcerazione, della possibilita’ di affidare temporaneamente ad altri le sue mansioni senza necessita’ di nuove assunzioni”.
E più in generale “di ogni altra circostanza rilevante ai fini della determinazione della misura della tollerabilita’ dell’assenza”.