Source: http://www.ratioiuris.it/news.interna.php?notizia=969
Timestamp: 2014-04-23 18:24:37+00:00
Document Index: 113602005

Matched Legal Cases: ['art. 111', 'art. 11', 'art. 25', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 56', 'art. 56', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 127', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 54', 'art. 3', 'art. 2295', 'art. 51', 'art. 87', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 34', 'art. 1', 'art. 2359', 'art. 3', 'art. 31', 'art. 28', 'art. 6', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 67', 'art. 48', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 37', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 23', 'art. 25', 'art. 14', 'art. 13', 'art. 59', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 28', 'art. 23', 'art. 2669', 'art. 2688', 'art. 3', 'art. 82', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 81', 'art. 81', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 7', 'art. 1277', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 2436', 'art. 2250', 'art. 17', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 47', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 16', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1284', 'art. 48', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 12', 'art. 42', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 59', 'art. 14', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 28', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 16', 'art. 39', 'art. 51', 'art. 17', 'art. 51', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 26', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 11', 'art. 59', 'art. 18', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 43', 'art. 9', 'art. 769', 'art. 363', 'art. 52', 'art. 154', 'art. 55', 'art. 484', 'art. 143', 'art. 48', 'art. 14', 'art. 50', 'art. 56', 'art. 244', 'art. 51', 'art. 228', 'art. 38', 'art. 66', 'art. 107', 'art. 51', 'art. 244', 'art. 244', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 583', 'art. 17', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 38', 'art. 10', 'art. 46', 'art. 76', 'art. 17', 'art. 108', 'art. 11', 'art. 30']

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CORSO DI FORMAZIONE PER I MAGISTRATI NEOASSUNTI - 14 Aprile 2014
RASSEGNA NORMATIVA DI INTERESSE NOTARILE - 1997-1998-1999
A) - NOVITÀ CHE INTERESSANO IL NOTAIO PROFESSIONISTA:
1) SOPPRESSIONE DEI SERVIZI AUTONOMI DI CASSA DEGLI UFFICI FINANZIARI -
Si rinvia all’articolo pubblicato nella rivista Notariato, 1998, fasc. 2.
2) DISCIPLINA TRIBUTARIA DEGLI ENTI NON COMMERCIALI
Il Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 (in G.U. del 2.1.1998), avente ad oggetto la disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle Onlus, contiene alcune importanti disposizioni di interesse notarile sugli enti non commerciali, che entrano in vigore il 1° gennaio 1998:
- Art. 1: l’oggetto principale o esclusivo dell’ente risulta dall’atto costitutivo e dallo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico, scrittura privata autenticata, scrittura privata registrata (non è quindi prevista, come obbligatoria, la forma dell’atto notarile, conformemente ai principi ed alle norme civilistiche); in mancanza, si desume dall’attività effettivamente svolta;
- Art. 5: per gli enti associativi di natura politica, sindacale e di categoria, religiosa, assistenziale, culturale, sportiva dilettantistica, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona, non si considerano commerciali attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, anche se verso pagamento di corrispettivi specifici, nei confronti degli associati, ex commi 3, 4 bis e 4 quater del novellato art. 111 T.U.I.R., a condizione che vengano inserite nell’atto costitutivo o nello statuto specifiche clausole (divieto di distribuire utili e fondi agli associati, obbligo di devoluzione per fini analoghi o di pubblica utilità, esclusione della temporaneità della partecipazione sociale, diritti di voto, obbligo di redigere il rendiconto annuale, eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo, sovranità dell’assemblea, criteri di ammissione ed esclusione degli associati, criteri e forme di pubblicità delle convocazioni e deliberazioni assembleari, intrasmissibilità della quota associativa, salvo che per successioni mortis causa, non rivalutabilità della quota). È previsto l’obbligo di adeguamento degli statuti degli enti associativi esistenti entro il 30 giugno 1998, o entro il 31 dicembre 1998 per le associazioni politiche, sindacali e di categoria.
- Art. 9: il trasferimento a titolo gratuito di aziende o beni a favore di enti non commerciali, con atto registrato entro il 30 settembre 1998, è esente da imposta sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale, sull’incremento di valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva, ed è neutro ai fini delle imposte dirette.
3) ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE (ONLUS) -
Ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del Decreto legislativo 460/1997, entrato in vigore il 1° gennaio 1998, sono definibili come ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) le associazioni, fondazioni, comitati, cooperative ed altri enti privati i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma di atti pubblici, scritture private autenticate o registrate, prevedano espressamente:
a) lo svolgimento di attività nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, assistenza sanitaria, beneficenza, istruzione, formazione, sport dilettantistico, tutela e promozione di beni culturali ed ambientali, promozione della cultura e dell’arte, tutela dei diritti civili, ricerca scientifica;
b) l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale (tali intendendosi, ex comma 2, allorchè le cessioni di beni o prestazioni di servizi non sono rese nei confronti degli associati o altri soggetti indicati nel comma 6, lettera a, ma bensì nei confronti di persone svantaggiate (queste ultime possono rientrare nelle precedenti categorie) o componenti collettività estere per aiuti umanitari. Si intendono comunque inerenti a finalità di solidarietà sociale le attività svolte nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, della beneficienza, della tutela e promozione dei beni culturali e ambientali, della ricerca scientifica, della promozione della cultura e dell’arte per cui siano riconosciuti aiuti economici da parte dell’amministrazione centrale dello Stato);
c) il divieto di svolgere attività diverse da quelle di cui alla superiore lettera a), salve quelle connesse ex successivo comma 5;
d) il divieto di distribuire utili e fondi durante la vita dell’organizzazione, salvo che ad altre ONLUS che fanno parte della medesima struttura;
e) l’obbligo di impiegare utili ed avanzi di gestione per le attività istituzionali e connesse;
f) l’obbligo di devolvere il patrimonio, allo scioglimento, ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità;
g) l’obbligo di redigere il rendiconto annuale;
h) disciplina volta a garantire l’effettività del rapporto associativo, e disciplina dei diritti di voto;
i) l’uso nella denominazione della dizione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale”, o “Onlus”.
Al comma 8 si prevede peraltro che sono considerate in ogni caso ONLUS, anche quindi in deroga a quanto sopra detto, le organizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri, le cooperative sociali, e le organizzazioni idonee ex legge 49/1987, fatte salve le previsioni di maggior favore per le suddette organizzazioni.
Sono invece in ogni caso espressamente esclusi dall’ambito agevolativo delle Onlus alcuni enti, ed in particolare gli enti pubblici, le società commerciali diverse dalle cooperative, partiti politici, organizzazioni sindacali e di categoria (D.M. 19.1.1998).
È prevista, quale condizione per l’ottenimento delle agevolazioni, la comunicazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (e, per le organizzazioni già in attività al 1° gennaio 1998, anche entro 30 giorni dall’adeguamento degli statuti, da attuarsi entro il 30 giugno 1998) alla Direzione regionale delle Entrate competente territorialmente, per l’anagrafe unica delle Onlus (art. 11). Con D.M. 19 gennaio 1988 (in G.U. 22.1.1998 n. 17) è stato approvato il modello ufficiale per l’effettuazione di detta comunicazione. Dall’onere di comunicazione sono esonerati i soggetti qualificati automaticamente come Onlus, di cui sopra, come precisato nelle istruzioni per la compilazione del modello (approvato con D.M. 19.1.1998), e come ha anche chiarito il ministero delle Finanze in Telefisco 98 - Il Sole 24 Ore del 30.1.1998 (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni ex legge 49/1987). Considerato che tale comunicazione è, il più delle volte, conseguente alla stipula dell’atto costitutivo o del verbale di assemblea che determina modifiche statutarie (ai fini del recepimento negli statuti delle clausole necessarie perché l’ente si configuri come Onlus), si pone il problema se sia obbligo del notaio provvedere a tale comunicazione, anche al fine di usufruire delle agevolazioni in sede di registrazione. Assodato che la legge non prevede tale obbligo, e che il termine di trenta giorni è maggiore del termine per la richiesta di registrazione, deve sicuramente ritenersi che la comunicazione non sia condizione per usufruire delle agevolazioni in sede di registrazione, salvo il successivo potere di controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Resta inoltre fermo l’obbligo professionale del notaio di avvisare le parti dell’esistenza di tale obbligo, come pure la possibilità che - dietro apposito incarico - il notaio stesso provveda a predisporre la comunicazione, facendola sottoscrivere dall’amministratore ed inoltrandola quindi all’ufficio competente. Diversamente avviene per le altre modifiche statutarie, effettuate da un soggetto che è già Onlus: in tal caso deve ritenersi che l’iscrizione all’anagrafe delle Onlus sia condizione per l’ottenimento delle agevolazioni relative alle imposte indirette.
Anche la regolare tenuta delle scritture contabili è condizione, ex art. 25, per l’ottenimento delle agevolazioni.
Agevolazioni: gli atti delle Onlus:
- sono esenti in modo assoluto da imposta di bollo e da tasse sulle CC.GG.;
- i relativi acquisti a titolo gratuito sono esenti da imposte sulle successioni e donazioni, da imposte ipotecarie e catastali, nonché da INVIM e dalla relativa imposta sostitutiva;
- gli acquisti a titolo oneroso di immobili scontano l’imposta fissa di registro (ma le imposte ipotecarie e catastali normali), a condizione che la Onlus dichiari in atto che intende utilizzare l’immobile per la propria attività, e che ciò compia effettivamente entro 2 anni dall’acquisto;
- gli atti costitutivi e relative modifiche statutarie sono soggetti ad imposta fissa di registro.
4) DIRITTI DI SEGRETERIA PER L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE -
Con decreto del Ministro dell’Industria 22 dicembre 1997 (in G.U. 30.12.1997), sono stati aumentati i diritti di segreteria dovuti alle Camere di Commercio per l’iscrizione nel Registro delle Imprese. Pertanto - per quanto concerne gli atti societari - saranno dovuti:
- per le prime iscrizioni di società: lire 250.000 nel caso di uso di modello cartaceo; lire 150.000 in caso di uso di supporto informatico; lire 100.000 in caso di trasmissione telematica;
- per le modifiche di società: lire 150.000 in caso di uso di modello cartaceo; lire 100.000 in caso di uso di supporto informatico; lire 70.000 in caso di presentazione telematica.
Le modifiche sono entrate in vigore dal 1° gennaio 1998.
5) CONCESSIONI GOVERNATIVE PER L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE -
Con effetto dal 1° gennaio 1998 sono abolite le CC.GG. per l’iscrizione nel Registro delle Imprese, ex art. 3, comma 138, della legge 549/1995.
L’abolizione vale, ovviamente, per tutte le iscrizioni eseguite nel 1998, anche se i relativi atti sono stati stipulati anteriormente.
6) PICCOLA PROPRIETÀ CONTADINA -
Sono prorogate al 31 dicembre 1999 le agevolazioni per la piccola proprietà contadina (art. 4, comma 11, della legge collegata alla Finanziaria, L. 27 dicembre 1997 n. 449).
7) REGOLARIZZAZIONE SOCIETÀ SEMPLICI AGRICOLE -
È prorogato al 1° dicembre 1998 il termine per la regolarizzazione delle società semplici agricole (art. 56, comma 3, della legge 27 dicembre 1997 n. 449).
8) TRASFORMAZIONE DI SOCIETÀ DI FATTO AGRICOLE IN IMPRESE INDIVIDUALI
È prorogato al 1° dicembre 1998 il termine per la trasformazione di società di fatto agricole in imprese individuali (art. 56, comma 4, del collegato alla Finanziaria, legge 27 dicembre 1997 n. 449).
9) CONDONO EDILIZIO -
L’articolo 1, comma 9, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, contiene alcune importanti novità in tema di condono edilizio (sia vecchio che nuovo).
In particolare, è ora consentito pagare l’oblazione anche fuori termine, maggiorando tale somma degli interessi legali annui sulle somme dovute; il tutto da corrispondere entro sessanta giorni dalla data di notifica da parte dei Comuni dell’obbligo di pagamento. Viene quindi eliminato l’effetto “improcedibilità” delle relative domande, ed i dubbi sulla commerciabilità.
È inoltre previsto espressamente che il pagamento di oneri concessori, oblazione e interessi è condizione di rilascio della concessione.
La disposizione entra in vigore il 1° gennaio 1998.
Sorge il problema di verificare se il pagamento degli interessi debba essere menzionato in atto a pena di nullità. La norma della legge 662/1996 distingue, in effetti, due ipotesi:
a) - quando non è maturato il silenzio assenso, occorre citare in atto solo gli estremi del pagamento dell’oblazione e - per i nuovi condoni, degli oneri concessori;
b) - quando è maturato il silenzio assenso, bisogna indicare gli estremi di pagamento di “tutte le somme dovute”, quindi anche degli interessi.
Da un punto di vista pratico, considerato che il silenzio assenso non matura in caso di mancato pagamento anche di parte degli importi dovuti, sarà soltanto dal momento in cui viene integrato il pagamento dell’oblazione con i relativi interessi che inizierà a decorrere il relativo termine, e quindi, fino a tale maturazione, l’atto sarà valido con l’osservanza delle menzioni sub lettera a).
Con D.M. 4 febbraio 1998, pubblicato sulla G.U. dell’11.2.1998, sono state disciplinate alcune modalità per le domande di sanatoria presentate da cittadini residenti all’estero, o da stranieri. Entro il 13 aprile 1998 dovrà essere fornita al Comune l’attestazione di quanto pagato, e chiedere che detta attestazione venga allegata alla domanda di sanatoria. Inoltre, dal 13 marzo 1998 i notai dovranno chiedere gli estremi dei pagamenti anche per trasferire edifici non abusi commessi da residenti all’estero.
10) ACCATASTAMENTO DI FABBRICATI RURALI -
L’articolo 14, comma 13, della legge 449/1997 proroga al 31 dicembre 1998 il termine per l’accatastamento dei fabbricati rurali.
Con D.P.R. 23 marzo 1998 n. 139 (in G.U. n. 108 del 12.5.1998) sono stati precisati i requisiti di ruralità dei fabbricati, in presenza dei quali non vi è l’obbligo di procedere ad accatastamento come sopra.
11) REGISTRAZIONE DI CONTRATTI DI LOCAZIONE -
L’articolo 21, comma 18, del collegato alla Finanziaria prevede, con decorrenza dal 1° gennaio 1998, l’obbligo generalizzato di registrazione dei contratti di locazione (ad eccezione di quelli di durata complessiva annuale inferiore al mese); l’imposta minima di registro è stabilita nella misura di lire 100.000. Vengono inoltre previste norme di dettaglio per la registrazione dei contratti di locazione di durata pluriennale: in particolare, se il pagamento dell’imposta avviene anticipatamente in unica soluzione, si detrae una percentuale pari alla metà del saggio legale di interesse moltiplicato per il numero delle annualità.
Per i contratti stipulati anteriormente al 1° gennaio 1998, di corrispettivo annuo non superiore a lire 2.500.000, la registrazione deve essere richiesta entro venti giorni dall’inizio dell’annualità successiva a quella in corso.
12) ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DI BENI AI SOCI - TRASFORMAZIONE IN SOCIETÀ SEMPLICE -
L’articolo 29 del collegato alla Finanziaria (legge 449/1997) prevede la possibilità di stipulare, entro il 1° settembre 1998, atti agevolati di assegnazione da s.n.c., s.a.s., s.p.a. ed s.r.l., di beni non strumentali per destinazione (immobili, mobili registrati e quote societarie) (in concomitanza con l’entrata in vigore di norme ulteriormente restrittive per le società di comodo). L’agevolazione consiste, quanto alle imposte dirette, nell’applicazione di un’imposta sostitutiva; quanto alle imposte indirette, nell’applicazione dell’imposta di registro (a tutti i beni oggetto di assegnazione, e quindi anche ai mobili registrati ed alle partecipazioni sociali) nella misura dell’1 %, delle imposte ipotecarie e catastali fisse, nell’esenzione da INVIM, nell’esclusione dell’applicazione dell’IVA.
Condizioni per l’applicazione della norma sono: l’iscrizione di tutti i soci nel libro soci al 30.9.1997, o entro il 31.1.1998 in forza di titolo con data certa entro il 30.9.1997; ai soli fini delle imposte dirette, la richiesta mediante apposito modulo ministeriale.
Lo stesso articolo prevede, in alternativa, la trasformazione agevolata, sempre entro il 1° settembre 1998, delle società che abbiano ad oggetto esclusivo o principale la gestione di beni immobili, mobili registrati o quote societarie, in società semplici (con ciò legittimando la tesi che ritiene che le società semplici possano legittimamente avere ad oggetto anche la gestione di immobili). L’agevolazione consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva in luogo delle ordinarie imposte dirette.
13) CESSIONI DI AZIENDA L’articolo 1 del D. Lgs. 8 ottobre 1997 n. 358 prevede l’assoggettamento ad imposta sostitutiva del 27 % per le plusvalenze derivanti da cessione di aziende possedute da almeno tre anni.
L’articolo 14 del decreto legislativo in tema di principi generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie, stabilisce - con effetto dal 1° aprile 1998 - che il cessionario di azienda è responsabile in solido con il cedente, salvo il beneficio di escussione, per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni riferibili all’anno in cui avviene la cessione ed ai due anni precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate. La responsabilità del cessionario è limitata al valore dell’azienda o ramo di azienda acquistati, salvo il caso di cessione in frode dei crediti tributari.
L’articolo 14, comma 3, dispone che gli uffici dell’amministrazione finanziaria e gli enti preposti all’accertamento dei tributi di loro competenza sono obbligati, su richiesta dell’interessato, a rilasciare un certificato attestante l’inesistenza di contestazioni; certificato che, se negativo, ha peino effetto liberatorio per il cessionario; analogo effetto liberatorio si ha in caso di mancato rilascio del certificato entro 40 giorni dalla richiesta.
Le principali differenze rispetto alla normativa oggi vigente sono quindi le seguenti:
- nel nuovo sistema la responsabilità del cessionario riguarda anche l’imposta sul valore aggiunto, ed in genere tutte le imposte sia dirette che indirette dovute dal cedente;
- nel sistema preesistente, il cessionario non era solidalmente responsabile, ma si può dire che l’azienda acquistata fosse gravata da una sorta di privilegio a favore dello Stato; con l’entrata in vigore della nuova normativa è prevista una vera e propria responsabilità solidale del cessionario (nei limiti del valore dell’azienda o ramo di azienda acquistati), il quale quindi risponderà con tutti i beni del suo patrimonio;
- in passato si poteva chiedere un certificato di assenza di pendenze all’ufficio imposte, che però non aveva alcun effetto liberatorio; con il nuovo sistema si potrà chiedere un certificato di assenza di pendenze a ciascun ufficio finanziario (anche, ad esempio, all’ufficio Iva), con effetto liberatorio per il cessionario;
- nella nuova normativa è espressamente contemplata l’ipotesi della cessione di ramo di azienda.
Le modifiche suindicate rivestono notevole importanza per l’attività notarile: il notaio dovrà quindi, in adempimento dei propri obblighi di consulenza e diligenza professionale, avvisare l’acquirente delle responsabilità di cui sopra, e della possibilità di ottenere la liberazione dalla responsabilità richiedendo i certificati di cui sopra.
14) MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DELL’IVA Il D. Lgs. 2 settembre 1997 n. 313, all’articolo 1, comma 2, modifica il presupposto oggettivo dell’IVA, esclude dall’ambito delle attività commerciali, ai fini IVA, il possesso e la gestione di unità immobiliari ad uso abitativo (Categoria A, esclusa la A/10) e relative pertinenze, nonché di unità da diporto, aeromobili da turismo, altri mezzi di trasporto ad uso privato, complessi sportivi e ricreativi. Al quarto comma dell’art. 1 viene prevista l’esenzione da IVA delle cessioni che hanno per oggetto beni acquistati o importati senza il diritto alla detrazione totale della relativa imposta. Correlativamente, l’art. 2, comma 2, dispone che non è detraibile l’imposta relativa all’acquisto o importazione di beni e servizi afferenti operazioni esente o non soggette ad imposta. L’articolo 3, comma 1, lettera i) stabilisce che non è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto di fabbricati a destinazione abitativa, salvo che per imprese che abbiano ad oggetto esclusivo o principale la costruzione o la rivendita dei predetti fabbricati o relative porzioni.
Peraltro, l’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 23 marzo 1998 n. 56 (pubblicato in G.U. n. 70 del 25.3.1998), dispone espressamente che la destinazione alla sfera non commerciale dei suddetti beni non si applica per i beni acquistati anteriormente al 1° gennaio 1998.
Le suindicate modifiche entrano in vigore il 1° gennaio 1998. Da tale data è espressamente precisato nella circolare ministeriale n. 328/E del 24 dicembre 1997, che “i soggetti nei cui confronti trovano applicazione le nuove disposizioni dell’articolo 4, quinto comma, cessano di rivestire la qualità di soggetto d’imposta”.
È inoltre da segnalare la cessazione - con decorrenza dal 1° gennaio 1998 - della possibilità di applicare l’aliquota agevolata del 10 % per le prestazioni di servizi di manutenzione straordinaria di immobili, introdotta in via transitoria dalla precedente Finanziaria. Tali interventi di manutenzione, pertanto, scontano oggi tutti l’aliquota IVA del 20 %, ad eccezione dell’aliquota a regime del 10 % per gli interventi di manutenzione straordinaria su edifici di edilizia residenziale pubblica (art. 1, comma 11, legge 448/1997 - numero 127 duodecies della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/1972).
Si applica invece l’aliquota IVA del 10 % per le prestazioni di servizi relative agli interventi di ristrutturazione, di restauro e risanamento conservativo di cui all’articolo 31, lettere c) e d) della legge 457/1978 (art. 127 quaterdecies della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/1972).
15) CONFERIMENTI IN SOCIETÀ In forza dell’articolo 1, comma 1, del D. Lgs. 2 settembre 1997 n. 313, sono assoggettati ad IVA, con effetto dal 1° gennaio 1998, i conferimenti effettuati nell’esercizio di impresa, ad eccezione dei conferimenti di denaro (che rimangono esclusi dal campo IVA, ai sensi dell’art. 2, comma 3, lettera a), del D.P.R. 633/1972), e ad eccezione, inoltre, dei conferimenti di azienda o di rami di azienda. Questi ultimi sono invece assoggettati:
a) - all’imposta proporzionale o fissa di registro (come meglio infra specificato), in caso di conferimento da parte di imprenditore individuale;
b) - all’imposta fissa di registro (in caso di conferimento da parte di società).
L’articolo 25 della legge 8 maggio 1998 n. 146, c.d. legge omnibus (in suppl. ord. n. 93/L alla G.U. 14 maggio 1998 n. 110) ha introdotto un particolare regime agevolativo per i conferimenti di azienda effettuati da imprenditori individuali in società - in sede di costituzione della stessa, ai sensi del D. Lgs. 8.10.1997 n. 358, infra citato (il richiamo al D. Lgs. 358 potrebbe significare che è richiesto il possesso triennale dell’azienda per usufruire delle agevolazioni): gli stessi conferimenti sono soggetti ad imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale, e vi è la possibilità di optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva INVIM, con aliquota dello 0,5 % del valore complessivo al 12 dicembre 1992.
È possibile quindi schematizzare come segue il regime fiscale dei conferimenti ai fini delle imposte indirette:
1) - conferimenti effettuati da un soggetto non imprenditore o, comunque, non soggetto Iva, di qualsiasi bene o diritto: si applica l’imposta proporzionale di registro ai sensi dell’art. 4 tariffa T.U.;
2) - conferimenti da soggetto Iva di denaro: imposta proporzionale di registro con l’aliquota dell’1%;
3) - conferimenti di aziende, effettuati da imprenditore individuale in sede di costituzione della società, ed ai sensi del D. Lgs. 358/1997 (aziende possedute da almeno tre anni): imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale, e possibile applicazione dell’Invim sostitutiva;
4) - conferimenti di aziende, effettuate da imprenditore individuale al di fuori delle ipotesi di cui al superiore n. 3 (in sede di aumento di capitale, o in sede di costituzione sociale, ma relativamente ad aziende possedute da meno di tre anni): imposta proporzionale di registro ex art. 4 tariffa, imposte ipotecaria e catastale fisse;
5) - conferimenti di aziende, effettuati da parte di società: imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale (art. 4, lett. b, tariffa, parte prima, T.U. imposta di registro, come modificato dall’art. 10 del D.L. 323/1996);
6) - conferimenti effettuati da soggetti Iva di partecipazioni sociali: sono soggetti ad Iva (e quindi ad imposta fissa di registro), ma nel contempo esenti da Iva, ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 4 del D.P.R. 633/1972;
7) - conferimenti effettuati da soggetti Iva di beni diverse dalle aziende, dal denaro e dalle partecipazioni sociali: si applica l’IVA con l’aliquota del 20 % e, quindi, l’imposta di registro in misura fissa.
Il D. Lgs. 8 ottobre 1997 n. 358 prevede:
- per i conferimenti di aziende e partecipazioni di controllo, effettuati nell’esercizio di impresa, ai fini della determinazione delle plusvalenze ex art. 54 T.U., si considera valore di realizzo quello attribuito alle partecipazioni ricevute nella contabilità del soggetto conferente ovvero, se superiore, quello attribuito ai beni conferiti nella contabilità del soggetto conferitario (art. 3, comma 1). Può essere opportuno indicare in atto tale “valore di realizzo”, che potrà essere diverso dal valore civilistico del conferimento (art. 2295 n. 6 c.c.), e dal valore rilevante ai fini delle imposte indirette (art. 51 comma 4 D.P.R. 131/1986);
- la parziale neutralità, ai fini delle imposte dirette, del conferimento di azienda in società, nei soli casi di conferimento da parte di società commerciali e/o enti commerciali (più precisamente, conferimento tra soggetti ex art. 87, comma 1, lettere a) e b) T.U.I.R.), a condizione del possesso non inferiore a tre anni dell’azienda oggetto di conferimento (art. 4, comma 1). In tale ipotesi, il conferimento non costituisce realizzo di plusvalenza o minusvalenza, ed il soggetto conferente deve assumere, quale valore delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda conferita (anche in tale ipotesi può essere opportuno indicare tale valore in atto, distinguendolo dal valore vero e proprio del conferimento);
- nel caso di conferimento dell’unica azienda da parte dell’imprenditore individuale, viene poi disciplinata l’ipotesi di cessione, anche a titolo gratuito, da parte dello stesso imprenditore, della partecipazione acquisita a seguito del conferimento: ove tale cessione avvenga entro i tre anni del conferimento, essa è assoggettata al più severo regime delle plusvalenze d’impresa, anziché a quello delle plusvalenze da cessioni di partecipazioni sociali (art. 3, comma 3).
Occorre infine rammentare che i conferimenti in denaro rilevano come “variazione in aumento” ai fini dell’applicazione della “dual income tax”.
16) TASSA SUI CONTRATTI DI BORSA Con D. Lgs. 21 novembre 1997 n. 435 è stata riordinata - con effetto dal 1° gennaio 1998 - la disciplina delle tasse sui contratti di trasferimento di titoli o valori; viene in realtà sostanzialmente confermata la disciplina preesistente per quanto concerne le cessioni non concluse nei mercati regolamentati (per cui rimane l’aliquota dello 0,14 %), con due significative novità:
- viene espressamente prevista l’esenzione da imposte di bollo e registro (ex art. 34 D.P.R. 601/1973) anche per i contratti esenti dalla tassa (e quindi per i contratti di valore inferiore a lire 400.000): disposizione, questa, a cui deve peraltro attribuirsi natura interpretativa e, quindi, efficacia retroattiva;
- non viene più previsto l’importo minimo della tassa di lire 2.500; rimane, invece, il limite massimo di lire 1.800.000.
Rimane in vigore la parte del comma 3 dell’art. 1 del R.D. 3278/1923, nel testo risultante dopo la riforma del 1991, che dispone la esclusione da tassa sui contratti di borsa dei contratti soggetti ad imposta proporzionale di registro (tra cui si possono individuare, a livello esemplificativo, la permuta tra una quota sociale ed un immobile, la divisione tra quote sociali ed altri beni, il conferimento di partecipazioni sociali in società, se non effettuato da soggetto Iva), nonché dei contratti stipulati tra enti e società tra cui esiste un rapporto di controllo ex art. 2359 c.c., o controllati da un medesimo soggetto.
17) DETRAIBILITÀ DI INTERESSI PASSIVI RELATIVI A MUTUI IPOTECARI Dal 1° gennaio 1998 non sarà più possibile detrarre dal reddito imponibile complessivo gli interessi passivi in dipendenza di mutui contratti per il recupero e la ristrutturazione di fabbricati (la relativa disposizione, contenuta nella legge 28 febbraio 1997 n. 30, scade il 31 dicembre 1997).
Continuano ad essere detraibili, invece, gli interessi passivi relativi a mutui ipotecari contratti per l’acquisto dell’abitazione principale, per un ammontare complessivo non superiore a lire 7.000.000, non essendo nulla mutato a tal proposito, salvo la misura della detrazione (19 %).
Con effetto dal 1° gennaio 1998 sarà invece possibile detrarre - ai sensi dell’art. 3, comma 1, del collegato alla Finanziaria 98 (legge 449/1997) - un importo pari al 19 % degli interessi passivi, fino ad un ammontare complessivo di lire 5.000.000, relativi a mutui ipotecari contratti per la costruzione dell’abitazione principale.
18) DETRAIBILITÀ DELLE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE DI EDIFICI RESIDENZIALI Tale detraibilità è disciplinata dall’articolo 1 del collegato alla Finanziaria (legge 449/1997), e successive disposizioni attuative (in particolare, regolamento approvato con D.M. 18 febbraio 1998 n. 41, in G.U. 13 marzo 1997 n. 60, decreto dirigenziale di approvazione del modello, e circolare n. 57/E del 24 febbraio 1998). Da un punto di vista notarile, rileva soprattutto la disposizione del comma 7, ai sensi del quale, se l’immobile oggetto di ristrutturazione viene venduto e le detrazioni non sono state utilizzate dall’acquirente, in tutto o in parte, esse spettano per i rimanenti periodi d’imposta all’acquirente, a condizione che quest’ultimo sia una persona fisica. Con la circolare 57/E è stato chiarito che la spettanza all’acquirente della detrazione non utilizzata dall’alienante è obbligatoria e non facoltativa; inoltre, in considerazione della ratio della norma, alla fattispecie negoziale della vendita vanno assimilate “tutte le ipotesi in cui si ha una cessione dell’immobile”, ivi comprese la cessione a titolo gratuito, la donazione, la successione per causa di morte. Vi è forse l’opportunità di menzionare in atto la circostanza del mancato utilizzo della detrazione da parte dell’alienante, se ciò fa parte delle garanzie contrattuali prestate. Quid iuris nelle ipotesi di ristrutturazione eseguita da una società di capitali, che quindi non può utilizzare le agevolazioni, e che successivamente cede a persona fisica? E nell’ipotesi di alienazione a società, che a sua volta aliena a persona fisica? Deve probabilmente ritenersi che in tali casi le agevolazioni non competano.
Altri profili sono stati debitamente chiariti dal Ministero. In particolare:
- sotto il profilo soggettivo, il tetto di 150.000.000 viene ritenuto riferibile alla singola persona fisica, per cui in caso di comproprietari, anche in quote disuguali, o di titolari di diritti parziari sull’immobile, a ciascuno di essi (anche al nudo proprietario) spetterà il beneficio fino al suddetto ammontare; inoltre il beneficio viene riconosciuto anche al mero detentore (conduttore o comodatario), in forza di titolo certo (presumibilmente, atto registrato);
- l’agevolazione spetta anche se il possessore, come sopra definito, è un imprenditore individuale o una società di persone, a condizione che il reddito dell’immobile rientri nella categoria dei redditi fondiari;
- sotto il profilo oggettivo, sono agevolate le unità immobiliari residenziali (anche rurali) e loro pertinenze, purché censite o denunciate in catasto; il tetto di lire 150.000.000 vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata;
- il tetto di 150.000.000 è annuale, e quindi vale come tetto complessivo di lire 300.000.000 per le spese sostenute - secondo il criterio di cassa - negli anni 1998 e 1999;
- la tipologia degli interventi ammessi è quella contenuta nelle lettere b), c) e d) dell’art. 31 della legge 457/1978, esclusa quindi la lettera a) (manutenzione ordinaria, ammessa solo per le parti comuni di edifici condominiali), ed esclusa anche la lettera e) (ristrutturazione urbanistica). Quest’ultima esclusione è piuttosto importante, riguardando gli interventi più importanti: secondo la circolare ministeriale, negli interventi di ristrutturazione, ex lettera d), ammessi, non sarebbe compreso - opinione sicuramente non condivisibile - l’aumento di volume (sarebbe invece compreso l’aumento di superficie utile).
- gli adempimenti e le formalità per accedere alle agevolazioni sono disciplinati in dettaglio nel regolamento sopra citato.
19) - VERBALI DI CONSTATAZIONE L’articolo 2, comma 4, del D.P.R. 10 novembre 1997 n. 441 (regolamento recante norme per il riordino della disciplina delle presunzioni di cessione e di acquisto) dispone che la distruzione di beni d’impresa, o la trasformazione in beni di altro tipo e di più modesto valore economico può essere provata, tra l’altro, da verbale redatto da notai che hanno presenziato alla distruzione o alla trasformazione dei beni. Si tratta di un’espressa previsione di un verbale di constatazione, tipologia di atto che ha dato luogo a dubbi di vario tipo in ordine alla sua ricevibilità e contrasto con l’art. 28 L.N., ed ora è prevista da una precisa disposizione di legge. Altra modalità di prova è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, quando l’ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati non sia superiore a lire 10.000.000.
20) SANZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI IMPOSTE INDIRETTE Nei decreti legislativi in data 18 dicembre 1997 n. 472 (disciplina generale delle sanzioni amministrative), n. 471 (riforma delle sanzioni amministrative in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi), e n. 473 (riforma delle sanzioni amministrative in materia di imposte indirette), tutti pubblicati nel supplemento ordinario n. 4/L alla G.U. n. 5 in data 8.1.1998, è contenuta una nuova disciplina per le sanzioni amministrative conseguenti a violazioni di norme tributarie, che sostituiscono le vecchie soprattasse e pene accessorie. Il tutto con effetto dal 1° aprile 1998.
Di particolare rilevanza notarile:
A) - Decreto legislativo in tema di principi generali sulle sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie:
- l’espresso richiamo ai principi di legalità, di imputabilità e colpevolezza, di tipicità dell’illecito, del principio del favor rei, del concorso di persone, ed in genere di principi propri del diritto penale;
- la non punibilità in caso di incertezza sulla portata e il significato delle norme (art. 6);
- l’intrasmissibilità della sanzione agli eredi (art. 8);
- ai sensi dell’art. 10, è considerato autore mediato della violazione (e ne risponde in luogo del suo autore materiale) colui che, inducendo altri in errore incolpevole, determina la commissione di una violazione. Il caso classico è quello del professionista (quindi anche del notaio) che determina un comportamento fiscale illegittimo del cliente; peraltro nella relazione ministeriale viene chiarito che tale fattispecie si realizza solo quando è ravvisabile colpa grave del c.d. autore mediato;
- ai sensi dell’art. 11, se una violazione tributaria è commessa da un rappresentante legale o negoziale di una persona fisica, o dal rappresentante o amministratore di un ente, costoro sono obbligati al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata, salvo il diritto di regresso. Ai sensi del comma 6 dell’art. 11, se la violazione è commessa senza dolo o colpa grave, la persona fisica, la società o l’ente possono assumere il debito dell’autore della violazione. Si tratta di un vero e proprio accollo di debito, per il quale deve ritenersi non sufficiente (come ritenuto in un primo commento) una delibera assembleare, atto interno della società o ente, ma detta delibera deve essere seguita da un atto con rilevanza esterna, posto in essere in nome e per conto della società da chi legalmente la rappresenta.
B) - Decreto legislativo in tema di sanzioni amministrative per le violazioni in materia di tributi indiretti:
- per l’omessa presentazione quadrimestrale del repertorio all’ufficio del registro, la sanzione amministrativa da lire 2.000.000 a 10.000.000;
- per la violazione delle norme sulla tenuta del repertorio, ex art. 67 legge di registro, la sanzione amministrativa da lire 1.000.000 a 4.000.000;
- per l’omessa presentazione di dichiarazioni di successione (anche integrative), la sanzione amministrativa dal 120 % al 240 % dell’imposta liquidata o riliquidata dall’ufficio; in caso di successioni esenti da imposta, la sanzione amministrativa da lire 500.000 a 2.000.000;
- per l’omissione di cespiti, dati o elementi nella dichiarazione di successione, la sanzione amministrativa dal 100 % al 200 % della differenza di imposta; in caso di indifferenza sulla determinazione dell’imposta, la sanzione amministrativa da lire 500.000 a 2.000.000;
- in caso di mancata allegazione alla dichiarazione di successione del prospetto di autoliquidazione di imposte ipotecarie, catastali, di bollo e tasse ipotecarie, o di inesattezza di tale prospetto, la sanzione amministrativa da lire 500.000 a 2.000.000, ridotta alla metà se si provvede alla regolarizzazione entro 60 giorni dalla richiesta dell’ufficio;
- in caso di violazione dell’obbligo ex art. 48 T.U. del notaio di non ricevere atti relative a successioni per cui non sia stata presentata la relativa dichiarazione, la sanzione amministrativa dal 200 % al 400 % dell’imposta o maggiore imposta dovuta (art. 2, commi 2 e 4);
- per l’omessa presentazione di dichiarazione INVIM, la sanzione amministrativa dal 120 % al 240 % dell’imposta dovuta. Per il notaio che non ha richiesto o non ha prodotto la dichiarazione INVIM, la sanzione amministrativa da lire 1.000.000 a 10.000.000;
- per l’omissione di trascrizioni o annotazioni obbligatorie, la sanzione amministrativa dal 100 % al 200 % dell’imposta dovuta; trattandosi di trascrizioni soggette ad imposta fissa o non soggette ad imposta, o per cui l’imposta è già stata pagata, la sanzione amministrativa da lire 200.000 a 4.000.000;
- per il pubblico ufficiale che emette atti soggette a tasse CC.GG. senza che sia stato pagato il tributo, la sanzione amministrativa da lire 200.000 a 1.000.000, oltre al pagamento del tributo salvo regresso (si pone il problema della tassa di lire 600.000 per la vidimazione di libri di società di capitali);
- per il pubblico ufficiale che non richiede il numero di codice fiscale delle parti, o non indica nella richiesta di registrazione che non gli è stato comunicato, la sanzione amministrativa da lire 200.000 a lire 4.000.000 (artt. 11 e 13 D.P.R. 605/1973);
- per la parte che non richiede entro i termini prescritti, o richiede più volte il codice fiscale, ovvero indica o comunica a terzi il proprio codice fiscale in maniera inesatta, la sanzione amministrativa da lire 200.000 a lire 4.000.000.
Con D.M. 11 giugno 1998 (in G.U. n. 134 dell’11.6.1998) sono state disciplinate le modalità di pagamento delle sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie.
Con D. Lgs. 5 giugno 1998 n. 203 (in G.U. n. 151 del 1° luglio 1998) sono state parzialmente corrette le disposizioni contenute nei suindicati decreti nn. 471, 472 e 473.
21) - TRUFFE A CONTRIBUENTI - CAUSE DI NON PUNIBILITÀ
L’articolo 15 della legge 8 maggio 1998 n. 146, c.d. legge omnibus (in suppl. ord. n. 93/L alla G.U. 14 maggio 1998 n. 110), nel modificare l’articolo 1, comma 1, della legge 11 ottobre 1995 n. 423, espressamente equipara i notai a consulenti fiscali, commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati ed altri professionisti iscritti negli appositi albi, ai fini della tutela dei contribuenti, truffati dai medesimi professionisti, che abbiano versato agli stessi somme a titolo di imposte, successivamente non versate dal professionista all’ufficio competente.
D’altra parte, l’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 472/1997 sulle sanzioni tributarie, espressamente dispone che “Il contribuente, il sostituto e il responsabile d’imposta non sono punibili quando dimostrano che il pagamento del tributo non è stato eseguito per fatto denunciato all’Autorità giudiziaria e addebitabile esclusivamente a terzi”.
22) - CESSIONE DI CREDITI D’IMPOSTA Il D.M. 30 settembre 1997 n. 384 (in G.U. n. 258 del 5.11.1997) disciplina, in attuazione dell’art. 3, comma 97, della legge 28 dicembre 1995 n. 549, la cessione dei crediti chiesti a rimborso nella dichiarazione dei redditi. Di particolare rilevanza notarile:
- la necessità di atto pubblico o scrittura privata autenticata da notaio per la cessione del credito;
- la necessità che la cessione riguardi l’intero ammontare del credito chiesto a rimborso per ciascuna delle imposte sui redditi;
- la previsione che gli interessi non possono formare oggetto di autonoma cessione e spettano comunque al cessionario; è nullo ogni patto contrario (sic! nullità prevista da un decreto ministeriale);
- la necessità di notifica dell’atto, ex art. 1, comma 4;
- la previsione di cause di inefficacia della cessione, ex art. 1, commi 7 e 8.
23) - CESSIONI DI CREDITO EFFETTUATE DA SOGGETTI IVA L’articolo 4 della legge 18 febbraio 1997 n. 28 ha modificato l’art. 3 e l’art. 10 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, in materia di imposta sul valore aggiunto. Conseguentemente, il regime tributario delle cessioni di crediti - quale risultante anche dall’art. 2 del suddetto D.P.R. 633/1972 - è oggi così schematizzabile:
1) - Cessioni effettuate da privati (non soggetti Iva): sono soggette ad imposta di registro con l’aliquota dello 0,50 % (art. 6 della tariffa allegata al T.U. 131/1986);
2) - Cessioni effettuate da soggetti Iva, che non costituiscono operazioni finanziarie, e che non vengono quindi effettuate a scopo di finanziamento: se aventi ad oggetto crediti in denaro, come al superiore n. 1);
3) - Cessioni effettuate da soggetti Iva, che rientrano nell’ambito di operazioni finanziarie, in quanto “prestiti di denaro ... comprese le operazioni finanziarie mediante la negoziazione, anche a titolo di cessione pro soluto, di crediti”: soggette ad Iva ma esenti dall’imposta.
24) - DISPOSIZIONE ANTIELUSIVA Con l’art. 7 del D. Lgs. 8 ottobre 1997 n. 358 è stato introdotto il nuovo art. 37 bis del D.P.R. 600/1973, contenente una norma antielusiva, volta a rendere inopponibili all’Amministrazione finanziaria gli atti, fatti e negozi privi di valide ragioni economiche, effettuati per fini elusivi, realizzati mediante trasformazioni, fusioni, scissioni, liquidazioni volontarie, distribuzione ai soci di somme non prelevate dagli utili, conferimenti in società, trasferimenti e concessione in godimento di aziende, cessioni di crediti, cessioni di eccedenze d’imposta, operazioni aventi ad oggetto partecipazioni sociali e diritti ad esse connessi.
25) - ISTITUZIONE DEL CATASTO DEI FABBRICATI Con D.M. 2 gennaio 1998 n. 28, pubblicato sulla G.U. n. 45 del 24.2.1998, è stato istituito il Catasto dei Fabbricati, nel quale dovranno essere iscritti sia gli immobili attualmente censiti nel N.C.E.U., sia i fabbricati rurali (in possesso o meno delle caratteristiche di ruralità).
Con D.P.R. 23 marzo 1998 n. 138 (in G.U. n. 108 del 12 maggio 1998) sono state emanate le norme per la revisione generale delle zone censuarie, delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane e dei relativi criteri, nonché delle commissioni censuarie, in esecuzione dell’art. 3, commi 154 e 155 della legge 23.12.1996 n. 662.
B) NOVITÀ CHE INTERESSANO IL NOTAIO CONTRIBUENTE:
26) STUDI DI SETTORE Con D.M. 5 dicembre 1997, pubblicato nel supplemento ordinario n. 254 alla G.U. n. 299 del 24 dicembre 1997, sono stati approvati i questionari per una serie di contribuenti, tra i quali rientrano anche i notai.
Ai sensi dell’articolo 10, comma 2, della legge 8 maggio 1998 n. 146, c.d. legge omnibus (in suppl. ord. n. 93/L alla G.U. 14 maggio 1998 n. 110), se il contribuente professionista si discosta dall’ammontare dei ricavi desumibili dagli studi di settore per almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi, è soggetto ad accertamento basato sugli studi di settore stessi (comma 1). Gli uffici procedono parimenti ad analogo accertamento per i contribuenti in contabilità ordinaria quando da verbale di ispezione risulti l’inattendibilità della contabilità medesima.
27) RITENUTE D’ACCONTO È stata elevata, con decorrenza dal 1° gennaio 1998, dal 19 al 20 per cento la misura della ritenuta d’acconto sui redditi di lavoro autonomo. La norma, evidentemente, riguarda i pagamenti effettuati con tale decorrenza, anche se l’emissione della fattura è precedente.
L’articolo 21, comma 11, del collegato alla Finanziaria attribuisce inoltre espressamente al professionista la qualifica di sostituto d’imposta a proposito dell’obbligo di ritenuta sui redditi di lavoro dipendente (art. 23 D.P.R. 600/1973), e, in forza del richiamo dell’art. 23 da parte dell’art. 25, anche sui redditi di lavoro autonomo. Pertanto il professionista, per i pagamenti da lui effettuati dal 1° gennaio 1998, dovrà effettuare la ritenuta d’acconto del 20 % sull’importo delle parcelle emesse da professionisti e lavoratori autonomi, come fino ad oggi facevano imprenditori e persone giuridiche.
Si segnala che, a norma del D. Lgs. 471/1997, l’omessa esecuzione di ritenute alla fonte comporterà - con decorrenza dal 1° aprile 1998 - la sanzione amministrativa pari al 20 % dell’ammontare non trattenuto (art. 14), nonché, come conseguenza del mancato versamento, la sanzione amministrativa del 30 % dell’importo non versato (art. 13). Il D.P.R. 10 novembre 1997 n. 445, recante norme in tema di semplificazioni per gli adempimenti dei sostituti d’imposta, stabilisce alcune importanti regole, con decorrenza (per quanto interessa specificamente i notai) dal 1° gennaio 1998:
a) - il sostituto d’imposta che abbia effettuato un versamento di ritenute alla fonte in misura superiore rispetto a quanto effettivamente trattenuto ha facoltà di scomputare l’eccedenza dai versamenti successivi;
b) - il sostituto d’imposta che nell’anno eroga esclusivamente compensi di lavoro autonomo a non più di tre soggetti per un importo complessivo non superiore a lire 2.000.000 effettua i versamenti delle ritenute del periodo d’imposta in tre rate, corrispondenti ai termini per il versamento della prima rata di acconto delle imposte sui redditi (per le ritenute operate nei mesi da gennaio ad aprile), della seconda rata di acconto (per le ritenute operate nei mesi da maggio ad ottobre), e del versamento a saldo (per le ritenute operate nei mesi di novembre e dicembre);
c) - l’obbligo della dichiarazione di sostituto d’imposta viene adempiuto mediante compilazione di apposita sezione della dichiarazione dei redditi;
d) - se nel periodo d’imposta viene superato anche uno solo dei limiti sopra indicati sub b), il sostituto d’imposta è tenuto, a partire dalla prima scadenza utile, ad effettuare i versamenti nei termini ordinari (quindi entro il giorno 15 del mese successivo).
28) CONTRIBUTO PER COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE Ai sensi dell’art. 59, comma 16, del collegato alla Finanziaria 1998, aumenta, con decorrenza dal 1° gennaio 1998, dal 10 % all’ 11,5 % il contributo ex art. 2, comma 26, della legge 335/1995, ma soltanto per i soggetti che non risultano iscritti ad altre forme obbligatorie. Rimane quindi fissato al 10 % il contributo dovuto dai notai che effettuino eventualmente tali collaborazioni (si pensi ai componenti delle Commissioni studi, e simili).
29) MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DELL’IVA Nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione annuale IVA, e quindi con apposito comunicato stampa, il Ministero delle Finanze ha comunicato lo slittamento del termine per la dichiarazione annuale al 25 marzo (valevole anche per la tassa annuale di lire 600.000 sulle vidimazioni dei libri delle società di capitali). Per la dichiarazione relativa all’anno 1997, con D.P.C.M. 23 marzo 1998 (pubblicato sulla G.U. n. 70 del 25 marzo 1998) è stato previsto lo slittamento del termine per la dichiarazione al 30 giugno 1998, e del termine per il pagamento (per le persone fisiche) entro il termine previsto per il pagamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi, con pagamento degli interessi pari allo 0,50 % mensile a decorrere dal 15 marzo 1998.
Il D. Lgs. 2 settembre 1997 n. 313, all’articolo 1, comma 2, articolo 3, comma 1, stabilisce che non è detraibile l’imposta relativa a prestazioni alberghiere, somministrazione di alimenti e bevande, acquisto degli stessi, nonché alle spese di rappresentanza (norme, queste ultime, che interessano il notaio contribuente).
Con lo D.P.R. 23 marzo 1998 n. 100 (in G.U. n. 88 del 16.4.1998) è prevista, a decorrere dal mese di maggio 1998, la nuova decorrenza al giorno 15 di ogni mese per il versamento dell’IVA mensile (con i nuovi appositi modelli F24, approvati con D.M. 30 marzo 1998), e comunque entro il giorno 15 del mese di scadenza per i contribuenti trimestrali.
Ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 23 marzo 1998 n. 56 (pubblicato in G.U. n. 70 del 25.3.1998), che ha ulteriormente modificato l’art. 25 del D.P.R. 633/1972 (già modificato dal D. Lgs. 2 settembre 1997, n. 313, in tema di riordino dell'IVA), la registrazione delle fatture di acquisto dovrà essere effettuata anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta. Considerato che, dal 1999, la liquidazione periodica Iva dovrà essere effettuata con cadenza mensile, dal prossimo anno la registrazione delle fatture di acquisto dovrà essere effettuata entro il mese in cui viene operata la detrazione.
Le suindicate modifiche entrano in vigore il 1° gennaio 1998.
30) DICHIARAZIONE UNIFICATA IRPEF-IVA-770 - TERMINI Ai sensi degli articoli 6, 11 e 12 del D. Lgs. 9 luglio 1997 n. 241, a decorrere dall’anno 1998 le persone fisiche titolari di partita IVA dovranno presentare, tra il 1° maggio ed il 30 giugno di ogni anno, dichiarazione unificata ai fini dell’IRPEF, dell’IRAP e dell’IVA, da valere anche quale dichiarazione di sostituto d’imposta, nell’ipotesi in cui il soggetto abbia effettuato ritenute fiscali nei confronti di non più di 10 contribuenti (art. 7).
Per i soggetti IRPEG, tale dichiarazione unica decorrerà dall’anno 2000; per le società di persone e gli studi associati, dall’anno 1999.
Certificazioni dei sostituti d’imposta, altri documenti probatori in genere, bilancio dovranno essere conservati a cura del contribuente.
Viene prevista la presentazione in via telematica della dichiarazione (art. 6), entro il 30 settembre di ogni anno, ovvero, per i soggetti IRPEG, entro due mesi dall’approvazione del bilancio o dalla scadenza del relativo termine.
Con D.P.C.M. 24 marzo 1998, emanato ai sensi dell’art. 12, comma 5, del D. Lgs. 9.7.1997 n. 241 (pubblicato in G.U. n. 71 del 26 marzo 1998), sono stati prorogati i termini per la presentazione delle dichiarazioni relative all’anno 1997. In particolare, il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche è fissato, per quest’anno, tra il 1° giugno ed il 31 luglio 1998; il relativo versamento può essere effettuato fino al 15 giugno 1998, senza alcuna maggiorazione, oppure entro il 15 luglio 1998, con una maggiorazione a titolo di interessi dello 0,50 %.
Per inciso, con lo stesso provvedimento è stata modificata la scadenza per la presentazione del mod. 760 relativo all’anno 1997, fissata al 30 giugno 1998. Il relativo pagamento deve essere effettuato entro il 30 giugno, con la maggiorazione a titolo di interessi dello 0,50% mensile a decorrere dal sedicesimo giorno dalla scadenza del termine ordinario di versamento (un mese dall’approvazione del bilancio).
31) VERSAMENTI UNITARI DELLE IMPOSTE E CONTRIBUTI -
Ai sensi degli articoli 17, 18, 19 e 25 del D. Lgs. 241/1997 (come modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera c), n. 1, del decreto legislativo 23 marzo 1998 n. 56 (pubblicato in G.U. n. 70 del 25.3.1998), tutti i contribuenti titolari di partita IVA dovranno, a decorrere dal mese di maggio dell’anno 1998, effettuare versamenti unificati, entro il giorno 15 del mese di scadenza, tra l’altro, delle imposte sul valore aggiunto, delle ritenute alla fonte, dei contributi previdenziali dei datori di lavoro, imposte sostitutive ed interessi in caso di pagamenti rateali (consentiti, questi ultimi, in base all’articolo 20); fermi restando i termini di scadenza dei pagamenti degli importi dovuti in acconto o a saldo delle dichiarazioni annuali.
Il regime dei versamenti unificati entrerà in vigore, relativamente ai versamenti all’INAIL, nel 1999 (art. 28).
L’articolo 17 prevede anche, in connessione ai suddetti versamenti unificati, un regime di compensazione dei crediti, che entra in vigore a partire dal 1998 per le persone fisiche, dal 1999 per società di persone ed equiparate, dal 2000 per i soggetti IRPEG.
I pagamenti delle imposte possono avvenire anche mediante carte di credito e simili, assegni bancari e circolari (art. 23). Con D.M. 14 marzo 1998, pubblicato sulla G.U. n. 67 del 21 marzo 1998, è stato disciplinato il pagamento mediante “Pagobancomat” e assegni circolari.
32) ACQUISTO CARBURANTI Con D.P.R. 10 novembre 1997 n. 444 è stato approvato un nuovo modello di scheda carburanti, in vigore dal 1° marzo 1998, mensile o trimestrale, a scelta del contribuente, e nella quale il gestore dell’impianto dovrà indicare, per ogni fornitura di carburanti, la data, l’ammontare del corrispettivo al lordo dell’IVA, le proprie generalità e l’ubicazione dell’impianto.
C)- NORME CHE ENTRERANNO IN VIGORE SUCCESSIVAMENTE:
33) COMPETENZA PER LA REGISTRAZIONE DEGLI ATTI A norma del D. Lgs. 18 dicembre 1997 n. 463 (in Supplemento 2/L alla G.U. n. 2 del 3.1.1998), a decorrere dal 1° gennaio 1999 diverrà di competenza del Dipartimento del Territorio del Ministero delle Finanze la registrazione degli atti pubblici e scritture private autenticate traslativi o costitutivi a titolo oneroso di immobili o diritti reali immobiliari, soggetti anche a pubblicità nei registri immobiliari.
Rimarranno, invece, di competenza del Dipartimento delle Entrate (oggi uffici del registro) la gestione degli atti di cui sopra a titolo gratuito, degli atti societari, nonché degli atti che riguardino, oltre ai beni immobili di cui sopra, anche beni mobili.
Si porrà, in quel momento, il problema del coordinamento delle discipline della trascrizione e della registrazione, con conseguente problema circa la persistente applicabilità dell’art. 2669 c.c., e quindi della trascrivibilità degli atti per cui non è stata pagata l’imposta di registro.
34) ATTI DI TRASFERIMENTO DI AUTOVEICOLI -
Ai sensi dell’articolo 17, commi 17 e 18 del collegato alla Finanziaria 1998, a decorrere dal 1° luglio 1998 gli atti di trasferimento di veicoli a motore sono soggetti a tassazione in base alla potenza effettiva, anziché ai cavalli fiscali; la relativa tariffa è stata emanata con D.M. 8 luglio 1998 n. 223 (in G.U. n. 160 del giorno 11 luglio 1998). Inoltre, con decorrenza immediata (1° gennaio 1998), viene previsto l’obbligo dell’acquirente di trascrivere il passaggio di proprietà entro sessanta giorni dalla data dell’atto, pena la sanzione da lire 1.000.000 a lire 5.000.000. Per gli atti posti in essere nel 1997 è consentito procedere alla trascrizione entro 90 giorni dall’entrata in vigore della nuova normativa, senza applicazione di sanzioni. È inoltre espressamente previsto che per l’esonero dall’obbligo di pagamento della tassa di circolazione sarà sufficiente, d’ora in avanti, produrre idonea documentazione attestante l’inesistenza del presupposto giuridico per l’applicazione della tassa (e quindi, in pratica, copia della dichiarazione unilaterale di vendita autenticata).
Altre novità sono previste nel decreto legislativo istitutivo dell’IRAP. In particolare, è disciplinata all’articolo 56 l’istituzione dell’imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione nel pubblico registro automobilistico, determinata sulla base di apposita tariffa da emanarsi con decreto del Ministro delle Finanze. Ai sensi del comma 7, alle formalità richieste ex art. 2688 c.c. si applicherà un’imposta pari al doppio della relativa tariffa (per evidenti fini antielusivi). Al comma 8 si prevede che, per gli atti societari, il termine per la richiesta delle formalità di cui sopra è di sei mesi a decorrere dalla pubblicazione nel Registro delle Imprese. La norma non prevede le stesse sanzioni sopra indicate, che devono pertanto ritenersi inapplicabili alla fattispecie in oggetto. Si pone inoltre un problema di coordinamento, in quanto risulta incerto il trattamento degli atti societari che però comportano trasferimento di autoveicoli (ad esempio, conferimenti, cessioni di aziende, ecc.): nel dubbio, è opportuno ritenere, prudenzialmente, applicabile la disposizione sanzionatoria anche a queste fattispecie.
Il successivo articolo 57 prevede, in concomitanza, che gli atti di trasferimento di autoveicoli non saranno più soggetti a registrazione a decorrere dal 1° gennaio 1999, sia che siano stipulati in forma privata che pubblica, e non saranno più in alcun caso soggetti ad imposta di registro o imposta di donazione.
35) PLUSVALENZE DA CESSIONI DI QUOTE SOCIALI -
Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del D.L. 28 settembre 1997 n. 328, convertito con legge 29 novembre 1997 n. 410, in caso di cessione di quote a titolo oneroso con opzione per il c.d. regime forfettario di tassazione, la relativa aliquota è stabilita nella misura del 2,10 % del prezzo di cessione.
Il regime forfettario rimarrà in vigore fino al 30 giugno 1998; a partire dal successivo 1° luglio 1998 entrerà in vigore il D. Lgs. 461/1997, di attuazione della delega contenuta nell’art. 3, comma 160, della legge 662/1996, a seguito del quale non vi sarà più possibilità di optare per tale regime forfettario. Le cessioni avverranno pertanto tutte in regime analitico (cfr. il novellato art. 82 T.U.I.R.), con l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquote differenziate (art. 3, comma 1, e art. 5):
- del 27 % in caso di cessione di partecipazioni qualificate, cioè, relativamente alle società non quotate, superiori al 20 % dei diritti di voto o comunque al 25 % del capitale (lettera c) del novellato art. 81 T.U.I.R.);
- del 12,50 % in caso di cessione di partecipazioni non qualificate (lettera c bis) del novellato art. 81 T.U.I.R.).
Gli obblighi del notaio nel nuovo regime sono previsti dall’articolo 10 del suddetto decreto legislativo.
Il D. Lgs. 461/1997 è stato in parte corretto con D. Lgs. 16 giugno 1998 n. 201 (in G.U. n. 150 del 30.6.1998).
36) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
Con D.P.R. 23 marzo 1998 n. 100 (in G.U. n. 88 del 16.4.1998), recante “semplificazione e razionalizzazione di alcuni adempimenti contabili in materia di imposta sul valore aggiunto”(in attuazione della delega contenuta nell’articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996 n. 662), è stato introdotto l’obbligo di liquidazione periodica Iva; in particolare, è previsto, a decorrere dal 1° gennaio 1999, l’obbligo per il contribuente di presentare mensilmente apposita dichiarazione, da presentarsi su modello da approvarsi con decreto dirigenziale, dalla quale dovranno risultare le liquidazioni periodiche dell’IVA. È previsto, inoltre, che ove l’importo dell’IVA da versare non sia superiore a lire 50.000, il versamento debba essere effettuato insieme a quello relativo al mese successivo.
37) - MARCHE “CICERONI”.
Ai sensi dell’articolo 2, comma 156, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, a decorrere dal 1° gennaio 1999 non sono più dovuti i contributi previdenziali disciplinati dall’art. 1, primo comma, lett. a) della legge 12.3.1968 n. 410 (marche ciceroni).
La legge 17 dicembre 1997 n. 433 (in G.U. n. 295 del 19.12.1997) ha delegato il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi per disciplinare l’introduzione dell’Euro nell’ordinamento italiano. In attuazione di tale delega è stato finora emanato il D. Lgs. 24 giugno 1998 n. 213 (in G.U. n. 157 del giorno 8.7.1998). Il panorama normativo si completa con i regolamenti CE n. 1103/97 del 17 giugno 1997 (in G.U.C.E. n. L 162 del 19.6.1997), e n. 974/98 del 3 maggio 1998 (in G.U.C.E. n. L 139/1 dell’11.5.1998); fonti, queste ultime, sovraordinate rispetto alla legislazione statale.
Tra le disposizioni di maggior interesse notarile, rilevano le seguenti:
1) - l’Euro è moneta avente corso legale nello Stato (art. 2 Regolamento CE n. 974/98), unitamente alla lira nel periodo transitorio, fino cioè al 31.12.2001, per gli effetti dell’articolo 1277 del codice civile (adempimento delle obbligazioni pecuniarie): conseguentemente è data facoltà ad ogni debitore di pagare in Euro, anche se al momento della conclusione del contratto questa moneta non esisteva. Poiché, tuttavia, l’Euro è moneta solo scritturale, cioè smaterializzata, per tutto il periodo transitorio, la possibilità di effettuare pagamenti in Euro è data solo attraverso gli strumenti relativi (bonifico bancario, assegno circolare, assegno bancario, e simili). Quanto sopra vale anche per le obbligazioni tra privati tipicamente ricorrenti nell’attività notarile: pagamenti di mutui, di obbligazioni derivanti da compravendite, ecc.;
2) - in applicazione del principio di continuità, l’art. 2 del Regolamento CE n. 1103/97 dispone che “l’introduzione dell’Euro non avrà l’effetto di alterare alcun termine di uno strumento giuridico, né di sollevare o dispensare dall’adempimento di qualunque strumento giuridico, né di dare ad una parte il diritto di modificare o porre fine unilateralmente ad uno strumento giuridico”.
3) - in applicazione del principio “né obbligo, né divieto”, la somma come sopra pagata in Euro, viene accreditata sul conto del creditore nella denominazione in cui tale conto è espresso (art. 8, comma 3, Regolamento CE n. 974/98);
4) - salvo quanto sopra detto, i contratti stipulati prima dell’avvento dell’Euro manterranno la loro denominazione nella valuta originaria (art. 7 Regolamento CE n. 974/98);
5) - i nuovi contratti, stipulati a partire dal 1° gennaio 1999, possono essere denominati sin dall’origine in Euro. Ciò significa che è possibile stipulare, a partire dal 1° gennaio 1999, contratti di mutuo denominati in Euro, o contratti di compravendita in cui il prezzo è denominato in Euro.
Ovviamente, nulla impedisce che nei nuovi contratti vengano indicati sia gli importi in Euro che quelli in lire (ciò sarà anzi consigliabile nel periodo transitorio).
Per quanto concerne le modalità di iscrizione dell’ipoteca, il Ministero delle Finanze, con circolare n. 293/T del 23 dicembre 1998, ha chiarito che gli importi da indicare nel quadro “A” della nota di iscrizione (ipoteca, capitale garantito, interessi, spese) devono comunque essere indicati in lire, salvo indicare nel quadro “D” gli importi in Euro, unitamente alla precisazione che si tratta di mutuo o debito in Euro. Non è invece evidentemente da barrare l’apposita casella del quadro “A”, “importi in valuta estera”. Deve ritenersi consentito procedere all’iscrizione con tali modalità, anche ove nell’atto di concessione dell’ipoteca gli importi siano indicati solamente in Euro, e non anche in lire: si procederà, in tal caso, agli arrotondamenti in base alle relative norme di legge.
Per quanto riguarda le domande di annotamento, in caso di riduzione dell’ipoteca, della somma dovuta, o per l’indicazione dell’importo degli immobili liberati, da indicarsi nel quadro “A”, le somme relative vanno indicate in lire, mentre nel quadro “D” si indicheranno gli importi in Euro.
6) - dal 1° gennaio 2002 tutti i contratti saranno ridenominati in Euro, che diverrà l’unica moneta avente corso legale nello Stato, per gli effetti di cui all’art. 1277 del codice civile (Art. 14 Regolamento CE n. 974/98). Per i contratti già stipulati in precedenza, le parti possono pattuirne la ridenominazione in Euro (art. 8 Regolamento CE n. 974/98). La ridenominazione avviene, a norma dell’articolo 7 del D. Lgs. 213/1998, arrotondando al secondo decimale per difetto o per eccesso a seconda che sia inferiore o non inferiore a 0,005 Euro. Quindi, se il terzo decimale è uguale a 0,005 Euro, l’arrotondamento si effettua per eccesso.
7) - i contratti già indicizzati al Tasso Ufficiale di Sconto manterranno l’indicizzazione al “tasso di riferimento” determinato periodicamente dalla Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 2 del D. Lgs. 213/1998.
Con decreto del Ministro delle Finanze del 23 dicembre 1998 (sul “Sole 24 Ore” del 29.12.1998) è stata prevista la sostituzione, per i rapporti giuridici già esistenti ed indicizzati al tasso “Ribor”, con decorrenza dal 30 dicembre 1998, del suddetto tasso “Ribor” con il tasso “Euribor”, quest’ultimo da moltiplicarsi per 365/360.
8) - a partire dal 1° gennaio 1999 è possibile costituire nuove società con capitale denominato in Euro. Per quanto riguarda il capitale delle società di capitali, l’articolo 4 del D. Lgs. 213/1998 disciplina i nuovi minimi (in particolare, 100.000 Euro per le società per azioni, 10.000 Euro per le società a responsabilità limitata, salvi i diversi importi per alcune società speciali). Questi minimi troveranno applicazione:
a) - per tutte le società a partire dal 1° gennaio 2002;
b) - per quelle società che, dal 1° gennaio 1999, si costituiscano con capitale espresso in Euro.
Vengono altresì disciplinati i nuovi minimi e massimi delle quote e azioni delle cooperative (art. 4, comma 2, lett. c, del D. Lgs. 213/1998), rilevandosi peraltro un difetto di coordinamento con le previgenti disposizioni (ex legge 59/1992) che prevedono l’elasticità e l’indicizzazione del limite massimo delle quote delle cooperative, configurandosi quindi un possibile eccesso di delega.
Nulla impedisce che il capitale delle neo costituite società venga indicato sia in Euro che in lire.
Ai fini dell’iscrizione nel Registro delle Imprese, si riscontra un’incongruenza tra la modulistica cartacea (approvata con D.M. 7 agosto 1998), adeguata all’entrata in vigore dell’Euro, ed il software “Fedra”, versione 5.0, che non prevede invece tale distinzione. Di conseguenza:
a) - in caso di utilizzo di modulistica cartacea, i relativi importi vanno indicati alternativamente in Lire o in Euro, e ciò anche ove il capitale sia stato indicato nell’atto costitutivo in entrambe le valute;
b) - in caso di utilizzo del programma “Fedra 5.0”, fino a quando questo non verrà opportunamente adeguato, gli importi andranno indicati in ogni caso in lire, salvo precisare nelle annotazioni gli importi in Euro.
Per l’adeguamento del capitale già denominato in lire delle società di capitali, l’articolo 17 del D. Lgs. 213/1998 detta le regole di conversione e di arrotondamento, che comporta, a seconda dei casi, l’aumento gratuito o la riduzione del capitale sociale. Il tutto, trattandosi di società con azioni il cui valore nominale è superiore a lire 200, potrà avvenire senza necessità di verbale di assemblea notarile, ma con semplice deliberazione dell’organo amministrativo, pur con il rispetto dell’art. 2436 del codice civile, e quindi con la necessità di omologa delle suddette deliberazioni. Le stesse regole si applicano, in quanto compatibili, per le società a responsabilità limitata. Se, viceversa, il valore nominale delle azioni è inferiore a lire 200, ovvero quando si tratta di azioni privilegiate, permane la necessità della deliberazione dell’assemblea straordinaria verbalizzata da notaio.
Il capitale sociale come sopra ridenominato in Euro dovrà essere indicato negli atti e nella corrispondenza (art. 2250 c.c.) entro il secondo esercizio successivo a quello nel quale la variazione è avvenuta (art. 17, comma 7, D. Lgs. 213/1998).
Nulla dispone il decreto legislativo in commento per il capitale delle società di persone registrate, che pure ha una sua rilevanza normativa, desumibile dall’articolo 2306 del codice civile. Ne deriva che, relativamente alle società di persone registrate, rimane l’esigenza di stipula dell’atto notarile per l’adeguamento del capitale, ai fini dell’iscrizione nel registro delle imprese.
9) - A decorrere dal 1° gennaio 1999 le imprese possono ad ogni effetto adottare l’Euro quale moneta di conto al posto della lira; adozione che diverrà obbligatoria dal 2002 (art. 16 D. Lgs. 213/1998). L’art. 16, comma 4, del D. Lgs. 213/1998 stabilisce, per il periodo transitorio, che a partire dal primo documento contabile obbligatorio redatto in Euro, tutti quelli successivi dovranno essere redatti nella medesima valuta. Le regole suddette trovano applicazione anche agli operatori economici diversi dalle imprese, e quindi anche ai professionisti (art. 20 D. Lgs. 213/1998).
10) - Per quanto specificamente concerne i profili fiscali, l’art. 47, comma 2, del D. Lgs. 213/1998 prevede che le dichiarazioni relative ad imposte sui redditi, Iva, Irap e dei sostituti d’imposta possono essere presentate con gli importi indicati in Euro a partire dai periodi d’imposta aventi decorrenza dal 1° gennaio 1999. Il Ministero delle Finanze, con circolare n. 291/E del 23 dicembre 1998, ha dettato alcune importanti regole applicative:
a) - le regole di arrotondamento di cui all’art. 7 del D. Lgs. 213/1998 ed all’art. 5 del Regolamento CE n. 1103/97 trovano applicazione anche in materia fiscale (con arrotondamento per eccesso degli importi che si pongono nel mezzo), in contrasto con il metodo finora usato (che prevede, al contrario, l’arrotondamento per difetto per gli importi che si pongono nel mezzo);
b) - l’articolo 20 del D. Lgs. 213/1998 si riferisce, tra l’altro, anche ai professionisti;
c) - le fatture possono essere emesse liberamente in lire o in euro, o con la doppia indicazione delle due valute. Esse non vengono ricomprese tra i documenti contabili obbligatori a rilevanza esterna ai sensi dell’art. 16 del D. Lgs. suindicato. La conversione da lire ad euro e viceversa (ad esempio, per le fatture acquisti da registrare) avviene con i medesimi criteri di arrotondamento surriportati.
d) - anche la contabilità può essere tenuta in lire, in euro od in entrambe le valute (in quest’ultimo caso distinguendo colonne in lire per le fatture denominate in lire e colonne in euro per le fatture denominate in euro). Ove non si tenga la contabilità in doppia valuta, è consentito registrare in lire le fatture acquisti emesse in euro, e viceversa, a seconda della valuta utilizzata per la contabilità.
e) - le dichiarazioni Iva possono essere presentate in lire o in euro. Ove, peraltro, si scelga di presentare una dichiarazione periodica in euro, i successivi comportamenti devono essere uniformati a tale scelta.
f) - anche per gli altri tributi indiretti diversi dall’Iva, i contribuenti possono indicare in Euro i valori contenuti negli atti e nelle dichiarazioni. Ciò significa che, per gli atti ricevuti o autenticati e per le dichiarazioni presentate a partire dal 1° gennaio 1999 è possibile indicare i valori in Euro, ai fini delle relative imposte (di registro, ipotecarie, catastali, bollo, sostitutiva Invim, tassa sui contratti di borsa) in Euro.
g) - ove sia necessario presentare dichiarazioni sostitutive, rettificative, integrative, le stesse vanno presentate nella stessa valuta utilizzata per la dichiarazione originaria.
h) - per quanto invece concerne l’imposta Invim, avendo la stessa come riferimento date anteriori al 1993, secondo la suddetta circolare ministeriale (che appare criticabile sotto questo profilo) le relative dichiarazioni devono essere comunque presentate in lire, e ciò anche quando l’Euro diverrà l’unica moneta avente corso legale, quindi anche nel corso dell’anno 2002.
i) - per quanto concerne l’imposta di bollo, dal 1° gennaio 1999 è previsto che venga indicato anche il controvalore in Euro per i valori di importo non inferiore a lire 1.000; per quelli di importo inferiore rimarrà indicato solo l’importo in lire. Con decreto del direttore generale del Dipartimento delle Entrate (in G.U. n. 10 del 15 gennaio 1999) si prevede la modifica della grafica dei valori bollati, inserendo anche il valore in Euro: ciò per i valori bollati di qualunque tipologia e taglio.
l) - a prescindere dalla valuta utilizzata per gli atti e le dichiarazioni e per le liquidazioni del debito tributario, il contribuente è libero di scegliere la lira o l’euro per il pagamento delle imposte.
m) - Con decreto dirigenziale in data 15 dicembre 1998 è stato approvato il nuovo modello sostitutivo del modello F24 per il pagamento unificato di imposte dirette, Iva, contributi, che consente anche il pagamento in Euro.
n) - Con decreto dirigenziale 17 dicembre 1998 (in Suppl. ord. n. 209 alla G.U. n. 301 del 28.12.1998) è stato approvato il nuovo modello F23 per il pagamento delle imposte indirette diverse dall’Iva, che consente anche il pagamento in Euro. Secondo le istruzioni annesse a tale modello, l’importo da pagare, ove espresso in Euro, deve essere arrotondato all’unità, per difetto se la frazione non è superiore a 50 centesimi di Euro, o per eccesso se superiore. Per quanto concerne, peraltro, gli importi delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, l’arrotondamento deve essere preliminarmente effettuato alle 10.000 lire per difetto, se la frazione non è superiore alle 5.000 lire, o per eccesso se superiore; l’importo così ottenuto deve essere convertito in Euro e arrotondato all’unità di Euro così come indicato in precedenza.
11) - La circolare del Ministero delle Finanze n. 293/T del 23 dicembre 1998 ha annunciato che, prossimamente, nelle visure e certificazioni catastali verranno indicate le rendite catastali ed i redditi dominicali ed agrari con i doppi importi, in lire ed in Euro, questi ultimi arrotondati come per legge.
12) - La suddetta circolare n. 293/T del 23 dicembre 1998 ha chiarito che il pagamento delle somme dovute alle Conservatorie può avvenire sia in lire che in Euro; peraltro, ove si proceda al pagamento in contanti, consentito a seguito del ripristino dei servizi di cassa, il pagamento potrà avvenire solo in lire.
13) - Ai fini dell’iscrizione a repertorio degli atti in cui sono indicati importi in Euro, deve ritenersi valga il principio suesposto “né obbligo, né divieto”, con la conseguenza che - salva l’esigenza di congruenza con le risultanze dell’atto, e quindi in correlazione con le valute indicate nello stesso - sarà possibile indicare gli importi in lire, in euro o in entrambe le valute. In concreto, sarà consigliabile, nel periodo transitorio, indicare in atto entrambe le valute, e quindi - almeno fino a diverse istruzioni ministeriali - indicare nel repertorio i soli importi in lire.
L’atto o la delibera societaria con la quale si converta il capitale da lire ad euro dovrà ritenersi soggetto ad onorario in misura fissa di lire 80.000, salva l’applicazione dell’onorario graduale in relazione ad eventuali aumenti o riduzioni del capitale.
L’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 (c.d. collegato alla Finanziaria 1999, in Suppl. ord. n. 210/L alla G.U. n. 302 del 29.12.1998) prevede - a decorrere dal 1° gennaio 1999 - nuove agevolazioni per i soggetti che alienano l’abitazione per la quale hanno già usufruito di agevolazioni, ed entro un anno dall’atto di alienazione riacquistano una nuova abitazione, in presenza dei requisiti per usufruire nuovamente delle agevolazioni stesse. L’agevolazione consiste in un credito di imposta, fino a concorrenza del minore importo tra l’imposta di registro o l’Iva pagata in relazione al precedente acquisto agevolato, e l’imposta di registro o l’Iva dovuta per l’acquisto della nuova abitazione.
Condizioni per ottenere la nuova agevolazione sono quindi le seguenti:
1) - aver usufruito in passato delle agevolazioni per la prima casa (ai fini dell’imposta di registro o dell’Iva), in base ad uno dei provvedimenti legislativi succedutisi dal 1982 ad oggi, e quindi aver acquistato un immobile abitativo a decorrere da tale data;
2) - aver alienato (a qualsiasi titolo, anche gratuito) l’immobile agevolato;
3) - che non sia trascorso più di un anno dall’alienazione dell’immobile agevolato;
4) - l’acquisto, a qualsiasi titolo (ovviamente però sempre a titolo oneroso, ex art. 1, nota II-bis della tariffa allegata al D.P.R. 131/1986, richiamata dalla nuova norma), di abitazione non di lusso, da soggetto privato o da imprenditore, e quindi soggetto indifferentemente ad imposta di registro o ad Iva;
5) - la sussistenza, rispetto al nuovo acquisto, delle condizioni per usufruire delle agevolazioni per la prima casa.
(Con riferimento al requisito sub 4), la legge parla di acquisto a qualsiasi titolo in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis dell’art. 1 della tariffa, il che potrebbe far pensare alla possibilità, ad esempio, ricorrendo le suddette condizioni di cui alla nota II-bis, di acquistare per donazione usufruendo delle agevolazioni per il riacquisto, senza usufruire delle agevolazioni per la prima casa. Senonché, il comma 2 dell’art. 7 parla di “imposta di registro” relativa all’“atto di acquisto agevolato” che determina il credito d’imposta, con ciò facendo apparire che il credito d’imposta medesimo nasce solo a seguito di un atto soggetto ad imposta di registro agevolata).
Ricorrendo questi presupposti, sorge il credito d’imposta, che può essere utilizzato in uno dei seguenti modi:
a) - diminuendo l’imposta di registro dovuta sul nuovo atto di acquisto agevolato (sembra, dal tenore letterale della norma, che non possano diminuirsi le imposte ipotecarie e catastali, probabilmente perché già dovute in misura fissa; ciò comporta che sono comunque dovute le imposte fisse ipotecaria e catastale per il nuovo acquisto; inoltre, nell’ipotesi in cui venga assorbita con il credito d’imposta l’intera nuova imposta di registro, probabilmente è comunque dovuta l’imposta fissa di registro).
b) - diminuendo le imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute su altri atti e denuncie presentati successivamente al sorgere del credito.
c) - diminuendo le imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base a dichiarazioni da presentarsi successivamente al sorgere del credito.
d) - utilizzando il credito d’imposta in compensazione ai sensi del D. Lgs. 9 luglio 1997 n. 241.
Tra le modalità di utilizzo non vi è la diminuzione dell’imposta sul valore aggiunto dovuta in relazione al nuovo acquisto (l’ipotesi principale è quella dell’acquisto da impresa costruttrice): in questo caso l’unico modo per usufruire delle agevolazioni è quello sub lettere b), c) e d).
Non è neanche utilizzabile, quale modalità di utilizzo del credito d’imposta, la richiesta di rimborso delle imposte già pagate in occasione del primo acquisto.
Rispetto alle modalità di fruizione sub lettere b), c) e d), occorre d’altronde precisare che la legge non prevede alcun termine per usufruire del credito d’imposta, che può quindi essere utilizzato anche dopo anni dall’acquisto agevolato.
Nulla impedisce, inoltre, che il credito d’imposta venga utilizzato in parte diminuendo una determinata imposta (ad esempio, imposta di registro), ed in parte un’altra (ad esempio, Irpef).
La legge non impone poi particolari oneri di documentazione al contribuente che intenda usufruire della nuova agevolazione: sembra doversi ritenere che, salva l’opportunità di indicare in atto gli estremi del primo atto di acquisto agevolato e del relativo atto di alienazione, non vi sia comunque un obbligo in questo senso, non potendo comunque l’Amministrazione finanziaria, in ottemperanza alle norme regolatrici del procedimento amministrativo, richiedere al contribuente documentazione di cui si trovi già in possesso.
La legge non prevede una richiesta di agevolazioni in atto a pena di decadenza, né alcuna dichiarazione della parte acquirente: si ritiene peraltro necessario, vista la facoltà di scelta del contribuente tra più modalità di utilizzo del credito di imposta, che il contribuente, in atto o con separata istanza da produrre al momento della registrazione, chieda all’ufficio di avvalersi del credito d’imposta in diminuzione dell’imposta di registro dovuta per il nuovo acquisto: diversamente l’ufficio non potrebbe autonomamente prendere tale decisione.
La nuova norma agevolativa si riferisce sempre all’acquisto di “casa di abitazione”, non contemplando, a differenza dell’art. 1, nota II-bis della tariffa allegata al D.P.R. 131/1986, le pertinenze. Sembra peraltro, per evidenti ragioni di omogeneità di trattamento fiscale, che anche queste ultime debbano essere ricomprese nella nuova disposizione, sia pure agevolando il riacquisto di una pertinenza solo a fronte dell’alienazione di altra pertinenza, o di una nuova abitazione a fronte dell’alienazione di una precedente abitazione.
Occorre infine rammentare che, ove l’atto di alienazione del primo immobile agevolato venga posto in essere quando non siano ancora decorsi cinque anni dall’acquisto, al fine di evitare la decadenza dalle agevolazioni e le relative sanzioni è necessario:
1) - che entro un anno dall’alienazione si acquisti un altro immobile;
2) - che il nuovo immobile venga adibito dall’acquirente a propria abitazione principale (quest’ultima condizione è prescritta dalla nota II-bis dell’art. 1 della tariffa all’esclusivo fine di evitare la decadenza dalle agevolazioni e le sanzioni relative, e non, quindi, ai fini della nuova disciplina agevolativa. In ogni caso, nessuna menzione obbligatoria è richiesta in atto).
L’articolo 7, comma 9, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 prevede infine - ferma restando l’esclusione del rimborso d’imposta, ed a condizione che si tratti di rapporti tributari non ancora definiti - una “sanatoria” per le ipotesi in cui si sia usufruito di agevolazioni prima casa in base al D.L. n. 12/1985, avendone già usufruito in base alla legge n. 168/1982.
L’articolo 7, comma 3, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 consente di mantenere il beneficio della detrazione degli interessi pagati in relazione a mutui ipotecari estinti, con successiva stipula di un nuovo mutuo di importo non superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri collegati. La disposizione si applica anche ai mutui estinti ed a quelli stipulati nel corso dell’intero periodo d’imposta 1998.
La disposizione in esame non prevede alcun termine entro il quale stipulare il nuovo mutuo, dopo che si è estinto il precedente: nulla vieterebbe quindi, teoricamente, di stipulare il nuovo mutuo in un diverso periodo d’imposta, rispetto a quello in cui è stata effettuata l’estinzione.
La norma non pone inoltre alcuna limitazione in ordine al motivo per cui viene estinto il mutuo e stipulato uno nuovo: può, ad esempio, anche ipotecarsi un immobile diverso da quello precedentemente ipotecato.
La norma suddetta non trova applicazione, ovviamente, per le rinegoziazioni del tasso di interesse in senso tecnico (modifiche contrattuali che non comportano l’estinzione del preesistente mutuo), per le quali nessun problema si poneva anche in assenza della nuova disposizione.
L’articolo 7, comma 5, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 modifica l’articolo 3, comma 134, lettera g), della legge 23 dicembre 1996 n. 662, eliminando la previsione della registrazione agli uffici del Territorio, ed introducendo nuove deleghe al Governo, il quale dovrà provvedere a realizzare:
- l’utilizzazione di procedure telematiche per gli adempimenti presso gli uffici finanziari;
- la semplificazione e l’unificazione di tutte le operazioni di competenza degli uffici finanziari in materia immobiliare, anche mediante definizione di un codice unico identificativo;
- l’armonizzazione e l’autoliquidazione delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, di bollo, e degli altri tributi e diritti collegati;
- la determinazione degli imponibili degli immobili su base catastale, quando saranno definite le nuove rendite, ad eccezione dei terreni edificabili e dei fabbricati non ultimati (compresi, quindi, i fabbricati rurali);
- revisione della disciplina dei relativi procedimenti tributari.
Al comma 6 è prevista poi l’emanazione di regolamenti e decreti ministeriali di natura non regolamentare per organizzare e disciplinare gli uffici dell’Amministrazione finanziaria in conseguenza di quanto sopra.
L’articolo 31, comma 21, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 prevede che, in sede di revisione catastale, è data facoltà agli Enti locali, con proprio provvedimento, di accorpare al demanio stradale le porzioni di terreno utilizzate ad uso pubblico ininterrottamente da oltre venti anni. Il tutto, peraltro, previa acquisizione del consenso da parte degli attuali proprietari.
Il provvedimento è soggetto a registrazione e trascrizione, ma a titolo gratuito (articolo 31, comma 22), quindi senza pagamento né di imposte ipotecarie, né di tasse ipotecarie.
CESSIONE IN PROPRIETÀ DI AREE P.E.E.P.
L’articolo 31, commi da 45 a 50, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 ridisciplina integralmente, con effetto dal 1° gennaio 1999, la cessione in proprietà, da parte dei Comuni, di aree già concesse in diritto di superficie, abrogando le corrispondenti disposizioni contenute nella legge 549/1995 e nella legge 662/1996. La nuova disposizione prevede ora l’accettazione dei singoli proprietari degli alloggi condominiali, per la quota millesimale corrispondente, e non più la deliberazione dell’assemblea del condominio.
Ne consegue che alcuni condomini possono essere pieni proprietari dell’appartamento e della quota millesimale dell’area, ed altri invece solo proprietari superficiari.
Vengono inoltre previsti nuovi criteri per la determinazione del corrispettivo della cessione in proprietà.
L’articolo 32 della legge 23 dicembre 1998 n. 448 dispone che i beni immobili di interesse storico e artistico dello Stato, delle regioni, delle provincie e dei comuni non sono alienabili salvo che nelle ipotesi da prevedersi con apposito regolamento. Vengono peraltro fatte salve le procedure di alienazione già avviate in attuazione dell’articolo 12 della legge 15 maggio 1997 n. 127.
L’articolo 33 della legge 448/1998 prevede, per i beni immobili oggetto di notifica in base alle norme anteriori alla legge 1089/1939, la ricomprensione nel regime dei beni vincolati in base a quest’ultima normativa, su domanda degli interessati, prevedendo altresì che agli atti di alienazione posti in essere fino a tutto il 31 dicembre 1998, relativi agli immobili suddetti, non si applichino le disposizioni del capo III, sezione II, della legge 1089/1939 (cioè le disposizioni dagli articoli da 30 a 34 sulla prelazione dello Stato avente ad oggetto i beni culturali).
OBBLIGAZIONI DI SOCIETÀ COOPERATIVE
La disciplina, innovativa, delle obbligazioni di cooperative è contenuta nell’articolo 58 della legge 23 dicembre 1998 n. 448.
PAGAMENTO DI IMPOSTE AGLI UFFICI FINANZIARI
Con decreto dirigenziale 17 dicembre 1998 (in Suppl. ord. n. 209 alla G.U. n. 301 del 28.12.1998) è stato approvato il nuovo modello F23, utilizzabile con decorrenza dal 1° gennaio 1999, per il pagamento di imposte indirette agli uffici finanziari. Lo stesso decreto modifica alcuni codici tributo utilizzati per il pagamento delle imposte suddette. In particolare vanno segnalati i seguenti codici (così testualmente descritti):
- 111T - Imposta di registro - agevolazioni prima casa
(utilizzabile sia per l’imposta proporzionale che per l’imposta fissa, in caso di atto soggetto ad Iva)
- 109T - Imposta di registro per atti, contratti verbali e denunce
(utilizzabile come codice residuale, sia per imposta fissa che proporzionale)
- 104T - Imposta registro trasferimento fabbricati e relativi
(sia imposta fissa che proporzionale)
- 105T - Imposta registro trasferimento terreni e relativi
(sia imposta fissa che proporzionale).
I codici per il versamento delle altre principali imposte di interesse notarile (ipotecarie, catastali, Invim, sostitutiva Invim, donazione globale o sulle singole quote, bollo, tassa sui contratti di borsa, tasse ipotecarie, tributi speciali per la registrazione) rimangono invariati.
A partire dal 1° gennaio 1999 non possono più essere utilizzati i vecchi modelli F23 ed F32 per il pagamento delle imposte suindicate.
Con lo stesso decreto dirigenziale sono poi approvati il nuovo modello “allegato 8” da presentare unitamente alla richiesta di registrazione, il modello “allegato 10” da presentare per la richiesta di formalità ipotecarie, e il modello “allegato 9”, prospetto di autoliquidazione delle imposte relative a denuncie di successione.
Si rileva, inoltre, che l’articolo 1, comma 1, lettera d) del D. Lgs. 19 novembre 1998 n. 442 (in G.U. n. 287 del 9 dicembre 1998) ha abolito il vincolo territoriale, riferito alla sede dell’ufficio finanziario competente, per il versamento ai concessionari della riscossione; conseguentemente - con rilevanza pratica soprattutto per le trascrizioni da effettuarsi in altre Conservatorie e per le denuncie di successione da presentarsi ad altri Uffici del registro - diviene possibile il versamento a qualsiasi concessionario.
SERVIZI DI CASSA DELLE CONSERVATORIE
Con D. Lgs. 19 novembre 1998 n. 442 (in G.U. n. 287 del 9.12.1998) sono state emanate disposizioni integrative e correttive, tra l’altro, del D. Lgs. 9 luglio 1997 n. 237, relativo alla soppressione dei servizi di cassa degli uffici finanziari. In particolare, è stato modificato il comma 3 dell’art. 6, ed è stato aggiunto il seguente comma 3-bis: “Nel caso di pagamento contestuale di imposte ipotecaria o di bollo e di tasse ipotecarie, queste ultime possono essere riscosse e versate con le modalità di cui all’articolo 4”.
In attuazione di quanto sopra, con Decreto dirigenziale 16 dicembre 1998 (in G.U. n. 296 del 19.12.1998) sono stati ripristinati i servizi di cassa degli Uffici dipendenti dal Dipartimento del Territorio. Ai sensi dell’art. 1 di tale decreto, che “Le somme corrispondenti alle tasse ipotecarie ... sono riscosse presso gli uffici periferici del Dipartimento del Territorio ... Sono altresì riscosse presso gli uffici dipendenti dal Dipartimento del territorio ... l’imposta di bollo, le sanzioni amministrative e ogni altro corrispettivo da riscuotersi contestualmente ai servizi resi dai predetti uffici. Resta ferma la possibilità ... di versare ai concessionari della riscossione, le tasse ipotecarie corrisposte contestualmente all’imposta ipotecaria e all’imposta di bollo”. A norma dell’articolo 2, “Presso gli uffici dipendenti dal Dipartimento del territorio, l’imposta di bollo è riscossa in modo virtuale”. Ai sensi dell’articolo 3, “Le entrate corrispondenti ai servizi resi dagli uffici del Dipartimento del territorio sono riscosse in contante, o con gli altri titoli ammessi in pagamento, espressi in lire e in euro”. L’articolo 4 dispone che “Per il pagamento delle somme dovute tramite carte di pagamento saranno utilizzati terminali POS che potranno essere forniti dalle banche”. A norma dell’articolo 7, “I versamenti corrispondenti alle somme prelevate presso i dipendenti uffici e quelli corrispondenti ad importi pagati con sistemi elettronici, sono effettuati al lordo dei compensi spettanti alle banche intermediarie del servizio”.
La riscossione delle imposte ipotecarie deve invece tassativamente avvenire con le modalità di cui all’art. 4 del D. Lgs. 237/1997.
Con successivo Decreto dirigenziale 17 dicembre 1998 (in suppl. ord. n. 209 alla G.U. n. 301 del 1998) è stato però disposto, all’art. 2, che “Le tasse ipotecarie di cui alla lettera h) dell’art. 2 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 237, possono essere corrisposte con le modalità di cui all’art. 1, nell’ipotesi in cui il loro versamento sia contestuale al pagamento di imposte ipotecarie o di bollo”. Ciò significa che, in base a quest’ultimo provvedimento, che ovviamente prevale sul precedente, anche in caso di pagamento di sola imposta di bollo è legittimo pagare la tassa ipotecaria al concessionario della riscossione.
Con Decreto Dirigenziale 14 dicembre 1998 (in G.U. n. 299 del 23 dicembre 1998) è stato poi previsto che il versamento delle tasse ed altre somme agli uffici dipendenti sia dal Dipartimento del Territorio che da quello delle Entrate, per cui è previsto l’utilizzo del mod. F23, può essere effettuato anche mediante delega alle Poste Italiane S.p.A. (considerando non lavorativa la giornata del sabato).
COMPETENZA PER LA REGISTRAZIONE DEGLI ATTI
L’articolo 7, comma 7, ultimo periodo, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 ha abrogato l’articolo 2 del D. Lgs. 18 dicembre 1997 n. 463, che prevedeva, con decorrenza dal 1° gennaio 1999, la competenza degli uffici dipendenti dal Dipartimento del Territorio del Ministero delle Finanze per la registrazione degli atti pubblici e scritture private autenticate traslativi o costitutivi a titolo oneroso di immobili o diritti reali immobiliari, soggetti anche a pubblicità nei registri immobiliari. Conseguentemente, rimane invariata la competenza degli uffici del registro, o uffici delle entrate, per la registrazione degli atti immobiliari suddetti.
Con D.M. 10 dicembre 1998 (in G.U. n. 289 del 11.12.1998), adottato ai sensi del nuovo art. 1284 del codice civile, è stato dimezzato, con effetto dal 1° gennaio 1999, il saggio degli interessi legali, che passa dal 5 % al 2,5%.
Non è stato peraltro modificato - entro il 31 dicembre 1998 - il “prospetto dei coefficienti” per la determinazione degli usufrutti a vita e delle rendite o pensioni vitalizie, allegato al D.P.R. 131/1986, calcolato “al saggio di interesse del cinque per cento”. Il prospetto non si riferisce espressamente al saggio legale degli interessi, ma al saggio del cinque per cento senza ulteriormente specificare; al saggio legale fa riferimento peraltro l’art. 48 T.U.. Ai sensi dell’art. 3, comma 164, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, il prospetto dei coefficienti in oggetto deve essere variato, in relazione alla misura del saggio legale degli interessi, con decreto del Ministro delle Finanze, di concerto con il Ministro del Tesoro, da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale non oltre il 31 dicembre dell’anno in cui detta modifica è avvenuta.
Con decreto direttoriale in data 11 gennaio 1999 (in G.U. n. 9 del 13.1.1999) è stato emanato il nuovo prospetto dei coefficienti, prevedendosi, all’articolo 2, che lo stesso si applica agli atti formati dal 1° gennaio 1999. La disposizione peraltro non sembra conforme all’art. 3, comma 164, della legge 662/1996, secondo cui le variazioni “hanno efficacia ... per le successioni aperte e per le donazioni fatte a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è pubblicato il decreto di variazione”.
Con decreto dirigenziale 15 ottobre 1998 (in G.U. n. 250 del 26.10.1998) è stata ridisciplinata la c.d. voltura automatica, in attuazione di quanto previsto dall’art. 2 del D.M. 19 aprile 1994 n. 701. L’argomento è stato inoltre oggetto della Circolare del Ministero delle Finanze n. 287/T del 18 dicembre 1998. Tale modalità di voltura diviene operativa - pur se non obbligatoria - a seguito di successivi decreti dirigenziali emessi in relazione a ciascuna Conservatoria o Ufficio del Territorio. Come immediata conseguenza, occorre rammentare che, ai fini della voltura automatica:
- negli atti devono essere menzionati gli estremi dei tipi di frazionamento e tipi mappali, nonché la cronistoria dei passaggi intermedi non ancora volturati;
- condizioni per l’effettuazione della voltura automatica, secondo quanto affermato nella circolare, sono: che vengano barrate le apposite caselle “atto soggetto a voltura” e “non differita”; che venga corrisposta la prevista tassa ipotecaria di lire 50.000 per ogni formalità avente efficacia di voltura (sostitutiva del tributo speciale di lire 50.000 da pagarsi in catasto), e l’esito positivo dell’elaborazione;
- in caso di banca dati catastale non aggiornata (partita non aggiornata quanto all’intestazione, difetto di aggiornamento quanto all’oggetto), come pure in altri casi espressamente previsti (atto da volturarsi anche al coniuge in comunione legale non comparente, alienazione di quote o diritti parziari, per cui è necessario integrare i dati dell’atto con quelli dei “soggetti a complemento”), è necessario compilare apposito “foglio informativo” con l’apposito software “Allegati”; i dati ivi inseriti vengono riversati nel “quadro D - catasto”, e rilevano ai fini dell’imposta di bollo;
- in caso di intestazione non aggiornata, occorre indicare analiticamente nel foglio informativo i passaggi intermedi, con estremi di registrazione o, in difetto, di trascrizione; è opportuno, anche se non obbligatorio, indicare anche gli estremi di voltura dei passaggi intermedi (in difetto la voltura viene comunque effettuata, ma con l’annotazione “passaggi intermedi da esaminare”.
Non appare, invece, del tutto conforme a legge quanto previsto nella suddetta circolare in relazione all’istanza di attribuzione di rendita ex art. 12 D.L. 70/1988 che, sempre in base a detta circolare, va presentata in Conservatoria unitamente alla nota di trascrizione. Per l’esattezza, tale modalità di presentazione può probabilmente ritenersi conforme al dettato legislativo solo ove sia già stato istituito l’Ufficio del Territorio (in quanto lo stesso esercita congiuntamente le funzioni già attribuite alle conservatorie e agli uffici tecnici erariali, ai sensi dell’art. 42, comma 2, del D.P.R. 27 marzo 1992 n. 287). Negli altri casi, sembra opportuno presentare la domanda di voltura in catasto, con allegata istanza, come previsto dall’art. 12 suddetto.
Con D.M. 30 novembre 1998 (in G.U. n. 285 del 5.12.1998) è stato disposto che la voltura automatica per i beni siti nei Comuni ricadenti nella competenza territoriale catastale dell’ufficio tecnico erariale di Novara, sulla base delle corrispondenti note di trascrizione eseguite presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Verbania, è entrata in vigore il giorno 10 dicembre 1998. Quest’ultimo decreto sostituisce quindi il D.M. 18.11.1998 (in G.U. n. 275 del 24.11.1998), emanato facendo riferimento, erroneamente, alla sola provincia di Novara, anziché alla circoscrizione catastale.
La legge 15 dicembre 1998 n. 441 (in G.U. n. 298 del 22.12.1998) contempla una serie di agevolazioni per i giovani agricoltori, che non abbiano ancora compiuto i quaranta anni, secondo quanto stabilisce il Regolamento CE n. 950/97 del 20 maggio 1997. Nell’ambito dell’attività notarile interessano principalmente le agevolazioni di natura fiscale:
1) - l’art. 13 estende la detrazione Irpef del 41% delle spese di ristrutturazione agli interventi eseguiti su fabbricati rurali sia di natura abitativa, sia strumentale all’attività agricola, purché utilizzati da coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale che non abbiano ancora compiuto i quaranta anni;
2) - in caso di successione o donazione (a partire dal 1° gennaio 1999) tra ascendenti e discendenti entro il terzo grado, ove il beneficiario sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale non ancora quarantenne, iscritto o da iscriversi entro tre anni dal trasferimento alle relative gestioni previdenziali, ovvero soggetto non ancora quarantenne che acquisisca la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale o coltivatore diretto entro due anni dal trasferimento, e si iscriva alle relative gestioni previdenziali entro i successivi due anni, l’articolo 14 della legge prevede l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni, dalle imposte catastali, di bollo e dall’Invim, e la soggezione ad imposta ipotecaria in misura fissa. La legge nulla dispone per l’imposta sostitutiva dell’Invim, per la quale, in base a quanto in precedenza affermato dall’Amministrazione finanziaria, non si applicano le esenzioni previste per l’Invim. Inoltre, in base all’art. 59, lettera b), del D. Lgs. 346/1990, l’imposta di donazione dovrebbe comunque applicarsi in misura fissa. Quanto sopra, a condizione che il beneficiario si obblighi a coltivare o condurre direttamente i fondi rustici per almeno sei anni. Si ritiene che questo obbligo debba essere assunto nell’atto di donazione o nella dichiarazione di successione. L’articolo 14 prevede espressamente che l’incentivo in oggetto è volto a favorire “la continuità dell’impresa agricola, anche se condotta in forma di società di persone”, con ciò legittimando la conclusione che l’agevolazione sia estensibile anche alla successione o donazione avente ad oggetto quote di società personali, ove l’acquirente abbia i requisiti ed assuma gli obblighi di cui sopra, nonché alla successiva regolarizzazione della società di fatto costituitasi tra gli eredi dell’imprenditore agricolo o coltivatore diretto.
3) - in caso di acquisto, anche mediante permuta, a partire dal 1° gennaio 1999, di terreni da parte dei giovani agricoltori in possesso dei requisiti per beneficiare degli aiuti previsti dal regolamento CE n. 950/97, l’imposta di registro si applica nella misura del 75% di quella ordinaria (quindi, in luogo dell’8%, nella misura del 6%). Le imposte ipotecarie, catastale, Invim e di bollo si applicano invece in misura normale. La norma, inoltre, parla di acquisto di terreni, legittimando la conclusione che l’acquisto di fabbricati rurali, a meno che si tratti di pertinenza di terreno agricolo acquistata contestualmente allo stesso, non benefici delle medesime agevolazioni. L’agevolazione ai fini dell’imposta di registro non riguarda, inoltre, l’acquisto di aziende agricole. Per l’individuazione dei requisiti soggettivi, deve ritenersi applicabile quanto disposto dall’articolo 2 della legge medesima (con l’estensione, quindi, delle agevolazioni agli acquisti compiuti, tra l’altro, da società, alle condizioni ivi previste). L’art. 14 della legge, peraltro, rinvia al regolamento CE solo per l’individuazione dei requisiti soggettivi, ma non prevede un obbligo di coltivazione come per l’ipotesi di successione e donazione.
4) - L’articolo 15 della legge prevede che i contratti di affitto di fondi rustici a favore dei giovani agricoltori che non abbiano ancora compiuto i quaranta anni, stipulati nel rispetto degli accordi collettivi, siano soggetti a registrazione solo in caso d’uso. La portata generale della disposizione fa ritenere che la stessa sia applicabile anche ai contratti di affitto stipulati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, trattandosi di norma speciale rispetto all’art. 11 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 131/1986.
5) - L’articolo 4, comma 6, della legge 441/1998 prevede - a determinate condizioni - la possibile revoca del vincolo di indivisibilità di cui all’art. 11 della legge 14 agosto 1971 n. 817.
Con D.M. 19 marzo 1999 n. 147 (in G.U. n. 119 del 24 maggio 1999) è stato approvato il regolamento per la concessione ai giovani agricoltori delle agevolazioni ex art. 1, comma 2, del D.L. 31 gennaio 1995 n. 26, convertito in legge 29 marzo 1995 n. 95.
Il D. Lgs. 13 aprile 1999 n. 112 (in G.U. n. 112 del 13.4.1999) disciplina, all’articolo 2, i requisiti soggettivi per l’affidamento del servizio di riscossione. Possono essere concessionari soltanto:
- con capitale, interamente versato, pari ad almeno 5 miliardi di lire;
- aventi ad oggetto “lo svolgimento di tale servizio, di compiti ad esso connessi o completamente indirizzati anche al supporto delle attività tributarie e di gestione patrimoniale degli enti creditori diversi dallo Stato, delle altre attività di riscossione ad essi attribuite dalla legge e che non siano state dichiarate decadute da precedenti concessioni del servizio stesso”;
- i soci delle suddette S.p.A., nonché gli amministratori, direttori e sindaci devono possedere i requisiti previsti dal D. Lgs. 385/1993.
I trasferimenti per atto tra vivi delle azioni delle società concessionarie, le fusioni e le scissioni devono essere preventivamente autorizzati, a pena di inefficacia, dal Ministero delle Finanze.
Con decreto legislativo 28 dicembre 1998 n. 490 (in G.U. n. 15 del 20.1.1999), contenente disposizioni integrative del D. Lgs. 9 luglio 1997 n. 241, sono state ridisciplinate le competenze dei C.A.F.. Di particolare importanza, per la redazione dei relativi statuti, sono i nuovi articoli 33 e 34 del D. Lgs. 241/1997, come modificati dal nuovo provvedimento.
DOCUMENTAZIONE E CONTROLLI ANTIMAFIA
Il D.P.R. 3 giugno 1998 n. 252 (in G.U. n. 176 del 30.7.1998), entrato in vigore il 28 settembre 1998, prevede che le pubbliche amministrazioni debbano acquisire determinate informazioni prima di stipulare contratti con soggetti privati. Più precisamente, l’articolo 10 dispone che gli enti pubblici devono acquisire le informazioni dal Prefetto circa infiltrazioni mafiose nelle imprese contraenti, “prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti” che siano di valore superiore a lire 300.000.000. Nel caso in cui gli accertamenti di cui sopra diano esito positivo, ai sensi dell’art. 10, comma 2, è fatto divieto alle amministrazioni di stipulare i contratti in oggetto. Nei casi di urgenza, l’articolo 11 consente di stipulare i contratti anche in assenza di informazioni, con la condizione risolutiva di cui sopra.
La circolare del Ministero dell’Interno 559/Leg/240.517.8 del 18 dicembre 1998 (pubblicata su “Il Sole 24 Ore” del 31 dicembre 1998 e del 3 gennaio 1999) esplica i contenuti della nuova disciplina. Non sembra, peraltro, che il divieto, come sopra posto a carico delle pubbliche amministrazioni, si traduca in un divieto di stipula a carico del notaio rogante, con le conseguenze di cui all’art. 28 della legge notarile: il divieto è posto infatti a carico di uno solo dei soggetti del contratto, ed inoltre esistono dei margini di discrezionalità (come nell’ipotesi di urgenza) relativamente ai quali il notaio rogante non ha alcun potere di intervento. Né è richiesta alcuna menzione in atto in ordine all’osservanza degli obblighi suindicati.
A partire dal 1° gennaio 1999 diviene obbligatoria la nuova modulistica approvata con D.M. 7 agosto 1998 (in Suppl. Ord. n. 143 alla G.U. n. 197 del 25.8.1998), e con successivo D.M. 3 novembre 1998 (in G.U. n. 268 del 16.11.1998), per le iscrizioni nel registro delle imprese.
Con circolare n. 251/E del Ministero delle Finanze in data 28 ottobre 1998 è stato attuato il disposto degli articoli 11, comma 9, e 32 del D.P.R. 7 dicembre 1995 n. 581, che prevede il rilascio del codice fiscale - partita Iva alle società (in una prima fase solo società di persone) ed imprese individuali al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese, collegandosi in via telematica con il Ministero delle Finanze.
MARCHE “CICERONI”
Ai sensi dell’articolo 2, comma 156, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, a decorrere dal 1° gennaio 1999 non sono più dovuti i contributi previdenziali disciplinati dall’art. 1, primo comma, lett. a) della legge 12.3.1968 n. 410 (marche ciceroni), per gli atti depositati presso il registro delle imprese.
Quanto ai “ciceroni” per le vidimazioni, previsti nella misura di lire 3.000 dall’art. 1, primo comma, lettera c) della legge 12.3.1968 n. 410, e dall’art. 10, comma 2, della legge 24.12.1969 n. 991, gli stessi non sono più dovuti, a decorrere dal 1° gennaio 1999, per effetto dell’art. 16, comma 2, della legge 30 dicembre 1991 n. 414.
Sono entrate in vigore le nuove incompatibilità per i componenti del Collegio sindacale, quali disciplinate dall’art. 39 del D.P.R. 6 marzo 1998 n. 99 (in G.U. n. 88 del 16.4.1998). In particolare, ai sensi della lettera c) del suddetto articolo 39, non può svolgere la funzione di sindaco chi intrattenga con la società controllata rapporti continuativi o rilevanti aventi ad oggetto prestazioni di consulenza o collaborazione.
LIMITI MASSIMI DI CAPITALE DELLE COOPERATIVE
Con D.M. 19 maggio 1998 e D.M. 31 luglio 1998 (in G.U. n. 246 del 21.10.1998) sono stati aggiornati i nuovi massimi di capitale che ciascun socio persona fisica può detenere nelle cooperative.
La modifica confligge con quanto ora stabilito in relazione all’entrata in vigore dell’Euro: il D. Lgs. 213/1998 prevede infatti dei massimi in cifra fissa e non indicizzati.
ASSEMBLEE DI SOCIETÀ QUOTATE IN BORSA
L’articolo 1 del D.M. 5 novembre 1998 n. 437 (in G.U. n. 295 del 18.12.1998) dispone che “Salvo quanto previsto dal comma 2 e dall’articolo 2, per le società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi dell’Unione europea il termine stabilito dall’articolo 2366, secondo comma, del codice civile è aumentato a trenta giorni. Il medesimo termine è di venti giorni nei casi di convocazione dell’assemblea a norma degli articoli 2367, 2449, secondo comma, del codice civile, e dell’articolo 125, comma 1, del d. lgs. 24 febbraio 1998 n. 58”.
SOCIETÀ PROFESSIONALI E DI INGEGNERIA
La legge 18 novembre 1998 n. 415, c.d. legge Merloni-ter (in Suppl. ord. n. 199/L alla G.U. n. 284 del 4.12.1998), ha disciplinato distintamente, all’articolo 6, le società di ingegneria e le società tra professionisti in materia di lavori pubblici. Il comma 7 del medesimo articolo 6 rinvia ad un regolamento da emanarsi per la disciplina dei relativi requisiti organizzativi e tecnici, consentendo comunque la costituzione delle relative società anche prima di tale emanazione, e prevedendo la relativa disciplina transitoria.
Gli articoli 37-quinquies e 37-sexies disciplinano poi le “società di progetto”, previste per essere concessionarie di lavori pubblici con il sistema del c.d project-financing.
Il D. Lgs. 9 novembre 1998 n. 427 (in G.U. n. 291 del 14.12.1998) contiene la nuova disciplina della multiproprietà, in attuazione della direttiva comunitaria n. 94/47/CE.
La normativa in oggetto entrerà in vigore dal 60° giorno successivo alla pubblicazione, e quindi a decorrere dal 12 febbraio 1999.
L’articolo 2, commi 10 e 11, della legge 16 giugno 1998 n. 191, c.d Bassanini-ter (in Suppl. ord. n. 110/L alla G.U. n. 142 del 20.6.1998) ha modificato l’articolo 6 della legge 15 maggio 1997 n. 127, e conseguentemente l’articolo 51 della legge 8 giugno 1990 n. 142. Il nuovo assetto della rappresentanza degli enti locali che ne emerge è il seguente:
a) - la stipulazione dei contratti spetta innanzitutto ai dirigenti (art. 51, comma 3, lettera c) della legge 142/1990);
b) - nei Comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, ove lo statuto attribuisca la funzione di rappresentanza al segretario comunale, questi è legittimato a rappresentare l’ente nella stipula degli atti negoziali (art. 17, comma 68, lett. c) della legge 127/1997);
c) - in difetto di quanto sopra, la rappresentanza può essere attribuita, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, anche in deroga ad ogni diversa disposizione (art. 51, comma 3-bis della legge 142/1990).
PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI DEI COMUNI
L’articolo 51, comma 3, della legge 142/1990, alla lettera f), stabilisce che spettano ai dirigenti i provvedimenti di autorizzazione, concessione e simili (comprese le concessioni ed autorizzazioni edilizie); alla lettera g) dispone poi che spetta ai dirigenti il rilascio delle certificazioni (tra le quali è ricompreso il certificato di destinazione urbanistica).
L’art. 3 del D. Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29, come sostituito dall’art. 3 del D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 80 (in Suppl. ord. n. 65/L alla G.U. n. 82 dell’8.4.1998), stabilisce che spetta ai dirigenti l’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, e precisa che le attribuzioni suindicate possono essere derogate soltanto ad opera di specifiche disposizioni legislative (e quindi non dallo statuto del Comune). L’articolo 45 del suddetto D. Lgs. n. 80/1998 dispone poi che, a decorrere dalla data di entrata in vigore dello stesso provvedimento, le disposizioni che conferiscono agli organi di governo (quindi al Sindaco) l’adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti amministrativi si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti.
Le norme di cui sopra vanno quindi coordinate con quanto previsto dall’articolo 2, commi 10 e 11, della legge 16 giugno 1998 n. 191, c.d Bassanini-ter (in Suppl. ord. n. 110/L alla G.U. n. 142 del 20.6.1998), che ha modificato l’articolo 6 della legge 15 maggio 1997 n. 127, prevedendo che, nei Comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, ove lo statuto attribuisca la relativa funzione al segretario comunale, questi è legittimato a porre in essere gli atti amministrativi di cui sopra; in mancanza, la relativa competenza può essere attribuita, a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o dei servizi, anche in deroga ad ogni diversa disposizione.
Conseguentemente, come ribadito con Circolare del Ministero dell’Interno 10 ottobre 1998 n. 4/1998, non è più legittima l’adozione degli atti amministrativi in oggetto da parte del Sindaco.
Il D.P.R. 20 ottobre 1998 n. 403 (in G.U. n. 275 del 24.11.1998) contiene una nuova disciplina delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atti di notorietà. Tale nuova disciplina entrerà in vigore novanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e quindi il 22 febbraio 1999 (ai sensi dell’art. 1, comma 2, della legge 15 maggio 1997 n. 127).
Soffermando l’attenzione sulle disposizioni di maggior interesse notarile, si rileva che:
1) - l’articolo 1 estende l’ambito di applicazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazioni, ricomprendendovi, tra l’altro, tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile, la qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, titoli di studio, situazione reddituale ed economica, qualità di pensionato, studente, casalinga, ecc.. Da segnalare che le certificazioni suddette possono essere sostituite da una dichiarazione dell’interessato soltanto nei rapporti con la pubblica amministrazione o con soggetti gestori di pubblici servizi; il notaio non rientra in alcuna di queste ultime categorie;
2) - l’articolo 13 abroga le dichiarazioni temporaneamente sostitutive;
3) - l’articolo 2 estende lo strumento della dichiarazione sostitutiva di atto notorio a tutti gli stati e fatti e qualità personali, anche relativi ad altri soggetti di cui il dichiarante abbia diretta conoscenza, trattandosi comunque di dichiarazione resa nel proprio interesse. Il tutto, sempre, nei rapporti con la pubblica amministrazione ed i concessionari di pubblici servizi;
4) - l’articolo 6 prevede che le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni, inserendovi la menzione delle sanzioni penali previste dall’art. 26 della legge n. 15/68; articolo 26 di cui il successivo articolo 13 prevede l’abrogazione. In relazione a quest’ultima disposizione, occorre rilevare:
a) - che non sembra indispensabile l’utilizzazione dei moduli previsti dall’articolo 6, potendo essere redatta la dichiarazione sostitutiva anche liberamente senza l’utilizzo di moduli; ciò in particolare quando la dichiarazione è autenticata da notaio;
b) - correlativamente, in tutti i casi in cui non ricorra tale modulistica, deve ritenersi permanere (salvo verificare, a livello interpretativo, il significato del termine “abrogazione” utilizzato nell’art. 13) l’obbligo di ammonizione, quanto meno nella forma della menzione in atto delle sanzioni penali già richiamate dall’articolo 26 della legge n. 15/1968, come richiesto dal suddetto articolo 6;
5) - l’articolo 3 della legge prevede che costituisce violazione di doveri d’ufficio, da parte del pubblico impiegato, la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive nei casi in cui la legge le preveda;
6) - l’articolo 7, comma 3, stabilisce che i documenti trasmessi ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta, e non occorre far seguire la trasmissione del documento originale.
L’articolo 2, commi 10 e 11, della legge 16 giugno 1998 n. 191, c.d Bassanini-ter (in Suppl. ord. n. 110/L alla G.U. n. 142 del 20.6.1998) dispone che la sottoscrizione di istanze da produrre alla pubblica amministrazione od ai gestori di pubblici servizi non è soggetta ad autenticazione ove sia apposta in presenza del dipendente addetto, ovvero quando l’istanza sia presentata unitamente a copia fotostatica del documento di identità; ciò anche quando l’istanza contenga dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atti di notorietà.
Si richiamano, inoltre, le disposizioni contenute negli articoli 1, 2 e 3 della legge 15 maggio 1997 n. 127 (c.d. Bassanini-bis).
Il Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460 (in G.U. del 2.1.1998), all’articolo 9, prevedeva, per il trasferimento a titolo gratuito di aziende o beni a favore di enti non commerciali, con atto registrato entro il 30 settembre 1998, l’esenzione da imposta sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale, sull’incremento di valore degli immobili e relativa imposta sostitutiva, e la relativa neutralità ai fini delle imposte dirette. Nulla disponeva la norma ai fini dell’Iva, che quindi era regolarmente dovuta.
L’articolo 5 del D. Lgs. 19 novembre 1998 n. 442 ha riformulato la prima parte del primo comma del suddetto articolo 9, come segue: “Il trasferimento a titolo gratuito di aziende o beni a favore di enti non commerciali, con atto sottoposto a registrazione entro il 31 marzo 1999, non dà luogo, ai fini delle imposte sui redditi, a realizzo o distribuzione di plusvalenze, ricavi e minusvalenze, compreso il valore di avviamento, non costituisce presupposto per la tassazione di sopravvenienze attive nei confronti dell’ente cessionario, né è soggetto ad alcuna imposta sui trasferimenti, a condizione che l’ente dichiari che intende utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento della propria attività”. Ne deriva che l’atto traslativo a titolo gratuito è esente da imposta sulle successioni, sulle donazioni, da imposta di registro, da Iva, da imposte ipotecarie e catastali, Invim e relativa imposta sostitutiva. Dubbi possono sorgere invece per l’imposta di bollo, non definibile probabilmente come “imposta sui trasferimenti”.
Lo stesso art. 5 modifica poi altre norme del D. Lgs. 460/1997, ridefinendo in parte l’ambito delle Onlus e l’istituto del voto per corrispondenza.
La legge 9 dicembre 1998 n. 431 (in G.U. n. 292 del 15.12.1998) contiene una nuova disciplina dei contratti di locazione di immobili adibiti ad uso abitativo; la maggior parte di questa nuova disciplina non si applica peraltro alle abitazioni di lusso, a quelle vincolate ai sensi della legge 1089/1939, agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, a quelli locati esclusivamente per finalità turistiche, a quelli stipulati dagli enti locali come conduttori per soddisfare esigenze abitative transitorie.
Di maggior interesse notarile:
- la necessità di forma scritta a pena di nullità per i contratti di locazione stipulati dopo l’entrata in vigore della legge, e quindi dal 31 dicembre 1998;
- le nuove norme sulla durata e sul rinnovo dei contratti di locazione, contenute nell’articolo 2;
- la previsione di un nuovo diritto di prelazione, spettante al conduttore ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera g), nell’ipotesi in cui il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tale caso il diritto di prelazione del conduttore è disciplinato dagli articoli 38 e 39 della legge 392/1978.
L’articolo 7, comma 8, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 prevede, per i contratti di affitto di fondi rustici non stipulati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, la possibilità di assolvere all’obbligo della registrazione presentando all’ufficio del registro, entro il mese di febbraio, una denuncia relativa ai contratti in essere nell’anno precedente. L’aliquota dell’imposta di registro si applica sulla somma dei corrispettivi pattuiti per i singoli contratti, con il minimo di lire 100.000.
Scadono al 31 dicembre 1999 le agevolazioni per la piccola proprietà contadina (art. 4, comma 11, della legge 27 dicembre 1997 n. 449).
ACCATASTAMENTO DI FABBRICATI GIÀ RURALI
L’articolo 6, comma 4, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 proroga al 31 dicembre 1999 il termine per l’accatastamento dei fabbricati che hanno perduto i requisiti di ruralità, già stabilito nel 31 dicembre 1998 dall'articolo 14, comma 13, secondo periodo, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
ATTI DI TRASFERIMENTO DI AUTOVEICOLI
L’articolo 56 del D. Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446 ha istituito l’imposta provinciale sulle formalità di trascrizione, iscrizione ed annotazione nel pubblico registro automobilistico, determinata sulla base di apposita tariffa, che è stata emanata con decreto del Ministro delle Finanze 27 novembre 1998 n. 435 (in G.U. n. 294 del 17.12.1998), con effetto dal 1° gennaio 1999.
Il successivo articolo 57 del D. Lgs. 446/1997 prevede, in concomitanza, che gli atti di trasferimento di autoveicoli non sono più soggetti a registrazione a decorrere dal 1° gennaio 1999, sia che siano stipulati in forma privata che pubblica, e non saranno più in alcun caso soggetti ad imposta di registro (art. 11-bis della tabella allegata al D.P.R. 131/1986), né ad imposta di donazione (art. 59-bis del D. Lgs. 346/1990). Deve conseguentemente ritenersi che, ove oggetto di trasferimento sia un’azienda di cui facciano parte autoveicoli, discriminando il relativo valore si assoggetterà ad imposta solo il valore degli altri componenti aziendali.
DICHIARAZIONI FISCALI, VERSAMENTI, COMPENSAZIONE
L’articolo 2 del D. Lgs. 19 novembre 1998 n. 442 modifica, tra l’altro, l’art. 18 del D. Lgs. 9 luglio 1997 n. 241, prorogando di un giorno il termine per i versamenti unitari di imposte dirette, ritenute, Iva, contributi; termine che, a decorrere dal 1° gennaio 1999, viene a scadere il giorno 16 di ogni mese.
Vengono altresì modificati gli articoli 17 e 25 del medesimo provvedimento, consentendosi i versamenti unitari anche ai soggetti non titolari di partita Iva.
Con D.P.R. 23 marzo 1998 n. 100 (in G.U. n. 88 del 16.4.1998), recante “semplificazione e razionalizzazione di alcuni adempimenti contabili in materia di imposta sul valore aggiunto” (in attuazione della delega contenuta nell’articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996 n. 662), è previsto, a decorrere dal 1° gennaio 1999, l’obbligo di liquidazione periodica Iva, e quindi l’obbligo per il contribuente di presentare mensilmente apposita dichiarazione, da presentarsi su modello da approvarsi con decreto dirigenziale, dalla quale dovranno risultare le liquidazioni periodiche dell’IVA. A tutt’oggi non risulta emanato il decreto dirigenziale che deve approvare il relativo modello di dichiarazione. È stato invece emanato un comunicato stampa del Ministero delle Finanze in data 30 dicembre 1998 (in “Il Sole 24 Ore” del 31 dicembre 1998), ove si annuncia che, con regolamento in corso di approvazione, si prevederà che le dichiarazioni periodiche Iva, per il 1999, dovranno essere presentate per le sole società di capitali ed enti soggetti ad Irpeg; per il 2000 andranno presentate anche dagli altri soggetti, comprese società di persone e soggetti equiparati, nonché persone fisiche che hanno realizzato nell’anno precedente un volume di affari superiore a 50 milioni di lire. Dette dichiarazioni vanno presentate entro l’ultimo giorno del mese in cui vanno eseguite le liquidazioni periodiche: nell’anno 1999, le dichiarazioni periodiche Iva relative al mese di gennaio vanno presentate entro il mese di 31 marzo 1999.
Ove l’importo dell’IVA da versare non sia superiore a lire 50.000, il versamento dovrà essere effettuato insieme a quello relativo al mese successivo.
Con D.P.C.M. 7 gennaio 1999 (in G.U. n. 6 del 9 gennaio 1999) è stato anticipato al 1999 la possibilità per i soggetti all’IRPEG di avvalersi della compensazione di cui all’art. 17 del D. Lgs. 241/1997, come pure la presentazione della dichiarazione unificata ai fini dei redditi, dell’Iva e della dichiarazione di sostituto d’imposta.
L’articolo 10, comma 2, della legge 8 maggio 1998 n. 146 ha previsto che, nei confronti dei professionisti, gli accertamenti basati sugli studi di settore hanno luogo solo se in almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi considerati, compreso quello da accertare, l’ammontare dei compensi determinabili sulla base degli studi di settore risulta superiore all’ammontare dei compensi dichiarati, ovvero, trattandosi di contribuente in contabilità ordinaria, nell’ipotesi in cui la contabilità risulti inattendibile.
L’articolo 21, comma 4, della legge 23 dicembre 1998 n. 448 ha modificato il comma 9 del suddetto articolo 10, stabilendo che i tempi e le modalità per l’applicazione degli studi di settore saranno determinati con appositi regolamenti, e non più automaticamente a decorrere dal periodo d’imposta successivo all’approvazione degli studi.
RESTITUZIONE EUROTASSA
L’articolo 1 della legge 23 dicembre 1998 n. 448 prevede la restituzione del 60 per cento del contributo straordinario per l’Europa pagato nel corso del 1998.
Per il contribuente titolare di partita Iva (e quindi per il notaio) la restituzione è effettuata mediante compensazione di cui all’art. 17 del D. Lgs. 241/1997, con i versamenti da eseguire a decorrere dal mese di gennaio 1999.
MODIFICHE IN TEMA DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
Con legge 30 aprile 1999, n. 136 (in Suppl. ord. n. 97/L alla G.U. 18 maggio 1999, n. 114) sono state emanate norme per il sostegno ed il rilancio dell'edilizia residenziale pubblica e per interventi in materia di opere a carattere ambientale, modificando, tra l’altro, alcune disposizioni delle leggi 179/92 e 865/1971.
In data 2 giugno 1999 è entrato in vigore il D. Lgs. 19 febbraio 1998 n. 51 (in Suppl. Ord. n. 48/L alla G.U. n. 66 del 20.3.1998), che ha istituito il giudice unico di primo grado, abolendo, correlativamente, l’ufficio di Pretura.
Con tale decorrenza, pertanto, il Giudice tutelare non è più il Pretore del mandamento, bensì il Tribunale ordinario del circondario (art. 43, lett. c), del R.D. 30.1.1941 n. 12, come modificato dall’art. 9 del D. Lgs. 51/1998).
Parimenti, il giudice competente alla nomina del notaio per la redazione dell’inventario, ex art. 769 c.p.c. (o art. 363 c.c.), è il Tribunale (artt. 106 e 141 D. Lgs. 51/1998).
A norma dell’art. 52 delle disposizioni di attuazione del codice civile, come modificato dall’art. 154 del D. Lgs. 51/1998, il Registro delle successioni è tenuto presso la cancelleria del Tribunale, a cura del cancelliere.
Pertanto, vanno effettuate alla Cancelleria del Tribunale le comunicazioni relative a pubblicazioni di testamenti olografi, rinunce ad eredità, verbali di inventario (artt. 363, 519, 622 c.c., e art. 55 disp. att. c.c., come modificati dagli artt. 141, 146, 148, 156 del D. Lgs. 51/1998).
Ai sensi dell’art. 484 c.c., come modificato dall’art. 143 D. Lgs. 51/1998, competente a ricevere la dichiarazione di accettazione di eredità con beneficio d’inventario è il cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.
A norma dell’art. 48 del R.D. 12/1941,come modificato dall’art. 14 del D. Lgs. 51/1998, il Tribunale giudica ordinariamente in composizione monocratica, salvi i casi espressamente previsti dalla legge, nei quali giudica in composizione collegiale. In particolare, l’art. 50-bis del codice di procedura civile, introdotto dall’art. 56 del D. Lgs. 51/1998, giudica in composizione collegiale, tra l’altro, nei procedimenti in camera di consiglio ex artt. 737 e seguenti c.p.c., salvo che sia altrimenti disposto. La norma va coordinata con quando disposto dall’art. 244, secondo comma, del D. Lgs. 51/1998, a norma del quale i procedimenti in camera di consiglio già di competenza del pretore sono ora di competenza del tribunale in composizione monocratica.
L’articolo 153 del D. Lgs. 51/1998 introduce l’art. 51-bis alle disposizioni di attuazione del codice civile, contemplando una serie di provvedimenti, previsti dallo stesso codice civile, da adottarsi in composizione monocratica.
Ai sensi dell’art. 228 del D. Lgs. 51/1998, quando leggi o decreti attribuiscono funzioni amministrative alternativamente al pretore e ad organi della pubblica amministrazione, le attribuzioni pretorili sono soppresse.
Gli articoli 233 e 234 prevedono alcune modifiche in materia di notariato. In particolare:
- le comunicazioni previste dall’art. 38 della legge notarile devono essere effettuate non più al Pretore, ma al capo dell’Archivio notarile distrettuale;
- la collazione e copia degli originali a norma dell’art. 66 della legge notarile è verificata dal capo dell’Archivio notarile; analoga competenza è prevista per la consegna degli atti e repertori ai sensi dell’art. 107 L.N.;
- l’apposizione e rimozione di sigilli relativamente agli atti e repertori del notaio defunto o cessato è effettuata dal capo dell’Archivio notarile;
- l’interprete del sordo, muto o sordomuto ex artt. 56 e 57 della legge notarile è nominato dal Presidente del Tribunale.
Altre norme della legge e del regolamento notarile non sono state espressamente modificate. Così, ad esempio, l’art. 51 del regolamento, nella parte in cui prevede che il presidente del consiglio notarile debba dare comunicazione del permesso di assenza e della nomina del notaio delegato, oltre che al Presidente del tribunale, al Pretore, il quale ultimo dà comunicazione al Procuratore della Repubblica. Soccorre in tal caso l’art. 244, terzo comma, del D. Lgs. 51/1998, secondo cui “quando la competenza del pretore è prevista in via alternativa a quella del presidente del tribunale, la competenza si intende attribuita in via esclusiva a quest’ultimo”. Il primo comma dello stesso art. 244 prevede invece che quando leggi o decreti fanno riferimento ad uffici o organi giudiziari soppressi, il riferimento si intende agli uffici o agli organi cui sono state trasferite le relative funzioni; a norma del secondo comma, le funzioni di pretore non attribuite espressamente ad altra autorità sono attribuite al tribunale in composizione monocratica.
TRATTAMENTO TRIBUTARIO DEGLI ATTI
DI TRASFERIMENTO A SEGUITO DI SEPARAZIONE TRA CONIUGI
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 154/99 del 10 maggio 1999 (in G.U. n. 20 del 19 maggio 1999), ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 19 della legge 6 marzo 1987 n. 74, nella parte in cui non estende agli atti conseguenti a separazione tra coniugi le agevolazioni fiscali previste in caso di divorzio (esenzione da imposte di registro, bollo, ipotecarie e catastali, Invim).
REGIME FISCALE DEI VERBALI DI INCANTO
L’articolo 19 della legge 13 maggio 1999 n. 133 (c.d. “Collegato” alla Finanziaria 1999, in Suppl. ord. n. 96/L alla G.U. del 17 maggio 1999), nel modificare l’art. 11 della tariffa allegata alla legge di registro, e nell’introdurre l’art. 11-ter alla tabella relativa, prevede l’esenzione da registrazione dei verbali di gara e d’incanto, dichiarazioni di nomina ex art. 583 c.p.c. e relativi depositi, redatti o ricevuti dai notai delegati.
RIFORMA DELLE IMPOSTE INDIRETTE
L’articolo 18, comma 1, lettere f) e g) della legge 13 maggio 1999 n. 133 contempla una delega al Governo per:
- rimodulare le imposte sui trasferimenti con base imponibile ridotta rispetto ai valori catastali;
- armonizzazione, semplificazione ed autoliquidazione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, di bollo, sulle successioni e donazioni, altri tributi e diritti collegati in materia immobiliare, al fine di unificare le basi imponibili, gli obblighi dei contribuenti, i poteri della P.A..
Alla lettera m) è prevista la delegificazione delle materie indicate in precedenza, con regolamenti ex art. 17, comma 3, della legge 400/1988.
REDDITO FONDIARIO DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE
L’articolo 18, commi 4 e 5, della legge 13 maggio 1999 n. 133 prevede, per l’anno 1999, la deduzione per l’abitazione principale di un importo pari a 1.400.000, in luogo dell’importo già fissato in lire 1.100.000.
TESTI UNICI TRIBUTARI
L’articolo 35 della legge 13 maggio 1999 n. 133 prevede l’emanazione di Testi unici in materia tributaria, anche mediante l’emanazione di un Codice tributario, disciplinandone i principi e criteri direttivi.
Ai sensi del D.P.R. 16 aprile 1999 n. 129 (in G.U. n. 109 del 12 maggio 1999) non si fa luogo ad accertamento e riscossione di tributi il cui importo non supera, per ogni periodo d’imposta fino al 1997, lire 32.000.
RIASSETTO DEL SETTORE ELETTRICO E CONFERIMENTI DI AZIENDA
L’articolo 10, comma 13, della legge 13 maggio 1999 n. 133 stabilisce che le operazioni di conferimento di azienda o di rami di azienda, poste in essere in esecuzione della normativa attuativa della direttiva CEE n. 96/92/CE non si considerano atti di alienazione ai fini dell’INVIM, e si applicano le disposizioni dell’art. 6, settimo comma, del D.P.R. 643/1972.
VOTO PER CORRISPONDENZA NELLE SICAV
Con D.M. 26 marzo 1999 n. 139 (in G.U. n. 116 del 20 maggio 1999) sono state disciplinate le modalità per l’esercizio del diritto di voto per corrispondenza nelle SICAV.
DEVOLUZIONE AI COMUNI DELLE IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIA E CATASTALE
L’articolo 12, comma 4, della legge 13 maggio 1999 n. 133 ha abrogato la previsione, contenuta nell’art. 3, comma 143, della legge 662/1996, secondo cui le somme riscosse a titolo di imposte di registro, ipotecarie e catastali per gli atti traslativi a titolo oneroso di immobili avrebbero dovuto essere devolute ai Comuni.
Con legge 30 aprile 1999 n. 130 (in G.U. n. 111 del 14 maggio 1999) è stata disciplinata la cartolarizzazione, realizzata mediante cessione a titolo oneroso a società appositamente costituite, di crediti pecuniari.
Con D.P.C.M. 8 febbraio 1999 (in G.U. n. 87 del 15 aprile 1999) sono state emanate le regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporali, dei documenti informatici; regole tecniche previste dall’art. 3, comma 1, del D.P.R. 10 novembre 1997 n. 513.
La disciplina transitoria dei termini per il deposito delle certificazioni notarili sostitutive di cui al novellato articolo 567, comma 1, c.p.c., come modificato dall’articolo 1 della legge 3 agosto 1998 n. 302 è stata una prima volta modificata dall’art. 4 del D.L. 21 settembre 1998 n. 328, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 novembre 1998 n. 399. Gli stessi termini sono stati ora ridisciplinati dal D.L. 17 marzo 1999 n. 64 (in G.U. n. 64 del 18 marzo 1999), convertito in legge 14 maggio 1999 n. 134 (in G.U. n. 113 del 17 maggio 1999).
Con circolare del Ministero delle Finanze n. 64/E del 17 marzo 1999 è stata prevista la liquidazione tramite “Internet” delle imposte dovute in sede di registrazione degli atti giudiziari.
DILAZIONE IMPOSTA DI SUCCESSIONE
Il D.M. 5 marzo 1999 (in G.U. n. 56 del 9.3.1999), emanato in attuazione dell’art. 10 della legge 18 febbraio 1999 n. 28 (che prevede la determinazione da parte del Ministro delle Finanze del tasso degli interessi della dilazione di imposte ex art. 38 del D. Lgs. 31.10.1990 n. 346), ha stabilito che sugli importi dilazionati sono dovuti, con decorrenza dalla data di concessione della dilazione, gli interessi a scalare nella misura del cinque per cento.
L’articolo 3 della legge 18 febbraio 1999 n. 28 (in G.U. n. 43 del 22.2.1999) dispone:
- che le riserve indivisibili possono essere utilizzate a copertura di perdite;
- che le cooperative possono adeguare i propri statuti alle disposizioni sui fondi mutualistici entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge (9 agosto 1999), senza incorrere in decadenza dai benefici fiscali;
- che il versamento ai fondi mutualistici non deve essere effettuato se l’importo non supera lire 20.000.
ALIENAZIONE DI BENI ACQUISTATI SENZA DIRITTO ALLA DETRAZIONE DELL’IVA
A norma dell’articolo 8 della legge 18 febbraio 1999 n. 28, sono soggette ad imposta proporzionale di registro le cessioni di beni acquistati dal cedente senza diritto alla detrazione dell’Iva: cessioni esenti da Iva, ai sensi dell’art. 10, comma 27-quinquies del D.P.R. 633/1972.
L’articolo 16 della legge 18 febbraio 1999 n. 28 ha riaperto, fino al 31 maggio 1999, il termine di sei mesi dalla notifica del provvedimento di sanatoria, entro il quale copia conforme della sanatoria medesima deve essere prodotta all’ufficio del registro, ex art. 46 della legge n. 47/1985.
IMPOSTA DI REGISTRO E DECADENZA DELL’AZIONE DELL’UFFICIO
L’articolo 24 della legge 18 febbraio 1999 n. 28 ha modificato l’art. 76 del testo unico sull’imposta di registro, prevedendo che il termine biennale di decadenza decorre dal pagamento dell’imposta proporzionale di registro (sia essa principale, complementare o suppletiva).
L’articolo 13 della legge 18 febbraio 1999 n. 28 ha modificato la disciplina delle assegnazioni dei beni ai soci, contenuta nell’articolo 29 della legge 27 dicembre 1997 n. 449:
- estendendone il campo di applicazione anche alle cessioni a titolo oneroso;
- prorogando il termine per le agevolazioni al 30 giugno 1999;
- prevedendo, in alternativa alla maggiorazione dell’imposta sostitutiva e all’imposta di registro all’1%, l’applicazione dell’Iva, evidentemente su opzione delle parti.
Con D.M. 18 febbraio 1999 (in G.U. n. 43 del 22.2.1999) sono stati modificati gli importi dei diritti di segreteria per l’iscrizione degli atti nel registro delle imprese.
Con D.M. 11 marzo 1999 (in G.U. n. 65 del 19 marzo 1999) sono stati modificati i modelli per il deposito nel registro delle imprese dei bilanci e dell’elenco soci.
DELEGIFICAZIONE E BASSANINI-QUATER
La legge 8 marzo 1999 n. 50 (in G.U. n. 56 del 9.3.1999), c.d. Bassanini-quater ha inserito, con l’articolo 2, l’articolo 20-bis nella legge 15 marzo 1997 n. 59 (c.d. prima legge Bassanini), sulla disciplina dei regolamenti di delegificazione.
L’articolo 7 della legge n. 50/1999 prevede l’emanazione di testi unici, in particolare in tema di condizione di reciprocità, abrogazione dell’articolo 17 del codice civile, soppressione del Busarl e del Busc.
I commi 2, 5 e 6 dell’articolo 7 contengono una regolamentazione generale dei testi unici: di particolare importanza il comma 6, a norma del quale le norme contenute in un testo unico non possono essere abrogate o modificate se non in modo esplicito.
L’articolo 4 del D.M. 7 settembre 1998 n. 503 (in G.U. n. 26 del 2 febbraio 1999) prevede che il fermo amministrativo degli autoveicoli (equivalente, in sostanza, al pignoramento degli stessi) possa essere eseguito mediante iscrizione nel pubblico registro automobilistico, senza alcuna annotazione sul certificato di proprietà o sul foglio complementare.
Ai sensi del successivo articolo 5, comma 1, gli atti di disposizione di veicoli sottoposti a fermo non possono essere opposti al concessionario se di data successiva al fermo stesso.
Il D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 114 (in Suppl. Ord. n. 80/L alla G.U. n. 95 del 24.4.1998), entrato in vigore il 24 aprile 1999, contiene, tra l’altro, una disposizione di interesse notarile. In particolare, dal combinato disposto degli articoli 26, comma 5, e 7, commi 1 e 2, si desume che l’acquirente, il conferitario, l’affittuario, l’usufruttuario di un’azienda commerciale non può iniziare l’attività commerciale se non dopo trenta giorni dalla comunicazione al Comune competente per territorio dell’inizio dell’attività; è poi richiesta ulteriore e successiva comunicazione dell’avvenuto acquisto dell’azienda.
Secondo la circolare del Ministero dell’Industria esplicativa del D. Lgs. 114/1998 (in Il Sole 24 Ore del 3 giugno 1999), nei casi di trasferimento della gestione o proprietà di aziende è necessario dare previa comunicazione, ma senza il decorso di trenta giorni, interpretando in tal senso il combinato disposto degli artt. 7, comma 1, e 26, comma 5.
La nuova disciplina del commercio non si applica, tra l’altro, agli esercizi pubblici, ai titolari di rivendite di generi di monopolio, ai farmacisti, alle vendite di carburanti ed olii minerali, agli artigiani, alla vendita all’ingrosso, alla vendita effettuata durante fiere e mostre, alle associazioni di produttori ortofrutticoli.
Con decreto del Ministro del Tesoro del 26 marzo 1999 (in G.U. n. 75 del 31 marzo 1999) sono stati rideterminati, con effetto dal 1° aprile 1999, i nuovi tassi-soglia anti usura. Per i mutui, in particolare, il tasso-soglia si attesta al 7,64 %
VERSAMENTO DI IMPOSTE E COMPENSAZIONE
Con D.P.C.M. 1 aprile 1999 (in G.U. n. 77 del 2.4.1999) sono stati modificati i termini per i versamenti e le dichiarazioni per l’anno 1999. In particolare:
- le dichiarazioni dei redditi e per l’Irap, compresa quella unificata, delle persone fisiche devono essere presentate dal 1° maggio al 31 luglio 1999;
- le dichiarazioni dei redditi e per l’Irap, compresa quella unificata, delle società di capitali devono essere presentate entro il 20 luglio 1999;
- i versamenti risultanti dalle predette dichiarazioni sono effettuati senza maggiorazioni entro il 21 giugno 1999, e, con la maggiorazione dello 0,40 %, entro il 20 luglio 1999;
- la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi deve essere effettuata entro il 30 settembre 1999; la trasmissione telematica del modello Unico va effettuata entro il 31 ottobre 1999.
Il D. Lgs. 24 marzo 1999 n. 81 (in G.U. n. 76 dell’1.4.1999) ha modificato alcune norme contenute nel D. Lgs. 241/1997 in materia di versamento di imposte dirette, Iva e compensazione. In particolare:
- è stata aggiunta la lettera h-ter) all’art. 17, comma 2, estendendo quindi i versamenti unitari e la compensazione “alle altre imposte, le tasse e le sanzioni individuate con decreto del Ministro delle finanze;
- è stata rivista nello 0,40 % la maggiorazione per tardivo pagamento delle imposte sui redditi e Iva (articoli 11 e 12 del D. Lgs. 241/1997).
Con D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (in G.U. n. 71 del 26.3.1998) è stato emanato il nuovo Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria.
Con D.M. 30 dicembre 1998 n. 517 (in G.U. n. 82 del 9 aprile 1999) sono stati disciplinati i requisiti di onorabilità dei partecipanti al capitale degli intermediari finanziari di cui all’art. 108, comma 1, del D. Lgs. 385/1993.
DISCIPLINA DELLE FONDAZIONI BANCARIE
Con legge 23 dicembre 1998 n. 461 (in G.U. n. 4 del 7.1.1999) è stato delegato il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi per disciplinare il regime tributario degli enti conferenti di cui all’art. 11, comma 1, del D. Lgs. 20 novembre 1990 n. 356, nonché il regime fiscale di trasferimenti di partecipazioni, scissioni, ristrutturazioni bancarie.
In attuazione di tale delega è stato emanato il D. Lgs. 17 maggio 1999 n. 153 (in G.U. n. 125 del 31 maggio 1999).
Con D.L. 21 settembre 1998 n. 328, convertito in legge 19 novembre 1998 n. 399 (in G.U. n. 273 del 21.11.1998) è stata prevista la possibilità per i notai di chiedere di far parte, in qualità di giudici onorari aggregati, delle “sezioni stralcio” istituite dalla legge 22 luglio 1997 n. 276.
Con D. Lgs. 15 febbraio 1999 n. 65 (in G.U. n. 65 del 18.3.1999) sono state modificate alcune norme del codice civile (artt. 1742, 1746, 1748, 1749, 1751) che disciplinano il contratto di agenzia.
DETRAZIONE DEL 41% PER L’ACQUISTO DI AUTORIMESSE
Nelle istruzioni al modello 730/99 è espressamente prevista la facoltà di detrarre il 41% delle spese sostenute per l’acquisto di autorimesse da destinarsi a pertinenza di abitazioni, a condizione:
- che l’autorimessa sia acquistata dal costruttore (sia esso privato o imprenditore);
- che il parcheggio sia destinato a pertinenza di un’unità abitativa, anche se non facente parte dello stesso fabbricato.
La detrazione compete limitatamente alle spese sostenute per la realizzazione dell’autorimessa, da comprovarsi mediante attestazione rilasciata dal venditore.
I termini e le modalità per l’iscrizione al Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), già disciplinati dalla legge 9 dicembre 1998 n. 426 (in G.U. n. 291 del 14.12.1998), sono stati prorogati dal D.L. 28 dicembre 1998 n. 452 (in G.U. n. 302 del 29 dicembre 1998).
L’articolo 10 della legge 17 dicembre 1997 n. 433 ha delegato il Governo ad emanare norme sulla dematerializzazione degli strumenti finanziari pubblici e privati, disciplinandone anche la circolazione.
Tale disciplina è ora contenuta negli articoli 28 e seguenti del D. Lgs. 24 giugno 1998 n. 213, nonché nel D.M. 31 luglio 1998 (in G.U. n. 183 del 7.8.1998), nel D.M. 28 agosto 1998 (in G.U. n. 216 del 16.9.1998), e nel D.M. 19 dicembre 1998 (in G.U. n. 293 del 16.12.1998). Disposizioni attuative sono state dettate con deliberazione Consob n. 11768 in data 23 dicembre 1998 (in G.U. n. 303 del 30.12.1998).
Di particolare importanza l’art. 30 del D. Lgs. 213/1998, ai sensi del quale il trasferimento degli strumenti finanziari di cui sopra può avvenire esclusivamente tramite gli intermediari autorizzati. Ciò non esclude, ovviamente, la possibilità di farne oggetto di atti notarili (ad esempio di donazione), fermo restando che la traditio deve aver luogo tramite l’intermediario.
Dott. Gaetano Petrelli, Notaio in Verbania. RATIOIURIS.IT RIVISTA DI ANALISI E CULTURA GIURIDICA ONLINE email: info@ratioiuris.it - www.ratioiuris.it ©