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Timestamp: 2018-05-26 02:34:24+00:00
Document Index: 89773327

Matched Legal Cases: ['art. 2674', 'art. 2843', 'art. 2843', 'art. 2843', 'art. 2843', 'art. 2843']

Codice civile Art. 2843 codice civile: Annotazione di cessione, di surrogazione e di altri atti dispositivi del credito
La trasmissione o il vincolo dell’ipoteca per cessione, surrogazione, pegno, postergazione di grado o costituzione in dote del credito ipotecario, nonché per sequestro, pignoramento o assegnazione del credito medesimo si deve annotare in margine all’iscrizione dell’ipoteca.
Per l’annotazione deve essere consegnata al conservatore copia del titolo e, qualora questo sia una scrittura privata o un atto formato in paese estero, si applicano le disposizioni degli articoli 2835 e 2837 (1) (2).
Cessione: [v. 1260]; Surrogazione: [v. 1201]; Pegno: [v. 2784]; Sequestro: [v. 2905]; Pignoramento: [v. 2912]; Assegnazione: [v. 2919].
Postergazione di grado: ogni negozio mediante il quale si realizza, tra i creditori ipotecari, uno scambio del grado di ipoteca con il successivo trasferimento di tutti i diritti dallo stesso derivanti e, in ispecie, del diritto di prelazione [v. 2741].
Annotazione: scritturazione a margine dell’originaria iscrizione di ipoteca con cui si realizza la pubblicità dei mutamenti relativi al titolo o all’ipoteca.
Notificazione: in termini generali, è l’atto con il quale un soggetto rende noto, con qualsiasi mezzo, ad un altro soggetto, l’esistenza di un fatto o di un atto, cui quest’ultimo può essere interessato.
(1) La norma dispone le modalità attraverso cui si deve dare pubblicità ai mutamenti che eventualmente subisca il credito garantito o l’ipoteca. L’elencazione che si legge al comma 1 dell’articolo, non è tassativa, ma esemplificativa.
(2) Le formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione eseguite nei pubblici registri immobiliari sono soggette all’imposta ipotecaria secondo le disposizioni del d.lgs. 31-10-1990, n. 347 (T.U. imposte ipotecaria e catastale).
Fondamento della norma è l’esigenza di certezza delle situazioni giuridiche.
Presupposto della imposta ipotecaria sulle iscrizioni, rinnovazioni e annotazioni ipotecarie è la attuazione della pubblicità ipotecaria. Tale attuazione si risolve nella esecuzione di una formalità conforme al sistema legale della pubblicità ipotecaria. Una iscrizione ipotecaria effettuata in difetto di un titolo idoneo costituisce un atto estraneo al sistema legale della pubblicità ipotecaria e, pertanto, ove richiesto dalla parte, da un lato, il Conservatore deve avvalersi della previsione di cui all'art. 2674 bis c.c. e, quindi rappresentare ai richiedenti la non iscrivibilità dell'ipoteca, per poi procedere alla sua iscrizione con riserva, ma solo se da loro richiesto, dall'altro. Una tale iscrizione non può costituire presupposto dell'imposta ipotecaria. (Nella specie il notaio, rogato un contratto di cessione di credito ipotecario, invece di richiedere l'annotazione della cessione ex art. 2843 c.c., aveva presentato al Conservatore una nuova nota di iscrizione ipotecaria sui beni già ipotecati. Eseguita l'iscrizione il notaio, accortosi dell'errore, aveva presentato richiesta di annotazione sulla prima ipoteca e di cancellazione della seconda, e chiesto il rimborso. Accolta tale istanza dai giudici di merito l'Amministrazione ha proposto ricorso deducendo che l'atto di cessione del credito e la conseguente nota di iscrizione ipotecaria presentavano i requisiti di forma necessari per essere ricevuti dal Conservatore e che l'obbligo del versamento dell'imposta deriva dalla mera esecuzione di una formalità ipotecaria, indipendentemente dalla legittimità civilistica della stessa. In applicazione dei principi di cui sopra la S.C. ha rigettato il ricorso).
Cassazione civile sez. trib. 05 maggio 2011 n. 9862
In tema di pagamento effettuato dal terzo, dopo il fallimento del debitore, la surrogazione ex lege del solvens nel diritto di credito e, di conseguenza, la trasmissione, in favore di quest'ultimo dell'ipoteca spettante all'originario creditore, non escludono che, ai fini dell'ammissione al passivo, il terzo, ai fini del soddisfacimento con fruizione della prelazione propria dell'ipoteca trasferibile in virtù della surrogazione,chieda ed ottenga, ai sensi dell'art. 2843 c.c., l'annotazione del trasferimento; ne consegue che, in difetto, il credito va ammesso al passivo in via chirografaria.
Cassazione civile sez. I 11 febbraio 2008 n. 3173
Il grado delle ipoteche, come fissato dall'ordine cronologico con cui vengono iscritte presso la conservatoria dei registri immobiliari, può essere mutato solo mediante negozi giuridici bilaterali, con i quali le parti addivengano alla postergazione di detto grado (art. 2843 c.c.); per la postergazione di grado, pertanto, non è sufficiente la sola dichiarazione unilaterale resa da una parte.
Cassazione civile sez. I 09 settembre 2004 n. 18188
L'annotazione nei registri immobiliari dei negozi dispositivi del grado di ipoteca (al pari degli altri atti dispositivi presi in considerazione, con elencazione non tassativa, dal comma 1 dell'art. 2843 c.c.) ha carattere necessario e, quindi, costitutivo del nuovo rapporto ipotecario; essa rappresenta, pertanto, un elemento integrativo indispensabile della fattispecie della postergazione, il cui compimento in data anteriore alla dichiarazione di fallimento è condizione di opponibilità alla procedura concorsuale. Conseguentemente, deve escludersi che l'efficacia dell'annotazione possa retroagire ad un momento anteriore all'esecuzione della pubblicità (ad esempio, al momento della proposizione della relativa istanza al Conservatore dei registri immobiliari), vale a dire ad un momento in cui il negozio dispositivo del grado di ipoteca, per non essere stato annotato, non ha ancora giuridica efficacia.
L'annotazione del trasferimento dell'ipoteca, a norma dell'art. 2843 c.c., ha valore costitutivo e si configura perciò come un elemento integrativo indispensabile della fattispecie; ne consegue che il trasferimento dell'ipoteca a favore del creditore che abbia soddisfatto (nella specie, in forza di obbligazione fideiussoria) il credito munito di prelazione è inefficace nei confronti dei creditori concorrenti, ove non sia stata effettuata l'annotazione della surrogazione.
Cassazione civile sez. I 21 marzo 2003 n. 4137