Source: http://www.mediareoggi.it/2018/01/03/eredita-limmobile-non-divisibile/
Timestamp: 2018-04-21 17:33:46+00:00
Document Index: 124464248

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Eredità: quando l’immobile non è divisibile. | Mediare Oggi
Art. 720 c.c.: cosa significa “non comodamente divisibile”.
Art. 720 c.c.: la ratio giuridica.
Decreto del fare: divisione giudiziale semplificata.
La Cassazione Civile, con sentenza n. 22663/2015 afferma che:”…in tema di divisione ereditaria, nel caso in cui uno o più immobili non risultino comodamente divisibili, il giudice ha il potere discrezionale di derogare al criterio, indicato dall’art. 720 c.c., della preferenziale assegnazione al condividente titolare della quota maggiore, purché assolva all’obbligo di fornire adeguata e logica motivazione della diversa valutazione di opportunità adottata (nel caso di specie la Corte confermava la sentenza del Giudice di secondo grado con riguardo all’attribuzione dell’immobile non divisibile assumendo come criterio discriminante quello dell’interesse personale prevalente dell’assegnatario, privo di un’unità immobiliare da destinare a casa familiare, rispetto al titolare di quota maggiore che disponeva di altra abitazione)”.
– Chi chiede al giudice di derogare ai criteri dell’art. 720 c.c. deve indicare le ragioni specifiche della richiesta.
La Cassazione Civile con sentenza 1596/2017 precisa che: “… è pur vero che, nell’esercizio del potere di attribuzione dell’immobile ritenuto non comodamente divisibile, il giudice non trova alcun limite nelle disposizioni dettate dall’art. 720 cod. civ., da cui gli deriva, al contrario, un potere prettamente discrezionale nella scelta del condividente cui assegnarlo, potere che trova il suo temperamento esclusivamente nell’obbligo di indicare i motivi in base ai quali ha ritenuto di dover dare la preferenza all’uno piuttosto che all’altro degli aspiranti all’assegnazione (Cass. 1164172010) ma nella specie la doglianza dei ricorrenti è del tutto generica posto che – nel censurare la scelta operata dai Giudici – non indica le ragioni che sarebbero state dedotte a fondamento della richiesta di attribuzione in loro favore e che non sarebbero state esaminate, atteso che evidentemente avrebbe dovuto dimostrare la esistenza di motivi che – ove esaminati – avrebbero potuto condurre a una diversa attribuzione.”
– Si deve ricorrere alla divisione giudiziale solo se l’immobile non è comodamente divisibile.
La Cassazione Civile, con sentenza n. 28230/2017 ribadisce il consolidato principio di diritto secondo cui:” in materia di divisione giudiziale, la non comoda divisibilità di un immobile, integrando un’eccezione al diritto potestativo di ciascun partecipante alla comunione di conseguire i beni in natura, può ritenersi legittimamente praticabile solo quando risulti rigorosamente accertata la ricorrenza dei suoi presupposti,costituiti dall’irrealizzabilità del frazionamento dell’immobile, o dalla sua realizzabilità a pena di notevole deprezzamento, o dall’impossibilità di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, tenuto conto dell’usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso (Sez. 2, Sentenza n. 14577 del 21/08/2012; Sez. 2, Sentenza n. 16918 del 19/08/2015; Sez. 2, Sentenza n. 12498 del 29/05/2007). Gli Ermellini nel caso di specie, dopo aver accertato, in base ai risultati delle perizie, che il terreno da dividere (mq. 75.934,00) era comodamente frazionabile tra i tre attori rimasti, hanno ritenuto di dividerlo in tre quote, poiché tale operazione era realizzabile e non ne comportava il deprezzamento, tenendo conto anche della destinazione e della precedente utilizzazione.