Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/riviste/MedicoResponsabilita/legittimita/1
Timestamp: 2019-06-20 19:36:57+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1218', 'art. 1218', 'art. 21', 'art.2', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 360', 'sentenza ']

La Responsabilità del Medico - Legittimità
Anche nella responsabilità sanitaria deve essere provato il nesso di causalità tra condotta e danno.
Responsabilità professionale sanitaria – Onere della prova – Applicazione dell’art. 1218 c.c. – Onere di provare il nesso di causa tra la condotta del debitore e il danno.
Anche in ambito di responsabilità professionale sanitaria, la previsione dell'art. 1218 c.c. solleva il creditore dell'obbligazione che si afferma non adempiuta (o non esattamente adempiuta) dall'onere di provare la colpa del debitore, ma non dall'onere di provare il nesso di causa tra la condotta del debitore e il danno di cui domanda il risarcimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 07 March 2019, n. 6593.
Responsabilità medica: rilevanza delle cd. linee guida nello stabilire il grado di diligenza prestato.
Responsabilità medica – Linee guida – Rilevanza – Particolarità del caso.
Le c.d. linee guida (ovvero le leges artis sufficientemente condivise almeno da una parte autorevole della comunità scientifica in un determinato tempo) non rappresentano un letto di Procuste insuperabile; esse sono solo un parametro di valutazione della condotta del medico: di norma una condotta conforme alle linee guida sarà diligente, mentre una condotta difforme dalle linee guida sarà negligente od imprudente. Tuttavia, ciò non impedisce che una condotta difforme dalle linee guida possa essere ritenuta diligente, se nel caso di specie esistevano particolarità tali che imponevano di non osservarle (ad esempio, nel caso in cui le linee guida prescrivano la somministrazione d'un farmaco verso il quale il paziente abbia una conclamata intolleranza, ed il medico perciò non lo somministri); e per la stessa ragione anche una condotta conforme alle linee-guida potrebbe essere ritenuta colposa, avuto riguardo alle particolarità del caso concreto (ad esempio, allorchè le linee guida suggeriscano l'esecuzione d'un intervento chirurgico d'elezione ed il medico vi si attenga, nonostante le condizioni pregresse del paziente non gli consentissero di sopportare una anestesia totale). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 30 November 2018, n. .
Disciplinare a carico di esercenti la professione sanitaria e questioni relative alla irregolare composizione della Commissione di disciplina.
Professioni sanitarie - Convocazione dei componenti della Commissione di disciplina presso il Consiglio dell'Ordine locale - Questioni relative - Proposizione "in limine" o, comunque, prima dell'emissione della decisione - Necessità - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze.
In tema di procedimento disciplinare a carico di esercenti la professione sanitaria, ogni questione relativa alla validità della seduta per la irregolare composizione della Commissione di disciplina deve essere posta dall'interessato "in limine" o, comunque, prima che sia assunta la decisione, affinché l'organo disciplinare sia messo in condizione di dimostrare immediatamente la corretta convocazione dei suoi componenti, ovvero di fissare una diversa seduta a tale fine. In difetto di rilievi di sorta, in questa fase, da parte dell'incolpato, le contestazioni concernenti la validità della seduta della suddetta Commissione per ipotizzato difetto di composizione devono ritenersi precluse e, dunque, non più prospettabili innanzi alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie o, per la prima volta, in sede di giudizio di legittimità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 October 2018, n. 27923.
Per l’accertamento delle lesioni micropermanenti l’esame clinico strumentale non è necessario.
Risarcimento del danno – Cd. microlesioni – Prova mediante esame clinico strumentale – Necessità – Esclusione.
Ferma restando la necessità di un rigoroso accertamento medico-legale da compiersi in base a criteri oggettivi, la sussistenza dell’invalidità permanente non può essere esclusa per il solo fatto che non sia documentata da un referto strumentale per immagini, sulla base di un automatismo che vincoli sempre e comunque il riconoscimento dell’invalidità permanente ad una verifica di natura strumentale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 September 2018, n. 22066.
La procedura di conferimento degli incarichi di specialista ambulatoriale interno in convenzione non ha natura concorsuale.
Specialista ambulatoriale interno in convenzione con le aziende del SSN – Procedura di conferimento degli incarichi – Accordo nazionale collettivo – Natura concorsuale – Esclusione – Giurisdizione ordinaria – Sussistenza – Fondamento.
La procedura per il conferimento degli incarichi di specialista ambulatoriale interno in convenzione con le aziende del servizio sanitario nazionale non ha natura concorsuale, ma costituisce espressione del potere negoziale della P.A. in veste di datore di lavoro, atteso che l'art. 21 dell'Accordo nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali, veterinari ed altre professionalità sanitarie prevede che la selezione dei candidati avvenga sulla base di parametri specifici e vincolanti, stabiliti dalla contrattazione collettiva, senza alcun bando e valutazione discrezionale dei titoli o atto di approvazione finale. Ne consegue che le controversie relative a tale procedura appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 September 2018, n. 21599.
Medici specializzandi: corsi di specializzazione e risarcimento del danno per mancata attuazione della direttiva comunitaria.
Il diritto al risarcimento del danno per mancata attuazione della direttiva comunitaria, in caso di corsi di specializzazione iniziati prima del 1° gennaio 1983, compete anche per l’anno accademico 1982-1983, limitatamente alla frazione temporale successiva al 1° gennaio 1983, e fino al termine della formazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 18 July 2018, n. 19107.
Smarrimento della cartella clinica: onere della prova e conseguenze sulla responsabilità del medico.
Responsabilità medica – Onere della prova – Conservazione della cartella clinica – Conseguenze sulla responsabilità del medico
Responsabilità medica – Onere della prova – Conservazione della cartella clinica – Smarrimento ad opera della struttura sanitaria – Conseguenze sulla responsabilità del medico
Responsabilità sanitaria – Onere della prova – Conservazione della cartella clinica – Smarrimento ad opera della struttura sanitaria – Conseguenze sulla responsabilità del medico.
Il principio di vicinanza della prova, fondato sull'obbligo di regolare e completa tenuta della cartella, le cui carenze od omissioni non possono andare a danno del paziente (Cass. 12273/2004; Cass. 1538/2010 e, di recente, Cass. 7250/2018), non può operare in pregiudizio del medico per la successiva fase di conservazione, in quanto dal momento in cui l'obbligo di conservazione si trasferisce sulla struttura sanitaria, l'omessa conservazione è imputabile esclusivamente ad essa; la violazione dell'obbligo di conservazione non può dunque riverberarsi direttamente sul medico determinando una inversione dell'onere probatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
I medici possono trovarsi, in caso di smarrimento della cartella clinica ad opera della struttura sanitaria, in una posizione simmetrica a quella del paziente, rischiando a loro volta di essere pregiudicati dalla impossibilità di documentare le attività svolte e regolarmente annotate sulla cartella clinica, in quanto, diversamente opinando, si finirebbe per violare quegli stessi principi in materia di prossimità della prova che ispirano le conseguenze pregiudizievoli per il medico che, dalla presenza di lacune nella cartella clinica, verrebbe diversamente a trarre vantaggio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Il ruolo dei medici evocati in causa come convenuti insieme alla struttura sanitaria è -non meno che quello dei pazienti, o parenti dei pazienti che abbiano agito in giudizio - un ruolo attivo, nel senso che, ove convenuti, devono attivarsi per articolare nel modo migliore la propria difesa.
Sono, quindi, gli stessi medici, che abbiano scrupolosamente compilato la cartella clinica, a poterne e doverne richiedere copia alla struttura per acquisirne disponibilità al fine di articolare le proprie difese di produrla in giudizio, così che, se non possono ritenersi gravati dagli obblighi di conservazione della cartella (che gravano sulla struttura sanitaria), essi non sono esenti dall'ordinario onere probatorio; non possono pertanto con successo, qualora non abbiano essi stessi curato la produzione in giudizio della cartella clinica e non abbiano la disponibilità della copia che avrebbero avuto l'onere, all'inizio della causa, di richiedere, pretendere che siano imputate alla struttura sanitaria eventuali lacune della copia della cartella clinica prodotta in giudizio quando la struttura sanitaria dichiari di aver smarrito l'originale della cartella. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 13 July 2018, n. 18567.
Tra più consulenze tecniche il giudice è libero di scegliere, ma deve motivare.
Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche, in tempi diversi e con difformi soluzioni prospettate, anche soltanto in punto di quantificazione del danno, il giudice, ove voglia uniformarsi alla seconda consulenza abbandonando le conclusioni della prima, è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza, senza limitarsi ad un’acritica adesione ad essa; egli può, anche, discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento, dando conto dell’enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 31 May 2018, n. 13770.
Per accertare la responsabilità penale del medico occorre qualificare il tipo e il grado di colpa ascrittagli.
Responsabilità penale – Dell’esercente una professione sanitaria – Per lesione personale o morte del paziente – Rilievo del grado e del profilo di colpa – Differenti a seconda della legge applicabile ratione temporis – Necessità di indagine su grado e natura della colpa – Sussiste.
Con la legge Balduzzi è scriminato il comportamento dell’esercente la professione sanitaria che agisca con colpa lieve, ma attenendosi alle linee-guida e alle buone pratiche, a nulla rilevando che la sua condotta sia ascrivibile a imprudenza, negligenza o imperizia.
Con l’entrata in vigore della legge Gelli-Bianco, il parametro dell’imperizia ha assunto maggior rilievo.
Alla stregua dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale, non può prescindersi da un accurato inquadramento della condotta del medico non solo con riguardo al fatto che essa abbia rispettato o meno le linee-guida o le buone pratiche, ma anche con riguardo al fatto che la stessa possa qualificarsi come improntata a imperizia, o a negligenza, o a imprudenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 30 May 2018, n. 24384.
Danno subito da neonato per colpa medica e detrazione della indennità di accompagnamento ottenuta dall'Inps.
Liquidazione – Colpa medica – Detraibilità indennità di accompagnamento.
Dall'ammontare del danno subito da un neonato in fattispecie di colpa medica, e consistente nelle spese da sostenere vita natural durante per l'assistenza personale, deve sottrarsi il valore capitalizzato della indennità di accompagnamento che la vittima abbia comunque ottenuto dall'Inps in conseguenza di quel fatto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 May 2018, n. 12567.
Responsabilità medica: la violazione dell’obbligo di acquisire il consenso informato comporta un danno-conseguenza autonomamente risarcibile.
Dalla lesione del diritto fondamentale all'autodeterminazione conseguente alla violazione, da parte del sanitario, dell'obbligo di acquisire il consenso informato deriva, secondo il principio "id quod plerumque accidit" un danno-conseguenza autonomamente risarcibile - costituito dalla sofferenza e dalla contrazione della libertà di disporre di sé stesso psichicamente e fisicamente - che non necessita di una specifica prova, salva la possibilità di contestazione della controparte e di allegazione e prova, da parte del paziente, di fatti a sé ancora più favorevoli di cui intenda giovarsi a fini risarcitori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 15 May 2018, n. 11749.
Non è soggetto all’IRAP il medico che opera in strutture sanitarie esterne.
Imposte e tasse – IRAP – Medico operante in locali e con beni di strutture esterne – Assoggettabilità ad IRAP – Esclusione.
In base al D.Lgs. 15 dicembre 1997, n.446, art.2, ai fini della soggezione ad IRAP dei proventi di un lavoratore autonomo (o un professionista) non è sufficiente che il lavoratore si avvalga di una struttura organizzata, ma è anche necessario che questa struttura sia “autonoma”, cioè faccia capo al lavoratore stesso, non solo ai fini operativi, bensì anche sotto i profili organizzativi. Non sono pertanto soggetti ad IRAP i proventi che un lavoratore autonomo percepisca come compenso per le attività svolte all’interno di una struttura da altri organizzata. [Nella fattispecie, la Corte ha escluso la soggezione ad IRAP di un medico oculista che operava nei locali e con beni strumentali messigli a disposizione da strutture sanitarie esterne.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 08 May 2018, n. 11001.
Applicazione ai medici iscritti alle scuole di specializzazione della disciplina del trattamento economico dei medici specializzandi.
Specializzandi iscritti in anni successivi al 1998 ed anteriori al 2006-2007 – Obbligo dello Stato di estendere il nuovo trattamento economico – Insussistenza - Borsa di studio di cui al d.lgs. n. 257 del 1991, nella sua misura originaria – Sufficienza – Fondamento.
La disciplina del trattamento economico dei medici specializzandi, prevista dall'art. 39 del d.lgs. n. 368 del 1999, si applica, per effetto di ripetuti differimenti, in favore dei medici iscritti alle relative scuole di specializzazione solo a decorrere dall'anno accademico 2006-2007 e non a quelli iscritti negli anni antecedenti, che restano soggetti alla disciplina di cui al d.lgs. n. 257 del 1991, sia sotto il profilo ordinamentale che economico, giacché la Direttiva 93/16/CEE non introduce alcun nuovo ed ulteriore obbligo con riguardo alla misura della borsa di studio di cui al d.lgs. cit. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 March 2018, n. 6355.
Ritardo diagnostico: occorre dimostrare l'incidenza sul decorso della malattia.
Incidenza sul successivo decorso della malattia.
Tali affermazioni non risultano contraddette o superate - quanto alla posizione del M. - dal rilievo (a pag. 9) che il "primo intervallo temporale di ritardo nella formulazione della diagnosi è da porre in relazione causale con la condotta del M.", che evidenzia l'esistenza del nesso fra la condotta omissiva e il ritardo diagnostico, ma non anche fra tale ritardo e l'esito invalidante finale; nè dall'ulteriore rilievo (a pag. 11) che "ci fu un sicuro ritardo diagnostico da parte dei sanitari del pronto soccorso potenzialmente idoneo ad incidere sul successivo decorso della malattia", giacchè l'avverbio "potenzialmente" non è affatto idoneo ad indicare una effettiva e concreta relazione condizionante -in termini di preponderanza dell'evidenza ("più probabile che non")- fra il ritardo diagnostico e il successivo decorso della malattia." (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 15 February 2018, n. 3693.
Inammissibile il ricorso per cassazione non conforme alle 'Regole redazionali dei motivi di ricorso in materia civile e tributaria'.
Nel caso di specie, il ricorso conteneva la pedissequa riproduzione dell'intero contenuto degli atti del processo e, solo dopo tale riproduzione, una sintesi delle vicende processuali senza alcuna indicazione idonea ad evidenziarne con immediatezza la presenza e l'ubicazione nell'ambito del prolisso contenuto dell'atto, nel quale la formulazione dei singoli motivi sia sovrapposta a mezzi d'impugnazione eterogenei, riferibili alle diverse ipotesi contemplate dall'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3, 4 e 5, il che, secondo la Corte rende difficoltoso, se non impossibile, isolare e distinguere le singole censure teoricamente proponibili, onde ricondurle ad uno dei mezzi d'impugnazione enunciati dall'art. 360 c.p.c.; tecnica di redazione, questa, che potrebbe essere in astratto idonea a determinarne l'inammissibilità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 15 February 2018, n. 3704.
Erogazione di trattamento sanitario: anche la banca è tenuta all'oscuramento del riferimento legislativo rivelatore dello stato di salute.
Persona - Tutela dei dati - Erogazione di trattamento sanitario - Indicazione del provvedimento legislativo - Indicazione dello stato di salute - Oscuramento - Necessità.
I dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute possono essere trattati soltanto mediante modalità organizzative, quali tecniche di cifratura o criptatura che rendono non identificabile l'interessato; ne consegue che i soggetti pubblici o le persone giuridiche private, anche quando agiscano rispettivamente in funzione della realizzazione di una finalità di pubblico interesse o in adempimento di un obbligo contrattuale, sono tenuti all'osservanza delle predette cautele nel trattamento dei dati in questione.
Nel caso di specie, la Corte di cassazione ha ritenuto che il soggetto pubblico - Regione Campania - ed il soggetto persona giuridica privata - Banco di Napoli - siano tenuti, in qualità di titolari del trattamento dei dati personali del ricorrente, nel procedimento di riconoscimento, erogazione e concreto accredito dell'indennità ex lege n. 210 del 1992, ad occultare, mediante tecniche di cifratura o criptatura, il riferimento alla legge sopra indicata, in quanto rivelatore dello stato di salute del beneficiario dell'indennità. Le modalità organizzative, rimesse ai titolari del trattamento dei dati, devono essere dirette ad escludere il collegamento tra il dato sensibile e il soggetto beneficiario dell'indennità ed a limitare alle operazioni indispensabili ed ai soli addetti a tali specifiche operazioni la conoscenza del dato, celandone ai restanti componenti delle due organizzazioni complesse la decifrabilità ed, infine, conservando le medesime cautele nella comunicazione dei dati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 December 2017, n. 30981.
Paura di ammalarsi e quantificazione del danno morale.
Danno morale - Paura di ammalarsi - Quantificazione del danno - Personalizzazione" del pregiudizio subito.
La sentenza della Corte d'appello di Venezia ha commisurato il danno morale spettante all'appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi).
La Corte di cassazione ha quindi ritenuto che la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, sia scaturita da un'adeguata e circostanziata "personalizzazione" del pregiudizio subito e, pertanto, sia adeguata ai criteri generalmente accolti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 13 October 2017, n. 24217.