Source: http://www.sistemapiemonte.it/suapbdcfo/visualizzaScheda?istat=SUAP02&tipo=EndoTipo2&idp=2493
Timestamp: 2017-11-19 08:24:27+00:00
Document Index: 91348188

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 11', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 12', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 5', 'art. 12']

1. La variazione della superficie di somministrazione può consistere in aumento o riduzione dell’area opportunamente attrezzata destinata alla somministrazione di alimenti e bevande. La superficie di somministrazione comprende: l’area occupata da banchi, casse, scaffalature, arredi vari e simili, e la porzione di suolo, variamente delimitata, coperta o scoperta, posta all’esterno degli esercizi di somministrazione, appositamente attrezzata al servizio di ristoro dei consumatori (i cosiddetti dehor).
2. In proposito, si evidenzia che non costituisce superficie di somministrazione quella destinata ai magazzini, cucine, depositi, locali di lavorazione appositamente allo scopo dedicati, uffici, servizi igienici, spogliatoi e servizi igienici per il personale.
3. La superficie di somministrazione degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande si determina nell’ambito dell’area coperta, interamente delimitata dai muri ed al netto degli stessi, e dell’area esterna (coperta o scoperta) appositamente destinata al servizio dei consumatori, variamente delimitata da appositi elementi fissi o rimuovibili.
4. Poiché la riduzione di superficie non ha alcun effetto di tipo ambientale, tale variazione è soggetta a semplice COMUNICAZIONE da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio.
5. In caso di ampliamento della superficie di somministrazione di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande insediato nelle zone non soggette a tutela oppure nelle zone soggette a tutela, ai sensi dell’art. 64, comma 3 del D.Lgs. n. 59/2010 s.m.i., come individuate dallo stesso comune (a cui rivolgersi per conoscere se l’area di insediamento dell’esercizio di somministrazione sia o meno sottoposta a vincoli di tutela di tipo sociale, ambientale, artistico, storico, architettonico, ecc…), tale variazione è soggetta a Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) da presentare allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune competente per territorio. Poiché la SCIA commerciale di ampliamento della superficie di somministrazione rappresenta l’ultimo adempimento a carico dell’operatore, il dichiarante deve espletare prima gli endoprocedimenti, di cui al quadro “D”, secondo le precisazioni che seguono.
6. Nella SCIA di ampliamento della superficie di somministrazione, il titolare dell’attività di somministrazione deve dichiarare di aver rispettato:
• le norme, prescrizioni, autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica ed igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché quelle sulla sorvegliabilità dei locali;
• i criteri previsti dalla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i., secondo i quali la sede dell’esercizio deve essere conforme alle disposizioni degli artt. 6 (destinazione d’uso “commercio al dettaglio”), 7 (rispetto dei beni culturali, ambientali e paesaggistici), 8 (soddisfacimento del fabbisogno dei parcheggi), 9 (valutazione dell’impatto sulla viabilità), 10 (valutazione delle componenti ambientali: ambiente acustico, atmosferico e paesaggistico), art. 11 (rispetto di eventuali prescrizioni particolari stabilite dai Comuni).
7. Si segnala, inoltre, che soltanto la parte di superficie ampliata soggiace al rispetto dei criteri della D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i e conseguentemente delle suddette disposizioni. In particolare, il rispetto delle disposizioni di cui all’art. 8 vige soltanto se la superficie di somministrazione viene ampliata mediante dehor, soggetto a pratica edilizia; in caso contrario, cioè se la superficie di somministrazione viene ampliata mediante dehor non soggetto a pratica edilizia, la parte di superficie ampliata non rileva ai fini del fabbisogno dei parcheggi, di cui allo stesso articolo 8.
8. In caso di ripetuti ampliamenti di superficie di somministrazione, effettuati successivamente all’apertura dell’attività e ciascuno in proporzioni inferiori rispetto alle soglie previste dalla normativa regionale (D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i.) per il rispetto dell’obbligo del soddisfacimento del fabbisogno dei parcheggi (art. 8) e della valutazione dello studio di impatto sulla viabilità (art. 9), questi dovranno essere sommati alle porzioni oggetto del primo ampliamento sotto soglia e degli altri eventuali precedenti ampliamenti.
9. Per ulteriori indicazioni interpretative in merito ai criteri per l’insediamento delle attività di somministrazione, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i, si rimanda alla nota esplicativa del Settore Programmazione del Settore Terziario Commerciale - Prot. n. 9369/DB1701 del 13/12/2010.
La SCIA commerciale di ampliamento di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande deve essere presentata al SUAP del comune di sede dell’esercizio di somministrazione
RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 12 L.R. n. 38/2006 s.m.i., artt. 6, 7, 8, 9, 10, 11 D.G.R. n. 85-13268 dell’08/02/2010 e s.m.i.
Il titolare dell’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, insediato nelle zone non soggette a tutela oppure nelle zone soggette a tutela, deve dichiarare nella SCIA di ampliamento della superficie di somministrazione di aver rispettato: le norme, prescrizioni, autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica ed igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché quelle sulla sorvegliabilità dei locali. Deve dichiarare, altresì, di aver rispettato i criteri previsti dalla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i., in particolare le disposizioni di cui agli artt. 6 (destinazione d’uso “commercio al dettaglio”), 7 (rispetto dei beni culturali, ambientali e paesaggistici), 8 (soddisfacimento del fabbisogno dei parcheggi), 9 (valutazione dell’impatto sulla viabilità), 10 (valutazione delle componenti ambientali: ambiente acustico, atmosferico e paesaggistico), art. 11 (rispetto di eventuali prescrizioni particolari stabilite dai Comuni).
La sede dell’esercizio deve possedere i requisiti previsti dalle norme in materia di edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria, sicurezza e prevenzione incendi, nonché dalle disposizioni sulla sorvegliabilità dei locali e rispettare i criteri previsti per l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla D.G.R. n. 85-13268/2010 s.m.i.
Art. 6: conformità dell’esercizio di somministrazione alla destinazione d’uso “commercio al dettaglio”;
Art. 9: valutazione dell’impatto sulla viabilità;
Art. 10: compatibilità dell’esercizio di somministrazione rispetto alla tutela delle seguenti componenti ambientali: ambiente acustico, atmosferico e paesaggistico;
art. 12 L.R. n. 38/2006 s.m.i., artt. 6, 7, 8, 9, 10, 11 D.G.R. n. 85-13268 dell’08/02/2010 e s.m.i.
6. Si evidenzia, inoltre, che i titolari di esercizio in attività, o loro delegati, hanno l’obbligo di frequentare per ciascun triennio un apposito corso di formazione sui contenuti delle norme imperative in materia di igiene, sanità e sicurezza, come previsto all’art. 5, comma 3 della L.R. n. 38/2006 s.m.i.
per reperire qualsiasi tipo di informazione in materia di immigrazione
L.R. n. 38/2006 – art. 12
L'attività può iniziare dalla data di presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività al SUAP
SCIA_VARIAZIONE_SOMMINISTRAZIONE 09_Mod_Sommin_ZoneNONTutelate.odt Scarica allegato