Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-17541-del-14-07-2017
Timestamp: 2020-05-30 08:43:39+00:00
Document Index: 181058675

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 526', 'sentenza ', 'art. 390', 'art. 390', 'art. 391', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 13']

Sentenza Cassazione Civile n. 17541 del 14/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17541 del 14/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 14/07/2017, (ud. 19/04/2017, dep.14/07/2017), n. 17541
sul ricorso 28081-2013 proposto da:
L.V., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
avverso la sentenza n. 717/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
partecipata del 19/04/2017 dal Consigliere Dott. GHINOY PAOLA.
1. che la Corte d’appello di Torino, per quello che qui ancora rileva, ha rigettato l’appello del Ministero dell’istruzione dell’Università e della ricerca e confermato la sentenza del Tribunale della stessa sede, che aveva accolto la domanda proposta da L.V. – che aveva lavorato in qualità di docente laureato di scuola secondaria di 2^ grado dall’anno scolastico 2000 – 2001 in poi in virtù di contratti a tempo determinato – e riconosciuto il suo diritto alle differenze retributive in considerazione della progressione stipendiale maturata, con condanna del Ministero convenuto al pagamento della somma a tale titolo dovuta;
2. che il MIUR ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza, svolgendo un unico motivo con il quale denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, della Direttiva 99/70/CE;
3. che L.V. ha resistito con controricorso;
4. che il Ministero ha depositato atto di rinuncia al ricorso, che non è stato notificato alla controparte, argomentando che la sopravvenuta sentenza di questa Corte n. 22558 del 2016, risolvendo la questione controversa, esclude la sussistenza di un interesse dell’Amministrazione scolastica ad una pronuncia in ordine alla fondatezza del ricorso per cassazione;
5. che il Collegio ha autorizzato la redazione della motivazione in forma semplificata.
1. che, non essendo state rispettate le formalità previste dall’art. 390 c.p.c., (rinuncia notificata alla parte costituta o comunicata agli avvocati della stessa) non può farsi luogo alla dichiarazione di estinzione del processo ai sensi di tale norma, in quanto l’atto di rinunzia ha carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c., che esso sia notificato alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259), e l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo l’art. 391 c.p.c., comma 2, che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
5. che non può trovare applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 1778/2016).
dichiara inammissibile il ricorso e compensa tra le parti le spese processuali del giudizio.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto dell’insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.