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Timestamp: 2019-01-24 03:13:01+00:00
Document Index: 128131888

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 2']

N. 02994/2018 REG.PROV.COLL.
N. 08382/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 8382 del 2017, integrato da motivi aggiunti, proposto da Confederazione Nazionale Coldiretti, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Bernardo Giorgio Mattarella, Marco Petitto, con domicilio eletto presso lo studio Bernardo Giorgio Mattarella in Roma, via Antonio Bertoloni n. 44;
Ministero della Salute, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato presso la cui sede in Roma, via dei Portoghesi, n. 12 ex lege domicilia;
Caseificio dei Colli Pugliesi di Maiullari & C. Srl, Centro Latte Bonizzi Srl in persona dei legali rappresentanti p.t. non costituiti in giudizio;
della nota della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari a prot. DGSAF 0013247 del 26 maggio 2017 avente ad oggetto “Richiesta di accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero”;
della nota della Direzione generale della prevenzione sanitaria avente il medesimo oggetto e comunicata alla ricorrente in data 6 giugno 2017;
della nota del Responsabile della trasparenza del Ministero della Salute a prot. n. 0029802 del 17 luglio 2017,
del diritto di Coldiretti ad accedere alla documentazione richiesta con l’istanza di accesso civico ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. n. 33 del 2013 presentata il 27 aprile 2017, con conseguente condanna dell’Amministrazione resistente ad esibire la documentazione richiesta con tale istanza;
e con motivi aggiunti depositati il 5 dicembre 2017
della nota prot. DGSAF n. 25577 del 9 novembre 2017 della Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari avente a oggetto “istanza di accesso civico ai sensi dell’art. 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013” con cui è stata respinta l’istanza presentata dalla Confederazione Nazionale Coldiretti in data 11 ottobre 2017 e di tutti gli atti ad esso connessi presupposti e consequenziali;
- del silenzio rifiuto opposto dalla Direzione della prevenzione sanitaria dello stesso Ministero della salute alla nuova istanza di accesso civico presentata in data 11 ottobre 2017 dalla Confederazione Nazionale Coldiretti ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 33 del 2013, nonché
del diritto di Coldiretti ad accedere alla documentazione richiesta con l’istanza di accesso civico ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 33/2013 presentata il 11 ottobre 2017 (doc. 6), con conseguente condanna dell’Amministrazione resistente ad esibire la documentazione richiesta con tale istanza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 13 febbraio 2018 la dott.ssa Pierina Biancofiore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
1.Con ricorso notificato ai soggetti in epigrafe indicati in data 7 settembre 2017 e depositato il successivo 8 settembre, parte ricorrente espone di avere presentato alle due Direzioni Generali del Ministero della Salute sopra indicate una istanza di accesso civico in data 27 aprile 2017 volta ad accedere ai dati e documenti relativi alla importazione di latte e prodotti lattiero caseari da Paesi non facenti parte della Comunità Europea.
Alla istanza la ricorrente otteneva due risposte una in data 26 maggio del 2017 con cui la Direzione Generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari contestava la genericità della stessa, la mancata individuazione dei controinteressati delle cui osservazioni sulla istanza era necessario conoscere la posizione e concludeva per l’ostensione di un report riassuntivo di tutte le informazioni in cui i nomi delle ditte fossero oscurati.
E l’altra del 6 giugno 2017 con cui la Direzione Generale per la Prevenzione sanitaria, nel far riferimento a quella della Direzione Generale della Sanità animale, rappresentava di non essere coinvolta in controlli sanitari del latte e dei prodotti lattiero caseari.
La ricorrente impugna pure la risposta avverso il ricorso proposto dinanzi al responsabile per la trasparenza del Ministero della Salute in data 26 giugno 2017 e conclusosi con il suo rigetto e con la affermazione della legittimità dei due precedenti atti.
2. Avverso di essi dunque la Coldiretti deduce: 1) Violazione e falsa applicazione degli articoli 5 e 5 bis del d.lgs. n. 33 del 2013; 2) Violazione dell’art. 3 della legge n. 2421 del 1990, difetto di motivazione.
Conclude per l’annullamento degli atti impugnati e per l’accertamento del diritto ad accedere alla documentazione richiesta con l’accesso civico.
3. Il Ministero della Salute si è costituito in giudizio e con compiuta memoria ha rassegnato conclusioni del tutto opposte a quelle di parte ricorrente.
4. Alla Camera di Consiglio del 1° dicembre 2017 il ricorso è stato rinviato ad altra data essendo stata preannunciata la presentazione di motivi aggiunti.
5. Con motivi aggiunti depositati il 5 dicembre 2017 parte ricorrente impugna la risposta alla nuova richiesta di accesso civico presentata direttamente dal Presidente della Coldiretti in data 11 ottobre 2017 e con la quale quest’ultimo ha richiesto di conoscere: “i dati relativi alla importazione, nel secondo trimestre del corrente anno solare, di latte e di prodotti lattiero-caseari provenienti da Paesi non aderenti all’Unione europea ovvero oggetto di scambio intracomunitario.”, ricevendone tuttavia la risposta gravata nella quale il Ministero della Salute, nel precisare ancora le esigenze di tutela dei dati personali e degli interessi economici che coinvolgono un elevato numero di controinteressati, ha insistito per fornire il report “contenente le informazioni aggregate per Paese estero di spedizione e per provincia di destinazione in Italia, senza i riferimenti delle ditte individuali e dei soggetti giuridici nazionali o esteri.”.
6. La ricorrente con i motivi aggiunti continua a rappresentare la propria legittimazione all’accesso civico, in contrapposizione con la memoria dell’Amministrazione che l’ha contestata; effettua alcune osservazioni in punto di interesse all’accesso civico e sul provvedimento di diniego espressamente impugnato con i motivi aggiunti deduce: 1) violazione e falsa applicazione degli articoli 5 e 5 bis del d.lgs. n. 33 del 2013; 2) violazione dell’art. 3 della legge n. 241 del 1990, difetto di motivazione.
Conclude dunque per l’accoglimento dei motivi aggiunti e per l’accertamento del diritto ad ottenere il richiesto accesso civico ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 33 del 2013.
7. L’Amministrazione della Salute ha contestato con compiuta memoria anche i motivi aggiunti, insistendo per la necessità della integrazione del contraddittorio e chiedendone la reiezione.
8. Pervenuto il ricorso per la trattazione alla camera di Consiglio del 13 febbraio 2017 è stato trattenuto in decisione.
- alle informazioni concernenti le operazioni di entrata, uscita, transito e deposito di materie prime concernenti il latte e i prodotti lattiero-caseari provenienti da Paesi UE ed extra UE, realizzate dagli operatori del settore alimentare, eventualmente con oscuramento dell’identità degli operatori stranieri, richiedendone l’accessibilità tramite la banca dati del Ministero all’uopo predisposta.”.
- con la risposta del 6 giugno 2017, la Direzione Generale per la Prevenzione sanitaria, nel far riferimento a quella della Direzione Generale della Sanità animale, cui aderiva integralmente, rappresentava inoltre che “il latte ed i prodotti lattiero-caseari, in quanto prodotti di origine animale, non sono sottoposti a controlli sanitari da parte degli USMAF SASN, i quali – nell’ambito delle attuali distribuzioni di competenze all’interno del Ministero della Salute, effettuano controlli sanitari sulle importazioni da Paesi terzi di alimenti di origine non animale e di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti (MOCA).”, precisazione che la ricorrente definisce non rilevante.
Al riguardo è pure da rilevare che, in base alla giurisprudenza formatasi sulla ridetta questione della irragionevolezza della richiesta, come collegata alla quantità di dati per i quali è necessario consultare i controinteressati nell’accesso civico è da porre in rilievo la legittimità del disposto diniego, anche se nel caso in esame le risposte dell’Amministrazione non possono essere considerate quali pronunce in tal senso, atteso che viene proposta una valida alternativa; una recente pronuncia in particolare reca il principio: “È legittimo il diniego di accesso motivato in base alla necessità di impedire che all'Ente venga imposto un facere straordinario quale produrre - in formato analogico o digitale - una mole irragionevole di dati o documenti.” (cfr. TAR Lombardia, Milano Sez. III, 11-10-2017, n. 1951).
Di conseguenza le richieste ostensive appaiono effettivamente irragionevoli, pure alla luce della chiara differenziazione operata dalle Linee Guida del 28 dicembre 2016 tra accesso generalizzato e accesso civico: “L'accesso civico rimane circoscritto ai soli atti, documenti e informazioni oggetto di obblighi di pubblicazione e costituisce un rimedio alla mancata osservanza degli obblighi di pubblicazione imposti dalla legge, sovrapponendo al dovere di pubblicazione, il diritto del privato di accedere ai documenti, dati e informazioni interessati dall'inadempienza” e che ha comportato l’istruzione recata al punto 5 dell’Allegato alle Linee Guida, che esclude le richieste massive manifestamente irragionevoli.
- nel decreto sulla etichettatura per i formaggi affettati e venduti a peso dal commerciante tale obbligo non vi è;
- molti prodotti caseari sono prodotti e confezionati in Italia, ma sulla base di altri prodotti caseari (come i cagliati) importati ed in questo caso, al consumatore non è garantita la piena informazione sugli ingredienti;
- ed infine la disciplina dell’etichettatura e della tracciabilità consente di vendere, come prodotti in Italia, alimenti che hanno subito in Italia alcune fasi della produzione, ma le cui materie prime sono importate.
Orbene queste informazioni sono tutte controllabili attraverso il D.M. 9 dicembre 2016 che espressamente reca “Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori”.
“Latte e prodotti lattiero-caseari di cui all'art. 1, comma 1
Latte e crema di latte, concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altri
Latticello, latte e crema coagulata, yogurt, kefir ed altri tipi di latte e creme
fermentate o acidificate, sia concentrate che addizionate di zucchero o di
altri edulcoranti aromatizzate o con l'aggiunta di frutta o di cacao.
Siero di latte, anche concentrato o addizionato di zucchero o di altri
edulcoranti; prodotti costituiti di componenti naturali del latte, anche
addizionati di zucchero o di altri edulcoranti, non nominati né compresi
Ma se la preoccupazione è quella che l’utente non sia posto in grado di conoscere la provenienza del latte lavorato o il tipo di latte usato, a tale informazione provvede la norma di cui all’articolo 2 del decreto, stante la quale l’etichetta deve fornire “l'indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari di cui all'allegato 1, mediante le seguenti diciture:
2. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari di cui all'allegato 1, sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: «origine del latte»: nome del Paese”.
“2. Qualora le operazioni di cui all'art. 2, comma 1, avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: «latte di Paesi non UE» per l'operazione di mungitura, «latte condizionato o trasformato in Paesi non UE» per l'operazione di condizionamento o di trasformazione.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 febbraio 2018 con l'intervento dei magistrati: