Source: http://foro.romoloromani.it/topic/3887-nuovi-moltiplicatori/?tab=comments
Timestamp: 2019-07-24 04:35:39+00:00
Document Index: 154712304

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 3', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 26', 'art. 9', 'art. 38', 'art. 30', 'art. 10', 'art. 78', 'art. 24', 'art. 2', 'art. 31', 'art. 7', 'art. 28', 'art. 3', 'art. 33', 'art. 34', 'art. 39', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 3', 'art. 39', 'art. 40', 'art. 14', 'art. 2433', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 31', 'art. 2', 'art. 87', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 33', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art.52', 'art.52', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 52', 'art. 13', 'art. 13']

Nuovi moltiplicatori - Imposte e Formalità - ROMOLOROMANI.IT
a firma di Alberto, December 31, 2003 in Imposte e Formalità
Pubblicato il giorno December 31, 2003
E' quanto prevede la Legge 24 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004 in suppl. ord. n. 196/L alla G.U. n. 299 del 27.12.2003).
L’art. 2, comma 63, stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2004, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, i moltiplicatori previsti dal comma 5 dell'articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono rivalutati nella misura del 10 per cento. Posto che l’art. 3, comma 48 e 50, l. n. 662/96 aveva previsto l’aumento del 5% delle rendite catastali urbane e del 25% per i redditi dominicali, a seguito della modifica introdotta dal comma in esame, dal 1° gennaio 2004, il c.d. valore automatico, in pratica, si ottiene come segue:
- per i terreni reddito dominicale moltiplicato per 103,125;
- per i fabbricati categorie C\1 ed E rendita catastale moltiplicata per 39,27;
- per i fabbricati categorie A\10 e D rendita catastale moltiplicata per 57,75;
- per i fabbricati altre categorie rendita catastale moltiplicata per 115,50.
La norma si applica agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate, alle scritture private non autenticate presentate per la regi-strazione, alle successioni apertesi, alle donazioni fatte a decorrere dal 1° gennaio 2004.
Da ultimo ricapitolando, i seguenti prospetti individuano il coefficiente (risultante dai calcoli sopra descritti) per il quale moltiplicare la rendita catastale al fine di ottenere il valore minimo catastale ai sensi dell’art. 52 del d.p.r. 131/1986; eccoli:
A) – IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE E CATASTALI
Terreni: 103,125
Fabbricati cat. C/1 ed E: 39,27
Fabbricati cat. A/10 e D: 57,75
Altri fabbricati: 115,50
B) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
Fabbricati cat. C/1 ed E: 35,70
Fabbricati cat. A/10 e D: 52,50
Ovviamente, quelli sopra indicati sono soltanto i valori minimi catastali, il cui utilizzo preclude all’ufficio delle entrate il potere di rettifica ed accertamento di maggior valore (o, per quanto riguarda gli atti soggetti ad Iva, le verifiche previste dal d.l. n. 41/1995).
Pubblicato il giorno January 9, 2004 (modificato)
ill.mo Alberto,
ho dei dubbi sui calcoli degli indici cosi' come da te prospettati, sorti anche presso l'Ufficio registro........
non è che la rivalutazione l'hai fatta sull'indice di 100 già aumentato della vecchia rivalutazione (es. 105 per gli "altri fabbricati") anzichè sulla sola rendita catastale base (cioè 100). Insomma non sarebbe 110 anziché 115,5 come da te prospettato???
Tale indice infatti è dato da 105+10% e non da 100+10%...... uhm
Quindi consideri anche la precedente rivalutazione del 5%?? All'ufficio negano.... cry La rivaluatazione attuale (10%) andrebbe calcolata sulla rendita base, non quella rivalutata del 5% ex art. 3, comma 48 e 50, l. n. 662/96.
Ci puoi illustrare le tue modalità di calcolo???? sono quelle che ho intuito?
Modificato January 9, 2004 da duca74
Pubblicato il giorno January 9, 2004
ti ringrazio per cotanta considerazione ma l’illustrissimo non ha nulla da illustrare in quanto i calcoli e i relativi coefficienti non sono frutto di miei ragionamenti ma sono stati reperiti sull'Organo di informazione ufficiale del Consiglio Nazionale del Notariato (CNN News del 30 dicembre 2003 n. 238); pertanto non ho fatto altro che riportarli e con tutta sincerità non ho avuto la solerzia di verificarne l'esattezza a tavolino.
Ohibo' e non è che magari c'è un link per reperire "CNN News del 30 dicembre 2003 n. 238"?? uhm
Riporto un breve stralcio di detto Notiziario del C.N.N.
Studio n. 105/2003/T
RASSEGNA DELLE DISPOSIZIONI TRIBUTARIE DI INTERESSE NOTARILE CONTENUTE NELLA MANOVRA FINANZIARIA PER IL 2004
Approvato dalla Commissione Studi Tributari il 29 dicembre 2003.
Il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (pubblicato nel Supplemento ordinario n. 157/L alla G.U. 2 ottobre 2003, n. 229), recante «Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici», convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 (pubblicata nel Supplemento ordinario n. 181/L alla G.U. 25 novembre 2003, n. 274), e la legge 24 dicembre 2003, n.350, legge finanziaria 2004, (pubblicata nel Supplemento ordinario alla G.U. 27 dicembre 2003, n.299) contengono varie norme che interessano i notai quali contribuenti e quali professionisti.
Se ne indicano qui di seguito le principali.
L’art. 5, che disciplina la trasformazione della Cassa depositi e prestiti in società per azioni, dispone che tutti gli atti e le operazioni posti in essere per la suddetta trasformazione e per l'effettuazione dei trasferimenti e conferimenti di cui al presente articolo sono esenti da imposizione fiscale, diretta ed indiretta (comma 23). È prevista poi l’esenzione dall'imposta di registro, dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta, nonché ogni altro tributo o diritto, per tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalità relativi alle operazioni di raccolta e di impiego, sotto qualsiasi forma, effettuate dalla gestione separata di cui al comma 8, alla loro esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie anche reali di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate. Inoltre, non si applica la ritenuta di cui ai commi 2 e 3 dell'art. 26 d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi e gli altri proventi dei conti correnti dedicati alla gestione separata di cui al comma 8 (comma 24). Infine, è disposto che gli interessi e gli altri proventi dei titoli di qualsiasi natura e di qualsiasi durata emessi dalla CDP S.p.A. sono soggetti al regime dell'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 12,50%, di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 (comma 25).
L’art. 9, rubricato “riduzione di oneri per garanzie relative a crediti IVA”, ha modificato l’art. 38-bis d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 633 con riferimento alla durata delle garanzie che debbono, quindi, essere prestate, contestualmente all’esecuzione dei rimborsi di cui all'art. 30 d.p.r. cit., «…per una durata pari a tre anni dallo stesso, ovvero, se inferiore, al periodo mancante al termine di decadenza dell'accertamento …».
L’art. 10 dispone che, su richiesta dei creditori d'imposta intestatari del conto fiscale, l'Agenzia delle entrate è autorizzata ad attestare la certezza e la liquidità del credito, nonché la data indicativa di erogazione del rimborso. L'attestazione, che non è utilizzabile ai fini del processo di esecuzione e del procedimento di ingiunzione, può avere ad oggetto anche importi da rimborsare secondo modalità diverse da quelle previste dal titolo II del decreto, adottato dal Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del tesoro, 28 dicembre 1993, n. 567, recante il regolamento di attuazione dell'art. 78, commi da 27 a 38, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, concernente l'istituzione del conto fiscale (cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Istruzioni per l'uso del conto fiscale, Studio n. 193-bis, approvato il 14 febbraio 1994, est. Paolo Puri).
L’art. 24 proroga fino al 31 dicembre 2003 la riduzione dell’aliquota IVA per gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 2, comma 6, l. 27 dicembre 2002, n. 289. Fino a tale data, pertanto, sono soggetti all’aliquota Iva del 10 per cento gli interventi di recupero patrimonio edilizio di cui all'art. 31, primo comma, lettere a), b), c) e d), della legge 5 agosto 1978, n. 457, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata (ferme restando, ai sensi dell’art. 7 l. 23 dicembre 1999 n. 488, «…le disposizioni più favorevoli di cui all'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e delle tabelle ad esso allegate …»).
L’art. 28 (recante modifiche all’art. 3, comma 8, del d.l. 25 settembre 2001, n. 351, convertito dalla l. 23 novembre 2001, n. 410), in tema di cessione dei terreni appartenenti al patrimonio immobiliare pubblico, dispone che «...agli affittuari coltivatori diretti o imprenditori agricoli che esercitano il diritto di opzione per l'acquisto, è concesso l'ulteriore abbattimento di prezzo secondo percentuali analoghe a quelle previste dal presente comma e determinate con i decreti di cui al comma 1. Gli affittuari che esercitano il diritto di opzione possono procedere all'acquisto dei terreni attraverso il regime di aiuto di Stato n. 110/2001, approvato dalla Commissione europea con decisione comunitaria n. SG (2001) D/288933 del 5 giugno 2001. Non si applicano alle operazioni fondiarie attuate attraverso il regime di aiuto di Stato n. 110/2001 le disposizioni previste dall'articolo 8 della legge 26 maggio 1965, n. 590, e dall'articolo 7 della legge 14 agosto 1971, n. 817. Tali operazioni usufruiscono delle agevolazioni tributarie per la formazione e l'arrotondamento della proprietà contadina previste dalla legge 6 agosto 1954, n. 604 …».
L’art. 33 ha introdotto l’istituto del concordato fiscale preventivo, in relazione al quale si rinvia a CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, La Finanziaria 2004: il concordato fiscale preventivo, studio n. 77/2003/T, approvato il 28 ottobre 2003, est. Forte. È inoltre in corso di elaborazione un ulteriore studio al fine di esaminare le modifiche al suddetto istituto, contenute nella legge finanziaria 2004.
L’art. 34 proroga al 16 marzo 2004 i termini in materia di definizioni agevolate di cui agli artt. 7 e seguenti legge 27 dicembre 2002 n. 289 (per un esame della disciplina di tali definizioni agevolate cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio n. 2/2003/T, Prime osservazioni sui provvedimenti di condono contenuti nella finanziaria 2003, approvato il 5 marzo 2003, est. Forte, Puri, Mastroiacovo).
L’art. 39, comma 14-sexies, modifica il termine per la presentazione della dichiarazione di successione previsto dall’art. 31, comma 1, d.lgs. 30 ottobre 1990, n. 346. Tale termine - a seguito dell’entrata in vigore della l. n. 326/2003 (che ha introdotto la modifica), coincidente con il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – è fissato in dodici mesi dalla data di apertura della successione (salvo le diverse decorrenze di cui all’art. 31 cit.). Premesso che in diritto tributario è ormai sancito, all’art. 3, comma 1, dello Statuto del contribuente, il principio di irretroattività delle norme fiscali, qualora il legislatore non preveda una specifica disposizione transitoria in deroga a questo principio, la nuova norma deve essere interpretata nel senso di non produrre i suoi effetti rispetto alle fattispecie già concluse. Per individuare la decorrenza di una norma occorre, allora, stabilire quale sia la fattispecie oggetto di nuova regolamentazione. Pertanto, solo riconoscendo carattere procedimentale alla disposizione concernente la modificazione del termine, in forza del principio di diritto intertemporale del tempus regit actum, questa potrà ritenersi applicabile alle successioni per le quali, al 26 novembre 2003, sia ancora pendente il termine di presentazione della dichiarazione. In ogni caso per le successioni aperte a decorrere dal 26 novembre 2003 il termine per la presentazione della dichiarazione è di dodici mesi.
L’art. 39, comma 14-undecies, proroga fino al 16 marzo 2004 il termine per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° gennaio 2003 (sul tema cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio 1/2002/T, Legge 28 dicembre 2001, n. 448 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2002” (in supplemento ordinario n. 285/L alla G.U. n. 301 del 29 dicembre 2001), approvato l’11 gennaio 2002, est. Colucci – Forte - Giunchi – Petrelli – Puri; Id., Studio 9/2002/T, Art. 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (“legge finanziaria 2002”) – Rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola – Ulteriori osservazioni, approvato il 21 febbraio 2002, est. Colucci).
L’ art. 40 prevede disposizioni antielusive in materia di crediti di imposta prescrivendo che «1. Alle distribuzioni di utili accantonati a riserva, ivi intendendosi incluse le distribuzioni sotto qualsiasi forma di utili e di riserve formate con utili, deliberate successivamente al 30 settembre 2003 e sino alla data di chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2003, il credito d'imposta di cui all'art. 14, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, compete unicamente secondo le disposizioni degli articoli 11, comma 3-bis, e 94, comma 1-bis, del predetto testo unico e nel limite del 51,51 per cento. Agli acconti sui dividendi deliberati ai sensi dell'art. 2433-bis del codice civile compete lo stesso regime fiscale dell'utile distribuito o che sarebbe stato distribuito dall'assemblea che approva il bilancio del relativo esercizio. 2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano alle distribuzioni di utili relativi al periodo d'imposta chiuso antecedentemente al 31 dicembre 2003, ad esclusione di quelle deliberate prima del 30 settembre 2003 nel caso in cui dopo il 1º settembre 2003 sia stata deliberata la chiusura anticipata dell'esercizio sociale».
L’art. 41-bis, comma 5, sostituisce il secondo periodo dell’art. 1, nota II bis, comma 4, della parte prima della Tariffa allegata al Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro – d.p.r. 26 aprile 1986 n. 131, in tema di decadenza dalle agevolazioni cd. prima casa nel caso di cessioni soggette ad Iva. Per un esame della nuova norma si veda CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio n. 100/2003/T, Decadenza dalle c.d. agevolazioni “prima casa”, approvato il 19 dicembre 2003, est. Bellini-Forte, in corso di pubblicazione.
Legge 24 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004)
L’art. 2, comma 3, proroga fino al 31 dicembre 2004 il termine concernente le agevolazioni tributarie per la formazione e l’arrotondamento della proprietà contadina.
L’art. 2, comma 10, introduce alcune modifiche in tema di concordato fiscale preventivo. Sul punto si veda supra, art. 33 d.l. n. 269/2003.
L’art. 2, comma 15, proroga per l’anno 2004 la disposizione introdotta dall’art. 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che ammette la detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio privato. La detrazione spetta entro l’importo massimo di 60.000 euro per una quota pari al 41 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente.
L’art. 2, comma 16, contiene un’ulteriore proroga di termini, consentendo l’applicazione dell'incentivo fiscale di cui all’art. 1 l. n. 449/1997 nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 31, primo comma, lettere c) e d), l. 5 agosto 1978, n. 457, riguardanti interi fabbricati, eseguiti entro il 31 dicembre 2004 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2005. La norma modifica inoltre l’importo della detrazione dall’IRPEF, relativa ai lavori di recupero eseguiti, la quale spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un'aliquota del 41 per cento del valore degli interventi eseguiti, che si assume pari al 25 per cento del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo 60.000 euro.
L’art. 2, comma 25, in tema di rivalutazione dei beni delle imprese, consente ai soggetti indicati nell'art. 87, comma 1, lettere a) e b) - ora 73, lett. a) e b) - d.p.r. n. 917/1986, richiamati dall’art. 10 l. 21 novembre 2000, n. 342, la possibilità di rivalutare i beni materiali ed immateriali, con esclusione dei “beni-merce” e le partecipazioni in società controllate e collegate costituenti immobilizzazioni, risultanti dal bilancio relativo all’esercizio chiuso entro il 31 dicembre 2002. L’imposta sostitutiva dovuta deve essere versata in tre rate annuali, entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi, rispettivamente secondo i seguenti importi: 50% nel 2004, 25% nel 2005, 25% nel 2006 (sul tema cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio n. 112/2000/T, Rassegna delle disposizioni tributarie di interesse notarile contenute:1) nella Legge 21 novembre 2000, n. 342, “Misure in materia fiscale” (in S.O. 194/L alla G.U. n. 276 del 25 novembre 2000); 2) nella Legge 24 novembre 2000, n. 340, “Disposizioni per la deligificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi” (in G.U. N. 275 del 24 novembre 2000), approvato il 15 dicembre 2000, est. Bellini – Colucci)
L’art. 2, comma 26, prevede che le norme di cui agli artt. 17, 18 e 20 l. n. 342/2000, concernenti disposizioni fiscali per i settori bancario e finanziario, possono essere applicate anche con riferimento ai beni risultanti dal bilancio relativo all’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2003, disciplinando la misura ed i termini per il versamento dell’imposta sostitutiva (cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio n. 112/2000/T cit.)
L’art. 2, comma 30, precisa che nell’ipotesi di piani attuativi di iniziativa privata, comunque denominati, le agevolazioni fiscali di cui all’art. 33, comma 3, l. 23 dicembre 2000, n. 388, si applicano, in ogni caso, a seguito della sottoscrizione della convenzione con il soggetto attuatore (per un esame delle agevolazioni citate cfr. CNN-COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI, Studio n. 2/2001/T, Agevolazioni per l’acquisto di immobili a fini di utilizzo edificatorio, approvato il 18 gennaio 2001, est. Petrelli).
L’art. 2, commi 44-52, ha esteso l’operatività delle sanatorie fiscali, di cui agli artt. 7-16 l. n. 289/2002, anche all’annualità 2002, disciplinandone i relativi termini di applicazione.
L’art. 2, comma 63, stabilisce che a decorrere dal 1o gennaio 2004, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, i moltiplicatori previsti dal comma 5 dell'articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono rivalutati nella misura del 10 per cento. Posto che l’art. 3, comma 48 e 50, l. n. 662/96 aveva previsto l’aumento del 5% delle rendite catastali urbane e del 25% per i redditi dominicali, a seguito della modifica introdotta dal comma in esame, dal 1° gennaio 2004, il c.d. valore automatico, in pratica, si ottiene come segue:
per i terreni reddito dominicale moltiplicato per 103,125
per i fabbricati categorie C\1 e E rendita catastale moltiplicata per 39,27
per i fabbricati categorie A\10 e D rendita catastale moltiplicata per 57,75
per i fabbricati altre categorie rendita catastale moltiplicata per 115,50.
La norma si applica agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate, alle scritture private non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni apertesi, alle donazioni fatte a decorrere dal 1° gennaio 2004.
Pubblicato il giorno January 10, 2004
Ringraziando Benj per il contributo e non avendo nulla di meglio da fare il sabato mattina, provo a “illustrare” il calcolo che ha condotto ai risultati sopra riportati:
Come è noto i vecchi moltiplicatori delle rendite catastali e dominicali erano i seguenti:
- 100 (oltre al 5% di rivalutazione della rendita catastale) per i fabbricati
- 34 (oltre al 5% di rivalutazione della rendita catastale) per fabbricati C1 ed E
- 50 (oltre al 5% di rivalutazione della rendita catastale) per gli A/10 e D
- 75 (oltre al 25% di rivalutazione del reddito dominicale) per i terreni
in sostanza occorreva “prendere” la rendita catastale, aumentarla del 5% (o del 25% trattandosi di reddito dominicale dei terreni) e moltiplicarne il risultato rispettivamente per 100, 34, 50 (e 75 per i terreni)
Per esigenze di comodità, onde evitare una doppia operazione di calcolo, si sono in passato ricavati dei coefficienti di moltiplicazione che tenessero conto anche della rivalutazione in percentuale delle rendite catastali del 5% e del reddito dominicale del 25% e si sono avuti i seguenti valori per cui moltiplicare direttamente le rendite, effettuando una sola operazione:
Fabbricati: 105,00
Fabbricati C/1 ed E: 35,70
Fabbricati A/10 e D: 52,50
Coefficienti questi ultimi che abbiamo utilizzato negli studi fino a 10 giorni fa’ e ancora oggi validi per gli atti sub IVA.
Come ci si era arrivati? Intuitivamente: aumentando i moltiplicatori "puri" (100, 34, 50 e 75) della percentuale di rivalutazione delle rendite e quindi di un 5% per i fabbricati e, nel caso dei terreni, del 25% per cui:
100 + 5 (che è il 5% di 100) = 105
34 + 1,7 (che è il 5% di 34) = 35,7
50 + 2,5 (che è il 5% di 50) = 52,50
75 + 18,75 (che è il 25% di 75) = 93,75
Ora, sempre per esigenze di comodità, la stessa cosa (aumentare i moltiplicatori della immutata percentuale di rivalutazione del 5% per la rendita catastale e del 25% per il reddito dominicale dei terreni) è stata fatta con i nuovi moltiplicatori "puri" (110; 37,4; 55 e 82,5), nuovi in quanto già rivalutati del 10%, come prevede la novella legge. per cui:
100 + 10 (che è il 10% di 100) = 110 + 5,5 (che è il 5% di 110) = 115,5
34 + 3,4 (che è il 10% di 34) = 37,4 + 1,87 (che è il 5% di 37,4) = 39,27
50 + 5 (che è il 10% di 50) = 55 + 2,75 (che è il 5% di 55) = 57,75
75 + 7,5 (che è il 10% di 75) = 82,5 + 20,625 (che è il 25% di 82,5) = 103,125
Mi pare che i risultati coincidano.
Buoni numeri a tutti.
Pubblicato il giorno January 10, 2004 (modificato)
Grazie, speravo di pagare meno ma........ :arg: :arg:
Cmq, in alcune Agenzie entrate ora come ora, non applicano i risultati cosi' esposti, non considerando la precedente rivalutazione del 5%!
Modificato January 12, 2004 da duca74
Pubblicato il giorno January 17, 2004
Intervengo solo per precisare che l'Agenzia delle Entrate presso la quale registro gli atti ritiene che la nuova rivalutazione dei coefficienti debba essere effettuata anche per gli atti soggetti a IVA :( e mi ha preannunciato una circolare ministeriale che chiarirà il punto in oggetto.
Grazie per la precisazione Mars; attendiamo dunque la circolare che chiarisca il punto e speriamo che il Ministero non tardi eccessivamente
Pubblicato il giorno January 18, 2004 (modificato)
Il Notaio da cui apprendo applica, analogamente all'Amministratore Alberto, il 10% in aggiunta al 5%, moltiplicando per 115,5 applicando quindi il nuovo 10% anche al precedente aumento del 5%.
Modificato April 9, 2007 da Michael
Pubblicato il giorno February 10, 2004
Il comma 63 della Finanziaria 2004 prevede la rivalutazione dei moltipligatori stabiliti dall'art.52 del DPR 131/86. Ma per le unità immobiliari delle categorie A/10 e C/1 non si applica l'art.52, bensì il D.M. 14.12.1991 che prevede i moltiplicatori rispettivamente nella misura di 50 e 34. Perciò, a mio parere, vi sono dei dubbi che la rivalutazione debba operarsi anche per questi moltiplicatori: quod legislator voluit dixit... Cosa ne pensate ?
Pubblicato il giorno February 18, 2004
Il Notaio mi ha detto che moltiplica per 115,5.
Pubblicato il giorno July 24, 2004
Fonte CNN News:
Come messo in evidenza dagli organi di informazione, in data 21 luglio 2004, è stato presentato dal Governo l’emendamento all’articolo unico del disegno di legge (atto C 5137-A) di conversione del decreto legge 12 luglio 2004 n. 168, recante Interventi ur-genti per il contenimento della spesa pubblica.
Il decreto legge era stato pubblicato in G.U. n. 161 il 12 luglio 2004, S.O. n. 122 ed era entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione (12 luglio 2004).
Avendo il Governo posto la fiducia sull’approvazione alla Camera (22 luglio 2004) della manovra finanziaria contenuta nell’emendamento, è presumibile che quest’ultimo venga varato senza modificazioni anche dal Senato in tempi rapidi (entro una decina di giorni e comunque prima della chiusura estiva).
In ordine alla decorrenza del provvedimento, l’art. 1 comma 2 della legge di con-versione dispone che la stessa “entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale”.
Il comma 7 dell’art. 1 bis del presente emendamento così recita:
“Per i beni immobili diversi dalla prima casa di abitazione, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, i moltiplicatori previsti dal comma 5 dell'articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono rivalutati, in luogo del 10 per cento previsto dall'articolo 2, comma 63, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, nel-la misura del 20 per cento.”
Ai sensi dell’art. 52 del TUR non sono sottoposti a rettifica il valore o il corrispet-tivo degli immobili, iscritti in catasto con attribuzione di rendita, dichiarato in misura non inferiore, per i terreni, a 75 volte il reddito dominicale risultante in catasto e, per i fabbricati, a 100 volte il reddito risultante in catasto, “aggiornati” con i coefficienti sta-biliti per le imposte sul reddito. Questa disposizione non si applica per i terreni per i quali gli strumenti urbanistici prevedono la destinazione edificatoria.
Già la formulazione originaria dell’art. 52 aveva previsto al quinto comma che “i moltiplicatori di 75 e 100 volte possono essere modificati, in caso di sensibili divergen-ze dai valori di mercato”.
In effetti nel corso degli anni si sono resi necessari degli adattamenti alla determi-nazione dei valori sia ai fini delle imposte dirette che indirette, pertanto il legislatore ha scelto nel tempo di intervenire con un’operazione di rivalutazione mediante l’introduzione di coefficienti.
E’ bene precisare che mentre la rivalutazione delle rendite catastali (fissata dall’art. 3, comma 48 e 50 della legge n. 662 del 1996) nella misura del 5% per i fabbri-cati censiti in catasto e del 25% per i terreni non edificabili opera anche ai fini delle im-poste dirette, dell’Iva e dell’Ici, la rivalutazione dei moltiplicatori (stabilita per la prima volta dalla legge n. 350 del 2003 nella misura del 10 per cento ed ora modificata dall’emendamento in esame) opera ai soli fini dell’imposizione indiretta.
Pertanto, a decorrere dalla entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, il c.d. valore automatico, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecaria e catasta-le e per gli immobili diversi dalla prima casa di abitazione si ottiene mediante una duplice operazione:
•	l’aumento del 5% delle rendite catastali urbane e del 25% per i redditi dominicali, ai sensi dell’art. 3, comma 48 e 50, l. n. 662/96;
•	la rivalutazione dei moltiplicatori previsti dal comma 5 dell'articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro nella misura del 20% così come modificata dal citato comma 7.
Il risultato si determina nel seguente modo:
reddito dominicale moltiplicato per 112,500
in luogo del precedente 103,125
categorie C\1 e E: rendita catastale moltiplicata per 42,84
in luogo del precedente 39,27
categorie A\10 e D: rendita catastale moltiplicata per 63
in luogo del precedente 57,75
altre categorie: rendita catastale moltiplicata per 126
in luogo del precedente 115,50 (che continua ad applicarsi agli atti relativi all’acquisto della prima casa di abitazione).
Tuttavia, la portata del comma 8 (cfr. infra par. 5.), con cui la presente disposizio-ne deve essere coordinata, induce ad escludere una diversa interpretazione nel senso di intendere il riferimento ai “beni immobili diversi” come limitato alle sole case di abitazione “diverse dalla prima” in considerazione del rinvio alle condizioni di cui alla citata nota II bis che attengono alla sussistenza di requisiti soggettivi.
Anche al riguardo sembra valere l’osservazione in ordine all’eventuale opportunità, se effettivamente lo scopo della norma era di colpire le sole “seconde case”, di un intervento correttivo da parte del Parlamento.
La disposizione di cui al comma 7 precisa che la rivalutazione dei moltiplicatori è disposta ai soli fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale; tale rivalutazione, pertanto, non produce alcun effetto riguardo all’applicazione dell’Ici, dell’Irpef e dell’Iva.
Per completezza si ricorda che, ai fini dell’accertamento dell’Iva (art. 15 del D.L. n. 41 del 1995, relativo all’applicazione dell’imposta sui corrispettivi delle cessioni dei fabbricati), per i fabbricati continuano a rilevare, quali meri indici presuntivi, i seguenti coefficienti:
categorie C\1 e E: rendita catastale moltiplicata per 35,70
categorie A\10 e D: rendita catastale moltiplicata per 52,50
altre categorie: rendita catastale moltiplicata per 105,00.
Così il CNN.
Illustro invece brevemente l'operazione con la quale si è arrivati a calcolare i nuovi coefficienti validi per gli immobili non costituenti "prima casa"; coerentemente con quanto da me sopra scritto qualche mese fa', voilà:
... la stessa cosa (aumentare i moltiplicatori della immutata percentuale di rivalutazione del 5% per la rendita catastale e del 25% per il reddito dominicale dei terreni) è stata fatta con i nuovi moltiplicatori "puri" (120; 40,8; 60 e 90), nuovi in quanto già rivalutati del 20%, come prevede il novello emendamento; per cui:"
100 + 20 (che è il 20% di 100) = 120 + 6 (che è il 5% di 120) = 126
34 + 6,8 (che è il 20% di 34) = 40,8 + 2,04 (che è il 5% di 40,8) = 42,84
50 + 10 (che è il 20% di 50) = 60 + 3 (che è il 5% di 60) = 63
75 + 15 (che è il 20% di 75) = 90 + 22,50 (che è il 25% di 90) = 112,50
Anche in questo caso mi pare che i risultati coincidano.
Grazie Sua Maestà Alberto!!!
Mi è sfuggita una cosa -tra d.l., leggi finanziarie e leggi di conversione con emendamenti vari- :zzz: : da quando li applichiamo questi nuovi moltiplicatori??
Nella prima parte dell'intervento mi pare ci siano indizi al riguardo.
Sua Maestà? Mah, al limite Baronetto che peraltro conta meno di Duca .....
Pubblicato il giorno July 26, 2004
Ok, il cervello è pigro e vuole le ferie... ):
i nuovi moltiplicatori con quale provvdimento sono disposti?
d.l.? legge di conversione? emendamento alla legge di conversione -manovra finanziaria-? Dalle brevi letture di sole 24 ore e visioni tg scorsa settimana mi pare quest'ultimo......quid? :ehm:
Wile E. Coyote 0
Pubblicato il giorno August 1, 2004 (modificato)
E' stata pubblicata sulla G.U. del 31 luglio 2004 (ed è entrata in vigore il 1 agosto 2004)
la Legge 30 luglio 2004, n.191-
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica. (GU n. 178 del 31-7-2004- Suppl. Ordinario n.136).
Modificato August 1, 2004 da Wile E. Coyote
Pubblicato il giorno October 3, 2006
Ai sensi dell'art. 5, comma 6, del decreto legge collegato alla finanziaria 2007, il moltiplicatore previsto dall'art. 52, comma 5, del t.u. delle disposizioni sull'imposta di registro (d.p.r. n. 131/1986) per i fabbricati di Categoria B è rivalutato nella misura del 40%; quindi l'attuale tabella, ai fini del calcolo dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale, dovrebbe essere la seguente.
categoria B: rendita catastale moltiplicata per 176,4
in luogo del precedente 126
altre categorie: rendita catastale moltiplicata per 126 (115,50 per gli atti relativi allacquisto della prima casa di abitazione).
Ecco il criterio di calcolo per ottenere il nuovo moltiplicatore della categoria B:
la stessa operazione fatta nei post sopra (aumentare il moltiplicatore della immutata percentuale di rivalutazione del 5% per la rendita catastale) deve essere fatta con il nuovo moltiplicatore "puro", nuovo in quanto già rivalutato del 40%, come prevede la novella; quindi:
120 + 48 (che è il 40% di 120) = 168 + 8,4 (che è il 5% di 168) = 176,4
Partita 2 – Accessori comuni ed enti rurali o ad enti rurali ed urbani;
Partita 5 – Strade pubbliche
Giorgio Vitalini 19
Pubblicato il giorno December 5, 2011
Provo a riaprire questo storico post. Qualcuno ha capito se la rivalutazione delle rendite, stabilita dal Governo nel freschissimo decreto, riguarda anche le compravendite?
Pubblicato il giorno December 10, 2011
no solo l'imu ex ici
Pubblicato il giorno December 12, 2011 (modificato)
Dall'Ufficio studi - CNN 7 dicembre
Ai fini dell’anticipazione a decorrere dall’anno 2012 dell’istituzione dell’imposta municipale propria (IMU), di cui al d.lgs. 14 marzo 2011 n. 23, l’art. 13 del decreto introduce una disciplina in parte derogatoria di quella già prevista agli artt. 8 e 9 del citato d.lgs. n. 23. In particolare la “nuova” IMU è applicabile, seppur in misura ridotta, anche all’abitazione principale ed alle relative pertinenze (C/2, C/6 e C/7 con il limite di un’unità per ciascuna categoria) e la base imponibile è costituita dalle rendite risultanti in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento, cui si applicano nuovi moltiplicatori (indicati ai commi 4 e 5 dell’art. 13). Dal tenore delle disposizioni e dalla relazione tecnica di accompagnamento al decreto appare evidente che i nuovi moltiplicatori hanno rilievo solo agli effetti della determinazione della base imponibile dell’IMU. Pertanto, ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale e dell’imposta sulle successioni e donazioni continueranno ad applicarsi i moltiplicatori finora utilizzati.
Modificato December 12, 2011 da Alessandra Zampardi
Pubblicato il giorno December 12, 2011
Conforme anche la disamina del Notaio Rizzi diffusa stamane in lista sigillo: ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale e dell’imposta sulle successioni e donazioni continueranno ad applicarsi i moltiplicatori finora utilizzati.
Niente nuove... buone nuove!
Pubblicato il giorno June 7, 2012
Si potrebbe consultare il link