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Timestamp: 2017-09-22 18:44:41+00:00
Document Index: 105617711

Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 145', 'art. 117', 'art. 145', 'art. 19', 'art. 149', 'art. 145', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 142', 'sentenza ', 'art. 145', 'art. 8', 'art. 12', 'art. 25', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 149', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 117', 'art. 83', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 149', 'art. 181']

Il Governo nazionale impugna la legge forestale sarda davanti alla Corte costituzionale. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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Il Governo nazionale impugna la legge forestale sarda davanti alla Corte costituzionale.
giugno 23, 2016 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
Numerose le norme regionali contestate. Fra queste, in particolare l’art. 6, comma 4°, che sostanzialmente slega il piano forestale ambientale regionale dall’obbligo di osservanza del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) in contrasto con l’art. 145 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio), degradando “il ruolo del piano paesaggistico a mero indirizzo generale non cogente e non sovraordinato rispetto al piano forestale (rapporto di coordinamento, ossia mero collegamento e convergenza di scopo). Per tali motivi, la previsione in esame si pone in contrasto con l’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione e con la norma interposta di cui all’art. 145, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, che stabilisce che le previsioni dei piani paesaggistici non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali e, per quanto attiene alla tutela del paesaggio, sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore”.
Non solo. La Regione autonoma della Sardegna ha cercato anche di avere le “mani libere” (o le motoseghe libere) anche per quanto riguarda gli “interventi selvicolturali che modificano lo stato di fatto delle aree boscate prescindendo dall’autorizzazione paesaggistica”: infatti, l’art. 19, commi 2° e 6°, prevede il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica “solo per gli interventi di trasformazione del bosco”, mentre l’art. 149, comma 1°, lettera b, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. esclude dall’obbligo di preventiva autorizzazione paesaggistica i soli interventi selvicolturali che non modificano lo stato dei luoghi.
foresta mediterranea del Sulcis
La norma regionale presenta profili di incostituzionalità nella parte in cui sminuisce il ruolo del piano paesaggistico rispetto al piano territoriale, in contrasto con le previsioni dell’art. 145 del codice dei beni culturali e del paesaggio. Ed invero, il testo normativo regionale in esame introduce una netta distinzione di rapporto tra il piano forestale e, rispettivamente, il piano di assetto idrogeologico e il piano paesaggistico. Rispetto al primo la norma regionale definisce il rapporto in termini di “coerenza” mentre rispetto al secondo (piano paesaggistico) la legge regionale definisce il rapporto in termini di “coordinamento”. Ora, dovendosi attribuire alla disposizione normativa il significato proprio delle parole adoperate dal legislatore (art. 12 delle preleggi), non può non osservarsi come i due termini sopra indicati presentino un significato molto diverso tra loro: nel linguaggio comune, al termine “coerente” viene dato il significato di : “che non è in contraddizione”; al termine “coordinato” si attribuisce, invece, il significato di: “collegato e diretto a un medesimo scopo”. Conseguentemente, risulta evidente che la legge regionale in esame, nel mentre costringe il piano forestale al rispetto del piano idrogeologico (rapporto di “coerenza”, ossia non contraddizione), viceversa dequota il ruolo del piano paesaggistico a mero indirizzo generale non cogente e non sovraordinato rispetto al piano forestale (rapporto di coordinamento, ossia mero collegamento e convergenza di scopo).
Si ricorda, in proposito, che la Corte costituzionale, già con la più risalente sentenza n. 151 del 1986, (riferita alle disposizioni della cosiddetta «legge Galasso»), e, poi, con la sentenza n. 164 del 2009, resa, come la prima, nei confronti della Regione Valle d’Aosta, ha affermato la natura di norma di grande riforma economico-sociale della disposizione di cui all’art. 142 del d.lgs. n. 42 del 2004, relativa ai beni vincolati ex lege. Tale orientamento, proprio nei confronti della regione Sardegna, è stata confermato con la sentenza n. 210 del 2014, riguardante gli usi civici.
E’ dunque evidente che la stessa natura di norma di grande riforma economico-sociale deve essere attribuita quindi al citato art. 145, comma 3, del codice, che disciplina la gerarchia degli strumenti di pianificazione, atteso che la stessa Corte ha affermato che “l’impronta unitaria della pianificazione paesaggistica è assunta a valore imprescindibile, non derogabile dal legislatore regionale, in quanto espressione di un intervento teso a stabilire una metodologia uniforme nel rispetto della legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici sull’intero territorio nazionale (Corte costituzionale, sentenze n. 180 del 2008 e n. 64 del 2015).
2. La norma contenuta nell’art. 8, comma 3, prevede che “Gli interventi previsti all’interno del piano della viabilità forestale sono soggetti a procedure autorizzative semplificate nel rispetto della normativa vigente”. Essa risulta non in linea con il quadro giuridico nazionale di riferimento. E infatti, l’allegato 1 del regolamento riguardante il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica (DPR n. 139 del 2010), nulla prevede sulla viabilità nei boschi che non è inclusa tra le diverse tipologie di interventi sottoposti a regime semplificato.
Vero è che lo schema di nuovo regolamento proposto dall’apposito gruppo di lavoro, istituito con il decreto ministeriale 8 gennaio 2015, al fine di dare attuazione alla previsione di cui all’art. 12, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, come modificato dall’art. 25, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, contiene norme di semplificazione in materia di viabilità forestale. Tuttavia, tale nuovo regolamento non è stato ancora stato adottato. Ne consegue che la disposizione di legge regionale in esame, ancorché in astratto coerente con il progetto di nuovo regolamento, risulta allo stato non conforme alla normativa statale vigente, che ancora non contempla nessun procedimento semplificato per il caso in questione.
Con la sentenza n. 207 del 2012, la Corte Costituzionale, decidendo in merito al conflitto di attribuzione sollevato dalla Provincia autonoma di Trento in relazione al d.P.R. 139/2010, ha dichiarato che spetta allo Stato disciplinare, anche nei confronti delle autonomie speciali, il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica. Ciò in quanto la questione riguarda l’individuazione delle regole che disciplinano il rapporto tra la pubblica amministrazione e coloro che richiedono una prestazione rientrante in questo ambito. La Corte ha infatti affermato l’esigenza (comune, per gli argomenti sopra esposti, ai provvedimenti di semplificazione amministrativa, a prescindere dalla materia sulla quale vengano ad incidere) «di determinare livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, compreso quello delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome» (sentenza n. 207 del 2012).
Il successivo comma 6 del medesimo articolo 19 prevede detta autorizzazione solo per gli interventi di trasformazione del bosco. Al riguardo, si osserva che tale previsione opera, in sostanza, un’indebita estensione con norma regionale della previsione di cui all’art. 149, comma 1, lettera b), del codice (che esclude, invece, dall’autorizzazione paesaggistica i soli interventi selvicolturali che non modificano lo stato dei luoghi). Essa risulta, pertanto, viziata da illegittimità costituzionale (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 238 del 2013, con la quale sono state dichiarate costituzionalmente illegittime le disposizione della legge regionale n. 27 del 2012 della Valle d’Aosta che avevano individuato altre tipologie di interventi realizzabili in assenza di autorizzazione paesaggistica, al di fuori di quelli tassativamente individuati dall’art. 149, lettera a), del d.lgs. n. 42 del 2004).
per violazione della competenza statale in materia di tutela dell’ambiente e dei beni culturali dui cui all’art. 117, secondo comma lettera s) della Costituzione.
Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)
Il riconoscimento di un gettone di presenza di cui al suddetto comma 5 contrasta con le disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica. Infatti, con riferimento alla partecipazione dei Sindaci al suddetto Comitato, il Testo Unico in materia di enti locali di cui al dlgs 267/2000, all’art. 83, comma 2 prevede che gli amministratori locali non percepiscono alcun compenso per la partecipazione ad organi o commissioni comunque denominati se tale partecipazione è connessa all’esercizio della propria funzione pubblica. Per quanto riguarda poi la partecipazione dell’Assessore regionale al predetto Comitato, il D.L. n. 174/2012, nell’introdurre disposizioni per ridurre i costi della politica nelle Regioni, all’art. 2, comma 1 lett. d) prevede il divieto di cumulo di indennità o emolumenti, ivi comprese le indennità di funzione o di presenza in commissioi o organi collegiali derivanti dalle cariche, tra le altre, di Assessore regionale, prevedendo inoltre che il titolare di più cariche sia tenuto ad optare finché dura la situazione di cumulo potenziale per uno solo degli emolumenti o indennità.
[1] La giurisprudenza penale è chiara nel ritenere necessaria l’autorizzazione paesaggistica per tutti gli interventi che non rientrino nella nozione di “taglio colturale”. Recentemente la sentenza Cass. pen., Sez. III, 13 gennaio 2015, n. 962 ha ricordato che soltanto il taglio colturale per il miglioramento del bosco, rientrando nella previsione di cui all’art. 149 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (attività agro-silvo-pastorali), non necessita di preventiva autorizzazione paesaggistica. E’ giurisprudenza ormai costante: vds. Cass. pen., Sez. III, 29 settembre 2011, n. 35308; Cass. pen., Sez. III, 13 maggio 2009, n. 20138; Cass. pen., Sez. III, 25 gennaio 2007 n. 2864; Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2004, n. 35689. Il taglio del bosco e la successiva aratura del terreno comportano la commissione del reato di cui all’art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)
Categorie:acqua, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, giustizia, Italia, paesaggio, pianificazione, sostenibilità ambientale Tag:ambiente, biodiversità, bosco, Corte costituzionale, difesa del territorio, foresta, Governo, Gruppo d'Intervento Giuridico, Italia, legge forestale, paesaggio, piano forestale, piano paesaggistico, Regione autonoma della Sardegna, ricorso per conflitto di attribuzione, sostenibilità ambientale, Stato, viabilità forestale
giugno 23, 2016 alle 3:01 pm
da Link Oristano, 22 giugno 2016
Il Governo impugna anche la legge forestale: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2016/06/22/il-governo-impugna-anche-la-legge-forestale/#.V2t_ytKLSUk
da Ad Maiora Media, 23 giugno 2016
AMBIENTE, Governo impugna legge regionale forestale. Deliperi (Grig): “Regione ha cercato di avere motoseghe libere. (Roberto Melis): http://notizie.admaioramedia.it/ambiente-governo-impugna-legge-regionale-forestale-deliperi-grig-regione-ha-cercato-di-avere-motoseghe-libere/
giugno 29, 2016 alle 10:45 pm
Il Consiglio regionale, stavolta, ha cercato di correre ai ripari.
Ha approvato in fretta e furia la legge regionale 28 giugno 2016 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 27 aprile 2016, n. 8 (Legge forestale della Sardegna)”, non ancora pubblicata sul B.U.R.A.S. (http://www.consregsardegna.it/XVLegislatura/Leggi%20approvate/lr2016-16.asp).
Basterà per fermare il giudizio della Corte costituzionale? Si vedrà…
luglio 1, 2016 alle 3:03 pm
da Il Manifesto Sardo, 1 luglio 2016
Il Governo nazionale impugna la legge forestale sarda davanti alla Corte costituzionale. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/governo-nazionale-impugna-la-legge-forestale-sarda-davanti-alla-corte-costituzionale/
marzo 10, 2017 alle 2:50 pm
con delibera del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2017 è stata decisa la rinuncia all’impugnativa, in quanto – con la legge regionale Sardegna n. 16/2016 – sono stati accolti “i rilievi formulati nel ricorso governativo”: http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=10750
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