Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-2491-codice-civile-poteri-e-doveri-particolari-dei-liquidatori
Timestamp: 2019-01-23 04:21:16+00:00
Document Index: 43252501

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art.2909', 'art. 2429', 'art. 2491', 'art. 6', 'art. 2948']

Art. 2491 codice civile: Poteri e doveri particolari dei liquidatori | La Legge per tutti
Art. 2491 codice civile: Poteri e doveri particolari dei liquidatori
Se i fondi disponibili (1) risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere proporzionalmente ai soci i versamenti ancora dovuti (2).
(1) I fondi disponibili sono dati dalle somme di proprietà della società, a cui vanno aggiunte quelle depositate come capitale sociale e quelle derivanti dalla cessione dei beni (mobili o immobili) societari.
(2) Proporzionalmente alla quota i soci sono tenuti ai versamenti dovuti a titolo di conferimento: infatti, all’atto della sottoscrizione [v. 2463] i soci assumono soltanto l’obbligazione di effettuare i conferimenti, ma non necessariamente li effettuano subito.
La norma prevede la possibilità di distribuire acconti sul risultato della liquidazione nel rispetto delle condizioni indicate. La disposizione è motivata dal fatto che il divieto assoluto di ripartizione, in presenza somme sufficienti alla integrale e tempestiva soddisfazione dei creditori sociali, e quindi in assenza di pregiudizio per gli stessi, sarebbe ingiustificato.
Ai sensi dell'art. 18 comma 2 del d.lgs.546/1992 il ricorso tributario per violazione ed elusione di un giudicato emesso nei confronti di una società a responsabilità limitata deve ritenersi ammissibile, purché chiaro ed esauriente nei suoi motivi di impugnazione in rapporto alla posizione giuridica del ricorrente, liquidatore della società, e pertanto legittimato passivo solidale nel rapporto tributario ai sensi degli artt. 2491 c.c. e 36 DPR 602/1973. Stante che, il liquidatore della società, viste le suddette norme, è un organo della stessa con una responsabilità giuridica solidale, quindi a tutti gli effetti egli è un avente causa nei termini previsti dall'art.2909 c.c..
Comm. trib. prov.le Messina sez. XI 11 settembre 2014 n. 4804
A norma dell'art. 2429 c.c. in tema di accantonamenti annuali per i fondi di anzianità e quiescenza, destinati al personale dipendente da società per azioni e (in virtù del richiamo di detta norma operato dal successivo art. 2491) da società a responsabilità limitata, va escluso uno specifico onere di accantonamento per ciascun singolo dipendente restando anche la relativa misura rimessa al prudente apprezzamento degli amministratori in relazione al complesso dei dipendenti, con la conseguenza che le dette società ove abbiano posizione di locatore non hanno alcun obbligo, in assenza di una specifica disposizione in questo senso, di accantonare annualmente i fondi di indennità di anzianità e quiescenza per il portiere dello stabile ove trovasi l'immobile locato, nè, tanto meno, di richiedere di volta in volta al conduttore il rimborso di siffatti accantonamenti, come si desume anche dalla mancata previsione del diritto di quest'ultimo agli interessi sulle somme di sua pertinenza nella disponibilità del locatore a tale titolo (come per contro, per il deposito cauzionale), nonché di particolari modalità di versamento di dette somme. (Nella specie, il Supremo Collegio, enunciando il surriportato principio, ha ritenuto corretta la decisione dei giudici del merito con cui era stato escluso che la prescrizione ex art. 6 della legge n. 841 del 1973 o ex art. 2948 c.c. del credito del locatore nei confronti del conduttore relativo al rimborso degli indicati accantonamenti decorresse dalle singole scadenze alle quali gli stessi dovevano essere effettuati).
Cassazione civile sez. III 25 febbraio 1983 n. 1463