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Timestamp: 2018-02-18 18:02:06+00:00
Document Index: 30635765

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.142', 'art. 651', 'art. 4', 'art. 221', 'art. 294', 'art. 6', 'art. 651', 'art.651', 'art. 651', 'art. 651', 'art. 4', 'art.294', 'art. 651', 'art.651', 'sentenza ', 'sentenza ']

Manutenzione delle strade? Responsabilità ampia delle PA
Assenza per malattia Decurtazione economica
Emanata la nuova ordinanza sui cani da parte del Ministero della Salute. La presente ordinanza sostituisce la precedente ed elimina quelle che erano le categorie pericolose. (sanzioni)
Cassazione: no agli autovelox nascosti, è truffa
Emanata la nuova ordinanza sui cani da parte del Ministero della Salute. La presente ordinanza sostituisce la precedente ed elimina
quelle che erano le categorie pericolose.
Decadenza permesso
TAR PUGLIA di LECCE - SENTENZA 10 aprile 2009, n.702
Decreto anticrisi, passa l'equiparazione tra pubblico e privato delle fasce di reperibilità dei lavoratori in malattia
Contrassegno ass.ne falso
TAR CAMPANIA di NAPOLI - SENTENZA 22 aprile 2009, n.2127
Cassazione civile , sez. III, sentenza 17.03.2009 n° 6435
Cassazione: insidie stradali come buche e tombini vanno sempre segnalate
Edilizia La ristrutturazione, come classificarla e distinguerla dagli altri interventi edilizi. Il dossier con i principi più rilevanti e la raccolta di giurisprudenza.
Polizia giudiziaria - Art. 660
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I PENALE - SENTENZA 15 luglio 2009, n.28853
RESISTENZA A P.U., CONCORRE CON REATO DI LESIONI
Abrogate le norme ante 1970
Mobbing, la Cassazione ne definisce i requisiti
Foggia: multata per aver gettato fazzolettini fuori dal finestrino
INVALIDI, NO DEROGA AI DIVIETI DI SOSTA DELL’ART. 158
Corte di Cassazione – Sentenza n. 9822/2009
Testo unificato legge Polizia Locale
Pubblichiamo il testo unificato del documento che i Senatori Saia e
Barbolini hanno redatto per l'appprovazione della nuova legge
sulla Polizia Locale.
Sosta invalidi e ticket
Da oggi “Manutenzione straordinaria senza DIA” ma non dappertutto
DL 40/2010 Modalità di uso
Bloccata e sequestrata sopraelevazione
Nuovo sequestro ad opera del Nucleo di Polizia Edilizia
Autovelox nascosti? E' truffa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n. 11131/2009) affermando che nascondere le apparecchiature di rilevamento della velocità, integra la fattispecie del reato di truffa contro gli automobilisti. Il Tribunale di Cosenza aveva disposto in primo grado il sequestro preventivo delle apparecchiature fornite dalla Speed Control. L'azienda, titolare dell’appalto per il rilevamento della velocità delle automobili, aveva fatto ricorso in Cassazione contro il sequestro, in quanto, secondo il ricorrente, non era stato valutato l’elemento psicologico del reato di truffa contro gli automobilisti. La Corte aveva risposto invece che la sussistenza del “fumus” del reato di truffa e' stato argomentato “attraverso un percorso immune da vizi logici e giuridici" sulla base dell'art.142 del codice della strada che impone che gli apparecchio di autovelox debbano essere ben visibili. Dalla vicenda si apprende che in tre comuni calabresi, gli autovelox erano stati nascosti in autovetture di proprietà, il cui titolare riceveva un compenso in ordine ad ogni multa effettuata. Tutti fatti che integrano il reato di truffa ai danni degli automobilisti, secondo la decisione degli Ermellini. Secondo la normativa del codice della strada, infatti, le apparecchiature di rilevamentro della velocità, devono essere ben visibili. Inoltre, anche una circolare del ministero dell’interno prescrive che questi apparecchi debbano essere segnalati almeno 400 metri prima.
(Data: 22/03/2009 9.00.00 - Autore: Luisa Foti)
Tra i reati che sono accertati dagli appartenenti alla Polizia Locale uno dei più frequenti, è sicuramente quello previsto dall’art. 651 del codice penale: rifiuto d’indicazione sulla propria identità personale.
Il rifiuto di fornire la prova delle proprie generalità non costituisce la contravvenzione in esame. Se ne ricorrono le condizioni nei confronti dei cittadini italiani e comunitari si può applicare l’art. 4 del TULPS e il reato di cui all’art. 221 del TULPS in relazione all’art. 294 del regolamento di esecuzione (R.D. 6 maggio 1940 n. 635). Per gli stranieri invece trova applicazione l’art. 6 del TU sui cittadini extracomunitari (D.Lgs n.286/1998). In tal senso appare consolidata la giurisprudenza della Cassazione: “Non integra gli estremi del reato punito dall’art. 651 c.p. la condotta del soggetto che, richiesto dal pubblico ufficiale, nell'esercizio delle sue funzioni, di dare indicazioni sulla propria identità personale, le fornisca e si rifiuti poi di esibire un documento di identificazione. Sez. V, sent. n. 3938 del 07-05-1984 (cc. del 25-01-1984), Micheli (rv 163999). Il precetto di cui all’art.651 c.p. è adempiuto quando il soggetto richiesto indichi al pubblico ufficiale le proprie generalità ed eventuali qualità personali. Tale obbligo non si estende all'esibizione dei documenti di identità, non essendo il soggetto richiesto tenuto a documentare la propria identità personale. (Fattispecie in cui il soggetto aveva rifiutato di esibire il proprio documento di identificazione all'ufficiale giudiziario in sede di pignoramento dopo avere mostrato la licenza di commercio da cui risultavano le sue generalità). Sez. I, sent. n. 2261 del 02-03-1992 (cc. del 27-11-1991), Lo Coco (rv 191114). Non può configurarsi il reato di cui all’art. 651 c.p. quando non venga accertato un effettivo rifiuto d'indicazioni sulla propria identità personale. Pertanto, il rifiuto di consegnare i propri documenti per l'identificazione non concreta gli estremi della contravvenzione se il soggetto fornisce le proprie generalità al pubblico ufficiale, consentendogli di procedere alla sua identificazione attraverso altri mezzi, quali il prelievo del numero di targa dell'autovettura o l'accompagnamento a un posto di Polizia per l'identificazione, poiché il precetto di cui al citato all’art. 651 c.p. contiene l'obbligo per il soggetto di fornire al pubblico ufficiale indicazioni sulla propria identità personale e non di documentarla. Sez. I, sent. n. 1959 del 15-02-1988 (cc. del 25-06-1987), Di Bella (rv 177611). Il rifiuto di consegnare un documento di riconoscimento integra - ricorrendone le altre condizioni richieste dalla legge (persone pericolose o sospette) - gli estremi del reato di cui all'art. 4 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e all'art.294 del relativo regolamento e non già quello previsto dall’art. 651 c.p., trattandosi di reati aventi diverso elemento materiale e diversa obiettività giuridica. Ne consegue che qualora la persona si rifiuti di dare indicazioni sulla propria identità personale e di esibire un documento di riconoscimento, si avrà concorso materiale della contravvenzione di cui all’art.651 c.p. con quella preveduta dalla legge di pubblica sicurezza. Sez. VI, sent. n. 10378 del 14-07-1989 (cc. del 13-04-1989), Poma (rv 181841).
fonte: www.fp.cisl.it
Decreto anticrisi, passa l'equiparazione tra pubblico e privato delle fasce di reperibilità dei lavoratori in malattia.
Faverin: "Una grande conquista della Cisl Fp. Ora attendiamo che il Governo onori gli altri impegni".
Con il decreto anticrisi passa l'equiparazione tra pubblico e privato delle fasce di reperibilità per i lavoratori in malattia. "E' La Cisl Fp ha infatti preteso il rispetto dell'impegno preso dal ministro Brunetta al nostro congresso di Fiuggi. Da subito viene dunque eliminata una norma fortemente vessatoria nei confronti dei lavoratori pubblici e si torna alle vecchie fasce di reperibilità 10-12 e 17-19", è il commento di Giovanni Faverin, segretario generale della federazione dei pubblici Cisl.
"Ma non solo – puntualizza Faverin – il decreto fiscale contiene anche l'abrogazione dei tagli al salario di produttività collegati a tutti i permessi, a partire da oggi".
"Sono risultati importanti frutto della nostra determinazione e diamo atto al ministro Brunetta di questo passo in avanti. Ma – rilancia il segretario – ora attendiamo che venga rispettato anche l'altro impegno preso dall'esecutivo con il protocollo del 30 ottobre: il recupero delle risorse tagliate ai fua e alle leggi speciali per la produttività dei lavoratori delle amministrazioni centrali".
Verrà reintrodotto il reato abrogato nel 1999, con lultima legge di depenalizzazione.
La pena massima per chi, in luogo pubblico o aperto al pubblico, offenderà l'onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale, sarà punito con la pena di 3 anni.
Verranno previste cause di non punibilità se l'incaricato di un pubblico servizio eccederà i limiti delle sue attribuzioni con atti arbitrari.
Con il decreto legislativo n. 179 del 1 dicembre sono state abrogate le norme statali anteriori al 1° gennaio 1970, con l'esclusione di quelle espressamente indicate.
DECRETO LEGISLATIVO 1 dicembre 2009, n. 179 (in G.U. n. 290 del 14 dicembre 2009 - Suppl. Ordinario n. 234) - Disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio 1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246. (09G0187)
b) per «pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970» si intendono tutte le disposizioni, contenute in atti legislativi statali, la cui pubblicazione, secondo le norme vigenti in materia di pubblicazione all'epoca di ciascun atto, è avvenuta a far data dal 17 marzo 1861 fino a tutto il 31 dicembre 1969;
5. Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
Dato a Roma, addì 1° dicembre 2009
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 29 dicembre 2009 n. 8754
Pubblico impiego - Infermità e lesioni - Causa di servizio - Diniego di riconoscimento - Motivazione puntuale circa la prolungata esposizione del dipendente a lavoro logorante ed un apprezzabile grado di desumibile probabilità del nesso causale - Necessità - Mancanza - Illegittimità.
Cetrullo Walter, rappresentato e difeso dagli avv. Fabrizio Foglietti, Franco Sabatini, con domicilio eletto presso l’avv.Franco Sabatini in Roma, viale Gorizia N.14;
La Regione Abruzzo impugna la sentenza del TAR Abruzzo , Sez. Pescara n. 353/2001 con cui , in accoglimento del ricorso di Walter Cetrullo, autista presso la Regione Abruzzo, è stata annullata la delibera di Giunta Regionale n. 2507 in data 1.10.97 recante il diniego di riconoscimento della causa di servizio da infermità a causa di malattia spondilartrosica ed ipoacusia , rilevata dal Collegio medico, per mancanza di un rischio accertato (causale e/o concausale) nell’attività di lavoro.
Si è costituito in resistenza il sig. Cetrullo, contestando che le mansioni cui era stato adibito potessero essere giudicate normali rispetto alla inidoneità già accertata a percorrere tratti prolungati e la esposizione a microtraumi.
Il TAR ha accolto il ricorso di Walter Cetrullo, autista presso la Regione Abruzzo, volto all’annullamento del diniego di riconoscimento della causa di servizio per le infermità accertate("spondilartrosi del rachide cervicale, dorsale e lombosacrale, delle ginocchia, dei gomiti, dei polsi; ipoacusia) per difetto di motivazione e travisamento dei fatti.
A tali conclusioni è giunto in base alle risultanze documentali acquisite agli atti del giudizio, da cui emergeva : a) che lo stesso ricorrente, essendo affetto da spondilartrosi, aveva fatto richiesta già nel 1987 , allegando certificazione medica, di non essere utilizzato nel servizio di autista; b) che la necessità di mansioni ridotte emergeva già dall’attestazione di idoneità del servizio sanitario delle Ferrovie dello Stato del 14.7. 1988; c) che il dirigente del III dipartimento della Giunta regionale in data 27 ottobre 1989 dava atto dell’onerosità del servizio reso per il Settore Turismo , con lunghe trasferte, a volte anche in orari notturni. Da ciò >desumeva che il rischio specifico sarebbe stato determinato proprio dall’utilizzo pieno del Cerullo quale autista, rispetto al quale il diniego appariva del tutto illogico e travisante.
Alla luce di tale documentazione, il giudizio del Comitato tecnico legale reso nella seduta del 16.4.1997 appare parziale e lacunoso e le valutazioni di non rilevanza e di "normalità" delle percorrenze chilometriche si dimostrano non rispondenti ai dati esposti. Per di più , esso è il frutto di una valutazione astratta ed assoluta, che non tiene in minimo conto le effettive condizioni di salute dell’impiegato , riscontrate, a detta proprio del Comitato, già dal 1985 (con una accertata invalidità del 10%) ed aggravatesi nel tempo fino a costringere il componente della Giunta De Massis a richiedere la sostituzione del Cetrullo, a lui assegnato, "per non potersi assumere la responsabilità di un aggravamento dello stato di salute dello stesso dipendente" e a far accertare, in sede di visita di revisione in data 14.7.1988, la sua idoneità a svolgere solo mansioni ridotte. Peraltro , a tale riconoscimento non faceva seguito una riduzione dei percorsi , poiché solo nel 1997 (a fronte di una richiesta del dirigente del Servizio del 22.11.1993) l’amministrazione si determinava a sospendere l’utilizzazione del Cetrullo nel collegamento tra L’Aquila e Pescara.
DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 29/12/2009
Note: il diniego di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'infermità contratta o della lesione subita dal dipendente pubblico deve essere sorretto da un iter logico-argomentativo ampio ed articolato, specie quando risultino la prolungata esposizione del dipendente a lavoro logorante ed un apprezzabile grado di desumibile probabilità del nesso causale.