Source: http://dirittiefrontiere.blogspot.com/2016/04/si-preparano-i-respingimenti-collettivi.html
Timestamp: 2017-04-29 17:37:15+00:00
Document Index: 151393957

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 13', 'art. 3', 'art.3', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 19']

Diritti e Frontiere: Si preparano i respingimenti collettivi in Turchia. La Grecia si piega ai diktat di Bruxelles ed adotta una legge che li rende possibili. Ma la Turchia non è un "paese terzo sicuro", e si sta violando il principio di non refoulement e la normativa europea in materia di protezione internazionale. Diritti e Frontiere
Si preparano i respingimenti collettivi in Turchia. La Grecia si piega ai diktat di Bruxelles ed adotta una legge che li rende possibili. Ma la Turchia non è un "paese terzo sicuro", e si sta violando il principio di non refoulement e la normativa europea in materia di protezione internazionale. 19:06
Dopo l'accordo politico tra Unione Europea e Turchia per il respingimento collettivo dei migranti che dovessero arrivare in Grecia a partire dal 4 aprile, in assenza di basi legali nella normativa dell'Unione Europea, la Grecia è costretta ad adottare una nuova legge che renda possibile alle sue forze di polizia l'esecuzione delle misure di respingimento, immediato o differito, ma sempre di natura collettiva, verso la Turchia, considerata di fatto "paese terzo sicuro".
https://neurope.eu/article/4-april-remains-kick-start-target-date-of-eu-turkey-deal-says-the-commission/
Gli Hotspot allestiti su indicazione della Unione Europea evidentemente non bastano, sono privi di basi legali per le operazioni di respingimento prefigurate dagli accordi con Erdogan.
http://statewatch.org/news/2016/mar/eu-turkey-statement-18-3-16.pdf
Alla vigilia dell'attuazione dell'accordo UE-Turchia, in Grecia è caos ed emergenza umanitaria.
Non basta che il Parlamento greco abbia approvato una legge che si piega ai diktat di Bruxelles
http://greece.greekreporter.com/2016/04/01/greek-parliament-votes-migration-bill-activating-eu-turkey-deal/
http://www.geo.tv/latest/103273-Greece-passes-asylum-law-needed-for-EU-Turkey-migrants-deal
"The law was adopted by a majority of 169 of the 276 MPs present," said Tassos Kourakis, who presided over the session.
Those voting in favour included members of the ruling majority which includes the far-left Syriza and the small nationalist Independent Greeks party (ANEL) as well as members of both opposition parties: the socialist Pasok and the centrist To Potami.
The main opposition New Democracy party voted against the law but in favour of the arrangements under the EU-Turkey agreement, while the KKE communist party and members of the neo-Nazi Golden Dawn voted against.
The law was rushed through just days before the first batch of migrants was to be returned to Turkey following a deal between Brussels and Ankara that was signed on March 18.
https://www.yahoo.com/news/greek-mps-adopt-law-allowing-migrants-return-turkey-190021213.html
La legge greca si basa sulla ormai consueta distinzione tra "migranti economici" e "richiedenti asilo" categorie che, come si è visto anche in Italia, nella prassi vengono stabilite in base alla discrezionalità delle forze di polizia, indipendentemente dalle manifestazioni di volontà delle persone che arrivano. E' assai probabile che tutti coloro che non vorranno richiedere asilo in Grecia per non restare intrappolati in quel paese a vita per effetto del Regolamento Dublino III, rifiutino di formalizzare una richiesta di protezione internazionale, ed accettino piuttosto di essere respinti per riprovarci un'altra volta, magari da un'altro varco nella frontiera, piuttosto che farsi registrare in Grecia per poi vedersi respinta la richiesta di asilo negli altri paesi europei di effettiva destinazione. In tal senso ci sono già numerose testimonianze, di persone che sono state respinte anche sette volte, prima di riuscire a passare in Grecia senza subire il prelievo forzato delle impronte, e dunque hanno potuto raggiungere altri paesi europei per presentare e vedersi accettata la richiesta di protezione internazionale. Ma oggi i tempi sono cambiati e la chiusura della rotta balcanica rigettano nelle mani dei trafficanti id estini di migranti che non hanno alcuna prospettiva di ritorno, nè volontario, nè tantomeno forzato, nei paesi di origine.
"A blame game against our country is starting, that based on the new agreement, we will encroach on human rights" Greece's Migration Minister Yannis Mouzalas told the parliament before the vote.
"I assure you - and I believe this will relieve everyone - that we will strictly adhere to human rights procedures as stipulated by international law and the Geneva Convention," he added.
Greek lawmakers also did not explicitly call Turkey a "safe third country" in the new document. http://www.dw.com/en/greece-passes-bill-to-return-migrants-to-turkey/a-19159633
La Grecia dovrebbe ricordare che in materia di violazione del divieto di respingimenti collettivi a catena è già stata condannata insieme all'Italia dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel caso Sharifi, appena due anni fa. Una sentenza che tanti hanno dimenticato troppo presto.
Violazione dell'art. 3Quanto alla violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti connessa al rischio di un respingimento arbitrario dei ricorrenti verso un Paese terzo non sicuro quale l'Afghanistan (art. 3 CEDU), la Corte continua a citare la sentenza resa nel caso M.S.S., per concludere sulla responsabilità dell'Italia. In altri termini, così come il Belgio nel caso M.S.S., l'Italia nel caso di specie, prima di espellere i ricorrenti verso la Grecia, aveva il dovere di accertarsi della funzionalità del sistema nazionale di asilo greco e, quindi, di assicurarsi che questi non corressero alcun rischio di essere successivamente respinti verso il proprio Paese di origine dove avrebbero rischiato di subire trattamenti inumani o degradanti. (par. 232)Avendo già condannato la Grecia per la violazione dell'art. 13 in combinato disposto con l'art. 3 proprio per il rischio di espulsione dei ricorrenti dalla Grecia verso l'Afghanistan, la Corte ritiene che l'Italia, rinviando – peraltro in maniera collettiva – i ricorrenti verso la Grecia, abbia violato l'art. 3 CEDU.
Quanto è stato imposto alla Grecia conferma che gli accordi tra l'Unione Europea e la Turchia rimangono privi di base legale se non interviene il legislatore nazionale, e che senza un intervento legislativo le forze di polizia inviate dall'Europa sotto le insegne di Frontex sono prive di poteri su territori di stati sovrani nei quali i controlli sulla identità delle persone possono essere attuati soltanto dalle forze di polizia nazionali, soprattutto quando si tratti di ricorrere a centri trattenimento forzato, o di applicare l'uso della forza nel prelievo delle impronte digitali. Ormai i respingimenti collettivi sono una realtà alla quale anche i siriani vanno incontro, subito dopo essere riusciti a toccare il suolo greco.
http://www.ibtimes.com/refugee-crisis-update-750-due-be-shipped-greece-turkey-under-eu-deal-2347345
La Turchia intanto sta dimostrando quanto sia un "paese terzo sicuro", come si ritiene a Bruxelles, negando visti di ingresso ai profughi siriani, continuando con le operazioni di arresto dei migranti in procinto di salpare verso le isolette greche dell'Egeo, con modalità tali da mettere a rischio la vita delle persone in mare, ed intensificando le operazioni di rimpatrio in Siria ed in Afghanistan, in aperto contrasto con la Convenzione di Ginevra e con il principio che vieta i respingimenti e le espulsioni collettive affermato nel Quarto protocollo allegato alla Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.
http://www.itv.com/news/update/2016-04-02/turkey-stops-nearly-200-migrants-reaching-greece/
http://www.breakingnews.ie/world/turkish-coast-guard-intercepts-63-migrants-en-route-to-greece-727873.html http://www.hurriyetdailynews.com/turkish-red-crescent-to-build-first-migrant-readmission-camp-in-western-turkey.aspx?pageID=238&nID=97107&NewsCatID=341
http://www.amnesty.it/turchia-respingimenti-di-massa-illegali-di-rifugiati-siriani-mostrano-difetti-fatali-dell-accordo-ue-turchia http://francoiscrepeau.com/domino-effect-turkeys-new-visa-rules-violate-the-principle-of-non-refoulement/ UNHCR warns against immediate refugee returns to Turkey
http://ca.reuters.com/article/topNews/idCAKCN0WY44B
http://www.unhcr.org/56f10d049.html
http://www.abc.net.au/news/2016-03-09/return-under-eu-turkish-asylum-seeker-deal-contravenes-law-unhcr/7231670
Nessuno sembra ricordi le innumerevoli condanne ricevute dalla Turchia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, per trattamenti inumani o degradanti, nei confronti di suoi cittadini e nessuno ricorda le condanne ricevute dalla Grecia ( e dall'Italia) per i respingimenti collettivi a catena, quando uno stato esegue un respingimento collettivo, verso un paese, la Turchia, che poi a sua volta esegue su quelle stesse persone un ulteriore respingimento verso i paesi di origine, fossero anche la Siria, l'Irak o l'Afghanistan.
Pubblicato il 21 marzo 2016 da Emanuela Roman
http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=1736
Va ricordata tra le altre la decisione della Corte Europea dei diritti dell'uomo nel caso Abdolkhami e Karimnia
c. Turchia relativo al caso di due cittadini di nazionalità iraniana, cui
l’UNHCR aveva riconosciuto lo status di rifugiato, deportati dalle autorità
turche una prima volta in Iraq e una seconda in Iran, incontrando, in
quest’ultimo caso, il diniego di ammissione dei due ricorrenti da parte dei
governo iraniano. La Corte ha riconosciuto la colpevolezza della Turchia
per la violazione dell’art. 13 in combinato disposto con l’art. 3 in quanto “the
applicants could not apply to the administrative and judicial authorities for
annulment of the decision to deport them to Iraq or Iran as they were never
served with the deportation orders made in their respect”. La Corte
ha inoltre colto l’occasione per porre in rilievo come già la prima
deportazione dei due ricorrenti in Iraq fosse stata effettuata senza l’adozione
di un provvedimento formale e in spregio a ogni garanzia procedurale,
manifestando al contempo la sua contrarietà per l’attitudine totalmente passiva
mostrata dalle autorità amministrative e giudiziarie della Turchia nei
confronti del timore espresso dai ricorrenti di esser esposti al rischio di
subire i maltrattamenti vietati dall’art.3 in caso di nuova deportazione in
Iraq o in Iran. Nell’opinione della Corte, un tale disinteresse ha contribuito
alla violazione del diritto ad un ricorso effettivo dei due ricorrenti per
l’assenza di un “rigorous
scrutiny” delle
relative situazioni individuali come richiede l’art. 13. Oltre alla mancata
notifica dei motivi relativi al rifiuto dell’esame delle richiesta di asilo e
alla decisione concernente l’allontanamento dal territorio, la Corte ha
rilevato anche la negazione dell’accesso all’assistenza legale durante il
periodo di detenzione. Ciò ha pregiudicato, contestualmente alle rilevate
carenze, l’esercizio del diritto prescritto all’art. 13, comportando altresì
violazione dell’art. 3 per l’esposizione dei due ricorrenti al rischio di
subire tortura o pene e trattamenti inumani e degradanti. http://www.abc.net.au/news/2016-03-09/return-under-eu-turkish-asylum-seeker-deal-contravenes-law-unhcr/7231670
http://www.ibtimes.co.uk/migrant-crisis-greece-return-first-failed-asylum-seekers-turkey-part-controversial-eu-deal-1552850
http://www.thetimes.co.uk/article/turks-shoot-to-kill-as-refugees-cross-border-xtv0g83zz
Anche per effetto della nuova legge greca si registra un totale sovvertimento del diritto dell'Union Europea in materia di rimpatri, fissato nella Direttiva 2008/115/CE, e delle norme contenute nelle Direttive e nei Regolamenti dell'Unione Europea in materia di protezione internazionale. Ma anche una grave violazione di numerosi articoli della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, tra i quali anche il diritto di libertà personale ( art. 5) , ad un giusto processo (art..6) e ad una difesa effettiva ( art. 13).
https://www.middleeastmonitor.com/news/europe/24766-turkey-prepares-to-receive-72000-immigrants-fro
Nel caso Abdolkhami e Karimnia c. Turchia la Corte ha riaffermato quanto già statuito in precedenti sentenze come quelle relative ai casi Vilvarajah e altri c. Regno Unito del 1991 e Conka c. Belgio del 2002, apportando ulteriori sviluppi. Nella prima delle due decisioni la Corte ha riconosciuto, in relazione al rimpatrio in Sri Lanka di cinque richiedenti asilo di origine Tamil, che il ricorso avverso la decisione relativa all’allontanamento, per essere effettivo ai sensi dell’art. 13, debba avere effetto sospensivo, vietando in tal modo agli Stati di procedere alla rimozione dei cittadini stranieri coinvolti fin quando la procedura di ricorso non sia definitivamente conclusa. Quanto asserito nel caso di specie ha trovato una ulteriore specifica in Jabari c. Turchia, in cui la Corte ha vincolato il carattere effettivo del ricorso, nel caso di espulsioni che comportino la violazione dell’art. 3, alla sussistenza di due distinte circostanze: la procedura di esame da parte dell’autorità investita del ricorso non deve limitarsi ad aspetti formali ma investire i contenuti sostanziali del caso rispondendo a criteri di rigorosità e indipendenza; la medesima autorità deve poter procedere alla sospensione dell’esecuzione della misura di allontanamento. http://old.asgi.it/public/parser_download/save/echr.jabari.c.turchia.40035.98.pdf
Occorre ancora ricordare che l'accordo sottoscritto tra Unione Europea e Turchia viola il divieto di espulsioni e respingimenti collettivi affermato dall'art. 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
Di questo passo, una volta che in Libia dovesse costituirsi davvero u governo di unità nazionale si crea il precedente per un possibile accordo con quella nuova autorità al fine di respingimenti collettivi di migranti intercettati in mare, già nei piani dell'unione Europea prima che la situazione in Libia deflagrasse fino al livello attuale.
http://www.corriere.it/cronache/15_giugno_27/alfano-rimpatriare-piu-possibile-chi-entra-italia-illegalmente-6f128e2c-1ce8-11e5-b9b9-2371cb339323.shtml
http://www.agenzianova.com/a/56fd32173d2f69.15557211/1325134/2016-03-31/libia-alfano-necessario-accordo-con-nuovo-governo-per-bloccare-flussi-migratori
Come dimostra la pessima legge che la Grecia è stata costretta ad emanare per giustificare in qualche modo i respingimenti collettivi verso un paese terzo "sicuro", se uno stato non intende violare il diritto internazionale e il diritto dell'unione Europea può legittimamente opporsi alla'applicazione degli accordi di riammissione decisi a Bruxelles. Cosa che la Grecia non è stata in grado di fare, e opposizione che domani l'Italia dovrà invece fare per impedire che gli accordi anti immigrazione voluti dall'Unione Europea, anche sull'onda dello stato di emergenza permanente frutto degli attacchi terroristici, producano altri morti e finiscano per arricchire ulteriormente i trafficanti, senza scalfire minimamente il numero degli arrivi in Europa. Le rotte diventano sempre più lunghe e pericolose, ma i migranti, soprattutto se provengono da aree di guerra che i paesi occidentali non riescono o non vogliono pacificare, continueranno comunque ad arrivare.