Source: https://www.scribd.com/document/105012369/Newsletter-T-P-N-61
Timestamp: 2017-02-27 09:52:17+00:00
Document Index: 45181327

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 46', 'art. 4', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 18', 'art. 97', 'art. 1755', 'art. 2050', 'art. 15', 'art. 18', 'art. 2051', 'art. 2463', 'art. 2463', 'art. 44']

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N° 61 Settembre 2012
Ed eccoci qui con questa nuova newsletter che non può che aprirsi con un augurio a tutti di una buona ripresa! Come di consueto il nostro Studio, anche questo anno è rimasto aperto anche nel mese di agosto, ancorché a “ranghi ridotti”, per fare fronte alle diverse questioni urgenti che puntualmente si sono presentate. Le urgenze hanno riguardato procedimenti giudiziari relativi a procedure ex art. 28 Stat. Lav. e licenziamenti con l’applicazione del nuovo rito introdotto dalla L. n. 92/2012. Proprio nei primi giorni di agosto è stata approvata, infatti, la legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito il d.l. 22 giugno 2012, n. 83 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese» (cd. Decreto Sviluppo), con importanti novità anche nel campo del diritto del lavoro. In particolare, sono state introdotte alcune modiﬁche alla recentissima L. n. 92/2012 (cd. legge Fornero) di cui trattiamo nella sezione Attualità. Nella Sezione sulla giurisprudenza del lavoro e nell’Osservatorio sulla Cassazione abbiamo focalizzato l’attenzione su una serie di decisioni aventi ad oggetto problemi diversi ma tutti di estremo interesse. L’ADR del mese, ci riporta alla L. n. 92/2012 e riguarda le conseguenze del licenziamento per giustiﬁcato motivo oggettivo intimato senza l’osservanza della preventiva procedura. Quali sono? Nella Sezione di Diritto Civile e Assicurativo continuiamo l’analisi delle principali novità introdotte dal Decreto Sviluppo, soffermandoci, in particolare, sulle disposizioni dettate in materia di trasparenza ed apertura ai dati delle pubbliche amministrazioni. L’ADR di civile risponde alla domanda se la mera segnalazione dell’affare legittima il mediatore a richiedere la provvigione? Ancora nella sezione Assicurativa, segnaliamo il recente decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 15.6.2012, pubblicato sulla G.U. del 28.06.2012, che ha aggiornato per l’anno 2012 le tabelle del danno biologico di lieve entità. Il Punto su questo mese riprende ancora il Decreto Sviluppo e le modiﬁche da questo apportate alla neo introdotta SRL sempliﬁcata.
Marina Tona e il Comitato di Redazione composto da: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca D’Arco, Diego Meucci, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Stefano Triﬁrò e Giovanna Vaglio Bianco
Diritto del Lavoro Attualità 3 Le Nostre Sentenze 5 Cassazione 9 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualità 10 Le Nostre Sentenze 12 Assicurazioni 13 Il Punto su 14 Eventi 17 Rassegna Stampa 18 Contatti 19
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In uscita il Codice del Lavoro Tribuna Pocket 2012 Aggiornato con la Riforma del Lavoro modificata dalla “Legge sviluppo”
N°61 Settembre 2012
L’11 agosto scorso è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 134 (nel Supplemento Ordinario n. 171 alla Gazzetta Ufficiale n. 187), che ha convertito il d.l. 22 giugno 2012, n. 83 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese». Con tale legge sono state apportate significative modifiche alla legge n. 92/2012, di Riforma del mercato del lavoro. In particolare, le modifiche contenute nell’art. 46 bis della legge n. 134/2012 riguardano i seguenti istituti:
✦Contratti
a termine: viene, nuovamente, modificato il D.L.vo n. 368/2001, limitatamente al periodo di “sospensione” tra un contratto a tempo determinato e l’altro.
Tale periodo è previsto, in via generale, in 60 o 90 giorni a seconda che il rapporto sia durato per un periodo inferiore o superiore ai 6 mesi. I termini si riducono a 20 e 30 giorni nei casi di i) assunzione a termine che avviene nell’ambito di un processo organizzativo determinato: dall’avvio di una nuova attività; lancio di un prodotto o di un servizio innovativo; implementazione di un rilevante cambiamento tecnologico; dalla fase supplementare di un significativo progetto di ricerca e sviluppo; dal rinnovo o dalla proroga di una commessa consistente; ii) assunzione a termine per attività stagionali; e, iii) assunzione relativa ad “ogni altro caso previsto dai contratti collettivi stipulati ad ogni livello dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
✦Lavoro
in somministrazione: a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto sviluppo, la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato viene ammessa in tutti i settori produttivi nel caso di utilizzo da parte del somministratore di lavoratori assunti con contratto di apprendistato. IVA: due dei tre elementi presuntivi fissati dalla L. n. 92/2012 (quelli della durata e del reddito complessivo del collaboratore) vengono cambiati. Il parametro sia degli 8 mesi che dell’80% del fatturato riferibile allo stesso soggetto, anche per interposta persona, inizialmente valutati su un anno, sono calcolati su 2 anni solari consecutivi. accessorio occasionale: per l’anno 2013 i percettori prestazioni integrative del salario o di misure di sostegno del reddito possono svolgere prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli Enti locali, con un compenso massimo di 3.000 euro nell’anno solare. L’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dal lavoro accessorio.
✦Partite
✦Indennità di mobilità: è confermata nei termini attuali fino al 31 dicembre 2014. ✦Monitoraggio
sugli ammortizzatori sociali: entro il 31 ottobre 2014 si procederà ad una ricognizione sulle prospettive economiche ed occupazionali, al fine di verificare la corrispondenza a tali prospettive della disciplina transitoria e di proporre eventuali conseguenti iniziative, compatibilmente con lo stato della finanza pubblica.
✦Contribuzione
degli iscritti alla gestione separata: la legge di conversione del decreto sviluppo è intervenuta rimodulando l’aumento delle aliquote di contribuzione alla gestione separata INPS. Per il 2013 l’aliquota contributiva rimane ferma al 27%, ma continuerà a crescere progressivamente ﬁno a raggiungere il 33% a decorrere dal 2018. Per gli iscritti ad altre forme pensionistiche l’aliquota salirà al 20% già a partire dal 2013 (era il 19% nella riforma “Fornero”) per raggiungere il 24% a decorrere dal 2016. per le imprese in amministrazione straordinaria: il ricorso alla CIGS è previsto soltanto per quelle aziende rispetto alle quali sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali, che saranno valutati sulla base di criteri oggettivi determinati con DM del Ministro del Lavoro. Viene confermata l’abrogazione dal 1 gennaio 2016. dati sulle crisi aziendali: il Ministero del Lavoro raccoglierà tutti i contratti e gli accordi collettivi di gestione degli esuberi con ricorso ad ammortizzatori sociali. Con un decreto apposito saranno determinate le modalità per la raccolta. obbligatorio: viene, nuovamente, modiﬁcato l’art. 4, comma 1 della legge n. 68/1999. Non devono essere computati agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere anche i lavoratori assunti con contratto a termine di durata pari od inferiore a 6 mesi.
✦CIGS
✦Banca
✦Collocamento
RIMBORSO DELLE SPESE LEGALI SOSTENUTE DAL DIPENDENTE NELL’AMBITO DEL PROCEDIMENTO PENALE PER FATTI COMMESSI NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI (Corte d’Appello di Torino, 16 luglio 2012) La Corte d’Appello di Torino ha affermato che, nelle ipotesi in cui il dipendente debba sostenere delle spese legali per difendersi in un processo penale per fatti commessi nell’esercizio delle sue funzioni, il discrimine sulla sussistenza, o meno, del diritto del dipendente di ottenere il rimborso di tali spese si basa sulla considerazione che, nel concetto di “esercizio delle funzioni” (richiamato, nel caso di specie, dal CCNL per i quadri direttivi delle aziende del settore credito), possa rientrare solo l’esercizio “legittimo” delle medesime, essendo addirittura irrilevante il risultato del processo penale e, quindi, l’eventuale assoluzione del dipendente. Per ottenere il rimborso delle spese legali, dunque, il dipendente deve dimostrare che i fatti penalmente rilevanti sono stati commessi nell’esecuzione delle linee direttive del datore di lavoro. Nel caso di specie, la Corte d’Appello di Torino, confermando la sentenza di primo grado, ha escluso il diritto della dipendente, responsabile della ﬁliale di un istituto di credito, di ottenere il rimborso delle spese sostenute nell’ambito del procedimento penale, in quanto ella - pur non avendo ricevuto un personale vantaggio - aveva gestito gli investimenti della clientela con modalità assolutamente discrezionali e sconosciute dall’istituto, effettuando, tra l’altro, operazioni non autorizzate dai clienti. (Causa curata da Antonio Cazzella) NON ESISTE UN DIRITTO DEL DIPENDENTE AD ESSERE SENTITO, NELL’AMBITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, CON MODALITÀ CHE SIANO STRETTAMENTE CORRELATE AL TEMPO E AL LUOGO DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA (Corte di Cassazione, 1 giugno 2012, n. 8845) Un lavoratore aveva sostenuto, innanzi alla Corte di Cassazione, di aver subito una lesione del proprio diritto di difesa, per aver l’azienda datrice di lavoro disposto la sua audizione disciplinare, ai sensi dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, in luogo diverso da quello di svolgimento della prestazione lavorativa, e al di fuori dell’orario contrattuale. La Suprema Corte, sottolineando che nessuna fonte normativa prevede che l’audizione del lavoratore debba aver luogo nell’orario e nella sede di lavoro del dipendente, ha chiarito che non esiste un diritto del lavoratore di essere sentito a difesa con modalità correlate al tempo e al luogo della prestazione lavorativa, non essendo il datore di lavoro obbligato, ex art. 7, comma II, della legge n. 300/70, a consentire l’esercizio del diritto di difesa alle condizioni richieste dal lavoratore; tale aspetto non rileva, pertanto, ai ﬁni della validità della sanzione disciplinare. La Corte ha pertanto confermato la sentenza della Corte d’Appello, che aveva ritenuto legittimo il licenziamento disposto dalla società datrice di lavoro. (Causa curata da Claudio Ponari) CESSAZIONE DI UN ACCORDO QUADRO DI COLLABORAZIONE - MANDATO IRREVOCABILE REVOCA ANTICIPATA - ASSENZA DI GIUSTA CAUSA (Corte d’Appello di Milano, 26 luglio 2012) Una recente sentenza della Corte d’Appello di Milano si è pronunciata in ordine alla domanda svolta da un Manager nei confronti della Holding di un Gruppo per ottenere il pagamento dei compensi pattuiti con un accordo quadro di collaborazione avente ad oggetto il rilancio e la riqualiﬁcazione di un noto
brand di una Società appartenente a detto Gruppo. Per la realizzazione di detto progetto, veniva conferito al collaboratore un mandato irrevocabile di cinque anni dal conferimento, salvo l’evento di giusta causa. In forza di ciò, quest’ultimo, tra l’altro, veniva nominato Presidente ed Amministratore delegato della Società il cui marchio era oggetto di rilancio. I giudici d’appello hanno ritenuto documentato l’adempimento delle obbligazioni assunte dal Manager in forza dell’incarico assunto e, per contro, infondata la tesi della società convenuta (utilizzata ai ﬁni della domanda riconvenzionale poi rigettata) di imputabilità al medesimo del successivo mancato risanamento della società controllata da cui sarebbe derivata la necessità di messa in liquidazione volontaria della stessa e la cessazione, di fatto, del mandato conferito. Al riguardo, la Corte ha evidenziato come fosse palese l’inadempimento della Holding, laddove contrattualmente aveva fatto salvo dalla ﬁne ﬁsiologica del rapporto solo “l’evento di giusta causa” - cioè un comportamento contrario ai doveri imposti dalla legge o dal contratto, o comunque la sussistenza di circostanze obiettive idonee ad incidere sul carattere ﬁduciario del rapporto -, evento taciuto ﬁno all’azione giudiziale intentata dal mandatario, avendo, invece, adottato, in concreto, un comportamento unilaterale che aveva portato la società controllata alla liquidazione. Detta condotta aveva determinato la ﬁne - non concordata e nemmeno comunicata - del mandato conferito, poco dopo la metà del tempo concordato “irrevocabilmente” e senza che vi fossero contestazioni di sorta circa l’operato del ricorrente in corso di esecuzione. Peraltro, è stato sottolineato in sentenza come l’opera di ristrutturazione di una società in cattive acque non sia una attività semplice, tantomeno realizzabile nell’immediato. A seguito di quanto sopra, i giudici di secondo grado hanno riconosciuto la sussistenza del credito del Manager nei confronti della Holding per la frazione del rapporto rimasta consapevolmente inadempiuta nei confronti dello stesso per le annualità non corrisposte ma inderogabilmente previste dall’accordo quadro. (Causa curata da Vittorio Provera e Marta Filadoro) LICENZIAMENTO DISCIPLINARE È legittimo e proporzionato il licenziamento del lavoratore che, durante l’assenza dal lavoro per infortunio, presti attività lavorativa per terzi, anche se non sia retribuito. Il datore di lavoro non è tenuto ad indicare le fonti di prova dei fatti oggetto di contestazione. (Tribunale di Brescia, 18 maggio 2012) Era stata licenziata per giusta causa perché sorpresa a lavorare presso l’edicola del nipote durante il periodo di assenza dal lavoro per infortunio in itinere, riconosciuto dall’Inail. La società datrice aveva provato in giudizio che la lavoratrice, in esito all’infortunio, aveva riportato trauma cranico, colpo di frusta e contusione al gomito; che lo svolgimento di attività lavorativa durante l’assenza per infortunio era documentata da un’indagine effettuata da un’agenzia investigativa incaricata da essa società; che la prognosi, inizialmente breve, era stata prorogata per ben sei volte. Il Tribunale, pur escludendo che lo svolgimento di attività esterna potesse far presumere l’inesistenza dell’infortunio, in presenza di certiﬁcazione Inail, ha valutato la natura dello stato patologico e delle mansioni svolte dalla dipendente e ha concluso che l'attività prestata, per la sua ripetizione (l’indagine investigativa aveva dimostrato che, nel periodo di osservazione, la dipendente si era recata quotidianamente presso l’edicola), la durata (l’attività lavorativa era stata prestata per più ore al giorno) e l’intensità (dalle immagini fotograﬁche risultava che la dipendente aveva eseguito movimenti con le braccia e con la testa e che aveva sollevato e abbassato con frequenza la saracinesca dell’edicola), era
stata idonea a compromettere la guarigione, per quanto ormai prossima ed il rientro in servizio dell’interessata. D’altra parte la lavoratrice, successivamente all’investigazione, aveva, per l’ennesima volta, prorogato la sua assenza dal lavoro per infortunio; il che confermava che il suo stato di salute era precario e che, prudenzialmente, avrebbe dovuto astenersi dal compiere quell’attività, ben più pesante di quella svolta per la datrice (alla dipendente erano assegnate mansioni di receptionist), in ambiente esterno e in pieno inverno. Era irrilevante, invece, che l’attività fosse stata svolta per un parente e gratuitamente. La condotta descritta è stata ritenuta passibile di licenziamento per giusta causa, perché contraria ai generali principi di correttezza e buona fede e agli obblighi di diligenza e fedeltà, non potendo giustiﬁcare una sanzione minore neppure il fatto che non sussistessero precedenti disciplinari. La sentenza ha poi osservato che la società, avendo indicato nella lettera di contestazione e in quella di licenziamento i fatti posti alla base delle sue determinazioni, ha adempiuto al suo onere di motivazione, che non include l’indicazione delle fonti, diversamente da quanto sostenuto dalla lavoratrice. (Causa curata da Marina Olgiati)
Quali sono le conseguenze del licenziamento per giustiﬁcato motivo oggettivo intimato senza l’osservanza della preventiva procedura? Il 30 luglio 2012, un’azienda ha licenziato un impiegato per soppressione della posizione lavorativa, conseguente al fatto che nella società italiana quelle mansioni venivano spostate presso la casa madre in Germania. Quindi, un licenziamento normalissimo per giustificato motivo oggettivo, che attualmente viene definito dalla nuova legge Fornero, entrata in vigore il 18 luglio 2012, “licenziamento per motivi economici”. La nuova legge, però, prevede prima del licenziamento per motivi economici, l’esperimento di una procedura preventiva di conciliazione presso la Direzione del Lavoro territoriale competente del luogo dove il dipendente presta la sua opera. L’azienda non procedeva con questo preliminare iter processuale “amministrativo”. Esaminiamo sommariamente quali sono le conseguenze che nel caso di specie si potrebbero verificare. Se il Giudice dichiara il licenziamento illegittimo sia per: ✦violazione della procedura di conciliazione preventiva; ✦sia per mancata indicazione dei motivi di recesso, il datore di lavoro viene condannato al pagamento di una indennità risarcitoria tra un minimo di 6 ed un massimo di 12 mensilità;
✦se
il Giudice accerta che non ricorrano gli estremi del giustificato motivo oggettivo, condanna il datore di lavoro ad una indennità tra 12 e 24 mensilità; ✦se il Giudice accerta la “manifesta insussistenza” del fatto posto a base del licenziamento, il datore di lavoro può essere condannato alla reintegrazione del lavoratore e un’indennità non superiore a 12 mensilità; ✦se il Giudice accerta che il licenziamento è stato determinato da ragioni discriminatorie, condanna il datore di lavoro al reintegro, oltre a un minimo di 5 mensilità fino ad un massimo di mensilità corrispondente alla data di effettiva reintegra. Infine ricordiamo che: prima della riforma la revoca del licenziamento presupponeva l’accettazione da parte del lavoratore, ora tale requisito non è più necessario. La revoca deve avvenire entro 15 giorni dalla comunicazione di impugnazione del licenziamento ed il rapporto si intende ripristinato senza soluzione di continuità, con diritto del lavoratore alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca.
Con sentenza n. 11538 del 10 luglio 2012 la Corte di Cassazione ha ribadito che sono indici della subordinazione la sussistenza di una continuità della prestazione, lo svolgimento della medesima in locali aziendali, un potere di vigilanza e di controllo del datore di lavoro, turni ed orari con obbligo di giustiﬁcazioni in caso di assenza e struttura del compenso parametrato all’orario di lavoro svolto; nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la subordinazione non potesse essere esclusa per il fatto che i lavoratori stabilivano autonomamente i turni di lavoro al ﬁne di consentire il funzionamento del servizio aziendale, con possibilità di recupero in caso di ritardi nell’orario di inizio dell’attività lavorativa. LICENZIAMENTO PER RAGIONI ORGANIZZATIVE ED OBBLIGO DI REPECHAGE Con sentenza n. 11775 del 12 luglio 2012 la Corte di Cassazione ha affermato l’illegittimità del licenziamento del Direttore del reparto commerciale di un supermercato, che era stato motivato dal cambiamento del marchio di franchising. Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha rilevato che il datore di lavoro non aveva adeguatamente assolto all’obbligo di repechage, posto che, da un lato, la vendita di abbigliamento presso il supermercato sarebbe comunque continuata (anche se con un marchio differente) e, dall’altro, vi era la prosecuzione di tutte le altre attività commerciali del supermercato medesimo (alimentari e casalinghi). In particolare, il datore di lavoro avrebbe dovuto dimostrare di aver offerto al dipendente la possibilità di adibirlo anche a mansioni inferiori e di aver ottenuto un riﬁuto. LICENZIAMENTO PER DETERIORAMENTO DEL CLIMA LAVORATIVO Con sentenza n. 14575 del 20 agosto 2012 la Corte di Cassazione ha affermato la legittimità del licenziamento di una dipendente accusata di aver creato continue tensioni nell’ambito del gruppo di lavoro. Nel caso di specie, è stato accertato che la lavoratrice aveva, in più occasioni, offeso i colleghi di lavoro ed aveva dimostrato un comportamento non collaborativo. La Corte ha quindi ritenuto ampiamente provato un comportamento gravemente e sistematicamente scorretto della dipendente, idoneo a determinare un deterioramento del clima lavorativo nonché a ledere l’immagine dell’azienda.
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE PIÚ TRASPARENTI: LE NOVITÁ INTRODOTTE NEL C.D. DECRETO SVILUPPO CONVERTITO IN LEGGE 7 AGOSTO 2012 N. 134
Anche questo mese continuiamo ad analizzare le novità introdotte dal decreto legge 22 giugno 2012 n. 83 convertito, con modificazioni, in Legge 7 agosto 2012, n. 134. In particolare, in questa sede, ci soffermeremo sulle disposizioni dettate in materia di pubblica amministrazione che, recependo i principi degli “Open Data”, sono volte a determinare una maggiore trasparenza ed apertura ai dati delle pubbliche amministrazioni. Con l’intento di favorire una maggior trasparenza nelle scelte di spesa pubblica è stato, infatti, introdotto l’art. 18 D.L. n. 83/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n. 134 e rubricato “Amministrazione aperta”, il quale prevede che gli atti posti in essere da entità pubbliche diretti a concedere o attribuire vantaggi economici a terzi - pubblici o privati - debbano essere soggetti a pubblicità tramite internet. I dati andranno pubblicizzati sul sito istituzionale dell’Ente erogante il beneficio e dovranno indicare: a) il nome del soggetto beneficiario, b) l’importo e il titolo in base al quale l’attribuzione economica viene erogata, c) l’ufficio e il funzionario responsabile del relativo provvedimento amministrativo, d) la modalità seguita per l’individuazione del beneficiario, e) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato nonché al contratto della prestazione, fornitura o servizio. La pubblicazione dei dati previsti in formato aperto on-line permetterà una puntuale rendicontazione ai cittadini sull’operato svolto dall’Ente nonché comporterà l’esigenza di un’attenta organizzazione dei processi interni e lo scambio dei dati fra le strutture dell’Ente, in modo da permettere l’aggiornamento costante dei dati in conformità agli atti di concessione o attribuzione dei benefici economici disposti. Va sottolineato che a decorrere dal 1° gennaio 2013 la pubblicazione di tali dati costituirà condizione legale di efficacia dell’atto legittimante le concessioni ed attribuzioni alle imprese, professionisti e consulenti. Pertanto, la mancata pubblicazione dei suddetti dati rappresenterà un elemento ostativo all’erogazione degli importi stabiliti. La mancanza di pubblicità potrà essere rilevata dagli organi dirigenziali e di controllo dell’ente sotto la propria diretta responsabilità, nonché dal beneficiario della concessione o da chiunque vi abbia interesse.
La disposizione in esame costituisce attuazione dei principi di legalità, buon andamento ed imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione e nasce dall’esigenza di dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche nell’espletamento delle loro funzioni appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili. Si auspica, pertanto che, con l’adozione della suddetta norma e la conseguente diffusione delle informazioni che comportano spesa di denaro pubblico in formati aperti siano in grado di favorire una maggiore trasparenza ed un migliore accesso alle informazioni da parte dei cittadini, migliorando la qualità dei servizi erogati al cittadino.
La mera segnalazione dell’affare legittima il mediatore a richiedere la provvigione? Il mediatore è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare ed ai sensi dell’art. 1755 cod. civ. ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti se l’affare è concluso per effetto del suo intervento. La giurisprudenza ha avuto modo di precisare che il diritto al compenso sorge tutte le volte in cui la conclusione dell’affare sia in rapporto causale con l’attività intermediatrice, pertanto, il mediatore ha diritto alla provvigione anche nel caso in cui si sia limitato a mettere in relazione tra loro acquirente e venditore, senza dover partecipare attivamente alle successive trattative volte alla conclusione dell’affare. Ne consegue che anche la mera attività indirizzata al reperimento dell’altro contraente ovvero l’indicazione specifica dell’affare legittima il diritto alla provvigione, sempre che tale attività costituisca il risultato utile della condotta posta in essere dal mediatore e poi valorizzata dalle parti. Al contrario, nulla sarà dovuto al mediatore qualora la conclusione dell’affare sia il frutto di iniziative autonome poste in essere dalle parti interessate. (Tribunale di Milano, 5 giugno 2012)
PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI - DIFFUSIONE DI NOTIZIE RISERVATE GIÀ PUBBLICAMENTE NOTE - RIPARTIZIONE DELL’ONERE DELLA PROVA AI FINI DELLA RICHIESTA RISARCITORIA (Cassazione, 26 giugno 2012, n. 10646) La Suprema Corte ha affermato che, in linea di principio, qualora l’attore convenga in giudizio un soggetto nei cui confronti lamenti la mancata custodia e la conseguente diffusione di propri dati personali, l’onere della prova (liberatoria) in relazione alla prospettata mancata custodia di tali dati è a carico del presunto danneggiante convenuto, come disposto dall’art. 2050 cod. civ., richiamato dall’art. 15 della legge 30 giugno 2003, n. 196 (che disciplina il risarcimento dei danni cagionati per effetto del trattamento dati). E che quanto sopra vale senza alcun limite nell’ipotesi in cui le notizie riservate non fossero già note, prima della diffusione (da cui ha tratto origine la causa). Nei casi in cui, però, le notizie fossero già pubblicamente note, in quanto apparse su altre fonti, in precedenza rispetto alla diffusione (che l’attore imputa al convenuto) oggetto della lite, viene meno la presunzione di responsabilità in capo al convenuto medesimo (custode dei dati). La previa diffusione delle notizie impone, dunque, all’attore - danneggiato di dimostrare, o quanto meno di indicare elementi presuntivi idonei a motivare la convinzione che la divulgazione per cui è lite sia effettivamente riconducibile al convenuto (per omessa custodia) e non alle altre fonti che abbiano in precedenza pubblicato le medesime informazioni. Facendo applicazione dei principi di cui sopra, la Suprema Corte, nel caso di specie, ha negato il risarcimento del danno all’attore, per mancato assolvimento del proprio onere probatorio. (Causa curata da Vittorio Provera e Andrea Beretta)
"Nei giudizi aventi ad oggetto il risarcimento dei danni causati dalla L'APPELLO circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, quando il danneggiato DELL'ASSICURATORE proponga azione diretta nei confronti dell'assicuratore, ai sensi dell'art. 18 legge 24.12.1969 n. 990, si instaura un rapporto processuale trilatero ed SPIEGA EFFETTI inscindibile tra danneggiato, assicurato ed assicuratore; con la conseguenza ANCHE IN FAVORE che la sentenza, la quale decide sull'appello proposto dall'assicuratore della DELL'ASSICURATO R.C.A., spiega i propri effetti anche nei confronti dell'assicurato, sebbene quest'ultimo non abbia proposto appello incidentale" (Corte di Cassazione, 14 giugno 2012, n. 9727) In tema di danni determinati dall'esistenza di un cantiere stradale, qualora l'area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed afﬁdata all'esclusiva custodia dell'appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del trafﬁco veicolare e pedonale, dei danni subiti all'interno di questa area risponde esclusivamente l'appaltatore, che ne è l'unico custode. Allorquando, invece, l'area su cui vengono eseguiti i lavori e insiste il cantiere risulti ancora adibita al trafﬁco e, quindi, utilizzata a ﬁni di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell'ente titolare della strada, sia pure insieme all'appaltatore, consegue che la responsabilità ai sensi dell'art. 2051 cod. civ. sussiste sia a carico dell'appaltatore che dell'ente, salva l'eventuale azione di regresso di quest'ultimo nei confronti del primo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale. (Corte di Cassazione, 23 luglio 2012, n.12811) Con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico in data 15.06.2012, pubblicato sulla G.U. del 28.06.2012, sono state aggiornate per l’anno 2012 le tabelle del danno biologico di lieve entità. Gli importi relativi ai punti di invalidità sono stati così aumentati (applicando la maggiorazione del 3,2%, pari alla variazione percentuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2012): Euro 783,33 per quanto riguarda l'importo relativo al valore del primo punto di invalidità; Euro 45,70 per quanto riguarda l'importo relativo ad ogni giorno di inabilità assoluta. I nuovi importi si applicano dal 1 aprile 2012.
Per contrastare la crisi economico-finanziaria attuale e rilanciare l’attività imprenditoriale nel nostro Paese, il Governo ha recentemente introdotto un nuovo modello societario agevolato: la s.r.l. semplificata. Il decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, (cd. “Cresci Italia”) convertito, con modifiche, con la legge 24 marzo 2012 n. 27, ha introdotto, infatti, l’art. 2463-bis cod. civ., rubricato “società semplificata a responsabilità limitata”. Tale schema societario è stato disegnato per i giovani e per chi dispone di un capitale limitato al fine di intraprendere una nuova attività imprenditoriale senza sopportare i rischi patrimoniali. Il nuovo provvedimento, del resto, consente di allineare l’Italia a paesi come il Regno Unito, Francia e Germania dove la costituzione di veicoli con capitale sociale minimo è già possibile da svariati anni. Tra i principali elementi di novità introdotti dalla nuova normativa, rispetto al tipo sociale della SRL “classica”, si ricorda la costituzione riservata alle sole persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione. La società, inoltre, si potrà costituire anche con un solo euro di capitale sociale, questo è il prezzo per acquistare l’autonomia patrimoniale perfetta che, al pari di quanto avviene per tutte le società di capitali, consentirà ai soci di mantenere immune il proprio patrimonio da obbligazioni e debiti contratti dalla società. Per contro non sarà possibile aumentare il capitale sociale sopra i 10.000 Euro senza trasformazione in S.r.l. ordinaria. L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritti di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili. Quanto alla disciplina che ne regola il funzionamento, è stato operato un rinvio alle disposizioni relative alla società a responsabilità limitata comune, da applicarsi in quanto compatibili. Non c’è dubbio che si tratti di una misura di modernità, di un passo in avanti verso un maggiore sviluppo economico, tuttavia tale provvedimento non è esente da criticità.
✦Un
primo profilo critico riguarda la possibilità di adottare tale schema societario solo per le persone fisiche “under 35”, tale limitazione, infatti, potrebbe essere oggetto di illegittimità costituzionale. secondo problema riguarda la previsione di uno statuto standardizzato per la costituzione (ancora da emanare) che esclude la possibilità di inserire clausole ad hoc. La mancata previsione di clausole tailor made che permettono di modellare la società sulle esigenze dei soci potrebbe, infatti, rendere poco funzionale tale nuovo schema societario e, pertanto, scoraggiarne l’utilizzo.
✦Infine, un ulteriore punto critico riguarda il capitale minimo richiesto.
Se l’avvio di un’attività con un solo euro di capitale è sicuramente molto incoraggiante, è pur vero che nessuna banca potrà mai concedere ﬁnanziamenti a fronte di un capitale così irrisorio. Consentire di costituire un società con un solo euro di capitale rende meno costoso “comprare” la limitazione del rischio, ma non elimina le esigenze patrimoniali dell’impresa. Infatti, le risorse sufﬁcienti per ﬁnanziare le attività aziendali dovranno essere fornite dai soci sotto forma di capitale di rischio oppure da banche come capitale di debito. In mancanza di capitale apportato dai soci, infatti, per l’accesso al credito bancario si dovrà fare ricorso a garanzie personali. Sull’impianto della novella legislativa sopra sintetizzata si deve, tuttavia, registrare un nuovo intervento del Governo, ﬁnalizzato ad un notevole allargamento del margine di operatività dell’istituto. Il Decreto Legge n. 83/2012 (c.d. “decreto sviluppo”) ha, infatti, introdotto alcune modiﬁche e sempliﬁcazioni all’art. 2463-bis cod. civ. In primo luogo, l’art. 44 D.L. n. 83/2012 ha cancellato il parametro “anagraﬁco” dei trentacinque anni, estendendo a tutte le persone ﬁsiche, senza alcun vincolo di età, la possibilità di costituire una società a responsabilità limitata utilizzando il modello sempliﬁcato. Inoltre, anche la costituzione materiale della società ne esce sempliﬁcata. Lo schema di atto costitutivo dovrà essere conforme al modello standard emanato con atto di natura non regolamentare del Ministero della Giustizia su proposta del Consiglio del notariato. Tuttavia permane il divieto di includere nel modello clausole difformi o previsioni statutarie ad hoc, in difetto, tali clausole verranno considerate nulle e sostituite da quelle standard. Qualora i soci siano soggetti under 35 non saranno dovuti tanto gli oneri notarili che il bollo per l’iscrizione alla Camera di Commercio. Andranno invece corrisposti i diritti di segreteria che, nella prima formulazione della norma erano altrettanto esclusi e l’imposta di registro. Nell’ipotesi in cui i soci abbiano superato il limite di età indicato, le spese di cui sopra andranno corrisposte in uno con i bolli, l’unica esenzione resterà quella per gli oneri notarili che dovranno essere pagati nel limite di quanto sarà ﬁssato dal Ministero della giustizia con apposito provvedimento. Inﬁne, il Decreto Legge n. 83 del 2012 ha previsto come regola ordinaria non derogabile che gli utili generati dalla società dovranno essere destinati ad una riserva indisponibile del patrimonio netto ﬁno a che questa, unitamente al capitale sociale, non raggiunga i 10.000 euro, la norma quindi sembra aver introdotto una sempliﬁcazione “a scadenza”, niente capitale minimo ma solo ﬁno a quando gli utili non abbiano autonomamente provveduto a precostituirlo. Attraverso questi interventi dovrebbe, comunque, essere notevolmente ampliato l’ambito di operatività della fattispecie in esame, con potenziali effetti positivi di diversa natura. A livello generale le modiﬁche previste dallo schema di decreto legge dovrebbero consentire alla nuova società a responsabilità limitata sempliﬁcata di far avanzare la posizione del nostro Paese nella classiﬁca “Doing Business” stilata in relazione ad un’indagine che il Gruppo Banca Mondiale svolge dal 2003 per offrire una misura quantitativa dello sviluppo di business in cui operano le piccole e medie imprese nei diversi Paesi.
Attualmente, infatti, il nostro Paese occupa una posizione piuttosto arretrata nella classiﬁca, alla speciﬁca voce “Starting a business”, dovuta prevalentemente ai maggiori costi per l’avvio dell’impresa. Qualora venissero confermate in sede di conversione le novità introdotte dal D.L. n. 83/12 si auspicano effetti positivi - diretti ed indiretti - sulle dinamiche produttive.
12 Settembre 2012 - Roma, 25 Settembre 2012 Seminario AIE “Riforma Fornero e suoi riﬂessi sull’attività delle case editrici” Relatore: Avv. Luca Peron PROGRAMMA
Università Cattolica del Sacro Cuore, 17 Settembre 2012 Master AREL: Politiche migratorie, Human Care e Management sostenibile Docente: Avv. Paolo Zucchinali
Hotel Hilton, 25 Settembre 2012 Convegno Paradigma – AIDP: La gestione del lavoro nell’impresa in crisi dopo la Riforma Fornero Apprendistato e lavoro a termine, lavoro intermittente e a chiamata Relatore: Avv. Giacinto Favalli
Starhotels Ritz, 27 Settembre 2012 Convegno IIR: Riforma del lavoro Flessibilità in uscita Relatore: Avv. Giacinto Favalli PROGRAMMA (PDF)
2 Ottobre 2012, Starhotels Ritz - Roma, 15 Ottobre 2012, Grand Hotel Parco dei Principi Forum Lavoro L. 92/2012. Tipologie contrattuali in entrata. Il lavoro a progetto: le novità della riforma Relatori: Avv. Giacinto Favalli (edizione di Milano); Avv. Paolo Zucchinali (edizione di Roma)
Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 08/08/2012 Gli impianti audiovisivi: le novità dal Ministero del Lavoro sulla procedura di autorizzazione di Vittorio Provera Corriere della Sera: 23/07/2012 La Riforma del Lavoro. Istruzioni per l’uso. A cura di Triﬁrò & Partners Avvocati Corriere della Sera: 22/07/2012 Dall’articolo 18 al precariato. La bussola delle regole | Il libro La Riforma del Lavoro Guida al Lavoro - Supplemento “Riforma del lavoro”: Luglio 2012 Flessibilità in uscita: i nuovi licenziamenti individuali e collettivi di Salvatore Triﬁrò e Giacinto Favalli Esperto Ipsoa: 24/07/2012 e 27/07/2012 Riforma Lavoro: contratto a termine senza causale stipulato per attività stagionali Riforma Lavoro: lavoratori a chiamata assunti per periodo estivo prima del 18/7/2012 possono ancora essere utilizzati per la stagione? di Giacinto Favalli Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 25/07/2012 Privacy nella comunicazione elettronica di Andrea Beretta Corriere della Sera - Corriere Economia: 09/07/2012 Riforma del lavoro, quei vizi antichi Analisi di Salvatore Triﬁrò Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 04/07/2012 Riforma del mercato del lavoro. Contratti, ﬂessibilità e licenziamenti. di Stefano Triﬁrò e Luca D’Arco
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