Source: https://www2.immigrazione.regione.toscana.it/?q=norma&urn=urn:nir:ministero.lavoro.politiche.sociali:circolare:2018-05-02;5070
Timestamp: 2019-03-24 06:48:16+00:00
Document Index: 58924698

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 27', 'art. 14', 'art. 3', 'art. 41', 'art. 80', 'art. 117', 'art. 2']

CIRCOLARE 2 maggio 2018, n. 5070
urn:nir:ministero.lavoro.politiche.sociali:circolare:2018-05-02;5070
Al Segretario Generale dell' ANCI - Sede
In riscontro alla nota prot. n. 42/W/LP/DW/SP/ms - 18, del 19 febbraio 2018 , si rappresenta quanto segue:
La misura di contrasto alla povertà, introdotta dal D. Lgs. n. 147 del 15 settembre 2017 , denominata Reddito di inclusione (Rei), presenta dei requisiti d'accesso ben precisi, quanto alla residenza e al soggiorno dei beneficiari, specificati dall' art. 3, comma 1, lett. a) , a mente del quale: "Il ReI è riconosciuto, su richiesta, ai nuclei familiari che risultano, al momento della presentazione della richiesta e per tutta la durata dell'erogazione del beneficio, in possesso congiuntamente dei seguenti requisiti:
2) residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda."
Rispetto ai cittadini di paesi terzi, in via di principio, è dunque necessario essere in pos sesso del permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo di cui all' art. 9, D.Lgs. 25/07/1998, n. 286 - in precedenza denominato Carta di soggiorno - che potrà essere rilasciato dal Questore allo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la dispo nibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale, oltre che di un idoneo alloggio.
Quanto, invece, alla peculiare situazione dei cittadini di Stati terzi richiedenti protezione internazionale, vanno distinte tre ipotesi. Infatti, in relazione alla particolare condizione, può essere riconosciuto al cittadino straniero che ne faccia richiesta lo status di rifugiato, lo status di protezione sussidiaria, o la condizione di titolare di protezione umanitaria.
Lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria sono riconosciute all'esito dell'istruttoria effettuata dalle competenti Commissioni Territoriali.
Diversamente, il cittadino di un paese terzo che non possiede i requisiti per essere riconosciuto protetto internazionale, ma nei cui confronti sono riconosciute gravi ragioni umanitarie, viene riconosciuto come avente diritto ad una protezione umanitaria, e pertanto la commissione raccomanda al Questore il rilascio di un permesso per motivi umanitari ai sensi dell' art. 5 c. 6 del D. Lgs. n.286/1998 , visto anche quanto disposto dall' art. 32 D. Lgs. n. 25/2008 .
Rispetto alla questione che ci occupa, ovvero il diritto dei titolari di protezione internazionale a richiedere il beneficio del Rei, va detto che, in base a quanto disposto dall' art. 27 del D. lgs. n. 251, del 19/11/2007 , i titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria hanno diritto al medesimo trattamento riconosciuto al cittadino italiano in materia di assistenza sociale e sanitaria.
Per questo motivo la circolare INPS n. 172, del 22/11/2017 , al punto 1.1. richiama tra i potenziali richiedenti, anche i titolari di specifica protezione internazionale quale asilo politico (rifugiato politico) e protezione sussidiaria, oltre agli apolidi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, analogamente a quanto indicato nel quadro B della domanda di reddito di inclusione.
Alla luce del contesto normativo sopra delineato, è possibile affermare che i titolari del permesso di soggiorno per motivi umanitari, di cui anche all' art. 14, comma 4, del DPR n. 21/2015 , non posseggono il requisito di soggiorno ri chiesto dalla normativa vigente in materia di reddito di inclusione.
Quanto alla possibilità, indicata da codesto segretario generale, di poter ricomprenderne i titolari di protezione umanitaria nella fattispecie di cui all' art. 3, comma 1, del D. Lgs. n. 147/2 017 , in forza di quanto disposto dall' art. 41 del D. Lgs. n. 286/98 , si osserva, innanzitutto, che tale disposizione va coordinata con quanto stabilito successivamente dall' art. 80, comma 19, l. 23 dicembre 2000, n. 388 , in base al quale "l'assegno sociale e le altre provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali sono concessi, alle condizioni previste dalla legislazione medesima, agli stranieri che siano titolari di carta di soggiorno; per le altre prestazioni e servizi sociali l'equiparazione con i cittadini italiani è consentita a favore degli stranieri che siano titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno".
Tale norma ha ridotto il novero dei possibili destinatari delle misure di assistenza sociale, distinguendo la possibilità di accedere alle prestazioni sulla base del titolo di soggiorno posseduto. Nello specifico, si subordina al requisito del titolo di lungo soggiornanti, l'accesso degli stranieri "all'assegno sociale e al le altre provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente", mentre per le altre prestazioni e servizi sociali si mantiene l'equiparazione con i cittadini italiani solo per quegli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno della durata di almeno un anno, come nel caso dei titolari di protezione umanitaria, il cui permesso di soggiorno ha durata biennale. In tal modo, il legislatore ha inteso differenziare le suddette prestazioni, assumendo come criterio quello di favorire i soggetti che hanno una maggiore stabilità di residenza nel nostro Paese, come nel caso dei titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
Sulla base di quanto precede, la risposta ai quesiti posti dalle amministrazioni comunali, circa la possibilità di ricomprendere i titolari di protezione umanitaria tra i possibili beneficiari del Rei, non può che essere di segno negativo, tenuto conto che quest'ultima misura ben può essere annoverata tra le provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali - in quanto qualificato espressamente quale livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell' art. 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione , dall' art. 2 , comma 13 , del D. Lgs. n. 147/2017 - e, quindi, riservata ai soggiornanti di lungo periodo.
Il Direttore Generale Raffaele Michele TANGORRA