Source: http://legislazionetecnica.it/3187604/prd/punto-della-giurisprudenza/responsabilit%C3%A0-appaltatore-progettista-e-direttore-dei-lavori
Timestamp: 2018-06-19 05:09:39+00:00
Document Index: 24585024

Matched Legal Cases: ['art. 2055', 'art. 2226', 'art. 2226', 'art. 1669', 'art. 2226', 'art. 2226', 'art. 2230', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1669', 'sentenza ', 'art. 1669', 'art. 1669']

In tema di contratto di appalto, qualora il danno subito dal committente sia conseguenza dei concorrenti inadempimenti dell'appaltatore e del direttore dei lavori, entrambi rispondono solidalmente dei danni, essendo sufficiente, per la sussistenza della solidarietà, che le azioni e le omissioni di ciascuno abbiano concorso in modo efficiente a produrre l'evento, a nulla rilevando che le stesse costituiscano autonomi e distinti fatti illeciti, o violazioni di norme giuridiche diverse. Tale solidarietà trova fondamento nel principio di cui all'art. 2055 del Codice civile, il quale, anche se dettato in tema di responsabilità extracontrattuale, si estende all'ipotesi in cui taluno degli autori del danno debba rispondere a titolo di responsabilità contrattuale.
Non si applica al contratto di prestazione d'opera intellettuale pla disciplina sulla decadenza e prescrizione prevista per il lavoro autonomo dall'art. 2226 del Codice civile, in caso di difformità e vizi dell'opera. Tale prestazione (nel caso di specie quella odontoiatrica), ha per oggetto beni immateriali, in relazione ai quali non sono percepibili, come per i beni materiali, le difformità o i vizi eventualmente presenti, assumendo rilievo assorbente l’attività riservata al medico dentista di diagnosi della situazione del paziente, di scelta della terapia, di successiva applicazione della protesi e del controllo della stessa.
Vizi e difetti - Denuncia - Termine di decadenza - Prestazioni d'opera intellettuali - Inapplicabilità.
I vizi e i difetti delle opere derivanti da attività intellettuali possono essere denunciati entro dieci anni dal momento in cui se ne viene a conoscenza. In questi casi non vale quindi il termine di otto giorni previsto dall’articolo 2226 del Cod. civ.. L’opera intellettuale è più eterogenea di quella manuale e la valutazione tecnica di un progetto non può essere effettuata in pochi giorni. Le disposizioni dell’articolo 2226 Cod. civ., in tema di decadenza e prescrizione dell'azione di garanzia per i vizi dell'opera, sono inapplicabili alla prestazione d’opera intellettuale e in particolare alla prestazione del professionista che abbia assunto l’obbligazione della redazione di un progetto di ingegneria o della direzione dei lavori, ovvero l’uno o l’altro compito, attesa l’eterogeneità della prestazione rispetto a quella manuale, cui si riferisce l’art. 2226. (La Corte Suprema ha accolto il ricorso del cliente di un architetto che non aveva pagato il professionista per i lavori eseguiti, non essendo soddisfatto degli stessi, e che aveva ricevuto il decreto ingiuntivo per il pagamento della parcella).
L'ipotesi di responsabilità regolata dall'art. 1669 cod. civ. in tema di rovina e difetti di immobili ha natura extracontrattuale e conseguentemente nella stessa possono incorrere, a titolo di concorso con l'appaltatore che abbia costruito un fabbricato minato da gravi difetti di costruzione, tutti quei soggetti che, prestando a vario titolo la loro opera nella realizzazione dell'opera, abbiano contribuito, per colpa professionale (segnatamente il progettista e/o il direttore dei lavori), alla determinazione dell'evento dannoso, costituito dall'insorgenza dei vizi in questione.
Le disposizioni dell'art. 2226 Cod. civ., in tema di decadenza e prescrizione dell'azione di garanzia per vizi dell'opera, sono inapplicabili alla prestazione d'opera intellettuale, ed in particolare alla prestazione del professionista che abbia assunto l'obbligazione della redazione di un progetto di ingegneria o della direzione dei lavori, ovvero l'uno e l'altro compito, attesa l'eterogeneità della prestazione rispetto a quella manuale, cui si riferisce l'art. 2226 Cod. civ., norma che perciò non è da considerare tra quelle richiamate dall'art. 2230 dello stesso codice; pertanto, si deve escludere che il criterio risolutivo ai fini dell'applicabilità delle predette disposizioni alle prestazioni in questione possa essere costituito dalla distinzione - priva di incidenza sul regime di responsabilità del professionista - fra le cosiddette obbligazioni di mezzi e le cosiddette obbligazioni di risultato: e ciò tenuto conto anche della frequente commistione, rispetto alle prestazioni professionali in questione, delle diverse obbligazioni in capo al medesimo o a distinti soggetti in vista dello stesso scopo finale, a fronte della quale una diversità di disciplina normativa risulterebbe ingiustificata.
Edilizia e immobili - Appalti di lavori privati - Rovina e difetti di cose immobili - Appaltatore, progettista e direttore dei lavori - Responsabilità solidale.
1. Appalti - Difetti gravi dell’opera - Difetto di costruzione - Nozione - Azione di responsabilità extracontrattuale verso l’appaltatore. 2. Appalti - Difetti gravi dell’opera - Responsabilità ex art. 1669 Cod. civ. del progettista e del direttore dei lavori - Possibilità - Chiamata in causa da parte dell’appaltatore - Effetti.
1. In tema di appalto, il difetto di costruzione - che, a norma dell’art. 1669 Cod. civ., legittima il committente all’azione di responsabilità extracontrattuale nei confronti dell’appaltatore - può consistere in una qualsiasi alterazione, conseguente ad una insoddisfacente realizzazione dell’opera, che, pur non riguardando parti essenziali della stessa (e perciò non determinandone la rovina o il pericolo di rovina ), bensì quegli elementi (accessori o secondari) che ne consentono l’impiego duraturo cui è destinata, incide negativamente e in modo considerevole sul godimento dell’immobile medesimo. 2. In tema di appalto ed in ipotesi di responsabilità ex art. 1669 Cod. civ. per rovina o difetti dell’opera, la natura extracontrattuale di tale responsabilità trova applicazione anche a carico di coloro che abbiano collaborato nella costruzione, sia nella fase di progettazione o dei calcoli relativi alla statica dell’edificio, che in quella di direzione dell’esecuzione dell’opera, qualora detta rovina o detti difetti siano ricollegabili a fatto loro imputabile. Ne consegue che la chiamata in causa del progettista e/o direttore dei lavori da parte dell’appaltatore, convenuto in giudizio per rispondere, ai sensi dell’art. 1669 Cod. civ., dell’esistenza di gravi difetti dell’opera, e la successiva chiamata in causa di chi ha effettuato i calcoli relativi alla struttura e statica dell’immobile da parte del progettista e/o direttore dei lavori, effettuata non solo a fini di garanzia ma anche per rispondere della pretesa dell’attore, comporta, in virtù di quest’ultimo aspetto, che la domanda originaria, anche in mancanza di espressa istanza, si intende automaticamente estesa al terzo, trattandosi di individuare il responsabile nel quadro di un rapporto oggettivamente unico.
1. Direttore dei lavori - Responsabilità - Costruzione dichiarata agibile e poi scoperchiata da normali eventi atmosferici - Colpa grave del D.L.
1. Il direttore dei lavori, per l'obbligo di risultato che gli incombe, deve provvedere - a norma degli artt. 3 comma 1, 13 comma 1 e 14 del R.D. 25 maggio 1895 n. 350 - a che i lavori vengano eseguiti a perfetta regola d'arte e puntualmente; sussiste pertanto sua grave colpa qualora eventi atmosferici non eccezionali abbiano scoperchiato la costruzione che egli ha dichiarato agibile, senza invece che le altre costruzioni della zona ne abbiano subito alcun danno.
1. Direttore dei lavori - Obblighi e responsabilità - Conformità dell'esecuzione dell'opera a progetto, capitolato e regole della tecnica.
1. Costituisce obbligazione del direttore dei lavori l'accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell'opera al progetto, sia delle modalità dell'esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, e pertanto egli non si sottrae a responsabilità ove ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore ed, in difetto, di riferirne al committente.
Sent.C. Cass. 30/05/2000, n. 7180
1. Direttore dei lavori - Obbligazione di mezzi (e non di risultato) - Correzione di vizi di progetto - Suo obbligo - Sussistenza.
1. L'obbligazione del direttore dei lavori è un'obbligazione di mezzi, tuttavia ciò non significa che il suo incarico debba ritenersi limitato al riscontro della conformità, dell'opera al progetto, giacché il direttore dei lavori, come l'appaltatore (e a maggior titolo, attesa la sua preparazione tecnica), è tenuto all'individuazione e alla correzione di eventuali carenze progettuali che impediscono quella "buona riuscita" del lavoro per la quale egli è tenuto ad adoperarsi: (Nella specie, la S.C. ha confermato, sul punto, la sentenza di merito che aveva ritenuto la responsabilità del direttore dei lavori per la mancata coibentazione dei pilastri di un edificio, con conseguente condensazione di umidità, all'interno degli appartamenti, benché tale accorgimento, non fosse previsto dal progetto).
1. Appalti - Gravi difetti - Responsabilità dell'appaltatore ex art. 1669 C.C. - Responsabilità anche del progettista, del direttore dei lavori e dello stesso committente - Configurabilità.
1. La disciplina dell'art. 1669 C.c. si applica non solo nei confronti dell'appaltatore, ma anche nei riguardi del progettista, del direttore dei lavori e dello stesso committente che si sia avvalso di detti ausiliari; la relativa responsabilità esula dai limiti del rapporto contrattuale corso tra le parti, per assumere la configurazione propria della responsabilità da fatto illecito e le attività dei soggetti suddetti possono concorrere tutti alla produzione del danno, con la conseguenza che essi possono chiamati tutti (indipendentemente dalla graduazione delle colpe a risarcire il danno integralmente). (Nella specie la Corte suprema ha cassato la sentenza del merito che aveva escluso la responsabilità di un'impresa, che non aveva assunto diretta partecipazione ai lavori, pur essendo risultato che la medesima aveva fornito ad alcuni appaltatori materiale di cui era stata accertata l'inidoneità, aveva apprestato un progetto largamente difettoso ed aveva preposto all'esecuzione delle opere un proprio direttore dei lavori).
1. Gravi difetti o rovina - Responsabilità del progettista, in solido con l'appaltatore - Condizioni - Gradazione della colpa - Inammissibilità. 2. Gravi difetti o rovina - Responsabilità dell'appaltatore - Le due possibili domande del committente.
1. La disciplina di cui all'art. 1669 C.c. (rovina e difetto di cose immobili) si applica sia nei confronti dell'Appaltatore sia del Progettista, le cui responsabilità, pur nella diversità dei contratti ai quali esse si ricollegano, possono concorrere quando il danno sia ascrivibile sia ad errata progettazione, sia a cattiva esecuzione dell'opera, con la conseguenza che Progettista ed Appaltatore sono tenuti in solido a risarcire il danno al Committente senza possibilità di gradazione delle colpe con riferimento al diritto di quest'ultimo. 2. Il Committente che agisca ai sensi dell'art. 1669 C.c. (rovina e difetto di cose immobili) può richiedere la condanna dell'Appaltatore, alternativamente, o al pagamento della somma di denaro corrispondente al costo delle opere necessarie per l'eliminazione dei vizi, ovvero alla diretta esecuzione delle opere stesse.
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