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Timestamp: 2018-02-23 10:42:34+00:00
Document Index: 81620800

Matched Legal Cases: ['art. 1032', 'art. 1028', 'art 1032', 'art 1032', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Servitù di passaggio: fondo da molto tempo non più intercluso | propit.it - Forum per la Casa
Servitù di passaggio: fondo da molto tempo non più intercluso
Discussione in 'Leggi, Decreti, Referendum e Giurisprudenza' iniziata da lexsdlex, 22 Agosto 2012.
lexsdlex Nuovo Iscritto
Ieri sera ho raccontato a mio cognato l'"efficacia" e la partecipazione del forum alla questione di mio interesse per la servitù di passaggio esposta nell'altro post e lui mi ha subito chiesto di porre, sullo stesso argomento, una questione che lo riguarda da vicino.
Provo a spiegarla (non è molto semplice ...).
In Abruzzo mio cognato possiede una piccola abitazione (proprietà A). Quando la casa è stata costruita (1965) c'era un fondo confinante (prop. B) che era privo di accesso sulla strada pubblica. Per questo il fondo A era gravato da una servitù di passaggio pedonale (senza titolo), che veniva esercitata da B su un piccolo vialetto (1.2m di larghezza). B ha posto un cancelletto sul vialetto, all'ingresso della sua proprietà.
Dal 1990 il proprietario B ha cominciato ad utilizzare un diversa strada d'accesso, molto più comoda perchè carrabile, realizzata su un fondo C, appartenente all'asse ereditario della famiglia di B. Una visura catastale riporta ad oggi il fondo C ancora indiviso tra gli eredi, ma apparentemente l'unico che lo utilizza è B. Mio cognato vorrebbe sapere se è possibile negare il passaggio a B, visto che per quel fondo è venuta a mancare l'"utilità" della servitù su A.
Io ho trovato due articoli del c.c. (1055 e 1074) la cui applicazione porta a risultati opposti:
Se il passaggio cessa di essere necessario, può essere soppresso in qualunque tempo a istanza del proprietario del fondo dominante o del fondo servente. etc etc ....
La differenza deve risiedere nel fatto che il 1055 fa parte del CAPO II: Delle servitù coattive, mentre il 1074 fa parte del CAPO IV: Delle servitù acquistate per usucapione. Ne ho trovato conferma in rete in un post del blog di Tiziano Solignani.
-) la servitù che grava sulla proprietà A deve essere considerata acquisita come servitù coattiva (perche' il fondo era intercluso) o per usucapione (perchè sono trascorsi più di 20 anni) ?
-) mio cognato faceva passare il vicino perchè solo da lì poteva passare: corre comunque anche il "cronometro" dell'usucapione ? Oppure il "cronometro" è partito da quando si è realizzato l'altro accesso sul fondo C (da quando il fondo B non è stato più intercluso) ?
-) mio cognato come faceva a sapere che il vicino passava attraverso C per diritto (perchè, ad esempio, lo aveva acquistato o ereditato) e non per "cortesia" del proprietario di C ?
Sperando di essere stato sufficientemente chiaro, ringrazio quanti vorranno aiutarci.
lexsdlex, 22 Agosto 2012
per l'esattezza non ti interessa nessuno dei due articoli citati:
ti dovresti invece semplicemente richiamare alla prescrizione ultraventennale per non uso; e dal momento che il fondo non è più intercluso la servitù non potrà essere ricostituita.
Secondo il mio parere se sono trascorsi più di vent'anni che B non usa questa servitù, questa è estinta per prescrizione;
cc Art.1073 - Estinzione per prescrizione - La servitù si estingue per prescrizione quando non se ne usa per venti anni.
condobip, 23 Agosto 2012
Sapevo che vi avrei trovato qui ...
No, non penso sia prescritta perchè mio cognato mi ha detto che B usa raramente il vialetto, ma lo usa.
lexsdlex, 23 Agosto 2012
lexsdlex ha scritto: ↑
Allora B, ha di fatto acquisito il diritto di usucapione, ma per consolidarlo (costituirlo) visto che dici è mancante di titolo, dovrà richiederlo al Giudice come dice l'art. 1032 cc, tuo cognato eventualmente portà opporsi dimostrando che B ha un'altra strada più comoda e carrabile.
Insomma tuo cognato potrebbe esercitare un'azione possessoria (con titolo di proprietà) di quel tratto di viottolo dimostrando l'inutilità dello stesso.
.... tuo cognato eventualmente portà opporsi dimostrando che B ha un'altra strada più comoda e carrabile.
Ma per ottenere l'usucapione bisogna dimostrare l'utilità ?
(se l'ultima volta non era già chiaro il rapporto tra 1031 e 1032 non stupisce che si perseveri in errori a catena...)
leggendo gli articoli del codice riportati si giunge alla stessa conclusione già colta da lexsdlex: qui non c'è stata costituzione di servitù coattiva, ma usucapione;
non si applica quindi il 1055 ma il 1074, e se l'uso è perdurato anche da questa via non c'è nulla da fare...
I due articoli non sono in contraddizione:
Infatti la cessazione o "riduzione" della servitù deve essere oggetto o di accordo fra i due fondi o riconosciuta con sentenza, su istanza del fondo servente.
Il concetto di base che regola le servitù è che il fondo dominante può esercitare la servitù recando il meno danno possibile al fondo servente.
ninone, 23 Agosto 2012
Per ottenere l'usucapione 20ennale bisogna dimostrare il possesso e/o l'uso, però davanti al Giudice e non unilateralmente, nel senso che uno dice - "ho usucapito e questo è mio", ciò non basta, è necessario adire all'A.G. dimostrandolo, leggi quì;
la questione è irrilevante, ma rispondo comunque:
l'utilità è un presupposto necessario di qualsiasi tipo di servitù, è può consistere anche solo in una maggior comodità (art. 1028): evidentemente due accessi "is megl che one";
una volta che la servitù è venuta ad esistenza invece essa non si estingue per il venir meno dell'utilità (come previsto dal 1074, e tranne che non si tratti di servitù costituite coattivamente, a cui si applica il 1055)
B passa da A perche' intercluso. Dopo 20 anni può mutare la "forma" della servitù da "coattiva" in "acquisita per usucapione" ?
in realtà non c'è mai stato alcun mutamento della "forma":
l'interclusione è una situazione di fatto;
la servitù che ne consegue può però essere costituita o coattivamente (e allora troveranno applicazione le norme del capo II), o volontariamente, o ancora essere acquisita per usucapione, come nel nostro caso.
Il bello di questa discussione è che qualcuno di che "si applica questo, si applica quell'altro", dimenticando che da soli non si applica nulla (per fortuna nel nostro paese la legge fai da te non esiste), ma è il Giudice che eventualmente applicherà a suo giudizio e con cognizione di causa gli articoli del codice civile.
Sta di fatto che uno dopo aver esercitato il possesso 20ennale ha diritto di usucapire, ma deve farlo nelle sedi opportune, salvo che l'altra parte non ceda volontariamente (o con atto) quella parte, se non si procede in questa maniera agli atti (catasto e/o AdT) risulterà sempre la proprietà al 1°. e non a quello che ha diritto di usucapire e non ha ancora esercitato il suo diritto.
il bello è che "con cognizione di causa" le decisioni del giudice sono prevedibili: infatti gli avvocati non si lanciano certo allo sbaraglio, ma illustrano anticipatamente al cliente i possibili esiti di unì'azione.
ovviamente senza cognizione di causa ci si riduce all'improvvisazione e alla fantasia, che almeno finché siamo su un forum hanno solo l'effetto di strappare qualche risata (confondendo però chi giunge qui in cerca di risposte certe...)
Sta di fatto che bisogna andare davanti al Giudice, come prescritto dall'art 1032 cc, altrimenti non si può regolarizzare un bel nulla, salvo accordi con il vicino, anche questo previsto dallo stesso articolo, tra l'altro il proprietario A, potrebbe opporsi all'esercizio della servitù, sempre dallo stesso art 1032 cc.
Sta di fatto che uno dopo aver esercitato il possesso 20ennale ha diritto di usucapire...
per l'ennesima volta: la sentenza del giudice è dichiarativa, non costitutiva...
se non si procede in questa maniera agli atti (catasto e/o AdT) risulterà sempre la proprietà al 1°
dopo che sia intervenuta la sentenza di usucapione della servitù, a catasto e/o AdT non risulterà nulla.
io tornerei indietro un passo:
se la servitù ha ragione di esistere, cioè consiste in un accesso unico al fondo, la cosa non è discutibile
se invece la servitù non viene più utilizata o viene utilizzata raramente in quanto è presente un altro accesso più pratico e utilizzato per la maggiore, secondo me il proprietario del fondo servente ha il diritto di chiedere l'annullamento della servitù a prescindere dal periodo di utilizzo
Chiaro che va avviata una pratica davanti al tribunale, a meno che i proprietari non si accordino ma di solito questo non avviene
griz, 23 Agosto 2012
... dopo che sia intervenuta la sentenza di usucapione della servitù, a catasto e/o AdT non risulterà nulla.
Questo lo dici tu, quando la Sentenza diverrà definitiva chi ne avrà diritto potrà far modificare gli atti mostrando la sentenza;
L'Agenzia del territorio è tenuta all'aggiornamento degli atti catastali in seguito a contenzioso con il contribuente solo dopo che sia stata emanata una sentenza definitiva. Lo prevede l'articolo 12 del dl sulle semplificazioni fiscali (16/2012) in sede conversione in legge.
Gli atti catastali aggiornati solo dopo sentenza definitiva - IMPOSTE E TASSE - ItaliaOggi
E chi avrà vinto la causa non si scapperà di sicuro l'aggiornamento all'Agenzia del Territorio
giusto, ma già sappiamo che la nostra situazione è diversa...
se leggi il riportato 1074 vedi che non è così...
(non si parla comunque di "annullamento"
l'unica speranza sta nel 1068, ma è effettivamente difficile....
ovviamente nessun avvocato la inizierebbe su questi presupposti
Sta di fatto che bisogna andare davanti al Giudice...
ma certo... così da pagare l'organismo di mediazione, regalare allo stato il contributo unificato, sobbarcarsi le spese del proprio avvocato, perdere la causa e pagare anche quelle di controparte...
la servitù che ne consegue può però essere costituita o coattivamente .... o ancora essere acquisita per usucapione.
Ma se B passa per A perchè intercluso con il consenso di A, si può ugualmente usucapire ?
Nella scheda segnalata da condobip leggo:
Perche' si possa avere usucapione il possesso deve manifestarsi permanentemente, senza interruzioni di alcun tipo. Allo stesso tempo ci dev'essere la totale inerzia dell'effettivo proprietario, che di fronte al manifestarsi di tale possesso deve rimanere indifferente e inattivo. Per essere chiari, e' del tutto diverso il caso in cui il possesso venga meramente "tollerato" con spirito di accondiscendenza per ragioni di amicizia e/o buona vicinanza, quindi con una sorta di accordo (del tipo "ti consento di passare sul mio terreno").
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