Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=179
Timestamp: 2020-04-01 08:09:44+00:00
Document Index: 124308773

Matched Legal Cases: ['art. 127', 'art. 49', 'art. 10', 'art. 49', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 5', 'sentenza ']

Sentenza 179/2012 (ECLI:IT:COST:2012:179)
Udienza Pubblica del 08/05/2012; Decisione del 02/07/2012
Norme impugnate: Art. 49, c. 3°, 4°, 4° quater e 4° quinquies, del decreto legge 31/05/2010, n. 78, convertito con modificazioni in legge 30/07/2010, n. 122.
Massime: 36486 36487 36488 36489
Atti decisi: ric. 96, 97, 102, 106 e 107/2010
Massima n. 36486 Massima successiva
Procedimento amministrativo - Disposizioni in materia di semplificazione amministrativa e riduzione degli adempimenti gravanti sulle piccole e medie imprese - Disposizioni in materia di superamento del dissenso espresso da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, in sede di conferenza di servizi - Ricorsi delle Regioni Valle d'Aosta, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Puglia - Norme contenute in un decreto legge convertito - Impugnazione rivolta contro le disposizioni della legge di conversione - Eccepita tardività dei ricorsi - Reiezione.
Deve essere respinta l'eccezione del Presidente del Consiglio dei ministri di tardività dei ricorsi delle regioni Valle d'Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia su numerose disposizioni del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, concernenti disposizioni in materia di semplificazione amministrativa e riduzione degli adempimenti gravanti sulle piccole e medie imprese, con particolare riferimento al superamento del dissenso espresso da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, in sede di conferenza di servizi. Infatti, la Regione, qualora si ritenga lesa nelle proprie competenze costituzionali da un decreto-legge, può impugnarlo nei termini previsti dall'art. 127 Cost. (con il rischio, però, che l'iniziativa di investire la Corte resti vanificata dall'eventualità di una mancata conversione) oppure riservarsi di impugnare la sola legge di conversione, che rende permanente e definitiva la normativa precariamente dettata con il decreto-legge, in quanto la conversione in legge, reitera, con la novazione della fonte, la lesione da cui deriva l'interesse a ricorrere della Regione.
- Sulla reiterazione della fonte, Vedi sentenze n. 151 e n. 148 del 2012, n. 232 del 2011 e n. 430 del 2007.
- Sulla tempestività delle impugnazioni di disposizioni non modificate in sede di conversione, vedi sent. n. 148/2012.
decreto legge 31/05/2010 n. 78 art. 49 co. 4
Massima n. 36487 Massima successiva Massima precedente
Procedimento amministrativo - Impresa e imprenditore - Semplificazione amministrativa e riduzione degli adempimenti gravanti sulle piccole e medie imprese - Adozione della relativa disciplina mediante regolamenti governativi di delegificazione - Ricorsi delle Regioni Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna - Asserita violazione della competenza legislativa e regolamentare delle Regioni nelle materie concorrenti e residuali del commercio e dell'industria - Asserita violazione delle competenze primaria e attuativa-integrativa della Regione speciale in materia di artigianato, industria alberghiera, turismo, tutela del paesaggio, urbanistica, piani regolatori - Asserita violazione del principio di leale collaborazione per mancanza di concertazione - Insussistenza - Delimitazione della potestà regolamentare di delegificazione del Governo alle sole materie di competenza esclusiva statale - Non fondatezza delle questioni.
Deve essere dichiarata l'infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 49 commi 4-quater e 4-quinquies del d.l. n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, promosse, in riferimento all'articolo 117, quarto e sesto comma, della Costituzione, in combinato disposto con l'art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, concernenti disposizioni di semplificazione amministrativa e riduzione degli adempimenti gravanti sulle piccole e medie imprese. Infatti, l'adozione della relativa disciplina mediante regolamenti governativi di delegificazione non costituisce in questo specifico caso violazione della competenza legislativa e regolamentare delle regioni nelle materie concorrenti e residuali del commercio e dell'industria, delle competenze primaria e attuativa-integrativa della regione speciale Valle d'Aosta in materia di artigianato, industria alberghiera, turismo, tutela del paesaggio, urbanistica, piani regolatori, nonché violazione del principio di leale collaborazione per mancanza di concertazione, in quanto le disposizioni censurate delimitano espressamente la potestà regolamentare di delegificazione del governo alle sole materie di competenza esclusiva statale, con possibilità per le Regioni, nel caso in cui i predetti regolamenti non rispettino tale rigoroso limite costituzionale, di esperire gli ordinari rimedi giurisdizionali, nonché eventualmente il ricorso avanti a questa Corte in sede di conflitto di attribuzione a tutela dei rispettivi ambiti di competenza.
- Sulla individuazione dell'esatto titolo competenziale, vedi sentenze n. 430, n. 169 e n. 165 del 2007, n. 63 del 2008, n. 207 del 2010, n. 447 del 2006 e n. 482 del 1995.
- Sui limiti della competenza regolamentare del Governo, vedi sentenze n. n. 22 del 2003 e n. 303 del 2003.
- Sul ricorso in sede di conflitto di attribuzioni a tutela degli ambiti di competenza regionale, vedi sent. n. 33 del 2011 e n. 322 del 2009.
Massima n. 36488 Massima successiva Massima precedente
Procedimento amministrativo - Conferenza di servizi - Dissenso espresso da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità - Disciplina per il superamento del dissenso - Ricorsi delle Regioni Toscana, Liguria e Puglia - Ius superveniens non incidente sul contenuto precettivo della disposizione impugnata - Trasferimento della questione sulla norma risultante dalla modifica.
L'art. 49, comma 3, lettera b), del d.l. n. 78 del 2010, come convertito dalla legge n. 122 del 2010, ha introdotto il nuovo terzo comma dell'art. 14-quater della legge n. 241 del 1990 con il quale ha dettato la nuova disciplina del superamento del dissenso in sede di conferenza di servizi. L'art. 14-quater, comma 3, della legge n. 241 del 1990 è stato ulteriormente modificato dall'art. 5, comma 2, lettera b), numero 1), del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, nel senso che, al secondo periodo, le parole "nei successivi" trenta giorni sono state sostituite dalla parola "entro" trenta giorni. Tale modifica, in conseguenza del suo carattere sostanzialmente marginale, non incide in alcun modo sul contenuto precettivo delle disposizioni impugnate. Pertanto, la questione di legittimità costituzionale - in forza del principio di effettività della tutela costituzionale - deve essere trasferita sulla norma nel testo risultante dalla ultima modifica.
- Vedi sentenza n. 114 del 2012.
Massima n. 36489 Massima precedente
Procedimento amministrativo - Conferenza di servizi - Dissenso espresso da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità - Disciplina per il superamento del dissenso - Previsione di potere sostitutivo del Governo, in materie di competenza regionale, come mera conseguenza automatica del mancato raggiungimento dell'intesa - Insufficienza alla stregua dei principi posti dalla giurisprudenza costituzionale in tema di chiamata in sussidiarietà - Necessità di ulteriori procedure per consentire reiterate trattative volte a superare le divergenze - Mancata previsione - Violazione del principio di leale collaborazione - Illegittimità costituzionale in parte qua - Assorbimento di ulteriore questione.
Deve essere dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 49, comma 3, lettera b), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nella parte in cui prevede che, in caso di dissenso espresso in sede di conferenza di servizi da una Regione o da una Provincia autonoma, in una delle materie di propria competenza, ove non sia stata raggiunta, entro il breve termine di trenta giorni, l'intesa, «il Consiglio dei ministri delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate». Infatti, la previsione dell'intervento unilaterale dello Stato come mera conseguenza automatica del mancato raggiungimento dell'intesa, costituisce una violazione del principio di leale collaborazione con conseguente sacrificio delle sfere di competenza regionale. In particolare, la previsione di un termine così esiguo rende oltremodo complesso e difficoltoso lo svolgimento di una qualsivoglia trattativa, attribuendo automaticamente al Governo il potere di deliberare, senza che siano previste le necessarie «idonee procedure per consentire reiterate trattative volte a superare le divergenze».
- Sulla conferenza di servizi, vedi sentenze n. 62 del 1993, n. 313 del 2010, n. 348 del 1993 e Consiglio Stato, sezione V, 8 maggio 2007, n. 2107.
- Sulla chiamata in sussidiarietà, vedi sentenze n. 248 del 2011, n. 383 del 2005.
- Sull'automatico esercizio del potere sostitutivo, vedi ex plurimis, sentenze n. 121 del 2010, n. 24 del 2007, n. 339 del 2005, 165 del 2011 e n. 33 del 2011.