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Timestamp: 2017-10-17 04:13:41+00:00
Document Index: 146819646

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 54', 'art. 34', 'art. 31', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 31', 'art. 30', 'art. 16']

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La dichiarazione nutrizionale per i prodotti alimentari
Con la scadenza del 13 Dicembre si completa il quadro applicativo del regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti. Nello specifico entra in vigore l’obbligo di riportare nell’etichetta l’“indicazione nutrizionale”. Analizziamo la situazione al fine di meglio comprendere le conseguenze per le aziende che si vedono coinvolte nella tematica. Le modalità comunicative sono disposte nel Regolamento dall’art. 29 al 35, oltre che all’Allegato V, XIII, XIV e XV.
A partire dal 13/12/2016. Gli alimenti che risultano immessi sul mercato, o etichettati, prima di tale data possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte (art. 54 p. 1).
Come (…si indica)
La dichiarazione nutrizionale prevede le seguenti indicazioni obbligatorie:
di cui acidi grassi saturi;
di cui zuccheri;
* contenuto equivalente calcolato mediante la formula Sale = Sodio x 2.5 (Allegato I, Definizioni specifiche). Inoltre, una dicitura indicante che il contenuto di sale è dovuto esclusivamente al sodio naturalmente presente può figurare, ove opportuno, immediatamente accanto alla dichiarazione nutrizionale (Art. 30).
Le informazioni obbligatorie sono quindi sette in tutto e l’ultima, per prassi ma non per obbligo, è il sale (non il sodio come richiesto nelle norme precedenti). Questa semplice regola consente di verificare immediatamente la correttezza delle indicazioni nutrizionali rispetto alle modalità previste dalla norma precedente.
Le informazioni devono essere presentate in conformità all’art. 34, ovvero:
in formato tabulare o, in mancanza di spazio, lineare;
tutte nel medesimo campo visivo;
in formato chiaro;
se del caso (quindi facoltativo), nell’ordine di presentazione di cui all’allegato XV.
Nel caso si ripeta l’informazione del valore energetico, sia da sola che accompagnata dalla quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale (Art. 30 p. 3), tali valori devono essere posizionati nel campo visivo principale.
E’ inoltre possibile inserire in etichetta ulteriori informazioni, di tipo facoltativo:
Sali minerali o vitamine*.
* elencati all’allegato XIII, parte A, punto 1, e presenti in quantità significativa secondo quanto definito nella parte A, punto 2, di tale Allegato.
Il valore energetico e le quantità di sostanze nutritive:
si riferiscono all’alimento così come è venduto (art. 31 p. 3);
sono espresse ricorrendo alle unità di misura indicate nell’All. XV (in grammi, art. 32 p. 1);
sono espresse per 100 g o per 100 ml del prodotto considerato (art. 32 p. 2);
Oltre alla forma di cui al punto 3) i valori possono essere espressi quali percentuali delle assunzioni di riferimento (Definite nell’Allegato XIII parte A, punto 1) e accompagnate dalla dicitura supplementare «Assunzioni di riferimento di un adulto medio (8 400 kJ/2 000 kcal)» (Art. 32 p. 4 e 5).
Per quanto attiene quanto appena esposto, si sottolinea la parola “oltre”, da intendersi come “in aggiunta” e non “in sostituzione”
Come (…si calcola)
I valori nutrizionali dichiarati sono valori medi* (art. 31 p. 4) stabiliti, a seconda dei casi, sulla base:
del calcolo effettuato a partire dai valori medi noti o effettivi relativi agli ingredienti utilizzati;
* Il valore medio è definito nell’ Allegato I (Definizioni specifiche), come: il valore che rappresenta meglio la quantità di una sostanza nutritiva contenuta in un alimento dato e che tiene conto delle tolleranze dovute alle variazioni stagionali, alle abitudini di consumo e agli altri fattori che possono influenzare il valore effettivo”.
I valori possono quindi essere determinati
attraverso un’analisi;
mediante valori stabiliti, degli ingredienti o dei prodotti.
Nel primo caso appare ovvio che in molte realtà non è economicamente sostenibile effettuare una analisi nutrizionale per ogni singolo lotto realizzato. La norma considera dei valori medi. Volendo percorrere comunque la via analitica sarà sufficiente impostare un piano di campionamento proporzionale e rappresentativo ai volumi commercializzati e delle specificità delle ricette. In maniera tale da avere disponibili dei dati affidabili e rispondenti alla realtà produttiva dell’azienda.
Nel secondo caso, volendo invece attingere da fonti referenziate, si segnala la banca dati del CREA, Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, disponibile on line (Tabelle di composizione degli alimenti, http://nut.entecra.it/646/tabelle-di-composizione-degli-alimenti.html). Al link sono forniti i valori relativi alla composizione di un numero importante di prodotti alimentari e può essere il punto di riferimento per ottenere le informazioni richieste.
Perciò, l’informazione può essere desunta direttamente dalla banca dati se presente l’alimento tal quale (es. Panettone o passata di pomodoro). Nel caso invece di un prodotto particolare in termini di ingredientistica (es. una composta di ortaggi), e quindi non siano disponibili dati riferiti a tale prodotto, i valori possono essere calcolati partendo dagli ingredienti che compongono la ricetta.
L’indicazione è obbligatoria su tutti gli alimenti preinballati (confezionati e destinati al consumatore). Pertanto, per quelli non preimballati, la dichiarazione nutrizionale è facoltativa e può limitarsi al solo valore energetico oppure al valore energetico accompagnato dalla quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale (art. 30).
Esistono però casi di esonero, specificati dall’art. 16 del Regolamento. Questo dispone come non obbligatoria l’indicazione nutrizionale:
nel caso di imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore misura meno di 10 cm2;
per gli alimenti elencati nell’allegato V;
per le bevande con contenuto alcolico superiore all’1,2 % in volume. In questo caso, se si decide di riportare la dichiarazione nutrizionale, essa può limitarsi al solo valore energetico (Art. 30 par. 4)
Fermo restando l’elenco completo dell’allegato V, riportato in nota al presente articolo, i casi di esonero che più possono interessare le piccole realtà produttive, a parere di chi scrive, sono i seguenti:
gli alimenti, anche confezionati in maniera artigianale, forniti direttamente dal fabbricante di piccole quantità di prodotti al consumatore finale o a strutture locali di vendita al dettaglio che forniscono direttamente al consumatore finale (punto 19, All. V).
Il caso di esonero indicato al secondo punto del paragrafo precedente solleva una serie di perplessità. Infatti, gli addetti alla vigilanza dovrebbero avere strumenti per capire se il prodotto che, eventualmente, non dovesse riportare le indicazioni nutrizionali, può ricadere o meni in tale categoria.
Da indagine normativa risulta una interrogazione parlamentare del 14/03/2016 alla comunità Europea a chiarimento proprio del punto 19 dell’Allegato V. Si chiede infatti chiarimento su cosa si intende per “piccole quantità” e se i Gruppi di Acquisto rientrano nell’esonero di cui al punto in discussione (Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione Articolo 130 del regolamento Elisabetta Gardini (PPE)).
La risposta è fornita da Vytenis Andriukaitis a nome della Commissione.
Per quanto riguarda l’esenzione di cui all’allegato V, punto 19, che concerne gli alimenti, anche confezionati in maniera artigianale, forniti direttamente dal fabbricante di piccole quantità di prodotti, le «piccole quantità» non sono definite e sono a discrezione delle autorità competenti degli Stati membri responsabili dell’applicazione di tali disposizioni.
A parere di chi scrive, è di sicuro necessario un chiarimento per quanto attiene i concetti di:
piccole quantità di alimenti;
fornite alle strutture locali.
Circa le piccole quantità, la parola spetta solo al legislatore. Per quanto invece attiene le strutture locali già le linee guida di applicazione del Reg. CE 852/2004*, hanno interpretato il “livello locale” nel territorio della provincia in cui insiste l’azienda e delle province limitrofe (c.d. “contermini”), escludendo l’ambito nazionale. A questo punto però non resta che attendere un chiarimento da parte delle istituzioni.
* approvate in sede di conferenza Stato/Regioni, Accordo 20/04/2010 (GU n. 121 del 26-5-2010)
Appena terminato di scrivere questo contribuito, in data 16-11-2016, i Ministeri di Sviluppo Economico e della Salute, hanno emesso un comunicato inerente le disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relative agli alimenti ai quali non si applica l’obbligo della dichiarazione nutrizionale (Allegato V, punto 19). Il chiarimento interviene proprio sui punti sopra richiamati e fornisce la chiave di lettura per cosa si intende per:
– Alimenti artigianali;
– Fornitura diretta;
– Fabbricante di piccole quantità di prodotti;
– Livello locale delle strutture di vendita;
– Vendita al dettaglio.
In particolare, si sottolinea con piacere che, l’interpretazione di livello locale delle strutture di vendita, coincide con quella fornita dall’autore.
Circolare >>>
Esempio di dichiarazione nutrizionale (forma tabellare)
Allegato V. Alimenti ai quali non si applica l’obbligo della dichiarazione nutrizionale
i prodotti contemplati dalla direttiva 1999/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria ( 1 ), i chicchi di caffè interi o macinati e i chicchi di caffè decaffeinati interi o macinati;
gli alimenti confezionati in imballaggi o contenitori la cui superficie maggiore misura meno di 25 cm2 ;
Allegato XIV Reg. (UE) 1169/2001
Allegato XV Reg. (UE) 1169/2001
(UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori
La nuova legislazione in relazione a prodotti agroalimentari
Le novità introdotte Reg. (UE) n. 1169/2011 in materia di…