Source: https://iusmanagement.org/2019/10/01/gli-elementi-strutturali-del-danno-erariale-ce-li-ricorda-la-corte-dei-conti/
Timestamp: 2019-12-09 05:21:07+00:00
Document Index: 112855592

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 95', 'art. 95', 'art. 94']

Gli elementi strutturali del danno erariale: ce li ricorda la Corte dei Conti | Ius & management
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Gli elementi strutturali del danno erariale: ce li ricorda la Corte dei Conti
Di Dario Di Maria ¶ Inviato su Ius, Management, Risorse Umane, Uncategorized	¶ Tag colpa grave, danno erariale, dolo, sentenza corte dei conti	¶ Lascia un commento
Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale Umbria, sentenza n. 67 del 25 settembre 2019
Il dolo consiste nella intenzionalità del comportamento produttivo dell’evento lesivo, vale a dire della consapevole volontà di arrecare un danno ingiusto all’Amministrazione (C. conti, sez. III, 20 febbraio 2004, n. 1447), mentre la colpa grave (generalizzata dall’art. 1, comma 1, legge 14 gennaio 1994, n. 20), da accertarsi (ex ante al tempo della condotta e non ex post) non in termini psicologici bensì normativi, consiste nell’errore professionale inescusabile dipendente da una violazione di legge, da intendersi in senso ampio (c.d. colpa generica), ovvero fondata su imperizia, negligenza e imprudenza (c.d. colpa generica), dovendo la stessa sempre essere riferibile ai compiti, mansioni, funzioni e poteri del convenuto, non potendo, invece, essere dedotta dalla mera posizione di vertice, a meno che questa non implichi la necessità di adottare atti specifici puntualmente indicati dalla Procura regionale (C. conti, sez. riun., 14 settembre 1982, n. 313; sez. riun., 26 maggio 1987, n. 532; sez. riun., 10 giugno 1997, n. 56; sez. riun., 8 maggio 1991, n. 711; sez. riun., 25 luglio 1997, n. 63/A; sez. riun., 20 maggio 1998, n. 22/A; sez. riun., 21 maggio 1998, n. 23/A).
La Corte costituzionale ha ritenuto legittimo il predetto art. 1, comma 1, legge 14 gennaio 1994, n. 20: La posizione del Giudice delle leggi, si è conformata alla precedente giurisprudenza costituzionale (C. cost., 12 marzo 1975, n. 54 e C. cost., 15 novembre 1988, n. 1032) e contabile (C. conti, sez. riun., 5 febbraio 1992, n. 744/A, in particolare, aveva precisato che l’art. 1 legge 31 dicembre 1962, n. 1833, “ha previsto l’elemento psicologico della colpa grave, ai fini dell’attribuzione della responsabilità nei loro confronti, introducendo, quindi, una soglia di punibilità più alta (colpa grave), rispetto a quella (ordinaria) civile (colpa lieve).
Il Codice, seguendo le riforme processualcivilistiche, recepisce il principio generale secondo il quale i fatti non contestati dalle parti costituite non abbisognano di prova (art. 95, comma 1, c.g.c.), mentre tutte le prove sono valutabili dal giudice secondo il proprio prudente apprezzamento (art. 95, comma 3, c.g.c.), non essendo ammesse le prove legali (l’art. 94, comma 4, c.g.c.). E’ utilizzabile la prova presuntiva ove i fatti prospettati per fondare domande ed eccezioni emergano non direttamente bensì solo indirettamente da fatti secondari noti, purchè siano soddisfatti i caratteri di gravità, precisione e concordanza e ferma restando l’inammissibilità della c.d. “praesumptio de praesumpto” .