Source: http://legislazionetecnica.it/33308/fonte/l-r-lombardia-11-03-2005-n-12?parts=2496698
Timestamp: 2018-07-22 20:06:42+00:00
Document Index: 165101892

Matched Legal Cases: ['art. 43', 'art. 62', 'art. 146', 'art. 146', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 4', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 79', 'art. 55', 'art. 57', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 57', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 57', 'art. 52', 'art. 3', 'art. 22', 'art. 63', 'art. 64', 'art. 3', 'art. 10']

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Art. 25 - (Norma transitoria)
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2. La costruzione di nuovi edifici residenziali di cui al comma 1 è ammessa qualora le esigenze abitative non possano essere soddisfatte attraverso in
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Disposizioni di attuazione della L.47/85 recante:"Norme in materia di controllo sull'attività urbanistico-edilizia, recupero e sanatoria delle opere abusive".(Abrogata dalla L.R. del 11/03/2005 n.12.)
Norme di attuazione della legge 28 gennaio 1977, n. 10 in materia di edificabilità dei suoli.
Disposizioni attuative quadro «Infrastrutture verdi a rilevanza ecologica e di incremento della naturalità (comma 2 bis e seguenti, art. 43, l.r. 12/2005)».
Disposizioni transitorie per la pianificazione comunale. Modifiche alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio).
Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica e integrazione di disposizioni legislative - Collegato ordinamentale 2013.
Modifiche alla L.R. 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio).
La presente legge è stata abrogata dalla L.R. del 22/02/2010 n.11.
Disposizioni regionali inerenti le caratteristiche e le condizioni per l'installazione delle serre mobili stagionali e temporanee (art. 62 c. 1 ter della l.r. 12/2005).
Articolo 62, comma 1 ter.
La deliberazione uniforma le procedure autorizzative delle serre, finora lasciate alla discrezione del singolo Comune. La norma distingue tra serre stagionali, che vengono rimosse al termine del ciclo produttivo stagionale, almeno una volta all'anno per almeno tre mesi, e serre temporanee, con una durata non superiore ai cinque anni, al termine dei quali le strutture devono essere completamente scoperte per un periodo almeno pari a un ciclo produttivo.
Edilizia - Le strutture potranno essere installate senza il permesso di costruire, in quanto qualificabili come interventi di edilizia libera, purché siano realizzate senza opere murarie fuori terra.
Paesaggio - Le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, in quanto tipologia indicata alla voce A19 dell’allegato A del D.P.R. 13/02/2017, n. 31, sono escluse dall’obbligo di autorizzazione paesaggistica. Le serre mobili temporanee e comunque qualsiasi tipologia di serra con strutture in muratura, in quanto non ricomprese negli allegati A e B al D.P.R. 31/2017, sono invece assoggettate all’obbligo di autorizzazione paesaggistica da conseguire tramite il procedimento ordinario di cui all’art. 146 del D. Leg.vo 42/2004.
Approvazione, ai sensi degli articoli 84 e 85 della l.r. 12/2005, della modulistica utile alla predisposizione degli atti e delle determinazioni che gli enti locali lombardi debbono assumere nei procedimenti paesaggistici di loro competenza.
Il decreto approva la modulistica e la documentazione per le procedure paesaggistiche ordinarie (art. 146 D. Leg.vo 42/2004) e semplificate (art. 3 D.P.R. 31/2017) in sostituzione della modulistica e documentazione prevista dal D. Dir. Gen. 24/12/2013, n. 12746.
L’aggiornamento si è reso necessario in considerazione della circostanza che successivamente al D. Dir. Gen. 12746/2013 sono intervenute modifiche ed integrazioni al D. Leg.vo 42/2004 (Codice dei Beni culturali e del paesaggio) ed è stato emanato il D.P.R. 13/02/2017, n. 31 (Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata).
Integrazione alla d.g.r. n. IX/761 del 10 novembre 2010 - Approvazione dei modelli metodologico procedurali e organizzativi della valutazione ambientale (VAS) per i piani interregionali comprensoriali di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale (Allegato 1P-A; Allegato 1P-B; Allegato 1P-C).
La delibera, dopo aver considerato che il modello metodologico della valutazione ambientale di cui all’Allegato 1p alla Delib. G.R. n. IX/761 del 10/11/2010 concerne i soli Piani regionali comprensoriali di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale, ritiene opportuno che il procedimento di Piano interregionale comprensoriale di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale necessiti di una specificazione delle fasi delle procedure di VAS e delle modalità di coordinamento tra le Regioni ed elabora dei modelli metodologico procedurali e organizzativi della valutazione ambientale (VAS) dei Piani interregionali comprensoriali di bonifica, di irrigazione e di tutela del territorio rurale per ciascuna tipologia di Piano interregionale.
I modelli metodologico-procedurali e organizzativi integrativi della Delib. G.R. IX/761/2010 approvati sono:
Allegato 1 p-A «PIANO INTERREGIONALE COMPRENSORIALE DI BONIFICA, DI IRRIGAZIONE E DI TUTELA DEL TERRITORIO RURALE LOMBARDIA - EMILIA ROMAGNA»;
Allegato 1 p-B «PIANO INTERREGIONALE COMPRENSORIALE DI BONIFICA, DI IRRIGAZIONE E DI TUTELA DEL TERRITORIO RURALE LOMBARDIA - PIEMONTE»;
Allegato 1 p-C «PIANO INTERREGIONALE COMPRENSORIALE DI BONIFICA, DI IRRIGAZIONE E DI TUTELA DEL TERRITORIO RURALE LOMBARDIA - VENETO».
Approvazione delle Linee guida per l’aggiornamento del SIT integrato della pianificazione locale - Banca dati dei piani di governo del territorio.
Approvazione della disciplina del procedimento di nomina, da parte della Giunta regionale, dei Commissari ad acta per il completamento della procedura di approvazione dei PGT di cui all’art. 25 bis, comma 3, della l.r. 11 marzo 2005, n. 12 «Legge per il governo del territorio».
Articolo 25 bis, comma 3
Approvazione, ai sensi degli articoli 84 e 85 della lr 12/2005, della modulistica utile alla predisposizione degli atti e delle determinazioni che gli enti locali lombardi debbono assumere nei procedimenti paesaggistici di loro competenza.
Criteri e modalità per l’anno 2013 per l’erogazione dei contributi agli enti locali ed agli enti gestori delle aree regionali protette per l’esercizio delle funzioni paesaggistiche loro attribuite (art. 79, l.r.12/2005)
Art. 79 [comma 1 lett. b)]
Sostegno finanziario agli enti locali ed agli enti gestori delle aree regionali protette per l’esercizio delle funzioni paesaggistiche (l.r. 12/2005, art. 79) - Determinazioni per l’anno 2013.
Art. 79 [comma 1, lett. b)]
Determinazione della procedura di valutazione ambientale di piani e programmi - VAS (art. 4, l.r. n. 12/2005; d.c.r. n. 351/2007) - Approvazione allegato 1u - Modello metodologico procedurale e organizzativo della valutazione ambientale di piani e programmi (VAS) - Variante al piano dei servizi e piano delle regole.
Criteri e modalità per l’erogazione dei contributi agli enti locali ed agli enti gestori delle aree regionali protette per l’esercizio delle funzioni paesaggistiche loro attribuite (art. 79, c. 1, lett. b), l.r.12/2005).
art. 79, comma 1, lett. b)
Sostegno finanziario agli enti locali ed agli enti gestori delle aree regionali protette per l’esercizio delle funzioni paesaggistiche (art. 79, l.r. n. 12/2005) - Determinazioni per l’anno 2012.
Adozione delle linee guida per l’elaborazione dei progetti strategici di sottobacino, ai sensi della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12, art. 55 bis.
Criteri e procedure per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di beni paesaggistici in attuazione della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 - Contestuale revoca della d.g.r. 2121/2006.
Aggiornamento dei "Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del piano di governo del territorio, in attuazione dell’art. 57, comma 1, della l.r. 11 marzo 2005, n. 12", approvati con d.g.r. 22 dicembre 2005, n. 8/1566 e successivamente modificati con d.g.r. 28 maggio 2008, n. 8/7374.
Errata corrige in B.U. 19.1.2012, n. 3 per una non corretta riproduzione grafica dell'allegato B con integrale ripubblicazione della delibera.
Determinazione della procedura di Valutazione ambientale di piani e programmi - VAS (art. 4, L.R. n. 12/2005; Delib. C.R. n. 351/2007). Recepimento delle disposizioni di cui al D.Lgs. 29 giugno 2010, n. 128, con modifica ed integrazione delle Delibb. G.R. 27 dicembre 2007, n. 8/6420 e 30 dicembre 2009, n. 8/10971.
La deliberazione ha approvato i nuovi modelli metodologici-procedurali e organizzativi della valutazione ambientale di piani e programmi - VAS (Allegati da 1 a 1s), confermando gli allegati 2 e 4 approvati con Delib. G.R. n. 8/6420 del 27/12/07 e gli allegati 3 e 5 approvati con Delib. G.R. n. 8/10971 del 30/12/09.
Determinazione della procedura di valutazione ambientale di piani e programmi - VAS (art. 4, L.R. n. 12/2005; Delib. C.R. n. 351/2007). Recepimento delle disposizioni di cui al D. Leg.vo 16 gennaio 2008, n. 4 modifica, integrazione e inclusione di nuovi modelli.
Modalità per la valutazione ambientale dei Piani comprensoriali di tutela del territorio rurale e di riordino irriguo (art. 4, L.R. n. 12/2005; Delib. C.R. n. 351/2007).
Aggiornamento dei "Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dell'art. 57, comma 1, della L.R. 11 marzo 2005, n. 12", approvati con Delib. G.R. 22 dicembre 2005, n. 8/1566.
Art. 57, comma 1
Valutazione ambientale di piani e programmi - VAS - Ulteriori adempimenti di disciplina in attuazione dell'art. 4 della L.R. 11 marzo 2005, n. 12, "Legge per il governo del territorio" e degli "Indirizzi generali per la valutazione ambientale dei piani e programmi" approvati con Delib. C.R. il 13 marzo 2007 atti n. VIII/351 (Provvedimento n. 2).
Alle tipologie di piano/programma non espressamente individuate nell'allegato A della Delib. C.R. 13/03/2007, n. VIII/352 si applica di norma il modello generale (all. 1) della deliberazione di Giunta Regionale n. VIII/6420 del 27/12/2007, qualora rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva 2001/42/CE.
Determinazione della procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e programmi - VAS. (art. 4, L.R. n. 12/2005; Delib. C.R. n. 351/2007).
Approvazione delle linee guida per la realizzazione degli strumenti del SIT integrato per la pianificazione locale ai sensi dell’art. 3 della L.R. 12/05.
Criteri e procedure per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici in attuazione della L.R. 11 marzo 2005, n. 12.
Criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio, in attuazione dell’art. 57, comma 1, della L.R. 11 marzo 2005, n. 12.
La circolare, nelle more di un aggiornamento e riallineamento della normativa regionale, fornisce alcune considerazioni in merito ad aspetti della disciplina edilizia di più frequente ricorrenza, al solo fine di agevolarne la corretta applicazione.
definisce le varie tipologie di procedure edilizie (attività edilizia libera senza titolo abilitativo e CIL; CILA; SCIA; permesso di costruire; permesso di costruire convenzionato; SCIA alternativa al permesso di costruire);
in materia di mutamenti di destinazione d’uso chiarisce che non opera più quanto previsto dall’art. 52, comma 1 della L.R. 12/2015 e che si deve far riferimento alla classificazione degli interventi ex art. 3, comma 1 del D.P.R. 380/2001, per il quale la modifica della destinazione d’uso rileva ai fini della qualificazione dell’intervento edilizio, fermo restando che debbano essere conformi alle previsioni urbanistiche comunali;
riguardo il recupero abitativo dei sottotetti esistenti, chiarisce che il regime giuridico applicabile andrà individuato di volta in volta sulla base degli elementi progettuali che connotano la singola iniziativa: per la ristrutturazione c.d. “leggera” SCIA o permesso di costruire ai sensi dell’art. 22, comma 7 della L.R. 12/2015; per la ristrutturazione c.d. “pesante” permesso di costruire o SCIA alternativa. Considerati superati anche i riferimenti presenti nella L.R. n. 12/2005 (all’art. 63, comma 4 e all’art. 64, comma 10) al silenzio-assenso, non più applicabile ai fini del conseguimento dell’agibilità dopo le modifiche apportate alla relativa disciplina dal D. Leg.vo 222/2016.
Indirizzi per l’applicazione della legge regionale 3 febbraio 2015, n. 2 «Modifiche alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (legge per il governo del territorio) - Principi per la pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi».
Articoli 71,72.
La circolare chiarisce alcuni punti riguardo alla disciplina della realizzazione degli edifici di culto e delle attrezzature destinate ai servizi religiosi.
Mutamenti di destinazione d’uso di immobili - I mutamenti di destinazione d’uso di immobili finalizzati alla creazione di luoghi di culto sono assoggettati a permesso di costruire, il cui rilascio è subordinato alla verifica di conformità allo strumento urbanistico comunale, con particolare riferimento al piano delle attrezzature religiose.
Nuove attrezzature religiose - L’installazione di nuove attrezzature religiose presuppone il piano delle attrezzature religiose, senza il quale non può essere installata nessuna nuova attrezzatura religiosa da parte di tutte le confessioni religiose.
Strutture temporanee - Possono essere eseguite senza titolo abilitativo, previa comunicazione di avvio lavori all’Amministrazione, e permangono fino al cessare della necessità, andando comunque rimosse entro un termine non superiore a novanta giorni.
Attuazione del piano di sviluppo rurale.
1. In base alle definizioni contenute nell’art. 3, comma 1, lett. b) e d) del D.P.R. 380/2001 l’elemento che caratterizza la ristrutturazione edilizia è la prevalenza della finalità di trasformazione rispetto al più limitato scopo di rinnovare e sostituire parti anche strutturali dell’edificio. Perché vi sia ristrutturazione non è necessario che cambi la destinazione dei locali o che vi siano incrementi nel volume o nella superficie: questi sono indici di una ristrutturazione pesante (ex art. 10, comma 1, lett. c) del D.P.R. 380/2001). La ristrutturazione presuppone soltanto che si possa apprezzare una differenza qualitativa tra il vecchio e il nuovo edificio. Il rinnovamento proprio della manutenzione straordinaria può comprendere anche innovazioni, ossia l’introduzione di elementi che modificano il precedente aspetto degli spazi e le relative funzionalità, ma se le innovazioni seguono un disegno sistematico, il cui risultato oggettivo è la creazione di un organismo edilizio nell’insieme diverso da quello esistente, si ricade inevitabilmente nella ristrutturazione. (Nel caso in esame l’insieme delle opere previste dal progetto rivelava chiaramente la finalità di trasformare l’edificio da struttura produttiva unitaria in agglomerato di microimprese. Poiché cambiano profondamente sia gli spazi interni sia le modalità di utilizzazione dell’immobile, è evidente che il nuovo assetto dell’edificio è il prodotto di una ristrutturazione e non di una semplice innovazione, seppure riferita a elementi strutturali).
2. Gli oneri di urbanizzazione hanno natura di corrispettivo in quanto compensano le spese di cui l’Amministrazione si fa carico per rendere accessibile e pienamente utilizzabile un edificio nuovo o rinnovato. Nelle ipotesi in cui, come nel caso in esame, a seguito di un intervento di ristrutturazione edilizia, il nuovo organismo edilizio recuperi l’impianto di quello precedente, senza sostituirsi tramite demolizione e ricostruzione, ma conservando la medesima destinazione, si ha continuità nella destinazione sia formale (coerenza con la zonizzazione produttiva) sia materiale (i passaggi di proprietà, pur segnando il progressivo abbandono dell’attività insediata, non hanno causato la perdita delle potenzialità d’uso per finalità produttive). In questa ipotesi, dove non cambia la destinazione ma è comunque evidente che il nuovo assetto dell’edificio ne consentirà un uso più intenso e quindi con maggiori costi riflessi per la collettività, gli oneri di urbanizzazione devono essere calcolati in modo da tenere conto soltanto dell’incremento del carico urbanistico. Poiché non esiste un metodo univoco per il calcolo degli oneri di urbanizzazione, e in mancanza di una disciplina comunale di carattere generale, è possibile procedere in via residuale scorporando dall’importo calcolato secondo i parametri attuali quello originariamente versato per il medesimo titolo al momento della costruzione dell’edificio e dei successivi ampliamenti. Il confronto tra gli importi va fatto in base al loro valore nominale, previa conversione in euro, perché le somme versate a suo tempo dal privato corrispondono a opere di urbanizzazione che l’Amministrazione ha realizzato nel medesimo periodo, mentre le nuove opere devono essere eseguite con i costi attuali, che non possono essere compensati attraverso rivalutazioni virtuali. Pertanto più ci si allontana dalla data di costruzione dell’edificio, minore è l’utilità delle originarie opere di urbanizzazione, maggiore è il contributo economico che può essere chiesto al privato quando attraverso interventi di ristrutturazione viene aumentato il carico urbanistico.