Source: https://www.ondanews.it/sassanocomune-vince-ricorso-al-tar-contro-difensore-civico-e-commissario-ad-acta-soddisfatto-pellegrino/
Timestamp: 2019-12-07 18:40:26+00:00
Document Index: 31135442

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art.3', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 114', 'art. 136', 'art. 136', 'sentenza ', 'art. 136', 'art. 7', 'art. 8']

Sassano:Comune vince ricorso al TAR contro Difensore Civico e Commissario ad Acta.Soddisfatto Pellegrino - Ondanews.it
Sassano:Comune vince ricorso al TAR contro Difensore Civico e Commissario ad Acta.Soddisfatto Pellegrino "E' una vittoria per le Istituzioni democraticamente elette"
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Sassano, difeso dall’avvocato Nicola Senatore, ed ha annullato gli atti adottati dal Commissario ad acta, Marialuigia Vitagliano, nominata dal Difensore Civico regionale Giuseppe Fortunato, che ha annullato e sostituito il Regolamento comunale sulla partecipazione, adottato dal Consiglio comunale di Sassano il 31 luglio 2019.
In particolare, nel ricorso presentato dal sindaco Tommaso Pellegrino si chiedeva l’annullamento del decreto del Difensore Civico, con cui si nominava il Commissario ad acta, e della delibera commissariale del 30 settembre 2019, recante l’annullamento del “Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione” del Comune di Sassano. Nel ricorso veniva sottolineato tra l’altro che, in base alla legge regionale istitutiva dell’organo amministrativo, “se il Difensore Civico accerta che l’atto per il quale è stato sollecitato il suo intervento sia un atto dovuto omesso illegittimamente, ha l’obbligo di chiedere al Presidente della Giunta regionale la nomina di un Commissario ad acta per l’adozione dell’atto omesso“. Inoltre, in caso di ritardo o omissione di atti obbligatori, l’ente locale deve essere invitato a provvedere entro un termine necessario.
Quanto al primo rilievo, puntualmente svolto in ricorso e considerato risolutivo dal Tar, è emerso con chiarezza che il Difensore Civico ha inteso nominare esso stesso il Commissario ad acta, senza richiederne la nomina al Presidente della Giunta regionale, e cioè all’organo politico che, in base alla giurisprudenza costituzionale, è il solo titolato ad esercitare poteri sostitutivi che determinino lo spostamento eccezionale di competenze incidenti su enti politicamente rappresentativi. Sulla base di tutto ciò, il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, considerando l’atto di natura discrezionale e di espressione valoriale, ha definitivamente accolto il ricorso presentato dal Comune di Sassano ed ha annullato gli atti adottati dal Commissario ad acta.
“Esprimo soddisfazione e gioia per la sentenza del TAR Campania, che dà pienamente ragione al Comune di Sassano – ha dichiarato il sindaco Pellegrino -. Questa sentenza rappresenta la vittoria delle Istituzioni democraticamente elette, oltre ad essere l’ennesima risposta a chi ha fatto dell’odio, dell’invidia e della cattiveria la principale ragione di vita. Abbiamo subito una violenza gratuita e irrazionale e grazie ad una Giustizia che fortunatamente in Italia funziona è stata scongiurata un’azione illegittima. Esprimo un particolare grazie all’Avvocato Nicola Senatore che con competenza e professionalità ha seguito la vicenda giudiziaria; grazie a coloro che non hanno mai avuto dubbi sulla serietà della nostra condotta amministrativa; grazie a quella Stampa che con serietà si è occupata della vicenda. Inoltre, esprimo la mia condivisione per l’azione legale intrapresa dal Presidente De Luca contro le decisioni del Difensore Civico Regionale“.
ISIDORO FELICIELLO says:
24 Novembre 2019 at 22:12
Caro Pietro Cusati,
la cosa estremamente chiara, ma allo stesso tempo oscura per chi non vuol vedere, e’ che Sassano, da anni, non ha avuto e, ahinoi, ancora non ha il Regolamento che avrebbe consentito ai cittadini di essere protagonisti dell’azione politica. Art., leggi, comma etc.. sono solo cavilli burocratico-legislativi affinche’ nulla cambi. Basta leggere e confrontare i due regolamenti, quello del commissario ad acta rispetto a quello (mal riuscito) approvato in extremis, a distanza di quasi un anno dalla richiesta del Difensore Civico, dal consiglio comunale, per rendersi conto che si e’ voluto distrarre i cittadini dai contenuti. Mi verrebbe da chiedere ai presenti del consiglio comunale, non se avessero letto il documento prima di approvarlo, ma se avessero almeno un’idea di cio’ che stavano per fare. Sono domande inutili, lo so.
A cio’ si aggiunge il solito deplorevole ritornello di esternazioni vittimistiche ed offensive che il nostro primo cittadino rilascia ai media: odio, invidia, cattiveria e violenza sono espressioni gravi, inaccettabili e vergognose. Rischiano di attivare uno scontro che non ha nessun senso per il bene comune. Il Dissenso e’ la linfa vitale per la Democrazia. La criminalizzazione del dissenso e’ anti-democratico.
Quindi, lascerei da parte i toni che poco hanno a che fare con il vivere in modo civile e farei diventare operativo il REGOLAMENTO lasciato in eredita’ dal Commissario ad Acta, almeno per compensare i soldi spesi per il ricorso al TAR.
Pietro Cusati says:
22 Novembre 2019 at 17:22
L’operato del difensore civico senza il necessario coinvolgimento del Presidente della Giunta Regionale è illegittimo ,per eccesso di potere,secondo la legge della Regione Campania n.23/1978,art.3 ,comma 4,nonché :
per la violazione e falsa applicazione dell’art. 17 dello Statuto della Regione Campania e dell’art. 3 della legge regionale N.23/1978,violazione del principio di autonomia degli enti locali affermato dall’art. 114 della Costituzione – violazione e falsa applicazione
dell’art. 136 del d.lgs. 267/2000 – Carenza del potere di nomina di un commissario ad acta.
Il Difensore Civico non può procedere egli stesso alla nomina di un commissario ad acta per l’adozione di un atto obbligatorio, bensì deve richiederne la nomina al Presidente della Giunta Regionale. La diversa previsione di cui all’art. 136 d.lgs. n. 267/2000 non è più in linea con la successiva giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 313/2003).
Violazione e falsa applicazione dell’art. 136 del d.lgs. 267/2000 –
Violazione dell’art. 7 della legge 241/1998 – Violazione del principio di autonomia degli enti locali – Violazione del principio di partecipazione al procedimento amministrativo.
Condivido perfettamente, caro Pierino, le motivazioni giuridiche e l’ovvia conclusione del ricorso al TAR proposto dal Comune di Sassano. Il provvedimento del Difensore Civico di nomina del Commissario ad actum si presentava chiaramente illegittimo per “incompetenza assoluta per carenza di potere”. Fattispecie che Sandulli classifica addirittura quale atto “inesistente, per Virga è “nullo”. Ora io ritengo che le spese tutte dovrebbero cedere a carico di Giuseppe Fortunato, che si é arrogato una funzione e un potere che alcuna norma statale o regionale prevede. Altra cosa, invece, è la lamentata mancanza di un Regolamento comunale comunale che disciplina la partecipazione popolare all’attività istituzionale del Comune. Stupisce che Sassano sia stato o sia privo di un Regolamento che definisce e stabilisce le modalità per l’attuazione delle forme di partecipazione popolare previste dall’art. 8 del D. Lgs.vo 267/2000 che, come sai egregiamente, sono intese a promuovere, valorizzare e garantire l’intervento dei cittadini nell’amministrazione del Comune e con il quale si riconosce la presenza dei cittadini alla vita politica e sociale e alle relative dinamiche decisionali, come un valore irrinunciabile. Ti saluto con alta stima.
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