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Timestamp: 2020-01-18 21:28:15+00:00
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ricerca sentenza ctp milano
Discussione: ricerca sentenza ctp milano
19-10-09, 09:23 AM #1
non riesco a reperire la seguente sentenza:
"Commissione Tributaria Provinciale di Milano - Sezione XVI - Sentenza n. 145 del 6 giugno 2008". Qualcuno ha possibilità di farmela avere?
19-10-09, 09:51 AM #2
Sentenza Commissione tributaria provinciale LOMBARDIA Milano, sez. 16, 06-06-2008, n. 145 - Pres. Natola Livio - Rel. Chiametti Guido
[Obiettive condizioni di incertezza]
Dichiarazione dei redditi spedita telematicamente. Controllo automatico della dichiarazione. Credito IRAP non riconosciuto per scarto. Ricezione confermata all'intermediario. Conseguenze. Errore scusabile ex art. 6 D.lgs. n. 472/97.
Costituisce violazione dell'art. 6, comma 5, L. n. 212/2000 l'iscrizione a ruolo da parte dell'Amministrazione finanziaria e le relative emissione e notifica della cartella di pagamento senza la preventiva richiesta di chiarimenti al contribuente laddove vi siano incertezze su aspetti rilevanti attinenti alla dichiarazione, ivi incluse le incertezze generate da possibili errori nell'invio telematico del modello UNICO. Peraltro, in assenza, di comunicazioni al contribuente circa la procedura di scarto trova applicazione, in punto di trattamento sanzionatorio, la fattispecie dell'errore scusabile preclusivo della relativa irrogazione.
Con ricorso depositato tempestivamente la societ&#224; ricorrente contestava l'operato dell'ufficio che non riconosceva per l'anno 2002 il credito di Euro 236,00 a titolo di IRAP.
Il credito era sorto nell'anno 2001 e riportato poi, con riferimento all'anno 2002 nella dichiarazione Modello Unico 2003.
L'amministrazione finanziaria non riconosceva il suddetto credito maturato nel 2001 a causa della mancata acquisizione della dichiarazione di riferimento (modello Unico 2002 per l'anno 2001), trasmessa all'Agenzia delle Entrate in forma telematica dall'intermediario attraverso il servizio Entratel.
La ricorrente non conosceva esattamente il motivo per cui l'ufficio non avesse ricevuto la dichiarazione del contribuente.
Con la propria costituzione in giudizio del 17 febbraio 2007 l'ufficio spiegava che si era verificato un errore nell'invio telematico della dichiarazione dei redditi, UNICO 2002 per redditi 2001, in quanto l'intermediario nell'invio telematico aveva inserito, per errore, quale data dell'impegno a trasmettere in via telematica i dati contenuti nella dichiarazione una data successiva, vale a dire 31 ottobre 2002 invece del 25 ottobre 2002 che era quella di predisposizione ed invio effettivo della dichiarazione stessa.
A giudizio dell'ufficio, la presenza di tale macroscopico errore faceva scattare l'ipotesi di "scarto" della dichiarazione del contribuente a livello del sistema centrale che comportava l'impossibilit&#224;, per l'ufficio locale, preposto al controllo della stessa dichiarazione, di riconoscere i crediti d'imposta indicati e scaturiti dalla dichiarazione stessa.
Affermava ancora l'ufficio che una dichiarazione scartata dal sistema centrale, qualora non fossero stati posti in essere tutti i correttivi previsti dalle norme di riferimento, nonch&#233; dalle specifiche istruzioni dei modelli di compilazione delle dichiarazione, equivaleva a dichiarazione non presentata.
In effetti spiegava l'ufficio, l'intermediario doveva aver ricevuto dal sistema centrale la c.d. "conferma di ricezione", immediatamente dopo l'invio del file contenente la dichiarazione stessa.
Confermava l'ufficio che tale errore aveva comportato l'emissione della cartella esattoriale con l'iscrizione a ruolo di quanto segue:
- credito ai fini IRAP non riconosciuto pari a Euro 236,00 cos&#236; come portato a credito nel modello 750 della societ&#224;, allegata in copia fotostatica al ricorso stesso;
- sanzione pari ad 1/3 del credito non riconosciuto di Euro 236,00, in quanto dichiarazione non recepita dall'anagrafe tributaria.
A conclusione del proprio ricorso, parte ricorrente chiedeva ai Giudici di prime cure l'annullamento della cartella esattoriale, mentre l'ufficio insisteva nella conferma del proprio operato, considerato legittimo.
Parte ricorrente chiedeva la trattazione del ricorso in pubblica udienza.
All'udienza presenti le parti che hanno insistito nelle proprie richieste ed eccezioni.
Il ricorso viene accolto alla stregua delle seguenti argomentazioni e motivazioni.
Il Collegio rileva che il comportamento dell'Agenzia nel negare il credito d'imposta risultante dalla precedente dichiarazione per l'anno 2002 - qui in trattazione - risulta incoerente con quanto previsto dall'art. 6, comma 5, legge 212/2000.
Qualora vi siano atti in violazione di disposizioni riguardanti possibili incertezze su aspetti della dichiarazione (in questo caso incertezze sull'esistenza o meno del credito su UNICO 2003) che comportino la liquidazione di tributi, questi atti sono nulli se l'amministrazione finanziaria non ha provveduto a chiedere i dovuti chiarimenti.
Nel caso in esame non si rende evidente che sia stata prodotta documentazione relativa alla comunicazione di scarto o mancata accettazione della dichiarazione.
Rimane un fatto certo in questo contenzioso e cio&#232; che il credito &#232; indicato e comprovato dalla dichiarazione.
E' pur vero che l'Agenzia ha seguito la procedura prevista dal sistema informatico di controllo senza per&#242; considerare che senza alcuna segnalazione di "errore bloccante" all'intermediario del contribuente, quest'ultimo non avrebbe riscontrato alcun errore e, quindi, non avrebbe posto in atto nessun correttivo.
Infatti, il modello spedito dall'intermediario, la cui ricezione &#232; stata "confermata dal sistema" e che il sistema stesso Centrale dell'amministrazione finanziaria ha "scartato" perch&#233; ritenuto affetto da errore, avrebbe dovuto essere versato in atti dall'ufficio, al vaglio del Giudice, onde questi porlo all'esame per decidere se l'errore fosse esistente o meno, se lo stesso fosse stato o meno comunicato al ricorrente, se esso fosse rilevante tanto da inficiare la dichiarazione ricevuta, e ci&#242; al fine di giudicare sussistente o meno il presupposto di fatto sul quale si &#232; fondata la pretesa fiscale.
La segnalazione di mancata "ricezione dello scarto" della dichiarazione assume quindi rilevanza nell'ipotesi che l'errore divenga scusabile, ex art. 6 sub 2 D.Lgs. 472/97, secondo cui non &#232; punibile l'autore della violazione quando essa &#232; determinata da obiettive condizioni di incertezza afferenti le disposizioni a cui si riferiscono, nonch&#233; da indeterminatezza delle richieste di informazioni o dei modelli per la dichiarazione e per il pagamento.
In sostanza, nel caso de quo, il Collegio ritiene acquisita la dichiarazione da parte dell'amministrazione finanziaria, con tutti gli effetti consequenziali connessi, rilevando l'anomalia della procedura telematica, non imputabile all'intermediario del contribuente, che non comprende in ultima istanza la comunicazione dello scarto e le sue motivazioni.
Quanto alle spese, tenuto conto dell'errore scusabile in capo alla parte ricorrente, oltre alle incertezze interpretative iniziali della procedura informatica, queste vengono compensate fra le parti.
19-10-09, 04:53 PM #3
spero mi sarà utile...
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Sentenza CTP Milano 672/01/07 del 2/10/2007
Di paolo3350 nel forum Contenzioso tributario
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