Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2014/05/lassunzione-di-personale-in-mobilita.html
Timestamp: 2018-12-12 09:41:34+00:00
Document Index: 116089355

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 1', 'art.183', 'art. 183', 'art. 183', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

L'assunzione di personale in mobilità | Commercialista Telematico
L'assunzione di personale in mobilità
Si è già evidenziato (articolo dell’8/1/2014) come la Corte dei Conti sezione delle Autonomie con deliberazione n.27 del 30/12/2013 avesse posto fine al concetto di prenotazione di impegno contabile emanando il seguente principio di diritto “L’art. 16, comma 31 del d.l. n. 138/2011, che ha esteso, anche ai comuni con popolazione compresa tra i 1.001 ed i 5.000 abitanti, l’obbligo di riduzione della spesa di personale di cui all’art. 1, comma 557, della l. n. 296/2006, è norma di stretta interpretazione, pertanto l’importo previsto per assunzioni programmate, ma non effettuate, non può incrementare virtualmente il livello della spesa di personale da prendere in considerazione per l’anno di riferimento”. Benché la citata deliberazione fosse riferita agli enti entrati nel patto di stabilità nell’anno 2013, il principio è valido anche per gli enti che erano già all’interno del patto di stabilità (con popolazione superiore a 5.000 abitanti). L’elemento decisivo per poter validamente effettuare l’assunzione, si ricava dall’art.183 TUEL a mente del quale prevede che l’assunzione dell’impegno (quale prima fase del procedimento di spesa) presuppone:
• l’esistenza di un’obbligazione giuridicamente perfezionata;
• la determinazione del soggetto creditore;
• la definizione della somma da pagare nel quantum e nel titolo.
Inoltre, il secondo comma, lett. a) dell’art. 183 cit., precisa come l’approvazione del bilancio comporta l’automatica costituzione dell’impegno di spesa per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi. Ne consegue che la mera programmazione di assunzione di personale nell’esercizio di riferimento, seppur approvata in sede di bilancio di previsione, non integra la fattispecie d’impegno automatico di cui al citato art. 183 comma 2 lett. a), se ed in quanto riferita ad obbligazioni non ancora giuridicamente perfezionate, per le quali non sussiste ancora alcun rapporto di lavoro con l’Ente.
Allora, per poter validamente assumere un impegno di spesa, il Comune deve aver già stipulato un contratto individuale di lavoro con il soggetto vincitore del concorso, solo in questo coso si realizza il rapporto di lavoro con l’ente locale e se effettuato nell’anno di riferimento allora si versa nell’ipotesi corretta di utilizzazione delle proprie capacità assunzionali, così come previsto nella citata deliberazione della funzione nomofilattica.
IMPEGNO DI SPESA IN CASO DI MOBILITA’
In caso di mobilità di personale tra enti locali, si ritiene invece che il perfezionamento giuridico della procedura si realizzi al momento dell’incontro della volontà espressa tra i tre soggetti previsti dalla normativa, ossia: l’assenso dell’amministrazione cedente, il consenso del lavoratore e l’autorizzazione dell’amministrazione ricevente. In disparte la problematica relativa alle condizioni della neutralità della citata mobilità, preme qui evidenziare come tra nuova assunzione e assegnazione per mobilità si versi in una situazione assolutamente non identica. A supporto del perfezionamento dell’obbligazione giuridica nella mobilità vi è la sentenza della Corte di Cassazione, Sez. Unite Civili – sentenza 6 marzo 2009 n. 5458. Tale sentenza prevede come in tema di procedure di mobilità dei dipendenti pubblici da un’Amministrazione ad un’altra, il diritto del dipendente in mobilità alla prosecuzione del rapporto di lavoro presso l’Amministrazione ad quem si perfeziona con l’assegnazione, e la relativa comunicazione, all’Amministrazione che ha deliberato di coprire la vacanza in organico, la quale, completatasi la procedura di mobilità con l’assegnazione del dipendente, non può più revocare la precedente determinazione rifiutando l’iscrizione, nel ruolo del proprio personale, del dipendente trasmigrato. Quest’ultima, infatti, può sì esercitare uno jus poenitendi deliberando la revoca del posto che inizialmente intendeva coprire, ma ciò non può più fare una volta che la procedura di…