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Timestamp: 2020-07-10 00:38:27+00:00
Document Index: 186056637

Matched Legal Cases: ['art. 445', 'art. 12', 'art. 445', 'sentenza ', 'art. 445', 'art. 445', 'art. 384', 'art. 152', 'art. 375', 'sentenza ', 'art. 384', 'art. 152', 'art. 42', 'art. 445']

Sentenza Cassazione Civile n. 12031 del 10/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12031 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 24/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12031
sul ricorso 3917/2015 proposto da:
avverso il decreto del TRIBUNALE di FOGGIA del 22/9/2014, depositato
il 29/9/2014;
24/5/2016 dal Consigliere Dott. CATERINA NIAROTTA;
“Con ricorso del 30/10/2012, R.A. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione invalidante ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di inabilità di cui alla L. n. 118 del 1971, art. 12 (presupponente una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura del 100%). Il c.t.u. officiato accertava che la capacità lavorativa era solo ridotta a meno di un terzo. Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
R.A. è rimasto intimato.
Con il motivo di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91, 92 e 112 c.p.c., L. n. 222 del 1984, artt. 1 e 2, in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali (le doglianze, invero, riguardano solo la parte della pronuncia nella quale è liquidata al difensore del ricorrente la somma di Euro 1.500,00 per compensi professionali, non anche la regolamentazione delle spese di c.t.u.).
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto ad R.A. il requisito sanitario da lui invocato.
Dunque, vi è stata un’evidente e totale soccombenza della parte che ha intrapreso l’accertamento tecnico preventivo di cui all’art. 445 bis c.p.c., irrilevante essendo la discrasia evincibile dal decreto di omologa laddove in un inciso, quale prestazione di riferimento, è indicato: “assegno ordinario di invalidità” e quale esito dell’accertamento sanitario è specificato: “positivo” – si vedano in termini Cass. 17 marzo 2014, n. 6085 e Cass. 14 marzo 2014, n. 6010;
in conseguenza l’I.N.P.S., totalmente vittorioso, non poteva essere condannato al pagamento delle spese in favore della parte privata (si vedano anche Cass. 8 giugno 2015, n. 11781; Cass. 2 luglio 2015, n. 13550).
La causa potrà essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., previa verifica dell’eventuale rituale assolvimento, da parte dell’originario ricorrente, dell’onere di formulare, nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c.; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5″.
4 – In conclusione il ricorso va accolto e va cassata la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c. e, considerata l’allegazione alla richiesta di ATP della dichiarazione ai fini dell’esenzione di cui all’art. art. 152 disp. att. c.p.c., sostituito dal D.L. n. 269 del 2003, art. 42, comma 11, convertito nella L. n. 326 del 2003, l’originario ricorrente va dichiarato non tenuto al pagamento di tali spese.
5 – Il comportamento processuale dell’intimata, che nulla ha opposto ai rilievi dell’I.N.P.S. e non ha in alcun modo dato causa all’errore di diritto contenuto nel provvedimento impugnato, ed il solo recente formarsi dell’orientamento di legittimità sul procedimento ex art. 445 bis c.p.c., consentono di compensare tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.