Source: https://iusletter.com/archivio/la-cassazione-deciso-lart-1526-c-c-non-applicabile-al-leasing/
Timestamp: 2020-02-29 02:28:47+00:00
Document Index: 17842241

Matched Legal Cases: ['art. 1526', 'art. 1526', 'sentenza ', 'art. 72', 'sentenza ', 'art. 1526', 'sentenza ', 'art. 1526', 'art. 1526']

L’art. 1526 c.c. non è applicabile al leasing
Dopo anni di contrasti e decisioni di segno opposto, in cui l’art. 1526 c.c. veniva applicato ai contratti di leasing c.d. traslativo con una presunta funzione di equilibrio e riassetto degli interessi contrapposti delle parti, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 8980 del 29 marzo, ha cambiato orientamento.
La decisione, che interviene nel dirimere una controversia sulla disciplina dell’art. 72quater Legge Fallimentare, ha ripercorso le decisioni che hanno segnato le vicende giudiziarie del leasing, dalla sentenza a Sezioni Unite n. 65/1993, che ha fissato la distinzione tra leasing di godimento e traslativo, per passare alla giurisprudenza più recente, che ha riconosciuto valore generale ed inderogabile all’art. 1526 c.c., quale strumento di controllo dei rapporti tra concedente e utilizzatore nella fase patologica della locazione finanziaria.
L’analisi storico-giuridica delineata dalla sentenza in commento riconosce che il leasing, nella sua evoluzione giuridica, si è man mano tipizzato assumendo forme del tutto peculiari e tipiche, sino all’introduzione della Legge per il mercato e la concorrenza n. 124/2017, che “ha dettato una compiuta disciplina relativa a presupposti, effetti e conseguenze della risoluzione per inadempimento oltre a norme di coordinamento con altre disposizioni che richiamano tale fattispecie contrattuale”.
La Corte, sul punto, non si risparmia nel sottolineare che il leasing, in seguito a tale intervento normativo, ha assunto i caratteri di una “fattispecie negoziale autonoma, distinta dalla vendita con riserva di proprietà” e questo poiché “il legislatore ha optato per la ricostruzione unitaria del contratto di leasing ed ha dunque disatteso il tradizionale indirizzo giurisprudenziale…escludendo la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo”.
Secondo la Corte, in breve, la nuova disciplina (legale) della locazione finanziaria, accantonate le classificazioni tradizionali, ha superato il ricorso analogico all’art. 1526 c.c., che non potrà più trovare applicazione ai contratti di leasing anche se stipulati prima della sua entrata in vigore.
La motivazione, pur in assenza di disposizioni transitorie, si ritrova nella necessità, avente carattere generale, di “fare concreta applicazione della c.d. interpretazione storico-evolutiva, secondo cui una determinata fattispecie negoziale, per quegli aspetti che non abbiano esaurito i loro effetti…non può che essere valutata sulla base dell’ordinamento vigente, posto che l’attività ermeneutica non può dispiegarsi “ora per allora”, ma all’attualità”.
E proprio sulla scorta dell’attualità della disciplina tipica del leasing, la Suprema Corte ha affermato che l’ordinamento ha deciso di creare a tutti gli effetti un nuovo “tipo negoziale”, in controtendenza all’indirizzo tradizionale, ormai “destinato a cedere il passo davanti ad una precisa presa di posizione del legislatore, che, in quanto introduce una disciplina che integra una obiettiva (ed evidentemente consapevole) soluzione di continuità rispetto ad esso, non può non riverberarsi sulla valutazione ed interpretazione delle situazioni pregresse non ancora definite”.
È innegabile, dunque, che l’art. 1526 c.c non è applicabile ai contratti di leasing anche se stipulati prima dell’entrate in vigore della Legge per il mercato e la concorrenza n. 124/2017, in quanto disciplina ad esso estranea.
Cass., Sez. I Civ., 29 marzo 2019, n. 8980