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Timestamp: 2018-06-19 14:16:51+00:00
Document Index: 25796789

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art.133', 'sentenza ', 'art. 612', 'sentenza ', 'art. 284', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Risultati ricerca per "misure di sicurezza"
misure di sicurezza | 26 Gennaio 2018
Libertà vigilata troppo restrittiva rischia di diventare detenzione domiciliare
Nell’ipotesi di applicazione della misura di sicurezza provvisoria della libertà vigilata, il giudice deve evitare di imporre limitazioni o prescrizioni che istaurino un carattere detentivo nella misura, altrimenti vi sarebbe il rischio di violare il principio di legalità.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 3640/18; depositata il 25 gennaio)
misure di sicurezza | 03 Novembre 2017
La persistenza della pericolosità sociale deve valutarsi alla luce di tutti i parametri normativi
In tema di libertà vigilata, la prognosi di pericolosità sociale rilevante agli effetti della legge penale non può limitarsi a richiamare la valutazione criminologica degli esperiti, ma deve necessariamente verificare l’esistenza delle condizioni che consentono di affermare un persistente pericolo di commissione in futuro di altri reati, esaminando la personalità e gli effettivi problemi psichiatrici rilevati dai sanitari, ma non obliterando l’analisi dei fatti già commessi dal reo e gli altri parametri stabiliti dalla legge, in primis dall’art.133 c.p..
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 50164/17; depositata il 2 novembre)
misure di sicurezza | 22 Settembre 2017
Libertà vigilata per lo stalker sottoposto a terapie antipsicotiche
Nessuna revoca di misura di sicurezza della libertà vigilata applicata ad un soggetto imputato del reato di stalking ex art. 612-bis c.p., avente per oggetto la prescrizione di trattamenti terapeutici c.d. di “long acting” da compiersi mensilmente presso un CSM, purchè funzionali alla sussistenza della pericolosità sociale.
(Corte di Cassazione, V Penale, sentenza n. 43631/17; depositata il 21 settembre)
misure di sicurezza | 19 Giugno 2017
La libertà vigilata non può impedire di accompagnare il figlio a scuola
Il Magistrato di Sorveglianza nel decidere sulla concessione dell’autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di detenzione ex art. 284, comma 3 c.p.p. al detenuto domiciliare, dovrà svolgere valutazioni di particolare rigore, delle quali dovrà dar conto nelle motivazioni del provvedimento.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 30349/17; depositata il 16 giugno)
misure di sicurezza | 17 Maggio 2017
Sottoposto alla libertà vigilata per un anno, ma può dirsi davvero socialmente pericoloso?
Se pur vero è che la realizzazione di un reato esprime un comportamento antisociale che svela la pericolosità dell’agente, questa deve sempre essere accertata in concreto dal giudice attraverso la verifica della sua reale entità.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 24281/17; depositata il 16 maggio)
misure di sicurezza | 26 Ottobre 2016
Soppressione degli OPG: quali misure di sicurezza applicare post riforma
A seguito delle modifiche legislative intercorse, ora il giudice deve disporre nei confronti del seminfermo di mente e dell’infermo di mente anche in via provvisoria una misura di sicurezza diversa del ricovero in OPG o in casa di cura e custodia.
(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 44932/16; depositata il 25 ottobre)
misure di sicurezza | 11 Aprile 2016
Il «doppio binario»: a proposito delle (sconosciute) misure a presidio della pericolosità sociale
In materia di misure di sicurezza, la libertà vigilata può essere applicata in sostituzione dell’assegnazione a casa di cura e custodia anche nei confronti di condannato affetto da vizio parziale di mente quando la misura sia capace, in concreto, di soddisfare esigenze di cura e custodia e, contemporaneamente, di controllo della pericolosità sociale.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 14260/16; depositata l’8 aprile)
misure di sicurezza | 07 Settembre 2015
Per dimostrare l’intestazione fittizia non basta la sproporzione tra reddito percepito e beni intestati
Spetta all’accusa di provare l’esistenza di situazioni che avallino concretamente l’ipotesi di divergenza tra intestazione formale e disponibilità effettiva del bene, in modo che si possa affermare con certezza che il terzo intestatario si sia prestato alla titolarità apparente al solo fine di favorire la permanenza dell’acquisizione del bene in capo al condannato per uno dei reati elencati dall’art. 12 sexies d.l. n. 306/1992 e salvaguardarlo dal pericolo della confisca. Ai fini della dimostrazione della fittizietà dell’intestazione, non basta la sola sproporzione fra il valore dei beni intestati al terzo ed il reddito da quest’ultimo percepito.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 35972/15; depositata il 4 settembre)
misure di sicurezza | 31 Luglio 2015
La confisca per equivalente può estendersi anche ai beni futuri
In tema di confisca per equivalente, non è necessaria la specifica individuazione dei beni oggetto di ablazione. Accertato il profitto o il prezzo del reato per il quale essa è consentita, la confisca potrà avere ad oggetto non solo beni già individuati nella disponibilità dell’imputato, ma anche beni che in detta disponibilità si rinvengano o comunque entrino successivamente al provvedimento di confisca, fino alla concorrenza dell’importo determinato.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 33765/15; depositata il 30 luglio)
misure di sicurezza | 22 Luglio 2015
Le Sezioni Unite: la confisca sopravvive alla causa estintiva del reato, purché ci sia già stata condanna e si tratti di confisca diretta
Inoltre e a corollario: la confisca di denaro nei conti correnti è confisca diretta - non per equivalente - e non viene travolta dalla prescrizione del reato.
(Corte di Cassazione, sez. Unite Penali, sentenza n. 31617/15; depositata il 21 luglio)