Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-8-del-25012007.html
Timestamp: 2016-12-10 20:32:28+00:00
Document Index: 57503387

Matched Legal Cases: ['art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 4', 'art. 105']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 8 del 25.01.2007
Quesito ai sensi della circolare n. 99 del
18/05/2001-Art. 30, comma 7, legge 23 dicembre 2000, n. 388
L'art. 30, comma 7, della l. n. 388 del 23
dicembre 2000, concernente disposizioni a favore dei soggetti disabili, prevede
l'estensione delle agevolazioni di cui all'articolo 8 della legge 2 dicembre
1997, n. 449, "ai soggetti con handicap psichico o mentale di gravità tale
da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento e agli
invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da
L'Alfa chiede di conoscere se la sopra citata
disposizione possa estendersi ai disabili affetti da "perdita di entrambi
gli arti superiori", senza necessità dell'accertamento della gravità
dell'handicap. Chiede inoltre di conoscere se gli invalidi di guerra
pluriamputati agli arti superiori possano attestare la propria disabilità
utilizzando la documentazione medica pensionistica in loro possesso.
L'istante ritiene, in base
alla lettera dell'art. 30, comma
7, della legge n. 388 del 2000, che i pluriamputati facciano parte di
un'ulteriore categoria - accanto a quelle dei soggetti con handicap psichico o
mentale tale da aver diritto al riconoscimento dell'indennità di
accompagnamento e degli invalidi con grave limitazione della capacità di
deambulazione - che ha diritto alle agevolazioni in argomento senza necessità
di adattamento del veicolo.
In particolare, ritiene che i soggetti che abbiano
subito la perdita di entrambi gli arti superiori non debbano attestare la
sussistenza della gravità del loro handicap in quanto è un requisito non
richiesto dalla norma. Ritiene inoltre che la documentazione medica
pensionistica che certifica la perdita di entrambi gli arti superiori sia
sufficiente per usufruire delle agevolazioni di cui al citato art. 30.
L'istante infine evidenzia che le leggi pensionistiche
di guerra equiparano la perdita funzionale dell'arto a quella anatomica e,
pertanto, sostiene che tale criterio debba essere utilizzato anche relativamente
all'applicazione dell'art. 30, comma 7, della legge n. 388 del 2000, "almeno per ciò che
concerne gli invalidi di guerra".
Ne consegue che coloro che abbiano perso la
funzionalità totale degli arti superiori sarebbero da equiparare, ai fini delle
agevolazioni tributarie a favore dei disabili, ai soggetti pluriamputati agli
L'art. 30, comma 7, della legge n. 388 del
2000 estende le agevolazioni per l'acquisto di autoveicoli previste in favore di
soggetti con ridotte o impedite capacità motorie di cui all'art. 8 della legge
n. 449 del 1997 ad alcune categorie di disabili che versino in una particolare
condizione di gravità, tra cui quelle dei soggetti pluriamputati, senza
richiedere per queste categorie alcun adattamento dell'autovettura.
In relazione alla categoria dei pluriamputati è stato
precisato con circolare 11 maggio 2001, n. 46 che l'handicap deve comunque
comportare una limitazione permanente alla deambulazione.
La gravità è pertanto il criterio utile per
distinguere i soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui all'art. 8 della
legge n. 449 del 1997 (che hanno diritto alle agevolazioni in presenza di
adattamenti al veicolo) e i soggetti di cui all'art. 30, comma 7, della legge n. 388 del
2000 (che hanno diritto alle agevolazioni senza necessità di adattamento del
Con la richiamata circolare 11 maggio 2001, n. 46 è stato altresì chiarito che la gravità della
limitazione deve essere certificata dalla commissione per l'accertamento
dell'handicap di cui all'art. 4 della legge n. 104/1992 da cui risulti che il
soggetto si trova in situazione di handicap grave derivante da patologie che
comportano una limitazione permanente della deambulazione.
In relazione al quesito posto occorre tuttavia
considerare che, in precedenza, la circolare 15 luglio 1998, n. 186 ha chiarito,
in merito alla limitazione delle capacità motorie, che vi possono essere altre
fattispecie di patologie, non direttamente collegate agli arti inferiori, che
comportano comunque "ridotte o impedite capacità motorie permanenti"
e, che, conseguentemente limitano la deambulazione.
Con la medesima circolare n. 186 in merito alle
commissioni mediche competenti alla certificazione è stato precisato che
"possono considerarsi soggetti con handicap anche tutti coloro che hanno
ottenuto il riconoscimento dell'invalidità, per differenti cause, da
commissioni mediche pubbliche diverse da quelle previste dall'art. 4 della legge
n. 104 del 1992"
Tenuto conto dei suddetti chiarimenti si deve ritenere
che, nel caso in cui i soggetti disabili presentino una menomazione dovuta
all'assenza di entrambi gli arti superiori, considerato che il requisito della
gravità è insito nel tipo di patologia descritta, la gravità dell'handicap
dovuta alla limitazione permanente alla capacità di deambulazione sia di
evidente deduzione anche in assenza di specifiche conoscenze mediche.
In tal caso, pertanto, si potrà prescindere
dall'accertamento formale della gravità dell'handicap da parte della
commissione di cui all'art. 4 della legge n. 104 del 1992.
Si ritiene, quindi, che i disabili che abbiano subito la perdita di entrambi gli
arti superiori possano usufruire dell'agevolazione di cui all'art. 30 anche sulla base di certificazione rilasciata da
commissioni mediche pubbliche diverse da quelle di cui all'art. 4 della legge n.
104/92, qualora detta certificazione indichi che la tipologia della
pluriamputazione consista nell'assenza di entrambi gli arti superiori. In
particolare, riguardo i pluriamputati agli arti superiori che siano vittime di
guerra, si ritiene sufficiente l'accertamento sanitario dell'handicap eseguito
dalla commissione medica per le pensioni di guerra di cui all'art. 105 del
D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915.
Tale certificazione non può, però, essere ritenuta
sufficiente a certificare lo stato di gravità derivante dalla perdita della
sola funzionalità anatomica degli arti.
Infatti, coloro che sono affetti da tale tipologia di
handicap non rientrano nella categoria dei pluriamputati, non avendo di fatto
perso gli arti, ma, probabilmente, in quella degli invalidi con grave
limitazione della capacità di deambulazione oppure in quella dei disabili con
ridotte o impedite capacità motorie permanenti.
La valutazione di questa particolare patologia
richiede, però, specifiche conoscenze mediche e dovrà necessariamente essere
effettuata, di volta in volta, in base al singolo caso concreto, da una
commissione medica pubblica.
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