Source: http://www.isoambiente.it/valutazione_ambientale_strategica.aspx
Timestamp: 2018-09-22 07:11:29+00:00
Document Index: 91257332

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art.1', 'art.2', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art.4']

La Direttiva della CE 2001/42 riguarda la valutazione
degli effetti ambientali di determinati piani e programmi
e segna la definitiva acquisizione della dimensione ambientale
come elemento di cui tener conto in tutti i campi dell’agire umano.
Fin dalle premesse di questa direttiva, vengono definiti il ruolo e gli obiettivi della valutazione ambientale: “la valutazione ambientale costituisce un importante strumento per l'integrazione delle considerazioni di carattere ambientale nell'elaborazione e nell'adozione di taluni piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente negli Stati membri, in quanto garantisce che gli effetti dell'attuazione dei piani e dei programmi in questione siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro adozione” (premesse, punto 4).
Troviamo inoltre, sempre nelle considerazioni introduttive, la enunciazione riguardante il coinvolgimento dei cittadini, con il doveroso richiamo alla affidabilità di dati e informazioni:”Allo scopo di contribuire ad una maggiore trasparenza dell'iter decisionale nonché allo scopo di garantire la completezza e l'affidabilità delle informazioni su cui poggia la valutazione, occorre stabilire che le autorità responsabili per l'ambiente ed il pubblico siano consultate durante la valutazione dei piani e dei programmi e che vengano fissate scadenze adeguate per consentire un lasso di tempo sufficiente per le consultazioni, compresa la formulazione di pareri” (premesse, punto 15).
Tra gli elementi cardine posti come introduzione, infine, il presupposto che la valutazione ambientale avvenga “prima” dell’adozione di piani e programmi e che venga condotta mediante il confronto con i cittadini: “Il rapporto ambientale e i pareri espressi dalle autorità interessate e dal pubblico… dovrebbero essere presi in considerazione durante la preparazione del piano o del programma e prima della sua adozione o prima di avviarne l'iter legislativo” (premesse, punto 17).
Lo sviluppo sostenibile, dunque, viene assunto come obiettivo, da parte della Comunità Europea, fin dall’art. 1 della Direttiva 2001/42: art.1 – “La presente direttiva ha l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile”.
Conseguentemente a quanto esposto nelle considerazioni introduttive, l’art.2 riguarda la pubblicità e la partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni al processo valutativo e l’art. 4 richiama la necessità che il momento di valutazione avvenga precedentemente (ex ante) all’approvazione di piani e programmi.
L’art. 5 della direttiva europea prevede la valutazione degli effetti ambientali di un piano/programma e, contestualmente, la valutazione di possibili alternative (“rapporto ambientale in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del piano o del programma potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma. L'allegato I riporta le informazioni da fornire a tale scopo).
Ragionevolezza, dunque, da parte di tutti gli attori e questo anche nel richiedere le informazioni ambientali necessarie alla valutazione del piano/programma: “Il rapporto ambientale elaborato a norma del paragrafo 1 comprende le informazioni che possono essere ragionevolmente richieste, tenuto conto del livello delle conoscenze e dei metodi di valutazione attuali, dei contenuti e del livello di dettaglio del piano o del programma” (art. 5.2).
Al fine di assicurare il pieno coinvolgimento e l’adeguata informazione anche ai cittadini “non tecnici”, viene prevista anche la redazione di una versione sintetica del rapporto ambientale, che deve rendere conto dei motivi che portano il decisore politico verso una determinata scelta: dichiarazione di sintesi in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto, ai sensi dell'articolo 8, del rapporto ambientale redatto ai sensi dell'articolo 5, dei pareri espressi ai sensi dell'articolo 6 e dei risultati delle consultazioni avviate ai sensi dell'articolo 7, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o il programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate (art. 9.1). Agli allegati 1 e 2, infine, la Direttiva 2001/42 rimanda per dettagliare quelli che dovranno essere i contenuti del rapporto ambientale e della conseguente valutazione degli effetti originati dal piano/programma.
La V.A.S. negli strumenti urbanistici della Regione Lombardia
La L.R. 12/2005 della Regione Lombardia (“Legge per i governo del territorio”), che introduce un profondo rinnovamento in tema di programmazione urbanistica, prevede che “al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente, la Regione e gli enti locali, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi di cui alla direttiva 2001/42/CEE… provvedono alla valutazione ambientale degli effetti derivanti dall’attuazione dei predetti piani e programmi”.
Coerentemente allo spirito della Direttiva 42/2001, sempre l’art.4 stabilisce che la valutazione ambientale venga effettuata “durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all’avvio della relativa procedura di approvazione”, in modo da consentire la effettiva partecipazione del pubblico all’iter decisionale che porta alla definizione del Piano di Governo del Territorio.
Con gli “Indirizzi generali per la valutazione ambientale di Piani e Programmi”, definiti dalla Direzione Generale Territorio e Urbanistica (Unità Organizzativa Pianificazione territoriale e urbana) della Regione Lombardia, vengono definite le modalità secondo le quali deve essere attuato il percorso di valutazione ambientale, nella consapevolezza di una ormai irrinunciabile “stretta integrazione tra processo di piano e processo di valutazione ambientale, al fine di promuovere lo Sviluppo Sostenibile”.
Sempre per quanto concerne gli aspetti metodologici, lo stesso documento definisce:
il processo che comprende l’elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell’iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione;
documento elaborato dal proponente in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del piano o del programma potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o programma; l'allegato I riporta le informazioni da fornire a tale scopo;
una dichiarazione in cui si illustra in che modo le considerazioni ambientali sono state integrate nel piano o programma e come si è tenuto conto del rapporto ambientale, dei pareri espressi e dei risultati delle consultazioni, nonché le ragioni per le quali è stato scelto il piano o programma adottato, alla luce delle alternative possibili che erano state individuate.
Considerata la natura della VAS come procedimento, si sottolinea, inoltre, come l’integrazione della dimensione ambientale nei piani e programmi debba caratterizzarsi per:
permettere la riflessione sul futuro da parte di ogni società e dei suoi governanti e nel contempo aumentare sensibilmente la prevenzione, evitando impatti ambientali, sociali ed economici negativi;
essere effettuata il più a monte possibile, durante la fase preparatoria del P/P e anteriormente alla sua adozione o all'avvio della relativa procedura legislativa;
essere integrata il più possibile nel processo di elaborazione del P/P.
I momenti attraverso i quali viene condotta la VAS possono essere - sempre in base agli indirizzi della Regione Lombardia – ricondotti a quattro distinte fasi:
Elaborazione e redazione;
L’ultima fase – riguardante attuazione, gestione e monitoraggio – evidenzia come la Valutazione Ambientale vada intesa come “un processo continuo, che si estende lungo tutto il ciclo vitale del P/P”, che deve essere garantita per gli effetti ambientali significativi previsti dai Piani/Programmi per i quali è stata effettuata la valutazione ambientale”.
Il Rapporto Ambientale, elaborato a cura del proponente, infine, sempre secondo gli indirizzi regionali:
accompagna l’intero processo di formazione del P/P, dimostrando che i fattori ambientali sono stati integrati nel processo decisionale con riferimento ai vigenti programmi per lo sviluppo sostenibile stabiliti dall’ONU e dalla Unione Europea, dai trattati e protocolli internazionali, nonché da disposizioni normative e programmatiche nazionali e/o regionali;
individua, descrive e valuta gli obiettivi, le azioni e gli effetti significativi che l’attuazione del P/P potrebbe avere sull’ambiente nonché le ragionevoli alternative in funzione degli obiettivi e dell’ambito territoriale del P/P; esso, inoltre, assolve una funzione propositiva nella definizione degli obiettivi e delle strategie da perseguire ed indica i criteri ambientali da utilizzare nelle diverse fasi, nonché gli indicatori ambientali di riferimento e le modalità per il monitoraggio;
contiene le informazioni di cui all’allegato I meglio specificate in sede di Conferenza di valutazione, tenuto conto del livello delle conoscenze e dei metodi di valutazione attuali, dei contenuti e del livello di dettaglio P/P e della misura in cui taluni aspetti sono più adeguatamente valutati in altre fasi dell’iter decisionale. (5.10)
La V.A.S. nel percorso di approvazione del PGT
parte I – definizione del percorso di VAS, primi elementi di inquadramento ambientale
parte II – quadro conoscitivo
Il Quadro conoscitivo ha la funzione di fornire ai decisori politici e al pubblico una esaustiva descrizione dello stato dell’ambiente attuale, ricavata da strumenti programmatori sovra-ordinati rispetto alla scala comunale, dagli studi specialistici del Comune oggetto di analisi, dalle fonti di dati e dalle banche dati ragionevolmente disponibili e accessibili. Con l’obiettivo di rendere quanto più possibile accessibili le informazioni, dovrà caratterizzarsi per l’adozione di un linguaggio il più possibile non tecnico e fare ampio ricorso a tavole tematiche, grafici e tabelle con cui sintetizzare le informazioni.
Al fine di rendere quanto più possibile immediatamente comunicativo il Quadro conoscitivo, infine, si ritiene che lo stesso potrà concludersi con una duplice cartografia, dedicata alle “sensibilità” e alle “criticità” rinvenibili sul territorio.
parte III – valutazione
La valutazione ambientale si compone di un primo momento riservato dalla descrizione dello scenario attuale, così come emerge dal quadro conoscitivo e ricondotto a misura mediante l’utilizzo di un set di indicatori che si ritengono pertinenti al contesto in esame, a cui segue la definizione dello scenario tendenziale che si realizzerebbe in assenza di nuove volontà pianificatorie. La fase successiva valuta, quindi, gli obiettivi di Piano, relativamente alle condizioni di coerenza esterna, alle possibili alternative di scenario e alla definizione del nuovo scenario che ci si attende dalla nuova attività di pianificazione.
L’analisi degli obiettivi specifici e le azioni di Piano sono gli elementi presi in considerazione nell’ultima fase della valutazione, per la quale si prevede anche la verifica per quanto riguarda la coerenza interna tra le singole azioni, gli obiettivi specifici e gli obiettivi di Piano. Fatta salva la potestà decisionale del “decisore politico”, è opportuno, comunque, richiamare che i Piani e i Programmi devono essere indirizzati allo Sviluppo sostenibile. Per la valutazione in tal senso si ritiene opportuno fare riferimento ai criteri di sostenibilità contenuti nel “Manuale per la valutazione ambientale dei Piani di Sviluppo Regionale e dei Programmi dei Fondi Strutturali dell’Unione Europea”:
CE: Manuale per la valutazione ambientale - 10 criteri di sostenibilità
Ridurre al minimo l’impiego delle risorse energetiche non rinnovabili
Impiego delle risorse rinnovabili nei limiti della capacità di rigenerazione
Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei rifiuti pericolosi/inquinanti
Conservare e migliorare lo stato della fauna e flora selvatiche, degli habitat e dei paesaggi
Conservare e migliorare la qualità dei suoli e delle risorse idriche
Conservare e migliorare la qualità delle risorse storiche e culturali
Conservare e migliorare la qualità dell’ambiente locale
Sensibilizzare maggiormente alle problematiche ambientali, sviluppare l’istruzione e la formazione in campo ambientale
Promuovere la partecipazione del pubblico alle decisioni che comportano uno sviluppo sostenibile
L’ultima parte del Rapporto ambientale, così come previsto dalla procedura di VAS, viene riservata alla “sintesi non tecnica”: un documento di agile consultazione che, rivolto ai cittadini in genere, deve caratterizzarsi per il linguaggio medio, il più possibile scevro da terminologia specialistica e di settore, al fine di rendere conto a tutta la cittadinanza delle implicazioni che sono attese dall’adozione del Piano e di come si andrà modificando, di conseguenza, lo scenario dell’ambito territoriale interessato dal Piano e di come quest’ultimo si rapporti agli obiettivi della sostenibilità in generale.
Come emerge dalla Direttiva CE 2001/42, la Valutazione Ambientale Strategica si pone, innanzitutto, come metodo che accompagna le fasi di definizione e approvazione di un piano o di un programma, finalizzato a garantire la partecipazione del pubblico all’iter decisionale. Per consentire un percorso trasparente, oltre che partecipato, inoltre, la Pubblica Amministrazione (o autorità procedente che dir si voglia), è chiamata a esplicitare fin dall’inizio quali obiettivi intende perseguire e definire come intenda perseguirli e come intende misurarne (o monitorare) il grado di conseguimento.
Alla luce delle indicazioni contenute nella LR 12/2005 e dai successivi “Indirizzi generali per la valutazione ambientale di Piani e Programmi” della Regione Lombardia in tema di partecipazione e trasparenza, emerge chiaramente la necessità di fondere in un unico percorso partecipativo – da attivarsi fin dalle prime fasi di avvio del procedimento – il coinvolgimento dei diversi attori presenti sul territorio o che con il territorio abbaino una chiara attinenza. Conseguentemente, il percorso logico e organizzativo per giungere all’approvazione del Piano di Governo del Territorio potrà essere articolato secondo le fasi riportate nella tabella successiva.
fase del Piano
1. PROCESSO DI PIANO
2. PROCESSO DI VAS
A.1.1 Avviso pubblico ai cittadini circa le intenzioni dell’Amministrazione Comunale e invito a presentare proposte
A.1.2 Documento programmatico dell'Amministrazione Comunale
B.1.1 Definizione degli orientamenti iniziali del Piano, alla luce dei dati e delle informazioni disponibili e pertinenti al territorio
B.2.1 Integrazione della dimensione ambientale nel Piano
B.2.2.Verifica di esclusione (screening)
B.2.3 Linee operative per la definizione del quadro conoscitivo ambientale
B.1.2. Schema operativo per la partecipazione
B.2.4 Schema operativo per la VAS
Mappatura delle autorità e dei soggetti competenti in materia ambientale
Mappatura dei portatori di interessi diffusi in ambito comunale
PARTECIPAZIONE e CONFRONTO (FASE 1)
Conferenza di verifica
Confronto con i portatori di interessi diffusi e i cittadini
(avvio del confronto)
C.1.1 Dagli obiettivi generali alla definizione dello scenario di riferimento e di Piano
C.1.2 Obiettivi specifici e linee d'azione - definizione delle possibili alternative
C.1.3 Redazione del Documento di Piano
C.2.1 Ambito di influenza del Piano (scoping)
C.2.2 Analisi di coerenza esterna
C.2.3 Analisi di coerenza interna e valutazione delle alternative possibili
C.2.4 Stima degli effetti attesi e definizione degli indicatori
C.2.5 Sistema di monitoraggio
PARTECIPAZIONE e CONFRONTO (FASE 2)
Incontri con i portatori di interessi diffusi e i cittadini
(prosecuzione del confronto)
D.1.1 Adozione del Piano
D.1.2 Pubblicazione
D.1.3 Raccolta delle osservazioni
D.1.4 Approvazione del Piano
D.2.1 Dichiarazione di sintesi
D.2.2 Analisi di sostenibilità delle osservazioni
D.2.3 Dichiarazione di sintesi finale
Attuazione e gestione del Piano
Rapporti e valutazione periodica
PARTECIPAZIONE E CONFRONTO – FASE 1
Obiettivo di questa prima fase partecipativa e di confronto è l’informazione riguardante gli obiettivi strategici e generali dell’autorità proponente (Amministrazione Comunale) e la verifica con le autorità ambientali competenti per il Piano in itinere. Il confronto con il pubblico (cittadini portatori di interessi diffusi e cittadini in generale), è finalizzato a raccogliere indicazioni, proposte, osservazioni che emergeranno a seguito della illustrazione degli obiettivi che si intendono perseguire da parte dell’Amministrazione Comunale, mentre la verifica con le Autorità ambientali è finalizzata a verificare l’impostazione del quadro conoscitivo e l’esistenza di elementi/situazioni/condizioni di cui è opportuno/necessario tenere conto nella definizione del quadro conoscitivo stesso e, quindi, nel corso dell’intero processo pianificatorio.
PARTECIPAZIONE E CONFRONTO – FASE 2
Successivamente alla redazione dei documenti che concludono la FASE C, verrà avviata la seconda fase della partecipazione e del confronto, secondo le modalità stabilite in precedenza.
Obiettivi di questa fase partecipativa:
presentazione del Documento di Piano e coerenza rispetto al quadro programmatorio definito dal’Amministrazione Comunale ed elementi di valutazione delle risultanze emerse dalla prima fase del confronto e della partecipazione;
presentazione del Rapporto Ambientale alle Autorità competenti e ai cittadini, al fine di conseguire una valutazione condivisa, per la quale saranno state anche prese in considerazione le alternative possibili e renderà conto degli effetti attesi dall’attuazione del Piano (obiettivo perseguibile mediante la preventiva definizione di un set di indicatori da utilizzare nella fase di monitoraggio).