Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/category/diritto-di-famiglia/
Timestamp: 2019-05-23 14:46:58+00:00
Document Index: 174074673

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 610', 'sentenza ']

diritto di famiglia «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
Legittimi, naturali e adottivi: i figli avranno pari diritti mercoledì, Lug 10 2013
avvocati and avvocato and diritto civile and diritto di famiglia and figli and studi legali mgraziamei 10:18 am
Presto cadrà la distinzione fra figli legittimi, naturali e adottivi. Sono infatti pronte le norme di attuazione della legge delega 219/2012 approvata dal Parlamento il 28 novembre scorso e pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 293 del 17 dicembre 2012.
Il testo del decreto legislativo proposto dal presidente del Consiglio e dai ministri dell’Interno, della Giustizia, del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia dovrebbe essere esaminato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri…continua a leggere
Casa assegnata solo a uno dei figli: gli altri hanno diritto all’indennizzo venerdì, Giu 21 2013
avvocati and avvocato and Cassazione and diritto civile and diritto di famiglia and immobili and sentenza and studi legali mgraziamei 9:09 am
l bene assegnato ad un erede si considera come entrato nel suo patrimonio sin dall’inizio, ma c’è il diritto degli altri condividenti a vedersi indennizzati della mancata disponibilità dello stesso. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 5768/13.
Una donna, con testamento olografo, nomina unico erede il figlio convivente, stabilendo l’obbligo per quest’ultimo di dare ai fratelli ed alle sorelle la loro “giusta parte”, previo il recupero delle spese da lui sostenute per l’assistenza della testatrice. Fratelli e sorelle ricorrono al tribunale, che assegna in quote indivise la casa (quale bene caduto in successione): condanna l’uomo a rilasciare l’immobile ed a versare oltre 22mila euro a titolo di indennizzo per l’occupazione esclusiva del bene e condanna gli assegnatari a corrispondere al convenuto oltre 149mila euro a titolo di conguaglio.
Le cose cambiano dopo il giudizio di appello, dove l’immobile viene assegnato all’unico erede designato, condannandolo al pagamento dei conguagli in favore degli altri condividenti. Questi fa ricorso per cassazione…continua a leggere
Il marito geloso taglia i capelli alla moglie: non è cortesia, ma violenza privata martedì, Giu 18 2013
avvocati and avvocato and Cassazione and diritti delle donne and diritto di famiglia and diritto penale and maltrattamenti and sentenza and studi legali mgraziamei 8:16 am
La condotta del marito non era, come sostenuto dalla difesa, un aiuto alla moglie che cercava di tagliarsi i capelli da sé, ma l’imposizione di un comportamento in violazione della libertà morale della donna. Lo ha affermato la Cassazione con la sentenza 10413/13.
Un uomo è condannato in entrambi i gradi di merito per violenza privata aggravata (art. 610 c.p.), in quanto, per gelosia, ha imposto alla moglie, brandendo le forbici, di subire il taglio dei capelli. L’imputato fa ricorso, sostenendo che in realtà i fatti da lui compiuti integrerebbero i reati di ingiuria e minacce; queste ultime, inoltre, non sarebbero state finalizzate al taglio dei capelli, ma ad ottenere chiarimenti su un presunto tradimento della moglie: la donna, infatti, voleva tagliarsi i capelli da sé e il marito l’avrebbe semplicemente aiutata. Per la Cassazione il ricorso non è fondato: i giudici di merito hanno correttamente ricostruito la vicenda, concludendo che effettivamente l’imputato ha minacciato la moglie con le forbici per poi imporle il taglio dei capelli…continua a leggere
Matrimoni gay, no della Consulta ai ricorsi “Materia che spetta solo al legislatore” mercoledì, Apr 14 2010
avvocati and avvocato and corte costituzionale and diritto civile and diritto di famiglia and giurisprudenza and matrimonio and sentenza and studi legali mgraziamei 12:17 pm
La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondate le istanze arrivate da Venezia e Trento. I giudici hanno fatto riferimento alla “discrezionalità del legislatore”.
ROMA – La Corte costituzionale ha respinto come inammissibili e infondati i ricorsi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nelle motivazioni la Consulta fa riferimento alla discrezionalità del legislatore: i giudici hanno in sostanza ritenuto che la trattazione della materia spetta soltanto al Parlamento.
A sollevare il caso davanti alla Consulta erano stati il tribunale di Venezia e la Corte d’appello di Trento nell’ambito di distinte cause intraprese da tre coppie omosessuali contro il rifiuto loro opposto dall’ufficiale di Stato civile dei comuni di residenza di fare le pubblicazioni matrimoniali da loro richieste. La Corte aveva iniziato ad esaminare il caso nell’udienza pubblica del 23 marzo scorso, ma aveva rinviato la decisione a dopo le festività pasquali…[continua…]