Source: https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=7456
Timestamp: 2019-12-10 05:08:35+00:00
Document Index: 142632183

Matched Legal Cases: ['art. 211', 'art. 95', 'art. 8', 'art. 60', 'art. 10', 'art. 211']

DELIBERA N. 265 DEL 26 marzo 2019
OGGETTO: Istanze di parere di precontenzioso ex art. 211, comma 1, del d.lgs.50/2016 presentate da Ristoproject 2 S.r.l. e Village Global Service ristorazione a R.l. Semplificata – Gara in dieci lotti mediante procedura aperta, secondo il criterio di cui all’art. 95, comma 3, lett. a) del d.lgs. n. 50/2016 e s.m.i., per l’affidamento dell’appalto relativo al servizio di refezione scolastica ottobre 2017/giugno 2018 – Importo a base di gara: euro 15.740.748,32 - S.A.: Comune di Napoli
PREC 54/18/S
VISTE le istanze acquisite al prot. n. 91776 del 14 luglio 2017 e al prot. n. 91769 del 14 luglio 2017 con cui, rispettivamente, l’operatore economico Village Global Service Ristorazione a R.l. semplificata e l’operatore economico Ristoproject 2 S.r.l. hanno contestato la clausola del bando della gara in epigrafe che richiedeva «il possesso pieno ed incondizionato, all’atto della partecipazione alla gara (…) di attrezzato centro di cottura e confezionamento pasti, avente tutte le caratteristiche minime prescritte nel Capitolato Speciale d’Appalto» (Disciplinare, art. 8.3.1, lett.b) in quanto restrittiva della concorrenza, tenuto anche conto che la stazione appaltante si è avvalsa della facoltà di ridurre il termine per la presentazione delle offerte per ragioni d’urgenza, fissandolo in 15 giorni (cfr. determinazione n. 2 del 28 giugno 2017), con ciò non concedendo neppure agli operatori economici che fossero già in possesso di un centro di cottura il tempo necessario per adeguarlo alle richieste della lex specialis;
VISTO quanto dedotto dalla stazione appaltante, con nota acquisita al prot. n. 14487 del 15 febbraio 2018 a seguito della comunicazione di avvio del procedimento (prot. n. 12247/2018), in ordine al difetto di legittimazione a presentare istanza dei citati operatori economici, non avendo gli stessi partecipato alla gara, e alla motivazione della riduzione dei termini che sarebbe stata dettata dalla necessità di assicurare il servizio di refezione scolastica all’avvio delle attività didattiche dopo la ripresa estiva nonché dalla impossibilità di avviare tempestivamente la procedura (avendo il Comune dovuto svolgere attività propedeutiche a garantire un elevato livello qualitativo dei pasti: preventivo monitoraggio e valutazione dell’adeguatezza dei menù, della soddisfazione dell’utenza e contestuale promozione di alcuni piatti/ricette), così che tale urgenza non sarebbe stata compatibile con la prescrizione del requisito in capo al solo aggiudicatario;
RITENUTO sussistente l’interesse concreto degli istanti al conseguimento del parere avendo censurato una clausola escludente che ha fissato restrittivamente i requisiti di accesso alla gara, risultando impeditiva alla partecipazione;
VISTO il consolidato orientamento giurisprudenziale, e dell’Autorità, secondo cui il possesso di un centro cottura si pone non come requisito di partecipazione bensì di esecuzione dell’appalto, in quanto si tratta di un elemento materialmente necessario per l’esecuzione del contratto di appalto del servizio di mensa scolastica, come tale legittimamente esigibile verso il concorrente aggiudicatario definitivo come “condizione” per la stipulazione del contratto, perché è in quel momento che si attualizza per l’Amministrazione l’interesse a che il contraente abbia a disposizione una struttura per assicurare il servizio. In caso contrario si avallerebbe un’impostazione ingiustificatamente restrittiva della concorrenza e irragionevole, perché si imporrebbe a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente, e comunque prima dell’aggiudicazione definitiva, un centro di cottura, reperendo – con evidente onere economico e organizzativo che poi potrebbe risultare ultroneo per chi non risulta aggiudicatario - immobili idonei alla preparazione di pasti per servizi di ristorazione collettiva, sostenendo i connessi investimenti in vista di una solo possibile ma non certa acquisizione della commessa (Cfr., Consiglio di Stato, sez. V, 18 dicembre 2017, n. 5929; T.A.R. Trentino-Alto Adige, Trento, I, 28 luglio 2017, n.246; Tar Campania, Napoli, sez. II, 3 aprile 2018, n. 2083; Parere di precontenzioso n. 71 del 28 ottobre 2014; Parere di precontenzioso n. 33 del 13 gennaio 2016; Parere di precontenzioso n. 716 del 31 luglio 2018);
VISTO, altresì, che le ragioni d’urgenza che giustificano la riduzione dei termini per la presentazione delle offerte (art. 60, comma 3, d.lgs. n. 50/2016), come rilevato dall’Autorità e dalla giurisprudenza amministrativa, devono sostanziarsi in sopraggiunte circostanze impreviste, di carattere cogente ed oggettivo, comunque, non imputabili in alcun modo alla stazione appaltante. Dunque, non possono integrare gli estremi richiesti dalla norma quelle urgenze o circostanze comunque prevedibili, o che fossero divenute tali in forza di un comportamento omissivo o inattivo dell’Amministrazione;
CONSIDERATO che, nel caso in esame, le ragioni d’urgenza invocate dal Comune di Napoli appaiono piuttosto riconducibili ad una programmazione non ineccepibile della fase propedeutica di analisi qualitativa e di predisposizione della documentazione di gara e comunque non tali da giustificare l’introduzione di una clausola, come quella oggetto di censura, ingiustificatamente restrittiva della concorrenza e irragionevole, nella misura in cui impone a tutti i concorrenti di procurarsi anticipatamente, e comunque prima dell’aggiudicazione definitiva, un centro di cottura dotato dei requisiti minimi previsti dalla lex specialis;
RILEVATO che sulla questione posta può decidersi ai sensi dell’art. 10 del Regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso del 5 ottobre 2016 di cui all’art. 211, comma 1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50;
la clausola della lex specialis che richiede, ai fini della partecipazione, il possesso di un centro di cottura avente tutte le caratteristiche minime prescritte nel Capitolato Speciale d’Appalto non è conforme alla normativa di settore.
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