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Timestamp: 2019-05-25 11:12:22+00:00
Document Index: 164276933

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 7', 'art. 17', 'art. 5', 'art 17', 'sentenza ', 'art. 8', 'art 17', 'art. 17']

Abrogazione della vice dirigenza nell'art. 5 della legge 7 agosto 2012 n. 135. Gli interventi di riduzione delle spese nella pubblica amministrazione - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Di Maurizio Danza Arbitro Pubblico Impiego
Come è noto la vicedirigenza era stata istituita con l’art. 7, comma 3, della L. n. 145/2002 che aveva introdotto nel D.lgs. n. 165/2001, l’art. 17 bis, rubricato, per l’appunto, “vicedirigenza” con la specifica previsione che la contrattazione collettiva del comparto Ministeri avrebbe dovuto “ disciplinare l'istituzione di un'apposita separata area della vicedirigenza”, con l’evidente fine di valorizzare quelle figure professionali che, dotate di una elevata qualificazione professionale all’interno della struttura organizzativa della pubblica amministrazione, ricoprono funzioni di rilievo organizzativo. Recentemente la L. 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 recante: "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” è intervenuta con numerose disposizioni sulla pubblica amministrazione al fine di perseguire l’obiettivo preannunciato dal Governo di riduzione della spesa pubblica ( c.d spending review) ed in particolare con l’art. 5 c.13 - riduzione di spese delle pubbliche amministrazioni-, ha disposto l’abrogazione proprio dell’art 17 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 istitutivo della vicedirigenza. In realtà sull’istituto si era instaurato un notevole contenzioso innanzi ai giudici del lavoro di segno diverso; in una prima fase diverse pronunce giurisdizionali avevano riconosciuto l’esistenza di un vero e proprio diritto all’inquadramento, a prescindere da qualsivoglia intervento contrattuale (ex multis Trib Roma, Sez. Lav., 11 luglio 2009, n. 12847); altre, invece, riconoscevano piena autonomia alla contrattazione collettiva (ex multis cit., n. 14204; Trib. Pavia, sez. lav., 14 gennaio 2010, n. 4; Trib. Roma, Sez. lav. 8 ottobre 2009; Trib. Roma, Sez. lav., 27 novembre 2007; Trib. Grosseto, Sez. lav., 8 febbraio 2007) . Di particolare interesse a tal riguardo la sentenza del Tribunale di Napoli, sez. lav., 6 maggio 2011 n. 14204 che pur confermando che il legislatore avesse rimesso esclusivamente alla contrattazione collettiva il compito di istituire l’area della vicedirigenza,.. aveva concluso però che “non poteva però ravvisarsi alcun inadempimento direttamente imputabile all’Amministrazione che aveva omesso di inquadrare i dipendenti in possesso dei requisiti nell’area della vicedirigenza, trattandosi di area che verrà ad esistenza solo quando vi sarà specifica disciplina contrattuale”. La giurisprudenza di merito ha continuato negli ultimi anni ad oscillare tra pronunce in cui, ritenendo imprescindibile l’intervento della contrattazione collettiva sul punto, non ha riconosciuto alcun diritto, e, in generale, alcun interesse protetto dall’ordinamento giuridico (in tal senso, Trib. Roma, Sez. lav. 8 ottobre 2009; Trib. Torino, Sez. lav., 30 luglio 2009; Trib. Grosseto, Sez. lav., 23 febbraio 2009), ed altre, favorevoli ai ricorrenti, ove si è giunti a disapplicare il disposto dell’art. 8 L n. 15/2009, (vedi Trib Roma, Sez. Lav., 11 luglio 2009, n. 12847 e Trib. Ragusa, Sez. lav., 2 febbraio 2011, n. 94). Le prime sentenze favorevoli con condanna al risarcimento del danno anche quantificato ( cfr.Trib. Roma, Sez. Lav., 7 marzo 2008, n. 4399),erano poi state sospese limitatamente al riconoscimento del diritto all’inquadramento, dalla Corte d’appello( cfr. Trib. Roma, Sez. lav., 17 luglio 2009, n. 12847 cit.). cfr. altresì sent. 7 ottobre 2010 n.427 del Trib. Lavoro di Arezzo. Infine nel 2011 la Cass. Lav. con sent. n.28208 del 22 dicembre 2011 si era pronunciata confermando, in adesione all’orientamento giurisprudenziale già espresso dalla Cass.SS.UU.n 14656 del 2011 che l’art 17 bis non avesse natura precettiva. Eppure numerose sentenze avevano testimoniato l’esistenza di un diverso orientamento (cfr ex multis .sent. 18 novembre 2010 n°192 Trib. Lavoro di Pordenone) in base al quale “ la L. n. 145/02 prevede, con una disposizione di immediata attuazione perché non condizionata a disciplina contrattuale di sorta, che i dirigenti possano delegare ai vicedirigenti competenze attuative di progetti, di direzione e coordinamento degli uffici e della gestione del personale”.Inoltre, secondo orientamento della giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia di Pubblico Impiego, l’efficacia derogatoria riconosciuta al Contratto Collettivo rispetto alla legge, presuppone che la legge, della cui deroga si tratti, non inverte la parte collettiva del compito della propria attuazione, quindi ne caso dell’art. 17-bis della legge della vice dirigenza che rinvia la contrattazione collettiva, la disciplina dell’istituto della vicedirigenza ove i CCNL omettano la relativa applicazione, è lo stesso organo....
LaPrevidenza.it, 17/09/2012