Source: http://www.appaltiecontratti.it/2017/11/09/giurisdizione-giudice-amministrativo-materia-risarcimento-del-danno/
Timestamp: 2019-06-26 16:27:34+00:00
Document Index: 119397933

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 7', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 105']

Giurisdizione giudice amministrativo in materia di risarcimento del danno
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n.5036/2017, si è pronunciato sulla giurisdizione del giudice amministrativo in ipotesi di azione risarcitoria conseguente all’adozione di provvedimenti illegittimi
Il caso in discussione derivava dalla impugnazione di atti, poi annullati, che illegittimamente avevano modificato l’assetto degli interessi: le delibere di cui si discute avevano, infatti, costituito il fatto illecito produttivo di danno del quale la società ricorrente chiedeva il risarcimento.
Sul tema il Collegio ha sostenuto che, trattandosi di azione risarcitoria conseguente all’adozione di provvedimenti illegittimi, sussiste chiaramente la giurisdizione del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 7 c.p.a., oltre che dell’art. 133 c.p.a., tenuto conto che si controverte in materia di contratti pubblici.
Infatti, non è stata proposta un’azione risarcitoria per responsabilità contrattuale, in quanto non vi è stato un mero inadempimento da parte dell’Amministrazione, né il fatto produttivo di danno (e cioè l’adozione delle determinazioni illegittime successivamente annullate), può ricomprendersi nell’ambito dell’esercizio dell’attività negoziale successiva alla stipulazione del contratto: tali determinazioni sono, piuttosto, espressione di un potere pubblicistico autoritativo che si pone al di fuori del contratto e che è diretto a soddisfare la rinnovata valutazione dell’interesse pubblico.
Nel caso di specie, dunque, a parere del Collegio, non vi sarebbe stato un inadempimento degli obblighi nascenti dal contratto, ma un cattivo esercizio del potere di autotutela da parte dell’Amministrazione, che ha determinato la violazione delle norme di correttezza alle quali pure è tenuta la pubblica amministrazione.
Ne consegue, quindi, che l’ordinario riferimento alla giurisprudenza relativa al riparto di giurisdizione in materia di contratti pubblici, secondo cui rientrano nella giurisdizione amministrativa tutte le controversie relative alla fase pubblicistica che si chiude con la stipulazione del contratto, e a quella civile quelle relative alla fase esecutiva, deve ritenersi inconferente laddove la controversia abbia ad oggetto il risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi prodotto dell’illegittimo esercizio del potere di autotutela che si pone a valle del contratto, ma che si configura come atto autoritativo lesivo di interessi legittimi.
Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Terza, del 31/10/2017, n. 5036
05036/2017REG.PROV.COLL.
00733/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 733 del 2017, proposto da:
OMISSIS, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati OMISSIS, con domicilio eletto presso OMISSIS;
Azienda Sanitaria Locale di Foggia – ASL FG, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato OMISSIS, con domicilio eletto presso OMISSIS;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della Azienda Sanitaria Locale di Foggia;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 settembre 2017 il Cons. Stefania Santoleri e uditi per le parti gli avvocati OMISSIS su delega di OMISSIS e OMISSIS su delega di OMISSIS;
– La società ricorrente è risultata aggiudicataria del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per l’ASL FG/1 (lotto 3) per gli anni 2001-2006 (delibera del D.G. n. 3013 del 27/11/2000).
– Con sentenza n. 1671 dell’8 giugno 2006 il TAR ha accolto il ricorso ed ha annullato:
– Con successivo ricorso, proposto dinanzi allo stesso TAR per la Puglia, la società ricorrente ha chiesto il risarcimento del danno derivante dalle delibere annullate, provvedendo alla sua quantificazione.
– Tale giudizio è stato definito dal TAR con la sentenza n. 1252 del 2016, di inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo.
– Avverso tale decisione ha proposto appello la ricorrente in primo grado, rilevando che il primo giudice avrebbe erroneamente declinato la giurisdizione, trattandosi di un’azione risarcitoria conseguente all’annullamento di atti amministrativi illegittimi.
– Alla Camera di Consiglio del 14 settembre 2017 l’appello è stato trattenuto in decisione.
– L’appello è fondato e va, dunque accolto.
– Il primo giudice ha provveduto ad interpretare la domanda, ritenendo che:
– La tesi del primo giudice non può essere condivisa.
– Contrariamente a quanto ritenuto dal TAR, non è stata proposta un’azione risarcitoria per responsabilità contrattuale, in quanto non vi è stato un mero inadempimento da parte dell’Azienda Sanitaria, né il fatto produttivo di danno (e cioè l’adozione delle due determinazioni illegittime successivamente annullate), può ricomprendersi nell’ambito dell’esercizio dell’attività negoziale successiva alla stipulazione del contratto: tali determinazioni, infatti, sono espressione di un potere pubblicistico autoritativo che si pone al di fuori del contratto, e che è diretto a soddisfare la rinnovata valutazione dell’interesse pubblico.
– Ne consegue che il riferimento alla giurisprudenza relativa al riparto di giurisdizione in materia di contratti pubblici, secondo cui rientrano nella giurisdizione amministrativa tutte le controversie relative alla fase pubblicistica che si chiude con la stipulazione del contratto, e a quella civile quelle relative alla fase esecutiva, deve ritenersi inconferente, perché la presente controversia riguarda il risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi prodotto dell’illegittimo esercizio del potere di autotutela che si pone a valle del contratto, ma che si configura come atto autoritativo lesivo di interessi legittimi.
– Per completezza espositiva, è opportuno rilevare che neppure gli altri elementi indicati dal TAR possono condurre a diverse determinazioni, in quanto ciò che rileva ai fini del riparto di giurisdizione è la causa petendi e non il petitum: la riqualificazione dell’azione risarcitoria, invece, si fonda essenzialmente nell’interpretazione del petitum alla luce delle modalità con le quali la domanda è stata formulata.
– La sentenza di primo grado deve essere dunque annullata con rinvio al primo giudice, ai sensi dell’art. 105 c.p.a.
– La particolarità della vicenda giustifica l’integrale compensazione tra le parti delle spese di entrambi i gradi di giudizio.