Source: https://jurisnews.net/2020/01/08/il-delitto-di-autoriciclaggio-profili-problematici/
Timestamp: 2020-04-08 07:29:15+00:00
Document Index: 60562851

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 648', 'art. 25', 'art. 648', 'art. 7', 'art. 342']

Il delitto di autoriciclaggio: profili problematici – Juris News
In seguito ad un complesso iter legislativo, si è giunti all’introduzione dell’autoriciclaggio. Rilevante è stato il contributo delle Commissioni Greco e Fiandaca: la norma è frutto di una sintesi tra le due proposte. L’art. 3 della L. 186/2014 ha introdotto, nel nostro ordinamento, all’art. 648-ter.1. c.p., il delitto di autoriciclaggio e, attraverso un’interpolazione dell’art. 25-octies del d.lgs. n. 231 del 2001, ha incluso tale figura nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti.
Colpisce, fin da una prima lettura della norma 648-ter 1, l’articolato sistema di attenuanti e aggravanti specifiche. In ordine di apparizione, rileva anzitutto l’attenuante prevista nei casi di reati presupposto “bagatellari”: se si tratta di reati puniti con la reclusione nel massimo inferiore a cinque anni, le pene per l’autoriciclaggio sono più contenute rispetto all’ipotesi base. Si tratta di un’attenuante assimilabile a quella prevista dal terzo comma dell’art. 648-bis c.p.; rispetto a essa, presenta, però, una struttura differente: non è costruita come circostanza a effetto comune, bensì come circostanza indipendente a effetto speciale. Si prescrive una mitigazione del trattamento sanzionatorio proporzionalmente maggiore rispetto a quella prevista nei casi di riciclaggio. Invece la ratio dell’attenuante è in contraddizione con la logica che sottende l’intervento riformatore in esame; singolare è il limite posto all’operatività dell’attenuante dal comma terzo dell’articolo 648-ter.1: se il reato presupposto è aggravato ai sensi dell’art. 7 d.l. n. 152/1991, non si applica la mitigazione sanzionatoria e si ritorna alla pena base.
A parere di chi scrive, la sensazione è di essere in presenza di una disposizione fortemente simbolica, tipica di una normazione attenta a veicolare messaggi politici ossia la fermezza nella lotta alla criminalità organizzata. Per quanto concerne l’aggravante disciplinata dal comma quinto, qui il novero delle attività rilevanti è ampliato anche a quelle finanziarie e bancarie. L’estensione è comprensibile per il riciclatore terzo che non per l’autore del reato presupposto. L’ultimo comma prevede una diminuzione fino alla metà della pena per attività di collaborazione post delictum. Si tratta di una circostanza che — limitatamente all’ipotesi del contributo ad assicurare le prove e i proventi del reato — denota un mutamento di prospettiva.
(1) Silvetti V., L’autoriciclaggio e i suoi effetti 231 in Diritto.it, 2017
(2) Cass. Pen. n. 17235/2018
(3) Santoriello C., La circolare di confindustria sul nuovo reato di autoriciclaggio e la responsabilità degli enti collettivi: alcuni pericolosi equivoci, in Circolare 231 n. 7 luglio 2015, in Rivista 231
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