Source: https://renatodisa.com/2015/06/17/corte-di-cassazione-sezioni-unite-sentenza-15-giugno-2015-n-12311-ai-fini-della-sussistenza-della-violazione-di-legge-laver-ingiustificatamente-ritardato-per-negligenza-inescusabile-e-violaz/
Timestamp: 2018-11-16 12:14:29+00:00
Document Index: 29069506

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 326', 'sentenza ', 'art. 407', 'sentenza ', 'art. 326', 'sentenza ', 'art. 407']

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 15 giugno 2015, n. 12311. Ai fini della sussistenza della violazione di legge (l'aver ingiustificatamente ritardato - per negligenza inescusabile e violazione dei doveri di diligenza e laboriosità - le indagini relative ad una denuncia contro ignoti presentata da G.T. per il reato di cui all'art. 326 cod. pen. (rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio), non prevedono, infatti, specifici obblighi, ma, come esattamente affermato nella sentenza impugnata, individuano tempi e modalità di svolgimento delle indagini di competenza del pubblico ministero. Le indicazioni ivi contenute sono riconducibili ad uno spazio di apprezzamento del magistrato sottratto alla valutazione del giudice disciplinare. Ciò appare evidente dalla formulazione degli artt. 326 cod. proc. pen. che si limita a fissare le finalità delle indagini preliminari, e 358 cod. proc. pen. a norma del quale il pubblico ministero "compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo 326 e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini". Per quanto riguarda gli altri due articoli citati nel capo di incolpazione - che disciplinano, rispettivamente, l'inizio dell'azione penale, le sue forme e i relativi termini (artt. 405), nonché i termini di durata massima delle indagini preliminari (art. 407) - deve osservarsi che la contestazione di cui al capo di incolpazione in esame non riguarda alcuna violazione dei termini indicati dalle norme citate - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, ResponsabilitÃ e deontologia professionale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite/Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 15 giugno 2015, n. 12311. Ai fini della sussistenza della violazione di legge (l’aver ingiustificatamente ritardato – per negligenza inescusabile e violazione dei doveri di diligenza e laboriosità – le indagini relative ad una denuncia contro ignoti presentata da G.T. per il reato di cui all’art. 326 cod. pen. (rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio), non prevedono, infatti, specifici obblighi, ma, come esattamente affermato nella sentenza impugnata, individuano tempi e modalità di svolgimento delle indagini di competenza del pubblico ministero. Le indicazioni ivi contenute sono riconducibili ad uno spazio di apprezzamento del magistrato sottratto alla valutazione del giudice disciplinare. Ciò appare evidente dalla formulazione degli artt. 326 cod. proc. pen. che si limita a fissare le finalità delle indagini preliminari, e 358 cod. proc. pen. a norma del quale il pubblico ministero “compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell’articolo 326 e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”. Per quanto riguarda gli altri due articoli citati nel capo di incolpazione – che disciplinano, rispettivamente, l’inizio dell’azione penale, le sue forme e i relativi termini (artt. 405), nonché i termini di durata massima delle indagini preliminari (art. 407) – deve osservarsi che la contestazione di cui al capo di incolpazione in esame non riguarda alcuna violazione dei termini indicati dalle norme citate
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-06-17T17:55:43+00:0017 giugno 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, ResponsabilitÃ e deontologia professionale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite|0 Commenti