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Timestamp: 2018-09-24 23:53:15+00:00
Document Index: 111340609

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 17', 'art. 2', 'art. 18', 'art. 18', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 16', 'art. 5', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 7', 'art.1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 6']

Delibera numero 1135 del 25 ottobre 2017
Delibera n. 1135 del 25 ottobre 2017
nell’adunanza del 25 ottobre 2017
Segnalazioni pervenute all’Autorità.
In data 15.02.2017 è pervenuto a questa Autorità un esposto anonimo, acquisito al protocollo n. 24208 del 15.02.2017, indirizzato al Presidente dell’ANAC e, per conoscenza, al RPCT dell’Istituto “omissis”, in cui un ricercatore dell’Istituto evidenziava un possibile caso di conflitto di interessi in capo al Direttore (Rettore) dell’Istituto stesso, chiedendo l’intervento dell’Autorità per effettuare le verifiche del caso.
Oggetto della segnalazione era l’apertura di un bando di concorso per professore ordinario nel settore di Economia Aziendale, cui appartiene il prof. “omissis”, già professore associato presso l’Università di “omissis”, nonché figlio del Presidente della Fondazione “omissis”.
Con successiva nota acquisita al protocollo dell’Autorità n. 24237 del 15.02.2017, il Direttore della Scuola “omissis” ha informato il Presidente dell’ANAC di aver ricevuto, con riferimento alla procedura di valutazione per la copertura di un posto di professore ordinario di I fascia nel settore di Economia Aziendale, una lettera anonima in cui veniva fatto esplicito riferimento alla sussistenza di un potenziale conflitto di interessi.
Al fine di dimostrare la correttezza dell’operato della Scuola “omissis”, il Rettore nella nota inviata all’ANAC, ha ripercorso l’iter seguito dalla Scuola con riferimento alla contestata procedura di valutazione comparativa, in corso di svolgimento, comunicando quanto di seguito sintetizzato:
in data 8 aprile 2016 il MIUR, con D.M. 242, ha previsto il finanziamento di un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia, attribunendo alla Scuola “omissis” un punto organico da destinarsi alla chiamata di professori di I fascia secondo le procedure di cui agli artt. 18 co. 1 e 29 co. 4 della L. 240/2010;
in data 25 ottobre 2016 il Consiglio Accademico ha espresso parere favorevole all’apertura di un bando nel SSD di Economia Aziandale, per una posizione di professore di I fascia;
in data 28 ottobre 2016 il Consiglio Direttivo ha deliberato all’unanimità l’apertura del bando;
in data 18 novembre 2016 è stata indetta la procedura di valutazione in oggetto, fissando il 19 dicembre 2016 come data di scadenza per la presentazione delle domande;
in data 28 dicembre 2016 il Direttore della Scuola ha inviato una richiesta formale al Presidente della Commissione per Abilitazione Scientifica Nazionale, chiedendo l’indicazione di due terne di nominativi di eminenti studiosi da cui poter identificare i membri della Commissione di valutazione per la procedura in oggetto;
in data 4 gennaio 2017 il Presidente della Commissione per Abilitazione Scientifica Nazionale ha risposto di non ritenersi competente a soddisfare la richiesta ricevuta, suggerendo di contattare SIDREA – Società Italiana di Ragioneria ed Economia Aziendale, in qualità di soggetto rappresentativo dei docenti del settore;
in data 9 gennaio 2017 il Direttore della Scuola “omissis” ha inoltrato al Presidente di SIDREA la richiesta di due terne di nominativi di eminenti studiosi da cui poter identificare i membri della Commissione di valutazione per la procedura in oggetto;
in data 26 gennaio 2017 il Presidente di SIDREA ha fornito le due terne richieste.
Con ulteriore nota acquisita al protocollo dell’Autorità n. 79879 del 12.06.2017 il Direttore della Scuola “omissis”, facendo seguito alla sua precedente nota, ha comunicato che in data 9 maggio 2017 la Commissione di Selezione, composta da membri esterni estratti a sorte tra le due terne di professori indicati dalla SIDREA, ha concluso i propri lavori, designando vincitore, tra i due candidati presentatisi per la selezione, il prof. “omissis”.
Occorre evidenziare, per completezza che, da notizie di stampa e dallo stesso curriculum vitae del prof. “omissis”, si è appreso che:
il Prof. “omissis” ha ricoperto il ruolo di Membro del Consiglio direttivo della Scuola “omissis” di “omissis”, nel periodo dal 2009 al 2011;
il Presidente della Fondazione “omissis”, “omissis”, si è dimesso dal suo incarico nel corso del 2017, successivamente all’assunzione del figlio presso la Scuola “omissis”.
Infine, il Direttore ha allegato l’estratto di un articolo pubblicato sul giornale “Il fatto Quotidiano”, “con contenuti lesivi dell’onorabilità scientifica e dei valori reputazionali della Scuola “omissis””.
A seguito delle segnalazioni pervenute, questa Autorità ha trasmesso al Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza (RPCT) dell’Istituto una nota di richiesta informazioni, prot. n. 94731 del 25.07.2017, inoltrandola, per opportuna conoscenza, anche al Direttore della Scuola “omissis”.
In data 10 agosto 2017 è stata acquisita al protocollo generale dell’Autorità n. 99747 la nota con cui il RPCT della Scuola “omissis” ha fornito la relazione richiesta dall’Autorità in merito alla procedura di valutazione in argomento, fornendo, altresì, la documentazione a supporto.
La questione prospettata riguarda un possibile caso di conflitto di interessi in relazione alla procedura valutativa per un posto di professore ordinario di I fascia nel settore di Economia Aziendale della Scuola “omissis”, di cui è risultato vincitore il prof. “omissis”, figlio del Presidente della Fondazione “omissis”.
La possibilità di impropria commistione di interessi nasce dalla circostanza, evidenziata dallo stesso Rettore della Scuola “omissis”, nella nota acquisita al prot. n. 24237/2017, che “Il sostegno della Fondazione “omissis” è strumento importante per il sostentamento e la crescita della Scuola “omissis”, in termini di risorse sia finanziarie che materiali. Coerentemente con il suo Statuto, “omissis” contribuisce alle spese per le borse di studio degli allievi di dottorato e per gli stipendi dei ricercatori, oltre a fornire e mantenere gli edifici che costituiscono il Campus della Scuola.”
1. Rapporti tra l’Istituto “omissis” e la “omissis”. Analisi dello Statuto dell’Istituto “omissis”.
La Fondazione “omissis” è una fondazione promossa da: Comune di “omissis”, Provincia di “omissis”, Fondazione Cassa di Risparmio di “omissis”, Fondazione Banca del “omissis”, CCIA di “omissis” e Confindustria “omissis”, che non ha scopo di lucro e promuove e sostiene iniziative di alta formazione e di ricerca.
Ai sensi dell’art. 1 co. 6 dello Statuto della Scuola “omissis”, emanato con Decreto rettoriale del 2011: “ “omissis” opera in stretto collegamento e con la partecipazione della Fondazione “omissis”, che concorre a sostenerne lo sviluppo e la crescita”.
Dall’analisi dello Statuto, sono emersi i seguenti ulteriori elementi:
a) art. 7 comma 1 “Il Consiglio Direttivo è l’organo di governo di “omissis”. E’ presieduto dal Direttore che lo convoca. Le funzioni di segretario verbalizzante sono svolte dal Direttore Amministrativo”;
b) art. 7 comma 2 “Il Consiglio Direttivo:
nomina il Direttore a maggioranza assoluta dei componenti;
è responsabile dell’indirizzo strategico;
approva la Programmazione Triennale proposta dal Direttore, acquisito, con riferimento all’organizzazione della didattica e della ricerca, all’indirizzo della ricerca e alla dotazione organica dei professori e dei ricercatori di ruolo, il parere obbligatorio del Consiglio Accademico;
c) art. 7 comma 3 “Il Consiglio Direttivo è composto:
da cinque membri espressione della Fondazione “omissis”….designati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione sulla base di una rosa di nominativi proposti dai rappresentanti legali dei Fondatori Istituzionali della medesima Fondazione,
dal Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche;
da un membro designato d’intesa dai Rettori degli atenei federati ai sensi dell’art. 5 del presente statuto…;
da un membro designato dal Consiglio Direttivo uscente su proposta del Direttore…;
da un membro designato dal Consiglio Accademico…;
da un rappresentante degli allievi eletto secondo le modalità previste da apposito regolamento”.
d) art. 8 comma 1 “Il Direttore è designato dal Consiglio Direttivo…”;
e) art. 17 comma 1 “Le entrate di “omissis” sono costituite da: trasferimenti dello Stato, contributi della Fondazione “omissis”, contributi di altri soggetti pubblici e privati e proventi derivanti da contratti e convenzioni per attività in conto terzi, eventuali rette corrisposte pr specifici percorsi di formazione dottorale e post-laurea”.
2. Rapporti tra l’Istituto “omissis” e la “omissis”. Analisi del bilancio 2016 dell’Istituto “omissis”.
Dall’analisi del bilancio 2016 dell’Istituto “omissis” è emerso che:
a) i contributi erogati dalla Fondazione “omissis” (619 mila euro) rappresentano, in termini quantitativi, la seconda fonte di finanziamento per la Scuola “omissis”, dopo i contributi erogati dal MIUR (7,5 milioni di euro). In termini percentuali, sul totale del contributi ricevuti dalla Scuola, quelli provenienti dal MIUR rappresentano l’80% e quelli provenienti dalla Fondazione rappresentano il 7,4%;
b) i crediti nei confronti della Fondazione “omissis”(1,8 milioni di euro) rappresentano, in termini quantitativi, la quota più consistente dei crediti complessivi iscritti in bilancio, pari a 4,7 milioni di euro;
c) il valore degli immobili a disposizione della Scuola “omissis” ammonta a 18 milioni di euro.
3. Analisi del processo decisionale che ha condotto all’espletamento della procedura di valutazione per la copertura di un posto di professore di I fascia nel Settore di Economia Aziendale.
Una volta appurato lo stretto legame sia in termini economico-finanziari, che in termini di governance tra l’Istituto “omissis” e la “omissis”, si è proceduto ad analizzare le due fasi in cui si è articolato il processo decisionale, al termine del quale si è proceduto allo svolgimento della selezione per un posto di professore di I fascia nel Settore di Economia Aziendale:
I fase: determinazione del fabbisogno di personale docente, con particolare riferimento alla figura di un professore del SSD di Economia Aziendale;
II fase: deliberazione ed espletamento della procedura di selezione.
In particolare si è ritenuto necessario verificare:
le modalità di pianificazione adottate dalla Scuola per individuare il fabbisogno dei docenti;
il rispetto, con riferimento alla procedura oggetto di segnalazione, delle modalità di pianificazione e autorizzazione suddette, attraverso l’analisi della pianificazione concretamente effettuata dalla Scuola al fine di procedere al reclutamento di professori, con particolare riferimento alle relazioni redatte dai responsabili di area in merito ai reclutamenti della propria area;
l’iter di autorizzazione e deliberazione adottato dalla Scuola per il reclutamento di professori ordinari, a seguito dell’individuazione del fabbisogno di docenti;
il rispetto, con riferimento alla procedura oggetto di segnalazione, delle fasi previste dall’iter di autorizzazione e deliberazione delle procedure concorsuali.
Le verifiche hanno implicato, in prima battuta, l’esame della documentazione pubblicata sul sito istituzionale della Scuola “omissis”, di seguito indicata.
a) Statuto dell’Istituto “omissis”, articolo 8, comma 2.
Il secondo comma dell’articolo 8 dello statuto disciplina i poteri del Direttore dell’Istituto, il quale:
“propone la Programmazione Triennale acquisito, con riferimento all’organizzazione della didattica e della ricerca, all’indirizzo della ricerca e alla dotazione organica dei professori e dei ricercatori di ruolo, il parere obbligatorio del Consiglio Accademico;
convoca e presiede il Consiglio Direttivo e il Consiglio Accademico;
emana lo Statuto, i bandi e i regolamenti di “omissis”;
dispone la chiamata dei professori e dei ricercatori di ruolo e a tempo determinato, deliberata dal Consiglio Direttivo, acquisito il parere obbligatorio del Consiglio Accademico”.
b) Regolamento sulle procedure di chiamata dei professori di ruolo – procedura.
Ai sensi dell’art. 2 del Regolamento, l’attivazione delle procedure di chiamata dei professori di ruolo è deliberata dal Consiglio Direttivo, su proposta del Direttore che deve indicare una delle modalità di copertura dei posti, tra cui è compresa la procedura selettiva ai sensi dell’art. 18, comma 1, della Legge n. 240/2010.
Con specifico riferimento alla procedura selettiva ai sensi dell’art. 18, comma 1, della Legge n. 240/2010, l’art. 3 dello stesso Regolamento prevede le modalità di indizione della procedura, attraverso emanazione del decreto del Direttore.
c) Analisi dei Regolamenti – divieto di partecipazione a selezioni e di assunzione.
Il Regolamento sulle procedure di chiamata dei professori di ruolo, all’art. 4, disciplina espressamente il divieto di partecipare alle procedure di selezione per “coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore di “omissis”, ovvero con il Direttore, con il Direttore Amministrativo o con un componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto”.
Il Regolamento sugli incarichi e sui rapporti di lavoro in ambito didattico e scientifico, all’art. 8, comma 1, disciplina espressamente il divieto di chiamata a “professore di prima e seconda fascia” nei confronti di “coloro che abbiano un rapporto di parentela o di affinità (come definito dagli artt. 74 e seguenti del codice civile) fino al quarto grado compreso, con un professore dell’Istituto ovvero con il Direttore, il Direttore Amministrativo o un componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto”.
Pertanto, stando a quanto previsto dai regolamenti dell’Istituto, il divieto di partecipazione alle procedure di selezione ed il divieto di chiamata sono relativi a parenti e affini entro il quarto grado delle seguenti figure: il Direttore, il Direttore Amministrativo ed i componenti del Consiglio Direttivo.
d) Analisi del PTPC 2017-2019 – procedure di chiamata dei professori.
Dall’analisi del PTPC 2017-2019 approvato dalla Scuola “omissis” è emerso che alle procedure di chiamata dei professori di I e di II fascia e dei ricercatori è stato attribuito un grado di rischio medio-alto. Nelle note riportate nell’apposita tabella (pag. 12 PTPC 2017-2019) viene inoltre precisato che si è ritenuto di “elevare il grado di rischio da medio a medio-alto e di introdurre specifiche misure di prevenzione consistenti in una revisione integrale dei regolamenti della Scuola in materia di procedure di chiamata al fine di renderli pienamente conformi alla normativa vigente e di porre particolare enfasi sulle procedure atte a prevenire o affrontare eventuali conflitti di interesse in tutti i passaggi previsti”.
e) Analisi del Codice di comportamento – regolamentazione del conflitto di interessi.
Il Codice di comportamento prevede obblighi di condotta che, ai sensi dell’art. 2 (Ambito di applicazione), si applicano a tutto il personale dipendente, a tempo indeterminato e determinato, compresi i collaboratori ed esperti linguisitici, i ricercatori a tempo determinato e i tecnologi, nonché ai dirigenti di “omissis” e, per quanto compatibili, ai componenti degli organi di “omissis”, ai collaboratori e ai consulenti dell’Istituto e ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione.
Si riportano di seguito le previsioni del Codice di comportamento ritenute di interesse al fine della valutazione della fattispecie in esame:
a) art. 7 comma 1 “Il lavoratore si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, d affini entro il secondo grado, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, ivi incluso l’intento del lavoratore di assecondare pressioni politiche, sindacali o messe in atto dai superiori gerarchici per interessi diversi da quwelli istituzionali”;
b) art. 7 comma 2 “Il lavoratore si astiene altresì dal prendere decisioni o svolgere attività che coinvolgano direttamente interessi di persone con le quali egli o uno dei soggetti indicati al comma precedente abbia…rapporti di credito o debito significativi…”;
c) art. 7 comma 3 “In via residuale il lavoratore si astiene in ogni altro caso, anche non previsto dal Codice, in cui esistano ragioni di convenienza istituzionale, con particolare riguardo ai conflitti, anche potenziali, che possono insorgere”;
d) art. 7 comma 4 “Il lavoratore comunica tempestivamente, per iscritto e in forma riservata, al Direttore Amministrativo, quando ritiene sussistere un conflitto, anche potenziale, tra le attività del proprio ufficio e un interesse personale proprio o degli altri soggetti indicati o quando ricorrano le situazioni di cui ai precedenti commi 1, 2 e 3”;
e) art. 7 comma 6 “Il Direttore Amministrativo, assunte le informazioni necessarie, si pronuncia sulla rilevanza del conflitto di interessi e, se necessario, decide sull’astensione adottando gli atti conseguenti, dandone comunicazione scritta al lavoratore interessato. Qualora il conflitto riguardi il Direttore Amministrativo, la decisione è assunta dal Direttore.
f) art. 7 comma 7 “La mancata, tardiva, incompleta o falsa comunicazione determina responsabilità disciplinare”;
g) art. 16 comma 1 - la violazione dei doveri e degli obblighi previsti dal Codice di comportamento e dal PTPC “determina responsabilità disciplinare accertata all’esito del procedimento disciplinare...”
f) Analisi del Codice etico – regolamentazione del conflitto di interessi.
Il Codice etico, all’art. 5 dedicato al conflitto di interessi, vieta ai tutti i componenti della comunità “omissis” l’utilizzo della loro posizione per ottenere vantaggi o profitti non dovuti, per sé o per altri, a danno degli interessi dell’Istituto.
A valle dell’analisi della documentazione di cui sopra, è stata avviata un’interlocuzione con il RPCT della Scuola “omissis”, al fine di acquisire ulteriori elementi di valutazione; con nota prot. 99747 del 10 agosto 2017, il RPCT della Scuola “omissis” ha fornito le informazioni richieste in merito ai seguenti punti.
a) Proposta di Programmazione Triennale del Direttore, parere obbligatorio espresso del Consiglio Accademico sulla proposta di Programmazione Triennale del Direttore e approvazione da parte del Consiglio Direttivo della proposta di Programmazione Triennale del Direttore..
In merito ai primi tre punti oggetto di richiesta da parte dell’Autorità, il RPCT ha comunicato che la scuola “omissis”, con riferimento all’anno 2016, non ha redatto la proposta di programmazione triennale del Direttore. Infatti, a partire dal triennio 2016-2018, la scuola ha provveduto alla redazione di un unico documento, “Piano integrato performance, trasparenza e anticorruzione” contenente sia le cinque sezioni minime ritenute necessarie dalle Linee Guida dell’ANVUR, sia l’integrazione con la Programmazione Triennale e il Bilancio di previsione.
In particolare il RPCT ha evidenziato che la prima sezione del suddetto documento “corrisponde ai contenuti previsti nel documento di Programmazione triennale, con lo scopo di definire le linee di sviluppo strategico di “omissis””.
L’analisi di questa sezione del documento, denominata “Inquadramento strategico dell’Ateneo”, è stata condotta al fine di verificare la presenza dei requisiti individuati dallo Statuto all’art. 15 “Programmazione Triennale”, che deve contenere, tra l’altro:
-“le linee di sviluppo strategico di “omissis” in termini di ambiti di interesse prioritario per la ricerca e l’insegnamento e di collaborazioni istituzionali da attivare;
-l’istituzione e la soppressione delle unità organizzative della ricerca e della didattica;
-la dotazione organica di professori e ricercatori di ruolo”.
Dall’analisi effettuata è emerso che il Piano, al paragrafo 1.7 sezione “Docenti di ruolo”, pag. 30, contiene la previsione della dotazione organica complessiva della scuola, con l’indicazione del numero minimo (13) e massimo (18) di docenti, individuati in relazione al numero minimo (100) e massimo di allievi (200).
Con riferimento agli ambiti di interesse prioritario individuati per la ricerca e l’insegnamento, si rileva esclusivamente la previsione (pag. 32 del Piano) riguardante il “reclutamento di un professore di seconda fascia come stabilito dal Consiglio Direttivo il 16 dicembre 2015 nel settore concorsuale di psicologia generale, psicobiologia e psicometria per il quale si intende prioritario avviare quanto prima la procedura di scouting internazionale”.
Ne consegue che nessuna programmazione specifica era stata effettuata con riferimento al settore concorsuale Economia Aziendale, evidenziando al contempo che il piano si limita a prevede in via generica che “gli eventuali reclutamenti di professori di ruolo (di prima o seconda fascia) saranno decisi e programmati nel tempo verificando la disponibilità di punti organico consentita dalla normativa vigente in materia, o dalle nuove disposizioni previste nella Legge di stabilità per l’anno 2016”.
b) Relazioni propedeutiche alla Programmazione Triennale, redatte dai responsabili di area in merito ai reclutamenti della propria area e, in particolare, la relazione del responsabile dell’area economia.
Il RPCT ha precisato che “non sono richieste relazioni propedeutiche in tal senso, ma le eventuali esigenze di reclutamento vengono rappresentate al Direttore e successivamente organicamente dal Direttore ai docenti della Scuola nel corso di incontri periodici di pianificazione strategica”.
Viene sostanzialmente confermata l’assenza di una specifica programmazione triennale che comporti l’individuazione ex ante degli ambiti di interesse prioritario della Scuola, demandando al Direttore un ampio potere discrezionale in merito ad eventuali esigenze di reclutamento.
c) Notizie in merito ad eventuali comunicazioni di conflitto di interessi presentate da coloro che hanno partecipato alle fasi decisionali della procedura di valutazione per la copertura di un posto di professore universitario di I fascia nel Settore di Economia aziendale.
Il RPCT ha comunicato che non risulta presentata alcuna comunicazione di conflitto di interessi da parte di coloro che hanno partecipato alle fasi decisionali inerenti la procedura di valutazione in oggetto.
d) Conferma in merito all’applicazione anche al Direttore/Rettore della Scuola della procedura per la gestione di situazioni di conflitto di interessi di cui all’art. 7 del Codice di comportamento.
Il RPCT ha confermato l’applicazione anche al Direttore della Scuola della procedura per la gestione di situazioni di conflitto di interessi di cui all’art. 7 del Codice di comportamento.
e) Informazioni sulle specifiche misure di prevenzione adottate al fine di “prevenire o affrontare eventuali conflitti di interesse”, a cui si fa riferimento nel PTPC 2017-2019 in relazione alle “procedure di chiamata dei professori di I e II fascia e ricercatori”, per le quali il grado di rischio individuato è stato elevato da “medio” a “medio-alto”.
Il RPCT ha comunicato che non risulta ancora presa alcuna iniziativa.
Dalla lettura del bilancio 2016 della Scuola emerge con chiarezza uno stretto legame economico/ finanziario della Scuola nei confronti della Fondazione, in quanto quest’ultima ha:
-messo a disposizione gli immobili in comodato d’uso gratuito, per un valore iscritto in bilancio pari a 18 milioni di euro;
-destinato un contributo, per l’anno 2016, di circa 600 mila euro;
-registrato un debito nei confronti della Scuola pari a 1,8 milioni di euro.
Circostanze che hanno trovato conferma anche nella nota del Rettore della Scuola e nello statuto stesso dell’Istituto (cfr. art.1, comma 6: “ “omissis” opera in stretto collegamento e con la partecipazione della Fondazione “omissis”, che concorre a sostenerne lo sviluppo e la crescita”).
Il contributo di carattere economico della Fondazione alla Scuola trova corrispondenza nel ruolo della Fondazione stessa nell’ambito della “governance” della Scuola, in quanto, in base all’articolo 7 dello Statuto, degli 11 membri di cui si compone il Consiglio Direttivo della Scuola:
- n.5 sono designati dalla Fondazione “omissis”, ossia dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione;
- n.1 è designato dal Consiglio Direttivo uscente;
- n.1, il Presidente, coincidente con il Direttore della Scuola “omissis”, è nominato ai sensi dell’art. 7 co. 2 dello Statuto a maggioranza assoluta dal Consiglio Direttivo.
In sintesi, sul totale di 11 membri, 5 sono direttamente designati dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione “omissis”; 2 sono designati rispettivamente dal Consiglio Direttivo in carica e da quello uscente, ossia da soggetti comunque collegati al Consiglio di Amministrazione della Fondazione “omissis”.
Le suddette circostanze fanno presumere che la Fondazione “omissis” potrebbe esercitare una rilevante influenza sulla gestione della Scuola “omissis”, con possibili conseguenze sull’indipendenza di decisione del Direttore e del Consiglio Direttivo.
I medesimi soggetti rappresentano, infatti, i principali attori del processo decisionale relativo all’approvazione ed all’espletamento delle procedure per il reclutamento del personale docente.
Si ricorda, infatti che, ai sensi di quanto previsto nello Statuto, gli attori della I fase del processo decisionale (determinazione del fabbisogno di personale docente) sono:
1) il Direttore della Scuola, che propone la Programmazione triennale;
2) il Consiglio Accademico, che fornisce il parere obbligatorio sulla Programmazione triennale;
3) il Consiglio Direttivo, che approva la Programmazione triennale proposta dal Direttore, acquisito, con riferimento all’organizzazione della didattica e della ricerca, all’indirizzo della ricerca e alla dotazione organica dei professori e dei ricercatori di ruolo, il parere obbligatorio del Consiglio Accademico.
Ai sensi del Regolamento sulle procedure di chiamata dei professori di ruolo, gli attori della II fase del processo decisionale (deliberazione ed espletamento della procedura di selezione) sono:
1) il Direttore della Scuola, che propone l’attivazione della procedura;
2) il Consiglio Direttivo, che ne delibera l’attivazione.
Inadeguata programmazione di misure di gestione del rischio di corruzione nella prima fase del processo decisionale.
Riguardo alla I fase del processo decisionale, relativa alla determinazione del fabbisogno di personale docente, dall’istruttoria compiuta sono emerse gravi carenze nella programmazione triennale della Scuola che, con riferimento al triennio 2016-2019, non ha provveduto ad individuare gli ambiti di interesse prioritario per la ricerca e l’insegnamento, limitandosi a prevedere che “gli eventuali reclutamenti di professori di ruolo (di prima o seconda fascia) saranno decisi e programmati nel tempo verificando la disponibilità di punti organico consentita dalla normativa vigente in materia, o dalle nuove disposizioni previste nella Legge di stabilità per l’anno 2016”.
Occorre evidenziare come l’assenza o la mancata predisposizione di un’adeguata programmazione dei reclutamenti, sia a livello di ateneo che di dipartimento, rientri senza dubbio tra i fattori di rischio che possono esporre gli atenei a pressioni indebite e a decisioni non correttamente ponderate e adeguate rispetto all’effettivo fabbisogno (come recentemente evidenziato anche nella bozza di aggiornamento 2017 al PNA, nella specifica sezione dedicata alle istituzioni universitarie, disponibile in pubblica consultazione sul sito web dell’Autorità).
Questa situazione, in assenza di adeguata pianificazione di dipartimento e di ateneo, può esporre la Scuola a pressioni indebite, anche con riferimento alla Fondazione che, come rilevato da elementi oggettivi, esercita un’influenza notevole sulla Scuola.
Tale fattore di rischio risulta ulteriormente aggravato dal fatto che, come comunicato dal RPCT della Scuola, le “esigenze di reclutamento vengono rappresentate al Direttore e successivamente organicamente dal Direttore ai docenti della Scuola nel corso di incontri periodici di pianificazione strategica”.
In tale ambito, il Direttore della Scuola “omissis” risulta depositario di una forte discrezionalità nell’individuazione delle procedure di valutazione da bandire di volta in volta.
Occorre, pertanto, evidenziare l’esistenza di aree di rischio nell’ambito dei processi in capo alla Scuola che non risultano adeguatamente presidiate dal rischio di corruzione con misure di prevenzione idonee a garantire la correttezza e l’imparzialità dell’agire amministrativo.
Sul conflitto di interessi in capo al Direttore della Scuola ed al Consiglio Direttivo.
L’oggetto specifico della segnalazione ricevuta da questa Autorità riguarda la possibile sussistenza di un conflitto di interessi in relazione alla procedura valutativa in discussione in capo al Direttore della Scuola ed ai membri del Consiglio Direttivo.
In merito, si ricorda che l’articolo 6-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (“Nuove norme sul procedimento amministrativo”), introdotto dall’art. 1, comma 41, legge n. 190 del 2012 e dedicato alla disciplina del conflitto di interessi recita come segue:
“Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale”.
Si è appena rilevato come il Direttore della Scuola “omissis” risulti depositario di una forte discrezionalità nella fase di individuazione delle procedure di valutazione e che non risulti adottata alcuna specifica procedura per la gestione di eventuali situazioni di conflitto di interessi in capo al Direttore medesimo.
Tuttavia, occorre evidenziare che nel caso in esame, con riferimento alla II fase del processo decisionale, ossia all’espletamento della procedura di selezione, non sono emerse significative criticità, in quanto l’iter seguito ricalca quanto previsto dal Regolamento sulle procedure di chiamata dei professori di ruolo (come dichiarato anche dal Direttore della Scuola, nella sua nota acquisita al prot. n.24237/2017).
Risultano, altresì, assenti le specifiche situazioni di divieto a partecipare alla procedura definite nei Regolamenti, nonché le situazioni di conflitto di interesse delineate nel Codice di comportamento e nel Codice etico.
Tanto premesso, non si ravvisano le condizioni indefettibili per asserire l’esistenza di un conflitto di interessi, ai sensi dell’ visto l’art. 6 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i, idoneo a minare l’indipendenza e la libertà di decisione del Direttore e del Consiglio Direttivo, che abbia potuto influenzare la decisione di bandire un concorso nello stesso settore scientifico-disciplinare in cui risulta abilitato il figlio del Presidente della Fondazione “omissis”.
Si ritiene, comunque, opportuno trasmettere l’esposto anonimo pervenuto all’Autorità, la nota del Direttore dell’“omissis” e le attività espletate dall’Autorità medesima a seguito dei predetti atti alla Procura della Repubblica competente per territorio, in quanto gli accertamenti compiuti, pur avendo escluso l’esistenza di conflitti di interesse, hanno fatto emergere, invece, alcune anomalie nella fase di programmazione del fabbisogno di personale docente, anomalie la cui ragione e finalità non è in potere dell’Autorità investigare, atteso anche il carattere meramente documentale dell’accertamento svolto, ma che, invece, potrebbero risultare di interesse per l’autorità giudiziaria inquirente.
l’archiviazione della segnalazione in oggetto, poiché i fatti evidenziati non integrano i presupposti di una violazione dell’ art. 6 bis della legge n. 241/1990;
di trasmettere gli atti al RPCT dell’Istituto “omissis” perché provveda, a partire dal PTPC 2018-2020, all’adozione di adeguate misure di prevenzione della corruzione con riferimento ai processi interni dell’Istituto “omissis” che risultano non adeguatamente presidiati dal rischio di corruzione, come evidenziato nella presente delibera;
di trasmettere la presente delibera, per opportuna conoscenza, al Direttore ed al Consiglio Direttivo dell’Istituto “omissis” ed all’interessato;
di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di “omissis” e alla Procura regionale della Corte dei Conti della “omissis”, per gli aspetti di competenza.
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