Source: http://www.lawtech.jus.unitn.it/index.php/blog-case-law-giurisprudenza/1735-corte-di-cassazione-sentenza-n-17-febbraio-2014-n-3612
Timestamp: 2019-09-15 22:35:08+00:00
Document Index: 71060841

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1218', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 378', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 6', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 366', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 1218', 'art. 2043', 'art. 360']

Corte di Cassazione, sentenza n. 17 febbraio 2014, n. 3612
Pubblicato Mercoledì, 30 Luglio 2014 13:00
Corte di Cassazione, sentenza 17 febbraio 2014, n. 3612; Finocchiaro M. (pres.), Vivaldi (est.)
Responsabilità civile - Sci - Danno per lesioni a seguito di caduta dell'allievo di scuola di sci - Responsabilità della scuola e dell'insegnante - Natura giuridica - Responsabilità contrattuale - Conseguenze sulla distribuzione dell'onere della prova - Modalità di assolvimento dell'onere probatorio - Presunzioni - Ammissibilità - Fattispecie.
In caso di danno in pregiudizio di un allievo di una scuola di sci a seguito di caduta, la responsabilità della scuola ha natura contrattuale e pertanto, ai sensi dell'art. 1218 cod. civ., al creditore danneggiato spetta solo allegare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, mentre grava sulla controparte provare l'esatto adempimento della propria obbligazione, ossia l'aver vigilato sulla sicurezza ed incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruiva della prestazione scolastica, dimostrando che le lesioni subite siano state conseguenza di circostanze autonome e non imputabili alla scuola. Tale prova può essere data anche a mezzo di presunzioni e solo se la causa resta ignota il sistema impone che le conseguenze patrimoniali negative restino a carico di chi ha oggettivamente assunto la posizione di inadempiente. (Nel ribadire il principio, la S.C. ha negato la responsabilità della scuola di sci perché, tenendo conto della peculiarità dell'insegnamento impartito e del comune dato d'esperienza che non è possibile imparare a sciare senza cadere, era stato accertato che la causa della lesione subita dal minore era dovuta alla circostanza che l'allievo aveva perso l'equilibrio, cadendo indietro e sedendosi sulle code degli sci, senza che gli attacchi di sicurezza potessero aprirsi).
sul ricorso 9946/2008 proposto da:
R.C. (OMISSIS), O.C. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 22, presso lo studio dell'avvocato POTTINO GUIDO, che li rappresenta e difende unitamente all'avvocato PECCENINI FLAVIO giusta delega in atti e R.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE 22, presso lo studio dell'avvocato POTTINO GUIDO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato PECCENINI FLAVIO giusta procura speciale del Dott. Notaio CLOTILDE LA ROCCA 4/12/2013 in BOLOGNA, REP. n. 37358;
B.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CASSIODORO 19, presso lo studio dell'avvocato CALO' MAURIZIO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato REIDER HUGO giusta delega in atti;
ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE SCUOLA SCI SNOWBORD SELVA GARDENA (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore Sig. R.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTONIO BERTOLONI 55, presso lo studio dell'avvocato CEFALY FRANCESCO, che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato BOSCAROLLI TITO giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 149/2007 della CORTE D'APPELLO DI TRENTO SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO, depositata il 13/08/2007, R.G.N. 159/2006;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 10/12/2013 dal Consigliere Dott. ROBERTA VIVALDI;
udito l'Avvocato ALESSANDRO LOVATO per delega; udito l'Avvocato FRANCESCO CEFALY; udito l'Avvocato MAURIZIO CALO';
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. CELENTANO Carmelo, che ha concluso p.q.r. del 1 motivo del ricorso assorbito il 2 motivo.
R.C. e O.C., in proprio e quali genitori esercenti la potestà sul figlio minore R.G., convennero, davanti al tribunale di Bolzano, l'Associazione Professionale Scuola di Sci e Snowboard Selva Gardena ed B.A. chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti dal proprio figlio - che cadendo aveva riportato la frattura della tibia sinistra - durante una lezione impartita dal B., nell'ambito di un corso di sci di gruppo organizzato dalla Associazione Professionale convenuta, al quale cui era stato iscritto il minore.
Si costituirono i convenuti contestando la loro responsabilità. Il tribunale, con sentenza in data 8.2.2006, rigettò la domanda. Ad eguale conclusione pervenne la Corte d'Appello che, con sentenza del 13.8.2007, rigettò l'appello proposto dal R. e dalla O..
Resistono, con distinti controricorsi, l'Associazione Professionale Scuola di Sci e Snowboard Selva Gardena ed B.A..
Con memoria ex art. 378 c.p.c., contenente "atto di costituzione in proprio del ricorrente R.G. divenuto maggiorenne", quest'ultimo si è riportato "facendolo proprio" al ricorso proposto dai suoi genitori.
L'Associazione Professionale Scuola di Sci e Snowboard Selva Gardena ha anche presentato memoria.
Il ricorso è stato proposto per impugnare una sentenza pubblicata una volta entrato in vigore il D.Lgs. 15 febbraio 2006, n. 40, recante modifiche al codice di procedura civile in materia di ricorso per cassazione; con l'applicazione, quindi, delle disposizioni dettate nello stesso decreto al Capo I. Secondo l'art. 366 bis c.p.c., - introdotto dall'art. 6 del decreto - i motivi di ricorso devono essere formulati, a pena di inammissibilità, nel modo lì descritto ed, in particolare, nei casi previsti dall'art. 360, nn. 1), 2), 3) e 4, l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere con la formulazione di un quesito di diritto, mentre, nel caso previsto dall'art. 360, comma 1, n. 5), l'illustrazione di ciascun motivo deve contenere la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione.
Inoltre, l'art. 366 bis c.p.c., nel prescrivere le modalità di formulazione dei motivi del ricorso in cassazione, comporta - ai fini della declaratoria di inammissibilità del ricorso stesso -, una diversa valutazione, da parte del giudice di legittimità, a seconda che si sia in presenza dei motivi previsti dall'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1, 2, 3 e 4, ovvero del motivo previsto dal n. 5, della stessa disposizione.
Nell'ipotesi, invece, in cui venga in rilievo il motivo di cui all'art. 360 c.p.c.c., n. 5, (il cui oggetto riguarda il solo iter argomentativo della decisione impugnata), è richiesta una illustrazione che, pur libera da rigidità formali, si deve concretizzare in una esposizione chiara e sintetica del fatto controverso (c.d. momento di sintesi) - in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria - ovvero delle ragioni per le quali la dedotta insufficienza rende inidonea la motivazione a giustificare la decisione (v. da ultimo Cass. 25.2.2009 n. 4556; v.anche Cass. 18.11.2011 n. 24255).
Con il primo motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione delle norme di diritto ex art. 360 comma 1 n. 3 c.p.c. - in specie violazione e falsa applicazione delle norme che regolano la responsabilità contrattuale, l'adempimento delle obbligazioni e la ripartizione degli oneri probatori tra debitore e creditore.
I quesiti posti in relazione al motivo sono i seguenti: "Se nell'ambito di un rapporto contrattuale, in particolare nell'ambito di un contratto di insegnamento/avviamento alla pratica sportiva, incomba sul debitore/maestro/scuola ex artt. 1176, 1218 e 2697 c.c., l'onere della prova di avere adempiuto le prestazioni di istruzione/custodia/vigilanza.
Se, in difetto di tale prova e della prova da parte del debitore dell'impossibilità di farlo per causa a lui non imputabile, debba affermarsi che egli "è tenuto al risarcimento dei danni" che il creditore /allievo ha procurato a se stesso.
Se il creditore/allievo possa limitarsi a provare l'esistenza del contratto e del danno, allegando altresì l'inadempimento altrui".
Sul punto è di tutta evidenza che l'affidamento di un minore ad una scuola di sci perchè gli siano impartite lezioni - il che concretizza la ricorrenza di un contratto - comporti a carico della scuola l'assunzione di obbligazioni di protezione volte a garantirne l'incolumità.
Ed è anche ovvio che, per quanta cautela il maestro di sci possa predisporre, è pur sempre possibile che l'allievo cada, per l'intrinseca natura dell'attività che la scuola è richiesta di svolgere e perchè costituisce dato di comune esperienza che non è possibile imparare a sciare senza incappare mai in cadute.
Sulla base di tali dati, da un lato, sarebbe erroneo assumere che, per il solo fatto della caduta, la scuola sia responsabile delle lesioni riportate dall'allievo; dall'altro che, essendo una caduta altamente probabile - tale quindi da essere considerata come un rischio accettato - delle lesioni subite dal minore la scuola non debba mai rispondere.
Si tratterà, invece, di stabilire se la scuola, ed il maestro abbiano adempiuto le obbligazioni volte a garantire la sicurezza dell'allievo, tenuto, in ogni caso conto delle peculiarità dell'oggetto del contratto (v. anche Cass.3.2.2011 n. 2559).
Il problema è quello della distribuzione degli oneri probatorii se, cioè, debba la scuola provare di aver fatto quanto doveva per salvaguardare la sicurezza (relativa) dell'allievo, con la conseguenza che l'incidente non possa essere imputato alla stessa o al maestro della cui azione risponde; o se debba l'allievo (e, per lui, chi ne ha la potestà genitoriale) provare l'inadempimento della scuola.
Secondo la ormai consolidata giurisprudenza della Corte di legittimità, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell'istituto scolastico e dell'insegnante, è applicabile il regime probatorio previsto dall'art. 1218 c.c. (Cass. 3.3.2010 n. 5067; nello stesso senso Cass.20.4.2010 n. 9325).
Su tale base, quindi, in tema di prova dell'inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte; mentre è il debitore convenuto ad essere gravato dell'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento.
Ed anche nell'ipotesi in cui sia dedotto, non l'inadempimento dell'obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell'inesattezza dell'adempimento (per violazione di doveri accessori, come quello di informazione, ovvero per mancata osservanza dell'obbligo di diligenza), gravando, ancora una volta, sul debitore l'onere di dimostrare l'avvenuto, esatto adempimento (S.U. 30.10.2001, n. 13533).
Dal vincolo negoziale sorto a seguito dell'accoglimento della domanda di iscrizione all'istituto scolastico e dalla conseguente ammissione dell'allievo alla scuola sorge infatti a carico del medesimo istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso.
Nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche l'insegnante assume, quindi, uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, al fine di evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona (Cass. 3.3.2010 n. 5067; Cass. 18.11.2005 n. 24456).
L'errore della corte d'appello consiste, dunque, nell'aver ritenuto che dell'inadempimento dovesse dar prova il creditore della prestazione, e che si tratti di responsabilità ex art. 2043 c.c., il cui onere probatorio grava integralmente sul danneggiato (pag. 10 sent.).
Ma, una tale conclusione, nella specie, non può condurre all'accoglimento del ricorso.
Nulla, però, impedisce che la prova possa essere data anche a mezzo dpresunzioni.
Ma, nel caso in esame, è rimasto accertato che la causa della caduta del minore risiede in ciò che il minore "ha perso l'equilibrio cadendo indietro e si è sostanzialmente seduto sulle code degli sci, senza che gli attacchi di sicurezza potessero scattare ed aprirsi" (pag. 12 della sentenza).
In questo caso, infatti, la causa della caduta non è rimasta ignota, ma ha trovato la sua ragione giustificatrice in una sequenza causale (quella di essersi adagiato...sugli sci) non imputabile, nè alla scuola di sci, nè al maestro.
Con il secondo motivo si denuncia omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, - in specie illogica ed incoerente valutazione del compendio istruttorio.
Non contiene, infatti, un "momento di sintesi" - come sopra individuato -, nè, attraverso un tale meccanismo, sono indicate le ragioni per le quali i supposti vizi motivazionali siano tali da non sorreggere la decisione adottata.
Le spese seguono la soccombenza e, liquidate come in dispositivo in favore di ciascuno dei resistenti, sono poste a carico solidale dei ricorrenti
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 10 dicembre 2013.