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Timestamp: 2017-12-18 01:24:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 6', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1']

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Reiterabilità della negoziazione assistita per separazione coniugi dopo il no del PM
Importante decisione del Tribunale di Torino del 15/1/2015 in tema di provvedimenti adottabili dal Presidente del Tribunale dopo il "no" del P.M. all'accordo tra coniugi in tema di separazione, raggiunto attraverso negoziazione assistita. Il P. M. non aveva dato l'OK all'accordo che una coppia, per separarsi, aveva raggiunto attraverso una negoziazione assistita: in particolare il P.M. aveva rilevato che un figlio della coppia -maggiorenne ma non economicamente autonomo- non era adeguatamente tutelato dall'accordo raggiunto dai genitori, i quali non avevano previsto nulla riguardo al suo mamentnteto. Il Presidente del Tribunale di Torino concede un'altra chance alla coppia per tentare una ulteriore negoziazione assistita che soddisfi in pieno le esigenze di tutela dell'interesse del figlio, così come rilevate dal Pubblico Ministero. Scrive il Giudice "...qualora le parti non depositino alcun ricorso e, comparendo avanti al Presidente, dichiarino di aderire pienamente ai rilievi effettuati dal Pubblico Ministero, l’accordo potrà esser autorizzato dal Presidente (di conseguenza restando nell’alveo della “degiurisdizionalizzazione” di cui alla L. n. 162/14): la locuzione “provvede” è infatti, come detto, di ampia portata onde consente una interpretazione siffatta, e , d’altronde, su detto accordo il Pubblico Ministero ha espresso il proprio parere, individuando in precisi elementi le ragioni ostative alla autorizzazione".
Tribunale di Torino 15/1/2015 (su reiterabilità della negoziazione su separazione dopo il no del PM)
Categoria principale: Giurisprudenza
Categoria: Giudici di merito
Vedi pure l'articolo d'approfondimento "Reiterabilità della negoziazione assistita per separazione coniugi dopo il "no" del P.M.".
TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO. Sezione Settima Civile. Il Presidente, vista la trasmissione del Pubblico Ministero dell’accordo in oggetto, raggiunto a seguito di negoziazione assistita conclusa dalle parti, ai sensi dell’art. 6 comma 2 L. n. 162/14;
preso atto che il Pubblico Ministero ha rilevato che l’accordo non risulta rispondere all’interesse del figlio maggiorenne ma non economicamente autonomo, giacchè non è previsto alcun contributo per il di lui mantenimento;
che alla luce della citata norma il Presidente, entro cinque giorni dalla intervenuta trasmissione, “fissa, entro i successivi trenta giorni, la comparizione delle parti e provvede senza ritardo”, osserva quanto segue.
La l. n. 162/14 , titolata Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia civile ha, come è noto, introdotto la “Procedura di negoziazione assistita” per diverse ipotesi di controversie, ed in particolare per quanto qui interessa ha introdotto detta procedura al fine di una “soluzione consensuale” per la separazione personale, la cessazione degli effetti civili o lo scioglimento del matrimonio e la modifica delle condizioni di separazione o divorzio. ... (continua cliccando su "Leggi tutto")
Invito a concludere una convenzione di negoziazione assistita da avvocati ex art. 2 e ss. del D.L. 132/2014 convertito in L. 162/2014
Il sottoscritto, Avv. .........., iscritto all'albo degli avvocati di .............., con studio in ......., via / piazza, .................., n. .........., c.a.p., telefono ..........., fax .... p.e.c. ...................., come da mandato rilasciato da ............. (se trattasi di persona giuridica indicare anche il legale rappresentante), residente / avente sede in ............., via / piazza .............., n. ........., c.a.p. ............., codice fiscale / partita IVA ............., telefono ..............., fax ................., e-mail ............., ai sensi degli articoli 2 e seguenti del decreto legge n. 132/2014,
invita .........
a stipulare una convenzione di negoziazione assistita da avvocati, finalizzata a dirimere la controversia tra lei (oppure, ad es., tra codesta società .............) e ............ ed avente ad oggetto ............... . La convenzione di negoziazione assistita è volta a cooperare in buona fede e con lealtà, con l'assistenza dei propri avvocati, per risolvere in via amichevole la controversia. Si avvisa che, ai sensi dell'art. 4, comma 1, del predetto decreto legge n. 132/2014, la mancata risposta al presente invito entro 30 giorni dal suo ricevimento, così come il rifiuto espresso ed ingiustificato di addivenire alla stipula di un convenzione di negoziazione assistita da avvocati, potrebbero esser valutati dal giudice ai fini della condanna alle spese in un eventuale giudizio civile successivo e ai fini di cui agli articoli 96 e 642, comma 1, del codice di procedura civile. Si resta in attesa di riscontro, precisando che ove esso non pervenga entro il suddetto termine di trenta giorni, si considererà rifiutato il presente invito ed il sig ..... sarà libero di assumere ogni più opportuna iniziativa per la tutela in giudizio dei propri diritti. [In caso di obbligatorietà della negoziazione assistita si potrebbe aggiungere quanto segue] Trattandosi di fattispecie nella quale l’esperimento della negoziazione assistita da uno o più avvocati è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, la invito a farmi pervenire dichiarazione di adesione al presente invito e di indicarmi il nominativo di uno o più suoi avvocati di fiducia, entro 30 giorni dalla ricezione della presente. Rappresento, altresì, che ai sensi dell'art. 3, comma 2, del d.l. 132/2014, trascorso tale termine senza sua risposta al presente invito, ovvero in caso di suo esplicito rifiuto alla negoziazione, la condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria si considererà avverata.
firma dell'avvocato
firma del suo cliente
Categoria: il "QUANDO" della negoziazione assistita
subtrasporto,
La Legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014), dall’1/1/2015, ha aggiunto un nuovo caso di negoziazione assistita "obbligatoria" (condizione di procedibilità della domanda giudiziale) ai casi già previsti dal d.l. n. 132/2014. Si tratta delle controversie in materia di contratto di trasporto o di sub-trasporto.
Dispone, infatti, l'art. 1, comma 249, della legge 190/2014:
"Costituisce condizione dell'esercizio in giudizio di un'azione relativa a una controversia in materia di contratto di trasporto o di sub-trasporto l'esperimento del procedimento di negoziazione assistita da uno o più avvocati di cui al capo II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, cui si rinvia per la disciplina del procedimento stesso. Se le parti, con accordo o nel contratto, prevedono la mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese, la negoziazione assistita esperita si considera comunque valida. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano per l'attivazione dell'azione diretta di cui all'articolo 7-ter del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286.".
(Questo il testo del richiamato art. 7-ter del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286:
"Disposizioni in materia di azione diretta.
1. Il vettore di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), il quale ha svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta salva l'azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria controparte contrattuale. È esclusa qualsiasi diversa pattuizione, che non sia basata su accordi volontari di settore.")
Ebbene, cosa significa la disposizione dell'art. 1, comma 249, della Legge di stabilità' 2015 per cui "Se le parti, con accordo o nel contratto, prevedono la mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese, la negoziazione assistita esperita si considera comunque valida" ? ... (continua cliccando su "Leggi tutto")
Con d.l. 132/2014 la procedura di negoziazione assistita da uno o più avvocati è stata introdotta nel nostro ordinamento quale ulteriore strumento di ADR (Alternative Dispute Resolution), ovvero di risoluzione alternativa delle liti. Con gli articoli da 2 a 11 del detto d.l. n. 132/2014, come modificati dalla legge di conversione n. 162/14, alle parti d'una potenziale causa civile è stata data l’opportunità (che per alcune materie è stata configurata come onere, pena l'improcedibilità della domanda giudiziale) di darsi una regolamentazione pattizia volta a risolvere il conflitto, evitando le aule di giustizia. In particolare, ... (continua cliccando su "Leggi tutto")
Sennò, artro che dignità legale: senza tariffe aliunde liquidate me tocca accontenta' de 'n fico secco."
risarcimento danno da circolazione,
Per ottenere il risarcimento del danno in caso di sinistri stradali, dal 9/2/2015, dopo aver inviato la diffida all’assicurazione e aver atteso i termini legali per il risarcimento (60 giorni per danni a cose e 90 giorni per danni a persone) non si potrà più agire direttamente in giudizio ma bisognerà prima esperire la c.d. “negoziazione assistita" da avvocati, o almeno tentarla. ... (continua cliccando su "Leggi tutto")