Source: http://www.scuola7.it/2016/1/
Timestamp: 2020-07-14 16:14:11+00:00
Document Index: 124073426

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 18']

Scuola7 - n. 1
27 giugno 2016, n. 1
Compiti tutoriali
Parliamo diAl via lo “zerosei”? Come sarà?
Con nota 10 giugno 2016 prot. n. 15987 il Miur ha trasmesso il decreto 8 giugno 2016 prot. n. 376, relativo al contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari propedeutici all'insegnamento.
Il contingente assegnato agli Atenei per lo svolgimento di funzioni tutoriali presso i corsi di laurea di scienze della formazione primaria (356 esoneri complessivi, comprensivi degli esoneri totali per i tutor organizzatori e di quelli parziali al 50% per i tutor coordinatori) in scadenza il 10 settembre 2016 è prorogato limitatamente all'anno scolastico 2016/17. Il predetto contingente è confermato per i successivi anni accademici, qualora non intervengano variazioni nei corrispettivi capitoli di bilancio. Il decreto ritrasmette la tabella con la ripartizione regionale.
Il direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale competente è autorizzato a procedere alla redistribuzione presso gli atenei del contingente assegnato. La nota sottolinea la necessità di un’attenta ricognizione del fabbisogno dei singoli Atenei, per procedere all’eventuale ridefinizione dei contingenti assegnati ai medesimi per le esigenze relative ai corsi di laurea di Scienze dalla Formazione primaria.
I responsabili dei corsi devono attivare tempestivamente le previste selezioni oppure procedere alla riconferma del personale già selezionato negli anni precedenti, per consentire ai docenti e alle loro istituzioni scolastiche una corretta programmazione dell’impiego delle risorse dell’organico dell’autonomia. Le procedure dovranno concludersi entro il 21 luglio.
Per quanto riguarda il contingente relativo ai percorsi di Tirocinio Formativo Attivo (830 esoneri parziali al 50% dell'orario di insegnamento per i tutor coordinatori), la ripartizione regionale sarà definita non appena saranno determinati i percorsi da attivare.
Dal 18 al 20 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2016, l’ormai tradizionale appuntamento che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.
Con addetti ai lavori e personalità di spicco nell’attuale sistema di istruzione e formazione, ci confronteremo sulle novità dello scenario normativo, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: Professionalità, Merito e Premialità, Valutazione e Miglioramento. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle didattiche innovative e ai nuovi ambienti di apprendimento, alla luce del Piano scuola digitale. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno nel corso del convegno.
4 sessioni + 1 question time:
• Innovazioni in corso e prospettive per la scuola
• Professionalità: rimettersi in gioco
• Valutazione: le scuole, le persone, gli apprendimenti
• Non solo digitale: costruire l’ambiente di apprendimento
Intervengono: Annamaria Ajello, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Daniele Barca, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Mario Dutto, Davide Faraone, Lena Gissi, Mario Guglietti, Simona Malpezzi, Damiano Previtali, Guglielmo Rispoli, Francesco Scrima, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.
Con nota 9 giugno 2016 prot. n. 8546, inviata a ciascuna scuola, viene comunicato l’ammontare delle risorse assegnate. Con successiva nota verrà data comunicazione dell’assegnazione della risorsa finanziaria sul POS, tenuto conto che tale risorsa sarà iscritta su apposito piano gestionale nell’ambito dei capitoli di bilancio di cedolino unico.
L’istituzione del Fondo per il merito (L. 107/2015, art. 1, co. 126-128) prevede uno stanziamento di euro 200 milioni annui a decorrere dall’anno 2016, da ripartire a livello territoriale e tra le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Il fondo è stato ripartito in misura dell’80% in relazione al numero di docenti di ruolo in servizio presso ciascuna Istituzione scolastica statale su posti comuni, di sostegno e del potenziamento, nonché con riferimento ai docenti di ruolo di religione, ivi compresi i docenti neo-assunti nell’anno scolastico 2015/2016 nonché i docenti che sono stati assunti con decorrenza economica differita ma attualmente impegnati con un contratto di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche. Sono stati altresì presi in considerazione i docenti in part-time, conteggiati in modo proporzionale alle ore lavorate, e i docenti di ruolo degli Istituti statalizzati nell’anno scolastico 2015/2016.
Il restante 20% è stato ripartito sulla base di un indicatore composto tenendo conto dei seguenti fattori:
percentuale di alunni con disabilità sul totale degli alunni;
percentuale di alunni con cittadinanza non italiana sul totale degli alunni;
numero di scuole in comune montano o in piccole isole sul totale delle scuole dell’Istituto.
Le istruzioni e modelli di accordo sono stati trasmessi con nota 7 giugno 2016 prot. n. 2151. La costituzione di reti scolastiche è disciplinata dall'art. 1, comma 70 e ss. della legge 13 luglio 2015, n. 107.
La rete di ambito raccoglie tutte le scuole di un ambito territoriale, mentre le reti di scopo si vengono a costituire, pur all'interno della cornice rappresentata dall'accordo quadro di rete di ambito, sulla base di una comune progettualità, non solamente tra alcune scuole di quello stesso ambito, ma anche oltre l'ambito di appartenenza.
Contenuti, finalità, monitoraggio dei risultati formativi ed amministrativi previsti dai progetti elaborati dalle reti di scopo, che fanno riferimento alle reti di ambito, troveranno armonizzazione all'interno di una pianificazione pluriennale unitaria della rete di ambito; della loro progressiva realizzazione sarà informata la conferenza generale dei dirigenti scolastici della rete di ambito.
Il comma 70 della suddetta legge dispone che gli UU.SS.RR. promuovano la costituzione di Reti di Ambito entro il 30 giugno 2016, con il fine di permettere la realizzazione, attraverso la forma della rete, di iniziative rivolte ad interessi territoriali e tese a trovare migliori soluzioni per aspetti organizzativi e gestionali comuni e condivisi, come la valorizzazione delle risorse professionali, la formazione e la gestione di funzioni e attività amministrative.
Con nota 15 giugno 2016, prot. n. 2177 il Miur precisa che il suddetto termine del 30 giugno è "ordinatorio e non perentorio", ovvero indirizza un'attività amministrativa verso procedure ed esiti.
Concorso per Dirigenti Scolastici 2016
Il 14 giugno il Miur ha trasmesso al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) lo schema di Regolamento sulle procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Dal momento che il parere del CSPI dovrà essere espresso entro 45 giorni, possiamo con ragionevolezza presupporre che le prove preselettive non si effettueranno prima del mese di ottobre.
Dopo tanti anni, e dopo esperienze regionali non sempre eccellenti, le procedure concorsuali ritornano ad essere gestite a livello nazionale. Il realtà si tratta di una gestione “mista” perché molte fasi saranno governate direttamente dalle regioni, seppure su indicazioni del MIUR; di fatto, il numero degli aspiranti, che si ipotizza molto alto, rende difficile l’ipotesi di un’unica sede per l’espletamento delle prove.
Lo schema di regolamento prevede, in somma sintesi, che il concorso sia articolato in due parti: la prima: prove concorsuali (preselettiva, scritta, orale); la seconda: corso di formazione e tirocinio (4 mesi + 4 mesi). Mettiamo a disposizione alcune osservazioni con lo scopo di aiutare a rendere più agevole la lettura del documento.
Le certezze (o forse!)
Al concorso potranno accedere i docenti assunti a tempo indeterminato anche se hanno prestato servizio nelle scuole paritarie. Verrà conteggiato il servizio pre ruolo purché complessivamente di 5 anni.
Le scuole paritarie fanno parte del sistema nazionale d’istruzione e, quindi, tale misura può essere considerata di diritto. Anche se il nostro sistema vanta buone ed ottime scuole paritarie, permangono tuttavia anche i “diplomifici” (con registri finti e presenze finte). Fa specie pensare che pure questi concorrano a far acquisire il diritto.
L’aver compreso anche il pre ruolo, per il computo del numero complessivo del servizio utile, potrebbe aiutare a rinnovare la categoria.
Il regolamento, di fatto, dice che la preselezione verrà effettuata solo se il numero dei candidati risulterà superiore a tre volte il numero dei posti messi a bando a livello nazionale. Tuttavia dobbiamo darla per certa, considerata la previsione dei partecipanti.
Il test è articolato in cinquanta (50) quesiti, a risposta multipla, i quali verteranno sulle medesime materie indicate per la preparazione della prova orale (si escludono, pertanto, le domande di cultura generale). Lo svolgimento della prova preselettiva avverrà mediante l’ausilio di sistemi informatizzati (superamento, quindi, del “librone” di recente memoria).
Con tutta probabilità i 50 item non saranno scelti tra una massa di quesiti pubblicati preventivamente (5.000, nella passata edizione). Si dice nel regolamento che il test sarà redatto da un apposito Comitato Tecnico Scientifico istituito con decreto del MIUR (di cui, al momento, non conosciamo però gli estremi).
Il regolamento annuncia un cambiamento anche nella prova scritta. Si passa dal saggio culturale di antica memoria, dalla doppia prova (elaborato di taglio professionale e studio di caso) della passata edizione, ad un’unica prova consistente in cinque domande a risposta aperta su otto tematiche (art. 10) che dovrebbero costituire le competenze professionali del dirigente scolastico.
Uno dei cinque quesiti dovrà essere svolto nella lingua straniera prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo (è richiesto il livello B2 del CEF).
Cosa ignoriamo (ohibò!)
Non sappiamo ancora quanti posti saranno messi a concorso. Sappiamo solo che al regolamento dovrà seguire il bando, in cui verranno specificati i requisiti generali di ammissione e disciplinate le materie di esame (art. 10). Il regolamento per ora si limita a dire che “verranno presi in considerazione i posti che risultino vacanti e disponibili alla data di indizione del corso-concorso” e quelli “che si prevede si rendano vacanti e disponibili, nel triennio successivo, per collocamento a riposo per limiti di età, tenuto ulteriormente conto della percentuale media di cessazione dal servizio per altri motivi”.
I tempi e le modalità di svolgimento della prova scritta
Non conosciamo ancora se le modalità di svolgimento della prova scritta saranno quelle tradizionali o se saranno invece analoghe a quelle utilizzate, più recentemente, per il concorso docente. In tal caso ci auguriamo che i tempi siano più congrui e che si dia qualche indicazione di “format” (numero caratteri, n. di pagine...).
Le novità (speriamo bene!)
La centratura della formazione e del tirocinio
È interessante che l’art. 5 del Regolamento non parli genericamente di requisiti per “l’accesso al concorso”, ma di “Requisiti di ammissione al concorso per l’accesso al corso di formazione dirigenziale”. Ciò fa presupporre che l’attenzione istituzionale per il reclutamento è centrata non tanto sulle procedure concorsuali, quanto piuttosto su quelle formative. Tale posizione è sicuramente un bene, se a questa dichiarazione di principio seguiranno anche le condizioni operative per realizzare una “vera formazione” e un “vero tirocinio”, che non rispondano solo agli adempimenti formali, ma che aiutino gli aspiranti dirigenti ad acquisire le competenze necessarie, così come recita il comma 1 dell’art. 18 del regolamento: “Il corso di formazione dirigenziale e tirocinio selettivo è finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali e culturali (...) con particolare riguardo alle modalità di direzione della scuola alla luce delle innovazioni suggerite dalla Legge, ai processi, all’innovazione e agli strumenti della didattica, all’organizzazione e alla gestione delle risorse umane e ai legami con il contesto e il territorio”.
Le modalità di espletamento della formazione e del tirocinio
Se si supera la prova orale si accede al corso di formazione e poi, successivamente, al tirocinio. Di fatto bisogna mettere in conto 8 mesi di lavoro: 4 per la formazione (di cui una parte – max 2 mesi – erogabile anche a distanza) e 4 per il tirocinio (che si svolgerà presso le istituzioni scolastiche individuate dagli USR).
Il corso di formazione è articolato in moduli; ognuno di essi è oggetto di valutazione da parte di una Commissione (diversa da quella che ha valutato le precedenti prove). Chi ha frequentato con profitto il corso di formazione dirigenziale è ammesso al tirocinio. Il tirocinante è affiancato da un tutor e alla fine del percorso dovrà sostenere un colloquio finale. I candidati che superano il colloquio sono inseriti nella relativa graduatoria generale di merito.
La scelta si discosta da quella del concorso del 2009 in cui il periodo di formazione e di tirocinio, di 3 o 4 mesi, veniva effettuato dopo la nomina in ruolo. È più simile, invece, al concorso del 2004, in cui un periodo di formazione di 9 mesi, con tirocinio ed esame finale (prova scritta ed orale), antecedeva la nomina dei vincitori.
Ma quale dirigente disegna il regolamento?
Le competenze del dirigente sono di fatto elencate nell’articolo 10 del regolamento e raggruppate in otto macro settori:
1. Il DS deve conoscere le norme necessarie per l’esercizio della sua funzione educativa e formativa [punto a) normativa di riferimento per il settore dell’istruzione ed educazione scolastica];
2. Il DS deve sapere cosa sono le organizzazioni complesse e come si gestiscono [punto b) modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali];
3. Il DS deve dare indicazioni giuste nel settore degli apprendimenti, deve quindi padroneggiare i problemi degli studenti per poter mettere i docenti nelle condizioni di utilizzare strumenti e metodologie innovative [punto c) organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica];
4. Il DS deve saper gestire il personale e valorizzare le risorse umane per migliorare i risultati [punto d) organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico];
5. Il DS deve stare dentro i processi e per farlo deve conoscere e governare bene il sistema di valutazione nella sua complessità, sia che riguardi i soggetti, sia gli organismi [punto e) valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici];
6. Il DS deve avere una buona padronanza degli strumenti giuridici per gestire le proprie responsabilità: penali, civili, amministrative, patrimoniali-contabili, disciplinari, [punto f) diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni];
7. Il DS deve avere l’occhio lungo anche sulla gestione finanziaria: dalle fattorie didattiche alle aziende agrarie [punto g) contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali];
8. Il DS deve sapere come funziona la scuola in altri paesi europei [punto h) sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea].
Si evidenzia da queste indicazioni una figura complessa, che deve agire a tutto campo, che non si può permettere di sottovalutare gli obblighi giuridici ed amministrativi, ma neanche di delegare ad altri le proprie responsabilità educative.
Al via lo School Bonus per donazioni alle scuole
Con lo School Bonus le donazioni, da parte di privati, enti o imprese, per il miglioramento delle istituzioni scolastiche potranno essere detratte, in sede di dichiarazione dei redditi, con un credito d'imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate. Il relativo decreto, già in vigore, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 maggio.
Con lo School bonus ogni cittadino, ente o impresa potrà donare alla scuola prescelta la somma desiderata fino ad un massimo di 100.000 euro per ciascun periodo d'imposta. Il versamento avviene via bonifico. Il 10% della somma versata confluirà in un Fondo di perequazione destinato a riequilibrare l'impatto delle donazioni sul sistema scolastico.
Sullo #SchoolBonus è prevista una campagna informativa - realizzata con la collaborazione della Struttura di Missione per l'Edilizia Scolastica di Palazzo Chigi - a partire dal mese di settembre.
Intanto le erogazioni possono già essere effettuate a favore di scuole statali e paritarie. Il decreto Miur 8 aprile 2016 illustra le modalità di donazione.
I candidati, già inclusi o che concorrono per l’inclusione nella graduatoria permanente provinciale A.T.A., hanno titolo ad essere inseriti nella prima fascia delle corrispondenti graduatorie di circolo e di istituto per le supplenze temporanee della medesima provincia. Detti candidati devono produrre tramite le istanze on line l’apposita domanda (all. G) per la scelta delle istituzioni scolastiche in cui intendono figurare.
Con nota 1 giugno 2016, prot. n. 15382 il Miur comunica che l’applicazione per l’invio on-line del modello di domanda (all. G) sarà disponibile dalle ore 9.00 del 3 giugno alle ore 14.00 del 4 luglio 2016. La presentazione dell’istanza si articola in due momenti:
la “Registrazione” da parte dell’utente, che prevede il riconoscimento fisico presso un’istituzione scolastica;
l’ “Inserimento” dell’istanza on line da parte dell’utente.
Nell’apposita sezione dedicata, “Istanze on line - Registrazione” allestita sul sito www.istruzione.it sono disponibili strumenti informativi e di supporto per gli utenti.
Tutti gli aspiranti della 1° fascia sono inclusi in graduatoria in base all’automatica trasposizione dell’ordine con cui figurano nelle corrispondenti graduatorie permanenti.
Se il dirigente scolastico non intende riprendere il lavoro svolto sul RAV lo scorso anno scolastico ma solo confermarlo, dovrà semplicemente attivare le funzioni di Conferma presenti su ciascuna area delle sezioni Contesto, Esiti, Processi e Priorità, e Pubblicarlo.
Per le scuole che intendono invece rivedere e aggiornare il RAV, in quanto, alla luce dei nuovi dati o dei notevoli cambiamenti che si sono determinati, le analisi e le priorità precedenti non sono più pertinenti o lo sono in parte, il Dirigente scolastico prima di Confermare e Pubblicare potrà riprendere e riscrivere le parti che necessitano di essere riviste.
Solo per coloro che lo scorso anno hanno avuto processi di dimensionamento o problemi particolari, è prevista la possibilità di nuova compilazione. In questo caso è necessario riprendere il processo di autovalutazione e svolgere ex novo il lavoro di analisi, di compilazione, Conferma e Pubblicazione del RAV.
Con nota 20 giugno 2016, prot. n. 6809 il Miur chiarisce che la scadenza del 30 giugno 2016 per la chiusura del RAV non può essere prorogata in quanto le priorità interne al RAV sono da collegare con i nuovi incarichi dei Dirigenti scolastici ed alle integrazioni degli incarichi in essere. Ad ogni modo, per coloro che non avranno possibilità di confermare o aggiornare il RAV entro il 30 di giugno, il sistema mantiene comunque in memoria il Rapporto precedente.