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Timestamp: 2019-10-14 01:14:16+00:00
Document Index: 79742070

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 360', 'art. 360', 'art. 12', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 12']

1 Civile Ord. Sez. 6 Num Anno 2018 Presidente: CIRILLO ETTORE Relatore: MANZON ENRICO Data pubblicazione: 08/02/2018 ORDINANZA sul ricorso proposto da: 1(:;ENTZIA DELLE ENTRATE, C.F , in persona del Direttore pro tempore, domiciliata in ROMA, VIA 1)I3 PORTOGHESI 12, presso l' AVVOCATURA GENERALE DELID STATO, che la rappresenta e difende ope legis; - ricorrente contro - V_\(:( )MIC SRI CF 0?, , in persona del legale tappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in RC )\ \, YlA LUIGI LUCIANI n.1, presso lo studio dell'avvocato DANIELE MANCA BITTI, rappresentata e difesa dall'avvocato GIUSEPPE,AI ; - contro ricorrente -
2 avverso la sentenza n. 278/1/2016 della COMMISSIONI TRIBUTARLA REGIONALE di CAG I.1 ARI, depositata il 19/09/2016; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 10/01/2018 dal Consigliere Dott. l',nrico MANZON. Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del Presidente e del Relatore. Rilevato che: Con sentenza in data 19 novembre 2015 la Commissione tributaria regionale della Sardegna accoglieva l'appello principale proposto dalla Vacomic srl avverso la sentenza n. 199/6/10 della Commissione tributaria provinciale di Cagliari che ne aveva respinto il ricorso contro gli avvisi di accertamento IRAP, IRES, IVA La CTR osservava in particolare che trattandosi di atti impositivi esitati in seguito ad un accesso presso la società contribuente, se ne doveva affermare in via pregiudiziale ed assorbente di merito l'illegittimità in quanto non preceduto dal rilascio del processo verbale di constatazione con decorso del termine dilatorio di 60 giorni, come previsto dall'art. 12, comma 7, legge 212/2000. \-ctverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l' i \genzia delle entrate deducendo due motivi. Resiste con controricorso la società contribuente. Considerato che: Con il primo motivo ex art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. l'agenzia fiscale ricorrente lamenta la violazione di plurime disposizioni legislative e dei principi rivenienti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia UE, poiché la CTR ha affermato l'illegittimità degli avvisi di accertamento impugnati erroneamente qualificandoli come derivanti da -2-
3 attività di verifica fiscale in senso stretto e proprio, mentre si trattava di accertamenti c.d. "a tavolino". Con il secondo motivo ex art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ.- la ricorrente si duole dell' omesso esame di un fatto decisivo controverso, poiché la CFR non ha considerato le ragioni di fatto per le quali gli atti impositivi de quibus dovevano considerarsi frutto di un' attività istruttoria meramente interna e non derivante da un accesso presso la società contribuente. Le censure, da esaminarsi congiuntamente per stretta connessione, sono infondate. Va ribadito che: -«La garanzia di cui all'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000 n. 212 si applica a qualsiasi atto di accertamento o controllo con accesso o ispezione nei locali dell'impresa, ivi compresi gli atti di accesso istantanei finalizzati all'acquisizione di documentazione, in quanto la citata disposizione non prevede alcuna distinzione ed è, comunque, necessario redigere un verbale di chiusura delle operazioni anche in quest'ultimo caso, come prescrive l'art. 52, sesto comma, del d.p.r. 26 ottobre 1972 n. 633» (Sez. 5, Sentenza n del 09/07/2014, Rv ); -«In materia di garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'art. 52 del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, impone la redazione del processo verbale di chiusura delle operazioni in ogni caso di accesso o ispezione nei locali dell'impresa, ivi compresi gli atti di accesso finalizzati alla raccolta di documentazione, e solo dal rilascio di copia del predetto verbale decorre il termine di sessanta giorni trascorso il quale può essere emesso l'avviso di accertamento ai sensi dell'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212» (Sez. 5, Sentenza n del 17/04/2015, Rv ). - 3-
4 Nel caso di specie risulta correttamente e compiutamente accertato in fatto dal giudice tributario di appello che gli atti impositivi impugnati sono stati preceduti anche da un accesso presso la società contribuente, specificamente finalizzato alla richiesta di documentazione. Ne consegue che la sentenza impugnata ha quindi fatto piena e corretta applicazione dei principi di diritto espressi nei citati arresti giurisprudenziali; che dunque il giudice tributario di appello non ha in alcun modo violato le disposizioni legislative evocate, anche come interpretate nella giurisprudenza di questa Corte e della Corte di giustizia L11 -'' né ha omesso di esaminare le ragioni di fatto addotte dall'agenzia fiscale a sostegno della propria diversa qualificazione dell'attività istruttoria prodromica all'emissione degli atti impositivi medesimi. Va peraltro soggiunto specificamente in ordine alla distinzione che si fa nel ricorso tra le due annualità fiscali ai fini del rispetto o meno del termine dilatorio di cui all'art. 12, comma 7, legge 212/2000, che tale argomento difensivo della ricorrente non ha rilievo giuridico, poiché nel caso di specie risulta violato l'obbligo di redazione e consegna del PVC previsto dalla disposizione statutaria de qua, sicché deve affermarsi come mai iniziata la stessa decorrenza del termine in questione. Il ricorso va dunque rigettato. Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo. Rilevato che risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall'avvocatura Generale dello Stato, non si applica l'art
5 comma 1- quater, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 (Sez. 6 - L, Ordinanza n del 29/01/2016, Rv ). PONI La Corte rigetta il ricorso; condanna l'agenzia fiscale ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in euro oltre euro 200 per esborsi, 15% per contributo spese generali ed accessori di legge. Così deciso in Roma, 10 gennaio 2018 Il Presi
Civile Ord. Sez. 6 Num. 14235 Anno 2017 Presidente: SCHIRO' STEFANO Relatore: MANZON ENRICO Data pubblicazione: 07/06/2017 sul ricorso 6484-2016 proposto da: :\GENZIA DELLE ENTRATE, CI'. 06363391001, in
Civile Ord. Sez. 6 Num. 26233 Anno 2017 Presidente: CIRILLO ETTORE Relatore: MANZON ENRICO Data pubblicazione: 03/11/2017 ORDINANZA sul ricorso 19581-2016 proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE, C.1. 06363391001,
Civile Ord. Sez. 6 Num. 321 Anno 2018 Presidente: IACOBELLIS MARCELLO Relatore: LUCIOTTI LUCIO Data pubblicazione: 10/01/2018 ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 2504-2017 R.G. proposto da: AGENZIA DELLE
(L'\ ORDINANZA. - ricorrente - contro
ORDINANZA sul ricorso 27974-2016 proposto da:, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata c difesa dall'avvocato -
Civile Ord. Sez. 6 Num. 14124 Anno 2018 Presidente: MANZON ENRICO Relatore: LUCIOTTI LUCIO Data pubblicazione: 01/06/2018 ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 8139/2017 R.G. proposto da: AGENZIA DELLE
Civile Ord. Sez. 6 Num. 7764 Anno 2018 Presidente: CIRILLO ETTORE Relatore: MANZON ENRICO Data pubblicazione: 28/03/2018 ORDINANZA sul ricorso 864-2017 proposto da: CONFETTERIA OREFICE S.R.L. C.F.03005561216,
Corte di Cassazione, VI Sezione civile, ordinanza 29 settembre 2016, n. 19325 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE T Composta
Civile Ord. Sez. 6 Num. 10401 Anno 2018 Presidente: CIRILLO ETTORE Relatore: LUCIOTTI LUCIO Data pubblicazione: 02/05/2018 ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 4463-2017 R.G. proposto da: AGENZIA DELLE