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Timestamp: 2019-11-19 22:59:05+00:00
Document Index: 54947249

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3']

Risorse – FareStudio
Posted on Gennaio 4, 2019 Gennaio 4, 2019 by admin — Lascia un commento
Fabbricati rurali e variazioni colturali – Via ai controlli dell’Agenzia delle Entrate!
Eccovi un breve approfondimento sull’accatastamento fabbricati rurali e variazioni colturali NON DENUNCIATE.
In seguito alla comunicazione ufficiale del 16 maggio 2017, l’Agenzia delle Entrate, dopo aver proceduto ad una operazione di affinamento delle informazioni, ha individuato ben 875.000 fabbricati rurali tuttora censiti nel Catasto Terreni invece che in quello Edilizio Urbano.
E’ stato dato il via libera all’invio delle lettere di sollecito ai proprietari e titolari di diritti reali affinché assolvano all’obbligo di presentare la dichiarazione di aggiornamento ai sensi dell’art. 13 del DL 201/2011 con l’ausilio di un tecnico abilitato.
Contestualmente all’invio delle lettere, sono avviate le azioni di controllo sulle caratteristiche degli immobili rurali presenti sul territorio.
NON è ancora troppo tardi per contenere al minimo le sanzioni!
E’ infatti ancora possibile inviare la dichiarazione di aggiornamento catastale usufruendo del c.d. ravvedimento operoso, beneficiando di una significativa riduzione delle sanzioni per tardiva dichiarazione (1/6 del minimo). Naturalemente, per beneficiare delle riduzioni, la dichiarazione di aggiornamento va presentata PRIMA della ricezione dell’accertamento per omessa dichiarazione.
Se rientri nei casi descritti, se possiede un fabbricato rurale, o anche se hai già ricevuto la notifica di accertamento, contattaci per una consulenza e un preventivo gratuito!
ACCATASTAMENTO? No, grazie! (Tutti i casi in cui NON è obbligatorio accatastare un immobile)
Di seguito riporto un breve ed esaustivo elenco, completo di riferimento legislativo, relativo ai casi in cui non è necessario produrre un accatastamento di un’immobile:
1. fabbricati o loro porzioni in corso di costruzione o di definizione (art. 3, comma 2,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
2.costruzioni inidonee ad utilizzazioni produttive di reddito, a causa dell’accentuato livello di degrado (art. 3, comma 2,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
3. manufatti con superficie coperta inferiore a 8 m² (art. 3, comma 3,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
4. serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale (art. 3, comma 3,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
5. manufatti isolati privi di copertura (art. 3, comma 3,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
6. tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 m, purchè di volumetria inferiore a 150 m³ (art. 3, comma 3,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
7. manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo (art. 3, comma 3,del decreto del Ministero delle Finanze 2 gennaio 1998, n. 28);
8. E’ un fabbricato nella condizione di rudere (tale condizione è propria dei fabbricati che presentino crolli delle strutture orizzontali e/o verticali il cui recupero prevede la totale demolizione);
9. Terreno sul quale non è mai esistito un fabbricato (non è uno scherzo, a volte l’Agenzia delle Entrate richiede l’accatastamento di fabbricati che non esistono a causa i errori di fotointerpretazione che possono verificarsi in fase di primo accertamento, tipico il caso delle aie scambiate per solai di villette);
10. Terreno sul quale era presente un fabbricato che è stato demolito (all’epoca dell’accertamento esisteva effettivamente un fabbricato soggetto ad accastamento ma, nel frattempo, è stato demolito. Nessun obbligo anche in questo caso).
Se avete ricevuto una richiesta di accatastamento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Territorio, anche se ricadete in uno dei casi suelencati, RICORDATEVI DI RISPONDERE SEMPRE, facendo riferimento al protocollo della lettera ricevuta, altrimenti l’ufficio può procedere irrogando sanzioni e avviando la procedura di accatastamento d’ufficio con addebito delle spese.
Se avete ancora dubbi, contattateci
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