Source: http://avvocato-grecia.it/diritto-del-lavoro/disdetta-rapporti-lavoro-in-grecia.html/
Timestamp: 2017-10-20 03:23:05+00:00
Document Index: 1914540

Matched Legal Cases: ['§ 2', '§ 1', '§ 2', '§ 2', '§ 2', '§ 1', '§ 1']

Disdetta di rapporti di lavoro in Grecia - Avvocato Grecia
La disdetta di rapporti di lavoro in Grecia è disciplinata negli articoli 669 e sgg. del codice civile.
I contratti di lavoro possono essere stipulati sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato. I contratti di lavoro a tempo determinato per legge terminano allo scadere del periodo per il quale sono stato stipulati (Art. 669 codice civile). Tuttavia, qualora dopo la scadenza del contratto, il lavoratore offrisse ancora i propri servizi e il datore di lavoro li accettasse, ciò si considererà come una tacita proroga del contratto di lavoro. Di conseguenza il contratto di lavoro si considera prorogato a tempo indeterminato. I contratti di lavoro a tempo indeterminato possono essere disdetti da entrambe le Parti.
Ai sensi dell’articolo 7 della legge N. 2112/20, ogni modifica unilaterale delle condizioni di lavoro che comporti uno svantaggio per il lavoratore si considera come disdetta del contratto di lavoro da parte del datore di lavoro. In questa casistica, rientra, per esempio il trasferimento all’estero del lavoratore nonostante l’opposizione di quest’ultimo, lo spostamento a posizioni più basse o le decurtazioni salariali.
I contratti di lavoro a tempo indeterminato possono essere disdetti come segue:
tramite disdetta del lavoratore, Art. 669 § 2 e 670, 672 del codice civile,
per decesso del lavoratore o, in casi eccezionali, del datore di lavoro Art. 675 del codice civile,
su reciproco accordo del datore di lavoro e del lavoratore nei casi di cui al § 1 dell’Art. 8 della legge 3198/1955, cioè dopo il completamento di 15 anni di lavoro; a prescindere da questa condizione, il contratto di lavoro può essere disdetto anche a seguito di accordo tra le Parti e nei casi in cui l’impiegato acquisisce l’azienda del proprio datore di lavoro.
L’impossibilità da parte del lavoratore a svolgere la prestazione, non dovuta però a malattia, infortunio, servizio militare o gravidanza, in determinate circostanze può essere interpretata dal datore di lavoro come tacita disdetta del contratto di lavoro. Nei predetti casi, tuttavia, non si è automaticamente in presenza di una disdetta, ma eventualmente occorre che il tribunale controlli le predette condizioni e dichiari la disdetta.
Nel caso in cui il datore di lavoro, per impedimento intervenuto (p. es. a causa di forza maggiore), non sia in grado di accettare il servizio del lavoratore, non sarà tenuto alla corresponsione del compenso. Ciò tuttavia non comporta per legge la fine del rapporto lavorativo. Anche in questo caso è necessaria la disdetta del rapporto di lavoro. Tuttavia, al lavoratore, nei casi di forza maggiore spettano i 2/3 dell’indennizzo previsto per legge (articolo 6 § 2 paragrafo 2 della legge N. 2112/20).
In caso di fallimento, il datore di lavoro è tenuto al pagamento dell’intero indennizzo previsto per legge (articolo 6 § 2 della legge N. 2112/20 e articolo 9 § 2 del decreto regio 16/18.7.20).
I contratti di lavoro a tempo determinato possono essere disdetti come segue:
i contratti di lavoro a tempo determinato terminano per legge (articolo 669, § 1 del codice civile) alla loro scadenza. Tuttavia, se il lavoratore, dopo la scadenza del contratto, continua a svolgere con consapevolezza del datore di lavoro i suoi servizi e il datore di lavoro non pone obiezioni, il rapporto di lavoro si considererà protratto a tempo indeterminato (articolo 671 del codice civile).
Il rapporto di lavoro può essere disdetto in qualsiasi momento per motivo valido da ognuna delle Parti, senza che sia necessario attenersi a un preavviso di disdetta. L’esclusione di questa possibilità di disdetta in sede contrattuale è inefficace (articolo 672 del codice civile). La violazione del contratto può costituire un motivo valido. In questo caso, il soggetto al quale sia imputabile la violazione del contratto, è tenuto al risarcimento del danno (articolo 673 del codice civile). In caso di variazione della situazione personale o patrimoniale del datore di lavoro, il tribunale, a propria discrezione, può accordare al lavoratore un idoneo risarcimento danni (articolo 674 del codice civile).
Altri esempi di motivi validi:
L’opposizione e la mancata esecuzione da parte del lavoratore delle istruzioni impartite dal datore di lavoro e la mancanza di idoneità / qualifica professionale del lavoratore,
L’assenza del lavoratore per malattia di durata pluriennale, ove ciò comporti difficoltà a livello aziendale,
La violazione di particolari disposizioni contrattuali, se nelle predette disposizioni è stabilito espressamente che in caso di violazione, all’altra Parte spetti il diritto alla disdetta, senza tuttavia obbligo di corresponsione di un risarcimento danni,
In caso di offesa intenzionale da parte del datore di lavoro.
In casi specifici, il datore di lavoro può disdire il rapporto di lavoro a tempo determinato anche senza motivo. In tali casi, tuttavia, il datore di lavoro è tenuto a pagare al lavoratore tutti gli stipendi fino alla scadenza del contratto di lavoro stabilita in sede contrattuale.
Il decesso del lavoratore o in via eccezionale del datore di lavoro porta alla fine del rapporto di lavoro a tempo determinato (articolo 675 A.K.).
Anche nei casi in cui l’impiegato acquisisce l’azienda del suo datore di lavoro, si avrà la fine del rapporto di lavoro a tempo determinato.
Indennità per la perdita del posto di lavoro (impiegato)
In caso di disdetta ordinaria da parte del datore di lavoro di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ai sensi della legge greca le indennità devono essere pagate a partire dalla durata del rapporto di lavoro pari a due mesi. La disdetta deve avvenire per iscritto e deve essere presentata all’organizzazione competente per l’occupazione (in greco: O.A.E.D.) (Articolo 1 § 1 della legge 2112/20, modificata dall’articolo 1 della legge 4558/30). L’impiegato licenziato in questo caso riceve un indennizzo per le ferie non godute.
Dalla tabella seguente si evincono gli importi dell’indennità a seconda dell’appartenenza all’azienda per le disdette ordinarie da parte del datore di lavoro, indicati sulla base degli stipendi mensili. (Articolo 1 della legge 2112/20, modificata dall’articolo 1 della legge 4558/30):
Durata del servizio in azienda Data della disdetta ovvero indennità Durata del servizio in azienda Data della disdetta ovvero indennità
da 2 mesi a un anno 1 mese o stipendio di 1 mese 17 anni 13 mesi o stipendio di 13 mesi
da 1 anno a 4 anni 2 mesi o stipendio di 2 mesi 18 anni 14 mesi o stipendio di 14 mesi
da 4 anni a 6 anni 3 mesi o stipendio di 3 mesi 19 anni 15 mesi o stipendio di 15 mesi
da 6 anni a 8 anni 4 mesi o stipendio di 4 mesi 20 anni 16 mesi o stipendio di 16 mesi
da 8 anni a 10 anni 5 mesi o stipendio di 5 mesi 21 anni 17 mesi o stipendio di 17 mesi
10 anni 6 mesi o stipendio di 6 mesi 22 anni 18 mesi o stipendio di 18 mesi
11 anni 7 mesi o stipendio di 7 mesi 23 anni 19 mesi o stipendio di 19 mesi
12 anni 8 mesi o stipendio di 8 mesi 24 anni 20 mesi o stipendio di 20 mesi
13 anni 9 mesi o stipendio di 9 mesi 25 anni 21 mesi o stipendio di 21 mesi
14 anni 10 mesi o stipendio di 10 mesi 26 anni 22 mesi o stipendio di 22 mesi
15 anni 11 mesi o stipendio di 11 mesi 27 anni 23 mesi o stipendio di 23 mesi
16 anni 12 mesi o stipendio di 12 mesi 28 anniκαι e oltre 24 mesi o stipendio di 24 mesi
Nei casi in cui un rapporto di lavoro sia disdetto dal datore di lavoro senza osservanza di un termine di disdetta, l’indennità si basa sulla durata del servizio prestato in azienda. In caso di disdetta nel rispetto del termine di disdetta, all’impiegato licenziato spetta la metà della predetta indennità.
Avvertenza: . perché la disdetta sia efficace, il datore di lavoro, indicando il termine di disdetta, deve offrire al lavoratore anche il rispettivo importo di indennità.
Nel caso in cui nel lasso di tempo del termine di disdetta, il lavoratore si assentasse dal servizio, il rapporto di lavoro si considera disdetto dal lavoratore. In tal caso il lavoratore non avrà diritto all’indennità. Nel caso in cui, invece, durante il lasso di tempo del periodo di disdetta, il lavoratore sia esonerato dal servizio dal datore di lavoro, l’indennità dovrà essere regolarmente corrisposta. Per il calcolo dell’indennità, il termine di disdetta non è sommato al calcolo del periodo di servizio in azienda.
Inoltre, ai lavoratori che abbiamo contemporaneamente più rapporti di lavoro, in caso di disdetta ordinaria, spetta un’indennità separata per ogni rapporto di lavoro.