Source: http://www.pavoni.it/1/societa_di_persone_in_germania_tassazione_in_italia_2186858.html
Timestamp: 2019-04-20 20:38:18+00:00
Document Index: 50208689

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 73', 'art. 42', 'art. 52', 'art. 61', 'art. 66', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 165']

Società di persone in Germania tassazione in italia | - Dott. Umberto Pavoni -
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Società di persone in Germania
Le società di persone sono per quanto riguarda gli scopi fiscali (imposte sui redditi ed imposte sulle società) trasparenti, in quanto obbligata d’imposta non è la società di persone ma i suoi soci. Se la società di persone costituisce una unità produttiva germanica oppure utilizza una organizzazione stabile, la quota di utili della società italiana in Germania è limitatamente obbligata d’imposta. Fintanto che il socio italiano sia una persona fisica, sarà chiamato al pagamento di imposta limitato all’imposta sul reddito sulla base delle sue entrate derivanti dalla società di persone. Le società di persone non hanno personalità giuridica e sono definite tali in quanto in esse prevale l’elemento soggettivo, rappresentato dai soci.
Le società di persone sono la società semplice (GbR), la società in nome collettivo (OHG) e la società in accomandita semplice (KG). I soci sono di regola illimitatamente e solidarmente responsabili per le obbligazioni della società.
Le società di persone sono soggette come le società di capitali al pagamento dell’imposta comunale sul reddito, con aliquota fissa, mentre i soci stessi sono soggetti a imposta sul reddito, che viene calcolata sulla loro parte di utili con tariffa che varia a seconda dell’entità.
L’imposta sugli immobili (patrimoniale)
Le proprietà immobiliari sono soggette ad una tassazione locale applicata sul valore fiscale dell’immobile applicando alla base imponibile un aliquota dello 0,35 e su questa un moltiplicatore che varia da 280 a 810 che rende l’aliquota effettiva dallo 0,98 allo 2,94.
L’imposta sugli immobili è deducibile dall’imposta sul reddito e dall’imposta locale sugli affari
L’imposta locale sugli affari non è deducibile dall’imposta sul reddito.
Tassazione in Italia degli utili provenienti da SNC non residente (tedesca)
Secondo il comma 1, lett. e), dell’art. 44 del T.U.I.R. gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti soggetti all’Irpeg sono redditi di capitale, ossia dividendi.
E’ opinione prevalente che in tale categoria rientrino anche gli utili da partecipazione in società trasparenti non residenti, posto che l’art. 73, comma 1, lett. d), indica tra i soggetti all’imposta sul reddito delle persone giuridiche le società e gli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.
La conseguenza più rilevante della qualificazione come redditi di capitale, ossia dividendi, degli utili derivanti dalla partecipazione in società trasparenti consiste nella tassazione "per cassa” di tali proventi (art. 42 Tuir), in antitesi con il criterio della competenza applicabile ai redditi d’impresa (art. 52 T.U.I.R.).
Ma troverebbero rilevanza solo nell’ambito dell’eventuale reddito d’impresa del socio, con il meccanismo della valutazione delle partecipazioni previsto dall’art. 61 o dall’art. 66 del T.U.I.R.
Le imposte assolte all’estero dal socio di una società trasparente non residente sono ammesse in detrazione dall’imposta nazionale con il meccanismo dell’art. 15 del T.U.I.R. Problemi di coordinamento temporale per l’applicazione del meccanismo del credito d’imposta possono sorgere se il momento impositivo differisce tra il Paese della fonte, per l’applicazione del criterio della competenza e il Paese della residenza, per l’applicazione del criterio della cassa.Per l’art. 15 del T.U.I.R., infatti, le imposte estere sono ammesse in detrazione fino a concorrenza della quota di imposta nazionale corrispondente al rap-porto tra i redditi prodotti all’estero e il reddito complessivo e la detrazione deve essere richiesta, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui le imposte este-re sono state pagate a titolo definitivo. Poiché tale requisito non è di norma posto dalle convenzioni contro la doppia imposizione, in presenza di un trattato il socio residente potrà godere del credito anche per le imposte assolte all’estero in periodi precedenti.
Dividendi e Società di persone non residenti
Nell’ordinamento fiscale italiano tutte le società non residenti nel territorio dello Stato (sia di capitali che di persone) sono considerate «opache» in quanto assoggettate all’IRES ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera d) del TUIR, indipendentemente dal regime impositivo applicato nel rispettivo paese di residenza. Da tale assunzione ne deriva che l’utile che il socio residente di una società di persone non residente ritrae dall’investimento in detta società (che assume rilevanza ai fini fiscali solo al momento della sua distribuzione, i.e. secondo il principio di cassa) assume la seguente qualificazione fiscale ai fini domestici: Reddito di capitale, se percepito da una persona fisica;
- nel paese estero, quale utile d’impresa attribuito e tassato direttamente in capo al socio italiano; e
- in Italia, quale dividendo distribuito da una società «opaca» non residente (secondo il principio di cassa).
Le imposte assolte all’estero dal socio italiano non sarebbero, a rigore, scomputabili secondo il meccanismo dell’art. 165 del TUIR, in quanto relative ad un utile che, dal punto di vista fiscale italiano, «appartiene» ad un soggetto terzo (i.e., la società non residente).
Inoltre, mentre nel caso di società «naturalmente» opache i dividendi sono tratti su un utile determinato al netto delle relative imposte, nel caso delle società trasparenti i dividendi vengono tratti su un utile lordo perché le imposte le assolve il socio (non la società).
Per evitare penalizzazioni tra gli utili derivanti da partecipazioni in enti esteri opachi e trasparenti, l’Agenzia delle Entrate con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9 del 5 marzo 2015 ha assimilato le imposte assolte all’estero dal socio italiano alle imposte assolte all’estero dalla società, facendo sì che tali imposte vengano scomputate dall’ammontare lordo distribuito a tale soggetto.
Per effetto di tale scomputo, il dividendo tassato in Italia in capo al socio della società estera trasparente è costituito, al pari dei dividendi derivanti da partecipazioni in entità opache, da una grandezza netta che tiene conto delle imposte pagate all’estero sugli utili oggetto di distribuzione.