Source: https://forum.enti.it/viewtopic.php?f=2&t=319218&p=1146476
Timestamp: 2018-07-22 04:55:52+00:00
Document Index: 145887610

Matched Legal Cases: ['art.32', 'art.32', 'art. 32', 'art. 32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'art.32', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Trascrizione di matrimonio "same sex". - Forum Enti.it
Trascrizione di matrimonio "same sex".
Messaggioda l'auxelugatu » 09/01/2018, 11:44
Una persona con doppia cittadinanza italiana e inglese, ha contratto matrimonio in Francia con un cittadino francese. L'art.32-bis della legge 218/1995 dice che il matrimonio contratto all'estero da cittadini italiani con persona dello stesso sesso produce gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana. Però l'interessato non ha solo la cittadinanza italiana, ma anche quella britannica, e sia in Francia, sia nel Regno Unito, il matrimonio same sex è ammesso. Lo stesso chiede che venga, quindi, trascritto il matrimonio e considerato come tale e non come Unione Civile.
Visto che non si può discriminare sulla base della cittadinanza (è anche italiano e quindi prevale la cittadinanza italiana), che si fa? Ovviamente nel Ministero nessuno si preoccupa di queste minuzie...
Come soluzione sarei orientato a trascrivere il matrimonio come tale e poi inviare copia alla Procura motivando il perché (diritto UE) e che se la vedano loro...
Re: Trascrizione di matrimonio "same sex".
Messaggioda Tiziana5838 » 09/01/2018, 13:08
Le indicazioni che abbiamo sono chiare non sfasciamoci la testa. La trascrizione è una copiatura quindi nessuno impone di stravolgere il contenuto di un atto anche perché si farebbe un falso. Quindi l'atto va trascritto tal quale come matrimonio MA nel Registro delle Unioni Civili come da LEGGE e in anagrafe va indicata come unione civile perché lo stato civile del tizio sarà unito civilmente. In questo caso la sovranità italiana vale quanto quella inglese e francese, non si stanno ledendo diritti alla personalità. Considerarlo matrimonio creerebbe una disparità di trattamento con le "sfigate" coppie gay che non vanno a sposarsi all'estero.
Iscritto il: 19/10/2012, 09:48
Messaggioda LIGA » 09/01/2018, 13:51
L'interessato sta chiedendo non soltanto la trascrizione dell'atto, ma sopratutto il riconoscimento dell'efficacia in Italia. Quindi se i presupposti sono questi devi considerarlo cittadino italiano ..indi art.32 bis L.218
Messaggioda l'auxelugatu » 09/01/2018, 20:32
Ma il valore di unione civile vi è solo in presenza di matrimonio celebrato all'estero da cittadini italiani:
l’art. 32-quinques prevede che l’unione civile, o altro istituto simile, costituiti all’estero tra cittadini italiani dello stesso sesso ed abitualmente residenti in Italia producano gli effetti dell’unione civile regolata dalla legge italiana.
l'art. 32-bis.
1. Il matrimonio contratto all'estero da cittadini italiani con persona dello stesso sesso produce gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana.
Ciò manifesta l’intento del legislatore di reprimere i comportamenti volti ad eludere l’applicazione della legge n.
76/2016.
A tale scopo, infatti, le disposizioni di cui sopra assoggettano alla normativa italiana anche le unioni costituite all’estero da due cittadini italiani che, pur essendo stabilmente residenti in Italia, scelgano di migrare all’estero al solo fine di costituire un’unione civile che eluda
la legge italiana.
Ma non si parla in nessun posto di applicare le suddette norme nel caso di unioni miste, tra un cittadino italiano e un cittadino straniero, in quanto restano fermi i profili di internazionalità.
L’applicazione esclusiva e generalizzata della legge italiana a tutte le situazioni create all’estero, avrebbe creato grossi problemi a livello di diritto internazionale privato e di diritto comunitario.
Non ha ragion d’essere neppure l’applicazione della disciplina italiana alle unioni costituite fra cittadini italiani dello stesso sesso che risiedano abitualmente in un Paese straniero.
In quest’ultimo caso, infatti, non ricorrendo gli estremi di un distacco temporaneo o solo formale dal Paese di provenienza, si applica lo ius loci celebrationis, in quanto coincidente con lo ius soli.
Messaggioda catone » 09/01/2018, 23:41
per quanto possa valere il mio parere ,credo che Tiziana abbia ragione
Messaggioda l'auxelugatu » 10/01/2018, 08:15
Certo, ma solo nel caso in cui i due siano cittadini italiani e residenti in Italia, come prevede la norma.
Messaggioda Tiziana5838 » 10/01/2018, 09:55
Scusa AUX ma stai confondendo l'art.32bis con l'art.32quinquies della L.218/95. L'art.32bis dice:
(( (Matrimonio contratto all'estero da cittadini italiani dello stesso sesso).))
((1. Il matrimonio contratto all'estero da cittadini italiani con persona dello stesso sesso produce gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana.))
L'Art. 32-quinquies dice:
(( (Unione civile costituita all'estero tra cittadini italiani dello stesso sesso).))
((1. L'unione civile, o altro istituto analogo, costituiti all'estero tra cittadini italiani dello stesso sesso abitualmente residenti in Italia produce gli effetti dell'unione civile regolata dalla legge italiana.))
Come puoi vedere l'art.32bis NON dice che il matrimonio, per essere riconosciuto unione civile, deve essere contratto TRA cittadini italiani, ma DA cittadini italiani. Vuol dire che anche solo con uno cittadino italiano il riconoscimento in Italia è come UNIONE CIVILE (non potrebbe essere altrimenti - se uno sposa uno straniero è più avvantaggiato di 2 italiani??? ). Inoltre nulla specifica sulla residenza delle parti.
Invece l'art.32/5 specifica l'UNIONE che avviene TRA cittadini italiani (quindi tutti e 2 cittadini italiani) RESIDENTI IN ITALIA. Quindi il legislatore dove ha voluto ha specificato, per il famoso principio più volte ribadito in questo forum "ubi lex voluit dixit ubi noluit tacuit".
Quindi questo signore, come ha detto anche LIGA, se vuole riconoscimento del suo matrimonio può ottenerlo solo come UNIONE CIVILE.
Lo trascrivi nel registro unioni e gli mandi una letterina di fine procedimento trascrizione dove gli spieghi la normativa. Se vorrà farà ricorso lui. Non vedo proprio il presupposto per doverti accollare tu la responsabilità di violare l'art.32bis e trasmettere sempre tu l'atto al Tribunale.
Messaggioda catone » 10/01/2018, 18:28
Tiziana secondo me ha ragione, particolarmente il fatto che la legge non dice che entrambi devono essere italiani, ma anche uno solo, Io però più che una letterina farei un avvio di procedimento dove scriverei che in base all'art. tot. ed eventuale circolare ministero, se c'è, trascrivo nel registro delle unioni civili e in anagrafe lo stato civile sarà di unito civilmente. Se lui interviene nel procedimento insistendo che vuole lo stato civile di coniugato, faccio un rifiuto e ricorre in tribunale. Io ormai sto attento a questi passaggi procedimentali, perchè i giudici ci tengono molto al diritto dei cittadini ad intervenire nel procedimento
Messaggioda l'auxelugatu » 10/01/2018, 23:12
Fate come volete,ma c'è già stata una sentenza http://www.agenziagiornalisticaopinione ... taccabile/
Il caso proposto nel mio post è reale, anche se non riguarda il mio comune ma quello di un collega, e l'avvocato è lo stesso Schuster...
Cari colleghi siete ancora troppo attaccati alle normative nazionali e alle circolari ministeriali anche quando sono in contrasto con il diritto comunitario.
Messaggioda catone » 11/01/2018, 07:20
Scusa aux. ma la sentenza della cassazione riguarda un ricorso contro una sentenza della corte d'appello (prima dice di milano poi di Napoli) del 2015, quando non esisteva la legge 76/2016 e l'orientamento era che i matrimoni omo non si potevano trascrivere, infatti la sentenza della cassazione dice che le due donne "si erano opposte al rifiuto del Sindaco del Comune di Santo Stefano del Sole di trascrivere l’atto di matrimonio contratto dalle stesse in Francia a Tourcoing, ha accolto il reclamo delle predette, ed ha ordinato la trascrizione dell’atto di matrimonio nei registri dello Stato civile di quel Comune."
nel 2015 la questione era nelle mani della magistratura, proprio in assenza di una legge. Con la legge 76/2016 non è più così, perchè ora è la legge che dispone che il matrimonio debba essere trascritto, ma con valore di unione civile.
Messaggioda l'auxelugatu » 11/01/2018, 08:08
Lo so cato, ma: La Corte di appello aveva affermato che l’Italia non poteva togliere i diritti che uno Stato dell’Unione attribuisce ai propri cittadini. E il caso era simile a quello che prospetto io: cittadine francesi di cui una anche italiana. E' stato riconosciuto il diritto a trascrivere l'atto di matrimonio, come cittadini stranieri.
Messaggioda gisus » 11/01/2018, 10:01
secondo questa teoria quindi, visto che un cittadino francese si può sposare nel suo consolato in italia , io cittadino italiano mi posso sposare con una cittadina francese nel consolato francese di Milano...
Messaggioda l'auxelugatu » 11/01/2018, 10:55
Che c'entra? qui si sta parlando di un matrimonio celebrato in Francia, non nel consolato...
Messaggioda gisus » 11/01/2018, 11:07
se il concetto è che si disapplica la prevalenza della legge italiana anche in presenza di un cittadino italiano, questo dovrebbe valere per tutto...
o vale solo per quello che è di moda al momento?
Messaggioda MarcoM_68 » 12/01/2018, 11:21
A mio personale parere lo scenario è cambiato con l'introduzione di una legge prima assente. Penso che la magistratura dovrebbe emettere una nuova sentenza prima che il funzionario possa applicare.
Oggi è 22/07/2018, 06:56