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Timestamp: 2017-05-23 20:27:58+00:00
Document Index: 97436234

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 34', 'art. 49', 'arte\n66', 'art.8', 'art. 1', 'art. 60', 'art. 75', 'art.8', 'art. 3', 'art. 144', 'art.8', 'art.5', 'art.29', 'art.38', 'art. 41', 'art. 68', 'art. 68']

03 2000 | Edscuola
Modalità di svolgimento delle elezioni del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM) provvisorio, di cui all’ art. 3, comma 3, della legge n. 508/99
circolare 31 marzo 2000, n. 101
Legge 23/12/1998, n° 448 – Art. 26, comma 9 – Richieste di contributi in sostituzione delle assegnazioni di personale della scuola – Art. 26, commi 8 e 10 – Circolari permanenti n.ri 69 e 70 del 19/03/99 – Anno scolastico 2000/2001
decreto 31 marzo 2000, n. 100
31 marzo Progetto Musica
La nota dell’Ispettorato per l’Istruzione Artistica del 3 marzo 200, prot. n. 3409/P, proroga al 31 marzo il termine ultimo (precedentemente fissato per il 15 marzo dal bando allegato al comunicato Ispettorato Istruzione Artistica 22 febbraio 2000, prot.n. 2730/P) entro il quale le istituzioni scolastiche presso le quali sono stati attivati cori, interessate alla partecipazione alla II Giornata Nazionale della Musica – il cui svolgimento è previsto, presumibilmente per il 5 maggio pv. – dovranno far pervenire le domande di partecipazione indirizzate al
31 marzo Mense Scolastiche
La CM 246/99 prevede, come stabilito dall’articolo 46 del C.C.N.L. del 26.5.1999 e dall’articolo 39 del C.C.N.I. del 31.8.1999, un monitoraggio sull’entità della fruizione della mensa gratuita da parte del personale avente titolo.
Il numero dei pasti consumati, distintamente per la scuola materna, elementare e media, dovrà essere raggruppato con riferimento ad ogni singolo Comune che ha erogato detto servizio di mensa gratuita e dovrà essere trasmesso al MPI – Direzione Generale Istruzione Elementare Divisione II – utilizzando il prospetto allegato alla CM 246/99, ai fini del trasferimento delle risorse finanziarie necessarie per la corresponsione del relativo contributo agli Enti erogatori del servizio.
L’invio del prospetto, tramite fax (065800174 – 065895789) ovvero tramite email (dgelem.div2@istruzione.it) dovrà essere effettuato:
per l’anno 1999, entro il 31 marzo 2000;
per l’anno 2000, entro il 31 marzo 2001.
01 – 31 marzo Cessazione Servizio
Il Decreto Ministeriale 8 marzo 2000, n. 56 proroga al 31 marzo 2000 il termine ultimo per la revoca delle istanze di cessazione anticipata dal servizio presentate dai capi di istituto e dal personale docente, educativo ed Ata con contratto a tempo indeterminato.
La Circolare Ministeriale 11 gennaio 2000, n. 11 conferma per il 2000 la data del 1° marzo, già prevista dal DM 495/98, per la presentazione, da parte del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario, compreso quello dei Conservatori di Musica e delle Accademie di Belle Arti, Nazionale di Danza e Nazionale d’Arte Drammatica,
Sono fissate al
10 aprile 2000 – per gli insegnanti elementari;
2 maggio 2000 – per il restante personale docente ed educativo e per il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario;
le date relative alla comunicazione al personale dimissionario della mancata maturazione del diritto al trattamento pensionistico e alla possibilità degli interessati di ritirare le dimissioni entro 5 giorni dalla data di ricevimento di detta comunicazione.
01 – 31 marzo Scuola e Parlamento
DdL AC 6270 e disegni di legge sulla parità scolasticaIl 2 marzo 2000 la Camera approva definitivamente il testo della Legge sulla Parità Scolastica (già approvato dal Senato il 21 luglio 1999) con 231 voti favorevoli, 160 contrari e 4 astenuti.
Riportiamo di seguito il testo del comunicato stampa del MPI:
Con il sì definitivo della Camera alla legge di parità, nasce il sistema nazionale d’istruzione, costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie. Trova così piena attuazione l’articolo 33 della Costituzione che riserva agli alunni delle scuole paritarie condizioni equipollenti a quelle degli alunni delle scuole statali.
Alle scuole paritarie è assicurata piena libertà per quanto concerne l’indirizzo pedagogico e didattico, ma esse devono improntare l’insegnamento ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione.
Le scuole non statali per acquisire la parità devono rispettare alcune regole fondamentali:
avere un progetto educativo conforme ai principi costituzionali
essere dotate di strutture adeguate
istituire gli organi collegiali
garantire l’accesso a chiunque ne faccia richiesta, compresi bambini e ragazzi disabili
garantire corsi scolastici completi
avere personale abilitato al quale applicare i contratti collettivi nazionali di lavoro
accettare la valutazione da parte del servizio nazionale di valutazione dell’istruzione.
Alle scuole paritarie viene riconosciuto il trattamento fiscale previsto per le ONLUSS.
Tutte le famiglie degli alunni delle scuole statali e paritarie che rientrino in condizioni di reddito svantaggiate potranno usufruire di borse di studio o di detrazioni fiscali; la legge autorizza per tale finalità una spesa di 250 miliardi per l’anno 2000 e di 300 a decorrere dall’anno 2001. A decorrere dal prossimo anno finanziario, inoltre, i fondi statali destinati alle scuole elementari parificate e alle scuole materne sono aumentati rispettivamente di 60 e 280 miliardi.
7a Com.
in sede consultiva, Schema di direttiva recante gli interventi prioritari e la ripartizione delle somme relativamente alla legge n. 440/97 sull’ampliamento dell’offerta formativaIl 14 marzo 2000 la Commissione esprime il seguente parere favorevole:
vista la legge 18 ottobre 1997, n. 440;
vista la direttiva recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessi;
preso atto che gli interventi prioritari individuati sono coerenti sia con gli obiettivi generali originari della legge sia con quelli individuati dalle nuova leggi, e cioè tutti gli interventi formativi – da destinare anche ai portatori di handicap – attuati dalle scuole nell’ambito della sperimentazione dell’autonomia, dell’innalzamento dell’obbligo scolastico e dell’istituzione dell’obbligo formativo;
salutando con soddisfazione il criterio secondo il quale la maggior parte della dotazione viene destinata alla piena realizzazione dell’autonomia delle scuole – anche associate in rete -, anzi che ciascuna istituzione scolastica sarà allo scopo destinataria diretta di un finanziamento (a partire dalla data di formale entrata in vigore dell’autonomia) in rapporto al proprio piano dell’offerta formativa, che le scuole gestiranno il piano dell’offerta formativa e le risorse in piena autonomia rispondendo direttamente agli organi di monitoraggio e valutazione e che, infine, una parte delle risorse suddette è destinata ad iniziative per la diffusione della cultura dell’autonomia tra tutte le componenti della scuola, genitori e studenti compresi;
condividendo la sottolineatura dell’importanza fondamentale per una scuola dell’autonomia e di qualità della dorsale tecnico-scientifico-pedagogica per supportare la scuola e per la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema scolastico e sottolineando la necessità di accelerare il passaggio ad un sistema di valutazione, autonomo e indipendente;
auspicando che in merito agli interventi per la IFTS, normati da più leggi, si faccia chiarezza tra i molti soggetti coinvolti nei corsi integrati – soggetti finanziatori e destinatari delle risorse, soggetti coordinatori e soggetti gestori – e che si valuti la possibilità di riservare comunque alla scuola parte delle risorse qui previste, per evitare che essa resti solo soggetto passivo, incapace di quelle iniziative previste dalla legge;
ritenendo opportuno che le risorse resesi disponibili o che dovessero rendersi disponibili nel corso dell’anno scolastico debbano essere interamente destinate alla scuola per la realizzazione dell’autonomia,
Riportiamo di seguito un estratto dal resoconto della seduta del 7 marzo 2000:
(Il) relatore, riferisce sulla direttiva recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme e le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessi, in attuazione della legge 440/97.
Illustra gli interventi prioritari previsti ai punti 1 e 2, posti tutti allo stesso livello di priorità, e che riguardano gli obiettivi generali originari della legge e obiettivi individuati con altre leggi. In particolare, tali obiettivi riguardano la piena realizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche da destinare anche ai portatori di handicap; il potenziamento delle azioni di orientamento; l’innalzamento del livello di scolarità e del tasso di successo scolastico; lo sviluppo dell’insegnamento delle lingue comunitarie, con particolare riguardo alla seconda lingua nella scuola media, anche in forma non curricolare; le iniziative di formazione ed aggiornamento di tutte le componenti della scuola, volte in particolare al potenziamento della «cultura dell’autonomia» ed alla diffusione delle nuove tecnologie didattiche.
Ritiene che tutte le iniziative debbano essere inquadrate in un piano organico di offerta formativa, comprendente anche l’apertura pomeridiana delle scuole, il potenziamento delle biblioteche scolastiche e lo sviluppo della cultura musicale, scientifica e sportiva.
Tra gli interventi prioritari sono altresì previsti quelli perequativi per integrare gli organici provinciali del personale (in particolare per rafforzare la preparazione professionale degli alunni del biennio post-qualifica degli istituti professionali e per l’introduzione di una nuova lingua straniera nelle scuole elementari); le iniziative per la realizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS); il potenziamento dell’educazione permanente degli adulti, una materia complessa e ripartita tra diversi soggetti di competenza, che devono accordarsi e collaborare tra loro; la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema scolastico.
Dopo aver osservato che il decreto legislativo n. 258/99, trasformando il CEDE in Istituto nazionale per la valutazione del sistema per l’istruzione, ha posto le basi per un sistema nazionale di valutazione autonomo ed indipendente rispetto all’amministrazione, fa presente che i punti 6 e 7 della direttiva riguardano le attività di supporto e l’assistenza per la realizzazione degli interventi connessi all’autonomia scolastica; in tali attività sono coinvolti i nuclei di supporto, gli IRRSAE e la BDP, ed è possibile anche ricorrere a convenzioni con università. Il punto 7 affida poi agli enti citati, nonché al CEDE, agli ispettori tecnici, all’ISFOL ed a «specifici programmi concordati con le regioni e gli enti locali» le attività di monitoraggio e valutazione degli interventi attuativi.
I punti 3, 4 e 5 della direttiva riguardano la dotazione del fondo e criteri per la ripartizione. Fa presente che, dal 2000, la dotazione è determinata annualmente mediante stanziamento in tabella C della legge finanziaria. La finanziaria 2000 ha fissato tale dotazione in 450 miliardi per il 2000, 400 per il 2001 e 450 per il 2002. Di fatto per il 2000 la dotazione è di 370 miliardi, perché 30 miliardi sono riservati all’attuazione dell’articolo 68 della legge n. 144 del 1999 e 50 miliardi per finanziare il decreto legislativo 7 gennaio 2000, n. 1. Tale somma è ridotta di circa la metà rispetto a quella prevista per il 1999, quando era di 669 miliardi, perché questo ultimo stanziamento comprendeva la quota non utilizzata per il 1998; le somme inutilizzate infatti restano disponibili per l’esercizio successivo.
Illustra quindi i criteri per la ripartizione, che si definiscono con la ripartizione concreta tra i vari obiettivi prioritari e con l’indicazione, all’interno di ciascuna voce, delle somme affidate alla gestione delle istituzioni scolastiche e di quelle affidate agli uffici dell’amministrazione centrale. Gran parte della dotazione, pari a lire 295,93 miliardi, è destinata alla piena realizzazione dell’autonomia delle scuole, anche associate in rete; una parte di tale somma, fino a 60,98 miliardi, è destinata alla formazione e all’aggiornamento e di essa solo la cifra massima di 36,11 miliardi è assegnata agli uffici centrali. Eventuali ulteriori risorse che dovessero rendersi disponibili nel corso dell’anno saranno integralmente assegnate per l’obiettivo 1.
Sottolinea poi che tutte le istituzioni scolastiche saranno destinatarie dirette di un finanziamento per la realizzazione dell’autonomia scolastica a partire dalla data di formale entrata in atto della stessa (1o settembre 2000) e in rapporto al proprio piano dell’offerta formativa, senza sottoporre lo stesso per l’approvazione al provveditorato. Il monitoraggio sull’utilizzazione dei finanziamenti sarà realizzato attraverso un diretto rapporto con le istituzioni scolastiche. Si tratta di una grossa novità che è anche conseguenza dell’invito della VII Commissione, nel parere espresso lo scorso anno, a deburocratizzare e decentrare questi finanziamenti. Infatti anche per l’obiettivo 2, sugli interventi perequativi, l’importo destinato sarà assegnato direttamente alle scuole. Altra novità è che i finanziamenti saranno assegnati dagli uffici scolastici provinciali e, per le regioni sperimentali, dalle stesse regioni.
Infine fa presente che gli importi assegnati direttamente alle istituzioni scolastiche, non inferiori a lire 238,44 miliardi, saranno così ripartiti: 105 miliardi per l’insegnamento delle lingue comunitarie, con priorità per corsi già avviati; 40 miliardi per iniziative complementari ed integrative a favore degli studenti; 21 miliardi massimi per iniziative di formazione ed aggiornamento. Il resto sarà assegnato alle scuole per il potenziamento dell’autonomia secondo le seguenti percentuali: 30 per cento in parti uguali a tutte le scuole, 60 per cento proporzionalmente alle dimensioni delle scuole secondo le unità di personale ed il numero degli alunni e il 10 per cento agli uffici regionali e provveditorato agli studi per azioni perequative e di supporto.
Osserva poi che per l’IFTS e l’educazione permanente degli adulti si prevedono interventi integrati e ulteriori finanziamenti, compresi i cofinanziamenti del fondo sociale europeo.
Esprime qualche dubbio, infine, sul fatto che risorse finanziarie per l’IFTS possano essere destinate anche alle regioni, perché non c’è ancora chiarezza né sui soggetti finanziatori, né su quelli gestori, né sul totale delle risorse e delle fonti delle stesse.
In conclusione, chiarito qualche dubbio e con le osservazioni già dette, esprime un giudizio complessivamente favorevole sul documento presentato dal Governo.
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica per l’anno finanziario 2000, concernente l’impiego del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategicoIl 16 marzo 2000 la Commissione esprime il seguente parere favorevole:
esaminato lo schema di decreto ministeriale concernente l’impiego del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico:
si segnala l’opportunità di predisporre uno strumento finanziario che incentivi la ricerca di base in settori rilevanti per il Paese, analogamente a quanto previsto dal decreto legislativo n. 297 del 1999 per la ricerca industriale, tenuto conto della debolezza strutturale della ricerca di base in Italia e rilevato che paesi come Stati Uniti, Giappone, Finlandia, Spagna e Germania stanno dedicando consistenti risorse finanziarie alla ricerca di base, nella consapevolezza che questa, nella nuova economia basata sulla conoscenza quale condizione dell’innovazione e dello sviluppo, costituisce fonte di vantaggio competitivo».
in sede referente, DdL AC 4076, Disciplina della “sponsorizzazione universitaria”
in sede referente, DdL AC 4311, Delega Enti Locali lavori nel settore Beni Culturali
in sede referente, DdL AC 6562, Docenti Universitari
9, 14, 15, 16, 21, 22, 23, 28, 29, 30
in sede referente, DdL AC 6560, Istruzione e RicercaIl 30 marzo 2000, il DdL AC 6560, come modificato nel corso dell’esame, è trasmesso alle Commissioni competenti per il parere.
in sede referente, DdL AC 6130, Residenze universitarie
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale recante disciplina del funzionamento del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitarioIl 9 marzo 2000 la Commissione approva lo Schema di decreto ministeriale recante disciplina del funzionamento del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario esprimendo il seguente parere:
esaminato lo schema di decreto ministeriale recante la disciplina del funzionamento del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario e della durata del mandato dei componenti esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:
a) si inseriscano norme sull’incompatibilità con l’incarico di componente del Comitato, volte ad evitare eventuali conflitti di interesse;
b) si introducano disposizioni volte ad assicurare la pubblicità degli atti del Comitato, così come previsto dall’articolo 2 della legge n. 370 del 1999, istitutiva del Comitato stesso;
c) all’articolo 2, comma 4, lettera b), le parole «inerenti le» siano sostituite dalle seguenti: «inerenti alle».
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale concernente la nomina dei membri del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitarioIl 15 marzo la Commissione esprime parere favorevole (18 voti favorevoli e 7 contrari) alla Proposta di nomina di Giuseppe de Rita, Luigi Biggeri, Giuseppe Catalano, Carlo Calandra Buonaura, Alessandro Corbino, Guido Fiegna, Alessandro Figà Talamanca, Daniela Primicerio, Anna Laura Trombetti Budriesi a componenti del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario.
DdL 4539, Diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (approvato dalla Camera DdL AC 5857)Gli emendamenti al disegno di legge n. 4539 dovranno essere presentati entro le ore 12 di venerdì 31 marzo.
Comunicazioni del Ministro della pubblica istruzione sull’attuazione della riforma dei cicli scolastici
Dopo una breve introduzione del PRESIDENTE, il ministro BERLINGUER ricorda l’impegno da lui assunto di fronte al Senato, in occasione dell’approvazione del disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici, di svolgere un dibattito preliminare rispetto alla predisposizione del piano di attuazione della legge, su cui la legge stessa prevede peraltro che sia successivamente acquisito formalmente il parere parlamentare. Ciò, al fine di assicurare il più ampio spazio ad una discussione preventiva che possa recare contributi utili alla formulazione del piano, in aggiunta alla consueta procedura di espressione del parere su uno schema di piano già elaborato, di cui è spesso lamentata la scarsa incidenza.
Dopo aver ricordato le ragioni e gli obiettivi della riforma, che coincidono in primo luogo con l’innalzamento del livello culturale dei cittadini e presuppongono la generalizzazione della frequenza della scuola secondaria superiore, egli osserva poi che l’attuazione della riforma, pur tenendo conto della parallela riflessione in ambito europeo, non può prescindere dalla tradizione educativa italiana, fondata sulla riconosciuta funzione delle discipline quali tramiti imprescindibili per un apprendimento critico e strutturato. Al riguardo, egli intende fugare con decisione ogni margine di dubbio in ordine ad una possibile attenuazione, connessa al riordino dei cicli scolastici, del ruolo delle discipline per la comprensione e l’interpretazione della realtà.
Nell’auspicare un vasto coinvolgimento, oltre che del Parlamento, delle organizzazioni rappresentative dei docenti, degli studenti, dei genitori e, in generale, di tutte le parti sociali, egli ricorda poi che il successo della riforma è comunque affidato alla partecipazione attiva del mondo della scuola e, in primo luogo, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. Si riserva pertanto di individuare le forme più opportune per meglio assicurare un coinvolgimento di così vasta portata, in termini tali da poter comunque predisporre il piano nei tempi previsti dalla legge.
Il Ministro si sofferma quindi su alcune questioni che ritiene prioritarie, sulle quali sollecita il confronto più ampio.
Anzitutto, osserva che i tempi di attuazione della legge dovranno essere compatibili con la predisposizione della normativa secondaria e con un’adeguata preparazione del personale ai nuovi compiti. Una prima ipotesi di attuazione della riforma riguarda infatti la data di avvio dei nuovi ordinamenti, che potrebbe decorrere dall’anno scolastico 2001-2002. A partire da tale data, si possono ipotizzare diverse scansioni temporali per i successivi sviluppi, fra i due estremi della realizzazione della riforma in tre anni (ipotesi minimale) ovvero in dodici anni (ipotesi massima). Il Governo ritiene tuttavia che entrambe queste ipotesi siano da respingere, giudicando più ragionevoli le due possibilità intermedie di una attuazione della riforma in cinque ovvero in sette anni. Nell’ipotesi in cui la riforma si attuasse in sette anni si tratterebbe di dare inizio al nuovo corso con piena gradualità, partendo (non prima del 1° settembre 2001) col primo anno della scuola di base e col primo anno del secondo ciclo. Nell’ipotesi in cui la riforma si attuasse invece in cinque anni, potrebbero essere coinvolti contemporaneamente sia il primo che il terzo anno della scuola di base, nonché il primo anno della scuola secondaria. In questo caso il percorso scolastico di dodici anni riguarderebbe solo i bambini nati nel 1993, mentre per le leve scolastiche precedenti la durata del corso di studi rimarrebbe di tredici anni.
Quanto ai problemi connessi al curricolo, osserva anzitutto che occorre sciogliere il nodo del rapporto della scuola di infanzia con la scuola di base, in considerazione della progressiva generalizzazione della prima sul territorio nazionale. Ciò impone una riflessione sull’opportunità di adeguare gli attuali “orientamenti” del 1991 relativi alla scuola materna e un approfondimento sulle modalità per generalizzare e qualificare ulteriormente l’offerta formativa sull’intero territorio.
Per quanto attiene alla scuola di base, riconosce che l’individuazione del relativo curricolo è particolarmente delicata. Al riguardo, la legge fornisce alcune indicazioni assai esplicite che non possono essere messe in discussione, quali ad esempio la necessità del raccordo della scuola di base, da una parte con la scuola dell’infanzia e dall’altra con la scuola secondaria, nonché la sua caratterizzazione di percorso educativo unitario ed articolato in rapporto alle esigenze di sviluppo degli alunni. A tale ultimo proposito, ritiene parimenti impraticabili sia la mera sommatoria degli attuali ordinamenti della scuola elementare e di quella media, sia la proposta di una unicità indistinta, che sarebbe segnata dall’impronta egemonica di un modello educativo, vuoi quello della scuola elementare vuoi quello della scuola media. A tali ipotesi, ritiene preferibile la scelta di concentrare gli sforzi – avvalendosi anche delle possibilità offerte dalla progressiva attuazione dell’autonomia – per operare una graduale articolazione del curricolo della scuola di base, in modo da consentire il passaggio dagli ambiti disciplinari (propri della scuola elementare) alle vere e proprie discipline (caratteristiche della scuola media). L’autonomia scolastica consente infatti di realizzare un percorso che prevede attività per ambiti disciplinari e, contemporaneamente, l’avvio anticipato di processi di apprendimento prettamente disciplinari fin dai primi anni del ciclo.
Il senatore BRIGNONE, in una breve interruzione, chiede se tale progressiva articolazione sarà di competenza delle singole istituzioni scolastiche, in sede di elaborazione del piano dell’offerta formativa.
Il ministro BERLINGUER chiarisce che, fermi restando gli spazi di autonomia sanciti dal relativo regolamento, all’articolo 8 (dedicato alla definizione dei curricoli), la sua esposizione riguarda gli ambiti di competenza prettamente nazionale, non ritenendo praticabile una eccessiva diversificazione, sotto tale profilo, fra singole istituzioni scolastiche. Ritiene peraltro che si tratti di uno dei nodi più problematici, su cui sollecita una riflessione particolarmente approfondita in sede parlamentare.
Resta peraltro fermo che, al termine del ciclo, l’apprendimento abbia assunto un compiuto carattere disciplinare, il che comporta naturalmente il pieno utilizzo di tutte le professionalità attualmente operanti nella scuola elementare e in quella media.
Per quanto riguarda la scuola secondaria, ricorda che essa si caratterizza per l’offerta di percorsi tendenti a consolidare le competenze di base e, nel contempo, a orientare scelte consapevoli. Il percorso quinquennale si dovrà pertanto sviluppare unitariamente, assumendo sin dal primo anno la caratterizzazione dell’indirizzo proprio; i diversi licei dovranno avere un’identità chiaramente definita e distinta, pur attenuando l’attuale frammentazione, presente in particolar modo negli indirizzi tecnici e professionali. In tal modo, alla conclusione del quinquennio, sarà possibile, per i giovani che non intendano proseguire negli studi a livello universitario, accedere direttamente al mondo del lavoro, ovvero acquisire ulteriore specializzazione attraverso corsi post-secondari, meglio rispondenti alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro.
Per i corsi di studio, si deve ipotizzare un impianto complessivamente nuovo, strutturato in aree ed indirizzi, nonché l’introduzione di un sistema di opzioni tra alcune discipline – anche appartenenti ad altri indirizzi – che garantirebbe una sufficiente articolazione dei percorsi individuali, anche grazie ad una accentuata elasticità curricolare.
Ricorda peraltro che la scuola secondaria ha altresì il compito di favorire il completamento dell’obbligo scolastico, nonché la realizzazione dell’obbligo formativo, eventualmente in altra sede. A tal fine, è stato previsto il cosiddetto “doppio canale” al compimento dell’obbligo scolastico. Ritiene comunque doveroso sottolineare che i primi due anni della scuola secondaria, pur nel loro carattere di terminalità dell’obbligo e pur considerando l’attività di orientamento, si dovranno in ogni caso configurare come parte integrante del complessivo percorso quinquennale. Il Ministro dichiara infatti di non condividere opinioni alternative al riguardo e di giudicare del tutto improponibile l’ipotesi del biennio unico. Egli si sofferma poi sul collegamento della scuola secondaria con la scuola di base, con riferimento a quanto previsto dalla legge in ordine al passaggio a percorsi formativi diversi da quelli dell’istruzione.
Auspica poi un potenziamento degli elementi di complementarietà e integrazione, da realizzare mediante ricorso a crediti certificabili e riconoscibili, fra il sistema di istruzione e quello della formazione professionale che, con le loro specificità, dovranno concorrere alle diverse esigenze formative.
Quanto al personale, osserva preliminarmente che – ove la riforma fosse attuata in cinque anni e il processo di attuazione decorresse dall’anno scolastico 2001-2002 – non si avrebbero effetti fino all’anno scolastico 2006-2007, atteso che nell’anno scolastico precedente vi sarebbero ancora alunni frequentanti la terza media. Nell’anno scolastico 2006-2007 arriverebbero invece contemporaneamente nella scuola secondaria leve scolastiche di tredicenni e quattordicenni e, solo nel 2011, si avrebbero i primi studenti che abbiano completato il percorso scolastico in dodici anni. L’eventuale rischio di una contrazione delle cattedre non concerne pertanto gli anni scolastici precedenti il 2006-2007. Il fabbisogno di personale si distribuirebbe peraltro in maniera diversificata fra i due cicli e in particolare nell’ambito del ciclo secondario, seguendo l’impatto del passaggio dall’uno all’altro ciclo delle due classi di età, il che consentirebbe una utilizzazione più razionale ed efficace del personale sin dalla fase transitoria.
Tutto il processo, sottolinea il Ministro, dovrà comunque essere accompagnato con l’adeguamento del sistema delle classi di concorso, della formazione iniziale, dell’utilizzazione delle risorse professionali, del quadro organico degli insegnamenti, del ruolo dei docenti. Ricorda altresì che autonomia e riordino dei cicli presuppongono la generalizzazione dell’organico funzionale di istituto, al fine di soddisfare le esigenze delle scuole autonome e quelle di stabilità e qualificazione della prestazione professionale docente. L’introduzione dell’organico funzionale deve infatti tendere a garantire la gestione della flessibilità del curricolo (ivi compresa la quota riservata alle istituzioni scolastiche), la gestione dell’autonomia organizzativa e didattica in relazione alle esigenze degli alunni, nonché l’ampliamento dell’offerta formativa.
Nel riconoscere le difficoltà dovute alla presenza, nello stesso ciclo, di personale regolato da diversi rapporti contrattuali, stimola quindi una riflessione sull’ipotesi di un graduale superamento di tale situazione, tenendo conto dell’ormai prevista formazione universitaria di tutti i docenti, e informa di trattative in corso sotto questo profilo con la Conferenza dei rettori.
Particolare attenzione va poi riservata ad un impiego qualificato del personale docente della scuola media, cui assicura che troverà piena utilizzazione nell’esercizio delle sue attuali funzioni e al quale sarà altresì garantita la possibilità di accedere alla scuola secondaria (caratterizzata da maggior fabbisogno) attraverso i passaggi già previsti ovvero con altre modalità che saranno definite in sede contrattuale.
Il Ministro si sofferma infine sul tema dell’edilizia scolastica, osservando che successivamente alla graduale attuazione delle classi 6a e 7a del ciclo primario si potrà procedere ad una definitiva distribuzione dell’offerta formativa sul territorio. Questa operazione dovrà evidentemente tenere conto della riunificazione della scuola elementare e media nel ciclo primario e della esigenza di garantire una presenza diffusa anche delle scuole del ciclo secondario, per evitare di rendere problematico l’esercizio del diritto allo studio.
A tale proposito, avanza alcune ipotesi sulle quali sollecita il confronto con il Parlamento, oltre che con le regioni e gli enti locali: in primo luogo, ipotizza il mantenimento dell’attuale sistema misto di articolazione della scuola dell’infanzia e della scuola di base su più edifici, giudicando inopportuna una soluzione unificata su tutto il territorio nazionale.
Su richiesta del senatore BRIGNONE, chiarisce poi che ciò comporterà inevitabilmente una revisione del dimensionamento. Altra ipotesi è quella dell’accorpamento in un unico edificio dell’intera scuola di base e, ove possibile, della scuola dell’infanzia, privilegiando eventualmente la soluzione che consenta la maggiore vicinanza agli alunni. Per la scuola secondaria, potrebbe essere infine favorito il fenomeno delle scuole con più indirizzi, anche appartenenti ad aree affini. In ogni caso, ritiene che per la dislocazione delle scuole secondarie dovranno essere considerate le condizioni orografiche del territorio, le comunicazioni, nonché le particolari esigenze culturali ed economiche del territorio. La riorganizzazione della rete scolastica rappresenterà peraltro una occasione importante per la ricognizione delle risorse edilizie esistenti e per un loro riordino, funzionale al nuovo assetto ordinamentale e alle esigenze connesse all’autonomia. In questa operazione, auspica conclusivamente che siano previsti spazi in cui sia possibile praticare, tra l’altro, la flessibilità e la personalizzazione degli interventi formativi.
2, 8, 10, 28
esame DdL 4429, Modifica dell’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, in materia di reclutamento del personale docente nei Conservatori di musica Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per venerdì 10 marzo, alle ore 13.
in sede deliberante, DdL AS 4164-B, Integrazione alunni con handicap (approvato il 19 gennaio 2000 dalla 7a Commissione Camera in sede legislativa)Il 2 marzo 2000 la Commissione approva il DdL AS 4164-B, Integrazione alunni con handicap nel testo modificato dalla Camera.
in sede consultiva, Schema di direttiva recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessiIl 16 marzo 2000 la Commissione esprime il seguente parere favorevole:
“La Commissione, esaminato ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 440 del 1997 lo schema di direttiva recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi stessi,
considerato che le scelte effettuate corrispondono alle indicazioni della legge n. 440 del 1997 ed alle esigenze delle istruzioni scolastiche nell’attuale processo di riforma,
– appare non completamente sufficiente l’entità degli stanziamenti destinati al nuovo sistema di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) in applicazione dell’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Ciò, in considerazione del fatto che questo servizio rappresenta indubbiamente l’aspetto innovativo più qualificante dell’intero processo riformatore;
– appare opportuno riservare una quota consistente del Fondo alla valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema scolastico, avendo cura di affidare questo servizio al personale dirigente scolastico (ispettori scolastici e presidi) di provata professionalità, trattandosi di servizio di particolare delicatezza, cui sono demandati il monitoraggio e la valutazione del sistema formativo integrato.”
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale recante disciplina del funzionamento del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitarioIl 16 marzo 2000 la Commissione esprime il seguente parere favorevole:
“La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge 19 ottobre 1999, n. 370, lo schema di decreto ministeriale concernente il funzionamento del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario,
espresso apprezzamento per la sollecita attuazione data alla suddetta legge;
giudicata favorevolmente la norma sulla durata in carica dei componenti (quattro anni rinnovabili una sola volta);
apprezzati gli spazi di autonomia conferiti al Comitato, nonché la possibilità che a singoli componenti possano essere affidati compiti di studio o l’analisi di specifici argomenti;
esprime parere favorevole, rilevando tuttavia che:
– rispetto alle disposizioni della legge n. 370, non è disciplinata la pubblicità degli atti del Comitato;
– appare non opportuno l’uso di personale comandato, dal momento che l’istituto del comando nella pubblica amministrazione non ha dato, per via generale, esiti pienamente apprezzabili.”
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale concernente la nomina dei membri del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitarioIl 16 marzo 2000 la Commissione esprime il seguente parere favorevole:
“La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge 19 ottobre 1999, n. 370, lo schema di decreto ministeriale concernente la nomina dei membri del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario,
apprezzati la scelta di continuità (la riconferma cioè di sette membri già facenti parte del precedente Osservatorio) e l’elevato livello delle scelte compiute;
– non è stata colta la nuova interessante possibilità (prevista, se non auspicata, dalla legge n. 370) di nominare esperti stranieri;
– non appaiono affatto chiare, nello schema di decreto, le modalità di nomina del presidente e, più ancora, del vice presidente. Pertanto, affinchè sia da subito superato tale vuoto normativo, la Commissione – nel ribadire che il presidente viene nominato direttamente dal Ministro – invita il Governo a disporre che il vice presidente sia eletto, viceversa, dal Comitato stesso nella sua prima riunione secondo le norme che vorrà darsi.”
7, 9, 14, 16, 29
in sede referente, testo unificato e DdL sullo Stato giuridico degli IRCIl 29 marzo la Commissione conferisce a maggioranza mandato al relatore di riferire favorevolmente all’Aula sul testo unificato predisposto.
Interrogazioni28 marzo 2000:
Il senatore BEVILACQUA richiama l’attenzione del Ministro sulle difficoltà incontrate dagli insegnanti interessati alla mobilità nelle regioni che non hanno ancora approvato i piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Invita pertanto il Ministro a chiarire l’orientamento del suo Dicastero, in particolare con riferimento alla nomina dei commissari ad acta.
Il ministro BERLINGUER osserva anzitutto che le regioni inadempienti, nonostante ben due atti di diffida governativi, sono sei: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Molise e Sardegna (quest’ultima ha tuttavia pressochè ultimato le procedure). Poiché l’ultimo atto di diffida, prosegue il Ministro, è stato del 28 febbraio scorso, il Governo ha ritenuto improvvido imporre una scadenza che si sarebbe inevitabilmente sovrapposta al rinnovo dei Consigli regionali. Sia per quanto riguarda il trasferimento dei docenti che per quello del personale dirigente, il Governo ha pertanto preferito procedere in assenza dei piani, riservandosi di porre in essere interventi correttivi più oltre, in sede di determinazione degli organici di fatto.
7 marzo 2000:
Il sottosegretario GAMBALE risponde all’interrogazione n. 3-03489 dei senatori Biscardi e Bruno Ganeri, sui criteri e le modalità di valutazione dei capi di istituto. Egli rammenta come, tenuto conto dell’avanzata fase di svolgimento dell’anno scolastico, il Ministero e le organizzazioni sindacali di categoria, a conclusione di un incontro tenutosi pochi giorni fa, abbiano convenuto di considerare l’esito della valutazione dei capi d’istituto, da effettuare nel corso del corrente anno, come credito professionale da far valere nell’ambito del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici. Quest’ultimo sarà definito nel primo contratto nazionale di lavoro della categoria, le cui trattative stanno per iniziare. Per gli effetti economici conseguenti alla valutazione, si farà ricorso alle attuali disponibilità finanziarie (pari a 15 miliardi), contestualmente alle ulteriori risorse che il Governo metterà a disposizione per il finanziamento della retribuzione accessoria ai dirigenti della scuola. Forme e modalità di attuazione più specifiche, in particolare per quanto concerne gli effetti connessi all’esito della valutazione, saranno definite entro breve tempo, attraverso il confronto che il Ministero intende avviare con le organizzazioni sindacali.
Il senatore BISCARDI, rilevato che la risposta del Sottosegretario riproduce il comunicato stampa divulgato dal Ministero dopo la riunione con le organizzazioni sindacali del 2 marzo scorso, osserva che la valutazione deve fondarsi su criteri oggettivi. Aggiunge che, essendo stato spostato il termine per la presentazione, da parte dei presidi, della documentazione richiesta, occorre definire meglio la posizione dei dirigenti scolastici nella scuola in relazione – ad esempio – ai docenti. Pone quindi in rilievo l’accumularsi in materia di norme secondarie e circolari di grande complessità e sottolinea l’importanza del futuro contratto per i dirigenti scolastici, che dovrà rappresentare una vera e propria pietra miliare sulla strada della costruzione dell’autonomia scolastica. In conclusione, si dichiara molto parzialmente soddisfatto, poiché avrebbe preferito da parte del Governo una presa di posizione più esauriente.
16, 29, 30
in sede consultiva, Schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica per l’anno finanziario 2000, concernente l’impiego del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategicoIl 30 marzo 2000, la Commissione esprime parere favorevole con osservazioni.
affare assegnato: “La politica del Governo in ordine all’insegnamento della religione cattolica previsto dal Concordato tra l’Italia e la Santa Sede”
in sede referente, DdL sull’Istituzione dello Psicologo scolastico (DdL as 2967, 2888, 1829, 3345, 3620 e 3866)
circolare 30 marzo 2000, prot. n. D4/1078
Corsi di formazione di cui all’art. 34 commi 2 e 3 del CCNL e all’art. 49 del CCM ai fini dell’attribuzione del profilo di direttore dei servizi generali ed amministrativi ai responsabili amministrativi con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di cui al D.M. del 27.12.1999 e alla C.M. prot.n.D4/230 del 31.1.2000
circolare 29 marzo 2000, n. 98
Unione Europea – Azione comunitaria ARION (Azione 6.1 SOCRATE)di visite di studio per esperti dell’istruzione e della formazione. Anno scolastico 2000/2001
nota 29 marzo 2000, prot. n. 286
Articolo 4 C.C.N.I. scuole situate in aree a rischio – presentazione dei progetti per l’anno scolastico 2000/2001
nota scambi culturali 29 marzo 2000, prot. n. 3636/B2A
29 marzo Mobilità 2000-2001
Il TAR del Lazio, con l’Ordinanza n.2600/2000, ammette alle operazioni di mobilità per l’a.s. 2000-2001 tutti i docenti di ruolo che abbiano conseguito titolo a seguito della frequenza e superamento dei corsi abilitanti: richiesto al MPI uno slittamento di 15 giorni della scadenza delle procedure per la mobilità.
L’OM 26/00 fissa il termine ultimo per la presentazione delle domande di mobilità al 29 marzo 2000; di seguito il calendario relativo ai termini di acquisizione dei dati ed alla diffusione dei risultati:
Docenti Materne
Docenti Il grado
OM 26/00 (Mobilità 2000-2001) CCNI Mobilità 2000-2001 07 – 29 marzo Concorsi Ordinari
Di seguito il calendario delle prove scritte del concorso ordinario che si svolgono nel mese di marzo 2000:
Decreti dirigenziali 31 marzo, 1 aprile 1999 (Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale” – 4^ Serie speciale – n. 29 del 13 aprile 1999) e 12 luglio 1999 (Gazzetta Ufficiale – 4^ Serie speciale – n. 57 del 20 luglio 1999)
14/A – Circolazione aerea, telecomunicazioni aeronautiche ed esercitazioni
Prova scritta 28 marzo 2000
34/A – Elettronica
57/A – Scienza degli alimenti
58/A – Scienze e meccanica agraria e tecniche di gestione aziendale, fitopatologia ed entomologia agraria
61/A – Storia dell’arte
66/A -Tecnologia ceramica
68/A – Tecnologia dell’abbigliamento
69/A – Tecnologie grafiche ed impianti grafici
72/A – Topografia generale, costruzioni rurali e disegno
83/A – Materie letterarie e latino nei licei e nell’istituto magistrale con lingua di insegnamento slovena
85/A – Sloveno, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media con lingua di insegnamento slovena
circolare 28 marzo 2000, n. 96
Art. 26 – comma 14 – legge 23 dicembre 1998, n. 448. Aspettativa non retribuita docenti e dirigenti scolastici
nota MPI 28 marzo 2000, prot. n. 65
Articolo 8 legge 124/99 passaggio allo Stato dei bidelli – custodi
nota MPI 28 marzo 2000, prot. n. 64
10 – 28 marzo Concorsi Riservati
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4a serie speciale concorsi del 28 marzo 2000, dopo la registrazione da parte della Corte dei Conti, l’ordinanza ministeriale 7 febbraio 2000, n. 33 che riapre i termini per la partecipazione ai concorsi riservati: il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato a trenta giorni dalla stessa pubblicazione.
La circolare ministeriale 24 gennaio 2000, n. 22 stabilisce che le sessioni di esame per il conseguimento dell’idoneità o dell’abilitazione ai sensi della legge 124/99 e dell’O.M. 153/99 vengano fissate in ciascuna provincia al più tardi tra il 20 febbraio e il 10 marzo.
02 – 28 marzo Concorsone
Il 28 marzo, alle ore 18,30, le OOSS sono convocate dal MPI per un incontro sulle tematiche relative alla valorizzazione dei docenti.
Nel corso della stessa giornata, alle ore 17, i rappresentanti delle OOSS, delle associazioni professionali e delle associazioni dei genitori partecipano ad un incontro con il ministro sull’attuazione della legge per il riordino dei cicli scolastici.
Si chiudono il 2 marzo, con l’incontro con Cgil, Cisl, Uil e Snals, le consultazioni ministro della PI – OOSS della Scuola sulla valutazione della professionalità docente.
… e dagli al ‘Concorsone’
Concorsone, Carriera, Valutazione di Claudio Cremaschi e Ferdinanda Cremascoli
Verso l’autocertificazione del merito?
DD 07.02.00 (Professionalità Docente – Rinvio)
decreto 27 marzo 2000, n. 123
circolare 27 marzo 2000, n. 90
Concorso Nazionale per gli studenti
nota MPI 27 marzo 2000, prot.n. 62
L.n.124, art.8 – Trasferimento del personale A.T.A dagli Enti Locali allo Stato. Assistenti Tecnici
decreto 24 marzo 2000, n. 88
Modalità per l’accreditamento di enti o agenzie di formazione del personale della scuola e il riconoscimento delle associazioni professionali e associazioni disciplinari collegate a comunità scientifiche quali soggetti qualificati per iniziative di formazione
circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 24 marzo 2000, n. 17
Assunzioni obbligatorie. Legge 12 marzo 1999, n. 68. Regime sanzionatorio
17 – 24 marzo Computer a Studenti e Docenti
Sulla scia degli sconti proposti per gli studenti dal Governo, il MPI chiede analogo provvedimento per i docenti; di seguito il comunicato stampa diffuso dal MPI:
Il Ministero della Pubblica Istruzione, nell’ambito del Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche, promuove da tempo una sensibilizzazione dei docenti all’uso delle nuove tecnologie. Per questo il ministero ha sollecitato e ottenuto speciali offerte di benefici e servizi da parte delle imprese per i singoli docenti, ad esempio sia Apple sia Ibm offrono ai docenti facilitazioni di acquisto e servizi personalizzati.
Dando seguito all’iniziativa in corso, annunciata la scorsa settimana dal presidente del Consiglio, per la concessione agli studenti di speciali condizioni per l’acquisto concordate con palazzo Chigi e cioè al costo di non oltre 1.400.000 che corrisponde ad uno sconto di circa il 40% sul prezzo di listino. Le modalità di acquisto saranno naturalmente diverse perché affidate ad un rapporto diretto tra i docenti e le imprese senza la mediazione degli istituti bancari, ma comunque identico sconto e possibilità di rateizzazione. La richiesta è stata rivolta anche a Confindustria al fine di coinvolgere il maggior numero possibile d’imprese. Hanno già manifestato la volontà di aderire importanti imprese a carattere nazionale.
Tale iniziativa darà ulteriore spinta al veloce processo d’informatizzazione in atto nelle scuole, per la quali con l’anno in corso si conclude il Programma quadriennale che ha visto l’impegno di circa 800 miliardi e il coinvolgimento di tutte le istituzioni scolastiche. Grazie a questo Programma la quasi totalità delle scuole secondarie superiori (90%) e la metà delle scuole medie ed elementari hanno già il collegamento con Internet. Tutte le segreterie delle scuole italiane, oltre ai Provveditorati, sono ormai collegate direttamente alla rete del Ministero della Pubblica Istruzione. A conclusione del Programma avremo un rapporto computer-studenti di uno a 10 nelle scuole secondarie superiori e di uno a 30 nelle scuole medie ed elementari, collocando così l’Italia nella fascia medio alta dei Paesi Europei.
Il governo presenta il Programma “PC per gli studenti”; riportiamo di seguito la scheda diffusa da Palazzo Chigi:
Il programma nasce dalla convinzione del Governo che un rapido ingresso dell’Italia nella new economy sia una condizione necessaria per mantenere la competitività del Paese e assicurarne l’ulteriore sviluppo. A tali fini è essenziale promuovere tra le nuove generazioni la diffusione di un’adeguata cultura informatica. L’iniziativa concordata con l’ABI costituisce un esempio di utilizzo del “prestito d’onore” che per ampiezza del numero di destinatari e di istituti bancari potenzialmente partecipanti, e per le condizioni di tasso zero praticate, non ha precedenti in Italia, e pone il Paese in condizioni di preminenza quanto al raggiungimento degli obiettivi indicati dalla Commissione europea nel rapporto e-Europe per la realizzazione della società della conoscenza.
In concreto, il programma concordato con l’ABI ha le seguenti caratteristiche:
Destinatari: studenti che si iscrivono al primo anno delle scuole medie superiori (circa 600.000). Resta facoltà dei singoli istituti bancari estenderlo anche agli studenti delle altre classi. E’ stato comunque chiesto alle associazioni dei produttori di estendere anche agli studenti delle altre classi e agli insegnanti il prezzo praticato per questo programma.
Oggetto: Personal Computer di fascia medio-alta (processore 500 Megahertz, 64 Mb di memoria Ram, disco rigido di 10 Gb, monitor da 15”, etc), pronto per la connessione in rete e dotato di un adeguato pacchetto di software.
Costo: lire 1.200.000 più IVA (lire 1.440.000), che rappresenta, rispetto ai prezzi praticati sul mercato dai vari produttori, uno sconto tra il 40 e il 60 per cento. La cifra è rimborsabile a tasso di interesse zero in 24 rate di 60.000 lire l’una.
Commissione esaminatrice del concorso a direttore amministrativo nel ruolo nazionale delle Accademie e dei Conservatori di musica dello Stato
decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000
Modifiche al regolamento 19 ottobre 1998, n. 390 recante: “Modalità di espletamento delle procedure per il reclutamento dei professori universitari di ruolo e dei ricercatori, a norma dell’ art. 1 della legge 3 luglio 1998, n. 210”
circolare 23 marzo 2000, n. 87
circolare 23 marzo 2000, n. 85
Prezzi dei libri di testo delle scuole elementari per l’anno scolastico 2000/2001
decreto 20 marzo 2000
circolare 20 marzo 2000, n. 80
Progetto Lettura 2000
14 – 20 marzo Dimensionamento Istituzioni Scolastiche
Riportiamo il comunicato stampa diffuso dal MPI il 20 marzo 2000:
Il Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer ha dato applicazione alle deliberazioni assunte, in merito, dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 14 febbraio u.s., inviando un formale atto di diffida alle Regioni Calabria, Campania, Molise e Puglia, che non sono state in grado di completare le operazioni di dimensionamento delle istituzioni scolastiche nei termini previsti dal decreto Presidenziale 18 giugno 1998, n.233.
Tale atto costituisce il primo passo per l’attivazione del potere sostitutivo, che si esplicherà in pieno con la nomina di un Commissario straordinario ove le suindicate Regioni non dovessero riuscire a perfezionare le attività di competenza nel termine di 60 giorni in esso indicate.
La procedura si è resa necessaria – spiega il Ministro – per consentire un corretto avvio del prossimo anno scolastico e per evitare che nelle Regioni in questione si verifichi, a causa dell’inadempienza, un’ingiustificata penalizzazione degli alunni, delle famiglie e delle comunità scolastiche escluse dal processo dell’autonomia, con grave diseguaglianza rispetto al restante territorio nazionale.
Riportiamo di seguito un estratto del comunicato relativo alla seduta del Consiglio dei Ministri n.15 del 14 marzo 2000:
(…) il Ministro della Pubblica Istruzione, Berlinguer, ha svolto una relazione sullo stato di attuazione del dimensionamento delle istituzioni scolastiche da parte delle Regioni. Premesso che la normativa vigente prevede che alla data del 1° settembre 2000 tutte le istituzioni scolastiche dovranno raggiungere lo status di “istituzione scolastica autonoma” e pertanto dovranno essere loro trasferite tutte le competenze statali non riservate all’amministrazione scolastica o agli enti locali, il Ministro ha riferito che quasi tutte le Regioni, hanno adempiuto al loro compito entro i termini prescritti, con esclusione di sei Regioni; tuttavia, per quanto riguarda due di esse (Sardegna e Sicilia – NdR) l’iter formativo dei piani regionali è in via di definizione, mentre per le altre quattro (Calabria, Campania, Molise e Puglia – NdR) risulta che non siano attualmente in condizione di approvare i piani definitivi di dimensionamento, né di formulare previsioni in merito.
Il Ministro, pertanto, ha proposto di attivare nei confronti delle Regioni inadempienti alla scadenza del 28 febbraio 1999 il procedimento per l’esercizio del potere sostitutivo ed il Consiglio lo ha autorizzato a porre in essere i dovuti adempimenti.
20 marzo Esami di Stato
La circolare ministeriale 21 dicembre 1999, n. 311 fissa al 20 marzo 2000 il termine ultimo per produrre domanda di partecipazione agli esami di stato per gli alunni interni che, cessando la frequenza delle lezioni prima del 15 marzo, intendono sostenere esami in qualità di candidati esterni.
L’allegato 6 alla CM 277/99 fissa le seguenti scadenze relative agli esami di stato 1999-2000.
20/03/2000 Gestione (acquisizione, cancellazione e rettifica) delle schede (Modelli ES-1 e ES-2)
20/03/2000 Sul tema si veda la rubrica di Educazione&Scuola:
17 – 19 marzo Internet Fiesta
Dal 17 al 19 marzo 2000 si svolge la seconda edizione della manifestazione internazionale Internet Fiesta, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (si veda in merito il comunicato 28 febbraio 2000, Prot. n. 1041).
lettera circolare 17 marzo 2000, prot. 2731
Iniziativa “Cinema Avvenire” – 57a Mostra Internazionale del Cinema – Venezia
decreto 17 marzo 2000, n. 75
Costituzione dell’Osservatorio Paritetico di cui all’art. 60 del Contratto collettivo integrativo del Comparto scuola per gli anni 1998/2001
17 marzo Riforma MPI
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 17 marzo 2000 ha approvato, come esame preliminare, la bozza di Decreto del Presidente della Repubblica relativa al Regolamento di organizzazione del Ministero della pubblica istruzione.
Di seguito un estratto del comunicato relativo alla seduta del Consiglio dei Ministri n.16 del 17 marzo 2000 ed il Comunicato Stampa del MPI:
Seduta del Consiglio dei Ministri n.16 del 17 marzo 2000
Il Consiglio ha, quindi, approvato i seguenti provvedimenti:
(…) su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, Berlinguer:
– uno schema di regolamento concernente il riordino del Ministero della Pubblica Istruzione. Vengono disciplinati:
d) l’Ufficio del consigliere diplomatico;
e) l’Ufficio stampa;
2) gli uffici dell’amministrazione centrale, articolati in due Dipartimenti e tre Servizi di livello dirigenziale generale:
a) Dipartimento per lo sviluppo dell’istruzione;
d) Servizio per l’automazione informatica e l’innovazione tecnologica;
Sul provvedimento saranno acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari (…).
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura il regolamento di riordino del Ministero della pubblica istruzione che, prima della sua approvazione definitiva, sarà sottoposto al parere del Consiglio di Stato e a quello delle commissioni parlamentari competenti.
Il regolamento rispecchia fedelmente le previsioni dell’art. 75 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che ha dettato le linee per la riorganizzazione del Governo: l’amministrazione centrale si organizzerà in due dipartimenti e tre servizi; l’amministrazione periferica farà capo a direzioni generali regionali.
A livello centrale il dipartimento per lo sviluppo dell’istruzione si occuperà della parte dei curricoli e dei programmi che lo Stato deve definire per tutte le scuole, dello status degli studenti, degli esami; in relazione ai nuovi curricoli delineerà, inoltre, gli indirizzi in materia di formazione e aggiornamento del personale scolastico; curerà le relazioni internazionali in materia di istruzione, inclusa la collaborazione con l’Unione Europea.
Il dipartimento per i servizi nel territorio definirà gli indirizzi per l’organizzazione dei servizi nel territorio e per la valutazione della loro efficienza; seguirà la materia del reclutamento e dello stato giuridico del personale della scuola e dell’amministrazione; si occuperà di politiche giovanili e di sport, di istruzione post-secondaria, di istruzione degli adulti, di percorsi integrati di istruzione e formazione.
In sintesi: il primo dipartimento approfondirà ed attuerà le politiche della formazione sotto il profilo della definizione e della qualità dei percorsi di istruzione; il secondo individuerà e cercherà di garantire standard elevati ed omogenei di servizi sul territorio nazionale.
I tre servizi centrali eserciteranno funzioni strumentali di interesse comune ai dipartimenti e agli uffici scolastici regionali. Compito essenziale del servizio affari economici sarà quello di censire tutti i bisogni e di garantire una ripartizione perequata delle risorse economiche sul territorio nazionale; il servizio per l’informatizzazione dovrà garantire una omogenea e capillare distribuzione delle risorse tecnologiche nelle scuole; il servizio per la comunicazione dovrà garantire una tempestiva e obiettiva informazione su tutti i temi di maggior rilievo.
Gli uffici scolastici regionali assolveranno essenzialmente al compito di garantire che gli standard formativi e dei servizi di consulenza e supporto alle scuole trovino efficace attuazione sul territorio. Essi dovranno – attraverso una intelligente presenza sul territorio che dia garanzie di stabilità e continuità – offrire alle istituzioni scolastiche tutti i supporti necessari per facilitare e consolidare la gestione dei processi di autonomia.
E’ bene ricordare che tali processi, descritti dal regolamento approvato col D.P.R. n. 275 del 1999, sono molto complessi e che la loro piena attuazione richiederà l’impiego di molte risorse umane e di grande impegno. Essi riguardano infatti sia l’organizzazione amministrativa sia l’organizzazione didattica delle scuole, dalla gestione del fascicolo del personale scolastico dall’assunzione al pensionamento, alla integrazione dei curricoli nazionali con la quota oraria riservata alle singole scuole, alla individuazione di metodologie didattiche e organizzative che diano spazio ai percorsi formativi individualizzati, alla costruzione di strategie per il recupero della dispersione scolastica, alla elaborazione di proposte di innovazione degli ordinamenti, all’organizzazione di reti di scuole per l’istituzione di laboratori di ricerca didattica e di formazione, al raccordo con gli altri sistemi formativi, alla formazione in servizio del personale docente, alla integrazione di alunni in situazione di handicap, all’accoglienza degli stranieri, alla costruzione di una cultura europea, al coinvolgimento delle famiglie e delle comunità locali nelle scelte educative e in quelle degli indirizzi di studio.
nota MPI 16 marzo 2000, prot. n. 51
L. n.124, art.8 – Trasferimento del personale A.T.A dagli Enti Locali allo Stato. – Subentro nei contratti di appalto – Servizi di pulizia
16 marzo Filosofia e Obbligo
Il 16 marzo 2000 la commissione di Studio, costituita dal ministro della PI per l’introduzione della filosofia nella scuola dell’obbligo, ha approvato un “documento di sintesi”:
“La capacita di comprendere, o confutare argomentazioni di tipo assertivo (questioni di verità) o di tipo prescrittivo (norme, questioni di valore) costituisce parte integrante dei diritti culturali del cittadino in via di formazione. Questa capacita, almeno in forma embrionale deve essere costruita gia a partire da tutti i bienni terminali della scuola dell’obbligo. Essa potrà contribuire, da un lato a costruire una rete critico-protettiva rispetto al condizionamento imposto dal proliferare dei messaggi ambientali e offrire una sorta di “camera di decompressione” rispetto all’assorbimento mediatico delle notizie; dall’altro a costruire progressivamente forme autonome di soggettività conoscitiva e collaborativa. Occorre rendere consapevoli nei giovani i modi e le tecniche del dialogo e dell’argomentazione corretta, rafforzare le basi del costume democratico, esercitandoli al dibattito e – insieme – all’ascolto delle ragioni altrui, legare l’insegnamento della filosofia alla ricerca delle motivazioni del sapere, spiegando – anche col concorso di altre discipline – il valore delle conoscenze non immediatamente traducibili nella pratica, chiarire la natura delle scelte e dei dilemmi morali, prospettare i rapporti strutturali fra la dimensione etica e quella politica; dare i rudimenti critici del giudizio estetico, in modo che esso non appaia legato al semplice arbitrio individuale”.
L’articolo 7 dell’Ordinanza Ministeriale 13 febbraio 1998, n. 55 (che ha modificato la scadenza prevista dall’art. 3, comma 1, dell’OM 446/97, che continua a regolamentare la materia) fissa il termine ultimo per la presentazione delle domande di part-time al 15 marzo.
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 marzo 2000 (in GU 10 giugno 2000, n. 134)
Individuazione e trasferimento alle regioni, ai sensi dell’art. 144, comma 2, del decreto legislativo n. 112/1998, degli istituti professionali
decreto 13 marzo 2000, n. 70
Certificazione obbligo di istruzione – Art.9, Regolamento n. 323 del 9/8/99 –
circolare 13 marzo 2000, n. 69
circolare 10 marzo 2000, n. 65
Adozione dei libri di testo nelle scuole ed istituti di istruzione secondaria, nei licei artistici ed istituti d’arte per l’anno scolastico 2000/2001
circolare 10 marzo 2000, n. 64
Adozione dei libri di testo nelle scuole elementari per l’anno scolastico 2000-2001
nota Scambi Culturali 10 marzo 2000, prot. n. 2966/B2A
Corso di perfezionamento nella Repubblica Federale di Germania per docenti italiani di ruolo che insegnano lingua tedesca nelle scuole elementari – anno 2000
decreto 9 marzo 2000, n. 63
Determinazione, per l’anno scolastico 2000/2001, del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria per ciascuna classe della scuola media e per il primo anno di corso di ciascun indirizzo di studio della scuola secondaria superiore
circolare 9 marzo 2000, n. 62
circolare dipartimento della funzione pubblica 9 marzo 2000, n. 4/2000
Rilevazione dei dati riguardanti “Permessi, aspettative e distacchi sindacali – aspettative e permessi per funzioni pubbliche per l’anno 1999. Art. 54, commi 4 e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni ed integrazioni. Contratto collettivo nazionale quadro del 7 agosto 1998 ( S.O. alla G.U. n. 207 del 5 settembre 1998). Contratto collettivo nazionale quadro del 25 novembre 1998 (S.O. alla G.U. n. 292 del 15 dicembre 1998). Contratti collettivi nazionali quadro integrativi del 27 gennaio 1999 (G.U. n. 33 del 10 febbraio 1999) D.P.R. 31 luglio 1995, n. 395 (S.O. alla G.U. n.222 del 22 settembre 1995); D.P.R. 16 marzo 1999, n. 254 (S.O. alla G.U. n. 180 del 3 agosto 1999)
nota MPI 9 marzo 2000, prot. n. 44
Legge 3-5-1999, n. 124, art.8 – Trasferimento del personale A.T.A dagli Enti Locali allo Stato. Intesa tra il Ministero della P.I.e le OO.SS.CGIL-CISL-UIL e SNALS ai sensi dell’art.5 del CCNL della Scuola
Istituzione di un gruppo di lavoro interministeriale per l’attuazione della legge 21 dicembre 1999, n. 508
circolare 8 marzo 2000, n. 61
circolare 8 marzo 2000, n. 60
Ipotesi di accordo recante l’interpretazione autentica della nota 4 bis alla lettera E della tabella E allegata al CIN n. 2/00/BL del 27 febbraio 2000 concernente i trasferimenti del personale ATA per l’anno scolastico 2000-2001
decreto 8 marzo 2000 (in GU 22 aprile 2000, n. 95)
decreto 8 marzo 2000 n. 57
Sospensione efficacia decreti ministeriali nr.316, 317, 318 e 319 del 23 dicembre 1999 riguardanti l’attuazione dell’art.29 del C.C.N.L. del 26 maggio 1999 e dell’art.38 del C.C.N.I. del 31 agosto 1999 del comparto scuola
decreto 8 marzo 2000, n. 56
Proroga revoca istanze di cessazione anticipata dal servizio presentate dai capi di istituto e dal personale docente, educativo ed Ata con contratto a tempo indeterminato
nota 8 marzo 2000, prot. n. 2504/B/1/A
Esami di Stato. Credito scolastico
nota 8 marzo 2000, prot. 2855
Valutazione dei capi d’istituto – art. 41 CCNI
legge 8 marzo 2000, n. 53 (in GU 13 marzo 2000, n. 60)
03 – 08 marzo Valutazione Capi d’Istituto
Il MPI, a seguito dell’incontro con le OOSS svoltosi il 3 marzo 2000, con la nota 8 marzo 2000, prot. 2855, stabilisce di prorogare al 2 maggio il termine entro il quale i capi di istituto forniranno al sovrintendente scolastico:
Riportiamo di seguito il relativo comunicato stampa:
Nel corso dell’incontro che si è svolto oggi 3 marzo al Ministero della pubblica istruzione, il Ministro Berlinguer, i Segretari Generali di CGIL CISL UIL SNALS e il Presidente dell’ANP hanno esaminato le problematiche relative alla procedura di valutazione dei capi di istituto.
Le parti, nella consapevolezza che la progressiva attuazione dei processi di cambiamento in atto del sistema scolastico – autonomia, riforma degli ordinamenti e dell’amministrazione, dirigenza scolastica – determina un’evoluzione del sistema di governo della pubblica istruzione, hanno ribadito la valenza dei principi normativi di natura pattizia posti dal contratto a disciplina della valutazione dei capi di istituto.
Le parti, nella considerazione dell’avanzata fase di svolgimento dell’anno scolastico e della conseguente riduzione dei tempi per gli adempimenti posti a carico dei nuclei di valutazione, hanno, inoltre, convenuto sull’opportunità di considerare l’esito della valutazione, da effettuare nel corso del corrente anno, come credito professionale, da far valere nell’ambito del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, come sarà definito nel primo contratto nazionale di lavoro della categoria, di imminente avvio all’ARAN e, conseguentemente, di trasferire in esso gli effetti economici di tale valutazione.
In tale prospettiva, le attuali disponibilità finanziarie – 15 miliardi – saranno utilizzate contestualmente alle ulteriori nuove risorse che il Governo metterà a disposizione dell’ARAN per il finanziamento della retribuzione accessoria dei dirigenti della scuola.
Infine, le parti hanno concordato di estendere alla fine del mese di aprile il termine per l’invio da parte degli interessati della documentazione richiesta. Nel frattempo i nuclei di valutazione potranno iniziare il proprio lavoro esaminando il materiale già pervenuto o che via via perverrà agli uffici territoriali, predisponendo il piano delle attività e delle visite presso le istituzioni scolastiche per approfondire con il capo di istituto gli aspetti oggetto della valutazione.
Le parti hanno anche convenuto di incontrarsi in tempi brevi per un esame approfondito delle tematiche riguardanti gli impegni e i carichi dì lavoro dei capi di istituto in questa particolare fase di transizione.
Le parti sociali hanno rivolto un pressante invito al Ministro Berlinguer per la definizione in tempi brevi dell’atto di indirizzo per l’apertura delle trattative per il contratto della dirigenza scolastica, con la indicazione delle necessarie risorse finanziare. Il Ministro ha convenuto sulla richiesta delle parti sociali, impegnandosi a rappresentarla nelle competenti sedi istituzionali. Nel settore Archivio di Educazione&Scuola:
circolare 7 marzo 2000, n. 54
Sentenza 9-15/2/2000 n. 52 della Corte Costituzionale. Riscatto, a fini pensionistici, di periodi di studio – Periodi di studio presso l’Accademia di Belle Arti ovvero presso istituti o scuole riconosciuti di livello superiore – Illegittimità costituzionale in parte qua
circolare 3 marzo 2000, n. 52
Corsi di formazione ex artt. 34 del CCNL e 49 del CCNI per l’attribuzione del profilo di Direttore dei servizi generali e amm.vi ai Responsabili amministrativi
nota MPI 3 marzo 2000, prot. n. 2649/G1V
Concorso europeo di lingua francese. Anno 2000
nota Ispettorato Istruzione Artistica 3 marzo 2000, prot. n. 3409/P
Proroga scadenza bando di concorso per la II Giornata nazionale della musica
02 marzo Conferenza Unificata: Accordi
Riportiamo di seguito il testo del comunicato MPI:
Il 2 marzo 2000, nella sede della Conferenza Unificata, sono stati sanciti tre accordi in materia di istruzione e formazione tra il Governo, le regioni, le province, i comuni e le comunità montane.
Gli accordi riguardano
l’obbligo di frequenza delle attività formative in attuazione dell’art. 68 della L. 17 maggio 1999, n. 144. Nella stessa seduta è stato espresso il parere sullo schema di regolamento predisposto in attuazione dell’art. 68, comma 5 della citata legge 17 maggio 1999, n. 144;
la riorganizzazione ed il potenziamento dell’educazione permanente degli adulti, in attesa della compiuta definizione del sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro.
Parte integrante dell’accordo è il documento, di seguito riportato, che indica gli obiettivi e le strategie da realizzare a partire dall’anno 2000;
la valutazione e la certificazione dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore previsti dai progetti pilota 1998/99.
Parte integrante dell’accordo è costituita dagli allegati che definiscono i criteri e le modalità relativi alla valutazione finale, alla costituzione delle commissioni d’esame e allo schema di dispositivo di certificazione finale dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, previsti dai citati progetti pilota compresi nei piani regionali per l’anno 1998/99.
ordinanza 1 marzo 2000, n. 51
Conferimento incarichi di presidenza negli istituti e scuole di istruzione secondaria di primo e secondo grado
decreto Interno 1 marzo 2000 (in GU 8 marzo 2000, n. 56)
Determinazione, per l’anno 2000, degli importi delle pensioni, degli assegni e delle indennità a favore dei mutilati ed invalidi civili, ciechi civili e sordomuti nonché dei limiti di reddito prescritti per la concessione delle provvidenze stesse