Source: http://www.codacons.emiliaromagna.it/index.php/2018/10/15/il-tribunale-di-treviso-accerta-che-la-cassa-di-risparmio-de-veneto-ha-illegititmamente-addebitato-100-000-euro-ad-unazienda-con-sede-in-provincia-di-treviso/
Timestamp: 2019-03-20 19:57:04+00:00
Document Index: 15942238

Matched Legal Cases: ['art. 1340', 'art. 1', 'art. 1283', 'art. 6', 'art. 120', 'art. 25', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 1283']

IL TRIBUNALE DI TREVISO ACCERTA CHE LA CASSA DI RISPARMIO DE VENETO HA ILLEGITITMAMENTE ADDEBITATO 100.000 EURO AD UN’AZIENDA CON SEDE IN PROVINCIA DI TREVISO – Codacons Emilia Romagna
COMUNICATO STAMPA – TREVISO 9 OTTOBRE 2018
UNA ULTERIORE VITTORIA DEL CODACONS A TUTELA DEI CLIENTI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO.
Il Tribunale di Treviso Sezione Terza ha stabilito con la Sentenza n. 1901/2018 che la Cassa di Risparmio del Veneto ha annotato alla data del 30.6.2014 poste illegittime a debito ai danni della società attrice per complessivi Euro 98.780,60.
In particolare il Tribunale ha dichiarato che in base all’evoluzione giurisprudenziale deve dunque ritenersi definitivamente acquisito il principio secondo cui la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente è nulla, in quanto applicativa di un uso negoziale (ex art. 1340 c.c.) e non normativo (ex art. 1 ed 8 delle preleggi al c.c.), laddove l’art. 1283 c.c. esclude l’anatocismo (salve le ipotesi della domanda giudiziale e della convenzione successiva alla scadenza degli interessi) in mancanza di usi contrari. Pertanto, l’inserimento della clausola nel contratto, in conformità alle N.B.U., non esclude la suddetta nullità, poiché a tali norme deve riconoscersi soltanto il carattere di usi negoziali non quello di usi normativi.
In assenza di una espressa volontà negoziale della correntista manifestata successivamente all’entrata in vigore della delib. CICR 9.2.2000, nessuna rilevanza potrebbe poi ascriversi all’adeguamento unilaterale operato dall’istituto di credito in conformità al disposto degli art. 6 e 7 della predetta delibera.
Nei rapporti contrattuali in essere al momento dell’entrata in vigore della predetta delibera attuativa dell’art. 120 TUB, l’unica forma di adeguamento possibile, stante la declaratoria di incostituzionalità del comma 3 dell’art. 25 D.lgs 342/1999 (sentenza Corte Cost. n. 425 del 17.10.2000), ovvero della norma delegante che costituiva la fonte primaria idonea a sorreggere il disposto dell’art. 7 della delibera CICR del 9.2.2000 e a consentire alla fonte regolamentare di derogare al divieto di legge imposto dall’art. 1283 c.c., era infatti necessariamente quella di una nuova pattuizione scritta che, nel caso di specie, è intervenuta soltanto nel 2005.
Va dunque dichiarata l’illegittimità delle annotazioni a debito effettuate a titolo di capitalizzazione degli interessi passivi e di spese di chiusura periodica del conto fino alla prima approvazione specifica scritta da parte del cliente della clausola anatocistica reciproca riportata nel contratto datato 23/02/2005 (cfr. doc. 30 allegato alla seconda memoria di parte convenuta).
Quanto alle Commissioni di Massimo Scoperto, l’onere nel contratto del 21 marzo 2000 risulta pattuito nella misura, modalità di calcolo e periodicità; nel contratto successivo datato 26 agosto 2003 non è invece prevista la periodicità e, conseguentemente, la clausola difetta della necessaria determinatezza. mentre non si rinviene pattuizione alcuna a sostegno della commissione di istruttoria veloce.
Importante è anche quanto affermato dal Tribunale di Treviso in considerazione della non completezza di tuti gli estratti conto trimestrali scalari da pare del cliente che vuol far accertare le illegittime pretese della banca. Il Tribunale sul punto chiarisce che “Quanto all’eccezione di inammissibilità dell’azione per omessa produzione integrale degli estratti conto, si ritiene che l’azione attorea sia adeguatamente supportata dal punto di vista documentale anche con una produzione non necessariamente integrale degli estratti conto e degli estratti “scalari”. Per quel che concerne tale profilo, lo scrivente… ritiene che l’azione non possa ritenersi in radice preclusa soltanto perché il correntista non alleghi l’intera e ininterrotta serie degli estratti conto dall’inizio del rapporto sino alla sua chiusura. L’entità delle poste a debito illegittime ben può ricavarsi con il ricorso al c.d. metodo sintetico, risultando tutt’altro che complesso dal punto di vista contabile sottrarre dai numeri debitori del saldo iniziale di un trimestre la grandezza corrispondente agli oneri illegittimamente contabilizzati nel trimestre precedente e operare così il ricalcolo delle competenze nei trimestri successivi; non essendovi poi spazio, per quanto si dirà, per l’azione di ripetizione, è irrilevante quantificare quali e quanti versamenti abbiano determinato l’estinzione, mediante pagamento, di annotazioni illegittime”.
Chi volesse avere un primo parere gratuito sulle possibilità di recuperar perdite finanziarie subite o come nel caso deciso dal Tribunale di Treviso voler verificare la regolarità di interessi ed altri costi addebitatigli da finanziarie e banche o ancora per essere aiutato per approvare un piano di sovraindebitamento in applicazione della legge antisuidici può rivolgersi al CODACONS 800 050800 per essere aiutato a protocollare la propria richiesta di aiuto presso il call center nazionale del CODACONS per avere un appuntamento con i legali dell’associazione sul territorio o con il sottoscritto in qualità di responsabile contenzioso bancario del CODACONS .
Vice Presidente Nazionale CODACONS – Responsabile Contenzioso Bancario.
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