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Timestamp: 2020-07-05 12:35:15+00:00
Document Index: 128815380

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1917', 'art. 1904', 'art. 1341', 'sentenza ', 'art 166']

Pubblicato il 7 Giugno, 2020 11 Giugno, 2020
Pubblicato il 4 Giugno, 2020 14 Giugno, 2020
LE SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA
LA GOVERNANCE DELLE SOCIETA’ PUBBLICHE NEL D.LGS.N.175/2016
LE SOCIETA’ PUBBLICHE
LE “NUOVE” SOCIETÀ PARTECIPATE E IN HOUSE PROVIDING
GESTIONE E AUTONOMIA NELLE SOCIETA’ TITOLARI DI AFFIDAMENTI
Pubblicato il 31 Maggio, 2020 31 Maggio, 2020
Incidente stradale? Non dimenticare di ..
Quali sono le cose da non dimenticare in caso di sinistro stradale? E perchè?
Ascolta l’audio-guida dell’Avv. Valentina Ambrosio
L’Avv. Valentina Ambrosio, titolare dello Studio Legale associato con la Collega Valentina Grillo Spina (V&V Studio Legale) offre servizi legali in tutto il settore civile e fallimentare. Lo studio é specializzato in GESTIONE DEL DEBITO FISCALE e RISANAMENTO AZIENDALE con competenze specifiche anche in Diritto assicurativo, Diritto fallimentare, Recupero crediti, Diritto locatizio, Diritto condominiale e Diritto di famiglia (avvalendosí anche della collaborazione di colleghi specializzati in Diritto del lavoro e Diritto penale).
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notizia pubblicata MARTEDI’ 21 GENNAIO 2020
Azione diretta del trasportato contro l’assicurazione anche se nel sinistro è coinvolta l’auto straniera
Alla vittima di lesioni accesso alla procedura consentito da un principio solidaristico: è irrilevante che la compagnia del veicolo immatricolato all’estero non aderisca alla convenzione tra imprese.
Anche se la compagnia assicurativa del veicolo immatricolato all’estero e coinvolto nel sinistro stradale non ha sottoscritto la Ctt (convenzione terzi trasportati), il trasportato, vittima di lesioni, può ottenere il risarcimento diretto dei danni dall’assicurazione del veicolo su cui viaggiava. A stabilirlo è la Cassazione che, con la sentenza 1161/20, pubblicata oggi dalla terza sezione civile, accoglie il ricorso di una donna, vittima di lesioni personali in qualità di trasportata a bordo di un’auto coinvolta in un incidente stradale con una vettura straniera.
La ricorrente citava in giudizio la compagnia assicurativa del veicolo ma il tribunale, in funzione di giudice di appello, la respingeva. Nel negare l’applicabilità della procedura di risarcimento diretto di cui all’articolo 141 Cda, il giudice del merito si basa sull’errata interpretazione dell’articolo 13 del dpr 254/06 e dell’articolo 33 della Ctt (convenzione terzi trasportati).
Di recente, la Corte suprema ha, infatti, affermato che «in tema di risarcimento del danno da incidente stradale, la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non abbia aderito alla convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto, la cosiddetta Card, atteso che l’articolo 141 del decreto legislativo 206/05, di derivazione comunitaria, assegna una garanzia diretta alle vittime dei sinistri stradali in un’ottica di tutela sociale che fa traslare il “rischio di causa” dal terzo trasportato, vittima del sinistro, sulla compagnia assicuratrice del trasportante». La giurisprudenza si muove in linea con quanto indicato dalla Corte di giustizia secondo cui l’esatta interpretazione delle direttive europee in materia di assicurazione della responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli deve privilegiare «la posizione del terzo trasportato in conformità al principio solidaristico vulneratus ante omnia reficiendus con l’unico limite del terzo consapevole della circolazione illegale del mezzo».
La Corte decide di accogliere il terzo motivo di ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio per un nuovo esame.
(MASSIME) RECENTI SUL TEMA ‘ASSICURAZIONE – RESPONSABILITA’ CIVILE‘
CONTRATTO DI ASSICURAZIONE: Non sussiste una limitazione di responsabilità bensì una regolamentazione del rischio ad opera delle parti nell’esercizio della propria autonomia contrattuale in cui l’oggetto della copertura assicurativa rimane il comportamento colposo che diventa rilevante solo se la richiesta di risarcimento danni pervenga all’assicurato nel periodo di vigenza della polizza.
[Cass. Civile, Sez. Terza, n. 30309 del 21/11/2019].
ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE: In tema di assicurazione della responsabilità civile, il massimale non è elemento essenziale del contratto, che ben può essere stipulato senza la relativa pattuizione, configurandosi come mero elemento limitativo dell’obbligo a carico dell’assicuratore: ne consegue che grava su quest’ultimo l’onere di provare l’esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garanzia dell’assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale.
[Cass. Civile, Sez. Sesta – 3, n. 26813 del 21/10/2019].
ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE: Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicurato si cautela contro il rischio dell’alterazione negativa del suo patrimonio, in quanto l’assicuratore si impegna a tener indenne ed a reintegrare il patrimonio dell’assicurato attraverso il pagamento di una somma di danaro pari all’esborso dovuto dall’assicurato stesso in conseguenza di un fatto colposo a lui addebitato, anche se dovuto a colpa grave; fondamento dell’obbligazione di risarcire il danno, a norma dell’art. 1917, comma 1, c.c., infatti, è l’imputabilità del fatto dannoso a titolo di colpa, mentre sono esclusi dalla garanzia assicurativa unicamente i danni derivanti da fatti dolosi dell’assicurato. Nell’assicurazione della responsabilità contro i danni, invece, l’interesse dell’assicurato, ai sensi dell’art. 1904 c.c., è il risarcimento del danno subito da un proprio determinato bene in conseguenza di un sinistro e sono esclusi dalla garanzia i fatti addebitabili per colpa grave.
[Cass. Civile, Sez. Seconda, n. 23948 del 25/09/2019].
ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE: L’assicurazione della responsabilità civile, mentre non può concernere fatti meramente accidentali, dovuti cioè a caso fortuito o forza maggiore, dai quali non sorge responsabilità, per la sua stessa denominazione e natura importa necessariamente l’estensione anche a fatti colposi, con la sola eccezione di quelli dolosi, restando escluso, in mancanza di espresse clausole limitative del rischio, che la garanzia assicurativa non copra alcune forme di colpa. Pertanto, la clausola di un contratto di assicurazione che preveda la copertura del rischio per danni conseguenti a fatti accidentali è correttamente interpretata nel senso che essa si riferisce semplicemente alla condotta colposa in contrapposizione ai fatti dolosi.
[Cass. Civile, Sez. Terza, n. 20305 del 26/07/2019].
ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE: In tema di assicurazione della responsabilità civile, l’eccezione di inoperatività della polizza assicurativa non costituisce un’eccezione in senso proprio, ma una semplice difesa volta a contestare il fondamento della domanda, assumendo l’estraneità dell’evento ai rischi contemplati nel contratto. Essa, pertanto, è deducibile per la prima volta in appello.
[Cass. Civile, Sez. Terza, n. 18742 del 12/07/2019].
CONTRATTO DI ASSICURAZIONE: Nel contratto di assicurazione sono da considerare clausole limitative della responsabilità, agli effetti dell’art. 1341 c.c. (con conseguente necessità di specifica approvazione preventiva per iscritto), quelle che limitano le conseguenze della colpa o dell’inadempimento o che escludono il rischio garantito, mentre attengono all’oggetto del contratto – e non sono, perciò, assoggettate al regime previsto dalla suddetta norma – le clausole che riguardano il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa e, pertanto, specificano il rischio garantito. (Nella specie – polizza stipulata da un’impresa edile in funzione della responsabilità civile verso terzi attinente all’esercizio della propria attività imprenditoriale -, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto la non vessatorietà della clausola volta ad escludere la copertura assicurativa per i danni cagionati da agenti atmosferici, senza verificare se la disposizione negoziale fosse conosciuta o conoscibile dall’assicurato e da questi consapevolmente accettata, nonostante l’assicuratore non avesse adempiuto all’obbligo formale di redazione “con caratteri di particolare evidenza” del testo della clausola medesima, come previsto dall’art 166, comma 2, d.lgs. n. 209 del 2005).
[Cass. Civile, Sez. Terza, n. 15598 del 11/06/2019].
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