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Timestamp: 2019-02-20 09:14:39+00:00
Document Index: 8609533

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 54', 'e contrario', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 61']

Il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI respinge il ricorso dell'Avellino
Il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI a Sezioni Unite: respinto il ricorso dell’U.S. Avellino 1912
Pubblicato da Avv. Huberto Maria Germani il 6 Agosto 2018
Il Collegio di Garanzia dello Sport, a Sezioni Unite, nel giudizio presentato il 23 luglio 2018, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento previsto ex art. 54, comma 3, CGS CONI, dalla società U.S. Avellino 1912 S.r.l. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in persona del suo Commissario Straordinario e legale rappresentante pro tempore, dott. Roberto Fabbricini, per l’impugnazione della delibera dello stesso Commissario Straordinario, pubblicata sul Comunicato Ufficiale n. 33 del 20 luglio 2018, con la quale è stato respinto il ricorso proposto dalla predetta società avverso l’intervenuto riscontro, ad opera della Co.Vi.Soc., giusta nota del 12 luglio 2018, del mancato rispetto dei “criteri legali ed economico finanziari”, così come stabiliti, ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al Campionato di Serie B 2018/2019, nel C.U. n. 27 del 13 aprile 2017 e nella integrazione di cui al successivo C.U. n. 49 del 24 maggio 2018, con contestuale diniego al club irpino della concessione della Licenza Nazionale richiesta e con reiezione della sua domanda di iscrizione alla Serie B per la stagione 2018/2019, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e/o conseguenti alla decisione medesima, tra cui, in particolare, la già citata contestazione dell’Organo di Vigilanza del 12 luglio 2018 ed il parere contrario della stessa Co.Vi.Soc. del 19 luglio 2018:
considerato, peraltro, che il C.U. n. 49 nel quale è indicata una scansione procedimentale enormemente ristretta, ma nondimeno vincolante, non è stato impugnato nei termini previsti;
il Collegio non può valutare la legittimità di tali criteri formalistici e respinge il ricorso.
(leggi QUI il dispositivo della decisione)
Di seguito le motivazioni della decisione n. 45 del Collegio di Garanzia dello Sport, assunta il 31 luglio scorso contro il ricorso dell’U.S. Avellino:
composta da Franco Frattini – Presidente Mario Sanino – Relatore Dante D’Alessio Gabriella Palmieri Massimo Zaccheo – Componenti ha pronunciato la seguente
nel giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 52/2018, presentato, in data 23 luglio 2018, ai sensi dell’art. 1 del Regolamento previsto ex art. 54, comma 3, CGS CONI, dalla società U.S. Avellino 1912 S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv.ti Eduardo Chiacchio, Franco Maurizio Vigilante, Giampaolo Calò, nonché dall’avv. Michele Cozzone e dall’avv. prof. Pietro Schiavone; contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), in persona del suo Commissario Straordinario e legale rappresentante pro – tempore, dott. Roberto Fabbricini, rappresentata e difesa dagli avv.ti Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli,
Viste le difese scritte e la documentazione prodotta dalle parti costituite; uditi, nell’udienza del 31 luglio 2018, i difensori della parte ricorrente – U.S. Avellino 1912 S.r.l. – avv.ti Eduardo Chiacchio, Maurizio Vigilante e Michele Cozzone, nonché l’avv. prof. Pietro Schiavone e il dott. Gianpaolo Calò; gli avv.ti Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli, per la resistente FIGC; gli avv.ti Fabio Giotti e Massimo Proietti, per la controinteressata Ternana Unicusano Calcio S.p.A., nonché il Vice Procuratore Generale dello Sport, avv. Guido Cipriani, il Procuratore Nazionale dello Sport, avv. Federico Vecchio, ed il Procuratore Nazionale dello Sport, dott. Paolo Lupi, per la Procura Generale dello Sport c/o il CONI, intervenuta ai sensi dell’art. 61, comma 3, del Codice della Giustizia Sportiva del CONI;
a) banche che…;
2. – L’U.S. Avellino aveva presentato entro il termine del 30 giugno 2018 la domanda di ammissione al campionato, senza soddisfare il possesso del requisito sub Titolo I, par. I, lettera E, n. 12 del C.U. n. 49/A. Conseguentemente, con nota del 12 luglio seguente, secondo quanto previsto al Titolo IV del C.U. n. 49/A, la CO.VI.SO.C. comunicava alla società il “mancato rispetto dei criteri legali ed economico finanziari”.
La ricorrente, in definitiva, non si avvede che il provvedimento impugnato altro non è che la fedele applicazione di un provvedimento generale che puntualmente disciplina la vicenda. Ed invero, la Federazione, se, per assurdo, avesse applicato in modo diverso la norma regolamentare del C.U. 49 del 24 maggio 2018, avrebbe compiuto un atto palesemente illegittimo, suscettibile di annullamento. Che poi si voglia apprezzare la disciplina procedimentale, che regolamenta la successiva eventuale sanatoria della documentazione prodotta dalla società per la iscrizione al Campionato, come incongrua, non rileva affatto; ed invero, l’apprezzamento del giudice non può estendersi ad atti che trovavano la loro ragione di validità in atti presupposti divenuti inoppugnabili. Di qui, appunto, l’inevitabile rigetto del ricorso proposto dalla società U.S. Avellino. Il Collegio, peraltro, non ignora l’ormai consolidato orientamento in subiecta materia, secondo il quale i requisiti prescritti per l’ammissione al Campionato devono essere tutti posseduti alla data prevista. In materia di licenze nazionali per l’ammissione ai campionati è prevista, in particolare, una disciplina estremamente rigorosa, rivolta a conseguire, ad una data prestabilita (costituente un vero e proprio termine invalicabile), la prova del possesso, da parte della singola società, dei requisiti richiesti. E ciò al fine di ottenere – nel rispetto delle scadenze temporali all’uopo stabilite – che si possa procedere per tempo all’organizzazione del futuro campionato, compresa la definizione del suo calendario. Nel caso di specie, il termine del 16 luglio 2018, ore 19:00, di cui al C.U. n. 49, era noto a tutte le società sportive interessate sin dal 24 maggio 2018 e la ricorrente non ha impugnato, né contestato, né censurato le norme che lo prevedono. Il termine di cui sopra, peraltro, è qualificato espressamente come perentorio dal succitato C.U. n. 49 del 24 maggio 2018, rimasto – si ribadisce – inoppugnato, e tale qualificazione di per sé è sufficiente ad indicare senza equivoci la natura del termine de quo; si deve, altresì, aggiungere che detto comunicato, laddove, di converso, ha stabilito termini non perentori, ha previsto apposite sanzioni per la relativa inosservanza (ad es., penalizzazione di uno o più punti o sanzioni pecuniarie), con ciò ammettendo espressamente la sanabilità delle irregolarità commesse. Nella specie, invece, si dispone altrettanto espressamente che la documentazione depositata dopo il riferito termine “non potrà essere presa in considerazione”. Si aggiunga, inoltre, che la perentorietà del termine si giustifica con riferimento all’esigenza che non si determini la compressione dei diritti e degli interessi dei terzi controinteressati, trattandosi di un procedimento di ammissione a competizioni sportive che prevedono un numero chiuso di partecipanti. In altri termini, trattandosi di una procedura di tipo ammissivo, regolata da una lex specialis, i termini perentori non possono essere superati per alcun motivo, essenzialmente perché è necessario garantire sia la par condicio fra gli aspiranti all’ammissione, sia la puntuale formazione degli organici e la esattezza della data di inizio del relativo Campionato. Tale disciplina speciale, dunque, stabilisce precisi requisiti formali, non prevede valutazioni flessibili che consentano di superare il difetto di quei requisiti e non lascia spazio alcuno ad un sindacato di scusabilità di eventuali errori nei quali pure possano essere incorse le società che richiedono l’iscrizione (cfr. ex multis, Alta Corte di Giustizia Sportiva, decisione n. 3/2009, decisione n. 10/2010; decisione n. 17/2011, decisione n. 18/2011, decisione n. 34/2014; Collegio di Garanzia, Sez. Un., decisione n. 60/2015, Collegio di Garanzia, I^ Sez., decisione n. 31/2016, Collegio di Garanzia, I^ Sez., decisione n. 38/2016, Collegio di Garanzia, Sez. Un., decisione n. 67/2017). Stante il carattere concorsuale della procedura, pertanto, l’ammissione indebita di una società, in favore della quale si consenta una deroga in ordine ai tempi o ai contenuti dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla disciplina speciale, si risolverebbe in un pregiudizio per le altre società interessate (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 30 luglio 2014, n. 4031).
2.1 – Speculando sull’utilizzo da parte della Commissione dell’aggettivo coerente, la controparte assume che il requisito del rating avrebbe potuto essere comprovato mediante requisiti “equipollenti, quindi non idonei rispetto a quelli richiesti dalla FIGC”. Partendo da tale erronea premessa, la U.S. Avellino ripropone la sua critica ai parametri individuati dalla Federazione, ribadendo che l’indice di solvibilità assolverebbe (e meglio) alle esigenze in gioco; di talché, atteso il possesso, da parte della Onix, di un soddisfacente indice di solvibilità, la fideiussione da questa rilasciata dovrebbe ritenersi coerente con quanto previsto al punto 12. La tesi non è condivisibile, posto che, sia la nota CO.VI.SO.C. del 12 luglio 2018, sia il parere del 19 luglio seguente, sia il C.U. n. 33 del 20 luglio 2018 sono inequivocabili nell’affermare, a fronte di altrettanto inequivocabile precetto, che la fideiussione della Onix non può essere accettata, “in quanto la disposizione federale prescrive espressamente che il rating ‘deve essere detenuto direttamente dalla società emittente”, senza lasciare spazio a non contemplate ipotesi alternative. Di talché, a ben vedere, l’utilizzo (peraltro, solo nella nota di contestazione, ma non anche nel provvedimento gravato) di un termine forse non perfettamente corrispondente al concetto da esprimere, lungi dal comprovare l’illegittimità dell’operato degli organi federali, disvela la inconsistenza degli argomenti utilizzati dalla ricorrente. Risulta, allora, ancora una volta irrilevante confrontarsi con i pareri, pur autorevoli, espressi da professionisti, dovendo la legittimità del provvedimento essere valutata alla luce dell’unico parametro di riferimento: la lex specialis della procedura. 2.2 – Così come ininfluente, ai fini per cui è causa, è il rating detenuto dalla compagnia Citadel Risk con la quale la Onix ha in essere un treaty quote share, che copre, peraltro, soltanto “in quota” le polizze stipulate dalla compagnia rumena, dovendo il rating essere posseduto direttamente dalla società emittente.
2.4 – Assume la ricorrente che, a differenza degli altri anni ed anche in ragione del preteso ritardo con il quale le sarebbero pervenute le contestazioni, avrebbe avuto “solo due mezze giornate lavorative per attendere al richiesto adempimento”: il che avrebbe reso impossibile stipulare una nuova polizza fideiussoria. Tale argomento, seppure suscettibile di considerazione, non può certo utilizzarsi nella specie dalla ricorrente, attesa la divenuta inoppugnabilità della lex specialis che la U.S. Avellino non si è data cura di impugnare. A questo specifico riguardo, il Collegio, in disparte da ogni considerazione, peraltro già sviluppata, circa l’intervenuta insindacabilità del C.U. n. 49 del 24 maggio 2018, pur condividendo la necessità che in ambito federale sia stabilita, per le ragioni in precedenza esplicitate, una disciplina procedurale particolarmente rigorosa e vincolante, fondata su una scansione temporale inevitabilmente rigida e serrata; pur prendendo atto che la tempistica adottata in seno al ripetuto C.U. n. 49 del 24 maggio 2018 risulta essere assolutamente in linea con quelle assunte nelle precedenti stagioni sportive; pur conoscendo pienamente e condividendo la ratio di tale lex specialis, invita nondimeno la Giunta Nazionale del CONI – che tali norme approva, come, del resto, è avvenuto anche nel caso di specie, con il C.U. n. 49 – a considerare e a segnalare alla Federazione competente l’opportunità di stabilire per il futuro una scansione procedimentale appena meno contratta – pur nella sua necessaria inflessibilità e ristrettezza – tra la data ultima in cui la Co.Vi.Soc. e la Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi – Organizzativi comunicano alle società interessate l’esito della loro istruttoria ed il termine perentorio entro il quale poter presentare ricorso alla Commissione competente, specialmente se, nell’ambito di tale termine, composto di pochissimi giorni, sono intercalate le giornate di sabato e domenica, in cui di norma gli uffici e gli sportelli bancari non sono aperti al pubblico.
2.6 – Con la censura rubricata sub par. 6, la controparte denuncia, poi, una pretesa disparità di trattamento “rispetto ad altre società consorelle di Lega PRO, alle quali veniva rilasciata la licenza Nazionale pur avendo prodotto una garanzia fideiussoria rilasciata da una compagnia, la Finworld spa, ritenuta sia dal TAR che dal Consiglio di Stato, quest’ultimo con decreto decisorio del 10 luglio 2018, pubblicato il successivo 11 luglio, inidonea ad emettere garanzie”.