Source: https://krlavoro.it/pagine/id53-Il-Lavoro-a-Progetto
Timestamp: 2017-05-27 04:27:33+00:00
Document Index: 136167073

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 61', 'art. 61', 'art. 64', 'art. 2105', 'art. 2', 'art. 50', 'art.2']

Il Lavoro a ProgettoLa definizione e la norma
L'istituto della collaborazione coordinata e continuativa non ha mai avuto una corretta normativa lavoristica che era stata sostituita da quella fiscale e previdenziale.
La circolare n.1/2004 emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha dato attuazione a quanto previsto dagli artt. 61- 69 del D.Lgs. 276/03, dedicati alla tipologia contrattuale del lavoro a progetto e del lavoro occasionale. Essa ha dettato le prime modalità operative relative ai nuovi contratti a progetto previsti dal D.L.vo n. 276/2003.
Questa nuova forma contrattuale è definita dall'art. 61 del D. Lgs. 276/03 come quel rapporto di collaborazione prevalentemente personale e non subordinata, riconducibile a uno o più specifici progetti/programmi di lavoro/ fasi di esso, determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa (definizione e requisiti circ. 1/2004 Ministero Lavoro).
Con questa tipologia contrattuale si cerca di impedire l'utilizzo improprio e fraudolento delle collaborazioni coordinate e continuative e di tutelare maggiormente il lavoratore.
I requisiti essenziali per la configurazione del lavoro a progetto sono i seguenti:
la prestazione deve essere riconducibile a uno o piu' progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore;
l'assenza di vincoli di subordinazione del lavoratore: per garantire ciò è necessario che le parti definiscano nel momento di inizio del rapporto le caratteristiche e le modalità esecutive della prestazione.
il coordinamento con l’organizzazione del committente riguardo ai tempi di lavoro e alle modalità di esecuzione del progetto o programma di lavoro, posto che, comunque, il committente non può richiedere una prestazione o un'attività che esula dal progetto o programma originariamente definito.
A questo punto risulta necessario fare una chiara distinzione tra progetto da una parte e programma o fasi di esso dall'altra.
La Circolare n. 1 dell'8 gennaio 2004 precisa che il progetto è "un'attività produttiva ben identificabile e funzionalmente collegata ad un determinato risultato finale" cui il collaboratore partecipa direttamente con la sua prestazione. Così come messo in evidenza anche dall'art. 61 del D. Lgs. N. 276/2003, il progetto, che è parte integrante del contratto, è una determinata attività produttiva, individuata dal committente, volta alla realizzazione di un risultato concreto. Ne consegue che in questo tipo di contratto il collaboratore offre una predeterminata opera o servizio e non, come accade per i lavoratori dipendenti, le proprie energie lavorative.
Requisiti del progetto, allora, sono:
collegamento funzionale ad un risultato finale;
possibile connessione all'attività principale o accessoria all'impresa;
definizione dei tempi di lavoro e delle modalità di esecuzione a carico del collaboratore;
realizzazione in coordinamento con il committente.
Il programma o fase di lavoro viene inteso, invece, come "tipo di attività cui non è direttamente riconducibile un risultato finale ... caratterizzato per la produzione di un risultato solo parziale destinato ad essere integrato, in vista di un risultato finale, da altre lavorazioni e risultati parziali". Pertanto, mentre il progetto è riconducibile ad un risultato finale, il programma o fase di lavoro si caratterizzano con risultati parziali destinati ad essere integrati, da altre lavorazioni o risultati parziali. Da ciò ne consegue che la fase ed il programma si possono ben riferire a momenti ben individuati all'interno del normale ciclo produttivo.
La mancanza del progetto o programma o fase del programma qualifica il contratto come rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dalla data di costituzione del rapporto.
Il contratto di lavoro a progetto può essere stipulato da tutti i lavoratori e per tutti i settori e le attività. Sia l'art. 61 che altre disposizioni escludono dai contratti a progetto i seguenti rapporti:
le prestazioni professionali intellettuali che sono soggette all'iscrizione in albi;
le attività di collaborazione coordinata e continuativa rese a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate ed agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI;
le prestazioni dei componenti degli organi di amministrazione/controllo di società (amministratori, sindaci, ...);
i partecipanti a collegi e commissioni (compresi gli organismi aventi natura tecnica): si tratta, in questo caso, di organismi il cui compito è strettamente legato al tempo ed alla esecuzione di un compito (talora, anche eventuale) già previsto da una disposizione legislativa, regolamentare o negoziale;
le prestazioni dei titolari di pensione di vecchiaia ovvero titolari di anzianità o invalidità che, al raggiungimento del 65° anno di età, vedono automaticamente trasformato il loro trattamento in pensione di vecchiaia;
le prestazioni di lavoro occasionale di durata non superiore a 30 giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente e quelle che comportino per il percettore un compenso complessivo percepito nell'anno solare non superiore a € 5.000,00 con lo stesso committente (circ. I.N.P.S. 9/2004);
le prestazioni degli agenti e dei rappresentanti di commercio;
le collaborazioni coordinate e continuative instaurate dalla Pubblica Amministrazione.
Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve contenere, ai fini della prova, alcuni elementi essenziali indicati dalla circolare n. 1/2004:
la durata, determinata o determinabile, della prestazione lavorativa; essa deve essere strettamente correlata ad una scadenza stabilita dalle parti contrattualmente. Può essere indicata, infatti, una data oppure un evento al verificarsi del quale si realizza il progetto o il programma;
il contenuto del progetto o programma o fasi dello stesso;
l'ammontare del corrispettivo pattuito, relativi criteri di quantificazione, tempi (mensili, settimanali giornalieri) e modalità di corresponsione (moneta contante, assegno o bonifico bancario). Il compenso deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito. Inoltre l'ammontare del compenso deve avere come parametri di riferimento i compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo, essendo escluso qualsiasi riferimento alle retribuzioni stabilite nella contrattazione collettiva dei lavoratori subordinati;
la modalità di determinazione di eventuali rimborsi spese;
i modi di esecuzione della prestazione e le forme di coordinamento, del lavoratore con il committente. Nell'ipotesi di esigenze aziendali, il committente può stabilire una fascia oraria entro la quale il collaboratore è tenuto ad eseguire la prestazione e a gestire il risultato in autonomia. Inoltre, nel caso in cui le caratteristiche della prestazione richiedano la necessità di inserire un prestatore di lavoro autonomo nell'organizzazione imprenditoriale del committente, nel contratto vanno esplicitate in maniera dettagliata le modalità applicative di tale inserimento.
le eventuali misure per la tutela della salute e della sicurezza del collaboratore a progetto a cui vengono estese le norme di cui al D. Lgs: 626/94. Nessun obbligo sussiste quando l'attività viene svolta al di fuori dal luogo aziendale.
Possibilità di rinnovo del contratto
Con lo stesso collaboratore può essere stipulato un nuovo contratto a progetto o rinnovare contratti già stipulati in presenza di progetti/programmi/fasi simili ai precedenti, a condizione che nuovi progetti o rinnovi non siano stipulati per eludere la legge.
Diritti e doveri del collaboratore a progetto
Il lavoratore a progetto, salvo diverso accordo fra le parti, può impegnarsi con più committenti. Infatti il contratto individuale può limitare in tutto o in parte tale facoltà.
Al collaboratore è vietato svolgere attività in concorrenza col committente e compiere atti che rechino danno all'attività di quest'ultimo: è obbligato alla riservatezza, astenendosi dal divulgare atti o notizie inerenti il programma da eseguire o l'organizzazione dello stesso nonchè dal compiere atti pregiudizievoli per l'attività svolta dagli stessi (art. 64 del D. Lgs. 276/2003 e art. 2105 Codice Civile).
Al collaboratore, inoltre, durante lo svolgimento della collaborazione, viene riconosciuta dal legislatore una serie diritti:
il diritto ad essere riconosciuto quale autore dell'invenzione fatta nello svolgimento del lavoro a progetto;
il diritto di sospensione del contratto in occasione di eventi quali l'infortunio, la malattia, la maternità. Questi eventi comportano la sospensione del rapporto senza corresponsione di compenso e non la risoluzione del rapporto contrattuale. Tale sospensione non genera l'automatica proroga del contratto; solo in caso di gravidanza la durata del rapporto è prorogata di 180 giorni, salvo diversa disposizione più favorevole del contratto individuale. La sospensione necessita che il collaboratore sia in grado di produrre adeguata certificazione scritta. Il committente potrà decidere di recedere dal contratto nel solo caso in cui la malattia o l'infortunio si protragga per oltre un sesto della durata stabilita per il contratto, se questa è determinata, oppure 30 giorni per i contratti con durata non stabilita;
il diritto alla tutela economica in caso di maternità e malattia. Alle collaboratrici iscritte alla gestione separata Inps di cui all'art. 2, comma 26 L. 335/95 è garantita, infatti, l'indennità di maternità direttamente versata dall'istituto senza anticipo nè integrazione da parte del datore di lavoro. Non è più prevista, invece, l'erogazione dell'assegno per il nucleo familiare.
il diritto all'assicurazione INAIL contro gli infortuni.
Nell'ipotesi di interruzione di gravidanza entro il 180° giorno si applica la vigente disposizione della Circolare INPS n. 138/02, che configura l'interruzione spontanea, terapeutica o volontaria della gravidanza entro il 180° giorno di gravidanza come malattia.
Nell'ipotesi, invece, in cui l'interruzione di gravidanza avvenga oltre il 180° giorno di gravidanza ovvero nell'ipotesi di nascita di bambino morto o deceduto dopo il parto in breve tempo, l'assenza ricade a tutti gli effetti nel parto e dà diritto all'indennità di malattia per il periodo di cinque mesi.
Iscrizione alla Gestione separata e contribuzione
I compensi percepiti a seguito di lavoro a progetto continuano a subire un trattamento fiscale pari alle collaborazioni coordinate e continuative (ex art. 50, lettera c-bis del TUIR). Per i lavoratori a progetto, quindi, come per i collaboratori coordinati e continuativi sussiste l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inps (ex art.2 comma 26 L.335/95).
Secondo i chiarimenti apportati dalla circolare INPS n. 8 del 27 gennaio 2005, il lavoratore iscritto alla Gestione separata INPS non deve iscriversi nuovamente nel momento in cui cambia committente e, nel caso in cui intraprenda un'attività di lavoro autonomo in qualità di professionista non iscritto ad albi o casse professionali, è tenuto ad una nuova iscrizione versando in proprio la relativa contribuzione.
Il contratto a progetto si esaurisce a conclusione del programma/progetto/fase di lavoro. Tuttavia le parti possono recedere prima della scadenza per giusta causa ovvero per le diverse causali e modalità incluse nel contratto individuale.
Il committente puo' altresì recedere prima della scadenza del termine qualora siano emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto.
Il collaboratore puo' recedere prima della scadenza del termine, dandone preavviso, nel caso in cui tale facolta' sia prevista nel contratto individuale di lavoro.
I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. Nel caso il rapporto instaurato si configuri come un rapporto di lavoro subordinato, esso si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato corrispondente alla tipologia negoziale di fatto realizzatasi tra le parti. Nel caso in cui l'attività del collaboratore a progetto sia svolta con modalità analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell'impresa committente, il rapporto viene considerato rapporto di lavoro subordinato sin dalla data di costituzione del rapporto.
Ultimo aggiornamento il 2013-12-05 13:35:49 NOTIZIA