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Timestamp: 2017-11-21 00:54:28+00:00
Document Index: 11761011

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 22', 'art. 28', 'art. 24', 'art. 97']

Deroghe al principio del concorso pubblico
21/11/2017 01:54
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Corte Costituzionale 15/1/2010 n. 9 Maggioli Editore
1. Pubblico impiego – Art. 97, comma 3, Cost. – Principio secondo cui agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso – Deroghe – Limiti
2. Pubblico impiego – Art. 24, comma 2, l.r. Piemonte n. 23 del 2008 – Conferimento degli incarichi di direttore regionale a persone esterne all’amministrazione entro il limite del 30% dei posti – Illegittimità costituzionale – Va dichiarata – Per violazione dell’art. 97 Cost.
1. Le deroghe legislative al principio secondo cui agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, seppure previste espressamente dallo stesso art. 97, terzo comma, Cost., sono sottoposte al sindacato di legittimità costituzionale. In particolare, “l’area delle eccezioni” al concorso deve essere “delimitata in modo rigoroso” (sent. n. 215 del 2009; sent. n. 363 del 2006). Le deroghe, c
ioè, sono legittime solo in presenza di “peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico” idonee a giustificarle (sent. n. 81 del 2006). In altre parole, la deroga al principio del concorso pubblico deve essere essa stessa funzionale alle esigenze di buon andamento dell’amministrazione (sent. n. 293 del 2009).
2. Va dichiarata l’illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 97, terzo comma, Cost., dell’art. 24, comma 2, della legge della Regione Piemonte 28 luglio 2008, n. 23 (Disciplina dell’organizzazione degli uffici regionali e disposizioni concernenti la dirigenza ed il personale), secondo cui “Gli incarichi di direttore regionale possono essere conferiti, entro il limite del 30 per cento dei rispettivi posti, non computando gli eventuali incarichi esterni di cui al comma 1, a persone esterne all’amministrazione regionale”. Tale disposizione, infatti, oltre a prevedere assunzioni a tempo determinato, con contratto che può avere una durata massima di cinque anni e che è rinnovabile senza alcun limite, e a non richiedere la ricorrenza di alcun presupposto oggettivo perché un incarico di direttore regionale sia affidato ad un soggetto esterno piuttosto che ad un dirigente appartenente ai ruoli dell’amministrazione, contempla una deroga al principio del concorso pubblico di notevole consistenza (30% dei posti di direttore regionale). Il fatto che tale deroga non sia circoscritta a casi nei quali ricorrano specifiche esigenze di interesse pubblico, come richiesto dalla giurisprudenza della Corte e come stabilito da altre analoghe disposizioni rinvenibili sia nell’ordinamento statale (art. 19, comma 6, d.lgs. 165/2001, che richiede che la professionalità vantata dal soggetto esterno non sia rinvenibile nei ruoli dell’amministrazione), sia in alcuni di quelli regionali (art. 22, comma 1, l.r. Abruzzo 14.9.1999, n. 77 recante “Norme in materia di organizzazione e rapporti di lavoro della Regione Abruzzo”; art. 28, comma 3-bis, l.r. Marche 15.10.2001, n. 20 recante “Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione”), comporta la dichiarazione di illegittimità dell’art. 24, comma 2, l.r. Piemonte n. 23 del 2008, per violazione dell’art. 97 Cost.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l`11 gennaio 2010.