Source: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2014/01/06/ricorso-contro-il-c-d-piano-casa-del-veneto/
Timestamp: 2019-03-19 01:39:30+00:00
Document Index: 97312464

Matched Legal Cases: ['art. 127', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 12', 'art. 16']

Ricorso contro il c.d. piano casa del Veneto. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
Home > acqua, aree urbane, beni culturali, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, grandi opere, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, sostenibilità ambientale, zone umide	> Ricorso contro il c.d. piano casa del Veneto.
Ricorso contro il c.d. piano casa del Veneto.
gennaio 6, 2014 gruppodinterventogiuridicoweb	Lascia un commento Go to comments
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto con una specifica istanza (30 dicembre 2013) al Governo nazionale di proporre ricorso davanti alla Corte costituzionale (art. 127 cost.) avverso la legge regionale Veneto 29 novembre 2013, n. 32 contenente la terza edizione del c.d. piano casa per la lesione delle competenze statali in materia di ambiente e urbanistica (artt. 117 e 118 cost.) e, indirettamente, per lo svuotamento delle competenze comunali in materia urbanistica.
In proposito mette a disposizione di chiunque lo desideri un fac simile di istanza da completare con le proprie generalità e qualifica e da rivolgere direttamente al Governo perché impugni davanti alla Corte costituzionale questo vero e proprio regalo alla speculazione edilizia più becera. Chiunque fosse interessato può richiederla all’indirizzo di posta elettronica grigsardegna5@gmail.com.
Copia dell’istanza è già stata fornita al Comune di Asiago, uno dei primi Comuni veneti, insieme a Cortina d’Ampezzo, a battersi apertamente contro il provvedimento legislativo, con una deliberazione consiliare (23 dicembre 2013) di disapplicazione del c.d. terzo piano casa.
Ma è tutt’altro che un piano casa.
In realtà – così come in Sardegna e in altre regioni italiane – si tratta di un provvedimento legislativo adottato per favorire la più becera speculazione edilizia.
Modena, INA Casa, Viale Storchi (1950)
La terza proroga[1] del finto piano casa e vero piano scempi sarà applicabile fino al 10 maggio 2017 e sarà utilizzabile addirittura per gli edifici realizzati fino al 31 ottobre 2013 (art. 3, comma 2°), per il 20% della volumetria o della superficie esistente (aumentabile di un ulteriore 5% per edifici residenziali o del 10% per gli altri quando si faccia l’adeguamento per la sicurezza sismica), fino a mc. 150 per unità immobiliare, anche su corpi separati entro una distanza di 200 mt. dall’edificio principale.
Nel caso di demolizioni e ricostruzioni con miglioramenti energetici o con edilizia sostenibile gli aumenti volumetrici possono addirittura essere rispettivamente del 70% e dell’80% della volumetria esistente (art. 4, comma 2°), anche su aree di sedime diverse da quelle dell’edificio originario (artt. 4, comma 3° e 11).
Anche per l’obbligatoria rimozione dell’amianto è concesso un aumento volumetrico del 10% (art. 6), così come è incentivata la demolizione di edifici in zone a rischio idraulico con la ricostruzione in altre zone con un premio volumetrico del 50% della volumetria esistente (art. 7). Per l’eliminazione delle barriere architettoniche è concesso un ulteriore ampliamento del 40% della volumetria (art. 12).
Sono inoltre consentiti nuovi centri commerciali nei centri storici anche in deroga agli strumenti urbanistici (art. 16). Non esistono più limiti alle altezze degli edifici, né c’è la minima traccia delle necessarie autorizzazioni ambientali per le aree tutelate con il vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o con il vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.) o rientranti in siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale (direttive n. 92/43/CEE e n. 09/47/CE, D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).
Ma soprattutto – incredibile per una regione come il Veneto dove la Lega Nord governa – di fatto saranno esautorati i 581 Comuni veneti, che non avranno alcuna possibilità di mitigare o adeguare le previsioni legislative alla realtà locale: gli strumenti urbanistici comunali saranno in pratica disapplicati.
Basti pensare a che cosa potrebbe accadere sull’Altopiano di Asiago, sulla Riviera del Brenta o nella conca di Cortina d’Ampezzo, una vera follìa, un autentico far west urbanistico in danno delle aree più pregiate sul piano ambientale e forti richiami per il turismo.
capannoni industriali nel Vicentino
La pianura veneta, un tempo celebrata da poeti e scrittori e già ora a rischio di collasso ambientale, potrebbe divenire un unico capannonificio, inutile e sempre meno ricco di lavoro.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus confida in una risposta ferma e determinata da parte dei Comuni, associazioni e comitati veneti, singoli cittadini e – soprattutto – del Governo nazionale perché questo piano scempi sia portato davanti alla Consulta nel più breve tempo possibile.
(foto A.N.S.A., da http://www.rivieradelbrenta.com, da http://www.ladomenicadivicenza.it, dablogeko.iljournal.it, J.I., archivio GrIG)
[1] Il primo piano casa è stato approvato con legge regionale Veneto n. 14/2009, il secondo con legge regionale Veneto n. 13/2011.
Categorie:acqua, aree urbane, beni culturali, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, grandi opere, paesaggio, parchi naturali, pianificazione, sostenibilità ambientale, zone umide Tag:ambiente, aree urbane, c.d. piano casa, Corte costituzionale, difesa del territorio, Governo, Gruppo d'Intervento Giuridico, Italia, pianificazione, sostenibilità ambientale, speculazione edilizia, speculazione immobiliare, Veneto, zone umide
gennaio 6, 2014 alle 10:31 am
da Eddyburg, 6 gennaio 2014
URBANISTICA E PIANIFICAZIONE » SOS » VENETO. Ricorso contro il c.d. piano casa del Veneto. (Stefano Deliperi): http://www.eddyburg.it/2014/01/ricorso-contro-il-cd-piano-casa-del.html
gennaio 6, 2014 alle 11:00 am
da Il Mattino di Padova, 5 gennaio 2014
Cortina apripista dei “ribelli” in vista una raffica di ricorsi. (Marco Ceci): http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2014/01/05/news/cortina-apripista-dei-ribelli-in-vista-una-raffica-di-ricorsi-1.8413981
da La Nuova di Venezia, 6 gennaio 2014
No al Piano casa, summit fra le città. Il 9 gennaio incontro fra Padova, Venezia, Treviso, Vicenza e Belluno: da decidere come impugnare la legge regionale. (Albino Salmaso): http://nuovavenezia.gelocal.it/2014/01/05/news/no-al-piano-casa-summit-fra-le-citta-1.8414060
gennaio 8, 2014 alle 3:05 pm
da Il Mattino di Padova, 7 gennaio 2014
«No agli aumenti del 70% dei volumi». Venezia: il gruppo Intervento giuridico dopo la battaglia contro le grandi navi avvia ricorso contro la Regione. (Alberto Vitucci) (http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2014/01/07/news/no-agli-aumenti-del-70-dei-volumi-1.8425995)
VENEZIA. «Altro che Piano casa. Questo è un provvedimento per favorire la più becera speculazione edilizia. Le aree pregiate del nostro territorio saranno stravolte e trasformate in un grande capannonificio. Per questo abbiamo chiesto al governo di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la delibera approvata dalla Regione Veneto». Il gruppo di Intervento giuridico, associazione ecologista con sede a Cagliari che raccoglie le proteste dei cittadini contro la manomissione del territorio, torna all’attacco. Il suo presidente Stefano Deliperi – lo stesso che ha presentato nel settembre scorso ricorso all’Unione europea contro l’inquinamento prodotto dalle grandi navi in laguna – ha presentato una istanza al governo Letta contro il Piano della Regione. Secondo i ricorrenti la terza edizione del «cosiddetto Piano casa», convertita in legge dal Consiglio regionale il 29 novembre 2013 (legge 32) «produce una lesione delle competenze statali in materia di ambiente e urbanistica, come previsto dagli articoli 117 e 118 della Costituzione». «Vogliamo con questo sostenere anche le istanze dei comuni veneti che sono stati tra i primi a battersi contro il provvedimento regionale», scrive il presidente, come Asiago e Cortina, che hanno approvato una delibera il 23 dicembre per disapplicare il Piano». Perché il comitato, raccogliendo anche le numerose istanze di associazioni e gruppi ecologisti del Veneto ha deciso di schierarsi contro la delibera regionale? «Perché questo non è un Piano per realizzare edilizia residenziale pubblica», spiega Deliperi, «ma un Piano che autorizza gli scempi, applicabile fino al marzo del 2017 e utilizzabile per gli edifici realizzati fino al 31 ottobre del 2013». Un esempio? La superficie esistente è aumentabile del 20 per cento, anche su corpi separati. Nel caso di demolizioni e ricostruzioni con miglioramenti energetici si passa ad aumenti di volume del 70 e 80 per cento, un altro 10 è per la riduzione dell’amianto, ancora un 40 per l’abolizione delle barriere architettoniche. Sono inoltre consentiti nuovi centri commerciali anche nei centri storici, non esistono più limiti all’altezza degli edifici, non vi è traccia di vincoli paesaggistici e idrogeologici, di tutela dei siti di importanza comunitaria. E infine, conclude l’esposto, «vengono disapplicati gli strumenti urbanistici comunali ed esautorati i 581 comuni veneti, alla faccia del federalismo sbandierato dalla Lega». Un gruppo che fa sul serio. Sul suo ultimo esposto, per i fumi delle grandi navi, l’Unione europea ha ora aperto un’istruttoria per raccogliere informazioni e aprire una procedura di Infrazione.
gennaio 8, 2014 alle 3:09 pm
da La Nuova di Venezia e Mestre, 7 gennaio 2014
«No agli aumenti del 70% dei volumi».
Venezia: il gruppo Intervento giuridico dopo la battaglia contro le grandi navi avvia ricorso contro la Regione. (Alberto Vitucci): http://nuovavenezia.gelocal.it/2014/01/07/news/no-agli-aumenti-del-70-dei-volumi-1.8425995
dal blog di Italia Nostra – Venezia, 8 gennaio 2014
I sindaci del Veneto contro il Piano casa: http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1638%3Ai-sindaci-del-veneto-contro-il-piano-casa&catid=75%3Ale-altre-questioni-di-attualita&Itemid=94&lang=it
Ufficio Stampa Andrea Zanoni
gennaio 14, 2014 alle 8:37 pm
Comunicato del 09 Gennaio 2014
Mercoledì 8 gennaio, l’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha scritto al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Delrio, e a Saverio Lo Russo, Coordinatore dell’Ufficio per l’esame di legittimità della legislazione regionale e delle province autonome ed il contenzioso costituzionale affinché venga impugnato il Piano casa adottato dalla Regione Veneto. «Si tratta di un testo normativo in palese contrasto con i dettami costituzionali in tema di competenze statali, in materia di tutela dell’ambiente e di pianificazione paesaggistica e che non prevede alcuna autorizzazione per le aree vincolate o tutelate»
Mercoledì 8 gennaio 2014, l’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha scritto al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio e a Saverio Lo Russo, Coordinatore dell’Ufficio per l’esame di legittimità della legislazione regionale e delle province autonome ed il contenzioso costituzionale affinché il Governo impugni il Piano casa adottato dalla Regione Veneto.
Con la Legge regionale 29 novembre 2013, numero 32 “Nuove disposizioni per il sostegno e la riqualificazione del settore edilizio e modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed edilizia”, il Consiglio regionale veneto ha previsto la liberalizzazione degli interventi edilizi con smisurati incrementi volumetrici in gran parte del territorio regionale.
Il cosiddetto Piano casa è stato al centro di un incontro giovedì 9 gennaio 2014 a Ca’Farsetti a Venezia, dove i sindaci di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo e Belluno hanno illustrato le iniziative che attueranno in riferimento alle disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia contenute nel “Piano casa ter” del Veneto.
«Le semplificazioni procedurali amministrative previste nel documento si pongono in violazione alle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente e di pianificazione paesaggistica ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e delle competenze in tema di coordinamento in materia di beni culturali ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione -ha spiegato l’eurodeputato Zanoni – La terza proroga di quello che in realtà è un banale “piano” per incrementi volumetrici nel campo dell’edilizia sarà applicabile fino al 10 maggio 2017 e sarà utilizzabile addirittura per gli edifici realizzati fino al 31 ottobre 2013 per il 20% della volumetria o della superficie esistente, fino a 150 metri cubi per unità immobiliare, addirittura su corpi separati entro una distanza di 200 metri dall’edificio principale».
«Il Governatore Luca Zaia sponsorizza il nuovo Piano spacciandolo per “cubatura zero” – ha proseguito Zanoni – Come si spiegano allora i nuovi centri commerciali consentiti nei centri storici anche in deroga agli strumenti urbanistici. Non esistono più limiti alle altezze degli edifici. A ben vedere si tratta in tutti i casi descritti di fattispecie che vanno ben oltre le possibilità di deroga di cui all’articolo 14 del D.P.R. 380/2001 “Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici”. Nel testo non c’è traccia delle necessarie autorizzazioni ambientali per le aree tutelate con il vincolo paesaggistico o con il vincolo idrogeologico o rientranti in Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale, tutelate rispettivamente dalle Direttive 92/43/CEE e 09/47/CE. Il Piano casa adottato si pone in questo modo in palese contrasto con la disciplina di cui al Decreto legislativo 42/2004 che assoggetta qualsiasi modifica permanente di territorio tutelato con vincolo paesaggistico a specifica autorizzazione da parte dell’autorità preposta alla tutela del medesimo vincolo, con violazione di disposizioni a carattere penale».
Nel caso di demolizioni e ricostruzioni con miglioramenti energetici o con edilizia sostenibile gli aumenti volumetrici possono addirittura essere rispettivamente del 70% e dell’80% della volumetria esistente, anche su aree di sedime diverse da quelle dell’edificio originario. Anche per l’obbligatoria rimozione dell’amianto è concesso un aumento volumetrico del 10% ed è incentivata la demolizione di edifici in zone a rischio idraulico con la ricostruzione in altre zone con un premio volumetrico del 50% della volumetria esistente. Per l’eliminazione delle barriere architettoniche è concesso un ulteriore ampliamento del 40% della volumetria.
Con Legge numero 14 del 9 gennaio 2006, “Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio, stipulata a Firenze il 20 ottobre 2000”, l’Italia ha assunto precisi impegni internazionali per l’attuazione di politiche di tutela dei beni paesaggistici insistenti sul proprio territorio e con il Decreto legislativo 42 del 22 gennaio 2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, si è inteso applicare su tutto il territorio nazionale una disciplina uniforme ed innovativa in materia di tutela del paesaggio in attuazione dell’articolo 9 Costituzione.
– See more at: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/esposto-di-zanoni-al-governo-per-impugnare-il-piano-casa-del-veneto.html#sthash.BwLBSHcK.dpuf
Si saprà mai che cos’è lo “strano” inquinamento di Quirra? E i responsabili? Stop alla speculazione delle energie rinnovabili nelle campagne fra Villasor e Decimoputzu!