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Timestamp: 2018-03-20 05:56:38+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 6', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 42', 'art. 12', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 24', 'art. 20', 'art. 33']

Legge 104 | FlaicaLazio
Disabilità. Nuove disposizioni su congedi e permessi
Posted on 14 marzo 2012 by Flaica
INPS: modifica alla disciplina in materia di congedi e permessi per l’assistenza a disabili in situazione di gravità
L’INPS, con la circolare n. 32 del 6 marzo 2012, fornisce istruzioni operative in merito alle disposizioni introdotte dagli articoli 3, 4, e 6 del decreto legislativo n. 119/2011.
l’art. 4 interviene sull’art. 42, comma 2, del decreto legislativo n. 151/2001 eliminando la condizione che imponeva la fruizione dei permessi “successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità”. Inoltre il medesimo art. 4, sostituendo il comma 5 dell’art. 42 del decreto legislativo n. 151/2001, ridefinisce la platea dei beneficiari e prevede un ordine di priorità tra gli stessi, in ossequio ai nuovi orientamenti assunti dalla Corte costituzionale in materia di soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario. La novella stabilisce, altresì, che il congedo e i permessi di cui all’art. 33 della legge n. 104/92 non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona disabile in situazione di gravità (art. 42 sopracitato, comma 5-bis). Si chiarisce, inoltre, che l’indennità dovuta durante il periodo di congedo straordinario deve essere calcolata con riferimento alle voci fisse e continuative dell’ultima retribuzione (art. 42, comma 5-ter). Nel comma successivo, la nuova disposizione normativa precisa che i soggetti i quali fruiscono dei congedi straordinari per un periodo continuativo non superiore a sei mesi, hanno diritto ad usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo senza, però, il riconoscimento del diritto a contribuzione figurativa (art. 42, comma 5-quater). Infine, i periodi di congedo straordinario non rilevano ai fini della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto (art. 42, comma 5-quinquies).
l’art. 6 apporta modifiche all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/92 restringendo la platea dei lavoratori dipendenti che hanno diritto a prestare assistenza nei confronti di più persone disabili in situazione di gravità. Introduce, inoltre, il comma 3-bis, prevedendo l’obbligo, per il dipendente che usufruisce dei permessi per assistere persona residente in un comune situato a distanza superiore a 150 Km rispetto a quello di residenza del lavoratore, di attestare, con titolo di viaggio o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.
La Circolare Inps numero 32 del 06-03-2012
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Legge 104. Alternanza ed accertamento provvisorio.
Alternanza nell’assistenza a disabili – accertamento provvisorio della situazione di handicap
La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 32 del 9 agosto 2011, ha risposto ad un quesito dell’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), in merito alla corretta interpretazione della disciplina relativa al referente unico per l’assistenza alla persona in situazione di handicap grave, disciplinata dall’art. 33 della L. n. 104/1992 come da ultimo modificato dall’art. 24, comma 1 lett. a), della L. n. 183/2010
“…Peraltro, in virtù delle osservazioni innanzi svolte, nonostante il disabile assuma il domicilio anche solo per un determinato periodo di tempo, presso la residenza di diversi parenti entro il secondo grado, sarà necessario che ciascun avente diritto presenti, di volta in volta, l’istanza per ottenere il riconoscimento dei permessi di cui all’art. 33, L. n. 104/92 al fine di prestare legittimamente la dovuta assistenza. Ciò in quanto i permessi ex art. 33 della L. n. 104/92, come modificato dall’art. 24, L. n. 183/2010, possono essere riconosciuti esclusivamente ad un unico soggetto per ciascun disabile senza che sia possibile stabilire preventivamente che, rispetto ad un determinato arco temporale, siano più d’uno i soggetti che usufruiranno dei permessi in questione.
Si ricorda che condizione necessaria ai fini della concessione dei su indicati permessi è la sussistenza di una situazione di handicap grave della persona affetta da disabilità, che deve essere accertata da una apposita commissione medica ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104/92.
Nell’ipotesi in cui, pur dopo i centottanta giorni previsti per la pronuncia, la commissione medica di cui all’art. 4 della L. n. 104/92 non riconosca la sussistenza della situazione di
handicap grave, appare infatti possibile sostenere che l’INPS sia legittimato a richiedere al dipendente la restituzione di quanto fruito a titolo di permesso, trattandosi di una prestazione non dovuta e, pertanto, indebita (v. INPS circ. n. 45/2001). In altri termini, in caso di pronuncia definitiva da parte della competente commissione che non convalidi lo stato di handicap in situazione di gravità, saranno considerati indebiti i permessi fruiti sulla base della certificazione provvisoria sin dal primo giorno dalla presentazione della domanda.”.
Congedo Straordinario e T.F.R. L’Inps, adesso, legifera?
Posted on 25 giugno 2011 by Flaica
L’Inps, con messaggio n. 13013 del 17 giugno scorso, chiarisce che durante il periodo di congedo straordinario il rapporto di lavoro resta sospeso e quindi il trattamento di fine rapporto non matura, liberando così le aziende dal versamento al fondo di tesoreria.
L’interpretazione della legge da parte dell’Inps appare piuttosto forzata. Se così fosse, non si capisce perché l’indennità economica da corrispondere al lavoratore durante il congedo comprende i ratei delle mensilità aggiuntive (13^, 14^, ecc) e non anche il trattamento di fine rapporto che ha la stessa natura di vera e propria retribuzione differita.
L’Inps ritiene che, mancando la retribuzione, durante il congedo il tfr non matura, a differenza di situazioni analoghe (maternità, malattia, ecc.), cioè quando l’indennità sostituisce la retribuzione.
E’ evidente che l’Inps forza l’interpretazione della legge. Però, autorizzando le aziende a non riconoscere il T.F.R. al dipendente in congedo straordinario, di fatto emana una nuova norma priva di fonte giuridica.
L’Inps, nel vuoto legislativo, intende sostituirsi al Parlamento? O non sarà che, in linea con i tempi, abbia deciso di avallare la tendenza di quanti pensano che il debito pubblico si risana con la cresta sui diritti dei poveri disgraziati?
IL MESSAGGIO DELL’INPS N. 13013 del 17-06-2011
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Congedo straordinario- Indennità e contributi.
Posted on 23 aprile 2011 by Flaica
Indennità e contribuzione per astensione congedo parentale straordinario
“…Alla luce delle ragioni sin qui esposte, appare possibile affermare che l’indennità economica per i periodi di astensione dal lavoro per congedo parentale straordinario, di cui all’art. 42 comma 5, D.Lgs. n. 151/2001, stante la natura assistenziale della stessa, va erogata dall’INPS anche ai lavoratori iscritti ad altri fondi pensionistici e, dunque, anche al personale dipendente di scuole elementari parificate paritarie assicurato all’INPDAP.
Ciò premesso, sembra potersi sostenere che anche la relativa contribuzione figurativa venga riconosciuta sia a coloro che risultino iscritti all’INPS, sia ai lavoratori del settore privato che, attualmente, siano assicurati all’INPDAP ai soli fini del contributi pensionistici.”
INTERPELLO N. 17-2011
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TAR DEL LAZIO: bocciata la Gelmini
Posted on 22 gennaio 2011 by Flaica
Il Tar del Lazio -Sezione di Latina- con un’ordinanza emessa nella tarda serata di giovedì 13 gennaio, ha accolto il ricorso di 64 famiglie che si sono opposte alla riduzione drastica delle ore di sostegno ai ragazzi disabili arrivata con la riforma Gelmini.
Nell’Ordinanza si legge: “Ritenuto che il ricorso presenta apprezzabili motivi di fondatezza, tenuto conto che la giurisprudenza amministrativa prevalente ritiene che la posizione giuridica del portatore di handicap in relazione all’istruzione, all’educazione ed all’integrazione scolastica si configura come diritto soggettivo assoluto garantito in ambito costituzionale e comunitario, ritenuto pertanto che a ciascuno dei ricorrenti il sostegno vada garantito secondo le indicazioni scaturenti dai rispettivi ‘profilo dinamico funzionale’ e ‘piano educativo individualizzato’ (art. 12 legge 104/92), il Tar accoglie la suindicata domanda cautelare e ordina all’amministrazione di provvedere all’organizzazione del sostegno a favore dei ricorrenti”.
La discussione di merito è fissata al prossimo 14 luglio.
Fin qui il Tar. Ma la riforma della scuola non doveva tagliare il superfluo?
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Collegato lavoro. Modifica alla normativa sui permessi della legge 104/92
Posted on 15 dicembre 2010 by Flaica
L’INPS, con circolare n. 155 del 3 dicembre 2010, ha fornito le istruzioni in merito alle disposizioni introdotte dall’ articolo 24 della legge 4 novembre 2010, n.83 (modifica alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità).
In particolare, l’articolo 24:
o il comma 1 – lett. a) sostituisce il comma 3 dell’art. 33 della legge 104/92, definendo compiutamente il novero dei beneficiari dei permessi in oggetto e stabilendo che non può essere riconosciuta a più di un lavoratore dipendente la possibilità di fruire dei permessi per la stessa persona con disabilità in situazione di gravità;
o il comma 1 – lett. b) interviene sul comma 5 dell’art. 33 citato, con riguardo al diritto, per il lavoratore che assiste il familiare, di scegliere la sede di lavoro facendo riferimento a quella più vicina al domicilio della persona da assistere, allo scopo di garantire una più agevole assistenza del disabile;
o il comma 1 – lett. c) aggiunge all’art. 33 medesimo il comma 7-bis che prevede la decadenza, per il prestatore di lavoro, dal diritto ai benefici previsti dall’articolo novellato, qualora il datore di lavoro o l’INPS accertino l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la fruizione dei permessi;
o il comma 2 dell’art. 24 sostituisce il comma 2 e abroga il comma 3 dell’art. 42 del decreto legislativo n.151/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative a tutela della maternità e della paternità), eliminando i requisiti della “continuità” e della “esclusività” dell’assistenza quali presupposti essenziali ai fini della concessione dei benefici per l’assistenza al figlio maggiorenne in situazione di disabilità grave;
o il comma 3 dell’art. 24 incide sull’art. 20, comma 1, della legge n. 53/2000 eliminando anche per la generalità dei familiari e degli affini del disabile in situazione di gravità, i requisiti della “continuità” e della “esclusività” previsti in precedenza ai fini del godimento dei permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92.
LA CIRCOLARE INPS N. 155 del 03-12-2010 LA CIRCOLARE DELLA FUNZIONE PUBBLICA N. 13-2010
DISPOSIZIONI OPERATINE Mess. Inps n. 1740 del 25-01-2011
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