Source: https://www.comune.trento.it/Aree-tematiche/Beni-comuni/News/(offset)/20
Timestamp: 2019-09-23 03:34:46+00:00
Document Index: 45253099

Matched Legal Cases: ['arte 2', 'art. 5', 'arte 2', 'art. 11', 'art.10', 'art.11', 'art.16', 'art. 118']

Il Regolamento sottolinea l'importanza della comunicazione perché comunicare significa mettere in comune, far partecipe, essere in relazione. Comunicare le esperienze consente infatti di favorire la costruzione di una rete inclusiva tra i cittadini attivi, dare visibilità ai sempre più numerosi progetti realizzati secondo l'amministrazione condivisa, garantire la trasparenza delle procedure, offrire esempi a cui ispirarsi per attività future e quindi diffondere le buone pratiche per il miglioramento della qualità della vita nel contesto urbano.
A questi scopi, il Comune si avvale di diversi canali comunicativi: il sito web in cui sono pubblicati articoli sui progetti in corso, eventi in programma e altre informazioni utili al cittadino; la newsletter “Benicomunichiamo”; la pagina Facebook; il periodico del Comune Trento Informa.
Il Comune di Trento ritiene fondamentale l'educazione alla cittadinanza attiva e alla cultura dei beni comuni, temi che richiedono a tutti i soggetti un cambio di visione del rapporto tra cittadino e Comune nell'ottica dell'amministrazione condivisa. Per diffondere questa nuova sensibilità sono previsti momenti formativi aperti alla collettività (bambini, giovani, adulti, studenti, rappresentanti di associazioni, amministratori e operatori comunali, …). Grazie a questi percorsi, da una parte i cittadini acquisiscono non solo le competenze tecniche e normative necessarie per attivarsi nella cura e gestione dei beni comuni urbani, ma hanno anche occasioni per lo scambio di esperienze e di contatti. Dall'altra, i dipendenti comunali e gli amministratori sviluppano le abilità necessarie per facilitare e supportare le proposte avanzate dai cittadini e per collaborare e co-progettare con loro gli interventi e le azioni in questo ambito.
Inoltre, il Comune riconosce fondamentale il ruolo delle scuole nell'educare le giovani generazioni alla cura dei beni comuni, per far maturare in loro la sensibilità alla cittadinanza attiva. Proprio per questa finalità è stata predisposta l'iniziativa specifica "Alla mia scuola ci penso anch'io".
Pillola 11: i settori di intervento (parte 2) (Artt. 7, 8 e 9)
Dove eravamo rimasti … nella pillola precedente vi abbiamo presentato due dei quattro settori di intervento che riguardano la cura, la gestione e la riqualificazione degli spazi e degli edifici urbani. Oggi proseguiamo con gli altri due settori.
3. INNOVAZIONE SOCIALE E DEI SERVIZI COLLABORATIVI
Questo settore di intervento richiama i progetti che mettono in connessione le diverse risorse/attori della società affinché, grazie alla loro collaborazione, possano essere sviluppati servizi appropriati per la risoluzione dei bisogni della cittadinanza. In questo modo il Comune intende valorizzare le proposte provenienti dai cittadini, i quali, vivendo a contatto diretto con i bisogni specifici, sono i portatori delle migliori idee di soluzione e i più motivati ad attivarsi in primis per risolverli.
4. CREAZIONE URBANA E INNOVAZIONE DIGITALE
Il Comune attribuisce alla sperimentazione e alla creatività artistica la capacità di rivitalizzare aree e beni urbani soggetti al degrado, alla marginalizzazione e ai conflitti sociali. Per queste ragioni mette a disposizione dei cittadini attivi degli spazi, affinché le loro proposte possano avviare processi di valorizzazione del territorio e di coesione sociale. Inoltre, il Comune sostiene le iniziative volte all'innovazione digitale, come lo sviluppo di applicazioni e software, che possono migliorare la rete civica, fornendo tecnologie, dati, infrastrutture di accesso e piattaforme.
Il Regolamento prevede 4 categorie di intervento, in cui ricadono le iniziative proposte dai cittadini e dall'amministrazione. In questa pillola ve ne presentiamo due.
1. Cura, gestione e rigenerazione degli spazi urbani
I cittadini attivi possono prendersi cura degli spazi urbani come strade, parchi e aiuole della città. Possono farlo presentando dei progetti che siano inclusivi e che contribuiscano a migliorare i luoghi vissuti dalla collettività. Questi spazi urbani rimangono disponibili all'utilizzo libero di tutte le persone.
2. Cura, gestione e riqualificazione degli edifici urbani
Sulla base della lista degli edifici comunali in stato di abbandono, predisposta dalla Giunta e dalle proposte dei cittadini, i cittadini stessi possono proporre interventi di cura e di riqualificazione. Inoltre, possono essere presentati progetti per la loro gestione condivisa, per garantire la fruizione collettiva del bene e l'apertura a tutti i cittadini.
Oltre ad aderire alle quattro iniziative predisposte dall'Amministrazione, i cittadini, le associazioni o le scuole possono portare avanti un progetto di cura, di rigenerazione e di gestione dei beni comuni presentando spontaneamente una proposta di collaborazione che, dopo una fase di co-progettazione, si traduce nella sottoscrizione di un patto.
Il patto di collaborazione (art. 5 del Regolamento) è, quindi, lo strumento con cui l'Amministrazione e i cittadini concordano tutto ciò che è necessario per la realizzazione degli interventi di cura, rigenerazione e gestione dei beni comuni in forma condivisa con caratteristiche più complesse ed innovative rispetto alle semplici adesioni. Sono quindi definiti gli obiettivi le modalità di azione, la durata e i reciproci impegni.
I patti di collaborazione sono definiti atti “amministrativi di natura non autoritativa” proprio perchè si fondano su una parità di rapporti fra cittadini ed amministrazione nell'ambito del modello dell'amministrazione condivisa, fondato sulla sussidiarietà.
La co-progettazione dei contenuti del patto diventa centrale per instaurare un dialogo tra i proponenti e i servizi del Comune, per analizzare ed eventualmente sviluppare la proposta ed individuare insieme i punti di forza e le soluzioni alla criticità riscontrate tenendo presente la sostenibilità dell'idea.
Costruire insieme un patto di collaborazione permette di riallacciare legami che tengono unita la comunità attraverso un rapporto di reciproca fiducia tra cittadini e amministrazione.
La struttura comunale che si occupa dei Beni comuni è il punto di riferimento dei cittadini per favorire la costruzione di relazioni condivise e l'assunzione di responsabilità per l'interesse generale.
I patti di collaborazione fino ad oggi sottoscritti sono visibili al seguente link.
link patti di collaborazione
Pillola 8: le adesioni ad iniziative definite dall'Amministrazione (parte 2) (Art. 29)
… Dove eravamo rimasti:
Il Comune ha attivato 4 iniziative standard per facilitare l'attività di cura e gestione dei beni comuni urbani nei settori di intervento più frequenti:
Nello scorso numero vi abbiamo presentato le prime due, ora approfondiremo le successive.
3. Al mio quartiere ci penso anch'io
Iniziativa dedicata ai cittadini che sono disposti a mantenere la pulizia degli spazi pubblici e dei luoghi della città a loro cari (strade, marciapiedi, parcheggi, spazi liberi), oppure per attività occasionali nel proprio quartiere (“pulizie di primavera”). Questa iniziativa è coordinata dal Servizio Urbanistica e ambiente in collaborazione con Dolomiti Ambiente s.r.l. (fornitura di scope e ramazze, sacchi per la raccolta differenziata e ritiro dei rifiuti).
4. Alla mia scuola ci penso anch'io
Il Comune ha attivato questa iniziativa specifica per le scuole, in quanto stimola insegnanti, alunni e genitori a pensare alla scuola come bene comune e quindi palestra dove apprendere i principi della cura, della manutenzione e della gestione responsabile degli spazi fruibili collettivamente, per evitarne il degrado. Grazie a questo percorso, la cura e l'abbellimento degli edifici scolastici comunali è promossa con il coinvolgimento degli alunni stessi. Ad esempio è possibile pulire i muri e altri arredi della scuola, rimuovere il vandalismo grafico, oppure abbellire gli spazi con murales, dipinti o altre creazioni artistiche. In questo caso spetta al Servizio Gestione fabbricati monitorare le proposte dei cittadini.
Link adesioni
Avviso di asta pubblica per concessione in uso gratuito di nr. 2 immobili comunali nell'ambito del progetto CAMMINI E PERCORSI dell'Agenzia del Demanio
Avviso di asta pubblica per la concessione in uso gratuito - ex art. 11 co. 3 D.L. n. 83/2014, convertito, con modificazioni, in L. n. 106/2014 - di nr. 2 beni immobili appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune di Trento, situati lungo il percorso ciclopedonale “SOLE”.
La Circoscrizione ha un ruolo importante nell'ascolto dei cittadini, nel promuovere forme di consultazione diretta della popolazione locale, nel diffondere la cultura e le buone pratiche di cittadinanza attiva e nel favorire le collaborazioni per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani (art.10). Viene infatti messa a conoscenza delle proposte dei cittadini che riguardano in modo specifico il suo territorio o comunità e può esprimersi in merito all'opportunità delle stesse (art.11). Inoltre collabora con la Giunta comunale per individuare gli edifici dismessi che possono diventare oggetto di interventi da parte dei cittadini nella logica dell'amministrazione condivisa (art.16).
A 19 - Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani
Pillola 5: il Servizio Beni Comuni, l'URP e gli altri Servizi Comunali
Il Servizio Beni comuni e gestione acquisti nasce come Progetto all'interno dell'Amministrazione comunale (decreto sindacale di nomina dirigenziale n. 59 del 29 giugno 2015) per dare attuazione al Regolamento. Al fine di realizzare le iniziative di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani, il Servizio ha un ruolo di primo piano nel promuovere le attività per favorire la collaborazione con i cittadini attivi e per gestire l'iter per la definizione dei patti, ponendosi come unico punto di riferimento per tutti coloro che intendono adoperarsi in questo ambito; inoltre, mobilita e supporta i Servizi comunali nell'implementazione del Regolamento secondo un approccio trasversale. Ad oggi sono stati coinvolti il Servizio Urbanistica e ambiente, il Servizio Gestione strade e parchi, il Servizio Biblioteca e archivio storico, il Servizio Cultura, turismo e politiche giovanili, il Servizio Attività sociali, il Servizio Gestione fabbricati e il Servizio Sistema informativo.
Inoltre, è importante il contributo dell'Ufficio Relazioni con il pubblico (URP) che ha ampliato le sue funzioni tradizionali: oltre all'informazione, alla gestione di segnalazioni e reclami e all'esercizio del diritto di accesso, ora si occupa anche della promozione, del coordinamento e dell'istruttoria delle proposte di collaborazione manifestate dai cittadini.
Il Regolamento indica quali sono i principi a cui deve ispirarsi l'amministrazione condivisa. La collaborazione tra cittadini e Amministrazione deve fondarsi sulla fiducia reciproca, sulla pubblicitàe sulla trasparenza, affinché la relazione paritaria avviata sia neutrale, i processi visibili da tutti e i risultati raggiunti diffusi come buone pratiche. L'amministrazione condivisa richiede la condivisione delle responsabilitàper la cura e la gestione dei beni comuni in modo proporzionale alle capacità e alle risorse delle persone coinvolte. È inoltre necessario che le attività intraprese siano inclusive e aperte per dare la possibilità a chiunque di unirsi attivamente, adeguate e differenziate in base ai partecipanti e sostenibili siaeconomicamente sia ambientalmente. Per promuovere l'iniziativa autonoma dei cittadini, le relazioni tra le due parti devono essere informali, semplici e flessibili, pur sempre nel rispetto dell'etica pubblica.
Pillola 3: l'amministrazione condivisa e il principio di sussidiarietà
La portata innovativa del Regolamento riguarda principalmente il cambiamento del rapporto tra la cittadinanza e il Comune, orientato verso il modello dell'amministrazione condivisa. Da una parte, l'amministrazione riconosce il cittadino come portatore di conoscenze, esperienze, capacità e risorse da valorizzare a fini di interesse generale; dall'altra parte, il cittadino vede l'amministrazione più vicina e presente nella quotidianità e dunque propensa a un dialogo costruttivo. In quest'ottica di collaborazione è possibile un confronto su livello paritario favorevole alla crescita civile e sociale.
Il modello dell'amministrazione condivisa è diventato pratica concreta con la riforma costituzionale del Titolo V (Legge Cost. 3/2001) quando è stato introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale (art. 118, comma 4): il perseguimento dell'interesse generale non è di esclusiva competenza e responsabilità delle istituzioni pubbliche, ma è possibile anche tramite l'azione dei cittadini, singoli e associati. Significa che le funzioni pubbliche, laddove è possibile e conveniente, devono poter essere svolte in via primaria dagli stessi cittadini, adeguatamente sostenuti allo scopo dalle amministrazioni pubbliche. Questo principio porta l'amministrazione a favorire le iniziative dei cittadini attivi per la cura dei beni comuni urbani.
Leggi l'articolo del professor Carlo Borzaga
Pillola1: Il Regolamento sull'amministrazione condivisa e le sue finalità (Art.1)
Ecco la prima pillola per capire le finalità e le dinamiche sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per valorizzare i beni comuni della città!
Il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” è stato approvato dal Comune di Trento nel marzo del 2015. Redatto da Labsus - Laboratorio per la Sussidiarietà e adottato per la prima volta a maggio 2014 dal Comune di Bologna, il Regolamento si è diffuso in ben oltre 100 comuni di tutta Italia.
Come sottolinea il presidente di Labsus, Gregorio Arena, “il Regolamento è lo strumento giuridico che trasforma le capacità nascoste degli abitanti di una città in interventi di cura dei beni comuni” offrendo un quadro normativo chiaro alle iniziative di cittadinanza attiva già in essere e stimolando ulteriori proposte per migliorare la qualità della vita nel contesto urbano. In quest'ottica il Regolamento rappresenta una svolta importante che porta la comunità a essere partecipe dell'elaborazione e dell'attuazione delle soluzioni ai problemi che la riguardano. Si passa così dalla logica tradizionale secondo cui i cittadini sarebbero destinatari passivi di decisioni prese dall'alto, a quella innovativa dell'amministrazione condivisa in cui diventano protagonisti.
Link esternoLabsus - laboratorio per la sussidiarietà