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Timestamp: 2018-11-16 19:00:25+00:00
Document Index: 12364584

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 9', 'art. 35', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 38', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 727', 'art. 733', 'art. 137', 'art. 256', 'art. 257', 'art. 258', 'art. 259', 'art. 260', 'art. 279', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 8', 'art. 9']

Novità fiscali del 3 agosto 2011 tra cui partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale e contributivo e guida all’archivio VIES | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 3 agosto 2011 tra cui partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale e contributivo e guida all’archivio VIES
1) Partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo: stabiliti i criteri per calcolare l’importo netto spettante ai comuni
2) Guida all’archivio Vies: dall’inserimento alla revoca
3) Beni immobili strumentali dei professionisti: spese di ammodernamento spiegate dal Notariato
4) Estesa la responsabilità amministrativa degli enti ai reati ambientali
5) Cassa integrazione luglio: comunicato Inps
Sono stati disposti i criteri per la determinazione dell’importo netto da erogare ai comuni che abbiano partecipato all’accertamento fiscale e contributivo.
A ciò ha provveduto il Decreto del 15 luglio 2011 del Ministero dell’Economia e Finanze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1 agosto 2011 (in vigore dal 1 agosto 2011).
Tale Decreto ha stabilito che i criteri per la determinazione dell’importo netto della quota delle maggiori somme relative ai tributi di cui all’art. 1, comma 1, del Decreto Direttoriale 23 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 1° aprile 2011, comprensive di interessi e sanzioni, riscosse a titolo definitivo, nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi previdenziali e assistenziali riscossi a titolo definitivo, da erogare ai comuni che abbiano contribuito all’accertamento fiscale e contributivo secondo le modalità di trasmissione delle segnalazioni qualificate previste dai provvedimenti attuativi dell’art. 1 del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono riportati nella tabella seguente:
(compresi gli interessi)
per i comuni delle regioni a statuto ordinario
per i comuni delle regioni a statuto speciale e province autonome
L’importo netto coincide con l’applicazione del 33% sul riscosso a titolo definitivo
L’importo netto da attribuire ai comuni delle Regioni a statuto speciale corrisponde al 33% del riscosso a titolo definitivo da applicare sulla quota di gettito di competenza erariale.
L’importo netto è così determinato:
all’importo risultante dall’applicazione del 33% sul riscosso a titolo definitivo si detrae una quota corrispondente al rapporto tra il pagato in conto competenza a titolo di risorse proprie IVA sul capitolo 2751 ed il riscosso in conto competenza del capitolo 1203 al netto delle somme utilizzate per i rimborsi e le compensazioni di cui ai capitoli 3810 e 3814, risultanti dal rendiconto generale dello Stato.
Il predetto importo netto è determinato mediante l’applicazione dei medesimi criteri previsti per le spettanze dei comuni delle Regioni a s.o.
L’importo netto da attribuire ai comuni delle Regioni a statuto speciale corrisponde al 33% del riscosso a titolo definitivo da applicare sulla quota di gettito di competenza erariale
L’importo netto da attribuire ai comuni delle
Regioni a statuto speciale corrisponde al 33% del riscosso a titolo definitivo da applicare sulla quota di gettito di competenza erariale.
Regioni a statuto speciale corrisponde al 33% del riscosso a titolo definitivo da applicare sulla quota di gettito di competenza erariale
Sanzioni sui tributi erariali
Sanzioni civili sui maggiori contributi previdenziali e assistenziali
L’importo netto coincide con l’applicazione del 33% sul riscosso a titolo definitivo.
Chiarimenti riguardo l’iscrizione nell’Archivio Vies (Vat Information Exchange System) sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 39/E del 01 agosto 2011.
Quindi, l’Amministrazione finanziaria, con tale documento di prassi, si è, nuovamente, soffermata sulle nuove regole per l’inserimento nell’Archivio Vies degli operatori intracomunitari, finalizzate alla prevenzione delle frodi Iva in conformità alle disposizioni comunitarie in materia.
Modalità dell’inserimento nell’Archivio Vies
La neo circolare ha chiarito che, se entro 30 giorni dalla manifestazione di volontà espressa dal contribuente di effettuare operazioni intracomunitarie non arriverà dall’Agenzia alcuna comunicazione contraria, l’operatore, dal 31° giorno, potrà effettuare le operazioni intracomunitarie secondo il regime fiscale loro proprio.
In questi 30 giorni l’Agenzia farà una serie di controlli preliminari volti a verificare, prima, che l’operatore non sia “a rischio” di eventuali comportamenti fraudolenti.
In presenza di rischi viene emanato un provvedimento di diniego all’inserimento del contribuente nell’Archivio Vies.
Controlli approfonditi e permanenti
La circolare prevede ulteriori e più approfonditi controlli nei sei mesi successivi, dai quali può scaturire, ove emerga la presenza di operazioni evasive o tentativi di frode, la revoca dell’inclusione nell’Archivio Vies.
Poi é previsto un monitoraggio costante della attività dei contribuenti presenti nell’Archivio Vies, sempre a fini di prevenzione.
“Pressing” sulle operazioni straordinarie
La circolare ha, inoltre, fornito chiarimenti sulla gestione dell’inclusione nell’Archivio Vies dei contribuenti interessati da operazioni straordinarie, prevedendo una procedura finalizzata a garantire la continuità operativa a chi, pur con una partita Iva diversa, mantiene i precedenti requisiti per la presenza nella banca dati.
Tutti i soggetti che intraprendono l’esercizio di una impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, per poter essere inclusi nell’Archivio VIES, devono manifestare, al momento della presentazione della dichiarazione di inizio attività, la volontà di porre in essere tali operazioni.
Posto che la detta esigenza può successivamente venir meno, i contribuenti possono in qualsiasi momento comunicare la volontà di retrocedere dall’opzione, onde evitare di essere sottoposti agli specifici controlli che conseguono all’inserimento della posizione nell’Archivio VIES.
La neo circolare ha fornito il seguente fac simile di revoca:
Direzione Provinciale di…….
Oppure Direzione Regionale de……..
Ufficio ………
Il sottoscritto……………………………nato a ……….il……………, residente a…………………., in Via…………………………n…… Codice Fiscale ………………………….., nella sua qualità di lavoratore autonomo/titolare/legale rappresentante della impresa individuale/società…………………… con sede in…………………..Via…………………………., Codice Fiscale e n. …………….. di iscrizione al Registro Imprese di…………………., P.IVA………………..
Manifestazione della volontà di effettuare operazioni intracomunitarie
In particolare, ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. n. 63371972, i soggetti che intraprendono l’esercizio di una impresa, arte o professione devono presentare la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate ovvero al Registro delle imprese, mediante la Comunicazione Unica di cui all’art. 9 del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, se tenuti a tale adempimento, utilizzando i modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi).
Nella dichiarazione di inizio attività ai fini IVA, l’eventuale volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie di cui al titolo II capo II del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, deve essere espressa compilando il campo “Operazioni Intracomunitarie” del Quadro I dei modelli AA7 o AA9.
Per gli enti non commerciali, non soggetti passivi d’imposta, la manifestazione di volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie va effettuata selezionando la casella “C” del Quadro A del modello AA7.
Ai fini della manifestazione di volontà in argomento, il campo “operazioni intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7 o AA9 deve essere compilato con il volume delle operazioni presunte anche nel caso queste siano costituite da sole prestazioni di servizi intracomunitarie soggette ad IVA nel paese di destinazione ai sensi dell’articolo 7-ter del d.P.R. n. 633 del 1972, nonché da parte degli enti non commerciali.
Poiché l’esigenza di effettuare operazioni intracomunitarie può sorgere nel corso dello svolgimento dell’attività, la predetta manifestazione di volontà può essere espressa anche in tempi successivi all’avvio della stessa da parte di soggetti già titolari di partita IVA.
In particolare, detti soggetti già titolari di partita IVA, non inclusi nell’Archivio VIES, devono manifestare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie mediante apposita istanza, che può essere redatta secondo lo il seguente schema, da presentare (con raccomandata postale, oppure tramite PEC, in entrambi i casi allegando il documento di identità del dichiarante, tranne che per la PEC la firma sia digitale) ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle entrate, riportando i dati relativi ai volumi presunti degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie.
€…………………….(VOLUME ACQUISTI PRESUNTO)
€…………………….(VOLUME CESSIONI PRESUNTO)
I soggetti con volume d’affari, ricavi o compensi non inferiore a cento milioni di euro, così come individuati sulla base dei provvedimenti n. 54291 del 6 aprile 2009 e n. 189362 del 30 dicembre 2010, possono presentare l’istanza anche alla struttura della Direzione Regionale competente per il controllo.
Anche i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA (modello ANR) ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972 possono esprimere la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie, così come quelli identificati tramite nomina di un rappresentante fiscale a norma dell’art. 17, comma 3 di tale Decreto Iva.
Ai predetti fini, i soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini IVA devono trasmettere un’apposita istanza al Centro Operativo di Pescara.
Contribuenti cd. minimi
Per quanto riguarda i contribuenti cd. “minimi”, di cui all’art. 1, commi 96 e seguenti, della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, la circolare n. 36/E del 2010 ha chiarito che tali soggetti non effettuano cessioni intracomunitarie di beni e servizi in senso tecnico, ma operazioni attive con applicazione dell’IVA interna.
La stessa circolare ha tuttavia precisato che i contribuenti “minimi” possono effettuare acquisti intracomunitari di beni e servizi (ex articolo 1, comma 100, della legge n. 244 del 2007) e che, in relazione a tali acquisti, essi sono tenuti a compilare l’elenco riepilogativo delle operazioni intracomunitarie.
Anche tali contribuenti, pertanto, sono tenuti a manifestare la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, onde ottenere l’inclusione nell’Archivio VIES.
Stessa cosa vale per gli enti non soggetti passivi d’imposta, che non effettuano alcun tipo di attività commerciale, neanche in via secondaria, qualora siano tenuti ad identificarsi ai fini IVA poiché hanno superato la soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari ovvero hanno optato per l’applicazione dell’imposta in Italia (art. 38, comma 5, lett. c), e comma 6, del D.L. n. 331 del 1993).
Analogamente, tenuto conto di quanto precisato al paragrafo 12.2 della circolare n. 13 del 23 febbraio 1994, anche i produttori agricoli di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto IVA devono chiedere l’inclusione nell’Archivio VIES nel caso di opzione per la tassazione in Italia, ovvero di superamento della soglia di 10.000 euro relativa agli acquisti intracomunitari.
L’inclusione nell’Archivio VIES è necessaria anche per quei soggetti che effettuano prestazioni di servizi intracomunitarie soggette ad IVA nel paese di destinazione ai sensi dell’art. 7-ter introdotto nel Decreto IVA dall’art. 1 del D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18.
L’inclusione nell’Archivio VIES è, altresì, necessaria per i soggetti che ricevono prestazioni di servizi intracomunitarie, tenuto conto di quanto recentemente disposto dall’articolo 18 del Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio del 15 marzo 2011, in tema di prova dello status di soggetto passivo del committente.
Periodo transitorio, proroga termine e reinserimento
Per le istanze presentate fino alla data di completamento della “rivisitazione” dell’Archivio VIES (e quindi fino al 24 febbraio 2011), l’Agenzia ha evidenziato la seguente situazione:
– per quelle ricevute prima del 26 gennaio 2011 (dunque almeno 30 giorni prima della “rivisitazione”), la posizione è stata inserita con decorrenza dal 31° giorno successivo alla ricezione (salvo l’intervenuto diniego);
– per quelle ricevute dopo il 26 gennaio 2011, non essendo ancora decorsi i 30 giorni alla data della “rivisitazione”, la posizione risulta esclusa dal 25 febbraio 2011, fino al trentunesimo giorno successivo alla ricezione (salvo l’intervenuto diniego).
Per tutti i soggetti inclusi automaticamente nell’Archivio VIES, il provvedimento n. 188376 del 2010 stabilisce che gli uffici devono procedere, entro il 31 luglio 2011, ad una prima valutazione dei dati con le modalità, innanzi descritte, previste per i controlli propedeutici alla eventuale revoca (da eseguire entro i sei mesi successivi alla ricezione dell’istanza).
Riferisce l’Agenzia delle Entrate che causa la numerosità dei soggetti inclusi automaticamente nell’Archivio VIES, il suddetto termine per l’esecuzione dei previsti controlli può essere procrastinato al 31 dicembre 2011.
Tale dilazione è volta a consentire un adeguato approfondimento delle situazioni a maggior rischio, anche nell’ambito delle ordinarie attività di controllo, e le conseguenti revoche della inclusione nell’Archivio VIES.
Viene, infine, evidenziato che, dopo il completamento della “rivisitazione” dell’Archivio VIES, sono pervenute segnalazioni di criticità concernenti la mancata inclusione di taluni soggetti.
Con riferimento a tali situazioni, la neo circolare chiarire che le procedure informatiche potrebbero avere escluso dall’Archivio VIES alcune posizioni a causa di apparenti inadempimenti o violazioni corrispondenti, in realtà, ad esoneri previsti dai particolari regimi di appartenenza (si pensi, ad esempio, all’esonero dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA per i contribuenti minimi).
Tali contribuenti, non avendo riscontrato l’inclusione nel sistema elettronico di scambio dati sull’IVA (VIES) ed avendo un effettivo interesse a permanere nell’Archivio VIES, hanno provveduto a segnalarlo alla struttura dell’Agenzia territorialmente competente la quale, constatata l’esistenza dei presupposti necessari per la presenza in archivio, ne ha curato il tempestivo reinserimento.
La procedura di supporto, a tali fini, permette di inserire tali posizioni in archivio con una retrodatazione al 29 dicembre 2010.
Ove necessario, l’eventuale esigenza di documentare la presenza del contribuente nell’Archivio VIES anche prima del 29 dicembre 2010 potrà essere certificata dall’ufficio, a richiesta dell’interessato.
Comunque gli uffici del fisco non potranno prendere ulteriormente in considerazione l’inserimento nel sistema VIES e il rilascio delle suddette certificazioni dopo il 30 settembre 2011.
Ciò poiché, a tale data, i contribuenti interessati avranno avuto a disposizione un ampio margine temporale per verificare l’avvenuta inclusione nell’Archivio VIES e, in caso contrario, ricorrendone i presupposti, segnalare eventuali disfunzioni all’Agenzia delle Entrate.
3) Beni immobili strumentali nell’esercizio di arti e professioni: spese di ammodernamento spiegate dal Notariato
Sono stati pubblicati, il 02 agosto 2011, i più recenti studi del notariato sul relativo sito www.notariato.it .
Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali” ed hanno approfondito tematiche relative al diritto societario, al diritto tributario e urbanistico:
– I quorum assembleari della s.r.l. e la loro derogabilità – Studio di Impresa n. 119-2011/I;
– Beni immobili strumentali nell’esercizio di arti e professioni: spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione – Studio n. 88-2011/T;
– La disciplina dell’attività edilizia dopo il decreto sullo sviluppo 2011 – Studio n. 325- 2011/C.
(Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 02 agosto 2011)
In attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE, relativa all’inquinamento provocato dalle navi, il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 01/08/2011) ha esteso il regime della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche previsto dal D.Lgs. 231 del 2001:
i) ai reati di uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727 bis c.p.) nonché di distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733 bis c.p.,) introdotti nel codice penale dallo stesso decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 121;
ii) ai reati previsti dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cd. “Codice dell’ambiente”) con riferimento alle attività di scarico illecito di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose (art. 137), gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256) omessa bonifica dei siti (art. 257); nonché alle violazioni degli obblighi di tenuta dei formulari nel trasporto di rifiuti (art. 258); al traffico illecito di rifiuti (art. 259); alle attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 260); alle violazione dei controlli sulla tracciabilità dei rifiuti (260 bis); alle violazioni delle prescrizioni in tema di esercizio di stabilimenti (art. 279);
iii) ai reati previsti dalla legge 7 febbraio 1992, n. 150, relativi al commercio di animali in via di estinzione in violazione delle prescrizioni previste dalla stessa legge (art. 1 e 2), alla detenzione di animali selvatici che costituiscano pericolo per la salute e l’incolumità pubblica (art. 6); alla falsificazione e alterazione della certificazione necessaria per introdurre specie protette nella comunità europea (art. 3 bis);
iv) ai reati previsti dall’art. 3 della legge 28 dicembre 1999, n. 549, relativi all’utilizzo di sostanze lesive per l’ozono;
v) ai reati previsti dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, relativi all’inquinamento doloso (art. 8) e colposo (art. 9) dell’ambiente marino realizzato mediante lo scarico di navi. Le disposizioni del decreto entreranno in vigore il 16 agosto 2011.
(Assonime, nota del 02 agosto 2011)
L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 15657 del 02 agosto 2011 concernente:
Comunicato stampa “Cassa integrazione luglio”.
IL MESE DI LUGLIO CON MENO CASSA INTEGRAZIONE DA DUE ANNI
-28,8% SU LUGLIO 2010; -8,8% SU LUGLIO 2009; -2,1% RISPETTO A GIUGNO 2011
Si consolida la flessione delle richieste di cassa integrazione (cig) nel corso del mese di luglio.
Le domande autorizzate sono calate del 2,1% rispetto al mese di giugno (80,7 milioni di ore a luglio, contro 82,4 milioni di ore a giugno) e addirittura del 28,8% rispetto al mese di luglio del 2010, quando le imprese italiane chiesero 113,4 milioni di ore. Il dato di luglio 2011 è addirittura inferiore a quello del luglio 2009, quando vennero autorizzate 88,5 milioni di ore di cig (-8,8% rispetto allora).
“Il dato del mese appena trascorso assume un significato particolare, sia perché viene dopo la decisa frenata di richieste di cig registrata in giugno – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – sia perché luglio è storicamente un mese di aumento nelle domande di cassa integrazione. L’andamento delle autorizzazioni di cig in luglio viene anche a confermare la tendenza al basso tiraggio di cig.
Le aziende dopo aver fatto “scorta” di cig, sembrano avere meno ragioni per continuare a chiederne”.
Scomponendo il dato, emerge una flessione più decisa per le richieste di cassa integrazione in deroga (cigd), diminuite rispetto a giugno del 7,9% (passando da 30 milioni di ore a 27,6); calano le autorizzazioni anche della cassa integrazione straordinaria (cigs), passando da 33,7 milioni di ore autorizzate in giugno a 32,9 in luglio (-2,5%).
Rimbalzo positivo invece delle domande di cassa integrazione ordinaria (cigo), cresciute del 7,9%, che dopo il minimo toccato in giugno con 18,7 milioni di ore, sono passate in luglio a 20,2 milioni.
Il confronto con i dati del 2010 fa emergere una drastica diminuzione sia per la cigo (-27,2% luglio su luglio), sia per la cigs (-29,2%), sia per la cigd (-29,5%), portando la media a quel -28,8% di cui si diceva all’inizio. Complessivamente nei primi sette mesi di quest’anno sono state autorizzate 591,8 milioni di ore di cig (-20,8% rispetto allo stesso periodo del 2010), con diminuzioni di cigo del 42,3%, della cigs del 12,6% e della cigd del 7,7%.
Diminuiscono anche le domande di disoccupazione (-5,8%) e di mobilità (-33,4%): il dato in questo caso è del mese di giugno 2011, non di luglio, e si confronto con lo stesso mese dello scorso anno.
La flessione su base annuale (primi sei mesi del 2011 contro lo stesso periodo del 2010) è di -3,3% per le domande di disoccupazione e di -12,7% per le domande di mobilità.
(Inps, messaggio n. 15657 del 02 agosto 2011)