Source: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1269291
Timestamp: 2019-09-23 06:46:21+00:00
Document Index: 89613345

Matched Legal Cases: ['art. 149', 'art. 6', 'art. 7', 'art. 8', 'art. 149', 'art. 7']

Provvedimento del 9 marzo 2006 [1269291] - Garante Privacy
Provvedimento del 9 marzo 2006 [1269291]
[doc. web n. 1269291]
VISTO il ricorso pervenuto al Garante il 2 dicembre 2005, presentato da Giovanni Taddei nei confronti di Crif S.p.A., con il quale il ricorrente, avendo revocato il consenso al trattamento dei dati che lo riguardano, ha chiesto la loro cancellazione e di porre a carico della resistente le spese sostenute per il procedimento;
VISTI gli ulteriori atti d´ufficio e, in particolare, la nota del 14 dicembre 2005 con la quale questa Autorità, ai sensi dell´art. 149 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196), ha invitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richieste dell´interessato;
VISTA la nota inviata via fax il 21 dicembre 2005 con la quale il titolare del trattamento ha dichiarato di aver cancellato le informazioni creditizie di tipo "positivo" relative al ricorrente per decorso del termine di novanta giorni "dalla comunicazione della revoca del consenso (26.09.2005)";
VISTO che, nella medesima nota del 21 dicembre 2005, la resistente ha invece sostenuto di non poter cancellare i dati dell´interessato relativi a due prestiti personali erogati da Credito artigiano S.p.A. alla "Ditta individuale di Taddei Giovanni", l´uno già estinto, l´altro ancora in corso, "senza alcuna segnalazione di insolvenze", la cui conservazione é giustificata in base a quanto previsto dal provvedimento del Garante sul bilanciamento degli interessi del 16 novembre 2004 (punto 2), lettera b), in base al quale il consenso non è necessario quando il trattamento riguarda "dati relativi allo svolgimento di attività economiche da parte di società, imprenditori individuali e liberi professionisti", nonché ad un prestito personale erogato il 25 novembre 2003 al ricorrente, quale persona fisica, da Banca di Pescia–Credito cooperativo ed ancora in corso "con segnalazione di ritardi nei pagamenti (1 rata) regolarizzati da meno di 12 mesi". In tale ultimo caso, la conservazione risulta giustificata poiché si tratta di informazioni creditizie di tipo "negativo" il cui trattamento sarebbe lecito anche in assenza del consenso dell´interessato, ai sensi del codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti (Provv. del Garante n. 8 del 16 novembre 2004, in Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 2004, n. 300; d.m. 14 gennaio 2005, in Gazzetta Ufficiale 29 gennaio 2005, n. 23) e del connesso provvedimento del Garante sul bilanciamento di interessi (Provv. n. 9 del 16 novembre 2004, in Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 2004, n. 300);
RITENUTO che la richiesta di cancellazione dei dati "negativi" conservati nel sistema di informazioni creditizie gestito dalla resistente è infondata, non essendo trascorsi i limiti temporali di conservazione dei dati previsti dal predetto codice di deontologia e di buona condotta per la lecita conservazione in tali sistemi dei dati relativi a ritardi nei finanziamenti non superiori a 2 rate o mesi regolarizzati da meno di 12 mesi (art. 6, comma 2, lett. a) del medesimo codice di deontologia e di buona condotta);
RILEVATO che Crif S.p.A. ha dato conferma solo in sede di ricorso dell´avvenuta cancellazione dei dati di tipo "positivo" riferiti all´interessato (il quale aveva formulato una richiesta in tal senso già in sede di istanza ex art. 7); constatato che Crif S.p.A, nella nota datata 27 settembre 2005 (allegata al citato fax del 21 dicembre 2005), non aveva dato idoneo e tempestivo riscontro a tale richiesta -come dovuto ai sensi dell´art. 8 del citato codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti- dichiarando invece che avrebbe eliminato le informazioni interessate dalla revoca del consenso non oltre novanta giorni dalla ricezione della comunicazione del ricorrente, inducendo in tal modo l´interessato a proporre ricorso a questa Autorità in ordine al predetto profilo;
VISTA la nota del 19 gennaio 2006 con la quale questa Autorità ha disposto la proroga del termine per la decisione sul ricorso ai sensi dell´art. 149, comma 7, del Codice;
VISTA la nota inviata via fax il 22 febbraio 2006 da Credito artigiano S.p.A., in risposta ad una specifica richiesta dell´Autorità, con la quale tale banca ha confermato l´esattezza delle informazioni contenute nella banca dati della resistente;
CONSIDERATO che la richiesta di cancellazione dei dati personali relativi ai prestiti erogati da Credito artigiano S.p.A. non risulta, allo stato degli atti, fondata, in ragione della non contestata riconducibilità all´attività economica dell´interessato dei finanziamenti in questione;
RILEVATO, inoltre, che non rientra nell´iniziale istanza di cancellazione il trattamento dei dati relativi al mutuo ipotecario accordato da Banca di Pescia – Credito cooperativo il 25 ottobre 2005 e alla richiesta di prestito personale rivolta a Consum.it il 7 novembre 2005, trattandosi di richieste avanzate in data successiva alla revoca del consenso (26.09.2005) e all´inoltro al titolare del trattamento dell´ istanza ex art. 7;
b) dichiara infondata la richiesta di cancellazione dei dati di tipo positivo riferiti alla "Ditta individuale di Taddei Giovanni";
c) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso in ordine alla richiesta di cancellazione dei restanti dati;