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Timestamp: 2019-07-22 05:20:21+00:00
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Il termine per la presentazione della dichiarazione di successione in caso di pubblicazione di testamento (Cass. civ. 28692/08)
Da quando decorre il termine di 12 mesi, in caso di pubblicazione di testamento olografo che modifichi la devoluzione dell'eredità?
17.03.2009 - pag. 67877
Renato Savoia - www.renatosavoia.com -
Cass. civ. Sez. V, 03-12-2008, n. 28692
Ministero dell'Economia e delle Finanze, in persona del Ministro pro tempore, e Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso la stessa domiciliati in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
*****, elettivamente domiciliato in Roma, Via ***** n. 7, presso lo studio dell'avv. *****, che lo rappresenta e difende insieme all'avv. ***** giusta procura a margine del controricorso;
avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bologna n. 75/19/03, depositata il 17/11/03;
Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 3 novembre 2008 dal Relatore Cons. Dott. Bernardi Sergio;
visto il parere del P.M. in persona del sostituto procuratore generale Dott. De Nunzio Wladimiro, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
L'Agenzia delle Entrate - Ufficio di (OMISSIS), in data 25/10/2001, notificava nei confronti di *****, quale erede, l'avviso di rettifica e liquidazione dell'imposta di successione e tributi speciali sulla successione di *****, deceduto il (OMISSIS), sulla base della dichiarazione presentata il 27/12/1999 e successive integrazioni. Il 29/10/2001 veniva pubblicato presso Notaio il testamento olografo del de cuius, con il era nominata erede universale la moglie *****.
Sull'assunto che, a seguito della pubblicazione del testamento olografo, si erano rese applicabili le disposizioni più favorevoli agli eredi introdotte con la L. n. 342 del 2000, di modifica del D.Lgs. n. 346 del 1990, C.P.P. proponeva opposizione avverso l'avviso notificatogli, chiedendone l'annullamento. La Commissione Tributaria Provinciale di Modena, con la sentenza n. 96/04/02, accoglieva parzialmente il ricorso, limitatamente alla porzione soggetta a tassazione della quota di un Fondo Gestione.
Il contribuente interponeva gravame.
La Commissione Tributaria Regionale, con la sentenza in epigrafe indicata, accoglieva l'appello del contribuente ed annullava la sentenza di primo grado. Veniva così motivato: "il D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 28, comma 6, prevedeva che se dopo la presentazione della dichiarazione di successione sopravviene un evento diverso da quelli indicati all'art. 13, comma 4, che da luogo a mutamento della devoluzione dell'eredità o del legato ovvero ad applicazione dell'imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare dichiarazione sostitutiva o integrativa; la dichiarazione di successione deve essere sostituita dalla dichiarazione che il contribuente è obbligato a presentare; pertanto, l'atto di accertamento emesso dall'Ufficio era da considerare mancante di ogni efficacia".
Per la cassazione di questa decisione l'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso, notificato il 23/6/2005, con l'articolazione di un solo complesso motivo.
Il contribuente ha resistito con controricorso, notificato il 14/9/2005.
Con l'unico motivo l'Amministrazione ricorrente ha dedotto un duplice profilo di censura. Con il primo profilo ha denunziato la violazione e falsa applicazione della L. n. 342 del 2000, art. 69, comma 15, del D.Lgs. n. 346 del 1990, artt. 28, 31 e 33, degli artt. 112 e 132 c.p.c., e dell'art. 620 c.c., argomentando che la pubblicazione del testamento olografo non era idonea ad integrare un "evento sopravvenuto" idoneo a riaprire i termini per la dichiarazione di successione e rendere applicabile la normativa prevista dalla cit. L. n. 342 del 2000, art. 69, perchè questa norma, al comma 15, faceva testuale riferimento alle sole dichiarazioni di successione il cui termine di presentazione scadeva successivamente al 31/12/2000, e non alle dichiarazioni integrative o sostitutive. Diversamente opinando, un termine di natura perentoria, previsto per legge per la esecuzione di un adempimento, avrebbe potuto essere riaperto discrezionalmente, a seguito di un atto volontario del soggetto obbligato. Con il secondo profilo è stata eccepita l'omessa, e, comunque, insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia, perchè la CTR non avrebbe chiarito le ragioni per le quali privilegiava la interpretazione seguita della normativa in riferimento, diversa da quella proposta con i motivi d'appello.
Il controricorrente in via pregiudiziale ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per tardività, sostenendo che non poteva applicarsi la sospensione dei termini di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 16, perchè la lite, incentrata sull'avviso di liquidazione dell'imposta principale di successione, non rientrava fra quelle condonabili.
L'eccezione è infondata, perchè con l'avviso de quo, notificato il 25/10/2001, l'Ufficio provvedeva a liquidare l'imposta di successione senza applicare le disposizioni più favorevoli agli eredi, introdotte con la L. n. 343 del 2000, modificatrice del D.Lgs. n. 346 del 1990. L'atto esprimeva dunque per la prima volta una pretesa impositiva, e perciò ricorreva certamente una fattispecie suscettibile di definizione con condono.
Nel merito, il ricorso deve ritenersi destituito di fondamento.
Va, innanzitutto, disattesa la censura di vizio motivazionale, dedotto - come si è detto - con il secondo profilo di ricorso, sotto l'aspetto dell'omissione e dell'insufficienza. In effetti, dopo una compiuta ricostruzione dei termini essenziali della controversia in maniera esauriente, ancorchè sintetica, viene individuato e correttamente risolto il fondamentale thema decidendum, concernente l'esegesi della norma del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 28, comma 6. E da questa vengano tratte coerenti conseguenze in ordine alla fattispecie concreta. In definitiva, è agevole la individuazione dell'iter logico - giuridico delle decisioni adottate.
Quanto al primo profilo, attinente alla rilevata violazione di legge, la tesi dell'Amministrazione, secondo cui la dichiarazione sostitutiva e la dichiarazione di successione realizzerebbero due fattispecie diverse e che la L. n. 342 del 2000, art. 69, comma 15, faccia riferimento solo alla prima e non a quella sostitutiva presentata successivamente non è condivisibile. In realtà, il D.L. 31 ottobre 1990, n. 346, stabilisce per la presentazione della dichiarazione di successione un unico termine di sei mesi, avente però differenti decorrenze: rispettivamente, dalla data di apertura della successione, in forza dell'art. 31, comma 1, e dalla data della rinunzia o dell'evento di cui all'art. 28, commi 5 e 6, o "dalla diversa data in cui l'obbligato dimostri di averne avuto notizia", in forza del cit. art. 31, comma 2. Orbene, l'Amministrazione non ha indicato su quali elementi avrebbe dovuto ritenersi che il contribuente conoscesse fin dall'apertura della successione l'esistenza del testamento olografo. Dunque, in base alla corretta applicazione della disciplina regolatrice della materia, il termine (unico semestrale) per la presentazione della dichiarazione sostitutiva o integrativa trovava come dies a quo non la data di apertura della successione, bensì la diversa data della conoscenza dell'evento che aveva comportato il mutamento della devoluzione dell'eredità, e cioè quella della pubblicazione del testamento, che si configurava, dunque, come evento sopravvenuto.
Infine, deve considerarsi inammissibile, perchè questione dedotta a prima volta nella presente fase di legittimità e, comunque, questione non rilevabile d'ufficio, quella formulata dall'Amministrazione nel senso che l'avviso di liquidazione avrebbe precluso la modifica della dichiarazione di successione. Per altro verso, la tesi da ultimo delineata è destituita di fondamento dal momento che finisce con il togliere qualsiasi rilevanza alla efficacia dell'evento sopravvenuto, innanzi affermata.
Il ricorso deve essere pertanto disatteso.
Ricorrono giustificati motivi - rigetto dell'eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dal contribuente e rigetto del ricorso dell'Amministrazione Finanziaria - per pervenire ad un'equa compensazione delle spese della fase di legittimità.
La Corte rigetta il ricorso. Compensa le spese della presente fase.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 3 novembre 2008.
L'art. 31 del D. lgs. 346/1990 (Approvazione del testo unico sulle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni):
Art. 31 - Termine per la presentazione della dichiarazione (Art. 39 D.P.R. n. 637/1972)
e) dalla data della rinunzia o dell’evento di cui all’art. 28, commi 5 e 6, o dalla diversa data in cui l’obbligato dimostri di averne avuto notizia;
f) dalla data delle sopravvenienze di cui all’art. 28, comma 7;
3. Fino alla scadenza del termine la dichiarazione della successione può essere modificata con l’osservanza delle disposizioni degli articoli 28,29 e 30.
Tags: Dichiarazione successione Decorrenza termine Testamento olografo
Dichiarazione successione - Indice:
1. Tempistica per la dichiarazione di successione