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Timestamp: 2019-02-16 14:08:52+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art.1', 'art. 1', 'art. 35', 'art. 1', 'art. 3']

Novità fiscali del 28 gennaio 2008: regime dei minimi: l'IVA non dedratta si trasforma in un costo deducibile dal reddito; reati penali: non è punibile (penalmente) l’occultamento di fatture commerciali | Commercialista Telematico
Novità fiscali del 28 gennaio 2008: regime dei minimi: l'IVA non dedratta si trasforma in un costo deducibile dal reddito; reati penali: non è punibile (penalmente) l’occultamento di fatture commerciali
1) Credito investimenti al Sud: la Commissione Europea è favorevole
2) Reati Penali: Non è punibile (penalmente) l’occultamento di fatture commerciali qualora i dati in esse contenuti siano comunque reperibili da altri documenti obbligatori
3) Regime dei minimi (imprenditori e professionisti): l’IVA pagata ai fornitori, poiché nel regime dei minimi non è detraibile, si trasforma comunque in un costo deducibile dal reddito
4) Approvato il regolamento di riorganizzazione del Ministero delle Finanze
5) Ristrutturazione edilizia dell’abitazione: Tetto massimo di spesa
6) Il servizio di cattura dei cani randagi effettuato dalla A.S.L. per conto di una comunità montana è soggetto ad IVA
La Commissione Europea, ha dato parere favorevole sul credito d’imposta per gli investimenti nelle aree meno sviluppate.
Si tratta del cd. “Bonus Visco-Sud”, cioè del credito di imposta sugli investimenti in beni strumentali nuovi, programmi e brevetti effettuati da strutture produttive operanti nelle aree svantaggiate.
La commissione Europea, nel concedere il benestare alle agevolazioni, confermando anche l’applicazione retroattiva dal 1° gennaio 2007 delle agevolazioni, ha ritenuto che si possa fare riferimento all’intero periodo formalmente coperto dalla Carta degli aiuti regionali, che fissa i massimali dei sostegni erogabili nelle aree più svantaggiate, ovvero il periodo dall’inizio del 2007 al 2013.
(Comunicato stampa Commissione UE 25/01/2008, n. IP/08/92)
Lo ha deciso la Corte di Cassazione con un sentenza del 21/1/2008, ramo penale, che si è pronunciata sulla punibilità o meno del reo che occulta fatture: Il reato è punibile solo se, la violazione (distruzione delle fatture) effettivamente, impedisce la ricostruzione del reddito del contribuente.
Viceversa, il reato (di distruzione delle fatture) non si manifesta nel momento in cui il risultato economico delle operazioni, di cui manca la documentazione obbligatoria, può essere lo stesso accertato sulla base di altra documentazione contabile comunque detenuta e conservata dall’imprenditore.
(Corte di Cassazione, ramo penale, Sentenza 21/01/2008, n. 3057)
3) Regime dei minimi (imprenditori e professionisti): Guida rapida e Test a cura dell’Agenzia delle Entrate – l’IVA pagata ai fornitori, e nel regime dei minimi non detraibile, si trasforma comunque in un costo deducibile dal reddito
E’ questo il chiarimento forse più interessante contenuto nella guida rapida al regime dei minimi dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, dal 25/1/2008 tale Agenzia, oltre ad inserire la propria suddetta guida, ha messo a disposizione sul proprio sito anche un Test che consente ai contribuenti di potere verificare se hanno i requisiti per potere rientrare nel nuovo regime dei minimi.
Inoltre, in alternativa, l’Agenzia delle Entrate ha inserito la seguente (sopra citata) guida “rapida”, sempre sul nuovo regime dei minimi e marginali:
“Dal 2008 i piccoli imprenditori e professionisti (c.d. contribuenti “minimi”) passano automaticamente al nuovo regime fiscale che semplifica, riduce gli adempimenti e diminuisce i costi.
Il regime dei contribuenti minimi rappresenta, quindi, il regime naturale per chi possiede determinati requisiti e per coloro che nel 2007 hanno applicato il regime della franchigia (art. 32 bis, DPR n° 633/72). Ciò significa che questi contribuenti possono dal 1° gennaio 2008 iniziare automaticamente ad operare come contribuenti minimi, applicando le disposizioni proprie del regime senza dover fare alcuna comunicazione preventiva o successiva.
I contribuenti, invece, che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e presumono di rispettare i requisiti previsti, devono comunicarlo nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9/8) barrando nel quadro B, la casella denominata “Contribuenti minori”.
Chi sono i “contribuenti minimi”?
– nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
– iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre 2008 il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000).
Attenzione: Possono scegliere il nuovo regime già dal 2008 anche i contribuenti “minimi in franchigia” che avevano optato per il regime ordinario
Chi non è un “contribuente minimo”
– le imprese individuali e i professionisti singoli che nell’anno precedente:
* hanno conseguito ricavi o compensi superiori a 30.000 euro
* hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)
* hanno effettuato cessioni all’esportazione
* hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
– le imprese individuali e i professionisti singoli che nel triennio precedente hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
– le imprese individuali e i professionisti singoli che iniziano l’attività e presumono di rientrare nelle condizioni di cui ai punti 2) e 3). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre 2008 il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000).
– coloro che si avvalgono di regimi speciali Iva (1)
– chi, contestualmente, partecipa a società di persone, associazioni professionali o a società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale
la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali;
l´integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge;
la titolarità di un conto corrente bancario o postale.
I contribuenti considerati “minimi” possono comunque scegliere di applicare l’Iva e le imposte sui redditi nei modi ordinari.
La cessazione dal regime dei “minimi”
Dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo una delle condizioni richieste ovvero si realizza una delle condizioni di esclusione
Dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di 45 mila euro. In quest’ultimo caso si ha l’obbligo di versare l’Iva mediante scorporo dai corrispettivi documentati dall’inizio del periodo di imposta
Legge finanziaria 2008 (art.1, commi da 96 a 117)
Decreto del 2/01/2008
Circolare n° 73 del 21/12/07”
Fattispecie di esclusione dal regime
In particolare, non sono compatibili con il regime dei contribuenti
minimi i regimi speciali IVA riguardanti le seguenti attività:
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il regolamento di riorganizzazione
Il Dipartimento per le politiche fiscali diventa Dipartimento delle Finanze.
Il nuovo Dipartimento avrà il ruolo di regia complessiva del sistema fiscale e di progettazione del suo sviluppo.
Con il regolamento viene anche rafforzata la funzione del Dipartimento di indirizzo e controllo sulle Agenzie fiscali e sugli altri soggetti che compongono l’Amministrazione finanziaria.
La nuova struttura, articolata in 8 direzioni, oltre ad occuparsi della produzione delle norme, dovrà anche emanare direttive interpretative della legislazione tributaria, assicurare la semplificazione degli adempimenti fiscali a carico dei contribuenti e dei relativi modelli di dichiarazione, potenziare e ottimizzare il supporto all’attività delle Commissioni tributarie.
Il regolamento istituisce anche il Comitato permanente di indirizzo e coordinamento della fiscalità, presieduto dal Ministro o dal Vice Ministro delegato per la materia tributaria e fiscale.
Il nuovo organismo è composto, in via permanente, dal Direttore generale delle finanze, che lo presiede in assenza del Ministro o del Vice Ministro, dai direttori delle Agenzie fiscali, dal Rettore della Scuola superiore dell’economia e delle finanze, dal Comandante generale della Guardia di finanza, e dal Direttore del Secit.
(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato 25/1/2008)
Il contribuente, per i lavori sulle parti comuni dell’edificio, può usufruire di un tetto massimo di spesa di 48.000 euro, su cui calcolare la detrazione del 36%, riferito ad ogni singola abitazione. Il beneficio deve poi essere suddiviso con gli altri soggetti eventualmente contitolari di ogni unità immobiliare.
L’art. 1, comma 1, della L. n. 449/1997, a seguito di modifiche e proroghe, consente di potere usufruire del beneficio fiscale della detrazione, dall’imposta lorda, del 36% delle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico per la realizzazione di lavori di manutenzione, anche ordinaria, sulle parti comuni di edifici residenziali nonché per la realizzazione di interventi di ristrutturazione sulle singole unità immobiliari.
L’art. 35, comma 35-quater, del D.L. n. 223/2006 ha, tra l’altro, stabilito che, a decorrere dal 1/10/2006, il limite di 48.000 euro, che costituisce il tetto massimo di spesa su cui é consentito calcolare la detrazione del 36%, deve essere riferito alla abitazione.
La circolare del 4/08/2006, n. 28 ha chiarito che il predetto limite (prima riferito alla persona fisica e alla singola unità immobiliare) va ora inteso riferito esclusivamente all’immobile e va suddiviso tra i soggetti che hanno diritto alla detrazione.
L’art. 1, comma 387, della Legge n. 296/2006, ha stabilito, tra l’altro, che sono prorogate per l’anno 2007, per una quota pari al 36% delle spese sostenute, nel limite di 48.000 euro per unità immobiliare, le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio relative agli interventi per le spese sostenute dal 1/1/2007 al 31/12/2007.
La risoluzione n. 206/2007, ha precisato che, anche in relazione al computo del limite massimo di spesa, le spese relative ai lavori sulle parti comuni dell’edificio, essendo oggetto di un’autonoma previsione agevolativa, vanno considerate in modo autonomo.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione 25/1/2008, n. 19)
Con una convenzione vengono regolati i rapporti tra la Comunità Montana e l’Azienda U.S.L..
In particolare, con tale convenzione:
– la Comunità Montana affida l’incarico di svolgere l’attività di cattura di cani vaganti all’Azienda Sanitaria, che si impegna a realizzarla;
– vengono individuate specificatamente le prestazioni di servizi oggetto dell’affidamento;
– la Comunità Montana si obbliga a pagare un corrispettivo all’Azienda sanitaria, per l’attività di cui trattasi;
– viene stabilito il corrispettivo dovuto dalla Comunità Montana alla ASL attraverso l’individuazione dei parametri per la quantificazione dello stesso (ovvero costo del personale impiegato e chilometri percorsi).
In sostanza, tra le parti si instaura un rapporto bilaterale, nell’ambito del quale la Comunità Montana ALFA affida all’Azienda U.S.L. lo svolgimento del servizio di cattura di cani vaganti a fronte di un corrispettivo, parametrato al costo di svolgimento del servizio stesso.
Trattamento tributario, ai fini IVA, delle somme dovute dalla Comunità Montana all’Azienda Sanitaria per l’attività di cattura di cani vaganti
In generale, le prestazioni di servizi riconducibili nel campo di applicazione dell’IVA, ai sensi dell’art. 3 del DPR n. 633/72, sono quelle aventi ad oggetto obbligazioni di fare, non fare o permettere rese, nell’ambito di rapporti giuridici di natura sinallagmatica, a fronte del pagamento di un corrispettivo.
Nel caso di specie, l’attività di cattura di cani vaganti si configura come prestazione di servizi resa dall’Azienda Sanitaria nell’ambito di un rapporto sinallagmatico con la Comunità Montana a fronte di uno specifico corrispettivo, e pertanto rientra nell’ambito applicativo dell’IVA.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione 25/1/2008, n. 20)
La riforma della Giustizia Tributaria - intervista in esclusiva all'Onorevole Massimo Bitonci