Source: https://www.sentenze-cassazione.com/concordaro-in-bianco-nota/
Timestamp: 2019-03-19 04:20:31+00:00
Document Index: 44780009

Matched Legal Cases: ['art. 82', 'art. 161', 'art. 168', 'art. 161', 'art. 167', 'art. 173']

L'auspicato ritocco al Concordato "in bianco"
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L’auspicato ritocco al Concordato “in bianco” – nota di Giuseppe Caristena
Per quel che a noi qui interessa, il suddetto decreto al Capo VI, art. 82, contiene disposizionimodifiche dell’art. 161, cc. 6 e ss., l. fall. , che disciplina il concordato preventivo con riserva.
Facendo un passo indietro, si ricorda che da molti era stato auspicato un intervento del legislatorevolto a ridurre “la difficoltà per il debitore di predisporre il piano [concordatario, n.d.r.] senza beneficiare nelle more di protezione nei confronti delle azioni esecutive dei creditori, oltre che dei sequestri e delle ipoteche giudiziali, iniziative tutte idonee a compromettere il buon risultato del piano”.
Ebbene, proprio con l’intenzione di tutelare l’imprenditore e la continuità aziendale, il legislatore ha deciso di introdurre, nell’agosto 2012, il c.d. concordato “in bianco”: in termini estremamentesemplificati, la procedura è avviata mediante presentazione di apposita domanda, con differimento del deposito del piano concordatario ma immediata protezione del patrimonio del debitore.
Tuttavia, a detta di molti, sin dalla data della sua entrata in vigore (11 settembre 2012) si è assistito ad un utilizzo degenerato ed abusivo di tale istituto, dovuto principalmente al fatto che con la presentazione della relativa domanda si ha il blocco delle azioni esecutive (art. 168 l.f.), il c.d.automatic stay.
Così Filippo Lamanna, presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Milano: “Questaopzione ha aperto la porta agli abusi: cioè, pur di congelare le esecuzioni dei creditori, si avviano procedure del tutto inutili e strumentali con il solo scopo di prendere tempo”. E ancora: “Il boom delle richieste è l’effetto della recessione, ma anche di una riforma nata con buone intenzioni, ma che si è trasformata in abuso diffuso: prima della riforma le istanze di concordato si contavano sulle dita di una mano”.
Infatti, in base al nuovo testo, l’imprenditore al momento della presentazione della domanda devedepositare, oltre ai bilanci degli ultimi tre esercizi, anche un elenco contenente i nomi dei creditori e rispettivi crediti.
Ovviamente, si tratta di un elenco iniziale, che successivamente dovrà essere “integrato” con gliulteriori dati di cui al comma 2, lett. b), dell’art. 161 l.f.
Altra novità sta nel fatto che il Tribunale, con lo stesso decreto con cui assegna il termine per il deposito della proposta concordataria, può nominare (anticipatamente) un commissario giudiziale.
A proposito del commissario giudiziale, se nominato, deve ottemperare, oltre che agli obblighi di vigilanza previsti dall’art. 167, c. 1, l.f. sull’attività di amministrazione dei beni svolta dal debitore, anche all’obbligo di vigilanza finalizzato all’accertamento di un’eventuale condotta fraudolenta di quest’ultimo, che, ai sensi dell’art. 173 l.f., può consistere in: occultamento odissimulazione di parte dell’attivo, dolosa omessa denuncia di uno o più crediti, esposizione di passività insussistenti o commissione di altri atti di frode o di “atti non autorizzati a norma dell’articolo 167 o comunque diretti a frodare le ragioni dei creditori, o se in qualunque momento risulta che mancano le condizioni prescritte per l’ammissibilità del concordato”(ult. co.).
In relazione a quest’ultimo e nuovo obbligo, nel caso in cui il commissario accerti la commissionedi uno dei suddetti atti fraudolenti, dovrà informarne il Tribunale, che, ottenuta conferma di quanto accertato, provvede a dichiarare improcedibile la domanda di concordato con riserva, oppure, su richiesta di un creditore o del Pubblico Ministero, il fallimento del debitore, con contestuale sentenza.
Anche in merito al flusso informativo tra debitore ed autorità giudiziaria (comma 8) vi sononovità.