Source: http://www.emozionecasaimmobiliare.it/2015/08/27/denuncia-di-inizio-attivita-in-edilizia/
Timestamp: 2019-11-15 16:41:38+00:00
Document Index: 184535944

Matched Legal Cases: ['art.26', 'art. 22', 'art.22', 'art. 6', 'art. 10', 'art.3', 'art. 23', 'sentenza ']

Denuncia di inizio attività in edilizia | EMOZIONECASA IMMOBILIARE 91
La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è un atto amministrativo che, nel mondo dell’edilizia, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti. Nasce, sotto diverso nome, con la legge n.47/85 che, all’art.26 “opere interne”, obbligava chiunque intendesse compiere opere interne a fabbricati che non fossero in difformità degli strumenti urbanistici vigenti a presentare una “relazione a firma di un professionista abilitato (es. un Ingegnere, un Architetto,Perito Edile, Dottore Agronomo o un Geometra iscritto al relativo albo professionale) […] che asseveri le opere da compiersi […]”. Oggi la D.I.A. è uno strumento estremamente potente, che serve alla Pubblica Amministrazione (in larga parte, gli uffici Tecnici dei Comuni) per compiere il ruolo di Vigilanza sull’attività edilizia che si svolge sul proprio territorio. Con una D.I.A. oggi si può ristrutturare il proprio appartamento, si possono effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sul proprio immobile, si possono, addirittura, costruire nuovi edifici, qualora sia presente un Piano Particolareggiato. La D.I.A. è regolamentata, oggi, nel Testo Unico dell’Edilizia, racchiuso nel D.P.R. 380/2001 che, all’art. 22 e 23 ne descrive il potere e i limiti. Opere riconducibili a D.I.A. [modifica] La legge (art.22 D.P.R. 380/2001) specifica che con la D.I.A. si possono fare le opere non riconducibili ad attività edilizia libera (art. 6 D.P.R. 380/2001), o al Permesso di costruire (art. 10 D.P.R. 380/2001). È pertanto richiesta la D.I.A. per opere di manutenzione straordinaria, restauro conservativo, ristrutturazione edilizia (così come definiti dall’art.3 del D.P.R. 380/2001). Altre leggi sono in seguito venute ad ampliare le competenze della D.I.A., pertanto ora, grazie alla L.443/01 con tale strumento si possono realizzare anche opere di Nuova costruzione, nel caso in cui sia stato approvato un Piano particolareggiato per la lottizzazione di un’area. Questa D.I.A. con poteri ampliati è conosciuta come Super D.I.A.. In seguito, più di recente, altre leggi sono andate a potenziare ulteriormente questo provvedimento e, oggi, con la “Super D.I.A.” si possono fare anche opere che prima erano di competenza del Permesso di costruire. Inoltre ciascuna Regione può, a sua discrezione, ampliare i poteri della D.I.A., come ha già fatto, per esempio, la Toscana. La D.I.A. può essere utilizzata anche per le varianti al Permesso di Costruire che non comportino variazione di sagoma, di superficie o di volume dell’edificio. Il meccanismo del silenzio-assenso [modifica] La D.I.A. segue il meccanismo del silenzio-assenso: comunicata alla pubblica amministrazione la propria intenzione ad avviare l’attività, il soggetto, generalmente decorsi 30 giorni può darvi inizio, dandone notizia. Entro i 30 giorni (dalla data di protocollo) l’uffico tecnico comunale può chiedere integrazioni o inibire l’inizio dei lavori per mancanza di documentazione o difformità rispetto alle norme vigenti e/o agli strumenti urbanistici. Il potere inibitorio previsto dal co. 6 dell’art. 23 del D.P.R. 380/01, può essere esercitato entro il termine perentorio di trenta giorni, trascorso il quale possono soltanto essere emanati provvedimenti d’autotutela e sanzionatori. Il dispositivo di sentenza precisa che alla scadenza del termine di trenta giorni matura l’autorizzazione implicita ad eseguire i lavori progettati ed indicati nella D. I. A., fermo restando il potere dell’Amministrazione comunale di provvedere anche successivamente alla scadenza del termine stesso, ma non più con provvedimento inibitorio (ordine o diffida a non eseguire i lavori) bensì con provvedimento sanzionatorio (se i lavori sono gia’ stati eseguiti, in tutto o in parte) di tipo ripristinatorio o pecuniario, secondo i casi, in base alla normativa che disciplina la repressione degli abusi edilizi. In ogni caso, l’inizio dei lavori deve avvenire non prima di 30 giorni della presentazione della denuncia, e comunque non oltre un anno, e dovranno concludersi entro 3 anni.