Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/1997/aprile/caritas-migrantes-6.html
Timestamp: 2018-11-20 16:00:51+00:00
Document Index: 22814761

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 20', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 22', 'art. 8', 'art. 11', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 36']

La Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes hanno tenuto, il 19 marzo scorso, un incontro con loro rappresentanti regionali, per una riflessione comune sul disegno di legge e su altre proposte avanzate di recente in fatto di immigrazione. Sulla base delle indicazioni emerse da tale riflessione e' stato redatto il presente documento, prime destinatarie del quale sono le Caritas e Migrantes regionali e diocesane, ma che e' rivolto anche alle autorita' politiche, ai sindacati e alle associazioni. Si ritiene in particolare che esso possa costituire un valido contributo sia per orientare e sensibilizzare al problema le nostre comunita' ecclesiali, sia per interloquire con proposte concrete e ragionate con le forze sociali e politiche locali, in vista dell'imminente dibattito parlamentare sul disegno di legge, che si profila di decisiva importanza non solo per gli immigrati ma per l'intera societa' italiana. Per tale motivo riteniamo opportuno che i Direttori Diocesani dei due organismi programmino - in accordo col proprio Vescovo - momenti specifici di riflessione, eventualmente tenendo aggiornate sulle iniziative prese le nostre Direzioni Nazionali.
Il d.d.l. sembra delineare invece un mercato di lavoro eccessivamente rigido e lasciar predominante quel sistema di chiamata nominativa dall'estero (cfr. art. 20, comma 2) che e' - a quanto conferma una lunga e diretta esperienza - alla base dello scarso realismo e dalla scarsa efficacia dell'attuale regolamentazione degli ingressi per motivi di lavoro, e che, di conseguenza, sta alla base anche della spinta all'immigrazione illegale per decine di migliaia di persone ogni anno. Appare pertanto indispensabile apportare al testo del disegno di legge le modifiche seguenti.
- Prevedere (art. 20) che per i settori in cui è prevista una rilevante o persistente carenza di manodopera e in corrispondenza alle mansioni che necessitano di un incontro diretto preventivo tra lavoratore e datore di lavoro l'ingresso degli iscritti nelle liste di prenotazione sia autorizzato, nel rispetto di una graduatoria fondata sull'anzianita' di iscrizione e nel limite fissato dalla programmazione, sulla base della semplice richiesta di visto. In mancanza di una tale previsione, cui dovrebbe corrispondere, in analogia con quanto disposto dall'articolo 21 in relazione alla prestazione di garanzia, il rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, risulta di fatto preclusa la possibilita' di migrazione per lavori, quali la collaborazione domestica o l'assistenza domiciliare, per tutti coloro che non possano contare su uno sponsor o su una chiamata, non avendo contatti con soggetti regolarmente presenti in Italia.
- Mantenere (art. 20) la possibilità di presentare richiesta nominativa di assunzione per lavoratori stranieri non iscritti nelle liste di prenotazione o in eccesso rispetto alle quote annuali, al fine di non irrigidire irragionevolmente la disciplina del mercato di lavoro. Tuttavia, per impedire che tali eventuali ulteriori ingressi per lavoro possano vanificare il sistema degli ingressi di lavoratori inclusi nelle quote, prevedere che, per tali casi, sia ripristinata la verifica preventiva dellindisponibilità di altri lavoratori italiani o stranieri già iscritti nelle liste di collocamento aventi le qualifiche richieste.
- Chiarire (art. 4) che la dimostrazione di disponibilita' di mezzi di sostentamento e' da considerarsi requisito necessario per l'ingresso solo nei casi di soggiorni di durata non superiore a tre mesi, salvo che sia diversamente disposto dalla legge. In mancanza di tale precisazione, sarebbero irragionevolmente soggetti all'obbligo di dimostrazione della disponibilita' di mezzi anche gli stranieri, che fanno ingresso - ad esempio - per lavoro subordinato o per motivi familiari, nonche' gli stranieri che fanno ingresso per cure mediche nell'ambito di programmi umanitari. L'accertamento della disponibilita' di mezzi in relazione ad ingressi per soggiorni piu' lunghi, quando previsto espressamente dalla legge (ad esempio, nel caso di ingresso per lavoro autonomo), dovrebbe esaurirsi poi nella fase di rilascio del visto, e non essere ripetuto all'atto dell'attraversamento della frontiera. Si dovrebbe prevedere, infine, che la dimostrazione di disponibilita' di mezzi possa essere sostituita, in caso di ingresso per lavoro autonomo o per studio, da presentazione di garanzia prestata da ente o privato, in analogia con quanto previsto dall'articolo 21.
- Escludere (art. 4) che il regolamento possa stabilire ulteriori condizioni ed adempimenti in materia di ingresso, dovendosi invece prevedere che il regolamento si limiti - per non violare la riserva di legge prevista dal comma 2 dell'articolo 10 della Costituzione - a definire le modalita' di accertamento dei requisiti gia' definiti dalla legge. Occorre infatti osservare che, quelle ulteriori condizioni, eventualmente introdotte dal regolamento di attuazione, non interesserebbero soltanto l'ingresso nel territorio dello Stato, ma entrerebbero a far parte di quei "requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno" che il comma 5 dell'articolo 5 configura come presupposti per il rilascio o il rifiuto di rinnovo o la revoca del permesso di soggiorno.
- Escludere (art. 5) che, in presenza di convenzioni internazionali ratificate dall'Italia, il rifiuto del permesso possa essere determinato dal mancato soddisfacimento da parte dello straniero di requisiti minori - non legati cioe' alle esigenze di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato o alla segnalazione ai fini della non ammissione - per il soggiorno in uno degli Stati contraenti.
- Prevedere di norma - salvo, cioe', il caso di gravi difficolta' occupazionali -, oltre al diritto di precedenza (art. 22), una garanzia di reingresso per lo stagionale che lasci l'Italia regolarmente alla scadenza del permesso. La formulazione attuale della disposizione, rischia infatti di incentivare la permanenza irregolare, dal momento che la semplice precedenza, restando condizionata alla programmazione, non da' garanzie sufficienti di reingresso in Italia al lavoratore straniero.
- Limitare la possibilita' di respingimento di chi e' entrato al di fuori dei valichi autorizzati (art. 8) al caso in cui lo straniero e' fermato in prossimita' della frontiera. Negli altri casi si dovrebbe adottare il provvedimento amministrativo di espulsione. Stabilire comunque una chiara distinzione tra i provvedimenti di respingimento alla frontiera e di espulsione dal territorio dello Stato.
- Escludere che un provvedimento di eccezionalita' gravita' quale l'espulsione possa essere irrogato quale misura di prevenzione fondata sul semplice sospetto (art. 11), dovendosi ritenere che questo contrasti col principio costituzionale di presunzione di innocenza.
- Limitare la possibilita' di revoca del permesso di soggiorno (art. 5) ai casi esplicitamente previsti dalla legge. Escludere inoltre che la revoca possa aver luogo per il venir meno dei requisiti previsti per il rilascio; ne conseguirebbe infatti una estrema precarieta' dello straniero regolare, il quale potrebbe trovarsi in stato di irregolarita' ed essere espulso per il semplice fatto di essere momentaneamente disoccupato o con passaporto scaduto. Escludere infine che analoghi effetti negativi possano conseguire alla stipula, successiva al rilascio del permesso, di accordi internazionali.
- Determinare il tipo di permesso la cui titolarita', unitamente al soggiorno regolare prolungato, consente il rilascio della carta di soggiorno, eliminando l'attuale ambigua formulazione: "titolare di un permesso di soggiorno per un motivo che consente il rinnovo senza limiti di tempo" (art. 7). Precisare anche che hanno diritto al rilascio della carta di soggiorno i familiari aventi titolo al ricongiungimento familiare e conviventi in Italia con straniero titolare di carta di soggiorno o con cittadino italiano. Escludere inoltre che ai fini del rilascio sia rilevante il reddito, gia' verificato, presumibilmente, in sede di rinnovo del permesso per lavoro; irrilevante anche a tali fini, nel caso di straniero titolare di permesso per asilo, evitando che si configuri una irragionevole discriminazione di censo in relazione all'accesso al diritto di voto amministrativo. Definire infine lo stato giuridico di chi si vede rifiutata o revocata la carta di soggiorno.
- Prevedere (art. 7) che, nel rispetto della presunzione costituzionale di non colpevolezza fino a condanna definitiva, la revoca della carta di soggiorno - implicando una retrocessione dello straniero alla condizione di titolare di permesso di soggiorno - possa essere disposta soltanto dal giudice quale pena accessoria in caso di condanna definitiva per uno dei reati ostativi al rilascio della carta. Escludere, poi, dal novero di tali reati quelli di minore rilevanza sociale o perseguibili a querela di parte; per tali reati, infatti, una eventuale presentazione della querela a soli fini calunniatori risulterebbe incentivata dalla previsione di un effetto di automatico impedimento del rilascio della carta. Escludere, inoltre, che lo straniero in possesso di carta di soggiorno (titolare di diritto di voto amministrativo) possa essere espulso per semplici motivi di prevenzione.
- Precisare, gia' nella parte sui Principi Generali (art. 2), coerentemente con quanto stabilito dal comma 6 dell'articolo 11, che i provvedimenti su ingresso, soggiorno ed espulsione sono impugnabili. Stabilire inoltre (art. 5) che, salvo che sia diversamente disposto dalla presente legge, la presentazione del ricorso contro il rifiuto di rilascio o di rinnovo, ovvero la revoca o l'annullamento del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno abbia effetto sospensivo sul provvedimento, definendo contestualmente una abbreviazione dei tempi per la decisione del TAR. Prevedere infine che, in mancanza di altro permesso di soggiorno, lo straniero riceva un permesso temporaneo, rinnovabile fino alla definizione del ricorso e utilizzabile, quando il ricorso riguardi il rifiuto di rilascio o di rinnovo o la revoca di un permesso di soggiorno, per tutte le attivita' consentite dal permesso rifiutato, non rinnovato o revocato.
- Definire per legge requisiti per il rinnovo dei permessi per lavoro che facciano riferimento alla capacita' dello straniero di dimostrare la disponibiltà di un reddito annuo derivante da fonti lecite pari allimporto dellassegno sociale e rispettino lo spirito dell'articolo 8 della Convenzione n. 143 della Organizzazione Internazionale del Lavoro, che vieta di far degradare verso condizioni di irregolarita' il lavoratore straniero per la perdita del posto di lavoro.
- Precisare (art. 6) che lo straniero titolare dei permessi per lavoro subordinato o autonomo, famiglia, etc., e' ammesso allo svolgimento di qualunque attivita' consentita allo straniero, e non solo di quelle specificamente previste in corrispondenza al particolare permesso posseduto; si evita in tal modo che una lettura restrittiva della disposizione in questione impedisca, ad esempio, l'iscrizione nelle liste di collocamento o lo svolgimento di attivita' di lavoro subordinato o autonomo. Estendere inoltre (per legge, piuttosto che per regolamento e in forma ristretta, come nell'attuale versione) al titolare del permesso per studio o per formazione la facolta' di utilizzare il permesso per motivi diversi. Stabilire infine che, salvo il caso di esplicito divieto previsto dalla presente legge, il permesso di soggiorno possa essere convertito in permesso per lavoro subordinato o autonomo in presenza di opportuni requisiti.
- Escludere la distinzione tra permesso per lavoro subordinato a tempo indeterminato e permesso per lavoro a tempo determinato non stagionale, prevedendo un'unica durata di due anni del permesso rilasciato per la prima volta. Precisare inoltre la durata del permesso per lavoro autonomo (art. 5).
- Chiarire, coerentemente con le altre disposizioni contenute nel disegno di legge, che il diritto a mantenere o ricostituire l'unita' familiare con familiari stranieri (art. 27) e' garantito anche allo straniero rifugiato. Riconoscere poi il diritto al ricongiungimento anche ai titolari di permesso per asilo umanitario (condizione analoga per molti aspetti a quella del rifugiato), per studio (e' facile che il borsista universitario straniero sia gia' sposato e, in ogni caso, resterebbe salvo il requisito relativo alla disponibilita' di reddito) e per motivi religiosi (si pensi, ad esempio, ai Pastori protestanti; ma interessa, per i genitori a carico, anche i Religiosi cattolici).
- Consentire anche per il titolare di permesso per motivi religiosi o per studio la possibilita' di ingresso dei familiari al seguito, condizionato al soddisfacimento dei requisiti relativi a reddito e alloggio. Stabilire inoltre che i familiari al seguito del richiedente asilo siano protetti dal respingimento nello stesso modo in cui e' protetto il richiedente stesso.
- Estendere la possibilita' di coesione familiare "sul posto" (art. 28) al familiare di cittadino italiano o comunitario o di cittadino straniero avente diritto al ricongiungimento, senza limitazioni relative al tipo di permesso di soggiorno originariamente posseduto, ne' - quando si tratti di familiare di cittadino italiano o comunitario - alla durata del soggiorno pregresso, ferma restando la necessita' di dimostrare il possesso dei requisiti eventualmente richiesti; in caso contrario, il familiare sarebbe inutilmente costretto - per godere del diritto all'unita' familiare - a tornare nel proprio Paese, aspettare il nulla-osta al ricongiungimento e rientrare in Italia; per i familiari di cittadini italiani o comunitari, poi, qualunque restrizione contrasterebbe con l'assenza di particolari condizioni in relazione all'ingresso al seguito (articolo 27, comma 5). Prescindere inoltre, ai fini della coesione sul posto di familiari di rifugiati, dalla regolarita' della posizione in relazione al soggiorno, in considerazione della loro particolare condizione.
- Indicare l'obiettivo di un inserimento di studenti stranieri che, nel rispetto dell'autonomia dei singoli atenei, risulti in linea con gli orientamenti comunitari, migliorando il dato attuale corrispondente ad una percentuale dell'ordine del due per cento dell'intera popolazione universitaria (art. 36).
Una precedente bozza del disegno di legge dedicava al diritto di asilo un intero capitolo, che nella stesura finale è stato stralciato con la dichiarata intenzione di farne oggetto di un distinto disegno di legge. E' da ritenersi, comunque, che la discussione sullimmigrazione non possa essere affrontata in modo adeguato senza tenere contestualmente presente il problema dellasilo. In ogni caso occorre sottolineare, coerentemente con quanto indicato lo scorso anno nelle "Linee guida", che deve essere data piena attuazione al dettato costituzionale, sia per quanto riguarda i richiedenti asilo e i rifugiati ai sensi della Convenzione di Ginevra 1951 - quanti cioe' sono personalmente perseguitati -, sia per quanto riguarda lasilo umanitario e la protezione temporanea di coloro che fuggano da situazioni di violenza generalizzata o da calamita' naturali. Vanno infine previste misure straordinarie in caso di esodi di massa.