Source: http://docplayer.it/2780877-Legislazione-nazionale.html
Timestamp: 2016-12-03 00:43:17+00:00
Document Index: 146227084

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art.1', 'art. 19', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 68', 'art. 1', 'art. 142', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 18', 'art. 4', 'art. 1']

⭐LEGISLAZIONE NAZIONALE
Eloisa Corsi
1 178 LEGISLAZIONE NAZIONALE Ministero dell Interno Decreto 6 Giugno 2005 Modalità per l installazione di sistemi di videosorveglianza negli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio IL MINISTRO DELL INTERNO di concerto con IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI e IL MINISTRO PER L INNOVAZIONE E LE TECNOLOGIE Visto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, ed il relativo regolamento di esecuzione; Visto il decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, recante Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2003, n. 88; Visto il decreto del Ministro dell interno in data 18 marzo 1996 recante Norme di sicurezza per la costruzione e l esercizio degli impianti sportivi, e successive modificazioni e integrazioni, ed in particolare l art. 18, riguardante i dispositivi di controllo; Vista la Convenzione europea del 19 agosto 1985(*) sulla violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - serie generale - n. 110 del 13 maggio 2005; Vista la risoluzione del Consiglio del 6 dicembre 2001, concernente un manuale di raccomandazioni per la cooperazione tra Forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e i disordini in occasione delle partite di calcio di dimensione internazionale alle quali è interessato almeno uno Stato membro, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C22/1 del 24 gennaio 2002; Viste le disposizioni indicate nel Manuale per l ottenimento della Licenza UEFA, recepito dalla Federazione italiana giuoco calcio; Visto il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali in data 29 aprile 2004, sulla videosorveglianza; Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali2 179 espresso nella seduta del 4 maggio 2005; Ritenuto di dover stabilire le modalità di attuazione dell art.1-quater, comma 3, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, sopra indicato, Adotta il seguente decreto: Articolo 1 - Apparati e sistemi per la videoregistrazione televisiva: ubicazione, dotazione e caratteristiche 1. Gli impianti nei quali si svolgono competizioni riguardanti il gioco del calcio, aventi una capienza superiore a spettatori, devono essere muniti di sistemi di ripresa e registrazione televisiva a circuito chiuso delle aree riservate al pubblico, sia all interno dell impianto che nelle sue immediate vicinanze. Essi dovranno prevedere la dotazione di: a) sistemi di alimentazione sussidiaria di tutti i dispositivi installati, per il caso di interruzione della corrente di rete; b) un apparato di regia delle riprese collocato nell ambito di una sala di controllo appositamente predisposta e presidiata, ubicata e realizzata in modo tale da garantire la visuale completa dell interno dell impianto sportivo al fine di assicurare la verifica costante delle condizioni generali di sicurezza e di utilizzo dell impianto stesso e, in caso di necessità, l ottimale gestione delle emergenze. La sala dovrà avere capienza adeguata per ospitare oltre all apparato di regia ed al personale tecnico adibito, i componenti del «Centro per la gestione della sicurezza delle manifestazioni sportive»; c) apparecchi di ripresa (telecamere ottiche, ovvero digitali) per la video-sorveglianza del pubblico nelle fasi di afflusso, permanenza e deflusso dell impianto, protetti dai rischi di danneggiamento o manomissione, in numero tale da riprendere agevolmente tutti i varchi di accesso e deflusso, tutti i settori riservati al pubblico, esclusi i locali igienici, nonchè le aree interne comunque accessibili al pubblico e quelle esterne destinate alle operazioni di prefiltraggio; tali apparecchi dovranno essere integrati con sistemi fotografici digitali; d) impianto di illuminazione in grado di assicurare, oltre alla piena ed efficace visibilità dell area di gioco, l illuminazione adeguata della zona spettatori e delle aree, anche esterne, interessate al transito o stazionamento del pubblico. 2. La dotazione minima dell apparato di regia è costituita da:3 180 a) registratori Super VHS, ovvero tre masterizzatori/riproduttori DVCAM, uno per la registrazione/riproduzione delle immagini riprese all esterno dello stadio, uno per quelle riprese al suo interno ed uno di riserva; b) un numero di monitor sufficiente a visualizzare contemporaneamente le riprese di tutte le telecamere in funzione, più un monitor per ogni operatore del Centro; c) sistemi di controllo e di manovra delle telecamere e degli apparati di registrazione/riproduzione; d) postazioni di lavoro complete di personal computer per i componenti del Centro; e) due stampanti termiche; f) apparecchiature per la trasmissione delle immagini alle sale operative della Questura e del Comando provinciale dei Vigili del fuoco; g) canali radio, linee telefoniche e personal computer connessi ad internet in numero sufficiente a soddisfare le esigenze di comunicazione, anche contemporanea, di tutte le amministrazioni, enti, aziende ed altri soggetti rappresentati nel Gruppo operativo di sicurezza di cui all art. 19-ter del decreto del Ministro dell interno 18 marzo Le apparecchiature da ripresa dovranno: a) consentire il movimento orizzontale e verticale e la variazione dell angolo di ripresa, con sistema di comando della sala regia; b) assicurare una risoluzione delle immagini, all ingrandimento massimo, equivalente ad almeno 1024 x 768 pixel per i dispositivi di cattura fotografica e di 768 x 576 pixel o, se in formato digitale, a 720 x 756 pixel per i dispositivi di ripresa televisiva; c) avere un CCD non inferiore a ½ e ottiche di focale non inferiori a 75 mm, con possibilità di ingrandimento ottico di almeno 5 x; d) avere luminosità sufficiente ad assicurare la riconoscibilità dei tratti somatici di ogni singolo spettatore, anche in orario notturno ed anche a fotogramma singolo; e) avere protocolli di trasmissione delle immagini conformi a quelli definiti dall Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.4 181 Articolo 2 - Approvazione ed uso dei sistemi di ripresa 1. Le realizzazioni di cui all art. 1 concernenti l illuminazione dell impianto, l adozione di sistemi di alimentazione elettrica sussidiaria e la disponibilità di una sala controllo, per le finalità di cui all art. 1, comma 1, lettera b), costituiscono elementi essenziali per il rilascio della licenza di cui all art. 68 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. 2. Le ulteriori realizzazioni di cui al predetto art. 1 costituiscono prescrizioni ai fini della utilizzazione dell impianto, di capienza superiore a spettatori, per lo svolgimento di competizioni agonistiche riguardanti il gioco del calcio e possono costituire, anche in parte, prescrizioni ai fini dell utilizzazione del medesimo impianto per altri spettacoli o trattenimenti. 3. Nell ambito delle attribuzioni della Commissione provinciale di vigilanza di cui all art. 142 del Regolamento per l esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Questore o il suo delegato si esprime specificamente sulla adeguatezza e funzionalità delle realizzazioni inerenti al sistema di video-ripresa e registrazione di cui all art. 1. Articolo 3 - Fasce orarie delle registrazioni 1. La registrazione delle immagini e dell audio complessivo dell evento calcistico è obbligatoria dall apertura fino alla chiusura dell impianto sportivo ed in occasione dell eventuale accesso di persone per la preparazione di coreografie. Articolo 4 - Tempi di custodia delle registrazioni 1. Le società organizzatrici dell evento calcistico assicurano la conservazione dei dati e dei supporti di registrazione fino a sette giorni, adottando le misure di sicurezza prescritte. Le stesse sono tenute a porre i supporti e i relativi dati a disposizione delle autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza, ovvero degli ufficiali di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria espressamente designati. 2. I dati non utilizzati a norma del comma precedente sono cancellati trascorsi i sette giorni. Articolo 5 - Accessibilità alle immagini: limiti5 Il delegato delle leghe nazionali professionisti o dilettanti può accedere alle immagini registrate dal sistema di video-vigilanza esclusivamente per scopi di giustizia sportiva e può chiederne copia, per estratto, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali. Articolo 6 - Informazione 1. Nei luoghi oggetto di vigilanza è obbligatoria l affissione, in punti e con modalità ben visibili, di un avviso conforme al modello allegato al provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 29 aprile 2004, sulla videosorveglianza, formulato, se possibile, anche in lingua straniera. Articolo 7 - Disposizioni di coordinamento 1. Per gli impianti sportivi diversi da quelli indicati all art. 1 si applicano le disposizioni dell art. 18 del decreto del Ministro dell interno 18 marzo Il Prefetto potrà valutare, in sede di comitato Provinciale per l ordine e la sicurezza pubblica, la possibilità di utilizzare, ovvero implementare, anche i sistemi di video - sorveglianza cittadina per il controllo degli spettatori di competizioni calcistiche in occasione del loro arrivo presso le stazioni ferroviarie e durante il loro transito in ambito urbano. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 6 giugno 2005 Il Ministro dell interno Pisanu Il Ministro per i beni e le attività culturali Buttiglione Il Ministro per l innovazione e le tecnologie Stanca6 183 (*) Convenzione europea sulla violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio: Strasburgo, 19 agosto 1985 Gli Stati membri del Consiglio d Europa e gli altri Stati parte nella Convenzione culturale europea, firmatari della presente Convenzione, Considerato che lo scopo del Consiglio d Europa è di attuare una più stretta unione tra i suoi Membri; Preoccupati dalla violenza e dai disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio, e dalle conseguenze che ne derivano; Consapevoli che tale problema minaccia i principi sanciti dalla Risoluzione (76) 41 del Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa, nota come la «Carta europea dello sport per tutti»; Sottolineando l importante contributo che lo sport e, in particolare, le partite di calcio tra le squadre nazionali e locali degli Stati europei, in virtù della loro frequenza, recano alla comprensione internazionale; Considerato che sia le autorità pubbliche sia le organizzazioni sportive indipendenti hanno responsabilità distinte ma complementari nella lotta contro la violenza e i disordini degli spettatori, tenuto conto che le organizzazioni sportive hanno anche responsabilità in materia di sicurezza e che, in special modo, devono garantire il normale svolgimento delle manifestazioni organizzate; considerato peraltro che le stesse devono a tal fine accomunare gli sforzi a tutti i livelli; Considerato che la violenza è un fenomeno sociale di attualità e di vasta portata, le cui origini sono sostanzialmente estranee allo sport, e che lo sport è spesso teatro di manifestazioni di violenza; Risoluti a cooperare e a intraprendere azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, hanno convenuto quanto segue: Articolo 1 Scopo della Convenzione 1. Al fine di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le partite di calcio, le Parti si impegnano, nei limiti delle rispettive disposizioni costituzionali, a prendere i provvedimenti necessari per rendere effettive le disposizioni della7 184 presente Convenzione. 2. Le Parti applicano le disposizioni della presente Convenzione ad altri sport e manifestazioni sportive, tenuto conto delle loro esigenze specifiche, durante i quali si temano violenze o disordini degli spettatori. Articolo 2 Coordinamento sul piano interno Le Parti coordinano le politiche e le azioni intraprese dai propri ministeri e dagli altri enti pubblici contro la violenza e i disordini degli spettatori, mediante l istituzione, qualora si riveli necessario, di organi di coordinamento. Articolo 3 Provvedimenti 1. Le Parti si impegnano a garantire l elaborazione e l attuazione di provvedimenti atti a prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori, in particolare a: a. accertarsi che servizi d ordine adeguati siano mobilitati per far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia negli stadi sia nelle loro immediate vicinanze e lungo le vie di accesso utilizzate dagli spettatori; b. facilitare una stretta cooperazione e uno scambio di informazioni appropriate tra le forze di polizia delle varie località interessate o che potrebbero esserlo; c. applicare o, se del caso, adottare una legislazione che commini pene appropriate o, all occorrenza, provvedimenti amministrativi appropriati alle persone riconosciute colpevoli di reati legati alla violenza o disordini degli spettatori. 2. Le Parti si impegnano a promuovere l organizzazione responsabile e il comportamento corretto dei club di tifosi e la nomina al loro interno di agenti incaricati di facilitare il controllo e l informazione degli spettatori durante le partite e di accompagnare i gruppi di tifosi che si recano alle partite in trasferta. 3. Le Parti promuovono il coordinamento, per quanto giuridicamente possibile, dell organizzazione delle trasferte con la collaborazione dei club, della tifoseria organizzata e delle agenzie di viaggio, allo scopo di impedire ai potenziali istigatori di disordini di partire per assistere alle partite. 4. Qualora si temano esplosioni di violenza o disordini da parte degli spettatori, le Parti provvedono, se necessario introducendo una8 185 legislazione appropriata che preveda sanzioni per inosservanza o altri provvedimenti adeguati, affinché le organizzazioni sportive e i club nonché, all occorrenza, i proprietari degli stadi e le autorità pubbliche, sulla base delle competenze definite dalla legislazione interna, prendano provvedimenti concreti nelle immediate vicinanze degli stadi e all interno di essi, per Prevenire e controllare tale violenza o tali disordini, e segnatamente: a. fare in modo che la progettazione e la struttura degli stadi garantiscano la sicurezza degli spettatori, non favoriscano la violenza tra di essi, permettano un efficace controllo della folla, siano dotati di cancelli e recinzioni adeguati e permettano l intervento dei servizi di soccorso e delle forze dell ordine; b. separare efficacemente i gruppi di tifosi rivali riservando ai tifosi ospiti, qualora siano ammessi, tribune diverse; c. garantire tale separazione mediante un rigoroso controllo della vendita dei biglietti e prendere particolari precauzioni nel periodo immediatamente precedente la partita; d. non ammettere negli stadi e alle partite, nella misura in cui si riveli giuridicamente possibile, gli istigatori di disordini potenziali o noti e le persone sotto l effetto dell alcool o delle droghe, oppure vietarne loro l entrata; e. dotare gli stadi di un efficace sistema di comunicazione con il pubblico e provvedere affinché se ne faccia pienamente uso, nonché di programmi delle partite e altre pubblicazioni, per indurre gli spettatori a comportarsi correttamente; f. vietare che gli spettatori introducano bevande alcoliche negli stadi; limitare e, preferibilmente, vietare la vendita e la distribuzione di bevande alcoliche negli stadi e accertarsi che tutte le bevande disponibili siano contenute in confezioni non pericolose; g. garantire controlli al fine di impedire agli spettatori di introdurre negli stadi oggetti che potrebbero essere utilizzati per atti di violenza, o petardi o oggetti simili; h. garantire che gli agenti di collegamento collaborino con le autorità competenti prima delle partite, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti grazie ad un azione concertata. 5. Le Parti prendono i provvedimenti adeguati in materia sociale ed9 186 educativa, tenendo conto del potenziale contributo dei mass media, per prevenire la violenza nello sport o durante le manifestazioni sportive, segnatamente promuovendo l ideale sportivo mediante campagne educative e d altro genere, sostenendo la sportività in special modo presso i giovani, allo scopo di favorire il rispetto reciproco tra gli spettatori e tra gli sportivi e incoraggiando inoltre una maggiore partecipazione attiva nello sport. Articolo 4 Cooperazione internazionale 1. Le Parti cooperano strettamente nelle materie contemplate dalla presente Convenzione e promuovono un analoga cooperazione, qualora si riveli appropriata, tra le autorità sportive nazionali competenti. 2. Prima delle partite o dei tornei internazionali tra club e squadre rappresentative, le Parti interessate invitano le loro autorità competenti, segnatamente le organizzazioni sportive, ad individuare le partite durante le quali siano da temere atti di violenza o disordini degli spettatori. Qualora venga segnalata una partita di questo tipo, le autorità competenti del Paese ospite prendono i provvedimenti per una concertazione tra le autorità interessate. Tale concertazione deve tenersi appena possibile; essa dovrebbe aver luogo al più tardi due settimane prima della data prevista per la partita e deve includere le disposizioni, i provvedimenti e le precauzioni da prendere prima, durante e dopo le partite, compresi, se del caso, provvedimenti complementari a quelli previsti dalla presente Convenzione. Articolo 5 Identificazione e trattamento dei trasgressori 1. Le Parti, nel rispetto delle procedure giuridiche e del principio dell indipendenza del potere giudiziario, provvedono ad accertarsi che gli spettatori che commettono atti di violenza o altri atti riprensibili siano identificati e perseguiti conformemente alla legge. 2. All occorrenza, segnatamente nel caso di spettatori ospiti, e conformemente agli accordi internazionali applicabili, le Parti prevedono di: a. demandare ai Paesi di residenza i procedimenti intentati contro le persone arrestate a causa di atti di violenza o altri atti riprensibili commessi durante le manifestazioni sportive; b. chiedere l estradizione delle persone sospettate di atti di10 187 violenza o di altri atti riprensibili commessi durante le manifestazioni sportive; c. trasferire nel Paese appropriato, per scontarvi la pena, le persone riconosciute colpevoli di atti di violenza o di altri atti riprensibili commessi durante le manifestazioni sportive. Articolo 6 Disposizioni complementari 1. Le Parti si impegnano a cooperare strettamente con le loro organizzazioni sportive nazionali e con i club competenti nonché, eventualmente, con i proprietari degli stadi, per quanto riguarda le disposizioni concernenti la pianificazione e l esecuzione delle modifiche della struttura materiale degli stadi, o di altri cambiamenti opportuni, compreso l accesso agli stadi, allo scopo di migliorare la sicurezza e prevenire la violenza. 2. Le Parti si impegnano a promuovere, all occorrenza e nei casi appropriati, un sistema di criteri per la selezione degli stadi che tengono conto della sicurezza degli spettatori e della prevenzione della violenza tra di essi, soprattutto per quanto riguarda gli stadi in cui le partite possono attirare un pubblico numeroso o turbolento. 3. Le Parti si impegnano a promuovere presso le loro organizzazioni sportive nazionali la revisione permanente dei loro regolamenti allo scopo di controllare i fattori che possano provocare esplosioni di violenza da parte di sportivi o di spettatori. Articolo 7 Comunicazione delle informazioni Ogni Parte trasmette al Segretario Generale del Consiglio d Europa, in una delle lingue ufficiali del Consiglio d Europa, tutte le informazioni pertinenti relative alla legislazione e alle altre misure, concernenti il calcio o altri sport, che la stessa ha preso al fine di conformarsi alle disposizioni della presente Convenzione. Articolo 8 Comitato permanente 1. Ai fini della presente Convenzione è istituito un Comitato permanente. 2. Ogni parte può farsi rappresentare nel Comitato permanente da uno o più delegati. Ciascuna Parte ha diritto ad un voto. 3. Ogni Stato membro del Consiglio d Europa o Parte nella Convenzione culturale europea, che non è Parte nella Convenzione,11 188 può farsi rappresentare nel Comitato da un osservatore. 4. Il Comitato permanente può, all unanimità, invitare qualsiasi Stato non membro del Consiglio d Europa che non è Parte nella Convenzione e qualsiasi organizzazione sportiva interessata a farsi rappresentare da un osservatore ad una o varie sue riunioni. 5. Il Comitato permanente è convocato dal Segretario Generale del Consiglio d Europa. La prima volta si riunirà entro un anno dall entrata in vigore della Convenzione. Successivamente si riunirà una volta all anno. Si riunisce, inoltre, qualora la maggioranza delle Parti lo richieda. 6. La maggioranza delle Parti costituisce il quorum necessario per tenere una riunione del Comitato permanente. 7. Salvo le disposizioni della presente Convenzione, il Comitato permanente emana il proprio regolamento interno e l adotta per consenso. Articolo 9 1. Il Comitato permanente è incaricato di seguire l applicazione della presente Convenzione. In particolare può: a. rivedere permanentemente le disposizioni della presente Convenzione ed esaminare le modifiche che potessero essere necessarie; b. promuovere consultazioni con le organizzazioni sportive competenti; c. presentare alle Parti raccomandazioni sui provvedimenti da prendere per l attuazione della presente Convenzione; d. raccomandare i provvedimenti appropriati per garantire al pubblico l informazione sui lavori intrapresi nell ambito della presente Convenzione; e. presentare al Comitato dei Ministri raccomandazioni circa l opportunità di invitare gli Stati non membri del Consiglio d Europa ad aderire alla presente Convenzione; f. fare qualsiasi proposta intesa a migliorare l efficacia della presente Convenzione. 2. Per l adempimento della sua missione, il Comitato permanente può, di propria iniziativa, prevedere riunioni di gruppi di periti. Articolo 10 Dopo ogni riunione, il Comitato permanente trasmette al Comitato12 189 dei Ministri del Consiglio d Europa un rapporto sui propri lavori e sul funzionamento della Convenzione. Articolo 11 Emendamenti 1. Una Parte può proporre emendamenti alla presente Convenzione mediante il Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa o il Comitato permanente. 2. Il Segretario Generale del Consiglio d Europa comunica qualsiasi proposta di emendamento agli Stati membri del Consiglio d Europa, agli altri Stati parte nella Convenzione culturale europea e a qualsiasi Stato non membro che abbia aderito o che sia stato invitato ad aderire alla presente Convenzione conformemente alle disposizioni dell articolo Qualsiasi emendamento proposto da una Parte o dal Comitato dei Ministri è comunicato al Comitato permanente almeno due mesi prima della riunione durante la quale l emendamento deve essere esaminato. Il Comitato permanente sottopone al Comitato dei Ministri il suo parere sull emendamento proposto dopo aver consultato, se del caso, le organizzazioni sportive competenti. 4. Il Comitato dei Ministri esamina l emendamento proposto nonché qualsiasi parere sottoposto dal Comitato permanente, e può adottare l emendamento. 5. Il testo di qualsiasi emendamento adottato dal Consiglio dei Ministri è trasmesso per accettazione alle Parti conformemente al paragrafo 4 del presente articolo. 6. Qualsiasi emendamento adottato conformemente al paragrafo 4 del presente articolo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di un mese dopo la data in cui tutte le Parti hanno comunicato la loro accettazione al Segretario Generale. Articolo La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d Europa e degli altri Stati parte nella Convenzione culturale europea, che acconsentano ad essere vincolati da: a. la firma senza riserva di ratifica, accettazione o approvazione, b. la firma con riserva di ratifica, accettazione o approvazione, seguita da ratifica, accettazione o approvazione. 2. Gli strumenti di ratifica, d accettazione o d approvazione saranno13 190 depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d Europa. Articolo La Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di un mese dopo la data in cui tre Stati membri del Consiglio d Europa avranno dato il loro consenso ad essere vincolati dalla Convenzione conformemente alle disposizioni dell articolo La Convenzione entra in vigore nei confronti di qualsiasi Stato firmatario che esprimesse successivamente il suo consenso ad essere vincolato da essa, il primo giorno successivo allo scadere di un periodo di un mese dopo la data della firma o del deposito dello strumento di ratifica, d accettazione o d approvazione. Articolo Dopo l entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa può consultate le Parti, invitare ad aderire alla Convenzione qualsiasi Stato non membro del Consiglio d Europa, con decisione presa a maggioranza, come previsto nell articolo 20 lettera d dello Statuto del Consiglio d Europa e all unanimità dei rappresentanti degli Stati contraenti aventi il diritto di partecipare alle sedute del Comitato dei Ministri. 2. Per qualsiasi Stato aderente, la Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di un mese dopo la data di deposito dello strumento di adesione presso il Segretario Generale del Consiglio d Europa. Articolo Ogni Stato può, al momento della firma o del deposito dello strumento di ratifica, d accettazione, d approvazione o d adesione, designare il o i territori cui si applica la presente Convenzione. 2. Ogni Parte può, in qualsiasi momento successivo, estendere l applicazione della presente Convenzione, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario del Consiglio d Europa, a qualsiasi altro territorio designato nella dichiarazione. La Convenzione entra in vigore nei confronti di tale territorio il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di un mese dopo la data di ricevimento di detta dichiarazione da parte del Segretario Generale.14 Qualsiasi dichiarazione fatta in virtù dei due precedenti paragrafi può essere ritirata, per quanto concerne qualsiasi territorio designato in tale dichiarazione, con notifica indirizzata al Segretario Generale. Il ritiro ha effetto il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di sei mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale. Articolo Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare la presente Convenzione mediante notifica al Segretario generale del Consiglio d Europa. 2. La denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di sei mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale. Articolo 17 Il Segretario Generale del Consiglio d Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d Europa, agli altri Stati parte nella Convenzione culturale europea e a qualsiasi Stato che ha aderito alla presente Convenzione: a. ogni firma conformemente all articolo 12; b. il deposito di ogni strumento di ratifica, d accettazione, d approvazione o d adesione, conformemente agli articoli 12 o 14; c. ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione conformemente agli articoli 13 e 14; d. ogni informazione comunicata in virtù delle disposizioni dell articolo 7; e. ogni rapporto elaborato in virtù delle disposizioni dell articolo 10; f. ogni proposta di emendamento e ogni emendamento adottato conformemente all articolo 11, e la data in cui tale emendamento entra in vigore; g. ogni dichiarazione fatta in virtù delle disposizioni dell articolo 15; h. ogni notifica fatta in virtù delle disposizioni dell articolo 16 e la data in cui la denuncia ha effetto. In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato la presente Convenzione. Fatto a Strasburgo, il 19 agosto 1985, in francese e in inglese, i due testi facenti ugualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d Europa. Il Segretario Generale del Consiglio d Europa ne comunicherà una copia certificata conforme a ciascuno15 192 degli Stati membri del Consiglio d Europa, a ogni Stato parte nella Convenzione culturale europea e a qualsiasi Stato invitato ad aderire alla presente Convenzione. Documenti analoghi
Convenzione europea sull esercizio dei diritti dei fanciulli Approvata dal Consiglio d Europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e ratificata dall Italia con la legge 20 marzo 2003 n. 77 Preambolo Gli Stati Dettagli Gli Stati membri del Consiglio d Europa, firmatari della presente Convenzione,
Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti emendata dal Protocollo n. 1 (STE 151) e dal Protocollo n. 2 (STE 152) Strasburgo, 26 novembre 1987 Dettagli INTESE DI PROGRAMMA. tra. Ministero dell Interno. Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Federazione Italiana Giuoco Calcio
INTESE DI PROGRAMMA tra Ministero dell Interno Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ministero per l Innovazione e le Tecnologie Associazione Nazionale Comuni d Italia Comitato Olimpico Nazionale Dettagli LEGGE 25 luglio 1988 n. 334
LEGGE 25 luglio 1988 n. 334 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 188 dell'11 agosto 1988 - S. O. n. 73) RATIFICA ED ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE SUL TRASFERIMENTO DELLE PERSONE CONDANNATE, ADOTTATA Dettagli $UWLFROR$OWULSRVVLELOLGLULWWLD]LRQDELOL
&219(1=,21( (8523($ 68//(6(5&,=,2 '(, ',5,77, '(, 0,125, $GRWWDWD GDO &RQVLJOLRG(XURSDD6WUDVEXUJRLOJHQQDLRWUDGX]LRQHQRQXIILFLDOH 3UHDPEROR Gli Stati membri del Consiglio d Europa e gli altri Stati, firmatari Dettagli Adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa a Strasburgo il 27 novembre 2008
PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALLA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D EUROPA SUI DIRITTI UMANI E LA BIOMEDICINA RELATIVO AI TEST GENETICI A FINI SANITARI (2008) Adottato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d Europa Dettagli CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI
CONVENZIONE EUROPEA SULL'ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa a Strasburgo il 25 gennaio 1996 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d'europa e gli altri Stati, firmatari Dettagli Convenzione europea sul riconoscimento della personalità giuridica delle organizzazioni internazionali non governative
Traduzione 1 Convenzione europea sul riconoscimento della personalità giuridica delle organizzazioni internazionali non governative 0.192.111 Conclusa a Strasburgo il 24 aprile 1986 Approvata dall Assemblea Dettagli CONVENZIONE EUROPEA SULL ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI
CONVENZIONE EUROPEA SULL ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione CONVENZIONE EUROPEA SULL ESERCIZIO DEI DIRITTI DEI MINORI Adottata dal Consiglio d'europa Dettagli DISPOSIZIONI SULLA SICUREZZA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
DISPOSIZIONI SULLA SICUREZZA NEGLI IMPIANTI SPORTIVI Le disposizioni sulla sicurezza negli impianti sportivi sono state previste dalla legge 88/2003 e precisamente dagli articoli: articolo 1 quater Comma Dettagli COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO
COMUNE DI CARUGATE Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO Adottato dal C.C. con delibera n. 57 del 28/07/2008 REGOLAMENTO PER L Dettagli Pubblicazioni Centro Studi per la Pace www.studiperlapace.it CONVENZIONE QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI , S
Pubblicazioni Centro Studi per la Pace CONVENZIONE QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI CONSIGLIO D EUROPAE UROPA,, STRASBURGOS E, S 1 febbraio 1995; entrata in vigore il 1 febbraio 1998 Dettagli Convenzione europea relativa al risarcimento delle vittime di reati violenti
Traduzione 1 Convenzione europea relativa al risarcimento delle vittime di reati violenti 0.312.5 Conclusa a Strasburgo il 24 novembre 1983 Approvata dall Assemblea federale il 20 giugno 1991 2 Istrumento Dettagli CAPO I IMPIANTI DELLE SOCIETÀ DI LEGA PRO
1 CAPO I IMPIANTI DELLE SOCIETÀ DI LEGA PRO Art.1 Campo di applicazione La presente determinazione si applica a tutte le società sportive iscritte al Campionato di Lega Pro, a prescindere dalla capienza Dettagli Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia Approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987
Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia Approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987 Preambolo Gli Stati membri del Consiglio d Europa, firmatari della presente Convenzione, considerando Dettagli REGOLAMENTO D USO DELL IMPIANTO STADIO M. BENTEGODI DI VERONA PREMESSA
REGOLAMENTO D USO DELL IMPIANTO STADIO M. BENTEGODI DI VERONA PREMESSA _ Per stadio si intende l intera struttura/impianto incluse le aree di proprietà e l area di servizio esterna, occupate o utilizzate Dettagli Città di Potenza Unità di Direzione Polizia Municipale --- * * * * * ---
Città di Potenza Unità di Direzione Polizia Municipale --- * * * * * --- REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE (approvato con Delibera di Dettagli Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina
Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina) Dettagli Comune di Pesaro REGOLAMENTO DEGLI IMPIANTI DI VIDEO SORVEGLIANZA
Comune di Pesaro REGOLAMENTO DEGLI IMPIANTI DI VIDEO SORVEGLIANZA Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 50 del 30/03/2009 1 Art. 1 Finalità e definizioni 1. Il presente Regolamento garantisce Dettagli Gazzetta ufficiale n. L 149 del 21/06/1993 PAG. 0016-0026
PROTOCOLLO alla convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero di lunga distanza, del 1979, relativo alla lotta contro le emissioni di ossidi di azoto o ai loro flussi transfrontalieri Gazzetta Dettagli generalità dell'utilizzatore, l'indicazione del posto assegnato e le altre indicazioni di cui all'art. 4; b) negli impianti sportivi con capienza
D.M. 6 giugno 2005. Modalità per l'emissione, distribuzione e vendita dei titoli di accesso agli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di competizioni sportive riguardanti Dettagli COMUNE DI ALBISOLA SUPERIORE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
CITTA DI ALBISOLA SUPERIORE Provincia di SAVONA COMUNE DI ALBISOLA SUPERIORE REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 6 del 25/3/2013 Dettagli COMUNE DI BUSSERO Provincia di Milano
COMUNE DI BUSSERO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 61 del 30.11.2004 REGOLAMENTO PER Dettagli REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI CARONNO VARESINO
REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI CARONNO VARESINO RELATIVO TRATTAMENTO DATI PERSONALI. Approvato con delibera consiliare n. 22 del 09.05.2011 Dettagli AI SIGG.DIRETTORI REGIONALIDEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI AI SIGG. COMANDANTI PROVINCIALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI
Lettera Circolare del 5 agosto 2005, Prot n. P 1091/4139 D.M. 6 Giugno 2005. Linee guida per la redazione del progetto preliminare relativo all adeguamento degli impianti sportivi destinati alle manifestazioni Dettagli 0.221.122.3. Convenzione europea sul computo dei termini. Traduzione 1. (Stato 1 gennaio 2011)
Traduzione 1 Convenzione europea sul computo dei termini 0.221.122.3 Conchiusa a Basilea il 16 maggio 1972 Approvata dall Assemblea federale il 26 novembre 1979 2 Istrumento di ratificazione depositato Dettagli COMUNE DI NONE Provincia di Torino
COMUNE DI NONE Provincia di Torino REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO D IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA 1 INDICE Articolo 1 Articolo 2 Articolo 3 Articolo 4 Articolo 5 Articolo 6 Articolo 7 Articolo Dettagli Regolamento per l utilizzo degli impianti di videosorveglianza
COMUNE DI ESCOLCA PROVINCIA DI CAGLIARI via Dante n 2-08030 Escolca (CA) Tel.0782-808303 Fax 0782-808516 Partita I.V.A. 00814010914 Codice Fiscale 81000170910 Regolamento per l utilizzo degli impianti Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI VIDEOSORVEGLIANZA CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI VIDEOSORVEGLIANZA CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 OGGETTO Oggetto del presente regolamento è la disciplina del trattamento dei dati personali effettuato Dettagli Comune di Centallo REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO D IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
Comune di Centallo REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO D IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 33 DEL 26.07.2006 1 Comune di Centallo REGOLAMENTO PER Dettagli CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE
CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA COOPERAZIONE IN MATERIA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE Per ogni bambino Salute, Scuola, Uguaglianza, Protezione CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DEI MINORI E SULLA Dettagli Convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori. L'Aja, 28 maggio 1970
Convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori L'Aja, 28 maggio 1970 Gli Stati membri del Consiglio d'europa, firmatari della presente Convenzione: Considerando che la loro stretta unione si manifesta, Dettagli Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale. Adunanza Ordinaria di Prima Convocazione. Numero 58 del 03-11-2009
Comune di Asiago Provincia di Vicenza COPIA Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale Adunanza Ordinaria di Prima Convocazione. Numero 58 del 03-11-2009 OGGETTO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO COMUNALE Dettagli Comune di Spilamberto Provincia di Modena. Regolamento per la gestione del sistema di video sorveglianza
Comune di Spilamberto Provincia di Modena Regolamento per la gestione del sistema di video sorveglianza approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n 8 del 18 gennaio 2005 INDICE ART. 1: ART. 2: Dettagli Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico (LONDRA,1969)
Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico (LONDRA,1969) (L Italia ha aderito alle direttive della convenzione di Londra con la Legge 12 aprile 1973, n. 202 entrata in vigore il Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI ARENZANO Provincia di Genova REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 22 del 26/02/2015 Indice Art. 1 Oggetto e norme Dettagli DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE
DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE SOMMARIO Art. 1 - Finalità e definizioni Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 - Trattamento dei dati personali per le finalità istituzionali Dettagli PROTOCOLLO FACOLTATIVO ALLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA RIGUARDANTE IL
PROTOCOLLO FACOLTATIVO ALLA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL INFANZIA RIGUARDANTE IL COINVOLGIMENTO DEI BAMBINI NEI CONFLITTI ARMATI Gli Stati Contraenti il presente Protocollo, Incoraggiati dal travolgente Dettagli COMUNE DI ORZINUOVI Provincia di Brescia
COMUNE DI ORZINUOVI Provincia di Brescia REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 76 del 04.11.2005 Inviato al Garante per la protezione Dettagli COMUNE D I CALASCIBETTA
REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 62 del 6.11.2008 INDICE CAPO I - PRINCIPI Dettagli Convenzione europea sullo statuto giuridico dei figli nati fuori matrimonio
Traduzione 1 Convenzione europea sullo statuto giuridico dei figli nati fuori matrimonio 0.211.221.131 Conchiusa a Strasburgo il 15 ottobre 1975 Approvata dall Assemblea federale l 8 marzo 1978 2 Istrumento Dettagli Prefettura Ufficio territoriale del Governo Cosenza
Progetto Mille occhi sulle città Tra Prefettura di Ufficio Territoriale del Governo Comune di Comune Rende Comune di Castrolibero e gli Istituti di Vigilanza Privata operanti nella Provincia di di seguito Dettagli COMUNE DI SAN VENDEMIANO Provincia di Treviso REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI SAN VENDEMIANO Provincia di Treviso REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 8 in data 26 Dettagli Art. 1 NORME INTERNE DELLO STADIO BRIAMASCO DURANTE LE PARTITE DEL GIOCO DEL CALCIO PROFESSIONISTICO
Allegato H) REGOLAMENTO DELLO STADIO BRIAMASCO DI TRENTO E DEI SUOI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE INTERNI DA APPLICARSI DURANTE LE PARTITE DEL GIOCO DEL CALCIO PROFESSIONISTICO 1 Art. Dettagli CONVENZIONE EUROPEA aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980
CONVENZIONE EUROPEA aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980 SUL RICONOSCIMENTO E L'ESECUZIONE DELLE DECISIONI IN MATERIA DI AFFIDAMENTO DEI MINORI E DI RISTABILIMENTO DELL'AFFIDAMENTO Traduzione Dettagli Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996.
Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il Pubblicata nella Gazz. Uff. 18 aprile 2003, n. 91, S.O. Si riporta soltanto il testo della Dettagli Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'europa (Granada, 1985)
Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'europa (Granada, 1985) Gli Stati membri del Consiglio d'europa, firmatari della presente Convenzione. Considerando che lo scopo del C.d.E. Dettagli COMUNE DI SPINO D ADDA
COMUNE DI SPINO D ADDA PROVINCIA DI CREMONA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 14/01/2005 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 37 del 29 novembre 2005 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 OGGETTO 1. Il presente Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA. INDICE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA. INDICE Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Finalità Art. 4 - Trattamento dei dati personali CAPO I PRINCIPI GENERALI CAPO II OBBLIGHI PER Dettagli Privacy allo stadio: una partita ancora aperta. di Avv. E. Olimpia Policella
Privacy allo stadio: una partita ancora aperta di Avv. E. Olimpia Policella (1 Premessa La procedura di parere del Garante privacy - 3 Il decreto sulla videosorveglianza negli stadi - 3.1 La registrazione Dettagli COMUNE DI MOTTA VISCONTI (Prov. di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI MOTTA VISCONTI (Prov. di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 48 del 07/10/2014 Revisioni Note SOMMARIO Art. Dettagli ACCORDO EUROPEO RELATIVO AL TRASPORTO INTERNAZIONALE DELLE MERCI PERICOLOSE SU STRADA (ADR)
ALLEGATO 1 ACCORDO EUROPEO RELATIVO AL TRASPORTO INTERNAZIONALE DELLE MERCI PERICOLOSE SU STRADA (ADR) LE PARTI CONTRAENTI, DESIDEROSE di accrescere la sicurezza dei trasporti internazionali su strada, Dettagli Regolamento per la Videosorveglianza
Regolamento per la Videosorveglianza Art. 1 Il sistema di videosorveglianza è installato per le seguenti finalità: a. la sicurezza urbana, stradale e della circolazione e per le attività di polizia giudiziaria Dettagli Traduzione 1 Convenzione istitutiva dell Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici
Traduzione 1 Convenzione istitutiva dell Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici 0.970.4 Conchiusa a Parigi il 14 dicembre 1960 Approvata dall Assemblea federale il 14 giugno 1961 2 Ratificata Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
C O M U N E D I R O M AN O D E Z Z E L I N O D E C O R A T O A L V A L O R M I L I T A R E Via G. Giardino, 1-36060 Romano d Ezzelino (VI) Part. IVA e Cod. Fisc. 00258950245 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO Dettagli PROTOCOLLO INTERNO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
. Pag 1/8 PROTOCOLLO INTERNO SULLA SALUTE E SICUREZZA PALLOTTA S.P.A. EMESSO APPROVATO REVISIONE DATA FUNZIONE FIRMA FUNZIONE FIRMA CdA CdA . Pag 2/8 1 INDIVIDUAZIONE DELLA AREE A RISCHIO NELL AMBITO DELLA Dettagli Comune di Casatenovo Provincia di Lecco REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI CASATENOVO
Comune di Casatenovo Provincia di Lecco REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL COMUNE DI CASATENOVO Approvato con Deliberazione Consiliare N 18 del 17/03/2008 SOMMARIO : CAPO I Dettagli Approvato con deliberazione C.C. n. 62 del 27.10.2005 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
Approvato con deliberazione C.C. n. 62 del 27.10.2005 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE 1 Art. 1... 3 Oggetto del regolamento... 3 Art. 2... 3 Principi generali... Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI LIZZANO PROVINCIA DI TARANTO DISCIPLINARE PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. _69_ del 15.04.2011 1 INDICE CAPO I - PRINCIPI Dettagli COMUNE DI PUTIGNANO - Provincia di Bari - www.comune.putignano.ba.it REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA
REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA (APPROVATO CON DELIBERAZIONE di C.C. n. 3 del 18/03/2008) INDICE Articolo 1 Oggetto del regolamento Articolo 2 Principi e finalità Articolo 3 Dettagli Convenzione di Faro. Sommario:
Convenzione di Faro Consiglio d'europa - Convenzione quadro del Consiglio d'europa sul valore del patrimonio culturale per la Società (CETS no. 199) 18/03/08 Faro, 27.X.2005 Sommario: Parte I: Obiettivi, Dettagli COMUNE DI TAGLIACOZZO Provincia dell Aquila
COMUNE DI TAGLIACOZZO Provincia dell Aquila REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SCHEMA DI NUOVO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE DI TAGLIACOZZO Dettagli Approvato con delibera di C.C. n. 55 del 8.10.2014 CAPO I PRINCIPI GENERALI. Art. 1 Oggetto e norme di riferimento
COMUNE DI PECETTO TORINESE CAP 10020 - PROVINCIA DI TORINO Sede Municipale di via Umberto I n. 3 Tel. 011 8609218/9- Fax 011 8609073 e mail: info@pec.comune.pecetto.to.it - info@comune.pecetto.to.it Partita Dettagli CITTA di PONTIDA. REGOLAMENTO per la DISCIPLINA della VIDEOSORVEGLIANZA
CITTA di PONTIDA REGOLAMENTO per la DISCIPLINA della VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 43 del 22.12.2008 Esecutivo dal CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Finalità e Dettagli ALLEGATO B COMUNE DI SEZZE IL SINDACO
ALLEGATO B COMUNE DI SEZZE SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE AVVISO AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 196 DEL 30.6.2003 Codice in materia di protezione dei dati personali IL SINDACO Dettagli COMUNE DI CIGLIANO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO Giugno 2007 INDICE CAPO I -PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 Finalità Art. 4 - Trattamento dei dati personali Dettagli COMUNE DI MORSANO AL TAGLIAMENTO
COMUNE DI MORSANO AL TAGLIAMENTO (PROVINCIA DI PORDENONE) REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA CITTADINA A TUTELA DELLA SICUREZZA URBANA. Adottato con delibera del Consiglio Comunale Dettagli TI GARANTIAMO UN ADEGUATA SICUREZZA AZIENDALE NEL PIENO RISPETTO DELLA NORMATIVA
V I D E O S O R V E G L I A N Z A sicurezza aziendale TI GARANTIAMO UN ADEGUATA SICUREZZA AZIENDALE NEL PIENO RISPETTO DELLA NORMATIVA L acquisizione di un immagine di un soggetto che ad esempio entra Dettagli COMUNE DI SINNAI PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
POLIZIA LOCALE REGOLAMENTO DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 - Finalità e definizioni Art. 2 - Ambito di applicazione Art. 3 - Trattamento Dettagli TRADUZIONE NON UFFICIALE
TRADUZIONE NON UFFICIALE PROGETTO DI PROTOCOLLO ADDIZIONALE ALLE CONVENZIONI DI GINEVRA DEL 12 AGOSTO 1949 RELATIVO ALL ADOZIONE DI UN SIMBOLO DISTINTIVO ADDIZIONALE III PROTOCOLLO Testo preparato dal Dettagli COMUNE DI SAN COLOMBANO AL LAMBRO Provincia di Milano
COMUNE DI SAN COLOMBANO AL LAMBRO Provincia di Milano REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Articolo Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NEL COMUNE DI SOVERE
COMUNE DI SOVERE PROVINCIA DI BERGAMO Codice Fiscale 00347880163 Via Marconi, 6, 24060, Sovere (BG) Telefono n. 035 981107 - Fax n. 035 981762 info@comune.sovere.bg.it www.comune.sovere.bg.it REGOLAMENTO Dettagli LAVENA PONTE TRESA Provincia Di VARESE Approvato con deliberazione di C.C. N. del.
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE approvato con delibera di C.C. N 52 del 28 giugno 2006 CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. Dettagli REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO DELL UNIONE DEI MIRACOLI
REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE E L UTILIZZO DI IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO DELL UNIONE DEI MIRACOLI approvato con delibera di Consiglio n. del SOMMARIO ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE CAPO PRIMO: PRINCIPI GENERALI Art. 1 OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE 1. Il presente Regolamento detta le norme per l installazione Dettagli REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI MEANA SARDO PROVINCIA DI NUORO Piazza IV Novembre, 4 08030 Meana Sardo - tel. 0784/64362 - fax 0784/64203 REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEOSORVEGLIANZA Approvato con delibera Dettagli ACCORDO TRA IRLANDA, REGNO DEI PAESI BASSI, REGNO DI SPAGNA, REPUBBLICA ITALIANA, REPUBBLICA PORTOGHESE, REPUBBLICA FRANCESE,
ACCORDO TRA IRLANDA, REGNO DEI PAESI BASSI, REGNO DI SPAGNA, REPUBBLICA ITALIANA, REPUBBLICA PORTOGHESE, REPUBBLICA FRANCESE, E REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA ED IRLANDA DEL NORD CHE ISTITUISCE UN CENTRO Dettagli Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi
Repubblica e Cantone 77 Ticino Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi Volume 138 Bellinzona, 10 febbraio 6/2012 Legge sulla polizia del 12 dicembre 1989; modifica (del 29 novembre 2011) Dettagli COMUNE DI RAVENNA REGOLAMENTO DI VIDEO SORVEGLIANZA
COMUNE DI RAVENNA REGOLAMENTO DI VIDEO SORVEGLIANZA Testo approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 08/02/2010 Regolamento di Videosorveglianza Capo Primo Principi Generali art. 1 finalità e definizioni Dettagli COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI SERDIANA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA ARTICOLO 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO. Il presente Regolamento disciplina l esercizio del sistema di videosorveglianza Dettagli Comune di Pisa REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA. (Area di competenza della Polizia Municipale)
Comune di Pisa REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA (Area di competenza della Polizia Municipale) Comune di Pisa Comando Polizia Municipale Pagina 1 Articolo 1 -Oggetto del Regolamento. Dettagli Regolamento per la disciplina della Videosorveglianza
Comune di MONSERRATO Comunu de PAULI Polizia Locale Monserrato (CA) Regolamento per la disciplina della Videosorveglianza I N D I C E Art. 1 - Oggetto Art. 2 - Definizioni Art. 3 - Finalità Art. 4 - Responsabile Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE SULLA GESTIONE DEL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA NEL TERRITORIO COMUNALE
REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DEGLI IMPIANTI DI VIDEO SORVEGLIANZA AI FINI DI SICUREZZA, TUTELA DEL PATRIMONIO, CONTROLLO E MONITORAGGIO DEGLI ACCESSI, AI FINI DEL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI AI SENSI Dettagli COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI SOAVE PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER VIDEO SORVEGLIANZA DEL TERRITORIO COMUNALE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 30.11.05 1 CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità Dettagli Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 13.11.2012 COM(2012) 655 final Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Commissione europea a partecipare, per conto dell Unione europea, ai negoziati Dettagli Comune di Lastra a Signa
Comune di Lastra a Signa (Provincia di Firenze) REGOLAMENTO SULLA VIDEOSORVEGLIANZA COMUNALE Approvato con deliberazione C.C. n. 29 del 03/05/2011 CAPO I PRINCIPI GENERALI I N D I C E Art. 1 - Art. 2 - Dettagli 0.818.62. Accordo sulla traslazione delle salme. Traduzione 1. (Stato 7 aprile 2011)
Traduzione 1 Accordo sulla traslazione delle salme 0.818.62 Conchiuso a Strasburgo il 26 ottobre 1973 Firmato dalla Svizzera il 17 dicembre 1979 2 Entrato in vigore per la Svizzera il 18 gennaio 1980 (Stato Dettagli TREZZANO ROSA REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA
COMUNE DI TREZZANO ROSA Provincia di Milano REGOLAMENTO COMUNALE VIDEOSORVEGLIANZA APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N 12 DEL 24.03.2011 Pagina 1 di 12 Indice generale SOMMARIO SOMMARIO...2 Dettagli COMUNE DI AGLIANA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE DI AGLIANA REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA SUL TERRITORIO COMUNALE (approvato con delibera di C.C. 44 del 30 ottobre 2007 ) INDICE CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLA VIDEOSORVEGLIANZA NELLE AREE DI COMPETENZA DELLA COMUNITA VALSUGANA E TESINO Approvato con deliberazione dell Assemblea della Comunità n. 5 del 10.02.2014 1 REGOLAMENTO Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back