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Timestamp: 2017-12-11 15:30:38+00:00
Document Index: 116632410

Matched Legal Cases: ['art. 51', 'art. 51', 'art. 51', 'art. 16', 'art. 35', 'art. 51']

Le comunicazioni di cancelleria tramite PEC nel decreto legge n. 179/2012
Rognetta Giorgio, 29 ottobre 2012
Comma 6: “Le notificazioni e comunicazioni ai soggetti per i quali la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, che non hanno provveduto ad istituire o comunicare il predetto indirizzo, sono eseguite esclusivamente
mediante deposito in cancelleria.”
Comma 7: “Nei procedimenti civili nei quali sta in giudizio personalmente la parte il cui indirizzo di posta elettronica certificata non risulta da pubblici elenchi, la stessa può indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale vuole ricevere le comunicazioni e notificazioni relative al procedimento.”
Si tratta, quindi, di ipotesi in cui l’indirizzo PEC della parte, che sta in giudizio personalmente, non figura in un elenco pubblico: la norma non specifica, peraltro, con quali modalità la parte debba indicare il suo indirizzo PEC che, comunque, sarà utilizzabile solo ai fini di quel singolo procedimento.
Il comma 9 dispone un’articolata decorrenza dell’efficacia delle suddette disposizioni, distinguendo quattro ipotesi:
a) decorrenza dalla data di entrata in vigore del decreto, per comunicazioni e notifiche ai difensori relative ai procedimenti civili pendenti dinanzi a tribunali e corti d’appello che, alla predetta data, sono già stati individuati dai decreti ministeriali previsti dall’art. 51, comma 2, del D.L. 112/2008 (decreti che quindi hanno già accertato la funzionalità dei servizi di comunicazioni telematiche);
b) decorrenza dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione, per comunicazioni e notifiche relative ai procedimenti civili pendenti dinanzi a tribunali e corti di appello che, alla data di entrata in vigore del decreto, non sono stati individuati dai decreti ex art. 51: questi uffici giudiziari, quindi, hanno un tempo maggiore per prepararsi alla esclusività delle comunicazioni tramite PEC, anche perché non sono rodati da precedenti decreti ex art. 51. Da rilevare, anche se l’art. 16 (colpevolmente) non lo precisa, che occorrerà comunque far riferimento, in questi casi, ai decreti emessi ai sensi dell’art. 35 del D.M. n. 44/2001 (regole tecniche del processo telematico) per l’accertarmento della funzionalità dei servizi di comunicazione e l’attivazione dell’indirizzo PEC dell’ufficio;
c) decorrenza dal trecentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione, per comunicazioni e notifiche dirette a destinatari diversi dai difensori nei procedimenti civili pendenti dinanzi a tribunali e corti di appello;
d) decorrenza dal quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dei decreti previsti dal successivo comma 10, per le notificazioni nel processo penale a persona diversa dall’imputato e per gli uffici giudiziari diversi da tribunali e corti d’appello.
Il comma 10, quindi, rinvia a successivi decreti del Ministro della giustizia per accertare, previa verifica tecnica, la funzionalità dei servizi di comunicazione delle categorie di uffici di cui alla precedente lettera d), e cioè:
Il decreto Crescita 2.0, come sopra precisato, sancisce il principio della esclusività delle comunicazioni telematiche tramite PEC; pertanto, viene meno anche la necessità di mantenere le precedenti analoghe disposizioni di cui all’art. 51 del D.L. 112/2008 che, infatti, sono abrogate dal comma 11 del decreto.