Source: https://www.propit.it/threads/lo-stato-contro-i-proprietari-di-casa-d-legge-23-2011-art-3-comma-8-e-9.27484/
Timestamp: 2018-03-23 07:16:26+00:00
Document Index: 124493054

Matched Legal Cases: ['art.3', 'art.3', 'art. 3', 'art. 76', 'art. 76', 'art. 119', 'art.\n119', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 12', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 26', 'art.3', 'art. 42', 'art. 55', 'art. 42', 'art.\n3', 'art. 1419']

Lo stato contro i proprietari di casa (d.legge 23/2011 art.3 comma 8 e 9) | propit.it - Forum per la Casa
Lo stato contro i proprietari di casa (d.legge 23/2011 art.3 comma 8 e 9)
Discussione in 'Locazione, Affitto e Sfratto' iniziata da ornella11, 22 Aprile 2013.
ornella11 Membro Junior
sono stata denunciata dai due inquilini che avevo ospitato nel mio appartamento , che oltretutto ultimamente non mi pagavano nemmeno più .
Mi assumo tutte le responsabilità di non avere registrato il contratto ma lo scotto che devo pagare ora è vermente altissimo e sproporzionato,
In pratica non potro più disporre del mio appartamento per otto anni ricavandone un affitto che non mi copre nemmeno le spese condominiali
Chiedo a chiunque abbia avuto o ha il mio stesso problema nella citta di milano e hinterland se possiamo fare qualcosa dal punto di vista legale , magari unendoci.
So che su facebook è in corso una discussione in merito alla costituzionalità della legge (voluta dal ministro Tremonti).
Qualcuno mi puo aiutsre ?
ornella11, 22 Aprile 2013
ornella11 ha scritto: ↑
http://www.propit.it/threads/denunc...i-avete-intrapreso.19124/page-190#post-142058
vedo che una gentile amica del forum mi ha anticipato e ti ha inserito il link della nostra discussione.
Partecipa con noi .
Io è da circa un anno che vi partecipo e ho trovato molto utile e costruttivo ciò di cui si discute.
Leggilo pazientemente e segui anche la pagina su Facebook.
Ti assicuro che sei in buona compagnia!
Leggiti la discussione che abbiamo iniziato circa un anno fa sempre in questo forum dal titolo Denunciati ai sensi DL 23/2011 8 e 9
55a, 22 Aprile 2013
A fregata63 piace questo elemento.
Ma non puoi procedere con lo sfratto?
jac0, 23 Aprile 2013
gli inquilini da quando hanno in mano il contratto della Agenzia delle Entrate vogliono pagare la ridicola somma. L'avv. dice che lo sfratto non sarebbe possibile, il giudice secondo lui drebbe loro ragione ....!!
altro aspetto della vicenda.
perchè io ho pagato IMU con applicata la rivalutazione catastale del 60% (altissima a milano) e nel contratto che ha fatto Agenzia delle Entrate ha utilizzato la vecchia valutazione catastale ignorando questo aumento ? E' legale e costituzionale tutto ciò ???
Agenzia delle Entrate puo permettersi di fare contratti oltre che unilaterali anche imprecisi, senza nessuna base e prove ? ma in che stato viviamo ? come faccio ad avere fiducia ?
ornella11, 23 Aprile 2013
La situazione non è la stessa in tutte le città d'Italia.
A Salerno,Palermo,Firenze i giudici hanno richiesto L'incostituzionalità della Legge.
Purtroppo ciò non è ancora accaduto a Roma e credo anche a Milano, dove per la verità, non mi risulta ci siano molti partecipanti a questo forum.
La maggioranza dei Giudici rimanda le cause in attesa della decisione della Corte Costituzionale che ha tempi piuttosto lunghi.
Credo sia palese che ci siano molti profili di incostituzionalità in questa Legge.
Ti allego a tal proposito uno stralcio della remissione del Tribunale di Salerno allaCC.
La questione dell'eventuale illegittimita' costituzionale
dell'art. 3, comma 8 e 9, DLT 14 marzo 2011, n. 23, e' rilevante ai
fini di causa, in quanto - non sussistendo gli estremi urta
interpretazione costituzionalmente orientata - dalla sua risoluzione
dipendono sia la concessione o meno dell'ordinanza provvisoria di
rilascio sollecitata dalla locatrice, sia la decisione di merito.
Tale questione, peraltro, non appare manifestamente infondata,
sia per violazione dell'art. 76 Cost. (eccesso di delega in rapporto
alla legge-delega 5 maggio 2009 n. 42), sia per manifesta e plurima
irragionevolezza e comunque per inadeguatezza della sanzione
(eccessiva e ingiustificata compressione del diritto di proprieta' e
degli effetti dell'autonomia contrattuale legittimamente esplicata),
nonche' per contraddittorieta' con la stessa finalita' fiscale
sottesa alla norma: il tutto in relazione agli artt. 3, 42 e 55 Cost.
Sotto il primo profilo di illegittimita' (violazione dell'art. 76
Cost. per eccesso di delega) e' di innegabile evidenza, che il
decreto legislativo in esame - sotto la rubrica «Norme in materia di
federalismo fiscale e di attuazione dell'art. 119 Cost.» - richiama
la legge-delega del 5 maggio 2009, n. 42 (anch'essa rubricata come
«Norme in materia di federalismo fiscale e di attuazione dell'art.
119 Cost.») e specificamente gli artt. 2 secondo comma, 11, 12, 13,
Ebbene, l'art. 2, secondo comma, della legge n. 42/2009,
nell'ambito dell'oggetto e delle finalita' della delega, non contiene
alcun principio che possa giustificare l'adozione, col mezzo del
decreto governativo, delle sanzioni contenute nei commi 8 e 9
dell'art. 3 del DLT 14 marzo 2011, n. 23;
lo stesso dicasi per l'art. 11 (che riguarda "principi e criteri
direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni,
province e citta' metropolitane"); per l'art. 12 (che riguarda
"principi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e
l'autonomia di entrate degli enti locali"); e per l'art. 13 (che
riguarda "principi e criteri direttivi concernenti l'entita' e il
riparto dei fondi perequativi per gli enti locali");
l'art. 21, nel dettare "norme transitorie per gli enti locali",
e' egualmente estraneo alla materia dei commi 8 e 9 dell'art. 3 del
DLT 14 marzo 2011, n. 23;
un generico riferimento al «contrasto dell'evasione fiscale», si
coglie nella rubrica dell'art. 26, ma la norma, nel suo contenuto,
riguarda forme collaborative degli enti pubblici, banche dati ed
accertamenti incrociati.
Peraltro, sostituendo al canone pattuito dalle parti l'irrisorio
importo risultante dalla triplicazione della rendita catastale
dell'immobile locato, non si contrasterebbe l'evasione fiscale ma si
ridurrebbe l'entrata tributaria. Infatti, riducendo il reddito del
locatore per tutti e quattro (potenzialmente otto) anni di durata
della locazione, si produrrebbe un consistente danno, anziche' un
beneficio, per l'erario, riducendo l'entrata dell'IRPEF. L'unico ad
esserne beneficato sarebbe il conduttore, non si comprende in virtu'
di quale logica premiale nei suoi confronti, tenuto anche conto del
fatto che l'onere di registrazione incombe su entrambi i contraenti e
che, nella fattispecie, anche convenzionalmente, entrambi erano
tenuti a curare la registrazione del contratto: il che non giustifica
- anche in re-lazione all'art.3 Cost. - la sanzione inflitta al solo
locatore ed il premio concesso al conduttore.
Neppure il secondo profilo di illegittimita' (in relazione agli
art. 42 e 55 Cost.) appare manifestamente infondato. Invero, le
sanzioni fiscali inflitte al cittadino che violi i doveri a lui
imposti dall'art. 55 Cost., cosi' come non possono comprimere oltre
il limite della ragionevolezza il diritto di difesa, non possono del
pari menomare oltre tale limite il diritto di proprieta' (art. 42
Cost.). che consiste anche nel potere di percepire i frutti civili
della cosa propria legittimamente convenuti.
Il sistema sanzionatorio messo in atto dai commi 8 e 9 dell'art.
3 del DLT 14 marzo 2011, n. 23 appare in contrasto con l'enunciato
principio, sia per la gia' evidenziata manifesta e plurima
irragionevolezza della sanziona, sia per sproporzione della sanzione
stessa (eccessiva e ingiu-stificata compressione del diritto di
proprieta' e degli effetti dell'autonomia contrattuale legittimamente
esplicata), sia per la mancanza dell'obiettivo di interesse pubblico
che la giustificherebbe, specialmente dopo l'avvenuta registrazione
tardiva del contratto, e quindi dopo la gia' avvenuta espiazione
mediante il pagamento della sovraimposta dovuta per il ritardo.
In sintesi, a fronte dell'inadempimento di un obbligo di natura
fiscale cui sono tenuti entrambi i contraenti (mancata registrazione
di un contratto di locazione, al fine di tenere nascosti al fisco i
relativi guadagni da parte del locatore, generalmente proprietario,
ma anche, talvolta, al fine di non palesare le effettiva
disponibilita' economiche del conduttore), la norma "reagisce"
premiando una sola delle parti contraenti, riducendo il canone a
valori nettamente inferiori a quelli di mercato.
Cosi' facendo, la norma tiene in vita per la durata legale del
contratto di locazione (a sua volta prolungata in quanto decorrente
non dal momento dell'effettivo inizio del rapporto ma da quello della
tardiva registrazione) un contratto che il locatore, a quelle
condizioni, non avrebbe mai sottoscritto, costringendolo a tollerare
un canone irrisorio anche per la potenziale durata di otto anni
(quattro + quattro). In tal modo la norma si pone in contrasto anche
col principio ordinamentale generale espresso dall'art. 1419 c.c.,
per il quale la nullita' parziale fa salvo l'intero contratto, solo
ove risulti che le parti lo avrebbero comunque concluso, anche senza
quella parte che e' colpita da nullita'; nella specie, giammai il
locatore avrebbe concluso il contratto per canoni locativi cosi'
Infine, la norma appare manifestamente irragionevole anche per le
stesse ragioni del fisco, in quanto, riducendo i canoni locativi,
riduce anche il reddito del proprietario, e quindi la base imponibile
sulla quale calcolare l'IRPEF, con conseguenti minori entrate fiscali
proiettate in un arco temporale tutt'altro che breve.
55a, 23 Aprile 2013
A superntauralmax e ornella11 piace questo messaggio.
All'Agenzia delle Entrate non interessa se quanto afferma l'inquilino o chiunque altro si presenti ai loro uffici sia vero o meno. C'è addirittura una circolare interna in cui si fa presente che la registrazione deve avvenire d'ufficio, quindi anche senza presentazione di prova alcuna. Sarà poi il giudice a stabilire chi ha ragione in una eventuale causa tra locatore e locatario.
Purtroppo queste sono le brutte conseguenze di una legge nata male ed applicata ancora peggio.
jerrySM, 23 Aprile 2013
A Tawdee e 55a piace questo messaggio.
E' sbagliato attribuire all'Agenzia delle Entrate responsabilità che sono del legislatore.
maria55, 23 Aprile 2013
Lo sfratto per morosità, non per finita locazione.
In alternativa occorre trovare un motivo valido per terminare la locazione alla fine dei primi quattro anni.
Le maggiori responsabilità sono del legislatore ma l'Agenzia delle Entrate non può accettare delle semplici denunce basate solo sulla parola degli inquilini.
Tutto ciò si può prestare a comportamenti truffaldini.
é troppo comodo fare il Ponzio Pilato e rimandare tutto ai Tribunali.
Con i tempi della giustizia passano anni prima di venir riconosciuti i propri diritti.
Ci sono persone che perdono migliaia di euro......
Se non hai alcuna prova: bollette, ricevute etc. non dovresti permettere una denuncia.
le bollette sono intestate a me , io sono residente li, non esiste inoltre nessuna ricev uta dei frammentari pagamenti del conduttore..nè testimoni
Non dovrei permettere una denuncia ma di fatto , questa c'è già stata e non solo ora l'Agenzia delle Entrate inzierà gli accertamenti a tappeto su di me
In effetti non capisco con quali prove, con quali documenti l'Agenzia delle Entrate riesca a dimostrare in modo inoppugnabile che c'è un contratto d'affitto in corso non registrato.
Sarebbe interessante visualizzare copia della comunicazione che l'Agenzia delle Entrate ha fatto al proprietario, privata ovviamente di tutti i dati del proprietario, dell'inquilino e dell'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
Si esiste un contratto scritto tra di noi (tre anni fa) che pero non abbiamo registrato . Il conduttore si è presentato con quello all'Agenzia delle Entrate. Ma non esistono prove dei loro saltuari pagamenti..
Siamo alle solite... prima si evade e poi si passa a fare le vittime...
Il punto non sono i mancati pagamenti (peraltro non dovuti, dato che un contratto non registrato è nullo). Il punto è che esiste un contratto sottoscritto e non registrato. Le prove, dunque, ci sono eccome...
Per jac0, se non c'è contratto (o, meglio, se è nullo), che sfratto per morosità vuoi fare?
tovrm, 23 Aprile 2013
Beh quale prova migliore di un contratto firmato e non registrato.
Se i tuoi inquilini non ti pagano neanche il canone stabilito dalla legge approfittane e fai subito sfratto per morosità. In caso dovessero sanare la loro posizione (più le spese) ricordo che lo possono fare massimo 3 volte nel giro dei 4 anni della locazione, poi non è più possibile e potresti risolvere il contratto. Questa è l'unica possibilità che hai.
Per jac0, se non c'è contratto, che sfratto per morosità vuoi fare?
C'è il contratto che l'inquilino ha registrato all'Agenzia delle Entrate e che, a quanto sembra, non paga neppure quello.
EDIT: ops ho riletto il primo post e a quanto sembra non pagavano il vecchio canone (quello in nero) ma quello nuovo si. Quindi niente sfratto per morosità a quanto pare.
Hai ragione, ecco perché quando gli alloggi popolari vengono occupati abusivamente gli occupanti ci restano per sempre!
rimane il fatto che le conseguenze della mancata registrazione sono assolutamente spropositate e probabilmente illegittime poichè limitano fortemente il diritto di proprietà
toc toc c'è qualcuno di Milano e dintorni che legge ?
...le conseguenze della mancata registrazione sono assolutamente spropositate e probabilmente illegittime poichè limitano fortemente il diritto di proprietà
Colpire un locatore (=proprietario) che evade il fisco è facile, colpire un inquilino moroso è molto difficile.
bella la scelta dell'avatar!
sono i fiori di Bach che in questo periodo mi servono per tranquillizzarmi !!!
Messaggi: 5, Visite: 7407
Messaggi: 53, Visite: 6627