Source: http://wwwcovepa.blogspot.com/2013/04/spv-incompleta-lautorizzazione.html
Timestamp: 2018-07-19 23:07:26+00:00
Document Index: 32092338

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 113', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa: SPV: INCOMPLETA L'AUTORIZZAZIONE IDRAULICA! ILLEGITTIMITA' AMBIENTALE E AMMINISTRATIVA?
SPV: INCOMPLETA L'AUTORIZZAZIONE IDRAULICA! ILLEGITTIMITA' AMBIENTALE E AMMINISTRATIVA?
Alle omissioni del commissario Vernizzi si aggiungono quelle dell'ing. Silvestrin, nuovo dirigente del Genio Civile di Vicenza. Dalla risposta del dirigente, si può assumere che l’opera non sia ancora autorizzata. Negati gli atti sul deposito delle Fidejussioni, stanno costruendo con i soldi anticipati dalla Regione Veneto e dei depositi cauzionali come si proponeva nel 2006?
Il presidente del parco rurale comprensoriale “Civiltà delle rogge” che si trova tra Bassano del Grappa, Rosà e Cartigliano, interessato dal 2° lotto dei lavori avviati della Superautostrada Pedemontana Veneta (per conoscere il parco partecipa alla Biciclettata di Eco dalle Terre il 21 aprile '13), il 4 febbraio scorso ha fatto istanza di accesso agli atti al commissario straordinario. Egli ha opposto un ulteriore diniego all'accesso agli atti. La richiesta era finalizzata a sostenere il ricorso ancora pendente e in fase di sentenza sull'inesistente emergenza e sull'illegittimità del commissario e dei suoi provvedimenti. Esso fu proposto al Tar del Lazio nel 2010 e la richiesta è stata fatta in previsione delle fasi che potranno svolgersi presso il Consiglio di Stato. Inoltre si proponeva la verifica del deposito della cauzione di cui all’art. 113 del D.lgs.n. 163-2006, la cui mancanza potrebbe prevedere il blocco dei lavori immediato e la dedadenza dell'affidamento della concessione.
La gestione commissariale è discussa per la sua legittimità, è oggetto di impugnazione nel ricorso suddetto. L'ing. Vernizzi avrebbe la facoltà di derogare dagli obblighi del D.lgs.n. 163-2006, ma dando indispensabili e obbligatorie motivazioni tese a dimostrare il vantaggio per la risoluzione della presunta emergenza. La mancanza di queste costituirebbe ulteriore violazione di legge, come evidenziato dalle due sentenze del Tar del Lazio già emesse sopra lo stesso oggetto (ricorso n. 09866/2010 e relativa sentenza n. 10184/2011 del 23.11.2011 e ricorso n. 09486/2010 e relativa sentenza n. 01140/2012 del 25.01.2012).
Con il suo atteggiamento reiterato, il commissario nega l’accesso agli atti richiesti con evidenti risvolti rilevanti sotto il profilo penale, amministrativo e contabile. Per questo il CoVePA ha promosso e promuove esposti e segnalazioni nelle sedi appropriate alle quali si è associato anche il parco rurale. C'è da chiedersi se il comportamento dell'ingegner Vernizzi non sia tanto quello di preservare l'interesse pubblico dell'opera, ma quello di complicare la verifica che dai documenti negati deriverebbe.
Presso il Genio Civile di Vicenza sempre il 4 febbraio, il parco del bassanese ha chiesto di avere copia degli atti relativi al fatto che a fronte della realizzazione delle opere idrauliche per la SPV, vi fosse stato il versamento del canone e del deposito cauzionale ad esse relativi. Alla base di questa richiesta vi sono motivi di tutela ambientale specifici, data l’incompatibilità di quest’opera con le finalità di tutela stabilite nelle delibere della Giunta Regionale del Veneto istitutive del parco rurale comprensoriale “Civiltà delle rogge”.
Il diniego non è mancato anche a questa richiesta, allineando così l'operato del Genio Civile di Vicenza al metodo Vernizzi. In questo caso l’opera senza il versamento del canone e del deposito previsti per le opere idrauliche, la cui realizzazione è iniziata dopo sentenze ottenute al TAR Lazio, può configurarsi come illegittima sul piano ambientale e conseguentemente amministrativo. Questo secondo caso potrebbe essere confermato soprattutto dall’annullamento delle delibere commissariali di approvazione dell’opera in giudizio presso il TAR Lazio per il ricorso del parco e di quello di 39 cittadini coadiuvati dal Comune di Fontaniva. In buona sostanza il Genio Civile impedisce ad un altro ente di tutela del territorio la verifica delle somme depositate. Esse sono fondamentali per consentire alla pubblica amministrazione di intervenire in caso di danno ad esempio al sistema delle arginature e di captazione delle rogge. Inoltre è essenziale disporre dell’ammontare della cauzione di cui sopra allo scopo di poter sanare il danno ambientale conseguente alla realizzazione illegittima dell’opera.
Il potenziale rischio, è evidente, inammissibile ed è sotteso alla eventualità della mancata escussione di tale cauzione. Le ragioni del diniego evidenziate dal dirigente del Genio Civile sono gravi e fuorvianti. C'è da chiedersi se l'ingegner Silvestrin avendo operato nell'ambito delle cave del Veneto non si ispiri a qual metodo e ambiente. Egli confonde palesemente le motivazioni della richiesta, riducendole a “controllo generalizzato delle pubbliche amministrazioni”. A riguardo il Consiglio di Stato, con sentenza n.5571/2011 ha chiarito, viceversa, come tale confusione non possa sussistere nel caso di specie. Afferma infatti il CdS che “la richiesta non solo non deve essere formulata in termini eccessivamente generici (CdS, sez. VI, 16 febbraio 2011, n. 996), per quanto deve essere specificamente individuata con riferimento alle matrici ambientali ovvero ai fattori di cui al citato punto 2) o alle misure di cui al predetto punto 3) del citato articolo 2 del D. Lgs. 19 ottobre 2005, n. 195 (CdS, sez. V, 15 ottobre 2009, n. 6339).”.
Quanto sia reale il danno si manifesta nella denuncia del presidente del parco rurale, magari non imminente ma non si possono aspettare gli eventi di un cantiere incapace di chiudere il finanziamento bancario e slittato di almeno 12 mesi. La realtà del danno è confermata dal fatto che nella risposta del dirigente responsabile, ing. Gianni Carlo Silvestrin, si indica, in tutta evidenza, che l’iter autorizzativo dell’opera non è stato concluso, cosa che può interpretarsi assumendo che l’opera non sia ancora autorizzata. Ciò non di meno essa è in fase di realizzazione anche all’interno del parco rurale (ove la sentenza del Consiglio di Stato n.659/2009 ne ribadisce in assoluto l’inammissibilità).
Pubblicato da ValleAgno-C.difesaluterritorio a 07:32