Source: https://iris.unibocconi.it/handle/11565/3991867
Timestamp: 2018-02-25 11:21:29+00:00
Document Index: 102186044

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Confisca urbanistica e prescrizione: a Strasburgo il re è nudo (a proposito di Cass. pen., sez. III, ord. 30 aprile 2014) | IRIS Università Commerciale Luigi Bocconi Attenzione: i dati modificati non sono ancora stati salvati. Per confermare inserimenti o cancellazioni di voci è necessario confermare con il tasto SALVA/INSERISCI in fondo alla pagina
La terza sezione della Cassazione tenta, con l’ordinanza qui commentata, di ribellarsi alla Corte di Strasburgo, che nella sentenza Varvara c. Italia dell’ottobre 2013 ha ritenuto incompatibile con i diritti convenzionali l’applicazione della con sca dei terreni abusivamente lottizzati mediante una sentenza dichiarativa della prescrizione del reato. In particolare, la Cassazione invita la Corte costituzionale a impugnare l’arma dei ‘controlimiti’ ai vincoli discendenti dall’art. 117, comma 1 Cost., in nome dell’e ettività tutela degli interessi – anch’essi costituzionalmente rilevanti – protetti dalla norma penale, i quali dovrebbero prevalere, nell’ottica della nostra S.C., rispetto alle ragioni di tutela del diritto di proprietà. Così facendo, la Cassazione fraintende tuttavia il senso della sentenza europea, che – in piena continuità rispetto ad altri precedenti – muove piuttosto dal riconoscimento che la con sca urbanistica è una vera e propria ‘pena’ dal punto di vista del diritto convenzionale, e che conseguentemente la sua in izione presuppone una dichiarazione di colpevolezza dell’imputato, per de nizione assente in una pronuncia in cui l’imputato venga invece ‘prosciolto’ dall’accusa formulata a suo carico.
Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11565/3991867
Titolo: Confisca urbanistica e prescrizione: a Strasburgo il re è nudo (a proposito di Cass. pen., sez. III, ord. 30 aprile 2014)
Abstract: La terza sezione della Cassazione tenta, con l’ordinanza qui commentata, di ribellarsi alla Corte di Strasburgo, che nella sentenza Varvara c. Italia dell’ottobre 2013 ha ritenuto incompatibile con i diritti convenzionali l’applicazione della con sca dei terreni abusivamente lottizzati mediante una sentenza dichiarativa della prescrizione del reato. In particolare, la Cassazione invita la Corte costituzionale a impugnare l’arma dei ‘controlimiti’ ai vincoli discendenti dall’art. 117, comma 1 Cost., in nome dell’e ettività tutela degli interessi – anch’essi costituzionalmente rilevanti – protetti dalla norma penale, i quali dovrebbero prevalere, nell’ottica della nostra S.C., rispetto alle ragioni di tutela del diritto di proprietà. Così facendo, la Cassazione fraintende tuttavia il senso della sentenza europea, che – in piena continuità rispetto ad altri precedenti – muove piuttosto dal riconoscimento che la con sca urbanistica è una vera e propria ‘pena’ dal punto di vista del diritto convenzionale, e che conseguentemente la sua in izione presuppone una dichiarazione di colpevolezza dell’imputato, per de nizione assente in una pronuncia in cui l’imputato venga invece ‘prosciolto’ dall’accusa formulata a suo carico.
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