Source: http://slideplayer.it/slide/3274913/
Timestamp: 2018-03-18 02:50:31+00:00
Document Index: 142250897

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 10', 'art. 53', 'art. 1']

BOSCO DI FOGLINO Habitat 3170* Stagni temporanei mediterranei - ppt scaricare
BOSCO DI FOGLINO Habitat 3170* Stagni temporanei mediterranei
PubblicatoEugenio Leoni Modificato 2 anni fa
Presentazione sul tema: "BOSCO DI FOGLINO Habitat 3170* Stagni temporanei mediterranei"— Transcript della presentazione:
1 Ventotene - Habitat cod 5320 Formazioni basse di euforbie vicino alle scogliere
2 BOSCO DI FOGLINO Habitat 3170* Stagni temporanei mediterranei
3 Habitat 1420 Praterie e fruticeti alofili Termo-atlantici (Sarcocornetea fruticosi)
4 si ringrazia per parte delle foto Adriano Savoretti
Riserva Naturale Monterano: habitat 3280 Fiumi mediterranei a flusso permanente
5 Castel Porziano (fascia costiera) Habitat cod 2110 “Dune mobili embrionali”
6 Habitat cod 1120* Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)
7 Valutazione d’incidenza Procedura obbligatoria e preventiva normata dall’art. 5 del DPR 357/1997
Si applica a Piani, Progetti, attività che possono avere effetti significativi per la conservazione degli habitat e delle specie di Direttiva (NON necessariamente i Piani/Progetti devono essere in SIC/ZPS). L’art. 6 della Direttiva Habitat prevede un approccio “step-by-step” nel processo di valutazione delle possibili incidenze e rappresenta la chiave di interpretazione delle relazioni tra conservazione e uso del territorio. PROCEDURA (Screening) Descrizione del progetto (dimensioni, cambiamenti fisici che ne derivano, fabbisogno in termini di risorse, emissioni e rifiuti, esigenze di trasporto, durata delle fasi, periodo di attuazione del Piano, distanza dal Sito Natura 2000 o caratteristiche salienti del sito, impatti cumulativi con altri piani/progetti, altro) Caratteristiche del sito (vedi scheda Natura 2000) con verifiche ed indagini in campo Valutazione della possibilità che l’attuazione del Piano / Progetto detrmini perdita di habitat, frammentazione (temporanea e/o permanente), perturbazione (a termine e/o permanente), cambiamenti negli elementi principali del sito
8 Valutazione d’incidenza 2^ Fase “Valutazione appropriata” (per piani e progetti)
Analisi e valutazione degli impatti a seconda che siano diretti o indiretti, a breve o lungo termine, dovuti alla fase di cantiere, di esercizio o di smantellamento, isolati, interattivi, cumulativi Misure di mitigazione (tempi di realizzazione, tipologia degli strumenti, individuazione di zone interdette, ecc.) Se permangono alcuni effetti negativi si procede alla fase dell’analisi soluzioni alternative, verificando se ne esistono (compresa l’opzione zero) in relazione a ubicazione/percorsi, dimensioni, metodi costruttivi, modalità operative e di dismissione diverse, scadenze temporali
9 Le Linee Guida per la Valutazione di Incidenza – DGR 64/2010 BURL n
Le Linee Guida per la Valutazione di Incidenza – DGR 64/2010 BURL n. 8, suppl. 38 del 27/2/2010 LE MOTIVAZIONI - fornire ai proponenti Piani o progetti e, per essi, ai professionisti incaricati, un punto di riferimento certo ed omogeneo circa la documentazione da predisporre, con specifico riferimento alla qualità e quantità delle informazioni da rendere per l’espletamento della procedura; - garantire, sulla base delle idonee informazioni rese, il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva 92/43/CE “Habitat” di cui all’art. 2, comma 1 e 2 della Direttiva medesima; - favorire il raggiungimento degli obiettivi della semplificazione amministrativa e del non aggravamento del procedimento secondo i principi della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i.;
10 Autorità competente Il parere di valutazione di incidenza di piani, interventi ed attività è espresso dalla apposita struttura regionale competente in materia di Valutazione di Incidenza (Area Conservazione Natura). Nel caso di progetti sottoposti alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e di Valutazione Ambientale Strategica (articolo 5, comma 4, del D.P.R. 357/1997 e art. 10, comma 3 del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.) l’Autorità competente in materia di VIA/VAS acquisisce, preventivamente all’adozione del provvedimento di finale, il parere di Valutazione di Incidenza, sotto forma di relazione tecnica.
11 Progetti in istruttoria (tot. >350 )
Urbanistico-Edilizi (55%): Piani territoriali, PRG, interventi edilizi, interventi strutturali; Forestali (20%): PGAF (ex L.R. 39/2002), interventi di tagli selvicolturali; Reti di servizi e manutenzione infrastrutture (15%): elettrodotti, ripetitori per telecomunicazioni, gasdotti, strade, porti, ecc.) Tecnologici-Industriali (5%): impianti fotovoltaici, eolici, biomasse; Faunistici (2%): ripopolamenti ittici, AFV; Manutenzioni idrauliche (3%): interventi sui canali di bonifica, briglie, invasi artificiali, ecc.
12 Cosa è escluso dalla V.I. (DGR 534/2006)
Non sono soggetti a V.I. gli interventi che attuano le previsioni dei Piani generali e di settore e loro varianti, già sottoposti a procedura di V.I. con esito positivo Gli interventi finalizzati alla gestione dei Siti Natura 2000 quando previsti nei PdG già approvati Inoltre:gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edilizia esistente, delle infrastrutture che insistono sulla rete viaria/ferroviaria esistente, interventi di adeguamento tecnologico dei fabbricati, le ricorrenti pratiche agricole, gli interventi con carattere di somma urgenza; Gli interventi identificati all’art. 53 del R.R. 7/2005 (modificato dal R.R. 1/2010)
13 ELABORATI TECNICI NECESSARI PER LA PROCEDURA
Relazione tecnico-descrittiva del piano/progetto/attività ed elaborati cartografici Studio di Valutazione di Incidenza .
14 Uno Studio di Incidenza corretto…
Individuazione e valutazione degli elementi di pressione sul Sito Natura 2000; Descrizione delle componenti naturalistiche d’interesse comunitario cioè habitat, specie e habitat di specie, così come individuati nella Scheda formulario Natura 2000 del Sito, esistenti sull’area di intervento e nell’area immediatamente circostante al momento della progettazione, sulla base della consultazione della bibliografia di settore e di specifici rilievi di campagna; Per la descrizione delle componenti naturalistiche (habitat, specie), devono essere fornite informazioni (descrizione e rappresentazione cartografica in scala adeguata (1:10.000) delle stazioni (riproduttive, di svernamento, trofiche e di collegamento) di presenza delle specie individuate dalla scheda Natura 2000. Individuazione e descrizione degli elementi di sensibilità di habitat/specie;
15 Uno Studio di Incidenza corretto.2
I rilievi di campagna relativi alle specie faunistiche e floristiche devono essere realizzati in periodi congruenti rispetto alla ecologia delle singole specie. Un calendario giudicato idoneo per la realizzazione dei rilievi di campagna per la verifica della presenza e dello stato di conservazione di determinati habitat di interesse comunitario: Dal 15 maggio al 15 luglio per gli habitat 9210*, 4060, 8120, 6230*, 6170, 9180*, 6430, 8210, 8160*, 7220*, 8240*, 6210(*), 3260, 3150, 3280,3130, 91E0*, 92AO,1410 Dal 1 aprile al 30 maggio per gli habitat 6220*, 9340, 9280, 6110*, 5330, 9260, 9160, 9330, 3170* Dal 15 agosto al 1 ottobre per gli habitat 1420, 1150*, 1310, 2190 Dal 1 giugno al 30 settembre per gli habitat 2120, 5210, 2210 e altre vegetazioni alofile
16 Uno Studio di Incidenza corretto.3
Analizza In che modo l’intervento incide sull’habitat /specie/ habitat di specie - La superficie di habitat interessata dall’intervento viene persa definitivamente o non viene persa definitivamente ma frammentata - L’intervento interessa direttamente un sito riproduttivo, di sosta, alimentazione, rifugio, ecc. - L’intervento produce perturbazioni su una o più specie in una o più fasi del proprio ciclo Biologico Descrive analiticamente le incidenze, per effetti - Diretti o Indiretti/ A breve o a lungo termine - Legati alla fase di: cantiere esercizio Individua e descrive le eventuali misure di mitigazione ed effettua nuovamente la valutazione delle incidenze tenendo conto dell’applicazione delle misure di mitigazione
17 Le Misure di conservazione nelle ZPS del Lazio(DGR 363/2008)
DIVIETI.1 Attività venatoria alla Coturnice, al Combattente, alla Moretta Nuove ZAC e ampliamento delle esistenti Immissioni di specie animali non autoctone Realizzazione di nuove discariche e impianti smaltimento e trattamento di rifiuti Realizzazione di impianti eolici Realizzazione di nuovi impianti di risalita e nuove piste da sci Apertura di nuove cave La pesca con reti da traino, draghe, ciancioli, sciabiche da natante e dalla spiaggia sulle praterie di Posidonia Il taglio della vegetazione acquatica sommersa e semisommersa, riparia ed igrofila
18 Le Misure di conservazione nelle ZPS del Lazio(DGR 363/2008)
DIVIETI.2 L’apertura di nuove strade/piste forestali a carattere permanente e l’asfaltature di quelle esistenti Eliminazione degli elementi naturali e seminaturali del paesaggio agrario (siepi, muretti a secco, stagni, terrazzamenti) Convertire ad altro uso i pascoli permanenti Il ripristino dei cedui invecchiati o composti in cedui semplici Il ripristino delle fustaie disetanee in fustaie coetanee Il prosciugamento artificiale delle zone umide La pratica dello spietramento nei prati / pascoli permanenti
19 Le Misure di conservazione nelle ZPS del Lazio(DGR 363/2008 e 928/2008)
OBBLIGHI - La costruzione nelle zone agricole di recinzioni permanenti deve essere realizzata utilizzando tipologie e materiali tradizionali; Elettrodotti e linee aeree ad alta e media tensione devono essere messe in sicurezza rispetto al rischio di elettrocuzionee impatto degli Uccelli; Nei boschi governati a ceduo deve essere assicurato il rilascio di matricine (120 per il Faggio, 40 per il Castagno, 80 per le altre specie (Querce)); Rilascio di Isole di Biodiversità, consistenti in porzioni di bosco rappresentative della formazione forestale da non sottoporre al taglio e destinate all’invecchiamento indefinito, oppure rilascio di 5 matricine di età almeno 2T ad invecchiamento indefinito; Sospensione dell’esecuzione degli interventi tra il 31 marzo e il 31 luglio (< 1000 m) e tra il 15 aprile e il 15 luglio (> 1000 m). Nei boschi avviati ad “alto fusto” devono essere rilasciati almeno 5 alberi morti (in piedi o a terra) x ettaro.
20 Alcune criticità: Interventi forestali
Impianti industriali fotovoltaici ed eolici Ripristini ambientali Interventi in ambito agricolo Ripopolamenti
21 Interventi forestali Spesso i tagli selvicolturali non danneggiano un habitat forestale, cioè una determinata associazione vegetazionale, MA possono perturbare una dinamica ecosistemica ; I progettisti forestali si preoccupano molto della fase di cantiere MA poco degli effetti a breve – medio termine dei tagli sulla struttura e funzione del bosco (habitat di specie)
22 Impianti fotovoltaici industriali
Grandi superfici sottratte alla funzionalità di habitat prativi e habitat di specie dell’ornitofauna “sottrazione di habitat di specie, ai sensi dell’art. 1 della Direttiva 92/43/CE, potenzialmente idonei allo svolgimento di importanti fasi del ciclo biologico di diverse specie di Uccelli incluse nell’All. I della Direttiva, e principalmente l’attività di caccia per le specie di rapaci diurni e di nidificazione e alimentazione per diverse specie di Alaudidi, Burhinidi e Coracidi”; in caso di raffronti tra soluzioni alternative, così come specificato nella “Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della Direttiva Habitat”, gli interessi che apportano soltanto benefici a breve termine per la società non sembrano sufficienti per superare in importanza gli interessi di conservazione a lungo termine tutelati dalla Direttiva”.
23 Interventi in ambiti agricoli
Interventi di alterazione delle residue comunità vegetali naturali e seminaturali; Perdita di connessioni ecologiche; Sovrappascolo
24 RIPRISTINI AMBIENTALI
La progettazione non naturalistica “vede” i sistemi ambientali in modo statico e il ripristino consiste nella realizzazione di elementi strutturali; Le dinamiche naturali sono totalmente ignorate La funzione ecosistemica di ciascuna componente ambientale è ignorata;
25 RIPOPOLAMENTI Le dinamiche naturali sono ignorate;
Il ruolo ecologico delle specie considerate non è considerato; Le pressioni selettive che agiscono “lì e allora” non sono considerate; Gli studi di fattibilità devono interessare non solo la capacità portante dell’ambiente in senso trofico/energetico, MA anche la comprensione degli aspetti dinamico-evolutivi delle comunità con cui si interferisce.
26 Problematiche l'attuale Biodiversità è allo stesso tempo il risultato di un processo evolutivo e la matrice su cui sta ancora lavorando l'evoluzione; conservare la BIODIVERSITA' quindi vuol dire non soltanto conservare quello che abbiamo come prodotto, ma conservare anche le forze evolutive in corso (pressioni o selezione ambientale + variabilità o diversità di forme della BIODIVERSITA‘). il Principio di precauzione autorizza un atteggiamento restrittivo delle attività umane al fine di non generare incidenze negative significative sullo stato di conservazione di habitat/specie, MA lo stato di conservazione NON è quasi mai noto (non confondiamo i dati contenuti nella scheda natura 2000 con il reale stato di conservazione); La Direttiva Habitat non individua gli aspetti da considerare come fattori di pressione (a differenza di VIA/VAS) e quindi è necessario spostare l’attenzione sulle esigenze ecologiche di habitat e specie per effettuare una valutazione appropriata. Scarso livello tecnico degli elaborati di valutazione di incidenza presentati (lunghe descrizioni dell’ambiente a scala vasta in cui si colloca l’intervento, dell’ecologia generica delle specie riportate nella scheda natura 2000 del Sito, QUASI MAI una “verifica” della scheda natura 2000 nell’area di intervento.
27 Conclusioni Il Biologo-Naturalista, il laureato in Scienze Ambientali sono le figure professionali di elezione per la realizzazione di studi di incidenza di qualità, sebbene un “pool” di professionisti con competenze pluridisciplinari può garantire un approccio corretto, equilibrato e meglio integrato con le previsione del Piano/Progetto. La condivisione degli strumenti metodologici e normativi consente di elevare la qualità media degli Studi e consente Valutazioni più appropriate . La Valutazione di Incidenza, considerando caso per caso tutte le componenti in gioco, è al momento “la” misura di conservazione più appropriata per la Rete Natura 2000.
28 GRAZIE Dirigente: Claudio Cattena
Coordinatore Ufficio : Valter Tonelli Tecnici: Alessandro S. Sauli, Simone Proietti, Duccio Centili, Daniele Bonci, Alessandra Testa, Luigi Dell’Anna Regione.lazio.it>Home page > Canale Ambiente > Ambiente > Rete Natura 2000 e valutazione di incidenza Riferimenti normativi Atti amministrativi Cartografia Formulari Natura 2000 (SIC, ZPS) Documenti tecnici Modulistica Personale e recapiti
Scaricare ppt "BOSCO DI FOGLINO Habitat 3170* Stagni temporanei mediterranei"