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Timestamp: 2020-08-12 06:36:07+00:00
Document Index: 110686263

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 7', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 22']

Lexbrowser - Delibera N. 2723 del 24.07.2006
Delibere della Giunta provinciale 2006 Delibera N. 2723 del 24.07.2006
Approvazine della proposta del piano provinciale per la gestione dei rifiuti pericolosi
1.GENERALITÁ E OBIETTIVI
1.1. Premessa e quadro normativo di riferimento
Il presente elaborato si configura come Piano Provinciale dei rifiuti pericolosi che definisce le proprie linee di intervento è rappresentato a livello comunitario dalla Direttiva 75/442/CEE sui rifiuti come modificata dalla Direttiva 91/156/CEE e dalla Direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi. A livello nazionale il d.lgs. 5 febbraio1997 n. 22, le successive modifiche, costituisce la normativa quadro di riferimento.
Quale atto di programmazione generale il piano si colloca nel sistema normativo vigente e mira a dare piena attuazione alle disposizioni comunitarie e nazionali citate conformandosi, quanto ai contenuti, agli artt. 7 della Direttiva 91/156/CEE, 6 della Direttiva 91/689/CEE, e all’art. 19 del d.lgs. n. 22/1997.
Il presente Piano fornisce quindi un quadro aggiornato ed esaustivo della situazione regionale sotto il profilo della produzione dei rifiuti pericolosi, individuati per tipo, quantità e origine, delle potenzialità di recupero e smaltimento presenti sul territorio, delle quantità effettivamente smaltite e recuperate, delle attività a ciò autorizzate, dei flussi dei rifiuti interni ed esterni alla Provincia e delle destinazioni finali degli stessi.
L’analisi condotta sui dati aggiornati, estrapolati dai Modelli unici di dichiarazione (MUD), è stata particolarmente approfondita comprendendo specifiche elaborazioni riguardanti sia il territorio provinciale complessivamente considerato sia singole aree omogenee all’interno del medesimo territorio, caratterizzate da attività industriali riconoscibili e da produzioni significative di determinate tipologie di rifiuti, originate dalle medesime attività. Tali analisi hanno permesso di chiarire nel dettaglio le dinamiche di produzione dei rifiuti pericolosi nel corso degli ultimi anni, il flusso all’interno e all’esterno del territorio provinciale, le destinazioni prevalenti di smaltimento e recupero in relazione alle diverse tipologie di rifiuti.
Alla luce del quadro così delineato sono state definite in concreto le linee di intervento della Provincia di Bolzano e le azioni volte al raggiungimento degli obiettivi individuati dal medesimo Piano sulla base delle previsioni di legge, tra i quali la diminuzione delle quantità e della pericolosità dei rifiuti pericolosi, la promozione delle attività di recupero, il soddisfacimento dei fabbisogni impiantistici attraverso l’individuazione dei criteri per la localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento.
Relativamente alla individuazione degli impianti o luoghi adatti per lo smaltimento ai sensi dell’art. 7 della Direttiva 1991/156/CEE il Piano fornisce un quadro completo, in particolare per i rifiuti pericolosi, dei singoli impianti autorizzati alle attività di smaltimento e recupero sul territorio provinciale indicando per ciascuno le potenzialità esistenti ed evidenziando, laddove riscontrate, eventuali criticità o fabbisogni non soddisfatti in Provincia di Bolzano, con l’indicazione delle diverse destinazioni dei medesimi rifiuti al di fuori del territorio provinciale.
1.2.Criteri generali
Il presente piano di gestione dei rifiuti pericolosi prende in considerazione i rifiuti pericolosi, derivanti da attività produttive, commerciali e di servizi ad esclusione dei rifiuti contenenti amianto, dei rifiuti originati da attività sanitarie, dei veicoli fuori uso e dei rifiuti da demolizioni e costruzioni, in quanto oggetto di altre specifiche disposizioni. In questa sezione di Piano non sono altresì considerati i rifiuti speciali non pericolosi prodotti da attività di recupero e smaltimento di rifiuti urbani (quali le famiglie CER 1905, 1906 e 1912) siccome sono compresi nel sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani e i fanghi di depurazione delle acque reflue urbane, previsti invece nel PIoano dedicato alla gestione dei rifiuti urbani.
I criteri generali che informano i contenuti del presente Piano si basano sui principi sanciti dalla normativa comunitaria e nazionale: in particolare viene messo in rilievo il principio in base al quale il produttore dei rifiuti deve provvedere, a proprie spese, allo smaltimento dei rifiuti speciali e quello per cui che la gestione del rifiuto costituisce atto di pubblico interesse e le attività conseguenti devono essere previste, disciplinate, autorizzate e controllate dall’Ente pubblico.
Tali criteri possono essere sintetizzati come segue:
1. Promozione dei sistemi di recupero dei rifiuti, anche attraverso l’individuazione delle azioni tese a ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti prodotti.
2. L’area di intervento del Piano si identifica con quella provinciale, anche se nella progettazione dei singoli impianti occorre tener conto della reale distribuzione della produzione dei rifiuti sul territorio, delle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti stessi, dell’esigenza di ridurre i trasporti al fine di contenere i costi e i rischi, delle soglie di potenzialità ottimali dei vari tipi di impianti.
3. La pianificazione di impianti è funzionale alla verifica dei fabbisogni soddisfatti e da soddisfare a livello provinciale e ha valore indicativo rispetto alle dimensioni e alle esigenze di definizione degli ambiti di utenza dei singoli impianti.
4. Il criterio di programmazione del sistema di gestione si basa in modo prioritario sulle necessità di assicurare l’autonomia di gestione dei rifiuti prodotti a livello provinciale, anche in adesione alla Direttiva 91/156/CEE, relativa i rifiuti, nella quale, tra l’altro, si stabilisce (art. 5) che gli Stati Membri adottino misure appropriate per la creazione di una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento allo scopo di consentire ai singoli Stati Membri di conseguire l’obiettivo dell’autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti. Tale rete deve inoltre permettere lo smaltimento dei rifiuti in uno degli impianti appropriati più vicini.
Un criterio simile è ribadito nell’articolo 22, comma 3, lettera c), del D.Lgs. n. 22/1997 e s.m.i., laddove si afferma che i Piani regionali prevedono di assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione dei rifiuti.
Ne consegue quindi che il presente criterio non può prescindere dall’analisi delle scelte che i produttori dei rifiuti possono operare nell’individuazione delle soluzioni più opportune in ordine alle destinazioni dei rifiuti in termini di disponibilità di impianti idonei a riceverli e di costi connessi a tali operazioni. Tale situazione comporta, come si potrà vedere nel dettaglio, il fatto che la dimensione territoriale provinciale può risultare non di rado, eccessivamente ristretta per delineare la situazione reale della movimentazione dei rifiuti speciali.
Si può osservare, infatti, come alcune tipologie di rifiuti prodotti in Provincia di Bolzano tendano ad essere trasportate in impianti ubicati in altre Regioni, mentre altre tipologie di rifiuti, siano invece avviate ad impianti localizzati nella nostra Provincia. E ciò indipendentemente dall’esistenza e dalla disponibilità di impianti ubicati sul territorio della Provincia di Bolzano, ma semplicemente in conseguenza di scelte di carattere aziendale dei produttori dei rifiuti basate su valutazioni di maggior prossimità di impianti situati in Regioni confinanti o di economicità di costi di smaltimento e di recupero.
5. I rifiuti speciali non gestiti direttamente dal produttore devono essere conferiti a impianti di stoccaggio e/o di trattamento autorizzati secondo modalità tali da favorire il recupero. Qualsiasi forma di trattamento deve comunque offrire garanzie da un punto di vista ambientale.
6. Il Sistema di gestione dei rifiuti speciali comprende, fra l’altro, impianti di stoccaggio dei rifiuti allo scopo di organizzare i rifiuti prodotti dalle piccole e medie imprese in partite omogenee, per poi inviarli agli impianti di recupero o smaltimento più opportuni.
L’utilità di tali impianti può risultare particolarmente significativa in corrispondenza di distretti industriali omogenei.
7. Come stabilito nella normativa provinciale le discariche costituiscono la fase finale del Sistema di gestione dei rifiuti speciali da collocarsi a valle dei processi di trattamento finalizzati a ridurre la pericolosità dei rifiuti e a consentire una più corretta gestione delle discariche stesse. Conformemente a quanto previsto dalla Direttiva 1999/31/CE e dall’art. 7, comma 1, del d.lgs. n. 36/2003 di recepimento, i rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento, ad eccezione dei rifiuti il cui trattamento non contribuisce alla riduzione della quantità dei rifiuti o dei rischi per la salute umana e l’ambiente, e non risulta indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente.
Per quanto attiene le tipologie di discariche da prendere in considerazione occorre fare riferimento a quanto stabilito nella normativa di recepimento della Direttiva 1999/31/CE e cioè il D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 e il Decreto del Ministero dell’Ambiente e del Territorio 13 marzo 2003.
8. Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali sono prioritariamente al servizio dei rifiuti prodotti nella Provincia di Bolzano e il presente piano fornisce le informazioni necessarie per la definizione dei criteri programmatici per l’insediamento degli impianti di smaltimento dei rifiuti speciali ai fini del rilascio delle autorizzazioni ai sensi dell’art. 11 della L.P. 6 settembre 1973, n.61
2.RIFIUTI SPECIALI
I rifiuti speciali sono classificati in:
l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.
Inoltre i rifiuti speciali sono classificati in rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. Per quanto riguarda l’individuazione dei rifiuti pericolosi, è stato introdotto con il catalogo europeo dei rifiuti un nuovo sistema di codifica e di classificazione.
2.2 Il catalogo europeo dei rifiuti
Il codice attribuito ai rifiuti è ricavato dal catalogo europeo (C.E.R.) previsto dalle norme comunitarie; sostanzialmente c è una relazione diretta tra l’attività produttiva ed il codice del rifiuto.
Questa impostazione è completamente diversa da quella utilizzata in passato per il catalogo italiano dei rifiuti (C.I.R.) che identificava il codice con le caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto stesso.
Una prima conseguenza di queste modifiche è stata ed è la difficoltà, in molti casi, a individuare con precisione il nuovo codice rispetto a quello assegnato negli anni passati. Solo con il decreto ministeriale 4/8/1998 n. 372 è stato adottato il regolamento che permette la transcodifica dai vecchi ai nuovi codici.
2.3 I rifiuti pericolosi
I rifiuti pericolosi sono definiti al comma 4 dell’art. 7 del D.lgs. 22/97 che classifica come pericolosi i rifiuti non domestici precisati nell’allegato D del decreto stesso.
In questo caso c è un cambiamento radicale rispetto alle vecchie normative, in quanto la pericolosità del rifiuto non è più legata alle caratteristiche chimiche fisiche-biologiche e alle sostanze presenti nel rifiuto, ma è intrinseca nella definizione stessa e quindi del codice ad esso assegnato.
Anche in questo caso il passaggio dalla vecchia alla nuova definizione ha creato non pochi problemi, in quanto molti rifiuti, che oggi sono classificati pericolosi non erano classificati tossici e nocivi e viceversa.
Tabella 1: Elenco dei rifiuti pericolosi
Rifiuti provenienti da operazioni di finitura contenenti solventi organici
Morchie depositate sul fondo di serbatoi
Rifiuti contenenti clorosilano
Carbone attivato esaurito (tranne 06 07 02)
Rifiuti dalla lavorazione dell'amianto
Solventi organici alogenati,soluzioni di lavaggio ed acque madri
Solventi organici alogenti, soluzioni di lavaggio ed acque madri
Sospensioni acquose contenenti pitture o vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose
Macchine fotografiche monouso contenenti batterie incluse nele voci 16 06 01,16 06 02 o 16 06 03
Rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell'argento, diversi da quelli di cui alla voce 09 0106
Rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti olio
Polveri dai gas di combustione
Rifiuti contenenti catrame derivante dalla produzione degli anodi
Leganti per rifiuti contenenti sostanze pericolose
Acidi di decapaggio
Basi di decapaggio
Soluzioni acquose di lavaggio, contenenti sostanze pericolose
Eluati e fanghi di sistemi a membrana e sistemi a scambio ionico, contenenti sostanze pericolose
Rifiuti della lavorazione idrometallurgica dello zinco (compresi jarosite,goethite)
Materiale abrasivo di scarto, contenente sostanze pericolose
Fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti olio
Oli isolanti e termoconduttori, contenenti PCB
Oli minerali isolanti e termoconduttori clorurati, diversi da quelli di cui alla voce 13 03 01
Oli minerali isolanti e termoconduttori non clorurati
Oli sintetici isolanti e termoconduttori
Oli isolanti e termoconduttori, facilmente biodegradabili
Altri oli isolanti e termoconduttori
Oli di sentina della navigazione interna
Oli di sentina delle fognature dei moli
Altri oli di sentina della navigazione
Oli prodotti dalla separazione olio/acqua
Acque oleose prodotte dalla separazione olio/acqua
Miscugli di rifiuti delle camere a sabbia e dei prodotti di separazione olio/acqua
Fanghi ed emulsioni prodotti dai processi di dissalazione
Altri solventi e miscele di solventi, alogenati
Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti) , stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose
Veicolo fuori uso
Apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HCF
Apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolose diverse da quelle di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12
Componenti pericolose rimossi da apparecchiature fuori uso
Rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose
Rifiuti contenenti olio
Soluzioni acquose di scarto, contenenti sostanze pericolose
Fanghi di dragaggio, contenente sostanze pericolose
Rifiuti liquidi acquosi prodotti dal trattamento dei fumi e di altri rifiuti liquidi acquosi
Carbone attivo esaurito, inpiegato per il trattamento dei fumi
Ceneri di caldaia, contenenti sostanze pericolose
Miscugli di rifiuti contenenti almeno un rifiuto pericoloso
Rifiuti contrassegnati come pericolosi, parzialmente stabilizzati
Fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, contenenti sostanze pericolose
Fanghi contenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali
Fluff-frazione leggera e polveri, contenente sostanze pericolose
Rifiuti prodotti dalla purificazione dei fumi
Rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose
Fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose
Rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose
Batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01,16 06 02 o 16 06 03 nonchè batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie
Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolose
2.4 La produzione e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi
Nella Provincia Autonoma di Bolzano negli anni 2001, 2002 sono stati prodotti 13.252 t/a e 25.997 t/a di rifiuti pericolosi.
Tabella 2: Produzione totale di rifiuti pericolosi per famiglia di rifiuto
Rifiuti derivanti dalla rifiuti derivanti dalla prospezione, l'estrazione, il trattamento e l'ulteriore lavorazione di minerali e materiali di cava
Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di carta, polpa, cartone, pannelli e mobili
Rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti dal trattamento e ricopertura di metalli; idrometallurgia non ferrosa
Imballaggi, assorbenti; stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)
Rifiuti di ricerca medica e veterinaria (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente dai luoghi di cura)
* dati 2002 in t/anno
Tabella 3: Produzione totale di rifiuti pericolosi per settore di attività economica
Agricoltura, caccia e relativi servizi
Confezione di articoli di vestiario; preparazione e tintura di pellicce
Preparazione e concia del cuoio; fabbricazione di articoli da viaggio, borse, articoli da correggiaio, selleria e calzature
Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli di paglia e materiali da intreccio
Fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta
Editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati
Produzione di metalli e loro leghe
Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti
Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi l'installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione
Fabbricazione di macchine ed apparecchi elettrici
Fabbricazione di apparecchi radiotelevisivi e di apparecchiature per le comunicazioni
Fabbricazione di apparecchi medicali,di apparecchi di precisione, di strumenti ottici e di orologi
Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere
Recupero e preparazione per il riciclaggio
Produzione di energia elettrica, di gas, di vapore e acqua calda
Raccolta, depurazione e distribuzione d'acqua
Commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione
Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa
Attivita' di supporto ed ausiliarie dei trasporti; attivita' delle agenzie di viaggio
Intermediazione monetaria e finanziaria (escluse le assicurazioni e i fondi pensione)
Attiivta' immobiliari
Informatica e attivita' connesse
Altre attivita' professionali ed imprenditoriali
Pubblica amministrazione e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
Sanita' e altri servizi sociali
Attivita' di organizzazioni associative nca
Attivita' ricreative culturali e sportive
Altre attivita' dei servizi
Non codificati correttamente
I rifiuti pericolosi di cui sopra, sono stati conferiti per lo smaltimento definitivo ad impianti autorizzati provinciali e ad impianti fuori Provincia, soprattutto nel Norditalia. Le diverse destinazioni dei rifiuti pericolosi sono indicate nella sequente tabella:
Tabella 4: Smaltimento dei rifiuti pericolosi per le principali provincie di destinazione
Rifiuti pericolosi smaltiti
Totale 2002 in t/anno
La gestione dei rifiuti pericolosi in Provincia di Bolzano si sviluppa soprattutto attraverso una rete composta di diversi depositi preliminari e di messa in riserva, prima dello smaltimento/recupero definitivo. Gli impianti di smaltimento presenti sul territorio sono una discarica, limitata per quanto riguarda i rifiuti pericolosi, al deposito di scorie e polveri da impiani d’incenerimento e a rifiuti costituiti da amianto, un impianto di trattamento termico e 3 impianti di trattamento fisico-chimico.
Tabella 5:Ditte autorizzate in Provincia di Bolzano al deposito, smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi
Autodemolizione Stallone di Calegari Roberto
Via Rio Vallarsa 8, Laives (D15),(R13)
Via J.-F.-Kennedy 78, Laives
Ecocenter spa
Lungo Isarco destro 21/a, Bolzano
Via Venosta 23, Lasa
Elektrisola Atesina srl
Zona Industriale 5, Campo Tures
(D15),(D9)
Erac srl
Via San Maurizio 80, Bolzano
Piazza Teatro 21, Merano
(D15),(R13)
Euro Alpe srl
Via L.-Braille 8, Bolzano
Via Giotto 4/a, Bolzano
Garage nord Varna di Vecchio Francesco
Zona Artigianale 38/40, Varna
Gea srl Risorse per l’Ambiente
Via F.-Galvani 33, Bolzano
Geschwister Aster Eco 2000 srl
Via F.-Baracca 4, Bolzano
Hafner & C. snc
Via L.-Negrelli 5, Bolzano
Via L.-Negrelli-str. 5, Bolzano
Iveco spa – Bolzano
Via Puglia 35, Torino
Carrozzeria Kofler Alois
Zona Artigianale 5, Lagundo
Via Brennero 56, Varna
Zona Industriale 11, Lana
Lamafer di Tomelini Giancarlo
Zona Commerciale 3, Bolzano
Coop. Società Agricola Mivo
Zona Industriale 7, Laces
Ospedale Regionale di Bolzano
Via L.-Böhler 5, Bolzano
Reseco srl
Santini Servizi srl
Südtirol Recycling srl
Via Roma 15, Egna
Südtirolfer srl
Via Nazionale 2, Bronzolo
Windegger Armin & C. snc
Via Puni 19, Glorenza
Oecoline sas
Zona Industriale 14, Brunico
La capacità dei sucitati impianti di smaltimento, è di ca. 10.000 t/anno, mentre la rete di depositi preliminari presenti sul territorio provinciale, garantisce una capacità superiore alle 30.000 t/anno.
Oltre agli impianti di cui sopra anche le stazioni ecologiche comunali e le strutture di raccolta comprensoriali hanno la possibilitá di accettare piccole quantità di rifiuti pericolosi da attività produttive. Di seguito sono indicate le strutture pubbliche, autorizzate alla gestione dei rifiuti pericolosi, in Provincia di Bolzano.
Tabella 6:Stazioni ecologiche attrezzate presso le quali viene effettuata la raccolta di rifiuti pericolosi da piccole attività produttive
Via Strada Vecchio 23
Via Wehrburg 8
Via Lancia 4
Piazza Ibsen 1, Colle Isarco
Azienda Municipalizzata di Bressanone
Via A.Amonn 24
Via Lampi 4
Via Castello Thurn 1
Piazza Municipio, 1 S.Michele
Trens 100
Paese 74
Via Conti Künigl 1
Piazza Principale 21
Comune di Casies
S. Martino Valbassa 17
Piazza Paese 1, Castelbello
Comune di Cortina s.Str.d.V.
Piazza S. Martino 1
Via Venosta 52
Via Maria Hilf 5
Piazza Principale 6
Via Pietralba 24
Via Paese 19
Comune di Marlegno
Meiern 96
Azienda municipalizzata di Merano
Via Schwanburg 18
Via Maestro 1
Consorzio tra i Comuni della Val Gardena
Rasun di Sotto 125
Via Paese 16, Collalbo
Piazza Municpio 1
Piazza Chiesa 2
Piazza Arciduca Giovanni 1
Via Principale 120
Certosa 100
Via Dolomiti 9
Via Carbonai 72
Via Niederthor 1
Via S. Giorgio 38
Comune di Termeno
Via Köcknschmied 10
Santa Valpuga 39
Comune di Fiè
Via Paese 14
Municipio 86
Località Teodone
Località Kassetroyele
Località Seles
Comunità Comprensoriale Burggraviato
Località Tisner Auen
Località Sciaves
2.5. La gestione dei rifiuti pericolosi
Dall’analisi dei dati estrapolati si rileva, che in Provincia di Bolzano la quantità di rifiuti pericolosi prodotti, sono gestibili secondo le attuali metodiche e non giustificano l’adottamento di misure aggiuntive.
Inoltre anche in futuro ci si appoggerà per un corretto smaltimento definitivo dei rifiuti pericolosi ad impianti autorizzati fuori Provincia, dove si trova senza problemi la sistemazione di tali rifiuti (vedi Tabella 6).
Tabella 6: Ditte extraprovinciali autorizzate alla gestione di rifiuti pericolosi
Ecoservizi AG
Bottari Sas
Via Cà del Bisso 16
Veneta Recuperi Gmbh
Via Molinara 7
Vidori Servizi Ambientali Ag
Via C.Tittoni 14
Via Tavernelli 21
Piombifera Bresciana
Via Molino Emili 29
Mistral FVG Gmbh
L’estrema frammentazione fra le tipologie di materiali incluse nella categoria “rifiuti pericolosi” richiede, nell’impostare le linee strategiche per la futura organizzazione e gestione, approcci diversi finalizzati a rispondere nel modo più appropriato alle necessità evidenziate, garantendo il rispetto degli orientamenti legislativi fissati a livello nazionale.
E opportuno, in ogni caso, quale considerazione preliminare, circoscrivere l’ambito delle azioni della pubblica amministrazione nella materia in oggetto, anche alla luce del dettato legislativo dell’art. 22 del D.lgs. 22/1997: “la previsione delle attività e dei fabbisogni di impianti necessari ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione”, infatti, non può prescindere dalla visione complessiva del sistema, in cui convivono realtà affidate e gestite, con i limiti definiti da provvedimenti autorizzativi della pubblica amministrazione, interamente da privati e soluzioni da realizzarsi sulla base di atti di pianificazione degli enti pubblici competenti.
Quanto sopra è da tenere particolarmente presente nella realtà altoatesina, dove l’incidenza della prima componente sull’equilibrio globale del sistema, è di estremo rilievo e può essere valutata, in via approssimativa, in termini di volumi di produzione rifiuti, superiore al 50% del totale annuo.
Per quanto riguarda l’attività di recupero e/o smaltimento gestita direttamente dai produttori, l’azione della pubblica amministrazione potrà dunque essere interpretata nel senso di rafforzare il ruolo di controllo e valorizzare le possibili sinergie individuabili nell’analisi dei cicli cui sono soggetti i materiali trattati direttamente dalle aziende produttrici: in tal senso la direzione del recupero deve ritenersi prioritaria
In merito alle politiche di pianificazione da perseguire per garantire i risultati richiesti alla gestione pubblica dei rifiuti pericolsi è possibile definire alcune linee guida:
1)il recupero, sia di materia che di energia, deve ritenersi criterio prioritario di qualsiasi ipotesi organizzativa;
2) la logistica del sistema di raccolta deve essere concepita per ambiti provinciali o sub provinciali, con la creazione di centri per la raccolta delle componenti recuperabili che, ove possibile, potranno coincidere con i centri per la destinazione dei rifiuti solidi urbani raccolti in modo differenziato;
3)per lo smaltimento si possono ipotizzare soluzioni centralizzate sovraprovinciali, eventualmente individuabili in impianti convenzionali già esistenti.
4) l’utilizzo della discarica che, nella fase transitoria, come si rende necessario al fine di rispondere ai fabbisogni immediati di smaltimento, in prospettiva deve intendersi confinato ad un ruolo residuale rispetto alle altre soluzioni tecnologiche.