Source: https://www.ascomtorino.it/it/news/Mercati_riservati_alla_vendita_diretta_da_parte_de/?ixMenuId=244
Timestamp: 2019-11-14 16:33:03+00:00
Document Index: 175837194

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2135', 'art. 2135', 'art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4']

Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli (farmer's market).
La Legge Finanziaria 2007, all’art. 1 – comma 1065, aveva disposto:
“Al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli imprenditori agricoli a vendita diretta, con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali di natura non regolamentare, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i requisiti uniformi e gli standard per la realizzazione di detti mercati, anche in riferimento alla partecipazione degli imprenditori agricoli, alle modalità di vendita e alla trasparenza dei prezzi, nonché le condizioni per poter beneficiare degli interventi previsti dalla legislazione in materia.”
Dopo un anno, il Ministero ha pubblicato nella GURI n. 301 del 29 dicembre 2007 il decreto 20 novembre 2007 che ha dato attuazione a quanto disposto nella Finanziaria 2007. Il decreto in esame definisce quindi le linee di indirizzo per la realizzazione dei mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli, comprese le cooperative di imprenditori agricoli.
In premessa, appare opportuno ricordare l’art. 2135 del Codice civile che afferma:
“È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.”
Mercati riservati alla vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli
Di propria iniziativa o su richiesta degli imprenditori singoli, associati o attraverso le associazioni di produttori e di categoria, il Comune deve istituire od autorizzare i mercati agricoli di vendita diretta che soddisfano gli standard indicati nel decreto in esame. Dopo 60 giorni dalla presentazione, le richieste di autorizzazione si intendono accolte.
I mercati agricoli di vendita diretta possono essere costituiti, su area pubblica, in locali aperti al pubblico nonché su aree di proprietà privata. I Comuni, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, il Ministero delle politiche agricole, nell'ambito delle ordinarie dotazioni di bilancio, promuovono azioni di informazione per i consumatori sulle caratteristiche qualitative dei prodotti agricoli posti in vendita nei mercati.
Soggetti ammessi alla vendita nei mercati agricoli di vendita diretta
Possono esercitare la vendita diretta nei mercati gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese che rispettino le seguenti condizioni:
a) ubicazione dell'azienda agricola nell'ambito territoriale amministrativo della regione o negli ambiti definiti dalle singole amministrazioni competenti;
b) vendita di prodotti agricoli provenienti dalla propria azienda o dall'azienda dei soci imprenditori agricoli, anche ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione, ovvero anche di prodotti agricoli ottenuti nell'ambito territoriale di cui alla lettera a), nel rispetto del limite della prevalenza di cui all'art. 2135 del codice civile;
c) possesso dei requisiti previsti dall'art. 4, comma 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Non possono esercitare l'attività di vendita diretta gli imprenditori agricoli, singoli o soci di società di persone e le persone giuridiche i cui amministratori abbiano riportato condanne con sentenza passata in giudicato, per delitti in materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli alimenti nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività. Il divieto ha efficacia per un periodo di cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna).
Nei mercati agricoli di vendita diretta, conformi alle norme igienico-sanitarie e soggetti ai relativi controlli da parte delle autorità competenti, sono posti in vendita esclusivamente prodotti agricoli conformi alla disciplina in materia di igiene degli alimenti, etichettati nel rispetto della disciplina in vigore per i singoli prodotti e con l'indicazione del luogo di origine territoriale e dell'impresa produttrice.
Disciplina amministrativa dei mercati agricoli di vendita diretta
All'interno dei mercati agricoli l’esercizio dell’attività di vendita diretta non é assoggettato alla disciplina sul commercio. Il mercato é soggetto all'attività di controllo del comune nel cui ambito territoriale ha sede. Il comune accerta il rispetto dei regolamenti comunali in materia nonché delle disposizioni di cui al presente decreto e del disciplinare di mercato di cui all'art. 4, comma 3, e, in caso di più violazioni, commesse anche in tempi diversi, può disporre la revoca dell'autorizzazione.
Si evidenzia inoltre che, con la Legge Finanziaria del 2006, il Parlamento ha ancora una volta raddoppiato gli importi corrispondenti al valore della produzione non proveniente dalla propria azienda che gli imprenditori agricoli possono vendere direttamente, in deroga alla disciplina generale del commercio. Gli importi attualmente in vigore sono pari a 160.000 euro per gli imprenditori individuali e 4 milioni di euro per le società.
Modalità di vendita dei prodotti agricoli
All'interno dei mercati agricoli di vendita diretta é ammesso l'esercizio dell'attività di trasformazione dei prodotti agricoli da parte degli imprenditori agricoli nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.
I comuni istituiscono o autorizzano i mercati agricoli di vendita diretta sulla base di un disciplinare di mercato che regoli le modalità di vendita, finalizzato alla valorizzazione della tipicità e della provenienza dei prodotti medesimi e ne danno comunicazione agli assessorati all'agricoltura.
I comuni favoriscono la fruibilità dei mercati agricoli di vendita diretta anche mediante la possibilità, per altri operatori commerciali, di fornire servizi destinati ai clienti dei mercati. Il Ministero delle politiche agricole - attraverso forme di collaborazione con l'A.N.C.I. - provvede alla realizzazione di tutte le attività di supporto e assistenza tecnica ai comuni per l'adempimento delle funzioni loro assegnate. Inoltre il Ministero, d'intesa con le regioni e le province autonome, effettua un monitoraggio annuale dei mercati di vendita diretta dei prodotti agricoli autorizzati e delle attività in essi svolte.L'attuazione del decreto in esame non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.