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Timestamp: 2018-10-17 17:21:57+00:00
Document Index: 180229064

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2222', 'art. 50', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 5', 'art. 230', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 230', 'art. 101']

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Il Fisco Semplice.L’Audizione di Confcommercio sulla Legge di Bilancio 2018: le richieste fiscali fatte al Parlamento
Pubblicato il 14 novembre 2017 da ASCOM
Loro ti tassano quando guadagni un dollaro, ti tassano quando lo risparmi, ti tassano quando lo investi. Se percepisci un dividendo, ti tassano di nuovo, e se sei abbastanza stupido da morire, ti rubano fino alla metà del patrimonio.
Settore Fiscalità d’impresa Il Fisco semplice n. 9
L’ARGOMENTO DEL MESE a cura di Vincenzo De Luca, Responsabile fiscale Confcommercio-Imprese per l’Italia
L’Audizione di Confcommercio sulla Legge di Bilancio 2018: le richieste fiscali fatte al Parlamento
Lo scorso 6 novembre, CONFCOMMERCIO, insieme alle altre Organizzazioni di “R.ETE. Imprese Italia”, è stata audita dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Manovra di bilancio 2018 (disegno di legge di bilancio 2018 e decreto legge fiscale collegato).
Prima di entrare nel merito delle singole misure fiscali contenute nella legge di bilancio, la Confederazione ha ritenuto opportuno sottolineare che la pressione fiscale nel nostro Paese resta molto alta e si colloca in un sistema fiscale profondamente iniquo nella tassazione dei redditi. Un sistema fiscale che, inoltre, dietro lo schermo del contrasto all’evasione fiscale, ha visto un notevole incremento degli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate a carico delle imprese.
Il quadro che emerge è, pertanto, quello di un sistema fiscale “malato” che richiede interventi urgenti volti a:
a) ridurre la pressione fiscale garantendo, al contempo, maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro;
b) invertire la tendenza di questi ultimi anni in ordine al trasferimento sulle imprese di gran parte degli oneri dei controlli;
c) usare la leva fiscale per aumentare la domanda interna. Ciò premesso, la Confederazione è entrata nel merito delle misure fiscali contenute nella Manovra di bilancio 2018,
esponendo ai parlamentari la propria posizione che, di seguito, si illustra brevemente.
1. L’eliminazione degli aumenti delle aliquote IVA per il 2018
La Confederazione ha apprezzato lo sforzo compiuto dal Governo per aver tenuto fede all’impegno assunto nel “Documento di Economia e Finanza 2017”, di eliminare gli aumenti dell’IVA previsti per il 2018. Misura che, qualora fosse scattata, avrebbe comportato maggiori imposte a carico dei cittadini per 15,7 miliardi di euro.
Si evidenzia che questo è un risultato da attribuire, unicamente, alla tenace e costante azione politica di CONFCOMMERCIO che ha, principalmente, pensato a tutelare gli interessi generali del Paese.
2. Il differimento dell’entrata in vigore della 3. E’ necessario consentire il riporto delle perdite
disciplina dell’IRI per le imprese che adottano il “regime di cassa”
Per la Confederazione lo spostamento dell’entrata in vigore dell’IRI al 2018, comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale – quantificata nella Relazione Tecnica alla Manovra di bilancio in circa 2 miliardi di euro – per centinaia di migliaia di imprese personali che reinvestono nella propria azienda parte degli utili generati nel 2017.
Le imprese individuali ed i soci di società di persone con redditi d’impresa superiori a 50.000 euro – ossia quei soggetti che hanno un concreto interesse dall’applicazione dell’IRI – sono circa 250.000. Il differimento al 2018 farebbe perdere loro importanti risparmi d’imposta impedendo, altresì, di colmare l’attuale disparità di trattamento rispetto alle società di capitali. La Confederazione ha, pertanto, espresso il proprio totale dissenso a tale rinvio che travolge, ancora una volta, la pianificazione fiscale delle imprese ed avviene in totale spregio dello Statuto dei Diritti dei Contribuenti.
Nell’ambito della riforma della tassazione delle imprese personali, oltre all’introduzione dell’IRI, è stata prevista la tassazione per cassa dei soggetti in contabilità semplificata. Nel regime di cassa, introdotto nel nostro sistema fiscale a partire dal 1° gennaio 2017, non è consentito, però, il riporto delle perdite maturate in costanza di regime.
In assenza di tale riporto il regime risulta sostanzialmente antieconomico per moltissime imprese.
Per la Confederazione deve essere, quindi, data urgente attuazione alla soluzione concordata con il Governo che prevede, a regime, di uniformare le diverse discipline fiscali di riporto delle perdite estendendo alle imprese personali (in contabilità ordinaria e semplificata) le regole sul riporto delle perdite oggi previste per le società di capitali.
4. L’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica per i soggetti IVA
Tra le misure finalizzate ad aumentare la capacità dell’Amministrazione finanziaria di prevenire e contrastare, efficacemente, l’evasione fiscale e le frodi IVA, nonché ad incentivare l’adempimento spontaneo, si inseriscono le disposizioni relative all’obbligo della fatturazione elettronica per i soggetti IVA.
In merito alla decorrenza, l’obbligo di fatturazione elettronica “B2B” è previsto a partire dal 1° gennaio 2019, salvo per alcune fattispecie il cui obbligo scatta a partire dal 1° luglio 2018.
La Confederazione ritiene che – dopo le notevoli difficoltà tecniche ed informatiche incontrate dalle imprese e dagli intermediari relative alla mera trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, di cui anche il Parlamento si è interessato
– sia necessario procedere con estrema cautela nel rendere obbligatoria la fatturazione elettronica fra privati, considerato che coinvolge tutti i titolari di partita IVA.
Perciò è stato evidenziato ai parlamentari che un processo di così ampio respiro avrebbe dovuto vedere il coinvolgimento delle rappresentanze d’impresa e professionali in un progetto di medio periodo.
CONFCOMMERCIO ha ribadito, pertanto, la necessità che la fatturazione elettronica fra privati non sia resa obbligatoria, ma che l’adesione resti opzionale in relazione ai vantaggi, sia in termini di processi aziendali sia di minori adempimenti fiscali.
5. La proroga delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica, le ristrutturazioni edilizie ed il “bonus mobili”
La Confederazione ha accolto con favore la proroga, anche per il 2018, nelle medesime misure del 50% delle agevolazioni fiscali relative agli interventi di ristrutturazione edilizia, compreso il “bonus mobili”, mentre ha evidenziato come la riduzione della detrazione dal 65% al 50% per alcuni interventi di riqualificazione energetica possa compromettere gli effetti
positivi che questi benefici fiscali hanno avuto negli ultimi anni su settori trainanti dell’economia nazionale duramente colpiti dalla crisi, e – a maggior ragione – per l’efficacia che potranno continuare ad avere per favorirne la ripresa economica.
6. La proroga del “superammortamento” e dell’“iperammortamento”
Ai fini della ripresa degli investimenti, secondo CONFCOMMERCIO, risulta particolarmente importante la proroga del cosiddetto “superammortamento” dei costi sostenuti nel 2018 dalle imprese per l’acquisto dei beni strumentali all’esercizio dell’attività economica. La Confederazione ha espresso, però, contrarietà sia per la riduzione della percentuale di ammortamento dal 140% al 130% sia per l’esclusione dalla proroga degli investimenti nei veicoli strumentali all’attività d’impresa. Altrettanto importante la Confederazione ritiene la proroga per il 2018 del cosiddetto “iperammortamento” riguardante gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi ed immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Impresa 4.0”.
7. Le ulteriori misure fiscali richieste da CONFCOMMERCIO
Tra le altre richieste fiscali fatte dalla Confederazione ai parlamentari si segnalano:
1) Prevedere la totale deducibilità dalle imposte sui redditi dell’IMU corrisposta sugli immobili strumentali delle imprese.
2) Definire l’“autonoma organizzazione” al fine di escludere le piccole imprese dal pagamento dell’IRAP.
3) Aumentare la franchigia IRAP per le piccole imprese da 13.000 euro a 15.000 euro.
4) Ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese relativi alle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle liquidazioni IVA.
5) Prevedere la totale esclusione dalla base imponibile IRAP del costo del lavoro stagionale.
L’AGENZIA DELLE ENTRATE CHIARISCE a cura del settore Fiscalità d’impresa Confcommercio
PROVENTI DA PARTECIPAZIONI A SOCIETÀ, ENTI O OICR DI DIPENDENTI E AMMINISTRATORI Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 25/E del 16 ottobre 2017
Con la Circolare n. 25/E del 16 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti relativi al trattamento fiscale dei proventi derivanti dalla partecipazione a società, enti o organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR), percepiti da dipendenti ed amministratori o da soggetti ad essi legati da un rapporto diretto o indiretto di controllo o gestione, alla luce della disciplina dettata dall’art. 60 del D.L. n. 50 del 2017.
In particolare, con il documento di prassi in esame, vengono illustrati l’ambito applicativo della norma e i presupposti di ordine quantitativo e temporale, inerenti la consistenza dell’investimento, il periodo minimo di detenzione di tali strumenti ed il differimento nella distribuzione dell’utile, richiesti per l’operatività della presunzione legale che qualifica i proventi derivanti da strumenti finanziari con diritti patrimoniali rafforzati, come redditi di capitale o diversi.
PRODOTTI ALIMENTARI A BASE DI FARINA DI LEGUMI – APPLICAZIONE DELL’ALIQUOTA IVA RIDOTTA AL 4% Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 130/E del 18 ottobre 2017
Con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 130/E del 18 ottobre 2017, è stata chiarita l’applicabilità dell’aliquota IVA ridotta, nella misura del 4%, alle cessioni dei prodotti alimentari a base di farina di legumi, ai sensi del citato n. 15) della Tabella A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.
Rispondendo ad un interpello, l’Amministrazione finanziaria, ha ritenuto che un prodotto a base di farina di legumi, fabbricato seguendo le stesse tecniche utilizzate per la preparazione della pasta a base di semola o farina di grano e di quella senza glutine, possiede quelle stesse caratteristiche che gli consentono l’ingresso nella “più generica voce “Paste alimentari” e pertanto, alle cessioni del prodotto in esame è applicabile l’aliquota IVA nella misura del 4%”.
INFEDELE DICHIARAZIONE – ERRORI SULL’IMPUTAZIONE TEMPORALE DI ELEMENTI POSITIVI O NEGATIVI DI REDDITO – CIRCOSTANZA ATTENUANTE – APPLICABILITÀ DEL RAVVEDIMENTO OPEROSO Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 131/E del 23 ottobre 2017
Con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 131/E del 23 ottobre 2017, è stata chiarito che il contribuente può applicare autonomamente, nell’ambito del ravvedimento operoso, la circostanza attenuante di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 471 del 1997, qualora l’infedeltà dichiarativa commessa sia conseguenza di un errore sull’imputazione temporale di elementi positivi o negativi di reddito.
Il chiarimento è stato emanato a seguito di una consulenza giuridica in cui l’Amministrazione finanziaria, durante un’attività istruttoria nei confronti di una società, ha rilevato la non corretta deduzione, per più anni d’imposta, degli accantonamenti relativi alle spese di cui all’articolo 107, comma 2, del TUIR.
SUPERAMMORTAMENTO ED IPERAMMORTAMENTO IN CASO DI BENI ACQUISITI IN LEASING Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 132/E del 24 ottobre 2017
Con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 132/E del 24 ottobre 2017, sono stati forniti ulteriori chiarimenti in merito all’applicazione delle disposizioni in tema di superammortamento ed iperammortamento, in relazione ad investimenti effettuati entro il 30 giugno 2018 ed il 30 settembre 2018.
In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha focalizzato la propria attenzione sulla possibilità di fruire della maggiorazione in parola nell’ipotesi in cui, dopo aver effettuato l’ordine e aver versato al fornitore un acconto almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione del bene entro il 31 dicembre 2017, l’investitore decida, successivamente a tale data, di acquisire il bene tramite contratto di leasing, secondo particolari modalità.
NUOVO REGIME DI DETERMINAZIONE DELL’AGEVOLAZIONE ACE Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 26/E del 26 ottobre 2017
Con la Circolare n. 26/E del 26 ottobre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulla disciplina concernente l’Aiuto alla Crescita Economica (agevolazione “ACE”), alla luce della revisione delle disposizioni di attuazione introdotte con il nuovo Decreto ACE, di cui al Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 3 agosto 2017 (per un maggior approfondimento al riguardo, si rinvia alla nostra nota informativa n. 273 del 9 agosto 2017), soffermandosi, in particolar modo, sulla preventività delle istanze di interpello probatorio e proroga dei termini di presentazione delle dichiarazioni e sulla decorrenza della nuova disciplina antielusiva.
IMPUTAZIONE DEGLI UTILI AL CONVIVENTE DI FATTO CHE PRESTA STABILMENTE LA PROPRIA OPERA ALL’INTERNO DELL’IMPRESA DELL’ALTRO CONVIVENTE Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 143/E del 26 ottobre 2017
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 143/E del 26 ottobre 2017, ha risposto ad un interpello in cui un contribuente chiedeva chiarimenti in ordine al corretto trattamento fiscale di un’impresa familiare, risultante da un atto notarile con cui si attestava l’inserimento, nell’impresa medesima, del convivente di fatto.
In particolare, il contribuente dichiarava di essersi avvalso della legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze) che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. In particolare l’Agenzia delle Entrate conclude affermando che è possibile applicare anche a questa fattispecie i principi generali che hanno portato alla collocazione dell’impresa familiare all’interno dell’articolo 5 del TUIR.
a cura del settore Fiscalità d’impresa Confcommercio
DOMANDA Si chiede di conoscere la modalità di determinazione delle soglie per l’individuazione della periodicità della presentazione dei modelli INTRASTAT.
RISPOSTA L’art. 2 comma 1 del D.M. 22/02/2010 prevede che ciascun elenco riepilogativo debba essere presentato con periodicità:
›› trimestrale, dai contribuenti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
›› mensile, dai contribuenti che hanno effettuato operazioni, nel trimestre di riferimento e/o in uno dei quattro trimestri precedenti, un ammontare superiore a 50.000 euro.
Per comprendere quale siano le categorie di operazioni che vengono in rilievo per la determinazione della soglia, è
necessario fare riferimento all’art. 1 del medesimo decreto.
Ai sensi dell’art. 1, le categorie di operazioni sono le seguenti:
›› cessioni intracomunitarie di beni comunitari;
›› acquisti intracomunitari di beni comunitari;
›› prestazioni rese da operatori italiani ad operatori comunitari che, in virtù del principio generale di territorialità, risultano tassabili nel luogo del committente. Restano escluse le prestazioni di servizi oggetto di specifiche deroghe (ad esempio, prestazioni relative ad immobili, trasporti di persone, noleggi a breve termine di mezzi di trasporto, ristorazione, catering);
›› prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti in Italia, rese da operatori comunitari, e tassabili in Italia.
Di conseguenza, ai fini del superamento della soglia succitata, vengono in rilievo solo le operazioni che debbono essere indicate nei modelli INTRASTAT.
Si sottolinea che, a seguito dell’emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle dogane n. n.194409/2017 del 25 settembre 2017, a partire dal 1° gennaio 2018, i modelli INTRASTAT subiranno profonde modifiche, anche rispetto al quantum delle soglie.
PRESTAZIONI OCCASIONALI – CERTIFICAZIONE UNICA
DOMANDA Si chiede se, in merito alla compilazione della Certificazione Unica per prestazioni occasionali ricomprese nell’ambito dell’art. 2222 c.c., in caso di superamento del tetto annuo di 5.000 euro, occorre compilare solo la sezione riferita ai dati previdenziali (campi da 29 a 39) oppure, in aggiunta, anche la C.U. parasubordinato, sezione 3 (campi da 41 a 48).
RISPOSTA Si precisa che, in base alle istruzioni per la compilazione della C.U. in parola, nella “SEZIONE 3 – INPS GESTIONE SEPARATA Parasubordinati” vanno indicati, tra gli altri, i compensi corrisposti, durante l’anno 2016, agli iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno prodotto redditi in relazione a rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione, a favore di un determinato soggetto senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita (disciplinati dall’art. 50 comma 1 lett. c-bis) del TUIR, nonché i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere (disciplinati dal successivo art. 67 comma 1 lett. l)).
Ciò premesso, il reddito prodotto dalle prestazioni occasionali in parola rientra nella fattispecie prevista dal citato art. 67, lett. l) e, pertanto, si ritiene che, in sede di compilazione della C.U., dovranno essere valorizzati, in aggiunta, anche i campi da 41 a 48, ricompresi nella citata “SEZIONE 3 – INPS GESTIONE SEPARATA Parasubordinati”.
CERTIFICAZIONE CORRISPETTIVI PER VENDITA OLII LUBRIFICANTI PER AUTOTRAZIONE
DOMANDA Si chiede se per la vendita al minuto di olii lubrificanti per autotrazione da parte di un concessionario, sia necessaria l’emissione dello scontrino fiscale e, secondariamente se è possibile la vendita, tramite ddt, con fatturazione differita a fine mese.
RISPOSTA Gli acquisti dei suddetti prodotti, dal momento che non sono effettuati presso impianti stradali di distribuzione ma presso un concessionario Vostro associato, restano esclusi dalla disciplina della scheda carburanti che, come noto, sostituisce a tutti gli effetti la fattura.
Detto ciò si rammenta che, ai sensi dell’articolo 2 del D.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696, le cessioni di carburante e lubrificanti per autotrazione non sono soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta fiscale, tantomeno a fattura.
Pertanto, il concessionario che vende il carburante, non tramite impianti di distribuzione stradali, applica la disciplina della fatturazione a richiesta del cliente, ossia l’art. 22 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Considerato che i soggetti indicati in quest’ultimo articolo possono utilizzare la fatturazione differita di cui al successivo art. 24, si ritiene che nella fattispecie descritta nel quesito sia possibile utilizzare tale strumento, se richiesto dal cliente. Infatti, “per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione ed avente le caratteristiche determinate con DPR n. 472/1996, nonché per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto, può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime”.
IMPRESA FAMILIARE – COPPIA DI FATTO
DOMANDA Si chiede di conoscere se la disciplina dell’impresa familiare di cui all’art. 5 del Tuir è applicabile alle coppie di fatto.
RISPOSTA L’art. 230-ter al Codice civile, avente per oggetto i “diritti del convivente” dispone che “al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato”.
Come logica conseguenza, è escluso che alle coppie di fatto possa applicarsi la normativa per l’impresa familiare di cui all’art. 5 T.U.I.R.
A diverse conclusione si giunge nell’ipotesi di unione civili (art. 1, commi 2-35 della L. n. 76/2016). Infatti, per quanto attiene al regime patrimoniale applicabile alle unioni civili, il comma 13 della Legge n. 76/2016 (Regolamentazione delle Unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze), considera applicabili, tra le altre, anche le disposizioni di cui alla sezione VI, del capo VI, del titolo VI, del libro I del codice civile. In tale ambito rientra l’art. 230 bis c.c., che disciplina l’impresa familiare e i diritti ed obblighi dei relativi partecipanti.
CONTRIBUENTI MINIMI – VIES
DOMANDA Si chiede di conoscere se un contribuente che si avvale del regime dei minimi debba o meno iscriversi al VIES per porre in essere operazioni intracomunitarie.
RISPOSTA Come chiarito dall’Agenzia delle entrate, nella circolare n. 37 del 2011, anche i contribuenti minimi sono tenuti a manifestare la volontà di effettuare operazioni intracomunitarie, all’atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente per ottenere l’inclusione nel VIES (Vat information exchange system).
PERDITE SU CREDITI VANTATI VERSO UN DEBITORE SOTTOPOSTO A PROCEDURA DA SOVRAINDEBITAMENTO
DOMANDA Si chiede di conoscere se è possibile dedurre dal reddito di impresa le perdite su crediti vantati verso un debitore sottoposto a procedura da sovraindebitamento di cui alla L. n. 3 del 2012.
RISPOSTA L’art. 101, comma 5, del TUIR stabilisce, in termini generali, che la perdita su crediti è deducibile dal reddito d’impresa se risulta da “elementi certi e precisi” che si ritengono, tuttavia, automaticamente sussistenti in alcuni casi specifici tra i quali rientrano i crediti nei confronti di un debitore assoggettato a una procedura concorsuale o che ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato o ha pubblicato – presso il Registro delle Imprese – un piano attestato di risanamento.
Nel caso di specie è dunque, possibile la deduzione dal reddito d’impresa essendo il debitore sottoposto ad una procedura concorsuale.
Per domande o per l’archivio de L’Esperto risponde collegarsi a http://www.confcommercio.it/docs-fisco o scrivere a tributario@confcommercio.it
Per ulteriori chiarimenti e quesiti in materia rivolgersi a:
Settore Fiscalità d’Impresa
Tel. 06 5866 220 · E-mail tributario@confcommercio.it