Source: http://sapaf.it/tar-lazio-partecipazione-tecnici-concorso-400-vice-ispettori-del-19-07-2013
Timestamp: 2019-04-21 09:04:13+00:00
Document Index: 10393235

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art 15', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 7', 'art. 32', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 32', 'art. 33', 'art. 33', 'art. 15', 'sentenza ']

TAR Lazio partecipazione tecnici concorso 400 vice ispettori del 19-07-2013 | Sapaf
sul ricorso n. 7919 del 2012, proposto da Adinolfi Gloria, Marsella Sandro Aurelio, Migliardo Marco, Perri Valerio, Ponti Paola, Valvassori Marco, Corigliano Bruno, Mancuso Antonino, Rossi Barbara, Dafano Massimo, Mariani Luca, Caretta Annamaria, Ribalzetti Gianluigi, rappresentati e difesi dall’avv. Andrea De Marchi presso il cui studio in Roma, alla via Ugo Bartolomei n. 18, sono elettivamente domiciliati;
il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, in persona del Ministro pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale è ex lege domiciliato, in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
Galletta Antonina, non costituitasi in giudizio;
- del provvedimento emesso in data 22 giugno 2012 dal Capo del Corpo Forestale dello Stato, con il quale i ricorrenti sono stati esclusi dal concorso pubblico per esami bandito con decreto del capo del C.F.S. del 23 novembre 2011 per la nomina di 400 allievi vice ispettori
- di ogni altro provvedimento allo stesso presupposto, conseguenziale e/o connesso con riferimento al medesimo oggetto.
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 giugno 2013 il dott. Roberto Politi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Espongono i ricorrenti – dipendenti del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed appartenenti al ruolo del personale degli operatori e dei collaboratori del Corpo Forestale dello Stato – di aver presentato domanda di partecipazione al concorso pubblico per esami, di cui al bando pubblicato in data 29 novembre 2011, per la nomina di 400 allievi vice ispettori del C.F.S.
L’art. 1 del bando prevedeva che:
- 67 posti fossero riservati a coloro che alla data di scadenza del bando risultassero già appartenere al ruolo dei sovrintendenti del C.F.S.;
- ulteriori 67 posti fossero riservati agli appartenenti ai ruoli del C.F.S. con almeno 3 anni di anzianità di servizio effettivo alla data di scadenza del bando in possesso di tutti i requisiti di cui all’art. 2, comma 1, salvo quello della lettera b) relativo all’età
- ed ulteriori 15 posti fossero riservati al coniuge ed ai figli superstiti, ovvero ai parenti in linea collaterale di secondo grado se unici superstiti del personale delle forze armate e delle Forze di Polizia deceduto in servizio e per causa di servizio in possesso dei requisiti di cui all’art. 2.
L’art. 2 comma 1 lettera b) del bando di concorso, inoltre, ha previsto tra i requisiti di partecipazione il possesso di un’età non superiore a trentadue anni con esclusione di qualsiasi elevazione e non inferiore a diciotto.
Con decreto emesso in data 22 giugno 2012 il Capo del C.F.S. ha escluso i ricorrenti dal concorso in quanto in possesso, alla data di scadenza del bando, di un’età superiore a quella prevista; e, al contempo, privi di un’anzianità di effettivo servizio di almeno tre anni, “in base alla quale, ai sensi dell’art. 15 comma 1 lettera a) del medesimo decreto legislativo, viene meno la necessità del requisito dell’età”.
Le censure dalla parte ricorrente articolate avverso tale provvedimento concernono i seguenti profili di affermata illegittimità dello stesso:
Violazione di legge. Eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti. Eccesso di potere per illogicità e contraddittorietà manifesta. Eccesso di potere sotto il profilo della generica e lacunosa, insufficiente o quanto meno difettosa motivazione ed istruttoria.
Viene, in primo luogo, osservato come l’art 15 del D.Lgs. 201/1995 (come modificato dal D.Lgs. 87/2001) preveda che la nomina alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori si consegua, nel limite del cinquanta per cento dei posti disponibili, mediante concorso pubblico per esami al quale possono partecipare:
- gli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti del C.F.S., purché in possesso del prescritto titolo di studio e senza limitazione di età alcuna;
- gli appartenenti a tutti gli altri ruoli del C.F.S., con almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando ed in possesso dei prescritti requisiti ad eccezione del limite di età.
Nel rilevare come tale disposizione abbia posto un limite di età per il personale appartenente al Corpo Forestale dello Stato non appartenente al ruolo dei sovrintendenti, parte ricorrente assume l’illegittimità del provvedimento di esclusione dal concorso in ragione del possesso di un’età superiore a quella massima prevista, in applicazione dell’art. 2, comma 1, lettera b), del bando.
Nel provvedimento gravato, peraltro, l’Amministrazione ha precisato che “nell’ultimo periodo della citata lettera b) il requisito dell’età non è richiesto ai soli appartenenti ai ruoli del Corpo Forestale dello Stato di cui all’art. 1 commi 3 e 4 del bando, ossia al solo personale ammesso al concorso con riserva di posti”.
Dal momento che gli appartenenti ai ruoli del C.F.S. di cui alla disposizione di bando da ultimo indicata non sono i soli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti del C.F.S., ma anche tutti gli appartenenti agli altri ruoli dello stesso Corpo, si argomenta che l’Amministrazione non avrebbe dovuto applicare nei confronti di tutti gli ammessi con riserva dei posti il requisito dell’età, come del resto sancito dallo stesso art. 2 comma 1 lettera b ultimo capoverso.
La determinazione impugnata ha, inoltre, disposto l’esclusione dal concorso dei ricorrenti perché gli stessi “pur appartenendo ai ruoli degli operatori e collaboratori o revisori del Corpo Forestale dello Stato non possiedono l’anzianità di servizio effettivo di almeno tre anni” (alla data del bando che indice il concorso).
Nell’assumere che a tali fini rilevi l’anzianità maturata durante il corso di formazione, sostengono i ricorrenti di possedere almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio nel C.F.S. alla data del bando che indice il concorso: per l’effetto ulteriormente argomentando, sotto il profilo ora in esame, l’illegittimità dell’atto gravato.
Conclude parte ricorrente insistendo per l'accoglimento dell’impugnativa, con conseguente annullamento degli atti oggetto di censura.
Con ordinanza n. 3846, pronunziata nella Camera di Consiglio del 24 ottobre 2012, è stata accolta la domanda di sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato, dalla parte ricorrente proposta in via incidentale; e conseguentemente disposta l’ammissione con riserva dei ricorrenti allo svolgimento delle prove concorsuali.
Il ricorso viene ritenuto per la decisione alla pubblica udienza del 26 giugno 2013.
1. È in primo luogo necessario individuare il contenuto dell’avversata determinazione, con la quale è stata disposta l’esclusione degli odierni ricorrenti dalla procedura selettiva precedentemente indicata.
Muove, tale atto, dal presupposto che, “a norma dell’art. 2, comma 1, lett. b), del bando, gli aspiranti debbono, alla data di scadenza del termine utile per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, possedere un’età non superiore a trentadue anni, con esclusione di qualsiasi elevazione, e non inferiore a diciotto”.
Prosegue rilevando che, “nell’ultimo periodo della citata lett. b), il requisito dell’età non è richiesto ai soli appartenenti ai ruoli del Corpo Forestale dello Stato di cui all’art. 1, commi 3 e 4, del bando, ossia al solo personale ammesso al concorso con riserva di posti”.
Precisa, poi, che “ai sensi del citato comma 4 dell’art. 1 del bando, nel rispetto di quanto previsto all’art. 15, comma 1, lett. a), come modificato dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2001 n. 87, si considerano i soli appartenenti ai ruoli del Corpo Forestale dello Stato con almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio”.
Sulla base degli indicati presupposti normativi e di lex specialis, il gravato provvedimento del 12 giugno 2012 ha disposto l’esclusione dei ricorrenti dal concorso di che trattasi:
- in quanto in possesso, “alla data di scadenza del bando, [di] un’età superiore a quella prevista, con esclusione di qualsiasi elevazione, all’art. 2 comma 1 lettera b) del bando nel rispetto della normativa speciale del Corpo Forestale dello Stato, forza di polizia di cui al combinato disposto degli articoli 16 comma 1 lettera a del decreto legislativo 12 maggio 1995 n. 201 e dell’articolo 1 comma 2 primo periodo del regolamento adottato con D.M. del 2.6.1999 n. 295”
- e, ulteriormente, dal momento che, “pur appartenendo ai ruoli degli operatori e collaboratori o revisori del Corpo Forestale dello Stato, non possiedono l’anzianità di effettivo servizio di almeno tre anni in base alla quale, ai sensi dell’art. 15 comma 1 lettera a) del medesimo decreto legislativo, viene meno la necessità del requisito dell’età”.
2. Secondo quanto disposto dall’art. 15 del D.Lgs. 12 maggio 1995 n. 201, la nomina alla qualifica iniziale del ruolo degli ispettori si consegue:
a) nel limite del cinquanta per cento dei posti disponibili mediante concorso pubblico per esami seguito da un corso di formazione e specializzazione di quindici mesi. Un sesto dei posti è riservato agli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti in possesso del prescritto titolo di studio. Al concorso sono ammessi a partecipare, con riserva di un sesto dei posti disponibili, gli appartenenti ai ruoli del Corpo forestale dello Stato con almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando che indice il concorso, in possesso dei prescritti requisiti ad eccezione del limite di età. Se i posti riservati non vengono coperti, la differenza va ad aumentare i posti spettanti all'altra categoria. A parità di merito, l'appartenenza al Corpo forestale dello Stato costituisce titolo di preferenza, fermi restando gli altri titoli preferenziali previsti dall'ordinamento vigente (lettera così modificata dall’art. 7 del D.Lgs. 28 febbraio 2001 n. 87);
b) nel limite del cinquanta per cento dei posti disponibili mediante concorso interno per titoli di servizio ed esame consistente in una prova scritta e in un colloquio, riservato al personale del Corpo forestale dello Stato che espleta funzioni di polizia in possesso, alla data di pubblicazione del bando che indice il concorso, di un'anzianità di servizio non inferiore a sette anni e di diploma di istituto di istruzione secondaria superiore che consente l'iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario. Un terzo dei posti è riservato agli appartenenti al ruolo dei sovrintendenti anche se privi del titolo di studio.
3. Quanto sopra preliminarmente posto, la Sezione, con ordinanza n. 1141 del 1° febbraio 2013, ha preso atto della rilevanza assunta, ai fini del decidere, dall’esatta individuazione dell’anzianità vantata dai ricorrenti al fine dell’ammissione alla procedura selettiva de qua.
Il relativo computo, infatti, è stato dalla parte effettuato considerando all’interno dell’anzianità di servizio complessiva anche il periodo (della durata di quattro mesi) durante il quale gli interessati hanno frequentato un corso, successivamente al superamento del concorso in esito al quale sono stati immessi nei ruoli del Corpo Forestale dello Stato.
Tale assunto rinviene fondamento nella previsione di cui al comma 7 dell’art. 32 del D.Lgs. 201/1995: il quale stabilisce che “i vincitori del concorso sono nominati allievi operatori e sono destinati a frequentare un corso di formazione a carattere teorico-pratico della durata di quattro mesi”.
Alla stregua di quanto precedentemente indicato, è stato ritenuto opportuno procedere alla ricognizione del contenuto del bando di concorso riguardante la selezione che i ricorrenti hanno affrontato ai fini dell’immissione nei ruoli del Corpo Forestale dello Stato: in particolare, con riferimento alla presenza di eventuali indicazioni relative alla computabilità – o meno – nell’anzianità di servizio del corso precedentemente indicato.
L’intimata Amministrazione è stata, conseguentemente, onerata del deposito in giudizio del bando di concorso relativo alla selezione anzidetta, corredato da una documentata relazione di chiarimenti volta ad illustrare i criteri seguiti per la determinazione della complessiva anzianità di servizio attribuita ai ricorrenti al momento della presentazione, ad opera degli stessi, della domanda di ammissione al concorso per cui è controversia.
Nella circostanza, la stessa Amministrazione resistente è stata altresì invitata, avuto riguardo alla disposta ammissione con riserva dei ricorrenti allo svolgimento delle prove inerenti la procedura selettiva di che trattasi, ad indicare lo stato dello svolgimento del concorso stesso, nonché – in ragione della rilevanza assunta ai fini della necessaria verifica della persistenza, in capo ai ricorrenti stessi, dell’interesse alla definizione nel merito del presente giudizio – l’eventuale superamento, da parte degli interessati, delle relative prove.
4. Proprio con riferimento a tale ultimo profilo di interesse, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con nota del 24 maggio 2013 (resa a fronte dell’incombente istruttorio come sopra disposto), ha evidenziato che i ricorrenti sigg.ri Migliardo Marco e Ponti Paola hanno riportato un punteggio pari, rispettivamente, a 71,10 e 72,04; e sono stati conseguentemente, ammessi a sostenere le prove scritte (anche esse positivamente superate, con conseguente sottoposizione degli interessati ai previsti accertamenti di idoneità psico-fisica ed attitudinale).
Se per i nominativi precedentemente indicati va senz’altro predicata la persistenza dell’interesse alla delibazione del proposto ricorso, diversamente per gli altri ricorrenti (Adinolfi Gloria, Marsella Sandro Aurelio, Perri Valerio, Valvassori Marco, Corigliano Bruno, Mancuso Antonino, Rossi Barbara, Dafano Massimo, Mariani Luca, Caretta Annamaria, Ribalzetti Gianluigi) la suindicata Autorità ministeriale ha evidenziato che, in esito allo svolgimento della prova preliminare (in ragione della disposta ammissione con riserva dell’interessato stesso), il punteggio dagli stessi riportato si è rivelato non sufficiente per una collocazione entro la posizione di graduatoria n. 2.500 (il punteggio dell’ultimo classificato è stato pari a 69,12), utile ai fini dell’ammissione al prosieguo dell’iter concorsuale (prove scritte, svoltesi nei giorni 3, 4 e 5 aprile).
Tale sopravvenuta circostanza, con ogni evidenza, priva i suindicati ricorrenti ricorrente del necessario interesse alla sollecitazione del sindacato giurisdizionale avverso l’originario provvedimento di esclusione dalla selezione per carenza dei requisiti di ammissione, in quanto il conseguimento dell’interesse sostanziale si dimostra comunque pregiudicato – irreversibilmente – in ragione della riportata mancata ammissione alle successive prove concorsuali.
Non può, quindi, esimersi il Collegio dal dare atto – limitatamente ai ricorrenti precedentemente indicati – della improcedibilità del gravame per sopravvenuta carenza di interesse.
5. Quanto alle posizioni dei ricorrenti sigg.ri Migliardo Marco e Ponti Paola, si osserva quanto segue.
Va in primo luogo escluso che possa trovare ammissibile ingresso la doglianza relativa all’esclusione dalla selezione per superamento del limite massimo di età, per come indicato nel bando in trentadue anni.
Come condivisibilmente (già) sottolineato nel provvedimento cautelare reso dalla Sezione in data 25 ottobre 2012, la mancata impugnazione della lex specialis nel termine decadenziale decorrente dalla conoscenza di quest’ultima (e, con essa, della disposizione relativa al limite di che trattasi, avente portata direttamente ed immediatamente lesiva rispetto alla posizione vantata dagli aspiranti alla partecipazione al concorso) esclude che il sindacato giurisdizionale possa essere ammissibilmente sollecitato a fronte dell’adozione del (meramente conseguenziale) provvedimento di esclusione.
Come costantemente affermato in giurisprudenza (cfr., ex multis, T.A.R. Lazio, sez. II-ter, 2 settembre 2005 n. 6533), infatti, l’immediata impugnazione del bando è configurabile nelle ipotesi in cui una clausola ivi contenuta impedisca, in modo certo, la partecipazione formale o sostanziale ad una prova concorsuale.
Tale previsione, in quanto recante una lesione attuale dell'impresa aspirante, deve avere un significato assolutamente univoco o per la sua natura (come appunto nel caso in esame, disposizione di bando che preveda un limite di età), ovvero per il modo in cui è formulata, sì da escludere un'interpretazione diversa da quella implicante in modo certo l'esclusione da detta prova.
Solo laddove non ricorrano gli indicati presupposti che caratterizzano come indefettibilmente dovuto il provvedimento di esclusione, potrà trovare applicazione il generale principio per cui il pregiudizio viene ad attualizzarsi unicamente con il provvedimento finale del procedimento, ancorché questa costituisca conseguenza ineludibile di atti di una medesima sequenza procedimentale posti a monte.
6. Pur ribadita l’esclusa censurabilità del diniego di ammissione per le ragioni indicate precedentemente (omessa tempestiva impugnazione del bando), va rilevato che il limite di età per l’ammissione alla selezione concorsuale (trentadue anni) non opera, avuto riguardo a quanto stabilito dall’art. 15, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 201/1995, per gli “appartenenti ai ruoli del Corpo forestale dello Stato con almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando che indice il concorso, in possesso dei prescritti requisiti”.
La disposizione richiamata, nell’escludere espressamente l’obbligatorietà del possesso del requisito del limite di età, pone una prescrizione che trova generalizzata applicazione nei confronti di “tutti” gli appartenenti ai ruoli del Corpo e non soltanto dei dipendenti inquadrati nel ruolo dei Sovrintendenti.
Soccorre, a tal fine, una lettura integrata della citata lett. a) del comma 1 dell’art. 15, dalla quale è dato – invero inequivocabilmente – evincere che:
- se la riserva di un sesto dei posti è disposta in favore degli “appartenenti al ruolo dei sovrintendenti in possesso del prescritto titolo di studio”
- diversamente, “al concorso sono ammessi a partecipare, con riserva di un sesto dei posti disponibili, gli appartenenti ai ruoli del Corpo forestale dello Stato con almeno tre anni di anzianità di effettivo servizio alla data del bando che indice il concorso, in possesso dei prescritti requisiti ad eccezione del limite di età”.
La diversificata considerazione dalla norma riservata alle due indicate categorie di riservatari (i Sovrintendenti, purché in possesso del titolo di studio; “tutti” gli appartenenti al C.F.S., laddove in possesso dei requisiti con esclusione del limite di età) induce a disattendere un’opzione ermeneutica che privilegi la limitazione al solo personale dei Sovrintendenti della possibilità di partecipazione al concorso per Ispettore senza la restrizione del limite di età.
Tale categoria di personale trova, infatti, diversificata contemplazione normativa, ai fini di che trattasi, con riferimento al richiesto possesso del (solo) titolo di studio prescritto; mentre il rimanente personale inquadrato nei ruoli C.F.S., parimenti in assoggettato al limite di età di che trattasi, deve (invece) dimostrare la titolarità di (tutti) i rimanenti requisiti di ammissione alla selezione.
7. Come sopra chiarito il corretto alveo applicativo della disposizione di che trattasi, viene in considerazione – al fine di una compiuta valutazione in ordine alla legittimità dell’avversato diniego di ammissione al concorso – la disamina in ordine alla computabilità, ai fini della determinazione della complessiva anzianità di “tre anni di effettivo servizio” necessaria ai fini della partecipazione alla selezione, secondo quanto stabilito dal più volte citato art. 15, comma 1, lett. a), del corso frequentato successivamente al superamento del concorso per la nomina ad Operatore.
Va innanzi tutto osservato come il comma 7 dell’art. 32 del D.Lgs. 201/1995 stabilisca che “i vincitori del concorso sono nominati allievi operatori e sono destinati a frequentare un corso di formazione a carattere teorico-pratico della durata di quattro mesi”.
Il successivo art. 33 prevede, poi, che “nell'ambito del ruolo degli operatori e dei collaboratori la promozione da una qualifica all'altra si consegue a ruolo aperto, mediante scrutinio per merito assoluto, al quale sono ammessi coloro che alla data dello scrutinio abbiano compiuto cinque anni di effettivo servizio nella qualifica inferiore compreso, ai fini della promozione a operatore scelto, il periodo di frequenza del corso”.
L’espressa considerazione dalla norma riservata alla durata del periodo di frequenza del corso ai fini della determinazione dell’anzianità utile per l’avanzamento di carriera del personale degli Operatori esclude che tale periodo possa formare oggetto di differenziata valutazione ai fini della partecipazione alla selezione concorsuale per il conseguimento della qualifica di Ispettore: dovendo, al riguardo, disattendersi quanto osservato dall’Autorità ministeriale con nota del 24 maggio 2013, depositata in giudizio a cura dell’Avvocatura Generale dello Stato.
In assenza di alcuna espressa previsione che diversamente atteggi il computo dell’anzianità di servizio in ragione delle tipologie di avanzamento nei ruoli del Corpo (a ruolo aperto ex art. 33; ovvero mediante pubblica procedura selettiva ai sensi dell’art. 15), deve ritenersi che la valutazione del (periodo di durata del) corso formativo successivo al superamento del concorso per la qualifica di Operatore quale “anzianità di servizio” operi anche ai fini della determinazione dell’anzianità complessiva utile per l’ammissione al concorso di che trattasi: altrimenti venendo ad introdursi, nel silenzio del quadro normativo primario di riferimento, una ingiustificata, quanto arbitraria, differenziazione di un medesimo arco temporale che la legge, come evidenziato, ha inteso pienamente equiparare all’attività di servizio.
8. Quanto sopra esposto induce a dare atto della fondatezza delle censure dalla parte ricorrente dedotte avverso l’impugnata determinazione di esclusione dal concorso precedentemente indicato: per l’effetto imponendosi, in accoglimento del presente ricorso, l’annullamento dell’impugnato provvedimento reso dal Corpo Forestale dello Stato in data 22 giugno 2012.
In ragione delle difficoltà ermeneutiche sottese alla decifrazione del pertinente quadro di riferimento ed all’assenza di precedenti giurisprudenziali in materia, rileva conclusivamente il Collegio la sussistenza di giusti motivi per compensare fra le parti le spese di lite.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), così dispone in ordine al ricorso indicato in epigrafe:
- dichiara il gravame improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con riferimento alle posizioni dei ricorrenti sigg.ri Adinolfi Gloria, Marsella Sandro Aurelio, Perri Valerio, Valvassori Marco, Corigliano Bruno, Mancuso Antonino, Rossi Barbara, Dafano Massimo, Mariani Luca, Caretta Annamaria, Ribalzetti Gianluigi;
- accoglie, quanto alle posizioni dei ricorrenti sigg.ri Migliardo Marco e Ponti Paola, il ricorso indicato in epigrafe e, per l'effetto, in tali limiti annulla il provvedimento emesso in data 22 giugno 2012 dal Capo del Corpo Forestale dello Stato, con il quale i ricorrenti sono stati esclusi dal concorso pubblico per esami bandito con decreto del capo del C.F.S. del 23 novembre 2011per la nomina di 400 allievi vice ispettori.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 giugno 2013 con l'intervento dei magistrati:
DEPOSITATA IN SEGRETERIA il 19/07/2013
‹ TAR Lazio sentenza 9279/2013 promozione dirigenti superiori su TAR Lazio sedi di assegnazione 38° vice ispettori depositata 12-04-2012 ›