Source: https://www.giustiziadipace.it/disservizi-delle-poste-risarcibili-i-danni-non-patrimoniali-del-cittadino-quando-loffesa-subita-e-seria-e-incide-su-di-un-diritto-inviolabile-della-persona-sentenza-dell11/
Timestamp: 2019-09-18 18:16:33+00:00
Document Index: 376702

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2059', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 2043', 'art. 2059', 'art. 1226']

Disservizi delle poste: risarcibili i danni non patrimoniali del cittadino quando l’offesa subita è seria e incide su di un diritto inviolabile della persona – Sentenza dell’11 aprile 2013 – Confederazione Giudici di Pace
Ente Giudicante: Giudice di Pace di Eboli
Procedimento: Sentenza dell’11 aprile 2013
Disservizi delle poste: risarcibili i danni non patrimoniali del cittadino quando l’offesa subita è seria e incide su di un diritto inviolabile della persona
Troppo spesso le Poste Italiane si cullano dietro un’invulnerabilità legislativa, quasi uno scudo che apparentemente le renderebbe immuni da qualsiasi tentativo di rispondere alle loro carenze, quando a citarle in giudizio è il singolo cittadino.
A volte però la giurisprudenza s’inserisce nelle maglie della legislazione e nella farraginosità delle clausole dei contratti provvedendo a sanzionare, a ragione, i comportamenti di chi non sempre agisce in piena correttezza e nel rispetto dei vincoli legislativi e contrattuali previsti.
E’ il caso della recente sentenza emessa l’11 aprile 2013 dal Giudice di Pace di Eboli, dott. Luigi Vingiani, con la quale le Poste Italiane S.p.A. sono state condannate a risarcire il danno subìto da un cittadino a causa del ritardo nella consegna di un telegramma, ritardo che aveva determinato per lo sfortunato insegnante non di ruolo la perdita di una chance professionale, costituita dall’incarico per una supplenza. Il docente proprio a seguito del ritardato recapito non aveva potuto prendere servizio. In conseguenza di tale omissione il cittadino aveva avviato un’azione contro Poste Italiane e il giudice, accogliendo la sua domanda, ha liquidato ben 5mila euro di risarcimento.
Nel motivare la decisione, il giudice ha rammentato che, pur non esistendo più un danno esistenziale autonomo, questo può essere di fatto risarcito nell’ambito del danno non patrimoniale e a due condizioni e cioè che l’interesse che si assume leso sia un diritto inviolabile della persona (oppure sia riconducibile ad una espressa previsione di legge anche internazionale che ne consenta il ristoro ex art. 2059 cc) e che l’offesa arrecata al diritto sia seria, oltre la soglia della tollerabilità.
Non di meno, l’onere della prova grava sul danneggiato e la liquidazione, se il danno è provato nell’an, può essere fatta ex art.. 1226 C.C anche equitativamente tramite presunzioni.
Per ciò che riguarda la cosiddetta “perdita di chance” il giudice di merito ha inoltre sottolineato che questa – come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non è una mera aspettativa di fatto ma un’entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione – e chi richiede i danni dalla perdita di chance ha l’onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile dev’essere conseguenza immediata e diretta.
Nella fattispecie, l’insegnante ha dimostrato di aver subìto dei danni e che l’unico impedimento alla supplenza è stato il disservizio delle Poste.
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE – EBOLI
nella causa civile iscritta al R.G.A.C. n. …../12 riservata all’udienza del 16/10/2012
Tizio x Ax Bx, rapp.to e difeso, giusta mandato a margine dell’atto di citazione dall’Avv. Cxx Dx presso il cui studio elettivamente domicilia in via …;
Poste Italiane s.p.a. in persona legale rapp.te p.t., rapp.ta e difesa dall’avv. Ex Del Fx, presso il cui studio elettivamente domicilia in ….
Con atto di citazione debitamente notificato in data, Tiziox Ax Bx conveniva in giudizio, innanzi al Giudice di Pace di EBOLI, Poste Italiane s.p.a., al fine di conseguire il risarcimento di tutti i danni riportati a seguito del tardivo recapito da parte di Poste Italiane (dopo oltre 22 giorni dall’invio) di un telegramma contenente la convocazione per una supplenza di 18 ore settimanali presso …. dal 14.11.2011 al 31.1.2012.
All’udienza di prima comparizione parte convenuta, si costituiva in giudizio ed eccepiva la carenza di legittimazione passiva e la mancanza di responsabilità.
Dalla documentazione prodotta risultano altresì provate sia la legittimazione attiva dell’attore Tiziox Ax Bx che la legittimazione passiva della convenuta Poste Italiane s.p.a..
E’ appena il caso di richiamare una decisione della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 4 del 1999, ha dichiarato, a proposito di ritardi nel recapito di vaglia telegrafici, non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 del D.P.R. 29.3.73 n. 156 T.U. Postale (che stabilisce la non responsabilità delle Poste per gravi ritardi nell’espletamento del servizio fuori dei casi espressamente stabiliti dalla legge), perché nel contesto normativo attuale nel quale tale disposizione si colloca, è possibile una interpretazione della norma stessa, sospetta di illegittimità costituzionale, che sia in armonia con le altre norme del servizio postale che pretendono invece il rispetto di tempi e limiti, nei ritardi.
Se è vero che il giudice, in ipotesi di dubbio sulla legittimità costituzionale della norma da applicare, deve verificare prima di tutto la possibilità di una interpretazione costituzionalmente orientata, nella fattispecie in esame, non può che escludersi l’assenza di responsabilità delle Poste per gravi ritardi nell’espletamento del servizio.
Correttamente, quindi la responsabilità della convenuta deve essere valutata ai sensi dell’art. 2043 c.c.-
Si è poi visto che tale decisione non ha accontentato né i c.d. esistenzialisti né i c.d. negazionisti e vi sono state pronunce delle sezioni semplici e della giurisprudenza di merito che hanno per così dire “reinterpretato” la decisione delle sezioni unite e cercato di dare una diversa e più ampia qualificazione del danno non patrimoniale e dei criteri per la sua risarcibilità.
a) l’interesse che si assume leso è un diritto inviolabile della persona (oppure è riconducibile ad una espressa previsione di legge anche internazionale che consente il ristoro ex art. 2059 c.c.);
In tal caso l’onere della prova grava sul danneggiato e la liquidazione, se il danno è provato nell’an, può essere fatta ex art. 1226 c.c. anche equitativamente tramite presunzioni.
Nel merito, si osserva che risulta pacifico e comunque risulta accertato che il telegramma inviato all’attore in data 9.11.2011 è stata recapitato soltanto in data 1.12.2011 e che invece la convocazione era per il 14.11.2011.
In merito alla domanda da perdita di chance formulata dalla parte attrice per la mancata possibilità di partecipazione ad una selezione, l’istante ha depositato copiosa documentazione attestante i titoli in suo possesso e soprattutto certificazione attestante che in ipotesi di partecipazione alla convocazione avrebbe ricevuto l’incarico relativamente ad una supplenza sino al 31.1.2012.
In proposito si osserva che come più volte ribadito dalla Suprema Corte: la perdita di “chance” – come concreta ed effettiva occasione favorevole di conseguire un determinato bene, non è una mera aspettativa di fatto ma un’entità patrimoniale a sé stante, giuridicamente ed economicamente suscettibile di autonoma valutazione – e chi richiede i danni dalla perdita di chance ha l’onere di provare, pur se solo in modo presuntivo o secondo un calcolo di probabilità, la realizzazione in concreto di alcuni dei presupposti per il raggiungimento del risultato sperato e impedito dalla condotta illecita della quale il danno risarcibile dev’essere conseguenza immediata e diretta”. (Cfr. Sentenza n. 16877/2008 e Sentenza n. 21544/2008).
Nel caso in esame si ritiene che sussistano i presupposti di “perdita di chance” giacché parte attrice non si è limitata a dimostrare di essere in possesso dei requisiti richiesti dal bando e quindi di essere nelle condizioni di candidarsi, ma ha dimostrato la reale possibilità di essere selezionata, ed aggiudicarsi la supplenza.
In definitiva è stata provata la perdita di chance e conseguentemente la domanda di risarcimento danni per perdita di chance va accolta.
Va quindi dichiarata la esclusiva responsabilità della Poste Italiane s.p.a. nel verificarsi dei danni per cui è causa, per la perdita di chance che in relazione allo stipendio lordo erogabile all’epoca (Euro 1727,96) della durata della supplenza (due mesi e mezzo), della mancata contribuzione previdenziale e di TFR e della mancata anzianità scolastica, si ritiene equo e congruo di liquidare in misura di Euro 5000,00.
Le spese seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo ai sensi del D.M. n. 140/12 tenuto conto della natura della causa e dell’attività espletata.
Il Giudice di Pace di EBOLI, dott. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Tiziox Ax Bx nei confronti di Poste Italiane s.p.a. con atto di citazione notificato, così provvede:
1.-Dichiara la esclusiva responsabilità del Poste Italiane s.p.a. per il tardivo recapito del TELEGRAMMA di convocazione del 9.11.2011 recapitata in data 1.12.2011;
2.-Condanna Poste Italiane s.p.a., al risarcimento dei danni in favore di Tiziox Ax Bx per “perdita di chance” liquidato in Euro 5000,00 oltre gli interessi legali dalla domanda fino al saldo;
3.-Condanna Poste Italiane s.p.a. alla rifusione in favore di Tiziox Ax Bx delle spese processuali da quest’ultimo sostenute per il presente procedimento, che liquida in complessivi €. 1.270,00 di cui Euro 120,00 per spese ed Euro 1.150,00 per compenso professionale liquidato ai sensi del D.M. n.140/12 [euro 300,00 per la fase di studio; euro 150,00 per la fase introduttiva, euro 300,00 per la fase istruttoria euro 400,00 per la fase decisoria] nonché oltre accessori previdenziali e tributari, se documentati a mezzo fattura e non detraibili con attribuzione all’avv. Cxx Dx dichiaratosi antistatario.