Source: https://www.liberties.eu/it/news/diritto-alla-privacy-legge-polizia-polonia/6806
Timestamp: 2020-01-24 07:37:14+00:00
Document Index: 42679138

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Nuova legge polacca sulla polizia viola diritto alla privacy :: Civil Liberties Union for Europe
Lo scopo della legge è di implementare la sentenza della Corte Costituzionale secondo la quale ci sarebbe troppo poco controllo sull'operato delle forze di polizia.Tuttavia la modifica non soltanto non dà attuazione alla sentenza della Corte, ma introduce anche dei dispositivi che potrebbero rafforzare la sorveglianza sui cittadini.
La Corte Costituzionale ha stabilito che le attuali disposizioni autorizzano le forze dell'ordine ad accedere ai dati sulle telecomunicazioni in maniera quasi incontrollata. Le forze dell'ordine possono raccogliere i dati sulle fatturazioni delle compagnie di telecomunicazioni in autonomia, senza limiti e in tempo reale.
La Corte ha ordinato specificatamente l'introduzione di controlli indipendenti sulla condivisione dei dati e l'immediata distruzione dei materiali di sorveglianza se il contenuto è sottoposto al segreto professionale. Inoltre, i tribunali sono tenuti a specificare con precisione i dati e le tecniche di sorveglianza nel momento in cui concedono un'autorizzazione.
La Corte Costituzionale ha stabilito che una persona controllata deve essere informata di cosa accade una volta che le attività di sorveglianza sono terminate e ha chiesto che la durata massima della sorveglianza sia prevista per legge.
La sentenza deve essere attuata entro 18 mesi, per questo la nuova legge deve essere approvata dal legislatore entro febbraio 2016.
Tuttavia, il disegno di legge che riforma la polizia da dicembre 2015 non migliorerà la situazione esistente e non garantirà l'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale. Alcuni dei più gravi limiti del disegno di legge sono il controllo fittizio sulle operazioni e la mancanza di protezione della riservatezza legale. Il disegno di legge nella sua forma attuale è quasi totalmente una copia di quello proposto dalla precedente Legislatura.
Sono state introdotte alcune modifiche al precedente disegno, per esempio: la localizzazione GPS sarà possibile senza bisogno di alcuna prioritaria autorizzazione; non c'è obbligo di distruzione immediata dei materiali di controllo che contengono informazioni coperte dal segreto professionale (come il monopolio dell'inviato o la riservatezza avvocato-cliente); e le operazioni di monitoraggio potranno durare fino a 18 mesi.
Inoltre, la competenza delle forze di polizia è stata ampliata per coprire tutti i cosiddetti dati virtuali che sarebbero accessibili via rete senza alcun obbligo di presentare una richiesta per ogni singolo caso.
Secondo Barbara Grabowska-Moroz, legale di HFHR, “La portata dei dati online è abbastanza ampia da costituire una concreta minaccia perché includerebbe, per esempio, i domini dei siti web o addirittura il contenuto dei messaggi.”
HFHR ritiene che una tale situazione violerebbe i diritti individuali. Al momento, per raccogliere dati online è obbligatoria l'autorizzazione di un giudice e un individuo i cui diritti sono stati violati può presentare denuncia. Secondo il nuovo disegno, un individuo può essere inconsapevole – e può non venirlo mai a sapere – che il suo computer è stato sottoposto a una qualche forma di controllo.
La proposta introduce un controllo fittizio anziché un controllo indipendente: le forze di polizia dovranno riferire al tribunale annualmente, ma, anche laddove si riscontrassero errori da parte della polizia, la distruzione dei dati non sarebbe obbligatoria.
Il disegno non include alcuna disposizione per informare i cittadini che sono stati oggetto di attenzione e non offre loro alcuna possibilità di informarsi sulle attività contro di loro.
Il disegno non è compatibile né con la sentenza della Corte Costituzionale né con la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Quest'ultima ha ad oggetto la Direttiva sulla Conservazione dei Dati e prescrive che le forze di polizia dovrebbero sempre essere obbligate a presentare una richiesta ad un tribunale per poter raccogliere i dati sulle telecomunicazioni.
HFHR ha pubblicato un parere legale sia sul disegno di legge approvato dal Senato nel 2015, sia sull'attuale restrizione dei diritti umani. Il parere evidenzia i rischi che derivano dalla nuova legge per gli individui e per la tutela del loro diritto alla privacy.