Source: http://www.agendadigitale.eu/fatturazione-elettronica/digitalizzazione-del-ciclo-dell-ordine-lo-stato-dei-contratti-digitali_1484.htm
Timestamp: 2017-02-23 07:11:53+00:00
Document Index: 64850441

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 334', 'art. 23']

» Digitalizzazione del ciclo dell'ordine: lo stato dei contratti digitali Digitalizzazione del ciclo dell'ordine: lo stato dei contratti digitali
il quadro Il contratto è il primo step del ciclo dell'ordine: facciamo il punto su cosa prevedono le norme sul tema della sottoscrizione dei contratti, dall'atto pubblico alla scrittura privata
Da tempo gli esperti sostengono che i benefici della digitalizzazione saranno ben più evidenti - anche e soprattutto in termini economici - quando si tratterà in modo digitale non solo la fattura, ma tutto il ciclo dell’ordine. Da questo punto di vista, la normativa sembra aiutare, soprattutto per quanto riguarda l’atto che dà inizio ad un rapporto commerciale tra PA e fornitore, cioè il contratto: infatti l’art. 11 comma 13 del D.lgs 163/2006 (il Codice dei Contratti) è stato prima modificato dall'art. 6 comma 5 del DL 179/2012 e poi ancora dal DL 145/2013; il testo attuale dispone che “ Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata.”
In sostanza, con la prima modifica si stabiliva che dal 1° gennaio 2013 il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata.
Con la seconda modifica, invece, si è adottata una formulazione più chiara riguardo alle tipologie di contratto, e si è spostato in avanti la decorrenza della stipula in forma elettronica dei contratti, disponendo che “Il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata, a fare data dal 30 giugno 2014 per i contratti stipulati in forma pubblica amministrativa (atto pubblico e scrittura privata autenticata) e a far data dal 1° gennaio 2015 per i contratti stipulati mediante scrittura privata.”
La modifica del Codice dei Contratti fa riferimento alle disposizioni contenute nel D.lgs 110/2010, che ha introdotto la disciplina dell'atto pubblico informatico nella legge notarile (L. 89/2013).
Sul tema si è espressa anche l’AVCP (ora ANAC), con la Determina 1/2013, definendo che “i contratti pubblici di cui all’art. 3 del medesimo Codice debbano essere redatti, a pena di nullità, o mediante atto pubblico notarile informatico o in forma pubblica amministrativa, con modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice, o mediante scrittura privata; per la scrittura privata, quindi, resta ammissibile la forma cartacea e le forme equipollenti ammesse dall’ordinamento; la “modalità elettronica” della forma pubblica amministrativa possa essere assolta anche attraverso l'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa,nel rispetto di quanto prescritto dall’art. 25, comma 2, del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 e dall’Art. 52 bis L. 89/2013, modificato dal D.lgs. 110/2010, inserendo nell’atto una dicitura apposita di riconoscimento della firma.
Secondo l’interpretazione prevalente, la normativa sul contratto informatico si applica solo a quanto disciplinato dal codice dei contratti - quindi ad appalti di lavori, forniture, e servizi - rimanendo così esclusi i contratti che rientrano nell'ambito privatistico o che coinvolgono la PA e persone fisiche (diritto di superficie, locazioni, concessioni, ecc.).
Questa fattispecie è prevista dall’art. 334 comma 2 del DPR 207/2010, secondo cui “Il contratto affidato mediante cottimo fiduciario è stipulato attraverso scrittura privata, che può anche consistere in apposito scambio di lettere con cui la stazione appaltante dispone l'ordinazione dei beni o dei servizi, che riporta i medesimi contenuti previsti dalla lettera di invito.”
La normativa appena esaminata è assolutamente utile, perchè completa il quadro della dematerializzazione dei documenti, sia per le Amministrazioni e sia per le imprese, e - alla luce della fattura elettronica - permette di affermare che il primo tassello della dematerializzazione del ciclo dell’ordine può dirsi completato.
Alla sottoscrizione di un contratto (in particolare con atto pubblico e scrittura privata autenticata) sono collegati anche degli adempimenti fiscali, primo fra tutti la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate; anche su questo versante il processo può essere condotto esclusivamente con modalità informatica, utilizzando un sistema di cui - fino a poco tempo fa - hanno usufruito solo i notai, e adesso è a disposizione anche per le Amministrazioni in cui è presente un ufficiale rogante per la stipula dei contratti.
Per tutte le altre tipologie di scritture private, per cui sia necessaria la registrazione presso l’ufficio delle Entrate, non è previsto nessun sistema di invio; in questo caso, sarebbe opportuno un indirizzo chiaro che - sulla scia di quanto già accade - permettesse l’utilizzo delle tecnologie, in coerenza con la forma digitale del documento.
E’ bene evidenziare che i sistemi di registrazione telematica dei contratti sono invece utilissimi e andrebbero incentivati, perchè da un lato permettono di effettuare l’attività in minor tempo ed evitano di recarsi di persona all’ufficio competente, e dall’altro lato perchè - venendo meno il concetto di originale e di copia (si parla invece di duplicati informatici, art. 23 bis CAD) l’imposta di bollo viene corrisposta con un importo minore, e pagata sempre in modalità telematica, quindi con un risparmio di imposta da parte del fornitore.
Sarebbe opportuno chiudere il cerchio, adeguando di conseguenza anche normative risalenti nel tempo, come ad esempio quella (Art. 67 del DPR 131/1986) che prevede la tenuta del Repertorio degli atti formati da pubblici ufficiali, per cui attualmente c’è ancora l’obbligo di vidimazione presso l'Agenzia delle Entrate, non essendo stato ancora previsto un analogo repertorio informatico.
19 Maggio 2015 TAG:
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