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Timestamp: 2020-07-10 18:59:05+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 637', 'art. 637', 'art. 637', 'art. 14', 'art. 645', 'art. 637', 'art. 33', 'art. 637', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 12', 'art. 637', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 43', 'art. 643', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 20', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 637', 'art. 26', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 637', 'art. 20', 'sentenza ', 'sentenza ']

Art. 637 codice di procedura civile - Giudice competente - Brocardi.it
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Articolo 637 Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 637 Codice di procedura civile
Per l'ingiunzione è competente il giudice di pace (1) o, in composizione monocratica, il tribunale (2) che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria.
Gli avvocati o i notai possono altresì proporre domanda d'ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo sono iscritti o il consiglio notarile (3) dal quale dipendono.
(1) La norma in analisi è stata così sostituita dal D.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 che ha attribuito al Tribunale in composizione monocratica la competenza ed emettere decreti ingiuntivi al fine di semplificare al massimo tale procedura e di responsabilizzare i singoli magistrati incaricati dell'esame dei ricorsi per decreto ingiuntivo.
(2) Caratteristica principale del procedimento descritto nella norma è quella di realizzare una pronuncia immediata che può provenire solo da un giudice unipersonale. Infatti, prima della modifica ad opera del d.lgs. 51/1998, la competenza era del Pretore, del Giudice di pace o del presidente del tribunale. Seguendo tale tendenza, la nuova formulazione ha attribuito tale competenza al tribunale monocratico.
(3) La competenza di cui al terzo comma della norma in analisi è facoltativa e concorrente con quella prevista al primo comma, e non risulta applicabile a categorie professionali che siano diverse da notai e avvocati.
Massime relative all'art. 637 Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 5810/2015
In tema di domanda di ingiunzione dell'avvocato contro il cliente, il criterio speciale di competenza stabilito dall'art. 637, terzo comma, cod. proc. civ. non è stato abrogato dall'art. 14 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, sicché l'avvocato può ancora adire il giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine nel cui albo egli è iscritto al momento della proposizione del ricorso, nel qual caso tale giudice è anche competente a decidere sull'opposizione, ai sensi dell'art. 645 cod. proc. civ.
(Cassazione civile, Sez. VI-2, ordinanza n. 5810 del 23 marzo 2015)
Cass. civ. n. 5703/2014
In tema di competenza per territorio, ove un avvocato abbia presentato ricorso per ingiunzione per ottenere il pagamento delle competenze professionali da un proprio cliente, avvalendosi del foro speciale di cui agli art. 637, terzo comma, cod. proc. civ., e 14, comma 2, del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, il rapporto tra quest'ultimo ed il foro speciale della residenza o del domicilio del consumatore, previsto dall'art. 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, va risolto a favore del secondo, in quanto di competenza esclusiva, che prevale su ogni altra, in virtù delle esigenze di tutela, anche sul terreno processuale, che sono alla base dello statuto del consumatore.
(Cassazione civile, Sez. VI-3, ordinanza n. 5703 del 12 marzo 2014)
Cass. civ. n. 17049/2010
In tema di procedimento di ingiunzione, l'art. 637, terzo comma, c.p.c., nell'individuare un foro facoltativo e concorrente con quello di cui al primo ed al secondo comma del medesimo articolo, attribuisce all'avvocato la facoltà processuale, ai fini del recupero in via monitoria dei suoi crediti per prestazioni professionali, di agire dinanzi al giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto, ed il consiglio dell'ordine, in relazione al quale si determina il giudice competente, va identificato in quello al quale il legale è iscritto "attualmente", ovvero con riferimento al momento della proposizione del ricorso, a nulla rilevando che, al tempo della richiesta in via stragiudiziale di pagamento della parcella, il medesimo avesse la sede principale dei suoi affari ed interessi in altro luogo e fosse iscritto ad altro consiglio dell'ordine.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 17049 del 20 luglio 2010)
Cass. civ. n. 15022/2004
Nel caso di credito il cui accertamento in via ordinaria sia riservato alla cognizione della sezione specializzata agraria, competente a pronunziarsi sull'istanza per decreto ingiuntivo è il presidente di quest'ultima (il magistrato, cioè, che, ex art. 2 della legge n. 320 del 1963, è assegnato annualmente a tale sezione sulla base delle norme sull'ordinamento giudiziario, con funzioni di presidente). Ne consegue che, nel vigore dell'art. 47 del R.D. n. 12 del 1941 (ed anteriormente alle modifiche introdotte, con decorrenza 2 giugno 1999, dall'art. 12 del D.L.vo n. 51 del 1998), essendo al presidente del tribunale ordinario consentito «di presiedere qualsiasi altra sezione» la circostanza che il decreto de quo sia stato emesso dal detto organo giudiziario, anziché dal presidente della sezione specializzata, non è, ipso facto causa di nullità del provvedimento: ma ciò non significa anche che, comunque, l'ingiunzione sia stata emessa «dal giudice competente» a norma dell'art. 637 c.p.c., poiché, a tal fine, occorre verificare sia se l'istanza era diretta al presidente della sezione specializzata ovvero al presidente del tribunale, sia se il magistrato che ha adottato il provvedimento lo abbia emesso nella qualità di presidente della sezione specializzata (sia pur nell'esercizio legittimo della facoltà sostitutiva riconosciuta dalla legge) ovvero, piuttosto, da presidente del tribunale, caso, quest'ultimo, in cui, in sede di opposizione, il tribunale investito del merito non può che dichiarare (come nella specie) la nullità del provvedimento perché proveniente da giudice incompetente.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 15022 del 5 agosto 2004)
In materia di emissione ed opposizione a decreto ingiuntivo, la dichiarazione di contenimento del valore della domanda nei limiti di competenza del giudice adito può essere validamente formulata solo nel ricorso per decreto ingiuntivo, e, ove formulata nella successiva comparsa di risposta dell'ingiungente-opposto, essa può efficacemente contrastare l'eccezione di incompetenza per valore del giudice che ha emesso il decreto sollevata dalla controparte solo se da essa possa desumersi la rinuncia al decreto ingiuntivo emesso, in quanto affetto da nullità per essere stato emesso da giudice incompetente per valore, con i conseguenti effetti circa le spese della fase monitoria, e con l'instaurazione ex novo di un ordinario giudizio di cognizione
Cass. civ. n. 8166/1999
L'esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l'emissione di provvedimenti inaudita altera parte), ma impone a quest'ultimo, in caso di successiva opposizione fondata sull'esistenza della detta clausola, la declaratoria di nullità del decreto opposto e la contestuale remissione della controversia al giudizio degli arbitri.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8166 del 28 luglio 1999)
Cass. civ. n. 8118/1999
Nel procedimento monitorio la competenza del giudice va riscontrata con riferimento alla data del deposito del ricorso introduttivo, anche ai fini della norma transitoria di cui all'art. 43 della legge 21 novembre 1991, n. 374, essendo soltanto eventuale la fase dell'opposizione. Né a diversa conclusione può indurre la norma dell'art. 643 c.p.c. secondo cui è con riferimento alla data di notificazione del ricorso e del decreto ingiuntivo che va stabilita la pendenza della lite, poiché con tale norma il legislatore ha inteso solo «fare riferimento alla costituzione del contraddittorio ed agli effetti sostanziali e processuali (dall'interruzione della prescrizione alla prevenzione) nell'eventualità dell'opposizione, ma non ha inteso privare d'efficacia gli atti già venuti in essere nella fase introduttiva». Pertanto, in applicazione dell'art. 5 c.p.c. che nella formulazione novellata, esclude la rilevanza dei mutamenti della legge successivi alla proposizione della domanda, qualora il decreto ingiuntivo proposto davanti al conciliatore sia stato depositato anteriormente al 1° maggio 1995 (data di entrata in vigore della legge n. 374 del 1991), la causa deve considerarsi pendente, a tale data, davanti al conciliatore, che deve pertanto provvedere sulla stessa a norma della disposizione transitoria sopra citata.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 8118 del 27 luglio 1999)
Perché il rapporto di continenza, sussistente all'atto dell'emanazione di un decreto ingiuntivo, comporti l'incompetenza del giudice che ha emesso l'ingiunzione, e quindi la nullità di questa, deve esservi una coincidenza, sia pure parziale, di petitum, nel senso che l'oggetto della procedura monitoria sia effettivamente contenuto nel più vasto oggetto della causa preventivamente instaurata. Tale continenza non è ravvisabile tra la preventiva proposizione della domanda di risoluzione del contratto di assicurazione ed il promovimento della procedura monitoria per ottenere il pagamento dei premi.
Cass. civ. n. 4233/1995
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 4233 del 13 aprile 1995)
Cass. civ. n. 4235/1994
Ai fini della determinazione del foro competente ai sensi dell'art. 20 c.p.c., il luogo dove è sorta l'obbligazione cambiaria è quello risultante dal titolo come luogo di emissione e, pertanto, poiché la facoltà di scelta del foro tra quelli disgiuntamente previsti dal citato art. 20 spetta anche al creditore cambiario, competente ad emettere il decreto ingiuntivo sulla base di un titolo cambiario è anche il giudice del luogo di emissione della cambiale stessa.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4235 del 2 maggio 1994)
Cass. civ. n. 2022/1994
La competenza, a norma dell'art. 637 c.p.c., ad emettere l'ingiunzione di pagamento di crediti nascenti da rapporti agrari, la cui cognizione rientra, ai sensi dell'art. 26, L. 11 febbraio 1971, n. 11, nella competenza della Sezione specializzata agraria del tribunale, spetta anche al presidente dello stesso tribunale e non esclusivamente al presidente della Sezione specializzata agraria, atteso che questa sezione è organo del tribunale ordinario al quale il primo è preposto.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 2022 del 1 marzo 1994)
Cass. civ. n. 6380/1991
In caso di opposizione a decreto ingiuntivo e di competenza territoriale derogabile — quale deve ritenersi anche quella concernente le azioni per l'adempimento di obbligazioni di un comune, in quanto l'art. 325 della legge comunale e provinciale si limita a disciplinare inderogabilmente il profilo sostanziale del luogo dell'adempimento stesso, che coincide con uno dei fori facoltativi di cui all'art. 20 c.p.c. — l'ingiunto che intenda eccepire l'incompetenza per territorio del giudice del decreto e, quindi, la nullità di questo per tale ragione, deve provvedervi già con l'atto di opposizione, sotto pena di preclusione, non rimuovibile neanche prestando adesione ad identica eccezione successivamente sollevata dal terzo chiamato in garanzia, sia pure impropria, dallo stesso ingiunto, atteso che tale preclusione opera anche nei confronti di questo terzo.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6380 del 5 giugno 1991)
Cass. civ. n. 4374/1976
Ai fini della determinazione della competenza per valore, il momento della domanda è, nel procedimento monitorio, quello in cui il ricorso viene depositato in cancelleria insieme ai documenti giustificativi.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4374 del 20 novembre 1976)
Cass. civ. n. 1320/1976
In tema di competenza ad emettere il decreto ingiuntivo, l'art. 637 c.p.c., riferendosi al giudice che sarebbe competente per la domanda proposta in via ordinaria, richiama implicitamente tutte le norme vigenti al riguardo e, quindi, anche quella dell'art. 20 c.p.c., che, per le cause relative a diritti di obbligazione, stabilisce fra l'altro il foro facoltativo del luogo ove è sorta l'obbligazione dedotta in giudizio. Tale luogo nelle cause concernenti compensi per prestazioni professionali, è quello in cui il professionista riceve dal cliente l'incarico di compiere le prestazioni.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1320 del 14 aprile 1976)
Cass. civ. n. 400/1969
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 400 del 6 febbraio 1969)