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Timestamp: 2019-10-23 14:11:49+00:00
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Art. 34 codice della strada: Oneri supplementari a carico dei mezzi d'opera per l'adeguamento delle infrastrutture stradali | La Legge per tutti
Art. 34 codice della strada: Oneri supplementari a carico dei mezzi d’opera per l’adeguamento delle infrastrutture stradali
4. Il regolamento determina le modalità di assegnazione dei proventi delle somme di cui al comma 3 agli enti proprietari delle strade a esclusiva copertura delle spese per le opere connesse al rinforzo, all’adeguamento e all’usura delle infrastrutture. 5. Se il mezzo d’opera circola senza il contrassegno di cui al comma 1, il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 87 a Euro 345. Se non è stato corrisposto l’indennizzo d’usura previsto dal medesimo comma 1, si applicano le sanzioni previste dall’art. 1, comma terzo, della legge 24 gennaio 1978, n. 27, e successive modificazioni, a carico del proprietario.
L’art. 34 del codice della strada si occupa di prevedere, a carico dei proprietari dei mezzi d’opera, l’obbligo di pagamento di tasse ulteriori rispetto a quelle normalmente dovute dai veicoli per la circolazione. La norma, inoltre, stabilisce anche l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso in cui le disposizioni della stessa non vengano rispettate.
Che cosa sono i mezzi d’opera?
I mezzi d’opera rientrano nella categoria degli autoveicoli. In particolare, i mezzi d’opera sono quei veicoli provvisti di apposite attrezzature per il carico e il trasporto di materiali di impiego o di risulta dell’attività edilizia, stradale, di escavazione mineraria e materiali assimilati oppure quei veicoli che completano, durante la marcia, il ciclo produttivo di specifici materiali per la costruzione edilizia. I mezzi d’opera, inoltre, devono essere idonei allo specifico impiego nei cantieri o utilizzabili a uso misto su strada e fuori strada. Essi, inoltre, possono superare i limiti dimensionali stabiliti dalla legge e possono essere costituiti anche da complessi di veicoli. Per esempio, sono mezzi d’opera, tra gli altri, le autobetoniere, che impastano, miscelano e trasportano malta e calcestruzzo e gli autocompattatori, ossia quei veicoli dotati di particolari dispositivi per caricare il contenuto dei cassonetti e a bordo dei quali i rifiuti vengono triturati e compattati per ridurne le dimensioni.
Quali sono gli obblighi previsti dall’art. 34 del codice della strada?
Una delle caratteristiche dei mezzi d’opera è quello di essere solitamente utilizzati per il trasporto di materiali pesanti. Pensa ai veicoli utilizzati per il trasporto del materiale inerte derivante dall’abbattimento di una casa o a quei veicoli utilizzati per il trasporto dei blocchi di marmo estratti da una cava. In questi e in casi simili, la circolazione di questi veicoli su strada potrebbe causare non pochi danni all’asfalto; non è raro, infatti, lamentare la formazione di buche e spaccature nel manto stradale in conseguenza del costante passaggio di mezzi pesanti. Tutto ciò, ovviamente, comporta uno sforzo, anche di natura economica, da parte dell’ente proprietario o concessionario della strada per eseguire le opere di rifacimento e adeguamento delle strade in conseguenza dell’usura dell’asfalto.
In ragione della necessità di recuperare le risorse economiche per la sistemazione delle strade, l’art. 34 del codice della strada prevede l’obbligo per i proprietari dei mezzi d’opera di pagare, insieme alla tassa di possesso, anche un indennizzo d’usura. L’importo dell’indennizzo d’usura è pari all’importo della tassa di possesso e deve essere corrisposto contestualmente a quest’ultima. Per esempio, se l’importo annuale della tassa di possesso è pari a 100 euro, anche l’importo dell’indennizzo d’usura sarà pari a 100 euro. Una volta effettuato il pagamento, le legge stabilisce anche l’ulteriore obbligo di circolare muniti dell’apposito contrassegno comprovante l’avvenuto pagamento dell’indennizzo.
Nel caso in cui il mezzo d’opera circoli in autostrada, oltre all’obbligo di pagare l’indennizzo d’usura e di circolare muniti della ricevuta attestante il suo pagamento, occorre accollarsi anche un altro onere. In particolare, all’atto del pagamento del pedaggio autostradale, alla tariffa autostradale applicata ai veicoli in condizioni normali si aggiungerà anche ulteriore importo pari al 50 per cento del pedaggio da corrispondere. Dunque, se l’importo del pedaggio autostradale che dovrebbe pagare un veicolo in condizioni normali è pari a 10 euro, il conducente del mezzo d’opera dovrà pagare, invece, un pedaggio autostradale paria a 15 euro (10 euro + 5 euro). La legge, oltretutto, specifica che detto pagamento deve avvenire alle casse dei caselli autostradali gestite menualmente; non è consentito, pertanto, effettuare il pagamento alle casse automatiche che, evidentemente, non consentirebbero di tener conto delle particolarità del mezzo d’opera.
Quali sono le sanzioni previste dall’art. 34 del codice della strada?
L’art. 34 del codice della strada stabilisce il pagamento di una multa sia a carico di chi circoli senza essere munito del contrassegno comprovante l’avvenuto pagamento dell’indennizzo di usura, sia a carico di chi ometta di pagare l’indennizzo di usura o l’ulteriore somma in caso di circolazione sulle autostrade.
In particolare, nel caso in cui si circola senza essere muniti dell’apposito contrassegno comprovante il pagamento dell’indennizzo d’usura, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra gli 87 euro e i 345 euro a carico del conducente del mezzo d’opera.
Se, invece, dovesse risultare che sia stato del tutto omesso il pagamento dell’indennizzo di usura o dell’ulteriore somma in caso di circolazione sulle autostrade, verrà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria (il cui importo non è stabilito direttamente dall’art. 34 del codice della strada), a carico del proprietario del mezzo d’opera.