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Timestamp: 2020-03-31 23:03:05+00:00
Document Index: 29471976

Matched Legal Cases: ['art. 24', 'art. 24', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 55', 'art. 97']

Malgrado la denuncia di VAS, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti continua imperterrito ad emanare illecitamente decreti di nomina dei direttori delle aree naturali protette regionali – V.A.S. Circolo Territoriale di Roma
Malgrado la denuncia di VAS, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti continua imperterrito ad emanare illecitamente decreti di nomina dei direttori delle aree naturali protette regionali
Attualmente gli Enti regionali istituiti per la gestione delle aree protette sono 13:
Ente Roma Natura, che gestisce alcune Aree nel territorio di Roma Capitale;
Ente Riviera di Ulisse che anche i Parchi naturali “Gianola e monte di Scauri” e “Monte Orlando” e il Monumento naturale “Promontorio Villa di Tiberio e Costa Torre Capovento – Punta Cetarola”;
Ente Regionale Parco dei Castelli Romani che gestisce anche la Riserva naturale “Sughereta di Pomezia“ e il Monumento naturale “Madonna della Neve”;
Ente Regionale Parco dell’Appia Antica;
Ente Regionale Parco Bracciano-Martignano;
Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci che gestisce anche il i Monumenti naturali “Montecassino” e “ Mola della Corte-Settecannelle-Capodacqua”;
Ente Regionale Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi che gestisce anche le riserve naturali “Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni e “Lago di Canterno”;
Ente Regionale Parco dei Monti Lucretili che gestisce anche il Parco ”Inviolata”;
Ente Regionale Parco dei Monti Simbruini;
Ente Regionale Parco di Veio;
Ente Regionale Riserva Naturale Nazzano-Tevere Farfa;
Ente Regionale Riserva Naturale Lago di Vico;
Ente Regionale Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.
Come dovrebbe esser noto, i Consigli Direttivi dei 13 Enti di gestione dei parchi e delle riserve naturali regionali del Lazio avrebbero dovuto essere insediati entro il 13 luglio del 2018: a distanza ormai di 20 mesi non risulta esserne stato insediato nessuno.
Ai sensi del 1° comma dell’art. 24 della legge regionale n. 29/1997 «il direttore dell’ente di gestione è nominato dal Presidente della Giunta regionale ed è scelto in una rosa di tre candidati, …., di cui uno designato su proposta del Presidente del consiglio direttivo e due designati su proposta del consiglio direttivo medesimo».
È di tutta evidenza che, nel doveroso rispetto della suddetta disposizione, senza l’insediamento dei Consigli Direttivi sarebbe impossibile trasmettere al Presidente della Giunta Regionale del Lazio la rosa dei tre candidati designata da ogni Consiglio Direttivo.
Ciò nonostante il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha emanato nel frattempo i 9 seguenti decreti con cui ha nominato altrettanti direttori di parchi e riserve naturali regionali.
Con decreto n. T00300 del 9 dicembre 2019 (pubblicato sul supplemento n. 1 del BUR n. 103 del 24/12/2019) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco regionale Riviera di Ulisse” [nella persona del dott. Oreste Luongo, candidato alla Camera dei Deputati, nel 2013 per Ingroia e nel 2008 con l’Italia dei Valori quando era contemporaneamente parte della Segreteria Politica del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo].
Con decreto n. T00301 del 9 dicembre 2019 (pubblicato supplemento n. 1 del BUR n. 103 del 24/12/2019) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Riserva naturale Nazzano, Tevere-Farfa” [nella persona del dott. Pierluigi Capone].
Con decreto n. T00302 del 9 dicembre 2019 (pubblicato supplemento n. 1 del BUR n. 103 del 24/12/2019) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco regionale dell’Appia Antica” [nella persona della dott.ssa Alma Rossi].
Con decreto n. T00303 del 9 dicembre 2019 (pubblicato supplemento n. 1 del BUR n. 103 del 24/12/2019) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco regionale dei Castelli Romani” [nella persona della dott.ssa Emanuela Angelone, geologo già in servizio presso l’Ente come coordinatore dei Guardiaparco].
Con decreto n. T00305 del 10 dicembre 2019 (pubblicato supplemento n. 1 del BUR n. 103 del 24/12/2019) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco di Veio” [nella persona del dott. Danilo Casciani, già direttore del parco di Bracciano-Martignano].
Con decreto n. T00304 del 9 dicembre 2019 (pubblicato sul BUR n. 104 del 14/01/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Monti Cimini- Riserva naturale Lago di Vico” [nella persona del dott. Angelo Cappelli, ex sindaco di Capranica ed ex capo di gabinetto del presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi sindaco di Capranica].
Con decreto n. T00017 del 15 gennaio 2020 (pubblicato sul BUR n. 11 del 06/02/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente regionale “RomaNatura” [nella persona del dott. Emiliano Manari]
Con decreto n. T00018 del 15 gennaio 2020 (pubblicato sul BUR n. 11 del 06/02/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente regionale “Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia” [nella persona del dott. Vincenzo Lodovisi].
Con decreto n. T00022 del 30 gennaio 2020 (pubblicato sul BUR n. 14 del 18/02/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente regionale “Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi” [nella persona del dott. Lucio De Filippis, geologo].
Le premesse, identiche in tutti e 9 i suddetti decreti, esordiscono citando una “PROPOSTA” dell’Assessore all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, che nella sua indeterminatezza appare del tutto anomala, se non addirittura equivoca, perché non lascia capire se trattasi di un atto a monte dell’intero procedimento o a valle di esso, nel qual caso lascerebbe supporre di avere proposto il nominativo del Direttore rispetto ad ogni terna designata.
Di certo c’è che è stata la Regione Lazio, per il tramite dell’Assessore Enrica Onorati, a sollecitare 9 Presidenti di parchi e riserve a designare la terna di nominativi da proporre a Direttori dei rispettivi Enti di gestione: ma in tal caso dovrebbero esserne spiegate le ragioni, anche di fare una “proposta”, facendone conoscere i contenuti.
Nelle premesse, sempre identiche in tutti e 9 i suddetti decreti, viene citato genericamente l’art. 24 delle legge regionale n. 29/1997 e non specificatamente il 1° comma, ai sensi del quale sarebbe dovuto iniziare il procedimento di nomina dei direttori con la rosa di tre candidati designati da ogni rispettivo Consiglio Direttivo, ovviamente regolarmente insediato, mentre viene invece citato espressamente il testo del 6° comma dell’art. 14 della legge regionale n. 20/1997, ai sensi del quale «nelle more della costituzione del consiglio direttivo, gli atti di ordinaria amministrazione nonché gli atti urgenti e indifferibili sono adottati dal Presidente del consiglio direttivo».
Appare illecito apporre la qualifica di “atti di ordinaria amministrazione” a nomine apicali degli enti collegati alla Regione Lazio: appare ancor più illecito apporre la qualifica di “atti urgenti ed indifferibili” dal momento che la designazione della terna di candidati, che è propedeutica alla nomina del Direttore, è ascrivibile in modo oggettivo agli atti di alta amministrazione, che richiedono per l’appunto la funzione collegiale del Consiglio Direttivo, organo rappresentativo delle realtà locali e di coloro che sono titolari di interessi, per cui non può esser fatta rientrare fra gli atti di ordinaria amministrazione che può compiere il Presidente del Parco e quindi un organo monocratico.
Dalle premesse identiche di tutti e 9 i suddetti decreti si evince che la designazione della rosa dei tre candidati è stata effettuata dai rispettivi 9 Presidenti, che in modo del tutto illecito hanno fatto le veci anche del rispettivo Consiglio Direttivo in quanto non ancora costituito.
Ma al riguardo il 3° comma dell’art. 14 della legge regionale n. 29/1997 dispone che «il presidente del consiglio direttivo …. adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili di competenza del consiglio direttivo, che devono essere sottoposti alla ratifica di quest’ultimo nella prima seduta successiva».
Siccome al momento della emanazione dei 9 decreti i rispettivi Consigli Direttivi non erano stati ancora insediati, i 9 Presidenti hanno preso una decisione che dovrebbe essere ratificata a posteriori da organi che dovrebbero essere a conoscenza di tale decisione, ma che non esistono, per cui appare più che evidente il vizio di legittimità.
Alla designazione fatta da ognuno dei 9 Presidenti viene conferito per di più il carattere della urgenza e della indifferibilità che invece non esisteva affatto, dal momento che i “direttori facenti funzioni” potevano restare tranquillamente in carica fino alla costituzione ed all’insediamento del rispettivo Consiglio Direttivo.
Nessuno dei 9 decreti tiene inoltre conto del fatto che i “direttori” sono a tutti gli effetti figure apicali, per nominare le quali bisogna rispettare il 3° comma dell’art. 55 dello Statuto della Regione Lazio, ai sensi del quale «i componenti degli organi istituzionali sono nominati dal Presidente della Regione acquisito il parere della commissione consiliare permanente competente per materia».
Si chiede pertanto di esercitare il potere di autotutela sancito dall’art. 97 delle Costituzione e di annullare tutti e 9 i decreti emanati.
Con questo testo è stata trasmessa la nota VAS prot. n. 14 del 2 marzo 2020 al Presidente della Giunta Regionale del Lazio Nicola Zingaretti e per conoscenza all’Assessore Agricoltura Ambiente e Risorse naturali Enrica Onorati ed al responsabile della Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette Vito Consoli.
Quello stesso giorno la nota di VAS è stata trasmessa per posta elettronica all’intero gruppo regionale del Movimento 5 Stelle con un messaggio di accompagno che chiedeva un eventuale e soprattutto coerente intervento politico, in considerazione della interrogazione n. 772 del 6 ottobre 2017, presentata allo stesso riguardo dalle consigliere Gaia Pernarella e Valentina Corrado.
A distanza di quasi tre settimane il Movimento 5 Stelle non ha ritenuto nemmeno di rispondere.
Quanto al Governatore Nicola Zingaretti è ormai più che certo che non risponderà mai a VAS, malgrado l’obbligo di farlo sancito dalla legge n. 241/1990, anche e soprattutto perché in questo frattempo ha “risposto” indirettamente a VAS decretando le seguenti ulteriori tre nomine.
Con decreto n. T00039 del 21 febbraio 2020 (pubblicato sul BUR n. 23 del 10/03/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale ” Parco naturale dei Monti Aurunci” nella persona del riconfermato dott. Giorgio De Marchis, ex consigliere comunale di Latina fino al 2015 ed esponente storico del Pd.
Con decreto n. T00040 del 21 febbraio 2020 (pubblicato sul BUR n. 23 del 10/03/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale ” Parco naturale Regionale dei Monti Lucretili” nella persona del dott. Fabio Refini.
Con decreto n. T00051 del 3 marzo 2020 (pubblicato sul BUR n. 27 del 17/03/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano” nella persona del dott. Daniele Badaloni, ex direttore di Roma Natura.
Sembra mancare ora all’appello solo il direttore del Parco dei Monti Simbruini.
Il Tempo del 27 marzo 2020
Con decreto n. T00060 del 24 marzo 2020 (pubblicato sul BUR n. 36 del 31/03/2020) è stato nominato il Direttore dell’Ente Regionale “Parco naturale regionale dei Monti Simbruini” nella persona del dott. Carlo Di Cosmo.
Con decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00277 del 28 dicembre 2016 Zingaretti aveva nominato Direttore dell’Ente regionale “Parco naturale regionale dei Monti Simbruini” il dott. Carlo Di Cosmo
Si tratta dunque di una riconferma obbligata di Carlo Di Cosmo a direttore, dal momento che con delibera 01 del 08 gennaio 2020 il Presidente dell’Ente regionale “Parco naturale regionale dei Monti Simbruini” dott. Enrico Panzini aveva individuato la seguente terna: Carlo Di Cosmo, Daniele Badaloni (dal 3 marzo 2020 direttore del Parco di Bracciano-Martignano) e Giorgio De Marchis (dal 21 febbraio direttore del Parco dei Monti Aurunci).