Source: https://www.dandi.media/2017/12/cose-la-sincronizzazione/
Timestamp: 2018-12-19 04:11:09+00:00
Document Index: 181436785

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 4', 'art. 12', 'art. 180', 'art. 19', 'art. 119']

Cos'è la sincronizzazione? Che tipo di diritto è e da chi è amministrato?
Con sentenza n. 29811 del 12/12/2017,
La Corte di Cassazione ha affermato che la sincronizzazione – ossia l’abbinamento con le immagini di un’opera musicale – costituisce atto più complesso della semplice riproduzione ed esige l’esplicito consenso individuale dell’autore dell’opera stessa. Pertanto, tra i diritti affidati alla gestione della SIAE che quest’ultima può concedere in licenza non rientra il diritto di sincronizzazione, in quanto implica un’operazione che può comportare la nascita di una nuova opera ed è, quindi, idonea a compromettere il diritto morale dell’autore.
La Suprema Corte ha stabilito che l’uso di un’opera musicale quale colonna sonora di una serie tv necessita dell’esplicito consenso dell’autore, non essendo sufficiente la licenza concessa dalla SIAE, e non deve essere confusa con la pubblica esecuzione.
La «sincronizzazione» è una modalità di utilizzazione di un’opera musicale o di un fonogramma che consiste nell’abbinamento di queste con altri e diversi prodotti (generalmente audiovisivi): opere cinematografiche ed assimilate, telefilm, spot pubblicitari o promozionali, ecc. L’opera musicale non solo viene fissata e riprodotta per esigenze tecniche, ma viene anche abbinata ed inserita — e talvolta manipolata — in un diverso prodotto costituito, a seconda dei casi, da pellicole o opere cinematografiche ed assimilate, opere audiovisive, telefilm, videoclip, filmati pubblicitari, sceneggiati televisivi ed altre simili realizzazioni sonore ed audiovisive. Vengono pertanto in evidenza, oltre ai diritti esclusivi di registrazione e di riproduzione, anche il diritto di adattamento dell’opera musicale, diritti tutti riservati all’autore dagli artt. 12 («L’autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l’opera. Ha altresì il diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo originale, o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l’esercizio dei diritti esclusivi indicati negli articoli seguenti.»), 13 («Il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma»), 18 («Il diritto esclusivo di elaborare comprende tutte le forme di modificazione, di elaborazione e di trasformazione dell’opera prevista nell’art. 4. L’autore ha altresì il diritto di pubblicare le sue opere in raccolta. Ha infine il diritto esclusivo di introdurre nell’opera qualsiasi modificazione.»), 61 («1.L’autore ha il diritto esclusivo, ai sensi delle disposizioni contenute nella sezione I del capo III di questo titolo:
di adattare e di registrare l’opera su qualunque supporto riproduttore di suoni, di voci o di immagini, qualunque sia la tecnologia utilizzata;
di riprodurre, di distribuire, di noleggiare e di dare in prestito gli esemplari dell’opera così adattata o registrata;
di eseguire pubblicamente e di comunicare l’opera al pubblico mediante l’impiego di qualunque supporto.») LDA.
Sincronizzazione e diritto morale d’autore
L’abbinamento con le immagini di un’opera musicale può interessare e compromettere il diritto morale dell’autore dell’opera musicale, inteso quale espressione della personalità dell’autore. L’adattamento audiovisivo dell’opera musicale, infatti, può richiedere modifiche della stessa (tali da costituire una vera e propria elaborazione che dà origine ad un’opera anche parzialmente diversa, se non nuova) e l’adattamento nell’opera così derivata — e questa in sé medesima — può essere incompatibile o in contrasto con il significato o il senso dell’opera musicale. Insomma, la «sincronizzazione» è senza dubbio un atto ben più complesso della semplice riproduzione ed esige l’esplicito consenso individuale dell’autore dell’opera musicale per il suo abbinamento con immagini, siano esse in movimento o fisse (e altrettanto vale per la «sincronizzazione dei fonogrammi», che presuppone il consenso del loro proprietario e titolare dei relativi diritti di sfruttamento: il produttore fonografico).
La sincronizzazione, in sostanza, è una forma di manipolazione ad uso riproduttivo di opere musicali, che rientra nelle prerogative esclusive del loro autore a mente degli artt. 12 e 61 LDA, a prescindere dalla tipologia e dal contenuto del supporto, del prodotto o del mezzo audiovisivo cui la composizione musicale viene abbinata — sia esso opera cinematografica e assimilata, opera audiovisiva, filmato pubblicitario, prodotto multimediale, sceneggiato televisivo e simili — dovendosi ragionevolmente escludere la riconducibilità della «sincronizzazione» dell’opera musicale tra le utilizzazioni ricomprese nell’accezione di «pubblica esecuzione». Non a caso, la giurisprudenza maggioritaria di merito ha affermato che «viola i diritti d’autore ( ) relativi ad un’opera musicale la sua utilizzazione non autorizzata quale colonna sonora sincronizzata per i titoli di testa e di coda di una telenovela», perché la «sincronizzazione» di un’opera musicale a corredo di immagini in movimento, quale che sia la loro natura, rientra nell’ambito delle facoltà esclusive dell’autore della composizione stessa, ai sensi dell’art. 12, secondo comma, LDA e laddove essa sia effettuata in difetto di preventivo consenso, costituisce violazione anche degli artt. 18 e 61 LDA.
Il processo di «sincronizzazione» fuoriuscirebbe dai poteri gestori della SIAE, così come contenuti nell’elenco tassativo di cui all’art. 180 cit., sicché tale procedimento avrebbe una sua autonomia e non potrebbe essere ridotto ad altre forme di contaminazione tra l’opera musicale e le immagini. Ne conseguirebbe, per il principio dell’indipendenza dei diritti d’autore fra loro (di cui all’art. 19, primo co., LDA: «i diritti esclusivi previsti dagli articoli precedenti sono fra loro indipendenti. L’esercizio di uno di essi non esclude l’esercizio esclusivo di ciascuno degli altri diritti») la necessità di munirsi di un’apposita, specifica autorizzazione da parte degli autori e dei titolari dei diritti di sfruttamento economico di esse, non essendo sufficiente [ per l’operare del diverso principio della autonomia delle posizioni coesistenti sulla stessa opera, contenuto nell’art. 119, quinto comma, LDA (in forza del quale «l’alienazione di uno o più diritti di utilizzazione non implica, salvo patto contrario, il trasferimento di altri diritti che non siano necessariamente dipendenti dal diritto trasferito, anche se compresi, secondo le disposizioni del titolo I, nella stessa categoria di facoltà esclusive»)] invocare quella «licenza», oggetto di convenzione tra la RAI e la SIAE.