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Timestamp: 2017-06-25 15:45:18+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 70', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 7', 'art. 1']

T.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, 16 novembre 2010 a cura del Dott. Francesco BarchielliT.A.R. Abruzzo Pescara, Sezione I, 16 novembre 2010La notificazione degli atti relativi ad un procedimento espropriativo solo ad alcuni comproprietari dei suoli interessati dai lavori non costituisce elemento idoneo di per sé a provare la piena conoscenza degli atti da parte degli altri comproprietariSENTENZA N. 1216
La giurisprudenza amministrativa ha già chiarito che la notificazione degli atti relativi ad un procedimento espropriativo solo ad alcuni comproprietari dei suoli interessati dai lavori non costituisce elemento idoneo di per sé a provare la piena conoscenza degli atti da parte degli altri comproprietari, salvo che non sia provata la loro coabitazione ovvero l’avvenuta comunicazione da parte del ricevente all’altro comproprietario della notizia relativa alla notifica dell’atto, circostanze queste che devono essere provate da chi eccepisce la tardività dell’impugnazione (Cons. St., sez. IV, 21 dicembre 2006, n. 7762, e 22 ottobre 2004, n. 6959). Inoltre, va ulteriormente precisato, che non è neanche idonea a integrare la presunzione di piena consapevolezza della lesività dell’atto impugnato la semplice comunicazione dell’esistenza di una delibera di approvazione di un progetto di un’opera pubblica, comportante la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, occorrendo invece che gli atti del procedimento espropriativo per cui è fatta la comunicazione siano allegati a quest’ultima, a fini di notifica, ovvero la stessa comunicazione ne riporti, quanto meno in sintesi, il contenuto più rilevante, così che possa ritenersi verificata la condizione della piena conoscenza degli atti del procedimento (Cons. St., sez. IV, 22 settembre 2010, n. 7035, e 13 gennaio 2010, n. 39). FATTO
Gli attuali ricorrenti riferiscono di essere proprietari di appartamenti ricompresi nel complesso residenziale denominato “Lido Erato I”, sito a Francavilla al Mare in via Figlia di Iorio. Riferiscono, altresì, di essere venuti a conoscenza della circostanza che la Giunta municipale di Francavilla al Mare con deliberazione 5 novembre 2002, n. 1045, aveva approvato il progetto esecutivo dei lavori di realizzazione di una strada che comportava l’esproprio anche di uno dei cortili di detto complesso immobiliare e che alcuni condomini avevano impugnato tale deliberazione, che era stata annullata da questo Tribunale con sentenze 24 luglio 2003, nn. 682 e 283, in ragione della mancata comunicazione dell’avvio del procedimento. Con il ricorso n. 761/03 sono insorti dinanzi questo Tribunale avverso la deliberazione 2 giugno 2003, n. 83, con la quale il Consiglio comunale di Francavilla al Mare ha approvato una variante al P.R.G. vigente nel Comune relativa alla sistemazione di alcune strade (denominate “traverse a mare”), che ha interessato anche aree di loro proprietà. Hanno dedotto le seguenti censure:
1) mancata comunicazione dell’avvio del procedimento; 2) travisamento dei fatti;
3) sviamento dell’interesse pubblico, violazione dei principi di logica ed imparzialità, contraddittorietà e disparità di trattamento; 4) sviamento dell’interesse pubblico ed illogicità manifesta.
Tali doglianze la parte ricorrente ha ulteriormente illustrato con memoria depositata il 25 settembre 2010.
Con i ricorsi nn. 136/06 e 139/06 gli stessi condomini, unitamente ad altri proprietari di appartamenti del complesso residenziale denominato “Lido Erato I”, hanno impugnato la deliberazione della Giunta municipale 27 dicembre 2005, n. 1284, di approvazione del progetto preliminare-definitivo-esecutivo dei lavori di”Sistemazione traverse a mare – I lotto”, deducendo nella sostanza alcuni la censura di illegittimità derivata ed altri la censura di mancata conformità del progetto approvato al vigente strumento urbanistico.
Il Comune di Francavilla al Mare si è costituito in giudizio eccependo con memoria depositata il 2 ottobre 29010 la tardività del primo gravame; nel merito, ha poi diffusamente confutato il fondamento delle censure dedotte.
Alla pubblica udienza del 4 novembre 2010 le cause sono state trattenute a decisione.
1. - I tre ricorsi indicati in epigrafe per evidenti ragioni di connessione debbono pregiudizialmente essere riuniti d’ufficio, ai sensi dell’art. 70 del codice del processo amministrativo, al fine di essere decisi con un’unica sentenza.
Tali ricorsi sono, infatti, diretti avverso vari e successivi atti assunti dal Comune di Francavilla al Mare per realizzare una strada su un’area di proprietà dei ricorrenti: con il primo ricorso è stata, invero, impugnata la deliberazione 2 giugno 2003, n. 83, del Consiglio comunale di approvazione, ai sensi dell’art. 1, V comma, della L. 3 gennaio 1978, n. 1, di una variante al P.R.G. vigente nel Comune, mentre con i successivi ricorsi è stata impugnata, unitamente agli atti presupposti e connessi, la deliberazione della Giunta municipale 27 dicembre 2005, n. 1284, di approvazione del progetto preliminare-definitivo-esecutivo dei lavori in questione, nella parte relativa al cortile condominiale dei ricorrenti.
2. - In via pregiudiziale il Collegio deve farsi carico di esaminare l’eccezione di rito dedotta dal Comune di Francavilla al Mare con la quale è stata contestata la tardività del primo ricorso; secondo l’Amministrazione resistente la prima deliberazione impugnata era stata regolarmente pubblicata e notificata ad alcuni comproprietari, per cui i ricorrenti, pur essendo stata omessa la notificazione nei loro confronti dell’atto impugnato, certamente avevano avuto da tempo conoscenza dell’esistenza di tale atto. Tale eccezione, ad avviso del Collegio, non appare fondata.
Va al riguardo premesso che non sono contestate tra le parti le seguenti circostanze di fatto, che, per il principio di non contestazione, possono utilmente essere poste a fondamento della presente decisione:
- che i ricorrenti sono proprietari di appartamenti del complesso residenziale denominato “Lido Erato I”;
- che gli atti progettuali impugnati interessano parte del cortile di tale condominio;
- che la deliberazione consiliare di approvazione, ai sensi dell’art. 1, V comma, della L. 3 gennaio 1978, n. 1, di una variante al P.R.G. vigente nel Comune non è stata mai notificata agli attuali ricorrenti, ma sono ad altri proprietari di appartamenti nel complesso residenziale in parola.
Mentre, al contrario, non risulta se ed in quale data la deliberazione in parola sia stata pubblicata.
Ciò detto, va ricordato che - come è noto - chi eccepisce la tardività del ricorso deve dare rigorosa dimostrazione del fatto che il ricorrente aveva conosciuto l’atto impugnato in un momento anteriore di almeno sessanta giorni rispetto alla data di notificazione del ricorso stesso, fornendo una prova certa ed inequivocabile e non attraverso la prospettazione di mere presunzioni. Ed in merito la giurisprudenza amministrativo ha già chiarito che la notificazione degli atti relativi ad un procedimento espropriativo solo ad alcuni comproprietari dei suoli interessati dai lavori non costituisce elemento idoneo di per sé a provare la piena conoscenza degli atti da parte degli altri comproprietari, salvo che non sia provata la loro coabitazione ovvero l’avvenuta comunicazione da parte del ricevente all’altro comproprietario della notizia relativa alla notifica dell’atto, circostanze queste che devono essere provate da chi eccepisce la tardività dell’impugnazione (Cons. St., sez. IV, 21 dicembre 2006, n. 7762, e 22 ottobre 2004, n. 6959). Inoltre, va ulteriormente precisato, che non è neanche idonea a integrare la presunzione di piena consapevolezza della lesività dell’atto impugnato la semplice comunicazione dell’esistenza di una delibera di approvazione di un progetto di un’opera pubblica, comportante la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, occorrendo invece che gli atti del procedimento espropriativo per cui è fatta la comunicazione siano allegati a quest’ultima, a fini di notifica, ovvero la stessa comunicazione ne riporti, quanto meno in sintesi, il contenuto più rilevante, così che possa ritenersi verificata la condizione della piena conoscenza degli atti del procedimento (Cons. St., sez. IV, 22 settembre 2010, n. 7035, e 13 gennaio 2010, n. 39).
Ora dall’esame degli atti di causa non sembra che tale prova rigorosa sia stata fornita; inoltre, non risulta neanche provata in quale data la deliberazione in parola sia stata pubblicata e sia stata notificata, con tutti gli allegati, agli altri comproprietari.
Ciò stante, l’eccezione di tardività, così come formulata, non sembra idonea a far dichiarare l’irricevibilità del gravame. 3. - Una volta giunti a tale conclusione, può utilmente passarsi all’esame del primo dei ricorsi proposti (il ricorso n. 761/03), che ha per oggetto la deliberazione 2 giugno 2003, n. 83, con la quale il Consiglio comunale di Francavilla al Mare ha approvato, ai sensi dell’art. 1, V comma, della L. 3 gennaio 1978, n. 1, una variante al P.R.G. vigente nel Comune relativa alla sistemazione di alcune strade (denominate traverse a mare).
Tale ricorso è fondato.
Carattere pregiudiziale ed assorbente riveste in merito la censura dedotta con il primo motivo e con la quale i ricorrenti si sono lamentati nella sostanza della mancata comunicazione dell’avvio del procedimento e della loro mancata partecipazione al procedimento di approvazione del progetto dell’opera pubblica in questione. Va al riguardo ricordato che costituisce principio generale ed inderogabile dell’ordinamento oggi vigente che al privato, proprietario di un’area sottoposta a procedimento espropriativo per la realizzazione di un’opera pubblica, deve essere garantita, mediante la formale comunicazione dell’avviso di avvio del procedimento, la possibilità di interloquire con l’Amministrazione procedente sulla sua localizzazione e, quindi, sull’apposizione del vincolo, prima della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza.
Ora nel mentre, in data antecedente la riforma del procedimento amministrativo, la giurisprudenza amministrativa prevalente ha ritenuto legittima l’approvazione di un progetto di opera pubblica - che, a norma del predetto art. 1 della L. n. 1 del 1978, equivale a dichiarazione di pubblica utilità e di indifferibilità ed urgenza - anche se non preceduta dalle formalità garantistiche di cui agli artt. 10 e 11 della legge n. 865/1971, in data successiva al 1990 è ormai diventata chiara ed inderogabile la regola di diritto del procedimento espropriativo, per la quale anche l’approvazione del progetto dell’opera pubblica, nella quale è insita la dichiarazione di pubblica utilità, presuppone le preventive misure di partecipazione (deposito e notificazione del progetto, osservazioni degli interessati, pronuncia sulle stesse) di cui al predetto art. 10 L. n. 865/1971 (Cons. St., sez. V, 2 marzo 2009, n. 1155, e sez. IV, 12 giugno 2009, n.. 3727).
Ora, poiché nella specie - come chiaramente si rileva dalla lettura dell’atto deliberativo in questione - tali misure di partecipazione non sono intervenute, sembra evidente la violazione della normativa vigente che impone per gli atti di localizzazione di un’opera pubblica la preventiva comunicazione dell’avvio del procedimento ai proprietari delle aree interessate, dal momento che la disposizione sancita dall’art. 7 della L. n. 241 del 1990, è applicabile come regola generale a tutti i procedimenti espropriativi e può essere sostituita dalle garanzie partecipative di cui agli artt. 9, 10 e 11, l. n. 865 del 1971, esclusivamente quando queste ultime si realizzano prima della dichiarazione di pubblica utilità (deposito nella segreteria del Comune della relazione esplicativa dell'opera da realizzare corredata dalle mappe catastali, notifica agli espropriandi dell'avviso di deposito della documentazione, affissione all'albo comunale ed inserzione nel F.A.L, opposizioni, decisione sulle opposizioni, adozione della dichiarazione di pubblica utilità) (cfr. sul punto, da ultimo, T.A.R. Campania, sede Napoli, sez. V, 8 aprile 2010 , n. 1812).
In accoglimento del primo dei ricorsi proposti, va, di conseguenza annullata, nella parte relativa al cortile condominiale dei ricorrenti, l’impugnata deliberazione 2 giugno 2003, n. 83, del Consiglio comunale di Francavilla al Mare ha approvato, ai sensi dell’art. 1, V comma, della L. 3 gennaio 1978, n. 1, una variante al P.R.G. vigente nel Comune.
4. - Tale conclusione comporta, di conseguenza che l’impugnata deliberazione della Giunta municipale 27 dicembre 2005, n. 1284, di approvazione del progetto preliminare-definitivo-esecutivo dei lavori in questione, sia inficiata dai vizi di illegittimità derivata e di mancata conformità del progetto approvato al vigente strumento urbanistico.
Anche i ricorsi nn. 136/06 e 139/06 debbono, pertanto, essere accolti, con annullamento degli atti impugnati. Sussistono, tuttavia, in relazione alla complessità della normativa applicabile alla fattispecie e delle questioni interpretative che tale normativa pone, giuste ragioni per disporre la totale compensazione tra le parti delle spese e degli onorari di giudizio. P.Q.M.
definitivamente pronunciando, previa riunione, sui ricorsi come in epigrafe proposti li accoglie e, per l’effetto, annulla le impugnate deliberazioni 2 giugno 2003, n. 83, del Consiglio comunale di Francavilla al Mare e 27 dicembre 2005, n. 1284, della Giunta municipale, nella parte relativa al cortile condominiale dei ricorrenti. Spese compensate.