Source: http://www.viadelleaie.it/le_leggi_sul_bed_and_breakfast.htm
Timestamp: 2013-12-13 19:33:10+00:00
Document Index: 103734637

Matched Legal Cases: ['art. 53', 'art. 2082', 'art. 2135', 'art. 239', 'art. 8', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 30', 'art. 30', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 26', 'art. 11']

LEGGE REGIONALE 7 agosto 2013, n. 27 �Disciplina dell�attivit� ricettiva di Bed and Breakfast (B&B)� IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA La seguente legge: CAPO I Generalit�, definizioni, requisiti Art. 1 Generalit� 1. La Regione Puglia favorisce lo sviluppo e la presenza su tutto il territorio regionale dell�attivit� ricettiva denominata Bed and Breakfast (B&B), con la finalit� strategica di promuovere un turismo sostenibile e un�ospitalit� autentica in ambito familiare, di favorire l�incontro tra le persone, nonch� la conoscenza e la diffusione delle culture e delle tradizioni e dei prodotti locali, valorizzando e migliorando altres� l�utilizzazione del patrimonio immobiliare esistente. 2. La presente legge individua e disciplina le seguenti tipologie di B&B: a. a conduzione familiare; b. in forma imprenditoriale. 3. L�esercizio dell�attivit� di B&B non comporta cambio di destinazione d�uso dell�immobile. I locali adibiti a B&B devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per l�uso abitativo dai regolamenti comunali vigenti, nel pieno rispetto delle prescrizioni normative in materia di edilizia, di urbanistica, di pubblica sicurezza e di somministrazione di cibi e bevande. 4. Le abitazioni destinate all�attivit� di B&B hanno l�obbligo di esporre il marchio regionale identificativo per la tipologia di appartenenza, cos� come definito dall�articolo 11. 5. I requisiti minimi obbligatori richiesti per l�esercizio dell�attivit� di B&B sono elencati nell�Allegato 1. Art. 2 Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei Bed and Breakfast a conduzione familiare 1. Si definisce B&B a conduzione familiare l�attivit� ricettiva svolta in maniera non continuativa e non imprenditoriale da chi, nella casa in cui abita, fornisce alloggio e prima colazione in non pi� di tre camere e nove posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l�eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia, senza la fornitura di servizi aggiuntivi. 2. L�attivit� di B&B a conduzione familiare � esercitata in un�unica unit� immobiliare da chi vi dimora stabilmente per l�intero periodo in cui dichiara di svolgere attivit� di accoglienza. 3. L�attivit� di B&B a conduzione familiare pu� essere fornita per un minimo di novanta e un massimo di duecentosettanta giorni l�anno.
4. All�interno dei borghi e dei Comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti in base ai dati ufficiali disponibili, all�interno dei centri storici cos� come delimitati dagli strumenti urbanistici e all�interno dei borghi rurali di cui all�articolo 1 del regolamento regionale 22 marzo 2012, n. 6 (Regolamento attuativo dell�attivit� ricettiva di albergo diffuso di cui alla legge regionale 24 luglio 2001, n. 17 (Istituzione e disposizioni normative dell�attivit� ricettiva di Bed & Breakfast - affittacamere), l�attivit� di B&B pu� essere esercitata anche in unit� immobiliari fisicamente distinte, lontane non oltre cento metri misurati nel pi� breve percorso pedonale possibile, fermo restando l�obbligo di dimora nell�unit� abitativa principale e fatti salvi tutti gli altri limiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4. 5. L�esercizio dell�attivit� di B&B a conduzione familiare non necessita d�iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente. Art. 3 Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei B&B in forma imprenditoriale 1. Si definisce �B&B in forma imprenditoriale� l�attivit� ricettiva svolta in maniera continuativa e professionale da chi, presso il proprio domicilio, fornisce alloggio e prima colazione in non pi� di sei camere e diciotto posti letto, anche avvalendosi della collaborazione di personale qualificato. 2. L�attivit� di B&B in forma imprenditoriale � esercitata in un�unica unit� immobiliare, ovvero in due unit� immobiliari ubicate nello stesso stabile o in due stabili lontani tra loro non oltre cento metri, misurati nel pi� breve percorso pedonale possibile, fatti salvi i limiti di cui al comma 1. 3. Per la finalit� di cui al comma 1 possono eleggere domicilio il titolare dell�impresa o suo familiare, come definito dall�articolo 230 bis del Codice civile ovvero il socio. 4. L�esercizio dell�attivit� di B&B in forma imprenditoriale necessita d�iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente. CAPO II Avvio dell�attivita� e relativi obblighi Art. 4 Inizio dell�attivit� 1. L�esercizio dell�attivit� di B&B � consentito, previa segnalazione certificata di inizio di attivit� (SCIA), da presentare al Comune in cui � sito l�immobile adibito all�attivit�, nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui all�articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
2. La modulistica distribuita dai Comuni per la segnalazione certificata di inizio attivit� deve essere conforme al modello approvato dalla Regione ai sensi dell�articolo 10. 3. La segnalazione certificata di inizio attivit� deve essere corredata delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e/o di atto di notoriet� per quanto riguarda tutti gli stati, le qualit� personali e i fatti previsti dagli articoli 46 e 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A), emanato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e comunque deve contenere: a. generalit� complete del richiedente; b. denominazione e ubicazione del B&B; c. indicazione del titolo di disponibilit� dell�immobile; d. planimetria in scala dell�immobile indicante il numero delle camere, dei posti letto per ogni camera e dei servizi igienici, con l�indicazione di quelli destinati all�attivit� di B&B; e. periodo di apertura e chiusura; f. possesso, da parte dell�immobile, dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza richiesti dalla normativa vigente; g. sussistenza dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773; h. iscrizione nel registro delle imprese, limitatamente alla tipologia di cui all�articolo 3. 4. L�attivit� oggetto della segnalazione pu� essere iniziata dalla data di presentazione della stessa al Comune territorialmente competente. 5. Il Comune procede alla verifica della sussistenza dei requisiti e presupposti per l�esercizio dell�attivit� di cui alla segnalazione, nel rispetto delle disposizioni dell�articolo 19 della l. 241/1990, e, nel caso in cui ne verifichi la carenza, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell�attivit� e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove possibile, l�interessato provveda a conformare l�attivit� e i suoi effetti alla normativa vigente entro un termine perentorio fissato dall�amministrazione comunale, in ogni caso non inferiore a trenta, n� superiore a centoventi giorni. 6. Non � consentito adottare la stessa denominazione all�interno del singolo territorio comunale. Art. 5 Obblighi di chi esercita l�attivit� di B&B 1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 1, 2, 3 e 4, chi esercita l�attivit� di B&B � tenuto all�osservanza dei seguenti adempimenti: a. esporre al pubblico i prezzi applicati, i periodi di attivit�, nonch� la capacit� ricettiva massima e la copia della SCIA, nonch� una dichiarazione di idoneit� o meno della struttura abitativa a offrire ospitalit� a persone diversamente abili; b. ottemperare agli obblighi di pubblica sicurezza; c. comunicare al Comune competente e all�Agenzia regionale Pugliapromozione, nel rispetto della normativa vigente, i prezzi minimi e massimi applicati per quanto concerne l�anno successivo e i periodi di attivit�; d. rispettare l�obbligo di comunicare all�Agenzia regionale Pugliapromozione il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica, secondo le modalit� e i termini stabiliti dalla Regione;
e. esporre all�esterno il marchio regionale di cui all�articolo 11;
f. ilasciare al cliente, al termine di ogni soggiorno, un documento fiscalmente valido in relazione alla tipologia di attivit� esercitata, comprovante l�avvenuto pagamento dei servizi resi; g. sottoscrivere un�adeguata polizza assicurativa di responsabilit� civile per il verificarsi di eventuali danni agli ospiti paganti, limitatamente alla tipologia di cui all�articolo 3; h. esporre l�iscrizione nel registro delle imprese, limitatamente all�attivit� di B&B in forma imprenditoriale. Art. 6 Sospensione volontaria temporanea e cessazione dell�attivit� 1. Il soggetto che intende sospendere, temporaneamente, l�attivit� di B&B deve darne preventiva comunicazione al Comune e all�Agenzia regionale Pugliapromozione indicando il periodo di sospensione. 2. La sospensione temporanea dell�attivit� di B&B � consentita per comprovate esigenze, per un periodo non superiore a sei mesi, prolungabile di ulteriori sei mesi. 3. Decorso inutilmente il periodo massimo di sospensione, si presume la rinuncia dell�interessato a svolgere l�attivit� di B&B e, pertanto, quest�ultima s�intende cessata. 4. La chiusura per cessazione dell�attivit� deve essere comunicata tempestivamente al Comune e all�Agenzia regionale Pugliapromozione.
5. Il soggetto che esercita l�attivit� di B&B in forma imprenditoriale deve inoltre comunicare la cessazione alla competente Camera di commercio per la cancellazione dal relativo registro delle imprese. Art. 7 Subingresso 1. Nel caso di trasferimento, per atto tra vivi o per causa di morte, della titolarit� e/o disponibilit� dell�immobile adibito a B&B e in caso di prosecuzione dell�attivit�, il subentrante, entro trenta giorni, deve presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attivit� resa nelle forme e nei modi di cui all�articolo 4.
2. Il soggetto che subentra nell�attivit� di B&B, organizzato in forma imprenditoriale, deve comunicare le modifiche intervenute alla competente Camera di commercio, al Comune e alla Regione, per le necessarie modifiche dell�iscrizione nel relativo registro delle imprese. CAPO III OBBLIGHI DEL COMUNE e PROCEDURE Art. 8 Obblighi dei Comuni 1. Il Comune forma un elenco di tutti coloro che segnalano l�inizio dell�attivit� di B&B, creando due distinte sezioni per le diverse tipologie, riservandosi di eseguire sopralluoghi al fine di accertare i requisiti contenuti nelle segnalazioni, secondo le procedure previste all�articolo 9. 2. Il Comune aggiorna l�elenco dei B&B, comprensivo dei prezzi da ciascuno praticati e dei periodi di apertura, lo trasmette all�Agenzia regionale Pugliapromozione, ai fini dell�attivit� di informazione turistica, entro il 31 ottobre di ogni anno, unitamente alla comunicazione relativa alle attivit� cessate. Art. 9 Procedure comunali di verifica, diffida, sospensione e divieto dell�attivit� ricettiva 1. Ferme restando le competenze dell�Autorit� di pubblica sicurezza, il Comune territorialmente competente effettua la vigilanza sull�osservanza delle disposizioni della presente legge. 2. Salvo quanto previsto al comma 3, nel caso di accertamento di violazioni della presente legge, il Comune diffida il titolare dell�attivit�, con atto scritto e motivato, a rimuoverne le cause entro il termine perentorio di quindici giorni, decorsi i quali, in caso di inadempienza, procede alla sospensione dell�attivit� per un periodo necessario alla rimozione dell�irregolarit�, e comunque non superiore a sei mesi. Al termine del periodo di sospensione, qualora persista l�irregolarit� contestata, il Comune dispone, con atto scritto e motivato, notificato all�interessato, il divieto di prosecuzione dell�attivit� di B&B. 3. Il Comune dispone il divieto di prosecuzione dell�attivit� di B&B nei seguenti altri casi: a. perdita del possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del TUPS, approvato con r.d. 773/1931; b. inosservanza dell�obbligo di astensione dall�attivit� ricettiva per tutto il periodo di sospensione comminato ai sensi del comma 2;
c. inosservanza dell�obbligo di dimora/domicilio dichiarato nella SCIA, di cui agli articoli 2 e 3; d. applicazione di almeno tre provvedimenti di sospensione negli ultimi ventiquattro mesi. 4. Nelle ipotesi di cui ai commi 2 e 3, non � consentito presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attivit� per i trentasei mesi successivi alla data di notificazione del provvedimento di divieto di prosecuzione. 5. I provvedimenti di sospensione e di divieto di prosecuzione dell�attivit�, adottati dal Comune, ai sensi del presente articolo, sono comunicati, contestualmente, all�Agenzia regionale Pugliapromozione. CAPO IV Obblighi e impegni della Regione Marchio regionale Art. 10 Obblighi e impegni della Regione 1. Per esigenze di uniformit�, la Regione Puglia con proprio atto approva la modulistica che deve essere utilizzata nel territorio regionale ai fini della segnalazione certificata di inizio attivit� e, ove necessario, ne dispone l�aggiornamento. 2. La Regione Puglia, anche attraverso i suoi enti strumentali, provvede a: a. curare la diffusione della modulistica e degli eventuali aggiornamenti presso i Comuni; b. realizzare, entro il 31 dicembre di ogni anno, sulla base delle comunicazioni di cui al comma 2 dell�articolo 8, un catalogo contenente i riferimenti dei B&B, ordinati per Comune e per tipologia, da pubblicare sul portale viaggiareinpuglia.it c. realizzare, diffondere, mantenere e promuovere il marchio regionale di cui all�articolo 11. Art. 11 Marchio regionale dei B&B 1. La Giunta regionale, con apposito provvedimento e su proposta dall�Assessorato regionale al Turismo, adotta il marchio identificativo dell�ospitalit� in B&B: �Puglia Ospitale�. 2. Il marchio pu� essere efficacemente declinato per visualizzare l�autenticit� dell�offerta di ospitalit� familiare pugliese, distinguendo con due diverse soluzioni cromatiche la tipologia a conduzione familiare, da quelle organizzate in forma imprenditoriale. 3. Il marchio pu� altres� recare le seguenti diciture aggiuntive:
a. �ospitalit� accessibile�, esposta dalle abitazioni fornite di caratteristiche e dotazioni adeguate a ospitare persone con disabilit�; b. �ospitalit� friendly�, esposta per indicare una ospitalit� aperta anche a coppie dello stesso sesso e a ospiti di qualsiasi appartenenza nazionale e di qualsiasi connotazione etnica; c. �ospitalit� pet friendly� esposta per indicare la disponibilit� ad accogliere ospiti che portano con s� un animale da compagnia. 4. Il marchio � offerto gratuitamente ai B&B, che possono farne uso nelle proprie comunicazioni. � vietato l�uso del marchio nonch� l�utilizzo della dicitura �Bed and Breakfast� alle strutture ricettive classificate diversamente. Art. 12 Promozione 1. La Regione Puglia, tramite l�Agenzia regionale Pugliapromozione, sostiene la promozione nazionale e internazionale dei B&B e favorisce l�adesione a reti, circuiti, protocolli e percorsi di qualit�. CAPO V Sanzioni Art. 13 Sanzioni 1. Lo svolgimento dell�attivit� ricettiva di B&B, senza la previa segnalazione certificata di inizio attivit�, comporta una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e l�immediata chiusura dell�attivit�. 2. La mancata esposizione al pubblico della SCIA comporta l�applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro.
3. La mancata esposizione e pubblicit� dei prezzi, nonch� delle tabelle prezzi aggiornate, comporta l�applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro. 4. La mancata esposizione e pubblicit� dei periodi di apertura e chiusura dell�attivit� comporta l�applicazione della sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro. 5. L�attribuzione alla propria struttura ricettiva con scritti, stampati, ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, di un�attrezzatura non corrispondente a quella segnalata, o di una denominazione diversa da quella approvata, � soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro. 6. La mancata presentazione dei moduli di comunicazione dei prezzi comporta l�applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro. 7. L�applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati � soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro. 8. La dotazione di un numero di posti letto superiore a quello segnalato � soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro per ogni posto letto in pi� e alla sospensione dell�attivit� per dodici mesi alla terza segnalazione. 9. L�accoglienza di un numero di persone superiore alla capacit� ricettiva massima segnalata � soggetta a una sanzione amministrativa di 500 euro per ogni persona in pi� e alla sospensione dell�attivit� per dodici mesi alla terza segnalazione. 10. L�apertura o chiusura in violazione di quanto previsto e prescritto dalla presente legge e comunicato ai Comuni comporta l�applicazione della sanzione da 500 a 1.000 euro. 11. Il mancato rispetto dell�obbligo di dimora/domicilio comporta una sanzione da 1.000 a 5.000 euro. 12. La contraffazione e l�uso improprio del marchio regionale comportano l�applicazione della sanzione da 1.000 a 5.000 euro. 13. In caso di reiterazione, le predette sanzioni sono raddoppiate.
14. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono comminate dal Comune competente. I proventi delle sanzioni sono devolute per l�80 per cento al Comune e per il rimanente 20 per cento all�Agenzia regionale Pugliapromozione al fine di rafforzare il posizionamento nazionale e internazionale del marchio di cui all�articolo 11. 15. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai fini statistici da parte delle strutture ricettive comporta l�applicazione delle sanzioni amministrative di cui agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell�Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell�articolo 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400), nei limiti e secondo il procedimento ivi previsto. CAPO VI Norme transitorie Abrogazione Art. 14 Norma transitoria 1. Le istanze e la relativa documentazione, per le quali non sia stato esaurito l�iter procedimentale previsto dalla l.r. 17/2011 sono ritrasmesse dal Comune territorialmente competente all�interessato affinch� si conformi a quanto previsto dall�articolo 4. 2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, � fatto obbligo ai B&B gi� operanti di uniformarsi alle prescrizioni della presente legge e di comunicare l�avvenuto adeguamento mediante dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del d.p.r. 445/2000. I B&B operanti ai sensi della l.r. 17/2001 possono optare tra la tipologia �a conduzione familiare� e la tipologia �imprenditoriale� entro e non oltre il 31 dicembre 2016, mantenendo nel periodo transitorio lo steso numero di stanze e posti letto detenuti, purch� non intervengano, nel frattempo, le condizioni di cui all�articolo 7. 3. Il Comune territorialmente competente verifica il rispetto della disposizione di cui al comma 2, secondo quanto disposto dall�articolo 9. Art. 15 Abrogazioni 1. Fatto salvo quanto previsto dall�articolo 14, sono abrogati: a. la l.r. 17/2001; b. l�articolo 49 della legge regionale 16 aprile 2007, n. 10 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia). ALLEGATO 1 Servizi e requisiti minimi obbligatori richiesti per svolgere l�attivit� di B&B: a. il �servizio bagno� deve essere autonomo rispetto alle esigenze della famiglia ospitante e comunque deve essere garantita la disponibilit� di almeno un bagno ogni due camere; b. la superficie minima deve essere uguale o superiore a 8 metri quadrati per le camere con un posto letto, a 12 metri quadrati per le camere con due posti letto, con un incremento di superficie di 4 metri quadrati per ogni posto letto in pi�. Le presenti norme prevalgono sui regolamenti edilizi e d�igiene comunali; c. pulizia quotidiana dei locali negli orari comunicati al cliente dal titolare o da persona da lui incaricata; d. fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, due volte a settimana e a cambio dell�ospite; e. fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento; f. somministrazione, esclusivamente in uno degli spazi familiari condivisi, della prima colazione, preferendo prodotti tipici e tradizionali, meglio se biologici o contraddistinti da marchi di tutela e/o di qualit�. Nell�ambito della prima colazione possono essere offerti in aggiunta - e chiaramente indicati -, altres�, alimenti tipici locali elaborati con l�attenzione domestica normalmente in uso nel nucleo familiare del gestore. In tale circostanza, vi � l�obbligo di comunicare gli ingredienti utilizzati, avendo cura di sollecitare l�esplicitazione di intolleranze e allergie alimentari. La presente legge � dichiarata urgente e sar� pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ai sensi e per gli effetti dell�art. 53, comma 1 della L.R. 12/05/2004, n� 7 �Statuto della Regione Puglia� ed entrer� in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. E� fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia. Data a Bari, add� 7 agosto 2013 VENDOLA
LE LEGGI SUL BED AND BREAKFAST Come Aprire un B&B in Puglia LEGGE REGIONALE nr. 17/2001
Istituzione e disposizioni normative dell'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast (affittacamere)
Art. 1 - (Finalit� della legge)
1. Con la presente legge la Regione Puglia, in conformit� ai principi di cui alla legge 17 maggio 1983, n.217 e a integrazione di quanto disposto dalla legge regionale 11 febbraio 1999, n.11, istituisce il servizio turistico denominato "Bed & Breakfast" e ne disciplina l'attivit�.
Art. 2 - (Definizione dell'attivit� di Bed & Breakfast)
1. Costituisce attivit� ricettiva di Bed & Breakfast l'offerta del servizio di alloggio e prima colazione da chi, nella casa in cui abita, destina non pi� di sei camere con un massimo di dieci posti letto, con carattere saltuario o per periodi stagionali ricorrenti.
Art.3 - (Esercizio dell'att�vit� di Bed & Breakfast) 1. Il servizio deve essere assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare, fornendo, esclusivamente a chi � alloggiato, cibi e bevande per la prima colazione.
3. L'esercizio dell'attivit� di Bed & Breakfast non costituisce modifica di destinazione d'uso dell'immobile e comporta, per i proprietari o i possessori dell'unit� abitativa, l'obbligo di dimora nella medesima per i periodi in cui l'attivit� � esercitata o di residenza nel Comune in cui � svolta l'attivit� purch� l'unit�, abitativa sia ubicata a non pi� di cinquanta metri di distanza dall'abitazione in cui si dimora.
4. L'unit� abitativa adibita ad attivit� ricettiva deve possedere i requisiti igienico sanitari e di messa a norma degli impiant� (legge 5 marzo 1990, n.46) previsti per l'uso abitativo dal Regolamento edilizio comunale. Qualora l'attivit� si svolga in pi� di una camera, devono comunque essere garantiti non meno di due servizi igienici completi per unit� abitativa. Art. 4 - (Adempimenti amministrativi)
1. L'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast non necessita di iscrizione alla Sezione speciale del Registro degli esercenti il commercio prescritta dall'articolo 5 della 1. 217/1983, n� necessita dell'autorizzazione prescritta dagli articoli 58 e seguenti della l.r. 11/1999.
2. Coloro i quali intendono avviare un'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast devono presentare denuncia di inizio attivit�, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241 e successive modificazioni, al Comune territorialmente competente. La denuncia di inizio attivit� deve essere resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notoriet� di cui all'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n.15 e agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.403, e deve contenere:
a) generalit� del richiedente;
b) ubicazione dell'unit� abitativa destinata all'attivit�;
d) periodo di esercizio dell'attivit�;
3. Il Comune istituisce un Albo dove iscrive tutti coloro che fanno denuncia di inizio di attivit� di Bed & Breakfast, riservandosi di eseguire eventuale sopralluogo ai fini dell'accertamento dei requisiti richiesti. 4. Entro il 1� ottobre di ogni anno, chi esercita l'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast deve comunicare al Comune i prezzi minimi e massimi e il periodo di apertura dell'attivit� con validit� dal 1� gennaio successivo. Sussiste, inoltre, l'obbligo di comunicare mensilmente, su apposito modulo ISTAT, agli enti competenti il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica.
5. Il Comune, sulla base delle dichiarazioni annuali e delle denunce di inizio attivit�, aggiorna l'Albo degli esercenti l'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast che, comprensivo dei prezzi praticati, entro il 31 ottobre di ogni anno viene comunicato alla Regione, alla Provincia, e all'Azienda per la promozione turistica competente ai fini dell'attivit� di informazione turistica. Copia di tale comunicazione deve essere esposta all'interno della struttura ricettiva.
Art.5 - (Marchio identificativo dell'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast)
1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, � autorizzata ad approvare un apposito marchio identificativo dei "Bed & Breakfast" in Puglia e a pubblicare, aggiornandolo ogni due anni, l'elenco degli iscritti all'Albo.
2. Il marchio � trasmesso ai Comuni e messo a disposizione degli operatori. A spese degli interessati il marchio pu�, inoltre, essere affisso all'esterno delle unit� abitative adibite all'esercizio dell'attivit�.
1. La promozione dell'attivit� ricettiva di Bed & Breakfast, in mancanza dell'iscrizione all'Albo, comporta una sanzione, elevata dai Comuni, da lire 1 milione a lire 5 milioni.
2. Qualora per la promozione irregolare si esponga il marchio di cui all'articolo 5, la sanzione � raddoppiata.
3. Lo svolgimento dell'attivit� in locali diversi da quelli comunicati ovvero in misura maggiore a quanto consentito comporta la sanzione, elevata dai Comuni, da lire 200 mila a lire 1 milione e restano applicabili le eventuali sanzioni comminate in violazione di altre leggi regionali o statali. In caso di recidiva l'operatore � cancellato per un anno dall'Albo di cui all'articolo 4, comma 3.
4. La mancata esposizione, in ciascuna delle camere adibite al servizio, del cartello indicante il costo dell'ospitalit� comporta la sanzione, elevata dai Comuni, da lire 500 mila a lire 2 milioni.
5. Il titolare che pratica prezzi difformi da quelli comunicati al Comune e indicati in ogni stanza adibita al servizio � soggetto alla sanzione minima elevata dai Comuni, di lire 1 milione e massima di lire 3 milioni.
6. Le sanzioni di cui al presente articolo possono essere elevate anche secondo quanto stabilito dagli articoli 68 e 69 della l.r. 11/1999. LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 2-08-1993 REGIONE PUGLIA
<< Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere >>. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA N. 108 del 6 agosto 1993 Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Commissario del Governo ha apposto il visto. Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge: TITOLO I GENERALITA' ARTICOLO 1 (Oggetto della legge) 1.
In attuazione della legge 17 maggio 1993, n� 217, la presente legge disciplina l' attivit� delle strutture ricettive extralberghiere. ARTICOLO 2 (Definizione delle strutture)
1. Sono definite strutture extralberghiere: - case per ferie; - ostelli per la giovent� ;
- alloggi agrituristici. ARTICOLO 3 (Case per ferie) 1. Sono << case per ferie >> le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite. al di fuori dei canali normali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi, operanti senza scopo di lucro, per il conseguimento di finalit� sociali, culturali, religiose o sportive, nonch� da enti o aziende per il soggiorno dei propri adempimenti e loro familiari. ARTICOLO 4 (Ostelli per la giovent� ) 1. Sono << ostelli per la giovent� >> le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno e il pernottamento dei giovani. ARTICOLO 5 (Affittacamere) 1. Sono << esercizi di affittacamere >> le strutture composte da non pi� di sei camere ubicate in non pi� di due appartamenti di uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari. 2. La capacit� ricettiva non pu� essere superiore a n. 12 posti letto. 3. L' attivit� di affittacamere pu� essere esercitata in modo complementare rispetto all' esercizio di ristorazione qualora sia svolta da un medesimo titolare in una struttura immobiliare unitaria. ARTICOLO 6 (Case e appartamenti per vacanze)
1. Sono << case e appartamenti per vacanze >> gli immobili arredati e gestiti in forma imprenditoriale per l' affitto ai turisti di almeno tre case o appartamenti senza offerta di servizi centralizzati e somministrazione di alimenti e bevande, nel corso di una o pi� stagioni, con contratti aventi validit� non superiore a tre mesi consecutivi e non inferiore a sette giorni.
2. Ai sensi dell' art. 2082 del codice civile si considera gestione imprenditoriale l' attivit� economica organizzata e non occasionale per l' affitto di appartamenti o case ad uso turistico, ivi compreso il turismo connesso a motivi di lavoro, affari, studio ed altri simili. ARTICOLO 7 (Alloggi agrituristici) 1. Sono << alloggi agrituristici >> i locali siti in fabbricati rurali nei quali viene data ospitalit� ai turisti da imprenditori agrituristici, singoli o associati, regolarmente iscritti all' Albo regionale degli operatori agrituristici, che, ai sensi dell' art. 2135 cc, esercitano un' attivit� diretta alla coltivazione del fondo. 2. L' attivit� di ospitalit� deve essere svolta dagli imprenditori agrituristici come attivit� secondaria e, comunque, integrativa all' attivit� agricola secondo la normativa della legge regionale vigente sull' agriturismo. 3. Non possono essere adibite all' attivit� di ospitalit� persone non appartenenti al nucleo familiare dell' imprenditore o normalmente conviventi con esso e, comunque, nel rispetto del terzo comma dell' art. 239 bis cc.
TITOLO II CARATTERISTICHE TECNICHE - FUNZIONALI
ARTICOLO 8 (Case per ferie) 1. Le case per ferie devono possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico - sanitari comunali.
2. In particolare devono avere: una superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq 8 per le camere ad un letto e mq 12 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq 4 per ogni letto in pi� . Qualora il tipo di utenza della struttura lo consenta, a ciascun letto pu� essere sovrapposto un altro letto senza dover incrementare superfici e cubature delle camere. Per il rispetto degli altri rapporti si computano invece i posti letti effettivi; un wc ogni 10 posti letto, n. 1 bagno o doccia ogni 12 posti letto, n. 1 lavabo ogni n. 6 posti letto. Nel rapporto di cui sopra non si computano le camere dotate di servizi igienici privati; l' arredamento minimo per le camere da letto deve essere composto da: letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per perona, cestino rifiuti per camera; locale comune di soggiorno, di norma distinto dalla sala pranzo, dimensionato nel rapporto minimo di mq 0,50 per ogni posto letto effettivo; idonei dispositivi e mezzi antincendio secondo le disposizioni vigenti e le prescrizioni dei Vigili del Fuoco; impianti elettrici conformi alle norme ENPI - CEI;
cassetta di pronto soccorso con medicamenti indicato dall' autorit� sanitaria. che potr� richiedere, in relazione all' ubicazione, dimensioni ed utenza dei complessi, l' allestimento di un locale per infermeria;
telefono, di norma, ad uso degli ospiti. 3. Le camere ed i servizi dovranno essere disposti in settori separati per uomini e donne. 4. Per tutto quanto non espressamente previsto dalle presenti disposizioni, si applicano le prescrizioni sanitarie previste per le aziende alberghiere dal RD 24 maggio 1925, n. 1102 e successive modificazioni.
ARTICOLO 9 (Ostelli per la giovent� ) 1. Gli ostelli per la giovent� devono avere le stesse caratteristiche tecniche e funzionali previste dal precedente art. 8 della presente legge.
2. Negli ostelli per la giovent� deve essere garantita, oltre alla prestazione dei servizi di base, anche la disponibilit� di strutture e di servizi atti all' appagamento di finalit� culturali, di svago, di sport e di socializzazione. 3. Gli ostelli per la giovent� possono essere dotati di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti secondo autonome modalit� organizzative, nell' ambito e sotto la responsabilit� del titolare dell' autorizzazione.
ARTICOLO 10 (Affittacamere) 1. I locali destinati all' esercizio di affittacamere devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico - edilizie previste per i locali di abitazione del regolamento comunale.
2. Gli affittacamere devono assicurare, avvalendosi della normale organizzazione familiare, i seguenti servizi minimi di ospitalit� compresi nel prezzo della camera: pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente e, comunque, almeno una volta alla settimana; - cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta alla settimana; fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento.
4. Gli alloggi utilizzati devono essere dotati di un servizio igienico - sanitario completo di: wc, lavabo con acqua corrente, calda e fredda, vasca da bagno o doccia, specchio. 5. Per le camere da letto l' arredamento minimo deve essere costituito da: letto, sedia o sgabello per persona, armadio e cestino rifiuti. ARTICOLO 11 (Case e appartamenti per vacanze)
1. Le strutture destinate all' attivit� ricettiva per case e appartamenti per vacanze devono possedere i requisiti igienico - sanitari ed edilizi previsti dalle norme di legge e regolamentari per i locali di civile abitazione.
2. L' utilizzo di case ed appartamenti per vacanze non comporta modifica di destinazione d' uso dei medesimi ai fini urbanistici. 3. Nella gestione delle case ed appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi essenziali: pulizie delle unit� abitative ad ogni cambio di cliente;
fornitura di energia elettrica, acqua, riscaldamento ed eventualmente gas; assistenza di manutenzione delle unit� abitative, di riparazione e di sostituzione di arredi non funzionali;
servizio di recapito e ricevimento degli ospiti.
4. La gestione di case ed appartamenti per vacanza non pu� , comunque, comprendere la somministrazione di cibi e bevande n� l' offerta di servizi centralizzati caratteristici delle aziende alberghiere. ARTICOLO 12 (Alloggi agrituristici) 1. I locali destinati all' esercizio di attivit� agrituristica devono garantire una superficie minima, al netto di ogni vano accessorio, di mq 8 per ogni posto letto e possedere le caratteristiche strutturali ed igienico - sanitarie previste dal regolamento comunale per le civili abitazioni.
2. Gli ingressi alle camere da letto destinate agli ospiti devono avere accesso diretto senza attraversare i locali o i servizi destinati alla famiglia dell' imprenditore agricolo o ad altro ospite. 3. Gli appartamenti o i locali in genere di ospitalit� devono essere dotati di un servizio igienico - sanitario completo di wc con acqua corrente, lavabo e specchio, per ogni 8 persone o frazione di 8 superiore a 2, escluso le persone appartenenti al nucleo familiare o conviventi dell' imprenditore agricolo. 4. Per ogni camera da letto, l' arredamento minimo deve essere costituito da: letto, sedia o sgabello per persona, armadio e cestino da rifiuti.
5. L' utilizzo di immobili rurali per l' esercizio di alloggio agrituristico non comporta modifiche di destinazione d' uso dei medesimi ai fini urbanistici.
6. I locali degli alloggi agrituristici devono far parte della struttura dell' azienda ed essere siti, di norma, nell' ambito domestico dell' imprenditore o in contiguit� dello stesso in modo da consentire un rapporto costante di ospitalit� . 7. Negli alloggi agrituristici possono essere somministrati solo cibi e bevande di prodotti propri o di quelli tipici locali.
TITOLO III OBBLIGHI AMMINISTRATIVI ARTICOLO 13 (Autorizzazione di esercizio)
1. Per ottenere l' autorizzazione all' esercizio delle strutture ricettive extralberghiere di cui all' art. 2 della presente legge, i titolari o i gestori di esercizio devono presentare al Comune competente per territorio apposita domanda sulla base di quanto previsto dai successivi artt. 14, 15, 16 e 17 della presente legge. ARTICOLO 14 (Case per ferie e ostelli per la giovent� ) 1. L' esercizio dell' attivit� ricettiva delle case per ferie e degli ostelli per la giovent� � soggetto ad autorizzazione comunale, previa stipula di apposita convenzione che individua e regola: i soggetti che possono utilizzare la struttura nel rispetto dei precedenti artt. 3 e 4 della presente legge; il tipo dei servizi in rapporto alle finalit� cui la struttura � finalizzata e definiti dai precedenti artt. 8 e 9;
le tariffe; la durata minima della permanenza degli ospiti;
il numero dei posti letto negli ostelli per la giovent� da riservare ai giovani in transito; il regolamento per l' uso della struttura; il tipo di gestione che deve garantire l' uso delle strutture e la calmierazione dei prezzi in rapporto alle finalit� per cui � autorizzato il complesso;
le modalit� ed i limiti di utilizzazione per i diversi scopi ricettivi degli ostelli per la giovent� periodi in cui sono occupati dall' utenza giovanile; i periodi di apertura. 2. L' autorizzazione all' esercizio pu� comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle sole persone alloggiate e alle altre che possono utilizzare la struttura in conformit� alle finalit� sociali cui la stessa � destinata e nei limiti stabiliti dalla convenzione stipulata con il Comune. 3. Oltre all' autorizzazione di cui al precedente comma, il Comune pu� rilasciare a Enti Pubblici, associazioni od Enti religiosi, apposito << nulla - osta >> all' utilizzo degli immobili non destinati abitualmente alla ricettivit� collettiva, in occasione di manifestazioni o raduni e, comunque, per periodi non superiori a 30 giorni. ARTICOLO 15 (Esercizi di affittacamere) 1
. Chi intende esercita l' attivit� di affittacamere deve chiedere preventiva autorizzazione al Comune competente per territorio.
2. Ai sensi dell' art. 6 del DPR n. 375 del 4- 8- 88, qualora l' attivit� di affittacamere venga esercitata nei modi previsti dall' ultimo comma del precedente art. 5 della seguente legge, il titolare dell' esercizio � obbligato ad iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio previsto dall' art. 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217. 3. Nell' autorizzazione comunale devono essere specificati i seguenti elementi: generalit� del titolare dell' esercizio; numero ed ubicazione dei vani destinati all' attivit� ricettiva; - numero dei posti letto; servizi igienici a disposizione degli ospiti; servizi accessori offerti; periodi in cui viene offerta l' ospitalit� ; classificazione; eventuale servizio di ristorazione.
ARTICOLO 16 (Case e appartamenti per vacanze)
1. L' attivit� di gestione di case e appartamenti per vacanze in forma imprenditoriale � soggetta a preventiva autorizzazione del Comune competente per territorio ove sono ubicati gli immobili.
2. Nell' autorizzazione devono essere specificati i seguenti elementi: generalit� del richiedente; generalit� del rappresentante legale della gestione, qualora l' attivit� non sia esercitata direttamente dal titolare dell' immobile; periodi di attivit� dell' esercizio; caratteristiche e modalit� di prestazione dei servizi; ubicazione e caratteristiche delle case e appartamenti che vengono gestiti. 3. Il titolare dell' autorizzazione a gestire case e appartamenti per vacanze � tenuto a comunicare al Comune ogni variazione del numero e delle caratteristiche delle case e degli appartamenti di cui dispone per la gestione.
4. Il titolare o il gestore dell' attivit� ricettiva di cui al presente articolo � tenuto a iscriversi alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio previsto dall' art. 5 della legge 27 maggio 1983, n. 217. 5. Per speciali esigenze connesse a festivit� o manifestazioni di interesse locale, o per particolari periodi dell' anno, il Sindaco pu� , con singoli provvedimenti motivati, consentire deroghe nei limiti stabiliti dal 1o comma del precedente art. 6. ARTICOLO 17 (Alloggi agrituristici) 1. L' esercizio dell' attivit� agrituristica � soggetta ad autorizzazione comunale. 2. Nella domanda per ottenere l' autorizzazione di esercizio l' interessato deve dichiarare: di essere iscritto nell' apposito albo regionale degli operatori agrituristici; generalit� del dichiarante; caratteristiche e dimensioni dell' azienda agricola;
numero e ubicazione dei vani destinati all' attivit� ricettiva; numero dei posti letto; servizi igienici a disposizione degli ospiti; servizi accessori offerti; periodi in cui viene data ospitalit� e, comunque, non inferiore a 60 giorni l' anno; prezzi massimi che s' intendono praticare per ogni servizio e prestazione. TITOLO IV NORME COMUNI ARTICOLO 18 (Accertamenti dei requisiti)
1. Il Comune provvede al rilascio dell' autorizzazione per l' esercizio delle attivit� di cui agli articoli precedenti della presente legge dopo aver accertato la sussistenza di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi richiesti nonch� di quelli previsti dagli artt. 11 e 12 del Testo Unico delle leggi di PS approvato con RDL 18 giugno 1931, n. 773.
2. Gli accertamenti dei requisiti strutturali sono effettuati dal Comune attraverso: sopralluoghi diretti di personale tecnico all' uopo abilitato; dichiarazione, sottoscritta dall' interessato e controfirmata da un tecnico abilitato, attestante la conformit� delle strutture e dell' impiantistica connessa agli specifici requisiti tecnico - funzionali. ARTICOLO 19 (Rinnovi e dichiarazioni annuali)
1. L' autorizzazione, anche a carattere stagionale, viene rinnovata annualmente, a presentazione di domanda, di norma mediante vidimazione sull' atto originale, previo pagamento delle tasse di concessione e delle tasse eventualmente dovute a qualsiasi titolo. ARTICOLO 20 (Comunicazioni del provvedimento)
1. Il Comune, nel rilasciare le autorizzazioni, deve dare contestualmente comunicazione all' Assessorato regionale al Turismo e all' Ente Turistico competente per territorio.
ARTICOLO 21 (Diffida, sospensioni, revoca)
1. Ferme restando le competenze in materia delle Autorit� di Pubblica Sicurezza, l' autorizzazione all' esercizio delle attivit� ricettive disciplinate dalla presente legge � revocata dal Comune nei seguenti casi: qualora vengano a mancare uno o pi� requisiti necessari per il rilascio; qualora l' attivit� venga a risultare dannosa o contraria agli scopi per i quali era stata rilasciata. 2. Nei casi di irregolarit� minori, il Comune pu� procedere alla diffida e alla successiva sospensione temporanea dell' autorizzazione.
ARTICOLO 22 (Cessazione temporanea dell' attivit� ricettiva) 1. Il titolare di una delle strutture di cui agli articoli precedenti della presente legge che intenda procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell' attivit� deve darne preventiva comunicazione al Comune.
2. Il periodo di sospensione temporanea dell' attivit� non pu� essere superiore a sei mesi, prorogabile dal Comune, per fondati motivi, di altri sei mesi. Decorso tale termine l' attivit� si intende definitivamente cessata. ARTICOLO 23 (Riepiloghi annuali) 1. Il Comune � tenuto a trasmettere all' Assessorato regionale al Turismo e all' Ente Turistico competente per territorio i riepiloghi annuali delle strutture ricettive in attivit� .
2. Il riepilogo di cui al comma precedente deve essere trasmesso improrogabilmente entro il 31 dicembre di ogni anno. ARTICOLO 24 (Denuncia e pubblicit� dei prezzi) 1. I gestori o i titolari delle strutture ricettive indicate nella presente legge devono presentare all' Amministrazione provinciale competente per territorio e, per conoscenza, all' Assessorato regionale al Turismo apposita denuncia dei prezzi nel rispetto delle procedure indicate dalla legge 25- 8- 1991, n� 284 e dall' art. 4 del Decreto del 16- 10- 1991. 2. Ai sensi del quinto comma dell' art. 4 del Decreto 16- 10- 1991, la mancata o incompleta comunicazione della denuncia dei prezzi entro i termini previsti comporta l' implicita conferma delle precedenti tariffe, salva, in ogni caso, l' applicazione delle sanzioni di cui all' art. 30 della presente legge. 3. E' fatto obbligo ai gestori di tenere esposta, in modo ben visibile al pubblico, nell' ufficio di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente alla denuncia vidimata di cui al primo comma del presente articolo.
4. La tabella e il cartellino dei prezzi recanti le indicazioni relative in italiano, inglese, francese e tedesco sono predisposti secondo le indicazioni della Regione e vengono forniti dall' Amministrazione provinciale competente per territorio.
ARTICOLO 25 (Classificazione e comparazione ai fini tributari) 1. Gli alloggi utilizzati per l' esercizio di affittacamere sono classificati dal Comune, ai fini della comparazione alle categorie previste dal Decreto Legislativo n. 230 del 22- 6- 1991, lettera f), numero d' ordine 7. ARTICOLO 26 (Denuncia dei dati statistici)
1. I gestori o i titolari delle strutture ricettive indicate nella presente legge devono presentare, entro il quinto giorno del mese successivo, all' Ente turistico competente per territorio, i modelli ISTAT riferiti al movimento del flusso turistico sulla base delle vigenti disposizioni di legge in materia. ARTICOLO 27 (Funzioni di vigilanza e controllo) 1. Ferme restando le competenze dell' Autorit� di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull' osservanza delle disposizioni previste dalla presente legge sono esercitate dal Comune. 2. La regione verifica che sia data attuazione alle disposizioni di cui alla presente legge mediante controlli ispettivi per mezzo di personale proprio o avvalendosi del personale dell' Ente Turistico competente per territorio espressamente incaricato dall' Assessorato regionale al Turismo. ARTICOLO 28 (Osservanza di norme statali e regionali)
1. E fatta salva l' osservanza di norme statali e regionali che regolano l' esercizio dell' attivit� ricettiva non prevista dalla presente legge e, in particolare, di quelle riguardanti la pubblica sicurezza, la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico - sanitaria e l' uso e la tutela del suolo.
ARTICOLO 29 (Accertamento delle violazioni e irrogazioni delle sanzioni) 1. L' accertamento delle violazioni e l' irrogazione delle sanzioni di cui alla presente legge sono effettuati dal Comune cui spetta l' esercizio della vigilanza ed al quale sono devoluti i proventi delle sanzioni previste dal successivo art. 30 in base alla vigente normativa regionale in materia << Norme di attuazione della Legge 24 novembre 1981, n. 689, concernente modifiche al sistema penale >> e successive modificazioni ed integrazioni. ARTICOLO 30 (Sanzioni)
1. Ferma restando l' applicazione delle norme penali, chiunque pone in esercizio una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto dell' autorizzazione � soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma di L. 1.000.000 e L. 3.000.000; - chiunque trasgredisce agli obblighi previsti dal 1o comma del precedente articolo 24 � soggetto al pagamento della sanzione da L. 500.000 a L� 1.500.000; - il ritardato adempimento nei termini di cui al 1o comma dell' art. 24 della presente legge � soggetto alla sanzione amministrativa da L. 250.000 a L� 500.000; - l' omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi di cui al 4o comma dell' art. 24 della presente legge comporta la sanzione amministrativa da L� 250.000 a L. 500.000; - l' applicazione dei prezzi superiori a quelli denunziati, oltre alle sanzioni previste dalla vigente normativa statale in materia di prezzi, comporta anche il pagamento di una pena pecuniaria da L� 500.000 a L. 1.000.000;
- il superamento della capacit� ricettiva autorizzata comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da L. 500.000 a L. 750.000.
2. E' soggetto all' applicazione di sanzioni amministrative, con il pagamento della somma a L� 1.500.000 a L. 3.000.000, il titolare di esercizio che attribuisca al proprio esercizio, con scritti, stampati o con qualsiasi altro modo, una denominazione o una insegna diversa da quella autorizzata oppure afferma la sussistenza di attrezzature non conformi a quelle effettivamente esistenti. 3. La mancata denuncia dei dati statistici di cui all' art. 26 della presente legge � soggetta alle sanzioni previste dall' art. 11 del DL 6 giugno 1989, n� 322. ARTICOLO 31 (Disposizioni transitorie e finali) 1. Entro un biennio dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture ricettive gi� operanti, ai fini del proseguimento dell' attivit� ricettiva, devono essere adeguate alle caratteristiche funzionali ed ai requisiti di cui alla presente legge.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i titolari o legali rappresentanti delle strutture ricettive denominate << esercizi di affittacamere >> e << case e appartamenti per vacanze >> devono presentare domanda al Comune in cui � ubicata la struttura per ottenere l' autorizzazione di cui alle disposizioni della presente legge. 3. Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge si rinvia, in quanto compatibile, alla normativa statale. ARTICOLO 32 (Enti Turistici territoriali)
1. In attesa della riforma dell' intero settore turistico regionale, le competenze attribuite dalla presente legge agli Enti turistici competenti per territorio vengono esercitate dagli Enti Provinciali per il Turismo fino alla data di costituzione delle Aziende di promozione Turistica( AAPPTT). La presente legge sar� pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia. Data a Bari, add� 2 agosto 1993