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Timestamp: 2019-05-24 05:45:21+00:00
Document Index: 158797435

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 3']

Scrivi subito al Governo per chiedere che la legge annuale per la concorrenza abroghi la l. 339/03
Scrivi subito al Governo Monti (fax e-mail o lettera ai ministri più interessati alla liberalizzazione delle professioni: gli indirizzi li trovi alla pagina http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministeri_gov.html) per chiedere che la legge annuale per la concorrenza disponga anche la abrogazione della l. 339/03, la quale -come ha ribadito l'Antitrust nella segnalazione S1378 del 5 gennaio 2012- ha reintrodotto l'incompatibilità tra impiego pubblico a part time ridotto e la professione di avvocato senza che la limitazione della concorrenza correlata a tale reintroduzione di incompatibilità potesse essere in alcun modo giustificata.
PER LA TUA RICHIESTA AL GOVERNO PUOI COPIARE E MAGARI INTEGRARE LE ARGOMENTAZIONI CHE LEGGI IN QUESTO ARTICOLO.
Avvocati-dipendenti pubblici part time: la segnalazione dell'Antitrust S1378/2012 del 5 gennaio 2012 è a favore della compatibilità tra impiego pubblico in part time ridotto e l'esercizio della professione di avvocato. L'Antitrust, il 5 gennaio 2012, ha inviato al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per lo Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti una segnalazione (la segnalazione S1378) ai sensi degli artt. 21 e 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, in merito a "Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza anno 2012". L'Antitrust, con la detta segnalazione, insiste nel suggerire a Governo e Parlamento di eliminare l'incompatibilità tra impiego pubblico in part time ridotto e l'esercizio della professione di avvocato (che è stata reintrodotta con l. 339/2003, dopo anni di vigenza del regime di compatibilità, introdotto con l. 662/1996) per gli effetti distorsivi della concorrenza che tale previsione di incompatibilità produce senza alcuna necessità. La segnalazione S1378 del 5 gennaio 2012 ribadisce, infatti, la validità di una segnalazione che fu indirizzata a Governo e Parlamento, nel lontano dicembre del 2001, dall'Antitrust, all'epoca diretta da Giuseppe Tesauro. La segnalazione del 2001 (n. AS223) restò inascoltata e si giunse all'approvazione della l. 339/03. Ci si chiede ora se la segnalazione del 5 gennaio 2012 sarà più fruttifera e porterà, già con la legge annuale per la concorrenza del 2012, alla abrogazione della legge 339/2003 (la quale, comunque, dovrà esser a breve giudicata dalla Corte costituzionale in base alla q.l.c. sollevata dalle SS.UU. della Cassazione con ordinanza di rimessione 24689/2010). Pure inattuato, sul punto, è rimasta l'indicazione di cui all''11° “considerando” della direttiva n. 97/81/CE che impone di “stabilire un quadro generale per l'eliminazione delle discriminazioni verso i lavoratori a tempo parziale e di contribuire allo sviluppo delle possibilità di lavoro a tempo parziale su basi accettabili sia ai datori di lavoro che ai lavoratori”.
A molti, perciò, è parsa una novità assoluta, introdotta dall'art. 3, comma 5, del d.l. 138/2011, il principio che "gli ordinamenti professionali devono garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza". Invece, non è affatto una novità per le SS.UU. Civili della Cassazione, che già nella ordinanza di rimessione 24689/2010 (pag. 20), avevano chiesto alla Corte costituzionale di riconoscere il principio di concorrenza come principio già vigente (in quanto contenuto nell'art. 3 della Costituzione) pure per le professioni. L'ordinanza di rimessione 24689/2010 ha, infatti, invocato a parametro di costituzionalità della regolazione legislativa del servizio professionale di avvocato la concorrenza. In particolare, le SS.UU. hanno chiesto alla Corte costituzionale di dichiarare incostituzionale la reintroduzione (per i soggetti già iscritti all'albo forense prima della l. 339/03) dell'incompatibilità tra impiego pubblico a part time ridotto ed esercizio della professione forense.
Ora la valutazione della Cassazione circa la rilevanza costituzionale della concorrenza può ritenersi addirittura rafforzata dalla modifica dell’ordinamento statale che in parte deve ritenersi già avvenuta ad opera del comma 5 dell’art. 3 del d.l. 138/11. L'art. 3, comma 5, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (nel testo modificato dalla legge di conversione, n. 148/2011) dispone, infatti, tra l'altro: “gli ordinamenti professionali devono garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza”. Con tali parole non dispone certo la immediata abrogazione di norme incompatibili col principio di concorrenza (le quali, però, dovranno essere individuate come incompatibili dalla riforma degli ordinamenti professionali che interverrà entro il 13 agosto 2012) ma “dispone l’immediata utilizzabilità” del principio di concorrenza per giudicare costituzionalmente legittime o meno le norme di legge regolanti le professioni per accedere alle quali è richiesto l’esame di Stato.
Certo, a rigore, neppure v’era bisogno che il legislatore ordinario confermasse, nei termini sopra riportati, la utilizzabilità del “parametro concorrenza” per la valutazione della legittimità costituzionale delle leggi sulle professioni. Ma l’ha fatto (e penso abbia fatto bene a ribadire ciò che già era "nel sistema") e con ciò ha rafforzato l’esigenza, per l’interprete, di fare ogni possibile sforzo consentito dalla lettera di una disposizione di legge (che appaia polisenso) per dare alla stessa disposizione un significato che la renda non contraria a concorrenza e, dunque, costituzionalmente legittima. Ma se tale sforzo resta vano, non v'è altra strada per il giudice che sollevare innanzi alla Corte costituzionale questione di legittimità costituzionale. LA L. 339/03 NON PUO’ ESSER SALVATA IN VIA INTERPRETATIVA: E' EVIDENTEMENTE INCOSTITUZIONALE E VA SUBITO ABROGATA CON LA LEGGE ANNUALE PER LA CONCORRENZA.
Ricordiamo pure con TAR Lazio, sentenza n. 5151/11, che "La ricognizione dei princìpi fondamentali in materia di professioni è intervenuta con d. lgs. 2 febbraio 2006, n. 30. In tale ambito, chiarito dall’art. 3, titolato <<Tutela della concorrenza e del mercato>>, che l’esercizio della professione si svolge nel rispetto della disciplina statale della tutela della concorrenza, ivi compresa quella delle deroghe consentite dal diritto comunitario a tutela di interessi pubblici costituzionalmente garantiti o per ragioni imperative di interesse generale ...".
Scrisse l'Antitrust nella segnalazione AS223 del 06/12/2001 al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al Presidente del Consiglio dei Ministri (pubblicata nel bollettino n. 48/2001), in tema di ISCRIZIONE ALL'ALBO DEGLI AVVOCATI DEI DIPENDENTI STATALI CON CONTRATTO PART-TIME:
"oggetto: Progetti di legge recanti norme in materia di incompatibilità della professione di avvocato (A. S. n.762 del 30 ottobre 2001 ( A. C.543 - 1648), A. S. n. 393 del 5 luglio 2001, A.S. n. 423 del 9 luglio 2001 / XIV legislatura).
L'Autorità confida che nel corso della discussione in sede parlamentare le osservazioni qui rappresentate possano essere tenute in adeguata considerazione, nella prospettiva di poter varare un intervento che valorizzi appieno il principio della concorrenza nella disciplina della professione forense.