Source: https://www.ilcommercialistasulweb.it/iva-amazon-fattura-ecommerce-guida-fiscale/
Timestamp: 2018-12-11 23:52:05+00:00
Document Index: 151136140

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 22', 'art. 24', 'art. 101', 'art. 26', 'art. 41', 'art. 8', 'art. 41', 'art. 8', 'art.7']

Iva Amazon e fatturazione: la guida fiscale definitiva per l’e-commerce. Quando si applica il reverse charge? Come fare una corretta fatturazione di vendita? Si deve versare iva? Per gli acquisti da privato cosa cambia? Se guadagno dall’affiliazione cosa devo fare? Facciamo chiarezza su come gestire correttamente i tuoi rapporti col fisco se acquisti e vendi con Amazon.
Amazon ed E-Bay sono i capi indiscussi dell’e-commerce. L’esponenziale fatturato ottenuto nel commercio online in questi ultimi anni mi porta naturalmente a studiare questo fenomeno prettamente da un punto di vista fiscale. In questa materia ci si interroga poco o nulla su come sia possibile gestire regolarmente i rapporti col fisco nel commercio online.
Si finisce poi a dover farne i conti con l’Agenzia delle Entrate quando ormai è troppo tardi.
In questa guida fiscale ti spiegherò come sia possibile fare commercio online con Amazon e rimanere regolari agli occhi del Fisco. Potrai capire in quale Paese verserai l’iva dopo aver fatto un acquisto o una vendita su Amazon, se viene applicato il c.d. reverse charge e come gestire correttamente la tua fatturazione.
Se il tuo interesse riguarda invece il programma di affiliazione Amazon, questa guida potrà darti validi consigli su come gestire le commissioni derivanti dalle tue vendite online.
Sei un acquirente privato senza una partita iva? Sarà interessante conoscere come il fisco gestisce l’iva sui tuoi acquisti online fatti su Amazon.
Cosa troverai in questa guida fiscale:
Acquisti online con partita iva. Come viene trattata l’IVA Amazon nelle operazioni e-commerce?
Come viene applicata l’Iva Amazon nelle sue vendite online?
Cos’è il Reverse Charge e come funziona nell’e-commerce?
Vendere online con partita iva su Amazon. Come devi gestire correttamente la tua fatturazione nelle operazioni e-commerce?
Come gestire l’iva sulla merce che ti viene restituita e che hai venduto online senza emettere fattura o ricevuta fiscale.
Dove avviene l’addebito dell’iva sulle tue vendite online su Amazon?
Hai aderito al Programma di affiliazione Amazon. Dovrai emettere una fattura per le commissioni ricevute?
Come vengono gestiti gli acquisti online su Amazon se sei un consumatore privato senza partita iva?
Vendere online senza partita iva su Amazon. Cosa devi fare per essere in regola col fisco.
L’E-commerce rappresenta ormai una diffusa modalità di acquisto e di vendita sia tra operatori economici che possiedono una partita iva (B2B) sia verso consumatori finali (B2C).
Ti riporto un piccolo approfondimento sull’e-commerce nel caso non sapessi che ne esistono due tipologie:
e-commerce diretto quando la vendita e la consegna del prodotto avviene in via telematica grazie all’uso di internet
e-commerce indiretto si ha quando la cessione avviene per via telematica ma la consegna del bene avviene attraverso i canali tradizionali con la consegna fisica della merce.
In Italia la disciplina normativa delle vendite online è stata introdotta dal c.d. “Decreto Bersani” (articolo 21 del D.Lgs n. 114/98)
In Italia, così come in altri Paesi europei, la gestione dell’Iva con il colosso Amazon è cambiata già a partire dal 1° maggio 2015. Amazon, fino a quella data, in Italia gestiva solo la logistica delle vendite online grazie alla presenza sul nostro territorio di magazzini con cui riforniva il cliente finale, con e senza partita iva, in modo tempestivo e accurato. Il sistema logistico era considerato fiscalmente di ausilio all’attività principale condotta da Amazon nella sua sede lussemburghese.
Facendo una traduzione, significa che fino alla fine di aprile 2015 Amazon non versava un euro in tasse in Italia. Amazon di Lussemburgo era la società che emetteva le fatture di vendita online in Italia. In tal modo Amazon poteva usufruire legalmente del sistema contabile chiamato “Reverse Charge”.
E’ importante conoscere la normativa fiscale iva in tema di commercio digitale per gestire correttamente i rapporti col fisco italiano.
Se hai una partita iva ed intendi acquistare online, ti consiglio di comunicare al tuo fornitore i tuoi dati fiscali, magari creando un account business, per ricevere poi una corretta fatturazione. Così facendo, conoscerai anche il luogo in cui è stabilito il tuo fornitore, dato fondamentale per il corretto trattamento IVA dell’acquisto.
Identificare il luogo in cui il fornitore conduce le sue vendite cioè il luogo in cui è stabilita la sua organizzazione, ti permetterà di capire se è obbligatorio applicare il Reverse Charge (art.17 comma 2 del DPR 633/72) alle fatture di acquisto. Il Reverse Charge ti obbliga ad integrare la fattura di acquisto estera con l’aliquota iva dovuta in Italia e registrando la fattura sia nel registro delle fatture emesse/corrispettivi e nel registro degli acquisti.
Amazon, fino al 30 aprile del 2015, è stato un soggetto iva con sede al di fuori dal territorio dello Stato Italiano. L’acquirente italiano, in caso di acquisti portati a termine con la sua sede lussemburghese, doveva applicare la procedura del Reverse Charge. Quindi, dopo aver terminato un acquisto con partita iva sul sito di Amazon, prima del 1° maggio 2015, ricevevi una fattura senza addebito dell’iva con reverse charge. Era tuo obbligo integrare il documento fiscale ricevuto applicando l’iva italiana e registrando la fattura sia nel registro iva acquisti sia nel registro iva vendite.
Dopo l’apertura della filiale Amazon in Italia, come viene gestita l’iva sulle vendite online?
Quando i tuoi acquisti online vengono gestiti dalla filiale Amazon italiana, la fattura di acquisto che riceverai porterà anche l’addebito dell’aliquota iva in vigore sul nostro territorio. Dal maggio 2015 il sistema contabile del Reverse Charge non è più applicabile alle fatture di acquisto online emesse da Amazon. Questi documenti contabili devono essere gestiti fiscalmente come una classica operazione nazionale.
Hai deciso di creare il tuo negozio online e di aprire un account business su Amazon. Hai aperto la tua partita iva con l’inquadramento fiscale necessario al tuo e-commerce. Sai anche che questo marketplace ti permette di vendere in diverse parti del mondo. In tal caso come dovrai gestire la tua fatturazione? Se vendi in Europa oppure in un Paese Extra-UE devi addebitare l’iva?
Il commercio elettronico indiretto è assimilato alle vendite di beni a distanza mentre il commercio elettronico diretto rientra nel novero delle prestazione di servizi.
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Se vendi beni online tramite Amazon nei confronti di privati consumatori non è obbligatoria l’emissione della fattura e certificazione dei corrispettivi cioè gli scontrini, a meno che non sia richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione (art. 22, comma 1, n. 1l D.P.R. n. 633/1972).
Dovrai annotare il totale delle operazioni giornaliere nel registro dei corrispettivi entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di effettuazione (ex art. 24 del D.P.R. 633/1972) e con riferimento al giorno di effettuazione
Una norma intera (art. 101 c. 2 L. 342/2000) condiziona la previsione di non obbligatorietà della emissione della fattura al vincolo che il pagamento sia stato effettuato “con l’intervento di intermediari finanziari abilitati” (es. carte di credito), sia alla necessità della “presenza di idonea documentazione”.
Emettere fattura o ricevuta fiscale ti dà la possibilità di utilizzare la procedura di variazione (art. 26 D.P.R. n. 633/1972), Nel caso in cui ti venga restituita la merce venduta esercitando il diritto di recesso.
Se hai venduto online la tua merce e non hai emesso il documento fiscale che certifica l’operazione, non preoccuparti. La Ris. n. 274/E del 2009 dell’Agenzia delle Entrate ha risolto questo dilemma.
Per recuperare l’IVA sui resi di merce nell’ambito delle attività di commercio elettronico indiretto che non comportano l’obbligo di emissione di fattura/scontrino/ricevuta fiscale, hai l’obbligo di fornire la documentazione che consente di identificare alcuni elementi necessari a correlare la restituzione al bene venduto.
– il “codice” dell’articolo oggetto di restituzione
– il “codice di reso” (quest’ultimo deve essere riportato su ogni documento emesso per certificarne il rimborso).
Per comprendere dove avviene l’addebito dell’iva sulle tue vendite online su Amazon, di fondamentale importanza è il territorio in cui sono poste in essere e verso chi si concludono (B2B oppure B2C).
Vendita beni online B2B in UE: è un’operazione intracomunitaria quindi dovrai emettere la tua fattura non imponibile ai fini iva in base all’ex art. 41 del D.L. 331/1993. L’Iva verrà integrata in fattura dal Cliente UE.
Vendita beni online B2B in Extra-UE: si tratta di una cessione all’esportazione quindi dovrai emettere la tua fattura non imponibile in base all’ex art. 8 del D.P.R. 633/1972. Presenterai l’apposita dichiarazione doganale ai fini di ottenere successivamente prova dell’avvenuta esportazione.
Vendita beni online B2C in UE: è un’operazione imponibile iva nello stato del fornitore oppure nello stato dell’acquirente. I beni devono essere spediti dal fornitore, o chi per suo conto, nel territorio di un altro Stato membro UE.
Ti spiego meglio come si gestisce l’iva per le vendite online B2C in UE.
Hai la possibilità di applicare l’aliquota IVA nazionale fino al superamento del limite fissato nei vari Stati membri. Se superi la soglia prevista dai vari Stati UE, oppure opti in dichiarazione IVA per l’applicazione dell’imposta nello Stato dell’acquirente, avrai l’obbligo di nominare un tuo rappresentante fiscale oppure procedere ad identificarti direttamente in detto Stato membro UE.
In tal caso dovrai emettere una fattura non imponibile ai sensi dell’art. 41 del D.L 331/1993 al rappresentante fiscale oppure emettere una fattura alla tua partita IVA dello Stato UE in cui ti sei identificato.
L’opzione per l’applicazione dell’IVA nel paese dell’acquirente potrebbe essere un vantaggio se commerci con privati residenti in paesi aventi un’aliquota IVA sensibilmente più bassa di quella italiana.
Vendita beni online B2C in Extra-UE: si applica la stessa proceduta per le vendite B2B cioè si tratta di una cessione all’esportazione tale per cui emetterai la tua fattura non imponibile in base all’ex art. 8 del D.P.R. 633/1972. Hai l’obbligo di presentare l’apposita dichiarazione doganale ai fini di ottenere successivamente prova dell’avvenuta esportazione.
Il Programma di affiliazione Amazon ti consente di pubblicizzare i prodotti del famoso marketplace e ricavarne un corrispettivo. L’accordo viene firmato con la Amazon Europe Core S.à r.l., società con sede in Lussemburgo.
Ogni qualvolta tu riceva un corrispettivo per la tua attività di pubblicità avrai l’obbligo di emettere fattura senza addebitare l’IVA ad Amazon Europe Core Sarl. Amazon Europe Core Sarl si avvarrà del meccanismo del reverse charge (inversione contabile che ti ho spiegato in precedenza) per corrispondere l’IVA su questi servizi.
Ai sensi della legislazione europea sull’IVA, ai servizi di marketing erogati dagli affiliati con sede nell’UE si applica l’IVA del paese dove risiede il destinatario del servizio, in questo caso Amazon Europe Core Sarl (cfr. Art. 44 della Direttiva IVA 2006/112/EC).
La fattura da emettere andrà intestata ad Amazon Europe Core Sarl – P IVA LU26375245 – 5 Rue Plaetis – L-2338 Luxembourg – Luxembourg. Non dovrà riportare l’addebito IVA in base all’art.7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72, norma in vigore in Italia per le prestazione di servizi rese ad un committente UE.
Per finire con l’elenco degli adempimenti fiscali, ti informo che sarà tua cura inviare il modello intrastat trimestrale in cui si riporta la serie di operazioni condotte con gli operatori passivi UE come lo è Amazon.
Amazon è un venditore in e-commerce comunitario. In questo specifico caso, le vendite online sono imponibili in Italia solo se si superano certe soglie fissate per legge. Questo comporterà l’obbligo, da parte della società venditrice, di identificarsi o nominare un rappresentante fiscale in Italia.
Se acquisti su Amazon senza la partita iva sai già che ti verrà addebitata anche l’iva in vigore in Italia.
A conti fatti, per te che sei un consumatore privato senza partita iva, l’apertura della filiale Amazon in Italia non modifica il trattamento fiscale sui tuoi acquisti. Il prezzo dei beni acquistati continuano a essere comprensivi dell’IVA, che pagherai al venditore senza possibilità di alcuna detrazione.
Vendere online senza partita iva su Amazon. Cosa devi fare per essere in regola col fisco
In merito ho scritto degli approfondimenti sul mio blog e scritto un articolo per Nomadidigitali.it (clicca sul link per leggere l’argomento). Ti farò un piccolo riassunto. Se non hai la partita iva il fisco non ti vieta di vendere online. Devi solo rispettare determinate condizioni. Non ti sto parlando del famoso limite dei 5 mila euro da non superare perché è una fake news. Ti parlo delle reali condizioni oggettive che devi possedere per non avere l’obbligo di aprire una partita iva.
Non dovrai vendere online in modo abitudinario. Ciò significa che potrai vendere poche volte l’anno ma non esiste un numero fisso di volte. Per il fisco conta l’abitudine.
Non dovrai essere organizzato per vendere online. Difatti, non dovrai vendere così come fa un commerciante grazie all’uso di un sito internet o di un negozio fisico, con dipendenti che ti aiutano e che provvedono all’acquisto periodo degli stocks da rivendere.
Non devi essere un professionista. Il tuo non dovrà comparire come un vero e proprio lavoro da cui trai la tua fonte di reddito principale.
L’occasionalità e la sporadicità con cui vendi online tramite Amazon dovranno essere la tua regola. Altrimenti avrai l’obbligo di aprire una tua partita iva. Se non lo fai rischi molto e col fisco non si scherza.
Affiliazioni online con Amazon o Google AdSense.…
Categories: Professioni del Web e Fisco, Redditi e imposte
| Tags: Affiliazioni online, Guadagnare online, Partita iva
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