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Timestamp: 2019-07-21 00:13:56+00:00
Document Index: 126399567

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 60', 'art. 60', 'art. 90', 'art. 119', 'art. 83']

Appalti: modifica elenco prezzi per proposta migliorativa non legittima esclusione dell’operatore economico. – Giurisprudenza amministrativa
Appalti: modifica elenco prezzi per proposta migliorativa non legittima esclusione dell’operatore economico.
In un appalto di lavori a corpo, la modifica all’elenco prezzi unitari al fine di proporre una offerta migliorativa non legittima l’esclusione della concorrente.
Il Tar Sardegna, sent. 810/2017, ha affermato che, in appalto di lavori a corpo da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’aver modificato l’elenco prezzi unitario predisposto dalla Stazione Appaltante non può essere motivo di esclusione dell’operatore economico. Osserva il Tar che tale condotta contravviene al divieto di gold plating nonchè alla constatazione che in un appalto di lavori a corpo le modifiche all’elenco prezzi non impediscono la corretta determinazione del prezzo complessivo per l’esecuzione del progetto a base di gara, comunque ben individuato dal ribasso complessivamente offerto.
N. 00810/2017 REG.PROV.COLL.
N. 00892/2017 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 892 del 2017, proposto da:
Vitali s.p.a., rappresentato e difeso dagli avvocati Francesco Marascio, Stefano Genovese e Andrea Serafini, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Umberto Cossu in Cagliari, via Satta n. 33;
Sogaer s.p.a. – Società Gestione Aeroporto Cagliari-Elmas, rappresentata e difesa dall’avvocato Giovanni Maria Lauro, con domicilio eletto presso il suo studio in Cagliari, via Salaris n. 29;
– Impresa Bacchi s.r.l., rappresentato e difeso dagli avvocati Anna Ingianni, Michele Ottani e Mauro Ciani, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Anna Ingianni, in Cagliari, via Salaris nn. 17/C e 29;
– NTC Costruzioni Generali s.r.l., non costituito in giudizio;
– del provvedimento di aggiudicazione definitiva dell’appalto per cui è causa in favore della costituenda A.T.I. tra Impresa Bucchi s.r.l. e NTC Costruzioni generali s.r.l., emesso in data 26.09.2017;
– dei presupposti atti di sospensione e definitivo annullamento dell’originario provvedimento di aggiudicazione in favore della ricorrente;
nonché per la condanna:
– dell’Amministrazione resistente, previa declaratoria ai sensi degli artt. 121 e 122 c.p.a. di inefficacia ex tunc del contratto, al risarcimento del danno da disporsi in forma specifica ovvero, in via meramente subordinata, da disporsi per equivalente per come sarà eventualmente meglio puntualizzato in corso di causa.
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Sogaer s.p.a – Società Gestione Aeroporto Cagliari-Elmas e di Impresa Bacchi s.r.l.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 6 dicembre 2017 il dott. Antonio Plaisant e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.
Con avviso pubblicato il 4 maggio 2017, la SOGAER s.p.a. – Società Gestione Aeroporto Cagliari Elmas (da qui in poi “Sogaer”) aveva indetto una gara, retta dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e con prezzo “a corpo”, per “l’affidamento a corpo dei lavori di manutenzione straordinaria del Raccordo MIKE e strada perimetrale” all’interno dell’aeroporto, con prezzo a base di asta pari a euro 2.560.563,95.
L’art. 3 del disciplinare consentiva ai concorrenti di presentare proposte migliorative rispetto al progetto posto base di gara, in termini di qualità dei materiali e modalità esecutive in grado di ridurre l’impatto dei lavori sulla funzionalità aeroportuale, ricollegandovi apposito punteggio aggiuntivo.
Alla gara aveva partecipato, tra gli altri, il costituendo Consorzio tra Vitali s.p.a. e Società Gestione Lavori – So.Ge.La. s.r.l. (da qui in poi “Vitali”), che nella propria offerta aveva proposto la sostituzione del “pacchetto di pavimentazione” indicato nel progetto a base di gara (granulare non cementato da 40 cm.) con uno strato cementato di spessore inferiore, al fine di migliorare la tenuta e la durata nel tempo dell’infrastruttura, nonché di ridurre i trasporti di materiale necessari alla realizzazione dell’opera; con l’intento di adeguare a tale proposta l’elenco prezzi posto a base di gara, Vitali vi aveva apportato alcune correzioni -cancellando le voci (e relativi prezzi) aventi a oggetto il materiale previsto in progetto e sostituendole con altre coerenti con la diversa soluzione proposta: pertanto aveva sottoscritto e allegato alla propria offerta l’elenco prezzo così modificato.
La Commissione di gara aveva valutato positivamente la soluzione tecnica dianzi descritta, riconoscendole a questo titolo un punteggio aggiuntivo, e infine aveva attribuito a Vitali il punteggio tecnico complessivamente più alto (39,012/49).
Valutate le offerte economiche (Vitali aveva offerto il ribasso maggiore, nella misura del 30,62%), alla stessa Vitali era stato attribuito il punteggio totale più alto (90,012), per cui in data 10 agosto 2017 la Sogaer le aveva aggiudicato l’appalto.
Con successiva nota dell’11 settembre 2017 la stazione appaltante aveva però comunicato a Vitali la sospensione dell’aggiudicazione, in quanto “la Committente ha rilevato talune criticità dell’offerta, in particolare per quanto attiene alla modifica delle voci di prezzo e delle quantità operate [..] sull’elenco prezzi unitari predisposto dalla Committente per la formulazione dell’offerta” [..] la Committente ravvisa nelle rilevate modifiche una possibile irregolarità dell’offerta, anche in considerazione della mancata quotazione di taluni prezzi unitari del progetto posto a base di gara”.
In riposta Vitali aveva trasmesso una nota di chiarimenti del 22 settembre 2017, osservando che: – l’appalto era “a corpo” per cui l’offerta economica era efficacemente rappresentata da un ribasso unico sull’intero importo a base di gara; – il disciplinare di gara consentiva di proporre soluzioni tecniche migliorative, premiandole con punteggi aggiuntivi, e proprio questo aveva fatto la Vitali, per poi modificare coerentemente l’elenco prezzi al fine di inserirvi le quantità (e i prezzi) del differente materiale proposto; – la decisione della stazione di annullare l’aggiudicazione sarebbe contraddittoria rispetto a quanto già accertato dalla Commissione di gara, che aveva premiato la soluzione migliorativa proposta da Vitali con un punteggio aggiuntivo; – in alcuni pareri espressi dall’ANAC era stata riconosciuta la possibilità di modificare l’elenco prezzi a base di gara nell’ipotesi di presentazione di “varianti migliorative”.
Con atto del 26 settembre 2017 Sogaer ha però definitivamente pronunciato l’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione a Vitali, e conseguentemente affidato l’appalto al secondo classificato R.T.I. Impresa Bacchi s.r.l./NTC Costruzioni Generali s.r.l. (da qui in poi “Bacchi”), osservando che: – “per diffusa giurisprudenza, nel caso, quale quello in esame, la gara ammetta la presentazione di soluzioni tecniche migliorative, l’omessa inclusione del prezzo specificatamente riferibile alla proposta migliorativa non determina incertezza in ordine all’entità dell’offerta economica e quindi non comporta l’esclusione dalla gara;…- sui concorrenti grava l’obbligo di verificare le voci delle lavorazioni e delle forniture unicamente al fine di accertare la corrispondenza di queste ultime con gli elaborati del progetto, ma detto obbligo non si estende anche alle soluzioni migliorative;…- infatti, come espresso da consolidata giurisprudenza, gli oneri economici derivanti dalle migliorie offerte trovano compensazione nell’offerta economica complessiva presentata in gara, senza quindi che l’assenza dei prezzi riferibili alle migliorie dia luogo a un’indeterminatezza dell’offerta, risultando in caso contrario disomogenee le basi su cui la Commissione è chiamata ad effettuare le proprie valutazioni;…- come ribadito da autorevole giurisprudenza, l’inclusione degli oneri legati alle soluzioni migliorative all’interno del prezzo complessivo offerto mediante la compilazione del modulo offerta consente di scongiurare il rischio di disomogeneità tra le offerte che la Committente deve valutare, determinandosi in caso contrario l’impossibilità di stabilire il corrispettivo finale nel caso in cui le migliorie non siano accettate dalla Committente;…- la possibilità della Committente di non accettare le soluzioni tecniche migliorative proposte dall’impresa concorrente ancor più conferma la necessità che il modulo offerta prezzi sia compilato in tutte le voci predisposte dalla Stazione Appaltante, potendo al più essere integrato dall’impresa;…- l’offerta dell’RTI Vitali Sogela, apportando le sopra descritte modifiche, non ha indicato i prezzi relativi alle lavorazioni del progetto posto in gara, non consentendo dunque la corretta valutazione dell’offerta nel rispetto della par condicio ed altresì impedendo la corretta determinazione del prezzo complessivo per l’esecuzione del progetto a base di gara”….- non risulta pertinente il richiamo ai Pareri adottati dall’ANAC afferenti i casi di “varianti progettuali migliorative”, atteso che nel caso di specie la procedura di gara ammetteva unicamente soluzioni tecniche migliorative del progetto a base di gara e non anche varianti (per la distinzione trai due Istituti si rimanda alle norme ed alla copiosa chiara giurisprudenza sul tema);…- le varianti, se fossero state ammesse (ma non è il caso della procedura de qua), avrebbero comportato l’obbligo dell’impresa -pena l’esclusione- di fornire in gara gli elaborati dell’esecutivo, non prodotti dall’RTI…- l’offerta presenta dunque rilevanti profili di irregolarità, in considerazione della mancata corretta quotazione di taluni prezzi unitari del progetto posto in gara;…- si ravvisa l’interesse pubblico, concreto ed attuale, al corretto svolgimento della procedura di gara, secondo i principi di imparzialità e par condicio, ed alla regolare esecuzione dell’opera, nel rispetto del progetto posto a base di gara;…- le irregolarità rilevate non attengono alla fase discrezionale di attribuzione del punteggio tecnico, ma unicamente alla fase vincolata dall’esame delle offerte economiche, fase prettamente meccanica, ovvero priva di elementi di discrezionalità;…- nel rispetto dei principi di imparzialità e par condicio, è possibile per la Committente passare all’offerta dell’impresa seconda classificata senza incrina-re i predetti principi”.
Con il ricorso in esame Vitali chiede l’annullamento degli atti in epigrafe descritti al fine di ottenere il ripristino della propria originaria veste di aggiudicataria, sulla base di censure che saranno esaminate nella parte in diritto.
Si sono costitute in giudizio la Sogaer e la controinteressata Bacchi, entrambe opponendosi all’accoglimento del ricorso.
Alla camera di consiglio del 22 novembre 2017, fissata per l’esame dell’istanza cautelare proposta dalla ricorrente, con il consenso delle parti la causa è stata rinviata al 6 dicembre 2017 per consentire il deposito di memorie conclusive in vista di una possibile definizione nel merito, ai sensi dell’art. 60 del c.p.a.
È seguito lo scambio di ulteriori memorie con cui le parti hanno argomentato ulteriormente le loro tesi.
Il Collegio ritiene opportuno definire il giudizio nel merito ai sensi dell’art. 60 c.p.a. giacché la controversia -avente a oggetto lavori incidenti sulla funzionalità dell’aeroporto e, dunque, certamente meritevole di pronta definizione- verte su una sola questione di diritto, ancorché articolata, e considerato, altresì, che le parti del giudizio non si sono opposte a tale soluzione, in vista della quale hanno potuto proporre analitiche difese.
La ricorrente Vitali, a fondamento delle proprie tesi, evidenzia che:
l’appalto oggetto di causa era con prezzo “a corpo”, per cui ciò che realmente contava era il ribasso complessivo, il che renderebbe irrilevanti eventuali irregolarità dell’elenco prezzi;
l’elenco prezzi allegato all’offerta della ricorrente contemplava -rispetto a quello posto a base di gara- le sole variazioni direttamente conseguenti alla soluzione migliorativa proposta, per cui non sarebbe comprensibile il rilievo della stazione appaltante secondo cui dette modifiche avrebbero impedito la “corretta determinazione del prezzo complessivo per l’esecuzione del progetto a base di gara”, comunque ben individuato dal ribasso complessivamente offerto;
la correzione operata da Vitali all’elenco prezzi sarebbe conforme alla prassi formatasi nella vigenza dell’art. 90, del d.p.r. 1999, n. 554 prima e dell’art. 119, comma 5, d.p.r. 2010, n. 207, poi, secondo cui “la lista delle quantità relative alla parte dei lavori a corpo posta a base di gara ha effetto ai soli fini dell’aggiudicazione; prima della formulazione dell’offerta, il concorrente ha l’obbligo di controllare le voci riportate nella lista attraverso l’esame degli elaborati progettuali, comprendenti anche il computo metrico estimativo, posti in visione ed acquisibili. In esito a tale verifica il concorrente è tenuto ad integrare o ridurre le quantità che valuta carenti o eccessive e ad inserire le voci e relative quantità che ritiene mancanti, rispetto a quanto previsto negli elaborati grafici e nel capitolato speciale nonché negli altri documenti che è previsto facciano parte integrante del contratto, alle quali applica i prezzi unitari che ritiene di offrire”: la successiva abrogazione di dette norme, peraltro non sostituite da diversa disciplina, avrebbe creato un vuoto normativo in presenza del quale l’operato della ricorrente non potrebbe considerarsi meritevole di esclusione perché non vietato da alcuna norma di legge e, comunque, incapace di influire negativamente sulla determinatezza dell’offerta, anche considerato che la mera correzione delle citate voci di materiale (e relativi prezzi) rappresenterebbe soltanto una “modalità” con cui la stessa Vitali è addivenuta alla formulazione del prezzo finale, restando, comunque, vincolata a eseguire la prestazione (anche) come descritta a base di gara.
Sia la parte resistente che quella controinteressata contrappongono un’analitica prospettazione difensiva, che può essere riassunta nei termini seguenti:
il disciplinare di gara, al punto 1.2., stabiliva, che la busta 3 “Offerta economica deve contenere a pena di esclusione: 1) il modulo originale offerta prezzi (consegnato unitamente alla documentazione di gara) debitamente compilato e sottoscritto dal legale rappresentante dell’impresa offerente …”: la locuzione sottolineata implicherebbe il divieto di apportare modifiche all’elenco prezzi posto a base di gara, dovendo i concorrenti limitarsi ad aggiungere, negli appositi spazi vuoti ivi presenti, i prezzi delle relative voci ivi indicate;
ciò sarebbe in linea con la finalità di permettere alla stazione appaltante di effettuare la selezione rispetto a offerte economiche formulate su “base omogenea”;
la Vitali, nel depennare alcune voci (e correlativi prezzi) e sostituirle con altre relative ai materiali proposti in sostituzione di quelli previsti nel progetto a base di gara, avrebbe violato la sopra descritta prescrizione della lex specialis; viceversa, per rispettarla, avrebbe dovuto lasciare inalterato l’elenco prezzi predisposto dalla stazione appaltante (e sottoscriverlo in tale forma) senza che ciò potesse, peraltro, inficiare la regolarità della sua proposta migliorativa, in quanto -come affermato in numerose pronunce giurisprudenziali- le migliorie offerte trovano implicita compensazione in seno all’offerta economica complessiva, che, dunque, non può essere considerata generica o indeterminata per mancato adeguamento alla stessa dell’allegato elenco prezzi (sul punto si richiamano Consiglio di Stato, Sez. VI, 21 maggio 2013, n. 2726; Sez. V, 23 giugno 2017, n. 2803 e TAR Sardegna, Sez. II, 19 aprile 2017, n. 262, TAR Reggio Calabria, 9 gennaio 2017, n. 8, ove, per l’appunto, è stato escluso che in caso di formulazione di proposte migliorative sia necessaria la presentazione di un apposito computo metrico estimativo, a differenza di quanto accade per le varianti);
la sopra descritta violazione delle regole di gara sarebbe di tenore -non meramente formale, ma anche- sostanziale: nell’ipotesi in cui la proposta migliorativa della ricorrente fosse stata meritevole di giudizio in modo positivo solo su alcuni profili, e negativo su altri, la mancata sottoscrizione dell’elenco prezzi in versione originale avrebbe di fatto impedito la “valutazione separata” delle voci in cui la proposta migliorativa stessa si articolava; analogo inconveniente avrebbe potuto verificarsi laddove fosse stata giudicata negativamente l’intera proposta migliorativa della Vitali, perché, a quel punto, non sarebbe stato possibile prendere in considerazione la sua “offerta base” (cioè quella corrispondente al progetto posto a base di gara), in quanto non regolarmente sottoscritta dalla ricorrente; infine la mancata sottoscrizione dell’elenco prezzi originale potrebbe comportare problemi in fase di esecuzione dell’opera, laddove si rendessero necessarie varianti rispetto al prezzo a base di gara;
quella che Vitali ha chiamato “proposta migliorativa”, non sarebbe, infine, veramente tale, rappresentando piuttosto una più considerevole “variante” al progetto, non consentita dalla lex specialis, il che emergerebbe -oltre che dalla sua, dianzi citata, “non scomponibilità”- dal suo carattere di “modifica sostanziale” rispetto alla soluzione progettuale a base di gara.
Il Collegio non condivide detta argomentazioni difensive e giudica fondato il ricorso, in base alle considerazioni di seguito esposte.
Cominciando dall’ultimo profilo sollevato dalla controparti, si evidenzia che quella proposta da Vitali costituiva -non già una variante al progetto, come le stesse sostengono (peraltro solo nella presente sede processuale), bensì- una semplice “proposta migliorativa”: a tale conclusione si giunge sulla base del criterio distintivo individuato dalla stessa (condivisibile) giurisprudenza richiamata dalle difese della stazione appaltante e della controinteressata, secondo cui per potersi parlare di variante occorre che la modifica proposta incida significativamente sulla soluzione progettuale posta a base di gara, mentre nel caso in esame è ictu oculi evidente il fatto che la proposta di Vitali riguardava un profilo circoscritto, cioè all’utilizzo di un diverso (e più performante) materiale ai fini della pavimentazione stradale, con l’unica conseguenza ulteriore di modificarne leggermente lo spessore ma senza, comunque, incidere sui “livelli finali” e sull’andamento complessivo dell’infrastruttura: si è dunque, in presenza, di una classica “proposta migliorativa”, espressamente consentita dalla legge di gara, come del resto ritenuto dalla stessa Commissione di gara (che l’aveva addirittura premiata con punteggio aggiuntivo) e tutto ciò smentisce frontalmente l’argomentazione difensiva basata sul fatto che la lex specialis consentiva solo proposte migliorative e non anche varianti.
Fatta questa premessa, il Collegio condivide le censure di parte ricorrente nella parte in cui esse evidenziano come la modifica apportata da Vitali all’elenco prezzi non giustificasse la sua esclusione dalla gara in quanto non in grado di compromettere concretamente la regolarità dell’offerta e della valutazione affidata alla stazione appaltante.
Ciò sulla scorta, innanzitutto, di un dato materiale: l’offerta presentata dalla ricorrente contempla, come detto, la descritta proposta migliorativa -come detto positivamente giudicata dalla Commissione di gara- per cui la mancata sottoscrizione delle voci (e relativi prezzi) originari, incoerenti con quella proposta, non può aver sostanzialmente inciso sulla valutazione dell’offerta, trattandosi, per l’appunto, di voci e prezzi a tutti gli effetti “sostituiti” da quelli oggetto della proposta migliorativa stessa e regolarmente fatti propri -insieme a tutti gli altri indicati dalla stazione appaltante- mediante sottoscrizione dell’elenco prezzi.
Né possono condividersi le due argomentazioni di segno opposto avanzate dalle controparti.
Non la prima, con cui si sostiene che -essendo stata prevista dal disciplinare, a pena di esclusione, la sottoscrizione dell’elenco prezzi originario- la modifica operata da Vitali si tradurrebbe nell’assenza (o, comunque, nell’incompletezza) di un documento ritenuto a priori essenziale ai fini dell’ammissione alla gara: sul punto può, infatti, ribattersi che un elenco prezzi coerente con un’offerta (comprensiva della proposta migliorativa) considerata tecnicamente ammissibile non può che essere, a sua volta, regolare, giacché le modifiche apportate da Vitali erano soltanto quelle coerenti con la formulazione della proposta migliorativa; una diversa interpretazione risulterebbe esasperatamente formalistica e come tale contraria ai canoni di massima partecipazione e divieto di gold plating (sul quale si veda Consiglio di Stato, Ad. Plen., 15 dicembre 2016, n. 2626), che impongono di intepretare e applicare tutti i requisiti e i documenti richiesti ai fini della partecipazione alla procedura selettiva in termini coerenti con i valori di fondo sottesi alla loro previsione; in questa stessa ottica si osserva come nessuna norma di legge applicabile alla procedura in esame imponesse la sottoscrizione dell’elenco prezzi nella versione originale pur in presenza della proposta migliorativa, con la conseguenza che la disciplina di gara -se interpretata nei termini invocati dalle controparti- si porrebbe in contrasto con la previsione di cui all’art. 83, comma 8, del d.lgs. n. 50/2016 -secondo cui “I bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione rispetto a quelle previste dal presente codice e da altre disposizioni di legge vigenti. Dette prescrizioni sono comunque nulle”– e risulterebbe, dunque, irrilevante ai fini della decisione.
Non la seconda, con cui si sostiene, questa volta sotto il profilo sostanziale, che -pur in presenza della (in sé consentita) proposta migliorativa- la sottoscrizione dell’elenco prezzi nella versione originale corrisponderebbe all’esigenza di consentire un confronto omogeneo tra le offerte nell’ipotesi in cui la proposta migliorativa stessa fosse valutata negativamente dalla Commissione: tale assunto, infatti, “prova troppo” perché pretende di fondare la ricostruzione giuridica della vicenda su di un’eventualità meramente ipotetica e che nel caso specifico non si è verificata, giacché la proposta migliorativa di Vitali è stata giudicata conforme (addirittura premiata con punteggio aggiuntivo) dalla Commissione; in altre parole, anche volendo ammettere che la mancata sottoscrizione dell’elenco prezzi originale avrebbe impedito di valutare l’offerta della Vitali nell’ipotesi in cui la sua proposta migliorativa fosse stata considerata inidonea, tale assunto si rivela, comunque, irrilevante alla luce dei fatti, giacché la modifica proposta da Vitali è stata considerata, viceversa, ammissibile, per cui l’elenco prezzi sottoscritto dalla stessa ricorrente -recante voci conseguentemente modificate- “sorregge” adeguatamente la sua offerta.
Né, infine, assumono rilievo in senso opposto le pronunce giurisprudenziali (anche di questa Sezione) richiamate dalle difese di controparte laddove affermano che il concorrente a un appalto con prezzo “a corpo” -qualora formuli una proposta migliorativa- non è tenuto a modificare conseguentemente il computo metrico, essendo i costi della proposta migliorativa stessa da considerare implicitamente compresi nell’offerta economica complessiva: tale assunto, che il Collegio tuttora condivide, era, infatti, riferito alla “eventualità opposta” a quella ora in esame, dunque riconducibile al condivisibile intento di evitare esclusioni legate a ragioni puramente formalistiche; in sostanza anche quelle pronunce confermano il senso complessivo della ricostruzione del caso ora in esame sin qui proposta, che come quelle tiene conto della ratio complessiva della disciplina in materia di affidamento degli appalti pubblici, la quale, come detto, impone di evitare esclusioni non effettivamente giustificate dalla necessità di tutelare un valore di contenuto sostanziale contrapposto al canone di massima partecipazione, il che nel caso in esame non si riscontra, come sopra evidenziato; vi è, invero, una sola pronuncia (Consiglio di Stato, Sez. V, 18 novembre 2011, n. 6091) che ha effettivamente confermato la legittimità dell’esclusione dalla gara di un concorrente che aveva modificato l’elenco prezzi per adeguarlo alla miglioria tecnica proposta, tuttavia detta pronuncia non può considerarsi decisiva in questa sede perché non particolarmente recente e motivata (tanto che dalla lettura della motivazione neppure può evincersi se l’appalto controverso fosse, in quel caso, “a corpo” o “a misura”), ma soprattutto perché precedente al nuovo Codice degli appalti -cui la procedura ora in esame, invece, soggiace ratione temporis– caratterizzato, si ripete, dal complessivo intento del legislatore di evitare esclusioni non giustificate da ragioni di carattere sostanziale, nonché dal divieto di gold plating (vedi supra).
A ulteriore supporto di tale conclusione si evidenzia che l’offerta della Vitali -non soltanto è stata considerata dalla Commissione “più performante” sul piano tecnico, ma altresì- reca il ribasso più alto rispetto al prezzo a base d’asta, il che conferma come lo stigmatizzato “difetto formale” non possa avere inciso sui “profili economici sostanziali” della vicenda.
Infine per quanto riguarda la fase di esecuzione della prestazione -cui ugualmente le difese fanno riferimento- si osserva che la stessa sarà adeguatamente “regolata” dall’elenco prezzi modificato (e sottoscritto) da Vitali: nell’ipotesi in cui dovessero rendersi necessarie modifiche in fase esecutiva, sarà ben possibile potrà tenere conto delle voci (di materiale e prezzo) inserite da Vitali nell’elenco stesso in quanto coerenti con la sua offerta -comprensiva della proposta migliorativa già valutata positivamente e sulla quale si sarà formato l’accordo contrattuale- mentre per tutto il resto l’elenco prezzi sottoscritto è pienamente conforme a quello che la stazione appaltante aveva predisposto a base di gara.
Pertanto la domanda impugnatoria proposta dalla ricorrente merita accoglimento, con il conseguente annullamento degli atti in epigrafe descritti e l’automatica reviviscenza dell’originaria aggiudicazione in favore del costituendo Consorzio Vitali s.p.a./Società Gestione Lavori – So.Ge.La. s.r.l., il che, inoltre, esime il Collegio dall’esame dell’ulteriore domanda risarcitoria, non risultando dagli atti di causa che nelle more del presente giudizio sia intervenuta la stipula del contratto con la parte controinteressata, per cui a seguito della presente pronuncia di annullamento il procedimento potrà regolarmente riprendere dall’originaria aggiudicazione alla parte ricorrente.
Sussistono giusti motivi per l’integrale compensazione delle spese di lite, vista l’obiettiva delicatezza della res controversa.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima), definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso in epigrafe proposto e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.
Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 6 dicembre 2017 con l’intervento dei magistrati:
Scritto il 8 gennaio 2018 24 dicembre 2017 Autore Giurisprudenza amministrativaCategorie AppaltiTag Appalti,Codice appalti,Codice dei Contratti Pubblici,D. Lgs. 50/2016,Divieto gold plating,Elenco prezzi,Elenco prezzi unitari,Gold plating,Illegittima esclusione,Lavori,Lavori a corpo,Modifiche all'elenco prezzi,Offerta economicamente più vantaggiosa,Offerta migliorativa,Tar Sardegna
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