Source: http://losconcertoquotidiano.corriere.it/2011/07/08/scudetto-2006-il-problema-gazzetta/?pagecomment=8
Timestamp: 2020-01-28 09:54:16+00:00
Document Index: 70632503

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art.6', 'art.1', 'art.1', 'art.6', 'art.6', 'art.6', 'art.1']

Marsiglia91 8 luglio 2011 | 23:30
Tralascio le ironie sulla mia juventinità (proprio perché sono juventino maledico il giorno in cui Umberto Agnelli chiamò a dirigere la società un signore che era stato appena ritenuto responsabile di aver fornito prostitute alle terne arbitrali nelle partite Uefa del Toro e 11 anni dopo riuscì a trascinare la mia squadra nel fango e in serie B per la prima volta nella storia) e le definizioni di “giornalista da menu turistico” (diversamente da molti “colleghi” , non mi sono seduto a tavola con Moggi). E vengo ai fatti.
La Juventus di Moggi fu retrocessa e penalizzata per violazione sia dell’art. 1 (“slealtà sportiva”) sia dell’art. 6 (“illecito sportivo”) perché Moggi & C. non truccavano singoli incontri di calcio: truccavano direttamente interi campionati. Cito dalla sentenza della Caf (primo grado) depositata il 14.7.2006: Moggi e Giraudo “sono stati ritenuti responsabili di un solo episodio di illecito sportivo; tuttavia l’illecito è caratterizzato dall’attuazione di una condotta continuativa nel corso di tutto il campionato, programmata alfine di realizzare l’intento di procurare alla Juventus un vantaggio in classifica, mediante il controllo diretto o indiretto della classe arbitrale…e costituisce, quindi, fatto disciplinarmente più grave di quello che si realizza mediante la condotta diretta alla alterazione di una singola partita”.
Cito dalla sentenza della Corte federale (secondo grado) depositata il 4.8.2006, che conferma quella della Caf con uno sconto sulla penalizzazione: a Moggi “era necessario inchinarsi per sopravvivere nel mondo della Serie A”. Lo dimostrano “una serie di reticoli all’interno di un’atmosfera inquinata” da cui si desume che Moggi e Giraudo avevano “piena e concreta attitudine a falsare la classifica attraverso una continua opera di condizionamento del settore arbitrale” vista “la natura, l’intensità, l’ambiguità e la non trasparenza” dei loro rapporti con i designatori arbitrali.
In particolare, Moggi è colpevole “alla luce sia dell’affermata responsabilità per gravi episodi di illecito sportivo, sia della protrazione nel tempo – sostanzialmente corrispondente allo svolgimento del campionato 2004/2005 – della sua condotta strutturalmente rivolta al conseguimento dello scopo di alterazione della competizione per effetto del condizionamento della classe arbitrale, sia, infine e con particolare rilievo, alla luce della completa realizzazione in termini effettuali dell’illecito disegno, che ha incrinato la pubblica fiducia nella lealtà delle competizioni sportive”.
Già, perché “il condizionamento del settore arbitrale costituisce sistema comportamentale idoneo all’alterazione del campionato”, con condotte “stabili e durature” che fanno della Juventus un caso a parte fra tutti i club sanzionati per Calciopoli: le condotte di Giraudo e Moggi “sicuramente possiedono il carattere altamente inquinante della sistematicità e della stabilità organizzativa: l’aggregazione di tutti questi disdicevoli elementi è addebitabile, tra tutti gli incolpati, solo alla Juventus, il ne rende incomparabile, in negativo, la posizione rispetto a ogni altro”.
In attesa di leggermi gli scritti di Bartolo da Sassoferrato Lucerna juris, ho preferito dare un’occhiata alla sentenza del 15 giugno scorso, con cui la Commissione Disciplinare della Federcalcio ha radiato Moggi, Giraudo e l’ex vicepresidente Figc Innocenzo Mazzini: i loro comportamenti furono di “intrinseca gravità” ed ebbero “conseguenze aberranti” suscitando “un rilevante allarme sociale”. Quanto alla brillante idea di Moggi di difendersi accusando di “condotte analoghe altri tesserati, in ipotesi tuttora da accertare”, non fa venir meno la gravità dei suoi.
Casomai ciò non bastasse, ecco la sentenza del gup di Napoli Eduardo De Gregorio che nel 2009 ha condannato Giraudo con rito abbreviato a 3 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva (in combutta con Moggi e altri).
Nelle motivazioni depositate il 26 aprile 2010, si legge che la Juventus di Moggi e Giraudo truccò i campionati avendo “a disposizione più arbitri”, tra i quali Pieri e Dondarini: “La compagine esercitò uno stringente potere sulla categoria, influendo sulla progressione di carriera dei singoli, con la designazione a partite di prestigio o al contrario con la sospensione dall’attività o l’affidamento prevalente di incontri di poco rilievo… L’altra faccia della medaglia era costituito dal potere di interdizione espresso in più occasioni da Moggi”.
Per esempio per punire l’arbitro Morganti,”responsabile, ai suoi occhi, di aver applicato la regola sulla sospensione per impraticabilità di campo di un incontro in cui la squadra del Messina (sotto l’ala protettrice di Moggi, secondo l’imputazione) era in vantaggio”. O Collina e Rosetti, “esclusi per un turno per concorde volontà punitiva di Moggi e Bergamo durante il dialogo notturno del 9febbraio”. O ancora gli assistenti di Reggina-Juve del 6.11.2004,”che da quel giorno e per motivi largamente spiegati non parteciparono più a gare dei bianconeri”. Senza dimenticare gli assistenti Babini e Coppola “che non furono mai scelti per dirigere partite della Juventus”.
Una delle prove decisive a carico di Moggi (e dunque anche di Giraudo) è, per il giudice, la fornitura su vasta scala a designatori e arbitri di schede Sim estere, dunque “criptate”, che “costituivano il mezzo necessario agli imputati per colloquiare in modo sicuro con riguardo , in special modo, alle griglie arbitrali nonché, in prossimità di partite di calcio, con gli arbitri che dovevano dirigerle.
Nel periodo in cui fu in vita l’associazione a delinquere, fu accertata la disponibilità e l’uso di 29 schede straniere da parte di alcuni dei coimputati…Il possesso e il conseguente uso di schede segrete deve essere considerato… come sintomo, assieme ai precedenti, di appartenenza all’associazione e del vincolo associativo tra i possessori e gli usuari”. Sia Paparesta sia Bergamo ebbero a disposizione quelle Sim, come han dichiarato il padre dell’arbitro e il designatore.
E – ricorda il giudice – “lo stesso Moggi, nel suo pur lungo interrogatorio, non ha trovato elementi ed argomenti per negare il fatto di aver parlato di rilevanti cose calcistiche con più coimputati e con grande frequenza usando schede non identificabili. Quale fosse il contenuto dei colloqui tra imputati facendo uso delle utenze riservate non è dato, ovviamente, sapere a causa di detta caratteristica.
Tuttavia è molto utile segnalare il discorso tra Moggi e Bergamo avvenuto nella notte del 9 febbraio 2005 ed ascoltato dalla polizia giudiziaria solo per l’imprudenza di quest’ultimo che chiamò il primo dal suo telefono casalingo senza sapere che fosse sotto controllo.
In questa conversazione i due parlarono con chiarezza e senza problemi della composizione delle griglie e delle scelte arbitrali che i designatori dovevano fare dopo due giorni. Dunque in una delle pochissime occasioni in cui fu disvelato l’argomento dei dialoghi avvenuti tramite telefoni ‘coperti’, fu palese che i conversanti parlarono di temi che, nel rispetto dei reciproci ruoli, non avrebbero dovuto condividere, concordando le ‘fasce’ entro cui effettuare il sorteggio e le scelte stesse degli arbitri per le partite del turno successivo di campionato”.
Millanterie? Parole in libertà? Tutt’altro: “Quanto all’efficienza del sodalizio, va sottolineato che esso raggiunse tutti gli scopi già programmati e quelli che, nel corso degli eventi, si propose di conseguire”. Scopi anche estranei alle sorti della Juve, vedi campionato 2004-2005: “Attraverso diversificate attività illecite, la compagine riuscì a determinare l’esito del campionato sia con riguardo all’assegnazione della vittoria finale della Juventus (scopo principale), sia con riguardo alla retrocessione cui illecitamente fu sottratta perlomeno la Fiorentina”, dopo che i “ribelli” Della Valle si erano prostrati a Moggi: così in serie B fu spedito il Bologna.
“I componenti del gruppo che amministrava di comune accordo il campionato di calcio – conclude il gup – ebbero lo scopo comune di programmare e compiere una serie indeterminata di delitti… Essi organizzarono le frodi sportive non solo con riguardo a incontri della società juventina, ma furono aperti a ogni altra occasione illecita, come durante l’impresa di salvataggio della Fiorentina, cui parteciparono Giraudo e Moggi in modo determinante. L’iniziativa, in sé illecita, poiché realizzata con le attività fraudolente, a sua volta ebbe per voluta conseguenza l’aumento del prestigio e della forza del gruppo nei confronti dell’intero settore e in specie degli esponenti di quella società che in precedenza erano ad essi contrari”.
Davvero Moggi e il suo avvocato pensano di poter paragonare questo po’ po’ di prove con le telefonate di Moratti e Facchetti? Ma ci prendono tutti per fessi?”.
Lupone54 8 luglio 2011 | 22:46
Gent.mo sig. Sconcerti, una domanda: Palazzi accusa l’Inter di aver violato gli art.6 (illecito sportivo) e art.1 (slealtà sportiva) del CGS nella figura dell’allora presidente Facchetti e dell’attuale Moratti per non aver denunciato ciò che sapeva (ovviamente mi corregga se ho scritto baggianate); visto e considerato che la Juve è stata mandata in B per un illecito “strutturato” (termine inventato di sana pianta per l’occasione) avendo violato più volte, credo 6, l’art.1 che ha comportato quindi il raggiungimento del “premio” di un bell’art.6 che sancisce la retrocessione all’ultimo posto in classifica, è giusto o sbagliato dire che nel 2006, se queste telefonate fossero emerse subito, ma “l’Inter non interessava”, avrebbero sancito la retrocessione in serie B dell’Inter per la violazione dell’art.6 del CGS ? Se la risposta fosse si, di cosa dobbiamo parlare ancora? Di quanto, sicuramente, Giacinto Facchetti fosse stimato? anche i preti che poi ingabbiano per pedofilia, “prima” sono molto stimati, e poi esposti al pubblico ludibrio. A me non interessa esporre Facchetti a nulla, ma una cosa me la permetta: se ha fatto davvero quello che Palazzi dice l’Inter meritava la B quanto e più della Juve, che l’art.6 l’ha preso come somma di art.1 (come dire che se faccio 6 rapine non sono un rapinatore ma un assassino, ma lasciamo stare, siamo in Italia). La ringrazio
themoz 8 luglio 2011 | 22:44
1) “Noooo, non è dimostrato! Se è così i vostri dirigenti dovreste metterli al muro, sono loro che hanno patteggiato la pena per evitare la radiazione. Se non c’era nulla di dimostrato o sono dei cretini o sono una quinta colonna di Moratti.” Su questo hai ragione, erano dei cretini, Il pi+ cretino di tutti fu Montezemolo che li convinse a non ricorrere al TAR e bloccare tutto in attesa di vere indagini, che come vedi….
2) Volevo dire che le telefonate consentite o meno le facevano tutti, mentre ti ribadisco che all’inizio del processo è stato detto “piaccia o non piaccia le telefonate dell’Inter non ci sono”, che vuol dire o che il Pm è in cattiva fede o che non ne era a conoscenza neanche lui e questo credimi è davvero inquietante anche se essendo stato gestito il tutto dalla Telecom…. fatti due conti
3)Mi dispiace per le tue certezze me le telefonate le hanno fatte sia Moratti che Facchetti se vuoi documentarti in rete ne trovi a bizzeffe, non ti cito le mie fonti in quanto sono ovviamente juventine e non voglio turbarti, ma se insisti…
Il punto è che io parlo di fatti concreti e non di telefonate, parlo di INCONTRI tra Facchetti e Nucini, con accordi vari, parlo di colloqui di lavoro presso banche, cose dette durante l’interrogatorio bada bene, di un teste dell’accusa !!!! il mitico Nucini.
Questo piaccia o non piaccia è reato sportivo, fattene una ragione e cerca di capire infine che la mempria di Facchetti la infanga Moratti nascondendosi dietro la figura di un uomo morto, io fossi in lui metterei in discussione tutto per difendere una persona come Facchetti, ma dopotutto Oriali per fortuna vivo si è beccato per lo stesso modo di agire di Moratti una condanna (questa vera).
… e dillo che la juventus di quegli anni era nettamente più forte di tutti, parliamo anche un po di calcio.
p.galli 8 luglio 2011 | 22:39
Vedo che nel commento del Corriere sul caso “scudetto 2006” si riporta la dichiarazione dell’esimio Signor Aigner, che dette parere favorevole all’assegnazione dello scudetto alla squadra – l’Inter – della quale, per pura ed accidentale combinazione (nessuno ne dubita), l’allora commissario straordinario della FIGC, Prof. Guido Rossi, era tifoso ed era stato consigliere di amministrazione (se non sbaglio). Nelle dichiarazioni del signor Aigner si dice: “Adesso si porta la responsabilità su una società e su una o più persone, ma queste lo hanno fatto per proteggersi”. Per proteggersi dai torti che subivano. Certo, è giusto. E’ la stessa cosa che capitò alla Fiorentina, come hanno sempre riconosciuto gli inquirenti federali e quelli della giustizia ordinaria (ne è caso emblematico, ma non certo unico, il famoso rigore negato da Rosetti in Lazio Fiorentina del 2005 dopo una respinta di pugno a porta vuota di un difensore laziale). Però per la Fiorentina questa non fu considerata una giustificazione: retrocessione in B al primo giudizio affidato all’altro esimio Prof. Ruperto, sanzione poi derubricata in secondo grado a “soli” 19 punti di penalizzazione sul campionato successivo e perdita (a favore della Roma, che ne aveva tanto bisogno) del diritto già acquisito alla disputa della Champions League.
rob970 8 luglio 2011 | 20:59
non ho mai detto che lo scudetto debba essere restituito alla juventus
Il mio parere è l’annullamento dell’intero campionato e titolo 2006 vacante (come fatto con il 2005)
Inutile girarci sopra: quel trofeo, se Moratti non lo riconsegna, resterà una macchia nella vostra storia
Tra l’altro, se ha notato, il titolo 2006 porta anche parecchio sfortuna: la juventus subito dopo l’assegnazione venne retrocessa, ora l’inter nella bufera
Infine, a proposito della juventus, i bianconeri hanno pagato per i loro errori (retrocessione + punti penalizzazione + revoca scudetti + squadra disintegrata)
Chi paga il debito con la giustizia rientra a pieno diritto nella comunità sportiva,
chi si arrampica sugli specchi della prescrizione è un disonesto, certo + furbo degli altri, ma sempre disonesto rimane
Marsiglia91 8 luglio 2011 | 20:50
Lei scrive “Nelle mie e-mails sostengo la tesi che si occultavano prove che, se conosciute, avrebbero incriminato l’Inter.”
Le rispondo….ma incriminato di cosa?
Si legga meglio le telefonate di Facchetti e soprattutto le telefonate di Bergamo a Facchetti (tanto per specificare) e cerchi di capire, a parte che stavano parlando per telefono, questo e’ ovvio, anche il tenore delle frasi del nostro Giacinto.
Provi a “contestualizzare” poi il tutto con l’ambientino che allora Facchetti era costretto ad annusare e si ponga nei panni di un serio Giudice….lo condannerebbe? E se si a che pena? La serie B? La serie C? La radiazione? Decine di punti in meno come quelli dati scientificamente ai vostri amici rossoneri per essere ammessi alla Champions?
Mi dica qual’é la SUA pena Sig. Giudice.
Queste sono le opinioni e le sentenze che rimarranno sui libri di storia, non le sue, né le mie né quelle di Sconcerti
“L’UEFA Emergency Panel, l’organismo competente in materia, ha ammesso l’AC Milan alle competizioni europee UEFA per club per la stagione 2006/07 per ragioni formali e per mancanza di regolamenti specifici che avrebbero impedito l’iscrizione dell’AC Milan nelle specifiche circostanze […] L’Emergency Panel UEFA ha informato il club che l’ammissione alle competizioni europee non è stata concessa con piena convinzione da parte dell’organismo di governo europeo del calcio. L’AC Milan ha tratto vantaggio dalla carenza da parte della UEFA di basi legali sulle quali fondare il rifiuto della richiesta di ammissione. La UEFA ha inoltre informato l’AC Milan che verranno effettuati i necessari cambiamenti al regolamento in questa direzione. L’UEFA Emergency Panel è seriamente preoccupato del fatto che l’AC Milan possa aver destato l’impressione di essere coinvolto in operazioni volte a influenzare impropriamente il regolare svolgimento del campionato italiano di calcio”
“Dopo aver analizzato le dichiarazioni dell’AC Milan, il Panel ha concluso che la società non abbia ancora compreso completamente la gravità della propria situazione e il danno causato all’immagine del calcio europeo. La UEFA e le future avversarie dell’AC Milan in Europa vigileranno con assoluta attenzione sui comportamenti tenuti dal club nel corso delle competizioni UEFA. La UEFA non esiterà ad intervenire duramente nel caso l’AC Milan dovesse risultare coinvolto in attività tese a determinare in maniera irregolare il risultato di una gara”.
Marsiglia91 8 luglio 2011 | 20:28
“Le telefonate dell’Inter hanno provato la colpevolezza eventuale dell’Inter” Provare (dimostrare con prove) qualcosa di evenuale mi sembra una bella arrampicata sullo specchio.
Poi c’é pure questa: “Ma credere che la Gazzetta goda a essere contro l’ Inter è una sciocchezza vera.”
Nessuno ha detto che la Gazzetta “gode” a “confondere” le idee sull’inter (diciamo cosí che e’ piú fine).
Moratti come tutti i tifosi dicono che la Gazzetta “deve” confondere le idee sull’Inter…e lei penso sappia chi la obbliga ( o la “invita” sempre per essere piú fini).
Sono finiti i tempi, cari giornalisti e opinionisti vari, che i lettori si bevono tutto quello che sentono dire in tv o sulle pagine di quotidiani storici. Si ricorda la canzone di Jannacci “…eh, l’ha detto il telegiornale!…”?
Dopo che l’aveva capita Jannacci sono passati tanti anni e ora, grazie anche alla democrazia del web, siamo in tanti a pensarla cosí.
Non confonda la politica con lo sport o peggio ancora la politica con l’etica…noi non siamo fessi ed ora la Gazzetta oltre a lei, non la leggeranno piú nemmeno tutti gli interisti, ovviamente per diverse ragioni dalle sue.
sammaruan 8 luglio 2011 | 19:41
per tutti quelli che “ma è bergamo a chiamare facchetti”.
Non ve lo volevo dire ma anche nella famosa telefonata della “grigliata” è bergamo che chiama moggi…e la cosa fu considerata un’aggravante che dimostrava l’asservimento dei vertici arbitrali a moggi e bla bla bla.
Ma vi costa tanta fatica ammettere che in quegli anni era la stessa federazione a incoraggiare i contatti telefonici tra designatori e dirigenti? E di cosa avrebbero dovuto parlare, di cucina? è ovvio che parlassero di arbitri!!
javierinter 8 luglio 2011 | 19:24
Sono interesita dall’eta’ di 5 anni e credo che negli ultimi 20 anni di essermi perso forse 10 partite dell’Inter.
Dopodichè se essere interista vuol dire dare all’ammasso il cervello, fate pure i pecoroni io non vi seguo, se non il cervello basterebbero le orecchie.
Questi sono i links di due delle tante telefonate.
http://www.goal.com/it/news/240/calciopoli/2010/05/05/1909624/telefonata-inequivocabile-tra-facchetti-e-bergamo-bertini
http://fantacalciovenaria0809.forumfree.it/?t=48344875
Facchetti chiede di fargli vincere la partita e poi non contento entra nello spogliatio dell’arbitro prima dell’incontro per chiedere ancora la stessa cosa.
La partita e’ Inter-Cagliari di Coppa Italia, non c’entra niente Juve, Palazzi, il tentativo di difendersi dai torti di altri, e’ un illecito solare per avere vantaggi sul Cagliari.
Questa e’ una delle tante telefonate purtroppo.
Non ce l’ho con chi e’ interista come me, c’e’ chi soffre e chi e’ come me incavolato e chi fa finta di non vedere per non arrendersi all’evidenza.
Ce l’ho con chi ci ha tradito, Moratti e Facchetti, l’azionista ed il presidente che facevano questo ed hanno infangato l’Inter. Credo soprattutto Moratti che abbia mandato avanti Facchetti, che comunque era adulto e vaccinato e non poteva avere scusanti, che il Signore l’abbia in gloria. Quello che mi fa ancora piu’ incavolare e’ che adesso Moratti usa Facchetti per nascondersi, non si puo’ fare cosi’ con uno che non c’e’ piu’.
E con questo hanno macchiato per sempre le vittorie che abbiamo avuto ed atteso per tanti anni, questo mi fa rabbia altro che lo scudetto 2006 che non vale nulla e orami e’ chiaro che non si merita nessuno.
Non capisco come gli juventini possano difendere Moggi, i milanisti Galliani (c’e’ qualcuno che crede che non sapeva querllo che faceva meani?) e come noi interisti possiamo difendere Facchetti e Moratti dopo che hanno gettato nel fango le loro squadre
ojaass 8 luglio 2011 | 19:17
Il problema “tutti colpevoli o tutti innocenti” non esiste, il vero problema, di cui si parla poco o nulla, sta nel fatto che di colpevoli e coinvolti in calciopoli non c’era solo la juventus, ma pure le altre 2 o 3 grandi societa’ italiane, Inter, Milan e Roma. Di queste 4 societa’ solo una ha pagato, e in modo pesantissimo e spropositato rispetto alla gravita’ dei fatti. Ora ho una domanda per lei: ma perche’ tutti i media vogliono farci credere che calciopoli sia una partita esclusivamente tra Inter e Juventus, una specie di derby d’italia che si gioca fuori dal campo ?…e perche’ non si parla mai, e poi mai e mai, del Milan, che mi sembra altrettanto coinvolto, sicuramente non meno di juve e inter?…Ricordo che nel 2006 il Milan se l’e’ cavata benissimo, con una penalizzazione ridotta a puntino che gli ha permesso di partecipare, e ironia della sorte, anche vincere la champions league?….Le confesso che, amio parere, sul Milan c’e’ un omerta’ imbarazzante e disgustosa…Un saluto a Lei