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Timestamp: 2020-08-03 18:48:40+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25519 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25519 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 13/12/2016, (ud. 27/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25519
sul ricorso 25328/2015 proposto da:
M.P., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato MARIO
PALUMBO giusta procura speciale a margine del ricorso;
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIA DI PORTIGHESI 12,
AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO;
avverso la sentenza n. 1330/25/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI SEZIONE DISTACCATA di FOGGIA del 26/05/2015,
M.P. ricorre per cassazione, mediante due motivi, contro la decisione della CTR pugliese di cui in epigrafe, che aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della CTP di Foggia. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso della M. contro la liquidazione, a regime ordinario, dell’imposta di registro e dell’imposta ipotecaria, dovute per l’acquisto di un fondo rustico.
La CTR ha sostenuto che la certificazione era stata richiesta all’Ispettorato Provinciale oltre il termine triennale dalla stipula e registrazione della compravendita del fondo rustico, sicchè la contribuente sarebbe decaduta dal beneficio, nè ella avrebbe dimostrato l’iscrizione negli elenchi della gestione INPS dei coltivatori diretti.
Con il primo motivo, la ricorrente denuncia violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in relazione alla L. n. 604 del 2005, art. 4. Infatti, il termine di consegna del certificato definitivo sarebbe da considerarsi ordinatorio e non perentorio.
Con il secondo motivo, la M. assume la violazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5, per omesso esame di un fatto o atto decisivo ai fini del giudizio. Infatti, diversamente dalla motivazione della sentenza impugnata, ella aveva depositato documentazione inerente l’iscrizione nella gestione INPS dei coltivatori diretti.
Il carattere decadenziale del termine per la consegna del certificato definitivo non è mai stato messo in discussione dalla giurisprudenza di questa Corte Suprema (Sez. 6-5, n. 21980 del 17/10/2014; Sez. 5, n. 10406 del 12/05/2011; Sez. 5, n. 9159 del 16/04/2010), che condiziona il mantenimento del diritto ai benefici, qualora il contribuente provi di aver comunque operato con adeguata diligenza allo scopo di conseguire la certificazione in tempo utile, richiedendola tempestivamente, e che il superamento del predetto termine sia dovuto a colpa degli uffici competenti, avendo gli stessi indebitamente ritardato il rilascio della documentazione. Ma la stessa CTR – con una motivazione astrattamente logica, che pertanto si sottrae al sindacato di legittimità – ha rilevato che la certificazione fu richiesta all’Ispettorato provinciale, ben oltre il termine di tre anni, senza che il ritardo potesse essere ascritto a colpa degli uffici competenti.
Il secondo rilievo s’infrange sulla considerazione che l’iscrizione negli elenchi della gestione INPS dei coltivatori diretti non è richiesta al fine di evitare la decadenza dal termine, sicchè non costituisce un fatto decisivo per il giudizio, ex art. 360 c.p.c., n. 5.