Source: http://www.studiofantini.com/blog/start-up-innovative
Timestamp: 2018-03-18 11:45:10+00:00
Document Index: 87119929

Matched Legal Cases: ['art. 2188', 'art. 25', 'art. 27', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 2446', 'art. 2482', 'art. 2447', 'art. 2482', 'art. 2468', 'art. 2479', 'art. 2468', 'art. 2474']

Start Up Innovative: tutto quello che devi sapere
“Negli ultimi dieci anni, negli STATI UNITI, le start up hanno creato tre milioni di posti di lavoro. Dopo aver lanciato nel 1993 il programma Yozma a favore delle startup, ISRAELE è diventato in pochi anni il Paese con il più alto numero di società quotate al Nasdaq e di brevetti pro capite high-tech nel settore medicale. Pochi anni fa il CILE si è messo in testa di diventare un nuovo hub globale dell’innovazione. Ha lanciato un programma per attirare imprenditori innovativi da tutto il mondo: ha affiancato ai rappresentanti del governo di Santiago alcuni professionisti della Silicon Valley, e ha elezionato le idee di business migliori offrendo loro un corposo pacchetto di misure di sostegno. Oppure si può pensare all’ESTONIA, un piccolo Paese con una popolazione pari a quella dell’Abruzzo, che negli ultimi vent’anni si è dato una leadership politica lungimirante, a proprio agio con la tecnologia, riuscendo in questo modo a diventare il Paese con il più alto numero di startup pro capite di tutta Europa. Appena oltre le Alpi, l’AUSTRIA ha recentemente introdotto un pacchetto di misure di oltre cento milioni di euro in 18 sei anni destinato a giovani imprenditori, con forme di sostegno anche diretto agli investimenti in startup. Anche le città pensano e si ripensano. Grazie a un’interessante combinazione di incentivi fiscali e alleggerimenti burocratici, SINGAPORE sta diventando il principale centro dell’Asia per le startup.”*
*Tratto da: Rapporto della Task Force sulle start up istituita dal Ministero dello Sviluppo Economico
Con la legge n. 221/2012 di conversione del Dl 179/2012, chiamato anche Decreto Legge Crescita 2.0, e con il “Decreto Lavoro“, DL n. 76 del 28/06/2013, sono state introdotte importanti novità in materia di Start up.
Deve trattarsi di una società costituita e che svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda
A partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non può essere superiore a 5 milioni di euro
Oltre a quelli sopra descritti la “start-up innovativa” deve altresì possedere almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
Per poter essere considerate “start up innovative”, le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione debbono depositare presso l’Ufficio del Registro delle Imprese di cui all’art. 2188 c.c., una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale dell’impresa tramite pertanto autocertificazione attestante il possesso dei requisiti previsti dall’art. 25, co. II, del D. L. 18 ottobre 2012, n. 179.
Tipo di società ammissibile
E‘ una società di capitali, costituita anche in forma di società cooperativa o di società a responsabilità limitata semplificata Srls, avente lo scopo di incentivare lo sviluppo, la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
La qualifica di start up innovativa può essere attribuita anche ad una società già esistente ma da non più di 48 mesi.
Abbattimento degli oneri per l’avvio d’impresa (esonero dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione nel Registro delle Imprese nonchè dal pagamento del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio.
La start up potrà assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. All’interno di questo arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, il contratto potrà essere ulteriormente rinnovato una sola volta, per un massimo di altri 12 mesi, e quindi fino ad arrivare complessivamente a 48 mesi.
La start up potrà remunerare i propri collaboratori con stock option, e i fornitori di servizi esterni – come ad esempio gli avvocati e i commercialisti – attraverso il work for equity. Il regime fiscale e contributivo che si applica a questi strumenti è vantaggioso e concepito su misura rispetto alle esigenze tipiche di una start up. Infatti il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione agli amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi di strumenti finanziari o di ogni altro diritto od incentivo che contempli l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, nonché dall’esercizio del diritto di opzione conferiti per l’acquisto dei riferiti strumenti finanziari non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini sia fiscali sia contributivi.
La start up godrà di un accesso prioritario alle agevolazioni per le assunzioni di personale altamente qualificato. L’art. 27 bis del D. L. 18 ottobre 2012, n. 179 prevede l’applicazione alle start up innovative ed agli incubatori certificati delle disposizioni previste dall’art. 24 del D. L. 22 giugno 2012, n. 83 che ha istituito un contributo tramite credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati: 1) il credito d’imposta è concesso al personale altamente qualificato assunto a tempo indeterminato (compreso il personale assunto con contratti di apprendistato); 2) è esclusa l’applicazione dei commi VIII, IX e X dell’art. 24 del D. L. 22 giugno 2012, n. 83; 3) il credito d’imposta è concesso in via prioritaria rispetto alle altre imprese (fatte salve le imprese rientranti nelle zone terremotate del 20 – 29 maggio 2012); 4) l’istanza per il conseguimento del credito d’imposta è redatto in forma semplificata secondo le modalità previste dal decreto del Ministero dello sviluppo economico.
Per gli anni 2013, 2014 e 2015, il socio di una start up potrà detrarre dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche un importo pari al 19% della somma investita nel capitale sociale (l’investimento massimo detraibile non può eccedere la somma di 500.000 euro per ogni periodo d’imposta e deve essere mantenuto per almeno 2 anni).
Sempre per i periodi di imposta 2013, 2014 e 2015, non concorrerà alla formazione del reddito di società soggette all’Ires – differenti dalle imprese start-up innovative – il 20% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative (l’investimento massimo deducibile non può eccedere la somma di 1.800.000 euro in ciascun periodo d’imposta e deve essere mantenuto per almeno 2 anni).
Specifica disciplina per la raccolta di capitale di rischio tramite portali on line da parte di imprese start up innovative. Il “portale on line per la raccolta di capitali per le start up innovative” è definito come la piattaforma on line che abbia come unica finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle imprese start-up innovative. E’ difatti consentito ai riferiti portali on line effettuare offerte al pubblico per la raccolta di capitali che possono tuttavia unicamente avere ad oggetto la sottoscrizione di strumenti finanziari emessi dalle start up innovative.
Le start up innovative e gli incubatori certificati possono anche beneficiare dell’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese in modo gratuito nonché secondo le seguenti modalità afferenti la presentazione della garanzia da parte del Medio Credito Centrale, con le seguenti precisazioni:
a) la garanzia viene concessa a titolo gratuito per le start – up innovative e per gli incubatori certificati;
b) la garanzia è concessa con priorità e senza valutazione dei dati contabili di bilancio della start-up innovativa o dell’incubatore certificato a condizione che il soggetto finanziatore, in relazione all’importo dell’operazione finanziaria, non acquisisca alcuna garanzia, reale, assicurativa o bancaria;
c) i soggetti richiedenti la garanzia devono aver preventivamente acquisito apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale il rappresentante legale o procuratore speciale della start-up innovativa o dell’incubatore certificato attesta l’iscrizione nella apposita sezione speciale del Registro delle imprese;
d) la dichiarazione sostitutiva di atto notorio deve essere conservata dal soggetto richiedente e prodotto in caso di insolvenza della start-up innovativa o dell’incubatore certificato ovvero esibito a semplice richiesta dal gestore del fondo di garanzia;
e) le richieste di ammissione dovranno essere inviate al gestore a mezzo fax o a mezzo raccomandata a.r., sino a diversa comunicazione.
a) fino all’80% dell’ammontare dell’esposizione per capitale, interessi, contrattuali e di mora, del soggetto richiedente nei confronti dell’impresa start-up innovativa o dell’incubatore certificato (garanzia diretta);
b) fino all’80% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80% (garanzia indiretta o controgaranzia).
L’importo massimo che il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese è in grado di assicurare è pari a 2,5 milioni di euro per singola start-up innovativa o incubatore certificato.
Le start up innovative sono inoltre destinatarie dei servizi messi a disposizione dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia, beneficiando così dell’attività di assistenza normativa, societaria, fiscale, immobiliare e creditizia prestata da tali enti. In particolare l’ICE provvederà non solo ad individuare le principali fiere e manifestazioni internazionali ove ospitare gratuitamente le start up innovative, ma svilupperà iniziative volte a favorire l’incontro delle imprese con potenziali investitori.
Sono poi previste alcune disposizioni derogatorie alle norme previste dalla normativa societaria, ed in particolare:
è ammessa la possibilità di posticipare al secondo anno di esercizio la riduzione del capitale sociale nel caso di perdita a meno di 1/3 per la start up innovativa, così come previsto dall’art. 2446, co. II, c.c. ed art. 2482, co. IV, c.c.;
nel caso di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale, è consentito all’assemblea dei soci disporre il rinvio alla chiusura dell’esercizio successivo la deliberazione di riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo legale, così come previsto dall’art. 2447 c.c. ed art. 2482 ter c.c.;
l’atto costitutivo della start up innovativa costituita in forma di società a responsabilità limitata – in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, co. II e III, c.c. e dall’art. 2479, co. V, c.c. – può: a) creare categorie di quote di partecipazione fornite di diritti differenti; b) determinare il contenuto delle differenti quote di partecipazione; c) creare categorie di quote di partecipazione che non attribuiscano diritti di voto o che attribuiscano diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione detenuta dai soci; d) creare categorie di quote di partecipazione che attribuiscano diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni;
le quote di partecipazione detenute nella start up innovativa costituita sotto forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, co. I, c.c.;
nelle start up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata è consentito di derogare al divieto di compiere operazioni sulle proprie partecipazioni previsto dall’art. 2474 c.c., nel caso in cui dette operazioni siano realizzate in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori d’opera e servizi anche di natura professionale;
è ammessa la possibilità che l’atto costitutivo della start-up innovativa e dell’incubatore certificato possa prevedere l’emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali od anche di diritti amministrativi con esclusione del diritti di voto a seguito di un apporto prestato da parte di soci o terzi anche d’opera o servizi.
By nexuscom | 2 ottobre 2013 | Agevolazioni, Blog, Inizio Attività, Slides |
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