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Timestamp: 2020-03-29 00:40:28+00:00
Document Index: 63179926

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 6', 'art. 2043', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 133', 'art. 45', 'sentenza ', 'art. 325', 'art. 702', 'art. 5', 'art. 189', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 32', 'art. 22', 'art. 36', 'art. 1']

Sentenza Cassazione Civile n. 24805 del 09/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24805 del 09/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2018, (ud. 05/04/2018, dep. 09/10/2018), n.24805
sul ricorso 27149-2016 proposto da:
S.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA E. MORDINI
n. 14, presso lo studio dell’avvocato MARIA LUDOVICA POLTRONIERI,
avverso la sentenza n. 1126/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
S.F., medico iscritto ad un corso di specializzazione per le professioni sanitarie in anni accademici successivi al 1999 ed anteriori al 2006/2007 (e precisamente per tre dei quattro anni del corso di specializzazione psichiatria, con iscrizione dall’anno accademico 2003/2004), agì in giudizio nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Università degli Studi di L’Aquila, nonchè del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per sentir accertare il suo diritto a percepire l’aggiornamento degli emolumenti già a lui versati ai sensi del D.Lgs. 8 agosto 1991, n. 257, art. 6 con rideterminazione triennale della somma, accertare l’obbligo della Repubblica Italiana, se del caso con la disapplicazione parziale del D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 368, con il quale erano state recepite nell’ordinamento italiano le direttive comunitarie nn. 75/362, 82/76 e 93/16 (con le successive integrazioni), ma la cui concreta operatività, agli effetti economici, era stata differita fino all’anno accademico 2006/2007, adottando tutte le misure necessarie ad assicurare il corretto e completo recepimento delle direttive comunitarie e dichiarando l’obbligo dello Stato di estendere le disposizioni di cui alla L. 23 dicembre 2005, n. 266, comma 300 anche in favore dell’attore, in subordine, accertare e dichiarare il diritto dell’attore ai sensi dell’art. 2043 c.c. al risarcimento del danno per il ritardo con cui era stata data attuazione all’incremento economico disposto dal D.Lgs. n. 368 del 1999.
Il Tribunale di L’Aquila, con sentenza non definitiva n. 474/2011, depositata il 28 giugno 2011, rigettò le eccezioni di difetto di giurisdizione, di incompetenza territoriale, di difetto di legittimazione passiva e di prescrizione, disponendo la prosecuzione del giudizio; con sentenza definitiva n. 698/2013, depositata il 26 novembre 2013, accolse la domanda nei confronti di tutti gli enti convenuti.
Ed invero, in difetto di normativa speciale circa la decorrenza del termine breve per proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza impugnata in questa sede, deve trovare applicazione la disposizione generale di cui all’art. 133 c.p.c., comma 2, (come modificato con D.L. n. 90 del 2014, art. 45, comma 1, lett. b), conv. con modif. dalla L. n. 114 del 2014), che prevede espressamente che la comunicazione da parte della cancelleria del testo integrale della sentenza non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c. (v. Cass., ord., 5/11/2014, n. 23526; v., in tema di impugnazione dell’ordinanza ex art. 702-quater c.p.c., Cass., ord., 22/03/2018, n. 7154; arg. anche ex Cass. 19/09/2017, n. 21625; Cass. 19/08/2013, n. 19182 in tema di impugnazione di lodo arbitrale, e Cass. 25/02/2011, n. 4690).
– dell’art. 5 Trattato Cee e art. 189 Trattato Cee, comma 3 (ora artt. 10 e 249 versione consolidata Nizza in GUCE n. C 325 del 24.12.2002), e delle Direttive nn. 82/76, 75/363 e 75/362, degli artt. 13 e 16 direttiva n. 82/76 Cee e dell’art. 1 direttiva 93/16, comma 1, dei principi enunciati dalla Corte di Giustizia con sentenze 25 febbraio 1999 causa C-131/97(CARBONARI) e 3 ottobre 2000 – causa C-371/97 (GOZZA);
– del D.L. n. 384 del 1992, art. 7, convertito nella L. n. 438 del 1992, della L.n. 537 del 1993, art. 3, comma 36, della L. 2 dicembre 1995, n. 549, art. 1, comma 33, (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), della L. n. 449 del 1997, art. 32, comma 12, della L. n. 488 del 1999, art. 22, della L. n. 289 del 2002, art. 36 (finanziaria 2003)”.
Quest’ultimo decreto, nel recepire la direttiva CEE n. 93/16 (che ha codificato, raccogliendole in un testo unico, le precedenti direttive nn. 75/362 e 75/363, con le relative successive modificazioni), ha riorganizzato l’ordinamento delle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia, istituendo e disciplinando un vero e proprio contratto di formazione (inizialmente denominato “contratto di formazione lavoro” e successivamente “contratto di formazione specialistica”) da stipulare, e rinnovare annualmente, tra Università (e Regioni) e medici specializzandi, con un meccanismo di retribuzione articolato in una quota fissa ed una quota variabile, in concreto periodicamente determinate da successivi decreti ministeriali.
Ai sensi della L. 23 dicembre 2005 n. 266, art. 1, comma 300, peraltro, gli effetti delle nuove disposizioni, contenute nel D.Lgs. n. 368 del 1999, artt. da 37 a 42 (le quali prevedono sia la stipula del nuovo contratto di formazione, con gli specifici obblighi che ne derivano, sia il corrispondente trattamento economico), sono applicabili solo a decorrere dall’anno accademico 2006/2007. Il trattamento economico spettante ai medici specializzandi in base al contratto di formazione specialistica è stato in concreto fissato con i D.P.C.M. 7 marzo, 6 luglio e 2 novembre 2007.
gli obblighi di attuazione della normativa comunitaria in tema di adeguata remunerazione per la frequenza delle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia derivanti dalle direttive CE nn. 75/362, 75/363 e 82/76 – che non prevedono una precisa misura del compenso minimo spettante agli specializzandi – devono ritenersi adempiuti dallo Stato italiano con la borsa di studio introdotta dal D.Lgs. n. 257 del 1991, nella sua misura originaria;