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Timestamp: 2017-09-24 00:21:55+00:00
Document Index: 127630856

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 25', 'art. 25', 'art. 125', 'art. 126', 'art. 5', 'art. 1']

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DIPENDENTI DALLE AZIENDE DI CREDITO, FINANZIARIE E STRUMENTALI. Il 1 dicembre 2000, in Roma - PDF
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DIPENDENTI DALLE AZIENDE DI CREDITO, FINANZIARIE E STRUMENTALI. Il 1 dicembre 2000, in Roma
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1 CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIRIGENTI DIPENDENTI DALLE AZIENDE DI CREDITO, FINANZIARIE E STRUMENTALI Il 1 dicembre 2000, in Roma tra - la Delegazione ABI per le trattative in tema di lavoro e occupazione costituita dal Presidente Maurizio Sella, da Alessandro Azzi, Luigi Capuano, Corrado Faissola, Carmine Lamanda, Guido Lupini, Luigi Maranzana, Alessandro Profumo, dal Direttore Generale Giuseppe Zadra, assistiti dal Responsabile dell Area Sindacale e del Lavoro Giancarlo Durante e da Giorgio Mieli, con la collaborazione di Vittorio Cianchi, Ferdinando Giglio, Giorgio Matarazzo, Massimo Menici, Domenico Orofino, Massimo Roccia, Gianfranco Torriero e la Federazione Nazionale del Personale dell Area Direttiva del Credito (Federdirigenticredito) rappresentata dal Presidente Ruggero Montini e da Gualtiero Donzelli, Pier Paolo Pancaldi, Angelo Raffaelli, Federico Cantarini, Silvano De Gaspari, Carlo Della Ragione, Salvatore Di Benedetto, Alessandro Dudan, Bachisio Firinu, Emilio Meiattini, Gennaro Sorrentino, Alfonso Vitolo, Carlo Zappatori, assistiti dai Direttori, Bruno Clementelli, Ketty Genah Tedesco e Stefano Pastori; il Sindacato Autonomo Personale di Credito, Finanza e Assicurazioni (Sinfub) rappresentato dal Segretario Generale Pietro Pisani, dai Segretari Nazionali Mario Guarino, Ciro Luciano,
2 Giuseppe Mermati, Ettore Nardi, Antonio Raccuglia, assistiti dai Dirigenti Nazionali Gianpaolo Arrighi, Francesco Cuccovillo, Francesco De Feo, Antonio Finiello, Mario Martella, Domenico Di Pietro, coudiuvati dal Direttore del Sindacato Sergio Santiangeli; 2.
3 3. nonché, per adesione la Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) rappresentata dal Segretario Generale Carlo Giorgetti, dal Segretario Generale Aggiunto Giancarla Zemiti, dai Segretari Nazionali Gianfranco Amato, Cristina Attuati, Fulvio Bertoldi, Giacomo Melfi, Roberto Radici, Matteo Valenti e dai membri del Comitato Direttivo Centrale Massimo Battesini, Carmelo Benedetti, Gianfranco Bertinotti, Mauro Bossola, Attilio Calvanese, Antonio Carcano, Franco Casini, Arnaldo Cavaciocchi, Carlo Cericola, Antonio Chessa, Giovanni Dalini, Giuliano De Filippis, Cetty Di Benedetto, Pier Paolo Ferri, Carlo Franchin, Maria Furfaro, Cesare Galazzo, Fabrizio Garberi, Enrico Gavarini, Maria Cristina Gessi, Gianni Giusti, Paolo Henin, Maurizio Mattioli, Adriano Martignoni, Giuseppe Milazzo, Giuseppe Mogno, Mauro Morelli, Pietro Mosca, Werner Pedoth, Valerio Poloni, Carmelo Raffa, Roberto Riva, Roberto Robazza, Angela Rosso, Ferdinando Saita, Sergio Severi, Domenico Sivori, Giuseppe Taddia, Giovanni Venier, Corrado Villa, Roberto Zamboni; la Federazione Autonoma Lavoratori del Credito e del Risparmio Italiani (Falcri) rappresentata dal Segretario Nazionale Responsabile Ilvio Serenelli e dai Segretari Nazionali Salvatore Adinolfi, Ezio Allegri, Mariangela Comotti, Roberto Ferrari, Maria Francesca Furfaro, Michele Inturri; la Federazione Italiana Bancari e Assicurativi (Fiba-Cisl) rappresentata dal Segretario Generale Eligio Boni, dal Segretario Generale Aggiunto Giuseppe Gallo, dai Segretari Nazionali Pietro Mariani, Mario Mocci, Giuseppe Orizio, Pierluigi Ramponi, Elena Vannucci; la Federazione Italiana Sindacale Lavoratori Assicurazioni e Credito (Fisac-Cgil) rappresentata dal Segretario Generale Marcello Tocco e dai Segretari Nazionali Ezio Dardanelli, Do-
4 4. menico Moccia, Roberto Treu, Giovanna Tripodi, Nicola Vitucci; la Uil Credito e Assicurazioni (Uil C.A. ) rappresentata dal Segretario Generale Elio Porino e dai Segretari Nazionali Fabrizio Balzarini, Antonio Barbera, Ugo Fadani, Roberto Galiazzo, Marco Gaudiomonti, Edgardo Maria Iozia, Massimo Masi, Renato Pellegrini;
5 5. si è convenuto di stipulare il presente contratto collettivo nazionale di lavoro unico per i dirigenti delle aziende di credito, finanziarie e strumentali, in sostituzione: delle norme relative ai dirigenti dei ccnl 22 giugno 1995 (ABI) e 16 giugno 1995 (ACRI) e in attuazione: del Protocollo d intesa sul sistema bancario 4 giugno 1997, dell accordo quadro 28 febbraio 1998 e della norma transitoria in calce al ccnl 11 luglio La redazione del testo coordinato del contratto 1 dicembre 2000 è stata completata il 12 luglio 2001.
6 6. Premessa Le Parti si danno atto che il presente contratto nazionale viene stipulato al termine di un articolato e complesso iter negoziale avviato nella primavera del 1997 e che ha condotto, quale primo risultato, alla sottoscrizione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Protocollo d intesa sul settore bancario del 4 giugno Nell occasione le Parti, convenendo sulle difficoltà in atto nel sistema creditizio, anche nell ottica dell unificazione monetaria europea, ritennero inderogabile la ristrutturazione globale del sistema, in una logica di efficienza e competitività internazionale, anche relativamente alla struttura e ai contenuti della contrattazione collettiva di tutto il personale bancario, allo scopo di attuare congiuntamente quel complesso di azioni finalizzate a elevare le capacità di competizione del sistema. In tale ambito si era, tra l altro, preso atto che l evoluzione strutturale impone al sistema bancario profondi processi di riconversione e di riposizionamento strategico; ridefinizione delle aree di affari e dei baricentri reddituali; innovazione di prodotto ad alto valore aggiunto, sia sul lato del risparmio gestito che dei servizi alle imprese. In attuazione degli impegni ivi assunti, le Parti stipulanti il presente contratto hanno sottoscritto l Accordo quadro 28 febbraio 1998 per i rinnovi contrattuali e definito l Accordo per l istituzione del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del credito. Nell ambito della prima delle predette intese le medesime Parti hanno concordato sulla strumentazione più idonea al raggiungimento degli scopi individuati con il predetto Protocollo del 4 giugno 1997, ed in particolare dell obiettivo di accrescere l efficienza e la competitività complessiva del sistema e portare i costi dello stesso al livello medio degli altri principali Paesi europei e di mirare al raggiungimento di concreti risultati nel quadriennio di valenza contrattuale. * * *
7 Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti costituisce una normazione unitaria e inscindibile. Le aziende cui si applica il presente contratto sono quelle indicate nell elenco allegato (all. n. 1). L ABI si impegna a fornire alle organizzazioni sindacali stipulanti l elenco aggiornato delle aziende destinatarie del contratto stesso, nonché le successive variazioni. 7.
8 8. Art. 1 Area contrattuale Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro si applica ai dirigenti delle aziende di credito, finanziarie ed a quelli delle aziende controllate che svolgono attività creditizia, finanziaria, ai sensi dell art. 1 del d.lgs. n. 385/93, o strumentale, ai sensi degli artt. 10 e 59 del medesimo decreto. Si fa riferimento, altresì, in quanto compatibili con la figura del dirigente, alle previsioni di cui al cap. I del contratto collettivo nazionale di lavoro 11 luglio 1999 per i quadri direttivi e le aree professionali (dalla 1ª alla 3ª).
9 9. Art. 2 Inquadramento Ai fini del presente contratto sono dirigenti coloro i quali sussistendo le condizioni di subordinazione di cui all art del codice civile ed in quanto ricoprano nell azienda un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, di autonomia e di potere decisionale ed esplichino le loro funzioni di promozione, coordinamento e gestione generale al fine di realizzare gli obiettivi dell azienda siano dalle rispettive aziende cui appartengono come tali qualificati. Nell ambito dello sviluppo professionale dei dirigenti l azienda individua funzioni manageriali correlate a diversi livelli di responsabilità, sia nelle attività espletabili presso le strutture centrali che nella rete commerciale, con i connessi trattamenti retributivi che possono anche comportare il superamento del trattamento tabellare fissato in sede nazionale. L azienda informa gli organismi sindacali aziendali della categoria circa gli effetti conseguenti all applicazione del comma che precede.
10 10. Art. 3 Prova L effettuazione del periodo di prova, ai sensi dell art c.c., può essere richiesta soltanto ai dirigenti di nuova assunzione e per un periodo non superiore a sei mesi, salva la possibilità di proroga, e per altri sei mesi, se all uopo intervenga accordo fra le parti.
11 11. Art. 4 Doveri e diritti Il dirigente ha il dovere di dare all azienda, nella esplicazione della propria attività di lavoro, una collaborazione attiva ed intensa per la realizzazione dei fini aziendali, secondo le direttive dell azienda stessa e le norme del presente contratto. Il dirigente ha diritto al rispetto ed alla tutela della sua dignità nell espletamento della propria attività lavorativa. Al dirigente è fatto divieto di comunicare notizie riservate di ufficio e svolgere attività contraria agli interessi dell azienda, o comunque incompatibile con i doveri di ufficio, nonché di fare operazioni di borsa su strumenti finanziari derivati e di fare parte, a qualunque titolo, di organismi collegiali tributari, comunque denominati, nei casi in cui tale partecipazione non sia obbligatoria per legge. I dirigenti la cui presenza è necessaria per la estrazione dei valori possono assentarsi dalla residenza previa segnalazione all azienda, fornendo indicazioni per la loro reperibilità. Solo in caso di urgenti necessità possono prescindere da tale preventiva segnalazione, dando all azienda stessa, non appena possibile, motivato avviso della loro assenza. I detentori di chiavi debbono garantirne la consegna per l estrazione dei valori all apertura dello sportello.
12 12. Art. 5 Dirigente sottoposto a procedimento penale Il dirigente il quale venga a conoscenza, per atto dell autorità giudiziaria (Pubblico ministero o altro magistrato competente), che nei suoi confronti sono svolte indagini preliminari ovvero è stata esercitata l azione penale per reato che comporti l applicazione di pena detentiva anche in alternativa a pena pecuniaria, deve darne immediata notizia all azienda. Analogo obbligo incombe sul dirigente che abbia soltanto ricevuto informazione di garanzia. Qualora l azienda in relazione a quanto previsto dall art. 25, primo comma, 1 e 2 alinea, intenda rinviare alle risultanze anche non definitive del procedimento penale la valutazione dei fatti che hanno dato luogo al procedimento stesso, deve dare di ciò comunicazione per iscritto al dirigente interessato. L azienda può anche disporre, in ogni fase del procedimento penale in atto, l allontanamento dal servizio del dirigente interessato per motivi cautelari. L allontanamento dal servizio per motivi cautelari viene reso noto per iscritto al dirigente interessato e può essere mantenuto dall azienda per il tempo dalla medesima ritenuto necessario ma non oltre il momento in cui sia divenuta irrevocabile la decisione del giudice penale. La circostanza che il dirigente allontanato dal servizio per motivi cautelari, vi venga poi riammesso dall azienda, pendenti le indagini preliminari o le successive fasi di cui al primo comma, lascia immutati gli effetti della comunicazione prevista dal secondo comma. Il dirigente allontanato dal servizio, ai sensi dei comma che precedono, conserva, per il periodo relativo, il diritto all intero trattamento economico ed il periodo stesso viene considerato di servizio attivo per ogni altro effetto previsto dal presente contratto collettivo di lavoro.
13 13. Anche durante il periodo di allontanamento del dirigente dal servizio per motivi cautelari, restano ferme, così per l azienda che per il dirigente medesimo, le facoltà di recesso dal rapporto di cui all art. 25.
14 14. NORMA TRANSITORIA Nei confronti del personale già destinatario del contratto collettivo ACRI (art. 125 del ccnl 16 giugno 1995) il presente articolo non si applica ai procedimenti in corso alla data di completamento della redazione del testo coordinato del presente contratto nazionale.
15 15. Art. 6 Tutele per fatti commessi nell esercizio delle funzioni Qualora nei confronti del dirigente venga notificata informazione di garanzia o provvedimento analogo ovvero esercitata azione penale in relazione a fatti commessi nell esercizio delle sue funzioni, le spese giudiziali comprese quelle di assistenza legale sono a carico dell azienda, fermo restando il diritto dell interessato a scegliersi un legale di sua fiducia. Nei casi di cui sopra, al dirigente che sia privato della libertà personale verrà conservato il posto di lavoro con diritto alla retribuzione fermi restando i casi di risoluzione del rapporto da imputare a causa diversa. Qualora il danneggiato si costituisca parte civile nei confronti del dirigente, l onere dell eventuale risarcimento è a carico dell azienda. Nei casi di cui ai comma precedenti, resta esclusa la applicabilità delle disposizioni contenute nei comma da 2 a 7 dell articolo che precede. Il dirigente che si trovi nelle condizioni di cui al presente articolo deve darne immediata notizia all azienda. Le garanzie e le tutele di cui al primo ed al terzo comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente alla cessazione del rapporto, semprechè si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in quanto compatibili con norme inderogabili di legge che disciplinino la materia e, comunque, con eventuali disposizioni regolamentari già vigenti sulla materia stessa. NORMA TRANSITORIA
16 16. Nei confronti del personale già destinatario del contratto collettivo ACRI (art. 126 del ccnl 16 giugno 1995) il presente articolo non si applica ai procedimenti in corso alla data di completamento della redazione del testo coordinato del presente contratto nazionale.
17 17. Art. 7 Responsabilità civile verso terzi In relazione a quanto previsto dall art. 5 della legge del 13 maggio 1985, n. 190, le aziende terranno a proprio carico l onere per la copertura della responsabilità civile verso terzi ivi comprese le eventuali connesse spese legali conseguente allo svolgimento delle mansioni, salvo i casi di dolo o colpa grave, dei dirigenti particolarmente esposti al rischio medesimo.
18 18. Art. 8 Struttura della retribuzione La struttura del trattamento economico del dirigente che viene fissato dall azienda si determina di massima secondo quanto previsto dalle norme seguenti. Detta struttura del trattamento è costituita dallo stipendio, dagli scatti di anzianità e dall importo ex ristrutturazione tabellare per ciascuno scatto di anzianità e il trattamento stesso viene suddiviso in 13 mensilità. Fermo quanto previsto dal 4 comma della norma transitoria in calce al ccnl 11 luglio 1999 (v. in appendice n. 2), a far tempo dal 1 gennaio 2001 il trattamento economico minimo del dirigente è pari a L annue ( ,88). Tale trattamento è comprensivo degli incrementi previsti dalla norma transitoria che segue. Si conserva in ogni caso come assegno ad personam la differenza tra il trattamento economico tabellare annuo del dirigente stabilito al 30 settembre 1999 in previgenti normative nazionali e quello di cui al 4 comma della norma transitoria in calce al ccnl 11 luglio In applicazione degli incrementi previsti dalla norma transitoria che segue, a far tempo dal 1 gennaio 2001 tale assegno viene incrementato dell 1,96%; lo stesso assegno non sarà riassorbibile per effetto di futuri incrementi retributivi ed è suscettibile di essere elevato per effetto degli incrementi retributivi tabellari concordati in sede nazionale. Il medesimo assegno è computabile ai fini del trattamento di fine rapporto e dei trattamenti di previdenza aziendali. Le competenze mensili vengono corrisposte il 27 di ciascun mese. NORMA TRANSITORIA atto. 1. Per il biennio si confermano le previsioni in
19 19. Per il biennio successivo ( ) si applicano, per ciascun anno, le seguenti percentuali di incremento: - 0,6% dal 1 ottobre 1999; - 0,2% dal 1 gennaio 2000; - 0,6% dal 1 febbraio 2000; - 0,55% dal 1 ottobre In luogo dello 0,55% dal 1 febbraio 2001, vengono riconosciute, a far tempo dall anno 2001, L ( 413,17) destinate ad assistenza sanitaria. 2. Per il periodo intercorrente tra il 1 ottobre 1999 e il 31 dicembre 2000 viene riconosciuto utilizzando le tranche di aumento indicate al punto 1 relative al predetto periodo un importo a copertura di L ( 886,09), per il minimo di dirigente. Tale importo viene incrementato applicando la percentuale dell 1,72 sul trattamento economico tabellare annuo al 30 settembre 1999 derivante da previgenti normative nazionali, eccedente la misura di L. 100 milioni ( ,69). L importo di cui sopra: - va computato pro quota in relazione all eventuale minor servizio retribuito da dirigente nel periodo predetto, tenuto conto anche di quanto già percepito ai sensi del ccnl 11 luglio 1999; - va sterilizzato ai fini degli istituti contrattuali, tranne il trattamento di fine rapporto; - non è computato ai fini dei trattamenti di quiescenza e/o di previdenza aziendali esclusivi, esonerativi o integrativi dell A.G.O., salvo diverse disposizioni di statuto o di regolamento disciplinanti i trattamenti stessi. 3. Gli effetti economici relativi al periodo ricompreso tra il 1 ottobre 1999 e la data di stipulazione del presente contratto si applicano al personale cessato dal servizio nel periodo medesimo, con esclusione delle ipotesi di cessazione dovute a licenziamento per giusta causa, ovvero per giustificato motivo, ovvero a dimissioni senza
20 20. immediato diritto a trattamento pensionistico di anzianità o vecchiaia, ovvero ad esodi incentivati. * * * La nuova struttura della retribuzione definita dal presente contratto, improntata a criteri di semplificazione e razionalizzazione, viene realizzata a costo zero tanto per quel che concerne gli effetti nazionali quanto per gli effetti aziendali.
21 21. Art. 9 Stipendio A far tempo dal 1 gennaio 2001 la misura mensile dello stipendio è indicata nella tabella in allegato n. 2 (in sostituzione di: stipendio, indennità direttiva, indennità di rappresentanza ed 1/13 del premio annuale di rendimento nella misura nazionale standard di settore, pari al 15% della retribuzione annua).
22 22. Art. 10 Scatti di anzianità A far tempo dal 1 gennaio 2001 la misura mensile dello scatto di anzianità e la misura mensile, per ciascuno scatto di anzianità, dell importo ex ristrutturazione tabellare sono indicati nella tabella in allegato n. 2; tali emolumenti vengono riconosciuti al dirigente con cadenza triennale (30 mesi per quello in corso di maturazione); 4 anni per il primo scatto nei casi di assunzione. Il numero massimo complessivo di scatti e di importi ex ristrutturazione tabellare maturabili dal dirigente è pari a 9 se si tratta di dirigente (o funzionario) alla data del 1 luglio 1995; è, invece, pari a 7 se l interessato è stato assunto (o nominato funzionario o dirigente) successivamente al 1 luglio Ogni scatto decorre dal primo giorno del mese in cui matura. Nel passaggio da funzionario (quadro direttivo di 3 o 4 livello) a dirigente si mantiene l anzianità maturata da funzionario/quadro direttivo di 3 o 4 livello.
23 23. Art. 11 Tredicesima mensilità Al dirigente viene corrisposta annualmente, entro il 20 dicembre, la gratificazione di Natale, computando le voci che costituiscono il trattamento economico per le quali sia prevista l erogazione per tredici mensilità. Nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro durante il corso dell anno, la gratificazione compete in proporzione ai mesi di servizio prestato, considerando come mese intero l eventuale frazione. Nel caso di assenza dal servizio senza diritto al trattamento economico, la gratificazione compete in ragione di tanti dodicesimi quanti sono i mesi per i quali è stato corrisposto il trattamento stesso. Ai fini di cui sopra, nei confronti del dirigente già destinatario dei contratti collettivi ACRI in servizio al 1 novembre 1999, gli eventuali compensi percentuali saranno computati sulla media degli ultimi dodici mesi (dal 1 dicembre dell anno precedente al 30 novembre dell anno in corso), mentre le diarie forfettizzate in via mensile o per periodi maggiori saranno computate nella misura del 40%.
24 24. Art. 12 Premio aziendale L azienda stabilisce i criteri per l attribuzione di un premio aziendale ai dirigenti, informandone gli organismi sindacali della categoria.
25 25. Art. 13 Sistema incentivante - Azionariato Le parti stipulanti avvieranno i lavori di una Commissione di studio per esaminare tutte le problematiche connesse alla materia, anche alla luce delle esperienze maturate in altri settori, in Italia ed in Europa.
26 26. Art. 14 Ferie Il dirigente ha diritto, per ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie, con decorrenza della retribuzione, di ventisei giorni. Il computo delle ferie viene effettuato sulla base dei soli giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, anche nei confronti del dirigente che svolge la propria attività presso unità operante al sabato. Ai dirigenti assunti direttamente dall azienda con tale inquadramento, durante l anno in cui è avvenuta l assunzione è dovuto un congedo di 2 giorni per ciascuno dei mesi intercorrenti tra la data di assunzione ed il 31 dicembre dello stesso anno, computando come mese intero l eventuale frazione di mese, con un massimo di 20 giorni. Ai disabili rientranti nelle categorie di cui all art. 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, durante l anno in cui è avvenuta l assunzione spettano rispettivamente 20 o 12 giorni a seconda se l assunzione è avvenuta nel corso del primo o del secondo semestre. L azienda può richiamare l assente prima del termine delle ferie quando urgenti necessità di servizio lo richiedano, fermo il diritto del dirigente di completare le ferie stesse in un periodo successivo, con diritto al rimborso delle spese derivanti dall interruzione che il dirigente stesso dimostri di aver sostenuto. Detto rimborso viene effettuato anche per le spese di viaggio, di vitto e di alloggio sostenute durante il viaggio di rientro in servizio a richiesta dell azienda, nonché per l eventuale ritorno nella località in cui il dirigente si trovava in ferie al momento del richiamo in servizio. Il rimborso ha luogo anche nel caso di spese conseguenti allo spostamento, per necessità di servizio, del periodo di ferie precedentemente fissato. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, al dirigente che non abbia già usufruito delle ferie relative all anno in corso, viene liquidata la retribuzione corrispondente a tanti dodicesimi del periodo di ferie che gli sarebbe spettato nell anno quanti sono i mesi interi di
27 27. servizio prestato dal 1 gennaio dello stesso anno (tale liquidazione deve avvenire moltiplicando ciascun giorno di ferie non fruito per 1,20). Nel caso di assenza dal servizio, il periodo di ferie spettante viene ridotto di tanti dodicesimi quanti sono i mesi interi di assenza. Nel caso di assenza per malattia, la riduzione di cui sopra non si applica se l assenza non supera i sei mesi; in caso di assenza superiore la riduzione non si applica per i primi sei mesi, salvo che l assenza duri l intero anno. Non sono computati nella durata delle ferie i giorni di accertata malattia o infortunio intervenuti nel corso delle stesse che siano stati dal dirigente immediatamente denunciati all azienda.
28 28. Art. 15 Festività Semifestività Sono considerati giorni semifestivi: la vigilia di Ferragosto, la vigilia di Natale, il 31 dicembre, la vigilia di Pasqua, nonché, in ciascuna località, la ricorrenza del Santo Patrono. In considerazione della vigente disciplina di legge in tema di coincidenza delle festività del 25 aprile e del 1 maggio con la domenica e del consolidato indirizzo giurisprudenziale maturato al riguardo, al personale in servizio alla data di stipulazione del presente contratto ed in forza in coincidenza con la festività del 25 aprile 1999 e del 1 maggio 1994, l azienda ha facoltà di riconoscere, d intesa con il dirigente, in alternativa al compenso aggiuntivo, altrettante giornate di permesso, da fruire compatibilmente con le esigenze di servizio. Quanto previsto al precedente comma si applica successivamente alla data di redazione del testo coordinato del presente contratto anche alle festività del 25 aprile e 1 maggio coincidenti con la domenica e si estende alla festività del 2 giugno in forza della legge n. 336 del 20 novembre 2000.
29 29. Art. 16 Permessi per ex festività Al dirigente spetta annualmente un numero di permessi giornalieri retribuiti corrispondente a quello delle giornate che (già indicate come festive dagli artt. 1 e 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260) non siano più, per successive disposizioni di legge, riconosciute come tali, alle seguenti condizioni: - che dette ex festività ricorrano in giorni in cui sia prevista la prestazione lavorativa per l interessato; - che il dirigente abbia diritto per quei giorni all intero trattamento economico. Per i permessi di cui al presente articolo che, pur spettando, non siano stati comunque utilizzati nell anno, viene liquidata la corrispondente retribuzione sulla base dell ultima mensilità percepita nell anno di competenza secondo il comune criterio (1/360 della retribuzione annua per ogni giornata), entro la fine di febbraio dell anno successivo. Ai fini di cui al primo comma del presente articolo, vengono convenzionalmente considerate come date di cadenza per le festività dell Ascensione e del Corpus Domini, quelle in atto prima dell entrata in vigore della legge 5 marzo 1977, n. 54 (e cioè, rispettivamente, il 39 ed il 60 giorno dopo la domenica di Pasqua).
30 30. Art. 17 Congedi per motivi personali Su richiesta del dirigente l azienda può concedere un congedo straordinario per comprovate necessità personali o familiari. Durante tale periodo non è dovuto il trattamento economico.
31 31. Art. 18 Malattie e infortuni In caso di assenza per malattia o infortunio accertati, l azienda conserva il posto e l intero trattamento economico al dirigente che abbia superato il periodo di prova per: anzianità mesi a) fino a 5 anni 6 b) da oltre 5 anni e fino a 10 anni 8 c) da oltre 10 anni e fino a 15 anni 12 d) da oltre 15 anni e fino a 20 anni 15 e) oltre i 20 anni e fino a 25 anni 18 f) oltre i 25 anni 22 I periodi di assenza per malattia e infortunio possono essere calcolati dall azienda con riferimento ai 48 mesi precedenti l ultimo giorno di assenza considerato. In tal caso i periodi di conservazione del posto e del trattamento economico sono i seguenti: anzianità mesi a) fino a 5 anni 8 b) da oltre 5 anni e fino a 10 anni 10 c) da oltre 10 anni e fino a 15 anni 14 d) da oltre 15 anni e fino a 20 anni 18 e) oltre i 20 anni e fino a 25 anni 22 f) oltre i 25 anni 24 In ogni caso, per l ultimo periodo, non può essere praticato un trattamento meno favorevole di quello stabilito dal R.D.L. 13 novembre 1924, n.1825.
32 32. I periodi suindicati sono aumentati del 50% in caso di ricovero in sanatorio o di accertata necessità di cura, in ambedue le circostanze per tbc, nonché nel caso di malattie di carattere oncologico, con un minimo di 12 mesi ed un massimo di 30 mesi complessivi. Ai fini di quanto previsto dai comma che precedono non si terrà conto delle assenze per il tempo strettamente necessario al dirigente per sottoporsi al trattamento di dialisi. Il termine finale del trattamento di cui ai precedenti comma non può comunque scadere oltre il sesto mese dalla data in cui il dirigente sia entrato in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, se la malattia sia iniziata prima di tale data: se la malattia inizia successivamente, il trattamento in parola viene riconosciuto per sei mesi. I periodi di assenza per malattia o infortunio accertati, entro i limiti suindicati, sono computati a tutti gli effetti come servizio prestato, salvo quanto disposto in tema di ferie. In caso di assenza conseguente ad infortunio sul lavoro, il trattamento economico di cui al presente articolo è corrisposto dall azienda con deduzione di tutte le somme che il dirigente ha diritto di riscuotere da parte dell Istituto assicuratore. Se la malattia o l infortunio proseguono oltre i termini suindicati il dirigente, prima della scadenza di detti termini, può chiedere di essere collocato in aspettativa non retribuita per la durata massima di quattro mesi e senza alcun effetto sul decorso dell anzianità. La durata di più periodi di aspettativa di cui al comma precedente non può tuttavia superare i sei mesi in un quinquennio. Il collocamento in aspettativa non può venire richiesto dal dirigente che sia entrato in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia; in ogni caso il periodo di aspettativa non può durare oltre la data in cui l interessato ultrasessantenne abbia maturato i requisiti in parola. CHIARIMENTO A VERBALE
33 33. Le Parti hanno chiarito che la garanzia minima prevista dall R.D.L. di cui al 4 comma del presente articolo per l ultimo periodo di malattia si riferisce al comporto per sommatoria e, in tale ambito, unicamente al trattamento economico da riservare al dirigente, senza alcun prolungamento del complessivo periodo di conservazione del posto previsto dal presente articolo. Quanto sopra, conseguentemente, produce effetti solo ed esclusivamente sul trattamento (retribuzione o non) da riservare per il periodo di aspettativa non retribuita (ma non sulla sua durata che resta ferma come individuata dal presente articolo). ESEMPI A VERBALE: 1. Un dirigente che, ai sensi della tabella di cui al 3 comma del presente articolo, ha diritto ad 8 mesi di comporto retribuito più 4 mesi di aspettativa continuativa non retribuita e che ha già fruito, nel quadriennio, di 7 dei predetti 8 mesi, avendo ancora a disposizione 1 mese di comporto retribuito oltre all aspettativa, avrà diritto, per l ultimo periodo, ad 1 mese con retribuzione pari al 100% (tali da raggiungere gli 8 mesi), a 2 mesi di aspettativa con retribuzione al 50% e ad ulteriori 2 mesi di aspettativa non retribuita. 2. Un dirigente che, ai sensi della tabella di cui al 3 comma del presente articolo, ha diritto a 14 mesi di comporto retribuito più 4 mesi di aspettativa continuativa non retribuita e che ha già fruito, nel quadriennio, di 13 dei predetti 14 mesi, avendo ancora a disposizione 1 mese di comporto retribuito oltre all aspettativa, avrà diritto, per l ultimo periodo, ad 1 mese con retribuzione pari al 100% (tali da raggiungere i 14 mesi), a 1 mese di aspettativa con retribuzione al 100% ed a 3 mesi di aspettativa con retribuzione al 50%. NORME TRANSITORIE 1. La nuova disciplina di cui al presente articolo si applica a far tempo dalla data di completamento della redazione del testo co-
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