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Timestamp: 2018-11-18 16:41:28+00:00
Document Index: 17435302

Matched Legal Cases: ['art. 659', 'art. 659', 'art. 659', 'art. 10', 'art. 659', 'art. 10', 'art. 659', 'art. 659']

in Vivere in condominio, Sentenze, Norme e leggi
La Suprema Corte ha stabilito che nel caso di rumori provenienti da un locale (provvisto di regolari permessi) in cui si svolga uno spettacolo musicale, per poter applicare l'Art. 659 Cod.Pen.(Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) occorre dimostrare che il suono prodotto sia in grado di disturbare un numero indeterminato di persone, così da soddisfare il requisito della "turbativa della pubblica tranquillità". Se non viene prodotta tale prova in giudizio, il titolare del locale va assolto perchè "il fatto non sussiste".
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 20 giugno 2016, n.25424 - Pres. Squassoni – est. Grillo
1. Il ricorso è fondato per le ragioni che seguono. Quale premessa di fatto - e limitatamente al reato per il quale è intervenuta la pronuncia di condanna ed oggetto del presente gravame - P.C. è stata chiamata a rispondere del reato di cui all’art. 659 cod. pen. 'perché, tenendo la condotta di cui al capo a) quale titolare del bar-ristorante '(omissis)' sito nel comune di (omissis) , in occasione di una manifestazione musicale in data 11 settembre svolgentesi in quella località, mediante rumori ovvero abusando di strumenti sonori ovvero musica ad alto volume (dalle ore 21 alle ore 4,00 circa) disturbava il riposo delle persone residenti vicino al locale pubblico' (Reato commesso l’(omissis)).
2. Tanto precisato, il primo motivo non è fondato. Va, in proposito, ricordato che sulla base di un consolidato orientamento di questa Corte Suprema, l’art. 659 cod. pen. prevede due autonome fattispecie di reato enunciate, rispettivamente, nel comma 1 e nel comma 2. L’elemento distintivo tra le due fattispecie è costituito dalla fonte del rumore prodotto, nel senso che laddove tale rumore provenga dall’esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi, la condotta rientra nella previsione del secondo comma del citato articolo per effetto della esorbitanza rispetto alle disposizioni di legge o alle prescrizioni dell’autorità, presumendosi la turbativa della pubblica tranquillità. Di contro, laddove le vibrazioni sonore non siano causate dall’esercizio della attività lavorativa, ricorre l’ipotesi di cui all’art. 659 comma 1 cod. pen. per la quale occorre che i rumori superino la normale tollerabilità ed investano un numero indeterminato di persone, disturbando le loro occupazioni o il riposo (Sez. 1, 17.12.1998, n. 4820/99, Marinelli, Rv. 213395). In particolare il comma 1 della norma suddetta disciplina l’ipotesi avente per oggetto il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e richiede l’accertamento in concreto dell’avvenuto disturbo, mentre l’ipotesi contemplata nel secondo comma, che concerne l’esercizio di professione o mestiere rumoroso, prescinde dalla verificazione del disturbo, ricorrendo una sorta di presunzione legale di rumorosità collegata al verificarsi dell’esercizio del mestiere rumoroso al di là dei limiti tempro-spaziali e/o delle modalità di esercizio imposto dalla legge, dai regolamenti o da altri provvedimenti adottati dalle competenti autorità (così anche Sez. 1, 12.6.2012, n. 39852, Minetti, Rv. 253475).
2.2 Ora, tenuto conto delle deduzioni difensive contenute nel primo motivo, occorre rilevare che la giurisprudenza più recente ha affermato che 'L’inquinamento acustico conseguente all’esercizio di mestieri rumorosi, che si concretizza nel mero superamento dei limiti massimi o differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia, integra l’illecito amministrativo di cui alla L. 26 ottobre 1995, n. 447, art. 10, comma 2, (legge quadro sull’inquinamento acustico) e non la contravvenzione di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p., comma 1)' (in termini Sez. 1, 13.11.2012, n. 48309, Carrozzo, m. 254088; conforme Sez. 3, 21.12.2006, n. 2875, Roma, Rv. 236091).
2.4 Sulla base di tali considerazioni, laddove la condotta rumorosa risulti comunque idonea - quale che sia la fonte del rumore ed il contesto in cui esso si produce - a turbare l’altrui pubblica tranquillità, mantiene rilevanza penale la condotta contemplata tanto nel 1 che nel 2 comma della norma codicistica.
2.5 Tale principio si rinviene in alcune recentissime pronunce di questa Sezione secondo le quali 'In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone nell’ambito di una attività legittimamente autorizzata, è configurabile: A) l’illecito amministrativo di cui all’art. 10, comma secondo, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, ove si verifichi solo il mero superamento dei limiti differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia; 8) il reato di cui al comma primo dell’art. 659, cod. pen., ove il fatto costituivo dell’illecito sia rappresentato da qualcosa di diverso dal mero superamento dei limiti di rumore, per effetto di un esercizio del mestiere che ecceda le sue normali modalità o ne costituisca un uso smodato; C) il reato di cui al comma secondo dell’art. 659 cod. pen. qualora la violazione riguardi altre prescrizioni legali o della Autorità, attinenti all’esercizio del mestiere rumoroso, diverse da quelle impositive di limiti di immissioni acustica.' (Sez. 3 18.9.2014 n. 42026, Claudino, Rv. 260658; conforme Sez. 3 21.1.2015 n. 5735, Giuffrè, Rv. 261885).