Source: http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?highlight_docid=aza%3A%2F%2F18-02-2019-2C_864-2018&lang=de&type=show_document
Timestamp: 2019-07-18 22:15:29+00:00
Document Index: 116486507

Matched Legal Cases: ['art. 63', 'art. 5', 'art. 96', 'art. 8', 'art. 66', 'art. 68']

2C_864/2018 18.02.2019
2C_864/2018
1.1. La procedura è iniziata con la revoca del permesso di dimora concesso al ricorrente. Quando la causa è stata trattata dal Tribunale amministrativo, detto permesso era però scaduto. Per questo motivo, la Corte cantonale ha esaminato la fattispecie sotto il profilo del rinnovo e soltanto tale aspetto è ora litigioso (sentenze 2C_262/2015 dell'8 gennaio 2016 consid. 1.2; 2C_369/2011 del 24 ottobre 2011 consid. 1.1 e 2C_700/2009 del 15 aprile 2010 consid. 2.1).
La procedura concerne il mancato rinnovo del permesso di dimora al ricorrente, cittadino italiano coniugato con una cittadina svizzera.
La Corte cantonale ha ricordato che il ricorrente ha occupato le autorità amministrative e penali elvetiche nei seguenti termini:
In primo luogo, il ricorrente contesta il sussistere di un motivo di revoca giusta l'art. 63 cpv. 1 lett. b LStrI e delle condizioni richieste dall'art. 5 allegato I ALC per una limitazione dei diritti concessi dall'accordo. A torto, tuttavia.
In secondo luogo, il ricorrente ritiene che leso sia pure il principio della proporzionalità, il cui rispetto è prescritto dall'art. 96 LStrI e dall'art. 8 CEDU, norma alla quale si richiama dal punto di vista della vita privata e familiare. Anche in questo caso, a torto però.
Per quanto precede, il ricorso va respinto poiché infondato. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza e sono quindi poste a carico dell'insorgente (art. 66 cpv. 1 LTF). Non vengono assegnate ripetibili (art. 68 cpv. 3 LTF).