Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-136-del-23062003.html
Timestamp: 2017-01-24 23:32:50+00:00
Document Index: 131773725

Matched Legal Cases: ['art. 45', 'art. 15', 'art. 11', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 45', 'art. 15', 'art. 1655', 'art. 1664', 'art. 1664', 'art. 33', 'art. 15', 'art. 33', 'art. 26', 'art. 42', 'art. 41', 'art. 45', 'art. 15', 'art. 33', 'sentenza ', 'art. 4']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 136 del 23.06.2003
Istanza di interpello - articoli 13 e 15 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 -
Contratto di appalto - Trattamento ai fini IVA delle somme dovute per il ''prezzo
chiuso''
Con l'istanza di interpello di cui all'oggetto concernente l'esatta
applicazione degli articoli 13 e 15 del Decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 è stato esposto il seguente
Il Dott. XY, nella sua qualità di Presidente del Collegio dei Revisori
dei Conti del Comune di....., ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento tributario, agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, delle
somme dovute dal Comune medesimo ad una impresa appaltatrice di lavori pubblici per il "prezzo chiuso" di cui all'art. 45 della legge regionale 29
aprile 1985, n. 21 (Regione Sicilia), recante "Norme per l'esecuzione di lavori pubblici in Sicilia", e successive modificazioni.
Tale disposizione prevede che il corrispettivo netto dei lavori da
realizzare, secondo il relativo programma, non sia suscettibile di alcuna variazione nel primo anno successivo alla consegna dei lavori da parte
dell'appaltante. A decorrere dal secondo anno e per tutti gli anni successivi, invece, il corrispettivo netto dei lavori da eseguire nell'anno,
sempre secondo il relativo programma, è aumentato nella misura del 5 per cento annuo.
L'istante chiede chiarimenti sulla necessità di assoggettare ad IVA o
meno le somme corrisposte all'impresa appaltatrice a fronte dei suddetti aumenti annui del corrispettivo netto dovuto per i lavori.
L'istante ritiene che le somme in esame abbiano natura di indennizzo,
assimilabile alle penalità di cui all'art. 15 del DPR n. 633 del 1972 e, pertanto, escluse dal campo di applicazione dell'IVA.
Dette somme, infatti, a parere dell'istante sembrerebbero configurare
una sorta di indennizzo erogato dal Comune non a fronte di maggiori oneri per prestazioni di lavoro o forniture, ma in conseguenza dello slittamento
temporale tra la data di ricezione dell'offerta da parte dell'appaltante e la data di effettiva consegna dei lavori.
In via preliminare si rileva l'inammissibilità dell'istanza di
interpello, per i seguenti motivi.
L'art. 11, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, dispone: "Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all'amministrazione
finanziaria,..., circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti casi concreti e personali,...".
L'art. 3, comma 1, del decreto ministeriale 26 aprile 2001, n.
209, prevede: "L'istanza di interpello deve contenere a pena di
inammissibilità: ...; b) la circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e
personale;...."
Nel caso specifico l'istanza di interpello contiene la descrizione di
un caso concreto, ma non personale.
Come chiarito con la circolare n. 50/E del 31 maggio 2001 l'interpello deve, infatti, essere finalizzato a conoscere il trattamento tributario di
determinati atti, operazioni o iniziative riconducibili direttamente alla sfera di interessi del soggetto istante. Tale requisito non
è rinvenibile nella fattispecie in esame posto che l'istanza è stata presentata dal
Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune, ossia da un soggetto che non
è il contribuente, né colui che in base a specifiche disposizioni di legge
è obbligato a porre in essere adempimenti tributari per conto del contribuente medesimo,
né, infine, è coobbligato al pagamento dei tributi.
Ciò posto, si reputa, tuttavia, opportuno, nell'ambito della
più generale attività di consulenza ed assistenza prevista dalla circolare 99/E del 18 maggio 2000, esaminare nel merito la questione prospettata,
rappresentando qui di seguito un parere che non è produttivo degli effetti tipici dell'interpello di cui all'art. 11, commi 2 e 3, della legge n.
212 del 2000.
Al fine di stabilire il corretto trattamento, ai fini dell'IVA, delle
somme dovute dal Comune per il prezzo chiuso di cui all'art. 45 della l.r. n. 21 del 1985, non
può prescindersi dalla individuazione della natura giuridica delle medesime, ossia se trattasi di un vero e proprio
corrispettivo per l'esecuzione di un'opera o di un servizio (ed in quanto tali rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta), ovvero di un
indennizzo o risarcimento (e quindi escluse dal computo della base imponibile ai sensi dell'art. 15 del DPR n. 633 del 1972).
Al riguardo appare necessario soffermarsi preliminarmente sull'analisi
del contratto di appalto e degli istituti che, in tale ambito, consentono la revisione dei corrispettivi pattuiti.
Ai sensi dell'art. 1655 del Codice Civile l'appalto
è "il contratto con il quale una parte assume,..., il compimento di un'opera o di un
servizio dietro corrispettivo in danaro".
L'appalto è un contratto a prestazioni corrispettive, ossia un
contratto in cui le attribuzioni patrimoniali rispettivamente a carico di ciascuna parte e a vantaggio della controparte sono legate da uno speciale
rapporto di reciprocità (c.d. sinallagma), per effetto del quale le prestazioni risultano interdipendenti e seguono una sorte comune.
L'appalto è, altresì, un contratto ad esecuzione differita;
può, pertanto, accadere che vicende economiche sopravvenute alterino la
situazione di equilibrio (ossia il sinallagma) fra le prestazioni considerate dalle parti al momento della conclusione del contratto medesimo.
L'istituto della revisione del prezzo, regolato dall'art. 1664 del
Codice Civile, risponde proprio alla finalità di consentire il riequilibrio (o equivalenza) tra le prestazioni rese dall'appaltatore e dal committente,
consentendo l'adeguamento del corrispettivo originario alle variazioni dei prezzi di mercato dei materiali e della mano d'opera qualora queste superino
la soglia dell'alea contrattuale.
Per effetto di tale disposizione, infatti, committente e appaltatore
possono richiedere la revisione del prezzo "qualora per effetto di circostanze imprevedibili si siano verificati aumenti o diminuzioni nel
costo dei materiali o della mano d'opera, tali da determinare un aumento o una diminuzione superiori al decimo del prezzo complessivo convenuto".
La suddetta finalità di riequilibrio viene garantita, in materia di
appalti pubblici, anche attraverso un particolare sistema di adeguamento del prezzo denominato "prezzo chiuso".
Con l'applicazione di tale istituto l'aggiornamento del prezzo, a
differenza di quanto disposto dal richiamato art. 1664 del Codice Civile, avviene secondo criteri oggettivi, ossia in via automatica, con cadenze
temporali e nella misura percentuale già prefissate dalla legge.
Una prima regolamentazione del prezzo chiuso a livello nazionale si
rinviene nell'art. 33, comma 4, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che prevedeva - per i lavori relativi ad opere pubbliche da appaltarsi, da
concedersi o da affidarsi dalle Amministrazioni e dalle Aziende dello Stato, anche con ordinamento autonomo, dagli enti locali o da altri enti pubblici -
"la facoltà, esercitabile dall'Amministrazione, di ricorrere al prezzo chiuso, consistente nel prezzo netto del lavoro al netto del ribasso d'asta,
aumentato del 5 per cento per ogni anno intero previsto per l'ultimazione dei lavori".
Successivamente l'istituto del prezzo chiuso, dapprima soppresso ai
sensi dall'art. 15, comma 5, della legge 23 dicembre 1992, n. 498 (che ha disposto l'abrogazione del richiamato comma 4 dell'art. 33 della legge n. 41
del 1986), è stato poi nuovamente introdotto e disciplinato dall'art. 26, comma 4, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 ("Legge quadro in materia di
lavori pubblici", c.d. legge Merloni), che ne ha previsto l'obbligatoria applicazione per i lavori pubblici affidati dalle amministrazioni
aggiudicatrici e dagli altri enti aggiudicatori o realizzatori.
Detta disposizione, in particolare, definisce il prezzo chiuso come
"consistente nel prezzo dei lavori al netto del ribasso d'asta, aumentato di una percentuale da applicarsi, nel caso in cui la differenza tra il tasso di
inflazione reale e di inflazione programmato nell'anno precedente sia superiore al 2 per cento, all'importo dei lavori ancora da eseguire per ogni
anno intero previsto per l'ultimazione dei lavori stessi.". Detta percentuale
è fissata con decreto del Ministro dei Lavori Pubblici. Il successivo regolamento di attuazione approvato con Decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, all'art. 42, comma 1, prevede "Il progetto esecutivo
è corredato dal cronoprogramma delle lavorazioni, redatto al fine di stabilire in via convenzionale, nel caso di lavori
compensati a prezzo chiuso, l'importo degli stessi da eseguire per ogni anno intero decorrente dalla data della consegna".
Per quanto riguarda la disciplina dell'esecuzione dei lavori pubblici
nella Regione Sicilia, si ricorda che la materia è stata recentemente oggetto di riforma con la legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 - entrata in
vigore il 10 settembre 2002 ed applicabile ai contratti per i quali lo specifico bando di gara risulta approvato prima di tale data (ai sensi
dell'art. 41 della l.r. medesima) - che ha recepito la legge quadro nazionale n. 109 del 1994 e successive modificazioni (e, pertanto, anche la
sopra citata disposizione in materia di prezzo chiuso). Nel caso di specie, tuttavia, alla luce del contenuto dell'istanza di
interpello occorre riferirsi alla precedente disciplina recata dalla l.r. n. 21 del 1985.
Si osserva, al riguardo, che la nuova l.r. n. 7 del 2002 - rinviando
alla disciplina di cui alla legge n. 109 del 1994 - ha modificato sostanzialmente gli aspetti
dell'obbligatorietà dell'applicazione del prezzo chiuso in determinate ipotesi e delle
modalità di determinazione della percentuale di aumento da applicare al prezzo iniziale, mentre nulla
ha mutato circa la definizione e la ratio dell'istituto.
L'art. 45, comma 1, della l.r. n. 21 del 1985 prevedeva, infatti, che
"Se il contratto è stato regolato con il sistema del prezzo chiuso, il corrispettivo dei lavori da realizzare, secondo il relativo programma, nel
primo anno successivo alla consegna non è suscettibile di alcuna variazione. Il corrispettivo netto dei lavori da eseguire, secondo il
programma, nel secondo anno, è aumentato del 5 per cento. Ad ulteriori aumenti del 5 per cento vanno sottoposti i corrispettivi netti iniziali dei
lavori da eseguire, secondo il programma, in ciascuno degli anni successivi".
Da quanto sino ad ora esposto si evidenzia che gli istituti della
revisione del prezzo e del prezzo chiuso sono entrambi funzionali ad adeguare e rapportare il corrispettivo dovuto dall'appaltante all'aumento di
valore della prestazione dell'opera o del servizio conseguente al decorso del tempo. I suddetti istituti si differenziano sostanzialmente nelle
modalità con le quali viene calcolato ed applicato l'aumento del prezzo.
Le somme corrisposte dall'appaltante in seguito alla revisione del
prezzo o per il prezzo chiuso sono relative ad eventi che investono il contratto di appalto di carattere "fisiologico" (ossia legati alla durata
dei lavori da eseguire e quindi al decorso del tempo) e non "patologico", quali invece ritardi nei pagamenti o, in genere, inadempimenti degli
obblighi contrattualmente previsti.
Solo in tale ultimo caso si verifica l'esclusione dal computo della
base imponibile ai sensi dell'art. 15, comma 1, numero 1), del DPR n. 633
del 1972 - che elenca "somme dovute a titolo di interessi moratori o di
penalità per ritardi o altre irregolarità nell'adempimento degli obblighi del cessionario o del committente" - in quanto trattasi di somme che hanno
natura giuridica di risarcimento forfetario, convenzionale o legale, del danno e come tali non sono da assoggettare ad IVA, in quanto il danno
contrattuale non è considerato presupposto d'imposta qualunque sia l'ammontare.
Tutto ciò premesso, si ritiene che le somme dovute
dall'amministrazione comunale per il prezzo chiuso si configurino quali parte del corrispettivo complessivo contrattualmente dovuto per l'esecuzione
dell'opera o del servizio.
Tale conclusione trova, peraltro, conferma nel tenore letterale delle
disposizioni sopra richiamate (che si esprimono sempre in termini di aumento del corrispettivo netto dei lavori da eseguire),
nonché nella giurisprudenza della Corte di Cassazione (tra le altre si richiamano le
sentenze n. 4181 del 13 maggio 1997 e n. 4547 del 6 maggio 1998).
La Suprema Corte, pronunciandosi con riferimento all'art. 33, comma 4,
della legge n. 41 del 1986 sopra richiamata, ha statuito che l'istituto del prezzo chiuso si pone in alternativa rispetto a quello della revisione dei
prezzi precisando che " (...) Fin dalla stipulazione del contratto viene quindi a determinarsi un prezzo unico, composto dal prezzo base d'asta
aumentato tante volte del 5% per quanti sono gli anni contrattualmente previsti per l'esecuzione dei lavori: il prezzo
così determinato resta "chiuso", cioè fisso ed invariabile per tutta la durata del contratto,
insensibile alle successive vicende del medesimo. La maggiorazione del 5% per ogni anno entra pertanto a far parte del corrispettivo dell'appalto
(...)" (sentenza n. 4181 del 1997).
In conclusione, alla luce di quanto sopra esposto, la scrivente Agenzia
ritiene che le somme dovute dalle amministrazioni o dagli altri enti anche locali per il prezzo chiuso debbano essere assoggettate all'imposta sul
La risposta di cui al presente interpello, sollecitata con istanza
presentata alla Direzione Regionale, viene resa dalla scrivente ai sensi dell'art. 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n.
- Termoli, 4 ore fa	Verifica Requisiti Contribuenti Minimi 2017
- Casoria, 5 ore fa	Liquidazione e contestuale scioglimento di SNC: procedura senza intervento del notaio
- Piano Di Sorrento, 5 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Finale Emilia, 7 ore fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
- Treviso, 7 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Nuoro, 7 ore fa	Contratto di locazione ad uso non abitativo
- Milano, 8 ore fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Milano, 8 ore fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Milano, 8 ore fa	Contratto di comodato abitativo
- Milano, 8 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Milano, 8 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Milano, 8 ore fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Milano, 8 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Milano, 8 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Milano, 8 ore fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Milano, 8 ore fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Milano, 8 ore fa	SUPER/IPER ammortamenti 2016/2017 (determinazione del risparmio d'imposta)
- Dalmine, 8 ore fa	Promemoria di aggiornamento contabile e fiscale
- Ivrea, 8 ore fa	Cessione Quote SRL per Commercialisti (v.4.019): 1 POSTAZIONE
- Milano, 9 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Copertino, 9 ore fa	Finanziamento all'impresa da privato non socio: modello e procedura per prestiti tra privati
- Milano, 10 ore fa	Rinuncia a finanziamento infruttifero soci
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione ad uso non abitativo
- Crotone, 11 ore fa	Pacchetto formulario contratti locazione immobili
- Crotone, 11 ore fa	Accordo per la riduzione del canone di locazione
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di comodato abitativo
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone libero
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo a canone concordato (e cedolare secca)
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione box/garage ad uso privato
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo ad uso transitorio
- Crotone, 11 ore fa	Contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistica
- Crotone, 11 ore fa	Verbale consegna immobili al conduttore
- Crotone, 11 ore fa	Verbale riconsegna immobili al conduttore
- Crotone, 11 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Imola, 11 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Cagliari, 13 ore fa	ExcelLeasing 2016 (bilanci chiusi al 31.12.2016)
- Ascoli Piceno, 14 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Milano, 14 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Marsala, 15 ore fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
- Alessandria, 16 ore fa	Rettifica detrazione IVA contribuenti minimi e forfetari. Anno 2017
- Partinico, 1 giorno fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Cosenza, 1 giorno fa	AteneoWeb s.r.l.