Source: https://www.mondoadr.it/giurisprudenza/la-mancata-comparizione-in-mediazione-della-parte-convenuta-in-presenza-di-importanti-elementi-quali-la-sentenza-non-definitiva-attesta-il-perseguimento-di-intenti-dilatori.html
Timestamp: 2018-08-15 20:55:50+00:00
Document Index: 101639053

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'sentenza ', 'art. 116', 'art. 8', 'sentenza ', 'art.4', 'art.113']

Trib. di: Roma - Sentenza del: 05-07-2012 - Giudice: Massimo Moriconi
Materia: Contratto di assicurazione - Argomento: Mancata partecipazione del convenuto
Con due interessanti, ben motivate e innovative sentenze, il Tribunale di Ostia, nella persona del giudice Moriconi, ha stabilito alcuni importanti principi sia in tema di argomenti di prova ex art. 116 c.p.c., che per quanto riguarda la mancata partecipazione al procedimento di mediazione.
Anche in questa sentenza, per quanto riguarda la prima questione, il Tribunale ha dapprima ricordato che la mancata comparizione non potrà mai essere argomento per ritenere valida o meno una tesi giuridica, che dovrà essere sempre risolta in punto di diritto, sia che si tratti di questione a favore o contro la parte comparsa in mediazione.
Ciò detto, però, la sentenza nel caso concreto ha anche ritenuto raggiunta la prova della infondatezza delle eccezioni della convenuta, in base al combinato disposto dell’art. 116 e dell’art. 8 del D.Lgs. 28/10, traendo gli argomenti di prova dalla mancata comparizione della parte chiamata in mediazione, e considerandoli integrazione di prove già acquisite, se non unica e sufficiente prova, in base ad una valutazione dei fatti e degli elementi documentali a sua disposizione.
Infine, per quanto riguarda la mancata partecipazione al procedimento di mediazione, con interessante statuizione il Giudice ha fortemente criticato il comportamento della Compagnia convenuta, la quale aveva giustificato la non partecipazione motivandola con l’intenzione di appellare la sentenza non definitiva. Il Tribunale ha ritenuto che tale motivazione non sia sufficiente, poiché se lo fosse, si dovrebbe considerare dispensata dal comparire ogni parte che non sia d’accordo con la tesi della controparte: il che è evidentemente assurdo, perché è ovvio che se si fosse tutti d’accordo non vi sarebbe alcuna questione e quindi nessuna necessità della mediazione.
Ma il Tribunale di Roma, sez. distaccata di Ostia, ha fatto anche di più, considerando il comportamento della convenuta, per le ragioni meglio precisate in sentenza, come dilatorio: ha stabilito che essa fosse consapevole di essere in torto e che perseguisse intenti dilatori, con le conseguenze riportate nel dispositivo.
SENTENZA esecutiva. Ostia lì 5.7.2012
[1] E’ sufficiente esaminare la fideiussione predisposta dall’agenzia assicurativa AAA su richiesta dell’attrice, per concludere per la conclamata mancanza in tale contratto della necessaria previsione dell’impegno di cui al punto otto del decr.legisl. 163/2006 con assoluta chiarezza richiesta nel capitolato speciale per la procedura negoziata per l’affidamento del servizio di trasporto utenti portatori di handicap (art.4 n.6) indetta dalla ASL Roma B.
La norma di legge richiamata dal capitolato prevede che l‘offerta è altresì corredata, a pena di esclusione, dall’impegno di un fideiussore a rilasciare la garanzia fideiussoria per l’esecuzione del contratto, di cui all’art.113, qualora l’offerente risultasse affidatario.
La indiscutibile grave negligenza dell’Agenzia AAA è dimostrata da quanto segue:
è di evidenza solare, come attestato dalle attendibili testimonianze in proposito, nonché da ineludibile forza logica, che il cliente nell’affidarsi a primaria compagnia assicuratrice abbia illustrato e documentato le sue esigenze mostrando il capitolato speciale dove era indicato e spiegato con chiarezza il contenuto della fideiussione richiesta dall’ente che aveva indetto il concorso pubblico; in altre parole il cliente spiega quali sono le sue esigenze, documentandole (in questo caso non è neanche pensabile che potesse essere stata omessa la esibizione del capitolato), poi è l’assicuratore, che ne ha la competenza professionale, a tradurre in valido e regolare atto tali esigenze; in questo caso relative a previsioni emergenti da atti (capitolato, legge) assolutamente alla portata di una professionalità normale e media;
è sintomatico di superficialità e negligenza che ha caratterizzato la condotta dell’Agenzia che la fideiussione sia stata sì effettuata ma con una formula ambigua e incerta (che rimandava e lasciava la scelta se contarre e disporre fideiussione ad una decisione discrezionale e futura della compagnia assicuratrice) rispetto al punto in oggetto, sicché la bocciatura che ne è conseguita non è evento imputabile alla ASL ma al doveroso riscontro da parte di questa della carenza di un requisito richiesto nel bando di concorso.
nessuna colpa o concorso di colpa può ascriversi al personale del Consorzio perché l’affidamento riposto nella elevata competenza della primaria compagnia assicuratrice scelta, per la realizzazione di un atto di natura tecnica conforme alle richieste dell’ente, era del tutto ragionevole e naturale attesa la ragionevole ritenuta specifica competenza in materia della compagnia assicuratrice, esonerava lo stesso dall’addentrarsi nell’esame e nella valutazione di congruità dell’atto predisposto;
pervicace perseveranza nell’errore, anche in un momento in cui sarebbe stato possibile porvi rimedio, grazie alla prudente condotta del Presidente della commissione della ASL che invitava a correggere l’errore il Consorzio e l’immediato attivarsi di quest’ultimo, da parte della’Agenzia AAA
riconoscimento tardivo ed inutile, a bocciatura avvenuta, da parte dell’Agenzia che non era vero che la originaria previsione contenuta nella fideiussione era esatta e sufficiente, dimostrato dal rilascio di una nuova e diversa fideiussione questa sì conforme alla prescrizione del decreto legislativo supra richiamato.