Source: http://www.studiocotrufo.it/news-eventi/15816/distruzione-e-o-occultamento-delle-scritture-contabili-quando-l-imprenditore-non-viene-condannato-avv-francesco-cotrufo.html
Timestamp: 2018-11-18 14:31:35+00:00
Document Index: 33998287

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 10', 'art. 10']

La Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n. 26247/2018, si è occupata del reato di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 del D.lgs. 74/2000. In particolare, i Supremi Giudici hanno rilevato che tale previsione presuppone l'istituzione della documentazione contabile e la produzione di un reddito e pertanto non contempla anche la condotta di omessa tenuta delle scritture contabili, sanzionata amministrativamente dall'art. 9, comma 1, del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (Sez. 3, n. 1441 del 12/07/2017, dep. 2018, Andriola, Rv. 272034).
In proposito è stato infatti affermato che la condotta sanzionata dall'art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000 è solo quella, espressamente contemplata appunto dalla norma, di occultamento o distruzione delle scritture contabili obbligatorie e non meramente amministrativa dall'art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 471 del 1997.
In tanto può essere quindi configurata la fattispecie delittuosa di cui all'art. 10 cit. in quanto la documentazione contabile, di cui si assume l'occultamento o la distruzione, sia stata previamente istituita (non potendo occultarsi o distruggersi ciò che evidentemente neppure esiste)(così, in motivazione ed anche per ulteriori riferimenti giurisprudenziali, Sez. 3, n. 1441 cit.).
La disposizione infatti di cui all'art. 10 cit. prevede una doppia alternativa condotta riferita ai documenti contabili (la distruzione e l'occultamento totale o parziale), un dolo specifico di evasione propria o di terzi e un evento costitutivo, rappresentato dalla sopravvenuta impossibilità di ricostruire, mediante i documenti, i redditi o il volume degli affari al fine dell'imposta sul valore aggiunto.
È evidente che si tratta di un reato a condotta vincolata commissiva con un evento di danno, rappresentato dalla perdita della funzione descrittiva della documentazione contabile. Ne consegue che la condotta del reato de quo non può sostanziarsi in un mero comportamento omissivo, ossia il non avere tenuto le scritture in modo tale che sia stato obbiettivamente più difficoltosa - ancorché non impossibile - la ricostruzione aliunde ai fini fiscali della situazione contabile, ma richiede, per l'integrazione della fattispecie penale un quid pluris a contenuto commissivo consistente nell'occultamento ovvero nella distruzione di tali scritture (così, in motivazione, Sez. 3, n. 19106 del 02/03/2016, Chianese e altro, Rv. 267102).