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Timestamp: 2019-07-23 01:59:25+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art 12', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 553', 'art. 12']

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L’alleanza alfarenziana mutila l’alfabeto dei diritti
Posted on 25 febbraio 2016 by macosamidicimai	| Lascia un commento
Meglio una legge impoverita che nessuna legge. Non ci sono dubbi, senza però nascondersi la portata politica di quanto avvenuto intorno al ddl Cirinnà che dal “non cambia” è diventato cancellato e sostituito dal testo Renzi-Alfano.
Ci fu un’epoca in cui in un Parlamento dominato dalla DC furono approvate leggi su divorzio, nuovo codice di famiglia e interruzione volontaria della gravidanza. La grande determinazione dei Radicali (fino al 1976 nemmeno presenti in parlamento) consentì la mobilitazione del Paese e di tutte le forze politiche.
Grandi confronti e dibattiti.
Colpisce, invece, adesso la miseria del dibattito politico.
Si è discusso a lungo di utero in affitto, di legittimazione e incentivazione all’utero in affitto, di disgregazione della famiglia fondata sul matrimonio, di necessità di prevedere il reato di utero in affitto… Si è discusso moltissimo, spesso di sciocchezze e falsità. E’ stato dato credito ad affermazioni prive di fondamento logico, culturale e giuridico.
L’utero in affitto è diventato, surrettiziamente e strumentalmente, la nuova frontiera di una battaglia di civiltà. Strano, giacché si tratta di pratica in uso da molti anni. A ricorrervi sono dall’80% al 93%, secondo le diverse stime, coppie eterosessuali; è reato dal lontano 2004. Si tratta di un reato che, se commesso all’estero, è sostanzialmente non perseguibile in Italia perché la pena prevista è inferiore a 3 anni (vedere art. 9 cp); così volle chi ha scritto e difeso la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita.
Da quando esiste la legge che punisce la maternità surrogata, mai nessuna incriminazione per il ricorso all’utero in affitto all’estero e nessuno si è curato di applicare la legge per contrastare “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza (…) la surrogazione di maternità” pur avendo sulla carta previsto “la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro” (art 12, comma 6, L. 40/2004). Infatti, in Italia circolano le offerte commerciali delle cliniche in cui si può ricorrere alla gravidanza surrogata (http://www.uteroinaffitto.com/servizicosti/) e persino i servizi offerti da studi legali (http://www.maternitasurrogata.info/contatti). Però, da quando c’è la proposta di allargare alle coppie omosessuali la possibilità di richiedere l’adozione del figliastro, previsione che esiste per le coppie eterosessuali dal 1983, tutti hanno scoperto l’orripilante pratica dell’utero in affitto. Continua a leggere →
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Utero in affitto e moralità cattolica
Posted on 17 febbraio 2016 by macosamidicimai	| Lascia un commento
Personalmente sono contrario all’aborto, a tutte le tecniche di procreazione medicalmente assistita, alla gravidanza surrogata (GPA, gestazione per altri).
Questo mi porta a un atteggiamento di responsabilità e di attenzione verso chi la pensa diversamente o si comporta in modo “irresponsabile” e si ritrova ad affrontare una gravidanza indesiderata.
Mi porta a osservare con molta cautela e attenzione le tante coppie che vivono come un dramma il non riuscire ad avere un figlio.
D’altra parte, fino a ieri una donna non sposata e senza figli… era una mezza donna.
Sara autorizza Abramo a fecondare la schiava Agar, giacché non riesce a dargli un figlio. Di questa cultura siamo figli, non dimentichiamolo.
Unica finalità del coito coniugale è la procreazione. La tanto derisa politica demografica fascista ricalcava pienamente la turpe concezione cattolica. Non è un caso che, nonostante le tante battaglie parlamentari, bisognerà attendere il 16 marzo 1971 per arrivare, grazie alla sentenza n. 49 della Corte costituzionale, alla dichiarata illegittimità dell’articolo 553 del Codice penale intitolato “Incitamento a pratiche contro la procreazione“.
La Bibbia e il dominio cattolico, insieme a politici reazionari, hanno prodotto frutti marci… Compresi l’idolatria della maternità e la sessuofobia.
Quindi, riflettiamo.
Se una gravidanza può essere interrotta per ragioni economiche, perché non deve poter iniziare per ragioni economiche?
Pragmaticamente dico, regoliamo la GPA perché i divieti non hanno funzionato e appare irrealistico l’obiettivo di messa al bando mondiale della GPA.
Se giungessimo alla regolazione della GPA, vorrei un iter autorizzativo rigoroso che accerti le condizioni delle parti coinvolte e vorrei che fosse riconosciuta alla “gestante” l’ultima parola perché il figlio è di chi l’ha nutrito, cresciuto e partorito.
D’altra parte se i “committenti” avessero un ripensamento, sparissero dalla circolazione… potremmo obbligare la donna ad abortire?
Se si arrivasse a un ordinamento sulla GPA vorrei fosse affermato il principio che spetta alla donna decidere se consegnare il bambino a chi ha commissionato la gravidanza o tenerlo.
Al massimo, si compra il tempo di gravidanza, si remunera il rischio della gravidanza, ma non il figlio perché il bambino non può essere un prodotto e va salvaguardata la possibilità che la donna “proprietaria dell’utero che ha affittato” scopra strada facendo quella relazione speciale tra donna e bambino.
Il proibizionismo crea le peggiori condizioni di sfruttamento.
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Gli argomenti dei cattodem riguardo al ddl Cirinnà sono un miscuglio di pregiudizi, ipocrisie, competizioni elettorali con i loro omologhi del cdx.
È quello il luogo per contrastare le pratiche che i cattodem nei fatti hanno contribuito a favorire. Il ddl Cirinnà con l’utero in affitto non c’entra nulla.
Uno studio legale che offre assistenza per la gravidanza surrogata: http://www.maternitasurrogata.info/contatti
La ricca offerta commerciale di una clinica ucraina:
Servizi/Costi
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Maternità surrogata, GPA, utero in affitto… la confusione avanza
Posted on 5 febbraio 2016 by macosamidicimai	| Lascia un commento
Il ddl Cirinnà con la previsione di adozione del figlio del partner (la famosa Stepchild adoption) ha offerto il pretesto per introdurre prepotentemente il dibattito sulla cosiddetta “maternità surrogata”.
Tra le due cose non c’è alcuna attinenza e nessuno ha portato argomenti per dimostrare che la Stepchild rappresenti un aggravamento del rischio al ricorso alla GPA (gestazione per altri).
La Stepchild prevista nel ddl Cirinnà non modifica le pene previste per chi ricorre alla “maternità surrogata” (art. 12 legge 40/2014); non prevede per i componenti della unione civile un iter facilitato per accedere alla adozione (limitata alla possibilità di chiedere l’adozione del figlio del partner); non prevede alcun automatismo per accedere alla adozione (che dovrà sempre essere verificata dal Tribunale dei minori, al quale compete il compito di verificare che l’adozione sia nell’interesse del minore, secondo il rigoroso iter previsto dalla normativa vigente).
Non è stato sinora presentato un solo argomento a sostegno della tesi che la Stepchild adoption sia un incentivo alla GPA. Continua a leggere →
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