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Timestamp: 2018-08-16 15:35:17+00:00
Document Index: 16185163

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art.42', 'art. 41', 'art. 44', 'art.44', 'art. 46', 'art.43', 'art. 41', 'art. 35', 'art. 36', 'art. 46', 'art.1']

La Sinistra in Zona - Milano - Le 8 idee per Milano
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Idea n.1 La salute - art. 42 della Costituzione
Senza salute non c’è qualità della vita . " La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell' individuo..." recita l 'art.42 della Costituzione.
. La speranza di vita sana (cioè senza malattie) è diminuita di cinque anni per gli uomini e addirittura di
dieci per la donne. L’anno peggiore per la mortalità, cresciuta del 10 per
cento rispetto all’anno precedente, è stato il 2015 .
Per noi, l’aumento della povertà e il degrado del servizio sanitario pubblico sono due cause
importanti, ma non le sole. Il resto è causato dal degrado ambientale.
1. l’intensificazione dei controlli sulle sostanze chimiche distribuite in agricoltura e nei cibi coi
pesticidi, diffusi in ambiente dai processi di lavoro che utilizzano più di 100.000 sostanze chimiche
e diffondono negli ambienti di vita gli inquinanti con i loro prodotti e i loro rifiuti
2. L’eliminazione delle liste d’ attesa per le analisi e gli interventi urgenti
3.Il contrasto al faraonico progetto ( La città della salute) che prevede il trasferimento
dell’Istituto dei Tumori e del neurologico Besta nell’area dismessa della Falk di Sesto San
Giovanni. Progetto demenziale. Noi sosterremo invece la città della scienza, che inglobi città studi e i due
ospedali, col progetto di trasformare l’area in una zona senza traffico.
4. Il monitoraggio dei tumori di origine
occupazionale. Metodo occam .
A Milano sono state censite più di 100 aziende con la presenza di rischi eccessivi di canro; fra queste l’Alfa Romeo,
e ben 43 aziende con rischio di mesotelioma da amianto. Ma c’è di più: con questo metodo è
possibile controllare il carico di tutte le malattie che comportano un ricovero, e programmare
quindi adeguati interventi. Da più anni ormai la Regione Lombardia, pur avendo assorbito nel
suo programma sanitario il metodo OCCAM, lo tiene bloccato e di fatto ne impedisce l’utilizzo.
Sarà nostro impegno pretendere che questa situazione si chiarisca.
5. Eliminazione dell amianto .
Il piano Amianto regionale precisa gli interventi da effettuare per la eliminazione dell’amianto
dai luoghi di vita e di lavoro. E’ scaduto nel 2015, senza aver raggiunto l’obiettivo che si era
posto, di eliminare completamente l’amianto dalla regione in concomitanza con l’Expo Noi proponiamo la
bonifica completa di tutti gli edifici scolastici, delle aziende sanitarie, dei centri universitari,
6. La bonifica delle aree dismesse industriali e le discariche abbandonate.
In carenza di aree edificabili, a Milano si è aperta la corsa alle aree inquinate, per riutilizzarle, in specie per edifici abitativi e
commerciali. La speculazione opera in spregio a qualsiasi precauzione per tutelare i
cittadini che possono essere esposti agli inquinanti ivi depositati.
Sarà nostro impegno realizzare un piano bonifiche che vincoli la possibilità di interventi
su aree inquinate a regole precise e privilegi interventi con restituzione di dette aree alla
fruizione publlica, dopo la bonifica.
7.L' affermazione del diritto all 'aria pulita . L' inquinamento dell ' aria uccide . Le polveri sottili e ultrasottili sono all 'origine di tumorie e gravi malattie ( lo denuncia l' Ocse) . Proponiamo la drastica riduzione del traffico , il contrasto alla circolazione di Suv e auto diesel , la modernizzazione degli impianti di riscaldamento , un progetto per lo sviluppo e impiego diffuso di energia rinnovabile.
Idea n. 2- Inquinamento dell’aria prodotto dal traffico Art.32 della Costituzione
L inquinamento dell 'aria uccide. Già a marzo dello scorso anno a Milano l' inquinamento dell'aria per 34 volte era risultato oltre i limiti . Il bonus dei 35 giorni concesso dall'Europa per sforare la soglia delle polveri sottili (PM10) era esaurito . Milano è al secondo posto in Italia tra le peggiori città per la concentrazione di polveri sottilissime (PM2,5) . L 'inquinamento dell 'aria è denunciato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità come causa di tumori e altre gravi malattie . Il traffico è una delle due principali cause dell' inquinamento. L ‘altra è il riscaldamento e l’emissione dei fumi . A Milano, in centro (zona C ) è migliorata la qualità della vita ed stato ridotto il traffico e di conseguenza l’ inquinamento . Ma non nelle periferie. Nulla è migliorato. Inoltre l' emissione di gas ( anche quelli dovuti al traffico) è un fattore importante del riscaldamento del pianeta. L'Italia , e anche la nostra città , si sta scaldando ad una velocità doppia rispetto a quella del pianeta. Se non si fa nulla a fine secolo l 'aumento della temperatura sarà di 4 o 5 gradi , città come Venezia verrebbero sommerse , avanzerebbero estese desertificazioni e 250 milioni di rifugiati climatici abbandonerebbero le loro invivibili terre. Anche dalle scelte del Comune e dai nostri comportamenti di cittadini dipende la lotta globale contro i rischi climatici. Occorre una svolta radicale, decisa e occorrono misure drastiche . Proporremo dal 2020 nessun suv e nessun diesel possa circolare nella città metropolitana .Non è una proposta provocatoria , ma intendiamo anche provocare l ‘attenzione da parte di tutti su quanto afferma l’ OCSE : per contenere entro i 2 gradi l’aumento della temperatura del pianeta dobbiamo ridurre dell’ 80% le emissioni derivanti dal consumo di carbone , gas e petrolio . Deve dunque radicalmente cambiare ciò che si produce e ciò che si consuma. Una nuova consapevolezza , una nuova cultura , responsabile verso tutta l’umanità e le nuove generazioni. E vi sono cose che si possono fare subito : la detrazione fiscale di 0,25 euro al Km per chi va a lavoro in bicicletta ( è già stato fatto, a Parigi) ; l’estensione dell’ area C a tutte le zone ; la restituzione ai cittadini ( cioè chiusura al traffico) , in tutte le zone, di piazze e vie nella stessa proporzione già realizzata nel centro città ; espansione dei parcheggi di corrispondenza e misure che ne impongano l’utilizzo incentivando l’uso dei mezzi pubblici . Occorre un cambio di mentalità e di rotta , di chi governa ma anche di noi cittadini.
Idea n. 3 Acqua pubblica Art. 41 e 46 della Costituzione
Dopo la vittoria del Referendum 2011, i vari governi che si sono succeduti hanno cercato di vanificare la scelta di 27 milioni di italiane/i per l’acqua pubblica, ricordandoci ancora una volta che le conquiste popolari vengono sempre rimesse in discussione. Il governo Renzi ha approvato una serie di norme che favoriscono la PRIVATIZZAZIONE dell’acqua. Queste scelte non sono coerenti con l’art. 41 della Costituzione : “L’ attività economica non può svolgersi i contrasto con l’utilità sociale o arrecare danno… alla libertà e dignita’ della persona….” L’ acqua è vita , il diritto all’acqua è condizione di vita dignitosa .
Con l’istituzione della CITTA' METROPOLITANA di Milano e l’abolizione della Provincia, i due ATO (Ambito Territoriale Ottimale) ai quali era affidato il governo del servizio idrico integrato del Comune e della Provincia sono stati unificati. Ma a chi passerà la gestione? Attualmente quella della città è in mano a MM e quella della ex-provincia a CAP.
L’attuale amministrazione del Comune di Milano ha lasciato le cose come erano senza preoccuparsi dei cambiamenti legislativi introdotti a livello governativo, che portano sulla strada della privatizzazione e che richiederebbero interventi decisi da parte del Comune per mettere al sicuro la nostra acqua pubblica.
In accordo con il Comitato Milanese Acquapubblica chiediamo che la gestione dell’acqua della Città Metropolitana venga affidata ad una NUOVA UNICA AZIENDA PUBBLICA, controllata dai Comuni, in cui sia prevista la PARTECIPAZIONE dei cittadini e dei lavoratori agli organi decisionali, perché possano esprimersi in merito alle scelte che riguardano un bene comune essenziale per la vita.
Chiediamo la costituzione di una nuova azienda pubblica anche per superare l’attuale status giuridico delle due società esistenti che, sebbene di capitale pubblico, sono società per azioni e, quindi, di facile accesso per i privati, qualora l’amministrazione pubblica decidesse di vendere delle quote.
Idea n. 4 : … per una green economy comunale – Art. 41 della Costituzione
Dopo l’Enciclica e dopo la Cop 21 occorre ripensare a Milano come una città solare Città da ridisegnare in funzione dell'alimentazione dal sole e della ricchezza di acqua e non con la dipendenza dalla combustione dei fossili.
Proponiamo una autentica "Green economy comunale", con aziende comunali, aziende private, artigiani, cooperative di giovani che concorrono a produrre soluzioni e cittadini-consumatori che le adottano nelle proprie case sostenute dagli incentivi del comune, fino alle scuole che hanno inserito nei loro programmi l'educazione alla riduzione dei consumi. La decarbonizzazione e la Città solare sono obiettivi coerenti con l’ Art. 41 : La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché ‘ attività economica pubblica e privata possa essere coordinata a fini sociali.
Proposte per efficienza rinnovabili e decarbonizzazione:
• Innovazione dei sistemi decentrati di produzione di energia elettrica.
• Costituzione di sistemi di accumulo di energia prodotta dalle rinnovabili.
• Progettazione e creazione di smart grid in base ad un progetto pilota di rete intelligente, secondo il modello di internet applicato all'energia.
• Realizzazione di nuovi quartieri e ristrutturazione di condomini a nullo o basso impatto ambientale (intervenendo in particolare sulla domanda termica).
• Abbandono del teleriscaldamento e dell’incenerimento come soluzioni al miglioramento dell’efficienza energetica.
• Promozione e costituzione di ESCO (agenzie per l'installazione di pannelli e la
coibentazione degli edifici) che sono fonte di buon lavoro, soprattutto per i
• Istituzione di sportelli comunali in tutte le zone per suggerire
ai cittadini gli interventi più idonei nelle loro abitazioni e per offrire
loro progetti gratuiti per massimizzare i vantaggi, con emissione di buoni-servizio e credito agevolato a favore di proprietari di case e di piccole e medie imprese che vogliono adottare tecnologie solari e ridurre i consumi termici.
• Sostegno a soluzioni cooperative per gli inquilini (Gas dell’energia) che adottano pannelli solari installati negli edifici o in luoghi opportuni vicini o di
proprietà di enti o società disponibili all'affitto (tetti di capannoni, di
supermercati, pensiline di stazioni ferroviarie etc.).
• Creazione di veri e propri consorzi per la costruzione di impianti di grossa dimensione, superiore anche a 1MW (e.g. parchi eolici sulle strade di collegamento tra due diversi quartieri centri abitati in consorzio tra loro), per l’acquisto e lo scambio tra diverse comunità piuttosto che nell’esercizio collettivo di un potere contrattuale rilevante per l’acquisto di pannelli e componenti per impianti fotovoltaici. Decisiva al riguardo la ripubblicizzazione di A2A.
• Adozione da parte del Comune di motori ad alta efficienza per tutti gli impianti di condizionamento dell'aria; emanazione di una normativa per la loro obbligatorietà nell'area cittadina (con un risparmio energetico e di
emissioni valutato nell'ordine del 4% del totale!).
• Rifacimento dell’illuminazione con led su pali WI-FI.
• Costituzione dell’Assesorato all’Energia&Clima
° Contrastare la progressiva privatizzazione di A2A che si avvia a diventare la multiutility della Lombardia, assorbendo le storiche municipalizzate e mantenendo una attenzione quasi esclusiva alle fonti fossili.
Idea n.5 : Sovranità alimentare – art. 44 della Costituzione
Il fallimento di Expo rispetto al tema “Nutrire il Pianeta” si declina con gli scarsissimi contenuti in proposito, con la promozione delle grandi multinazionali dell'agrobusiness e con la incapacità di darsi come obiettivo la Sovranità alimentare come percorso per affrontare seriamente il problema della fame e della malnutrizione, sulla scorta di quanto proposto da decenni da Via Campesina.
Milano avrebbe dovuto avere o dovrebbe avere questa ipotesi come vero “dopo Expo”, ma al massimo ci si sta ponendo il problema della riduzione degli sprechi alimentari o poco più, peraltro figli essi stessi del modello di produzione agroindustriale e della mercificazione del cibo.Oggi Milano deve coniugare l'obiettivo della sovranità alimentare col fatto di essere il secondo comune agricolo d'Italia con oltre 3000 ha di territorio agricolo all'interno dei confini comunali .Si tratta innanzitutto di creare le condizioni di una trasformazione dell'attuale modello agricolo industriale che ne costituisce la prevalente caratteristica con le sue monocolture e gli allevamenti intensivi, in direzione di una progressiva agrobiodiversità (condizione ineludibile per praticare la sovranità alimentare), reintroducendo colture abbandonate (a partire dalla frutticoltura e dalla orticoltura, dal frumento, ecc) e allevamenti ecosostenibili.
Siccome il modello agricolo va anche modificato verso la sostenibilità ambientale (il 40% dei cambiamenti climatici sono dovuti al l'agricoltura industriale e alla sua catena indotta), il processo deve essere accompagnato e va iniziato subito, pena il progressivo abbandono delle attività agricole dal territorio con anche la loro funzione di presidio del territorio stesso.Vanno create e sostenute le esperienze autorganizzate del consumo critico, che devono sempre più muovere nella direzione di strutturare le filiere agroalimentari ecosostenibili. Nel rispetto della Costituzione (art.44 : Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del territorio e di stabilire equi rapporti sociali la legge impone vincoli e obblighi alla proprietà terriera privata…) proponiamo :
– Una buona pianificazione delle coltivazioni, evitando sovrapproduzioni e sprechi
– Demercificazione del cibo e applicazione di prezzi trasparenti
– Costruzione di relazioni
– L’espansione della sovranità alimentare e la costruzione di filiere strutturate per andare incontro alle richieste di nuovi modelli sociali ed economici (altreconomia)
La domanda di ristorazione pubblica va inoltre indirizzata verso la produzione agricola biologica locale così da essere da incentivo alla trasformazione produttiva (di prodotto e di processo) del modello agricolo, accompagnando altresì questa progressiva mutazione con il sostegno alla cooperazione tra gli agricoltori, incentivando le forme produttive consortili e fornendo le basi per il supporto logistico necessario.
Idea n. 6 Art. 43 e 46 della Costituzione
Acqua – rifiuti ed energia. Milano sede mondiale dell’ acqua .
La Giunta Pisapia è stata segnata da scelte confuse e da un’assenza di visione strategica.
Si dimentica che il sindaco di Milano possiede Mm (acquedotto cittadino) e che in quanto Presidente dell’area metropolitana è anche il maggiore azionista di CAP ( acquedotto metropolitano). E che con Brescia è anche il maggior azionista di A2A e quindi possiede l’acquedotto di Brescia, l’azienda di smaltimento dei rifiuti di Milano e di Brescia, la produzione energetica di Milano nonché il teleriscaldamento di Brescia. .
In altre parole il Sindaco di Milano che andiamo a eleggere ha tutti gli strumenti per implementare una politica pubblica ad ampio raggio, che persegua obiettivi cruciali e ambiziosi quali ad esempio:
- unire i servizi idrici dell’area metropolitana milanese ( MM e CAP) in un’unica azienda pubblica;
- definirne l’ambito attorno al bacino Lambro-Seveso-Olona; mettere in sicurezza l’acqua dai decreti del governo
- opporsi alla regionalizzazione dei servizi;
- scorporare l’acqua di Brescia da A2A e riprendersi Amsa che in A2A è sacrificata;
- fermare la scalata di A2A nei confronti di tutte le utility lombarde e rivedere la politica di A2A all’estero in particolare in Montenegro e in Israele;
- fermare la vendita di azioni di A2A al di sotto del 51%, definire una politica energetica democratica di solarizzazione della città a cominciare dalle case popolari e dal loro risanamento; favorire la rimunicipalizzazione della gestione dei rifiuti milanese;
- Avviare un confronto con i lavoratori e le loro rappresentanze sulla opportunità e convenienza di nominare nei consigli di amministrazione o negli organi di controllo, rappresentanti di lavoratori eletti dai lavoratori stessi , come previsto dall ‘art. 46 della Costituzione . L’art.43 recita inoltre: “la legge …può trasferire a comunità di utenti e di lavoratori …imprese che si riferiscono a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale” . Eventualmente trovare anche forme di partecipazione dei cittadini attraverso elezioni a livelle di municipalità e di comuni dell’area metropolitana.
- definire una carta dell’acqua e dei servizi pubblici ridando ai Comuni minori la partecipazione e un ruolo di gestione;
- fare di Milano dopo Expo una sede mondiale dell’acqua, dei modelli alternativi agroalimentari e delle reti elettriche; capeggiare una battaglia per concretizzare il diritto all’acqua e alla sovranità alimentare, rendendo la città un centro d’incontro per tutti quei Sindaci in tutto il mondo (da Parigi a Berlino, da Stoccarda a tutta l’Olanda, da Grenoble, a Manila, a Johannesburg, Manila, Kuala Lampur ecc) che hanno rimunicipalizzato l’acqua nei propri Comuni.
L’ urbanistica , il diritto alla
casa , il verde . La città bella . Art.41 della Costituzione
Occorre tornare a una progettazione pubblica della città in cui i cittadini possano partecipare e riconoscersi
chiedendo ai poteri finanziario-immobiliari di corrispondere, alla
progettazione pubblica anziché farsene dettare quantità e forme urbane utili solo a massimizzarne la rendita fondiaria.
Con la bocciatura della delibera di indirizzo sullo scalo
ferroviario Farini si è voluto affermare
che su caserme in disuso, piazza d’armi e scali ferroviari si gioca il destino urbanistico della Milano del futuro, di cosa sarà nei prossimi cinquanta anni.
Si trattava altresì di bloccare il dirigismo cementificante e riaffermare, fuor dai tecnicismi, che la città e la sua area metropolitana devono essere chiamati a discutere e anche a votare in presenza di azioni urbanistiche che possono compromettere o valorizzare la propria
L’urbanistica non è una astrazione dal reale ma deve rispondere ai bisogni sociali di migliore convivenza e oggi il tema a Milano è quello notorio di estremo bisogno di edilizia residenziale popolare , poiché
la lista di attesa per un alloggio popolare è a quota 24, 19 mila gli
sfratti (80% morosità incolpevole) a fronte di 80.000 case private sfitte e di 17.000 procedimenti per la vendita all’asta di case di proprietà.[1] Questo è nello spirito dell art. 41 della Costituzione : “ La legge determina i programmi opportuni perché l’ attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
A questo andrebbe aggiunto il tema degli alloggi per giovani
e studenti fuori sede, insomma una situazione disastrosa che convive con i lustrini di Porta Nuova.
E’ per questo motivo che noi proponiamo una misura tampone,
immediatamente attivabile di ristrutturare 2000 alloggi popolari di proprietà
comunale vendendo le quote di proprietà del comune di Milano in Arexpo.
Le cittadine e i cittadini non sono stati coinvolti in nessun confronto pubblico e interi quartieri hanno subito le
scelte urbanistiche degli immobiliaristi. Questo è accaduto per responsabilità della Giunta e di quelle che
l ‘ hanno preceduta . Noi intendiamo , radicalmente ,voltar pagina e scriverne una nuova.
Intendiamo farlo con un nuovo Piano di Governo del Territorio improntato alla riduzione del consumo di suolo e alla più ampia dotazione di spazi verdi e servizi pubblici di quartiere e territoriali, a partire dalla ridimensionamento del
Piano per gli ex scali ferroviari e le ex caserme e dal risanamento del
patrimonio edilizio esistente e degradato, vero sfregio sociale a fronte dell'emergenza abitativa.
Idea n. 8 Il lavoro è dignità . Art. 1 , art. 35, art. 36 ,art . 37, art. 46 della Costituzione
Sul lavoro , e non altro , è fondata la Repubblica e per questo è democratica ( art.1) . Il lavoro è la dignità della persona , è la sua identità , è il pilastro della società che regge tutti gli altri . Eppure lavoratrici e lavoratori hanno certo un ruolo funzionale alla società , ma nessuno , o quasi , nella società . E nella politica . Un ruolo occulto , anzi occultato , sono ai margini . Lavorano , ma è come se non esistessero . Noi contrastiamo questa rimozione così generalizzata . Se si respinge ai margini il lavoro , si depotenzia la Costituzione. Anch’essa viene respinta ai margini . Infatti : una buona democrazia è , anche ,un buon lavoro.
Milano deve essere una città garante di diritti e opportunità per chi vi lavora e non solo perché cablata e con wi-fi gratuito , quando ci sarà .
“Milano in Comune” si colloca a fianco di tutte le forze impegnate a creare buon lavoro e tutelarlo nella parità di genere e nei diritti sociali scritti nella costituzione. Compito arduo, ma non impossibile .
Milano e la sua area metropolitana[1] non deve privatizzare le proprie aziende partecipate, rafforzando il potere di indirizzo del sindaco e del consiglio comunale affinché esse pongano il baricentro del proprio businness plan in relazione alla sfida planetaria sul clima, ai diritti sul lavoro dei propri dipendenti e di tutte le aziende ed appalti con le quali intrattengano rapporti.
Comune di Milano, ATM, A2A, SEA, MM, CAP, Scala e circuito culturale sono grandi centri di spesa pubblica, devono creare buon lavoro e devono essere un modello di legalità, trasparenza e partecipazione del cittadino-utente e non punti di mero profitto.
Esemplificativo degli interventi che abbiamo in programma è, dopo decenni di abbandono e trascuratezza, l’intervento sulla SOGEMI (ortomercato), perché torni un luogo di legalità e lavoro sicuro e centro di riferimento per l’agricoltura lombarda e nazionale, per quella di prossimità e per i mercati comunitari ed europei.
“Milano in Comune” si impegna per:
Una effettiva parità di genere e retributiva Art. 36 e non discriminazione sessuale in tutti gli ambiti inerenti le attività comunali sia gestite in proprio che in appalto o concessione
affermare che il lavoro pubblico e comunale non sia considerato un ostacolo ma una risorsa al servizio dei cittadini
proponiamo un reddito di sussistenza in assenza di lavoro e interventi di sostegno per la area metropolitana , in particolare per l ‘accesso a servizi e gratuità ad esempio dei trasporti
incrementare l’impegno e gli stanziamenti per servizi pubblici per l’impiego e la formazione
costituire uno specifico servizio che verifichi il rispetto dei capitolati di appalto e degli affidamenti sia sotto il profilo della legislazione del lavoro che della qualità del servizio svolto, con particolare riferimento al mondo dei servizi e della cooperazione.
Attivare, negli ambiti delle proprietà comunali, nel rigoverno delle grandi aree (scali ferroviari, caserme) e nel riuso del patrimonio dismesso o in disuso spazi attrezzati per le imprese sociali, le associazioni culturali, le Onlus da dare in uso a prezzo “fuori mercato” per un tempo predeterminato, utile al loro decollo.
Ultimo aggiornamento : 30-04-2016 14:03