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Timestamp: 2019-06-18 08:51:50+00:00
Document Index: 163657793

Matched Legal Cases: ['art. 2621', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 109', 'art. 33']

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LE PRINCIPALI NOVITA’ IN MATERIA DI PRIVACY: UNA NUOVA COMPLIANCE AZIENDALE NEL SEGNO DI UNA MAGGIORE SICUREZZA DEL PATRIMONIO INFORMATICO AZIENDALE. La tecnologia attuale consente, come mai in precedenza, sia alle imprese che alla pubblica amministrazione di utilizzare in modo sistematico e massivo dati personali nello svolgimento delle loro attività con riguardo ad una moltitudine di soggetti e, sempre più spesso, anche i privati rendono pubbliche sul web informazioni personali che li riguardano. Ciò comporta una crescita esponenziale dei rischi per la sicurezza dei dati personali e quindi per i diritti e le libertà delle persone fisiche. In questo scenario si è reso necessario l’intervento del Legislatore Europeo, al fine di delineare un quadro giuridico uniforme, solido e coerente in materia di protezione dei dati nell’Unione, con la recente entrata in vigore del Nuovo Regolamento Europeo sulla “Protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e libera ...
La Corte di Cassazione torna nuovamente ad esprimersi sullo spinoso e tuttora irrisolto problema della rilevanza penale delle valutazioni nel reato di false comunicazioni sociali, così come riformato dalla legge 69/2015 che ha modificato la fattispecie prevista dall’art. 2621 c.c. ed ha espunto l’inciso “ancorché oggetto di valutazioni”. Con la sentenza n. 6916 del 22 febbraio 2016 la Sezione V della S.C. sottolinea, in aderenza alla pronuncia n. 33774/2015 (c.d. sentenza Crespi), l’esclusione degli elementi discrezionali dall’ambito del penalmente rilevante stante la soppressione, dalla disposizione in questione, dell’inciso che ad essi si riferiva. La questione non può tuttavia dirsi dipanata in quanto detto orientamento risulta essere in aperta contraddizione con quanto espresso il 15 ottobre 2015 dall’Ufficio del Massimario e del Ruolo – servizio penale – e con quanto la stessa Sezione V aveva pronunciato poche settimana prima con la sentenza 890/2016 ...
DIRITTO TRIBUTARIO: I COSTI DEL NOLEGGIO DI AEROMOBILI SONO STATI RITENUTI DEDUCIBILI DAL REDDITO D’IMPRESA.
La Ctr delle Marche, con la sentenza 48/16 del 25 gennaio 2016, ha affermato essere inerente all’attività aziendale il costo sostenuto per il noleggio di aeromobili per il trasporto del legale rappresentante della società e dei consulenti. L’Agenzia delle Entrate prima, e la Ctp poi, ai fini della deduzione dal reddito d’impresa, non ritenevano soddisfatto il principio di cui all’art. 109, co. 5, Tuir, in quanto nelle fatture non era stata specificata l’identità e la quantità dei passeggeri ed il dettaglio dei voli effettuati. Di diverso avviso la Ctr, secondo la quale, nel caso di specie, il collegamento con l’attività di impresa era provato dal fatto che in tutte le città di destinazione il gruppo deteneva interessi economici, che era sempre stata dimostrata la presenza a bordo dell’aereo del presidente dell’impresa e soprattutto che l’entità delle somme spese era congrua rispetto ai ricavi dichiarati ...
DIRITTO TRIBUTARIO: RIBADITA LA NATURA TRIBUTARIA DEL CANONE RAI.
La Sesta Sezione civile della S.C. con l’ordinanza 1922/16 depositata il 2 febbraio 2016 ribadisce la natura del canone Rai qualificandola “prestazione tributaria fondata sulla legge e non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio”. In altre parole il canone di abbonamento Rai trova la sua ragione nella situazione di possesso di un apparecchio atto a ricevere qualsiasi programma televisivo (Cedu, 31 marzo 2009). Non possono essere, pertanto, considerate cause di esenzione dal pagamento di detta imposta l’avvenuta richiesta di oscuramento delle reti Rai o la comunicazione di “rottura” dell’apparecchio tv ...
La più importante e recente novità in materia di procedimentalizzazione dell'attività ispettiva nei luoghi di lavoro è stata introdotta dall'art. 33 della legge n. 183/2010 ("collegato lavoro") in base al quale i verbali ispettivi devono essere chiari e trasparenti a pena d'invalidità. E' essenziale quindi, a conclusione del primo accesso ispettivo, che l'ispettore rilasci al datore o alla persona presente al momento dell'ispezione, il verbale con: l'identificazione dei lavoratori trovati al lavoro e la descrizione delle modalità del loro impiego; la specificazione delle attività accertative compiute; le eventuali dichiarazioni rese dal datore o dalla persona presente all'ispezione; ogni richiesta anche documentale necessaria al proseguimento dell'ispezione. Al termine dell'istruttoria e raggiunta la prova della commissione di illeciti amministrativi, l'ispettore provvederà con un unico verbale di accertamento e notificazione a contestare al trasgressore e all'eventuale responsabile in solido: a) l'esito dettagliato dell'accertamento, con indicazione puntuale delle fonti di prova e degli illeciti ...
Dalla data del 1° giugno 2013 le procedure standardizzate in materia di sicurezza del lavoro diventeranno obbligatorie per tutte le aziende che occupano fino a 10 lavoratori, mentre saranno facoltative per quelle dagli 11 ai 50 lavoratori. Nel caso di medie aziende si parla di adempimento facoltativo perché, non essendo mai state autorizzate a sostituire il documento della sicurezza con l’autocertificazione, se al 1° giugno saranno formalmente già in possesso del documento di valutazione dei rischi (Dvr) elaborato secondo le forme ordinarie del testo unico di settore non dovranno necessariamente sostituirlo con altro documento secondo le procedure standardizzate. Le micro imprese, invece, qualora si siano avvalse, in luogo del Dvr, dell’autocertificazione, dovranno immediatamente provvedere all’elaborazione del documento sulla base dei questionari allegati al decreto interministeriale del 30 novembre 2012. Tuttavia, il datore di lavoro della micro impresa il quale possa dimostrare in sede ispettiva dopo il 1° giugno di avere ...