Source: http://www.associazioneresidentisangiorgio.org/richiesta-mappa-al-genio-civile-dei-pozzi-artesiani/
Timestamp: 2019-10-22 16:07:16+00:00
Document Index: 38761711

Matched Legal Cases: ['art. 93', 'art. 93', 'art. 33', 'art.93', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 33', 'art.3', 'art. 103', 'art. 93']

Richiesta di una Mappa al Genio Civile dei Pozzi Artesiani - Associazione Cittadini Residenti e Non San Giorgio di Gioiosa Marea
Vi informiamo inoltre, che abbiamo inoltrato richiesta al Genio Civile, per avere una mappa dei Pozzi Artesiani. Cos’è un pozzo artesiano è un pozzo naturalmente effluente: le acque sotterranee arrivano in superficie senza ausili meccanici (pompe sommerse), poiché esse tendono a risalire, zampillando, fino alla quota della linea piezometrica (la quale sovente si trova sopra il piano campagna).
Quindi a tal proposito, riportiamo qui di seguito l’art. 93 del R.D. n° 1775 del 11/12/1933 su detto argomento: dà facoltà al proprietario di un fondo, per gli usi domestici, di estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee del suo fondo, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge, e purché la derivazione non comprometta l’equilibrio del bilancio idrico. Sono compresi negli usi domestici l’innaffiamento di giardini ed orti inservienti direttamente al proprietario ed alla sua famiglia e l’abbeveraggio del bestiame.
Pertanto l’uso domestico, così come definito dal succitato art. 93, limita l’uso dell’acqua edotta al solo ambito personale e familiare del proprietario del fondo, con esclusione di attività di commercializzazione della produzione agricola e/o zootecnica o di altro uso finalizzato ad attività economiche e a produzione di reddito.
Resta inteso che, in ogni caso, la fruizione della risorsa idrica per eventuali usi potabili e/o inerenti l’igiene personale e/o per l’abbeveramento del bestiame resta subordinato al preventivo parere della ASP competente.
L’art. 33 della Legge Regionale n° 7 del 19/05/2003 ha integrato il contenuto dell’art.93 del R.D. n° 1775 del 11/12/1933 così come di seguito riportato:
“1. L’articolo 93 del Testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775, trova applicazione nel territorio della Regione con le seguenti integrazioni:
b) la mancata comunicazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 219 del Testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775, come integrato dall’articolo 14 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.”
Ciò premesso si riportano qui di seguito i principali adempimenti a carico di chi voglia realizzare un pozzo per uso domestico:
a) Prima di procedere alla trivellazione del pozzo la ditta interessata dovrà ottenere il rilascio dell’autorizzazione da parte del Sindaco, prevista dall’art. 5 della Legge Regionale n° 37/1985.
Per tale autorizzazione è prevista l’acquisizione per silenzio-assenso decorsi sessanta giorni dalla presentazione dell’istanza. In ogni caso, ai sensi dell’art. 21 del D.L.vo n° 152/1999, il pozzo non potrà essere realizzato a distanza minore di 200 metri da una delle fonte idropotabili inserite nel vigente Piano Regolatore Generale degli Acquedotti.
b) Ottenuta la sopra citata autorizzazione, prima di iniziare la perforazione dovrà essere data comunicazione all’Ufficio del Genio Civile ai sensi dell’art. 33 della L.R. 7/2003.
c) Qualora la perforazione si spingesse oltre i 30 metri dal piano di campagna, la Ditta (in solido con l’impresa esecutrice dei lavori) è obbligata all’osservanza della legge 464/84 e quindi, utilizzando esclusivamente l’apposita modulistica reperibile dal sito internet www.isprambiente.it a trasmettere all’ISPRA – Servizio Geologico d’Italia – Dipartimento Difesa del Suolo – Geologia Applicata ed Idrogeologia – Via Vitaliano Brancati, 48 – 00144 Roma, comunicazione di inizio (Mod.1), eventuali sospensioni (Mod.2), riprese (Mod.3) e fine indagine (Mod.4 e 4 bis). L’inosservanza della sopracitata Legge 464/84 è sanzionabile con ammenda ai sensi dell’art.3 della citata legge.
d) Successivamente, effettuata la perforazione, dovrà essere inoltrata, all’Ufficio del Genio Civile, istanza, in bollo con la quale si dà avviso, ai sensi dell’art. 103 del R.D. 1775/1933, dell’eventuale scoperta dell’acqua e contestualmente si richiede il riconoscimento, ai sensi dell’art. 93 dello stesso R.D. 1775/1933, dell’uso domestico delle acque rinvenute.
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