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Timestamp: 2019-11-21 17:08:56+00:00
Document Index: 64349195

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 13', 'art. 9', '§ 7', 'art. 13', 'art. 20', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 38']

ISA sanzioni e ravvedimento: tutti i dettagli - Fiscomania
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ISA sanzioni e ravvedimento: ecco tutto quello che c’è da sapere
ISA sanzioni e ravvedimento: che cosa sono gli ISA
Caratteristiche e regimi premiali degli ISA
ISA: le macrocategorie e i soggetti esclusi
Cosa fare in caso di punteggio ISA inferiore alla soglia minima?
ISA con valore pari o inferiore a 6: cosa fare?
Adeguamento del maggior reddito presunto in dichiarazione
Omessa/Infedele presentazione del modello
Accertamento induttivo extracontabile
Preventivo contraddittorio
Invio tardivo del modello ISA
ISA e Dichiarazione Integrativa
Applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA). In questo articolo tutto quello che devi sapere in relazione a ISA, sanzioni e al ravvedimento operoso.
Gli ISA sono gli “Indicatori sintetici di affidabilità”. Si tratta di uno strumento realizzato con l’obiettivo di verificare se il contribuente dotato di partita IVA (professionista o impresa) si trova in situazione di compliance rispetto al suo settore economico.
Gli ISA hanno sostituito i precedenti “studi di settore“, in quando nati come strumento che di fatto avrebbe dovuto essere più semplice e meno problematico per le partite Iva italiane.
In generale, si tratta di uno strumento di auto-verifica, ma si può incorrere in sanzioni se si sbaglia qualcosa. È possibile anche provvedere al pagamento mediante ravvedimento.
Prima di parlare di ISA, sanzioni e ravvedimento è necessario capire bene cosa siano gli ISA.
Sotto la sigla “ISA” si indicano i cosiddetti “Indici sintetici di affidabilità” che sono degli strumenti per verificare l’adeguatezza della situazione reddituale del contribuente. Sostanzialmente, si cerca di capire, con questo strumento l’affidabilità del contribuente che auto-dichiara il proprio reddito all’Agenzia delle Entrate.
Gli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale sono stati introdotti nel 2018 e consistono in verifiche statistiche, definite anche di “compliance fiscale”, a causa del loro scopo. Il fine più importante che devono ricoprire infatti è quello di verificare che la situazione dichiarativa del soggetto chiamato alla compilazione sia in linea con quella ipotizzata come “standard“.
Si tratta quindi di strumenti che servono per realizzare una sorta di auto verifica utile per capire se non sono state violate involontariamente le regole dl fisco. Insomma, un mezzo molto pratico per i professionisti e gli imprenditori di diverse categorie. Queste possono spaziare dai settori più diversi, come dall’Agricoltura al Commercio, ma tutti presentano gli Indicatori sintetici di affidabilità.
Gli ISA devono essere utilizzati quindi sia da chi è titolare di partita IVA, sia da parte di chi vuole aprire una qualsiasi attività e in parte anche per poter svolgere la dichiarazione dei redditi online.
La norma di riferimento per quanto gli Indici di Affidabilità fiscale è il DL n 50/17. Da questa norma è possibile ricavare le caratteristiche principali degli ISA.
Per quanto riguarda il loro funzionamento, alla base ci sono dei calcoli statistici che si basano sui periodi di imposta. Per ogni annualità il contribuente è soggetto ad una valutazione di attività che ha come risultato una votazione.
I risultati degli ISA si basano su una valutazione che va dal numero 1 fino al numero 10. Questo sistema dei punteggi permette a tutti coloro che usano l’Indicatore sintetico di affidabilità, di ottenere dei vantaggi.
Tutti coloro che ottengono un punteggio pari a 8 ottengono in automatico l’esonero di apporre il cosiddetto “visto di conformità per la compensazione dei crediti di imposta”. Inoltre, è possibile ottenere una riduzione di un anno dei termini per l’accertamento dei redditi di impresa e di lavoro autonomo e dell’IVA.
Se invece il punteggio ottenuto corrisponde alla cifra 8,5 ci sono altri vantaggi per il contribuente. Questi riguardano l’esclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici.
Il punteggio corrispondente a 9 o anche a 10 invece garantisce l’esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative e dalla determinazione sintetica del reddito complessivo. Tale vantaggio si verifica dove il reddito accertabile non sia maggiore ai due terzi rispetto a quello che è stato dichiarato.
Ovviamente tutti questi vantaggi hanno la finalità di ridurre al massimo il rischio di evasione fiscale, e di spingere tutti i contribuenti a pagare regolarmente le tasse. Altro scopo, però, consiste anche nel cercare di agevolare il sistema dei pagamenti.
Tutti coloro che usano gli ISA sono professionisti ed imprenditori che fanno parte delle cosiddette “macrocategorie” previste dalla norma, cioè: agricoltura, manifatture, servizi, categoria dei professionisti, commercio. Ognuna di queste sezioni si suddivide ulteriormente in altre sottocategorie, alle quali è affidato un numero chiamato “indicatore”.
Si deve prestare attenzione al fatto che l’elenco di coloro che sono esclusi da tali indicatori è molto lungo e comprende anche alcuni contribuenti che fanno parte della categoria dei professionisti. Tra coloro che sono esclusi vi sono i contribuenti che sono agli inizi della loro attività, cioè che hanno avuto modo di iniziarla nel periodo di imposta previsto dagli indicatori.
Sono esclusi anche coloro che hanno chiuso la loro attività nello stesso periodo. Oltre a questi, ci sono anche i contribuenti che eccedono oltre i limiti di guadagno previsti dai loro indicatori e anche coloro che non svolgono la loro attività in condizioni stabili. Esclusi dagli ISA anche tutti quei contribuenti che usano il Regime Forfetario agevolato o quello di vantaggio per giovani imprenditori e lavoratori in mobilità.
Gli Indicatori sintetici di affidabilità non vengono utilizzati nemmeno da quei contribuenti che svolgono più di un’attività e che appartengono a indicatori differenti. Il loro ricavo totale dalle varie attività però non dovrà superare il 30% del totale indicato dagli ISA.
Non si applicano gli ISA nemmeno ai gruppi di volontariato oppure a quelli di promozione sociale che possiedono sempre un regime forfetario. Nemmeno a cooperative o consorzi che svolgono attività solo verso aziende socie. Tutte queste informazioni sono espressamente dichiarate dal sito dell’Agenzia delle Entrate.
Qualora non si rispettassero le indicazioni qui descritte o non si compilasse bene un Indicatore sintetico di affidabilità, si incorrerebbe in sanzioni.
Come anticipato gli ISA sono uno strumento utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per verificare la compliance di ogni professionista o impresa soggetta a tale adempimento.
Ma, che cosa succede se il risultato ottenuto è inferiore alle attese, ovvero inferiore alla soglia minima prevista?
La situazione di “insufficienza” ottenuta nella votazione può derivare dal terrore di sbagliare, anche perché basta un piccolo errore per poter incorrere in sanzioni che a volte possono diventare anche molto salate.
Tali sanzioni riguardano sia se si compila male qualche modulo, sia se si versano pagamenti sbagliati, e sono molto salate quando si omettono dei pagamenti. Si viene multati anche se non si presentano i moduli entro le scadenze corrette, e per tutti questi casi si consiglia comunque di rivolgersi a degli esperti. Solo in questo modo puoi avere la sicurezza che tutto ciò che si è compilato ed inviato sia corretto. Il mio consiglio è quello di affidarti ad un dottore Commercialista esperto, in modo che possa occuparsi per te di simulare la tua situazione e valutarne assieme a te gli esiti prima dell’invio all’Agenzia delle Entrate.
Naturalmente, l’incarico ad un professionista può essere effettuato solo attraverso apposita delega. In tal modo gli conferirai il potere di compilare e simulare i risultati della tua attività.
Sostanzialmente, la situazione che devi verificare di superare è il valore 6. Infatti, al di sopra di questo valore l’ISA si considera “positivo“. Con valore pari o inferiore a 6, invece, l’ISA può portare ad una attività di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Subire un accertamento non è mai piacevole, per questo motivo, al contribuente è concessa la possibilità di “adeguarsi” al valore indicato dall’ISA per ottenere una valutazione “sufficiente“. L’ISA stesso in questi casi indica quale valore di reddito deve essere aggiunto a quello dichiarato per ottenere una valutazione sufficiente.
Sostanzialmente, se ti trovi in una situazione come questa hai di fronte a te due possibilità. Vediamole:
Accettare ed inviare l’ISA con punteggio pari o inferiore a 6. In questo caso il contribuente ha la possibilità di inviare l’ISA con un punteggio non sufficiente. Tuttavia, questo comporta la possibilità di essere inseriti in liste selettive di contribuenti da sottoporre ad accertamento fiscale;
Adeguarsi al maggiore reddito indicato dall’ISA per ottenere un punteggio sufficiente. In questo caso il contribuente decide di tassare e versare maggiore IVA su un importo di redditto “presunto” determinato dall’ISA. In questo modo, adeguandosi, si evitano possibilità di ricevere un accertamento fiscale.
Ai sensi dell’art. 9-bis, comma 10 del DL n 50/2017, per i periodi d’imposta in cui operano gli ISA, non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che indicano nella
dichiarazione ricavi e compensi non annotati nelle scritture contabili per migliorare il
profilo di affidabilità.
Pertanto, è possibile affermare che, in detta fattispecie, esiste una specifica causa di
non punibilità che vale per le imposte sui redditi, per l’IRAP e per l’IVA, in quest’ultimo
caso in merito all’incremento del volume d’affari.
Relativamente ai versamenti (anche a titolo di IVA), il co. 10 dell’articolo richiamato afferma che occorre eseguirli entro i termini per il saldo delle imposte sui redditi.
Qualora il contribuente si “adegui” alle risultanze derivanti dagli ISA senza, successivamente, corrispondere le maggiori imposte dovute, è configurabile la violazione di omesso o tardivo versamento ex art. 13 del DLgs. 471/974.
L’articolo 8, comma 1 del Dlgs n 471/97 prevede l’applicazione di sanzioni ed effetti accertativi a carico del contribuente che:
Ha effettuato una errata compilazione;
Ha effettuato una omissione completa.
Fattispecie che riguardano il modello dei dati rilevanti ai fini ISA. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di accertare il contribuente tramite il metodo induttivo-extracontabile.
A differenza di quanto era previsto in tema di studi di settore, non è più contemplato l’aumento della sanzione da dichiarazione infedele (artt. 1 e 5 del DLgs. 471/97, che, nella
misura base, prevede una penalità dal 90% al 180% dell’imposta) del 10%. Questo per omessa o infedele indicazione dei dati previsti nei modelli o per indicazione di cause di esclusione o di inapplicabilità insussistenti. Lo stesso dicasi per l’aumento, sempre della sanzione da dichiarazione infedele, del 50%, come conseguenza dell’omessa presentazione del modello relativo agli studi di settore.
Errori relativi all’indicazione del codice attività
La corretta indicazione del codice attività nella dichiarazione potrebbe rendere non sanzionabile l’errore commesso in occasione dell’invio della dichiarazione di inizio attività
in quanto violazione formale. Detto chiarimento, inerente agli studi di settore, sembra poter valere altresì per gli ISA.
Nei casi di omissione della comunicazione dei dati rilevanti ai fini della costruzione e dell’applicazione degli indici, o di comunicazione inesatta o incompleta dei medesimi dati, si applica la sanzione che va da 250 a 2.000 euro. Vedi l’articolo 8, comma 1, del DLgs n 471/97.
Inoltre, l’inesattezza o la incompletezza dei dati potrebbe avere l’ulteriore effetto di impedire l’accesso al regime premiale di cui all’art. 9-bis co. 11 del DL 50/2017 (circ. Agenzia delle Entrate 9.9.2019 n. 20, § 7.2). Regime che, tra l’altro, inibisce gli accertamenti analitico-induttivi e limita le ipotesi in cui è obbligatorio, ai fini della compensazione, il visto di conformità.
Invito alla regolarizzazione
L’Agenzia delle Entrate, prima della contestazione della violazione, mette a disposizione del contribuente, le informazioni in proprio possesso, invitando lo stesso ad eseguire la comunicazione dei dati o a correggere spontaneamente gli errori commessi. Sul punto vedasi l’articolo 1, co, 634 – 636 della Legge n 190/14.
Dal comportamento del contribuente si tiene conto nella graduazione della sanzione.
A tal proposito, il provv. Agenzia delle Entrate 10.5.2019 n. 126200 ha previsto l’indicazione, nel testo delle comunicazioni di presentazione della dichiarazione, di apposito
“invito” al contribuente a trasmettere, qualora non l’abbia fatto, il modello ISA, analogamente a quanto previsto per gli studi di settore.
Ne sono interessati i soggetti che dichiarano redditi derivanti da attività d’impresa o di lavoro autonomo per cui risulta approvato un indice sintetico di affidabilità fiscale e che, in sede di dichiarazione:
Non hanno presentato il relativo modello di comunicazione dei dati;
Non hanno indicato una causa di esclusione che li esoneri dal modello stesso
L’art. 13 del DLgs. 472/97 prevede la possibilità di sanare le violazioni di natura fiscale
mediante il ravvedimento operoso. È quindi possibile ravvedere la violazione in oggetto,
secondo le modalità e i termini indicati dalla norma richiamata.
Il ravvedimento può essere effettuato senza particolari limitazioni temporali, sino al termine per la notifica dell’atto di contestazione della sanzione. Trattandosi di sanzione
non collegata al tributo, l’atto va notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla commissione della violazione (art. 20 del DLgs. 472/97).
Effetti del ravvedimento operoso sul c.d. “regime premiale”
Il grado di affidabilità del contribuente, espresso in una scala da uno a dieci, è presupposto per fruire del regime premiale. Regime che, a seconda del livello di affidabilità, può causare vari effetti, tra cui l’inibizione, per l’Erario, all’effettuazione di accertamenti presuntivi e la riduzione, di almeno un anno, dei termini decadenziali per l’accertamento.
Tuttavia, come sancisce l’art. 9-bis co. 1 del DL 50/2017, il grado di affidabilità, anche ai
fini del regime premiale, si vaglia “sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti”.
L’integrazione di qualsiasi elemento rilevante ai fini ISA successivamente al termine di presentazione della dichiarazione, in occasione o meno del ravvedimento operoso, potrebbe inibire il regime premiale.
Ciò dovrebbe valere pure quando la dichiarazione sia presentata nei 90 giorni successivi
al termine, oppure quando il ravvedimento, ad esempio della dichiarazione infedele,
avvenga entro i predetti 90 giorni.
Nei casi di omissione della comunicazione rilevante ai fini ISA, l’Agenzia delle Entrate può procedere, previo contraddittorio, ad accertamento induttivo. Questo, è quanto previsto dall’articolo 39, co. 2 del DPR n 600/73 e 55 del DPR n 633/72, ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP (art. 9-bis co. 16 del DL n 50/17).
Pertanto, l’intero imponibile del contribuente, così come il volume di affari, può essere
determinato sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti alla conoscenza degli uffici. Gli stessi hanno facoltà di prescindere in tutto o in parte dalle risultanze delle scritture contabili in quanto esistenti, avvalendosi anche di presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.
Lo stesso, vale anche se il contribuente, in assenza di incertezza e in maniera palesemente non corretta, indica cause di esclusione dagli ISA o di inapplicabilità insussistenti.
Tuttavia, la metodologia induttiva non può essere utilizzata se i modelli inerenti agli ISA sono compilati in maniera inesatta oppure infedele.
La rideterminazione induttiva del reddito presuppone il preventivo contraddittorio con il contribuente. Tale confronto può essere instaurato:
In occasione della verifica fiscale (che deve terminare con la redazione del PVC), o
Mediante formale convocazione del contribuente.
L’intento del legislatore è quello di evitare che il metodo induttivo extracontabile possa sfociare nell’arbitrarietà.
La possibilità di utilizzare l’accertamento induttivo extracontabile presuppone l’omissione del modello. Per questo motivo se il modello (in occasione o meno del ravvedimento operoso) viene presentato tardivamente, non è possibile accertare induttivamente il contribuente.
Tuttavia, questo effetto non può operare se il modello viene presentato dopo l’avvio del controllo fiscale. Vedi il principio della leale collaborazione, di cui all’articolo 10 della Legge n 212/00.
L’accesso al regime premiale è subordinato alla corretta e tempestiva compilazione del modello ISA. Questo, è quanto prevede l’articolo 9-bis, comma 1, del DL n 50/17.
Tuttavia, possono verificarsi situazioni in cui il contribuente, per errore, ha indicato, in eccesso o in difetto, componenti reddituali che hanno avuto riflesso in tema di ISA.
C’è da dire che il contribuente, in base ad un semplice ripensamento, non può domandare a rimborso quanto versato per effetto dell’adeguamento agli ISA. Quindi, se il contribuente si accorge che, per qualsiasi ragione, era opportuno non adeguarsi, la scelta è irreversibile.
Se, per errore, il contribuente ha compilato il modello in modo da arrecare una situazione di affidabilità superiore a quella reale (indicazione di maggiori ricavi o minori costi), è possibile recuperare le imposte versate, mediante:
Dichiarazione integrativa a favore (art. 2 comma 8 e 8-bis del DPR n 322/98), oppure;
Istanza di rimborso (art. 38 del DPR n 602/73).
Nel caso in cui il contribuente non abbia sanato tale posizione con la dichiarazione integrativa (o tramite rimborso) è possibile far presente la situazione in sede contenziosa.
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