Source: http://docplayer.it/2661755-Documento-di-valutazione-dei-rischi-ai-sensi-del-d-lgs-81-2008.html
Timestamp: 2018-01-24 02:03:35+00:00
Document Index: 180236613

Matched Legal Cases: ['art.17', 'art. 28', 'art.28', 'art 34', 'art. 32', 'art.32', 'art.37', 'art.37', 'art.35', 'art. 290', 'art. 336', 'art 19']

1 ISTITUTO TECNICO STATALE PER IL SETTORE ECONOMICO Raffaele Piria Indirizzi: Amministrazione Finanza e Marketing SIA Turismo Sede Centrale Via Piria n 2, REGGIO CALABRIA Fax Polo Turistico Via Pensilvania n 6, REGGIO CALABRIA CF/PIVA E mail: Sito WEB: DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Ai sensi del D.Lgs. 81/2008 Il presente Documento di Valutazione dei Rischi è stato realizzato nella sua prima stesura nel 1997, dai Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL)- Dipartimento di Prevenzione - dell Az. USL di Reggio Emilia, nell ambito del progetto Prevenzione Scuola Lavoro. E stato rivisto nel 2002, su mandato del M.I.U.R. da un Gruppo di lavoro coordinato dall Ufficio Scolastico Regionale della Regione Emilia-Romagna incaricato di realizzare la piattaforma e-learning di formazione per i Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche a livello nazionale, dal titolo Approfondimenti normativi sulla sicurezza (attualmente pubblicato su Trampi). Nuovamente rivisto nel Febbraio 2006, dai SPSAL, in occasione della presentazione degli Indirizzi Interpretativi sull applicazione del D.Lgs. 626 nella Scuola, quale naturale compendio e aiuto ai Dirigenti Scolastici per adempiere ai disposti del D.Lgs. 626/94. In ragione dell entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 81 del Norme generali di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e del successivo aggiornamento del Decreto Legislativo n. 106, i Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell Az. USL di Reggio Emilia ne hanno curato l aggiornamento. Il documento è alla sua quinta revisione. Il Dirigente scolastico, prof. Ugo Neri, ha inteso utilizzare il presente documento in virtù della sua consolidata efficacia nella gestione dei rischi in ambienti scolastici, avendolo già sperimentato nel periodo in cui ha prestato servizio in Emilia Romagna 1
2 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Ai sensi del D.Lgs. 81/2008 Revisione n. 5 - Aggiornamento: Istituto Tecnico Statale per il settore Economico Raffaele Piria Indirizzo: Via Piria n Reggio Calabria Anno scolastico 2013/2014. Data redazione: 30 dicembre 2013 Prot. n. 9378/A31 Anno scolastico 2014/2015 Data aggiornamento: 17 novembre 2014 Prot. n /A31 2
3 Il presente DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (art.17 e art. 28 D.Lgs. 81/08) è stato elaborato dal Dirigente scolastico ing. Ugo Neri anche nella qualità di RSPP. Il presente documento è stato aggiornato per l anno scolastico 2014/2015 Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione: (firma) Ing. Ugo Neri Il Medico Competente (indicare solo se nominato): (Nome e Cognome) (firma) Il Documento è stato elaborato previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Per presa visione: il Rappresentante/i dei Lavoratori per la Sicurezza: (firma) Prof. Maria Grazia Sollazzo Il Dirigente Scolastico: Ing. Ugo Neri Data: 17 novembre 2014 (data certa di elaborazione - art.28 comma 2 D.Lgs.81/08) SOTTOSCRIZIONE DEL DOCUMENTO Il presente documento si compone di n 200 pagine ed è corredato dagli allegati planimetrici dell Istituto, dalle schede di valutazione del rischio, delle documentazioni e certificazioni in possesso della scuola e di pertinenza del proprietario dell edificio. DOVRÀ ESSERE SOTTOPOSTO A COSTANTE REVISIONE E AGGIORNAMENTO E CUSTODITO PRESSO L UFFICIO DI PRESIDENZA DEL ISTITUZIONE SCOLASTICA. 3
4 A - GENERALITA A 1 - IDENTIFICAZIONE E RIFERIMENTI GENERALI RAPPRESENTANTE LEGALE: Dirigente scolastico ing. Ugo Neri, nato a Reggio Calabria il 19/07/1952, a seguito di accettazione di titolarità dell attività e di incarico di Dirigenza presso la sede legale dell Istituto Tecnico Economico Raffaele Piria, Via Piria, n 2, Cap , Reggio Calabria; (Provincia di Reggio Calabria) SEDI COORDINATE E PLESSI DECENTRATI: 1. Plesso Via Pensilvania n 6, Reggio Calabria NOTE 1. l organizzazione del personale, la formazione delle classi, il numero di insegnanti e di allievi dipende dal dirigente scolastico; 2. la messa a norma dell immobile, la manutenzione e tutto ciò che riguarda lavori edili, impiantistici dipende dal proprietario Amministrazione provinciale di Reggio Calabria; 3. la dotazione e il reperimento di attrezzature, componenti di arredo, macchinari dipende dalla Amministrazione provinciale e dal Miur; 4. il personale ausiliario dipende da Miur; 4
5 A IDENTIFICAZIONE E RIFERIMENTI PER OGNI PLESSO SEDE DEL PLESSO PRINCIPALE Istituto Tecnico Economico Raffaele Piria SEDE CENTRALE Via Raffaele Piria n Reggio Calabria (RC) Tel SEDE DEL POLO TURISTICO Istituto Tecnico Economico Raffaele Piria SEDE STACCATA Via Pensilvania n Reggio Calabria (RC) Tel ; Fax PROPRIETARIO DELL EDIFICIO Ragione sociale Amministrazione Provinciale Piazza Italia Reggio Calabria (RC) Referente per l edificio scolastico: Ing. Pietro Foti Settore 17 Edilizia e Impiantistica sportiva Via Aschenez n Reggio Calabria (RC) Tel Fax DATI OCCUPAZIONALI ANNO SCOLASTICO 2014 /2015 STUDENTI N. Totale Istituto N. femmine N. maschi N. Totale Diurno N. Totale Serale PERSONALE N. Totale N. femmine N. maschi CORPO DOCENTE ASSISTENTI TECNICI ASSISTENTI AMMINISTRATIVI COLLABORATORI SCOLASTICI ALTRO (LSU e PSICOLOGA) TOTALE
6 A 1.2 ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA PREVENZIONISTICO COSTITUZIONE DEL SERVIZIO Il Dirigente scolastico ha provveduto all organizzazione della sicurezza nei luoghi di lavoro, mediante la costituzione del un Servizio di Prevenzione e Protezione. Ai componenti sono stati riconosciuti mezzi e tempi adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Compiti e funzioni sono definiti nell Allegato 1 Assetto Organizzativo del Sistema Prevenzionistico. Il SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE, è costituito dalle seguenti figure: RSPP Ing. Ugo Neri nato a Reggio Calabria il 19/07/1952 e residente in Via Botteghelle 51- Reggio Calabria, nominato con lettera Prot. n 6069/A31 del 10 settembre 2013 in possesso del seguente titolo di studio: diploma di istruzione secondaria superiore laurea in _Ingegneria laurea specifica (esonerato da modulo A e B) alla data stava svolgendo tali funzioni ed aveva già maturato 6 mesi di esperienza - dirigente scolastico autonominato (art 34 D.Lgs. 81/08) dopo il ha frequentato un corso di 16 ore dopo il ha frequentato un corso da 16 a 48 ore ha frequentato il corso di aggiornamento ha frequentato il corso di aggiornamento / n. ore 24 data marzo/aprile 2010 / n. ore 04 data 19/5/2011 / n. ore 04 data 19/5/2012 Mod B ADDETTI AL SPP Obbligo di nomina degli addetti in caso di RSPP esterno (art. 32 comma 10). E opportuno che siano nominati, i Responsabili di laboratori, il coordinatore dell ufficio tecnico laddove presente, il coordinatore degli insegnanti di sostegno, il coordinatore progetti stage Scuola-Lavoro degli studenti e comunque tutti coloro che sono portatori di conoscenze utili all individuazione di misure di prevenzione e protezione. I sigg. Danila Laganà, incarico svolto: coordinatore ufficio tecnico, designata con lettera Prot. N 7094/FP del 5 ottobre prof Giuseppe Anamiati, incarico svolto: supporto al dirigente, designato con lettera Prot. N 7082/FP del 5 ottobre per ogni addetto nominato devono essere presenti i seguenti requisiti (art.32 D.Lgs. 81/08) diploma di istruzione secondaria superiore alla data stava svolgendo tali funzioni ed aveva già maturato 6 mesi di esperienza; ha frequentato i corsi di formazione e aggiornamento mod. A (28 ore) esonero mod. B (24 ore) ATECO 8 n. ore data esonero n. ore aggior. (28 ore) 1 anno 2 anno 3 anno 4 anno 5 anno 6
7 PREPOSTI Possono essere nominati, gli insegnanti tecnico-pratici, i docenti di area scientifica che operano concretamente in laboratori, il coordinatore del personale ausiliario, il coordinatore dell ufficio tecnico laddove presente, il coordinatore degli insegnanti di sostegno, il coordinatore progetti stage Scuola-Lavoro, ecc Sono identificati preposti le seguenti figure con indicazione dei corsi specifici al ruolo (art.37 comma 7 D.Lgs. 81/08): I sigg. Stefano Romeo, incarico svolto: assistente tecnico laboratorio informatica polo turistico corso base (12 ore) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data Giuseppe Scopelliti, incarico svolto: coordinatore personale ausiliario corso base (12 ore) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data Diego Geria, incarico svolto: coordinatore progetti alternanza Scuola Lavoro corso base (8 ore) ) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data Sant Ambrogio, incarico svolto: coordinatore insegnanti di sostegno. corso base (8 ore) ) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data NB. Si intende preposto identificato colui che viene ascritto nel presente documento DIRIGENTI Possono essere nominati, il Direttore Servizi Generali Amministrativi, il vicario del D.S., i responsabili o referenti di plesso, i Responsabili di laboratori, ecc Sono identificati preposti le seguenti figure con indicazione dei corsi specifici al ruolo (art.37 comma 7 D.Lgs. 81/08): I sigg. Maria Pietropaolo,incarico svolto:direttore Servizi Generali e Amministrativi corso base (16 ore) data aggiornamento (6 ore) data Diego Geria, incarico svolto: collaboratore vicario del dirigente corso base (8 ore) ) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data Francesca Maria Morabito: incarico svolto: collaboratore responsabile corso serale corso base (8 ore) ) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data Catarina Mazzù: incarico svolto: collaboratore responsabile plesso turistico corso base (8 ore) ) Prot. N 2677 data aggiornamento (6 ore) data NB. Si intende dirigente identificato colui che viene ascritto nel presente documento ALTRE FIGURE : Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) sig.ra Maria Grazia Sollazzo, qualifica: docente comunicata la elezione nella riunione sulla sicurezza di cui al verbale n. 1 del 23/9/2013. corso base (32 ore) Prot del aggiornamento annuale (4 ore o 8 ore) Medico Competente (se nominato) M.C. 7
8 Dr. (Nome e Cognome).. incaricato con lettera n.. del.. Coordinatore alla Prevenzione Incendi sig. Maria Grazia Sollazzo, qualifica: docente, designato con lettera Prot. n 7175 del Coordinatore alla Gestione dell emergenza ed evacuazione plesso principale sig. Geria Diego, qualifica: docente collaboratore vicario, designato con Decreto N. 963 del Coordinatore alla Gestione dell emergenza ed evacuazione polo turistico sig.ra Catarina Mazzù: incarico svolto: collaboratore responsabile plesso turistico, designato con lettera Prot. N.8581/FP del Coordinatore alla Gestione dell emergenza ed evacuazione corso serale sig.ra Francescamaria Morabito: incarico svolto: collaboratore responsabile corso serale, designato con lettera Prot. N. 8583/FP del Coordinatore al Primo Soccorso sede principale sig.ra Maria Fracapane, qualifica: assistente amministrativa, designato con lettera Pr. N. 7170/FP del Coordinatore al Primo Soccorso sede polo turistico sig.ra Antonietta Laface, qualifica: collaboratore scolastico, designato con lettera Pr. N. 7171/FP del Coordinatore al Primo Soccorso sede corso serale sig. Antonio Marra, qualifica: collaboratore scolastico, designato con lettera Pr. N. 7172/FP del Addetto alla Prevenzione Incendi sede principale prof. Caterina Chisari, designato con lettera Pr. N. 7249/FP del Addetto alla Prevenzione Incendi polo turistico sig. Demetrio Fulco, qualifica: collaboratore scolastico, designato con lettera Pr. N. 7248/FP del Addetti alla Prevenzione Incendi corso serale prof. Giuseppe Calì, designato con lettera Pr. N. 7247/FP del Addetti al Primo Soccorso i sigg. Maria Fracapane assistente amministrativa designata con lettera Prot. N 7170/FP del 7 ottobre 2013, Antonietta Laface collaboratore scolastico designata con lettera Prot N 7171/FP del 7 ottobre 2013, Antonio Marra collaboratore scolastico designato con lettera Prot. N 7172/FP del ottobre 2013; E stata data informazione a tutto il personale dell Istituto dell organizzazione del sistema prevenzionistico (componenti e funzioni SPP) con circolare informativa Prot. n. 7250/A31 del e Collegio docenti del
9 Sarà data ulteriore informazione con apposito incontro collegiale previsto nel novembre RIUNIONE PERIODICA DELLA SICUREZZA La riunione, almeno annuale, per la sicurezza è convocata con adeguato preavviso e con ordine del giorno scritto. Oggetto della riunione (art.35 D.Lgs. 81/08): a) analisi del Documento di Valutazione dei Rischi tramite esame dei programmi di verifica e dei risultati, con relativo aggiornamento; b) andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria; c) criteri di scelta, caratteristiche tecniche ed efficacia dei DPI, c) programmi di informazione e formazione dei dirigenti, preposti e lavoratori; Nel corso della riunione posso essere individuati: d) codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e malattie professionali; e) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Si consiglia di integrare gli argomenti con il coordinamento con il proprietario dell edificio. Ulteriori riunioni sono convocate immediatamente in concomitanza di particolari situazioni di rischio all interno della scuola o di significative variazioni. I verbali di tali riunioni sono conservati presso l ufficio di presidenza al fascicolo relativo alla sicurezza COORDINAMENTO PER L ATTIVITA DI PREVENZIONE I maggiori problemi di gestione della sicurezza nei lavori di manutenzione degli edifici si riscontrano sul coordinamento, collaborazione e comunicazione tra il proprietario dell immobile, l impresa esecutrice dei lavori e l istituto scolastico. Ciò riguarda sia interventi di piccola manutenzione ordinaria (come ad esempio sostituzione di lampade o arredi, tinteggiatura, ecc ), sia di manutenzione straordinaria (come ad esempio rifacimento impianto elettrico, gas, riparazione tetti, ampliamenti per vani ascensori ecc ). L articolo 26 del D.Lgs. 81/2008 prevede, in caso di tali interventi, l individuazione e la gestione degli eventuali rischi legati alle interferenze tra le attività svolte dai diversi soggetti operanti, che viene esplicitata nel Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI). La titolarità di stesura del DUVRI è del Datore di Lavoro Committente che nella scuola può essere individuato, a seconda della tipologia di intervento, nell Ente proprietario dell edificio oppure nel Dirigente Scolastico. Si precisa che se la durata dei lavori è inferiore ai due giorni, non è necessario elaborare il DUVRI. A titolo esemplificativo si riportano alcune casistiche, tipiche della scuola: 9
10 - Caso A. Appalti definiti dall Ente proprietario, come ad esempio: manutenzione ordinaria, riparazioni di guasti (impianto di illuminazione- porte ecc..); servizi di pulizia e/o di mensa. Il DUVRI deve essere elaborato dall Ente proprietario, dopo aver acquisito dalla scuola le informazioni utili per la redazione del documento. La scuola deve fornire all Ente proprietario le informazioni utili alla redazione del documento (es: articolazione orario scolastico, attività didattiche particolari, informazioni sulla gestione delle emergenze, ecc.). NB. Per opere di tipo edilizio l Ente proprietario deve nominare il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, il quale ha il compito di elaborare il Piano di Sicurezza e Coordinamento che tiene conto dei rischi di interferenza tra le attività; in tal caso il PSC sostituisce il DUVRI. Quando le opere edili vengono eseguite da una unica impresa, il D.Lgs. 81/2008 non prevede l obbligo di nominare il coordinatore; in tal caso non viene elaborato il PSC e diventa necessario redigere il DUVRI. - Caso B. La scuola definisce e gestisce direttamente l appalto come ad esempio: servizio pulizia, servizio mensa ecc. Il DUVRI deve essere elaborato direttamente dalla scuola sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico in qualità di committente delle opere - Caso C. Lavori eseguiti direttamente da personale dipendente dall Ente proprietario dell edificio, come ad esempio piccole manutenzioni su strutture o arredi, indipendenti dalla durata. Non è necessario elaborare il DUVRI ma l Ente proprietario deve acquisire dalla scuola tutte le informazioni utili ad individuare le misure di prevenzione e protezione dai rischi (es: articolazione orario scolastico, attività didattiche particolari, informazioni sulla gestione delle emergenze, ecc.). - Caso D. La scuola definisce e gestisce direttamente una fornitura come ad esempio Servizio merenda (macchinette ) forniture materiali vari Non è necessario elaborare il DUVRI ma la scuola fornisce le informazioni utili allo svolgimento in sicurezza dell attività (es: informazioni sulla gestione delle emergenze, ecc.). 10
11 A 2 - Caratteristiche generali dell edificio scolastico Nella documentazione è riportata la planimetria completa della scuola, dalla quale si possono desumere le ubicazioni delle diverse aree, le strutture che ospitano laboratori o veri e propri impianti, i corpi tecnici ed in generale i diversi luoghi coperti o all aperto. Breve descrizione degli edifico scolastici: PLESSO SEDE PRINCIPALE - edificio in cemento armato con muratura in laterizi - n. piani fuori terra: 2 - n. piani interrati o seminterrati: 1 - area esterna complessiva (cortile interno) PLESSO SEDE POLO TURISTICO - edificio in cemento armato con muratura in laterizi - n. piani fuori terra: 3 - n. piani interrati o seminterrati: 0 - area esterna complessiva (cortile interno) Ai fini del procedimento adottato di Valutazione dei Rischi lavorativi (Capitolo B) l istituto in esame è stato suddiviso nelle seguenti aree operative omogenee per rischio: 1. Area didattica normale (si considerino le aule dove non sono presenti particolari attrezzature) 2. Area tecnica (si considerino i laboratori scientifici, i locali tecnici, i luoghi attrezzati con macchine e apparecchiature, laboratori linguistici, informatici, centro stampa, ecc.) 3. Area attività collettive (si considerino le aule e gli spazi per attività particolari che comportino la presenza di più classi contemporaneamente, aula magna, la mensa, la biblioteca e simili, spazi ricreativi) 4. Area attività sportive (si considerino le palestre e gli spazi attrezzati esterni) 5. Area uffici (locali ufficio, locale fotocopiatrici o stampanti, ecc.). 11
12 A Documentazione OBBLIGATORIA GENERALE (di pertinenza dell Istituto scolastico) esistente reperibile presso si no Ufficio/Ente nome persona referente Documento sulla valutazione dei RISCHI X Presidenza Dirigente scol. Nomina del Responsabile S.P.P. e relativi attestati X Presidenza Dirigente scol. Designazione Addetti SPP e relativi attestati X Presidenza Dirigente scol. Designazione Addetti emergenza e relativi attestati X Presidenza Dirigente scol. (gestione emergenze - primo soccorso) Incarico Medico Competente X (l eventuale incarico sarà definito all esito della valutazione RLC) Riunione Periodica convocazione e verbale X Presidenza Dirigente scol. (comunicazione h, i) Lettera di richiesta d intervento al Proprietario X presidenza Dirigente scol. dell edificio Documento valutazione RISCHIO INCENDIO X (v. check list 12- o documento specifico) Piano di Emergenza di ciascun edificio (comprensivo X del Piano di Evacuazione) da conservare presso l edificio di riferimento Piano di Primo Soccorso X Registro Infortuni X segreteria DSGA (di pertinenza del Proprietario dell edificio) esistente reperibile presso si no ente nome persona referente Agibilità. (solo per il plesso principale) X presidenza Dirigente scol. Certificato Prevenzione Incendi CPI X Nulla Osta Prevenzione Incendi. (solo per il plesso X presidenza Dirigente scol. principale) Impianti elettrici: Progetto impianti elettrici installati o modificati X dopo a firma di tecnico abilitato In alternativa (solo per impianti antecedenti). Fino al 27/03/08, atto notorio a firma del datore di lavoro di rispondenza alle normative in vigore all epoca dell installazione(d.p.r.392/94) Dopo il 27/03/08, Dichiarazione di rispondenza X di cui al D.M. 37/08. dichiarazione di conformità ai sensi della Legge X 46/90, relativi agli impianti elettrici installati o modificati dopo il , od ai sensi D.M.37/08 per i realizzati dopo il 27/03/08 Documenti necessari per lo svolgimento delle X verifiche e delle manutenzioni (schemi, 12
13 dimensionamenti, classificazioni e valutazione del rischio dovuto al fulmine) Verbale di verifica periodica all'impianto di messa a terra ai sensi del D.P.R. 462/01 con data non antecedente a 2 anni o, in alternativa, lettera d accettazione d incarico di organismo individuato da Min.Sviluppo Economico con data nell anno solare Impianti di protezione dalle scariche atmosferiche: Valutazione del rischio di fulminazione realizzata secondo le Norme CEI 81-1 e 81-4 (relazione di autoprotezione) Solo se l edificio che ospita la scuola ha più di un piano ed è destinato a contenere più di 500 persone: Verbale di verifica periodica dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche ai sensi del D.P.R. 462/01, con data non antecedente a 2 anni o in alternativa lettera d accettazione d incarico di organismo individuato da M.S.E. con data nell anno solare della richiesta di autorizzazione Impianto di riscaldamento: dichiarazione di conformità ai sensi della L. 46/90 per impianti costruiti dopo il 5/3/90, ai sensi del D.M. 37/08 per impianti costruiti dopo il 27/03/08. (solo per il plesso principale) Per impianti ad acqua calda o surriscaldata con potenzialità superiore a 35kW ( kcal/h) : progetto secondo D.M verbale di omologazione ISPESL inoltre, solo per detti impianti con potenzialità superiore a 116 kw ( kcal/h): Verbali di verifica periodica ai sensi del D.M eseguiti da AUSL con data non antecedente a 5 anni Analisi del rischio esplosione (ATEX) Relazione di analisi del rischio esplosione per gli ambienti con presenza di sostanze infiammabili (es., laboratori di chimica, presenza di saldature a fiamma libera ecc) ai sensi dell art. 290 DLgs 81/08 (centrale termica e cucine sono a carico del proprietario dell edificio) X n.p. X X X X X X Presidenza Dirigente scol. 13
14 (di pertinenza dei lavoratori e loro organizzaz.) esistente reperibile presso si no Ufficio/Ente nome persona referente Verbale e comunicazione elezione R.L.S. X Circolare informativa su nomine addetti X Presidenza Dirigente scol. Comunicazione al Dirigente Scolastico dello stato di gravidanza o di post-parto della lavoratrice X Presidenza Dirigente scol. 14
15 A Documentazione OBBLIGATORIA SPECIFICA N.B. indicare nella colonna esistente se tale documentazione non è pertinente mediante la sigla n.p. (di pertinenza dell Istituto scolastico) esistente reperibile presso si no Ufficio/Ente nome persona referente apparecchi di sollevamento con portata > 200 kg n.p. se costruiti prima del 19/9/1996 (DPR 459/96) Libretto matricolare ENPI od ISPESL Verbale di verifica periodica rilasciato da AUSL se costruiti dopo il 19/9/1996 (DPR 459/96) Certificato CE di conformità Verbale di verifica periodica rilasciato da AUSL Istruzioni per l uso macchine marcate CE n.p. Giustificazione Rischio Rumore (allegato 11) X Presidenza Dirigente scol. Giustificazione Rischio Chimico (allegato 16) X Presidenza Dirigente scol. Giustificazione Rischio Vibrazioni (allegato 17) X Presidenza Dirigente scol. Elenco lavoratori soggetti ad Accertamento Sanitario X / protocollo sanitario / elenco idoneità / relazione sanitaria annuale Modulo informativo per le lavoratrici madri X dell esito della valutazione dei rischi specifica (comunicazione o) Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza X Documentazione vaccinazioni X Patentini per acquisto - uso fitosanitari n.p. Documentazione di denuncia emissioni in atmosfera n.p. Documentazione smaltimento rifiuti speciali n.p. 15
16 (di pertinenza del Proprietario dell edificio) esistente reperibile presso si no Ente nome persona referente Impianti Elettrici in luoghi con pericolo di X Presidenza Dirigente scol. esplosione (se presenti): Documentazione di classificazione delle aree (centrale termica e cucina sono escluse se rispondenti al DPR 661/96 Verbale di omologazione degli impianti elettrici installati in luoghi con pericolo d'esplosione rilasciato, ai sensi del D.P.R. 462/01 (ex art. 336 del D.P.R. 547/55), dall'ausl; dopo 2 anni successivo verbale di verifica periodica, a scelta o Az. USL o di altro Organismo abilitato dal M.S.E., e che ne abbia accettato l incarico. (N.B. l'obbligo sussiste nel caso siano presenti impianti elettrici in zone di tipo 0,1 oppure 20, 21 ai sensi dell allegato XLIX del D.Lgs 81/08 e s.m.) Impianti a pressione (se presenti e solo se capacità > 24 l) (autoclavi per acqua e recipienti per aria compressa ) Se costruiti prima del 29/05/2002: Libretto matricolare ANCC od ISPESL inoltre, se PxV [bar x litri] > 8000 o P bollo>12 bar Richiesta omologazione a INAIL (ex-ispesl) Verbale di omologazione INAIL (ex-ispesl) Verbale verifica periodica ASL Se costruiti dopo il 29/05/2002: Certificato CE di conformità (con evidenziato rispondenza a direttiva 97/23/CE oppure a 87/404/CE) Comunicazione di messa in servizio a INAIL (ex- ISPESL) e AUSL (art 19 DLgs 93/2000) Verbale installazione primo impianto INAIL (ex- ISPESL) Verbale di verifica periodica rilasciato dall ASL Impianti Ascensori con portata > 25 kg e corsa > 2 mt. (se presenti): Libretto d impianto e matricola rilasciata dal comune. Affidamento della manutenzione periodica a Ditta abilitata. Documento comprovante l'accettazione d'incarico, rilasciato dall'asl o da altro Organismo notificato, per l'espletamento delle verifiche periodiche biennali sugli ascensori e montacarichi. Prescrizioni e/o Disposizioni organi vigilanza X X X X X X X X X X Presidenza Dirigente scol. 16
17 A Documentazione NECESSARIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI (di pertinenza dell Istituto scolastico) esistente reperibile presso si no Ufficio/Ente nome persona referente Organizzazione sistema prevenzione (Allegato 1) X Presidenza Dirigente scol. Orario scolastico Elenco del personale e degli allievi X Presidenza Dirigente scol. Planimetria della scuola con destinazione d uso dei X Presidenza Dirigente scol. locali Lay-out dei locali adibiti ad attività di laboratorio X Documentazione attività Formativa - Informativa - X Presidenza Dirigente scol. Addestramento, programmi e attestati (allegato 2,3) Elenco procedure e istruzioni operative (allegato 4) X Presidenza Dirigente scol. Elenco e caratteristiche D.P.I. (+ modulo di consegna) (allegato 5,6) Procedura Organizzazione Pronto Soccorso con elenco dei presidi sanitari, loro ubicazione e contenuto e modulo di controllo (allegato 7,8) Elenco Esposti con obbligo di sorveglianza sanitaria (allegato 9) Elenco dei presidi antincendio, loro ubicazione e registro controlli (Piano di emergenza allegati- Registro controlli e manutenzioni allegato PE) Elenco degli agenti chimici utilizzate nei laboratori e in altre lavorazioni schede di sicurezza(allegato 12) Elenco dei materiali utilizzati per le pulizie e schede di sicurezza (allegato 12) Elenco delle macchine/attrezzature e VDT (all. 13) Dichiarazione uso VDT (allegato 14) Caratteristiche degli impianti di ventilazione generale, localizzata e di condizionamento Certificato di conformità Documentazione dei verbali di esercitazioni (evacuazioni ecc.) X Presidenza Dirigente scol. X X Presidenza Dirigente scol. n.p. n.p. X X X Presidenza Dirigente scol. 17
18 B - METODOLOGIA B 1 - Fattori di RISCHIO Classificazione e definizione dei rischi lavorativi presenti negli ambienti di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative, possono essere divisi in tre grandi categorie: Rischi per la sicurezza e la salute dovuti a: (rischi di tipo cosiddetto trasversale) Rischi per la salute dovuti a: (rischi di natura igienico ambientale) Rischi per la sicurezza dovuti a : (rischi di natura infortunistica) Organizzazione del lavoro Fattori psicologici Fattori ergonomici Condizioni di lavoro difficili Agenti chimici Agenti fisici Agenti biologici Strutture Macchine Impianti elettrici Agenti Chimici Incendio - Esplosioni La metodologia seguita nell analisi dei fattori di rischio ha tenuto conto del contenuto specifico del D. Lgs. 81/2008. L analisi è stata effettuata utilizzando elenchi già esistenti adattati alle realtà scolastiche, elencando i fattori di rischio di competenza degli Istituti scolastici. Non sono stati elencati i fattori di rischio di stretta competenza degli Enti proprietari degli edifici scolastici. I fattori di rischio sopra riportati sono contenuti, nell elenco seguente, in un ordinamento di tipologie organizzative e di lavoro più utile alle procedure di valutazione dei rischi. Ciascuno dei punti dell elenco sarà oggetto di una lista di controllo (check-list) che farà da guida alle persone incaricate della valutazione. 18
19 B 2 - Criteri utilizzati Nel seguito si descrivono i criteri adottati per la Valutazione dei rischi attraverso una descrizione dei passi da compiere per identificare i mezzi più opportuni per eliminare i rischi, ovvero per controllarli. La valutazione dei rischi deve essere effettuata in collaborazione con il Responsabile del S.P.P., con il Medico Competente se previsto, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. L obiettivo della valutazione dei rischi consiste nel fornire al datore di lavoro gli elementi utili a prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. L intervento operativo di valutazione dei rischi deve portare a: 1. suddividere le attività in relazione agli ambienti specifici in cui vengono svolte 2. identificare i fattori di rischio (potenziali fonti di pericolo) 3. identificare i lavoratori esposti 4. quantificare i rischi (stima dell entità dell esposizione e della gravità degli effetti) 5. definire le priorità degli interventi necessari 6. individuare, programmare e mettere in atto le misure di prevenzione necessarie. B. 2.1 Identificazione dei fattori di rischio (potenziali fonti di pericolo) Tale fase viene eseguita attraverso una breve ma dettagliata descrizione di tutte le attività che vengono svolte in ciascuna tipologia di ambiente di lavoro. La valutazione deve riguardare i rischi che risultino ragionevolmente prevedibili. E opportuno fare una prima valutazione complessiva per separare i rischi in due categorie: quelli ben noti per i quali si identificano prontamente le misure di controllo, e i rischi per i quali è necessario un esame più attento e dettagliato. L identificazione dei fattori di rischio sarà guidata dalle conoscenze disponibili su norme di legge e standard tecnici, dai dati desunti dall esperienza e dalle informazioni raccolte, dai contributi apportati da quanti, a diverso titolo, concorrono all effettuazione della stessa valutazione: responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, medico competente, altre figure che possono essere utilmente consultate nel merito (docenti, non docenti, responsabili di laboratorio, ecc.). Questo procedimento consentirà di identificare i pericoli non soltanto in base ai principi generalmente noti, ma anche all esistenza di fattori di rischio peculiari delle condizioni in cui ha luogo l attività lavorativa. Si avrà cura di controllare l influenza che su tale identificazione può esercitare la percezione soggettiva del rischio, che talvolta può portare a sottostimare o sovrastimare un pericolo sulla base dell abitudine al rischio o dell eccessiva fiducia concessa alle impressioni sensoriali. B. 2.2 Identificazione dei lavoratori esposti In relazione alle situazioni pericolose messe in luce dalla prima fase della valutazione, si evidenzierà il numero dei lavoratori che è possibilmente esposto ai fattori di rischio, individualmente o come gruppo omogeneo. E opportuno che i lavoratori esposti siano identificati nominalmente o come gruppi omogenei per la programmazione dei successivi interventi di informazione/formazione. Tale fase non potrà prescindere da una modalità partecipativa dei lavoratori nella raccolta delle informazioni necessarie. 19
20 A questo proposito si fa presente come l uso di check list; se pur di utilità al RSPP, non può essere considerato come l unico mezzo per la valutazione. La check list infatti: può rivelarsi a volte eccessivamente dettagliata, altre generica a seconda del tipo di lavorazione o attrezzatura utilizzata. non sostituisce la conoscenza e le informazioni pregiate di cui dispongono i lavoratori direttamente interessati sulle specifiche situazioni di rischio. B Quantificazione dei rischi (stima dell entità dell esposizione e della gravità degli effetti) La quantificazione del rischio deriva dalla possibilità di definire il rischio come prodotto della Probabilità (P) di accadimento per la gravità del Danno (D) atteso: R = P x D La definizione della scala di Probabilità fa riferimento principalmente all esistenza di una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e la probabilità che si verifichi l evento indesiderato, tenuto conto della frequenza e della durata delle operazioni/lavorazioni che comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori: Valore Livello probabilità Definizioni/Criteri 3 molto probabile Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata e il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nella stessa Azienda o in aziende simili. Il verificarsi del danno conseguente la mancanza rilevata non susciterebbe alcuno stupore. 2 Probabile La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe sorpresa. 1 poco probabile La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi o addirittura nessun episodio. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa e incredulità. Tale giudizio può essere misurato in modo indiretto attraverso il livello di sorpresa che l evento provocherebbe, secondo una interessante prassi interpretativa in uso nei paesi anglosassoni. 20