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Timestamp: 2020-04-05 01:36:26+00:00
Document Index: 119269237

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Il processo arbitrale flessibile (con il focus sull'istruttoria)
SKU: 8818127180
Autore: Zucconi Galli Fonseca Elena
9788849536911
Si afferma tradizionalmente che una delle caratteristiche più importanti dell’arbitrato, che lo contraddistingue rispetto al giudizio statuale, è la flessibilità delle sue regole processuali. L’autrice si è posta l’obiettivo di indagare sulla flessibilità arbitrale, partendo dal suo significato, per poi ripartire l’analisi fra i poteri di determinazione delle regole che spettano alle parti e quelli, residuali ma certamente assai rilevanti nella prassi, che competono agli arbitri. Se i primi sono dominati dal principio di buona fede, e trovano un limite alla loro ampiezza nei casi che l’autrice definisce «a tecnica arbitrale differenziata», i secondi debbono conformarsi ad una pluralità di criteri – in particolare, l’analisi ne individua cinque – che permettano il raggiungimento dell’obiettivo di un processo efficiente. La seconda parte del lavoro è dedicata al più rilevante banco di prova per la verifica delle basi poste nella prima parte: la fase di accertamento dei fatti, affrontata in una prospettiva unificatrice dei profili interni ed internazionali dell’arbitrato. L’autrice esamina, dapprima, le regole dell’istruttoria arbitrale, e, poi, i singoli mezzi di prova (che distingue in prove nominate e prove innominate), allo scopo di verificare come, in concreto, si possa configurare un giusto equilibrio fra flessibilità e attuazione dei principi a cui le parti e gli arbitri debbono conformarsi. La flessibilità è la chiave per raggiungere l’obiettivo del cd. iron triangle: far convivere, nel modo più bilanciato possibile, tempi costi e qualità dell’accertamento.
Elena Zucconi Galli Fonseca (Bologna 1966) è professore ordinario presso l’Università di Bologna, dove insegna Diritto processuale civile e Diritto dell’arbitrato interno ed internazionale. È autrice di monografie [La convenzione arbitrale rituale rispetto ai terzi, 2004; Pregiudizialità e rinvio (contributo allo studio dei limiti soggettivi dell’accertamento), 2011], del volume Diritto dell’arbitrato (2016) e di numerosi saggi e contributi pubblicati in riviste e opere collettanee, in tema di processo civile ed arbitrato. È membro del Comitato di direzione della Rivista trimestrale di diritto e procedura civile e del Comitato di direzione della Rivista di diritto sportivo.
Capitolo I – Il concetto di flessibilità procedimentale nell’arbitrato
1. Premessa: l’iron triangle
2. Cosa significa flessibilità?
3. Flessibilità e formalismo: la flessibilità come strumentalità dell’atto allo scopo in concreto
4. Flessibilità, sommarietà e semplificazione: il case management (in chiosa flessibilità v. elasticità)
5. Sintesi dei risultati raggiunti
Capitolo II – La determinazione delle regole procedimentali in arbitrato
Sezione I – Il ruolo delle parti nella determinazione delle regole procedimentali
1. Il grado di autonomia delle parti rispetto al procedimento
2. Il principio di buona fede (e di meritevolezza), riequilibratore dell’autonomia negoziale delle parti
3. L’evoluzione del rapporto fra norme imperative ed autonomia negoziale
4. Il limite del giusto processo arbitrale
5. In particolare, il diritto al contraddittorio e il diritto alla prova
6. Nullità delle regole procedimentali e ricadute sulla scelta arbitrale
7. Le situazioni di ordine pubblico di protezione e la «tecnica arbitrale differenziata»: l’esempio del consumo e della famiglia
8. Sintesi dei risultati raggiunti sull’autonomia regolamentare delle parti
9. Postilla: autonomia del contributo dei difensori
Sezione II – Il ruolo degli arbitri nella determinazione delle regole procedimentali
1. L’autonomia regolamentare dell’arbitro; a) l’arbitro di fronte alle regole procedimentali dettate dalle parti
2. b) L’autonomia procedurale degli arbitri nel silenzio delle parti
3. c) L’autonomia degli arbitri su esplicita delega delle parti
4. Le linee guida nella determinazione delle regole del procedimento
5. Il primo criterio: il rispetto dei principi del «giusto processo arbitrale» ed in particolare del contraddittorio
6. Il secondo criterio: la ricerca della volontà delle parti
7. Il terzo criterio: i principi di proporzionalità e di ragionevolezza
8. Il quarto criterio: la buona fede, la correttezza e il dovere di preservare l’integrità del processo arbitrale
9. Il quinto criterio: la prevedibilità ragionevole
10. Segue: la «prevedibilità derogabile» della soft law
11. Il sesto criterio: il contraddittorio nella predeterminazione della regola
Capitolo III – La flessibilità nella fase di accertamento dei fatti
Sezione I – Generalità
2. La questione dell’applicabilità delle norme probatorie davanti al giudice civile (i profili pubblicistici della disciplina delle prove; la tesi che distingue fra natura processuale e sostanziale delle regole sulle prove)
3. Un’applicazione della buona fede: l’art. 2698 c.c. sui patti derogatori dell’onere della prova
4. L’accertamento senza prova: non contestazione, massime di esperienza, fatti notori
5. La ricerca della prova da parte dell’arbitro
6. La rilevanza della prova: flessibilità significa discrezionalità nella scelta del materiale probatorio
7. Il problema degli arbitrati «rapidi» o «documentali»; ammissibilità delle limitazioni di mezzi di prova
8. I tipi di prova in arbitrato: premessa metodologica
Sezione II – Le fonti di prova previste dall’art. 816-ter c.p.c. (prove nominate)
1. I limiti di ammissibilità: in particolare la testimonianza in arbitrato
2. Modalità di assunzione: in particolare, testimonianza orale v. scritta
3. Flessibilità nell’accertamento tecnico dei fatti
Sezione III – Le fonti di prova non menzionate dall’art. 816-ter c.p.c. (prove innominate)
1. Generale ammissibilità, ma anche limiti, delle fonti di prova non menzionate dall’art. 816-ter c.p.c.
2. Una prova documentale flessibile
3. Segue: flessibilità nelle modalità di entrata del documento nel processo; in particolare l’ordine di esibizione e i documenti informatici
4. La dichiarazione della parte
Sezione IV – La valutazione delle prove
1. La centralità del principio del libero convincimento (ed i suoi contrappesi)
2. Le previsioni pattizie circa il sistema di valutazione della prova
Conclusioni – Strumenti innovativi per un significato virtuoso di flessibilità: l’arbitro come il project manager?