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Timestamp: 2018-12-17 15:49:57+00:00
Document Index: 96535525

Matched Legal Cases: ['art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 64', 'art. 55', 'art. 55', 'art. 64', 'art. 2', 'art. 59', 'art. 15', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 66', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 75', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7']

Legge 24 giugno 1997, n. 196 “Norme in materia di promozione dell’occupazione”
LEGGE N. 196/97
1. Contratto di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo.
1. Il contratto di lavoro temporaneo è il contratto mediante il quale un’impresa di fornitura di lavoro temporaneo, di seguito denominata “impresa fornitrice”, iscritta all’albo previsto dall’articolo 2, comma 1, pone uno o più lavoratori, di seguito denominati “prestatori di lavoro temporaneo”, da essa assunti con il contratto previsto dall’articolo 3, a disposizione di un’impresa che ne utilizzi la prestazione lavorativa, di seguito denominata “impresa utilizzatrice”, per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo individuate ai sensi del comma 2.
3. Nei settori dell’agricoltura, privilegiando le attività rivolte allo sviluppo dell’agricoltura biologica, e dell’edilizia i contratti di fornitura di lavoro temporaneo potranno essere introdotti in via sperimentale previa intesa tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale circa le aree e le modalità della sperimentazione. La predetta limitazione non trova applicazione con riferimento ai lavoratori appartenenti alla categoria degli impiegati (1/a).
a) per le mansioni individuate dai contratti collettivi nazionali della categoria di appartenenza dell’impresa utilizzatrice stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi, con particolare riguardo alle mansioni il cui svolgimento può presentare maggiore pericolo per la sicurezza del prestatore di lavoro o di soggetti terzi (1/b);
e) a favore di imprese che non dimostrano alla Direzione provinciale del lavoro di aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (1/c), e successive modificazioni ed integrazioni;
f) per le lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale e per lavori particolarmente pericolosi individuati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (2).
d) assunzione da parte dell’impresa fornitrice dell’obbligazione del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico nonché del versamento dei contributi previdenziali;
e) assunzione dell’obbligo dell’impresa utilizzatrice di comunicare all’impresa fornitrice i trattamenti retributivi e previdenziali applicabili, nonché le eventuali differenze maturate nel corso di ciascuna mensilità o del minore periodo di durata del rapporto;
g) assunzione da parte dell’impresa utilizzatrice, in caso di inadempimento dell’impresa fornitrice, dell’obbligo del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico nonché del versamento dei contributi previdenziali in favore del prestatore di lavoro temporaneo, fatto salvo il diritto di rivalsa verso l’impresa fornitrice;
(1/a) Periodo aggiunto dall’art. 64, L. 23 dicembre 1999, n. 488.
(1/b) Lettera così sostituita dall’art. 64, L. 23 dicembre 1999, n. 488.
(1/c) Riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
(2) Le lavorazioni vietate per la fornitura di lavoro temporaneo sono state individuate con D.M. 31 maggio 1999.
2. Soggetti abilitati all’attività di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo.
1. L’attività di fornitura di lavoro temporaneo può essere esercitata soltanto da società iscritte in apposito albo istituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale rilascia, sentita la commissione centrale per l’impiego, entro sessanta giorni dalla richiesta e previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui al comma 2, l’autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività di fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo, provvedendo contestualmente all’iscrizione delle società nel predetto albo. Decorsi due anni il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, su richiesta del soggetto autorizzato, entro i trenta giorni successivi rilasciata l’autorizzazione a tempo indeterminato subordinatamente alla verifica del corretto andamento dell’attività svolta (2/a).
c) a garanzia dei crediti dei lavoratori assunti con il contratto di cui all’articolo 3 e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di lire 700 milioni presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nel territorio nazionale; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fidejussione bancaria o assicurativa non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a lire 700 milioni;
d) in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (3), per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (4), o della legge 31 maggio 1965, n. 575 (4), o della legge 13 settembre 1982, n. 646 (4), e successive modificazioni.
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 può essere concessa anche a società cooperative di produzione e lavoro che, oltre a soddisfare le condizioni di cui al comma 2, abbiano almeno cinquanta soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio 1992, n. 59 (5), e che occupino lavoratori dipendenti per un numero di giornate non superiore ad un terzo delle giornate di lavoro effettuate dalla cooperativa nel suo complesso. Soltanto i lavoratori dipendenti dalla società cooperativa di produzione e lavoro possono essere da questa forniti come prestatori di lavoro temporaneo.
4. I requisiti di cui ai commi 2 e 3 nonché le informazioni di cui al comma 7 sono dichiarati dalla società alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della provincia in cui ha la sede legale, per l’iscrizione nel registro di cui all’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581 (6).
5. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con decreto da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le modalità della presentazione della richiesta di autorizzazione di cui al comma 1 (6/a).
7. La società comunica all’autorità concedente gli spostamenti di sede, l’apertura delle filiali o succursali, la cessazione dell’attività ed ha inoltre l’obbligo di fornire all’autorità concedente tutte le informazioni da questa richiesta.
8. La disciplina in materia di assunzioni obbligatorie e l’obbligo di riserva di cui all’articolo 25, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (7), non si applicano all’impresa fornitrice con riferimento ai lavoratori da assumere con contratto per prestazioni di lavoro temporaneo. I predetti lavoratori non sono computati ai fini dell’applicazione, all’impresa fornitrice, delle predette disposizioni.
(2/a) Il regolamento per l’istituzione dell’albo di cui al presente comma è stato approvato con D.M. 3 settembre 1997, n. 381, riportato al n. XXI.
(3) Riportata alla voce Ordinamento giudiziario.
(4) Riportata alla voce Sicurezza pubblica.
(5) Riportata alla voce Cooperazione e cooperative.
(6/a) Le modalità di presentazione della domanda di cui al presente comma sono state stabilite con D.M. 3 settembre 1997, n. 382, riportato al n. XXII.
(7) Riportata alla voce Lavoro.
3. Contratto per prestazioni di lavoro temporaneo.
2. Con il contratto di cui al comma 1 il lavoratore temporaneo, per la durata della prestazione lavorativa presso l’impresa utilizzatrice, svolge la propria attività nell’interesse nonché sotto la direzione ed il controllo dell’impresa medesima; nell’ipotesi di contratto a tempo indeterminato il lavoratore rimane a disposizione dell’impresa fornitrice per i periodi in cui non svolge la prestazione lavorativa presso un’impresa utilizzatrice.
b) l’indicazione dell’impresa fornitrice e della sua iscrizione all’albo, nonché della cauzione ovvero della fideiussione di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c);
5. L’impresa fornitrice informa i prestatori di lavoro temporaneo sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti in conformità alle disposizioni recate dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (8), e successive modificazioni ed integrazioni. Il contratto di fornitura può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’impresa utilizzatrice; in tale caso ne va fatta indicazione nel contratto di cui al comma 3.
(8) Riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
4. Prestazione di lavoro temporaneo e trattamento retributivo.
1. Il prestatore di lavoro temporaneo svolge la propria attività secondo le istruzioni impartite dall’impresa utilizzatrice per l’esecuzione e la disciplina del rapporto di lavoro ed è tenuto inoltre all’osservanza di tutte le norme di legge e di contratto collettivo applicate ai lavoratori dipendenti dell’impresa utilizzatrice.
2. Al prestatore di lavoro temporaneo è corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice. Al prestatore di lavoro temporaneo non può comunque essere corrisposto il trattamento previsto per la categoria di inquadramento di livello più basso quando tale inquadramento sia considerato dal contratto collettivo come avente carattere esclusivamente transitorio (8/a). I contratti collettivi delle imprese utilizzatrici stabiliscono modalità e criteri per la determinazione e corresponsione delle erogazioni economiche correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti o collegati all’andamento economico dell’impresa.
(8/a) Periodo aggiunto dall’art. 64, L. 23 dicembre 1999, n. 488.
5. Interventi specifici per i lavoratori temporanei.
1. Le imprese fornitrici sono tenute a versare al Fondo di cui al comma 2 un contributo pari al 4 per cento della retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con il contratto di cui all’articolo 3. Le risorse sono destinate per: a) interventi a favore dei lavoratori temporanei intesi, in particolare, a promuovere percorsi di qualificazione e riqualificazione anche in funzione di continuità di occasioni di impiego e a prevedere specifiche misure di carattere previdenziale; b) iniziative comuni finalizzate a verificare l’utilizzo del lavoro temporaneo e la sua efficacia anche in termini di promozione dell’emersione del lavoro non regolare. I predetti interventi e misure sono attuati nel quadro di politiche stabilite nel contratto collettivo applicato alle imprese fornitrici ovvero, in mancanza, stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel predetto àmbito.
2. I contributi di cui al comma 1 sono rimessi ad un Fondo bilaterale appositamente costituito, anche nell’ente bilaterale, dalle parti stipulanti il contratto collettivo nazionale delle imprese di fornitura di lavoro temporaneo di cui all’articolo 11, comma 5:
b) come soggetto dotato di personalità giuridica ai sensi dell’articolo 12 del codice civile con procedimento per il riconoscimento rientrante nelle competenze del Ministro del lavoro e della previdenza sociale ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
4. All’eventuale adeguamento del contributo di cui al comma 1 si provvede con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in esito alla verifica a cura delle parti sociali da effettuare decorsi due anni dall’effettivo funzionamento del Fondo di cui al comma 2.
5. In caso di omissione, anche parziale, del contributo di cui al comma 1, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere, oltre al contributo omesso e alle relative sanzioni, una somma, a titolo di sanzione amministrativa, di importo pari a quella del contributo omesso; gli importi delle sanzioni amministrative sono versati al Fondo di cui al comma 2 (9).
(9) Articolo così sostituito dall’art. 64, L. 23 dicembre 1999, n. 488.
6. Obblighi dell’impresa utilizzatrice.
1. Nel caso in cui le mansioni cui è adibito il prestatore di lavoro temporaneo richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, l’impresa utilizzatrice ne informa il lavoratore conformemente a quanto previsto dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (10), e successive modificazioni ed integrazioni. L’impresa utilizzatrice osserva, altresì, nei confronti del medesimo prestatore, tutti gli obblighi di protezione previsti nei confronti dei propri dipendenti ed è responsabile per la violazione degli obblighi di sicurezza individuati dalla legge e dai contratti collettivi.
5. Il prestatore di lavoro temporaneo non è computato nell’organico dell’impresa utilizzatrice ai fini dell’applicazione di normative di legge o di controllo collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla materia dell’igiene e della sicurezza sul lavoro.
6. Ai fini dell’esercizio del potere disciplinare da parte dell’impresa fornitrice, l’impresa utilizzatrice comunica alla prima gli elementi che formeranno oggetto della contestazione ai sensi dell’articolo 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300 (11).
(10) Riportato alla voce Infortuni sul lavoro e igiene (Prevenzione degli).
7. Diritti sindacali.
1. Al personale dipendente delle imprese fornitrici si applicano i diritti sindacali previsti dalla legge 20 maggio 1970, n. 300 (11), e successive modificazioni.
2. Il prestatore di lavoro temporaneo, per tutta la durata del suo contratto, ha diritto ad esercitare presso l’impresa utilizzatrice i diritti di libertà e di attività sindacale nonché a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici.
4. L’impresa utilizzatrice comunica alla rappresentanza sindacale unitaria, ovvero alle rappresentanze aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale;
a) il numero ed i motivi del ricorso al lavoro temporaneo prima della stipula del contratto di fornitura di cui all’articolo 1, ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità di stipulare il contratto, l’impresa utilizzatrice fornisce le predette comunicazioni entro i cinque giorni successivi;
8. Prestazioni di lavoro temporaneo e lavoratori in mobilità.
2. All’impresa fornitrice che assume lavoratori titolari dell’indennità di mobilità con il contratto per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo indeterminato, il contributo di cui all’articolo 8, comma 4, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (12), e successive modificazioni e integrazioni, è determinato complessivamente con riferimento all’ammontare delle mensilità di indennità di mobilità non fruite dal lavoratore anche ai sensi del comma 1 ed è concesso allo scadere del periodo di fruibilità di detta indennità da parte del lavoratore medesimo.
3. Le agenzie regionali per l’impiego di cui all’articolo 24 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (13), possono stipulare, con i soggetti di cui all’articolo 2, convenzioni che prevedano lo svolgimento da parte di questi ultimi di attività mirate a promuovere il reinserimento lavorativo dei titolari dell’indennità di mobilità mediante l’effettuazione di prestazioni di lavoro temporaneo nel rispetto delle condizioni previste dai commi 1, lettera b), e 2 dell’articolo 9 della citata legge n. 223 del 1991 (12), e successive modificazioni e integrazioni. La convenzione può prevedere lo svolgimento di attività formative che possono essere finanziate a carico del Fondo di cui all’articolo 5, comma 2.
4. Nei confronti dei lavoratori che rifiutano l’assunzione da parte dell’impresa fornitrice convenzionata ai sensi del comma 3, la Direzione provinciale del lavoro, su segnalazione della sezione circoscrizionale, dispone la sospensione dell’indennità di mobilità per un periodo pari a quello del contratto offerto e comunque non inferiore ad un mese. Avverso il provvedimento è ammesso ricorso, entro trenta giorni, alla Direzione regionale del lavoro che decide, con provvedimento definitivo, entro venti giorni.
(12) Riportata alla voce Lavoro.
9. Norme previdenziali.
1. Gli oneri contributivi, previdenziali ed assistenziali, previsti dalle vigenti disposizioni legislative, sono a carico delle imprese fornitrici che, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88 (14), sono inquadrate nel settore terziario. Sull’indennità di disponibilità di cui all’articolo 4, comma 3, i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare, anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo.
2. Gli obblighi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (15), e successive modificazioni, sono a carico dell’impresa fornitrice. I premi e i contributi sono determinati in base al tasso medio, o medio ponderato, stabilito per la posizione assicurativa, già in atto presso l’impresa utilizzatrice, nella quale sono inquadrabili le lavorazioni svolte dai lavoratori temporanei, ovvero sono determinati in base al tasso medio, o medio ponderato, della voce di tariffa corrispondente alla lavorazione effettivamente prestata dal lavoratore temporaneo, ove presso l’impresa utilizzatrice la stessa non sia già assicurata (15/a).
3. Al fine di garantire la copertura assicurativa per i lavoratori impegnati in iniziative formative di cui all’articolo 5, comma 2, nonché per i periodi intercorrenti fra i contratti per prestazioni di lavoro temporaneo stipulati a tempo determinato, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, viene stabilita, nei limiti delle risorse derivanti dal contributo di cui all’articolo 5, comma 1, la possibilità di concorso agli oneri contributivi a carico del lavoratore previsti dagli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564 (16). Con il medesimo decreto viene stabilita la misura di retribuzione convenzionale in riferimento alla quale i lavoratori assunti ai sensi dell’articolo 3, comma 1, possono versare la differenza contributiva per i periodi in cui abbiano percepito una retribuzione inferiore rispetto a quella convenzionale ovvero abbiano usufruito dell’indennità di disponibilità di cui all’articolo 4, comma 3, e fino a concorrenza della medesima misura.
(14) Riportata alla voce Previdenza sociale.
(15) Riportato alla voce Infortuni sul lavoro e malattie professionali (Assicurazione obbligatoria contro gli).
(15/a) Periodo così sostituito dall’art. 55, L. 17 maggio 1999, n. 144, riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della). Vedi, anche, le altre disposizioni del citato art. 55.
(16) Riportato alla voce Invalidità, vecchiaia e superstiti (Assicurazione obbligatoria per).
10. Norme sanzionatorie.
1. Nei confronti dell’impresa utilizzatrice che ricorra alla fornitura di prestatori di lavoro da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 2, ovvero che violi le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 2, 3, 4 e 5, nonché nei confronti dei soggetti che forniscono prestatori di lavoro dipendente senza essere iscritti all’albo di cui all’articolo 2, comma 1, continua a trovare applicazione la legge 23 ottobre 1960, n. 1369 (17).
(17) Riportata alla voce Appalti di mano d’opera (Divieto degli).
4. Qualora, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, non sia intervenuta, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera a), ovvero ai sensi dell’articolo 1, comma 3 la determinazione da parte dei contratti collettivi nazionali dei casi in cui può essere concluso il contratto di fornitura di lavoro temporaneo, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale convoca le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative, al fine di promuovere l’accordo. In caso di mancata stipulazione dell’accordo entro trenta giorni successivi alla convocazione, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale individua in via sperimentale, con proprio decreto, i predetti casi e le relative percentuali ai sensi dell’articolo 1, comma 8 (17/a).
(17/a) Comma così modificato dall’art. 64, L. 23 dicembre 1999, n. 488. Per la regolametazione del lavoro temporaneo nel settore dei trasporti vedi il D.M. 29 novembre 1999.
12. Disciplina sanzionatoria del contratto a tempo determinato.
(18) Sostituisce il secondo comma dell’art. 2, L. 18 aprile 1962, n. 230, riportata alla voce Lavoro.
13. Incentivi alla riduzione e rimodulazione degli orari di lavoro, lavoro a tempo parziale.
1. L’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali. I contratti collettivi nazionali possono stabilire una durata minore e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno. In attesa della nuova normativa in materia di tempi di lavoro e comunque non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni di cui ai commi secondo e terzo dell’articolo 5-bis del regio decreto-legge 15 marzo 1923, n. 692 (19), convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni e integrazioni, continuano a trovare applicazione solo in caso di superamento delle 48 ore settimanali di lavoro (19/a).
2. Allo scopo di favorire il ricorso a forme di orario ridotto, anche attraverso processi concordati di riduzione dell’orario di lavoro, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri del tesoro e del bilancio e della programmazione economica, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentite le Commissioni parlamentari competenti, sono stabilite misure di riduzione o rimodulazione delle aliquote contributive in funzione dell’entità della riduzione e rimodulazione dell’orario di lavoro determinate contrattualmente. Tali misure verranno attuate secondo criteri e modalità stabiliti nel medesimo decreto, con particolare riferimento alla rimodulazione delle aliquote contributive per fasce di orario, rispettivamente, fino a ventiquattro, oltre ventiquattro e fino a trentadue, oltre trentadue e fino a trentasei, oltre trentasei e fino a quaranta ore settimanali. Le medesime aliquote si applicano quando l’orario medio settimanale sia compreso nelle fasce suddette, anche non riferimento ai casi di lavoro a tempo parziale verticale. In sede di prima applicazione, per i primi due anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, gli interventi sono destinati prioritariamente ai casi in cui il contratto di cui al primo periodo preveda assunzioni a tempo indeterminato di nuovo personale ad incremento dell’organico o la trasformazione di contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale nell’ambito di processi di gestione di esuberi di personale.
3. I benefìci concessi ai sensi del comma 2 sono cumulabili con quelli previsti dall’articolo 7 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299 (19), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, per i quali si provvede ad incrementare le risorse preordinate allo scopo. Al comma 1 del citato articolo 7 le parole: “fino al 31 dicembre 1995” sono soppresse.
a) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati dalle imprese situate nelle aree di cui all’obiettivo n. 1 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni, ad incremento degli organici esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, con lavoratori inoccupati di età compresa tra i diciotto e venticinque anni e residenti nelle predette aree;
e) contratti di lavoro a tempo parziale stipulati da imprese che abbiano provveduto ad attuare interventi volti al risparmio energetico e all’uso di energie alternative ai sensi della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (20).
5. Decorsi due anni dall’emanazione del decreto di cui al comma 2 il Governo procede ad una valutazione, con le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale, degli effetti degli interventi di cui al presente articolo su comportamenti delle imprese fruitrici, sui livelli occupazionali e sulla diffusione dei contratti di lavoro a tempo parziale, anche al fine di rideterminare l’impegno finanziario di cui al presente articolo, e ne riferisce al Parlamento.
6. Le misure previste nel presente articolo possono essere attuate nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (21), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, come incremento ai sensi dell’articolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669 (22), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, nella misura di lire 868 miliardi per l’anno 1997, di lire 494 miliardi per l’anno 1998 e di lire 739 miliardi annui a decorrere dall’anno 1999, nonché ai sensi dell’articolo 25 della presente legge. Per il primo anno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, tale limite non potrà superare 400 miliardi di lire. Per i successivi anni il limite è determinato con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, nell’ambito delle risorse disponibili del Fondo, ripartendone la destinazione tra gli incentivi alla riduzione e rimodulazione degli orari di lavoro e gli incentivi per i contratti a tempo parziale.
(19) Riportato alla voce Lavoro.
(19/a) Comma così modificato dall’art. 59, comma 37, L. 27 dicembre 1997, n. 449, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(20) Riportata alla voce Ministero dell’ambiente.
(21) Riportato alla voce Lavoro.
(22) Riportato alla voce Imposte e tasse in genere.
14. Occupazione nel settore della ricerca.
[1. Con uno o più decreti del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, una quota, da determinarsi annualmente, delle somme disponibili, di competenza della medesima amministrazione e a valere sulle risorse finanziarie di cui ai provvedimenti: legge 17 febbraio 1982, n. 46 (23), e successive modificazioni; legge 1° marzo 1986, n. 64 (24), e successive modificazioni; legge 5 agosto 1988, n. 346 (23); D.L. 22 ottobre 1992, n. 415 (25), e relativa legge di conversione 19 dicembre 1992, n. 488; articolo 11, comma 5, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, e relativa legge di conversione 19 luglio 1994, n. 451; D.L. 23 settembre 1994, n. 547 (26), e relativa legge di conversione 22 novembre 1994, n. 644; D.L. 31 gennaio 1995, n. 26 (27), e relativa legge di conversione 29 marzo 1995, n. 95; D.L. 8 febbraio 1995, n. 32 (25), e relativa legge di conversione 7 aprile 1995, n. 104; D.L. 17 giugno 1996, n. 321 (26), e relativa legge di conversione 8 agosto 1996, n. 421; D.L. 23 ottobre 1996, n. 548 (25), e relativa legge di conversione 20 dicembre 1996, n. 641; può essere assegnata prioritariamente, per l'erogazione, a piccole e medie imprese, alle imprese artigiane e ai soggetti di cui agli articoli 17 e 27 della legge 5 ottobre 1991, n. 317 (28), di contributi finalizzati all'avviamento di titolari di diploma universitario, di laureati e di dottori di ricerca ad attività di ricerca, con la stipula di contratti a termine di lavoro subordinato, anche a tempo parziale, nell'ambito di progetti di ricerca di durata predeterminata (28/a).
2. In deroga alla normativa concernente il personale degli enti pubblici di ricerca e delle università e in attesa del riordino generale del settore, è consentito agli enti e agli atenei medesimi, in via sperimentale, nell'ambito di attività per il trasferimento tecnologico, di assegnare in distacco temporaneo ricercatori, tecnologi e tecnici di ricerca di cui all'art. 15 della L. 11 marzo 1988, n. 67 (29), presso piccole e medie imprese, nonché presso i soggetti di cui gli artt. 17 e 27 della L. 5 ottobre 1991, n. 317 (30) (30/a).
3. L'assegnazione di cui al comma 2 comporta il mantenimento del rapporto di lavoro con l'ente o con l'ateneo assegnante, con l'annesso trattamento economico e contributivo. È disposta su richiesta dell'impresa o del soggetto di cui al comma 2, previo assenso dell'interessato e per un periodo non superiore a quattro anni, rinnovabile una sola volta, sulla base di intese tra le parti, che regolano le funzioni, nonché le modalità di inserimento dei lavoratori in distacco temporaneo presso l'impresa o il soggetto assegnatario. L'impresa o i soggetti di cui agli artt. 17 e 27 della L. 5 ottobre 1991, n. 317 (30), corrispondono un compenso, a titolo di incentivo e aggiuntivo al trattamento corrisposto dall'ente o dell'ateneo assegnante, ai ricercatori, tecnologi e tecnici di ricerca distaccati (30/a).
4. Con i decreti di cui al comma 1, a valere sulle medesime risorse di cui alla predetta disposizione, nonché, dall'anno 1999 e con riferimento agli atenei, a valere sui trasferimenti statali ad essi destinati possono essere altresì concesse agli enti pubblici di ricerca e alle università, i quali procedano alle assegnazioni in distacco temporaneo di cui al comma 2, eventuali integrazioni dei contributi ordinari finalizzate alla copertura, nella misura determinata dai medesimi decreti, degli oneri derivanti dall'assunzione, in sostituzione del personale distaccato, di titolari di diploma universitario, di laureati o di dottori di ricerca con contratto a termine di lavoro subordinato anche a tempo parziale, di durata non superiore a quattro anni, rinnovanile una sola volta, per attività di ricerca (30/a).
5. I decreti di cui ai commi 1 e 4 determinano le procedure di presentazione e di selezione delle richieste di contributo e di integrazione, gli importi massimi del contributo e dell'integrazione per ogni soggetto beneficiario, anche in relazione alle aree territoriali interessate nel rispetto delle finalità stabilite dal D.L. 22 ottobre 1992, n. 415 (31), e relativa legge di conversione 19 dicembre 1992, n. 488, e alla possibilità di confinanziamento comunitario, la differenziazione del contributo e dell'integrazione in relazione al livello di qualificazione del personale da assumere, l'eventuale ulteriore disciplina del distacco temporaneo, nonché apposite modalità di monitoraggio e di verifica] (31/a).
(23) Riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della).
(24) Riportata alla voce Cassa per il Mezzogiorno.
(25) Riportato alla voce Cassa per il Mezzogiorno.
(26) Riportato alla voce Economia nazionale (Sviluppo della).
(27) Riportato alla voce Industrializzazione e sviluppo economico del Mezzogiorno.
(28) Riportata alla voce Artigianato, medie e piccole industrie.
(28/a) Comma così modificato dall’art. 5, L. 27 dicembre 1997, n. 449, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(29) Riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(30) Riportata alla voce Artigianato, medie e piccole industrie.
(30/a) Comma così modificato dall’art. 5, L. 27 dicembre 1997, n. 449, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(31) Riportato alla voce Cassa per il Mezzogiorno.
(31/a) In attuazione di quanto disposto dal presente articolo, vedi il D.M. 1° dicembre 1997 e il D.M. 5 agosto 1999. Successivamente l’art. 9, L. 27 luglio 1999, n. 297, ha abrogato il presente articolo con la decorrenza ivi indicata.
15. Contratto di formazione e lavoro.
1. All’articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299 (32), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) (33);
b) (34).
2. La Commissione regionale per l’impiego può deliberare, ai sensi dell’articolo 9, comma 9, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (32), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, l’inserimento mirato lavorativo con contratto di formazione e lavoro per soggetti portatori di handicap, sulla base di progetti previsti dai contratti collettivi nazionali.
(33) Modifica il comma 1 dell’art. 16, D.L. 16 maggio 1994, n. 299, riportato alla voce Lavoro.
(34) Aggiunge due periodi al comma 6 dell’art. 16, D.L. 16 maggio 1994, n. 299, riportato alla voce Lavoro.
16. Apprendistato.
1. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato, i giovani di età non inferiore a sedici anni e non superiore a ventiquattro, ovvero a ventisei anni nelle aree di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, e successive modificazioni. Sono fatti salvi i divieti e le limitazioni previsti dalla legge sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti. L’apprendistato non può avere una durata superiore a quella stabilita per categorie professionali dai contratti collettivi nazionali di lavoro e comunque non inferiore a diciotto mesi e superiore a quattro anni. Qualora l’apprendista sia portatore di handicap i limiti di età di cui al presente comma sono elevati di due anni; i soggetti portatori di handicap impiegati nell’apprendistato sono computati nelle quote di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482 (35), e successive modificazioni.
2. Ai contratti di apprendistato conclusi a decorrere da un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le relative agevolazioni contributive trovano applicazione alla condizione che gli apprendisti partecipino alle iniziative di formazione esterna all’azienda previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, su proposta del comitato istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 novembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 dell’11 dicembre 1996, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale, le associazioni di categoria dei datori di lavoro e le regioni, sono definiti, entro trenta giorni dalla decisione del comitato, i contenuti formativi delle predette iniziative di formazione che, nel primo anno, dovranno riguardare anche la disciplina del rapporto di lavoro, l’organizzazione del lavoro e le misure di prevenzione per la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, nonché l’impegno formativo per l’apprendista, normalmente pari ad almeno 120 ore medie annue, prevedendo un impegno ridotto per i soggetti in possesso di titolo di studio post-obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all’attività da svolgere. Il predetto decreto definisce altresì i termini e le modalità per la certificazione dell’attività formativa svolta (35/a).
3. In via sperimentale, possono essere concesse agevolazioni contributive per i lavoratori impegnati in qualità di tutore nelle iniziative formative di cui al comma 2, comprendendo fra questi anche i titolari di imprese artigiane qualora svolgano attività di tutore. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati le esperienze professionali richieste per lo svolgimento delle funzioni di tutore, nonché entità, modalità e termini di concessione di tali benefìci nei limiti delle risorse derivanti dal contributo di cui all’articolo 5, comma 1.
5. Il Governo emana entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, norme regolamentari ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (36), sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in materia di speciali rapporti di lavoro con contenuti formativi quali l’apprendistato e il contratto di formazione e lavoro, allo scopo di pervenire ad una disciplina organica della materia secondo criteri di valorizzazione dei contenuti formativi, con efficiente utilizzo delle risorse finanziarie vigenti, di ottimizzazione ai fini della creazione di occasioni di impiego delle specifiche tipologiche contrattuali, nonché di semplificazione, razionalizzazione e delegificazione, con abrogazione, ove occorra, delle norme vigenti. Dovrà altresì essere definito, nell’ambito delle suddette norme regolamentari, un sistema organico di controlli sulla effettività dell’addestramento e sul reale rapporto tra attività lavorativa e attività formativa, con la previsione di specifiche sanzioni amministrative per l’ipotesi in cui le condizioni previste dalla legge non siano state assicurate.
6. Sono abrogati gli articoli 6, primo comma, e 7 della legge 19 gennaio 1955, n. 25 (37), e successive modificazioni. Il secondo comma del predetto articolo 6 continua ad operare fino alla modificazione dei limiti di età per l’adempimento degli obblighi scolastici.
(35) Riportata alla voce Collocamento di lavoratori.
(35/a) Sull’attività di formazione degli apprendisti di cui al presente comma vedi il D.M. 8 aprile 1998, riportato alla voce Apprendistato. Vedi, anche, il D.M. 7 ottobre 1999.
(36) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.
(37) Riportata alla voce Apprendistato.
17. Riordino della formazione professionale.
1. Allo scopo di assicurare ai lavoratori adeguate opportunità di formazione ed elevazione professionale anche attraverso l’integrazione del sistema di formazione professionale con il sistema scolastico e con il mondo del lavoro e un più razionale utilizzo delle risorse vigenti, anche comunitarie, destinate alla formazione professionale e al fine di realizzare la semplificazione normativa e di pervenire ad una disciplina organica della materia, anche con riferimento ai profili formativi di speciali rapporti di lavoro quali l’apprendistato e il contratto di formazione e lavoro, il presente articolo definisce i seguenti princìpi e criteri generali, nel rispetto dei quali sono adottate norme di natura regolamentare costituenti la prima fase di un più generale, ampio processo di riforma della disciplina in materia (37/a):
a) valorizzazione della formazione professionale quale strumento per migliorare la qualità dell’offerta di lavoro, elevare le capacità competitive del sistema produttivo, in particolare con riferimento alle medie e piccole imprese e alle imprese artigiane e incrementare l’occupazione, attraverso attività di formazione professionale caratterizzate da moduli flessibili, adeguati alle diverse realtà produttive locali nonché di promozione e aggiornamento professionale degli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei soci di cooperative, secondo modalità adeguate alle loro rispettive specifiche esigenze;
b) attuazione dei diversi interventi formativi anche attraverso il ricorso generalizzato a stages, in grado di realizzare il raccordo tra formazione e lavoro e finalizzati a valorizzare pienamente il momento dell’orientamento nonché a favorire un primo contatto dei giovani con le imprese;
d) destinazione progressiva delle risorse di cui al comma 5 dell’articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (38), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, agli interventi di formazione dei lavoratori e degli altri soggetti di cui alla lettera a) nell’ambito di piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali, con specifico riferimento alla formazione di lavoratori in costanza di rapporto di lavoro, di lavoratori collocati in mobilità, di lavoratori disoccupati per i quali l’attività formativa è propedeutica all’assunzione; le risorse di cui alla presente lettera confluiranno in uno o più fondi nazionali, articolati regionalmente e territorialmente aventi configurazione giuridica di tipo privatistico e gestiti con partecipazione delle parti sociali; dovranno altresì essere definiti i meccanismi di integrazione del fondo di rotazione (37/a);
f) adozione di misure idonee a favorire, secondo piani di intervento predisposti dalle regioni, la formazione e la mobilità interna o esterna al settore degli addetti alla formazione professionale nonché la ristrutturazione degli enti di formazione e la trasformazione dei centri in agenzie formative al fine di migliorare l’offerta formativa e facilitare l’integrazione dei sistemi; le risorse finanziarie da destinare a tali interventi saranno individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale nell’ambito delle disponibilità, da preordinarsi allo scopo, esistenti nel Fondo di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (38), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 (39);
g) semplificazione delle procedure, ivi compresa la eventuale sostituzione della garanzia fidejussoria prevista dall’articolo 56 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, per effetto delle disposizioni di cui ai commi 3 e seguenti definite a livello nazionale anche attraverso parametri standard, con deferimento ad atti delle amministrazioni competenti, adottati anche ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, ed a strumenti convenzionali oltre che delle disposizioni di natura integrativa, esecutiva e organizzatoria anche della disciplina di specifici aspetti nei casi previsti dalle disposizioni regolamentari emanate ai sensi del comma 2, con particolare riferimento alla possibilità di stabilire requisiti minimi e criteri di valutazione delle sedi operative ai fini dell’accreditamento (39/a);
2. Le disposizioni regolamentari di cui al comma 1 sono emanate, a norma dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (40), entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con uno o più decreti, sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, per le pari opportunità, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per la funzione pubblica e gli affari regionali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.
3. A garanzia delle somme erogate a titolo di anticipo o di acconto a valere sulle risorse del Fondo sociale europeo e dei relativi cofinanziamenti nazionali è istituito, presso il Ministero del tesoro – Ragioneria generale dello Stato Ispettorato generale per l’amministrazione del Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie (IGFOR), un fondo di rotazione con amministrazione autonoma e gestione fuori bilancio ai sensi dell’articolo 9 della legge 25 novembre 1971, n. 1041 (41).
4. Il fondo di cui al comma 3 è alimentato da un contributo a carico dei soggetti privati attuatori degli interventi finanziati, nonché, per l’anno 1997, da un contributo di lire 30 miliardi che graverà sulle disponibilità derivanti dal terzo del gettito della maggiorazione contributiva prevista dall’articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (42), che affluisce, ai sensi dell’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (42/a), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, al Fondo di rotazione per la formazione professionale e per l’accesso al Fondo sociale europeo previsto dal medesimo articolo 25 della citata legge n. 845 del 1978 (42).
6. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro del tesoro, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, stabilisce con proprio decreto le norme di amministrazione e di gestione del fondo di cui al comma 3. Con il medesimo decreto è individuata l’aliquota del contributo a carico dei soggetti privati di cui al comma 4, da calcolare sull’importo del funzionamento concesso, che può essere rideterminata con successivo decreto per assicurare l’equilibrio finanziario del predetto fondo. Il contributo non grava sull’importo dell’aiuto finanziario al quale hanno diritto i beneficiari.
(37/a) Vedi, anche, l’art. 66, L. 17 maggio 1999, n. 144, riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della). L’alinea e la lett. d) sono state così modificate dall’art. 67 della stessa legge.
(38) Riportato alla voce Lavoro.
(39) Lettera così modificata dall’art. 67, L. 17 maggio 1999, n. 144, riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della).
(39/a) Lettera così sostituita dall’art. 67, L. 17 maggio 1999, n. 144, riportata alla voce Economia nazionale (Sviluppo della).
(40) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.
(41) Riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(42) Riportata alla voce Lavoro.
(42/a) Riportato alla voce Lavoro.
18. Tirocini formativi e di orientamento.
1. Al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stages a favore di soggetti che hanno già assolto l’obbligo scolastico ai sensi della legge 31 dicembre 1962, n. 1859 (43), con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, da adottarsi ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400 (44), sono emanate, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, disposizioni nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri generali:
a) possibilità di promozione delle iniziative, nei limiti delle risorse rese disponibili dalla vigente legislazione, anche su proposta degli enti bilaterali e delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, da parte di soggetti pubblici o a partecipazione pubblica e di soggetti privati non aventi scopo di lucro, in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati in funzione di idonee garanzie all’espletamento delle iniziative medesime e in particolare: agenzie regionali per l’impiego e uffici periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; università; provveditorati agli studi; istituzioni scolastiche non statali che rilascino titoli di studio con valore legale; centri pubblici di formazione e/o orientamento, ovvero a partecipazione pubblica o operanti in regime di convenzione ai sensi dell’articolo 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (42); comunità terapeutiche enti ausiliari e cooperative sociali, purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti; servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione;
g) possibilità di ammissione, secondo modalità e criteri stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, e nei limiti delle risorse finanziarie preordinate allo scopo nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, al rimborso totale o parziale degli oneri finanziari connessi all’attuazione di progetti di tirocinio di cui al presente articolo a favore dei giovani del Mezzogiorno presso imprese di regioni diverse da quelle operanti nella predetta area, ivi compresi, nel caso in cui i progetti lo prevedano, gli oneri relativi alla spesa sostenuta dall’impresa per il vitto e l’alloggio del tirocinante;
i) computabilità dei soggetti portatori di handicap impiegati nei tirocini ai fini della legge 2 aprile 1968, n. 482 (46), e successive modificazioni, purché gli stessi tirocini siano oggetto di convenzione ai sensi degli articoli 5 e 17 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (46), e siano finalizzati all’occupazione (46/a).
(43) Riportata alla voce Istruzione pubblica: istruzione secondaria.
(44) Riportata alla voce Ministeri: provvedimenti generali.
(45) Riportato alla voce Lavoro.
(46) Riportata alla voce Collocamento di lavoratori.
(46/a) Vedi, anche, il D.M. 25 marzo 1998, n. 142, riportato al n. XXIV, emanato in attuazione dei princìpi e dei criteri di cui al presente articolo.
19. Regioni a statuto speciale e province autonome di Trento e di Bolzano.
20. Disposizioni in materia di lavori socialmente utili.
2. Le disposizioni vigenti in materia di lavori socialmente utili trovano applicazione anche per i progetti di ricerca predisposti e realizzati dagli enti pubblici del comparto, volti ad utilizzare ricercatori e tecnici di ricerca che beneficiano o hanno beneficiato di trattamenti di integrazione salariale o di mobilità. Nel caso di lavoratori i quali, all’atto dell’impiego in lavori socialmente utili nel campo della ricerca, non fruiscono di alcun trattamento previdenziale, può essere prevista una durata del progetto fino ad un massimo di ventiquattro mesi. L’onere relativo all’erogazione del sussidio di cui all’articolo 14, comma 4, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 541, come sostituito dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, è posto a carico del Fondo per l’occupazione di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, nei limiti delle risorse a tale fine preordinate.
3. All’articolo 1, comma 21, primo periodo, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo le parole: “dalla legge 29 marzo 1995, n. 95,” sono inserite le seguenti: “anche con capitale sociale non inferiore a 500 milioni di lire”.
4. Per la costituzione di società miste di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26 (47), convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, e per la realizzazione delle attività da affidare alle società medesime, è autorizzata per l’anno 1997, la spesa di lire 45 miliardi in favore del Ministero per i beni culturali e ambientali, di cui una quota di lire 1,5 miliardi destinata alla partecipazione al capitale sociale. Al relativo onere si fa fronte con le risorse derivanti dai mutui di cui all’articolo 9 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41 (48), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85.
(47) Riportato alla voce Industrializzazione e sviluppo economico del Mezzogiorno.
(48) Riportato alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
21. Modifiche all’articolo 1 del decreto-legge n. 510 del 1996 (45) e all’articolo 2 della legge n. 549 del 1995 (45).
(49) Inserisce un periodo, dopo il primo, al comma 4 dell’art. 1, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510.
(50) Aggiunge il comma 12-bis all’art. 1, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(51) Aggiunge un periodo alla fine del comma 13 dell’art. 1, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(52) Inserisce un periodo, dopo il primo, al comma 24 dell’art. 2, L. 28 dicembre 1995, n. 549, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
22. Delega al Governo per la revisione della disciplina sui lavori socialmente utili.
1. Per provvedere alla revisione della disciplina sui lavori socialmente utili prevista dall’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (45), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, il Governo sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è delegato ad emanare entro i termini di cui al predetto comma 1 un decreto legislativo che dovrà essere informato ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
2. Nel decreto legislativo di cui al comma 1 viene altresì prevista la costituzione, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, di
una idonea struttura organizzativa finalizzata al coordinamento in materia di lavori socialmente utili.
3. Lo schema di decreto legislativo dovrà essere trasmesso alle competenti Commissioni parlamentari al fine dell’espressione del parere entro trenta giorni dalla data di assegnazione (52/a).
(52/a) In attuazione della delega contenuta nel presente articolo vedi, anche, il D.Lgs. 1° dicembre 1997, n. 468, riportato alla voce Lavoro.
23. Disposizioni in materia di contratti di riallineamento retributivo.
1. All’articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (53), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) (54);
b) (55);
c) (56);
d) (57);
e) (58).
2. I limiti temporali previsti dall’articolo 5 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (53), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, decorrono dalla data di entrata in vigore, della presente legge.
3. [I soggetti che si avvalgono degli accordi di riallineamento retributivo di cui al presente articolo sono esclusi dalle gare di appalto indette da enti pubblici nei territori diversi da quelli di cui all'articolo 1 della legge 1° marzo 1986, n. 64 (59), fino al completo riallineamento] (59/a).
(53) Riportato alla voce Lavoro.
(54) Sostituisce il primo periodo del comma 1 dell’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(55) Modifica il comma 3 dell’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(56) Aggiunge i commi da 3-bis a 3-quinquies all’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(57) Modifica il comma 4 dell’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(58) Aggiunge il comma 6-bis all’art. 5, D.L. 1° ottobre 1996, n. 510, riportato alla voce Lavoro.
(59) Riportata alla voce Cassa per il mezzogiorno.
(59/a) Comma abrogato dall’art. 75, L. 23 dicembre 1998, n. 448, riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
24. Disposizioni riguardanti soci delle cooperative di lavoro.
1. Per i crediti dei soci delle cooperative di lavoro trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 2, L. 29 maggio 1982, n. 297 (60), e agli articoli 1 e 2 del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 80 (53); restano salvi e conservano la loro efficacia ai fini delle relative prestazioni i contributi versati antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge. I contributi rimborsati saranno restituiti dagli organismi cooperativi all’ente previdenziale senza aggravio di oneri accessori entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. In deroga alla disposizione di cui all’articolo 40, primo comma, numero 7, del regio decreto-legge 4 ottobre 1935, n. 1827 (61), convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 1936, n. 1155, e successive modificazioni, i lavoratori soci di cooperative di lavoro sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria ai fini dell’erogazione, per i settori non agricoli, del trattamento ordinario di tale assicurazione e del trattamento speciale di disoccupazione edile di cui alla legge 6 agosto 1975, n. 427 (62), e successive modificazioni, e, per il settore agricolo, sia del trattamento ordinario che dei trattamenti speciali di cui alla legge 8 agosto 1972, n. 457 (63), e alla legge 16 febbraio 1977, n. 37 (63). I contributi relativi alla predetta assicurazione, versati anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge, restano salvi e conservano la loro efficacia anche ai fini della concessione delle prestazioni.
3. L’iscrizione nelle liste di collocamento, ai fini dell’erogazione delle prestazioni di cui al comma 2, non determina la perdita dello stato di socio della cooperativa (63/a).
4. Le disposizioni in materia di indennità di mobilità nonché di trattamento speciale di disoccupazione edile ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 229 (64), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, si intendono estese ai soci lavoratori delle cooperative di lavoro svolgenti le attività comprese nei settori produttivi rientranti nel campo di applicazione della disciplina, relativa all’indennità di mobilità stessa soggette agli obblighi della correlativa contribuzione. L’espletamento della relativa procedura di mobilità, estesa dall’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (64), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, deve essere preceduto dall’approvazione, da parte dell’assemblea, del programma di mobilità. Conservano la loro efficacia ai fini delle relative prestazioni i contributi versati antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge.
5. È confermata l’esclusione dall’assicurazione di cui al comma 2 dei soci delle cooperative rientranti nella disciplina di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 602 (65), nonché dei soci di categorie di cooperative espressamente escluse dalla predetta assicurazione.
(60) Riportata alla voce Invalidità, vecchiaia e superstiti (Assicurazione obbligatoria per).
(61) Riportato alla voce Previdenza sociale.
(62) Riportata alla voce Lavoro.
(63) Riportata alla voce Previdenza sociale.
(63/a) Comma così sostituito dall’art. 1-quater, D.L. 8 aprile 1998, n. 78, riportato alla voce Lavoro, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione.
(64) Riportato alla voce Lavoro.
(65) Riportato alla voce Previdenza sociale.
25. Mutui per la realizzazione di politiche per il lavoro.
1. Per la realizzazione delle politiche per il lavoro ed in particolare per gli interventi a carico del Fondo di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (64), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e del Fondo di cui all’articolo 1-ter del medesimo decreto-legge n. 148 del 1993 (64), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 236 del 1993, nonché per gli interventi previsti dall’articolo 9-septies del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (64), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, il Ministro del tesoro è autorizzato a contrarre mutui quindicennali con la Cassa depositi e prestiti, il cui ammortamento è a totale carico dello Stato a decorrere dal 1998. Le somme derivanti da detti mutui sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnate, con decreto del Ministro del tesoro, sulla base del riparto operato con deliberazione del CIPE su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, agli appositi capitoli dello stato di previsione delle Amministrazioni interessate.
2. La società per l’imprenditorialità giovanile s.p.a., costituita ai sensi del decreto-legge 31 gennaio 1995, n. 26 (66), convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, può istituire fondi di garanzia a favore dei beneficiari degli interventi da essa effettuati, per l’attuazione dei quali è autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per l’anno 1997. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo delle risorse derivanti dai mutui di cui all’articolo 9 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41 (67), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85. La predetta società, per le medesime finalità, è ammessa a costituire società in ambito regionale aventi identica ragione sociale, conservando la maggioranza assoluta del capitale sociale per un periodo minimo di due anni.
3. I contratti di programma di cui all’articolo 2, comma 203, lettera e), della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (68), possono avere ad oggetto anche interventi nel settore turistico.
(66) Riportato alla voce Industrializzazione e sviluppo economico del Mezzogiorno.
(67) Riportato alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
(68) Riportata alla voce Amministrazione del patrimonio e contabilità generale dello Stato.
26. Interventi a favore di giovani inoccupati nel Mezzogiorno.
1. Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la definizione di un piano straordinario di lavori di pubblica utilità e di borse di lavoro, da attuare entro il 31 dicembre 1997 nei territori delle regioni Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Molise, nonché nelle province nelle quali il tasso medio annuo di disoccupazione, secondo la definizione allargata ISTAT, rilevato per il 1996, è superiore alla media nazionale risultante dalla medesima rilevazione, con l’osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
c) durata dell’impiego nei lavori di pubblica utilità e nelle borse di lavoro non superiore a dodici mesi;
d) definizione delle procedure attuative del piano straordinario con modalità e tempi tali da realizzare l’avviamento al lavoro di almeno 100.000 giovani inoccupati di cui al presente comma entro il 31 dicembre 1997 (68/a).
2. Per quanto riguarda i lavori di pubblica utilità, il decreto legislativo, di cui al comma 1 dovrà altresì osservare i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) attuazione dei nuovi progetti, temporalmente determinati, nei settori dei servizi alla persona, della salvaguardia e della cura dell’ambiente e del territorio, del recupero e della riqualificazione degli spazi urbani e dei beni culturali, mediante le modalità stabilite nell’articolo 1 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (69), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, ivi compresa la possibilità di ricorso ad interventi sostitutivi in caso di inerzia nell’attivazione dei progetti ovvero di mancata esecuzione degli stessi; ambiti e tipologia dei progetti saranno definiti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali (69/a);
b) ammissibilità dei soli progetti, presentati entro due mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, che prevedano, a favore dei lavoratori interessati, l’impegno a realizzare nuove attività stabili nel tempo, anche nel settore del lavoro autonomo, nonché i contenuti formativi ad esse funzionali; a tal fine, individuazione delle agenzie di promozione di lavoro e di impresa incaricate dell’attività di assistenza tecnico-progettuale agli enti proponenti, con il rilascio di un’apposita attestazione, valida come requisito per la presentazione dei progetti.
a) possibilità di svolgere le borse di lavoro presso imprese appartenenti ai settori di attività individuali dalle classi D, H, I, J e K della classificazione ISTAT 1991 delle attività economiche che non abbiano licenziato personale nei dodici mesi precedenti, con almeno due dipendenti e non più di cento, in misura non superiore al numero dei dipendenti e comunque a dieci e a condizione che i giovani impegnati nelle borse di lavoro siano ad incremento del personale occupato mediamente dall’impresa nei dodici mesi precedenti; la medesima possibilità e alle medesime condizioni è consentita alle imprese appartenenti ai settori di attività individuati dalla classe G della predetta classificazione, con almeno cinque dipendenti e non più di cento;
c) corresponsione del sussidio di cui all’articolo 14, comma 4 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299 (69), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, come modificato dal decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (69), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, erogazione del sussidio ai giovani da parte dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), subordinatamente all’attestazione mensile da parte dell’impresa dell’effettiva partecipazione alle attività previste, con predisposizione di procedure automatiche di accesso ai benefìci, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell’ambito del Fondo di cui al comma 7, da parte delle imprese ammesse, tra quelle che abbiano presentato apposita dichiarazione di disponibilità all’INPS entro termini prefissati, anche tramite le organizzazioni datoriali di categoria;
5. Il terzo periodo del comma 20 dell’articolo 1 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (69), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, non trova applicazione relativamente agli interventi attuati nei termini di cui al comma 1.
7. Per l’attuazione dei commi da 1 a 5 del presente articolo sono preordinate, nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (69), convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, lire 300 miliardi per il 1997 e lire 700 miliardi per il 1998. Le somme non impegnate nell’esercizio finanziario di competenza possono esserlo in quello successivo.
(68/a) In attuazione della delega contenuta nel presente comma vedi il D.Lgs. 7 agosto 1997, n. 280, riportato al n. XX.
(69) Riportato alla voce Lavoro.
(69/a) Con D.M. 29 agosto 1997, riportato alla voce Lavoro sono stati definiti gli ambiti e la tipologia dei progetti di lavori di pubblica utilità.
26-bis. Disposizioni fiscali.
1. I rimborsi degli oneri retributivi e previdenziali che il soggetto utilizzatore di prestatori di lavoro temporaneo è tenuto a corrispondere ai sensi dell’articolo 1, comma 5, lettera f), all’impresa fornitrice degli stessi, da quest’ultima effettivamente sostenuti in favore del prestatore di lavoro temporaneo, devono intendersi non compresi nella base imponibile dell’IVA di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Resta fermo il trattamento fiscale già applicato e non si fa luogo al rimborso di imposte già pagate, né è consentita la variazione di cui all’articolo 26 dei citato decreto n. 633 del 1972 (70).
(70) Articolo aggiunto dall’art. 7, L. 13 maggio 1999, n. 133, riportata alla voce Imposte e tasse in genere.
b) degli articoli 23 e 24, valutati in lire 50 miliardi per l’anno 1997 e in lire 90 miliardi annui a decorrere dall’anno 1998, si provvede mediante corrispondente utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 29-quater del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669 (71), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30;
c) dell’articolo 25, pari a lire 105 miliardi per l’anno 1998 ed a lire 175 miliardi annui a decorrere dal 1999 fino al 2013, si provvede per gli anni 1998 e 1999 mediante utilizzo delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 19971999, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1997, utilizzando, quanto a lire 70 miliardi per l’anno 1998 ed a lire 140 miliardi per l’anno 1999, l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e della previdenza sociale; quanto a lire 35 miliardi per ciascuno degli anni 1998 e 1999 l’accantonamento relativo al Ministero del tesoro.
(71) Riportato alla voce Imposte e tasse in genere.