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Timestamp: 2020-08-12 10:05:34+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 1069 del 20/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1069 del 20/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 20/01/2020, (ud. 22/10/2019, dep. 20/01/2020), n.1069
sul ricorso 9303-2018 proposto da:
(OMISSIS) s.r.l., in persona del legale rappresentante pro-tempore,
elettivamente domiciliata presso l’avvocato Gianantonio Testa che la
rappres. e difende, con procura speciale in calce al ricorso;
(OMISSIS) SAS, in persona dei Curatori pro-tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE DEI PARIOLI 54, presso lo studio
dell’avvocato LUCIANA FRANCIOSO, rappresentata e difesa
dall’avvocato FRANCESCO FIMMANO’, con procura speciale in calce al
(OMISSIS) s.r.l., in persona del curatore p.t.;
avverso la sentenza n. 206/2018 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
partecipata del 22/10/2019 dal Consigliere relatore, Dott. ROSARIO
CHIAZZO.
L'(OMISSIS)s.r.l. ricorre in cassazione avverso la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano il 17.1.18, che respinse i distinti reclami – previa riunione dei procedimenti -proposti dalla stessa società e dal fallimento della (OMISSIS) s.a.s., avverso la sentenza del Tribunale di Milano dichiarativa del fallimento dell'(OMISSIS)s.r.l. Al riguardo, la Corte d’appello ha rigettato le impugnazioni, ritenendo che lo stato d’insolvenza era stato correttamente ravvisato nell’impossibilità della (OMISSIS)s.r.l. di far fronte alle proprie obbligazioni, come desumibile: dalla quasi totale mancanza di liquidità; dai ritardi nei pagamenti; dagli ingenti debiti indicati in bilancio al 31.12.15 (1.247.000,00 circa a fronte di liquidità per Euro 45.799,00, dati in parte confermati nella situazione patrimoniale aggiornata al 12.12.16); dalla pendenza di un processo esecutivo immobiliare, seppure iniziato sulla base di titolo impugnato.
La Corte d’appello ha, invece, respinto il reclamo della curatela della (OMISSIS) s.a.s., per mancanza di legittimazione al gravame, in quanto tale società non disponeva di un interesse a caducare la sentenza impugnata in virtù dell’asserita sussistenza di un rapporto societario tra l'(OMISSIS)s.r.l. e la stessa (OMISSIS) s.a.s., tale da configurare tra le due una società di fatto, poichè anche in caso di accertamento di quest’ultima e di ipotetico suo fallimento, i creditori della (OMISSIS) non potrebbero soddisfarsi sul ricavato della liquidazione del patrimonio della s.r.l.
Ricorre in cassazione l'(OMISSIS)s.r.l. con un unico motivo, illustrato con memoria.
Si è costituita la (OMISSIS)Tir Taxi(OMISSIS) s.a.s. con controricorso.
Non si è costituita la curatela del fallimento dell'(OMISSIS)s.r.l..
In conformità del consolidato orientamento di questa Corte, cui il collegio intende dare continuità, va affermato che lo stato d’insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell’imprenditore non è escluso dalla circostanza che l’attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili. In particolare, il significato oggettivo dell’insolvenza, che è quello rilevante agli effetti della L. Fall., art. 5, deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all’esercizio di attività economiche, e si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all’impresa esprimendosi, secondo una tipicità desumibile dai dati dell’esperienza economica, nell’incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l’estinzione dei debiti), nonchè nell’impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio.
Inoltre, nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento lo stato d’insolvenza sottende un giudizio di inidoneità solutoria strutturale del debitore, oggetto di una valutazione complessiva: quanto ai debiti, il computo non si limita alle risultanze dello stato passivo nel frattempo formato ma si estende a quelli emergenti dai bilanci e dalle scritture contabili o in altro modo riscontrati, anche se oggetto di contestazione, quando (e nella misura in cui) il giudice dell’opposizione ne riconosca incidentalmente la ragionevole certezza ed entità; quanto all’attivo, i cespiti vanno considerati non solo per il loro valore contabile o di mercato, ma anche in rapporto all’attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione – di regola dell’operatività dell’impresa, salvo che l’eventuale fase della liquidazione in cui la stessa si trovi renda compatibile anche il pronto realizzo dei beni strumentali e dell’avviamento (Cass., n. 23437/17).
Quanto al controricorso della (OMISSIS)Tir Taxi(OMISSIS) s.a.s., esso ha posto in evidenza l’interesse della massa dei creditori all’annullamento della sentenza impugnata, al fine di far dichiarare dal Tribunale di Benevento (già preventivamente da essa adito) il fallimento della società di fatto da accertare tra la stessa società e l'(OMISSIS)s.r.l.
Ora, nel caso concreto, il controricorso presentato dalla curatela della (OMISSIS) s.a.s., può essere qualificato, in conformità del richiamato orientamento, come controricorso adesivo, poichè in tale atto la curatela si è limitata, nelle conclusioni, a dichiarare di costituirsi nel giudizio rappresentando l’interesse della massa dei creditori a vedere cassata la sentenza emessa dalla Corte d’appello, sia pure precisando, nell’illustrazione del controricorso, che tale interesse sarebbe finalizzato “a veder revocato il fallimento della (OMISSIS)s.r.l., così da permettere al Tribunale di Benevento di verificare i presupposti della sussistenza della società di fatto di cui la stessa (OMISSIS) risulta essere socio illimitatamente responsabile, nonchè lo stato d’insolvenza di quest’ultima al fine di dichiararne contestualmente il fallimento in estensione”, con il conseguente “interesse della massa dei creditori a veder cassata la sentenza emessa dalla Corte d’appello”.
Tale prospettazione dell’interesse che informa il controricorso induce ad escludere che esso contenga una sostanziale richiesta di cassare la sentenza impugnata dall'(OMISSIS)s.r.l., se si considera che dallo stesso controricorso si evince chiaramente che la curatela controricorrente non contesta lo stato d’insolvenza della ricorrente, ma è interessata al solo accertamento della società di fatto, previa contestuale dichiarazione di fallimento della stessa (OMISSIS) s.r.l. Tali rilievi, quindi, non sono apprezzabili in questa sede, in difetto di autonomo ricorso incidentale del fallimento della (OMISSIS) s.a.s. avverso il rigetto del reclamo da esso proposto e riunito a quello proposto dalla ricorrente principale.
La mancanza di notifica del controricorso alla curatela del fallimento dell'”(OMISSIS)” s.r.l., del resto, non fa che confermare che il controricorrente non ha inteso impugnare autonomamente la sentenza impugnata dalla “(OMISSIS)” s.r.l..