Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-18881-del-26-09-2016
Timestamp: 2020-04-03 00:32:34+00:00
Document Index: 2940025

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 360']

Sentenza Cassazione Civile n. 18881 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18881 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 20/07/2016, dep. 26/09/2016), n.18881
sul ricorso 26735-2014 proposto da:
presso L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO; che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 108/01/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di FIRENZE DR! 17/12/2012, depositata il 24/09/2013;
20/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIO NAPOLITANO.
Con sentenza n. 108/1/13, depositata il 24 settembre 2013, non notificata, la CTR della Toscana ha accolto l’appello proposto dal dotti S.M. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale Ufficio Controlli di Pisa, per la riforma della sentenza di primo grado della CTP Pisa, che aveva invece rigettato il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento in rettifica notificatogli per l’Irap dovuta per l’anno (OMISSIS).
Avverso la pronuncia della CTR l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo.
Con l’unico motivo di ricorso l’Amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, degli art. 2 e art. 3, comma 1, lett. c) del in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha escluso la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione riguardo all’attività svolta dal professionista, dottore commercialista, con disponibilità di uno studio di mq 50, ritenuto elemento indispensabile per lo svolgimento dell’attività libero-professionale, e con alle proprie dipendenze un unico collaboratore con mansioni esecutive di autista, non essendo idonei per il giudice tributario d’appello tali elementi a determinare quel surplus di reddito che possa giustificare l’assoggettamento ad Irap.
Le Sezioni Unite di questa Corte (cfr. Cass. 10 maggio 2016, n. 9451), componendo il contrasto emerso nell’ambito della sezione tributaria nella risoluzione di questione di massima di particolare importanza, hanno recentemente affermato il principio che il requisito dell’autonoma organizzazione di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre quando il contribuente: “a) sta, sotto qualsiasi forma, il responsabile delPotganizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) Spieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive”.
Le conclusioni alle quali è pervenuta la decisione impugnata, non oggetto, peraltro, di censura per vizio di motivazione nei limiti di quanto consentito dall’attuale formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, sono, pertanto, in linea con il principio di diritto enunciato. L’avere il professionista impiegato alle proprie dipendenze un unico collaboratore con mansioni di autista non costituisce, infatti, circostanza di per sè sufficiente ad integrare il requisito dell’autonoma organizzazione, quale presupposto impositivo del tributo in esame.
Nulla va statuito in ordine alle spese di lite, non avendo l’intimato svolto difese.