Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=22348:rc121_2020&catid=6&Itemid=137
Timestamp: 2020-08-04 06:14:37+00:00
Document Index: 115064304

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art. 87', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 29', 'art. 26', 'art. 1']

Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Decreto Rettorale 6 aprile 2020, n. 121 - Adozione Protocollo anticontagio
Decreto Rettorale 6 aprile 2020, n. 121
Visto lo Statuto dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, adottato con decreto rettorale n. 92 del 29 marzo 2012 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2012, serie generale e, in particolare, l'art. 16, lettera m);
Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6” e i successivi decreti del 8 marzo 2020, del 9 marzo 2020 e dell'11 marzo 2020, tutti recanti “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”, applicabili sull'intero territorio nazionale;
Visto il decreto rettorale n. 85 del 5 marzo 2020, con il quale, appreso l'elevato rischio connesso a possibili casi di contagio da COVID-19 tra il personale in servizio d'Ateneo, sono state sospese tutte le attività d'Ateneo, fino a nuovo provvedimento;
Visto il decreto rettorale n. 86 del 13 marzo 2020 con il quale, in attuazione dei menzionati provvedimenti normativi, sono state dettate, tra le altre, disposizioni con riferimento alle attività del personale docente e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, dirette a contrastare e contenere la diffusione del contagio da COVID-19;
Vista la circolare del Direttore Generale, prot. 3114 del 13 marzo 2020, avente ad oggetto disposizioni in materia di lavoro agile;
Visto il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”, ed, in particolare, l'art. 87, comma 1, che dispone che “fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che conseguentemente: a) limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza; b) prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81;
Vista l'Intesa Governo-Sindacati del 14 marzo 2020, a mezzo della quale è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”;
Considerato che la richiamata Intesa Governo-Sindacati del 14 marzo 2020:
- è finalizzata a fornire indicazioni operative intese ad incrementare negli ambienti di lavoro non sanitari l'efficacia delle misure precauzionali di contrasto e di contenimento dell'epidemia da COVID-19;
- tenendo conto di ogni singola realtà organizzativa, prevede il massimo utilizzo della modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte in modalità a distanza, l'incentivazione di ferie e congedi vari, l'attivazione di protocolli di sicurezza anti-contagio, le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavori, il contingentamento dell'accesso agli spazi comuni, la limitazione massima degli spostamenti all'interno degli uffici;
- prevede l'adozione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali, di uno specifico protocollo di sicurezza, ulteriore rispetto a quello già adottato, contenente le precauzioni specificate nella stessa Intesa, tenuto conto delle diverse realtà organizzative;
Vista la nota del 18 marzo 2020 da parte di uno dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dell'Ateneo, con la quale si sollecita, con riferimento all'emergenza sanitaria COVID-19, l'adozione di misure che, secondo la particolarità dell'attività lavorativa, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare la salute dei lavoratori, attivando tutte le azioni necessarie per la prevenzione dal rischio biologico;
Vista la nota, prot. n. 3360 del 19 marzo 2020, con la quale il Direttore Generale, nel fornire apposito riscontro alla predetta nota del 18 marzo 2020, invita lo stesso Rappresentante dei Lavoratori per Sicurezza dell'Ateneo, a far avere all'Amministrazione con urgenza la proposta di un definito Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro da condividere e siglare tra le Parti interessate, affinché ogni misura adottata dall'Amministrazione possa essere resa più efficace;
Rilevato che detto riscontro del 19 marzo 2020 al RLS è stato inviato dal Direttore Generale, per conoscenza, anche alle OO.SS. e alle RSU di Ateneo;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6”, applicabili sull'intero territorio nazionale;
Vista la circolare del Direttore Generale, prot. 3550 del 25 marzo 2020, avente ad oggetto “Ulteriori disposizioni in materia di lavoro agile (smart working) per contrastare e contenere l'emergenza sanitaria da COVID-19 (c.d. Coronavirus)”;
Visto il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante “Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”, ed, in particolare, l'art. 1, lett. p), s) e t) e dell'art. 2, comma 3;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 aprile 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19”, applicabili sull'intero territorio nazionale, che, all'art. 1, comma 1, dispone che l'efficacia dei decreti del Presidente dei Consiglio dei Ministri del 8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché di quelle previste dall'ordinanza del 28 marzo 2020 adottata dal Ministro della salute di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ancora efficaci è prorogata fino al 13 aprile 2020;
Vista la circolare della Ministra della Pubblica Amministrazione n. 2 del 1 aprile 2020, avente ad oggetto “Misure recate dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori ed imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 - Circolare esplicativa";
Visto il decreto rettorale n. 120 del 3 aprile 2020 di adozione delle misure attuative delle disposizioni dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1 aprile 2020;
Visto il “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19", definito, quale aggiornamento del Documento di Valutazione del Rischio, a cura del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, del Medico Competente, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e condiviso con il Direttore Generale;
Viste le delibere del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, rispettivamente assunte nelle adunanze del 20 dicembre 2020, con le quali si approva l'adozione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) 2019, anche in attuazione dell'obiettivo operativo C8.3 del Piano Integrato di Ateneo 2019-2021, nonché si invita il Direttore Generale a dare avvio a tutte le azioni possibili per aggiornare il DVR nel corso del 2020, secondo quando previsto dall'art. 29, comma 3, del testo unico e a dotare l'Ateneo di un Regolamento per la Sicurezza;
Rilevato che il richiamato DVR è stato redatto, in conformità alle direttive del D. Lgs. 81/08, e successive modifiche ed integrazioni (D. Lgs. 106/09), dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), in collaborazione con il Medico Competente d'Ateneo;
Tenuto conto che l'attuale situazione di emergenza sanitaria in continua evoluzione e i conseguenti provvedimenti normativi assunti a vari livelli impongono di adottare nell'Ateneo progressivi adattamenti e aggiornamenti organizzativi, al fine di assicurare, nel miglior modo possibile, la sicurezza del personale della Comunità universitaria in tutte le sue diverse componenti;
Ritenuto che, alla luce dell'emergenza epidemiologica e degli atti normativi e delle misure variamente adottate dalle competenti Autorità, è necessario procedere all'aggiornamento per il 2020 del Documento di valutazione dei rischi;
Rilevato che, con comunicazione a mezzo posta elettronica del 3 aprile 2020, la Direzione Generale ha sollecitato l'insieme dei Rappresentanti OO.SS. e R.S.U. d'Ateneo a fornire riscontro in merito al “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19”, contenente disposizioni, nonché misure precauzionali finalizzate al contrasto e al contenimento del contagio da COVID-19, redatto dal Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, di concerto con i RSL e il Medico Competente, e trasmesso ai predetti soggetti sindacali in data 1 aprile 2020, ai fini della condivisione;
Tenuto conto che, da parte sindacale, non è pervenuta alcuna specifica proposta di modifica/integrazione del richiamato “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19”;
Tenuto conto, pertanto, dei risultati dell'istruttoria che ha coinvolto i diversi soggetti interessati; Visti tutti gli atti del procedimento sottoposti al controllo formale del Rettore;
Ravvisata la necessità di provvedere con urgenza all'adozione del “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19”;
Vista la nota del Direttore Generale, prot. n. 3866 del 6 aprile 2020, propedeutica all'attuazione del predetto Protocollo;
Sentiti i Direttori di Dipartimento;
Sentiti i componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione;
1. È adottato il “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19”, quale aggiornamento 2020 del Documento di valutazione dei rischi 2019 (DVR) che, allegato al presente provvedimento come parte integrante e sostanziale, contiene disposizioni, nonché misure precauzionali finalizzate al contrasto e al contenimento del contagio da COVID-19.
2. Il Direttore Generale attiva le necessarie azioni al fine di assicurare la costante vigilanza sull'attuazione del “Protocollo di sicurezza anticontagio Covid-19”.
3. L'aggiornamento 2020 del Documento di valutazione dei rischi 2019 (DVR) è pubblicato sul sito istituzionale di Ateno all'indirizzo www.unirc.it.
4. Il presente provvedimento entra in vigore all'atto della sua pubblicazione sul sito istituzionale dell'Ateneo e viene trasmesso al Dipartimento della funzione pubblica, per posta elettronica certificata, all'indirizzo protocollo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Reggio Calabria, 6 aprile 2020
L'Università Mediterranea degli Studi di Reggio Calabria, nel seguito denominata ”Università”, in relazione alle situazioni di pericolo venutesi a creare con la diffusione del COVID-19 ed in conformità alle recenti disposizioni legislative, adotta tutte le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del nuovo virus negli ambienti di lavoro, disciplinando con il presente piano tutte le misure di sicurezza che devono essere adottate dai propri dipendenti.
I lavoratori che, per patologie pregresse, ritengono di trovarsi in particolari condizioni di rischio possono attuare quanto disposto dall'art. 26 del DPCM 17.3.2020: “Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9”.
Si premette che eventuali stati di gravidanza dovranno essere segnalati tempestivamente all'ufficio Risorse Umane che provvederà ad applicare la misura cautelare di astensione dal lavoro per tutto il periodo della gestazione, così come previsto dalla Legge 151 del 26.3.2001 (tutela della gravidanza) in caso di epidemie o esposizione ad agenti biologici di classe 2, 3 e 4. Infatti, il coronavirus è un agente biologico classificabile nel gruppo 4 (massimo per gravità) perché, come recita il D.lgs. 81/08 “Può causare gravi malattie nell'uomo. Può presentare un rischio di propagazione elevato e di norma non sono disponibili efficaci misure di profilassi e cura”.
Obiettivo del presente protocollo è rendere l'Università un luogo sicuro in cui i lavoratori possano svolgere le attività lavorative. A tal riguardo, vengono forniti tutti gli accorgimenti e i dispositivi di protezione individuale necessari che devono essere adottati per contrastare la diffusione del COVID-19.
• Circolare n. 02 del 01 aprile 2020
• Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18
• Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro - 14 marzo 2020
• Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6
• DPCM 11 marzo 2020
Riferimenti regolamentazione interna
• DR n. 86 del 13.03.2020
• Circolare DG del 13.03.2020
L'Università informa tutti i lavoratori e chiunque acceda al suo interno circa le disposizioni di sicurezza, consegnando e/o affiggendo all'ingresso e nei luoghi maggiormente visibili, appositi dépliant e altro materiale informativo di tipo grafico e visuale.
• l'obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o di altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l'autorità sanitaria;
• la consapevolezza e l'accettazione del fatto di non poter entrare e permanere nei locali dell'Università nel caso di sintomi di influenza, rialzo di temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, ecc.;
• l'obbligo di informare tempestivamente e responsabilmente il Datore di Lavoro, o il proprio dirigente, della presenza di qualsiasi sintomo influenzale insorto successivamente all'ingresso durante l'espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti;
• l'impegno a rispettare tutte le disposizioni delle autorità e del Datore di Lavoro nel caso di accesso ai locali dell'Università (in particolare mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell'igiene).
MODALITÀ DI INGRESSO ALL'UNIVERSITÀ
Prima dell'accesso al luogo di lavoro, il personale potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea da addetti formalmente incaricati dal Datore di Lavoro. Se la temperatura risulterà superiore a 37,5° non sarà consentito l'accesso ai luoghi di lavoro.
Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate. Tali persone non dovranno recarsi al pronto soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.
Il Datore di Lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende entrare nell'Università, della preclusione dell'accesso a chi negli ultimi 14 giorni abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per questi casi si fa riferimento al Decreto-legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lettere h) e i).
Per l'accesso di fornitori esterni sono state individuate procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti.
Se possibile, gli autisti devono rimanere a bordo dei propri mezzi di trasporto. L'accesso agli uffici non è consentito per alcun motivo. Per le attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro.
Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno si dà ampia facoltà ai responsabili delle varie strutture dell'Università (dipartimenti, laboratori esterni, uffici e sedi di rappresentanza dell'Università) dislocate sul territorio di individuare almeno un servizio igienico dedicato. L'uso da parte di soggetti esterni dei servizi igienici del personale dipendente è vietato. In ogni caso, deve essere garantita un'adeguata pulizia giornaliera dei servizi igienici.
Va ridotto, per quanto possibile, l'accesso ai visitatori. Qualora fosse necessario, i visitatori esterni dovranno sottostare a tutte le regole interne, ivi comprese quelle per l'accesso ai locali di cui al precedente punto.
Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall'Università, va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
Le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all'interno dei siti e delle aree universitarie, con l'aggiornamento del DUVRI ove richiesto.
L'Università assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, nonché delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
Nel caso di presenza all'interno dei locali universitari di una persona contagiata da COVID-19, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti locali secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, nonché alla loro ventilazione.
È garantita la pulizia e la sanificazione giornaliera di tastiere, touch screen e mouse sia negli uffici, sia nei laboratori, nel caso in cui si tratta di attrezzature o strumentazioni di uso promiscuo. Sono forniti ai lavoratori adeguati detergenti e sanificanti per la pulizia delle mani e ulteriore pulizia delle postazioni.
In ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute, l'Università può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia secondo le modalità ritenute più opportune.
È obbligatorio che le persone presenti nell'Università adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L'Università mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani. È raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone.
L'adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente protocollo è fondamentale, vista l'attuale situazione di emergenza. Per questi motivi:
• le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell'OMS;
• data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine personali la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall'autorità sanitaria;
• è favorita la preparazione da parte dell'Università del liquido igienizzante secondo le indicazioni dell'OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf).
Qualora il tipo di lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è comunque necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense universitarie, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta al loro interno e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone che li occupano.
È garantita la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID- 19 e avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL, favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali, l'Università potrà disporre la chiusura di tutte le attività laboratoriali o di ricerca o, comunque, di quelle che possono funzionare mediante il ricorso allo smart working, o comunque a distanza.
Inoltre, l'Università può attuare le seguenti misure:
• procedere ad una rimodulazione delle attività specifiche per i lavoratori;
• assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alle specifiche attività, con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;
• utilizzare lo smart working per tutte le attività che possono essere svolte presso il proprio domicilio o a distanza;
• utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti nel caso in cui l'utilizzo allo smart working non risulti sufficiente;
• sospendere e annullare tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate.
Si favoriscono, a cura dei dirigenti delle strutture dell'Università e di concerto con il Rettore, orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, laboratori, sala mensa).
Sono previste una porta di entrata e una porta di uscita ed è garantita la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.
Gli spostamenti all'interno dell'Università devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni del presente protocollo.
Non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell'impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un'adeguata pulizia/areazione dei locali.
Sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in aula, anche obbligatoria e anche se già organizzata; è comunque possibile, qualora l'organizzazione universitaria lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart working.
Il mancato completamento dell'aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni universitari, dovuto all'emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l'impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l'addetto all'emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità).
GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA NELL'UNIVERSITÀ
Nel caso in cui una persona presente nei locali dell'Università sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente al proprio dirigente, all'ufficio del personale o a un addetto espressamente indicato e reperibile. In base alle disposizioni dell'autorità sanitaria, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello delle altre persone presenti nei locali. L'Università procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.
L'Università collabora con le autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente nell'Università che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell'indagine, l'Università potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente la struttura interessata, secondo le indicazioni dell'autorità sanitaria.
La sorveglianza sanitaria prosegue rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cosiddetto Decalogo, allegato al presente protocollo).
Vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia. Nell'integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e la Rappresentanza dei Lavoratori per la Sicurezza e per la Sicurezza Territoriale (RLS/RLST).
Il medico competente segnala all'Università situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l'Università provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy. Il medico competente applicherà le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie.
È costituito nell'Università un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali e della RLS.
ALLEGATO 1 DPCM 8 marzo 2020
Protocollo con allegati