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Timestamp: 2018-12-14 16:52:29+00:00
Document Index: 38254782

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 564', 'art.582', 'art.583', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 72', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1599', 'art. 2', 'art. 252', 'sentenza ', 'art. 2818', 'art. 1', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ']

1. Ilgiudice pronuncia lo scioglimento del matrimonio contratto a norma del codicecivile, quando, esperito inutilmente il tentativo di conciliazione di cui alsuccessivo art. 4, accerta che la comunione spirituale e materiale tra iconiugi non può essere mantenuta o ricostituita per l'esistenza di una dellecause previste dall'art. 3.
1. Nei casiin cui il matrimonio sia stato celebrato con rito religioso e regolarmentetrascritto, il giudice, quando, esperito inutilmente il tentativo di conciliazionedi cui al successivo art. 4, accerta che la comunione spirituale e materialetra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l'esistenza di unadelle cause previste dall'art. 3, pronuncia la cessazione degli effetti civiliconseguenti alla trascrizione del matrimonio.
1. Loscioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può esseredomandato da uno dei coniugi:
1) quando,dopo la celebrazione del matrimonio, l'altro coniuge è stato condannato, consentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza:
a)all'ergastolo ovvero ad una pena superiore ad anni quindici, anche con piùsentenze, per uno o più delitti non colposi, esclusi i reati politici e quellicommessi per motivi di particolare valore morale e sociale;
b) aqualsiasi pena detentiva per il delitto di cui all'art. 564 del codice penale eper uno dei delitti di cui agli articoli 519, 521, 523 e 524 del codice penale,ovvero per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento dellaprostituzione;
c) aqualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio ovvero per tentato omicidioa danno del coniuge o di un figlio;
d) aqualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per i delitti di cui all'art.582, quando ricorra la circostanza aggravante di cui al secondo comma dell'art.583, e agli articoli 570, 572 e 643 del codice penale, in danno del coniuge odi un figlio.
Nelleipotesi previste alla lettera d) il giudice competente a pronunciare loscioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio accerta, anchein considerazione del comportamento successivo del convenuto, la di luiinidoneità a mantenere o ricostituire la convivenza familiare.
Per tutte leipotesi previste nel n. 1) del presente articolo la domanda non è proponibiledal coniuge che sia stato condannato per concorso nel reato ovvero quando laconvivenza coniugale è ripresa;
2) nei casiin cui:
a) l'altroconiuge è stato assolto per vizio totale di mente da uno dei delitti previstinelle lettere b) e c) del numero 1) del presente articolo, quando il giudicecompetente a pronunciare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civilidel matrimonio accerta l'inidoneità del convenuto a mantenere o ricostituire laconvivenza familiare;
b) è statapronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra iconiugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero èintervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa èiniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970.
In tutti ipredetti casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o dicessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersiprotratte ininterrottamente da almeno tre anni a far tempo dalla avvenutacomparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura diseparazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformatoin consensuale. L'eventuale interruzione della separazione deve essere eccepitadalla parte convenuta;
c) ilprocedimento penale promosso per i delitti previsti dalle lettere b) e c) deln. 1) del presente articolo si è concluso con sentenza di non doversi procedereper estinzione del reato, quando il giudice competente a pronunciare lo scioglimentoo la cessazione degli effetti civili del matrimonio ritiene che nei fatticommessi sussistano gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità deidelitti stessi;
d) ilprocedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di proscioglimento odi assoluzione che dichiari non punibile il fatto per mancanza di pubblicoscandalo;
e) l'altroconiuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o loscioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero nuovo matrimonio;
f) il matrimonionon è stato consumato;
g) è passatain giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso a norma dellalegge 14 aprile 1982, n. 164.
La domandaper ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili delmatrimonio si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune deiconiugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenzao domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero o risultiirreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o didomicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all'estero, a qualunquetribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta altribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
2. Ladomanda si propone con ricorso, che deve contenere l'esposizione dei fatti edegli elementi di diritto sui quali la domanda di scioglimento del matrimonio odi cessazione degli effetti civili dello stesso è fondata.
3. Delricorso il cancelliere dà comunicazione all'ufficiale dello stato civile delluogo dove il matrimonio fu trascritto per l'annotazione in calce all'atto.
4. Nelricorso deve essere indicata l'esistenza dei figli legittimi, legittimati oadottati da entrambi i coniugi durante il matrimonio.
5. Ilpresidente del tribunale, nei cinque giorni successivi al deposito incancelleria, fissa con decreto la data di comparizione dei coniugi davanti asé, che deve avvenire entro novanta giorni dal deposito del ricorso, il termineper la notificazione del ricorso e del decreto ed il termine entro cui ilconiuge convenuto può depositare memoria difensiva e documenti. Il presidentenomina un curatore speciale quando il convenuto è malato di mente o legalmenteincapace.
6. Alricorso e alla prima memoria difensiva sono allegate le ultime dichiarazionidei redditi rispettivamente presentate.
7. I coniugidevono comparire davanti al presidente del tribunale personalmente, salvo gravie comprovati motivi, e con l'assistenza di un difensore. Se il ricorrente nonsi presenta o rinuncia, la domanda non ha effetto. Se non si presenta ilconiuge convenuto, il presidente può fissare un nuovo giorno per lacomparizione, ordinando che la notificazione del ricorso e del decreto gli siarinnovata. All'udienza di comparizione, il presidente deve sentire i coniugiprima separatamente poi congiuntamente, tentando di conciliarli. Se i coniugisi conciliano, il presidente fa redigere processo verbale della conciliazione.
8. Se laconciliazione non riesce, il presidente, sentiti i coniugi e i rispettividifensori nonché, qualora lo ritenga strettamente necessario anche inconsiderazione della loro età, i figli minori, dà, anche d'ufficio, conordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuninell'interesse dei coniugi e della prole, nomina il giudice istruttore e fissal'udienza di comparizione e trattazione dinanzi a questo. Nello stesso modo ilpresidente provvede, se il coniuge convenuto non compare, sentito il ricorrentee il suo difensore. L'ordinanza del presidente può essere revocata o modificatadal giudice istruttore. Si applica l'articolo 189 delle disposizioni diattuazione del codice di procedura civile.
9. Tra ladata dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve esserenotificata al convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione etrattazione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis delcodice di procedura civile ridotti a metà.
10. Conl'ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresì termine alricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deveavere il contenuto di cui all'articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5)e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzionein giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, dellostesso codice nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e dimerito che non siano rilevabili d'ufficio. L'ordinanza deve contenerel'avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termineimplica le decadenze di cui all'articolo 167 del codice di procedura civile eche oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioniprocessuali e di merito non rilevabili d'ufficio.
11.All'udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cuiagli articoli 180 e 183, commi primo, secondo, quarto, quinto, sesto e settimo,del codice di procedura civile. Si applica altresì l'articolo 184 del medesimocodice.
12. Nel casoin cui il processo debba continuare per la determinazione dell'assegno, iltribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o allacessazione degli effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza è ammessosolo appello immediato. Appena formatosi il giudicato, si applica la previsionedi cui all'articolo 10.
13. Quandovi sia stata la sentenza non definitiva, il tribunale, emettendo la sentenzache dispone l'obbligo della somministrazione dell'assegno, può disporre chetale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda.
14. Per laparte relativa ai provvedimenti di natura economica la sentenza di primo gradoè provvisoriamente esecutiva.
15.L'appello è deciso in camera di consiglio.
16. Ladomanda congiunta dei coniugi di scioglimento o di cessazione degli effetticivili del matrimonio che indichi anche compiutamente le condizioni inerentialla prole e ai rapporti economici, è proposta con ricorso al tribunale incamera di consiglio. Il tribunale, sentiti i coniugi, verificata l'esistenzadei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioniall'interesse dei figli, decide con sentenza. Qualora il tribunale ravvisi chele condizioni relative ai figli sono in contrasto con gli interessi deglistessi, si applica la procedura di cui al comma 8.
1. Iltribunale adito, in contraddittorio delle parti e con l'intervento obbligatoriodel pubblico ministero, accertata la sussistenza di uno dei casi di cuiall'art. 3, pronuncia con sentenza lo scioglimento o la cessazione deglieffetti civili del matrimonio ed ordina all'ufficiale dello stato civile delluogo ove venne trascritto il matrimonio di procedere alla annotazione dellasentenza.
2. La donnaperde il cognome che aveva aggiunto al proprio a seguito del matrimonio.
3. Iltribunale, con la sentenza con cui pronuncia lo scioglimento o la cessazionedegli effetti civili del matrimonio, può autorizzare la donna che ne facciarichiesta a conservare il cognome del marito aggiunto al proprio quandosussista un interesse suo o dei figli meritevole di tutela.
4. Ladecisione di cui al comma precedente può essere modificata con successivasentenza, per motivi di particolare gravità, su istanza di una delle parti.
5. Lasentenza è impugnabile da ciascuna delle parti. Il pubblico ministero può aisensi dell'art. 72 del codice di procedura civile, proporre impugnazione limitatamenteagli interessi patrimoniali dei figli minori o legalmente incapaci.
6. Con lasentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili delmatrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delleragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascunoalla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o diquello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementianche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniugedi somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quandoquest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragionioggettive.
7. Lasentenza deve stabilire anche un criterio di adeguamento automaticodell'assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Iltribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivatadecisione.
8. Suaccordo delle parti la corresponsione può avvenire in unica soluzione ovequesta sia ritenuta equa dal tribunale. In tal caso non può essere propostaalcuna successiva domanda di contenuto economico.
9. I coniugidevono presentare all'udienza di comparizione avanti al presidente deltribunale la dichiarazione personale dei redditi e ogni documentazione relativaai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune. In caso dicontestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull'effettivotenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria.
10.L'obbligo di corresponsione dell'assegno cessa se il coniuge, al quale deveessere corrisposto, passa a nuove nozze.
11. Ilconiuge, al quale non spetti l'assistenza sanitaria per nessun altro titolo,conserva il diritto nei confronti dell'ente mutualistico da cui sia assistitol'altro coniuge. Il diritto si estingue se egli passa a nuove nozze
1.L'obbligo, ai sensi degli articoli 147 e 148 del codice civile, di mantenere,educare ed istruire i figli nati o adottati durante il matrimonio di cui siastato pronunciato lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili, permaneanche nel caso di passaggio a nuove nozze di uno o di entrambi i genitori.
2. Iltribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civilidel matrimonio dichiara a quale genitore i figli sono affidati e adotta ognialtro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento all'interessemorale e materiale di essa. Ove il tribunale lo ritenga utile all'interesse deiminori, anche in relazione all'età degli stessi, può essere dispostol'affidamento congiunto o alternato.
3. Inparticolare il tribunale stabilisce la misura ed il modo con cui il genitorenon affidatario deve contribuire al mantenimento, all'istruzione eall'educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti neirapporti con essi.
4. Ilgenitore cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del tribunale,ha l'esercizio esclusivo della potestà su di essi; egli deve attenersi allecondizioni determinate dal tribunale. Salvo che non sia diversamente stabilito,le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi igenitori. Il genitore cui i figli non siano affidati ha il diritto ed il doveredi vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al tribunalequando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al lorointeresse.
5. Qualorail genitore affidatario non si attenga alle condizioni dettate, il tribunalevaluterà detto comportamento al fine del cambio di affidamento.
6.L'abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengonoaffidati i figli o con il quale i figli convivono oltre la maggiore età. Inogni caso ai fini dell'assegnazione il giudice dovrà valutare le condizionieconomiche dei coniugi e le ragioni della decisione e favorire il coniuge piùdebole. L'assegnazione, in quanto trascritta, è opponibile al terzo acquirenteai sensi dell'art. 1599 del codice civile.
7. Iltribunale dà inoltre disposizioni circa l'amministrazione dei beni dei figli e,nell'ipotesi in cui l'esercizio della potestà sia affidato ad entrambi igenitori, circa il concorso degli stessi al godimento dell'usufrutto legale.
8. In casodi temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, iltribunale procede all'affidamento familiare di cui all'art. 2 della legge 4maggio 1983, n. 184.
9.Nell'emanare i provvedimenti relativi all'affidamento dei figli e al contributoper il loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell'accordo fra leparti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle partio al loro accordo, ed emessi dopo l'assunzione di mezzi di prova dedotti dalleparti o disposti d'ufficio dal giudice, ivi compresa, qualora sia strettamentenecessario anche in considerazione della loro età, l'audizione dei figliminori.
10.All'attuazione dei provvedimenti relativi all'affidamento della prole provvedeil giudice del merito, e, nel caso previsto dal comma 8, anche d'ufficio. A talfine copia del provvedimento di affidamento è trasmessa, a cura del pubblicoministero, al giudice tutelare.
11. Nelfissare la misura dell'assegno di mantenimento relativo ai figli il tribunaledetermina anche un criterio di adeguamento automatico dello stesso, almeno conriferimento agli indici di svalutazione monetaria.
12. Inpresenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicareall'altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l'avvenuto cambiamentodi residenza o di domicilio. La mancata comunicazione obbliga al risarcimentodel danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per ladifficoltà di reperire il soggetto.
1. Ilsecondo comma dell'art. 252 del codice civile è così modificato:
«I figliadulterini possono essere riconosciuti anche dal genitore che, al tempo delconcepimento, era unito in matrimonio, qualora il matrimonio sia sciolto pereffetto della morte dell'altro coniuge ovvero per pronuncia di scioglimento odi cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimoniocelebrato con rito religioso».
1. Iltribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civilidel matrimonio può imporre all'obbligato di prestare idonea garanzia reale opersonale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all'adempimento degliobblighi di cui agli articoli 5 e 6.
2. Lasentenza costituisce titolo per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale ai sensidell'art. 2818 del codice civile.
3. Il coniugecui spetta la corresponsione periodica dell'assegno, dopo la costituzione inmora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento del coniuge obbligato einadempiente per un periodo di almeno trenta giorni, può notificare ilprovvedimento in cui è stabilita la misura dell'assegno ai terzi tenuti acorrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato con l'invitoa versargli direttamente le somme dovute, dandone comunicazione al coniugeinadempiente.
4. Ove ilterzo cui sia stato notificato il provvedimento non adempia, il coniugecreditore ha azione diretta esecutiva nei suoi confronti per il pagamento dellesomme dovutegli quale assegno di mantenimento ai sensi degli articoli 5 e 6.
5. Qualorail credito del coniuge obbligato nei confronti dei suddetti terzi sia stato giàpignorato al momento della notificazione, all'assegnazione e alla ripartizionedelle somme fra il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell'assegno,il creditore procedente e i creditori intervenuti nell'esecuzione, provvede ilgiudice dell'esecuzione.
6. Lo Statoe gli altri enti indicati nell'art. 1 del testo unico delle leggi concernentiil sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensionidei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con decreto delPresidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, nonché gli altri entidatori di lavoro cui sia stato notificato il provvedimento in cui è stabilitala misura dell'assegno e l'invito a pagare direttamente al coniuge cui spettala corresponsione periodica, non possono versare a quest'ultimo oltre la metàdelle somme dovute al coniuge obbligato, comprensive anche degli assegni edegli emolumenti accessori.
7. Perassicurare che siano soddisfatte o conservate le ragioni del creditore inordine all'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, su richiestadell'avente diritto, il giudice può disporre il sequestro dei beni del coniugeobbligato a somministrare l'assegno. Le somme spettanti al coniuge obbligatoalla corresponsione dell'assegno di cui al precedente comma sono soggette asequestro e pignoramento fino alla concorrenza della metà per ilsoddisfacimento dell'assegno periodico di cui agli articoli 5 e 6.
1. Qualorasopravvengano giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia loscioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale,in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con lapartecipazione del pubblico ministero, può, su istanza di parte, disporre larevisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli e di quellerelative alla misura e alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensidegli articoli 5 e 6.
2. In casodi morte dell'ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente irequisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale èstata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civilidel matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che siatitolare di assegno ai sensi dell'art. 5, alla pensione di reversibilità,sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico siaanteriore alla sentenza.
3. Qualoraesista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione direversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questispettanti è attribuita dal tribunale, tenendo conto della durata del rapporto,al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento odi cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolaredell'assegno di cui all'art. 5. Se in tale condizione si trovano più persone,il tribunale provvede a ripartire fra tutti la pensione e gli altri assegni,nonché a ripartire tra i restanti le quote attribuite a chi sia successivamentemorto o passato a nuove nozze.
4. Restanofermi, nei limiti stabiliti dalla legislazione vigente, i diritti spettanti afigli, genitori o collaterali in merito al trattamento di reversibilità.
5. Alledomande giudiziali dirette al conseguimento della pensione di reversibilità odi parte di essa deve essere allegato un atto notorio, ai sensi della legge 4gennaio 1968, n. 15, dal quale risultino tutti gli aventi diritto. In ognicaso, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica la tutela, neiconfronti dei beneficiari, degli aventi diritto pretermessi, salva comunquel'applicabilità delle sanzioni penali per le dichiarazioni mendaci
1. A coluial quale è stato riconosciuto il diritto alla corresponsione periodica di sommedi denaro a norma dell'art. 5, qualora versi in stato di bisogno, il tribunale,dopo il decesso dell'obbligato, può attribuire un assegno periodico a caricodell'eredità tenendo conto dell'importo di quelle somme, della entità delbisogno, dell'eventuale pensione di reversibilità, delle sostanze ereditarie,del numero e della qualità degli eredi e delle loro condizioni economiche.L'assegno non spetta se gli obblighi patrimoniali previsti dall'art. 5 sonostati soddisfatti in unica soluzione.
2. Suaccordo delle parti la corresponsione dell'assegno può avvenire in unicasoluzione. Il diritto all'assegno si estingue se il beneficiario passa a nuovenozze o viene meno il suo stato di bisogno. Qualora risorga lo stato di bisognol'assegno può essere nuovamente attribuito.
1. Lasentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili delmatrimonio, quando sia passata in giudicato, deve essere trasmessa in copiaautentica, a cura del cancelliere del tribunale o della Corte che l'ha emessa,all'ufficiale dello stato civile del comune in cui il matrimonio fu trascritto,per le annotazioni e le ulteriori incombenze di cui al regio decreto 9 luglio1939, n. 1238.
2. Loscioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio, pronunciatinei casi rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 2 della presente legge,hanno efficacia, a tutti gli effetti civili, dal giorno dell'annotazione dellasentenza.
(1) Articolosoppresso dalla Legge 6 marzo 1987, n. 74.
1. Ledisposizioni del codice civile in tema di riconoscimento del figlio naturale siapplicano, per quanto di ragione, anche nel caso di scioglimento o dicessazione degli effetti civili del matrimonio.
1. Ilconiuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o dicessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato anuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell'art. 5, ad unapercentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniugeall'atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l'indennità viene amaturare dopo la sentenza.
2. Talepercentuale è pari al quaranta per cento dell'indennità totale riferibile aglianni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
1. In casodi genitori rispetto ai quali sia stata pronunciata sentenza di scioglimento odi cessazione degli effetti civili del matrimonio, la pensione di reversibilitàspettante ad essi per la morte di un figlio deceduto per fatti di servizio èattribuita automaticamente dall'ente erogante in parti eguali a ciascungenitore.
2. Allamorte di uno dei genitori, la quota parte di pensione si consolidaautomaticamente in favore dell'altro.
3.Analogamente si provvede, in presenza della predetta sentenza, per la pensionedi reversibilità spettante al genitore del dante causa secondo le disposizionidi cui agli articoli 83 e 87 del decreto del Presidente della Repubblica 29dicembre 1973, n. 1092.
Articolo 12-quater.
1. Per lecause relative ai diritti di obbligazione di cui alla presente legge ècompetente anche il giudice del luogo in cui deve essere eseguital'obbligazione dedotta in giudizio.
Articolo 12-quinquies.
1. Allostraniero, coniuge di cittadina italiana, la legge nazionale del quale nondisciplina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio,si applicano le disposizioni di cui alla presente legge.
Articolo 12-sexies.
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