Source: http://ildirittopenale.blogspot.com/2011/10/
Timestamp: 2017-04-30 14:42:02+00:00
Document Index: 85165514

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 52', 'art. 614', 'art. 52']

Il diritto penale: ottobre 2011
Decreto 22 settembre 2011 - Concorso, per esami, a 370 posti di magistrato ordinario22 settembre 2011(pubblicato nella G.U. n. 86 del 28 ottobre 2011 - 4a serie speciale - concorsi)
Posti messi a concorsoE’ indetto un concorso, per esami, a 370 posti di magistrato ordinario.
Art. 2 Requisiti per l'ammissione al concorsoPer essere ammesso al concorso é necessario che l'aspirante:
rientri, senza possibilità di cumulare le anzianità di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi, in una delle seguenti categorie: magistrati amministrativi e contabili;
Domanda di ammissione, termine per la presentazione e modalitàLa domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata o spedita entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica - 4ª serie speciale, concorsi ed esami. La domanda telematica di partecipazione al concorso deve essere redatta compilando l’apposito modulo disponibile sul sito internet del Ministero della Giustizia, http://www.giustizia.it/, alla voce Strumenti/Concorsi, esami, assunzioni.
Dopo aver completato la procedura di inserimento dei dati ed inviato il modulo, il sistema informatico notifica l’avvenuta ricezione della domanda di partecipazione, fornendo un file (“ricevuta in formato pdf”) che contiene il codice identificativo, comprensivo del codice a barre, attribuito dal sistema; tale codice deve essere stampato e conservato a cura del candidato, nonché esibito per la partecipazione alle prove scritte. Il candidato deve stampare la domanda (contenuta nel file “domanda in formato pdf”), firmarla e recarsi entro il termine di scadenza del bando alla Procura della Repubblica presso il Tribunale nel cui circondario è residente, per la validazione a cura del funzionario preposto; in alternativa, può, entro lo stesso termine, spedire la domanda, debitamente firmata, alla Procura suddetta, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.
Il fac-simile del modello di domanda è allegato al presente decreto. Ogni cambiamento di indirizzo e/o di recapito deve essere comunicato per posta al Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del personale e dei servizi - Direzione Generale dei Magistrati - Ufficio III Concorsi, via Arenula n. 70, 00186 Roma, ovvero anche solo via fax (06/68897783).
Art. 4 Cause di esclusione dal concorsoNon sono ammessi al concorso:
Art. 5 Prove concorsualiL'esame consiste in una prova scritta ed in una prova orale. La prova scritta consiste nello svolgimento di tre elaborati teorici vertenti su:
c. diritto penale; d. procedura penale; e. diritto amministrativo, costituzionale e tributario; f. diritto commerciale e fallimentare;
Art. 6 Commissione esaminatriceLa commissione di esame é nominata con decreto del Ministro della Giustizia, previa delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, nei quindici giorni antecedenti l’inizio della prova scritta, ed é composta da un magistrato il quale abbia conseguito la sesta valutazione di professionalità, che la presiede, da venti magistrati che abbiano conseguito almeno la terza valutazione di professionalità, da cinque professori universitari di ruolo titolari di insegnamenti nelle materie oggetto di esame e da tre avvocati iscritti all’albo speciale dei patrocinanti dinanzi alle magistrature superiori.
Art. 7 Diario delle prove scritteLe prove di esame si svolgeranno nella sede di cui al diario contenente la disciplina delle prove scritte che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami –, del 30 marzo 2012 e sul sito del Ministero della Giustizia, http://www.giustizia.it/.
Candidati ammessi alle prove orali e candidati dichiarati idoneiSono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono non meno di 12/20 di punti in ciascuna delle materie della prova scritta.
Termini per la produzione dei titoli di preferenzaI titoli di preferenza, elencati al successivo art. 10, devono essere posseduti non oltre la data di scadenza del bando.
Titoli di preferenza a parità di merito ed a parità di merito e titoliAi sensi dell'art. 5, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modifiche, a parità di merito, sono preferiti:
Graduatoria dei concorrenti dichiarati idoneiI concorrenti dichiarati idonei sono classificati secondo il numero totale dei punti riportati, con l'osservanza, in caso di parità, delle disposizioni generali vigenti sui titoli di preferenza per l'ammissione ai pubblici impieghi di cui al precedente art. 10.
Art. 12 Nomina a magistrato ordinarioI concorrenti dichiarati idonei all’esito del concorso per esami sono classificati secondo il numero totale dei punti riportati e, nello stesso ordine, sono nominati, con decreto ministeriale, magistrati ordinari in tirocinio nei limiti dei posti messi a concorso e nei tempi, anche diversi, consentiti dall’art. 9, commi 5 e 7, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122 nonché dagli artt. 16 e 37, comma 11, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, con legge 15 luglio 2011, n. 111.
Termini per la presentazione dei documenti di rito Entro il primo mese di servizio, i vincitori, nominati sotto condizione risolutiva dell'accertamento del possesso dei requisiti di legge, devono comprovare tale possesso presentando i documenti di rito richiesti con l'invito ad assumere servizio.
Trattamento dei dati personaliAi sensi dell’art. 13, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, i dati personali forniti dai candidati sono raccolti presso il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del personale e dei servizi - Direzione Generale dei Magistrati - Ufficio III Concorsi -, per le finalità di gestione del concorso e sono trattati presso una banca dati automatizzata anche successivamente all’instaurazione del rapporto di lavoro.
Il responsabile del trattamento dei dati personali è il Direttore del suddetto Ufficio III Concorsi. I risultati delle prove scritte e la graduatoria finale vengono resi disponibili sul sito del Ministero della Giustizia, alla voce Strumenti/Concorsi, esami, assunzioni.
Nitto Francesco PalmaStruttura di riferimentoDirezione generale magistrati - Ufficio III - Concorsi
LegislazioneRegio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12
concorso magistratura 2011 nuovo 370 posti
Appunti di diritto penaleArt. 52 c.p. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.La scriminante in questione è da considerare manifestazione del principio di autotutela privata consentita dall’ordinamento, in deroga al monopolio statuale dell’uso della forza, nei casi in cui, in presenza di un’aggressione contro beni individuali, l’intervento pubblico non possa essere tempestivo e dunque efficace.Elementi costitutivi1. Una situazione aggressiva.2. Una reazione difensiva.Entrambi gli elementi sono connotati da rigide condizioni.La situazione aggressiva. Tale situazione è delineata dal legislatore in termini di pericolo attuale di un offesa ingiusta ad un diritto proprio o altrui.E’ necessario in primo luogo che il pericolo sia eziologicamente riconducibile ad una condotta umana, che può essere tanto attiva che omissiva. Non necessariamente deve trattarsi di una condotta colpevole e dunque sorretta da dolo o colpa.E’ un offesa non iure e non già contra ius.Deve considerarsi ingiusta anche l’offesa incolpevole quale quella proveniente da soggetti non imputabili, o immuni, da chi versa in stato di necessità o in stato di legittima difesa eccedendone i limiti.Nell’ipotesi di legittima difesa reciproca per stabilire quali dei due contendenti potrà usufruire della scriminante in questione dovrà adottarsi un criterio cronologico, ascrivendo carattere di ingiustizia all’azione iniziale e scriminando la condotta successiva.Oggetto dell’aggressione può essere qualunque diritto, da intendersi come situazione soggettiva giuridica attiva.Soggetto passivo dell’offesa può essere non solo l’autore della reazione difensiva ma anche un terzo, ricorrendo in questo caso la figura del soccorso difensivo.Perché sussista la scriminante in questione non è necessario che la situazione aggressiva si sia interamente realizzata, bastando il pericolo della sua realizzazione, ossia l’elevata probabilità della realizzazione dell’evento lesivo: attualità del pericolo: 1. Imminenza (pericolo incombente al momento del fatto). 2.Persistenza (aggressione iniziata non si è ancora conclusa).Difetterebbe il requisito dell’attualità del pericolo nei reati abituali, ove la reazione intervenisse negli intervalli dei singoli episodi offensivi, potendo in tali casi ricorrersi efficacemente alla tutela statuale.Sebbene l’art. 52 c.p. non lo indichi espressamente la giurisprudenza afferma costantemente l’inapplicabilità della scriminante in questione nei casi in cui l’agente si sia volontariamente messo nella situazione di pericolo.La reazione difensiva. Necessità di difendersi: il pericolo non può essere evitato se non reagendo contro l’aggressore;Possibilità di fuga: la valutazione sulla possibilità di fuga, che escluderebbe la scriminante va effettuata in relazione agli interessi in gioco, escludendo la rilevanza della possibilità di fuga solo quando si verrebbe a provocare a sè o ad altri un danno maggiore rispetto a quello derivante dalla reazione lesiva. Proporzione: la reazione difensiva deve essere infine proporzionata all’offesa minacciata. Il raffronto deve essere svolto tra le offese comparate tenendo conto dei beni su cui le stesse incidono.Beni omogenei: è sufficiente confrontare l’intensità dell’offesa;Beni disomogenei: si deve fare ricorso alla gerarchia dei valori dell’ordinamento giuridico e poi al grado di intensità dell’offesa.Il requisito della proporzione va valutato con un giudizio ex ante mettendo al raffronto non le offese rispettivamente subite ma quelle che l’aggredito poteva ragionevolmente temere dall’aggressore con quelle da lui prodotte al suo antagonista.La nuova ipotesi di legittima difesa di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 52 c.p.Proprio sul requisito della proporzione è intervenuta la legge 59 del 2006 con cui sono stati inseriti nel corpo dell’art. 52 due nuovi commi: “nei casi previsti dall’art. 614, 1 e 2 comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma, se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:a) la propria o l’altrui incolumità;b) i beni propri o altrui quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione; la disposizione di cui al 2 comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”.La natura della nuova scriminante:a) ipotesi speciale: elemento di specialità è costituito dalla riconsiderazione del requisito della proporzione, presunta nell’ipotesi in cui il reato sia commesso all’interno di un determinato contesto (la violazione di domicilio).Nuova causa di giustificazione: i due requisiti di liceità speciale non hanno nulla a che vedere con la legittima difesa di cui al primo comma.Si tratta in particolare del riconoscimento a priori di una facoltà legittima in capo al soggetto, presente in determinati luoghi e detentore dell’arma.Presupposto oggettivo: La violazione di domicilio. Natura doppiamente propria: legittima presenza sul luogo, legittima detenzione dell’arma.Tutela della propria o altrui incolumità: tale espressione dev’essere riferita all’ambito individuale in particolare ai beni della vita e dell’integrità fisica dei singoli e determinati individui.Quanto alla tipologia dei beni tutelati si dibatte se debbano ricomprendersi anche le libertà individuali (è preferibile la posizione estensiva).I beni propri o altrui: solo nel caso in cui il soggetto debba difendere i beni patrimoniali, ha l’onere di provocare la desistenza dell’aggressore, facendoli percepire la potenzialità di un’offesa difensiva.Pericolo di aggressione: non è un duplicato del pericolo attuale previsto dal primo comma. La dottrina maggioritaria è orientata nel ritenere che attraverso tale requisito, il legislatore abbia voluto fare riferimento all’ipotesi in cui, a seguito di un pericolo attuale di offesa a beni patrimoniali, dopo l’invito a desistere, si verifichi un pericolo di aggressione alla persona, sebbene non attuale.In questo modo il legislatore avrebbe autorizzato la vittima ad agire in via anticipata.Precisazioni della giurisprudenza.Secondo la Cassazione la modifica in questione ha riguardato solo il concetto di proporzionalità fermi restando i presupposti dell’attualità dell’offesa e della inevitabilità dell’uso delle armi come mezzo di difesa della propria o altrui incolumità.Secondo la Corte non è più ammesso da parte del giudice la messa a confronto dei beni giuridici oggetto dell’offesa e della difesa e dei mezzi utilizzati.Ciò, però, non comporta anche il venir meno del sindacato del giudice sugli ulteriori requisiti del primo comma e cioè la attualità dell’offesa ingiusta e la inevitabilità della difesa.In particolare con riferimento a tale ultimo presupposto, la reazione è necessaria quando è inevitabile, vale a dire non sostituibile da un’altra meno dannosa, sempre secondo una valutazione ex ante. Pubblicato da
legittima difesa "art. 52 c.p." scriminante riforma "legge 59 del 2006"
Cina e diritto (中国和法律): CINA E ... PENA DI MORTE.: Che la pena di morte abbia origini antiche e pervicacemente radicate nella cultura cinese è indiscusso. La stessa affonda le proprie radici...