Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/01/26/condannato-per-negligenza-il-pediatra-che-omette-di-effettuare-una-visita-approfondita-ed-in-presenza-di-gravi-sintomi-non-indirizza-il-paziente-al-pronto-soccorso/
Timestamp: 2020-01-17 14:34:45+00:00
Document Index: 94111668

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 3']

Condannato per negligenza il pediatra che omette di effettuare una visita approfondita ed in presenza di gravi sintomi non indirizza il paziente al pronto soccorso. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza di legittimità n.3206/2019 – depositata il 23.01.2019, di rigetto del ricorso per cassazione interposto dalla difesa di un medico condannato nei due gradi di merito per la negligenza colposa nella diagnosi operata su di un bambino, ritenuta prima dal Tribunale monocratico e poi dall’adita Corte territoriale, in rapporto eziologico con il decesso del bambino.
Nel giudizio promosso dalla Procura di Milano innanzi al locale Tribunale, veniva addebitato all’imputato, quale medico pediatra, di aver cagionato colposamente il decesso di un piccolo paziente al quale nello specifico si addebitava: di non aver visitato personalmente il bambino, nonostante questi non reagisse positivamente alla terapia somministrata dal pediatra per una presunta influenza; di sottovalutare negligentemente il dato clinico del drastico abbassamento della temperatura corporea del bambino, limitandosi a prescrivere del paracetamolo, omettendo di sottoporre il bambino a immediata visita o disporre l’invio in pronto soccorso; di essersi limitato ad auscultare il torace del piccolo in sede di vista, senza effettuare la misurazione della temperatura corporea né valutare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa e non dando rilievo all’esantema petecchiale, indicativo della grave sepsi batterica in atto.
La difesa del ricorrente impugnava la sentenza d’appello, adducendo la sussistenza della causa di non punibilità, ritenendo scusabile la condotta omissiva contestata per essere la stessa sussumibile nell’ipotesi della colpa lieve di cui all’art. 3 legge Balduzzi in vigore al momento del fatto avendo il sanitario rispettato le linee guida della comunità scientifica.
La Suprema corte ha giudicato immune da vizi logico-giuridici la sentenza impugnata e, per l’effetto, ha ritenuto destituite di fondamento le censure di legittimità.
Di seguito, per quanto interesse per il presente commento, si riportano i più significativi passaggi della motivazione:
“è stato dunque correttamente e congruamente addebitato alla pediatra un atteggiamento ingiustificatamente “attendista” e di generale sottovalutazione del quadro clinico del paziente, nonostante i sintomi manifestati avrebbero dovuto indurre ad un approccio ben diverso, sia attraverso l’immediata visita domiciliare (o presso il suo studio) del paziente, sia mediante il pronto indirizzamento del medesimo in ambiente ospedaliero, tenuto conto del rilevante peggioramento delle sue condizioni di salute (…).
(…) Per quanto attiene alla “colpa lieve” invocata dalla ricorrente, è appena il caso di rilevare che la sentenza impugnata ha adeguatamente motivato sul punto nel senso di escluderla, in considerazione della notevole divergenza tra la condotta tenuta dall’imputata e quella cui sarebbe stata tenuta, avuto riguardo alla grave sottovalutazione delle condizioni generali e respiratorie del bambino, che avrebbero imposto la necessità di specifici riscontri mediante esami di laboratorio. Sotto questo profilo è stata, sostanzialmente, rimarcata la sussistenza di un marcato allontanamento del comportamento della (omissis) da una appropriata condotta medica, certamente qualificabile in termini di colpa grave, tale da escludere che la fattispecie in esame possa essere ricondotta alla previsione decriminalizzante di cui all’art. 3 legge 8 novembre 2012, n. 189 (c.d. legge Balduzzi)”.
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