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Timestamp: 2019-12-07 04:36:44+00:00
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la sentenza della Corte di Cassazione del 27 gennaio 1987 che conferma la pronuncia della Corte d'assise di appello di Bari;
Corte di cassazione 27 gennaio 1987 (2100,7 kB)
Scioglimento del Movimento Politico Ordine Nuovo
Il Movimento Politico Ordine Nuovo, fu un'associazione, nata come movimento politico di estrema destra nel 1969 per raccogliere l'eredità politica del Centro Studi Ordine Nuovo, movimento culturale di destra fondato nel 1956 da Pino Rauti, esponente del MSI, che poi nel 1969 decise di rientrare nelle fila del MSI.
I militanti contrari al rientro nel MSI, considerato un partito asservito alla borghesia e all'imperialismo statunitense, il 21 dicembre 1969 diedero vita al Movimento Politico Ordine Nuovo. Oltre a Clemente Graziani che ne diviene segretario nazionale, aderiscono tra gli altri Elio Massagrande, Roberto Besutti, Antonio Ragusa, Sandro Saccucci (che successivamente rientrerà nel MSI) Salvatore Francia.
Fu un organizzazione che in appena quattro anni di vita rappresenterà il gruppo extraparlamentare di destra più noto ed importante del periodo.
Il 6 giugno del 1973 comincia a Roma il processo (istruito dal Sostituto Procuratore della Repubblica Vittorio Occorsio) contro diversi appartenenti al MPON. Nei confronti di tutti gli imputati viene rubricata la violazione degli articoli 1, 2, 3, 7 della legge Scelba sulla ricostituzione del disciolto Partito Fascista.
Il 21 novembre 1973 la prima sezione penale del Tribunale di Roma, condannando una trentina di ordinovisti - a pene variabili da cinque anni e tre mesi a sei mesi di reclusione - accerterà la ricostituzione del partito fascista attraverso la costituzione del Movimento politico Ordine nuovo. Con decreto del Ministero degli Interni Paolo Emilio Taviani del 23 novembre 1973, il movimento politico verrà sciolto.
Lo scioglimento di Ordine Nuovo (come quello di Avanguardia Nazionale, tre anni più tardi) lascerà allo sbando decine di giovanissimi estremisti che senza più controllo politico e umano daranno vita a gruppi clandestini e terroristici.
Il 17 maggio 1978 la Corte di appello di Roma investita del gravame della sentenza del Tribunale di Roma del 1973 rideterminerà alcune delle pene comminate confermando l'impianto della sentenza del giudice di prime cure.
Tribunale di Roma - 21 novembre 1973 (2222,1 kB)
Corte di appello di Roma - 17 maggio 1978 (8324,3 kB)
Sono le 8,30 circa del 10 luglio 1976. Per il dott. Vittorio Occorsio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma è l'ultimo giorno di lavoro prima delle ferie. Uscito dal garage della sua abitazione, alla guida della propria auto (una Fiat 125) all’incrocio tra via Mogadiscio e via del Giuba, viene raggiunto da una prima raffica di mitra, esplosa frontalmente da un individuo che si trovava quasi al centro della strada. Poi, mentre apre lo sportello in un disperato tentativo di fuga, una seconda raffica di mitra, esplosa da distanza ravvicinata, ne determina la morte.
Sul corpo senza vita del magistrato, l’omicida lascia nove esemplari, in fotocopia, di un volantino, intestato: “Movimento Politico Ordine Nuovo”; sotto l’intestazione, il simbolo grafico dell’ascia bipenne ed a destra la scritta: “La giustizia borghese si ferma all’ergastolo, la giustizia rivoluzionaria va oltre. Un tribunale speciale del M.P.O.N. ha giudicato Vittorio Occorsio e lo ha ritenuto colpevole di avere, per opportunismo carrieristico, servito la dittatura democratica per­seguitando i militanti di Ordine Nuovo e le idee di cui essi sono portatori. Vittorio Occorsio ha, infatti, istruito due processi contro il M.P.O.N.; al termine del primo, grazie alla complicità dei giudici marxisti Battaglini e Cairo e del barone D.C. Taviani, il Movimento politico è stato sciolto e decine di anni di carcere sono stati inflitti ai suoi diri­genti. Nel corso della seconda istruttoria, numerosi militanti del M.P.O.N. sono stati inquisiti e incarcerati e condotti in catene dinanzi ai tribunali del sistema borghese. Molti di essi sono ancora illegal­mente trattenuti nelle democratiche galere, molti altri sono da anni costretti ad una dura latitanza. L’atteggiamento inquisitorio tenuto dal servo del sistema Occorsio non è meritevole di alcuna attenuante: l’accanimento da lui usato nel colpire gli ordinovisti lo ha degradato al livello di un boia. Anche i boia muoiono! La sentenza emessa dal tribunale del M.P.O.N. è di morte e sarà eseguita da uno speciale nucleo operativo. Avanti per l’ordine nuovo!”
Sul luogo dell’omicidio, la Polizia rinveniva trenta bossoli. di pistola mitragliatrice INGRAM M.A.C.M 10 calibro 9 mm. Parabellum (Luger).
Vittorio Occorsio, nella sua breve carriera, ha condotto indagini sui fatti più delicati relativi al periodo più buio della giovane vita delle Istituzioni repubblicane. Ha conosciuto i dettagli di un mancato golpe, (il Piano Solo con la vicenda SIFAR), ha condotto le prime indagini sulla strage di piazza Fontana comprendendo ed esortando i colleghi ad ampliare le indagini ai mandanti occulti della strage, a chiarire i ruoli delle diverse ed idealisticamente opposte figure che risultavano coinvolte.
Ha indagato i fascisti di Ordine Nuovo e la sua inchiesta ha portato allo scioglimento d’autorità del partito. A metà del 1975 ha avviato un’altra istruttoria formale contro 120 esponenti di Ordine nuovo, a seguito della rilevata sopravvivenza del gruppo e dell'adesione di nuovi militanti che lo porterà a scoprire inoltre rilevanti connessioni con altri movimenti eversivi operanti in quegli anni. Attraverso queste indagini era arrivato a individuare connessioni fra l’attività dei neofascisti e quelle di esponenti di logge coperte della massoneria deviata, ed i legami di questi con la criminalità organizzata ed in particolare con la banda dei marsigliesi, responsabile di vari sequestri di persona (come quelli degli industriali Gianni Bulgari, Roberto Ortolani e Alfredo Danesi) a scopo di estorsione e per i quali il magistrato aveva emesso mandato di cattura nei confronti di uno dei capi dell'organizzazione, Albert Bergamelli.
Stava istruendo un nuovo processo contro Ordine Nuovo, forte di un livello di conoscenza degli intrecci e dei collegamenti fra criminalità organizzata, massoneria deviata, eversione di destra e potere politico, quando venne ucciso.
La sezione raccoglie alcune delle sentenze che si sono occupate dell'omicidio del magistrato. Per l'omicidio del dott. Vittorio Occorsio saranno condananti gli esecutori Pierluigi Concutelli e Gianfranco Ferro. Nel cd. procedimento "Occorsio bis", con il quale verrano ricercate le responsabilità dei mandati dell'omicidio, non verrà pronunciata alcuna condanna definitiva.
Corte assise Firenze - 16 marzo 1978 (4192,4 kB)
Corte assise appello Firenze - 12 dicembre 1978 (3967,2 kB)
Atti del cd. "Occorsio bis"
Corte assise appello Firenze - 12 marzo 1986 (5924 kB)
Corte di cassazione - 9 febbraio 1987 (2155,9 kB)
Corte assise appello Firenze - seconda sezione - 16 ottobre 1987 (4660,4 kB)
Corte di cassazione - 16 gennaio 1989 (1671,8 kB)
Corte assise appello Bologna - 7 marzo 1990 (1930,5 kB)
Corte di cassazione - 10 maggio 1991 (1825,4 kB)
Corte assise appello Bologna - seconda sezione - 19 maggio 1994 (617,2 kB)
La sezione ospita le sentenze relative all'omicidio del magistrato (ad eccezione della sentenza dell Corte di cassazione del 28 febbraio 1989 in fase di reperimento) e le audizioni rese dal dott. Mario Amato al Consiglio Superiore della magistratura il 15 marzo e il 13 giugno del 1980.
Corte assise Bologna 5 aprile 1984 - 1 parte (9783,2 kB)
Corte assise Bologna 5 aprile 1984 - parte 2 (8006,1 kB)
Corte assise Bologna 5 aprile 1984 - parte 3 (6569,2 kB)
Corte assise Bologna 5 aprile 1984 - parte 4 (7868,6 kB)
Corte assise Bologna 5 aprile 1984 - parte 5 (11598,3 kB)
Corte di cassazione - 16 dicembre 1987.pdf (1022,1 kB)
1° giudizio di rinvio
Corte d'Assise d'Appello di Bologna - 2 luglio 1988 - parte 1 (9595,8 kB)
Corte d'Assise d'Appello di Bologna - 2 luglio 1988 - parte 2 (4125,6 kB)
Corte d'Assise d'Appello di Bologna 2 luglio 1988 - parte 3 (2888,7 kB)
Corte d'Assise d'Appello di Bologna - 2 luglio 1988 -parte 4 (7399,6 kB)
2° giudizio di rinvio
Corte assise appello Firenze - 15 gennaio 1990 (7307,2 kB)