Source: http://www.codice-3.org/avvocato/respdirass.htm
Timestamp: 2017-11-21 15:49:34+00:00
Document Index: 115496428

Matched Legal Cases: ['art. 593', 'art. 593', 'art. 358', 'art. 362', 'art. 593', 'art. 328']

responsabilità dirigenti associazioni
11. Responsabilità dei dirigenti delle associazioni
Sono un soccorritore volontario della Croce Azzurra di Cagliari da 4 anni,vorrei sapere a quali tipi di responsabilita'penali incorrono il presidente dell'associazione(come rappresentante legale)e il direttore sanitario nel caso in cui l'equipaggio o eventualmente uno solo dei soccorritori dello stesso causino un danno al pz.per incuria e mancanza di professionalità durante lo svolgimento dell'intervento di soccorso. Certo della sua attenzion, la ringrazio anticipatamente - Enrico Mannoni
Caro Enrico/Simone,
la responsabilità penale è personale e quindi il presidente e il direttore sanitario di un'associazione rispondono solo del loro operato e non di quello dei singoli associati. Se un soccorritore, ad esempio, colposamente procura una lesione ad un paziente o ne causa la morte risponderà di lesioni o omicidio colposo senza che alcun rimprovero possa essere mosso all'associazione per cui opera o a chi la dirige.
Diverso il discorso sul piano civilistico. L'associazione è, infatti, tenuta a risarcire il danno procurato dai singoli soccorritori nell'esercizio delle loro funzioni e anche per questa ragione consiglio vivamente di stipulare idonea polizza assicurativa.
Sono un volontario della Croce Bianca di Brescia ed ho un dubbio sorto durante la preparazione al corso per la certificazione regionale.
Secondo la legge (art. 593 C.P) colui che trova un corpo umano che sia o sembri inanimato, ferito o comunque in pericolo è obbligato a prestare l'assistenza necessaria o a darne immediato avviso all'Autorità.
Quindi il cittadino comune può astenersi dall'intervenire personalmente a prestare soccorso ma limitarsi ad avvisare l'Autorità preposta ed attenderne l'arrivo eventualmente prestando una minima assistenza.
Anche un soccorritore volontario, salvo sia impegnato in un servizio per conto, ad esempio,di una centrale 118 (in questo caso assume la qualifica di incaricato di pubblico servizio e non può esimersi dal prestare soccorso senza incorrere nel reato di omissione di atti d' ufficio, ecc.) non è obbligato ad intervenire direttamente non essendo in possesso di nessun titolo legalmente riconosciuto per l'esercizio di attività sanitarie.
La domanda è questa: la certificazione regionale (Lombardia) modifica la posizione di un soccorritore volontario non sanitario quando non è in servizio rispetto ad un comune cittadino esponendolo, se non interviene personalmente prestando l'assistenza diretta che gli compete, al reato di omissione di soccorso o può limitarsi ad avvisare le Autorità?
Prima di esaminare il quesito è bene leggere attentamente a norma
L'art. 593 C.P. stabilisce che
"Chiunque trovando [...] un corpo umano che sia o sembri inanimato [...]omette di prestare assistenza occorrente o di darne immediato avviso all'Autorità [...]"
Dalla lettura sembrerebbe che i due obblighi siano alternativi, in realtà la giurisprudenza della corte di Cassazione e la maggior parte degli autori (cfr Antolisei, Manzini,Pannain) concordano che il primo dovere sia prestare assistenza e solo dove ciò non sia possibile subentra il dovere di dare avviso all'Autorità.
Ovviamente affinché l'assistenza prestata porti ad un miglioramento della situazione in cui versa la vittima, è necessario che chi soccorre agisca senza varcare i limiti delle proprie conoscenze e abilità al fine di non causare ulteriori danni.
Pertanto se a un cittadino comune, non padrone delle nozioni di primo soccorso, non si può chiedere nulla di più che un mero supporto morale alla vittima, oltre che a contattare i soccorsi, di certo al soccorritore può essere chiesto qualcosa di più, come una valutazione del paziente più accurata e un supporto oltre che morale anche materiale per quanto i mezzi a disposizione consentano di intervenire in sicurezza per la vittima, ma soprattutto per se stesso.
Inoltre non è vero che un soccorritore (che sia volontario o dipendente non importa) non è in possesso di alcun titolo legalmente riconosciuto, in quanto è appunto in possesso della "CERTIFICAZIONE DI SOCCORRITORE - ESECUTORE, ed è iscritto ad un apposito albo regionale che gli consente di prestare servizio come soccorritore per i servizi di soccorso primario (118).
Sono un soccorritore volontario presso una Pubblica Assistenza dopo aver frequentato vari corsi quali B.L.S.D. P.B.L.S. P.H.T.L.S sono abilitato a prestare anche servizi urgenti primari 118.
Purtroppo nessuno è mai riuscito ad fornirmi in modo chiaro ed univoco informazioni su come giuridicamente viene considerato un soccorritore volontario con quali obblighi, doveri e diritti, ecco alcune domande che voglio inoltrarle.
mi hanno detto che il soccorritore volontario è considerato "incaricato di pubblico servizio" che cosa significa e che cosa comporta?
quando non siamo in servizio oltre all'obbligo morale che è sottointeso abbiamo obblighi giuridici nel dover soccorrere una persona in difficoltà, se si quali sono questi obblighi?
nella ditta dove lavoro non faccio parte dalla squadra di pronto soccorso, è vero che il coordinatore di questa squadra o un preposto che sono a conoscenza della mia attività di soccorritore volontario hanno comunque l'obbligo di chiamarmi quando vi è una situazione di evidente gravità?
in caso di mio intervento una persona che non ha nessuna competenza e conoscenza di soccorso può dirmi che cosa devo fare o che cosa non devo fare? ( in pratica: il coordinatore della squadra di pronto soccorso, mio diretto superiore mi chiama per un infortunio abbastanza grave accaduto ad un collega, valuto la situazione e ritengo che per garantire un soccorso efficace è necessario l'intervento del 118. Il coordinatore ha fatto obbiezione sulla mia scelta e solo dopo la mia insistenza e una animata discussione sono riuscito a far intervenire il 118 ). Avevo un modo più "civile" per garantire un soccorso adeguato alla situazione?
Sicuro che con le sue risposte riuscirà a chiarirmi quanto sopra esposto.
Nell'attesa porgo distinti saluti e molti ringraziamenti
Elisio Ringio
in primo luogo è da precisare che il soccorritore in quanto tale è una figura non giuridicamente delineata nella sua completezza, tanto è vero che nelle tabelle istat non figura ancora come professione e per tanto non può essere indicata come tale nella carta d'identità.
Invece la figura del volontario trova ampia delineazione normativa nella legge quadro sul volontariato 266/91.
Per quanto concerne il soccorritore (volontario o stipendiato che sia non importa), o meglio, l'operatore non sanitario dell'urgenza extra - ospedaliera, è da precisare quanto segue:
nel momento stesso in cui il soccorritore entra in servizio svolgendo un 'attività per un'associazione convenzionata con il SSN e comunque per il fatto che tale attività abbia un carattere pubblicistico, assume ex art. 358 del Codice Penale la qualifica di Incaricato di Pubblico Servizio [Cass. Pen. 6687/97].
Ora all'assuzione della qualifica di Incaricato di Pubblico Servizio si accompagna un aumento di protezione, di doveri e quindi di responsabilità, ma non un aumento di poteri.
Per quanto riguarda l'aumento di protezione ciò si riflette nell'aumento di pena pari a un terzo a cui soggiace chiunque commette un reato nei confronti di un IPS.
Di riflesso l'IPS soggiace a un aumento di pena pari a un terzo per i reati compiuti nell'esercizio delle sue funzioni.
Inoltre vi è un aumento di doveri i capo all'IPS
1 - obbligo di denuncia ex art. 362 che impone all'IPS di denunciare all'autorità giudiziaria senza ritardo qualsiasi fatto o situazione che abbia le caratteristiche di reato perseguibile d'ufficio (es. i maltrattamenti in famiglia), che sia appreso nell'esercizio delle sue funzioni
2 - Obbligo al segreto d'ufficio o segreto professionale: inteso come notizia, che se divulgata, produrrà un danno alla persona interessata o a un suo famigliare.
Il segreto deve essere mantenuto anche nei confronti di parenti e conoscenti e copre oltre alle mere informazioni sanitarie anche le circostanze di fatto in cui è avvento il soccorso.
L'obbligo deve essere mantenuto anche nei confronti dei pazienti minorenni, ma le notizie devono essere comunicate ai genitori o tutori legali.
Per quanto riguarda la trasmissione ai colleghi a titolo esemplificativo e formativo, ciò deve essere fatto nel rispetto della privacy.
Non costituisce infine violazione a tale obbligo la comunicazione ad altri IPS o Pubblici Ufficiali per motivi di servizio (medici, infermieri, personale amministrativo addetto all'accettazione)
3 - Tutela della Privacy. ovvero tutela dei dati sensibili atti a identificare identità e condizioni di salute
Essendo un IPS e non un Pubblico Ufficiale il Soccorritore non potrà pretendere documenti personali ne trattenere con la forza.
Circa l'obbligo di soccorrere è da tener presente che il soccorritore in servizio non risponderà di omissione di soccorso ex art. 593 del C.P., come reato contro la persona, ma del ben più grave, in quanto reato contro la Pubblica Amministrazione, Omissione o Rifiuto di atti d'ufficio ex art. 328 C.P.
Per quanto concerne il comportamento da tenere fuori servizio, oltre all'obbligo di contattare i soccorsi, il soccorritore non può esimersi dal prestare l'assistenza compatibilmente con le conoscenze e i mazzi a disposizioni per non incorrere nella fattispecie di Omissione d Soccorso.
Infine per quanto riguarda l'episodio raccontato c'è una considerazione da fare:
il soccorritore assume la qualifica di IPS nel momento in cui entra in servizio per il carattere pubblicistico che il suo operato viene ad assumere.
Ora cosa vuol dire entrare in servizio? il mero indossare la divisa e uscire su un mezzo di soccorso o in una visione più ampia il soccorrere una persona in difficoltà?
A giudizio di molti l'entrare in servizio è da intendersi come il prestare aiuto qualificandosi come soccorritore, viste anche le implicazioni che questo comporta, pertanto ritengo che in una situazione come quella descritta tu possa far valere la qualifica di cui sei in possesso, arrivando nel caso a far muso duro minacciando un esposto all'Autorità Giudiziaria per Interruzione di Pubblico Servizio e addirittura Violenza a Incaricato di Pubblico Servizio.
Ti consiglio magari di entrare in contatto con il responsabile 626 al fine di farti inserire nella squadra di pronto soccorso, visto comunque il tuo curriculum, al fine di evitare spiacevoli contrasti nell'ambito lavorativo.