Source: http://www.arcadiaconcilia.it/news/97-tribunale-di-roma-sez-xiii-giudice-dott-massimo-moriconi-ordinanza-1-febbraio-2015-la-mediazione-delegata-e-piu-vantaggiosa-della-proposta-del-giudice
Timestamp: 2020-01-21 23:01:22+00:00
Document Index: 36072358

Matched Legal Cases: ['art. 185', 'art.185', 'art. 5', 'art. 116', 'art.8', 'art.96', 'art. 5', 'art.1917']

TRIBUNALE di ROMA Sez.XIII°- Giudice Dott. Massimo Moriconi-Ordinanza 1 febbraio 2015.La mediazione delegata è più vantaggiosa della proposta del giudice. - Arcadia Concilia - Mediazione civile
La formulazione di una proposta ax art. 185 bis cpc da parte del Giudice comporta un lavoro impegnativo e se non fatto con notevole perizia, non solo non produce alcun risultato, ma può essere anche controproducente laddove interferisca in modo disarmonico sulle posizioni delle parti che siano, già per loro conto, non del tutto avulse da una possibilità di accordo.
Inoltre, tale impegno del Giudicante, che sottrae tempo all’unico vero ambito dove si effettuano rilevazioni e valutazioni del suo lavoro, vale a dire le sentenze (sic)ad oggi non è stato in alcun modo nè valutato nè valorizzato. Difatti, molte proposte hanno contribuito allo smaltimento del ruolo proprio in virtù di numerosi accordi raggiunti.
Per questi motivi il Giudice intende adottare una strada alternativa alla formaluzione della propsta chè è quella della mediazione demanda con indicazioni di specifici accorgimenti sia alle parti che al Mediatore.
RG ____-12
E’ sicuramente possibile, nella presente fattispecie, redigere una proposta del giudice ai sensi dell’art.185 bis cpc [1] , sussistendone gli elementi di fatto e di diritto.
La mediazione demandata dal giudice (art. 5 co.II° decr.legsl.28/10 come modificato dal decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69), che richiede anch’essa da parte del giudice attenzione e studio, ma non dovendo contenere una proposta specifica è certamente meno impegnativa.
argomenti di prova a carico ex art. 116 cpc nell’accezione prevista dall’art.8 co.4 bis del decr.lgs.28/2010 e sanzioni ex art.96 co III° (cfr. nota 7)
Sarebbe a dire, infatti, che se una P.A. vuole introdurre una domanda giudiziale in una delle materie di cui all’art. 5 co. 1 bis del decr.lgsl.20/2010, promuove necessariamente il procedimento di mediazione, ma lo fa(rebbe) con la riserva di non accordarsi a prescindere.
Il giudice non può, tecnicamente, ordinare la mediazione anche nei confronti delle attrici (figlie del de cuius) della causa RG ____/09, peraltro assistite dai medesimi avvocati che difendono l’attrice (moglie del de cuius) in questa causa.
Personalmente dubita fortemente che tale clausola abbia qualcosa a che vedere con il contratto assicurativo configurato dal codice civile e che anzi se ne discosti in modo davvero singolare (è sufficiente evidenziare che per come elaborata dai soggetti interessati, cioè le compagnie assicuratrici- che in tal modo circoscrivono in modo certo nonché rapido e definito nel tempo, il rischio di indennizzi – la norma fondamentale che dovrebbe regolare l’oggetto del contratto di assicurazione della responsabilità civile non è più l’evento generatore del danno, come chiaramente prevede l’art.1917 cc, ma un fatto diverso ed in sé anodino, la richiesta di risarcimento del danneggiato, che rende del tutto effimera la copertura assicurativa che non è più riferita allo spazio di tempo contrattuale all’interno del quale si verifica il fatto dannoso contro il quale il contraente intendeva assicurarsi).
[10] e, per quanto riguarda, la causa già definita con sentenza, le attrici di quel giudizio (RG ____/09)
[11] Per le persone giuridiche, pubbliche o private, “di persona” va riferito al soggetto – incaricato da chi è titolare del diritto oggetto della controversia – che ne abbia, ai fini che qui interessano, la rappresentanza, con la possibilità di disporre del diritto nell’ambito dei poteri conferitigli.
Tempo di esecuzione: 0.069560050964355