Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/09/22/sempre-obbligatoria-la-confisca-diretta-o-per-equivalente-per-chi-emette-fatture-per-operazioni-inesistenti-anche-in-caso-di-patteggiamento/
Timestamp: 2019-10-14 15:41:07+00:00
Document Index: 83107472

Matched Legal Cases: ['art. 8', 'sentenza ', 'art. 444', 'art. 12', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 6', 'sentenza ']

Sempre obbligatoria la confisca diretta o per equivalente per chi emette fatture per operazioni inesistenti anche in caso di patteggiamento – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Sempre obbligatoria la confisca diretta o per equivalente per chi emette fatture per operazioni inesistenti anche in caso di patteggiamento.
In tema di reati tributari, la III Sezione penale della Cassazione (sent. n.ro 40323/2018, dep.ta 11.09.2018) è tornata ad affrontare il tema della confisca obbligatoria in relazione al reato di cui all’art. 8 d.lgs. 74/2000, accogliendo il ricorso interposto dal Procuratore Generale contro una sentenza emessa ex art. 444 c.p.p. in applicazione di pena su richiesta delle parti, nella quale il Tribunale di Macerata non aveva disposto, conseguentemente, la confisca obbligatoria prevista per tale reato dall’art. 12-bis del medesimo decreto.
Qui di seguito il passaggio motivazionale di rilievo.
“Invero, l’art. 12-bis, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che ha sostituito la analoga disposizione di cui all’art. 1, comma 143, legge 24 dicembre 2007, n. 244 dispone che nel caso di condanna per uno dei reati previsti dallo stesso decreto è sempre ordinata la confisca dei beni, salvo che appartengano a persona estranea al delitto, che ne costituiscono il profitto od il prezzo (confisca diretta) ovvero, quando essa non è possibile, dei beni di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente (confisca per equivalente). Misura questa che deve essere pertanto obbligatoriamente disposta, rispondendo alla ratio di privare il reo di un qualunque beneficio economico derivante dall’attività criminosa, anche di fronte all’impossibilità di aggredire l’oggetto principale, nella convinzione della capacità dissuasiva e disincentivante di tale strumento, che assume “i tratti distintivi di una vera e propria sanzione” (Sez. U, n. 26654 del 27/03/2008 – dep. 02/07/2008, Fisia Italimpianti Spa e altri, Rv. 239925), anche quando non sia stata preceduta in fase cautelare dal sequestro preventivo dei beni medesimi(Sez. 5, n. 9738 del 02/12/2014 – dep. 05/03/2015, Giallombardo, Rv. 26289301; Sez. 5, n. 31450 del 20/01/2017 – dep. 23/06/2017, Lanza, Rv. 272111).
(…) E’ ben vero che solo l’utilizzatore delle fatture relative ad operazioni inesistenti ottiene automaticamente un profitto pari al risparmio di imposta che consegue con l’inserimento nella dichiarazione dei redditi o sul valore aggiunto delle fatture per operazioni inesistenti realizzando l’accrescimento, per l’appunto fittizio, dei costi, e che altrettanto non avviene per l’emittente che, realizzando invece una divergenza tra la realtà commerciale e l’espressione documentale della stessa, non acquisisce con l’emissione della falsa fattura alcun vantaggio fiscale: ma non per questo può omettersi di considerare che il reato di cui all’art. 8 d. Igs.74/2000, proprio perché finalizzato a consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, implica, di norma, l’incameramento da parte del suo autore di un compenso, quand’anche inferiore al profitto, ovverosia al risparmio di imposta, conseguito dall’utilizzatore delle fatture ideologicamente false, corrispondente al prezzo del reato medesimo”.
Art. 8 d.lgs. n. 74/2000
Giurisprudenza richiamata nella sentenza commentata:
Cassazione penale sez. III 05 maggio 2016 n. 43952
In materia di emissione di fatture per operazioni inesistenti, il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, non può essere disposto sui beni dell’emittente per il valore corrispondente al profitto conseguito dall’utilizzazione delle fatture medesime, poiché il regime derogatorio previsto dall’art. 9 d.lg. n. 74/2000 – escludendo la configurabilità del concorso reciproco tra chi emette le fatture e chi se ne avvale – impedisce l’applicazione del principio solidaristico, valido nei soli casi di illecito plurisoggettivo.
Cassazione penale sez. V ,02 dicembre 2014 n. 9738
In tema di responsabilità da reato degli enti collettivi, la confisca del profitto del reato prevista dagli artt. 9 e 19 d.lg. n. 231 del 2001 si configura come sanzione principale, obbligatoria ed autonoma rispetto alle altre previste a carico dell’ente, e si differenzia da quella configurata dall’art. 6, comma 5, del medesimo decreto, applicabile solo nel caso difetti la responsabilità della persona giuridica, la quale costituisce invece uno strumento volto a ristabilire l’equilibrio economico alterato dal reato presupposto, i cui effetti sono comunque andati a vantaggio dell’ente.
Quadro giurisprudenziale di riferimento in materia di emissione di fatture per operazioni inesistenti:
Bancarotta fraudolenta: per la Cassazione la sentenza dichiarativa di fallimento... Anche il direttore generale risponde del reato di bancarotta fraudolenta per...