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Timestamp: 2017-01-22 01:52:23+00:00
Document Index: 35436755

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'sentenza ', 'in fine', 'in fine', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art.1', 'art.11', 'art.11', 'art. 2', 'art.31', 'art.1']

⭐LAVORI PUBBLICI. Periodico mensile d informazione tecnica
Teodora Massaro
1 LAVORI PUBBLICI Periodico mensile d informazione tecnica RENDIMENTO ENERGETICO EDILIZIA Decreto Legislativo 29 dicembre 2006, n Liberalizzazioni Decreto-Legge 31 gennaio, n. 7 Codice Unico dei Contratti Decreto Legislativo 26 gennaio, n. 6 Autorità Vigilanza Lavori Pubblici Tassa sulle gare Professione geometra Nuovo Codice deontologico Opere d arte edifici pubblici Linee guida ministeriali Agenzia delle Entrate Dichiarazione inizio attività Approvazione modelli AA7/8 e AA9/8 FEBBRAIO 2 ANNO XV NUMERO 150 Euro 7,50 rubriche Scadenze fiscali Recensioni Il parere degli studiosi Adeguamento prestazioni urbanistiche Indici ISTAT Trattamento di fine rapporto Aggiornamenti legislativi e principali news PDF del periodico chiuso in redazione Gare di progettazione Anticipazioni legislative Interessi e tassi Gazzette regionali Newsletter informativa Una password per i servizi Internet all indirizzo Registr. Tribunale Palermo n. 23 del 26 giugno Spedizione in a.p. 45% Legge n. 662/1996, art. 2, c. 20/b Filiale Palermo2 L abbonato al periodico potrà ricevere anticipazioni, inoltrando una richiesta fax allo 091/ La redazione provvederà ad esaudire le richieste, esclusivamente a mezzo fax, appena i dati saranno disponibili. SERVIZI ON-LINE L abbonato che vuole accedere in tempo reale alle rubriche del periodico, può farlo on line, registrandosi sul sito Internet: La registrazione on line consente di scaricare il PDF del periodico chiuso in redazione e di accedere alle seguenti rubriche: GARE Le gare di progettazione riportate per data di scadenza e con l indicazione dell Ente, dell oggetto, dell importo dei lavori e dell onorario e del tipo di gara. ANTICIPAZIONI Anticipazioni sugli ultimi provvedimenti legislativi, sia nazionali che regionali, con la possibilità di scaricare il testo di quelli di maggiore interesse. INTERESSI E TASSI Indici Istat, principali tassi ed indicatori economici del settore, adeguamento prestazioni urbanistiche. PROROGHE Proroghe di alcuni adempimenti, di scadenze legislative e/o comunque di notevole importanza. GAZZETTE REGIONALI Gazzette di alcune regioni. NEWSLETTER INFORMATIVA Rassegna completa di novità, nuove leggi e normative, eventi, progetti, prezzari, offerte di lavoro, formazione, etc.. Il catalogo GRAFILL al sito Internet riporta le novità editoriali con offerte per gli abbonati. Direttore responsabile Paolo Oreto Responsabile di redazione Paola Oreto Redazione Mario Priulla Stampa Officine Tipografiche Aiello & Provenzano S.r.l. Bagheria (Pa) Edizione GRAFILL S.r.l. Via Principe di Palagonia n. 87/ Palermo Telefono 091/ Fax 091/ Questo numero è stato chiuso in redazione in data 9/02/ ABBONAMENTO ANNUALE (dal primo numero raggiungibile) per un totale di 12 numeri uro 75,00 Pagamenti con versamento sul conto corrente postale , con assegno intestato alla GRAFILL S.r.l. o con carta di credito. L I.V.A. è a carico dell editore e non è detraibile dal cessionario. La ricevuta del versamento in c/c postale è documento valido ai fini contabili e fiscali, quindi, non vengono rilasciate fatture. FEBBRAIO 2 ANNO XV NUMERO 150 ASSOCIATO USPI Unione Stampa Periodica Italiana Registro Operatori di Comunicazione n già Registro Nazionale della Stampa n ISSN3 IN QUESTO NUMERO SOMMARIO SCADENZE FISCALI MARZO... p. 103 LE RECENSIONI DI LAVORI PUBBLICI IL PARERE DEGLI STUDIOSI LA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA a cura della Dott.ssa Ing. Monica Seidita NORMATIVA NAZIONALE LIBERALIZZAZIONI I MUTUI PERDONO LE PENALI Decreto-Legge 31 gennaio, n RENDIMENTO ENERGETICO PRINCIPALI NOVITÀ Decreto Legislativo 29 dicembre 2006, n CODICE APPALTI IN GAZZETTA DECRETO CORRETTIVO Decreto Legislativo 26 gennaio, n OPERE D ARTE NEGLI EDIFICI PUBBLICI LINEE GUIDA MINISTERIALI Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 23 marzo TUTELA ACQUIRENTI IMMOBILI CAMBIA LA MISURA DEL CONTRIBUTO Decreto del Ministero della Giustizia 31 ottobre FONDO NAZIONALE ACCESSO ABITAZIONI IN LOCAZIONE Decreto del Ministero delle Infrastrutture 10 novembre BONIFICA SITI INQUINATI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE Decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 28 novembre 2006, n REQUISITI ORGANISMI FORMATORI Decreto del Ministero dell Interno 15 gennaio CODICE UNICO DI PROGETTO APPLICAZIONE Deliberazione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica 17 novembre 2006, n AUTORITÀ LAVORI PUBBLICI TASSA SULLE GARE Deliberazione dell Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture 10 gennaio AGENZIA DELLE ENTRATE INFORMAZIONI DICHIARAZIONE INIZIO ATTIVITÀ Provvedimento dell Agenzia delle Entrate 21 dicembre MODELLO UNICO INFORMATICO CATASTALE NUOVE SPECIFICHE TECNICHE Provvedimento dell Agenzia del Territorio 22 dicembre AGENZIA DELLE ENTRATE APPROVAZIONE MODELLI AA7/8 E AA9/8 Provvedimento dell Agenzia del Territorio 28 dicembre AGENZIA DEL TERRITORIO RICLASSAMENTO DEI NEGOZI Provvedimento dell Agenzia del Territorio 2 gennaio RIFORMA PROFESSIONI NUOVO CODICE DEONTOLOGICO GEOMETRI Comunicato del Consiglio Nazionale dei Geometri 23 gennaio LAVORI PUBBLICI 1014 SOMMARIO AUTORITÀ LAVORI PUBBLICI TASSA SULLE GARE Comunicato dell Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici 26 gennaio p. 165 FONTI RINNOVABILI FINANZIAMENTI ALLE PMI Comunicato del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio 16 gennaio AGGIORNAMENTI LEGISLATIVI E PRINCIPALI NEWS GENNAIO TABELLE INDICI ISTAT INTERESSI E TASSI Tabella Interessi di mora per ritardato pagamento parcelle Tabella Rivalutazione dei crediti professionali Tabella Rivalutazione dei crediti professionali Tabella Tasso dell interesse legale Tabella Adeguamento tariffe prestazioni urbanistiche Tabella Prime rate Tabella Interessi di mora per l appalto di opere pubbliche Tabella Valore dell Euro per anni precedenti al Tabella Soglie comunitarie Tabella Soglie WTO-GPA COSTI DI COSTRUZIONE Tabella Costo di costruzione edifici di civile abitazione Tabella Indice costo costruzioni residenziali (a base variabile) Tabella Indice costo costruzioni residenziali (raccordati a base 1970 = 100) Tabella Indice costo costruzione capannone (uso industriale) Tabella Costo unitario di costruzione per il calcolo del contributo nella concessione edilizia Tabella I.V.A. edilizia per cessioni e servizi EQUO CANONE Tabella Locazione immobili urbani e ad uso diverso Tabella Immobili urbani (indici annuali ISTAT) Tabella Immobili urbani (indici annuali ISTAT al 75%) Tabella Riepilogo costo base di produzione Tabella Locazione immobili urbani (abitazioni ultimate entro il 1975) Tabella Locazione immobili urbani (abitazioni ultimate dopo il 1975) Tabella Locazione immobili urbani, canone annuo al metro quadrato Tabella coefficienti di degrado per vetustà Calcolo del canone aggiornato di un appartamento costruito sino all anno Calcolo del canone aggiornato di un appartamento costruito nel Tabella Immobili ad uso diverso (indici biennali ISTAT) Tabella Immobili ad uso diverso (indici biennali ISTAT al 75%) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Tabella Trattamento di fine rapporto LAVORI PUBBLICI 25 SCADENZE FISCALI MARZO Si ricorda che quando i termini di pagamento cadono di sabato o di giorno festivo, il pagamento è considerato tempestivo anche se effettuato il primo giorno lavorativo successivo (articolo 6, comma 8 del D.L. n. 330/1994 convertito con Legge n. 473/1994 e articolo 18 del D.Lgs. n. 241/1997. NOTE 15 MARZO Giovedì IVA Annotazioni delle operazioni dei contribuenti minori e forfettari Scade il termine relativo all annotazione per aliquote delle operazioni del mese precedente, comprese quelle non rilevanti ai fini IVA. Quanto alle modalità di annotazione, essa può eseguirsi nei registri IVA od in quello dei corrispettivi (purché ci sia la certificazione dello scontrino o della ricevuta fiscale), ovvero nei prospetti che hanno ricevuto approvazione con i Decreti Ministeriali 11 febbraio 1997 e 12 febbraio 1997, tenuto a norma dell articolo 39 del D.P.R. n. 633/1972. Emissione fatture differite I soggetti IVA entro oggi devono emettere ed annotare sul registro delle vendite e dei corrispettivi, le fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese precedente e risultanti da documenti di accompagnamento, facendo riferimento al mese di consegna o di spedizione dei beni. 16 MARZO Venerdì IVA e Ritenute di Acconto Ravvedimento operoso Regolarizzare gli adempimenti del mese precedente omessi o eseguiti in maniera non regolare. Il versamento da effettuare è pari a 1/8 del minimo al quale occorre aggiungere la sanzione in misura ridotta e gli interessi legali maturati alla data in cui si effettua il pagamento. Versamento su modello di Pagamento Unificato F24 Entro oggi vanno effettuati i seguenti adempimenti: Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente ed assimilati corrisposti nel mese precedente; Compensazione del credito per nuove assunzioni; Versamento della rata dell addizionale regionale e comunale all IRPEF trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente; INPS gestione separata, contributi 10% o 13% per i committenti sulle collaborazioni coordinate e continuative, per i pagamenti effettuati nel mese precedente; Versamenti IVA mensili relativi alle operazioni del mese precedente o del primo trimestre 2006, la cui consegna di riferimento risulti da un DDT o da altro documento idoneo a identificare i soggetti fra i quali si effettua l operazione; Imposte sui redditi ritenute alla fonte del mese precedente sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, sui compensi di lavoro autonomo, sui redditi di capitale; IRPEF dipendenti per i non titolari di partita IVA; Contributi INPS per datori di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti nel mese precedente; INPS gestione separata, contributi 10% o 14% (per i collaboratori non iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie) per i committenti sulle collaborazioni coordinate e continuative, per i pagamenti effettuati nel mese precedente. Il versamento va effettuato presso Banche, Poste o Concessionari. 2 LAVORI PUBBLICI 1036 SCADENZE FISCALI 30 MARZO 2006 Venerdì Versamento imposta Imposta di Registro Scade il termine per il versamento relativo ai contratti di locazione ed affitto di beni immobili. Il versamento è relativo a cessioni, risoluzioni e proroghe con effetto dal primo del mese in corso. Entro oggi il contratto deve essere presentato all Ufficio del Registro unitamente all attestato di pagamento. NOTE 31 MARZO 2006 Sabato IVA Schede carburante Entro oggi, i soggetti che usano i mezzi di trasporto nell esercizio di impresa, arte o professione devono rilevare il numero complessivo dei chilometri nelle scede carburanti. INPS Denuncia DM10 Entro oggi deve essere effettuato l invio telematico del DM10 relativo alle retribuzioni del mese di giugno LAVORI PUBBLICI 27 LE RECENSIONI DI LAVORI PUBBLICI Alessandro Casalini, Maurizio Orsenigo ATLANTE LIBRERIE DI SIMBOLI, PARTICOLARI COSTRUTTIVI, BLOCCHI E RETINI Un volume ed un DVD per il professionista italiano che può avvalersi ora, nella progettazione edile, di uno strumento col quale tutte le simbologie, i blocchi, i retini e, soprattutto, i particolari esecutivi essenziali, sono resi disponibili grazie a un potente strumento informatico con cui qualsiasi elemento può essere cercato, visualizzato e direttamente inserito nel proprio AutoCAD. Unica raccolta con riferimento alle normative italiane, propone esclusivamente files in formato vettoriale DWG modificabili e adattabili alle esigenze del proprio elaborato. Le simbologie fornite anche in formato WMF possono essere inserite come immagini, in elaborati compatibili con la procedura copia-incolla ; i retini hanno una estensione (parametrica) che li integra al set già presente in AutoCAD. Il volume cartaceo coadiuva nella ricerca e nell apprendimento, affinché l utente possa immediatamente reperire, nella vastità della rassegna, ciò che desidera. GRAFILL Editoria tecnica Palermo, Formato 21 x 29,7, p. 544 ISBN Prezzo Euro 85,00 SOFTWARE INCLUSO Salvatore Sbacchis PONTEGGI (SECONDA EDIZIONE) GUIDA TEORICO-PRATICA PER LA REALIZZAZIONE, L USO E LA MANUTENZIONE Il volume è un manuale teorico-pratico rivolto ai professionisti che operano nel settore delle costruzioni civili ed industriali ed affronta gli aspetti connessi alle opere provvisionali di servizio alle costruzioni. Vengono analizzate le diverse tipologie di ponteggi come quello metallico, a tubi e giunti e ad elementi prefabbricati, nonché i materiali utilizzati, i componenti strutturali del ponteggio ed i mezzi antinfortunio. Uno specifico capitolo è dedicato alle opere ed attrezzature provvisionali minori tra le quali: parapetti provvisionali, andatoie e passerelle, ponti su cavalletti, a sbalzo sospesi e mobili, ponteggi metallici autosollevanti, ceste e cestelli. Nel capitolo dedicato al calcolo del ponteggio vengono affrontati i differenti metodi di analisi, le azioni di carico, i materiali, la sicurezza e le verifiche secondo la normativa vigente. La relazione viene distinta in relazione tecnica e relazione di calcolo di un ponteggio. Completa l opera un esempio pratico di calcolo di ponteggio metallico con richiami normativi specifici, descrizione, dimensioni, tolleranze e schemi, calcolo del ponteggio secondo le varie condizioni di impiego, analisi delle azioni verticali, determinazione delle sollecitazioni massime e verifiche di calcolo e di sicurezza. Il CD-ROM allegato consente l installazione di un foglio di calcolo per la verifica di ponteggi. I contenuti del CD-ROM, utilizzabili in ambiente Microsoft Windows e Macintosh. GRAFILL Editoria tecnica Palermo, Formato 17 x 24, p. 160 ISBN Prezzo Euro 25,00 SOFTWARE INCLUSO 2 LAVORI PUBBLICI 1058 RECENSIONI Leonardo Principato Trosso SOLAI, SCALE E SBALZI (TERZA EDIZIONE) SOFTWARE PER IL CALCOLO CON I METODI DELLE TENSIONI AMMISSIBILI E AGLI STATI LIMITE SOLAI IN CEMENTO ARMATO, FERRO, LEGNO E A PIASTRA SBALZI IN CEMENTO ARMATO, FERRO E TAVELLONI SCALE IN CEMENTO ARMATO ARCHITRAVI GRAFILL Editoria tecnica Palermo, Formato 17 x 24, pp. 136 ISBN Prezzo Euro 32,00 SOFTWARE INCLUSO Solai, Scali e Sbalzi è un software per il calcolo con i metodi delle tensioni ammissibili e agli stati limite nelle strutture secondarie in cemento armato o in muratura secondo le direttive dell O.P.C.M. n. 3274/2003 e dell O.P.C.M. n. 3431/2005 nonché del Decreto Ministeriale 14 settembre Il software, dotato di moduli indipendenti, risolve problemi specifici della progettazione relativi a: Calcolo e verifica di solai di diverse tipologie; Calcolo di scale in c.a. a soletta rampante o con gradino a sbalzo; Calcolo e verifica di aggetti in c.a. ed in ferro e tavelloni; Calcolo e verifica di architravi in ferro ed in c.a.; Calcolo dell azione del vento e del carico della neve ai sensi del Decreto Ministeriale 14 settembre 2005; Verifiche maggiormente richieste nella progettazione di opere minori. Carla Quartarone (a cura di) SICILIA ROMANA E BIZANTINA GRAFILL Editoria tecnica Palermo, un invito ad un sistema di viaggi, ma anche un apertura verso la scoperta di un modo di viaggiare nella Sicilia della storia e dei suoi beni culturali Il racconto mira a rendere visibile il significato dei luoghi e dei monumenti del periodo romano e bizantino in Sicilia. Esso si articola in un sistema d aree tematiche. Ogni tema (segnalato da un colore) individua più percorsi che si svolgono in differenti aree geografiche. I percorsi orientano lo sguardo del visitatore; i saggi aiutano a vedere di più. Temi e percorsi privilegiano le architetture, i siti archeologici e i reperti visibili sul territorio, ma ogni area ha un fulcro in un museo o antiquarium o in una raccolta cospicua di reperti, oggetti strumentali ed espressioni artistiche la cui maggiore potenzialità immaginifica arricchisce il viaggio nell Isola. Formato 15 x 22, pp. 392 ISBN Prezzo Euro 20,00 ILLUSTRAZIONI A COLORI 106 LAVORI PUBBLICI 29 IL PARERE DEGLI STUDIOSI LA RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA a cura della Dott.ssa Ing. Monica Seidita Il problema del recupero del patrimonio edilizio in Italia inizia a farsi sentire a partire dai primi anni del 1970; infatti, con la legge del 5 agosto 1978, n. 457, il legislatore ha manifestato la consapevolezza che il problema del miglioramento delle condizioni di vita non poteva essere risolto, come si era ritenuto fino ad allora, solamente attraverso una politica di espansione urbanistica; a questa si doveva associare anche il recupero del patrimonio edilizio esistente, al fine di bloccare il crescente fenomeno di migrazione verso le zone di nuova costruzione, con il conseguente abbandono dei centri storici delle città, che, a causa della loro sotto-utilizzazione, si andavano sempre più degradando. Si assiste, dunque, ad una inversione di tendenza che pone l accento, non più sull aumento quantitativo, ma sulla necessità del miglioramento qualitativo del patrimonio edilizio. Per tale motivazione la sopraccitata Legge n. 457/1978 si pone come primo fine quello di individuare le zone ove per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi volti alla conservazione, al risanamento alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso; dette zone possono comprendere singoli immobili, complessi edilizi, isolati ed aree nonché edifici da destinare ad attrezzature. Gli interventi sovracitati vengono inoltre rigidamente classificati (articolo 31) secondo cinque differenti tipologie: interventi di manutenzione ordinaria; interventi di manutenzione straordinaria; interventi di restauro e risanamento conservativo; interventi di ristrutturazione edilizia. interventi di ristrutturazione urbanistica. Di tali tipologie di intervento quella della ristrutturazione edilizia è sicuramente la più utilizzata, tanto che ormai si può parlare di un vero e proprio fenomeno di costume; la motivazione di ciò risiede all interno della definizione stessa di ristrutturazione riportata nell articolo 31, comma 1, lettera d) della Legge n. 457/1978: Sono interventi di ristrutturazione edilizia quelli volti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto od in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell edificio, la eliminazione, la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti. Come si evince dalla precedente definizione, il legislatore conia il concetto di ristrutturazione edilizia in modo da formare uno strumento flessibile ed adattabile alle differenti circostanze, per mezzo del quale l effettivo recupero del patrimonio edilizio esistente viene effettuato a norma di definizione attraverso interventi radicali volti a trasformare gli organismi edilizi che, alla fine della ristrutturazione potranno essere in tutto differenti dai precedenti senza però essere di nuova costruzione; per tale motivazione dallo stesso legislatore viene specificato che gli interventi possono comprendere oltre alla modifica ed all inserimento di nuovi elementi ed impianti, il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi, ma non di tutti, e pertanto, affinché l edificio non venga considerato nuovo, ma solamente trasformato, alcuni degli elementi dovranno rimanere come erano stati costruiti ab origine. Molti comuni hanno individuato nelle facciate esterne l elemento caratterizzante l edificio originario, arrivando così alla conclusione che dovessero essere proprio queste ultime a restare inalterate nell intervento di ristrutturazione. Quest ultimo è ad esempio il caso della Regione Toscana che ha emanato una legge (la numero 59 del 1980) nella quale consentiva nel caso di ristrutturazione la modifica degli elementi strutturali orizzontali dell edificio, fino allo svuotamento dell involucro edilizio ( ) senza alterare però i caratteri architettonici e decorativi dello stesso, nonché gli elementi costituenti arredo urbano. C è però da rilevare che la Legge n. 457/1978 non stabilisce cosa siano, né quali siano gli elementi costitutivi dell edificio che possano essere eliminati o sostituiti e quali quelli che debbano restare inalterati; ne consegue dunque la piena legittimità di un intervento di ristrutturazione edilizia che lasci inalterati ad esempio le fondamenta o gli elementi portanti, ma che comporti la sostituzione integrale delle facciate. 2 LAVORI PUBBLICI 10710 IL PARERE DEGLI STUDIOSI La difficile interpretazione della legge del 78 portò il legislatore ad emanare, attraverso il d.p.r. n. 380/2001, una sostanziale modifica della originaria legge specificando che: nell ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi anche quelli consistenti nella demolizione, e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l adeguamento alla normativa antisismica. Tale nuova definizione venne rafforzata attraverso una sentenza del Consiglio di Stato n. 5310/2003, la quale affermava che è sempre ristrutturazione edilizia la demolizione completa di un fabbricato e la sua costruzione nella fedele forma, pari volume e stessa superficie del fabbricato originario, è inoltre specificato che, viene definita costruzione ex novo quella di un fabbricato diruito del quale non è possibile definire, attraverso opportuna documentazione, l esatta volumetria della preesistenza. In sintesi possiamo affermare che la caratteristica fondamentale della ristrutturazione edilizia, anche nel caso in cui sia necessaria una demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma, è il concetto di trasformazione dell organismo edilizio esistente in uno nuovo anche del tutto differente. Una volta esaminate le difficoltà applicative della Legge n. 457/1978 sembra opportuno soffermarsi sui titoli abilitativi (permesso di costruire e denuncia di inizio attività), necessari per l esecuzione degli interventi di ristrutturazione, nonché i termini di inizio ed ultimazione dei lavori. In prima istanza dobbiamo allora dire che, secondo quanto affermato precedentemente, la ristrutturazione edilizia è annoverata dalla legge fra gli interventi di trasformazione del territorio ed in quanto tale, per il T.U. edilizia n. 380/2001, è assoggettata al permesso di costruire, o alla denuncia di inizio attività. In particolare l articolo 10 del sopraccitato T.U. afferma che sono soggetti a permesso di costruire tutti quegli interventi che: portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte differente dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici; portino, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, mutamenti della destinazione d uso; Risulta a questo punto evidente che non tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti al permesso di costruire o alla denuncia di inizio attività quale categoria alternativa (super d.i.a.), ma solamente tutti quelli che, ricadendo in zone omogenee differenti dalla A, apportino modifiche che mutino radicalmente l originaria volumetria e forma architettonica; in caso contrario il comma 1 dell articolo 22 T.U. n. 380/2001 subordina gli interventi a denuncia di inizio attività quale categoria residuale, in quanto non sono riconducibili alle tipologie elencate all articolo 10 del T.U. edilizia o all articolo 6 della medesima legge. La distinzione prima riportata tra opere che comportano trasformazioni urbanistiche del territorio (definite di seguito come opere di ristrutturazione edilizia pesante), e quelle che invece non recano alcuno sconvolgimento all assetto territoriale (definite di seguito come opere di ristrutturazione edilizia leggera), è di fondamentale importanza al fine di stabilire l onerosità o la gratuità del titolo edilizio che abilita all esecuzione degli interventi. In linea di principio possiamo affermare che solamente gli interventi di ristrutturazione pesante rientrano nel regime oneroso, secondo quanto previsto dal comma 1 dell articolo 16 del T.U. edilizia n. 380/2001; inoltre al fine di stimolare il recupero del patrimonio edilizio, lo stesso articolo 16 afferma che: nel caso di interventi su edifici esistenti, il costo di costruzione è determinato in relazione al costo degli interventi stessi, come individuati dal comune, in base ai progetti presentati per ottenere il permesso di costruire ( ) per gli interventi di costruzione edilizia (pesante), i comuni hanno comunque facoltà di deliberare che i costi di costruzione ad essi relativi non superino i valori determinati per le nuove costruzioni. Di fondamentale importanza per capire gli oneri previsti per l abilitazione alla ristrutturazione edilizia è un attenta analisi di ciò che afferma l articolo 17 comma 2 de T.U. edilizia del In tale articolo viene infatti sancito il diritto alla riduzione del contributo anche verso tutti quegli interventi di ristrutturazione ed ampliamento della prima abitazione, anche nel caso in cui l ampliamento risulti superiore al 20%; il comma 3 dello stesso articolo afferma inoltre che vi è il completo esonero dal contributo di costruzione nel caso in cui l edificio oggetto di ristrutturazione sia unifamiliare e che mantenga tale qualifica tipologica anche dopo l ampliamento, il quale comunque deve essere mantenuto entro il 20% del preesistente. Nel momento in cui invece sia prevista una ristrutturazione leggera, soggetta a d.i.a. residuale, anche nel caso di demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma, tutti gli interventi non 108 LAVORI PUBBLICI 211 IL PARERE DEGLI STUDIOSI sono assoggettati al contributo di costruzione in quanto non comportano trasformazione urbanistica del territorio. Esaminati i titoli abilitativi necessari per l esecuzione degli interventi di ristrutturazione, l articolo15 del d.p.r. n. 380/2001 impone che il termine per l inizio dei lavori non possa essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo, o dal termine di trenta giorni dall intervenuta efficacia della d.i.a anzidetta; il termine di ultimazione invece non può superare i tre anni dall inizio dei lavori. Una volta che il soggetto promotore della ristrutturazione abbia ottenuto il permesso di costruire, o abbia inoltrato la denuncia di inizio attività, secondo quanto previsto dal d.p.r. n. 380/2001, lo stesso soggetto è obbligato a chiedere il rilascio del certificato di agibilità, il quale deve essere richiesto non solo per edifici destinati ad abitazione, ma per tutti quei locali che siano soggetti alla frequenza dell uomo. Il soggetto presentatore della richiesta di agibilità può invocare, secondo l articolo 25 del T.U. edilizia, il silenzio assenso allo scadere di trenta giorni dalla presentazione dalla domanda, a condizione però che sulla stessa sia stato acquisito il parere favorevole dell ASL, in caso contrario, e cioè se quest ultimo parere sia sostituto da una autocertificazione, il termine ultimo per il quale si può invocare il silenzio assenso diventerà di sessanta giorni. La valutazione dell agibilità è attinente solamente il profilo igienico-sanitario dell opera edilizia e non riguarda in alcun modo la valutazione degli aspetti urbanistici ed edilizi, e dunque si sofferma solamente all esame delle condizioni di igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti in essi installati, valutati secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Il rilascio del certificato di agibilità rappresenta dunque l atto terminale del procedimento relativo all esecuzione delle opere di ristrutturazione, procedimento che registra al giorno d oggi sicuramente lodevoli iniziative da parte di moltissimi comuni, i quali hanno acquistato la consapevolezza che l evoluzione della pianificazione urbanistica deve essere rivolta a politiche di riuso urbano, garantendo così un riassetto del territorio mediante l approvazione di leggi che garantiscono efficienti interventi di recupero grazie all ausilio di risorse pubbliche e private. 2 LAVORI PUBBLICI 10912 LIBERALIZZAZIONI I MUTUI PERDONO LE PENALI l Decreto-Legge sulle liberalizzazioni recante: «Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese», dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta in data 1 febbraio è entrato immediatamente in vigore lo scorso 2 febbraio e prevede la liberalizzazione su molti aspetti economici e finanziari tra i quali la nullità delle penali per le estinzioni anticipate dei mutui. Tra gli articoli del provvedimento, di notevole importanza è l articolo 7 recante: «Estinzione anticipata dei mutui immobiliari divieto di clausole penali». Nell articolo 7 viene precisato che se il creditore è soggetto esercente attività bancaria, l ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo si estingue automaticamente decorsi trenta giorni dall avvenuta estinzione dell obbligazione garantita, che viene comunicata dal creditore alla conservatoria e al debitore, salvo che, ricorrendo giustificato motivo ostativo, nella medesima comunicazione il creditore non abbia presentato alla conservatoria apposita dichiarazione di permanenza dell ipoteca. È nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il mutuatario, che richieda l estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo per l acquisto della prima casa, sia tenuto ad una determinata prestazione a favore della banca mutuante. In caso di mutuo bancario, apertura di credito od altri contratti di finanziamento bancario, la non esigibilità del credito o la pattuizione di un termine a favore del creditore non preclude al debitore l esercizio della facoltà di cui all articolo 1202 del codice civile. Ovviamente tale nuova norma di notevole importanza per tutti coloro che devono stipulare un mutuo non è retroattiva ed ha valore per tutti i mutui stipulati a decorrere dal 2 febbraio. Nello stesso provvedimento in tema di liberalizzazioni vale la pena ricordare anche i seguenti punti: 1. Servizi di telefonia mobile. È vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto. L offerta delle tariffe dei differenti operatori deve evidenziare tutte le voci che compongono l effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto. 2. Prezzi dei carburanti e sul traffico. Il gestore della rete stradale e autostradale deve utilizzare i dispositivi di informazione di pubblica utilità esistenti lungo la rete ed informare gli utenti dei prezzi di vendita dei carburanti praticati negli impianti di distribuzione dei carburanti presenti lungo le singole tratte della rete autostradale. 3. Tariffe aeree. Sono vietati le offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi, ovvero riferiti a una singola tratta di andata e ritorno, a un numero limitato di titoli di viaggio o a periodi di tempo delimitati o a modalità di prenotazione, se non chiaramente indicati nell offerta. 4. Prodotti alimentari. L indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto. 5. Assicurazioni. L impresa di assicurazione in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, a prescindere dalla contestuale vigenza di un altra polizza, non può assegnare al contraente una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall ultimo attestato di rischio conseguito. Conseguentemente al verificarsi di un sinistro, le imprese di assicurazione non possono applicare alcuna variazione di classe di merito prima di aver accertato l effettiva responsabilità del contraente. È fatto obbligo di comunicare tempestivamente al contraente le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito. In caso di durata poliennale di contratto, l assicurato ha facoltà di recedere annualmente dal contratto senza oneri e con preavviso di sessanta giorni. 2 LAVORI PUBBLICI 11113 DECRETO-LEGGE 31 GENNAIO, N. 7 Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese. [G.U.R.I , N. 26] Capo I Misure urgenti per la tutela dei consumatori IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per rendere più concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitività del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio ; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali; Emana il seguente decreto-legge: Art. 1 Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet 1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. L offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto. 3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. 4. L Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni. Art. 2 Informazione sui prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete autostradale e stradale 1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza dei prezzi nel settore della distribuzione dei carburanti, di garantire ai consumatori un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, il gestore della rete stradale e autostrada- 112 LAVORI PUBBLICI 214 le deve utilizzare i dispositivi di informazione di pubblica utilità esistenti lungo la rete e le convenzioni con emittenti radiofoniche, nonchè gli strumenti di informazione di cui al comma 3 per informare gli utenti, anche in forma comparata, dei prezzi di vendita dei carburanti praticati negli impianti di distribuzione dei carburanti presenti lungo le singole tratte della rete autostradale e delle strade statali di primaria importanza, con conseguente onere informativo dei gestori degli impianti ai concessionari circa i prezzi praticati. 2. Il gestore della rete stradale e autostradale deve utilizzare i medesimi strumenti di informazione per avvertire, in tempo reale, delle condizioni di grave limitazione del traffico che gli utenti potrebbero subire accedendo alla rete di competenza. 3. Il Ministero dei trasporti sottopone al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) una proposta intesa a disciplinare, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico, nell ambito delle concessioni autostradali e stradali, l installazione di strumenti di informazione di pubblica utilità e la sottoscrizione di convenzioni con emittenti e gestori di telefonia per facilitare la diffusione delle informazioni di cui ai commi 1 e 2. Art. 3 Trasparenza delle tariffe aeree 1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe aeree, di garantire ai consumatori un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, sono vietati le offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi, ovvero riferiti a una singola tratta di andata e ritorno, a un numero limitato di titoli di viaggio o a periodi di tempo delimitati o a modalità di prenotazione, se non chiaramente indicati nell offerta. 2. A decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, le offerte e i messaggi pubblicitari di cui al comma 1 sono sanzionati quali pubblicità ingannevole. Art. 4 Data di scadenza dei prodotti alimentari 1. All articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni, dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2-bis. L indicazione del termine minimo di conservazione o della data di scadenza deve figurare in modo facilmente visibile, chiaramente leggibile e indelebile secondo modalità non meno visibili di quelle indicanti la quantità del prodotto ed in un campo visivo di facile individuazione da parte del consumatore.». 2. I soggetti tenuti all apposizione dell indicazione di cui al comma 1 si adeguano alle prescrizioni del medesimo comma entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Art. 5 Misure per la concorrenza e per la tutela del consumatore nei servizi assicurativi 1. I divieti di cui all articolo 8 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si applicano alle clausole contrattuali di distribuzione esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni, a decorrere dal termine previsto dal medesimo articolo. 2. All articolo 134 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: «4-bis. L impresa di assicurazione in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, anche aggiuntivo al precedente, con le formule di cui all articolo 133, a prescindere dalla contestuale vigenza di un altra polizza, non può assegnare al contraente una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall ultimo attestato di rischio conseguito. 4-ter. Conseguentemente al verificarsi di un sinistro, le imprese di assicurazione non possono applicare alcuna variazione di classe di merito prima di aver accertato l effettiva responsabilità del contraente, che è individuata nel responsabile principale del sinistro, secondo la liquidazione effettuata in relazione al danno e fatto salvo un diverso accertamento in sede giudiziale. Ove non sia possibile accertare la responsabilità principale, la stessa si computa pro quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti, ai fini della eventuale variazione di classe a seguito di più sinistri. 4-quater. È fatto comunque obbligo alle imprese di assicurazione di comunicare tempestivamente al contraente le variazioni peggiorative apportate alla classe di merito.». 3. All articolo 136 del codice delle assicurazioni private di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è aggiunto, in fine, il seguente comma: 2 LAVORI PUBBLICI 11315 «3-bis. Il Ministero dello sviluppo economico utilizza il sistema tariffario completo in tutte le sue estensioni organizzato dall ISVAP, sulla base dei dati forniti dalle imprese di assicurazione, per realizzare un servizio informativo, anche tramite il proprio sito internet, che consente al consumatore di comparare le tariffe applicate dalle diverse imprese di assicurazione relativamente al proprio profilo individuale.». 4. Al primo comma dell articolo 1899 del codice civile, il secondo periodo è sostituito dal seguente: «In caso di durata poliennale, l assicurato ha facoltà di recedere annualmente dal contratto senza oneri e con preavviso di sessanta giorni». 5. Le clausole in contrasto con le prescrizioni del presente articolo sono nulle ai sensi dell articolo 1418 del codice civile, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare le clausole vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni. Art. 6 Semplificazione nel procedimento di cancellazione dell ipoteca nei mutui immobiliari 1. Ai fini di cui all articolo 2878, n. 6), del codice civile, se il creditore è soggetto esercente attività bancaria, l ipoteca iscritta a garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo si estingue automaticamente decorsi trenta giorni dall avvenuta estinzione dell obbligazione garantita, che viene comunicata dal creditore alla conservatoria e al debitore, salvo che, ricorrendo giustificato motivo ostativo, nella medesima comunicazione il creditore non abbia presentato alla conservatoria apposita dichiarazione di permanenza dell ipoteca. Ricevuta quest ultima dichiarazione, il conservatore procede d ufficio entro il giorno successivo alla sua annotazione a margine dell iscrizione dell ipoteca. Ai fini del presente comma non è necessaria l autentica notarile. 2. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui al comma 1 e le clausole in contrasto con le prescrizioni del presente articolo sono nulle ai sensi dell articolo 1418 del codice civile. Art. 7 Estinzione anticipata dei mutui immobiliari divieto di clausole penali 1. È nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il mutuatario, che richieda l estinzione anticipata o parziale di un contratto di mutuo per l acquisto della prima casa, sia tenuto ad una determinata prestazione a favore della banca mutuante. 2. Le clausole apposte in violazione del divieto di cui al comma 1 sono nulle di diritto e non comportano la nullità del contratto. 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai contratti di mutuo stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 4. Ai fini dell applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per acquisto della prima casa si intende l acquisto effettuato da una persona fisica della casa dove intende stabilire la propria residenza. 5. L Associazione bancaria italiana e le associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, ai sensi dell articolo 137 del codice del consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regole generali di riconduzione ad equità dei contratti di mutuo in essere mediante, in particolare, la determinazione della misura massima dell importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata o parziale del mutuo. 6. In caso di mancato raggiungimento dell accordo di cui al comma 5, la misura della penale idonea alla riconduzione ad equità è stabilita dalla Banca d Italia e costituisce norma imperativa ai sensi dell articolo 1419, secondo comma, del codice civile ai fini della rinegoziazione dei contratti di mutuo in essere. 7. In ogni caso le banche non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi dei commi 5 e 6. Art. 8 Portabilità del mutuo; surrogazione 1. In caso di mutuo bancario, apertura di credito od altri contratti di finanziamento bancario, la non esigibilità del credito o la pattuizione di un termine a favore del creditore non preclude al debitore l esercizio della facoltà di cui all articolo 1202 del codice civile. 114 LAVORI PUBBLICI 216 2. Nell ipotesi di surrogazione ai sensi del comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito surrogato. L annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata. 3. È nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l esercizio della facoltà di surrogazione di cui al comma La surrogazione per volontà del debitore di cui al presente articolo non comporta il venir meno dei benefici fiscali previsti per l acquisto della prima casa. Capo II Misure urgenti per lo sviluppo imprenditoriale e la promozione della concorrenza Art. 9 Comunicazione unica per la nascita dell impresa 1. Ai fini dell avvio dell attività d impresa, l interessato presenta all ufficio del registro delle imprese, di norma per via telematica, la comunicazione unica per gli adempimenti di cui al presente articolo. 2. La comunicazione unica vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l iscrizione al registro delle imprese ed ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonchè per l ottenimento del codice fiscale e della partita IVA. 3. L ufficio del registro delle imprese contestualmente rilascia la ricevuta, che costituisce titolo per l immediato avvio dell attività imprenditoriale, e dà notizia alle Amministrazioni competenti dell avvenuta presentazione della comunicazione unica. 4. Le Amministrazioni competenti comunicano all interessato e all ufficio del registro delle imprese, anche per via telematica, immediatamente il codice fiscale e la partita IVA ed entro i successivi sette giorni gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate. 5. La procedura di cui al presente articolo si applica anche in caso di modifiche o cessazione dell attività d impresa. 6. La comunicazione, la ricevuta e gli atti amministrativi di cui al presente articolo sono di norma adottati in formato elettronico e trasmessi per via telematica. A tale fine le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura assicurano, gratuitamente, previa intesa con le associazioni imprenditoriali, il necessario supporto tecnico ai soggetti privati interessati. 7. Con decreto adottato dal Ministro dello sviluppo economico, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di concerto con i Ministri per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, dell economia e delle finanze, e del lavoro e della previdenza sociale, è individuato il modello di comunicazione unica di cui al presente articolo. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, dell economia e delle finanze, e del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi dell articolo 71 del codice dell amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le regole tecniche per l attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, le modalità di presentazione da parte degli interessati e quelle per l immediato trasferimento telematico dei dati tra le Amministrazioni interessate, anche ai fini dei necessari controlli. 8. La disciplina di cui al presente articolo trova applicazione a decorrere dal sessantesimo giorno successivo dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 9. A decorrere dalla data di cui al comma 7, sono abrogati l articolo 14, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, e successive modificazioni, e l articolo 1 del decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n. 63, ferma restando la facoltà degli interessati, per i primi sei mesi di applicazione della nuova disciplina, di presentare alle Amministrazioni competenti le comunicazioni di cui al presente articolo secondo la normativa previgente. 10. Al fine di incentivare l utilizzo del mezzo telematico da parte delle imprese individuali, relativamente agli atti di cui al presente articolo, la misura dell imposta di bollo di cui all articolo 1, comma 1-ter, della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, e successive modificazioni, è rideterminata, garantendo comunque l invarianza del gettito, con decreto del Ministero dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, da adottarsi entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 2 LAVORI PUBBLICI 11517 Art. 10 Misure urgenti per la liberalizzazione di alcune attività economiche 1. Le disposizioni del presente articolo sono volte a garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità sul territorio nazionale e il corretto ed uniforme funzionamento del mercato, nonchè ad assicurare ai consumatori finali migliori condizioni di accessibilità all acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, in conformità al principio comunitario della concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità europea. 2. Le attività di acconciatore di cui alle leggi 14 febbraio 1963, n. 161, e successive modificazioni, e 17 agosto 2005, n. 174, e l attività di estetista di cui alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività, da presentare al comune territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, e non possono essere subordinate al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti, riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attività, e al rispetto dell obbligo di chiusura infrasettimanale. Sono fatti salvi il possesso dei requisiti di qualificazione professionale, ove prescritti, e la conformità dei locali ai requisiti urbanistici ed igienico-sanitari. 3. Le attività di pulizia e disinfezione, di cui al decreto del Ministro dell industria, del commercio e dell artigianato 7 luglio 1997, n. 274, e successive modificazioni, e di facchinaggio di cui al decreto del Ministro delle attività produttive 30 giugno 2003, n. 221, sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attività ai sensi della normativa vigente, da presentare alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente, e non possono essere subordinate a particolari requisiti professionali, culturali e di esperienza professionale. Sono fatti salvi, ove richiesti dalla normativa vigente, i requisiti di onorabilità e capacità economico-finanziaria. Resta salva la disciplina vigente per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione ed in ogni caso le attività professionali di cui al presente comma possono essere esercitate solo nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di tutela del lavoro e della salute ed in particolare del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, e della normativa in materia di smaltimento dei rifiuti speciali o tossici. 4. Le attività di guida turistica e accompagnatore turistico, come disciplinate dall articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 135, e successive modificazioni, non possono essere subordinate all obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di qualificazione professionale secondo la normativa di cui alla citata legge n. 135 del Ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell arte o in archeologia o titolo equipollente, l esercizio dell attività di guida turistica o accompagnatore turistico non può essere negato, nè subordinato allo svolgimento dell esame abilitante di cui alla citata legge n. 135 del 2001 o di altre prove selettive, restando consentita la verifica delle conoscenze linguistiche soltanto quando le stesse non siano state oggetto del corso di studi. 5. L attività di autoscuola è soggetta alla sola dichiarazione di inizio attività da presentare all amministrazione provinciale territorialmente competente ai sensi della normativa vigente, fatto salvo il rispetto dei requisiti morali e professionali, della capacità finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi previsti dalla stessa normativa. All articolo 123 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Le autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa da parte delle province ed alla vigilanza tecnica da parte degli uffici provinciali della Direzione generale per la Motorizzazione.». Al comma 3 dell articolo 123 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la parola: «autorizzazione» è sostituita dalla seguente: «dichiarazione» e le parole da: «e per la limitazione» a: «del territorio» sono soppresse. I commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell articolo 1 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317, sono abrogati. 6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni di cui ai commi da 2 a Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le regioni, le province ed i comuni adeguano le disposizioni normative e regolamentari ai principi di cui ai commi da 2 a Dopo il quinto comma dell articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, è inserito il seguente: «L iscrizione all albo dei consulenti del lavoro non è richiesta per i soggetti abilitati allo svolgimento delle predette attività dall ordinamento giuridico comunitario di appartenenza, che operino in Italia in regime di libera prestazione di servizi.». 9. All articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, sono soppresse le seguenti parole: «, a condizione che le relazioni di traffico proposte nei programmi di esercizio interessino località distanti più di 30 km da quelle servite da relazioni di traffico comprese nei programmi di esercizio dei servizi di linea oggetto di concessione statale. La distanza di 30 km deve essere calcolata sul per- 116 LAVORI PUBBLICI 218 corso stradale che collega le case municipali dei comuni in cui sono ricomprese le località oggetto della relazione di traffico». Art. 11 Misure per il mercato del gas 1. Al fine di accrescere gli scambi sul mercato nazionale del gas naturale, fino al completo recepimento della direttiva 2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2003, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita l Autorità per l energia elettrica e il gas, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono determinate le modalità con cui le aliquote del prodotto della coltivazione di giacimenti di gas dovute allo Stato, a decorrere da quelle dovute per l anno 2006, sono cedute dai titolari delle concessioni di coltivazione presso il mercato regolamentato delle capacità di cui all articolo 13 della Deliberazione n. 137/2002 del 17 luglio 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 190 del 14 agosto 2002, e secondo le modalità di cui all articolo 1 della deliberazione n. 22/04 del 26 febbraio 2004, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 19 marzo 2004, adottate dall Autorità per l energia elettrica e il gas. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono disciplinate le modalità di versamento delle relative entrate al bilancio dello Stato. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, le autorizzazioni all importazione di gas rilasciate dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell articolo 3 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, sono subordinate all obbligo di offerta presso il mercato regolamentato di cui al comma 1 di una quota del gas importato, definita con decreto dello stesso Ministero in misura rapportata ai volumi complessivamente importati. Le modalità di offerta, secondo principi trasparenti e non discriminatori, sono determinate dall Autorità per l energia elettrica e il gas. Art. 12 Revoca delle concessioni per la progettazione e costruzione di linee ad alta velocità e nuova disciplina degli affidamenti contrattuali nella revoca di atti amministrativi 1. Al fine di consentire che la realizzazione del Sistema alta velocità avvenga tramite affidamenti e modalità competitivi conformi alla normativa vigente a livello nazionale e comunitario, nonchè in tempi e con limiti di spesa compatibili con le priorità ed i programmi di investimento delle infrastrutture ferroviarie, nel rispetto dei vincoli economici e finanziari imposti dal decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, al gestore dell infrastruttura ferroviaria nazionale e degli impegni assunti dallo Stato nei confronti dell Unione europea in merito alla riduzione del disavanzo e del debito pubblico: a) sono revocate le concessioni rilasciate alla TAV S.p.A. dall Ente Ferrovie dello Stato S.p.A. il 7 agosto 1991 limitatamente alla tratta Milano-Verona e alla sub-tratta Verona-Padova, comprensive delle relative interconnessioni, e il 16 marzo 1992 relativa alla linea Milano-Genova, comprensiva delle relative interconnessioni, e successive loro integrazioni e modificazioni; b) è altresì revocata l autorizzazione rilasciata al Concessionario della Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. all articolo 5 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 31 ottobre 2000, n. 138 T, e successive modificazioni ed integrazioni, nella parte in cui consente di proseguire nel rapporto convenzionale con la società TAV S.p.A. relativo alla progettazione e costruzione della linea Terzo valico dei Giovi/Milano-Genova, della tratta Milano-Verona e della sub-tratta Verona-Padova. 2. Gli effetti delle revoche di cui al comma 1 si estendono a tutti i rapporti convenzionali da esse derivanti o collegati stipulati da TAV S.p.A. con i general contractors in data 15 ottobre 1991 e in data 16 marzo 1992, incluse le successive modificazioni ed integrazioni. 3. La Ferrovie dello Stato S.p.A. provvede direttamente o tramite società del gruppo all accertamento e al rimborso, anche in deroga alla normativa vigente, secondo la disciplina di cui al comma 4, degli oneri delle attività progettuali e preliminari ai lavori di costruzione oggetto di revoca nei limiti dei soli costi effettivamente sostenuti, adeguatamente documentati e non ancora rimborsati alla data di entrata in vigore del presente decreto. 4. All articolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea di cui al comma 1 incida su rapporti negoziali, l indennizzo liquidato dall amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell atto amministrativo oggetto di revoca all interesse pubblico, sia dell eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l interesse pubblico.». 2 LAVORI PUBBLICI 11719 Art. 13 Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnicoprofessionale e di valorizzazione dell autonomia scolastica 1. Il secondo ciclo di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, è costituito dal sistema dell istruzione secondaria superiore e dal sistema dell istruzione e della formazione professionale. Fanno parte del sistema dell istruzione secondaria superiore i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali di cui all articolo 191, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, tutti finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. Nell articolo 2 del decreto legislativo n. 226 del 2005, al primo periodo del comma 6 sono soppresse le parole: «economico,» e «tecnologico», e il comma 8 è sostituito dal seguente: «8. I percorsi del liceo artistico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi». Nel medesimo decreto legislativo n. 226 del 2005 sono abrogati il comma 7 dell articolo 2 e gli articoli 6 e Fatta salva l autonomia delle istituzioni scolastiche e nel rispetto delle competenze delle regioni e degli enti locali in materia di programmazione dell offerta formativa, possono essere costituite, in ambito provinciale o sub-provinciale, tra gli istituti tecnici e gli istituti professionali, le strutture formative rispondenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui al capo III del decreto legislativo n. 226 del 2005 e le strutture che operano nell ambito del sistema dell istruzione e formazione tecnica superiore denominate: «istituti tecnici superiori» nel quadro della riorganizzazione di cui all articolo 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonchè «poli tecnico professionali», di natura consortile e con le forme di cui all articolo 7, comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n I «poli» sono costituiti al fine di promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e le misure per lo sviluppo economico e produttivo del Paese e sono dotati di propri organi da prevedersi nelle relative convenzioni. All attuazione del presente comma si provvede nell ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai loro statuti e alle relative norme di attuazione. 3. Al testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all articolo 15, comma 1, dopo la lettera i-septies) è aggiunta la seguente: «i-septies-bis) le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all innovazione tecnologica, all edilizia scolastica e all ampliamento dell offerta formativa; la detrazione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.»; b) all articolo 100, comma 2, dopo la lettera o) è aggiunta la seguente: «o-bis) le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, finalizzate all innovazione tecnologica, all edilizia scolastica e all ampliamento dell offerta formativa, nel limite del 2 per cento del reddito d impresa dichiarato e comunque nella misura massima di Euro annui; la deduzione spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.»; c) all articolo 147, comma 1, le parole: «e i-quater)» sono sostituite dalle seguenti: «, i-quater) e i- septies-bis)». 4. All onere derivante dal comma 3, valutato in 54 milioni di Euro per l anno 2008 e in 31 milioni di Euro a decorrere dall anno 2009, si provvede: a) per l anno 2008, mediante utilizzo delle disponibilità esistenti sulle contabilità speciali di cui all articolo 5-ter del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, che a tale fine sono vincolate per essere versate all entrata del bilancio dello Stato nel predetto anno. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le modalità per la determinazione delle somme da vincolare su ciascuna delle predette contabilità speciali ai fini del relativo versamento; b) a decorrere dal 2009 mediante corrispondente riduzione dell autorizzazione di spesa di cui all articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n Il Ministro dell economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 118 LAVORI PUBBLICI 220 6. Il Ministro dell economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 3, anche ai fini dell adozione dei provvedimenti correttivi di cui all articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti emanati ai sensi dell articolo 7, secondo comma, n. 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al presente comma, sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni illustrative. 7. I soggetti che hanno effettuato le donazioni di cui al comma 3 non possono far parte del consiglio di istituto e della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche. 8. Le disposizioni di cui al comma 3 hanno effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso dal 1 gennaio. Art. 14 Misure in materia di autoveicoli 1. Il contributo concesso dall articolo 1, comma 224, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e il beneficio previsto dal comma 225 del medesimo articolo, al fine di favorire il contenimento delle emissioni inquinanti ed il risparmio energetico nell ambito del riordino del regime giuridico dei veicoli, si applicano limitatamente alla rottamazione senza sostituzione e non spettano in caso di acquisto di un altro veicolo nuovo o usato entro tre anni dalla data della rottamazione medesima. Il medesimo contributo e il beneficio predetti sono estesialle stesse condizioni e modalità indicate nelle citate disposizioni anche alle autovetture immatricolate come Euro 0 o Euro 1 consegnate ad un demolitore a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e sino al 31 dicembre. Art. 15 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. RENDIMENTO ENERGETICO PRINCIPALI NOVITÀ Sul supplemento ordinario n. 26 alla Gazzetta Ufficiale n. 26 dell 1 febbraio scorso è stato pubblicato il decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311 recante: «Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell edilizia». Il decreto legislativo, allo scopo di varare misure che contribuiscano ad una efficace politica di contenimento dei consumi di energia, modifica 7 dei 17 articoli del decreto legislativo n. 192 del 2005 e 8 dei suoi allegati tecnici, mentre uno, il D, viene abrogato. Si sottolineano le seguenti modifiche: il comma 1 dell articolo 3 viene sostituito dal seguente: «1. Salve le esclusioni di cui al comma 3, il presente decreto si applica, ai fini del contenimento dei consumi energetici: a) alla progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati, di nuovi impianti installati in edifici esistenti, delle opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti con le modalità e le eccezioni previste ai commi 2 e 3; b) all esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici, anche preesistenti, secondo quanto previsto agli articoli 7, 9 e 12; c) alla certificazione energetica degli edifici, secondo quanto previsto all articolo 6». dopo il comma 1 dell articolo 6 sono inseriti i seguenti: «1-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli edifici che non ricadono nel campo di applicazione del comma 1 con la seguente gradualità temporale e con onere a carico del venditore o, con riferimento al comma 4, del locatore: a) a decorrere dal 1 luglio, agli edifici di superficie utile superiore a , nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell intero immobile; b) a decorrere dal 1 luglio 2008, agli edifici di superficie utile fino a 1000 m 2, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell intero immobile con l esclusione delle singole unità immobiliari; 2 LAVORI PUBBLICI 119 Vedere altro
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