Source: http://www.produttoricanapadelledolomiti.it/blog/12122016-finalmente-la-legge
Timestamp: 2020-07-11 15:22:18+00:00
Document Index: 12706230

Matched Legal Cases: ['art. 16', 'art.9', 'art. 16', 'art. 18', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 41', 'art. 14', 'art. 42', 'art. 8', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 26']

12/12/2016: FINALMENTE LA LEGGE
Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa. (16G00258) (GU n.304 del 30-12-2016) Vigente al: 14-1-2017
1. La presente legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.),quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversita', nonche' come coltura da impiegare quale possibile sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione.
2. La presente legge si applica alle coltivazioni di canapa delle varieta' ammesse iscritte nel Catalogo comune delle varieta' delle specie di piante agricole, ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, le quali non rientrano nell'ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione,cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
«Art. 17. - Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati membri e via via che esse le pervengono, la Commissione provvede a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita' europee, serie C, sotto la designazione "Catalogo comune delle varieta' delle specie di piante agricole", tutte le varieta' le cui sementi e materiali di moltiplicazione, ai sensi dell'art. 16, non sono soggetti ad alcuna restrizione di commercializzazione per quanto concerne la varieta' nonche' le indicazioni di cui all'art.9, paragrafo 1, relative al responsabile o ai responsabili della selezione conservatrice. La pubblicazione indica gli Stati membri che hanno beneficiato di un'autorizzazione in base all'art. 16, paragrafo 2, o in base all'art. 18. Tale pubblicazione comprende le varieta' per le quali si applica un periodo transitorio a norma dell'art. 15, paragrafo 2, secondo comma. Vi si indica inoltre la durata del periodo transitorio e, se del caso, gli Stati membrinei quali quest'ultimo non e' previsto. La pubblicazione indica chiaramente le varieta' geneticamente modificate.».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 ottobre 1990, n. 255, supplemento ordinario.
1. La coltivazione delle varieta' di canapa di cui all'articolo 1,comma 2, e' consentita senza necessita' di autorizzazione.
3. L'uso della canapa come biomassa ai fini energetici di cui alla
lettera b) del comma 2 e' consentito esclusivamente per l'autoproduzione energetica aziendale, nei limiti e alle condizioni previste dall'allegato X alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
- Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, 14 aprile 2006, n. 88, supplemento ordinario, n.96.
4. Qualora gli addetti ai controlli, ai sensi del comma 1 reputino necessario effettuare i campionamenti con prelievo della coltura,sono tenuti a eseguirli in presenza del coltivatore e a rilasciare un campione prelevato in contraddittorio all'agricoltore stesso per eventuali controverifiche.
7. Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla presente legge possono essere disposti dall'autorita' giudiziaria soloqualora, a seguito di un accertamento effettuato secondo il metodo dicui al comma 3, risulti che il contenuto di THC nella coltivazione e'superiore allo 0,6 per cento. Nel caso di cui al presente comma e'esclusa la responsabilita' dell'agricoltore.
- Si riporta il testo all'art. 1, commi 1 e 2, deldecreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (Disposizioni urgentiper il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e
universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche' per la definizione immediata di adempimenti
derivanti dalla normativa europea), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2014, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014,n. 116:
«Art. 1 (Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese agricole, istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole e potenziamento dell'istituto della diffida nel settore agroalimentare). -
1. Al fine di assicurare l'esercizio unitariodell'attivita' ispettiva nei confronti delle imprese agricole e l'uniformita' di comportamento degli organi di vigilanza, nonche' di garantire il regolare esercizio dell'attivita' imprenditoriale, i controlli ispettivi nei confronti delle imprese agricole sono effettuati dagli organi di vigilanza in modo coordinato, tenuto conto del piano nazionale integrato di cui all'art. 41 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, e delle Linee guida adottate ai sensi dell'art. 14, comma 5, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, evitando sovrapposizioni e duplicazioni, garantendo l'accesso all'informazione sui controlli. I controlli sono predisposti anche utilizzando i dati contenuti nel registro di cui al comma 2. I controlli ispettivi esperiti nei confronti delle imprese agricole sono riportati in appositi verbali, da notificare anche nei casi di constatata regolarita'. Nei casi di attestata regolarita', ovvero di regolarizzazione conseguente al controllo ispettivo eseguito, gli adempimenti relativi alle annualita' sulle quali sono stati effettuati i controlli non possono essere oggetto di contestazioni in successive ispezioni relative alle stesse annualita' e tipologie di controllo, salvo quelle determinate da comportamenti omissivi o irregolari dell'imprenditore, ovvero nel caso emergano atti, fatti o elementi non conosciuti al momento dell'ispezione. La presente disposizione si applica agli atti e documenti esaminati dagli ispettori ed indicati nel verbale del controllo ispettivo.
2. Al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni nei procedimenti di controllo e di recare il minore intralcio all'esercizio dell'attivita' d'impresa e' istituito, con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell'interno, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il registro unico dei controlli ispettivi di cui al comma 1 sulle imprese agricole. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, del coordinamento dell'attivita' di controllo e dell'inclusione dei dati nel registro di cui al primo periodo, i dati concernenti icontrolli effettuati da parte di organi di polizia e daicompetenti organi di vigilanza e di controllo, nonche' da organismi privati autorizzati allo svolgimento di compiti di controllo dalle vigenti disposizioni, a carico delle imprese agricole sono resi disponibili tempestivamente in via telematica e rendicontati annualmente, anche ai finidella successiva riprogrammazione ai sensi dell'art. 42 del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, alle altre pubbliche amministrazioni secondo le modalita' definite con Accordo tra le amministrazioni interessate sancito in sede di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 e al presente comma si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, secondo le modalita' e i termini previsti con il medesimo accordo.».
2. Una quota delle risorse iscritte annualmente nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sulla base dell'autorizzazione di spesa di cui alla legge23 dicembre 1999, n. 499, puo' essere destinata, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per la produzione e i processi di prima trasformazione della canapa, finalizzati prioritariamente alla ricostituzione del patrimonio genetico e all'individuazione di corretti processi di meccanizzazione.
- Il testo della legge 23 dicembre 1999, n. 499 (Razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale), e' pubblicatanella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1999, n. 305.
1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, possono promuovere azioni di formazione in favore di coloro che operano nella filiera della canapa e diffondono, attraverso specifici canali informativi, la conoscenza delle proprieta' della canapa e dei suoi utilizzi nel campo agronomico, agroindustriale, nutraceutico, della bioedilizia,della biocomponentistica e del confezionamento.
1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali promuove il riconoscimento di un sistema di qualita' alimentare per i prodotti derivati dalla canapa ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, lettere b) o c), del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamentoeuropeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013. Note all'art. 9:
- Si riporta il testo dell'art. 16, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 20 dicembre 2013, n. L 347: «Art. 16 (Regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari). - 1. Il sostegno nell'ambito della presente misura e' concesso agli agricoltori e alle associazioni di agricoltori che partecipano per la prima volta a
a) regimi di qualita' istituiti a norma dei seguenti regolamenti e disposizioni:
i) regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio;
ii) regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio;
iii) regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio;
iv) regolamento (CEE) n. 160/91 del Consiglio;
v) parte II, titolo II, capo I, sezione 2, del
regolamento (UE) n. 1308/2013 del Consiglio per quanto riguarda il settore vitivinicolo.
b) regimi di qualita', compresi i regimi di certificazione delle aziende agricole, dei prodotti agricoli, del cotone e dei prodotti alimentari, riconosciuti dagli Stati membri in quanto conformi ai seguenti criteri:
i) la specificita' del prodotto finale tutelato datali regimi deriva da obblighi tassativi che garantiscono: caratteristiche specifiche del prodotto, particolari metodi di produzione, oppure una qualita' del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti in termini di sanita' pubblica, salute delle piante e degli animali, benessere degli animali o tutela ambientale;
ii) il regime e' aperto a tutti i produttori;
iii) il regime prevede disciplinari di produzione vincolanti, il cui rispetto e' verificato dalle autorita' pubbliche o da un organismo di controllo indipendente;
iv) i regimi sono trasparenti e assicurano una tracciabilita' completa dei prodotti; oppure
c) regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli riconosciuti dagli Stati membri in quanto conformi agli orientamenti dell'Unione sulle migliori praticheriguardo ai regimi facoltativi di certificazione per i prodotti agricoli e alimentari.».
A livello europeo sono ancora in via di definizione i limiti di THC ammissibili negli alimenti a base di canapa. Federcanapa sostiene anche per la Normativa italiana la proposta avanzata da EIHA in sede europea per fissare i limiti di THC secondo il seguente prospetto (espresso in milligrammi di THC su kg di alimento):
10,00 (0,01‰)
Pane, pasta, prodotti da forno
Bevande (alcoliche, analcoliche, tè, tisane)
Il Reg.-Delegato-n.-639-2014 che integra il Regolamento 1307/2013 stabilisce che le varietà di canapa ammesse ai pagamenti sono quelle iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole consultabile a questo link : http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/...
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 T.U. Stupefacenti vai al link
integrato dalla Legge 16 maggio 2014, n. 79. Art. 26 vai al link
La legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 26 Coltivazioni e produzioni vietate vai al link
Il regolamento CE 1234/2007 prevede nella OCM canapa (Organizzazione Comune di Mercato), oltre a fibre e canapulo, “Semi di canapa, anche frantumati, diversi da quelli destinati alla semina” (1207 99 91) – parte XXI Altri prodotti (regolamentati) vai al link
La circolare del Ministero della Salute del 8.05.2009 delinea l’evoluzione di parte della normativa vai al link
Farmacopea stupefacenti : D.L. n. 36/2014 Scarica il decreto dal seguente link download
fonte :sito Federcanapa