Source: http://www.avvisopubblico.it/home/documentazione/gioco-dazzardo/la-pubblicita-del-gioco-dazzardo-ricostruzione-della-normativa-e-della-giurisprudenza/
Timestamp: 2018-02-18 19:56:29+00:00
Document Index: 21619189

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 8', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 3', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 10', 'art. 9']

Premessa. Il tema delle limitazioni ai messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo è da tempo al centro del dibattito politico e parlamentare. Qui di seguito sono analizzati gli interventi in materia già definiti a livello statale e locale e le prospettive di intervento.
Normativa europea. La Commissione europea, nell’ambito delle misure volte a tutelare i diritti dei consumatori, ha adottato una Raccomandazione (14 luglio 2014, n. 2014/478/UE) riguardante specificamente il gioco d’azzardo on line. La Commissione europea ha stabilito una serie di principi rivolti agli Stati membri affinchè integrino le proprie normative in materia, realizzando così un livello più elevato di protezione della salute dei consumatori e, più in particolare dei minori. La pubblicità non può avere lo scopo di incoraggiare la propensione al gioco, ad esempio banalizzando il gioco o aumentandone l’attrattività attraverso messaggi pubblicitari accattivanti che forniscano informazioni errate sulle possibilità di vincita. Tra i divieti si ricordano quelli riguardanti i messaggi che negano i rischi del gioco, che presentano il gioco come un modo per risolvere i problemi finanziari, che prospettano che la competenza del giocatore possa permettere di vincere sistematicamente, che facciano riferimento al credito al consumo ai fini del gioco. La Raccomandazione non è stata ancora recepita nel nostro ordinamento, che si è limitato a riprenderne i principi in materia di pubblicità (legge n. 208 del 2015); e tali principi sono contenuti anche dal codice adottato dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (vedi infra e l’allegato 1).
A livello di enti locali si segnalano, tra gli altri, il regolamento del comune di Genova che prevede il divieto di “esposizione esterne al locale di cartelli, manoscritti e/o proiezioni che pubblicizzano vincite temporali appena accadute o storiche” (artt. 9 e 16); il regolamento del comune di Chivasso vieta anche la concessione di spazi pubblicitari sui mezzi di trasporto comunali ed estende tale divieto a tutte le società controllate o partecipate dal comune (art. 4). Da parte sua, il regolamento del comune di Empoli prevede l’“adozione” da parte di soggetti privati o pubblici delle aiuole spartitraffico e rotatorie, che prevede espressamente il divieto, per i cartelli informativi posti sulle rotatorie, di qualsiasi messaggio promozionale del gioco d’azzardo (delibera n. 5 del 2015, art. 8). Il comune di Alfonsine ha approvato una modifica al regolamento comunale sulle affissioni pubblicitarie, vietando la pubblicità del gioco d’azzardo nel territorio comunale. Anche il regolamento del comune di Napoli ha previsto il divieto “di qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco”: su tale aspetto si è pronunciato recentemente il Tar di Napoli (sentenza n. 1567 del 2017) accogliendo il ricorso presentato in quanto la disposizione del regolamento non avrebbe copertura nella normativa, che prevede solo forme di limitazione della pubblicità. Il comune di Bologna ha anche previsto importanti limitazioni alla pubblicità del gioco d’azzardo tramite affissioni, mentre il comune di Ferrara ha promosso un protocollo con l’azienda dei trasporti passeggeri Emilia Romagna ed il Consorzio taxisti ferraresi in cui si prevede la rinuncia a mettere sui mezzi messaggi pubblicitari inerenti il gioco d’azzardo (Le delibere degli enti locali sono riportate all’interno delle Buone prassi).
Le proposte di legge in Parlamento. Disposizioni limitative in materia di pubblicità sono contenute in numerosi progetti di legge presentati sia alla Camera che al Senato – alcuni di iniziativa regionale o popolare – riguardanti il riordino complessivo del settore (art. 2 dell’AC 267; art. 3 dell’AC 365; artt. 1-3 dell’AC 574; art. 1 dell’AC 1035; art. 4 dell’AC 1068; art. 6 dell’AC 1196; art. 1 dell’AC 1228; art. 2 dell’AC 1509; art. 8 dell’AC 1593; art. 6 dell’AC 1633; art. 6 dell’AC 1812; art. 3 dell’AC 2087; art. 6 dell’AC 2294; art. 4 dell’AC 2357; art. 7 dell’AC 3965; art. 6 dell’AS 669; art. 2 dell’AC 766; art. 3 dell’AS 850; art. 11 dell’AS 931; art. 4 dell’AS 956; art. 10 dell’AS 1338; artt. 31-33 dell‘AS 2000; art. 9 dell’AS 2515). Alcune proposte disciplinano esclusivamente il divieto assoluto di pubblicità (AC 3234; AC 3257; AS 2024; AS 2033; AS 2047).
In base alle intese intercorse tra i Presidenti delle due Camere del giugno scorso, l’esame dei progetti di legge sul divieto di pubblicità dovrà essere affrontato dalle Commissioni Finanze e Sanità del Senato, che peraltro non hanno ancora avviato l’iter.
Alcune conclusioni. L’analisi compiuta evidenzia lo sforzo compiuto negli ultimi anni per porre un freno al dilagare della pubblicità del gioco d’azzardo, oggetto di cospicui investimenti da parte delle imprese del settore. Si tratta di misure importanti ma comunque inadeguate: sono sottratte a tali limitazioni le tv a pagamento, dove i messaggi promozionali sono molto frequenti, in particolare in occasione degli eventi sportivi; rimangono fuori le sponsorizzazioni – dirette ed indirette – a partire da quelle delle squadre di calcio (il caso della sponsorizzazione della nazionale italiana è stato oggetto di ampio dibattito anche in parlamento); ma soprattutto si ignora completamente la pubblicità dell’azzardo online, con messaggi molto invasivi che invitano al gioco d’azzardo, spesso mascherati.
L’esperienza della disciplina riguardante i danni da fumo sui pacchetti di sigarette dovrebbe costituire un esempio anche per gli interventi nel settore del gioco d’azzardo.
(ultimo aggiornamento 24 maggio 2017)