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Timestamp: 2017-10-21 10:36:41+00:00
Document Index: 75089421

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 708', 'art. 16', 'art. 16']

L'avvocato Gianfranco Dosi lancia una petizione per la rimessione alle Sezioni Unite della Cassazione della vexata quaestio dei criteri per il riconoscimento dell'assegno di divorzio alla luce dei nuovi, non sempre coerenti, orientamenti
Divorzio |	Contributi
cesare fossati VENERDÌ 14 LUGLIO 2017
Sig. Primo Presidente della Corte di Cassazione
La prima sezione della Corte di Cassazione, con due recenti sentenze (Cass. civ. Sez. I, 10 maggio 2017, n. 11504 e Cass. civ. Sez.I, 22 giugno 2017, n. 15481), ha ribaltato l’orientamento costantemente seguito dalla giurisprudenza da quasi trent’anni (a seguito di Cass. civ. Sez. Unite, 29 novembre 1990, n. 11490 e Cass. civ. Sez. Unite, 29 novembre 1990, n. 11492) - con l’avallo di Corte Cost. 11 febbraio 2015 n. 11 - secondo cui il diritto all’assegno divorzile trova fondamento e giustificazione nella circostanza che l’ex coniuge richiedente non ha “mezzi adeguati” (art. 5, comma 6, della legge sul divorzio) a mantenere tendenzialmente il tenore di vita goduto nel corso della convivenza matrimoniale.
Avvocato e Coordinatore Genitoriale: un Team in crescita
Professione avvocato di famiglia |	Contributi
goffredo iacobino MARTEDÌ 11 LUGLIO 2017
L'apertura di un amministrazione di sostegno può comportare l'interruzione di un processo. Tribunale di Torino, 25 ottobre 2016
Amministrazione di Sostegno |	Giurisprudenza
cesare fossati SABATO 1 LUGLIO 2017
Amministrazione di sostegno - ove il decreto di nomina preveda il potere esclusivo di rappresentanza processuale da parte dell'amministratore l'apertura della misura di protezione ha effetto interruttivo del processo pendente.
Caratteristica dell'istituto è stata rinvenuta nell'essere presidio mobile nel tempo e nella struttura, ablativo della capacità nei soli limiti specificamente e di volta in volta indicati dal giudice tutelare.
Non essendo stata regolata la posizione processuale del beneficiario, occorre di volta in volta verificare se, per l'oggettiva estensione dei poteri affidati all'amministratore, sia necessario interrompere il processo.
Mutamento dei criteri di interpretazione dell'art. 5 legge divorzio: la non indipendenza economica. Tribunale di Milano, 22 maggio 2017
Mantenimento |	Giurisprudenza
cesare fossati SABATO 3 GIUGNO 2017
Il riconoscimento dell'assegno di divorzio non può tradursi in una impropria rendita di posizione; non può essere riconosciuto sul solo presupposto di un divario reddituale tra le parti, ma solo ove emerga un'inadeguatezza dei mezzi od una impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive.
Il pregresso tenore di vita non è più criterio utile ai fini del riconoscimento, sostituito da quello della indipendenza economica, da intendersi come capacità di provvedere al proprio sostentamento, come capacità di avere risorse sufficienti per le spese essenziali (vitto, alloggio, esercizio dei diritti fondamentali).
Un parametro di riferimento può essere costituito dal limiti di reddito per l'ammissione al patrocinio a spese dello stato.
Un altro parametro può essere costituito dal reddito medio della zona di residenza.
Divorzio |	Giurisprudenza
cesare fossati SABATO 13 MAGGIO 2017
Storico revirement della Corte di Cassazione in tema di obblighi di mantenimento in sede di divorzio.
Con il divorzio il rapporto matrimoniale si estingue definitivamente sul piano sia dello status personale dei coniugi, da considerarsi "persone singole", sia dei loro rapporti economico-patrimoniali, in specie quanto al reciproco dovere di assistenza morale e materiale.
La norma, l'art. 5, comma 6, della legge n. 898 del 1970, prevede due fasi ben distinte del giudizio.
La prima, la fase di accertamento della sussistenza del requisito per il riconoscimento dell'assegno, riguarda esclusivamente le condizioni dell'ex coniuge richiedente: quest'ultimo deve anzitutto dimostrare l'assenza di «mezzi adeguati»; deve inoltre dimostrare di non poterseli procurare per ragioni oggettive, in ciò rientrando il concetto di solidarietà post-coniugale.
L'elemento costituito dal tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio stesso, era stato in passato utilizzato come parametro per valutare l'adeguatezza dei mezzi del richiedente.
Tale orientamento per la Cassazione deve essere oggi superato, data l'evoluzione sociale e tenuto conto del quadro normativo sovranazionale.
Il tenore di vita non costituisce più uno degli elementi da valutare nell'accertamento dell'an debeatur dell'assegno.
L'interesse tutelato con l'attribuzione dell'assegno divorzile non è il riequilibrio delle condizioni economiche degli ex coniugi, bensì il raggiungimento dell'indipendenza economica, in tal senso dovendo intendersi la funzione esclusivamente assistenziale dell'assegno divorzile.
Il principio al quale deve ritenersi ispirata la normativa sul contributo economico è quello della autoresponsabilità economica, da intendersi conformato alle condizioni della persona singola.
La condizione di mancanza di indipendenza o autosufficienza economica è onere probatorio che grava sul richiedente l'assegno e va valutata sulla base degli indici principali: possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari; capacità e possibilità effettive di lavoro personale (in relazione alla salute, all'età, al sesso al mercato del lavoro dipendente o autonomo), della stabile disponibilità di una casa di abitazione.
Solo ove abbia avuto esito positivo siffatta preliminare valutazione si passerà alla seconda fase, quella della quantificazione dell'assegno, informata al principio della solidarietà economica, all'interno della quale verranno in rilievo tutti gli elementi indicati dalla norma: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, reddito di entrambi.
Affidamento condiviso paritario e distribuzione dei compiti per arginare la conflittualità. Tribunale di Salerno, decreto 18 aprile 2017
Affido condiviso |	Giurisprudenza
cesare fossati MARTEDÌ 2 MAGGIO 2017
Straordinario il decreto del Presidente del Tribunale di Salerno del 18 aprile: nell'ottica di un effettivo diritto del minore all'accesso ad entrambi i genitori, promuove compiti di cura differenziati, a favore di una maggiore assunzione di responsabilità del genitore meno temporalmente presente; supera il concetto del genitore collocatario, riconosce il mantenimento diretto come forma privilegiata e responsabilizzante del dovere di cura.
Questo e molto altro nel provvedimento pubblicato, modello di buon governo della crisi della famiglia.
Sulla obbligatorietà del deposito telematico degli atti. Corte d'Appello di Genova, decreto 4 aprile 2017.
Procedura |	Giurisprudenza
francesca maberino MARTEDÌ 25 APRILE 2017
Nel caso in esame la resistente aveva sollevata davanti alla Corte d’Appello di Genova
eccezione in ordine all’inammissibilità del reclamo ex art. 708 c.p.c. in quanto depositato in
formato cartaceo e non telematico e dunque in supposta violazione dell’art. 16-bis d.l.
Recita invero l’art. 16 bis del Dl 179/12, convertito in l 221/12 : “a decorrere dal 30 giugno
2014, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al Tribunale, il deposito degli
atti processuali o dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo
esclusivamente con modalità telematiche”.
Tale norma prevede dunque come obbligatorio il deposito in via telematica per tutti gli atti
endoprocessuali, essendone dispensati solo i cosiddetti atti introduttivi.
Amministrazione di sostegno: un provvedimento esemplare. Tribunale di Vercelli 28 dicembre 2016
cesare fossati GIOVEDÌ 20 APRILE 2017
Un vero vademecum modello di designazione di amministrazione di sostegno il decreto del Giudice Tutelare del Tribunale di Vercelli, Dott. Carlo Bianconi, che pubblichiamo.
Modalità di visita o tempi di frequentazione e turni di responsabilità? La relazione del Prof. Giovanni Battista Camerini al convegno di Genova sulla Condivisione delle genitorialità del 24 marzo 2017
Affido condiviso |	Psichiatria e psicologia forense
cesare fossati MARTEDÌ 28 MARZO 2017
Pubblichiamo i materiali della relazione del Prof. Giovanni Battista Camerini al convegno "La condivisione delle genitorialità", tenutosi presso l'Aula Magna dell'Università di Genova, Albergo dei Poveri, Genova, 24 marzo 2017.
Il diritto del minore alla continuità delle relazioni familiari prevale sull'ordine pubblico. Corte d'Appello di Trento 24 febbraio 2017
Surrogazione di maternità |	Giurisprudenza
cesare fossati MERCOLEDÌ 1 MARZO 2017