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Timestamp: 2018-02-18 03:08:10+00:00
Document Index: 20520513

Matched Legal Cases: ['art. 444', 'art. 516', 'art. 444', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 444', 'art. 517', 'art. 517', 'art. 405', 'sentenza ']

Corte cost., sent. 17 luglio 2017, n. 206
Nuove contestazioni dibattimentali - Fatto diverso - Omessa previsione della facoltà dell'imputato di chiedere l'applicazione di pena ex art. 444 c.p.p. - llegittimità costituzionale parziale
E' costituzionalmente illegittimo l’art. 516 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento l’applicazione della pena a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione.
Corte cost., sent. 9 luglio 2015, n. 139
Nuove contestazioni - Circostanza aggravante già risultante dagli atti di indagine - Facoltà dell'imputato di chiedere il giudizio abbreviato - Mancata previsione - Illegittimità costituzionale parziale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui, nel caso di contestazione di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell’esercizio dell’azione penale, non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato oggetto della nuova contestazione; è non fondata la questione di legittimità costituzionale del medesimo art. 517 del codice di procedura penale nella parte in cui, nel caso di contestazione di un reato concorrente o di circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell’esercizio dell’azione penale, non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato anche in relazione ai reati diversi da quello che forma oggetto della nuova contestazione, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione.
Corte cost., sent. 25 giugno 2014, n. 184
Contestazione dibattimentale di circostanza aggravante non risultante da imputazione ma concernente fatto già risultante da atti investigativi - Facoltà imputato di richiedere il patteggiamento - Illegittimità costituzionale
È costituzionalmente illegittimo l’art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento l’applicazione di pena, a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, in seguito alla contestazione nel dibattimento di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell’esercizio dell’azione penale.
Corte cost., sent. 26 ottobre 2012, n. 237
Dibattimento – contestazione suppletiva di reato concorrente – mancata previsione della facoltà di richiedere il giudizio abbreviato – art. 517 c.p.p. – illegittimità costituzionale
L’imputato che subisce una contestazione suppletiva dibattimentale viene a trovarsi in posizione diversa e deteriore – quanto alla facoltà di accesso ai riti alternativi e alla fruizione della correlata diminuzione di pena – rispetto a chi, della stessa imputazione, fosse chiamato a rispondere fin dall’inizio. La contestazione del reato concorrente, operata ai sensi dell’art. 517 cod. proc. pen., costituisce, in effetti, un atto equipollente agli atti tipici di esercizio dell’azione penale indicati dall’art. 405, comma 1, cod. proc. pen. È fonte, dunque, di ingiustificata disparità di trattamento e di compromissione delle facoltà difensive, in ragione dei tempi e dei modi di formulazione dell’imputazione, la circostanza che, a fronte di tutte le altre forme di esercizio dell’azione penale, l’imputato possa liberamente optare, senza condizioni, per il giudizio abbreviato, mentre analoga facoltà non gli sia riconosciuta nel caso di nuove contestazioni, se non nelle ipotesi – oggetto della sentenza n. 333 del 2009 – di modifiche tardive dell’addebito sulla base degli atti di indagine. La Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato concorrente emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione.