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Timestamp: 2018-02-19 02:22:44+00:00
Document Index: 103934160

Matched Legal Cases: ['art. 335', 'art. 253', 'art. 321', 'art. 406', 'art. 408', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 609', 'art. 415', 'art. 415', 'art. 552']

Archive for the ‘procedura penale’ Category
Privacy e procedimenti penali: il provvedimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo
January 16th, 2011 | Author: Patrizia D'Arcangelo
Pubblico di seguito le disposizioni del Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo che potete leggere integralmente sul sito dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo, cliccando qui.
A tutela della Privacy e della segretezza dei procedimenti penali è stato disposto quanto segue:
· chiunque intenda avere informazione in ordine a procedimenti penali pendenti potrà farne richiesta scritta, anche a mezzo di difensore, esclusivamente alla Segreteria Ricezione Atti, la quale fornirà in forma scritta esclusivamente le informazioni previste dall’art. 335 c. 3 e 3 bis c.p.p. (numero del procedimento, qualificazione giuridica del fatto, Sostituto assegnatario in relazione a procedimenti in cui il richiedenteabbia la qualità di persona offesa o di indagato); la Polizia Giudiziaria che ha presentato o trasmesso la comunicazione di notizia di reato potrà ottenere, facendo richiesta anche solo verbale allaSegreteria Ricezione Atti, l’indicazione del numero del procedimento originato dalla comunicazione presentata e del Sostituto assegnatario dellostesso;
· qualunque altra richiesta di informazioni in ordine a procedimenti penali pendenti proveniente da Pubblica Amministrazione dovrà essere trasmessa al Procuratore per l’eventuale risposta;
· dopo la chiusura delle indagini preliminari (dopo cioè che è stata trasmessa al GIP la richiesta di archiviazione, la richiesta di rinvio a giudizio, la richiesta di giudizio immediato, la richiesta di applicazione concordata della pena, la richiesta di decreto penale ovvero è stato emesso dal PM il decreto di citazione diretta a giudizio) la persona offesa, il denunciante, l’ufficio di polizia giudiziaria che ha trasmesso la comunicazione di notizia di reato, l’indagato e l’imputato, direttamente o per mezzo di difensore delegato, potranno ottenere tutte le informazioni inerenti il procedimento risultanti dal registro informatico, facendo richiesta anche solo verbale alla Segreteria Ricezione Atti ovvero, nel caso in cui il richiedente ne sia a conoscenza, anche alla Segreteria del Sostituto assegnatario;
· gli altri uffici di Segreteria non sono autorizzati a fornire alcuna informazione in ordine ai procedimenti menzionati ai punti precedenti;
· le copie degli atti dei procedimenti, relativi a reati di competenza del Giudice di Pace, potranno essere richieste esclusivamente alla Segreteria Ricezione Atti o alla Segreteria del Dibattimento Giudice di Pace dopo la trasmissione del fascicolo a questo ufficio;
. le copie degli atti dei procedimenti, relativi a reati attribuiti al Tribunale in composizione monocratica, potranno essere richieste esclusivamente alla Segreteria del Sostituto assegnatario o alla Segreteria del Dibattimento Tribunale dopo la trasmissione del fascicolo a questo ufficio;
· le copie degli atti dei procedimenti, relativi a reati di competenza della Corte d’Assise o attribuiti al Tribunale in composizione collegiale, potranno essere richieste sempre esclusivamente alla Segreteria del Sostituto assegnatario.
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Formulario penale: la querela. Semplici consigli per predisporre una denuncia
Data l’innumerevole sussistenza di fattispecie criminose, predisporre un modello univoco di querela è pressoché impossibile.
Tuttavia sussistono degli elementi che in ciascuna denuncia/ querela non possono assolutamente essere omessi.
Di seguito pubblico pertanto uno schema di denuncia/ querela che dovrà però essere modificato ed integrato a seconda del reato che si intende denunciare alla Pubblica Autorità.
Ricordo che gli atti proposti non costituiscono in alcun modo degli schemi vincolanti. Il formulario è di uso personale e non professionale. Non si assumono responsabilità per eventuali errori ed imprecisioni.
Il signor_________, nato a__________il__________, espone quanto segue.
Il giorno_____________ (esposizione dei fatti oggetto di denuncia)
Sono venuto a conoscenza dei sopra fatti sopraesposti per________(avervi assistito, per essere stato oggetto di confidenza da parte di____).
Tanto premesso, il sottoscritto sporge formale denuncia/querela nei confronti del Sig____________, per aver ______________reato previsto e punito dall’art___________ed ogni altro reato che la S.V. Ill.ma dovesse eventualmente ravvisare.
Il sottoscritto chiede altresì ex art. 253 c.p.p. che la S.V. Ill.ma disponga il sequestro delle seguenti cose utili ad una precisa ricostruzione dei fatti di cui sopra:____________ e chiede altresì che il G.I.P. disponga il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. dei seguenti beni_____________, onde impedire la prosecuzione delle conseguenze negative e dei danni del reato sopra denunciato.
Il sottoscritto chiede inoltre di essere informati ex art. 406, III° comma c.p.p., di ogni eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari. Chiede infine di essere avvisato, ex art. 408 II° comma c.p.p.. di un’eventuale richiesta di archiviazione.
Mi oppongo sin d’ora, qualora si intendesse procedere per un reato perseguibile a querela, ad un’eventuale richiesta di emissione di decreto penale di condanna.
Mi riservo di costituirmi parte civile nell’instaurando procedimento penale.
La denuncia/ querela andrà quindi depositata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale territorialmente competente.
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Bacio non desiderato: è violenza sessuale! Anche a Bergamo un caso. Quando e come si è verificato l’abuso.
December 2nd, 2010 | Author: Patrizia D'Arcangelo
Dopo aver letto questa notizia sull’Eco di Bergamo on line di oggi, colgo l’occasione per esaminare la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione in ordine al reato di violenza sessuale previsto e punito dall’art. 609 bis cod. pen..
Tale norma, lo ricordiamo, è stata introdotta, nella legislazione penale dalla Legge n. 66/1996 ed ha eliminato la distinzione prima esistente tra la violenza carnale (la quale richiedeva la presenza di una qualsiasi forma di compenetrazione carnale) e gli atti di libidine violenti (nei quali andavano compresi tutti gli altri atti, che fossero espressione di concupiscenza). Quest’unificazione è stata voluta allo scopo d’evitare che la persona offesa venga sottoposta ad accertamenti umilianti.
La condotta vietata dall’art. 609 bis cod. pen. pertanto ricomprende, se connotata da costrizione, sostituzione ingannevole di persona o abuso di condizioni di inferiorità fisica o psichica qualsiasi atto che, anche se non esplicitato attraverso il contatto fisico diretto con il soggetto passivo, sia finalizzato ed idoneo a porre in pericolo il bene primario della libertà dell’individuo attraverso l’eccitazione o il soddisfacimento dell’istinto sessuale dell’agente (Cass. pen. N. 207298/1996).
La giurisprudenza della Corte di Legittimità si è poi spinta anche oltre affermando che “nella nozione di atti sessuali di cui all’articolo 609bis Cp, si devono includere non solo gli atti che involgono la sfera genitale, bensì tutti quelli che riguardano le zone erogene su persona non consenziente” (si veda ex multis, Cassazione, Sezione terza, 11 gennaio 2006, Beraldo; cfr. Sezione terza, 1 dicembre 2000, Gerardi).
Non solo. E’ stato esplicitamente affermato che “tra gli atti suscettibili di integrare il delitto in oggetto, va ricompreso anche il mero sfioramento con le labbra sul viso altrui per dare un bacio, allorché l’atto, per la sua rapidità ed insidiosità, sia tale da sovrastare e superare la contraria volontà del soggetto passivo” (Cass. Pen. 26 marzo 2007, n. 12425).
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November 29th, 2010 | Author: Patrizia D'Arcangelo
La Legge n. 479/1999 (c.d. Legge Carotti) ha introdotto l’art. 415 bis cod. proc. pen. (tuttora vigente).
Tale norma prevede che in capo al Pubblico Ministero, una volta concluse le indagini preliminari e prima dell’esercizio dell’azione penale, sussista l’obbligo di notificare all’indagato ed al suo difensore un avviso (c.d. avviso di conclusione delle indagini preliminari) che contenga l’enunciazione del fatto per cui si procede, della data e del luogo del reato commesso, nonché l’informazione del deposito degli atti d’indagine presso la segreteria del Pubblico Ministero.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari deve altresì contenere anche l’avvertimento all’indagato che entro 20 giorni potrà avvalersi delle seguenti facoltà:
- estrarre copia degli atti;
- chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio;
- presentare memorie e documentazione;
- chiedere al Pubblico Ministero lo svolgimento di ulteriori indagini (da compiersi entro trenta giorni).
Lo scopo dell’art. 415 bis cod.proc.pen. è quello di garantire all’indagato, prima che il Pubblico Ministero eserciti l’azione penale con la richiesta di rinvio a giudizio, un’adeguata possibilità di far valere il suo diritto di difesa ed alla prova.
L’obbligo di notifica in capo al Pubblico Ministero sussiste solo quando quest’ultimo richieda la celebrazione dell’udienza preliminare. L’obbligo dell’avviso, inoltre, è esplicitamente previsto prima della citazione diretta a giudizio (v. art. 552, comma 2 cod.proc.pen.).
Ad ogni buon conto, quando l’indagato riceve l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è opportuno che si rivolga subito all’avvocato nominato d’ufficio o ad un avvocato di fiducia affinché si possa quindi esaminare tempestivamente il contenuto del fascicolo del Pubblico Ministero.
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