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Timestamp: 2018-03-18 19:13:20+00:00
Document Index: 138238971

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 32', 'art.  5', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 3', 'art. 32', 'art. 32', 'art. 20', 'art. 32', 'art. 97', 'art. 5', 'art. 3']

N. 41 ORDINANZA 25 febbraio - 6 marzo 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Demanio e patrimonio dello Stato - Locazione di immobili - Immobili locati a privati ad uso abitativo - Canoni locativi - Rivalutazione dal 1 gennaio 1995 | Architetto.info
N. 41 ORDINANZA 25 febbraio – 6 marzo 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Demanio e patrimonio dello Stato – Locazione di immobili – Immobili locati a privati ad uso abitativo – Canoni locativi – Rivalutazione dal 1 gennaio 1995
N. 41 ORDINANZA 25 febbraio - 6 marzo 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Demanio e patrimonio dello Stato - Locazione di immobili - Immobili locati a privati ad uso abitativo - Canoni locativi - Rivalutazione dal 1 gennaio 1995 - Lamentata, irragionevole, disparita' di trattamento tra conduttori di immobili di proprieta' .....
N.  41 ORDINANZA 25 febbraio – 6 marzo 2002.
Demanio  e  patrimonio dello Stato – Locazione di immobili – Immobili
locati a privati ad uso abitativo – Canoni locativi – Rivalutazione
dal  1  gennaio  1995  –  Lamentata,  irragionevole,  disparita’ di
trattamento  tra conduttori di immobili di proprieta’ pubblica e di
questi ultimi rispetto a tutti gli altri conduttori, con violazione
dei  principi  di  imparzialita’  e  buon  andamento della pubblica
amministrazione  –  Difetto di motivazione in ordine alla rilevanza
– Legge  23  dicembre  1994,  n. 724, art. 32, commi 1, 2 e 4; d.l. 2
ottobre 1995, n. 415 (convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 1995, n. 507), art. 5, comma 7-bis.
(GU n. 11 del 13-3-2002)
nel  giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 32, commi 1, 2
e    4,   della   legge   23 dicembre   1994,   n. 724   (Misure   di
razionalizzazione della finanza pubblica) e dell’art. 5, comma 7-bis,
della legge 29 novembre 1995, n. 507 [recte: dell’art. 5, comma 7-bis
del decreto-legge 2 ottobre 1995, n. 415 (Proroga di termini a favore
dei  soggetti  residenti  nelle zone colpite dagli eventi alluvionali
del novembre   1994  e  disposizioni  integrative  del  decreto-legge
23 febbraio  1995,  n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 marzo  1995,  n. 85),  convertito,  con modificazioni, dalla legge
29 novembre 1995, n. 507], promosso con ordinanza emessa il 14 aprile
2000  dal  Tribunale  di  Ancona,  iscritta  al  n. 545  del registro
ordinanze   2000   e   pubblicata   nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica, n. 41, 1a serie speciale, dell’anno 2000.
Visti  l’atto di costituzione della parte privata, nonche’ l’atto
Uditi   l’avvocato  Maurizio  Fabiani  per  la  parte  privata  e
l’avvocato   dello  Stato  Paolo  Cosentino  per  il  Presidente  del
Ritenuto  che,  nel  corso  di  un  procedimento per convalida di
sfratto  per  morosita’,  intentato dal Ministero della giustizia nei
confronti  di una conduttrice di un immobile ad uso abitativo sito in
Ancona,  il  Tribunale  di  Ancona,  in  composizione monocratica, ha
sollevato,  in  riferimento  agli  artt.  3  e 97 della Costituzione,
questione  di  legittimita’ costituzionale dell’art. 32, commi 1, 2 e
4,  della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione
della  finanza  pubblica)  e  dell’art.  5,  comma 7-bis, della legge
29 novembre   1995,  n. 507  [recte:  dell’art. 5,  comma  7-bis  del
decreto-legge 2 ottobre 1995, n. 415 (Proroga di termini a favore dei
soggetti  residenti  nelle  zone  colpite  dagli  eventi  alluvionali
22 marzo  1995,  n. 85)  convertito,  con  modificazioni, dalla legge
29 novembre 1995, n. 507];
che  l’art. 32  della legge n. 724 dispone che i canoni annui
per  i  beni  patrimoniali  e  demaniali dello Stato destinati ad uso
abitativo,  concessi  o  locati  a privati, a decorrere dal 1 gennaio
1995,  sono  rivalutati, rispetto a quelli dovuti per l’anno 1994, di
un  coefficiente  pari  a  due  volte il canone stesso per i soggetti
appartenenti  ad  un  nucleo  familiare  con  un reddito complessivo,
riferito  all’anno  di imposta 1993, non superiore ad ottanta milioni
di  lire, e a cinque volte il canone, per i soggetti che appartengano
ad  un  nucleo  familiare con un reddito complessivo, per il medesimo
anno 1993, pari o superiore ad ottanta milioni di lire, facendo salva
la  posizione  dei  conduttori con reddito familiare complessivo, per
l’anno di imposta 1993, inferiore a quaranta milioni di lire;
che l’art. 5, comma 7-bis, del decreto-legge n. 415 del 1995,
convertito  dalla legge n. 507 del 1995, dispone, a sua volta, che il
canone  determinato  in base ai commi 6 e 7 del medesimo articolo (il
comma  6 stabilisce che l’ammontare complessivo del canone per i beni
concessi  o locati a privati nel corso del 1994, o in data anteriore,
non puo’ comunque essere superiore alla media dei prezzi praticati in
regime  di  mercato  per  immobili  aventi caratteristiche analoghe),
resta  valido  per  sei  anni  a decorrere dal 1 gennaio 1996 e viene
aumentato  di  anno  in anno in misura corrispondente alla variazione
dell’indice  dei  prezzi  al  consumo  per  le  famiglie  di operai e
impiegati accertata dall’Istituto centrale di statistica (ISTAT);
che  il  remittente premette che il Ministero della giustizia
ha  chiesto  la  convalida  dello sfratto per morosita’ nei confronti
dell’attuale  conduttrice  assumendo  che  la stessa, non avendo piu’
corrisposto  i  canoni  di  locazione  e gli oneri accessori dal mese
di novembre  1998,  si  era resa debitrice, alla data del 31 dicembre
1999, della somma di L. 17.266.331;
che,   riferisce   ancora   il  remittente,  l’intimata,  nel
costituirsi  in  giudizio, ha precisato che il canone di locazione, a
far  data  dal  1 gennaio 1995, era stato raddoppiato in applicazione
dell’art. 32   della  legge  n. 724  del  1994,  essendo  il  reddito
familiare  per  l’anno  di imposta 1993 compreso tra i quaranta e gli
ottanta  milioni,  e che, a seguito del decesso della madre, avvenuto
il  22 luglio  1997,  la  situazione  di fatto era mutata, percependo
ella,  da  quel  momento,  un reddito inferiore a quaranta milioni di
che,  prosegue il giudice a quo, l’intimata ha quindi chiesto
che  non venisse emessa nei suoi confronti l’ordinanza di rilascio ed
ha eccepito la illegittimita’ costituzionale dell’art. 32 della legge
n. 724   del   1994,   affermando   che,  una  volta  intervenuta  la
declaratoria di illegittimita’ costituzionale di questa disposizione,
sarebbe  venuta  meno  la  contestata  morosita’,  in quanto i canoni
corrisposti in epoca successiva alla variazione del reddito familiare
sarebbero  risultati  di  importo tale da soddisfare integralmente le
pretese creditorie del Ministero;
che  il  Tribunale  di  Ancona,  quanto  alla rilevanza delle
dedotte questioni, osserva che, se fosse dichiarata la illegittimita’
costituzionale   dell’art. 32   della   legge   n. 724,   il   canone
effettivamente  dovuto  dalla  intimata  sarebbe  pari  alla meta’ di
quello gia’ corrisposto per le diciassette mensilita’ successive alla
data  della  riduzione  del  reddito  familiare, sicche’ ella avrebbe
diritto  alla  ripetizione  di  quanto  corrisposto  in eccesso e non
risulterebbe quindi morosa;
che,  quanto  alla  non manifesta infondatezza, il remittente
prospetta   la  violazione  dell’art. 3  della  Costituzione  per  la
irragionevole  disparita’ di trattamento che deriverebbe dall’art. 32
tra  conduttori  di immobili di proprieta’ pubblica e tutti gli altri
conduttori:  solo  ai  primi,  infatti,  e  per di piu’ in violazione
dell’autonomia  negoziale,  verrebbe  imposta  la  modificazione  del
corrispettivo originariamente concordato con la controparte;
che  sotto  altro profilo, il Tribunale di Ancona denuncia la
disparita’   di   trattamento   che   l’art. 32  introdurrebbe  anche
all’interno  della  categoria  dei conduttori di immobili pubblici, a
causa   dell’applicazione   al   canone,   a  suo  tempo  liberamente
determinato,   di   un   coefficiente   moltiplicatore   fisso,   che
prescinderebbe  cioe’  sia  dal  momento  in  cui  con la stipula del
contratto  tale  canone e’ stato stabilito, sia dal valore di mercato
dell’immobile locato;
che  inoltre,  ad avviso del remittente, la maggiorazione del
canone  non  sarebbe  stata  adeguata  in modo appropriato al reddito
percepito   dal   nucleo   familiare:  il  legislatore,  per  evitare
sperequazioni,  avrebbe  potuto  prevedere  un  piu’  ampio numero di
coefficienti  di  moltiplicazione  ovvero  disporre  che  gli aumenti
avrebbero dovuto essere proporzionali al reddito;
che   irragionevolmente,   secondo   il   giudice  a  quo  il
legislatore  avrebbe  poi  ancorato tutte le modificazioni al reddito
percepito  dal  nucleo  familiare  nel  1993,  senza attribuire alcun
rilievo alle eventuali successive modificazioni di tale reddito;
che una ulteriore violazione del principio di eguaglianza, ad
avviso del Tribunale di Ancona, consisterebbe nel fatto che l’art. 20
della  legge 8 maggio 1998, n. 146, solo per i conduttori di immobili
di  proprieta’  pubblica che siano dipendenti pubblici ha, a far data
dal  1 gennaio 1994, interamente assoggettato la regolamentazione del
rapporto  locativo  alle  disposizioni  dalla  legge  27 luglio 1978,
n. 392;
che  l’art. 32  della  legge  n. 724  del 1994, ad avviso del
remittente,  violerebbe  anche  i  principi  di  imparzialita’ e buon
andamento  della  pubblica amministrazione, di cui all’art. 97, primo
comma,   della   Costituzione,   in  quanto  dalla  sua  applicazione
deriverebbero effetti non coerenti rispetto alla finalita’ perseguita
dal   legislatore   di   assicurare  una  adeguata  redditivita’  del
patrimonio immobiliare pubblico;
che,  infine,  secondo  il  remittente, anche l’art. 5, comma
7-bis  del  decreto-legge  n. 415  del  1995,  convertito dalla legge
n. 507  del  1995,  violerebbe  l’art. 3  della  Costituzione  per la
disparita’  di  tratta…
N. 41 ORDINANZA 25 febbraio – 6 marzo 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Demanio e patrimonio dello Stato – Locazione di immobili – Immobili locati a privati ad uso abitativo – Canoni locativi – Rivalutazione dal 1 gennaio 1995 redazione redazione 2015-05-06T09:13:13+00:00