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Timestamp: 2019-07-22 09:51:42+00:00
Document Index: 128814232

Matched Legal Cases: ['art. 2697', 'art. 429', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 54', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 2697', 'art. 5']

Pubblicato: Martedì, 14 Maggio 2019 08:07
Nel caso di specie, la ricorrente svolge le mansioni di Infermiera Professionale presso l’U.O. di Radiologia. Pertanto non rientra fra quelle categorie di lavoratori alle quali la legge riconosce "automaticamente" l’indennità di rischio radiologico in virtù della mansione svolta;
Nursing Up Lazio: automaticamente, vuol dire che se assunto, in qualità di tecnico di ragiologia, anche se non si svolge più attività tecnica, in radiologia, si ha diritto a mantenere l'indennità radiologica e le ferie di radioprotezione. Gli infermieri, ainoi, per veder riconosciuta l'indennità radiologica, spesso, hanno dovuto ricorrere, in punto di diritto, ad un Giudice.
Tuttavia ha fornito la prova, su di essa gravante ex art. 2697 c.c., dello svolgimento abituale di attività professionale in zona controllata, con conseguente diritto al riconoscimento delle indennità derivanti da esposizione a radiazioni ionizzanti.
Tribunale Trani, 28/03/2019, n.741
Il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, nella persona del Giudice del Lavoro dott.ssa Floriana Dibenedetto, all'odierna udienza ha pronunciato, a seguito di discussione orale ex art. 429 c.p.c., la seguente
nella causa iscritta nel registro generale della Sezione Lavoro sotto il numero d’ordine 2303 dell’anno 2016
IN. MA., nata a Corato il 1964, rappresentata e difesa dall’avv. Nicola Roberto Toscano, giusta procura a margine del ricorso introduttivo;
AZIENDA SANITARIA LOCALE BA, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Edvige Trotta, giusta procura a margine della memoria difensiva;
All’udienza del 28 marzo 2019 la causa viene decisa mediante lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, a seguito di discussione orale come da verbale d’udienza, al quale si rinvia.
Con ricorso depositato in data 22.3.2016 la ricorrente chiedeva che la ASL BA fosse condannata alla corresponsione in suo favore dell’indennità di rischio radiologico di cui all’art. 5, comma 3, del CCNL 2000-2001 – II biennio economico, a decorrere dal mese di novembre 2012, nella misura di € 103,29 mensili, nonché che la stessa fosse condannata a riconoscere in suo favore il congedo ordinario aggiuntivo annuale di 15 giorni e dunque alla sua monetizzazione a partire dall’anno 2013.
Deduceva la ricorrente di svolgere la propria attività lavorativa di Collaboratore Professionale Sanitario (Infermiere) presso l’Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale di Co., appartenente alla ASL BA; di avere percepito fino al mese di ottobre 2012 l’indennità di rischio radiologico, nonché ulteriori 15 giorni di congedo ordinario, in ragione della continuativa esposizione alle radiazioni assorbite durante l’espletamento della sua attività lavorativa; di non percepire più dal mese di novembre 2012, a seguito di riclassificazione del personale, le suddette indennità, sebbene impegnata nelle medesime mansioni svolte in precedenza e sebbene continuativamente esposta al rischio radiologico.
Costituendosi in giudizio, la ASL BA eccepiva l’infondatezza della domanda, attesa l’assenza di prova circa l’effettiva esposizione al rischio radiologico.
La causa veniva istruita oralmente.
La domanda è fondata e deve essere accolta per le seguenti ragioni.
L’istituto dell’indennità di rischio radiologico è stato introdotto dalla L. n. 416/1988, inizialmente a favore dei tecnici di radiologia medica; con il D.P.R. n. 348/1983 ed il D.P.R. n. 270/1987, è stata riconosciuta “al personale medico e ai tecnici di radiologia, sottoposti in continuità alla azione di sostanze ionizzanti o adibiti ad apparecchiature radiologiche in maniera permanente”. L’importo di tale indennità, inizialmente fissato in L. 30.000, è stato aumentato a L. 200.000 dalla L. n. 460/1988.
Al personale esposto alle radiazioni in modo discontinuo, temporaneo o parziale, è invece riconosciuta un’indennità di £ 50.000.
Oltre al riconoscimento di una indennità, l’art. 5 della legge 23 dicembre 1994 n. 724 ha previsto inoltre un congedo ordinario aggiuntivo per la categoria dei lavoratori esposti a rischio radiologico, pari a 15 giorni annui.
La Corte Costituzionale, intervenendo in ordine all’individuazione dei soggetti ai quali spetta l’indennità di rischio radiologico, ha precisato che l’art. 1 della L. n. 460/1988 deve essere interpretato nel senso che l’indennità piena deve riconoscersi “anche a quei lavoratori che, pur non appartenendo al settore radiologico, sono esposti ad un rischio non minore, per continuità ed intensità, di quello sostenuto dal personale di radiologia” (cfr. Corte Cost. del 20.7.1992 n. 343).
Tali disposizioni sono state recepite sul piano negoziale dall'articolo 5 CCNL comparto sanità, II
biennio economico 2000-2001, recante “Indennità di rischio da radiazioni”, secondo cui: “1.
L'indennità di rischio radiologico spettante ai tecnici sanitari di radiologia medica — ai sensi dell'art. 54 del D.P.R. 384 del 1990 (sulla base della Legge 28.03.1968, n. 416, come modificata dalla Legge 27.10.1988 n. 460) e confermata dall’art. 4 del CCNL II biennio parte economica 1996 — 1997 del 27 giugno 1996 - a decorrere dall'entrata in vigore del presente contratto è denominata indennità professionale specifica ed è corrisposta al medesimo personale, per 12 mensilità, nella stessa misura di L. 200.000 mensili lorde.”
Alla luce di ciò, è evidente come la ratio della normativa legislativa e contrattuale sia quella di riconoscere l'indennità di rischio radiologico in misura piena a tutti i dipendenti che - in via di fatto - sono continuativamente ed effettivamente sottoposti al rischio radiologico, senza potersi distinguere a questo scopo tra coloro che sono medici o tecnici di radiologia e coloro che – invece – non lo sono ovvero tra coloro che sono addetti all’unità operativa di radiologia e coloro che non lo sono.
Tuttavia, mentre per medici/tecnici di radiologia sussiste una presunzione di esposizione al rischio radiologico, per le altre categorie di lavoratori occorre accertare caso per caso la sussistenza di un effettivo rischio radiologico dovuto all’esposizione a radiazioni ionizzanti.
In tal senso si è espressa anche la giurisprudenza di legittimità, che si condivide pienamente, secondo cui “al di fuori del personale medico e tecnico di radiologia, per il quale soltanto opera la presunzione assoluta di cui all'art. 1, comma 2, della l. n. 460 del 1988, l'indennità di rischio radiologico presuppone la sussistenza del rischio effettivo di un'esposizione non occasionale, né temporanea, analoga a quella del personale di radiologia, sicché il lavoratore che richieda detta indennità, ed il congedo aggiuntivo, ha l'onere di provare in giudizio l`esposizione qualificata in base ai criteri tecnici previsti dal d.lgs. n. 230 del 1995, ovvero lo svolgimento abituale dell'attività professionale in zona controllata o l'assorbimento annuo delle radiazioni che la stessa comporta” (cfr., in termini, Cass. n. 17116/2015, nonché Cass. n. 4795/2012 e Cass. n. 4525/2011).
Nel caso di specie, la ricorrente svolge le mansioni di Infermiera Professionale presso l’U.O. di Radiologia dell’Ospedale di Co.. Ella pertanto non rientra fra quelle categorie di lavoratori alle quali la legge riconosce automaticamente l’indennità di rischio radiologico in virtù della mansione svolta; considerato che fino al mese di ottobre 2012 la rivendicata indennità le è stata corrisposta, compreso il congedo ordinario aggiuntivo, occorre valutare se per il periodo successivo la ricorrente sia stata sistematicamente esposta al rischio radiologico, come avvenuto in precedenza.
Ebbene, la ricorrente ha fornito la prova della sua esposizione a rischio.
Nel corso del giudizio sono stati ascoltati ben quattro testimoni, sulla cui attendibilità non vi è ragione di dubitare, i quali sono apparsi particolarmente a conoscenza dei fatti perché medici/tecnici di radiologia medica in servizio presso la medesima U.O. della ricorrente.
Tutti i testimoni hanno confermato che la ricorrente svolge le mansioni di infermiera professionale presso il reparto indicato in ricorso e che durante lo svolgimento della sua attività lavorativa ella è soggetta allo stesso rischio di radiazione di medici e tecnici di laboratorio, poiché affianca i pazienti durante lo svolgimento di urografie, ecografie e TAC, intervenendo all’occorrenza, specialmente per far mantenere la posizione “ferma” a pazienti anziani o nel caso di sintomi di shock anafilattico.
I testimoni hanno aggiunto che la ricorrente utilizza quotidianamente i dispositivi di radioprotezione previsti per coloro che prestano la propria attività lavorativa in “zona controllata” ed è dotata di (dosimetro personale).
A ciò si aggiunga che è incontestato che la ricorrente abbia svolto tali mansioni sin da prima del novembre 2012 e che fino ad ottobre 2012 la stessa abbia percepito l’indennità di rischio radiologico nonché i 15 giorni di congedo ordinario aggiuntivo previsto dalla contrattazione collettiva.
La In. ha dunque fornito la prova, su di essa gravante ex art. 2697 c.c., dello svolgimento abituale di attività professionale in zona controllata, con conseguente diritto al riconoscimento delle indennità derivanti da esposizione a radiazioni ionizzanti.
In definitiva e per tutte le ragioni innanzi indicate, va accertato e dichiarato il diritto della ricorrente a percepire l’indennità professionale di cui all’art. 5, comma 3, del C.C.N.L. 2000/2001 di riferimento e, pertanto, l’ASL BA deve condannata alla corresponsione dell’indennità di rischio radiologico nella misura di € 103,29 mensili, a decorrere dal mese di novembre 2012, nonché al riconoscimento delle ferie aggiuntive di 15 giorni per anno a decorrere dal 2013, con condanna alla monetizzazione del periodo già maturato e non fruito, il tutto oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti di legge.
Le spese legali seguono la soccombenza e sono interamente poste a carico della Asl resistente, nella misura liquidata in dispositivo.
il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, nella persona del Giudice del Lavoro dott.ssa Floriana Dibenedetto, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta con ricorso depositato il 22.3.2016 da In. Ma. nei confronti della ASL BA, rigettata ogni diversa istanza, così provvede:
1) accoglie la domanda e, dichiarato il relativo diritto, condanna la ASL BA a corrispondere in favore della ricorrente l’indennità di rischio radiologico nella misura di € 103,29 mensili a decorrere dal mese di novembre 2012, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti di legge;
2)condanna la ASL BA a riconoscere in favore della ricorrente, a decorrere dall’anno 2013, il diritto a fruire di 15 giorni di congedo ordinario annuo aggiuntivo, condannandola altresì alla monetizzazione del periodo già maturato e non fruito, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti di legge;
3) condanna la ASL BA al pagamento delle spese processuali di parte ricorrente, che liquida in favore del procuratore dichiaratosi antistatario, in € 259,00 per esborsi ed € 2.500,00 per compensi, oltre RGS, CAP e IVA come per legge.
Co.ì deciso in Trani il 28 marzo 2019.
Il Giudice Dott.ssa Floriana Dibenedetto
Indennità radiologica
..per gli infermieri non è automatica