Source: https://www.giurisprudenzappalti.it/sentenze/ammesso-accesso-civico-agli-atti-di-esecuzione-del-contratto/
Timestamp: 2019-09-22 15:04:26+00:00
Document Index: 36339646

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 53', 'art. 22', 'art. 5', 'art. 53', 'art. 53', 'art. 5']

Ammesso accesso civico agli atti di esecuzione del contratto. La svolta del Consiglio di Stato - Giurisprudenzappalti
Scritto da Roberto Donati 5 Giugno 2019 1.4k Visualizzazioni
E’ ammesso “accesso civico” agli atti di esecuzione del contratto ?
Secondo Consiglio di Stato, Sez. III , 05.06.2019 , n.3780, SI .
E la Sentenza rappresenta una vera e propria “svolta”, considerate le oscillazioni della giurisprudenza (anche recentemente Tar Toscana, Sez. III , 17 aprile 2019 n. 577, aveva negato la possibilità di accesso civico agli atti di esecuzione del contratto ).
La Terza Sezione del Consiglio di Stato si esprime sull’appello avverso la sentenza Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna sezione staccata di Parma (Sezione Prima) n. 197/2018 .
La sentenza del Tar Parma aveva respinto il ricorso avverso il diniego dell’istanza di accesso civico generalizzato in relazione agli atti concernenti l’affidamento di servizio di manutenzione e riparazione degli automezzi.
Nella fattispecie in esame la richiesta di accesso civico generalizzato riguardava gli atti di una procedura di gara ormai definita.
Era stata richiesta in particolare l’ostensione dei seguenti documenti: la documentazione dei singoli atti della procedura; il contratto stipulato con l’aggiudicataria; i preventivi dettagliati, i collaudi, i pagamenti “con la relativa documentazione fiscale dettagliata”.
Secondo il Consiglio di Stato l’appello è fondato.
Secondo il Consiglio di Stato si deve muovere dalla lettura coordinata e dalla interpretazione funzionale degli art. 53 d.lgs. 50/2016, che rinvia alla disciplina di cui all’art. 22 e seguenti della legge n. 241/1990, e dell’art. 5 bis, comma 3, d.lgs. 33/2013.
Pertanto Non ritiene il Collegio che il richiamo, ritenuto decisivo dal primo giudice, all’art. 53 del “Codice dei contratti” nella parte in cui esso rinvia alla disciplina degli artt. 22 e seguenti della l. 241/90, possa condurre alla generale esclusione dell’accesso civico della materia degli appalti pubblici.
Poiché il d. lgs. n. 97/2016 ( F.O.I.A ) , è successivo sia al “Codice dei contratti” che – ovviamente – alla legge n. 241/90,non può ipotizzarsi una interpretazione “statica” e non costituzionalmente orientata delle disposizioni vigenti in materia di accesso allorché, intervenuta la disciplina del d. lgs 97/2016, essa non risulti correttamente coordinata con l’art. 53 codice dei contratti e con la ancor più risalente normativa generale sul procedimento: sarebbe questa, opinando sulla scia della impugnata sentenza, la strada per la preclusione dell’accesso civico ogniqualvolta una norma di legge si riferisca alla procedura ex artt. 22 e seguenti L. 241/90.
Inoltre, proprio con riferimento alle procedure di appalto, la possibilità di accesso civico, una volta che la gara sia conclusa e viene perciò meno la tutela della “par condicio” dei concorrenti, non risponde soltanto ai canoni generali di “controllo diffuso sul perseguimento dei compiti istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” (art. 5 co. 2 cit. d.lgs. 33).
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