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Timestamp: 2018-06-22 17:03:52+00:00
Document Index: 115727780

Matched Legal Cases: ['art. 17', 'art. 28', 'art. 67', 'art. 11', 'art. 17', 'art. 28', 'art. 17', 'art. 28']

Istituto Statale Comprensivo Angelo Battelli Scuola Primaria di Secchiano - PDF
Istituto Statale Comprensivo Angelo Battelli Scuola Primaria di Secchiano
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1 Istituto scolastico: Angelo Battelli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI ISCHI elaborato ai sensi dell art. 17 comma 1 lettera a) e dell art. 28 del Decreto Legislativo n. 81 del 09/04/2008 e s.m.i. Data: 23/07/2013 edatto da: SEA GUPPO S..L. Via Paolo Borsellino, 12/D Fano (PU)
2 Pagina 2 di 77 INDICE 1. GENEALITÀ DELL ISTITUTO SCOLASTICO DESCIZIONE ATTIVITÁ ELENCO DOCUMENTAZIONE AUTOIZZATOIA / TECNICA CITEI OPEATIVI PE LA VALUTAZIONE DEI ISCHI CITEI UTILIZZATI IN VALUTAZIONI SPECIFICHE SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI ISCHI POGAMMA DI INTEVENTO SUI ISCHI VALUTATI FOMALIZZAZIONE DEL DOCUMENTO... 77
3 Pagina 3 di GENEALITÀ DELL ISTITUTO SCOLASTICO agione sociale Sede legale Plesso Attività svolta Datore di Lavoro esponsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione Medico Competente appresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Addetti alle misure di Prevenzione Incendi Addetti alle misure di Pronto Soccorso ISTITUTO STATALE COMPENSIVO A. BATTELLI Via della Maternità 46 Novafeltria (N) Via omagna 6/a Secchiano di Novafeltria (N) Scuola primaria Baldi Anna ita Severi Oscardo Severi Oscardo Di Carlo Gino Brunelli Enrico Nominativi affissi e mantenuti aggiornati nei vari plessi Nominativi affissi e mantenuti aggiornati nei vari plessi 2. DESCIZIONE ATTIVITÁ L Angelo Battelli è costituito da 12 plessi scolastici dislocati nei Comuni di Novafeltria, Talamello, San Leo, e Maiolo. Gli uffici amministrativi e la dirigenza del Circolo Didattico sono situati presso la scuola Secondaria di I grado di Novafeltria. Il presente documento si riferisce alla scuola primaria di Secchiano sita in Via omagna 6/a scuola di tipo 0 (scuola con numero di presenze fino a 100 persone). Per quanto riguarda le figure professionali presenti è possibile individuare le seguenti: PESONALE DOCENTE: svolge le attività didattiche ed educative utilizzando tutti i sussidi messi a disposizione dall'istituto, condividendo con il Capo d'istituto la responsabilità della linea di insegnamento da adottare. Le attività sono prevalentemente svolte nelle aule, per quanto riguarda la didattica teorica e alcune attività artistiche collaterali, nei laboratori tecnici, nel caso di esercitazioni pratiche, nelle palestre, nei giardini o nei campi sportivi dell istituto, nel caso di attività ginnico sportiva.compito specifico è svolto dagli insegnanti di sostegno, che hanno il compito specifico di seguire alunni con problemi particolari di apprendimento. I fattori di rischio presenti per tale mansione sono: - ischio posturale
4 Pagina 4 di 77 - ischio elettrico: sicurezza degli impianti e delle attrezzature; - Illuminazione e microclima come fattore di sicurezza; - ischio incendio e gestione delle emergenze; - Lavoro al videoterminale - Stress. COLLABOATOE SCOLASTICO: provvede ai servizi generali della scuola, i suoi compiti sono quelli legati all accoglienza e alla sorveglianza degli alunni durante prima dell inizio delle lezioni e durante gli intervalli, in alcuni casi alle pulizie dei locali dell istituto, oltre a svolgere alcune commissioni su richiesta dei docenti (fotocopie, rifornimento di materiale di cancelleria, ecc.). I rischi a cui è sottoposto il personale addetto sono essenzialmente quelli connessi alle condizioni generali dell edificio (rischi trasversali). I fattori di rischio presenti per tale mansione sono - ischio Fisico: postura non ergonomica. - ischio elettrico: sicurezza degli impianti. - ischio chimico: utilizzo di particolari sostanze per la pulizia degli ambienti. - Antincendio e gestione delle emergenze. - Illuminazione come fattore di sicurezza ; - Movimentazione manuale dei carichi. - Esposizione sostanze pericolose (pulizie). ALLIEVI: secondo quanto già indicato nella definizione del comparto, gli allievi sono da considerarsi lavoratori se nelle loro attività è previsto l'uso di laboratori, per cui è possibile che siano esposti ad agenti chimici, fisici e biologici, oppure che vengano utilizzate attrezzature, compresi i videoterminali. PESONALE DIETTIVO: il Direttore didattico o il Preside svolge un'attività paragonabile a un dirigente di azienda. Le attività svolte dal personale direttivo vengono svolte prevalentemente negli uffici. Pertanto, i rischi sono legati alle condizioni generali dei locali in cui si svolge l attività. I fattori di rischio presenti per tale mansione sono: - ischio elettrico: sicurezza degli impianti, elettrocuzione; - Microclima; - Illuminazione come fattore di sicurezza ; - Sufficienza degli spazi minimi; - Lavoro al videoterminale; - ischio di incendio e di gestione delle emergenze. PESONALE AMMINISTATIVO: si occupano della gestione amministrativa dell'istituto per ciò che attiene la gestione del personale, delle ditte esterne alle quali vengono appaltate alcune attività svolte all interno
5 Pagina 5 di 77 dell edificio o la fornitura di attrezzature, materiale per la didattica, ecc., sono inoltre nella maggior parte dei casi responsabili della revisione e dell aggiornamento di tutta la documentazione amministrativa relativa agli edifici scolastici. Anche queste attività, come per il personale direttivo, vengono svolte negli uffici utilizzando attrezzature tipo fax, fotocopiatrici e videoterminali. I fattori di rischio presenti per tale mansione sono: - ischio elettrico: sicurezza degli impianti, elettrocuzione. - Microclima. - Illuminazione come fattore di sicurezza ; - Lavoro al videoterminale. - ischio incendio e gestione delle emergenze. L edificio di cui trattasi è costituito da un piano terra in cui sono presenti le aule didattiche, il laboratorio di informatica, dei ripostigli; la palestra. La centrale termica è esterna e separata dall edificio. Nell edificio scolastico sono ad oggi presenti: - 8 insegnanti - 64 allievi - 1/2 collaboratori scolastici
6 Pagina 6 di 77 L'ATTIVITÀ LAVOATIVA IN OGGETTO PUÒ ESSEE SUDDIVISA NELLE SEGUENTI MANSIONI O EPATI OPEATIVI/LUOGHI DI LAVOO: if. Mansione Operazioni tipiche della mansione Ambienti di lavoro A) Insegnante B) Allievo* C) Collaboratore scolastico Attività didattica e di laboratorio e palestra Attività didattica e di laboratorio e palestra Attività di pulizia e riordino aule e spazi in comune; AULE E SPAZI IN COMUNE PALESTA SPAZI ESTENI AULE E SPAZI IN COMUNE PALESTA SPAZI ESTENI AULE E SPAZI IN COMUNE, AEE DI DEPOSITO/IPOSTIGLI LOCALI NON FEQUENTATI SPAZI ESTENI * Si riporta di seguito la definizione di lavoratore così come scritto nel D.Lgs 81/08 D.Lgs 106/09: Articolo 2 - Definizioni 1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per: a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell ente stesso; l associato in partecipazione di cui all articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni.
7 Pagina 7 di ELENCO DOCUMENTAZIONE AUTOIZZATOIA / TECNICA N CHECK LIST AUTOIZZAZIONI SI NO In corso Non serve Normativa urbanistica 1 Certificato di agibilità o abitabilità fabbricati V reperire 2 Notifica ex art. 67 D.Lgs. 81/08 V Normativa impianti e prevenzione incendi 3 Certificato di Prevenzione Incendi V 4 Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico V reperire 5 Denuncia dispositivi di protezione dalle scariche atmosferiche V reperire NOTE 6 Denuncia installazioni elettriche di messa a eperire denuncia e ultima terra V verifica 7 Denuncia installazioni elettriche in luoghi con pericolo di esplosione V 8 Libretto di Centrale Termica / Impianto art. 11 D.P.. 412/93 V reperire 9 Verifiche trimestrali funi e catene apparecchi di sollevamento 10 Verifica periodica (annuale, biennale, triennale) apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg 11 Sorveglianza ed ispezione sugli ascensori e montacarichi per trasporto di persone o di cose in servizio privato D.P.. 30/04/1999 n Denuncia apparecchi fissi a pressione e successive verifiche periodiche Varie 13 Attività a rischio di incidente rilevante V 14 Tenuta registro infortuni V Documentazione custodita presso la sede legale V V V V
8 Pagina 8 di CITEI OPEATIVI PE LA VALUTAZIONE DEI ISCHI Vengono di seguito specificate le fasi e relativi criteri che hanno caratterizzato la nell azienda oggetto del presente piano di sicurezza. Analisi della realtà aziendale. Una analisi accurata delle aree di lavoro, delle condizioni operative, delle mansioni ha portato a suddividere l azienda in aree operative, intese come aree omogenee per tipo di lavorazione e condizioni di lavoro. Inventario delle fonti potenziali di pericolo. Per ogni area operativa vengono evidenziati i fattori di rischio potenziali, noti attraverso l esperienza. I fattori di rischio per ogni area operativa sono riportati nella matrice di applicabilità dei fattori di rischio. Identificazione dei fattori di rischio. Consiste nella identificazione e caratterizzazione delle fonti potenziali di pericolo che, precedentemente inventariate, sono ora analizzate al fine di verificarne la oggettiva pericolosità per i lavoratori. Nello stesso tempo sono individuati i soggetti esposti alla fonte di pericolo compresi i gruppi di persone esposte a rischi particolari quali addetti ai servizi ausiliari (pulizia e manutenzione, lavori temporanei), subappaltatori, indipendenti, studenti, tirocinanti, visitatori, donne incinte, portatori di handicap, lavoratori minorenni, lavoratori che provengono da altri paesi, ecc.. Questa fase viene avviata mediante la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentati che esprimeranno le proprie valutazioni dei pericoli e dei loro effetti dannosi mediante l esame sistematico di ogni aspetto dell attività lavorativa. Valutazione dei rischi. appresenta la stima di ciascuna situazione di rischio al fine di valutarne la gravità. Il giudizio di gravità è espresso attraverso scale semiquantitative che risultano di immediata comprensione. Individuazione delle misure di Prevenzione e Protezione. Quale conseguenza della valutazione dei rischi vengono indicati i provvedimenti idonei a prevenire o ridurre i pericoli riscontrati. Obiettivo di questa fase è quello di fornire ai lavoratori la protezione richiesta dalla normativa. Le misure da adottare verranno individuate secondo le priorità consigliate dalla gravità dei rischi, dalla probabilità di accadimento, dal numero di persone potenzialmente coinvolte, dal tempo necessario per porle in atto, dalle opzioni tecnologiche e dai punti di vista delle parti interessate rilevanti. La valutazione dei rischi è stata effettuata mirando ad individuare in primo luogo i centri e le fonti di pericolo. In particolare si e stabilito se la presenza nel ciclo lavorativo delle sorgenti di pericolo individuate possa comportare, nello svolgimento delle specifiche attività, un reale rischio di esposizione. In particolare, in questa fase, sono stati evidenziati i pericoli che derivano non solo dalle intrinseche potenzialità delle sorgenti di rischio, ma anche dalle modalità operative (turni continuati, manutenzione, uso improprio dei macchinari, procedure particolari, informazione e formazione, ecc.), dalle caratteristiche dell'esposizione, dalle protezioni e misure di sicurezza già esistenti (rischi residui) nonché dagli ulteriori interventi di protezione quali i dispositivi di protezione collettivi ed individuali.
9 Pagina 9 di 77 La stima del rischio In accordo alla terminologia adottata a livello europeo riguardo alla sul lavoro si definisce: STIMA del ISCHIO: attribuzione, secondo un criterio di tipo quantitativo o semiquantitativo, di un valore numerico al rischio oggetto di valutazione. La Stima del ischio riportata nel seguente piano si basa sull adozione di tre scale semiquantitative che riportano rispettivamente: Il livello di danno ipotizzabile: D Il livello di probabilità stimato per quel danno: P Il livello di rischio conseguente a P e D, come prodotto degli stessi: Il valore numerico attribuito al rischio permette di identificare la scala di priorità degli interventi. Di seguito sono riportati i criteri per assegnare i valori ai parametri D, P ed. Scala Semiquantitativa dell Entità del Danno D Valore Livello Criterio 4 Gravissimo 3 Grave 2 Medio Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale. Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti. Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità parziale. Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti. Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità reversibile. Esposizione cronica con effetti reversibili. 1 Lieve Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile. Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili. Scala Semiquantitativa delle Probabilità P Valore Livello Criterio 4 3 Altamente probabile Probabile Si sono già verificati danni per la stessa mancanza nella stessa azienda in situazioni operative simili. E noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. 2 Poco probabile Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi. 1 Improbabile Non si sono verificati episodi.
10 Pagina 10 di 77 Matrice del ischio (Gradi) = P X D Probabilità Danno La valutazione dei rischi porta ad eseguire un confronto tra le misure di prevenzione e protezione adottate dall azienda e le condizioni di accettabilità del rischio residuo secondo quanto previsto dagli Orientamenti CEE riguardo alla valutazione dei rischi da lavoro. Ove la condizione di accettabilità del rischio non fosse raggiunta sono previsti e programmati, secondo quanto riportato nel programma di intervento sui rischi valutati, interventi attuativi per eventualmente eliminare o ridurre ulteriormente il rischio residuo. La riduzione del rischi può avvenire mediante misure atte a ridurre la probabilità del verificarsi di un determinato danno atteso (adozione di misure di prevenzione) e/o di misure atte a ridurre le eventuali conseguenze (adozione di misure di protezione, atte a diminuire l entità del danno). La decisione sull intervento necessita di stabilire prima quale sia il livello di rischio accettabile a, in base al quale verranno giudicate bisognose di intervento in via prioritaria tutte quelle situazioni che presentano un livello di rischio tale che: > a Caso per caso, durante il processo di valutazione dei rischi, il Datore di lavoro in collaborazione con il esponsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed il Medico Competente aziendale, previa consultazione del appresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ( ove presente ), stabilirà il livello di rischio accettabile e conseguentemente programmerà gli interventi di miglioramento.
11 Pagina 11 di CITEI UTILIZZATI IN VALUTAZIONI SPECIFICHE Per poter correlare il risultato di valutazioni specifiche con il criterio generale precedentemente descritto, sono utilizzate le seguenti tabelle di conversione e di raccordo Valutazione rischio rumore Fasce di esposizione al rumore Personale esposto a L EX,8h INFEIOE ad 80dB(A) e L Cpicco <135 dbc Personale esposto a L EX,8h COMPESO TA 80 db(a) e 85 dba e L Cpicco INFEIOE a 137 dbc Personale esposto a L EX,8h SUPEIOE AD 85 db(a) oppure L Cpicco > 137 dbc Personale esposto a L EX,8h SUPEIOE AD 87 db(a) oppure L Cpicco > 140 dbc ischio = > 8 Valutazione rischio vibrazioni mano-braccio Fasce di esposizione a vibrazioni: sistema mano-braccio ischio Personale con mansioni che comportano esposizione a vibrazioni = 1 nulla o poco significativa Personale esposto ad A(8) INFEIOE a 2,50 m/s Personale esposto ad A(8) COMPESO tra a 2,50 m/s 2 e 5,00 m/s Personale esposto ad A(8) SUPEIOE a 5,00 m/s 2 > 8 Valutazione rischio vibrazioni corpo intero Fasce di esposizione a vibrazioni: sistema corpo intero ischio Personale con mansioni che comportano esposizione a vibrazioni nulla o poco = 1 significativa Personale esposto ad A(8) INFEIOE a 0,50 m/s Personale esposto ad A(8) COMPESO tra a 0,50 m/s 2 e 1 m/s Personale esposto ad A(8) SUPEIOE a 1 m/s 2 > 8 Criterio rischio chimico movarisk Valori ischio 0,1 < 21 ischio basso e irrilevante < ischio non basso e non irrilevante ischio non basso e non irrilevante: elevato ischio non basso e non irrilevante: grave
12 Pagina 12 di 77 Criterio rischio chimico a seguito di monitoraggi secondo la norma UNI EN 689 In base all approccio formale di cui all appendice C della norma UNI 689 essendo gli indici di esposizione I < 0,1 in queste postazioni non occorrerà prevedere ulteriori interventi migliorativi sugli impianti e non sarà necessario eseguire monitoraggi periodici. In base all approccio formale di cui all appendice C della norma UNI 689 essendo l indice di esposizione 0,1< I < 1 occorre comunque confermare il risultato con altri due campionamenti, terminate le determinazioni si apriranno i seguenti scenari: Valori ischio I < 0,1 = 1 I < 0,25 in tutte e tre le prove 2 3 In queste postazioni non occorrerà prevedere ulteriori interventi migliorativi sugli impianti e non sarà necessario eseguire monitoraggi periodici I medio delle tre prove < 0,5 In queste postazioni non occorrerà prevedere ulteriori 4 8 interventi migliorativi sugli impianti, dovranno invece essere eseguiti monitoraggi periodici. I medio delle tre prove > 0,5 In base all approccio formale di cui all appendice C della norma UNI 689 essendo l indice di esposizione I > 1 occorrerà prendere provvedimenti per ridurre la concentrazione dell inquinante. Permane l indecisione e per l interpretazione dei dati occorre passare ad un approccio statistico. I > 1 > 8 Valutazione rischio cancerogeno Presente ischio NO SI Valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico PIMO LIVELLO Valutazione ischio Lavorazione non a rischio Fascia verde Possibile rischio Fascia rossa
13 Pagina 13 di 77 Valutazione del rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi PIMO LIVELLO Valutazione ischio Lavorazione non a rischio Fascia verde Possibile rischio Fascia rossa Valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori (secondo metodo OCA) Check list OCA ischio Fino a 5 Assenza di rischio 5,1 7,5 ischio accett. 7,5 11 Borderline o rischio molto lieve 11,1 14,0 ischio lieve 14,1 22,5 ischio medio > 22,6 ischio elevato Valutazione del rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) secondo metodo NIOSH Valori di I.. ischio Fino a 0,85 Fascia verde 0,85 1,00 Fascia gialla 1, Fascia arancio Oltre 2,00 Fascia rossa MMC SNOOK-CIIELLO Valori di I.. ischio Fino a 0,75 Fascia verde 0,75 1,00 Fascia gialla Oltre 1,00 Fascia rossa Valutazione rischio da esposizione a campi elettromagnetici Valori ischio < liv. azione Fascia verde > liv. azione < valore limite Fascia gialla > valore limite Fascia rossa
14 Pagina 14 di 77 Valutazione rischio stress lavoro-correlato La valutazione del rischio stress lavoro-correlato è condotta utilizzando la metodica proposta da ISPESL La valutazione dello stress lavoro-correlato Proposta metodologica Totale punteggio rischio STESS STESS STESS 67 Livello di rischio rischio basso 25% rischio medio 50% rischio alto + di 50% Valutazione rischio biologico Presente ischio NO Fascia verde SI Fascia rossa ischio = > 8 Valutazione rischio biologico approfondito Carica batterica Inquinamento totale a 37 C Miceti (UFC/m 3 ) microbiologico (UFC/m 3 ) Molto bassa Bassa > > Media > > Alta > 10 3 > 10 4 Valutazione microclima Ambienti ischio Moderati Fascia verde Caldi Fascia rossa - C Freddi Fascia rossa - F Valutazione microclima approfondita Indice PMV ischio - 0,5 PMV + 0,5 ischio basso -1,5 PMV<- 0,5 (leggerm. fresco) +1,5 PMV<+ 0,5 (leggerm. caldo) ischio border line basso -2,5 PMV<- 1,5 (fresco) +2,5 PMV<+ 1,5 (caldo) ischio border line alto -3,5 PMV<- 2,5 (freddo) +3,5 PMV<+ 2,5 (molto caldo) ischio significativo
15 Pagina 15 di 77 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI ISCHI La valutazione dei rischi, redatta ai sensi dell art. 17 ed elaborata conformemente a quanto previsto dall art. 28 del D.Lgs. 81/2008, è stata eseguita tenendo conto dei seguenti fattori di rischio: Presenza N Scheda di rischio ischi Valutati (si/no) 1 Luoghi di lavoro 2 Uso delle attrezzature di lavoro - Scivolamento - Caduta - Caduta dall alto - Sprofondamento - Inciampo - Larghezza suff. - Altezza suff. - Illuminazione natur. suff. - Illuminazione artif. suff. - Superficie suff. - Proiezione oggetti - Tagli/abrasioni - Schiacciamento - Ustione - Distanza tra macchine suff. - Urto - Servizi igienici, spogliatoi, docce - Velocità dell aria adeguata - Correnti d aria fastidiose - Umidità adeguata - Spazi suff. - Trascinamento - Urto - Illuminazione suff. - Caduta materiali - Larghezza porte suff. - Altezza porte suff. - Uscite emergenza suff. - Caduta materiali dall alto - Incendio - Schiacciamento - Aspirazione localizzata suff. - icambi d aria suff. - Microclima - Inalazione gas - Esplosione - Incendio - ibaltamento mezzo 3 Uso dei dispositivi di protezione individuale - Fornitura dispositivi di protezione individuale SI 4 Impianti ed apparecchiature - Elettrocuzione folgorazione elettriche - Incendio - Esplosione SI 5 Lavori in quota - Caduta dall alto SI 6 Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro - Segnaletica suff. SI 7 Movimentazione manuale dei - Caduta materiali - Urto - Movimentazione dall alto - Movimenti ripetitivi carichi, movimenti ripetitivi, manuale carichi - Tagli/abrasioni - Spostamenti ergonomia - Postura - Schiacciamento - Ergonomia SI Attrezzature munite di videoterminali Agenti fisici: esposizione a rumore Agenti fisici: esposizione a vibrazioni Agenti fisici: esposizione a campi elettromagnetici Agenti fisici: esposizione a radiazioni ottiche artificiali Agenti fisici: esposizione a radiazioni ionizzanti Sostanze pericolose: agenti chimici Sostanze pericolose: agenti cancerogeni e mutageni - Postura - Affaticamento visivo - Affaticamento mentale SI - Esposizione a rumore SI - Esposizione a vibrazioni NO - Esposizione a campi elettromagnetici SI - Esposizione a radiazioni ottiche artificiali SI - Esposizione a radiazioni ionizzanti NO - Incendio - Esplosione - Sversamento sost. chimiche - icambio aria suff. - Inalazione sost. cancerog. - Contatto con sost. cancerog. - Inalazione sost. chimiche e polveri - Inalazione fumi, gas, vapori, polveri - Ingestione sost. chimiche - Contatto sost. chimiche - Ingestione sost. cancerog. NO - Inalazione sost. cancerog. 16 Sostanze pericolose: amianto - Contatto con sost. cancerog. - Ingestione sost. cancerog.. NO - Inalazione sost. biologiche 17 Esposizione ad agenti biologici - Contatto con sost. biologiche - Ingestione sost. biologiche NO 18 Protezione da atmosfere esplosive - Esplosione SI 19 ischio incendio e gestione - Incendio - icambio aria suff. emergenza - Esplosione - Temperatura adeguata SI 20/A Lavoratori particolari LAVOATICI MADI SI - LAVOATOI SOGGETTI AD ACCETAMENTI DI ASSENZA DI TOSSICODIPENDENZA 20/B Lavoratori particolari - LAVOATOI SOGGETTI AL DIVIETO DI ASSUNZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE SI 20/C Lavoratori particolari LAVOO NOTTUNO NO MINOI, DISABILI, LAVOATOI POVENIENTI DA ALTI PAESI, LAVOO IN LUOGHI 20/D Lavoratori particolari ISOLATI, LAVOO IN ITINEE, DIFFEENZE DI GENEE SI 20/E Stress STESS SI 21 Organizzazione del lavoro - Informazione, - Compiti funzioni e - Contratti d appalto e d opera formazione e responsabilità - Manutenzione e collaudi SI addestramento - Partecipazione - Procedure di lavoro SI SI SI
16 Pagina 16 di 77 IL PESENTE DOCUMENTO E INTEGATO DAI SEGUENTI ALLEGATI N Scheda di rischio Presenza Allegato (si/no) 1 Luoghi di lavoro NO 2 Uso delle attrezzature di lavoro NO 3 Uso dei dispositivi di protezione individuale NO 4 Impianti ed apparecchiature elettriche NO 5 Lavori in quota NO 6 Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro NO 7 Movimentazione manuale dei carichi movimenti ripetitivi SI ergonomia 8 Attrezzature munite di videoterminali NO 9 Agenti fisici: esposizione a rumore NO 10 Agenti fisici: esposizione a vibrazioni NO 11 Agenti fisici: esposizione a campi elettromagnetici NO 12 Agenti fisici: esposizione a radiazioni ottiche artificiali NO 13 Agenti fisici: esposizione a radiazioni ionizzanti NO 14 Sostanze pericolose: agenti chimici NO 15 Sostanze pericolose: agenti cancerogeni e mutageni NO 16 Sostanze pericolose: amianto NO 17 Esposizione ad agenti biologici NO 18 Protezione da atmosfere esplosive NO 19 ischio incendio e gestione emergenza SI 20/A Lavoratori particolari NO LAVOATICI MADI Lavoratori particolari NO - LAVOATOI SOGGETTI AD ACCETAMENTI DI ASSENZA 20/B DI TOSSICODIPENDENZA - LAVOATOI SOGGETTI AL DIVIETO DI ASSUNZIONE DI BEVANDE ALCOLICHE 20/C Lavoratori particolari NO LAVOO NOTTUNO Lavoratori particolari NO 20/D MINOI, DISABILI, STESS, LAVOATOI POVENIENTI DA ALTI PAESI, LAVOO IN LUOGHI ISOLATI, LAVOO IN ITINEE, DIFFEENZE DI GENEE 20/E STESS SI 21 Organizzazione del lavoro NO Fanno parte integrante del presente DV anche i seguenti allegati: o allegato "prospetto rapido di rischio per mansione";
17 Pagina 17 di 77 SCHEDA DI ISCHIO N 1 LUOGHI DI LAVOO 1. IFEIMENTI NOMATIVI: - DECETO LEGISLATIVO 9 APILE 2008 n.81 TITOLO II articoli da 62 a 67 e relativi allegati DEFINIZIONE: Articolo 62 comma 1: Si intendono per luoghi di lavoro: a) i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all interno dell azienda o dell unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda o dell'unità produttiva accessibile al lavoratore nell ambito del proprio lavoro; b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di un azienda agricola o forestale. 2. MISUE ATTUATE: - I pavimenti dei locali presentano un buono stato di agibilità - Gli infissi hanno una buona tenuta e si chiudono in sicurezza (a scorrimento) - I locali dispongono di sufficiente luce naturale. - I servizi igienici sono sufficienti ed adeguati. - La temperatura, l umidità e la qualità dell aria dei locali sono adeguate - I locali dispongono di dispositivi che consentono un'illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere delle persone. - L altezza, la cubatura e la superficie sono adatte all affollamento dei locali. 3. POCEDUE DA ISPETTAE: - Le strutture dei locali devono essere solide e in buono stato; segnalare eventuali segni di deterioramento quali grosse fessure, macchie di umidità, rigonfiamenti ecc. rilevati. - Segnalare eventuali asperità o punti di scarsa percorribilità dei pavimenti. - Evitare l'accatastamento di materiali e il posizionamento di attrezzature sulle vie di passaggio abituale. - Evitare l'accatastamento di materiali nelle vicinanze ed in prossimità delle uscite di emergenza; occorre mantenerle sempre sgombre. - Non compromettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, durante i periodi di attività della scuola, verificandone l'efficienza prima dell'inizio delle lezioni. - Mantenere le postazioni di lavoro in buono stato di pulizia, ordine ed efficienza, in relazione agli scopi di uso ed alle necessità della sicurezza sul lavoro. - I locali dei gabinetti e dei lavabi non devono divenire depositi impropri di materiale o attrezzature varie. - Evitare l'accumulo di rifiuti, carta od altro materiale combustibile che può essere incendiato accidentalmente. - AEE NON FEQUENTATE: Le aree dei luogo di lavoro che normalmente non sono frequentate da personale (cantinati, locali deposito) ed ogni area dove un incendio potrebbe svilupparsi senza poter essere individuato rapidamente, devono essere tenute libere da materiali combustibili non essenziali e devono essere adottate precauzioni per proteggere tali aree contro l'accesso di persone non autorizzate. - ISCHI DI CADUTA E SCIVOLAMENTI Un grande numero di infortuni è generalmente dovuto a scivolamenti e cadute nei luoghi di lavoro. Il rischio di caduta dall alto può essere causa di infortunio per tutti quegli operatori che per svolgere le loro mansioni devono utilizzare scale, sia fisse che portatili, per accedere a soppalchi o ai piani alti. Cadute e scivolamenti in piano possono essere dovute ad inciampi su oggetti fuori posto, a percorsi ingombrati, a pavimenti scivolosi o danneggiati, all uso di scarpe non adatte, ecc. MISUE DI PEVENZIONE DA ADOTTAE Per quanto riguarda le cadute e gli scivolamenti in piano, le azioni preventive, per evitarle, sono riportate di seguito:
18 Pagina 18 di 77 - Ordine Gli scivolamenti e le cadute in piano sul luogo di lavoro sono dovuti principalmente alla mancanza di ordine in generale. Pertanto sul pavimento e sui percorsi di lavoro non devono esserci intralci. - Illuminazione Assicurarsi che gli ambienti di lavoro abbiano una buona illuminazione e che il funzionamento e la posizione delle luci sia tale da garantire che tutto il pavimento sia illuminato uniformemente e che i potenziali pericoli, ad esempio ostacoli fuoriuscite accidentali di liquidi, siano chiaramente visibili. - Pavimentazione Occorre controllare regolarmente che i pavimenti non siano danneggiati e chiedere, se necessario, che vengano effettuati gli interventi di manutenzione necessari. Gli elementi su cui un lavoratore può potenzialmente scivolare e cadere sono: buche, avvallamenti, crepe. I pavimenti inoltre devono essere tenuti puliti. Comunque tutti gli stati di pericolo devono essere contrassegnati chiaramente, facendo uso di adeguata cartellonistica di sicurezza. - Fuoriuscite accidentali di liquidi Ogniqualvolta si verificano fuoriuscite accidentali di liquidi, è necessario pulire immediatamente utilizzando un metodo di pulizia adeguato. - Ostacoli Ove possibile, si devono rimuovere gli ostacoli per evitare che i lavoratori vi possano inciampare. - Cavi di intralcio I macchinari devono essere sistemati in modo che i cavi di alimentazione non attraversino i percorsi pedonali, creando intralcio. Conseguenze delle cadute e dei scivolamenti possono essere: contusioni, abrasioni, fratture degli arti inferiori e superiori.
Istituto Statale Comprensivo Angelo Battelli Scuola dell Infanzia di Talamello
Istituto scolastico: Angelo Battelli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI elaborato ai sensi dell art. 17 comma 1 lettera a) e dell art. 28 del Decreto Legislativo n. 81 del 09/04/2008 e s.m.i. Data: 23/07/2013