Source: https://federica.eu/l/la_conferenza_di_servizi
Timestamp: 2019-11-19 11:21:10+00:00
Document Index: 143882317

Matched Legal Cases: ['art 47', 'art. 14', 'art. 2', 'art. 2', 'art.14', 'art. 14', 'art. 9', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 14', 'art-1', 'art-14']

Federica.EU - II. Semplificazione amministrativa - 1. La conferenza di servizi
Lezione 1. La conferenza di servizi
1. Cos'è la conferenza di servizi
2. Quando si svolge la conferenza di servizi
3. Istituto di semplificazione procedimentale
4. Principi e criteri direttivi
5. La conferenza decisoria
6. La conferenza decisioria semplificata
7. La conferenza decisoria "simultanea"
8. Conferenza di servizi istruttoria
9. Conferenza di servizi preliminare
Unit 1 - L'istituto della conferenza di servizi
Che cos'è la conferenza di servizi?
Si tratta di un modulo procedimentale organizzativo, con il quale si consente:
il confronto tra le amministrazioni portatrici degli interessi pubblici coinvolti;
l’esame contestuale degli interessi coinvolti in un procedimento;
si garantisce la riduzione dei termini del procedimento senza incidere sulle competenze.
D.Lgs. 30 giugno 2016, n. 127, Norme per il riordino della disciplina in materia, in attuazione dell'articolo 2 della legge 7 agosto 2015, n. 124
Quando si svolge la conferenza di servizi
Quando l'attività amministrativa è di tipo “discrezionale” è necessario acquisire pareri, intese, concerti, nulla osta, autorizzazioni, concessioni o altri atti di assenso comunque denominati da parte di amministrazioni diverse.
La conferenza di servizi rende contestuale l’esame di più interessi in gioco, da parte di amministrazioni diverse che, nella procedura ordinaria, sarebbe destinato a svolgersi secondo una sequenza temporale scomposta in fasi distinte, senza eliminare uno o più atti del procedimento.
Istituto di semplificazione procedimentale
Legge n. 241/90 introduce la conferenza di servizi come istituto di semplificazione procedimentale.
Le criticità che hanno impedito di centrare l’obiettivo della semplificazione:
difficoltà a svolgere un numero elevato di conferenze con le riunioni;
mancata espressione del parere da parte dell'amministrazione competente anche a causa dell’elevato numero di conferenze che «andavano deserte» per mancata partecipazione delle amministrazioni coinvolte;
mancato rispetto dei termini del procedimento e della regola del silenzio assenso;
mancata individuazione di un soggetto unico deputato ad esprimere la posizione definitiva dell'amministrazione di competenza;
elevato ricorso alla conferenza di servizi;
assenza di proporzionalità.
Dal 1990 al 2015 questo istituto è stato modificato per ben 11 volte.
Principi e criteri direttivi della nuova disciplina
Articolo 2 della legge n. 124 del 2015
proporzionalità: ridefinizione e riduzione dei casi in cui la convocazione della conferenza di servizi è obbligatoria, anche in base alla complessità del procedimento (differenziazione dello svolgimento dei lavori della conferenza di servizi);
riduzione dei tempi: per convocazione, acquisizione degli atti di assenso previsti, adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento (rappresentante unico; meccanismi decisionali);
certezza dei tempi: qualsiasi tipo di conferenza di servizi deve avere una durata certa, anche con l'imposizione a tutti i partecipanti di un onere di chiarezza e inequivocità delle conclusioni espresse (termini tassativi per richieste di integrazione documentale; silenzio assenso);
attuazione della modalità telematica .
Novità e modifiche contenute nel D.Lgs. n. 127/2016
La disciplina generale della conferenza di servizi, come modificata dal decreto n.127, rientra nell'ambito della potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'articolo 117, comma secondo lett. m), della Costituzione.
Come chiarito dall'articolo 29, comma 2-ter, della stessa legge n. 241 del 1990, essa stabilisce livelli di garanzie per i privati che non possono essere abbassati da regioni e enti locali che, invece, possono eventualmente prevedere ulteriori livelli di tutela.
D.Lgs. n. 127/2016
Titolo I: completamente riscritti gli articoli 14 e seguenti della legge n. 241 del 1990
Titolo II: composto da sette articoli (artt. 2-8) prevede disposizioni di coordinamento fra la nuova disciplina generale e alcune discipline di settore: regolamento SUAP (d.P.R. n. 160/2010); T.U. edilizia (d.P.R. n. 380/2001); l’autorizzazione unica ambientale-AUA (d.P.R. n. 59/2013); Autorizzazione paesaggistica (d.lgs. n. 42/2004).
Le diverse tipologie di conferenze e le modalità di svolgimento della conferenza decisoria
Differenze e analogie tra la conferenza semplificata e la simultanea
Termini certi
La conferenza decisoria diventa obbligatoria, quando occorra acquisire almeno due pareri o altri atti di assenso, da parte di diverse amministrazioni.
Sono introdotti due distinti, ma non per questo separati, moduli organizzativi della conferenza decisoria:
I due modelli di conferenza sono caratterizzati da diverse modalità di svolgimento in relazione alla complessità della decisione da prendere o all’espressione, da parte degli enti coinvolti, di dissensi o condizioni che richiedono una modifica progettuale (principio di «proporzionalità»).
Conferenza decisoria semplificata
La conferenza semplificata diventa il modulo ordinario della conferenza di servizi decisoria. Si svolge in modalità telematica: niente più riunioni in presenza, ma solo invio dei documenti per via telematica.
Modalità asincrona (Art. 14-bis) le amministrazioni partecipanti comunicano per via telematica (comunicazioni, istanze e relativa documentazione, schemi di atto, atti di assenso ecc.).
Deve essere indetta entro 5gg lavorativi dall’inizio del procedimento d’ufficio o dal ricevimento dell’istanza di parte. Vengono eliminati “tempi morti” di attesa e la “corsa a ostacoli” per convocare le riunioni che possono andare deserte.
Conferenza decisoria semplificata: modalità di svolgimento
La conferenza si dematerializza si svolge in modalità telematica e asincrona, senza una riunione collegiale.
Si applica l’art 47 del Codice dell’amministrazione digitale (cad): invio telematico per posta elettronica (comunicazioni, istanze, relativa documentazione e atti di assenso).
Se l’amministrazione procedente dispone di un ambiente virtuale dove poter inserire le informazioni e i documenti necessari all’istruttoria, il responsabile del procedimento invia le credenziali di accesso alla pagina web (art. 14-bis comma 2 lett.a).
I contenuti della comunicazione del responsabile del procedimento
Indicazione dell’oggetto della determinazione da assumere, istanza e documentazione utile per lo svolgimento dell’istruttoria, oppure le credenziali per l’accesso telematico alle informazioni e ai documenti utili ai fini dello svolgimento della conferenza di servizi;
Termine perentorio (non superiore a 15 giorni) per la richiesta di eventuali integrazioni documentali o chiarimenti, da parte delle amministrazioni con conseguente possibilità di sospensione del procedimento per una sola volta e per un periodo non superiore a 30 gg. (art. 2, comma 7, legge n. 241 del 1990);
Termine perentorio non superiore a gg. 45 (non superiore a gg. 90 se sono coinvolte amministrazioni preposte alla tutela degli interessi sensibili) entro il quale le amministrazioni coinvolte devono rendere le proprie determinazioni;
Obbligo di rispettare il termine di conclusione del procedimento. Il termine è fissato in gg. 90 se tra le amministrazioni coinvolte vi sono quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o della salute dei cittadini; ove le disposizioni di legge o i regolamenti di cui all’art. 2 della legge 241 del 1990 non indichino un termine diverso (art.14-bis, comma 2, lett, c.).
Il termine decorre dalla data di invio della comunicazione.
Indicazione della data della eventuale riunione in modalità simultanea da tenersi entro 10 giorni dal termine di cui alla lett.c) (art. 14-bis, comma 2), cioè dalla scadenza dei termini per esprimere le proprie determinazioni.
Ai suddetti termini si aggiungono ulteriori 5 giorni lavorativi per la conclusione del procedimento, con la determinazione motivata di conclusione (Provvedimento o Diniego).
Richiesta di eventuali integrazioni documentali o chiarimenti
Il responsabile del procedimento invia un'unica richiesta all’interessato.
non possono essere richieste all’interessato informazioni o documenti in possesso della stessa o di altre amministrazioni pubbliche che, ove necessario, vanno acquisite d’ufficio.
Durata massima della conferenza in forma semplificata
Al netto di integrazioni documentali: 5gg + 45gg + 5gg;
Se sono coinvolti interessi sensibili: 5gg + 90gg + 5gg
Soggetti a cui viene indirizzata la comunicazione di indizione
Amministrazioni e soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento (soggetti competenti che devono rendere le proprie determinazioni).
Soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti.
Soggetti che possono intervenire nel procedimento ai sensi dell’art. 9, l. 241/90. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento)
Le determinazioni delle Amministrazioni coinvolte (art. 14-bis, co. 3)
Le amministrazioni coinvolte devono rendere le proprie determinazioni in termini di assenso o di dissenso e congruamente motivate
In caso di dissenso, devono indicare in modo chiaro le eventuali modifiche necessarie ai fini dell’assenso (c.d. dissenso costruttivo)
Le prescrizioni devono essere rese in modo chiaro e analitico, indicando se derivanti da vincoli normativi o se apposte per la migliore tutela dell’interesse pubblico
Il silenzio equivale ad assenso senza condizioni
a) la mancata comunicazione delle determinazioni entro il termine perentorio indicato,
b) o la determinazione priva dei requisiti richiesti.
Sono esclusi i casi in cui le disposizioni dell’Unione Europea prevedono provvedimenti espressi (es. la maggior parte delle disposizioni statali in materia ambientale)
Responsabilità dell’amministrazione silente o che ha assunto una determinazione priva dei requisiti:
Restano ferme le responsabilità dell’ente, nonché quelle dei singoli dipendenti nei suoi confronti, per l’assenso reso anche in forma implicita o quando la determinazione è priva dei requisiti richiesti
Conclusione conferenza semplificata, art. 14bis co.5
Scaduto il termine di gg. 45/90, l'amministrazione procedente adotta entro 5 giorni la determinazione motivata:
Conclusione positiva: se acquisiti atti di assenso non condizionato (anche nella forma di silenzio-assenso) oppure se pervenuti atti di dissenso con indicazioni e prescrizioni necessarie per l’assenso o per il superamento del dissenso, che non determinino l’obbligo di apportare modifiche sostanziali alla decisione in questione.
Determinazione di conclusione negativa se acquisiti atti di dissenso che l’amministrazione procedente ritiene non superabili.
Conclusione negativa nei procedimenti ad istanza di parte
La conclusione negativa nei procedimenti ad istanza di parte comporta la comunicazione dei motivi ostativi di cui all’art. 10bis, L. 241/90.
Se nel termine di gg 10 l’interessato trasmette le proprie osservazioni, l'amministrazione procedente le invia alle amministrazioni coinvolte, fissando un nuovo termine. Se quest'ultime confermano il loro dissenso, ne è data ragione nell'ulteriore determinazione di conclusione della conferenza di servizi.
Se nel termine di gg 10 l’interessato non trasmette le proprie osservazioni, si produce l’effetto del rigetto della domanda.
Conferenza simultanea a seguito della semplificata
L’amministrazione procedente convoca la conferenza simultanea nella data già indicata nella Comunicazione di indizione della conferenza semplificata (10 gg. dallo scadere del termine massimo di 45 gg per la comunicazione delle proprie determinazioni da parte della amministrazioni interessate) se pervenuti atti di assenso condizionati o atti di dissenso con indicazioni e prescrizioni necessarie per l’assenso che richiedono modifiche sostanziali.
L’amministrazione procedente comunica le determinazioni pervenute e gli assensi impliciti :
alle amministrazioni interessate per permettere di nominare il Rappresentante Unico
alle altre amministrazioni che possono partecipare in funzione di supporto al RU.
La conferenza decisoria “simultanea”
La conferenza “simultanea” diventa l’eccezione; la modalità della riunione, si terrà solo quando è strettamente necessario.
Modalità sincrona. Si svolge solo in limitati casi:
decisioni o progetti complessi;
casi di dissenso superabile o prescrizioni con modifiche sostanziali;
VIA regionale;
richiesta dell’interessato o di un ente invitato;
presentazione del progetto definitivo dopo la conferenza preliminare.
Nozione di «complessità»
Il Riferimento al concetto di «complessità» assume un ruolo importante nella nuova disciplina: giustifica il passaggio dalla conferenza di servizi semplificata a quella simultanea. La norma non detta criteri certi sulla base dei quali individuare i casi concreti. Si rischia di dare una interpretazione estensiva della complessità contravvenendo alla finalità di semplificazione della riforma. L’amministrazione procedente deve, comunque, dare una motivazione della “particolare complessità” della decisione da assumere, e potrebbe farlo sulla base dei seguenti elementi:
- natura degli interessi in gioco;
- numero e tipologia delle amministrazioni interessate e da coinvolgere;
- tipo di accertamenti richiesti;
- tipo di progetto interessato.
La conferenza decisoria “simultanea” (art. 14-ter)
La simultanea rappresenta il tradizionale modello di conferenza di servizi
E’ la conferenza che vede la partecipazione contestuale, ove possibile anche in via telematica, dei rappresentanti delle amministrazioni competenti.
La riforma ha il merito di aver espressamente imposto la presenza contestuale dei partecipanti: requisito indispensabile perché possa svolgersi un reale confronto, volto alla mediazione tra le diverse posizioni.
Ciascuna amministrazione esprime la propria posizione per il tramite di un suo rappresentante legittimato (rappresentante unico).
Il responsabile del procedimento deve indire la conferenza simultanea:
quando il privato presenta il progetto definitivo dopo la conclusione della conferenza preliminare;
Nel passaggio dalla semplificata alla simultanea. Quando si registra il fallimento della modalità semplificata, si ricorre alla conferenza simultanea per consentire la discussione tra le diverse amministrazioni coinvolte: quindi, anziché, inviare a tutte le amministrazioni interessate, una nuova proposta di decisione con le modifiche suggerite da una o più delle altre amministrazioni, si passa alla conferenza simultanea.
Conferenza decisoria simultanea, termini del procedimento
La convocazione della conferenza simultanea può avvenire:
Entro gg.10 dalla scadenza dei termini della conferenza semplificata, nella data previamente comunicata e i lavori si concludono entro gg. 45 dalla data della prima riunione.
Se la conferenza simultanea è indetta in caso di decisioni complesse, l’amministrazione procedente può indire la conferenza (non è indicato il termine per l'indizione) e convocare la riunione nei successivi gg. 45, fermo restando l'obbligo di rispettare il termine finale di conclusione del procedimento. I lavori della conferenza si concludono, in questo caso, entro gg. 45/90 (interessi sensibili) dalla data della prima riunione.
Quando la convocazione sia richiesta dalle amministrazioni competenti (richiesta motivata) avanzata entro gg. 15 dal ricevimento dell'istanza. La convocazione avviene nei successivi gg. 45,
l’art. 14-ter (Conferenza simultanea) prevede un termine di gg. 45/90 per la conclusione dei lavori. Il termine di gg. 90 è «residuale» in quanto le disposizioni di legge e di regolamento dei procedimenti relativi alla tutela degli interessi sensibili possono aver stabilito un termine inferiore o superiore a gg. 90
Il silenzio nella conferenza simultanea
Anche in questo tipo di conferenza si applica il silenzio-assenso.
Si considera acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato alle riunioni ovvero, pur partecipandovi, non abbia espresso la propria posizione, ovvero abbia espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza.
La forma di questa conferenza è libera:
modalità previste dall’art. 14-bis (semplificata)
o modalità diverse, definite dall’amministrazione procedente.
Serve per effettuare un esame contestuale degli interessi pubblici coinvolti nel procedimento amministrativo o in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o risultati.
Indizione della conferenza istruttoria
L’indizione della conferenza istruttoria è facoltativa, in linea con la previgente disciplina.
E’ rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione procedente.
da parte di una delle amministrazioni, coinvolta nel procedimento;
dal privato interessato.
La conferenza preliminare può essere indetta dall’amministrazione procedente per valutare:
istanze o progetti preliminari, di particolare complessità;
progetti riguardanti insediamenti produttivi di beni e servizi;
la realizzazione di opere pubbliche.
Può essere indetta anche su impulso del privato – e con costi a suo carico – al fine di verificare, prima della presentazione del progetto definitivo, quali siano le condizioni per ottenere i necessari atti di assenso (pareri, intese, concerti, nulla osta, autorizzazioni, concessioni o altri atti di assenso, comunque denominati).
Conferenza preliminare-procedimento
presentazione da parte del privato di una richiesta motivata e corredata di uno studio di fattibilità (elaborato che definisce preliminarmente il progetto che si intende realizzare e le modalità con cui si intende farlo);
l’amministrazione indice la conferenza entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta
Lo svolgimento della conferenza avviene in modalità semplificata, con la partecipazione delle amministrazioni interessate, invitate dal responsabile del procedimento e i termini, rispetto alla decisoria, sono abbreviati fino alla metà;
scaduti i termini le determinazioni assunte dalle amministrazioni coinvolte sono trasmesse al richiedente
Dalla conferenza preliminare alla conferenza decisoria simultanea
La conferenza sul progetto definitivo viene svolta direttamente in forma simultanea (con la riunione in presenza) e le amministrazioni devono attenersi a quanto indicato nella conferenza preliminare.
Le determinazioni espresse nella conferenza preliminare possono essere modificate o integrate solo in presenza di significativi elementi emersi nel corso del procedimento anche a seguito alle osservazioni degli interessati.
Dallo studio di fattibilità all’approvazione del “progetto di fattibilità tecnica ed economica”.
Il silenzio nell'attività amministrativa
Attività libere e procedimenti di comunicazione
Il silenzio assenso in materia ambientale
Le procedure ambientali: autorizzazioni (AIA e AUA) e valutazione (VIA, VAS)
Il provvedimento unico ambientale D.Lgs 104/2017
Lezione 1 (slide n. 2) - Unit 1 - L'istituto della conferenza di servizi
l.-24190-art-1-14-normattiva-.pdf
l.-24190-art-14-21-normattiva-.pdf
l.-24190-artt-21-31-normattiva-.pdf