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Timestamp: 2020-04-05 04:32:50+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 3173 del 07/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3173 del 07/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 07/02/2017, (ud. 25/10/2016, dep.07/02/2017), n. 3173
sul ricorso 21428-2011 proposto da:
CALIULO, ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO, giusta
F.F., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA DEI MONTI PARIOLI 48, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE
avverso la sentenza n. 90/2011 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 27/01/2011 r.g.n. 101/2010;
Con sentenza n. 90/2011, la Corte d’Appello di Torino respingeva l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alessandria lo aveva condannato a pagare a F.F. la somma di 43884,17 pari al 90% dei contributi indebitamente versati in eccedenza nel quadriennio 1994-1997, in quanto impresa danneggiata dagli eventi alluvionali del 1994 ed in ossequio alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90. La Corte territoriale, per quanto qui rileva, riteneva che il D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater, (conv. con L. n. 17 del 2007), nel prorogare al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, – che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, – avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali e, sotto altro ma connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come l’azienda in epigrafe, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto.
Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS con un motivo. F.F., ha resistito con controricorso, illustrato da memoria.
Con l’unico motivo di ricorso l’INPS ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 107 e 108 del Trattato sul Funzionamento della Unione Europea (in prosieguo: TFUE) nonchè delle norme di diritto comunitario in tema di divieto di erogazione dei benefici prima della valutazione della Commissione Europea e, in connessione con queste, della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater, comma 1 per avere la Corte di merito riconosciuto la spettanza del beneficio nonostante fosse stato istituito da disposizioni di legge adottate in contrasto con il divieto di aiuti di Stato stabilito dall’ordinamento comunitario.
Al riguardo, questa Corte di legittimità ha già avuto modo di chiarire che la L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, nell’estendere l’applicazione delle disposizioni della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994, si riferisce espressamente ai provvedimenti agevolativi concernenti i versamenti di quanto dovuto “a titolo di tributi, contributi e premi”, restando privo di rilievo il mancato rinvio, nel testo della norma, anche alla disposizione di cui al D.L. n. 646 del 1994, art. 7 in quanto il richiamo dell’art. 6, commi 2, 3 e 7-bis D.L. ult. cit., da parte della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, è funzionale esclusivamente all’individuazione della categoria dei destinatari del beneficio e non già all’individuazione della tipologia dei tributi a cui riferire l’agevolazione, e ha precisato che tale interpretazione trova espressa e letterale conferma nel D.L. n. 300 del 2006, art. 3 quater (conv. con L. n. 17 del 2007), che ha esplicitamente stabilito l’operatività dell’agevolazione “per i contributi previdenziali, i premi assicurativi e i tributi riguardanti le imprese relativi all’alluvione del Piemonte del 1994”, fugando altresì ogni dubbio sulla legittimità costituzionale della norma ult. cit., sulla scorta dell’insegnamento di Corte cost. n. 274 del 2006, in considerazione della piena legittimità in materia civile di leggi retroattive non solo interpretative ma anche innovative con efficacia retroattiva, quando la disposizione trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza (come nel caso in cui l’interpretazione della disciplina richiamata rappresenti una delle possibili letture del dato normativo) e non contrasti con altri valori ed interessi costituzionalmente protetti (Cass. nn. 11133 e 11247 del 2010).
Nessun rilievo presentando, ai fini qui in discorso, la successiva norma di interpretazione autentica della L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, contenuta nel D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 12 trattandosi di disposizione soppressa dalla legge di conversione, rileva invece la decisione n. 195/2016 che, in subiecta materia, ha adottato la Commissione Europea in data 14.8.2015: questa Corte, infatti, ha già fissato il principio secondo cui le agevolazioni previste L. n. 350 del 2003, ex art. 4, comma 90, pur realizzando, secondo la citata decisione della Commissione Europea, aiuti di Stato ai sensi dell’art. 107, par. 1 TFUE, possono essere ugualmente concesse qualora l’aiuto individuale rientri nei limiti del regolamento UE de minimis applicabile oppure possa beneficiare della deroga prevista dall’art. 107, par. 2 TFUE (Cass. n. 13458 del 2016; più di recente, nello stesso senso, Cass. n. 21897 del 2016); ed è appena il caso di ricordare che, superando il precedente e più restrittivo orientamento, la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha affermato che la decisione della Commissione circa la compatibilità dell’aiuto non ne inibisce la concessione ancorchè l’aiuto medesimo sia stato (come nella specie) istituito in violazione degli obblighi di comunicazione preventiva e di c.d. standstill, solo dovendo ordinarsi al beneficiario dell’aiuto il pagamento degli interessi per il periodo della illegalità (CGUE, 12.2.2008 n. 199, C-199/06).
La Corte, provvedendo sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte d’appello di Torino, in diversa composizione.