Source: http://paperzz.com/doc/5285634/circolare-regionale-del-04-08-2014
Timestamp: 2017-01-21 00:16:29+00:00
Document Index: 95227187

Matched Legal Cases: ['art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 29', 'art. 29', 'arte 2', 'arte 3', 'art. 29', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'arte 1', 'arte 2', 'arte 3', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 82', 'art. 42']

Circolare Regionale del 04/08/2014
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dal sistema nazionale di valutazione al rapporto di autovalutazione pdf759 KB
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CIRCOLARE REGIONALE del 04/08/2014 - N&deg; 6
OGGETTO: PRIMI INDIRIZZI SULLE MODALIT&Agrave; APPLICATIVE DELLA DISCIPLINA IN
MATERIA DI AUTORIZZAZIONI INTEGRATE AMBIENTALI (A.I.A.) RECATA DAL
TITOLO III-BIS ALLA PARTE SECONDA DEL DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE
2006, N. 152, ALLA LUCE DELLE MODIFICHE INTRODOTTE DAL DECRETO
LEGISLATIVO 4 MARZO 2014, N. 46.
In data 11 aprile 2014 &egrave; entrato in vigore il D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 recante “Attuazione della
dell’inquinamento)” con il quale sono state apportate sostanziali modifiche alla Parte II^ del D.Lgs.
152/06 ed, in particolare, al Titolo III-bis “L’autorizzazione Integrata Ambientale”. Tali modifiche
riguardano sia elementi innovativi introdotti dalla Direttiva 2010/75/UE e recepiti tal quali con il
predetto decreto legislativo, quali l’estensione dell’ambito di applicazione della disciplina IPPC e la
previsione di ulteriori adempimenti in capo ai Gestori delle installazioni soggette ad A.I.A., sia aspetti
amministrativi specifici dell’ordinamento nazionale in materia, quali l’istituto del riesame con valenza
A seguito dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni in argomento, nell’ambito del Tavolo di
coordinamento regionale per l’uniforme applicazione della normativa in materia di A.I.A. sono emerse
le prime problematiche interpretative ed attuative; dette criticit&agrave; sono state rappresentate in sede di
Coordinamento nazionale, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
(MATTM) ai sensi di cui all’articolo 29-quinquies del d.lgs. 152/06, e rispetto alle medesime sono state
individuate le prime posizioni condivise.
In attesa dell’emanazione dell’atto di indirizzo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Mare (MATTM), tenuto conto degli esiti del confronto finora svolto e tuttora in corso con il
Ministero medesimo e con le Regioni, nell’esercizio delle funzioni di coordinamento in materia di A.I.A.
di cui alla legge regionale 1.12.2006, n. 24 e s.m.i., si ritiene necessario fornire alle Autorit&agrave;
Competenti i primi indirizzi in ordine ad aspetti ritenuti urgenti e rilevanti per garantire un’uniforme
applicazione della disciplina IPPC alla luce modifiche introdotte dal D.Lgs. 46/2014.
Installazioni esistenti di nuovo assoggettamento
Il comma 2 dell’art. 29 del d.lgs. 46/14 si riferisce ai gestori delle installazioni esistenti che non
svolgono attivit&agrave; gi&agrave; ricomprese all'Allegato VIII alla Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile
2006, n.152. Dal confronto con la relativa definizione di cui all’articolo 5, comma 1, lettera iquinquies1, si tratta pertanto delle installazioni esistenti non gi&agrave; soggette ad AIA che svolgono
attivit&agrave; comprese per la prima volta nell’allegato VIII per effetto del d.lgs. 46/2014.
I suddetti Gestori presentano istanza per il primo rilascio della autorizzazione integrata ambientale,
entro il 7 settembre 2014, onde consentire all’Autorit&agrave; Competente di rilasciare l’A.I.A. entro il 7
luglio 2015. Ne consegue, dalla lettura del comma 3 del citato articolo 29 che, ove la domanda non sia
presentata entro tale scadenza, l’autorit&agrave; competente potrebbe trovarsi nella condizione di non poter
rilasciare l’A.I.A. nel predetto termine ultimo, con la conseguenza che l’installazione che continuasse
l'esercizio in base alle autorizzazioni previgenti oltre il 7 luglio 2015 (termine inderogabile in quanto
direttamente stabilito dalla direttiva) incorrerebbe nelle sanzioni previste per l’esercizio in carenza
dell’A.I.A..
Modalit&agrave; di presentazione delle istanze per le installazioni esistenti di nuovo assoggettamento
Per la presentazione delle istanze A.I.A. ai sensi dell’articolo 29, comma 2 del D.lgs. 46/2014, i Gestori
delle installazioni esistenti di nuovo assoggettamento potranno fare riferimento alle indicazioni ed alla
(http://www.reti.regione.lombardia.it), canale “Inquinanti da attivit&agrave; produttive”, sezione
Autorizzazioni Integrate Ambientale – AIA.
Applicazione dell’istituto del riesame (art. 29-octies del D.lgs. 152/2006)
Con l’emanazione del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, l’istituto del rinnovo periodico,
precedentemente disciplinato dall’articolo 29-octies, commi 1, 2 e 3 del D.Lgs. 152/06, non &egrave; pi&ugrave;
formalmente contemplato dall’ordinamento. Conseguentemente:
a partire dal giorno 11 aprile 2014 (data di entrata in vigore del succitato decreto) i provvedimenti
di AIA sono rilasciati sulla base del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46, pertanto negli stessi
deve essere richiamato l’assoggettamento a riesame secondo le modalit&agrave; di cui all’art. art. 29 –
octies del D.Lgs. 152/06;
b) ai sensi delle disposizioni transitorie recate dall’articolo 29 decreto legislativo 4 marzo 2014, n.
46, i procedimenti di rinnovo periodico avviati dopo il 7 gennaio 2013 e relati a provvedimenti
con scadenza antecedente al 10 aprile 2014, sono convertiti in procedimenti di riesame, senza
connesso aggravio tariffario;
c) sono prorogate le scadenze di legge delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) in vigore alla
data dell’11 aprile 2014. &Egrave; necessario che la ridefinizione della validit&agrave; dell’autorizzazione sia
resa evidente da un carteggio tra gestore e autorit&agrave; competente, anche con unico
provvedimento indirizzato a pi&ugrave; gestori, che confermi l’applicazione della nuova disposizione di
legge alla durata delle AIA vigenti, facendo salva la facolt&agrave; per l’autorit&agrave; competente di avviare
di sua iniziativa un riesame alla data del previsto rinnovo. Da tale carteggio, inoltre, dovr&agrave;
risultare chiaramente come gestire la proroga, fino alla nuova scadenza, delle eventuali
fidejussioni prestate quale condizione della efficacia dell’AIA.
d) i procedimenti di rinnovo periodico avviati dopo il 7 gennaio 2013, che non contengano
contestuali richieste di autorizzazione per modifiche sostanziali, relativi a provvedimenti con
scadenza successiva al 10 aprile 2014, sono archiviati, ove richiesto dal Gestore, in esito allo
specifico carteggio di cui al punto c); in caso di archiviazione, le tariffe versate non sono soggette
a restituzione.
In sostanza, i procedimenti avviati a titolo di rinnovo sono conclusi ai sensi del nuovo articolo 29-octies a
titolo di riesame, eventualmente procedendo a richiedere la documentazione necessaria per rilasciare
l’atto in maniera conforme al nuovo decreto ed esaminando al contempo eventuali richieste di modifica
presentate insieme alla documentazione di rinnovo. Le autorizzazioni che verranno conseguentemente
1i-quinquies) ‘installazione esistente’: ai fini dell'applicazione del Titolo III-bis alla Parte Seconda una installazione che, al 6 gennaio 2013, ha
ottenuto tutte le autorizzazioni ambientali necessarie all'esercizio o il provvedimento positivo di compatibilit&agrave; ambientale o per la quale, a tale data,
sono state presentate richieste complete per tutte le autorizzazioni ambientali necessarie per il suo esercizio, a condizione che essa entri in funzione
entro il 6 gennaio 2014. Le installazioni esistenti si qualificano come ‘non gi&agrave; soggette ad AIA’ se in esse non si svolgono attivit&agrave; gi&agrave; ricomprese nelle
categorie di cui all'Allegato VIII alla Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, come introdotto dal decreto legislativo 29 giugno
2010, n.128;
rilasciate non prevedranno quindi alcuna scadenza e conterranno, tra l’altro, espresso richiamo alle
nuove disposizioni in materia di riesame. Il termine massimo per il successivo riesame, stabilito
dall’articolo 29-octies, comma 3, lettera b), del D.Lgs. 152/06 decorre dalla data del provvedimento
conclusivo del procedimento.
Relativamente alle installazioni per le quali il termine per la presentazione dell’istanza di rinnovo
indicato nell’autorizzazione &egrave; successivo alla data di entrata in vigore del d.lgs. 46/2014 (10 aprile 2014),
non permane in capo ai Gestori l'obbligo di presentazione dell'istanza di rinnovo; in tali casi, il termine
dei 10 anni di cui al comma 3, lettera b) dell’articolo 29-octies del d.lgs. 152/06 decorre dalla data di
rilascio dell’autorizzazione in essere.
Infine, eventuali autorizzazioni rilasciate (per installazioni nuove o esistenti che svolgono attivit&agrave; gi&agrave;
AIA) a seguito di istanze presentate dopo il 7.01.2013 e i cui procedimenti siano stati conclusi prima della
data di entrata in vigore del decreto legislativo 46/2014, sono adeguate alle nuove disposizioni in
occasione del primo procedimento amministrativo utile successivo all’11.04.2014.
Modalit&agrave; di gestione dei procedimenti in corso
I procedimenti in corso, avviati prima del 10 aprile 2014, devono essere adeguati alle nuove disposizioni
normative facendo salvi gli esiti conseguiti allo stato degli atti; pertanto, ad esempio, se la fase
istruttoria &egrave; conclusa non &egrave; necessario riaprirla per adeguarla alle nuove disposizioni.
Presentazione della relazione di riferimento
Per quanto concerne i contenuti della Relazione di riferimento richiesta ai gestori ai sensi dell’art. 29-ter,
comma 1, lettera m, del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 sono gi&agrave; disponibili le linee guida
della Commissione europea (GUCE del 06/05/2014; atto C136/3 - 52014XC0506(01): “Comunicazione
della Commissione — Linee guida della Commissione europea sulle relazioni di riferimento di cui
all’articolo 22, paragrafo 2, della direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali”. Tuttavia, dal
momento che il Ministero dell’ambiente ha gi&agrave; avviato i lavori per la predisposizione del decreto
previsto dall’articolo 29-sexies, comma 9-sexies del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, nelle
more dell’emanazione di detto decreto, le autorit&agrave; competenti possono concludere i procedimenti in
corso prescrivendo la trasmissione della relazione di cui trattasi nei tempi e con i contenuti stabiliti dal
citato decreto. Ci&ograve; a garanzia del fatto che le relazioni di riferimento contengano informazioni conformi
ai criteri definiti a livello nazionale.
Attivit&agrave; tecnicamente connessa
La definizione di attivit&agrave; tecnicamente connessa &egrave; contenuta nella stessa definizione di installazione.
L’art. 5, comma 1, lett. i-quater 2 del d.lgs. 152/2006, in continuit&agrave; con la precedente versione, precisa
infatti che la nozione di installazione comprende “qualsiasi altra attivit&agrave; accessoria, che sia
tecnicamente connessa con le attivit&agrave; svolte nel luogo suddetto e possa influire sulle emissioni e
sull'inquinamento”, con ci&ograve; stabilendo che le attivit&agrave; connesse vengono attratte nel sistema
autorizzatorio dell’A.I.A.. Il nuovo testo, per maggiore chiarezza, aggiunge che “E’ considerata accessoria
l’attivit&agrave; tecnicamente connessa anche quando condotta da diverso gestore”.
Restano da valutare le modalit&agrave; con le quali &egrave; possibile gestire la pluralit&agrave; di attivit&agrave;, impianti e gestori
che concorrono a costituire l’installazione. A questo proposito, il punto focale della questione verso cui
orientarsi nella scelta delle soluzioni amministrative verte sulla considerazione che ad un’installazione –
intesa, in base a quanto gi&agrave; detto, come somma di parti corrisponde uno o pi&ugrave; provvedimenti
Tale approccio comporta l’attrazione di tutte le parti tecnicamente connesse nella sfera di un’unica
disciplina regolativa rispondente alla direttiva IED. In sostanza, sia all’installazione principale sia alle altre
parti che costituiscono con la prima l’unitaria installazione, devono essere applicate tutte le pertinenti
condizioni definite dalle “BAT conclusions” o dai BRef adottati per il settore interessato.
2 i-quater) ‘installazione’: unit&agrave; tecnica permanente, in cui sono svolte una o pi&ugrave; attivit&agrave; elencate all'allegato VIII alla Parte Seconda e qualsiasi altra
attivit&agrave; accessoria, che sia tecnicamente connessa con le attivit&agrave; svolte nel luogo suddetto e possa influire sulle emissioni e sull'inquinamento. E’
considerata accessoria l’attivit&agrave; tecnicamente connessa anche quando condotta da diverso gestore;
In ogni caso, l’attivit&agrave; tecnicamente connessa e coinsediata, che ai sensi della nuova definizione di
installazione viene considerata parte dell’installazione stessa, non ricade nell’obbligo di presentazione
dell’A.I.A. ai sensi dell’art. 29 comma 2 del D.lgs. 46/2014. Tali attivit&agrave; connesse saranno prese in
considerazione in occasione del primo riesame dell’attivit&agrave; IPPC principale.
Applicazione del Tariffario Regionale (DGR 4626/2012).
L’articolo 29-octies “Rinnovo e Riesame” del D.Lgs.152/06 stabilisce che l’autorit&agrave; competente riesamini
periodicamente l’AIA, confermando o aggiornando le relative condizioni, ed individua le condizioni per
cui detto riesame debba essere disposto; risulta, quindi, superata la procedura amministrativa di rinnovo
dell’AIA precedentemente prevista dalla normativa nazionale in materia.
In particolare, il comma 3 del succitato articolo prevede il riesame con valenza, anche in termini tariffari,
di rinnovo dell’autorizzazione sull’installazione nel suo complesso nei seguenti casi:
entro quattro anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea delle
decisioni relative alle conclusioni sulle BAT riferite all’attivit&agrave; principale di un’installazione;
quando sono trascorsi 10 anni dal rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale o dall’ultimo
riesame effettuato sull’intera installazione.
Fino al rilascio del primo provvedimento di riesame ai sensi dell’art. 29-octies “Rinnovo e Riesame” del
D.Lgs.152/06, si ritiene che il termine di cui alla lettera b) del comma 3 dell’articolo medesimo debba
essere riferito alla data di rilascio dell’AIA in essere ai sensi delle disposizioni normative vigenti prima
dell’entrata in vigore del D.Lgs. 46/2014.
Inoltre, il comma 3 dell’articolo 33 del D.Lgs. 46/2014 prevede che, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo medesimo, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare (MATTM) emani specifico decreto per la disciplina delle modalit&agrave; e delle tariffe da applicare in
relazione alle istruttorie ed ai controlli previsti per le Autorizzazioni Integrate Ambientali; nelle more
dell’emanazione di detto decreto resta fermo quanto stabilito dal D.M. 4 aprile 2008.
In considerazione di quanto sopra richiamato, si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti ed
indicazioni per l’applicazione della D.G.R. 4626/2012 con cui Regione Lombardia ha definito i criteri e le
modalit&agrave; per la determinazione delle tariffe da applicare alle istruttorie ed ai controlli delle attivit&agrave;
soggette ad A.I.A. di competenza regionale.
La summenzionata delibera, infatti, essendo stata predisposta con riferimento alle previgenti
disposizioni normative in materia:
riporta i criteri per la determinazione delle tariffe istruttorie relative a procedimenti di rinnovo
non pi&ugrave; previsti dal vigente quadro normativo (Parte 2, paragrafo C per il comparto industriale e
gestione rifiuti; Parte 3, paragrafo B per il comparto zootecnico);
non prevede i criteri per la determinazione delle tariffe per le istruttorie relative ai procedimenti
di riesame con valenza di rinnovo da disporre sull’intera installazione ai sensi del comma 3
dell’art. 29-octies a seguito della pubblicazione delle Conclusioni sulle BAT o in quanto decorsi 10
anni dal rilascio dell’AIA o dall’ultimo riesame.
Pertanto, nelle more dell’emanazione del summenzionato decreto ministeriale e di successivi
provvedimenti regionali, si specifica quanto segue:
i criteri e le disposizioni relative alle modalit&agrave; di versamento e di determinazione delle tariffe
istruttorie per i procedimenti di rilascio dell’AIA a impianti nuovi ed esistenti (Parte 1, Parte 2 –
paragrafi A e B, Parte 3 - paragrafo A) si applicano anche alle istanze per il rilascio della prima AIA
alle installazioni esistenti ‘non gi&agrave; soggette ad AIA’;
i criteri e le disposizioni riferite alle modalit&agrave; di versamento e di determinazione delle tariffe
istruttorie per i procedimenti di rinnovo (Parte 1, Parte 2 – paragrafi A e C, Parte 3 - paragrafo B)
si applicano, tal quali, ai procedimenti di riesame con valenza di rinnovo che sono disposti
sull’intera installazione ai sensi del comma 3 dell’art. 29-octies del D.Lgs. 152/06.
Chiarimenti in merito all’impiego delle linee guida MTD
Per tutti i procedimenti avviati dopo il 7 gennaio 2013, le linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione
delle migliori tecniche disponibili emanate ai sensi del D. Lgs. 372/99 o del D. Lgs. 59/2005 non
costituiscono pi&ugrave; un riferimento normativo. Tali documenti, peraltro, potranno essere considerati quali
utili riferimenti tecnici per le parti non compiutamente illustrate e approfondite dai BREF comunitari.
Soglie delle attivit&agrave; di fabbricazione di prodotti alimentari o mangimi
Ai fini del confronto con le soglie indicate nel punto 6.4.b, dell'allegato VIII, alla Parte seconda del
decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, non rilevano le operazioni che, pur non connotandosi quale
semplice imballo, non comportano trattamento e trasformazione dei prodotti, quali ad esempio lo
stoccaggio per maturazione di prodotti alimentari.
Capacit&agrave; produttiva nell’ambito della gestione dei rifiuti e applicazione del “Limite legale”
Fatte salve le disposizioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale di cui alla Parte Seconda del
D.lgs. 152/06 ovvero salvo diversamente indicato nel medesimo decreto legislativo, nelle more di
eventuali e futuri indirizzi ministeriali, riguardo all’applicazione del concetto di limite legale alla capacit&agrave;
potenziale di cui alla circolare ministeriale del 13 luglio 2004, in relazione alla definizione di capacit&agrave;
produttiva nell’ambito della gestione dei rifiuti, si ritiene opportuno fornire le seguenti indicazioni sulla
base dell’esperienza maturata.
In generale, considerato che tale limite legale pu&ograve; essere determinato o da norme generali, che gi&agrave;
prevedono autonomi meccanismi di controllo, o da specifiche disposizioni applicabili all’attivit&agrave; e
riportate esplicitamente nel provvedimento autorizzativo, si ritiene che in quest’ultimo caso
l’applicazione del limite legale debba essere vincolato a specifiche disposizioni autorizzative che
prevedano idonei meccanismi di accertamento e di controllo della effettiva applicazione del limite legale
da parte del gestore.
Nel caso delle attivit&agrave; di gestione di rifiuti, visti i meccanismi intrinseci nella normativa di riferimento, la
quale, tra l'altro, prevede esplicitamente che venga individuata la capacit&agrave; di stoccaggio e trattamento
autorizzate, nonch&eacute; specifiche disposizioni volte alla verifica del rispetto di detta prescrizione, i predetti
limiti possono costituire limite legale all’attivit&agrave; di gestione rifiuti.
In ogni caso, le azioni di accertamento e controllo devono necessariamente comprendere tra gli
adempimenti dell’Azienda la corretta tenuta e la messa a disposizione dell’Ente di Controllo di registri o
strumenti analoghi per la verifica del rispetto del limite legale, nonch&eacute; specifica comunicazione periodica
dei dati che attestano il rispetto di tale impegno all’autorit&agrave; competente che ha rilasciato
Transcodifica Rifiuti
In considerazione del fatto che, nel D.Lgs. 152/06, l’Allegato VIII alla Parte II^, che disciplina le
installazioni assoggettate ad AIA, non trova coerenza con gli Allegati III e IV alla Parte II^
(assoggettamento a VIA o verifica di VIA), n&eacute; con l’Allegato B alla Parte IV^, si propone, a titolo indicativo
e non esaustivo, una tabella di transcodifica (Allegato alla presente circolare) che consenta di collegare i
succitati Allegati.
Per le installazioni gi&agrave; autorizzate AIA, le garanzie finanziarie previste all’art. 29 sexies, comma 9 –
septies del D. Lgs. 152/06, dovranno essere prorogate fino alla nuova validit&agrave; dell’autorizzazione,
maggiorata di un anno, fatte salve diverse indicazioni relative alle attivit&agrave; di discarica. Il gestore dovr&agrave;
provvedere ad adeguare la durata della garanzia entro i 60 giorni antecedenti la data di scadenza dell’AIA
originaria (se ad es. l’AIA avrebbe dovuto scadere il 15 giugno 2015, la garanzia dovr&agrave; essere prestata
entro il 15 marzo 2015).
Chiarimenti in merito alla capacit&agrave; di incenerimento
Con riferimento alle categorie di attivit&agrave; di cui al punto 5.2 dell’allegato VIII, alla Parte Seconda, del
D.Lgs. 152/06, per la definizione di &laquo;capacit&agrave;&raquo; si faccia riferimento alla definizione di capacit&agrave; nominale
di cui all’articolo 237-ter, comma 1, lettera h), del medesimo D. Lgs. 152/06.
Chiarimenti in merito alla nozione di frantumatori di rifiuti metallici
Per la definizione di &laquo;frantumatori&raquo; che figura al punto 5.3. lettere a.5 e b.4, dell'allegato VIII, alla Parte
seconda del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, si ritiene debba farsi riferimento alla
definizione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera m, del D. Lgs. 209/2003. Il termine, in particolare, va
interpretato coerentemente al termine “shredder” impiegato nella versione inglese della direttiva
2010/75/UE, riferendosi ad un dispositivo che determina con azione meccanica la riduzione in pezzi e
frammenti di un rifiuto costituito da un oggetto metallico, allo scopo di ottenere rottame metallico
immediatamente riciclabile o avviabile a recupero (ad esempio presso fonderie). A titolo di esempio non
sono da considerarsi “frantumatori” gli impianti che effettuano la mera cesoiatura, e/o altre operazioni
similari quali tranciatura o taglio delle parti metalliche.
Chiarimenti in merito alla definizione di “scorie e ceneri”
Con riferimento all’All. VIII alla Parte Seconda, punto 5.3, lett. b), punto 3, (“trattamento di scorie e
ceneri”), ai fini dell’applicazione dell’AIA, le scorie e ceneri (“slags and ash” nel testo inglese
consolidato della Direttiva 2010/75/UE) sono da intendersi quelle provenienti dai processi termici,
restano pertanto esclusi dall’AIA gli impianti di trattamento di “scorie di cemento” come definite ai
codici CER 17 01 06* e 17 01 07 (Allegato D alla Parte Quarta), in sostanziale difformit&agrave; dallo European
Waste Catalogue che ai medesimi codici assegna rispettivamente le definizioni “mixtures of, or separate
fractions of concrete, bricks, tiles and ceramics containing dangerous substances” e “mixtures of
concrete, bricks, tiles and ceramics other than those mentioned in 17 01 06”.
Composto da 1 allegato
ALLEGATO “TABELLA TRANSCODIFICA RIFIUTI”
Diversamente da quanto previsto nel precedente allegato VIII, le operazioni di recupero e di smaltimento non sono pi&ugrave; nettamente suddivise. Infatti alcune operazioni che erano
storicamente connesse alla sola fase dello smaltimento (es. trattamento biologico – chimico fisico), vengono previste anche nella fase del recupero. Cos&igrave;, ad es. le attivit&agrave; di trattamento
dei rifiuti dei veicoli fuori uso, rientrano nelle cosiddette attivit&agrave; combinate.
Si introduce una nuova definizione di operazione, l’accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi (punto 5.5.), che riguarda l’operazione di smaltimento D15 e quella di recupero R13. La soglia
passa dalle ex 10 t/g ai 50 Mg con le conseguenze indicate nella nota a pi&egrave; tabella.
Dir2008/1/CE (D. lgs. 152/06)
Tempi applicazione Dir IED
(art. 82, commi 1 e 2 )
D8 D2 R3
7/07/2015 per R3
5.1. Lo smaltimento o il recupero di rifiuti pericolosi, con capacit&agrave; di oltre 10 Mg al giorno, che
comportano il ricorso ad una o pi&ugrave; delle seguenti attivit&agrave;:
Da D1 a D15
5.1. Impianti per lo smaltimento o il recupero
di rifiuti pericolosi, della lista di cui all’articolo
1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE, quali
definiti negli allegati II A e II B (operazioni R1,
R5, R6, R8 e R9) della direttiva 2006/12/CE e
nella direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16
giugno 1975, concernente l’eliminazione degli
oli usati (2), con una capacit&agrave; superiore a 10
5.2. Impianti di incenerimento dei rifiuti
urbani (i rifiuti domestici o derivanti da attivit&agrave;
commerciali, industriali o amministrative), con
una capacit&agrave; superiore a 3 tonnellate all’ora
trattamento fisico-chimico;
dosaggio o miscelatura prima di una delle altre attivit&agrave; di cui ai punti 5.1 e 5.2;
D13 R12
7/01/2014;
7/07/2015 per R12
ricondizionamento prima di una delle altre attivit&agrave; di cui ai punti 5.1 e 5.2;
D14 R12
rigenerazione/recupero dei solventi;
rigenerazione/recupero di sostanze inorganiche diverse dai metalli o dai composti metallici;
rigenerazione degli acidi o delle basi;
recupero dei prodotti che servono a captare le sostanze inquinanti;
recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori;
rigenerazione o altri reimpieghi degli oli;
5.2. Smaltimento o recupero dei rifiuti in impianti di incenerimento dei rifiuti o in impianti di
coincenerimento dei rifiuti:
D10/R1
per i rifiuti non pericolosi con una capacit&agrave; superiore a 3 Mg all’ora;
D10 R1
per i rifiuti pericolosi con una capacit&agrave; superiore a 10 Mg al giorno.
7/01/2014 per rif. urbani e
speciali pericolosi;
7/07/2015 per rif. speciali
5.3. a) Lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi, con capacit&agrave; superiore a 50 Mg al giorno, che
comporta il ricorso ad una o pi&ugrave; delle seguenti attivit&agrave; ed escluse le attivit&agrave; contemplate dalla
direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque
reflue urbane(1)
5.3. Impianti per lo smaltimento dei rifiuti non
pericolosi quali definiti nell’allegato II A della
direttiva 2006/12/CE, punti D8 e D9, con una
capacit&agrave; superiore a 50 tonnellate al giorno.
7/07/2015 per D2
II. trattamento fisico-chimico
III. pretrattamento dei rifiuti destinati all’incenerimento o al coincenerimento;
IV. trattamento (ad esclusione del mero adeguamento volumetrico) di scorie e ceneri;
V. trattamento nei frantumatori di rifiuti metallici, compresi i rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche e i veicoli fuori uso e relativi componenti.**
I. trattamento biologico;
7/07/2015 per R3 e D2
II. pretrattamento dei rifiuti destinati all’incenerimento o al coincenerimento;
R3 R5 D9
7/07/2015 per R3 e R5
IV. trattamento nei frantumatori di rifiuti metallici, compresi i rifiuti di apparecchiature elettriche
ed elettroniche e i veicoli fuori uso e relativi componenti. **
Qualora l’attivit&agrave; di trattamento dei rifiuti consista unicamente nella digestione anaerobica, la
soglia di capacit&agrave; di siffatta attivit&agrave; &egrave; fissata a 100 Mg al giorno.
D15 R13
b) Il recupero, o una combinazione di recupero e smaltimento, di rifiuti non pericolosi, con una
capacit&agrave; superiore a 75 Mg al giorno, che comportano il ricorso ad una o pi&ugrave; delle seguenti attivit&agrave;
ed escluse le attivit&agrave; contemplate dalla direttiva 91/271/CEE:
5.4. Discariche che ricevono pi&ugrave; di 10
tonnellate al giorno o con una capacit&agrave; totale
di oltre 25 000 tonnellate, escluse le discariche
per i rifiuti inerti.
III. trattamento (ad esclusione del mero adeguamento volumetrico) di scorie e ceneri;
5.4. Discariche, quali definite all’articolo 2, lettera g), della direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del
26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti(1) che ricevono pi&ugrave; di 10 Mg di rifiuti al giorno o con
una capacit&agrave; totale di oltre 25 000 Mg, ad esclusione delle discariche per i rifiuti inerti.
5.5. Accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi non contemplati al punto 5.4 prima di una delle
attivit&agrave; elencate ai punti 5.1, 5.2, 5.4 e 5.6 con una capacit&agrave; totale superiore a 50 Mg, eccetto il
deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono generati i rifiuti. ***
5.6. Deposito sotterraneo di rifiuti pericolosi con una capacit&agrave; totale superiore a 50 Mg
*vedi art. 42 Dir. 2010/75/UE; *ad esempio trattamento dei terreni contaminati con la tecnica della bioremediation ex situ.
** Nel caso tale attivit&agrave; sia svolta all’interno di un centro di raccolta, un centro di raccolta per la messa in sicurezza, la demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione, autorizzato ai sensi
del d.lgs. 209/03, anche tale centro sar&agrave; da assoggettarsi con la medesima scadenza
*** Le attivit&agrave; autorizzate con AIA che svolgono esclusivamente operazione D15 di rifiuti pericolosi con potenzialit&agrave; superiore ai 10 Mg/die, rimangono assoggettate ad AIA solo se superano la
soglia dei 50 Mg. Diversamente non sono pi&ugrave; soggette ad AIA