Source: https://www.azzaforense.it/mediazione-arbitrato/
Timestamp: 2018-11-15 15:47:41+00:00
Document Index: 6851444

Matched Legal Cases: ['art. 807', 'art. 808', 'art. 808', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Mediazione e Arbitrato - AzzA Forense
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Scarica il Modulo a te più adatto, compilalo on-line, stampalo ed, infine, firmalo. In caso di una pluralità di parti istanti o chiamate, insieme al Modulo di avvio del procedimento devono essere utilizzati i relativi allegati.
ISTANZA DI MEDIAZIONE (.doc)
ISTANZA DI MEDIAZIONE (.pdf)
ISTANZA CONGIUNTA DI MEDIAZIONE (.doc)
ISTANZA CONGIUNTA DI MEDIAZIONE (.pdf)
Compila il Modulo seguendo le indicazioni in esso indicato. Per chiarimenti chiamare allo 06.56.56.73.82 – 331.58.65.877 oppure scrivere via email all’indirizzo segreteria@azzaforense.com
3. Invia il modulo
Invia il Modulo a mezzo fax allo 06.81.15.15.22 ovvero, via email all’indirizzo segreteria@azzaforense.com, ovvero, depositandolo presso la sede di AzzA Forense (info al 331.58.65.877).
Intestazione: AzzA Forense
Iban: IT34K0760103200001004614481
Causale: istanza di Mediazione.
b) assegno bancario o contanti presso la sede di AzzA Forense.
5. Attendi il contatto
Verrai contattato da AzzA Forense per la preparazione e la fissazione dell’incontro di Mediazione presso la sede dell’Associazione, non oltre quindici giorni dal deposito della richiesta di avvio (i termini si intendono sospesi durante i periodi di chiusura per ferie, che vengono comunicati tramite il sito).Per qualsiasi ulteriore informazione riguardante la tua pratica puoi scrivere a segreteria@azzaforense.com o telefonare allo 06.56.56.73.82 oppure 331.58.65.877.
€ 40,00 (IVA esclusa) + € 12,00 per ogni notifica
Valore della controversia dal secondo incontro Primo incontro gratuito Mediazione Obbligatoria Mediazione Volontaria
fino a € 1.000 € 0,00 € 49,00 € 45,00
da € 1.001 a € 5.000 € 0,00 € 79,00 € 75,00
da € 5.001 a € 10.000 € 0,00 € 109,00 € 90,00
da € 10.001 a € 25.000 € 0,00 € 159,00 €100,00
da € 25.001 a € 50.000 € 0,00 € 239,00 € 110,00
da € 50.001 a € 250.000 € 0,00 € 319,00 € 130,00
da € 250.001 a € 500.000 € 0,00 € 559,00 € 160,00
da € 500.001 a € 2.500.000 € 0,00 € 1.410,00 € 210,00
da € 2.500.001 a € 5.000.000 € 0,00 € 1.710,00 € 260,00
oltre € 5.000.000 € 0,00 € 3.010,00 € 310,00
indeterminato € 0,00 € 410,00 € 390,00
Le spese sono dovute da ciascuna parte che partecipa alla Mediazione.
Le spese di avvio (€ 40,00 IVA esclusa + € 12,00 per ogni notifica) devono essere corrisposte al momento della presentazione dell'istanza o dell'adesione alla Mediazione (per la parte convocata).
In Caso di impossibilità di partecipare nella data indicata, potrà essere richiesto un breve rinvio contestualmente all'invio della dichiarazione di partecipazione allegata unitalmente all'attestazione del versamento della spesa di avvio, come sopra indicato oltre alle spese relative alla gestione della pratica di rinvio pari a €20,00 IVA compresa.
Le spese per lo svolgimento della Mediazione devono essere corrisposte, in aggiunta alle spese di avvio, il giorno di svolgimento della prima seduta.
I tre casi in cui la legge prevede una maggiorazione sull’importo dovuto sono:
1 ) maggiorazione del 25% quando la Mediazione si conclude con il raggiungimento di un accordo;
2) maggiorazione del 20% quando al Mediatore venga chiesto di formulare una proposta;
3) maggiorazione del 20% quando la Mediazione si presenti di particolare complessità.
Allo stesso tempo, in caso di successo della Mediazione, è riconosciuto un credito d'imposta fino a concorrenza di € 500,00 sull'indennità corrisposta.
In caso di insuccesso della Mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.
Il verbale di accordo è esente dall'imposta di registro sino alla concorrenza del valore di € 50.000,00.
La riforma della Mediazione Civile e Commerciale ha come obiettivo principale quello di ridurre il flusso in ingresso di nuove cause nel sistema Giustizia, offrendo al cittadino uno strumento più semplice e veloce con tempi e costi certi. Questa riforma si affianca alla riforma del Processo Civile e al Programma di Digitalizzazione della Giustizia con cui s’intende intervenire nella gestione del contenzioso.Il Mediatore è la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la Mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del
potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo.Il Mediatore è un professionista con requisiti di terzietà.L’Organismo di Mediazione dove il Mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della Giustizia.La Mediazione Civile e Commerciale può essere obbligatoria, nelle materie previste dalla legge, facoltativa, cioè scelta dalle parti, demandata, quando il giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare la Mediazione.
L’arbitrato costituisce il più rilevante strumento di risoluzione delle controversie alternativo rispetto alla giurisdizione civile ordinaria.
Processo giurisdizionale e processo arbitrale sono forme concorrenti in astratto e alternative in concreto per la risoluzione delle controversie civilistiche, pur nell’ambito dei diritti disponibili da parte dei privati. L’arbitrato trova la sua fonte in un atto di autonomia privata, la convenzione arbitrale, espressione con la quale si vuole ricomprendere sia il compromesso, sia la clausola compromissoria, sia la convenzione di arbitrato in materia non contrattuale. Il compromesso, ai sensi dell’art. 807 c.p.c., è il patto che le parti stipulano per deferire a terzi una o più controversie tra esse già insorte in relazione ad un determinato rapporto giuridico sostanziale. La clausola compromissoria, ex art. 808 c.p.c., è la clausola inserita in un contratto o in un atto separato attraverso la quale vengono assoggettate ad arbitrato le controversie, future ed eventuali, nascenti da un determinato rapporto sostanziale di tipo contrattuale. Con la convenzione di arbitrato in materia non contrattuale le parti possono stabilire, ai sensi di quanto dispone l’art. 808 bis c.p.c., che siano decise da arbitri le controversie future relative ad uno o più rapporti non contrattuali determinati. A ben notare, la convenzione arbitrale presenta un duplice contenuto: l’accordo delle parti di sottoporre la controversia al giudizio degli arbitri ed un mandato congiunto a questi ultimi di emettere la decisione, il lodo arbitrale.
Antecedentemente alla Novella del 1983, l’efficacia del lodo arbitrale era subordinata al suo deposito, entro cinque giorni dalla sua emanazione, presso la cancelleria del giudice competente, al fine di ottenere l’emanazione del decreto di exequatur. Il provvedimento giudiziale attribuiva al lodo l’efficacia di sentenza giurisdizionale: la sentenza arbitrale risultava, così, essere il combinato di lodo emanato dagli arbitri e decreto di exequatur emanato dal pretore. Con la Novella del 1983, nell’ottica di una privatizzazione dell’arbitrato, pur senza il deposito, il lodo arbitrale vincolava, comunque, contrattualmente, le parti. Il deposito continuava, però, a essere necessario per rendere la sentenza impugnabile, nonché eseguibile coattivamente, secondo le norme del codice di rito. La Riforma del 1994 ha mutato radicalmente il quadro: l’efficacia della decisione degli arbitri viene ad essere completamente svincolata dal problema della natura, negoziale o giurisdizionale, del lodo. E il controllo del giudice, attraverso l’omologazione, appare indispensabile per consentire l’accesso alla tutela esecutiva, mentre gli effetti di accertamento e costitutivi ne risultano indipendenti. In seguito alla Riforma del 2006, nell’ambito del disegno volto a riconoscere che il lodo, anche non omologato, abbia gli stessi effetti di una sentenza, viene espressamente previsto che il lodo produce gli effetti della sentenza pronunciata dall’Autorità giudiziaria dalla data della sua ultima sottoscrizione.
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