Source: https://cavegan.wordpress.com/2017/01/15/lapprovazione-della-legge-sul-disturbo-venatorio/
Timestamp: 2017-08-19 16:42:59+00:00
Document Index: 10652966

Matched Legal Cases: ['art. 660', 'art. 8', 'sentenza ', 'art 162', 'art 162', 'in fine']

L’approvazione della legge sul disturbo venatorio | CaVegan
2 risposte a “L’approvazione della legge sul disturbo venatorio”
Ci sono un po di cose da dire e precisazioni da fare su questo articolo.
Innazitutto parliamo di “normative regionali” non nazionali: per quanto ne so, finora hanno deliberato in merito solo le regioni Liguria e Veneto, la Lombardia ci ha provato in precedenza ma si è vista rigettare mediante Tar, questo poichè la caccia è di competenza regionale demandata alle provincie (che tra l’altro non ci sarebbero più quasi, sostituite “forse” dalla città metropolitane). Tuttavia legge specifica nazionale sulla caccia rimane la n. 157/92.
Va premesso che sono anni che i cacciatori ci provano a scambiare i loro voti (specie in quelle regioni dove sono ancora aimè numerosi), in favore di leggi a loro tornaconto e solitamente lo scambio avviene quasi sempre con rappresentanti politici leghisti, come avvenuto anche per queste ultime trovate doppiettarpoliche.
Infatti qualche anno fa aveva tentato l’introduzione del concetto di “disturbo alla caccia”, ma l’efficacia è stata messa in discussione da un ricorso presentato da un ambientalista multato e, dalla citata sentenza, dal quale emergeva il concetto di “conflitto tra lo svolgimento indisturbato dell’attività venatoria e la contrapposta esigenza di esprimere liberamente e con efficacia il pensiero che avversa tali attività, anche attraverso manifestazioni pubbliche, come garantito rispettivamente dagli artt. 21 e 17 della Costituzione”. Poiché “Lex superior delegat inferiori”, la norma costituzionale è sempre destinata a prevalere e così la norma era stata accantonata nella sua applicazione. Immagino quindi che anche queste restino propaganda e diventino lettera morta, sempre considerando aimè quanto ancora il voto di scambio valga il questo paese e considerando quanto queste trovate, poi ci vengono a costare il termini burocratici di tempistica nella spesa pubblica.
Vi è poi da dire che la questione del disturbo venatorio è oggetto di un disegno di legge nazionale che giace in Parlamento da anni (per una volta tanto possiamo dire grazie alla lentezza delle ns. camere), progetto che mira ad introdurre nel codice penale tale specifico reato, ovvero mediante il ddl propone l’inserimento dell’art. 660-bis nel codice penale che prevede l’arresto da 6 a 18 mesi o l’ammenda da 5mila a 30mila euro, con aggravanti per le condotte commesse con la cooperazione di più persone e nei casi di recidiva, quindi parliamo di un reato penale ammendato.
A titolo informativo in Liguria l’art. 8 regionale prevede multe da € 206,25 a max 619,75 euro per chiunque “volontariamente provoca disturbo all’esercizio venatorio, anche avvalendosi di strumenti atti all’allontanamento della selvaggina”.
E già qui leggendo bene capiamo che ci deve essere volontarietà esplicita mirata ad allontanare il cacciabile. Per il Veneto invece paventano multe fino a 3.600 euro per i “disturbatori” e anche qui capite che sono cifre del tutto assurde, dal momento che tali cifre sono di gran lunga superiori a quelle previste nelle sanzioni stabilite a carico dei cacciatori per violazioni della 157/92 e parliamo ad esempio di infrazioni ben più gravi, tipo gli spari nei centri abitati ed generale in zone vietate od addirittura quando non ci scappa il morto (talvota il cacciatore stesso, talvolta l’amico, talvolta qualcuno che non c’entra nulla e ha solo la sfortuna di abitare li o di passare di li nel momento sbagliato; quanti ne sono ogni anno di questi casi di morete “accidentale” che si potrebbero evitare evitando la caccia…
Ora, con questi rischi sanzionatori del tutto fuori luogo, quanta gente che magari ha solo voglia di fare una sana passeggiata con amci e parenti nel verde, avrà ancora il coraggio di farla, rischiando di incorrere in sanzioni così folli (tralasciando il rischio reale di essere scoppiettati e magari lasciarci la pelle), a tuttale discapito del contatto con la natura di cui tanto abbiamo bisogno come esseri umani e di cui dovremmo potere insegnare (rispetto alla natura ed agli animali compreso), ai ns. figli…. Inutile poi parlare nelle scuole di educazione ambientale ed ambientalismo…
E ancora, numerose sono le procunce dei Tar che hanno più volte già ribadito come la libera e non violenta manifestazione del pensiero, anche contro l’attività venatoria, non sia in alcun modo sanzionabile poiché diritto espressione costituzionale; il reato di disturbo venatorio è già stato dichiarato incostituzionale da una precedente sentenza del Tribunale di Milano (6309/05 del 10 maggio 2005).
Quindi, chi disturba chi? Disturba più il mio passare o il tuo sparare? Con il mio passare e il mio rumore, fino a prova contraria, salvo pure qualche animale innocente e qualche cristiano ignaro. Cosa salva il cacciatore che spara?
Queste sono domande lecite al di la dei concetti legali e delle sentenze finora espressi.
E poi, a ben vedere chi è il cacciatore? Una persona, generalmente anziana o comunque tra le ultime espressioni di tale pratica, avente una certa età che però viene autorizzata a girare con le armi! Ci rendiamo conto? Che magari incontra una guardia venatoria disarmata (perchè quasi mai queste lo sono) o comunque parliamo di persone che godono ad uccidere impallinando in vari modi uccelletti meravigliosi che stanno in cielo a cantare. Insomma; abbiamo veramente ancora bisogno di questa gente e di questa cultura? Non si può sostiture tale istinto omicida con un bel giro al poligono?
Perchè chiunque si possa in qualche modo trovarsi a disturbare l’attività della caccia, pur non intendendo falro, potrà essere accusato di “disturbare” le doppiette”? Che logica è mai questa che non presuppone l’innocenza?
Chi tutela queste persone accusate dal cacciatore?
Beh, innanzitutto preciso che il cacciatore non ha titolo di fare alcunchè poichè agli occhi della legge è cittadino esattamente come noi, quindi NON può pretendere le ns. geralità, NON può pretendere i ns. documeti, NON può impedirci di andarcene od altro, commetterebbe reato di sequestro di persona, un “tantinello” più grave del disturbo venatorio…
Gli unici che possono chiedere le generalità e/o i documenti sono i pubblici ufficiali. Fra questi lo sono le forze dell’ordine (che possono inoltre, solo loro, effettuare il fermo e l’arresto) e le guardie ecozoofile o venatorie (anche se vi è tutta una diatriba ancora in essere su queste figure relativamente ai controlli di caccia, che peraltro prevedono anche i controlli sulle armi in possesso del cacciatore e degli eventuali animali al seguito – parliamo dei cani – che solitamente sono pure tenuti male, affamati per invogliarli alla caccia e talvolta pure con il collare elettrico – che peraltro è legale vendere in Italia, indossare, ma non usare… le solite logiche assurde di questo ns. belpaese – oltre a controlli di permesso ATC (ambito territoriale di caccia), documenti dai cani da caccia, documenti personali, cacciagione, pallottole usate e bossoli, modalità di caccia, patentino di caccia, porto d’armi, presenza di materiale improprio, reti, richiami vivi ecc, ivi compreso ovviamente quanto cacciato, per n. specie e modalità e nel caso si può procedere al sequestro ed alle relative sanzioni amministrative. Finora quindi i pochi controlli che si facevano erano a cure delle associazioni di volontariato che vedono nelle loro fila, appunto queste figure delle guardie venatorie e/o ecozoofile, nei parchi grandi la forestale e negli ambiti territoriali minori la Polizia Provinciale. Faccio solo natare che queste ultime due sono state recentemente chiuse dal governo, ovvero nessuno, almeno per molto tempo, farà controlli, salvo i volontari a loro rischio e pericolo, sempre e gratis. Dubito fortemente che i forestali che confluiranno nella benemerita verranno indirizzati a questo tipo di controllo specifico, così come dubito che i provinciali verranno utilizzati per qualcosa di diverso del controllo viario. A voi le conclusioni…
Relativamente al reato poi, ricordiamo che la denuncia non è fattibile, poichè non è reato penale, come abbiamo visto è una legge regionale… quindo il cacciatore non può denunciarci, ma può segnalare alle forze dell’ordine o volontarie, se le trova in giro visto quanto ho scritto sopra, cosa sta “secondo lui” accadendo. Ma resta la sua parola contro la sua. Io potrei dire che lui mi sta importunando, quindi disturbando. Quindi spetta a chi interviene a controllare, ACCERTARE che vi sia stato o sia in atto un illecito, che ricordo semmai essere di natura amministrativa, quindi soggetto SOLO sanzione pecuniaria (per quanto riguarda il presunto disurbo venatorio), questo poichè la legge in termini illeciti amministrativi prevede espressamente che DEBBANO essere accertati dall’agente accertatore, non possono essere demandati all’accertamento da parte di terzi, quindi certamente non del cacciatore.
Quanto all’articolo circa “l’arrestare il reo in fragranza di reato”, è un obbligo che hanno tutti i cittadini, ma quando parliamo di reati penali di una certa gravità, tipo l’omicidio (assicurare il reo alla giustizia), non certamente, come ho esplicitato qui sopra, in caso di illeciti amministrativi che resta di stretta pertinenza all’agente accertatore preposto, se lo trovi… sul posto!
Quanto al fucilare sul posto, ovviamente non sono fattibili, ci mancherebbe.
A mio avviso una normativa così lacunosa va assolutamente sfruttata dagli ambientalisti animalisti perchè, a ben vedere, giova alla tutela ambientale. Nel tantativo di far bene alle canne di fucile, forse possiamo girare l’arma contro di loro, partendo dal presupposto che l’articolo 659 del CODICE PENALE (quindi non un regolamento regionale) comnosciuto come disturbo della quiete pubblica, ovvero “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” punisce chi con rumori molesti disturba le occupazioni o il riposo delle persone. per occupazioni però la legge intende le attività lavorative od il diritto al riposo, non le battute di caccia, poichè si configura come reato penale nel senso di lesivo alla salute pubblica, non lesivo degli hobbies! Ovvero disciplina due distinte fattispecie contravvenzionali una di carattere generale, preveduta e sanzionata al primo comma, che riguarda indistintamente “chiunque” ponga in essere il fatto illecito in questione e l’altra, che non ci interessa in questo frangente, legata all’attività lavorativa che crea disturbo, tipo i macchinari delle aziende per intenderci, quindi chi li usa può recare disturbo, prolungato che determina un degrado sanitario di chi li subisce.
2) Dolo o colpa (elemento soggettivo), ovvero è necessario che ci si renda conto di porre in essere una condotta lesiva del bene costituito dalla quiete pubblica e privata (dolo), ovvero che avrebbe dovuto rendersene conto usanto la normale diligenza (colpa).
Va chiarito che ai fini della sanzionabilità della condotta e della conseguente punibilità del soggetto che disturba, è necessario che la stessa sia in modo astratto , un disturbo diffuso e generalizzato delle occupazioni e/o del riposo di una multitudine di persone, quantunque sia anche una sola persona a lamentarsene.
Entrambe le fattispecie di reato sono oblazionabili mediante oblazione facoltativa (a discrezione del giudice) la prima (essendo prevista quale pena anche la reclusione), ex art 162 bis c.p.; con oblazione semplice (art 162 c.p.) la seconda essendo prevista esclusivamente la sanzione dell’ammenda.
Recentemente ad esempio la cassazione ha chiarito che il cane che abbaia, ad esempio, se non disturba tutto il condominio, ma solo un condomino, non è perseguibile. Quindi capite bene in quale ginepraio ci si inserisce quando si va a legiferare qualcosa che già c’è, almeno in parte, va fatto più che bene o rischia di venire rigettato se non diventare (tra le risa generali), inutile perdita di tempo.
Allora perchè non ci facciamo tutti delle gran belle passeggiate cantando e fischiettando? Nessun agente potrà mai accertare che deliberatamente stiamo disturbando, dal momento che ci troviamo in uno spazio pubblico, senza presenza di persone (molteplici) che si lamentano del ns. presunto rumore.
Grazie Federica delle precisazioni tecniche che vanno alla fin fine a confermare l’inapplicabilità che io vedevo nella legge. Resta il fatto che, come dici anche tu, e come ho espresso nell’articolo, la legge mira a spaventare e a dissuadere i cittadini (animalisti o meno) dal frequentare le campagne e i boschi già frequentati da cacciatori. Per quanto riguarda la fucilazione sul posto era una frase ironica, ma conoscendo i cacciatori (questa primavera hanno cercato di investirci con la macchina!) ne potrebbero anche essere capaci.