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Timestamp: 2019-01-21 14:51:56+00:00
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Niente figli: matrimonio nullo per la Chiesa e per lo Stato. Perché?
21 Aprile 2017 | Autore: Maura Corrado
> Donna e famiglia Pubblicato il 21 Aprile 2017
Se un coniuge, prima di sposarsi, comunica all’altro di non volere figli e tale decisione viene accettata, il matrimonio è comunque nullo e la sentenza del tribunale ecclesiastico è valida anche nello Stato italiano.
La sentenza con cui il giudice ecclesiastico dichiara la nullità del matrimonio concordatario per esclusione della volontà di procreare di uno dei coniugi, non contrasta con i principi fondamentali dell’ordinamento dello Stato italiano anche se detta intenzione sia stata accettata dall’altro coniuge: essa, quindi, può essere dichiarata efficace nella Repubblica, sia in considerazione della diversità esistente tra i due ordinamenti sia per il fatto che l’ordinamento italiano non solo non prevede un principio essenziale di “non procreazione”, ma configura il matrimonio come fondamento della famiglia, finalizzato cioè alla promozione di una società naturale che comprende anche i figli. A stabilirlo è la Corte d’Appello di Brescia [2]: due coniugi chiedevano che fosse dichiarata efficace nello Stato la sentenza di nullità del loro matrimonio, contratto secondo le norme del diritto canonico, pronunciata con sentenza del Tribunale Ecclesiastico Regionale.
I presupposti per ottenere una pronuncia di nullità del matrimonio canonico sono vari:
la mancanza di consenso da parte di uno o di entrambi i coniugi;
l’insussistenza della volontà da parte di uno dei coniugi di attuare alcune delle finalità essenziali del matrimonio cristiano. Per esempio, la non volontà di procreare (come nel caso della sentenza esaminata), la violazione della fedeltà coniugale (pensiamo a una moglie che comunica, prima del matrimonio al marito, di non disdegnare future scappatelle) e la violazione della indissolubilità del vincolo matrimoniale;
l’errore sulla persona (“credevo di sposare Tizio, invece ho sposato Caio”) o sulle qualità del coniuge (“credevo di sposare un magistrato, invece è un avvocato”);
matrimonio non consumato, cioè i coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo.
Per maggiori dettagli si legga la guida Annullamento del matrimonio.
Matrimonio canonico: come farlo dichiarare nullo?
Il giudizio deve essere instaurato avanti al Tribunale Ecclesiastico competente, che è quello del luogo in cui i coniugi risiedono o hanno il domicilio.
Il giudice canonico, prima di accogliere ed instaurare la causa, cercherà di conciliare i coniugi al fine di evitare il giudizio. Se il tentativo fallisce, il giudice notifica al convenuto o a entrambi i coniugi il decreto di citazione. Dopo 15 giorni della notifica, se le parti non contestano la lite, il Giudice, entro l’ulteriore termine di 10 giorni, deve stabilire con decreto la formula del “dubbio” che serve a determinare l’oggetto della causa. A questo punto, inizia l’acquisizione, da parte del Tribunale, delle prove, come la deposizione dei coniugi, dei testimoni, l’assunzione di documenti, di perizie, ecc… Tutto questo serve perché il giudice si convinca della fondatezza della nullità o meno del matrimonio.
Segue il dibattito, al termine del quale il giudice formula una risposta positiva o meno riguardo alla nullità del matrimonio.
Nel caso esaminato dalla sentenza, abbiamo un marito che, già prima di sposarsi, comunica alla moglie di non voler avere figli e una moglie che accetta tale volontà. Perché mai, quindi, il matrimonio deve essere dichiarato nullo se c’è un accordo nella coppia? Perché uno dei fini del matrimonio è proprio quello di procreare, crescere e assistere i figli: di conseguenza, la delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi di uno dei bona matrimonii (in parole semplici, uno dei fini del matrimonio) è efficace anche per lo Stato italiano e anche se non emerge che la coppia abbia avuto problemi di altro tipo. Per intenderci e facendo un altro esempio, la Cassazione, qualche anno fa, ha respinto il ricorso di una donna mettendo così il sigillo definitivo alla sentenza con la quale, la Corte d’appello di Bologna, aveva dichiarato l’efficacia per la legge italiana del verdetto di nullità di un matrimonio emesso dal tribunale regionale ecclesiastico di Modena. Motivo: la donna in questione non aveva fatto mistero al futuro marito di ritenere la fedeltà un elemento di nessun rilievo per mantenere intatta l’indissolubilità del legame, escludendo, in tal modo, uno dei bona matrimonii (l’obbligo della fedeltà) [3].
[1] Cass. sent. n. 814 del 15.01.2009.
[2] Corte App. Brescia sent. n. 343 dello 07.03.2017.
[3] Cass. sent. n. 22677 dello 08.11.2010.