Source: http://www.servizidipagamento.eu/social_lending.html
Timestamp: 2019-03-23 00:26:54+00:00
Document Index: 114911232

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art 106', 'art. 2447', 'art. 11', 'art. 106', 'art. 114', 'art. 106', 'art. 114', 'art. 1', 'art. 1', 'art 106']

Social lending - peer-to-peer lending o p2p lending - Servizi di pagamento per ISTITUTI di PAGAMENTO IP - Costituzione Organizzazione e Controllo I.P.Variazioni all'albo degli istituti di pagamento Albo istituito a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11
( peer-to-peer lending o p2p lending )
Social lending ( ancorché peer-to-peer lending o p2p lending ndr) è lo strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto;
C.I.C.R. è un organismo presieduto dal Ministro dell'economia e delle finanze al quale il Testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1º settembre 1993) attribuisce compiti di alta vigilanza in materia di credito e di tutela del risparmio.
Istituti di pagamento sono le imprese - di cui all’art. 1 n. 2 lett. h sexies) del T.U.B., diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, autorizzate a prestare i servizi di pagamento;
Istituti di Moneta Elettronica sono le imprese, di cui all’art. 1 n. 2 lett. h bis) del T.U.B.), diverse dalle banche, che emettono moneta elettronica;
Ibridi Finanziari sono costituiti come patrimoni destinati rappresentati da IP o IMEL, ibridi e, dalla società gemmante rappresentata dall’intermediario finanziario ex art 106 tub;
Ibridi non finanziari sono costituiti come patrimoni destinati rappresentati da IP o IMEL e dalla società gemmante rappresentata da azienda svolgente attività non finanziaria( produzione commerciale servizi);
Patrimonio destinato: L’art. 2447-septies, comma 2, stabilisce che “per ciascun patrimonio destinato gli amministratori redigono un separato rendiconto, allegato al bilancio, secondo quanto previsto dagli artt. 2423 e seguenti”.
Dal lato del gestore del portale, in quali casi la raccolta di fondi non è vietata poiché inquadrabile come prestazione di servizi di pagamento o emissione di moneta elettronica da parte di soggetti abilitati;
dal lato del prenditore di fondi, che – tenendo conto delle modalità operative tipiche delle piattaforme di social lending – la raccolta può considerarsi effettuata sulla base di una trattativa personalizzata e come tale ammessa, quando, pur in presenza di un’attività del gestore di supporto allo svolgimento delle trattative precedenti alla formazione del contratto, i prenditori e i finanziatori che utilizzano il portale sono in grado di incidere sulla determinazione delle clausole contrattuali con la propria volontà negoziale. Infine, considerato che l’attività di social lending è per propria natura suscettibile di coinvolgere un numero indeterminato di risparmiatori, le disposizioni di settore sottolineano come sia coerente con la ratio sottesa alla disciplina della raccolta del risparmio da parte di soggetti diversi dalle banche la fissazione di un limite massimo, di importo contenuto, ai fondi che ciascun prenditore può acquisire tramite il portale di social lending.
Il social lending è uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme on-line, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto;
L’operatività dei gestori dei portali on-line che svolgono attività di social lending (di seguito, gestori) e di coloro che prestano o raccolgono fondi tramite i suddetti portali (di seguito, rispettivamente, finanziatori e prenditori) è consentita nel rispetto delle norme che regolano le attività riservate dalla legge a particolari categorie di soggetti (ad esempio, attività bancaria, raccolta del risparmio presso il pubblico, concessione di credito nei confronti del pubblico, mediazione creditizia, prestazione dei servizi di pagamento);
Con specifico riferimento alla raccolta del risparmio tra il pubblico, tale attività è vietata, in linea di principio e salve le eccezioni di seguito richiamate, sia ai gestori sia ai prenditori. Peraltro, valgono anche per detti soggetti le deroghe al divieto di raccolta di risparmio tra il pubblico previste dall’art. 11 del TUB, nel rispetto delle modalità e dei limiti previsti dalla presenti disposizioni;
Per quanto riguarda i gestori, non costituisce quindi raccolta di risparmio tra il pubblico:
La ricezione di fondi da inserire in conti di pagamento utilizzati esclusivamente per la prestazione dei servizi di pagamento dai gestori medesimi, se autorizzati a operare come istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica o intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB autorizzati a prestare servizi di pagamento ai sensi dell’art. 114-novies, comma 4, del TUB;
La ricezione di fondi connessa all’emissione di moneta elettronica effettuata dai gestori a tal fine autorizzati;
Per quanto riguarda i prenditori, non costituisce raccolta di risparmio tra il pubblico:
L’acquisizione di fondi effettuata sulla base di trattative personalizzate con i singoli finanziatori. Al riguardo, avute presente le modalità operative tipiche delle piattaforme di social lending, le trattative possono essere considerate personalizzate allorché i prenditori e i finanziatori sono in grado di incidere con la propria volontà sulla determinazione delle clausole del contratto tra loro stipulato e il gestore del portale si limita a svolgere un’attività di supporto allo svolgimento delle trattative precedenti alla formazione del contratto- Tale condizione si considera rispettata, ad esempio, allorché il gestore predisponga un regolamento contrattuale standard che costituisce solo una base di partenza delle trattative, che devono essere in ogni caso svolte autonomamente dai contraenti, eventualmente avvalendosi di strumenti informatici forniti dal gestore;
La definizione di un limite massimo, di contenuto importo, all’acquisizione di fondi tramite portale on line di social lending da parte dei prenditori è coerente con la ratio sottesa alle disposizioni sulla raccolta di denaro, volta a impedire ai soggetti non bancari di raccogliere fondi per ammontare rilevante presso un numero indeterminato di risparmiatori. Sono comunque precluse ai gestori e ai prenditori la raccolta di fondi a vista e ogni altra forma di raccolta collegata all’emissione o alla gestione di mezzi di pagamento;
Istituti di pagamento,
Istituti di moneta elettronica o,
Intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB ancorché autorizzati a prestare servizi di pagamento ai sensi dell’art. 114-novies, comma 4, del TUB ( i cosiddetti ibridi finanziari).
Gli «istituti di pagamento» sono le imprese - di cui all’art. 1 n. 2 lett. h sexies) del T.U.B., diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, autorizzate a prestare i servizi di pagamento;
Gli «istituti di moneta elettronica» sono le imprese di cui all’art. 1 n. 2 lett. h bis del T.U.B.), diverse dalle banche, che emettono moneta elettronica
L’istituto di moneta elettronica (IMEL) preventivamente autorizzato, oltre a poter prestare i sette servizi di pagamento dell’I.P., potrà emettere anche moneta elettronica. La moneta elettronica va intesa come "valore monetario memorizzato elettronicamente, ivi inclusa la memorizzazione magnetica, rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente che sia emesso per effettuare operazioni di pagamento come definite all’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11, e che sia accettato da persone fisiche e giuridiche diverse dall’emittente;” in altri termini è rappresentato dalle carte prepagate e i conti prepagati.
Per quanto concerne gli Intermediari finanziari vigilati ex art 106 t.u.b “ Oltre alle attività di cui al comma - rappresentate dalla concessione di finanziamenti (ndr) - gli intermediari possono: emettere moneta elettronica e prestare servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’articolo 114–quinquies, comma 4, e iscritti nel relativo albo, oppure prestare solo servizi di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’articolo 114–novies, comma 4, e iscritti nel relativo albo;”. Lo stesso intermediario potrà essere autorizzato, previa costituzione di un patrimonio destinato che lo qualificherà come “Ibrido finanziario” avente la funzione di società gemmante mentre per i servizi di pagamento e/o emissione di moneta elettronica si farà riferimento al “patrimonio destinato”, debitamente costituito in conformità alle disposizioni civilistiche.
“gli istituti di pagamento che svolgono anche attività imprenditoriali diverse dalla prestazione dei servizi di pagamento costituiscano per la prestazione dei servizi di pagamento un patrimonio destinato;
gli istituti di moneta elettronica che svolgono anche attività imprenditoriali diverse dall'emissione di moneta elettronica e dalla prestazione dei servizi di pagamento non connessi con l'emissione di moneta elettronica costituiscano per l'emissione di moneta elettronica e per la prestazione dei servizi di pagamento un patrimonio destinato.”
4.1. L’autorità deputata a rilasciare l’autorizzazione per l’esecuzione dell’attività di social lending a un istituto, precedentemente costituito è la Banca d’Italia la quale verifica la sussistenza dei presupposti previsti dalle disposizioni di vigilanza.
L’attività di social lending che intende svolgere e le modalità di prestazione della stessa;
Le linee di sviluppo della medesima 'attività;
I principali investimenti attuati ovvero in corso di attuazione;
Con il Metodo di calcolo A il requisito patrimoniale dell'istituto è pari almeno al 10% dei costi operativi fissi dell'anno precedente. Con il Metodo di calcolo B il requisito patrimoniale dell'istituto è almeno pari alla somma delle quote dei volumi di pagamento (VP) di cui alle seguenti lettere da a) ad e) – in cui VP è pari ad un dodicesimo dell'importo complessivo delle operazioni di pagamento eseguite dall'istituto di pagamento nell'anno precedente.
Politiche, sistemi, risorse e procedure per la continuità e la regolarità dei servizi, volte a:
Per maggiori informazioni è possibile inviare una e-mail a assistenzaservizidipag@alice.it