Source: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/normativa/decretiecircolaribca/C24agosto1998n9.htm
Timestamp: 2017-11-24 22:17:31+00:00
Document Index: 112994662

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 4', 'art. 5', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10', 'art. 10']

CIRCOLARE 24 agosto 1998, n
CIRCOLARE 24 agosto 1998, n. 9
G.U.R.S. 2 gennaio 1999, n. 1
Articolo 10, quarto comma, della legge regionale n. 16/96. Direttive alle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali per l'espressione dei pareri previsti dall'art. 10, secondo comma, della legge regionale n. 16/96; deroghe al divieto generale di edificazione all'interno dei boschi e delle fasce forestali.
Alle Soprintendenze ai beni culturali ed ambientali
Alle sezioni tecnico-scientifiche delle Soprintendenze
La legge regionale n. 16/96, che ha riordinato complessivamente la legislazione in materia forestale, ha ribadito il previgente divieto generale di costruire all'interno dei boschi e delle fasce forestali (cfr. art. 10, 1° comma, legge regionale n. 16/96).
La stessa norma consente però ai comuni di derogare a quel divieto mediante specifiche previsioni di piano regolatore, e sempre nel rispetto di una volumetria massima assentibile (cfr. art. 10, II comma, legge regionale n. 16/96).
Su queste previsioni derogatorie la legge chiede il preventivo parere favorevole agli organi dell'Amministrazione forestale per i profili attinenti alla qualità del bosco e alla difesa idrogeologica; richiede altresì il preventivo parere favorevole della competente Soprintendenza (cfr. art. 10, III comma, legge regionale n. 16/96).
Questi ultimi pareri sono espressi in conformità a specifiche direttive assessoriali, sulle quali, assolvendo con ciò l'obbligo previsto dall'art. 4, quarto comma, della legge regionale n. 16/96, è stato sentito il 21 aprile 1998 il Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali.
Questo Assessorato ritiene che le direttive in questione non possono che essere quelle desunte dalla pianificazione paesaggistica regionale, cui questa stessa Amministrazione procede, e che sono anche deducibili dalle linee guida del piano territoriale paesistico regionale adottate ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e in corso di approvazione sotto i profili previsti e normati dall'art. 5 della predetta legge 29 giugno 1939, n. 1497.
Agli effetti di cui alla legge regionale n. 16/96, il suddetto documento - già notificato a tutte le Soprintendenza e ai comuni con assessoriale n. 1007 del 23 novembre 1996 - assolve la funzione di rendere percepibile ai terzi e alle Soprintendenze, chiamate a valutare gli strumenti urbanistici generali e le loro varianti nelle parti in cui introducono deroghe, nei limiti di legge, al generale divieto previsto dall'art. 10 della legge regionale n. 16/96, le valenze paesaggistiche che debbono essere sottolineate e valorizzate, come immodificabili, in sede di strumento urbanistico.
Siffatte linee di tendenza, nelle quali si traducono le presenti direttive, sono enucleabili dal complesso degli indirizzi e delle procedure delle linee guida, per i vari ambiti tematici e territoriali in cui esse sono articolate.
Le linee guida consentono di pervenire a un campo di indirizzi integrati che, prendendo in considerazione le aree limitrofe ai boschi sia dal punto di vista geomorfologico e percettivo della copertura vegetale, sia per la presenza di aree, manufatti o ritrovamenti di interesse storico, architettonico e archeologico, giunga a prospettare le relazioni che legano le aree boscate alle varie categorie di beni culturali e ambientali presenti nel contesto territoriale interessato dalle previsioni dello strumento urbanistico derogatorie rispetto al generale divieto di costruire.
Se questa funzione può riconoscersi alle linee guida, nel loro complesso, ciò è possibile se, e in quanto, le Soprintendenze destinatarie delle direttive procedano alla loro verifica a livello puntuale, e quindi con riferimento alle specifiche previsioni derogatorie di volta in volta prospettate dagli strumenti urbanistici generali o dalle loro varianti, supportate da una individuazione e rappresentazione cartografica dei beni e delle aree protette a scala adeguata, diversa e più dettagliata rispetto a quella ampia che contraddistingue le linee guida.
Nella cennata seduta del 21 aprile 1998, il Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali ha esattamente rilevato che “le direttive previste dall'art. 10, comma 4, della legge regionale n. 16/96, che possono essere date alle Soprintendenze regionali da parte dell'Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione in ordine alla concessione di eventuali richieste di deroga all'inedificabilità di cui all'art. 10, comma 1, della legge n. 16/96, debbono informarsi agli indirizzi generali espressi dalle linee guida del P.T.P.R. con riferimento ai vari sistemi e sottosistemi paesaggistici rappresentati nelle aree interessate.
In questa ottica le Soprintendenze, sulla base di un atto istruttorio che tenga conto degli indirizzi delle citate linee guida del P.T.P.R., possono negare (motivandola) o concedere deroga anche graduando l'indice di densità edilizia fino al massimo della cubatura consentita (0,30 m³/m²) ai sensi dell'art. 10, comma 2 della citata legge regionale n. 16/96”.
Questo Assessorato non mancherà di fornire a codeste Soprintendenze gli apporti di professionalità e competenze tecnico-scientifiche di cui esse dovranno necessitare per l'esame dei piani urbanistici in deroga al divieto ex art. 10, legge regionale n. 16/96 e per l'espressione del richiesto parere.
L'Assessore: CROCE
Approvata con decreto n. 7196 del 24 agosto 1998, registrato alla Corte dei conti il 13 ottobre 1998, reg. n. 1, fg. n. 207