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Timestamp: 2020-07-14 05:58:03+00:00
Document Index: 78844880

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 186', 'art. 131', 'art. 131', 'art. 2', 'art. 133', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131', 'art. 624', 'sentenza ', 'art. 131', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 131']

Rifiuto Di Sottoporsi Ad Alcoltest - Cassazione Penale 15/09/2017 N° 42255 - Legge semplice
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Rifiuto Di Sottoporsi Ad Alcoltest – Cassazione Penale 15/09/2017 N° 42255
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Numero: 42255
Testo completo della Sentenza Rifiuto di sottoporsi ad alcoltest – Cassazione penale 15/09/2017 n° 42255:
Sentenza 15 settembre 2017, n. 42255
Dott. BIANCHI Luisa – Presidente –
Dott. CIAMPI Francesco M. – rel. Consigliere –
Dott. SAVINO Mariapia G. – Consigliere –
Avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO DI MILANO in data 12 luglio 2016;
sentite le conclusioni del PG in persona della Dott.ssa Giuseppina Casella che ha chiesto l’annullamento senza rinvio ai sensi dell’art. 131 bis c.p..
1. Con l’impugnata sentenza resa in data 12 luglio 2016, la Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza del GIP del Tribunale di Varese in data 2 luglio 2015, appellata dall’imputato B.V.. Questi era stato tratto a giudizio e condannato alla pena ritenuta di giustizia (convertita ai sensi dell’art. 186 C.d.S., comma 9 bis) per essersi rifiutato di sottoporsi al test etilometrico (fatto accertato in (OMISSIS)).
2. Avverso tale decisione ricorre a mezzo del difensore di fiducia il B., lamentando violazione di legge e vizio motivazionale quanto alla mancata applicazione dell’art. 131 bis c.p..
4. In relazione alla richiesta di riconoscimento della causa di non punibilità di cui all’art. 131 bis c.p., va preliminarmente rappresentato che l’istituto si presenta di immediata applicazione, anche ai giudizi pendenti in appello e dinanzi al giudice di legittimità, trattandosi di disposizione normativa di pregnante rilevanza sostanziale, anche per gli effetti di cui all’art. 2 c.p., comma 4. A tale proposito la giurisprudenza di questa Corte ha evidenziato che ai fini dell’accertamento dei presupposti applicativi, che attengono appunto alla non abitualità della condotta e alla modesta offensività della azione e degli effetti di essa come interpretati sulla base dell’art. 133 c.p., il giudice di legittimità nel compiere una tale valutazione, non potrà che fondarsi su quanto emerso nel corso del giudizio di merito tenendo conto, in modo particolare, del richiamo all’eventuale espressione di giudizi che abbiano escluso la particolare tenuità del fatto (sez. 3, 8.4.2015 n.15449; sez. 4, 17.4.2015 n. 22381; da ultimo S.U. 25.2.2016 Tushaj, rv 266590). Nel caso in specie la richiesta di applicazione dell’istituto è stata formulata per la prima volta dinanzi al giudizio di appello il quale ha rigettato la richiesta richiamando la ratio perseguita dal legislatore che non rende minimale la violazione ascritta al B..
Il giudizio espresso dal giudice territoriale risulta pertanto del tutto privo di qualsiasi concreta ed effettiva verifica del quadro complessivo in cui si è manifestata la condotta antidoverosa, sia in relazione alle modalità della condotta, sia in relazione alla gravità del pericolo alla circolazione e alla integrità personale degli utenti della strada che dal fatto è derivato (cfr. sez. 4, 4.7.2014 M.G.M. N. n.35965 non massimata) con eventuali danni a cose o a persone. A tale proposito il giudice, nell’applicazione dell’istituto avrebbe dovuto procedere ad una valutazione dei fatti come emergenti dalla decisione di primo grado, con particolare riferimento alle specifiche valutazioni espresse in sentenza dal giudice di merito in ordine alla offensività della condotta, sia trarre elementi di valutazione dalla misura della pena applicata, qualora modulata in termini minimi edittali (sez. 4, 1.7.2015, Pasolini, Rv. 264357).
La sentenza impugnata deve pertanto essere annullata sul punto ma tenuto conto degli elementi che sono emersi dall’esame delle decisioni di merito è possibile pervenire ad una declaratoria di non punibilità ai sensi dell’art. 131 bis c.p. facendo applicazione delle regole proprie dell’art. 624 c.p.p., lett. l) in accordo con l’insegnamento della richiamata sentenza a sezioni Unite, anche se articolato in relazione a richiesta di applicazione del nuovo istituto di cui all’art. 131 bis c.p. dopo la pronuncia della sentenza di secondo grado (Tushaj cit. Rv. 266594). Invero ricorrono i presupposti per interpretare la condotta del conducente in termini di minore riprovevolezza del fatto, se solo si considera che al B. fu consentito di proseguire sino a casa alla guida dell’autovettura.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non è punibile ai sensi dell’art. 131 bis c.p.