Source: http://www.chimici.info/normativa/decreto-legislativo-22-giugno-2012-n-123-attuazione-della-direttiva-2009109ce-che-modifica-le-direttive-7791cee-78855cee-e-82891cee-e-la-direttiva-200556ce-per-quanto-riguarda-gli-obbl/
Timestamp: 2018-08-16 18:35:04+00:00
Document Index: 21356683

Matched Legal Cases: ['in fine', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 98', 'art. 187', 'art. 14', 'art.  187', 'art.  8', 'art. 2501', 'art.  2501', 'art. 2501', 'art.  2501', 'art. 2409', 'art.  64', 'art. 2501', 'art.\n2501', 'art.  2501', 'art.  2503', 'art.  2502', 'art. 2501', 'art. 2501', 'art.\n2501', 'art. 2445', 'art.  2505', 'art. 2501', 'art.\n2501', 'art. 2501', 'art. 2501', 'art.\n2502', 'art. 2505', 'art.  2501', 'art.\n2501', 'art. 2505', 'art. 2506', 'art.  2501', 'art.  2501', 'art. 2506', 'art.  2501', 'art. 2501']

DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 123 - Attuazione della direttiva 2009/109/CE, che modifica le direttive 77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE e la direttiva 2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. (12G0139) (GU n. 180 del 3-8-2012 | Chimici.info
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 123 – Attuazione della direttiva 2009/109/CE, che modifica le direttive 77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE e la direttiva 2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. (12G0139) (GU n. 180 del 3-8-2012
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 123 - Attuazione della direttiva 2009/109/CE, che modifica le direttive 77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE e la direttiva 2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. (12G0139) (GU n. 180 del 3-8-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/08/2012
Attuazione della direttiva 2009/109/CE,  che  modifica  le  direttive
77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE  e  la  direttiva  2005/56/CE  per
quanto  riguarda  gli  obblighi  in  materia  di   relazioni   e   di
documentazione in caso di fusioni e scissioni. (12G0139)
l’articolo 6;
Vista  la  direttiva  2009/109/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 16 settembre  2009,  che  modifica  le  direttive  del
Consiglio  77/91/CEE,  78/855/CEE  e  82/891/CEE   e   la   direttiva
2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e
di documentazione in caso di fusioni e scissioni;
1. All’articolo  2501-ter  del  codice  civile  sono  apportate  le
«Il progetto di fusione e’ depositato per l’iscrizione nel registro
delle imprese del luogo ove hanno sede le societa’ partecipanti  alla
fusione. In alternativa al deposito presso il registro delle  imprese
il  progetto  di  fusione  e’  pubblicato  nel  sito  Internet  della
societa’, con modalita’  atte  a  garantire  la  sicurezza  del  sito
medesimo, l’autenticita’ dei documenti e la certezza  della  data  di
pubblicazione.»;
b) al quarto comma dopo le parole: «l’iscrizione»  sono  inserite
le seguenti: «o la pubblicazione nel sito Internet».
2. All’articolo 2501-quater del codice  civile  sono  apportate  le
a) al primo comma le parole: «deve redigere» sono sostituite  dalla
seguente: «redige» e dopo le parole: «nella sede della societa’» sono
aggiunte  le  seguenti:  «ovvero  pubblicato  sul  sito  Internet  di
questa»;
b) al secondo comma le parole: «del giorno  del  deposito  indicato
nel primo comma» sono sostituite  dalle  seguenti:  «del  giorno  del
deposito o della pubblicazione indicato nel primo comma, ovvero,  nel
caso di societa’ quotata in mercati  regolamentati,  dalla  relazione
finanziaria semestrale prevista dalle  leggi  speciali,  purche’  non
riferita ad una data antecedente sei mesi dal giorno  di  deposito  o
pubblicazione indicato al primo comma»;
c)  e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  comma:  «La  situazione
patrimoniale non e’ richiesta se vi rinunciano all’unanimita’ i  soci
e i possessori di altri strumenti  finanziari  che  attribuiscono  il
diritto  di  voto  di  ciascuna  delle  societa’  partecipanti   alla
fusione.».
3. All’articolo 2501-quinquies del codice civile sono  aggiunti  in
fine i seguenti commi:
«L’organo amministrativo segnala ai soci in assemblea e  all’organo
amministrativo delle altre  societa’  partecipanti  alla  fusione  le
modifiche  rilevanti  degli  elementi  dell’attivo  e   del   passivo
eventualmente intervenute tra la data in cui il progetto  di  fusione
e’ depositato presso la sede della  societa’  ovvero  pubblicato  nel
sito Internet di questa e la data della decisione sulla fusione.
La relazione  di  cui  al  primo  comma  non  e’  richiesta  se  vi
rinunciano all’unanimita’ i soci e i possessori  di  altri  strumenti
finanziari che attribuiscono il diritto di  voto  di  ciascuna  delle
societa’ partecipanti alla fusione.».
4. All’articolo 2501-sexies del codice  civile  sono  apportate  le
a) al primo comma le  parole:  «devono  redigere»  sono  sostituite
dalla seguente: «redigono»;
b) all’ottavo comma dopo le  parole:  «i  soci»  sono  inserite  le
seguenti:  «e  i  possessori  di  altri  strumenti   finanziari   che
attribuiscono il diritto di voto».
5. All’articolo 2501-septies del codice civile  sono  apportate  le
a) al primo comma  dopo  le  parole:  «nella  sede  delle  societa’
partecipanti  alla  fusione,»  sono  inserite  le  seguenti:  «ovvero
pubblicati sul sito Internet delle stesse,»;
b) al numero 1) del primo comma le parole: «con le relazioni»  sono
sostituite dalle seguenti: «con le relazioni, ove redatte,»;
«3) le situazioni patrimoniali  della  societa’  partecipanti  alla
fusione ove redatte a norma dell’articolo 2501-quater,  primo  comma,
ovvero, nel caso previsto dall’articolo 2501-quater,  secondo  comma,
la relazione finanziaria semestrale»;
d) al secondo comma sono aggiunti in fine i seguenti periodi: «Su
richiesta del socio le copie gli sono trasmesse  telematicamente.  La
societa’ non e’ tenuta a fornire copia  dei  documenti,  qualora  gli
stessi siano stati pubblicati sul sito Internet  della  societa’  dal
quale sia possibile effettuarne liberamente copia o stampa.».
6. All’articolo 2503, primo  comma,  del  codice  civile,  dopo  le
parole: «anteriori all’iscrizione» sono inserite le seguenti: «o alla
pubblicazione».
7. All’articolo 2505 del codice civile sono apportate  le  seguenti
a) al secondo  comma  le  parole:  «le  disposizioni  dell’articolo
2501-ter  e,  quanto  alla  societa’   incorporante,   anche   quelle
dell’articolo  2501-septies,  primo  comma,  numeri  1  e   2»   sono
sostituite dalle seguenti: «le disposizioni  dell’articolo  2501-ter,
terzo e quarto comma, nonche’,  quanto  alla  societa’  incorporante,
quelle dell’articolo 2501-septies»;
b) al terzo comma dopo le parole: «entro otto giorni dal  deposito»
sono inserite le seguenti: «o dalla pubblicazione».
8. All’articolo  2505-bis  del  codice  civile  sono  apportate  le
a) al primo  comma  le  parole:  «dell’articolo  2501-sexies»  sono
sostituite   dalle    seguenti:    «degli    articoli    2501-quater,
2501-quinquies, 2501-sexies e 2501-septies»;
b) al secondo comma le parole: «dell’articolo  2501-septies,  primo
comma, numeri 1 e 2» sono sostituite dalle  seguenti:  «dell’articolo
2501-septies» e le parole: «l’iscrizione  prevista»  sono  sostituite
dalla seguenti: «l’iscrizione o la pubblicazione prevista».
9. Il quinto comma dell’articolo  2506-bis  del  codice  civile  e’
«Il progetto  di  scissione  e’  depositato  per  l’iscrizione  nel
registro delle imprese ovvero  pubblicato  sul  sito  Internet  della
societa’ a norma dell’articolo 2501-ter, commi terzo e quarto.».
10. All’articolo 2506-ter  del  codice  civile  sono  apportate  le
a) al terzo comma le parole: «la  relazione  ivi  prevista  non  e’
richiesta»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «la   situazione
patrimoniale  prevista  dall’articolo  2501-quater  e  le   relazioni
previste  dagli  articoli  2501-quinquies  e  2501-sexies,  non  sono
richieste»;
b) al quinto  comma  dopo  la  parola:  «2505,»  sono  inserite  le
seguenti: «primo e secondo comma,».
– Il testo dell’art. 6 della legge 15 dicembre 2011, n.
217 (Disposizioni per l’adempimento di  obblighi  derivanti
Legge  comunitaria   2010),   pubblicata   nella   Gazzetta
«Art. 6  (Delega  al  Governo  per  l’attuazione  delle
direttive  2009/65/CE,   in   materia   di   organismi   di
investimento collettivo in valori  mobiliari,  2009/109/CE,
concernente obblighi  informativi  in  caso  di  fusioni  e
scissioni, e 2009/110/CE, relativa agli istituti di  moneta
elettronica). – 1. Il  Governo  e’  delegato  ad  adottare,
presente legge, su proposta del  Presidente  del  Consiglio
dei Ministri o del Ministro per le politiche europee e  del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto  con  i
Ministri degli affari esteri e della giustizia, uno o  piu’
decreti legislativi  per  dare  attuazione  alla  direttiva
2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  13
luglio   2009,   concernente   il    coordinamento    delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in
materia di taluni organismi di investimento  collettivo  in
valori  mobiliari  (OICVM)  (rifusione),   alla   direttiva
2009/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del  16
settembre 2009, che modifica  le  direttive  del  Consiglio
77/91/CEE,  78/855/CEE  e   82/891/CEE   e   la   direttiva
2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in  materia  di
relazioni  e  di  documentazione  in  caso  di  fusioni   e
scissioni, e  alla  direttiva  2009/110/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente
l’avvio,   l’esercizio   e   la    vigilanza    prudenziale
dell’attivita’ degli istituti di  moneta  elettronica,  che
modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e che  abroga
la direttiva 2000/46/CE.
2. Nella predisposizione del  decreto  legislativo  per
l’attuazione  della  direttiva  2009/65/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, il Governo  e’
tenuto al  rispetto,  oltre  che  dei  principi  e  criteri
direttivi generali di cui all’art. 2 della legge  4  giugno
2010, n. 96, in  quanto  compatibili,  anche  dei  seguenti
principi e criteri direttivi specifici:
a) apportare  al  testo  unico  delle  disposizioni  in
materia di intermediazione finanziaria, di cui  al  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n.  58,  le  modifiche  e  le
integrazioni   necessarie   al   corretto   ed    integrale
recepimento della direttiva  e  delle  relative  misure  di
esecuzione  nell’ordinamento  nazionale,  confermando,  ove
opportuno,  il  ricorso  alla   disciplina   secondaria   e
attribuendo le competenze e  i  poteri  di  vigilanza  alla
Banca d’Italia e alla Commissione nazionale per le societa’
e la borsa (CONSOB) secondo quanto previsto dagli  articoli
5 e 6 del citato testo unico;
b) prevedere,  in  conformita’  alla  disciplina  della
direttiva in esame, le necessarie modifiche alle norme  del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 58  del
1998, per consentire  che  una  societa’  di  gestione  del
risparmio  possa  istituire  e  gestire  fondi  comuni   di
investimento armonizzati in altri Stati membri  e  che  una
societa’ di gestione armonizzata possa istituire e  gestire
fondi comuni di investimento armonizzati in Italia;
c) prevedere, in conformita’ alle  definizioni  e  alla
disciplina della direttiva in esame, le opportune modifiche
alle norme  del  citato  testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo  n.  58  del   1998   concernenti   la   libera
prestazione dei servizi e la liberta’ di stabilimento delle
societa’  di  gestione  armonizzate,  anche  al   fine   di
garantire che una societa’ di gestione armonizzata operante
in Italia sia tenuta a  rispettare  le  norme  italiane  in
materia di costituzione e di funzionamento dei fondi comuni
di investimento armonizzati, e che la prestazione in Italia
del servizio di gestione collettiva del risparmio da  parte
di  succursali  delle  societa’  di  gestione   armonizzate
avvenga  nel  rispetto  delle   regole   di   comportamento
stabilite nel citato testo unico;
d) attribuire alla Banca d’Italia  e  alla  CONSOB,  in
relazione alle rispettive competenze, i poteri di vigilanza
e di indagine previsti dall’art. 98 della citata  direttiva
2009/65/CE, secondo  i  criteri  e  le  modalita’  previsti
dall’art. 187-octies del  citato  testo  unico  di  cui  al
decreto  legislativo  n.  58   del   1998,   e   successive
e) modificare, ove necessario, il citato testo unico di
cui al decreto legislativo n. 58 del 1998 per  recepire  le
disposizioni  della  direttiva  in   materia   di   fusioni
transfrontaliere di OICVM e di strutture master-feeder;
f) introdurre norme di coordinamento con la  disciplina
fiscale vigente in materia di OICVM;
g) ridefinire con opportune modifiche,  in  conformita’
alle definizioni e alla disciplina della  citata  direttiva
2009/65/CE, le norme del  citato  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo n. 58 del 1998 concernenti l’offerta in
Italia  di  quote   di   fondi   comuni   di   investimento
armonizzati;
h) attuare le misure di tutela dell’investitore secondo
quanto  previsto  dalla  direttiva,  in   particolare   con
riferimento  alle   informazioni   per   gli   investitori,
adeguando la  disciplina  dell’offerta  al  pubblico  delle
quote o azioni di OICVM aperti;
i) prevedere l’applicazione di sanzioni  amministrative
pecuniarie per  le  violazioni  delle  regole  dettate  nei
confronti  delle  societa’  di   gestione   del   risparmio
armonizzate in attuazione della  direttiva,  in  linea  con
quelle gia’ stabilite dal citato  testo  unico  di  cui  al
decreto legislativo n. 58 del 1998, e  nei  limiti  massimi
ivi previsti, in tema di disciplina degli intermediari;
l) in coerenza con quanto  previsto  alla  lettera  i),
apportare  alla  disciplina  complessivamente  vigente   in
materia sanzionatoria ai sensi del citato  testo  unico  di
cui al decreto legislativo n. 58 del 1998 le  modificazioni
occorrenti per assicurare,  in  ogni  caso  senza  nuovi  o
maggiori oneri per la  finanza  pubblica,  l’armonizzazione
dei  criteri  applicativi  e  delle   relative   procedure,
efficaci misure  di  deflazione  del  contenzioso,  nonche’
l’adeguamento  della  disciplina  dei  controlli  e   della
vigilanza e delle forme e dei limiti della  responsabilita’
dei soggetti preposti, comunque nel rispetto del  principio
di proporzionalita’ e anche avendo riguardo  agli  analoghi
modelli normativi nazionali o dell’Unione  europea,  a  tal
fine prevedendo:
1)  in   presenza   di   mutamenti   della   disciplina
applicabile, l’estensione del principio del favor rei;
2)  la  generalizzazione  della  responsabilita’  delle
persone  fisiche  responsabili  che  svolgono  funzioni  di
amministrazione, direzione e controllo  per  le  violazioni
previste  dal  citato  testo  unico,  con   responsabilita’
solidale dell’ente di appartenenza e diritto di regresso di
quest’ultimo nei confronti delle prime;
3) l’estensione dell’istituto dell’oblazione e di altri
strumenti    deflativi     del     contenzioso,     nonche’
l’introduzione,  con  gli  opportuni   adattamenti,   della
disciplina prevista ai sensi dell’art. 14-ter  della  legge
10 ottobre 1990,  n.  287,  per  le  violazioni  di  natura
organizzativa  o  procedurale  previste  nell’ambito  della
disciplina degli intermediari e dei mercati;
4) una revisione dei minimi e dei massimi edittali,  in
modo  tale  da  assicurare  il  rispetto  dei  principi  di
proporzionalita’,  dissuasivita’  e  adeguatezza   previsti
dalla normativa dell’Unione europea;
5) una nuova disciplina relativa alla  pubblicita’  dei
procedimenti  conclusi  con  l’oblazione,  fermo   restando
quanto previsto  dall’art.  187-septies,  comma  3,  ultimo
periodo, del testo unico di cui al decreto  legislativo  n.
58 del 1998;
6) la destinazione delle risorse del Fondo di  garanzia
per i risparmiatori e gli investitori, di  cui  all’art.  8
del decreto legislativo  8  ottobre  2007,  n.  179,  anche
all’indennizzo, nei limiti delle disponibilita’ del  Fondo,
dei danni patrimoniali conseguenti  alle  violazioni  delle
disposizioni di cui alle parti III e IV del testo unico  di
cui al decreto legislativo n. 58 del 1998, apportando  alla
disciplina del Fondo medesimo gli adeguamenti necessari;
m) prevedere, in  conformita’  alle  definizioni,  alla
disciplina della citata direttiva 2009/65/CE e  ai  criteri
direttivi previsti  dalla  presente  legge,  le  occorrenti
modificazioni alla normativa vigente, anche di  derivazione
comunitaria, per i settori interessati dalla  normativa  da
attuare, al fine di realizzare  il  migliore  coordinamento
con le altre disposizioni vigenti;
n) apportare al citato testo unico di  cui  al  decreto
legislativo n. 58 del 1998 le integrazioni  necessarie  per
definire la disciplina applicabile ai fondi gestiti da  una
societa’ di gestione del risparmio  (SGR)  in  liquidazione
coatta amministrativa e per prevedere, anche  nei  casi  in
cui  la  SGR  non  sia  sottoposta  a  liquidazione  coatta
amministrativa, meccanismi di adeguata tutela dei creditori
qualora le attivita’  del  fondo  siano  insufficienti  per
l’adempimento delle relative obbligazioni.
derivare nuovi o maggiori oneri ne’ minori entrate a carico
della finanza pubblica  e  le  amministrazioni  interessate
devono svolgere le attivita’ previste con le risorse umane,
finanziarie  e  strumentali  disponibili   a   legislazione
– La direttiva 2009/109/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
2 ottobre 2009, n. L 259.
– Il testo dell’art. 2501-ter del Codice  civile,  come
«Art.  2501-ter  (Progetto  di  fusione).  –   L’organo
amministrativo delle  societa’  partecipanti  alla  fusione
redige un progetto di fusione, dal  quale  devono  in  ogni
caso risultare:
1) il tipo, la denominazione o ragione sociale, la sede
delle societa’ partecipanti alla fusione;
2) l’atto costitutivo della nuova  societa’  risultante
dalla fusione o di quella incorporante,  con  le  eventuali
modificazioni derivanti dalla fusione;
3) il rapporto di cambio delle azioni o quote,  nonche’
l’eventuale conguaglio in danaro;
4) le modalita’ di assegnazione delle  azioni  o  delle
quote della societa’ che risulta dalla fusione o di  quella
incorporante;
5) la data dalla quale tali azioni o quote  partecipano
6) la data a decorrere dalla quale le operazioni  delle
societa’  partecipanti  alla  fusione  sono   imputate   al
bilancio della societa’ che  risulta  dalla  fusione  o  di
quella incorporante;
7) il trattamento eventualmente riservato a particolari
categorie di soci e ai possessori di titoli  diversi  dalle
8) i  vantaggi  particolari  eventualmente  proposti  a
favore dei soggetti  cui  compete  l’amministrazione  delle
societa’ partecipanti alla fusione.
Il conguaglio in danaro  indicato  nel  numero  3)  del
comma precedente non puo’ essere  superiore  al  dieci  per
cento del  valore  nominale  delle  azioni  o  delle  quote
Il progetto di fusione e’ depositato  per  l’iscrizione
nel registro delle imprese del  luogo  ove  hanno  sede  le
societa’  partecipanti  alla  fusione.  In  alternativa  al
deposito presso il registro delle imprese  il  progetto  di
fusione e’ pubblicato nel sito Internet della societa’, con
modalita’ atte a garantire la sicurezza del sito  medesimo,
l’autenticita’ dei documenti e la certezza  della  data  di
Tra l’iscrizione o la pubblicazione nel  sito  internet
del progetto e la data fissata per la decisione  in  ordine
alla fusione  devono  intercorrere  almeno  trenta  giorni,
salvo  che  i  soci  rinuncino  al  termine  con   consenso
unanime.».
– Il testo dell’art.  2501-quater  del  Codice  civile,
«Art. 2501-quater (Situazione patrimoniale). – L’organo
redige,  con  l’osservanza   delle   norme   sul   bilancio
d’esercizio,  la  situazione  patrimoniale  delle  societa’
stesse,  riferita  ad  una  data  non  anteriore  di  oltre
centoventi giorni al giorno in cui il progetto  di  fusione
e’ depositato nella sede della societa’  ovvero  pubblicato
sul sito internet di questa.
La situazione patrimoniale puo’ essere  sostituita  dal
bilancio dell’ultimo esercizio, se questo e’  stato  chiuso
non oltre sei mesi prima del giorno del  deposito  o  della
pubblicazione indicato nel primo comma, ovvero, nel caso di
societa’ quotata in mercati regolamentati, dalla  relazione
finanziaria  semestrale  prevista  dalle  leggi   speciali,
purche’ non riferita ad una data antecedente sei  mesi  dal
giorno di deposito o pubblicazione indicato al primo comma.
La situazione  patrimoniale  non  e’  richiesta  se  vi
rinunciano all’unanimita’ i soci e i  possessori  di  altri
strumenti finanziari che attribuiscono il diritto  di  voto
di ciascuna delle societa’ partecipanti alla fusione.».
– Il testo dell’art. 2501-quinquies del Codice  civile,
«Art.     2501-quinquies     (Relazione     dell’organo
amministrativo). – L’organo amministrativo  delle  societa’
partecipanti alla fusione deve  predisporre  una  relazione
che illustri e giustifichi, sotto il profilo  giuridico  ed
economico, il progetto  di  fusione  e  in  particolare  il
rapporto di cambio delle azioni o delle quote.
La relazione deve indicare i criteri di  determinazione
del rapporto  di  cambio.  Nella  relazione  devono  essere
segnalate le eventuali difficolta’ di valutazione.
L’organo amministrativo segnala ai soci in assemblea  e
all’organo amministrativo delle altre societa’ partecipanti
alla  fusione  le  modifiche   rilevanti   degli   elementi
dell’attivo e del passivo eventualmente intervenute tra  la
data in cui il progetto di fusione e’ depositato presso  la
sede della societa’ ovvero pubblicato nel sito Internet  di
questa e la data della decisione sulla fusione.
La relazione di cui al primo comma non e’ richiesta  se
vi rinunciano all’unanimita’ i soci e i possessori di altri
– Il testo dell’art.  2501-sexies  del  Codice  civile,
«Art. 2501-sexies (Relazione degli esperti).  –  Uno  o
piu’ esperti per ciascuna societa’ redigono  una  relazione
sulla congruita’ del rapporto  di  cambio  delle  azioni  o
delle quote, che indichi:
a) il metodo o i metodi seguiti per  la  determinazione
del rapporto di  cambio  proposto  e  i  valori  risultanti
dall’applicazione di ciascuno di essi;
b) le eventuali difficolta’ di valutazione.
La  relazione  deve  contenere,  inoltre,   un   parere
sull’adeguatezza del metodo o dei  metodi  seguiti  per  la
determinazione del rapporto  di  cambio  e  sull’importanza
relativa attribuita a ciascuno di essi nella determinazione
del valore adottato.
L’esperto o gli esperti sono scelti tra i  soggetti  di
cui al primo comma dell’art. 2409-bis  e,  se  la  societa’
incorporante o la societa’ risultante dalla fusione e’  una
societa’ per azioni  o  in  accomandita  per  azioni,  sono
designati dal  tribunale  del  luogo  in  cui  ha  sede  la
societa’.  Se   la   societa’   e’   quotata   in   mercati
regolamentati, l’esperto  e’  scelto  tra  le  societa’  di
revisione  sottoposte  alla  vigilanza  della   Commissione
nazionale per le societa’ e la borsa.
In ogni caso, le  societa’  partecipanti  alla  fusione
possono congiuntamente richiedere al tribunale del luogo in
cui ha sede la societa’ risultante dalla fusione  o  quella
incorporante la nomina di uno o piu’ esperti comuni.
Ciascun esperto ha diritto di ottenere  dalle  societa’
partecipanti  alla  fusione  tutte  le  informazioni  e   i
documenti utili e di procedere ad ogni necessaria verifica.
L’esperto risponde  dei  danni  causati  alle  societa’
partecipanti alle fusioni, ai loro  soci  e  ai  terzi.  Si
applicano  le  disposizioni  dell’art.  64  del  codice  di
Ai soggetti di cui ai precedenti terzo e  quarto  comma
e’ altresi’ affidata, in ipotesi di fusione di societa’  di
persone con societa’ di capitali, la relazione di stima del
patrimonio della societa’  di  persone  a  norma  dell’art.
di ciascuna societa’ partecipante alla fusione.».
– Il testo dell’art. 2501-septies  del  Codice  civile,
«Art. 2501-septies (Deposito di atti). – Devono restare
depositati in copia nella sede delle societa’  partecipanti
alla fusione, ovvero pubblicati  sul  sito  internet  delle
stesse durante i trenta giorni che precedono  la  decisione
in ordine alla fusione,  salvo  che  i  soci  rinuncino  al
termine con consenso unanime,  e  finche’  la  fusione  sia
decisa:
1)  il  progetto  di  fusione  con  le  relazioni,  ove
redatte,   indicate   negli   articoli   2501-quinquies   e
2501-sexies;
2) i bilanci degli ultimi tre esercizi  delle  societa’
partecipanti alla fusione, con le  relazioni  dei  soggetti
cui compete l’amministrazione e la revisione legale;
3)   le   situazioni   patrimoniali   della    societa’
partecipanti alla fusione ove  redatte  a  norma  dell’art.
2501-quater,  primo  comma,  ovvero,  nel   caso   previsto
dall’art.  2501-quater,   secondo   comma,   la   relazione
finanziaria semestrale.
I soci hanno diritto  di  prendere  visione  di  questi
documenti e di ottenerne gratuitamente copia. Su  richiesta
del socio le copie gli sono trasmesse  telematicamente.  La
societa’ non e’  tenuta  a  fornire  copia  dei  documenti,
qualora gli stessi siano stati pubblicati sul sito Internet
della  societa’  dal  quale   sia   possibile   effettuarne
liberamente copia o stampa.».
– Il testo  dell’art.  2503  del  Codice  civile,  come
«Art. 2503 (Opposizione dei creditori).  –  La  fusione
puo’ essere attuata solo dopo sessanta  giorni  dall’ultima
delle iscrizioni previste  dall’art.  2502-bis,  salvo  che
consti il consenso dei  creditori  delle  societa’  che  vi
partecipano anteriori all’iscrizione o  alla  pubblicazione
prevista nel terzo comma dell’art. 2501-ter, o il pagamento
dei creditori che non hanno dato  il  consenso,  ovvero  il
deposito delle somme corrispondenti presso una banca, salvo
che la relazione di cui all’art. 2501-sexies  sia  redatta,
per  tutte  le  societa’  partecipanti  alla  fusione,   da
un’unica societa’ di revisione la quale asseveri, sotto  la
propria responsabilita’ ai sensi del sesto comma  dell’art.
2501-sexies, che la situazione patrimoniale  e  finanziaria
delle  societa’  partecipanti  alla   fusione   rende   non
necessarie garanzie a tutela dei suddetti creditori.
Se non ricorre alcuna di tali  eccezioni,  i  creditori
indicati al comma precedente possono, nel suddetto  termine
di sessanta giorni, fare opposizione.  Si  applica  in  tal
caso l’ultimo comma dell’art. 2445.».
– Il testo  dell’art.  2505  del  Codice  civile,  come
«Art.  2505  (Incorporazione  di  societa’  interamente
possedute).  –  Alla  fusione  per  incorporazione  di  una
societa’ in un’altra che possiede  tutte  le  azioni  o  le
quote  della  prima  non  si  applicano   le   disposizioni
dell’art. 2501-ter, primo comma, numeri 3), 4) e 5) e degli
articoli 2501-quinquies e 2501-sexies.
L’atto costitutivo o lo statuto puo’ prevedere  che  la
fusione per incorporazione di una societa’ in un’altra  che
possiede tutte le azioni o le quote della prima sia decisa,
con  deliberazione  risultante  da   atto   pubblico,   dai
rispettivi  organi   amministrativi,   sempre   che   siano
rispettate,  con  riferimento  a  ciascuna  delle  societa’
partecipanti  alla  fusione,  le   disposizioni   dell’art.
2501-ter,  terzo  e  quarto  comma,  nonche’,  quanto  alla
societa’ incorporante, quelle dell’art. 2501-septies.
I soci della societa’  incorporante  che  rappresentano
almeno il cinque per cento del capitale sociale possono  in
ogni caso, con domanda indirizzata alla societa’ entro otto
giorni dal deposito o dalla pubblicazione di cui  al  terzo
comma dell’art. 2501-ter,  chiedere  che  la  decisione  di
approvazione della  fusione  da  parte  della  incorporante
medesima sia adottata a norma  del  primo  comma  dell’art.
2502.».
– Il testo dell’art. 2505-bis del Codice  civile,  come
«Art. 2505-bis (Incorporazione di societa’ possedute al
novanta per cento). – Alla fusione  per  incorporazione  di
una o piu’ societa’ in  un’altra  che  possiede  almeno  il
novanta  per  cento  delle  loro  azioni  o  quote  non  si
applicano  le  disposizioni  degli  articoli   2501-quater,
2501-quinquies, 2501-sexies e 2501-septies,  qualora  venga
concesso agli altri  soci  della  societa’  incorporata  il
diritto di far acquistare le  loro  azioni  o  quote  dalla
societa’ incorporante per un corrispettivo determinato alla
stregua dei criteri previsti per il recesso.
L’atto costitutivo o lo statuto possono  prevedere  che
la fusione per incorporazione di una  o  piu’  societa’  in
un’altra che possiede almeno il  novanta  per  cento  delle
loro azioni  o  quote  sia  decisa,  quanto  alla  societa’
incorporante,   dal   suo   organo   amministrativo,    con
deliberazione risultante da atto pubblico, sempre che siano
rispettate le disposizioni dell’art.  2501-septies,  e  che
l’iscrizione  o   la   pubblicazione   prevista   dall’art.
2501-ter,  terzo  comma,  sia  fatta,   per   la   societa’
incorporante, almeno trenta giorni prima della data fissata
per  la  decisione  di  fusione  da  parte  della  societa’
Si applica  la  disposizione  di  cui  al  terzo  comma
dell’art. 2505.».
– Il testo dell’art. 2506-bis del Codice  civile,  come
«Art. 2506-bis  (Progetto  di  scissione).  –  L’organo
amministrativo delle societa’ partecipanti  alla  scissione
redige un  progetto  dal  quale  devono  risultare  i  dati
indicati nel primo  comma  dell’art.  2501-ter  ed  inoltre
l’esatta  descrizione  degli   elementi   patrimoniali   da
assegnare  a  ciascuna  delle   societa’   beneficiarie   e
dell’eventuale conguaglio in danaro.
Se la destinazione di un elemento  dell’attivo  non  e’
desumibile dal progetto, esso, nell’ipotesi di assegnazione
dell’intero patrimonio della societa’ scissa, e’  ripartito
tra le societa’ beneficiarie in proporzione della quota del
patrimonio netto assegnato a ciascuna di esse,  cosi’  come
valutato ai  fini  della  determinazione  del  rapporto  di
cambio; se l’assegnazione del patrimonio della societa’  e’
solo parziale, tale elemento rimane in capo  alla  societa’
trasferente.
Degli elementi del passivo, la cui destinazione non  e’
desumibile dal progetto, rispondono in  solido,  nel  primo
caso, le societa’ beneficiarie,  nel  secondo  la  societa’
scissa  e  le  societa’  beneficiarie.  La  responsabilita’
solidale e’ limitata al  valore  effettivo  del  patrimonio
netto attribuito a ciascuna societa’ beneficiaria.
Dal progetto di scissione devono risultare i criteri di
distribuzione  delle  azioni   o   quote   delle   societa’
beneficiarie. Qualora il progetto preveda una  attribuzione
delle partecipazioni ai soci non  proporzionale  alla  loro
quota di partecipazione originaria,  il  progetto  medesimo
deve prevedere il diritto dei soci  che  non  approvino  la
scissione di far acquistare le proprie  partecipazioni  per
un  corrispettivo  determinato  alla  stregua  dei  criteri
previsti per il recesso, indicando coloro a cui  carico  e’
posto l’obbligo di acquisto.
Il progetto di scissione e’ depositato per l’iscrizione
nel registro  delle  imprese  ovvero  pubblicato  sul  sito
Internet della societa’ a norma dell’art.  2501-ter,  commi
terzo e quarto.».
– Il testo dell’art. 2506-ter del Codice  civile,  come
«Art.  2506-ter   (Norme   applicabili).   –   L’organo
redige  la   situazione   patrimoniale   e   la   relazione
illustrativa in conformita’  agli  articoli  2501-quater  e
2501-quinquies.
La relazione dell’organo  amministrativo  deve  inoltre
illustrare i criteri di distribuzione delle azioni o  quote
e deve indicare il valore effettivo  del  patrimonio  netto
assegnato  alle  societa’  beneficiarie  e  di  quello  che
eventualmente rimanga nella societa’ scissa.
Si  applica  alla  scissione  l’art.  2501-sexies;   la
situazione patrimoniale prevista dall’art. 2501-quater e le
relazioni  previste   dagli   articoli   2501-quinquies   e
2501-sexies, non sono richieste quando la scissione avviene
mediante la costituzione di una o piu’ nuove societa’ e non
siano previsti criteri di attribuzione delle azioni o quote
diversi da quello proporzionale.
Con il consenso unanime dei soci e  dei  possessori  di
altri strumenti finanziari che danno diritto di voto  nelle
societa’    partecipanti    alla     scissione     l’organo
amministrativo puo’ essere esonerato  dalla  redazione  dei
documenti previsti nei precedenti commi.
Sono altresi’ applicabili alla scissione  gli  articoli
2501-septies,  2502,  2502-bis,   2503,   2503-bis,   2504,
2504-ter,  2504-quater,  2505,  primo  e   secondo   comma,
2505-bis e  2505-ter.  Tutti  i  riferimenti  alla  fusione
contenuti in detti articoli s’intendono riferiti anche alla
scissione.».
1. L’articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 30  maggio  2008,
n. 108, e’ abrogato.
–  Il  decreto  legislativo  30  maggio  2008,  n.  108
(Attuazione  della  direttiva  2005/56/CE,  relativa   alle
fusioni  transfrontaliere  delle  societa’  di   capitali),
modificato  dal  presente  decreto,  e’  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale 17 giugno 2008, n. 140.
DECRETO LEGISLATIVO 22 giugno 2012, n. 123 – Attuazione della direttiva 2009/109/CE, che modifica le direttive 77/91/CEE, 78/855/CEE e 82/891/CEE e la direttiva 2005/56/CE per quanto riguarda gli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. (12G0139) (GU n. 180 del 3-8-2012 redazione redazione 2015-05-19T09:12:35+00:00