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Timestamp: 2020-07-13 20:47:34+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 366', 'art. 7', 'art. 615']

Sentenza Cassazione Civile n. 26325 del 17/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26325 del 17/10/2019
Cassazione civile sez. III, 17/10/2019, (ud. 13/09/2019, dep. 17/10/2019), n.26325
sul ricorso iscritto al n. 13842/2016 R.G. proposto da:
S.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Saverio Cosi, con
avverso la sentenza n. 24012 del Tribunale di Roma depositata il 30
S.A. ha impugnato, innanzi al Giudice di Pace di Roma, un avviso bonario, convenendo in giudizio l’agente di riscossione Equitalia Sud s.p.a. e l’ente impositore Roma Capitale.
L’opposizione è stata dichiarata inammissibile in quanto tardivamente proposta.
Lo S. ha impugnato la decisione, ma il Tribunale di Roma, in funzione di giudice d’appello, ha respinto il gravame.
La sentenza è stata fatta oggetto di ricorso per cassazione, da parte dello S., per un unico motivo. Le parti intimate non hanno svolto attività difensiva.
Il ricorso è inammissibile, in quanto privo dell’esposizione, ancorchè sommaria, dei fatti di causa. Esso quindi non soddisfa i requisiti di specificità di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6.
In particolare, il ricorso in esame va ascritto al genere dei c.d. ricorsi assemblati, ossia nei quali l’esposizione dei fatti di causa è sostituita dalla mera interpolazione grafica o dalla testuale riproduzione degli atti dei gradi di merito. Il ricorso per cassazione redatto mediante assemblaggio – cioè attraverso la pedissequa riproduzione dell’intero, letterale, contenuto degli atti processuali è carente del requisito di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, che non può, a fronte dell’utilizzo di tale tecnica, neppure essere desunto, per estrapolazione, dall’illustrazione del o dei motivi (Sez. 6 – 3, Sentenza n. 3385 del 22/02/2016, Rv. 638771). Ciò in quanto la tecnica di redazione mediante integrale riproduzione di una serie di documenti si traduce in un’esposizione dei fatti non sommaria, in violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3, e comporta un mascheramento dei dati effettivamente rilevanti, tanto da risolversi in un difetto di autosufficienza (Sez. 5, Sentenza n. 18363 del 18/09/2015, Rv. 636551).
Sebbene tale rilievo sia assorbente, non è superfluo aggiungere che lo stesso sarebbe anche manifestamente infondato. Intatti, i giudici di merito hanno fatto corretta applicazione del principio affermato dalle Sezioni Unite, secondo cui l’opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria, comminata per violazione del codice della strada, ove la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata, in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione, deve essere proposta ai sensi del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7 e non nelle forme dell’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., e, pertanto, entro trenta giorni dalla notificazione della cartella. (Sez. U, Sentenza n. 22080 del 22/09/2017, Rv. 645323 – 01).
Non si fa luogo alla liquidazione delle spese processuali, poichè le parti intimate non hanno svolto attività difensiva.