Source: https://it.vlex.com/vid/n-271-ordinanza-atto-589192862
Timestamp: 2020-04-06 05:48:37+00:00
Document Index: 140491771

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26', 'art. 26']

n. 271 ORDINANZA (Atto di promovimento) 30 giugno 2015 - - 09 Dicembre 2015 - Gazzetta Ufficiale - Legislazione - VLEX 589192862
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Terza Ter) Ha pronunciato la presente ordinanza sul ricorso numero di registro generale 14296 del 2014, integrato da motivi aggiunti, proposto da Diamond Iguana S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Roma, via Federico Rosazza n. 32 presso l'avv. Maria Grazia Perulli e rappresentata e difesa nel presente giudizio dall'avv. Saverio Sticchi Damiani;
Governo della Repubblica, in persona del Presidente del Consiglio dei ministri p.t. - non costituito in giudizio;
Autorita' per l'energia elettrica ed il gas, in persona del legale rappresentante p.t. - non costituita in giudizio;
per l'annullamento dei seguenti atti: a) decreto del Ministero dello sviluppo economico del 17 ottobre 2014, con cui sono stati individuati i criteri e le percentuali di rimodulazione degli incentivi;
b) «Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014», pubblicate dal G.S.E. sul proprio sito internet in data 3 novembre 2014;
c) ove necessario, il parere n. 504/2014/I/efr reso dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas in data 16 ottobre 2014;
per l'accertamento: 1) dell'illegittimita' dell'obbligo imposto alla ricorrente di esercitare una delle tre opzioni di rimodulazione dell'incentivo per la produzione di energia elettrica fotovoltaica, previste dall'art. 26 comma 3° lettere a), b) e c) d.l. n. 91/2014;
2) del conseguente diritto di conservare le condizioni contrattuali stabilite nelle convenzioni stipulate con il G.S.E. per il riconoscimento delle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici;
3) dell'insussistenza del potere del G.S.E. di applicare l'opzione prevista dall'art. 26 comma 3° lettera c) d.l. n. 91/14 nel caso di mancato esercizio, entro il 30 novembre 2014, delle opzioni di scelta previste dal citato art. 26, e per la condanna delle parti resistenti al risarcimento dei danni;
F a t t o Con ricorso, notificato in date 12 novembre 2014 e 13 novembre 2014 e depositato il 20 novembre 2014, la societa' Diamond Iguana S.r.l. ha chiesto l'annullamento del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 17 ottobre 2014, con cui sono stati individuati i criteri e le percentuali di rimodulazione degli incentivi, l'accertamento dell'illegittimita' dell'obbligo imposto alla ricorrente di esercitare una delle tre opzioni di rimodulazione dell'incentivo per la produzione di energia elettrica fotovoltaica, previste dall'art. 26 comma 3° lettere a), b) e c) d.l. n. 91/2014, del conseguente diritto di conservare le condizioni contrattuali stabilite nelle convenzioni stipulate con il G.S.E. e dell'insussistenza del potere del G.S.E. di applicare l'opzione prevista dall'art. 26 comma 3° lettera c) d.l. n. 91/14 nel caso di mancato esercizio, entro il 30 novembre 2014, delle opzioni di scelta previste dal citato art. 26, e la condanna delle parti resistenti al risarcimento dei danni. La societa' ricorrente e' proprietaria di un impianto di potenza superiore a 200 kW che usufruisce degli incentivi previsti dagli artt. 7 d.lgs. n. 387/2003 e 25 d.lgs. n. 28/2011 ed oggetto di una convenzione stipulata con il GSE. Il Ministero dello sviluppo economico, costituitosi con atto depositato il 26 novembre 2014, ha concluso per la reiezione del gravame. Con atto spedito per la notifica a mezzo posta il 16 dicembre 2014 e depositato il 24 dicembre 2014 la ricorrente ha impugnato con motivi aggiunti le «Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici, ai sensi dell'art. 26 della legge n. 116/2014», pubblicate dal G.S.E. sul proprio sito internet in data 3 novembre 2014, e, ove necessario, il parere n. 504/2014/I/efr reso dall'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas in data 16 ottobre 2014. A sostegno del ricorso principale e del ricorso per motivi aggiunti l'esponente deduce l'incostituzionalita' dell'art. 26 comma 3° d.l. n. 91/2014 e l'illegittimita' derivata degli atti impugnati. All'udienza pubblica del 19 marzo 2015 il ricorso e' stato trattenuto in decisione. D i r i t t o Il Tribunale ritiene che siano rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimita' costituzionale dell'art. 26, comma 3 del decreto legge n. 91/2014, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge n. 116/2014, in relazione agli articoli 3, 11, 41, 77 e 117, comma 1 della Costituzione, nonche' 1, Prot. Addizionale n. 1 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali e 6, par. 3, Trattato UE. Di seguito vengono esplicitate le ragioni della decisione del Tribunale. 1. QUADRO NORMATIVO RELATIVO ALL'INCENTIVAZIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA DA FONTE SOLARE. 1.1. Le direttive europee. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e' obiettivo rilevante delle politiche energetiche e ambientali europee. Essa trova collocazione nel contesto di favore sancito a livello internazionale dal Protocollo di Kyoto (Protocollo alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, stipulato a Kyoto l'11 dicembre 1997, di cui e' stata autorizzata la ratifica e disposta l'esecuzione con l. 1° giugno 2002, n. 120;
cfr. oggi artt. 11 e 191 Tratt. UE), e, per altro verso, (par. 2), la presentazione (entro il 27 ottobre 2005) di una relazione sull'esperienza maturata e di un'eventuale «proposta relativa a un quadro comunitario» per i regimi di sostegno tale da: «a) contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicativi nazionali;
e) prevedere per i regimi nazionali di sostegno periodi di transizione sufficienti di almeno sette anni e mantenere la fiducia degli investitori». La dir. n. 2009/28/CE («promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE») compie l'annunciato cambio di passo, avendo il legislatore comunitario ritenuto di procedere attraverso l'indicazione agli Stati membri di «obiettivi nazionali obbligatori» per il raggiungimento di una quota pari al 20% di consumo di energia da fonti...