Source: http://www.trevisolavora.it/guidastranieri/sezioni.asp?id_contenuto=1358&id_categoria=86
Timestamp: 2019-02-21 00:20:46+00:00
Document Index: 144903140

Matched Legal Cases: ['art.39', 'art.46', 'art.27', 'art.39', 'art.40', 'art.39', 'art.47']

Testo Unico sull’Immigrazione: d.lgs. n.286/98 e succ. mod., aggiornato graficamente con le riforme successivamente introdotte (ultima modifica d.lgs 11 maggio 2018, n.71)
indice sezioni > 1. visti d'ingresso nel territorio dello Stato
> d) categorie e tipologie di visti
15 - Visto per studio (VSU o VN): consente l'ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata, ma a tempo determinato, in base all'art.39, Decreto Legislativo n.286/98 e succ. mod., T.U. Immigrazione e all'art.46, Regolamento di Attuazione al Testo Unico sull'Immigrazione, D.P.R. 394/99 e succ. mod., Reg.Att., allo straniero che intenda seguire:
- corsi universitari, presso università italiane, università vaticane, università straniere presenti in territorio nazionale o università private, in favore delle quali sia stato espresso esplicito nulla osta da parte del Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese (Decreto del Ministero Affari Esteri 11 maggio 2011, punto 15);
- corsi di studio negli istituti di istruzione secondaria superiore o corsi di istruzione e formazione tecnica superiore (studenti maggiorenni);
- corsi di studio presso istituti e scuole nazionali che rientrino nell'ambito di programmi di scambi e iniziative culturali (studenti minorenni, ma comunque maggiori di anni 14), con la preventiva ed esplicita autorizzazione da parte del Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (oppure dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali);
- stranieri chiamati a partecipare ad attività previste nel quadro di programmi di assitenza e cooperazione del Governo italiano, nell'ambito delle Leggi n. 49/87, n. 180/92, n. 212/92 e n. 84/01;
- attività culturali e di ricerca avanzata, esclusi i casi previsti dall'art.27-ter T.U. Immigrazione;
- tirocini formativi, in base alle disposizioni dell'art.39-bis T.U. Immigrazione e art.40, comma 9, lett. a) e comma 10 del Regolamento Attuativo (vedi sezione 8. ingresso per lavoro in casi particolari);
- corsi di formazione professionale, in base all'art.39-bis T.U. Immigrazione e 44-bis, comma 5 del Reg.Att., finalizzati al riconoscimento di una qualifica, o comunque, alla certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore a 24 mesi, nell'ambito delle quote determinate con Decreto del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali. Il corso dovrà essere organizzato da enti di formazione che abbiano ottenuto l'accreditamento a gestire corsi di formazione professionale D.M. Ministero del Lavoro n.166 del 25/05/2001. Il corso non potrà avere durata superiore a 24 mesi e dovrà essere finalizzato al riconoscimento di una qualifica o, comunque, alla certificazione delle competenze acquisite;
- corsi superiori di studio, diversi dai casi precedenti, ma coerenti con la precedente formazione della quale si dimostri l'avvenuta acquisizione nel Paese di provenienza (Decreto del Ministero Affari Esteri 11 maggio 2011, punto 15, per studenti maggiorenni);
- gli esami di abilitazione a una professione per lo straniero che ha conseguito la laurea in Italia.
a) documentate garanzie circa il corso di studio, di formazione professionale o il corso finanziato dal governo italiano da seguire, ovvero l'attività culturale o di ricerca da svolgere;
b) adeguate garanzie circa i mezzi di sostentamento ai sensi della Direttiva del Ministro dell'Interno 1 marzo 2000;
c) polizza assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri, salvo accordi o convenzioni con i Paesi d'origine;
d) disponibilità di un alloggio, mediante prenotazione alberghiera o dichiarazione di ospitalità, prestata da cittadino dell'U.E. o straniero regolarmente residente in Italia;
e) età maggiore di anni 14;
f) documento di viaggio valido e fotografie in formato fototessere.
Non è invece richiesto il visto d'ingresso per studio agli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di studio rilasciato da uno degli Stati Membri dell'Unione Europea, che abbiano iniziato un percorso di studi in tale Paese e intendano proseguirlo o integrarlo per un periodo superiore ai tre mesi in Italia, purchè abbiano i requisiti generali richiesti per il soggiorno in Italia.
Lo studente, in questo caso, deve dimostrare di far parte di un programma di scambio comunitario o bilaterale con il proprio Paese d'origine, o di essere stato autorizzato a soggiornare in uno Stato dell'Unione Europea per almeno due anni. L'Università del Paese membro che lo studente ha frequentato provvederà poi a certificare la complementarietà dei corsi di studio seguiti con quelli che lo studente intende svolgere in Italia (Decreto Legislativo 10 Agosto 2007, n.154, Attuazione della Direttiva 2004/114/CE, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi Terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato).
Per quanto concerne le attività di studio che comportino l'esercizio di attività sanitaria è richiesto il preventivo riconoscimento del titolo di studio da parte del Ministero della Salute. Nei casi in cui non sia previsto lo svolgimento di attività di tipo sanitario, il responsabile legale della struttura sanitaria ove verrà svolta l'attività di studio dovrà rilasciare una specifica dichiarazione in tal senso ad uso delle Rappresentanze diplomatico-consolari (punto 15 dell'allegato al Decreto Interministeriale 11 maggio 2011, definizione delle tipologie dei visti d'ingresso e dei requisiti per il loro ottenimento).
Il visto per studio può inoltre essere rilasciato, per il periodo necessario, allo straniero che abbia conseguito il diploma di laurea presso una università italiana, per sostenere gli esami di abilitazione all'esercizio professionale (art.47, Reg. Att.).
Che procedura deve seguire uno studente straniero residente all'estero che intende richiedere un visto d'ingresso per studio, per seguire un percorso universitario in Italia?
I cittadini stranieri non residenti in Italia dovranno presentare domanda di pre - iscrizione all'Ateneo scelto presso la rappresentanza italiana del paese d'origine, allegando i documenti e utilizzando i moduli reperibili nel sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che si trova linkato qui.
Nel caso in cui la domanda venga accettata, va richiesto il visto d'ingresso, dimostrando i requisiti elencati ai punti precedenti.
Una volta avvenuto l'ingresso in Italia, per perfezionare l'ammissione all'Università scelta, sarà necessario sostenere un esame di conoscenza della lingua italiana. Gli studenti che vogliano iscriversi ad un corso di laurea a numero chiuso dovranno, inoltre, comunque sostenere le prove di ammissione al relativo corso di laurea.
Che procedura deve seguire, invece, uno studente straniero che intende richiedere un visto d'ingresso per studio, per seguire attività diverse rispetto alla formazione universitaria?
In questo caso è necessario rivolgersi direttamente alla Rappresentanza Diplomatico-Consolare italiana del paese di residenza con la documentazione relativa alle attività da svolgere in Italia (oltre ai documenti normalmente richiesti relativi alle fonti di mantenimento, alla copertura sanitaria e alla sistemazione alloggiativa). La documentazione verrà valutata dalla Rappresentanza italiana, anche in base al percorso formativo-curriculare del richiedente e all'offerta formativa presente nel Paese di residenza. Oltre che per frequentare un corso di istruzione tecnica o professionale, è possibile chiedere un visto d'ingresso per studio a seguito dell'ottenimento di una borsa di studio concessa dal Governo Italiano o per svolgere un periodo di noviziato o formazione religiosa.
Sezione a cura di Emilia L. Pauletti, Ufficio Stranieri, Settore Lavoro, Sociale e Formazione Professionale della Provincia di Treviso, aggiornata a dicembre 2017.