Source: https://www.atlrstudio.it/regime-iva-operazioni-cambio-in-criptovalute/
Timestamp: 2020-05-29 01:44:51+00:00
Document Index: 79014331

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 135', 'sentenza ', 'sentenza ']

Avvocato tributarista JesiCriptovalute - Aspetti fiscali
Pubblicato il 07/04/2020 01/04/2020 Lucia Ripa
Analisi del regime IVA delle transazioni in bitcoin o altre criptovalute
Mi sono occupata delle criptovalute in riferimento alla compilazione del Quadro RW “Gli investimenti in bitcoin obbligano alla compilazione del Quadro RW?”.
In questo primo post mi addentro nell’analisi del regime IVA delle transazioni in bitcoin o altre criptovalute.
Per transazioni in bitcoin intendo il cambio delle valute tradizionali in criptovalute e viceversa.
Sono prestazioni di servizi soggette ad IVA?
Ricordo che per essere soggette ad IVA le prestazioni di servizi devono essere a titolo oneroso, come richiesto dall’articolo 3 del DPR 633/72.
In particolare, sono prestazioni di servizi soggette ad IVA: i prestiti di denaro e di titoli non rappresentativi di merci, comprese le operazioni finanziarie mediante la negoziazione, anche a titolo di cessione pro soluto, di crediti, cambiali o assegni. Non sono considerati prestiti i depositi di denaro presso aziende e istituti di credito o presso Amministrazioni statali, anche se regolati in conto corrente.
Che ne pensa la Corte di Giustizia UE?
La Corte di giustizia UE ha affrontato il tema del regime IVA delle prestazioni di servizi relative alle criptovalute con la sentenza 22.10.2015, causa C-264/14, Skatteverket/David Hedqvist).
In questa sentenza la Corte di giustizia UE ha ritenuto che le operazioni di cambio di valuta virtuale in valute tradizionali e viceversa sono prestazioni di servizi a titolo oneroso ai sensi dell’art. 2, paragrafo 1, lett. c) della Direttiva 2006/112/CE.
Traduco con un esempio.
Se Tizio vuole acquistare dei bitcoin (che è la più famosa delle criptovalute) cambiando gli Euro in bitcoin, chiede di voler effettuare un’operazione di cambio di una valuta tradizionale (Euro) in valuta virtuale (bitcoin).
Secondo la Corte di giustizia UE questa operazione, per la quale Tizio paga un corrispettivo, è soggetta ad IVA.
In particolare, la Corte di giustizia UE afferma che tali prestazioni di servizi sono esenti, in quanto rientrano tra le “operazioni relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio” (art. 135, paragrafo 1, lett. e) Direttiva 2006/112/CE.
Che significa “divise, banconote e monete con valore liberatorio”?
Cerco di rendere comprensibile un concetto complesso.
Per la Corte di giustizia le criptovalute sono un mezzo che un debitore può utilizzare per adempiere il proprio debito.
Questa non è un’affermazione di poco conto.
Le operazioni di cambio di valute sono esenti da IVA
Infatti, in Italia solo le monete aventi corso legale possono essere utilizzate come valido mezzo per estinguere l’obbligazione.
Ad esempio, non posso utilizzare i soldi del Monopoly per andare a fare la spesa. Devo utilizzare l’Euro, che è moneta avente corso legale.
Altra precisazione importante contenuta nella sentenza C- 164/14 della Corte di giustizia UE: solo le operazioni di cambio di valute sono esenti da IVA.
In altre parole, solo le operazioni svolte dagli intermediari di valute tradizionali in criptovalute sono operazioni relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio.
Quando le criptovalute sono utilizzate per acquistare dei beni o dei servizi, viene effettuata una vendita imponibile ad IVA.
Acquisto un orologio che ha un prezzo di € 500. L’orefice applica l’IVA sulla vendita ed i 500 € comprendono l’IVA.
Con che mezzo pago l’orologio?
Posso decidere di utilizzare gli Euro o una criptovaluta: la vendita è sempre con IVA.
Nei prossimi post mi occuperò di altri aspetti fiscali.
L’analisi sulle criptovalute sotto il profilo giuridico e fiscale è assolutamente frammentaria. Oltre a ciò, i vari frammenti, a volte, sono in contraddizione tra loro. Ciò non è certamente di aiuto per gli operatori del settore, né per gli interpreti, né per chi si occupa di consulenza tributaria. Un esempio di divergenza di vedute è la Risoluzione ministeriale 72/E/2016 sul regime applicabile alle attività di intermediazione in criptovalute. L’Agenzia delle Entrate, pur rifacendosi alla sentenza C- 264/2014 della Corte di giustizia UE, aggiunge un elemento non considerato dalla Corte di giustizia: le criptovalute sono valute estere. Si può condividere questa interpretazione?
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