Source: http://www.cittametropolitana.mi.it/export/sites/default/affari_sociali/che_area_ti_interessa/archiviostorico/cosasipuochiedere/index.html
Timestamp: 2016-12-11 13:59:22+00:00
Document Index: 78282950

Matched Legal Cases: ['art.122', 'art. 26', 'art. 93', 'art. 28', 'art. 24', 'art. 28', 'art. 11']

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Area: Archivio storico
Correlazioni :Archivio storico
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1 - ACCESSO AI DATI PERSONALI
In generale, l'accesso agli atti contenenti informazioni di carattere personale è consentito all'intestatario della documentazione, ad esclusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare di terze persone (parenti stretti inclusi). Tale accesso è consentito solo nei seguenti casi:
in presenza di autorizzazione con procura valida rilasciata dal soggetto cui i dati si riferiscono
decorsi settanta anni dalla formazione del documento (art.122 Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)
in presenza di interessi giuridicamente rilevanti e documentati, nei casi e secondo i modi previsti dalla legge (art. 26 Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196), cioè previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria.
Nel caso del nostro archivio storico, vi sono alcune ulteriori restrizioni:
A - La disposizione del D.L. 196/2003, art. 93 al comma 2 stabilisce che: “Il certificato di assistenza al parto o la cartella clinica, ove comprensivi dei dati personali che rendono identificabile la madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata avvalendosi della facoltà di cui all’articolo 30 comma 1 del D.P.R. n. 396/2000, possono essere rilasciati in copia integrale per chi ne abbia interesse, in conformità alla legge, decorsi cento anni dalla formazione del documento" La stessa Legge al comma 3 stabilisce che: “Durante il periodo di cui al comma 2, la richiesta di accesso al certificato o alla cartella può essere accolta relativamente ai dati relativi alla madre che abbia dichiarato di non voler essere nominata osservando le opportune cautele per evitare che quest’ultima sia identificabile”.
B - Nel caso degli adottati, quando all’atto di nascita non vi sia stato riconoscimento da parte della madre che si è avvalsa del diritto di non essere nominata, trova applicazione l’art. 28 n. 184/1983 ( “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”, modificato ai sensi dell’art. 24 della Legge 149/2001). Tale articolo non consente - senza fissare alcun limite temporale - l’accesso agli atti contenenti informazioni sulle proprie origini e sui genitori biologici da parte di un adottato, qualora “egli non sia stato riconosciuto alla nascita dalla madre naturale e qualora anche uno solo dei genitori biologici abbia dichiarato di non voler essere nominato”.
Per queste istanze resta comunque competente il Tribunale per i minorenni, come previsto dall’art. 28 della Legge n. 184/1983.
Per le richieste di accesso ai documenti contenenti dati personali, nei limiti sopra indicati, è sufficiente compilare il modulo A e poi inviarlo - unitamente alla copia leggibile di un documento di identità valido - al numero di fax 02- 77405156, all'attenzione del dottor Paolo Grassi. Salvo diversa indicazione del richiedente, la copia digitale verrà inviata via mail, in formato pdf stampabile, entro i limiti previsti dalla legge. Scarica il modulo (PDF 80 KB)
2- RICERCHE STORICHE
I parenti di assistiti e gli studiosi che, per interessi storici, chiedono l'accesso ai documenti personali di terzi (anteriori ai settanta o ai cento anni, così come indicato al punto 1) devono impegnarsi ad utilizzare ed eventualmente pubblicare le informazioni ottenute nel rispetto dell’art. 11 del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici Allegato A2 del d.lgs. 196/03 ed in particolare: nel far riferimento allo stato di salute delle persone si devono astenere dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico e dal descrivere abitudini sessuali riferite ad una determinata persona identificata o identificabile;
devono rispettare la sfera privata delle persone note o che abbiano esercitato funzioni pubbliche nel caso in cui le notizie o i dati non abbiano alcun rilievo sul loro o sulla loro vita pubblica;
al momento delle diffusione dei dati devono valutare il principio di pertinenza con particolare riguardo ai singoli dati personali contenuti nei documenti anziché ai documenti nel loro complesso;
devono diffondere i dati personali se pertinenti e indispensabili alla ricerca e se gli stessi non ledono la dignità e la riservatezza delle persone.
Per le richieste di accesso ai documenti storici, nei limiti sopra indicati, è sufficiente compilare il modulo B e poi inviarlo - unitamente alla copia leggibile di un documento di identità valido - al numero di fax 02- 77405156, all'attenzione del dottor Paolo Grassi. Salvo diversa indicazione del richiedente, la copia digitale verrà inviata via mail, in formato pdf stampabile, entro i limiti previsti dalla legge. Scarica il modulo (PDF 68 KB) » Indietro