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Timestamp: 2019-10-17 19:39:23+00:00
Document Index: 27855743

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art. 22', 'art. 21', 'art.21', 'art. 7', 'art 19', 'art. 5', 'art.19']

Casole d’Elsa » 2012 » Dicembre
Inserito da casoledelsa il 21 Dicembre 2012
1.	DATE E MODALITÀ DI VOTO
1. Le primarie per la selezione del 90% delle candidature del PD al Parlamento nazionale si svolgono nei giorni 29 o 30 dicembre 2012. Non vengono computate le posizioni di capilista che saranno definite d’intesa tra la Direzione nazionale e le Unioni regionali.
2. Le Direzioni delle Unioni regionali si riuniscono entro il 21 dicembre e stabiliscono se nella regione le primarie si svolgono il 29 oppure il 30 dicembre 2012.
3. Si vota dalle ore 08.00 alle ore 21.00 del giorno stabilito dalla relativa Unione regionale nei seggi istituiti, di norma, presso i circoli del PD.
3. CANDIDATI
1. Possono essere candidati/e alle primarie gli/le iscritti/e al PD e i/le cittadini/e che si dichiarino elettori/ici del PD, che abbiano i requisiti richiesti dalla legge e dal Codice etico del PD e che sottoscrivano gli impegni in esso previsti. Si può essere candidati in un solo ambito provinciale/territoriale.
2. All’atto della presentazione della candidatura ciascun/a candidato/a dichiara di accettare in ogni sua parte il presente Regolamento e di deferire qualsiasi controversia, quesito o interpretazione -di tipo regolamentare, interpretativo o inerente allo svolgimento della campagna delle operazioni di voto e di scrutinio- esclusivamente agli organi di garanzia previsti dal presente Regolamento.
3. I candidati devono sottoscrivere inoltre, a pena di decadenza, un impegno a:
a) svolgere la campagna elettorale con lealtà nei confronti degli altri candidati evitando ogni azione che possa lederne la dignità oppure danneggiare l’immagine del PD;
b) non avvalersi di qualsiasi forma di pubblicità a pagamento;
c) contribuire, all’atto dell’eventuale accettazione della candidatura alle elezioni politiche, all’attività del PD secondo quanto stabilito nell’apposito Regolamento finanziario del PD.
4. Non sono candidabili alle primarie coloro che:
a) si trovino nelle condizioni di cui all’art. 5 del Codice etico oppure non risultino in regola con le norme che prevedono il dovere degli eletti di contribuire al finanziamento del partito, come da art. 22 comma 2 dello Statuto del PD;
b). I parlamentari europei, i Sindaci dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, i Presidenti dei Municipi/Circoscrizioni delle città metropolitane eletti direttamente, i Presidenti di Provincia e di Regione, gli assessori e i consiglieri regionali in carica, in Enti in cui non sia già stato disposto lo scioglimento, non sono candidabili, salvo deroghe motivate, richieste al Comitato nazionale elettorale entro il 19 dicembre, che si pronuncia sull’accoglimento o meno, d’intesa con i Segretari regionali, entro le 24 ore successive;
c) non abbiano avuto deroga dalla Direzione nazionale, come previsto all’art. 21 commi 8 e 9 dello Statuto, avendo superato quindici anni di mandato parlamentare, come da comma 3 art.21 dello Statuto;
d) i membri delle Commissioni di Garanzia.
5. Coloro che si candidano alle primarie per il Parlamento nazionale non possono essere candidati alle elezioni regionali e delle città metropolitane che si svolgono contestualmente o nei 6 mesi successivi alle elezioni politiche.
4. FORMAZIONE DELLE ROSE DI CANDIDATURE
1. Le rose di candidature alle primarie sono uniche per Camera e Senato e sono esaminate, definite e approvate a maggioranza dalle Direzioni dei Coordinamenti provinciali/territoriali.
2.	Concorrono a formare le rose di candidature alle primarie:
a)	le/gli iscritte/i e le /gli elettrici/ori del PD, che entro le ore 20 del giorno precedente la riunione della relativa Direzione provinciale, abbiano raccolto sui moduli di cui all’art. 7 del presente Regolamento e depositato presso la Direzione provinciale/territoriale un numero di firme pari al 5% - e comunque non meno di 50 e non più di 500- degli iscritti PD 2011, in almeno 3 circoli, in quell’ambito provinciale/territoriale. Con la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti le Direzioni regionali possono ridurre la percentuale di firme necessarie dal 5% al 3% degli iscritti PD 2011. Ciascun/a iscritto/a può sottoscrivere una sola candidatura.
b)	I parlamentari uscenti, iscritti ai gruppi parlamentari del PD, che ne facciano richiesta alla Direzione provinciale entro le ore 20 del giorno precedente alla riunione della stessa.
3. Le rose dei candidati/e, da sottoporre alle primarie, sono formate dalle Direzioni provinciali in un numero di candidature non superiore al doppio delle posizioni in lista complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/territoriale. Le rose devono rispettare il principio della parità di genere e rispondere a criteri di radicamento territoriale, proiezione nazionale, competenza e apertura alla società;
4. Qualora le candidature proposte eccedano il doppio delle posizioni complessivamente assegnate a ciascun ambito provinciale/ territoriale, nel rispetto della parità di genere e del pluralismo, la Direzione provinciale/ territoriale decide a maggioranza dei votanti la composizione della rosa delle candidature entro il tetto indicato. La composizione di una rosa di candidature che superi il tetto indicato può essere decisa con il voto favorevole dei due terzi dei votanti.
5. DIREZIONE NAZIONALE
1. La Direzione nazionale:
a) elegge il Comitato elettorale nazionale, composto sulla base delle funzioni statutarie e delle rappresentanze dei territori, al quale - nell’ambito dei principi del presente Regolamento e secondo il criterio della più ampia condivisione - è affidato il compito garantire il buon svolgimento della intera fase di selezione delle candidature;
b) approva i capilista sulla base delle proposte avanzate dal Segretario nazionale, sentiti i Segretari regionali;
c) indica candidature rispondenti a riconoscibili criteri di competenza e apertura alla società, con riferimento all’art 19 comma 2 lettere b,e, f dello Statuto, in misura non superiore al 10% delle candidature del PD;
d) approva in via definitiva le liste per Camera e Senato nella seduta dell’8 gennaio 2013, sulla base delle diverse fasi del procedimento istruttorio di selezione delle candidature.
2. Al fine di garantire il regolare e tempestivo svolgimento delle primarie e dei relativi adempimenti, le Unioni regionali e il Comitato elettorale nazionale, in caso di necessità e urgenza, esercitano poteri sostitutivi rispetto agli organi territoriali, previo parere delle rispettive Commissioni dei garanti.
6. UNIONI REGIONALI
1. Le Unioni regionali in raccordo con la Direzione nazionale:
a) coordinano lo svolgimento delle primarie nell’ambito territoriale di competenza;
b) definiscono, a maggioranza dei votanti, i criteri per le candidature sulla base dei principi della parità di genere, della competenza e dell’apertura alla società;
c) assegnano, nella stessa seduta, a ogni Coordinamento provinciale/territoriale il numero delle candidature complessivamente spettanti per la Camera e il Senato sulla base dei risultati delle elezioni politiche 2008. Per stabilire il numero delle candidature e la proporzione delle posizioni eleggibili tra i diversi ambiti provinciali/territoriali nelle liste di Camera e Senato, si suddivide, per 1,3,5,7 e così via, il totale dei voti al PD in ciascun ambito provinciale/territoriale nelle elezioni per la Camera dei Deputati nel 2008, ottenendo una serie di quozienti di entità decrescente.
2. Le Direzioni regionali possono decidere di introdurre delle deroghe a questo metodo per assicurare una più ampia rappresentanza degli ambiti provinciali/territoriali della Regione, assegnando a quelli che non raggiungono il quoziente necessario almeno una candidatura in posizione eleggibile, oppure possono decidere di accorpare gli ambiti provinciali/territoriali che non raggiungono il quoziente necessario in aree subregionali.
3. Al fine del raggiungimento dell’obiettivo della parità di genere , ciascuna Unione regionale è impegnata a realizzare un significativo avanzamento della presenza femminile rispetto alle elezioni politiche del 2008. In ogni caso, nessuna Unione regionale può scendere sotto la soglia minima del 33% della rappresentanza di genere tra le posizioni eleggibili, al fine di concorrere all’obiettivo nazionale della soglia del 40%, cioè del rispetto della norma antidiscriminatoria.
5. Nella stessa seduta le Direzioni regionali formulano, nel rispetto dei risultati scaturiti dalle primarie negli ambiti provinciali/territoriali e dell’equilibrio di genere, le proposte da avanzare alla Direzione nazionale, articolandole tra Camera e Senato.
6. Il Comitato elettorale nazionale assume le proposte delle Direzioni Regionali, le integra, d’intesa con i Segretari Regionali, con le proposte di cui all’art. 5, comma 1, lettera b del presente regolamento; interviene, ove necessario, per garantire l’attuazione delle regole a garanzia della rappresentanza di genere.
7. Il Comitato elettorale nazionale propone alla Direzione nazionale le candidature al Parlamento nazionale per l’esame e la definitiva approvazione.
7. COORDINAMENTI PROVINCIALI/TERRITORIALI
1. Le primarie si svolgono su base provinciale, oppure, dove esistono, sulla base dell’ambito dei Coordinamenti territoriali.
2. Le Direzioni provinciali/territoriali:
a) formano e deliberano, a maggioranza dei votanti, le rose di candidature nella seduta di sabato 22 o di domenica 23 dicembre 2012;
b)predispongono, almeno tre giorni prima di tali riunioni, i moduli per la raccolta delle firme degli iscritti da parte dei candidati;
c) assicurano ai/lle candidati/e l’accesso all’Anagrafe degli/lle iscritti/e PD 2011 e all’Albo degli/lle elettori/rici dell’Italia Bene Comune nel rispetto della normativa sulla privacy;
d) promuovono un’azione di comunicazione diretta a favorire la più ampia partecipazione alle primarie e la conoscenza delle candidature;
e) trasmettono, entro le ore 14 del giorno successivo lo svolgimento delle primarie, i risultati alle Unioni regionali, che a loro volta li trasmettono al Comitato elettorale nazionale.
1. La Direzione nazionale affida alla Commissione nazionale le funzioni di cui all’art.19 comma 3 c dello Statuto nazionale.
2. Eventuali ricorsi, in ogni fase dello svolgimento del procedimento delle primarie, debbono essere rivolti in prima istanza alla Commissione regionale di Garanzia, che esamina e delibera entro 12 ore, e in seconda istanza alla Commissione nazionale di Garanzia, che delibera in via definitiva entro le successive 12 ore.
9. NORMA DI RINVIO
Per quanto non espresso e previsto dal presente Regolamento, hanno valore normativo le decisioni assunte con delibera dal Comitato elettorale nazionale e dalla Commissione nazionale di Garanzia.
IPOTETICO ACQUISTO
Inserito da casoledelsa il 19 Dicembre 2012
La questione relativa all’ipotetico acquisto, da parte del Comune di Casole D’elsa del “Granaione”, è stato e tutt’ora continua ad essere un argomento molto dibattuto tra la gente.
Il Centrosinistra per Casole ed il Pd rimane fermo sulle proprie considerazioni.
Io ritengo che, nonostante sia stata già espressa in modo chiaro e preciso, la posizione del PD, sia comunque utile ritornare sull’argomento aggiungendo ulteriori tasselli al ragionamento per contestualizzare ancor meglio i motivi che ci hanno portato ad assumere questa posizione.
E’ chiaro a tutti, infatti, che le condizioni economiche in cui versano gran parte dei Comuni Italiani sia estremamente preoccupante.
In questi anni, in maniera continuativa, le manovre finanziarie che si sono succedute hanno infatti portato ad una significativa riduzione delle risorse disponibili in capo ai Comuni italiani, tale contrazione ha generato inevitabilmente la necessità di attuare azioni per il riequilibrio dei bilanci con la logica conseguenza, al fine di assicurare almeno i servizi più essenziali, di un’evidente frenata sotto il profilo degli investimenti.
Non a caso, infatti, molti sono stati i Sindaci che hanno alzato la voce su questo delicato tema, tornato tra l’altro di estrema attualità proprio in concomitanza con la riscossione dell’IMU, perché tale imposta, seppur pesante per i cittadini, poco o nulla porta alle casse dei Comuni che invece ne avrebbe estremamente bisogno.
Il Comune di Casole D’Elsa, è vero, per il caso specifico dell’IMU ha mantenuto l’aliquota sotto la soglia dello 0,4% per la prima casa, ma non possiamo non ricordare la stangata della TARSU.
Evidente sintomo, quest’ultimo, che anche il nostro Comune non è immune dalla crisi generalizzata.
Crisi, tra l’altro, mai smentita neppure dagli stessi amministratori locali.
Mi preme anche ricordare che nei giorni scorsi, proprio mentre a Casole era accesa la discussione sul “Granaione” , prima il Comune di Poggibonsi e subito dopo il Comune di Colle Val d’Elsa, in coerenza con la situazione economica prima delineata, hanno deciso di adottare importanti misure per la riduzione del debito pubblico estinguendo anticipatamente parte dei mutui che avevano acceso negli anni precedenti.
Ancor di più, quindi , la scelta dei nostri Amministratori appare in assoluta controtendenza.
Io credo che governare un paese significhi non solo gestire il presente, ma anche, e soprattutto guardare al futuro.
Proprio alla luce di questo scenario, sono in molti a ritenere che l’unica via percorribile per il futuro dei Comuni medio-piccoli sia quella dell’associazione dei Comuni, non pochi, infatti, stanno valutano la possibilità, tramite referendum consultativi, di spingere verso l’ipotesi di accorpamenti.
Certamente ad oggi la politica necessaria per razionalizzare i costi e mantenere i servizi è quella di pensare e progettare sempre più servizi associati con i comuni limitrofi.
Come PD infatti, consapevoli di questo, mai ci siamo opposti a scelte simili ma anzi più volte abbiamo ribadito l’importanza e la necessità di politiche di area.
Ma come si può allora, in uno scenario del genere, non sostenere che oggi l’acquisto di un immobile come quello del Granaione, non sia una scelta decontestualizzata e fuori da una visione di lungimiranza ?
IL GRANAIONE E LO STATO
RICEVIAMO DA BRUNO MELANI E PUBBLICHIAMO
Il Granaione e lo Stato.
Non ho partecipato al Consiglio Comunale del 30 Novembre u.s. in quanto impegnato fuori Casole ma oggi ho potuto vedere la seduta dal sito del Comune di Casole e ascoltare quanto il Sindaco ha comunicato in merito all’acquisto del Granaione. Tralascio alcune considerazioni di carattere procedurale su quanto scritto nelle delibere menzionate dal Sindaco e quanto in effetti verificatosi. Mi soffermerò sul punto che riguarda il valore dell’immobile. Da una parte la Nuova Mensano srl stima in circa € 1.500,00 al mq per un valore totale di € 506.000,00, dall’altra il perito del comune in un centinaio di euro in meno al mq per un valore totale di € 470.000,00 per poi accordarsi Venditore e Acquirente per € 450.000,00 più € 20.000,00 per spese burocratiche . Ricordo che l’immobile è di origine datata, senza pavimentazione con l’unico impianto quello elettrico non a norma.
Andando sul sito dell’agenzia del Territorio per strutture similari ma in stato normale, quindi immediatamente utilizzabili ed a norma negli impianti , ubicati fuori Casole la valutazione al mq è massimo € 650,00.
Sentendo la discussione consiliare (minuto 30 della registrazione) come cittadino mi sono tranquillizzato perché il Sindaco ha dichiarato “… Come si procederà in modo più preciso…….sarà in ogni caso prima dell’acquisto periziato dagli uffici competenti dello Stato.. periziato anche dalla’ Agenzia del Territorio, non risiedono qui gli sprovveduti dal punto di vista Amministrativo… forse risiedono da qualche altra parte ….” Conclude questo passaggio il Sindaco ribadendo “dovremo avere una perizia dall’agenzia del territorio, per le condizioni più favorevoli”.
Rimane in me il dubbio, di come il Sindaco (non sprovveduto) possa fare un accordo o ipotizzarlo e presentarlo in Assemblea pubblica (ma non in Consiglio Comunale) senza aspettare la Perizia dello Stato (fondamentale per acquisti da parte di Amministrazioni Pubbliche) che dati inconfutabili indicano un valore della transazione di un terzo minore di quella ipotizzata. Sicuramente il Sindaco e il consigliere alla trasparenza porteranno all’attenzione dei cittadini tutti questi documenti prima dell’acquisto che aiuteranno anche il Funzionario responsabile della Ragioneria del Comune di Casole per le autorizzazioni necessarie.
Casole d’Elsa 18 Dicembre 2012 Bruno Melani
IL GRANAIONE :QUARTA E FORSE NON ULTIMA PUNTATA
PUBBLICHIAMO ARTICOLO CHE RICEVIAMO DA DARIO CONTE
Il Granaione: Quarta e Forse Non Ultima Puntata
Milano, 17 Dicembre 2012Chiarissimi Componenti della Giunta di Casole, Consiglieri di Maggioranza e di Opposizione,
essendo incapace di capire in quanto estraneo al Territorio, come ripetutamente sottolineato da un Esponente della Giunta, mi rivolgo a Voi per provare a ricostruire il percorso relativo all’acquisto del Granaione di Mensano.
È comprovato che il Comune di Casole è senza soldi.
Lo ha ripetuto in maniera ossessiva un autorevole Esponente la Giunta stessa (come risulta non da “ho sentito che ….” ma da registrazioni, sì registrazioni.)
Prova comprovata della mancanza di denaro è la rinuncia alla maggior parte delle Opere pubbliche che un autorevole Componente della Giunta aveva sbandierato come sicuramente pronte entro il 31 Dicembre 2010. Abbiamo solo due anni di ritardo, ma d’altra parte un Primo Ministro di cui non ricordo il nome, ma ricordo che si occupava di televisioni, aveva promesso solennemente: “i lavori della Salerno - Reggio Calabria saranno conclusi entro il Dicembre 2012″ (e purtroppo anche di questa promessa vi è registrazione).
Tanti auguri di buon anno quindi all’ex Primo Ministro e agli Esponenti della Giunta di Casole.
In questo clima di totale povertà economica e di difficoltà amministrative, il Comune di Casole decide di stornare una cifra importante per tre obiettivi specifici:
- Scuole del Capoluogo (Progetto eccellente)
- Parcheggio di Cavallano (Progetto eccellente)
- Acquisto del Granaione di Mensano per creare un luogo di aggregazione in quella Frazione
Per stabile a quale prezzo comprare il Granaione, il Comune ha a disposizione due perizie. E già qui sorge una forte perplessità: perché il Comune non si riferisce al prezzo del mercato identificato dall’Agenzia del Territorio?
Ma vi è di più. Delle due perizie, quella redatta dallo Studio Tecnico Effe Emme, non è allegata agli atti della DG 131 del 04/08/2011.
Dall’Aprile 2010 passano 32 mesi (trentadue mesi) durante i quali gran parte delle Opere Pubbliche previste nonviene realizzata ed ecco che la Giunta apre il fronte dell’acquisto del Granaione ed un suo autorevole Esponente dice addirittura la data del contratto d’acquisto della Struttura, fissata al 28/12/2012 (Notaio Pescatori di Poggibonsi).
L’atto di acquisto non è mai stato discusso e messo ai voti in Consiglio Comunale e i suoi dettagli non sono noti. Addirittura non è ancora comparsa sull’Albo Pretorio la delibera con relativo impegno di spesa e allegata bozza di contratto, impedendo così ai Cittadini (a dieci giorni dalla firma dell’atto notarile) la visione del tutto, per potere, ove sia il caso, preparare un adeguato ricorso alle Autorità Istituzionali competenti.
Non sono note le date relative a questo enorme impegno economico per il prossimo triennio.
In data 01/01/2013 scatterà per i Comuni il divieto di investimenti immobiliari a seguito del Patto di Stabilità. Ci si domanda se sia questa la causa dell’improvvisa accelerazione delle pratiche da concludere, entro il 28/12/2012 sottraendo soldi ad opere ben più urgenti dell’acquisto del Granaione, definito “immorale” da alcuni abitanti di Mensano.
I cittadini chiedono trasparenza trasparenza di cifre, di scadenze, di definizione dei soldi a disposizione, di giustificazione precisa dell’assoluta necessità di comprare il Granaione al più presto, senza indugi e senza dubbi.
Alla cifra spaventosa per l’acquisto (ma dove sono i soldi, e quale Banca si accollerà il finanziamento per un acquisto che tre giorni dopo il contratto del 28/12/2012 sarebbe proibito?) vanno aggiunti quelli necessari al ripristino strutturale del Granaione.
Come dice testualmente la perizia, nel Granaione “non sono presenti pavimentazioni e l’unico impianto in loco è quello elettrico da mettere a norma”.
Non vi è pavimentazione per 150,70 mq a piano terra e per 161,00 mq al primo piano, non vi è vespaio sottostante al piano terra che è un metro al di sotto del piano stradale, non vi sono bagni, non vi è impianto idraulico, l’impianto elettrico è da rifare e infine il vicolo di collegamento con via Ricasoli “ha bisogno di interventi di consolidamento strutturale”.
Credete che il Comune abbia indicato una previsione di spesa? Assolutamente no.
Provate allora a chiedere ad un’impresa edilizia di Casole il preventivo per 311,70 mq di pavimentazione, per 150,70 mq di vespaio per aerazione, per quattro bagni più uno per persone diversamente abili, per un impianto elettrico a norma, e per un accesso a strada di assoluta sicurezza.
Perché la Giunta non ha fatto redigere questo preventivo per renderlo pubblico?
Perché, quando non si hanno i soldi ( come ripete ossessivamente ripetuto un autorevole Esponente della Giunta cui crediamo fermamente) si sta fermi o, se ci si muove, tutto dev’essere cristallino sino all’ultimo euro e i dettagli del mutuo devono essere predefiniti con indicazione dei Contraenti e delle scadenze.
È del tutto evidente che, in assenza di totale trasparenza, le Associazioni (uso il plurale in maniera appropriata) si riserveranno di ricorrere al TAR per la valutazione della legittimità degli atti per il solo ed esclusivo bene della Comunità di Casole su cui andrebbero a ricadere tutti i costi di un’operazione come quella sopra riportata.
Si veda in proposito la lettera del 10 Dicembre 2012 intitolata “L’acquisto del Granaione, Terza Puntata” sul blog, che quantifica esattamente il debito che ogni Casolese avrebbe, indipendentemente dalla sua età ( 241,23 Euro a testa; 996,94 Euro per una famiglia di quattro persone) a seguito di avventurose operazioni.
Questa lettera viene inviata alla Giunta Comunale, all’Associazione Pensare Comune (sperando che la censura fin ora imposta alle opinioni dei cittadini sia nel frattempo caduta) al Partito Democratico, ma soprattutto alla Popolazione di Casole perché possa giudicare con consapevolezza sulla base di numeri e documenti, e possa rendersi conti di un futuro che certamente riserva un peso economico insostenibile in termini di debiti contratti.
Presidente di CasoleNostra
LA DIREZIONE NAZIONALE DEFINISCE LE REGOLE DELLE PRIMARIE PER I PARLAMENTARI
Inserito da casoledelsa il 18 Dicembre 2012
La direzione del Pd vara all’unanimità le regole per la corsa che porterà alla composizione delle liste dei candidati alle politiche.
Le primarie dei parlamentari si terranno il 29 o il 30 dicembre (la data definitiva sarà decisa a livello regionale)
Secondo il regolamento approvato, possono partecipare alla corsa tutti i parlamentari uscenti che non dovranno raccogliere le firme per gareggiare.
Chi non è parlamentare uscente, per partecipare dovrà invece raccogliere firme pari al 5 per cento degli iscritti su base provinciale o essere scelto nella rosa a disposizione delle direzioni provinciali riservata a personalità della società civile.
Per ‘tutelare’ la parità di genere, è prevista la doppia preferenza uomo/donna con l’obbligo di garantire almeno il 33 per cento della presenza femminile nelle liste.
Potranno votare alle primarie gli iscritti del Pd fino al 2011 e i votanti delle primarie del 25 novembre che dichiarino di essere del Pd.
A non doversi sottoporre alla prova delle primarie sarà invece chi entrerà nella ‘quota’ del 10% che Bersani si è riservato di nominare direttamente.