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Timestamp: 2019-11-17 18:39:25+00:00
Document Index: 126751256

Matched Legal Cases: ['art. 116', 'art. 12', 'art. 116', 'art. 52', 'art. 51', 'art. 116', 'art. 116']

Il referendum Maroni è una colossale truffa politica, per almeno due ragioni:
La prima, è che si tratta di un referendum solo consultivo, che non ha alcun riflesso sull'eventuale procedure per l'ottenimento di una maggiore autonomia regionale: infatti, la procedura è dettata dall'art. 116, 3° comma, della Costituzione che prevede:
"Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata."
Ma anche dallo Statuto della Regione Lombardia, che, all'art. 12 (Consiglio Regionale), prevede:
"3. Spetta al Consiglio Regionale, in particolare:
g) deliberare in merito all'iniziativa e alla conclusione dell'intesa con lo Stato di cui all'art. 116, terzo comma, della Costituzione;"
Come si vede, non è previsto alcun referendum, che, peraltro, non potrebbe servire a nulla visto che lo stesso Statuto regionale lombardo lo ammette solo consultivo, con l'art. 52, e abrogativo, con l'art. 51, ma mai propositivo, come invece cerca di far credere il presidente della Regione agli elettori.
La realtà è che il presidente della Regione, che si ricandida per un nuovo mandato alle elezioni regionali della prossima primavera, cerca di usare il referendum per farsi campagna elettorale.
Infatti, sebbene il Consiglio regionale abbia deliberato di procedere a questo referendum consultivo fin dal 15/02/2015, incaricando il presidente di provvedere a indirlo, lo stesso presidente se lo è tenuto in tasca per due anni e mezzo, fissando la data a ridosso delle elezioni per farsi campagna elettorale a spese dei cittadini.
Quanto costa questo giochino, inutile per la Lombardia e utilissimo alla campagna elettorale di Maroni?
Secondo le stime più prudenti, circa 50 milioni di euro (23 milioni solo per comprare i tablet per il voto elettronico, che sono 23.000, quindi 1.000 euro per ciascun tablet che sarà usato una sola volta e che si può trovare su Amazon a 2/300 euro).
La seconda è che, anche volendo per un momento dimenticare l'inutilità legale del referendum, resta che il presidente della Regione ha lanciato una campagna menzognera sulle conseguenze di quella maggiore autonomia regionale che, comunque, non si può ottenere col referendum ma che, se anche la si ottenesse seguendo la procedura corretta, riguarderebbe solo pochissime materie e le modeste risorse relative alle stesse, e cioè quelle previste dalle lettere L, N e S del 3° comma dell'art. 116 della Costituzione, in cui è previsto che siano attribuibili maggiori autonomie su:
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa (limitatamente all'organizzazione dei Giudici di Pace);
Sicuramente mai la tassazione e il riparto della stessa, visto che la lettera E dello stesso 3° comma dell'art. 116 della Costituzione, riserva inderogabilmente allo Stato tutte le competenze in materia di :
Eppure, il presidente Maroni inganna deliberatamente i cittadini con lo slogan:
TRATTENERE IN LOMBARDIA IL 75% DELLE TASSE PAGATE DAI LOMBARDI
tratto dal sito www.lombardiaintesta.com
e con una serie di altre bufale contenute in un video inviato massicciamente via whatsapp ai cittadini lombardi e riportato anche sulla pagina Facebook "Lombardia in testa" (@maronipresidente)
in cui si propinano agli elettori fandonie del tipo:
L'obbiettivo è trattenere almeno la metà dei 56 miliardi di tasse che ogni anno i lombardi regalano ai politici della capitale e che non tornano più indietro.
In questo modo la Regione potrà abolire il bollo auto, cancellare i ticket sanitari, tenere al minimo l'addizionale regionale Irpef e togliere l'Irap alle imprese.
Quindi meno tasse e più servizi
Basta leggere questi slogan e confrontarli con la legge, oppure confrontare le cifre a fantasia messe in giro da Maroni, per capire che il suo referendum-bufala è solo una colossale e menzognera operazione elettorale, in cui si promettono miliardi di euro che arriveranno mai perchè non possono arrivare, e intanto si spendono 50 concretissimi milioni di euro dei cittadini lombardi.
Per questo l'unica cosa sensata da fare con il referendum-bufala di Maroni è non andare a votarlo, perchè l'unica cosa da fare con le fregature è starne alla larga.
STIAMO ALLA LARGA DAL REFERENDUM BUFALA MARONI
Milano, 17 settembre 2017
Segretario regionale lombardo del PSI
http://www.avantionline.it/2017/09/lorenzo-cinquepalmi-il-referendum-bufala-di-maroni/#.Wb_70bJJaos
La missione della sinistra
L’irresistibile tentazione del “più piccolo ma mio” sembra non abbandonare Renzi.
Invece la sinistra avrebbe bisogno di rielaborare un progetto di fondo ridandosi una missione (Bad Godesberg) e di ritrovare un patto di azione comune (Épinay-sur-Seine).
Se aver perso l’abitudine alla politica ed essersi votato esclusivamente all’amministrazione sembra avere inaridito la capacità del Partito Democratico di elaborare ideali di fondo che non siano di una genericità assoluta, tuttavia non è possibile immaginare una proposta politica di medio e lungo termine a sinistra senza coinvolgere lo stesso Partito Democratico, che rappresenta comunque la maggior parte dell’elettorato progressista.
Occorre allora contribuire a far maturare la consapevolezza che un progetto politico non si costruisce con le decisioni di pancia, dentro cerchie più o meno ristrette e sempre consenzienti, rincorrendo il consenso giorno per giorno con iniziative estemporanee.
Occorre, appunto, riflettere su cosa importanti forze progressiste europee seppero fare a Bad Godesberg e a Épinay-sur-Seine, sulle ragioni e sui risultati di quei passaggi politici, e sull’insegnamento da ricavarne.
Insegnamento che non è certo quello della chiusura, dell’autosufficienza e dell’autoreferenzialità.
Naturalmente, i limiti che il P.D. oggi sembra mostrare nelle capacità di elaborazione della missione politica per la sinistra di domani, sono altrettanto presenti nelle forze della frammentata e rissosa costellazione di partiti e movimenti luccicanti nel cielo della sinistra italiana, primo tra tutti il Partito Socialista.
Quest’ultimo, tuttavia, è forse la forza che più di altre, a prescindere dalle dimensioni e dal peso elettorale, ha al suo interno le risorse culturali per innescare un processo, che sarà certo lento, faticoso e di esito incerto, orientato alla costruzione di una moderna forza politica progressista, partendo però dall’individuazione della missione, da adeguare alla situazione e ai bisogni dei cittadini, partendo da un’analisi convincente degli stessi, per poi arrivare alla forma.
Non sfugge a nessuno che, invece, il destino personale di molto dell’attuale personale politico, dipende invece proprio dalla forma e questo rischia di far passare in secondo piano la sostanza.
L’occasione, per i socialisti, di promuovere un’evoluzione della rappresentanza politica progressista consegue proprio a questo apparente blocco, purché essi sappiano, per primi, accantonare il tema dei destini personali per essere motore dei destini di tutti, ciò che è, a ben vedere, la loro vocazione naturale.
Segretario regionale Psi della Lombardia
http://www.avantionline.it/2017/06/lorenzo-cinquepalmi-la-missione-della-sinistra/#.WWZudYTyios
Considerazioni sul Patrocinio Negato al Gay Pride
Ho una certa consuetudine coi diritti civili.
Per questo so che si fa un regalo a chi vuole negarli quando se ne politicizza eccessivamente la difesa, travalicandone il contenuto.
Il comune e la provincia di Brescia hanno negato il patrocinio al Pride.
Ho la netta sensazione che il rifiuto sia stato ampiamente, coscientemente e volutamente provocato.
Il risultato è stato la comune vittoria delle posizioni estreme e la sconfitta dell'interesse di coloro per cui i diritti civili rappresentano la libertà di essere.
Gli autori della forzatura, da un lato i nemici dei diritti civili e della laicità, e dall'altro i catto-reazionari, hanno cinicamente strumentalizzato la condizione e le legittime rivelazioni degli appartenenti al mondo LGBT, chiudendo nell'angolo tutte le persone di buonsenso che sanno bene, al contrario, come i diritti civili non si conquistino con le forzature.
http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/gay-pride-1.3187066
Congresso Regionale del Partito Socialista Italiano
Il 27 maggio 2017 si è tenuto in Milano, presso l'Hotel Concorde in Viale Monza, 132, il Congresso Regionale del Partito Socialista Italiano, alla presenza del Segretario politico nazionale Riccardo Nencini. Sono intervenuti tutti gli aventi diritto, a eccezione del delegato di Sondrio che non ha potuto raggiungere la sala per un impedimento sopravvenuto.
Hanno preso la parola, nell'ordine: il Segretario regionale uscente, Santo Consonni, il candidato Segretario regionale Lorenzo Cinquepalmi, il Segretario politico nazionale Riccardo Nencini, il Segretario provinciale di Milano Mauro Broi, il Segretario provinciale di Bergamo Francesco De Lucia, il Segretario provinciale di Milano Michele Chiodarelli, il delegato di Pavia Paolo Romeo, il delegato di Milano Enzo Ranieri, il delegato di Milano Giacomo Forcella, il delegato di Milano Calogero Maggi, la parlamentare Pia Locatelli.
All'esito della discussione, il Congresso, con voto unanime, ha eletto tutti i suoi nuovi organismi:
Segretario regionale Lorenzo Cinquepalmi
Presidente del Consiglio regionale del Partito Calogero Maggi (Fed. Milano)
Consiglio regionale del Partito Francesco De Lucia (Fed. Bergamo)
Carlo Bonetalli (Fed. Bergamo)
Giuseppe Taetti (Fed. Brescia)
Marco Rota (Fed. Brescia)
Silvia Profili (Fed. Brescia)
Laura Chiarelli (Fed. Brescia)
Pasquale Rocca (Fed. Como)
Paolo Grassi (Fed. Como)
Paolo Carletti (Fed. Cremona)
Ernesto Boccasasso (Fed. Cremona)
Armando Pigozzo (Fed. Lecco)
Maurizio Corbetta (Fed. Lecco)
Giancarlo Volpari (Fed. Lodi)
Andrea Caserta (Fed. Lodi)
Stefania Guerreschi (Fed. Mantova)
Mariagiulia Longhini (Fed. Mantova)
Emanuela Zanoni (Fed. Mantova)
Sergio Beschi (Fed. Mantova)
Luca Bonsignore (Fed. Mantova)
Marzio Uberti (Fed. Mantova)
Mauro Broi (Fed. Milano)
Galdino Cassavia (Fed. Milano)
Antonino Cro (Fed. Milano)
Antonio Follador (Fed. Milano)
Giacomo Forcella (Fed. Milano)
Luigi Fusto (Fed. Milano)
Massimo Parlato (Fed. Milano)
Enzo Ranieri (Fed. Milano)
Rosario Russotto (Fed. Milano)
Angelo Scozia (Fed. Milano)
Andrea Vanini (Fed. Milano)
Giuseppina Biuso (Fed. Milano)
Angelo Ravelli (Fed. Milano)
Maurizio Carioni (Fed. Milano)
Daniela Musazza (Fed. Milano)
Valter Casale (Fed. Milano)
Giuseppe Placcanica (Fed. Milano)
Luisa Daniele (Fed. Milano)
Luigi Sala (Fed. Monza-Brianza)
Alfredo Rota (Fed. Monza-Brianza)
Edoardo Alfassio Grimaldi (Fed. Pavia)
Paolo Romeo (Fed. Pavia)
Ermanno Simonini (Fed. Sondrio)
Walter Bongio (Fed. Sondrio)
Filippo Proto (Fed. Varese)
Gianbattista Giannotto (Fed. Varese)
Partecipano di diritto alle sedute: Pia Locatelli Parlamentare
Federico Parea Segreteria nazionale
Michele Chiodarelli Segreteria nazionale
Tesoriere regionale Antonio Follador (Fed. Milano)
Commissione regionale di Garanzia Livio Donadoni (Fed. Bergamo)
Riccardo Pennati (Fed. Brescia)
Walter Casale (Fed. Milano)
Emiliano D'Oronzo (Fed. Milano)
Luciano Biscella (Fed. Varese)
Revisori regionali dei conti Antonio Concina (Fed. Milano)
Marco Petruzzella (Fed. Milano)
Gaetano Vultaggio (Fed. Milano)
Completata l'elezione degli organi di competenza del Congresso regionale, il neoeletto Consiglio Regionale si è riunito sotto la presidenza del neoeletto Presidente Calogero Maggi e ha eletto, con voto unanime, la Direzione regionale del Partito, nelle persone di:
Direzione regionale Francesco De Lucia (Fed. Bergamo)
Rossella Pera (Fed. Como)
Michele Chiodarelli (Fed. Mantova)
Paola Ghiringhelli (Fed. Milano)
Silvio Brienza (Fed. Monza-Brianza)
Carlo Pizzi (Fed. Pavia)
Completata l'elezione della nuova Direzione regionale, la stessa si è riunita sotto la presidenza del neoeletto Segretario regionale Lorenzo Cinquepalmi e ha eletto, con voto unanime, la Segreteria regionale del Partito, che risulterà quindi composta da:
Segretario regionale Lorenzo Cinquepalmi (Fed. Brescia)
Vice Segretario Regionale Massimo Parlato (Fed. Milano)
Francesco De Lucia (Fed. Bergamo)
Elisa Ratti (Fed. Monza-Brianza)
Partecipano di diritto alla sedute della Segreteria regionale:
Parlamentare Pia Locatelli (Fed. Bergamo)
Membro della Segreteria nazionale Michele Chiodarelli (Fed. Mantova)
Membro della Segreteria nazionale Federico Parea (Fed. Milano)
I lavori si sono conclusi alle ore 13:30
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