Source: https://www.dazlex.it/index.php/news/83-controlli-e-vigilanza-sul-lavoro-nel-settore-dell-autotrasporto
Timestamp: 2019-12-13 21:40:33+00:00
Document Index: 66677906

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 4', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 174', 'art. 194', 'art. 200', 'art. 200', 'art. 35', 'art. 201', 'art. 36', 'art. 201', 'art. 196', 'art. 201']

Controlli e vigilanza sul lavoro nel settore dell'autotrasporto
Il sistema di controlli e vigilanza sul lavoro nel settore autotrasporto Fino al 1° ottobre 2008, a norma dell’art. 2 del D.M. 12 luglio 1995 (ora abrogato), i controlli su strada e i controlli nei locali delle imprese di trasporto erano coordinati, rispettivamente, dal Ministero dell’interno e dal Ministero del lavoro. In particolare, i controlli su strada dei veicoli circolanti in Italia, erano effettuati dalla Polizia stradale e organizzati con modalità idonee a consentire una capillare azione di controllo al fine di evitare le principali forme di elusione (art. 4, D.M. 12 luglio 1995). I controlli nei locali delle imprese che effettuano l’autotrasporto, invece, erano a cura degli ispettori del lavoro in forza presso le Direzioni territoriali del lavoro, secondo la specifica competenza territoriale e avevano precipuo riguardo alle esigenze di tutela psicofisica dei lavoratori (art. 6, D.M. 12 luglio 1995). Dal 2 ottobre 2008, con l’entrata in vigore del D.lgs. 4 agosto 2008, n. 144, lo schema di ripartizione degli obblighi di vigilanza è stato confermato, con talune importanti precisazioni. Anzitutto ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 144/2008, le funzioni di coordinamento per la definizione degli obiettivi dell’attività nazionale di controllo sono attribuite al solo Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Le attività di controllo su strada e le attività di controllo presso i locali delle imprese, da chiunque svolte, sono pianificate e coordinate rispettivamente, dal Ministero dell'interno e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali (art. 2, comma 3).
I controlli, sia su strada che nei locali delle imprese, di tutte le categorie di trasporto che rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (Cee) n. 3821/1985, relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada, e del Regolamento (Ce) n. 561/2006, sono effettuati, ogni anno, almeno sul 3% dei giorni di lavoro effettivo dei conducenti di veicoli che rientrano nel campo di applicazione dei Regolamenti (Ce) n. 561/2006 e (Cee) n. 3821/85 (art. 3, comma 1, d.lgs. n. 144/2008). Con riferimento al numero totale dei controlli, almeno il 30% del totale dei giorni lavorativi controllati è verificato su strada e almeno il 50% nei locali delle imprese (art. 3, comma 2). Ai sensi dell’art. 4, comma 1, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali deve comunicare all'Ufficio di coordinamento, entro il mese di gennaio di ogni anno, i dati relativi al numero complessivo dei giorni di lavoro che ciascun conducente deve effettuare nel periodo di riferimento. Nel corso delle operazioni di controllo nei locali delle imprese sono rilevate le informazioni relative al tipo di attività di trasporto, se trattasi di attività a livello nazionale o internazionale, passeggeri o merci, per conto proprio o per conto terzi, anche con riguardo alle dimensioni del parco veicoli dell’impresa ed al tipo di tachigrafo, se analogico o digitale (art. 7, comma 2). Per effetto dell’art. 7, comma 3, del d.lgs. n. 144/2008 le imprese responsabili dei conducenti conservano per un anno i verbali loro rilasciati dagli organismi di controllo, i protocolli dei risultati e altri dati pertinenti relativi ai controlli effettuati. Con lo scopo di agevolare le operazioni di controllo, è stabilito un modello di “lista di controllo”, da adottarsi con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero del lavoro (art. 7, comma 4): a tale disposizione è stata data attuazione dapprima con decreto dirigenziale 4 dicembre 2008 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 dicembre 2008), successivamente annullato e sostituito dal decreto dirigenziale 14 settembre 2009 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2009). L’articolo unico del D.D. 14 settembre 2009, peraltro, stabilisce al comma 2, che «nel corso delle operazioni di controllo su strada (…) gli organi di controllo si attengono alla lista», tuttavia, opportunamente chiarisce al successivo comma 3 che «gli accertamenti indicati nella lista di controllo non sono da intendersi come esaustivi e l’attività di controllo può riguardare ulteriori documenti e atti che devono essere conservati secondo le vigenti norme». Ai sensi dell’art. 7, commi 5-7, del d.lgs. n. 144/2008 i controlli nei locali delle imprese si effettuano anche quando sono state accertate su strada gravi infrazioni al Regolamento (Ce) n. 561/2006 o al Regolamento (Cee) n. 3821/1985. L'Ufficio di coordinamento sulla base delle informazioni ricevute dal Ministero dell'interno, tenendo conto delle informazioni fornite dagli organismi di collegamento designati degli altri Stati membri, comunica al Ministero del lavoro l'elenco delle imprese italiane da controllare. Resta allora confermata la distinzione di ruolo fra ispettori del lavoro e polizia stradale, con riguardo all’indagine su strada e a quella in azienda, seppure con una speciale evidenziazione di dettagli operativi, anche con riferimento al numero di giornate lavorative da sottoporre a controllo. Analoga distinzione di ruoli ispettivi, peraltro, era già disposta, con riguardo specifico ai dischi cronotachigrafi, l’art. 7, comma 2, della legge 13 novembre 1978, n. 727 («I fogli di registrazione che il datore di lavoro è tenuto a conservare (…) sono altresì soggetti al controllo dell’Ispettorato del lavoro»). Così, più di recente, anche l’art. 1 del D.M. 31 marzo 2006, il quale espressamente stabilisce che «le imprese di trasporto sono tenute a custodire i dischi tachigrafici per il periodo previsto dalla vigente normativa al fine di consentire al personale ispettivo di effettuare i relativi controlli». Nello stesso senso si muove, ad ulteriore conferma, l’attuale art. 174, comma 2, del d.lgs. n. 285/1992, nel testo sostituito dalla legge n. 120/2010, laddove prevede che «I registri di servizio (…), conservati dall'impresa, devono essere esibiti, per il controllo, anche (…) agli ispettori della direzione territoriale del lavoro». In attuazione delle previsioni contenute nel d.lgs. n. 144/2008, il Ministero del Lavoro informa annualmente le Direzioni territoriali del lavoro riguardo al numero complessivo dei controlli da garantire a livello nazionale, secondo quanto comunicato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ragione al numero complessivo delle giornate lavorate, tenendo conto di 200 giornate lavorative per ciascun conducente, ripartendo per ciascuna provincia il numero dei controlli da effettuare, in considerazione del numero dei veicoli rientranti nel campo di applicazione della normativa. Detto parametro di vigilanza obbligatoria, peraltro, si fonda sulle previsioni della Direttiva comunitaria 2006/22/Cee così come recepita appunto dal d.lgs. n. 144/2008, che stabilisce l’obbligo minimo di controllo per il 2% dei giorni lavorati, con un 50% dei controlli da effettuare nei locali delle imprese a cura delle Direzioni territoriali del lavoro, successivamente la percentuale minima dei controlli è salita al 3%.
Il verbale e i tempi della notifica
Per quanto attiene al sistema normativo che governa gli illeciti amministrativi e le sanzioni va tenuto presente che la vigilanza in materia di tempi di guida e condizioni di lavoro dei lavoratori dell’autotrasporto è governata dalle disposizioni del Titolo VI, Capo I, Sezione I, del Codice della Strada, mentre trova applicazione la legge 24 novembre 1981, n. 689 soltanto fatte salve «le modifiche e le deroghe previste dalle norme del presente capo» (così l’art. 194 CdS). La legge n. 120/2010, nel modificare l’incipit del primo comma dell’art. 200 (rubricato «Contestazione e verbalizzazione delle violazioni») ha sancito che le infrazioni al codice della strada di cui qui si tratta devono essere, quando è possibile, immediatamente contestate. Il successivo comma 2 del medesimo art. 200, come integralmente sostituito dall’art. 35 della legge n. 120/2010, stabilisce le modalità di redazione e i contenuti del verbale di contestazione, che può essere redatto anche con l'ausilio di sistemi informatici, ma deve contenere la sommaria descrizione del fatto accertato, gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione, oltre alle dichiarazioni che gli interessati chiedano di inserirvi. Non esiste un modello di verbale formalmente vincolante, posto che il rinvio al regolamento è relativo esclusivamente ai contenuti della verbalizzazione e non ai requisiti di forma. Per i casi in cui la violazione non può essere immediatamente contestata, il comma 1 dell’art. 201 (rubricato «Notificazione delle violazioni»), come modificato dall’art. 36 della legge n. 120/2010, stabilisce che il verbale, «con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata», deve essere notificato «entro novanta giorni» dall’accertamento. Qui sta una delle novità più rilevanti introdotte dalla legge n. 120/2010, giacché fino al 12 agosto 2010 il termine per la notifica dei verbali di contestazione delle violazioni era di 150 giorni e non già 90 giorni dall’accertamento: il superamento del nuovo termine comporta l’estinzione dell’obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria per il soggetto che ha ricevuto la notificazione tardiva (ai sensi dell’art. 201, comma 5, CdS). Destinatario della notificazione dell’illecito amministrativo è l’effettivo trasgressore ovvero, quando non sia identificato, trattandosi di violazione commessa dal conducente di un veicolo, ad uno dei soggetti individuati quali responsabili in solido dall’art. 196 CdS, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento. Nei casi in cui la violazione sia stata contestata immediatamente al trasgressore, il verbale deve essere notificato ad uno dei responsabili in solido entro cento giorni dall’accertamento della violazione (ai sensi dell’art. 201, comma 1, CdS). Come annotato dal Ministero dell’Interno nella Circolare n. 11310 del 12 agosto 2010 (par. 32) i «nuovi e diversi termini si applicano alle violazioni commesse dopo la data di entrata in vigore della legge» di riforma del Codice della strada, vale a dire dal 13 agosto 2010, «per gli illeciti accertati in precedenza, invece, continuerà ad applicarsi il termine di 150 giorni».
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