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Timestamp: 2020-07-05 16:33:29+00:00
Document Index: 118974592

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 27', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 6']

all’Albo speciale degli Avvocati Stabiliti
Nel valutare le domande di iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti, il Consiglio dell’Ordine territoriale deve limitarsi a verificare l’iscrizione del richiedente nella corrispondente organizzazione professionale in un Paese UE (come ad esempio il Collegio de Abogados per quanto riguarda la Spagna), senza poter effettuare verifiche circa l’effettivo esercizio della professione nello Stato di iscrizione.
La fonte normativa per gli Avvocati stabiliti è individuabile nella direttiva europea n. 98/5/CE del 16.2.1998 che ha inteso facilitare l’esercizio permanente della professione in uno stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica professionale.
La direttiva europea, richiamando l’art. 7 del Trattato, precisa che l’eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi fra gli stati membri costituisce uno degli obiettivi della Comunità, con la conseguenza che va concessa ai professionisti comunitari la facoltà di esercitare la professione in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali.
Lo Stato Italiano ha recepito la Direttiva 98/5/CE con il Decreto Legislativo n. 96 del 2.2.2001 che, all’art. 6, ha stabilito i requisiti per l’iscrizione all’Albo Speciale. In particolare al comma 3 dell’art. 6 è previsto che la domanda sia corredata da un certificato di cittadinanza; certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva ovvero dichiarazione dell’istante con indicazione del domicilio professionale; l’attestato di iscrizione alla organizzazione professionale dello Stato membro di origine, rilasciato in data antecedente a tre mesi dalla data di presentazione. Altresì il comma 1 dell’art. 6 stabilisce che per l’esercizio permanente in Italia della professione di avvocato, i cittadini degli Stati membri in possesso di uno dei titoli di cui all’art. 2, sono tenuti ad iscriversi ad una sezione speciale dell’albo tenuto dall’Ordine degli Avvocati avente sede nella circoscrizione del Tribunale in cui hanno fissato stabilmente la loro residenza o il loro domicilio professionale, nel rispetto della normativa relativa agli obblighi previdenziali. Infine il comma 5 del predetto articolo impone che i documenti devono essere accompagnati da una traduzione autenticata.
La direttiva europea 98/5/CE e il Decreto Legislativo n. 96 del 2.2.2001 non sono stati modificati dalla successiva direttiva 05/36/CE, attuata in Italia con il Decreto Legislativo n. 206 del 9.11.2007, che ha sostanzialmente confermato le previgenti modalità per il riconoscimento del titolo di Avvocato Stabilito, disciplinando un autonomo meccanismo che consente di ottenere l’immediato riconoscimento del titolo, previo superamento di apposita prova attitudinale.
A tal fine il suddetto decreto legislativo 206/2007 ribadisce che “per l’esercizio della professione i beneficiari del riconoscimento delle qualifiche professionali devono possedere le conoscenze linguistiche necessarie” (art. 2) e che “il riconoscimento professionale è subordinato alla dimostrazione dell’esercizio effettivo dell’attività in questione in un altro Stato membro ai sensi degli articoli 28, 29 e 30” (art. 27).
La Corte di Cassazione a sezioni Unite nella sentenza 22.12.2011 n. 28340, invocata dall’istante a sostegno della richiesta, ha statuito che:
“In base alla normativa comunitaria concernente il reciproco riconoscimento dei titoli abilitanti all’esercizio di una professione, il soggetto munito di un titolo equivalente a quello di avvocato conseguito in un Paese membro dell’Unione europea (nella specie, la Spagna), qualora voglia esercitare la professione in Italia, dispone di due possibilità: chiedere al Ministero della giustizia l’immediato riconoscimento del titolo, ai sensi del d.lgs. 9 novembre 2007 n. 206, nel qual caso egli è tenuto al superamento di apposita prova attitudinale; oppure, avvalendosi del meccanismo di stabilimento e integrazione di cui al d.lgs. 2 febbraio 2001 n. 96, chiedere l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo degli avvocati del foro nel quale intendere eleggere domicilio professionale in Italia, nel qual caso egli, dopo un triennio di effettiva attività svolta d’intesa con un legale iscritto nell’albo italiano, avrà diritto ad essere iscritto nell’albo ordinario con il titolo di avvocato, senza necessità di sostenere alcuna prova attitudinale”.
In tale decisione la Corte di Cassazione ha statuito che qualora l’istante richieda, come nella specie, l’iscrizione all’Albo speciale degli avvocati comunitari stabiliti ai sensi dell’art. 3, comma 2, direttiva 98/5/Ce e dell’art. 6, comma 2, D. Lgs. 96/2001, tale iscrizione è subordinata alla sola condizione della documentazione dell’iscrizione presso la corrispondente Autorità di altro Stato membro.
Di seguito le modalità di iscrizione alla sezione speciale degli avvocati stabiliti.
Documenti da presentare per l’iscrizione alla Sezione speciale degli Avvocati comunitari stabiliti (d.lgs. n. 96 del 2 febbraio 2001):
La domanda di iscrizione deve essere presentata in bollo (euro 16,00), compilata e corredata da quanto segue:
originale o copia autentica di certificato di omologazione del titolo di laurea in giurisprudenza al pari titolo universitario straniero;
attestato di iscrizione alla organizzazione professionale dello Stato membro di origine, rilasciato in data non antecedente a tre mesi dalla data di presentazione, o dichiarazione sostitutiva (da rinnovare ogni anno);
certificato di cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea o dichiarazione sostitutiva;
certificato di residenza nella Provincia di Cosenza o dichiarazione sostitutiva ovvero dichiarazione di elezione di domicilio professionale in Provincia di Cosenza, controfirmata dall’Avvocato ospitante iscritto all’Albo dell’Ordine di Castrovillari;
quietanza di pagamento della tassa di € 168,00 per concessione governativa da versare sul c/c postale intestato all’Ufficio delle Entrate;
fotocopia documento di identità o di riconoscimento in corso di validità;
Tutti i documenti devono essere tradotti in lingua italiana con traduzione autenticata
L’interessato deve produrre la dichiarazione di intesa con l’avvocato presso cui si è stabilito e domiciliato.
Occorre altresì l’autodichiarazione dell’Albo straniero di appartenenza di non avere procedimenti disciplinari in corso o definiti
Domanda Iscrizione Avvocato Stabilito
FAC SIMILE dichiarazione di intesa
PASSAGGIO ALL’ALBO ORDINARIO