Source: http://domoforum.it/2013/05/lamministratore-deve-comunicare-ai-fornitori-il-nome-dei-condomini-morosi/
Timestamp: 2018-07-21 03:46:21+00:00
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Domoforum » L’amministratore darà ai fornitori il nome dei condomini morosi
L’amministratore darà ai fornitori il nome dei condomini morosi
condomino moroso, morosità condomini, nome dei condomini morosi, ogni condomino può conoscere le spese altrui, principio della solidarietà tra "condomini", riforma del Condominio, sentenza del 30.01.12 n° 1289, sentenza n. 9148 del 2008
Molte novità sul fronte del Condominio, in quanto il principio della solidarietà tra “condomini”, per cui tutti congiuntamente e in base alle proprie quote millesimali sono solidalmente responsabili verso i terzi, pur restando valido, prevede una possibile previa escussione direttamente in capo ai morosi.
Secondo la nuova riforma del Condominio, Legge 11 dicembre 2012, n. 220, che entrerà in vigore il 18 giugno 2013, i creditori potranno soddisfare il proprio credito richiedendolo direttamente a chi è realmente inadempiente.
L’amministratore resta obbligato ad agire verso i morosi, ma deve comunicare ai creditori del Condominio il nominativo degli inadempienti per fare in modo che essi possano aggredire direttamente i loro beni.
Il che significa che i condomini in regola con i pagamenti possono stare tranquilli sino a quando i creditori non avranno dimostrato di non essere riusciti a soddisfarsi sul patrimonio del moroso.
Comunque la Cassazione con la sentenza del 30.01.12 n° 1289 ha sancito che è necessario anticipare l’esecuzione contro il condomino parzialmente debitore con la notifica del precetto. I tempi si allungano.
In ogni caso, il rischio per gli adempienti di vedersi attaccare i propri beni, benché non escluso, non è certo immediato, se si considera che normalmente il creditore agisce in primo luogo chiedendo il pignoramento e poi la vendita dell’immobile del condomino moroso e che tale procedura richiede per la sua conclusione un tempo abbastanza lungo (qualche anno): con buona pace per i fornitori del Condominio, che certamente non saranno contenti.
Ci aveva già pensato la Corte di Cassazione (con la sentenza n. 9148 del 2008) ad escludere la solidarietà tra i condomini per il pagamento dei debiti condominiali, ma la riforma del Condominio (Legge 11 dicembre 2012, n. 220, in vigore dal 18 giugno 2013) adesso precisa che i creditori possono aggredire il patrimonio dei condomini adempienti solo dopo avere escusso i condomini morosi, i quali rispondono con tutti i propri beni presenti e futuri (art. 2740 c.c.).
Il diritto dei condomini e dei fornitori di essere informati sulla situazione di morosità e di avere l’elenco di quei condomini che non hanno provveduto al pagamento del dovuto, non costituisce violazione della privacy.
Vi sono stati numerosi interventi del Garante, il quale ha confermato che ogni condomino può conoscere le spese altrui e gli eventuali inadempimenti sia al momento del rendiconto annuale, sia su specifica richiesta formulata all’amministratore, ora obbligato peraltro a consentire a ciascun condomino di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica.
Tali informazioni devono essere ovviamente fornite nel rigoroso rispetto delle finalità che si intendono raggiungere e resta invece vietato ogni altro riferimento che non sia correlato alle attività di gestione e amministrazione delle parti comuni, o comunque necessario a determinare entrate o uscite dei condomini: il tutto con adozione delle opportune cautele per evitare che persone estranee al condominio possano accedere ai dati personali.
Leggi anche l’articolo “E’ diffamazione la gogna per gli inquilini morosi”
Infatti la Corte di Cassazione, con la recente Sentenza n. 4364 depositata il 29 gennaio 2013 ha stabilito che gli amministratori di condominio che evidenzino in apposite liste visibili pubblicamente, gli inquilini o condomini che non pagano regolarmente le spese condominiali commettono il reato di diffamazione.
L’elenco dei condomini morosi non può quindi essere affisso nell’androne dell’edificio o comunque in altro luogo accessibile al pubblico, perché l’interesse personale alla riservatezza prevale su quello collettivo alla trasparenza della gestione contabile del condominio come ha stabilito un’altra simile sentenza (Cassazione n.186/11).
Il fatto però che ora la legge di riforma preveda addirittura il diritto del creditore di ottenere dall’amministratore il nominativo dei singoli condomini morosi probabilmente imporrà un nuovo intervento del Garante, probabilmente solo per ribadire che spesso l’eccezione, appunto la possibilità per il terzo creditore di conoscere un dato sensibile del condomino, conferma la regola.
Fonte di alcune parti: Leggi l’articolo di Avv. Augusto Cirla-Assocond Conafi