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Timestamp: 2018-11-21 02:30:18+00:00
Document Index: 1664786

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 7', 'art. 20', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 86']

Novità fiscali del 12 dicembre 2008: IVA a esigibilità differita per tutti; la cancellazione “d'ufficio” della società rende nulla la notifica della cartella; acconti Ires e Irap: chiarimenti delle Entrate | Commercialista Telematico
Indice fisco
1) Acconti Ires e Irap: chiarimenti dell’Agenzia Entrate
2) IVA a esigibilità differita per tutti
3) La cancellazione della società “di ufficio” rende nulla la notifica della cartella
4) Altre notizie
I contribuenti che hanno versato per intero gli acconti Ires e Irap 2008 possono portare in compensazione il credito d’imposta derivante dalla riduzione di tre punti percentuali delle somme pagate, così come previsto dal cd. Decreto legge anticrisi (D.L. n. 185/2008), con l’art. 10, comma 1.
Per le difficoltà legate ai tempi di gestione telematica dei versamenti, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che il credito d’imposta spetta anche ai contribuenti che, alla data del 1.12.2008, hanno “provveduto per intero al pagamento dell’acconto”.
L’Agenzia delle Entrate ha poi ricordato l’avvenuta istituzione, con la risoluzione n. 476/E del 9.12.2008, dei codici tributo (infatti, per il recupero delle somme eccedenti vanno indicati nel modello F24 i codici tributo 2120 per Ires e 3859 per Irap) che consentono di compensare con F24 i maggiori versamenti già con i pagamenti in scadenza il prossimo 16.12.2008 (per esempio quello dell’Iva mensile).
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 11.12.2008)
Come è noto, l’art. 7 del D.L. n. 185/2008 ha introdotto a titolo sperimentale, per il periodo 2009 – 2011, la possibilità di versare l’Iva al momento dell’incasso delle fatture ed esercitare il diritto alla detrazione del tributo assolto sugli acquisti al momento del pagamento.
L’applicazione e, quindi, l’entrata in vigore delle disposizioni è stata subordinata all’autorizzazione comunitaria.
A differenza dall’esigibilità differita per le prestazioni effettuate nei confronti dello Stato o altri Enti pubblici, l’Iva diviene comunque esigibile, indipendentemente dal pagamento del corrispettivo, decorso un anno dall’effettuazione dell’operazione.
Come rilevato in Dottrina il nuovo meccanismo di calcolo dell’Iva sarà ad es. il seguente:
Iva a debito relativa a fatture emesse incassate
Iva a debito relativa a fatture emesse non incassate dopo il decorso di un anno
Totale Iva a debito
Iva a credito relativa a fatture di acquisto pagate
Iva a credito relativa a fatture di acquisto non pagate dopo il decorso di un anno
Totale Iva da pagare (3.000,00 – 800,00)
Caratteristiche del neo regime Iva ad esigibilità differita:
– Le fatture devono essere emesse e registrate nei termini ordinari;
– L’Iva deve essere contabilizzata a debito solo nel momento in cui avviene l’incasso del corrispettivo, ovvero decorso un anno;
– le operazioni attive concorrono immediatamente alla formazione del volume d’affari di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972,
il versamento dell’imposta avviene nel momento dell’ incasso della fattura emessa;
– il diritto alla detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti può essere esercitato, per effetto del differimento, al momento del pagamento delle fatture, ovvero decorso un anno.
Indicazione in fattura
Per poter usufruire del “nuovo meccanismo” dell’Iva per cassa il contribuente deve indicare espressamente in fattura che si tratta di “operazione con imposta ad esigibilità differita”, altrimenti (in caso di mancata indicazione), si applicano le regole ordinarie.
Il neo sistema di calcolo Iva (al momento del pagamento) non interessa:
– Le operazioni effettuate dai contribuenti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione del tributo quali, ad esempio, il regime dell’agricoltura, delle agenzie di viaggio, del margine;
– per le operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile o reverse charge.
Infine, si attende ancora l’emanazione di in Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che dovrà stabilere il volume d’affari dei contribuenti che potranno applicare tale neo calcolo dell’Iva basato sostanzialmente sul principio di cassa.
Che succede se per una società, posta in liquidazione per cessata attività, ma cui il commercialista non abbia espletato la cancellazione presso la Camera di commercio, siano poi state notificate al liquidatore (residente in altra città) due cartelle per diritto annuale Camera di commercio 2000-2001.
In particolare se sia valida tale richiesta e, quindi la notifica.
Su tale problematica è stato chiarito in Dottrina che “la notificazione delle cartelle a mani del liquidatore è avvenuta ai sensi dell’articolo 145 del Codice di procedura civile: quando la società destinataria dell’atto è irreperibile nella propria sede legale, la consegna può esser fatta al suo legale rappresentante.
La notificazione delle cartelle di pagamento è disciplinata dall’articolo 26 del Dpr 29 settembre 1973, n. 602, il quale – in caso d’irreperibilità del debitore – richiama l’articolo 60 del Dpr 29 settembre 1973, n. 600.
Quest’ultimo dispone che la notificazione degli atti tributari deve avvenire tassativamente nel Comune di domicilio fiscale del contribuente.
Se il destinatario è irreperibile nel predetto Comune, la notificazione è fatta mediante deposito dell’atto presso il Comune per otto giorni consecutivi. Secondo la più recente giurisprudenza, la consegna del plico al legale rappresentante della società irreperibile è consentita solo se il rappresentante è domiciliato nel medesimo Comune in cui ha sede la società (Corte di cassazione, 20 febbraio 2006, n. 3618).
Da quanto precede si può concludere che la notificazione delle cartelle è insanabilmente nulla, per violazione delle disposizioni «circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia» (articolo 160 del Codice di procedura civile)”.
Per cui la pretesa impositiva della Camera di commercio è parsa illegittima.
A tal fine, “L’ultimo comma dell’articolo 2490 del Codice civile dispone che, qualora per oltre tre anni consecutivi i liquidatori non depositano il bilancio annuale, «la società è cancellata d’ufficio dal registro delle imprese …».
Questa disposizione sembra sufficiente:
– sia per ritenere che la perdurante iscrizione è frutto di omissione della stessa Camera di commercio, la quale non ha avviato il procedimento di cancellazione d’ufficio;
– sia per contestare il presupposto dell’imposizione, costituito dalla (errata) iscrizione della società nel registro delle imprese (articolo 18, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580)”.
(L’Esperto Risponde, Il Sole 24 Ore, del 01.12.2008)
– Acconti Ires: Chiarimenti da Assonime
L’Assonime, con la circolare n. 59 del 10.12.2008, è intervenuta sulle novità contenute nel D.L. n. 185/2008, il c.d. “Decreto anticrisi”, che hanno riguardato anche il calcolo del secondo acconto 2008.
“- La trasformazione del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo da incentivo automatico a beneficio soggetto ad autorizzazione, potrebbe comprometterne la possibilità di utilizzo nella determinazione della seconda rata degli acconti 2008;
– la riduzione degli acconti IRES ed IRAP, prevista dal D.L. in esame, vale sia per gli acconti calcolati col metodo storico, sia col metodo revisionale;
– la deduzione dall’imponibile IRES di una quota forfetaria pari al 10% dell’IRAP potrebbe avere riflessi ai fini della determinazione degli acconti determinati su base revisionale;
– in materia di ravvedimento operoso, le minori percentuali richieste per la regolarizzazione riguardano anche gli omessi versamenti in acconto”.
(Assonime, circolare n. 59 del 10.12.2008, in notiziario Seac del 11.12.2008)
– Co.co.co.: Costituzionalmente illegittimo il regime transitorio
La Consulta con la sentenza n. 399/2008 ha “ritenuto intrinsecamente irragionevole e costituzionalmente illegittimo per violazione dell’art. 3, primo comma, della Costituzione, l’art. 86, comma 1, del dlgs. 276/2003 che obbliga alla cessazione o all’adozione di un contratto a progetto, entro un termine massimo di due anni, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa in corso alla data di entrata in vigore dello stesso D.lgs. 276/2003.
Pertanto, le collaborazioni coordinate e continuative già stipulate alla data di entrata in vigore del dlgs. n. 276 del 2003 mantengono efficacia fino alla scadenza decisa dalle parti”.
(Sentenza Corte Costituzionale 05/12/2008, n. 399, in notiziario Ipsoa del 11.12.2008)
– Acconto Iva 2008: Definiti tempi e modalità per il trasferimento da parte degli intermediari delle somme incassate nel mese di dicembre
Pubblicato sul sito dell’agenzia delle Entrate il Provvedimento che ha stabilito con quali modalità e in che termini banche convenzionate, uffici postali e agenti della riscossione devono riversare all’Erario gli importi ricevuti, a dicembre, a titolo di acconto Iva (che i contribuenti devono versare entro il 29.12.2008).
“Il documento fissa un’unica scadenza per il riversamento alle casse dello Stato degli acconti incassati nei giorni 23, 24 e 29 dicembre 2008: l’operazione deve essere effettuata entro le ore 14,50 del successivo 31 dicembre.
Più articolato il calendario per la trasmissione telematica dei dati di rendicontazione all’Amministrazione finanziaria.
Le informazioni riguardanti le somme pagate dai contribuenti dovranno pervenire, infatti, all’agenzia delle Entrate:
– entro il 2 gennaio 2009, se versate il 23 dicembre
– entro il 5 gennaio 2009, se versate il 24 dicembre
– entro il 7 gennaio 2009, se versate il 29 dicembre.
La somma complessivamente raggiunta nei giorni 22, 23, 24 e 29 dicembre può essere riversata alla Tesoreria anche mediante un bonifico cumulativo. In tal caso, diventa unica anche la relativa rendicontazione, da trasmettere alle Entrate entro il 31 dicembre)”.
(Provvedimento Direttore Agenzia delle Entrate, n. 2008/187224 protocollo del 10.12.2008, in notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 11.12.2008)