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Timestamp: 2020-04-01 23:49:09+00:00
Document Index: 130578739

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 14', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 19']

Sentenza Cassazione Civile n. 3718 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3718 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/02/2017, (ud. 09/12/2016, dep.13/02/2017), n. 3718
sul ricorso 13261/2016 proposto da:
S.M.R.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NIZZA,
53, presso lo studio dell’avvocato ANTONELLO CIERVO, che lo
avverso la sentenza n. 1926/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,
emessa il 10/11/2015 e depositata il 24/11/2015;
udito l’Avvocato Antonello Ciervo, per il ricorrente, che si riporta.
“Con sentenza in data 24 novembre 2015, la Corte d’Appello di Bologna, respingendo l’impugnazione proposta dal sig. S.M.R.S., cittadino pachistano, ha confermato la sentenza del Tribunale di quella stessa città e, per l’effetto, ha respinto il ricorso proposto dal predetto richiedente il riconoscimento della protezione internazionale contro la decisione negativa adottata dalla Commissione per il riconoscimento della stessa ovvero delle istanze subordinate (di protezione sussidiaria o del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari).
Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione il sig. S.M.R.S., con atto notificato il 23 maggio 2016, sulla base di un due motivi, con i quali lamenta la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14 e artt. 5 e 19 TUIM.
Il ricorso appare manifestamente infondato in quanto, sia la prima (relativa alla protezione sussidiaria) che la seconda doglianza (relativa alla protezione umanitaria) di violazione di legge nasconde una censura di tipo motivazionale che, invece, non appare fondata, avendo la Corte territoriale motivato (sia pure sinteticamente) in ordine al fatto che non ha dato credito all’affermato pericolo di vita corso dal ricorrente, sulla base di idonee presunzioni (l’abbandono della famiglia nel proprio villaggio, lasciata alle cure del padre) ed in base alla natura esclusivamente privatistica del presunto conflitto che lo contrapporrebbe al suo creditore, per il mancato pagamento dei debiti, ed alla mancanza di idonei riscontri all’affermazione della mancata sua protezione da parte della locale polizia, senza che sia stata allegata una qualche forma dimostrativa dell’impossibilità sociale di ottenere una qualche forma di tutela in sede nazionale.
Tale percorso motivazionale consente di apprezzare come ultronea ogni ulteriore affermazione, pure svolta dalla Corte, circa lo stato dell’ordine pubblico nel Punjab, espressamente subordinato all’affermata inconsistenza della narrazione del richiedente asilo (e forme subordinate di protezione).
che, tuttavia, al rigetto del ricorso consegue il raddoppio del contributo unificato atteso che, se in tema di controversie in materia di espulsione dei cittadini di Stati che non sono membri dell’Unione europea (D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 18) e di opposizione al diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonchè agli altri provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare (cit. D.Lgs. n. 150, art. 20), è espressamente stabilito che ” Gli atti del procedimento sono esenti da imposta di bollo e di registro e da ogni altra tassa”, una tale analoga previsione manca con riferimento alle controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale (cit. D.Lgs. n. 150, art. 19), onde manca l’esenzione dal contributo unificato e, perciò, esso va raddoppiato in caro di rigetto del relativo ricorso.