Source: http://www.studiolegaledistasi.it/conquiste/
Timestamp: 2018-12-16 22:02:31+00:00
Document Index: 36680579

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 340', 'art. 442', 'art. 530', 'sentenza ', 'art. 530', 'art. 18', 'art. 530', 'art. 28']

Conquiste Giurisprundenziali • STUDIO LEGALE DI STASI
Conquiste Giurisprundenziali
Sulla illegittimità dell’Avviso di accertamento e delle conseguenti cartelle di Equitalia
(Commissione Tributaria Provinciale di Ancona, 03.01.2017, n. 19 del 2017, Casa di Riposo O.A.M. c/Agenzia delle Entrate)
E’ illegittima la ricostruzione dei verificatori sulla base di presunzioni ignorando quanto documentato dagli atti da cui risulta che la ditta C. è incaricata di fornire l’assistenza infermieristica alla ricorrente a prescindere dalle presenze di alcuna struttura o organizzazione aziendale.
Sull’illegittimità del decreto prefettizio di espulsione del cittadino straniero basato su dichiarazioni erronee per non corretta conoscenza della lingua.
(d.lgs. n. 286 del 1998 e s.m.i. – c.d. T.U. sull’immigrazione)
“Il decreto prefettizio di espulsione di un cittadino straniero per violazioni del d.lgs. n. 286 del 1998 e s. m. i., l’accertamento delle quali si basa su dichiarazioni rese dallo straniero alla autorità di P.G., va annullato qualora risulti provato che tali dichiarazioni possono essere erronee, in quanto frutto di una non corretta conoscenza della lingua” (Giudice di Pace di Ancona – 12 aprile 2006; Dott.ssa E. Parlato).
Sull’assoluzione dell’imputato per mancanza, insufficienza o contraddittorietà della prova, circa la commissione del fatto, nel giudizio abbreviato.
Tribunale di Ancona, sezione G.I.P. e G.U.P., 15.09.2015, n. 586 (C. c P.M.)
(art. 18 R.D. n. 773/1931 – T.U.L.P.S.; art. 340 co. 2 c.p.; art. 442 c.p.p.; art. 530 co. 2 c.p.p.)
Tra i casi in cui il giudice è tenuto a pronunciare sentenza di assoluzione rientra l’ipotesi in cui, ex art. 530 co. 2 c.p.p., manchi, sia insufficiente o contraddittoria la prova che l’imputato abbia commesso il fatto di cui è accusato. Nel caso di specie, il tribunale dorico, accolta l’istanza di rito abbreviato, si è trovato a dover decidere sulla sussistenza della responsabilità penale dell’imputato per il reato di interruzione di servizio di pubblica necessità e volontaria omissione di informazione, alla Questura, circa le modalità e i luoghi di una manifestazione di lavoratori culminata con il blocco della stazione ferroviaria. Il giudice ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto, ritenendo che dagli atti utilizzabili nel procedimento non derivassero elementi di prova circa il suo coinvolgimento nella decisione della occupazione dei binari, risultando, al contrario, quest’ultima il frutto di una determinazione estemporanea, non programmata, assunta ed eseguita spontaneamente dai lavoratori.
Sull’assoluzione dell’imputato per non aver commesso il reato di mancato avviso preventivo dell’intenzione di manifestare, ai sensi del T.U. delle leggi in materia di pubblica sicurezza.
Tribunale Ordinario di Ancona, 6.08.2015, n. 1270 (P. c P.M.)
(art. 18 R.D. n. 773/1931 – T.U.L.P.S.; art. 530 c.p.p.)
Il Tribunale dorico, nel caso di specie, si è trovato a dover decidere sulla sussistenza della responsabilità penale dell’imputato, componente dell’RSU, per non aver dato preventiva comunicazione alla Questura dell’intenzione di manifestare con i lavoratori in corteo. Sulla base delle testimonianze degli agenti di Polizia e dell’interrogatorio dell’imputato, il giudice ha ritenuto che si potesse evincere con chiarezza solo la conoscenza da parte dell’accusato della programmazione di uno sciopero e non anche la sua conoscenza circa le modalità di svolgimento della manifestazione, essendo al contrario emerso che la determinazione di muovere in corteo era stata estemporanea e che l’imputato aveva tentato di contenerlo, per evitare che degenerasse. Pertanto, il giudice ha pronunciato l’assoluzione per mancata commissione del fatto.
Sulla leggittimità dello sciopero a singhiozzo e sulla illegittimità della serrata di ritorsione
Trib.Ancona, Sez.Lav., Dott.ssa A.Sbano, 20 maggio 2009
(art. 28 Stat. Lav.)
“La tesi datoriale dell’impossibilità del ricevere la prestazione si scontra con il dato obbiettivo e non contestato dell’avvenuta accettazione della prestazione in tutti i precedenti scioperi attuati dalla FIOM e da altre sigle, eseguiti con le medesime modalità di quelli svoltisi in data 16 e 19 gennaio.
Risulta, infatti, che scioperi con identiche modalità a singhiozzo siano stati indetti negli anni 2006, 2007 e 2008 senza che mai i lavoratori siano sttati liberati con conseguente accettazione delle prestazioni lavorative offerte negli intervalli.”
E pertanto va dichiarata “l’antisindacalità del comportamento del datore di lavoro costituito dalla liberazione dei lavoratori aderenti allo sciopero del 16 e 19 gennaio 2009” e và ordinato”al datore di lavoro di pagare le retribuzioni ai lavoratori per il tempo che hanno offerto la loro prestazione lavorativa illeggittimamente rifiutata”.