Source: https://www.confetra.com/it/primopiano/doc_html/Circolari%202013/circ015.htm
Timestamp: 2019-10-15 15:54:30+00:00
Document Index: 52977456

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 2', 'art. 2103', 'art. 7', 'art. 1', 'art.2', 'art.2', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 2', 'art.40', 'art. 45', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 8', 'art.2', 'art.120', 'art. 1', 'art.120', 'art. 1']

Oggetto: Previdenza – ASPI – Chiarimenti - Circolari INPS nn. 142 del 18.12.2012 e 140 del 14.12.2012.
Come è noto, dall’1 gennaio è entrata in vigore l’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) prevista dalla Riforma Fornero (legge n. 92/2012) in sostituzione, da subito, della vecchia indennità di disoccupazione e, dal 2017, della mobilità. Finalità del nuovo istituto è garantire un’indennità mensile ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Sono pertanto esclusi dall’indennità ASPI i lavoratori cessati per dimissioni o per risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a meno che la risoluzione consensuale scaturisca da una procedura di licenziamento conclusa in sede conciliativa.
Con le circolari in oggetto l’INPS ha fatto il punto sugli aspetti principali dell’ASPI, nonché sulla compilazione della denuncia contributiva mensile.
· Ambito di applicazione - Rientrano nell’ambito di applicazione dell’ASPI tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa. Per poter beneficiare dell’ASPI i lavoratori interessati devono trovarsi in stato di disoccupazione involontaria e aver maturato almeno 2 anni di anzianità contributiva, di cui almeno 1 anno nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione.
· Contribuzione – L’ASPI è finanziata, oltre che dal contributo ordinario dell’1,31% già dovuto per la vecchia indennità di disoccupazione (al netto dello 0,30% versato ai Fondi di formazione interprofessionali tipo FORTE), dai seguenti contributi aggiuntivi in vigore dall’1 gennaio 2013:
o un contributo addizionale pari all’1,40% della retribuzione imponibile da versarsi sui lavoratori con contratto a termine (sono esclusi i contratti a termine stipulati per sostituire lavoratori assenti e gli apprendisti); il predetto contributo potrà essere recuperato nel limite massimo di 6 mensilità dai datori di lavoro che, alla scadenza del contratto, trasformino il rapporto di lavoro in un contratto a tempo indeterminato;
o un contributo di licenziamento per ogni lavoratore a tempo indeterminato che venga licenziato; la misura del contributo, che è stata leggermente ridotta dalla recente legge di stabilità (legge n. 228/2012), è pari al 41% dell’indennità mensile ASPI per ogni anno di anzianità aziendale maturata dal lavoratore negli ultimi tre anni; limitatamente al periodo 2013-2015, il contributo non sarà dovuto per i licenziamenti effettuati in conseguenza di cambio di appalti a cui siano seguite assunzioni presso altri datori di lavoro; fino al 31 dicembre 2016 (data di cessazione dell’istituto della mobilità) la contribuzione in questione non sarà inoltre dovuta nei casi in cui è dovuto il contributo di ingresso per la mobilità.
· Importi – L’importo dell’indennità ASPI è calcolato in percentuale sulla retribuzione lorda percepita dal lavoratore nell’ultimo biennio. L’indennità non può comunque essere superiore ad un massimale, da rivalutarsi annualmente, pari attualmente a 1.119,32 euro mensili; durante tutto il periodo di fruizione del­l’indennità è riconosciuta al lavoratore la contribuzione figurativa INPS.
· Fruizione – Per fruire dell’indennità i lavoratori, a pena di decadenza, dovranno presentare in via telematica apposita domanda entro due mesi dalla data di inizio del periodo indennizzabile; in caso di nuovo contratto di lavoro la fruizione dell’indennità sarà sospesa d’ufficio fino ad un massimo di 6 mesi.
· Mini ASPI – Alla mini ASPI, che sostituisce, sempre dall’1 gennaio, la vecchia indennità di disoccupazione ordinaria a requisiti ridotti, si applica la stessa disciplina dell’ASPI fatta eccezione per requisiti e durata della prestazione; per quanto riguarda i requisiti i lavoratori interessati devono comunque trovarsi in stato di disoccupazione e aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nell’ultimo anno; per quanto riguarda invece la durata l’indennità mensile è corrisposta per un periodo pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.
Per riferimenti confronta circ.ri conf.li nn. 9/2013 e 187/2012
Roma, 18/12/2012
SOMMARIO: 1 - Premessa e quadro normativo
4 - Definizione del trattamento da porre in pagamento
6 - Prestazioni accessorie
7 - Ricorsi
· disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali;
· disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti;
· disoccupazione speciale edile;
a. i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni;
b. gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato per i quali continua a trovare applicazione la specifica normativa come modificata dalla stessa legge di riforma. Infatti per questi lavoratori ai sensi dell’art. 2, comma 3 della legge di riforma trovano esclusivamente applicazione le norme di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, e successive modificazioni, all'articolo 25 della legge 8 agosto 1972, n. 457, all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37, e all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e successive modificazioni.
c. i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale per i quali resta confermata la specifica normativa.
· dalle modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
· dal c.d. mobbing;
· dalle notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda;
· dallo spostamento del lavoratore da una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” previste dall’art. 2103 codice civile;
· dal comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.
1. per trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici (circolare 108 del 10 ottobre 2006);
2. nell’ambito della procedura di conciliazione da tenersi presso la Direzione Territoriale del Lavoro secondo le modalità previste all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge di riforma. In questa ipotesi, infatti, qualora la conciliazione abbia un esito positivo e preveda una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è riconosciuta espressamente al lavoratore la tutela del sostegno al reddito con l’erogazione della nuova indennità di disoccupazione.
a. i contributi previdenziali, comprensivi di quota DS e ASpI versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
b. i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all'inizio dell'astensione risulta già versata contribuzione ed i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
c. i periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione;
d. l'astensione dal lavoro per periodi di malattia dei figli fino agli 8 anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell'anno solare.
a. malattia e infortunio sul lavoro solo nel caso non vi sia integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro ovviamente nel rispetto del minimale retributivo;
b. cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell'attività a zero ore;
c. assenze per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, dal genitore, dal figlio convivente, dai fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap in situazione di gravità.
· otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni;
· dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni;
· dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni;
· quattordici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni;
· dieci mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni;
· dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni,
· sedici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.
a. per i lavoratori di età inferiore ai cinquantacinque anni, l'indennità viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI, nell’arco di un periodo precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro pari al periodo massimo teorico di spettanza della prestazione;
b. per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l'indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità già eventualmente fruiti sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI, nell’arco di un periodo precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro pari al periodo massimo teorico della prestazione.
a. ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro;
c. data di riacquisto della capacità lavorativa nel caso di un evento patologico (es.: malattia comune, infortunio) iniziato entro gli otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro
e. ottavo giorno dalla data di fine del periodo corrispondente all'indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
1. dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno;
2. dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, nel caso in cui questa sia presentata successivamente all’ottavo giorno;
3. dalla data di rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa nel caso in cui questa non sia stata presentata all’INPS ma al centro per l’impiego e sia successiva alla presentazione della domanda di indennità;
4. dalle date di cui alle lettere c); d); e); f) del precedente punto 2.6 qualora la domanda sia stata presentata prima di tali date o dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora presentata successivamente ma, comunque, nei termini di legge.
a. perdita dello stato di disoccupazione;
b. nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi;
c. inizio di un'attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione di cui all’art.2, comma 17, della legge n. 92 del 2012;
d. raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
e. acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l'indennità di disoccupazione ASpI o mini-ASpI. A tale proposito si richiama la circolare n. 138 del 26 ottobre 2011.
a. destinatari;
b. stato di disoccupazione;
c. retribuzione di riferimento per il calcolo della prestazione;
d. misura della prestazione;
e. decorrenza della prestazione;
f. modalità e tempi di presentazione della domanda;
g. svolgimento di attività di lavoro autonomo e di lavoro accessorio durante la percezione della prestazione;
h. decadenza dall’indennità (si specifica che per la mini-ASpI, nell’ipotesi della lettera b) del paragrafo 2.9, la durata del nuovo contratto di lavoro subordinato deve essere superiore a cinque giorni);
i. anticipazione dell’indennità.
a. possano far valere lo status di disoccupato ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b. possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione da attività lavorativa negli ultimi 12 mesi precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, per la quale siano stati versati o siano dovuti contributi per l’assicurazione obbligatoria. Ai fini del diritto sono valide tutte le settimane retribuite, purché per esse risulti, anno per anno, complessivamente erogata o dovuta una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (legge 638/1983 e legge 389/1989). La disposizione relativa alla retribuzione di riferimento non si applica ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli e agli apprendisti per i quali continuano a permanere le regole vigenti.
OGGETTO: Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), istituita dall’art.2 della legge 28 giugno 2012, n. 92. Aspetti di carattere contributivo.
SOMMARIO: Istituzione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego. Ambito di applicazione dell’ASpI e contribuzione di finanziamento.
· dipendenti del settore privato, indipendentemente dalla tipologia di contratto di lavoro subordinato;
· soci lavoratori di cooperativa, che abbiano stipulato con la stessa un contratto di lavoro subordinato ai sensi della legge n. 142/2001 (soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro, soci di cooperative della piccola pesca marittima e delle acque interne di cui alla legge n. 250/58, ecc.);
· dipendenti a tempo determinato delle amministrazioni pubbliche ex art. 1, co.2, del D.lgs. n. 165/2001.
· soci lavoratori delle cooperative di cui al D.P.R. n. 602/70, in quanto l’art. 2, co. 38 della legge in commento, nel modificare l’art. 1, comma 1, del citato Decreto, ha aggiunto l’ASpI alle forme di previdenza ed assistenza sociale applicabili ai predetti soci;
· le categorie del personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato, stante l’abrogazione ex art. 2, co. 69, lett. c., a decorrere dal 1° gennaio 2013, dell’art.40 del RDL n. 1827/35, che escludeva tali categorie di lavoratori subordinati dalla preesistente assicurazione contro la disoccupazione involontaria.
Con riferimento a tali ultimi lavoratori, la cui disciplina previdenziale è dettata dall’articolo 25 del D.Lgs n. 286/1998, si precisa che il contributo previsto dal comma 2 del medesimo articolo, finalizzato al finanziamento del fondo nazionale per le politiche migratorie di cui all'art. 45 del citato Decreto legislativo, per interventi di carattere socio-assistenziale a favore dei lavoratori extracomunitari. continua ad essere alimentato nella misura stabilita (4,09% per la generalità dei datori di lavoro).
· ordinario (art. 2, co. 25-27 e co. 36);
· addizionale (art. 2 co. 28-30);
· contributo dovuto in caso di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni (art. 2, co. 31-35).
Tenuto conto della formulazione testuale dell’art. 2, co. 25, nonché dello specifico riferimento contenuto nel successivo comma 27, l’aliquota contributiva dell’1,31% deve essere incrementata anche del contributo dello 0,30%, ai sensi dell’art. 25 della legge n. 845/78 il quale, come noto, è destinato – per le aziende che vi aderiscono - al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua, ovvero devoluto al Fondo di rotazione del Ministero dell’Economia (2/3) e del Lavoro (1/3).
Il successivo comma 27, estende le citate riduzioni del costo del lavoro (leggi n. 388/2000 e n. 266/2005) ai lavoratori nei cui confronti non erano dovuti i contributi di cui al precedente co. 25. Trattasi dei lavoratori esclusi dall’ambito di applicazione della preesistente assicurazione contro la disoccupazione involontaria quali – ad esempio - soci delle cooperative D.P.R. n. 602/70, soci delle cooperative di cui alla legge n. 250/58, nonché categorie del personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.
Si propone l’esempio che segue
3.2) Allineamento graduale dell’aliquota contributiva
Settore Industria con esclusione dalla CIG per l'attività svolta, iscritte nell'albo informatico. CSC 1.XX.XX CA 3A, 4A
Add. ASPI Art. 25
Scorrendo la tabella, è possibile notare come - nel medesimo contesto aziendale - insistono categorie di lavoratori per i quali opera la diminuzione di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005, con conseguente riduzione dell’aliquota ASpI, e categorie di lavoratori per i quali, invece, trova applicazione l’allineamento graduale della medesima aliquota, come stabilito dall’articolo 2, c. 27 della legge n. 92/2012.
Al fine di agevolare l’interpretazione della norma, con riguardo ai casi in cui si realizza la riduzione del contributo ASpI rispetto a quelli in cui è possibile avvalersi del graduale allineamento si riportano - in allegato - le più ricorrenti situazioni che si determineranno da “gennaio 2013”, con riferimento ai soggetti destinatari della nuova assicurazione ma in precedenza esclusi dalla contribuzione contro la disoccupazione involontaria.
In relazione all’estensione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego al personale apprendista, l’art. 2, comma 36, della legge n. 92/2012, nel modificare l’art. 2, comma 2, del T.U. di cui al D.lgs. 14 settembre 2011, n. 167, introduce - con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013 - a carico del datore di lavoro, un contributo pari all’1,31% della retribuzione imponibile, dovuto per gli apprendisti, artigiani e non artigiani.
Si precisa, infine, che – stante la tecnica legislativa utilizzata - sul contributo per gli apprendisti non trovano applicazione le riduzioni del cuneo contributivo di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005, previste dal co. 26 (v. prec. punto 3). Potranno, invece, continuare ad operare – ove spettanti – le misure compensative ex art. 8 del D.L. n. 203/2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248/2005.
Es. Lavoratore a tempo determinato (1/1-31/12/2013) al quale, negli ultimi 6 mesi di contratto, sono state corrisposte le somme indicate e per il quale è stato versato il contributo dell'1,40%
Ai fini della compilazione del flusso UnimEns, non sono previste modifiche in merito all’esposizione della contribuzione ASpI, né con riferimento al contributo ordinario, né a quello addizionale.
Allo scopo di recepire le innovazioni normative, si è reso – invece - necessario ampliare i valori ammessi nell’elemento <Qualifica3> di <DenunciaIndividuale> del flusso UniEmens e precisamente:
Stagionale assunto per attività di cui al D.P.R. n.1525/1963 (decorrenza 01/2013)
Stagionale assunto dal 01.01.2013 al 31.12.2015, per attività definite da avvisi comuni e da CCNNLL stipulati entro il 31.12.2011 (decorrenza 01/2013)
Ai fini del recupero del contributo addizionale dell’1,40% - versato con riferimento ai lavoratori con contratto “non a tempo indeterminato” – in caso di trasformazione dei rapporti di lavoro ovvero di stabilizzazioni (si veda quanto illustrato al precedente punto 4.2), è stato istituito il nuovo codice causale “L810” - avente il significato di “Recupero contributo addizionale art.2, co. 30 L.92/2012” - nell’elemento <CausaleAcredito> di <AltreACredito> di <DatiRetributivi> di Denuncia Individuale.
Di seguito, si riportano le più ricorrenti situazioni che, in merito alla contribuzione ASpI, si determineranno da “gennaio 2013”, con riferimento ai soggetti destinatari della nuova assicurazione ma in precedenza esclusi dalla contribuzione contro la disoccupazione involontaria.
* la contribuzione ASPI (1,31%) e l’addizionale ASPI (0,30%) sono soggette al progressivo allineamento nel quinquennio dal 2013 al 2017.
* la contribuzione ASPI (0,37%) è determinata in applicazione delle riduzioni contributive di cui all’art.120 L.388/2000 ed all’art. 1 co, 361 L. 266/2005.
Operai – Impiegati e Dirigenti soci
Cooperative DPR 602/70 Soci lavoratori settore TERZIARIO
CSC 7.07.XX con C.A. 4A e 3A ; CSC 7.07.08 con C.A. 4A 5K e 3A;
* la contribuzione ASPI (0,31%) è determinata in applicazione delle riduzioni contributive di cui all’art.120 L.388/2000 ed all’art. 1 co, 361 L. 266/2005.
* la contribuzione ASPI (1,31%) e l’addizionale ASPI (0,30) sono soggette al progressivo allineamento nel quinquennio dal 2013 al 2017.