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Timestamp: 2018-12-14 06:18:04+00:00
Document Index: 105389378

Matched Legal Cases: ['art. 640', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 646', 'sentenza ', 'art. 646']

Cassazione, 7 marzo 2012, n. 8927 non comunicano all’assicurazione il ritrovamento dell’auto rubata: truffa o appropriazione indebita?
Non comunicavano alla società di assicurazione il ritrovamento dell’autovettura di cui avevano denunciato il furto, così illecitamente percependo dalla stessa compagnia un’ingente somma a titolo di liquidazione del danno. Il Tribunale e la Corte di Appello, ritenendo che la condotta contestata integrasse gli estremi del reato di truffa ex art. 640 c.p., condannavano i due imputati alla pena di anni uno e mesi dieci di reclusione. Ricorrevano in Cassazione gli imputati, sostenendo che il fatto restasse circoscritto all’alveo di mero illecito di natura civilistica.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8927 del 7 marzo 2012, annullando con rinvio la sentenza impugnata, ha riqualificato il fatto come reato di appropriazione indebita ex art. 646 c.p..
Il Collegio, preliminarmente, ha ribadito che, conformemente all’insegnamento delle Sezioni Unite, nel delitto di truffa, mentre il requisito del profitto ingiusto può comprendere in sé qualsiasi utilità, incremento o vantaggio patrimoniale, anche a carattere non strettamente economico, l'elemento del danno deve avere necessariamente contenuto patrimoniale ed economico, consistendo in una lesione concreta e non soltanto potenziale che abbia l'effetto di produrre - mediante la "cooperazione artificiosa della vittima" che, indotta in errore dall'inganno ordito dall'autore del reato, compie l'atto di disposizione - la perdita definitiva del bene da parte della stessa.
Tuttavia, l'obbligo di immediata comunicazione del ritrovamento del veicolo sottratto, deriva dalla circostanza che, in virtù delle clausole generali del contratto di assicurazione, la compagnia assicuratrice, dopo aver liquidato il danno derivante dal furto, acquista la proprietà dell'autoveicolo. Pertanto, in caso di recupero del veicolo rubato, l'assicurato deve comunicare tempestivamente il ritrovamento e mettere l'autovettura a disposizione della compagnia assicuratrice che ne è divenuta proprietaria. È del tutto evidente, osserva la Corte, che la mancata comunicazione alla società assicuratrice, che ne era divenuta proprietaria, dell'avvenuto recupero dell'autovettura, non presume alcuna "cooperazione artificiosa della vittima" e non comporta alcuna perdita definitiva del bene da parte della società proprietaria, risolvendosi tale condotta degli imputati in una mera appropriazione indebita del veicolo che l'assicurato, al momento stesso del ritrovamento, avrebbe dovuto consegnare alla propria compagnia di assicurazione.
Corte di Cassazione, Sezione Seconda Penale, 7 marzo 2012, n. 8927
3. Avverso tale sentenza propongono ricorso entrambi gli imputato per mezzo dei loro difensori con due separati atti, a firma dell'avv. (omissis) e dell'avv. (omissis).
3.1 L'avv. (omissis) solleva quattro motivi di gravame con i quali deduce:
- Violazione di legge e vizio della motivazione in relazione agli artt. 192 cod. proc. pen. e 110 e 640 cod. pen..
- Violazione di legge e vizio della motivazione in relazione alla mancata assoluzione di C..V. ;
3.2 L'avv. (omissis) solleva cinque motivi di gravame con i quali deduce:
La prospettazione difensiva secondo cui, nel caso di specie, la condotta contestata non integra gli estremi dei reato di truffa, è fondata solo in termini di qualificazione giuridica della condotta medesima, nel senso che, se essa non integra gli estremi del delitto di truffa, configura sicuramente la fattispecie del reato di appropriazione indebita e non può certamente risolversi, così come vorrebbe la difesa, nell'ambito degli inadempimenti di natura civilistica.
Orbene, tale condotta integra gli estremi del delitto di cui all'art. 646 c.p.. Invero, l'obbligo di immediata comunicazione del ritrovamento del veicolo sottratto, deriva dalla circostanza che, in virtù delle clausole generali del contratto di assicurazione, la compagnia assicuratrice, dopo aver liquidato il danno derivante dal furto, acquista la proprietà dell'autoveicolo. Pertanto, in caso di recupero del veicolo rubato, l'assicurato deve comunicare tempestivamente il ritrovamento e mettere l'autovettura a disposizione della compagnia assicuratrice che ne è divenuta proprietaria. È del tutto evidente che la mancata comunicazione alla società assicuratrice, che ne era divenuta proprietaria, dell'avvenuto recupero dell'autovettura, (nell'aprile 2005), non presume alcuna "cooperazione artificiosa della vittima" e non comporta alcuna perdita definitiva del bene da parte della società proprietaria, risolvendosi tale condotta degli imputati in una mera appropriazione indebita ratione temporis del veicolo che l'assicurato, al momento stesso del ritrovamento, (16/4/2005), avrebbe dovuto consegnare alla propria compagnia di assicurazione.
Pubblicato da Il mio diritto alle 18:39