Source: https://www.comune.carpenedolo.bs.it/news.aspx?id=3
Timestamp: 2020-04-02 08:57:29+00:00
Document Index: 21651548

Matched Legal Cases: ['art. 184', 'art. 2135', 'art. 185', 'art. 14', 'art. 182', 'art. 54', 'art. 45']

DISPOSIZIONI ACCENSIONE DEI RESIDUI VEGETALI :: Comune di Carpenedolo
DISPOSIZIONI ACCENSIONE DEI RESIDUI VEGETALI
Ordinanza n. 6 del 08-02-2016
DISPOSIZIONI PER L'ACCENSIONE IN CAMPO DEI RESIDUI VEGETALI DERIVANTI DA ATTIVITA' AGRICOLA
l’art. 184 comma 3 lettera a) del D.Lgs 152/2006 definisce rifiuti speciali quelli derivanti da attività agricole e agroindustriali ai sensi e per gli effetti dell’art. 2135 del Codice Civile;
l’art. 185 del citato D.Lgs 152/2006 comma 1 lettera f) stabilisce che non rientrano nell’applicazione della parte quarta del presente decreto, le materie fecali se non contemplate dal comma 2 lettera b), paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, selvicoltura o per la produzione di energia da biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana;
il D.L. 91/14 art. 14 comma 8 lettera b) e b-sexies (Combustione di materiale vegetale) convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 (in S.O. n. 72, relativo alla G.U. 20/08/2014, n. 192) opera sull’art. 182 del T.U.A. (smaltimento di rifiuti), introducendo, dopo il comma 6 il comma 6-bis che recita: sono consentite le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali, (paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura e nella selvicoltura) – purché vegetale effettuati nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I Comuni e le altre Amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10); Sono escluse dalla possibilità di bruciare in campo le potature delle siepi, delle piante e il taglio dell’erba proveniente dai giardini delle abitazioni.
Si ribadisce che le condizioni per considerare la combustione di materiale vegetale “normale pratica agricola” e non smaltimento di rifiuti, riguardano le attività di raggruppamento e abbruciamento di piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (cubi) per ettaro di materiali vegetali: paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura e nella selvicoltura purché vegetale.
il regolamento della Regione Lombardia 20 luglio 2007 nr. 5, Norme Regionali, in attuazione dell’articolo 50, comma 4, della legge Regionale 5 dicembre 2008, nr. 31 (Testo unico delle leggi Regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale) all’art. 54 (cautele per l’accensione del fuoco nei boschi) stabilisce che:
ai sensi dell’art. 45, comma 10 della l.r. 31/2008, è vietato accendere all’aperto fuochi nei boschi o a distanza da questi inferiore a centro metri;
nei periodi in cui non vige lo stato di rischio ai sensi dell’articolo 45 comma 4 della l.r. 31/2008;
Le date per poter accendere in campo i residui vegetali sono:
dal 22 febbraio 2016 al 04 aprile 2016,
dal 21 novembre 2016 al 19 dicembre 2016.
Dott. Stefano Tramonti