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Timestamp: 2020-08-11 17:00:50+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 9299 del 11/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9299 del 11/04/2017
Cassazione civile, sez. lav., 11/04/2017, (ud. 24/01/2017, dep.11/04/2017), n. 9299
sul ricorso 14747/2011 proposto da:
P.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA LEONIDA RECH 76, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO POERIO,
rappresentato e difeso dall’avvocato MARIO CHENG CHI CHANG, giusta
avverso la sentenza n. 682/2010 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 07/06/2010 R.G.N. 991/2009;
24/01/2017 dal Consigliere Dott. IRENE TRICOMI;
udito l’Avvocato CHENG CHI CHANG MARIO;
CELESTE Alberto, che ha concluso per l’estinzione del giudizio.
1. La Corte d’Appello di L’Aquila con la sentenza n. 682 del 2010, pronunciando sull’impugnazione proposta da P.A. nei confronti del Ministero della giustizia, avverso la sentenza n. 695 emessa dal Tribunale di Teramo il 26 giugno 2008 tra le parti, rigettava l’impugnazione.
2. Il lavoratore, dipendente del Ministero della giustizia, inquadrato in area C, posizione economica C3, adiva il Tribunale chiedendo di essere equiparato, quanto al trattamento economico, al personale delle qualifiche ad esaurimento, di cui al D.P.R. n. 748 del 1972, artt. 60 e 61, in ragione dello svolgimento di mansioni del tutto identiche a quelle del suddetto personale, in quanto proveniente dalla ex 9^ qualifica funzionale.
3. Il Tribunale rigettava la domanda in ragione della diversità delle funzioni proprie della 9^ qualifica funzionale rispetto a quelle del ruolo ad esaurimento.
4. La sentenza del Tribunale veniva confermata dal giudice di secondo grado, che tuttavia precisava che il diverso trattamento economico fatto al personale proveniente dal ruolo ad esaurimento e conservato anche dopo la soppressione del suddetto ruolo, non si fondava sulla peculiarità delle mansioni svolte da tale personale, ma sulla peculiarità delle vicende attinenti alla relativa progressione in carriera.
5. Per la cassazione della sentenza resa in grado di appello ricorre P.A., prospettando due motivi di ricorso.
6. Resiste con controricorso il Ministero della giustizia.
7. All’udienza pubblica del 22 giugno 2016, rilevato che era deceduto il difensore del ricorrente, la causa veniva rinviata a nuovo ruolo.
8. Costituitosi nuovo difensore, all’udienza pubblica del 24 gennaio 2017 il ricorrente depositava atto di rinuncia notificato al Ministero della Giustizia.
1. All’udienza pubblica del 24 gennaio 2017, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia notificato al Ministero della Giustizia.
Detta rinuncia non risulta accettata (all’udienza il Ministero non compariva), ma tale circostanza, non applicandosi l’art. 306 c.p.c., al giudizio di cassazione, non rileva ai fini dell’estinzione del processo.
2. La rinunzia al ricorso per cassazione infatti non ha carattere cosiddetto accettizio (che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali) ed inoltre, determinando il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, comporta il conseguente venir meno dell’interesse a contrastare l’impugnazione (Cass., ord. 3971 del 2015).
3. Per le ragioni che precedono deve essere dichiarata l’estinzione del processo. Nulla spese.
La Corte dichiara l’estinzione del giudizio. Nulla spese.