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Timestamp: 2019-06-20 22:20:22+00:00
Document Index: 102543439

Matched Legal Cases: ['art. 148', 'art. 90', 'art.148', 'art. 148', 'art. 2', 'art.7', 'art.20', 'art. 148', 'art.14', 'art.4', 'art. 32', 'art. 59', 'art. 67', 'art. 4', 'art. 70']

AICS Leggi&Fisco (con aggiornamenti dalla Direzione Nazionale)
Pubblicato da AICS Comitato Provinciale Grosseto
Da AICS Leggi&Fisco del 17 Giugno 2019
Luigi Silvestri, presidente del Collegio nazionale dei revisori contabili di AiCS
Pier Luigi Ferrenti, responsabile Organizzazione di AiCS
Martedì 11 giugno le Commissioni Riunite (V e VI) della Camera dei deputati, nel discutere il Disegno di legge "Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi", (cosiddetto Decreto Crescita) hanno approvato un emendamento all'articolo 43 che, di fatto, apre la strada per concedere, alle Associazioni di Promozione Sociale (APS), alle Organizzazioni di Volontariato (ODV) e alle Organizzazioni non lucrative di Utilità sociale (ONLUS),iscritte nei rispettivi Registri, una nuova proroga per l'adeguamento dei loro statuti.
Il testo dell'emendamento approvato è il seguente: "Dopo il comma 4 dell'articolo 43 aggiungere il seguente: 4bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 101, comma 2, del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, numero 117, i termini per l'adeguamento degli statuti delle bande musicali, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle imprese sociali sono prorogati fino al 30 giugno 2020".
Il Disegno di Legge è in corso di esame presso le competenti Commissioni della Camera dei deputati. Dopo l'approvazione dell'Aula, dovrà essere discusso e approvato dal Senato, e convertito in legge entro il 30 giugno 2019. Se il testo approvato, come quasi certo, sarà quello definitivo ci sarà tempo sino al 30 giugno 2020 per adeguare gli statuti di APS, ODV e ONLUS.
E' necessario pertanto chiedersi cosa potranno/dovranno allora fare i nostri Comitati territoriali e le APS, ODV e ONLUS a noi affiliate, anche alla luce delle circolari ricevute in questi giorni e con le quali si fornivano indicazioni sulle procedure da adottare per adeguare gli statuti a quanto richiesto dal decreto legislativo 3 luglio 2017, numero 117 (Codice del Terzo settore).
Per i nostri Comitati territoriali (Comitati Provinciali e Regionali) rimangono valide le indicazioni date: la scadenza dell'adeguamento entro il 2 agosto è stata recepita dallo Statuto nazionale, e contempla l'adeguamento degli statuti territoriali anche ad altre normative (Principi CONI, legge 8/2018 etc). Dunque essi dovranno comportarsi come indicato nella circolare che hanno ricevuto e procedere all'adozione del nuovo statuto nei termini e con le modalità indicate. La proroga potrà però consentire agli organi nazionali di approfondire il lavoro sinora fatto e di apportare successivamente, nel caso, le opportune modifiche statutarie.
L'ulteriore tempo concesso alle APS, ODV e ONLUS che devono ancora adeguare i loro statuti, potrà invece servire loro per fare scelte più consapevoli, soprattutto se sarà accompagnato dall'emanazione di atti fondamentali da parte del Ministero in quanto, come ha scritto il nostro Presidente Bruno Molea "il mondo dell'associazionismo è composto da una molteplicità di piccole realtà che hanno bisogno di tempo ma ancor di più di certezza", condividendo inoltre in pieno quanto detto dalla portavoce del Forum Claudia Fiaschi: la proroga è utile solo se consentirà "al nostro mondo di uscire dalla situazione di incertezza legata ai tempi di attivazione del Registro unico del Terzo settore".
Alle nostre affiliate consigliamo pertanto di aspettare la conversione in legge del decreto (prevista entro fine mese): se la proroga sarà effettiva, potranno decidere se utilizzare o meno il maggior tempo loro concesso per effettuare le loro scelte, spesso dipendenti dai decreti ancora da emanare, sulla base di una valutazione complessiva del loro statuto attuale e della loro struttura organizzativa.
Da AICS Leggi&Fisco del 07 Gennaio 2019
Inoltre, per gli Enti del terzo settore in genere, escluse le imprese sociali, le attività di interesse generale si considerano ora non commerciali qualora i ricavi non superino di oltre il 5 per cento i relativi costi per ciascun periodo d’imposta e per non oltre due periodi d’imposta consecutivi. Il decreto ha infine ampliato le tipologie di erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore per le quali i contribuenti hanno diritto a detrazioni d’imposta.
Da AICS Leggi&Fisco del 12 Novembre 2018
Al fine di contrastare l'evasione fiscale, dal 1° Gennaio 2019 scatterà l'obbligo di fatturazione elettronica per tutti i soggetti IVA.
Quelli che hanno partita iva devono emettere fattura elettronica per le prestazioni rese ai propri clienti, dotandosi obbligatoriamente di una pec e
Dovranno inoltre premurarsi di richiedere ai propri clienti l'indirizzo pec e/o il codice Sdi (sistema di interscambio) necessari per la ricezione dei documenti.
In alternativa, potranno prelevare le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori direttamente dal portale dell'agenzia delle entrate nella sezione "Fatture e corrispettivi"; in questo caso dovranno dotarsi di una pec e/o di un codice Sdi, da registrare sul sito dell'agenzia stessa, e da comunicare successivamente ai loro fornitori.
Il codice Sdi (Sistema di Interscambio) è un identificativo di 7 caratteri, univoco per ogni partita Iva, che consente la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche con modalità più agevoli rispetto alla pec. Utilizzare infatti la pec vorrà dire dover far fronte ad eventuali problemi di carattere amministrativo, come ad esempio: casella di posta piena, filtri antispam, cancellazioni ed errori accidentali, superamento del limite della dimensione allegato (30 MB).
L'attivazione di un codice sdi, d'altro canto, comporterà per l'ente dei costi aggiuntivi che variano a seconda dell'intermediario prescelto.
Molto dipenderà quindi dalla mole di documenti trasmessi/ricevuti: è lecito credere che gli enti no-profit che mensilmente emettono/ricevono un numero esiguo di fatture si doteranno di una semplice pec; discorso inverso per chi, dovendo gestire un numero cospicuo di documenti, preferirà usufruire dei vantaggi della gestione della fatturazione elettronica offerti dall'intermediario.
Da AICS Leggi&Fisco del 26 Ottobre 2018:
Da AICS Leggi&Fisco del 5 Ottobre 2018:
Da AICS Leggi&Fisco del 5 Settembre 2018:
Legge 398/91 e connessione con gli scopi istituzionali associativi a cura di Luigi Silvestri
Con la nota circolare n°18/E del 01/08/2018, l'Agenzia delle Entrate ha puntualizzato le condizioni affinché le A.S.D. possano applicare il regime agevolativo di cui alla legge 398/91, per l'attività commerciale posta in essere .
Tra le condizioni richiamate dalla circolare, merita un approfondimento la tipologia di attività commerciale esercitata dall'associazione.
Non tutte le attività commerciali possono usufruire del regime agevolativo della legge 398/91, ma solo i proventi conseguiti in attività "connesse agli scopi istituzionali", "strutturalmente funzionali" all'attività tipica dell'associazione.
Per l'Agenzia delle Entrate, possono rientrano nella fattispecie agevolativa eventuali proventi derivanti dalla somministrazione di alimenti e bevande nell'ambito dell'attività sportiva dilettantistica esercitata, la vendita di gadget pubblicitari o le sponsorizzazioni.
Si tratta, quindi, di attività commerciali che costituiscono un "naturale completamento" degli scopi specifici dell'associazione sportiva dilettantistica e che rivestono carattere accessorio all'attività istituzionale.
Continua la circolare evidenziando l'esclusione, dal regime della 398/91, di attività commerciali che non sono strettamente legate, né complementari all'attività sportiva, potendo ben essere esercitate indipendentemente da essa (quali bagno turco, idromassaggio, etc.) e tantomeno di quelle attività dirette alla vendita di beni e servizi, strutturalmente organizzate, anche con l'impiego di strumenti pubblicitari.
Viene, quindi, esclusa l'applicabilità della legge 398/91 ai ristoranti gestiti dalle ASD, sia per l'oggettiva mancanza di connessione con gli scopi istituzionali, sia per la sussistenza di un'organizzazione tale da creare una forma di concorrenza con gli operatori di mercato.
Quello che però lascia maggiormente perplessi e desta preoccupazione è la presa di posizione dell'Agenzia delle Entrate rispetto alle attività non riconosciute dal CONI.
Per l'Agenzia delle Entrate, i corsi per attività sportive che non rientrano nell'ambito delle discipline sportive riconosciute dal CONI, non sono ricompresi tra le attività connesse agli scopi istituzionali; la conseguenza di tale tesi è che tali corsi:
1) Sono attività commerciali;
2) Non possono usufruire del regime della legge 398/91.
Si immagini una A.S.D., iscritta al registro CONI, che organizza corsi di nuoto e Yoga per i propri soci, rispettando tutti i requisiti e le condizioni di cui all'art. 148 comma 3 del d.p.r. 917/86; stando al tenore letterale dell'interpretazione dell'Agenzia, i corrispettivi specifici incassati per i corsi di nuoto saranno "decommercializzati", mentre quelli per l'attività di Yoga(che fino ad un anno fa era attività sportiva riconosciuta, e ad oggi, nonostante i chiarimenti del CONI non può ritenersi tale), generano proventi commerciali tassabili ordinariamente, non suscettibili nemmeno di tassazione agevolata ex l.398/91, in quanto attività "non connesse con gli scopi istituzionali".
A parere di chi scrive l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate è estremamente penalizzante e lascia forti dubbi di conformità alla normativa in vigore.
La connessione con gli scopi istituzionali dovrebbe trovare fondamento nello statuto associativo e non semplicemente nel riconoscimento CONI; se il CONI delibera di variare l'inquadramento di una disciplina (da riconosciuta a non riconosciuta ai fini sportivi)non per questo dovrebbe venir meno la connessione con gli scopi istituzionali dell'Ente e quindi, a cascata la stessa disciplina, prima completamente detassata, diventare commerciale, da tassare in via ordinaria (senza nemmeno i benefici della legge 398/91).
Con la forte riduzione delle discipline riconosciute dal CONI, in atto già dallo scorso anno, ci si può solo augurare un chiarimento ulteriore, sul punto, da parte dell'Agenzia delle Entrate e che la stessa riveda la problematica, sgombrando il campo dalle perplessità e preoccupazioni generate nei confronti delle A.S.D, iscritte al Registro CONI, che esercitano, "istituzionalmente", sia attività riconosciute che attività non più riconosciute.
Da AICS Leggi&Fisco del 24 Agosto 2018:
TERZO SETTORE E ASD: TUTTE LE NOVITA' DEL MESE DI AGOSTO
Con un provvedimento in tema di autorizzazioni generali, lo scorso 19 luglio il Garante per la protezione dei dati personali, "nelle more del perfezionamento dell'iter legislativo di adeguamento del quadro legislativo nazionale alle disposizioni del regolamento europeo" ha prorogato la validità di una serie di autorizzazioni generali adottate il 15 dicembre 2016, tra le quali quellarelativa al trattamento dei dati sensibili da parte delle associazioni e delle fondazioni "fino all'adozione di eventuali misure che potranno essere previste nel decreto legislativo di adeguamento della disciplina in materia, riservandosi ulteriori valutazioni all'esito del predetto percorso normativo." Insieme all'utilizzo dei nuovi testi delle informative da adottare, distribuiti dalla Direzione Nazionale a tutti i Comitati, si raccomanda l'attenta lettura della suddetta autorizzazione.
Nella Gazzetta ufficiale n.185 del 10 agosto 2018 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 20 luglio 2018, n. 95 avente per oggetto "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, recante revisione della disciplina in materia diimpresa sociale, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge 6 giugno 2016, n. 106. Della sua approvazione da parte del Governo lo scorso 17 luglio, avevamo in ultimo parlato nel numero 14 di questa newsletter; molte le novità apportate, corpose quelle fiscali e di sostegno economico, sulle quali ci sarà presto un approfondimento dei nostri esperti dello Studio Silvestri.
Il decreto, inoltre, proroga al 20 gennaio 2019 il termine (originariamente stabilito al 20 luglio 2018) per l'adeguamento degli statuti delle imprese sociali alle disposizioni del decreto 112/2017, introduce un limite temporale di 24 mesi decorrenti dalla data di assunzione, superato il quale lavoratori svantaggiati non possono più considerarsi tali, precisa come l'attività dei volontaripuò essere solo aggiuntiva e non sostituiva di quella dei lavoratori impiegati nell'impresa.
Si conferma poi il ritorno al vecchio testo dei commi 24, 25 e 26 dell'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, anch'essi modificati dalla legge 205/2017: "l'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali è aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri obiettivi, a tutte le società e associazioni sportive" mentre perl'affidamento in gestione si devono privilegiare, sulla base di convenzioni, ASD/SSD, federazioni, enti di promozione, discipline associate.
Il budget totale messo a disposizione è di 1.286.752,38 €uro per i progetti presentati dalle ODV e di 643.376,19 €uro per progetti presentati dalle APS.Il termine per la presentazione delle domanda scade il prossimo 28 settembre
Da AICS Leggi&Fisco del 3 Agosto 2018:
Circolare 18/E del 01/08/2018 dell'Agenzia delle Entrate A.S.D. E RIFORMA DEL TERZO SETTORE: UN DIVORZIO ANNUNCIATO
Da AICS Leggi&Fisco del 23 Luglio 2018:
VERSO LA PROROGA DEI TERMINI PER LA MODIFICA DEGLI STATUTI E L'EMANAZIONE DEI DECRETI CORRETTIVI
Due numeri fa, sulla nostra newsletter avevamo parlato delle grandi aspettative che ci riservavano le riunioni di Giunta e Consiglio CONI convocate per il 10 luglio, nonché l'arrivo in Parlamento del decreto correttivo del codice del terzo settore.
A partire dai provvedimenti del Governo, che con il cosiddetto "decreto dignità", ha cancellato, oltre alle società sportive lucrative, la norma che riconduceva le collaborazioni sportive a collaborazioni coordinate e continuative, mentre con l'approvazione del decreto correttivo sulle imprese sociali ha fatto fare un altro passo importante alla riforma del Terzo Settore.
Novità anche dal Senato, dove i capigruppo di Lega e 5 stelle, hanno presentato una proposta di legge che proroga di sei mesi il termine assegnato al Governo per riformare il codice del terzo settore, il decreto sull'impresa sociale e quello sul servizio civile universale. Già approvata dall'Aula, con modifiche, la proposta passa ora all'esame della Camera dei Deputati.Ci sono da segnalare infine le proposte del Forum del terzo settore, che i sei mesi di proroga li ha chiesti per la modifica degli statuti di APS, ODV, imprese sociali etc., e dell'Ordine dei dottori commercialisti, che chiede che le ASD che si iscrivono nel registro del Terzo settore possano mantenere la ex 398/91, e l'approvazione, da parte della Regione Lombardia, di un bando per contributi ad APS e ODV.(Per l'analisi dei provvedimenti citati, cliccare qui per leggere l'articolo integrale di Pier Luigi Ferrenti.)
Da AICS Leggi & Fisco del 18 Luglio 2018:
DECRETO DIGNITA' E ABOLIZIONE DEL PACCHETTO SPORT: LE NOVITA' PER IL MONDO DELLE A.S.D./S.S.D.
Dopo l'annuncio agli inizi di Luglio, un po' a sorpresa, da parte del sottosegretario Giorgetti, il 13/07/2018 è arrivato in G.U. il decreto legge 87/2018 (battezzato "decreto dignità") che con l'articolo 13 ha abolito la normativa della legge di bilancio sulla società sportiva dilettantistiche lucrative.
Questa nuova tipologia di Ente, creata con la finanziaria suddetta, ha alimentato non poche polemiche nel mondo sportivo diviso fra i fautori di un'apertura al mondo imprenditoriale della promozione sportiva, con la possibile ripartizione anche degli utili, rispetto ad altri che hanno continuato a sostenere la centralità della funzione sociale della promozione sportiva e la necessaria assenza dello scopo di lucro da parte degli Enti promotori.
Pur essendo state già costituite diverse S.s.d. lucrative, di fatto la normativa non è mai entrata in vigore in quanto il Coni non ha fatto in tempo a deliberare l'istituzione della sezione riservata a questa tipologia societaria.
Resta, pertanto, il problema per le stesse di dover deliberare una trasformazione giuridica oppure l'estinzione.
Come spesso capita quando si abroga sic et simpliciter un complesso normativo, si aprono ora una serie di problematiche anche per il mondo dello sport dilettantistico non lucrativo, in particolare con l'abolizione dei commi 358 e 359 della finanziaria 2018.
Nello specifico, con l'abolizione del comma 358 che conferiva "solo" al CONI il potere di individuare le prestazioni sportive da agevolare fiscalmente, quali redditi diversi non tassati fino ad euro 10.000,00, ritorna il precedente stato di grande incertezza e confusione dettato dalla facoltà concessa ad ogni Federazione di stabilire, a propria discrezione, le mansioni rientranti fra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche (si rinvia per i dettagli all'articolo su Collaborazioni sportive fra co.co.co e redditi diversi).
Per quanto concerne il comma 359, il relativo testo di legge specificava che "i compensi derivanti dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati da associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi diversi ai sensi dell'articolo 67, comma 1, lettera m." Tale disciplina conferiva certezza giuridica sulla tipologia dei redditi, sgombrando il campo da dubbi di natura giuridica e fiscale.
Con l'abrogazione del suddetto comma, è ipotizzabile che si configuri un nuovo scenario di incertezza con il prosieguo delle molteplici liti giurisprudenziali originate dalle divergenze di interpretazione tra gli enti sportivi dilettantistici e le presunzioni degli enti preposti ai controlli (Agenzia delle entrate, Inps, Inail).
La disamina appena effettuata descrive uno scenario in evoluzione che gioco forza dovrà subire ulteriori modifiche e che, complici anche le vicissitudini politiche degli ultimi mesi, appare nuovamente lacunosa, come confermato dalle parole del Ministro Giorgetti: "Abbiamo ereditato una situazione molto confusa. Fermiamoci un attimo, facciamo una legge organica che abbia normative su misura. E' indispensabile per dare certezze a tutti". (intervista del 16 Luglio 2018 pubblicata sulla Gazzetta dello Sport)
Da AICS Leggi&Fisco del 7 Giugno 2018:
COMPENSI SPORTIVI E ART. 358 FINANZIARIA 2018: SITUAZIONE ATTUALE E PRESUMIBILI SCENARI FUTURI a cura di Luigi Silvestri, Presidente del Collegio Nazionale dei Revisori Contabili AICS
La circolare n. 1/2016 dell’Ispettorato nazionale del Lavoro aveva attribuito alle Federazioni sportive il compito di individuare le “mansioni rientranti…fra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche”, di conseguenza alcune federazioni avevano provveduto con appositi provvedimenti ad individuare le suddette mansioni in modo autonomo e indipendente.
Questa scelta , a parere di chi scrive, è condivisibile per due motivi:
Ad oggi la tanto attesa delibera non ha visto ancora la luce; la conseguenza, ormai pacifica e che costituisce un punto fermo non più in discussione, è che si continua ad applicare la normativa previgente sui compensi sportivi, senza necessità di porre in essere alcun adempimento tipico dei rapporti co.co.co(comunicazione preventiva al centro per l’impiego,tenuta del libro unico del lavoro, predisposizione dei cedolini paga mensili,etc), fino al momento in cui non vi sarà il provvedimento della giunta Coni.
Il Coni, come detto,dovrà individuare le “mansioni necessarie” ai fini sportivi.
Da AICS Leggi&Fisco del 22 Maggio 2018 (GDPR)
Da AICS Leggi&Fisco del 27 Aprile 2018:
Da AICS Leggi&Fisco del 23 Aprile 2018
In particolare, viene spesso sollevato il problema che occorra aspettare un anno dalla costituzione dell' A.P.S. per procedere all'iscrizione airegistridella383/2000, (ancora vigenti fino all'operatività del registro Unico del terzo settore) e che senza tale iscrizione l'A.P.S. stessa non potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall'art.148 del testo unico delle imposte sui redditi.
Basti pensare, quindi, alle difficoltà nel somministrare alimenti e bevande ai soci in cui potrebbe trovarsi un'associazione di promozione sociale, la cui attività, senza iscrizione ai registri della 383/2000, verrebbe considerata a carattere commerciale.
L'iscrizione ai registri di cui alla legge 383 del 2000 non è affatto obbligatoria per le A.P.S. ben potendo le stesse non iscriversi e usufruire delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 148 del T.U.I.R.
Tanto è vero che la legge 383/2000 prescrive agli art. 2 e 3 le condizioni per essere A.P.S. (di tipo statutario soprattutto) e all'art.7 che le stesse "possono iscriversi" (al registro) ai fini dell'applicazione della presente legge.
Quindi, le A.P.S. si iscrivono "volontariamente" ai registri delle 383/2000 per usufruire dei benefici previsti dalla legge stessa (fondo per l 'associazionismo, erogazioni liberali, flessibilità orario di lavoro, accesso al credito agevolato, sconto sui tributi locali).
In merito alle agevolazioni fiscali, l'art.20 della legge 383/2000 prevede che per le A.P.S. "iscritte nei registri" la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di familiari conviventi siano equiparate, ai fini fiscali, a quelle rese agli associati.
Se l'A.P.S. non si iscrive ai registri della 383/2000 può usufruire della detassazione dei corrispettivi specifici solo per le attività rivolte ai soci, mentre l'agevolazione è estesa anche ai familiari conviventi dei soci se l'A.P.S. è iscritta nei registri.
Nel codice del terzo settore l'estensione dell'agevolazione ai familiari conviventi dei soci, per i corrispettivi specifici, riguarderà tutte le APS poiché l'iscrizione nel R.U.N.T.S. diventa obbligatoria e non più facoltativa come per i registri della legge 383/2000.
Ragion per cui, nelle more dell'istituzione del registro Unico del terzo settore, le A.P.S., anche se non vogliono o non possono iscriversi ai registri delle 383/2000 (poiché ad esempio non hanno un anno di "anzianità") possono usufruire delle agevolazioni fiscali di cui all'art. 148 del T.U.I.R. e, in particolar modo, di quelle di cui al quinto comma (somministrazione di alimenti e bevande riservate ai soci quali entrate non commerciali) a condizione che le stesse siano ricomprese fra gli enti le cui finalità assistenziali siano riconosciuti dal Ministro degli Interni (come l'A.I.C.S.).
Da AICS Leggi&Fisco del 30 Marzo 2018:
CODICE DEL TERZO SETTORE E IMPRESE SOCIALI
IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA DUE DECRETI CORRETTIVI
a cura di Alessio Silvestri e Pier Luigi Ferrenti
Lo scorso 21 marzo il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi che, ai sensi della legge delega sulla riforma del Terzo settore (legge 6 giugno 2016, n.106), introducono norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112) nonché del Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117).
I due decreti saranno trasmessi alle competenti Commissioni parlamentari, in via di composizione, e alla Conferenza Stato Regioni, affinché esprimano il loro parere (entro 30 giorni dal ricevimento dei decreti).
I testi diffusi non sono ancora operativi ma già consentono di formulare alcune osservazioni.
Il decreto apporta alcune modifiche al Codice del Terzo settore al fine di un migliore coordinamento con la normativa nazionale e regionale, tenendo conto, inoltre, delle osservazioni formulate dagli stakeholder di riferimento.
Il comunicato stampa diffuso dal Consiglio dei Ministri informa che lo "spirito di fondo" del decreto è di " uniformare la soglia spartiacque tra grandi e piccoli enti".
Va letta in questo senso la decisione di aumentare a 220mila euro il limite minimo di entrate annue per gli obblighi di trasparenza sui compensi erogati (art.14 comma 2 Codice del Terzo settore);
Inoltre, per gli enti non commerciali con proventi annui inferiori a 220mila euro (e non 50mila come attualmente previsto) basterà redigere un rendiconto per cassa al posto delle onerose scritture contabili a cui dovranno sottoporsi gli Ets che supereranno lo stesso limite.
Tali modifiche "alleggeriscono" di fatto l'operato degli enti minori, rimandando alle realtà di grandi dimensioni il compito di rispondere ai maggiori adempimenti richiesti dal Codice.
Sul fronte fiscale, invece, è previsto che gli enti con ricavi superiori ai costi entro il limite del 10% e per un massimo di due periodi di imposta consecutivi, saranno considerati comunque non commerciali: un intervento che risponde all'esigenza di mantenere la qualifica di attività non commerciale anche in presenza di lievi scostamenti tra costi e ricavi.
Ma le novità apportate dai decreti correttivi vanno ben oltre i già citati aspetti contabili e fiscali, riguardando principalmente: le attività di interesse generale esercitabili, l'acquisto della personalità giuridica, la revisione legale dei conti, le organizzazioni di volontariato e di promozione sociale.
In particolare, il nuovo testo integra l'elenco delle attività d'interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore: l'articolo 5 comma 1, lettera e) vengono aggiunte le parole "tutela degli animali e prevenzione del randagismo ai sensi della legge 14 agosto 1991, n.281", con ciò colmando una lacuna che tante proteste aveva sollevato tra le associazioni animaliste. Attività di interesse generale, si precisa con la nuova formulazione dell'art.4, che devono essere esercitate in via esclusiva o principale se si vuol essere considerati Enti del Terzo Settore.
Inoltre, fermo restando il controllo contabile già previsto, l'obbligo di sottoporsi a revisione legale dei conti sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni; revisione legale che può essere affidata all'organo di controllo interno a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell'apposito registro.
Due modifiche significative vengono apportate anche all' articolo 32, che tratta delle organizzazioni di volontariato, e 34, che tratta del loro ordinamento e amministrazione.
Per quanto riguarda l'art. 32, si precisa che le ODV, cosi come le APS, che prima dovevano avvalersi in modo prevalente delle prestazioni dei volontari associati, debbano ora avvalersi in modo prevalente "dell'attività di volontariato dei propri associati o delle persone associate agli enti associati".
La seconda modifica, assai significativa, prevede che "i lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un ETS hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l'organizzazione aziendale".
In secondo luogo, dando così risposta ad un quesito che sinora non aveva trovato soddisfazione, si precisa che se nel corso del tempo il numero degli associati diviene inferiore a sette, le ODV e le APS dovranno integrarlo entro un anno; limite trascorso il quale, se non fanno richiesta di essere iscritte in un'altra sezione del Registro Unico, saranno cancellate dal Registro stesso.
Restando in tema di ODV, il decreto correttivo precisa che gli atti costitutivi e quelli connessi allo svolgimento delle attività delle organizzazioni di volontariato sono esenti dal pagamento dell'imposta di registro.
Infine, cambia il numero dei Componenti il Consiglio Nazionale del Terzo Settore (art. 59 del Codice). Saranno infatti 10, e non più 8, i rappresentanti designati dall'associazione di enti del terzo settore più rappresentativa sul territorio (in pratica, dal Forum del Terzo Settore) e 16 (invece che 14) quelli designati dalle reti associative.
Come anticipato in via preliminare, tali modifiche non sono ufficiali bensì verranno poste all'attenzione delle Commissioni Parlamentari: la riforma del Terzo settore continua così il suo graduale percorso all'insegna dei mutamenti; bisogna pertanto essere costantemente aggiornati sui nuovi scenari al fine di non farsi trovare impreparati nel momento in cui il Codice entrerà completamente in vigore.
Da AICS Leggi&Fisco del 7 Marzo 2018
A partire dalle delibere sulle discipline sportive riconosciute (vedi in ultimo la delibera del Consiglio Nazionale del CONI n.1569 del 10 maggio 2017) e per concludere con l'istituzione del "Registro 2.0", conseguente all'approvazione (delibera del Consiglio Nazionale del CONI n.1574 del 18 luglio 2017) del Nuovo Regolamento di Funzionamento del Registro nazionale Associazioni e Società sportive dilettantistiche... (Continua qui)
Con delibere n°1566 del 20 Dicembre 2016 e n°1568 del 14 Febbraio 2017, il CONI ha ufficialmente riconosciuto 385 discipline sportive nazionali iscrivibili nel registro Coni. In conseguenza di tale decisione, a partire dal 01.01.2018 saranno eliminate dal registro un gran numero di Associazioni sportive dilettantistiche, esercenti esclusivamente attività quali, ad esempio, lo Yoga, il Burraco, il Paintball, il Crossfit e molte altre. Leggi qui il resto
LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE PER LE ASD
Uno dei quesiti che ha recentemente diviso gli addetti ai lavori del mondo del no-profit riguarda la possibilità, o l'impossibilità, di accedere al registro unico del terzo settore (Ruts) per le associazioni sportive dilettantistiche. Un interrogativo che ha avuto origine già prima dell'approvazione definitiva del Codice (D.lgs 117/2017), non essendo le Asd esplicitamente menzionate tra le sette tipologie riconosciute quali enti del terzo settore.
Il mondo dell'associazionismo sportivo attraversa un periodo di grande incertezza a seguito dei provvedimenti legislativi contenuti nella legge finanziaria 2018, in particolar modo per la problematica dei compensi di cui all'art. 67 del t.u.i.r .
La Legge di Bilancio 2018 ha innovato profondamente la normativa in materia di compensi sportivi ,stabilendo che le prestazioni rese ai fini istituzionali in favore delle A.S.D. e S.S.D. (non lucrative) "costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa", pur essendo ai fini fiscali trattati come redditi diversi.
La problematica merita un'analisi molto dettagliata. (Clicca qui per il resto dell'articolo)
IL PUNTO SULLE SOCIETA' SPORTIVE DILETTANTISTICHE LUCRATIVE
Con l'approvazione della legge finanziaria 2018, fa ingresso nel nostro ordinamento giuridico la società sportiva dilettantistica lucrativa, regolata dai commi 353 e s.s. della medesima legge.
L'agevolazione della riduzione alla metà dell'aliquota Ires (attualmente al 12%) viene affiancata dalla riduzione dell'aliquota iva al 10% per i servizi di carattere sportivo resi dalle medesime società nei confronti di chi pratica l'attività sportiva in impianti da esse gestite. (Clicca qui per saperne di più)
Con l'entrata in vigore del Codice del Terzo settore (D.lgs 117/2017), la disciplina delle associazioni di promozione sociale è stata significativamente riformata. Al fine di fornire informazioni chiare ed esaustive, suddividiamo per gradi le principali novità inerenti al mondo delle Aps (articolo 35 e seguenti). Leggi qui.
Tra gli Enti riconosciuti dall'Art. 46 comma 1 del Codice del Terzo Settore, assumono particolare rilevanza le imprese sociali, ovvero "enti privati(tra cui società di capitali), enti religiosi o cooperative sociali che svolgono principalmente attività di interesse generale volte al perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale." (Clicca qui per saperne di più)
La riforma del terzo settore e l'abrogazione della precedente legge di riferimento (l. 266/91) hanno consegnato al mondo del volontariato una normativa in grado di far chiarezza sul ruolo sociale che l'attività volontaria e l'impegno civico giocano per il nostro Paese.
Il Ministero del Lavoro con la circolare n° 34/0012604 del 29/12/2017 ha fornito importanti precisazioni in merito al raccordo fra le normative dettate dal codice del terzo settore (d.lgs 117/2017) e l'operatività del Registro Unico, nel periodo transitorio fino all'entrata in vigore di quest'ultimo.
Clicca qui per conoscere i principali chiarimenti forniti dal Ministero.
ENTI DEL TERZO SETTORE E VOLONTARI, istituzione del Registro e Obbligo di Assicurazione
Tra le innumerevoli innovazioni che il DLGS 117/2017 (Codice del Terzo Settore) ha apportato, particolarmente significative sono quelle che concernono la figura del volontario e l'attività di volontariato.
Ad esse è dedicato l'intero Titolo III del decreto (articoli 17-19) e numerosi sono i richiami in altri articoli del Codice. Tale innovazioni comportano una serie di adempimenti e di obblighi per gli Enti del Terzo Settore (ETS), molti dei quali già in vigore.
Molte disposizioni previste da DLGS 117/2017 (Codice del Terzo Settore) sono di immediata applicabilità per gli Enti del terzo Settore (ETS) iscritti nei registri delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) e delle organizzazioni di Volontariato (ODV).
Ciò in quanto, come chiarito dal Ministero del Lavoro con una nota inviata alle Amministrazioni regionali (Codice del Terzo settore. Questioni di diritto transitorio. Prime indicazioni. 29 dicembre 2017) in forza dell'articolo 101 comma 3 del Codice, nelle more della istituzione del registro unico nazionale (RUNTS), il requisito dell'iscrizione a tale registro "si intende soddisfatto attraverso l'iscrizione degli enti ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di settore".
Con l'ordinanza n.23228 del 4 Ottobre 2017, la Corte di Cassazione sez.VI ha stabilito la necessità di estendere il diritto di voto per le assemblee associative ai soci minori d'età. (Clicca qui per saperne di più)
OBBLIGO DI PUBBLICITA' E TRASPARENZA
Il ministero del lavoro è, finalmente, intervenuto sulla spinosa problematica della decorrenza dell'obbligo di pubblicità e trasparenza (commi 125-129 della legge 124/2017 - legge sulla concorrenza), precisando che riguarda le somme incassate dal 2018. Pertanto, il primo adempimento sarà effettuato entro il 28.02.2019 e non entro il 28 Febbraio 2018 come ipotizzato inizialmente dagli addetti ai lavori. (Leggi qui il resto dell'articolo)
SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE IN OCCASIONE DI EVENTI O MANIFESTAZIONI
L'articolo 70, comma 2, del Codice del Terzo settore, prevede che "Gli enti del Terzo settore, in occasione di particolari eventi o manifestazioni, possono, soltanto per il periodo di svolgimento delle predette manifestazioni e per i locali o gli spazi cui si riferiscono, somministrare alimenti e bevande, previa segnalazione certificata di inizio di attività e comunicazione, ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004, in deroga al possesso dei requisiti di cui all'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59".
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Risoluzione n.398528 del 26 settembre 2017, ha ulteriormente chiarito a chi si debba applicare tale norma, quali siano i requisiti a cui si deroga e come rimanga ferma la previgente disciplina che regola la somministrazione di alimenti e bevande nei circoli provati.
La norma, dice il Ministero, non può che essere applicata ai soggetti espressamente richiamati nella medesima, ossia agli enti del terzo settore di cui all'art. 4 del decreto 117/2017, iscritti nel Registro unico nazionale.
Come noto, per le interpretazioni successivamente date dal Ministero del lavoro, sono già oggi Enti del terzo Settore le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte negli specifici registri.
ODV e APS possono già pertanto, in occasione di particolari eventi e manifestazioni, e per la durata delle stesse, somministrare alimenti e bevande al pubblico, anche se non in possesso dei requisiti professionali e di onorabilità previsti dall'articolo 71, comma 6, del decreto legislativo 59/2010, come modificato dal decreto legislativo 147/2012.
E' sufficiente che esse producano una SCIA ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004.
L'art. 70 del Codice del Terzo Settore, conclude il Ministero, non ha innovato la normativa relativa all'attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati, restando ferma per essa la soppressione dell'obbligo del possesso dei requisiti di professionalità.
Venerdì 3 Novembre: Convegno su Rischio Idrogeologico e Difesa Civile - Opificio delle Idee per Grosseto AICS
Grosseto non dimentica la tragedia di quel novembre di 51 anni fa quando l’Ombrone ruppe gli argini e le acque limacciose del fiume devastarono la città e le campagne giungendo fino al mare e provocando anche la morte di un buttero, Santi Quadalti, che perse la vita cercando di mettere in salvo, a cavallo, una mandria di vitelli.
Non è dunque un caso se, venerdì 3 novembre alle ore 10, nell’Aula Magna del Polo Universitario di Grosseto, in via Ginori 43, su iniziativa della Associazione “Opificio delle Idee per Grosseto – AICS” in collaborazione con il Comune di Grosseto, avrà luogo un convegno sul tema “Rischio idrogeologico e difesa civile” e, nell’occasione, verrà ricordato quell’eroico buttero con la cerimonia della firma della concessione da parte della Curia Vescovile di Grosseto al Comune di Grosseto di un terreno sul quale verrà eretto il monumento a Santi Quadalti.
Durante il convegno si parlerà di come prevenire e difendere il territorio dalla gravità dei fenomeni climatici,…
Il progetto "Il Mio Amico a 4 Zampe...a scuola" approda in Basilicata
Il “Mio Amico a 4 Zampe… a scuola” è stato un progetto modulare ed interattivo rivolto alle scuole dell' infanzia attraverso attività ludico/didattiche in classe e in esterno, permettendo di far propri concetti fondamentali per la conoscenza del mondo cinofilo. Igor Minghetti, tra gli ideatori del progetto, è stato accompagnato dai suoi amici (anzi amiche) a 4 zampe: Mia e Aida, cani pastori maremmani da soccorso nautico per educare ad un futuro migliore le nuove generazioni.
L’Evento conclusivo si svolgerà l'11 Giugno - ore 17:00 presso il comprensorio scolastico Marottoli-Ferrara , Via Galileo Galilei, 85025 Melfi (PZ). Perché la scelta di Melfi? Perché nel comprensorio scolastico di Melfi Mia è già molto conosciuta, è infatti la protagonista di una fiaba, la sua fiaba. Infatti, attraverso “la Mia Fiaba” si è raccontata ai bambini dell'istituto la vera storia di Mia che, trovata da Nonna Feba (Silvia Ferrara) in un cassonetto della spazzatura nel territorio lucano…
ASD: Disposizioni su certificati di idoeneità sportiva e defibrillatori (aggiornato al 21 Marzo 2018)
Per quanto riguarda l'attività sportiva non agonistica, devono essere preventivamente sottoposti a controllo sanitario, con periodicità annuale, tra gli altri, coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che non siano considerati atleti agonisti al sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982.
Il CONI, con una nota del 10 Giugno 2016, al fine di stabilire l'obbligo, o meno della certificazione sanitaria, ha fissato i criteri cui Federazioni ed Enti sono tenuti ad uniformare il proprio regime normativo:
rientrano tra i tesserati che svolgono attività sportive regolamentate, e dunque sono soggetti all'obbligo del certificato medico per attività non agonistica, tutte le persone fisiche tesserate in Italia, non agoniste, che svolgono attività organizzate dal CONI, da società o assoc…
AICS Happy Time Manciano protagonista a Expectations of the World
Al Palariviera di San Benedetto del Tronto sono stati proclamati i componenti della delegazione Italiana per Sochi 2019. Tre giorni (dal 28 al 30 Settembre) dove per la danza, il canto, ed il musical, si sono esibite 36 scuole finaliste di “Expectations of the World”: le finaliste, sotto l’egida di Ec Studios Productions e di AICS, erano lì per contendersi le borse di studio per far parte della delegazione Italiana di Sochi 2019, dove dal 6 al 13 gennaio avrà luogo la finale dell’evento mondiale sostenuto dall’Amministrazione del Presidente della Federazione Russa. Tra i partecipanti a rappresentare la Toscana e la provincia di Grosseto era presente l’Associazione AICS Happy Time di Manciano con 2 protagoniste di grande valore artistico: Matilde De Angelis e Matilde Pratesi, “le nostre due Matildi” come ironicamente amano chiamarle le loro insegnanti Edi Teti e Rossella Rosati. Ottime le loro performance, Matilde De Angelis nell’esibizione di canto si è cimentata nel pezzo “Bimba se …
L'affascinante mondo dei cani: gioco, didattica ed informazione
L’associazione cinofila Newfoundly AICS ha presentato, all’interno della quinta edizione della Notte visibile della cultura, promossa da Fondazione Grosseto Cultura, il convegno “L’affascinante mondo dei cani”. Il convegno è stato preceduto dalle ore 17.30 dal progetto ludico/didattico "Il mio amico a 4 zampe" rivolto a bambini dai 6 ai 14 anni.
Il tutto organizzato e gestito da Alessandro Semplici, presidente di Newfoundly e Responsabile Settore Cinofilia del Comitato Provinciale AICS Grosseto, coadiuvato dai suoi collaboratori ed esperti cinofili Samanta Giusti, Igor Minghetti ed Elena Baffi.
I fedeli collaboratori a 4 zampe sono stati Cesare (razza Terranova), Bernardo (razza San Bernardo) ed le due femmine di pastore maremmano Aida e Mia.
Alle ore 21.30, si è tenuto il convegno per adulti dove sono state affrontate le dinamiche per la comprensione degli atteggiamenti del cane e rispondere correttamente ai suoi segnali e alle sue esigenze.