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Timestamp: 2018-01-21 12:58:28+00:00
Document Index: 108398598

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 659', 'Cass. Sez. ', 'art. 659', 'art.659', 'sentenza ', 'art. 659', 'art. 568', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 659', 'Cass. Sez. ', 'art. 659', 'art. 659', 'art-659', 'Cass. Sez. ', 'art. 659', 'art. 40', 'Cass. Sez. ', 'art. 659', 'Cass. Sez. ', 'art. 659', 'Cass. Sez. ']

Quando il rumore diventa illecito. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus
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marzo 6, 2017 Gruppo d'Intervento Giuridico	Lascia un commento Go to comments
La sentenza Cass. pen., Sez. III, 7 febbraio 2017, n. 5613 ha indicato la fattispecie di cui all’art. 659 cod. pen. (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) quale reato di pericolo presunto, essendo sufficiente l’idoneità della condotta (schiamazzi, rumori, ecc.) a disturbare un nòvero indeterminato di persone. L’idoneità dei rumori a recare disturbo alla quiete pubblica non necessariamente dev’essere accertata mediante perizia o consulenza tecnica, essendo valide anche testimonianze che indichino caratteristiche e intensità dei rumori molesti oltre la soglia della normale tollerabilità.
La giurisprudenza, però, non è unanime: secondo Cass. pen., Sez. III, 30 settembre 2014, n. 40329, invece, si tratta di reato di pericolo concreto, nel senso che, sebbene non sia necessaria ai fini della integrazione della fattispecie penale, la concreta lesione del bene protetto dalla norma incriminatrice – da individuarsi nel diritto alla quiete nelle proprie occupazioni ed al riposo di una pluralità tendenzialmente ampia ed indeterminata di soggetti e non solo del singolo e ristretto gruppo di individui che per avventura si trovino a soggiornare nei pressi del luogo dal quale originano gli schiamazzi, i rumori o le emissioni sonore – è, tuttavia, necessario che siffatta idoneità potenziale alla lesione di una indeterminata pluralità di persone si presenti e sia dimostrata in termini di concreta sussistenza (per questo, appunto, si parla di reato di pericolo concreto e non astratto).
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 2 marzo 2017
Cass. Sez. III n. 5613 del 7 febbraio 2017 (Ud 15 dic 2016)
Presidente: Ramacci Estensore: Mengoni Imputato: Santovito
Rumore. Requisiti per la configurazione del reato di cui all’art. 659 cod. pen.
L’affermazione di responsabilità per la fattispecie di cui all’art.659 cod. pen., attesa la natura di reato di pericolo presunto, la prova dell’effettivo disturbo di più persone, essendo sufficiente l’idoneità della condotta a disturbarne un numero indeterminato. L’attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non va necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, di tal ché il Giudice ben può fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità.
Con sentenza del 12/6/2015, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto dichiarava Vincenza Santovito colpevole del reato di cui all’art. 659 cod. pen. e la condannava alla pena di 200,00 euro di ammenda (Candeloro Siracusa, coimputato, era invece prosciolto per morte); alla stessa era contestato di aver provocato disturbo al riposo ed alle occupazioni dei vicini, non impedendo ai propri due cani di latrare ed abbaiare di giorno e di notte.
Di seguito, deve esser qui ribadito il costante indirizzo di legittimità in forza del quale, in tema di conversione dell’impugnazione ai sensi dell’art. 568, comma 5, cod. proc. pen., l’appello erroneamente proposto avverso la sentenza di condanna a pena pecuniaria non si converte automaticamente in ricorso per cassazione, stante la necessità di avere riguardo – al di là dell’apparente nomen iuris – alle reali intenzioni dell’impugnante ed all’effettivo contenuto dell’atto di gravame, con la conseguenza che ove dall’esame di tale atto si tragga la conclusione che l’impugnante abbia effettivamente voluto ed esattamente denominato il mezzo di impugnazione non consentito dalla legge, l’appello deve essere dichiarato inammissibile (Sez. U, n. 16 del 26/11/1997, n. Nexhi, Rv. 209336; Sez. 2, n. 47051 del 25/9/2013, Ercolano, Rv. 257481; Sez. 5, n. 35442 del 3/7/2009, Mazzola, Rv. 245150).
6. Orbene, con questa motivazione la sentenza ha di fatto richiamato: 1) il costante principio secondo cui l’affermazione di responsabilità per la fattispecie de qua non implica, attesa la natura di reato di pericolo presunto, la prova dell’effettivo disturbo di più persone, essendo sufficiente l’idoneità della condotta a disturbarne un numero indeterminato (per tutte, Sez. 3, n. 8351 del 24/6/2014, Calvarese, Rv. 262510); 2) l’ulteriore principio, del pari consolidato, per cui l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non va necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, di tal ché il Giudice ben può fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità (per tutte, Sez. 3, n. 11031 del 5/2/2015, Montoli, Rv. 263433, a mente della quale in tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, l’effettiva idoneità delle emissioni sonore ad arrecare pregiudizio ad un numero indeterminato di persone costituisce un accertamento di fatto rimesso all’apprezzamento del giudice di merito, il quale non è tenuto a basarsi esclusivamente sull’espletamento di specifiche indagini tecniche, ben potendo fondare il proprio convincimento su altri elementi probatori in grado di dimostrare la sussistenza di un fenomeno in grado di arrecare oggettivamente disturbo della pubblica quiete); 3) la piena attendibilità delle deposizioni assunte, invero non contestata con argomenti concreti neppure nel presente gravame.
marzo 7, 2017 alle 2:50 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 7 marzo 2017
Rumore. Accertamento della intollerabilità delle immissioni.
Cass. Civ.,Sez.II n. 1606 del 20 gennaio 2017 (Ud. 29 nov. 2016)
Pres.Mazzacane Est. Scarpa Ric.Pavan
Rumore.Accertamento della intollerabilità delle immissioni
Il limite di tollerabilita’ delle immissioni rumorose non e’, invero, mai assoluto, ma relativo proprio alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti, e non puo’ prescindere dalla rumorosita’ di fondo, ossia dalla fascia rumorosa costante, sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (c.d. criterio comparativo), sicche’ la valutazione ex articolo 844 c.c., diretta a stabilire se i rumori restino compresi o meno nei limiti della norma, deve essere riferita, da un lato, alla sensibilita’ dell’uomo medio e, dall’altro, alla situazione locale. Spetta, pertanto, al giudice di merito accertare in concreto il superamento della normale tollerabilita’ e individuare gli accorgimenti idonei a ricondurre le immissioni nell’ambito della stessa, supponendo tale accertamento un’indagine di fatto, sicche’ nel giudizio di legittimita’ non puo’ chiedersi alla Corte di Cassazione di prendere direttamente in esame l’intensita’, la durata, o la frequenza dei suoni o delle emissioni per sollecitarne una diversa valutazione di sopportabilita’: http://www.lexambiente.com/materie/rumore/276-giurisp-civ-cass-276/12862-rumore-accertamento-della-intollerabilit%C3%A0-delle-immissioni.html
marzo 9, 2017 alle 10:27 am
Secondo questa sentenza quindi per l’ostilità di vicini in malafede la gente non puo più tenere cani a meno che siano imbottiti di valium ?
Le campane sono esenti tramite specifiche clausole “concordate” con l’imprimatur gesuitico-massonico papale ?
Le scuole vociferanti ( asili ed elementari ) di furore infantile saranno salvaguardate per legittimo interesse dello stato alla ignoranza del popolino da conservare assolutamente come bene primario ed imprescindibile ?
marzo 9, 2017 alle 11:20 am
Altra possibilità per i cani molestatori : taglio sommario delle corde vocali del cane imputato per direttissima senza possibilità di appello . O una veloce lobotomia indolore e risolutrice . Mandare alla deriva i cani fastidiosi su un vascello fantasma è un antico metodo che l’esperienza di secoli ha comprovato . Con questi metodi si risolve definitivamente ogni problema che la natura da con le sue anarchiche e non contemplate leggi ; siamo sicuri che la scienza giuridica illuminata e senza fallacia esplorera’ ogni recesso più recondito dello scibile umano traendo preziosa esperienza da cio’ che è già stato sperimentato sugli umani e sulle cavie e viceversa .
Salvo poi in caso di salvaguardia degli interessi dello stato e di massima sicurezza nazionale porre eccezioni , omissis , insabbiare , o anche mitigare pene ( p.e. alto tradimento(Solange Manfredi) ) per meglio preparare la strada al “Progresso” osirideo e al Nwo “con le buone o con le cattive” ( Nicolas Sarkozy) .
marzo 9, 2017 alle 11:32 am
O (dimenticavo) deligittimare (facendo parte della corte costituzionale) o legittimare i governi ( essendo diventato presidentissimo) a proprio piacimento a gogo’ come torna più comodo e utile ( Sergio Mattarella) .
maggio 23, 2017 alle 2:44 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 23 maggio 2017
Rumore.Elemento soggettivo del reato di cui all’art. 659 cp .
Cass. Sez. III n. 20846 del 2 maggio 2017 (Ud 12 gen 2017)
Presidente: Ramacci Estensore: Macrì Imputato: Barberis
Rumore.Elemento soggettivo del reato di cui all’art. 659 cp
Il reato contravvenzionale dell’art. 659 c.p. è comunque, sia nella declinazione del primo comma che del secondo, un reato di pericolo per il quale basta, a livello psicologico, la prova della mancata adozione delle dovute cautele per evitare il disturbo: http://www.lexambiente.it/materie/rumore/156-cassazione-penale156/13012-rumore-elemento-soggettivo-del-reato-di-cui-all%E2%80%99art-659-cp.html
maggio 26, 2017 alle 2:46 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 26 maggio 2017
Rumore.Schiamazzi e rumori degli avventori e responsabilità dell’esercente.
Cass. Sez. III n. 22142 del 8 maggio 2017 (Ud 18 gen 2017)
Presidente: Fiale Estensore: Renoldi Imputato: Gasparotto
Va riconosciuta, in capo al titolare di un esercizio pubblico, l’esistenza di una posizione di garanzia cui è correlato l’obbligo giuridico di impedire gli schiamazzi o comunque i rumori prodotti, in maniera eccessiva, dalla propria clientela, in questo modo configurandosi gli elementi strutturali propri delle fattispecie omissive improprie (cd. reati commissivi mediante omissione), caratterizzate dall’integrazione tra la struttura tipica del reato commissivo, cui sono riconducibili alcune tra le condotte previste dal comma 1 dell’art. 659, e la norma generale posta dall’art. 40, comma 2, cod. pen., secondo cui risponde di un evento dannoso o pericoloso colui il quale abbia l’obbligo giuridico di impedirlo: http://www.lexambiente.it/materie/rumore/156-cassazione-penale156/13015-rumore-schiamazzi-e-rumori-degli-avventori-e-responsabilit%C3%A0-dell%E2%80%99esercente.html
Rumore.Modalità di accertamento del disturbo.
Cass. Sez. III n. 21923 del 5 maggio 2017 (Ud 27 gen 2017)
Presidente: Amoresano Estensore: Andreazza Imputato: Attenni
Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non deve essere necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, ma ben può il giudice fondare il suo convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali appunto, come nella specie, le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità: http://www.lexambiente.it/materie/rumore/156-cassazione-penale156/13014-rumore-modalit%C3%A0-di-accertamento-del-disturbo-2.html
giugno 27, 2017 alle 2:46 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 26 giugno 2017
Rumore. Schiamazzi.
Cass. Sez. III n. 28670 del 9 giugno 2017 (Ud 18 gen 2017)
Presidente: Fiale Estensore: Renoldi Imputato: Saglimbeni
Rumore.Schiamazzi
Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen. può essere sufficiente anche un’unica condotta rumorosa o di schiamazzo recante, in determinate circostanze, un effettivo disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone, trattandosi di reato solo eventualmente permanente: http://www.lexambiente.it/materie/rumore/156-cassazione-penale156/13087-rumore-schiamazzi.html
luglio 12, 2017 alle 6:57 pm
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 12 luglio 2017
Cass. Sez. III n. 30189 del 16 giugno 2017 (Ud 28 mar 2017)
Presidente: Ramacci Estensore: Andreazza Imputato: Salvatore
Rumore.Gestore di pubblico esercizio e schiamazzi degli avventori
Risponde del reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone il gestore di un pubblico esercizio che non impedisca i continui schiamazzi provocati degli avventori in sosta davanti al locale anche nelle ore notturne, poichè al gestore è imposto l’obbligo giuridico di controllare, anche con ricorso allo “ius excludendi” o all’autorità, che la 3 frequenza del locale da parte degli utenti non sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica: http://www.lexambiente.it/materie/rumore/156-cassazione-penale156/13098-rumore-gestore-di-pubblico-esercizio-e-schiamazzi-degli-avventori.html
marzo 7, 2017 alle 12:36 am
Quando il rumore diventa illecito. – IL MONDO DEL BOSCO. Guardalo, sussurra e…pensa.
Bonificare i cumuli di rifiuti a Cussorgia! Il GrIG chiede lo stop della Cava Breccia Capraia. E le Imprese estrattive pagano i canoni concessori per il marmo estratto senza autorizzazione?