Source: http://www.legali.com/spip.php?article1968&lang=it
Timestamp: 2018-02-26 01:43:27+00:00
Document Index: 111248382

Matched Legal Cases: ['art. 15', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2']

L’Irap e le diverse categorie di contribuenti. - [Legali.com]
locale, in quanto è applicabile alle attività produttive esercitate nel territorio di ciascuna Regione, alla quale in gran parte è riservato il gettito della stessa (art. 15 D. Lgs. n. 446/1997: <>);
reale, in quanto prende in esame non il soggetto di imposta ma le tipologie di attività esercitate dallo stesso, produttive di capacità contributiva (art. 1, comma 2, D. Lgs. n.446/1997: << L’imposta ha carattere reale e non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi>>);
indeducibile dalla base imponibile delle imposte sui redditi per tutti i soggetti d’imposta (art. 1, comma 2, D. Lgs. n.446/1997: << L’imposta ha carattere reale e non è deducibile ai fini delle imposte sui redditi>>).
Si fa presente che la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di Stabilità 2016), ha introdotto con l’art. 1, comma 125, all’interno dell’art. 2 del D. Lgs. n. 446/1997, il comma 1-bis, in base al quale <>.
Anzi, il legislatore non ha dato attuazione all’art. 11 della legge 11 marzo 2014, n. 23, con la quale il governo tra l’altro era stato delegato a emanare norme volte a <>.
Secondo la univoca giurisprudenza di questo giudice di legittimità (v. per tutte su n. 12108 del 2009), a norma del combinato disposto del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercente l’attività di agente di commercio di cui alla L. 9 maggio 1985, n. 204, art. 1, è escluso dall’applicazione dell’Irap qualora non svolga attività autonomamente organizzata, configurandosi quest’ultima quando il contribuente: sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e - non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
I compensi che il libero professionista, "partner" di un’associazione professionale, percepisce quale sindaco di una società, benché elevati, non possono ritenersi automaticamente conseguiti attraverso la struttura associativa. È, infatti, ben possibile ipotizzare che il professionista abbia percepito redditi - anche considerevoli - utilizzando le strutture di pertinenza della società sindacata.
I redditi conseguiti dal professionista anche di notevole entità non sono sufficienti da soli a provare il requisito dell’"autonoma organizzazione" ex art. 2, D. Lgs. n. 446/1997. Non vi è, infatti, una necessaria corrispondenza tra elevati compensi derivanti dall’attività di sindaco di società e rilevante struttura organizzativa utilizzata dal professionista.
Non ricorre il requisito della "autonoma organizzazione", richiesto per l’applicazione dell’IRAP, nell’ipotesi in cui il ricorrente svolga un’attività di lavoro autonomo usufruendo di una stanza e di un computer concessi in comodato dal padre nell’ambito del proprio studio professionale, giacché nella fattispecie egli non è il responsabile dell’organizzazione, ma è inserito in una struttura riferibile ad altrui responsabilità ed interesse.
Con specifico riferimento all’attività svolta da un avvocato la sporadicità ed esiguità delle spese sostenute per lavoro dipendente e per collaborazioni di terzi, nonché l’esiguità degli ammortamenti dei beni strumentali oltre a quella di tutte le altre spese sostenute, inducono a ritenere che il legale abbia esercitato la propria attività professionale senza "organizzazione di capitali o lavoro altrui".
L’esercizio di professioni in forma societaria costituisce "ex lege" presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un’autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell’attività.
Deve ritenersi soggetto all’imposta IRAP l’imprenditore commerciale, titolare di un’impresa familiare (non i familiari collaboratori), afferendo l’Irap "non al reddito o al patrimonio in sé, ma allo svolgimento di un’attività autonomamente organizzata per la produzione di beni e servizi" ed integrando la collaborazione dei partecipanti quel quid pluris dotato di attitudine a produrre una ricchezza ulteriore, o valore aggiunto, rispetto a quella conseguibile con il solo apporto lavorativo personale del titolare.