Source: https://dirigentisenior.it/federmanager/ricorso-a-tutela-dei-diritti-dei-pensionati.html
Timestamp: 2019-06-20 11:02:54+00:00
Document Index: 111877432

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Ricorso a tutela dei diritti dei pensionati - Federmanager - Dirigenti Senior
Dopo l’ultima sentenza della Corte Costituzionale (la n. 250/2017) dobbiamo purtroppo prendere atto che l’equilibrio di bilancio vale più dei diritti dei cittadini, questo è il triste epilogo del lungo iter giudiziario che il Sistema di rappresentanza della dirigenza è stato costretto a promuovere attraverso “cause pilota” a livello nazionale a tutela delle pensioni in essere. Una sentenza disarmante che descrive un Paese in cui la “ragion di Stato” prevale sui principi fondanti la nostra Costituzione ed in cui i ruoli istituzionali si confondono.
Con la sentenza n. 70/2015, di pieno accoglimento delle nostre istanze, pensavamo di aver messo la parola “fine” ad iniqui provvedimenti, ma così non è stato. L’intervento del Governo attraverso il Decreto Legge n. 65/2015, che non ha precedenti, ha violato due principi sacrosanti del nostro ordinamento giuridico: il primo è che le sentenze della Corte Costituzionale non si valutano, ma si applicano automaticamente a tutti coloro i cui diritti siano stati lesi; il secondo attiene alla retroattività del provvedimento. Principi sulla cui violazione ha sorvolato la successiva sentenza della Consulta n. 250/2017, smentendo se stessa a meno di due anni dalla precedente.
A questo punto una strada che sembra percorribile è quella di un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo anche se dobbiamo ricordare che la stessa Corte Costituzionale, nella sua ultima sentenza n. 250/2017, ha precisato che il Decreto Legge n. 65/2015 sarebbe del tutto conforme non solo ai principi della nostra Costituzione, ma anche a quelli della Convenzione sui diritti dell’Uomo, volendo evidentemente dissuadere gli interessati dal presentare ricorso alla Corte europea.
Ciò premesso non possiamo sottacere e ribadire, alla luce del completamento degli approfondimenti effettuati con lo Studio legale Orrick, uno dei più autorevoli presenti nel nostro Paese, che il percorso in Europa, (in assenza di precedenti agevolmente riconducibili al nostro caso) presenta oggettivi margini di incertezza, sia sul piano procedurale che in termini di accoglimento del ricorso stesso. Va altresì precisato che l’attivazione del ricorso non può che essere una scelta individuale in quanto, diversamente dalle precedenti iniziative, non sono esperibili “cause pilota”.
Quindi, qualora si intendesse tentare questa via, occorrerà farlo tramite un ricorso personale.
A questo punto riteniamo che sia compito del Sistema di rappresentanza fornire una informazione per quanto più possibile, completa, responsabile e realistica per consentire a ciascuno di decidere in piena consapevolezza.
Innanzitutto confermiamo che il termine per proporre il ricorso è di 6 mesi dal deposito della sentenza della Consulta avvenuto il 1°dicembre 2017, quindi il 31 maggio 2018.
Un secondo punto riguarda chi può agire, visto che la Convenzione in tema di accesso alla CEDU, prevede l’esaurimento di tutte le vie di ricorso nazionali.
In mancanza di orientamenti chiari della CEDU potrebbe essere opinabile, da parte della Corte Europea che il ricorso possa essere presentato anche da coloro che non abbiano mai iniziato personalmente alcuna causa. Così come permangono dubbi sulla portata generale di eventuali sentenze della CEDU favorevoli per i singoli ricorrenti per cui rischierebbero di restare esclusi coloro che non avessero presentato ricorso.
D’altra parte, ci sono anche buoni motivi per criticare la recente sentenza della Corte Costituzionale che potrebbero trovare ascolto da parte della CEDU, motivi che formeranno oggetto del ricorso che i nostri legali hanno predisposto.
Tutto ciò premesso per agevolare coloro che, pur nella consapevolezza di un esito incerto, decidessero di presentare ricorso alla CEDU e per garantire la migliore e più uniforme assistenza legale si è deciso di affidare allo Studio Orrick, l’attività di supervisionare e coordinare una rete di studi legali appositamente costituita. Tale rete è ritenuta necessaria tenuto conto della numerosità e della diffusione territoriale dei possibili ricorrenti nonché degli aspetti amministrativo-gestionali conseguenti.
Volendo aderire all’iniziativa gli interessati dovranno rivolgersi alle sedi territoriali Federmanager, che raccoglieranno le adesioni e provvederanno ad organizzare gli appuntamenti con gli studi legali selezionati dallo Studio Orrick. Detti studi raccoglieranno il mandato e provvederanno ad inoltrare alla CEDU i ricorsi individuali.
Nel caso non fosse stato individuato uno Studio legale in una regione, abbiamo comunque previsto, in presenza di un numero di adesioni su base regionale pari o superiore a 50, la possibilità di ampliare la rete degli Studi legali.
Il servizio avrà un costo agevolato di € 150 più IVA e oneri (complessivamente € 192,32) che ciascun ricorrente verserà allo studio legale. Il servizio è riservato esclusivamente agli iscritti alle singole Federazioni, per cui chi non lo fosse dovrà preventivamente associarsi.
Nel ricorso alla Corte Europea oltre al danno subito a causa del blocco della perequazione ed al riconoscimento del danno morale quantificato in misura almeno pari a quella del danno economico da mancata perequazione della pensione, viene richiesta anche la
riliquidazione del trattamento pensionistico.
Il termine per presentare il ricorso scade il 31 maggio p.v. ma è evidente che al fine di consentire al personale della sede territoriale nonché allo studio legale di effettuare tutti gli adempimenti procedurali e amministrativi e nei tempi dovuti è necessario rivolgersi all’associazione il prima possibile e comunque non oltre la data dell’11 maggio.
È stato, infine, previsto un servizio di supporto telefonico per cui, chiamando il numero 06/44070700 (da lunedì al venerdì con orario 9-13 e 14-18), è possibile ricevere la necessaria assistenza nel caso di difficoltà di contatto con la sede.
Nell'auspicio che tale iniziativa categoriale venga apprezzata, si assicura che in parallelo, continua e continuerà il nostro impegno sul piano politico parlamentare per contrastare approcci demagogici ed interventi iniqui in tema di pensioni, non rispettosi della certezza del diritto.
Riunione e diretta streaming Lunedì 26 marzo ore 14:30
Abbiamo organizzato un incontro lo scorso 26 marzo, presso la sede ALDAI - Federmanager di Milano, via Larga 31 (MM3 Missori), per presentare le modalità di ricorso e rispondere alle domande degli associati. Fra i partecipanti all'incontro: Mario Giambone Presidente Comitato Pensionati ALDAI-Federmanager, Mino Schianchi, Presidente Comitato Nazionale di Coordinamento dei Gruppi Pensionati Federmanager, il Direttore ALDAI - Federmanager Avv. Annalisa Sala, il Prof. Daniele Umberto Santosuosso incaricato dallo Studio Legale Orrick di gestire la raccolta delle adesioni per tutta la Lombardia e il rappresentante dello Studio Legale Orrick.
La registrazione dell'incontro trasmesso in diretta streaming è disponibile cliccando il video di seguito.
Documenti per presentare il ricorso
Cliccando sui seguenti documenti è possibile scaricare la lettera agli associati pensionati e la documentazione da compilare e consegnare allo studio legale per la presentazione del ricorso.
Lettera ai pensionati
lettera-ai-pensionati.pdf
All1 scheda informativa dati ricorrente
all1---scheda-informativa-dati-ricorrente.pdf
All2 formulario di ricorso
all2---formulario-di-ricorso.pdf
All3 formulario di procura
all3---formulario-di-procura.pdf
All4 elenco documenti per avvocato
all4---elenco-documenti-per-avvocato.pdf
Le iniziative contro i provvedimenti del Governo sulle pensioni
È sicuramente utile ed opportuno che CIDA e Federmanager abbiano deciso di sostenere i ricorsi “pilota” contro i provvedimenti del Governo, ma i ricorsi giudiziari, per quanto possibile, dovrebbero essere accompagnati da una costante azione di comunicazione e opposizione alle discriminazioni. Relazione in occasione della riunione Federmanager 11 maggio 2019.
Le mani nelle tasche dei pensionati
Lo slogan era: “non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani”. Retorica fatta di fake news, tagli illegittimi, discriminazione, incertezza dei diritti. Francamente, è un po’ troppo. La CIDA, con Federmanager, Manageritalia e FP-CIDA, ha intrapreso iniziative di tutela giudiziaria dei pensionati penalizzati. Confidiamo nei migliori risultati, per tutti.