Source: https://fopagsva.com/organi-collegiali/
Timestamp: 2018-09-21 08:10:20+00:00
Document Index: 83166368

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'art.30', 'art. 35', 'art. 396', 'art. 25', 'art. 396', 'art. 16', 'art. 32', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 32']

Organi collegiali | FoPAGS Varese
Buongiorno sono un rappresentante di classe dei genitori di un Istituto Superiore della prov. di Varese. Quest’anno abbiamo fatto diversi incontri con il Dirigente Scolastico per le problematiche della classe con un docente. Ora lo stesso, assente per malattia da tre settimane circa, vorrebbe annullare le verifiche effettuare dal docente supplente e farle rifare agli alunni. Il docente non utilizza un libro di testo, ma fotocopie personali, non segue il programma ministeriale ed utilizza un linguaggio volgare in classe. Cosa possiamo fare?
Risposta: Gentile genitore la sua domanda racchiude diversi quesiti. Innanzitutto va evidenziato che gli elaborati scritti degli alunni sono a tutti gli effetti atti amministrativi e dopo la loro correzione, i docenti hanno l’obbligo di consegnarli a scuola. I compiti scritti si presentano quali atti amministrativi di estrema importanza, volti a documentare l’azione dei docenti in merito al procedimento di valutazione posto in essere durante il processo di apprendimento degli alunni, acquisendo per tale motivo anche una natura documentale.
Inoltre ad oggi vige il Regio Decreto 4 maggio 1925, n,. 653, il cui articolo 94, così recita: “L’annullamento delle prove di un qualsiasi esame, per frode o per infrazione disciplinare, è pronunciato…(omissis) dal Preside”.
Il testo normativo appena citato è stato ritenuto unanimemente norma non soltanto in materia di esami di promozione, idoneità, o di Stato, ma anche per quel che riguarda lo svolgimento degli elaborati redatti dagli alunni in classe. Quindi l’annullamento può avvenire solo per tali motivazioni e solo da parte del Dirigente Scolastico. Il docente a discrezione può non tenere conto di una verifica scritta (specialmente se largamente insufficiente) e richiederne una nuova. Se la classe ritiene che ciò non sia corretto o che la griglia di valutazione del prof sia documentabilmente discutibile, può portare la discussione in consiglio di classe tramite il referente di classe ed i propri rappresentanti affiancati se necessario dai rappresentanti di istituto. Da ultimo è il Dirigente scolastico ad intervenire.
Altra cosa sono poi la didattica del docente che non segue il programma ministeriale, di cui occorre comunque averne certezza, ed il linguaggio volgare utilizzato in classe contraddicendo nella pratica questioni educative inerenti la vigilanza in educando propria della sua figura oltre che dei genitori. Sono fatti gravi ai quali il Dirigente Scolastico, prontamente avvisato, dovrebbe intervenire con le sanzioni ed atti propri del suo ruolo.
Buongiorno nella nostra scuola per un disguido non sono stati presentati alle elezioni il candidato Presidente dell’Assemblea e qualche Moderatore di Corso. Ormai fatte le elezioni come possiamo rimediare, visto che abbiamo i candidati e godono della stima dei compagni?
Risposta: Gentile Presidente, rispondiamo al suo quesito ribadendole quanto avrà già potuto leggere nelle informative presenti sul nostro sito riguardanti proprio le elezioni dei componenti del Consiglio di Istituto che si svolgono secondo le procedure previste dall’ordinanza ministeriale n. 215 del 15 luglio 1991, modificata ed integrata dalle successive OO.MM. n. 267 del 4 agosto 1995, n. 293 del 24 giugno 1996 e n. 277 del 17 giugno 1998.
Pertanto, dopo la presentazione delle liste e le successive elezioni non è più possibile attivare modifiche per dimenticanze o disguidi in quanto non sono previsti nella normativa che considera le liste un mero elenco di candidati supportati da un ben specifico numero di genitori sostenitori ed identificati.
Buongiorno ho un quesito che vorrei mi aiutaste a risolvere… Il giorno 08/05/2017 ho ricevuto via mail la convocazione per il consiglio di istituto che si è tenuto il 11/05/2017… Partendo dal presupposto che la circolare ministeriale impone di convocare almeno 5 giorni prima, il presidente e la dirigenza scolastica hanno precluso in modo doloso, la partecipazione di 6 persone (me compreso) della componente genitori dello stesso consiglio, inoltre so per certo, che la direzione ha convocato ogni docente del consiglio di istituto, emanando anche ordini di servizio per garantire la loro presenza, per non correre il rischio di non avere il quorum… Personalmente, credo sia un grave abuso di ufficio, e mi domando a tal proposito se si possa fare un esposto o una azione, affinché non accada più una simile situazione… Preciso che c’è stata da subito una “rivolta” per non aver rispettato i termini ministeriali, ma nulla ha smosso presidente e dirigente a cambiare data!!
Risposta: Gentile genitore, in riferimento alla sua richiesta e non conoscendo ne ordine del giorno della convocazione del CDI ne scuola di appartenenza, possiamo darle solo le seguenti indicazioni:
la convocazione è di competenza del Presidente del CdI (genitore) che nel firmarla se ne prende ogni responsabilità
i 5 giorni di preavviso sono il minimo preavviso che la normativa impone per le convocazioni “ordinarie”
in autonomia ogni scuola può, e anzi, deve prevedere anche una prassi per eventuali convocazioni straordinarie (ovvero che non sono prevedibili)
i dirigenti non possono emettere ordini di servizio per convocare dei rappresentanti in CDI anche se trattasi di personale della scuola. Pertanto, ammesso che ciò sia avvenuto, sarà stato sicuramente per questioni diverse.
Buongiorno volevo chiedervi se potete citarmi una legge o quant’altro che specifichi quale deve essere il numero dei rappresentanti per classe, alle elementari, in quanto da due anni abbiamo difficoltà ad eleggerne una perché la responsabilità e disponibilità risultano troppe per un solo rappresentante.Grazie
Risposta: Gentile genitore, La normativa che ci richiede è il Testo Unico in Materia di Pubblica Istruzione T.U. Dlgs. 297/94 ed in specie il TITOLO 1 (organi collegiali della scuola e assemblee degli studenti e genitori), Capo 1, Sezione 1, art. 5, commi 1 e 2; nei quali viene individuata la composizione dei consigli di classe e interclasse.
La norma prevede che per le scuole primarie ci sia la presenza di un solo genitore eletto e nominato rappresentante. Il consiglio è validamente istituito anche senza nessun genitore rappresentante anche se così la classe o le classi, restano prive del supporto educativo che è, e rimane, dovere esclusivo dei genitori come stabilito dalla nostra Costituzione art.30. In una scuola attenta all’educazione dei giovani, i genitori partecipano e si confrontano sia all’interno dei rispettivi consigli che nei comitati genitori appositamente costituiti e riconosciuti.
Ricordiamo che il comitato genitori nella fonte normativa è l’espressione dei rappresentanti di classe dei genitori che nella pratica allevia responsabilità dei singoli costituendone il supporto riconosciuto dalla scuola.
Sono appena stato eletto Presidente di un Consiglio di Istituto; alcuni genitori facenti parte del Consiglio vorrebbero accedere ad atti e fare controlli in merito ai piani di sicurezza dell’istituto in particolare modo circa piani evacuazione, conformità strutturali etc. La mia domanda è se tale ambito sia o meno competenza del Consiglio d’Istituto?
Risposta: Tutti i genitori possono sempre richiedere l’accesso agli atti: bisogna poi vedere se la scuola lo consente ed in caso di rifiuto con quale motivazione (per valutare azioni successive da intraprendere).
Se i genitori del CDI hanno individuato delle problematiche in merito alla sicurezza e conformità strutturale della scuola magari desumendole dall’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, possono tramite il Presidente del CDI portare tali argomenti in discussione all’interno della giunta esecutiva e/o del CDI con richiesta di presa visione della documentazione esistente. Un preliminare incontro con il DS potrebbe chiarire la situazione esistente. Le informazioni di evacuazione dovrebbero invece essere facilmente visibili e consultabili da tutti.
Sono un genitore che fa parte del CdI di una scuola superiore della provincia. A seguito delle dimissioni della maggioranza dei genitori facenti parte del Cosiglio di Istituto e constatato che non c’è possibilità di surroga in quanto la lista di riferimento risulta esaurita, si chiede se si deve ricorrere a elezioni suppletive della componente genitori. In caso affermativo chi ha la competenza per decidere i tempi della elezione medesima.
Risposta: Le elezioni suppletive sono indette quando, prima della scadenza del termine, a seguito della cessazione dalla carica per qualsiasi ragione dei membri del consiglio, non è più possibile provvedere a surrogazione (OM 215/91 artt. 52 e 53 art. 35 comma 1 dlgs 297/94. La norma quindi impone tassativamente che, nella vigenza della durata triennale del Consiglio, i consiglieri decaduti siano sostituiti dai primi non eletti e, in caso di esaurimento della lista nella quale sono stati eletti i consiglieri decaduti, si proceda a elezioni suppletive. La date delle elezioni suppletive (da cui decorrono i termini per gli adempimenti della nomina della commissione elettorale, della presentazione delle liste ecc.) è fissata dal Direttore dell’USR, che prende l’input da una nota ministeriale che viene solitamente emanata alla fine di luglio/primi giorni di agosto: per l’anno 2014-15 era la nota n. 42 del 21 luglio 2014.
Sono un genitore eletto nel Consiglio di Istituto di un Istituto Superiore della provincia di Varese. Ho un figlio che si è diplomato a giugno ed il CDI è anche in scadenza di mandato. Volevo sapere se la mia carica rimane valida fino al 31 di agosto o come succede in caso di cambio della scuola questa decade dal primo giorno di trasferimento del figlio? Un eventuale CDI programmato entro il 31 di agosto mi vede ancora partecipante attivo?
Risposta: Gentile genitore alla sua domanda risponde esaurientemente l’articolo 51 dell’O.M. 215/1991 ovvero:
Sono il Presidente del Consiglio di Istituto di un Liceo della provincia di Varese. Il DS ha dichiarato ai Consiglieri, per iscritto, la sua determinazione di non partecipare alle riunioni sino a quando una particolare situazione di criticità, sorta tra lui ed alcuni Consiglieri, si sarà chiarita. Chiedo se l’assenza del DS può, in un qualche modo, pregiudicare i lavori del Consiglio che, peraltro, si sta riunendo con frequenza quindicinale data la mole di questioni da trattare. Vi sarò grato di una risposta urgente poiché è in scadenza l’approvazione del Programma annuale 2015.
Risposta: Gentile Presidente, la risposta non è semplice perché sebbene la normativa consideri il Dirigente Scolastico un membro del Consiglio d’Istituto uguale agli altri per quanto concerne il diritto di espressione e partecipazione, in realtà lo pone anche quale legale rappresentante della scuola e quindi nella posizione di dover partecipare obbligatoriamente. Il Dirigente Scolastico come membro di diritto del CDI ha precise responsabilità e la sua assenza in un consiglio non è quindi ipotizzabile; inoltre il Dirigente Scolastico, nonché presidente della Giunta Esecutiva, è colui che è tenuto a “curare l’esecuzione delle deliberazioni prese dagli organi collegiali e dal consiglio d’istituto” (art. 396 D.Lvo 297/94 e art. 25 D.lvo 59 del 1998). Considerato che il Dirigente Scolastico partecipa alle riunioni per diritto e non per elezione, ogni scuola ha la possibilità di realizzare un regolamento interno per il funzionamento del Consiglio d’Istituto dando al Dirigente la possibilità di farsi sostituire nelle riunioni in caso di assenza o d’impedimento mediante formale delega ad un suo collaboratore di fiducia. Soprattutto nel vostro caso la presenza in Consiglio d’Istituto del Dirigente è fondamentale essendoci in scadenza l’approvazione del Programma annuale. A tal proposito si ricorda che se non verrà rispettata la scadenza riguardante l’approvazione del programma annuale, la scuola subirà il commissariamento da parte dell’USR. Sarebbe per questo da indagare meglio la natura della questione posta, come evidente forzatura, dal Dirigente Scolastico. Se la problematica non si risolve in tempi brevi, consigliamo al Presidente del CdI di rivolgersi autonomamente al Direttore Regionale investendolo della questione affinchè si possa giungere ad una soluzione. Indirizzi e recapiti per entrare in contatto con il direttore Generale Dott.ssa Delia Campanelli, li potete ricavare direttamente dal sito dell’USR accedendo al link che vi segnaliamo http://www.istruzione.lombardia.gov.it/organigramma/dirigen/
Sono un rappresentante di classe di una scuola secondaria di primo grado della provincia di Varese. Vorrei sapere, in quanto tale, se ho il diritto di accedere nella scuola senza preavviso o ulteriori permessi, eventualmente anche nelle aule durante le lezioni.
Risposta: non sono previsti diritti specifici di accesso ai locali della scuola da parte dei rappresentanti di classe eletti nei rispettivi organi collegiali e per questo, di norma ogni scuola si disciplina secondo la regola generale di “accesso alla scuola da parte di persone esterne”. Questo significa che la scuola provvede normalmente a formulare un regolamento interno di accesso alla scuola e ai locali (regolamento d’Istituto) oppure in alternativa al regolamento, gestisce gl’ingressi sulla base di disposizioni comunicate con le usuali circolari della Dirigenza. In ogni caso vige sempre il divieto di accesso con le eccezioni disposte ed autorizzate dal Dirigente Scolastico o da chi tra il personale della scuola per fiducia o per delega lo rappresenta, come ad esempio, il vice e il referente di plesso. Ovviamente l’accesso agli uffici e alla segreteria e locali di ricevimento è ammesso negli orari di sportello o previo avviso e/o eventuale appuntamento indispensabile per garantire tra l’altro, sicurezza e riservatezza.
Sono la presidente del Comitato genitori di un Liceo della provincia di Varese. In questi ultimi mesi il Consiglio d’Istituto ha votato e deliberato alcune delibere. Queste delibere non vengono messe in atto; più volte è stato chiesto al Preside di dar corso alle delibere, ma quest’ultimo solleva ogni volta motivazioni diverse. A volte risponde che non sa nulla perché la segreteria non lo informa riguardo allo stato dell’attuazione delle delibere. Sappiamo che sono delibere che di fatto a lui non vanno. Sappiamo che lui si era opposto. Ma alcune di queste riguardano l’acquisto di alcune attrezzature (c’era la disponibilità economica) che sono indispensabili per il prosieguo della didattica. Cosa possiamo fare oltre a sollecitarlo in CdI ?
Risposta: La questione posta rimanda in modo generale, senza riferimenti specifici tali da consentire una risposta più precisa, ai rapporti del Consiglio di Istituto con la Dirigenza e per questo non può che essere ribadito quanto segue:
La funzione direttiva è rivolta tra l’altro a: “c) curare l’esecuzione delle deliberazioni prese dai predetti organi collegiali e dal consiglio di circolo o di istituto;” (art. 396 del D.L.vo 297/9) .
Per l’art. 16 del DPR 275/99 , comma 2, si conferma che “Il Dirigente scolastico esercita le funzioni di cui al decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali”
all’art. 32 del D.I. 44/01 “Regolamento di contabilità” si stabilisce che il Dirigente “svolge l’attività negoziale necessaria all’attuazione del programma annuale, nel rispetto delle deliberazioni del Consiglio d’Istituto”.
Con il Dlgs 165/01 sulla dirigenza si precisa che “Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al Dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane.”
Si può quindi desumere che il Dirigente è tenuto a rispettare le delibere del Consiglio ma potrebbe discostarsene nel caso che esse risultassero oggettivamente illegittime…. E’ ovviamente compito del Consiglio di Istituto stesso e, in primis, del suo Presidente (genitore), verificare l’attuazione delle delibere e, se del caso, chiedere riposte specifiche e formali in ordine alla eventuale loro mancata attuazione. Altri soggetti e, in particolare i genitori e i loro rappresentanti, possono, se del caso, riferirsi al presidente del Consiglio di Istituto per sollecitarne l’intervento.
Sono la mamma di una bambina iscritta alla scuola dell’infanzia statale. Oggi ho ricevuto un sms della rappresentante di classe che informava i genitori della sua intenzione di raccogliere fondi per la scuola “mandando lettere alle associazioni, alle banche e ai commercianti del luogo”. E’ corretta una procedura del genere? Il dirigente scolastico deve essere informato?
Risposta: Gentile Genitore, così come indicato anche nel blog del Tavologenitori Asva, http://tavologenitoriasva.wordpress.com/normative-2/sai-che-2/ I genitori eletti negli organismi collegiali ed in specie i rappresentanti di classe di prassi NON sono tenuti a:
• farsi promotori di collette
• comprare materiale necessario alla classe o alla scuola o alla didattica
Questo significa che il ricercare contributi extra per la scuola non rientra tra i compiti del rappresentante di classe: nel caso in cui voglia farlo pur non essendone tenuto, dovrà prendersi carico delle relative operatività e responsabilità. Per tali scopi e per una continuitò nel tempo di tali iniziative da sempre suggeriamo la costituzione di un comitato genitori o meglio ancora di un’Associazione Genitori.
A seguito dell’assemblea tenuta dai docenti della classe di mio figlio, io ed altri esiguissimi genitori presenti (6 su 23) abbiamo deciso di non eleggere i rappresentanti di classe. Può funzionare ugualmente il Consiglio?
Risposta: Caro genitore la risposta è SI! Situazioni simili si ritrovano solitamente nelle scuole medie di secondo grado dove la presenza dei genitori nei consigli di classe è inversamente proporzionale alla classe dei figli. Come ripetiamo da molti anni, il Consiglio di Classe è un organo collegiale della scuola italiana istituito dal comma 8 art. 5 del D.Lgs 297 del 14/04/1994 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia d’istruzione). La normativa stabilisce la composizione, l’articolazione ed il minimo di riunioni obbligatorie per ogni anno scolastico. Nell’articolazione semplice si riuniscono in Consiglio di Classe solo i docenti ai quali è affidato il compito della parte formativo/didattica. Nell’articolazione completa si riuniscono in Consiglio di Classe anche i rappresentanti dei genitori ed eventualmente degli studenti. In caso di assenza dei rappresentanti genitoriali, il consiglio di classe si riunirà con la sola componente docenti e studenti (se prevista). In situazioni di questo tipo, più di ogni altra cosa, alla classe mancherà la rappresentatività e l’indirizzo educativo che solo i genitori sono legittimati a dare. Ricordiamo infatti che è diritto e dovere sancito dalla Costituzione Italiana, dei soli genitori, mantenere, istruire ed educare la prole compresa quella nata al di fuori del matrimonio. Dovere continuamente richiamato dal Miur e riproposto nelle scuole anche con altri strumenti come ad esempio i Patti Educativi di Corresponsabilità. Viene da chiedersi motivi e sollecitazioni per tale vostra presa di posizione…
Sono presidente del CdI di un liceo toscano, sto incontrando non poche difficoltà sulla conduzione del Consiglio, dovute alla scarsa propensione democratica e scarsa attitudine collegiale del DS. Avrei da sottoporvi due questioni:
1- si può riunire la Giunta di un CdI di scuola superiore senza aver provveduto alla surroga o rielezione della componente studenti? e conseguentemente convocare il CdI quando appunto mancano tre studenti su quattro?
2-E’ ammissibile che nel regolamento del CdI si preveda un articolo come il seguente? (revoca del mandato al Presidente e alla Giunta)
Il Consiglio, a maggioranza assoluta dei componenti in carica, può revocare il mandato al Presidente e/o ai membri elettivi della Giunta, sulla base di distinte mozioni di sfiducia poste all’ordine del giorno su richiesta scritta di almeno un terzo dei consiglieri. Qualora la mozione di sfiducia sia rivolta al Presidente, il Consiglio d’Istituto sarà presieduto dal Vicepresidente. Le votazioni sulle mozioni di sfiducia si effettuano a scrutinio segreto. In caso di parità la votazione sarà ripetuta fino a tre volte, quindi si procederà all’appello nominale. In caso di persistente parità prevarrà il voto del Presidente, o Vicepresidente.
Risposta: Caro presidente del CDI, pur capendo la tua difficoltà ad operare in un ambiente con poca propensione ad un’attività collegiale (purtroppo ancora oggi spesso presente in questi ambiti), ti dobbiamo confermare che nell’operatività che ci segnali non si riscontrano violazioni di norme se non di “buone prassi” del resto non vincolanti. Le surroghe degli eletti in qualsivoglia componente dipendono anche dalla tempistica amministrativa, dalla lista a cui attingere i sostituti, dalla loro eventuale accettazione o rifiuto ecc. Solo l’assenza in toto della componente genitoriale può inficiare un CDI. Anche la norma presente all’interno del regolamento del CDI è formalmente corretta.
Sono un genitore eletto in cdi della provincia di Varese, chiedo se all’obbligo di pubblicazione online delle delibere fa seguito anche l’elenco dei votanti nel dettaglio. Mi spiego meglio si deve anche pubblicare chi a votato a favore? Chi si è astenuto? Chi ha votato contro? elencando i nomi e cognomi?
Risposta: Caro genitore del CDI per quello che riguarda le delibere l’obbligo esistente è quello del numero dei votanti, dei voti favorevoli, contrari ed astenuti. E’ sempre possibile tramite richiesta dell’interessato far verbalizzare il proprio voto associato al nome ed alla motivazione del voto.
Faccio parte del Consiglio di Istituto di un IC della Valcuvia. Qualche giorno fa alcuni genitori hanno consegnato in segreteria una lettera indirizzata al Dirigente e al Consiglio (indicando “e per conoscenza al Consiglio di Istituto) per segnalare la condotta di un’insegnante. Questa lettera, che è stata protocollata dalla segreteria, dovrebbe essere fatta leggere a tutti noi membri, ma quando? Dobbiamo aspettare il prossimo Consiglio? A noi rappresentanti dei genitori la lettera è stata consegnata dagli stessi scriventi in modo informale e forse invece dovevano indirizzarla specificando il nostro nome in modo che potessimo richiedere un consiglio straordinario per discuterne? o possiamo chiederne conto?
Risposta: Dal 01/01/2011 l’obbligo di pubblicazione riguarda soltanto atti attuativi e pertanto il riferimento è alle sole delibere purché formulate secondo le linee guida delle P.A.
In quali responsabilità incorre chi firma una delibera di CDI?
Risposta: Gli atti attuativi conseguenza delle decisioni prese dal gruppo consigliare sono sottoposti a responsabilità collettiva e pertanto chi sottoscrive gli atti prodotti dal Consiglio d’Istituto ha la responsabilità limitata alla formulazione ed adempimento amministrativo dell’atto stesso. Nessuna responsabilità può essergli imputata per il contenuto se riportato nel modo corretto. Eventuali contenziosi che dovessero insorgere a fronte di provvedimenti emanati da un qualunque organo collegiale sono da imputarsi all’organismo medesimo e quindi all’Ente per il quale vengono prodotti.
Il Consiglio di Istituto di cui sono membro ha deciso di rivedere il Regolamento di Istituto e di formularlo seguendo le vostre indicazioni. Volevo sapere se avete a disposizione un format da indicarmi da cui trarre almeno gli argomenti fondamentali da inserire (di legge) e quelli sui quali esiste discrezionalità da parte del Consiglio
Risposta: Premesso che, con l’attuazione dell’art. 14 DPR 275/1999 (attribuzione di funzioni alle istituzioni scolastiche) e art. 32 D.Lvo 69/2009 recante disposizioni in merito alla eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea, le scuole, così come tutte le Pubbliche Amministrazioni, sono tenute dal 01/01/2011 a prevedere all’interno del sito web uno spazio per la pubblicità legale formulato seguendo le linee guida di DIGIT PA. Sebbene non tutti i documenti prodotti dalle scuole sono individuati nell’elenco degli atti aventi obbligo di pubblicazione, è indubbiamente chiaro che per quanto concerne le attività dei Consigli d’Istituto Scolastici, sia dovere dell’Ente pubblicare la convocazione dell’organismo collegiale e le delibere. Il verbale che prima veniva pubblicato in bacheca oggi non gode più di nessun obbligo di pubblicazione motivo che rende irregolare la pubblicazione del verbale da parte di un’organizzazione non pubblica come un Comitato di Genitori.
Scrivo da un piccolo comune della provincia di Varese. Sono il neo presidente del CDI. Ho bisogno di condividere un argomento molto sentito in questo periodo nel nostro comune: eliminare il sabato dall’orario scolastico della secondaria di primo grado. La questione è complessa. Da un fronte c’è una forte richiesta da parte di diverse famiglie, dall’altra un muro insuperabile di docenti contrarie. Come risolvere la questione? Nelle scuole che hanno fatto questa scelta come è andata quest’esperienza? Il CDI deve intervenire su questo argomento, e se si che consiglio mi date? Al momento nel POF abbiamo il modello 36 e 30 ore entrambe su 6 giorni. Grazie per l’attenzione.
Risposta: Indubbiamente è una questione di competenza del Consiglio d’Istituto che a fronte di una simile richiesta dovrà deliberare basandosi su prove concrete e sulle reali possibilità. Infatti, per poter riuscire a non svolgere lezioni nella mattinata del sabato e garantire le 30/36 ore settimanali di lezione occorrerà verificarne i reali bisogni e la fattibilità. Il Consiglio d’Istituto dovrà prevedere l’argomento in ordine del giorno per poterne discutere e definire i piani relativi. Si consiglia a tal proposito di effettuare preventivamente un sondaggio di opinione sulla popolazione scolastica per rilevare con dati certi i bisogni della comunità. Dato che a fronte di una simile scelta l’Ente Locale dovrà accollarsi l’onere di adeguare eventuali servizi già esistenti (ad esempio il trasporto e di conseguenza la mensa per i rientri pomeridiani), sarà necessario verificarne anche con l’Ente le risorse disponibili ed eventualmente pianificare le soluzioni. In successive riunioni si dovrà anche verificare se il bisogno potrà essere soddisfatto a breve o lungo termine. Infine, riunito nuovamente il Consiglio d’Istituto si dovrà deliberare di conseguenza tenuto conto di tutti gli enti ed organi coinvolti nella decisione finale. La scuola dell’obbligo è un servizio rivolto alle famiglie e al territorio bisognoso di servizi che di conseguenza deve anche poterseli permettere. Il voler rispondere positivamente ad una richiesta non sempre coincide con il potere di darne immediata soddisfazione e pertanto, verificata la reale esistenza, è indispensabile sempre farne una corretta ed obiettiva valutazione. Il consiglio è quindi quello di lavorare sul medio-lungo termine investendo, passo dopo passo, per procurarsi il consenso e le risorse sufficienti per il progetto.
Il consiglio di Istituto della scuola di mio figlio ha approvato un progetto (finanzato dal Comune) per logopedista, grafologo e psicologo. Ora si scopre che un altro progetto di grafologia è partito nelle classi prime elementari ma dati i tagli del ministero non ci sono i fondi e così naturalmente i soldi li hanno chiesti ai genitori. Il preside e l’insegnante sostengono che la cosa è regolare perchè è un ampliamento del progetto precedente, ma a me pare una cosa impossibile: anche gli ampliamenti vanno approvati no? altrimenti si approva una cosa e se ne fa un’altra tanto è un ampliamento…. quale articolo di legge regola questa cosa? Il preside ha anche preso l’iniziativa (senza informare nemmeno gli insegnanti) di aderire al progetto “primi della Classe” dell’Iper. Mi chiedo se anche questo non andrebbe discusso con il Consiglio? può il dirigente prendere iniziative di questo tipo?
Funge da segretario quell’insegnante che ne ha ufficiale incarico perché detentore della fiducia del DS.
Nel caso in cui il segretario del Consiglio di Classe non verbalizza quanto discusso durante le riunioni con i genitori, si può chiedere al Dirigente d’integrare il verbale con un testo scritto dai genitori rappresentanti di classe?
Risposta: Dal 01/01/2011 non è più obbligatorio pubblicare il verbale del CdI. E’ quindi facoltà e discrezione dell’Istituto pubblicare in albo d’Istituto questo documento. Obbligatoria è invece la pubblicazione delle delibere ovvero delle decisioni prese durante la riunione del Consiglio di Istituto. La mancata pubblicazione nell’albo on-line rende nulle le decisioni prese.