Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/06/novita-fiscali-del-9-giugno-2010-dichiarazioni-2010-pronto-il-decreto-che-fara-slittare-i-versamenti-per-i-contribuenti.html
Timestamp: 2018-05-20 19:35:00+00:00
Document Index: 8817393

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 30', 'art. 25', 'art. 1', 'art. 2272', 'art. 72']

Novità fiscali del 9 giugno 2010: dichiarazioni 2010: pronto il decreto che farà slittare i versamenti per i contribuenti sottoposti agli studi di settore; in scadenza il versamento dell’acconto ICI 2010; manovra correttiva: anche la riscossione inps prova a tagliare i tempi; autotrasporto merci con riduzioni Inail;lavoro domestico, pagamento dei contributi da dicembre tramite MAV; gestione separata INPS: non basta la sola iscrizione ma occorre il versamento dei contributi; società di persone: quando va ricostituita la pluralità dei soci; opposizione all’esecuzione forzata: Equitalia più elastica
1) In scadenza il versamento dell’acconto ICI 2010
2) Dichiarazioni 2010: Pronto il decreto che farà slittare i versamenti per i contribuenti sottoposti agli studi di settore
3) Manovra correttiva: Anche la riscossione inps prova a tagliare i tempi
4) Elenchi aggiornati dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2009
5) Autotrasporto merci con riduzioni Inail
6) Lavoro domestico, pagamento dei contributi da dicembre tramite MAV
7) Responsabilità dell’ente non commerciale
8) Gestione separata Inps: Non basta la sola iscrizione ma occorre il versamento dei contributi
9) Società di persone: Quando va ricostituita la pluralità dei soci, continuazione del socio superstite
10) Opposizione all’esecuzione forzata: Equitalia più elastica
Scade il prossimo 16 giugno il termine per pagare anche l’acconto Ici (Imposta Comunale sugli Immobili) per l’anno 2010.
Sono interessati i proprietari di beni immobili, ed i titolari di diritti reali di godimento sugli stessi.
Detta imposta grava su fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli e deve essere pagata da coloro che godono di diritti reali su tali immobili.
Versamento acconto 2010
Il versamento dell’acconto viene effettuato applicando aliquote e detrazioni deliberate dai Comuni con riferimento all’anno 2009. Ciò poiché il conguaglio verrà poi effettuato entro il prossimo 16 dicembre 2010 in sede di saldo, scomputando il versamento effettuato in sede di acconto.
Tuttavia, come per i precedenti periodi d’imposta, il contribuente può effettuare il versamento in unica soluzione entro il termine del 16 giugno 2010, in questo caso occorre tenere conto delle aliquote e delle detrazioni deliberate dal Comune per il periodo d’imposta 2010.
Il calcolo, della base imponibile, è rimasto immutato.
In particolare, per i fabbricati, l’imposta si calcola moltiplicando la rendita catastale già rivalutata (del 5%) per 100 (nel caso di abitazioni ad uso civile) oppure per 50 nel caso di immobili classificati nella categoria A/10 (uffici e studi privati) o infine per 34 per quelli rientranti nella categoria C/1 (negozi e botteghe).
Se al fabbricato non è stata ancora attribuita una rendita catastale oppure la rendita attribuita a suo tempo non è più adeguata per variazioni strutturali o di destinazione d’uso, si può fare riferimento alla categoria e quindi alla rendita catastale attribuita a fabbricati similari.
L’importo ottenuto dovrà essere poi moltiplicato per l’aliquota Ici stabilita dal comune di appartenenza.
I comuni possono deliberare aliquote Ici in misura non inferiore al 4 per mille, né superiore al 7 per mille.
Sono ormai esenti da Ici l’abitazione principale e le relative pertinenze (queste ultime nel limite di numero e tipologia previsto dal regolamento comunale).
L’esenzione non si applica:
– alle abitazioni di pregio censite nelle categorie catastali A/1 – A/8 e A/9;
– alle abitazioni tenute a disposizione in Italia dai cittadini italiani residenti all’estero.
Per ulteriori particolari, si veda quanto contenuto nella risoluzione 1/DF del 4 marzo 2009.
In virtù del D.L. 207/2008, i fabbricati rurali beneficiano della c.d. pertinenzialità rovesciata, con buona pace di tutti. In sostanza, i fabbricati rurali non vanno assoggettati autonomamente al tributo comunale, con liquidazione dell’imposta sulla relativa rendita catastale (ove esistente), ma sono implicitamente tassati con il mero assoggettamento all’imposta del terreno agricolo cui risultano asserviti. In presenza della ruralità fiscale, infatti, il reddito dominicale del terreno si considera espressivo anche della redditività dei fabbricati rurali inerenti il fondo agricolo: è quest’ultimo, da intendersi quale terreno agricolo con annessi e connessi, ad assurgere ad oggetto dell’imposizione.
Il fabbricato dotato di rendita torna ad assumere autonoma rilevanza ai fini dell’Ici soltanto in caso di perdita dei requisiti necessari per configurarne la ruralità fiscale.
L’utilizzo di due unità immobiliari come abitazione principale non costituisce ostacolo all’applicazione dei relativi benefici in materia di Ici se contemporaneamente utilizzate dal soggetto passivo.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 12 febbraio 2010 che ha rafforzato il principio di diritto esplicato nelle precedenti sentenze (n. 25729 del 9/12/2009 e n. 25902 del 29/10/2008).
Ne consegue che per abitazione principale si intende anche quella composta da più unità immobiliari, ma destinata per le sue caratteristiche strutturali e complessive e per la sua concreta e inequivocabile funzionalità abitativa ad essere utilizzata come alloggio abituale o prima casa del nucleo familiare del soggetto passivo con i conseguenti riflessi agevolativi.
Altra estensione giurisprudenziale viene dalla recentissima sentenza sempre della Suprema Corte (n. 12269 del 19/05/2010) secondo la quale il contribuente ha diritto alla esenzione dell’Ici se utilizza contemporaneamente diversi fabbricati come abitazione principale, anche nel caso in cui gli immobili siano di proprietà di soggetti diversi.
Secondo i giudici, quello che conta è l’effettiva utilizzazione come abitazione principale dell’immobile, complessivamente considerato, a prescindere dal numero dalle unità catastali, anche nel caso in cui la proprietà non sia di un solo coniuge, ma di ciascuno dei due, in regime di separazione dei beni.
Il pagamento dell’Ici a favore di tutti i Comuni può essere effettuato attraverso il modello di versamento F24, eventualmente utilizzando in compensazione altri crediti erariali e contributivi, senza necessità di verificare che il Comune interessato abbia sottoscritto l’apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate (come invece avveniva prima).
Il modello F24 non è comunque l’unico strumento di pagamento a disposizione dei contribuenti, infatti, é comunque possibile effettuare il versamento attraverso il tradizionale bollettino di versamento Ici.
La decisione è stata presa: anche quest’anno i termini per il versamento delle imposte legate a Unico slitteranno in corsa per dare più tempo ai contribuenti di fare i conti e chiudere la propria posizione fiscale.
Per rendere definitivo lo spostamento delle date manca solo la firma al decreto che rivedrà i termini.
La ragione giustificatrice della proroga è stato il ritardo con cui è stato messo a disposizione il corredo necessario per affrontare le dichiarazioni nel caso in cui i contribuenti siano soggetti a Gerico.
(Il Sole 24 Ore del 08 giugno 2010)
Contro gli avvisi termini ridotti a 90 giorni per i pagamenti.
Più difficili i ricorsi contro gli accertamenti Inps e ridotti i tempi di riscossione. La manovra del Governo (D.L. n. 78/2010), nell’ambito del processo di riscossione da parte dell’Inps, prevede che dal 1° gennaio 2011 l’attività di riscossione relativa al recupero di somme a qualunque titolo dovute all’Inps, anche a seguito di accertamenti, verrà effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito.
L’art. 30 della manovra stabilisce che l’avviso di addebito ha titolo esecutivo. Questo sostituirà la cartella esattoriale di pagamento e conterà l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi entro il termine di 90 giorni dalla notifica con l’indicazione che in mancanza del pagamento si procederà all’esecuzione forzata.
Per i crediti accertati dall’Istituto il debitore potrà proporre ricorso amministrativo contro l’atto di accertamento non oltre i 90 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito.
La manovra abroga l’art. 25, comma 2, del D.L.gs. n. 46/1999 in base a cui, dopo l’iscrizione a ruolo (in presenza di cartella), l’Istituto può sospendere la riscossione con provvedimento motivato.
Sul sito delle Entrate, gli elenchi degli Enti del volontariato, delle Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI e degli Enti della Ricerca scientifica e dell’università sono stati aggiornati ed integrati rispetto a quelli pubblicati il 28 aprile 2009 per correggere dati anagrafici errati e per inserire enti riammessi a seguito della verifica di errori di iscrizione.
L’elenco degli Enti della ricerca sanitaria, pubblicato il 28 aprile 2009, non ha subito modificazioni.
Elenco degli Enti del volontariato aggiornato al 08/06/2010.
L’elenco degli Enti del volontariato comprende: enti del volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute che operano in determinati settori (articolo 63- bis, comma 1, lettera a) del Decreto legge 112/2008).
(Agenzia delle Entrate, nota del 08 giugno 2010)
Scade al 16 giugno l’autoliquidazione, l’INAIL riepiloga i tassi.
Riduzioni contributive per il settore autotrasporto merci in conto terzi.
Autoliquidazione 2009/2010.
Riduzioni contributive per il settore autotrasporto merci in conto terzi e differimento del termine di versamento al 16 giugno 2010.
Si fa seguito alla precedente nota della scrivente direzione – prot. n. 4245 del 27 maggio u.s. – per comunicare che è stata completata la fase di spedizione alle imprese interessate – ossia quelle classificate alle voci di tariffa 9121 e 9123, destinatarie degli interventi agevolativi in oggetto – del nuovo modello 20 SM relativo alla comunicazione del “tasso applicato” per l’anno in corso.
Le aziende in questione riceveranno il citato provvedimento entro i primi giorni della corrente settimana.
Poiché, come anticipato nella nota n. 4245/2010, l’art. 1, comma 2, del decreto legge n. 72/2010 ha definitivamente fissato al 16 giugno 2010 il termine per il versamento del premio per l’Autoliquidazione 2009/2010, si raccomanda a Codeste Strutture di porre in essere ogni utile forma di collaborazione nei confronti della aziende interessate (e dei loro intermediari) al fine di agevolare il rispetto del predetto termine di pagamento.
In particolare, poiché – a seguito del verificarsi di qualche disguido postale – le aziende in parola potrebbero non ricevere il nuovo 20SM nei tempi sopra previsti, si invitano le Unità territoriali a provvedere alla ristampa e consegna del modello in questione ai datori di lavoro che ne dovessero fare richiesta.
Al riguardo si precisa che i nuovi modelli 20SM saranno disponibili nella specifica funzione “Utilità” di GRAWEB – “Tassi e rifacimenti” – “ristampe mod. 20SM” – a partire da martedì 8 giugno p.v.
Nel rinviare alle dettagliate ” Istruzioni per il calcolo del premio di Autoliquidazione 2009/2010″ contenute nella più volte citata nota operativa, si rammenta che, per quanto riguarda specificatamente i premi speciali unitari degli artigiani relativi alle voci di tariffa sopra indicate:
1. alla regolazione 2009 è applicata la riduzione del 14,01 % (già applicata ai fini della rata per l’autoliquidazione 2008/2009 (NOTA 1)) e che nelle basi di calcolo inviate a dicembre, è indicato il premio speciale unitario relativo alla regolazione anno 2009 al netto della riduzione, al fine di facilitare il conteggio di quanto dovuto.
2. al premio di rata 2010 deve essere applicata la percentuale di riduzione del 14,50 %.
(INAIL – Nota 07 giugno 2010, n. 4424, nota del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro del 08 giugno 2010)
Il nuovo sistema messo a punto dall’INPS per una più efficace lotta al sommerso.
Lotta al lavoro nero, dentro casa: entro la fine del 2010 l’Inps rafforzerà gli strumenti per contrastare l’evasione dei versamenti previdenziali dovuti per colf e badanti nel tentativo di allineare i lavoratori domestici a tutti gli altri.
“Il pagamento dei contributi, infatti, da dicembre avverrà tramite Mav e, contestualmente, verrà bandito il pagamento attraverso il consueto bollettino postale – annuncia Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps –.
Questo aumenterà la trasparenza e agevolerà il cammino dei contribuenti.
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 08 giugno 2010)
La legge delega ha individuato la responsabilità amministrativa dell’Ente limitatamente ai reati commessi dai propri dirigenti, amministratori o dipendenti in favore e a beneficio dello stesso Ente.
In seguito si sono susseguite diverse altre novelle normative, tra queste il D.Lgs. n. 201 del 2003 relativo al procedimento di accertamento dell’illecito amministrativo delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.
Il regime della responsabilità amministrativa degli Enti, introdotto dal D.Lgs 231/2001, si sviluppa in quattro punti. Vengono individuati i destinatari negli Enti forniti di personalità giuridica, società dotate di personalità giuridica e associazioni anche prive di personalità giuridica.
Sono esclusi da questa normativa: Stato, Enti pubblici territoriali ed Enti con funzioni di rilievo costituzionale.
Occorre che l’Ente dimostri che i vertici abbiano commesso il reato eludendo fraudolentemente i protocolli preventivi, e che non vi siano state omissioni o negligenze nell’operato dell’organismo di controllo.
E’ quindi necessario, anche se non obbligatorio, per l’Ente dotarsi di un modello di organizzazione, gestione e controllo caratterizzato da criteri di efficienza, praticabilità e funzionalità ragionevolmente in grado di limitare le probabilità di commissione di reati ricompresi nell’area di rischio legata all’attività dell’impresa; oltre ad un organismo interno all’ente che abbia compiti di iniziativa e di controllo sulla efficacia del modello e che sia dotato di piena autonomia nell’esercizio della supervisione e del potere disciplinare.
Il soggetto che si iscrive determina la creazione della posizione anagrafica nella Gestione separata Inps, ma la sua iscrizione si sostanzia solamente con il versamento dei contributi, a cui segue la copertura contributiva.
(Inps, messaggio n. 14810 del 03 giugno 2010)
9) Società di persone: Quando va ricostituita la pluralità dei soci
Nelle società di persone la pluralità dei soci può essere ricostituita fino a quando la società non sia stata cancellata dal Registro Imprese.
Un’eventuale ricostituzione successiva a tale momento non potrebbe che comportare la costituzione di una nuova e diversa società.
E quanto rilevato dal Consiglio Nazionale del Notariato nello studio n. 156/2009/I pubblicato sul sito del Notariato il 07 giugno 2010.
Continuazione dell’attività di impresa da parte del socio superstite
Ci si chiede se il socio superstite che non abbia ricostituito la pluralità dei soci nel termine di sei mesi e nonostante ciò abbia continuato a svolgere l’attività senza, quindi, dare inizio alla fase di liquidazione, possa ricostituire tardivamente detta pluralità e con quali effetti.
Si tratta di una fattispecie più diffusa di quanto possa sembrare. Nel momento in cui il socio utilizza il nome della società nell’esercizio dell’attività di impresa non si può ipotizzare che la prosecuzione dell’attività di impresa in nome della società sia una modalità atipica di liquidazione, quanto piuttosto un’ipotesi di mancato svolgimento dell’attività di liquidazione.
E’ stato osservato che, una volta decorso il termine semestrale, previsto nell’art. 2272, n. 4, c.c., qualora il socio superstite non provveda alla liquidazione e continui di fatto ad amministrare – nonostante l’avvenuto scioglimento – la società rimarrà unipersonale a tempo indeterminato, analogamente ad una società di capitali.
Nelle società di persone, diversamente che nelle società di capitali, il socio amministratore è già illimitatamente e solidalmente responsabile per le obbligazioni contratte dalla società.
Si apre quindi la possibilità che la società continui a tempo indeterminato con unico socio.
In quest’ottica la pluralità dei soci costituisce quindi un requisito essenziale per la costituzione della società, ma non per la sua prosecuzione.
Inoltre, non sembra emergere alcuna modificazione della posizione dei creditori sociali.
E’ ovvio che la società di persone con unico socio non dovrà essere stata nel frattempo cancellata.
“Da 15 a 60, ben 45 giorni in più per valutare e, nel caso, contestare il pignoramento presso terzi disposto dall’agente della riscossione.
È la novità contenuta nell’ultima direttiva di Equitalia, la n. 12/2010, con la quale la società di riscossione nazionale aggiunge un nuovo tassello al progetto di ottimizzazione del rapporto con i cittadini.
In sostanza, il contribuente iscritto a ruolo avrà due mesi di tempo per dimostrare le ragioni alla base dell’eventuale opposizione all’esecuzione forzata.
Si tratta, ad esempio, dell’ipotesi in cui viene chiesto al datore di lavoro di versare direttamente all’agente della riscossione gli importi che invece avrebbe dovuto pagare al dipendente debitore (art. 72-bis, Dpr 602/1973)”.
(Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 08 giugno 2010)