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Timestamp: 2018-04-21 01:40:10+00:00
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FUL » Produci, consuma e crepa: Per la Cassazione è giusto licenziare in nome dei profitti
7 dicembre 2016, viene depositata una sentenza della Corte di Cassazione che farà , purtroppo per noi, giurisprudenza e segna una svolta a favore dei dettami padronali a solo discapito dei diritti
La Corte ha capovolto la sentenza della Corte di Appello di Firenze che aveva giudicato illegittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del direttore di un’azienda
I giudici parlano di un licenziamento non causato della crisi economica dell’azienda, motivo che può giustificare il licenziamento del lavoratore, ma non “sostenere notevoli spese di carattere straordinario”.
L’azienda non è in crisi, vuole solo ridurre la spesa per lo straordinario, non sa riorganizzare la forza lavoro alle sue dipendenze e quindi per salvaguardare i profitti licenzia. E IL Tribunale? Sta dalla parte dell’azienda
E’ questo il succo della sentenza di cui i giornali hanno ampiamente parlato e vi rimandiamo solo ad uno dei tanti link, quello del Corriere.
“Rendere più efficiente e funzionale la gestione” c’è scritto nella sentenza, in realtà viene sancita la piena libertà di licenziamento in caso di riduzione del profitto e in futuro potrà accadere per la perdita di un titolo in Borsa, per gli errori di qualche management che scaricherà su altri le proprie fallimentari scelte.
La sentenza precisa che il licenziamento è stato giudicato legittimo non per garantire il “profitto” dell’imprenditore (la forma va sempre salvaguardata) ma per tutelare la sua “libertà economica”.
E la libertà economica tradotto in linguaggio comprensibile determina a sua volta la possibilità per un padrone di licenziarti appellandosi ai valori di autonomia, libertà ed indipendenza che coprono in realtà solo un mero interesse
A nostro avviso i Giudici hanno interpretato la giurisprudenza secondo come gira il tempo, negli anni delle lotte sociali e delle iniziative di massa una decisione del genere sarebbe stata impossibile da prendere’, in anni nei quali i dettami aziendali regnano sovrani ,e agli stessi si sono piegati anche i sindacati, ben venga la libertà dell’imprenditore
Una sentenza coerente del resto con il jobs act e i decreti Madia e in ogni caso nel passato ci sono già state alcune sentenze clamorose di Giudici per i quali il diritto dei lavoratori è in subordine al diritto del capitalista di accrescere i propri profitti anche a costo di licenziare. Attenzione non parliamo di crisi aziendale ma solo di margini di profitti
Questa sentenza la dice lunga sulla Giustizia in Italia, del Resto se giustizia ci fosse una legge come la Del Rio dopo la bocciatura referendaria dovrebbe essere dichiarata incostituzionale e cancellata
In nome della competitività si va facendo strada il legittimo licenziamento e una lunga sequela di violazione dei diritti, quando il gioco si fa duro la giustizia borghese (chiamiamola con il suo nome) ricorda che ad essere difeso deve essere il capitale e non il lavoro\atore
Con questa barbarie chiamata diritto dovremo farci i conti sempre di piu’ con buona pace di chi, cgil cisl uil, pensa che sottoscrivendo accordi capestro, limiterà la cattiveria di classe dei padroni
Buon anno (si fa per dire) a tutti\e
admin gennaio 3, 2017	Cronache di Lotta Commenti disabilitati su Produci, consuma e crepa: Per la Cassazione è giusto licenziare in nome dei profitti