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Timestamp: 2017-01-20 18:51:55+00:00
Document Index: 136437537

Matched Legal Cases: ['art. 5', 'arte 0', 'art. 160', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 8', 'art. 198', 'art. 1']

⭐S.R.R. PALERMO PROVINCIA OVEST A.R.O DEL COMUNE DI LERCARA FRIDDI
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Giacinta Coco
1 S.R.R. PALERMO PROVINCIA OVEST A.R.O DEL COMUNE DI LERCARA FRIDDI Piano di Intervento ex art. 5, comma 2 ter, della L.R. Sicilia n. 09/2010 ANALISI DEI SERVIZI DI IGIENE URBANA OBIETTIVI E LOGICA DI PIANO LERCARA FRIDDI, 10/11/2014 Il Progettista di Piano Dott. Ing. Graziano Scontrino Rev. 1 Pagina 1 di 262 INDICE 1. PREMESSE OBIETTIVI E LOGICA DI PIANO L ARCHITETTURA E LE STRATEGIE DEL PIANO RISORSE ECONOMICHE, UMANE, STRUMENTALI ED INFRASTRUTTURALI DI PIANO Risorse umane Consolidamento ed adeguamento del Know how aziendale e Team Building 14 Risorse strumentali ed infrastrutturali Risorse economiche interne ed esterne Feed in Tariff e altre alternative di finanziamento 19 Sostenibilità ed adeguatezza della proposta di Piano INNOVAZIONI TECNOLOGICHE: IL SISTEMA CARRETTA CARETTA STRATEGIE DI PREVENZIONE: IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO PIANO DI MIGLIORAMENTO E STRUMENTI DI MONITORAGGIO... 263 1. PREMESSE Il presente elaborato si propone di offrire, partendo da una sintesi delle principali criticità gestionali, un outlook sulle modalità di risoluzione delle stesse, identificando in tal modo gli obiettivi di Piano ed al contempo le interferenze con la Pianificazione regionale ed a scala d ambito in maniera tale da valutare la coerenza interna ed esterna delle soluzioni proposte. Si analizzeranno dunque anche le modalità attuative del presente strumento di Pianificazione, definibili quali logiche di Piano, al fine di valutarne l adeguatezza complessiva al solving delle problematiche affrontate. Lo sviluppo delle attività è stato condotto con il continuo confronto con gli Uffici e l Amministrazione Comunale, al fine di individuare la domanda da soddisfare e soprattutto le modalità ottimali di svolgimento dei servizi nel contesto specifico di ogni realtà territoriale, e tenuto conto delle risorse complessivamente a disposizione per l attuazione del Piano.4 2. OBIETTIVI E LOGICA DI PIANO La redazione del presente Piano, ha tenuto in debito conto anche delle indicazioni discernenti dal P.O.R. FESR 2007/ Asse 2, Obiettivo Operativo : Incentivare e sostenere la R.D. presso categorie di utenze aggregate e mirate, anche attraverso iniziative pilota sperimentali, anche in applicazione e al fine di conseguire quanto preventivato in capo agli Ambiti Territoriali Ottimali dal Piano di Azione Obiettivo di Servizio III indicatori S.07, S.08 e S.09. Esso comunque si sviluppa sulla base delle linee guida di cui al suddetto QSN. Esso inoltre è stato ideato in considerazione delle Linee guida Assessorali, nonché delle linee guida operative per l ottimizzazione delle raccolte differenziate allegate al Piano Regionale di gestione dei Rifiuti. Esso individua una serie di modalità di raccolta per le principali frazioni merceologiche che compongono i rifiuti solidi urbani e propone alcune alternative alle tradizionali metodiche di raccolta, tra cui alcune di quelle proposte dal QSN sopra citato. Gli obiettivi chiave, in tal senso, sono come di seguito configurabili: 1. Ammodernamento del ciclo di raccolta: l adozione di modelli di raccolta altamente innovativi, è stata valutata con la massima attenzione al fine di identificare, per ogni bacino di utenza anche su scala di quartiere, il modello più efficiente efficace ed economico, fermo restando il rispetto degli obiettivi sulla RD. A tal fine, sono stati confrontati diversi modelli di gestione ed alla fine è stato preferito il modello di raccolta che prevede un opportuna integrazione delle seguenti metodologie: a. Compostaggio domestico e di collettività; b. Porta a porta (Solo fase di start up); c. Raccolta presso presidi mobili (sistema Carretta Caretta ); d. Raccolta a chiamata su prenotazione (Solo per beni durevoli); Ognuno di tali sistemi è stato opportunamente integrato rispetto al bacino di utenza servito e per gli opportuni approfondimenti si rimanda alla parte di analisi dei servizi.5 Il sistema è inoltre fortemente caratterizzato da una componente innovativa relativa al sistema di controllo: tutta l attività gestionale verrà infatti monitorata da un centro di elaborazione dati presso l Ufficio di ARO, il quale potrà fornire informazioni circa: 1. La tracciabilità completa dei rifiuti (identità del conferitore, data e ora del conferimento, codice CER conferito); 2. posizionamento e tasso di riempimento dei contenitori stradali; 3. tassa o sgravio maturato da ciascun cittadino. Tutta l attività e la rispettiva rendicontazione, con particolare riferimento ai dati sul comportamento dell utenza, saranno monitorabili via web, attraverso portali dedicati a disposizione sia delle amministrazioni comunali che dei soci. 2. Adozione di un modello di tariffazione puntuale: come riferito nelle premesse normative, l introduzione del sistema TARES prima, TA.RI. oggi, consentirà, insieme all introduzione del modello di gestione sopra cennato, l applicazione di un modello di tariffazione puntuale nel quale, per la parte relativa alla raccolta dei rifiuti, l importo sarà direttamente proporzionale alla quantità di rifiuto indifferenziato conferito. Ciò evidentemente spingerà tutte le utenze ad un comportamento virtuoso; 3. Progressiva eliminazione del fenomeno dell evasione: il modello gestionale e l attività di recupero già iniziata, puntano a eliminare tale fenomeno attraverso una integrazione delle attività frontali e di analisi dei dati. Ciò consentirà di usufruire, nella fase di start up, di un sostegno economico che sgraverà i soci ed i contribuenti in regola da ulteriori carichi tributari. 4. Adozione di un modello di controllo di gestione: il modello proposto è riferito a tutti i settori dell attività. In particolare, relativamente ai servizi esternalizzati, è prevista l applicazione del contratto a risultato, configurato sulla base delle linee guida emesse dal Commissario Regionale con Ordinanza n del 6 settembre Inoltre è stato predisposto un ampio set di indicatori che consentiranno il monitoraggio dell andamento della gestione, non solo riferibili ai servizi, ma anche alla conduzione degli impianti ed al conseguimento degli obiettivi più generali di efficienza, efficacia ed economicità.6 5. Semplificazione e miglioramento della trasparenza amministrativa: ciò avverrà sia nei confronti degli organi dell Amministrazione sia nei confronti del cittadino utente. Relativamente ai costi a carico dei cittadini, sarà attivato un portale web dal quale ogni cittadino- utente potrà visualizzare l ammontare della tassa/tributo/tariffa a proprio carico, relativamente alla quota riferita alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, in funzione della raccolta differenziata/indifferenziata prodotta. Per quanto attiene gli aspetti più complessivi di una siffatta organizzazione, non v è dubbio che essa risentirà anche delle refluenze della gestione dei servizi sovrambito comunale, non ultimo della presenza di impianti a tecnologia complessa per il trattamento/recupero e smaltimento dei rifiuti. Se nella prima fase di vita della nascente SRR Palermo Provincia Ovest il raggiungimento di tali obiettivi, sarà legato alla progettualità ed alle risorse disponibili per la sua attuazione, sarà necessario concentrare gli sforzi al fine di migliorare la gestione dei rifiuti nell Ambito Ottimale che presenta carenze da eliminare mediante azioni specifiche. Per quanto di propria competenza dunque, l ARO di Lercara Friddi dovrà impostare le sue azioni in armonia con le linee guida fissate dal Piano regionale dei rifiuti ed in particolare le strategie saranno legate agli obiettivi di raccolta e di intercettazione secco-umido nello stesso Piano fissati. I valori che scaturiscono da tale attività, sono quindi la base per la determinazione della dotazione e tipologia di impiantisca da implementare per trattare e smaltire i rifiuti. In particolare le azioni da intraprendere dovranno cercare di: I. Riorganizzare il servizio esistente secondo modelli di efficacia, economicità ed efficienza; II. Standardizzare la qualità del servizio e delle modalità tecniche di produzione sia nel rispetto delle urgenze che delle specificità del territorio; III. Minimizzare e ottimizzare i flussi di trasporto tra i luoghi di produzione e gli impianti nonché nella fase di smaltimento e di trattamento; IV. Legare il sistema impiantistico ai fabbisogni degli ambiti ottimali di raccolta. Dopo una prima fase di vita dell ARO nella quale si è provveduto o si provvederà al subentro nella gestione da parte dei comuni, alla riorganizzazione dei servizi per aree omogenee, al potenziamento7 della dotazione di mezzi ed attrezzature per la raccolta differenziata ed indifferenziata, nella gestione futura si dovrà perseguire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1. Esternalizzare i servizi di raccolta, nel rispetto degli standard quali - quantitativi richiesti; 2. Adottare il nuovo modello di organizzazione e di controllo della gestione; 3. Avviare la campagna di sensibilizzazione e di comunicazione in tutto il territorio comunale; 4. Avviare l attività di recupero dell evaso e dell eluso; 5. Predisporre il sistema per l adozione della tariffazione puntuale in sostituzione di quella forfettaria. 6. Conseguire ed assicurare il rispetto degli obiettivi di raccolta di cui alla L.R. 9/2010. Gli obiettivi fissati in sede di pianificazione strategica dovranno essere verificati durante l effettuazione del Piano e, se necessario, saranno modificate in tempo alcune direttive per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Piano stesso.8 3. L ARCHITETTURA E LE STRATEGIE DEL PIANO E certamente indubbio, che per la effettiva e piena attuazione nel territorio della R.D. come detto, la stessa necessita di una progettualità specifica e di dettaglio, cosa che oltre ad essere sancita dal Piano Regionale dei Rifiuti, è ulteriormente confermata dal punto B.2 del P. di A. Obiettivo di Servizio III denominato: Quadro delle azioni previste e articolazione territoriale, che relativamente alle modalità di porre in essere alcune Azioni previste, testualmente recita: Alcuni interventi, quindi, andranno progettati nel dettaglio sul territorio e andranno tarati rispetto alle esigenze dei vari stakeholder; pertanto, questi interventi non potranno essere subordinati a una revisione dei Piani d ambito da parte degli ATO, bensì, le società d ambito, una volta che gli interventi verranno approvati dal punto di vista tecnico-amministrativo, dovranno impegnarsi ad aggiornare il proprio Piano d Ambito. Pertanto alla luce di quanto previsto circa le Azioni per la prevenzione e riduzione dei rifiuti attuate da soggetti pubblici oggi in capo agli ARO, per il conseguimento degli Obiettivi di Servizio III, il presente Piano, altro non è che lo strumento individuato per l attuazione nel territorio di competenza degli Interventi previsti dal quadro delle suddette Azioni e dunque in merito al ciclo di raccolta si è delineata una strategia su scala d ambito che può sintetizzarsi come mostrato nel seguente schema:9 SETTORI (S) A.R.O. DEL COMUNE DI LERCARA FRIDDI Analisi dei servizi d Ambito: Aspetti generali e tecnici OBIETTIVI (O) 1. Utenze non domestiche 2. Utenze domestiche ed assimilabili 1. Medie Attività commerciali 2. Grandi Attività commerciali 3. Enti pubblici e privati, Scuole, Banche, Assicurazioni,ec c. 4. Ospedali, case di cura, Cliniche 5. Alberghi, Ristoranti, Fast Food, Mense 1. Utenze domestiche 2. Piccole attività commerciali Target 1 IMBALLI INGOMBRANT I Target 1 IMBALLI INGOMBRANTI ELELETTRO- DOMESTICI FILM PLASTICI Target 1 IMBALLI INGOMBRANTI CARTA Target 1 IMBALLI FARMACI INGOMBRANTI PLASTICA VETRO Target 1 ORGANICO IMBALLI Target 1 PLASTICA VETRO CARTA UMIDO Target 1 IMBALLI Target 2 CARTA PLASTICA VETRO Target 2 PLASTICA VETRO Target 2 PLASTICA VETRO CARTA Target 2 IMBALLI INGOMBRANT I RUP Rev. 1 Pagina 9 di 2610 Analisi dei servizi d Ambito: Aspetti generali e tecnici Nel precedente diagramma, si definiscono due tipologie di Obiettivi, rispetto alle tipologie di utenze interessate, e diversi settori di intervento. Ognuna delle tipologie di Obiettivi, presenta specificità diverse e diverse aspettative sui risultati attesi. Nel seguito si illustreranno, in base alle metodologie di dettaglio che si intendono adoperare per la RD, le azioni da intraprendere e le infrastrutture ad esse necessarie. In questo paragrafo, si illustreranno invece le linee guida ed i risultati attesi in riferimento alla strategia generale individuata e sintetizzata nel precedente diagramma. Obiettivo 1: Utenze non domestiche Nei settori compresi in tale obiettivo si può, con una azione intensa e mirata, raggiungere maggiori margini di miglioramento nelle percentuali di R.D.. Pertanto su di esso occorrerà investire le maggiori risorse, almeno nella fase di avvio. Obiettivo 2: Utenze domestiche ed assimilabili Nei settori compresi in tale obiettivo, può determinarsi l ulteriore incremento dei risultati della R.D. tale da consentire il raggiungimento dei risultati attesi. Esso necessita di una forte attività di sensibilizzazione delle utenze, soprattutto domestiche. Settore 1.1 Medie attività commerciali Il target primario per tale settore è costituito dagli imballi e dai rifiuti ingombranti. Il flusso di rifiuti da intercettare sarà originato da tutte quelle utenze che sceglieranno di aderire al sistema di raccolta organizzato dalla società d ambito. Per tale settore si prevede di adottare una metodologia di servizio che preveda la raccolta in giorni prefissati delle frazioni interessate: pertanto in fase di start up sarà necessario definire i turni di raccolta ed informare opportunamente le utenze interessate. Tale servizio potrà integrarsi con un servizio a chiamata. Settore 1.2 Grandi attività commerciali Rev. 1 Pagina 10 di 2611 Per tale attività la strategia è analoga a quella enunciata in precedenza per il settore 1.1, si suggerisce di utilizzare il servizio di raccolta a chiamata, come integrazione del servizio di base proposto, e non come alternativa. In merito al target secondario, è possibile collocare delle campane di raccolta e/o dei centri mobili di raccolta e pesatura delle frazioni presso tali attività, svolgendo attività di sensibilizzazione verso i cittadini e le utenze coinvolte. Il target primario è costituito soprattutto da imballi, ma anche da rifiuti ingombranti e carta di buona qualità, oltre che da film plastici. Significativo sarà anche il contributo degli elettrodomestici. Settore 1.3 Enti pubblici e privati, Scuole La strategia è analoga a quella delineata per il settore 1.2 e prevede il coinvolgimento dei dirigenti, per l organizzazione complessiva del servizio. Tale attività può essere di appoggio alle campagne di formazione e di sensibilizzazione che si metteranno in atto per il coinvolgimento della popolazione in età scolare. Il target primario è rappresentato da imballi e soprattutto carta, di buona qualità. Settore 1.4 Ospedali, Case di Cura, Cliniche La strategia è analoga a quella delineata per il settore 1.2 e prevede il coinvolgimento dei dirigenti, per l organizzazione complessiva del servizio. Il target primario è rappresentato da imballi, plastica, vetro, e da rifiuti ingombranti, oltre che da farmaci scaduti. Settore 1.5 Alberghi, Ristoranti, Fast Food, Mense La strategia è analoga a quella delineata per il settore 1.2 e prevede una fase preliminare di stipula di apposite convenzioni con le piattaforme autorizzate alla ricezione delle frazioni umide della R.D. per l organizzazione complessiva del servizio. Il target primario è rappresentato dalla frazione umida e dagli imballi. Settore 2.1 Piccole Utenze domestiche Definite le metodologie di raccolta per le piccole utenze, e definiti gli incentivi ad esse riconducibili, occorrerà effettuare ampia campagna di sensibilizzazione ed informazione in merito. Parimenti approfondita dovrà essere la campagna di formazione degli operatori destinati a tale Rev. 2 Pagina 11 di 2612 servizio. Potrà studiarsi la possibilità di incentivare anche gli operatori. Interessante appare la possibilità di utilizzare coop. Sociali, onlus, ecc. per le attività di cui sopra. Maggiori investimenti andranno destinati, nel breve termine, ai centri più popolati. Il target primario è costituito dalla carta, dalla plastica e dal vetro. Settore 2.2 Piccole Utenze commerciali La strategia da adottarsi può delinearsi sulla base di quella esposta in riferimento al settore 1.1. Il target primario è rappresentato dagli imballi. Oltre a quanto sopra, al fine di introdurre nella gestione dei servizi integrati di igiene urbana, un forte contenuto innovativo tale da consentire una vera e propria gestione industriale, atta all ottimizzazione dei servizi resi per il raggiungimento nel più breve lasso di tempo possibile degli obiettivi istituzionali, ovvero l efficienza, l efficacia, l economicità, sulla scorta di un siffatto dettaglio territoriale della R.D. appare più che ipotizzabile in tal senso introdurre: - L identificazione delle utenze per mezzo di badge, codici a barre, etc., onde monitorare i comportamenti consentendo al contempo sia l erogazione di premialità sia l erogazione di eventuali sanzioni per comportamenti scorretti; - Il monitoraggio in real time da una stazione centrale (base station) di tutti i cicli di raccolta erogati sul territorio; - Il monitoraggio dei flussi, con periodicità prefissata, onde valutare l efficacia dei servizi resi e cogliere tempestivamente eventuali problematiche che richiedano l adozione di correttivi nel breve e nel medio termine; - Il monitoraggio dell uso e dell efficienza di tutto il parco attrezzature e mezzi, ivi comprese le postazioni fisse. Di tali elementi del tutto innovativi al fine della loro quantificazione e per ulteriori approfondimenti si rimanda ai paragrafi successivi. Resta ovvio pertanto che dotarsi di un siffatto strumento operativo, certamente indispensabile per conseguire le percentuali di R.D. previste dalla vigente normativa oltre che per poter svolgere una efficace gestione integrata dei rifiuti, comporta, per il gestore dei servizi e per la stessa Rev. 2 Pagina 12 di 2613 Amministrazione comunale, effettuare un significativo investimento in tutti i settori della gestione. Ciò comporta che, nel caso non si possa disporre di aiuti economici per il parziale ristoro della fase di start up, il fabbisogno di risorse finanziarie è sensibilmente maggiore rispetto all eventualità in cui si possa disporre di tali aiuti. Rev. 2 Pagina 13 di 2614 4. RISORSE ECONOMICHE, UMANE, STRUMENTALI ED INFRASTRUTTURALI DI PIANO Una Pianificazione così articolata non può che affrontare nel loro complesso tutte le componenti del piano industriale. Pur premettendo che ognuna di esse sarà oggetto di trattazione dettagliata in appositi elaborati dedicati, nel presente paragrafo si anticiperanno alcune delle conclusioni degli studi di dettaglio, al fine di quantificare il complesso di risorse necessarie all attuazione del Piano, valutandone dunque la sostenibilità e la fattibilità complessiva da parte di tutti gli attori coinvolti, come decision makers o come stakeholders. Risorse umane Consolidamento ed adeguamento del Know how aziendale e Team Building L analisi della situazione de quo, porta a rilevare alcune criticità di tipo strutturale nel settore delle risorse umane. Essa riguarda soprattutto la mancanza di un modello idoneo di controllo di gestione e di adeguate procedure operative. Al contempo, tale circostanza evidenzia la necessità di procedere anche ad un opportuna formazione ed addestramento del personale all uso delle nuove procedure e modalità di controllo. L analisi tecnica, porta a concludere che l erogazione dei servizi in argomento, porterà all assorbimento dell attuale disponibilità di manodopera per la parte operativa dei servizi e di gestione degli impianti. Il fabbisogno a regime di manodopera è pari a c.ca 1,65 operatori per 1000 abitanti, pur garantendo i livelli di RD al 65% e tutti gli altri servizi di raccolta (indifferenziata e selettiva), nonché di spazzamento e pulizia del centro urbano oltre alla gestione degli impianti di I livello. In generale, comunque, il know how sin qui acquisito dovrà essere ulteriormente adeguato alle mutate esigenze di servizio ed all evoluzione normativa, con particolare riferimento alla parte relativa al controllo di gestione e di impianto che necessiterà di specifica formazione. Rev. 2 Pagina 14 di 2615 Risorse strumentali ed infrastrutturali L individuazione puntuale delle risorse complessive, ha portato a determinare un fabbisogno complessivo nell arco della gestione di c.ca ripartito come mostrato nelle seguenti tabelle. Si noti che il ciclo degli investimenti sulle attrezzature si ripete tre volte, quello sui mezzi due volte e quello sugli impianti una volta, in conformità ai criteri civilistici relativi alla durata del periodo di ammortamento di tali beni: Rev. 2 Pagina 15 di 2616 Cronoprogramma investimenti attrezzature Anno I II III IV V VI VII Attrezzatura Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Contenitori grandi (Cassonetti) per RSU indiff. 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Ingegnerizzazione contenitori RUR con calotta 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Cassonetti per RD 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Cassonetti intelligenti 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Contenitori per RUP 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Chiavi hardware per cassonetti intelligenti 0, ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Contenitori piccoli ( lt) per tutte le frazioni 2.870,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Contenitore impilabile RD indiff. da 40 lt 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Blocco contenitori sovrapponibili per RD pap 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Contenitore per umido lt 10 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Attrezzature per il compostaggio domestico ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Trespoli 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Cestini gettacarte 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Cassoni scarrabili e simili 0, ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Casse compattanti 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Casse a tenuta stagna 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Software per gestione e monitoraggio in real time ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Stazione remota gestione dati ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Culla scarico dati 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Kit di informatizzazione CCR 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Pc palmare 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Rilevatore di riempimento con modem 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Rilevatore di riempimento semplice 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 CCR a scomparsa 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Kit satellitare per veicoli di raccolta 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Totali , , Rev. 2 Pagina 16 di 2617 Cronoprogramma investimenti - mezzi d'opera Anno I II III IV V VI VII Mezzi d'opera Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Lift 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Cassonato 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Minicompattatore 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Gasolone ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Motocarro ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Carrello elevatore ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Semirimorchi 25 t 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Compattatore 12 tonn ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Lavacassonetti mono 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Lavacassonetti post. 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Compattatore mono op 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 CCR Mobile 0, ,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Decespugliatore 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Spazzatrice 6 mc 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Spazzatrice 2 mc 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Autospurgo 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Lavastrade 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0, , , Rev. 2 Pagina 17 di 2618 Cronoprogramma investimenti - Infrastrutture Anno I II III IV V VI VII Impianto Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) Investimento complessivo ( ) CCR di c.da Colle Serio , Riepilogo investimenti di Piano , TOTALE di cui a carico aggiudicatario di cui a carico ARO ATTREZZATURE , ,00 - MEZZI , ,00 - IMPIANTI , ,00 - TOTALE , ,00 - Rev. 2 Pagina 18 di 2619 Risorse economiche interne ed esterne Feed in Tariff e altre alternative di finanziamento Le possibili alternative di finanziamento della gestione, prevedono sostanzialmente tre opzioni: 1. Ricorso a capitale erogato a fondo perduto (Ricorso a capitale di terzi (Feed in tariff) 2. Ricorso a capitale proprio, dalla disponibilità finanziaria dei capitoli di spesa del bilancio comunale 3. Ricorso a capitale di terzi ed a capitale erogato a fondo perduto. Quanto sopra và riferito ai rispettivi capitoli di spesa inerenti la gestione, ed in particolare, per quanto attiene a: Investimenti sugli impianti, in riferimento ad istanze da presentare al competente Dipartimento Rifiuti, per il finanziamento delle stesse. In caso di indisponibilità di fonti di finanziamento a fondo perduto degli investimenti, saranno remunerati nel canone riconosciuto all appaltatore gli investimenti in attrezzature e mezzi per la Raccolta Differenziata. Gli investimenti per l adeguamento dei centri di raccolta e delle isole ecologiche saranno nel peggiore dei casi a carico dell aggiudicatario, stante che il meccanismo di realizzazione è quello della locazione finanziaria di cui all art. 160 bis del codice degli appalti. Rev. 1 Pagina 19 di 2620 Sostenibilità ed adeguatezza della proposta di Piano Il Piano Finanziario mostra che i costi medi al mq ricadono nel range ritenuto sostenibile dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. In particolare, la proiezione di costo medio al metro quadrato per le utenze domestiche si attesta ad un massimo di 3,11 ed un minimo di 2,54, a fronte di un valore massimo stimato da piano Regionale pari a 3,72. Parimenti per le utenze non domestiche, i valori oscillano da un massimo di 10,29 6ad un minimo di 8,41, a fronte di un massimo da Piano Regionale pari a 22,57. Al contempo, risultano raggiunti tutti gli obiettivi relativi alle percentuali di raccolta differenziata, di recupero di materia ed al soddisfo dei valori minimi degli indicatori S.7, S.8, S.9 riferiti al raggiungimento dell obiettivo III, come mostrato nei diagrammi di flusso relativi ai vari anni della fase di start up ed alla fase a regime, al quale si rimanda. Si esprime pertanto un giudizio di fattibilità e di sostenibilità positivo. 5. INNOVAZIONI TECNOLOGICHE: IL SISTEMA CARRETTA CARETTA Il sistema si impegna a risolvere il difficile problema della raccolta e differenziazione dei mal definiti "rifiuti", escludendo la presenza di contenitori stradali. Il sistema utilizza piccoli mezzi, veri e propri "raccoglitori mobili". Questi mezzi, denominati "carrette", in giorni e in orari prestabiliti si posizioneranno negli spazi a loro dedicati in diverse zone della città per permettere ai cittadini di disfarsi dei propri scarti. Ogni carretta potrà accogliere giornalmente uno o più precisi scarti, in base ad un programma di raccolta differenziata predefinito da un calendario concordato con la popolazione. Gli operatori avranno l obbligo, oltre a controllare il corretto conferimento, di tenere pulite le aiuole e di cambiare i sacchi dei gettacarte. Le "carrette" sosteranno in aree delimitate, principalmente ma non solo negli ex spazi dei cassonetti, che verranno contrassegnati da speciali segnali indicanti orari, istruzioni di raccolta e comunicazioni civiche. Gli anziani e i disabili soli, con difficoltà motorie, sotto richiesta documentata saranno serviti a domicilio fino al pianerottolo di casa anche se ai piani superiori, se un altro soggetto componente del nucleo familiare non può occuparsi del normale conferimento. Rev. 1 Pagina 20 di 2621 Gli operatori "Carretta Caretta" avranno compiti "sociali", che spazieranno dall educazione al riciclaggio alla fornitura di sacchetti. Il progetto prevede che, durante l orario di sosta del mezzo, gli operatori ecologici si dedichino alla comunicazione con i cittadini e alla pulizia della zona limitrofa. Il sistema Carretta Caretta risolve le tipiche criticità del porta a porta spinto di tipo domiciliare riuscendo ad abbattere sia i costi del personale che dei materiali di consumo quali carburante; diventa non performante nelle aree scarsamente popolate o dove le case non sono vicine le une alle altre. La flessibilità del sistema è adatta a centri storici nei quali vi siano carenza di spazi, strade strette, sensi unici, salite e discese, esigenze turistiche. Nel centro abitato, si deve risolvere la problematica dell intercettazione dei materiali delle utenze non domestiche, i rifiuti assimilati agli urbani; è necessario mantenere un o urbano non indifferente, quindi non possono permettersi contenitori stradali, e neppure i mastelli del porta a porta domiciliare, ne tantomeno i sacchi per un rischio di randagismo o animali. Queste collocazioni andrebbero a occupare una parte della strada o del marciapiede. Il servizio, oltre che scomodo, sarebbe impattante per le peculiarità di un centro storico così bello ma senza spazi di passaggio. In zone così delicate non è possibile essere spediti nella fase di raccolta del porta a porta domiciliare in quanto è facile creare ingorghi stradali, gravando sul costo dei mezzi che restano sempre accesi consumando inutilmente combustibili, anche per il troppo tempo impiegato dal personale addetto alla raccolta. Inoltre sono rilevanti i costi che incidono per lo spazzamento stradale nei centri storici, servizio che di solito viene svolto da operatori aggiuntivi al sistema di raccolta porta a porta. Il Carretta Caretta non solo accorpa lo spazzamento e la raccolta in un unico turno flessibile secondo le esigenze indicate dai cittadini, ma evita la giacenza dei mastelli la sera negli orari notturni o durante la mattinata presto, e l obbligo per gli utenti di ritirare i contenitori dopo lo svuotamento. Inoltre servendo i cittadini nelle ore diurne si incide in maniera nettamente inferiore rispetto ai costi aggiuntivi notturni. Il Carretta Caretta ha anche il vantaggio di poter conferire l organico giornalmente, di avere una comunicazione col cittadino mirata e costante, e usura in maniera minore i mezzi per il semplice fatto che non devono ne rimanere accesi ne tantomeno girare in continuazione per tutte le vie. Rev. 2 Pagina 21 di 26 Vedere altro
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