Source: https://rivistaindottriniamoci.com/2016/10/31/e-io-pago/
Timestamp: 2018-06-19 00:36:23+00:00
Document Index: 66445196

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 91', 'art. 92', 'art. 7', 'art. 92']

E IO PAGO!! – Indottriniamoci
31 ottobre 2016 FAM diritto amministrativo Lascia un commento
A chi non è mai successo di parcheggiare sulle strisce blu ed essere sanzionato per la mancata esposizione del ticket. Storie di vita urbana ordinaria che finiscono davanti al giudice di pace se il maldestro conducente ha avuto la brillante idea di lasciare il tagliando sul sedile anziché esporlo sul parabrezza.
Ma in questo caso di chi è la colpa del vigile urbano che non ha visto il ticket o del cittadino che lo ha esposto in modo non visibile? Insomma chi paga? e chi paga le spese di lite per il giudizio di opposizione alla sanzione amministrativa?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8282 del 27 aprile 2016, si è occupata della suddetta ipotesi, statuendo, da un lato, la non sanzionabilità della condotta del proprietario dell’auto e, dall’altro, la compensazione delle spese di lite nell’ambito del giudizio di opposizione.
Nel caso di specie, un avvocato proponeva opposizione davanti al Giudice di Pace contro la sanzione amministrativa, per violazione del Codice della Strada, dovuta al mancato pagamento della sosta: in realtà il ticket del parcheggio era esposto sul sedile anteriore dell’auto, dal lato passeggero.
Il Giudice di Pace accoglieva il ricorso, ma compensava le spese di lite mediante la classica formula “Sussistono giusti motivi, ravvisabili nella particolare natura della controversia e nelle considerazioni poste a base della decisione, per compensare tra le parti le spese di lite”.
Il ricorrente impugna la sentenza del Giudice di Pace davanti al Tribunale di Milano, ritenendola contraddittoria, dal momento che il suddetto, pur accogliendo la sua opposizione contro la sanzione amministrativa, aveva compensato le spese.
Il Tribunale rigetta l’impugnazione e perciò il ricorrente propone ricorso per Cassazione deducendo erronea motivazione e conseguente violazione e falsa applicazione di una norma di diritto, precisamente dell’art. 91 c.p.c., comma 1 e art. 92 c.p.c., comma 2.
In particolare il ricorrente rileva che:
la compensazione parziale o totale delle spese, al di fuori dei casi di reciproca soccombenza, può essere disposta solo ed esclusivamente per gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione, quindi non è assolutamente ammissibile la motivazione implicita che costituisce, dunque, palese violazione di legge;
il Giudice d’appello ha errato nel ritenere che la presunta “correttezza dell’operato del vigile” (che secondo il Giudice di Pace, ha “legittimamente elevato il verbale di contravvenzione”, perché il ticket esposto sul sedile anteriore della auto non era assolutamente visibile e quindi non esposto in modo “corretto”) avrebbe legittimato una grave ed eccezionale ragione per la compensazione;
manca una norma che disciplini espressamente le modalità di esposizione del ticket, posto che, ex art. 7, comma 1, lett. f del Codice della Strada, nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’inizio della sosta: pertanto l’aver lasciato il tagliando sul sedile, anziché sul parabrezza, non può costituire grave ed eccezionale ragione per compensare le spese di lite, ex art. 92 c.p.c..
La Quarta Sezione Civile della Corte di Cassazione rigetta il ricorso ritenendo corretto il ragionamento dei giudici di merito:
i giudici, pur dando atto che il tagliando per il pagamento della sosta non era stato esposto correttamente all’intento dell’abitacolo, hanno giustamente escluso la sanzionabilità del comportamento, in quanto la mancata regolare esposizione non può essere assimilata alla mancanza di titolo abilitante alla sosta;
d’altro canto, però, l’agente accertatore ha legittimamente elevato il verbale di contravvenzione opposto, giacché l’auto era in sosta senza tagliando di pagamento, che solo successivamente è risultato esposto non in maniera visibile: è buon senso dei conducenti esporre in modo visibile il tagliando, per agevolare l’attività di controllo e per evitare disguidi;
in conclusione, quindi, nella specifica vicenda non è ravvisabile un errore o una negligenza riferibile al vigile e di conseguenza alla Autorità amministrativa, e tale considerazione legittima la compensazione delle spese come disposta dai giudici di merito.
Insomma chi non espone sul parabrezza il ticket può legittimante impugnare la multa, ma in caso di accoglimento dell’opposizione, se viene disposta la compensazione delle spese processuali, bisogna ricordarsi sempre che è meglio vincere una battaglia che perdere la guerra.
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