Source: http://www.studio-legale-online.net/2014/10/6838/
Timestamp: 2020-01-21 23:22:43+00:00
Document Index: 21524690

Matched Legal Cases: ['art. 1578', 'art. 360', 'art. 2051', 'sentenza ', 'art. 2051', 'art. 2051']

La responsabilità del locatore per i danni derivanti dall’esistenza dei vizi sussiste anche in relazione a vizi preesistenti la consegna ma manifestatisi successivamente ad essa nel caso in cui il locatore poteva conoscere, usando l’ordinaria diligenza, i vizi secondo la disciplina di cui all’art. 1578 c.c. (Cass. 9 luglio 2008, n. 18854 e Cass. 10 agosto 1991, n. 8729) e che il locatore è tenuto a risarcire il danno alla salute subito dal conduttore in conseguenza delle condizioni abitative dell’immobile locato quand’anche tali condizioni fossero note al conduttore al momento della conclusione del contratto, in quanto la tutela del diritto alla salute prevale su qualsiasi patto interprivato di esclusione o limitazione della responsabilità.
3. Con il secondo motivo, rubricato “violazione e falsa applicazione di norme di diritto EX art. 360 comma primo n. 3 c.p.c. con particolare riferimento all’inosservanza delle disposizioni contenute nell’art. 2051 codice civile”, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata nella parte in cui ha affermato che, in base al disposto dell’art. 2051 c.c.., la responsabilità del custode di un immobile deve essere ripartita tra il PROPRIETARIOed il conduttore, in base all’effettiva capacità di controllo sul “bene generatore del danno” rispettivamente da parte dell’uno o dell’altro soggetto (risultando in via generale, quanto agli impianti, controllabili da parte del proprietario le parti interne inserite dentro le strutture murarie e, da parte dell’inquilino, le parti esterne) e che nel caso di specie non potevano che essere ravvisati comportamenti colposi sia del F. che di S.M. . Assumono i ricorrenti che tale motivazione si pone in contrasto con l’art. 2051 c.c., atteso che il conduttore non aveva alcuna disponibilità sulle strutture e sugli apparati dell’immobile che hanno concorso alla causazione del sinistro e che la stessa Corte di merito ha affermato che il proprietario é custode delle parti fisse degli impianti; pertanto, non poteva essere addebitata al conduttore “una custodia in senso tecnico” sui impianti in relazione ai quali non grava sul conduttore il potere dovere di intervenire.
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