Source: http://www.ediesseonline.it/riviste/rgl/anno-lxii-2011-n2
Timestamp: 2013-05-22 17:54:34+00:00
Document Index: 149267189

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art. 36', 'art. 39', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 39', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 2058', 'sentenza ', 'art. 3', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 2103', 'art. 7', 'art.\n115', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 141']

ANNO LXII - 2011 - N2 | Rivista giuridica del lavoro
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lavoro corte costituzionale Licenziamento individuale Lavoro pubblico legge e autonomia collettiva retribuzione contratto collettivo contratto a termine condotta antisindacale risarcimento del danno discriminazione Lavoro a termine giurisprudenza sicurezza sociale osservatorio licenziamento contrattazione collettiva lavoro subordinato rapporto di lavoro subordinazione ANNO LXII - 2011 - N2 Trimestrale Aprile - Giugno2011
Il tema: gli ammortizzatori sociali oggiAntonio Di Stasi:
Gli ammortizzatori sociali tra «il...
Integrazioni salariali e valori...
Ammortizzatori in deroga e modelli di...
Gli interventi regionali nelle crisi...
Gabriele Moro:
Per una critica agli ammortizzatori...
Fulvio Fammoni:
Commenti alla proposta della CGIL
Paolo Sestito:
Bruno Anastasia:
SaggiEnrico Gragnoli:
Considerazioni preliminari sui poteri...
DocumentazioneAAvv:
La proposta di riforma del sistema...
Lavoro e redditi. Dagli...
Osservatorio europeoStefania Scarponi:
Discriminazione per età, ricambio...
Osservatorio della contrattazione collettivaStefano Cairoli:
Note sul rinnovo del 14 aprile 2011 del...
GiurisprudenzaAndrea Marangoni:
La disciplina degli oneri procedurali...
Carlo Lanzinger:
L’immutabilità «flessibile» della...
La giusta retribuzione del...
Finalità delle ferie e collocazione...
Marco Peruzzi:
Ritorno a Mangold nell’epoca del...
Federico Siotto:
Contratto di formazione e lavoro e...
L’obbligo datoriale di provvedere al...
Alberto Valenti:
Licenziamento per motivi economici:...
Massimiliano Panci:
Le ambiguità della distinzione fra...
Liliana Tessaroli:
Il danno non patrimoniale, il danno da...
Alberto Lepore:
Mobilità dei lavoratori e...
Lorenzo Lama:
Le libertà collettive in ambito Ue...
Contratto collettivo a tempo...
Assemblea sindacale retribuita:...
Mirko Altimari:
Part-time verticale e disciplina...
Il tema: gli ammortizzatori sociali oggi
Gli ammortizzatori sociali tra «il cielo delle idee» e le più recenti novità legislative. Una introduzione Scritto da: Antonio Di Stasi
Il saggio presenta le due opposte filosofie sottese alla riforma degli ammortizzatori sociali e contenute in questo volume della Rivista. Su un versante, vanno collocate le tesi di chi ritiene superata la tutela collegata al lavoro e per cui il segno comune risulta essere quello di prendere a tutela la persona. Su un altro versante, vanno collocati coloro che pongono al centro della tutela il mantenimento del rapporto di lavoro.
L’autore ricostruisce brevemente inoltre la recente fase degli «ammortizzatori sociali dell’emergenza» nei percorsi del legislatore nazionale e regionale. tutela dei disoccupati
Integrazioni salariali e valori costituzionali nell’età del capitale «introverso» Scritto da: Amos Andreoni
Ammortizzatori in deroga e modelli di welfare negli accordi Stato-Regioni e Regioni-parti sociali Scritto da: Marco Barbieri
SOMMARIO: 1. Premessa. — 2. Gli Accordi Regioni-parti sociali per il 2009-2010 (e
quelli per il 2011 precedenti il nuovo Accordo Stato-Regioni) (1). — 3. L’Intesa
Stato-Regioni del 20 aprile 2011 (2). — 4. Gli Accordi Regioni-parti sociali successivi.
Una conclusione provvisoria.
Gli interventi regionali nelle crisi occupazionali dopo la riforma del Titolo V della Costituzione Scritto da: Roberta Nunin
Per una critica agli ammortizzatori sociali dell’emergenza Scritto da: Gabriele Moro
Commenti alla proposta della CGIL Scritto da: Fulvio Fammoni
Commento sulla proposta di riforma degli ammortizzatori sociali della CGIL
Commenti alla proposta della CGIL Scritto da: Amos Andreoni
Prima di esaminare il progetto della Cgil di riforma degli ammortizzatori
sociali vorrei rappresentare in estrema sintesi i principali modelli di integrazione
salariale. Tralascio per ora i trattamenti di disoccupazione perché
più semplici sotto il profilo sistematico.
Va innanzitutto indicato il modello stipite della Cig...
Commenti alla proposta della CGIL Scritto da: Paolo Sestito
SOMMARIO: 1. Introduzione. — 2. I capisaldi della proposta. — 3.1. Loro luci… —
3.2. Segue: … e ombre. — 4. Qualche considerazione di sintesi
Commenti alla proposta della CGIL Scritto da: Bruno Anastasia
SOMMARIO: 1. Introduzione. — 2. Le criticità della proposta sull’indennità di disoccupazione.
— 2.1. Sulla definizione della platea dei destinatari. — 2.2. Sui requisiti
di accesso all’indennità di disoccupazione e sulla durata del periodo di fruizione. —
2.3. Sulla sostenibilità economica. — 2.4. Sul concreto legame tra politiche passive
e politiche attive. — 3. Conclusione.
ammortizzator sociali
Considerazioni preliminari sui poteri del datore di lavoro e sul loro fondamento Scritto da: Enrico Gragnoli
La proposta di riforma del sistema degli ammortizzatori sociali della CGIL Scritto da: AAvv
Lavoro e redditi. Dagli «ammortizzatori sociali» a nuove forme di organizzazione economico-sociale Scritto da: AAvv
Le dinamiche economiche e sociali del nostro tempo vedono la riduzione e il peggioramento progressivi, seppure differenziati, dell’occupazione in molti settori produttivi. Anche in caso di ripresa dello sviluppo, c’è ormai la convinzione che non ci sarà un soddisfacente ritorno occupazionale nei termini quantitativi e qualitativi preesistenti. Gli ammortizzatori sociali, pensati soprattutto per rispondere alle fasi del ciclo, devono essere integrati da altri strumenti. occupazione
Discriminazione per età, ricambio generazionale, discriminazione di genere nei recenti orientamenti della Corte di Giustizia Ue Scritto da: Stefania Scarponi
Note sul rinnovo del 14 aprile 2011 del Ccnl – Gruppo Poste Italiane Spa Scritto da: Stefano Cairoli
Il presente commento analizza il rinnovo del Ccnl del 14 aprile 2011 per il gruppo Poste Italiane S.p.A., corrispondente alla precedente contrattazione di livello nazionale per l’Ente poste che è oggi una holding privatizzata. Detto contratto è predisposto in via transitoria alla luce della futura liberalizzazione del settore postale e della conseguente creazione di un autentico Ccnl di categoria. Di tale processo e delle principali innovazioni, discipline e scadenze si tenderà a fornire una descrizione sintetica, pratica e precisa, corredata dei riferimenti testuali all’Accordo esaminato. contrattazione collettiva
Rassegna di giurisprudenzaOsservatorio: la Corte CostituzionaleRapporto di lavoroControversie di lavoroDiritto sindacaleSicurezza socialeRassegna di giurisprudenza
La disciplina degli oneri procedurali nei licenziamenti collettivi alla luce della giurisprudenza	Articolo scritto da:
Andrea Marangoni Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: licenziamento collettivo Questo lavoro si propone di analizzare i più recenti
spunti giurisprudenziali sul tema dei licenziamenti collettivi, in particolare
focalizzandosi sugli aspetti più strettamente procedurali, intorno ai quali si
è sviluppato un interessante dibattito sulla scia di sentenze, talvolta inconciliabili
tra loro, della Suprema Corte di Cassazione articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
L’immutabilità «flessibile» della contestazione di addebito disciplinare	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.14212-14 Giugno 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	Partendo dalle garanzie di difesa, derivanti dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori nell’ambito del procedimento disciplinare, il commento segue lo sviluppo giurisprudenziale sul tema. In particolare, viene analizzata, con alcuni rilievi critici, una recente interpretazione fornita dalla Corte di Cassazione in merito al principio di immutabilità della contestazione degli addebiti disciplinari. Si conclude sottolineando come un approccio flessibile di tale principio possa comportare uno svuotamento delle garanzie previste dalla legge.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.14212-14 Giugno 2010
N:14212 - 14 Giugno 2010)
Bandini, P.M. Fedeli (Conf.) – E.E. (avv. Liberatore) c. Cassa di
Risparmio di Rieti Spa (avv. Gentili).
Note: L’immutabilità «flessibile» della contestazione di addebito disciplinareParole chiave: Licenziamento per giusta causa :: Licenziamento per giusta causa – Art. 7, legge 20 maggio 1970, n. 300
– Statuto dei lavoratori – Disciplinare – Art. 2119 cod. civ. –
Principio di immutabilità della contestazione – Modificazione dei
fatti contestati – Contraddittorio – Contestazione dell’addebito –
Diritto di difesa del lavoratore – Lavoro subordinato – Bancari –
I princìpi di specifica contestazione preventiva degli addebiti e di necessaria
corrispondenza fra quelli contestati e quelli addotti a sostegno del licenziamento
disciplinare, posti dalla legge n. 300 del 1970, art. 7, in funzione di garanzia
del lavoratore, non escludono modificazioni dei fatti contestati concernenti
circostanze non configuranti una fattispecie di illecito disciplinare diversa e più
grave di quella addebitata come ricorre quando le modificazioni non costituiscono
elementi integrativi di una diversa fattispecie di illecito disciplinare, non
risultando in tal modo preclusa la difesa del lavoratore.
Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2011 Rapporto di lavoro	Articolo scritto da:
ANNO LXII - 2011 - N2	1. Trattamento economico del personale della Regione Liguria e violazione
della competenza dello Stato in materia di ordinamento civile e della contrattazione
collettiva. — 2. Illegittimità del concorso con riserva totale di posti in favore
del personale già alle dipendenze con rapporto di diritto privato di una fondazione
trasformata in ente pubblico. — 3. Illegittimità della «stabilizzazione» dei lavoratori
socialmente utili della Regione Basilicata. — 4. Illegittimità delle stabilizzazioni
e progressioni economiche del personale sanitario della Regione Puglia. — articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2011 Sicurezza sociale	Articolo scritto da:
ANNO LXII - 2011 - N2	Servizi sociali regionali per extracomunitari. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Rapporto di lavoro
La giusta retribuzione del socio-lavoratore di cooperativa tra diritto individuale e autonomia collettiva	Sentenza:
Tribunale Torino, N.YY-14 Aprile 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: retribuzione socio-lavoratore libertà sindacale proporzionalità sufficienza cooperativa di produzione e lavoro Il Tribunale ha ritenuto il Ccnl Unci–Cnai non rispettoso dell’art. 36 Cost., riconoscendo le differenze retributive derivanti dall’applicazione di altro Ccnl, a favore di una socia-lavoratrice di una cooperativa. In particolare, pur ribadendo che non solo le sigle sindacali con maggiore rappresentatività possono stipulare contratti collettivi in ragione del principio di libertà sindacale ex art. 39 Cost., nella sentenza si chiarisce che la retribuzione contrattualmente definita non può contrastare con quanto stabilito dall’art. 36 in tema di proporzionalità e sufficienza della retribuzione articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Torino, N.YY-14 Aprile 2010
N:YY - 14 Aprile 2010)
Est. Mollo – XX (avv.
Raffone) c. XX (avv. Riconosciuto)
Note: La giusta retribuzione del socio-lavoratore di cooperativa tra diritto individuale e autonomia collettivaParole chiave: undefined :: Retribuzione – Cooperative – Art. 39 Cost. e libertà sindacale – Art. 36
Cost. e principio di proporzionalità e sufficienza della retribuzione
– Art. 7, d.l. n. 248 del 31 dicembre 2007 convertito dalla legge n.
31 del 28 febbraio 2008 – Pluralità di contratti collettivi suscettibili
di applicazione nel medesimo settore merceologico – Criterio della
L’art. 39 Cost., nel garantire la piena libertà sindacale, legittima anche le sigle
sindacali non maggiormente rappresentative a stipulare contratti collettivi e
a definire trattamenti retributivi. Tuttavia, ciò non può avvenire in contrasto
con il diritto del singolo, intangibile da qualunque organizzazione sindacale, di
percepire la giusta retribuzione ai sensi dell’art. 36 Cost. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Finalità delle ferie e collocazione temporale: il rinvio oltre l'anno nell'interesse del lavoratore	Sentenza:
Corte di Appello Firenze, N.881-12 Marzo 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: ferie collocazione temporale finalità. direttiva 2003/88 L'A. mette in evidenza come, nella specie, il rinvio oltre l’anno di una parte delle ferie maturate sia legittimo perché disciplinato dal contratto collettivo applicabile al rapporto, il quale introduce una norma di contemperamento tra il principio di annualità delle ferie (garantito dall’art. 36 Cost.) e quello di effettivo esercizio del diritto, inteso come pieno soddisfacimento dell’obiettivo di tutela del t. libero. Ma l'A. non accoglie la tesi sostenuta dalla sentenza secondo cui dalla lettura dell’art. 7 Dir. 2003/88 deriverebbe il diritto del singolo al rinvio delle ferie oltre l'anno. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Appello Firenze, N.881-12 Marzo 2010
N:881 - 12 Marzo 2010)
Pres. Muntoni; Est. Amato - S.B. (Avv.ti Conte e Martini) c. Telecom Italia S.p.a. (Avv.ti Maresca, Morrico, Romei, Boccia
Note: Finalità delle ferie e collocazione temporale: il rinvio oltre l'anno nell'interesse del lavoratoreParole chiave: ferie :: collocazione temporale :: finalità. direttiva 2003/88 :: Ferie - Art. 10, D.Lgs. n. 66/2003 - Direttiva n. 93/104 - Finalità del riposo annuale - Collocazione temporale - Contratto collettivo - Rinvio oltre l'anno per esigenze personali - Risarcimento in forma specifica ex art. 2058 C.C. - Reintegro del monte ferie annuale
Ritorno a Mangold nell’epoca del Trattato di Lisbona	Sentenza:
Marco Peruzzi Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: Mangold Lisbona La sentenza Kücükdeveci ha come oggetto il giudizio di conformità al diritto dell’Unione di una normativa tedesca ai sensi della quale la durata del preavviso di licenziamento cresce con l’anzianità di servizio del lavoratore e dal calcolo di tale anzianità sono esclusi i periodi di lavoro svolti prima del compimento del venticinquesimo anno di età del lavoratore. A rilevare nella pronuncia della Corte non è tanto il giudizio sulla natura discriminatoria della disparità di trattamento realizzata dalla legge nazionale articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia, N.C-555/07-19 Gennaio 2010
Contratto di formazione e lavoro e inderogabilità degli scatti di anzianità: la «manomissione delle parole» secondo le Sezioni U	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.20074-23 Settembre 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: formazione lavoro scatti di anzianità Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, dopo la breve parentesi di contrasti sorti all’interno della Sezione lavoro, hanno ristabilito l’uniformità interpretativa in merito alla controversa questione che riguarda il computo degli scatti di anzianità relativamente al contratto di formazione e lavoro. Attraverso una «equiparazione di ordine generale» tra il periodo formativo e la fase lavorativa in senso stretto, il Supremo Collegio ha escluso che la contrattazione collettiva possa operare una modifica peggiorativa di una norma inderogabile di legge articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.20074-23 Settembre 2010
N:20074 - 23 Settembre 2010)
Ss.Uu. – Pres. Carbone, Est.
Amoroso, P.M. Ciccolo (Diff.) – Gtt - Gruppo Torinese Trasporti Spa
(avv.ti Malena, Pacchiana Parravicini) c. F.N. (avv.ti Fagiolo, Nardelli,
Conf. Tribunale Torino 31 gennaio 2008.
Note: Contratto di formazione e lavoro e inderogabilità degli scatti di anzianità: la «manomissione delle parole» secondo le Sezioni UParole chiave: contratto di formazione e lavoro :: Contratto di formazione e lavoro – Contratto collettivo – Efficacia –
Istituti retributivi di origine negoziale basati sull’anzianità di servizio
– Contrasto con norma imperativa in tema di computo, nell’anzianità
di servizio, del periodo di formazione e lavoro – Nullità clausole
contrattuali – Inclusione del periodo di formazione e lavoro
nell’utile computo – Fattispecie concernente il Ccnl per autoferrotranvieri
dell’11 aprile 1995.
È in contrasto con la norma imperativa di cui all’art. 3, commi 5 e 12, del
d.l. n. 726/1984, conv. con modificazioni dalla legge n. 863/1984 – secondo
cui il periodo di formazione e lavoro è computato nell’anzianità di servizio in
caso di trasformazione del rapporto a rapporto a tempo indeterminato –, la
clausola inserita nell’art. 7, lett. c, dell’Accordo collettivo nazionale degli autoferrotranvieri
dell’11 aprile 1995, che, nel disciplinare gli aumenti periodici,
esclude l’utile computo del periodo di formazione e lavoro. Esso deve essere computato
nell’anzianità di servizio anche quando l’anzianità è presa in considerazione
da discipline contrattuali ai fini dell’attribuzione di emolumenti che hanno
fondamento nella sola contrattazione collettiva
L’obbligo datoriale di provvedere al lavaggio degli indumenti	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.15202-23 Giugno 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: lavaggio indumenti L’opzione dei giudici di legittimità è quella, in linea con un orientamento giurisprudenziale
tendenzialmente costante segnato dalle poche pronunce in materia, di
dare una interpretazione evolutiva della normativa sopra richiamata e di ravvisare in essa
un obbligo per il datore di lavoro di provvedere al lavaggio degli indumenti durante
l’intero periodo di esecuzione della prestazione lavorativa articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.15202-23 Giugno 2010
Licenziamento per motivi economici: l’ipotesi di riassetti organizzativi attuati per la più economica gestione dell’azienda	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.8237-7 Aprile 2010
Alberto Valenti Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	L’insindacabilità della scelta datoriale, fatti salvi i limiti di oggettività e non pretestuosità del riassetto organizzativo operato, è un principio comunemente condiviso in giurisprudenza. La sentenza in commento, confermando l’effettiva necessità di riduzione dei costi da parte del datore di lavoro, ritiene legittimo il licenziamento dell’addetto al settore commerciale in crisi, anche quando sono stati concessi aumenti di stipendio in un altro settore più strategico per l’attività d’impresa. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.8237-7 Aprile 2010
Le ambiguità della distinzione fra trasferimento aziendale e trasferimento disciplinare	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.7045-24 Marzo 2010
Massimiliano Panci Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	La distinzione fra trasferimento disciplinare e trasferimento per incompatibilità
ambientale è, ad avviso di chi scrive, un poco ambigua, poiché le due fattispecie di
trasferimento presentano, a ben vedere, un nucleo essenziale comune che non consente,
almeno in talune ipotesi, di operare una netta distinzione fra di esse. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.7045-24 Marzo 2010
N:7045 - 24 Marzo 2010)
Sez. lav. – Pres. Rosselli, Est.
Amoroso, P.M. Destro (Parz. Conf.) – Cif (avv.ti Mondin, Urbani) c.
N.S. Spa (avv. Ferraresi).
Note: Le ambiguità della distinzione fra trasferimento aziendale e trasferimento disciplinareParole chiave: Trasferimento del lavoratore :: Trasferimento del lavoratore – Natura disciplinare – Esclusione –
Licenziamento del lavoratore per mancata assunzione del servizio
presso la nuova sede di lavoro – Natura disciplinare – Sussistenza –
Conseguenze – Garanzie previste dall’art. 7 della legge n. 300 del
1970 e dalla contrattazione collettiva – Applicabilità al solo licenziamento
Il trasferimento del lavoratore a una sede di lavoro diversa da quella dove
prestava precedentemente servizio, pur potendo essere previsto come sanzione
disciplinare dalla contrattazione collettiva, la quale è abilitata a individuare
sanzioni diverse da quelle tipiche previste dall’art. 7 del 1970, non assume tale natura ove il datore di lavoro si limiti a esercitare lo ius variandi
variandi riconosciutogli dall’art. 2103 cod. civ., allegando la sussistenza di un
giustificato motivo tecnico, organizzativo e produttivo per il mantenimento del
luogo di lavoro (nella specie, la soppressione dell’attività presso il luogo di origine
e il suo accentramento nella nuova sede), e non è pertanto assoggettato alle
garanzie previste dai commi 3 e 4 dell’art. 7 e dalla contrattazione colletti
Il danno non patrimoniale, il danno da demansionamento e l’onere della prova	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.4063-22 Febbraio 2010
Liliana Tessaroli Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	Il danno derivante dal demansionamento del lavoratore deve essere dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento. E’ configurabile ogni qualvolta la condotta illecita del datore di lavoro abbia violato, in modo grave, diritti oggetto di tutela costituzionale, quale quello allo svolgimento delle mansioni di assunzione o successivamente acquisite: questi diritti per essere suscettibili di tutela risarcitoria dovranno essere individuati, dal Giudice del merito, il quale, senza duplicare il risarcimento dovrà discriminare i meri pregiudizi dai danni che vanno risarciti. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.4063-22 Febbraio 2010
N:4063 - 22 Febbraio 2010)
Ss.Uu. – Primo Pres. f.f. Vittoria,
Pres. di Sezione Papa, Est. Morcavallo, P.M. Gambardella (Parz. Diff.) –
A.U. (avv. Cerri) c. ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
(Avvocatura Generale dello Stato).
Cassa Corte d’Appello Firenze 2 settembre 2005
Note: Il danno non patrimoniale, il danno da demansionamento e l’onere della prova
Demansionamento – Danno non patrimoniale – Lesione di diritti costituzionalmente
garantiti – Danno esistenziale – Risarcimento.
Il danno derivante dal demansionamento del lavoratore deve essere dimostrato
in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, assumendo, peraltro,
preminente rilievo la prova per presunzioni. Perciò, dalla complessiva valutazione
di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, frustrazione
professionale) si può, attraverso un prudente apprezzamento, risalire coerentemente
al fatto ignoto, ossia all’esistenza del danno, facendo ricorso, ai sensi dell’art.
115 cod. proc. civ., a quelle nozioni generali derivanti dall’esperienza, sulle
quali si fonda il ragionamento presuntivo e la valutazione delle prove. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Note
Mobilità dei lavoratori e comunicazione dei criteri di scelta: «istruzioni per l’uso»	(Corte di Cassazione
16 Febbraio 2010, n.3603)
Sez. lav., ord. – Pres. Roselli, Est.
Monaci, P.M. Patrone (Conf.) – Aviointeriors (avv. Donelli) c. B.G. (avv.
Lauretti).
Conf. Corte d’Appello Roma 21 giugno 2005, n. 6878.
Alberto Lepore Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	A distanza di quasi venti anni dall’emanazione della legge n. 223
del 1991, con le pronunce n. 2734 e n. 3603, rispettivamente dell’8 e del 16 febbraio
2010, la Corte di Cassazione fa chiarezza su due profili centrali in materia di mobilità
e licenziamento collettivo. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Controversie di lavoro
Nota a Tribunale Chieti, 5 maggio 2010	Sentenza:
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: subordinazione onere della prova controversie di lavoro cartella esattoriale valore probatorio verbale ispettivo Prendendo spunto dalla decisione del Tribunale, la nota sintetizza il dibattito giurisprudenziale e dottrinale sul valore probatorio dei verbali ispettivi e sul riparto dell’onere probatorio sia nei giudizi di opposizione a cartella esattoriale emessa dall’Inps sulla base di verbale di accertamento della subordinazione (come nel caso di specie), sia nei giudizi di accertamento negativo della subordinazione. Si mette in rilievo la distinzione tra il valore probatorio degli accertamenti “oggettivi” e accertamenti “indiretti” contenuti nei verbali ispettivi, distinzione confermata dalla l. 124/04 articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Tribunale Chieti, N.1726-5 Mag 2010
Le libertà collettive in ambito Ue dopo Lisbona: considerazioni alla «luce» di una nuova sentenza della Corte di Giustizia	(Corte di Giustizia
15 Luglio 2010, n.C-271/08)
ANNO LXII - 2011 - N2	Questo contributo mira a esprimere alcune considerazioni in
margine alla recente sentenza della Corte di Giustizia Ue 15 luglio 2010, causa C-
271/08, e alle Conclusioni presentate il 14 aprile 2010 dall’Avvocato Generale
Trstenjak nel medesimo procedimento articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Note
Contratto collettivo a tempo indeterminato e libertà di recesso. La Cassazione cambia orientamento	Sentenza:
Corte di Cassazione, N.23614-22 Novembre 2010
ANNO LXII - 2011 - N2	La Cassazione torna sul problema del recesso dal contratto collettivo privo del termine di scadenza e, dopo oltre vent'anni, cambia indirizzo e afferma l'illegittimità del suo esercizio. Nel commento che segue, l'Autore si sofferma sul diritto comune dei contratti e sulle peculiarità della dimensione collettiva per confermare l'orientamento consolidato.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Cassazione, N.23614-22 Novembre 2010
N:23614 - 22 Novembre 2010)
Sez. lav. – Pres. Vidiri, Est. Stile, P.M. Basile (conf.) - L. Spa (avv.to Cinelli) c. B.M. e altri (avv.to Boldrini). Conf. C. App. Ancona 6 luglio 2006.
Note: Contratto collettivo a tempo indeterminato e libertà di recesso. La Cassazione cambia orientamentoParole chiave: ccnl. disdetta :: Contratto collettivo – Contratto privo di termine finale – Recesso di una
delle parti – Illegittimità in caso di adempimento della controparte
Non è ammissibile il recesso dal contratto collettivo a tempo indeterminato e
l’eventuale mancata erogazione di quanto pattuito integra un inadempimento
contrattuale del datore di lavoro. A ciò non osta il divieto di vincoli perpetui che,
se può valere per le obbligazioni poste a carico di una sola delle parti, non vale
per quelle che, all’interno di un rapporto contrattuale sinallagmatico di carattere
continuativo, si contrappongono ad altre obbligazioni a carico di un’altra
parte e trovano in esse la propria causa giustificativa: obbligazioni che permangono
fino a quando la controparte dia esecuzione alle prestazioni esistenti a suo
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte di Cassazione, N.23614-22 Novembre 2010
Note: Contratto collettivo a tempo indeterminato e libertà di recesso. La Cassazione cambia orientamentoParole chiave: ccnl :: disdetta :: Contratto collettivo – Contratto privo di termine finale – Recesso di una
Assemblea sindacale retribuita: imputazione e ripartizione tra le organizzazioni sindacali del monte ore legale	(Corte di Cassazione
ANNO LXII - 2011 - N2	L’annotata sentenza affronta la questione che si origina dal combinato disposto degli artt. 20 Stat. Lav. e 4 dell’ Accordo Interconfederale del 20 dicembre 1993 e che riguarda l’imputazione e la ripartizione tra i soggetti collettivi del cd “monte ore” di assemblea svolta in orario di lavoro. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Sicurezza sociale
Part-time verticale e disciplina previdenziale Inps: la Corte di Giustizia Ue amplia la nozione di retribuzione	Sentenza:
Corte di Giustizia della Unione Europea , N.cause riunite C-395/08 e C-396/08-10 Giugno 2010
Mirko Altimari Nel numero
ANNO LXII - 2011 - N2	Parole chiave: contratto a tempo parziale parità di trattamento diritto a pensione La Corte di giustizia ha ritenuto che la normativa italiana applicabile ai lavoratori a tempo parziale di tipo verticale ciclico viola il divieto di discriminazione imposto dalla Direttiva CE n. 97/81, escludendo i periodi non lavorati dal calcolo dell誕nzianitcontributiva necessaria per acquisire il diritto alla pensione. Per giungere a tale conclusione i giudici ampliano notevolmente la nozione di retribuzione ex art. 141 Tce, facendovi rientrare anche le pensioni erogate dall'INPS. articolo completo visibile solo da utenti abbonati	Corte di Giustizia della Unione Europea , N.cause riunite C-395/08 e C-396/08-10 Giugno 2010