Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2009/07/cassa-integrazione-guadagni.html
Timestamp: 2018-02-23 02:43:25+00:00
Document Index: 7987090

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 7', 'art. 19', 'art. 16', 'art. 20', 'art. 12', 'art. 2120', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 2']

Cassa Integrazione Guadagni in deroga alla vigente normativa per lavoratori apprendisti – Precisazioni del Ministero del Lavoro
Con interpello n. 52/2009 del 5 giugno 2009, il Ministero del Lavoro ha dato risposta affermativa ad un quesito proposto dalla Confindustria circa l’ammissibilità, per un’impresa che intenda fruire degli ordinari ammortizzatori sociali, della richiesta di Cassa Integrazione Guadagni in deroga alla vigente normativa per i lavoratori apprendisti, presentata contestualmente all’istanza volta ad ottenere la Cassa Integrazione Guadagni ordinaria o straordinaria.
In concreto, il cennato Dicastero osserva che nonostante che gli apprendisti non rientrino nell’ambito dei lavoratori aventi diritto al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale, tuttavia, il Decreto-Legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2, all’art. 19, comma 8, stabilisce che le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione. Inoltre, ai sensi del comma 1-bis del citato arti­colo, nel testo riformulato dall’art. 7-ter, comma 9, del Decreto-Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, nei casi in cui manchi l’intervento integrativo degli Enti bilaterali (ove previsti dalla contrattazione collettiva), il periodo di tutela di cui al comma 1, lettera c), dello stesso art. 19 (vale a dire il trattamento pari all’indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti ridotti per una durata massima di novanta giorni nell’intero periodo di vigenza del contratto di apprendistato), si considera esaurito ed i lavoratori possono accedere direttamente al trattamento in deroga.
Ad avviso del Ministero, la “ratio” della predetta disposizione deve essere individuata nella precisa volontà del legislatore di assicurare la più ampia forma di sostegno del reddito dei lavoratori di imprese in difficoltà (compresi i lavoratori assunti con contratto di apprendistato), mediante il riconoscimento della Cassa Integrazione Guadagni in deroga. Risulta quindi essere coerente con le intenzioni del legislatore la presentazione di una domanda di Cassa Integrazione Guadagni in deroga per i lavoratori apprendisti unitamente ad un’altra finalizzata ad ottenere l’integrazione salariale ordinaria o straordinaria. Questa contestualità, infatti, garantendo anche agli apprendisti il trattamento di sostegno assicurato agli altri lavoratori subordinati, consente all’impresa di mantenere invariata la propria dimensione aziendale, preservandola, altresì, dal rischio di dispersione del patrimonio di professionalità in via di formazione.
In conclusione, il Ministero del Lavoro fa presente che – in conformità a quanto avviene per la generalità dei lavoratori che fruiscono degli ordinari ammortizzatori sociali – le prestazioni di Cassa Integrazione Guadagni in deroga hanno decorrenza nel momento della sospensione del rapporto di lavoro degli apprendisti.
– l’art. 16 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 sancisce, tra gli altri, il divie­to di adibire al lavoro le donne durante il periodo di congedo obbligatorio successivo al parto (tre o quattro mesi a seconda che la lavoratrice si sia avvalsa o meno della flessibilità prevista dall’art. 20 dello stesso decreto legislativo, ovvero durante il cosiddetto “periodo di puerperio”);
– ai sensi dell’art. 12, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 1976, n. 1026, l’interruzione spontanea o terapeutica del­la gravidanza che si verifichi dopo il 180° giorno dall’inizio della gestazione è considerata, “a tutti gli effetti”, come parto.
Rivalutazione del Trattamento di Fine Rapporto – mese di maggio 2009
Si provvede ad informare che l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha comunicato che l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati relativo al mese di maggio 2009 (base di riferimento anno 1995 = 100) è risultato pari a 135,1. Ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile, il trattamento di fine rapporto, con esclusione della quota maturata nell’anno, è incrementato, su base composta, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5 per cento in misura fissa e dal 75 per cento dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente. Pertanto, il coefficiente utile per la rivalutazione a maggio 2009 del TFR maturato a dicembre 2008 è pari a 0,959572, come risulta dai seguenti conteggi:
Voce A: 1,5% x 5/12 = 0,625%.
Voce B: Indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati (base di riferimento anno 1995 = 100): dicembre 2008: 134,5; maggio 2009: 135,1; aumento: 0,446097%; 75% dell’aumento: 0,334572%.
Voce A + Voce B = 0,959572%.
Il coefficiente di cui sopra si applica per i rapporti di lavoro cessati tra il 15 maggio ed il 14 giugno 2009. Per completezza si indicano, qui di seguito, le percentuali di rivalutazione del trattamento di fine rapporto (aumenti) riferite al 31 dicembre di ogni singolo anno:
– al 31 dicembre 1982 rispetto al 31 maggio 1982 (sull’ammontare dell’ex indennità di anzianità che sarebbe spettata al lavoratore al 31 maggio 1982, calcolata secondo la disciplina vigente fino a tale data): + 8,391703%;
– al 31 dicembre 1983 rispetto al 31 dicembre 1982: + 11,064777%;
– al 31 dicembre 1984 rispetto al 31 dicembre 1983: + 8,097845%;
– al 31 dicembre 1985 rispetto al 31 dicembre 1984: + 7,935643%;
– al 31 dicembre 1986 rispetto al 31 dicembre 1985: + 4,760869%;
– al 31 dicembre 1987 rispetto al 31 dicembre 1986: + 5,319444%;
– al 31 dicembre 1988 rispetto al 31 dicembre 1987: + 5,596916%;
– al 31 dicembre 1989 rispetto al 31 dicembre 1988: + 6,387217%;
– al 31 dicembre 1990 rispetto al 31 dicembre 1989: + 6,280239%;
– al 31 dicembre 1991 rispetto al 31 dicembre 1990: + 6,032967%;
– al 31 dicembre 1992 rispetto al 31 dicembre 1991: + 5,068056%;
– al 31 dicembre 1993 rispetto al 31 dicembre 1992: + 4,491336%;
– al 31 dicembre 1994 rispetto al 31 dicembre 1993: + 4,542452%;
– al 31 dicembre 1995 rispetto al 31 dicembre 1994: + 5,851768%;
– al 31 dicembre 1996 rispetto al 31 dicembre 1995: + 3,422172%;
– al 31 dicembre 1997 rispetto al 31 dicembre 1996: + 2,643947%;
– al 31 dicembre 1998 rispetto al 31 dicembre 1997: + 2,626761%;
– al 31 dicembre 1999 rispetto al 31 dicembre 1998: + 3,095745%;
– al 31 dicembre 2000 rispetto al 31 dicembre 1999: + 3,538043%;
– al 31 dicembre 2001 rispetto al 31 dicembre 2000: + 3,219577%;
– al 31 dicembre 2002 rispetto al 31 dicembre 2001: + 3,504310%;
– al 31 dicembre 2003 rispetto al 31 dicembre 2002: + 3,200252%;
– al 31 dicembre 2004 rispetto al 31 dicembre 2003: + 2,793103%;
– al 31 dicembre 2005 rispetto al 31 dicembre 2004: + 2,952785%;
– al 31 dicembre 2006 rispetto al 31 dicembre 2005: + 2,747031%;
– al 31 dicembre 2007 rispetto al 31 dicembre 2006: + 3,485981%;
– al 31 dicembre 2008 rispetto al 31 dicembre 2007: + 3,036419%.
– rapporti di lavoro cessati tra il 15 gennaio 2009 ed il 14 febbraio 2009: +0,125000%;
– rapporti di lavoro cessati tra il 15 febbraio 2009 ed il 14 marzo 2009: +0,250000%;
– rapporti di lavoro cessati tra il 15 marzo 2009 ed il 14 aprile 2009: +0,375000%;
– rapporti di lavoro cessati tra il 15 aprile 2009 ed il 14 maggio 2009: +0,667286%;
– rapporti di lavoro cessati tra il 15 maggio 2009 ed il 14 giugno 2009: +0,959572%.
Prestazioni a sostegno del reddito – Aggiornamento della modulistica INPS
Provvediamo a segnalare che, con messaggio n. 14209 del 23 giugno 2009, la Direzione Generale dell’INPS ha comunicato di aver predisposto una nuova versione dei moduli:
– DS/Sosp COD.SR 72 (domanda di prestazione a tutela del reddito a favore dei lavoratori sospesi e degli apprendisti sospesi o licenziati per crisi aziendali o occupazionali, di cui all’art. 19, comma 1, lettere a), b) e c), della Legge 28 gennaio 2009, n. 2);
– CoCoPro COD.SR 82 (domanda di prestazione dell’indennità “una tantum”, prevista dall’art. 19, commi 2 e 2-bis, della Legge n. 2/2009, nei soli casi di fine lavoro, a favore dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti in via esclusiva alla Gestione separata istituita presso l’INPS);
– IGI StrAut COD.SR 41 (prospetto per il pagamento diretto della integrazione salariale ordinaria/straordinaria ed in deroga).
Detti modelli sono reperibili in formato digitale sul sito internet dell’INPS (www.inps.it), in allegato al messaggio di cui trattasi ed anche nella Sezione “Moduli” – “Prestazioni a sostegno del reddito”. Essi sostituiscono quelli diramati dalla Direzione Generale dell’Istituto, rispettivamente, con le circolari n. 73, n. 74 e n. 75 del 26 maggio 2009.
Indennità di malattia durante i periodi di Cassa Integrazione Guadagni – Precisazioni dell’INPS
Segnaliamo che con la circolare n. 82 del 16 giugno 2009 la Direzione Generale dell’INPS ha fornito precisazioni in tema di trattamento economico spettante ai lavoratori per i periodi di malattia coincidenti con i periodi di intervento della Cassa Integrazione Guadagni. Nello specifico, tenuto conto della giurisprudenza formatasi in materia, la menzionata circolare estende alle integrazioni salariali ordinarie (1) la stessa disciplina che regola il rapporto fra le integrazioni salariali straordinarie e l’indennità di malattia. Pertanto, secondo la nuova linea interpretativa dell’Istituto, anche nelle ipotesi di malattia durante un periodo di Cassa Integrazione Guadagni ordinaria si applicano i criteri di seguito richiamati:
se lo stato di malattia insorge durante la sospensione dal lavoro (Cassa Integrazione Guadagni a zero ore), il lavoratore continuerà ad usufruire delle integrazioni salariali ordinarie. L’attività lavorativa è, infatti, totalmente sospesa e non sussiste l’obbligo di prestazione da parte del lavoratore, che non dovrà quindi nemmeno comunicare lo stato di malattia e continuerà a percepire le integrazioni salariali.
Se l’insorgenza dello stato di malattia precede l’inizio della sospensione dell’attività lavorativa per Cassa Integrazione Guadagni ordinaria;
nei casi in cui sia sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili, ai quali il lavoratore appartiene, anche il lavoratore in malattia entrerà in Cassa Integrazione Guadagni ordinaria dalla data di inizio della medesima;
qualora, invece, non venga sospesa dal lavoro la totalità del personale in forza all’ufficio, reparto, squadra o simili, cui il lavoratore appartiene, il lavoratore in malattia continuerà a beneficiare dell’indennità di malattia, se prevista dalla vigente legislazione.
(1) Nelle circolari n. 134362 A.G.O./84 del 22 aprile 1980 e n. 134368 A.G.O./14 del 28 gennaio 1981, la Direzione Generale dell’INPS aveva espresso l’avviso che, in caso di malattia coincidente con un periodo di intervento ordinario della Cassa Integrazione Guadagni, sia ai lavoratori sospesi che ai lavoranti a orario ridotto spettasse esclusivamente l’indennità economica di malattia.
DURC – Imprese del settore edile senza personale operaio – Aggiornamento Sportello Unico
Con il messaggio n. 13327 del 10 giugno scorso, l’Inps ha richiamato gli aspetti principali contenuti nell`interpello del Ministero del Lavoro n. 56/08, in cui era stato chiarito che l`obbligo di iscrizione alle Casse Edili ricorre solo per le imprese inquadrate o inquadrabili nel settore dell’edilizia, restando escluse da tale obbligo quelle che, seppur inquadrate o inquadrabili in tale settore o che applicano il relativo contratto, non occupano operai da denunciare alle Casse Edili, ma solo personale tecnico amministrativo.
Assegno per il nucleo familiare – Nuovi livelli reddituali per il periodo dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010
Ai sensi dell’art. 2, comma 12, della Legge 13 maggio 1988, n. 153, i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente.
Considerato che la variazione percentuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo tra l’anno 2007 e l’anno 2008 è risultata pari al 3,2%, la Direzione Generale dell’INPS, con circolare n. 81 del 16 giugno 2009, il cui testo è a disposizione presso i nostri uffici, ha comunicato che, per effetto di tale variazione, sono stati rivalutati con il predetto indice i livelli di reddito già in vigore per il periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2009. Alla richiamata circolare sono allegate le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare, dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, alle diverse tipologie di nuclei familiari. Gli stessi livelli di reddito avranno validità pe