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Timestamp: 2018-09-19 18:24:58+00:00
Document Index: 26840910

Matched Legal Cases: ['art.  76', 'art.  87', 'art. 117', 'art. 119', 'art. 2', 'art. 11', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 22', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 21', 'art.  117', 'art. 5', 'art. 21', 'art. 13', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 22', 'art.   161', 'art. 13', 'art. 5', 'art. 2', 'art. 17', 'art. 5', 'art. 23', 'art. 27']

DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216 - Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Citta' metropolitane e Province. (10G0240) - (GU n. 294 del 17-12-2010 | Periti.info
<ERRATA-CORRIGE – Comunicato relativo al decreto 14 ottobre 2010
DECRETO LEGISLATIVO 10 dicembre 2010, n. 219 – Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualita’ ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. (10G0244) – (GU n. 296 del 20-12-2010>
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216 – Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Citta’ metropolitane e Province. (10G0240) – (GU n. 294 del 17-12-2010
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216 - Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Citta' metropolitane e Province. (10G0240) - (GU n. 294 del 17-12-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/12/2010
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010 , n. 216
Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei  fabbisogni
standard di Comuni, Citta’ metropolitane e Province. (10G0240)
lettere c) ed e), 2,  3  e  4,  nonche’  22,  comma  2,  relativi  al
finanziamento  delle  funzioni  di  Comuni,  Citta’  metropolitane  e
Visto  l’accordo  in  materia  di  mutua  collaborazione   per   la
Citta’ metropolitane sancito il 15 luglio 2010, in sede di Conferenza
Stato-Citta’ ed autonomie locali, tra  l’Associazione  Nazionale  dei
Comuni Italiani-ANCI e l’Unione delle  Province  d’Italia-UPI  ed  il
Vista l’intesa sancita in sede di  Conferenza  unificata  ai  sensi
dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella
1. Il presente decreto e’ diretto a disciplinare la  determinazione
2. I fabbisogni standard determinati secondo le modalita’ stabilite
restando che, ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera  d),  della
puo’ eccedere l’entita’ dei trasferimenti  soppressi.  Fino  a  nuova
determinazione dei livelli essenziali in virtu’ della legge  statale,
sono livelli essenziali quelli gia’ fissati in base alla legislazione
3. Fermi restando i vincoli stabiliti con il  patto  di  stabilita’
−  L’art.  76   della   Costituzione   stabilisce   che
−  L’art.  87   della   Costituzione,   quinto   comma,
− Il testo vigente dell’art. 117 della Costituzione  e’
− Il testo vigente dell’art. 119 della Costituzione  e’
«Art.  119.  I   Comuni,   le   Province,   le   Citta’
sui prestiti dagli stessi contratti».
− Il testo vigente dell’art. 2, comma  2,  lettera  f),
della legge 5 maggio 2009, n. 42,  (Delega  al  Governo  in
119 della Costituzione) e’ il seguente:
«Art. 2 (Oggetto e finalita’). − 1. (Omissis).
f) determinazione del costo e del fabbisogno standard
− Il testo vigente dell’art. 11,  comma  1,  lett.  b),
della citata legge 5 maggio 2009, n. 42, e’ il seguente:
«Art. 11 (Principi e criteri direttivi  concernenti  il
finanziamento delle funzioni di comuni, province  e  citta’
metropolitane).  −  1.  I  decreti   legislativi   di   cui
all’articolo  2,  con  riguardo  al   finanziamento   delle
funzioni di comuni, province e citta’  metropolitane,  sono
adottati secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
b)   definizione   delle   modalita’   per   cui   il
finanziamento delle spese di cui alla  lettera  a),  numero
1),   e   dei   livelli   essenziali   delle    prestazioni
eventualmente  da  esse  implicate  avviene  in   modo   da
garantirne il finanziamento integrale in base al fabbisogno
standard  ed  e’  assicurato   dai   tributi   propri,   da
compartecipazioni  al  gettito  di   tributi   erariali   e
regionali,  da  addizionali  a   tali   tributi,   la   cui
manovrabilita’ e’ stabilita tenendo conto della  dimensione
demografica dei comuni per fasce, e dal fondo perequativo;
− Il testo vigente dell’art. 13, comma 1,  lett.  c)  e
lett. d), della citata legge 5 maggio 2009, n.  42,  e’  il
«Art. 13  (Principi  e  criteri  direttivi  concernenti
l’entita’ e il riparto dei fondi perequativi per  gli  enti
locali). − 1. I decreti legislativi di cui all’articolo  2,
con  riferimento  all’entita’  e  al  riparto   dei   fondi
perequativi per gli enti locali, sono  adottati  secondo  i
c)  la  ripartizione  del  fondo  perequativo  tra  i
singoli  enti,  per  la  parte  afferente   alle   funzioni
fondamentali di cui all’articolo 11, comma 1,  lettera  a),
numero 1), avviene in base a:
1)  un   indicatore   di   fabbisogno   finanziario
calcolato come  differenza  tra  il  valore  standardizzato
della spesa corrente al netto degli interessi e  il  valore
standardizzato del gettito dei tributi ed  entrate  proprie
di applicazione generale;
2) indicatori di fabbisogno di  infrastrutture,  in
coerenza con la programmazione regionale di settore, per il
finanziamento  della  spesa   in   conto   capitale;   tali
indicatori tengono  conto  dell’entita’  dei  finanziamenti
dell’Unione europea di carattere infrastrutturale  ricevuti
dagli enti locali  e  del  vincolo  di  addizionalita’  cui
questi sono soggetti;
d) definizione  delle  modalita’  per  cui  la  spesa
corrente standardizzata e’ computata ai fini  di  cui  alla
lettera c) sulla base di una quota uniforme  per  abitante,
corretta per tenere conto della diversita’ della  spesa  in
relazione all’ampiezza  demografica,  alle  caratteristiche
territoriali, con particolare riferimento alla presenza  di
zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali  e
produttive dei diversi enti. Il peso delle  caratteristiche
individuali  dei  singoli  enti  nella  determinazione  del
fabbisogno  e’  determinato   con   tecniche   statistiche,
utilizzando i dati  di  spesa  storica  dei  singoli  enti,
tenendo  conto  anche  della  spesa  relativa   a   servizi
esternalizzati o svolti in forma associata;
− Il testo vigente dell’art. 21, commi 1, lettere c) ed
e), 2, 3 e 4 della citata legge 5 maggio 2009, n. 42, e’ il
«Art. 21 (Norme transitorie per gli enti locali). −  1.
In sede di prima applicazione, i decreti legislativi di cui
all’articolo  2  recano  norme  transitorie  per  gli  enti
c) considerazione, nel processo di determinazione del
e) sono definite regole, tempi e modalita’ della fase
1)  il  fabbisogno  delle  funzioni  di  comuni   e
province e’ finanziato considerando l’80  per  cento  delle
spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non
2) per comuni e province l’80 per cento delle spese
di cui al numero 1) e’ finanziato dalle  entrate  derivanti
3) ai fini del numero 2) si  prende  a  riferimento
a) funzioni generali di amministrazione, di  gestione
e di controllo, nella misura complessiva del 70  per  cento
c) funzioni di istruzione pubblica,  ivi  compresi  i
d)  funzioni  nel  campo  della  viabilita’   e   dei
e) funzioni riguardanti la gestione del territorio  e
b) funzioni  di  istruzione  pubblica,  ivi  compresa
f)  funzioni  nel  campo  dello  sviluppo   economico
relative ai servizi del mercato del lavoro.
− Il testo vigente dell’art. 22, comma 2, della  citata
legge 5 maggio 2009, n. 42, e’ il seguente:
interventi finalizzati agli obiettivi di  cui  all’articolo
119, quinto comma, della Costituzione,  che  tengano  conto
anche della  virtuosita’  degli  enti  nell’adeguamento  al
processo di convergenza ai costi o al fabbisogno  standard.
Gli interventi di cui al presente comma da effettuare nelle
economico-finanziaria ai sensi dell’articolo 1, commi  1  e
− Il testo vigente dell’art. 3 del decreto  legislativo
28 agosto 1997, n. 281, (Definizione ed  ampliamento  delle
comuni, con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali)
«3. Intese.
− Il testo vigente dell’art. 3  della  citata  legge  5
maggio 2009, n. 42, e’ il seguente:
federalismo fiscale). −  1.  E’  istituita  la  Commissione
transitoria di cui agli articoli 20 e 21».
− Il testo vigente dell’art. 21, comma 1,  lettera  d),
d) determinazione dei fondi perequativi di  comuni  e
sensi dell’ articolo 11, comma 1, lettera e), destinati  al
42, il Governo, nell’ambito del disegno di legge di stabilita’ ovvero
finanza pubblica volte a realizzare l’obiettivo della convergenza dei
costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo,  nonche’
all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), della Costituzione.
Il monitoraggio degli obiettivi di servizio e’ effettuato in sede  di
istituire ai sensi dell’articolo 5 della citata legge n. 42 del 2009.
informazioni e dei dati raccolti, ai  sensi  dell’articolo  4,  sulle
non resi, in tutto o in parte, da ciascun ente locale. Tiene altresi’
conto  dell’incrocio  tra  i  dati  relativi   alla   classificazione
4. L’anno 2012 e’  individuato  quale  anno  di  avvio  della  fase
5. La fase transitoria si struttura secondo la seguente modalita’ e
funzioni fondamentali di cui all’articolo 3, comma 1,  lettere  a)  e
b), del presente decreto, con un processo di  gradualita’  diretto  a
garantire l’entrata a regime nell’arco del triennio successivo;
fondamentali di cui all’articolo 3, comma 1, lettere  a)  e  b),  del
presente decreto, con un processo di gradualita’ diretto a  garantire
l’entrata a regime nell’arco del triennio successivo.
− Per il testo  dell’art.  117  della  Costituzione  si
− Il testo vigente dell’art. 5  della  citata  legge  5
«Art. 5 (Conferenza  permanente  per  il  coordinamento
della finanza pubblica). − 1. I decreti legislativi di  cui
all’articolo 2 prevedono l’istituzione,  nell’ambito  della
Conferenza unificata, della Conferenza  permanente  per  il
coordinamento della finanza pubblica come organismo stabile
di  coordinamento  della  finanza  pubblica,   di   seguito
denominata   «Conferenza»,   di   cui   fanno    parte    i
rappresentanti  dei  diversi   livelli   istituzionali   di
governo,  e  ne  disciplinano   il   funzionamento   e   la
composizione,  secondo  i  seguenti  principi   e   criteri
a) la  Conferenza  concorre  alla  definizione  degli
obiettivi  di  finanza  pubblica  per  comparto,  anche  in
relazione  ai   livelli   di   pressione   fiscale   e   di
indebitamento; concorre alla  definizione  delle  procedure
per accertare  eventuali  scostamenti  dagli  obiettivi  di
finanza pubblica e promuove l’attivazione  degli  eventuali
interventi necessari per il rispetto di tali obiettivi,  in
particolare per cio’ che concerne la procedura del Patto di
convergenza  di  cui  all’articolo  18;  verifica  la  loro
attuazione   ed   efficacia;   avanza   proposte   per   la
determinazione degli indici di virtuosita’ e  dei  relativi
incentivi;  vigila  sull’applicazione  dei  meccanismi   di
premialita’, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul
loro funzionamento;
b) la Conferenza  propone  criteri  per  il  corretto
utilizzo  dei  fondi  perequativi   secondo   principi   di
efficacia,  efficienza  e   trasparenza   e   ne   verifica
c) la Conferenza verifica l’utilizzo  dei  fondi  per
gli interventi di cui all’articolo 16;
d) la Conferenza assicura la verifica  periodica  del
funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di  comuni,
province, citta’ metropolitane e regioni, ivi  compresa  la
congruita’ di cui all’articolo 10,  comma  1,  lettera  d);
assicura altresi’ la verifica delle  relazioni  finanziarie
tra i livelli diversi  di  governo  e  l’adeguatezza  delle
risorse finanziarie di ciascun livello di governo  rispetto
alle funzioni  svolte,  proponendo  eventuali  modifiche  o
adeguamenti del sistema;
e) la Conferenza verifica la congruita’  dei  dati  e
delle basi informative finanziarie  e  tributarie,  fornite
dalle amministrazioni territoriali;
f) la Conferenza  mette  a  disposizione  del  Senato
della Repubblica, della Camera dei deputati,  dei  Consigli
regionali e di quelli delle  province  autonome  tutti  gli
elementi informativi raccolti;
g) la Conferenza si avvale della Commissione  di  cui
all’articolo 4 quale segreteria tecnica per lo  svolgimento
delle attivita’ istruttorie e  di  supporto  necessarie;  a
tali  fini,  e’  istituita  una  banca  dati   comprendente
indicatori  di  costo,  di  copertura  e  di  qualita’  dei
servizi, utilizzati per definire i  costi  e  i  fabbisogni
standard e gli obiettivi di servizio nonche’  per  valutare
il grado di raggiungimento degli obiettivi di servizio;
h)   la   Conferenza   verifica   periodicamente   la
realizzazione del percorso di convergenza  ai  costi  e  ai
fabbisogni standard nonche’ agli obiettivi  di  servizio  e
promuove la conciliazione degli  interessi  tra  i  diversi
livelli di governo interessati all’attuazione  delle  norme
sul  federalismo  fiscale,  oggetto  di  confronto   e   di
valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata.
2. Le determinazioni della  Conferenza  sono  trasmesse
alle Camere».
fondamentali di Comuni, Citta’ metropolitane e Province, le  funzioni
provvisoria, ai sensi dell’articolo 21 della 5 maggio  2009,  n.  42,
certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla  data  di
nonche’ l’edilizia scolastica;
4) le funzioni nel campo della viabilita’ e dei trasporti;
dell’ambiente,  fatta  eccezione  per   il   servizio   di   edilizia
residenziale pubblica e locale e piani di  edilizia  nonche’  per  il
2) le funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa  l’edilizia
− Il testo vigente dell’art. 21 della  citata  legge  5
a) nel processo di attuazione dell’articolo 118 della
b) garanzia che la  somma  del  gettito  delle  nuove
f) specificazione  del  termine  da  cui  decorre  il
periodo di cinque anni di cui alla lettera e).
relativi servizi, tenuto conto delle specificita’  dei  comparti  dei
Comuni e delle Province, e’ determinato attraverso:
a) l’identificazione delle informazioni  e  dei  dati  di  natura
b) l’individuazione  dei  modelli  organizzativi  e  dei  livelli
c) l’analisi dei costi finalizzata alla individuazione di  quelli
piu’  significativi  e  alla  determinazione  degli   intervalli   di
normalita’;
d)  l’individuazione  di  un  modello  di  stima  dei  fabbisogni
standard sulla base di criteri di  rappresentativita’  attraverso  la
definiti, significativi per  valutare  l’adeguatezza  dei  servizi  e
2. Il fabbisogno standard puo’ essere determinato con riferimento a
3. La metodologia dovra’ tener conto delle specificita’  legate  ai
4. Il fabbisogno standard  e’  fissato  anche  con  riferimento  ai
a) la Societa’ per gli  studi  di  settore-Sose  s.p.a.,  la  cui
attivita’, ai fini del presente decreto, ha carattere  esclusivamente
e Province, conformemente a quanto previsto dall’articolo  13,  comma
di spesa storica tenendo conto dei gruppi omogenei e tenendo altresi’
conto della produttivita’ e della diversita’ della spesa in relazione
all’ampiezza  demografica,  alle  caratteristiche  territoriali,  con
diversi enti, al personale impiegato, alla efficienza,  all’efficacia
e alla qualita’ dei servizi erogati nonche’ al grado di soddisfazione
b) la Societa’ per gli studi di settore-Sose s.p.a.  provvede  al
monitoraggio  della  fase  applicativa  e   all’aggiornamento   delle
c) ai fini di cui alle lettere a) e b), la Societa’ per gli studi
di  settore-Sose  s.p.a.  puo’   predisporre   appositi   questionari
questionario interamente compilato e’ sanzionato con il blocco,  sino
all’adempimento  dell’obbligo   di   invio   dei   questionari,   dei
la  pubblicazione  sul  sito  del  Ministero  dell’interno  dell’ente
certificato di conto consuntivo di cui  all’articolo  161  del  testo
d) tenuto conto dell’accordo sancito il 15 luglio 2010,  in  sede
di Conferenza Stato-Citta’ ed autonomie  locali,  tra  l’Associazione
nazionale  dei  Comuni  Italiani-ANCI  e  l’Unione   delle   Province
d’Italia-UPI ed il Ministero dell’economia e  delle  finanze,  per  i
Societa’ per  gli  studi  di  settore-Sose  s.p.a.  si  avvale  della
collaborazione  scientifica  dell’Istituto  per  la  finanza  e   per
l’economia locale-IFEL,  in  qualita’  di  partner  scientifico,  che
supporta  la  predetta  societa’  nella  realizzazione  di  tutte  le
attivita’  previste  dal  presente  decreto.  In  particolare,   IFEL
fornisce analisi e studi in materia di contabilita’ e finanza  locale
metodologia  di  calcolo  dei  fabbisogni  standard,   nonche’   alla
valutazione  dell’adeguatezza   delle   stime   prodotte;   partecipa
all’analisi dei risultati; concorre al monitoraggio del  processo  di
alla procedura di attuazione dei fabbisogni  standard,  nonche’  agli
la Societa’ per  gli  studi  di  settore-Sose  s.p.a  puo’  avvalersi
altresi’ della collaborazione dell’ISTAT per i compiti  di  cui  alle
sottoposte, per l’approvazione,  ai  fini  dell’ulteriore  corso  del
procedimento, alla Commissione tecnica  paritetica  per  l’attuazione
paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale ovvero,  dopo  la
finanza  pubblica  segue  altresi’   il   monitoraggio   della   fase
applicativa e l’aggiornamento delle elaborazioni di cui alla  lettera
alle lettere precedenti sono trasmessi dalla Societa’ per  gli  studi
dell’economia e  delle  finanze,  nonche’  alla  Commissione  tecnica
f) i dati raccolti ed  elaborati  per  le  attivita’  di  cui  al
pubbliche di cui all’articolo 13 della legge  31  dicembre  2009,  n.
196, nonche’ in quella di cui all’articolo 5  della  legge  5  maggio
− Per il testo dell’art. 13, comma 1, lett.  d),  della
citata legge 5 maggio 2009, n. 42, si vedano le  note  alle
− Per il testo dell’art. 21 della citata legge 5 maggio
2009, n. 42, si veda la nota all’art. 3.
− Il testo vigente dell’art. 22 della  citata  legge  5
«Art. 22 (Perequazione infrastrutturale). − 1. In  sede
b) valutazione  della  rete  viaria  con  particolare
d) densita’ della popolazione e densita’ delle unita’
f) carenze della dotazione infrastrutturale esistente
g) specificita’ insulare con definizione di parametri
risorse per gli interventi  speciali  di  cui  all’articolo
119, quinto comma, della Costituzione.
economico-finanziaria ai sensi dell’ articolo 1, commi 1  e
−  Il  testo  vigente   dell’art.   161   del   decreto
legislativo 18 agosto 2000,  n.  267.  (Testo  unico  delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali) e’ il seguente:
1. Gli enti locali  sono  tenuti  a  redigere  apposite
certificazioni  sui  principali  dati   del   bilancio   di
previsione e del rendiconto. Le certificazioni sono firmate
dal segretario, dal responsabile del servizio finanziario e
dall’organo di revisione economico-finanziario.
2. Le modalita’ per la struttura,  la  redazione  e  la
presentazione delle certificazioni sono stabilite tre  mesi
prima della scadenza di ciascun adempimento con decreto del
Ministro dell’interno d’intesa con l’Anci, con l’Upi e  con
l’Uncem, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
3. La mancata presentazione di un certificato  comporta
la sospensione dell’ultima rata  del  contributo  ordinario
dell’anno nel quale avviene l’inadempienza.
4.  Il  Ministero  dell’interno  provvede   a   rendere
disponibili i dati delle certificazioni alle regioni,  alle
associazioni rappresentative degli enti locali, alla  Corte
dei conti ed all’Istituto nazionale di statistica».
− Il testo vigente dell’art. 13 della legge 31 dicembre
2009, n. 196, (Legge di contabilita’ e finanza pubblica) e’
−  1.  Al  fine  di  assicurare  un  efficace  controllo  e
per dare attuazione e stabilita’ al federalismo fiscale, le
dell’economia e  delle  finanze,  accessibile  alle  stesse
amministrazioni pubbliche secondo  modalita’  da  stabilire
con appositi decreti del  Ministro  dell’economia  e  delle
finanze,  sentiti   la   Conferenza   permanente   per   il
coordinamento della finanza pubblica e il Centro  nazionale
per l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), i
dati concernenti  i  bilanci  di  previsione,  le  relative
variazioni,  i  conti  consuntivi,  quelli  relativi   alle
operazioni  gestionali,  nonche’  tutte   le   informazioni
dati».
− Per il testo dell’art. 5 della citata legge 5  maggio
2009, n. 42, si vedano le note all’art. 2.
dell’economia e delle finanze, ai fini del rispetto dell’articolo  1,
Ministri e’ sentita la Conferenza Stato-citta’  e  autonomie  locali.
Decorsi quindici giorni, lo schema e’ comunque trasmesso alle  Camere
ai fini  dell’espressione  del  parere  da  parte  della  Commissione
bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale e da parte  delle
finanziario. Lo schema di  decreto  e’  corredato  da  una  relazione
tecnica redatta ai sensi dell’articolo 17, comma 3,  della  legge  31
Governo,  il  decreto   puo’   essere   comunque   adottato,   previa
deliberazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri,  ed  e’
relazione con cui indica le ragioni per le quali non si e’ conformato
direttamente alle attivita’ di cui all’articolo 5.
3. Ciascun Comune e Provincia da’ adeguata pubblicita’ sul  proprio
sito istituzionale del decreto di cui al comma 1, nonche’  attraverso
− Il testo vigente dell’art. 17, comma 3,  della  legge
31 dicembre 2009, n. 196, (Legge di contabilita’ e  finanza
pubblica) e’ il seguente:
«Art.  17  (Copertura  finanziaria  delle   leggi).   −
delle amministrazioni pubbliche, contenute nella  Decisione
di   cui   all’articolo   10   ed   eventuali    successivi
1. Al fine di garantire continuita’ ed  efficacia  al  processo  di
successivo alla loro precedente adozione, con le  modalita’  previste
finanza pubblica di cui all’articolo 5 della legge 5 maggio 2009,  n.
l’attuazione del federalismo fiscale.
− Per il testo dell’art. 5 della citata legge 5 maggio
1. I fabbisogni standard  delle  Citta’  metropolitane,  una  volta
fondamentali per esse individuate ai sensi dell’articolo 23, comma 6,
e la spesa effettiva cosi’ come  risultante  dal  bilancio  dell’ente
locale, e’ acquisita dal bilancio dell’ente locale medesimo. Nel caso
positiva di cui al primo periodo e’  ripartita  fra  i  singoli  enti
ciascuno di essi in base all’atto costitutivo.
3. La Societa’ per gli studi di settore-Sose  s.p.a.  e  l’Istituto
per la finanza e per l’economia locale-IFEL provvedono alle attivita’
di cui al presente decreto nell’ambito delle rispettive risorse.
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 27  della  legge  5
Dato a Roma, addi’ 26 novembre 2010
− Il testo vigente dell’art. 23, comma 6, lettere e)  e
f), della  citata  legge  5  maggio  2009,  n.  42,  e’  il
«Art.   23   (Norme   transitorie   per    le    citta’
metropolitane). − (Omissis).
6.  Al  fine  dell’istituzione   di   ciascuna   citta’
metropolitana, il Governo e’ delegato  ad  adottare,  entro
trentasei mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
presente legge, su proposta del Ministro dell’interno,  del
Ministro per le riforme per il  federalismo,  del  Ministro
per la semplificazione  normativa  e  del  Ministro  per  i
rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri per  la
pubblica amministrazione e l’innovazione,  dell’economia  e
delle finanze e per i rapporti con  il  Parlamento,  uno  o
piu’  decreti  legislativi,  nel  rispetto   dei   seguenti
e) previsione che, ai soli  fini  delle  disposizioni
concernenti  le  spese  e  l’attribuzione   delle   risorse
finanziarie alle citta’ metropolitane,  con  riguardo  alla
popolazione e  al  territorio  metropolitano,  le  funzioni
fondamentali  della  provincia  sono  considerate,  in  via
provvisoria,    funzioni    fondamentali    della    citta’
metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei
suoi organi definitivi;
f) previsione che,  per  le  finalita’  di  cui  alla
lettera   e),   siano   altresi’    considerate    funzioni
fondamentali della citta’ metropolitana, con riguardo  alla
popolazione e al territorio metropolitano:
1) la pianificazione territoriale generale e  delle
reti infrastrutturali;
2)  la  strutturazione  di  sistemi  coordinati  di
3) la promozione e il coordinamento dello  sviluppo
− Il testo vigente dell’art. 27 della  citata  legge  5
«Art. 27 (Coordinamento della finanza delle  regioni  a
statuto speciale  e  delle  province  autonome).  −  1.  Le
regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e  di  Bolzano,  nel  rispetto  degli   statuti   speciali,
concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione
e di solidarieta’ ed all’esercizio dei diritti e doveri  da
essi derivanti, nonche’ al patto di  stabilita’  interno  e
all’assolvimento  degli  obblighi  posti   dall’ordinamento
comunitario, secondo criteri e modalita’ stabiliti da norme
di attuazione dei rispettivi statuti, da definire,  con  le
procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine
di ventiquattro mesi stabilito per l’emanazione dei decreti
legislativi di cui all’articolo 2 e  secondo  il  principio
del graduale superamento del criterio della  spesa  storica
di cui all’articolo 2, comma 2, lettera m).
sociali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m),
della  Costituzione,  conformemente   a   quanto   previsto
dall’articolo 8, comma 1, lettera b), della presente legge.
a) disciplinano il coordinamento tra le leggi statali
b)   definiscono   i   principi    fondamentali    di
coordinamento del sistema tributario con  riferimento  alla
potesta’ legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle
regioni a statuto speciale  e  alle  province  autonome  in
materia di tributi regionali, provinciali e locali;
sensi  dell’articolo  2,  comma  2,  lettera  mm),  e  alle
condizioni di cui all’articolo 16, comma 1, lettera d).
di attuazione e i decreti legislativi di cui all’articolo 2
definiranno le corrispondenti  modalita’  di  finanziamento
6. La Commissione di cui all’articolo  4  svolge  anche
l’organizzazione del tavolo».
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216 – Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Citta’ metropolitane e Province. (10G0240) – (GU n. 294 del 17-12-2010 redazione redazione 2015-05-05T20:40:56+00:00