Source: http://archive.saperi.forumpa.it/story/65600/vietata-la-pubblicazione-dei-dati-personali-sull-albo-line-oltre-i-15-giorni-previsti
Timestamp: 2020-07-11 20:43:45+00:00
Document Index: 475330

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 124', 'art. 32', 'art. 24', 'art. 143', 'art. 11']

Vietata la pubblicazione dei dati personali sull’albo on line oltre i 15 giorni previsti | Saperi PA
Il Garante Privacy, infatti, nel provvedimento n. 73 del 23 febbraio 2012 ha vietato al Comune di Veronella di diffondere ulteriormente in Internet i dati personali di una cittadina contenuti in una delibera comunale pubblicata nel sito web istituzionale del Comune, all’interno della sezione dedicata all’albo pretorio. In particolare, nella citata delibera erano presenti nome, cognome, indirizzo di residenza della signora, nonché il numero e il dispositivo della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Verona di rigetto del ricorso (presentato dalla stessa contro il Comune avverso un avviso di accertamento ICI), con la notizia della contestuale condanna alle spese. A nulla sono valse le giustificazioni addotte dal Sindaco, secondo cui i dati contenuti dalla delibera comunale non rappresentavano dati sensibili e la loro diffusione rientrava nella finalità istituzionale di arginare il fenomeno dell’evasione dell’imposta comunale sugli immobili; lo stesso precisava, inoltre, di aver provveduto a modificare le modalità di pubblicazione delle delibere che trattano di autorizzazione a resistere in giudizio o ricorsi. Il Garante, però, non ha ritenuto tali argomentazioni sufficienti, dal momento che la pubblicazione integrale della delibera in questione è avvenuta per più dei 15 giorni previsti dall’art. 124, comma 1, del d.lgs. 18/8/2000 n. 267 recante il “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”. Infatti, i soggetti pubblici che, per effetto dell’art. 32, comma 1, della legge 18/6/2009 n. 69, dal 1° gennaio 2010 devono assolvere l’obbligo di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale con la pubblicazione degli stessi nei propri siti informatici (c.d. “albo pretorio on line”), devono comunque rendere accessibili i documenti sul proprio sito web solo nell’arco temporale individuato dalla specifica norma (in questo caso il TUEL), in modo da garantire il diritto all’oblio degli interessati.
Trascorsi, come nel caso di specie, 15 giorni, il Comune di Veronella avrebbe pertanto dovuto rimuovere la notizia o comunque privarla degli elementi identificativi dell’interessata, in ottemperanza a quanto dal Garante medesimo previsto nelle “Linee Guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web”, pubblicate in G. U. n. 64 del 19 marzo 2011. La conservazione della deliberazione comunale in versione integrale nell’albo pretorio on line del Comune di Veronella ha comportato, dunque, una diffusione illecita dei dati personali per l’arco temporale successivo ai 15 giorni previsti dall’art. 24 del TUEL. Da qui, il divieto da parte del Garante Privacy, sulla scorta di quanto previsto dall’art. 143 del D. Lgs. n. 196/2003, di diffondere ulteriormente in Internet i dati della signora contenuti nella predetta delibera e la prescrizione in capo al Comune di Veronella di apportare gli opportuni accorgimenti affinché le modalità di pubblicazione delle deliberazioni contenenti dati personali sul sito web istituzionale e, in particolare, sull'albo pretorio on line rispettino le indicazioni – relative al mantenimento della diffusione dei dati in Internet – fornite dal Garante con il provvedimento del 2 marzo 2011 recante le "Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web", pubblicato in G. U. n. 64 del 19 marzo 2011.
Con l’esame del caso concreto si può notare come le citate Linee Guida del 2 marzo offrano un valido strumento alle Pubbliche Amministrazioni obbligate a pubblicare on line determinati documenti, sia perché chiariscono e delimitano il rapporto “trasparenza/riservatezza” nell’agire amministrativo (rapporto da sempre sotto la lente d’ingrandimento del Garante Privacy dapprima con le “Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalità di pubblicazione e diffusione di atti e documenti di enti locali”, poi con le “Linee guida in materia di trattamento dei dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web”), sia perché costituiscono un aiuto tecnico non trascurabile, offrendo una spiegazione in merito a quali accorgimenti operativi attuare per ottemperare alle prescrizioni ivi contenute.
Si ricorda, tra l’altro, che ai sensi della Circolare n. 13/2011 del Ministero degli Interni (che offre chiarimenti sul procedimento di pubblicazione), l’amministrazione deve provvedere a che le informazioni disponibili sul sito web “siano pubblicate in un formato e con modalità tali da non consentirne la modificazione da parte degli utenti della rete”; per ottenere tale scopo viene consigliata l’apposizione della firma digitale da parte del Responsabile. In tale procedimento di pubblicazione, dal punto di vista organizzativo, un ruolo molto importante è affidato al soggetto che richiede la pubblicazione, che sarà responsabile del contenuto del documento da pubblicare, oltre che al Responsabile della pubblicazione che avrà il delicato compito di verificare sempre se il documento sia conforme o meno alla normativa vigente. È necessario, altresì, che le amministrazioni locali garantiscano il diritto all’oblio dell’interessato e assolvano all’obbligo della pubblicità legale solo dopo aver compiuto una selezione attenta dei dati personali da diffondere attraverso l’albo on line, sulla base dei principi di pertinenza, non eccedenza e indispensabilità delle finalità perseguite dai singoli atti (ovvero dell’art. 11 del Codice Privacy richiamato sia dalle Linee Guida del Garante Privacy sia dalle Linee Guida DigitPA).