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Timestamp: 2020-08-13 05:56:10+00:00
Document Index: 81926999

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 54', 'art. 44', 'art. 54', 'sentenza ', 'art. 54', 'art 54', 'art. 54', 'sentenza ', 'sentenza ']

Ricalcolo pensione anche CON MENO DI 15 ANNI al 31.12.1995 - Pagina 3 - GrNet.it
Messaggio da veneto66 » mer lug 08, 2020 9:46 pm
Trascrivo un articolo pubblicato su forze armate eu:
Roma, 8 lug 2020 – ARTICOLO 54 PER UNA MIGLIORE PENSIONE DEI MILITARI. Articolo aggiornato sul tema Ricalcolo pensione militare art. 54″. Per il diritto ad una migliore informazione, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota informativa pervenuta dallo Studio Legale Ciancimino / Garofalo. La strada che da qualche anno a questa parte gli appartenenti a corpi militari (Carabinieri, Guardia di Finanza, Aeronautica, Marina) e ai corpi equiparati (Vigili del fuoco e Forestali), hanno battuto per il riconoscimento dell’aliquota al 44% in luogo di quella del 35% prevista per i civili, adesso è sempre più in discesa.
Come è noto, l’INPS nega l’applicazione del coefficiente militare di cui all’art. 54 del d.P.R. 1092 del 1973 ritenendo corretta l’applicazione di quello per i civili, previsto dall’art. 44.
Questa impostazione è stata sconfessata da quasi tutte le Corti dei conti a livello nazionale (continua a fare resistenza il Veneto) le quali hanno ammesso e continuano ad ammettere pacificamente il ricalcolo per tutti i militari con almeno 15 anni di servizio utile al 31 dicembre 1995 (ossia gli arruolati dal 1981 al 1983).
E per tutti coloro che si sono arruolati successivamente?
All’inizio, facendo leva sull’interpretazione letterale dell’art. 54, il quale prevede che l’aliquota del 44% si applichi ai militari, che abbiano «maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile», alcune pronunce hanno escluso i militari con meno di 15 anni al 31 dicembre 1995.
Ebbene, abbiamo da tempo sostenuto che non estendere il beneficio del 44% a tutti i militari rappresenterebbe una disparità incostituzionale.
Proprio per evitare gli esiti irragionevoli di una simile lettura alcune Corti di primo grado (a partire dalla Corte conti Calabria) hanno adottato un’interpretazione correttiva a tutela dei militari andati in pensione con il sistema misto.
Quello che più conta, però, è che la posizione assunta dalle Corti regionali ha trovato conferma presso i giudici di appello romani.
La sezione prima (seguita anche dalla seconda) con una sentenza estremamente chiara (n. 73/2020) ha graniticamente affermato che il ricalcolo con l’aliquota al 44% spetta a TUTTI i militari a prescindere da numero di anni maturati al 31/12/1995.
La Corte ha evidenziato come non possa essere legittimata una assurda disparità tra i fortunati che (magari per un solo giorno) hanno raggiunto il 15° anno al 31 dicembre 1995 e i meno fortunati che non raggiungono tale soglia.
In questo modo è stato riconosciuto il ricalcolo ad un militare della Guardia di Finanza che aveva poco più di 6 anni di servizio prima del 1995.
Ad esempio, la Corte dei conti Sicilia espressamente richiamando tale pronuncia si è assestata su questa posizione: nei giorni scorsi sono state ben 21 le sentenze emesse favorevoli nei confronti di militari in pensione arruolati dopo il 1981.
Alla luce di questa posizione possono quindi fare ricorso tutti i militari che alla data del 31 dicembre 1995 avevano un numero di anni di servizio utile inferiore a 18 anni.
Quindi, tutti coloro che sono andati in pensione con il sistema misto (ossia gli arruolati dal 1981 al 1994).
Cosa fare per ottenere il ricalcolo?
In primo luogo, sarà necessario proporre una diffida di ricalcolo stragiudiziale nei confronti dell’INPS e, in caso di risposta negativa o di assenza risposta entro 120 giorni, si potrà ricorrere presso la Corte dei conti competente per territorio in base alla residenza anagrafica del militare.
I benefici che si otterranno sono la riliquidazione della sua pensione in base all’aliquota più favorevole prevista dall’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973, con un aumento dei ratei futuri su base mensile, nonché la corresponsione di 5 anni di arretrati precedenti alla presentazione dell’istanza.
Avv. Rino Ciancimino
(Studio Legale Ciancimino Garofalo)
Messaggio da KURO OBI » gio lug 09, 2020 6:50 am
Messaggio da Valleverde » ven lug 10, 2020 12:22 am
Ma è possibile quantificare orientivamente a quanti euro in più al mese si verrebbero a percepire per chi si vede riconosciuto tale diritto .
Messaggio da steve62 » ven lug 10, 2020 6:12 am
Non è semplice quantificare l'eventuale importo che si andrebbe a percepire date le molteplici variabili (grado, arruolamento, retribuzione media). Per conoscenza diretta un mio pari corso (lgt arruolamento 1984) già vincitore in primo grado ed appello percepisce un aumento di 190 euro netti mensili.
Messaggio da lino » ven lug 10, 2020 10:12 am
Valleverde ha scritto: ↑
ven lug 10, 2020 12:22 am
Difficile dare cifre, credo partano dai 150 euro netti mensili .
Il problema è averli, l'Inps si mette di traverso, sentenze o non sentenze!!!!
Messaggio da Valleverde » lun lug 13, 2020 12:13 pm
Condivido su forum ciò che ho trovato sul un altro sito sindacale G di F . Si parla di un riscontro economico che può variare dai 150 , ai 300 euro mensili ( deduco dipenda sia dagli anni maturati prima del 1995 e anche dal grado rivestito in tale periodo .
Messaggio da KURO OBI » lun lug 13, 2020 7:52 pm
Messaggio da Louis65 » lun lug 13, 2020 9:25 pm
lun lug 13, 2020 12:13 pm
principalmente dipende dalla retribuzione per la quota A (quindi grado) alla cessazione e dalla retribuzione media pensionabile per la quota B sempre alla cessazione, da quello che ho potuto riscontrare a parità di grado, per chi ha meno anni al 95 ed ha una sostanziosa retribuzione media per la B (quindi anche eccedenze di accessori dal '96) e più avvantaggiato rispetto ad un pari grado con più anni al 95 ed una retribuzione media per la B più modesta
Messaggio da steve62 » mar lug 14, 2020 2:28 pm
sentenze favorevoli per i -15 anche dalla Sezione Giurisdizionale Lazio della Corte dei Conti e più precisamente la 61-63-64-65-66-73-82 e 85/2020
Messaggio da mauri64 » mar lug 14, 2020 4:04 pm
Anche se non sono parte in causa, in quanto per mia fortuna, vista la situazione aberrante venutasi a creare, in quanto rientrante nel sistema retributivo e quindi, non soggetto al famigerato art 54. Sono vicino a tutti coloro che con caparbietà e spirito di abnegazione, dedicano il loro tempo per far valere i propri diritti, diritti che immancabilmente vengono derisi. Mi auguro che chi preposto a decidere a breve decida, perché altrimenti il tutto sta diventando una farsa. Non è possibile una disparità così marcata a livello nazionale
Messaggio da steve62 » mer lug 15, 2020 9:33 am
Ancora sentenze favorevoli per i -15 da parte della 1^ Sezione Centrale di Appello con la n.87 e 88/2020
Messaggio da KURO OBI » ven lug 17, 2020 6:59 am
Buongiorno. Su un'altro topic per +15 stanno commentando una determina ricalcolata con art. 54 per un -15 che addirittura si è visto abbassata la pensione. Qualcuno che sà interpretare una determina può chiarire questa cosa?
attenzione-linps-deve-rifare-i-calcoli- ... 85#p217465
Messaggio da veneto66 » ven lug 17, 2020 9:37 am
Ma se così fosse perché l'INPS si ostinerebbe a opporsi ai ricorsi? Spende tempo e tanti soldi per poi soccombere in causa, con addebito di spese per una sentenza che andrebbe a loro favore.
O l'INPS non sa farsi i conti o sapendo già in partenza quale aliquota appplicare, in caso di soccombenza, sceglie arbitrariamente l'aliquota che le conviene.
Messaggio da istillnotaffound » ven lug 17, 2020 9:47 am
Secondo me il problema è circoscritto ad alcune Sezioni Regionali (leggasi Puglia) della CdC e conseguentemente ad alcune sedi regionali INPS perché a Roma le Sezioni Centrali hanno sempre correttamente indicato che maturandosi il 44% al quindicesimo anno la percentuale annua da applicarsi è il 2,93% con la medesima semplice operazione differenziale che l’INPS ha sempre operato applicando altresì il 2,33%.
Messaggio da steve62 » ven lug 17, 2020 1:54 pm
In pratica l'INPS, forse sulla base di sentenza non chiare o in malafede, applica il 2,20% che scaturisce dal 44% : 20 invece di applicare il 2,93% (44%:15)