Source: http://consulenzalegislazionealimentare.it/
Timestamp: 2018-05-21 09:00:22+00:00
Document Index: 29950094

Matched Legal Cases: ['art.9', 'art.1', 'art.8', 'art.9', 'art.10', 'art.11', 'art.13', 'art.10']

Consulenza Legislazione Alimentare •
Bozza di Regolamento delegato della Commissione nel settore del vino… potete dire la vostra!
In vigore il D.Lgs. n.231-2017: sono operative le nuove sanzioni in materia di informazioni sugli alimenti ai consumatori
Benvenuto in Consulenza Legislazione Alimentare!
Chi non sente, praticamente tutti i giorni o quasi, notizie riguardanti il settore alimentare? Frodi alimentari, prodotti pericolosi o dannosi, responsabilità da prodotto difettoso, cibi biologici, OGM, indicazione di origine, etichettatura … le problematiche dell’industria alimentare sollecitano l’interesse di molti, anche dei non addetti ai lavori, e il consumatore si dimostra sempre più sensibile ed attento a ciò che compra, e mangia.
Come se non bastasse, il diritto alimentare è ricco di disposizioni nazionali (Leggi, Decreti Legislativi, Leggi Regionali, Decreti Ministeriali, Linee Guida…), europee (Regolamenti, Direttive, Pareri…) ed internazionali (Trattati, Accordi…), che nel loro rapido e continuo intrecciarsi finiscono per creare un tessuto normativo davvero fitto e complesso nel quale l’imprenditore rischia di annaspare.
Niente paura. Hai un’impresa alimentare, produci e vendi mangimi, ti occupi di vitivinicolo? Vuoi farlo senza incappare in sanzioni e procedimenti? Vuoi valorizzare i tuoi prodotti? Da oggi ci siamo noi a sostenerti!
Se dunque sei un imprenditore del settore alimentare o vitivinicolo, se ne conosci le difficoltà e vuoi evitare gli imprevisti, lavorando in sicurezza per puntare al meglio, segui gli aggiornamenti che troverai in questo sito, iscriviti alla nostra newsletter e scarica gratuitamente le risorse consigliate.
Per saperne di più, clicca qui per conoscere nel dettaglio i nostri servizi e valutare un’assistenza personalizzata.
La Commissione europea consente ai cittadini di conoscere le iniziative politiche e legislative e di partecipare attivamente prendendo parte alla formazione degli atti e delle decisioni nelle materie di loro interesse, grazie allo spazio loro dedicato nell’ambito di “Legiferare meglio”.
I cittadini possono infatti inviare suggerimenti, osservazioni e pareri sulla normativa in vigore e anche in qualche modo intervenire nella procedura di formazione di nuovo materiale legislativo.
Stavolta, dallo scorso 15 maggio e sino al prossimo 12 giugno, i cittadini possono esprimere la propria opinione in materia di normativa vitivinicola, in particolare inviando il proprio parere sulla bozza di Regolamento delegato della Commissione che integra il Reg. UE n.1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio[1].
Il Regolamento delegato è un atto mediante il quale la Commissione europea può integrare o modificare parti non essenziali di norme dell’Unione, e viene adottato dalla Commissione dopo aver sottoposto la bozza alla consultazione di gruppi di esperti in materia, e salvo obiezioni da parte di Parlamento e Consiglio.
La bozza di Regolamento delegato della Commissione attualmente pubblicata e aperta alle opinioni dei cittadini propone, con riguardo ai prodotti vitivinicoli, integrazioni al Reg. UE n.1308/2013 circa le modalità di presentazione delle domande riguardanti le denominazioni di origine protette, le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali, e le procedure di opposizione e di cancellazione, e suggerisce dettagli circa le restrizioni d’uso, modifiche del disciplinare, cancellazione della protezione, l’etichettatura e la presentazione (ad esempio sull’indicazione del tenore alcolico e l’imbottigliamento…).
Per partecipare alla formazione di questo nuovo atto delegato della Commissione e inviare il proprio parere, lasciando i propri dati oppure in forma anonima, occorre accedere alla pagina web ed effettuare la registrazione, poi seguire le semplici istruzioni…un’occasione da non perdere!
[1] REGOLAMENTO (UE) N. 1308/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 dicembre 2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/72, (CEE) n. 234/79, (CE) n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 del Consiglio.
Addio, caro vecchio D. Lgs. n.109/1992.
Da ieri, il Decreto Legislativo n.231/2017, Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015» è in vigore.
Nate in un freddo giorno di inverno, le sanzioni amministrative iniziano le prime passeggiate primaverili, cercando qualche operatore del settore alimentare responsabile da poter multare, sempre che la condotta illecita non configuri un’ipotesi di reato, dovendo in tal caso cedere il posto alla normativa penale.
…e ricordiamo che da ieri non è responsabile solo il soggetto con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore avente sede nel territorio dell’Unione, ma anche “l’operatore del settore alimentare il cui nome o la cui ragione sociale siano riportati in un marchio depositato o registrato”.
Imprese, imprenditori….siate virtuosi ed attenti a quanto riportate e veicolate nelle etichette, sul sito web, nei depliant, nelle brochure, negli stand.
Sebbene il D.Lgs. n.231/2017 vi conceda qualche occasione di scampo (riduzione della sanzione se pagate entro 5 giorni, invio della diffida e termine di 20 giorni…) le sanzioni restano molto severe come nei casi di violazione degli obblighi in materia di indicazione di allergeni dell’art.9, par.1, lett.c) del Reg. n.1169/2011 (somma da 5.000 € a 40.000 €), e i casi di cessione e vendita di alimento oltre la sua data di scadenza (anche qui, somma da 5.000 € a 40.000 €).
In ogni caso, la nuova norma consente comunque (ma fino a quando?) di commercializzare “gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima della data di entrata in vigore del presente decreto in difformità dallo stesso”… “fino all’esaurimento delle scorte”.
Sulla produzione biologica e sulle recenti novità che hanno coinvolto il settore, a livello operativo, abbiamo già detto in qualche precedente articolo.
Anche il sistema dei controlli ha una nuova disciplina, dopo la grande riforma generale dei controlli operata dal Reg. UE n.625/2017 del Parlamento europeo, del 15 marzo 2017, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attivita’ ufficiali effettuati per garantire l’applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanita’ delle piante nonche’ sui prodotti fitosanitari (il cosiddetto Regolamento sui controlli ufficiali).
Infatti, a portare nuove disposizioni inerenti le attività di controllo nel settore biologico è intervenuto il DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2018, n. 20 in vigore dal 22 marzo, recante Disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica, predisposto ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lett. g), della legge 28 luglio 2016, n. 154, e ai sensi dell’articolo 2 della legge 12 agosto 2016, n. 170, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n.67/2018.
Secondo l’art.1, che ne definisce l’ambito di applicazione, il decreto “contiene i principi e le disposizioni per l’armonizzazione, la razionalizzazione e la regolazione del sistema dei controlli e di certificazione delle attivita’ di produzione, trasformazione, commercializzazione, importazione di prodotti ottenuti secondo il metodo di agricoltura biologica e la relativa disciplina sanzionatoria e costituisce testo unico in materia di controlli in tale settore, ai sensi dell’articolo 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154[1]”, e rimanda, per le definizioni di «biologico», «operatore» e «conversione» al Reg. CE n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici.
Il corpo del decreto (artt.3, 4, 5, 6) è dedicato agli organismi di controllo che possono richiedere l’autorizzazione ad operare (inseriti in apposito elenco), alla descrizione delle loro specifiche competenze e allo svolgimento delle loro attività, nonché ai rapporti con il Ministero (ad esempio, comunicazione delle risultanze delle attività di svolte). L’art.8 individua poi le specifiche sanzioni pecuniarie a carico degli organismi di controllo.
Per quanto riguarda, invece, gli obblighi degli operatori del settore biologico, l’art.9 impone, ad esempio, di redigere ed aggiornare il documento contenente la descrizione completa dell’attivita’, del sito e dell’unita’ produttiva nonché quello contenente le misure per garantire, a livello di unita’, di sito e di attivita’, il rispetto delle norme di produzione biologica e prevenire i rischi di contaminazione; annotare su appositi registri tutte le operazioni riguardanti la produzione e la commercializzazione dei prodotti biologici, o in conversione, mettendoli a disposizione delle autorità competenti; comunicare periodicamente all’organismo di controllo la natura e la quantita’ di prodotto biologico, o in conversione, immesso sul mercato; consentire la tracciabilita’ e rintracciabilita’ dei prodotti biologici in tutte le fasi di produzione, preparazione e distribuzione…
In questa breve lettura del nuovo decreto, non può mancare uno sguardo alle sanzioni che, salvo che il fatto costituisca reato, hanno natura amministrativa pecuniaria e sono elencate nell’art.10 (Sanzioni amministrative pecuniarie relative alla designazione, alla presentazione e all’uso commerciale) e art.11 (Sanzioni amministrative pecuniarie a carico degli operatori), e vanno pagate presso le Tesorerie dello Stato territorialmente competenti (art.13).
[1] Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitivita’ dei settori agricolo e agroalimentare, nonche’ sanzioni in materia di pesca illegale.
Segnaliamo l’importante Convegno organizzato da AIGA Treviso e CNA Treviso in materia di etichettatura degli alimenti (con le nuove sanzioni nazionali del recentissimo D.Lgs. n.231/17 in vigore dal prossimo 9 maggio!), indicazioni di origine, sede dello stabilimento, Made in Italy e molto altro!
Locandina Convegno 16_3_2018
Di sicuro interesse per le aziende e gli operatori del settore alimentare, gli argomenti trattati saranno oggetto di dibattito e vi sarà spazio per le vostre domande!
Partecipazione gratuita, iscrizioni via mail come da dettagli in locandina.
Autorizzazione novel food: nuove Linee Guida di EFSA
Per richiedere l’autorizzazione a mettere in commercio un nuovo alimento (novel food) si deve applicare e seguire, dallo scorso 1 gennaio, la nuova disciplina introdotta dal Reg.UE n.2015/2283…tanto attesa e oggetto di grande curiosità da parte non solo degli operatori del settore ma anche dei consumatori.
Mangeremo cavallette? Al ristorante ci verranno serviti insetti asiatici? Non è proprio così, o perlomeno, non sono solo queste le domande che devono interessare.
In generale, come avevamo già anticipato, tale nuova procedura dovrebbe consentire maggiore semplicità negli adempimenti a carico dei richiedenti, tempistiche ridotte, meno burocrazia.
E un aiuto alla corretta applicazione del (nuovo) Reg.UE n.2015/2283 (in particolare, dell’art.10 Procedura per autorizzare l’immissione sul mercato dell’Unione di un nuovo alimento e per aggiornare l’elenco dell’Unione, in conformità con il Reg. di esecuzione UE n.2469/2017 della Commissione[1]) giunge da EFSA che alcuni giorni fa ha pubblicato le nuove Linee Guida per la presentazione delle domande di autorizzazione[2].
Le Linee Guida contengono una checklist che riceve le informazioni, i requisiti e i presupposti per avviare la domanda, e alcune schede tecniche dove riportare gli elementi e i dati necessari per accompagnare e integrare i dossier scientifici che devono essere allegati.
Va adeguatamente compilata e completata in tutte le sezioni e sottosezioni (Introduzione, Identificazione del novel food…) a cura del richiedente, che deve motivare i casi in cui non fornisce le informazioni richieste, e va inviata alla Commissione attraverso un apposito sistema informatico.
Si tratta di 4 documenti (Appendice B.1, B.2, B.3, B.4) ove vengono richieste informazioni circa gli studi e gli approfondimenti scientifici che sono stati condotti sul prodotto oggetto della domanda di autorizzazione.
EFSA raccomanda ai richiedenti di utilizzare tale documentazione e di attenersi alle istruzioni fornite.
Tutto questo, si spera, sarà davvero utile per velocizzare la procedura e consentire un più facile scambio di informazioni tra il richiedente e la Commissione.
[1] Trattasi del Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2469 della Commissione, del 20 dicembre 2017, che stabilisce i requisiti amministrativi e scientifici per le domande di cui all’articolo 10 del regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai nuovi alimenti.
[2] Administrative guidance on the submission of applications for authorisation of a novel food pursuant to Article 10 of Regulation (EU) 2015/2283.
Riportare dati e numeri non riesce sempre ad avere un senso, piuttosto diventa un susseguirsi di cifre e percentuali apparentemente senza significato.
Quando però questi dati e numeri sono riferiti alle attività di controllo svolte dall’ICQRF, ecco che ci dicono cose importanti.
Da qualche giorno, sul sito web del Mipaaf è pubblicato il Report dell’attività operativa dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi per il 2017, esplicativo delle diverse operazioni che l’Autorità ha condotto nei diversi ambiti (prodotti di qualità Dop, Igp, Stg) e settori merceologici (Vitivinicolo, olio, ortofrutta, carne, mangimi…), a difesa del settore produttivo agroalimentare italiano. Sostanzialmente, difesa del Made in Italy. Ecco quindi alcuni numeri, significativi dell’intenso lavoro svolto e dei grandi risultati raggiunti anche durante l’anno appena concluso, sulla scia degli anni precedenti, che confermano il ruolo esemplare dell’ICQRF tra le Autorità di controllo agroalimentare a livello internazionale.
Sono stati eseguiti in totale 53.733 controlli (40.857 ispettivi e 12.876 analitici) e gli operatori del settore alimentare controllati sono stati 25.168 (per 57.059 prodotti controllati).
In particolare, l’88% dei controlli ha riguardato i prodotti alimentari e il restante 12% ha riguardato invece mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari.
Quali i settori maggiormente controllati? Innanzitutto il vitivinicolo (17.527 controlli) e l’oleario (7.843 controlli), seguiti dal settore della carne e derivati (5.086 controlli), dal lattiero caseario (4.977 controlli), e poi dal settore ortofrutticolo (2.708 controlli), cereali e derivati (2.406 controlli), conserve vegetali (1.971 controlli), sostanze zuccherine (733 controlli), miele (793 controlli), bevande spiritose (613 controlli), uova (518 controlli), e 1.967 controlli su altri settori.
Sono state rilevate irregolarità per il 26,8% degli operatori, per il 15,7% dei prodotti e per il 7,8% dei campioni.
Quali (e quanti) i risultati strettamente operativi? A seguito delle attività ispettive e di controllo, sono state inoltrate all’Autorità Giudiziaria 455 notizie di reato, sono state elevate 3.715 contestazioni amministrative, sono stati effettuati 963 sequestri.
L’ICQRF riveste infatti un ruolo importante anche nella lotta alla criminalità nel settore agroalimentare, soprattutto carne e prodotti lattiero caseari, conducendo nel 2017 importanti operazioni di Polizia Giudiziaria.
E il commercio elettronico? ICQRF opera sulle piattaforme di Ebay, Alibaba e Amazon come soggetto legittimato (owner) a difendere il “nome” delle Indicazioni geografiche italiane.
Dal 2014 sono stati effettuati 2.202 interventi all’estero e sul web, e nel 2017 sono stati state avviate 615 procedure di contrasto a usurpazioni ed evocazioni con un totale di 295 blocchi di vendite (in particolare, 226 su Ebay, 37 su Amazon, 32 su Alibaba). Il maggior numero di interventi dal 2014 al 2017 ha interessato Prosecco, Parmigiano Reggiano, Wine kit, Aceto Balsamico di Modena, Prosciutto di Parma.
Se davvero questi dati, meglio esplicati nel documento ufficiale pubblicato dal Mipaaf, rappresentano una crescente e sempre più efficace tutela dell’agroalimentare italiano, con conseguente valorizzazione delle aziende che si impegnano per produrre e vendere prodotti nel pieno rispetto della normativa, allora non restano un elenco di numeri e percentuali ma hanno un vero significato concreto. Per ora, poterlo immaginare sulla fiducia è già un grande risultato.