Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2014/06/versamenti-imu-e-tasi-al-16-giugno-2014.html
Timestamp: 2019-06-16 16:46:22+00:00
Document Index: 2077965

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 17', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1']

Versamenti IMU e TASI 2014: gli ultimi aggiornamenti prima della scadenza | Commercialista Telematico
Versamenti IMU e TASI 2014: gli ultimi aggiornamenti prima della scadenza
L’acconto della Tassa sui servizi indivisibili erogati dai comuni, al debutto da quest’anno, dovrà essere pagato entro il prossimo 16 giugno nei circa 2.000 comuni che entro il 23 maggio hanno approvato e inviato al dipartimento delle Finanze le delibere con aliquote (e detrazioni) per proprietari e inquilini.
Per tutti gli altri comuni, invece, l’appuntamento alla cassa scatterà il 16 ottobre. A condizione però che i sindaci degli enti ritardatari (i 2/3 del totale) siano in grado di rispettare la seconda finestra per inviare le delibere al Mef che scadrà il 10 settembre (le decisioni dei sindaci dovranno essere pubblicate sul Portale del federalismo fiscale entro il 18 settembre). In caso contrario la Tasi sarà dovuta applicando l’aliquota di base pari all’1 per mille e sarà versata in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014. In questa ipotesi, la quota a carico dell’occupante dell’immobile (che per legge può variare dal 10 al 30% a seconda delle decisioni dei comuni) si pagherà nella misura minima e andrà determinata “con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale”. Ossia seguirà il trattamento giuridico (prima o seconda casa) del proprietario.
Con il Decreto Legge “ponte” approvato il 06 giugno 2014 dal consiglio dei ministri, il governo pare avere scritto la parola fine sul tormentato debutto della Tasi.
Invece, la scadenza dell’IMU riguarda oltre 15 milioni di contribuenti.
Abbiamo a disposizione un’utilissimo ebook sulla TASI, clicca qui!
Versamenti del 16 giugno 2014
IMU: Per il pagamento della prima rata dell’IMU occorre considerare le aliquote e le detrazioni dell’anno scorso (quindi, non serve “affannarsi” a cercare le nuove aliquote eventualmente già approvate e pubblicate per il 2014).
In particolare, per il calcolo dell’acconto IMU si dovranno prendere a riferimento le aliquote e detrazioni IMU dei 12 mesi dell’anno precedente; conseguentemente non ha rilevanza la delibera pubblicata per l’anno in corso prima del 16 giugno 2014. L’acconto è generalmente pari al 50% dell’imposta dovuta per l’anno precedente.
TASI: Per i Comuni che hanno deliberato le aliquote entro il 23 maggio 2014, la scadenza è il 16 giugno 2014; per i comuni che non hanno deliberato le aliquote per il pagamento entro tale data, il pagamento della prima rata è posticipato al 16 ottobre 2014 e l’aliquota è l’1 per mille.
Immobili sottoposti a IMU
Alla cassa sono chiamati per l’IMU i pochi proprietari di abitazioni principali “di lusso”, cioè comprese nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e i tanti che possiedono seconde case o altri immobili. Unici esclusi, oltre alle abitazioni principali non di lusso, i beni merce per le imprese di costruzione e i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola, mentre per i terreni valgono le regole dell’anno scorso: Un decreto dell’Economia avrebbe dovuto riscrivere l’elenco dei Comuni montani o collinari in cui si applica l’esenzione, ma il provvedimento non ha ancora visto la luce per cui al momento dovrebbe valere la vecchia lista.
La norma definisce “abitazione principale” l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Pertanto, affinché si possa parlare di abitazione principale ai fini IMU occorre la presenza di due condizioni in capo al possessore:
– l’abitazione deve costituire la sua dimora abituale;
– in essa vi deve risiedere anagraficamente.
– gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle Comunità montane, dai consorzi tra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
– gli immobili di cui all’art. art. 7, 1° comma, lett. b), c), d), e), f ), h), ed i) del D.Lgs. 504/1992.
Riguardo agli enti non commerciali, nel caso in cui l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista, l’esenzione si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l’individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività.
Immobili sottoposti alla TASI
In merito ai casi di esenzione dalla TASI, l’art. 1, 3° comma del Decreto salva Roma-ter ha introdotto (richiamando anche l’art. 7, co. 1, lett. b), c), d), e), f) e i), D.Lgs. 504/1992) nuove ipotesi di esenzione (che si aggiungono a quelle prevedibili tramite regolamento del Comune) per:
– immobili dello Stato, Regioni, Province, Comuni, comunità montane, consorzi tra enti, enti del Ssn, destinati esclusivamente a compiti istituzionali;
– fabbricati della Santa Sede individuati negli artt. 13-16 del Trattato Lateranense sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con Legge 810/1929;
– fabbricati di Stati esteri ed organizzazioni internazionali per i quali l’esenzione
è prevista da trattati internazionali;
– fabbricati della categoria E;
– fabbricati destinati ad uso culturale (art. 5-bis, DPR n. 601/1973), come musei, biblioteche, archivi;
– fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto;
– immobili degli enti non commerciali destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, di religione e di culto, ecc.
Sul punto si fa presente che l’esenzione è riconosciuta esclusivamente per le attività svolte con modalità non commerciali. Se l’uso è promiscuo (istituzionale e commerciale), l’esenzione spetta solo per la parte destinata all’attività non commerciale.
Soggetti tenuti a pagare l’IMU e la TASI
L’acconto dell’imposta per il corrente anno è dovuto da parte di:
– proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato;
– titolari di diritti reali (usufrutto, uso e abitazione) sui precedenti beni immobili;
– titolari del diritto di superficie (superficiario) e del diritto di enfiteusi (enfiteuta);
– utilizzatori degli immobili concessi in leasing (locatario);
– utilizzatori di immobili insistenti su aree demaniali in concessione (concessionario);
– coniuge assegnatario della casa coniugale in seguito a provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
– inquilini, limitatamente alla TASI, nella quota variabile dal 10% al 30%.
Al contrario, non sono tenuti ad effettuare alcun versamento:
– nudo proprietario;
– inquilino dell’immobile, limitatamente all’IMU, poiché l’imposta viene versata dal proprietario dell’immobile;
– società di leasing concedente (paga l’utilizzatore);
– comodatario (paga il comodante quale titolare dell’immobile);
– affittuario dell’azienda se l’azienda comprende un immobile (il versamento compete al proprietario dell’azienda che l’ha concessa in affitto);
– il coniuge non assegnatario in caso di separazione o divorzio.
Ai fini del calcolo dell’acconto si deve tenere conto delle variazioni intervenute nell’anno in corso, e fino alla data del 16 giugno 2014, monitorando:
– acquisti, vendite, costituzioni di usufrutto, ecc.;
– variazioni catastali intervenute sugli immobili;
– accatastamento con attribuzioni di rendita di immobili in precedenza sprovvisti;
– assunzione di contratti di leasing immobiliare;
– trasferimenti per successioni ereditarie.
Per un corretto calcolo è opportuno dotarsi di visure catastali aggiornate, da cui desumere i dati dell’immobile.
Immobili locati e quota TASI a carico degli inquilini
La Finanziaria 2014, tra le norme in materia di TASI, disciplina espressamente l’ipotesi in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal proprietario (inquilino). Con riguardo al versamento dell’imposta, il Legislatore ha previsto che una parte (compresa tra il 10% e il 30%) sia a carico dell’inquilino e che il residuo gravi sul proprietario. Tale misura è espressamente rimessa alla discrezionalità del singolo Comune che dovrà comunque fissarla nei citati limiti.
Il versamento dell’IMU, che può essere effettuato anche tramite bollettino di c/c/p, va effettuato ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997, tramite il mod. F24, utilizzando i codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 35/E/2012 integrati con quanto stabilito dalla successiva Risoluzione n. 33/E/2013:
– 3914 terreni agricoli (destinatario il Comune)
– 3925 immobili ad uso produttivo, cat. D (destinatario lo Stato)- 3930 immobili ad uso produttivo, cat. D (destinatario il Comune)
I suddetti codici devono essere esposti nella sezione “IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “codice ente/codice comune” deve contenere il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili.
Il D.M. 23 novembre 2012 ha approvato il modello di bollettino di conto corrente postale per il versamento dell’IMU. Il bollettino è utilizzabile dal 1° dicembre 2012, in aggiunta al modello F24, per tutte le tipologie di versamento riguardanti l’IMU e quindi potrà essere utilizzato anche per il versamento dell’acconto, in scadenza il 16 giugno.
Il numero di conto corrente è unico: 1008857615 ed è valido per tutti i comuni d’Italia. Questo conto corrente non potrà essere usato per effettuare pagamenti con bonifico bancario.
Modalità di versamento TASI
L’Agenzia delle entrate, con le Risoluzioni n. 46 e 47 del 2014, ha fornito i codici tributo per pagare la TASI, che sono:
– 3958 abitazione principale e relative pertinenze
– 3959 fabbricati rurali ad uso strumentale
– 3960 aree fabbricabili
– 3961 per altri fabbricati.
Ha illustrato i passaggi da seguire per una corretta compilazione del modello, precisando che i codici tributo devono essere riportati nella “Sezione Imu e altri tributi locali”, e che bisogna compilare i campi “codice ente/codice comune”, il codice catastale del Comune in cui si trovano gli immobili; “Numero immobili”; “Anno di riferimento”, in cui bisogna riportare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento e la casella Acc. che si riferisce al pagamento dell’acconto.
Di recente con il D.M. 23 maggio 2014, pubblicato sulla G.U. n. 122 del 28 maggio 2014, è stato approvato il bollettino di c/c/p utilizzabile a decorrere dal 2014. Nel bollettino è riportato il numero di c/c 1017381649, valido per tutti i Comuni (tale c/c non può essere utilizzato per effettuare versamenti tramite bonifico).
MEF: le FAQ in materia di TASI e di IMU
Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha pubblicato sul proprio sito internet il 04 giugno 2014 le risposte a domande frequenti in materia di TASI e di IMU, per la determinazione dei due tributi in vista della prossima scadenza del versamento del 16 giugno 2014.
– visto l’approssimarsi della scadenza dell’acconto IMU, è possibile sapere se il decreto previsto dalla nuova disposizione è in fase di emanazione?
– nel caso in cui il suddetto decreto non venga emanato in tempo utile per il pagamento dell’acconto IMU, è possibile continuare a riferirsi all’elenco allegato alla Circolare n. 9 del 14/6/1993, così come previsto dalla circolare del MEF n. 3/2012.
8) Considerando che l’art. 1, comma 675, della legge di stabilità per l’anno 2014 dispone che la base imponibile della TASI è quella prevista per l’IMU, si chiede se trovino automatica applicazione le riduzioni al 50% del valore imponibile di cui all’art. 13, comma 3, del D.L. n. 201 del 2011, concernenti gli immobili inagibili o inabitabili e i fabbricati di interesse storico e artistico.
– il proprietario paga per la quota di possesso dell’appartamento;
– l’amministratore versa per la sala condominiale rivalendosi sui singoli.
Il comma 681 dell’art. 1 della legge di stabilità 2014, prevede che il titolare del diritto reale e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria; l’occupante versa la TASI nella misura compresa tra il 10% e il 30% dell’ammontare complessivo dell’imposta, in base alla percentuale stabilita dal comune nel proprio regolamento, calcolata applicando l’aliquota determinata dal comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell’imposta sia corrisposta dal titolare del diritto reale.
–A calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (70,56 – 100).
– B calcola l’imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) con l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell’importo della detrazione (164,64 – 100).
– la detrazione eventualmente prevista dal Comune per l’abitazione principale.
–IMU per le abitazioni diverse da quelle classificate in A/1, A/8 e A/9:
–IMU per le abitazioni classificate in A/1, A/8 e A/9 (cosiddette di lusso) il contribuente calcola l’imposta nel seguente modo:
–TASI il contribuente calcola l’imposta nel seguente modo: