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Timestamp: 2019-01-18 05:05:59+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 4', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 20', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 8', 'art. 8', 'art. 127', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2']

Legge Regionale 4 novembre 1986, n. 23
Norme per la tutela contro l'inquinamento atmosferico ed acustico
Bollettino Ufficiale n. 46 del 4 novembre 1986
TESTO AGGIORNATO E COORDINATO CON: L.R. 13 giugno 1994, n. 24 e con 27 aprile 2004, n. 8.
1. La presente legge detta norme per la predisposizione ed adozione, ove necessario,
dei piani regionali di risanamento atmosferico previsti dal decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 1983. Essa inoltre disciplina: a) i contenuti degli eventuali piani regionali di risanamento; b) il coordinamento, attraverso norme procedimentali, delle funzioni spettanti
in materia di inquinamento atmosferico alla Regione, alle Province, ai Comuni
ed alle unità Sanitarie Locali;c) i casi e le modalità di estensione al territorio regionale della
normativa statale vigente in materia di inquinamento atmosferico prodotto
da insediamenti produttivi e da impianti termici;d) l'istituzione e il funzionamento del Comitato regionale contro l'inquinamento
Norme per la predisposizione dei piani regionali di risanamento atmosferico
1. La Giunta regionale, anche su segnalazione dei Comuni interessati e delle
Province, previa proposta del Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico
(C.R.I.A.) di cui al successivo articolo 7, e sentita la competente Commissione
Consiliare, individua le zone del territorio regionale da sottoporre a controllo
al fine di verificare il rispetto in dette zone degli standards di qualità dell'aria
fissati nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983.
2. La individuazione delle zone sarà determinata sulla base di un esame
comparativo dei seguenti fattori:a) insediamenti industriali, artigianali, commerciali e di servizio;b) densità degli impianti termici;c) traffico motorizzato;d) densità di popolazione;e) caratteristiche orografiche e di ventilazione.
3. Le Province provvedono ad effettuare nelle zone individuate ai sensi del
primo comma il rilevamento delle immissioni.
4. Le risultanze delle attività di rilevamento vengono periodicamente
comunicate a cura delle Province alla Giunta regionale ed ai Comuni compresi
nelle zone sottoposte a controllo.
5. Qualora, sulla base delle attività di controllo effettuate, risulti
il superamento o il rischio di superamento dei limiti di concentrazione fissati
dal Decreto del Presidente del consiglio dei ministri 28 marzo 1983, la Giunta
regionale, su proposta del CRIA, predispone appositi piani di risanamento
atmosferico che trasmette al Consiglio regionale per l'approvazione.
6. Oltre al rilevamento delle immissioni nelle zone individuate ai sensi del
primo comma, spetta altresì alle Province provvedere alla istituzione,
gestione ed aggiornamento con periodicità non superiore a tre anni
del catasto delle emissioni esistenti nel rispettivo territorio provinciale.
7. Per l'esercizio dei compiti concernenti il controllo delle immissioni ed
il catasto delle emissioni, le Province potranno avvalersi sotto l'aspetto
tecnico anche dei presidi multizonali di igiene e prevenzione di cui alla
legge regionale 16 novembre 1982, n. 36 nonché di enti, istituti, laboratori
ed altre strutture di ricerca o analisi riconosciuti idonei, sentito il Comitato
regionale, di cui al successivo art. 7, dalla Giunta regionale.
8. Ai fini di cui al precedente comma le Province possono addivenire a forme
di collaborazione con i Comuni per la parte di competenza a questi attribuita
dalla normativa vigente in materia di controlli dell'inquinamento atmosferico.
9. La prima individuazione delle zone indicate al precedente primo comma, deve
avvenire entro 90 giorni dall'insediamento del Comitato regionale contro l'inquinamento
Contenuti dei piani regionali
1. I piani regionali di risanamento atmosferico provvedono, tra l'altro, a:a) individuare le sostanze che, pur non comprese nella tabella allegata al
D.P.C.M. 28 marzo 1983 costituiscono, in relazione ai fattori ambientali
locali, causa concreta di inquinamento;b) indicare i sistemi ed i procedimenti più idonei per la graduale
riduzione dell'inquinamento entro i limiti prescritti;c) preventivare il costo delle azioni programmate e gli eventuali mezzi per
2. Nell'ambito dei suddetti piani, si può:a) imporre il divieto di attivare nuove emissioni e di aumentare quelle esistenti;b) stabilire le misure di intervento indicate al successivo art. 4 primo comma;c) imporre i tipi di combustibili utilizzabili per impianti termici destinati
al riscaldamento dei locali o l'introduzione di sistemi di riscaldamento non
inquinanti che utilizzino energie alternative;d) imporre li limitazione alla circolazione dei veicoli.
3. Per la predisposizione dei piani di risanamento la Giunta regionale può avvalersi
oltre che del CRIA, di istituti universitari, enti pubblici o privati specializzati
o esperti esterni di comprovata qualificazione.
Estensione al territorio regionale della normativa
1. Qualora i piani regionali di risanamento atmosferico, adottati secondo la
procedura di cui alla presente legge, prevedano misure di intervento dirette
a limitare l'inquinamento proveniente da stabilimenti industriali, artigianali,
commerciali o di servizio e/o da impianti termici, il Consiglio regionale,
contestualmente all'adozione di detti piani provvede tra l'altro a:a) dichiarare "sotto controllo", ai sensi della legge 13 luglio
1966, n. 615, il territorio dei comuni ricadenti nelle zone oggetto dei piani;b) sottoporre alla disciplina dell'art. 20 della legge 13 luglio 1966, n.
615, e del decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322
gli stabilimenti industriali e, ove necessario, quelli artigianali, commerciali
e di servizio ubicati nei Comuni dichiarati sotto controllo;c) sottoporre alla disciplina di cui al cap. 2, 3 e 4 della
legge 13 luglio 1966, n. 615 e al D.P.R. 22 dicembre 1970, n. 1391 gli impianti
termici esistenti nei comuni dichiarati sotto controllo;d) stabilire i termini a decorrere dai quali gli stabilimenti e gli impianti
termici innanzi indicati non ancora in attività devono ritenersi assoggettati
alla disciplina della normativa statale sovra richiamata nonché i termini
entro i quali gli stabilimenti e gli impianti termici già in attività devono
adeguarsi alla suddetta normativa statale.
2. Ai fini della concreta applicazione della normativa statale richiamata nel
presente articolo, si intendono confermate le procedure di controllo previste
nella normativa medesima nonché i poteri attribuiti ai Comuni, alle
Province, ai Sindaci ed al Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico,
come modificato dal successivo art. 7 fatto salvo quanto diversamente disposto
da leggi statali successivamente intervenute.
3. Ai medesimi fini, il potere attribuito al Prefetto dall'art. 20, quinto comma
della legge 615/1966 si intende di spettanza del Sindaco competente per territorio.
1. Qualora sia richiesto da eccezionali ed urgenti necessità di tutela
della salute pubblica o dell'ambiente, il Presidente della Giunta regionale
o il Sindaco adottano, in materia di inquinamento atmosferico, ordinanze contingibili
ed urgenti con efficacia estesa rispettivamente al territorio della regione
o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio
Vigenza delle disposizioni generali statali contro l'inquinamento atmosferico
1. Anche successivamente all'adozione dei piani regionali di risanamento atmosferico
di cui al precedente art. 2, è fatta salva l'applicabilità,
anche nelle zone oggetto dei piani, delle disposizioni legislative e regolamentari
statali vigenti in materia di inquinamento atmosferico con particolare riferimento
alle norme di cui agli artt. 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 recante
l'approvazione del testo unico delle leggi sanitarie.
Istituzione del Comitato regionale contro l'inquinamento atmosferico
1. E' istituito presso la Giunta regionale il Comitato regionale contro l'inquinamento
2. Spetta, in particolare, al suddetto Comitato:a) esercitare i compiti ad esso demandati dalla legge 13 luglio 1966, n. 615
e dal decreto del Presidente della Repubblica 15 aprile 1971, n. 322 relativamente
ai comuni dichiarati sotto controllo a norma del precedente art. 4;b) esaminare qualsiasi questione inerente all'inquinamento atmosferico di
interesse della Regione o che abbia particolare rilevanza;c) esprimere, a richiesta, parere sui provvedimenti di competenza delle amministrazioni
comunali, singole o associate e delle province;d) proporre alla Giunta regionale ogni iniziativa utile ad approfondire la
conoscenza dei fenomeni aventi influenza sull'inquinamento atmosferico;e) formulare parere e proposte per l'esercizio da parte della Regione dei
compiti ad essa demandati dall'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 28 marzo 1983, con particolare riguardo all'adozione, ove necessario,
dei piani regionali di risanamento atmosferico;f) esercitare ogni altro compito ad esso demandato dalla presente legge.
Composizione del Comitato (1)
1. Il CRIA è composto da:
a) Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente e Territorio o da un Dirigente regionale all'uopo da questi delegato con funzioni di Presidente;
b) Funzionario regionale in servizio presso la struttura del Dipartimento Ambiente e Territorio competente in materia di Inquinamento Atmosferico ed Acustico;
c) Responsabile dell'area tematica "area" dei Dipartimenti Provinciali dell'ARPAB di Potenza e Matera;
d) Sei esperti, di cui quattro rispettivamente in Impiantistica Industriale, in Meteorologia, in Chimica Industriale e in Metodologia di analisi ambientali e due in Inquinamento Acustico, scelti tra docenti Universitari o altri soggetti, sempre di comprovata esperienza nei suddetti settori, operanti presso Istituti o Enti di ricerca;
e) Responsabile del settore ambiente delle Amministrazioni Provinciali di Potenza e Matera.
2. Le funzioni di segreteria del Comitato sono svolte da personale regionale in servizio presso il Dipartimento Ambiente e Territorio designato dal Dirigente Generale. Il Comitato è costituito con atto della Giunta regionale. Gli esperti di cui alla lettera d) del comma 1 sono designati dal Consiglio regionale, anche in caso di sostituzione per qualsiasi motivo.
3. I componenti del Comitato restano in carica quattro anni e possono essere riconfermati.
4. I componenti che senza giustificazione rimangono assenti per tre riunioni consecutive vengono dichiarati decaduti dal Presidente del Comitato. Per la sostituzione di un componente, in caso di rinuncia o di qualsiasi altra causa, provvederà per competenza la Giunta regionale. Il sostituto resta in carica fino alla scadenza del mandato del sostituto.
Estensione all'inquinamento acustico dei compiti del C.R.I.A.
1. Ad avvenuta emanazione da parte dello Stato della normativa concernente i
limiti di accettabilità delle emissioni sonore negli ambienti abitativi
e negli ambienti esterni ovvero di altra disciplina a carattere generale in
materia, la Giunta regionale è autorizzata ad integrare il C.R.I.A.
di un numero di componenti, non superiore a tre, esperti in problemi di inquinamento
2. Spetta al Comitato, in materia di inquinamento acustico relativo agli ambienti
abitativi ed all'ambiente esterno:a) esaminare qualsiasi questione che abbia rilevanza nell'ambito regionale;b) esprimere, a richiesta, parere sui provvedimenti di competenza dei comuni,
singoli o associati, o di altra pubblica amministrazione;c) formulare proposte alla Giunta regionale per l'effettuazione di studi,
ricerche ed iniziative di interesse regionale nonché per l'esercizio
delle funzioni spettanti in materia alla regione.
1. Alle sedute del Comitato sono invitati, con facoltà di essere coadiuvati
o di farsi rappresentare da esperti di fiducia, i rappresentanti degli Enti
locali e delle Amministrazioni pubbliche direttamente interessate alle questioni
poste all'ordine del giorno.
2. A dette sedute sono invitati a richiesta, con facoltà di essere coadiuvati
o di farsi rappresentare da esperti di fiducia, i titolari delle imprese interessate
ai progetti o stabilimenti sottoposti all'esame del C.R.I.A.
3. Le riunioni del Comitato sono valide con la presenza della maggioranza assoluta
dei componenti il Collegio e le decisioni sono valide quando siano adottate
con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti.
4. Il Comitato, qualora lo ritenga necessario, può chiedere agli organi
della Regione di avvalersi della collaborazione di organi ed uffici statali,
di Università ed Enti di ricerca e/o di esperti nelle specifiche materie.
5. I lavori del Comitato sono disciplinati da un regolamento interno approvato
dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta.
6. Con detto regolamento può essere prevista, tra l'altro, l'articolazione
del Comitato in sezione nonché la costituzione di gruppi di lavoro
e/o il conferimento di incarichi particolari a singoli componenti.
Compensi e rimborsi (2)
1. Ai componenti di cui all'art. 1, lettere b), c), e), della presente legge nonché al segretario del Comitato regionale contro l'Inquinamento Atmosferico e Acustico (CRIAB), viene corrisposto un gettone di presenza nella misura di € 51,65 per ciascuna giornata di partecipazione alla relativa seduta.
2. Ai componenti esperti di cui all'art. 1, lettera d), della presente legge è corrisposto un gettone di presenza nella misura di € 103,29 per ciascuna giornata di partecipazione alla relativa seduta.
3. Ai componenti esterni all'Amministrazione regionale che risiedono stabilmente in comuni diversi da quello ove ha sede il Comitato, qualora si recano alla seduta è corrisposta oltre ai compensi di cui ai commi precedenti, una indennità chilometrica calcolata con i parametri riservati ai dirigenti regionali.
4. L'importo dei contributi di cui al presente articolo viene rideterminato in rapporto all'indice ISTAT dell'inflazione, con cadenza biennale e con decorrenza dal 1° gennaio dell'anno successivo al compiuto biennio.
5. Per i viaggi di servizio, richiesti in sede di Comitato, per la valutazione di pratiche complesse, a tutti i componenti esterni all'Amministrazione regionale sarà corrisposto il rimborso delle spese di trasferta secondo i parametri riservati ai dirigenti regionali.
6. Le riunioni del Comitato devono essere svolte al di fuori del normale orario di servizio.
7. L'onere per le spese di funzionamento del Comitato regionale contro l'Inquinamento Atmosferico e Acustico farà carico sulle disponibilità esistenti sul capitolo 01103 U.P.B. 0111.03 (funzionamento degli organi di controllo e di altri organismi della Regione) del bilancio corrente 2004 e sulla stessa o corrispondente U.P.B. dei bilanci successivi.
1. In attesa dell'espletamento della procedura prevista dall'art. 8 per la costituzione
del Comitato Regionale contro l'inquinamento atmosferico la Giunta regionale,
al fine di poter adottare atti urgenti per i quali sia prevista dalla normativa
statale vigente il parere obbligatorio del Comitato medesimo provvede a costituire
in via provvisoria detto organismo con composizione limitata ai componenti
indicati nelle lettere a), b), c), d), e) ed f) del citato articolo 8. Il
Comitato provvisorio resta in carica fino alla definizione dell'atto di costituzione
previsto dall'art. 8.
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.
(1) articolo, già sostituito dall'art. 1, L.R. 13 giugno 1994, n. 24, è stato poi nuovamente così sostituito dall'art. 1, L.R. 27 aprile 2004, n. 8;
(2) articolo sostituito dall'art. 2, L.R. 27 aprile 2004, n. 8.