Source: http://patrimoniopubblico.it/site/d_NewsList.asp?whichpage=4&SortField=&SortDir=&CategoriaNews=88&DataDa=&DataA=&stat=
Timestamp: 2020-06-03 21:26:46+00:00
Document Index: 131982499

Matched Legal Cases: ['art. 61', 'art. 176', 'art. 176', 'art. 68', 'art. 160', 'art. 21', 'art. 21']

Può essere dichiarata di notevole interesse culturale anche un'opera di un autore straniero
Non e' detto che un bene sia di interesse archelogico solo perche' insiste su un'area di interesse archeologico
Non è conseguenza immediata che un bene che ricade in un'area di interesse archeologico sia per se stesso un bene di interesse archiologico.
Prelazione su beni storico-artistici: il termine è rispettato con la consegna all'incaricato della notifica
Perché il diritto di prelazione sui beni storico-artistici possa dirsi tempestivamente esercitato è sufficiente che l'atto sia consegnato entro il termine perentorio prescritto dall'art. 61 D. Lgs. 42/2004 ed è, invece, irrilevante il momento in cui l'atto perviene al destinatario: non può infatti discendere un effetto di decadenza dal ritardo nel compimento di un'attività riferibile non al notificante, ma a soggetti diversi e perciò del tutto estranea alla sfera di disponibilità del primo.
Meno burocrazia per gli immobili storici
Il decreto sviluppo prevede, fra le altre misure, l'eliminazione degli admepimenti burocratici imposti ai proprietari di immobili di interesse storico-artistico.
La giurisdizione e' del go se si contesta la sussistenza del potere di prelazione
Il diritto di prelazione a favore dello Stato nelle alienazioni a titolo oneroso di cose di interesse artistico e storico si esercita per mezzo di un atto amministrativo che affievolisce il diritto del privato, rendendo la relativa situazione giuridica tutelabile davanti al giudice amministrativo, ma qualora l'interessato ponga a fondamento delle sue pretese l'assunto della carenza del potere stesso la giurisdizione spetta al giudice ordinario, essendo la controversia attinente alla tutela del diritto soggettivo di proprietà.
La denuncia di trasferimento di beni culturali vale rinuncia all'usucapione
Ai fini dell'autorizzazione all'alienazione di beni culturali, la soprintendenza deve valutare la sola compatibilita' del nuovo uso con il carattere storico-artistico del bene
L'autorizzazione ministeriale all'alienazione di beni appartenenti al demanio culturale non può essere rilasciata qualora la destinazione d'uso proposta sia suscettibile di arrecare pregiudizio alla conservazione e fruizione pubblica del bene o comunque risulti non compatibile con il carattere storico e artistico del bene medesimo. Invece, le vicende afferenti il rapporto privatistico che hanno portato la P.A. ad acquisire un bene culturale non possono influenzare il giudizio della Soprintendenza in merito all'autorizzazione all'alienazione del bene stesso, potendo semmai incidere sulla perfezione del precedente atto di trasferimento e sulla sua sopravvivenza, secondo i canoni civilistici della donazione e dell'alienazione.
Il cessionario di beni culturali appartenenti allo stato risponde del reato previsto dall'art. 176 d. lgs. 42/2004
L'art. 176 d. lgs. 42/2004 sanziona chiunque si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato, pertanto integra tale reato la condotta del soggetto che si rende cessionario del bene conoscendone l'appartenenza al demanio pubblico.
Beni culturali: ai fini dell'attestato di libera circolazione non ha rilievo l'allegato a del d. lgs. 42/2004
Ai fini del rilascio dell'attestato di libera circolazione, non assume rilievo l'allegato A del d. lgs. 42/2004, che tra le norme a cui si riferisce non richiama l'art. 68.
È illegittimo il provvedimento adottato in applicazione dell'art. 160 d. lgs. 42/2004, secondo cui il responsabile di danni arrecati ai beni culturali derivanti dalla violazione degli obblighi di protezione e di conservazione è sanzionato con l'esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione, qualora il responsabile non potesse avere conoscenza del carattere storico artistico del bene per la mancanza della trascrizione nei registri immobiliari della declaratoria di interesse storico-artistico.
Il vincolo monumentale ope legis non si estende alle proprietà private confinanti
L'autorizzazione ex art. 21 d. lgs. 42/2004 non necessita di specifiche formalità
La sottoscrizione da parte del Soprintendente per i beni archittettonici e culturali del verbale dell'incontro da cui risulta la presa d'atto da parte di questi della necessità di demolire un bene culturale è sufficiente ad integrare il presupposto dell'autorizzazione di cui all'art. 21 D. Lgs. 42/2004.
Quand on ne travaillera plus les lendemains des jours de repos, la fatigue sera vaincue (Alphonse Allais)