Source: http://pontiniaecologia.blogspot.it/2016/04/
Timestamp: 2017-07-20 22:46:57+00:00
Document Index: 12865551

Matched Legal Cases: ['art. 196', 'art. 199', 'art, 200', 'art. 197', 'art. 12', 'art.\n205', 'art. 117', 'art. 3', 'art. 8']

LAZIO DELIBERAZIONE
REGIONALE PROPOSTA
N. 5174
Regionale: TERRITORIO,
INTEGRATO DEI RIFIUTI
n. ___________________ del ___________________
Schema di deliberazione concernente:
_____(_C_R_E_S_C_E_N_Z_I_
_R_O_B_E_R_T_O_)____ _____(_C_R_E_S_C_E_N_Z_I_ _R_O_B_E_R_T_O_)____
_________(_F_._ _T_O_S_I_N_I_)________ ________(_M_._
_M_A_N_E_T_T_I_)________ ___________________________
ESTENSORE IL RESP. PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE RESPONSABILE IL
CON IL CONSIGLIO, AMBIENTE, RIFIUTI
______(_B_u_s_c_h_i_n_i_
_M_a_u_r_o_)______
PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
CONSILIARE: VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
dell' esame:
osservazioni senza osservazioni
DELLA GIUNTA Data
di ricezione: 21/04/2016 prot. 204
RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO IL DIRIGENTE COMPETENTE
SEGRETARIO DELLA GIUNTA IL PRESIDENTE
regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio 18
gennaio 2012, n. 14 così come modificato dalla Deliberazione di
24 luglio 2013, n. 8 – Approvazione "Determinazione del
fabbisogno"
DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
1 / 4 Richiesta
di pubblicazione sul BUR: SI 199
gennaio 2012, n. 14
modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8 –
“Determinazione
del fabbisogno”
dell’Assessore ai Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti;
regionale 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del sistema
disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e
Regolamento di organizzazione degli Uffici e dei Servizi della Giunta
Regionale del 6
n. 1 e successive modificazioni;
VISTO il D.lgs. 3
aprile 2006, n. 152 e s.m.i. “Norme in materia ambientale” e in
particolare l’art. 196,
VISTA la L.R. 9
luglio 1998, n. 27 e s.m.i. “Disciplina regionale della gestione
Deliberazione del Consiglio Regionale 18 gennaio 2012, n. 14 che
approva il Piano regionale
Deliberazione del Consiglio Regionale del 24 luglio 2013, n. 8 con la
quale si è proceduto
alla revoca dello
Scenario di Controllo e del Relativo schema di flusso del Piano di
del Lazio di cui
alla citata D.C.R. 14/2012;
direttiva 2008/98/Ce contenente misure volte a proteggere l’ambiente
e la salute umana
prevenendo o
riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei
rifiuti, riducendo gli
complessivi dell’uso delle risorse e migliorandone l’efficacia;
ATTESO che ai
sensi dell’art. 199 comma 1 del D.lgs. 152/2006, le regioni,
sentite le province, i
comuni e, per
quanto riguarda i rifiuti urbani, le Autorità d'ambito di cui
all'articolo 201, nel rispetto
dei principi e
delle finalità di cui agli articoli 177, 178, 179, 180, 181, 182 e
182-bis ed in conformità ai
stabiliti dall'articolo 195, comma 1, lettera m), ed a quelli
previsti dal presente articolo,
predispongono e
adottano piani regionali di gestione dei rifiuti;
sensi dell’art, 200 comma 1 del D.lgs. 152/2006 la gestione dei
rifiuti urbani è
base di ambiti territoriali ottimali, di seguito anche denominati
ATO, delimitati dal
di cui all'articolo 199, nel rispetto delle linee guida di cui
all'articolo 195, comma 1,
lettere m), n) ed
o), e secondo i seguenti criteri:
a) superamento
della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di
gestione integrata dei
b) conseguimento
di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri
c) adeguata
valutazione del sistema stradale e ferroviario di comunicazione al
fine di ottimizzare i
all'interno dell'ATO;
d) valorizzazione
di esigenze comuni e affinità nella produzione e gestione dei
e) ricognizione
di impianti di gestione di rifiuti già realizzati e funzionanti;
f) considerazione
delle precedenti delimitazioni affinché i nuovi ATO si discostino
dai precedenti solo
motivate esigenze di efficacia, efficienza ed economicità;
RICHIAMATO questa
Regione ha assunto impegni inderogabili con la Commissione Europea
diverse criticità nell’ambito della pianificazione in materia
rifiuti che, come noto,
l’Amministrazione coinvolta anche in procedimenti presso la Corte
di Giustizia Europea.
la scrivente Amministrazione si è impegnata a rimodulare lo
“scenario di controllo” al
vigente piano
regionale di gestione dei rifiuti, a seguito della revoca attuata con
Regionale n. 8 del 24 luglio 2013 allo scenario di controllo
originariamente previsto al piano
rifiuti approvato
con D.C.R. n. 14 del 18 gennaio 2012 determinando il nuovo
“fabbisogno” entro il 31
inoltre che la successivamente alla stesura di tale “fabbisogno”
si procederà all’
piano regionale di gestione dei rifiuti, sulla base delle future
localizzazioni e
attivando la
procedura prevista alla Parte II del D.lgs. 152/2006 e s.m.i.
relativa alla valutazione
strategica (VAS);
con nota prot. 11204 del 12/01/2016, sono state convocate le riunioni
Città metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale per
l’acquisizione di dati e
per la redazione del documento sopra richiamato. Nel corso delle
medesime si era
chiesto alle
citate Amministrazioni ai sensi dell’art. 197 del D.lgs. 152/2006
di fornire dati aggiornati
produzione dei rifiuti urbani nell’ambito provinciale, nonché
quali siano le previsioni
gestione dei rifiuti a diversi orizzonti temporali nel breve (data
odierna), medio (cinque
anni) e lungo
periodo (dieci anni) con particolare riguardo agli obiettivi di
raccolta differenziata e gli
intendimenti che
le medesime Amministrazioni intendono porre in essere per valutare la
infrastrutture impiantistiche per la gestione del ciclo dei rifiuti
per tale ambito geografico;
sono state acquisite le valutazioni della Città metropolitana di
Roma Capitale con
34894/16 del 29/02/2016, della Provincia di Latina con nota prot.
14885 del 21/3/2016, della
Rieti con nota prot. 11421 del 18/3/2016, di Roma Capitale con nota
prot. 13982 del
15/3/2016. Le
Province di Viterbo e Frosinone hanno inviato proprie valutazioni ma
non dati aggiornati
stati utilizzati i dati ISPRA;
dalla elaborazione dei dati e delle valutazioni di merito di cui alle
precedenti note è
stato redatto un
apposito documento denominato “Determinazione del fabbisogno”
allegato al presente
RITENUTO che i
contenuti del citato documento rispondono a quanto previsto dalla
D.C.R. 21 luglio
2013, n. 8 ed in
particolare alla “rideterminazione
del fabbisogno impiantistico dedicato al trattamento
rifiuti urbani” in termini
meramente quantitativi, sulla base delle indicazioni pervenute da
competenti e da ISPRA ed elaborati dalla competente struttura
VALUTATO che la
DCR 8/2013 prevedeva al 2° punto di “Rideterminare
per gli effetti di cui sopra, il
impiantistico dedicato al trattamento dei rifiuti urbani del Lazio
mediante procedura di
avviarsi secondo modalità da definire con apposita deliberazione
della Giunta Regionale”
RITENUTO che il
documento “Determinazione del Fabbisogno” sostituisca il
paragrafo 10.7 e
seguenti del
vigente Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di
Consiglio 18 gennaio 2012,
n. 14 così come
modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio 2013, n. 8;
PRESO ATTO di
quanto riportato nelle conclusioni del documento di “Determinazione
Fabbisogno” ed
in particolare che è necessario provvedere, nelle more della
della procedura di VAS per l’aggiornamento del Piano di Gestione
dei rifiuti, al fine di
evitare emergenze
e superare la procedura di infrazione, verificare, effettuando tutte
legge, la possibilità di autorizzare ulteriori limitate volumetrie
da utilizzare nel periodo
definitiva approvazione di cui sopra, nei siti già esistenti ed in
esercizio per le necessità
di circa 3 anni a
far data dall’approvazione del presente atto, quali impianti di
dei rifiuti urbani;
necessario approvare il citato documento denominato “Determinazione
del Fabbisogno”;
il presente provvedimento non comporta impegno di spesa;
premesso che integralmente si richiama
a) Prendere atto
della relazione allegata ed approvare il documento denominato
parte integrante del presente atto, dando atto che tale documento
paragrafo 10.7
del vigente Piano regionale dei rifiuti di cui alla Deliberazione di
gennaio 2012, n.
14 così come modificato dalla Deliberazione di Consiglio 24 luglio
2013, n. 8;
b) Di stabilire
in attuazione al secondo punto della Delibera di Consiglio Regionale
24/7/2013, di
sottoporre il documento denominato “ Determinazione del fabbisogno”
Verifica di Assoggettibilità a VAS di cui all’art. 12 del D.Lgs.
provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione
Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di
deliberazione che
regionale gestione dei rifiuti di cui alla Deliberazione di Consiglio
gennaio 2012 n. 14 così come modificata dalla Deliberazione di
24 luglio 2013 n. 8
I R E Z ION E T E R R I TOR IO, U R B A N I S T I C A , M OB I L I T
A ’ E R I F I U T I
r e a C i c l o I n t e g r a t o d e i R i f i u t i
DE L GIORGIONE 1 2 9 TE L + 3 9 . 0 6 . 5 1 6 8 1
0 1 4 7 ROMA FAX +3 9 . 0 6 . 5 1 6 8 5 8 4 7 @REGIONE . LAZIO. I T
tecnica sullo stato della gestione dei rifiuti nel Lazio
seguito di revoca con Deliberazione di Consiglio regionale 24 luglio
2013 n. 8 e
di disporre di utili strumenti nel caso di scostamenti della gestione
dei rifiuti nella
da quanto programmato nel Piano, ai sensi del comma 1bis dell’art.
205 del D.lgs.
si riformula la determinazione del fabbisogno in termini
impiantistici per il trattamento,
e smaltimento dei residui, basato sui dati statistici forniti da
ISPRA nei Rapporti Rifiuti
2012, 2013, 2014 ad oggi a disposizione in aggiornamento di quanto
riportato nel precedente
di cui alla Deliberazione di Consiglio 18 gennaio 2012 n. 14.
Regione Lazio vuole inoltre procedere all’aggiornamento del Piano
sia basato non solo su una gestione efficace ed efficiente, ma
soprattutto su un approccio
e sostenibile finalizzato a preservare le risorse naturali ed
energetiche ed a ridurre le
nell’ambiente. Tale approccio necessita di una revisione
dell’intero processo a partire
progettazione del prodotto, alla sua realizzazione, al suo utilizzo
sostenibile da parte
fino alla gestione del rifiuto prevedendo comportamenti e stili di
vita che non mettano a
l’ambiente circostante, la qualità della vita dell’uomo stesso,
la tutela del territorio e la
programmazione della Regione Lazio ha l’obiettivo di governare il
delle azioni di prevenzione della produzione dei rifiuti nel
territorio migliorando lo
di informazioni, il coordinamento e la collaborazione tra i diversi
soggetti coinvolti a
territoriale ed istituzionale.
ricorda che tuttora si è in attesa dei lavori che dovrà svolgere il
materia di prevenzione dei rifiuti, per i quali è stata avviata la
Regione Lazio vuole costruire la consapevolezza nella cittadinanza
scelte e comportamenti virtuosi in campo ambientale in tutti i
momenti della vita civile
al fine di creare opportunità di lavoro che possa rispondere alle
che vede il rifiuto come risorsa e non solo come onere.
che il Piano vigente ha la finalità di garantire il raggiungimento
Miglioramento delle attività di prevenzione e riduzione nella
Miglioramento della raccolta differenziata;
Miglioramento delle capacità di trattamento dei rifiuti e delle
attività di compostaggio e
delle frazioni organiche;
Autosufficienza per l’attività di trattamento dei rifiuti in
termini di impiantistica;
Autosufficienza per le attività di termovalorizzazione e di
conferimento in discarica delle
non riutilizzabili, non riciclabili e non valorizzabili;
Riduzione della mobilizzazione dei rifiuti all’interno ed
all’esterno della regione.
Deliberazione di Giunta Regionale n. 720 del 24 ottobre 2014 sono
guida per la redazione del Programma regionale di prevenzione dei
rifiuti del Lazio. Nel
sono state indicate le diverse iniziative volte alla riduzione nella
avviando buone prassi di riuso dei beni inutilizzati e di consumo
consapevole, nonché
campagne di sensibilizzazione ai consumatori; supportando studi che
operano sulla
di imballaggi, avviando, in un’ottica regionale, un dialogo con
aziende e distributori
territorio o particolarmente attivi sul territorio; attivando
procedure di premialità per le ditte in
di certificati verdi per la raccolta differenziata e per la
ecocompatibili;
nel rispetto delle direttive del piano di riduzione di rifiuti di cui
del 7 ottobre 2013 con il quale il Ministero dell’Ambiente e della
Mare ha adottato il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti
nel rispetto della scadenza
prevista dalla Direttiva 2008/98/CE per il 12 dicembre 2013. Il
sostegno alla riduzione
produzione dei rifiuti è il primo punto che il Piano di gestione dei
rifiuti del Lazio ha inserito
gli obiettivi e linee di intervento nel rispetto della gerarchia di
azione dettata dalla normativa
azioni previste dal Decreto sono:
la prevenzione nella produzione di rifiuti e la riduzione della
pericolosità sull’ambiente e sulla
il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e di
quelli assimilati adottando in
preferenziale il sistema di raccolta porta a porta e dei rifiuti
la promozione e la sostenibilità delle attività di riutilizzo,
riciclaggio e recupero dei rifiuti urbani
speciali, nonché di ogni altra azione diretta ad ottenere da essi
lo sviluppo dell’applicazione di nuove tecnologie impiantistiche, a
basso impatto ambientale, che
un risparmio di risorse naturali;
la riduzione della movimentazione dei rifiuti attraverso lo
smaltimento in impianti il più possibile
ai luoghi di produzione;
la riduzione dello smaltimento della frazione di rifiuto
indifferenziato;
il miglioramento dell’informazione dei cittadini e della loro
partecipazione ai processi
la promozione della progettazione nei centri di ricerca e presso le
imprese, di prodotti ed
tali da ridurre all’origine la formazione di rifiuti non
riciclabili e non differenziabili.
rispetto di tali direttive il piano regionale prevede diverse
iniziative che prevedono la
di misure di prevenzione e l’applicazione di strumenti di
attuazione. Le misure sono sia
carattere generale tali da contribuire al successo delle politiche di
prevenzione prendendo in
più tipologie di rifiuto che specifiche che invece riguardano
singole tipologie di
misure generali sono rappresentate da:
Legislazione, pianificazione e programmazione e quindi misure
relative agli
legislativi, pianificatori e programmatori in materia di prevenzione,
ed altri atti amministrativi;
Produzione sostenibile: comprende misure che prevedono cambiamenti
nei modelli di
ed organizzazione delle attività erogatrici di beni e servizi.
Green Public Procurement: misure riguardanti l’introduzione, nelle
e nei bandi pubblici, di criteri di selezione e di valutazione di
che, pur assicurando la libera concorrenza, garantiscono l’acquisto
preferibili dal punto di vista ambientale.
Riutilizzo: misure che promuovono iniziative dirette a favorire il
riutilizzo dei prodotti;
Informazione, sensibilizzazione, educazione: misure di informazione,
educazione dirette ai cittadini ed alle strutture pubbliche e private
Promozione e ricerca: misure che promuovono la ricerca e lo sviluppo
di attività per la
della produzione dei rifiuti.
Misure Specifiche comprendono interventi particolari sui rifiuti da
imballaggio, da
e demolizione; da plastica; da apparecchiature elettriche ed
elettroniche, ingombranti;
rispetto dei principi di sostenibilità economica ed ambientale della
gestione dei rifiuti, il
deve innanzitutto garantire la piena coerenza tra le necessità e la
disponibilità impiantistica
possa garantire il necessario trattamento e smaltimento all’interno
dapprima degli ATO (ambiti
ottimali le cui Autorità d’ambito non sono mai state costituite) e
quindi del territorio
della coerenza può essere raggiunto sia con la realizzazione di
nuovi impianti,
che sta accadendo con le ultime autorizzazioni rese nel corso del
periodo 2014-2015 che con il
delle percentuali previste della raccolta differenziata.
“Saremo il cane da guardia delle istituzioni perché non vengano dispersi 80 anni di storia del Parco nazionale dello Stelvio, pronti a mettere sotto i riflettori tutti i conflitti con le leggi esistenti ma anche a riconoscere novità positive se ci saranno”. Nasce su questi presupposti l’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio, istituito da 10 tra le maggiori associazioni italiane di protezione ambientale (CAI, CTS, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) che focalizza la sua attenzione sulla contestazione della illegittimità costituzionale di una parte rilevante del nuovo quadro normativo che ha definito la nuova governance del Parco derivante dell’Intesa intercorsa tra Stato, Province autonome di Trento e Bolzano e Regione Lombardia e sottoscritta l’11 febbraio 2015.“Il 17 novembre 2015 - dichiarano le associazioni componenti l’Osservatorio -, in occasione di un incontro al Ministero dell’Ambiente, a cui era presente la Sottosegretaria Barbara Degani, è emersa chiaramente l’impostazione sperimentale della nuova governance dello Stelvio rispetto alla normativa vigente sui parchi nazionali”. L’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio ha approfondito negli ultimi due mesi la sua analisi sul quadro di insieme che emerge dal decreto legislativo n. 14 del 13 gennaio 2016 e dalle leggi di recepimento dell’Intesa (la legge della Regione Lombardia n. 39 del 22 dicembre 2015 e le emanande leggi delle Province autonome).In particolare l’Osservatorio rileva innanzitutto, ad oggi, i seguenti profili di illegittimità:- Lo stravolgimento nell’Intesa dell’11/2/2015 e poi nel decreto legislativo 14/2016 dei principi generali della legge quadro sulle aree protette (l. 394/1991), tra i quali si segnalano soprattutto il principio dell’unitarietà delle norme di carattere pianificatorio e regolamentare e il principio della partecipazione delle associazioni e degli enti locali al processo decisionale;- La contraddizione irriducibile che emerge sempre dall’Intesa del 2015 e dal Decreto legislativo del 2016 tra la riaffermata natura nazionale del Parco e l’assenza di strumenti e organi che gli permettano di operare come soggetto unitario nazionale, dotato di propria, autonoma personalità giuridica (con il passaggio dal Consorzio preesistente ad un Comitato di coordinamento ed indirizzo, mentre la gestione e la tutela vengono tripartite) ;- La violazione nella Legge Regionale n. 39/2015 della Lombardia: dell’art. 117, lett. S della Costituzione, della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, perché gli indirizzi relativi alla tutela e alla gestione del Parco vengono attribuiti esclusivamente alla Giunta regionale (artt. 2,3,4); del principio della configurazione unitaria del Parco, stabilito già anche dalle prime norme di attuazione dello Statuto della Regione Trentino-Alto Adige (art. 3, d.p.r. 279/1974), nonché dalle leggi successive fino allo stesso d.lgs. 14/2016; dell’art. 8 della legge quadro nazionale sulle aree protette, secondo cui i confini/la perimetrazione di un parco nazionale sono fissati con d.p.r. su proposta del Ministro dell’Ambiente, sentita la Regione e non invece con legge regionale, come prevede quest’ultima.Le Associazioni di protezione ambientale riconosciute che compongono l’Osservatorio valuteranno di impugnare dinnanzi al Giudice amministrativo quei provvedimenti amministrativi (classificazione, piano, regolamento, rapporto con il Piano territoriale regionale), negativi per la tutela ambientale,sollevando incidentalmente la questione della legittimità costituzionale delle norme poste sotto osservazione.L’Osservatorio si impegna, da un lato, a monitorare con attenzione ogni atto amministrativo che rischi di mettere a repentaglio la tutela del Parco ma anche la partecipazione e perciò la democrazia ambientale; dall'altro, a valutare con obiettività e a salutare favorevolmente ogni eventuale azione istituzionale diretta a tutelare la biodiversità e i valori naturali dell'area protetta in modo più efficace di quanto sinora avvenuto. Pubblicato da
Sabato 30 aprile il WWF scenderà in piazza a passo di tango per rilanciare la campagna #soslupo. Per difendere i lupi 10 piazze italiane si trasformeranno in una grande milonga di tango. Per Balla coi lupi itangueros indosseranno una mascherina da lupo (appositamente create dal disegnatore Stefano Tonelli) per richiamare l’attenzione sul rischioconcreto di abbattimenti legali di questa specie protetta, come prevede la proposta del nuovo “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” presentato dal Ministero dell’Ambiente.Dal tardo pomeriggio fino alla serata di sabato le piazze si animeranno con danze e maschere, da Piazza del Campidoglio a Roma a Piazza dei Mercanti a Milano, da Piazza della Repubblica a Firenze alla Galleria Umberto I a Napoli e in altre città come Venezia, Torino, Livorno, Verona, Napoli, Lecce, Reggio Calabria. L’inedito flash-mob promosso dal WWF e dalla redazione di “Restiamo Animali” (trasmissione radio) è nato su iniziativa della società civile, preoccupata dalle sorti del lupo nel nostro paese e vuole rilanciare la raccolta fondi per acquisire alcune attrezzature necessarie per la ricerca scientifica e le attività anti bracconaggio.Balla coi lupi prenderà vita anche grazie alla preziosa collaborazione delle scuole di ballo delle diverse città aderenti come Milano tango, Passion de tango, Tangare, etc. a cui hanno aderito con entusiasmo i ballerini e i maestri. L’appuntamento centrale si svolgerà a Roma in Piazza del Campidoglio dalle 19,00 alle 20,00.Secondo il messaggio degli organizzatori l’Italia deve restare un paese in cui l’uomo può convivere in armonia con il lupo. Più di 130 mila persone hanno già sottoscritto la petizione in cui si chiede di cancellare ogni possibile ‘via libera’ all’uccisione ‘legalizzata’ di lupi. Con l’evento di sabato 30 aprile il WWF vuole rilanciare la sottoscrizione le cui firme verranno consegnate nei giorni successivi al Ministro Gianluca Galletti. Perché il tango? Perché il tango ha una sua tradizione di impegno civile con le sue "milonghe solidali". Il flash mob "Balla coi lupi" propone in modo espressivo una metafora: ogni relazione è una danza, che - come nel tango - per funzionare ha bisogno di ascolto e rispetto dell'altro. L'uomo con la mascherina rappresenta la specie selvatica mentre la donna rappresenta la specie umana. Elenco completo delle iniziative: Roma in Piazza del Campidoglio dalle 19,00 alle 20,00 con la collaborazione di Tangare
Ultima settimana per integrare o modificare le liste dei candidati e il programma per il rinnovo del consiglio comunale a Pontinia Come sempre ci saranno le sorprese
dell'ultima ora tra i candidati delle 3 liste annunciate a Pontinia,
tutte con candidati di destra a sindaco.
Vedremo se saranno della stessa parte
politica anche i vari candidati e se tutti e tre i candidati
confermeranno le loro intenzioni dopo aver avuto sondaggi
personalizzati più o meno attendibili sui risultati che vedrebbero
in vantaggio Medici su Mochi e più staccato Torelli.
Come sempre i sondaggi vengono smentiti
in modo anche clamoroso e sarà importante l'ultima settimana della
L'autore Felice Cipriani presenterà la
sua opera nel borgo dove si intrecciano affari della camorra e dei
casalesi, sullo smaltimento illecito dei rifiuti, come raccontano
pagine di cronaca, inchieste e le interviste di Carmine Schiavone,
sullo sfondo dell'omicidio del sacerdote.
Nella presentazione di ieri presso il
teatro parrocchiale di San Francesco a Latina, Cipriani ha esaminato
le varie tesi che potrebbero essere la causa della morte violenta,
così come la giornalista Angela Di Pietro che è stata la prima
cronista ad accorrere sul luogo dell'omicidio.
Come era prevedibile all'incontro di
ieri hanno presentato alcuni residenti nei borghi di Bainsizza e
Montello, con gli interventi di Claudio Gatto che ha raccontato
diversi momenti e aspetti della personalità e delle attività
parrocchiali di don Cesare. Anche Paolo Bortoletto è intervenuto
anche con notizie che, per Angela Di Pietro, anche se importanti sono
Dopo 21 anni dalla morte di don Cesare,
secondo quanto appreso, un nipote del Parroco avrebbe firmato la
richiesta di accesso agli atti dell'inchiesta e l'intervento di un
“pool di esperti” avrebbe accertato che nel fascicolo ci
sarebbero ben poche notizie.
Il pool di esperti che comprenderebbe
un avvocato e la criminologa che dovrebbero essere presenti il 7
maggio, oltre ovviamente allo stesso Cipriani, Di Pietro e Claudio
Gatto continuerà ovviamente il lavoro di approfondimento.
Paolo Bortoletto chiedeva di ampliare
questa squadra ripercorrendo le dichiarazioni di Carmine Schiavone
che invitava a chiedere a Michele Coppola notizie sulla morte.
Paolo Iannuccelli raccontava delle
confidenze dell'aiuto parroco di don Cesare al quale il sacerdote
aveva parlato dei suoi timori.
Il professore Donato Maraffino ha
ampliato il discorso a tutti gli interventi economici importanti
della provincia, dalla centrale nucleare in poi, invitando a rivedere
la storia degli ultimi 60 anni che hanno portato industrie e affari
che hanno condizionato pesantemente l'intera provincia.
Nelle conclusioni la speranza che nasca
una classe dirigente capace, seria, preparata e indipendente dai
voleri romani, evitando gli inciuci .