Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2009&numero=263
Timestamp: 2020-02-25 17:22:43+00:00
Document Index: 47470301

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 4', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1']

Sentenza 263/2009 (ECLI:IT:COST:2009:263)
Udienza Pubblica del 22/09/2009; Decisione del 08/10/2009
Norme impugnate: Art. 1, c. 763°, della legge 27/12/2006, n. 296.
Massime: 33998 33999 34000 34001 34002
Atti decisi: ord. 301/2008; 6, 71 e 72/2009
Massima n. 33998 Massima successiva
Costituzione e intervento nel giudizio incidentale - Interventi effettuati oltre il termine perentorio stabilito dalle norme integrative - Inammissibilità.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, impugnato in riferimento agli artt. 2, 3, 23, 24, 27 e 38 Cost., devono essere dichiarati inammissibili gli interventi effettuati oltre il termine perentorio stabilito dalle norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale (art. 4, commi 3 e 4).
Sulla perentorietà del termine stabilito per l'intervento, così come per la costituzione delle parti, v., ex multis, le seguenti citate decisioni: ordinanza n. 124/2008, sentenze n. 257/2007 e n. 190/2006.
Massima n. 33999 Massima successiva Massima precedente
Costituzione e intervento nel giudizio incidentale - Interventi effettuati tempestivamente da soggetti privi della qualità di parti nel giudizio a quo (e non portatori di un interesse qualificato, immediatamente inerente al rapporto sostanziale dedotto in giudizio) - Inammissibilità.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, impugnato in riferimento agli artt. 2, 3, 23, 24, 27 e 38 Cost., deve essere dichiarato inammissibile l'intervento di chi non sia parte nel giudizio a quo, poiché possono intervenire nel giudizio incidentale di legittimità costituzionale le sole parti del giudizio principale e i terzi portatori di un interesse qualificato, immediatamente inerente al rapporto sostanziale dedotto in giudizio e non semplicemente regolato, al pari di ogni altro, dalla norma oggetto di censura; né l'inammissibilità dell'intervento viene meno in forza della pendenza di un procedimento analogo a quello principale, posto che l'ammissibilità di esso contrasterebbe con il carattere incidentale del giudizio di legittimità costituzionale, in quanto l'accesso delle parti a detto giudizio avverrebbe senza la previa verifica della rilevanza e della non manifesta infondatezza della questione da parte del giudice a quo.
Sui requisiti di ammissibilità dell'intervento di soggetti che non siano parti del giudizio a quo, v., ex plurimis, le seguenti citate decisioni: ordinanza allegata alla sentenza n. 151/2009, ordinanza n. 393/2008, sentenze n. 96/2008 e n. 220/2007.
Massima n. 34000 Massima successiva Massima precedente
Costituzione e intervento nel giudizio incidentale - Costituzione tempestivamente effettuata da soggetti aventi la qualità di parti nel giudizio a quo - Ammissibilità.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, impugnato in riferimento agli artt. 2, 3, 23, 24, 27 e 38 Cost., devono essere considerate ammissibili le costituzioni effettuate da soggetti aventi la qualità di parte nei giudizi a quibus.
Massima n. 34001 Massima successiva Massima precedente
Previdenza - Atti e deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti previdenziali di cui all'art. 1, comma 763, della legge finanziaria 2007 ed approvati dai Ministeri vigilanti prima dell'entrata in vigore della legge stessa - Previsione di salvezza - Denunciata modificazione in peius , senza un'inderogabile esigenza, del trattamento pensionistico; lesione dell'affidamento del cittadino nella sicurezza giuridica e delle legittime aspettative dei lavoratori (in conseguenza della sanatoria di atti ab origine illegittimi per i quali erano già pendenti giudizi); irragionevolezza della sanatoria generalizzata, violazione del principio della riserva di legge - Omessa esplorazione da parte del rimettente di altre, pur possibili, interpretazioni della disposizione censurata, ovvero mancata indicazione delle ragioni per le quali tali interpretazioni non sarebbero accoglibili - Sussistenza nella giurisprudenza di merito di un'interpretazione di per sé suscettibile di eliminare in radice il dubbio di costituzionalità - Inammissibilità delle questioni.
E'inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, impugnato, in riferimento agli artt. 2, 3, 23, 24, 27 e 38 Cost., in quanto dispone che «sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al presente comma e approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in vigore della presente legge», avendo il rimettente omesso di esplorare altre, pur possibili, interpretazioni della disposizione censurata, oltre quella prospettata o, quanto meno, di evidenziare le ragioni per le quali tali interpretazioni (e, in particolare, una proposta nella giurisprudenza di merito e di per sé suscettibile di eliminare in radice l'ipotizzato dubbio di costituzionalità) non sarebbero accoglibili.
In relazione al consolidato insegnamento secondo cui una disposizione non si dichiara illegittima perché suscettibile di un'interpretazione contrastante con i parametri costituzionali, ma soltanto se ne è impossibile altra a questi conforme, v. la citata sentenza n. 305/2008.
legge 27/12/2006 n. 296 art. 1 co. 763
Massima n. 34002 Massima precedente
Previdenza - Atti e deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti previdenziali di cui all'art. 1, comma 763, della legge finanziaria 2007 ed approvati dai Ministeri vigilanti prima dell'entrata in vigore della legge stessa - Previsione di salvezza - Denunciata eliminazione retroattiva di una prestazione già conseguita, incidenza su un diritto quesito, violazione del canone di razionalità normativa, difetto di giustificazione razionale (essendo al tempo stesso affermato il principio del pro rata e disposta una generale sanatoria delle delibere adottate in violazione di esso) - Omessa esplorazione da parte del rimettente di altre, pur possibili, interpretazioni della disposizione censurata, ovvero mancata indicazione delle ragioni per le quali tali interpretazioni non sarebbero accoglibili - Sussistenza nella giurisprudenza di merito di un'interpretazione di per sé suscettibile di eliminare in radice il dubbio di costituzionalità - Inammissibilità della questione.
E'inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 763, ultimo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, impugnato, in riferimento agli artt. 3 e 38 Cost., in quanto dispone che «sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale adottati dagli enti di cui al presente comma e approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in vigore della presente legge», avendo il rimettente omesso di esplorare altre, pur possibili, interpretazioni della disposizione censurata, oltre quella prospettata o, quanto meno, di evidenziare le ragioni per le quali tali interpretazioni (e, in particolare, una proposta nella giurisprudenza di merito e di per sé suscettibile di eliminare in radice l'ipotizzato dubbio di costituzionalità) non sarebbero accoglibili.
SENTENZA N. 263 ANNO 2009