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Timestamp: 2018-03-22 06:06:27+00:00
Document Index: 95588227

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 37', 'art. 208', 'art. 180', 'art. 218', 'art. 226', 'art. 221', 'art. 221', 'art. 29', 'art. 206', 'art. 33']

La Tari dopo la legge di stabilità
~~Le modifiche apportate dalla legge di stabilità 2016 alla Tari e aggiornamenti vari
La disciplina della TARI, con la Legge di stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), ha subìto interventi circa i coefficienti di determinazione della Tariffa, mentre è stata definitivamente abrogata l’imposta municipale secondaria.
Coefficienti di determinazione della tariffa.
La legge di stabilità (art. 1 comma 27) è interventua sulla previsione dal comma 652 dell’ art. 1 della Legge 147/2013 prorogando di un ulteriore biennio, 2016 - 2017, la citata disposizione, che per il biennio 2014-2015, aveva previsto che i Comuni, nella determinazione della Tariffa rifiuti, potevano derogare i minimi e massimi del coefficiente potenziale di produzione per l’attribuzione della parte fissa e della parte varabile alle utenze non domestiche e per l’attribuzione della parte variabile alle utenze domestiche ed, inoltre, di non applicare il coefficiente di adattamento per superfice e numero dei componenti del nucleo familiare per l’attribuzione della parte fissa alle utenze domestiche.
Sarà quindi ancora possibile fissare Kb, Kc e Kd al di sotto del minimo e oltre il massimo nel limite del 50%, oppure non considerare i coefficienti Ka, ovvero determinare la parte fissa esclusivamente in relazione alla superficie e non al numero di persone occupanti il locale.
Il comma comma 27 della Legge di stabilità ha differito al 2018 l’obbligo per i Comuni, (inizialmente previsto dal 2016 dal comma 653 della L. 147/2013) di avvalersi delle risultanze dei fabbisogni standard nella determinazione dei costi da coprire con la TARI.
Nuove riduzioni
La L. 221/2015 ha introdotto la lettera e bis al comma 659 L. 147/2013, introducendo una nuova (curiosa) ipotesi di riduzione.
Il comune con prorprio regolamento può prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni nel caso di:
Trattasi di riduizione facoltativa, che può spingersi sino alla esenzione. Non va coperta con le risorse della fiscalità generale.
Restano tuttavia un mistero le modalità con cui commisurare la riduzione alla quantità di rifiuti non prodotti.
L’art. 37 L. 221/2015 ha modificato l’art. 208 del d.lgs 152/2006 introducendo al comma 19 bis una nuova riduzione Tari per le utenze domestiche e non domestiche che effettuino compostaggio:
19-bis. “Alle utenze non domestiche che effettuano il compostaggio aerobico individuale per residui costituiti da sostanze naturali non pericolose prodotti nell'ambito delle attività agricole e vivaistiche e alle utenze domestiche che effettuano compostaggio aerobico individuale per i propri rifiuti organici da cucina, sfalci e potature da giardino è applicata una riduzione della tariffa dovuta per la gestione dei rifiuti urbani”.
La riduzione è facoltativa, come precisato dall’art. 180, comma 1 septies d.lgs. 152/2006
I commi 645-648 L 147/2013 prevedono l’utilizzo della superficie catastale a partire dal primo gennaio successivo all’avvenuto allineamento catastale, da effetturarsi mediante apposti provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Per il 2016 è utilizzabile ancora la superficie calpestabile, nonostante l’Agenzia delle Entrate abbia reso disponibile la superficie catastale. Infatti non è stato emesso alcun provvedimento del direttore dell’Agenzia, ma è stato fatto un semplice comunicato stampa (9.11.2015).
Riflessione su imballaggi terziari
Agli aggiornamenti normativi sopra riportati mi permetto di effettuare una riflessione sull’assimilabilità dei rifiuti da imballaggio terziario, suggerita dal collega Maurizio Lovisetti e allo stato non recepita in giurisprudenza. La soluzione suggerita non va quindi recepita a cuor leggero, ma valutata caso per caso.
Il pensiero generalmente accettato, e qui messo in discussione, è quello secondo cui gli imballaggi terziari non siano assimilabili agli urbani.
Ai sensi dell’art. 218 d.lgs. 152/2006 “imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario è l’imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari marittimi ed aerei”. Sostanzialmente i pallet.
La disposizione che fonda la tesi della specialità dei rifiuti da imballaggio terziario è quella dell’art. 226, comma 2 del medesimo decreto secondo cui “Fermo restando quanto previsto dall'articolo 221, comma 4, è vietato immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura. Eventuali imballaggi secondari non restituiti all'utilizzatore dal commerciante al dettaglio possono essere conferiti al servizio pubblico solo in raccolta differenziata, ove la stessa sia stata attivata nei limiti previsti dall’art. 221, comma 4”
La disposizioned ell’art. 221, comma 4 prevede che “Ai fini di cui al comma 3 gli utilizzatori sono tenuti a consegnare gli imballaggi usati secondari e terziari e i rifiuti di imballaggio secondari e terziari in un luogo di raccolta organizzato dai produttori e con gli stessi concordato. Gli utilizzatori possono tuttavia conferire al servizio pubblico i suddetti imballaggi e rifiuti di imballaggio nei limiti derivanti dai criteri determinati ai sensi dell'articolo 195, comma 2, lettera e)”.
Dal combinato disposto dei due articoli si deduce, o si dovrebbe dedurre, che i rifiuti da imballaggio terziario sono assimilabili, con il limite che non possono essere introdotti nel normale circuito di raccolta dei rifiuti. Nulla toglie al comune di attivare un circuito speciale per la raccolta degli imballaggi terziari: isola ecologica, cassoni speciali, ecc.
Ovviamente serve un regolamento comunale e l’attivazione del relativo servizio.
Conclusione: gli imballaggi terziari che si formano in luoghi diversi dai “luoghi di vendita” non sono conferibili “nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani”, ma lo sono nel rispetto delle particolari modalità stabilite dal comune (ad es. in contenitori dedicati o presso l’isola ecologica), nel rispetto dei limiti di assimilazione.
Se il Comune ha attivato la gestione degli Imballaggi terziari, le superfici di produzione sono imponibili; è possibile la misurazione e l’addebito della parte variabile in proporzione alle quantità rilevate.
Se il comune non ha attivato la gestione degli imballaggi terziari, per questi rifitui non è istituito il servizio, ma la TARI resta dovuta nella misura del 20% per le superfici di produzione (comma 656, l. 147/2013).
Ulteriori modifiche apportate dalla L. 221/2015
L’art. 29 L. 221/2015 ha modificato l’art. 206 d.lgs. 152/2006 prevedendo che il Ministero “g-bis) elabora i parametri per l'individuazione dei costi standard, comunque nel rispetto del procedimento di determinazione di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, e la definizione di un sistema tariffario equo e trasparente basato sul principio dell'ordinamento dell'Unione europea "chi inquina paga" e sulla copertura integrale dei costi efficienti di esercizio e di investimento”.
Contributo di sbarco per isole minori (Monte Isola)
L’art. 33 L. 221/2015 prevede che “Al fine di sostenere e finanziare gli interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti nonché' gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nelle isole minori, il comma 3-bis dell'articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23, e' sostituito dal seguente: “«3-bis. I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori possono istituire, con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446, e successive modificazioni, in alternativa all'imposta di soggiorno di cui al comma 1 del presente articolo, un contributo di sbarco, da applicare fino ad un massimo di euro 2,50, ai passeggeri che sbarcano sul territorio dell'isola minore, utilizzando vettori che forniscono collegamenti di linea o vettori aeronavali che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, abilitati e autorizzati ad effettuare collegamenti verso l'isola (…) omissis”
Brescia, lì 04.03.2016