Source: http://www.filcams.cgil.it/offside-latto-daccusa-del-procuratore-federale-2/
Timestamp: 2018-09-20 03:52:52+00:00
Document Index: 9228899

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 9', 'art. 6', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 6']

“OffSide” L’atto d’accusa del Procuratore federale
Ecco l’atto d’accusa di Palazzi
Ecco, di seguito, le �incolpazioni� contestate dal Procuratore federale Stefano Palazzi a Fiorentina, Juventus, Lazio e Milan.
LE ACCUSE ALLA JUVE
Incontri proibiti con arbitri e dirigenti Figc
Il club bianconero deve rispondere degli illeciti dei suoi dirigenti, che lo rappresentavano, oltre alle condotte di esponenti del mondo arbitrale e federale. Con conseguente imputazione per illeito sportivo.
�Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto, Tullio Lanese e Massimo De Santis – scrive il Procuratore nella relazione – (sono deferiti, ndr) per la violazione dell’art. 1, comma 1, (slealt�, ndr) del Codice di giustizia sportiva e per violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, (illecito sportivo, ndr) per avere intrattenuto contatti, realizzati anche su linee telefoniche riservate, e partecipato ad incontri, con modalit� non pubbliche�. Andare a cena a casa degli allora designatori non era proprio il caso, come pure telefore loro ogni volta che c’era da comporre le griglie per i sorteggi arbitrali. �Condotte contrarie ai principi di lealt�, probit� e correttezza e, al contempo, dirette a procurare un vantaggio in classifica in favore della Juventus, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterit�, terziet�, imparzialit� e indipendenza tipici della funzione arbitrale�. Non bastassero le accuse, ci sono pure le aggranti: �per la pluralit� di condotte poste in essere e per l’effettivo conseguimento del vantaggio in classifica�. Insomma, non furono sporadici tentativi e la Juve ci guadagn� non poco.
REGGINA-JUVE
Paparesta sequestrato nel suo stanzino
Inoltre, �la Juventus� � accusata di �responsabilit� diretta e presunta� in relazione all’illecito sportivo di �suoi dirigenti con legale rappresentanza, e di altri soggetti non tesserati per la societ�. Con l’aggravante della pluralit� di condotte e per l’effettivo conseguimento del vantaggio in classifica�. La lista delle accuse � praticamente infinita: Moggi e Giraudo – si legge ancora nella relazione di Palazzi – sono accusati �per la violazione dei principi di lealt�, probit� e correttezza al termine della gara Reggina-Juventus del 6-11-2004�. � il famoso sequestro dell’arbitro Paparesta.
Nelle faccende juventine, ovviamente, entrano anche gli arbitri: �Paparesta e Ingargiola� vengono chiamati in causa �per la violazione dei principi di lealt�, probit� e correttezza per avere omesso la segnalazione della condotta sopra descritta al capo C) tenuta da Moggi e Giraudo, come descritto nella parte motiva; Lanese per la violazione dei principi di lealt�, probit� e correttezza per avere avallato e consigliato il comportamento omissivo di Ingargiola�.
Al centro di tutto, per�, resta Luciano Moggi: che deve rispondere anche �per la violazione degli artt. 6, comma 1 (ancora illecito sportivo, ndr) per aver posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento di Juventus-Lazio del 5-12-2004 e di Bologna-Juventus, del 12-12-2004�. E ancora: l’ex dg bianconero � accusato di slealt� in relazione alla gara Juventus-Udinese del 13-2-200�. Con l’aggravante dovuta alla pluralit� di condotte poste in essere�.
Contestazioni anche agli ex designatori: �Il signor Paolo Bergamo, per violazione dell’art. 6, comma 1, prima parte, per aver tentato di alterare lo svolgimento di Juventus-Udinese del 13-2-2005�. Spunta, immancabile, anche �il signor Massimo De Santis�. L’accusa � di aver violato �l’art. 6, per aver aderito al disegno di Moggi finalizzato all’alterazione di Bologna-Juventus del 12-12-2004, attraverso il ricorso alle ammonizioni di giocatori diffidati nella precedente gara Fiorentina-Bologna del 5-12-2004�. Moggi ordinava e De Santis fischiava.
�La Juventus, per responsabilit� diretta e presunta ai sensi degli artt. 6, 9, 4� per le condotte imputate �al suo dirigente con legale rappresentanza e agli altri soggetti non tesserati per la societ�. Con l’aggravante della pluralit� di condotte poste in essere�
LE ACCUSE ALLA LAZIO
Gli arbitraggi a favore dei biancocelesti
Si punta sulla partita Lazio-Brescia: �Claudio Lotito, presidente del Consiglio di gestione della Lazio spa� � accusato �per avere, in prima persona o tramite altri, avviato e coltivato contatti con il presidente della Figc Franco Carraro affinch� questi a sua volta esercitasse pressioni sul designatore arbitrale Paolo Bergamo e sull’arbitro designato per la gara tendenti ad ottenere un vantaggio per la Lazio spa conseguente all’alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per il tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Lazio e di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso che concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell’art. 6, commi 1 e 2�.
Imputazioni anche per Franco Carraro: �nella qualit� di Presidente della Figc, per avere esercitato pressioni sul designatore arbitrale Paolo Bergamo affinch� questi a sua volta intervenisse nei confronti dell’arbitro designato per la gara, al fine di ottenere un vantaggio per la Lazio spa conseguente all’alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per il tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Lazio e di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso che concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell’art. 6, commi 1 e 2, come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto�. E ancora: �Paolo Bergamo, nella qualit� di designatore arbitrale, per avere esercitato pressioni sull’arbitro designato per la gara, al fine di ottenere un vantaggio per la Lazio spa conseguente all’alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per il tramite di una direzione di gara da parte del direttore di gara che concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell’art. 6�. Cio� illecito sportivo. �La Lazio spa� � accusata �a titolo di responsabilit� diretta in riferimento� alle partite sospette per il comportamento �tenuto dal suo legale rappresentante e da terzi nel suo interesse�.
LE ACCUSE AI VIOLA
La proposta indecente fatta a Lotito
Si parte dalla partita contro la Lazio: �Diego Della Valle, presidente onorario della Fiorentina spa� � accusato �per aver rivolto una proposta al presidente della Lazio Claudio Lotito�. Una proposta indecente: �avente ad oggetto – scrive Palazzi – una ipotesi di combine, con riferimento alla gara di campionato in programma il 22-5-2005 tra Lazio e Fiorentina e in particolare a raggiungere un accordo su un risultato di parit� tra le due squadre come descritto�. Per questo �la Fiorentina spa� deve rispondere � a titolo di responsabilit� oggettiva con riferimento alla condotta tenuta dal dirigente della societ�. La vicenda si intreccia ancora con Claudio Lotito, accusato �per non avere adempiuto all’obbligo, che gli faceva capo in qualit� di tesserato, di informare, senza indugio, i competenti organi federali, in merito alla proposta di combinee ricevuta personalmente dallo stesso ad opera del presidente della A.C.F. Fiorentina spa, con riferimento alla gara di campionato in programma il 22-5-2005 tra Lazio e Fiorentina, proposta di per s� inegrante gli estremi della violazione del comma 1� dell’art. 6�. Anche in questo caso, si tratta di un’ipotesi di illecito sportivo.
PROPOSTA DI COMBINE
Un dirigente Figc non la denunci�
Imputazioni anche per �Cosimo Maria Ferri, componente della Commissione Vertenze Economiche in seno alla Figc: per non aver adempiuto all’obbligo, che gli faceva capo in qualit� di dirigente della Figc, di informare, senza indugio, i competenti organi federali, in merito alla proposta di combine rivolta dal presidente della Fiorentina spa Diego Della Valle al presidente della S.S. Lazio spa Claudio Lotito, con riferimento alla gara di campionato in programma il 22-5-2005 tra Lazio e Fiorentina, proposta di per s� integrante gli estremi della violazione del comma 1� dell’art. 6 e della quale egli risulta dagli atti avere avuto notizia certa in virt� dei particolari rapporti di conoscenza con il presidente Lotito (art. 6, ultimo comma), come descritto�. Palazzi punta direttamente il dito contro Diego Della Valle, anche pi� avanti: per avere avviato e coltivato contatti, in prima persona o per il tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con il dirigente della Juventus Luciano Moggi, con il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e con il designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. Fiorentina spa, conseguente all’alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per il tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina e di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, che concretizzasse tale atteggiamento di favore (ex art. 6)�.
La relazione continua con il fratello, Andrea Della Valle, presidente del Consiglio di amministrazione della Fiorentina spa e non � meno dura: accusato �per avere avviato e coltivato contatti, in prima persona o per il tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con il dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e con il designatore arbitrale Paolo Bergamoed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggi per la Fiorentina spa conseguente all’alterazione del risuultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per il tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina e di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, che concretizzasse tale atteggiamento di favore (ex art. 6, comma 1 e 2 del C.G.S.), come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto�.
I FAVORI DI MAZZINI
Pressioni su Bergamo per fischietti compiacenti
E ancora: �Sandro Mencucci, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C.F. Fiorentina: per avere avviato e coltivato contatti con il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e con il designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. Fiorentina spa conseguente all’alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per il tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina e di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, che concretizzasse tale atteggiamento di favore (ex art. 6), come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto�.
Anche in relazione alla Fiorentina ci sono accuse contro Paolo Bergamo, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B, �per essersi reso disponibile, nono Fiorentina S.p.A., a titolo di responsabilit�, sia oggettiva che diretta, ex artt. 2 commi 3 e 4; e 6� e �ed a titolo di responsabilit� presunta, ex art. 9 comma 3, richiamato dall’art. 6, comma 4, con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societ� in questione, sopra indicati�.
LE ACCUSE AL MILAN
Meani e quelle richieste per i guardalinee
Le �incolpazioni� sono per il vicepresidente Galliani e l’addetto agli arbitri Leonardo Meani. �Il sig. Leonardo Meani – si legge nella relazione di Palazzi – il sig. Gennaro Mazzei ed il sig. Adriano Galliani per violazione dei doveri di lealt�, probit� e correttezza di cui all’art. 1 del codice di giustizia sportiva, perch�, il primo, nella qualit�, rivestita all’epoca del fatto, di dirigente addetto all’arbitro per il Milan, nell’ambito di una protratta attivit� tendente ad ottenere l’assegnazione di determinati assistenti per le partite del Milan, il giorno 17 aprile 2005, con due telefonate a breve distanza una dall’altra, protestava veemente con il sig. Gennaro Mazzei, vice commissario Can addetto alla preparazione degli assistenti dell’arbitro, circa precedenti assegnazioni di assistenti per le partite del Milan fino ad arrivare ad ottenere l’assicurazione che per la successiva partita del Milan (Milan-Chievo del 20 aprile 2005) sarebbe stato designato l’assistente Claudio Puglisi, come in effetti avvenne; il secondo, perch�, nella sua qualit� di Vice Commissario della Can, in accoglimento delle proteste avanzate dal Meani, aderiva alla richiesta dello stesso finalizzata ad ottenere la designazione di assistenti dell’arbitro particolarmente vicini e ben disposti verso la societ� calcistica A.C. Milan; il Galliani, infine, perch� nella sua qualit� di Vice Presidente ed Amministratore Delegato della soc. Milan ragguagliato dal Meani circa la sopradescritta iniziativa, l’approvava; condotte tutte descritte nella parte motiva relativa all’episodio in oggetto�. Per questo viene deferita �la soc. Milan per responsabilit� diretta e oggettiva, ai sensi dell’art. 2, comma 3 e 4, per i fatti di cui al capo che precede�.
E, ancora, deferimento per �il sig. Leonardo Meani per violazione dell’art. 6, comma 1 e 2 Codice di Giustizia Sportiva perch�, tra il 17 ed il 20 aprile 2005, ottenuta la designazione degli assistenti Puglisi e Babini per la partita Milan-Chievo del 20 aprile 2005, raggiungeva telefonicamente i due assistenti e formulava loro, al fine di alterare lo svolgimento della gara, la raccomandazione di decidere nei casi dubbi in favore del Milan, come descritto nella parte motiva relativa all’episodio in oggetto�. Nello stesso ambito, imputazione per Il Milan �per responsabilit� oggettiva ai sensi degli artt. 6, comma 4, e 2 commi 3 e 4, per la condotta ascritta al suo tesserato al capo di cui sopra�.
Coinvolti anche gli assistenti: �Fabrizio Babini e Claudio Puglisi per violazione dell’art. 6 comma 7 del Codice di Giustizia Sportiva, perch� avendo avuto conoscenza del fatto di cui sopra, ad opera dello stesso Meani, che la designazione degli assistenti dell’arbitro per la partita Milan-Chievo del 20 aprile 2005, individuati proprio nel Babini e nel Claudio Puglisi, era stata palesemente pilotata in adesione ad una logica di favore nel confronti della societ� rossonera, a fronte della richiesta ulteriore di questi di favorire il Milan, omettevano di prestare osservanza al dovere di informare i competenti organi federali, della condotta posta in essere da Meani�.
I 30 deferimenti
1 – Luciano Moggi
2 – Antonio Giraudo
3 – La societ� Juventus
4 – Adriano Galliani
5 – Leonardo Meani
6 – La societ� Milan
7 – Andrea Della Valle
8 – Diego Della Valle
9 – Sandro Mencucci
10 – La societ� Fiorentina
11 – Claudio Lotito
12 – La societ� Lazio
13 – Cosimo Maria Ferri
14 – Franco Carraro
15 – Innocenzo Mazzini
16 – Tullio Lanese
17 – Paolo Bergamo
18 – Pierluigi Pairetto
19 – Gennaro Mazzei
20 – Pietro Ingargiola
21 – Paolo Bertini
22 – Massimo De Santis
23 – Paolo Dondarini
24 – Fabrizio Babini
25 – Domenico Messina
26 – Gianluca Paparesta
27 – Gianluca Rocchi
28 – Pasquale Rodomonti
29 – Paolo Tagliavento
30 – Claudio Puglisi