Source: http://www.ilcaso.it/rubriche/mpsa13.php
Timestamp: 2013-05-26 09:35:17+00:00
Document Index: 96910107

Matched Legal Cases: ['art. 12', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 96', 'art. 76', 'art. 13']

IL CASO.it art. 12
Contumacia dell'attore e del convenuto;
rilevabilit� dell'inammissibilit� di allegazioni, istanze, istruttorie e produzioni documentali
Se l'attore non si
costituisce nel termine di cui all'articolo 3, il convenuto, costituendosi
nel termine a lui assegnato a norma dell'articolo 5, comma 1, pu�, nella
comparsa di risposta, eccepire l'estinzione del processo e depositare istanza
di fissazione dell'udienza; altrimenti, procede a norma dell'articolo 4,
Se il convenuto non
notifica la comparsa di risposta nel termine stabilito a norma dell'articolo
2, comma 1, lettera c), ovvero dell'articolo 3, comma 2, l'attore,
tempestivamente costituitosi, pu� notificare al convenuto una nuova memoria a
norma dell'articolo 6, ovvero depositare, previa notifica, istanza di
fissazione dell'udienza; in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore,
anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di
costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda
in base alla concludenza di questa; se lo ritiene opportuno, il giudice
deferisce all'attore giuramento suppletorio.
Se nessuna delle parti si
sia costituita nel termine rispettivamente assegnato, l'istanza di fissazione
dell'udienza pu� essere sempre proposta dalla parte che si sia costituita,
mediante deposito in cancelleria, unitamente ai propri scritti difensivi e ai
documenti offerti in comunicazione. Dell'avvenuto deposito dell'istanza deve
essere data notizia mediante atto notificato alle altre parti, le quali
possono costituirsi nei dieci giorni successivi, depositando i propri scritti
difensivi, i documenti offerti in comunicazione e la nota contenente la
formulazione delle rispettive conclusioni. Nei confronti della parte che non
si costituisce, si applica, rispettivamente, il comma 1 o 2.
Fermo quanto disposto dai
commi 1, 2 e 3, l'inosservanza dei termini previsti dagli articoli 2, 3, 4, 5,
6, 7, 9 e 10, nonch� le decadenze, sono rilevabili soltanto su eccezione della
parte che vi abbia interesse da proporsi nella prima istanza o difesa
successiva, a norma dell'articolo 157 del codice di procedura civile.
Nel decreto di fissazione
dell'udienza il giudice, valutata ogni circostanza, pu� rimettere in termini
la parte che da irregolarit� procedimentali abbia risentito pregiudizio nel
suo diritto di difesa. Rimane ferma l'inammissibilit�, purch� eccepita, delle
eccezioni non rilevabili d'ufficio, delle allegazioni, delle istanze
istruttorie proposte, nonch� dei documenti depositati dal convenuto dopo la
seconda memoria difensiva ovvero dall'attore dopo la memoria successiva alla
proposizione della domanda riconvenzionale.
E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 13, comma 2, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), nella parte in cui stabilisce: «in quest'ultimo caso i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati e il tribunale decide sulla domanda in base alla concludenza di questa».
Corte Costituzionale . 08 ottobre 2007	.
Processo societario – Omessa o tardiva costituzione del convenuto – Mancata contestazione dei fatti affermati dall’attore – Concludenza della domanda - Rilevanza degli altri elementi acquisiti al giudizio – Necessità. Responsabilità dell’intermediario per il fatto illecito del promotore – Rapporto di preposizione - Responsabilità oggettiva – Sussistenza – Colpa in vigilando o in eligendo – Irrilevanza. Responsabilità oggettiva dell’intermediario per il fatto del promotore – Presupposti – Rapporto di occasionalità tra incombenza e danno – Spendita del nome. Promotore finanziario – Elementi costitutivi della fattispecie – Mancanza del potere di rappresentanza – Irrilevanza. Illecito del promotore finanziario – Concorso del risparmiatore – Irregolare consegna del denaro – Irrilevanza. Promotore finanziario – Omesso impiego delle somme ricevute – Danno del risparmiatore – Determinazione – Criteri.
Non può ritenersi concludente la domanda ex art. 13 d. lgs. 5/03 ove il fatto affermato dall'attore non risulti suffragato dagli altri elementi acquisiti in giudizio. La responsabilità dell'intermediario ex art. 31 d. lgs. 58/98 ha natura oggettiva e, quindi, prescinde da ogni valutazione di colpa in vigilando o in eligendo dello stesso e sussiste, ove sia riscontrabile un rapporto di preposizione, il fatto illecito del promotore e la connessione fra incombenze e danno. Ai fini della responsabilità solidale prevista dall'art. 31 d. lgs 58/98 è sufficiente l'esistenza di un rapporto di necessaria occasionalità tra incombenze affidate e fatto del promotore finanziario, ravvisabile ove quest'ultimo abbia speso il nome dell'intermediario. E' irrilevante ai fini della individuazione della figura del promotore finanziario la mancanza in capo ad esso di poteri di rappresentanza. L'irregolare modalità di consegna di denaro al promotore finanziario (in contanti anziché secondo quanto previsto dall'art. 96 reg. Consob 11522/98) non elide il nesso di causalità fra l'illecito commesso da costui ed il comportamento del risparmiatore atteso che tale circostanza attiene ad un elemento secondario della fattispecie. Il danno spettante al risparmiatore a seguito del mancato investimento delle somme affidate al promotore finanziario va determinato in ragione dei risultati che egli avrebbe conseguito a seguito della puntuale negoziazione dei titoli.
Tribunale Mantova 27 ottobre 2005	.
Nuovo processo societario – Mancata o ritardata notifica della comparsa di risposta – Effetti - Concludenza della domanda – Questione di costituzionalità.
E' rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all'art. 76 Cost., ed in via subordinata in relazione agli articoli 3 e 24 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 2, D.Lg. 5/2003, nella parte in cui dispone che i fatti affermati dall'attore, anche quando il convenuto abbia tardivamente notificato la comparsa di costituzione, si intendono non contestati.
Tribunale Catania 24 giugno 2005	.
Nel procedimento ordinario che derivi da un mutamento dal rito societario, l’attore non potrà più modificare e/o precisare domande ed eccezioni, né potrà formulare nuove istanze istruttorie e produrre nuovi documenti rispetto a quelli già indicati nell’istanza di fissazione d’udienza.
Tribunale Ivrea 11 marzo 2005	.
Nuovo processo societario – Tardiva notifica della comparsa di risposta – Domande nuove – Eccezione – Decadenza.Rapporto di gestione patrimoniale – Forma scritta – Necessità – Nullità - Sussistenza.
Nell’ambito del nuovo processo societario, la tardiva notifica della comparsa di risposta importa per il convenuto la decadenza dalla possibilità di formulare eccezioni e difese ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, 2° co. e 13, 2° co. d. lgs. n. 5/03. In tale ipotesi, il convenuto non potrà quindi eccepire l’inammissibilità delle domande nuove contenute nell’istanza di fissazione dell’udienza depositata dall’attore. Il rapporto di gestione patrimoniale che si fondi su un accordo verbale in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 23 e 24 d. lgs. 24.2.98, n. 58 è nullo. Spetta pertanto all’investitore il diritto di credito al pagamento delle somme versate limitatamente alle operazioni in pedita.
Tribunale Trento 28 luglio 2004	.