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Timestamp: 2018-06-23 19:56:15+00:00
Document Index: 117448925

Matched Legal Cases: ['art. 22', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 1', 'art. 5']

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Mozione Collegio docenti IC Salvemini contro il DDL 2994
Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo G. Salvemini di Torino, riunitosi in data 13/05/2015
Il personale docente dell’Istituto si è riunito per discutere la Mozione contro il DDL 2994 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” reso pubblico il 27/03/2015.
Gli interventi si riassumono nelle seguenti considerazioni:
· Il governo Renzi presenta un DL a nostro giudizi incostituzionale con la maggior parte degli articoli che annulla l’attuale sistema pubblico di istruzione e che manda sul lastrico centinaia di migliaia di docenti già formati e/o con molti anni di esperienza oltre che distruggere le granitiche certezze dei “docenti di ruolo” (l’art. 22, comma 5, del DDL, infatti, recita testualmente: “ La norma prevede la conseguente inefficacia delle norme contrattuali contrastanti con le disposizioni di cui alla legge.”);
· Negli anni precedenti la scuola statale si è vista sottrarre otto miliardi di euro e 150 mila posti di lavoro, risorse sottratte e mai restituite;
· Dalla lettura del DDL si evince e si contesta fermamente che:
1. Il Consiglio d’Istituto e l Collegio dei Docenti non sono più gli organi deliberanti in materia di POF, ma diventano organi consultivi: vengono esautorati dal Dirigente Scolastico che assume il pieno controllo del POF, lo elabora e lo approva. Il Collegio non lo elabora più, il Consiglio non lo adotta più, ma vengono solo “sentiti” dal DS. Ciò perché il DDL si propone di “rafforzare la funzione del Dirigente Scolastico” a scapito evidentemente degli Organi Collegiali e dell’autonomia didattica;
2. La possibilità di introdurre insegnamenti opzionali ulteriori rispetto a quelli già previsti dai piani orari è positiva, ma le modalità per la loro attivazione sono irricevibili. In questo senso il ruolo del Collegio Docenti non solo non è valorizzato, ma è concretamente messo in secondo piano. Quello del DS appare, invece, sovradimensionato, giacchè in solitudine potrebbe imporre l’attivazione di percorsi utilizzando risorse esterne anche tramite contratti di sponsorizzazione;
3. Inaccettabile è la riproposizione dell’apprendistato per i quindicenni che, come è noto, sono in obbligo di istruzione;
4. Gravissimo è che un pezzo della Secondaria di II Grado venga, di fatto, appaltato al Ministero del Lavoro;
5. Un Piano Nazionale Digitale in assenza di assistenti tecnici nei 20000 laboratori delle scuole del Primo Ciclo è inattuabile; manca un qualsiasi riferimento all’organico dei docenti di laboratorio (ITP), una risorsa se si vuole innovare puntando sulla didattica laboratoriale;
6. 100000 precari “in ruolo” dal 2015 sono pochi rispetto alle necessità vere e non eliminerebbero il precariato come chiede l’Europa, pertanto è necessario assumere gli abilitati dalle Graduatorie d’Istituto che il Governo non ha voluto inserire nelle GAE, ma che hanno lo stesso titolo di abilitazione all’insegnamento degli iscritti alle GAE. E’ inammissibile e anticostituzionale disconoscere la stessa validità legale delle abilitazioni;
7. Ma quale “school bonus”? Lasciamo alle aziende premi e la raccolta punti dei crediti;
8. Sono intollerabili i meccanismi di competitività che minano lo spirito di collaborazione che da sempre guida l’attività dei docenti;
9. L’albo dei singoli insegnanti inseriti in un registro elettronico (visionabile dai Dirigenti e altri soggetti) rappresenta una schedatura per tenere sotto controllo una libera didattica;
10. Per la scuola statale si prevedono il controllo e la schedatura degli insegnanti per renderla “buona” senza investimenti, mentre alle scuole private continuano ad essere assicurate risorse da parte dello Stato;
11. Si affidano più poteri ai Dirigenti Scolastici che potranno assumere direttamente gli insegnanti e circondarsi di un proprio staff: questo creerà solo sacche di clientelismo e un’inaccettabile mobilità del personale tutto;
12. Formazione obbligatoria e “banche ore” sono, di fatto, un aumento dell’orario di servizio per tutti a parità di stipendio, stipendio già bloccato da anni e con un contratto paralizzato al 2009;
13. Non da meno, l’ingresso del privato (fondazioni, imprese, associazioni, ecc…) chiederà alla libertà culturale di assoggettarsi alle esigenze di mercato e alla cultura di chi paga.
· Si configurano evidenti elementi di incostituzionalità, accompagnati da una dose eccessiva di arroganza e autoritarismo;
· Le regole e la trasparenza conquistate in anni e anni di contrattazione integrativa sulla mobilità territoriale e professionale vengono vanificate. In futuro la mobilità sarà assoggettata non più a punteggi, diritti, regole, ma al “gradimento” dei soli DS;
· Grave anche che sia rimessa al solo DS la valutazione sul numero ottimale degli alunni per classe senza alcun passaggio negli Organi Collegiali;
· Non è tollerabile mortificare la vita di molti precari abilitati che da anni lavorano nella scuola pubblica con regolari contratti e ai quali la Corte Europea riconosce invece il diritto alla stabilizzazione. Un uso distorto dell’organico funzionale potrebbe lasciare senza lavoro migliaia di precari che da tempo profondono la loro professionalità nella scuola pubblica in attesa della stabilizzazione. Per tutti quanti chiediamo un piano pluriennale di stabilizzazione che ponga fine all’uso improprio del precariato. A tal fine chiediamo che sia rimandata l’indizione del concorso a una data successiva alla piena stabilizzazione del pano pluriennale;
· A tal proposito, devono entrare in GAE i diplomati magistrali con titolo acquisito entro l’a.s. 2001/02 (titolo abilitante ribadito dalla sentenza n. 03813/2013 del Consigli di Stato);
· In merito alle abilitazioni conseguite con i percorsi PAS e TFA chiediamo quindi, di abrogare dal DM 81/2013 il comma 27-bis: “I titoli di abilitazione conseguiti al termine dei percorsi di cui al presente decreto non consentono l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento, di cui all’art. 1, comma 605, della legge 27/12/2006 n. 296. Essi danno diritto esclusivamente all’iscrizione alla II fascia delle Graduatorie d’Istituto di cui all’art. 5 del decreto del Ministero della Pubblica Istruzione 13/06/2007 n.131, per la specifica classe di concorso o ambito disciplinare, e costituiscono requisito di ammissione alle procedure concorsuali per titoli ed esami”;
· Chiediamo, inoltre, di emendare quanto segue: “I titoli di abilitazione conseguiti al termine dei percorsi di cui al presente decreto consentono l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento di cui all’art. 1, comma 605, della legge 27/12/2006 n.296 e danno diritto all’iscrizione alla I fascia delle Graduatorie d’Istituto di cui all’art. 5 del decreto del Ministero della Pubblica Istruzione 13/06/2007 n.131, per la specifica classe di concorso o ambito disciplinare”;
· Chiediamo quindi l’equivalenza tra SSIS e PAS-TFA ai fini dell’inserimento nelle GAE: tutti gli abilitati già iscritti in GAE e gli abilitati confinati nelle GI DEVONO confluire in un’unica graduatoria dalla quale assumere a tempo indeterminato;
· In uno Stato di diritto non può persistere discriminazione tra lavoratori formati dallo stesso Stato;
· Giudichiamo, pertanto, negativamente in toto il disegno di legge e ne chiediamo il ritiro immediato.
Si chiede, inoltre:
· L’impegno del Governo per un serio e urgente piano di investimenti nella scuola statale, in particolare per la Scuola Secondaria di I Grado, il reintegro del tempo prolungato con le compresenze e del numero di 20 alunni per classe;
· L’assunzione dall’a.s. 2015/16 degli insegnanti precari in possesso di abilitazione e che abbiano prestato servizio per almeno 3 anni su posti vacanti (quindi sia da GAE che da GI);
Si rivendica, infine:
· Il rinnovo del contratto e la restituzione degli scatti di anzianità per tutti;
· Lo sblocco dei pensionamenti.
Tutti gli insegnanti si impegnano a:
· Organizzare ulteriori momenti di confronto anche con insegnanti di altre scuole;
· Coinvolgere i sindacati in azioni unitarie di rivendicazione dei diritti lesi e di richiesta al Governo di ritirare il DDL 2994, alias “La buona scuola”.
La mozione viene letta e approvata a maggioranza con 51 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astenuti.
Torino, 13/05/2015