Source: https://www.iolavoro.org/faq-separator/faq-iolavoro-agricoltura
Timestamp: 2020-08-08 22:58:03+00:00
Document Index: 77545468

Matched Legal Cases: ['art. 20', 'art. 23', 'art. 54', 'art. 103', 'art. 103', 'art. 94']

Domande frequenti IOLAVORO IN AGRICOLTURA - FAQ
Aggiornate al 10.07.2020
1. COSA SI INTENDE QUANDO SI PARLA DI “LAVORATORE DIPENDENTE AGRICOLO”?
“Nel settore agricolo è lavoratore dipendente chiunque presti la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di una azienda agricola o di altro soggetto che svolge attività agricola.” Sito INPS
2. QUALI SONO LE MODALITA’ CON CUI PUOI LAVORARE IN AGRICOLTURA?
In agricoltura si può lavorare come:
OTI, ovvero gli operai a tempo indeterminato (detti anche salariati fissi)
Lavoratori assimilati, ovvero i piccoli coloni, i compartecipanti individuali e i compartecipanti familiari
3. QUALI SONO LE REGOLE DI GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO IN AGRICOLTURA?
4. LA PRESTAZIONE LAVORATIVA PUO’ ESSERE FORNITA CONTEMPORANEAMENTE PRESSO DIVERSI DATORI DI LAVORO?
Oltre alla generale possibilità di avere due contratti part-time con datori di lavoro diversi, nel settore agricolo è possibile che al lavoratore venga proposta un’assunzione congiunta. Alle imprese agricole, appartenenti allo stesso gruppo di imprese o legate da un contratto di rete, è ammessa l’assunzione congiunta di lavoratori dipendenti da impiegare nelle attività svolte dalle relative aziende. In tal caso lo stesso lavoratore presta attività lavorativa presso più datori di lavoro senza che sia necessaria una preventiva e precisa ripartizione dei tempi. La comunicazione di assunzione congiunta (modello “UNILAV-cong”) deve essere effettuata dall’impresa capogruppo o dal soggetto incaricato nel contratto di rete (c.d. “Referente Unico”).
5. NEL SETTORE AGRICOLO VENGONO UTILIZZATI PER GLI OPERAI IN PREVALENZA CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO. QUALI CARATTERISTICHE IN TERMINI DI DURATA DELLA PRESTAZIONE LAVORATIVA PU0’ AVERE?
Il contratto stagionale è un contratto a tempo determinato, generalmente, stipulato nei mesi primaverili ed estivi e tutela il dipendente per un periodo che può andare dai 100 ai 180 giorni. Al termine del contratto, il lavoratore può ricevere il sussidio di disoccupazione agricola.
l’esecuzione di lavori di breve durata, stagionali o a carattere saltuario ovvero
l’esecuzione di più lavori stagionali e/o per più fasi lavorative nell’anno con garanzia di occupazione minima superiore a 100 giornate, nell’arco dei 12 mesi ovvero
di durata superiore a 180 giorni di effettivo lavoro nell’arco dei dodici mesi; in quest’ultimo caso, al superamento delle 180 giornate effettive di lavoro, il lavoratore può chiedere la trasformazione del contratto a tempo indeterminato salvo che le parti abbiano derogato prevedendo che il superamento dei 180 giorni non determina la trasformazione del contratto a tempo determinato
6. QUALI SONO GLI STRUMENTI A TUTELA DEGLI OPERAI AGRICOLI PREVISTI DAL CCNL DEL 19 GIUGNO 2018?
Forma scritta del contratto per le assunzioni a tempo indeterminato e per quelle a tempo determinato con garanzia delle 100 o delle 180 giornate lavorative;
Per l’operaio assunto con rapporto di lavoro a tempo determinato è possibile prevedere un periodo di prova di 2 giorni lavorativi solo se la durata del contratto individuale è superiore a trenta giorni;
I lavoratori assunti a tempo determinato hanno diritto ad essere riassunti per l’esecuzione delle stesse lavorazioni nelle medesime aziende e sono i contratti provinciali a definire le modalità di esercizio di tale diritto (ai sensi dell’art. 20 del CCNL);
E’ prevista la trasformazione del rapporto a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato per gli operai che hanno effettuato presso la stessa azienda, nell’arco di 12 mesi dalla data di assunzione, almeno 180 giornate di effettivo lavoro. Il diritto alla trasformazione del rapporto deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro sei mesi dal perfezionamento del requisito delle 180 giornate di lavoro effettivo, mediante comunicazione scritta da presentare al datore di lavoro (ai sensi dell’art. 23 del CCNL).
La trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato non spetta agli operai a tempo determinato assunti con garanzia delle 100 o delle 180 giornate e per quelli assunti per la sostituzione di operai assenti per i quali sussista il diritto alla conservazione del posto.
7. QUAL E’ LA RETRIBUZIONE DI UN OPERAIO AGRICOLO?
8. COME VENGONO RETRIBUITI GLI OPERAI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO?
9. COSA SONO I NUOVI VOUCHER “PrestO”?
PrestO è l’acronimo di Prestazioni Occasionali, ed identifica i buoni lavoro INPS. E’ il contratto di prestazione occasionale disciplinato dall’art. 54 bis della L. n. 96/2017, introdotto a seguito dell’abrogazione dei “vecchi” voucher.
10. E’ POSSIBILE UTILIZZARE IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE IN AGRICOLTURA?
11. NEL SETTORE AGRICOLO E’ POSSIBILE FARE RICORSO AI “NUOVI VOUCHER” PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI LAVORATORI?
Nel settore agricolo le prestazioni occasionali sono ammesse solo per coloro che non risultano iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (OTD).E’ possibile attivare il contratto di prestazione occasionale solo per alcune categorie di lavoratori:
percettori di prestazioni a sostegno del reddito;
12. QUAL E’ IL VANTAGGIO DERIVANTE DALL’USO DEI VOUCHER IN AGRICOLTURA?
13. QUALI SONO I LIMITI DEI “NUOVI VOUCHER”?
Oltre ai limiti economici è previsto un massimale della prestazione lavorativa presso il medesimo datore di lavoro, pari a 280 ore all’anno.
14. QUAL’E’ LA PAGA ORARIA PER I NUOVI VOUCHER IN AGRICOLTURA?
per l’area 1, a 9,65€;
per l’area 2, a 8,80€;
per l’area 3, a 6,56€.
In parallelo a quanto previsto per la generalità dei contratti di prestazione occasionale, anche per i voucher agricoli è necessario garantire al lavoratore una retribuzione minima pari a 4 ore di lavoro. In questo caso il limite non si applica alla prestazione lavorativa giornaliera, ma all’arco temporale della prestazione non superiore alle 10 giornate lavorative. La misura del compenso delle ore successive è liberamente fissata dalle parti, purché nel rispetto della misura minima di retribuzione oraria sopra indicata.
15. COME VENGONO PAGATE LE PRESTAZIONI LAVORATIVE EFFETTUATE CON I “NUOVI VOUCHER”?
16. IN CONSEGUENZA DELL’EMERGENZA SANITARIA, È STATA INTRODOTTA PER IL SETTORE DELL’AGRICOLTURA LA POSSIBILITÀ DI INSTAURARE UN RAPPORTO DI LAVORO CON CITTADINI STRANIERI CON PERMESSO DI SOGGIORNO SCADUTO O IRREGOLARI?
Si, a seguito dell’emanazione del D.L. n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, nel rispetto delle condizioni previste dall’art. 103 e con le modalità attuative previste dal Decreto del Ministero dell’Interno del 27/05/2020.Dal 1 giugno al 15 agosto 2020, i datori di lavoro possono presentare istanza allo Sportello Unico per l’Immigrazione per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, che sono stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 oppure che hanno soggiornato in Italia precedentemente la medesima data; in entrambi i casi non devono aver lasciato il territorio nazionale successivamente alla suddetta data. (Il termine originario del 15 luglio è stato prorogato al 15 agosto 2020 con D.L. n. 52 del 16 giugno 2020)
17. IN CONSEGUENZA DELL’EMERGENZA SANITARIA, È STATA INTRODOTTA LA POSSIBILITÀ PER I CITTADINI STRANIERI, CON PREGRESSA ESPERIENZA LAVORATIVA NEL SETTORE DELL’AGRICOLTURA, CON PERMESSO DI SOGGIORNO SCADUTO E NON RINNOVATO, DI REGOLARIZZARE LA LORO SITUAZIONE?
Si, a seguito dell’emanazione del D.L. n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, nel rispetto delle condizioni previste dall’art. 103 e con le modalità attuative previste dal Decreto del Ministero dell’Interno del 27/05/2020. I cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato, possono richiedere alla Questuraun permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di 6 mesi dalla presentazione dell’istanza. Sono necessari i seguenti requisiti soggettivi: risultare presenti sul territorio nazionale dell’8 marzo 2020; non essersi allontanati successivamente; aver svolto comprovata attività di lavoro prima del 31 ottobre 2019 nel settore nell’agricoltura, dell’assistenza alla persona o lavoro domestico.Le istanze possono essere presentate dal 1 giugno al 15 agosto 2020. Il termine originario del 15 luglio è stato prorogato al 15 agosto 2020 con D.L. n. 52 del 16 giugno 2020.
18. CHE COS’E’ LA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA E CHI NE HA DIRITTO?
2 anni di assicurazione (il lavoratore deve essere iscritto agli elenchi per l’anno in cui chiede l’indennità e in quello precedente)
Un minimo di 102 contributi giornalieri nel biennio
19. A CHI SPETTA LA DISOCCUPAZIONE AGRICOLA?
20. A QUANTO AMMONTA L’INDENITA’ ORDINARIA DI DISOCCUPAZIONE PER I LAVORATORI AGRICOLI?
21. COME E QUANDO SI PRESENTA LA DOMANDA DI DISOCCUPAZIONE AGRICOLA?
22. UN PERCETTORE DI NASPI PUO’ LAVORARE CON IL CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE?
23. IL PERCETTORE DI NASPI CHE SVOLGA PRESTAZIONI OCCASIONALI DEVE COMUNICARLO ALL’INPS?
24. UN BENEFICIARIO DI REDDITO DI CITTADINANZA PUO’ LAVORARE CON CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE?
25. IL BENEFICIARIO DI REDDITO DI CITTADINANZA CHE SVOLGA PRESTAZIONI OCCASIONALI DEVE COMUNICARLO ALL’INPS?
26. UN PERCETTORE DI SOSTEGNO AL REDDITO PUÒ AVERE NEL SETTORE AGRICOLO CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO SENZA SOSPENSIONE O RIDUZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO?
Si, è possibile a determinate condizioni dal 19 maggio, a seguito dell’emanazione del D.L. n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, per promuovere il lavoro agricolo da parte di percettori di NASPI, DIS-COLL, e Reddito di Cittadinanza e lavoratori in sospensione a zero ore (art. 94). Tali soggetti possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine di durata massima di 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione del beneficio economico, nel limite di 2.000 € per l’anno 2020. Per contratti con tali caratteristiche il percettore di Reddito di Cittadinanza non è tenuto ad effettuare la comunicazione all’INPS dei redditi percepiti; l’obbligo di comunicazione permane per i beneficiari di indennità di disoccupazione. Si specifica che per i percettori di NASPI e DIS-COLL, l’INPS ha precisato (circolare n. 76 del 23 giugno 2020) che i 30 giorni si computano prendendo in considerazione le giornate di effettivo lavoro e non la durata in sé del contratto di lavoro; pertanto, è necessaria la trasmissione del modello NASpI-Com, per comunicare le giornate in cui, nell’ambito del contratto di lavoro, il percettore presta attività lavorativa.
27. I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE, POSSONO INIZIARE UNA NUOVA ATTIVITA’ LAVORATIVA?
essere incompatibile con l’integrazione salariale e il rapporto di lavoro in essere;
comportare una totale cumulabilità della remunerazione percepita con l’integrazione salariale;
comportare una parziale cumulabilità dei redditi da lavoro con l’integrazione salariale.
28. IN QUALI CASI LA NUOVA ATTIVITA’ LAVORATIVA E’ INCOMPATIBILE CON L’INTEGRAZIONE SALARIALE?
29. IN QUALI CASI LA NUOVA ATTIVITA’ LAVORATIVA E’ TOTALMENTE COMPATIBILE CON L’INTEGRAZIONE SALARIALE?
30. IN QUALI CASI LA NUOVA ATTIVITA’ LAVORATIVA E’ PARZIALMENTE CUMULABILE CON L’INTEGRAZIONE SALARIALE?
31. I CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO SONO COMPATIBILI CON L’INTEGRAZIONE SALARIALE?
Il contratto a tempo determinato è compatibile con lo stato di beneficiario di integrazione salariale. In nuovo rapporto di lavoro comporta la sospensione dell’integrazione salariale, nel caso in cui la remunerazione percepita sia superiore alla stessa, oppure la cumulabilità parziale nel caso in cui sia inferiore all’integrazione salariale. Se il contratto è stipulato da un lavoratore in sospensione a zero ore, con datore di lavoro del settore agricolo, per una durata massima di 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, non avviene la sospensione o la riduzione dell’integrazione salariale, nel limite di 2.000 € per l’anno 2020.
32. L’AVVIO DI UN’ATTIVITA’ DI LAVORO AUTONOMO E’ COMPATIBILE CON L’INTEGRAZIONE SALARIALE?