Source: http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_15548.asp
Timestamp: 2017-05-27 08:02:40+00:00
Document Index: 30909632

Matched Legal Cases: ['art.73', 'art. 2', 'art.73', 'art. 73', 'art. 2', 'art.73']

Cassazione:art.73 comma quinto d.p.r 309/1990,la lieve entità è ora reato autonomo e non più circostanza attenuante ad effetto speciale
Avv. Maria Manuela Leuzzi Il d.l. 23 dicembre 2013 n.146 ( cd. Decreto Svuota-Carceri) ha apportato delle significative innovazioni in materia di reati concernenti le sostanze stupefacenti. In particolare, l'art. 2 lett. a) del decreto modifica il quinto comma dell'art.73 d.p.r. 309/1990 prevedendo pene più esigue per i reati contemplati nell'articolo de quo, qualora i fatti contestati siano di lieve entità, alla stregua dei parametri ivi dettati. Nello specifico, tali parametri (quali i mezzi, la modalità, le circostanze dell'azione, la qualità e quantità delle sostanze) avrebbero la funzione di attribuire un minore grado di offensività alle condotte previste dalla fattispecie suddetta. E ciò, tenendo soprattutto in considerazione la circostanza per la quale la previsione normativa di cui al comma quinto dell' art. 73 d.pr. 309/1990 viene ora riqualificata, dalla giurisprudenza di legittimità, quale titolo autonomo di reato e non più come circostanza attenuante ad effetto speciale. A tal riguardo, la Suprema Corte di Cassazione ha evidenziato l'intento del legislatore che ha mutato la qualificazione giuridica della norma facendo rilevare altresì come, con l'inserimento all'art. 2 lett. a) di una clausola di salvezza (“ salvo che il fatto non costituisca più grave reato”), lo stesso abbia voluto dare risalto all'esclusione della configurabilità di un “più grave reato” ; ragione per la quale, va da sé che tale fattispecie contempli condotte caratterizzate da una minore carica di offensività giuridica. Tra l'altro, l'espressa previsione di un soggetto attivo (“chiunque”) , di una condotta (“commette”) e il conseguente abbassamento del limite massimo edittale della pena detentiva (da sei a cinque anni di reclusione) sono tutti - a dire degli Ermellini - indici sintomatici della volontà del legislatore di incriminare in maniera autonoma fatti-reati connotati da “lieve entità” e, pertanto, suscettibili di un minore rigore punitivo ( Cass.pen. 7363/2014). Pertanto, non può trascurarsi la ratio posta alla base della novella il cui obiettivo primario è quello di ridurre la presenza dei tossicodipendenti nella popolazione carceraria, spesso detenuti per aver commesso reati ricadenti sotto il quinto comma dell'art.73 d.p.r.309/1990. Ovvia conseguenza di ciò è che la nuova previsione normativa è indubbiamente più favorevole per l'imputato comportando, quindi, l'applicazione di una pena edittale inferiore.
(04/04/2014 - Avv.Maria Manuela Leuzzi) Le più lette: