Source: https://www.filodiritto.com/dispositivo-della-sentenza-penale-di-condanna
Timestamp: 2020-08-08 09:07:48+00:00
Document Index: 30586917

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', '§ 260', 'sentenza ', '§ 451', '§ 268', 'sentenza ', '§ 260', '§ 29', 'sentenza ', '§ 260', '§ 306', '§ 306', '§ 51', 'sentenza ', 'sentenza ', '§ 198', '§ 44', 'sentenza ', '§ 69', '§ 69', 'sentenza ', '§ 69', 'sentenza ', '§ 73', '§ 73', '§ 73', '§ 73', '§ 73', '§ 464', 'sentenza ', '§ 465', 'sentenza ', '§ 472']

Dispositivo della sentenza penale di condanna | Filodiritto
“Urteilsformel” – CPP della RFT
I. Importanza del dispositivo
II. Le due parti che compongono il dispositivo
III. Quando è necessaria l’indicazione della Schuldform e il computo della custodia cautelare presofferta
IV. Durata eccessiva del procedimento e dispositivo
V. Einziehung der Fahrerlaubnis/von Tatmitteln/von Taterträgen
VI. Spese del procedimento
Il dispositivo di sentenza, l’“Urteilsformel”, chiamato anche “Tenor”, è la parte più importante della sentenza penale, essendo contenute, nello stesso, oltre alle generalità del condannato e il reato, per il quale è stato ritenuto responsabile, anche le altre indicazioni di cui al § 260, c. 2, 4 e 5 StPO (CPP).
Soltanto il dispositivo – una volta che la sentenza sia stata munita della formula esecutiva (§ 451, c. 1, StPO) - costituisce la base e il titolo per l’esecuzione. Stante la particolare rilevanza dell’“Urteilsformel”, il § 268, c. 2, StPO (CPP), prescrive che ne deve essere data lettura al termine della camera di consiglio, previo inserimento nel verbale di udienza (ved. BGH St 8, 41). Senza l’avvenuta lettura del dispositivo, la sentenza, secondo l’ordinamento processual-penale della RFT, è giuridicamente inesistente (BGHSt 15, 263 (264)).
In considerazione della particolare importanza dell`”Urteilsformel”, il giudice, prima della lettura, deve accertarsi in ordine all’esattezza del contenuto della stessa; deve, altresí, essere redatta, in modo chiaro e comunque tale da non dare adito a dubbi e/o incertezze.
Di fondamentale importanza, è la distinzione tra “Sach- und Prozessurteile”. Nel caso di “Prozessurteil”, va dichiarato non doversi procedere per mancanza di un presupposto processuale o della sussistenza di una causa d’improcedibilità (260, c. 3, StPO). Viene emanato un “Sachurteil”, se l’imputato è condannato o assolto nel merito. Inoltre, il giudice può riservarsi di disporre una misura di sicurezza.
Il dispositivo di una sentenza di condanna consta di due parti: 1) “Schuldspruch” e 2) “Rechtsfolgenausspruch”: Questa distinzione è bene che risulti separatamente dal “Tenor”, fatta eccezione per procedimenti privi di qualsiasi complessita’.
Per quanto concerne lo “Schuldspruch”, nello stesso va indicato anzitutto la qualificazione giuridica del fatto, per il quale l’imputato è stato ritenuto colpevole. Prevede il § 260, c. 4, 2^ parte, StPO, che è da indicare testualmente l’intitolazione del reato (“die gesetzliche Überschrift des Strafbestandes”), quale risulta dallo StGB (Codice penale).
È però da notare, che la cosiddetta gesetzliche Überschrift, nei testi di legge, non di rado manca, se la fattispecie di reato è prevista da leggi speciali. In questi casi, sono da indicare gli elementi e le caratteristiche delle fattispecie, anche se in modo conciso, ma comunque in maniera tale, da consentire, con certezza, l’individuazione della norma violata. Cosí, per esempio, se l’imputato è colpevole della violazione del § 29, c. 1, n. 1, BtMG- Betäubungsmittelgesetz, – che corrisponde, in certo qual modo, al DPR 309/1990 dell’ordinamento italiano – nel dispositivo va dichiarato che l’imputato è colpevole "di commercio illecito di sostanze stupefacenti”.
Nel dispositivo di una sentenza di condanna, non deve essere menzionato espressamente, se si tratta di delitto (“Verbrechen”) o di contravvenzione (“Vergehen”). Ciò viene ritenuto superfluo dalla Corte Suprema federale (BGH).
Se il fatto è stato commesso in concorso con altre persone, non occorre precisare, nel dispositivo, che i colpevoli hanno agito “gemeinsam” (ved. BGH St 27, 287 (289) e BGHR StPO § 260, IV, 1, Tatbezeichnung 8), vale a dire, se l’imputato ha agito “In Mittäterschaft oder in mittelbarer Täterschaft”.
Devono invece risultare, dall’“Urteilstenor”, altre “Teilnahmsformen”, come, per esempio, nel caso di induzione a commettere un reato (l’“Anstiftung”).
Per quanto concerne il reato tentato, deve sempre essere precisato, che si tratta di “versuchter Straftat”.
III. Quando è necessaria l’indicazione della “Schuldform” e il computo della custodia cautelare in carcere presofferta
L’indicazione della “Schuldform” (dolo/colpa) è necessaria soltanto se lo stesso reato può essere commesso dolosamente o colposamente. Esempio tipico è l’incendio (§ 306 – incendio doloso, § 306 d – incendio colposo (“fahrlässige Brandstiftung”). Questa specificazione occorre però, se un fatto costituisca reato qualora commesso con dolo, oppure configura una mera “Ordnungswidrigkeit” nel caso di commissione per colpa. Ciò è di particolare rilevanza in materia di violazioni previste dal BtMG- “Betäubungsmittelgesetz” – Legge sugli stupefacenti).
Se l’imputato, per il reato, per il quale vi è condanna, aveva presofferto custodia cautelare in carcere (in applicazione del § 51, 1 c., StGB), della stessa va tenuto conto “automaticamente” e non è necessario fare menzione, nel dispositivo della sentenza, dell’“Anrechnung der Untersuchungshaft”. Non cosí, invece, se della presofferta custodia cautelare in carcere, si tiene conto soltanto in parte (“bei teilweiser Anrechnung”). In tale caso occorre precisare che “auf die Freiheitsstrafe werden nur……. Monate der Untersuchungshaft angerechnet”.
Qualora al condannato venga interdetto l’esercizio di una professione o di un’attività, anche commerciale, occorre una precisa indicazione della stessa, che è oggetto del divieto. In caso di comminazione di pena pecuniaria, e ‘necessaria l’indicazione del numero e dell’entità dei “Tagessätze”.
Se il giudice si riserva di infliggere una misura di sicurezza oppure se viene concessa la sospensione condizionale della pena, anche ciò deve pure essere enunciato nel dispositivo; così pure la “Verwarnung mit Strafvorbehalt” o l’“Absehen von Strafe”.
Qualora debba procedersi ad “Anrechnung” di una condanna subita all’estero, nel dispositivo di sentenza va indicato il c.d. Anrechnungsmaßstab, che può essere pari a 1:1, ma anche diverso. Cosí, per esempio, se la pena della reclusione è stata espiata in Brasile, un giorno di privazione della libertà in un penitenziario di tale Stato, equivale a due giorni di “Freiheitsentziehung” in una “Justizvollzugsanstalt” della RFT, per cui l’“Anrechnungsmaßstab” è pari a 1:2.
Dell’“unagemessesen, langen Verfahrensdauer” (durata eccessiva del processo), con conseguente riduzione di pena, va pure tenuto conto nella stesura del dispositivo di sentenza. Ciò a seguito della nota sentenza dd. 17.1. 2008 (BGH St 52, 124) della Corte Suprema Federale, se questa “Verzögerung” è da qualificare “rechtstaatswidrig” (contraria a principi dello Stato di diritto). La riduzione della pena viene considerata una specie di “Entschädigung” (risarcimento del danno); si parla in proposito anche di “Kompensation für unangemessen, lange Verfahrensdauer”. In altre parole, l’“überlange Verfahrensdauer, ist von Bedeutung als Strafzumessungsgrund” (è rilevante ai fini della determinazione della pena) e costituisce una “Beeinträchtigung des subjektiven Rechts des Betroffenen“. La “Kompensation wegen überlanger Verfahrensdauer”, è espressione di una specie di “Staatshaftung” nei confronti del condannando. La durata eccessiva del processo, purché notevole, costituisce violazione dell’articolo 6, c. 1, 1^ parte, CEDU e dell’articolo 2, c. 2, GG (Costituzione Federale), per cui, nel dispositivo, nel 1° caso, va inserita la dizione “konventionswidrige Verfahrensverzögerung”; nel secondo caso “verfassungswidrige Verfahrensverzögerung”. Se la “Verfahrensverzögerung” è stata causata da organi giurisdizionali di uno Stato estero, non può esservi “Kompensation”, in sede di condanna nella RFT, in quanto la durata eccessiva non è imputabile a organi della RFT.
Ai fini del concetto di “überlanger Verfahrensdauer”, occorre fare riferimento ai §§ 198 e 199 “GVG- Gerichtsverfassungsgesetz” – Ordinamento giudiziario, nella versione in vigore a decorrere dal 3.12. 2011.
Nel dispositivo di sentenza, devono essere indicate anche le “Nebenstrafen” (pene accessorie) e le cosiddette Nebenfolgen der Straftat.
Pene accessorie sono, il “Fahrverbot” (divieto di circolazione) e la “Tatmitteleinziehung” (confisca del mezzo, mediante il quale il fatto è stato commesso).
V. Einziehung der Fahrerlaubnis/ von Tatmitteln/von Taterträgen
Per quanto concerne l’“Einziehung der Fahrerlaubnis” (da non confondere con il “Fahrverbot” di cui al § 44 StGB, che consiste nel divieto, per la durata da un mese a mesi tre, di condurre veicoli a motore di qualsiasi genere o di un determinato tipo), nel dispositivo della sentenza di condanna deve essere fatta menzione di questo provvedimento, con indicazione del periodo (mesi), durante il quale non può essere concessa nuova “Fahrerlaubnis” da parte delle autorità della RFT.
Se il condannato non è titolare di una “Fahrerlaubnis”, va disposta la cosiddetta isolierte Sperre ai sensi del § 69 a, c. 1, S 3, StGB.
Anche se l’imputato è in possesso di una “Fahrerlaubnis” rilasciata da uno Stato estero, si provvede al ritiro della stessa (§ 69 b StGB) e tale provvedimento produce l’effetto “einer Aberkennung des Rechts, von der Fahrerlaubnis Gebrauch zu machen” (revoca del diritto di circolazione); una volta passata in giudicato la sentenza di condanna, si estingue (“erlischt”) il diritto di condurre veicoli a motore nella RFT. Anche in questo caso, è da fissare una cosiddetta Sperrfrist. Durante la stessa (§ 69 b, c. 1, StGB), il condannato è privato del diritto di circolare con veicoli a motore e alle autorità della RFT è inibito di concedere una “Fahrerlaubnis”. Della “Sperrfrist” non va però fatta menzione nel dispositivo della sentenza di condanna.
Per legittimare l’“Einziehung von Tatmitteln” (mezzi, mediante i quali il fatto è stato commesso) di cui ai §§ settantaquattro e segg. StGB, occorre che il “Tatmittel” sia indicato con precisione nel dispositivo. Cosí, per esempio, se il condannato si è servito di una pistola a gas per commettere una rapina, nel dispositivo vanno indicati produttore dell’arma e numero di serie. È del tutto insufficiente, la formula, “la pistola a gas utilizzata dall’autore della rapina, viene confiscata”. In mancanza di una “genauen Angabe” (indicazione precisa), non è possibile verificare la legittimità del provvedimento e, di conseguenza, della “Vollstreckung” (esecuzione). L’esecuzione avviene sulla base del solo dispositivo della sentenza, come sopra abbiamo già visto. Soltanto nel caso, in cui il materiale sottoposto a sequestro è stato particolarmente numeroso, secondo la Corte Suprema Federale, sono ammissibili “Sammelbezeichnungen” (BGH St 9, 88 (90)), che poi vengono a costituire una “besondere Anlage” (un allegato particolare) al dispositivo.
Qualora, nonostante la richiesta di confisca avanzata dal PM, la stessa venga rigettata, di questo diniego non va fatto menzione nel dispositivo, ma soltanto in sede di motivazione della sentenza.
Per quanto concerne l’“Einziehung von Taterträgen” (profitto/proventi del reato), bisogna distinguere a seconda che l’”Einziehung” venga disposta in applicazione del § 73 StGB o del § 73 c StGB. Cosí, per esempio, se il “ricavato” dalla vendita di stupefacente (banconote) è stato sequestrato immediatamente dopo l’avvenuta “traditio” della droga, trova applicazione il § 73, c 1, StGB. Dei biglietti di banca – nel dispositivo - devono essere indicati il numero, il taglio e i rispettivi numeri di serie.
Parimenti trova applicazione il § 73, c. 2, StGB, se la cosa oggetto di furto è stata (subito) sequestrata. Se si tratta, per esempio, di un’autovettura, occorrono le seguenti indicazioni: produttore, modello, anno di produzione e numero di identificazione del telaio. Non, invece, (anche) l’indicazione del numero di targa (“amtliches Kennzeichen”) in quanto lo stesso potrebbe essere diverso al momento in cui si procede a esecuzione.
Deve trovare applicazione il § 73 c StGB, se, per esempio, non è stato possibile procedere a sequestro del denaro corrisposto dal drogato allo spacciatore. In questi casi, va disposta l’“Einziehung von Wertersatz” (la confisca per equivalente); cosí pure, se quanto oggetto di furto è risultato non essere più reperibile. Se la richiesta del PM, intesa all’“Einziehungsanordnung” non viene accolta, di questo diniego non va fatto menzione nel dispositivo, ma soltanto in sede di motivazione.
Prescrive il § 464, c. 1, StPO (CPP), che in sede di sentenza di condanna, deve essere statuito anche chi deve sostenere le spese del procedimento (“Verfahrenskosten”). In caso di assoluzione dell’imputato, perché ritenuto non colpevole del reato ascritto/di tutti i reati ascritti, trova applicazione il § 465, c. 1, StPO. Un’apposita statuizione (nel dispositivo) circa le “Auslagen” (spese intese in senso stretto), è superflua, perché il condannato deve sostenerle (quelle necessarie e quelle non necessarie), indipendentemente dal fatto che le stesse siano, o meno, poste a suo carico in sentenza (ved. BGH St 36, 27 ( 28ff)). Se, invece, le “notwendigen Auslagen” incontrate dalla parte civile, sono da porre “zu Lasten des Angeklagten” ai sensi del § 472, c. 1, S 1, StPO, questa statuizione deve essere contenuta nel dispositivo.
Qualora, per il medesimo fatto, uno degli imputati venga condannato e un altro assolto, deve essere statuito, che le spese processuali (“Verfahrenskosten”) sono a carico del condannato, mentre le necessarie “Auslagen” incontrate dall’assolto, sono da porre a carico della “Staatskasse” (Erario) Per quanto concerne le “Verfahrenskosten” sostenute dall’assolto, nulla deve essere statuito nel dispositivo di sentenza, perché di ciò si deve tenere conto in sede di “Kostenfestsetzungsverfahren” (procedimento di determinazione dei “costi”).