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Timestamp: 2017-04-29 02:03:14+00:00
Document Index: 36035404

Matched Legal Cases: ['art. 32', 'art.2083', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 37', 'art. 18', 'art. 96', 'art. 96', 'art. 42', 'art. 35', 'art. 256', 'art. 2', 'art 42', 'art 42', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 4']

PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA: - PDF
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1 PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA: CONOSCENZE E COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE Gennaio 2014 L AGRICOLTURA A BENEFICIO DI TUTTI2 PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA: CONOSCENZE E COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE Gennaio3 Documento prodotto nell ambito della Rete Rurale Nazionale - MiPAAF DISRII Gruppo di Lavoro/Task Force: Competitività Dirigente: Graziella Romito Vice Coordinatore: Roberto D Auria Coordinamento del Progetto: Flaminia Ventura Redazione a cura di: Flaminia Ventura 24 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 4 IL TESTO UNICO E L AGRICOLTURA MIGLIORARE PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO... 6 GLI OBIETTI DEL T.U GLI INFORTUNI SUL LAVORO IN AGRICOLTURA L INDAGINE DIRETTA... 9 IL CAMPIONE LA CONOSCENZA DELLA NORMA E LA SUA APPLICAZIONE LA GESTIONE DEL RISCHIO MACCHINE L USO DEI PRODOTTI FITOSANITARI PREVENZIONE E SICUREZZA NEGLI ALLEVAMENTI MAGAZZINI... ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO. GLI ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVORO Adempimenti formali Formazione Gestione infortuni e incidenti La sorveglianza sanitaria CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE E RACCOMANDAZIONI: IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE AGRICOLE ALLEGATO 35 1 INTRODUZIONE L Agricoltura rappresenta uno dei settori a maggior rischio per infortuni invalidanti e il primo settore per infortuni mortali. A questo va aggiunto che coloro che lavorano nel settore agricolo sono quelli con maggior rischio di contrarre malattie professionali in quanto il settore ha il primato anche per questo. La prevenzione e sicurezza sul lavoro costituiscono quindi un aspetto estremamente rilevante nella conduzione di un azienda agricola. Negli ultimi anni vi è stata una evoluzione della normativa sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro che ha tenuto conto delle diverse situazioni, ambienti di lavoro e delle attività svolte nel settore. Con riferimento al settore agricolo vi è stata una razionalizzazione delle misure di tipo normativo e di accompagnamento finalizzata ad introdurre nelle imprese e nelle diverse figure che vi operano una vera e propria cultura della prevenzione dei rischi igienico sanitari e le informazioni, conoscenze e competenze per ridurre i rischi di infortuni e di malattie croniche collegate al lavoro agricolo. A differenza di altre norme, che riguardano la sicurezza alimentare, dell ambiente e il benessere animale, la normativa sulla sicurezza sul lavoro non è entrata a far parte del pacchetto della condizionalità previsto dalla Regolamentazione europea per avere accesso ad aiuti diretti e/o alle diverse agevolazioni previste dalla Politica Agricola Comune. Tuttavia, considerata l importanza dell argomento molte regioni l hanno introdotta tra i requisiti per l accesso ai finanziamenti pubblici comprese quelli previsti dai piani di Sviluppo Rurale. E dunque importante una riflessione su questo tema prima dell avvio della nuova programmazione L attuale normativa si basa sul D.Lvo 81/2008 meglio noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro che riguarda tutti i settori e quindi anche l agricoltura e sui diversi aggiornamenti e circolari che si sono susseguite dalla sua emanazione ad oggi. Il Testo Unico e l Agricoltura L attuale normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 30 aprile 2008, n. 81ed è ed è entrata in vigore a partire dal 15 maggio 2008 Il Testo Unico è il risultato di una continua evoluzione delle norme a partire dal primo provvedimento di attuazione delle 8 direttive comunitari in materia di sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro emanate tre il 1989 ed il 1990 e cioè il Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n Il decreto che ha sostituito la normativa italiana che risaliva agli anni ha subito molte modifiche fino all emanazione del Testo Unico nel 2008che lo ha abrogato. Anche il D.Lgs. 81/2008 è stato oggetto di numerose revisioni ed integrazioni come il D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 "Disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" e di successive modifiche l ultima della quale è rappresentata dall art. 32 Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro della Legge 9 agosto 2013 Disposizioni 46 urgenti per il rilancio dell'economia (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69). Il Ministero del Lavoro dedica una pagina nel suo portale web alla normativa in materia di sicurezza all indirizzo seguente: odifica%20del%20tu%2081.aspx La normativa si applica a tutte le tipologie di impresa, a tutti i rischi ed a tutti i lavoratori (esclusi i domestici). Per l agricoltura quindi riguarda: lavoratori subordinati; soci di società, anche società semplici; lavoratori autonomi che effettuano determinate attività/operazioni (l agricoltura è tutta compresa); piccoli imprenditori coltivatori diretti (art.2083 c.c.). L applicazione della normativa trova alcune differenze tra le imprese con lavoro subordinato, dove cioè si configura un contratto di lavoro (anche se questo appartiene ai nuovi contratti che esistono nel settore agricolo, come ad esempio i voucher ) e quelle che utilizzano solo il lavoro del titolare e/o dei familiari. In quest ultimo caso, infatti, il Testo Unico, per coloro che lavorano in azienda (titolare e familiari) prevede solo l applicazione delle disposizioni dell art. 21 e cioè l adozione dei dispositivi di sicurezza personale. Restano valide anche per l azienda familiare e/o diretto coltivatrice le disposizioni impartite per il rispetto delle caratteristiche per i luoghi di lavoro, che per l azienda agricola riguardano sia fabbricati (stalle fienili fosse per il liquame, magazzini ecc.) sia le macchine ed attrezzature (trattrici, macchine semoventi ed attrezzi). 57 2 MIGLIORARE PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO Gli obiettivi del T.U. Il citato D.Lgs. 81/08 si configura come uno strumento unitario di riferimento per tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza, infatti è stato definito un "Testo Unico" sulla sicurezza del lavoro" (di seguito, in breve, T.U.) riorganizzando la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ed armonizzando le leggi vigenti in materia. IL Testo Unico sancisce l obbligo di introdurre in ogni azienda, un modello organizzativo diretto alla sistematica individuazione e rimozione o diminuzione dei fattori di rischio presenti per tutti coloro che vi operano. L obiettivo generale del T-U. è il miglioramento continuo delle misure per la prevenzione e sicurezza sul lavoro. Nello specifico gli obiettivi del T.U. sono riassumibili nei seguenti 1 : Valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza Programmazione prevenzione integrata con adozione di tecniche produttive migliorative Programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento dei livelli di sicurezza Eliminazione/riduzione dei rischi, soprattutto a monte, in relazione alle conoscenze acquisite sulla base del progresso tecnico Idonea scelta delle attrezzature e della definizione dei metodi di produzione Corretta ed adeguata formazione e informazione dei lavoratori, dei dirigenti e preposti, dei rappresentanti dei lavoratore Limitazione dei lavoratori esposti al rischio Limitazione dell impiego di agenti chimici, fisici e biologici Sostituzione di tutto ciò che potrebbe essere pericoloso con ciò che non lo è e che lo è meno Adozione prioritaria delle misure di protezione collettive rispetto a quelle individuali Controllo sanitario periodico dei lavoratori 1 Federazione Coldiretti Lombardia, Sicurezza sul lavoro, Guida pratica per le aziende agricole,8 Attuazione di misure di emergenza in caso di primo soccorso, lotta antincendio, evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato Utilizzo di segnali di avvertimento e sicurezza Svolgimento di una regolare manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti. Gli infortuni sul lavoro in agricoltura L agricoltura e l edilizia sono i settori dove si verificano il maggior numero di incidenti sul lavoro. Tabella 1 Numero di infortuni in agricoltura per regione Var Territorio Piemonte % Valle D'Aosta % Lombardia % Liguria % Bolzano - Bozen % Trento % Veneto % Friuli Venezia Giulia % Emilia Romagna % Toscana % Umbria % Marche % Lazio % Abruzzo % Molise % Campania % Puglia % Basilicata % Calabria % Sicilia % Sardegna % TOTALE % Fonte: INAIL 79 Nel 2012 gli infortuni registrati dall INAIL in agricoltura sono stai , con una riduzione rispetto al 2008 del 20%. La Regione dove la riduzione degli infortuni è stata maggiore è stata la Basilicata, seguita dalle Marche. Rispetto all età dell infortunato i dati mostrano che il maggior numero di infortuni colpisce operatori tra i 35 ed i 65 anni, mentre nella categoria sopra i 65 anni il numero è molto limitato con una riduzione negli ultimi 4 anni del 19%. Tab. 5. Numero di infortuni in agricoltura per classe di età Anno evento Classe di età Var fino a 17 anni % da 18 a 34 anni % da 35 a 49 anni % da 50 a 64 anni % 65 anni e oltre % TOTALE Fonte: INAIL % 810 3 L INDAGINE DIRETTA La nuova normativa affrontando la problematica della prevenzione dei rischi igienico sanitari e di incidenti sul lavoro in modo sistemico e cioè attraverso azioni e responsabilità per i diversi componenti e tipologie di imprese agricole, risulta piuttosto complessa. In particolare prevede una partecipazione diretta del conduttore e delle addetti dell azienda alle attività di prevenzione. Questo comporta una profonda conoscenza da parte degli operatori dei potenziali rischi ed un loro aggiornamento continuo finalizzata all acquisizione di capacità e competenze per una gestione in sicurezza delle pratiche produttive. Si tratta quindi di un approccio molto interattivo al problema della sicurezza e della prevenzione a causa della estrema eterogeneità delle aziende e della rilevanza di un percorso personalizzato per ciascuna di queste. Il livello di conoscenza della normativa, delle sue finalità e del suo metodo e costo di implementazione in azienda, costituiscono l elemento centrale di questo nuovo approccio. Per questo sono stati oggetto di una specifica indagine da parte della RRN finalizzata ad avere elementi di valutazione sulla conoscenza e sulla ricaduta in termini di costo dell applicazione della normativa in aziende agricole con diverse forme di conduzione L indagine è stata realizzata attraverso interviste dirette al conduttore, responsabile della gestione aziendale con l ausilio di un questionario semi-strutturato. Le interviste sono state realizzate da agronomi con una approfondita conoscenza sia dell azienda agricola e delle sue problematiche rispetto alla prevenzione del rischio sia sulla normativa riguardante le prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro per il settore agricolo. Inoltre al fine di rendere il più possibile omogenei i dati gli intervistatori hanno avuto un incontro di formazione presso sulle finalità del indagine e sul questionario con i responsabili del progetto presso la sede di ISMEA. Il questionario è stato articolato in più sezioni attraverso le quali sono state progressivamente approfondite le tematiche relative al grado di conoscenza della normativa e degli aspetti specifici riguardanti la singola azienda (in relazione alle attrezzature ed attività presenti) le modalità di applicazione ed il relativi costo. Le sezioni del questionario sono riportate di seguito: SEZIONE 1 - DATI AZIENDALI contenete tutti i dati anagrafici dell azienda intervistata e le conoscenze rispetto alla normativa sulla sicurezza sul lavoro; SEZIONE 2 MACCHINARI ED ATTREZZATURE relativi allo stato delle attrezzature in termini di dispositivi di sicurezza; SEZIONE 3 PRODOTTI FITOSANITARI nella quale vengono approfonditi gli aspetti legati all utilizzo dei prodotto fitosanitari ed alla prevenzione di eventuali rischi di contaminazione degli addetti. SEZIONE 4 STALLE E LOCALI PER ALLEVAMENTO per le sole aziende con allevamento dedicato alla prevenzione dei rischi di infortuni e rischi biologici. 9 11 SEZIONE 5 - IMPIANTI DI TRASFORMAZIONE (CANTINE, FRANTOI) solo per aziende con attività di trasformazione; SEZIONE 6 - MAGAZZINI E ALTRE STRUTTURE relativo alle caratteristiche strutturali ed ai dispositivi di sicurezza; SEZIONE 7 GRADO DI CONOSCENZA E APPLICAZIONE DEGLI ADEMPIMENTI NORMATIVI SULLA SICUREZZA SEZIONE 8 FORMAZIONE solo per le aziende con dipendenti SEZIONE 9 GESTIONE INFORTUNI E INCIDENTI solo per le aziende con dipendenti. Il campione Le interviste sono state effettuate su un campione di 75 aziende scelte all interno del panel di imprese utilizzato da ISMEA per le indagini sullo stato di fiducia nel settore primario. Nella scelta del campione si è tenuto conto sia di una stratificazione a livello regionale e per settore produttivo (per ordinamento colturale prevalente). Inoltre sono state scelte aziende sia aziende a conduzione familiare diretta sia aziende con salariati a tempo indeterminato. Il campione è stato scelto con riferimento ai settori produttivi, in modo da avere rappresentati tutti i principali settori produttivi con particolare riferimento a quelli dove i rischi relativi ad infortuni sul lavoro sono più elevati a causa dei processi produttivi e dei mezzi meccanici e tecnici che vi vengono utilizzati. Nella figura seguente riportiamo la ripartizione del campione per settore produttivo. Fig 1. Ripartizione del campione per settore produttivo 10 12 Nel campione la fascia di età al di sopra dei 60 anni è sottorappresentata rispetto alla popolazione di aziende agricole italiane, dove questo segmento rappresenta oltre il 35% del totale, ma questa scelta è giustificata dal peso ridotto degli incidenti sul lavoro che coinvolgono persone di questa fascia di età nel settore agricolo. Fig 2. Ripartizione del campione per classe di età del conduttore intervistato Il livello di scolarità degli intervistati risulta piuttosto elevato, ed è stato oggetto di selezione giustificato dall interesse ad ottenere, oltre che informazioni sulle conoscenze relative alla normativa sulla sicurezza del lavoro, anche le necessità in termini di servizi che questa comporta, i costi necessari sia all adeguamento delle strutture e dei macchinari e quelli relativi alla gestione corrente connessi con i dispositivi di protezione e la manutenzioen dei dispositivi di sicurezza. Inoltre l indagine tendeva anche a mettere in evidenza eventuali problematiche e difficoltà di applicazione della normativa nei singoli settori. Fig 3. Ripartizione del campione per livello di scolarità del conduttore 11 13 Nel campione sono presenti imprese di diversa dimensione economica con una distribuzione rappresentativa in quanto la maggior parte delle interviste sono state effettuate ad imprese che hanno un fatturato tra 5 e 100 mila euro, con un buon numero di imprese anche nelle classi più elevate. Fig 4. Ripartizione del campione per classe di fatturato (in euro) La normativa prevede l applicazioen anche alle imprese individuali e piccole imprese di coltivattori diretti pertanto sono state oggetto dell intervista sia aziende senza manodopera dipendente sia aziende con salariati. il campione è composto da diverse tipologie di aziende secondo la figura seguente: Fig 5. Ripartizione del campione per tipologia di manodopera 12 14 Nelle aziende intervistate sono presenti tutte le categorie di rischi contemplati dalla normativa. Il rischio maggiormente presente è quello legato all utilizzazione di macchinari, che come ci si poteva aspettare risulta presente nel 93% delle aziende intervistate, mentre quello meno presente è quello relativo alle polveri che è presente solo nelle imprese che provvedono direttamente alla produzione di mangimi. Fig 6. Aziende del campione (in %)nelle quali sono presenti rischi per tipologia di rischio Appare immediatamente evidente come, in tutte le imprese siano presenti più fonti di rischio contemporaneamente. Questa situazione propria del settore agricolo fa comprendere l elevato numero di incidenti rispetto ad altri settori. Il lavoro agricolo, infatti, nonostante possa avere un elevato grado di specializzazione comporta l impiego di uno stesso addetto in più funzioni diverse e l uso spesso quotidiano di macchinari ed attrezzature che possono però essere molto diversificate. Inoltre la varietà di condizioni orografiche, di tecniche di coltivazione ed allevamento comporta situazioni di rischio anche molto diversificate tra aziende dello stesso settore produtttivo. L analisi dei rischi, obbligatoria anche per le piccole aziende, è una pratica molto importante al fine di una corretta prevenzione degli infortuni e malattie per cause di lavoro. La conoscenza della norma e la sua applicazione L esistenza di una normativa sulla sicurezza del lavoro è conosciuta dalla generalità delle aziende: solo 2 aziende sulle 75 del campione hanno affermato di non essere a conoscenza degli adempimenti da rispettare in relazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia il grado di conoscenza non è così omogeneo ed approfondito: solo il 19% delle aziende intervistate ha dichiarato di conoscere bene la normativa, mentre la maggior parte (67%) asserisce di averne una conoscenza sufficiente. La qualità della conoscenza della normativa è inversamente proporzionale all aumentare della complessità dell attività: è maggiore per i seminativi, dove la percentuale di coloro che dichiarano di avere una buona conoscenza sale al 22% ed è più bassa per i conduttori di 13 15 allevamenti dei quali solo il 13% asserisce di avere una buona conoscenza, mentre il 75% dichiara di essere sufficientemente informato. Fig 7. Grado di conoscenza della normativa per settore di attività dichiarato dagli intervistati La principale fonte di informazione sulla normativa ed i relativi adempimenti sono i CAA (Centri di Assistenza Agricola) seguiti dai consulenti privati. Questi ultimi sono più presenti nei comparti specializzati come le coltivazioni arboree egli allevamenti, mentre poca rilevanza sembra avere la stampa di settore. Va sottolineato che circa il 40% delle aziende utilizza più di una fonte di informazione. Le risposte trovano riscontro anche nell attività di informazione e divulgazione che è stata fatta da diversi CAA e Organizzazioni Professionali ai quali questi fanno riferimento nell ambito delle attività di informazione previste dai Piani di Sviluppo Rurale. Da entrambe le organizzazioni, spesso in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali, sono stati prodotti manuali semplificati e linee guida per la valutazione dei rischi con l illustrazione dei diversi adempimenti, compresi gli adeguamenti di macchine, attrezzature e delle strutture. 14 16 Fig 8. Principali fonti di informazione sulla sicurezza sul lavoro per settore produttivo Per gli aggiornamenti i riferimenti informativi rimangono invariati con i CAA che svolgono il ruolo principale: a questi si rivolgono il 64% delle aziende intervistate; anche nel caso degli aggiornamenti le fonti informative utilizzate sono più di una a volte fino a 4, ma resta sempre la prevalenza dei CAA e dei consulenti privati. Fig 9. Principali fonti di aggiornamento Solo il 30% circa delle aziende ha dichiarato di essersi rivolta ad un professionista/esperto per l analisi del rischio e gli adempimenti successivi Questi 1517 esperti hanno profili diversi, ma nella maggior parte si tratta di laureati, ingegneri ed agronomi, solo un 20% sono costituiti da periti e geometri. Il costo medio del consulente è pari ad 1.400,00 euro circa con valori che oscillano tra 300 e euro. La fascia di costo più frequente è quella più elevata, oltre i 1.000,00 euro. Gli intervistati si dichiarano per la quasi totalità soddisfatti della consulenza (molto soddisfatti il 19% e abbastanza soddisfatti il 71%). Gli agricoltori quindi sono disposti a pagare consulenze anche di costo elevato per avere la tranquillità della conformità alla normativa. Questo lascia molto spazio alla consulenza aziendale, che dovrebbe occuparsi, come atività di base della condizionalità, ma che può affrontare anche apetti rilevanti come la sicurezza del lavoro, che benchè non inserita nella condizionalità costituisce comunque una normativa cogente molto rilevante per l azienda agricola anche ai fini dell ottenimento di agevolazioni pubbliche: come detto molte Regioni hanno inserito il rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro tra i requisiti minimi per l accesso alle agevolazioni e premi previsti dallo Sviluppo Rurale. Inoltre il rispetto della normativa cogente fa parte dei controlli da parte di Organismi di Certificazione di norme volontarie come quelle relative alle Produzioni Biologiche, rintracciabilità di filiera ecc. Nei paragrafi seguenti verranno illustrate le risposte degli intervistati afferenti alle sezioni del questionario dedicate ai rischi specifici o alle specifiche attività (trasfromazione, allevamenti ecc.). La gestione del rischio macchine Come evidenziato nel paragrafo precedente, i rischi legati alla presenza di macchine ed attrezzature sono quelli più diffusi nel settore agricolo. Riguardano sia l utilizzo delle trattrici e/o altre macchine semoventi sia di altre attrezzature di lavoro. La normativa sulle macchine agricole risulta piuttosto articolata, con norme specifiche che riguardano i dispositivi di protezione e gli adeguamenti. Nel corso del 2013 è stata emanata una circolare riguardante gli adeguamenti delle motozappe e moto coltivatrici, mentre è stata prorogata al 2015 la scadenza le disposizioni riguardanti la formazione e abilitazione all utilizzo delle trattrici e delle altre macchine usate in agricoltura. Sebbene gli incidenti con macchine sia sul luogo del lavoro, sia in itinere cioè per recarsi al luogo del lavoro sono una percentuale piuttosto bassa rispetto al totale (poco più di sul totale di oltre infortuni nel 2012 pari al 3,7%), la gravità delle loro conseguenze, anche quando non sono mortali, come tuttavia avviene nella maggior parte dei casi, rende le misure di prevenzione dei rischi associati al loro uso di primaria importanza. 1618 Tab. 3. Incidenti sul luogo di lavoro con macchinari per regione Anno evento Territorio Piemonte Valle D'Aosta Lombardia Liguria Bolzano - Bozen Trento Veneto Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna TOTALE Fonte: INAIL La norme relative alla macchine riguardano la protezione sia dell addetto (telaio, cabina, cinture di sicurezza, dispositivi di protezione delle parti mobili ecc) che di coloro che sono nelle vicinanze della macchina (cardani, parti mobili degli attrezzi portati o trainati ecc): pertanto nel questionario sono stati elencati tutti i principali sistemi/dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Il grado di conformità delle aziende alle norme, per quanto concerne le macchine, appare piuttosto elevata ed è dovuta principalmente alla presenza dei dispositivi di sicurezza già di serie sia per le trattrici sia per le altre macchine semoventi e per gli attrezzi. Vi è una percentuale significativa di aziende che ha proceduto agli adeguamenti, sia dei telai che delle cinture di sicurezza. Quest ultimo dispositivo sembra quello che trova maggiore resistenza da parte degli operatori: oltre un quarto delle aziende intervistate non avevamo tale dispositivo a norma. Nel complesso la percentuale di rispetto delle normative da parte delle imprese intervistate è molto alta, mediamente pari ad oltre l 82%, percentuale che aumenta se si considerano i casi nei quali gli intervistati hanno risposto che la disposizione non era applicabile. 17 19 Fig 10. Percentuale aziende conformi alla normativa per tipologia di disposizione relativa alle macchine agricole I costi per gli adeguamenti relativi al telaio/cabina sono piuttosto variabili, in quanto dipendono dal tipo di macchina, il valore medio che emerge dalle interviste risulta pari a circa 700 euro, mentre nel caso delle cinture di sicurezza il costo medio si aggira intorno ai 210 euro per unità. L uso dei prodotti fitosanitari L uso di prodotti fitosanitari è presente in 60 aziende sulle 75 intervistate. Sebbene negli ultimi anni siano diminuite a livello nazionale le quantità di prodotti fitosanitari utilizzati e soprattutto il consumo di questi prodotti si stia spostando verso formulazioni a bassa tossicità sia per l uomo sia per l ambiente, l uso dei presidi fitosanitari è molto diffuso nel nostro Paese. Nel 2010 i prodotti fitosanitari distribuiti per l agricoltura sono risultati pari a circa 144 mila tonnellate con una flessione del 2,4% rispetto all anno precedente. Se si considera il complesso della SAU nello stesso anno pari a 12,3 milioni di ettari circa, la quantità di prodotto fitosanitario per ettaro di SAU nel nostro Paese risulta pari a circa 11,2 kg per ettaro dei quali 2,9 kg appartenenti alle classi dei prodotti molto tossici e nocivi. Le misure di prevenzione e corretto uso dei presidi fitosanitari riguardano quindi un numero molto elevato di imprese e rappresentano una condizione indispensabile sia ai fini della sicurezza dei lavoratori sia dei consumatori e dell ambiente. Con riferimento alle attrezzature dall indagine emerge che oltre l 88% possiede l armadietto per il magazzinaggio dei fitofarmaci che ha un costo medio di 105 euro ed 1820 effettua regolarmente la taratura delle macchine per la distribuzione con un costo medio di 122 euro. Tab. 4. Prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo, per categoria e classe di tossicità, e trappole. Anni 2009 e 2010 Categorie Anni Variazioni Classi di tossicità kg per ha % Fungicidi 5,7 5,3-7,4 Molto tossici e tossici 0,1 0,3 503,6 Nocivi 0,6 0,7 18,1 Non classificabili 5,0 4,2-16,2 Insetticidi ed acaricidi 2,1 2,2 2,2 Molto tossici e tossici 0,1 0,1 1,9 Nocivi 0,3 0,4 21,1 Non classificabili 1,8 1,8-0,9 Erbicidi 2,0 2,2 9,5 Molto tossici e tossici 0,0 0,0-9,9 Nocivi 0,3 0,2-17,2 Non classificabili 1,7 1,9 14,5 Vari 1,6 1,5-3,8 Molto tossici e tossici 0,3 0,2-16,1 Nocivi 0,9 0,9 1,0 Non classificabili 0,4 0,4-6,3 PRODOTTI FITOSANITARI IN COMPLESSO 11,5 11,2-2,4 Molto tossici e tossici 0,4 0,6 57,0 Nocivi 2,1 2,3 6,2 Non classificabili (a) 8,9 8,3-7,2 Fonte: ISTAT Alle aziende intervistate è stato chiesto se e come vengono applicate le norme per il corretto uso dei fitofarmaci in azienda. Il 92% delle aziende che hanno dichiarato di utilizzare fitofarmaci dichiarano di avere anche le schede di sicurezza nel caso di utilizzo di prodotti Molto Tossici, Tossici e Nocivi, inoltre il 97% hanno assicurato di rispettare tutte le prescrizioni d utilizzo (colture, dosi, tempi di carenza, patentino ove necessario). Le dotazioni di sicurezza personale vengono regolarmente distribuite ed utilizzate da tutte le aziende intervistate (59 su 60), la distribuzione avviene più volte durante l anno come riportato nella tabella seguente dove vengono anche indicati i costi medi unitari dei singoli dispositivi. 1921 Tab. 5. Dispositivi personali di scurezza: utilizzo e costo medio annuo Dotazioni di sicurezza Numero medio per anno di consegne Costo medio unitario Costo medio totale Guanti 3, ,8 Tute 2,4 71,5 171,6 Maschere 1, ,0 Cuffie ,0 Totale 492,4 Fonte:RRN Prevenzione e sicurezza negli allevamenti Le aziende con allevamenti oggetto delle indagine sono 9; queste aziende hanno obblighi particolari rispetto alla gestione del fieno ed alle misure di prevenzioni di incendi che possono avvenire nella movimentazione del fieno, degli animali, nell uso delle macchine e per la presenza di concimaie. Le disposizioni riguardo lo stoccaggio delle rotoballe prescrive che queste non vengano impilate in numero superiore alle 4, numero ottimale 3 al fine di prevenire incidenti dovuti alla caduta delle rotoballa o ribaltamenti delle macchine che le trasportano. Devono essere inoltre previste strutture di contenimento e- vie di fuga; queste ultime devono essere presenti nelle stalle e soprattutto nei luoghi di movimentazione degli animali. Infine le vasche di stoccaggio dei reflui e gli eventuali silos per l insilamento devono essere dotati di cordoli di protezione dal transito nella movimentazione delle macchine e per le persone. 20 22 Fig 11. Percentuale aziende con allevamenti intervistate che dichiarano di essere a norma per tipologia di disposizione La maggior parte delle aziende con allevamenti intervistati dichiara di avere dispositivi e strutture in linea con la normativa: la percentuale maggiore di conformità riguarda la pavimentazione delle corsie di movimentazione delle stalle (89%), mentre quella più bassa (55%) riguarda sia i sistemi di contenimento del fieno, sia la presenza di adeguate vie di fuga nelle zone di movimentazione degli animali. In entrambi i casi si tratta di modifiche strutturali sugli edifici che trovano diversi ostacoli tecnici, oltre all elevato costo di adeguamento. Gli interventi sui fabbricati aziendali hanno riguardato principalmente le messe a terra ed la conformità degli impianti elettrici, ed anche altri interventi come riportati nella figura seguente. 21 23 Fig. 12 Aziende che hanno fatto interventi di messa a norma sui magazzini per tipologia di intervento I costi di adeguamento in media sono stati nel complesso di circa euro. Fig. 13 Costo medio degli interventi di messa a norma sui magazzini per tipologia di intervento Le aziende agricole hanno un deposito carburante aziendale (nella maggior parte dei casi per il gasolio) costituito da una botte che deve essere omologata e provvista di una vasca di contenimento di eventuali fuoriuscite. Inoltre devono essere presenti dotazioni 22 24 per lo spegnimento di incendi ed il Certificato Prevenzione Incendi che considera la distanza da eventuali fonti di rischio e/o da fabbricati, in particolare quelli abitativi. Fig. 14 Presenza di una botte per il gasolio omologata/a norma Il 60% degli intervistati ha dichiarato di avere una botte per il gasolio a norma, ma solo l 11% ha provveduto ad acquisire o sta acquisendo il Certificato Prevenzione Incendi, mentre una buona parte di coloro che non rispondono hanno dichiarato di non sapere che esiste tale obbligo. Fig. 15 Presenza del certificato prevenzioni Incendi (CPI) per la botte 2325 Gli adempimenti del datore di lavoro La normativa sulla sicurezza del lavoro prevede per le aziende che hanno manodopera subordinata, indipendentemente dalla forma contrattuale, una serie di adempimenti di tipo amministrativo e strutturale che garantiscano condizioni adeguate alla prevenzione e sicurezza igienico-sanitaria e dai rischi di tutto il personale presente sia fisso sia avventizio e stagionale ed inoltre dei familiari e coadiuvanti. L indagine ha quindi approfondito, per le aziende con forza lavoro diversa dal titolare, il grado di conoscenza e di attuazione di questi adempimenti. Il numero di imprese intervistate che ricadono in questa condizione sono 42, di queste 11 hanno solo manodopera familiare. Sono solo 31, quindi, le aziende intervistate che devono rispettare le norme specifiche per i datori di lavoro. L obbligo della redazione del documento di valutazione dei rischi è dovuto anche alle società di persone con più di un socio 2, anche senza dipendenti. Restano escluse da tale obbligo solo le imprese individuali senza dipendenti o che si avvalgono esclusivamente di coadiuvanti familiari. Il decreto legislativo 81/08 meglio noto come Testo Unico (T.U.) ha esteso la normativa sulla sicurezza anche alle imprese con solo manodopera familiare, ma limitatamente all articolo 21 cioè alle disposizioni inerenti la sicurezza personale quali l utilizzo delle attrezzature di lavoro, i dispositivi di protezione individuale e le loro modalità di utilizzo. Tuttavia laddove i componenti dell impresa familiare assumano la veste di lavoratori, con un vero e proprio rapporto di subordinazione, al titolare dell impresa familiare, nella sua qualità di datore di lavoro e garante rispetto agli altri componenti, fanno capo gli obblighi di adottare tutte le misure di tutela della salute e sicurezza sul lavoro di cui al T.U. fra i quali l obbligo della valutazione dei rischi, della redazione del documento di valutazione dei rischi o dell autocertificazione, della nomina del medico competente, della formazione ed informazione dei componenti, della sorveglianza sanitaria, ecc. Pertanto una parte del questionario è stato dedicato alle sole imprese dove il titolare ha anche la veste di datore di lavoro. Nel nostro caso le imprese intervistate con datore di lavoro sono 31, delle quali 5 con operai a tempo indeterminato e 26 con operai a tempo determinato e/o stagionali. Qui di seguito vengono riportate le elaborazioni per questa sottosezione di imprese con riferimento agli specifici adempimenti che queste devono rispettare. Per i requisiti strutturali tali obblighi riguardano, oltre la messa a norma dei fabbricati e delle macchine (esaminate nei paragrafi precedenti) la presenza sul luogo di lavoro di servizi igienici per i dipendenti, con locali adeguati; tale requisito è particolarmente importante negli allevamenti sia per la presenza di rischi biologici per i lavoratori, sia per garantire la prevenzione di eventuali problemi igienico-sanitari per gli animali. 2 Nota Ministeriale del 31 gennaio 2013 doc 513K31GE.000 Ministero del Lavoro. 24 26 Fig. 16 Presenza servizi igienici per i dipendenti Adempimenti formali Il Decreto, come abbiamo descritto nel primo capitolo, prevede, che le aziende con manodopera debbano nominare le seguenti figure: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (RSPP) Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (ASPP) Rappresentante dei lavoratori (RLS) Medico Aziendale Responsabile Primo Soccorso Responsabile Prevenzione Incendi La percentuale di aziende che ha provveduto alle nomine delle figure previste dal DLgs 81/08 risulta piuttosto bassa. Solo il 55% degli intervistati, al momento del intervista, aveva già nominato il responsabile per la Sicurezza (RSPP); per le altre figure la percentuale di aziende intervistate in linea con gli adempimenti normativi risulta ancora più basso come mostrato nella figura seguente. In particolare risulta molto ridotta (29%) la percentuale di imprese che ha nominato il responsabile per la prevenzione degli incendi e del primo soccorso. La mancanza delle nomine comporta anche la mancanza di una corretta formazione di queste figure rispetto ai possibili rischi ed alle misure da attuare per la loro prevenzione ed in caso di incidenti. 25 27 Fig. 17 Aziende che hanno provveduto alle nomine delle figure previste dal T.U. di pertinenza Rispetto agli altri adempimenti formali le percentuali risultano più alte con oltre il 70% delle imprese che hanno effettuato l analisi dei rischi; la percentuale più bassa è quella relativa alla certificazione prevenzione incendi (CPI), solo poco più del 50% delle imprese intervistate sono a norma rispetto al CPI che è previsto anche per il solo deposito carburanti. Fig. 18 Presenza degli adempimenti formali e soggetto attuatore La maggior parte delle aziende ha fatto ricorso a consulenti/tecnici esterni per i diversi adempimenti, sia per la valutazione dei rischi sia, che può essere fatto anche dal titolare 2628 che per adempimenti più tecnici come la revisione della messa a terra degli impianti elettrici che può essere fatta solo da ditte autorizzate. I costi differiscono notevolmente per i vari adempimenti e qui di seguito riportiamo il dato medio per ciascuno di questi. Tipologia Costo Medio Valutazione rischi Redazione registro infortuni 200 Valutazione rischio incendio 500 Certificazione prevenzione incendi 350 Verifica periodica impianto 130 Istallazione cartellonistica 320 Totale Nel complesso, il costo medio totale per un imprenditore che si affida a tecnici/consulenti esterni è di circa 2500 euro; molti di questi costi sono comunque presenti per tutti i datori di lavoro perché, come detto riguardano adempimenti che devono essere effettuati da tecnici abilitati (verifica messa a terra impianti elettrici) o, per gran parte il costo è connesso con la comunicazione alle Amministrazioni competenti dell implementazione della prescrizione normativa (es. CPI). Formazione La formazione rappresenta lo strumento chiave di tutta la strategia per la sicurezza sul lavoro. Riguarda tutti gli addetti e le diverse figure previste dalla normativa. L art. 36 del T.U. dispone che al datore di lavoro è fatto obbligo di dare ai lavoratori adeguata informazione 3 sui rischi generali e specifici connessi all'attività lavorativa espletata: sui pericoli connessi con l'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi; sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate; sulle procedure di primo soccorso, lotta antincendio ed evacuazione dei luoghi di lavoro e sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicarle; sui nominativi del RSPP, degli addetti del SPP e del MC. Inoltre se l'informazione è rivolta a lavoratori immigrati, occorre verificare l'effettiva comprensione della lingua. 3 Informazione = attività dirette a fornire le conoscenze che servono per identificare, ridurre e gestire i rischi 27 29 Inoltre, il datore di lavoro deve assicurare (art. 37) che ciascun lavoratore riceva una formazione 4 sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza - anche rispetto alle conoscenze linguistiche - riferita ai concetti generali (rischio, danno, organizzazione della prevenzione, organi di vigilanza, assistenza), ai rischi ed ai possibili danni riferiti alle proprie mansioni ed alle misure e procedure di prevenzione e protezione, ed un adeguato addestramento all uso di macchine, attrezzature ed utensili. La formazione deve avvenire in occasione: della costituzione del rapporto di lavoro; del trasferimento o cambiamento di mansioni; dell'introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze o preparati pericolosi. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire durante l'orario di lavoro, non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori e, ove riguarda i lavoratori immigrati, deve avvenire previa verifica della comprensione e della conoscenza della lingua. Solo il 48% degli intervistati dichiara di avere un piano di formazione. Fig. 18 Aziende ove è presente un piano di formazione 4 Formazione = processo educativo necessario per acquisire le competenze per svolgere in sicurezza i propri compiti in azienda, attraverso il trasferimento ai soggetti interessati delle conoscenze e delle procedure. 28 30 La formazione deve essere assicurata alle diverse categorie di lavoratori, quelli già presenti in azienda, in relazione alle loro mansioni, e alle nuove assunzioni. La recente Legge n. 98 del 9 agosto 2013 ha introdotto delle semplificazioni nella formazione dei lavoratori stagionali e occasionali, che comunque devono essere informati dei rischi connessi alle proprie mansioni. Fig. 19 Tipologie di lavoratori ai quali sono destinati i corsi di formazione La maggioranza delle attività di formazione, nelle aziende intervistate, viene dedicata alle nuove assunzioni, nel complesso solo il 27% degli intervistati dichiari di non aver attuato nessuna attività di formazione dei dipendenti. La formazione del datore di lavoro, sembra più diffusa rispetto a quella dei dipendenti: il 68% degli intervistati ha partecipato ad un corso di fomazione per la sicurezza, mentre la formazione meno presente è quella che riguarda i Dispositivi di Protezione Personale. Fig. 20 Tipologie di addetti che hanno partecipato a corsi/eventi di formazione 29 31 Solo il 23% circa delle aziende intervistate ha un registro dove vengono riportati i corsi/eventi di formazione ed un responsabile della formazione che, quando è presente è, nella maggior parte dei casi il datore di lavoro. Il costo medio della formazione effettuata dalle aziende intervistata risulta pari a euro, ma varia molto con la tipologia di corso. L intero pacchetto risulta spesso prossimo ad un costo di euro. Gestione infortuni e incidenti Il datore di lavoro è obbligato a tenere un registro cartaceo o informatizzato nel quale sono annotati cronologicamente gli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento. Nel registro sono annotati il nome, il cognome, la qualifica professionale dell'infortunato, le cause e le circostanze dell'infortunio, nonché la data di abbandono e di ripresa del lavoro. Il datore di lavoro deve comunicare all'inail, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico (art. 18, lettera r, del T.U.) e deve inoltre effettuare la comunicazione in merito ad infortuni di durata superiore a 3 giorni a fini assicurativi. Inoltre la normativa prevede l analisi degli eventuali infortuni e l individuazione di eventuali azioni che ne prevengano altri. Il 40% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver effettuato l analisi degli infortuni avvenuti, prevalentemente con l ausilio di consulenti esterni, mentre solo il 30% circa degli intervistati ha effettuato l analisi degli infortuni che sono stati evitati sempre con l ausilio di consulenti esterni. In entrambi i casi sono stai effettuati interventi in azienda per ridurre i l rischio del ripetersi dell incidente o di nuovi. Fig. 22 Aziende che cestiscono gli incidenti che avvengono o hanno rischiato di verificarsi in azienda 3032 La sorveglianza sanitaria La sorveglianza sanitaria è esercitata dal Medico Competente nominato dal datore di lavoro. Si tratta, dunque, di stabilire quantomeno, in quali casi, la sorveglianza sanitaria sia presumibilmente obbligatoria nelle aziende agricole. La sorveglianza sanitaria prevede diverse tipologie di visita medica, che possono comprendere gli esami clinici, biologici e le indagini diagnostiche ritenute necessarie dal Medico Competente: a. preventiva, anche in fase preassuntiva, per valutare l'idoneità alla mansione specifica; b. periodica, per controllare "in itinere" lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. Fissata di norma in una volta all'anno, la periodicità degli accertamenti può essere variata (in più o in meno) dal Medico Competente e dall'organo di vigilanza con provvedimento motivato; c. su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal Medico Competente correlata ai rischi professionali o a potenziali peggioramenti delle condizioni di salute del lavoratore; d. per cambio di mansione, al fine di verificare l'idoneità alla nuova specifica mansione; e. per cessazione del rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla normativa vigente. La normativa collega l'obbligatorietà e le modalità di effettuazione della sorveglianza sanitaria sia a precisi fattori di rischio che a specifiche tipologie aziendali o produttive. I fattori di rischio che possono essere presenti in generale nelle aziende agricole e per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria obbligatoria, sono i seguenti: rischio chimico; rischio da rumore; rischio da vibrazioni; uso o esposizione ad agenti cancerogeni; uso o esposizione ad agenti biologici; rischio da movimentazione manuale dei carichi. Oltre il 50% delle aziende intervistate che hanno lavoratori dipendenti hanno nominato il medico del lavoro. E positivo riscontrare che anche le aziende con solo titolare e/o con solo manodopera familiare, per una percentuale molto elevata, hanno nominato un medico aziendale per la sorveglianza sanitaria. 31 33 Fig. 21 Tipologie di addetti che hanno partecipato a corsi/eventi di formazione Un comportamento analogo si riscontra per le dotazioni di pronto soccorso che è presente nell 87% delle aziende con dipendenti e nel 64% delle aziende con solo familiari. Ciò è certo dovuto anche al costo ridotto di tali dotazioni che in media risulta di circa 50,0 euro per una casseta di primo soccorso. 3234 4 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE E RACCOMANDAZIONI: IL PUNTO DI VISTA DELLE AZIENDE AGRICOLE La parte finale dell intervista è stata dedicata alla richiesta agli intervistati di una loro valutazione della normativa, delle difficoltà che hanno incontrato per l implementazione delle disposizioni contenute nella normativa ed infine delle possibili azioni che possono essere messe in atto per accelerare e migliorare la conformità delle aziende agricole alla normativa sulla sicurezza del lavoro. L 83% degli intervistati ritiene che la normativa sulla sicurezza sia utile e/o adeguata, tuttavia hanno individuato diverse difficoltà riguardo alla sua apllicazioen nell azienda agricola. La prima criticità (85% degli intervistati) è legata ai costi necessari per l implementazione sia degli obblighi legati agli adeguamenti strutturali e delle macchine, sia i costi correnti legati ai Dispositivi di Protezione Personale, sia ai dispositivi antincendio, sia alla manutenzione/certificazioen degli impianti ed infine ai costi dei diversi consulenti volontari (RSPP) o obbligatori come il Medico aziendale. Sulla base delle interviste effettuate il costi medi dichiarati ammontano complessivamente ad oltre euro. Tipologia di intervento Costo medio Adeguamenti strutture 2.700,00 Dotazioni di Sicurezza 490,00 Adempimenti formali e manutenzioni 2.500,00 Formazione 1.500,00 Totale 7.190,00 Di questi circa euro sono rappresentati da costi di gestione, legati alla distribuzione annuale dei Dispositivi di Protezione Personale, alla manutenzione dei dispositivi antincendio, alla consulenza del medico. Al secondo posto tra le difficoltà viene citata la poca chiarezza della normativa (43% intervistati). Nonostante le attività di informazione degli agricoltori da parte delle Organizzazioni Professionali agricole e dei Centri di Assistenza Agricola (CAA), che sono stati e sono la fonte primaria di 33 35 informazioni in materia, e delle stesse ASL, non appaiono chiare le norme rispetto sia al campo di applicazione tra aziende con dipendenti e senza ed a causa delle continue integrazioni e dell interazione delle norme sulla sicurezza con altre normative come quella sulla prevenzione incendi o sull ambiente. Fig. 22 Principali problemi nell applicazione aziendale delle norme Al terzo posto, in termini di difficoltà, vengono individuate quelle di tipo tecniche (28% intervistati). Si tratta di problemi legati principalmente alla possibilità di adeguamento delle strutture che comporterebbero vere e proprie ristrutturaioni ed a volte ampliamenti che, oltre ad essere molto costosi, comportano autorizzazioni difficilmente ottenibili. Un problema minore, ma presente è quello legato alla resistenza da parte dei lavoratori a rispettare procedure, in particolare i DPI (a partire dalle cinture di sicurezza sulle trattrici e sui mezzi semoventi all utilizzo dei gunati e dei dispositivi per il rischio di rumore ed altri). I suggerimenti degli intervistati fanno riferimento diretto alle difficoltà che hanno elencato: ai costi eccessivi conseguenti agli adeguamneti viene suggerito di far fronte con sgravi fiscali ed agevolazioni finanziarie. Si tratta di una misura applicata per molte altre norme, ma non attuata per l applicazione del T.U. forse perché ne sono stati sottovalutati i costi di tipo strutturale cioè legati agli adeguamneti delle strutture aziendali e dei macchinari per garantirne la conformità, costi che risultano piuttosto elevati soprattutto negli allevamenti e nelle aziende con attività connesse sia di trasformazione e vendita sia di ricezione. Va poi sottolineato come tra i suggerimenti ci sia quello di una migliore informazione. In molte Regioni l informazione sulla sicurezza sul lavoro è stata finanziata attravero la misura 111 del Piano di Sviluppo Rurale. Nel prossimo periodo di programmazione questa possibilità, sempre attraverso i fondi dei Piani di Sviluppo Rurale, non solo rimane, ma viene potenziata dalla possibilità di utilizzare anche misure che possono raggiungere iin modo capillare le aziende come quella della Consulenza e/o Assistenza aziendale. 34 36 Fig. 22 Principali suggerimenti per migliorare l applicazione delle norme sulla sicurezza nelle aziende agricole Lo stesso vale anche per i suggerimenti relativi alla formazione sia del titolare (31% intervistati) che dei lavoratori (19% intervistati) che possono essere finanziti attraverso la misura formazione di nuovi Piani di Sviluppo Rurale. Certamente la sicurezza sul lavoro costiutisce uno degli ambiti di aggiornamento continuo per migliorare la gestione sostenibile dell impresa. La ricerca di tecniche e tecnolgie che riducono i rischi igienico sanitari e di infortuni dei lavoratori coincidono nella maggior parte dei casi con quelle maggiormente sostenibili in termini ambientali e/o che migliorano il benessere degli animali. Inoltre la formazione degli operatori relativamente ai rischi nell utilizzazione di macchinari e/o mezzi tecnici può migliorarne modalità d uso e di efficienza (soprattutto in riferimento alla manutenzione degli stessi) ed una maggiore e più consapevole partecipazione dei lavoratori ai processi produttivi. Le esperienze maturate attraverso i sistemi di gestione in qualità e nell implementazione di comportamenti virtuosi i n termini di interazione agricotura - ambiente e di benessere animale rappresentano la premessa per attendersi anche rispetto alla sicurezza sul lavoro una veloce applicazione delle norme ed un miglioramento continuo della sicurezza conseguente ad una migliore conoscenza delle positive possibile impatti di queste in termini di gestione globale dell attività agricola. 35 Vedere altro
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