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Timestamp: 2018-01-18 23:33:28+00:00
Document Index: 104157257

Matched Legal Cases: ['art. 97', 'art. 30', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 97', 'art. 88', 'art. 86', 'sentenza ', 'art. 23', 'sentenza ', 'art. 97', 'art. 30', 'art. 97']

Le novità del nuovo codice sulla valutazione di incongruità dell’offerta, in relazione ai costi del lavoro: la speciale rilevanza dei profili sociali, ambientali e del lavoro di Marco Gentile
Le novità del nuovo codice sulla valutazione di incongruità dell’offerta, in relazione ai costi del lavoro: la speciale rilevanza dei profili sociali, ambientali e del lavoro
TAR Calabria, Reggio Calabria, sent. 15 dicembre 2016, n. 1315
“Il rinvio operato dall’art. 97 comma 5 lett. a) all’art. 30 comma 3 implica che, nella esecuzione degli appalti pubblici, gli operatori economici sono obbligati a rispettare le norme poste a tutela dei diritti sociali, ambientali e del lavoro, essendo preciso obbligo della stazione appaltante chiedere i necessari giustificativi in sede di verifica sull’anomalia dell’offerta. Con il vincolato esito della dovuta esclusione dell’offerta proposta in spregio degli obblighi retributivi minimi, e ciò, si badi bene, anche indipendentemente dalla congruità dell’offerta valutata nel suo complesso; in ciò sostanziandosi il novum rispetto alla pregressa disciplina”.
sul ricorso numero di registro generale 668 del 2016, proposto da: Istituto di Vigilanza Europol Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati Adriano Cavina e Domenico Gentile, con domicilio eletto in Reggio Calabria, via dei Bianchi 3;
Regione Calabria, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall'Avv. Antonio Ferraro, con domicilio eletto in Reggio Calabria, via C. Portanova Palazzo Campanella c/o gli uffici dell’Avvocatura Regionale; Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio - Unità Progetto Rifiuti non costituito in giudizio;
La sentenza in commento affronta l’istituto dell’anomalia, per come disciplinato dal nuovo codice (cfr. l’art. 97, D.Lgs. n. 50/2016), sottolineandone gli aspetti più innovativi.
La norma appena citata si occupa, in particolare, di disciplinare i criteri d’individuazione delle offerte “sospette” di anomalia e i casi in cui, in esito al relativo subprocedimento, l’amministrazione sia tenuta a procedere all’esclusione.
Nel caso affrontato dal TAR reggino la ricorrente aveva sostenuto che, ai sensi dell’art. 97 cit., non è più necessario, ai fini del giudizio d’incongruità, che la stazione appaltante accerti che l’offerta è “nel suo complesso, inaffidabile” (così, invece, l’art. 88, comma 7, del D.Lgs. n. 163/2006).
L’esclusione è infatti prevista dal nuovo codice: sia (i) nel caso in cui la stazione appaltante abbia accertato che le giustificazioni fornite non spieghino a sufficienza il basso livello dei prezzi o dei costi proposti; sia (ii) qualora sia stato accertato che l’offerta non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 30, comma 3 (ovverosia gli obblighi in materia sociale, ambientale e del lavoro). Altre ipotesi di esclusione sono poi previste per il caso in cui sia stato accertato che l’offerta non rispetti la nuova disciplina sul subappalto (ove il riferimento sembra essere al comma 14, dell'articolo 105); qualora siano incongrui gli oneri della sicurezza aziendale; o, infine, qualora venga accertato che il costo del personale è inferiore ai minimi salariali retributivi stabiliti dalle tabelle ministeriali di cui all'articolo 23, comma 16 (che ricalca il testo dell’art. 86, comma 3 bis del D.Lgs. n. 163/2006).
La sentenza si occupa dell’ipotesi sub ii), anche se, in obiter dictum, il TAR reggino non ha mancato di evidenziare l’inammissibilità del ribasso del costo della manodopera stabilito dalle tabelle ministeriali di cui all’art. 23, comma 16, cit.
Per quale che più rileva, in relazione al caso specifico sottoposto all’esame del TAR, la sentenza afferma per la prima volta che la violazione degli oneri della manodopera, accertata in sede di verifica di congruità delle offerte, incide in termini escludenti – a prescindere, cioè, da ogni indagine circa la complessiva affidabilità dell’offerta – al pari delle violazioni degli altri aspetti sociali e ambientali [cfr. l’art. 97, comma 5, lett. a), in combinata lettura con l’art. 30, comma 3].
Il principio, pur parecchio innovativo, trova solide basi normative nella prima parte dell’art. 97, comma 5, ove l’esclusione per il basso livello dei prezzi e dei costi proposti è prevista in termini di alternatività rispetto alla violazione degli specifici obblighi elencati nelle lettere da a) a d) della medesima disposizione.
Sul punto, la disciplina del nuovo codice, così come interpretata dal TAR Calabria, si pone peraltro in perfetta linea con i nuovi principi eurounitari, che pongono quale obiettivo prioritario e strategico quello di “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” (cfr. il considerando n. 2 della direttiva 24/2014/UE).