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Timestamp: 2019-04-22 14:27:29+00:00
Document Index: 89313909

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'sentenza ', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.1', 'art.34', 'art.1', 'art.1']

“Nel rispetto di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano l’assunzione presso le amministrazioni pubbliche e ferma restando la vigenza di entrambi i vincoli posti dall’art. 1, comma 562, della legge n. 296/2006, la determinazione dei limiti assunzionali ivi contenuti, può prescindere dalla corrispondenza numerica tra personale cessato e quello assumibile, a condizione che permanga l’invarianza della spesa e, quindi, venga rispettato il tetto di spesa per il personale sostenuto nell’anno 2008. Conseguentemente, purché si verifichino dette condizioni, il limite assunzionale può ritenersi rispettato anche quando, a fronte di un’unica cessazione a tempo indeterminato e pieno, l’Ente, nell’esercizio della propria capacità assunzionale, proceda a più assunzioni a tempo parziale che ne assorbano completamente il monte ore”.
In questo modo è stata risolta la questione di massima sottoposta all'attenzione della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti con delibera n. 4/SEZAUT/2019/QMIG dalla Sezione Regionale per la Sardegna (vedi deliberazioni n. 12/2019/QMIG e VSRCSAR/20/2019/PAR sez. Sardegna) a sua volta sollecitata da una richiesta di parere del Comune di Genuri. Si tratta di un provvedimento molto utile per indirizzare gli enti locali nella programmazione del fabbisogno del personale e nel ricorso alle assunzioni nel rispetto dei vincoli di spesa seppure con flessibilità.
La corte dei Conti richiama la corte costituzionale segnalando che la normativa statale, espressione della finalità di coordinamento finanziario, che legittimamente impone limiti alla spesa delle autonomie territoriali, deve essere rispettosa del generale canone della ragionevolezza e proporzionalità dell’intervento normativo rispetto all’obiettivo prefissato (Corte costituzionale, sentenza n. 236 del 2010).
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Luglio 2017 16:16
La composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2. Per essi non trovano pertanto applicazione le previsioni di cui all’art.1, commi 135 e 136 della legge 24 aprile 2014, n.56.
La Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Sardegna con la deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016 ha risposto al comune di Sanluri che chiedeva un parere in merito all’applicabilità, agli Enti Locali della Sardegna, delle disposizioni di cui all’art.1, comma 136, della legge 24 aprile 2014, n.56, il quale prevede l’invarianza della spesa a carico dei Comuni per i quali trovi applicazione, in punto di composizione degli organi istituzionali, il precedente comma 135”.
La Corte ha precisato che, come correttamente ha rilevato il Consiglio delle Autonomie Locali che la composizione degli organi di governo degli Enti Locali della Sardegna è regolata dalle vigenti disposizioni dell’art.1 della L.R. 22 febbraio 2012 n.4, non inciso dalla riforma degli Enti Locali intervenuta con la L.R. 4 febbraio 2016, n.2, come reso palese dalle disposizioni dell’art.34 della medesima legge (che ha provveduto alla modifica del solo secondo comma dell’art.1 L.R. n.4/2012). Non trova pertanto applicazione l’art.1, comma 135, in premessa richiamato.
Da quanto sopra deriva, conseguentemente, anche l’’inapplicabilità delle disposizioni del successivo comma 136, il quale presuppone, appunto, la rideterminazione del numero dei consiglieri ai sensi delle citate disposizioni.
Deliberazione n. 125/2016/PAR del 27 ottobre 2016
Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:17