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Timestamp: 2016-10-26 07:31:18+00:00
Document Index: 155726801

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 100', 'art. 76', 'art. 90', 'art. 75', 'art. 72', 'art. 105', 'art. 95', 'art. 105', 'sentenza ', 'art. 97', 'DTF ', 'art. 9', 'DTF ', 'art. 106', 'DTF ', 'sentenza ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 176', 'sentenza ', 'art. 66']

4A_260/2011 (24.10.2011)
Il 1� marzo 2005 la B.________ SA ha fatturato alla A.________ SA EUR 300'000.-- per la fornitura di macchinari per la lavorazione di calze. Quest'ultima ha pagato alla venditrice complessivamente la somma di EUR 249'198.--. Con valuta 12 agosto 2005 � stato accreditato su un conto bancario della B.________ SA un versamento di EUR 50'000.--, indicante la causale "fondo spese per operazione X.________" (Iran), effettuato dalla C.________ SA, societ� appartenente al medesimo gruppo della A.________ SA.
Con petizione 1� ottobre 2008 la B.________ SA ha chiesto al Pretore del distretto di Lugano di condannare la A.________ SA a versarle EUR 50'000.--, oltre interessi, per la predetta fornitura di macchinari. Questa si � opposta all'azione, sostenendo che la summenzionata fattura sarebbe stata saldata, come da successivo accordo, con il citato versamento dell'agosto 2005. Il 2 agosto 2010 il Pretore ha accolto la petizione.
Con sentenza 9 marzo 2011 la II Camera civile del Tribunale di appello del Cantone Ticino ha respinto un'impugnativa della convenuta. La Corte cantonale ha ritenuto che, contrariamente a quanto affermato dall'appellante, la fattura del 1� marzo 2005 non � stata saldata con il pagamento del 12 agosto 2005.
La A.________ SA � insorta al Tribunale federale con un ricorso in materia civile del 29 aprile 2011, con cui postula l'annullamento della sentenza di appello e la sua riforma nel senso che la petizione sia respinta. La ricorrente sostiene che le parti avevano convenuto di imputare il menzionato pagamento alla fornitura dei macchinari e che la conclusione dei Giudici cantonali, secondo cui essa non avrebbe invece dimostrato l'estinzione del debito per cui procede l'attrice, sarebbe fondata su un accertamento arbitrario dei fatti.
Interposto tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF) dalla parte soccombente in sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a LTF) contro una decisione finale (art. 90 LTF) pronunciata dall'autorit� ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1 LTF) in una causa civile di carattere pecuniario il cui valore litigioso supera fr. 30'000.-- (art. 72 cpv. 1 e 74 cpv. 1 lett. b LTF), il ricorso in materia civile � ricevibile.
In linea di principio il Tribunale federale fonda il suo ragionamento giuridico sull'accertamento dei fatti svolto dall'autorit� inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF) e pu� scostarsene o completarlo unicamente se � stato effettuato in violazione del diritto nel senso dell'art. 95 LTF o in modo manifestamente inesatto (art. 105 cpv. 2 LTF). L'accertamento dei fatti contenuto nella sentenza impugnata pu� essere censurato alle stesse condizioni, se l'eliminazione del vizio pu� essere determinante per l'esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). Poich� la definizione di "manifestamente inesatto" corrisponde a quella dell'arbitrio (DTF 133 II 249 consid. 1.2.2) e configura a sua volta la violazione di un diritto fondamentale (art. 9 Cost.; DTF 134 IV 36 consid. 1.4.1), valgono le accresciute esigenze di motivazione poste dall'art. 106 cpv. 2 LTF. Questa norma prevede che il Tribunale federale esamina le censure di violazione di diritti costituzionali soltanto se il ricorrente le solleva e motiva in modo circostanziato (DTF 136 II 304 consid. 2.5).
La ricorrente lamenta che la Corte di appello ha arbitrariamente ristretto all'arbitrio il suo potere di apprezzamento in materia di prove. In effetti nella sentenza impugnata viene citata la giurisprudenza di questo Tribunale, la cui cognizione in materia di valutazione delle prove � limitata alla violazione del divieto d'arbitrio. Per costante giurisprudenza l'autorit� che dispone di piena cognizione, ma riduce il suo potere di esame all'arbitrio incorre in un diniego di giustizia formale (DTF 130 II 449 consid. 4.1; 106 Ia 70 consid. 2a, con rinvio ). In concreto, da una lettura pi� attenta della sentenza impugnata emerge tuttavia che la Corte di appello non si � limitata a una semplice verifica dell'operato del Pretore dal profilo dell'arbitrio, ma ha valutato liberamente le prove agli atti. In queste circostanze un diniego di giustizia formale non entra in linea di conto, motivo per cui non occorre esaminare se una restrizione della cognizione sia incompatibile con la legge processuale cantonale, del resto nemmeno citata dalla ricorrente.
Nella fattispecie � pacifico che l'opponente era pure in relazioni d'affari con almeno un'altra societ� appartenente al medesimo gruppo della ricorrente per un'operazione in Iran e che il versamento di EUR 50'000.-- effettuato nell'agosto 2005 dalla C.________ SA indicava quale causale un fondo spese per tale operazione. Controversa � invece la questione a sapere se - come sostenuto nel ricorso - l'opponente abbia dato il suo consenso per imputare conformemente all'art. 176 CO il versamento in discussione a saldo del credito di cui alla fattura del 1� marzo 2005 e quindi liberare la ricorrente dal suo obbligo di pagamento.
4.1.1 La ricorrente sostiene innanzi tutto che la deposizione in cui il teste D.________ nega l'esistenza del preteso accordo sarebbe inaffidabile, perch� contraddittoria e resa da un testimone che non � solo il direttore con potere decisionale dell'opponente, ma che � pure il padre della amministratrice di quest'ultima. Nella fattispecie non occorre approfondire questa censura, perch� essa risulta irrilevante ai fini del presente giudizio e quindi inammissibile. Infatti, pure nell'ipotesi in cui l'argomentazione ricorsuale dovesse rivelarsi fondata, la pretesa inattendibilit� della testimonianza non permetterebbe di dedurre alcunch� in favore della tesi della ricorrente concernente la stipula di un'assunzione di debito privativa.
4.1.2 Secondo la ricorrente l'arbitrio in cui sarebbe incorsa la Corte cantonale emergerebbe pure dal conteggio allestito il 1� marzo 2006 dall'opponente in cui appare, con riferimento all'acquisto dei menzionati macchinari, un pagamento di EUR 50'000.-- eseguito nel mese di agosto 2005.
Sennonch� da tale documento il predetto pagamento non risulta essere stato effettuato dalla C.________ SA, ma � attribuito alla persona fisica a cui fanno capo le varie societ� del gruppo: in queste circostanze non pu� essere ritenuta insostenibile la conclusione della sentenza impugnata secondo cui la sua menzione � dovuta ad un semplice errore commesso prima di aver verificato la causale del versamento e non alla volont� di modificare l'imputazione del pagamento.
4.1.3 Contrariamente all'avviso della ricorrente, la Corte di appello non � nemmeno caduta nell'arbitrio per non aver accertato l'esistenza del contestato accordo dalla frase estrapolata dalla lettera 18 giugno 2007 dell'opponente. Infatti in tale frase - scritta in un italiano approssimativo - viene espressamente rimproverato a una contabile del menzionato gruppo di aver erroneamente conteggiato il pagamento in questione in favore di forniture effettuate alla qui ricorrente, le quali "non hanno nulla a che fare" con l'operazione in corso in Iran.
4.1.4 Non soccorrono la ricorrente nemmeno la fattura del 18 giugno 2007 dell'opponente e il precetto esecutivo che quest'ultima ha fatto spiccare. Non � infatti possibile rimproverare all'autorit� inferiore di aver emanato una decisione arbitraria per non aver accertato l'esistenza della pretesa assunzione di debito privativa sulla base di tali documenti, che non menzionano alcun pagamento.
Da quanto precede discende che il ricorso, nella misura in cui si rivela ammissibile, si appalesa infondato e come tale va respinto. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF), mentre non si giustifica assegnare ripetibili all'opponente, che non avendo presentato una risposta non � incorsa in spese per la procedura federale.