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Timestamp: 2020-04-02 20:12:00+00:00
Document Index: 117256949

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 10', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 10', 'art. 17']

L’Agenzia delle Entrate conferma l’agevolazione dell’imposta di registro per i trasferimenti immobiliari in sede di mediazione e conciliazione giudiziaria - FINANZA e TRIBUTI | Diritto e Giustizia
mediazione | 24 Febbraio 2014
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 2 del 21 febbraio 2014 si è espressa sulle modifiche all’imposta di registro, ipotecaria e catastale relativa agli atti di trasferimento o di costituzione a titolo oneroso di diritti reali immobiliari a seguito dell’entrata in vigore, il 1° gennaio scorso, dell’art. 10 del D.lgs.14 marzo 2011, n. 23.
In quest’occasione l’Agenzia delle Entrate si è espressa (anche) sul regime tributario degli accordi di mediazione e le conciliazioni giudiziarie successive al 1° gennaio 2014.
Rimodulazione delle aliquote. La questione interpretativa era nata dalla formulazione dell’art. 10 d.lgs. n. 23/2011 in materia di Federalismo Fiscale Municipale. Quella norma, da un lato, aveva rimodulato le aliquote previste per i trasferimenti immobiliari (compresi la rinuncia pura e semplice, espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi): esse avrebbero dovuto essere soltanto due: una del 2% (per la c.d. prima casa - purché non di lusso e, cioè, non accatastata come A1, A8 e A9) e un’altra del 9% (per tutte le altre ipotesi).
«Avrebbero dovuto essere» due, perché successivamente il legislatore è intervenuto prevedendo una disciplina «speciale» per la piccola proprietà contadina (art. 1, commi 608 e 609, legge di Stabilità per il 2014).
Addio regimi agevolativi speciali. Dall’altro lato, poi, il comma 4 dell’art. 10 di quel decreto aveva previsto la soppressione di tutte le «esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali».
Nessuna conseguenza per la mediazione. E proprio in ragione dell’esistenza di quella formulazione ci eravamo chiesti, nell’edizione del 9 gennaio scorso, se la disciplina fiscale di favore - proprio in tema di imposta di registro - prevista dall’art. 17, comma 3, d.lgs. n. 28/2010 per il verbale di mediazione avrebbe potuto, per così dire sopravvivere, alla nuova disciplina.
Ed infatti, quell’art. 17, comma 3, prevede che «il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente».
In quella sede avevamo concluso che, in applicazione delle regole generali che regolano i rapporti tra le fonti del diritto, l’art. 17, comma 3, d.lgs. n. 28/2010 fosse una norma speciale, ma generale (applicandosi, infatti, a tutti gli atti soggetti all’imposta di registro e non soltanto a quelli contenenti un trasferimento immobiliare) e, quindi, prevaleva sulla norma posteriore, ma speciale dell’art. 10, d.lgs. n. 23/2011 (che si applica soltanto ai trasferimenti immobiliari).
Ora la conferma dell’Agenzia delle Entrate. Oggi, l’Agenzia delle Entrate con la propria circolare conferma quell’interpretazione. Ed infatti, nel paragrafo 9.1, dedicato proprio alla mediazione civile e commerciale, afferma che il regime di favore previsto dall’art. 17, comma 3, d.lgs. n. 28/2010 è «funzionale alla operatività dell’istituto della mediazione, [e] trovi applicazione anche per i verbali recanti trasferimenti di immobili o trasferimento o costituzione di diritti reali immobiliari di godimento, conclusi in data successiva al 1° gennaio 2014, in quanto l’articolo 10, comma 4, del decreto non esplica effetti in relazione alle norme che disciplinano detto istituto».
Ne risulta, quindi, confermata la seguente conseguenza operativa: in presenza di un verbale di accordo che contenga un trasferimento immobiliare si dovrà applicare la norma agevolativa di cui al d.lgs. n. 28/2010 avendo cura, però, di ricordare che la norma speciale del d.lgs. n. 23/2011 servirà unicamente a determinare l’aliquota e, quindi, l’imposta dovuta sull’atto e sulla quale poi scontare il beneficio del d.lgs. n. 28/2010 (e, cioè, l’esenzione dall’imposta di registro fino a 50.000).
In presenza, quindi, dell’importante precisazione dell’Agenzia delle Entrate e del fatto che la stessa conclusione era stata espressa nello studio del Notariato 1011/2013/T, in sede di rinnovazione del verbale di accordo in atto pubblico o scrittura privata autenticata non sia più necessario che il notaio chieda una “cauzione” per l’eventualità che l’Agenzia delle Entrate non riconosca l’agevolazione di cui al d.lgs. n. 28/2010 con indubbio beneficio (finanziario) per le parti.
Altri settori esclusi. Infine, la circolare precisa anche che l’articolo 10, comma 4, d.lgs. n. 23/2011 non esplica effetti con riferimento ai trasferimenti immobiliari che vengano posti in essere in occasione del procedimenti di separazione e divorzio dove, «continuano ad applicarsi, anche successivamente al 1° gennaio 2014, le agevolazioni di cui alla citata legge n. 74 del 1987» (cfr. paragrafo 9.2).
Stessa conclusione, infine, per quanto riguarda le conciliazioni giudiziarie contenenti trasferimenti immobiliari rispetto alle quali si applica la norma secondo cui «sono esenti dall’imposta di registro i processi verbali di conciliazione di valore non superiore a lire 100 milioni» (euro 51.645,69) (cfr. paragrafo 9.3).
Qui la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 21 febbraio 2014
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