Source: http://www.geometrinrete.ge.it/collegio/consulta-femminile_PGD3352
Timestamp: 2020-01-24 22:17:15+00:00
Document Index: 168335498

Matched Legal Cases: ['art. 36', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 127', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 36', 'art. 9', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 4', 'art. 6']

Consulta Femminile | Collegio Provinciale Geometri Genova
informazioni e approfondimenti professionali
a cura della Consulta Nazionale Femminile “DONNE GEOMETRA”
presso Ministero di Giustizia
Indirizzo del Sito : http://xoomer.virgilio.it/donnegeometra/
N. 8 - Settembre 2006
• Impegno contrattuale a rispettare un regolamento condominiale da predisporsi da parte del costruttore
• Misure per il contrasto del lavoro nero e promozione sicurezza
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 11 agosto 2006 Supplemento Ordinario n.83, la legge n. 248 del 4 agosto 2006 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 4 luglio 2006 n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale per il contenimento e la razionalizzazione della spesa
pubblica nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
In particolare, l'art. 36 bis, al fine di garantire la tutela della sicurezza dei lavoratori nel settore
dell'edilizia, nonché per contrastare il fenomeno del lavoro sommerso ed irregolare, prevede che il personale ispettivo del ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale possa adottare il provvedimento di sospensione dei lavori nell'ambito dei cantieri edili qualora riscontri gravi violazioni relative all'impiego di personale. Viene, inoltre, introdotta una modifica delle sanzioni relative all'utilizzo dei lavoratori "in nero".
Nell'ambito dei cantieri edili i datori di lavoro debbono inoltre munire, a decorrere dal 1° ottobre 2006, il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento con fotografia, contenente le
• 4° Giornata per l’abbattimento delle barriere architettoniche
Domenica 1° ottobre 2006., in occasione della 4° giornata nazionale per
l'abbattimento delle barriere architettoniche, Palazzo Chigi potrà essere visitato dai cittadini disabili e dai loro accompagnatori. La Presidenza del Consiglio accoglierà gruppi di visitatori che potranno
accedere nelle sale della storica sede del Governo, accompagnati da funzionari che faranno
loro da guida. Per le associazioni ed i singoli cittadini interessati, sarà sufficiente compilare
la scheda di accreditamento (scaricabile dal sito Internet del Governo) per ciascun visitatore
e spedirla via e-mail all'indirizzo segreteria.uagf@palazzochigi.it oppure via fax al n.
06.67794588 ed attendere una comunicazione di conferma. Le visite avranno inizio ogni ora
a partire dalle ore 9.00 fino alle ore 19.00. Nella formazione dei gruppi si terrà conto dell'ordine cronologico di arrivo delle richieste.
• Numero unico europeo per l’emergenza
Con il decreto del Ministro delle Comunicazioni del 27 aprile 2006 (G.U. n. 191 del 18 agosto
2006) il servizio 112, Numero unico europeo di emergenza, viene individuato, ai sensi dell'art. 127, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione
dei dati personali) quale servizio abilitato in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza
provenienti dalle numerazioni 112, 113, 115, 118. Ai fini della corretta funzionalità del servizio
112 come numero unico europeo di emergenza era infatti necessario abilitarlo al trattamento
dei dati relativi all'ubicazione del chiamante, all'identificazione della linea chiamante, nonchè al
trattamento di tutti i dati personali e sensibili acquisiti nel corso della gestione della chiamata ai
sensi dell'art. 127, comma 4, del decreto legislativo n. 196/2003 in tema di privacy. L'art. 127 del
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, prevede infatti che il fornitore di una rete pubblica di
comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico predisponga
procedure trasparenti per garantire l'inefficacia della soppressione dell'identificazione della linea
chiamante, nonchè, ove necessario, il trattamento dei dati relativi all'ubicazione, nonostante il
rifiuto o il mancato consenso temporanei dell'abbonato o dell'utente, da parte dei servizi abilitati
in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza.
• Certificato agibilità con autocertificazione
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta dello scorso 22.9.2006, ha approvato uno schema di disegno di legge in materia di modernizzazione ed efficienza delle amministrazioni pubbliche e di riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese. In materia di riduzione e certezza dei tempi dei procedimenti amministrativi il provvedimento apporta significative modifiche alla legge n. 241 del 1990, mentre tra le misure di maggiore interesse per il settore segnaliamo l'art. 10, il quale prevede che nei lavori privati il certificato di agibilità di edifici ed impianti di cui all'art. 24 del DPR 380/2001 potrà essere sostituito da una semplice dichiarazione di conformità rilasciata dal direttore dei lavori.
• Proroga sicurezza impianti sportivi
Con un comunicato pubblicato sulla G.U. n. 214 del 14.9.2006 il Ministero dell'interno rende noto che con decreto dello stesso Ministero in data 1° settembre 2006 è stato prorogato al 31 dicembre 2006 il termine di cui all'art. 15, comma 1, D.M. 6.6.2005, recante «Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi», termine concernente l'entrata in vigore delle norme recate da detto decreto.
• Costo dei terreni non più ammortizzabile
Il costo relativo ai terreni su cui insistono i fabbricati strumentali non è più ammortizzabile, questo è quanto si desume dall’articolo 36 comma 7 e 8 del decreto legge (Dl) 4 luglio 2006 n.223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, ne consegue che nel bilancio al 31 dicembre 2006 o comunque in tutti quelli chiusi in data successiva all’emanazione della legge (4 luglio 2006), l’ammortamento delle suddette aree non sarà più deducibile mentre continuerà ad essere fiscalmente deducibile l’ammortamento del costo di acquisto o di costruzione dei fabbricati strumentali. Per affrontare la portata della norma introdotta con il Dl 223 del 2006 si deve chiarire prima qualche concetto. Il costo dei fabbricati iscritti in bilancio si compone di più elementi:costo delle aree occupate dalla costruzione e relative pertinenze; costo di costruzione o di acquisto del fabbricato strumentale e relative rivalutazioni. Ai fini del calcolo dell’ammortamento deducibile il costo dei fabbricati strumentali deve essere scorporato del costo dei terreni occupati dalla costruzione e delle relative pertinenze. Il valore contabile su cui dedurre il costo delle aree sarà desunto dal bilancio in cui il costo del fabbricato complessivo è stato iscritto per la prima volta, infatti se facessimo riferimento al bilancio in cui sono da considerare indeducibili le quote di ammortamento del terreno, potremmo avere un valore che si è modificato in negativo o persino annullato in conseguenza dell’ammortamento, o potrebbe essere aumentato rispetto al costo originario a seguito di spese di ampliamento che non essendo riferibili al terreno non devono partecipare allo scorporo.
L’articolo 7 del Dl 223 del 2006 dispone che il costo delle predette aree o terreni è quantificato dal valore risultante da apposita perizia di stima, certificata da soggetti iscritti agli Albi degli ingegneri, architetti, geometri o periti industriali. Il valore fiscale delle suddette aree non può essere inferiore al 20 per cento e per i fabbricati industriali al 30 per cento del costo complessivo mentre l’articolo 8 dispone che l’indeducibilità degli ammortamenti delle aree decorra dall’entrata in vigore della norma anche per i fabbricati costruiti o acquistati nel corso di periodi precedenti. Per le costruzioni già iscritte in bilancio si dovrà quindi scomputare il costo delle aree dal fabbricato, calcolare la percentuale di incidenza del costo terreno sul costo complessivo ed applicarla anche al fondo ammortamento relativo alla costruzione affinché nascano due fondi: fondo ammortamento fabbricato, fondo ammortamento terreno. L’ammontare del “fondo ammortamento terreno” rimane fiscalmente cristallizzato nell’importo dedotto negli esercizi precedenti, mentre la parte rimanente di costo del terreno non sarà più fiscalmente deducibile. Un caso di disallineamento fiscale può avvenire quando la perizia di stima è inferiore al costo minimo fiscale (30 o 20 per cento a seconda se trattasi di costruzione industriale o meno), infatti nello stato patrimoniale si avrà un valore civilistico del fabbricato più alto rispetto al valore fiscale e quindi avremo un ammortamento civilistico maggiore rispetto a quello fiscale, ciò comporta che in sede di dichiarazione dei redditi si dovrà effettuare una variazione in aumento per la differenza tra l’ammortamento civile e quello fiscale. Qualche altro problema si potrebbe porre a riguardo dei fabbricati acquistati in dipendenza di contratto di locazione finanziaria, i quali al momento non sono stati contemplati dalla normativa ma non è da escludere che in sede di emendamenti venga previsto che la deducibilità del canone di locazione sia preclusa per la parte imputabile al terreno sottostante al fabbricato strumentale ed alle relative pertinenze, se avverrà ciò si dovranno adottare dei criteri specifici ai fini dello scorporo.
• Professionisti, versamenti solo on line
Scatterà dal 1° ottobre prossimo l’obbligo per i titolari di partita IVA di effettuare on-line i versamenti fiscali, contributivi e previdenziali. La novità interessa quindi professionisti, ditte individuali e imprese, che potranno compilare il modello F24 ed effettuare i relativi pagamenti. Due le modalità a disposizione:
a) autonomamente:
2. oppure ricorrendo ai servizi di remote banking offerti dagli istituti di credito, qualora non intendessero avvalersi dei servizi telematici dell’Agenzia;
b) per il tramite degli intermediari abilitati a Entratel:
1. che aderiscono alla specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate - rivolta agli intermediari definiti dal D.P.R. n. 322/98, art. 3, comma 3 - ed utilizzano ilsoftware F24 disponibile sul sito web di Entratel;
2. o che si avvalgono dei predetti servizi di remote banking.
Per utilizzare il pagamento on-line è necessario possedere il codice Pin, utile anche per tutte le altre funzionalità del servizio Fisconline. L’invio on-line fa partire un ordine di addebito alla propria banca.
Se si sceglie di avvalersi di un intermediario, che può essere il proprio consulente fiscale, occorre accertarsi che aderisca alla specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate ed utilizzi il software F24 cumulativo disponibile sul sito web di Entratel.
Ricordiamo che il nuovo adempimento è stato introdotto dall’art. 37, comma 49, della legge Bersani-Visco (Dl 223/06 convertito nella legge 248/06) che stabilisce che a partire dal 1° ottobre 2006, i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti ad utilizzare, anche tramite intermediari, modalità di pagamento telematiche delle imposte, dei contributi e dei premi.
I contribuenti non titolari di partita IVA restano esclusi da tale obbligo e potranno continuare ad effettuare i versamenti con modello F24 presso gli sportelli degli uffici postali, delle banche o dei concessionari della riscossione; possono tuttavia, benché non obbligati, adottare le modalità telematiche di versamento utilizzando i servizi on-line dell’Agenzia delle Entrate.
Il software F24-online è scaricabile gratuitamente dal sito web dell’Agenzia delle Entrate.
• L’erede di un immobile in condominio è legittimato ad intervenire alle assemblee condominiali
• Rimborso dell’IVA su autovetture professionisti e azienda
Sulla G.U. n. del, è stato pubblicato il D.L. 15.9.2006, n. 258, recante «Disposizioni urgenti di adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee in data 14 settembre 2006 nella causa C-228/05, in materia di detraibilità dell'IVA». Il provvedimento fa seguito alla bocciatura, da parte della Corte di Giustizia UE, della norme italiana che prevede l'indetraibilità dell'IVA sulle autovetture aziendali, e detta le modalità per le richieste di rimborso all'Erario.
• Benefici contributivi per il settore edile
Novità nel campo degli sgravi contributivi per il settore edile. Il Decreto legge n. 223/2006, cosiddetto “Decreto Bersani” convertito nella legge n. 248 del 4 Agosto 2006 pubblicata sul supplemento ordinario n. 183 della Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 2006, interviene sugli sgravi contributivi con l’articolo 36-bis e precisamente con il comma 8. E’ divenuta operativa, dunque, la disposizione inerente i soggetti beneficiari degli sgravi contributivi di cui alla legge n. 341/95 (11,50%). Il disposto dell’art. 36 bis - comma 8 - della legge in oggetto stabilisce, infatti, che tali agevolazioni trovano applicazione esclusivamente nei confronti dei datori di lavoro del settore edile in possesso dei requisiti per il rilascio anche da parte delle Casse Edili e, pertanto, del documento unico di regolarità contributiva. Tali benefici non sono, invece, riconosciuti a quei datori di lavoro che abbiano riportato condanne passate in giudicato per violazioni in materia di sicurezza e di salute sul lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza.
• Tesserino obbligatorio in cantiere
La Legge 4 agosto 2006, n. 248 (conversione del D.L. Bersani) introduce, all' art. 36 bis, misure per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ai sensi del comma 4 del citato art. 36 bis, a decorrere dal 1° ottobre 2006, nell'ambito dei cantieri edili, i datori di lavoro dovranno munire il personale occupato di un'apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro. Tutti i lavoratori presenti in cantiere, compresi i lavoratori autonomi (che devono provvedervi per proprio conto), sono tenuti ad esporre il tesserino. Se il datore di lavoro non provvede a fornire ai lavoratori il citato tesserino di riconoscimento incorre in una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro (per ciascun lavoratore). Se il lavoratore, munito della tessera di riconoscimento, non provvede ad esporla incorre in una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro. Chi ha meno di 10 dipendenti ha la possibilità di evitare il tesserino se provvede a tenere un registro vidimato dalla Direzione Provinciale del Lavoro in cui annotare quotidianamente i nomi degli addetti presenti in cantiere.
• che i datori di lavoro comunichino (art. 9-bis D.L. 510/1996) le nuove assunzioni il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti, mediante documentazione avente data certa;
• l'inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro che impiegano lavoratori in nero.
• IVA ridotta
Contestualmente l`art. 35, comma 35-quater stabilisce (sempre per il periodo 1° ottobre - 31 dicembre 2006) la riduzione della detrazione Irpef relativa alle spese di recupero dei fabbricati abitativi dall`attuale 41% al 36%. Da sottolineare che la detrazione Irpef è applicabile fino ad una spesa di 48.000 Euro per abitazione e non più per ciascun comproprietario, familiare convivente o detentore; il limite di 48.000 Euro, cioè, non sarà più applicato singolarmente a ciascuno dei soggetti che hanno diritto alla detrazione, ma dovrà essere suddiviso tra tutti. Ricordiamo, inoltre, che a partire dal 4 luglio 2006, data di entrata in vigore del D.L. 223/2006 (D.L. Bersani) per usufruire delle agevolazioni relative alle ristrutturazioni immobiliari, per le spese sostenute, deve essere indicato separatamente in fattura il costo della manodopera relativa all'intervento.
• Amianto in vigore le nuove norme
E’ entrata in vigore dal 26 settembre il nuovo decreto legislativo sulla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante il lavoro. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 211 dell’11 settembre 2006, il Decreto Legislativo 25/07/2006 n. 257 attua la direttiva 2003/18/CE, aggiungendo il Titolo VI-bis al Dlgs 626/1994. Il provvedimento, fermo restando quanto previsto dalla legge n. 257 del 27 marzo 1992, si applica alle rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonchè bonifica delle aree interessate.
Il decreto pone diversi obblighi a carico dei datori di lavoro: l’individuazione della presenza di amianto prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione; la valutazione del rischio connesso alla polvere proveniente dall'amianto al fine di attuare le misure preventive e protettive necessarie; la notifica all'organo di vigilanza competente per territorio, contenente una descrizione del cantiere e dell’attività che si sta per intraprendere.
Sono poi specificate le misure di prevenzione e protezione dalle polveri di amianto, le misure igieniche, le attività di misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro.
Il valore limite di esposizione per l'amianto è fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro hanno l’obbligo di provvedere affinchè nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell'aria superiore al valore limite.
Il decreto indica anche le misure da mettere in atto qualora, in determinate operazioni lavorative e nonostante l'adozione di misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amianto nell'aria, è prevedibile che l'esposizione dei lavoratori superi il valore limite. In questi casi i lavoratori devono essere dotati di adeguati dispositivi di protezione delle vie respiratorie e altri
dispositivi di protezione individuali e il datore di lavoro deve esigerne l'uso durante tali lavori.
Prima dell’inizio di un’attività, il datore di lavoro deve predisporre un piano di lavoro contenente le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell'ambiente esterno.
I successivi articoli riguardano l’informazione e la formazione dei lavoratori, la sorveglianza sanitaria, il registro di esposizione e le cartelle sanitarie e di rischio, le disposizioni da applicare nei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati e le sanzioni.
Sono state abrogate le disposizioni di cui al Capo III del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277.
• Il Catasto a casa tua
Devi comprare casa? O controllare una situazione reddituale? Con internet basta collegarsi ai nuovi servizi del Catasto e farti recapitare a domicilio ogni genere di documento. Puoi andare all’indirizzo : www.agenziaterritorio.gov.it e ciccare su certitel catasto a sinistra. Il servizio fornisce ogni notizia fatta esclusione per le provincie di Trento,Bolzano,Trieste,Gorizia.
• Istat, comunicato l’indice dei prezzi al consumo – marzo 2006
L’Istituto nazionale di statistica ha reso noto l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, relativo al mese di agosto 2006 è :
Indice 128,4
Variazione percentuale rispetto al mese corrispondente dell'anno precedente +2,1
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti +3,9
• Sfratti sospesi
Nel Consiglio dei Ministri del 22 settembre scorso è stato approvato un decreto legge che sospende gli sfratti fino al 30 giugno 2007. La proroga riguarda soltanto alcune categorie di cittadini: famiglie con un reddito inferiore a 27.000 euro, in cui siano presenti figli a carico, ultrasettantenni, malati terminali o disabili oltre il 66% di invalidità residenti nei capoluoghi di provincia con oltre 10.000 abitanti.
In una nota successiva il Governo ha precisato che potranno beneficiare della proroga i nuclei familiari non morosi, e che la durata della sospensione degli sfratti sarà di tre mesi per tutti i Comuni interessati, mentre arriverà al 30 giugno 2007 per gli immobili della piccola proprietà e al 30 giugno 2008 per quelli della grande proprietà nei Comuni che presenteranno al Governo programmi locali per affrontare l'emergenza abitativa.
Inoltre, il Governo introduce nell’ordinamento disposizioni per risolvere il problema, con la previsione di programmi di edilizia sovvenzionata e agevolata da parte dei Comuni e l’avvio di un tavolo di concertazione per la definizione di un piano nazionale di edilizia residenziale pubblica. A questo piano parteciperanno, oltre ai Ministeri interessati, anche rappresentanti dell’ANCI, delle Regioni, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli inquilini, delle associazioni della proprietà edilizia, delle associazioni dei costruttori edili e delle cooperative.
• Sentenza Tar dell’Aquila - No all'annullamento d’ufficio di una concessione edilizia
Con la sentenza n. 611 del 24 luglio 2006, il Tar dell’Aquila ha respinto la richiesta di annullamento di una concessione edilizia, presentata dal confinante di un edificio costruito in base alla concessione stessa. Il proprietario dell'area ha ottenuto nel 1979 la concessione in base alla quale ha costuito l'edificio; in seguito ha stipulato con il confinante, ora ricorrente, una scrittura privata con cui concedeva in fitto una porzione di terrazzo. Ora, a distanza di 20 anni, il proprietario ha chiesto e ottenuto la restituzione del terrazzo. Il confinante ha però constatato l’illegittimità della concessione a suo tempo rilasciata e ha chiesto al Comune di annullarla d’ufficio. Tale richiesta è stata respinta dal Comune con la motivazione che a distanza di così tanti anni è venuto meno un pubblico interesse attuale e concreto all’annullamento della concessione, pur riconoscendone alcuni contrasti con il PRG. Il Tar concorda con il Comune sottolineando che il potere di autotutela della P.A. prevede che sia confrontato l’interesse pubblico all’annullamento dell’atto, con la posizione del privato, consolidatasi nel tempo. Non è quindi sufficiente l’illegittimità dell’atto concessorio ma occorre che vi sia un interesse pubblico, che non si identifica con il mero ripristino della legalità violata.
• Sentenza - No a quota di edificabilità riservata al Comune
Con la sentenza n. 4833 del 21 agosto scorso, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dei proprietari di alcune aree edificabili contro un articolo delle N.T.A. del Piano regolatore in cui si stabilisce, per una data zona, che “una quota del 50% della capacità insediativa totale è riservata al Comune”. Secondo i giudici infatti, una simile previsione appare “preordinata a comprimere in maniera del tutto indiscriminata la potenzialità edificatoria delle aree […] il cui valore viene per ciò solo inevitabilmente ed immediatamente ridimensionato, senza che possa attribuirsi alcun rilievo alle modalità di successiva concreta attuazione degli interventi, che allo stato non risultano ancora determinate”. Si avrebbe in questo modo una forma di espropriazione del tutto atipica, non riconducibile ad alcuna legge vigente in materia. Non esiste infatti una norma “che autorizzi una riserva di proprietà fondiaria alla mano pubblica - come quella prefigurata nella specie - al fine di contenimento dei prezzi, in un’ottica “dirigista” del mercato dei terreni edificabili”. In definitiva, la disposizione contestata va stralciata, dal momento che il Comune può espropriare mediante i piani attuativi, ma non può, invece, “riservarsi” preventivamente l’acquisizione di aree con modalità atipiche come quelle contenute nelle N.T.A.
Il Consiglio Nazionale su iniziativa della Consulta Femminile “Donne Geometra, ha ritenuto inserire nei programmi operativi un Concorso fotografico dedicato alla storica ed insostituibile figura del geometra libero professionista.
La nostra professione permette di sviluppare la libertà e l’intelletto, di origine antichissima racchiude i grandi concetti del “Geo” e del “Metros”; nel corso del tempo il geometra si è distinto oltre che negli ambiti rurali , anche nell'edilzia civile, in quanto tecnico competente in materia di costruzioni civili. Ciò ha permesso alla nostra figura professionale di essere fra i protagonisti nella ricostruzione post-bellica , conquistando spazi e specializzazioni in ambito di edilizia civile, sebbene nata per operare nel mondo agrario.
“ I MILLE VOLTI NELLA PROFESSIONE DEL GEOMETRA”
Le opere completate, dovranno pervenire, in busta chiusa sul quale dovrà essere apposto la seguente dicitura “Concorso Fotografico Nazionale “I MILLE VOLTI NELLA PROFESSIONE DEL GEOMETRA”, presso la sede del Consiglio Nazionale Geometri, Via Barberini n. 68 - 00198 Roma, entro il giorno 31 Gennaio 2007 - termine ritenuto perentorio- a mezzo posta, raccomandata A.R., posta celere, agenzia di recapito autorizzata o consegnata a mano, in ogni caso a cura e spese dei partecipanti.
Alle prime tre Opere classificate nella sezione “Foto storiche” saranno assegnati i seguenti premi :
Si allega il regolamento del Concorso invitandovi alla massima divulgazione tra gli iscritti, i praticanti, le scuole ed ai colleghi iscritti nei corsi di laurea.
Erano attese entro il 6 aprile 2006 le Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, resa obbligatoria dal decreto legislativo 192/2005 recante “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia”. Ma dal Ministero delle Attività produttive non si hanno ancora notizie al riguardo. Ricordiamo che il decreto legislativo 192/2005 è ufficialmente entrato in vigore l’8 ottobre 2005. Ma l’effettiva operatività del provvedimento veniva subordinata all’emanazione di successivi decreti attuativi per l’adozione di criteri generali, una metodologia di calcolo e requisiti della prestazione energetica degli edifici (art. 4, comma1). L’emanazione dei decreti attuativi era attesa entro il 6 febbraio 2006 (120° giorno a partire dall’entrata in vigore del dlgs 192/2005). Il 6 aprile 2006 (180° giorno dall’entrata in vigore del provvedimento) scadeva invece il termine per la presentazione delle Linee Guida Nazionali per la certificazione energetica degli edifici.
Ad aprile scorso il Ministero delle Attività produttive dichiarava che le linee guida non sarebbero state disponibili prima dell’autunno. Annunciava che entro giugno sarebbero stati diffusi i calcoli tecnici relativi al riscaldamento degli edifici e ai tradizionali impianti termici. Ma non si pronunciava invece sulla emanazione dei decreti attuativi. Ad oggi non si hanno notizie né delle une né degli altri. L’unico documento che il Ministero ha diffuso nel frattempo è stata la circolare del 24 maggio 2006 recante “Chiarimenti e precisazioni riguardanti le modalità applicative del Dlgs 19 agosto 2005, n.192 di attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia” A tal proposito è opportuno richiamare alla memoria le norme transitorie. Sino alla emanazione dei decreti attuativi del 192/2005, il fabbisogno annuo dell’energia primaria sarà disciplinato dalla legge 9 gennaio 1991 n. 10, in attuazione della quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto 27 luglio 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto scorso. La manutenzione degli impianti termici e le ispezioni periodiche sono disciplinati dagli articoli 7 e 9 decreto 192 e dal decreto del presidente della Repubblica del 26 agosto 1993 n. 412. In riferimento a questi ultimi due punti, la circolare chiarisce che il comma 2, articolo 9 del dlgs 192/2005 subentra al comma 3, articolo 31, della legge n. 10 del 9 gennaio 1991. Mentre il comma 1 dell’allegato L del decreto 192/2005 subentra al comma 4, articolo 11, del DPR 412/1993. Ulteriori precisazioni riguardano l’Allegato I ed L del decreto 192, relativi al regime transitorio rispettivamente per la prestazione energetica degli edifici e l’esercizio e la manutenzione per gli impianti termici. Il problema più urgente che occorre sollevare in questo momento riguarda sicuramente la certificazione energetica che, secondo quanto stabilito nel decreto stesso, diviene obbligatoria dopo un anno esatto dall’entrata in vigore del decreto, e quindi a partire dal prossimo 8 ottobre. Se, infatti, il decreto 192/2005 indica precise norme transitorie cui fare riferimento sino alla emanazione dei decreti attuativi, non c’è altrettanta chiarezza in merito alla certificazione energetica, per la quale si continuano ad attendere le Linee guida nazionali. Ricordiamo che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto 192/2005 sul contenimento energetico in edilizia tutti gli edifici di nuova costruzione e gli interventi di ristrutturazione su edifici dai 1000 metri quadrati in su. Per edifici di nuova costruzione si intendono gli edifici per i quali la richiesta di permesso di costruire o denuncia di inizio attività, comunque denominato, sia stata presentata successivamente all’8 ottobre 2005. L’ attestato di certificazione energetica diventa obbligatorio nelle fasi di compravendita, locazione e costruzione delle suddette tipologie di edifici (art. 6 del dlgs 192/2005). Il decreto stabilisce inoltre che il suddetto attestato debba essere rinnovato ogni dieci anni e aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che abbia modificato le caratteristiche di prestazione energetica dell’edificio.
Quello che preoccupa maggiormente progettisti e imprese sono le salate sanzioni dovute nel caso di non adempimento all’obbligo disposto dal decreto. Il dlgs 192/2005 prevede, infatti, una sanzione dai 5mila ai 30mila euro per il costruttore che non consegni al proprietario l’attestato di certificazione, ed una pari al 70% della parcella per il progettista che non abbia rispettato i metodi di calcolo dei criteri e delle metodologie disposti dai decreti attuativi, o che abbia redatto un attestato non “veritiero”. Nonchè la nullità dei contratti di vendita o di locazione non accompagnati dalla certificazione energetica.
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