Source: http://legislazionetecnica.it/622729/fonte/dl-24-01-2012-n-1
Timestamp: 2018-09-26 10:43:49+00:00
Document Index: 125012505

Matched Legal Cases: ['art. 26', 'art. 91', 'art. 66', 'art. 17', 'art. 157', 'art. 1', 'art. 157', 'art. 157', 'art. 1', 'art. 264', 'art. 46', 'art. 46', 'art 9', 'art. 9', 'art. 41', 'art. 41']

Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.
Il decreto reca approvazione del cosiddetto "Quarto Conto Energia".
Il provvedimento segue l'emanazione del D. Leg.vo 28/2011, il quale ha previsto che le disposizioni contenute nel precedente decreto sul Conto Energia, il D.M. 06/08/2010, si applicano unicamente agli impianti entrati in esercizio entro il 31/05/2011.
L'art. 26 del citato D. Leg.vo 28/2011, comma 10, ha in proposito previsto che per gli impianti entrati in esercizio dopo tale data il regime degli incentivi debba essere definito da un nuovo decreto, per l'appunto quello in commento, attuando una progressiva diminuzione delle tariffe incentivanti che miri al riallineamento con la riduzione dei costi delle tecnologie e con quanto viene fatto negli altri paesi membri dell'UE.
Il provvedimento prevede lo sviluppo della potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti secondo obiettivi temporali che assicurino una crescita graduale della potenza stessa negli anni, in modo da usufruire dei miglioramenti della tecnologia sotto il profilo dei costi e dell'efficienza, con l'obiettivo di dare prospettiva di crescita di lungo termine agli investitori e all'industria di settore, con un minore impatto della spesa annua aggiuntiva su prezzi e tariffe dell'energia elettrica.
Viene inoltre previsto, a tutela degli investimenti in corso, un regime transitorio fino al 31/12/2012 nell'ambito di un contingente di potenza per i grandi impianti, per dare gradualità al processo di ridefinizione della disciplina vigente ed assicurare il controllo degli oneri conseguenti.
Il decreto mira infine ad intervenire anche sulle modalità di riconoscimento e valorizzazione degli interventi che realmente promuovono l'integrazione architettonica, al fine di perseguire maggiormente l'obiettivo di orientare il processo di diffusione del fotovoltaico verso applicazioni più promettenti, in termini di potenziale di diffusione e connesso sviluppo tecnologico, e che consentano minor utilizzo del territorio, e prevede altresì l'introduzione, a decorrere dal 2013, di un sistema di incentivazione basato su tariffe omnicomprensive per l'energia prodotta e immessa in rete e tariffe premio per l'energia prodotta e auto consumata.
Disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché benefici economici a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99.
le procedure autorizzative ed i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti nucleari, nonché per l'esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi;
il «Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari»;
la disciplina della localizzazione del Deposito nazionale, connesso ad un Parco Tecnologico comprensivo di un Centro di studi e sperimentazione, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi provenienti da attività pregresse e future di impianti nucleari e similari;
le procedure autorizzative per la costruzione e l'esercizio del Deposito nazionale e del Parco Tecnologico;
le misure compensative da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;
un programma per la realizzazione di una «Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare»;
le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme prescrittive.
Normalizzazione delle reti di distribuzione di energia elettrica a corrente alternata, in derivazione, a tensione compresa tra 100 e 1000 volt.
Approvazione del modello di dichiarazione dell’IMU e della TASI per gli enti non commerciali, con le relative istruzioni.
Il provvedimento approva, con le relative istruzioni, il modello di dichiarazione agli effetti dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) da utilizzare, a decorrere dall’anno di imposta 2012, ai sensi dell’art. 91-bis del D.L. 1/2012 (conv. L. 27/2012). La dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, ed ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta. La dichiarazione relativa agli anni 2012 e 2013 deve essere presentata entro il 30/09/2014.
Dismissione di terreni agricoli o a vocazione agricola.
Il provvedimento, ai sensi dell'art. 66 del D.L. 1/2012 (conv. L. 27/2012) individua (tramite l'allegato elenco) i terreni agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato e non ricompresi negli elenchi predisposti ai sensi del D. Leg.vo 85/2010, nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da locare o alienare a cura dell’Agenzia del demanio mediante procedura negoziata senza pubblicazione del bando per gli immobili di valore inferiore a 100.000 euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 100.000 euro. Il provvedimento definisce anche le modalità attuative.
Si ricorda che ai terreni alienati o locati con le procedure in oggetto non può essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima del decorso di venti anni dalla trascrizione dei relativi contratti nei pubblici registri immobiliari.
L. R. Abruzzo 28/04/2014, n. 24
Articolo 66, comma 7
Articolo 17, comma 10
Articolo 17, comma 10.
Il Decreto, in vigore dal 09/05/2014, concerne gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale (metano) per autotrazione (di cui al D. Min. Interno 24/05/2002) e attua l’art. 17, comma 10, del D.L. 24/01/2012, n. 1 (conv. L. 27/2012), il quale prevedeva che:
Con l’emanazione del Decreto in oggetto prende il via la possibilità, previo adeguamento degli impianti di distribuzione alle nuove disposizioni, di effettuare il rifornimento di metano in modalità self-service, sia durante gli orari di apertura (impianto presidiato) che presso impianti non presidiati. In questo secondo caso tuttavia, sono posti, oltre ai vari requisiti tecnici, una serie di vincoli piuttosto stringenti. Infatti:
a) l’impianto deve essere dotato di un sistema di videosorveglianza con registrazione;
b) l’utente che effettua il rifornimento deve essere stato preventivamente autorizzato mediante l’attivazione di una apposita “scheda a riconoscimento elettronico”, che sarà rilasciata dal gestore previa verifica dei requisiti tecnici del veicolo e dell’impianto installato sullo stesso.
Sviluppo di risorse energetiche e minerarie nazionali strategiche.
Modalità attuative delle disposizioni in materia di pubblicità dei prezzi praticati dai distributori di carburanti per autotrazione, di cui all'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e di cui all'articolo 19 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.
Articolo 19, commi 2 e 3
Articolo 9, comma 2, secondo e terzo periodo
Modalità per la prestazione delle garanzie sulle obbligazioni e sui titoli di debito, di cui all'articolo 157 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, concernente emissione di obbligazioni e di titoli di debito da parte delle società di progetto - project bond.
Con il decreto sono definite le modalità per la prestazione delle garanzie sulle obbligazioni e sui titoli di debito, di cui all'art. 157 del Codice Contratti, D. Leg.vo 163/2006, concernente emissione di obbligazioni e di titoli di debito da parte delle società di progetto, c.d. project bond.
Il decreto in commento recepisce le integrazioni apportate alla disciplina relativa alle emissioni delle obbligazioni e titoli di debito dal D.L. 83/2012, il cui art. 1 ha stabilito che l'emissione di obbligazioni ai sensi dell'art. 157 del D. Leg.vo 163/2006 è ammessa anche ai fini del rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell'infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità.
Le obbligazioni e i titoli di debito emessi ai sensi dell'art. 157 del D. Leg.vo 163/2006, e dell'art. 1, comma 5, del D.L. 83/2012, possono essere sottoscritti e circolare esclusivamente presso gli investitori qualificati. Tali strumenti finanziari possono essere assistiti da specifiche garanzie al fine di consentire una riduzione del rischio assunto dai sottoscrittori e il conseguente miglioramento del merito di credito della relativa emissione.
Le garanzie possono essere rilasciate per una durata corrispondente al periodo di costruzione e di avvio della gestione dell'infrastruttura o del nuovo servizio di pubblica utilità, sino all'effettiva entrata a regime degli stessi, ovvero fino alla scadenza dei project bond garantiti. Nel caso di emissioni per il rifinanziamento del debito precedentemente contratto per la realizzazione dell'infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità, le garanzie possono essere rilasciate anche nel periodo successivo all'avvio della gestione della infrastruttura, coerentemente con le previsioni del piano economico finanziario vigente.
Le garanzie dirette e le controgaranzie fornite in connessione ad una emissione di project bond sono esplicite, irrevocabili, incondizionate e stipulate in forma scritta.
Le garanzie sono rilasciate sulla base della valutazione del merito di credito del soggetto emittente e della adeguata sostenibilità economico finanziaria degli investimenti, tenendo conto della redditività potenziale dell'opera, anche sulla base del relativo piano economico finanziario.
La garanzia copre il rischio di inadempimento del debitore principale per capitale e interessi e può essere escussa a seguito del mancato pagamento di uno o più pagamenti dovuti a termini del regolamento del prestito ovvero in caso di dichiarazione di insolvenza dell'emittente o assoggettamento dell'emittente a fallimento o altra procedura concorsuale di liquidazione applicabile.
A seguito dell'abrogazione delle tariffe professionali operata dal D.L. 24/01/2012, n. 1 (L. 27/2012), l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti fornisce le prime indicazioni in merito a:
modalità di individuazione dei corrispettivi da porre a base di gara per prestazioni di servizi di ingegneria e di architettura;
determinazione dei requisiti di partecipazione;
verifica di congruità delle offerte.
Articolo 57, comma 1, lettera a)
Articolo 91 - bis, comma 1
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata dall’arch. Francesco Righini – “Appalto di progettazione esecutiva, previa acquisizione della progettazione definitiva in sede di offerta, ed esecuzione chiavi in mano del nuovo Istituto Professionale Alberghiero con annesso convitto da realizzarsi nel Comune di Locri” – importo a base d’asta euro 5.740.000,00 – S.A.: Provincia di Reggio Calabria.
Decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1 - abrogazione delle tariffe professionali - corrispettivo a base di gara per l’affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria
Un bando di gara nella parte in cui determini il corrispettivo per l’attività di progettazione senza dare conto dei criteri e dei parametri seguiti, non è conforme a quanto disposto dall’art. 264, comma 1, lett. d), del D P.R. n. 207/2010. A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 1/2012, di abrogazione delle tariffe professionali, è tuttora vigente l’obbligo di illustrare, all’interno del bando ovvero in allegato, le modalità di calcolo del corrispettivo, dovendo le stazioni appaltanti indicare con accuratezza ed analiticità i singoli elementi che compongono la prestazione e dare conto del percorso motivazionale seguito per la determinazione del suo valore. L'individuazione del corrispettivo da porre a base di gara per l'affidamento dei servizi di architettura ed ingegneria deve avvenire nel rispetto delle modalità indicate dall'Autorità con la deliberazione 3 maggio 2012 n. 49.
Esempi di contratti professionali per servizi di architettura.
La Circolare contiene esempi, editabili, di contratti professionali per servizi di architettura ed urbanistica. Gli esempi riportati sono redatti a mero scopo indicativo e riguardano:
contratto relativo a Progettazione Architettonica Integrata per Committenza Privata;
contratto Semplificato relativo a Progettazione Architettonica Integrata per Committenza Privata;
contratto relativo a Progettazione di Piani Urbanistici Attuativi.
Liquidazione dei compensi professionali.
Il CNAPPC ha fornito indicazioni sulla liquidazione dei compensi professionali tra professionista e committente, ed in particolare sulla funzione di vidima delle parcelle da parte degli Ordini alla luce dell’abrogazione, prevista dal D.L. 24/01/2012 n. 1, delle tariffe professionali.
Tale abrogazione, secondo il CNAPPC, ha infatti determinato perplessità sul ruolo delle “commissioni parcelle” incaricate di emettere dei pareri sulla liquidazione degli onorari, ma a tal proposito si ribadisce che rimane immutata la funzione di vidima da parte del Consiglio dell’Ordine.
Istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del D.Lgs. n. 163/2006 presentata da A.N.S.E.B. – Procedura aperta per l’affidamento del servizio sostitutivo mensa per i dipendenti della Regione Liguria, degli enti del settore regionale allargato e degli enti strumentali – Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente più vantaggiosa – Importo a base di gara: € 7.326.788,00 – S.A.: Regione Liguria.
Remuneratività del prezzo a base d’asta - Servizi aggiuntivi - Violazione dell’art. 46, comma 1 bis, D.Lgs. n. 163/2006
1. La disamina della disciplina di gara, al fine di verificare che la sua formulazione consenta la predisposizione di offerte in grado di generare un margine di utile per l’impresa aggiudicataria, soggiace a limiti che risentono della necessità di escludere il rischio di trasmodare nel merito di scelte imprenditoriali, in quanto tali ab externo insondabili. Infatti, “In un regime di libera concorrenza, le Stazioni appaltanti non hanno l'obbligo di porre a base d'asta un prezzo remunerativo o di inserire clausole (non discriminatorie) che producano un effetto di non remuneratività dell'opera prestata per il servizio o per il lavoro eseguito, atteso che il mercato deve assicurare la possibilità di partecipare alle varie iniziative economiche poste in essere dai soggetti pubblici operanti in ambito comunitario, ma non pure costringere l'Amministrazione a formulare prezzi-base tali da assicurare un guadagno in ogni caso; pertanto, è inammissibile l'impugnazione del bando di gara fondata sulla detta non remuneratività del prezzo a base d'asta, dovendo l'ostacolo alla partecipazione alla gara stessa avere natura obiettiva e non meramente soggettiva (o di mera opportunità)” (cfr. TAR Milano, Sez. I, n. 5755 del 10 dicembre 2008).
2. La fissazione, a pena di esclusione, nel bando di gara, di limiti massimi e minimi sulla percentuale di commissione e sullo sconto da praticare in sede di predisposizione dell’offerta tecnica ed economica, in una procedura di gara per l’affidamento del servizio sostitutivo di mensa, è in contrasto con l’art. 46, comma 1 bis del D.Lgs. n. 163/2006, non essendo riconducibili tali fattispecie escludenti ad alcuna delle ipotesi generali descritte dal legislatore nell’indicata norma.
3. In una procedura di gara per l’affidamento del servizio sostitutivo di mensa, con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, non è conforme con la normativa di settore la mancata predeterminazione di tutti i servizi aggiuntivi, poiché in tal modo si deferisce alla commissione di gara il compito di valutare la loro connessione con l’oggetto del contratto. Nella determinazione n. 5 del 20 ottobre 2011, per quanto attiene ai servizi aggiuntivi l’Autorità ha affermato, infatti, che “nell’ambito delle modalità di esecuzione del contratto, possono essere anche considerati eventuali “servizi aggiuntivi” all’esercente e/o al dipendente. La stazione appaltante deve, in tal caso, prevedere i limiti entro i quali tali servizi sono reputati ammissibili, in quanto gli stessi presentano una connessione con l’oggetto del contratto. La par condicio impone, infatti, che i concorrenti conoscano le condizioni della gara e, quindi, i miglioramenti inseriti nel progetto tecnico per la stazione appaltante e per gli esercenti sono ammessi a condizione che abbiano un peso limitato in sede di offerta e che siano tali da non snaturare l’oggetto del servizio”.
Durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate. Interpretazione dell'art 9, comma 6, del D.L. 24/1/2012, convertito con modificazioni dalla L. 24/3/2012 n.27.
Con la Circolare 04/07/2012 il Ministero della Giustizia esprime il proprio parere in merito all'applicabilità della disposizione recata dall'art. 9, comma 6, del D.L. 24/01/2012, convertito dalla L. 24/03/2012, n. 27, secondo cui «la durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non può essere superiore a diciotto mesi», anche a coloro i quali abbiano iniziato il tirocinio anteriormente alla data di entrata in vigore della nuova disciplina.
Il Ministero ritiene che la norma sia applicabile immediatamente, ovvero anche ai casi di tirocinio iniziato in precedenza, precisando inoltre che l’esame di abilitazione opererà la verifica necessaria in ordine all’idoneità allo svolgimento della professione, rispetto alla quale la fase preparatoria rappresenta un mero requisito di ammissione.
Sono inoltre affrontate le modalità di svolgimento della pratica, alla luce della circostanza che la nuova norma prevede che «per i primi sei mesi, il tirocinio può essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica». Tanto significa che, secondo la nuova disposizione normativa, ai fini del compimento della pratica professionale è necessario che un periodo di dodici mesi, non surrogabile con altra forma di tirocinio, sia svolto con la frequentazione effettiva di uno studio professionale.
Professioni - Tariffe professionali e compensi - Liquidazione giudiziale dell'onorario - Attività svolta nel regime di vigenza delle tariffe - Applicazione dei nuovi parametri ministeriali - Legittimità.
Per l'applicazione dei nuovi parametri di liquidazione degli onorari conta il momento in cui sono liquidati i compensi. Pertanto, nell’ipotesi di liquidazione giudiziale dell'onorario, dopo l’entrata in vigore di nuovi parametri questi sono applicabili anche per consulenze precedenti alla loro emanazione. Il D.M. 20 luglio 2012, n. 140 - recante indicazioni in merito alla determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 - all’art. 41, nel Capo relativo alla disciplina transitoria, stabilisce che le disposizioni regolamentari introdotte si applicano alle liquidazioni successive all’entrata in vigore del decreto stesso. Il riferimento testuale al momento della liquidazione, contenuto nel suddetto articolo, depone per la soluzione interpretativa che porta a ritenere applicabile la nuova disciplina anche ai casi in cui le attività professionali si siano svolte, o siano comunque iniziate, nella vigenza dell’abrogato sistema tariffario.
Professioni - Tariffe professionali e compensi - Applicazione dei nuovi parametri ministeriali - Retroattività - Legittimità.
La disposizione contenuta nell’art. 41 del D. Min. Giustizia 20/07/2012, n. 40 deve essere letta nel senso che i nuovi parametri sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate.