Source: https://www.camminodiritto.it/articolosingolo.asp?indexpage=3417
Timestamp: 2018-12-15 03:34:59+00:00
Document Index: 116289223

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2041', 'art. 183', 'sentenza ', 'art. 2041', 'art. 2041', 'art. 2041', 'art. 2041']

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Maria Avossa 387 -
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 13 settembre 2018, n. 22404: l’azione contrattuale può essere modificata in quella di arricchimento senza causa.
Sommario: Introduzione; 1. L’arricchimento senza causa: nozione, fonti e ratio dell’istituto; 1.1. Gli elementi costitutivi ed i requisiti dell’azione di arricchimento senza causa; 1.2. L’obbligo restitutorio; 1.3. La sussidiarietà; 2. L’arricchimento senza causa della pubblica amministrazione e riconoscimento dell’utilità della prestazione; 3. La sentenza Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 13 settembre 2018, n. 22404; 3.1. Il Caso; 3.2. Il Commento: analisi del contrasto giurisprudenziale; 3.3. La posizione delle Sezioni Unite della Suprema Corte; 4. Osservazioni conclusive; Note al testo e bibliografia.
La recente pronuncia della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 13 settembre 2018, n. 22404[1] risolve la questione relativa all’ammissibilità della domanda di arricchimento senza causa ex art. 2041 cod. civ. proposta con la prima memoria ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ., nel corso di un processo introdotto con domanda di adempimento contrattuale a carico di una P.A. La peculiarità della sentenza offre l’occasione di esaminare la disciplina dell’istituto definito all’art. 2041 cod. civ. soffermandosi sulla ratio e sulle dinamiche dell’arricchimento senza causa all’interno dell’ordinamento[2]. Di fatto, il corretto inquadramento della fattispecie fa da contraltare al discorso squisitamente processual-civilistico imbastito dalla Suprema Corte nella decisione in parola. Ad esso si riconducono sia il profilo dei caratteri strutturali dell’azione di ingiustificato arricchimento, sia quello della configurabilità della domanda rivolta nei confronti di una Pubblica amministrazione. Il rimedio offerto dall’art. 2041 cod. civ. - azionabile nei rapporti tra privati - trova ampia applicazione, anche, nei casi in cui si instaurino rapporti tra privati cittadini e P.A. in assenza di un valido contratto, per mancato rispetto delle procedure oppure nel caso in cui difettino della forma scritta. Di fatto, però, la possibilità di promuovere l’azione di arricchimento nei confronti della P.A. comporta che l’esercizio della stessa divenga fonte di spese prive di copertura, per le quali si genera la necessità di impiego di risorse pubbliche destinate ad altre finalità[3]. Di contro, però, l'apparato di tutela privatistica utilizzato in tali ipotesi giustifica l’utilizzo dell’azione in sé, anche verso la P.A., in virtù dell’applicazione del principio che vieta gli spostamenti patrimoniali tra soggetti in assenza di una giustificazione obiettiva in termini di meritevolezza. Per tale motivo, l’azione dell’art. 2041 cod. civ., esperibile nei confronti della P.A., ha per lungo tempo presentato caratteri di specialità (rispetto alla previsione codicistica di natura generica), proprio a causa della particolare natura dei soggetti interessati, dotandosi del diverso presupposto dell’“utilitas” (una prestazione vantaggiosa) per l’Amministrazione stessa, che integra il requisito dell’“arricchimento”, previsto dall'art. 2041 cod. civ. L’utilità per la P.A corrisponde, nella logica generale dei criteri dell’azione amministrativa ad un fattore di contenimento entro i cui limiti la P.A. evita di essere esposta al rischio di indebite imposizioni di una responsabilità da arricchimento[4].
Maria Avossa, L´ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA AL VAGLIO DELLE SEZIONI UNITE, in Riv. Cammino Dirit.,11, 2018