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Timestamp: 2017-05-22 17:19:49+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 416', 'art. 544']

Free Information: novembre 2009
Queste sono le pagine più importanti della sentenza del tribunale di palermo nei confronti di Marcello Dell'utri che,voglio ricordare,è coofondatore di forza italia.Potete trovare la sentenza completa a questo indirizzo: www.narcomafie.it/sentenza_dellutri.pdf Qui vengono riportati i punti salienti della sentenza quali i capi di imputazione e la sentenza finaleREPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI PALERMO II SEZIONE PENALERiunito in camera di consiglio e composto dai sigg.ri:1) Dott. Leonardo Guarnotta Presidente2) Dott.ssa Gabriella Di Marco Giudice est.3) Dott. Giuseppe Sgadari Giudice est.alla pubblica udienza dell’11 dicembre 2004 ha pronunciato e pubblicatomediante lettura del dispositivo la seguente SENTENZAnei confronti di:1) DELL’UTRI MARCELLO, nato a Palermo l’11 settembre 1941,residente in Milano, Segrate MI/2, Via fratelli Cervi, Residenza Sagittario Torre 2; LIBERO-ASSENTE2) CINA’ GAETANO, nato a Palermo il 26 settembre 1930, ivi residente in Via Gaetano Maria Pernice n. 3 S.B. LIBERO-CONTUMACE2 IMPUTATI DELL’UTRI MARCELLOA) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 commi 1, 4 e 5 c.p., per avereconcorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata“Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed ilpotere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario edimprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della suaattività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamentoed alla espansione della associazione medesima.E così ad esempio:1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di verticedi Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionaliagli interessi della organizzazione; 2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione perdelinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodaliziocriminale, tra i quali Bontate Stefano, Teresi Girolamo, Pullarà Ignazio,Pullarà Giovanbattista, Mangano Vittorio, Cinà Gaetano, Di NapoliGiuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore;3. provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla dettaorganizzazione;34. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra leconoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti laconsapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere(in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – avantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nelmondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quarto c.p., trattandosi diassociazione armata.Con l’aggravante di cui all’articolo 416 comma quinto c.p., essendo ilnumero degli associati superiore a 10.Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativodella associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano edaltre località, da epoca imprecisata sino al 28.9.1982B) del delitto di cui agli artt. 110 e 416 bis commi 1, 4 e 6 c.p., per avereconcorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata“Cosa Nostra”, nonché nel perseguimento degli scopi della stessa,mettendo a disposizione della medesima associazione l’influenza ed ilpotere derivanti dalla sua posizione di esponente del mondo finanziario edimprenditoriale, nonché dalle relazioni intessute nel corso della sua4attività, partecipando in questo modo al mantenimento, al rafforzamentoed alla espansione della associazione medesima.E così ad esempio: 1. partecipando personalmente ad incontri con esponenti anche di verticedi Cosa Nostra, nel corso dei quali venivano discusse condotte funzionaliagli interessi della organizzazione;2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l’associazione perdelinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodaliziocriminale, tra i quali, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Di NapoliGiuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore, GravianoGiuseppe;3 . provvedendo a ricoverare latitanti appartenenti alla dettaorganizzazione;4. ponendo a disposizione dei suddetti esponenti di Cosa Nostra leconoscenze acquisite presso il sistema economico italiano e siciliano.Così rafforzando la potenzialità criminale dell’organizzazione in quanto,tra l’altro, determinava nei capi di Cosa Nostra ed in altri suoi aderenti laconsapevolezza della responsabilità di esso DELL’UTRI a porre in essere(in varie forme e modi, anche mediati) condotte volte ad influenzare – avantaggio della associazione per delinquere – individui operanti nelmondo istituzionale, imprenditoriale e finanziario.5Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell’art. 416 bis c.p., trattandosi diassociazione armata e finalizzata ad assumere il controllo di attivitàeconomiche finanziate, in tutto o in parte, con il prezzo, il prodotto o ilprofitto di delitti.Reato commesso in Palermo (luogo di costituzione e centro operativodell’associazione per delinquere denominata Cosa Nostra), Milano ed altrelocalità, dal 28.9.1982 ad oggi.CINA’ GAETANO:C) del delitto di cui all’art. 416 c.p. per avere – in concorso connumerose altre persone ed, in particolare, Bontate Stefano, TeresiGirolamo, Citarda Benedetto, Mangano Vittorio - fatto partedell’associazione mafiosa denominata “ Cosa Nostra” o perrisultare, comunque, stabilmente inserito nella detta associazione,in numero superiore a 10 persone, e per essersi avvalso della forzadi intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizionedi assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere reati controla vita, l’incolumità individuale, contro la libertà personale, contro ilpatrimonio, per realizzare profitti o vantaggi ingiustiCon l’aggravante di cui all’art. 416 comma quinto c.p., trattandosidi associazione armata.Con l’aggravante di cui all’art. 416 comma quinto c.p., essendo il numero degli associati superiore a 10.6 In Palermo, Milano ed altrove, sino all’entrata in vigore della L.13/09/1982 n°646. D) associazione per delinquere di tipo mafioso (artt. 112 nr.1 e 416 bis c.p.)per avere, in concorso con numerose altre persone - tra cui ManganoVittorio, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Cancemi Salvatore, GanciRaffaele, Riina Salvatore, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovan Battista,Madonia Francesco - fatto parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” o per risultare, comunque, stabilmente inserito nella dettaassociazione, in numero superiore a 5 persone e per essersi avvalso dellaforza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizionedi assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere reati controla vita, l’incolumità individuale, contro la libertà personale, contro ilpatrimonio e, comunque, per realizzare profitti o vantaggi ingiusti nonchéper intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione.Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis comma quarto c.p., trattandosi diassociazione armata.Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis comma sesto c.p., trattandosi diattività economiche finanziate in parte con il prezzo, il prodotto ed ilprofitto di delitti.In Palermo, Milano ed altre località in territorio italiano, dall’entrata invigore della L. 13/9/1982 nr. 646 ad oggi.7 Conclusioni delle partiAll’udienza dell’8 giugno 2004, il P.M. concludeva la sua requisitoria,iniziata il 5 aprile 2004, chiedendo l’affermazione della penaleresponsabilità dei due imputati in ordine ai reati loro contestati e lacondanna di Dell’Utri Marcello alla pena di anni undici di reclusione e diCinà Gaetano alla pena di anni nove di reclusione, di ciascuno deiprevenuti alle pene accessorie, di entrambi al pagamento in solido dellespese processuali e del Cinà anche al pagamento delle spese dimantenimento in carcere durante la custodia cautelare e di entrambi insolido al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili. All’udienza del 15 giugno 2004, i procuratori delle costituite parti civili,Provincia Regionale di Palermo e Comune di Palermo, iniziavano econcludevano il loro intervento chiedendo, affermata la penaleresponsabilità dei due imputati in ordine ai reati loro ascritti, la condannadegli stessi alle pene di legge nonché al risarcimento dei danni moralisofferti dalle parti assistite, quantificati in euro 5.000.000,00 con laliquidazione di una provvisionale, immediatamente esecutiva, di euro2.500.000,00. All’udienza del 9 novembre 2004, la difesa dell’imputato Cinà Gaetanoiniziava e concludeva il suo intervento chiedendo l’assoluzione del suo8assistito dalle imputazioni ascrittegli con l’ampia formula liberatoria“perché i fatti non sussistono”. All’udienza del 15 novembre 2004, la difesa dell’imputato Dell’UtriMarcello concludeva la sua arringa, iniziata nel corso dell’udienza del 28giugno 2004, chiedendo l’assoluzione del suo assistito dalle imputazionicontestategli con l’ampia formula liberatoria “perché i fatti nonsussistono”. 1767contestati), da eseguirsi dopo che la pena è stata scontata o è altrimentiestinta.Infine, entrambi gli imputati vanno condannati in solido:al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore dellecostituite parti civili, Provincia Regionale di Palermo e Comune diPalermo, rigettando le richieste di pagamento di provvisionaliimmediatamente esecutive;al pagamento delle spese processuali sostenute dalle medesime particivili che si liquidano in complessivi euro ventimila per il Comune diPalermo ed euro cinquantamila per la Provincia di Palermo, sommecomprensive di onorari e spese.In considerazione della particolare complessità della stesura dellamotivazione, dovuta alla gravità delle imputazioni ed alla notevolissimamole degli atti processuali acquisiti, si indica in novanta giorni il termineper il deposito della sentenza.P.Q.M.Visti gli artt. 110, 416, 416 bis C.P., 533, 535 C.P.P.;DICHIARADELL’UTRI MARCELLO e CINA’ GAETANO colpevoli dei reati lororispettivamente contestati e, ritenuta la continuazione tra gli stessi,CONDANNA1768DELL’UTRI MARCELLO alla pena di anni nove di reclusione e CINA’GAETANO alla pena di anni sette di reclusione ed entrambi, in solido, alpagamento delle spese processuali, nonché il CINA’ anche a quelle delproprio mantenimento in carcere durante la custodia cautelare.Visti gli artt. 28, 29,32 e 417 c.p.,DICHIARAEntrambi gli imputati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, nonché instato di interdizione legale durante l’esecuzione della pena.APPLICAA ciascuno degli imputati la misura di sicurezza della libertà vigilata perla durata di anni due, da eseguirsi a pena espiata.Visti gli artt. 539 e 541 c.p.p.,CONDANNAEntrambi gli imputati in solido al risarcimento dei danni in favore dellecostituite parti civili, Provincia Regionale di Palermo e Comune diPalermo, da liquidarsi in separato giudizio, rigettando le richieste dipagamento di provvisionali immediatamente esecutive.Condanna, infine, gli imputati in solido al pagamento delle spesesostenute dalle medesime parti civili che liquida in complessivi euroventimila per il Comune di Palermo ed euro cinquantamila per la ProvinciaRegionale di Palermo, somme comprensive di onorari e spese.Visto l’art. 544, comma 3, C.P.P.,indica in giorni novanta il termine per il deposito della sentenza.Palermo, 11 dicembre 2004.I GIUDICI ESTENSORI Il PRESIDENTEGabriella Di Marco L. GuarnottaGiuseppe Sgadari Pubblicato da