Source: https://www.exeo.it/free/effetti-finalita-indennizzabilita-zone-bianche
Timestamp: 2019-05-20 11:15:28+00:00
Document Index: 100001599

Matched Legal Cases: ['art.4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 9', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4']

Effetti, finalità ed indennizzabilità delle zone bianche
Il regime di savaguardia (ex art.4 L.10/1977) conseguente alla decadenza del vincolo espropriativo non è equiparabile alla compressione del diritto dominicale, né è definibile come espropriazione di valore, attesa la provvisorietà del relativo regime urbanistico. Non sussiste, dunque, alcun diritto all'indennizzo, essendo questo correlato alla formale reiterazione del vincolo.
Una volta verificata la decadenza del vincolo espropriativo trova applicazione la disciplina legislativa in tema di "zone bianche"; una nuova costruzione, all'interno del centro abitato, non può pertanto essere assentita, per quella parte di suolo, su cui l'intervento andava a collocarsi, in cui, appunto, il preesistente vincolo è ormai decaduto, con conseguente vigenza del divieto di nuova edificazione, volto "ad evitare la compromissione del territorio mediante la realizzazione di costruzioni che possano vanificare la futura programmazione urbanistica dell'area".
La finalità conservativa perseguita dalla normativa sulle cc.dd. zone bianche di cui all'art. 4, ultimo comma, della legge 28.01.1977 n. 10 – poi confluito nell'art. 9 del d.P.R. n.380/2001, trova la sua realizzazione attraverso una serie di rigide prescrizioni edilizie, sotto il profilo volumetrico e qualitativo, relative alle opere realizzabili dentro o fuori i centri abitati.
Lo status di compressione ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... dominicale è ravvisabile anche per il perdurare del regime di sostanziale paralizzazione dello ius aedificandi derivante, nell'inerzia dell'amministrazione riguardo alla riformulazione di una disciplina urbanistica, dall'applicazione dei limiti di cui alla L. n. 10 del 1977, art. 4.
Al regime di cui alla L. n. 10/1977 previsto per le aree interessate da vincolo decaduto, non può essere attribuito carattere di regolamentazione urbanistica, essendo questa esercitabile solo dall'attività pianificatoria riguardante l'assetto complessivo del territorio attraverso l'articolata previsione della destinazione delle varie zone. Nessuna assimilazione è pertanto consentita alla norma di salvaguardia in esame con le limitazioni dello "ius aedificandi" introdotte dalla legge o dallo strumento urbanistico e nessuna incidenza essa può, quindi, assumere sulla determinazione del valore dei terreni ai fini espropriativi.
La disciplina delle aree con vincolo decaduto vien... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...a "ex lege" a quella delle aree prive di pianificazione urbanistica, viene equiparata alle ipotesi di assenza, nell'area, di una destinazione urbanistica, venendo in questione una sorta di "vuoto urbanistico" con la conseguente necessità di preservare l'area sino a una nuova regolamentazione della stessa: di qui, l'esigenza di normare le c. d. zone bianche alla stregua delle zone prive di qualsiasi pianificazione urbanistica, prevedendo l'osservanza dei parametri stabiliti per tali aree.
La previsione di cui all'art. 4 ultimo comma L. n. 10/1977 di una facoltà di edificare entro limiti assai rigorosi (0,03 mc/mq e soltanto fuori del perimetro dei centri abitati), risponde all'esigenza di non compromettere, con una intensiva utilizzazione del territorio comunale, ogni possibilità di una futura razionale disciplina urbanistica.
Il regime di salvaguardia di cui all'art. 4 della L. n. 10/1977 poi confluito nell'art. 9 del d.P.R. n.380/2001 appare giustificata per le zone nelle quali si riscontri la mancanza di qualsiasi programmazione d'uso del territorio (nel caso di specie per effetto della decadenza del vincolo preordinato all'esproprio). Ciò nella considerazione che, in assenza di norme urbanistiche, in tali zone s... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...rebbe illimitatamente lo "ius aedificandi" insito nel diritto di proprietà e, quindi, senza alcuna tutela dell'interesse pubblico ad uno sviluppo edificatorio organico.
L'applicazione degli esigui parametri edilizi previsti dall'art. 4 L. n. 10/1977, prevista in ipotesi di decadenza della disciplina vincolistica della pianificazione generale, è dettata al fine di prevenire un'eccessiva, potenziale riespansione dello ius aedificandi e la realizzazione di un'edificazione selvaggia e incontrollata, come tale contraria al pubblico interesse, in aree non più governate da scelte e indirizzi di natura programmatoria, compromettendo così qualsiasi futura pianificazione del territorio.
La disciplina normativa esistente per le zone c.d. bianche si pone nell'ottica del giusto contemperamento tra l'esigenza dell'amministrazione di provvedere ad una ritipizzazione dell'area, in caso di vincoli decaduti, ed al contempo di limitare le facoltà edificatorie dei privati, anche a fini produttivi, onde evitare che il proliferare dell'attività edilizia in zone prive di programmazione urbanistica possa finire con il pregiudicare l'esercizio del potere pianificatorio della pubblica amministrazione.
VINCOLI... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...I ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> CONSEGUENZE --> DISCIPLINA APPLICABILE --> MISURE DI SALVAGUARDIA --> INDENNIZZABILITÀ
La situazione d'inerzia della p.a. successivamente alla decadenza quinquennale del vincolo, non è definibile come espropriazione di valore, attesa la provvisorietà del regime urbanistico caratterizzato dall'applicazione dei limiti di salvaguardia previsti dalla L. n. 10 del 1977, art. 4, u.c., per le aree bianche, che se da un lato non elimina una redditività del fondo diversa dallo sfruttamento edilizio, dall'altro non crea nel proprietario alcuna aspettativa in ordine al conferimento di particolari qualità edificatorie oltre quei limiti, o ancor meno riguardo a possibili lottizzazioni.
La situazione che si crea a seguito delle cc.dd."misure di salvaguardia" per effetto della decadenza del vincolo, non è equiparabile alla compressione del diritto dominicale provocata dai vincoli preordinati all'esproprio, attesa la provvisorietà del regime urbanistico caratterizzato dall'applicazione dei limiti di salvaguardia previsti dalla normativa per le aree bianche, che, se... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... non elimina una redditività del fondo, dall'altro non crea nel proprietario alcuna aspettativa in ordine al conferimento di particolari qualità edificatorie dell'area.
In ipotesi di decadenza del vincolo espropriativo, la situazione conseguente non è equiparabile alla compressione del diritto dominicale provocata dai vincoli preordinati all'esproprio, né è definibile come espropriazione di valore, attesa la provvisorietà del regime urbanistico di salvaguardia, per cui nessuna aspettativa si crea nel proprietario in ordine al conferimento di particolari qualità edificatorie oltre quei limiti o, ancor meno, riguardo a possibili lottizzazioni. Non sussiste pertanto il diritto all'indennizzo, essendo questo correlato alla formale reiterazione del vincolo.
La situazione di inerzia della p.a. successivamente alla decadenza quinquennale del vincolo espropriativo non è equiparabile alla compressione del diritto dominicale provocata dai vincoli preordinati all'esproprio, né definibile come espropriazione di valore attesa la provvisorietà del regime urbanistico caratterizzato dall'applicazione dei limiti di salvaguardia previsti dalla L. n. 10 del 1977, art. 4, per le aree bi... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...>
E' da escludersi, in caso di decadenza del vincolo espropriativo, che ricorra un danno sotto forma di definitivo svuotamento del contenuto del diritto domenicale, quale ipotesi di "espropriazione larvata"; ciò in quanto la situazione giuridica conseguente alla scadenza del vincolo, comportante una diminuzione delle facoltà di utilizzazione del fondo, è per sua natura temporanea e provvisoria e l'ordinamento riconosce al proprietario poteri di reazione al fine di indurre l'amministrazione all'esercizio del potere istituzionale di ripianificazione, in modo da ricondurre quella compressione entro una durata ragionevole.