Source: http://pmedintorni.blogspot.it/2013/09/
Timestamp: 2017-07-24 16:35:05+00:00
Document Index: 77794711

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2059', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ']

Polizia Municipale e dintorni: settembre 2013
Accolte con pieno successo le tesi giudiziarie dell’Avv. Andrea Mannino per “mancata informazione” con maxi risarcimento danni. Il giudice di pace Dr. Gabriele Longo, con sentenza n° 20851/13, ha liquidato in Euro 2.337,82 l’importo dell’assegno comprensivo di risarcimento danni e spese legali a carico di Trenitalia a beneficio dell’avvocato Andrea Mannino. Si tratta di una notizia certamente interessante per i tanti viaggiatori, nell’ordine di centinaia di migliaia di persone, che hanno subito e/o continueranno a subire le conseguenze dei disservizi nel settore dei trasporti su strada ferrata nel nostro Paese. Ed è un passo fondamentale sulla strada della difesa dei diritti dei consumatori in una società nella quale, talvolta, i grandi interessi economici prevalgono su quelli del cittadino.Per la prima volta in Italia la principale compagnia di trasporto ferroviario viene infatti obbligata a risarcire un cliente per i danni subiti a causa di un ritardo “disinformato”. Nella fattispecie il disservizio riguardava un treno da Roma Termini all’aeroporto di Fiumicino (costo del biglietto nel 2009 euro 5,00), che pur subendo un considerevole ritardo per cause tecniche (come spesso accade), non veniva in alcun modo segnalato all’utenza in attesa. E per la prima volta in Italia Trenitalia decide dolorosamente di non fare appello contro la sentenza del giudice di pace del Tribunale di Roma Dr. Gabriele Longo.Il cliente in questione è l’avvocato Andrea Mannino, iscritto all’Ordine degli avvocati di Firenze, il quale ha ritenuto senza alcuna esitazione di portare a giudizio la compagnia ferroviaria Trenitalia in quanto direttamente coinvolto e che è riuscito a far valere le proprie ragioni ed i propri diritti di consumatore. “Non ho avuto alcuna esitazione a portare a giudizio Trenitalia” afferma l’avvocato Mannino, “perché ho subito principalmente un considerevole danno economico da mancato guadagno di una prestazione professionale che quel giorno avrei dovuto erogare, se avessi avuto almeno la possibilità di scegliere di raggiungere l’aeroporto di Fiumicino con un taxi o con altro mezzo. Ma purtroppo Trenitalia, come accade troppo spesso, non ha avuto la cortesia di informare in modo utile le centinaia di persone presenti alla stazione Termini di Roma di un ritardo facilmente comunicabile.”L’avvocato Mannino ritiene che la sentenza apra la strada, almeno in teoria, ad una nuova correttezza nei rapporti fra clienti ed aziende: “Al di là della piccola soddisfazione personale”, commenta l’Avvocato, “questo è uno di quei momenti, nella vita di un legale, nei quali si ritrova con orgoglio il senso di utilità sociale della professione. La causa vinta, infatti, apre a tanti altri consumatori la possibilità, una volta tanto, di vedere soddisfatte le proprie ragioni contro un gigante economico che in questo caso specifico è anche in regime di monopolio. In fondo è la storia di Davide contro Golia. E se uno fa l’avvocato è perchè, in cuor suo, la vittoria del piccolo Davide contro il gigante Golia ancora lo emoziona.”
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOIl giudice di pace Dr. Longo Gabriele ha pronunciato la seguente
nella causa iscritta al n.12467/2010 R.D. contenzioso dell'anno 2010traMannino Andrea elett. domiciliato in Roma in via Dei Gracchi n.128 presso l'avv. Fabrizio Arciprete che lo rappresenta con mandato a margine della citazione -ATTORE -Trenitalia S.p.a. - CONVENUTO -
L'istante ha fatto presente che in data 13.10.2009 doveva recarsi a Busto Arsizio per un importante impegno di lavoro, che aveva acquistato un biglietto aereo Roma Fiumicino – Milano Malpensa con decollo alle ore 9.25 ed all'ora di imbarco alle ore 9 e rientro da Malpensa lo stesso giorno alle ore 19.15, che si recava alla stazione di Roma Trastevere per prendere il treno per l'aeroporto, timbrava il biglietto alle ore 8.04 per prendere il treno delle 8.06, osservando il tabellone costatava che non era transitato neanche il treno precedente delle ore 7.51, intorno alle ore 8.20 veniva segnalato un ritardo di 35 minuti del treno delle 7.51 mentre non veniva dato nessun segnale sul treno seguente, che nonostante l'avviso non è arrivato nessun treno e si rilevava infruttuosa l'informazione richiesta al personale ferroviario presente in stazione, che il treno arrivava strapieno alle 8.47 con 20 minuti di ritardo ulteriore rispetto a quello precedentemente comunicato sul display, che il viaggio terminava all'aeroporto alle ore 9.22 troppo tardi per prendere l'aereo, che in conseguenza del ritardo veniva perso il prezzo pagato per il biglietto pari ad euro 153,96 ed inoltre subiva un danno per lucro cessante derivante dalla perdita del compenso pattuito per l'attività professionale da rendere a Busto Arsizio pari ad euro 750.Ha convenuto in giudizio Trenitalia spa davanti al Giudice di Pace di Roma per sentirla condannare al pagamento della somma di euro 1003,96 di cui euro 153,96 quale ristoro delle spese documentate per il biglietto, euro 750 per il mancato guadagno ed euro 100 per i danni non patrimoniali relativi alla preoccupazione di non poter raggiungere in tempo il luogo di lavoro oltre al disagio di dover viaggiare in piedi in uno spazio ridotto, con vittoria di spese del giudizio.Si è costituita Trenitalia S.p.a. affermando che nulla è dovuto in quanto l'articolo 1680 del codice civile viene derogato dalla legge speciale in materia di trasporto ferroviario n.911 del 1935 che tale legge ha sottratto le Ferrovie dello Stato e Trenitalia alla responsabilità di diritto comune, che sia nel sito Internet che nelle affissioni sono pubblicate le condizioni generali di trasporto con espresso richiamo alla norma regolatrice del settore, che in ogni caso tali norme non possono ritenersi vessatorie in quanto riproducono disposizioni di legge.In via istruttoria sono stati acquisiti i documenti prodotti dalle parti ed espletate prove testi.Conclusioni come in atti.
La domanda dell'istante deve essere parzialmente accolta per quanto di seguito precisato. Si ritiene in primo luogo di non poter accogliere la richiesta di danni per il disagio di dovere viaggiare in vagone superaffollato e sporco sia in quanto trattasi di danno non patrimoniale non rientrante nella ipotesi dell'art. 2059 c.c., sia in quanto la convenuta ha provato la non imputabilità di dette circostanze.Per quanto riguarda la richiesta di danni patrimoniali, pari al costo del biglietto non utilizzato ed al compenso per la prestazione professionale alla quale era legata l'effettuazione del viaggio, il giudicante ritiene accoglibile la domanda dell'attore non tanto per la circostanza che il treno ha subito un ritardo ed in quanto tale non ha consentito al viaggiatore di recarsi puntualmente all'aeroporto, quanto al fatto che il viaggiatore non sia stato avvertito della esistenza dei ritardi dei due treni e della loro consistenza e non abbia pertanto potuto utilizzare altro mezzo, quale il taxi per raggiungere tempestivamente l'aeroporto. La circostanza della mancata informazione è stata provata dall'attore e non contestata in alcun modo dalla convenuta. Riguardo a tale inadempienza non può sovvenire la deroga alla legge ordinaria della legge speciale del 4 aprile 1935 n.911, in quanto questa si riferisce alle conseguenze del ritardo e non alla inesistenza di informativa.Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano in € 1.132,23 di cui € 682 per onorari ed € 400 per diritti, oltre spese generali del 12,50%, IVA e CAP.
Il Giudice di pace pronunciando definitivamente nella causa n.12467/2010 del RG, avendo disatteso ogni contraria istanza od eccezione accoglie la domanda dell'attore e condanna Trenitalia spa nella persona del legale rappresentante a pagare a Mannino Andrea la somma di €903,96.Condanna altresì la convenuta a pagare le spese del giudizio che si liquidano, come da motiva, nella misura di €1.132.23 oltre spese generali del 12,50%, IVA e CAP.Depositato in cancelleriaRoma 5/06/13"
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Iscrizione illegittima,
Per di più tali dati, a quanto pare, vengono raccolti dalle compagnie assicurative attraverso terzi soggetti (avvocati, ispettorati sinistri, agenzia di assicurazione e direttamente i danneggiati) e in assenza totale degli adempimenti generali e obbligatori sopra indicati e previsti dal Codice Privacy.Pare opportuno sottolineare, pertanto, che il punto da cui partire è salvaguardare il diritto all’autodeterminazione informativa dei cittadini (interessati al trattamento) in base al quale ciascuno è libero di determinare l’ambito di comunicazione dei dati che lo riguardano.
Assicurazione r.c.a.,
TUTELA DELL'INCOLUMITA' PUBBLICA DALL'AGGRESSIONE DI CANI - ORDINANZA
ROMA - Un nuovo Codice della strada, più attento ai ciclisti, sarà forse già presto entro l'inizio del prossimo anno. Ad annunciarlo è il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Erasmo D'Angelis, a margine di una conferenza stampa sull'utilizzo della bicicletta."I mondiali di ciclismo saranno un'occasione per parlare di ciò che stiamo realizzando a favore della mobilità sostenibile", ha detto in merito alla manifestazione in programma dal 22 al 29 settembre in Toscana e a cui il ministero dei Trasporti parteciperà con info point dedicati alla sicurezza stradale. "In Parlamento siamo all'inizio del dibattito sulla riforma del Codice della strada,che andrà nel senso della tutela degli utenti deboli,ciclisti e pedoni. Speriamo di aver pronto già all'inizio del prossimo anno", ha annunciato il sottosegretario."Ogni anno abbiamo 4000 morti per incidenti su strada, tra cui 280 ciclisti. Questo il momento di lanciare politiche di sostegno per chi va in bici" ha aggiunto. A essere rivista, sostiene, deve essere tutta la normativa sulle piste ciclabili, di qui l'intenzione di creare un tavolo di lavoro cui siederanno Anci, ministero e associazioni "per intervenire quanto prima". Quindi la promessa: "metteremo gli italiani nelle condizioni di usare la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, è questo il vero cambiamento culturale".
Il Decreto Legislativo 286 del 1998 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione all'art. 9 c. 2 sancisce: "Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato ed è rilasciato entro novanta
giorni dalla richiesta. ".
Riceviamo e pubblichiamo: 2 Settembre 2013.- Non si ferma l'attività del nostro sindacato, nonostante la stagione delle ferie e la delicatezza della fase economica, che sta attraversando il nostro Paese con evidenti ricadute a carico dei lavoratori, continua il nostro impegno a tutela della Categoria.
Da diverso tempo e fino all'8 ottobre p.v., è possibile partecipare on line (sito: http://www.partecipa.gov.it/index.html) alla consultazione pubblica sulle riforme costituzionali promossa dal Ministro per le Riforme Costituzionali. Si tratta di un importante strumento di democrazia partecipativa che viene ormai utilizzato in tutto il mondo, oltre che di un'occasione importante con l’obiettivo di favorire una grande partecipazione popolare attraverso la possibilità offerta dalle nuove tecnologie.
Finora sono stati più di 50.000 i questionari compilati da un'equa rappresentanza di cittadini, dati calcolati per età, titolo di studio e tipo di lavoro svolto distribuiti su tutto il territorio nazionale. Segno positivo che ci fa capire come molte persone siano consapevoli dell'importanza di approfittare di questo genere di strumenti per dare attivamente il proprio contributo alla modifica della legge fondamentale dello Stato italiano.
L’IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze r.c. auto, anche aventi durata temporanea (5 giorni), tramite il seguente sito internet: www.playitalia.it
che non consente l’identificazione dell’intermediario né l’accertamento della relativa iscrizione nel Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi. L’Istituto richiama l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che i siti web degli intermediari che esercitano l’attività di intermediazione tramite internet devono sempre indicare: a) i dati identificativi dell’intermediario; b) l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica; c) il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS. Per gli intermediari del SEE abilitatati ad operare in Italia il sito web deve riportare, oltre ai dati identificativi ed ai recapiti sopra indicati, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria nonché la dichiarazione del possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine. I siti web che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte. L’IVASS raccomanda sempre di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea, verificando, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito www.ivass.it: − degli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la r. c. auto); − dell’elenco degli avvisi relativi a “Casi di contraffazione o società non autorizzate; siti internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione” − del Registro unico degli intermediari assicurativi e dell’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea. I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30 oppure, negli altri orari, al n. 06/421331. Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato nell’interesse degli utenti.
E’ ingannevole lo spot che presenta il chewing gum come un prodotto che può sostituire lo spazzolino, come è stato detto migliaia di volte nella pubblicità di Daygum Protex, Daygum XP, Vivident Xylit e Mentos Pure White. Lo ha sentenziato l'Antitrust, l'autorità italiana garante della concorrenza e del mercato, nell'ultimo Bollettino ed ora la Perfetti dovrà pagare 180.000 euro di multa. È questo in sintesi il significato della sentenza dell’Antitrust che accusa la società Perfetti Van Melle di avere ingannato per quasi due anni (dal gennaio 2011 al novembre 2012) milioni di consumatori con messaggi scorretti. La società, che ha un fatturato di 500 milioni di euro, deve pagare una multa di 180 mila euro (150.000 euro alla Perfetti Van Melle Italia e una di 30.000 euro alla Perfetti Van Melle Spa). L’importo risulta particolarmente elevato per via delle massicce campagne portate avanti in 20 mesi e e del variegato numero di prodotti coinvolti. L’Antirust per realizzare la sentenza ha preso come riferimento scientifico i pareri espressi dall’Efsa ( Agenzia per la sicurezza alimentare europea) su questo argomento. Secondo l’Efsa è vero che masticare gomme senza zucchero riduce la placca, ma l’effetto si ottiene dopo 20 minuti assumendo chewing gum tre volte al giorno dopo i pasti. Anche l’effetto benefico dello xilitolo (contenuto nelle gomme della Perfetti ) contro la placca è riconosciuto dall’Efsa, ma nessuno ha mai avvallato la tesi secondo cui il chewing gum senza zucchero con xilitolo svolge questa funzione. Anzi l’Efsa fa ha respinto la richiesta portata avanti da alcune aziende di proporre questi messaggi publicitari.
In particolare l'Antitrust osserva che la campagna promozionale delle gomme da masticare in questione, "incentrata sui benefici salutistici derivanti dal consumo dei prodotti, specificamente per l'igiene orale e dentale, attraverso l'accostamento allo spazzolino, agli strumenti medici, ai vanti relativi agli effetti antitartaro, anticarie e antiplacca, ancora agli effetti di rinforzo e protettivi dei denti risultano ingannevoli verso i consumatori", Per.Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” la decisione dell’Antitrust è importante in quanto le massicce campagne pubblicitarie di Perfetti hanno convinto milioni di persone che il chewing gum può sostituire lo spazzolino e svolge un effetto anti tartato anti carie e anti placca. Ora vi è l’obbligo dei mass media di informare i cittadini. che non è vero in quanto agli alimenti reclamizzati "non possono essere attribuite le caratteristiche salutistiche via via vantate pregiudicando una consapevole ed avveduta scelta commerciale dei consumatori