Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_societario/2437
Timestamp: 2019-11-19 11:14:35+00:00
Document Index: 98090145

Matched Legal Cases: ['art. 2437', 'art. 2285', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2437', 'art. 2346', 'art. 2349', 'art. 2350', 'art. 150']

I. Hanno diritto di recedere, per tutte o parte delle loro azioni, i soci che non hanno concorso alle deliberazioni riguardanti:
II. Salvo che lo statuto disponga diversamente, hanno diritto di recedere i soci che non hanno concorso all'approvazione delle deliberazioni riguardanti:
III. Se la società è costituita a tempo indeterminato e le azioni non sono quotate in un mercato regolamentato il socio può recedere con il preavviso di almeno centottanta giorni; lo statuto può prevedere un termine maggiore, non superiore ad un anno.
IV. Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio può prevedere ulteriori cause di recesso.
V. Restano salve le disposizioni dettate in tema di recesso per le società soggette ad attività di direzione e coordinamento.
VI. È nullo ogni patto volto ad escludere o rendere più gravoso l'esercizio del diritto di recesso nelle ipotesi previste dal primo comma del presente articolo.
Società di capitali - Diritti di partecipazione - Diritti patrimoniali - Modifica di clausola statutaria attinente alla distribuzione dell’utile - Diritto di recesso.
In tema di recesso dalla società di capitali, l’espressione "diritti di partecipazione" di cui all’art. 2437 c.c., lett. g), per quanto nell’ambito di una interpretazione restrittiva della norma tesa a non incrementare a dismisura le cause legittimanti l’exit, comprende in ogni caso i diritti patrimoniali implicati dal diritto di partecipazione, e tra questi quello afferente la percentuale dell’utile distribuibile in base allo statuto; ne consegue che la modifica di una clausola statutaria direttamente attinente alla distribuzione dell’utile, che influenzi in negativo i diritti patrimoniali dei soci prevedendo l’abbattimento della percentuale ammissibile di distribuzione dell’utile di esercizio in considerazione dell’aumento della percentuale da destinare a riserva, giustifica il diritto di recesso dei soci di minoranza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Maggio 2019, n. 13845. Segue...
Il principio per cui in presenza di giusta causa il socio può recedere dalla società, fissato dall’art. 2285, comma 2°, c.c., vale anche per la dimensione parasociale; di conseguenza, in presenza di giusta causa – ovvero, per le società per azioni, nell’ipotesi tipiche in cui tale nozione di giusta causa si declina, individuate dall’art. 2437 c.c. – il socio può recedere dal patto parasociale. (Benedetta Bonfanti) (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2018. Segue...
Società di capitali - Società per azioni - Durata eccessiva - Durata indeterminata - Equiparabilità - Recesso - Ammissibilità.
La previsione di una durata largamente superiore alle aspettative di vita di un socio è equiparabile ad una durata indeterminata per la quale è normativamente ammesso il recesso ad nutum. (Francesca Maggioni) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 28 Settembre 2017. Segue...
Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Limite legale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Recesso del socio dissenziente - Rimborso delle azioni - Società di capitali - Delibera che ha mutato il "quorum" per le assemblee straordinarie - Facoltà di recesso del socio ex art. 2437 lett. g) del c.c. - Esclusione - Fondamento.
In tema di recesso dalle società di capitali, la delibera assembleare che muti il "quorum" per le assemblee straordinarie, riconducendolo a previsione legale, non giustifica il diritto del socio al recesso ex art. 2437, lett. g ), c.c., perché l’interesse della società alla conservazione del capitale sociale prevale sull’eventuale pregiudizio di fatto subito dal socio, che non vede inciso, né direttamente né indirettamente, il suo diritto di partecipazione agli utili ed il suo diritto di voto a causa del mutamento del "quorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 2017, n. 13875. Segue...
Società di capitali – Modificazioni dell'oggetto sociale – Recesso del socio – Presupposti.
Il cambiamento rilevante dell’oggetto sociale che comporti una modificazione radicale dell'attività tale da rendere l'oggetto dell'impresa effettivamente diverso da quello precedente e tale da giustificare il recesso del socio è quello in cui la mutatio si traduca una attività sensibilmente difforme da quella precedentemente esercitata poiché solo tali cambiamenti sono idonei a modificare l'alea connessa all'esercizio dell'impresa e la convenienza dell'investimento. Pertanto, mentre non vengono in rilievo mutamenti solo lessicali o formali dell'oggetto sociale indicato nello statuto, integrano la fattispecie in esame anche l'ampliamento o la restrizione dell'oggetto sociale ove possano determinare un cambiamento significativo dell'attività della società.
La limitazione del diritto di recesso a modificazioni dell'oggetto sociale che siano significative con la conseguente preclusione per quelle modificazioni che consistano soltanto in meri aggiustamenti formali si spiega in quanto l'attribuzione del diritto di recesso realizza un difficile equilibrio tra le esigenze del socio di minoranza a non vedere completamente stravolte le condizioni di rischio assunte con la propria partecipazione nella società, le esigenze della società e della maggioranza e le esigenze esterne, dei creditori e del sistema in generale che fanno affidamento sulla stabilità di un determinato capitate sociale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Luglio 2016. Segue...
Società per azioni - Recesso del socio di minoranza - Presupposti - Modificazioni statutarie incidenti sui diritti di partecipazione amministrativa - Diritto di presentazione della lista per la nomina dell'organo amministrativo.
Nel contesto normativo tracciato dalla riforma del 2003, nelle società per azioni, il recesso del socio di minoranza dissenziente rispetto a vicende sociali significative va considerato non più come un rimedio di ultima istanza a tutela della posizione del socio di minoranza, ma un' ipotesi di disinvestimento alternativa alla cessione delle azioni sul mercato alla quale è possibile ricorrere a fronte di un ampio numero di presupposti e che prevede criteri di liquidazione delle azioni non più penalizzanti (come nel regime previgente, che comportava invece il riferimento normativo al patrimonio sociale “contabile”, non evidenziante plusvalenze e redditualità) ma in qualche modo “concorrenziali” rispetto alle possibilità di vendere le azioni sul mercato, correlativamente essendo poi disegnato un procedimento di liquidazione “a scalare” volto a limitare l’impatto del recesso sulla consistenza patrimoniale della società e, quindi, sulle ragioni dei creditori sociali (offerta delle azioni del socio receduto in opzione agli altri soci; collocamento delle azioni preso terzi; acquisto di azioni proprie da parte della società; da ultimo, per il caso di infruttuosità delle ipotesi precedenti, riduzione del capitale sociale).
L'art. 2437 c.c., nel riferirsi ai "diritti di partecipazione" in endiadi con i "diritti di voto", non esclude dal novero dei diritti di partecipazione i diritti di partecipazione "amministrativi" per includervi solo quelli di partecipazione "patrimoniali", ma utilizza un ampio nomen juris, che non trova riscontro in altre sedi del codice, così legittimando l'inclusione nella formula normativa di entrambe le categorie sia dei "diritti patrimoniali" sia dei "diritti amministrativi", le quali, in altri articoli dello stesso capo del codice, sono individuate congiuntamente (art. 2346 comma 6, art. 2349 comma 2) ovvero separatamente (art. 2350 comma 2).
Pertanto, le modificazioni statutarie concernenti i diritti di partecipazione dei soci vanno individuate non solo nelle modificazioni statutarie incidenti sui diritti di partecipazione patrimoniale ma anche in quelle incidenti sui diritti di partecipazione amministrativa, diritti tra i quali va senz'altro ricompreso il diritto del socio di presentazione di lista per la nomina dell'organo amministrativo, tale presentazione risolvendosi non già in una mera modalità di regolamentazione della procedura di voto rilevante solo sul piano organizzativo, ma nella facoltà, riconosciuta statutariamente ad ogni socio, di concorrere alla nomina dell'organo gestorio secondo uno schema estraneo alla regola di maggioranza e, dunque, di "partecipare" più incisivamente rispetto alla regola di base ad una delle scelte organizzative vitali per l'ente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Luglio 2015. Segue...
Banche popolari e di credito cooperativo – Azioni – Rimborso – Cause di Recesso volontarie – Modifiche statutarie obbligatorie – Nullità – Indennizzo
Banche popolari e di credito cooperativo – Azioni – Cause di recesso – Eliminazione Clausola – Modificazione Clausola – Nullità
Banche popolari e di credito cooperativo – Norme Tub – Applicazione norme – Esclusione espressa.
L’interpretazione secondo cui la norma di cui al 2437 c.c. non si applicherebbe alle modifiche statutarie per così dire “necessitate”, ovverosia imposte dal rispetto delle previsioni dell’autorità di vigilanza, finirebbe per comportare una parziale abrogazione del dettato normativo, non giustificata da alcun argomento di diritto positivo. (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)
In particolare la lettera e) si applica a tutte le cause di recesso, non distinguendo la norma tra cause di recesso eliminate dall’assemblea per sua libera scelta, quale espressione dell’indirizzo della maggioranza, e cause di recesso eliminate per così dire “doverosamente”, in ossequio ai dettami dell’autorità di vigilanza. Ciò che rileva, infatti, è l’eliminazione oggettiva di una causa di recesso. (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata)
Laddove il Legislatore ha voluto escludere l’applicazione di una disposizione del codice civile alle banche di credito cooperativo lo ha fatto espressamente attraverso l’art. 150 - bis del Testo Unico Bancario. (Giuseppe Razzino) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 24 Settembre 2014. Segue...
Oggetto sociale – Modificazione – Introduzione della possibilità di acquisto vendita e gestione per conto proprio di titoli azionari obbligazionari e quote sociali – Mutamento del rischio – Sussistenza – Diritto di recesso del socio..
La modificazione dell'oggetto sociale che introduca la possibilità di acquisto, vendita e gestione per conto proprio di titoli azionari ed obbligazionari, di quote sociali, di parti di fondi comuni di investimento in luogo della semplice partecipazione della società in altre società o enti, costituisce un mutamento significativo ai sensi dell'articolo 2437, lettera a), c.c., tale da legittimare il recesso del socio, in quanto introduce una indubbia variazione del rischio per gli azionisti e delle aspettative di redditività della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 13 Febbraio 2013. Segue...
Statuto sociale – Modificazione – Introduzione di clausola che limiti il libero trasferimento delle azioni cadute in successione all'esercizio del diritto di riscatto – Diritto di recesso del socio – Sussistenza..
È idonea a fondare il recesso del socio ai sensi dell'articolo 2437, comma 2, lettera b), c.c. l'introduzione nello statuto di una clausola che subordini il libero e definitivo trasferimento delle azioni cadute in successione alla condizione risolutiva che il diritto di riscatto non venga esercitato entro un determinato termine. Infatti, la circostanza che gli eredi del socio siano esposti al possibile riscatto delle azioni cadute in successione, senza poter immediatamente recedere dalla società, incide sull'interesse al pronto disinvestimento tutelato dalla citata norma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 13 Febbraio 2013. Segue...