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Case Ecologiche - Forum Programma per la Riforma Monetaria Italiana
Messaggioda sandropascucci » 15 ott 2010, 10:02
http://www.naturaldomus.it/news.html
Re: Case Ecologiche
Messaggioda Christian Tambasco » 15 ott 2010, 12:33
Case Ecologiche di Paglia (parte 1/3)
Case Ecologiche di Paglia (parte 2/3)
Case Ecologiche di Paglia (parte 3/3)
nel secondo video, parlando della bonifica di un asilo dall'amianto, i responsabili dicono una cosa molto importante, ovvero che le loro scelte circa il prendere una direzione bio o meno dipendevano dai costi...ho detto tutto
Messaggioda mr.spyder » 15 ott 2010, 14:14
http://www.google.it/images?hl=it&q=she ... 24&bih=611
Ivano a che punto siamo???
Messaggioda mr.spyder » 16 ott 2010, 11:15
http://www.youtube.com/watch?v=o_CWAHHicLI
sempre sulla casa di paglia...
http://video.google.it/videoplay?docid= ... 252&hl=it#
http://www.laboa.org/
Messaggioda mr.spyder » 16 ott 2010, 11:23
tralascio il fatto che è una multinazionale...
..ma l'idea mi piace molto,molto...
http://www.youtube.com/watch?v=68RJfGjH ... re=related
http://www.youtube.com/watch?v=BPZFXIBoqrg
Messaggioda mr.spyder » 16 ott 2010, 13:45
perché no??...
http://www.youtube.com/watch?v=Hl0PLWjk-DQ&feature=fvw
quando avremo portato a termine la causa...
...o un'alternativa valida durante la lotta...
Messaggioda francescalazzaro » 16 ott 2010, 18:55
solo...WOW!...
Messaggioda sandropascucci » 18 apr 2016, 9:00
IO VIVO IN UNA MONGOLFIERA! SI' MA SE STAI FERMO DUE NOTTI SULLO STESSO POSTO TE LA BUCO..
> Casa-roulotte: sì all'ordinanza di demolizione se non si prova l'esigenza temporanea
TAR, Veneto-Venezia, sez. II, sentenza 21/01/2016
Di Giorgio Casiraghi Pubblicato il 15/04/2016
La Sezione Seconda del T.A.R. per il Veneto, con la sentenza n. 57 depositata il 21/01/2016, conferma l’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale qualunque tipo di manufatto, in mancanza del raggiungimento della prova atta a dimostrare che il loro utilizzo è solo temporaneo, deve essere dotato di titolo edilizio autorizzatorio, a prescindere dalle sue intrinseche caratteristiche e quindi, se non se ne rinviene la presenza, l’adozione dei provvedimenti repressivi da parte della P.A. competente è da considerarsi legittima.
Nella fattispecie decisa dal Tribunale veneto un soggetto proponeva ricorso avverso un’ordinanza mediante la quale erano state ingiunte la demolizione e la rimessione in pristino dei luoghi; il provvedimento era stato emesso da un comune a seguito di due sopralluoghi effettuati nel terreno di proprietà del privato stesso, al quale era stata rimproverata la presenza di quattro roulottes ed un autocarro, adibiti ad abitazione della propria famiglia ivi sistematasi, senza che sussistesse alcuna autorizzazione all’uopo rilasciata da parte della P.A..
Il privato aveva fatto presente che quei beni, tra l’altro dotati di impianti idraulici ed elettrici, rappresentassero le uniche possibilità alloggiative della famiglia, priva di alternative sul punto. L’ente locale, ritenuta la non condivisibilità di una simile giustificazione, emanava l’atto poi gravato sostenendo l’impossibilità di far rientrare quei mezzi nel novero delle opere precarie che, secondo l’art. 3, comma 1, lett. e.5 del D.P.R. 380/2001 (c.d. “Testo Unico dell’Edilizia”), consentono la loro posa senza autorizzazione; tale evenienza è infatti prevista solo qualora i beni siano “diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”, cosa evidentemente non accaduta in quel caso.
Per una migliore comprensione della fattispecie è opportuno riportare il dato normativo di riferimento ossia l’art. 3 del Testo Unico dell’Edilizia, rubricato “Definizione degli interventi edilizi”, il quale prescrive, per quanto di interesse ai fini dell’esame della sentenza in commento, che si intendono “interventi di nuova costruzione: … e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore”; trattasi di interventi che, come detto, devono essere effettuati solo in presenza di specifico titolo autorizzatorio.
Orbene, poiché l’eccezione alla regola è subordinata alla verifica della sussistenza dell’effettiva temporaneità di quelle necessità cui si sostiene siano preordinati i beni, il T.A.R. Veneto, appurata la non sussimibilità in tale categoria degli automezzi oggetto dell’ordinanza impugnata, ha respinto il ricorso, atteso l’incontestato (tanto più che sono stati gli stessi occupanti a dichiararne di averne fatta propria abitazione) utilizzo permanente dei medesimi.
In giurisprudenza, peraltro, si rinvengono numerosi precedenti giunti ad analoghe conclusioni, essendosi stratificato il principio secondo cui il requisito dirimente per appurare la precarietà o meno del manufatto non risiede nell’esame del bene in sé considerato bensì nel concreto uso che ne viene fatto, di talchè per evitare la necessità di dotarsi di un valido titolo edilizio non è sufficiente affermare né che il mezzo è ad esempio dotato di ruote, e quindi facilmente rimovibile, né tantomeno che l’impiego del bene sia solo astrattamente qualificabile come temporaneo: “La ‘precarietà’ dell’opera, che esonera dall'obbligo del possesso del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera e.5, D.P.R. n. 380 del 2001, postula infatti un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze (non eccezionali e contingenti, ma) permanenti nel tempo. Non possono, infatti, essere considerati manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati a un'utilizzazione perdurante nel tempo, di talché l'alterazione del territorio non può essere considerata temporanea, precaria o irrilevante (in tal senso: Cons. Stato, VI, 3 giugno 2014, n. 2842)” (Cons. di Stato, Sez. VI, sent. n. 4116 del 04/09/2015); “la precarietà di un manufatto, la cui realizzazione non necessita di permesso di costruire, non dipende dai materiali utilizzati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensí dall'uso cui è destinato; pertanto, essa va esclusa quando trattasi di struttura destinata a dare un'utilità prolungata nel tempo (Cons. Stato, sez. V, 6 maggio 1991, n. 732) anche l'installazione di manufatti leggeri, quali prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, cose mobili, imbarcazioni, che siano utilizzate come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee” (T.A.R. Napoli, Sez. IV, sent. n. 5236 del 09/11/2015); “Ciò che appare rilevante ai fini di ravvisare l’abuso edilizio … è l’accertamento della destinazione della struttura alla soddisfazione di esigenze di carattere durevole e prolungato, ex art. 3, comma 1, lett. e.5 d.P.R. n. 380/2001, che richiede il permesso di costruire solo per “l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”” (T.A.R. Brescia, Sez. I, sent. n. 1398 del 27/10/2015).
Con particolare riferimento alle roulottes, si veda quanto segue: “ciò che rileva ai fini della qualificazione della roulotte come costruzione è la destinazione impressale (cfr., fra le tante, Cons. St., sez. V, 27 aprile 2012 n. 2450): qualora come nel caso in esame – circostanza non affatto contestata dai ricorrenti con riguardo agli allacci abusivi alle utenze di luce, gas e acqua – funga da abitazione, occorre conseguire il permesso di costruire per essere installata e mantenuta nell’area di sedime” (T.A.R. Liguria, Sez. I, sent. n. 281 del 18/02/2014).
Conclusivamente si può affermare che, per poter sfuggire alla necessità che la loro erezione, posa o, come nella controversia decisa dalla sentenza oggetto del presente commento, parcheggio siano dotati di apposito titolo abilitativo, occorre che si vada ad appurare in concreto se le esigenze da soddisfare con quel manufatto siano effettivamente dotate del carattere della temporaneità; valutazione che è del tutto indipendente dall’analisi dei connotati materiali del bene in questione, ben potendosi verificare che mezzi agevolmente spostabili (come per l’appunto roulottes ed autocarri) siano, contrariamente alle apparenze, in realtà adoperati per la soddisfazione di bisogni non contingenti.