Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/lp-1987-14/legge_provinciale_17_luglio_1987_n_14.aspx?view=1
Timestamp: 2018-09-23 14:32:54+00:00
Document Index: 156706612

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 17', 'art. 20', 'art. 4', 'art. 36', 'art. 5', 'art. 4', 'art. 26', 'art. 19', 'art. 11', 'art. 26', 'art. 25', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 26', 'art. 38', 'art. 26']

(2) Con decreto dell'assessore competente per materia, e, previo parere dell'Osservatorio faunistico provinciale e previo parere dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (ISPRA), nel rispetto dei livelli di protezione risultanti dalle convenzioni internazionali o dalle norme comunitarie introdotte nell'ordinamento statale sulla conservazione della fauna selvatica, allo scopo di evitare che l'aumento eccessivo di determinate specie pregiudichi in modo notevole l'equilibrio ecologico o l'agricoltura, la selvicoltura, la pescicoltura, la consistenza della fauna selvatica o la sicurezza pubblica, o per motivi di sanità possono essere autorizzati piani di abbattimento di specie non contenute nel comma 1. 17)
(3) Nel territorio della provincia l'esercizio della caccia è consentito da un'ora prima del sorgere del sole fino ad un'ora dopo il suo tramonto.18)
(3/bis) La caccia è consentita solo per tre giorni alla settimana. Ciascuna giornata di caccia deve essere precedentemente barrata sul permesso di caccia o sul calendario di controllo messo a disposizione dal gestore della riserva. Le prescrizioni contenute nel presente comma non trovano applicazione per la caccia agli ungulati.19)
oa) la tipologia e le finalità di deroga; 20)
g) gli organi di sorveglianza e le persone incaricate dell'intervento. 21)22)
(5/bis) In tutti i casi di applicazione della deroga prevista dall'articolo 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conervazione degli uccelli selvatici , deve essere garantito che il totale dei prelievi venatori autorizzati, per ciascuna specie protetta, non superi il tetto di piccole quantità, fissato in base a rigorosi dati scientifici per la rispettiva specie per tutto il territorio nazionale.23)
(5/ter) L'Osservatorio faunistico provinciale garantisce, mediante adeguati controlli, che i provvedimenti di prelievi in deroga vengano applicati correttamente. A tal fine si avvale del Corpo forestale provinciale e degli agenti venatori.23)
(6) Le deroghe di cui al comma 5 non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione.24) 25)
L'art. 4, comma 1/ter, è stato inserito dall'art. 17, comma 1, della L.P. 6 luglio 2017, n. 8, e successivamente abrogato dall'art. 20, comma 1, lettera b), della L.P. 20 dicembre 2017, n. 22.
L'art. 4, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 36, comma 1, della L.P. 23 dicembre 2015, n. 18.
Art. 5 (Comprensori di gestione e di tutela della fauna selvatica)26)
zone facenti parte della rete ecologica europea. 27)
(1/bis) Salvo quanto previsto dall’articolo 11, l’esercizio della caccia nelle riserve di caccia di diritto e nelle riserve private di caccia è consentito solamente al titolare di un permesso di caccia per il relativo comprensorio. Per la caccia alle specie sottoposte alla pianificazione degli abbattimenti ai sensi dell’articolo 27 è inoltre necessaria un’autorizzazione speciale indicante per gli ungulati il genere e l’età nonché ulteriori presupposti della relativa specie. 28)
(1/ter) In caso di permesso rilasciato ai sensi dell’articolo 29, comma 2, e relativo incarico ai guardiacaccia e agli appartenenti al Corpo forestale provinciale con licenza di porto di fucile ad uso caccia valido nonché per gli interventi sulla fauna selvatica disposti secondo l’articolo 31, comma 4, i relativi provvedimenti sostituiscono il permesso di caccia e l’autorizzazione speciale. Qualora superfici di proprietà dell’Azienda provinciale Foreste e Demanio vengano date in concessione ai sensi dell’articolo 4, comma 6, della legge provinciale 17 ottobre 1981, n. 28, e successive modifiche, a riserve di caccia confinanti, i relativi permessi di caccia e le autorizzazioni speciali hanno efficacia anche sul territorio dato in concessione. 29)
(5) Il divieto di caccia di cui al comma 3 è reso noto mediante l'apposizione di tabelle a cura del proprietario o conduttore del fondo, le quali delimitino in maniera chiara e visibile il perimetro dell'area interessata. In tali aree l'esercizio dell'attività venatoria è vietato a chiunque, compreso il proprietario o il conduttore, e non sono risarciti eventuali danni causati dalla fauna selvatica.30)
L'art. 5, comma 1/bis è stato inserito dall'art. 4, comma 3, della L.P. 12 ottobre 2007, n. 10, e successivamente così sostituito dall'art. 26, comma 1, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
(1) Al fine di garantire una più razionale gestione tecnico-amministrativa delle riserve di diritto ed una migliore disciplina dell'esercizio venatorio, il Presidente della giunta provinciale può con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta provinciale, e sentito l'Osservatorio faunistico, apportare modifiche al numero ed all'estensione delle riserve di diritto contenute nell'allegato alla presente legge e ciò allo scopo di operare rettifiche di confine o di superficie, di suddividere singole riserve di diritto ricavandone due o più di minori dimensioni e di riunire due o più riserve di diritto.31)
(7) Ove il rinnovo della concessione di una riserva privata di caccia venga richiesto da più proprietari di terreni, deve essere nominato un rettore, quale unico responsabile verso l'autorità. Possono nominare un rettore anche quei titolari di concessioni che non intendono nè gestire di persona la riserva privata di caccia nè darla in subconcessione. La nomina del rettore deve essere comunicata entro 30 giorni per iscritto all'ufficio provinciale competente in materia di caccia.32)
(1) Nelle oasi di protezione l’esercizio della caccia è vietato. Nei biotopi protetti con un’estensione superiore a dieci ettari oppure nei biotopi protetti direttamente confinanti con la bandita del Parco Nazionale dello Stelvio sono consentiti il controllo degli ungulati cacciabili entro i limiti del piano di abbattimento di cui all’articolo 27 nonché l’abbattimento della volpe.33) 34)
[(1/bis) L’assessore provinciale competente in materia di caccia, sentiti l’Osservatorio faunistico e la Ripartizione provinciale Natura e paesaggio, può consentire nelle oasi di protezione l’abbattimento di determinate specie di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, per motivi biologici e igienico-sanitari e per prevenire danni alle colture agricole-forestali ed al patrimonio ittico.] 35)
(2) Ai sensi della presente legge sono oasi di protezione i biotopi protetti in base alla legge provinciale 25 luglio 1970, n. 16, e successive modifiche. Lungo le rotte di migrazione dell’avifauna la Giunta provinciale istituisce oasi di protezione per contribuire al mantenimento ed alla cura, in base alle esigenze ecologiche, degli habitat dell’avifauna.33) 36)
(4) Qualora le zone facenti parte della rete ecologica europea ricadano all'interno di oasi di protezione o di bandite, si applicano le norme più restrittive fissate per tali aree protette o previste dai rispettivi strumenti di pianificazione.37)
(5) La fauna selvatica cacciabile abbattuta o catturata illegalmente appartiene al gestore del comprensorio a cui essa è stata sottratta. Chiunque rinvenga fauna selvatica morta, ammalata o ferita, deve darne comunicazione entro 24 ore al gestore del relativo comprensorio.38)
(5/bis) In caso di rinvenimento di uccelli non cacciabili ammalati o feriti, il gestore del relativo comprensorio provvede alla consegna degli stessi ad un centro di recupero dell'avifauna autoctona a tal fine autorizzato.39)
(5/ter) Sul destino dei mammiferi selvatici trovati ammalati o feriti dispone il gestore del relativo comprensorio. Per una loro eventuale detenzione, anche ai fini di cura e di riabilitazione, è tuttavia necessaria un'apposita autorizzazione ai sensi dell'articolo 19, con la quale può essere disposta la successiva reintroduzione della specie interessata nel suo ambiente naturale.40)
(5/quater) Le specie di fauna selvatica non cacciabili trovate morte devono essere denunciate all'ufficio provinciale competente in materia di caccia o al posto di custodia ittico-venatoria territorialmente competente o ancora al presidente distrettuale dell'associazione affidataria della gestione delle riserve di diritto, che rilasciano il certificato d'origine ai sensi dell'articolo 22, comma 3, fatta salva la richiesta dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia di consegna delle stesse per scopi didattici o di documentazione.41)
(5/quinquies) Gli eventuali trofei di ungulati abbattuti o catturati illegalmente, trovati morti o uccisi secondo le modalità di cui all'articolo 17, commi 2 e 2/bis, se ritenuti idonei per l'esame venatorio o per la preparazione degli aspiranti cacciatori e guardiacaccia, devono essere consegnati, su richiesta, all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. Se ritenuto opportuno, l'ufficio può cedere detti trofei nonché le carcasse delle specie non cacciabili richieste ai sensi del comma 5/quater o ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera d), all'Azienda provinciale foreste e demanio o all'associazione di cui all'articolo 23.42)
(6) La caccia può essere esercitata da chi abbia compiuto il diciottesimo anno di età e sia munito della relativa licenza di porto di fucile per uso di caccia, di polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi derivante dall'uso delle armi o degli arnesi utili all'attività venatoria, nonché di polizza assicurativa per infortuni correlati all'esercizio dell'attività venatoria, prescritte dalle norme statali.43)
(8) Durante il primo anno successivo al rilascio del primo permesso di caccia per una riserva di caccia di diritto, il cacciatore può esercitare la caccia solo se accompagnato da cacciatore munito da almeno tre anni di un permesso di caccia valido per la rispettiva riserva o da una persona in possesso dell'abilitazione di agente venatorio e competente per la relativa riserva. È esclusa da tale prescrizione la caccia alla fauna selvatica non soggetta al piano di abbattimento di cui all'articolo 27.44)
(9) Non sono considerati esercizio di caccia la ricerca autorizzata di fauna selvatica cacciabile ferita nonché l'uccisione ovvero l'abbattimento di fauna selvatica cacciabile da parte degli organi di sorveglianza di cui all'articolo 31 e da parte dei cacciatori, in stato di manifesta necessità.45)
(7) In deroga alle disposizioni di cui al comma 6, per la prova pratica di tiro la commissione è validamente costituita con la presenza del presidente o del suo sostituto e di un membro della commissione e può eventualmente comprendere le nozioni di cui al comma 8, lettera c).46)
(9) Le modalità dell'esame vanno fissate in modo dettagliato con decreto dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste.47)
(3) Nel tesserino di cui al comma 2 è indicata la forma di caccia prescelta.48)
(2) Può essere altresì consentito l'uso di trappole a cassetta per la cattura di predatori nel rispetto dei tempi e delle modalità eventualmente disposti dall'assessore provinciale competente in materia di caccia.49)
l'esercizio della caccia nelle zone comprese nel raggio di 100 metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e di 50 metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade car-rozzabili, eccettuate le strade poderali, interpoderali e forestali nonché le piste ciclabili. Detto divieto non si applica agli organi di vigilanza venatoria in possesso dell'abilitazione di agente venatorio in caso di abbattimento di specie cacciabili ai fini del controllo della fauna selvatica di cui all'articolo 29, comma 2, o degli abbattimenti di cui all'articolo 32, comma 8, nonché nell'esercizio dell'attività di prevenzione di eventuali incidenti con la fauna lungo vie di comunicazione pubblica. Per tali interventi, in deroga alle disposizioni di cui alla lettera g) e all'articolo 14, comma 1, la singola specie selvatica può essere abbattuta anche con munizione spezzata o con fucili di calibro e con tipi di munizione non consentiti per l'esercizio venatorio. Su richiesta motivata da parte dell'interessato, l'ufficio provinciale competente in materia di caccia può autorizzare i motulesi all'esercizio della caccia nelle zone di rispetto di cui alla presente lettera, specificando le relative località; 51)
distruggere intenzionalmente o raccogliere nidi e uova di uccelli selvatici. È, inoltre, proibito prendere e detenere piccoli di fauna selvatica, salvo che per sottrarli a sicura morte. In quest'ultimo caso trova applicazione quanto previsto dall'articolo 11, commi 5/bis e 5/ter. Ove non sia possibile una loro reimmissione in un comprensorio e nel caso in cui la fauna selvatica raccolta possa essere utilizzata a scopi didattici, questa, su richiesta, deve essere consegnata all'ufficio provinciale competente per la caccia; 52)
usare sorgenti luminose artificiali, specchi, dispositivi per illuminare i bersagli, dispositivi ottici equipaggiati di convertitore d'immagine o di amplificatore elettronico d'immagine per tiro notturno. Questo divieto non trova applicazione per interventi di censimento, monitoraggio e dissuasione della fauna selvatica da parte degli organi di vigilanza venatoria; 53)
l’esercizio della caccia agli ungulati con l'impiego del cane segugio, fatta eccezione, in caso di cervidi e del cinghiale, di battute di caccia organizzate dal gestore del relativo comprensorio o autorizzate ai sensi dell’articolo 29, comma 2, con l'impiego di idonei cani da cerca o segugi a zampa corta; 54)
l’esercizio della caccia con l’impiego del falco, di fucili a canna rigata semiautomatici o automatici, della balestra, dell’arco, di fionde, di armi ad aria o gas compressi nonché di fucile con canna ad anima liscia, a ripetizione o semiautomatico, che non sia limitato con apposito accorgimento tecnico all'utilizzazione di non più di due colpi;55)
l'esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica, fatte salve la cattura e l'uccisione di cui all'articolo 19, comma 6, nonché nei fondi chiusi da muro, da rete metallica o da altra effettiva chiusura di altezza non inferiore a metri 1,20 o ancora da corsi o specchi d'acqua perenni, il cui letto abbia profondità di almeno metri 1,50 e larghezza di almeno metri 3. Questo divieto non sussiste per i terreni ad uso agricolo e forestale recintati allo scopo di evitare danni provocati da fauna selvatica. I fondi chiusi esistenti o che si intendono istituire devono essere comunicati all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. I proprietari e gli affittuari dei fondi chiusi devono apporre a loro carico adeguate tabelle perimetrali; 56)
cacciare sparando da veicoli a motore o da natanti o da aeromobili. 57)
(3) L'assessore provinciale competente in materia di caccia, è autorizzato a permettere in determinati casi a persone nominativamente designate l'uso dei mezzi di cui alla lettera k), nonché, sentito l'Osservatorio faunistico, l'uccellagione e la raccolta di uova ad istituti o personale scientificamente qualificato ed ai soli scopi scientifici.58)
(1) A chi non è in possesso di alcun permesso di caccia è vietato adescare, utilizzando pastura, la fauna selvatica e toccare i piccoli nati, molestare ed inseguire la fauna selvatica. Salvo che per il monitoraggio disposto dagli organi venatori di cui al titolo VI, è vietato adescare mediante somministrazione di foraggio i grandi predatori. I titolari di un permesso di caccia devono comunicare entro 24 ore l’avvistamento e gli indici di presenza dell’orso e del lupo all’ufficio provinciale competente in materia di caccia. 59)
(2) Nel caso in cui venga abbattuta della fauna selvatica, lungo strade di uso pubblico, per caso fortuito o di forza maggiore, quale diretta conseguenza della circolazione dei veicoli, il conducente del veicolo investitore deve dare comunicazione del fatto entro 24 ore al gestore del comprensorio competente, all'agente venatorio o agli appartenenti al Corpo forestale provinciale 60); in tal caso la spoglia della fauna selvatica appartiene al conducente del veicolo investitore, mentre eventuali trofei di ungulati devono, se ritenuti idonei per scopi didattici, su richiesta essere consegnati all'ufficio provinciale competente in materia di caccia.
(2/bis) Qualora il conducente del veicolo di cui al comma 2 non si avvalga della facoltà ivi prevista ed in caso di fauna selvatica uccisa dal treno, la carcassa delle specie cacciabili e l'eventuale trofeo appartengono al gestore del comprensorio in cui la stessa viene trovata.61)
(1) L'assessore provinciale competente in materia di caccia, previo parere dell'Osservatorio faunistico, può accordare a scopo di studio, su motivata richiesta, al personale qualificato degli istituti e laboratori scientifici dei giardini zoologici e parchi naturali e dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia il permesso di catturare e utilizzare, dietro osservanza delle condizioni imposte, esemplari di determinate specie di mammiferi.62)
(3) La costruzione dei centri è subordinata all'autorizzazione dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia, sentito l’ispettorato forestale territorialmente competente. Considerando le specie di fauna selvatica e tenuto conto della grandezza e delle caratteristiche del recinto, l’ufficio determina specificatamente quale e quanta fauna selvatica possa contenere il singolo centro, sempreché questo non pregiudichi notevolmente l'esercizio venatorio nelle riserve circostanti. Se per la gestione del centro ai sensi del comma 2 si rendesse necessario il rafforzamento della recinzione, l'autorizzazione è rilasciata, previo parere non vincolante della Ripartizione provinciale Natura e paesaggio, dall'ufficio provinciale competente in materia di caccia, e questa sostituisce qualsiasi altra autorizzazione prevista dalla legge vigente in materia di tutela del paesaggio. La valutazione tiene conto degli obblighi di cui alla direttiva 43/92/CEE del Consiglio della Comunità europea del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche nonché alla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici.63)
(6) Ai sensi dell'articolo 15, comma 1, lettera q), è vietato l'esercizio della caccia nei centri di allevamento di fauna selvatica. Nei centri di maggiore estensione gli eventuali abbattimenti, che si rendessero necessari per motivi igienico-sanitari o socio-biologici, possono essere attuati solo in presenza di un organo di vigilanza venatoria ed esclusivamente dal titolare dell'autorizzazione di cui al comma 3, se munito della licenza di porto di fucile per uso di caccia e della copertura assicurativa prescritta dall'articolo 11, comma 6, o da un cacciatore a tal fine autorizzato dall'ufficio competente in materia di caccia.64)
(6/bis) Nei centri di allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare non sono considerate esercizio venatorio la cattura e l'uccisione della fauna, ivi detenuta, da parte del titolare dell'autorizzazione di cui al comma 3 o di un cacciatore a tal fine autorizzato dall'ufficio competente in materia di caccia.65)
(7) 66)
(8) Per la realizzazione e la gestione di centri di recupero degli uccelli e dei mammiferi autoctoni protetti da parte di persone a tal fine autorizzate ai sensi del comma 3 ed aventi particolare conoscenza in questo settore, la Giunta provinciale può concedere contributi fino al 90 per cento della spesa riconosciuta ammissibile a finanziamento. 67)
(9) L’autorizzazione di cui al comma 3 sostituisce la definizione del carico di erbivori nonché la fissazione del periodo di pascolo e l’autorizzazione all’esercizio del pascolo nel bosco ai sensi rispettivamente degli articoli 22 e 23, comma 1, della legge provinciale 21 ottobre 1996, n. 21, e successive modifiche.68)
(10) L’ufficio provinciale competente in materia di caccia può comunque autorizzare i titolari di un permesso di caccia per il comprensorio in cui si trova il centro, a prelevare gli ungulati selvatici cacciabili introdottisi in un centro di allevamento, stabilendo le modalità dell’intervento. 68)
L'art. 19, comma 8 è stato aggiunto dall'art. 11, comma 2, della L.P. 12 ottobre 2007, n. 10, e successivamente così sostituito dall'art. 26, comma 2, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
(2) I criteri e le modalità per il rilascio e l'eventuale revoca dell'autorizzazione di cui al comma 1, vengono definiti dalla Giunta provinciale, che fissa il termine entro il quale coloro che si trovano in possesso dei volatili di cui al comma 1 devono denunciarli all'ufficio provinciale competente in materia di caccia. La relativa deliberazione è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.69)
(3) Non è soggetta all'autorizzazione di cui al comma 1 la commercializzazione e la detenzione di volatili esotici di comune diffusione, facilmente riproducibili in cattività e stabiliti come tali dalla Giunta provinciale.70)
(1) Ai fini della presente legge, per giardino zoologico si intende qualsiasi complesso permanente nel quale vengono tenuti a scopo di esposizione, per almeno sette giorni all'anno, animali vivi di specie selvatiche autoctone, ivi comprese quelle di cui alla legge provinciale 9 giugno 1978, n. 28, e successive modifiche. Sono esclusi dalla presente disciplina i circhi, i negozi di animali da compagnia, i centri di recupero della fauna selvatica nonché le strutture che detengono specie di uccelli e mammiferi selvatici allevati per fini zootecnici e agroalimentari.71)
tenere registri aggiornati degli ospiti del giardino zoologico, per le singole specie.]71)
(3) La gestione di giardini zoologici è soggetta a licenza. La licenza contiene le condizioni volte a far osservare i requisiti di cui al comma 2. Per i fini di cui al comma 7, chi richiede una licenza, prima del suo rilascio deve prestare idonea garanzia sotto forma di una somma di denaro, di titoli di stato, di un libretto di deposito di risparmio o di una fideiussione bancaria vincolata a favore della Provincia autonoma di Bolzano, la cui entità viene stabilita con la licenza stessa.72)
(4) Prima di concedere, negare, prorogare o modificare sensibilmente la licenza, l'Osservatorio faunistico provinciale verifica il possesso dei requisiti prescritti.72)
(5) Se un giardino zoologico non è in possesso della licenza, è disposta la chiusura al pubblico.72)
(6) In caso di inosservanza delle condizioni della licenza, la licenza è revocata ed è disposta la chiusura al pubblico, in tutto o in parte, del giardino zoologico ovvero è modificata la licenza, previa contestazione delle irregolarità e fissazione di un termine massimo di due anni per adottare le misure necessarie a conformarsi alle prescrizioni della licenza stessa.72)
(11) Per i giardini zoologici muniti di regolare licenza non trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e successive modifiche.73)
(2) Senza apposita autorizzazione è vietato introdurre nel territorio della provincia fauna selvatica estranea alla fauna locale, salvo che si tratti di animali destinati a giardini zoologici, circhi equestri e mostre di animali o di specie tradizionalmente destinate all'allevamento o al commercio per fini ornamentali e amatoriali. L'autorizzazione viene rilasciata dall'Osservatorio faunistico, nel rispetto delle norme di polizia veterinaria e sanitaria.74)
(3) Fauna selvatica morta, anche non cacciabile, pellicce e trofei presi in consegna per essere conciati o allestiti devono essere muniti del certificato d'origine previsto all'articolo 20. Per le specie consegnate al Museo di Scienze Naturali della Provincia di Bolzano o all'ufficio provinciale competente in materia di caccia, la relativa annotazione sul registro di entrata sostituisce il certificato d'origine.75)
(5) Ogni impagliatore e conciatore, che prenda in consegna fauna selvatica, la cui provenienza non venga dichiarata o non possa essere documentata, deve immediatamente informare un agente venatorio o gli appartenenti al Corpo forestale provinciale60) e rifiutare il lavoro richiesto.2)
(4) La Giunta provinciale può concedere all'Associazione contributi fino al 70% delle spese per l'esercizio dei poteri conferitele. Su richiesta dell'interessato, il 50% del contributo concesso può essere erogato in forma di acconto non appena il relativo provvedimento è divenuto esecutivo.76)
(5) L'espletamento delle attribuzioni conferite all'Associazione ai sensi del comma 1 rappresenta un'attività di interesse pubblico. Gli organi centrali e periferici dell'Associazione sono obbligati ad esibire, su richiesta degli organi venatori di cui al titolo VI, tutti i documenti inerenti la gestione delle riserve di caccia di diritto e quelli relativi ai cacciatori titolari di un permesso di caccia.77)
(2) 78)
(4) Le prescrizioni derivanti o contenute nelle suddette direttive devono essere pubblicate nel periodico dell'associazione alla quale è affidata la gestione delle riserve di caccia di diritto ai sensi dell'articolo 23.79)
(5) I titolari di un permesso di caccia per una riserva di caccia di diritto e gli organi di amministrazione dell’Associazione di cui all’articolo 23 devono rispettare le direttive di cui al comma 1, divenute esecutive e pubblicate nella forma prescritta. 80)
(2) Hanno diritto al permesso annuale o d’ospite le persone in possesso dei requisiti di cui all’articolo 11, comma 6, e che sono residenti nel territorio della relativa riserva di diritto o sono proprietari di una minima unità colturale sita nella riserva di caccia, oppure di una superficie boschiva o alpestre di almeno 50 ettari. I criteri e modalità per la definizione di queste aree di proprietà, la durata minima della residenza richiesta per il permesso annuale o di ospite, nonché il rilascio e la revoca dei permessi di caccia per le riserve di diritto sono stabiliti con regolamento di esecuzione. 81)
(5) La perdita anche temporanea di uno dei requisiti di cui all'articolo 11, comma 6, comporta comunque il venir meno del diritto al rilascio del permesso annuale o d'ospite.82)
L'art. 25, comma 2, è stato così sostituito dall'art. 26, comma 3, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
Art. 2678)
(1) La caccia agli ungulati selvatici - esclusi i cinghiali -, ai tetraonidi e alle coturnici è soggetta alla pianificazione degli abbattimenti.83)
(2) L'assessore provinciale competente in materia di caccia può permettere in ogni tempo la cattura o l'uccisione di specie cacciabili di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, per motivi di sanità e incolumità pubblica, per la protezione delle colture agrarie e boschive, della pesca e della zootecnia, nonché a scopo di ripopolamento, specificandone i mezzi, i tempi e le modalità, anche in deroga a quanto disposto dall'articolo 15, comma 1, lettera j).84)
[(3) Al fine di controllare la propagazione della specie nutria (Myocastor coypus) l’assessore provinciale competente in materia di caccia predispone un piano di controllo. Gli appartenenti al Corpo forestale provinciale con licenza di porto di fucile ad uso caccia valido e gli agenti venatori provvedono all’attuazione di detto piano.] 85) 6)
(1) La sorveglianza sulla caccia ed in particolare la vigilanza sull'osservanza delle norme vigenti in materia di caccia spetta agli agenti venatori ed alle guardie volontarie della Provincia, dell'Associazione e dei gestori delle riserve private di caccia, ai quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai termini delle norme di pubblica sicurezza, agli appartenenti al Corpo forestale provinciale60), ed agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria.
(4/bis) L'ufficio provinciale competente in materia di caccia provvede, secondo le stesse modalità previste dal comma 4, alla revoca dei permessi di caccia rilasciati anche qualora in un decennio venga accertata per più di una volta l'interruzione per un periodo da tre a dodici mesi della vigilanza venatoria, come prescritta dal comma 2, salvo che sussistano gravi motivi. In tale ambito lo stato di mancata vigilanza non si intende interrotto con l'assunzione di un agente venatorio per un periodo inferiore a dodici mesi. Contro le disposizioni del direttore dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia l'interessato può presentare ricorso alla Giunta provinciale entro 30 giorni dalla loro comunicazione ed in tal caso si applica quanto contenuto nel terzo periodo del comma 4.86)
(5) Gli agenti venatori addetti alla vigilanza sull'osservanza delle norme vigenti in materia di caccia ai sensi del comma 1 rivestono la qualifica di agenti di polizia giudiziaria nell'esercizio dei compiti di cui all'articolo 28 della legge 11 febbraio 1992, n. 157.87)
(2) In caso di contestazione di una delle infrazioni previste dall'articolo 4, comma 3, dall'articolo 11, comma 6, dall'articolo 14, comma 1, e dall'articolo 15, comma 1, lettere a), b), c), i), j), n), o), p) e q), tutti gli agenti di vigilanza venatoria sono autorizzati a procedere al sequestro amministrativo della fauna selvatica e dei mezzi di caccia, con esclusione delle armi da sparo e del cane. Il sequestro della sola fauna selvatica è autorizzato nei casi previsti dall'articolo 5, comma 1/bis, e dall'articolo 15, comma 1, lettere d), e), f), h) e l), nonché in caso di abbattimento non spettante di specie eventualmente autorizzate ai sensi dell'articolo 4, commi 2 e 4. Gli addetti alla sorveglianza redigono apposito verbale delle operazioni eseguite rilasciandone, ove sia possibile, copia immediata al contravventore o notificando la stessa al contravventore entro 30 giorni.88)
(8) Gli agenti venatori sono autorizzati ad abbattere in ogni momento capi di fauna selvatica cacciabile affetti da malattie gravi o sospetti di malattie infettive o parassitarie, nonché capi di fauna selvatica cacciabile feriti gravemente, al fine di abbreviarne le sofferenze o di evitare la diffusione di malattie contagiose. Gli agenti venatori e, previa autorizzazione scritta dell'assessore provinciale competente in materia di caccia, anche le guardie volontarie dei gestori delle riserve private di caccia e gli appartenenti al Corpo forestale provinciale60), purché muniti della licenza di porto di fucile per uso caccia, e gli Corpo forestale provinciale60), purché muniti della licenza di porto di fucile per uso caccia, sono inoltre autorizzati ad abbattere e catturare predatori in ogni ora del giorno e della notte nel periodo stabilito nell'articolo 4.89)
(9) Ai fini della pianificazione degli abbattimenti di cui all'articolo 27, l'Associazione fornisce all'ufficio competente in materia di caccia, entro il 30 giugno di ogni anno, tutti i dati necessari per la valutazione di incidenza di cui all'articolo 3, comma 1. Per ogni singola riserva di caccia di diritto tali dati di consistenza dei gallinacei devono essere confermati dal competente agente venatorio. Per le riserve private di caccia gli agenti venatori e le guardie volontarie competenti forniscono direttamente i dati necessari di cui sopra.90)
hanno superato l'esame venatorio nonché quello per agente venatorio. 91)
Art. 34 (Esame per agenti venatori)92)
di un rappresentante dell'Associazione. 93)
(2) La composizione della commissione di cui al comma 1 deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici esistenti in provincia, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, fatta salva la possibilità di accesso del gruppo linguistico ladino. Ai membri sono corrisposti, oltre al normale trattamento di missione, i compensi di cui all'articolo 1, comma 1, della legge provinciale 19 marzo 1991, n. 6, e successive modifiche. 94)
(4) Per essere ammesso all'esame di agente venatorio è necessario aver frequentato con esito positivo un corso di formazione della durata di sei mesi. Sono ammessi inoltre all'esame gli appartenenti al Corpo forestale provinciale, in quanto in possesso della licenza di porto di fucile ad uso caccia.95)
(1) La qualifica di guardia venatoria volontaria può essere concessa a norma delle leggi di pubblica sicurezza a cittadini in possesso di un attestato di idoneità rilasciato previo superamento di un apposito esame dinanzi alla commissione di cui all'articolo 34, comma 1.96)
(1) I cani di qualsiasi razza devono essere condotti in comprensorio solo sotto la massima sorveglianza. È vietato lasciar vagare i cani. Da questo divieto sono esclusi i segugi nella caccia alla lepre durante il periodo consentito, i cani da leva e da ferma nel periodo dal 1° ottobre al 15 dicembre, i cani utilizzati per il censimento della consistenza faunistica disposto dagli organi venatori di cui al titolo VI e quelli utilizzati nell’esercizio delle battute di caccia di cui all’articolo 15, comma 1, lettera l), o nella ricerca autorizzata di cui all’articolo 11, comma 9. La stessa deroga vale anche, durante il loro lavoro, per i cani pastore, i cani da valanga e della protezione civile nonché per i cani per ciechi ed i cani militari e poliziotto. Chi viola tale disposizione soggiace alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’articolo 16, comma 1, lettere f) e g), della legge provinciale 15 maggio 2000, n. 9, e successive modifiche.97)
(3) Gli agenti venatori dipendenti dall'amministrazione provinciale e gli appartenenti al corpo forestale provinciale, muniti di licenza di porto di fucile per uso caccia, sono autorizzati ad abbattere i cani vaganti al di fuori delle immediate vicinanze dei nuclei abitativi e sospetti di essere infetti da malattie contagiose o comunque pericolosi per la salute pubblica o per gli animali domestici al pascolo o per la fauna selvatica.98)
(4) L'ammontare dei danni causati dalla fauna selvatica, che sono oggetto di una convenzione stipulata o da stipularsi fra i rappresentanti delle riserve e dei proprietari dei fondi, viene determinato ed indennizzato secondo i termini e le modalità in essa stabiliti. L'ammontare di eventuali altri danni causati dalla fauna selvatica viene valutato dagli uffici competenti delle Ripartizioni provinciali Agricoltura e Foreste. 99)
(5) Se entro il termine di 30 giorni l'Associazione o gli organi della stessa non provvedono ad indennizzare il danno causato da fauna selvatica e determinato ai sensi del precedente comma, l'assessore provinciale competente in materia di caccia può revocare i permessi di caccia rilasciati per detta riserva ed incaricare idonee persone ad effettuare gli abbattimenti necessari.100)
Art. 36/bis 101)
(2) Le richieste di indennizzo devono essere presentate tempestivamente e comunque entro il termine di due mesi dalla scoperta dei danni all'ufficio provinciale competente in materia di caccia con l'indicazione della presumibile data dell'eventuale raccolto.102)
(4) In deroga a quanto previsto dall'articolo 36, comma 3, la Giunta provinciale può risarcire i danni arrecati da lepri, uccelli o predatori malgrado le misure di prevenzione messe in atto dai gestori delle riserve di caccia interessate.103)
(5) 78)
(1) La Giunta provinciale può concedere aiuti fino all’ammontare del 100 per cento della spesa riconosciuta ammissibile per la realizzazione di opere atte a prevenire i danni causati da fauna selvatica, la cui congruità sia stata accertata dai competenti uffici provinciali. Le relative richieste devono essere presentate all’ufficio provinciale competente per la caccia. 104)
(4) 105) 106)
(5) L'assessore provinciale competente in materia di caccia può autorizzare l'effettuazione in economia a carico del bilancio provinciale, anche a mezzo di funzionario delegato, di spese per la prevenzione e il risarcimento dei danni causati da grandi predatori, da eseguirsi eventualmente anche nel territorio provinciale del Parco nazionale dello Stelvio. Nella determinazione dei danni recati al bestiame d'allevamento si tiene conto del valore unitario, come stabilito annualmente dall'ufficio provinciale competente in materia di zootecnia entro il 28 febbraio.106)
(6) L’ufficio provinciale competente entro 30 giorni esamina il danno. Se constata che il danno è causato da grandi predatori, entro ulteriori 60 giorni lo risarcisce. 107)
(7) Le spese incentivabili per misure di prevenzione dei danni causati da grandi predatori includono anche le spese per cani da protezione delle greggi. 108)
Delibera 12 giugno 2018, n. 562 - Agevolazione di misure di prevenzione per la protezione degli animali al pascolo sugli alpeggi (modificata con delibera n. 612 del 19.06.2018)
L'art. 38, comma 1, è stato così sostituito dall'art. 26, comma 4, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
L'art. 38, comma 6, è stato aggiunto dall'art. 26, comma 5, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
L'art. 38, comma 7, è stato aggiunto dall'art. 26, comma 6, della L.P. 11 luglio 2018, n. 10.
IX Sanzioni penali, amministrative e accesorie109)
Art. 38/bis 110)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di Euro 31 per chi durante l'esercizio venatorio non ha con sé la licenza di porto di fucile per uso di caccia o la polizza di assicurazione o il permesso di caccia. Qualora i suddetti documenti vengano esibiti entro 24 ore dall'avvenuto controllo non si applica la sanzione amministrativa;111)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 93 a Euro 559 per chi esercita la caccia senza avere conseguito la licenza medesima o senza aver contratto l'assicurazione di responsabilità civile ai sensi del precedente articolo 11, sesto comma; in caso di recidiva la sanzione amministrativa da Euro 186 a Euro 1.400;111)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 88 a Euro 616 per chi viola le disposizioni dell'articolo 4, comma 3, e dell'articolo 15, lettere a), b), c) e q) della presente legge, in caso di recidiva da Euro 175 a Euro 1.319; in caso di ulteriore recidiva da Euro 264 a Euro 2.198;111)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 31 a Euro 653 per chi viola le disposizioni degli articoli 14 e 15, lettere e), g), h), i), j), k), l), n) e p), della presente legge, o uccide fauna selvatica non cacciabile con esclusione delle specie elencate alla lettera e) del presente articolo; in caso di recidiva da Euro 93 a Euro 1.400 ed in caso di ulteriore recidiva da Euro 186 a Euro 2.799;111)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 93 a Euro 2.799 per chi viola le disposizioni di cui all'articolo 15, lettera o), della presente legge, o uccide un'aquila, un gufo reale, una cicogna, una gru, un fenicottero, un cigno, un lupo o un orso;111)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 93,00 euro a 466,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 4, comma 3/bis, e 5; 112)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 186,00 euro a 1.865,00 euro per chi viola le disposizioni contenute negli articoli 19, commi 2 e 3, 19/ter, 20, 21 o 22; 113)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 35,00 euro a 450,00 euro per chi viola il regolamento di esecuzione, le disposizioni della presente legge non richiamate espressamente dal presente articolo e le prescrizioni integrative contenute nei provvedimenti emanati dagli organi venatori di cui al titolo VI.114)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 140,00 euro a 18.654,00 euro per il mancato adempimento del piano di abbattimento per gli ungulati di cui all'articolo 27 o delle prescrizioni contenute nel piano stesso, commisurata fino al doppio dell'ammontare del danno causato nello stesso periodo dalla specie di fauna selvatica oggetto del piano suddetto, ed accertato dai competenti uffici provinciali. La predetta sanzione amministrativa non si applica, se l'adempimento del piano di prelievo supera l'85 per cento del numero dei capi fissato nel piano di abbattimento per gli ungulati o se gli uffici territorialmente competenti delle Ripartizioni provinciali agricoltura e foreste non hanno constatato danni causati da ungulati . 115)
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 175,00 euro a 1.000,00 euro per chi esercita la caccia senza aver effettuato il versamento dell’annuale tassa di concessione per la licenza di porto di fucile per uso di caccia; in caso di recidiva è prevista la sanzione amministrativa da 300,00 euro a 1.750,00 euro. 116)
(1/bis) Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1 non si applicano alle violazioni delle disposizioni della presente legge in riferimento alle quali l'articolo 38/bis prevede la comminazione di sanzioni penali, salvo che il reato si estingua per amnistia.117)
(3) Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge possono essere adeguate nei limiti minimi e massimi, nonché nella misura fissa con decreto del Presidente della giunta provinciale, previa deliberazione della Giunta stessa, fino al 100% in relazione alle variazioni accertate dall'ISTAT dei prezzi di consumo per le famiglie di operai ed impiegati verificatesi negli anni successivi a quello di entrata in vigore della presente legge.118)
(1) Le sanzioni amministrative previste dalla presente legge vengono applicate con osservanza del procedimento previsto dallalegge provinciale 7 gennaio 1977, n. 9, e successive modifiche ed integrazioni, dal direttore dell'ufficio provinciale competente in materia di caccia, il quale effettua la comunicazione di cui all'articolo 32, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, al questore della provincia del luogo di residenza del trasgressore.119)
(2) Con il provvedimento applicativo della sanzione amministrativa viene disposta anche la confisca amministrativa dei mezzi di caccia e di cattura sequestrati e non consentiti e viene decisa in via definitiva l'utilizzazione della fauna selvatica sequestrata o della somma di denaro ricavata dalla vendita della fauna selvatica o del trofeo di caccia.120)
(3) I mezzi di caccia o di cattura confiscati possono essere usati per scopi didattici.121)
(4) 122)
(5) 122)
(6) 122)
(3) La Giunta provinciale stabilisce i criteri per la sospensione oppure la limitazione del permesso di caccia. 123)
(1) Qualora il titolare della concessione di una riserva privata di caccia o il rettore di una riserva privata di caccia compiano una violazione di cui all'articolo 40/bis, comma 1, la relativa concessione può essere sospesa per un periodo da un mese fino a un anno.124)
ELENCO RISERVE DI DIRITTO125)