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Timestamp: 2019-08-23 12:30:09+00:00
Document Index: 17372771

Matched Legal Cases: ['art. 35', 'art. 3', 'art. 568', 'art. 568', 'art. 666', 'art. 593', 'art. 568', 'sentenza ', 'art. 568', 'art. 568', 'art. 568', 'art. 4', 'art. 680', 'art. 568', 'sentenza ', 'art. 568', 'art. 28', 'sentenza ', 'art. 568', 'art. 568', 'sentenza ', 'art. 568']

Art. 568 cod. proc. penale: Regole generali | La Legge per tutti
Codice proc. penale Agg. il 9 Aprile 2015
Art. 568 cod. proc. penale: Regole generali
1. La legge stabilisce i casi nei quali i provvedimenti del giudice sono soggetti a impugnazione e determina il mezzo con cui possono essere impugnati.
2. Sono sempre soggetti a ricorso per cassazione, quando non sono altrimenti impugnabili, i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libertà personale e le sentenze, salvo quelle sulla competenza che possono dare luogo a un conflitto di giurisdizione o di competenza a norma dell’articolo 28.
4. Per proporre impugnazione è necessario avervi interesse.
5. L’impugnazione è ammissibile indipendentemente dalla qualificazione a essa data dalla parte che l’ha proposta. Se l’impugnazione è proposta a un giudice incompetente, questi trasmette gli atti al giudice competente.
Avverso l'ordinanza del magistrato di sorveglianza resa sull'istanza del detenuto per ottenere il risarcimento dei danni patiti per le condizioni della detenzione è ammesso il reclamo al tribunale di sorveglianza ex art. 35 bis, comma 4, ord. penit., ma non il ricorso diretto per cassazione che, se proposto dopo l'entrata in vigore dell'art. 3 d.l. n. 146 del 2013 (conv. in l. n. 10 del 2014), va qualificato come reclamo e trasmesso al detto tribunale per il principio di conservazione dell'impugnazione espresso nell'art. 568, comma 5, c.p.p. (Qualifica reclamo il ricorso, Mag. sorv. Udine, 31/03/2014)
Cassazione penale sez. I 17 dicembre 2014 n. 315
Quando il Pubblico Ministero propone ricorso per cassazione, al fine di ottenere l'esatta applicazione della legge, sussiste l'interesse richiesto dall'art. 568, comma quarto, cod.proc.pen., solo se con l'impugnazione possa raggiungersi un risultato non solo teoricamente corretto ma anche praticamente favorevole; ne consegue che tale condizione non sussiste quando la vicenda oggetto della pronuncia sia ormai esaurita, a nulla rilevando l'affermazione in astratto di un principio di diritto da applicare nel futuro.(Fattispecie in cui la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Pubblico Ministero per violazione di legge avverso il provvedimento di autorizzazione al sorvegliato speciale di allontanarsi dal luogo di soggiorno obbligato, del quale era intervenuta esecuzione, non contrastata da una specifica richiesta di sospensione, ai sensi dell'art. 666 comma settimo cod.proc.pen.). (Dichiara inammissibile, Trib. Agrigento, 27/11/2013 )
Cassazione penale sez. I 23 settembre 2014 n. 3083
In tema di impugnazioni ai fini dell'operatività dell'art. 593, comma 3, c.p.p. - per il quale sono inappellabili le sentenze di condanna alla sola pena dell'ammenda - il giudice di appello non può limitarsi a fare riferimento alla denominazione attribuita alla pena nel dispositivo, ma deve verificare la propria competenza in ordine alla norma incriminatrice cui è correlata la sanzione. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato l'ordinanza con la quale la corte d'appello aveva qualificato come ricorso per cassazione, ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p., l'appello proposto dall'imputato avverso la sentenza di condanna per reato contravvenzionale punito con pena congiunta, nel cui dispositivo era stata irrogata la sola pena dell'ammenda). (Annulla senza rinvio, Trib. Verbania, 23/04/2013 )
Cassazione penale sez. III 11 giugno 2014 n. 40531
In virtù del principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, il p.m. non è legittimato a proporre ricorso immediato per cassazione avverso le ordinanze che respingono la domanda cautelare o che dispongono una misura limitativa della libertà personale meno afflittiva rispetto a quella originariamente richiesta, con la conseguenza che l'impugnazione proposta deve essere convertita in appello ai sensi dell'art. 568 c.p.p. (Qualifica appello il ricorso, G.i.p. Trib. Bergamo, 26/07/2013)
Cassazione penale sez. III 06 marzo 2014 n. 20790
Quando la richiesta di restituzione del bene in sequestro, dopo l'archiviazione del procedimento, è erroneamente presentata al p.m., l'istanza deve essere trasmessa al g.i.p. e riqualificata come atto introduttivo dell'incidente di esecuzione, e non può, invece, essere dichiarata inammissibile, in applicazione del principio generale di conservazione degli atti giuridici e del "favor impegnationis" di cui all'art. 568, comma 5, c.p.p. (Rigetta, G.i.p. Trib. Milano, 13/05/2013)
Cassazione penale sez. I 28 febbraio 2014 n. 15997
Il principio generale posto dall'art. 568 comma 5 c.p.p., che prevede la conversione "ope legis" dell'impugnazione proposta mediante un mezzo diverso da quello prescritto e la trasmissione di ufficio degli atti al giudice competente, si applica anche nel procedimento di prevenzione, per effetto del combinato disposto dell'art. 4, ultimo comma, l. 27 dicembre 1956 n. 1423, che fa richiamo alla disciplina relativa alle impugnazioni avverso l'applicazione delle misure di sicurezza, e dell'art. 680, comma 3, c.p.p., che, per queste ultime, rimanda alle "disposizioni generali sulle impugnazioni". (Fattispecie in cui la Corte ha riqualificato come appello il ricorso per cassazione proposto contro un provvedimento del tribunale di rigetto di istanza afferente l'esecuzione di una misura di prevenzione personale). Qualifica appello il ricorso, Trib. Reggio Calabria, 10/10/2012
Cassazione penale sez. I 09 gennaio 2014 n. 4001
Non sussiste l'interesse richiesto dall'art. 568 comma 4 c.p.p., nel ricorso del pubblico ministero volto ad ottenere l'esatta applicazione della legge, senza indicare come da tale rettificazione possa derivare per l'impugnante un risultato praticamente e concretamente favorevole. (Fattispecie relativa a ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d'appello che aveva disposto l'estradizione, nonostante l'interessato avesse acconsentito all'estradizione). Rigetta in parte, App. Firenze, 12/07/2013
Cassazione penale sez. VI 06 dicembre 2013 n. 49879
I provvedimenti negativi di competenza non possono essere impugnati per cassazione ai sensi dell'art. 568 comma 2 c.p.p., ovvero per abnormità, in quanto, non essendo attributivi di competenza, comportano - qualora anche il secondo giudice si dichiari incompetente - l'elevazione del conflitto ai sensi dell'art. 28 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Perugia, 25/06/2013 )
Cassazione penale sez. VI 14 novembre 2013 n. 9729
La sentenza con la quale il giudice di pace dichiari la propria incompetenza per materia e disponga trasmettersi gli atti alla Procura della Repubblica, sul rilievo della ritenuta competenza del tribunale, non è impugnabile per cassazione, atteso il disposto dell'art. 568 comma 1 c.p.p., e può dare luogo solo a conflitto di competenza. (Dichiara inammissibile, Giud. pace Como, 23/11/2010 )
Cassazione penale sez. V 18 ottobre 2013 n. 6366
In tema di impugnazioni, allorché un provvedimento giurisdizionale sia impugnato dalla parte interessata con un mezzo di gravame diverso da quello legislativamente prescritto, il giudice che riceve l'atto deve limitarsi, a norma dell'art. 568, comma 5, c.p.p., a verificare l'oggettiva impugnabilità del provvedimento, nonché l'esistenza di una "voluntas impugnationis", consistente nell'intento di sottoporre l'atto impugnato a sindacato giurisdizionale, e quindi trasmettere gli atti, non necessariamente previa adozione di un atto giurisdizionale, al giudice competente. (Fattispecie in cui il Tribunale, adito con appello del p.m. avverso la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice di pace, aveva riqualificato l'impugnazione come ricorso per cassazione e conseguentemente disposto la trasmissione degli atti alla Corte di legittimità). (Annulla con rinvio, Giud.pace Foligno, 02/05/2011 )
Cassazione penale sez. V 26 settembre 2013 n. 7403
In tema di procedimento per decreto, premesso che avverso il decreto penale di condanna non è consentito all'imputato altro rimedio che non sia quello dell'opposizione, è da escludere che, essendo stato invece proposto ricorso per cassazione, questo possa essere convertito in opposizione, ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p.
Cassazione penale sez. IV 17 settembre 2013 n. 45556