Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-863-codice-civile-consorzi-di-miglioramento-fondiario
Timestamp: 2018-11-21 06:56:12+00:00
Document Index: 54226986

Matched Legal Cases: ['art. 18', 'art. 35', 'art. 33', 'art. 28', 'art. 2070', 'art. 2195']

In tema di consorzi di miglioramento fondiario, ai fini del sorgere dell'obbligo di contribuzione non è sufficiente l'inclusione dell'immobile nel perimetro consortile, ma è anche necessario che esso tragga potenzialmente vantaggio in maniera diretta dalle opere eseguite nel comprensorio in modo tale che si traducano in una "qualità" del fondo. (Nel caso di specie, lo statuto del consorzio imponeva ai soci, pure nel caso in cui fossero sollevati dal pagamento del contributo consortile in danaro, di provvedere essi stessi, a loro spese, alle opere di manutenzione ed alla pulizia dei canali e delle conduttore situati sul loro fondo; enunciando il principio di cui in massima, la S.C. ha ritenuto che l'utilità per il fondo poteva nel caso implicitamente ricavarsi dal fatto che le opere di manutenzione del canale, consistenti nel rifacimento del relativo letto cementizio, fossero state eseguite direttamente dal proprietario del fondo medesimo attraversato dal canale).
Cassazione civile sez. I 08 settembre 2004 n. 18079
Comm. trib. prov.le Pistoia sez. VI 14 agosto 2006 n. 76
In tema di contributi consortili, l'obbligo contributivo presuppone la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio e la configurabilità di un vantaggio a favore dell'immobile - vantaggio che può essere sia diretto che indiretto e sia specifico che generale - e non anche la determinazione del perimetro di contribuenza, la cui adozione, però, esonera il consorzio dall'onere di provare il beneficio in favore degli immobili in esso compresi
La natura industriale o agricola dell'attività imprenditoriale svolta dai consorzi di bonifica (rilevante ai fini dell'applicabilità dell'art. 18 della legge n. 300 del 1970, in relazione all'art. 35 della stessa legge) va accertata non sulla base di criteri generali ed astratti - come quelli stabiliti, ai fini previdenziali, dagli art. 33 del d.P.R. n. 797 del 1955 e 6, lett. b), della legge n. 92 del 1979 o, in tema di determinazione del reddito agrario, dall'art. 28 del d.P.R. n. 597 del 1973 - ma, in conformità all'enunciazione del comma 1 dell'art. 2070 c.c., posta in necessario collegamento con gli art. 2195 e 2135 dello stesso codice, sulla base dell'attività effettivamente esercitata da tali enti (pubblici economici), da considerare, peraltro, dopo la soppressione dell'ordinamento corporativo, non già alla stregua di criteri meramente merceologici ma tenendo conto della valutazione operatane dalla contrattazione collettiva.
Cassazione civile sez. lav. 05 maggio 2001 n. 6313