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Timestamp: 2018-05-25 05:56:08+00:00
Document Index: 164598331

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 5', 'art. 2']

MILANO LAVORO UN INTESA PER IL LAVORO NELLA CITTÁ DI MIILANO - PDF
MILANO LAVORO UN INTESA PER IL LAVORO NELLA CITTÁ DI MIILANO
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1 MILANO LAVORO UN INTESA PER IL LAVORO NELLA CITTÁ DI MIILANO Milano, 1 febbraio 2000
2 PREMESSO CHE: 1. nel febbraio del 1998 il Comune di Milano e le Confederazioni Sindacali CGIL- CISL-UIL hanno sottoscritto un Protocollo di intenti diretto a sostenere su base locale il rilancio della città di Milano sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo sociale con la volontà di perseguire, tra gli altri, l obiettivo di ottimizzazione delle opportunità di incontro tra domanda ed offerta di lavoro; 2. che tutte le parti firmatarie della presente intesa condividono e ribadiscono gli impegni assunti nella Pre-intesa del 28 luglio 1999 ( Un Patto per il Lavoro nella Città di Milano ), che viene pertanto allegata al presente accordo in quanto ne costituisce parte integrante; CONSIDERATO CHE: 1. la legislazione italiana contiene rilevanti rinvii alla concertazione con le parti sociali in grado di contribuire, se adeguatamente valorizzati, alla modernizzazione dei rapporti di lavoro, pur nel rispetto delle disposizioni di legge e di contratto collettivo; 2. l'implementazione degli spazi di flessibilità mediante rinvio alla autonomia negoziale delle parti sociali non può comportare violazioni delle disposizioni di legge e di contratto collettivo, costituendo invece piena valorizzazione del metodo concertativo; 3. che l adattabilità al mercato del lavoro richiede non solo un incremento della flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, ma anche: - un sistema moderno ed efficiente di servizi per l impiego, in grado di diffondere in modo capillare le informazioni sul mercato del lavoro e incrociare le esigenze delle imprese con le competenze e i percorsi scolastici e professionali delle lavoratrici e dei lavoratori; - un sostegno ai processi di formazione, riqualificazione e inserimento professionale e una migliore finalizzazione dell'offerta formativa già esistente, in modo da concorrere alla massimizzazione della qualità dell offerta di lavoro; 2
3 4. la legislazione nazionale e regionale ha previsto norme specifiche per l inserimento lavorativo delle persone in difficoltà (L.381/91, LR 16/93), norme che finalizzate a favorire lo sviluppo di progetti di inserimento lavorativo. 5. Le politiche per il lavoro possono avvalersi di finanziamenti che favoriscono l inserimento lavorativo di provenienza regionale, nazionale e dell Unione europea. RILEVATO ALTRESÌ CHE: 1 l intervento sul mercato del lavoro milanese concordato nella Pre-intesa del 28 luglio 1999 è imprescindibilmente collegato alla individuazione di progetti innovativi in grado di sviluppare occupazione aggiuntiva; 2. l individuazione dei progetti di cui al punto che precede impone la costituzione di un organismo di concertazione per la validazione, verifica e monitoraggio delle iniziative programmate, nonché per accertare la loro rispondenza ai requisiti e alle condizioni indicate nel presente accordo; E STATA STIPULATA LA PRESENTE INTESA 3
4 Titolo I CAMPO DI APPLICAZIONE Articolo 1 CAMPO APPLICAZIONE OGGETTIVO 1. Al fine di favorire occupazione aggiuntiva prioritariamente di soggetti di cui all articolo 2, la disciplina contenuta nella presente intesa trova applicazione con esclusivo riferimento alla attuazione di progetti innovativi approvati come tali dalla Commissione di concertazione di cui al successivo articolo 3. Articolo 2 CAMPO APPLICAZIONE SOGGETTIVO 1. Rientrano nel campo di applicazione soggettivo della presente intesa: - cittadini extracomunitari inoccupati o disoccupati, così come definiti all articolo 1 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (Decreto Legislativo 25 luglio 1998, 286); - soggetti in situazioni di disagio psicofisico o sociale come individuati dalla L. 381/91 e dalla LR 16/93; - lavoratrici e lavoratori con più di quaranta anni che siano stati espulsi dal mercato del lavoro in funzione di processi di riduzione o trasformazione di attività o di lavoro e iscritti alle liste di mobilità e di collocamento. 4
5 Titolo II APPROVAZIONE E MONITORAGGIO DEI PROGETTI Articolo 3 COMMISSIONE DI CONCERTAZIONE 1. Entro un mese dalla sottoscrizione della presente intesa è istituita una Commissione denominata "Commissione di concertazione", quale organo tripartito permanente di validazione, verifica e monitoraggio dei progetti che verranno proposti e approvati nell'ambito e ai fini della presente intesa. 2. La Commissione è composta da rappresentanti designati dal Comune di Milano, dalla Provincia e dalle associazioni firmatarie della presente intesa. La composizione della Commissione deve essere tale da permettere la pariteticità e bilateralità delle posizioni delle parti sociali. Il componente designato dal Comune di Milano assume la presidenza della Commissione e, su indicazione delle associazioni firmatarie, nomina due vice-presidenti, uno di parte datoriale e l altro di parte sindacale. Nel designare i membri effettivi, il Comune e le associazioni firmatarie designano contestualmente i membri supplenti, la cui partecipazione ai lavori della Commissione è disciplinata ai sensi del comma successivo. 3 La Commissione si riunisce, di norma, almeno sei volte all anno. Il funzionamento della Commissione è disciplinato con apposito regolamento approvato all unanimità entro 30 giorni dal suo insediamento. Il regolamento prevede, altresì, i criteri per la redazione dei progetti di cui all art. 1 compresa la possibilità dell integrazione di singoli progetti già nel corso della loro realizzazione. 4. Per l esercizio dei propri compiti e funzioni la Commissione può istituire, sulla base del regolamento, di cui al comma che precede, apposite sottocommissioni istruttorie garantendo in ogni caso la pariteticità e bilateralità delle posizioni delle parti sociali. 5. La Commissione potrà indire audizioni o incontri con i rappresentanti delle associazioni cittadine che operano nei campi dell impresa sociale, dell handicap fisico - psichico e dell immigrazione. 5
6 Articolo 4 COMPITI DELLA COMMISSIONE 1. Compete alla Commissione verificare la corrispondenza dei progetti che verranno presentati ai sensi del comma successivo alle finalità poste in premessa della presente intesa e della Pre-intesa del 28 luglio 1999 allegata. Compete altresì alla Commissione vigilare sulla corretta applicazione della presente intesa. 2. Le imprese, le associazioni, le Fondazioni, le amministrazioni pubbliche e, in generale, tutti gli operatori economici dell area milanese che intendono aderire all iniziativa denominata "MILANO LAVORO" devono presentare un progetto redatto in conformità del regolamento approvato alla Commissione di concertazione ai sensi dell art. 3, 3 comma, della presente intesa. L approvazione del progetto da parte della Commissione costituisce condizione necessaria e sufficiente per l accesso agli strumenti e alle agevolazione di cui ai Titoli III e IV del presente accordo. 3. La Commissione, entro due mesi con decorrenza dalla presentazione del progetto, procede alla verifica della sua corrispondenza rispetto agli obiettivi e alle finalità della presente intesa, anche in relazione al regolamento approvato ai sensi dell art. 3, 3 comma. Decorso inutilmente tale termine, il progetto si intende non approvato. Nel caso in cui la complessità del progetto richieda particolari verifiche, la Commissione può prorogare di due mesi il suddetto termine. 4. Ogni sei mesi la Commissione verifica lo stato di applicazione della presente intesa e fornisce alle parti firmatarie una relazione con particolare riferimento al numero di progetti approvati, alle tipologie di lavoratrici e lavoratori coinvolti, al numero di lavoratrici e lavoratori assunti e di lavoratrici e lavoratori a cui è stata assicurata la stabilità del rapporto di lavoro. 6
7 Titolo III STRUMENTI PER FAVORIRE L'INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO Articolo 5 SPORTELLO UNICO MILANO LAVORO 1. Al fine di favorire l incontro tra domanda e offerta di lavoro in relazione agli art. 1 e 2 della presente intesa, verrà costituito lo Sportello Unico MILANO LAVORO, sulla base di una convenzione tra il Comune e la Provincia di Milano ai sensi del Decreto Legislativo 23 dicembre 1997, n. 469 e della Legge Regionale 15 gennaio 1999, n. 1, di concerto con la Questura e il Servizio Ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro. 2. La convenzione, di cui al comma che precede, sarà preventivamente sottoposta al parere dei firmatari della presente intesa. Lo Sportello Unico MILANO LAVORO informa periodicamente la Commissione di concertazione attraverso rapporti sulla propria attività. 3. I servizi erogati dallo Sportello Unico MILANO LAVORO a favore di lavoratrici e lavoratori e delle imprese aderenti alla intesa MILANO LAVORO sono gratuiti. Lo Sportello Unico potrà agevolare l accesso a tutti i canali esistenti di finanziamento per agevolare l attuazione dei progetti di cui all art Oggetto della convenzione tra la Provincia e il Comune di cui al comma 1 sarà la costituzione dello Sportello Unico al fine di agevolare l incontro tra domanda e offerta di lavoro relativamente ai progetti approvati dalla Commissione di concertazione, anche al fine di assistere le imprese nelle procedure di assunzione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nei progetti stessi, comprese le verifiche circa la regolarizzazione dei cittadini extracomunitari, fermo restando l adempimento degli obblighi di legge circa l'attivazione dei rapporti di lavoro e la concessione delle autorizzazioni al lavoro subordinato e al lavoro autonomo ai sensi del regolamento di attuazione del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394). 5. La convenzione di cui al comma precedente dovrà disciplinare, in particolare: 7
8 - il monitoraggio della domanda e della offerta di lavoro relativamente ai progetti di cui al Titolo II del presente accordo; - la gestione di archivi informatizzati, in accordo con le banche dati pubbliche e private già presenti sul territorio milanese, anche in collegamento con l istituendo SIL; - le modalità di funzionamento del servizio per la formazione e l'integrazione di cui all'art. 6; Nota a verbale: con riferimento alla regolarizzazione dei cittadini extracomunitari di cui al presente accordo il Comune si impegna a firmare un protocollo con la Questura di Milano per procedure accelerate di regolarizzazione. Articolo 6 FORMAZIONE PROFESSIONALE 1. Al fine di favorire l innalzamento della qualità della offerta di lavoro e migliorare le possibilità di un stabile inserimento nel mercato del lavoro dei soggetti di cui all articolo 2 della presente intesa, anche nel caso di ricorso alle tipologie contrattuali di cui al Titolo IV, è istituto un servizio per la formazione, l orientamento e l integrazione nell ambito dello Sportello Unico MILANO LAVORO. 2. Il servizio per la formazione e l integrazione di cui al comma precedente avrà sede presso lo Sportello MILANO LAVORO e opererà in collaborazione con i soggetti istituzionali, pubblici e privati, erogatori di formazione, segnalando, in relazione ai singoli progetti, l offerta formativa idonea. L attività del suddetto servizio avverrà sulla base di orientamento definiti dalla Commissione di concertazione di cui all art Le modalità di funzionamento e i compiti del servizio per la formazione e l integrazione di cui al primo comma saranno individuati nell ambito della convenzione tra Comune e Provincia di Milano di cui all articolo che precede nel rispetto delle seguenti linee guida: a) il servizio per la formazione e l integrazione MILANO LAVORO sarà costituito da uno staff di regia in grado di svolgere le seguenti attività, con particolare riferimento ai progetti di cui all art. 4: - realizzare l inserimento funzionale e operativo nell ambito dello Sportello MILANO LAVORO; 8
9 - collaborare ad individuare ed a canalizzare i possibili soggetti da inserire nei percorsi formativi, identificando e realizzando percorsi di accesso diversificati in funzione della tipologia di utenza (accoglienza, orientamento); - contribuire ad identificare e decodificare le necessità formative espresse dal lato della domanda in relazione ai progetti presentati; - cooperare con la rete delle risorse formativi e progettuali specialistiche esistenti per la costruzione di percorsi formativi rispondenti alle esigenze di cui sopra; - orientare nell individuazione dei soggetti più idonei all inserimento in percorsi formativi e lavorativi (pre-selezione); - cooperare alla costruzione dei percorsi di inserimento lavorativo dei soggetti di cui all articolo 2 della presente intesa anche mediante l utilizzo di tirocini formativi e di orientamento, borse lavoro e in generale percorsi di formazione in alternanza (formazione e accompagnamento); - favorire l uso corretto delle diverse fonti di finanziamento; - monitorare l efficacia dei percorsi formativi intrapresi in termini di inserimento nel mercato del lavoro e stabilizzazione dei rapporti di lavoro. b) nel caso di presentazione di progetti di cui all art. 4 del presente accordo a enti nazionali o comunitari per il loro finanziamento, il Comune e la Provincia di Milano svolgeranno il ruolo di enti promotori e/o presentatori dei progetti stessi; gli enti attuatori della formazione saranno quelli individuati dai soggetti di cui all art. 4, comma 2. c) la formazione potrà essere erogata soltanto da parte di soggetti pubblici o privati accreditati, secondo le procedure e gli orientamenti stabiliti nella convenzione tra Comune e Provincia di Milano in riferimento ai criteri stabiliti dalla Regione Lombardia. Tali soggetti potranno ricorrere a forme di auto-finanziamento, co-finanziarnento o finanziamento da parte di terzi secondo le indicazioni e le procedure stabilite dalla Commissione di concertazione di cui all art. 3 in modo da: - rispettare i vincoli e sfruttare le opportunità specifiche di ogni tipologia di finanziamento, per individuare quella più idonea per finanziare i diversi percorsi per l'inserimento lavorativo in funzione dei progetti approvati; - coordinare utilmente i percorsi formativi con le esigenze espresse dalla domanda di lavoro. 9
10 Titolo IV TIPOLOGIE CONTRATTUALI Articolo 7 REGOLARIZZAZIONE E STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO 1. Le parti sottoscrittrici della presente intesa si danno atto che le tipologie contrattuali disciplinate nel Titolo IV saranno sperimentate nella logica di promuovere processi di inserimento al lavoro dei soggetti di cui all art. 2, nell ambito di progetti approvati dalla Commissione di concertazione, contrastando condizioni di precarietà ed operando nella prospettiva di contribuire ad una stabilizzazione dei rapporti di lavoro. 2. In caso di reiterazione di progetti da parte di un medesimo soggetto proponente, la Commissione di concertazione, ai fini dell approvazione, prenderà in considerazione prioritariamente, tra i diversi elementi, i criteri dell investimento formativo e della quota di contratti a termine trasformati a tempo indeterminato. 3. In caso di presentazione di nuovi progetti, potranno essere inoltre individuati criteri per definire un credito formativo e professionale per la lavoratrici e i lavoratori che hanno portato a termine i singoli progetti. Ciò al fine di non disperdere le professionalità acquisite. Articolo 8 CONTRATTO DI LAVORO A TERMINE 1. In attuazione del disposto di cui all'articolo 23, Legge 28 febbraio 1987, n. 56, è consentita l assunzione con contratto a tempo determinato, in aggiunta a quanto previsto dalla Legge 18 aprile 1962, n. 230 e successive modificazioni, di lavoratrici e lavoratori appartenenti alle categorie indicate all'articolo In aggiunta alle ipotesi soggettive di opposizione del termine indicate al comma che precede, è altresì consentita l assunzione con contratto a tempo determinato nelle seguenti ipotesi: 10
11 - assunzione del primo dipendente, - assunzioni da parte di datori di lavoro che abbiano fino a cinque dipendenti; - assunzioni con contratti di lavoro subordinato di soggetti con i quali erano stati precedentemente stipulati contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Articolo 9 CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO, BORSE LAVORO 1. Nei casi di assunzione con contratto di formazione lavoro di lavoratrici e lavoratori rientranti nei progetti approvati dalla Commissione, la durata del contratto potrà essere sempre autorizzata nella misura massima di legge. 2. Le imprese che presentano progetti nell ambito dell intesa MILANO LAVORO e i soggetti abilitati a promuovere convenzioni per l utilizzo dei tirocini formativi e di orientamento, di cui all articolo 18, Legge 24 giugno 1997, n. 196, individuano, a quest ultimo fine, percorsi formativi e di orientamento per l inserimento nel mercato del lavoro delle fasce deboli di cui all articolo 2 del presente accordo. 3. A sostegno dell'inserimento lavorativo dei soggetti di cui all art. 2 della presente intesa, è possibile il ricorso allo strumento delle Borse Lavoro. A tal fine, nell ambito del funzionamento dello Sportello Unico, saranno reperiti i fondi disponibili di provenienza Comunale, Provinciale, Regionale, e dell Unione Europea. Articolo 10 CONTRATTI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA 1. I contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati nell ambito di progetti presentati ai sensi della presente intesa, dovranno prevedere che l opera dedotta in contratto debba essere svolta nei tempi, nei modi, e con i mezzi stabiliti di comune accordo tra il committente ed il collaboratore, necessari per la realizzazione degli obiettivi ed indicati nel contratto stesso sulla base delle compatibilità organizzativi ed ambientali, definite dal committente. Potrà altresì essere prevista, con un preavviso di 15 giorni lavorativi ed accettazione scritta del collaboratore, la modifica dei tempi di cui sopra su richiesta dell impresa committente. 11
12 2. Per quanto concerne le norme in materia di salute e sicurezza si applica la normativa vigente in materia. 3. I contratti di collaborazione coordinata e continuativa dovranno altresì prevedere l oggetto della prestazione, l entità del corrispettivo ed i tempi di pagamento, nonché le ipotesi della cessazione anticipata del rapporto. 4. Le parti concordano sulla importanza di rivolgere particolare attenzione nell utilizzo dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa per i soggetti con più di 40 anni espulsi dal mercato del lavoro. Articolo 11 CONTRATTI DI APPALTO 1. Per massimizzare l impatto occupazionale dell intesa MILANO LAVORO, il Comune di Milano potrà inserire nei propri capitolati di appalto relativi a progetti asseverati dalla Commissione di concertazione un clausola con la quale si impegnano le imprese appaltatrici, in caso di ricorso a manodopera aggiuntiva, ad utilizzare gli strumenti contrattuali previsti nella presente intesa secondo le modalità e nei termini previsti. 2. Il Comune, ove possibile, attiverà forme di convenzione diretta ai sensi dell art. 5 della L. 381 per favorire l integrazione dei soggetti svantaggiati così come previsti dall art. 2 della presente intesa. A tal fine il Comune di Milano predisporrà una convenzione tipo. 12
13 Titolo V DISPOSIZIONE FINALE Articolo 12 VALIDITÀ E DURATA 1. La presente intesa ha natura sperimentale ed avrà validità di 4 anni, salvo diverso accordo raggiunto dalle parti sottoscrittrici durante la sua vigenza. 2. Sei mesi prima della scadenza le parti si impegnano ad aprire un tavolo negoziale diretto alla verifica degli obiettivi in esso contenuti, in vista di una sua proroga e/o adattamento in funzione delle condizioni del mercato del lavoro milanese e degli eventuali cambiamenti intervenuti nel quadro legale di riferimento. 3. La Commissione di concertazione esaminerà, entro il mese di marzo c.a., i progetti presentati dalle parti nel corso dei lavori tecnici, di cui all allegato 2, che forma parte integrante della presente intesa. 4. Le parti firmatarie della presente intesa, in caso di nuove disposizioni legislative e ogni qualvolta lo ritengano opportuno, si riserveranno di analizzare l introduzione di eventuali nuovi strumenti. 13
14 Milano, lì 2 febbraio 2000 Firmatari Comune di Milano Provincia di Milano Regione Lombardia CISL UIL CISAL UGL Assolombarda Unione del Commercio Confcommercio Api Milano APA Confartigianato CLAAI Unione Prov. Milano CNA CISPEL AGCI Confcooperative Lega Cooperative 14
15 ALLEGATO 1. MILANO LAVORO PRE-INTESA 28 LUGLIO 1999
16 MILANO LAVORO UN PATTO PER IL LAVORO NELLA CITTÀ DI MILANO * * * * * PRE-INTESA Tra il Comune di Milano le organizzazioni sindacali le Associazioni imprenditoriali Milano, 28 luglio 1999
17 PREMESSO: che la Risoluzione del Consiglio dell Unione Europea del 22 febbraio 1999 (contenente gli Orientamenti in materia di occupazione per il 1999) invita gli Stati membri a:?? «promuovere i mezzi per sfruttare appieno le possibilità offerte dalla creazione di posti di lavoro a livello locale, nell economia sociale, nel settore delle tecnologie ambientali e nelle nuove attività connesse al fabbisogno non ancora soddisfatto dal mercato, esaminando nel contempo con l obiettivo di ridurli gli ostacoli che potrebbero agire da freno (tenendo) conto dello speciale ruolo svolto dalle autorità locali e dalle parti sociali» (12 orientamento della Risoluzione);??«sviluppare condizioni quadro volte a sfruttare appieno il potenziale occupazionale nel settore dei servizi e dei servizi connessi con l industria, ad esempio attraverso lo sfruttamento del potenziale occupazione della società dell informazione e del settore ambientale per creare posti di lavoro più numerosi e migliori» (13 orientamento della Risoluzione); che il Patto sociale per lo sviluppo e l occupazione (sottoscritto nel dicembre 1998) assegna alla concertazione e alla programmazione negoziata, a livello nazionale e locale, il ruolo di metodo ineludibile per esplicitare i profili di criticità e formulare adeguate azioni regolative, secondo il principio di sussidiarietà; che il Comune di Milano e le Confederazioni Sindacali CGIL- CISL-UIL hanno sottoscritto (nel febbraio del 1998) un Protocollo di intenti diretto a sostenere su base locale il rilancio della città di Milano sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo sociale; che le parti firmatarie del presente accordo condividono gli impegni sottoscritti nel Protocollo d intenti del febbraio 1998 e, segnatamente, la volontà di perseguire i seguenti obiettivi: 1
18 - promozione degli investimenti e dell occupazione in relazione alle trasformazioni del tessuto economico produttivo; - utilizzo e valorizzazione delle aree dismesse; - promozione della qualità dell ambiente; - garanzia della sicurezza e vivibilità della città; - ottimizzazione delle opportunità di incontro tra domanda ed offerta di lavoro; - sostegno della qualità del sistema educativo e formativo; - formalizzazione di politiche per i giovani. che la presente intesa rappresenta il primo passo verso la completa attuazione del Protocollo d intenti. CONSIDERATO: che nella area metropolitana milanese esiste una domanda via via crescente, ma spesso inevasa, di servizi, quali: servizi per la città (pulizia e manutenzione delle strade, delle piazze, dei giardini pubblici; controllo del traffico e delle soste; etc.); servizi per la persona (cura e assistenza agli anziani, cura e assistenza agli ammalati e ai bambini, ristorazione, divertimenti, cultura, turismo, etc.); servizi per le imprese pubbliche e private (attività di c.d. facility management: gestione dei servizi informatici e delle nuove tecnologie; servizi di manutenzione e sorveglianza degli impianti e dei beni aziendali; servizi di pulizia dei locali aziendali, etc.), etc.; che queste opportunità potenziali di nuova occupazione sono attualmente disperse e frammentate nel mercato del lavoro milanese, e, laddove non rimangano addirittura inevase, trovano il più delle volte soddisfazione mediante canali informali che alimentano disagi 2
19 sociali, degrado urbano e ambientale, micro-criminalità e in generale una illegalità diffusa; che esiste una forte attrazione di queste attività nell ambito del lavoro sommerso, in quanto si tratta di servizi e di prestazioni lavorative a bassa tecnologia e labour intensive, che richiedono grande flessibilità e, spesso, bassa specializzazione; che talora il fenomeno assume contorni particolarmente gravi, come nel caso dello sfruttamento del lavoro dei minori, pregiudicando in particolare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. che la città di Milano può trovare al proprio interno le risorse necessarie per corrispondere alle esigenze sopra indicate. CONSIDERATO ALTRESÌ: che il fattore di criticità su cui le parti firmatarie ritengono opportuno aprire il tavolo di concertazione è quello della manutenzione e pulizia della città (strade, piazze, muri, edifici storici, musei, parchi e giardini, etc.), in quanto pare ragionevole ritenere che questo fattore di criticità possa essere tradotto in una opportunità di nuovi posti di lavoro regolari. che l evento del Giubileo del 2000 potrebbe rappresentare lo stimolo per delineare un progetto razionale e coordinato della pulizia e manutenzione della città in grado di innescare un circolo virtuoso per l occupazione e in tal modo attenuare gli effetti di situazioni di emarginazione e di disagio sociale. che le tipologie di attività collegate alla pulizia della città sono il più delle volte (ma non necessariamente) ad alta intensità di lavoro e che dunque esse potrebbero richiedere prestazioni anche flessibili e/o poco specializzate. 3
20 che si ha motivo di ritenere che alcune di queste categorie deboli presenti sul mercato del lavoro milanese (extracomunitari, disoccupati di lunga durata, over 40 e disagio giovanile) potrebbero essere agevolmente impiegate in questi lavori. che in una fase di transizione si dovrà in ogni caso garantire un innalzamento della qualità del lavoro offerto da questi gruppi di lavoratori mediante la valorizzazione degli strumenti contrattuali a carattere formativo (alternanza lavoro formazione), che consentano la creazione delle condizioni per rendere stabile la loro occupazione. SI CONVIENE: di aprire un tavolo negoziale tripartito (Comune Sindacato Associazioni Imprenditoriali), con l eventuale intervento dei soggetti istituzionali e di altre associazioni/organizzazioni operanti nell area milanese di volta in volta interessate, finalizzato: - alla individuazione di soluzioni per la riqualificazione urbana e sociale della città. - alla individuazione delle situazioni di criticità esistenti e degli strumenti normativi e istituzionali più idonei a garantire una loro traduzione in opportunità e fattori di crescita per la città e per i suoi abitanti, in ottemperanza delle disposizioni inderogabili di legge e di contratto collettivo; - alla contrattazione delle nuove tipologie di lavoro, compreso quello flessibile e/o temporaneo, da utilizzare nell ambito dei contratti collettivi e delle leggi vigenti, solo a fronte di progetti nell area denominata nuo 4
21 - vi servizi e nuove occasioni di lavoro, per favorire occupazione aggiuntiva. - alla individuazione degli strumenti che mirino alla stabilizzazione dei posti di lavoro emersi, a partire dalla formazione professionale. Oggetto dell attività di concertazione saranno le seguenti materie: - emersione del lavoro sommerso; - formazione professionale per i nuovi servizi e le nuove occasioni di lavoro; - scolarizzazione (accesso degli extracomunitari alla istruzione sia mediante i canali istituzionali sia mediante l intervento delle associazioni/organizzazioni del volontariato); - legalità, semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative (e segnatamente delle procedure di regolarizzazione degli extracomunitari); - accesso al credito (agevolazioni all auto-imprenditorialità, al lavoro associato e alla costituzione di società di extracomunitari; concessione di finanziamenti; assistenza nell individuazione di opportunità di finanziamento; consulenza nella predisposizione di business-plan; ricerca di partners e soci; valutazioni di aziende ai fini della loro acquisizione, etc.). Il tavolo negoziale si concluderà con un unico accordo comprensivo di tutte le materie citate oggetto di contrattazione e di concertazione. Le parti si impegnano ad aprire il tavolo tripartito nel mese di settembre
22 Comune di Milano CISL UIL Assolombarda Unione del Commercio API APA Confartigianato CLAAI Unione Prov. Milano CNA CISPEL AGCI Confcooperative Lega Cooperative 6
23 ALLEGATO 2. PROGETTI PRESENTATI DALLE PARTI NEL CORSO DEI LAVORI TECNICI Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Air Liquide Sanità Spa (Assolombarda) Assistenza domiciliare integrata 50 persone Elektrene Spa (Assolombarda) Sistema integrato di gestione sosta e parcheggi a pagamento 50 persone Ente proponente APA Confartigianato CNA Numero progetti presentati 2 Occupazione aggiuntiva prevista 43 persone Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista APA Confartigianato API Milano - CNA Inserimento nelle PMI del settore della meccanica 80 persone API Milano Inserimento nelle PMI 90 persone Consorzio Farsi Prossimo Custode di Strada 300 persone AEM Installazione lampade votive 20 persone Ente proponente AMSA Numero progetti presentati 5 7
24 Occupazione aggiuntiva prevista 74 persone Ente proponente ATM Numero progetti presentati 2 Occupazione aggiuntiva prevista 80 persone Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Ente proponente Titolo Occupazione aggiuntiva prevista Comune di Milano Appalto servizio antigraffiti 50 persone Comune di Milano Global Service per il verde 100 persone Comune di Milano Appalto assistenza domiciliare anziani 50 persone 8