Source: http://forum.enti.it/viewtopic.php?p=187791
Timestamp: 2017-06-26 15:42:54+00:00
Document Index: 180749007

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 7', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 116', 'art. 162', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

registrazione matrimonio religioso cittadina AIRE - Forum Enti.it
registrazione matrimonio religioso cittadina AIRE
skyla	registrazione matrimonio religioso cittadina AIRE
Messaggioda skyla » 09/10/2006, 11:59 Caro Sign. Scolaro, gia´tempo fa´avevo chiesto chiarimenti per la procedura di matrimonio religioso in Italia per me residente all´estero e il mio oggi marito tedesco. A sposarci ce l´abbiamo fatta il 23 settembre, a registrare il matrimonio ancora no. Ho chiamato la mia ambasciata e loro mi hanno detto che il sacerdote trascrive l´atto ma che l´anagrafe di roma non provvedere a mandare informazioni in Germania. Ho chiamato l´anagrafe di Roma che mi ha informato che loro stanno registrando ancora i matrimoni di Giugno figuriamoci uno di settembre. Ufficialmente quindi noi in germania non siamo sposati ( con tutte le conseguenze fiscali del caso) ed in Italia neanche . Che si fa´?
Qual´e´la procedura? Chi fa cosa?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 09/10/2006, 12:27 La richiesta di trascrizione puo' essere presentata dal parroco sono entro 5 gg dalla celebrazione.
Dato il comune coinvolto (in relazione alla dimensione ed alla nunmerosita' dei casi), non resta che consigliare di sollecitare.
skyla	per capire
Messaggioda skyla » 09/10/2006, 13:12 Quindi posso chiedere all´anagrafe di Roma un certificato di avvenuto matrimonio?
se come previsto dalla legge il matrimonio deve essere trascritto entro 24 ore come e´possibile che mi dicano ci vogliano 3 mesi?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 09/10/2006, 16:24 Si, certamente (ma dopo la trascrizione).
Le 24 ore si computano da quando sia stato completato il procedimento preliminare previsto dall'art. 13 L. 27/5/1929, n. 847 (precedentemente indicato).
donatella CASENTINI	Cita
Messaggioda donatella CASENTINI » 30/12/2006, 17:08 PER QUELLO CHE HO CAPITO LA SPOSA E' UN'ISCRITTA AIRE IN UN COMUNE ITALIANO; NON DOVREBBE QUINDI RICHIEDERE LE PUBBLICAZIONI AL CONSOLATO ITALIANO ALL'ESTERO CHE ACCERTERà LA CAPACITà MATRIMONIALE ANCHE DELLO SPOSO E RILASCERA' UN DOCUMENTO PER LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO CONCORDATARIO IN ITALIA??
MI è VENUTO IL DUBBIO CHE IL CONSOLATO POSSA RILASCIARE SOLO UNA DELEGA ART. 109 PER LA CELEBRAZIONE DI UN MATRIMONIO CIVILE MA HO LETTO IL MASSIMARIO DEL MINISTERO DI ULTIMA STAMPA CHE MI CONFERMA L'ESATTEZZA DI TALE PROCEDURA DA PARTE DEL CONSOLATO .
COSì, ESSENDO STATA CONTATTATA DA UNA COPPIA CHE AVEVA AVUTO LO STESSO PROBLEMA , MI SONO SENTITA DI PROPORRE TALE SOLUZIONE E PARE CHE IL CONSOLATO , DOPO AVER EFFETTUATO LE REGOLARI PUBBLICAZIONI, GLI ABBIA RILASCIATO UN DOCUMENTO PER IL PARROCO CON IL QUALE LA COPPIA SI SPOSERà!!
QUANDO IL MATRIMONIO CELEBRATO MI VERRà TRASMESSO ASSIEME AL DOCUMENTO RILASCIATO DAL CONSOLE ITALIANO POTRò TRASCRIVERLO TRANQUILLAMENTE?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 31/12/2006, 08:02 Come prima cosa, andrebbe precisdato come le procedure della L. 27/5/1929, n. 847 non possano applicarsi al di fuori dell'Italia, in quanto le norme c.d. concoradatarie (specie questa che e' una legge 'nazionale') regolano i rapporti tra la Repubblica Italiana e la Chiesa cattolica, cioe' tra due soggi di cui, almeno 1 (la Repubblica italiana), ha ben precisi confini territoriali.
Nel caso di pubblicazioni formate avanti all'autorita' consolare (cioe' nel luogo di residenza all'estero; art. 7 dPR 200/1967) queste opererebbero solo sul versante regolato dal CC e non potrebbe esservi matrimonio c.d. concordatario mancando la co-condizione dell'art. 6, 2 L. 847/1929; anche a voler considerare gli artt. 12 e 13 L. 847/1929, non si può parlare di pubblicazioni dato che queste disposizioni fanno riferimento alle pubblicazioni previste dalla legge civile (e anche la L. 847/1929 lo e'!), proprio per la carenza della co-condizione dell'art. 6, 2 L. 847/1929.
Messaggioda donatella CASENTINI » 31/12/2006, 11:38 per quanto ho capito il parroco nel trasmettermi il matrimonio dovrebbe chiedermi l'applicazione dell'art. 13 e io potrei usare le pubblicazioni effettuate dal consolato come esaustive della documentazione necessaria senza fare nessun altro accertamento?
Lo sposo straniero deve produrre un nulla osta al matrimonio da allegare alla pratica o dò per scontato che avendo effettuato le pubblicazioni al consolato tale documento sia già stato prodotto là e quindi non mi serve per la trascrizione?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 31/12/2006, 15:08 Avvenendo il matrimonio in Italia, l'art. 116, 1 CC opera in tutti i casi.
Messaggioda Ospite » 12/03/2007, 11:54 ma se nel matrimonio canonico (identico al caso precedente cioè cittadino aire e straniera, matrimonio canonico celebrato in italia) il parroco ha sbarrato la parte della lettura degli artt. 143,144,147 del codice civile (facendo intendere che non li ha letti) e poi ha inserito la scelta della separzione dei beni ai sensi dell'art. 162 cc, come mi devo comportare per la trascrizione ai sensi dell'art. 13 l 847/29?
devo leggere gli articoli del cc agli sposi? e per quanto riguarda la scelta della separazione nell'atto di matrimonio è valida?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 13/03/2007, 09:41 La lettura degli 'noti' articoli del CC e' condizione essenziale perche' il matrimonmio possa avere effetti civili (con quanto ne segua).
Messaggioda Ospite » 13/03/2007, 10:00 e quindi devo provvedere io? perchè ho letto la procedura di trascrzione dell'art. 13 ma non ho mai trovato scritto questa ipotesi.
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 13/03/2007, 10:36 Prova a ri-leggere il precedente riscontro.
Messaggioda Ospite » 21/03/2007, 03:14 Entrambi iscritti AIRE si sposeranno in chiesa in Italia (in Comune diverso delle iscrizioni AIRE). Il Parroco procede ad inviare l'atto di matrimonio per la trascrizione al Comune dove si trova la chiesa entro 5 giorni, questi procede a comunicarlo ai Comuni di iscrizione AIRE. Dico bene? Deve avvenire anche la trascrizione dell'atto di matrimonio anche nei Consolati italiani di provenienza dei nubendi?
Messaggioda Sereno.SCOLARO » 21/03/2007, 10:12 La trascrizione ha luogo con le modalita' dell'art. 13 L. 27/5/1929, n. 847.
Il suggerimento maggiormente sostenibile e' quello che porta ad un'interpretazione letterale (anche se potrebbero esservi molti argomenti per la tesi opposta). Seguendo l'interpretazione letterale, non avendo nessuno dei due coniugi (ormai) residenza in alcun comune italiano (l'iscrizione AIRE non e' una residenza, ma la nega, essendo questa all'estero), l'atto di matrimonio non dovrebbe essere oggetto di trascrizione in altro comune, diverso da quello di celebrazione.
Staff	Contattaci	Oggi è 26/06/2017, 17:42