Source: https://danielemajori.com/2015/02/10/sulla-adeguatezza-dellindicazione-ex-art-37-co-4-d-lgs-n-1632006-delle-parti-del-servizio-concretamente-affidate-a-ciascun-operatore/
Timestamp: 2020-07-02 13:28:31+00:00
Document Index: 36955159

Matched Legal Cases: ['art. 37', 'art. 37', 'sentenza ', 'art. 37', 'art. 14', 'art. 52']

Al fine della verifica dell’adeguatezza dell’indicazione, ex art. 37, co. 4, d.lgs. n. 163/2006, delle parti del servizio concretamente affidate a ciascun operatore, deve tenersi sempre presente la natura del servizio oggetto dell’affidamento: qualora esso si caratterizzi per la sostanziale unitarietà della prestazione, ne consegue che è superflua l’indicazione in termini descrittivi delle “parti” di servizio svolte dai singoli componenti il raggruppamento, essendo tutti singolarmente ed egualmente abilitati all’esecuzione dell’intera prestazione (nella fattispecie, il Tar ha quindi respinto il motivo di ricorso con il quale l’ATI ricorrente contestava l’illegittimità dell’intervenuta specificazione, in sede di offerta del RTP primo classificato, delle quote di riparto del servizio fra i suoi componenti unicamente in termini percentuali). | Avvocato Daniele Majori
Archiviato in Adunanza Plenaria n. 22/2012, approccio ermeneutico di natura sostanzialistica, art. 37 comma 4 d.lgs. n. 163/2006, ATI, attività o prestazioni scorporabili, esclusione, lex specialis, natura del servizio oggetto dell’affidamento, onere di indicazione, parti del servizio, percentuali, quota di riparto delle prestazioni che saranno eseguite tra le singole imprese, quote di riparto del servizio, raggruppamento temporaneo di professionisti, riparto di esecuzione tra le imprese associate, RTI, rtp, unitarietà della prestazione
(Tar Puglia, Lecce, sez. III, 5 febbraio 2015, n. 481)
«[I]nfondato in fatto e in diritto risulta […], a parere del Collegio, il secondo motivo di ricorso con il quale l’ATI ricorrente contesta l’ammissione alla gara e la definitiva aggiudicazione dell’appalto in favore del RTP primo classificato, a cagione dell’intervenuta specificazione in sede di offerta delle quote di riparto del servizio fra i suoi componenti unicamente in termini percentuali.
Ed invero, come chiarito dalla stessa Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato nella sentenza n. 22/2012, l’onere di indicazione delle “parti di servizio”, espressamente richiesto a pena di esclusione dall’art. 37, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006, come richiamato dall’art. 14 della lex di gara, al co. 8, deve essere interpretato alla luce di “un approccio ermeneutico di natura sostanzialistica, nel senso che l’obbligo deve ritenersi assolto sia in caso di indicazione, in termini descrittivi, delle singole parti di servizio, da cui sia evincibile il riparto di esecuzione tra le imprese associate, sia in caso di indicazione, in termini percentuali, della quota di riparto delle prestazioni che saranno eseguite tra le singole imprese”; adottando, pertanto, un approccio ermeneutico di tipo sostanzialistico, al fine della verifica dell’adeguatezza dell’indicazione delle parti di servizio affidate a ciascun professionista concretamente operata, deve tenersi sempre presente in primis la natura del servizio oggetto dell’affidamento che, nel caso di specie, si caratterizza per la sostanziale unitarietà della prestazione oggetto dell’appalto (come si deduce dalla circostanza che sotto la voce “prestazioni secondarie dell’intervento”, non è indicata alcuna ulteriore attività o prestazione di carattere scorporabile rispetto a quella principale di pianificazione) e, conseguentemente, per la superfluità di un’indicazione in termini descrittivi delle “parti” di servizio svolte dai professionisti componenti il raggruppamento, tutti singolarmente ed egualmente abilitati all’esecuzione dell’intera prestazione».
« Installazione di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili: il potere regolamentare comunale non può stabilire divieti generalizzati per la tutela della salute, cui ha già provveduto lo Stato, utilizzando in modo surrettizio le competenze edilizio-urbanistiche (in particolare, il Tar ha statuito che i “criteri di localizzazione” dei Comuni sono possibili se non sono finalizzati a porre “limitazioni territoriali” illegittime, anche perché i servizi di rete, che a loro volta sono in continua evoluzione, devono utilizzare le nuove tecniche, rendendole disponibili a tutti i cittadini).
Poiché il processo amministrativo tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT) – afferma il Tar Campania – la notifica a mezzo PEC del ricorso introduttivo deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata, anche in mancanza dell’autorizzazione ex art. 52 c.p.a. (atteso che la norma si riferisce a forme “speciali” di notificazione). »