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Timestamp: 2017-10-23 15:34:39+00:00
Document Index: 90497667

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 15', 'art. 74', 'art. 41', 'art. 36', 'art. 43', 'art. 2', 'art. 15', 'art.68']

CORSO FORMAZIONE SICUREZZA - PDF
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1 CORSO FORMAZIONE SICUREZZA Accordo Stato Regioni del inerente all attività di informazione e formazione datori di lavoro, lavoratori, dirigenti e preposti artt. 34 comma 2, 36, 37 comma 1-4, 6, 7,8 D.Lgs 81/0 L'uomo e la sua sicurezza devono costituire la prima preoccupazione di ogni avventura tecnologica A.Einstein Pagina1
2 Indice Formazione generale A. Accordo stato regioni pag_3 B. Tappe della Sicurezza a livello legislativo in Italia pag_3 C. Le parole chiave della sicurezza pag_4 D. Organizzazione della prevenzione aziendale, pag_7 E. Diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali, pag_8 F. Organi di vigilanza, controllo e assistenza pag_9 Formazione specifica 1_Rischio infortuni G. Meccanici generali, H. Elettrici generali, I. Macchine, Attrezzature, J. Cadute dall'alto, pag_11 2_Rischio chimico K. Rischi chimici, L. Nebbie - Oli - Fumi - Vapori - Polveri, M. Etichettatura, N. Rischi da esplosioni O. Rischi biologici, P. Rischi da esplosione, Q. Rischi cancerogeni pag_14 3_Rischio fisico R. Microclima S. illuminazione T. Rumore, U. Vibrazione, V. Radiazioni, pag_18 4_Rischi d organizzazione del lavoro W. Videoterminali, X. Stress lavoro correlato Y., Ambienti di lavoro, Z. Dispositivi Protezione Iindividuale(DPI) AA., Movimentazione manuale carichi, pag_20 5_Procedure di sicurezza BB. Emergenze. CC. Procedure d esodo DD. Segnaletica di sicurezza, EE. Le procedure in caso d incendio pag_23 Pagina2
3 FF. Procedure organizzative per il primo soccorso, GG. Incidenti e infortuni mancati, HH. Altri Rischi Tappe della Sicurezza a livello legislativo in Italia Pagina3
4 FORMAZIONE Generale 4 ORE PER TUTTI I SETTORI Le parole chiave della sicurezza SICUREZZA: Condizione oggettiva esente da pericoli o garantita contro eventuali pericoli Nei luoghi di lavoro la sicurezza gioca un ruolo fondamentale nella tutela della salute dei lavoratori Le 3 dimensioni della sicurezza 1. Della Persona : consapevolezza, conoscenza, capacità, preparazione 2. Della macchina: caratteristiche, intrinseche, ergonomia, interfaccia 3. Dell ambiente di lavoro: Igiene, pulizia,illuminazione, aspetti organizzativi SALUTE: Condizione di benessere fisico e psichico dovuta ad uno stato di perfetta funzionalità dell organismo. E un diritto umano fondamentale secondo la Carta dei diritti universali dell uomo, che non consiste solo nell assenza di malattia e/o infermità (Oms) RISCHIO: Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione (D.lgs 81/08, art. 2) È una concreta probabilità che, nelle condizioni di impiego o di esposizione, sia raggiunto il livello potenziale di danno. Pagina4
5 PERICOLO: è una proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (materiali di lavoro, materie prime o intermedi, metodi di lavoro, macchine e strumenti) in grado di causare danni alle persone o all'ambiente (concetto deterministico) PROBABILITÀ: il raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione (D.lgs 81/08, art. 2) DANNO: Una qualunque alterazione, transitoria o permanente, dell'organismo, di una sua parte o di una sua funzione (Esempi: - una frattura - la perdita di una mano - un'infezione- una gastrite da stress) Il pericolo e potenziale, il rischio e concreto Formula per il calcolo del rischio R = P x D Ki R=Rischio P=Probabilitàcheavvengal'evento(->prevenzione) D= Danno (gravità) dell'evento sulla persona(->protezione) Ki: Informazione, formazione, addestramento, istruzioni Quindi non tutto ciò che rappresenta un pericolo costituisce anche rischio: la differenza può nascere dalle quantità di sostanza in gioco, maltempo dalla frequenza di esposizione,dalle misure precauzionali prese, dalla maggiore o minore evidenza del pericolo stesso PREVENZIONE: Il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell integrità dell ambiente esterno (D.lgs 81/08, art. 2) La prevenzione la misura tende ad abbattere la probabilità che si verifichi il danno la misura di PROTEZIONE tende a ridurre la gravità del danno stesso (entrambe concorrono a diminuire il rischio) R = P x D Pagina5
6 INFORTUNIO: Evento lesivo che si verifica in modo improvviso ed imprevisto per causa violenta in occasione di lavoro dal quale possono derivare:la morte, un inabilità permanente (parziale o assoluta) o un inabilità temporanea (parziale o assoluta) che comporta l astensione dal lavoro (definizione assicurativa) nel quale si riconoscono tutte le seguenti caratteristiche: rilevanza clinica (criterio di gravità) nesso causaeffetto (criterio di causalità)danno a breve distanza di tempo (criterio cronologico) INCIDENTE: Evento che ha prodotto danni solo materiali, ma che ha rischiato di causare danni anche alle persone PROTEZIONE: Difesa contro ciò che potrebbe recare danno. Elemento che si interpone tra qualcuno che può subire un danno e ciò che lo può causare VALUTAZIONE DEL RISCHIO: Processo complesso, articolato in più fasi e afferente a diversi soggetti, che, a partire dall individuazione di un pericolo, stabilisce l entità del rischio ad esso associato. Il processo è finalizzato ad individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione e ad elaborare il programma ed il monitoraggio delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza (D.lgs 81/08, art. 2) Pagina6
7 Organizzazione della prevenzione aziendale, L 81/2008 prevede la presenza di taluni soggetti che hanno il compito di collaborare con il datore di lavoro nelle attività di prevenzione e tutela della sicurezza sul lavoro e queste figure sono: Pagina7
8 IL DATORE DI LAVORO E responsabile della sicurezza e della salute di tutte le persone che collaborano a qualsiasi titolo all attività lavorativa e degli allievi anche quando questi sono equiparati ai lavoratori perché impegnati in attività di laboratorio. OBBLIGHI: nominare il RSPP e le figure preposte alla sicurezza e gli addetti all emergenza e assicurarne la formazione, l informazione e l'addestramento elaborare il DVR individuare, programmare, attuare e aggiornare le misure di prevenzione e protezione e organizzare l emergenza richiedere l osservanza delle norme e delle disposizioni aziendali e l uso dei dispositivi di protezione collettivi e individuale nominare il medico competente e assicurare la sorveglianza sanitaria DIRIGENTE Persona che in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro, organizzando l attività lavorativa e vigilando su di essa IL PREPOSTO: Persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa IL LAVORATORE: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione... l allievo degli istituti di istruzione nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi Pagina8
9 comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione... IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA: Persona eletta o designata [dai lavoratori di ogni singola istituzione scolastica] per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI: Insieme di persone, sistemi e mezzi esterni o interni alla scuola, finalizzati all attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori E' composto dal Responsabile RSPP ( persona designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il SPP ) più eventuali Addetti ( persona facente parte del SPP ) IL MEDICO COMPETENTE: Medico in possesso dei titoli e requisiti previsti dalla normativa, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti che la normativa gli attribuisce Diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali, I lavoratori hanno diritto A lavorare in un ambiente i cui rischi siano stati adeguatamente valutati e dove siano state adottate tutte le misure necessarie affinché i pericoli siano evitati, arginati o affrontati in maniera adeguata (art. 15), utilizzare dei DPI conformi alle norme di legge e adatti alle mansioni che svolgono (art. 74), ricevere un adeguato controllo sanitario (art. 41), ricevere adeguata informazione e formazione in materia di sicurezza sul lavoro (art. 36 e 37), allontanarsi dal luogo di lavoro in caso di pericolo (art. 43 e 44), avere un RLS che tuteli la loro sicurezza e li rappresenti (art. 2), non subire oneri finanziari per le misure adottate relative alla sicurezza (art. 15 e 37) Ciascun lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e di quella delle altre persone, presenti sul luogo di lavoro, sulle quali possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. I lavoratori contribuiscono, insieme al datore di lavoro, al miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. In particolare i lavoratori devono: Osservare le disposizioni e istruzioni fornite dal datore di lavoro, dirigenti e preposti; Utilizzare correttamente macchinari, attrezzature, sostanze pericolose, ecc.; Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione individuale; Segnalare al datore di lavoro, dirigente o preposto le deficienze di dispositivi di protezione, macchine, attrezzature ecc. e le condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza; Adoperarsi, nell ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre deficienze e pericoli; Non rimuovere o modificare senza autorizzazione dispositivi di sicurezza, segnalazione o controllo; Non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre non di propria competenza ovvero che possano compromettere la sicurezza propria o di altri; Sottoporsi ai controlli sanitari previsti; Contribuire all adempimento degli obblighi imposti dall autorità competente o necessari alla sicurezza e salute sul lavoro FORMAZIONE DEI LAVORATORI ART. 37 D.LGS 81/08 Ai sensi dell Art. 37 del D.lgs 9 APRILE 2008 n. 81 tutto il personale (ATA e docenti) deve ricevere una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza. La normativa sulla sicurezza prevede delle sanzioni, per gli inadempienti: (Il datore di lavoro/dirigente che non fornisce adeguata e Pagina9
10 sufficiente formazione ai lavoratori è punito con l arresto da 2 a 4 mesi o con l ammenda da a Il preposto che non partecipa ai programmi di formazione è punito con l arresto fino a 1 mese o con l ammenda da 200 a 800. Il lavoratore che non partecipa ai programmi di formazione è punito con l arresto fino a 1 mese o con l ammenda da 200 a 600). Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Il D.lgs 81/08 prevede sanzioni (arresto, ammenda, sanzione amministrativa pecuniaria) per il datore di lavoro, il dirigente, il preposto, il lavoratore e il medico competente che non assolvano agli obblighi previsti ARPAV INAIL ex ISPESL SOGGETTI AGENZIA REGIONALE PER L AMBIENTE - VENETO ISTITUTO SUPERIORE PREVENZIONE E SICUREZZA SUL LAVORO PRINCIPALI COMPETENZE Servizio Antinfortunistica e Impiantistica delle sedi provinciali Verifiche periodiche su Ascensori e mezzi di sollevamento mpianti elettrici speciali e di messa a terra Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche Apparecchi a pressione e generatori di vapore Idroestrattori a forza centrifuga Tutela il lavoratore contro i danni fisici ed economici derivanti da infortuni e malattie causati dall attività lavorativa ed esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente all evento subito dai propri dipendenti, salvo i casi in cui, in sede penale o civile, sia riconosciuta la sua responsabilità per reato commesso con violazione delle norme di prevenzione e igiene sul lavoro DTL DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO (ex Ispettorato del Lavoro) Servizio Ispettivo del Lavoro - Ministero del Lavoro compiti di vigilanza e controllo sul lavoro in genere Contratti, Orario, Libretto di lavoro, Minimo paga e prospetti paga, Minori avviati al lavoro, Lavoratrici madri, Assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali, Verifica delle modalità di infortunio (ex inchiesta pretorile), Vigilanza in materia di sicurezza solo nelle attività e previa comunicazione allo SPISAL: Edilizia (costruzioni, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, etc.) Lavori in sotterraneo o in galleria anche con impiego di esplosivi, Lavori mediante cassoni in aria Pagina10
11 compressa e lavori subacquei, Indagini di PG su delega della Autorità Giudiziaria VVF SPISAL INPS COMANDI PROVINCIALI DEI VIGILI DEL FUOCO Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Ente del Ministero dell Interno Servizio Ispettivo per le attività produttive e per le altre attività soggette alla normativa di prevenzione incendi Vigilanza sulla prevenzione incendi, Informazione, consulenza, assistenza, Attività autorizzativa la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni causati o correlati al lavoro il miglioramento del benessere del lavoratore strumenti, vigilanza, assistenza, informazione Certificazioni di idoneità al lavoro (minori, utilizzo di esplosivi, conduzione caldaie a vapore, impiego di gas tossici, attività di autoriparazione, responsabile impianti a fune, maestri di sci, ecc). Ricorsi contro il parere espresso dal medico competente Visite specialistiche in medicina del lavoro per consulenza a medici di base e ospedalieri. Esami strumentali di screening (audiometrie, spirometrie) su richiesta del medico competente. Vigilanza e controllo sull attività del medico competente Tutela delle lavoratrici madri mediante accertamento delle condizioni lavorative e ambientali di rischio per le gravidanze Eroga le rendite pensionistiche di fine lavoro e la prestazione economica sostitutiva della retribuzione in caso di assenza per incapacità temporanea assoluta al lavoro dovuta a malattia o a gravidanza Formazione Specifica : Pagina11
12 8 ore per i settori della classe di rischio medio 1_Rischi infortuni, Per Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (noto anche con l'acronimo TUSL, col quale per brevità viene spesso citata la normativa) si intende, nell'ambito del diritto italiano, l'insieme di norme contenute nel Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 che - in attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant'anni, al fine di adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. Obiettivi della normativa: tutela della SICUREZZA e della SALUTE Rischi per la salute Parametri igienici Postazione di lavoro Esposizione a rumore Rischi per la sicurezza Rischi strutturali (passaggi, scale, pavimenti) Rischi connessi all utilizzo delle attrezzature di lavoro(scale, macchine da ufficio, ecc.) Rischi impiantistici (es. impianti elettrici Meccanici generali, Qualsiasi macchina, apparecchio, utensile, deve rispondere ai requisiti di legge ed essere installato, mantenuto ed utilizzato in modo corretto. L uso delle attrezzature che richiedono conoscenze o responsabilità particolari, è riservato a lavoratori incaricati e addestrati. L informazione e l addestramento degli addetti devono considerare sia il normale utilizzo sia le situazioni anormali prevedibili. Attenzione a: Impigliamento Schiacciamento Intrappolamento Trascinamento Proiezione Attrito-abrasione Attorcigliamento Urto Perforazione Contatto - taglio Dopo l entrata in vigore della Direttiva Macchine(1996) ogni macchina deve essere accompagnata: Dichiarazione di conformità Marcatura CE Manuale di istruzione per l uso Pagina12
13 Elettrici generali, Quando una corrente elettrica attraversa il corpo umano, i danni conseguenti dipendono dall intensità della corrente Attenzione a: Fili scoperti Impianto di terra Differenziale adeguato ed efficiente di protezione contro le sovracorrenti Una buona progettazione secondo le leggi, i regolamenti e le norme tecniche Una realizzazione a regola d arte (dichiarazione di conformità) Un adeguata manutenzione: dell impianto elettrico dell impianto di messa a terra dell impianto contro le scariche atmosferiche Macchine, Attrezzature, Qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato durante il lavoro 1. macchine (fisse, portatili, 2. mobili,trasportabili, singole, 3. complesse) 4. mezzi di sollevamento, 5. trasporto, immagazzinamento 6. mezzi d opera 7. impianti 8. utensili Chi intende immettere sul mercato macchine costruite prima del D.Lgs. 459/96 e quindi NON MARCATE CE deve produrre un ATTESTATO DI CONFORMITÀ dichiarando che la macchina è conforme alla normativa antecedente Pagina13
14 CAUSE D INFORTUNIO L uso delle attrezzature di lavoro possibilità di infortunio può comportare soprattutto rischi meccanici 1. Uso di attrezzature prive di sistemi di sicurezza 2. Mancato uso di dispositivi di protezione 3. individuali 4. Manomissione dei dispositivi di protezione 5. Scarsa informazione e formazione sull uso 6. Disattenzione, fretta, o sottovalutazione 7. del pericolo 8. Scarsa manutenzione delle attrezzature 9. Abbigliamento non idoneo 10. Ambiente con presenza di pericoli RICORDA: 1. le protezioni di sicurezza non debbono mai essere rimosse o bypassate durante la lavorazione 2. alla fine del lavoro e prima di pulire le macchine togliete sempre la tensione di alimentazione 3. non pulire, oliare,riparare o registrare manualmente gli organi e gli elementi in moto 4. prima di iniziare il lavoro, controllate sempre l adeguatezza e l efficienza dei ripari e dei dispositivi di sicurezza 5. non abbandonate mai alcuna macchina o impianto durante l utilizzo 6. accertatevi sempre che qualsiasi impianto o macchina abbiate terminato di utilizzare non conservi parti in movimento Cadute dall'alto. Attrezzature manuali frequentemente impiegate associate ad un elevato livello di rischio (caduta dall'alto) Scale portatili Scale semplici Scale doppie È buona norma, per garantire l'equilibrio della persona: Evitare di operare permanendo oltre il terzultimo piolo (in caso contrario si deve ricorrere a scala di maggiore lunghezza) Salire e scendere conservando il viso rivolto verso la scala e mantenere salda la presa delle mani (che devono essere rigorosamente tenute libere, riponendo attrezzi, utensili e materiali minuti in tasche o borse da portare a tracolla) Mantenere sgombri da ostacoli o materiali i punti di accesso alla scala, sia in basso, sia in sommità. Pagina14
15 2_Rischi chimici, Rischio dovuto a sostanze inquinanti che interagiscono con l organismo umano e che possono provocare patologie acute croniche e irreversibili. - Gas - Vapori Aerosol (Polveri, fibre, nebbie, fumi) i rischi chimici sono legati a 1- alle caratteristiche dell agente stesso (acido, alcalino, neutro, liquido, polvere,.) 2- alle modalita d uso(a spruzzo, con spugna,.) gli agenti chimici possono essere pericolosi: le sostanze pericolose sono elencate in un elenco ufficiale, continuamente aggiornato dalla comunità europea tipi di rischio chimico 1. TOSSICOLOGICO: INALAZIONE CONTATTO CON EFFETTI CRONICI dovuto all impiego di sostanze e di preparati pericolosi ad elevata disponibilità in aria 2. INCIDENTALE/INFORTUNISTICO: CON EFFETTI ACUTI errori di conferimento e stoccaggio, cedimento recipienti e reti adduzione, spandimento, investimento, contatti tra incompatibili, rilascio di gas tossici 3. TECNOLOGICO: DA ANOMALIE D IMPIANTO E DI PROCESSO tracimazioni, cedimenti e rotture di rete e di valvole, reazioni fuggitive, errori di gestione e di stoccaggio, ecc.) 4. INCENDIO E DI ESPLOSIONE relativi a sostanze usate con proprietà esplosive, comburenti, infiammabili e a sostanze prodotte accidentalmente con queste USO DEGLI AGENTTI CHIMICI per comunicare agli utilizzatori l eventuale pericolosita dell agente chimico sono previsti dalla legislazione due strumenti: Pagina15
16 ATTENZIONE!!! NON TUTTO CIÒ CHE È PERICOLOSO HA : ODORE SAPORE COLORE Nebbie - Oli - Fumi - Vapori - Polveri, COME INTERVENIRE emergenze esterne: nube tossica + Rifugiarsi al chiuso senza allontanarsi dall aula + Mantenere tutto il personale all interno dei locali di lavoro + Chiudere immediatamente porte e finestre, sigillare gli infissi con scotch o stracci bagnati + Disattivare sistemi di condizionamento e ventilazione + Stendersi sul pavimento + Respirare attraverso le apposite mascherine o, in mancanza, ponendo un panno, fazzoletto o straccio bagnato sul naso e la bocca + Predisporre l immediata evacuazione dei locali interrati e seminterrati, ove possibile allontanare le classi ed il personale spostandoli dai piani bassi ai piani superiori Etichettatura, L ETICHETTA DEVE ESSERE IN LINGUA ITALIANA E DEVE CONTENERE ALMENO: SCHEDE DI SICUREZZA (in 16 punti) 1.Identificazione della sostanza o del preparato e della società/impresa 2.Composizione / Informazioni sugli ingredienti 3.Identificazione dei pericoli 4.Interventi di primo soccorso 5.Misure antincendio Pagina16
17 6.Provvedimenti in caso di fuoriuscita accidentale 7.Manipolazione ed immagazzinamento 8.Protezione personale - Controllo dell'esposizione 9.Proprietà fisiche e chimiche 10.Stabilità e reattività 11.Informazioni tossicologiche 12.Informazioni ecologiche 13.Osservazioni sullo smaltimento 14.Informazioni sul trasporto 15.Informazioni sulla normativa 16.Altre informazioni I PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI SONO RICONOSCIBILI PERCHÉ SULLA LORO CONFEZIONE È APPLICATA UNA ETICHETTA CON UNO O PIÙ SIMBOLI DI PERICOLO Pagina17
18 Rischi da esplosione Si intende per atmosfera esplosiva una miscela con l aria, in condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie e o polveri. L attività connessa alla distribuzione del gas metano comporta necessariamente che negli impianti ci sia presenza di gas naturale e quindi possa formarsi, in determinate circostanze, un atmosfera esplosiva. La normativa prevede che il datore di lavoro effettui la valutazione in oggetto procedendo alla classificazione delle aree dove è presente il rischio di formazione di atmosfere potenzialmente esplosive, ed adotti le misure tecniche ed organizzative più adeguate alla natura dell attività. La classificazione delle aree ha consentito di identificare le zone che richiedono particolari precauzioni in caso di svolgimento di attività al loro interno oppure anche di semplice accesso. All interno di queste aree gli impianti devono avere caratteristiche antideflagranti e le attrezzature di lavoro devono essere di tipo antiscintilla. L abbigliamento di lavoro deve avere caratteristiche antistatiche. Pagina18
19 Rischi biologici, Rischio dovuto alla esposizione ad agenti biologici (batteri, muffe, funghi, virus,parassiti) che potrebbero provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Protezione da Agenti Biologici: Riguarda tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici, cioè qualsiasi microrganismo che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Gli agenti vengono suddivisi in quattro gruppi: 1. A basso rischio per l uomo; 2. A rischio poco probabile, curabile con terapie mirate; 3. Che possono causare gravi malattie, curabili con terapie mirate; 4. Rischio grave, che si può estendere alla collettività, e non sono disponibili terapie mirate. Rischi cancerogeni Le sostanze e i preparati indicati nelle direttive CEE relative alle sostanze pericolose ed etichettate con le frasi: può provocare il cancro (R45) può provocare il cancro per inalazione (R49) possibilità di effetti irreversibili (R50). 3_Rischi fisici: Microclima Pagina19
20 L insieme dei fattori fisici ambientali che caratterizzano l ambiente di lavoro (non necessariamente confinato) e che, assieme ai parametri individuali quali l attività metabolica e l abbigliamento, determinano gli scambi termici tra l ambiente stesso e gli individui che vi operano. BENESSERE TERMICO : è rappresentato da quelle condizioni in cui l organismo riesce a mantenere l equilibrio termico (omeotermia) senza l intervento del sistema di termoregolazione propria. ISO 7730: "quello stato della mente che esprime la soddisfazione verso l'ambiente termico Illuminazione L illuminazione rappresenta uno dei principali fattori ambientali atti ad assicurare il benessere nei luoghi di lavoro. Una corretta illuminazione oltre a contribuire all'incremento della produttività, riveste grande importanza nella prevenzione degli infortuni sul lavoro L illuminazione dei luoghi di lavoro deve essere ottenuta per quanto è possibile con luce naturale poiché essa è più gradita all occhio umano e quindi meno affaticante. In ogni caso, tutti i locali e i luoghi di lavoro devono essere dotati di adeguata luce artificiale per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In ogni caso, tutti i locali e i luoghi di lavoro devono essere dotati di adeguata luce artificiale per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Dal punto di vista igienico l illuminazione artificiale degli ambienti di lavoro deve avere almeno due requisiti essenziali: essere sufficiente, senza provocare peraltro fenomeni di abbagliamento; essere uniforme, con giusta proporzione tra luce ed ombra; Rumore Comunemente si intende per umore un suono che provoca una sensazione sgradevole, fastidiosa o intollerabile. I lavoratori sono normalmente esposti a diversi tipi di rumore, in relazione alle attività svolte. Pagina20
21 La normativa richiede che: qualora non si possa escludere l esposizione a rumore, si proceda all effettuazione di misurazioni tecniche al fine di stabilire il rispetto dei limiti di azione imposti. I livelli di rumorosità presenti negli uffici non sono di norma causa di danni uditivi e le maggiori fonti di rumore sono costituite dalle stampanti e da altri strumenti di lavoro (fotocopiatrici, centri CED non insonorizzati, telefoni, ecc.) oppure può esservi presenza di disturbo acustico in relazione al numero delle persone che dialogano. I livelli di rumore nei nostri uffici risultano sempre al di sotto del valore inferiore di azione = 80dB(A). Il livello di rumorosità riferibile all uso di attrezzature di lavoro manuali, quali ad esempio utensili meccanici o elettrici, è molto variabile e può anche comportare esposizioni significative, che richiedono, tra le altre cose, una sorveglianza specifica di tipo sanitario e l utilizzo di apposite protezioni individuali al bisogno. La rumorosità presente nelle installazioni sul territorio dipende dal ciclo di funzionamento e può anche richiedere interventi di insonorizzazione allo scopo di salvaguardare l impatto con l ambiente circostante. Vibrazione L'esposizione dell'uomo alle vibrazioni è aumentata progressivamente con lo sviluppo della meccanizzazione industriale ed agricola e con lo impiego crescente dei mezzi di trasporto. Vibrazioni al corpo intero : il corpo umano viene sollecitato nella sua totalità della struttura che vibra attraverso la superficie di appoggio (guida di automezzi) Vibrazione del sistema mano braccio : utensili vibranti, macchine ad aria compressa, elettroutensili (smerigliatrici, trapani, frese etc.) 4_Rischi d organizzazione del lavoro Videoterminali Pagina21
22 La moderna tecnologia informatica ha portato alla presenza sempre più diffusa di apparecchiature munite di schermo (dette videoterminali) nei luoghi di lavoro e, conseguentemente, maggiore esposizione di lavoratori a quello che viene definito rischio da videoterminale. È però necessario sottolineare che la tecnologia utilizzata per la realizzazione di queste apparecchiature esclude un rischio legato alla esposizione alle radiazioni provenienti dallo schermo. Quindi il rischio non è di esposizione a radiazioni, ma piuttosto legato a problemi di postura e di affaticamento visivo. Norme di Comportamento Rispettare le naturali pause nell utilizzo dei videoterminali (almeno 15 minuti ogni due ore consecutive); Adeguare il proprio posto di lavoro alle proprie esigenze fisiche. In particolare è necessario adattare l altezza della sedia ed eventualmente richiedere un poggiapiedi; Evitare che il contrasto del video provochi facile lacrimazione; Ingrandire i caratteri in modo da non esigere un eccessivo sforzo visivo; Posizionare il monitor in modo tale da evitare di avere fonti luminose sull asse occhio-schermo. Qualora ciò non fosse possibile, avvalersi di tende oscuranti; Collocare la tastiera in modo da permettere un comodo posizionamento degli avambracci; Avvisare il proprio superiore se la postazione è soggetta a correnti d aria; Segnalare al Medico Competente dell Azienda l eventuale insorgenza di difficoltà visive (anche presunte). Stress lavoro -correlato Lo stress può mettere in pericolo la sicurezza sul luogo di lavoro e contribuire all insorgere di altri problemi di salute legati all attività lavorativa quali i disturbi muscolo-scheletrici. Pagina22
23 Lo stress incide in misura massiccia sul risultato economico di un organizzazione. L obbligo di redazione del DVR Documento di Valutazione Rischio stress mira a identificare le potenziali cause di stress e a pianificare azioni preventive per tutelare i lavoratori contro questa forma di malattia professionale. Ambienti di lavoro, Pagina23
24 D.Lgs. 81/2008 TITOLO II capo I ( disposizioni generali) art all.iv; capo II (sanzioni) art.68 Per luoghi di lavoro si intendono : Tutti i luoghi destinati a contenere i posti di lavoro, ubicati all'interno dell'azienda.. nonché ogni altro luogo nell'area della medesima azienda o unità produttiva comunque accessibile per il lavoro. Dispositivi protezione individuali (DPI) Art. 78. Obblighi dei lavoratori Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato «DPI», qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonche' ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. 2. In ottemperanza a quanto previsto dall'articolo 20, comma 2, lettera d), i lavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformemente all'informazione e alla formazione ricevute e all'addestramento eventualmente organizzato ed espletato. 3. I lavoratori: a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione; b) non vi apportano modifiche di propria iniziativa. 4. Al termine dell'utilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali in materia di riconsegna dei DPI. 5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione. Movimentazione manuale carichi, D.Lgs. 81/08 Titolo VI - art. da 168 allegati XXXIII Movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi trasporto). Per Movimentazione manuale dei carichi si intendono le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori... Pagina24
25 L uso corretto della schiena e uno dei mezzi principali per ridurre il dolore e allontanare le ricadute. (back school) Con il nuovo D.Lgs. 81/08 la MMC è disciplinata dal Titolo VI e dall'allegato XXIII nel quale si fa riferimento alla norma ISO come riferimento a norme tecniche. Nella ISO si stabilisce che: il peso massimo sollevabile in condizioni ottimali (ovvero senza curvare o ruotare la schiena) è di 25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne e gli adolescenti maschi, 10 kg per le adolescenti femmine. Il limite precedentemente stabilito dal D.Lgs. 626/94 era di 30 kg per l'uomo, 20 kg per la donna e l'adolescente maschio e 15 kg per l'adolescente femmina. Pagina25
26 5_Le procedure di sicurezza Emergenze, Emergenza = immediato pericolo di vita, tutte le risorse su quel caso. Urgenza = Potenzialmente in pericolo di vita, tutte le risorse sul caso, salvo emergenze in atto. Non urgente = Si monitorizza il caso e viene gestito dopo emergenza e urgenza. Allertare immediatamente il coordinatore dell emergenza + Allertare immediatamente i responsabili di piano + Avvertire telefonicamente i vigili del fuoco + Avvertire telefonicamente il pronto soccorso sanitario + Se necessario fare scattare il piano di evacuazione + Aprire cancelli esterni per permettere l accesso dei mezzi di soccorso + Presidiare l ingresso impedendo l accesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza Procedure esodo Vie e uscite di emergenza Le vie e le uscite di emergenza devono rimanere sgombre e consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro; In caso di pericolo tutti i posti di lavoro (es:aule, laboratori) devono poter essere evacuati rapidamente e in piena sicurezza da parte dei lavoratori; Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie e delle uscite di emergenza devono essere adeguate alle dimensioni dei luoghi di lavoro, Le vie e le uscite di emergenza devono avere: - altezza minima di m 2,0 e - larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio (multipli di 0,60 m ; se una sola allora 0,80 m) Le vie e le uscite di emergenza nonché le vie di circolazione e le porte che vi danno accesso non devono essere ostruite da oggetti in modo da poter essere utilizzate in ogni momento senza impedimenti; Le vie e le uscite di emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica Pagina26
27 Segnaletica di sicurezza D.Lgs. 81/08 Titolo V - art. da 161 a 166 allegati da XXIV a XXXII SEGNALE DI AVVERTIMENTO: un segnale che avverte di un rischio o pericolo SEGNALI DI DIVIETO: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far incorrere o causare un pericolo SEGNALE DI PRESCRIZIONE:un segnale che prescrive un determinato comportamento SEGNALE DI SALVATAGGIO O DI SOCCORSO: segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio Procedure incendi L incendio è definito come una reazione di combustione, più o meno complessa, che si manifesta in presenza di ossigeno. La combustione è una reazione chimica accompagnata in genere da un forte sviluppo di calore, dalla manifestazione della fiamma e dall emanazione di fumi, gas, ceneri, fuliggine e varie scorie. Gli elementi che contribuiscono allo sviluppo di un incendio sono tre e devono agire in concomitanza: 1. COMBURENTE ossigeno presente nell aria 2. COMBUSTIBILE materiali solidi, liquidi o gassosi 3. CALORE elemento di innesco Pagina27
28 CLASSIFICAZIONE DEGLI INCENDI Gli incendi vengono classificati secondo tre tipologie: A Incendio di materiali solidi che comportano la formazione di braci (carta, legname, tessuti, ecc.); B Incendio di liquidi infiammabili (benzina, alcol, ecc.); C Incendio di gas infiammabili (metano, GPL, ecc.). Tutti gli estintori presentano in etichetta i simboli, di seguito riportati, per indicare per quale classe di incendio sono stati omologati. Inoltre, è opportuno sapere che esistono anche degli incendi di natura elettrica (apparecchiature e sistemi sotto tensione), generalmente classificati di tipo E, sui quali è possibile intervenire con estintori a polvere o a CO 2. Il rischio incendio è sempre presente nella maggioranza dei luoghi di lavoro. Il datore di lavoro ha l obbligo di designare il/i lavoratore/i addetti alla prevenzione incendi e gestione delle emergenze. Questi lavoratori hanno diritto ad avere una formazione specifica in merito a tale rischio e alle norme per prevenire gli incendi. Pagina28
29 Procedure organizzative per il primo soccorso, COME INTERVENIRE in caso di infortunio/malore + Convocare immediatamente sul luogo dell infortunio/malore l incaricato al pronto soccorso + Astenersi da qualsiasi intervento sull infortunato fino all arrivo dell incaricato al pronto soccorso + Evitare affollamenti nei pressi dell infortunato + Collaborare con l incaricato del pronto soccorso seguendone le istruzioni Pagina29
30 e fornendogli le attrezzature ed i materiali richiesti + Chiamare telefonicamente il soccorso medico esterno Incidenti e infortuni mancati, INCIDENTE: Evento che ha prodotto danni solo materiali, ma che ha rischiato di causare danni anche alle persone INFORTUNIO MANCATO: È detto anche evento sentinella perché un numero elevato di incidenti caratterizza una situazione a forte rischio d infortunio Pagina30
31 Incidente sul lavoro Con il termine"incidente sul lavoro"viene indicato un evento inatteso e che può interrompere un'attività con o senza danni per le persone e/o le proprietà e/o l ambiente. Altri Rischi e buoni consigli 1. Avere cura della propria tutela personale e di quella dei colleghi; 2. Osservare le disposizioni e le istruzioni di lavoro dal preposto ; 3. Utilizzare correttamente macchinari, apparecchiature, utensili e dispositivi di sicurezza; 4. Non rimuovere, non modificare, non manomettere i dispositivi di sicurezza; 5. Non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che, diverse da quelle impartite possono compromettere la sicurezza propria o altrui; 6. Segnalare al preposto eventuali anomalie, inconvenienti o condizioni di potenziale pericolo; 7. Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione individuale forniti dall azienda; 8. Non lubrificare, non registrare, né eseguire operazioni su organi in movimento; 9. Usare con cura le predisposizioni di uso comune (es. spogliatoi, servizi igienici, arredi ); 10. Non usare calzature non consone con l ambiente di lavoro (es. scarpe di tela, calzature aperte). Pagina31