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Timestamp: 2019-06-19 19:20:02+00:00
Document Index: 136433350

Matched Legal Cases: ['art. 77', 'sentenza ', 'art. 77', 'art. 19', 'art. 2808', 'art. 2809', 'art. 2839', 'art. 2772', 'art. 2776', 'art. 86', 'art. 615', 'art. 35']

Tribunale di Napoli – iscrizione ipotecaria illegittima quando effettuata per un credito inferiore ad ottomila euro – R.G. n. 19703/06 – Confederazione Giudici di Pace
Ente Giudicante: Tribunale civile di Napoli
Procedimento: R.G. n. 19703/06
Tribunale di Napoli – iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R. n. 602 del 1973 illegittima quando effettuata per un credito inferiore ad ottomila euro
Il Tribunale di Napoli ha emesso una importantissima sentenza con la quale ha stabilito l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria effettuata dalla società della riscossione, quando il credito preteso è inferire a ottomila euro. Il Legislatore, infatti, ha stabilito che il ricorso all’espropriazione forzata immobiliare può avvenire solo quando il credito in esame supera gli otto mila euro, pertanto anche l’ipoteca, che precede il pignoramento, è soggetta a tale soglia economica.
Nella causa civile iscritta al n° 19703/06 R.G., di opposizione all’esecuzione esattoriale e per la declaratoria di illegittimità di iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R. n° 602 del 1973,
C.G. (nato a Napoli il … maggio 19..), rappresentato e difeso dall’avvocato Carlo Claps (con studio in Napoli, …)
La Gest Line S.p.A., in persona del legale rappresentate in carica, quale commissario governativo del servizio riscossione tributi delle province di Napoli e Caserta, rappresentata e difesa dall’avvocato V. N. (con studio in Napoli, …)
All’udienza del 12 dicembre 2006, l’avvocato Claps, per l’attore concludeva chiedendo che, in caso di accoglimento delle eccezioni della Gest Line S.p.A, in tema di giurisdizione e di competenza, fossero compensate le spese di giudizio. Il difensore della Gest Line S.p.A si riportava alla comparsa di risposta.
Con atto di citazione notificato il 18 maggio 2006, C.G. esponeva che la Gest Line S.p.A, in data 23 febbraio 2006, aveva iscritto ipoteca su due immobili di sua proprietà, per un presunto credito di € 7.314,46.
Contestava la legittimità di tale iscrizione, per i seguenti motivi:
1) violazione dell’articolo 50 del D.P.R. n° 602 del 1973, per la mancata notificazione dell’avviso di pagamento, decorso un anno dalle presunte notifiche delle cartelle di pagamento;
2) violazione dell’articolo 76 del D.P.R. citato, avendo la Gest Line S.p.A. iscritto ipoteca per un credito inferiore ad € 8.000,00;
3) omessa o irregolare notificazione delle cartelle esattoriale, con estinzione per prescrizione dei crediti in esse riportati;
4) decadenza per la mancata notificazione delle cartelle esattoriali entro il termine del quinto mese dalla consegna del ruolo (art. 19 comma 2° del D. Lgs n° 119 del 1999);
5) violazione dello statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000), per non essere stata garantita l’effettiva conoscenza degli atti a lui destinati e per la non comprensibilità degli atti del concessionario alla riscossione;
6)violazione dell’articolo 24 della costituzione, dell’articolo 3 comma 4° della legge n. 241 del 1990, e dell’articolo 7 comma 1° della legge n. 212 del 2000, non essendo stato indicato, nella comunicazione della iscrizione ipotecaria, l’organo competente cui proporre ricorso;
7) la violazione dell’articolo 47 comma 1° del D.P.R. n. 602 del 1973, per l’indebita richiesta di compensi.
La Gest Line S.p.A (commissario governativo del servizio riscossione tributi delle province di Napoli e Caserta), in comparsa di risposta, deduceva il difetto di giurisdizione del giudica ordinario, e, nel merito, l’infondatezza della domanda.
Se l’espropriazione immobiliare principia con l’avviso di vendita previsto dall’articolo 78, come si evince dall’articolo 77 secondo comma (… il concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall’iscrizione … procede all’espropriazione), è possibile ipotizzare che l’ipoteca, quale misura meramente conservativa, sia sganciata dal limite anzidetto, mirando il concessionario, con tale strumento, unicamente a conseguire le finalità tipiche dell’istituto, ossia il diritto di espropriare i beni vincolati anche in confronto del terzo acquirente e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione (art. 2808 c.c.).
E’ bene precisare, al riguardo, che l’ipoteca deve essere iscritta per una somma determinata di denaro (art. 2809 c.c.) da indicare nella nota da presentare in conservatoria dei registri immobiliari [art. 2839 comma 2° n. 4 c.c.]: la garanzia ipotecaria sussiste solo per tale somma, oltre le spese e gl interessi (entro i limiti previsti dall’articolo 2855 c.c.), sia nei confronti dei terzi (e, in particolare, degli altri creditori) per quanto concerne l’estensione della causa di prelazione, sia tra le parti, nel senso che gli effetti dell’ipoteca assistono unicamente il rapporto obbligatorio cui il titolo inerisce, non anche ulteriori ragioni di credito nei confronti del medesimo debitore.
L’iscrizione ipotecaria per una somma inferiore all’importo minimo che, per l’articolo 76 citato, legittima l’espropriazione forzata, non realizza dunque, il risultato tipico dell’istituto, di consentire al creditore di far espropriare il bene vincolato anche se uscito dal patrimonio del suo debitore. Né può valorizzarsi la circostanza che l’ipoteca, svincolata dall’ammissibilità dell’azione esecutiva, conserverebbe la funzione di attribuire agli enti creditori una causa di prelazione da far valere nel concorso con gli altri creditori: per i crediti di natura tributaria (artt. 2771 e 2772 c.c.) e per altri crediti il cui recupero è affidato alla riscossione esattoriale (artt. 2774, 2775, 2776 commi 2° e 3° c.c.), la materia dei privilegi immobiliari è dettagliatamente regolata dal codice civile, che limita l’estensione del privilegio richiedendo che si tratti di crediti imputabili ai redditi immobiliari (per di più, per le sole imposte iscritte nei ruoli resi esecutivi nell’anno in cui il concessionario procede o interviene nell’esecuzione e nell’anno precedente) o inerenti alla cessione degli stessi immobili (art. 2772 c.c.), o ancora riconosce carattere solo sussidiario al privilegio immobiliare, sì da esigere l’infruttuosa esecuzione sui mobili (art. 2776 c.c.).
L’ipoteca esattoriale, dunque, non è stata introdotta allo scopo di incidere sul regime della prelazione ( pur se, nella successiva esecuzione forzata, essa realizza anche tale risultato, connesso agli effetti tipici dell’istituto), tant’è che l’analoga figura del fermo amministrativo di beni mobili registrati (art. 86 del D.P.R. n. 602 del 1973) non conferisce alcun diritto di prelazione sul ricavato.
Se, pertanto, il legislatore, in materia di esecuzione esattoriale, consente il ricorso all’espropriazione forzata immobiliare solo quando il credito per cui si procede supera gli ottomila euro, tale limitazione non può che riguardare anche l’ipoteca che procede il pignoramento: la stretta correlazione tra tale istituto e l’espropriazione immobiliare, di modo che l’ammissibilità dell’iscrizione esige che il concessionario abbia la facoltà di promuovere l’esecuzione forzata sugli immobili del debitore, può del resto, evincersi anche dall’articolo 77 nella parte in cui stabilisce, per l’ipotesi contemplata dal secondo comma, che al decorso del termine di sei mesi dall’iscrizione il concessionario proceda all’espropriazione.
Riguardo al credito per la tassa di smaltimento dei rifiuti, cui inerisce la cartella di pagamento n. 071/…, i motivi di opposizione all’esecuzione sono inammissibili ai sensi dell’articolo 57 del D.P.R. n. 602 del 1973.
Per gli altri crediti, tutti inerenti a violazioni del codice della strada (cartelle di pagamento n. 071/…, 071/…, 071/…, 071/…, 071/…, 071/…, 071/…, 071/… e … così come anticipato all’udienza di prima comparizione, la competenza per materia attribuita al giudice di pace dall’articolo 22 bis della legge 24 novembre 1981 n. 689 si estende anche alle opposizioni all’esecuzione, con cui si faccia valere l’inesistenza del credito o la sua successiva estinzione (cfr. Cass. 18 luglio 2005 n. 15149, secondo la quale ove si contesti, prima dell’inizio dell’esecuzione, la legittimità dell’iscrizione al ruolo per la mancanza di un titolo idoneo, o si adducano fatti estinti sopravvenuti alla formazione del titolo, giudice competente deve ritenersi, in applicazione del criterio ex art. 615 primo comma c.p.c. quello ritenuto idoneo dal legislatore a conoscere della sanzione, cioè quello stesso indicato dalla legge come competente per l’opposizione al provvedimento sanzionatorio).
Riguardo le spese processuali, l’attore C.G. risultava vittorioso sull’unico motivo di opposizione attinente alla violazione dell’articolo 76 del D.P.R. n. 602 del 1973 (norma ritenuta applicabile anche all’iscrizione di cui al successivo articolo 77), sulla cui interpretazione si registrano opinioni contrastanti: ricorrono, pertanto, giusti motivi per la parziale compensazione delle spese processuali, con la condanna della Gest Line S.p.A. solo nella misura di un terzo (da attribuirsi, ai sensi dell’articolo 93 c.p.c., all’avvocato Claps, per la dichiarazione resa nell’atto di citazione).
– dichiara l’invalidità dell’iscrizione ipotecaria iscritta (presso l’Agenzia del Territorio di Napoli 1) dalla Gest Line S.p.A, contro C.G. (nato a Napoli il .. maggio 19…, codice fiscale …) in data 23 febbraio 2006, ordinandone la relativa cancellazione (da eseguirsi secondo la previsione dell’articolo 2884 c.c.);
– dichiara la propria incompetenza per materia, per essere competente il giudice di pace di Napoli, per l’opposizione all’esecuzione relativa alle cartelle di pagamento n. 071 …, 071/…, 071/…, 071/… salva la competenza attribuita agli organi della giurisdizione tributaria dall’articolo 2 del D.Lgs n. 546 del 1992 (che, riguardo agli atti impugnabili e in relazione ai soli crediti tributari, si estende, a decorrere dal 12 agosto 2006 e salva la previsione dell’articolo 5 c.p.c per i giudizi pendenti, anche all’iscrizione di ipoteca e al fermo amministrativo: v. art. 35 comma 26 quinquies del D.L. 4 luglio 2006 n. 223, convertito, con modificazioni, in legge 4 agosto 2006 n. 248), 071/…, 071/…, 071/… e 071 …, con termine di giorni sessanta per la riassunzione davanti al giudice dichiarato competente;
– dichiara compensata per due terzi le spese processuali e condanna la Gest Line S.p.A. al pagamento, in favore dell’avvocato Carlo Claps, di € …, di cui € … per spese, € … per diritti, € … per onorari ed € … per spese generali, oltre IVA, CPA come per legge (così liquidate, nella misura di un terzo, le spese processuali anticipate per l’attore).