Source: http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-ii/capo-ii/sezione-vi/art875.html
Timestamp: 2014-03-12 04:12:28+00:00
Document Index: 177959048

Matched Legal Cases: ['art. 875', 'art. 874', 'art. 875', 'art. 875', 'art. 876', 'art. 877', 'art. 556', 'art. 879', 'art. 878']

Art. 875 codice civile - Comunione forzosa del muro che non � sul confine - Brocardi.it
Articolo 875
Articolo 875 Codice Civile
Comunione forzosa del muro che non � sul confine
Dispositivo dell'art. 875 Codice Civile
Quando il muro si trova ad una distanza dal confine minore di un metro e mezzo ovvero a distanza minore della metà di quella stabilita dai regolamenti locali, il vicino può chiedere la comunione del muro [885, 903] soltanto allo scopo di fabbricare (1) contro il muro stesso, pagando, oltre il valore della metà del muro, il valore del suolo da occupare con la nuova fabbrica, salvo che il proprietario preferisca estendere il suo muro sino al confine. Il vicino che intende domandare la comunione deve interpellare (2) preventivamente il proprietario se preferisca di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione. Questi deve manifestare la propria volontà (3) entro il termine di giorni quindici e deve procedere alla costruzione o alla demolizione entro sei mesi dal giorno in cui ha comunicato la risposta.
(1) Presupposto per esercitare il diritto di acquistare la contitolarità del muro e la proprietà del suolo non è solo l'intenzione di costruire, ma l'effettiva realizzazione della costruzione che è quindi requisito di validità del trasferimento.
(2) L'interpellanza è un istituto avente la funzione di provocare la decisione del proprietario; deve avere una forma tale da rendere possibile l'accertamento della decorrenza del termine iniziale assegnato al proprietario per rispondere all'interpellanza stessa.
(3) Il proprietario deve manifestare la propria volontà entro il termine previsto dalla norma, attraverso una manifestazione espressa o tacita. La mancanza di risposta equivale al mancato esercizio del potere di impedire la comunione.
420Un primo gruppo di norme in queste materie concerne la distanza nelle costruzioni e la comunione forzosa dei muri (articoli 873-879). La relativa disciplina resta dominata, come gi� nel codice del 1865, da due regole fondamentali: da un lato, l'obbligo di osservare nelle costruzioni su fondi finitimi la distanza di tre metri o la maggiore distanza stabilita dai regolamenti locali; dall'altro, il diritto di chiedere la comunione del muro altrui, contiguo al proprio fondo o a distanza minore della met� di quella che deve intercedere tra le costruzioni.
Occorre tuttavia accennare, in tema di comunione forzosa dei muri, a talune modifiche di carattere particolare apportate alla regolamentazione che essa riceveva nel codice del 1865, dirette sopratutto a introdurre nel testo legislativo opportune precisazioni e a eliminare controversie.
Secondo l'indirizzo prevalente della giurisprudenza, si � anzitutto chiarito (art. 874 del c.c.) che l'acquisto parziale della comunione del muro � consentito soltanto rispetto all'altezza: la comunione pu� essere chiesta per tutta o per parte dell'altezza del muro altrui, purch� l'acquisto sia domandato per tutta la lunghezza del muro che si estende sul confine comune.
Inoltre si � data una pi� completa disciplina dell'acquisto della comunione del muro che non si trova sul confine, ma a distanza minore di un metro e mezzo o della met� di quella prescritta dai regolamenti locali, in quanto si � stabilito che la comunione possa essere chiesta soltanto allo scopo di fab-bricare contro il muro medesimo (art. 875 del c.c., primo comma).
Al fine poi di eliminare la controversia circa la facolt� del proprietario del muro, quando questo si trova a una distanza dal confine minore della met� di quella che deve intercedere tra le costruzioni, d'impedire l'acquisto della comunione e l'occupazione del suolo, procedendo alla demolizione del muro, si � disposto (art. 875, secondo comma) che il vicino, il quale intende domandare la comunione, deve interpellare preventivamente il proprietario se preferisca di estendere il muro al confine o di procedere alla demolizione di esso. Questi deve manifestare la propria volont� nel termine di quindici giorni e deve procedere alla costruzione o alla demolizione entro sei mesi dalla 'comunicazione della risposta.
Nuova � la disposizione (art. 876 del c.c.) che autorizza il vicino a servirsi del muro contiguo per innestarvi un capo del pro-prio muro mediante pagamento di un'indennit� per l'innesto, senza l'obbligo di acquistare la comunione. In vero, dato l'uso limitato che il vicino intende fare del muro, sarebbe eccessivo costringerlo all'acquisto.
Ancora pi� notevole � l'innovazione contenuta nell'art. 877 del c.c.. Con essa si consente che il vicino, pur non acquistando la comunione del muro altrui, costruisca in aderenza, senza cio� appoggiare la sua fabbrica a quella preesistente. La facolt� di costruire in aderenza pu� essere fatta valere cosi rispetto al muro esistente sul confine, come rispetto al muro a distanza dal confine minore della met� di quella che deve intercedere tra le costruzioni; in questo secondo caso, per�; il vicino deve pagare il valore del suolo che intende occupare.
Sono esenti dalla comunione forzosa e dalla costruzione in aderenza non soltanto, come gi� per il codice del 1865 (art. 556), gli edifici appartenenti al pubblico demanio e quelli soggetti allo stesso regime del demanio pubblico, ma altres� quelli che siano riconosciuti d'interesse storico, archeologico o artistico a norma delle leggi in materia (art. 879 del c.c.).
Nel computo della distanza minima dei tre metri da osservarsi tra le costruzioni finitime non si tiene conto del muro di cinta e di ogni altro muro isolato che non abbia un'altezza superiore ai tre metri (art. 878 del c.c.). Il principio, gi� elaborato dalla giurisprudenza per i muri di cinta in relazione alla particolare finalit� di questi muri, � stato esteso a tutti i muri isolati che per le loro dimensioni presentino caratteristiche analoghe.
Cass. n. 15632/2012
In tema di distanze legali, gli artt. 873, 875, 877 c.c. non vietano di costruire con sporgenze e rientranze rispetto alla linea di confine, potendo, in tal caso, il proprietario del fondo finitimo costruire in aderenza alla fabbrica preesistente sia per la parte posta sul confine, sia per quella corrispondente alle rientranze, pagando in quest'ultimo caso la met� del valore del muro del vicino, che diventa comune, nonch� il valore del suolo occupato per effetto dell'avanzamento d