Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=7013428&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=2128669854&IsCorr=False
Timestamp: 2019-03-21 15:48:35+00:00
Document Index: 185045579

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 112', 'art. 2054', 'art. 143', 'art. 116', 'art. 1223', 'art. 112', 'art. 2054', 'art. 143', 'art. 116', 'art. 143']

Con ricorso del 4/5/2007, B.P.P. chiese al Tribunale di Roma di accertare, in relazione ad un incidente occorsogli in data (OMISSIS), la responsabilità del sig. A.M., conducente dell'autoveicolo Smart coinvolto nel sinistro, della sig.ra R.F., proprietaria dell'autovettura, e della Fondiaria Sai S.p.A., e di dichiararne la responsabilità solidale per i danni subiti, quantificati in Euro 1.000.000.
A sostegno della propria domanda, l'attore sostenne che il conducente dell'autovettura, mentre percorreva viale (OMISSIS) in direzione di viale (OMISSIS) nel suo stesso senso di marcia, aveva improvvisamente e repentinamente tentato di effettuare un'inversione di marcia non consentita, mettendosi di traverso rispetto alla direzione dello scooter da lui condotto, provocandone la caduta.
Chiese disporsi una CTU per la quantificazione dell'invalidità temporanea e permanente derivate dal sinistro nonchè per la quantificazione del danno cd. "esistenziale" e di quello alla propria capacità lavorativa, oltre al rimborso delle spese sostenute e da sostenere, comprese quelle necessarie per la riparazione dello scooter.
La Fondiaria SAI e l' A. si costituirono in giudizio eccependo che il B. aveva effettuato un'azzardata manovra di sorpasso senza rispettare l'obbligo di marcia sulla destra imposto dal codice della strada; resistevano alla domanda e ne chiedevano il rigetto. Espletata una CTU e sentiti i testi, il Tribunale di Roma, con sentenza del 21/6/2011, dichiarò A.M. e B.P.P. responsabili del sinistro in misura del 50% ciascuno, condannando in solido i convenuti al pagamento, in favore dell'attore, di Euro 31.477,72, oltre lucro cessante su tale somma, interessi legali e spese di lite.
Il B. interpose gravame, e la Corte d'Appello di Roma, con sentenza 18/2/2015, lo ha rigettato, condannando l'appellante al...
1. Con il primo motivo, il ricorrente denuncia, ex art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e falsa applicazione dell'art. 112 c.p.c. e dei principi e norme che regolano la corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, nonchè dell'art. 2054 c.c. e dei principi e norme che regolano la presunzione di paritaria responsabilità dei veicoli coinvolti nel sinistro; la violazione e falsa applicazione dell'art. 143 Codice della Strada; la violazione dell'art. 116 c.p.c. nonchè dei principi e norme che regolano la valutazione delle prove; la violazione e falsa applicazione dell'art. 1223 c.c. nonchè delle norme e i principi che disciplinano il nesso di causalità.
1.2. In particolare, il giudice d'appello sarebbe incorso nella violazione dell'art. 112 c.p.c. e dell'art. 2054 c.c., comma 2, violando la corrispondenza tra chiesto e pronunciato e la presunzione di paritaria responsabilità dei veicoli coinvolti nel sinistro.
1.3. La Corte d'appello avrebbe, poi, falsamente interpretato l'art. 143 C.d.S. e l'art. 116 c.p.c. sull'acquisizione delle prove nell'asserire che il B. Panici aveva violato l'art. 143 C.d.S. - non...
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