Source: http://www.eluxenia.com/news-fotovoltaico-conto-energia.php?id_news=244
Timestamp: 2017-08-16 19:37:57+00:00
Document Index: 175785403

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 7', 'art.7', 'art.7', 'art. 12', 'art. 12']

La Legge Regionale 21.marzo.2011 n°11 “Disposizioni di installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di energia” , con l'art. 7 “Perimetrazione”, ha definito le aree non idonee all'installazione di impianti fotovoltaici a terra, che si riassumono in : zone all'interno dei coni visivi aree agricole di particolare pregio aree a denominazione di origine protetta (DOP) ed aree a indicazione geografica protetta (IGP) Più propriamente è con l’Allegato A – con la Tabella 1, che la L.R. 11/2011 reca una prima individuazione delle aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici a terra ai sensi dell’articolo 4 della medesima legge regionale, con alcune eccezioni. L'art. 7 al comma 4 conclude dicendo che “A seguito degli adempimenti al presente articolo, la Regione rende disponibili sul proprio sito WEB la consultazione delle Aree di cui all'allegato A Con D.C.R. 26.ottobre.2011 n° 68, il Consiglio Regionale, sentite le Province, approva le aree non idonee e da mandato alla Giunta Regionale di rendere accessibili sul sito WEB della Regione gli Allegati Cartografici. Con la L.R. 4.novembre.2011 n°56 vengono apportate alcune precisazioni al testo della L.11/2011, sulle aree degradate, sulle casse d'espansione, sui centri storici, etc, ma sostanzialmente la portata rimane immutata. Non è dato sapere quando gli Allegati Cartografici sono stati inseriti sul WEB della Regione e quindi quando il pubblico, le imprese e i professionisti hanno ricevuto le necessarie informazioni. Con Deliberazione del Consiglio Regionale 11.febbraio.2013 n°15, la Regione Toscana approva i “Criteri e modalità di installazione degli impianti fotovoltaici a terra ed in particolare con l'ALLEGATO A vengono dettati i “Criteri e modalità di installazione degli impianti fotovoltaici a terra ed impianti fotovoltaici posti su frangisole. Elementi per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio” “Queste indicazioni nel loro insieme - dice l’assessore regionale al governo del territorio, Anna Marson - forniscono una sorta di vademecum sia per i progettisti che per i funzionari pubblici chiamati a valutare i progetti, con l’obiettivo di promuovere buone pratiche di inserimento nel paesaggio e procedure più snelle”. Nulla di tutto ciò in verità appare attuabile; in effetti ciò che in sede di deliberato si annunciava, in adempimento alle Linee Guida del Decreto Ministero Sviluppo Economico 10.settembre.2010 , come una disciplina per regolamentare l'approvazione dei progetti d' intervento sulle rinnovabili a terra e nelle zone agricole, alla luce della pubblicazione degli Allegati Cartografici, appare al contrario come un divieto pressoché assoluto di operare con le rinnovabili a terra. Difatti il territorio toscano viene classificato interamente area IGP e DOP e quindi precluso alle rinnovabili, salve poche eccezioni e per impianti di piccola taglia. Dalla lettura della cartografia emerge difatti una intenzione fortemente vessatoria per gli impianti a terra al punto che perfino le aree urbane (oltre che naturalmente i centri storici), e paradossalmente finanche le aree industriali, vengono classificate AREE DOP e IGP, senza contare la ulteriore copertura del territorio regionale dalla Classificazione delle Aree Agricole di Particolare Pregio a norma dell'art.7 della medesima L.R.T. 11/2011. Emerge, pertanto, una evidente contraddizione nella recente normativa urbanistica della Regione Toscana nei confronti della volontà del Legislatore nazionale, che nelle Linee Guida Decreto Ministero Sviluppo Economico 10.settembre.2010 fa espresso avvertimento alle Regioni : “ le zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici non possono essere genericamente considerate aree e siti non idonei “ Lett. C , Allegato 3 (Criteri per l'Individuazione di Aree non Idonee) , ed inoltre nella lett. D “L'individuazione delle aree e dei siti non idonei non deve dunque , configurarsi come divieto preliminare, ma come atto di accelerazione e semplificazione dell'iter all'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio , anche in termini di opportunità localizzative offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazioni del territorio”. Il D.C.R. 26.ottobre.2011 n° 68 in attuazione/prosecuzione dell'art.7 della medesima L.R.T. 11/2011 è in aperta contraddizione con le Linee Guida, e viola di fatto l'art. 12 del D.Lgs 387/2003 con il quale il legislatore nazionale aveva definito gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di pubblica utilità ( comma 1) . Merita a tal proposito richiamare la recente Decisione 26 settembre 2013 n. 4755 della Quinta Sezione del Consiglio di Stato , nella quale è stato precisato che la “ realizzazione di tali impianti risponde ad un interesse la cui rilevanza è stata consacrata dallo stesso legislatore nazionale, sulla base degli impegni internazionali assunti con la norma appena richiamata”. Precisamente il richiamato è l'art. 12, comma 7 del Decreto Legislativo n. 387/2003, che consente la realizzazione di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili anche nelle zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici , esso costituisce, secondo il Consiglio di Stato, attuazione dell'obbligo assunto dalla Repubblica nei confronti della dell'UE di rispetto della normativa introdotta con la Direttiva 2001/77CE. Secondo il Consiglio di Stato con la Decisione 26.settembre.2013 “ deve essere sempre riconosciuta la possibilità di installare impianti fotovoltaici in zona agricola anche quando la normativa comunale non lo prevede e indipendentemente dalla qualifica di imprenditore agricolo del soggetto richiedente”. La Regione Toscana con gli Allegati Cartografici alla L.R.T. 21.marzo.2011 n°11 ha in pratica “blindato” tutto il territorio regionale bloccando di fatto lo sviluppo delle rinnovabili .