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Timestamp: 2020-08-15 05:22:50+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 16', 'art. 29', 'art.16', 'art. 16', 'sentenza ', 'art. 16', 'art. 16', 'sentenza ']

La Suprema Corte fa il punto sull’istituto della delega di funzioni, sui relativi requisiti di validità e sugli obblighi di vigilanza, delineati dal D.lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro ed operanti anche nel settore del diritto penale dell’ambiente – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
La Suprema Corte fa il punto sull’istituto della delega di funzioni, sui relativi requisiti di validità e sugli obblighi di vigilanza, delineati dal D.lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro ed operanti anche nel settore del diritto penale dell’ambiente
Si segnala ai lettori del blog la sentenza numero 17174.2020, resa dalla III Sezione penale della Corte di Cassazione, con la quale il Collegio del diritto, chiarisce la portata dell’istituto della delega di funzioni – disciplinata dall’art. 16 D.lgs. 81/08 e operante anche nel settore del diritto penale dell’ambiente – soffermandosi in particolare sui requisiti formali e sostanziali di validità della delega e sul perdurante obbligo in capo al delegante di vigilare sulla corretta esecuzione da parte del delegato dei compiti attribuitigli.
Nel caso di specie, agli imputati, nella qualità di soci e amministratori e direttore tecnico della società dedita al trattamento e allo smaltimento di rifiuti, era contestato il reato ex art. 29 quattordecies D.lgs. 152/06, per non aver impedito l’omessa osservanza delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale.
Il Tribunale di Cuneo all’esito del rito abbreviato assolveva gli imputati per non aver commesso il fatto.
Il Sostituto Procuratore generale presso la Corte di appello di Torino e il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo proponevano ricorso per cassazione avverso la predetta decisione, articolando due motivi di gravame, relativi alla violazione di legge con riferimento all’art.16 D.lgs. 81/08 e al vizio di motivazione in ordine all’istituto della delega di funzioni.
La Suprema Corte, nel rigettare i ricorsi promossi dalla Pubblica accusa, riconosce valida l’iter logico – giuridico della pronuncia resa dal Giudice del merito e chiarisce i punti qualificanti dell’istituto della delega di funzioni, con specifico riguardo ai requisiti di validità dell’atto di trasferimento della posizione di garanzia e del persistente obbligo di vigilanza gravante in capo al delegante.
<Al riguardo occorre innanzitutto premettere che, pur essendo l’istituto della delega di funzioni espressamente disciplinato con riferimento alla prevenzione nei luoghi di lavoro (art. 16 ss. del d. Igs. n. 81 del 2008), tuttavia tale previsione è stata ritenuta operante anche in altri settori, come ad esempio in tema di osservanza degli obblighi previdenziali e assistenziali (Sez. 3, n. 31421 del 27/03/2018, Rv. 273758), in relazione alla disciplina penale dei prodotti alimentari (Sez. 3, n. 46710 del 17/10/2013, Rv. 257860) e in materia ambientale (Sez. 3, n. 27862 del 21/05/2015, Rv. 264197), essendosi ogni volta precisato che, in ognuno di questi settori, al fine di giustificare l’esonero da responsabilità dei soggetti deleganti, resta ovviamente ferma la necessità di verificare l’esistenza dei requisiti di validità della delega, occorrendo cioè, oltre la forma scritta, che il soggetto delegato possegga tutti i requisiti di professionalità richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate e che al delegato sia attribuita l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate, essendo altresì necessario che la delega abbia un contenuto specifico rispetto ai settori di competenza delegati.
Orbene, nel caso di specie, deve escludersi che la valutazione del Tribunale sulla validità della delega rilasciata in favore di [omissis]presenti vizi di legittimità rilevabili in questa sede, essendo stato evidenziato nella sentenza impugnata, in modo pertinente, che, con la delibera del 9 ottobre 2010, sono state attribuite a [omissis], persona dotata di adeguate capacità tecniche nel settore ambientale, autonomia di firma e di spesa e indipendenza gestionale e funzionale, con poteri di rappresentanza dinanzi a enti pubblici e privati per le necessarie incombenze.
I requisiti di cui all’art. 16 del d. Igs. n. 81 del 2008 sono stati dunque ritenuti ragionevolmente sussistenti, essendo stata assicurata peraltro idonea pubblicità alla delega, decisa in seno a una valida assemblea del consiglio di amministrazione e risultante anche dalle visure societarie della Camera di commercio.
Ciò posto, rimane da affrontare un ultimo punto, ovvero quello relativo all’assolvimento degli oneri di vigilanza da parte dei soggetti deleganti. A tal proposito deve osservarsi che, se è senz’altro corretta l’affermazione dei ricorrenti secondo cui l’attribuzione della delega di funzioni non fa venir meno il dovere di controllo del delegante sul corretto espletamento delle funzioni conferite, come del resto previsto espressamente dal comma 3 del citato art. 16, tuttavia, nel caso di specie, non è stata comprovata la “culpa in vigilando” degli imputati.
Tale valutazione appare invero coerente con il tenore dell’imputazione, dove sono descritte talune irregolarità nelle modalità di stoccaggio di rifiuti, che ben possono ricondursi a iniziative estemporanee e comunque temporalmente circoscritte. Ne consegue che, in mancanza di prove sia rispetto all’esistenza di una comune strategia aziendale nelle modalità di trattamento dei rifiuti, sia in ordine all’eventuale natura macroscopica delle violazioni accertate, non può ritenersi né che gli imputati abbiano concorso con dolo nelle violazioni ascrivibili al soggetto da loro delegato, né che siano venuti colposamente meno ai loro doveri di controllo rispetto all’operato di [omissis], non essendo stata peraltro delineata adeguatamente, sia nella contestazione che nei ricorsi, la condotta che gli imputati avrebbero dovuto attuare al fine di impedire l’inosservanza delle prescrizioni>.
Quadro giurisprudenziale di riferimento sull’istituto della delega di funzioni:
Cassazione penale sez. III, 12/02/2020, n.15941
In tema di gestione dei rifiuti, è consentita la delega di funzioni a condizione che la stessa : a) sia puntuale ed espressa, con esclusione di poteri residuali in capo al delegante; b) riguardi, oltre alle funzioni, anche i correlativi poteri decisionali e di spesa; c) la sua esistenza sia giudizialmente provata con certezza; d) il delegato sia tecnicamente idoneo e professionalmente qualificato allo svolgimento dei compiti affidatigli; e) il trasferimento delle funzioni sia giustificato dalle dimensioni o dalle esigenze organizzative dell’impresa, ferma restando la persistenza di un obbligo di vigilanza del delegante in ordine al corretto espletamento, da parte del delegato, delle funzioni trasferite. (In motivazione, la Corte ha precisato che tale obbligo di vigilanza non comporta il controllo continuativo delle modalità di svolgimento delle funzioni trasferite, richiedendosi la mera verifica della correttezza della complessiva gestione del delegato).
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