Source: https://senigallia.openmunicipio.it/acts/motions/2017-10-26-000000-s-sg-2017-2568-mozione-presentata-dal-gruppo-consiliare-senigallia-bene-comune-ad-oggetto-legge-1192017-sulle-vaccinazioni-obbligatorie-e-sua-corretta-applicazione/
Timestamp: 2019-02-24 06:00:53+00:00
Document Index: 90656014

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'art. 124', 'art. 134']

Open municipio - Dettaglio Legge 119/2017 sulle vaccinazioni obbligatorie e sua corretta applicazione
Mozione del Consiglio Comunale N° S-SG/2017/2568 del 26 ottobre 2017
DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 86
OGGETTO:	MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE SENIGALLIA BENE COMUNE AD OGGETTO: LEGGE 119/2017 SULLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE E SUA CORRETTA APPLICAZIONE
L’anno duemiladiciassette addì ventisei del mese di ottobre alle ore 15:30  nel Palazzo Municipale di Senigallia e nella solita sala delle adunanze consiliari.
ConsiglierePres.Ass.ConsiglierePres.Ass.1 Angeletti Margherita*-14 Paradisi Roberto*-2 Beccaceci Lorenzo *-15 Pedroni Luana*-3 Bedini Mauro*-16 Perini Maurizio*-4 Brucchini Adriano*-17 Pierfederici Mauro*-5 Canestrari Alan*-18 Profili Vilma*-6 Da Ros Davide*-19 Rebecchini Luigi*-7 Fileri Nausicaa*-20 Romano Dario*-8 Giuliani Ludovica*-21 Salustri Maurizio*-9 Gregorini Mauro*-22 Santarelli Luca*-10 Mandolini Riccardo*-23 Sardella Simeone*-11 Mangialardi Maurizio-*24 Sartini Giorgio*-12 Martinangeli Stefania*-25 Urbinati Sandro*-13 Palma Elisabetta*-T O T A L E     P R E S E N T I    N° 24
Chiama a fungere da scrutatori i Consiglieri Signori: 1°  Salustri Maurizio; 2° Pedroni Luana;  3° Mandolini Riccardo .
Il Presidente del Consiglio ROMANO enuncia l’argomento iscritto al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari relativo a: MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE SENIGALLIA BENE COMUNE AD OGGETTO: LEGGE 119/2017 SULLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE E SUA CORRETTA APPLICAZIONE e concede la parola al Consigliere Sartini per l’illustrazione dello stesso.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): chiedo scusa sia ai presenti che a chi ci ascolta a casa per la lunghezza dell’esposizione ma ho già convenuto con il Presidente che recupererò sulle altre due esposizioni perché questo ordine del giorno merita una buona presentazione per spiegare nel dettaglio quello che comporta. La legge 119 del 2017 conversione in legge delle modifiche del decreto legge 7 giugno 2017 numero 73 recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale dispone l’incremento da 4 a 10 del numero di vaccinazioni obbligatorie per tutti i bambini da 0 a 16 anni di età, per le famiglie inadempienti sono previste sanzioni pecuniarie e la fascia di bambini da 0 a 6 anni non avrà accesso alle scuole e ai servizi per l’infanzia. Quella delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie rappresenta una tematica oggi molto sentita dall’opinione pubblica con posizioni spesso piuttosto contrapposte e purtroppo con toni molto accesi e a tratti violenti. L’inasprimento sociale che si è venuto a creare attorno a una tematica così rilevante è probabilmente frutto di un’informazione a volte parziale o addirittura errata, fatti di cronaca che in qualche modo ruotano attorno alle questioni delle vaccinazioni pediatriche vengono puntualmente strumentalizzati o travisati purtroppo in maniera trasversale ovvero da persone con pareri contrapposti su questa importante tematica. In questo senso la Società italiana di psiconeuroendocrinoimmunologia in un documento pubblico ha recentemente affermato che la responsabilità della bagarre è di chi rifiuta i vaccini tout-court con motivazioni extra scientifiche e talvolta schiettamente antiscientifiche,  ma lo diciamo con rammarico è anche di chi avrebbe dovuto collocare la discussione pubblica su un terreno pacato, razionale e confortato da prove. Istituzioni scientifiche, professionali e singole personalità con l’amplificazione dei media hanno dato una pessima prova adottando un atteggiamento paternalistico, dogmatico e a un tempo di allarme sociale bollando con marchio di infamia tutti coloro che, anche in sede professionale e scientifica, hanno espresso valutazioni articolate e di merito sui singoli bacini. È quindi evidente che le famiglie che devono sottoporre i propri figli al piano delle vaccinazioni obbligatorie debbano poter contare su informazioni chiare, trasparenti e soprattutto complete e al tempo stesso dovrebbero poterlo fare in un contesto sereno e pacato che consenta di operare scelte del tutto consapevoli per la salute e la sicurezza dei propri figli avvalendosi dei suggerimenti e dei pareri dei propri medici di fiducia. Questi presupposti tuttavia spesso non sussistono e di fronte alla necessità di adempiere agli obblighi previsti dalla legge 119 ci si dimentica di considerare alcuni importanti aspetti non secondari, ci si dimentica ad esempio che la legge 119 si inserisce in un contesto normativo più ampio che tocca aspetti del tutto assenti nel testo della recente normativa, tra questa la legge 210/92 e le relative e successive modifiche, DL 548/96, la legge 641 sempre del 96, la legge 238 del 97, la legge 362 del 99 e la legge 225 del 2005 riconosce il danno da vaccinazioni e ne definisce le condizioni per il risarcimento da parte dello Stato. Questa legge ha consentito di tutelare economicamente i soggetti danneggiati in seguito alle profilassi vaccinali oltre che da emotrasfusioni, oppure le disposizioni del DM 32 del 91 e del decreto legislativo 124 del 98 che tra le altre cose disciplinano le categorie di esenzione dalle prestazioni sanitarie e che definiscono il codice di esenzione P03 prestazioni correlate alla pratica vaccinale obbligatoria o raccomandata da applicarsi ai dosaggi anticorpali pre e post vaccinali in quanto disposti nel prevalente interesse pubblico. In questo senso sarebbe auspicabile che tutte le famiglie ricevano le dovute informazioni relative alle profilassi vaccinali per i propri figli e se da un lato le amministrazioni pubbliche, specie quelle sanitarie, hanno il dovere di informare le famiglie in merito ai benefici delle vaccinazioni in un contesto di tutela della salute della collettività, dovrebbero altresì correttamente informare i cittadini in merito alle possibili reazioni avverse ed alle controindicazioni alle vaccinazioni affinché i cittadini possano compiere scelte in piena consapevolezza preservando la salute e la sicurezza dei propri figli. Da questo punto di vista non si chiede altro se non di applicare le normative vigenti le quali suggeriscono proprio che un qualsiasi atto sanitario che possa essere somministrato solo previa completa e corretta descrizione di tutti gli aspetti correlati dei rischi e dei benefici e delle alternative possibili qualora possibili. La profilassi vaccinale non esula da questi principi come del resto evidenziato recentemente da un’apposita nota dell’ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri scritta per mano del suo Presidente, il dottor Giuseppe Lavra, che tra le altre cose afferma che l’obbligatorietà delle vaccinazioni non sembra comportare alcuna deroga al principio per cui il medico dopo aver escluso che possono esservi circostanze ostative alla vaccinazione e dopo avere opportunamente informato il genitore debba raccoglierne il consenso prima di procedere alla vaccinazione ricordando altresì che un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso può integrare un illecito civile, penale o deontologico. Pertanto si chiede a questa Amministrazione un impegno concreto, che sarebbe il punto 1 presente sulla mozione, per promuovere ed incentivare una corretta informazione e non pregiudiziale che includa anche gli aspetti della legge 210/92 e successive modifiche, le controindicazioni alle vaccinazioni, i possibili effetti avversi delle vaccinazioni, le modalità di effettuazione delle segnalazioni degli effetti avversi. È evidente che sia le istituzioni che i cittadini non dovrebbero trascurare i rischi connessi ad un qualsiasi atto sanitario, vaccinazioni comprese, e che minimizzare quelli che potrebbero essere possibili effetti avversi nei bambini seppur remoti può rappresentare un atteggiamento pericoloso per la sicurezza dei più piccoli. D’altronde i dati sulla farmacovigilanza prodotti dall’Agenzia italiana del farmaco mettono in evidenza un significativo numero di casi di reazioni avverse a seguito delle vaccinazioni pediatriche, aspetto questo che non consente di escludere a priori la totale mancanza di rischi. Eventi avversi altresì documentati e riconosciuti dalla giurisprudenza italiana, basti guardare alle numerose sentenze che accolgono le richieste di genitori di bambini danneggiati dalle vaccinazioni come quella del Tribunale di Ascoli Piceno la 489 del 2008 del Tribunale di Ancona, la 576/2011 del Tribunale di Urbino, la 219 sempre del 2011 del Tribunale di Pesaro, la 624 e la 256 del 2012 per citarne solo alcune che sono avvenute nella nostra Regione. In aggiunta una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 21 giugno 2017, ha stabilito che in mancanza di consenso scientifico il difetto di un vaccino e il nesso di causalità tra il difetto stesso e una malattia possono essere approvate con un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti evidenziando ulteriormente la necessità di applicare un principio di prudenza nel contesto dell’applicazione delle profilassi vaccinali. È singolare il fatto che i rischi connessi alle profilassi vaccinali vengano stigmatizzati per l’età pediatrica mentre vengono invece ponderati per le altre categorie di cittadini. La Quarta Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha recentemente prodotto una relazione intermedia sull’attività di inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale delle Forze armate evidenziando casi di decesso o l’insorgenza di gravi malattie in numerosi militari a seguito di effetti avversi determinati da errate somministrazioni vaccinali. La stessa Commissione nella sua relazione pone in evidenza la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini sia al fine della valutazione di immunità già acquisite sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsigliano di somministrare il vaccino in quello specifico momento. Tra le condizioni che spesso sono alla base di effetti indesiderati connessi alla somministrazione di farmaci compresi i vaccini è noto che le allergie o l’ipersensibilità verso varie componenti e adiuvanti presenti nelle formulazioni vaccinali verso le proteine dell’uovo e verso determinati antibiotici rappresentano controindicazioni alla profilassi con vaccini che contengono tali sostanze come del resto già definito nella circolare del Ministero della salute la numero 991, pertanto solo attraverso opportune verifiche ed una corretta anamnesi è possibile scongiurare reazioni indesiderate a seguito dell’esecuzione delle profilassi vaccinali. In questo contesto tutte le famiglie che per qualsiasi ragione manifestano dubbi o reticenza al momento della somministrazione dei vaccini, perplessità legate allo stato di salute dei propri figli o che avessero ragionevolmente il sentore che i propri figli possano manifestare ipersensibilità specifiche nei confronti di determinati farmaci, dovrebbero poter indagare ulteriormente approfonditamente con specifiche analisi con l’indispensabile e importante supporto del medico pediatra che prende in cura il ragazzo. Tuttavia il dosaggio dei titoli anti anticorpali attualmente non viene prescritto dai medici di medicina generale e pediatri che incolpevolmente si trovano a dover applicare le prime indicazioni attuative trasmesse dalla Regione Marche con la circolare protocollo 812433 del 2017 in apparente contrasto con la normativa nazionale vigente, il decreto ministeriale 32 del 91 e il decreto legislativo 124 del 98. Considerando che le circolari attuative rappresentano atti che interpretano una legge ma non possono riscriverla o sostituirla e che pertanto risultano vincolanti per le amministrazioni pubbliche e i propri dipendenti ma non per i cittadini come del resto sancito anche dalle sentenze del Consiglio di Stato 567 del 17 e della Corte di Cassazione numero 6185 sempre del 2017. Pertanto si chiede a questa Amministrazione, punto 2 della mia mozione, di sensibilizzare le istituzioni competenti alla corretta applicazione delle disposizioni del DM 3291 e del decreto legislativo 124 del 98 consentendo ai cittadini la possibilità di effettuare un’adeguata anamnesi pre vaccinale che includa esami immunologici, prove allergiche ed in generale una corretta verifica dello stato di salute dei bambini che devono sottoporsi alle vaccinazioni come del resto già suggerito per altre categorie di persone, ad esempio i militari che ho detto prima. Questi strumenti risultano essenziali anche per coloro che intendono completare il profilo delle profilassi vaccinali obbligatorie o raccomandate ai loro bambini anche qualora non fossero in regola con il calendario vaccinale proposto ma che necessitano di maggiori informazioni chiare e trasparenti al fine di sciogliere i propri dubbi o le proprie reticenze optando per una scelta consapevole e al tempo stesso garantendo la sicurezza e la salute dei propri figli. La posologia delle varie formulazioni vaccinali non è omogenea e molti prodotti possono essere somministrati solamente in determinate fasce di età e in particolari condizioni in ottemperanza alle indicazioni stesse dei produttori e alle relative raccomandazioni dell’Agenzia italiana del farmaco. Tuttavia la legge 119 indica il calendario vaccinale per i nuovi nati ma non definisce quello per i recuperi vaccinali, ovvero per bambini che non hanno mai cominciato i cicli vaccinali o non li hanno completati o che hanno effettuato solamente alcune delle profilassi previste, è chiaro che la definizione dei calendari per i recuperi vaccinali dovrebbe essere adeguatamente identificata da tecnici qualificati aspetto a questo recentemente sollevato e suggerito in sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo, pertanto vista la rilevanza e l’urgenza di tali aspetti si chiede a questa Amministrazione, al punto 3, di sollecitare l’Asur Marche Area Vasta 2 affinché vengano definiti i calendari di recupero vaccinale ed in attesa sospendere la definizione delle procedure di applicazione della legge numero 119 limitatamente ai soggetti che non hanno mai cominciato i cicli vaccinali o non li hanno completati o che hanno effettuato solamente alcune delle profilassi previste prendendo esempio dalla recente delibera del Consiglio regionale dell’Abruzzo. Alla base di queste richieste che scaturiscono dai genitori di bambini della nostra città ci teniamo a evidenziare che non c’è un rifiuto delle vaccinazioni ma la volontà e la necessità di applicare un principio di prudenza per approcciarsi alle profilassi in piena consapevolezza e sicurezza per i propri figli. D’altra parte le formulazioni vaccinali non possono essere considerate tutte allo stesso modo nei modi e tempi di applicazione ma anche sotto il profilo della sicurezza. In questo senso il vaccino infanrix hexa prodotto dalla Glaxosmithkline ed autorizzato all’immissione in commercio nell’ottobre 2000 è stato oggetto di studio da parte della comunità scientifica internazionale, in particolare un recente studio ha evidenziato alcune irregolarità nelle relazioni sulla sicurezza del suddetto vaccino da parte del suo produttore e che la rielaborazione dei dati ha chiaramente dimostrato un significativo numero di casi di morte improvvisa del lattante a seguito della sua somministrazione e che l’83% dei decessi riportati è avvenuto subito dopo la vaccinazione ovvero entro i primi dieci giorni dalla somministrazione. Tali evidenze sono alla base dell’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Ministro della salute presentata dal deputato Ivan Catalano con l’atto del 28 settembre 2017, interrogazione ad oggi aperta, volta a chiedere al Governo di quali informazioni disponga in merito ai dati sulla morte improvvisa in culla correlata al vaccino infarix hexa, le prossime volte lo chiamerò ih e se non intenda assumere iniziative per promuovere un riesame da parte delle agenzie preposte, della valutazione periodica del beneficio rischio del medicinale e di valutare se sussistono i presupposti per prevedere sul territorio nazionale una sospensione precauzionale e cautelativa del suddetto farmaco vaccinale. Sulla base delle stesse premesse una seconda interrogazione parlamentare è stata scritta e anch’essa tuttora in corso, rivolta al Ministro della salute è stata presentata dal deputato Alberto Zoletti con l’atto 418052 del 6 ottobre 2017 in cui chiede se il Ministro interrogato intende assumere iniziative al fine di ottenere ulteriori rassicurazioni da parte del produttore del vaccino e se intenda assumere iniziative per incrementare la farmacovigilanza nazionale nel settore dei vaccini stante anche l’aumentato numero di vaccini somministrati ai bambini italiani compresi preparati multipli e ritardare la somministrazione di alcuni vaccini come quelli per l’Hbv e rosolia. Di fronte a tali considerazioni ci si domanda se non sia lecito da parte del cittadino esigere una maggiore chiarezza e trasparenza attorno alle questioni relative alla sicurezza delle pratiche vaccinali ponendo particolare attenzione alle singole evidenze ascritte alle differenti formulazioni disponibili e se non sia lecito chiedere ed ottenere rassicurazioni e qualora sia necessario identificare tutte quelle azioni volte a garantire l’applicazione di un principio di prudenza. In questo senso sarebbe auspicabile che le agenzie preposte garantiscano sempre la massima chiarezza e trasparenza in merito ai dati sulla farmacovigilanza evitando spiacevoli situazioni come quelle che hanno indotto recentemente il Codacons a denunciare la mancata pubblicazione da parte di AIFA dei suddetti dati per gli anni dal 2014 al 2016. Per queste ragioni si chiede a questa Amministrazione, quello previsto al punto 4, di poter interloquire con l’Asur Marche Area Vasta 2 per valutare la possibilità in via cautelativa di sospendere l’utilizzo del vaccino IH fintanto che non saranno note le risposte del Ministro della salute alle relative interrogazioni parlamentari ovvero non saranno fornite delle dovute rassicurazioni rispetto all’utilizzo in sicurezza del suddetto prodotto. Le preoccupazioni di molti genitori non sono legate solamente alla sicurezza e alla salute dei propri figli ma anche all’incertezza che grava intorno alle misure che verranno intraprese in seno alla frequentazione degli istituti scolastici, incertezza determinata da informazioni largamente confuse e contraddittorie contenute nelle prime circolari attuative emesse dal Ministero della salute, la 25146, 25233, 26382 del 2017 e dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, la 1622 e la 1679 sempre del 2017. In questo senso l’articolo 3 della legge 119 contempla la richiesta della documentazione comprovante l’obbligo vaccinale da parte degli istituti scolastici che per le scuole ed i servizi per l’infanzia rappresenta requisito d’accesso. Più precisamente il testo della legge 119 recita che la documentazione comprovante l’assolvimento dell’obbligo vaccinale deve essere consegnata all’atto dell’iscrizione alla scuola ed entro i termini della stessa quindi di fatto non riguarda i soggetti già regolarmente iscritti, dobbiamo ricordare che l’articolo 25 della Costituzione dice chiaramente al comma 2 che nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso, è espresso un principio logico, semplice ed equo, è possibile solo violare leggi che esistono già. La legge 119 segue questo principio, sempre la legge 119 altresì contempera una fase di applicazione transitoria che disciplina l’accesso alle scuole e ai servizi per l’infanzia per gli anni scolastici 2017-18 e 2018-19 per i quali il testo non prevede l’esclusione dei bambini da zero a sei anni che dovessero presentare uno stato vaccinale non in regola con il calendario vaccinale predisposto, pertanto le disposizioni transitorie volute per semplificare le procedure di iscrizione e la presentazione delle documentazioni necessarie al fine di comprovare lo stato vaccinale dei bambini si riferiscono semplicemente ai termini per l’iscrizione che vengono posticipati dal 10 luglio al 10 settembre. Il testo della legge 119 non contempla in alcun modo alcuna forma di esclusione, espulsione, diniego di accesso o sospensione per quanto riguarda l’anno scolastico corrente di tutti i bambini benché dovessero risultare inadempienti dal punto di vista del profilo vaccinale rimandando qualsivoglia preclusione all’atto delle successive iscrizioni scolastiche. Rispetto a queste disposizioni tuttavia risultano in totale contrasto le indicazioni fornite dalle varie circolari attuative emesse dal Ministero della salute e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca le quali definiscono criteri di esclusione dei bambini non in regola con il profilo delle vaccinazioni obbligatorie benché regolarmente iscritti alle scuole ed ai servizi dell’infanzia. Considerando tuttavia che le sentenze del Consiglio di Stato numero 567/2017 e della Corte di cassazione 6185 del 2017 evidenziano che le circolari attuative rappresentano atti che interpretano una legge ma non possono riscrivere o sostituirla e che pertanto risultano vincolanti per le amministrazioni pubbliche e i propri dipendenti ma non per i cittadini, è assolutamente chiaro che il manifestarsi di situazioni scaturite da una interpretazione errata o in contrasto con le disposizioni del testo di legge 119 innescheranno per forza di cose ricorsi e contenziosi legali che interesseranno anche le istituzioni comunali, pertanto chiediamo al punto 5 di istituire un tavolo tecnico che possa valutare a livello comunale la corretta interpretazione della legge 119 risolvendo i contrasti interpretativi generati dalle circolari attuative soprattutto in riferimento delle disposizioni transitorie relative all’esclusione dei bambini non in regola con il piano delle vaccinazioni obbligatorie dalle scuole e dai servizi dell’infanzia e scongiurando valutazioni errate o discriminatorie da parte dei dirigenti scolastici e sanitari che possono innescare spiacevoli contenziosi legali. Si consideri inoltre che il testo della legge 119 determina ulteriori elementi di contrasto con disposizioni legislative più vigenti, ad esempio il decreto legislativo 65 del 13 aprile 2017 incardinato nella riforma della Buona Scuola del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, introduce il nuovo sistema integrato per la fascia di età compresa tra 0 6 anni riguardanti le scuole e i servizi per l’infanzia con l’obiettivo di garantire pari opportunità di educazione, istruzione e cura, relazione e gioco. Con la delega che riforma la scuola d’infanzia è prevista la nascita di un sistema integrato di educazione ed istruzione dalla nascita fino a sei anni con lo scopo di creare un nuovo sistema di istruzione per quella che probabilmente è la fase più delicata della crescita di un bambino, in questo senso la scuola d’infanzia alla quale si possono iscrivere i bambini di età compresa tra i 3 e 6 anni opera in continuità con i servizi educativi per l’infanzia e con il primo ciclo di istruzione obbligatoria. La riforma sulla Buona Scuola definisce quindi un ruolo propedeutico della scuola materna per il successivo percorso educativo delle scuole d’istruzione elementari, questo tuttavia contrasta in maniera assoluta con le disposizioni della legge 119 che vuole i bambini non in regola con il profilo delle vaccinazioni obbligatorie fuori dalle scuole dell’infanzia negando loro la possibilità di completare il ciclo di istruzione integrata previsto dalla riforma della Buona Scuola. In questo senso si chiede a questa Amministrazione al punto 6 di intraprendere tutte le misure necessarie affinché i propositi del decreto legislativo 65/2017 incardinato nella riforma della Buona scuola vengano garantiti ed applicati per tutti i bambini iscritti alle scuole per l’infanzia dei comprensori scolastici di Senigallia anche qualora alcune di queste risultassero non in regola con il piano delle vaccinazioni obbligatorie. Di non secondaria importanza risultano essere inoltre tutti quegli aspetti che riguardano la garanzia della privacy dei minori all’interno degli istituti scolastici che frequentano ed il riserbo delle informazioni sanitarie che li riguardano. Sembra infatti che l’applicazione della legge 119 stia comportando che in alcuni istituti scolastici del nostro territorio vengano talvolta utilizzati metodi di raccolta, conservazione e trasmissione delle informazioni relative allo stato vaccinale dei bambini e dei ragazzi che non rispettano le direttive del Garante della privacy mettendo in serio pericolo il riserbo delle informazioni dei minori in questione. Si rammenta che ad oggi sia da applicare l’autorizzazione numero 2 del 2016 del Garante della privacy pubblicata sempre nel dicembre 2016 recante l’autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, normativa che resta valida con decorrenza dal primo gennaio 2017 fino al 24 maggio del 2018 data da cui decorre dal giorno successivo risulterà applicabile il regolamento UE numero 2016/679 salvo ulteriori determinazioni eventualmente adottate dall’autorità competente. In riferimento alle suddette normative i dati personali atti a rivelare lo stato di salute possono essere trattati da soggetti diversi da quelli sanitari solo nel caso in cui il trattamento dei dati costituisca una salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica di un terzo, inoltre il trattamento dei dati sanitari rimane comunque vincolato al consenso del responsabile o di chi ne fa le veci previa definizione degli strumenti informativi o dei programmi informatici che verranno utilizzati al fine del trattamento e dell’archiviazione dei dati e il grado di sicurezza degli stessi. Sempre le norme sulla privacy definiscono altresì che le operazioni di raccolta o di consegna dei suddetti dati sanitari devono avvenire presso il destinatario oppure un suo delegato in un plico chiuso o con mezzo idoneo a prevenire la conoscenza da parte di soggetti non autorizzati anche attraverso la previsione di distanze di cortesia. In aggiunta il Garante della privacy con l’apposito provvedimento 365 del primo settembre 2017 descrive e semplifica le corrette procedure per la trasmissione dei suddetti dati sensibili tra le amministrazioni coinvolte, istituti scolastici ed aziende sanitarie locali, ne disciplina la conservazione essendo questi dati necessari al mero fine dell’iscrizione o per la conferma dell’accesso alla frequenza all’inizio dell’anno scolastico. Pertanto gli istituti scolastici dovrebbero provvedere a indicare da chi verranno trattati tali dati ai fini dell’archiviazione a norma di legge e per quanto tempo la struttura si prenderà carico e onere della conservazione e della tutela di tali dati mentre sembra che la raccolta di questi dati venga talvolta delegata agli insegnanti in classe o addirittura ai bidelli. In aggiunta ai sensi dell’articolo 22 comma 8 e 26 comma 5 del codice in materia di protezione dei dati personali i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi pertanto non è chiaro secondo quale eventuale autorizzazione le scuole del nostro Comune possono inviare i dati riguardanti lo stato vaccinale dei bambini e dei ragazzi all’azienda sanitaria locale competente. Le normative vigenti prevedono inoltre che poiché le vaccinazioni siano da considerarsi come attività amministrative ai fini preventivi tali dati non possono essere trattati ed inviati senza il consenso della persona interessata oppure del genitore esercente la responsabilità genitoriale del soggetto affidatario o del soggetto tutore responsabile. Si auspica che tutti i dirigenti sanitari, il personale sanitario, tutte le aziende sanitarie locali e tutte le autorità sanitarie in genere garantiscano di effettuare una corretta e minuziosa gestione della privacy riguardante la documentazione attestante lo stato vaccinale dei minori attenendosi alle disposizioni del Garante numero 365 del 2017, quindi al settimo punto chiedo a questa Amministrazione e la sollecita ad adottare i provvedimenti necessari per una corretta diffusione delle informazioni e delle disposizioni vigenti agli istituti scolastici affinché venga garantita la privacy dei minori e salvaguardate le informazioni sensibili in merito al loro stato vaccinale in ottemperanza alle indicazioni fornite sempre dal garante. In ultima analisi si può affermare che molte delle problematiche poste all’attenzione di questa Amministrazione scaturiscono da un difetto di comunicazione tra le istituzioni e i cittadini e da una apparente inefficacia degli strumenti di informazione che non sortiscono completamente gli effetti desiderati. Troppo spesso e con eccessiva facilità si delega il dialogo tra istituzioni e società civile allo strumento dei social network che purtroppo rappresentano un fallimento dal punto di vista dei contenuti della dialettica e della corretta diffusione delle informazioni oltre a promuovere fin troppo spesso atteggiamenti aggressivi e violenti. Personaggi pubblici quotidianamente non si sottraggono ai media e social network fomentando polemiche di basso profilo spesso associate a una dialettica altrettanto sufficiente se non addirittura diffondendo false notizie, insensato e colpevole allarmismo nella popolazione e mercificando la salute dei cittadini italiani per raggiungere effimera notorietà o peggio per perseguire fini personali. Tutto ciò non fa altro che minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni politiche sanitarie determinando una pericolosa distanza tra le parti. L’adozione di una legge come la 119 basata sull’introduzione dell’obbligatorietà vaccinale e sviluppata intorno a metodi coercitivi concepita per ottenere un aumento della copertura vaccinale in media nella popolazione di fatto certifica il fallimento delle politiche sanitarie nazionali incapaci di sviluppare un dialogo costruttivo non solo con la società civile ma anche con il mondo scientifico che a differenza di quanto si sostiene appare comunque fortemente diviso, non tanto in merito alla validità delle profilassi vaccinali ma sulla modalità di applicazione previste anche in considerazione del fatto che dalle prime stime del ministero questa operazione potrebbe portare a un aumento delle coperture vaccinali medie inferiori allo 0,5% della popolazione italiana. Non dimentichiamo inoltre che sulla legge 119/2017 pende il giudizio della Corte costituzionale chiamata a esprimersi sul quesito di costituzionalità della stessa espresso dalla Regione Veneto con un ricorso depositato lo scorso 9 agosto. Questo aspetto non lascia comunque presagire un certo disagio da parte di molti cittadini che pur non disapprovando le pratiche vaccinali hanno il forte timore che possano essere lesi i propri diritti costituzionali e quelli dei propri figli. È auspicabile quindi che il divario tra cittadini e istituzioni possa essere finalmente colmato su scala locale, un’Amministrazione comunale deve dialogare con i propri cittadini al fine di ristabilire un clima di fiducia reciproca, di collaborazione e di alleanza di intenti, tutte le famiglie hanno a cuore innanzitutto la salute e la sicurezza dei propri figli, l’Amministrazione comunale ha il compito di comprendere le preoccupazioni dei propri cittadini e assieme a loro intraprendere un cammino collaborativo che li aiuti a operare scelte consapevoli nel rispetto di tutte le norme e le leggi vigenti a livello nazionale e locale. In questo caso si chiede appunto a questa amministrazione quanto richiesto nel punto 8, a promuovere tutte le azioni necessarie affinché venga riposta al centro della questione la famiglia, riavvicinando i cittadini e le istituzioni sanitarie, incentivando un dialogo costruttivo, pacato e non pregiudiziale che contrasti con forza ogni atteggiamento di discriminazione o di strumentalizzazione e manipolazione degli eventi. Prima di lasciare lo spazio al dibattito che mi auguro sia costruttivo e non superficiale o inficiato da errate considerazioni, al fine di sgombrare il campo da possibili semplificazioni rimarchiamo come Senigallia bene Comune e anche a nome delle stesse famiglie di essere favorevoli ad una corretta applicazione degli obblighi vaccinali, la mozione non è pertanto una proposta contro le profilassi vaccinali che ormai da secoli si sono dimostrate l’unico sistema per contrastare l’insorgere di pandemie nelle aree del pianeta perché siamo profondamente convinti che se correttamente praticate riescono ad eliminare la possibilità che queste ciclicamente si ripresentino causando complicazioni sanitarie ed eccessi. Grazie per la pazienza.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: apriamo la discussione generale. Vi comunico che è arrivato il dottor Clementi di Multiservizi, quindi termineremo questa pratica e poi vi proporrò l’inversione dell’ordine del giorno per trattare la pratica legata alla Multiservizi come vi avevo anticipato.
Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): ci sono vari aspetti che vorrei affrontare sulla mozione proposta da Sartini intanto come rappresentante delle istituzioni e anche come cittadino. A mio parere chi siede su questi tavoli deve prendersi la responsabilità di ciò che viene affermato sia per i contenuti e anche per le eventuali conseguenze di ciò che viene espresso verso la comunità cittadina, a maggior ragione da parte di chi, come il consigliere Sartini, oltre che essere rappresentante delle istituzioni è anche un tecnico della prevenzione, quindi due volte dovrebbe incentivare la prevenzione a mio parere. La mozione però, andiamo nel merito della mozione, riprende i contenuti di due interrogazioni che a differenza di quello che è stato detto dal consigliere Sartini non affermano affatto che ci sia una correlazione statistica tra le morti improvvise e la somministrazione del vaccino ma chiedono semplicemente al ministro ulteriori rassicurazioni da parte del produttore vista e considerata una recente pubblicazione dove si mette in dubbio la correttezza dei dati sulla sicurezza del PSOR che altro non è che un report periodico sulla sicurezza dei vaccini, quindi il Consigliere Sartini e Senigallia Bene Comune fa tutto un suo ragionamento, mi permetto di dire unto dal Signore, semplificando e cosa scrive? Lo leggo: in base a recenti evidenze scientifiche nei bambini vi sia una relazione tra l’aumento di morti improvvise e la somministrazione del vaccino esavalente di Glaxo. Non solo, ma il consigliere Sartini, non personalmente lui ovvio, in riferimento a Senigallia Bene Comune, va oltre perché si sostituisce ad EMA, AIFA e soprattutto in barba al Piano nazionale di prevenzione vaccinale e propone di interloquire con i rappresentanti dell’Area Vasta 2 per far sì che in via cautelativa si sospenda la somministrazione del vaccino della Glaxo, ovvio che questo porta al rischio di interpretazioni errate da parte dei cittadini utenti del sistema sanitario regionale e nazionale che possono sfociare in un’ingiustificata quanto pericolosa per la salute sfiducia nelle vaccinazioni. Oltretutto, adesso esco un po’ dalle righe del merito della mozione, vorrei sottolineare anche la bipolarità espressa dallo stesso Consigliere che oggi presenta questa mozione volta sospendere una delle vaccinazioni pediatriche ritenute di fondamentale importanza da tutte le istituzioni sanitarie mondiali, il 24 febbraio 2016 sempre il consigliere Sartini Senigallia Bene Comune dava il proprio voto favorevole a quella che è divenuta oggi la delibera numero 23 Promozione della cultura vaccinale mentre oggi presenta qualcosa che è molto più vicino alla disinformazione vaccinale piuttosto che alla promozione della cultura vaccinale. Il 23 maggio 2017 lo stesso Consigliere votava favorevolmente all’introduzione dell’assolvimento dell’obbligo vaccinale quale requisito d’accesso e frequenza dei servizi socio educativi per la prima infanzia comunali e privati convenzionati della fascia 0 - 3 anni che poi è diventata la delibera numero 46 e quindi dietro a queste affermazioni il Consigliere Sartini, Senigallia Bene Comune ovviamente, rielabora un po’ a modo suo i contenuti di interrogazioni parlamentari, va contro sulle stesse votazioni fatte in precedenza, ben due votazioni fatte in precedenza e quindi si riflette nettamente le responsabilità politica di un gruppo politico che è nelle istituzioni e rischia un vero e proprio boomerang di disinformazione che potenzialmente potrebbe provocare un danno sociosanitario anche nei confronti di tutta la comunità, quindi io penso che questo è un atto gravissimo, io penso si dovrebbe dimettere Consigliere, come si può proporre la sospensione di un vaccino in barba alla legge, proponiamo sospendiamo il vaccino in via cautelativa, è fuori di testa una cosa del genere, su quali basi scientifiche viene fatto, non c’è un dato, quindi penso che la mozione sia imbarazzante, la invito a ritirarla.
Il Consigliere PERINI (Progetto in Comune): nel febbraio 2016, ricordava giustamente il collega Mandolini, ho presentato una mozione sulla promozione della cultura vaccinale che è stata valutata favorevolmente anche, come ricordava Mandolini, dal consigliere Sartini. In quella mozione, scendo nello specifico, si chiedeva già l’impegno di tutti a farsi carico di una campagna di informazione alle famiglie di Senigallia, si chiedeva di stimolare l’Asur in forme di collaborazione anche con il Comune di Senigallia e di dare una fattiva collaborazione come Comune all’Asur proprio per le finalità informative e comunicative. Vari eventi si sono succeduti e Senigallia è stata teatro di occasioni di informazioni ripetute e rilevanti, penso alla giornata di ottobre dello scorso anno nella quale in una Rotonda a mare gremita, molto più del Consiglio comunale di oggi, mi pare che non ci fosse Sartini, concessa gratuitamente dal Comune, il professor Burioni, magari andate a cercare questo nome su Facebook che forse vi schiarisce un po’ le idee, presentava il suo primo libro, un best seller tra i libri di divulgazione dell’informazione chiara e scientificamente ineccepibile sui vaccini, anche se la nostra è diventata una cultura nella quale ci si cura con Google e probabilmente si fa anche politica con Google. Tra le considerazioni di quella mozione era scritto che riteniamo inammissibile che nel nostro territorio possano svilupparsi notizie false così da avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, dubbi e teorie complottiste tra l’altro alimentati da movimenti politici al cui interno vengono sostenute false e fuorvianti teorie. Deve essere proprio per questa preoccupazione che un illustre senigalliese professore alla Emory University di Atlanta e uno dei più grandi scienziati al mondo in lotta contro HIV e AIDS, ovvero il professor Guido Silvestri, anche di Guido Silvestri io invito qualcuno ad andare a guardare le pagine e a leggere i libri perché magari ci si fa una cultura reale, soprattutto per chi ci lavora nell’Asur, ha voluto dedicarsi anch’egli ad attività informativa e divulgativa scientificamente ineccepibile e si è impegnato in prima battuta per chiarire una volta per tutte che il Movimento 5 Stelle, cito un altro movimento, abbraccia una posizione al 100% favorevole ai vaccini, senza se e senza ma. Ora mi chiedo che cosa sia successo nel frattempo e come mai il consigliere Sartini che prima di tutto è un operatore del Dipartimento di prevenzione dell’Asur abbia deciso di presentare una mozione così critica, e me lo consenta, anche irrispettosa nei confronti della stessa azienda per cui lavora. Se una mozione del genere viene favorevolmente votata, e assolutamente non lo farò, questo significa che noi stiamo comunicando che: l’Asur non sta promuovendo un’informazione corretta, l’Asur sta promuovendo e incentivando una informazione pregiudiziale incompleta che non tiene conto di tutti gli aspetti della pratica vaccinale. Se votiamo questa mozione sosteniamo che l’Asur non sappia fare il suo lavoro, che i dirigenti medici del nostro Dipartimento di Prevenzione e che gli operatori sanitari impegnati nelle attività vaccinali non sappiano come svolgere il loro lavoro e come effettuare i recuperi vaccinali che al momento sono già in corso, che debba addirittura essere sospeso un vaccino correntemente in uso come se non esistessero enti preposti, se non il Consiglio comunale e Sartini, e procedure in essere per garantire la massima sicurezza dell’atto vaccinale e che l’Asur, Regione, Ufficio scolastico regionale, ANCI non stiano lavorando insieme per dare attuazione alla nuova legge nazionale sull’obbligo vaccinale e che in questo lavoro, si sostiene nella mozione, in questo lavoro di attuazione della legge non ci sia il rispetto della privacy dei cittadini, questo diciamo. A me tutto questo sembra politicamente gravissimo e irrispettoso di chi sta già lavorando su questo fronte con determinazione, puntualità e spesso anche in silenzio senza cercare di procurarsi per forza una visibilità. Non mi dilungherò su quanto ho sentito nelle premesse e nelle considerazioni, ho sentito parlare di esami prevaccinali, di precauzioni d’impiego scambiate per controindicazioni, alcuni slogan che sembrano proprio copiati e incollati dai siti della propaganda antivaccinista, mi chiedo con preoccupazione se questo sia il primo passo verso una deriva antiscientifica e antivaccinista nella Senigallia che ha aderito alla Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni, città che ha ospitato Burioni in una Rotonda a mare gremita in cui anche persone che erano contrarie informate correttamente hanno cambiato idea, buon per loro, in una città come la nostra che ha tra i propri concittadini il coordinatore del gruppo tecnico vaccini regionali il dottor Fiacchini, il Presidente della Quarta Commissione il dottor Volpini, il direttore generale Marini, il dirigente della prevenzione e promozione della salute Filippetti, tutti impegnati a fare il meglio perché nelle Marche la salute della nostra popolazione venga garantita anche dalla pratica vaccinale. Il mio voto, lo anticipo, è nettamente contrario a questo atto che non temo a definire politicamente pericolosissimo.
Si dà atto che entra l’Assessore Bucari.
L’Assessore GIROLAMETTI: pur condividendo gli interventi dei consiglieri Mandolini e Perini pienamente cercherò di non entrare nella polemica, e sarebbe estremamente facile entrare invece nella polemica con la mozione presentata dal consigliere Sartini, basterebbe fare una considerazione. Quello che ci chiede il consigliere Sartini è quello di impegnarci a svolgere delle attività che non ci competono, e già per questo questa mozione andrebbe semplicemente respinta, però con uno sforzo di umiltà ho provato, e non ho la presunzione di poter rispondere da solo, a entrare nel merito e provare a rispondere punto per punto a quello che la mozione ci presenta, io non ho la presunzione di dire che rispondo da solo, ho consultato l’ufficio e i responsabili dell’Ufficio vaccinazione del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 2, io credo che anche il consigliere Sartini avrà l’umiltà e non la presunzione di sostenere che ha scritto da solo quella mozione. Nel primo punto si dice di promuovere ed incentivare una corretta informazione non pregiudiziale che includa anche gli aspetti della legge 210 del 92, e ci mancherebbe altro, però aggiunge delle cose che non sono sostenibili. Per corretta informazione basata sulle evidenze scientifiche, quelle correnti, quelle aggiornate, io mi sono aggiornato fino all’inizio di quest’anno perché bene o male con la legge presentata in Parlamento credo che un po’ tutti i medici, poi tra l’altro quelli impegnati nelle Istituzioni pubbliche abbiano avuto un incentivo in più a informarsi e ad approfondire, però posso non essere così informato e aggiornato fino all’oggi, però a quanto risulta la corretta informazione è assicurata dai servizi vaccinali dell’Asur e il testo della legge 210 esposto in ogni servizio vaccinale dell’Asur presenta le controindicazioni che sono valutate già in sede ambulatoriale in modo da escludere dall’atto medico chi presenti vere controindicazioni alle vaccinazioni esercitando la funzione che gli è attribuita. Gli effetti collaterali sono descritti in sede di colloquio prevaccinale al fine di rendere edotti i genitori a presentare loro stessi un’informazione completa di quanto sono a conoscenza fino a quel momento, informazioni sulle vaccinazioni da effettuare sono trasmesse con lettere Asur che raggiungono le famiglie, ulteriori momenti di informazione sono i colloqui prevaccinali che vengono garantiti a tutti i genitori che vogliono avere maggiori informazioni e chiarimenti con piena disponibilità da parte del personale vaccinale. Il secondo punto è sensibilizzare le istituzioni competenti all’applicazione del decreto ministeriale. Nessun esame prevaccinale è necessario prima dell’atto vaccinale perché non esistono esami prevaccinali che abbiano validità scientifica, fatto anche recentemente più volte ribadito, ma anche recentemente ribadito dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Federazione italiana dei medici pediatri, dalla Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica e dalla Federazione dei medici di medicina generale. Al punto 3 sollecitare l’Asur Marche Area Vasta 2 affinché vengano definiti idonei calendari di recupero vaccinale. Bene, la modalità di recupero delle vaccinazioni da parte dei servizi vaccinali dell’Asur sono già applicate nel rispetto di tutte le evidenze scientifiche ad oggi note, recentemente le stesse Società Scientifiche di prima hanno chiarito quali vaccinazioni possono essere effettuate per il recupero degli inadempienti, attività di recupero sono già in essere grazie proprio all’introduzione della legge 119 del 2017 per cui sono proprio in miglioramento le coperture vaccinali regionali e locali. Al punto 4 ci si chiede o ci si chiederebbe di interloquire con l’Asur Marche Area Vasta 2 per valutare la possibilità in via cautelativa di sospendere l’utilizzo del vaccino Infarix Hexa. Questa è veramente una richiesta fuori da ogni logica, la sospensione cautelativa di un vaccino viene effettuata su indicazione dell’Agenzia italiana del farmaco e del sistema di farmacovigilanza, qualora non vi sia alcuna sospensione in atto ciò significa che nessun problema è stato rilevato in relazione alla vaccinazione in uso, non ci dobbiamo sostituire a nessuno. Il punto 5 ci dice intraprendere tutte le misure necessarie affinché i propositi del decreto legge 65 del 2017 incardinato nella riforma della Buona scuola vengano garantite ed applicate a tutti. Allora la buona scuola, non entro nel merito della buona scuola, ma sicuramente per buona scuola si intende anche quella scuola che garantisca a tutti i ragazzi che la frequentano di non avere il rischio di essere infettato o di trasmettere malattie infettive potenzialmente anche se per fortuna raramente mortali come il morbillo. Per quanto riguarda l’istituzione di un tavolo tecnico che possa valutare a livello comunale la corretta interpretazione che non ci compete, compete però alla Regione Marche l’applicazione di un tavolo regionale che ha già convocato insieme all’Asur, insieme all’Ufficio scolastico regionale e insieme all’ANCI e a quanto mi risulta è già stato più volte convocato e tutti gli aspetti critici della legge che, questo sì, vanno attenzionati stanno trovando risoluzione con step successivi e  di cui questo tavolo si è fatto carico. Il punto 7 adottare provvedimenti necessari per una corretta diffusione delle informazioni e delle disposizioni vigenti agli istituti scolastici. Tutte le attività relative alla legge 119 del 2017 sono implementate nel pieno rispetto della privacy e del provvedimento 265 del primo settembre del 2017 del Garante della privacy ed è stato preso in debita considerazione per la definizione delle procedure di attuazione della legge 119 a livello regionale. Allora io dico e ricordo al consigliere Sartini che su temi di questa delicatezza non ci si può improvvisare, non si può chiedere al Consiglio comunale di intraprendere azioni che non gli competono e che andrebbero nella direzione non solo contraria a quella che questo Consiglio comunale ha già scelto e si è dato con due delibere che sono poc’anzi state ricordate, ma anche in contrasto ad una legge dello Stato a cui noi compete come istituzione pubblica l’applicazione.
Il Consigliere ANGELETTI (PD): io cercherò di spiegare perché il mio voto è negativo a questo ordine del giorno cercando di portare avanti una corretta informazione. Anch’io mi sono informata perché non ho la presunzione, come giustamente ha detto anche l’assessore Carlo Girolametti, non ho la presunzione di sapere delle cose, pur essendo medico mi sono informata da specialisti in materia e mi sto informando tuttora. Cercherò di esaminare i punti per me più salienti che mi hanno un po’ stupito diciamo di questo ordine del giorno. Si parla di mancata anamnesi prevaccinale, giusto farla ma come farla questa anamnesi prevaccinale? Esami immunologici per valutare se il bambino ha già un’immunità prevaccinale? Valutazione del titolo anticorpale? Tutti gli esseri umani possiedono un’immunità naturale, alla nascita hanno anticorpi, ma questo meccanismo difensivo non è sufficiente per difenderci da tutti i germi patogeni, per le malattie contro le quali ci si vaccina l’immunità naturale non è sufficiente, quindi è perfettamente inutile titolare gli anticorpi, fare gli esami immunologici in chi non si è vaccinato. Prevenire eventuali reazioni allergiche? Ma allora dovremmo fare un test allergico ogni volta che somministriamo un farmaco, anche un paracetamolo, una tachipirina a chi non l’ha mai assunto. Gli epidemiologi dell’Istituto superiore di sanità che dedicano la loro vita a questi studi affermano che non sono necessari esami prevaccinali ma solo un’accurata anamnesi che ogni medico, ogni pediatra sono sicura che esegue al suo paziente. In Italia a tutt’oggi sono 631 le persone che hanno ottenuto l’indennizzo previsto dalla legge per danno irreversibile da vaccinazione, ma non è così facilmente dimostrabile il collegamento tra vaccino e danno. A tal proposito una delle patologie più imputabili ai vaccini quali l’autismo, si è verificato che le lesioni cerebrali alla base di questa malattia sono presenti spesso prima della nascita indipendentemente dall’essere vaccinati o meno. Poi c’è un punto che ci parla del vaccino Infraril Hexa della Glaxo, vi racconto questa storia. Ad ottobre 2012 questo vaccino che è un vaccino esavalente costituito da vaccino difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomelite, influenza venne ritirato ad ottobre 2012 per via precauzionale dal commercio perché ad un controllo erano state evidenziate contaminazioni batteriche in uno stabilimento di produzione, l’azienda aveva distribuito un modesto numero di lotti e da nessuna dose però si erano verificati dei problemi, quindi le cose sono un po’ diverse, il vaccino è stato rimesso in circolazione ed è tuttora distribuito. Riguardo al discorso dei decessi dopo la somministrazione dell’esavalente che si dice che siano stati riscontrati, in Italia tra il 2014 e il 2016 si sono registrate 5 morti improvvise 2 in Piemonte, una in Lombardia, una in Basilicata in bambini entro il primo anno di vita, comunque non possiamo dare la responsabilità al vaccino in quanto la sindrome della morte improvvisa del lattante è una delle più frequenti cause di morte nel primo anno di vita con un’incidenza stimata di un caso su 700 – 1000 bambini. L’incidenza della SIDS si è visto che è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazioni. Il fatto che una SIDS si possa verificare poco dopo una vaccinazione non implica nessun rapporto causa effetto. Giungiamo alla storia dell’uranio impoverito, la Commissione dell’uranio impoverito. Alla morte di militari italiani durante le loro missioni all’estero in Bosnia, mi sembra in Afghanistan, nei Balcani, non possiamo senza sicure fonti scientifici e senza consultazioni di tecnici specialisti in materia cosa che non è stata fatta, affermare come causa di aumento di linfomi di Hodgkin le plurivaccinazioni. Lunario C’era l’uranio delle armi, le condizioni di vita non proprio sane, le plurivaccinazioni non sovraccaricano il sistema immunitario, le sostanze nel nostro corpo in grado di stimolare una risposta immune che si chiamano antigeni, gli attuali vaccini ne hanno circa 200 di antigeni, pensate che basta una puntura di zanzara, un graffio di gatto per esporre un bambino a molte migliaia di antigeni ed è stato calcolato che noi potremmo vaccinare contemporaneamente in tutta sicurezza un bambino con 10.000 vaccini, magari ce li avessimo. Concludo affermando che tra i prodotti farmaceutici in commercio i vaccini sono probabilmente oggi come oggi i più controllati e i più sicuri e oggi più che mai è utile un’informazione corretta scientificamente e moralmente e per la nostra salute è necessario non fidarsi di esperti improvvisati, di sedicenti ricercatori o di persone che speculano sull’argomento, ogni dubbio, ogni problema o richiesta di chiarimento deve essere posta al medico, è lo stesso medico di fiducia che è l’unica persona preparata, che si prepara, che si informa a sua volta e quindi visto che la salute è il bene più importante che noi abbiamo cerchiamo di salvaguardarla in tutto e per tutto.
Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): io intanto abbasserei un po’ i toni da crociata perché mi sembra che una premessa doverosa quando si dibatte di questi argomenti sia quella di non utilizzare quelli che sono i toni da social network come invece mi pare che purtroppo è stato, almeno in parte. Io parto da una premessa, la premessa è che io ho 2 figli a cui faccio fare i vaccini per libera scelta anche se con qualche preoccupazione, perché pensare di dover far fare a un bambino di pochi anni 10 12 vaccini è cosa che a me preoccupa, e se ci sono baroni che mi rassicurano io non mi rassicuro affatto. Faccio questa premessa per dire che la decisione è stata sofferta nella mia famiglia e non ho la pretesa come altri hanno di avere delle certezze di natura scientifica. Quando sento parlare di evidenza scientifica a me corrono i brividi lungo la schiena, secondo il concetto di evidenza scientifica io ho sentito dire più volte Dio non esisterebbe, quindi mi pare che come evidenza scientifica si possa dire un po’ tutto e il contrario di tutto, i miei trisavoli sarebbero degli scimpanzé secondo l’evidenza scientifica e anche questo mi mette qualche imbarazzo riconoscendo per carità invece che qualcun altro potrebbe anche averli dei trisavoli connaturati da questo tipo di natura, ma non nella mia famiglia almeno. Quando sento dire un’altra cosa ad esempio, che abbiamo tantissimi personaggi, scusa Maurizio ma tu ogni tanto viene fuori con queste uscite che mi destano delle perplessità, abbiamo fior fior di nomi di questa città hai detto che sono impegnati per fare il meglio per la salute dei cittadini, e poi mi hai citato il Direttore Marini che sta smantellando l’ospedale di Senigallia a cominciare dalla UTIC vedete che l’evidenza alle volte non è così evidente. Tempo fa negli anni Settanta o anche negli anni Ottanta si diceva che le foibe erano un’invenzione dei Dalmati, degli esodati di Fiume, degli istriani e invece le foibe erano una realtà, o il triangolo della morte era una panzana di qualche revisionista. In termini medici e sanitari ricordo l’aggressione selvaggia al professor Di Bella quando evidenziava teorie scientifiche che non erano in linea con il pensiero comune, eppure sarebbe bastato ascoltare il professor Di Bella quando diceva che ogni sera prima di addormentarsi leggeva Platone per capire che i cretini erano altri e la cura Di Bella in realtà dei frutti li ha dati nel corso degli anni tant’è che oggi viene ancora somministrata la cura Di Bella. Detto questo e quindi premesso che io come tutti voi di vaccinazioni non capiamo nulla, come tutti voi, perché se partiamo da un altro presupposto io non mi faccio spiegare i vaccini da nessuno all’interno di questo Consiglio comunale perché ci sono scienziati che dicono una cosa che sono per la maggiore e scienziati e medici che dicono altre cose quindi ognuno fa la sua scelta, ecco perché il mio atteggiamento verso questo argomento e verso questa mozione è pragmatico e devo dire che in alcune parti non la condivido, alcune parti sono delle evidenti forzature, una è quella che per esempio ricordava l’assessore Girolametti, cioè il Consiglio comunale non può opporsi a una legge dello Stato e dire noi facciamo diversamente, questa mi sembra intanto la forzatura un po’ più forte devo dire e poi non scenderei nello specifico come diceva anche il Consigliere Mandolini, fare delle statistiche sul caso di morti di bambini, ma non sta a noi e non credo che siamo in grado di poterlo né dire, né fare, né pensare, né tantomeno scrivere. Io credo invece, e qui mi porta insomma il mio atteggiamento pragmatico, dire un’altra cosa intanto a chiedere che la mozione venga inviata in Commissione, non per arrivare oggi né a un’approvazione perché secondo me non ci sono gli elementi oggi, né a una bocciatura perché noi dobbiamo a mio avviso invece questo sì raccogliere un’esigenza di chi qualche perplessità o più di una perplessità ce l’ha, io stesso ho più di una perplessità che non arriva a dire non faccio i vaccini, c’è chi ha più di una perplessità che arriva a dire sono cauto nel fare i vaccini, voglio capire prima c’è chi dice non li faccio e basta, ci sono tre categorie fondamentalmente, e la quarta che dice li faccio invece e basta perché ne sono convinto. Ebbene secondo me la cosa che invece va raccolta l’indicazione che Sartini inserisce nella mozione è quella di chiedere, questo sì, all’Asur non di disapplicare la legge ma di applicarla, ma applicarla a 360 gradi perché non si può applicare la legge soltanto dicendo si facciano i vaccini punto e basta perché la legge non dice solo questo, la legge dice anche che vanno esenti dalla vaccinazione tutti coloro che sono già immuni o che comunque nell’eventuale anamnesi prevaccinale risulta non necessario dover sottoporsi alla vaccinazione, questo lo dice la legge non lo dice Roberto Paradisi, quindi a mio avviso la nostra linea dovrebbe essere questa, atteniamoci alle norme e quindi chiediamo però all’Asur uno di informare su questo passaggio, l’Asur non può informare soltanto sull’obbligo vaccinale, deve anche informare sulla seconda parte della legge, due ha il diritto una famiglia di sapere se il proprio figlio è immune o se il proprio figlio in qualche modo risulta che non sia necessario fare quel tipo di vaccinazione per quel tipo eventualmente di malattia, a mio avviso sì, sì perché lo dice il diritto naturale ma sì perché lo dice anche questa norma che va letta tutta, non soltanto una parte, quindi questo aspetto secondo me invece va valorizzato, e cioè chiedere all’Asur e quindi rimodulare completamente anche eliminando le premesse Giorgio perché a mio avviso sulle premesse si fanno le guerre, conta il risultato, qual è il risultato? Il risultato è sensibilizzare l’Asur ad applicare integralmente la legge che guardate è quello che chiede la maggior parte delle famiglie che molti chiamano no-vax, come se fossero quelli che lanciano le bombe in Val di Susa, non è proprio così. Allora se l’idea è quella di chiedere all’Asur di fare quello che la legge gli chiede rientra anche nelle nostre competenze perché diventa sollecitare l’Asur ad adempiere ad un onere previsto dalla stessa legge. Poi se vogliamo parlare, questo sarà oggetto di discussione eventualmente in Commissione, di fare un tavolo tecnico per come può essere fatto, per come può essere fatta una campagna di prevenzione, per come può essere fatta una campagna informativa, sono perfettamente d’accordo anche da questo punto di vista quindi questi due elementi vanno valorizzati così obiettivamente credo che non sia votabile quindi chiedo a Sartini di ritirarla o meglio non di ritirarla di rinviarla in Commissione per emendarla secondo queste due direttrici specifiche eliminando ogni premessa e semplicemente ricordando quello che la legge prevede e sollecitare dalla Asur una risposta magari facendo venire anche la funzionaria del servizio di prevenzione, il dirigente Marini che secondo Perini è un difensore del nostro ospedale, però li facciamo venire in Commissione e in quella sede affrontiamo queste due tematiche, questa è la mia posizione, questa è la posizione di Unione Civica.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: abbiamo una richiesta del Consigliere Paradisi di rinviare la pratica in Commissione Quarta, quindi un intervento a favore e uno contro sul rinvio in Commissione.
Si dà atto che esce il  Consigliere Canestrari: Presenti con diritto di voto n. 23.
Il Consigliere REBECCHINI (Unione Civica): io intervengo a favore, vi dico subito personalmente sono per i vaccini però devo prendere atto che per esempio questa sera io vedo in Consiglio comunale tante famiglie e non penso che siano dei No Vax o degli accaniti contro i vaccini, io penso che siano delle famiglie preoccupate, solitamente nei Consigli comunali il pubblico è zero, pochissimi partecipano, allora io mi dico se stasera vedo venti famiglie vuol dire che è la punta di un iceberg, fuori ce ne saranno 200 magari, allora con questo dubbio io credo che un approfondimento anche per tranquillizzare, per informare, per assicurare famiglie che vogliono essere assicurate io penso che la proposta che ha fatto il Consigliere Paradisi vada sostenuta.
Il Consigliere SANTARELLI (PD): io credo che questo intervento di Sartini sia inopportuno e portare in Commissione una pratica del genere porterebbe ancora più confusione quindi il Partito Democratico si esprime nel bocciare questa pratica e quindi non siamo d’accordo a portare la pratica in Commissione.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la proposta di rinvio in commissione che viene respinta con 8 voti favorevoli, 14 contrari (Angeletti, Beccaceci, Bedini, Brucchini, Giuliani, Gregorini, Mandolini, Pedroni, Perini, Romano, Salustri, Santarelli, Sardella, Urbinati), 1 astenuto (Pierfederici), come proclama il Presidente ai sensi di legge.
Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): il mio intervento è stato bruciato perché avrei chiesto il rinvio in Commissione anch’io.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): anzitutto mi preme ringraziare per il dialogo che è venuto fuori, mi aspettavo anche più chiusura da questa mozione vista la delicatezza delle argomentazioni che portava quindi il rispetto di una norma che serve a istituire un ciclo vaccinale obbligatorio che dà dei dettati come diceva anche adesso il Consigliere Paradisi che non vengono completamente attesi a livello di Asur e a livello appunto di Ministero quindi le circolari che girano non sono in sintonia con il dettato della legge. Ma adesso a parte questo piccolo aspetto non rispondo a chi ha solamente scaricato il loro astio perché non meritano risposta però chiaramente ci sono delle realtà che devono essere attentamente valutate perché se da una parte il medico, la dottoressa Angeletti, ha ripreso il tema dell’uranio per i militari dicendo perché erano stressati, le condizioni particolari, quello, quell’altro, io capisco tutto l’aspetto medico e l’arrampicata sugli specchi per dire che non è così però a quei militari stanno facendo gli esami prima e dopo delle vaccinazioni, quindi l’esame anche se a livello della titolazione corpale non è in grado di stabilire se potrà sopportare un’infezione per le malattie di cui il vaccino poi dovrebbe garantire la copertura, sempre dovrebbe uso perché sono 10.000 le varianti poi ci sono 50.000 possibilità come per i vaccini influenzali dell’inverno che poi in alcuni casi si aggrava la situazione della persona vaccinata, ma senza scendere in questi dettagli la mozione presentata era in perfetta sintonia con quanto aveva deliberato il Consiglio comunale prima, cioè fornire una corretta informazione alle famiglie che non è stata correttamente data dal mio e dal punto di vista di tante famiglie, quindi se queste persone sono convinte di non avere avuto le giuste informazioni bisogna che questo passaggio avvenga. Vi annuncio subito che farò un convegno apposito su questo argomento il prossimo mese, non è finito qui il discorso, l’ho presentato qui, ho fatto un’alzata di ingegno alla Sartini, quello che dichiaro viene sempre bocciato perché? Perché lo dice Sartini. Ma questo non è rilevante, quindi al capogruppo PD che dice che non è d’accordo neanche a mandarla in Commissione è chiaro perché affrontare questo problema in Commissione vuol dire discutere e non mettere la testa sotto la sabbia, è più facile mettere sotto la testa sotto la sabbia e dire bocciamo, ci sono persone che hanno il diritto di sapere come funzionano questi vaccini e perché gli vengono negati i propri diritti. È vero che non siamo in una nazione in cui ci sono dei diritti perché ognuno viene prevaricato continuamente però io mi aspettavo dopo una lunga annunciazione di tutte quelle che sono le problematiche che è impossibile seguire, capisco la vostra difficoltà, ma ve la trasmetto la relazione tranquillamente così vi resterà agli atti, avreste se non altro capito che c’è un problema sotto, non mi sono mai speso così a lungo, ho anche chiesto il permesso al presidente del consiglio di leggerlo tutto sapendo che ci voleva mezz’ora perché non è una perdita di tempo. Quando io ho votato in Consiglio comunale per i vaccini io sono favorevole, io vengo dalla prevenzione, nel mondo animale noi vacciniamo costantemente tutti i capi animali che alleviamo e sono sicurissimo che è l’unico sistema per evitare le pandemie e ve l’ho anche detto questo, voi siete passati sopra, voi siete contro, no, noi non siamo contro, noi vogliamo il giusto modo di vaccinare perché se vi racconto l’ultima cosa che è successa nel mio ramo sanitario dopo anni e anni che sono lì, con tutta la preparazione che ha l’Istituto zooprofilattico di Teramo che è referente nazionale a livello comunitario per preparare i vaccini e per fare le vaccinazioni degli animali e non abbiamo mai avuto problemi, con l’ultima vaccinazione per l’ultima malattia, la blue tongue, a livello bovino non abbiamo fatto danni rilevanti, a livello ovi - caprino abbiamo fatto abortire tutti i capi e sterilizzato i maschi con una sola vaccinazione, l’anno dopo ci hanno aspettato con la doppietta, qui non si vaccina più niente. Allora io non dico che questo è il caso dei vaccini, però se le famiglie …………… è inutile scusi Consigliere che lei dice, io non ho detto questo, se lei mi ha ascoltato e io vengo da un’esperienza che dico sono favorevole perché è l’unico sistema per eliminare le malattie sia per l’uomo che per gli animali, le vaccinazioni, e questo è chiaro nessuno può travisare quello che ho letto e cavalcare sperando appunto di cavalcare l’onda di tutti quelli che sono favorevoli, il discorso delle vaccinazioni, io ho chiesto la corretta applicazione di quello che prevede la legge, l’informazione, i tempi in cui uno deve completare l’iter vaccinale, se uno era già dentro non è obbligato a rifarli tutti entro il 31 marzo 2018 perché non sta scritto nella legge questo e quindi questa deve essere la richiesta che noi portiamo, rispetto delle leggi perché se no andiamo sempre a penalizzare chi vorrebbe l’applicazione di qualcosa e la sicurezza per quanto possibile, tengo a ripetere, la sicurezza vaccinando non ci può essere mai che non succede niente anche rispettando con i controlli prima e tutto il resto perché qualunque problema può insorgere però cerchiamo di limitare al massimo perché i figli sono il bene più prezioso che abbiamo tutti, i miei li ho vaccinati, non mi sono mai sottratto, i miei quattro figli sono cresciuti, c’è chi ne ha fatte due, c’è chi ne ha fatte sei, però questo non vuol dire che non bisogna dare la corretta informazione. L’informazione deve essere fatta correttamente, bisogna stabilire il rispetto delle leggi e quando si dice si fa l’informazione alle famiglie si raccoglie il consenso, io vi sfiderei tutti voi ad andare fuori dall’ufficio vaccinazioni a Senigallia a chiedere se hanno capito cosa stavano facendo e se sono stati informati correttamente su quello che succede. Non è un disappunto, io lavoro in sanità, so qual è il mio ambiente, ho anche chiesto addirittura alla responsabile se veniva a fare un dibattito pubblico non solamente una sezione ma qualcuno che dicesse no perché le condizioni stanno in modo diverso da quello che valutate voi perché la mia prima esigenza è quella di portare all’interno dei cittadini la giusta informazione e questo si può avere solo con un dibattito pubblico però si sottraggono tutti, nessuno vuole venire, neanche Volpini anche se non è la massima autorità in campo vaccinale ma venire a dire la sua in un dibattito pubblico si è sottratto, allora io chiedo a tutti voi di votare consapevolmente, non dovete approvare la mia mozione perché l’ho scritta io ed è fatta bene, io ho scritto quello che secondo me è valido, c’è gente che ci ha lavorato dietro perché non è solo prodotta da me e quindi io l’ho condivisa altrimenti non l’avrei letta e tante cose le ribadisco e quando sento dire che un controllo prima non è indice di sicurezza però perché lo facciamo ai militari, alle persone adulte e non le facciamo ai bambini prima di vaccinarli massicciamente? Io capisco che ha un costo sociale ma la vaccinazione ha un costo sociale uguale e ogni ragazzo che viene menomato o che avrà poi delle deficienze per tutta la vita ha un costo sociale altissimo. Quanto costa una persona con handicap per quello che è stato un errore di vaccinazione, semmai ci sarà e mi auguro che non ce ne sarà mai uno, però se è possibile evitare anche un solo errore visto che la vita è importante per tutti soprattutto per quelli che sono i nostri figli io vi chiedo appunto di procedere e di valutare correttamente questa mozione. Non è una mozione no vax perché voi l’avete definita e mi avete definito in modo scandaloso addirittura arrivando a chiedermi di dimettermi per aver portato le esigenze dei cittadini che non vedono rispettate le leggi dello Stato italiano.
Il Consigliere SANTARELLI (PD): per fatto personale perché credo che i toni così irrispettosi di Sartini vanno sottolineati. Come ho già sottolineato anche in Commissione finanze spesso lui si esprime con questo atteggiamento, il Partito Democratico è un partito responsabile, non è un partito che si sottrae alla responsabilità, non siamo contrari ad approfondimenti ma soprattutto siamo sensibili, tutti noi abbiamo i figli, io ho i figli che sono stati vaccinati secondo un percorso legislativo e credo che le inesattezze messe a microfono o il richiamo del popolo in un’Aula di Consiglio comunale fatto in maniera anche spinta venga contro anche la comunicazione e Sartini il fatto anche di avere questo atteggiamento  io credo che non sia una cosa opportuna quindi noi siamo rispettosi delle delibere regionali, credo che la sanità ha una competenza sovracomunale e all’interno delle Commissioni e in particolar modo della Commissione sanità, e saluto la presidente Margherita Angeletti, nessuno si è mai sottratto agli approfondimenti e alle discussioni.
Il Consigliere PALMA (Movimento 5 Stelle): un richiamo ai toni aspri che prima si erano sentiti, io e la consigliera Martinangeli ci dissociamo assolutamente dalle frasi offensive che sono state rivolte al Consigliere Sartini dal nostro collega Consigliere Mandolini, noi non chiediamo le dimissioni assolutamente di Sartini. Quello che volevo rimarcare è che questa è stata un’occasione persa per approfondire un argomento che aveva sicuramente degli spunti interessanti di lettura e mi dispiace che il PD che si nomina così democratico abbia chiuso le porte in maniera così netta. Il Movimento 5 Stelle da sempre si è dichiarato a favore delle vaccinazioni e chiede che nel Paese venga fatta la massima copertura vaccinale possibile, il Movimento 5 Stelle a livello nazionale si è già espresso favorevolmente all’obbligatorietà dei quattro vaccini che già erano per legge prima obbligatori prima del decreto Lorenzin e soprattutto poneva attenzione ai vaccini da somministrare alla popolazione nel caso di emergenze vaccinali. Fatte queste premesse doverose comunque in linea generale il Movimento 5 Stelle rigettava la semplificazione di questo argomento perché ovviamente la popolazione deve essere informata, deve essere resa consapevole, questo può essere fatto sicuramente, questo noi lo chiediamo a livello nazionale, attraverso una campagna di raccomandazioni capillari sul territorio alla popolazione per promuovere l’adesione ai vaccini e per debellare per quanto possibile l’esitazione riguardo ai vaccini. Per quanto riguarda la mozione del consigliere Sartini volevo approfondire solamente due punti che erano stati trattati in maniera diciamo residuale dagli altri Consiglieri che mi hanno preceduto. Per quanto riguarda il punto numero 4 il discorso del vaccino Infanrix Hexa il nostro europarlamentare Piernicola Pedicini il 2 giugno di quest’anno, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea relativamente ai dati della farmacovigilanza di questo vaccino e la risposta di questa Commissione è stata data il 7 di luglio, l’AIFA ha dichiarato, quindi l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha dichiarato che non ci sono stati dati che possono far pensare a relazione fra la sindrome della morte improvvisa in culla del neonato e le vaccinazioni in senso generale questo è stato fatto attraverso due grossi studi a livello nazionale, lo studio che è stato fatto in Italia e lo studio che è stato condotto in Germania. Dati recenti non ci sono anche perché a livello europeo voi sapete, se non sapete ve lo dico, AIFA invia i dati come tutte le agenzie di farmacovigilanza appartenenti ai Paesi della Comunità europea all’organismo europeo di vigilanza sui farmaci. I dati di Infanrix di farmacovigilanza sono stati aggiornati a giugno 2015 e ci dicono che il vaccino globalmente appare sicuro e non ci sono dati di morti improvvise e la prossima valutazione sarà a gennaio del prossimo anno quindi la valutazione sulla farmacovigilanza sulla sicurezza di questo presidio sarà fatta a gennaio ma i dati al momento sono rassicuranti tant’è che la Commissione europea non ha chiesto nessuna metanalisi, le metanalisi da un punto di vista scientifico sono lo strumento più potente, più preciso e più sicuro per poterci dare dei dati relativi alla sicurezza di un farmaco per esempio. Relativamente invece al punto numero 7 sul discorso della privacy il primo settembre del 2017 il Garante della privacy ha emanato un provvedimento urgente in cui consentiva la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle ASL tuttavia ad oggi manca il flusso di informazioni in senso opposto ovvero dalle ASL alle scuole ma il Garante si è reso disponibile per ogni soluzione normativa che possa introdurre ulteriori semplificazioni, quindi ribadisco prendiamo le distanze da qualunque intervento diciamo così scomposto e ribadiamo il fatto che il mancato rinvio in Commissione sia stato un peccato perché ha impedito un approfondimento e un dialogo costruttivo per approfondire questo tema su cui il Movimento 5 Stelle a livello nazionale ed europeo è molto sensibile.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): volevo chiedere, visto che sono stato stimolato dal consigliere Santarelli il quale ha detto che noi del Partito Democratico non ci sottraiamo mai a poter dialogare e valutare, visto che c’era stato un rinvio in Commissione, prima aveva detto che non accettava di mandarla in Commissione, allora per approfondire questa tematica come ha sentito non sono l’unico che sponsorizza questo problema l’invio in Commissione sarebbe stato importante, poi da una parte dice no va in Commissione e poi dall’altra non ci sottraiamo agli approfondimenti in Commissione, quindi ogni tanto si sdoppia sicuramente, sono stato accusato di doppia personalità però lei si sdoppia molto più facilmente quindi vorrei chiedere visto che non vi sottraete a un dibattito e quindi agli approfondimenti perché non avete votato? Si può tranquillamente provare a discutere in una Commissione perché i costi della Commissione non sono milionari, il gettone di presenza che pigliamo è di  200 euro o poco più per tutti i presenti, quindi affrontare seriamente questo problema anche perché non mi risulta che siano state fatte comunicazioni in qualche modo che quindi si sia divulgato quello che avevamo detto noi, l’impegno preso dal Consiglio comunale, quante comunicazioni sono state fatte? Quante volte abbiamo convocato per dare informazioni ai genitori, noi sulla base delle delibere proposte?
Il Consigliere SANTARELLI (PD): per ribadire a Sartini che gli approfondimenti in Commissione possono essere fatti ma non con la mozione di Sartini come è stata promossa, con quello che ha scritto, con le inesattezze, le Commissioni vengono organizzate con dei documenti, con dei tempi, con dei modi adeguati, quindi il Partito Democratico non è contrario ad approfondire in Commissione come ho già detto prima, abbiamo una Presidente di Commissione che è capace di portare in Commissione temi con diciamo delle indicazioni adeguate e gli otto punti di Sartini noi non ce la sentiamo di portarli in Commissione.
Il Presidente del Consiglio ROMANO: non vedo altri interventi quindi chiudiamo la fase di discussione generale, dichiarazioni di voto.
Il Consigliere BEDINI (Vivi Senigallia) vorrei ricordare che in Commissione Quarta è stato già discusso il discorso dei vaccini, per quello che riguarda invece la possibilità di una eventuale divulgazione più capillare possiamo discutere in altre forme. Io dichiaro per la sua mozione il voto contrario del gruppo Vivi Senigallia, premetto ho due figlie e una nipote tutti completamente vaccinati, chiaramente un po’ di apprensione uno ce l’ha però la sede probabilmente e i termini con cui abbiamo discusso per cui annuncio il voto contrario di Vivi Senigallia alla mozione di Sartini.
Il Consigliere PERINI (Progetto in Comune): siccome ho già detto prima che voterò contrario perché questa è una mozione pericolosissima invito, siccome ritengo che in Commissione non sia opportuno parlare di questi temi perché quella Commissione non potrebbe produrre nulla di utile rispetto a questo documento, chiedo a Sartini che lavora al dipartimento di organizzare presso il Dipartimento ………… non può? Dove lo vogliamo fare allora? Io chiedo che venga organizzato presso il dipartimento assieme ai suoi colleghi che praticano le vaccinazioni un incontro nel quale ci portiamo dietro anche i verbali di oggi, ridiscutiamo di tutte le cose che abbiamo detto stasera, rileggiamo le dichiarazioni di tutti, punto per punto e poi sentiamo anche i medici che praticano le vaccinazioni che cosa ne pensano di questa mozione, delle cose che sono state dette stasera, quindi io Presidente chiedo che l’autorità politica solleciti il consigliere comunale e dipendente Asur Sartini ad organizzare o a farsi carico di un incontro presso il Dipartimento.
Il Consigliere MANDOLINI (Movimento 5 Stelle): voto ovviamente contrario, avevo chiesto di ritirare la pratica non viene ritirata ovviamente il voto è contrario. Vorrei solo aggiungere una cosa, il sottoscritto aveva presentato nell’ultima delibera di Consiglio comunale che ha votato sull’obbligo vaccinale un emendamento che impegnava il Comune ogni anno a fare informazione ai bambini che si iscrivevano all’anno scolastico, solo per il primo anno, cioè questo, di estenderlo anche a chi ovviamente non era iscritto al primo anno perché una cosa del genere non era mai stata fatta. A seguito di questo emendamento poi votato da tutto il Consiglio feci un’interrogazione all’Assessore Girolametti nella quale chiesi il Comune si è attivato per adempiere a quanto previsto nella delibera? L’Assessore ha detto sì abbiamo fatto l’incontro verso la metà di settembre, nel mese di settembre, io penso che il Comune si sia impegnato con l’emendamento del sottoscritto a fare divulgazione, quindi non è che non si fa divulgazione sul tema dei vaccini, oltretutto l’emendamento prevedeva anche tecnici Asur, quindi anche per questo motivo poi ho votato, ci tengo a dirlo, ho votato in modo contrario al rinvio in Commissione.
Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): per motivare l’astensione in riferimento a questo ordine del giorno perché come ho detto prima vi sono parti non condivisibili e quindi che non possono essere votate invece spunti e parti che a mio avviso meritano di essere approfondite. Mi spiace che si sia tornati ancora ad un dibattito dai toni troppo accesi e mi spiace che il Partito Democratico dica non andiamo a discutere perché poi come ho detto prima la discussione doveva a mio avviso vertere non sulle premesse ma sulla necessità di procedere in realtà a invitare l’Asur a rispettare la legge a 360 gradi, quindi io ribadisco che questo deve essere il concetto, ma non me ne voglia il Consigliere Santarelli, evidentemente la discussione in Commissione su questi temi si può fare anche a prescindere dal rinvio ovviamente in Commissione, io credo anzi che sia necessario farla, consigliere Perini non c’è bisogno di andare al Dipartimento di Prevenzione, abbiamo le Commissioni, io invece propongo di farla con Marini e quindi lo chiamiamo in Commissione eventualmente insieme al responsabile del servizio vaccinazione [si registra un contraddittorio fuori microfono] chiamiamo anche gli infermieri che mettono il lastrino tutto quello che vuoi ………
Il Presidente del Consiglio ROMANO: Consigliere Perini non interrompa.
Il Consigliere PARADISI (Unione Civica): Presidente sa che apprezzo sempre le interruzioni, a Perini ho preso anche più volte il suo microfono quindi non ho problemi, però battute a parte io credo che questo tema sia un tema importante anche per chi crede alla vaccinazione e anche per chi vaccina i figli avendo dei dubbi perché se io avessi la consapevolezza che mio figlio è immune da un vaccino sarei il primo a chiedere che non venga vaccinato, io credo di dire una cosa di buon senso, non credo di essere un bombarolo come non credo che lo siano le famiglie che assumono questi atteggiamenti, se c’è la possibilità, come la legge prevede, di arrivare a questo io credo che la nostra Asur su questo tema debba essere sensibilizzata, quindi credo che in Commissione si possa comunque organizzare questo incontro, basta chiederla la Commissione, che poi può o meno far scaturire una nuova mozione senza magari quel tipo di premesse ma una mozione che si attenga al dettato normativo, quindi il voto di astensione.
Il Consigliere GREGORINI (Art. 1 MDP): per dichiarare il voto logicamente contrario a questa proposta che ci è stata illustrata per più di 40 minuti, poi dopo anche con dei toni a volte con un livello un po’ troppo alto come se questa parte del Consiglio comunale fosse incapace nel capire nei 40 minuti di presentazione cosa ci volesse dire il consigliere Sartini. Logicamente questo è un altro punto della sanità che come tutti quelli che abbiamo affrontato è un problema molto delicato, è un problema molto sensibile, tutti quanti siamo genitori, abbiamo dei figli, non stiamo però qui dentro a perdere le ore nel dire ognuno di noi quello che abbiamo, che facciamo. Boccio questa proposta perché come hanno detto in vari interventi è una proposta che in molti punti non è di nostra competenza pertanto non si doveva neanche presentare perciò è inutile dire la rinvio in Commissione quando prima abbiamo parlato due ore su dei punti che sono inaccettabili e inammissibili per le nostre competenze. Accolgo l’invito come ha già detto anche il Consigliere Paradisi che ogni consigliere ma anche un gruppo consiliare può chiedere approfondimenti se nota che la Regione non si attiene scrupolosamente a quanto dovuto per legge come ci ha indicato anche l’assessore Girolametti, faremo il tutto per vigilare che questo venga fatto e ogni qualvolta ci accorgiamo che questo non viene fatto siamo pronti ad affrontarlo in Commissione, perciò voto contrario a questa mozione presentata in questa maniera.
Il Consigliere ANGELETTI (PD): solo per accogliere l’invito del Consigliere Paradisi che mi sembra ragionevole, l’accoglieremo nelle forme più adeguate e nei tempi più adeguati.
Il Consigliere FILERI (La Città Futura): per esprimere voto contrario alla mozione presentata dal consigliere Sartini anche se in realtà trovavo condivisibile la proposta fatta dal Consigliere Paradisi e assolutamente non condivisibile la mozione del consigliere Sartini.
Il Consigliere PROFILI (Obiettivo in Comune): avevo votato favorevolmente al rinvio in Commissione sulla proposta fatta dal Consigliere Paradisi, credevo che un approfondimento potevamo farlo, però è chiaro che allo stato la mozione così come presentata dal consigliere Sartini non può che trovare il mio voto negativo.
Il Consigliere MARTINANGELI (Movimento 5 Stelle): abbiamo già esposto la nostra posizione sulla mozione di Sartini, ovviamente c’erano molti punti che non potevamo condividere in toto però per ribadire comunque che era assolutamente necessario approfondire in commissione, ha proposto chiaramente il collega Paradisi questo approfondimento, lo avremmo proposto sicuramente noi e comunque lo abbiamo votato in modo favorevole per cui essendo proprio a favore di una persuasione anche attiva e capillare dei cittadini, riteniamo che ad esempio il primo punto sul promuovere e incentivare una corretta informazione non pregiudiziale fosse assolutamente essenziale così anche il punto relativo alle indicazioni fornite dal Garante, era necessario comunque aprire un dibattito sulla mozione anche di Sartini perché non vedo il perché debba essere in toto respinta per poi magari riaprire un altro dibattito in un’altra sede magari ad istanza del Partito Democratico, poteva anche essere aperto il dibattito ad istanza del consigliere Sartini, quindi essendo favorevole al rinvio ma comunque non totalmente favorevole alla mozione del consigliere Sartini ci asterremo.
Il Consigliere SARTINI (Senigallia Bene Comune): ovviamente io voto a favore, è chiaro anche perché sono convinto della bontà però volevo rimarcare che mandare questa mozione in Commissione non voleva dire approfondirla e accettarla in toto perché quando uno poi mi dice ci sono delle cose che non possiamo accettare mandando in Commissione se ci sono delle cose che non vanno approfondendo, non senza approfondire gli argomenti che vanno in Commissione, ma approfondendoli chiaramente se sugli otto punti se ne dovevano togliere 2 o 3 si tolgono, non è questo il problema, l’approfondimento serve a questo ed è condiviso da tutti ma queste sono cose che voi non avete valutato non so perché e quindi vi siete espressi contrariamente, comunque grazie.
Il Presidente del Consiglio ROMANO pone in votazione, palese con modalità elettronica, la mozione iscritta al punto 4 dell’ordine del giorno dei lavori consiliari che viene respinta con 1 voto favorevole, 17 contrari (Angeletti, Beccaceci, Bedini, Brucchini, Fileri, Giuliani, Gregorini, Mandolini, Pedroni, Perini, Pierfederici, Profili, Romano, Salustri, Santarelli, Sardella, Urbinati), 5 astenuti (Da Ros, Martinangeli, Palma, Paradisi, Rebecchini), come proclama il Presidente ai sensi di legge.
La presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal 16 aprile 2018 al 1 maggio 2018 ai sensi dell’art. 124, 1° comma, del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267.
Lì, 2 maggio 2018	Il       Segretario Comunale
La presente deliberazione, non soggetta a controllo, è divenuta esecutiva, ai sensi dell’art. 134 del D.Lgs. 18/8/2000, n° 267, in data 27 aprile 2018 essendo stata pubblicata il 16 aprile 2018
Tania Boccetti
Ad oggi non si è assistito ad alcun dibattito/confronto! Uniche azioni intraprese nei confronti dei medici che hanno mostrato dubbi o interrogativi sono state la Radiazione!
"Primo non nuocere..."Tania
· 24 Ott 2017 · Mi piace · 3
26-10-2017 - L'atto Legge 119/2017 sulle vaccinazioni obbligatorie e sua corretta applicazione è stato respinto
26-10-2017 - L'atto Legge 119/2017 sulle vaccinazioni obbligatorie e sua corretta applicazione è stato presentato