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Timestamp: 2020-05-28 06:36:23+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 25221 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25221 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 07/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25221
sul ricorso 22467/2015 proposto da:
B.A.L., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
dall’avvocato GENNARO MESSUTI, giusta procura in calce al ricorso;
AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE PROVINCIALE MONZA BRIANZA, C.F.
avverso la sentenza n. 683/38/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, emessa il 17/02/2015 e depositata il
06/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA VELLA.
1. In fattispecie relativa ad impugnazione del silenzio-rifiuto sull’istanza di rimborso Irap 2005-2007, con due motivi di ricorso – “violazione e/o falsa applicazione di legge di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3” ed “omessa, contraddittoria, inesistente e apodittica motivazione in relazione all’art. 11 Cost., comma 6 e omesso esame di un fatto decisivo che è stato oggetto di discussione tra le parti (art. 360 c.p.c., n. 3)” – il ricorrente lamenta che “la C.T.R. ha affermato che la semplice presenza di personale dipendente integrava il requisito della sottoposizione all’Irap omettendo ogni esame circa il valore del personale dipendente de quo ai fini Irap”, senza considerare che in concreto il contribuente, nello svolgimento dell’attività professionale di medico convenzionato con il S.S.N., si era semplicemente avvalso della collaborazione della moglie per lo svolgimento di mansioni esecutive (ricevimento clienti), con un rapporto part-time ed un compenso di “soli 180 Euro lordi al mese”.
2. Il primo motivo è fondato, con assorbimento del secondo.
3. Questa Corte ha infatti chiarito che l’autonoma organizzazione ai fini Irap non ricorre per la semplice presenza di “lavoro altrui”, dovendo il giudice di merito valutare in concreto – con accertamento “insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato” – che il contribuente se ne avvalga “in modo non occasionale” ed in misura tale da superare “la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive (Cass. s.u. n. 9451/16).
4. Nel caso di specie, invece, la C.T.R. ha riformato la valutazione dei giudici di prime cure circa l’insussistenza “di una qualsiasi organizzazione di mezzi o di personale che sia valutabile ai fini Irap”, semplicemente in ragione della rilevata “collaborazione di altra persona, con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa”.
5. Il ricorso può quindi essere accolto e, non occorrendo ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa con accoglimento dell’originario ricorso del contribuente, previa cassazione della sentenza impugnata senza rinvio.
6. Sussistono i presupposti per l’integrale compensazione delle spese processuali tra le parti, essendo l’intervento nomofilattico definitivamente chiarificatore maturato nel corso del giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie l’originario ricorso del contribuente. Dichiara interamente compensate tra le parti le spese processuali.