Source: https://it.scribd.com/document/135695818/Regolamento-comunale-per-la-tutela-degli-animali-Martina-Franca
Timestamp: 2019-09-15 05:28:17+00:00
Document Index: 40708846

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 49', 'art. 49', 'art. 826', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 7', 'art.2', 'art. 6', 'art. 15', 'art. 51']

Il regolamento che disciplina e tutela gli animali, approvato dal Consiglio Comunale di Martina Franca
SalvaSalva Regolamento comunale per la tutela degli animali -... per dopo
Regolamento-condominio v 01.20
Letto, confermato e sottoscritto come segue:
IL VICE PRESIDENTE f.to Cervellera Giuseppe __/__/____
La presente deliberazione divenuta esecutiva per:
[X] Dichiarazione di immediata eseguibilit (Art. 134 c.4 D.Lgs. 18/08/2000, N 267) [ ] Decorrenza gg.10 dall'inizio della pubblicazione (Art. 134 c.3 D.Lgs. 18/08/2000, N267) Martina Franca, l
MARTINA FRANCA, __/__/____
Copia conforme all'originale in carta libera da servire per uso amministrativo e d'ufficio.
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La presente deliberazione stata comunicata ai capigruppo consiliari (Art. 125 - D.Lgs. 18/8/2000, N 267), nota n._____ del __/__/____
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Il Segretario Generale Dott. Pierdomenico Gallo
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PROCESSO VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
APPROVAZIONE REGOLAMENTO ANIMALI. PROVVEDIMENTI. COMUNALE
N 37 DORDINE
Pres. 01) 02) 03) 04) 05) 06) 07) 08) 09) 10) 11) 12) BUFANO Donato BASILE Francesco MARSEGLIA Arianna DONNICI Vittorio PASCULLI Vito DEMITA Franco PALMISANO Gianfranco LAFORNARA Filomeno Antonio DEL GAUDIO Romano CRAMAROSSA Vito LEGGIERI Cataldo MARTUCCI Antonio 1 2
L'anno 2013, il giorno 5 del mese di Aprile alle ore 17,07 con prosieguo, in Martina Franca, nella sede Municipale e nella Sala Consiliare delle adunanze. Il Consiglio Comunale, legalmente convocato a domicilio, in sessione ordinaria ed in seduta pubblica, si riunito sotto la Presidenza del sig. CERVELLERA Giuseppe e con lassistenza del Segretario Generale Dott. Pierdomenico Gallo Fatto lappello nominale dei consiglieri, risultano
CAROLI Tommaso CERVELLERA Giuseppe CARRIERI Martino MARRAFFA Michele PULITO Giuseppe CONSERVA Giacomo FUMAROLA Antonio CASTELLANA Maria Donata BELLO Pietro MUSCHIO SCHIAVONE Michele GELSOMINO Martino Antonio MIALI Martino
Pres. 10 11 12 13 14 15
In totale n. 15 consiglieri presenti su n. 24 assegnati al Comune E presente il Sindaco dott. ANCONA Francesco. Il Presidente, ritenuto legale il numero dei Consiglieri intervenuti, trattandosi di 1^ convocazione dichiara aperta la seduta.
IL SINDACO RIFERISCE Si allontanano dallaula i consiglieri Muschio Schiavone e Gelsomino (presenti 14 assenti11) PREMESSO che il Comune di Martina Franca, nell'ambito dei principi giuridici ed indirizzi fissali dalle leggi, dai regolamenti e dal proprio Statuto promuove il diritto alla presenza, alla cura e al rispetto degli animali sul proprio territorio; CONSIDERATO che l'art. 2 della Costituzione riconosce la libert di ogni singolo cittadino di esercitare, sia in modo singolo che associato, le attivit sociali ove si svolge la sua personalit e, quindi, anche le attivit connesse alla tutela e alla cura degli animali; RISCONTRATA la necessit d valorizzare la tradizione e la cultura animalista della citt e di incoraggiare ogni forma significativa che attenga al rispetto e alla difesa degli animali; ATTESO che il rispetto e la protezione degli animali rappresentano un valore etico e morale irrinunciabile per una societ civile; VISTA la legge n. 157 del 11 febbraio 1992; VISTA la Legge regionale PUGLIA 03.04.1995, n. 12 e ss.mm. e ii. VISTA altres la Dichiarazione universale dei diritti degli animali proclamata a Bruxelles su iniziativa dell'UNESCO il 27.01.1978; VISTO lo Statuto comunale; VISTO il T.U.E.L. - D.Lgs n. 267/2000; VISTI i pareri favorevoli espressi dai Responsabili di Servizio interessati: - Parere favorevole in linea tecnica espresso ai sensi art. 49 del D. lgs 267/2000 il Dirigente f.f.: F.to Arch. Bartolomeo Zizzi - Parere favorevole di regolarit contabile ai sensi 49 del D.Lgs 267/2000 il Dirigente del Settore Bilancio e Programmazione Finanziaria: F.to Dott.ssa Annarita Maurizia Merico Chiesta ed ottenuta la parola interviene Assessore Coletta Ci tengo solo a dedicare questo provvedimento ad alcune persone che ultimamente hanno subito dei torti con luccisione barbarica dei propri cani avvenuta in questi giorni. Grazie IL CONSIGLIO COMUNALE Udito il relatore e ritenuto di dover deliberare in merito a quanto dallo stesso proposto; Preso atto che sulla proposta sono stati resi i pareri favorevoli ex art. 49 T.U.E.L. D.Lgs 167/2000; A voti unanimi, espressi nelle forme di legge: DELIBERA 1. ADOTTARE il nuovo Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali che, allegato alla presente deliberazione, ne costituisce parte integrante e sostanziale; 2. DEMANDARE ai Responsabili dei Servizi interessati del compimento degli atti conseguenti allattuazione del presente atto. 3. di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile a seguito di apposita votazione, unanime e palese. Si allontana dallaula il consigliere Fumarola (presenti 13 assenti 12)
CITT DI MARTINA FRANCA
CON DELIBERAZIONE N. 37/2013
APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE IN DATA 5 APRILE 2013
Sommario del Regolamento sulla Tutela degli Animali Citt di Martina Franca
Parte III I CANI
Titolo Art.20 Divieto di detenzione a catena e duso di collari costrittivi Art.21 Caratteristiche dei box Art.22 Obblighi di Custodia Art.23 Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche Art.24 Aree e percorsi destinati ai cani Art.25 Obbligo di raccolta degli escrementi Art.26 Accesso negli esercizi pubblici Art.27 Anagrafe canina Art.28 Cane Collettivo Art.29 Cani Randagi Adozione Sterilizzazione
Titolo Art.6 Detenzione di animali da compagnia Art.7 Divieto di Maltrattamento Art.8 Abbandono di Animali Art.9 Avvelenamento di Animali Art.10 Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona Art.11 Smarrimento Art.12 Accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico Art.13 Divieto di accattonaggio Art.14 Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio Art.15 Obblighi degli allevatori e possessori di animali a scopo di commercio Art.16 Manifestazioni pubbliche aventi finalit animaliste e zoofile promosse dalle Associazioni Art.17 Spettacoli e intrattenimenti con lutilizzo di animali Art.18 Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi Art.19 Fiera degli Animali (festivit di San Martino)
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Titolo Art.1 Definizioni ed ambito di applicazione Art.2 Valori etici e culturali Art.3 Competenze del Sindaco Art.4 Tutela degli Animali Art.5 Associazioni ed Enti di Protezione Animale
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Art.30 Alimentazione cani randagi Art.31 Centri di addestramento educazione Parte IV I GATTI Titolo Art.32 Definizione dei termini usati nel presenti titolo Art.33 Tutela dei gatti liberi Art.34 Cura delle colonie feline Art.35 Colonie feline e gatti liberi Art.36 Detenzione dei gatti di propriet Parte V I VOLATILI Titolo Art.37 Detenzione e tutela dei volatili Art.38 Dimensioni delle gabbie Art.39 Contenimento numerico dei colombi urbani Parte VI GLI ANIMALI ACQUATICI Titolo Art.40 Dimensioni e caratteristiche degli acquari Parte VII GLI EQUINI Titolo Art.41 Principi distintivi Art.42 Idoneit dellequino al traino di veicoli Art.43 Limitazioni alluso del cavallo Parte VIII I CONIGLI DA COMPAGNIA Titolo Art.44 Detenzione dei conigli da compagnia Art.45 Dimensione e materiale di costruzione delle gabbie
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Parte IX FAUNA SELVATICA ED ESOTICA Titolo Art.46 Fauna selvatica ed esotica Parte X PET THERAPY Titolo Art.47 Terapie assistite con limpiego di animali
Parte XI DISPOSIZIONI FINALI Titolo Art.48 Vigilanza Art.49 Sanzioni Art.50 Incompatibilit ed abrogazione di norme Art.51 Integrazioni e modificazioni Art.52 Rinvio a disposizioni di legge Art.53 Entrata in vigore
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1. La definizione generica di animale, quando non esattamente specificata, si applica a tutte le tipologie e razze di animali da affezione, di cui alla Legge n. 281 del 14 agosto 1991, e a tutte le specie di vertebrati ed invertebrati tenuti in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, anche in stato di libert o semilibert. 2. La definizione generica di animale si applica inoltre, nellinteresse della comunit locale, nazionale e internazionale, a tutte le specie selvatiche, di vertebrati ed invertebrati, che appartengono al Patrimonio Indisponibile dello Stato, come specificato dallart. 826 del Codice Civile e dagli artt. 1 e 2 della legge n. 157 del 11 febbraio 1992. 3. Il presente regolamento riguarda la tutela di tutte le specie di animali che si trovano o dimorano, stabilmente o temporaneamente, nel territorio comunale. Art.2 Valori etici e culturali
Art.3 Competenze del Sindaco
Art.4 Tutela degli animali 1. Il Comune riconosce validit etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al rispetto e ai diritti degli animali e alla promozione di iniziative per la sopravvivenza delle loro specie. 2. Il Comune, in base alla Legge n. 281 del 14 agosto 1991, alla conseguente Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995 e alla Legge n. 189 del 20 luglio 2004, promuove e disciplina la tutela degli animali da affezione, condanna e persegue gli atti di crudelt contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono.
1. Il Sindaco, sulla base del dettato degli artt. 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale. 2. In particolare, in applicazione della Legge n. 157 dell11 febbraio 1992, il Sindaco esercita la cura e la tutela delle specie di mammiferi ed uccelli che vivono stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio comunale. 3. Il Sindaco, nellambito delle leggi vigenti, esercita il diritto di propriet verso le specie animali escluse dallelenco di quelle cacciabili, presenti stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio del Comune. 4. Al Sindaco, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, spetta la vigilanza sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali, nonch lattuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante ladozione di specifici provvedimenti applicativi.
1. Il Comune, nellambito dei principi e indirizzi fissati dalle vigenti leggi, favorisce la presenza nel proprio territorio degli animali, riconoscendo loro finalit affettive, educative e di utilit ed opera al fine di favorire la corretta convivenza tra gli esseri umani e questultimi. 2. Il Comune riconosce alle specie animali non umane il diritto ad un esistenza adeguata alle proprie caratteristiche biologiche ed etologiche. 3. Il Comune individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi ed in particolare verso le specie pi deboli. 4. Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e lambiente, il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi, degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali ivi previste. 5. Le modifiche degli assetti del territorio devono tener conto anche degli habitat a cui gli animali sono legati per la loro esistenza. 6. Il Comune, in base allart. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconosce ai cittadini la libert di esercitare le attivit connesse allaccudimento e alla cura degli animali, quale mezzo per lo sviluppo della personalit e della socializzazione, e valorizza la tradizione animalista della citt incoraggiando ogni intervento che attiene al rispetto ed alla difesa degli animali. 7. Il Comune di Martina Franca intende operare affinch siano promossi nel sistema educativo e informativo dellintera popolazione, e soprattutto in quello rivolto allinfanzia, il rispetto degli animali, la conoscenza delle loro caratteristiche biologiche e il principio della corretta convivenza con gli stessi. 8. Il Comune di Martina Franca incoraggia, nel suo territorio, la Pet Therapy e ogni altra attivit di cura, riabilitazione ed assistenza con limpiego degli animali. 9. Il Comune di Martina Franca appogger tutte le iniziative legislative attualmente in discussione o depositate in Parlamento con l'obiettivo di arrivare al divieto di sperimentazione e vivisezione sugli animali, introducendo metodi alternativi.
Parte I Art.1 Definizioni ed ambito di applicazione
PARTE II Art.6 Detenzione di animali da compagnia
Art.7 Divieto di Maltrattamento
1. E vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali. 2. E vietato tenere gli animali in spazi inidonei, privarli dellacqua e del cibo necessario o sottoporli a variazioni termiche o condizioni climatiche tali da nuocere alla loro salute. 3. E vietato tenere animali in isolamento e/o in condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie. 4. E vietato tenere cani o altri animali allesterno sprovvisti di un idoneo riparo; la cuccia deve essere adeguata alle dimensioni dellanimale, deve avere il tetto impermeabilizzato, deve essere chiusa su tre lati, alzata dal suolo e non deve essere posizionata in luoghi soggetti a ristagni di acqua o esposti al sole, ovvero in ambienti che possano risultare nocivi per la salute dellanimale. 5. E vietato tenere animali in terrazze o balconi permanentemente e senza idoneo riparo, isolarli in rimesse, cantine, box o cortili oppure segregarli in spazi comunque non compatibili con il loro benessere psico-fisico. 6. E vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 40 giorni di vita, se non per motivazioni certificate da un medico veterinario. 7. E vietato detenere permanentemente animali da compagnia in gabbia ad eccezione di casi di trasporto e di ricovero per cure e ad eccezione di uccelli e roditori. 8. E vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse, uso di strumenti cruenti o costrizione fisica o psichica; altres vietato addestrare animali in ambienti inadatti che impediscono allanimale di manifestare i comportamenti tipici della specie. 9. E vietato addestrare animali appartenenti a specie selvatiche fatte salve le norme sulla falconeria. 10. E vietato laddestramento inteso a esaltare laggressivit dei cani. 11. E vietato utilizzare animali per il pubblico divertimento in contrasto alla normativa vigente e in particolare a scopo di scommesse e combattimenti tra animali. 12. E vietata la colorazione di animali per qualsiasi scopo.
1. Animale da compagnia ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dalluomo per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attivit utili alluomo, come il cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicit. Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia. 2. Chi detiene un animale dovr averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela ed il suo benessere. 3. E vietato detenere animali in condizioni incompatibili con la loro natura, tali da poter causare sofferenza agli stessi o da poter esaltare la loro aggressivit. 4. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la specie e la razza alla quale appartengono per tutto il ciclo vitale dellanimale stesso con carattere di continuit. 5. Gli animali, di propriet o tenuti a qualsiasi titolo, dovranno essere fatti visitare da un medico veterinario ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario. 6. A tutti gli animali di propriet, o tenuti a qualsiasi titolo, dovr essere garantita costantemente la possibilit di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali sempre nel rispetto delle esigenze di tutela del pubblico decoro, igiene e salute. 7. I proprietari e/o detentori di animali hanno il dovere di custodirli in modo che non danneggino o sporchino le propriet pubbliche e private. 8. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di animali dovranno prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga e garantire la tutela di terzi da aggressioni; vietato aizzare cani e/o altri animali mettendo in pericolo lincolumit di persone e altri animali o provocando il danneggiamento di cose. 9. E vietato detenere animali in condizioni tali da generare inconvenienti sanitari o molestie che pregiudichino il benessere degli animali e la salute umana. 10. I proprietari e i detentori a qualsiasi titolo di un animale devono assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora dellanimale stesso. 11. Nel caso in cui il proprietario di un animale da compagnia viva in condominio, oltre ad adempiere agli obblighi generali di cui alla Legge n. 281 del 14 agosto 1991 e alle normative comunali, deve anche agire nel rispetto delle regole di buon vicinato, contemperando le proprie esigenze con quelle degli altri condomini; laccesso degli animali domestici allascensore condominiale deve essere disciplinato dal regolamento di condominio ove esistente.
Art.5 Associazioni ed Enti di protezione animale 1. Le Associazioni, gli Enti e gli Ordini professionali, regolarmente costituiti, aventi finalit statutarie connesse alla tutela degli animali, collaborano con il Comune, per le finalit del presente Regolamento. 2. Per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Legge n. 281 del 14 agosto 1991, nonch dalla Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995, il Comune pu avvalersi, previa formale convenzione, del supporto operativo, prevalentemente a titolo volontario e gratuito, di personale appartenente alle Associazioni Zoofile ed Animaliste interessate non aventi fini di lucro.
Art.8 Abbandono di Animali
1. E severamente proibito a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere animali, escludendo le operazioni di derattizzazione, disinfestazione e diserbo, che devono essere eseguite con modalit tali da non interessare e nuocere in alcun modo ad altre specie animali. 2. I medici veterinari, privati o operanti allinterno dellAzienda Sanitaria Locale, sono obbligati a segnalare al Comune tutti i casi di avvelenamento di animali di cui vengano a conoscenza. In detta segnalazione dovranno essere indicate tutte le informazioni disponibili, compreso il tipo di tossico usato, se accertato, e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati. 3. Qualora si verificassero casi di avvelenamento nelle aree extraurbane o nelle zone destinate a ripopolamento e cattura, il Sindaco, ai fini della tutela della salute pubblica e dellambiente, potr emanare provvedimenti di limitazione dellattivit venatoria e/o delle altre attivit ad essa collegate, sentiti i competenti uffici dellAmministrazione Provinciale. 4. Gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di sostanze velenose che possono essere usate per il confezionamento di bocconi, potranno vendere o consegnare detti prodotti solamente a coloro che siano in possesso di apposito tesserino per la manipolazione di sostanze velenose, le cui generalit dovranno essere annotate su apposito registro rilasciato dal Dipartimento di Sanit Pubblica.
Art.9 Avvelenamento di Animali
1. E severamente vietato abbandonare qualsiasi tipo di animale, sia domestico che selvatico, sia appartenente alla fauna autoctona o esotica, in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico. 2. E fatto divieto di detenere animali a chiunque sia stato riconosciuto colpevole di delitto di maltrattamento e crudelt nei confronti di animali. 3. E fatta salva la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti alle specie di fauna autoctona provenienti da Centri di Recupero autorizzati ai sensi delle leggi vigenti.
13. E vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici; gli appositi trasportini dovranno essere di dimensione tale da consentire allanimale la stazione eretta, ovvero la possibilit di sdraiarsi e rigirarsi. 14. E vietato detenere e/o trasportare gli animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio senza la necessaria aerazione. 15. E vietato condurre animali a guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento. 16. E obbligatorio garantire agli animali lalternanza naturale del giorno e della notte; vietato detenere gli stessi permanentemente al buio o permanentemente a luce artificiale. In ogni caso si deve tenere in considerazione la peculiare esigenza biologica della specie. 17. E vietato tenere gatti legati a catena, a corda e similari. E consentito luso di strumenti idonei a condurre a passeggio lanimale. 18. E vietato lallacciamento a nodo scorsoio; vietato luso di collari elettrici, di collari a punte o di collari a strangolo; altres vietato luso di museruole stringi bocca, salvo i casi certificati dal medico veterinario che ne attesta la necessit. 19. E vietato procedere a interventi chirurgici per facilitare la tenuta degli animali da compagnia, come la resezione dei denti e degli artigli, eccettuati gli interventi di asportazione della falange supplementare dei cani, gli interventi per prevenire la riproduzione e tutti gli interventi effettuati a scopo curativo certificati da un medico veterinario. 20. E vietato sottoporre i cani a interventi chirurgici destinati a modificare il loro aspetto esteriore o finalizzati ad altri scopi non curativi come: a) il taglio delle orecchie; b) il taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute dalla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard sino allemanazione di una legge di divieto generale specifica in materia; il taglio della coda, ove consentito, dovr essere eseguito da un medico veterinario entro la prima settimana di vita dellanimale; c) la recisione delle corde vocali. Il divieto, di cui al punto 20, non si applica agli interventi curativi necessari per ragioni di medicina veterinaria (art. 1, comma 1, lettera e) dellOrdinanza Ministeriale del 12 dicembre 2006 e sua modifica del 28 marzo 07. 21. E severamente vietato sollevare gli animali per la testa, per le orecchie, per le zampe o per la coda. 22. E vietato mantenere animali selvatici o esotici alla catena, detenuti legalmente, permanentemente legati al trespolo, o senza la possibilit di un rifugio; questo rifugio dovr essere di grandezza adeguata e tale da contenere tutti gli animali stabulati nella gabbia; per gli animali solitari ve ne dovr essere uno per soggetto. 23. E fatto obbligo ai detentori di animali esotici e selvatici detenuti in cattivit di riprodurre, per quanto possibile, le condizioni climatiche e ambientali dei luoghi ove queste specie si trovino in natura, per evitare stress psico-fisico. 24. E vietato luso di animali vivi per alimentare altri animali, salvo i casi di necessit scientificamente comprovata e documentata. 25. E' vietato addestrare animali appartenenti a specie selvatiche fatte salve le necessarie autorizzazioni previste dalla legislazione vigente.
Art.10 Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona 1. E fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti, dalle norme sanitarie e da autorizzati piani di intervento a tutela della salute pubblica che disciplinano lesercizio della caccia e della pesca. 2. In particolare sono sottoposte a speciale tutela sul territorio comunale, per la loro progressiva rarefazione, tutte le specie di Anfibi e Rettili, ad esclusione delle rane di interesse alimentare (rane verdi), sia che si tratti di individui adulti che di uova o larve ed i microhabitat specifici a cui esse risultano legate per la sopravvivenza; in particolare sono quindi protette le zone umide riproduttive degli anfibi, in tutte le loro forme e tipologie. Art.11 Smarrimento
1. In caso di smarrimento o di ritrovamento di un animale domestico, deve essere fatta tempestiva denuncia alla competente Azienda ASL Taranto 1. Per i cani il termine per la denuncia di tre giorni. Art.12 Accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico
Art. 13 Divieto di accattonaggio
1. E fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale utilizzare o offrire animali di qualsiasi specie, sia cuccioli che adulti, in premio o vincita di giochi, oppure in omaggio, a qualsiasi titolo, durante fiere, sagre, lotterie, luna park e manifestazioni simili. 2. E altres vietato offrire in omaggio animali di qualsiasi specie ed et a fini commerciali o imprenditoriali. 3. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al comma 1), viene disposta la chiusura o la sospensione immediata dellattivit per lintera giornata, oltre allapplicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento. 4. La norma di cui al comma 1) non si applica alle Associazioni zoofile, animaliste e ambientaliste (iscritte al registro del volontariato, dell'associazionismo o degli enti giuridici) nellambito delle iniziative volte ad incrementare le adozioni di animali ospitati in strutture di ricovero e di sensibilizzazione al tema della tutela del benessere degli animali, iniziative peraltro sollecitate dalle normative vigenti. Art. 15 Obblighi degli allevatori e possessori di animali a scopo di commercio 1. Gli allevatori, i possessori di animali a scopo di commercio, oltre alle eventuali disposizioni in materia di autorizzazione, devono garantire adeguate condizioni di benessere dei soggetti allevati o custoditi e devono obbligatoriamente avvalersi di un Medico Veterinario iscritto allAlbo.
1. E fatto assoluto divieto di detenere o utilizzare animali di qualsiasi specie ed et per la pratica dellaccattonaggio. 2. Oltre alla sanzione amministrativa prevista dal presente Regolamento, se ricorrono le condizioni di maltrattamento accertate da un medico veterinario, gli animali di cui al comma primo saranno sottoposti alla sanzione accessoria della confisca amministrativa, secondo le modalit previste dalla Legge n. 689 del 24 novembre 1981 e relativo Regolamento. Sono comunque fatte salve le violazioni in materia previste dal Codice Penale. 3. Gli animali oggetto di confisca saranno ricoverati presso le strutture autorizzate, i cui gestori, potranno procedere a dare in adozione lanimale alle persone che ne facciano richiesta in possesso degli adeguati requisiti.
1. E consentito laccesso degli animali daffezione su tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel Comune di Martina Franca, secondo le modalit e i limiti previsti dal seguente articolo. 2. Nei veicoli consentito, in base alle condizioni previste del gestore del servizio pubblico, il trasporto di animali daffezione. Il trasporto pu essere vietato in caso di notevole affollamento delle vetture se ci arreca disagio agli altri viaggiatori. 3. Per i cani sui mezzi di trasporto obbligatorio l'uso del guinzaglio e della museruola, per i gatti luso del trasportino. 4. Il proprietario e/o il momentaneo detentore che accompagna lanimale sotto la propria responsabilit sar tenuto al risarcimento dei danni causati alle cose o a terzi. 5. Il proprietario e/o il detentore a qualsiasi titolo che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblici dovr avere cura che gli stessi non sporchino o creino danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura. Chi accompagna lanimale tenuto a salire sulla vettura munito di apposito materiale atto alla raccolta delle eventuali deiezioni. 6. Sono sempre ammessi i cani di qualsiasi taglia che accompagnano le persone non vedenti e/o non udenti. 7. Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico cani di grande taglia ed animali appartenenti a specie selvatiche, ad eccezione dei cani oggetto di primo soccorso (v. comma 6 del presente articolo). 8. Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno la facolt, tramite preventiva comunicazione telefonica, di rifiutare il trasporto di animali di grossa taglia; quelli di piccola taglia, quali ad esempio gatti e piccoli cani, sono ammessi al trasporto purch i relativi mezzi siano idonei alluso secondo quanto previsto dal nuovo codice della strada.
Art.16 Manifestazioni pubbliche aventi finalit animaliste e zoofile promosse dalle Associazioni 1. Sono consentite le manifestazioni promosse da Associazioni aventi finalit animaliste e zoofile, di volontariato, di promozione sociale, organizzate al fine di favorire ladozione di animali ospiti di strutture di ricovero, nonch al fine di favorire ladozione di altri animali purch regolarmente microchippati ed intestati ad uno dei soci delle Associazioni o per sensibilizzare i cittadini alle problematiche relative alla difesa e dalla tutela degli animali. 2. Per lo svolgimento delle iniziative, le Associazioni dovranno richiedere al Comune il necessario nulla-osta, dovranno acquisire il parere del Servizio Veterinario dellAzienda ASL, nonch il parere della Polizia Municipale circa il luogo della manifestazione. 3. Per lo svolgimento delle manifestazioni di cui al presente articolo consentito luso di gabbie o strumenti similari, limitatamente al trasporto degli animali sul luogo delliniziativa ovvero per garantire la momentanea sicurezza dellanimale stesso e sempre che lanimale sia ivi trattenuto per un breve lasso di tempo. 4. Gli animali dovranno essere esposti in box di sufficiente ampiezza, per consentire agli stessi di muoversi secondo le proprie caratteristiche etologiche. Le misure dei box saranno stabilite, di volta in volta, dal Servizio Veterinario sulla base di un elenco dettagliato delle tipologie delle razze e delle dimensioni degli animali. I box dovranno essere dotati di ciotole per labbeveraggio degli animali. 5. Gli animali esposti sono sotto responsabilit, per danni causati a persone o cose, dellAssociazione richiedente liniziativa. Inoltre, un rappresentante dellAssociazione, assume la responsabilit circa lo stato di salute degli animali esposti e circa il loro ritorno nella struttura di ricovero, laddove il gestore ne verificher le condizioni. Al gestore della struttura di ricovero sar consegnato un registro, nel quali egli stesso annoter le entrate e le uscite degli animali in occasione delle suddette iniziative. 6.Dato il carattere volontaristico, il Comune di Martina Franca rinuncia agli oneri per loccupazione del suolo pubblico. Art.17 Spettacoli e intrattenimenti con lutilizzo di animali 1. Non saranno permessi, su tutto il territorio comunale, esposizioni, spettacoli o intrattenimenti pubblici o privati che comportino lutilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche, che possono arrecare loro situazioni di stress o eccessive sollecitazioni da parte del pubblico. Il divieto di cui sopra non si applica a fiere, mercati, mostre, esposizioni, concorsi o gare regolarmente autorizzate ed effettuate nel rispetto della normativa vigente. 2. E vietata altres qualsiasi forma di addestramento di animali finalizzata alle attivit di cui al presente articolo, che prevedono il maltrattamento degli stessi. 3. Per quanto concerne gli animali di cui al comma 1, consentito lattendamento ai circhi, nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento e dei requisiti prescritti dalla Commissione CITES (Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre viaggianti), fermo restando la necessit del parere veterinario per il nulla osta allattendamento dei circhi. 4. E vietato limpiego di animali di qualsiasi specie come richiamo del pubblico per esercizi commerciali, mostre e circhi.
2. E vietato ai soggetti di cui al comma 1), vendere od esporre animali che non si presentano in buono stato di salute. 3. I locali adibiti all'attivit commerciale dovranno essere direttamente aerati, idonei sotto il profilo igienico secondo le norme vigenti. 4. Gli animali, cui dovr essere assicurato il normale benessere e le necessarie cure se malati, dovranno essere tenuti in gabbie o box separati, facilmente lavabili e disinfettabili, sempre puliti ed igienicamente in ordine. Lo spazio riservato agli animali deve essere idoneo alla dimensione, indole, razza e numero di esemplari. In particolare, il numero degli esemplari custoditi dovr, per ciascuna specie, essere sempre compatibile con numero e tipologia delle strutture dedicate, censite in fase istruttoria, ad evitare situazioni di sovraffollamento. Deve comunque essere garantita libert di movimento all'animale nonch la possibilit di assumere la posizione eretta. 5. Deve essere sempre garantito l'abbeveratoio con acqua pulita ed il cibo secondo le esigenze della specie. E' comunque vietata la somministrazione di cibo costituito da animali vivi(per eventuali delucidazioni si rimanda all art. 7 comma24). 6. Nelle ore notturne deve essere assicurato l'oscuramento da fonti luminose esterne e durante la chiusura infrasettimanale deve essere assicurata la somministrazione di cibo acqua e la giusta illuminazione. 7. Gli animali ammalati o sospetti dovranno essere collocati in strutture separate atte ad assicurarne l'isolamento per il periodo necessario all'espletamento dei controlli sanitari e degli interventi terapeutici del caso. 8. Tutti coloro che detengono animali a scopo di commercio hanno l'obbligo di tenere apposito registro di carico e scarico degli animali in entrata ed in uscita su conforme modello predisposto e vidimato dal Servizio Veterinario dell'ASL. , ai sensi della vigente normativa, che fornir altres indicazioni per la corretta gestione dello stesso. Il predetto registro dovr essere costantemente aggiornato con l'indicazione dei dati riguardanti gli acquirenti degli animali venduti. I dati personali dell'acquirente saranno tutelati dal Decreto Legislativo n. 196 del 30 giugno 2003. 9. Ogni animale venduto, compresi quelli appartenenti alla fauna esotica, dovr essere accompagnato da certificazione veterinaria attestante la buona salute dell'esemplare. Tale certificato avr validit pari a 10gg. 10. E' vietato esporre animali ammalati o debilitati. Per le femmine gravide e/o con cuccioli, dovranno essere predisposti adeguati spazi in luogo tranquillo. 11. E' vietato vendere animali ai minori di anni 18.
PARTE III I CANI Art.20 Divieto di detenzione a catena e duso di collari costrittivi 1. E vietato detenere continuativamente cani legati o a catena. 2. E vietato limpiego dei collari con aculei, con dispositivi a scarica elettrica o che agiscano con sostanze chimiche, tranne quelli antiparassitari. Art.21 Caratteristiche dei box
1. Il proprietario di un cane sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso. 2. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua propriet ne assume la responsabilit per il relativo periodo. 3. Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: a) utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt 1,50 durante la conduzione dell'animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dal comune;
Art.22 Obblighi di custodia
1. I box per cani devono essere strutture idonee dal punto di vista igienico sanitario e devono garantire unadeguata contenzione dellanimale. 2. Il box, opportunamente inclinato per il drenaggio, deve: a) essere di dimensioni idonee alla taglia del cane per permettergli il fisiologico movimento; b) essere chiuso su tre lati e rialzato da terra; c) avere una parte ombreggiata, il tetto impermeabilizzato, la pavimentazione in materiale non assorbibile e antisdrucciolo. 3. Non devono esservi ristagni di liquidi e le feci devono essere asportate quotidianamente. 4. Il box deve essere di materiale facilmente lavabile e disinfettabile. 5. Il box deve essere posizionato nella parte pi riparata del recinto.
1. Le attivit legate ad esposizioni, fiere e mercati di animali da reddito sono disciplinate da una serie di norme facenti capo al vigente Regolamento di Polizia Veterinaria. 2. Fermo restando tutte le normative vigenti, durante lannuale fiera degli animali in occasione della festivit di San Martino, a tutti gli animali esposti e per tutto il periodo di permanenza dovranno essere garantite condizioni di benessere e, quindi, cure, riparo, acqua e cibo a sufficienza. 3. E vietato detenere gli animali sui camion di trasporto.
Art.19 Fiera degli animali (festivit di San Martino)
5. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui ai commi precedenti del presente articolo, nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimento pubblico, viene disposta la sospensione immediata dellattivit oltre allapplicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento. Art.18 Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi 1. Fermo restando il rispetto di tutti i criteri generali stabiliti dalla Commissione Scientifica CITES per la detenzione degli animali nei circhi nonch le normative vigenti in materia, fatto obbligo rispettare le norme sanitarie per la circolazione degli animali da circo tra gli Stati membri, previste dal Regolamento (CE) n. 1739/2005 della Commissione del 21 ottobre 2005: a) gli operatori circensi devono mantenere un registro degli animali presenti nel circo e un registro delle localit debitamente aggiornati; devono provvedere affinch tutti gli animali, presenti nel circo, siano provvisti di passaporti debitamente aggiornati; devono informare lautorit competente dello Stato membro in cui si trova il circo, almeno dieci giorni lavorativi prima della partenza, dellintenzione di questultimo di spostarsi in un altro Stato membro; devono provvedere affinch ogni animale, presente nel circo, sia tenuto in modo tale da impedire contatti diretti e indiretti con eventuali animali non registrati a norma; b) il veterinario ufficiale dello Stato membro di partenza, prima che il circo si sposti in un altro Stato membro, deve provvedere a verificare che il luogo di partenza non sia soggetto ad ulteriori restrizioni in materia di salute animale; deve accertare lo stato di buona salute di tutti gli animali presenti nel circo; deve verificare che il registro degli animali presenti sia completo e aggiornato; deve verificare che i passaporti degli animali presenti siano aggiornati. 2. E vietato utilizzare negli spettacoli animali prelevati direttamente in natura, perch tale pratica contrasta con il benessere psicofisico degli animali stessi; il reperimento di nuovi esemplari deve, pertanto, avvalersi di soggetti riprodotti in cattivit. 3. Gli animali dovranno essere detenuti in strutture che permettano agli stessi di potersi liberamente sottrarre alla vista del pubblico. Non possono essere esibiti al di fuori della struttura per la quale stata rilasciata la idoneit.
Art.24 Aree e percorsi destinati ai cani
Art.25 Obbligo di raccolta degli escrementi
1. I cani, accompagnati dal proprietario o detentore a qualsiasi titolo, hanno libero accesso, nei modi consentiti dal successivo comma 2, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune Martina Franca, salvo quelli per cui previsto il divieto a norma delle disposizioni esistenti. 2. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, che conducono gli animali negli esercizi pubblici, dovranno farlo usando sia guinzaglio che museruola e avendo, inoltre, cura che non sporchino e che non creino disturbo o danno alcuno. 3. E facolt del titolare del pubblico esercizio non ammettere gli animali al proprio interno previa comunicazione al Sindaco. Art.27 Anagrafe canina
Art. 26 Accesso negli esercizi pubblici
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo dei cani, hanno lobbligo di raccogliere gli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere pulita la citt e preservare lo stato di igiene e decoro dei luoghi. 2. E pertanto vietato abbandonare gli escrementi depositati dai cani su marciapiedi, strade, aree pedonali, aree verdi, parchi, giardini, zone attrezzate per i bambini ed aree pubbliche o di uso pubblico in genere. 3. E fatto obbligo ai proprietari o ai conduttori dei cani di: a) munirsi di palette e idonei sacchetti per la raccolta degli escrementi depositati dagli animali negli spazi sopra elencati; b) provvedere alla completa pulizia e allimmediata rimozione degli escrementi dei cani mediante la suddetta attrezzatura; c) riporre i sacchetti utilizzati, ben chiusi, negli appositi cassonetti per la raccolta degli RSU collocati lungo le strade cittadine; vietato depositare gli escrementi dei cani nei cestini portarifiuti; d) esibire, a richiesta del personale incaricato dellesecuzione del presente regolamento, lattrezzatura indicata per la raccolta degli escrementi dei cani. 4. Lobbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico in genere, comprese le aree di sguinzagliamento per cani. 5. Dallosservanza del presente articolo sono esentati i non vedenti che utilizzano cani da accompagnamento appositamente addestrati e le Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile, dei Vigili del fuoco che utilizzano i cani per servizio.
1. Nellambito del territorio comunale saranno individuati, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati ai cani, dotati anche di opportune attrezzature. 2. Nelle aree a loro destinate, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilit dei proprietari o detentori, in modo da non determinare danni ad altri cani, alle persone, alle piante o alle strutture presenti. 3. LAmministrazione Comunale provveder periodicamente alla pulizia di tali aree fermo restando lobbligo di raccolta degli escrementi per i proprietari o detentori dei cani.
Art.23 Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche 1. Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore consentito laccesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini e i parchi, salvo le aree successivamente precisate al comma 3 del presente articolo. 2. Il proprietario o detentore dellanimale sempre responsabile civilmente, penalmente e a livello amministrativo di ogni azione del cane da lui condotto. 3. E vietato laccesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto.
b) portare con se una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per lincolumit di persone o animali o su richiesta delle Autorit competenti; c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; d) acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonch sulle norme in vigore; e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. Tali obblighi non si applicano ai cani per non vedenti o non udenti addestrati come cani guida, e ai cani delle Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile e dei Vigili del fuoco che utilizzano i cani per servizio. 4. Ove sia custodito almeno un cane in abitazioni con giardino, fatto obbligo al proprietario o al detentore di segnalarne la presenza con cartelli ben visibili collocati al limite esterno della propriet in prossimit dellingresso.
Art.28 Cane collettivo
Art.29 Cani randagi Adozione Sterilizzazione
Art.30 Alimentazione cani randagi
Art.31 Centri di addestramento - educazione 1. Il responsabile del centro di addestramento educazione per cani ha lobbligo di: a) non utilizzare metodi coercitivi; b) non eseguire addestramenti intesi ad esaltare laggressivit dei cani; c) non effettuare operazioni di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne laggressivit; d) rispettare le disposizioni della normativa vigente e del presente regolamento. PARTE IV I GATTI Art. 32 -Definizione dei termini usati nel presente titolo 1. Per "gatto libero" si intende lanimale che vive in libert e frequenta abitualmente lo stesso luogo. 2. Per "colonia felina" si intende un gruppo di gatti che vivono in libert e frequentano abitualmente lo stesso luogo. 3. La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libert denominata "gattara/o".
1. Il Comune apprezza lattivit benemerita di enti, associazioni zoofile, gruppi di persone o singoli cittadini che si adoperano per la cura ed il sostentamento dei cani randagi. 2. Chiunque provveda al sostentamento dei cani randagi sul territorio comunale deve rispettare le norme per ligiene del suolo pubblico e del decoro urbano, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla rimozione immediata di ciotole ed eventuali avanzi di cibo al termine di ogni pasto. 3. Al fine di rendere pi agevole la pulizia dei luoghi ma soprattutto al fine di tutelare il benessere degli animali e la sanit pubblica, lalimento somministrato deve essere rappresentato preferibilmente da mangime secco. 4. E vietato a chiunque ostacolare o impedire questa attivit di volontariato, se effettuata nei modi previsti dal presente regolamento, fatte salve le principali norme di convivenza civile.
1. Il recupero dei cani randagi spetta al Servizio Veterinario della ASL. 2. I cani recuperati in quanto vaganti trovano accoglienza nel canile sanitario comunale, dove dovranno essere iscritti allanagrafe canina, microchippati e sottoposti a sterilizzazione chirurgica; dovranno, quindi, essere reintrodotti nel loro ambiente, cos come previsto dalla Legge Regionale n. 26 del 9 agosto 2006 art.2 comma b. fatta eccezione per i cani morsicatori. 3. I cani randagi, ricoverati nel canile sanitario comunale, se non reclamati entro sessanta giorni, possono essere ceduti gratuitamente a privati maggiorenni, che diano garanzie di buon trattamento, previa compilazione di apposita scheda di affidamento. I cani randagi, catturati da meno di sessanta giorni, potranno essere dati in affido temporaneo, sempre su parere del Servizio Veterinario per evidenti ragioni sanitarie. Gli affidi temporanei e le adozioni possono essere effettuati esclusivamente presso il canile sanitario comunale, sempre previa iscrizione allanagrafe canina.
1. Quale strumento alternativo per la lotta al fenomeno del randagismo e per evitare la reclusione a vita nei canili, ai sensi della Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995 che prevede la figura del cane collettivo, il Comune di Martina Franca riconosce e promuove la figura del cane libero accudito. 2. Il cane collettivo quel che vive libero in un quartiere dove gruppi di persone, coordinate da un tutore responsabile, provvedono a fornirgli mantenimento, assistenza e quanto altro necessario al suo benessere. 3. Chiunque si adoperi per il sostentamento del cane obbligato a rispettare le norme per ligiene del suolo pubblico e del decoro urbano, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona quotidianamente. 4. E vietato a chiunque ostacolare o impedire lattivit di gestione di un cane collettivo, danneggiando o asportando gli oggetti necessari per la sua cura, alimentazione e riparo ( ciotole, cuccia, ecc). 5. Il cane collettivo deve essere sottoposto a sterilizzazione chirurgica, a cura del Servizio Veterinario della ASL competente per territorio, e iscritto allanagrafe canina a nome del tutore responsabile.
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di cani, devono procedere alla loro iscrizione allanagrafe canina, ai sensi della Legge n. 281 del 14 agosto 1991 e della Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995, entro i primi sei mesi di vita dellanimale. 2. E pertanto obbligatorio sottoporre il cane a inserimento del microchip identificativo presso il Servizio Veterinario della ASL competente per territorio, dove istituito lUfficio Anagrafe Canina o presso lambulatorio del proprio veterinario libero professionista. 3. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo devono comunicare allUfficio Anagrafe Canina eventuali variazioni di domicilio e/o di propriet, la scomparsa e il decesso del cane entro 15 giorni dallevento.
4. Per habitat di colonia felina si intende qualsiasi territorio o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e no, nel quale vive stabilmente una colonia di gatti liberi, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini. Art.33 Tutela dei gatti liberi 1. La Regione con la Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995, promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libert; vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat.
Art.34 Cura delle colonie feline
Art.35 Colonie feline e gatti liberi
Art.36 Detenzione dei gatti di propriet 1. E fatto assoluto divieto di tenere i gatti, anche per breve tempo, in terrazze o balconi senza possibilit di accesso allinterno dellabitazione, ovvero in rimesse o cantine. 2. E vietato, sia allinterno che allesterno dellabitazione, segregare i gatti in trasportini e/o contenitori di vario genere nonch tenerli legati (articolo 7, comma 17 del presente regolamento) o in condizioni di sofferenza e maltrattamento. 3. Al fine di evitare e contenere lincremento della popolazione felina, sarebbe opportuno che i proprietari e/o detentori di gatti che hanno la possibilit di uscire dallabitazione e di vagare, quindi, liberamente sul territorio provvedano alla loro sterilizzazione. PARTE V - I VOLATILI Art.37 Detenzione e tutela dei volatili 1. Le gabbie per la detenzione dei volatili non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli e i contenitori dellacqua e del cibo allinterno della gabbia dovranno essere sempre riforniti. 2. Non possono essere tenuti in gabbia i volatili nati liberi fermo restando quanto previsto dalle norme speciali. 3. E vietato tenere volatili legati al trespolo. 4. E obbligatorio posizionare sulle voliere e sulle gabbie mantenute allaperto una tettoia, che copra almeno la met della parte superiore.
1. Le colonie feline sono tutelate dal Comune di Martina Franca, che, nel caso di episodi di maltrattamento, si riserva la facolt di procedere a querela nei confronti dei responsabili, secondo quanto disposto dalla normativa vigente. 2. Le colonie feline non possono essere spostate dal luogo dove abitualmente risiedono; eventuali trasferimenti potranno essere effettuati esclusivamente per comprovate e documentate esigenze ambientali, o sanitarie riguardanti persone, o gli stessi animali. A tal proposito, in caso di cantierizzazione di aree pubbliche sedi di colonie feline, si dovr prevedere, in accordo con il Comune, un piano per il trasloco temporaneo della colonia felina in area vicina al cantiere e la riammissione nellarea originale alla fine dei lavori. In caso di impossibilit, si dovr attrezzare unarea sostitutiva. Le operazioni di trasloco dovranno essere compiute con la collaborazione di gattari/e che si occupano della colonia felina. 3. E vietato a chiunque ostacolare o impedire lattivit di gestione di una colonia felina o di gatti liberi, asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione, riparo e cura (ciotole, ripari, cucce ecc.).
1. Il Comune apprezza lattivit benemerita di enti, associazioni zoofile o gruppi di persone che hanno in gestione le colonie di gatti che vivono in stato di libert e che si adoperano per la loro cura ed il loro sostentamento. 2. Il Comune apprezza altres lattivit benemerita del cittadino che, anche in maniera episodica, provvede alla cura e al sostentamento delle colonie feline. 3. Al gattaro deve essere permesso laccesso, al fine dellalimentazione e della cura dei gatti, a qualsiasi area di propriet pubblica dellintero territorio comunale. 4. Laccesso dei gattari a zone di propriet privata subordinato al consenso del proprietario; in casi di comprovati motivi relativi alla salute e tutela di gatti liberi, residenti in aree private, e nellimpossibilit di accedervi, i gattari sottopongono e demandano alle autorit competenti le problematiche individuate. 5. I gattari sono obbligati a rispettare le norme per ligiene del suolo pubblico e del decoro urbano, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati dopo ogni pasto ed asportando ogni contenitore utilizzato. Al fine di rendere pi agevole la pulizia dei luoghi ma soprattutto al fine di tutelare il benessere degli animali e la sanit pubblica, lalimento somministrato deve essere rappresentato preferibilmente da mangime secco. 6. I gatti che vivono in libert possono essere catturati dal Servizio Veterinario della ASL competente per territorio, per la loro cura e sterilizzazione.
Art.38 Dimensioni delle gabbie 1. Al fine di garantire lesercizio delle funzioni motorie connesse alle caratteristiche eco-comportamentali delle singole specie di volatili, devono essere garantite dimensioni idonee per le gabbie che detengono uccelli. 2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi inerenti viaggi a seguito del proprietario, o il trasporto e/o il ricovero per esigenze sanitarie.
Art.39 Contenimento numerico dei colombi urbani
1. Per la tutela delligiene e della salute pubblica, necessario contenere il numero di colombi presenti in citt. E, pertanto, vietato: a) somministrare cibo ai colombi nelle aree pubbliche della citt; b) abbandonare alimenti o rifiuti al di fuori degli spazi previsti. 2. E fatto obbligo ai proprietari di immobili, occupati o non occupati o in stato di abbandono, di provvedere ad effettuare interventi specifici al fine di rendere inaccessibili cornicioni, sottotetti e altri siti di nidificazione mediante mezzi idonei. 3. Ogni intervento riferito al comma 2, dovr essere effettuato nel rispetto delle regole di non maltrattamento degli animali e previa consultazione di esperti faunistici. PARTE VI GLI ANIMALI ACQUATICI Art.40 Dimensioni e caratteristiche degli acquari
Art.42 Idoneit dellequino al traino di veicoli 1. Lidoneit dellequino che deve trainare vetture pubbliche e/o private rilasciata nei termini previsti dalla normativa vigente, requisito necessario per esercitare il trasporto. 2. Il Comune dispone la revoca della licenza al vetturino in caso di condanna definitiva per maltrattamento di animali.
1. Gli equini che svolgono attivit di trazione di vetture pubbliche non possono lavorare per pi di sei ore al giorno ed hanno diritto a delle pause adeguate di riposo tra un tragitto e laltro, in estate da svolgersi allombra; i conduttori devono provvedere ad abbeverarli e foraggiarli regolarmente. Gli equini che svolgono attivit di trazione di vetture devono essere dotati di appositi supporti atti a contenere le deiezioni. 2. E fatto divieto di trasportare un numero di persone superiore a quello dei posti per i quali la carrozza omologata e la sola andatura consentita nel centro urbano il passo. 3. Dal 1 giugno al 15 settembre vietato far lavorare i cavalli dalle ore 13,00 alle ore 16,00 4. Lutilizzo di animali appartenenti alla specie prevista dal presente Titolo in uso alle Forze Armate e/o dellOrdine, regolamentato da propria normativa. PARTE VIII I CONIGLI DA COMPAGNIA
Art.43 Limitazioni all'uso del cavallo
1. Gli equini, a vario titolo, destinati alle corse, allattivit ippica in genere, allattivit di terapia assistita e alla trazione di vetture pubbliche non sono ritenuti un mero strumento di trazione o sport, ma in quanto esseri senzienti, vanno trattati con rispetto e dignit e deve essere tutelato il loro benessere sia durante le ore di lavoro che in quelle di riposo. 2. E fatto assoluto divieto di tenere equini sempre legati in posta, i box dovranno essere di misura minima di tre metri per tre metri. 3. Gli equini non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi e/o incompatibili con le loro caratteristiche etologiche e non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche equini anziani, malati o gravidi. 4. Gli equini adibiti ad attivit sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quando non lavorano. 5. Il Comune per le manifestazioni di rievocazione storica non comprese nei calendari delle manifestazioni sportive, autorizzer lo svolgimento delle gare di equidi o altri ungulati nel rispetto delle norme vigenti.
PARTE VII GLI EQUINI Art.41 Principi distintivi
1.Il volume dellacquario dovr essere rapportato alla lunghezza e al numero degli animali ospitati, al fine di garantire il benessere della specie. 2.E vietato l utilizzo di acquari sferici o comunque con pareti curve di materiale trasparente 3. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e lossigenazione dellacqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.
Art.44 Detenzione dei conigli da compagnia 1. I conigli da compagnia non devono essere tenuti in ambiente umido e/o sprovvisto di luce solare. Se detenuti in gabbia, la stessa non potr essere esposta a condizioni climatiche sfavorevoli ed i contenitori dellacqua e del cibo allinterno dovranno essere sempre riforniti. 2. E vietata la detenzione permanente dei conigli previsti nel presente titolo in gabbie e deve sempre essere garantito un ragionevole numero di uscite giornaliere dalle proprie gabbie.
PARTE IX FAUNA SELVATICA ED ESOTICA Art.46 Fauna selvatica ed esotica - Fauna selvatica 1. La fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato ed tutelata nell'interesse della comunit nazionale ed internazionale ai sensi della Legge n. 157 dell'11 febbraio 1992. 2. La Civica Amministrazione favorisce la presenza della fauna selvatica autoctona stanziale sul territorio urbano. 3. E' vietato a chiunque, fatte salve specifiche autorizzazioni, immettere allo stato libero od abbandonare in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico, esemplari di fauna selvatica alloctona e/o autoctona con acquisite abitudini alla cattivit, detenuti a qualunque titolo. 4. E' vietato a chiunque sul territorio comunale molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano l'esercizio della caccia, della pesca e delle normative sanitarie. - Fauna esotica 1. Per animali esotici si intendono le specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi facenti parte della fauna selvatica esotica, viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libert nei territori dei paesi di origine e dei quali non esistono popolazioni stabilizzate in ambiente naturale sul territorio nazionale. 2. I possessori di animali esotici sono tenuti a presentare domanda di autorizzazione alla detenzione al Comune per il tramite del Servizio veterinario Azienda USL territorialmente competente. 3. La domanda deve essere corredata dalle certificazioni e dagli atti che consentano la identificazione degli animali e ne dimostrino la legittima provenienza, anche ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874 e successive modificazioni e integrazioni. 4. Lautorizzazione alla detenzione e nominativa ed rilasciata esclusivamente al legittimo possessore dell animale. 5. La domanda di autorizzazione alla detenzione di cui al precedente comma deve essere presentata dal possessore entro otto giorni dal momento in cui ha avuto inizio la detenzione o dalla nascita dell animale in stato di cattivit. 6. I possessori sono altres tenuto a denunciare al Comune, entro otto giorni, la morte o lalienazione per qualsiasi causa degli animali detenuti. 7. L allevamento per il commercio ed il commercio di animali esotici sono subordinati al rilascio di apposita autorizzazione del Comune. 8. La domanda di autorizzazione deve essere inoltrata al servizio veterinario della unit sanitario locale territoriale competente. 9. L autorizzazione valida esclusivamente per l allevamento ed il commercio delle specie animali indicate nella domanda. 10. In caso di cessazione dell attivit di cui al precedente primo comma, dovr pervenire segnalazione al Comune entro trenta giorni. 11. Chi commercia animali esotici appartenenti a specie minacciate di estinzione tenuto a dimostrare, a richiesta, la legittima provenienza, ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874 e successive modifiche ed integrazioni. 12. Le autorizzazioni sono rilasciate dal Comune, su istruttoria a parere favorevole del servizio veterinario delle unit sanitarie locali competenti per territorio, sentito il parere obbligatorio della Commissione regionale di cui allarticolo 7 della legge regionale vigente. 13. Nella fase istruttoria, spetta al Servizio veterinario dellAzienda USL accertare: a) la conoscenza, da parte del possessore degli animali, delle principali nozioni di zoologia, etologia ed igiene, indispensabili per il corretto governo degli animali oggetto della domanda di autorizzazione alla detenzione, allallevamento per il commercio ed al commercio; b) che i ricoveri e/ o le aree destinati agli animali possiedano requisiti strutturali ed igienico - sanitari rapportati alle esigenze degli animali da detenersi e forniscano garanzie idonee alla prevenzione di rischi od incidenti alle persone. 14. La detenzione, lallevamento ed il commercio di animali esotici, senza apposita autorizzazione o in condizioni diverse da quelle previste all atto dell autorizzazione o ritenute non idonee dagli operatori della vigilanza veterinaria, comportano la revoca della eventuale autorizzazione e l emissione, da parte del Comune, del provvedimento di
Art.45 Dimensione e materiale di costruzione delle gabbie 1. Al fine di garantire un minimo di attivit motoria, le gabbie per conigli da compagnia devono avere lunghezza pari almeno a quattro volte la lunghezza dellanimale, con altezza tale da permettergli di stazionare in modo eretto. 2. I materiali delle gabbie devono essere atossici e resistenti. Il fondo non deve essere a griglia e deve essere coperto da uno strato di materiale assorbente e atossico.
sequestro cautelativo degli animali, nonch leventuale trasferimento degli stessi, a spese del detentore ad un idoneo centro di ricovero indicato dalla medesima commissione. PARTE X PET THERAPY Art.47 Terapie assistite con limpiego di animali 1. Il Comune di Martina Franca promuove nel suo territorio le attivit di cura, di riabilitazione e assistenza con limpiego di animali da compagnia, effettuate da persone con competenza specifica che dimostrino di aver partecipato a corsi di formazione idonei allo scopo con rilascio di attestazione finale. 2. La cura e la salute degli umani in queste attivit non potr essere conseguita a danno della salute e dell'integrit degli animali. 3. Ai fini di una corretta attuazione dei programmi di attivit e di terapie assistite dagli animali, vietata l'utilizzazione di cuccioli, di animali selvatici ed esotici; 4. A tutte le attivit dovr assistere un pet-partner che avr la responsabilit della salute e dell'integrit degli animali. 5. Tutti gli animali impiegati in attivit e terapie assistite devono superare una valutazione interdisciplinare che certifichi lo stato sanitario, le capacit fisiche e psichiche, fra le quali in particolare la socievolezza e la docilit, nonch l 'attitudine a partecipare ai programmi curativi. In nessun caso le loro prestazioni devono comportare per lanimale fatiche o stress psichici o fisici, n consistere in attivit che comportino dolore, angoscia, danni psico-fisici temporanei o permanenti, ovvero sfruttamento. 6. Gli animali impiegati nelle attivit di cura sono sottoposti a controlli periodici relativi al permanere delle condizioni di salute e in generale di benessere richieste ai fini del loro impiego da parte di un medico veterinario. Gli animali che manifestano sintomi o segni di malessere psico-fisico non possono essere utilizzati per tali attivit. Al termine della carriera, agli animali viene assicurato il corretto mantenimento in vita, anche attraverso la possibilit di adozione da parte di associazioni e privati, escludendo esplicitamente la possibilit di macellazione per quelli utilizzati a fini alimentari. 7. Gli animali impiegati per le attivit curative devono provenire da canili o gattili pubblici e/o privati gestiti da Onlus, o da maneggi, o essere di propriet delle persone di cui al precedente comma 1. 8. Chiunque voglia avviare e/o gestire unattivit di pet- therapy nel territorio comunale, dovr accreditarsi presso il Comune di Martina Franca, Assessorato allAmbiente o Assessorato ai Servizi Sociali, che far conoscere queste disposizioni e vigiler con lausilio del Servizio Veterinario dellASL sull'applicazione del programma.
Art. 49 Sanzioni 1. Chiunque commette una violazione del presente regolamento, la cui sanzione sia stata gi prevista da altra norma di legge o ordinanza sindacale, sar punito ai sensi della stessa. 2. Chiunque commette una violazione del presente regolamento, che non sia gi punita da altra norma di legge o ordinanza sindacale, soggetto, fatte salve le responsabilit penali, al pagamento di una somma da 200,00 a 1000,00, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione sar proporzionata anche al numero di animali coinvolti nelle violazioni. 3. Ai sensi della Legge 24/11/1981 n 689 e fatte salve in ogni caso le eventuali responsabilit penali in materia, si procede, altres, al sequestro e alla confisca dei mezzi utilizzati per commettere la violazione, nonch, ove prescritto o comunque ritenuto necessario, dellanimale che ne stato oggetto. Il sequestro e la confisca sono effettuati secondo le procedure disposte dal D.P.R. 29 luglio 1982, n. 571, con oneri e spese a carico del trasgressore e, se individuato, del proprietario. Dopo la confisca, lanimale viene affidato in custodia a una apposita struttura di accoglienza, per essere consegnato in propriet a chiunque ne faccia richiesta e garantisca il benessere dellanimale. 4. La violazione compiuta nellesercizio di unattivit di allevamento, trasporto, addestramento e simili, o comunque commerciale, subordinata al rilascio di unautorizzazione, licenza o altro atto di consenso comunque denominato, comporta lobbligo di sospensione dellattivit, fino a che non venga rimossa linadempienza. 5. La vigilanza sullosservazione del presente regolamento affidata al Comando di Polizia Municipale, alle altre Forze di Polizia, Servizi Veterinari della ASL, Guardie zoofile volontarie a titolo gratuito e nominate ai sensi dellart. 6 della Legge 189/2004. 6. Le Associazioni animaliste e zoofile possono collaborare alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale e allapplicazione del presente regolamento.
Art.48 Vigilanza 1. Il controllo circa il rispetto delle norme di cui al presente Regolamento attribuito al Corpo di Polizia Municipale, al Servizio Veterinario dellAzienda USL, alla Polizia Provinciale, alle Guardie Zoofile Volontarie ai sensi della Legge Regionale n. 12 del 03 aprile 1995 art. 15. 2. Le sanzioni di cui al precedente art. 51 sono elevate dai Vigili , dal Corpo di Polizia Municipale, dal Servizio Veterinario dellAzienda USL e dalla Polizia Provinciale. Le Associazioni animaliste e zoofile possono collaborare alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale e allapplicazione del presente regolamento.
PARTE XI DISPOSIZIONI FINALI
Art.50 Incompatibilit ed abrogazione di norme 1. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali. Art.51 Integrazioni e modificazioni 1. Il presente regolamento potr essere successivamente modificato o integrato al fine di uniformarlo a eventuali future normative comunali, regionali e nazionali in tema di tutela e benessere degli animali daffezione. Art. 52 Rinvio a disposizioni di legge Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento si fa rinvio alle disposizioni di legge vigenti in materia. Art. 53 Entrata in vigore Al fine di facilitare ladeguamento da parte del proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, nonch il rivenditore di animali alle norme introdotte dal presente regolamento, ove il termine non sia gi diversamente e perentoriamente stabilito dal regolamento medesimo si fissa in 180 giorni la sua entrata in vigore il termine concesso per la messa a norma delle strutture di manutenzione e detenzione degli animali.
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