Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6059:poligrafici-e-spettacolo-carta-cartone-ecc-industria-ccnl-13-luglio-2001&catid=51&Itemid=139
Timestamp: 2020-02-17 06:42:49+00:00
Document Index: 107472810

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 25', 'art. 24', 'art. 7', 'art. 23', 'art. 16', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2094', 'art. 5', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 10', 'art. 13', 'art. 13']

Poligrafici e Spettacolo - Carta, Cartone, ecc., Industria: CCNL, 13 luglio 2001
Data firma: 13 luglio 2001
Validità: 01.07.2001 - 30.06.2005
Parti: Assografici, Assocarta - Confindustria e Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilsic-Uil
Settori: Poligrafici e Spettacolo, Carta, Cartone, ecc., Industria
Art. 1 - Il sistema delle relazioni sindacali
Art. 2 - Rappresentanze Sindacali Unitarie
Art. 3 - Accordi per agevolare la regolarizzazione dei rapporti di lavoro
Art. 4 - Comitati Aziendali Europei
Art. 6 - Innovazioni tecnologiche e processi di ristrutturazione
Art. 7 - Sistema d'informazione
Art. 8 - Affissioni - Diffusione della stampa sindacale
Art. 10 - Delegato di impresa
Art. 11 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 12 - Permessi ed aspettative per cariche sindacali
Art. 13 - Formazione e aggiornamento professionale
Sezione Seconda - Disciplina comune agli operai e agli impiegati
• Dichiarazione e Verbale
Art. 12 - Classificazione unica
Art. 14 - Lavoro straordinario, notturno e festivo
Art. 15 - Maggiorazioni per lavoro a turni
Art. 16 - Premi di risultato
Art. 17 - Fondo nazionale di previdenza complementare
Art. 18 - Mobilità del personale
Art. 20 - Igiene e sicurezza del lavoro
Art. 21 - Regolamento interno d'azienda
Art. 23 - Appalti e lavori esterni
Art. 26 - Congedi per Formazione e per Formazione continua
Art. 27 - Portatori di handicap
Art. 29 - Tutela della maternità e della paternità
Art. 30 - Patronati
Art. 31 - Diffusione di libri e riviste
Art. 32 - Passaggio di qualifica
Art. 33 - Trasferimento di azienda - Cessazione di attività
Art. 34 - Nomenclatura
Art. 35 - Conteggi perequativi Art. 36 - Trattamento di fine rapporto
Art. 38 - Inscindibilità delle disposizioni del contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 41 - Distribuzione del contratto, esclusiva di stampa
Art. 2 - Operai addetti ai lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 3 - Cambio delle squadre per lavoro a turni
Art. 4 - Interruzioni e sospensioni di lavoro
Art. 10 - Gratifica natalizia
Art. 13 - Malattia e infortunio
Art. 16 - Corresponsione della retribuzione e delle competenze per cessazione del rapporto
Art. 18 - Lavoro a domicilio
Art. 21 - Disciplina del lavoro
Art. 23 - Addetti alle lavorazioni grafiche
Art. 3 - Giorni festivi e riposo settimanale
Art. 8 - Corresponsione della retribuzione
Art. 9 - Provvigioni o interessenze
Art. 15 - Alloggio
Art. 16 - Malattia e infortunio non sul lavoro
Art. 17 - Infortuni sul lavoro e malattia professionale
Art. 20 - Certificato di lavoro
Art. 21 - Disciplina del lavoro: diritti e doveri delle parti
Allegato 1 - Tabella della indennità di contingenza al 30 aprile 1992
Il 13 luglio 2001 tra: l'Associazione Italiana fra gli Industriali della Carta, Cartone e Paste per Carta, l'Associazione Nazionale Italiana Industrie Grafiche, Cartotecniche e Trasformatrici, con l'assistenza della Confederazione Generale dell'Industria Italiana e la Slc-Cgil (Sindacato Lavoratori Comunicazione) assistiti dalle delegazioni territoriali, la Fistel-Cisl (Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni), assistiti dalle delegazioni territoriali, la Uilsic-Uil (Unione Italiana Lavoratori della Stampa, Spettacolo, Informazione, Cultura), assistiti dalle delegazioni territoriali, è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per le aziende esercenti l'industria della carta, cartone e paste per carta, per le aziende cartotecniche e della trasformazione della carta e del cartone e per i lavoratori da esse dipendenti, in sostituzione del contratto collettivo nazionale di lavoro del 27 gennaio 1998, rinnovato dall'accordo del 1° febbraio 1999.
Qualora le Associazioni dei lavoratori contraenti dovessero concordare con altre Associazioni di datori di lavoro o di artigiani condizioni meno onerose di quelle previste dal presente contratto, tali condizioni si intenderanno estese alle aziende, che abbiano le medesime caratteristiche e che siano rappresentate dall'Assografici e dall'Assocarta.
Il presente CCNL viene stipulato in applicazione dei principi e delle norme contenuti nel "Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo" del 23 luglio 1993.
La contrattazione aziendale concerne materie delegate dal CCNL e pertanto può riguardare materie ed istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli già definiti dal contratto stesso. Modalità, contenuti e limiti della contrattazione aziendale con contenuto economico sono disciplinati dall'articolo 16, Sezione seconda.
Le RSU di cui all'Accordo Interconfederale 20 dicembre 1993 subentrano alle RSA ed ai loro dirigenti nella titolarità dei poteri e nell'esercizio delle funzioni ad essi spettanti, per effetto di disposizioni di legge.
Le RSU, insieme alle strutture territoriali ed eventualmente alle strutture nazionali stipulanti il presente CCNL, costituiscono l'unica struttura abilitata alla contrattazione aziendale nelle materie e con le procedure previste dal presente CCNL
Le Parti nell'attuale contesto legislativo, si dichiarano consapevoli della necessità di dotarsi di strumenti per favorire la più ampia diffusione della applicazione delle norme del presente CCNL.
Gli accordi territoriali diventeranno operativi presso le singole unità produttive a seguito di accordi aziendali di recepimento concordati tra le direzioni aziendali e le RSU, assistite rispettivamente dalle Associazioni imprenditoriali e dalle Organizzazioni sindacali territoriali stipulanti l'accordo territoriale.
Le Parti, nella convinzione che lo sviluppo e il consolidamento di moderne relazioni industriali presuppone una comune conoscenza delle linee di evoluzione del settore, dei suoi punti di forza e dei suoi punti di debolezza e del grado di aderenza delle norme di legge e contrattuali alle loro esigenze, convengono di costituire un Osservatorio Nazionale.
- l'andamento del dato infortunistico.
Nell'ambito dell'Osservatorio vengono costituite le seguenti commissioni paritetiche:
1. Commissione con il compito dì seguire lo sviluppo della legislazione in tema di lavori usuranti e di elaborare gli adempimenti che venissero rinviati alle parti sociali;
2. Commissione nazionale per le pari opportunità composta da 6 membri, per la metà designati dalle Associazioni imprenditoriali stipulanti e per metà dalle Organizzazioni sindacali stipulanti. La commissione avrà i seguenti compiti:
- elaborare, con riferimento alla legge n. 125/1991 schemi di progetti di azioni positive;
3. Commissione che elaborerà i progetti per la formazione teorica per gli apprendisti e valuterà i fabbisogni di formazione di base e di formazione continua in relazione alla evoluzione tecnologica dei processi produttivi.
Le Parti promuoveranno la conoscenza dei risultati del lavoro delle Commissioni presso le proprie strutture associative.
Ad esito degli approfondimenti sulle materie elencate ed al fine di promuovere interventi ritenuti utili, le Parti potranno anche valutare l'opportunità dì effettuare azioni congiunte nei confronti delle Amministrazioni competenti.
In caso di processi di ristrutturazione aziendale, oppure di introduzione di nuovi sistemi produttivi, o di significative modifiche all'organizzazione del lavoro o di decentramento di importanti fasi dell'attività produttiva che comportano rilevanti ricadute sui livelli di occupazione o estesi interventi di riconversione professionale dei lavoratori, le Direzioni aziendali, fermi restando i distinti ruoli e responsabilità, esporranno alla RSU e alle OO.SS. territoriali invitate tramite la competente Associazione territoriale imprenditoriale preventivamente alla loro adozione i progetti predisposti, illustrandone motivazioni e finalità ed esamineranno le osservazioni e le proposte eventualmente avanzate.
Terminata la fase consultiva, gli aspetti del piano aziendale riguardanti i lavoratori saranno oggetto di appositi incontri, tra Direzione aziendale, Associazione imprenditoriale territoriale RSU e OO.SS. territoriali finalizzati a disciplinarne l'attuazione.
Per le aziende che attuano o attueranno il lavoro continuo 7 giorni su 7 la situazione degli organici e la distribuzione dell'orario di lavoro delle maestranze con l'introduzione delle 9 mezze squadre, al fine di realizzare l'orario di lavoro contrattuale sarà oggetto di esame con la RSU e le OO.SS. territoriali.
Le Parti, ferme restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità imprenditoriali e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, effettueranno, di norma nel primo quadrimestre di ogni anno, e comunque su richiesta di una delle Parti, un esame congiunto per discutere le implicazioni di cui ai commi seguenti e gli indirizzi di politica industriale con riferimento all'andamento del mercato, alla politica delle materie prime e dell'energia, alla ricerca, alle innovazioni tecnologiche e alle indicazioni della programmazione nazionale per il settore carta, esprimendo le loro autonome valutazioni, anche avuto riguardo all'applicazione della legge n. 903/1977.
Ciascuna Associazione imprenditoriale firmataria, fornirà alle Organizzazioni sindacali stipulanti le informazioni globali riferite alle attività industriali rappresentate per analizzare la realtà strutturale e produttiva del settore onde favorire l'armonico sviluppo del settore medesimo nel quadro della situazione socio-economica nazionale con particolare riferimento all'occupazione.
Nel corso di tale incontro, le Associazioni imprenditoriali informeranno i Sindacati nazionali di categoria sulle previsioni degli investimenti complessivi relativi all'attività industriale rappresentata, sui programmi che comportano nuovi insediamenti industriali o consistenti ampliamenti o trasformazioni di quelli esistenti, anche in riferimento ai problemi delle materie prime, illustrando i criteri generali della loro localizzazione e le prevedibili implicazioni sulla occupazione, mobilità, qualificazione professionale dei lavoratori e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Le informazioni di cui ai commi precedenti, unitamente all'andamento qualitativo e quantitativo della produzione e delle previsioni di mercato, saranno inoltre fornite in forma specifica per i seguenti comparti merceologici:
Le informazioni di cui ai primi quattro commi del punto a), globalmente riferite nell'ambito di competenza dell'Associazione territoriale imprenditoriale, verranno fornite dalla stessa al sindacato territoriale di categoria nel corso di appositi incontri. Per le province con ridotta concentrazione di aziende nei settori interessati, le Organizzazioni nazionali delle due Parti individueranno consensualmente aree interprovinciali.
In occasione di uno specifico incontro, promosso dalle Associazioni nazionali imprenditoriali, i gruppi industriali, individuabili nei complessi produttivi con più stabilimenti situati nel territorio nazionale, porteranno a conoscenza delle RSU delle unità produttive del gruppo, assistite dalle Organizzazioni sindacali stipulanti, informazioni sui programmi produttivi, sugli investimenti previsti a breve e medio periodo, sull'entità dei finanziamenti pubblici, sui corsi di formazione di cui all'art. 13, Parte prima, Sezione prima, sui programmi che comportano nuovi insediamenti industriali o consistenti ampliamenti o trasformazioni di quelli esistenti, anche in riferimento ai problemi delle materie prime, illustrando i criteri generali della loro localizzazione, e le prevedibili implicazioni sull'occupazione, mobilità, qualificazione professionale dei lavoratori e sulle condizioni ambientali ed ecologiche.
Le informazioni di cui al punto c) verranno fornite specificatamente dalle unità produttive con più di 100 dipendenti su richiesta delle Rappresentanze sindacali unitarie avanzata per il tramite del competente sindacato di categoria nel corso di appositi incontri convocati dall'Associazione locale imprenditoriale.
Per le aziende con un numero di dipendenti inferiore a 100 potranno essere effettuati, su richiesta di una delle parti aziendali, rappresentate ed assistite dalle rispettive Organizzazioni sindacali, incontri per l'esame di eventuali problemi e situazioni di natura strutturale e produttiva che richiedessero un approfondimento in tale sede anche ai fini di tutelare l'occupazione e favorire lo sviluppo.
Fermo quanto previsto dall'art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300, le Direzioni aziendali consentiranno ai sindacati territoriali di categoria, aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente contratto di fare affiggere in apposito albo comunicazioni inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro, a firma dei segretari responsabili dei sindacati medesimi, consegnandone a scopo informativo copia alla direzione aziendale.
La stampa sindacale può essere distribuita ai lavoratori nell'azienda fuori dell'orario di lavoro, con l'invio tempestivo di una copia della stessa alla Direzione dell'azienda.
Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, nelle aziende con più di 5 dipendenti potrà essere designato un delegato di impresa al quale è attribuita la, funzione di rappresentare i lavoratori nei rapporti con la Direzione.
Tale designazione, che avverrà ad iniziativa dei lavoratori interessati, dovrà essere tempestivamente comunicata al datore di lavoro dal Sindacato cui ì lavoratori aderiscono, tramite la competente Organizzazione Industriale.
A tale fine, nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale viene istituita una apposita commissione che elaborerà i progetti per la formazione teorica per gli apprendisti e valuterà i fabbisogni di formazione di base e di formazione continua in relazione alla evoluzione tecnologica dei processi produttivi.
I lavoratori che frequenteranno i corsi di cui al presente articolo potranno avvalersi dei permessi previsti dall'art. 24, Parte prima, Norme generali, del presente contratto, secondo la disciplina prevista dall'articolo stesso.
In relazione a quanto sopra i Gruppi e le aziende nell'ambito degli incontri previsti dall'art. 7, Parte prima, Sistema di informazione, forniranno alle RSU e alle OO.SS. territoriali informazioni sui corsi effettuati, specificandone le finalità e i risultati conseguiti, e sui corsi programmati.
Il lavoratore potrà inoltre essere sottoposto a visita medica allorquando contesti la propria idoneità fisica a continuare nell'espletamento delle proprie mansioni o ad espletarne altre che sia no incompatibili, per le maggiori gravosità, con la propria idoneità fisica.
L'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro, oltre che nelle ipotesi previste dalle leggi in materia, ai sensi dell'art. 23 L. 56/87 è consentita nelle seguenti ulteriori ipotesi:
Il numero massimo dei lavoratori che possono essere contemporaneamente assunti con contratto a tempo determinato per le ipotesi contrattuali sopra indicate è pari al 13% in media annua dei dipendenti occupati a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre dell'anno precedente.
In situazioni particolari, sempre per le fattispecie sopra indicate, in sede aziendale, con accordo tra direzione e RSU e, in mancanza di queste ultime con le OO.SS territoriali, la percentuale di cui al comma precedente può essere elevata.
Le Parti si incontreranno entro il primo biennio di vigore del CCNL per una verifica della normativa sul contratto a tempo determinato.
I contratti di formazione lavoro sono disciplinati dall'art. 16 della legge n. 451/94 e successive modifiche ed integrazioni e dagli Accordi interconfederali 18 dicembre 1988 e 31 gennaio 1995.
In relazione a quanto previsto dall'art. 2 lettere a) e b) dell'Accordo interconfederale 31 gennaio 1995, sono considerate intermedie le professionalità inquadrate nel livello D/2 limitatamente al 1° profilo e nei livelli D/1 e C/3 della classificazione unica, ed elevate le professionalità inquadrate dal livello C/2 in su.
Il contratto di apprendistato ha una durata minima di 18 mesi e una durata massima di 48 mesi.
La durata massima di 48 mesi è utilizzabile per le professionalità che si attestano dal 1° livello del gruppo C in su.
Per le professionalità che si attestano al termine dell'iter di carriera, ove previsto, al livello C/2, la durata massima è di 30 mesi.
Per le professionalità che si attestano al termine dell'iter di carriera, ove previsto, ai livelli DI o C3, la durata massima è di 18 mesi.
Per gli apprendisti in possesso di titolo di studio post obbligo, o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all'attività da svolgere, sarà previsto un impegno formativo ridotto.
I periodi di servizio prestato in qualità di apprendista presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato purché si riferiscano alla stessa attività e sempreché l'apprendista documenti all'atto dell'assunzione i periodi di tirocinio già compiuti e la frequenza dei corsi di insegnamento complementare.
Sulla base di quanto disposto dal D.Lgs. n. 345/99 che ha attuato la direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro, le Parti ritengono che il lavoro notturno risulti vietato in funzione dell'età dei lavoratori e non anche in funzione della tipologia di rapporto di lavoro con il quale sono stati assunti.
L'assegnazione a turni notturni dovrà essere comunque compatibile con il regolare svolgimento della formazione.
Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo disciplinato dalla legge 24 giugno 1997, n. 196, può essere concluso oltre che nei casi previsti dalla legge stessa nelle fattispecie:
I lavoratori con contratto di lavoro temporaneo impiegati per le fattispecie contrattuali sopra indicate non potranno superare in media annua il 15% dei dipendenti occupati a tempo indeterminato nella unità produttiva al 31 dicembre dell'anno precedente.
Con riferimento al dettato previsto dall'art. 3, comma 4, della legge 196/97, il periodo di assegnazione iniziale può essere prorogato per un massimo di quattro volte e per una durata complessiva delle proroghe non superiore a 24 mesi, fermo restando che - agli effetti retributivi - il periodo si configura come un'unica missione.
Resta inteso che in tutti i casi di fornitura di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell'art. 1 della legge 196/97, il periodo iniziale della missione potrà essere prorogato fino alla permanenza delle causali che l'hanno posto in essere.
L'informazione al lavoratore della durata temporale della proroga va fornita, salvo motivi di urgenza, con un anticipo di 5 giorni, rispetto alla scadenza inizialmente prevista o successivamente prorogata, e comunque mai inferiore a 2 giorni.
Il telelavoro, nelle varie modalità in cui può articolarsi, è caratterizzato dallo svolgimento in via continuativa dell'attività in luoghi diversi dalle sedi aziendali mediante l'utilizzo di strumenti di lavoro telematici.
Il telelavoro è riconducibile nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 2094 c.c., quando è svolto nel domicilio del dipendente o in altro locale in suo possesso, individuato d'intesa tra le Parti, con modalità che consentono al datore di lavoro l'esercizio del potere di direzione, di indirizzo e di controllo della prestazione.
Le Parti hanno aggiornato il presente articolo inserendo, tra l'altro, le nuove figure professionali conseguenti alla innovazione tecnologica consolidatasi nel corso della vigenza del precedente contratto.
In considerazione del continuo e rapido evolversi delle tecnologie, l'Osservatorio Nazionale è impegnato a monitorare la situazione al fine di rilevare l'eventuale manifestarsi di ulteriori nuove professionalità.
Qualora ne ricorrano le condizioni, le Parti si riservano di utilizzare anche l'occasione del negoziato biennale per operare gli eventuali aggiornamenti che fossero ritenuti necessari.
- di analizzare se, ed eventualmente in che misura, l'evoluzione delle tecnologie e degli assetti organizzativi ha modificato i contenuti essenziali della professionalità dei lavoratori disciplinati dal presente CCNL;
- di studiare l'attuale impianto dell'istituto per individuare le soluzioni che rendano possibile effettuare interventi mirati, coerenti e compatibili con l'assetto complessivo.
Le diverse articolazioni dell'orario prefigurate nel presente articolo sono tutte attuabili dalle aziende nel rispetto delle specifiche procedure previste, al fine di adottare di volta in volta l'organizzazione più appropriata al variare delle esigenze lavorative.
In occasione della contrattazione di secondo livello, al fine di incentivare opportunità di salvaguardia e/o sviluppo della occupazione, nel rispetto dei principi di cui al comma precedente potranno essere concordate politiche degli orari che, utilizzando le risorse contrattuali esistenti, le risorse eventualmente derivanti dal premio di risultato, i benefici previsti dalla legge, senza aggravi di costo e fermi restando gli obiettivi di competitività delle aziende, possano, anche riducendo le prestazioni individuali, realizzare le suddette finalità.
L'esame con la RSU deve avvenire e concludersi in tempi compatibili con le esigenze lavorative, che richiedono l'adozione di un diverso regime di orario.
In sostituzione delle festività infrasettimanali abolite dalla legge 5 marzo 1977 n. 54, così come modificata dal D.P.R. n. 792 del 28 dicembre 1985, a tali lavoratori vengono riconosciute quattro giornate di permesso retribuito con le modalità previste degli artt. 6, Parte operai e 3, Parte impiegati.
La suddetta riduzione viene assorbita, fino a concorrenza, dagli orari inferiori eventualmente esistenti a livello aziendale. Ove vi siano prestazioni ridotte collegate a particolari regimi di orario non finalizzate a una riduzione dell'orario settimanale, l'eventuale applicazione della clausola di assorbimento formerà oggetto di esame tra l'azienda e le RSU.
L'esame con la RSU deve avvenire e concludersi in tempi compatibili con le esigenze lavorative che richiedono l'adozione di un diverso regime di orario.
I lavoratori che prestano la loro attività su tre turni avvicendati di 8 ore consecutive usufruiscono di riposi, retribuiti, da distribuire, sui tre turni, nella misura di: 9 giorni nel corso dell'anno a tutto il 31 dicembre 1984; 11 giorni nel corso dell'anno dal 1° gennaio 1985; 12 giorni nel corso dell'anno dal 1° gennaio 1991.
Le ulteriori giornate di riposo retribuite decorrenti dal 1° gennaio 1985 e quella decorrente dal 1° gennaio 1991, vengono assorbite sino a concorrenza dagli orari inferiori eventualmente esistenti a livello aziendale. Ove vi siano prestazioni ridotte collegate a particolari regimi di orario non finalizzate a una riduzione dell'orario settimanale, l'eventuale applicazione della clausola di assorbimento formerà oggetto di esame tra l'azienda e le RSU.
L'orario medio settimanale di 37 ore e 20 minuti potrà essere realizzato raggruppando il personale in 9 mezze squadre e seguendo l'alternanza dei giorni di lavoro e di riposo secondo il sistema 4/2 - o 2/1 - oppure 6/3.
Peraltro, per una migliore calendarizzazione delle ferie individuali, potranno essere adottati diversi scherni organizzativi che realizzino l'orario medio settimanale di 37 ore e 20 minuti su ciclo annuale. Le modalità di applicazione e di realizzazione di questi schemi saranno esaminate e definite a livello aziendale.
L'orario di lavoro di 37 ore e 20 minuti medie settimanali, che si realizza con le modalità anzidette, non comporta il riproporzionamento della retribuzione e quindi non determina alcun effetto sugli istituti contrattuali riconducibili alla durata dell'orario settimanale ordinario di 40 ore i quali, pertanto, continueranno ad essere erogati con gli stessi criteri e le stesse misure valevoli per il restante personale.
La maggiorazione di cui al comma precedente viene corrisposta anche nelle aziende cartotecniche che lavorano a ciclo continuo di 7 giorni su 7 nonché nei reparti cartotecnici delle cartiere che lavorano a ciclo continuo (M).
In tal caso previa comunicazione e valutazione con la RSU, da avviarsi con preavviso di almeno 5 giorni, potranno essere attuati per l'intera azienda, per reparti o per unità produttive temporanei regimi di orario superiori od inferiori all'orario contrattuale.
Decorsi cinque giorni dall'avvio della procedura la flessibilità diviene operativa.
I regimi d'orario superiori all'orario contrattuale non potranno eccedere le 48 ore settimanali, mentre i regimi inferiori all'orario contrattuale potranno anche essere realizzati tramite giornate di riposo retribuito, da comunicare con un preavviso di almeno 5 giorni.
Il riequilibrio tra prestazioni superiori ed inferiori all'orario settimanale dovrà avvenire, previa comunicazione alla RSU, entro sei mesi dal periodo di ciascun ricorso all'orario flessibile.
5) Compatibilmente con le obiettive possibilità di programmazione della produzione e ai fini di una migliore utilizzazione delle risorse aziendali, tra la direzione e la RSU verranno concordati il calendario annuo del godimento delle ferie, dei riposi retribuiti, nonché i criteri di godimento dei 4 giorni di riposo o permesso retribuiti sostitutivi delle festività abolite dalla legge n. 541/977, così come modificata dal D.P.R. n. 792 del 28 dicembre 1985.
Inoltre, nel rispetto della calendarizzazione, per consentire la piena funzionalità della struttura tecnico-organizzativa-produttiva, l'azienda potrà, segnatamente per i casi di malattia e infortunio, ricorrere alla mobilità interna. Le modalità di attuazione verranno concordate tra Direzione aziendale e RSU
Le Parti si danno atto che, nello stabilire le norme sulle discipline della durata del lavoro e del lavoro straordinario, non hanno comunque inteso introdurre alcuna modifica a quanto disposto dalla legge, la quale esclude dalla limitazione dell'orario il personale con funzioni direttive.
- per oggettivi motivi di ordine tecnico, organizzativo e produttivo è ormai ineludibile l'estensione della facoltà di organizzazione a ciclo continuo anche all'attività di trasformazione.
Le Parti, pertanto, concordano che, al fine di consentire alle aziende del settore di instaurare, laddove ritenuto necessario, lavorazioni a ciclo continuo strutturale, con esclusione quindi del lavoro saltuario nelle giornate di domenica, interverranno nei confronti del Ministero del Lavoro perché la tabella III del D.M. 22 giugno 1935 (art. 5, n. 4 L. 370/1934) venga integrata con l'attività di trasformazione della carta tissue.
L'adozione dell'organizzazione del lavoro a ciclo continuo avverrà previa attivazione delle procedure di cui all'art. 6, Parte prima, Norme generali e all'art. 13, Parte prima, Norme generali, punto 5 del presente CCNL
Tuttavia, nei casi di esigenze indifferibili di durata temporanea non trova applicazione il principio della non obbligatorietà e l'azienda potrà far ricorso allo straordinario dandone successiva comunicazione alla RSU. Su richiesta della RSU si procederà ad un esame delle situazioni che hanno motivato l'utilizzo del lavoro straordinario. Rientrano nei casi di esigenze indifferibili di durata temporanea:
- il recupero di ritardi dovuti a cause tecniche ai fini del completamento di commesse con scadenza, la cui mancata osservanza determina danni economici all'azienda;
Le prestazioni straordinarie, per le causali sopra elencate, possono essere richieste entro il limite di 40 ore annue pro capite.
Inoltre, previa comunicazione alla RSU, potrà essere richiesto il lavoro straordinario con le modalità valevoli per le fattispecie esemplificate nel comma precedente per garantire la frequenza ai corsi di formazione organizzati dall'azienda.
Per la individuazione del lavoratore notturno, ai sensi della legge sopra richiamata, si fa riferimento alla definizione prevista dall'art. 2 del D.Lgs. n. 532/99.
c) dalla lavoratrice o dal lavoratore, che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.
Nel lavoro che si svolge normalmente per 8 ore consecutive diurne su due turni avvicendati o in prestazioni non avvicendate, qualora le esigenze tecniche consentano di concedere mezz'ora di riposo, questa potrà essere applicata al turno individuale. In tal caso i lavoratori decadono dal diritto alla maggiorazione sostitutiva prevista (vedi dichiarazione a verbale).
Ove a livello aziendale venga ritenuta preferibile potrà essere applicata, mediante accordo a livello aziendale, la normativa prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro 1973 per il settore cartotecnico secondo cui la mezz'ora non sarà né retribuita né considerata come effettivo orario di lavoro, mentre permane il diritto alle maggiorazioni.
La mobilità del personale, finalizzata alla funzionalità degli impianti, nei casi di urgenza e di particolare necessità tecnico-produttiva, verificabili successivamente dalle RSU, è consentita nel rispetto dei valori professionali individuali ed in conformità con quanto disposto dall'art. 13 della legge n. 300/1970.
Per i lavoratori adibiti normalmente al lavoro nei giorni di domenica nei casi consentiti dalla legge, con riposo compensativo in altro giorno della settimana, sarà corrisposta la percentuale di maggiorazione di cui all'art. 14, Parte prima, Sezione seconda, per il lavoro eseguito di domenica.
Nella consapevolezza che una specifica formazione antinfortunistica di tutti i lavoratori è uno dei presupposti per il raggiungimento dell'obiettivo di una incisiva progressiva riduzione degli infortuni sul lavoro, le Parti si impegnano a definire a livello nazionale moduli formativi differenziati per il settore cartario e per il settore cartotecnico da porre a disposizione delle aziende e dei lavoratori disciplinati dal presente CCNL.
Le Parti ribadiscono la convinzione che la migliore gestione della materia dell'igiene e sicurezza sul lavoro sia realizzabile attraverso l'applicazione di soluzioni condivise ed attuabili. Pertanto in tutti i casi dì insorgenza di controversie relative all'applicazione delle norme riguardanti i diritti di rappresentanza, informazione e formazione previsti dalle norme vigenti, le parti interessate (il datore di lavoro, il lavoratore o i loro rappresentanti) si impegnano ad adire l'organismo paritetico competente al fine di riceverne, ove possibile, una soluzione concordata.
Nelle aziende che occupano da 5 a 15 dipendenti i compiti e le attribuzioni del rappresentante per la sicurezza vengono assunti dal Delegato di impresa di cui all'art. 10, Parte prima - Norme generali, ove tale carica sia stata attivata.
Per le aziende con oltre 50 dipendenti le attività manutentive di salvaguardia e sicurezza degli impianti, a meno che si tratti di competenze specialistiche, saranno assicurate da personale dipendente dell'azienda.
Le aziende comunicheranno periodicamente alle RSU i nominativi delle ditte alle quali i lavori sono stati affidati nonché il genere e la quantità dei lavori stessi.
Le Aziende, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico organizzative, inseriranno nelle proprie strutture portatori di handicap riconosciuti invalidi ai sensi della legge n. 68/1999 in funzione delle capacità lavorative degli stessi.
In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive rispetto a quelle previste dall'articolo 39, comma 1 del D.Lgs. citato, possono essere utilizzate anche dal padre. […]
Per quanto riguarda l'orario di lavoro si applicano le norme previste dall'art. 13, Parte prima, Sezione seconda.
Indipendentemente dal recupero resta fermo in ogni caso per la prima giornata di interruzione il trattamento economico previsto dal precedente articolo 7.
Per le sottoelencate mancanze all'operaio potranno essere inflitti il rimprovero verbale o scritto, nel caso di prima mancanza; la multa nei casi di recidiva; la sospensione nei casi di recidiva in mancanze già punite con la multa nei sei mesi precedenti. Nel caso che le mancanze tuttavia rivestano carattere di maggiore gravità, anche in relazione alle mansioni esplicate, potrà essere inflitta la multa o la sospensione qualora l'operaio:
a) non si presenti al lavoro o abbandoni il posto di lavoro senza giustificato motivo oppure non comunichi l'assenza o la prosecuzione della stessa secondo la procedura prevista dall'art. 13 salvo il caso di impedimento giustificato;
1) lavorazione o costruzione all'interno dello stabilimento, senza autorizzazione della Direzione, di oggetti per proprio uso o per conto terzi nei casi non previsti dal precedente comma i), salvo però il diritto dell'azienda di operare sulla indennità di risoluzione del rapporto e fino alla concorrenza della indennità stessa, le trattenute dovute a titolo di risarcimento danni;
La durata del tirocinio è fissata in anni l.
Il riposo settimanale cadrà di domenica, salve le eccezioni di legge. In caso di modificazione dei turni di riposo l'impiegato sarà preavvisato entro il terzo giorno precedente a quello fissato per il riposo stesso, con diritto, in difetto - per il giorno in cui avrebbe dovuto avere il riposo - ad una maggiorazione pari a quella fissata per il lavoro festivo.
1) usare l'attenzione e la diligenza richieste dalla natura della prestazione dovuta;
7) avere cura degli oggetti, macchinari e strumenti a lui affidati.
c) multa non superiore all'importo di tre ore di normale retribuzione
d) sospensione dal lavoro con trattenuta sulla retribuzione per un periodo non superiore a 5 giorni
Oltre alle disposizioni del presente contratto collettivo di lavoro gli impiegati dovranno osservare le disposizioni speciali stabilite dall'azienda, sempreché non modifichino o non siano in contrasto con quelle del presente contratto.
Tali disposizioni, qualora abbiano carattere generale, dovranno essere affisse in luogo ben visibile dove si effettua il pagamento della retribuzione.