Source: https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=/Circolari/Circolare%20numero%2089%20del%2023-05-2017.htm
Timestamp: 2018-01-19 09:31:15+00:00
Document Index: 171195534

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 1', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 15', 'art. 1', 'art.3', 'art.6', 'art. 23', 'art. 11', 'art. 15', 'art. 3', 'art. 3']

Con la presente circolare sono impartite le istruzioni applicative in merito alla previsione di cui all’art. 3, comma 3octies del decreto legge n. 244 del 2016 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 19 del 2017 che ha esteso la tutela della prestazione DIS-COLL – introdotta a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, dal D.lgs. n. 22 del 2015 in via sperimentale per l’anno 2015 e successivamente prorogata per le cessazioni dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 dall’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015 – anche per gli eventi di disoccupazione che si verificano a far data dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017.
La disposizione di cui al richiamato art. 3, comma 3octies non introduce novità in ordine ai requisiti di accesso alla indennità DIS-COLL.
L’art. 15 del Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 ha istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015, l’indennità di disoccupazione mensile - denominata DIS-COLL - rivolta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. La legge n. 208 del 2015, all’art. 1, comma 310 ha successivamente esteso la tutela della indennità DIS-COLL anche agli eventi di disoccupazione verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016. In attuazione delle richiamate disposizioni normative la prestazione DIS-COLL per gli anni 2015 e 2016 è stata rispettivamente disciplinata dalle circolari INPS n. 83 del 27 aprile 2015 e n. 74 del 5 maggio 2016.
In ragione del richiamo effettuato dall’art. 3, comma 3octies del decreto mille proroghe 2017 all’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015, la fonte della disciplina della prestazione DIS-COLL è l’art. 15 del D.lgs. n. 22 del 2015 - istitutivo della indennità medesima – ad eccezione del comma 2, lett. c) per il quale l’art. 1, comma 310 della legge n. 208 del 2015 ha disposto la non applicazione.
Al riguardo, si osserva che per l’accertamento di tale requisito è necessario verificare l’aliquota applicata per il calcolo della contribuzione alla gestione separata che per l’anno 2017 è pari al:
Laddove invece – nel periodo di osservazione ai fini della ricerca del diritto, della determinazione della durata e della misura della prestazione DIS-COLL - l’assicurato, per un dato arco temporale, abbia in essere contemporaneamente un rapporto di collaborazione ed un rapporto di lavoro subordinato, può considerarsi soddisfatto il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di collaborazione ed il rapporto di lavoro subordinato.
Esempio: nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 marzo 2017 l’assicurato ha un contratto di collaborazione e per il solo periodo che va dal 1° gennaio 2016 al 30 aprile 2016 lo stesso lavoratore ha contemporaneamente in essere un contratto di lavoro subordinato; in tale ipotesi, il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata può ritenersi soddisfatto per il solo periodo che va dal 1° maggio 2016 al 31 marzo 2017, in quanto non sussiste sovrapposizione tra i due rapporti di lavoro.
Sono esclusi dal novero dei destinatari dell’ art. 15 del richiamato D.Lgs. n. 22 del 2015, e quindi dalla tutela di cui all’art. 3, comma 3octies del decreto mille proroghe 2017, gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.
Sono altresì esclusi dalla tutela dell’indennità DIS-COLL gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borsa di studio. Al riguardo, si richiama quanto chiarito dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali con interpello n. 31 del 2015 in ordine alla corretta interpretazione del citato art. 15.
In ragione delle considerazioni sopra riportate, gli assegnisti di ricerca, i dottorandi e i titolari di borse di studio non sono destinatari della disposizione di cui all’art. 15 del D.Lgs. n. 22 del 2015 e quindi della previsione di cui all’art. 3, comma 3octies del decreto mille proroghe.
Il lavoratore con contratto di collaborazione di cui all’art. 15 del richiamato decreto legislativo n. 22 del 2015 deve possedere inoltre, ai fini dell’accesso alla prestazione DIS-COLL, almeno tre mesi di contribuzione nella Gestione Separata presso l’INPS.
Esempio: contratto di collaborazione cessato in data 30 aprile 2017; il periodo di osservazione per la “ricerca” del requisito contributivo va dal 1° gennaio 2016 (anno civile precedente la data di cessazione del rapporto di collaborazione) al 30 aprile 2017 (data di cessazione del rapporto di collaborazione).
Riguardo ai suddetti importi di euro 1.195 e di euro 1.300, in applicazione dell’art. 1, comma 287 delle legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) gli stessi rimangono invariati rispetto all’anno precedente 2016. La predetta disposizione prevede infatti che “Con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può risultare inferiore a zero”.
In particolare sul punto si precisa che, in presenza di una prima domanda di prestazione DIS-COLL a seguito di cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione, intervenuta a far data dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017, la durata della stessa deve essere determinata non computando i periodi di lavoro che hanno già dato luogo a precedente prestazione DIS-COLL fruita in ragione di una cessazione involontaria di un rapporto di collaborazione intervenuta dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016. Al riguardo si precisa che detta prestazione DIS-COLL fruita a seguito di cessazione intervenuta nel corso dell’anno 2016 può essere stata generata in tutto o in parte da un rapporto di collaborazione relativo all’anno 2015, e comunque cessato nel 2016.
Pertanto, in tale caso, ai fini della determinazione della durata della prima domanda di prestazione DIS-COLL con cessazione nell’anno 2017 si procede come di seguito specificato:
si individuano i mesi, o frazione di essi, di durata del/i rapporto/i di collaborazione presente/i nel periodo che va dal 1° gennaio 2016 alla data di cessazione del rapporto di lavoro;
si verifica la presenza, in detto periodo, di una prestazione DIS-COLL già fruita per effetto di una cessazione involontaria intervenuta nell’anno 2016;
si determina il numero dei mesi, o frazione di essi, del/i rapporto/i di collaborazione che ha già dato luogo alla predetta prestazione e si verifica se tutti o parte dei suddetti mesi, o frazioni di essi, si collocano nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.
Si riportano di seguito due esempi di domanda di prestazione DIS-COLL con data di cessazione nell’anno 2017:
Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con cessazione 30 marzo 2017 sono da considerare utili il mese di gennaio 2016 - in quanto non interessato dalla prestazione fruita nel 2016, che è stata generata infatti interamente dai 12 mesi di collaborazione collocati nell’anno 2015 – nonché gli ulteriori mesi del rapporto di collaborazione dal 1° settembre 2016 al 30 marzo 2017.
In tale ipotesi la prestazione DIS-COLL con cessazione 30 marzo 2017 avrà una durata di quattro mesi; questa durata deriva dalla somma dei mesi di durata dei rapporti di collaborazione presenti nell’anno 2016 (1-31 gennaio 2016 e 1° settembre – 12 dicembre 2016) e nell’anno 2017 (1° gennaio – 30 marzo 2017) che in totale sono 8 diviso per 2, secondo quanto dispone la norma in ordine alla determinazione della durata.
Domanda di prestazione DIS-COLL relativa ad un rapporto di collaborazione iniziato il 1° settembre 2016 e cessato in data 30 marzo 2017: nel periodo di osservazione per la determinazione della durata di detta prestazione, che va dal 1° gennaio 2016 al 30 marzo 2017, è presente una precedente prestazione DIS-COLL fruita dall’8 maggio 2016 all’8 agosto 2016 (3 mesi) e generata da un rapporto di collaborazione con durata dal 1° novembre 2015 al 30 aprile 2016 (6 mesi).
In tale caso la prestazione DIS-COLL fruita nel 2016 della durata di 3 mesi è stata generata dai 6 mesi di rapporto di collaborazione, di cui 2 si collocano nell’anno 2015 (1° novembre 2015 – 31 dicembre 2015) e 4 si collocano nell’anno 2016 (1° gennaio 2016 – 30 aprile 2016). Pertanto, ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL con cessazione 30 marzo 2017 – dopo avere fatto la differenza tra il totale dei mesi n. 6 (presenti nel 2015 n. 2: novembre e dicembre 2015 e nel 2016 n. 4: da gennaio ad aprile 2016) che hanno generato la precedente prestazione DIS-COLL e i soli mesi di lavoro presenti nell’anno 2015 (n. 2 mesi) – i rimanenti 4 mesi del rapporto di collaborazione in questione dell’anno 2016 ( da gennaio ad aprile) non sono da considerare utili in quanto hanno contribuito (unitamente ai 2 mesi presenti nel 2015) alla determinazione della durata della precedente prestazione DIS-COLL.
I mesi del rapporto di collaborazione dal 1° settembre 2016 al 30 marzo 2017 sono invece utili ai fini della determinazione della durata della nuova prestazione DIS-COLL a seguito della cessazione del rapporto del 30 marzo 2017. In tale ipotesi la prestazione DIS-COLL avrà una durata di tre mesi e mezzo; questa durata deriva dalla somma dei mesi di durata del rapporto di collaborazione presenti nell’anno 2016 (relativo al periodo 1° settembre 2016 - 31 dicembre 2016) e nell’anno 2017 (1° gennaio – 30 marzo 2017) che in totale sono 7 diviso 2, secondo quanto dispone la norma in ordine alla determinazione della durata.
Esempio in merito alla tutela della maternità: data di cessazione del rapporto di collaborazione 31/05/2017 – inizio maternità 1/07/2017 fine periodo di maternità 01/12/2017 (durante questo periodo il termine di presentazione della domanda rimane sospeso). Dal 2 dicembre il termine riprende a decorrere, per la parte residua, e scade l’8 gennaio 2018.
Le eventuali domande di DIS-COLL - relative ad eventi di cessazione dei rapporti di collaborazione intervenuti a far data dal 1° gennaio 2017 - già presentate attraverso i consueti canali, tra la data del 1° gennaio 2017 e la data di pubblicazione della presente circolare, saranno regolarmente gestite dalle strutture territoriali di competenza, senza necessità di ripresentazione della domanda.
Le strutture territoriali provvederanno, altresì, a riesaminare le domande di prestazione DIS-COLL presentate per eventi di cessazione intervenuti nell’anno 2017 e respinte in quanto alla data di presentazione delle domande medesime non era ancora intervenuta la proroga della prestazione.
Successivamente, il Decreto legge 17 marzo 2017, n. 25 così come convertito dalla Legge 20 aprile 2017 n.49, ha disposto, al primo comma dell'articolo 1, l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del Decreto legislativo n. 81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio. Al comma 2 la norma prevede che possano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017 i buoni per prestazioni di lavoro accessorio acquistati alla data di entrata in vigore dello stesso decreto.
L’indennità DIS-COLL è riconosciuta, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1º gennaio 2017 e sino al 30 giugno 2017, nel limite di 19,2 milioni di euro per l'anno 2017. Al relativo onere, pari a 19,2 milioni di euro per l'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 43, comma 6, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
Secondo quanto previsto dall’art.3 comma 3 octies del decreto milleproroghe 2017 in esame, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 310, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono prorogate fino al 30 giugno 2017. Pertanto l'INPS riconosce l’indennità DIS COLL 2017 in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande. Nel caso di insufficienza delle risorse l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande e provvede a darne immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet.
L’indennità di disoccupazione riconosciuta ai soggetti in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 giugno 2017 è considerata, ai sensi del comma 2, art.6 del Tuir, reddito imponibile della stessa categoria dei redditi sostituiti o integrati e, pertanto, è soggetta al regime della tassazione ordinaria, ai sensi dell’art. 23 del DPR 600/73, con le aliquote previste all’art. 11 del Tuir e con il riconoscimento delle detrazioni di cui agli artt. 12 e 13 del Tuir se richieste.
Per la rilevazione contabile dell’onere a carico dello Stato, derivante dall’erogazione dell’indennità di disoccupazione ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL) di cui all’art. 15, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1° gennaio 2017 e il 30 giugno 2017, in attuazione dell’art. 3, comma 3octies del decreto legge n. 244 del 2016, convertito con modificazioni nella Legge del 27 febbraio 2017, n. 19, si istituisce nell’ambito della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali – evidenza contabile GAU (Gestione degli oneri per il mantenimento del salario) il nuovo conto:
GAU30218 Indennità di disoccupazione ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (DIS-COLL), ai sensi dell’art. 3, comma 3octies del Decreto Legge 30 dicembre 2016, n. 244 convertito con modificazioni nella Legge del 27 febbraio 2017, n. 19 – anno 2017.
La procedura deputata al conferimento dei biglietti automatici per il pagamento accentrato delle prestazioni a sostegno del reddito, dovrà essere aggiornata per la rilevazione della proroga dell’indennità di disoccupazione riconosciuta per l’anno 2017 tramite l’attribuzione dell’onere al conto GAU30218 in contropartita del conto in uso GPA10022 per l’assunzione del debito nei confronti dei beneficiari oltre ad eventuali ritenute erariali da applicare alla prestazione in argomento al conto esistente GPA27009.
Eventuali riaccrediti relativi a somme per pagamenti non andati a buon fine verranno rilevati al codice bilancio in uso “03141” del partitario contabile GPA10031 come da istruzione indicata nella circolare n. 83/2015 e confermata nella circolare n. 74/2016.
Per eventuali recuperi della proroga dell’indennità di disoccupazione viene istituito il nuovo conto GAU24218, al quale viene abbinato, nell’ambito della procedura “recupero crediti per prestazioni”, il codice bilancio in uso “01130”.
Per la rilevazione di eventuali partite creditorie, risultanti allo stesso titolo al termine dell’esercizio, e per l’eventuale rilevazione di crediti per prestazioni divenuti inesigibili, si confermano, anche in questo caso, le istruzioni indicate nelle circolari citate.
Come di consueto, resta a cura della Direzione generale la definizione dei rapporti con lo Stato, ai fini del rimborso degli oneri conseguenti all’applicazione della normativa in oggetto.
Nell’allegato n. 1 si riportano le variazioni apportate al piano dei conti.