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Matched Legal Cases: ['art.5', 'art.12', 'art 18', 'art. 5', 'art. 12', 'art. 6']

Facoltà di Sociologia Via Verdi, n 26 - Trento - PDF
Facoltà di Sociologia Via Verdi, n 26 - Trento
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Fortunato Lelio Manca
1 Facoltà di Sociologia Via Verdi, n 26 - Trento PIANO DI EMERGENZA (ai sensi dell art.5 del D.M e dell art.12 del D.M ) AGGIORNAMENTO 2009 Trento, settembre 2009 A cura di: Servizio Prevenzione e Protezione Galleria Tirrena, Trento
2 INDICE INDICE... 2 REVISIONI PREMESSA RIFERIMENTI NORMATIVI SCOPO DEL PIANO DI EMERGENZA CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA GESTIONE DEL DOCUMENTO STRUMENTI INFORMATICI A SUPPORTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI E DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA 6 2. DEFINIZIONI CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA DESCRIZIONE DESTINAZIONE DEI LOCALI AFFOLLAMENTO MASSIMO IPOTIZZABILE VIE DI ESODO IMPIANTI TECNOLOGICI E ANTINCENDIO SISTEMI DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONE DEGLI INCENDI SISTEMI DI ESTINZIONE IMPIANTO ELETTRICO LINEA ADDUZIONE GAS METANO LOCALI A RISCHIO SPECIFICO STRUTTURA OPERATIVA PER LE EMERGENZE GESTIONE DELL EMERGENZA CASI PARTICOLARI PROCEDURE PARTICOLARI ALLEGATI Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 2/33
3 REVISIONI Data Parti del documento oggetto dell aggiornamento Motivo dell aggiornamento A cura di Settembre 2000 Prima edizione ing. Marchionne Settembre 2009 Revisione completa Intervento di recupero e restauro funzionale dell edificio SPP Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 3/33
4 1. PREMESSA 1.1. RIFERIMENTI NORMATIVI Il presente piano è stato redatto nel rispetto dei seguenti disposti normativi: - DECRETO LEGISLATIVO D.Lgs. n. 81 del Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, e in particolare l art 18, coma 1, punti h e t: - adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; - adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell evacuazione dei lavoratori, nonché per il caso di pericolo grave e immediato.. - DECRETO MINISTERIALE 10 marzo 1998, art. 5 All esito della valutazione dei rischi d incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza. - DECRETO MINISTERIALE 26 agosto 1992, art. 12 Sarà predisposto un piano di emergenza e devono essere fatte prove di evacuazione, almeno due volte nel corso dell'anno scolastico. - CIRCOLARE 1 marzo 2002, n. 4 Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili. Lo scopo della valutazione e della conseguente scelta delle misure di sicurezza si intende raggiunto se nei luoghi considerati risultano risolte, anche attraverso i sistemi di gestione, tutte quelle condizioni che rendono difficile o impossibile alle persone con limitazioni alle capacità fisiche, cognitive, sensoriali o motorie il movimento, l'orientamento, la percezione dei segnali di allarme e la scelta delle azioni da intraprendere al verificarsi di una condizione di emergenza 1.2. SCOPO DEL PIANO DI EMERGENZA Il Piano di Emergenza ha lo scopo di fornire al personale che opera all interno della struttura (personale tecnicoamministrativo, docenti, studenti, ospiti, ecc.) le istruzioni comportamentali da attuare nel caso si verifichino situazioni di emergenza. Esso ha la finalità di mitigare le conseguenze di un eventuale incidente mediante l'organizzazione delle risorse umane e materiali. Gli obiettivi del Piano di Emergenza sono: prevenire le situazioni che potrebbero essere causa di emergenze; soccorrere le persone eventualmente coinvolte; impedire che altre persone si infortunino; minimizzare i danni alle attrezzature e alle strutture; prevenire un eventuale acutizzazione dell incidente; preservare l'incolumità del personale coinvolto nel controllo dell evento; Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 4/33
5 informare le Autorità competenti per eventuali conseguenze dell incidente, che coinvolgono il territorio attiguo alla sede; collaborare con le Autorità e i servizi di emergenza esterni. Le possibili situazioni di emergenza modificano le condizioni di agibilità degli spazi ed alterano comportamenti e rapporti interpersonali. Ciò causa una reazione che, specialmente in ambito collettivo, può risultare pericolosa portando a una situazione di panico inducendo le persone a reagire in modo non controllato e irrazionale. Qualora infatti un gruppo di persone percepisca una situazione di pericolo, possono verificarsi le seguenti situazioni: - coinvolgimento delle persone nell ansia generale, con invocazioni di aiuto, grida, atti di disperazione; - istinto all autodifesa con tentativi di fuga che comportano l esclusione degli altri, anche in forme violente, con spinte, corse, affermazione dei posti conquistati verso la salvezza; - diminuzione dell attenzione, del controllo dei movimenti, della facoltà di ragionamento. Tali comportamenti possono essere ricondotti alla normalità, se il sistema in cui evolvono è preparato ed organizzato per far fronte ai pericoli possibili. A tal fine il Piano di Emergenza assume un ruolo fondamentale, consentendo di: - essere preparati a situazioni di pericolo; - mantenere un sufficiente autocontrollo derivante dalla conoscenza delle misure di sicurezza e di assistenza CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA Nel Piano di Emergenza sono riportate: le informazioni relative alle caratteristiche della struttura e all organizzazione dell attività, i pericoli e le risorse presenti; le norme comportamentali che ogni occupante la struttura deve seguire e le modalità per la loro gestione. Sono allegati al presente piano: l elenco degli Addetti all Emergenza; la distribuzione ai piani degli Addetti GESTIONE DEL DOCUMENTO Il Piano di Emergenza deve essere oggetto di revisione periodica e ogni qual volta intervengano modificazioni (es. variazione del numero di occupanti, ristrutturazioni o ampliamenti, cambiamenti nell attività) e deve essere integrato con le osservazioni scaturite in occasione delle esercitazioni o di emergenze. Nel presente Documento sono conservate esclusivamente le Sezioni e gli Allegati AGGIORNATI. Poiché ogni singola Sezione e ogni Allegato possono essere oggetto di specifica revisione e aggiornamento, nel piè di pagina ne è riportata la data (mese-anno). In testa al presente Documento è riportato l elenco delle REVISIONI. Le parti di fascicolo superate vengono conservate in nell archivio denominato SUPERATI. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 5/33
6 L originale del Piano è conservato presso il Servizio Prevenzione e Protezione d Ateneo. Copia del Piano deve essere sempre a disposizione dei Vigili del Fuoco (presso la Portineria). Il Piano è elaborato e conservato in un file, il cui nome è riportato in ogni piè di pagina. La versione in formato pdf del Piano è disponibile sul Portale d Ateneo STRUMENTI INFORMATICI A SUPPORTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI E DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA Vengono gestiti attraverso uno specifico data base (denominato SAP SPP) le seguenti informazioni relative all Edificio: - Identificativo dell edificio, denominazione e indirizzo - Unità Organizzative e sottostrutture presenti - Profilo di rischio - Elenco dei nominativi del personale addetto alla gestione dell emergenza (antincendio, primo soccorso ed evacuazione), con data inizio afferenza e eventualmente termine. Le informazioni riportate in SAP SPP possono essere maggiormente aggiornate rispetto a quelle registrate nel presente Documento. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 6/33
7 2. DEFINIZIONI EMERGENZA Emergenza è una situazione anomala, un momento critico o un imprevisto che possono costituire fonte di rischio per la sicurezza delle persone e di danno per le cose. PIANO DI EMERGENZA Il Piano di Emergenza è un documento all interno del quale sono stabilite le misure organizzative e gestionali da attuare in caso di emergenza. SCENARIO DELL EMERGENZA Lo Scenario dell Emergenza è la descrizione di un emergenza di cui è ragionevole ipotizzare la possibilità di accadimento all'interno dell edificio e la previsione delle conseguenze e del comportamento delle persone presenti, al fine di dettare i comportamenti razionali da tenere. I principali scenari di emergenza connessi all'attività svolta e alle possibili condizioni presenti sono: - incendio localizzato o diffuso; - infortunio/malore; - scoppio per presenza di ordigni esplosivi; - crollo dovuto a cedimenti strutturali per interventi sulle strutture portanti o conseguenza di scoppi, incendi o terremoti; - terremoto; - segnalazione o sospetta presenza di ordigni esplosivi; - emergenze ambientali. Nel presente piano sono approfondite le procedure riguardanti l emergenza per incendio, poiché lo stesso prevede situazioni che si possono ravvisare in altri tipi di emergenza (es. evacuazione in seguito a segnalazione di ordigno). Le procedure descrivono il comportamento della Portineria, del Coordinatore degli Addetti all Emergenza, degli Addetti all Emergenza, dei Dipendenti dell Università e degli Utenti della Facoltà. Successivamente sono riportate sinteticamente le procedure riguardanti: - l emergenza per terremoto; - l emergenza per segnalazione o sospetta presenza di ordigni esplosivi; - l emergenza ambientale. ADDETTI ALL EMERGENZA Gli Addetti all Emergenza sono coloro, che intervengono nelle situazioni di emergenza. Il sistema di gestione dell emergenza dell Università degli Studi di Trento prevede: - Addetti Antincendio; - Addetti all Evacuazione; - Addetti al Primo Soccorso. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 7/33
8 COORDINATORE DEGLI ADDETTI ALL EMERGENZA Il Coordinatore è il soggetto che dirige gli Addetti all Emergenza interna nelle operazioni di intervento e collabora con i Soccorsi Esterni eventualmente coinvolti nell emergenza. Nell ambito del presente edificio il ruolo di Coordinatore è rivestito dal primo Addetto all Emergenza che raggiunge il punto di raduno. ADDETTO ANTINCENDIO L Addetto Antincendio è il soggetto che predispone le prime misure per limitare e mitigare gli effetti dell emergenza; a lui competono i compiti operativi, quali utilizzare i mezzi antincendio. Questo ruolo è ricoperto da personale interno alla Facoltà opportunamente formato. Negli allegati al termine del documento è riportato l elenco degli Addetti Antincendio, aggiornato ad agosto ADDETTO ALL EVACUAZIONE L Addetto all Evacuazione è il soggetto che controlla l evacuazione dell edificio, dirigendo il flusso di persone lungo le vie di fuga e verificando poi che ogni locale sia stato abbandonato. Questo ruolo è ricoperto da personale interno alla Facoltà. Negli allegati al termine del documento è riportato l elenco degli Addetti all Evacuazione, aggiornato ad agosto SQUADRA DI SUPPORTO Gli Addetti all Evacuazione e gli Addetti Antincendio non impegnati nelle operazioni di emergenza (incendio,ecc,) compongono la SQUADRA DI SUPPORTO ALL EVACUAZIONE (o semplicemente la SQUADRA DI SUPPORTO). ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO L Addetto al Primo Soccorso è il soggetto che soccorre i lavoratori vittime di malore o infortunio a seguito di situazioni di emergenza o nel normale svolgimento del loro lavoro. Questo ruolo è ricoperto da personale interno alla Facoltà opportunamente formato. Negli allegati al termine del documento è riportato l elenco degli Addetti al Primo Soccorso, aggiornato ad agosto Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 8/33
9 PUNTO DI RADUNO Il punto di raduno è il luogo in cui si riunisce la SQUADRA DI SUPPORTO, dopo aver ricevuto l ordine di raccolta attraverso gli altoparlanti. Il punto di raduno per la presente struttura è collocato davanti alla Portineria, dove sono custoditi il megafono, i pettorali, lo schema con la distribuzione degli Addetti ai piani. Punto di raduno presso la portineria ORDINE DI EVACUAZIONE L ordine di evacuazione viene comunicato, mediante altoparlanti, dal personale della portineria su ordine di un Addetto all Emergenza. COMPARTIMENTO ANTINCENDIO Parte della costruzione organizzata per rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, stabilità, isolamento termico e tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione. All interno dell edificio non sono presenti compartimentazioni tra piani successivi. LUOGO SICURO Spazio scoperto ovvero compartimento antincendio, separato da altri compartimenti mediante spazio scoperto o filtri a prova di fumo, avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone (luogo sicuro statico), ovvero a consentirne il movimento ordinato (luogo sicuro dinamico). Per l edificio in oggetto si individua come luogo sicuro statico l esterno dell edificio. All interno dell edificio non sono presenti luoghi sicuri dinamici. PUNTO DI RACCOLTA Luogo sicuro esterno all edificio, nel quale, in caso di evacuazione, si riuniscono tutti gli utenti della struttura. Il punto di raccolta per la presente struttura è di fronte all ingresso principale, in Via Verdi. LOCALI A RISCHIO SPECIFICO Secondo l art. 6.0 del D.M. 26.agosto.1992, Gli spazi a rischio specifico sono così classificati: - spazi per esercitazioni; Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 9/33
10 - spazi per depositi; - servizi tecnologici; - spazi per l'informazione e le attività parascolastiche; - autorimesse; - spazi per servizi logistici (mense, dormitori). I locali a rischio specifico sono quelli che presentano un maggior rischio d incendio, a causa del materiale presente o dell attività svolta. I locali a rischio specifico presenti nell edificio sono: - Piano Interrato: locali tecnologici, depositi (2 archivi), locale di pubblico spettacolo (sala polivalente); - Altri piani: locali tecnologici Essi sono individuati nelle planimetrie riportate al paragrafo 4.5. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 10/33
11 3. CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA 3.1. DESCRIZIONE GENERALITA L edificio è ubicato a Trento, in Verdi, n 8. Esso è composto da un unico volume, che si sviluppa su cinque livelli: Interrato, Rialzato, Primo, Secondo, Terzo, piano. L ingresso principale dell edificio è collocato a ovest, dove attraverso una breve scalinata si accede a livello del piano rialzato. Al piano interrato si trovano diversi locali tecnici, locali CED, una sala polivalente dove è possibile visitare alcuni resti archeologici trovati sotto la facoltà, due grandi aule e due studi per studenti. Al piano rialzato sono presenti alcune aule di piccole e medie dimensioni e una grande (l aula Kessler), locali open space a disposizione degli studenti, alcuni uffici e la portineria. Il secondo piano è composto soprattutto da aule di piccole e medie dimensioni e qualche ufficio; al secondo piano si trovano uffici, laboratori e locali open space. Infine il terzo piano (sottotetto) è occupato esclusivamente da uffici, una sala consultazione e da un paio di locali tecnici. COLLEGAMENTI VERTICALI Il collegamento verticale tra i piani avviene mediante: 3 scale interne: Una scala di tipo aperto, che collega i piani Interrato, Rialzato, Primo e Secondo con uscita nell atrio presso l ingresso principale; Due scale protette che collegano i piani Interrato, Rialzato, Primo e Secondo con uscita sull esterno sul prospetto sud Due scale a prova di fumo che collegano tutti i piani 2 ascensori: che collegano tutti i piani IMPORTANTE: in caso di incendio gli ascensori non possono essere utilizzati. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 11/33
12 3.2. DESTINAZIONE DEI LOCALI Le destinazioni dei locali presenti all interno dell edificio sono riassunte nella seguente tabella. PIANO INTERRATO RIALZATO PRIMO SECONDO TERZO TIPOLOGIA LOCALI Sala polivalente, servizi igienici, aule studio, centrale termica, loc. quadri elettrici generali, cabina ENEL, cabina M.T., uffici, cabina di trasformazione, gruppo elettrogeno, depositi materiale per la pulizia, locali CED. Servizi igienici, aule, locali tecnici, portineria, uffici. Servizi igienici, aule, locali tecnici, uffici. Servizi igienici, laboratori, locali tecnici, uffici. Servizi igienici, uffici, sala consultazione, locali UTA. Tabella 1.: Tipologia locali per piano AFFOLLAMENTO MASSIMO IPOTIZZABILE L affollamento massimo ipotizzabile dei singoli piani è riassunto nella seguente tabella. PIANO PERSONE PRESENTI INTERRATO 480 RIALZATO 438 PRIMO 599 SECONDO 397 TERZO 224 TOTALE 2138 Tabella 2.: Affollamento massimo per piano. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 12/33
13 3.4. VIE DI ESODO L esodo dall edificio avviene secondo gli schemi di seguito riassunti. Nelle planimetrie sono evidenziate in rosso le uscite di piano. DAL PIANO RIALZATO: Ingresso principale (Via Verdi), nei pressi nel punto di raccolta, a sud. Uscita verso Via Maffei, a est Uscita verso Via Rosmini, a ovest Uscita dall aula Kessler direttamente verso l esterno (prospetto nord) NOTA IMPORTANTE: le due uscite verso il cortile a sud sono riservate alle persone presenti nel piano interrato che salgono le scale (in caso di evacuazione di emergenza). Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 13/33
14 DAL PIANO INTERRATO: - 2 uscite attraverso le scale a prova di fumo nella parte centrale, verso il piano rialzato - 2 uscite attraverso scale protette verso il piano rialzato e da qui all esterno (cortile a nord) - 2 uscite dalla sala polivalente (reperti archeologici) attraverso scale direttamente verso l esterno (cortile nord) Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 14/33
15 DAL PRIMO PIANO e DAL SECONDO PIANO: - 4 uscite attraverso le 2 scale a prova di fumo nella parte centrale, verso il piano rialzato. Le due scale sono accessibili da due accessi ciascuna, sia da nord e che da sud. - 2 uscite attraverso scale protette verso il piano rialzato e da qui all esterno (cortile a nord) - 1 uscita attraverso la scalinata centrale (accessibile da due rampe attigue che poi convergono) verso il piano rialzato nei pressi dell ingresso principale PRIMO PIANO SECONDO PIANO Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 15/33
16 DAL TERZO PIANO: - 4 uscite attraverso le 2 scale a prova di fumo nella parte centrale, verso il piano rialzato. Le due scale sono accessibili da due accessi ciascuna, sia da nord e che da sud. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 16/33
17 4. IMPIANTI TECNOLOGICI E ANTINCENDIO 4.1. SISTEMI DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONE DEGLI INCENDI IMPIANTO DI RIVELAZIONE E SEGNALAZIONE AUTOMATICA DI INCENDI L edificio è dotato dell impianto di rivelazione e segnalazione automatica di incendi, la cui centrale è collocata nel piano interrato. Tuttavia tutte le funzioni utili alla gestione delle emergenza sono presenti presso il pannello posto in portineria: cicalino di avviso di attivazione di un sensore, visualizzazione di quale sensore è scattato, tacitazione dell allarme. In tutto l edificio sono presenti sensori per la rilevazione e la segnalazione automatica di incendi. Nei locali tecnici (caldaia, locali UTA) sono presenti sensori termovelocimetrici che si attivano in caso di variazione repentina della temperatura. Nelle aule, negli uffici e nei corridoi sono presenti sensori che rilevano la presenza di fumo. In caso di attivazione automatica di un sensore, dopo qualche minuto, scatta l allarme sonoro e visivo (pannello con scritta lampeggiante), per poter permettere al personale responsabile di verificare che non si tratti di un falso allarme. L attivazione dei pulsanti manuali fa invece scattare immediatamente l allarme sonoro e visivo. L allarme sonoro e visivo viene attivato solo nel piano di pertinenza, eccetto nel caso di attivazione nelle scale o presso la portineria. Nei locali tecnici l attivazione di un sensore non fa scattare nessun allarme sonoro: automaticamente vengono chiuse le valvole del metano o dell impianto di diffusione dell aria condizionata. In tutti i casi scatta anche la segnalazione in portineria, al Servizio Reperibilità ed al Servizio di Vigilanza Privato. In caso di attivazione dell allarme le porte taglia-fuoco si chiudono automaticamente; non sono presenti altri impianti di protezione attiva (es. sprinkler). L impianto è funzionante anche in assenza di alimentazione elettrica. PULSANTI MANUALI DI ALLARME All interno dell edificio sono posizionati pulsanti manuali di segnalazione incendio, normalmente presso le porte di ingresso e di comunicazione interna. Tutti i pulsanti sono ben segnalati e riportati nelle planimetrie d emergenza. Se viene attivato il pulsante, il segnale viene trasmesso alla centrale, che attiva l allarme: scatta la segnalazione in portineria e viene automaticamente inviato un messaggio tramite combinatore telefonico la segnalazione al Reperibile e al Servizio di Vigilanza Privato. IMPIANTO DI ALTOPARLANTI All interno dell edificio è presente un impianto di altoparlanti, il cui microfono si trova presso i locali adibiti alla portineria. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 17/33
18 PIANO DI EMERGENZA 4.2. SISTEMI DI ESTINZIONE ESTINTORI PORTATILI Ai singoli piani dell edificio sono collocati gli estintori portatili. La loro collocazione è indicata nelle planimetrie esposte lungo i corridoi. IMPIANTO IDRICO FISSO L edificio è dotato di una rete di idranti a muro UNI 45, dotati di tubazione flessibile e lancia. La collocazione degli idranti è individuabile dalle planimetrie esposte lungo i corridoi IMPIANTO ELETTRICO L edificio è dotato di una cabina di trasformazione MT/bt. La cabina di trasformazione è situata in un locale al piano seminterrato, nei pressi dell accesso è posizionato il pulsante di sgancio dell impianto elettrico. La Facoltà è dotata di impianto di illuminazione di sicurezza a copertura di tutta la struttura, in particolare nelle aule e lungo le vie di esodo LINEA ADDUZIONE GAS METANO A servizio dell edificio è presente un punto di consegna del gas metano, la cui valvola di intercettazione è posta sul lato sud dell edificio a livello strada (in box chiuso). La centrale termica è situata in un locale al piano seminterrato accessibile tramite scale dall esterno: Scale che conducono alla centrale termica Presso l ingresso della centrale sono presenti un pulsante per lo sgancio della corrente (pulsante rosso) e la valvola di intercettazione del metano (valvola gialla): Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 18/33
19 PIANO DI EMERGENZA Pulsante di sgancio della corrente e valvola per l intercettazione del metano Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 19/33
20 4.5. LOCALI A RISCHIO SPECIFICO I locali a rischio specifico, come definiti nel DM , presenti nell edificio sono: - Piano interrato: cabine elettriche di trasformazione, locale trattamento aria, centrale termica, locale quadri,, sala polivalente ( locale di pubblico spettacolo ai sensi del DM ); - Terzo piano: locali UTA. Nelle seguenti planimetrie viene evidenziata la posizione dei citati locali a rischio specifico. PIANO INTERRATO Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 20/33
21 TERZO PIANO Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 21/33
22 5. STRUTTURA OPERATIVA PER LE EMERGENZE PRESIDE Il Preside è responsabile del Piano di Emergenza e della sua attuazione. Il Preside deve, pertanto, garantire che: - vi sia un numero adeguato di Addetti; - siano effettuate le due prove annuali di evacuazione e di attuazione del Piano in collaborazione con il SPP; - il personale non Addetto all Emergenza e gli studenti siano informati sulle procedure in caso di emergenza. COORDINATORE DEGLI ADDETTI ALL EMERGENZA Il Coordinatore deve: - conoscere i contenuti del Piano di Emergenza; - conoscere bene la Facoltà (struttura interna, attività svolte, locali a rischio specifico, vie di fuga, posizione delle intercettazioni di energia elettrica, gas, acqua e impianti di aerazione, ecc.). Nell emergenza è contraddistinto da pettorale di colore arancio fluorescente; il coordinatore non viene nominato a priori ma è il primo addetto antincendio che giunge nel punto di raduno ad assumere questo incarico. Dunque ogni addetto antincendio potrebbe essere coordinatore degli addetti all emergenza. ADDETTI ALL EMERGENZA Gli Addetti all Emergenza si dividono in: - Addetti Antincendio; - Addetti all Evacuazione; - Addetti al Primo Soccorso. Gli Addetti all Emergenza forniscono al Coordinatore tutte le informazioni necessarie, tenendolo aggiornato sull evolvere dell emergenza in tutte le fasi. Addetti Antincendio Gli Addetti Antincendio si occupano di: - operazioni di emergenza incendio; - operazioni di evacuazione (uniti agli Addetti all Evacuazione). Gli Addetti Antincendio, quando allertati, devono recarsi sul luogo dell emergenza e valutare la possibilità di intervenire direttamente o se chiamare subito i Soccorsi Esterni. Gli Addetti non necessari sul luogo dell emergenza si uniscono agli Addetti all Evacuazione formando la SQUADRA DI SUPPORTO il cui compito è controllare l evacuazione dell edificio, dirigendo il flusso di persone lungo le vie di fuga e verificando poi che ogni locale sia stato abbandonato. Per essere efficace l Addetto deve: - conoscere i contenuti del Piano di Emergenza per la parte di propria competenza; - conoscere bene la Facoltà (struttura interna, attività svolte, locali a rischio specifico, vie di fuga, posizione delle intercettazioni di energia elettrica, gas, acqua e impianti di aerazione, ecc.); - aver effettuato il corso di formazione previsto dal D.M. 10 marzo 1998 e i corsi di aggiornamento. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 22/33
23 Nell emergenza sono contraddistinti da pettorali di colore giallo fluorescente. Addetti all Evacuazione Per essere efficace l Addetto all Evacuazione deve: - conoscere i contenuti del Piano di Emergenza per la parte di propria competenza; - conoscere bene la Facoltà (struttura interna, attività svolte, locali a rischio specifico, vie di fuga). Nell emergenza sono contraddistinti da pettorali di colore giallo fluorescente. Addetti al Primo Soccorso Gli Addetti devono recarsi sul luogo dell emergenza, assicurarsi che venga effettuata la chiamata al 118 e prestare i primi soccorsi in attesa dei Soccorsi Esterni. Per essere efficace l Addetto deve: - conoscere i contenuti del Piano di Emergenza per la parte di propria competenza; - aver effettuato il corso di formazione previsto dal D.M. 15 luglio 2003, n 388 e i corsi di aggiorna mento. ADDETTI ALLA PORTINERIA Gli Addetti alla Portineria: - presidiano le centrali di rilevazione automatica, verificando se eventuali segnali siano originati da falsi allarmi; - ricevono la chiamata di emergenza e chiedono all interlocutore tutte le informazioni necessarie; - effettuano la chiamata ai Soccorsi Esterni e agli Addetti all Emergenza interni; - diffondono l ordine di evacuazione tramite gli altoparlanti su ordine del coordinatore (o tramite altro addetto incaricato dallo stesso) o su ordine dei Vigili del Fuoco o delle forze dell ordine. Solo in presenza di pericolo molto grave ed immediato possono autonomamente decidere di diffondere l ordine di evacuazione; - effettuano i controlli periodici di percorribilità delle vie di esodo, corretta chiusura delle porte tagliafuoco, visibilità e accessibilità dei mezzi antincendio. Per essere efficaci gli Addetti alla Portineria devono: - conoscere i contenuti del Piano di Emergenza per la parte di propria competenza; - conoscere bene la Facoltà, ad esempio l esatta posizione di tutte le intercettazioni (energia elettrica, gas, acqua e impianti di aerazione, ecc.). E indispensabile che almeno uno degli Addetti alla Portineria sia costantemente presente al centralino telefonico. DIPENDENTI DELL UNIVERSITA Al personale dipendente dell Università può essere richiesto di allertare gli Addetti all Emergenza e i Soccorsi Esterni, anche se questo spetta generalmente agli Addetti alla Portineria. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 23/33
24 6. GESTIONE DELL EMERGENZA INDIVIDUAZIONE DELL EMERGENZA Persona che rileva l emergenza Chiunque rilevi un emergenza o segni di possibili anomalie (fumo, odore di gas, ecc.): - deve avvisare immediatamente la portineria e un qualunque dipendente dell Università (personale amministrativo, docente, ricercatore, ecc); - se questo risultasse impossibile, deve attivare uno degli allarmi manuali presenti nei corridoi e avvisare il 115 (o il 118 in presenza di feriti); successivamente riprovare a contattare la portineria o un dipendente dell Università; - deve avvisare ed allontanare le persone presenti in locali e aree limitrofe; - non deve usare estintori o idranti se non ha ricevuto apposito addestramento; - non deve prendere altre iniziative autonome. Per le comunicazioni di emergenza è utilizzato lo schema Chiamata di emergenza sotto riportato. COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELL UNIVERSITA Rilevazione automatica I sensori distribuiti nella Facoltà segnalano le anomalie in Portineria. Il personale della Portineria verifica se eventuali segnali siano originati da falsi allarmi. Se la persona che rileva l emergenza avverte direttamente un dipendente dell Università, è compito del dipendente stesso allertare la Portineria. Nel caso la Portineria non fosse reperibile, il dipendente interpellato avvisa telefonicamente gli Addetti all Emergenza e i Soccorsi Esterni, successivamente riprova a contattare la Portineria. Per emergenze di limitata estensione può avvisare a voce o telefonicamente l Addetto Antincendio più vicino al luogo, successivamente contatta la Portineria. CHIAMATA DI EMERGENZA In caso di infortunio o malore, avvisare gli Addetti al Primo Soccorso, la Portineria o il 118. In caso di emergenza incendio, avvisare gli Addetti Antincendio, la Portineria o il 115. AVVISO AI SOCCORSI ESTERNI: 1. "Sono (nome e cognome), telefono dalla Facoltà di Sociologia in Via Verdi 22, a Trento.. 2. Il mio numero di telefono è, il mio numero di cellulare è.. 3. "Nell edificio si è verificato : (tipologia dell emergenza, locale e piano, eventuali persone ferite o bloccate e loro numero, possibili evoluzioni dell'emergenza).". 4. Non interrompere la comunicazione finché non viene detto dall interlocutore dei Soccorsi Esterni. NUMERI TELEFONICI DI EMERGENZA POLIZIA 113 VIGILI DEL FUOCO 115 CARABINIERI 112 SOCCORSO SANITARIO 118 Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 24/33
25 Se alla portineria perviene la segnalazione di chi individua l emergenza (a voce o al telefono): L Addetto alla Portineria richiede all interlocutore le informazioni necessarie (natura dell emergenza, piano e locali interessati, presenza di feriti e loro numero, nome e telefono dell interlocutore). L Addetto alla Portineria: COMPORTAMENTO DELLA PORTINERIA Se alla portineria perviene il segnale dei rilevatori o dei pulsanti: L Addetto alla portineria: - tacita l allarme; - interrompe ogni chiamata in arrivo che non sia inerente l emergenza; - telefona all Addetto Antincendio più vicino all area interessata (se velocemente reperibile); - si accerta che sia verificata la causa; - verifica personalmente solo se l Addetto non è rintracciabile; in questo caso deve rientrare in portineria il più presto possibile. In caso di emergenza accertata - mediante altoparlanti avvisa immediatamente gli Addetti Antincendio (e/o al Primo Soccorso) indicando la natura dell emergenza, il piano e i locali interessati; - interrompe ogni chiamata in arrivo che non sia inerente l emergenza; - su ordine di un Addetto all Emergenza (o direttamente in caso di emergenza grave), effettua la chiamata di emergenza ai Soccorsi Esterni; - su ordine di un Addetto all Emergenza allerta la Squadra di Supporto; - su ordine di un Addetto all Emergenza (o direttamente in caso di emergenza grave), comunica mediante altoparlanti l ordine di evacuazione; - blocca gli ascensori dopo averli chiamati al piano rialzato; - se perviene una richiesta d aiuto o segnalazioni di emergenza (tramite telefono o pulsanti d emergenza), avvisa il Coordinatore a voce o mediante altoparlante. OSSERVAZIONI: 1. In assenza degli Addetti all Emergenza, in caso di emergenza di qualunque tipo l Addetto alla Portineria chiama immediatamente i Soccorsi Esterni e il Reperibile di turno. 2. E indispensabile che almeno uno degli Addetti alla Portineria sia costantemente presente al centralino telefonico; inoltre egli deve disporre di tutti i numeri telefonici d emergenza. COMUNICAZIONI CON ALTOPARLANTE ADDETTI ANTINCENDIO Ripetere 3 volte (2 consecutive, poi dopo 15 secondi). Attenzione, attenzione Gli Addetti Antincendio si portino subito al. (Piano e zona) Dare conferma in portineria. SQUADRA DI SUPPORTO Ripetere 3 volte (2 consecutive, poi dopo 15 secondi). Attenzione, attenzione La Squadra di Supporto si porti subito al punto di raduno. ORDINE DI EVACUAZIONE Ripetere 4-5 volte (2 consecutive, poi ogni 15 secondi circa). Attenzione, attenzione Abbandonare subito l edificio Non utilizzare gli ascensori Utilizzare le scale d emergenza esterne Mantenere la calma Attention, Attention evacuate the building immediately don't use elevators Use the external emergency exit keep calm Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 25/33
26 COMPORTAMENTO DEL COORDINATORE DEGLI ADDETTI ALL EMERGENZA Se il pericolo non è imminente: Il Coordinatore: - valuta l entità dell emergenza e, se in grado, interviene come indicato durante i corsi di formazione; in caso egli ritenga di non essere in grado di risolvere la situazione di emergenza, richiede l intervento dei Soccorsi Esterni (comunicandolo alla Portineria), mettendosi prima in sicurezza; - decide l interruzione delle alimentazioni di energia elettrica, gas, acqua, impianti di aerazione, ecc; - stabilisce il ruolo di ogni Addetto Antincendio, scegliendo chi deve: intervenire sull emergenza; interrompere le alimentazioni (se necessario); unirsi agli Addetti all Evacuazione; comunicare alla Portineria eventuali messaggi; - si reca in portineria (o invia un addetto) e si assicura che la chiamata di soccorso (se ordinata) sia stata effettuata; - decide se dare l ordine di evacuazione dell edificio e le modalità (evacuazione totale o parziale). In caso di evacuazione: Se il pericolo è imminente e non consente il raduno e l assegnazione della zona di azione : Il Coordinatore: - ordina l evacuazione diretta e si porta al punto di raccolta; - invia alcuni Addetti per portare all esterno eventuali persone in difficoltà; - fornisce ai soccorritori esterni tutte le informazioni richieste; - sentito il parere dei Vigili del Fuoco comunica la fine dell emergenza. Il Coordinatore: - si porta al punto di raduno degli Addetti e indossa il pettorale arancione; - assegna ad ogni Addetto una zona di azione secondo schema e/o planimetrie a disposizione, ricordando all addetto al piano secondo di impedire l esodo attraverso la scala centrale e di indirizzare le persone che provengono dai piani terzo e quarto verso la scala esterna B a nord; - ordina l evacuazione tramite altoparlanti dopo 1 minuto circa (tempo necessario al posizionamento degli Addetti); - si porta al punto di raccolta: successivamente non si allontana da questo punto, in quanto funge da riferimento sia per gli addetti sia per i soccorsi esterni - con il megafono invita le persone ad allontanarsi dall edificio e a portarsi al punto di raccolta; - con l aiuto degli Addetti già usciti e con il megafono impedisce il rientro nell edificio fino al termine dell evacuazione; - attende da ogni Addetto incaricato, la comunicazione dell avvenuta evacuazione al piano assegnato. - Se sono stati chiamati i soccorsi esterni, spetta solo a questi dichiarare la fine dell emergenza Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 26/33
27 COMPORTAMENTO DEGLI ADDETTI ALL EMERGENZA Addetti Antincendio Ricevuta la chiamata di emergenza, l Addetto Antincendio: - se viene avvertito direttamente dal testimone dell emergenza (telefonicamente o a voce): prima di recarsi sul luogo, si assicura che venga allertata la Portineria e poi si reca immediatamente sul luogo dell emergenza; - se viene avvertito tramite altoparlanti, si reca subito sul luogo dell emergenza; - valuta l entità dell emergenza e, se ritiene di essere in grado, interviene come gli è stato insegnato durante la formazione specifica; in caso contrario richiede l intervento dei Soccorsi Esterni portandosi in un luogo sicuro; - impedisce l accesso all area agli estranei alle operazioni di intervento; - comunica ogni situazione di pericolo al Coordinatore (eventualmente tramite la Portineria); se necessario utilizza i pulsanti di allarme per segnalare una richiesta d aiuto; - se incaricato dal Coordinatore o se non impegnato nell intervento antincendio, si unisce agli Addetti all Evacuazione portandosi al punto di raduno; - terminato il proprio intervento si porta al punto di raccolta, rimanendo a disposizione del Coordinatore (ad es. per controllare gli accessi all edificio). Addetti all Evacuazione Ricevuto l ordine di raccolta tramite altoparlanti, l Addetto all Evacuazione: - si reca immediatamente nel punto di raduno e indossa il pettorale giallo; - si posiziona al piano assegnato dal Coordinatore; l Addetto al piano secondo deve anche impedire l esodo attraverso la scala centrale e indirizzare le persone che provengono dai piani terzo e quarto verso la scala esterna B a nord; - verifica l agibilità delle vie di fuga (corridoi e scale), rimuove eventuali ostacoli alla viabilità interna e attende l ordine di evacuazione comunicato tramite altoparlanti; - aiuta le persone presenti al piano ad evacuare con calma, indicando la via di fuga da utilizzare; - controlla che nell evacuazione non vengano usati gli ascensori; - garantisce l evacuazione o, in caso di impossibilità della stessa, l incolumità di eventuali disabili; - controlla che in tutti i locali dell area assegnata non vi siano persone presenti; il controllo deve essere effettuato locale per locale, compresi i servizi igienici, chiudendo poi la porta di ogni locale; - chiude tutte le porte tagliafuoco; - comunica ogni situazione di pericolo al Coordinatore (eventualmente tramite la Portineria); se necessario utilizza i pulsanti di allarme per segnalare una richiesta d aiuto; - conduce le persone all esterno fino al punto di raccolta, senza ingombrare la sede stradale e senza intralciare l evacuazione delle altre persone; - terminato il proprio intervento si porta al punto di raccolta, comunicando al Coordinatore l avvenuta evacuazione dell area di propria pertinenza ed eventuali problemi presenti (persone intrappolate, feriti, ecc), rimanendo a disposizione del Coordinatore (ad es. per controllare gli accessi all edificio). Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 27/33
28 COMPORTAMENTO DI TUTTI GLI UTENTI DELLA FACOLTA Emergenza senza evacuazione Un emergenza, che non comporta l evacuazione, viene comunicata a voce o tramite sistema di allarme. Se suona il sistema di allarme ogni utente deve: - mantenere la calma; - abbandonare i locali solo per pericolo grave ed immediato, altrimenti aspettare l eventuale ordine di evacuazione dato a mezzo altoparlante; - sospendere le attività, possibilmente spegnere i computer e le altre attrezzature elettriche per essere pronti all eventuale evacuazione; - non prendere iniziative autonome; - non interferire con le azioni degli Addetti all Emergenza, ma collaborare se richiesto; - non usare il telefono, tranne che per scopi inerenti l emergenza; - eseguire velocemente ed ordinatamente le istruzioni impartite dagli Addetti all Emergenza; - aiutare eventuali disabili presenti. Emergenza con evacuazione L ordine di evacuazione viene comunicato a mezzo altoparlante. In caso di evacuazione ogni utente deve: - mantenere la calma; - portarsi sulla soglia del locale e accertarsi che la via di fuga sia praticabile, non invasa dal fumo. Se la via di fuga è praticabile: - chiudere le finestre e spegnere le apparecchiature elettriche presenti, se questo non espone a rischi; - chiudere le porte dietro di sé dopo aver controllato che i locali siano vuoti (provvedere all evacuazione di eventuali visitatori occasionali); - allontanarsi ordinatamente, senza correre, seguendo le vie di fuga indicate dai cartelli o dagli Addetti all Emergenza; - eseguire velocemente ed ordinatamente le istruzioni impartite dagli Addetti all Emergenza; - non usare gli ascensori; - non spingere, non urlare e non creare situazioni di panico; - aiutare gli eventuali disabili; nell impossibilità di raggiungere l esterno, portare il disabile preferibilmente sulla scala con filtro a prova di fumo; - comunicare eventuali problemi agli Addetti all Emergenza; - in presenza di fumo camminare carponi e respirare lentamente attraverso un fazzoletto (meglio se bagnato); - non tornare indietro per nessun motivo (salvo inaccessibilità della via di fuga); - una volta usciti dall edificio, liberare il passaggio per facilitare l evacuazione delle altre persone, raggiungendo velocemente il punto di raccolta; - non allontanarsi con l automobile, per evitare di ostacolare l arrivo dei Soccorsi Esterni; - non ingombrare la sede stradale e le aree dove possono circolare i mezzi d emergenza; - non rientrare prima che gli venga comunicato dal Coordinatore degli Addetti all Emergenza; - non prendere iniziative autonome. Se la via di fuga non e praticabile: - chiudersi in un locale con finestre, sigillare la porta con panni possibilmente bagnati e segnalare la propria presenza dalla finestra e tramite telefono. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 28/33
29 7. CASI PARTICOLARI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO In caso di terremoto ogni utente deve: - allontanarsi dalle finestre, dalle vetrate, dagli scaffali e da tutti gli oggetti che potrebbero cadere; - portarsi in prossimità di muri portanti, portali ecc. oppure ripararsi sotto tavoli, scrivanie, o altro; - non utilizzare assolutamente ascensori. Al termine dell evento ogni utente deve: - spegnere o mettere in sicurezza le attrezzature usate; - spegnere eventuali fiamme libere e sigarette; - evacuare l edificio; - segnalare eventuali situazioni critiche agli Addetti all Emergenza. COMPORTAMENTO IN CASO DI SEGNALAZIONE O SOSPETTA PRESENZA DI ORDIGNO In caso di segnalazione o sospetta presenza di ordigno la Portineria, gli Addetti all Emergenza o i Dipendenti dell Università devono: - NON EFFETTUARE RICERCHE PER INDIVIDUARE L ORDIGNO; - avvertire immediatamente Carabinieri o Polizia; - avvertire il Preside della Facoltà; - se indicato dalle Forze dell Ordine evacuare ordinatamente e con calma l intero complesso: non sostare nelle vicinanze della struttura; - presidiare l ingresso impedendo l accesso a chiunque non addetto alle operazioni di emergenza. COMPORTAMENTO IN CASO DI EMERGENZA AMBIENTALE In caso di segnalazione di emergenza ambientale ogni utente deve: - cercare immediatamente riparo all interno dell'edificio; - chiudere porte, finestre, prese d'aria e stare al riparo da porte e finestre in vetro; - stendersi sul pavimento e respirare ponendo un panno o fazzoletto bagnato sul naso e sulla bocca; - non usare apparecchi che possono formare scintille e spegnere eventuali fiamme libere e sigarette; - non usare il telefono se non per assoluta necessità; - non uscire, se non in caso di eventuale ordine di evacuazione; - rimanere in attesa di istruzioni. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 29/33
30 8. PROCEDURE PARTICOLARI EVACUAZIONE PERSONE DISABILI In caso di emergenza, potrebbe non essere possibile l evacuazione verticale di persone con difficoltà motorie, per esempio persone su sedie a rotelle, a causa della presenza di scale (gli ascensori NON possono essere utilizzati in caso di incendio). Per questo le persone disabili vanno accompagnate all interno delle scale a prova di fumo (vedi capitolo 3) dove possono attendere in sicurezza la fine dell emergenza o l arrivo dei Vigili del Fuoco. Una o più persone devono restare con loro, mentre uno degli Addetti all Evacuazione del piano comunica al Coordinatore la presenza di persone all interno della scala a prova di fumo. All arrivo dei soccorsi, sarà priorità del Coordinatore avvertire gli stessi che non tutti i presenti hanno abbandonato l edificio, indicando la scala ed il piano dove sono rimaste le persone disabili ed i loro accompagnatori. Le persone non udenti potrebbero non avvertire il segnale di allarme: sarà compito degli Addetti all Evacuazione verificare che tutti abbiamo compreso l ordine di evacuazione. Allo stesso modo gli Addetti all Evacuazione accompagnano (o curano che sino accompagnate da altri) le persone con problemi alla vista o con qualsiasi altra limitazione fisica o di comprensione delle procedure d emergenza. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 30/33
31 9. ALLEGATI Di seguito sono allegati: - elenco Addetti all Emergenza aggiornato a agosto 2009 (per successivi aggiornamenti consultare il Portale: profilo Staff Unitn Salute e sicurezza Gestione dell emergenza); - distribuzione ai piani degli Addetti. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 31/33
32 ELENCO ADDETTI ALL EMERGENZA Elenco aggiornato ad agosto Tutti gli addetti all antincendio e al pronto soccorso hanno seguito gli appositi corsi. ADDETTI ANTINCENDIO DEMATTE' Emilia LORENZI Denis MAGNANI Claudio PATERNOLLI Corrado SANTINELLO Cristiano ADDETTI ALL EVACUAZIONE BONAT Maddalena BORTOT Vanda BRANDALISE Daniele CAPUANA Paola FIORAZZO Massimiliano MONDELLI Vincenzo MONSELESAN Michela ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO BERGAMO Alessandra BONAT Maddalena LONER Enzo LORENZI Denis MONDELLI Vincenzo VIVIANI Giovanna Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 32/33
33 DISTRIBUZIONE AI PIANI DEGLI ADDETTI Numero addetti interrato terra 1 p 2 p 3 p NOTE: 1. Il numero addetti fa riferimento alla squadra di supporto: Addetti Antincendio + Addetti Evacuazione 2. Nel numero addetti è compreso anche il Coordinatore. Questi deve restare a piano terra, per poter gestire l evacuazione nei pressi del punto di raccolta. 3. Un Addetto al piano terra (su indicazione del Coordinatore) deve recarsi in portineria per comandare alla portineria di diffondere l ordine di evacuazione. Nel caso di un solo Addetto al piano terra, questo coinciderà con il Coordinatore. Nome file:pe_portale.doc Data: settembre 2009 pag. 33/33
Palazzo dell Istruzione Corso Bettini, n 84 Rovereto
Palazzo dell Istruzione Corso Bettini, n 84 Rovereto A cura di: Trento, febbraio 2008 Servizio Prevenzione e Protezione Galleria Tirrena, 10-38100 Trento INDICE INDICE... 2 1. CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA...
Facoltà di Economia Via Inama, n 5 - Trento
Facoltà di Economia Via Inama, n 5 - Trento A cura di: Trento, ottobre 2008 Servizio Prevenzione e Protezione Galleria Tirrena, 10-38100 Trento 1 CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA...3 1.1 GENERALITA 3 1.2