Source: https://www.slideshare.net/MarcoKrogh/2012-cnn-studio-atti-destinazione
Timestamp: 2017-03-30 03:15:59+00:00
Document Index: 54789868

Matched Legal Cases: ['art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 39', 'art. 2645', 'art.1322', 'art.2740', 'art. 2645', 'art. 2740', 'art. 2645', 'art.2645', 'art. 1322', 'art. 2674', 'art. 28', 'art. 27', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 1324', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 1322', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 1411', 'art. 356', 'art.774', 'art. 2645', 'art. 2645', 'art. 2740', 'sentenza ', 'art. 2645', 'art. 48', 'art. 2', 'art. 148', 'art. 143', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 67', 'art. 182', 'art. 2645', 'art. 2', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 2', 'art. 29', 'art. 29', 'art. 2645']

2012 cnn studio atti destinazione
Etapas de la Realización del Proyecto
Studio CNN Atti di destinazione
Studio Civilistico n. 357-2012/CATTI DI DESTINAZIONE. GUIDA ALLA REDAZIONEApprovato dalla Commissione Studi Civilistici il 20 luglio 2012Approvato dal Consiglio Nazionale il 13 settebre 2012SOMMARIO:PRESENTAZIONE (G. De Rosa) ................................................................................................... 2I – 50 QUESITI IN ORDINE ALLA DESTINAZIONE (M. Bianca, F. Macario, G. De Rosa, A.Valeriani, G. Marcoz) .................................................................................................................. 7II – “MINUTA” DI ATTO DI DESTINAZIONE (A. Valeriani) .................................................... 20III – BIBLIOGRAFIA RAGIONATA .............................................................................................. 41IV – RIFLESSIONI SU SINGOLI TEMI: - G. Amadio "Note Introduttive – L’interesse meritevole di tutela” .......................... 50 - F. Macario "Gli atti di destinazione ex art. 2645 ter c.c. nel sistema della responsabilità patrimoniale: autonomia del disponente e tutela dei creditori ......... 61 - C. Scognamiglio "Negozi di destinazione ed altruità dell’interesse” ........................ 88 - F. Alcaro "Gli effetti strumentali della destinazione: l’(eventuale) effetto traslativo e gli effetti obbligatori in ordine al profilo gestorio” .................................................... 94 - A. Fusaro "Atto di destinazione e fondo patrimoniale: concorrenza o integrazione tra istituti giuridici?” ................................................................................................. 102 - M. Krogh e A. Valeriani “Le vicende estintive e modificative dei vincoli di destinazione ex art. 2645 ter c.c.”. ........................................................................... 109V – ULTERIORE CONTRIBUTO: - M. Bianca "Atto negoziale di destinazione e separazione” .................................... 122 2.
Presentazione dello studio avente ad oggetto latto di destinazione ex art. 2645 ter Cod. Civ. di Guido De Rosa Poco più di sei anni fa, lart. 39 novies della Legge 23 febbraio 2006 n. 51,introducendo nel codice civile l’art. 2645 ter, ha sancito lopponibilità ai terzi delvincolo di destinazione, derivante dalla trascrizione di atti in forma pubblica con cuibeni immobili o mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un arco temporaledefinito, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone condisabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche ai sensi dellart.1322 Cod.Civ. secondo comma. I notai italiani hanno seguito con interesse il dibattito dottrinale, le decisionidella giurisprudenza di merito, le circolari dellAgenzia delle Entrate e del Territorio, leriflessioni sui rapporti tra destinazione e trust, ricavandone una valutazione nelcomplesso positiva, ma condizionata da alcuni interrogativi sui "punti critici" per lo piùderivanti da una normazione giudicata "incompleta". Prima d’ora la Commissione civilistica del Consiglio Nazionale non si erapronunciata, anche se la Fondazione per il Notariato ha dedicato alla destinazione piùdi una iniziativa, e, con ogni probabilità tornerà ad occuparsene ben presto, anche inseguito alla diffusione di questo studio. La convinzione che è emersa nellaCommissione più di ogni altra è che il Notariato fino ad oggi non abbia fatto ricorso alladestinazione (o ne abbia fatto ricorso in ipotesi assai limitate) più che altro per lamancanza di indicazioni attendibili e analitiche sui possibili ambiti di applicazione esulle tecniche redazionali alle quali fare riferimento. Non pochi quesiti sono giuntiall’Ufficio Studi sull’argomento. Nella prima parte dello studio, la Commissione ha voluto fornire risposte aiquesiti più ricorrenti, analizzando (in modo sintetico, utilizzando una terminologiafinalizzata alla comunicazione informativa): - il significato del termine "destinazione"; - il rapporto tra la liceità e la meritevolezza dellinteresse perseguito; - le ricadute sul piano della validità e dellopponibilità ai terzi; - gli aspetti redazionali; - lattuazione dellinteresse perseguito. La sinteticità delle risposte risponde, come s’è detto, ad unesigenza dichiarezza e di facilitazione nella lettura, che trova un bilanciamento negliapprofondimenti più analitici (saggi), contenuti nella seconda parte dello studio, aiquali si può fare riferimento per una ricostruzione più selettiva e argomentata di alcunitra i temi di maggior rilievo. Ad essi accennerò, indicando autori ed argomenti,segnalando alcuni passaggi, rinviandovi alla lettura integrale. 2 3.
Il Prof. Alcaro, dell’Università di Firenze, si è occupato degli effetti strumentalidell’atto di destinazione, sostenendo la non necessità di un trasferimento dellaproprietà, e occupandosi del “momento attuativo”, affermando che l’effetto delladestinazione è indice essenzialmente del collegamento fra patrimonio e attività. Il prof. Amadio, dell’Università di Padova, si è occupato di un delicatoargomento, sul quale, in Commissione si sono avute contrapposizioni e discussionianimate: il rapporto tra liceità e meritevolezza, e le ricadute sull’attività notarile. Lesue conclusioni sono riportate in seguito. Il Prof. Scognamiglio, dell’Università di Roma – Tor Vergata, ha trattato delpeculiare rapporto esistente tra la destinazione e il principio generale di cui all’art.2740 c.c. (“il significato sistematico dell’introduzione dell’art. 2645 ter si cogliesoprattutto ove si consideri …che, laddove tutte le tecniche di segregazionepatrimoniale fin qui note all’ordinamento erano agganciate a schemi di interessirigorosamente tipizzati, risulta ora rimessa all’autodeterminazione del disponentel’individuazione degli interessi da perseguire per mezzo di quelle tecniche”) e dellanecessaria altruità dell’interesse (decisiva “la scelta normativa nel senso di attribuire lalegittimazione ad agire per la realizzazione dello scopo, oltre che al destinante, anche aqualunque interessato”). Il Prof. Macario, dell’Università di Roma 3, approfondisce da diversaangolazione ed in modo rigoroso il rapporto tra destinazione e 2740 c.c. soffermandosisui rimedi giudiziari esperibili a tutela del creditore del disponente (“In sintesi, se lavicenda della destinazione patrimoniale, così come più in generale degli affidamentifiduciari, è osservata dal punto di vista della responsabilità patrimoniale, appareplausibile ritenere che le azioni invalidanti dell’atto non costituiscano lo strumentocorretto da utilizzare per la tutela del creditore, mentre per altro verso si rivelal’irrazionalità della tutela invalidante dell’atto, così come si rivela irrazionale ritenere,in termini generali, vietate e dunque nulle le limitazioni della responsabilità concordatepattiziamente, in quanto pregiudizialmente ritenute illecite o contrarie all’ordinepubblico (non potendosi produrre l’efficacia reale, che le parti vorrebbero, inpregiudizio dei creditori)1, essendo invece più che sufficiente, ma soprattutto coerentecon il sistema, limitarne gli effetti sul piano meramente obbligatorio2”). Il collega Prof. Fusaro (Università di Genova) si è occupato del rapporto tradestinazione e fondo patrimoniale, trattando, tra l’altro, il delicato tema dellasovrapponibilità delle due figure (“Invero la dottrina si trova divisa di fronte al quesitorelativo alla sovrapponibilità del nuovo strumento al vecchio, assegnando allatto didestinazione finalità tali da ricalcare quelle del fondo patrimoniale. A supporto dellatesi più liberale si sottolineano le opportunità dischiuse da tale impiego, in ragione1 Secondo l’orientamento assolutamente dominante e tralaticio della dottrina: da NICOLÒ, Dellaresponsabilità patrimoniale, cit., 11, a ROPPO, Sulle limitazioni della responsabilità patrimoniale deldebitore. Spunti sistematici intorno all’art. 2740 coma 2° c.c., in Giur. comm., 1982, I, 250; sul caratteredi ordine pubblico del principio di universalità della responsabilità patrimoniale, da ultimo, BARBIERA,Responsabilità patrimoniale, cit., 68.2 In questo senso, benché isolato, Rubino, La responsabilità patrimoniale, cit., 11 s.; 3 4.
della maggiore flessibilità e rarefazione di regole imperative; in senso contrario, sidubita circa laggirabilità dei limiti legali, sia impiegando questo strumento laddove lalegge non ne prevede alcuno(per i conviventi), sia ottenendo per suo tramite unaprotezione patrimoniale superiore rispetto a quella garantita dagli istituti tipici(per iconiugi), osservandosi che "il negozio di destinazione non può essere strumento pereludere la disciplina legale né può trovare spazio nellambito di applicazione dellafigura tipica"). I colleghi Krogh e Valeriani hanno analizzato le vicende modificative ed estintivedel vincolo (presentando così l’ambito della loro indagine: “Da quest’angoloprospettico, è utile un’indagine diretta a verificare se i requisiti richiesti dall’art. 2645ter per la nascita del vincolo di destinazione debbano essere attuali per tutta la duratadel vincolo stesso, se sia possibile (e da chi) modificare il contenuto e la durata delvincolo, se sia possibile (e da chi) far cessare il vincolo stesso e con quali effetti neiriguardi del costituente il vincolo (che il legislatore definisce “conferente”), delbeneficiario e degli altri terzi interessati. Occorrerà inoltre verificare quando e in chemisura eventi esterni possano influire sull’efficacia del vincolo”.) La prof.ssa M. Bianca (Università di Roma “La Sapienza”) ha messo adisposizione un suo saggio, già pubblicato sulla Rivista di diritto civile, che è sembratoutile accludere nella conclusione dello studio. I riferimenti bibliografici sono stati ripresi in una "bibliografia ragionata", operadella Prof.ssa Bianca (Università di Roma, La Sapienza) con la collaborazione del prof.Macario, nella quale i vari argomenti sono stati nuovamente messi in rilievo conlindicazione dei testi e degli autori che li hanno sviluppati. E sembrato utile, infine, proporre un riferimento esemplificativo, una minuta(estensore notaio Valeriani) nella convinzione che i notai sapranno farne buon uso, ecomprenderanno che ogni fattispecie ha le sue peculiarità e che nessun "modellopreconfezionato" riuscirà a sostituirsi alle valutazioni, alle scelte, ai suggerimenti checontraddistinguono la funzione di adeguamento. Proprio la complessità di un adeguamento riferito ad una pluralità di fattispecienon omogenee, con indicazioni sul momento attuativo tutte da regolare nellattopubblico in assenza di riferimenti normativi dettagliati, ci ha convinto a proporre unaminuta e a riflettere collegialmente in commissione su alcuni aspetti redazionali,avvalendoci del contributo di autorevoli docenti universitari. Tutto ciò ha richiesto molto tempo, una serie di incontri nellarco di due anni,nei quali sono inevitabilmente emerse sensibilità diverse e punti di vista noncoincidenti. E prevalsa, comunque, la volontà comune di dare risposte, spesso non facili,ma necessarie, specialmente in anni come questi in cui la crisi economica esalta lavolontà di protezione del patrimonio. Volontà comprensibile, ma non sufficiente ad incidere nei rapporti con i terzi, senon è collegata ad un interesse lecito, meritevole di tutela, che giustifichi - nei rapportiesterni - leffetto segregativo. 4 5.
Il punto di incontro nel quale la Commissione si è riconosciuta nel rapporto traliceità e meritevolezza è stato efficacemente illustrato nel saggio del Prof. AMADIO lecui conclusioni sono qui di seguito riportate: “Nell’avviare l’analisi, si è enunciata la convinzione che la meritevolezza ex art.2645 ter non coincida con quella di cui all’art. 1322, cpv. E che, per tanto, la selezionedegli interessi rilevanti ai fini dell’applicazione della prima norma, sconti il confrontocon un criterio più restrittivo di quello della mera liceità, sufficiente all’operare dellaseconda. Ciò potrebbe indurre l’interprete, e ancor più il notaio chiamato ad applicare lostrumento, a pensare che in tal modo esso veda limitata la propria sfera diapplicazione, al tempo stesso imponendo un controllo di meritevolezza assai difficile dacompiere preventivamente. E che viceversa, abbassando la soglia al livello della “nonilliceità”, lo spazio così riconquistato dall’autonomia negoziale riconduca il ruolo delnotaio entro confini più noti e rassicuranti. Non potendosi negare che la valutazione dinon contrarietà alle norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume, si fondasu parametri ben più sicuri e facilmente accertabili. In realtà, quale che sia la tesi che si ritenga di assumere in ordine al criterioselettivo degli interessi meritevoli, in prospettiva notarile il dubbio decisivo attiene alleconseguenze dell’immeritevolezza (cioè di un esito negativo del relativo giudizio), e alsoggetto cui tale giudizio dev’essere affidato. Anche qui la disparità di opinioni è tale, che riesce difficile persino individuareun orientamento prevalente. Volendo esprimere una sensazione, potremmo dire che l’alternativa che si èvenuta delineando in dottrina, tra nullità dell’atto e mancato prodursi dei suoi effettiforti (opponibilità ai terzi e separazione patrimoniale), può sciogliersi solo in base alladiversa accezione di meritevolezza, che si decida di accogliere: - se la si identifica con la liceità, è pensabile (in suo difetto) un esito in termini diinvalidità radicale dell’atto; - se viceversa della meritevolezza si assume un significato pregnante sul pianoassiologico [per cui anche un interesse lecito non può, per ciò stesso, ritenersimeritevole della tutela forte di cui alla norma in esame] l’esito negativo del giudizioinciderà non tanto sulla validità dell’atto, quanto sul prodursi degli effetti peculiari, incui quella tutela si sostanzia. Messe a confronto con la funzione notarile, le due prospettive conducono a esitiopposti, in ordine al ruolo, cui il notaio dovrebbe essere chiamato: a) laddove il giudizio si traduca in una mera valutazione di liceità, essopotrà a ragione ritenersi ricompreso nel controllo di legalità dell’atto, cui il pubblicoufficiale è ordinariamente chiamato; b) se viceversa della meritevolezza debba giudicarsi in termini di peculiarequalificazione dell’interesse sul piano etico-assiologico, resterà esclusa la possibilità difondare tale giudizio - o su un divieto espresso di ricevere l’atto che intenda realizzarlo, 5 6.
- o sulla sua manifesta contrarietà all’ordine pubblico o al buon costume, cioèsui normali indici di liceità dell’interesse medesimo. In altri termini: se la meritevolezza si colloca (come in questa sede si staipotizzando) su un piano diverso e ulteriore rispetto alla mera liceità, quegli indicidiventano inutilizzabili al fine di valutarla: ma per ciò stesso vengono meno gli uniciparametri idonei (secondo l’opinione del tutto consolidata) a fondare unaresponsabilità del notaio, e a consentirgli, per converso, di rifiutare il proprio ministero. Aver costruito quello sulla meritevolezza come giudizio più pregnante rispetto alcontrollo di liceità, consente, in definitiva, di escludere tanto la competenza delpubblico ufficiale a svolgerlo, quanto la possibilità di rifiutare il proprio ministero, inragione di un suo esito negativo: la sussistenza di un interesse lecito, anche se“immeritevole” (nel senso che qui si è tentato di illustrare), sarà infatti sempresufficiente a salvare la validità dell’atto, e la sua efficacia inter partes, anche serisulterà inidoneo a rendere la destinazione opponibile ai creditori (sub species diseparazione patrimoniale) e ai terzi aventi causa. E di questa inopponibilità il notaio (non come pubblico ufficiale, ma) in qualitàdi professionista, dovrà rendere edotto il disponente. Esclusa dunque la competenza del notaio, e a maggior ragione quella deiconservatori (data la tassatività delle ipotesi di legittimo rifiuto di cui all’art. 2674, c.c.),un controllo pregnante di meritevolezza (come quello richiesto dalla tesi – qui suggerita- che non la identifica con la semplice liceità) va gioco forza affidato, come mostra diritenere la prevalente opinione, al giudice. Controllo necessariamente successivo, ma in ciò non diverso da analoghevalutazioni cui l’atto di autonomia privata è soggetto (si pensi, per tutti, all’esempiodella frode alla legge).” La Commissione ha unanimemente convenuto che si debba escluderel’applicazione dell’art. 28 della legge notarile (alla luce del dettato dell’art. 27 dellamedesima legge che impone la prestazione professionale al Notaio) in tutte le ipotesiin cui l’atto di destinazione sia sorretto da un interesse lecito ancorché riconosciutonon meritevole di tutela in un successivo vaglio giudiziario. Lo studio indica con chiarezza le aree di sicura applicabilità dellatto didestinazione e prende posizione rispetto alle figure affini, in particolare rispetto alfondo patrimoniale (affermando lapplicabilità dellart. 2645 ter Cod.Civ. per ilperseguimento di interessi non coincidenti con "i bisogni della famiglia", ma ad essiaffini, quali quelli generati dalla convivenza, dal sostegno ai singoli componenti dellafamiglia, anche allargata, o agli interessi scaturenti dalla crisi del rapporto coniugale). Lo affidiamo alla vostra lettura, consapevoli dei limiti, nella convinzione di averdato unindicazione di apertura, se si vuole di coraggio, utile non tanto al notariato,quanto al genuino e veritiero perseguimento di interessi che lordinamentosicuramente protegge. 6 7.
50 QUESITI IN ORDINE ALLA DESTINAZIONE:ASPETTI GENERALI(a cura di M. Bianca, F. Macario, G. De Rosa, A. Valeriani, G. Marcoz)1. L’atto di destinazione e l’art. 2645-ter nel sistema del diritto privato: la nuovadisposizione introduce una nuova fattispecie o disciplina un determinato profilo diuna figura giuridica più ampia di “atti di destinazione” già presente nel sistemapositivo?Si può ritenere che lordinamento giuridico presentasse già prima dellintroduzionedell’art. 2645ter varie ipotesi di destinazione di uno o più beni ad una determinatafunzione (ad esempio, nella disciplina delle pertinenze, delle servitù, del fondopatrimoniale, della azienda, delle universalità e più di recente dei patrimoni destinati, ecosì via); in tali fattispecie, il bene oggetto della destinazione viene ad essere“funzionalizzato” rispetto a determinati obiettivi, in relazione eventualmente ad altribeni, mediante una vicenda giuridica che possiamo definire destinatoria di tipofunzionale. In tali ipotesi tipizzate dal legislatore non si produceva tuttavia l’effettosegregativo in termini generali e soprattutto omogenei, nel senso della opponibilitàdella destinazione ai terzi e ai creditori, sicché solo da questo punto di vista si puòsenz’altro dire che la norma in esame sia innovativa nel sistema, proprio in quantosembra conferire cittadinanza a una figura giuridica ampia e comunque di caratteregenerale di “atto di destinazione” .2. La “destinazione” patrimoniale quale categoria generale può discendere soltantoda atti e/o negozi giuridici, o anche da “fatti”?La destinazione quale categoria generale può trovare la sua fonte anche in meri fatti; èpossibile richiamare in merito la fattispecie ben nota nella prassi notarile della servitùper destinazione del padre di famiglia, che si presenta come una vicendagiuridicamente rilevante, ma dai connotati puramente fattuali (“lasciare” o “porre”)traendo origine dal frazionamento dell’originario fondo di proprietà di un unicosoggetto. Sebbene la destinazione possa conseguire, in alcuni casi, ad una vicendafattuale, appare evidente che la destinazione con effetto di segregazione patrimonialeoggetto di esame, richiedendo la pubblicità nei registri immobiliari, debbanecessariamente trovare la sua fonte in un atto negoziale, con la veste dell’attopubblico, come esige lo stesso legislatore nel testo della disposizione normativa.3. Possono individuarsi effetti propri della destinazione patrimoniale nel sistema deldiritto privato?Leffetto proprio nella destinazione quale fattispecie generale è quello della soggezione“funzionale” del bene destinato allo scopo indicato dall’ordinamento e scelto dalsoggetto destinante. Un ulteriore effetto proprio della destinazione patrimoniale di cuiall’art. 2645ter è rappresentato dalla autonomia del cespite (o dei cespiti) oggetto didestinazione rispetto al residuo patrimonio del soggetto destinante; un’autonomia cui 7 8.
consegue la necessità di valutare il rapporto tra atto di destinazione e tutela deicreditori del destinante stesso.4. Quali sono le peculiarità, quanto alla sua natura giuridica, dellatto di destinazionedi cui al 2645-ter?Si tratta sicuramente, come precisato, di un atto negoziale che nasce quindi in forza eper effetto dellautonomia privata, avente natura patrimoniale, in quanto incide sullatitolarità di un bene immobile o di un bene iscritto in pubblici registri. L’atto presentauna struttura unilaterale, derivando la funzionalizzazione del bene allo scopo da unatto di volontà del titolare, che prescinde da qualunque consenso di altri soggetti.Latto di destinazione può essere arricchito di un ulteriore contenuto negoziale, anchebilaterale, dunque di natura più propriamente contrattuale, quale un mandato digestione e/o un trasferimento del diritto dal disponente all’eventuale attuatore delladestinazione. Tale contenuto ulteriore non altera però loriginaria natura unilateraledell’atto destinatorio, con conseguente applicazione del disposto dellart. 1324 codicecivile.Latto di destinazione può essere gratuito od oneroso, a seconda degli interessi cheintende soddisfare e quindi può essere definito come negozio “a causa variabile”; illegislatore nell’introdurre la nuova disposizione ha inteso infatti esclusivamentespecificare la legittimità del vincolo.L’atto di destinazione presenta il carattere della irrevocabilità, fatta salva la presenza diuna clausola espressa di revocabilità da parte del destinante, di cui si dirà oltre.Leffetto destinatorio è comunque rifiutabile da parte del beneficiario, così come l’attopuò essere risolto per mutuo consenso, con salvezza dei diritti medio temporeacquistati da soggetti terzi.5. Tipicità e atipicità: sono ammissibili atti di destinazione, con forma ed effetti di cuiall’art. 2645-ter, non rientranti tra le ipotesi previste dalla detta disposizione?La struttura dell’atto di destinazione oggetto di trascrizione e come tale soggetto alladisciplina dell’art. 2645 ter appare tipica, mentre atipici sono gli interessi perseguibilicon la destinazione, essendo richiesta dal legislatore soltanto la loro meritevolezza. II. LA VALIDITA’ DELL’ATTO E LA VALUTAZIONE DI MERITEVOLEZZA6. Cosa deve intendersi per meritevolezza, ai sensi dell’art. 2645-ter e quale è ilrapporto con la liceità? Si tratta di valutazioni cumulative?La posizione dottrinale prevalente ritiene la meritevolezza elemento ulteriore rispettoalla liceità; sono due valutazioni quindi che si pongono su distinti piani, il primo deiquali, avente ad oggetto la liceità, è prioritario e presupposto rispetto al secondo.Non mancano peraltro opinioni dottrinarie che considerano sovrapponibili i due profilie che ritengono quindi le due valutazioni equivalenti alla luce del richiamo contenutonell’art. 2645ter al disposto dell’art. 1322 codice civile. 8 9.
7. La valutazione di liceità (della causa, dei motivi, dell’oggetto) in che rapporto sipone con quella di meritevolezza degli interessi?Come già affermato nella risposta al precedente quesito, la valutazione in ordine allaliceità appare preliminare rispetto a quella relativa alla meritevolezza degli interessi.8. Sono individuabili ambiti ‘sicuri’ di meritevolezza, ossia atti di destinazione checertamente rispondono a interessi meritevoli di tutela?Sì e sono stati individuati, prima di tutto, negli ambiti di rilevanza costituzionale; altriindici si ritrovano nelle materie che presentano caratteri di contiguità con le ipotesi didestinazione tipizzate:- tutela disabili;- fondazionale;- famiglia in crisi;- convivenza more uxorio;- tutela delle famiglie allargate (ricomposte).Una valutazione a parte merita l’utilizzazione nell’attività di impresa o di garanzia, dallaquale emergono non poche incertezze e possibili criticità. La convinzione dellaCommissione è certamente di apertura con riguardo ad interventi di sostegno dellaimpresa in crisi posti in essere da soggetti terzi con beni propri; l’attività di impresaappare costituzionalmente garantita; non è egoistica, ma ha riflessi di interessegenerale. La legislazione di questi ultimi anni ha disciplinato varie deroghe ad una parcondicio assoluta dei creditori dell’imprenditore (cartolizzazione, accordi diristrutturazione) purché ci siano degli interessi da soddisfare o vi sia un fine disalvataggio della impresa in crisi; la presenza di tali fattispecie tipiche impone dioperare con la massima prudenza quando la destinazione abbia ad oggetto benidell’imprenditore a rischio di insolvenza.9. La meritevolezza dipende da (e dunque presuppone necessariamente) laltruitàdellinteresse?In generale, laltruità appare necessaria; una parte della dottrina ipotizza anche lapossibilità che disponente e beneficiario possano essere lo stesso soggetto, qualora visia un gestore diverso, non essendo quindi possibile che vi sia un unico soggetto(destinante, beneficiario e gestore).10. Ancora sulla tipicità/atipicità: quali sono i rapporti degli atti di destinazione di cuiall’art. 2645-ter con gli istituti tipizzati dal legislatore?E’ possibile richiamare quanto precisato in merito alla presenza di indici dimeritevolezza, tenendo conto che laddove la destinazione si sovrapponga a un istitutotipico vi sarebbe il rischio, in caso di conflitto, di una riqualificazione da parte delGiudice con conseguente applicazione delle norme imperative dettate per l’istitutotipico. In particolare, la sovrapposizione potrebbe coinvolgere i seguenti istituti:(a) fondo patrimoniale: appare consigliabile l’utilizzo dell’atto di destinazione soloqualora vi sia un interesse selettivo rispetto alla fattispecie tipizzata del fondopatrimoniale, in relazione al quale una certa prudenza si impone. E’ possibile 9 10.
sottolineare in particolare la differenza più significativa che sembra essere costituitadalla specificità dellinteresse che nel fondo è al contrario genericamenterappresentato dalla famiglia. Appare importante sottolineare come prudentemente ilNotaio dovrà rispettare le norme imperative che emergono dalla disciplina del fondopatrimoniale quali in particolare il consenso di entrambi i coniugi per il compimento diatti di straordinaria amministrazione, oltre all’intervento dell’autorizzazione giudizialein presenza di figli minori.(b) fedecommesso: l’utilizzo dell’atto di destinazione in materia fedecommissariarichiede una particolare prudenza alla luce del divieto generalizzato che emerge dalcombinato degli artt. 692 ultimo comma e 795 c.c. in tema di donazione chesanciscono la nullità delle ipotesi di sostituzione al di fuori di quelle tipizzate.(c): usufrutto: qualora la destinazione attribuisca poteri al beneficiario o al gestore talida comprimere la posizione del disponente a tal punto da poterla assimilare alla nudaproprietà sarà quanto mai importante valutare il rapporto tra la durata delladestinazione prevista espressamente dal 2645ter e quella al contrario più limitatadettata dalle norme in tema di usufrutto che appaiono peraltro imperative e nonsuscettibili di deroga da parte dell’autonomia privata.(d) fondazioni: non sembra sorgano problemi di rapporto tra le due fattispecie inquanto la differenza tra le stesse appare evidente ed è rappresentata dalla mancanzadi soggettività in capo alla destinazione; gli scopi perseguiti dalla fondazione appaionodel resto tendenzialmente meritevoli di tutela e pertanto suscettibili di essereperseguiti attraverso un atto di destinazione.(e) patrimoni destinati nelle società: nel campo societario la criticità sembra essererappresentata dalla necessità di iscrizione nel competente registro delle imprese il cuisistema pubblicitario appare però strutturato per ricevere solo atti tipici; in mancanzaquindi di una riforma del sistema pubblicitario degli atti societari l’utilizzo delladestinazione potrebbe apparire poco opportuno. La presenza di una opposizione deicreditori per la costituzione di patrimoni destinati inoltre sembra conseguire ad unascelta di maggiore tutela compiuta dal legislatore che non può essere elusa attraversola fattispecie più generale di cui all’art. 2645ter.(f) L’ultimo istituto con il quale occorre confrontare la destinazione, certamente quellopiù vicino, è costituito dal trust, che oggi sembra essere esente da un giudizio dimeritevolezza, che riscontra un ampio consenso e un utilizzo importante. Appareperaltro sostenibile, e linvito ai notai in tal senso è forte, che i principi dell’art. 2645tersiano considerati quale limite di applicazione anche dellistituto del trust, che nondovrebbe quindi eccedere i confini per la legittimità e l’efficacia degli atti didestinazione ex art. 2645ter.11. Quali conseguenze produce la “immeritevolezza” dellatto di destinazione lecito(per chi ritiene che le due valutazioni non coincidano)?Appare sostenibile con un certo livello di sicurezza che la non meritevolezza producesolamente una mancanza di opponibilità nei confronti di terzi e creditori deldisponente; è discutibile la qualificazione in termini di nullità della segregazione (puntoche sembra ancora discusso); di conseguenza si può escludere l’applicazione dell’art. 10 11.
28 della legge notarile (alla luce del dettato dell’art. 27 della medesima legge cheimpone la prestazione professionale al Notaio) in tutte le ipotesi in cui l’atto didestinazione sia sorretto da un interesse lecito ancorché riconosciuto non meritevoledi tutela in un successivo vaglio giudiziario.12. Nella redazione dell’atto, è necessaria (o anche soltanto opportuna) ladichiarazione (da parte del destinante) della meritevolezza?Il Notaio nella redazione dellatto dovrà far emergere con chiarezza e analiticitàlinteresse che la destinazione è chiamata a soddisfare; può essere inserito anche unriferimento alla meritevolezza di tale interesse che, pur non necessario, può esserecomunque importante per fare emergere una valutazione positiva in tal senso da partedel disponente. III. LA REDAZIONE DELL’ATTOA. I SOGGETTI13. Quanti e quali sono i soggetti che devono (necessariamente) intervenire allatto,perché sia assicurata la sua validità?Unico soggetto che deve intervenire necessariamente all’atto di destinazione è ildisponente, essendo prevalente la tesi della unilateralità di tale istituto, pur nonmancando una opinione autorevole, ma isolata, che al contrario ne sottolinea la naturacontrattuale.14. La partecipazione di altri soggetti può rivelarsi opportuna?La partecipazione di altri soggetti, pur non necessaria per il perfezionamento dell’attoné per la sua efficacia, appare comunque opportuna per una “stabilizzazione” deglieffetti dello stesso e in particolare per evitare che il beneficiario rifiuti la destinazionein suo favore (con conseguente impossibilità per il destinante di revoca del beneficioproposto, in analogia con l’art. 1411 c.c.) o da parte dell’eventuale attuatore/gestoreche non accetti l’incarico assegnatogli o ne contesti in un momento successivo lemodalità esecutive, ove disposte dal destinante nell’atto. In particolare appare quantomai opportuna ai fini di evitare che venga eseguita una trascrizione di una destinazioneche divenga inefficace a seguito del rifiuto del beneficiario che generalmente saràprivo della forma idonea per ricevere una adeguata pubblicità immobiliare.15. Possono darsi più disponenti in un unico atto (ad esempio, comproprietari ocontitolari di diritti sul bene, ovvero proprietari di beni diversi)?La risposta appare senza dubbio positiva, in quanto ben possono esservi dellefattispecie nelle quali più interessi di diversi soggetti convergano verso una finalitàdestinatoria, tra le quali si può indicare quella di più soggetti comproprietari di unsingolo bene; una buona tecnica redazionale impone, in tale ipotesi, di far emergerecon chiarezza se le destinazioni siano autonome, seppur contenute nel medesimo atto,o se al contrario siano a tal punto collegate da costituire un unico negozio destinatoriopluripersonale diretto a soddisfare un unico interesse tutelato. La categoria delcollegamento negoziale dovrebbe, in tale caso, aiutare i conflitti di interesse sorti dopola destinazione tra i disponenti e i beneficiari. 11 12.
16. In tal caso, quali sono le conseguenze dell’eventuale invalidità o inefficaciadell’atto, relativamente alla lesione dei diritti di soggetti terzi, creditori o aventicausa di uno soltanto dei disponenti?Ragionando in termini di collegamento negoziale, l’invalidità o l’inefficacia di unadestinazione funzionalmente connessa ad un’altra, dovrebbe travolgere gli effetti diquest’ultima; qualora, invece, le destinazioni siano autonome, benché contestuali, leconseguenze che colpiscono l’una non dovrebbero incidere sull’altra.17. Per l’acquisto dei diritti da parte del beneficiario e per l’accettazione delbeneficio è necessaria la dichiarazione di volontà del beneficiario? Tale accettazionedeve essere contestuale o può essere successiva all’atto di disposizione? È possibilerifiutare gli effetti “benefici” della destinazione?Come già detto, l’acquisto dei diritti del beneficiario non necessita di una espressaaccettazione che può comunque essere sempre manifestata contestualmente osuccessivamente all’atto di destinazione e alla quale consegue la definitiva produzionedell’effetto destinatorio; appare comunque certo che il beneficio possa essere rifiutatonel rispetto del principio generale di intangibilità della singola sfera patrimoniale.18. L’eventuale rifiuto del beneficiario quali conseguenze giuridiche comporta:invalidità, risoluzione (per impossibilità), inefficacia?Con il rifiuto da parte del beneficiario l’atto di destinazione diviene inefficace, nonpotendosi produrre alcun effetto destinatorio né segregativo. In linea di principio,pertanto, non dovrebbe discorrersi di invalidità dell’atto di destinazione, posto che sitratterebbe di un rifiuto successivo alla stipula dell’atto (e non di un suo viziooriginario). Avvenuto il rifiuto del beneficiario sarà necessario procedere allaannotazione di inefficacia a margine della nota di trascrizione della destinazione la cuipermanenza sarebbe del tutto inopportuna e forse financo fraudolenta.Rimarrebbe, infine, da considerare l’ipotesi in cui il destinante preveda la sostituzionedel beneficiario, il quale non voglia (dunque, rinunziante) o non possa (per morte)ricevere i benefici della destinazione. In tal caso, è il destinante stesso che ha intesoimpedire l’inefficacia dell’atto, con la previsione del meccanismo di sostituzione.19. Acquisto e rifiuto da parte del beneficiario: cosa accade in caso di pluralità dibeneficiari?Appare necessario e comunque opportuno chiarire già in sede di redazione dell’atto sepossa operare in caso di pluralità di beneficiari un meccanismo di “accrescimento”,tenendo conto della scindibilità o meno della destinazione.20. Beneficiari minorenni o nascituri ed esercizio della potestà genitoriale: può darsiun conflitto tra gli interessi dei beneficiari e gli esercenti la potestà? È possibile unconflitto tra la realizzazione degli interessi dei beneficiari e il rispetto del vincolo didestinazione? Il quesito allude al caso in cui il destinante (ad esempio, il nonno di beneficiari minori)abbia inteso escludere dalla gestione i genitori esercenti la potestà: pur non negandola liceità e l’ammissibilità di una scelta di questo tipo (che trova un riferimentonormativo indiretto nella fattispecie di cui all’art. 356) si intende richiamare 12 13.
l’attenzione sul rischio di conflitto (basti pensare alle divergenti valutazionisull’interesse dei beneficiari minori che potrebbero avere il (o i) genitore (i) ed ilgestore nominato dal destinante). Laddove il notaio ravvisi, dal tenore dell’atto e dairapporti tra i soggetti interessati, la possibilità che possa insorgere un conflitto, in fasedi attuazione del vincolo, è opportuno che induca il disponente o le parti partecipantiall’atto a prevedere meccanismi di soluzione di tali conflitti. Nulla però potrà impedire(ai genitori esclusi dalla gestione) il ricorso al giudice, che peraltro non potrà nonessere chiamato a intervenire qualora le decisioni da assumere riguardino diritti einteressi dei minori. Per queste considerazioni, si suggerisce di valutare con prudenzala fattispecie in esame.21. Il beneficiario deve essere determinato o può essere anche determinabile?Un atteggiamento di particolare prudenza si impone nella individuazione dei possibilibeneficiari della destinazione, nonostante una parte della dottrina abbia ritenuto, sullabase di principi in tema di contratto a favore del terzo, che il beneficiario possa essereanche solo determinabile (es. frequente i poveri di una determinata località). La letteradella norma e l’esigenza di certezza in una fattispecie che presenta già evidenti aspettidi complessità sembrano consigliare che la persona sia determinata.22. Il beneficiario deve essere capace giuridicamente?Come precisato nella precedente risposta e sulla base della lettera della norma, apparecertamente consigliabile che il beneficiario sia giuridicamente capace; appare infattinecessario che la destinazione, per produrre l’effetto tipico della segregazionepatrimoniale, sia immediatamente efficace e quindi che non si possa attendere lavenuta ad esistenza o l’acquisto della capacità giuridica del soggetto beneficiario.23. Vi sono categorie di soggetti che non possono porre in essere un atto didestinazione?La presenza di una incapacità di agire in capo al soggetto costituente la destinazionerende fortemente problematica la ricezione dell’atto da parte del Notaio che saràtenuto ad operare con una grande prudenza alla luce del principio generale chepreclude gli atti liberali a coloro che non abbiano la piena capacità (divieto di cui all’art.774 interpretato estensivamente dalla dottrina). Del resto anche l’ottenimento di unaautorizzazione giudiziale in tal senso presenta notevoli criticità. Alla presenza di unaincapacità in seno al disponente consegue poi l’applicazione della normativa restrittivavolta a limitare i soggetti beneficiari di attribuzioni da parte dell’incapace.24. Il gestore è una figura necessaria? E’ consentito nominare più di un gestore? In talcaso: cumulativamente, alternativamente o successivamente? Quali poteri possonoessere attribuiti al gestore? Deve avere funzioni di mero “controllo” o può averepoteri dispositivi? Deve intervenire all’atto per accettare l’incarico?La figura del gestore, quale soggetto autonomo rispetto al disponente o al beneficiario,non appare strettamente necessaria nella configurazione dell’atto destinatorio,benché certamente lecita e forse a volte anche opportuna e consigliabile. Nessunostacolo alla nomina di una pluralità di gestori, dovendosi precisare in sederedazionale se costoro debbano operare cumulativamente o alternativamente. L’attodestinatorio dovrà chiarire e modellare i poteri del gestore sulla base della disciplina 13 14.
del mandato (con o senza rappresentanza), attribuendo eventualmente e, in casieccezionali, anche poteri dispositivi dei beni con obbligo di reimpiego. A fronte dellacomplessità dell’incarico che il gestore può essere chiamato ad assumere, opportunaappare una sua accettazione dello stesso, ben essendo legittimo un rifiuto.25. Vi sono categorie di soggetti che non possono assumere il ruolo di gestori e/oattuatori del vincolo derivante dallatto di destinazione?Dal quadro normativo non sembrano emergere divieti espressi all’assunzione dellacarica di gestore, soggetto che dovrà però essere pienamente capace di agire e,ovviamente, non versare in posizione di conflitto di interesse con il beneficiario.Consigliabile appare la previsione in sede di redazione dell’atto di destinazione di unasostituzione per il caso di rifiuto da parte del gestore prescelto o di sua incapacitàsopravvenuta, di conflitto di interessi o di abuso nella gestione.26. Il gestore e/o attuatore della destinazione può essere anche un comitato digestione?Non sembra che vi siano preclusioni in tal senso; la scelta di un comitato appareperaltro connessa alla presenza di interessi patrimoniali significativi.27. Quali sono le regole di funzionamento del comitato, in ordine alle decisioni sullagestione?Una buona tecnica redazionale impone che vengano disciplinate in modo analitico leregole di funzionamento del comitato e in particolare della possibilità che opericollegialmente secondo principi di collegialità e quindi di maggioranza o viceversa solocon la unanimità.28. Può aggiungersi al gestore un garante della destinazione?La previsione di un garante, sulla base del meccanismo del trust, non presenta dubbi dilegittimità; la sua previsione consegue alla espressa richiesta del destinante ed èconsigliabile nei casi in cui l’attività di amministrazione sia di particolare complessità; inforza dei poteri a lui attribuiti lo stesso dovrà richiedere un rendimento del conto algestore, ne vigilerà l’operato e sarà legittimato e tenuto ad agire per l’accertamento dieventuali responsabilità.B) L’OGGETTO29. Quali solo i beni che possono essere oggetto di destinazione?Rispetto alla lettera della disposizione in esame, si è posta la questione relativa allaricevibilità e conseguente “trascrivibilità” nei registri delle imprese di atti aventi adoggetto quote di società a responsabilità limitata, per la quale bisogna dare conto dellaapertura di alcuni Registri delle Imprese in tema di conferibilità di quote di srl in fondopatrimoniale.30. Può essere oggetto dell’atto di destinazione qualunque diritto reale su (o laquota di comproprietà di) un bene immobile?Purché sia un diritto reale la cui disciplina sia compatibile con la destinazione; apparequindi immaginabile il conferimento dell’usufrutto o della superficie; più complessa 14 15.
appare la configurabilità di un vincolo di destinazione che abbia ad oggetto la nudaproprietà stante l’assenza di una produzione di frutti, l’uso e l’abitazione che non sonocedibili o la servitù che necessità di un rapporto con il fondo. La natura dell’atto didestinazione sembra non essere compatibile con i diritti reali di garanzia.31. Può essere oggetto dell’atto di destinazione un bene in comunione legale?L’apposizione di un vincolo di destinazione deve essere ricondotto agli atti distraordinaria amministrazione con conseguente necessità del consenso congiunto dientrambi i coniugi.32. Opera la surrogazione reale relativamente ai beni oggetto dell’atto didestinazione?I fenomeni surrogativi veri e propri sono eccezionali e trovano la loro fonte inspecifiche disposizioni normative, assenti nella materia in esame. Non sembra quindiche ci si possa esprimersi in termini di vera e propria surrogazione reale, essendoperaltro ben possibile che il disponente stesso o il gestore assumano l’obbligo diutilizzare quanto ricavato dalla vendita del bene destinato per acquistare un altro beneda assoggettare a vincolo ai sensi dell’art. 2645ter o comunque per utilizzare la sommaricavata in maniera conforme alla destinazione. IV. GLI ATTI DI DISPOSIZIONE E DI GESTIONE DEL BENE OGGETTO DEL VINCOLO DI DESTINAZIONE33. Si può disporre del bene oggetto dell’atto di destinazione?Ad esempio: mediante alienazione o conferimento? Modificazione mediante riduzionedella destinazione? Locazione o affitto? Assoggettamento del bene a garanzia reale?Certamente l’atto di disposizione appare legittimo; occorre però distinguere l’atto dialienazione del bene gravato da vincolo (con permanenza del vincolo stesso) posto inessere dal destinante, dall’atto di alienazione che faccia venire meno il vincolo stesso ea cui dovrebbe conseguire sulla base di quanto affermato nella risposta che precede unobbligo di reimpiego delle somme percepite.34. La cessazione della destinazione: disciplina convenzionale e legale per lacessazione del vincolo di destinazione. È possibile la revoca ad nutum?Il vincolo certamente cessa al verificarsi di eventi che rendano impossibile la funzionedestinatoria (perimento del bene, espropriazione dello stesso, compimento dellafinalità cui è stato preordinato), cui dovrà seguire, ai fini della pubblicità, annotazionedi sopravvenuta inefficacia a margine della nota originaria trascrizione.Quanto alla cessazione convenzionale, la revoca collegata a fattispecie ben chiare e acriteri indicati nell’atto di destinazione (es. sopravvenienza dei figli) appare certamentericevibile; diversamente, la revoca ad nutum pone problemi interpretativi, lasciandoemergere dubbi di compatibilità con un serio intento destinatorio.35. Qual è la qualificazione giuridica del gestore: mandatario del disponente? Qualisono gli obblighi e le responsabilità del gestore, nei confronti: (a) del disponente; (b)del beneficiario? 15 16.
Appare certamente riconducibile a tale figura nella misura in cui si dia l’incarico dicompiere atti di amministrazione in attuazione della destinazione; sarà però quantomai importante chiarire se il mandato sia o meno con rappresentanza; qualora ildestinante conservi la proprietà del bene vincolato il gestore dovrà agire spendendo ilnome del primo, diversamente qualora al gestore venga trasferito il bene non potràesservi attribuzione del potere rappresentativo. Gli obblighi sono quelli contenutinell’atto di disposizione che il gestore assume e le responsabilità sono quelle previstein tema di mandato. Il beneficiario può anch’esso agire e non sembrano esserviposizioni e responsabilità diverse.36. La revoca e la sostituzione del gestore nella disciplina convenzionale.Appare consigliabile che nell’atto di destinazione vengano previste ipotesi disostituzione in caso di infedeltà e/o di abuso così come la revoca da parte deldisponente; in assenza di espresse indicazioni, troverà applicazione la disciplinagenerale del mandato.37. E’ possibile prevedere che per determinati atti di gestione di competenza delgestore sia necessario acquisire il consenso del disponente e/o del beneficiario?Una previsione di tal genere può trovare spazio nell’atto di destinazione allo scopo direndere il disponente partecipe al compimento di atti di gestione di particolare rilievo.38. Trova applicazione la disciplina della conformità catastale, urbanistica e dellacertificazione energetica?Laddove allatto di destinazione non consegua un trasferimento non sembraapplicabile. V. LA TUTELA DEI CREDITORI E DEI TERZI AVENTI CAUSA DEL DISPONENTE39. La norma di cui all’art. 2645-ter deve essere considerata eccezionale (rispetto aldisposto dellart. 2740)? O costituisce invece espressione di un principio già operantenel sistema?La norma in esame rappresenta una delle ipotesi derogatorie previste dal capoversodel 2740 c.c.. E’ importante evidenziare come le fattispecie di limitazione alla generalegaranzia patrimoniale appaiono a tal punto numerose da rendere problematica la loroqualificazione in termini di eccezionalità rispetto ad un principio generale che appare,in tal senso, sempre più eroso nella sua portata sistematica.Si potrebbe ritenere che il principio ormai operante nel sistema sia quello della pienalegittimità della separazione patrimoniale, effetto di un atto di autonomia privata,mentre il legislatore ne disciplina volta per volta le forme e gli effetti, in primo luogo atutela di terzi e creditori.40. Quali sono le azioni a tutela dei terzi (creditori/legittimari) che lamentino unpregiudizio derivante dallatto di destinazione?Indubbiamente, l’azione revocatoria costituisce la forma di tutela giurisdizionale chetroverà più frequente applicazione, ma non sembra essere l’unica tutela attivabile daparte dei terzi pregiudicati dall’atto di destinazione. I terzi potranno infatti agire al fine 16 17.
di far accertare la natura simulata dell’atto di destinazione ovvero farne dichiararel’inopponibilità nei loro confronti per mancanza di meritevolezza. Qualora l’attopresenti dei vizi tali da comportarne la nullità, potrà essere esperita la relativa azioneda chiunque vi abbia interesse, secondo i principi e le regole generali.Qualora infine il terzo pregiudicato sia un legittimario del destinante potranno essereanche esperite le azioni a tutela del quota di riserva, ove ne ricorrano le condizioni.41. Le azioni per far valere l’inefficacia (relativa, ossia rispetto al soggetto leso) sonocumulative o alternative rispetto a quelle invalidanti?Al fine di riconoscere adeguata tutela al soggetto leso dagli effetti della destinazione,sembra opportuno ritenere che le azioni per far valere l’inefficacia relativa dell’attosiano cumulative rispetto a quelle invalidanti, in quanto dirette a soddisfare interessidiversi del soggetto agente.42. Quali sono gli effetti della pronuncia di inefficacia o di invalidità delladestinazione rispetto agli atti di gestione già compiuti e ai diritti acquistati dai terzi?La pronuncia di inefficacia o di invalidità non pregiudica i diritti acquistati dal terzo chein buona fede abbia acquistato a titolo oneroso, rimanendo salvi così gli effetti delcontratto concluso dal terzo; trattandosi di beni immobili, troverebbe applicazione ilregime di pubblicità della domanda giudiziale (principio generale che deriva dagli artt.534, 1396, 1458, 2655); una fattispecie particolare potrebbe essere quella dell’azioneesercitata dal legittimario leso dall’atto destinatorio la cui azione, sulla base deiprincipi generali in tema di tutela della legittima, potrebbe travolgere i diritti dei terzi.Il soggetto gestore dei beni oggetto di destinazione non può essere ritenutoresponsabile nei confronti del terzo che agisca, nella misura in cui abbia operato neilimiti dei propri poteri.43. Il pregiudizio e la lesione dei diritti dei terzi vanno valutati al momento delcompimento dell’atto o al momento in cui il terzo agisce per la tutela dei suoi diritti?Nella valutazione del pregiudizio trovano applicazione i principi generali che regolanole singole azioni esperite; qualora agisca il legittimario sarà necessario valutare lasussistenza della lesione rispetto al patrimonio del destinante al momentodell’apertura della successione; diversamente, nel caso in cui venga esercitata l’azionerevocatoria a tutela della garanzia patrimoniale dei creditori del destinante, si dovràvalutare la sussistenza del pregiudizio al momento in cui l’atto è stato posto in essere.La meritevolezza dell’interesse oggetto di destinazione deve sussistere al momentodella destinazione, ma devono altresì permanere i presupposti oggettivi originari pergiustificare la permanenza del vincolo, come precisato in tema di cessazione dellostesso.44. I diritti dei terzi, potenzialmente lesi dall’atto di destinazione, sono disponibili edunque liberamente negoziabili ex ante?Trovano applicazione, anche relativamente a tale aspetto, i principi generali cheregolano le diverse fattispecie; i creditori potranno pertanto disporre del propriodiritto all’impugnativa dell’atto di destinazione, rinunciando per esempio ad agire in 17 18.
revocatoria; diversamente, non appare ricevibile un atto con cui il legittimario rinunciad agire a tutela dei propri diritti successori.45. La consapevolezza della destinazione (e/o la sua tolleranza) possono precludereal terzo le azioni a tutela dei suoi diritti?Il terzo può agire per l’inefficacia e inopponibilità dell’atto di destinazione, ancorchéfosse a conoscenza dello stesso e ne avesse per un certo periodo tollerato gli effetti;l’azione dovrebbe essere invece preclusa al terzo che abbia partecipato all’atto oqualora la “tolleranza” si sia protratta sino allo spirare del termine di prescrizione.46. Quali sono i legittimati passivi nelle azioni per l’invalidità e/o l’inefficacia? Ildisponente (e suoi aventi causa)? I beneficiari? I gestori?Il disponente certamente, ma anche i suoi eredi o aventi causa (eventuali acquirentidel bene oggetto di destinazione); poiché la sentenza pregiudica anche i diritti deibeneficiari e deve poter essere opposta anche ai gestori, è ragionevole ritenere cheabbiano legittimazione passiva anche i suddetti, ancorché non si debbanecessariamente riconoscere la necessità del litisconsorzio, ove l’azione si limiti allapronuncia di invalidità e/o inefficacia dell’atto.Diversamente, ove vi siano domande (restitutorie o risarcitorie) nei confronti deibeneficiari o dei gestori, questi ultimi dovranno ovviamente essere parti del giudizio.47. Quali sono i criteri per valutare l’incidenza della lesione sui diritti del terzo?Possono indicarsi, ad esempio, tra le caratteristiche specifiche del singolo atto didestinazione, prima fra tutte la durata del vincolo, ma anche l’entità del patrimonio deldestinante e anche le condizioni soggettive del disponente (per esempio: la pluralità difigli).48. Sono proponibili azioni conservative e/o esecutive da parte dei creditori delbeneficiario sui beni / diritti oggetto dell’atto di destinazione? I beni / diritti oggettodell’atto di destinazione rispondono dei debiti sorti nell’attività di gestione? Possonoessere assoggettati ad azioni conservative ed esecutive a questo titolo?Queste azioni appaiono proponibili, nella misura in cui il creditore vanti delle posizioniattive che trovano la loro fonte in debiti contratti per il fine della destinazione. I beni oi diritti rispondono dei debiti e possono essere oggetti di azioni conservative edesecutive nei limiti di quanto in precedenza precisato.49. Nel caso di fallimento del disponente, i beni / diritti oggetto dell’atto didestinazione entrano a far parte della massa attiva? Costituiscono una massaseparata? I beneficiari sono considerati creditori del disponente? O possono svolgeredomanda in rivendicazione rispetto ai beni oggetto dell’atto di destinazione?La questione è particolarmente complessa, ma i beni oggetto di destinazionedovrebbero costituire una massa separata, parte evidentemente della massa attiva, aifini del soddisfacimento dei creditori il cui credito è collegato alla realizzazione dellafunzione destinatoria.I beneficiari dovrebbero essere considerati creditori del disponente, sia purechirografari e postergati, rispetto ai creditori, già menzionati, il cui credito sia collegato 18 19.
alla realizzazione della funzione destinatoria, nonché a coloro i quali lamentino diessere stati pregiudicati dall’atto di destinazione.Non possono proporre domanda di rivendicazione.50. Nel caso di successione del disponente: a) l’erede che sia anche beneficiario, puòfar cessare la destinazione a suo favore, acquisendo il bene a titolo successorio? a)l’erede che non sia anche beneficiario, è obbligato nei confronti di quest’ultimo arispettare o a far rispettare la destinazione, sostenendo i relativi costi e oneri?Al fine di valutare l’estinzione della destinazione, a seguito del decesso del disponentee della successione per causa di morte in favore dell’erede che sia anche beneficiariodella destinazione, sarà necessario considerare se vi sia o meno coincidenza di interessitra beneficiario ed erede o se, al contrario, gli interessi che la destinazione avevainteso perseguire non mantengano la loro attualità anche a seguito del decesso; ildisponente, infatti, potrebbe aver voluto porre in essere la destinazione al precipuofine di protezione del proprio erede/beneficiario, nominando un amministratorecapace e fidato; in tale ipotesi, l’interesse sotteso alla destinazione rimane intatto eattuale, anche a seguito del decesso del disponente. L’universalità della successione eil conseguente subentro dell’erede nelle posizioni attive e passive del de cuiuscomportano l’obbligo del rispetto della destinazione per l’erede, il quale conservaintatta la propria facoltà di accettazione con il beneficio di inventario. Nei confrontidell’erede che non rispetti il vincolo di destinazione sarà esperibile da parte delbeneficiario un’azione a tutela del fine destinatorio. 19 20.
“MINUTA” DI ATTO DI DESTINAZIONELa presente “minuta” di atto di destinazione non vuole essere un atto di destinazione“tipo” che possa essere assunto a base di ogni tipologia di destinazione e ciò perché leipotesi di destinazione che derivano dalla formulazione dell’art. 2645 ter c.c. e lesfaccettature in cui possono presentarsi sono così molteplici che è impossibileprevederle tutte e di conseguenza proporre, per ognuna, una formulazione; vuole solocontenere alcuni suggerimenti interpretativi e spunti operativi in riferimento alleprincipali ipotesi.*********************************************************************** STRUTTURA DELL’ATTO…………………. PREMESSOIndicazione che il Conferente è proprietario di un determinato bene immobile e di comel’immobile è ad esso pervenuto PREMESSO INOLTREIndicazione dello scopo che induce il Conferente a costituire il vincolo di destinazione TUTTO CIO PREMESSO………………. Art. 1 (Richiamo alle premesse)……………….. Art. 2 (Consenso)Impressione sull’immobile del vincolo di destinazione Art. 3 (Beneficiario)Indicazione del Beneficiario ed eventuali clausole di sostituzione Art. 4 (Descrizione dellimmobile)Descrizione dell’immobile vincolato Art. 5 (Interesse meritevole di tutela)Individuazione dell’interesse meritevole di tutela alla cui realizzazione è diretta lacostituzione del vincolo 20 21.
Art. 6 (Modalità di attuazione della destinazione)Indicazione del contenuto della destinazione cioè delle modalità concrete di attuazionedella destinazione Art. 7 (Accettazione)Accettazione da parte del Beneficiario Art. 7 (Notificazione al Beneficiario)Notificazione dell’atto al Beneficiario che non vi sia intervenuto Art. 7 (Comunicazione al Beneficiario ed gli Istituti creditori) Comunicazione dell’atto al Beneficiario ed agli Istituti creditori in caso di destinazioneriferibile a situazione di “crisi d’impresa” con vincolo costituito da terzi Art. 8 (Decorrenza degli effetti fra le parti conseguenti alla destinazione)Disciplina della decorrenza tra le parti degli effetti che conseguono alla destinazione Art. 9 (Opponibilità del vincolo di destinazione ai terzi)Indicazione degli effetti nei confronti dei terzi ed eventuali modalità operative in temadi trascrizione nel caso in cui il Beneficiario non partecipi all’atto Art. 10 (Durata)Durata della destinazione e cause di cessazione Art. 11 (Gestione)Disciplina della gestione dell’immobile durante la destinazione ed eventuale nomina diun Gestore terzo Art. 12 (Controlli)Disciplina dei controlli ed eventuale nomina di un Garante ***Diritto di famiglia 21 22.
………………Disciplina fiscale……………….Spese dellatto………………………Trattamento dei dati personali………………….*********************************************************************** ATTO CON CLAUSOLERepertorio n. Raccolta n. Costituzione di vincolo di destinazione su immobile per la realizzazione di interesse meritevole di tutela REPUBBLICA ITALIANAIl giorno ...A ....Davanti a me ...alla presenza dei testimoni 3sono comparsi4:1) Tizio (Conferente)2) Caio/Caia (Beneficiario) 53) Mevio (Gestore)6Comparenti della identità personale dei quali io Notaio sono certo. PREMESSO3 L’assistenza dei testimoni non è necessaria per la natura dell’atto; come prescritto dall’art. 48 L. N. al Notaio èsempre consentito richiederne la presenza.4 QUESITI Nn. 13, 14 e 15 E BIBLIOGRAFIA N. 3 e 4.5 La partecipazione del beneficiario, come è stato accennato nei quesiti da 13 a 19, e come è stato chiarito dalladottrina richiamata nei paragrafi 3 e 4.1 della bibliografia ragionata, non è necessaria, ma è consigliata; l’unicaipotesi di atto di destinazione che può essere ricevuto, senza alcun problema, con l’intervento del solo Conferente èl’ipotesi di interesse riferibile a situazione di crisi dell’impresa, aventi ad oggetto beni del terzo.6 La figura del Gestore è necessaria, ovviamente, quando la figura è prevista; si suggerisce di prevederla quando, peril contenuto della destinazione, sia opportuno che la gestione non sia affidata alla stesso Conferente. 22 23.
a) Tizio è proprietario di __________________ 7 in seguito meglio descritto, immobileche il medesimo dà atto essere libero da ipoteche, privilegi e gravami pregiudizievoli diqualsiasi tipo;b) tale immobile è pervenuto a Tizio per _____________ PREMESSO INOLTRE 8interesse riferibile a entic) è costituita la Fondazione/Ente _______ che persegue come proprio scopostatutario quello di ____d) Tizio, volendo sostenere con un proprio personale contributo l’attività dellaFondazione/Ente,intende destinare, per il periodo di tempo in seguito stabilito, il suddetto immobile disua proprietà infra meglio descritto a vantaggio della Fondazione/Ente _______ per ilmiglior perseguimento dei propri fini istituzionali.interesse riferibile a persone disabilic) Caio è persona disabile, in quanto ...d) Tizio, in considerazione della condizione di Caio e dei rapporti di _____ 9 cheintercorrono fra essi, volendo assicurare a Caio una esistenza dignitosa o comunquefornita di stabilità, come non gli sarebbe consentito dalla propria condizione didisabilità e dalla propria situazione economica, intende destinare, per il periodo ditempo in seguito stabilito, il suddetto immobile di sua proprietà infra meglio descrittoa vantaggio di Caio per il soddisfacimento dei bisogni di questo.interesse riferibile alla persona con cui è instaurata convivenza “more uxorio”(famiglia di fatto)c) Tizio è legalmente separato da _____ovveroc) Tizio e Caia sono entrambi liberi da vincoli matrimoniali;etc.d) Tizio e Caia hanno instaurato da tempo un solido e duraturo rapporto di convivenzae comunità di vita materiale e spirituale, caratterizzato da pienezza di sentimenti,stabilità temporale, serietà e reciprocità di impegni personali e, nella misura in cui aciascuno è consentito in base alla propria condizione economica, anche patrimoniale,vieppiù sorretto dal dato della notorietà, affine, nelle sue espressioni più profonde, alvincolo coniugale e quindi qualificabile come "famiglia di fatto” (o convivenza “more7 Succinta descrizione dell’immobile.8 E’ opportuno che venga indicato nelle premesse dell’atto lo scopo che induce il Conferente a costituire il vincolo didestinazione, secondo la sensibilità di ciascun Notaio e le caratteristiche concrete del caso specifico (seguono, neltesto, alcuni esempi).9 Parentela/amicizia etc.. 23 24.
uxorio”), figura che costituisce espressione della libera scelta dell’individuo e che godedi una propria rilevanza anche giuridica, e costituisce un fenomeno riconducibilenellalveo dellart. 2 della Costituzione10;e) Tizio svolge una attività che gli consente una esistenza più che dignitosa e, nelcontempo, gli permette di provvedere in maniera adeguata anche al mantenimento diCaia, la quale- svolge unicamente attività casalinga allinterno delle mura domestiche,occupandosene a tempo pieno;- svolge sia una propria attività lavorativa, sia attività casalinga, occupandosi delgoverno delle mura domesticheetc.f) Tizio, per quanto sopra detto, volendo assicurare a Caia, per ogni evenienza dellavita, una esistenza dignitosa ed autonoma, come non le sarebbe consentito dallapropria condizione economica, intende destinare, per il periodo di tempo in seguitostabilito, il suddetto immobile di sua proprietà infra meglio descritto a vantaggio diCaia per il soddisfacimento dei bisogni di questa.interesse riferibile al rapporto fra genitore e figlic) Tizio e Caio sono rispettivamente padre e figlio;d) Tizio, fermo restando inalterato ogni obbligo posto a suo carico dalla legge e, inparticolare, il dovere giuridico di provvedere puntualmente a mantenere, istruire ededucare la prole, volendo assicurare a Caio, per ogni evenienza della vita e fino aquando non avrà raggiunto l’autonomia economica, la possibilità di fruire di redditipropri ovvero di una abitazione adeguata alle proprie esigenze, intende destinare, peril periodo di tempo in seguito stabilito, il suddetto immobile di sua proprietà inframeglio descritto a vantaggio di Caio per il soddisfacimento dei bisogni di questo.N.B. se sono entrambi i genitori a costituire il vincolo di destinazione lettere c) e d)come seguonoc) Tizio e Tizia sono i genitori di Caio;d) Tizio e Tizia, fermo restando inalterato ogni obbligo posto a loro carico dalla legge e,in particolare, il dovere di provvedere puntualmente a mantenere, istruire ed educarela prole11volendo assicurare a Caio, per ogni evenienza della vita e fino a quando non avràraggiunto l’autonomia economica, la possibilità di fruire di redditi propri ovvero di unaabitazione adeguata alle proprie esigenze, intendono destinare, per il periodo ditempo in seguito stabilito, il suddetto immobile di loro proprietà infra meglio descrittoa vantaggio di Caio per il soddisfacimento dei bisogni di questo.10 Al riguardo si veda Corte Cost., 18 novembre 1986, n. 237, in Foro it., 1987, I, c. 2353.11 N.B. se coniugati aggiungere:” in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoroprofessionale e casalingo, come stabilito dal combinato disposto degli artt. 147 e 148 c.c.,” 24 25.
interesse riferibile al rapporto con un giovane che si intende sostenere durante glistudi e l’avviamento alla professionec) Tizio è particolarmente legato affettivamente a Caio in quanto _________d) Caio sta svolgendo con profitto un corso di studio la cui conclusione, oltre ad esserelontana negli anni, non gli permetterà la immediata percezione di un reddito, tale dagarantirgli una esistenza autonoma, anche considerando il successivo periodo di temponecessario per l’avviamento dell’attività professionale;e) Tizio, in considerazione di quanto sopra, volendo garantire a Caio il necessariosostentamento per continuare il percorso di studi iniziato ovvero per intraprenderneun altro, fino alla laurea ed anche successivamente anche per corsi di specializzazione,nonché per far fronte alle spese di ogni genere connesse alla ricerca del primo lavoroprofessionale, allimpianto della propria attività professionale, sia essa di lavoroautonomo o di lavoro dipendente o imprenditoriale, in modo da assicurargli unaabitazione idonea alle sue necessità ovvero una rendita sufficiente al propriomantenimento, e quindi per consentirgli, in tale periodo, una esistenza il più possibileautonoma, intende destinare, per il periodo di tempo in seguito stabilito, il suddettoimmobile di sua proprietà infra meglio descritto a vantaggio di Caio per ilsoddisfacimento dei bisogni di questo.N.B. se sussistono i motivi di applicabilità, precisare: “fermo restando l’obbligo stabilitoa carico di Tizio posto dalla seconda parte del primo comma dell’art. 148 c.c.”.interesse riferibile al coniugec) Tizio e Caia sono coniugi in forza di matrimonio celebrato a _______ in data _______trascritto nei Registri dello Stato Civile del detto Comune al n. ________d) Tizio svolge una attività che gli consente una esistenza più che dignitosa e, nelcontempo, gli permette di provvedere in maniera adeguata anche al mantenimentodella famiglia;e) Caia- svolge unicamente attività casalinga allinterno delle mura domestiche,occupandosene a tempo pieno;- svolge sia una propria attività lavorativa, sia attività casalinga, occupandosi delgoverno delle mura domesticheetc.f) Tizio, fermo restando inalterato ogni obbligo posto a suo carico dalla legge e, inparticolare, l’obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in relazione alle propriesostanze ed alla propria capacità di lavoro come stabilito dall’art. 143 c.c.,N.B. Se ci sono figli aggiungere:” nonché il dovere di provvedere puntualmente amantenere, istruire ed educare la prole, nel rispetto di quanto stabilito dal combinatodisposto degli artt. 147 e 148 c.c.,”volendo assicurare a Caia, per ogni evenienza della vita, una esistenza dignitosa edautonoma, come non le sarebbe consentito dalla propria condizione economica,intende destinare, per il periodo di tempo in seguito stabilito, il suddetto immobile di 25 26.
sua proprietà infra meglio descritto a vantaggio di Caia per il soddisfacimento deibisogni di questa.interesse riferibile al coniuge separato e/o ai figlic) Tizio e Caia sono coniugi in forza di matrimonio celebrato a ______ in data _______trascritto nei Registri dello Stato Civile del detto Comune al n. ____ ;d) Tizio e Caia sono addivenuti a separazione consensuale omologata dal Tribunale di___ in data ___ cron. n. ____ ;e) all’atto della separazione Tizio si è obbligato di destinare, per il periodo di tempo inseguito stabilito, il suddetto immobile di sua proprietà infra meglio descritto avantaggio di Caia e/o dei figli Tizietto e Tizietta nati dal matrimonio per ilsoddisfacimento dei bisogni di questa/questi e per ogni sua/loro ulteriore esigenza.interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituito da terzi(ipotesi 1)c) Tizio è socio della società ___________________ (la “Società”);d) il capitale sociale della Società è cosi ripartito ______________________e) la Società è debitrice, in forza dei titoli in seguito menzionati, verso i seguenti Istitutidi credito (gli “Istituti creditori”): ___________________d) la Società è in stato di crisi, per cui intende presentare un piano idoneo a consentireil risanamento dell’esposizione debitoria e ad assicurare il riequilibrio della situazionefinanziaria ai sensi dell’art. 67, c. 3, lett. d), R.D. 16.3.1942, n. 267 ovvero proporre unaccordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis del citato R.D. n.267/1942 ovvero, nel caso non fossero accettate le proposte del piano o dell’accordo,proporre un concordato preventivo ai sensi degli artt. 160 e segg. del medesimo citatoR.D. n. 267/1942 (le “Procedure”)12;e) Tizio, per agevolare il buon esito delle Procedure, intende destinare, per il periodo ditempo in seguito stabilito, il suddetto immobile di sua proprietà infra meglio descrittoa vantaggio degli Istituti creditori per il soddisfacimento dei loro crediti nei confrontidella Società;f) i crediti che gli Istituti creditori vantano nei confronti della Società in forza deimenzionati titoli verranno in seguito definiti come i “Crediti”.interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituito da terzi(ipotesi 2)c) Tizio è socio della società ___________________ (la “Società”);d) il capitale sociale della predetta società è cosi ripartito ______________________12 È opportuno che il Notaio indichi le iniziative volte alla soluzione dello stato di crisi dell’impresa, e lenorme applicabili alla singola fattispecie. 26 27.
e) la Società è debitrice, in forza dei titoli in seguito menzionati, verso i seguenti Istitutidi credito (gli “Istituti creditori”: _________________________d) la Società è in stato prossimo a situazione di crisi, per cui, in mancanza di una ripresapositiva della propria attività, si troverà costretta a presentare un piano idoneo aconsentire il risanamento dell’esposizione debitoria e ad assicurare il riequilibrio dellasituazione finanziaria ai sensi dell’art. 67, c. 3, lett. d), R.D. 16.3.1942, n. 267 ovveroproporre un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182 bis del citatoR.D. n. 267/1942 ovvero, nel caso non fossero accettate le proposte del piano odell’accordo, proporre un concordato preventivo ai sensi degli artt. 160 e segg. delmedesimo citato R.D. n. 267/1942 (le “Procedure”);e) si sono verificati però, nonostante la generale situazione congiunturale in cui si troval’economia, segnali concreti di ripresa, evidentemente subordinati alla possibilità, perl’impresa, di proseguire normalmente nella propria attività, senza necessità, quantomeno in un primo momento, di attivare le Procedure;f) Tizio, per consentire alla Società di uscire dallo stato di difficoltà in cui si trovaproseguendo nella sua normale attività e, ove così non fosse, comunque per agevolareil buon esito delle Procedure, intende destinare, per il periodo di tempo in seguitostabilito, il suddetto immobile di sua proprietà infra meglio descritto a vantaggio degliIstituti creditori, per il soddisfacimento dei loro crediti nei confronti della Società,Istituti creditori che, a fronte della garanzia loro offerta, si sono dichiarati disponibili aconcedere alla Società un differimento dei termini di pagamento dei Crediti;g) i crediti che gli Istituti creditori vantano nei confronti della Società in forza deimenzionati titoli verranno in seguito definiti come i “Crediti”. TUTTO CIO PREMESSOi comparenti mi chiedono di ricevere il presente atto, mediante il quale si stipulaquanto segue: Art. 1 (Richiamo alle premesse)Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto. Art. 2 (Consenso) Tizio (il “Conferente”), per i motivi esposti nelle premesse e per la realizzazionedell’interesse meglio specificato al successivo Art. 5, destina limmobile in seguitodescritto al soddisfacimento dei bisogni di Caio/per il miglior raggiungimento dei finiistituzionali dell’Ente/al soddisfacimento dei crediti degli Istituti creditori etc., comemeglio e più esaustivamente si dirà nel prosieguo di questo atto, gravando l’immobile 27 28.
del relativo vincolo di destinazione per la realizzazione di interesse meritevole di tutelaex art. 2645 ter c.c..La costituzione del vincolo di destinazione non comporta trasferimento di proprietà,né costituzione di altro diritto reale. Art. 3 (Beneficiario)13 L’interesse alla cui realizzazione è diretta la costituzione del vincolo di destinazione èriferibile a ________________ (il “Beneficiario”).nel caso di interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituitoda terziL’interesse alla cui realizzazione è diretta la costituzione del vincolo di destinazione èriferibile alla Società __________ (anche il “Beneficiario”).sostituzione del Beneficiario Nel caso di estinzione dell’Ente Beneficiario con devoluzione dell’intero suopatrimonio ad altro ente (il “Nuovo Ente Beneficiario”) che persegua, nei suoi scopistatutari, il medesimo fine di ______________ , il vincolo proseguirà, senza soluzionedi continuità, fino alla sua naturale scadenza a vantaggio del Nuovo Ente Beneficiario,la cui denominazione ed ogni conseguente dato opportuno dovranno essere fattirisultare da atto pubblico, da annotarsi a margine della nota di trascrizione del vincolo. Nel caso in cui il Conferente ovvero i suoi eredi non addivengano, unitamente al legalerappresentante del Nuovo Ente Beneficiario, alla sottoscrizione del predetto attopubblico, entro trenta giorni dalla relativa richiesta da parte dell’Organoamministrativo del Nuovo Ente Beneficiario, l’atto sarà sottoscritto dal solo legalerappresentante del Nuovo Ente Beneficiario e ugualmente verrà annotato a marginedella nota di trascrizione del vincolo. Art. 4 (Descrizione dellimmobile)Limmobile che viene gravato dal vincolo di destinazione (l’“Immobile”) è costituito da________ 1413 QUESITI NN. 17, 18 e 1914 Descrizione dell’immobile, secondo la sua natura, con indicazione dei dati catastali e dei confini. 28 29.
Art. 5 (Interesse meritevole di tutela)15Con la costituzione del vincolo di destinazione Tizio intende realizzare l’interesseALCUNI ESEMPIinteresse riferibile a entidi sostenere la Fondazione/Ente nel miglior perseguimento del proprio scopostatutario, costituito da ___________ , interesse meritevole di tutela da partedell’ordinamento in quanto rinviene la sua ragione - nell’attività di assistenza e cura delle persone ________ , valore che trova il suo fondamento nel principio di solidarietà sociale che rappresenta uno dei valori fondanti lordinamento giuridico, solennemente riconosciuto e garantito dalla Costituzione, in ispecie all’art. 2, e che costituisce, anche per l’indubbia sua rilevanza morale, uno dei modelli fondamentali dellazione positiva e responsabile degli individui; - nella promozione e nello sviluppo delle attività culturali e di ricerca scientifica e tecnica, valori che trovano il loro riconoscimento e la loro tutela, e quindi il loro fondamento, nell’art. 9 della Costituzione; - nella valorizzazione del paesaggio e del patrimonio artistico e storico della nostra Nazione, valore che trova il suo riconoscimento e la sua tutela, e quindi il suo fondamento, nell’art. 9 della Costituzione; - nel diritto riconosciuto a ciascuno di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, di farne propaganda e di esercitarne il culto, valore che trova il suo riconoscimento e la sua tutela, e quindi il suo fondamento, nella Costituzione agli artt. 8 e 19.interesse riferibile a persone con disabilitàdi assicurare a Caio, persona disabile, per quanto consentitogli dalla sua condizione,una esistenza sorretta da dignità, autonomia personale e sociale e di vita relazionale,eliminando o riducendo, ove possibile e nei limiti in cui è consentito dalla condizione diCaio, gli ostacoli che possono limitare la sua dignità come persona e frapporsi allapiena attuazione della sua personalità in campo relazionale e lavorativo, interessemeritevole di tutela da parte dell’ordinamento in quanto rinviene la sua ragionenell’attività di assistenza, sostegno e cura delle persone disabili, valore che trova il suofondamento nel principio di solidarietà sociale che rappresenta uno dei valori fondantilordinamento giuridico, solennemente riconosciuto e garantito dalla Costituzione, inispecie dall’art. 2, e che costituisce, anche per l’indubbia sua rilevanza morale, uno deimodelli fondamentali dellazione positiva e responsabile degli individui.15 QUESITI DA 6 a 12 E BIBLIOGRAFIA N. 4.2 29 30.
interesse riferibile alla persona con cui è instaurata convivenza “more uxorio”(famiglia di fatto)di assicurare a Caia una esistenza decorosa, garantendole una abitazione idonea allesue necessità ovvero una rendita sufficiente al proprio mantenimento, in modo daconsentirle di godere dello stesso tenore di vita attuale, e ciò anche ad evidenza delrapporto fra di essi intercorrente, interesse meritevole di tutela da partedell’ordinamento in quanto rinviene la sua ragione nella tutela e nel riconoscimento ditale rapporto, quale nucleo portatore di valori di assistenza e sostegno reciproci,trovando il suo fondamento nel principio di solidarietà dei rapporti affettivi e nelsolenne riconoscimento che a tale rapporto è dato, quale istituzione sociale, dall’art. 2della Costituzione.interesse riferibile al rapporto fra genitore e figlidi consentire al proprio figlio Caio, per ogni evenienza della vita e fino a quando nonavrà raggiunto l’autonomia economica, il necessario sostentamento, onde consentirglila piena attuazione della sua personalità in campo relazionale e lavorativo, interessemeritevole di tutela da parte dell’ordinamento in quanto rinviene la sua ragione neldovere genitoriale di curare, assistere e tutelare moralmente e materialmente i proprifigli, dando attuazione all’obbligo giuridico di provvedere al mantenimento, istruzioneed educazione della prole e trovando altresì fondamento, oltre che nel riconoscimentoche l’art. 29 della Costituzione dà ai diritti della famiglia, nel principio di solidarietà deirapporti affettivi, che costituisce un obbligo morale posto alla base dellazione positivae responsabile degli individui.interesse riferibile al rapporto con un giovane che si intende sostenere durante glistudi e l’avviamento alla professionedi consentire a Caio la prosecuzione del proprio percorso di studi ed il successivoavviamento alla professione, fino a quando non avrà raggiunto autonomia economica,onde consentirgli la piena attuazione della sua personalità in campo relazionale elavorativo, interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento in quanto rinvienela sua ragione del diritto di ciascuno allo studio ed allo svolgimento, secondo le proprieattitudini e capacità, di una attività che gli consenta anche di concorrere al progressomateriale e spirituale della società, trovando il suo fondamento nei dirittisolennemente riconosciuti dagli artt. 2 e 4 della Costituzione.interesse riferibile al coniugedi consentire a Caia, per ogni evenienza della vita, una esistenza dignitosa edautonoma, come non le sarebbe consentito dalla propria condizione economica,interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento in quanto rinviene la suaragione nei doveri di reciproca assistenza, materiale, morale e spirituale, cheintercorrono fra i coniugi, dando attuazione all’obbligo giuridico di ciascun coniuge dicontribuire ai bisogni della famiglia e trovando altresì fondamento, oltre che nelriconoscimento che l’art. 29 della Costituzione dà ai diritti della famiglia, nel principiodi solidarietà dei rapporti affettivi, che costituisce un obbligo morale posto alla basedellazione positiva e responsabile degli individui. 30 31.
interesse riferibile ai coniugi in fase di separazionedi dare attuazione agli obblighi assunti con Caia all’atto della separazione personale,interesse meritevole di tutela da parte dell’ordinamento in quanto rinviene la suaragione nel diritto al mantenimento a favore del coniuge che non dispone di redditiadeguati, sulla base del reciproco dovere di assistenza materiale ed economica cheintercorre fra i coniugi, anche se separati, trovando fondamento come obbligogiuridico stabilito nella legge e come obbligo morale posto alla base dellazione positivae responsabile degli individui.interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituito da terzi(ipotesi 1)di agevolare il buon esito delle Procedure o, meglio, di quella delle Procedure che ilBeneficiario andrà a formulare quale soluzione allo stato di crisi in cui si trova,fornendo agli Istituti creditori anche la garanzia riveniente dal presente atto, interesseche trova fondamento nella protezione del ceto creditorio e nella salvaguardiadell’attività di impresa, entrambe riconosciute dal nostro ordinamento, e che quindi èmeritevole di tutela da parte dell’ordinamento stesso.Gli effetti del vincolo di destinazione costituito col presente atto non potranno maiessere in contrasto con le disposizioni di legge che regolano le Procedure, con gli effettiprodotti dalle stesse e con la loro decorrenza.interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituito da terzi(ipotesi 2)di consentire il proseguimento della normale attività del Beneficiario, per quanto dettoin premessa, e comunque di agevolare il buon esito delle Procedure o, meglio, diquella delle Procedure che il Beneficiario andrà eventualmente a formulare qualesoluzione allo stato di crisi, interesse che trova il suo fondamento nella salvaguardiadell’attività di impresa e nella protezione del ceto creditorio, entrambe riconosciutedal nostro ordinamento e che quindi è meritevole di tutela da parte dell’ordinamentostesso.Gli effetti del vincolo di destinazione costituito col presente atto non potranno maiessere in contrasto con le disposizioni di legge che regolano le Procedure, con gli effettiprodotti dalle stesse e con la loro decorrenza._________________________________________________________________________________ Tizio e Caio riconoscono espressamente che linteresse alla cui realizzazione è direttala destinazione impressa all’Immobile è quindi meritevole di tutela, ex art. 2645 terc.c.. Art. 6 (Modalità di attuazione della destinazione)Le modalità di attuazione della destinazione sono le seguenti.ALCUNI ESEMPI: 31 32.
interesse riferibile ad enteLEnte Beneficiario potrà- utilizzare l’Immobile adibendolo a centro di accoglienza dei propri assistiti ovvero apropria sede ovvero come _______________- utilizzare l’immobile per lesercizio della propria attività istituzionale;- impiegare i redditi prodotti dall’Immobile per il raggiungimento dei propri finiistituzionali.etc.interesse per soddisfare esigenze abitative e di mantenimentoIl Beneficiario potrà (in via alternativa ed a propria discrezione):- detenere personalmente l’Immobile utilizzandolo per soddisfare le proprie esigenzeabitative;- impiegare i redditi prodotti dall’Immobile per i propri bisogni e quindi per il suomantenimento e sostegno economico, intendendosi con ciò il soddisfacimento di tuttele esigenze del Beneficiario per il perseguimento del suo benessere materiale espirituale, tenuto conto delle sue condizioni fisiche e psichiche ed in conformità allesue attuali abitudini ed al suo tenore di vita; a mero titolo esemplificativo e nonesaustivo, si indicano i seguenti obiettivi: la fornitura di vitto, alloggio e vestiarioadeguati; la frequenza di apposite strutture specializzate o l’assistenza di personalequalificato per il miglioramento delleducazione e per la formazione ed ilmantenimento di un adeguato livello culturale, nonché, più in generale, dellecondizioni fisiche e psichiche; l’integrazione, con una adeguata disponibilitàeconomica, di ogni forma pensionistica; lassistenza medica e sanitaria al fine digarantire adeguati livelli di protezione della salute, con ricoveri presso idonee struttureanche private ovvero mediante l’assistenza continua domiciliare di personalespecializzato infermieristico, nonché ogni consulenza da parte di personale medicospecialistico e la fornitura di medicine e articoli sanitari.interesse per soddisfare esigenze abitative e di mantenimento collegate a percorsi distudio e avviamento alla professione Il Beneficiario, al fine di essere agevolato nel continuare il percorso di studi iniziato,ovvero per intraprenderne un altro, fino alla laurea ed anche successivamente percorsi di specializzazione, e nell’avviare la propria attività professionale, potrà (in viaalternativa ed a propria discrezione):- detenere personalmente l’Immobile utilizzando per soddisfare le proprie esigenzeabitative;- impiegare i redditi prodotti dall’Immobile per i propri bisogni __________________________________________________________________________________________ 32 33.
Il Conferente:- nel caso in cui l’Immobile sia utilizzato come propria abitazione dal Beneficiario:dovrà porre in essere tutto quanto necessario onde consentire al Beneficiario il liberogodimento dell’Immobile e dovrà astenersi dal fare alcunché che tale godimento possaimpedire o limitare;- nel caso in cui il Beneficiario non abiti personalmente nell’Immobile: dovrà porre inessere tutto quanto necessario affinché l’Immobile produca un reddito adeguato edovrà astenersi dal fare alcunché che possa impedire o limitare la sua reddittività; ilConferente dovrà quindi destinare ogni rendita prodotta dall’Immobile alsoddisfacimento dei bisogni del Beneficiario e, in caso di esubero delle rendite rispettoai bisogni, è obbligato ad accantonare ogni eccedenza reddituale in vista di eventualisuccessive esigenze connesse alla destinazione.LImmobile ed i suoi frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione delladestinazione e quindi né il Conferente né il Beneficiario potranno utilizzare lImmobileed i suoi frutti con modalità e termini e per fini diversi da quelli qui stabiliti_______________________________________________________________________________________nel caso di interesse riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituitoda terziL’Immobile può essere alienato, in tutto o in parte, solo ed esclusivamente al fine didestinare il ricavato dalla vendita al soddisfacimento degli Istituti creditori e quindiesclusivamente al fine di soddisfare i Crediti.Il ricavato dalla vendita sarà ripartito fra i creditori nel seguente modo__________________ Al fine di consentire la migliore attuazione della destinazione, il Conferente rilascia agliIstituti di credito procura speciale per addivenire, in nome e per conto di essoconferente ed esclusivamente per le finalità della destinazione, alla venditadell’Immobile per consentire agli Istituti di credito di soddisfarsi, con il ricavato dallavendita, dei Crediti.La procura è rilasciata alle seguenti modalità: ______________________ 1616 In luogo della procura è probabilmente più consona alla fattispecie la nomina di un Gestore con poteri dirappresentanza, con conferimento allo stesso dell’incarico di procedere alla vendita dell’Immobile e di ripartire ilricavato fra gli Istituti di credito. 33 34.
Atto di destinazione con la presenza del Beneficiario Art. 7 (Accettazione)17Il Beneficiario accetta gli effetti favorevoli che ad esso derivano dalla destinazione eprende atto delle modalità e termini ai quali essa è disciplinata.Atto di destinazione senza la presenza del Beneficiario 18 Art. 7 (Notificazione al Beneficiario))Copia autentica del presente atto verrà notificata al Beneficiario, a mezzo di______________, a cura di me Notaio.Atto di destinazione riferibile a situazione di “crisi di impresa” con vincolo costituitoda terzi Art. 7 (Comunicazione al Beneficiario ed gli Istituti creditori)Copie autentiche del presente atto, unitamente alla nota di trascrizione del vincolo didestinazione, verranno inviate alla Società ed agli Istituti creditori, a cura di me Notaio,a mezzo di ______________ . Art. 8 (Decorrenza degli effetti fra le parti conseguenti alla destinazione)Atto con intervento del Beneficiario Gli effetti favorevoli per il Beneficiario che la destinazione produce decorrono dallasottoscrizione del presente atto.Atto senza la presenza del Beneficiario Il vincolo di destinazione costituito col presente atto resta sospensivamentecondizionato al mancato rifiuto da parte del Beneficiario degli effetti favorevoli che adesso ne derivano entro _________ 19 dalla notifica di cui al precedente Art. 7.Il rifiuto dovrà risultare da atto __________________Ai soli fini della ricezione dell’eventuale rifiuto da parte del Beneficiario, il Conferenteelegge domicilio presso lo studio di me Notaio posto a ___________________17 QUESITI NN. 17, 18 e 19 E BIBLIOGRAFIA N. 3 e 4.118 Benché l’atto costitutivo di vincolo di destinazione sia negozio unilaterale, è consigliabile che all’atto partecipianche il Beneficiario per accettare gli effetti favorevoli della destinazione che ad esso derivano e la relativadisciplina; ove non fosse possibile si consiglia la massima cautela e l’utilizzo di clausole di contenuto uguale osimilare a quelle proposte; fa eccezione il vincolo di destinazione costituito per interesse riferibile a situazione di“crisi d’impresa”.19 Congruo termine, non inferiore a 30 giorni. 34 Recommended
Clase Preescolar[1]
guest7cb6dc9
4maria Fernandamartinez Webquest Tarea01[1]