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Timestamp: 2019-06-16 11:49:48+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 24', 'art. 42', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2', 'art. 52']

Congedo straordinario: ultime sentenze
> L’esperto Pubblicato il 17 Marzo 2019
Congedo straordinario per l’assistenza al coniuge, al genitore o al figlio disabile; abuso del diritto e svolgimento altra attività lavorativa.
1 Congedo straordinario per l’assistenza al genitore disabile: spetta al figlio non convivente?
2 Assistenza del coniuge o del figlio portatore di handicap: diniego dell’indennità di maternità
3 Giudizio di idoneità al servizio
4 Computabilità ai fini previdenziali del congedo straordinario concesso al docente
5 Congedo straordinario per assistenza disabile e abuso del diritto
6 Fruibilità del congedo: scorrimento verso altri parenti o affini
7 Congedo straordinario per lo svolgimento di dottorato di ricerca
8 Lavoratore che non coabita con l’assistito
9 Astensione obbligatoria per gravidanza e congedo straordinario
10 Congedo straordinario per malattia e svolgimento altra attività lavorativa
Congedo straordinario per l’assistenza al genitore disabile: spetta al figlio non convivente?
La normativa sui congedi straordinari per l’assistenza di un familiare affetto da disabilità grave, contenuta nel D. Lg. 26 marzo 2001, n. 151, è viziata da illegittimità costituzionale nella parte in cui non prevede, all’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 che anche il figlio non convivente all’epoca della domanda, ma che intraprenderà successivamente la convivenza, possa fruire del congedo straordinario per assistere il genitore.
Corte Costituzionale, 07/12/2018, n.232
Assistenza del coniuge o del figlio portatore di handicap: diniego dell’indennità di maternità
Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 3, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non esclude dal computo di sessanta giorni immediatamente antecedenti all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro il periodo di congedo straordinario previsto dall’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151 del 2001, di cui la lavoratrice gestante abbia fruito per l’assistenza al coniuge convivente o a un figlio, portatori di handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge -quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).
Corte Costituzionale, 13/07/2018, n.158
Giudizio di idoneità al servizio
L’Amministrazione può richiedere il giudizio di idoneità al servizio nelle ipotesi di istanze presentate dal personale per congedo straordinario, aspettativa per motivi di salute, riconoscimento di dipendenza da causa di servizio di infermità, concessioni di equo indennizzo, ai fini della dispensa dal servizio per motivi di salute oppure, con motivazione adeguata, con riferimento a specifiche circostanze rilevate d’ufficio dalle quali emerga la necessità di tale giudizio.
Tar Roma, (Lazio) sez. I, 09/07/2018, n.7582
Computabilità ai fini previdenziali del congedo straordinario concesso al docente
In tema di congedo straordinario concesso al docente di liceo statale per il completamento di un dottorato di ricerca presso un’Università, l’art. 2 della legge n. 476/84 nel prevedere che il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza, non pone un obbligo all’Amministrazione di versare i contributi ma sancisce unicamente la computabilità ai fini previdenziali del periodo di congedo, secondo il meccanismo della contribuzione figurativa.
Tribunale Chieti sez. lav., 22/02/2018, n.73
Quanto ai soggetti legittimati al congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, d.lg. n. 151 del 2001 la norma in parola individua il seguente ordine di priorità non derogabile: 1) il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravità; 2) il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente; 3) uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; 4) uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; 5. un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
In tema di tutela della disabilità l’uso del diritto non conforme alla sua funzione configura un abuso del diritto e sussiste, nei confronti dell’Ente di previdenza erogatore del trattamento economico, un’indebita percezione dell’indennità ed uno sviamento dell’intervento assistenziale (si trattava di affine entro il primo grado che aveva chiesto il beneficio in presenza del figlio del disabile e proprio coniuge che aveva trasferito la propria residenza dalla abitazione del disabile successivamente al rigetto dell’istanza di congedo, ma anteriormente alla proposizione del ricorso giudiziario).
Tribunale Bari sez. lav., 30/05/2017
Fruibilità del congedo: scorrimento verso altri parenti o affini
La fruibilità del congedo straordinario per la cura di persona in condizione di disabilità grave è condizionata al rispetto dell’ordine di priorità — non derogabile — fissato all’art. 42, co. 5, d.lgs. n. 151/2001, in ragione del quale solo la mancanza naturale o giuridica dei soggetti legittimati ivi indicati giustifica lo scorrimento verso altri parenti o affini. (Nel caso di specie il Tribunale chiarisce che la ricorrente, in quanto nuora del soggetto da assistere, potrebbe subentrare solo ove i parenti più prossimi siano deceduti o totalmente inabili).
Congedo straordinario per lo svolgimento di dottorato di ricerca
In materia di pubblico impiego, in caso di congedo straordinario per lo svolgimento di corsi di dottorato di ricerca, al dipendente che risulti privo di borsa di studio spetta il trattamento retributivo in godimento, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della l. n. 476 del 1984, come modificato dall’art. 52, comma 57, della l. n. 448 del 2001, soltanto per i congedi successivi all’1 gennaio 2002, data di entrata in vigore di quest’ultima disposizione, e per la sola durata del corso, ove permanga in servizio presso l’amministrazione di provenienza per almeno un biennio dopo il conseguimento del dottorato, pena la restituzione degli importi percepiti.
Cassazione civile sez. lav., 03/05/2017, n.10695
Lavoratore che non coabita con l’assistito
In tema di congedi straordinari retribuiti per assistenza a familiari disabili, il concetto di “convivenza” e quello di “coabitazione” non possono essere ritenuti coincidenti, perché in tal modo si darebbe un’interpretazione restrittiva della disposizione che, oltre che arbitraria, sembra andare contro il fine perseguito dalla norma di agevolare l’assistenza degli handicappati; sarebbe incomprensibile escludere dai suddetti benefici il lavoratore che convive costantemente, ma limitatamente ad una fascia oraria della giornata, con il familiare handicappato al fine di prestargli assistenza in un periodo di tempo in cui, altrimenti, di tale assistenza rimarrebbe privo.
Cassazione penale sez. II, 16/02/2017, n.24470
Astensione obbligatoria per gravidanza e congedo straordinario
Una lettura costituzionalmente orientata delle norme, in relazione agli artt. 3, 37 e 97 Cost., impone di considerare che quella per gravidanza e puerperio è un’astensione obbligatoria, equiparabile a tutte quelle in cui è previsto un congedo straordinario « di diritto », e per tale ragione deve essere riconosciuta parità di corresponsione di emolumenti, anche in presenza di rapporto di lavoro pubblico « non contrattualizzato », come nella fattispecie.
Tar Roma, (Lazio) sez. I, 05/10/2016, n.10048
Congedo straordinario per malattia e svolgimento altra attività lavorativa
In caso di condotta del lavoratore che, considerate le circostanze del caso concreto, integra sicuramente una violazione degli obblighi di diligenza e di buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro, in chiara violazione dei criteri dell’etica professionale della categoria di appartenenza (nella specie, risultando che il lavoratore, mentre stava fruendo di un congedo straordinario per malattia, era stato trovato nell’intento di svolgere altra attività lavorativa), è esclusa in radice la necessità della preventiva affissione del codice disciplinare.
Corte appello L’Aquila sez. lav., 10/03/2016
Autore immagine: congedo straordinario di Di ESB Professional