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Timestamp: 2018-05-21 12:58:28+00:00
Document Index: 17412471

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 223', 'art. 216', 'art. 217', 'sentenza ', 'art. 17', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 36', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 108', 'art. 19', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 54', 'art. 4', 'art. 31', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 2495', 'sentenza ']

Commercialisti e Giuristi d'impresa - a cura di Victor Di Maria: 2015
AGENZIA DELLE ENTRATE, I DIRIGENTI DECADUTI E I CONTRIBUENTI NEL PALLONE.
La giurisprudenza assesta un colpo da KO tecnico ai contribuenti.
La Suprema Corte di Cassazione ha partorito tre sentenze, tutte depositate in data 9 novembre 2015, (sentenze numero 22800, 22803 e 22810), che sanciscono uno stop alla possibilità di eccepire il vizio di sottoscrizione degli avvisi di accertamento in sede di ricorso contro gli atti impositivi sottoscritti dai così detti “dirigenti decaduti”.
E' appena il caso di ricordare che la Corte Costituzionale, con la storica sentenza n. 37/2015, ha dichiarato illegittimi gli articoli 8 comma 24 del DL 16/2012, articolo uno, comma 14 del DL 150/2013 e articolo uno comma 8 del DL 192/2014, per violazione anche dell'articolo 97 della Costituzione, che dispone la regola del concorso per l’accesso alle cariche pubbliche.
La sentenza n. 22810 mette a fuoco, in breve, la “sorte” dei dirigenti decaduti e la validità degli atti da essi sottoscritti.
Riprendendo le parole della Corte, “non assume rilievo l’eventuale illegittimità del conferimento d’incarico al capo dell’ufficio siccome avvenuto in dipendenza di una norma regolamentare illegittima o, per quanto afferente, di una norma di legge dichiarata incostituzionale”.
Nella sentenza n. 22800 è stabilito che, ai sensi dell'articolo 42 del DPR 600/73, non appare necessario che il funzionario delegato alla sottoscrizione detenga la qualifica dirigenziale, ma è invece sufficiente che sia appartenente alla “carriera direttiva” (nella sentenza n. 22810, si specifica che quanto esposto vale non solo per il delegato ma pure per il delegante).
Per i contribuenti una piccola via di uscita deriverebbe dalla sentenza n. 22803 che ribadisce che quando il contribuente eccepisce la potenziale illegittimità della sottoscrizione, spetta all’ente impositore (Agenzia delle Entrate) fornire la prova circa la legittimità della stessa.
E' utile ricordare che non è agevole per il contribuente verificare se il delegato detenga il potere di "firma", e se esso sia stato conferito in maniera legittima.
Insomma, per concludere, la giurisprudenza, allo stato dell'arte, sembra chiudere la strada dei ricorsi contro i provvedimenti firmati "illegittimamente" da funzionari di uno Stato che, invece, dai contribuenti pretende sempre comportamenti legittimi.
Pubblicato da Victor Di Maria a 11/10/2015 02:22:00 PM Nessun commento:
BANCAROTTA - CARATTERISTICA PRINCIPALE DI ALCUNE FATTISPECIE (CASSAZIONE PENALE 20/7/2015)
IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SUL REATO DI BANCAROTTA.
La Corte di Cassazione, nella sentenza 30.7.2015 n. 33774, nell'escursus della decisione ha precisato, tra l’altro, che:
mentre è certamente consentita l’opera di consulenza e di intervento svolta da un avvocato o da un consulente contabile a favore di un imprenditore o di una società in dissesto, deve invece ritenersi illecito e penalmente rilevante il fatto del legale o del consulente che, essendo consapevole dei propositi dell’imprenditore, dia a questi consigli o suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni ai creditori o l’assista nella conclusione dei relativi negozi o svolga un’attività diretta a garantire l’impunità o che, comunque con il proprio aiuto e con le proprie preventive assicurazioni, favorisca o rafforzi l’altrui progetto delittuoso (cfr. Cass. n.49472/2013);
il reato di bancarotta impropria da reato societario, di cui all’art. 223 co. 2 n. 1 del RD 267/42, come riformato dal DLgs. 61/2002, sussiste anche quando la condotta abbia solo aggravato il dissesto già esistente (cfr. Cass. n. 17021/2013);
nel reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale il dolo è rappresentato dalla consapevolezza di dare ai beni della società fallita una destinazione diversa da quella dovuta sulla base della funzionalità dell’impresa, privando quest’ultima di risorse e di garanzie per i creditori (cfr. Cass. n. 44933/2011);
la bancarotta fraudolenta per “dissipazione”, ex art. 216 co. 1 n. 1 del RD 267/42 si distingue da quella di bancarotta semplice per consumazione del patrimonio in operazioni aleatorie o imprudenti, di cui all’art. 217 co. 1 n. 2 del RD 267/42, sia sotto il profilo oggettivo, per l’incoerenza, nella prima, nelle prospettive delle esigenze dell’impresa, delle operazioni poste in essere, che sotto il profilo soggettivo, per la consapevolezza dell’autore della condotta, sempre nella prima ipotesi, di diminuire il patrimonio della stessa per scopi del tutto estranei ad essa (cfr. Cass. n. 47040/2011).
La sentenza precisa la portata delle fattispecie e segna un punto di chiarezza sulla controversa materia.
Pubblicato da Victor Di Maria a 8/06/2015 03:25:00 PM Nessun commento:
IL MINISTERO DELL'ECONOMIA E FINANZE COMUNICA I DATI DELLE ENTRATE TRIBUTARIE DEL 1° SEMESTRE 2015
Nei primi sei mesi del 2015 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 194.364 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-335 milioni di euro, pari a -0,2%). Ai fini del confronto omogeneo tra il risultato registrato nel primo semestre del 2015 rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, è necessario tener conto del venir meno del gettito dell’imposta sostitutiva sui maggiori valori delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia, il cui versamento ammontava a 1.692 milioni di euro ed era previsto per il solo anno 2014. Al netto di questa entrata straordinaria del 2014, le entrate tributarie erariali presentano una crescita tendenziale del +0,7% (+1.357 milioni di euro).
Registrano un gettito complessivamente pari a 106.075 milioni di euro, in aumento dello 0,6% (+1.505 milioni di euro) rispetto agli stessi mesi del 2014.
L’introito dell’IRPEF cresce dello 0,7% (+577 milioni di euro) principalmente per effetto delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+3,8%) e di quelle dei lavoratori autonomi (+1,2%). In calo, invece, le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (–2,3%). Tale variazione negativa è tuttavia attribuibile al meccanismo di regolazione contabile del bonus degli 80 euro fino ad oggi corrisposto (1.000 milioni di euro), che per il settore pubblico avviene l’anno successivo a quello di attribuzione. Si registra infine un calo dei versamenti in autoliquidazione di 290 milioni; il risultato riflette gli effetti di alcuni provvedimenti previsti dalla legge di stabilità 2014 quali la rimodulazione delle detrazioni per i redditi di lavoro dipendente e la modifica delle aliquote di detrazione per interventi di efficienza energetica e ristrutturazione edilizia (rispettivamente 65% e 50% per le spese sostenute nel 2014). Inoltre si registra una diminuzione del 16 per cento dei contribuenti che hanno versato entro la scadenza di giugno ed un aumento del 5 per cento del versamento medio per contribuente rispetto ai dati dell’anno precedente.
L’IRES presenta un gettito di 9.225 milioni di euro (-596 milioni, pari al -6,1%). Questo risultato è determinato principalmente dal venir meno dei maggiori versamenti a saldo effettuati lo scorso anno a titolo di addizionale IRES (+8,5 punti percentuali per i soggetti che esercitano attività assicurativa, enti creditizi e finanziari - DL 133/2013). Il tributo era stato istituito per il solo anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 ed era affluito all’erario nel mese di giugno 2014 con la scadenza a saldo dell’IRES. L’incremento registrato sull’acconto (+1,2%) è indicativo di un miglioramento tendenziale dell’attività economica.
Tra le altre imposte dirette, aumenta dell’81,3% (+719 milioni di euro) il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze e del 92,8% (+532 milioni di euro) quello dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione. Il gettito di entrambe le imposte è sostenuto dagli incrementi delle aliquote di tassazione dei redditi di natura finanziaria, rispettivamente dal 20 al 26 per cento e dall’11,5 al 20 per cento, adottati per finanziare le misure di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha registrato una crescita di 1.077 milioni di euro (+26,8%) dovuta alla variazione di aliquota, dal 12,5 al 20 per cento prevista dal D. Lgs. n.44/2014, sulla tassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICVM (Organismo di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) di diritto estero. L’imposta sulle riserve matematiche del ramo vita assicurazioni presenta una crescita di 217 milioni di euro (+10,3%) per effetto dell’incremento nella raccolta premi nel 2014.
Il gettito ammonta a 88.289 milioni di euro con una diminuzione dell’1,0% (–917 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2014.
Si confermano in aumento le entrate dell’IVA che crescono di 747 milioni di euro (+1,5%) per effetto dell’andamento complessivamente positivo della componente relativa agli scambi interni e dei versamenti dovuti in base all’applicazione del meccanismo dello “Split Payment” [1] (+1,8%, pari a +744 milioni), mentre risulta stabile il gettito registrato dalle importazioni dai Paesi extra-UE (+3 milioni di euro).
Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) segnano un decremento di 368 milioni di euro (–3,2%). In flessione anche il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 1.234 milioni di euro (–981 milioni di euro, pari a –44,3%). Il meccanismo di versamento dell’imposta prevede rate di acconto mensili calcolate in base ai consumi dell’anno precedente e un saldo che viene versato l’anno successivo a quello di riferimento, entro fine marzo, in base ai consumi effettivi. Per effetto di tale meccanismo, la flessione del gettito registrata è stata determinata dalla variazione negativa del conguaglio versato a marzo 2015 sulla base dei consumi effettivi di tutto l’anno 2014, risultati inferiori a quelli del 2013.
Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 4,7% (+270 milioni di euro).
Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo risulta in aumento del 2,1% (+84 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–giugno 2015 corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.
[1] Si ricorda che la legge di stabilità 2015 ha introdotto il meccanismo dello “Split Payment” che prevede che le pubbliche amministrazioni versino direttamente all’Erario l’imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori.
Pubblicato da Victor Di Maria a 8/05/2015 06:24:00 PM Nessun commento:
CASSAZIONE: NON AL PRINCIPIO DEL "NE BIS IN IDEM" PER I MANCATI VERSAMENTI DEI CONTRIBUTI INPS
E' stato un tema fortemente dibattuto in varie aule di giustizia: inesistenza del principio del "NE BIS IN IDEM" in caso omessi versamenti di contributi INPS.
La controversia è sorta nel corso di un giudizio penale in cui un imprenditore è stato ritenuto colpevole del reato di omesso versamento dei contributi previdenziali dovuti ai lavoratori dipendenti ai sensi dell'articolo 2 del Dl 463/1983.
Pubblicato da Victor Di Maria a 8/04/2015 12:05:00 PM Nessun commento:
Split payment - Ambito soggettivo e oggettivo di applicazione
In base alle indicazioni di prassi, il nuovo meccanismo di applicazione dell’IVA previsto dall’art. 17-ter del DPR 633/72, denominato “split payment”, secondo cui l’obbligo di versare l’imposta relativa all’operazione effettuata dal fornitore nei confronti di un ente della pubblica amministrazione ricade sullo stesso ente pubblico, prevede alcune esclusioni.
La scissione dei pagamenti non si applica, infatti, alle operazioni documentate con scontrino o ricevuta fiscale; né nell’ipotesi in cui l’operazione, soggetta agli stessi obblighi di documentazione di cui sopra, venga certificata con fattura emessa su richiesta del cliente, a condizione, tuttavia, che siano stati emessi anche lo scontrino e la ricevuta fiscale.
Sono escluse dall’ambito di applicazione dello split payment anche le operazioni non imponibili, esenti, fuori campo IVA; quelle soggette a regimi speciali; quelle per le quali l’ente pubblico risulta debitore dell’imposta in base al reverse charge.
Pubblicato da Victor Di Maria a 7/20/2015 02:45:00 PM Nessun commento:
Società operanti nel settore immobiliare - Deducibilità degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione
Finalmente una pronuncia importante, sia pure di primo grado, per risolvere una querelle che ci ha visto impegnati a sostenere quello che i giudici hanno sentenziato.
La C.T. Prov. Milano, nella sentenza 959/1/2015 ha chiarito che gli oneri finanziari passivi scaturenti da finanziamenti assistiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione sono deducibili non solo per le "immobiliari di gestione", come da sempre affermato dall'Agenzia delle Entrate, bensì anche per tutte le altre società operanti nel settore immobiliare.
Sebbene la norma non faccia distinzioni di tipo soggettivo, l'Agenzia delle Entrate ha da sempre sostenutouna tesi diversa. Postula, a tal riguardo, le circolari 19/2009 e 37/2009 dell'agenzia delle Entrate che ha ristretto molto l'ambito soggettivo di applicazione della disciplina citata, limitandolo alle sole società immobiliari di gestione (SGR).
Tuttavia, la giurisprudenza di merito (cui si allinea la sentenza qui in commento), non condivide tale tesi e ritiene che l'esonero dal cosiddetto "test del Rol", per la deducibilità degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione, operi per tutte le società del settore immobiliare.
A conferma che la norma non prevedeva ciò che l'Agenzia delle Entrate aveva sostenuto nelle richiamate circolari, si evidenzia che il legislatore, con una norma del disegno di legge del decreto per l'internazionalizzazione delle imprese, intende modificare l'art. 36 co. 1 della L. 244/2007, limitandone espressamente l'applicazione alle società che svolgono in via effettiva e prevalente l'attività immobiliare.
Tale nuova norma in cantiere conferma che per il passato essa non prevedeva limitazioni soggettive.
"Pessima tempora, plurimae leges", o se si vuole, "Quod principi placuit legis habet vigorem".
Pubblicato da Victor Di Maria a 7/20/2015 02:23:00 PM Nessun commento:
Un'altra importante sentenza in tema di sponsorizzazioni per le Associazioni Sportive Dilettantistiche
Nella sentenza 29.4.2015 n. 3819/47/15, la C.T. Prov. di Milano ha affermato che le somme corrisposte alle associazioni sportive per la sponsorizzazione di un prodotto, di un marchio o di un'attività sono qualificabili come "spese di pubblicità" per il soggetto che le corrisponde, a condizione, tuttavia, che sia verificata la sussistenza di un regolare contratto tra le parti, nonché l'inerenza del costo sostenuto rispetto all'attività dell'impresa sponsorizzata.
Ciò consente di escludere l'assoggettamento di tali costi ai limiti di deducibilità di cui all'art. 108 del TUIR e ai limiti di detraibilità dell'IVA di cui all'art. 19 del DPR 633/72, previsti per le spese di rappresentanza.
Nella citata sentenza, la C.T. Prov. di Milano ha richiamato i principi espressi da Cass. 5.3.2012 n. 3433, secondo cui, in primo luogo, anche i costi sostenuti per la pubblicizzazione del marchio (non solo del prodotto) sono annoverabili fra le spese di pubblicità.
In secondo luogo, non è necessario che le attività di sponsorizzazione si traducano in un ritorno economico effettivo; è sufficiente che le suddette attività siano potenzialmente idonee a generare utili per lo sponsor.
Adesso attenderemo i termini per la verifica dell'eventuale costituzione in appello da parte dell'amministrazione finanziaria.
Pubblicato da Victor Di Maria a 7/07/2015 11:22:00 AM Nessun commento:
Bonus risparmio energetico anche su immobili non strumentali
Ci sono voluti anni di battaglia in contenzioso per raggiungere un importante traguardo.
Con sentenza della Commissione tributaria regionale n. 2459-12-2015 viene riconosciuto il bonus del 55% per risparmio energetico su immobili locati . diversamente da quanto finora indicato dall’Agenzia delle entrate .
Nella circolare 36 del 2007 infatti il Fisco chiariva che I i soggetti che svolgono attività di locazione immobiliare non si applica il beneficio poiché i fabbricati concessi in affitto rappresentano l’oggetto dell’attività d’impresa e non sono beni strumentali
Il tribunale ha invece specificato che la norma ( l. 296 2006 ) che ha introdotto la possibilità di recuperare il 55% (oggi 65%) delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica e il miglioramento termico degli edifici non specifica l'esclusione degli immobili non strumentali.
Pubblicato da Victor Di Maria a 6/29/2015 02:21:00 PM Nessun commento:
Entrambi i decreti sono in vigore dal 25 giugno 2015.
Sono eliminati i contratti "a progetto" e le associazioni in partecipazione (artt. 52 e 53) ed i contratti di lavoro "ripartito" (o "in coppia" o "job sharing"), di cui agli artt. 41-45 del D.Lgs. n. 276/2003 (art. 55, comma 1, lett. d)).
Con il «superamento» dei contratti «a progetto» e di associazione in partecipazione (artt. 52 e 53), sono previsti incentivi alla stabilizzazione delle collaborazioni autonome (art. 54).
Pubblicato da Victor Di Maria a 6/29/2015 01:25:00 PM Nessun commento:
Approvato il decreto legislativo sulla Riforma del sistema sanzionatorio penale e amministrativo a cura del Dott. Victor Di Maria
Il decreto legislativo ha l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio penale e amministrativo per tenere conto dei comportamenti che, seppure illeciti, sono comunque privi di elementi fraudolenti e quindi meno gravi.
Sono invece rese più severe le sanzioni penali in caso di comportamenti fraudolenti.
1) si mettono in atto operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente o artifizi per ostacolare l’attività di accertamento;
2) il contribuente si avvale di documenti falsi, fatture false o altri mezzi fraudolenti.
Viene rivista la soglia di punibilità del reato in riferimento all’ammontare dei ricavi non dichiarati, che deve essere superiore a 1,5 milioni di euro (anziché un milione).
Si configura la frode fiscale anche quando l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie che vengono portate in diminuzione dell’imposta, è superiore al 5% dell’imposta complessiva, o comunque a 30.000 euro.
la soglia di punibilità sale da 50.000 euro a 150.000 euro di imposta evasa.
Il reato scatta anche quando l’imponibile evaso supera i 3 milioni di euro (prima il limite era di 2 milioni) o comunque il 10% del totale dei ricavi. In questo caso il reato è punito con il carcere fino a 3 anni.
Il decreto dà attuazione al principio di proporzionalità delle risposta sanzionatoria di fronte a condotte illecite che riguardano le imposte dirette, l’iva e la riscossione dei tributi.
L’obiettivo è di graduare le sanzioni, anche riducendole per gli illeciti di più lieve disvalore.
Ad esempio, in caso di omessa dichiarazione, la sanzione è proporzionale al ritardo nell’adempimento.
Se la dichiarazione viene poi presentata entro il termine per la dichiarazione dei redditi successiva, la sanzione base è ridotta della metà.
Nei casi di condotte fraudolente, invece, la sanzione viene aumentata del 50%.
E’ prevista inoltre una riduzione di un terzo della sanzione base nel caso in cui la maggiore imposta accertata o il minore credito accertato siano complessivamente inferiori al 3% rispetto all’imposta o al credito dichiarato.
Pubblicato da Victor Di Maria a 6/28/2015 05:00:00 PM Nessun commento:
DECRETI LEGISLATIVI IN LETTURA PREVENTIVA: DELEGA FISCALE - riscossione
1 - Semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione
Per rispondere con maggiore velocità e snellezza di procedure alle esigenze dei contribuenti legate ad un contesto di grave congiuntura economica, viene espressamente stabilito che l’agente della riscossione concede la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino ad un massimo di 72 rate mensili, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in una situazione temporanea di difficoltà.
Pubblicato da Victor Di Maria a 6/28/2015 04:35:00 PM Nessun commento:
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/31/2015 11:29:00 PM Nessun commento:
Assicurazioni: dall’1 giugno addio all’attestato di rischio cartaceo
Dal 1° giugno il documento che attesta la classe universale di appartenenza dell’assicurato e il numero degli incidenti avuti negli ultimi anni, sarà solo online.
A partire da tale data, infatti, per tutti i contratti in scadenza dall’1 luglio, il nuovo “attestato dinamico” (in contrapposizione a quello “statico” cartaceo) sarà disponibile soltanto in formato elettronico e non sarà più inviato materialmente agli assicurati ma sarà depositato in una banca dati gestita dall’Ania, sotto il controllo dell’Ivass.
La compagnia “uscente”, oltre all’obbligo di depositare l’Adr nella banca dati comune, deve altresì mettere a disposizione del contraente l’attestato sul proprio sito internet (attivando un’apposita area riservata per i clienti), nonché, su richiesta dello stesso, via mail, mediante Whatsapp e altre applicazioni per smartphone o tablet e persino tramite Facebook.
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/31/2015 10:35:00 PM Nessun commento:
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/17/2015 02:32:00 PM Nessun commento:
Cartelle. Prova del contenuto della raccomandata....
Spetta al mittente dimostrare il contenuto della raccomandata e a questa regola non può sottrarsi Equitalia e Riscossione Sicilia SpA quando ha inviato la cartella di pagamento per posta e il contribuente contesta di averla ricevuta.
È quanto emerge dall’ordinanza 12 maggio 2015 n. 9533 della Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile T.
Gli ermellini hanno sostenuto che “l’onere di fornire la dimostrazione della corrispondenza tra atto notificato e atto invocato in giudizio compete a chi ha interesse a invocarne l’efficacia, nella specie di causa, appunto Equitalia”, tanto che, infatti, l’articolo 26, ultimo comma, onera l’agente della riscossione della conservazione quinquennale della cartella o della ricevuta di notifica.
Quando, poi, la cartella di pagamento è stata notificata con invio diretto della raccomandata postale, “l’avviso di ricevimento (alla stregua di qualsiasi atto pubblico) fa fede esclusivamente delle circostanze che ivi vi sono attestate, tra le quali non figura certamente la certificazione circa l’integrità dell’atto che è contenuto nel plico e men che meno la certificazione della corrispondenza tra l’originale dell’atto e la copia notificata”.
Ne deriva che è onere del mittente il plico raccomandato fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, sicché, in difetto di ciò, il presupposto dell’avvenuta notifica della cartella, nel caso di specie, “non avrebbe di certo potuto considerarsi raggiunto”.
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/17/2015 12:03:00 PM Nessun commento:
Pubblicato da Victor Di Maria a 5/17/2015 11:45:00 AM Nessun commento:
No ai Contributi richieste all'inail se non in regola con il DURC
Con la Nota del 7 aprile 2015, l’INAIL precisa che per la richiesta dei contributi per la realizzazione di progetti che migliorino i livelli di salute e sicurezza sul lavoro sono necessari, a pena di esclusione, regolarità contributiva e DURC.
Dunque le imprese che intendono richiedere i contributi INAIL devono, ai sensi dell’art. 4 dell’Avviso pubblico, essere obbligatoriamente in regola con gli obblighi assicurativi e contributivi, fatto salvo quanto previsto dall’art. 31, comma 8 e 8 bis, della Legge n. 98/2013 (semplificazioni in materia di DURC), per quanto riguarda l’invito alla regolarizzazione ed il pagamento diretto agli Enti previdenziali e assicurativi e alla Cassa Edile di quanto dovuto per le inadempienze contributive accertate.
Pubblicato da Victor Di Maria a 4/13/2015 07:28:00 PM Nessun commento:
Se i fabbricati sono locati, il reddito da essi derivanti sarà assoggettato sia ad IMU che alle imposte sui redditi.
In particolare, i fabbricati concessi in locazione potranno scontare:
IRPEF, qualora siano locati a tassazione ordinaria;
l’imposta sostitutiva, in caso di opzione da parte del locatore per la cedolare secca.
Come noto, il Legislatore con l’art. 3, D.Lgs. n. 23/2011 contenente “Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale” ha introdotto a decorrere dal 2011 la c.d. “cedolare secca”.
Il nuovo regime di tassazione “alternativo” rispetto a quello ordinario IRPEF è riservato alle persone fisiche in relazione ai redditi fondiari derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo.
Pubblicato da Victor Di Maria a 4/13/2015 01:10:00 PM Nessun commento:
Fabbricati ed effetto sostitutivo IMU-IRPEF. Il gioco delle tre carte.
Come per l’anno d’imposta 2013, anche per il 2014, in linea generale, l’IMU sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali dovute con riferimento ai redditi dei fabbricati non locati compresi quelli concessi in comodato d’uso gratuito.
A nulla rileva invece il versamento nel 2014 della TASI ai fini dell’effetto sostitutivo IRPEF.
Pertanto aver corrisposto TASI per un immobile esente IMU, non comporta esenzione ai fini IRPEF.
Inoltre, ai fini di una corretta tassazione IRPEF, come per il 2013 si dovrà tener conto dei fabbricati ad uso abitativo non locati e soggetti ad IMU situati nello stesso comune nel quale si trova l’abitazione principale.
Per tali immobili la loro incidenza per la formazione della base imponibile IRPEF/addizionali è nella misura del 50%.
Pubblicato da Victor Di Maria a 4/13/2015 12:53:00 PM Nessun commento:
Cancellazione delle società di capitali dal Registro delle Imprese - Effetto ai fini fiscali/contributivi - Novità del DLgs. 175/2014 - Irretroattività della norma (Cass. 2.4.2015 n. 6743)
Importante pronuncia della Suprema Corte di Cassazione sulla delicata questione della irretroattività delle norme sulla cancellazione delle società dal Registro delle Imprese (Post quem).
La Cassazione, con la sentenza del 2.4.2015 n. 6743, ha stabilito che è pacifico, salvo il limite quinquennale di "irrilevanza fiscale" operante per le richieste di cancellazione avvenute dal 13.12.2014, che la società cancellata dal Registro delle imprese è a tutti gli effetti estinta.
Per questa ragione, per le società la cui richiesta di cancellazione è stata presentata in un momento antecedente al 13.12.2014:
- se l'estinzione si verifica a processo instaurato, si verifica la successione nel processo a carico dei soci nella misura in cui, se si tratta di società di capitali, essi hanno riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione (art. 2495 c.c.);
- se l'estinzione si verifica prima della notifica dell'atto, questo è inesistente se rivolto nei confronti della società, per cui non produce effetti pure ove la società abbia presentato ricorso, dichiarato poi inammissibile per difetto di legittimazione del ricorrente.
Pubblicato da Victor Di Maria a 4/07/2015 04:14:00 PM Nessun commento:
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