Source: http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=1740aa8e56a84546b03689d73e4866c2
Timestamp: 2020-04-10 07:16:32+00:00
Document Index: 119363758

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 27', 'art.6', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 1', 'art.4', 'art. 27', 'art. 28', 'art. 2', 'art. 47', 'art. 115', 'art. 15', 'art. 43']

Approvazione Protocollo d'intesa sull'attività di teatro in carcere e per minori sottoposti a misure pensali e adempimenti conseguenti — E-R BUR 327/2016
la Regione Emilia-Romagna ispira la propria azione prioritariamente all’attuazione del principio di uguaglianza, di pari dignità delle persone e al superamento degli ostacoli di ordine economico, sociale e territoriale che ne impediscono l’effettiva realizzazione, nonché al rispetto della persona, della sua libertà, della sua integrità fisica e mentale e del suo sviluppo (Statuto della Regione Emilia-Romagna, art. 2 “Obiettivi”);
la Legge 26/7/1975 n. 354 “Norme sull’ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà”, e successive modifiche, che prevede:
- che il trattamento penitenziario dei condannati e degli internati ha carattere rieducativo e che tende, anche attraverso i contatti con l’ambiente esterno, al reinserimento sociale, prevedendo altresì che la comunità locale (privati, istituzioni o associazioni pubbliche o private) partecipi all’azione rieducativa svolta nei confronti degli stessi, in coerenza con l’art. 27 della Costituzione (artt. 1 e 27);
- che la “cella” è il “luogo del pernottamento”, garantendo le condizioni necessarie per un trattamento penitenziario conforme a umanità e dignità (art.6);
il Protocollo operativo integrativo del protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna per l’attuazione di misure volte all’umanizzazione della pena e al reinserimento sociale delle persone detenute, è stato approvato con propria deliberazione n.44 del 21 gennaio 2014;
nello stesso si richiama il “Protocollo d’intesa tra Ministero di Grazia e Giustizia e la Regione Emilia-Romagna” sottoscritto il 5 marzo 1998 (di cui alla propria deliberazione n.279/1998), in cui al punto E. della Parte Seconda “Attività trattamentali nei settori educativo, culturale, ricreativo e sportivo” si prevede di promuovere opportune iniziative educative, culturali, ricreative e sportive, sia nell'ambito del trattamento personalizzato di cui all'art. 1 della Legge 354/75, che nell'ambito di un possibile trattamento comune in relazione a bisogni specifici collettivi di determinate fasce di soggetti, così come previsto dall'art. 14 della stessa legge, valorizzando ed agevolando le iniziative indirizzate alla diminuzione del disagio all'interno degli istituti di pena, anche attraverso attività sperimentali mirate a promuovere e diffondere metodologie nuove nel contesto nazionale;
il Protocollo di intesa tra Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Regione Emilia-Romagna, Conferenza Regionale del Volontariato Giustizia e Regione Emilia-Romagna del 1/12/2003 rafforza l’impegno comune e la collaborazione per organizzare attività culturali, ricreative, sportive e formative nonché interventi nell’ambito del trattamento e del reinserimento sociale di persone comunque entrate nel circuito penale;
la Legge Regionale 19/2/2008 n.3 “Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli Istituti penitenziari della Regione Emilia-Romagna” favorisce all’art. 1 il recupero ed il reinserimento nella società delle persone assoggettate alle misure limitative privative della libertà personale e all’art.4 promuove interventi e progetti, intra ed extra murari, volti al sostegno ed allo sviluppo del percorso di reinserimento sociale dei detenuti;
nell’ambito del vigente Piano Sociale Sanitario è prevista la promozione e lo sviluppo di iniziative rivolte alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale finalizzate al miglioramento della qualità della vita in carcere;
l’attività teatrale rende possibile rivelare la tematica carceraria e della giustizia all’attenzione della cittadinanza per instaurare un rapporto diretto fra i detenuti ed il mondo esterno dal quale sono momentaneamente esclusi;
tale attività di teatro in carcere è ormai da più parti riconosciuta avere non solo carattere trattamentale nei confronti dei detenuti, bensì un’importante funzione di collegamento con la società, nella creazione di rapporti che consentano un miglioramento delle condizioni di vita, del superamento dei pregiudizi e dello stigma, non solo dei detenuti ma di tutto il personale coinvolto;
in data 24 marzo 2011 si è costituita l’Associazione Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna che ha come obiettivi il riconoscimento della dignità di lavoro dell’attività teatrale in carcere, l’educazione alla cura di sé e la crescita culturale dell’individuo attraverso la conoscenza e la pratica di forme artistiche che favoriscono l’interazione tra le diverse culture e lo sviluppo dei rapporti interpersonali;
la Regione Emilia-Romagna con propria deliberazione n. 448/2011 ha approvato la proposta di protocollo di intesa sull’attività di Teatro Carcere, poi condiviso e sottoscritto il 5/4/2011 anche dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e dall’Associazione Coordinamento Teatro Carcere, avente scadenza il 31/12/2015;
la Regione Emilia-Romagna, con la propria legge 5 luglio 1999 n. 13 “Norme in materia di spettacolo” e ss.mm., riconosce lo spettacolo, aspetto fondamentale della cultura regionale, quale mezzo di espressione artistica, di formazione, di promozione culturale, di aggregazione sociale e di sviluppo economico;
con proprie deliberazioni n.371 del 15/04/2015 e n. 994 del 20 luglio 2015, ha dapprima stabilito termini, modalità e procedure per la definizione delle Convenzioni con i soggetti attuatori per settori specifici dello spettacolo e successivamente ha approvato i progetti da finanziare attraverso convenzioni con i soggetti individuati;
tra questi soggetti vi era l’APS COORDINAMENTO TEATRO CARCERE EMILIA-ROMAGNA, in quanto rispondente ai requisiti previsti e in relazione al progetto di attività per l’anno 2015, rispondente agli obiettivi e rientrante nelle azioni prioritarie del Programma regionale, e nello specifico l’azione di coordinamento delle esperienze di Teatro Carcere attive sul territorio regionale e a promuovere visibilità e interazioni tra politiche culturali e sociali, come riconosciuto nell’allora vigente “Protocollo d’intesa sull’attività di teatro in carcere”;
per l’attuazione di quanto sopra descritto è stata sottoscritta una convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e l’APS COORDINAMENTO TEATRO E CARCERE, di cui RPI/2017/387 del 23/9/2015;
- il nuovo Programma regionale in materia di spettacolo, approvato dall’Assemblea legislativa con Delibera n. 59 del 2 febbraio 2016, che prevede che nel prossimo triennio 2016-2018, in riferimento alle attività teatrali, la Regione, tra le altre azioni, interverrà prioritariamente a sostegno del coordinamento e della promozione delle esperienze di teatro in carcere negli istituti penitenziari della regione, al fine di sviluppare le attività laboratoriali, produttive, nonché la promozione e la circuitazione degli spettacoli;
- la propria deliberazione n. 1110 dell'11 luglio 2016, avente ad oggetto “L.R. 13/99 - Art. 7 - Interventi nel settore dello Spettacolo - Approvazione progetti per il triennio 2016-2018. Approvazione dei contributi e delle convenzioni e assegnazione dei contributi per l'anno 2016. Approvazione graduatoria Residenze Artistiche.”, in cui si approva il progetto presentato dall'APS Coordinamento Teatro E Carcere, con cui si è in procinto di sottoscrivere una nuova convenzione per le attività del prossimo triennio;
- che con il Protocollo d’Intesa del 5 marzo 1998, il Ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna si impegnano a stabilire forme organiche di collaborazione con le associazioni di volontariato presenti nel territorio, promuovendo una cultura dell’intervento del volontariato e dell’associazionismo con l’obiettivo comune di realizzare moduli informativi, di formazione congiunta e di aggiornamento, propedeutici alla progettazione ed esecuzione di interventi coordinati, in particolare la parte prima “Interventi rivolti ai minori imputati di reato”;
- che il Protocollo Operativo del 27 gennaio 2004, per “Il coordinamento degli interventi rivolti ai minori imputati di reato” siglato tra la Regione Emilia-Romagna e il Centro di Giustizia Minorile per l’Emilia-Romagna sancisce la necessità di promuovere la collaborazione tra le istituzioni che a vario titolo si occupano di adolescenti al fine di attuare interventi volti allo sviluppo globale della personalità dei minori e alla prevenzione del disagio e della devianza giovanile, a migliorare la qualità della vita dei giovani e la loro partecipazione attiva alla convivenza sociale;
- che la L.R. 28 luglio 2008, n 14 “Norme in materia di politiche per le giovani generazioni” e ss.mm., all’art. 27, prevede "interventi a favore dei minori inseriti nel circuito penale" e all'art. 28 prevede "Protocolli d'intesa con il Ministero della Giustizia. Accordi con il terzo settore";
- che la L.R. 12 marzo 2003, n. 2 “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e ss.mm. prevede:
- all’art. 2, comma 2, che “Al fine di prevenire, rimuovere o ridurre le condizioni di bisogno e di disagio derivanti da limitazioni personali e sociali, da condizione di non autosufficienza, da difficoltà economiche, la Regione e gli Enti locali realizzano un sistema integrato di interventi e servizi sociali con il concorso dei soggetti della cooperazione sociale, dell'associazionismo di promozione sociale e del volontariato, delle Aziende pubbliche di servizi alla persona, delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, delle Fondazioni, degli Enti di patronato e degli altri soggetti di cui all'articolo 1, commi 4 e 5 della legge n. 328 del 2000;
- all’art. 47, comma 2, che “Il Fondo sociale regionale per le spese correnti operative è destinato inoltre ai Comuni singoli ed alle forme associative di cui all'articolo 16, alle Aziende unità sanitarie locali, alle Aziende pubbliche di servizi alla persona, Aziende speciali consortili ed ai soggetti privati senza scopo di lucro per il sostegno di programmi e iniziative volte alla promozione, prevenzione, innovazione e sperimentazione in ambito sociale, ad iniziative formative e di sensibilizzazione”.
Viste inoltre le circolari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria:
- n. GDP 0206745 2012 del 30/5/2012: Realizzazione del circuito regionale ex art. 115 D.P.R. 30/6/2000 n.230: linee programmatiche;
- circolare n. 3649/6099 - GDAP 026022-2013 del 22/7/2013: “Realizzazione circuito regionale ex art. 15 D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230: linee guida sulla sorveglianza dinamica”;
- nota provveditoriale n.22003 del 25/7/2013 “Umanizzazione della pena”;
- nota provveditoriale n. 770 del 24/7/2014: “Umanizzazione della pena: modalità gestionali dei reparti e dei soggetti per i quali siano necessarie particolari cautele.
Considerato che i mutamenti legislativi e le modificazioni intervenute nelle tipologie delle persone in esecuzione di pena e, conseguentemente, nei bisogni e nelle problematiche evidenziatisi nel corso dell’ultimo decennio, hanno reso necessario sia l’approvazione che la sottoscrizione, da parte delle Istituzioni pubbliche interessate, di nuove intese interistituzionali atte a sancire percorsi di collaborazione e di messa in rete delle risorse per meglio garantire i diritti delle persone in esecuzione di pena;
Ritenuto opportuno proseguire in tali attività, in quanto:
- dalla data di stipula del primo protocollo si è ampliato il numero delle carceri nelle quali sono attivi progetti di teatro carcere che fanno riferimento al più ampio progetto del Coordinamento (dal 2011 ad oggi si sono aggiunti gli istituti penali di Modena, Parma, Forlì);
- dalla valutazione condotta sulla prima esperienza sono emerse l’importanza e la necessità di un nuovo protocollo regionale rivolto a consolidare e potenziare le attività realizzate dalle realtà culturali che si occupano di teatro nelle carceri.
Considerato che la Regione Emilia-Romagna, in linea con le finalità previste negli artt. 27 e 28 della L.R. 14/2008, ha previsto nel corso degli anni contributi per la realizzazione di attività nei seguenti ambiti:
sviluppo del Progetto teatrale in Istituto penale minorile (IPM), attraverso attività laboratoriali;
sviluppo del progetto teatrale dedicato all’Area penale esterna (USSM e Comunità Ministeriale);
produzione e circuitazione di spettacoli teatrali realizzati con il coinvolgimento di minori e giovani adulti in carico ai Servizi di Giustizia Minorile;
promozione negli Istituti Superiori occasioni di riflessione e confronto sui temi della legalità e della Giustizia Minorile;
Ritenuto opportuno ai fini della miglior razionalizzazione e del coordinamento degli interventi di promozione del teatro rivolto a persone ristrette o comunque inserite nel circuito penale, addivenire alla definizione di un nuovo protocollo che comprenda oltre alle attività rivolte agli adulti anche quelle rivolte ai minori.
Visto il testo del Protocollo allegato, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, che definisce obiettivi e modalità dell’azione congiunta dei soggetti coinvolti, e che ha come scadenza prevista il 30 giugno 2019;
Dato atto che la proposta di protocollo d’intesa, la cui scadenza è prevista per il 30/6/2019, è finalizzata al conseguimento dei seguenti obiettivi:
- sviluppare programmi tesi al recupero ed al reinserimento sociale dei cittadini in esecuzione di pena e dei dimessi dal carcere, ed alla tutela del diritto alla salute intesa come benessere fisico, psichico e sociale, attraverso l’attività teatrale, il suo coordinamento e il potenziamento delle risorse pubbliche e private;
- riconoscere la dignità artistica, culturale e trattamentale dell’attività teatrale in carcere e la sua importante funzione di collegamento con la società per favorire il percorso di reinserimento sociale della persona detenuta;
- operare per la formazione e la produzione teatrale per un impiego e una valorizzazione del teatro come strumento e veicolo di conoscenza e crescita personale nelle realtà del carcere;
- promuovere il teatro in carcere come opportunità di cambiamento per i detenuti-attori e come mutamento delle modalità relazionali di chi vive l'esperienza del carcere, individuando soluzioni e percorsi efficaci per promuovere le diverse culture e incrementare l’inclusione sociale;
- promuovere percorsi di inserimento sociale, non escludendo la creazione di opportunità lavorative per i soggetti in esecuzione di pena, per un loro reingresso nella legalità attraverso la promozione dell'acquisizione di nuove competenze;
Dato atto inoltre che nel Protocollo si prevede la costituzione di un Tavolo tecnico regionale, finalizzato al coordinamento delle azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi concordati, e che sarà istituito con atto del Dirigente regionale competente;
Ritenuto pertanto opportuno approvare l’allegata proposta di “Protocollo d'intesa sull'attività di teatro in carcere e per minori sottoposti a misure penali”, parte integrante e sostanziale del presente atto, tra i seguenti soggetti:
- Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche di welfare e abitative, Assessorato alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità e Assessorato Politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro),
- Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche (P.R.A.P.),
- Centro per la Giustizia Minorile dell’Emilia-Romagna e Marche (C.G.M. di Bologna);
- Associazione Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna; Viste la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 e succ. mod.
- n. 56/2016 avente ad oggetto: “Affidamento degli incarichi di Direttore generale della Giunta regionale, ai sensi dell'art. 43 della L.R. n. 43/2001”;
- n. 270/2016 avente ad oggetto: “Attuazione prima fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;
- n. 622/2016 avente ad oggetto: “Attuazione seconda fase della riorganizzazione avviata con delibera 2189/2015”;
- n. 2416 del 29 dicembre 2008, avente ad oggetto “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007.” e ss.mm.;
Viste le disposizioni adottate in materia di trasparenza, di cui alla determinazione dirigenziale n. 12096/2016,
Su proposta dell'Assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità Massimo Mezzetti, dell’Assessore alle politiche di welfare e politiche abitative Elisabetta Gualmini e dell’Assessore a coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro Patrizio Bianchi
1. di approvare, sulla base di quanto indicato in premessa, la proposta di “Protocollo d'intesa sull'attività di teatro in carcere e per minori sottoposti a misure penali”, parte integrante e sostanziale del presente atto, tra i seguenti soggetti:
- Regione Emilia-Romagna (Assessorato Politiche di welfare e abitative, Assessorato alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità e Assessorato a Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro),
- Centro per la Giustizia Minorile dell’ Emilia-Romagna e Marche (C.G.M. di Bologna);
- Associazione Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna;
2. di dare mandato all'Assessore alla Cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità Massimo Mezzetti, all’Assessore alle Politiche di welfare e politiche abitative Elisabetta Gualmini e all’Assessore a Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro Patrizio Bianchi di sottoscrivere il suddetto protocollo d’intesa;
- all'istituzione ed all’individuazione dei componenti del Tavolo tecnico regionale provvederà il Dirigente regionale competente, sulla base delle differenti segnalazioni dei soggetti che sottoscrivono il Protocollo;
- le successive eventuali adesioni al Protocollo da parte di altri soggetti pubblici e privati che ne condividono i contenuti verranno recepite con successivi atti del Dirigente del Servizio regionale competente;
4. di dare atto che il predetto protocollo prevede che ognuna delle parti contraenti possa, sulla base di una comunicazione formale inviata con sei mesi di preavviso, porre termine all’intesa prima della sua scadenza fissata il 30/6/2019;
5. di stabilire che agli eventuali oneri derivanti dal presente atto si provvederà con propri successivi atti, compatibilmente con le risorse finanziarie e di bilancio disponibili;
7. di pubblicare integralmente la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.