Source: https://www.irpa.eu/gruppi-aree-ricerca/giustizia-amministrativa/affidamenti-in-house-il-consiglio-di-stato-rimette-varie-questioni-alla-cgue/
Timestamp: 2019-04-18 10:26:22+00:00
Document Index: 129241594

Matched Legal Cases: ['CGUE ', 'CGUE\n', 'art. 192', 'art. 192', 'art. 12', 'art. 4']

Affidamenti in house: il Consiglio di Stato rimette varie questioni alla CGUE | IRPA
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Con diverse ordinanze adottate tra il 7 e il 14 gennaio, il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea una serie articolata di questioni interpretative relative alla disciplina sugli affidamenti in house previsti dal Codice dei contratti pubblici e, in particolare, dall’art. 192, comma 2, di quest’ultimo.
Ad avviso dei giudici di Palazzo Spada, in particolare, rilevano due questioni:
(i) Deve essere rimessa alla Corte di giustizia Ue la questione se il diritto dell’Unione europea (e segnatamente il principio di libera amministrazione delle autorità pubbliche e i principio di sostanziale equivalenza fra le diverse modalità di affidamento e di gestione dei servizi di interesse delle amministrazioni pubbliche) osti a una normativa nazionale (come quella dell’art. 192, comma 2, del ‘Codice dei contratti pubblici, approvato con d.lgs. n. 50 del 2016) il quale colloca gli affidamenti in house su un piano subordinato ed eccezionale rispetto agli affidamenti tramite gara di appalto: i) consentendo tali affidamenti soltanto in caso di dimostrato fallimento del mercato rilevante, nonché ii) imponendo comunque all’amministrazione che intenda operare un affidamento in regìme di delegazione interorganica di fornire una specifica motivazione circa i benefìci per la collettività connessi a tale forma di affidamento.
Deve essere rimessa alla Corte di giustizia Ue la questione se il diritto dell’Unione europea (e in particolare l’art. 12, paragrafo 3 della Direttiva 2014/24/UE in tema di affidamenti in house in regìme di controllo analogo congiunto fra più amministrazioni) osti a una disciplina nazionale (come quella dell’art. 4, comma 1, del Testo Unico delle società partecipate, approvato con d.lgs. n. 175 del 2016) che impedisce a un’amministrazione pubblica di acquisire in un organismo pluriparecipato da altre amministrazioni una quota di partecipazione (comunque inidonea a garantire controllo o potere di veto) laddove tale amministrazione intende comunque acquisire in futuro una posizione di controllo congiunto e quindi la possibilità di procedere ad affidamenti diretti in favore dell’Organismo pluripartecipate.
Leggi la trattazione integrale delle questioni.