Source: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1180.htm
Timestamp: 2018-01-16 17:24:59+00:00
Document Index: 66272950

Matched Legal Cases: ['art. 128', 'art. 124', 'art. 101', 'art. 124', 'art. 124', 'art. 127', 'art. 128', 'art. 125', 'art. 128', 'art. 128', 'art. 101', 'art. 127', 'art. 97', 'art. 130']

Concordato fallimentare – Limitazione della proposta ai creditori insinuati – Deposito del ricorso per ammissione tardiva di credito – Rilevanza – Notifica al curatore – Irrilevanza.Concordato fallimentare – Computo dei crediti ammessi al voto – Determinazione dell’ammontare del credito ipotecario non capiente – Criteri - Valore nominale del credito – Rilevanza.Concordato fallimentare – Votazione contemporanea di più proposte – Criteri di interpretazione del voto – Rilevanza della dichiarazione di dissenso.Concordato fallimentare – Equivalenza del voto nullo alla dichiarazione di dissenso – Rilevanza del voto esclusivamente quale manifestazione contraria all’approvazione. Concordato fallimentare – Revoca o modifica del voto – Termine fissato per la votazione – Ammissibilità.Concordato fallimentare – Mutamento nella titolarità di credito ammesso al passivo – Insinuazione tardiva – Necessità.Concordato fallimentare – Diritto al voto – Mutamento nella titolarità di credito ammesso al passivo – Mancanza di insinuazione al passivo del nuovo titolare – Legittimazione al voto dell’originario creditore - Sussistenza.Concordato fallimentare – Omologazione delle proposta – Potere del tribunale di valutare la convenienza della proposta – Esclusione.
documento 1180/2008
Massimario, art. 128 l. fall.
Tribunale di Mantova 1 aprile 2008, Pres. Rel. Mauro Bernardi.
Concordato fallimentare – Computo dei crediti ammessi al voto – Determinazione dell’ammontare del credito ipotecario non capiente – Criteri - Valore nominale del credito – Rilevanza.
Concordato fallimentare – Diritto al voto – Mutamento nella titolarità di credito ammesso al passivo – Mancanza di insinuazione al passivo del nuovo titolare – Legittimazione al voto dell’originario creditore - Sussistenza.
L’art. 124 u.c. l.f., come novellato dal d. lgs. 5/06, nel consentire al ricorrente di limitare la responsabilità ai creditori che hanno proposto domanda di insinuazione tardiva al momento della proposta deve ritenersi faccia riferimento al deposito del ricorso ex art. 101 l.f. in cancelleria non essendo invece richiesta la notifica dello stesso al curatore sia in virtù del dato letterale sia perché costituisce principio generale dell’ordinamento quello secondo cui, nei procedimenti che s'instaurano con ricorso, la pendenza della lite è determinata dalla data di deposito di tale atto. (mb)
Ove, ai fini della determinazione dell’ammontare dei crediti ammessi al voto, si debba determinare l’importo del credito vantato dal creditore ipotecario non capiente e quindi degradato al chirografo, nel caso di proposta che preveda il soddisfacimento parziale di un creditore privilegiato ai sensi dell’art. 124 III co. l.f., si deve avere riguardo al valore nominale del credito che presumibilmente rimarrebbe insoddisfatto calcolando quanto residua detratto l’importo già distribuito con precedente riparto parziale giacché solo per tale somma il creditore è ancora tale e può venire a subire un concreto pregiudizio dall’approvazione del concordato, mentre non si può tener conto del presumibile importo delle spese (generali e particolari) imputabili a tale credito sia perché di ciò non fa menzione l’art. 124 l.f., laddove l’art. 127 l.f. (che, in generale, regola la partecipazione al voto) fa riferimento unicamente ai creditori indicati nello stato passivo, sia perché è necessario trattare in modo omogeneo tutti i creditori. (mb)
Nel caso in cui più proposte vengano messe contemporaneamente in votazione, il voto non espresso dal singolo creditore deve intendersi come favorevole per entrambe sia perché il legislatore ha attribuito rilievo unicamente alla dichiarazione di dissenso sia in considerazione del dato letterale della norma di cui all’art. 128 l.f. sia infine perché non v’è alcuna contraddizione ad ammettere che un creditore possa esprimersi contemporaneamente a favore di più proposte in gara potendo comunque entrambe soddisfare il suo interesse. (mb)
Nell’ipotesi in cui un voto venga considerato nullo, il creditore che lo ha espresso va considerato consenziente atteso che, ai sensi dell’art. 125 l.f., il voto viene richiesto unicamente per far esprimere ai creditori la dichiarazione di dissenso con la conseguenza che può assumere rilievo solo quello diretto ad esprimere in modo inequivocabile una manifestazione contraria all’approvazione. (mb)
Possono prendersi in considerazione solo i voti o le manifestazioni di revoca o modifica di quelli originariamente espressi che pervengano in cancelleria entro il termine fissato per la votazione dal giudice delegato, essendo irrilevante ogni manifestazione successiva ciò desumendosi a) dalla regola del silenzio-assenso enunciata dall’art. 128 l.f.; b) dal fatto che la possibilità di manifestazioni tardive di voto non è stata prevista dal legislatore; c) dalla circostanza che la variazione del numero dei creditori ammessi o dell’ammontare dei crediti che avvenga dopo la scadenza non influisce sul calcolo della maggioranza. (mb)
Anche nel sistema introdotto dal d. lgs 5/06 il subingresso di un soggetto ad un altro nella titolarità di un credito concorsuale già ammesso al passivo non dispensa il nuovo creditore dall'onere di presentare domanda di insinuazione tardiva dovendosi in proposito ritenere che la norma di cui all’art. 128 u.c. l.f. contenga solamente la disciplina di carattere sostanziale mentre, per quella processuale, continui a valere, ratione temporis ed in difetto di specifico richiamo alla disciplina introdotta con il d. lgs. 5/06, il disposto di cui all’art. 101 l.f. nel testo introdotto dal r.d. 267/42 non essendo sufficiente la mera notifica della cessione al curatore. (mb)
Poiché ai sensi dell’art. 127 l.f. hanno diritto di partecipare al voto (nel caso di proposta concordataria presentata dopo il decreto di esecutività dello stato passivo) i creditori indicati nello stato passivo reso esecutivo ex art. 97 l.f. (nonché, deve ritenersi, anche quelli successivamente ammessi ex artt. 98 e 101 l.f. nonostante l’infelice formulazione della norma), nel caso di subingresso di un creditore ad un altro in corso di procedura senza che il nuovo titolare si sia insinuato al passivo del fallimento, legittimato ad esprimere il voto nel concordato rimane l’originario creditore insinuato al passivo. (mb)
Al tribunale in sede di omologazione del concordato fallimentare spetta di verificare la regolarità della procedura e l’esito del voto mentre, salva l’ipotesi del cram down, non gli compete alcuna valutazione in ordine alla convenienza della proposta approvata ciò desumendosi dalla eliminazione di siffatto criterio già al momento della proposizione del ricorso nonché dalla soppressione -contenuta nel previgente testo dell’art. 130 l.f.- del riferimento all’esame del merito delle proposte. (mb)