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Timestamp: 2019-07-22 18:05:15+00:00
Document Index: 155816467

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 2359', 'art. 11', 'art. 113', 'art. 11', 'art. 7', 'art. 13', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 30', 'art. 17', 'art. 21', 'art. 21', 'art. 36', 'art. 20', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 37', 'art. 7', 'art. 71', 'art.1']

La L. n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017) ha introdotto nel D.P.R. n. 633/1972 il nuovo Titolo V-bis (artt. da 70-bis a 70-duodecies) che disciplina il gruppo IVA, in recepimento dell’art. 11 della Direttiva n. 2006/112/CE, in base al quale gli Stati membri dell’Unione europea possono considerare come un unico soggetto passivo d’imposta le persone stabilite nel territorio dello stesso Stato membro che siano giuridicamente indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi.
Possono avvalersi del nuovo regime i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, esercenti attività d’impresa, arte o professione, per i quali ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico ed organizzativo nel prosieguo descritti.
È, invece, espressamente previsto che non possono partecipare al gruppo IVA:
le stabili organizzazioni all’estero di soggetti passivi con sede dell’attività in Italia;
i soggetti la cui azienda sia sottoposta a sequestro giudiziario, fermo restando che, in caso di pluralità di aziende, l’esclusione opera anche se oggetto di sequestro è una sola di esse;
i soggetti sottoposti a fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;
Le società neocostituite, se hanno posto in essere atti idonei a manifestare l’intenzione di esercitare un’attività economica, possono optare per l’adesione al Gruppo IVA, in quanto anche l’intenzione di avviare un'impresa, resa oggettivamente evidente dall’effettuazione di spese di investimento o di attività programmatorie, è idonea ad attribuire all'imprenditore la qualifica di soggetto passivo (principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 7).
Sono esclusi dalla nuova disciplina (circolare dell’Agenzia delle Entrate 31 ottobre 2018, n. 19):
• gli enti non commerciali per le attività istituzionali svolte, compresi gli enti pubblici per le funzioni esercitate in veste di pubblica autorità, anche ove a fronte delle stesse percepiscano diritti, canoni, contributi o retribuzioni;
• i consorzi con mera rilevanza interna;
• le holding pure o statiche, vale a dire le società aventi quale unico scopo la detenzione di partecipazioni, che si limitano ad amministrare in senso statico le quote possedute, senza interferire nella gestione dei soggetti partecipati.
Vincoli finanziario, economico ed organizzativo
Il vincolo finanziario tra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato si considera sussistente quando, ai sensi dell’art. 2359, comma 1, n. 1), c.c. e almeno dal 1º luglio dell’anno solare precedente:
tra detti soggetti esiste, direttamente o indirettamente, un rapporto di controllo;
detti soggetti sono controllati, direttamente o indirettamente, dal medesimo soggetto, purché residente nel territorio dello Stato, ovvero in uno Stato con il quale l’Italia ha stipulato un accordo che assicura un effettivo scambio di informazioni.
Tenuto conto che nella definizione di vincolo finanziario occorre fare riferimento dalla nozione generale di controllo cd. “di diritto”, diretto e indiretto, di cui al primo comma, n. 1), dell’art. 2359 c.c., secondo cui “sono considerate società controllate (...) le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria”, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che deve ritenersi preclusa la partecipazione al Gruppo IVA, in veste di controllati, ai soggetti passivi IVA non costituiti in forma societaria. Per essi, infatti, non possono trovare applicazione le regole riguardanti l’esercizio del diritto di voto in base alla disciplina dell’art. 2359, comma, n. 1), c.c. (principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 4).
Il vincolo finanziario ha preminenza rispetto agli altri vincoli, presumendo l’esistenza anche dei vincoli economico e organizzativo e, al fine di dimostrare l’insussistenza dei suddetti vincoli, occorre presentare un’istanza di interpello preventivo ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. b), della L. n. 212/2000 (Statuto del contribuente).
Chi opta per la costituzione del Gruppo IVA entro il 30 settembre – determinando l’attivazione del regime a partire dal 1° gennaio successivo – deve dimostrare il possesso del vincolo finanziario a decorrere dal 1° luglio immediatamente precedente. Chi esercita l’opzione dal 1° ottobre al 31 dicembre – determinando l’attivazione del regime a partire dal secondo anno successivo, deve dimostrare il possesso del vincolo finanziario a partire dal momento dell’esercizio dell’opzione, non occorrendo, in tale ipotesi, la prova della sussistenza del vincolo dal 1° luglio dell’anno precedente al momento dell’esercizio dell’opzione (circolare n. 19/E/2018).
Il vincolo economico tra soggetti stabiliti nel territorio dello Stato si considera sussistente in caso di svolgimento:
di un’attività principale dello stesso genere,
di attività complementari o interdipendenti;
di attività che avvantaggiano, pienamente o sostanzialmente, uno o più di essi.
Non può essere attribuito valore determinante all’indicazione effettuata mediante gli appositi codici ATECO in sede di dichiarazione di inizio attività, dovendosi invece fare riferimento alle attività indicate, quale oggetto sociale, nell’atto costitutivo, le quali rilevano quali attività “principali” e “dello stesso genere” esercitabili, anche potenzialmente, dall’operatore economico, a prescindere dalla circostanza che, di fatto, una o più delle attività proprie dell’oggetto sociale non vengano, in ipotesi, momentaneamente esercitate (principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 5).
Il vincolo economico si considera in ogni caso insussistente per i soggetti per i quali il vincolo finanziario ricorre in dipendenza di partecipazioni acquisite nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero di crediti o derivanti dalla conversione in azioni di nuova emissione dei crediti verso le imprese in temporanea difficoltà finanziaria (di cui all’art. 113, comma 1, del TUIR). La presunzione può essere, però, superata presentando un’istanza di interpello preventivo ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. b), della L. n. 212/2000 (Statuto del contribuente).
Infine, il vincolo organizzativo si considera sussistente tra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato quando esiste un coordinamento, in via di diritto o di fatto, tra gli organi decisionali degli stessi, anche se svolto da un altro soggetto.
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 54 del 10 luglio 2018, ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di presentazione delle istanze di interpello finalizzate all’esclusione o all’inclusione dei soggetti passivi nel Gruppo IVA.
• l’istanza di interpello può essere presentata – sia dal soggetto IVA rispetto al quale si voglia dimostrare l’insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo o la sussistenza di quello economico, sia dal rappresentante del Gruppo IVA costituendo o costituito – anche anteriormente alla costituzione del Gruppo IVA, in quanto il previo esercizio dell’opzione per l’adesione a tale regime non è una condizione per la valida presentazione dell’interpello;
• ai fini della regolare presentazione dell’istanza, è richiesta la sottoscrizione sia del rappresentante del Gruppo IVA costituito o del futuro rappresentante del Gruppo IVA costituendo, sia del membro di cui si vuole provare il difetto o il possesso di un requisito di partecipazione. La duplice sottoscrizione è funzionale alla rappresentazione complessiva della rete dei soggetti passivi interessati alla formazione del Gruppo IVA, che solo il rappresentante può fornire;
• al fine, tuttavia, di evitare procrastinamenti dei termini di risposta in conseguenza di richieste di regolarizzazione ed agevolare la programmazione degli operatori economici che in ragione dell’interesse all’attivazione del regime a decorrere dal 1° gennaio 2019 hanno già inoltrato i loro interpelli, sino 10 luglio 2018 (data di pubblicazione della risoluzione n. 54/E/2018) si considerano validamente presentate anche le istanze sottoscritte unicamente dal membro del Gruppo IVA costituendo e non anche dal futuro rappresentante;
• la presentazione dell’istanza di interpello da parte del futuro rappresentante non obbliga quest’ultimo all’esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo IVA e che, per esigenze di semplificazione e per agevolare valutazioni complessive, è ammessa la presentazione di un’unica istanza per l’esclusione di più soggetti dallo stesso Gruppo IVA o per l’inclusione nel medesimo.
Il gruppo IVA è costituito a seguito dell’opzione esercitata da tutti i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato per i quali ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo (cd. “all-in, all-out principle”). In caso di mancato esercizio dell’opzione da parte di uno o più di tali soggetti:
L’opzione è vincolante per un triennio e si rinnova automaticamente per ciascun anno successivo finché non sia esercitata la revoca, con possibilità per il gruppo di cessare a partire dall’anno successivo a quello in cui viene accertato il mancato esercizio dell’opzione da parte di uno dei soggetti per il quale ricorrono i vincoli finanziario, economico e organizzativo.
Il rappresentante del gruppo deve presentare un’apposita dichiarazione ai fini dell’esercizio dell’opzione, nel quale vanno indicati:
i dati identificativi del rappresentante del gruppo IVA e dei soggetti partecipanti al gruppo medesimo;
l’attestazione della sussistenza, tra i soggetti partecipanti al gruppo, dei vincoli finanziario, economico e organizzativo;
la sottoscrizione del rappresentante di gruppo, che presenta la dichiarazione, e degli altri soggetti partecipanti al gruppo IVA.
La dichiarazione contiene anche le eventuali opzioni per la separazione delle attività e per la dispensa degli adempimenti previsti per le operazioni esenti, di cui, rispettivamente, agli artt. 36 e 36-bis del D.P.R. n. 633/1972. Ai fini dell’esercizio di tali opzioni, la dichiarazione può essere integrata entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui ha effetto la costituzione del gruppo IVA.
L’opzione ha effetto dall’anno successivo, se la dichiarazione è presentata tra il 1° gennaio e il 30 settembre, oppure dal secondo anno successivo se la dichiarazione è presentata dal 1° ottobre al 31 dicembre.
L’art. 7 del D.M. 6 aprile 2018 ha, tuttavia, stabilito che, in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, se la dichiarazione di costituzione del gruppo IVA è presentata entro il 15 novembre 2018, l’opzione ha effetto dal 2019, mentre la dichiarazione presentata dal 16 novembre al 31 dicembre 2018 implica che l’opzione abbia effetto dal 2020.
L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento n. 215450 del 19 settembre 2018, ha approvato il Modello AGI/1, con le relative istruzioni, che deve essere utilizzato per l’esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo da parte del rappresentante del Gruppo, che presenta la dichiarazione, e dei soggetti partecipanti al Gruppo medesimo.
Il modello è utilizzato anche per comunicare:
le opzioni contabili, per l’esercizio delle opzioni di cui agli artt. 36 e 36-bis del D.P.R. n. 633/1972;
l’inclusione/esclusione partecipante, nel caso in cui si verifichi l’ingresso o la cessazione del partecipante al Gruppo;
il subentro di un nuovo rappresentante, sia nel caso in cui il rappresentante del Gruppo cessi di far parte del Gruppo senza che vengano meno gli effetti dell’opzione per gli altri partecipanti, sia nel caso in cui il precedente rappresentante non cessi di partecipare al Gruppo;
la variazione della denominazione del Gruppo o delle attività esercitate, indicate in sede di opzione;
la revoca dell’opzione, che opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al Gruppo;
la cessazione del Gruppo, nel caso in cui venga meno la pluralità dei soggetti partecipanti.
Il modello, sottoscritto da tutti i partecipanti, è presentato dal rappresentante del Gruppo IVA utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La sottoscrizione e la presentazione avvengono esclusivamente in modalità telematica diretta, tramite l’applicazione web disponibile nell’area autenticata del sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
Il modello, predisposto dal rappresentante del Gruppo IVA, viene reso disponibile ad ogni partecipante nella propria area autenticata. La sottoscrizione viene effettuata da ciascun partecipante, utilizzando l’apposita funzionalità dell’applicazione web; per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene effettuata per il tramite dei “gestori incaricati” ovvero degli “incaricati”, questi ultimi preventivamente autorizzati ad operare sulle funzioni per la gestione del Gruppo IVA. Completata la sottoscrizione da parte di tutti i partecipanti, il rappresentante può sottoscrivere a sua volta e inviare la dichiarazione.
Con l’opzione per la costituzione del gruppo IVA, i partecipanti perdono la propria autonomia soggettiva ai fini dell’IVA, con la conseguenza che:
le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra partecipanti del gruppo non sono considerate cessioni di beni e prestazioni di servizi rilevanti ai fini dell’applicazione dell’IVA;
le operazioni effettuate da un soggetto passivo membro del gruppo IVA nei confronti di un soggetto estraneo si considerano effettuate dal gruppo IVA;
le operazioni effettuate nei confronti di un soggetto partecipante a un gruppo IVA da un soggetto che non ne fa parte si considerano effettuate nei confronti del gruppo IVA.
La L. n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) ha ulteriormente previsto che:
le operazioni effettuate da una sede o da una S.O. partecipante a un Gruppo IVA nei confronti di una sua S.O. o della sua sede situata all'estero si considerano effettuate dal Gruppo IVA nei confronti di un soggetto che non ne fa parte;
le operazioni effettuate nei confronti di una sede o di una S.O. partecipante a un Gruppo IVA da una sua S.O. o dalla sua sede situata all'estero si considerano effettuate nei confronti del Gruppo IVA da un soggetto che non ne fa parte;
le operazioni effettuate nei confronti di una sede o di una S.O. partecipante a un Gruppo IVA, costituito in un altro Stato membro dell'UE, da una sua S.O. o dalla sua sede situata nel territorio dello Stato si considerano effettuate nei confronti del Gruppo IVA costituito nell'altro Stato membro da un soggetto che non ne fa parte;
le operazioni effettuate da una sede o da una S.O. partecipante a un Gruppo IVA, costituito in un altro Stato membro dell'UE, nei confronti di una sua S.O. o della sua sede situata nel territorio dello Stato si considerano effettuate dal Gruppo IVA costituito nell'altro Stato membro nei confronti di un soggetto che non ne fa parte.
Per tali operazioni, la base imponibile, in presenza di un corrispettivo, è determinata secondo le regole ordinarie di cui all’art. 13, commi 1 e 3, del D.P.R. n. 633/1972.
L’efficacia temporale delle nuove disposizioni decorre dal 1° gennaio 2018, ma è il caso di osservare che, di fatto, per i gruppi IVA nazionali, l’estensione operata dalla Legge di Bilancio 2018 troverà applicazione concreta soltanto dal 1° gennaio 2019, in quanto la possibilità di aderire alla disciplina del gruppo IVA in Italia è rinviata a tale data.
Gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione delle norme in materia di IVA sorgono direttamente in capo al gruppo IVA e sono, rispettivamente, adempiuti ed esercitati dal rappresentante di gruppo.
Le eccedenze detraibili risultanti dalla dichiarazione annuale relativa all’anno precedente rispetto a quello di partecipazione al gruppo IVA non si trasferiscono al gruppo e possono essere richieste a rimborso anche in mancanza degli specifici presupposti, ovvero compensate orizzontalmente.
Tale regola non si applica, tuttavia, per quella parte dell’eccedenza detraibile che è pari ai versamenti IVA effettuati con riferimento a tale precedente anno.
Il rappresentante del gruppo deve comunicare la revoca dell’opzione mediante apposita dichiarazione, sottoscritta anche dagli altri soggetti partecipanti ed ha effetto anche nei riguardi degli altri partecipanti.
Se la dichiarazione di revoca dell’opzione è presentata dal 1° gennaio al 30 settembre, la revoca ha effetto a decorrere dall’anno successivo. Se, invece, la dichiarazione è presentata dal 1° ottobre al 31 dicembre, la revoca ha effetto a decorrere dal secondo anno successivo.
Il rappresentante di gruppo è il soggetto che esercita sugli altri partecipanti al gruppo IVA il controllo di diritto (vincolo finanziario). Ove tale soggetto sia impossibilitato ad esercitare l’opzione, tale figura è assunta dal partecipante con volume d’affari o ammontare di ricavi più elevato nel periodo precedente alla costituzione del gruppo medesimo.
Se il rappresentante del gruppo cessa di far parte del gruppo IVA senza che vengano meno gli effetti dell’opzione per gli altri partecipanti, subentra quale rappresentante di gruppo il soggetto che, rispetto all’ultima dichiarazione presentata, abbia il volume d’affari o l’ammontare di ricavi più elevato. La sostituzione ha effetto dal giorno successivo alla cessazione del precedente rappresentante di gruppo ed è comunicata dal nuovo rappresentante di gruppo, entro 30 giorni, con apposita dichiarazione.
Il rappresentante del gruppo è responsabile per l’adempimento degli obblighi connessi all’esercizio dell’opzione, mentre gli altri partecipanti sono responsabili in solido con il rappresentante di gruppo per le somme che risultano dovute a titolo d’imposta, interessi e sanzioni a seguito delle attività di liquidazione e controllo.
Esclusione dal gruppo IVA
È previsto che la partecipazione al gruppo cessa se:
viene meno il vincolo finanziario nei riguardi di tale soggetto;
è riconosciuto il venir meno del vincolo economico od organizzativo nei riguardi di tale soggetto;
tale soggetto subisce il sequestro giudiziario dell’azienda,
tale soggetto è sottoposto a una procedura concorsuale;
tale soggetto è posto in liquidazione ordinaria.
La cessazione si produce, di regola, dalla data in cui si verificano gli eventi previsti ed ha effetto per le operazioni effettuate e per gli acquisti e le importazioni annotati a partire da tale data. Tuttavia, quando:
la cessazione della partecipazione deriva dal riconoscimento del venir meno del vincolo economico o di quello organizzativo, nel qual la cessazione si produce a decorrere dall’anno successivo al venir meno del vincolo;
la cessazione della partecipazione discende dal sequestro giudiziario, dalle procedure concorsuali e dalla liquidazione ordinaria, nei quali casi si fa riferimento, rispettivamente, alla data:
- di efficacia del provvedimento che dispone il sequestro giudiziario;
- della sentenza dichiarativa del fallimento, del decreto di ammissione al concordato preventivo, del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa, del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;
- di assunzione della delibera assembleare della liquidazione ordinaria.
Se viene meno la pluralità dei soggetti partecipanti al gruppo IVA, il gruppo cessa e l’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione del gruppo non richiesta a rimborso è computata in detrazione dal soggetto partecipante che agiva in qualità di rappresentante di gruppo nelle proprie liquidazioni o nella propria dichiarazione annuale.
L’esclusione dal gruppo e la cessazione del gruppo stesso vanno comunicate dal rappresentante di gruppo entro 30 giorni dalla data in cui si è verificato l’evento che ha determinato l’esclusione o la cessazione.
Diritti ed obblighi derivanti dall’opzione per il gruppo IVA
Fermo restando che al gruppo IVA è attribuito un proprio numero di partita IVA, cui è associato ciascun partecipante, che deve essere riportato nelle dichiarazioni e in ogni altro atto o comunicazione relativi all’applicazione dell’IVA, il gruppo IVA assume gli obblighi ed esercita i diritti derivanti dall’applicazione delle disposizioni in materia di IVA con riferimento alle operazioni per le quali l’imposta diventa esigibile o il diritto alla detrazione è esercitabile a partire dalla data in cui ha effetto l’opzione per la costituzione del gruppo.
Il D.M. 6 aprile 2018 stabilisce che:
il diritto di acquistare beni e servizi senza applicazione dell’IVA nei limiti del plafond previsto per gli esportatori abituali è esercitato:
- dal gruppo IVA, anche se maturato dai singoli partecipanti nell’anno anteriore all’ingresso;
- dai singoli partecipanti a seguito della cessazione del gruppo IVA, in proporzione alle operazioni, a ciascuno di essi riferibili, che ne hanno costituito il presupposto;
il gruppo IVA, per effetto della sua costituzione, applica le disposizioni relative alla rettifica della detrazione di cui all’art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972 con riferimento alla data in cui i beni e servizi sono stati acquistati dai partecipanti;
il credito IVA maturato e non utilizzato dal gruppo prima della cessazione è chiesto a rimborso ai sensi dell’art. 30 delD.P.R. n. 633/1972, ovvero computato in detrazione dal rappresentante del gruppo nelle proprie liquidazioni o nella propria dichiarazione annuale;
il rappresentante di gruppo o i partecipanti documentano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate con fattura o secondo le altre modalità previste indicando, oltre al numero di partita IVA del gruppo, il codice fiscale del soggetto partecipante che ha posto in essere l’operazione. Ai fini della fatturazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate nei confronti del gruppo, il rappresentante del gruppo o i partecipanti comunicano ai fornitori la partita IVA del gruppo e il codice fiscale del singolo acquirente. Al momento del ricevimento della fattura, i medesimi soggetti verificano l’indicazione del codice fiscale e provvedono al suo inserimento ove mancante. Le operazioni effettuate tra i soggetti partecipanti al gruppo IVA non sono considerate cessioni di beni e prestazioni di servizi ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972, ma resta fermo l’obbligo di rilevare tali operazioni nell’ambito delle scritture contabili di cui al D.P.R. n. 600/1973, diverse dai registri IVA. Le imprese in contabilità semplificata sono tenute a rilevare tali operazioni con idonea documentazione emessa nel rispetto del loro ordine cronologico riportando tutti gli elementi utili ad identificarle;
il rappresentante di gruppo o i partecipanti effettuano le annotazioni nei registri IVA anche mediante appositi registri sezionali;
il rappresentante di gruppo effettua le liquidazioni periodiche IVA e, ai fini del versamento dell’imposta a debito, non è ammessa la compensazione con i crediti relativi ad altre imposte o contributi maturati dai partecipanti al gruppo; il credito IVA annuale o infrannuale maturato dal gruppo non può essere utilizzato in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. n. 241/1997, con i debiti relativi ad altre imposte e contributi dei partecipanti;
spetta al rappresentante di gruppo presentare:
- la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010;
- la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, di cui all’art. 21-bis del D.L. n. 78/2010;
- la dichiarazione IVA annuale.
È stato, inoltre, chiarito dall’Agenzia delle Entrate che:
di regola, è il rappresentante del Gruppo che deve trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni d’intento e, successivamente trasmetterle, ai propri fornitori, unitamente alla ricevuta di avvenuta trasmissione delle stesse all’Agenzia. In considerazione, tuttavia, della peculiarità del meccanismo degli acquisti senza applicazione dell’imposta, è ammessa la presentazione delle dichiarazioni d’intento anche da parte dei singoli partecipanti al Gruppo, che dovranno indicare nella citata dichiarazione di intento, unitamente al proprio codice fiscale, il numero di partita IVA del Gruppo (circolare n. 19/E/2018);
tenuto conto che i soggetti partecipanti al Gruppo perdono l’autonoma soggettività ai fini dell’IVA, costituendosi un nuovo soggetto d’imposta, se il Gruppo IVA comprende nel suo perimetro uno o più partecipanti che rientrerebbero nella disciplina dello split payment, tale regime non trova applicazione per le operazioni effettuate nei confronti del Gruppo. Per effetto della partecipazione al Gruppo, infatti, deve ritenersi che vengano meno, ai fini dell’imposta, i requisiti soggettivi che giustificavano l’applicazione della disciplina dello split payment (circolare n. 19/E/2018);
il Gruppo IVA, soggetto passivo d’imposta unico che ingloba la soggettività dei membri, calcola il pro rata di detrazione secondo le previsioni di cui agli artt. 19, comma 5 e 19-bis del D.P.R. n. 633/1972. Di conseguenza, nel primo anno di operatività, la detrazione è determinata in base ad un pro rata determinato presuntivamente, salvo conguaglio alla fine dell’anno. Il calcolo del pro rata provvisorio del Gruppo IVA, specifica l’Agenzia, va effettuato impiegando criteri coerenti con la natura del soggetto passivo d’imposta unico e con le regole che disciplinano le operazioni poste in essere dallo stesso per il tramite dei suoi membri (principio di diritto dell’Agenzia delle Entrate n. 4);
il Gruppo IVA è dotato anche di una propria autonoma iscrizione all’archivio VIES. A partire dalla data di efficacia del Gruppo (1° gennaio), se quest’ultimo effettua operazioni intracomunitarie deve richiedere l’inclusione nel VIES. Alla data di efficacia del Gruppo, i partecipanti – qualora inclusi nel VIES – verranno automaticamente esclusi da tale elenco; dopo la cessazione o revoca del Gruppo, tornando a vivere la soggettività passiva di ciascun partecipante, il partecipante medesimo dovrà autonomamente iscriversi o reiscriversi al VIES, nel caso in cui effettui operazioni intracomunitarie (circolare n. 19/E/2018);
ai fini della separazione facoltative delle attività imponibile da quelle esenti, la riconducibilità delle attività ad un medesimo codice della classificazione ATECO non assume necessariamente carattere ostativo alla separazione prevista dall’art. 36, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972; qualora, infatti, le attività svolte presentino in concreto una costante uniformità nei loro elementi essenziali e siano comunque suscettibili di essere distinte in base a criteri oggettivi, deve ritenersi soddisfatta la condizione della sussistenza di attività effettivamente distinte ed obiettivamente autonome, ancorché svolte nell’ambito della stessa impresa (circolare n. 19/E/2018);
tanto per i passaggi interni di beni che per quelli di servizi tra attività separate, la rilevanza ai fini impositivi di detti passaggi può essere prevista solo quando il bene o il servizio “passi” a un’attività che conferisce il diritto alla detrazione dell’IVA in misura inferiore rispetto alla misura del diritto alla detrazione conferito dall’attività dalla quale il bene o il servizio viene “passato”. Solo in tali ipotesi, infatti, la rilevanza impositiva agli effetti dell’IVA dei passaggi interni tra attività separate è giustificata dall’esigenza di garantire il corretto funzionamento del meccanismo di applicazione dell’IVA e la conseguente neutralità dell’imposta (circolare n. 19/E/2018).
Estensione dell’opzione ai Gruppi Bancari e Cooperativi
L’art. 20 del D.L. n. 119/2018 estende ai Gruppi Bancari Cooperativi (GBC), di cui all’art. 37-bis del DLgs. n. 385/93 (Testo unico bancario), la possibilità di optare per la costituzione di un Gruppo IVA.
Anche per i soggetti passivi stabiliti in Italia partecipanti a un GBC si considera sussistente il vincolo finanziario richiesto ai fini della costituzione dell’unico soggetto passivo d’imposta e, in tal caso, il rappresentante di gruppo è la società capogruppo, di cui all’art. 37-bis, comma 1, del DLgs. n. 385/1993.
I GBC possono esercitare l’opzione per la costituzione del Gruppo IVA con effetto dal 1° gennaio 2019 a condizione che:
i vincoli finanziario, economico e organizzativo sussistano al 31 dicembre 2018. Al riguardo, si fa riferimento, per la verifica del vincolo finanziario, alla data di sottoscrizione del contratto di coesione di cui all’art. 37-bis, comma 3, del DLgs. n. 385/1993);
entro il 31 dicembre 2018 venga presentata all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA.
I GBC possono, inoltre, costituire un Gruppo IVA con effetto dal 1° luglio 2019 se la dichiarazione per la costituzione del Gruppo IVA viene presentata successivamente nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2019, sempreché sia stato preventivamente sottoscritto il contratto di coesione.
Infine, il D.L. n. 119/2018 ha previsto che, qualora uno dei partecipanti al Gruppo IVA aderisca al regime dell’adempimento collaborativo di cui al Titolo III del DLgs. n. 128/2015, quest’ultimo regime si estende obbligatoriamente a tutte le società partecipanti al Gruppo, peraltro anche nell’ipotesi in cui l’opzione per la costituzione del Gruppo IVA venga esercitata da un soggetto che abbia già aderito al regime di adempimento collaborativo. Nelle more del procedimento di adesione al regime di adempimento collaborativo da parte dei partecipanti al Gruppo IVA, l’esclusione dal regime medesimo, prevista dall’art. 7, comma 3, del DLgs. n. 128/2015, non può essere dichiarata per cause connesse all’estensione al Gruppo IVA dovuta al regime dell’adempimento collaborativo.
Attività di controllo sul gruppo IVA
Durante il periodo di validità dell’opzione, i poteri di accertamento e controllo dell’Amministrazione finanziaria in materia di IVA sono demandati alle strutture, già esistenti, individuate con il regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate (di cui all’art. 71, comma 3, del DLgs. n. 300/1999) nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Si affida ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate l’individuazione degli specifici adempimenti finalizzati ad assicurare l’efficacia delle attività di controllo.
 Legge 232/2016 art.1 comma 24
Stampato il 22/07/2019 alle 20.05
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