Source: http://vinealia.org/conegliano-valdobbiadene-prosecco/
Timestamp: 2018-07-23 13:53:44+00:00
Document Index: 93682576

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1']

Conegliano Valdobbiadene Prosecco - Vin&alia
Riconoscimento della denominazione di origine controllata dei vini «Prosecco»,
riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita dei vini
«Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» e riconoscimento della denominazione
di origine controllata e garantita dei vini «Colli Asolani – Prosecco» o «Asolo – Prosecco»
per le rispettive sottozone e approvazione dei relativi disciplinari di produzione.
(09A08700) (GU n. 173 del 28-7-2009)
DEI VINI «CONEGLIANO VALDOBBIADENE – PROSECCO»
1. La denominazione d’origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco», o «Conegliano – Prosecco» o «Valdobbiadene
– Prosecco», e’ riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
– «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco»;
– «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» frizzante;
– «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» spumante, accompagnato dalla menzione superiore.
2. La menzione «Superiore di Cartizze» e’ riservata al vino spumante della denominazione di cui al comma 1, ottenuto nella tradizionale sottozona nei limiti ed alle condizioni stabilite nel presente disciplinare.
1. I vini «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno Glera; possono concorrere, in ambito aziendale, fino ad un massimo del 15% le uve delle seguenti varieta’, utilizzate da sole o congiuntamente: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.
1. La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco», ricadente nell’ambito della zona di produzione della denominazione di origine controllata «Prosecco», e’ delimitata come segue:
A) La zona di produzione delle uve atte ad ottenere i vini «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» di cui all’art. 1, punto 1), comprende il territorio collinare dei comuni di: Conegliano – San Vendemiano – Colle Umberto – Vittorio Veneto – Tarzo – Cison di Valmarino – San Pietro di Feletto – Refrontolo – Susegana – Pieve di Soligo – Farra di Soligo – Follina – Miane – Vidor – Valdobbiadene.
Attraversata la strada, il confine risale sulla collina Croda di Zuel e percorrendo il crinale passa a monte della chiesetta di S. Lucia a q. 356 a monte di «Zuel di la’», ed a monte di Resera; il confine segue quindi la strada Resera-Tarzo fino all’inserimento con la Revine-Tarzo. Dal suddetto bivio il confine, sempre seguendo tale strada, raggiunge Tarzo e quindi Corbanese fino, all’incrocio con la strada Refrontolo-Cozzuolo, in localita’ Ponte Maset, segue quindi il confine tra il comune di Tarzo e di Vittorio Veneto fino a raggiungere la strada vicinale detta «dei Piai» e delle Perdonanze, segue detta strada fino all’incrocio di questa con il rio Cervada, scende lungo il Cervada fino al punto di incrocio con la strada Cozzuolo-Vittorio Veneto, prosegue verso questa citta’ fino all’incrocio con la strada che da Conegliano conduce al centro di Vittorio Veneto; scende quindi verso Conegliano fino a S. Giacomo di Veglia e di qui si dirige verso S. Martino di Colle Umberto. Dopo borgo Campion gira a destra per la strada comunale di S. Martino e raggiunge Colle Umberto per scendere sulla statale n. 51 (detta anche di Alemagna), al casello n. 5 e di qui prosegue verso Conegliano.
Da Colfosco, seguendo la strada «Mercatelli», il confine procede fino al bivio per Falze’ per piegare e raggiungere Pieve di Soligo lungo la vecchia strada (Ponte Priula – Pieve di Soligo e che fa capo a via Chisini).
Attraversato il centro urbano, il confine, seguendo la via Schiratti giunge a Soligo per deviare a sinistra e continuare lungo la strada maestra Soligo – Ponte di Vidor attraversando Farra di Soligo, Col S. Martino, Colbertaldo, Vidor, giunge a Ponte di Vidor, lasciandolo a sinistra per giungere a Bigolino. Dopo Bigolino il confine lascia la strada che porta a Valdobbiadene per raggiungere, deviando a sinistra e seguendo la strada comunale della centrale ENEL, la borgata di Villanova fino all’attraversamento del torrente La Roggia. Segue detto torrente fino al terrazzo alluvionale che si erge bruscamente sul Piave, corre sul bordo del terrazzo (vedi allegata cartografia regionale «Definizione limite terrazza alluvionale») per risalire sulla strada Valdobbiadene-Segusino, in corrispondenza della chiesetta di S. Giovanni dopo S. Vito; da qui, percorrendo la strada maestra Valdobbiadene-Segusino, tocca di nuovo la localita’ Fornace chiudendo cosi’ il perimetro della zona delimitata.
Norme per la viticoltura1. Condizioni naturali dell’ambiente. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino «Conegliano-Valdobbiadene – Prosecco», devono essere quelle tradizionali della zona e, in ogni caso, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualita’.
3. Forme di allevamento. I sesti d’impianto e le forme di allevamento consentiti sono quelli gia’ in uso nella zona, a spalliera semplice o doppia. Sono vietate le forme di allevamento espanse (tipo raggi).
La regione puo’ consentire diverse forme di allevamento, qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
6. Operazioni di vendemmia. Le uve destinate alla produzione della tipologia spumante che riporta in etichetta la menzione «rive» devono essere raccolte esclusivamente a mano.
7. Resa a ettaro e gradazione minima naturale. Per i vini a Denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» di cui all’art. 1, comma 1, la resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a tonnellate 13,50, ed il titolo alcolomentrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione deve essere di 9,50 vol.
Per i vini DOCG «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» spumante superiore designati con la menzione «Rive» di cui all’art. 7 comma 7, la resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a tonnellate 13,00 ed il titolo alcolomentrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione deve essere di 9,50 vol.
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» spumante superiore e frizzante possono avere un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 9,00% vol., purche’ la destinazione delle uve atte ad essere elaborate, venga espressamente indicata nei documenti ufficiali di cantina e nella denuncia annuale delle uve. Tuttavia qualora si verifichino condizioni climatiche sfavorevoli puo’ essere concessa la deroga di cui all’articolo 7 del regolamento CE n. 1607/2000.
Per i vino spumante avente diritto alla menzione «Superiore di Cartizze», di cui all’art. 1, comma 2, la resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a tonnellate 12,00, ed il titolo alcolomentrico volumico naturale minimo delle uve destinate alla vinificazione deve essere di 9,50 vol.
Anche in annate eccezionalmente favorevoli, i quantitativi di uva per ettaro da destinare alla produzione dei vini a Denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» dovranno essere riportati nei limiti di cui sopra, purche’ la produzione non superi del 20% i limiti medesimi.
1. Vinificazione.
Per quanto riguarda la sottozona «Superiore di Cartizze», le operazioni di vinificazione devono essere effettuate entro il territorio del comune di Valdobbiadene.
I vini della denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» elaborati nella versione spumante possono essere messi in commercio in tutte le tipologie ammesse dalla normativa vigente, con esclusione dei tipi «extra-brut» e «dolce».
I vini della denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» elaborati nella versione
frizzante devono essere messi in commercio nelle tipologie da «Secco» ad «Amabile» comprese, come previste dalla normativa vigente.
E’ in facolta’ del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di consentire che le suddette operazioni di preparazione siano effettuate in stabilimenti situati nella provincia di Venezia, a condizione che in detti stabilimenti le ditte interessate producano – da almeno 10 anni prima dell’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1963, n. 930 – i vini spumanti e frizzanti, utilizzando come vino base il «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco», reso spumante o frizzante con
i metodi tradizionali in uso nel territorio previsto nel comma precedente. 3. Pratiche tradizionali.
1. I vini «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Conegliano Valdobbiadene – Prosecco»:
odore: vinoso, caratteristico con profumo leggero di fruttato;
sapore: gradevolmente amarognolo e giustamente sapido;
«Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» frizzante:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso, brillante, con evidente sviluppo di bollicine.
sapore: fresco, armonico, piacevolmente frizzante, fruttato;
Nella tipologia prodotta tradizionalmente per fermentazione in bottiglia, e’ possibile la presenza di una velatura. In tal caso e’ obbligatorio riportare in etichetta la dicitura «rifermentazione in bottiglia». Le caratteristiche dell’odore e del sapore per detto vino e l’acidita’ totale minima sono le seguenti:
odore: gradevole e caratteristico di fruttato con possibili sentori di crosta di pane e lievito;
sapore: fresco, armonico, piacevolmente frizzante, fruttato con possibili sentori di crosta di pane e lievito;
«Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» spumante superiore:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso brillante con spuma persistente;
sapore: fresco, armonico, gradevolmente fruttato, caratteristico;
«Conegliano Valdobbiadene» Superiore di Cartizze o «Valdobbiadene» Superiore di Cartizze:
colore: giallo paglierino piu’ o meno intenso, brillante, con spuma persistente;
1. Nell’etichettatura della sola tipologia spumante DOCG «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» puo’ essere omesso il riferimento alla denominazione «Prosecco» ed alla menzione «superiore».
2. La designazione e presentazione del vino spumante ottenuto nella sottozona delimitata all’art. 3 deve riportare in etichetta la dizione: «Conegliano Valdobbiadene» Superiore di Cartizze o piu’ semplicemente «Valdobbiadene» Superiore di Cartizze.
3. Nella designazione e presentazione dei vini di cui all’art. 1 e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto», «selezionato» e simili.
6. Nella designazione e presentazione del vino spumante e’ consentito fare riferimento a comuni o frazioni di cui all’allegato elenco A, a condizione che il nome del comune o frazione in cui sono state ottenute le uve sia accompagnato dalla menzione «Rive» e che detti riferimenti siano riportati nell’albo vigneti. In etichettatura e’ obbligatorio indicare l’anno di produzione delle uve.
7. Nell’etichettatura la denominazione «Prosecco» deve seguire il nome della denominazione «Conegliano Valdobbiadene» o «Conegliano» o «Valdobbiadene» ed avere caratteri di dimensioni uguali o inferiori alla stessa.
La menzione «Rive», seguita dal nome del comune o frazione, e «superiore» nonche’ i riferimenti al «millesimo», dovranno figurare in caratteri con dimensioni massime pari a due terzi del nome della denominazione «Conegliano Valdobbiadene» o «Conegliano» o «Valdobbiadene».
8. La denominazione di origine controllata e garantita «Conegliano Valdobbiadene – Prosecco» e’ contraddistinta in via esclusiva ed obbligatoria da un marchio collettivo di dimensioni e colori stabiliti nel manuale d’uso, di cui all’allegato B del presente disciplinare.
1. I vini a Denominazione di origine controllata e garantita «ConeglianoValdobbiadene – Prosecco» devono essere immessi al consumo come previsto dalle norme nazionali e comunitarie, nei recipienti in vetro tradizionali per la zona.
2. Volumi nominali, forma e colore. I vini a Denominazione di origine controllata e garantita «ConeglianoValdobbiadene – Prosecco» possono essere presentati al consumo in recipienti di vetro di qualunque capienza prevista per legge.