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Timestamp: 2019-05-19 23:21:24+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 38', 'art. 14', 'art. 38', 'art. 38', 'art. 79', 'art. 77']

Il Piano del segnalamento stradale rappresenta il primo e più rapido livello progettuale per intervenire sulla funzionalità e la sicurezza della circolazione stradale, sia in ambito urbano che extraurbano. Sostanzialmente sono tre gli elementi che determinano il livello di sensibilità dell’utente nei confronti della sicurezza di una strada e della qualità di guida:
la segnaletica verticale;
la segnaletica orizzontale;
la qualità del manto stradale;
I piani del segnalamento rappresentano elementi molto flessibili nell’ambito della sicurezza stradale, in quanto possono intervenire a diversi livelli progettuali, ed è per questo motivo che spesso molte Amministrazioni locali ed Enti tendono a considerare i piani di segnalamento come elementi scollegati rispetto a piani più generali di intervento sulla viabilità (P.U.T., Piano di Viabilità Extraurbana, Piani di Mobilità).
Questo contributo ha come scopo di illustrare i principi fondamentali su cui si deve basare una corretta e funzionale progettazione della segnaletica.
I criteri generalmente consigliati al fine di giungere ad una segnaletica stradale di qualità possono essere suddivisi in due categorie: criteri di qualità intrinseca e altri di qualità legati alla specifica installazione; premessa generale ad ogni altro tipo di considerazione è che la segnaletica deve essere analizzata e studiata di concerto con gli altri elementi della strada e che tale analisi necessita di un bagaglio di conoscenze tecniche e di esperienza.
I criteri di qualità intrinseca della segnaletica sono quelli che non investono l’ambiente o la posa in opera, essi possono essere sinteticamente riassunti nei seguenti aspetti: uniformità, omogeneità, semplicità, continuità, coerenza rispetto all’uso e coerenza rispetto alle regole di circolazione. Il rispetto dei criteri di qualità intrinseca, precedentemente elencati, rappresentano una condizione necessaria ma non sufficiente al fine di perseguire l’obiettivo della sicurezza, essa infatti consentirà di elaborare dei piani della segnaletica stradale soddisfacenti solo “sulla carta”. Gli utenti però non consultano dei piani della segnaletica ma la segnaletica apposta, da qui la grande importanza che rivestono altri fattori, oltre a quelli intrinseci, quali la scelta dei materiali (sia per la segnaletica verticale che per quella orizzontale) da una parte, e i criteri di posa in opera dall’altra.
Gli aspetti relativi ai materiali sono ampiamente trattati in numerose normative (UNI-CEN); è invece sicuramente utile sottolineare l’importanza di alcuni aspetti relativi alla realizzazione dell’impianto segnaletico quali: la valorizzazione, la concentrazione e la leggibilità, la coerenza, la corretta posa in opera.
Quanto sopra esposto rappresenta solo una sintetica illustrazione degli aspetti che vanno esaminati al fine di attuare interventi di miglioramento della segnaletica, ulteriori indicazioni per la redazione di un piano del segnalamento stradale vanno ricercate in prima istanza sulla normativa di riferimento (articoli dal 35 al 45 del Codice della Strada e articoli dal 73 al 180 del regolamento di Attuazione e loro successive integrazioni e modificazioni), ma soprattutto negli studi specifici sviluppati in tale ambito.
Obblighi e competenze relativi alle funzioni di gestione delle strade
Sulla base delle disposizioni di legge in materia di responsabilità, tutti gli Enti proprietari delle strade sono tenuti alla massima cura nel mantenimento della segnaletica stradale ed al controllo della sua efficienza, insieme alle altre condizioni di buona gestione delle strade. La carenza del segnalamento stradale, l’irregolare apposizione di segnali stradali, nonché l’insufficiente stato di manutenzione comportano inevitabilmente responsabilità sia per la Pubblica Amministrazione che per i funzionari preposti allo specifico settore. Agli Enti proprietari spetta l’obbligo di controllare la presenza e l’efficienza dei segnali e di disporre il ripristino di quelli rimossi (art. 38, comma 7, Codice della Strada).
Il nuovo Codice della Strada, rispetto al precedente, ha ridisegnato i compiti e poteri degli Enti proprietari delle strade, riconoscendo a questi ultimi un ampio potere per la regolamentazione della circolazione stradale; è previsto, infatti (art. 14, Codice della Strada), l’obbligo della manutenzione e della gestione delle strade, il controllo tecnico dell’efficienza delle medesime e delle relative pertinenze, nonché l’apposizione e la manutenzione della segnaletica stradale; ne consegue che tutta la segnaletica stradale deve sempre essere mantenuta in perfetta efficienza da parte degli Enti proprietari o dei soggetti esercenti che sono tenuti alla sua posa in opera (art. 38, comma 7, Codice della Strada).
L’imponenza e la complessità assunte dalla circolazione stradale esigono che gli Enti proprietari dedichino le più attente cure alla strada ed alla segnaletica stradale, perché entrambe concorrono, in misura notevole, alla sicurezza ed alla fluidità della circolazione.
La segnaletica dispiega tutti questi effetti solo se progettata, realizzata ed installata secondo criteri di regolarità e razionalità e mantenuta con costante cura; diversamente essa può anche risultare fonte di pericolo o causa di incertezze nei comportamenti degli utenti della strada da cui possono scaturire incidenti stradali, anche di rilevante gravità. Numerosi sinistri stradali, infatti, derivano dall’assenza di segnaletica, dall’inadeguatezza della stessa rispetto alle condizioni della strada e del traffico, dalla sua tardiva o insufficiente percettibilità, dalla collocazione irregolare, dall’usura dei materiali o dalla mancata manutenzione, ovvero dall’installazione in condizioni difformi dalle prescrizioni del regolamento (art. 38, comma 7, Codice della Strada e art. 79, Regolamento di Attuazione).
Necessità ed opportunità dei piani di segnalamento
Per conseguire l’obiettivo di una corretta utilizzazione dei segnali stradali, il piano di segnalamento è strumento indispensabile per organizzare nel modo più congruo e razionale le informazioni utili e necessarie a garantire la sicurezza nella guida (art. 77, comma 2, Regolamento di Attuazione). Dal parco segnaletico esistente si evidenzia invece che il segnalamento stradale, sia in campo urbano che extraurbano, non è espressione di uno specifico piano, ma rappresenta piuttosto il risultato di interventi saltuari disomogenei tra di loro; per evitarlo, è necessario predisporre piani organici di segnalamento stradale.
Effetti negativi della mancanza di un piano del segnalamento
il cattivo stato del segnalamento stradale aumenta l’incertezza della guida e accresce il rischio di incedenti;
una cattiva lettura del segnale comporta aumenti dei tempi di reazione dell’utente;
indicazioni stradali poco credibili, troppi segnali, negligenza della manutenzione ordinaria della segnaletica, utilizzo di materiali tecnologicamente obsoleti inducono ad una scarsa considerazione dei regolamenti.
Compiti del Piano del Segnalamento
Fornire all’utente della strada, in modo estremamente chiaro e sintetico, attraverso il linguaggio dei simboli, tutte le informazioni e gli avvertimenti che consentono di adeguare il comportamento di guida alle diverse situazioni stradali e territoriali.
Obbiettivi del Piano del Segnalamento
I principi sui quali basare la pianificazione della segnaletica partono dal presupposto che essa non va intesa come elemento isolato, ma deve essere considerata parte attiva nella regolazione e fluidificazione della mobilità. La scelta dei percorsi da segnalare e le indicazioni da fornire all’utente derivano dallo studio della mobilità della zona e quindi sono frutto di uno studio integrato.
Gli obbiettivi di un piano del segnalamento stradale possono essere cosi riassunti:
rendere scorrevole e informato il traffico di attraversamento;
rendere sicuro il traffico locale;
semplificare le manovre in corrispondenza di una intersezione o di un percorso lineare;
quantificare, anche economicamente,”un patrimonio” dell’Ente proprietario della strada.
Necessità, uniformità e congruenza della segnaletica
Tutti i segnali stradali devono essere progettati e posti in opera allo scopo di rendere nota agli utenti della strada la situazione di disciplina della circolazione presente su quella determinata strada o tratto di essa. Ne consegue che ogni strada, qualunque sia la classifica o l’importanza di essa, deve essere adeguatamente corredata della segnaletica stradale necessaria. Il criterio della uniformità nella scelta del segnale e della sua posa in opera, è importante quanto quello della rispondenza del disegno, dei colori e del simbolo alle prescrizioni di legge. Condizioni o situazioni identiche devono essere segnalate con segnali identici, in particolare è necessario che le strade principali siano segnalate in maniera uniforme. Come è anche vero che l’impiego di segnali in numero superiore a quello necessario è da evitare, non solo perché costituisce un maggior onere per apporli e mantenerli, ma anche perché tende a sminuirne l’efficacia ed il valore cogente.
Il concetto di uniformità della segnaletica deve essere interpretato anche in riferimento ad altri elementi, quali ad esempio le modalità di installazione. Il disordine della segnaletica lungo le strade può infatti dipendere:
dal fatto che i segnali, a volte lungo lo stesso itinerario, sono installati ad altezze diverse;
dall’impiego di segnali di diverso formato senza che ve ne sia la necessità;
dall’uso di segnali con caratteristiche di rifrangenza diverse tra loro anche sullo stesso sostegno;
impiego di segnali di pericolo installati in circostanze o situazioni che pericolose non sono, inducendo in tal modo gli utenti della strada a considerare come inattendibili tali segnali e quindi a non rispettarli, anche quando il pericolo è reale.
Necessità dell’adeguamento
I segnali devono essere percepiti tempestivamente, letti correttamente, in modo inequivocabile ed in tempo utile perché l’efficienza e la sicurezza della circolazione dipendono anche dalla qualità delle informazioni che sono trasmesse all’utente della strada, che deve infatti poter disporre di tutti gli elementi necessari per operare le sue scelte, dipendenti dal messaggio ricevuto dalla segnaletica. Per conseguire questo risultato occorre studiare attentamente ogni segnale in relazione alla sua collocazione affinché il messaggio trasmesso sia facilmente comprensibile evitando, soprattutto per i segnali di indicazione, la tendenza ad installare segnali di dimensioni minime standardizzate.
Esecuzione del piano del segnalamento
Il piano del segnalamento è approntato in tre fasi principali:
indagine e acquisizione dei dati;
computo e stima.
Nella prima fase occorre raccogliere tutti i dati e le informazioni utili per il necessario svolgimento del piano e quindi studiare, attraverso la cartografia di base, lo stato di fatto con particolare attenzione ai dati dei flussi veicolari, dello schema di movimentazione generale e degli itinerari principali; si procederà quindi al rilievo di tutta la segnaletica esistente.
La seconda fase prevede la redazione del catasto della segnaletica, strumento indispensabile per una funzionale gestione del parco segnaletico, sarà realizzato con un apposito programma informatico in grado di dare in tempo reale un completo resoconto delle caratteristiche fondamentali dei segnali: ubicazione, grafica, classe di pellicola rifrangente, supporto metallico utilizzato, anno di fabbricazione, sostegno ecc..
Le prime due fasi (ai sensi degli articoli 37 e 38 del Codice della Strada), possono così essere riepilogate:
ricognizione di tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di efficienza;
verifica delle condizioni di impiego di impiego dei segnali stradali in opera e riscontro della loro durata ai fini della “vita utile”;
riscontro dell’opportunità di eliminare segnali non congruenti, non necessari o non più rispondenti alle situazioni e condizioni della strada;
verifica della segnaletica in opera in rapporto alla disciplina prevista dei relativi provvedimenti amministrativi;
riesame e studio della effettiva esigenza per le specifiche situazioni di circolazione;
verifica della rispondenza della segnaletica di indicazione alle esigenze del traffico e alle necessità dell’utenza;
redazione del piano del segnalamento, per aree omogenee, con sistemi di segnalamento appropriati, conformi alla normativa vigente e soprattutto per il miglioramento dell’arredo della strada nell’interesse generale dell’utenza e della sicurezza stradale.
La terza fase consente all’Ente proprietario di conoscere, in qualità e quantità, il patrimonio segnaletico di cui dispone e la spesa di cui necessita per l’integrazione e la manutenzione dello stesso, rendendo possibile, in funzione della disponibilità economica, la programmazione (anche pluriennale) degli interventi necessari.
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