Source: https://www.studiocataldi.it/articoli/27389-carte-di-credito-revolving-come-difendersi.asp
Timestamp: 2018-04-23 00:01:56+00:00
Document Index: 18697436

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 2', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 2033', 'art. 1284']

Carte di credito revolving: come difendersi
La disciplina dell'attività di promozione e conclusione di contratti di finanziamento e la questione delle carte emesse da soggetti non autorizzati
Avv. Giampaolo Morini - Il D. Lgs. 394/1999 e il relativo regolamento D.M. 485/2001, potrebbe far ritenere che in relazione al credito finalizzato, nel settore del commercio si possa procedere a promuovere e intermediare nella formazione del contratto di credito tra le società finanziarie e il consumatore pur non essendo tra i soggetti agenti in attività finanziarie, tuttavia la problematica che in questa sede si vuole affrontare riguarda la distribuzione di carte revolving.
Queste ultime non sono decisamente da ricondurre nell'ambito del credito finalizzato all'acquisto di un prodotto del venditore poiché trattasi di una disponibilità creditizia a disposizione del consumatore che lo stesso potrà utilizzare come meglio crede anche come anticipo contante.
La promozione e conclusione di contratti di finanziamento
In virtù dell'art. 3, d.lgs. n. 374 del 1999, l' attività di promozione e la conclusione di contratti di finanziamento è riservata ad agenti in attività finanziaria iscritti ad apposito albo; appare quindi chiaro che gli esercizi commerciali che si avvalgono dell'ausilio di finanziarie per il credito al consumo non sono (necessariamente) soggetti abilitati. Infatti, l'art. 2 del Decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485, chiarisce che non integra esercizio di agenzia in attività finanziaria "la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti compresi nell'esercizio delle attività finanziarie previste dall'articolo 106, comma 1, del testo unico bancario, unicamente per l'acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con intermediari finanziari". La carte di credito revolving non è infatti solo carta di pagamento ma una operazione di prestito rotativo, molto onerosa e priva dei connotati di trasparenza necessari[1]. Con Comunicazione del 20 aprile 2010, la Banca d'Italia ha ribadito che gli intermediari finanziari, ai fini della promozione e conclusione di contratti di finanziamento, si devono avvalere degli agenti in attività finanziaria disciplinati dal D. Lgs. 25.9.1999, n. 374 e dal relativo Regolamento emanato con Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, n. 485 del 13.12.2001. Le richiamate disposizioni prevedono una deroga a tale obbligo solo per la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l'acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con intermediari finanziari (credito finalizzato). L'attività di promozione e conclusione di contratti di credito revolving non rientra nella richiamata deroga, poiché tale tipologia di finanziamento non configura un credito finalizzato, e non può pertanto essere affidata a fornitori di beni e servizi, ma soltanto ai richiamati agenti in attività finanziaria.
L'emissione illegittima delle carte revolving
Detto questo, tuttavia le finanziarie che hanno emesso in modo illegittimo le carte revolving, non possono difendersi sostenendo che il divieto sarebbe sorto il 20.04.2010 con il comunicato della Banca d'Italia. Quest'ultimo, infatti non ha rilevanza esterna, ovvero ha la sola funzione di comunicare una interpretazione, peraltro già evidente nella norma (art. 3, d.lgs. n. 374 del 1999) il cui contenuto fu peraltro chiarito nell'art. 2 del Decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze 13 dicembre 2001, n. 485.
La violazione della succitata normativa genera nullità del contratto di credito (revolving) e conseguentemente legittima il titolare della carte, a richiedere la ripetizione ex art. 2033 c.c. degli interessi spese e commissioni restando dovuti i soli interessi ex art. 1284 c. 3 c.c. Avv. Giampaolo Morini
[1] Provvedimento dell'AGCM n. 19621 del 12 marzo 2009
(07/09/2017 - Avv.Giampaolo Morini) • Foto: 123rf.com