Source: http://lamministrativista.it/rubriche/news?page=3
Timestamp: 2018-10-23 01:14:28+00:00
Document Index: 134623189

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 97', 'art. 3', 'art. 80', 'art. 23', 'art. 95']

Suddivisione in lotti e partecipazione delle PMI: i chiarimenti del Consiglio di Stato
02 Ottobre 2018 | di Guido Befani
Al fine di verificare la coerenza dei requisiti economico-finanziari di partecipazione con le caratteristiche dimensionali delle PMI, quindi la lesività per queste ultime della lex specialis, in mancanza di più specifiche indicazioni delle parti in ordine alla concreta composizione dimensionale del mercato (merceologico e geografico) di riferimento, le sotto-categorie di cui all’art. 3, lett. aa) d.lgs n. 50 del 2016 devono essere considerate in maniera tendenzialmente unitaria, tenendo cioè conto che la duplicità del criterio di classificazione sul quale la disposizione si basa esercita una intrinseca spinta, ai fini della tutela giurisdizionale del favor partecipationis per le PMI, “verso il basso”, ergo, verso le categorie dimensionali inferiori, rappresentate dalle piccole e dalle microimprese.
Il ‘familismo amorale' che legittima la risoluzione del contratto e l'irrinunciabilità del sistema di tutela contro le infiltrazioni mafiose
01 Ottobre 2018 | di Sabrina Tranquilli
La valutazione per il rilascio dell'informativa antimafia si fonda su elementi gravi, precisi e concordanti che, alla stregua della «logica del più probabile che non», lasciano emergere il pericolo di infiltrazione mafiosa in base ad un complessivo, oggettivo apprezzamento dei fatti nel loro valore sintomatico, sempre sindacabile in sede giurisdizionale. Il quadro normativo è espressione di un'equilibrata ponderazione tra i valori costituzionali in gioco, (la libertà di impresa, da un lato, e la tutela dei fondamentali beni che presidiano il principio di legalità sostanziale) ed è teso ad assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.) e il principio di legalità sostanziale (art. 3, comma II, Cost.), garantendo «valori costituzionali ed europei di preminente interesse e di irrinunciabile tutela».
Omessa dichiarazione di una pregressa sanzione di “modesto” valore: è illegittima l’automatica esclusione dalla gara.
29 Settembre 2018 | di Alessandro Balzano
Se, da un lato, il concorrente di una gara pubblica è tenuto – ai sensi dell’art. 80, co. 5, del D.Lgs. 50/2016 - a dichiarare qualsiasi episodio pregresso anche astrattamente configurabile come illecito professionale, non può essere sanzionato con l’esclusione dalla procedura il concorrente che non abbia dichiarato, in sede di partecipazione, l’esistenza di una sanzione di modesto valore e riferita a prestazioni accessorie non direttamente ricomprese nel contratto di appalto principale.
Costo orario “medio” del lavoro e sua (in)derogabilità: è nulla la clausola che esclude automaticamente l’offerta.
Viola il principio di tassatività delle cause di esclusione - e pertanto va dichiarata nulla - la clausola della lex specialis che sanziona con l’inammissibilità le offerte economiche che prevedono un “costo medio orario” del lavoro inferiore a quello ricavabile dal relativo CCNL e dalle Tabelle ministeriali di cui all’art. 23, co. 16, D.Lvo n. 50/2016. L’anomalia dell’offerta è limitata alla sola ipotesi del costo del personale inferiore ai minimi salariali retributivi indicati nelle apposite tabelle ministeriali e non anche all’ipotesi in cui il costo medio orario del lavoro risulti inferiore a quello stabilito da un determinato CCNL (ipotesi di portata più ampia).
Riservatezza delle offerte e conservazione dei plichi nelle procedure telematiche
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la legittimità della procedura selettiva deve essere valutata in modo sostanziale e non meramente formale, di talché la mancata dettagliata indicazione nei verbali di gara delle specifiche modalità di custodia dei plichi e/o degli strumenti utilizzati per garantire la segretezza delle offerte non costituisce di per sé motivo di illegittimità del verbale e della complessiva attività posta in essere dalla commissione di gara, dovendo invece aversi riguardo al fatto che, in concreto, sia stata alterata la genuinità delle offerte. Non sussiste, dunque, un onere di specificare nel verbale di gara le cautele adottate a tutela della segretezza del contenuto di quanto proposto dai contendenti.
Il malfunzionamento del sistema informatico di presentazione dell'offerta non può danneggiare l'offerente
26 Settembre 2018 | di Leonardo Droghini
Nell'ambito di una procedura ad evidenza pubblica in cui vi è un'unica modalità di presentazione dell'offerta (nella specie tramite piattaforma elettronica), predeterminata dalla stazione appaltante, senza margine di scelta per il concorrente, e il cui controllo è sottratto al concorrente stesso, il malfunzionamento del sistema di presentazione dell'offerta non può andare a danno dell'offerente, a cui deve essere consentito di presentare l'offerta.
La mancata pubblicità delle sedute di gara comporta di per sé l'illegittimità della procedura
Cons. St.,
Nelle gare di appalto sussiste l'obbligo di apertura delle offerte tecniche in seduta pubblica; tale obbligo discende dal principio di trasparenza, espressamente richiamato dall'articolo 30 del d.lgs. 50 del 2016, posto a tutela non solo della parità di trattamento dei concorrenti, ma anche dell'interesse pubblico alla trasparenza e imparzialità dell'azione amministrativa.
Per le concessioni di beni pubblici demaniali non trova applicazione la puntuale disciplina dettata dal d.lgs. n. 50 del 2016 per le concessioni di servizi e lavori pubblici, con la conseguenza che deve escludersi l'operatività delle previsioni recate dall'art. 95 dello stesso d.lgs nonché la disciplina di cui agli artt. 164 ss. , destinata a trovare applicazione subordinatamente alla sussistenza di specifici presupposti e nei limiti di condizioni di compatibilità.