Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-25796-del-14-10-2019
Timestamp: 2020-07-02 16:38:56+00:00
Document Index: 154299704

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 2946', 'art. 2953', 'art. 2946', 'art. 360', 'art. 49', 'art. 360', 'art. 3', 'art. 2946']

Sentenza Cassazione Civile n. 25796 del 14/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25796 del 14/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 14/10/2019, (ud. 22/05/2019, dep. 14/10/2019), n.25796
sul ricorso 3590-2018 proposto da:
L.O., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
LEONARDO SCARDIGNO;
avverso la sentenza n. 1760/2017 della CORTE D’APPELLO di BARI,
partecipata del 22/05/2019 dal Presidente Relatore Dott.ssa ESPOSITO
la Corte d’appello di Bari, richiamando il dictum di Cass. S.U. n. 23397 del 18 novembre 2016, confermava la decisione del giudice di primo grado che aveva accolto l’opposizione proposta da L.O. avverso intimazione di pagamento scaturente da cartelle esattoriali relative a crediti previdenziali, per intervenuta prescrizione quinquennale maturatasi dopo la notifica delle cartelle medesime;
per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso Agenzia delle Entrate – Riscossione, subentrata a Equitalia Sud S.p.a., sulla base di due motivi;
L.O. ha resistito con controricorso, mentre l’Inps è rimasto intimato;
Con il primo motivo la ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione dell’art. 2946 c.c. (applicabilità del termine decennale di prescrizione dopo la notifica della cartella), rilevando che ciò che può prescriversi a seguito della mancata opposizione della cartella è solo l’azione diretta all’esecuzione del titolo definitivamente formatosi, riguardo alla quale, in difetto di diverse disposizioni (e in sostanziale conformità a quanto previsto per l’actio iudicati ai sensi dell’art. 2953 c.c.), trova applicazione il termine di prescrizione decennale ordinario di cui all’art. 2946 c.c.;
Con il secondo motivo deduce, ex art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 49 in relazione agli artt. 2946 e 2935 c.c. osserva, che con la formazione del ruolo e il contestuale ingresso nel rapporto dell’Agente della Riscossione, si determina un effetto novativo delle singole obbligazioni originariamente dovute a separate ragioni di credito e, a seguito della creazione del ruolo, inglobate in un unico credito pecuniario cumulativo così trasformato, nonchè deve trovare applicazione, in assenza di diverse previsioni per l’azione di riscossione, il termine di prescrizione decennale;
le censure, unitariamente considerate, sono inammissibili ai sensi dell’art. 360 bis c.p.c., poichè sui punti contestati la Corte territoriale ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte di legittimità e l’esame dei motivi non offre elementi nuovi rispetto all’elaborazione giurisprudenziale consolidata (ex plurimis Cass. n. 26013 del 29/12/2015, Cass. n. 10327 del 26/04/2017);
in linea con il richiamato principio, con riferimento al preteso effetto novativo derivante dalla formazione del ruolo, questa Corte è intervenuta affermando che “In tema di riscossione di crediti previdenziali, il subentro dell’Agenzia delle Entrate quale nuovo concessionario non determina il mutamento della natura del credito, che resta assoggettato per legge ad una disciplina specifica anche quanto al regime prescrizionale, caratterizzato dal principio di ordine pubblico dell’irrinunciabilità della prescrizione; pertanto, in assenza di un titolo giudiziale definitivo che accerti con valore di giudicato l’esistenza del credito, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dalla L. n. 335 del 1995, art. 3 invece che la regola generale sussidiaria di cui all’art. 2946 c.c. (Cass. n. 31352 del 04/12/2018), e ciò in conformità alla natura di atto interno all’amministrazione attribuita al ruolo (Cass. n. 14301 del 19/06/2009)”;
in base alle svolte argomentazioni il ricorso va dichiarato inammissibile, con liquidazione delle spese del giudizio di legittimità secondo soccombenza nei confronti della parte costituita.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento in favore di L.O. delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 5.000,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15 % e accessori di legge, con distrazione in favore del difensore anticipata rio.