Source: http://www.personaedanno.it/?option=com_content&view=category&layout=blog&id=204&Itemid=453&mese=10&anno=2006
Timestamp: 2013-05-22 01:10:23+00:00
Document Index: 64902361

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 96', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 111', 'art. 96', 'art. 2932', 'sentenza ']

18/10/06	Trib. Roma, 18 ottobre 2006, Di Marzio - "RESPONSABILITA' AGGRAVATA: I CRITERI DELLA PINTO UTILIZZATI PER RISARCIRE IL DANNO"	Ancora una sentenza che rispolvera l’art. 96 cpc per sanzionare cause infondate. Dopo le sentenze di area tosco-emiliana (Trib. Bologna, 27.1.2005, Trib. Reggio Emilia 31.5.2005, Trib. Bologna, 20.9.1995, Trib. Bologna 22.11.1995 e C.A. Firenze 3.3.2006, tutte pubblicate in questo lemma) una sentenza romana, a conferma dell’espansione della nuova interpretazione dell’art. 96 cpc, interpretazione in chiave esistenzialista, ed ancor prima costituzionalmente orientata secondo il parametro dell’art. 111 Cost. Se l’art. 96 cpc infatti “inserendosi nel contesto della disciplina aquiliana, risponde essenzialmente ad una logica risarcitoria, ciò non esclude che la stessa disposizione manifesti anche una funzione sanzionatoria di una condotta riprovevole e dannosa per l’intera collettività”. La condotta di chi usa ed abusa del processo: da qui la necessità di alleggerire l’onere probatorio del danneggiato, in linea sia con il nuovo 385 cpc (che prevede anche d’ufficio la condanna del soccombente di una somma equitativamente determinata non superiore al doppio dei massimi tariffari, se la Corte ritiene che il ricorso sia stato proposto o ad esso si sia resistito anche solo con colpa grave), sia con la giurisprudenza CEDU, divenuta giurisprudenza a tutti gli effetti nazionale dovendo essere applicata nei giudizi promossi ai sensi della legge Pinto (cfr. Cass. 26.1.2004, n. 1338), per quanto riguarda anche i criteri di liquidazione del danno [enrico ravera]. La relazione tra la clausola compromissoria e l'art. 2932 c.c. (esecuzione del contratto in forma specifica) può essere analizzata sotto due diverse prospettive: in primo luogo, in relazione alla ammissibilità di una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso, in secondo luogo in relazione alla possibile esperibilità di tale rimedio da parte del compromettente nel caso in cui l'altro compromettente si rifiuti (in caso di insorgenza di una controversia) di procedere al deferimento della controversia in arbitri.Sotto il primo profilo, precipuamente attinente all'arbitrato rituale, la giurisprudenza pressochè unanime ammette il potere in capo agli arbitri di pronunciare decisioni intese a costituire, modificare o estinguere rapporti giuridici tra le parti e, quindi, di rendere sentenze costitutive.
- GETTARE SASSI NELLO STAGNO DELLE RIFORME: IDEE GIURIDICAMENTE BLASFEME PER CONSENTIRE AL CITTADINO IL CONCRETO SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI GIURISDIZIONALI - ELIMINARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALLE DIVERSE GIURISDIZIONI E COMPETENZE: È TROPPO ARDITO PENSARE AD UNO SPORTELLO DELLA GIUSTIZIA? Semplificare le procedure e gli accessi al servizio giustizia: l’eccessiva complicazione attualmente esistente non è forse ontologicamente un danno esistenziale per tutti.
L’On Line Dispute Resolution (ODR) è un sistema di procedure amministrate da appositi organismi per la risoluzione in rete delle controversie.La conciliazione on-line offre particolari vantaggi: è efficace, permettendo di risolvere la lite tra le parti, senza le pesanti forme che caratterizzano la giustizia ordinaria; riservata, consentendo di comunicare secondo sofisticate modalità tecnologiche che garantiscono l’assoluto rispetto della riservatezza delle parti; veloce esaurendosi la procedura conciliativa normalmente in un solo incontro virtuale; comoda potendo le parti, per raggiungere l’accordo, operare tranquillamente dal computer, dall’ufficio o dall’estero; attuale, essendo in linea con i più recenti orientamenti comunitari in materia di commercio elettronico.