Source: http://www.interlex.it/testi/or980611.htm
Timestamp: 2019-09-16 17:31:25+00:00
Document Index: 148421635

Matched Legal Cases: ['art. 700', 'art. 414', 'art. 2590', 'art. 23', 'art. 118', 'art. 130', 'art. 2041', 'art. 2103', 'art. 162', 'art. 414', 'art. 23', 'art. 130', 'art. 2041', 'art. 414', 'art. 2590', 'art. 162', 'art. 161', 'art. 700', 'art. 700', 'art. 20', 'art. 7', 'art. 414', 'art. 739', 'art. 669', 'art. 739', 'art. 700', 'art. 669', 'art. 161', 'art. 7', 'art. 20']

Nel procedimento civile iscritto sul ruolo Generale dei reclami sotto il numero d'ordine 26 dell'anno 1998 e del numero 15/98 di ruolo della Sezione lavoro
Bruno Giuseppe effettivamente domiciliato in Bari presso e nello studio dell'avv. Maria Pia Vigilante dal quale è rappresentato e difeso
R.A.I. s.p.a. - Radio Televisione Italiana, in Persona del suo legale rappresentante pro-tempore, elettivamente domiciliato in Bari presso e nello studio degli avv.ti Renato e Claudio Scognamiglio e Vincenzo Liuzzi, dai quali è rappresentata e difesa
1)- Con ricorso depositato il 19.2.1998 Giuseppe Bruno chiedeva al Pretore di Bari. in funzione di Giudice del lavoro, di emanare ex art. 700 c,p.c. i seguenti provvedimenti 1) accertare e dichiarare l'illegittimità della soppressione. apportata dalla RAI alla home-page del sito de quo, dell'indicazione del ricorrente quale autore del progetto editoriale, nonché della denominazione "Mondo Italia" , 2) per l'effetto ordinare alla RAI Radiotelevisione Italiana s.p.a., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in Roma al Viale Mazzini n. 14, il ripristino della home -page preesistente, contenente l'indicazione del nome del Dott. Bruno e della denominazione "Mondo Italia" salva e/o la sospensione del servizio stesso in attesa della definizione del giudizio , 3) in subordine. ordinare alla RAI di aggiungere nell'attuale home-page, l'indicazione del nome dell'autore del progetto editoriale, nonché della denominazione Mondo Italia, inibendone per il futuro la rimozione-, 4) in ogni caso, condannare la RAI al risarcimento del danno all'immagine arrecato al ricorrente. da liquidarsi in via equitativa. Con vittoria di spese.
Deduceva l'istante che, con ricorso ex art. 414 c.p.c., depositato il 29.1.1997, aveva adito lo stesso Pretore del lavoro, esponendo: a) che egli, giornalista caposervizio presso la sede regionale per la Puglia della Testata Giornalistica Regionale TGR della Rai agli inizi dei 1995, presentava alla Direzione Generale della RAI un progetto editoriale di sua esclusiva ideazione, denominato Mondo Italia on line-, e che tale progetto confluito in un apposito numero zero prevedeva in sostanza la creazione di una testata giornalistica trasmessa via internet dei servizi televisivi e radiofonici realizzati dalle redazioni regionali della RAI, consentendo a chiunque si trovasse lontano dalla propria regione di rimanere aggiornato sui fatti locali ; b) che il progetto riscuoteva grandi consensi tra i vertici della RAI, sicché l'opera veniva immediatamente registrata alla SIAE, con l'indicazione del ricorrente quale autore del progetto; c) che di conseguenza il ricorrente veniva chiamato dalla convenuta a fornire il suo contributo durante la fase attuativa del progetto, ma che per tale apporto, sicuramente non rientrante tra i compiti rivenienti dal rapporto di lavoro, la RAI non aveva riconosciuto al Bruno alcun compenso e/o avanzamento di qualifica ; d) che pertanto aveva chiesto al Pretore adito di: 1 ) accertare e dichiarare l'opera creata Mondo Italia on line dal ricorrente, quale invenzione del prestatore di lavoro, ex art. 2590 c.c, e, di conseguenza, condannare la RAI al pagamento dell'equo compenso, al sensi dell'art. 23 del R.D. 1602/34, nella misura di L. 500.000.000. o in quell'altra maggiore o minore somma che sarà ritenuta di giustizia e d'equità; 2) in via subordinata, accertare e dichiarare che l'opera suddetta rientra nella fattispecie di cui agli art. 118 e 119 L. n. 633/1941 e. di conseguenza, condannare la RAI al compenso ex art. 130 della medesima legge, nella stessa misura sopra indicata; 3) in via ulteriormente gradata, accertare e dichiarare quanto sopra e condannare la società convenuta al pagamento dell'indennizzo previsto dall'art. 2041 c.c. mediante i criteri di legge, 4) comunque, accertare il diritto del ricorrente, per le ragioni di fatto esposte in narrativa a vedersi riconoscere la qualifica di vice capo redattore, ai sensi dell' art. 2103 c.c. e, di conseguenza, condannare la RAI ad inquadrare il ricorrente nella suddetta qualifica, con ogni conseguenza. di legge, con decorrenza dal gennaio 1995.
Esponeva ancora: e) che con memoria difensiva depositata il 28.5.1997 si costituiva la RAI, chiedendo che il Pretore adito voglia rigettare la domanda avversaria, inammissibile ed infondata in ogni sua parte; f) che, in data 30.1.1998 la Direzione del TGR modificava parzialmente l'opera de qua, quale era stata sino ad allora diffusa: in particolare, il progetto originarlo del Dott. Bruno prevedeva infatti la diffusione via Internet dei servizi televisivi accanto a quelli radiofonici. nonché la possibilità di pubblicare oltre al telegiornali regionali. anche gli altri programmi della TGR (Mediterraneo, Italia Agricoltura. programmi sportivi. ecc..), e. in tardiva realizzazione di tale progetto. la RAI, a partire dalla fine di gennaio dei '98 , provvedeva ad attuare in maniera completa le potenzialità previste dal Bruno per Mondo Italia, cambiamento che si poneva dunque in linea di continuità e di "conferma" del valore del progetto del Bruno (,non a caso, la Direzione TGR, sempre in data 30. 1. 1998. faceva diffondere un servizio in cui il "sito" de quo veniva definito come un sito "storico"); contemporaneamente, tuttavia, la RAI modificava ad arte la home-page (equivalente alla copertina o alla prima pagina di una comune testata giornalistica) del sito; innanzitutto, veniva definitivamente eliminata dalla schermata la dicitura Mondo Italia, che era la denominazione conferita dall'autore alla testata e sotto la quale la stessa era stata registrata alla SIAE, in secondo luogo, veniva eliminata la menzione dello stesso ricorrente, quale autore del "progetto editoriale", fino ad allora presente al centro della home-page stessa, g) che tale modifica alla home - page dei sito si rivelava ictu oculi di eccezionale gravità ed in particolare un grave attentato al diritto morale dall'autore dell'opera, come diritto alla paternità intellettuale dell'opera paternità, prima evidente ed accessibile al pubblico, ed ora occultata, essendo compromessa la stessa identificabilità tra l'opera ed il suo ideatore; h) che per altro verso, la cancellazione del nome dell'autore dall'opera ledeva inevitabilmente la stessa reputazione dell'autore, il che valeva in particolar modo per un giornalista televisivo, quale il ricorrente, la cui immagine pubblica richiedeva una particolare tutela; i) che era altresì evidente come l'eliminazione dell'originaria denominazione del sito (Mondo Italia, con cui il website era stato registrato alla SIAE) e dello stesso nome dell'autore, giustificasse appieno l'adozione di un provvedimento d'urgenza, tenendo conto che il legislatore, all'art. 162 della L. n. 633/1941, ha previsto un procedimento analogo a quello di cui agli artt. 669 bis e segg. c.p.c. e che, una volta accertata, a cognizione sommaria, la fondatezza del ricorso della parte interessata, il legislatore presume juris et de iure la sussistenza del periculum in mora- 1) che la modifica de qua era stata operata su un sito Internet che si trovava attualmente sub judice in quanto la pronunzia richiesta dal Bruno sul credito vantato era legata, per un vincolo di pregiudizialità, all'accertamento della effettiva paternità dell'opera in caso all'attore, per cui, benché tale circostanza fosse suffragata da una notevole quantità di prove documentali, era evidente come il primo e più importante indizio venisse fornito dalla "copertina"(cioè, la home-page del sito, in cui il Bruno veniva indicato come autore del progetto editoriale, e la rimozione di tale indicazione quindi confermava per un verso la sensazione che. la convenuta intendeva negare il ruolo del ricorrente nella creazione della testata, per altro verso, tale comportamento risultava particolarmente allarmante in quanto la RAI dimostrava la volontà di cancellare persino gli indizi dei ruolo rivestito dal ricorrente; m) che quindi si poteva dire che la convenuta aveva modificato un documento che avrebbe potuto fornire un utile elemento di prova a favore dei ricorrente, il che giustificava senz'altro l'adozione di un provvedimento cautelare e d'urgenza; n) che nella fattispecie de qua la misura cautelare in concreto più adeguata appariva il ripristino della precedente home-page (oltre ovviamente al risarcimento dei danno), quanto meno sino alla definizione della su citata controversia; o) che. anche a voler riconoscere l'esigenza della RAI di un periodico aggiornamento della home-page era comunque indispensabile inibire alla convenuta la soppressione dei nome del Bruno e della denominazione "Mondo Italia" dalla stessa videata.
II. - Si costituiva la RAI, eccependo in primo luogo l'inammisibilità dell'istanza cautelare. Sosteneva, infatti, che il raffronto tra le conclusioni formulate nel ricorso ex art. 414 c.p.c. e quelle rassegnate invece nell'istanza ex artt. 700, 669 quater c.p.c. e 162 L. n. 633/4 1 evidenziava che il rapporto tra le une e le altre non poteva in alcun modo essere ricostruito nel termini di una richiesta di anticipazione, in sede cautelare, degli effetti delle statuizioni invocate all'esito del procedimento di merito, ed anzi queste ultime si palesavano -in relazione al loro contenuto - assolutamente insuscettibili di costituire l'oggetto di un provvedimento anticipatorio di natura cautelare.
Secondo la resistente in particolare: nel giudizio a cognizione piena, il dr. Bruno aveva avanzato richieste di condanna della RAI al pagamento dell'equo compenso ai sensi dell'art. 23 R.D. 1604/34 ovvero del compenso ex art. 130 della stessa legge (recte, L. n, 633/41 ) ovvero ancora dell'indennizzo previsto dall'art. 2041 c.c. ed aveva altresì domandato il riconoscimento della qualifica di vice capo redattore: ma nessuno degli (asseriti) diritti sottesi a tali domande è idoneo, se leso, a configurare il presupposto del pericolo di un danno grave ed irreparabile, trattandosi di richieste di natura puramente patrimoniale, il ritardo nel soddisfacimento delle quali potrebbe essere sempre riparato per equivalente. Né avrebbe potuto argomentarsi che il ricorso ex art. 414 c.p.c. contiene altresì una richiesta incidentale di declaratoria che "l'opera creata < Mondo Italia On line> "integri un'invenzione del prestatore ex art. 2590 c.c., poiché - anche a voler prescindere dalla inammissibilità in via d'urgenza pure di una domanda siffatta, per l'inconfigurabilità di una lesione grave ed irreparabile a beni/interessi dell'istante - tale richiesta non è affatto contenuta nel ricorso cautelare proposto. nel quale si fa soltanto questione di accertare e dichiarare l'illegittimità della soppressione, apportata dalla RAI all'home-page del sito de quo, dell'indicazione dei ricorrente quale autore del progetto editoriale, nonché della denominazione "Mondo Italia"; (di) ripristino della home-page preesistente contenente l'indicazione del nome del dott. Bruno e della denominazione "Mondo Italia" salva e/o la sospensione del servizio stesso in attesa della definizione del giudizio: (di aggiunta) all'attuale home page, (del)l'indicazione del nome dell'autore del progetto editoriale nonché della denominazione Mondo Italia. inibendone per il futuro la rimozione ed infine di una pretesa di risarcimento del danno all'immagine ... che non era neppure il caso di commentare a tal punto essa è estranea al tratti del procedimento d'urgenza.
Osservava poi in punto di fatto: I) Il dr. Bruno - tra il 1994 ed il 1995 aveva proposto di veicolare su Internet informazioni rubriche e notizie di interesse regionale- peraltro, già all'epoca e come accennato in precedenza, tale canale di comunicazione era ampiamente sfruttato nel resto dei mondo da diverse televisioni americane, europee e nello stesso arco di tempo era stato altresì utilizzato da numerose testate giornalistiche della carta stampata del nostro Paese (La Repubblica, Il Sole-24 ore e poi, via via, tutte le altre); 2) in relazione al notorio, facilissimo meccanismo di accesso ad Internet - è sufficiente un personale computer collegato con un modem ad una normale linea telefonica - l'uso di Internet come veicolo di informazioni giornalistiche era perfettamente conoscibile riproducibile da qualunque utente avesse, deciso di 'navigare' in rete, 3) il direttore del TGR dell'epoca, Vigorelli, ha apprezzato la proposta ed ha dunque contattato i sigg.ri Duccio Guida, Gianni di Giuseppe e Lorenzo Lucianer. affinché collaborassero con il Bruno nell'elaborazione del progetto,- 4) tale gruppo di lavoro, nel giugno del 1995 aveva elaborato un "numero zero" di un progetto congiunto tra TGR e RAI International, denominandolo --Mondo Italia---, proprio a sottolineare il collegamento che gli italiani all'estero avrebbero potuto avere in tal modo con il proprio Paese d'origine (cfr. doc. n. 1, rappresentazione testuale dei numero zero di Mondo Italia); 5) il sito Internet era stato realizzato dal tecnici della società Softlab ed il logo dell'home page da un grafico della stessa società, sig. Maurizio Annibali. Peraltro il numero zero di "Mondo Italia" non era mai stato utilizzato dalla società, perché ritenuto obsoleto: la decisione in tal senso era ben nota al ricorrente, essendo stata assunta nel corso di una riunione del 27.5 .1996 alla quale egli stesso aveva preso parte; 6) la home page RAI era stata resa presente in rete in data 21.6.1996, ed il 24.6. l'intera struttura del Web era stata realizzata nel modo illustrato nello schema grafico indicato come produzione n. 4;
8) nel 1997, nonostante già da mesi il logo della testata giornalistica regionale fosse stato modificato dal nuovo direttore Rizzo Nervo, era stato deciso di uniformare con quello della TGR anche quello presente in Internet. Essendo il nuovo logo assai più piccolo e lineare dei precedente, il sig. Elio Savonarola decise di accorpare la prima e la seconda pagina nella home page, cosicché la dicitura Mondo Italia e tutti i nomi elencati al punto precedente furono inseriti in copertina: 9) in data 28.1.1998 sono stati inseriti in rete anche i telegiornali regionali (in precedenza venivano offerti sul sito i 22 giornali radio prodotti dalla TGR): e ciò ha determinato - com'è agevole intendere -un'autentica rivoluzione nel modo di operare del servizio, con un accrescimento enorme delle possibilità del medesimo. Contestualmente, e proprio per l'esigenza di pubblicizzare la nuova offerta della testata TGR, il Savonarola - d'intesa con Il direttore della Testata, Rizzo Nervo - ha modificato la veste grafica dell'home page; al posto dei nomi - che sono scomparsi' tutti, tranne quello del capo redattore - appare dunque l'elenco dei servizi offerti e, per colpire l'attenzione dell'utente alcune immagini di servizi a colori ed in movimento; 10) tale modifica era dunque riferita alla sola home page, al contrario di quanto sostenuto in ricorso; 11) sia al momento attuale, sia all'inizio della diffusione del servizio, quando ancora il ricorrente vi lavorava, la denominazione Mondo Italia non compare sull'home page, ma solo nella altre pagine diverse del telegiornale; 12) anche attualmente, così come in precedenza, il nome del Bruno compare alla pagina "Il nostro progetto" , insieme all' indicazione "Progetto editoriale"; 13) la TGR on line, ad oggi, non è una testata. La società resistente contestava a questo punto in particolare che il programma mandato in onda su Internet conservasse tutte le caratteristiche studiate dal ricorrente e presenti nel l'elaborazione del numero zero, essendosi al contrario arricchito ed articolato in maniera significativa (da ultimo con l'immissione di telegiornali regionali); ribadiva che il numero zero del programma in questione non è affatto andato in rete, proprio perché considerato obsoleto dalla stessa società specializzata incaricata della creazione dei sito e contestava dunque le affermazioni del ricorrente, peraltro irrilevanti, nel senso che il cambiamento così delineatosi si sarebbe posto in linea di continuità e di conferma del valore del progetto del Bruno.
Sul periculum in mora Il semplice raffronto tra il consolidato indirizzo giurisprudenziale in tema di misure cautelari invocate dal lavoratore nell'ambito dei rapporto di lavoro ed il ricorso in questione era sufficiente per rendersi conto dell'innammissibilità dell'istanza, in quanto parte ricorrente non dedicava neppure una parola al presupposto del pericolo di danno grave ed irreparabile a suo carico. La difesa avversaria riteneva infatti di potersi assolvere dall'onere di provare l'esistenza del periculum in mora, invocando l'art. 162 L. n. 633/41, che prefigurerebbe un procedimento analogo a quello di cui agli artt. 669 bis e segg. c.p.c. anche in favore del titolare di un diritto morale d'autore: infatti nell'ambito della disciplina in materia di diritto d'autore, il legislatore configurerebbe una presunzione juris et de iure della sussistenza del periculum come sarebbe confermato anche dall'esistenza di sanzioni penali a presidio dei diritti morali d'autore. Non era dato però sottrarsi alla seguente alternativa: o il ricorrente aziona in questa sede la tutela cautelare residuale prevista dagli arti. 700 e 669 bis e segg. c.p.c. (ed allora egli è sicuramente gravato dell'onere di dimostrare l'esistenza di un pericolo di danno grave ed irreparabile nel tempo necessario a far valere il proprio diritto in via ordinaria); ovvero egli esperisce il rimedio ex art. 161 della legge sul diritto d'autore. Ma in quest'ultimo caso, e ferma restando l'eccezione pregiudiziale di inammissibilità per la estraneità alle domande avanzate nel giudizio di merito, egli non può caricare il rimedio da ultimo citato di funzioni che gli sono del tutto estranee. Secondo la resistente, è infatti orientamento largamente maggioritario in dottrina e in giurisprudenza che "l'accertamento, la descrizione e la perizia di ciò che si ritenga costituire violazione dei diritti di utilizzazione economica dell'opera intellettuale, in quanto diretti ad assicurare e conservare la prova, rientrino tra gli strumenti di istruzione preventiva disciplinati dagli artt. 692 ss. c.p.c.", ma non si vede davvero che cosa possa avere a che fare la modifica. della sola home page copertina con l'esigenza di assicurare e conservare la prova ed in relazione a quale giudizio. All'evidenza, un'esigenza di conservazione della prova non si poneva neppure con riferimento al giudizio a cognizione piena già pendente tra le stesse parti, non potendo certamente la modifica dell'home page acquisire rilevanza nella risoluzione delle questioni ivi trattate. Non cambiavano i termini del discorso le considerazioni che controparte svolgeva, lamentando che "la rimozione di tale indicazione conferma "... la sensazione che la convenuta intenda negare il ruolo del ricorrente nella creazione della testata ... tale comportamento risulta particolarmente allarmante, in quanto la RAI dimostra la volontà di cancellare persino gli indizi del ruolo rivestito dal ricorrente. Infatti, ed anche a voler prescindere dall'erroneità del richiamo all'istituto del sequestro giudiziario (che, ancora una volta, se applicabile, porrebbe fuori quadro l'invocata tutela cautelare residuale ex art. 700 c.p.c.), la Società resistente ha potuto agevolmente dimostrare già documentalmente che nulla è cambiato, a seguito del restyling della home page ( a sua volta dovuto alla immissione in rete anche dei servizi dei telegiornali regionali) quanto all'evidenziazione dei nome dei Bruno accanto all'indicazione "progetto editoriale", tale indicazione compare infatti alla pagina "il nostro progetto" . Pertanto il timore - paventato dal ricorrente - che siano dispersi e/o deteriorati mezzi di prova funzionali alla dimostrazione dei suoi diritti nell'altro procedimento pendente tra le parti risultava palesemente privo di riscontro, oltre che comunque irrilevante, per confortare l'adozione di un provvedimento ex art. 700 c.p.c.. Del resto la RAI aveva provveduto a registrare presso la SIAE, quale autore dell'opera. Il sig. Giuseppe Bruno, così risultando all'evidenza inconfigurabile ogni profilo di pericolo (e tanto più di un pericolo di danno grave ed irreparabile) dei "diritti morali" di quest'ultimo.
Sul fumus boni juris, la disposizione di cui all'art. 20 L. n. 633/41, invocata dal ricorrente quale referente normativo della sua prospettazione, attribuisce al titolare del diritto d'autore la pretesa a "rivendicare la paternità dell'opera e (ad) opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione ed ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione" . Sennonché si doveva escludere, in primo luogo, la possibilità di qualificare come un'"opera dell'ingegno" una modalità, sia pure peculiare ed originale, di trasmissione e/o ricezione di dati e notizie: secondo quella che è, in sostanza, la natura di "Mondo Italia" , attraverso il quale vengono veicolate in rete Internet notizie, informazioni, elaborazioni giornalistiche già predisposte dal singoli TGR. Ma anche a voler ammettere - a puro fine di completezza dell'esposizione - che "Mondo Italia" integri in effetti un'opera dell'ingegno si tratterebbe a tutto concedere (ed alla luce della descrizione della sua realizzazione risultante anche dal documenti inn atti) di un'opera collettiva, della quale (ai sensi dell'art. 7 della L. n. 633/41 ) è da considerare autore chi organizza e dirige la creazione dell'opera stessa. Nel caso di specie, e nell'ambito del lavoro giornalistico. la figura professionale alla quale compete tale ruolo è il direttore di testata (cfr. anche L. 3.2.63, n. 69), non certamente quella del capo-servizio o anche del vice-capo redattore (per stare alla qualifica incongruamente rivendicata nel giudizio di merito). In ogni caso. e pure volendo prescindere dalle considerazioni che precedono, il ricorrente non potrebbe lamentare alcuna violazione del suo (peraltro inesistente) diritto di "paternità" dell'opera e tanto meno alcuna deformazione, mutilazione od altra modificazione, suscettibili di arrecare pregiudizio al suo onore ed alla sua reputazione. Si era dedotto, e risultava documentalmente. che il ruolo del Bruno nell'originario "lancio" della proposta di utilizzazione della rete Internet per la diffusione di notizie di attualità, di costume, ecc., elaborate dalle diverse sedi regionali, era sempre stato riconosciuto - e lo era tuttora - attraverso l'indicazione dei suo nome accanto alla formula editoriale": e ciò pur non essendo mai stato in effetti utilizzato, a causa della sua obsolescenza, il "numero zero", al quale il ricorrente aveva in particolare collaborato. Né poteva certamente integrare gli estremi di un attentato (grave o lieve) al "diritto morale d'autore" del ricorrente la circostanza che il suo nome, con l'indicazione del relativo ruolo, siano inseriti alla pagina "il nostro progetto" del sito e ciò tanto più in relazione al fatto che la configurazione della home page è stata soltanto il frutto dell'arricchimento dell'offerta realizzata attraverso il sito ed ha interessato anche i nomi di collaboratori/autori dei programma quanto meno altrettanto importanti dello stesso ricorrente (dall'autore delle ricerche e documentazione, Lucianer, al responsabile del coordinamento operativo, Di Giuseppe, allo stesso creatore-tecnico" del sito, Agamennone. In ogni caso, la semplice modifica della home page-copertina non potrebbe mai costituire un ipotesi di mutilazione od altra modificazione dell'opera e men che meno tale da arrecare pregiudizio all'onore ed alla reputazione del preteso autore: del resto, lo stesso ricorrente - senza timore evidentemente di contraddirsi - affermava che, a suo avviso, il recente arricchimento dell'offerta del sito sarebbe in linea con lo spirito originario dei suo progetto. E tale assunto, a prescindere da ogni indagine circa la sua fondatezza palesemente priva di rilievo in questa sede, dimostra che in effetti il Bruno non avverte alcuna lesione dei beni della sua personalità a seguito della modifica stessa. Anche il riferimento al diritto all'immagine del ricorrente risultava palesemente incongruo, anche a voler attribuire a tale termine un significato traslato, e che prescinda dalla riproduzione delle sembianze della persona, le deduzioni che precedono consentono di dimostrare che anche l'interesse del Bruno (di fatto, più che giuridicamente rilevante) ad un'adeguata "visibilità" non è stato, nel caso di specie, assolutamente intaccato. Chiedeva pertanto di dichiarare inammissibile il ricorso e, in ogni caso, di rigettare le domande avversarie, con vittoria di spese.
Resisteva la società reclamata rilevando in via pregiudiziale che era da verificare se il reclamo fosse stato ritualmente depositato entro il termine di legge, che scadeva il 16.5.1998. poiché sull'ultirna pagina del reclamo stesso figurava apposto un timbro con la dicitura: "pervenuto in cancelleria sez. Lavoro 21 maggio 1998" . Sempre in via pregiudiziale e, occorrendo sotto la forma del reclamo incidentale, la resistente censurava la decisione del Pretore che aveva rigettato l'eccezione di inammissibilità del ricorso di urgenza, per la diversità delle richieste formulate a suo mezzo nel confronti di quelle dedotte con il ricorso ex art. 414 c.p.c.. Sosteneva invece l'incensurabilità nel merito dell'ordinanza pretorile comunque reiterando ed approfondendo le precedenti difese. Concludeva quindi di conseguenza.
Orbene, a parte la considerazione che. secondo l'orientarnento che questo Collegio preferisce, il termine perentorio di dieci giorni per proporre reclamo contro i provvedimenti cautelari di cui all'art. 739, comma 2, c.p.c. (richiamato dall'art. 669 terdecies, comma 1, stesso codice), decorre soltanto dalla notificazione dell'ordinanza impugnata, trattandosi di provvedimento reso nei confronti di più parti (come ritenuto dalla migliore dottrina, cfr. anche all'art. 739, comma 2, cit. Sez. Un., 29.4.1997, n. 3670), e non dalla comunicazione della stessa ordinanza a cura della cancelleria, vi è che nel caso di specie, anche facendo riferimento alla data della comunicazione del provvedimento pretorile al Bruno (in data 6.5.1998), il reclamo - per quanto testè osservato - è stato tempestivamente proposto in data 16.5.1998 (essendo ovvio che debba farsi riferimento a tal fine appunto al momento in cui il ricorso è stato depositato in Tribunale, e non al momento successivo, in cui, a seguito degli adempimenti e passaggi burocratici previsti, il fascicolo relativo è pervenuto alla Sezione competente).
Dunque, con il ricorso cautelare ora in riesame l'attore lamenta dei fatti, sopravvenuti sì in corso di giudizio di merito, ma che egli assume essere stati posti in essere in violazione del suo diritto alla paternità intellettuale dell'opera in questione, cioè in spregio proprio dei diritto che egli nell'edictio actionis aveva prioritariamente chiesto di "accertare e dichiarare", con efficacia di giudicato (è fuor di dubbio, infatti, che l'attore, nel far espressamente riferimento nel corpo e nelle conclusioni dell'atto introduttivo alle norme sul diritto d'autore, abbia invocato, sia pure gradatamente, una protezione in base al c.d. copyright).
Riguardando allora la fattispecie appunto sotto il profilo del periculum in mora, nel nostro caso il rischio concreto è che l'accoglimento della domanda di accertamento della paternità dell'opera in capo all'attore giunga quando ormai l'opera stessa sia di fatto non più riconoscibile come parto dell'ingegno del suo autore e gli sia stata resa dei tutto estranea (ed in tali sensi appare soprattutto orientata l'esigenza di cautela manifestata dall'attore, anche se nel ricorso ex art. 700 c.p.c. e poi nel reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. si insiste pure per una inappropriata applicazione del provvedimento atipico d'urgenza in funzione di salvaguardia del proprio "diritto alla prova" nel giudizio di merito, mentre è pacifico che, in subjecta materia, a tale scopo l'art. 161 L. a. prevede gli strumenti cautelari tipici della "descrizione", dell'"accertamento" e della "perizia" , secondo la communis opinio rientranti tra i provvedimenti d'istruzione preventiva, in quanto volti appunto a conservare ed assicurare la prova; tuttavia tale impostazione aggiuntiva della pretesa cautelare attorea, ancorché giuridicamente difettosa, conferma come si intenda interinalmente veder assicurati gli effetti del futuro accertamento del proprio diritto morale di autore).
Particolarmente significativa appare la testimonianza dei Guida, all'epoca dei fatti dipendente della RAI, con delega per la terza edizione del TGR. Questo teste infatti rivendicava a sé l'idea (generica) di mandare i notiziari regionali su Internet (ma già dovrebbe essere abbastanza chiaro che il progetto poi elaborato dal Bruno non si risolvesse solo in questo); esposta tale idea nel marzo dei 1995 al Vigorelli, quest'ultimo circa un mese dopo gli indicò il Bruno come persona che aveva particolari attitudini per l'informatica (diversamente dal Guida, come già detto). Discussa quindi l'idea con il Bruno appositamente convocato a Roma per un colloquio durato solo circa ... un quarto d'ora. il Bruno - sempre secondo questo teste - si occupò di una serie di approfondimenti tecnici, quali l'utilizzazione del sistema realaudio, tipo e quantità di computers, server da utilizzare, il che fu oggetto di una successiva riunione con la struttura tecnica della RAI, presente l'Ing. Morello ed altri che manifestarono estremo interesse ed approvarono il progetto, chiedendo di tradurre il progetto stesso in un "numero zero" cartaceo. Ciò fu poi approntato dal Bruno nell'arco di una quindicina di giorni a casa sua e con mezzi propri; precisava in proposi . to il teste che l'impaginazione e le note del numero zero furono elaborate dal Bruno; in precedenza era stata approntata una bozza del progetto, approvata dal Direttore Responsabile e dallo stesso Guida, bozza che conteneva degli arricchimenti dei contenuti inizialmente concordati, anche se non tutti potevano essere inizialmente realizzati (per esempio, le rubriche). Infine il Guida riferiva che all'inizio la "trasmissione" Mondo Italia rispecchiava il "numero zero" elaborato dal Bruno e che successivamente si cominciò ad inserire qualche curiosità attraverso un contributo originale della "redazione", ed Inoltre che nel progetto in questione il Bruno rivestiva una posizione di "line", nel senso che elaborava idee, ha elaborato un progetto, ha chiesto alle sedi gli elementi ed il materiale necessario, così coordinando il lavoro di altre persone (inoltre nella nota del Guida in data 25.5.1995, indirizzata a Raffaele Nigro, si legge : "il progetto Internet di Pino Bruno ha trovato - come era prevedibile - un grande successo, al punto che l'elefantiaca burocrazia RAI in tempi eccezionalmente brevi ha deciso di soddisfare le nostre richieste. Venerdì 2 Giugno abbiamo a Roma un appuntamento con lo staff tecnico presieduto dall'ing. Morello, con gli amministrativi e con il personale, per mettere a punto tutti i dettagli dell'operazione. Ti prego quindi di far venire a Roma Pino entro le dieci di venerdì due giugno".
Quanto poi alla testimonianza del Savonarola, capo-redattore della RAI, va subito rimarcato che i suoi ricordi partono dal 15.5,1996, e quindi da un momento di parecchio successivo alla prima esteriorizzazione dell'opera con il "numero zero". Dichiarava comunque questo teste: "...avevo delle perplessità nel confronti di un sito, prevalentemente testuale, decisamente superato dalle opportunità multimediali che lo strumento offriva. Perciò io proposi alla Direzione, ma di ciò ne parlammo anche con il Bruno e il Guida, un taglio più multimediale, puntando in particolare sulla trasmissione contemporanea, sin dall'inizio, di tutti i radiogiornali regionali. Di questo progetto particolare non v'è traccia nel progetto del Bruno, solo in un verbale di una riunione che adesso non so meglio specificare, emerse il riferimento alla possibilità di mandare in rete solo alcuni notiziari delle regioni a statuto speciale, così almeno lessi a suo tempo. Posso dire che anche d'intesa con il Bruno il mio obiettivo è stato quello di raggiungere gli utenti in modo più immediato attraverso uno dei prodotti più istituzionali della testata, cioè il giornale radio, anche per I' opportunità multimediale che avevamo.
D'altro canto, il ricorrente non ha mal negato che il progetto fu successivamente aggiornato, fino ad un certo punto peraltro anche con la sua partecipazione ed con il suo consenso, soprattutto, però, sul piano tecnico (come pare comprovato anche dalle note Softlab prodotte dalla resistente, da cui si deduce che lineamenti e contenuti fondamentali del progetto del Bruno rimasero in sostanza confermati), Né l'attore pone comunque in contestazione mutamenti successivi della sua opera, che anzi assume in linea di continuità e di conferma del valore dei suo progetto, le cui potenzialità sono state tardivamente realizzate dalla RAI, sebbene però previa sua totale estromissione dal più recenti sviluppi. Queste modifiche, peraltro tali più rispetto all'iniziale realizzazione pratica del progetto che rispetto ai contenuti ed alle scelte dei progetto ideato dal Bruno, appaiono comunque in linea generale ineluttabili in un campo in cui è sovente rapidissima la c.d. obsolescenza, soprattutto tecnologica, peraltro in un certo senso incentivata dalla concorrenza sul mercato tra i soggetti che offrono prodotti informatici, telematici e multimediali.
Né è seriamente discutibile poi che per quanto già detto, detta opera sia dovuta al Bruno, quale suo unico autore, sul piano progettuale ed intellettuale (che è quello che riceve tutela). Altri fornirono dei c.d. "in put", id est, taluni suggerimenti, peraltro non particolarmente puntuali (svolsero, cioè, un ruolo in qualche modo di generica committenza dell'opera), ovvero contribuirono successivamente alla mera realizzazione pratica e tecnica dell'opera (ma anche da questo punto di vista l'apporto del Bruno è stato senz'altro cospicuo), o a talune modificazioni di essa (concordate e/o consentite dall'autore), oppure ancora ne promossero e controllarono l'aspetto economico - produttivo, trattandosi di opera realizzatasi in ambito RAI, senza che per questo possa parlarsi - a tutto voler concedere, come sostiene la reclamata - di un'opera collettiva; opera collettiva di cui, al sensi dell'art. 7 della L. n. 633/41, sarebbe da considerare autore chi organizza e dirige la creazione dell'opera stessa, e cioè nella specie- sempre secondo la reclamata - il direttore della testata (facendo riferimento anche alla L. 3.2.1963, n. 69).
Per tal modo, infatti, si confonde nuovamente l'aspetto creativo in senso stretto dell'opera (che la stessa RAI - di là di quanto già detto - attribuisce al Bruno col riconoscergli significativamente il ruolo di autore del "Porgetto editoriale"), con quello della produzione, della realizzazione, oltre che dei contenuti specifici delle singole "edizioni" del "giornale'' telematico, in cui avevano ed hanno indubbiamente parte gli altri soggetti indicati nel sito (e cioè i responsabili dei Coordinamento editoriale. il Capo redattore, il responsabile di Ricerche e documentazione, il responsabile amministrativo, il responsabile dei Coordinamento operativo, il Webmaster, e, soprattutto, il Direttore). E che il ragionamento della difesa della RAI sia difettoso è rivelato dalla considerazione che, seguendolo, si dovrebbe giungere alla conclusione, non poco assurda, che l'autore dell'opera dovrebbe essere considerato il Direttore Nino Rizzo Nervo, e cioè un soggetto che, a quanto risulta ex actis, non ebbe la benché minima parte nella creazione del progetto "Mondo Italia", ovvero ancora pervenire a quella, addirittura capotica, che l'autore dell'opera sarebbe stato in precedenza (fino a quando in servizio presso la RAI) il Vigorelli, e cioè un soggetto che, per sua stessa ammissione, ebbe a seguire "...poco la 'pratica'di quel progetto".
Dall'altra, però, si tratta solo di un parziale ed insoddisfacente recesso dal comportamento lesivo, non solo perché il nome del Bruno pacificamente, è stato reinserito in una pagina interna del sito (per la precisione la settima, stando alla successione delle pagine prodotte dalla RAI), in posizione senz'altro meno evidente e per così dire defilata rispetto a quella originaria (un pò come se il nome dello scrittore di un libro comparisse, non sulla copertina e/o nelle prime pagine interne, ma ... nel mezzo dei secondo capitolo; sul punto v. anche infra), ma anche perché detta pagina è intitolata "il nostro progetto", titolo (in precedenza, a quanto consta, non utilizzato) senz'altro fuorviante, in quanto idoneo a nascondere e confondere l'originalità dell'opera intellettuale del Bruno con l'apporto di altri soggetti ivi indicati, quasi che tale progetto fosse stato il risultato di tutte tali persone (come se si trattasse di una sorta di opera collettiva o in comunione), senza contare - come già detto - che la RAI, per bocca dei capo redattore Savonarola, sembra attribuire a tali indicazioni un valore meramente 'storico', una sorta di riconoscimento "alla memoria" .
Va aggiunto poi che nell'ultima (in ordine di tempo) home - page, e cioè la c.d. videata introduttiva, su cui inevitabilmente si accentra maggiormente la fugace attenzione dell'utente in rete (non certo paragonabile alla concentrazione dei lettore dei tradizionali testi c.d. cartacei), persiste l'omissione della denominazione "Mondo Italia" (essendovi contenuto solo il logo del "sito" con la sigla "TGR on line" , oltre a diverse indicazioni), visibile solo a partire dalla seconda videata. E' palese quindi che tuttora la pagina introduttiva dei "sito" (non a caso chiamata home - page nel gergo Internet, appunto a significare che si tratta della pagina maggiormente caratterizzante il "sito" , che introduce) non contiene più alcuna menzione relativa al suo autore ed al "titolo" che all'opera quest'ultimo aveva dato; né l'attuale configurazione del"sito" è tale da consentire un agevole collegamento tra l'opera denominata "Mondo Italia" ed il suo ideatore, collegamento tanto più necessario in un campo in cui proprio la rapida, ed in parte inevitabile, evoluzione esteriore, ma anche contenutistica, di cui si è già detto, deve, però, consentire di individuare sempre con la massima chiarezza l'autore dell'opera dell'ingegno.
La RAI sostiene, però, che fin dalla prima comparsa in rete del "giornale" la "home - page" non conteneva Il nome del ricorrente e la denominazione "Mondo Italia" e che a riguardo varie furono le successive vicende, come pure si' è già riferito in narrativa (cfr. in particolare punti da 6 a 12 delle difese della RAI ).
Tuttavia osserva il Collegio che - a parte che I 'opera Mondo Italia per la prima volta si esteriorizzò già nel suo " numero zero" con quella denominazione e con il nome dell'attore accanto alla locuzione: "Progetto e realizzazione" , indicati fin dalla home - page nonché a prescindere dalla considerazione che almeno talune delle home - page del 1997 (cfr. in particolare home page del 7.5.1997, di cui al documento sub n. 1 della produzione di parte ricorrente, e del 16.7.1997, di cui al documento sub 8 della produzione di parte resistente.) pure contenevano tali indicazioni (per la precisione quella del Bruno come autore del "Progetto editoriale" secondo quando già evidenziato) - l'autore dell'opera dell'ingegno - al sensi dell'art. 20 L. a. - ha sempre diritto di rivendicare la paternità dell'opera e quindi ad opporsi al comportamenti che attentino a tale diritto. Non risulta peraltro che il Bruno abbia espressamente consentito ad essere pretermesso quale autore dell'opera così come da lui denominata, nè che abbia prestato una sicura e definitiva acquiescenza a far "trasmettere" il "giornale" telematico, senza che egli vi fosse prioritariamente ed adeguatamente indicato come ideatore dello stesso.