Source: https://www.csm.it/it/web/csm-internet/norme-e-documenti/dettaglio/-/asset_publisher/YoFfLzL3vKc1/content/parere-sul-d-l-n-18-2020-c-d-cura-italia-?redirect=/web/csm-internet/norme-e-documenti/atti-consiliari/pareri-e-proposte-al-ministro
Timestamp: 2020-08-07 18:03:01+00:00
Document Index: 138983225

Matched Legal Cases: ['art. 83', 'art. 392', 'art. 360', 'art. 83', 'art. 304', 'art. 1', 'art. 4']

Parere sul d.l. n. 18/2020 c.d. "cura Italia" - dettaglio - CSM
Parere sul d.l. n. 18/2020 c.d. "cura Italia"
Stampa Parere sul d.l. n. 18/2020 c.d. "cura Italia"
Con delibera 27 marzo 2020, è stato approvato il parere relativo al d.l. n. 18 del 2020, che – in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19, detta disposizioni in ordine all’attività giudiziaria.
Quanto alle udienze civili da celebrare necessariamente, si rileva come per i giudizi in materia di famiglia, ed in particolare quelli in materia di alimenti e obbligazioni alimentari, e per quelli di inibitoria dell’efficacia esecutiva delle sentenze sarebbe opportuno introdurre, in sede di conversione, una clausola che limiti la trattazione ai soli giudizi in concreto indifferibili.
Con riferimento alla sospensione dei termini per i procedimenti penali nella prima fase (fino al 15 aprile) di cui all’art. 83 comma 2, la delibera rileva come, a fronte di una interpretazione che potrebbe essere amplissima della disposizione, andrebbe privilegia una lettura tale per cui non possono ritenersi sospesi i termini per l’adozione di atti funzionali alla tutela di diritti costituzionalmente garantiti, eventualmente individuando in sede di conversione la tipologia degli atti “esclusi”. Inoltre, nella delibera si auspica l’esplicitazione normativa di quanto invalso nei protocolli stipulati da molti uffici e cioè la trasmissione telematica degli atti e dei provvedimenti (come già previsto nel d.l. per il settore civile). Ed ancora, andrebbe chiarito, in sede di conversione, atteso che il richiamo all’art. 392 c.p.p. non copre tutte le ipotesi, il regime da applicare agli accertamenti tecnici irripetibili di cui all’art. 360 c.p.p., che dovrebbero essere consentiti in caso di urgenza. Infine, si rileva come sarebbe necessario, in sede di conversione, coordinare i commi 2 e 3 dell’art. 83 e precisare l’ambito di operatività del regime della sospensione dei termini nella fase delle indagini preliminari e dei termini delle misure cautelari (anche in riferimento alla durata massima di cui all’art. 304 c.p.p.). La necessità di maggiore chiarezza in sede di conversione viene indicata anche per i procedimenti civili.
Per quanto concerne la seconda fase, il parere rileva una scarsa chiarezza, nel settore penale, quanto al dies a quo di decorrenza della sospensione della prescrizione e in materia cautelare.
Con riguardo allo svolgimento da remoto delle udienze penali, si auspica la formalizzazione in via normativa della possibilità di utilizzare tale strumento per le convalide e per gli interrogatori da parte del giudice o del p.m.n
Per le udienze civili da remoto, la delibera individua le maggiori criticità nel fatto che il carattere ancora sperimentale di tale modalità di celebrazione impone maggiori cautele quanto all’accertamento dell’effettiva instaurazione del contraddittorio e delle ragioni dell’assenza di una delle parti; dovrà poi verificarsi come procedere alla redazione del verbale di udienza. Maggiori problemi interpretativi vengono invece segnalati per il caso in cui in luogo del contraddittorio orale vi sia lo scambio telematico di note.
Il parere auspica poi un migliore coordinamento fra il d.l. n. 18 e il d.l. n. 9, non completamente abrogato con riferimento alla c.d. Zona rossa.
Quanto ai profili ordinamentali, il parere contiene l’invito al legislatore ad individuare gli strumenti più idonei a consentire lo svolgimento di attività indifferibili in uffici in ipotesi interessati dal contagio, quale ad esempio la concentrazione delle attività negli uffici di più grandi dimensioni (atteso che l’applicazione esporrebbe il magistrato applicato al rischio di contagio).
Infine, il parere auspica l’estensione delle misure di sostegno economico per GOP e VPO ad altre categorie di magistrati onorari.
Con riferimento alla materia penitenziaria, il parere esamina i presupposti applicativi della “nuova” detenzione domiciliare”, rilevando come sarebbe opportuno chiarire le condizioni ostative all’applicazione della misura, con riferimento alla clausola di compatibilità prevista con riferimento alle previsioni di cui all’art. 1 l. 199/2010 e ai reati ostativi di cui all’art. 4 bis ord.pen.; il rapporto fra la “nuova” previsione e quella di cui alla l. 199/2010, alle modalità di accertamento dei gravi motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza. Viene poi evidenziato il problema legato alle effettive potenzialità della misura rispetto alla riduzione del contagio nelle carceri, stante la difficoltà a reperire gli strumenti di controllo elettronici.
parere dl 18 del 2020 cura italia 26 marzo 2020 (257,1 kB)