Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/risoluzione-agenzia-entrate-n-286-del-11102007.html
Timestamp: 2016-12-06 05:49:28+00:00
Document Index: 153419176

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 72', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 73', 'art.\n73', 'art. 81', 'art.\n55', 'art. 73', 'art. 143', 'art.\n3', 'art. 4', 'art.\n55', 'art. 4', 'art. 2195', 'art. 2195', 'sentenza ']

Risoluzione Agenzia Entrate n. 286 del 11.10.2007
Costruzione e locazione di box auto. Trattamento tributario IRES e IVA
L'Ente istante riferisce di essere proprietario di un "terreno
edificabile facente parte di un complesso immobiliare ad uso scolastico".
Su detto terreno l'Ente interpellante, nel rispetto dei piani
urbanistici e della normativa vigente in materia, intende realizzare e, successivamente, gestire un parcheggio "pertinenziale" ai sensi dell'art. 9
della legge 24 marzo 1989, n. 122, costituito da n. 115 posti auto, di cui
n. 101 box chiusi e n. 14 box coperti.
L'istante fa presente che la realizzazione del predetto parcheggio
avverrà attraverso la stipulazione di contratti di appalto con una o più ditte costruttrici specializzate e che, per il finanziamento dell'opera,
provvederà all'accensione di un mutuo ipotecario con un istituto di credito.
L'interpellante riferisce che i posti auto che saranno realizzati
verranno "concessi in uso" mediante la stipulazione di contratti di
Ciò posto, l'Ente istante chiede di conoscere se
realizzazione e di gestione del predetto parcheggio si configuri come
esercizio di impresa.
L'Ente istante è dell'avviso che, sia ai fini delle imposte sui
redditi sia ai fini IVA, l'attività di realizzazione e gestione del parcheggio che lo stesso
porrà in essere, "configuri l'esercizio di
un'impresa commerciale consistente in un'attività di valorizzazione
immobiliare, avente carattere accessorio rispetto alla finalità
istituzionale di religione e di culto propria dell'ente" medesimo.
L'interpellante ritiene, in particolare, che "sia nella fase di
realizzazione che di gestione del parcheggio (...) agirà in regime di
impresa" con conseguente assoggettamento ad IVA e ad IRES.
Lo stesso istante ritiene, inoltre, che dovrà procedere all'apertura
della partita IVA con il codice attività ATECOFIN 70.20.0 "Locazione di
beni immobili".
Al fine di definire il trattamento tributario agli effetti dell'IRES e
dell'IVA dell'attività di realizzazione e di gestione del parcheggio che
l'ente interpellante intende porre in essere, occorre esaminare,
rispettivamente, le disposizioni del Titolo II del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e degli articoli 1, 3, e 4 del decreto del Presidente
In particolare, ai fini IRES, l'art. 72 del TUIR stabilisce che
presupposto dell'imposta sul reddito delle società è il possesso dei
redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie reddituali
disciplinate nell'art. 6 dello stesso testo unico. In particolare, l'art. 6 del TUIR prevede che "i singoli redditi sono classificati nelle seguenti
categorie: a) redditi fondiari; b) redditi di capitale; c) redditi di lavoro
dipendente; d) redditi di lavoro autonomo; e) redditi di impresa; f) redditi
I soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle
indicati dal successivo art. 73, comma 1, del citato testo unico che
individua, tra gli altri, alla lettera b) "gli enti pubblici e privati
diversi dalle società, (...) residenti nel territorio dello Stato, che
hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività
commerciali" e alla lettera c) "gli enti pubblici e privati diversi dalle società, (...) residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per
oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali".
Per gli enti commerciali residenti di cui al citato art.
73, comma 1, lettera b) del TUIR, il reddito complessivo
è considerato, ai sensi
dell'art. 81 del citato testo unico, reddito di impresa da qualsiasi fonte
provenga. Infatti, a quest'ultima categoria reddituale, definita dall'art.
55 del TUIR, vengono attratti i redditi fondiari, di capitale e diversi
posseduti dagli enti commerciali.
Per gli enti non commerciali di cui all'art. 73, comma 1, lettera c) del TUIR il reddito complessivo
è costituito, ai sensi dell'art. 143, comma
1, dello stesso testo unico, dalla somma dei redditi fondiari, di capitale,
di impresa e diversi, ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione.
Pertanto, per gli enti non commerciali, i redditi di impresa si configurano come una delle categorie reddituali che concorrono a formare il
reddito complessivo da assoggettare ad imposta.
La distinzione fra enti commerciali ed enti non commerciali rileva
anche ai fini dell'individuazione dei presupposti di applicazione
Al riguardo, l'articolo 1 del DPR n. 633 del 1972, stabilisce che
rientrano nel campo di applicazione dell'IVA le "cessioni di beni e le
prestazioni di servizi effettuate (...) nell'esercizio di imprese (...)".
Costituiscono prestazioni di servizi, ai sensi dell'art.
3, secondo
comma, del citato DPR n. 633 del 1972, se effettuate verso corrispettivo,
fra l'altro, "le concessioni di beni in locazione, affitto, noleggio e
Per gli enti commerciali, l'articolo 4, secondo comma, del DPR n. 633
del 1972 prevede che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi dagli
stessi poste in essere si considerano in ogni caso effettuate nell'esercizio
di imprese e, come tali, rientranti nel campo di applicazione dell'IVA.
Per gli enti non commerciali, ai sensi del successivo quarto comma del
medesimo art. 4 del citato DPR n. 633, si considerano effettuate
nell'esercizio di imprese soltanto le cessioni di beni e le prestazioni di
servizi rese nell'esercizio di attività commerciali o agricole.
Con riferimento alle attività commerciali, per "esercizio di imprese"
si intende, sia ai fini IRES, ai sensi dell'art.
55 del TUIR, che ai fini
IVA, ai sensi dell'art. 4, primo comma, del DPR n. 633 del 1972,
non organizzate in forma d'impresa, nonché l'esercizio di attività,
Pertanto, qualora l'ente svolga un'attività riconducibile tra quelle
elencate all'art. 2195 del codice civile, il carattere commerciale dell'attività stessa si configura a prescindere dall'esistenza di
Nell'ipotesi in cui l'ente effettui, invece, un'attività non
riconducibile tra quelle dell'art. 2195 del codice civile, al fine di
accertare il carattere commerciale dell'attività posta in essere, è necessario verificare la sussistenza di un'organizzazione in forma d'impresa.
L'attività è esercitata con organizzazione in forma d'impresa
quando, per lo svolgimento della stessa, viene predisposta un'organizzazione
di mezzi e risorse funzionali all'ottenimento di un risultato economico.
La commercialità dell'attività svolta sussiste, quindi, qualora
sistematicità e abitualità, ancorché non esclusiva.
In base all'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, ribadito,
peraltro, dall'Agenzia delle Entrate nelle risoluzioni n. 148/E del 20
maggio 2002, n. 204/E del 20 giugno 2002 e n. 273/E del 7 agosto 2002, "la
abitualità, sistematicità e continuità dell'attività economica (...)
vanno intese in senso non assoluto, ma relativo", per cui la qualifica di
imprenditore può determinarsi anche in conseguenza del compimento di un
unico affare, in considerazione della sua rilevanza economica e della complessità delle operazioni in cui si articola, implicanti la
del compimento di una serie coordinata di atti economici.
In particolare, la Corte di Cassazione, con sentenza del 29 agosto
1997, n. 8193, richiamata dalle citate risoluzioni n. 204/E e n. 273/E del
2002, ha affermato che affinché ricorra la figura dell'imprenditore
commerciale "non è necessario (...) che la funzione organizzativa
dell'imprenditore" costituisca "un apparato strumentale fisicamente
percepibile, poiché quest'ultimo può ridursi al solo impiego di mezzi
finanziari, sicché la qualifica di imprenditore va attribuita anche a chi
utilizzi e coordini un proprio capitale per fini produttivi".
Quanto sopra rappresentato, in relazione al caso di specie, si fa
presente, in via preliminare, che non rientra nelle competenze esercitabili
dalla scrivente in sede di interpello il riscontro dei presupposti fattuali
della norma né, quindi, la verifica dell'oggetto esclusivo o principale
dell'attività svolta dall'ente istante e, conseguentemente, la
qualificazione ai fini tributari dello stesso ente.
In via generale si evidenzia che qualora l'ente istante abbia per
oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale,
qualunque attività dallo stesso posta in essere, ivi compresa la
realizzazione del parcheggio e la successiva concessione in locazione dei
relativi box auto, costituisce, sia ai fini IRES che ai fini IVA, esercizio
Nell'ipotesi in cui l'ente interpellante si qualifichi, come
prospettato dallo stesso, quale ente non commerciale, per individuare il
trattamento tributario ai fini IRES ed IVA dell'attività di costruzione e
successiva locazione dei box auto, occorre verificare la sussistenza dei
presupposti sopra evidenziati.
In base a quanto emerge dall'istanza, l'attività che l'ente
interpellante intende porre in essere avrà ad oggetto la costruzione e la
successiva locazione di un parcheggio costituito da n. 115 posti auto,
realizzata mediante la stipulazione di contratti di appalto, l'accensione di
un mutuo ipotecario per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie
alla realizzazione dell'opera e la successiva stipulazione di contratti di
locazione. Argomentando in base alle dimensioni dell'iniziativa descritta e alla complessiva organizzazione presupposta nella realizzazione della
stessa, sembra alla scrivente, con tutte le riserve che potranno
definitivamente sciogliersi solamente in sede di eventuale controllo, che
l'attività in questione presenti significativi caratteri di commercialità.
Nel presupposto, infine, che lo svolgimento
dell'attività, secondo le modalità e i caratteri dimensionali riferiti dall'interpellante, implichi,
come sopra precisato, la predisposizione di un'apposita organizzazione di mezzi e risorse ovvero l'impiego e il coordinamento del capitale per fini
produttivi nell'ambito di un operazione di rilevante entità economica, si
configurerà un'organizzazione in forma d'impresa, come tale, qualificabile
attività commerciale sia ai fini IRES che ai fini IVA.