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Timestamp: 2016-10-27 09:30:04+00:00
Document Index: 168534228

Matched Legal Cases: ['art. 2346', 'art. 2346', 'art. 4', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2351', 'art. 2351', 'art. 2346', 'art. 1', 'art. 2346', 'art. 1', 'art. 2346', 'art. 2411', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 4', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2351', 'art. 2351', 'art. 2346', 'art. 2351', 'art. 2346', 'art. 2351', 'art. 2351', 'art. 2383', 'art. 2351', 'art. 2449', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2351', 'art. 2346', 'art. 2346', 'art. 2467', 'art. 2467', 'art. 2437']

⭐CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO
1 CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 5571/I Strumenti finanziari partecipativi (art. 2346, ultimo comma, c.c.) e diritti amministrativi nella società per azioni Approvato dalla Commissione Studi d Impresa il 25 febbraio 2005 SOMMARIO: 1. Premessa Inquadramento sistematico della figura degli strumenti finanziari partecipativi : prime riflessioni Strumenti finanziari partecipativi e diritti amministrativi: considerazioni generali. I diritti amministrativi c.d. minori Segue: Strumenti finanziari partecipativi e diritto di voto su argomenti specificamente indicati Segue: la facoltà di nominare un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco Alcune conclusioni. 1. Premessa. Gli strumenti finanziari partecipativi (art. 2346, ultimo comma, c.c.) sono stati introdotti dal legislatore della riforma in attuazione dell art. 4, comma 6, lettera c), della legge delega (l. 3 ottobre 2001, n. 366) e rappresentano una significativa novità in termini operativi e sistematici. Alle figure dell azione e dell obbligazione, nei loro molteplici contenuti, si aggiunge ora la categoria intermedia - e dai contorni ancora sfuggenti sia per quanto attiene al profilo della delimitazione della fattispecie che a quello della ricostruzione della disciplina - degli strumenti finanziari partecipativi (1). E da osservare, peraltro, che la elasticità dello strumento può introdurre - se adeguatamente compresa e valorizzata - un elemento di concorrenzialità nell ambito della nuova struttura finanziaria della società per azioni. Al riguardo,2 può essere di qualche interesse osservare che gli strumenti finanziari di cui all art. 2346, ultimo comma, c.c. si avvicinano a figure note in altre esperienze giuridiche europee, quali, ad esempio, i Genußrechte tedeschi (2) e la parts bénéficiaires previste nell ordinamento belga (3). Più in generale e come avremo occasione di rilevare anche nel prosieguo, gli strumenti in esame sono idonei a dare forma giuridica al c.d. mezzanino (mezzanine, Mezzanine-Kapital) (4), ossia ad uno strumento assai diffuso nella prassi finanziaria internazionale e che - per le sue caratteristiche sostanziali intermedie tra debt ed equity - è con sempre maggior frequenza utilizzato nelle operazioni di private equity (5) anche in Italia (6). Ciò premesso, tra i numerosi problemi ricollegati agli strumenti finanziari partecipativi in questa sede ci soffermeremo sulle complesse e delicate questioni relative all identificazione dei diritti amministrativi che ai sensi degli artt. 2346, ultimo comma, c.c. (e 2351, ultimo comma, c.c.) possono essere statutariamente attribuiti ai titolari di tali strumenti. Come noto, il legislatore si è limitato ad affermare che la società può emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell assemblea generale degli azionisti (art. 2346, ultimo comma, c.c.), precisando, peraltro, che gli strumenti finanziari di cui all articolo 2346, ultimo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco (art. 2351, ultimo comma, c.c.). Alla luce del dato di diritto positivo, molti sono i dubbi che si presentano all interprete ed all operatore pratico, dovendosi in particolare stabilire: a) quali diritti amministrativi possono essere collegati agli strumenti in esame, oltre quelli espressamente previsti dall art. 2351, ultimo comma, c.c.; b) come può essere statutariamente costruito il diritto di voto dei titolari di strumenti finanziari. Delineata l area problematica, resta da sottolinearne la rilevanza innanzitutto sotto il profilo teorico e ciò in quanto le proposizioni normative appena ricordate sembrano imporre un radicale ripensamento - e ridimensionamento - del dogma, secondo il quale diritti amministrativi possono essere attribuiti solo ad investitori che assumono la qualifica di soci, con la conseguenza che non dovrebbe essere difficile riconoscere la possibilità che lo statuto attribuisca diritti amministrativi - ed in specie poteri di influenza deboli sulla gestione sociale - quanto meno ad obbligazionisti ad alto rischio, quali, ad esempio, i titolari di obbligazioni subordinate (7). Sotto un profilo più strettamente applicativo, un esame come quello prospet- 23 tato si presta ad approfondire ed a valutare i possibili rapporti tra la figura degli strumenti finanziari partecipativi ed il fenomeno del c.d. private equity (e venture capital), ossia di un fenomeno che, se adeguatamente valorizzato, potrebbe contribuire al superamento dei vincoli finanziari alla crescita della piccola e media impresa italiana (8). Più in particolare, è nostra intenzione affrontare il problema dei diritti amministrativi non solo in astratto (quali diritti è possibile attribuire), ma anche e soprattutto in una prospettiva concreta, chiedendosi se possono essere statutariamente attribuiti quei poteri di influenza sulla società in genere richiesti da un investitore di private equity (o da un venture capitalist): e si pensi, ad esempio, al diritto di nomina e revoca di una componente minoritaria del consiglio di amministrazione (c.d. board representation) ovvero alla previsione dell obbligo del preventivo assenso dell investitore di private equity (o del venture capitalist) su alcune operazioni societarie di particolare rilevanza (c.d. restrictive covenants) (9). Venendo ad individuare più specificamente il piano di indagine, nell ambito di questo studio l attenzione si concentrerà esclusivamente sugli strumenti previsti e disciplinati dall art ultimo comma, c.c. (e 2351, ultimo comma, c.c.) (10). Più in particolare, dopo alcune preliminari considerazioni di carattere sistematico in merito a questa nuova figura di strumento finanziario (parag. 2), l attenzione si concentrerà sulla problematica dei diritti amministrativi, tentando di impostare in modo corretto il problema nelle sue linee generali (parag. 3) e soffermandosi poi sul diritto di voto su argomenti specificamente indicati (parag. 4), nonché sulla facoltà di nomina di un componente indipendente dell organo di amministrazione o di controllo (parag. 5). 2. Inquadramento sistematico della figura degli strumenti finanziari partecipativi : prime riflessioni. Come è stato già puntualmente osservato, gli strumenti partecipativi devono essere pensati - più che come titoli da emettersi (in quanto l emissione di titoli può anche mancare) - come unità di rapporti di investimento o finanziamento potenzialmente collettivi e proprio per questo scomponibili in unità elementari (11). In questo senso, è altresì opportuno ricordare che la nozione di strumento finanziario introdotta nel codice civile dalla disposizione contenuta nell art. 2346, ultimo comma, c.c. non coincide integralmente con quella contenuta nel t.u.f. e ciò in quanto la nuova figura codicistica è stata pensata non tanto (o comunque non solo) per il mercato finanziario (12), ma in primo luogo come possibile canale di finanziamento 34 per la piccola e media impresa. In sostanza, se gli strumenti finanziari di cui all art. 1, comma 2, del t.u.f. sono necessariamente destinati alla circolazione (13), con riferimento agli strumenti finanziari partecipativi previsti nel codice civile la negoziabilità sul mercato rappresenta un elemento meramente accidentale (cfr. art. 2346, ultimo comma, c.c.) (14), ben potendo tra l altro rappresentare titoli non standardizzati (15) e non riconducibili in alcun modo ad operazioni di massa, ma destinati ad attuare operazioni negoziate con specifici investitori (16). Quanto appena affermato trova del resto puntuale conferma nella lettera b-bis), dell art. 1, comma 2, del t.u.f., introdotta con il d.lgs. 6 febbraio 2004, n. 37 (c.d. decreto di coordinamento tra riforma del diritto societario, t.u.f. e t.u.b.), ove si ricomprende nella definizione di strumenti finanziari ai fini della disciplina del mercato finanziario anche gli strumenti finanziari previsti nel codice civile (solo se) negoziabili sul mercato dei capitali (17). Passando ad esaminare sinteticamente alcune tra le principali caratteristiche giuridiche degli strumenti partecipativi, è in primo luogo da sottolineare che essi possono essere emessi a seguito di qualsiasi tipologia di apporto, intendendo per apporto in modo generico ed atecnico, la prestazione sinallagmatica dovuta alla società in cambio dell emissione dello strumento finanziario (18) : più in particolare, potranno formare oggetto di apporto denaro, beni in natura, opere o servizi (19). E quanto mai opportuno specificare, peraltro, che - analogamente a quanto avviene in Germania ed in Belgio rispettivamente per i Genußrechte e le parts bénéficiaires - si tratta sempre di apporti non imputati a capitale: e ciò anche nel caso in cui oggetto dell apporto siano beni in natura o denaro, ossia beni astrattamente imputabili a capitale (20). Se questo è vero, ne consegue l impossibilità di addossare a questi strumenti finanziari un rischio maggiore che agli azionisti (21) (di qualunque categoria). Per quanto attiene poi ai diritti patrimoniali, non vi è dubbio che essi debbano sempre sussistere e ciò in quanto i diritti patrimoniali riflettono la natura e la causa dell operazione economica sottostante all emissione degli strumenti finanziari e quindi, quale essa sia, non può darsi il caso di strumenti finanziari che ne siano del tutto privi (22). Ciò chiarito in via generale, sembra tuttavia potersi affermare che gli strumenti di cui all art. 2346, ultimo comma, c.c. devono essere caratterizzati da un rapporto sottostante, in forza del quale l investitore acquisisce non un diritto di natura obbligatoria alla restituzione della somma versata o al rimborso del valore della prestazione effettuata, ma taluni diritti propri della partecipazione sociale - senza con questo pervenire ad una completa coincidenza con quest ultima, onde il loro carattere ibrido - quali il diritto agli utili ed eventualmente anche quel- 45 lo alla ripartizione del patrimonio attivo in sede di liquidazione della società, e ferma rimanendo l ammissibilità di differenziazioni e di graduazioni quanto all incidenza delle perdite (23). In sostanza sul piano dei diritti patrimoniali lo strumento in esame è idoneo a dare forma giuridica al c.d. mezzanino (24), assumendo caratteristiche molto vicine, ad esempio, alla figura nota nell esperienza giuridica tedesca del Genußrecht mit Eigenkapitalcharakter, ossia del Genußrecht con caratteristiche sostanziali simili all apporto di capitale proprio (25). Se quanto affermato può essere condiviso, emerge la specificità degli strumenti finanziari partecipativi rispetto alla figura non solo dell azione (26), ma anche e soprattutto dell obbligazione, la quale si caratterizza per la necessaria presenza di un diritto (ancorché, in ipotesi, subordinato) al rimborso dell investimento (27). Le considerazioni svolte possono avere inoltre importanti implicazioni anche in merito ai criteri di ricostruzione della disciplina applicabile agli strumenti finanziari partecipativi (28). Al riguardo si può osservare che: a) negli strumenti in esame, per quanto sopra affermato, ben potrà verificarsi - ed anzi costituirà l ipotesi normale - che i tempi e l entità del rimborso del capitale siano condizionati all andamento economico della società ; b) in tali casi, in forza del disposto contenuto nell art. 2411, terzo comma, c.c. alla provvista finanziaria che si avvale di strumenti finanziari partecipativi si applica - unitamente alla disciplina di cui agli artt. 2346, ultimo comma, c.c., 2351, ultimo comma, c.c. e 2376 c.c. - il regime delle obbligazioni, in quanto compatibile (29). Volendo svolgere, infine, alcune preliminari considerazioni in merito alle funzioni che in una prospettiva generale questa nuova figura può assolvere, non vi è dubbio che la previsione degli strumenti di cui all art. 2346, ultimo comma, è stata pensata, in primo luogo, per risolvere il problema dei c.d. conferimenti atipici (30). Più in particolare, considerato che gli strumenti in esame possono essere emessi dalla società a seguito dell apporto anche di opera o servizi e, dunque, anche di apporti non imputabili a capitale sociale, la disposizione in esame introduce una via alternativa (anche se non equivalente) a quella indicata dall art. 2346, quarto comma, per conseguire il medesimo fine di consentire l acquisizione di ogni elemento utile per il proficuo svolgimento dell impresa sociale (art. 4, quinto comma, lettera a, legge delega) (31). Ai fini che in questa sede più interessano è opportuno rilevare, peraltro, che l attuale formulazione dell art. 2346, ultimo comma, c.c. consente l emissione di strumenti finanziari partecipativi anche a seguito dell apporto di denaro: più specificamente, se l art. 2346, ultimo comma, recita che l apporto può consistere an- 56 che in opera o servizi, ciò significa che esso di regola è in denaro o in natura (32). Come evidente, qualora emessi a seguito di apporto di denaro, gli strumenti finanziari avranno esclusivamente la funzione di allargare i canali di finanziamento dell impresa azionaria. In sostanza, la società potrebbe ottenere denaro emettendo (né azioni, né obbligazioni, ma) strumenti partecipativi, ossia strumenti che, pur non rappresentando una frazione del capitale sociale e non toccando dunque gli equilibri di governo interni alla società, possono essere dotati di alcuni diritti patrimoniali ed amministrativi simili (se non identici) a quelli ricollegati alla partecipazione azionaria. Ed è questa la funzione che evidentemente può interessare nelle operazioni di private equity. 3. Strumenti finanziari partecipativi e diritti amministrativi: considerazioni generali. I diritti amministrativi c.d. minori. Come già si legge nei primi commenti, ferma rimanendo l esigenza di evitare una completa parificazione degli strumenti partecipativi alla partecipazione sociale, che può essere rappresentata solo da azioni, i diritti amministrativi prescelti dall autonomia statutaria potranno coincidere in tutto e per tutto, sia per contenuto che per numero, a quelli propri dell azionista, con la sola esclusione del diritto di voto nell assemblea generale (33). Si tratta, come evidente, di una profonda differenza (a vantaggio dello strumento di diritto italiano) rispetto ai Genußrechte tedeschi, i quali non possono essere dotati dei principali diritti amministrativi propri dello status di socio (34). Al riguardo, sembra tuttavia quanto mai opportuna una precisazione di carattere metodologico: i diritti dell azionista - e più specificamente dell azionista ordinario - possono essere in astratto un utile parametro di riferimento volto a facilitare l individuazione dei diritti amministrativi che possono essere attribuiti ai sensi dell art. 2346, ultimo comma, c.c., ma non devono rappresentare in alcun modo un parametro vincolante. Più in particolare, gli strumenti partecipativi possono essere dotati - nei limiti previsti dal legislatore o comunque ricavabili dal sistema - anche di diritti amministrativi diversi da quelli propri dell azionista (ordinario) (35). A tale conclusione si giunge in primo luogo considerando, in una prospettiva generale e sistematica, che: a) con la riforma del diritto societario e l introduzione di una molteplicità di categorie speciali di azioni la figura dell azionista esce profondamente frammentata; sullo sfondo vi è ovviamente il tramonto della utilità della distinzione tra azionista-socio ed obbligazionista-creditore e l emergere, in tutta 67 la sua rilevanza, della categoria dell investitore-finanziatore (36) ; b) la figura degli strumenti finanziari partecipativi intanto mantiene una sua specificità (ed una sua utilità), in quanto si mantenga come figura intermedia tra l azione e l obbligazione e non sia invece schiacciata sull una o sull altra di tali figure. Queste considerazioni trovano poi conferma nel dato di diritto positivo. Più in particolare, l art. 2351, ultimo comma, c.c. attribuisce espressamente al titolare di strumenti finanziari diritti che all azionista ordinario non spettano: ed il riferimento è al potere di nominare un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. In sostanza, con la disposizione appena ricordata il legislatore rompe il parallelismo con la figura dell azionista ordinario ed apre nuovi scenari all autonomia statutaria (37). Coerentemente con le premesse teoriche appena tracciate, a titolo meramente esemplificativo lo statuto può legittimamente dotare lo strumento finanziario partecipativo dei diritti amministrativi minori di seguito indicati: a) diritti di controllo, quali quelli di impugnazione delle delibere assembleari o di denuncia di gravi irregolarità, ex art c.c., dovendosi tuttavia fissare in statuto la percentuale richiesta per l esercizio di tale diritto, rispetto al valore complessivo dell emissione (o di varie emissioni) degli strumenti finanziari partecipativi (38) ; b) diritti di informazione, parificabili a quello attualmente riconosciuto al socio di s.p.a. (39) ; c) diritti di intervento in assemblea a scopo meramente informativo (40) ; d) diritti di opzione, che il titolare di strumenti finanziari può esercitare in caso di emissione di altri strumenti finanziari (più problematico è se tale diritto possa essere statutariamente concesso in caso di emissione di azioni) (41). Come già anticipato, lo statuto potrebbe inoltre attribuire al titolare di strumenti finanziari diritti amministrativi che non spettano all azionista (ordinario): si pensi, ad esempio, al diritto di intervento in consiglio di amministrazione (ed in comitato esecutivo) a scopo meramente informativo, ovvero al diritto di richiedere relazioni all organo amministrativo in materia di gestione; di designare figure dirigenziali in determinati rami aziendali in ragione della specifica professionalità richiesta e dell interesse dei finanziatori; (..) di essere consultati in sede di redazione del bilancio (42). 4. Segue: Strumenti finanziari partecipativi e diritto di voto su argomenti specificamente indicati. 78 Come già sottolineato, il legislatore ha espressamente previsto che gli strumenti finanziari in esame possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati (art. 2351, ultimo comma, c.c.). Nel tentativo di contribuire a far luce sul significato di questa disposizione, occorre risolvere, in primo luogo, l apparente dissidio tra il divieto di voto nell assemblea generale degli azionisti (cfr. art. 2346, ultimo comma, prima parte) e la previsione contenuta nell ultimo comma dell art. 2351, ai sensi della quale, come appena ricordato, gli strumenti finanziari di cui agli artt. 2346, sesto comma, e 2349, secondo comma, possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati e in particolare può essere ad essi riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco (43). Ebbene, per quanto in questa sede più interessa sembra potersi affermare che il diritto di voto su argomenti specificamente indicati può essere statutariamente costruito nel senso che esso deve essere esercitato nell assemblea separata dei titolari di strumenti finanziari e non nell assemblea generale degli azionisti, la quale sarà statutariamente tenuta ad uniformarsi alle indicazioni espresse in sede di assemblea separata (44). Più in particolare, nel caso ipotizzato il diritto di voto dovrà essere esercitato in un luogo diverso rispetto all assemblea generale degli azionisti - assemblea che peraltro dovrà recepirne le indicazioni - anche se questo luogo, da un lato, non dovrà necessariamente identificarsi con l assemblea speciale di cui all art c.c. (45), dall altro, potrà anche non rappresentare un assemblea in senso tecnico, come nel caso di emissione di un unico strumento sottoscritto da uno specifico investitore. Al riguardo è opportuno ricordare, infatti, che l applicabilità delle discipline delle assemblee speciali nei casi di emissione di strumenti finanziari (..) presuppone che essi costituiscano una categoria, avendo connotati di serialità e standardizzazione, il che, come si è visto, rappresenta un eventualità ma non una regola (46). Sulla base delle considerazioni svolte emerge allora che il diritto di voto su argomenti specificamente indicati ben può essere configurato dallo statuto come un diritto di veto (47). Più in particolare, a titolo meramente esemplificativo, come diritti di voto su argomenti specificamente indicati lo statuto potrebbe probabilmente prevedere poteri c.d. di veto su operazioni straordinarie della società, quali ad esempio la modifica dell oggetto sociale, il trasferimento parziale o totale dell azienda, fusione e/o scissione, ovvero su atti gestori, quali l approvazione del 89 bilancio, ecc. Al riguardo, si potrebbe inoltre statutariamente stabilire che - con riferimento ad alcune operazioni sociali, come quelle appena indicate - la delibera assembleare e/o la delibera consiliare (secondo le rispettive competenze) (48) non producano effetti in mancanza del consenso del titolare dello strumento finanziario o dell assemblea dei possessori di tali strumenti, ove prevista (49). Lo scenario che siamo venuti delineando - ben lungi da creare problemi sul piano applicativo - dovrebbe aver dimostrato che in seguito alla riforma del diritto societario è certamente lecita la previsione - con efficacia reale ed a prescindere da pattuizioni parasociali - dell obbligo del preventivo assenso dell investitore di private equity titolare di strumenti partecipativi su alcune operazioni societarie di particolare rilevanza (c.d. restrictive covenants) (50). 5. Segue: la facoltà di nominare un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco. Dopo aver espressamente previsto che gli strumenti di cui all art. 2346, ultimo comma, c.c. possono essere dotati del diritto di voto su argomenti specificamente indicati, il legislatore della riforma ha previsto, come unica ipotesi esemplificativa di questa figura di diritto di voto, la possibilità che a tali strumenti sia riservata, secondo modalità stabilite dallo statuto, la nomina di un componente indipendente del consiglio di amministrazione o del consiglio di sorveglianza o di un sindaco (art. 2351, ultimo comma, c.c.), precisando che alle persone così nominate si applicano le medesime norme previste per gli altri componenti dell organo cui partecipano (art. 2351, ultimo comma, ultima parte, c.c.). Coerentemente con la soluzione sopra prospettata in merito al luogo di esercizio del diritto di voto su argomenti specificamente indicati (51), è da ritenere che anche la facoltà di nomina di un componente indipendente dell organo di amministrazione o di controllo debba esercitarsi al di fuori dell assemblea generale degli a- zionisti (52), la quale sarà tuttavia statutariamente obbligata a recepire le indicazioni provenienti dai soggetti che detengono gli strumenti partecipativi (53). Del resto, che la nomina in esame sia extra-assembleare si ricava altresì dal disposto contenuto nell art. 2383, primo comma, c.c., ove tra le eccezioni al principio generale secondo il quale la nomina degli amministratori spetta all assemblea si menziona espressamente l ipotesi prevista dall art c.c. Ciò chiarito, resta da chiedersi cosa significhi indipendente con riferimento alla nomina di un componente del consiglio di amministrazione o del consiglio di 910 sorveglianza (54). Pur non sottovalutando la complessità del problema, sembra potersi affermare che utilizzando tale espressione il legislatore abbia inteso far riferimento non ai requisiti previsti nel sistema monistico negli artt septiesdecies e octiesdecies, c.c., ma alla facoltà da parte dei titolari di strumenti partecipativi di nominare uno o più amministratori (o componenti del consiglio di sorveglianza) con funzioni di informazione e monitoraggio sulla gestione dell impresa (55) ed al fine di assicurare che la maggioranza degli amministratori - nell attività di individuazione e di composizione dell interesse sociale - prenda in considerazione anche gli interessi dei titolari degli strumenti finanziari (56). Tra i numerosi problemi applicativi che questa disposizione pone all attenzione degli interpreti è opportuno segnalare la questione relativa alla revoca dell amministratore nominato ai sensi dell art. 2351, ultimo comma, c.c.; più in particolare, occorre interrogarsi in merito all applicazione analogica al caso di specie del principio dettato per le società con partecipazione dello Stato o di enti pubblici dall art. 2449, secondo comma, c.c. (57), dovendosi stabilire se - come sembrerebbe - anche gli amministratori nominati ai sensi dell art c.c. possono essere revocati soltanto dai soggetti che li hanno nominati. Prima ancora resta da chiarire quale sia il limite quantitativo dei componenti dell organo di amministrazione o di controllo designabili dagli strumenti finanziari, ed in particolare se ad essi nel loro complesso possa riservarsi un solo amministratore e/o sindaco, piuttosto se ad ogni categoria di strumenti finanziari possa essere attribuito il medesimo diritto, e, in tal caso, se sussistano limiti assoluti di nomina extra-assembleare (58). A prescindere comunque dalle inevitabili questioni interpretative ad essa ricollegate, la disposizione in esame sembra destinata ad assumere una significativa importanza nelle operazioni di private equity: e ciò in quanto si prevede espressamente la liceità di una clausola statutaria, in forza della quale si riconosce una rappresentanza nel consiglio di amministrazione (board representation) o nell organo di controllo ai titolari di strumenti finanziari partecipativi (59). 6. Alcune conclusioni. Giunti al termine di queste sommarie riflessioni, in una prospettiva applicativa il dato di maggior rilievo che emerge è l idoneità degli strumenti partecipativi - quanto meno con riferimento ai diritti amministrativi di cui possono legittimamente essere dotati - ad essere impiegati nelle operazioni di private equity. Più in particolare, si conferma la legittimità di clausole statutarie volte ad attribuire ai titolari di 1011 strumenti finanziari partecipativi quei poteri di influenza sulla società in genere richiesti da un investitore di private equity (o da un venture capitalist): ed il riferimento è evidentemente al diritto di nomina e revoca di una componente minoritaria del consiglio di amministrazione (c.d. board representation) ovvero alla previsione dell obbligo del preventivo assenso dell investitore di private equity (o del venture capitalist) su alcune operazioni societarie di particolare rilevanza (c.d. restrictive covenants). In questa prospettiva e limitandosi solo ad alcuni spunti che meriterebbero ben altri approfondimenti, gli strumenti finanziari di cui all art. 2346, ultimo comma, c.c., potrebbero essere altresì dotati: i) di un diritto di conversione automatica in azioni ordinarie al ricorrere di determinate circostanze (60) (quali, ad esempio il collocamento in borsa della società o il raggiungimento di determinati obiettivi) ed al fine di poter conseguire il capital gain (61) ; ii) di un opzione di vendita (put) allo scadere di un determinato periodo (o comunque al verificarsi di determinate circostanze) al fine di garantire all investitore di private equity una way-out efficiente. Umberto Tombari (1) Nel senso che «la nuova categoria degli strumenti finanziari è tratteggiata, sul piano della fattispecie, da poche indicazioni, che a stento consentono di intravederne i confini, ed è oggetto di un impianto disciplinare forse ancora più scarno» NOTARI, Azioni e strumenti finanziari: confini delle fattispecie e profili di disciplina, in BBTC, 2003, I, p. 545; in generale, su questa nuova figura cfr., tra gli altri, LAMANDINI, Autonomia negoziale e vincoli di sistema nella emissione di strumenti finanziari da parte delle società per azioni e delle cooperative per azioni, in BBTC, 2003, I, p. 532 ss.; PISANI MASSAMORMILE, Azioni ed altri strumenti finanziari partecipativi, in Riv. soc., 2003, p ss.; SANDULLI E SANTORO (a cura di), La riforma delle società, Torino, 2003, sub artt e 2351;COTTINO ED ALTRI (a cura di), Il nuovo diritto societario, Bologna, 2004, sub artt e 2351; NICCOLINI e STAGNO D ALCONTRES (a cura di), Società di capitali. Commentario, Napoli, 2004, sub artt e 2351; MIOLA, I conferimenti in natura, in Trattato delle società per azioni, 1***, diretto da Colombo e Portale, Torino, 2004, p. 259 ss.; FERRI JR., Fattispecie societaria e strumenti finanziari, in MONTAGNANI (a cura di), Profili patrimoniali e finanziari della riforma, Milano, 2004, p. 67 ss.; ASSOCIAZIONE PREITE, Il diritto delle società, Bologna, 2004, p. 127 ss.; GIANNELLI, in AA. VV., Diritto delle società, Milano, 2004, p. 168 ss.; SPOLIDORO, Conferimenti e strumenti partecipativi nella riforma delle società di capitali, in M. RESCIGNO e SCIARRONE ALIBRANDI (a cura di), Il nuovo diritto delle società di capitali e delle società cooperative, Milano, 2004, p. 32 ss.; TOMBARI, La nuova struttura finanziaria della società per azioni, in Riv. soc., 2004, p ss.; ID., Commento agli artt e 2351, in Commentario. Codice civile, a cura di ALPA e MARICONDA, in corso di pubblicazione, Milano, Ipsoa. 1112 (2) Sulle caratteristiche di questi strumenti v. HÜFFER, Aktiengesetz, 6. ed., München, 2004, 221, rdn. 22 ss., p ss.; AA.VV., Mezzanine Finanzierungsinstrumente, Berlin, 2004, p. 211 ss.; per ulteriori riferimenti bibliografici alla numerosa letteratura in argomento sia consentito rinviare a TOMBARI, Azioni di risparmio e tutela dell investitore, in Riv. soc., 2002, pp , nota n. 20. (3) Si tratta di titoli che non sono definiti né dettagliatamente disciplinati dal legislatore, ma che analogamente agli strumenti di cui all art. 2346, ultimo comma, c.c., possono essere emessi anche dietro apporto di denaro (pur non rappresentando una frazione del capitale sociale nominale) e possono essere dotati dallo statuto dei diritti più vari, compreso il voto: per maggiori approfondimenti cfr. CINCOTTI, L esperienza delle parts bénéficiaires belghe e gli strumenti finanziari partecipativi di cui all art c.c., in BBTC, 2004, I, p. 221 ss. (4) Per alcune considerazioni generali cfr. CREMASCO, Mezzanine financing, in Il diritto privato nella giurisprudenza, a cura di CENDON, I nuovi contratti nella prassi civile e commerciale, XII, Finanziamento alle imprese, Torino, 2005, p. 77 ss.; AA.VV., Mezzanine Finanzierungsinstrumente, cit. p. 21 ss., ove con riferimento all esperienza tedesca si sottolinea come molteplici possano essere le figure idonee a dare forma giuridica al Mezzanine-Kapital (Genussrechte, obbligazioni convertibili, ecc.). (5) Per un quadro in ordine alla struttura delle operazioni di private equity v. CARLOTTI (a cura di), Tecniche di private equity, Milano, (6) Cfr. ad esempio, Il Sole-24 Ore, Plus, 15 gennaio 2005, p. 13. (7) Per una proposta interpretativa in tal senso già prima della riforma societaria cfr. TOMBARI, Azioni di risparmio e tutela dell investitore, cit., p ss., ove ulteriori riferimenti bibliografici. (8) Per maggiori approfondimenti v. F. ONIDA, Se il piccolo non cresce. Piccole e medie imprese italiane in affanno, Bologna, 2004, p. 24 ss. e 124 ss. (9) Su questi aspetti v. l approfondito studio di SZEGO, Il venture capital come strumento per lo sviluppo delle piccole e medie imprese: un analisi di adeguatezza dell ordinamento italiano, Banca d Italia, Quaderni di ricerca giuridica della Consulenza legale, n. 55, Roma, 2002, p. 23 ss.; LAM- BERTINI, Private equity, in Il diritto privato nella giurisprudenza, a cura di CENDON, I nuovi contratti nella prassi civile e commerciale, XII, Finanziamento alle imprese, cit., p. 90; sul punto v. anche infra, paragg. 4 e 5. (10) Sulle varie categorie di strumenti finanziari introdotte nel diritto azionario cfr. PISANI MASSA- MORMILE, op. cit., p (11) SPADA, Azioni e strumenti finanziari, dattiloscritto consultato per la cortesia dell Autore, p. 4. (12) Sul punto v. anche SANTORO, Commento art. 2351, in SANDULLI, SANTORO (a cura di), La riforma delle società, cit., p. 152; SPADA, op. ult. cit., p. 4; SALANITRO, Strumenti di investimento finanziario e sistemi di tutela dei risparmiatori, in BBTC, 2004, I, p. 288; per una critica all utilizzazione della medesima terminologia per indicare fenomeni diversi v. MARANO, Mercati di capitali e nuovi strumenti finanziari nel nuovo diritto societario, in Riv. dir. priv., 2003, p (13) Cfr., ad esempio, ANNUNZIATA, La disciplina del mercato mobiliare, Torino, 2004, p. 70 ss.; MA- RANO, op. cit., p (14) Per analoghe considerazioni MIOLA, op. cit., p. 295 ss. (15) MARANO, op. cit., p (16) L esatta considerazione è di NOTARI, Azioni e strumenti finanziari: confini delle fattispecie e profili di disciplina, cit., p (17) In questo senso v. anche ANNUNZIATA, op cit., p Vedere altro
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