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Timestamp: 2016-10-22 21:28:38+00:00
Document Index: 166178246

Matched Legal Cases: ['DTF ', 'art. 207', 'art. 201', 'art. 212', 'art. 201', 'art. 201', 'art. 201', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 284', 'DTF ', 'art. 201', 'art. 87', 'DTF ', 'DTF ', 'DTF ', 'sentenza ', 'art. 201']

1P.733/2001 (13.12.2001)
Dott. avv. X.________, ricorrente, patrocinato dall'avv. Manuela Rainoldi e dal lic. iur. Andrea Roth, studio legale Delc� Tamagni Albertini, Fornara & Rainoldi, viale Stazione 32, casella postale 1855, 6500 Bellinzona,
1.2 Salvo eccezioni, che non si avverano in concreto, il ricorso di diritto pubblico ha natura puramente cassatoria (DTF 126 I 213 consid. 1c, 125 I 104 consid. 1b). In quanto il ricorrente chiede, oltre che l'annullamento della decisione impugnata, il rinvio degli atti alla CRP per nuovo giudizio nel senso ch'essa annulli il decreto d'accusa, il ricorso � quindi inammissibile.
Il decreto d'accusa formalizza il deferimento dell'accusato al Pretore, o alla Corte di merito competente, a seconda della gravit� del reato, rispettivamente della pena proposta (art. 207 cpv. 1 e 2 CPP/TI). Il decreto d'accusa pu� essere impugnato dinanzi alla CRP ai sensi degli art. 201-205 CPP/TI, applicati per analogia (art. 212 cpv. 1 CPP/TI). Ne consegue che l'accusato e la parte civile possono far valere la nullit� del decreto di accusa per vizio di forma (art. 201 cpv. 1 lett. a CPP/TI), l'incompetenza delle Assise indicate nell'atto di accusa (art. 201 cpv. 1 lett. b CPP/TI) e le eccezioni che sospendono o escludono il perseguimento del reato (art. 201 cpv. 1 lett. c CPP/TI). L'imputato che omette di adire la CRP non perde la possibilit� di censurare gli eventuali difetti del decreto d'accusa, poich� li potr� sempre far valere durante il pubblico dibattimento (cfr. sentenza del 24 marzo 1998 della Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale d'appello in re C., consid. 1c, pubblicata in Rep.1998, pag. 370 segg.). La sentenza con cui la CRP respinge il gravame, confermando la decisione del Procuratore pubblico di rinviare il ricorrente a giudizio, non pone fine alla procedura e costituisce una decisione incidentale emanata dall'ultima istanza cantonale (cfr. art. 284 cpv. 1 lett. b CPP/TI): essa concerne pertanto solo una fase del procedimento penale e assume una funzione puramente strumentale rispetto a quella destinata a concluderlo (DTF 123 I 325 consid. 3b, 122 I 39 consid. 1a/aa, 115 Ia 311 consid. 2a).
2.1 Il ricorrente, che non si esprime sull'applicazione di questa norma, rimprovera alla CRP di avere interpretato in maniera arbitraria l'art. 201 cpv. 1 lett. c CPP/TI. La Corte cantonale ha ritenuto non adempiuti gli estremi di questa norma, secondo cui l'atto di accusa pu� essere impugnato dinanzi alla CRP per far valere, nella fase predibattimentale, le eccezioni, non direttamente attinenti alla prova dell'esistenza del reato, che ne sospendono o ne escludono il perseguimento, quali ad esempio la competenza territoriale, la decorrenza della prescrizione, la validit� di una querela. Secondo la CRP il quesito di sapere se fossero dati sufficienti indizi di ebriet� per sottoporre il ricorrente alla prova del sangue e se, pertanto, il suo rifiuto di soggiacervi costituisse o no reato, sfuggiva al suo esame, essendo di competenza del giudice del merito. Il ricorrente sostiene che la decisione impugnata, confermando il decreto d'accusa, lederebbe il diritto alla libert� personale poich� giustificherebbe l'obbligo di sottoporsi alla prova del sangue in assenza di una base legale, in particolare in mancanza di indizi di ebriet�; il ricorrente rileva poi che la prova dell'alito effettuata con l'alcoolimetro fisso aveva rilevato un tasso di 0.71 grammi per mille e precisa ch'egli si era poi sottoposto a una visita medica, dalla quale non risultavano uno stato di ebriet� n� un'incapacit� a padroneggiare con sicurezza un veicolo a motore.
Nella decisione impugnata la CRP ha ritenuto che spetter� al Pretore di Bellinzona stabilire, attraverso gli atti di causa ed eventuali altre prove prodotte al dibattimento, se i presupposti per sottoporre il ricorrente alla prova dell'alito (recte: del sangue) fossero adempiuti. Il ricorrente non pu� lamentarsi al riguardo di un pregiudizio irreparabile ai sensi dell'art. 87 cpv. 2 OG. Secondo la costante giurisprudenza, un prolungamento della durata della causa o un aumento dei suoi costi comporta soltanto pregiudizi di fatto e non giuridici (DTF 127 I 92 consid. 1c, 126 I 97 consid. 1b, 122 I 39 consid. 1a/bb, 117 Ia 247 consid. 3, 251 consid. 1b): la stessa conclusione vale per gli inconvenienti legati allo svolgimento di un processo penale. Cos� un atto d'accusa, con cui una persona viene deferita alla Corte di merito, perch� la giudichi, non � considerato decisione incidentale arrecante danno irreparabile, n� esso anticipa l'esame della colpevolezza dell'accusato, che rimane di competenza del giudice del merito, dinanzi al quale il ricorrente potr� avvalersi dei suoi diritti di difesa (DTF 115 Ia 311 consid. 2c, 114 Ia 179 pag. 181 in basso, 98 Ia 326 consid. 3; cfr. anche DTF 123 IV 252 consid. 1; sentenza inedita del 4 ottobre 2000 in re V., consid. 2 [1P.563/2000]; Robert Hauser/Erhard Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, 4a ed., Basilea 1999, pag. 476 n. 11; Walter K�lin, Das Verfahren der staatsrechtlichen Beschwerde, 2a ed., Berna 1994, pag. 343 seg.).
La Corte cantonale ha ritenuto, fattispecie non contestata dal ricorrente, che il suo giudizio non era definitivo e ch'esso avrebbe potuto essere riveduto al dibattimento dinanzi al giudice del merito, ci� che esclude il danno irreparabile. Certo, il ricorrente accenna al fatto che non avrebbe sollevato opposizione al decreto di accusa, essendosi avvalso unicamente della possibilit� offerta dall'art. 201 cpv. 1 lett. c CPP/TI. Non spetta tuttavia al Tribunale federale pronunciarsi sulla strategia difensiva adottata dal ricorrente, avvocato.