Source: https://www.studioruggeri.it/recupero-credito-cassazione_sentenza_n-_17360_del_26_agosto_2016
Timestamp: 2020-04-03 16:39:57+00:00
Document Index: 44438986

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 10', 'sentenza ', 'art. 15']

Cassazione civile, sentenza 26 agosto 2016, n. 17360 – Studio Legale Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza
Cassazione civile, sentenza 26 agosto 2016, n. 17360
La Corte d’appello di Venezia, con sentenza 3 luglio 2013, ha rigettato il reclamo proposto dalla Alfa srl avverso la sentenza del medesimo tribunale che ne aveva dichiarato il fallimento, su istanza di C.B. , D.R. e G.E. , già dipendenti della società, e della Beta srl.
La reclamante aveva invocato la retrodatazione del termine annuale per la dichiarazione di fallimento, di cui all’art. 10 legge fall., deducendo che aveva cessato l’attività d’impresa sin da settembre 2010, nonostante la persistente iscrizione del registro delle imprese, e che i creditori istanti ne erano a conoscenza; aveva dedotto anche il difetto di legittimazione dei creditori istanti e l’insussistenza dei presupposti oggettivi del fallimento. La Corte ha ritenuto non rilevante la cessazione dell’attività d’impresa finché non sia resa conoscibile e formalmente opponibile ai terzi mediante la cancellazione della società dal registro delle imprese, non essendo al debitore consentito di dimostrare una cessazione di fatto dell’attività in contrasto con le risultanze del registro; ha ritenuto infondate le altre ragioni del reclamo: i crediti degli ex dipendenti erano rappresentati in un decreto ingiuntivo definitivo, il credito della Beta srl era incontestato e la debitrice non aveva dimostrato il mancato raggiungimento delle soglie di fallibilità.
Avverso questa sentenza la Alfa srl ha proposto ricorso per cassazione, affidato a quattro motivi; il Fallimento e i creditori istanti non hanno svolto attività difensiva.
Il secondo motivo denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 5 e 6 legge fall. e 1175, 1375 e 2112 c.c., per avere negato il carattere abusivo della condotta dei creditori istanti C. , D. e G. , i quali avrebbero dovuto chiedere il pagamento dei loro crediti alla società cessionaria Irene, alla quale erano stati trasferiti l’azienda, l’avviamento e gli stessi dipendenti della Alfa srl.
Il terzo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 15, nono comma, legge fall., per avere erroneamente sommato al credito della Beta srl quelli derivanti dal comportamento abusivo dei creditori indicati nel precedente motivo, con la conseguenza che l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati sarebbe complessivamente inferiore a Euro 30.000,00, nonché per non avere considerato che i debiti erariali e previdenziali non erano scaduti e che questi ultimi erano stati trasferiti alla società Irene.