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Timestamp: 2020-08-13 06:36:53+00:00
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Sentenza Cassazione Civile n. 13186 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13186 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. lav., 25/05/2017, (ud. 31/01/2017, dep.25/05/2017), n. 13186
sul ricorso 12132-2011 proposto da:
P.G. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
DEL FOSSO DI FIORANELLO N 46, presso lo studio dell’avvocato VITO
GASPARE GANCI, che lo rappresenta e difende giusta delega in atti;
ANTONINO SGROI, ENRICO MITTONI, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO,
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. – SERVIZIO RISCOSSIONE
TRIBUTI, CONCESSIONE DI ROMA;
avverso la sentenza n. 7610/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 25/03/2010 r.g.n. 9812/2006;
MATERA MARCELLO, che ha concluso per l’inammissibilità in subordine
udito l’Avvocato GASPARE VITO GANCI;
udito l’Avvocato CARLA DALOISIO.
Con la sentenza n.7610/2009, la Corte d’Appello di Roma respingeva l’appello di P.G. proposto contro la sentenza del Tribunale di Roma con la quale era stata dichiarata inammissibile perchè tardiva la sua opposizione contro la cartella esattoriale, così qualificata la domanda, notificatagli il 5.4.2003 per contributi IVS relativi agli anni 2000 e 2001.
A fondamento della sentenza la Corte territoriale sosteneva che il ricorso introduttivo del giudizio era tardivo, perchè il ricorrente avrebbe dovuto proporre opposizione contro la iscrizione a ruolo nel termine di 40 giorni della notifica della cartella esattoriale, come previsto dal D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5; mentre non poteva essere ritenuta idonea a superare la decadenza la diversa qualificazione dell’azione come opposizione all’esecuzione introdotta nel corso del giudizio per aggirare la dedotta inammissibilità del ricorso introduttivo.
Avverso detta sentenza P.G. ha proposto ricorso articolato su due motivi censura; l’INPS resiste con controricorso.
1. Con il primo motivo il ricorso denuncia la falsa applicazione del D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5 e la violazione dell’art. 615 c.p.c., comma 1 in quanto era errato qualificare l’azione proposta come opposizione alla cartella esattoriale piuttosto che opposizione all’esecuzione prevista e regolata dall’art. 615 c.p.c., comma 1.
2. Con il secondo motivo il ricorso denuncia l’omessa insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio per aver affermato, in assenza dell’avvenuto deposito del documento, che la copia dell’estratto di ruolo versato in atti dava contezza della data di avvenuta notificazione della cartella.
3. Preliminarmente deve essere accolta l’eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione sollevata dall’INPS essendo provato in atti che la sentenza d’appello è stata depositata il 25 marzo 2010 mentre il ricorso per cassazione è stato notificato il 2 maggio 2011 ben oltre il termine di un anno, dalla pubblicazione della sentenza siccome previsto dall’art. 327 cod. proc. civ., “ratione temporis” applicabile.
4. Occorre inoltre considerare che la controversia di natura previdenziale trattata dal giudice del lavoro col rito del lavoro non è soggetta alla sospensione dei termini feriali (Cass. n. 11910 del 07/08/2003).
5. Sicchè il ricorso è tardivo e deve essere dichiarato inammissibile.
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio liquidate in Euro 2700 complessive di cui Euro 2500 per compensi professionali, oltre al 15% di spese generali ed oneri accessori di legge.