Source: http://forum.enti.it/viewtopic.php?f=9&t=316945&p=1139341&sid=f986310e5e551637c98c34e07396b5db
Timestamp: 2017-09-23 05:50:00+00:00
Document Index: 151690981

Matched Legal Cases: ['art.73', 'art.74', 'sentenza ', 'art. 41', 'art. 1', 'art. 42', 'art. 41', 'art. 38', 'art.74', 'art.22', 'art.23', 'art.2', 'art. 22', 'art.23', 'art.23', 'art. 23']

calcolo volume - Forum Enti.it
Iscritto il: 06/01/2003, 01:25
Messaggioda clare » 11/04/2017, 19:32
La legge regionale Toscana 65/2014 consente agli imprenditori agricoli di realizzare interventi di nuova edificazione mediante programma aziendale (art.73).
E’ stata completata l’istruttoria di un PAPMAA con la previsione di interventi di nuova edificazione di fabbricati (in parte derivanti da demolizione di strutture esistenti) utili all’esercizio dell’attività agricola; in riferimento alle precisazione di alcuni elaborati, sembrerebbe emergere l’avvenuta realizzazione di parte degli interventi richiesti con il PAPMAA, pertanto interventi realizzati in assenza di titolo.
Sulla base di tale situazione di fatto si pongono i seguenti quesiti:
a)	È legittimo addivenire alla approvazione del PAPMAA , che quindi descrive tra gli interventi un’opera già realizzata pur se il predetto PAPMAA non abbia valore di piano attuativo?
b)	E’ necessario comunque istruire nuovamente il PAPMAA chiedendo un aggiornamento dei pareri ex art.74 della L.R.n.65/2014 agli enti competenti?
La tesi del giudice amministrativo, che possiamo individuare nella sentenza del TAR TOSCANA III Sez. n.1044/2015 è la seguente:
A fronte del diniego di sanatoria per opere già realizzate prima della presentazione del PAPMAA sulla base dei rilievi che: a) difetta di ogni attestazione della qualità di imprenditrice agricola e quindi non avrebbe potuto ritenersi soddisfatto il requisito della necessità delle opere alla conduzione del fondo e all’esercizio delle attività e agricole e di quelle connesse previsto dall’art. 41 della L.R. 1/2005; b) l’art. 1 dell’allegato C della variante al P.d.F. in zona E3 non ammette i interventi di modifica geomorfologica.
Il TAR eccepisce:
Nella vicenda rileva il disposto dell’art. 42 comma 1 della L.R. 1/2005 ai sensi del quale il programma aziendale di miglioramento ha valore di piano attuativo agli effetti delle disposizioni della presente legge, nei casi individuati strumenti della pianificazione o dagli atti di governo del territorio. Dunque il p.m.a.a. può rivestire la qualità di piano attuativo, con le conseguenze che si sono sopra indicate, solo qualora sia classificato come tale dagli strumenti urbanistici o da altri piani territoriali; cosa che nella specie non risulta essere stata né dedotta né, tantomeno, dimostrata. La pretesa del comune di subordinare l’approvazione del piano presentato dalla ricorrente alla rimozione delle opere abusivamente realizzate non trova, perciò, fondamento nel quadro normativo vigente ed è, conseguentemente, illegittima.Nell’impugnato diniego di sanatoria il comune motiva il rigetto anche sulla base della asserita incompatibilità delle opere realizzate con la disciplina urbanistica propria della zona E3 (zone agricole panoramiche) del proprio Pdf che non consentirebbe trasformazioni morfologiche del suolo. Il rilievo è, tuttavia, solo parzialmente fondato.La disciplina della zona E3 così come risultante dall’estratto dell’allegato C alla variante del Pdf depositato in giudizio dalla ricorrente non vieta in assoluto ogni tipo di trasformazione della morfologia dei suoli.Gli interventi eseguiti non appaiono tutti ictu oculi incompatibili con le suddette previsioni.Per quanto riguarda la realizzazione dei tre prefabbricati da destinarsi ad annessi agricoli occorre richiamare il comma 5 dell’art. 41 della L.R. 1/2005 in base al quale gli annessi agricoli destinati all’agricoltura esercitata da soggetti diversi dagli imprenditori agricoli possono essere realizzati solo se consentiti dagli strumenti della pianificazione. Da tale disposizione si ricava “a contrario” che qualora gli annessi siano indispensabili per l’esercizio professionale della attività agricola essi posso essere realizzati (con le cautele previste dalla L.R. 1/2005 e dalla d.p.g.r. 5/R/2007 che ne attua il disposto) anche se non consentiti dagli strumenti urbanistici.
Sicché la previsione dell’art. 38 della variante al PDF del comune che vieta la realizzazione in zona E3 di interventi di nuova edificazione deve considerarsi superata sul punto specifico dalla sopravvenuta disciplina legislativa della L. 1/2005. Devono essere, quindi, annullati il diniego di sanatoria così come il provvedimento che ha disposto l’archiviazione della domanda relativa al p.m.a.a. presentata dalla ricorrente. Deve essere altresì annullata l’ordinanza di demolizione atteso che essa si riferisce ad opere per le quali, per effetto dell’annullamento del diniego di sanatoria, risulta essere ancora in corso un procedimento volto alla loro legittimazione postuma.
c)	In caso si ritenga che il PAPMAA abbia valore di Piano Attuativo. occorre tenere presente che
c1) per l’art.74 c.13 della L.R.n.65/2014 il PAPMAA assume valore di Piano Attuativo “nei casi previsti dagli strumenti della pianificazione urbanistica comunale, nonché quando prevede interventi di ristrutturazione urbanistica comportanti perdita della destinazione d'uso agricola verso altre destinazioni” (nel caso si può senz’altro escludere la seconda fattispecie in quanto il PAPMAA non prevede cambi di destinazione d’uso).
c2) Il Regolamento Urbanistico attribuisce valore di Piano Attuativo a quei PAPMAA che prevedono trasferimento o nuova edificazione maggiori di 600 mc. (“11.4 Il PAPMAA assume valore di Piano Attuativo: qualora si preveda la realizzazione di volumetrie superiori a mc. 600, attraverso interventi di nuova edificazione o di trasferimenti di volumetrie”).
Se consideriamo esclusivamente l’intervento già realizzato (pertanto escludendo gli altri interventi che comporterebbero senza dubbio il superamento del limite fissato dalla pianificazione di 600 mc ), questo può assumere consistenze differenti a seconda che lo si quantifichi:
i) sulla base della definizione di volume connessa al RU e al REC la quantificazione non eccede i 600 mc.;
ii) sulla base della definizione di VOLUME LORDO ex art.22 del Regolamento Regionale 64/2013, che dal 15.05.2015 ha sostituito i regolamenti comunali che non si sono adeguati, non si eccede ugualmente i 600 mc.;
iii) sulla base della definizione di volume ex art.23 “Volume” del medesimo regolamento regionale, però, tale quantificazione eccede i 600 mc.
Si chiede quale delle seguenti interpretazioni sia la più coerente con il quadro normativo sopra richiamati:
1) Determinare la quantità di volumetrie previste nei PAPMAA al fine della verifica dei 600 mc sulla base delle modalità previste dal Regolamento Urbanistico, al fine di garantire il risultato atteso dal pianificatore e nel rispetto del principio contenuto nel Regolamento Edilizio Tipo di cui all’Intesa del 20 ottobre 2016 (GU Serie Generale n.268 del 16-11-2016), laddove all’art.2 comma 4 è specificato che “Il recepimento delle definizioni uniformi non comporta la modifica delle previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti, che continuano ad essere regolate dal piano comunale vigente ovvero adottato alla data di sottoscrizione della presente intesa”;
2) utilizzare la modalità di calcolo di cui all’art. 22 del 64R, per assonanza e coerenza con le norme regolamentari previgenti che il Regolamento Regionale è andato a sostituire;
3) utilizzare la modalità di calcolo di cui all’art.23 del 64R, in quanto il Regolamento Urbanistico ai fini della verifica relativa ai 600 mc richiede il calcolo del “volume”, definizione riportata appunto all’art.23 del 64R, determinando così l’attribuzione al PAPMAA del valore di Piano Attuativo (ancorché il comma 6 dell’art. 23 del 64 R specifichi prescrittivamente l’utilizzo di detto parametro convenzionale per il calcolo del numero di abitanti convenzionalmente insediati o insediabili sul territorio comunale, in applicazione dell’indice insediativo residenziale –Ir- di cui all’articolo 2 e il concorso al calcolo del contributo per gli oneri di urbanizzazione, senza nulla dire in riferimento ai parametri convenzionali contenuti nella pianificazione comunale qualora espressi in termini di volume).
Oggi è 23/09/2017, 07:50