Source: http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2003_0259.htm
Timestamp: 2016-12-10 22:21:35+00:00
Document Index: 138132959

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 4', 'art. 8', 'art. 10', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 47', 'art. 48', 'art. 53', 'art. 55', 'art. 57', 'art. 58', 'art. 62', 'art. 66', 'art. 6', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 14', 'art. 35', 'art. 6', 'art. 14', 'art. 7', 'art. 7', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 67', 'art. 14', 'art. 6', 'art. 4', 'art. 68', 'art. 64', 'art. 12', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 10', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 5', 'art. 5']

D. Lgs. n. 259 del 2003 (telecomunicazioni)
Legislativo 1° agosto 2003, n. 259
(G.U. n. 57 del 15 settembre 2003)
Articoli da 1 a 8. (omissis)
(articolo così sostituito dall'art. 3, comma 12, Allegato 4, d.lgs. n. 104 del 2010)
(comma aggiunto dall'art. 4 del d.lgs. n. 70 del 2012)
Articoli da 10 a 12. (omissis)
Art. 12-bis. Procedura per la coerente applicazione delle misure correttive
(articolo introdotto dall'art. 8 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. Quando la misura prevista all'articolo 12, comma 3, mira ad imporre, modificare o revocare un obbligo imposto a un operatore in applicazione dell'articolo 19, in combinato disposto con gli articoli 42, da 46 a 50 e 67 del Codice, e la Commissione europea, ai sensi dell'articolo 7-bis, paragrafo 1, della direttiva 2002/21/CE, notifica all'Autorità di ritenere che il progetto di misura crea un ostacolo al mercato unico ovvero di dubitare seriamente della sua compatibilità con il diritto dell'Unione europea, l'adozione del progetto di misura viene ulteriormente sospesa per i tre mesi successivi alla notifica della Commissione. In assenza di una notifica in tal senso, l'Autorità può adottare il progetto di misura tenendo nella massima considerazione le osservazioni formulate dalla Commissione europea, dal BEREC o da altra autorità nazionale di regolamentazione. 2. Nel periodo di tre mesi di cui al comma 1, il BEREC e l'Autorità cooperano strettamente con la Commissione europea, allo scopo di individuare la misura più idonea ed efficace alla luce degli obiettivi stabiliti all'articolo 13, tenendo debitamente conto del parere dei soggetti partecipanti al mercato e della necessità di garantire una pratica regolamentare coerente. 3. Prima dello scadere del trimestre di cui al comma 1, l'Autorità può: a) modificare o ritirare il suo progetto di misura tenendo nella massima considerazione la notifica della Commissione europea di cui al comma 1 nonché il parere e la consulenza del BEREC; b) mantenere il suo progetto di misura. 4. Entro un mese dalla data di formulazione della raccomandazione della Commissione europea ai sensi del paragrafo 5, lettera a), dell'articolo 7-bis della direttiva 2002/21/CE, o di ritiro delle sue riserve a norma del paragrafo 5, lettera b), del medesimo articolo, l'Autorità comunica alla Commissione europea ed al BEREC la misura finale adottata. Tale periodo può essere prorogato per consentire all'autorità nazionale di regolamentazione di avviare una consultazione pubblica ai sensi dell'articolo 11. 5. Se l'Autorità decide di non modificare o ritirare il progetto di misura sulla base della raccomandazione della Commissione europea di cui al comma 4, deve fornire una giustificazione motivata. 6. L'Autorità può ritirare il progetto di misura in qualsiasi fase della procedura.
Articolo 13. (omissis)
Art. 13-bis. Pianificazione strategica e coordinamento della politica in materia di spettro radio
(articolo introdotto dall'art. 10 del lgs. n. 70 del 2012)
1. Nella pianificazione strategica e nell'armonizzazione dell'uso dello spettro radio nell'Unione europea, il Ministero coopera con i competenti organi degli altri Stati membri e con la Commissione europea, sentita l'Autorità per i profili di competenza. A tal fine prende in considerazione, tra l'altro, gli aspetti economici, inerenti alla sicurezza, alla salute, all'interesse pubblico, e alle libertà di espressione, culturali, scientifici, sociali e tecnici delle politiche dell'Unione europea, come pure i vari interessi delle comunità di utenti dello spettro radio, allo scopo di ottimizzarne l'uso e di evitare interferenze dannose. 2. Il Ministero, cooperando con i competenti organi degli altri Stati membri e con la Commissione europea, promuove il coordinamento delle politiche in materia di spettro radio nell'Unione europea e, ove opportuno, l'instaurazione di condizioni armonizzate per quanto concerne la disponibilità e l'uso efficiente dello spettro radio, che sono necessari per la realizzazione e il funzionamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche.
Articoli da 14 a 67. (omissis)
Art. 25. Autorizzazione generale per le reti e i servizi di comunicazione elettronica
1. L'attività di fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica è libera ai sensi dell'articolo 3, fatte salve le condizioni stabilite nel presente Capo e le eventuali limitazioni introdotte da disposizioni legislative regolamentari e amministrative che prevedano un regime particolare per i cittadini o le imprese di Paesi non appartenenti all'Unione europea o allo Spazio economico europeo, o che siano giustificate da esigenze della difesa e della sicurezza dello Stato e della sanità pubblica, compatibilmente con le esigenze della tutela dell'ambiente e della protezione civile, poste da specifiche disposizioni, ivi comprese quelle vigenti alla data di entrata in vigore del Codice. 2. Le disposizioni del presente Capo si applicano anche ai cittadini o imprese di Paesi non appartenenti all'Unione europea, nel caso in cui lo Stato di appartenenza applichi, nelle materie disciplinate dal presente Titolo, condizioni di piena reciprocità. Rimane salvo quanto previsto da trattati internazionali cui l'Italia aderisce o da specifiche convenzioni. 3. La fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica, fatti salvi gli obblighi specifici di cui all'articolo 28, comma 2, o i diritti di uso di cui all'articolo 27, è assoggettata ad un'autorizzazione generale, che consegue alla presentazione della dichiarazione di cui al comma 4. 3-bis. Le imprese che forniscono servizi transfrontalieri di comunicazione elettronica ad imprese situate in più Stati membri non sono obbligate ad effettuare più di una notifica per Stato membro interessato. 4. L'impresa interessata presenta al Ministero una dichiarazione resa dalla persona fisica titolare ovvero dal legale rappresentante della persona giuridica, o da soggetti da loro delegati, contenente l'intenzione di iniziare la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, unitamente alle informazioni strettamente necessarie per consentire al Ministero di tenere un elenco aggiornato dei fornitori di reti e di servizi di comunicazione elettronica, da pubblicare sul proprio Bollettino ufficiale e sul sito Internet. Tale dichiarazione costituisce segnalazione certificata di inizio attività e deve essere conforme al modello di cui all'allegato n. 9. L'impresa è abilitata ad iniziare la propria attività a decorrere dall'avvenuta presentazione della dichiarazione e nel rispetto delle disposizioni sui diritti di uso stabilite negli articoli 27, 28 e 29. Ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, il Ministero, entro e non oltre sessanta giorni dalla presentazione della dichiarazione, verifica d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare agli interessati entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività. Le imprese titolari di autorizzazione sono tenute all'iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione di cui all'articolo 1 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
5. La cessazione dell'esercizio di una rete o dell'offerta di un servizio di comunicazione elettronica, può aver luogo in ogni tempo. La cessazione deve essere comunicata agli utenti almeno 90 giorni prima, informandone contestualmente il Ministero. Tale termine è ridotto a trenta giorni nel caso di cessazione dell'offerta di un profilo tariffario.
6. Le autorizzazioni generali hanno durata non superiore a venti anni e sono rinnovabili. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, le autorizzazioni possono essere prorogate, nel corso della loro durata, per un periodo non superiore a quindici anni, previa presentazione di un dettagliato piano tecnico finanziario da parte degli operatori. La congruità del piano viene valutata d'intesa dal Ministero dello sviluppo economico e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in relazione anche alle vigenti disposizioni comunitarie e all'esigenza di garantire l'omogeneità dei regimi autorizzatori. L'impresa interessata può indicare nella dichiarazione di cui al comma 4 un periodo inferiore. Per il rinnovo si applica la procedura di cui al medesimo comma 4 e la presentazione della dichiarazione deve avvenire con sessanta giorni di anticipo rispetto alla scadenza. 7. La scadenza dell'autorizzazione generale coincide con il 31 dicembre dell'ultimo anno di validità. 8. Una autorizzazione generale può essere ceduta a terzi, anche parzialmente e sotto qualsiasi forma, previa comunicazione al Ministero nella quale siano chiaramente indicati le frequenze radio ed i numeri oggetto di cessione. Il Ministero entro sessanta giorni dalla presentazione della relativa istanza da parte dell'impresa cedente, può comunicare il proprio diniego fondato sulla non sussistenza in capo all'impresa cessionaria dei requisiti oggettivi e soggettivi per il rispetto delle condizioni di cui all'autorizzazione medesima. Il termine è interrotto per una sola volta se il Ministero richiede chiarimenti o documentazione ulteriore e decorre nuovamente dalla data in cui pervengono al Ministero stesso i richiesti chiarimenti o documenti. Articoli da 26 a 33. (omissis)
Art. 34. Diritti amministrativi
(comma così sostituito dall'art. 5, comma 1, legge n. 115 del 2015)
2-bis. Per la copertura dei costi amministrativi complessivamente sostenuti per l'esercizio delle funzioni di regolazione, di vigilanza, di composizione delle controversie e sanzionatorie attribuite dalla legge all'Autorità nelle materie di cui al comma 1, la misura dei diritti amministrativi di cui al medesimo comma 1 è determinata ai sensi dell'articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in proporzione ai ricavi maturati dalle imprese nelle attività oggetto dell'autorizzazione generale o della concessione di diritti d'uso. (comma aggiunto dall'art. 5, comma 1, legge n. 115 del 2015)
2-ter. Il Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, e l'Autorità pubblicano annualmente i costi amministrativi sostenuti per le attività di cui al comma 1 e l'importo complessivo dei diritti riscossi ai sensi, rispettivamente, dei commi 2 e 2-bis. In base alle eventuali differenze tra l'importo totale dei diritti e i costi amministrativi, vengono apportate opportune rettifiche.
(comma aggiunto dall'art. 5, comma 1, legge n. 115 del 2015)
Articoli da 35 a 67. (omissis)
Art. 68. (abrogato dall'art. 47 del d.lgs. n. 70 del 2012)
Art. 69. (abrogato dall'art. 48 del d.lgs. n. 70 del 2012)
Articoli da 70 a 73. (omissis)
Art. 73-bis. Garanzia di accesso e di scelta equivalenti per gli utenti finali disabili
(articolo introdotto dall'art. 53 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. L'Autorità, ove opportuno, può specificare le prescrizioni che le imprese che forniscono servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico devono rispettare affinché gli utenti finali disabili: a) possano avere un accesso ai servizi di comunicazione elettronica equivalente a quello della maggior parte degli utenti finali; e; b) beneficiare della gamma di imprese e servizi a disposizione della maggior parte degli utenti finali. 2. Per essere in grado di adottare ed attuare norme specifiche per gli utenti finali disabili, vengono predisposte apparecchiature terminali che offrono i servizi e le funzionalità necessarie.
Articoli da 74 a 75. (omissis)
Art. 75-bis. Disposizioni per favorire l'attuazione del numero di emergenza unico europeo
(articolo introdotto dall'art. 55 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. Al Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sono attribuiti poteri di indirizzo e coordinamento per l'individuazione e l'attuazione delle iniziative volte alla piena realizzazione del numero di emergenza unico europeo di cui all'articolo 26 della direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2009, anche attraverso il ricorso ai centri unici di risposta. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 76 il Ministero esercita le attribuzioni conferite dal medesimo articolo nei confronti degli operatori delle telecomunicazioni, ai fini dell'attuazione delle iniziative individuate ai sensi del presente articolo. 2. Per l'esercizio dei poteri di cui al comma 1, il Ministro dell'interno si avvale di una commissione consultiva costituita presso il medesimo Ministero e composta dai rappresentanti del Ministero dell'interno, della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche europee, dei Ministeri dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, della salute e della difesa nonché dai rappresentanti designati dalla Conferenza Stato-Regioni. Ai componenti della commissione non spetta alcun compenso e rimborso spese. 3. Ai fini di quanto previsto al comma 1, possono essere stipulati protocolli d'intesa con le regioni interessate, anche per l'utilizzo di strutture già esistenti.
Art. 76. (omissis)
Art. 77. Prefissi telefonici internazionali
(articolo così sostituito dall'art. 57 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. Il prefisso '00' costituisce il prefisso internazionale normalizzato. L'Autorità può introdurre o mantenere in vigore disposizioni specifiche relative alle chiamate telefoniche tra località contigue situate sui due versanti della frontiera tra due Stati membri. Gli utenti finali di tali località sono adeguatamente informati dell'esistenza di tali disposizioni.
2. L'Autorità provvede affinché gli operatori esercenti reti telefoniche pubbliche, consentendo le chiamate internazionali, gestiscano qualsiasi chiamata effettuata da o verso lo spazio di numerazione telefonica europeo (ETNS), applicando tariffe analoghe a quelle per le chiamate da e verso altri Stati membri. Art. 77-bis. Numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale, compreso il numero delle hotline destinate ai minori scomparsi
(articolo introdotto dall'art. 58 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. I Ministeri competenti per materia promuovono i numeri specifici nell'arco di numerazione che inizia con il '116' identificati nella decisione 2007/116/CE della Commissione europea, del 15 febbraio 2007, che riserva l'arco di numerazione nazionale che inizia con il 116 a numeri armonizzati destinati a servizi armonizzati a valenza sociale e resi disponibili dall'Autorità. Essi incoraggiano la prestazione dei servizi per cui tali numeri sono riservati. 2. I Ministeri competenti per materia provvedono affinché gli utenti finali disabili possano avere un accesso più ampio possibile ai servizi forniti nell'arco della numerazione che inizia con il '116'. Le misure adottate per facilitare l'accesso degli utenti disabili a tali servizi mentre viaggiano in altri Stati membri sono fondate sul rispetto delle norme o specifiche attinenti pubblicate a norma dell'articolo 20 del Codice. 3. I Ministeri competenti per materia provvedono affinché i cittadini siano opportunamente informati circa l'esistenza e l'utilizzazione dei servizi forniti nell'ambito dell'arco di numerazione '116', in particolare mediante iniziative specificatamente destinate a persone che viaggiano tra gli Stati membri. 4. I Ministeri competenti per materia si adoperano per garantire ai cittadini l'accesso a un servizio dedicato per denunciare casi di minori scomparsi, aggiuntivo rispetto alle misure di applicazione generale relative a tutti i numeri nell'arco di numerazione '116' adottate a norma dei commi 1, 2 e 3. Tale servizio sarà disponibile sul numero 116000. Articoli da 78 a 80. (omissis)
Art. 81. Obblighi di trasmissione
(articolo così sostituito dall'art. 62 del d.lgs. n. 70 del 2012)
1. Il Ministero può imporre obblighi di trasmissione ragionevoli, per specifici canali radiofonici e televisivi e servizi complementari, specialmente servizi di accessibilità destinati a consentire un accesso adeguato agli utenti finali disabili, alle imprese soggette alla loro giurisdizione che forniscono reti di comunicazione elettronica destinate alla distribuzione di servizi di diffusione televisiva o radiofonica al pubblico, se un numero significativo di utenti finali di tali reti le utilizza come mezzo principale di ricezione di tali servizi televisivi o radiofonici. Tali obblighi sono imposti solo se necessari a soddisfare precisi obiettivi di interesse generale, definiti in modo chiaro dal Ministero e se sono proporzionati e trasparenti. 2. Il Ministero sottopone a riesame gli obblighi di trasmissione con periodicità regolare. Articoli da 82 a 85. (omissis)
Art. 86. Infrastrutture di comunicazione
elettronica e diritti di passaggio
1. Le autorità competenti alla gestione del suolo pubblico
adottano senza indugio e, in ogni caso, entro sei mesi dalla richiesta, salvo per i casi di espropriazione, le occorrenti decisioni e rispettano procedure semplici, efficaci,
trasparenti, pubbliche e non discriminatorie, ai sensi degli articoli 87, 88 e
89, nell'esaminare le domande per la concessione del diritto di installare
(alinea così modificato dall'art. 66 del d.lgs. n. 70 del 2012)
a) su proprietà pubbliche o private ovvero al di
sopra o al di sotto di esse, ad un operatore autorizzato a fornire reti
pubbliche di comunicazione;
b) su proprietà pubbliche ovvero al di sopra o al di
sotto di esse, ad un operatore autorizzato a fornire reti di comunicazione
elettronica diverse da quelle fornite al pubblico.
2. Sono, in ogni caso, fatti salvi gli accordi stipulati tra
gli Enti locali e gli operatori, per quanto attiene alla localizzazione,
coubicazione e condivisione delle infrastrutture di comunicazione elettronica.3. Le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di
cui agli articoli 87 e 88, e le opere di infrastrutturazione per la realizzazione
delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra
ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga, effettuate anche all'interno degli edifici, sono assimilate ad ogni effetto alle opere di
urbanizzazione primaria di cui all'articolo 16, comma 7, del
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, pur restando di
proprietà dei rispettivi operatori, e ad esse si applica la normativa vigente
(numero così modificato dall'art. 6, comma 5-quinquies, legge n. 164 del 2014)4. Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali
e culturali contenute nel decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (ora decreto
legislativo n. 42 del 2004 - n.d.r.), nonché le disposizioni a tutela
delle servitù militari di cui alla legge
24 dicembre 1976, n. 898.5. Si applicano, per la posa dei cavi sottomarini di
comunicazione elettronica e dei relativi impianti, le disposizioni di cui alla
legge 5 maggio 1989, n. 160, ed al codice della navigazione.6. L'Autorità vigila affinché, laddove le amministrazioni
dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o gli altri Enti locali, ai sensi
dell'articolo 6, comma 1, mantengano la proprietà o il controllo di imprese che
forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica, vi sia un'effettiva
separazione strutturale tra la funzione attinente alla concessione dei diritti
di cui al comma 1 e le funzioni attinenti alla proprietà od al controllo.7. Per i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, i
valori di attenzione e gli obiettivi di qualità si applicano le disposizioni di
attuazione di cui all'articolo 4, comma 2, lettera a), della legge
22 febbraio 2001, n. 36.8. Gli operatori di reti radiomobili di comunicazione
elettronica ad uso pubblico provvedono ad inviare ai Comuni ed ai competenti
ispettorati territoriali del Ministero la descrizione di ciascun impianto
installato, sulla base dei modelli A e B dell'allegato n. 13. I
soggetti interessati alla realizzazione delle opere di cui agli articoli 88 e 89
trasmettono al Ministero copia dei modelli C e D del predetto
allegato n. 13. Il Ministero può delegare ad altro Ente la tenuta degli archivi
telematici di tutte le comunicazioni trasmessegli.
infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici1. L'installazione di infrastrutture per impianti
radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi
e, in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti
radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di
stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per
reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione
digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie
ed alla protezione civile, nonché per reti radio a larga banda punto-multipunto
nelle bande di frequenza all'uopo assegnate, viene autorizzata dagli Enti
locali, previo accertamento, da parte dell'Organismo competente ad effettuare i
controlli, di cui all'articolo 14 della legge
22 febbraio 2001, n. 36, della compatibilità del progetto con i limiti
di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità, stabiliti
uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della citata legge
22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione.2. L'istanza di autorizzazione alla installazione di
infrastrutture di cui al comma 1 è presentata all'Ente locale dai soggetti a
tale fine abilitati. Al momento della presentazione della domanda, l'ufficio
abilitato a riceverla indica al richiedente il nome del responsabile del
procedimento.3. L'istanza, conforme al modello
A dell'allegato n.
13, realizzato al fine della sua acquisizione su supporti informatici e
destinato alla formazione del catasto nazionale delle sorgenti elettromagnetiche
di origine industriale, deve essere corredata della documentazione atta a
comprovare il rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e
degli obiettivi di qualità, relativi alle emissioni elettromagnetiche, di cui
22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione,
attraverso l'utilizzo di modelli predittivi conformi alle prescrizioni della CEI,
non appena emanate. In caso di pluralità di domande, viene data precedenza a
quelle presentate congiuntamente da più operatori. Nel caso di installazione di
impianti, con tecnologia UMTS od altre, con potenza in singola antenna uguale od
inferiore ai 20 Watt, fermo restando il rispetto dei limiti di esposizione, dei
valori di attenzione e degli obiettivi di qualità sopra indicati, è
sufficiente la segnalazione certificata di inizio attività, conforme ai modelli predisposti
dagli Enti locali e, ove non predisposti, al modello B di cui
all'allegato n. 13. Gli elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità e le altre infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, di cui agli articoli 87 e 88, nonché le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga, effettuate anche all'interno di edifici, da chiunque posseduti, non costituiscono unità immobiliari ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, e non rilevano ai fini della determinazione della rendita catastale.
(comma così modificato dall'art. 12, comma 2, d.lgs. n. 33 del 2016)3-bis. Al fine di accelerare la realizzazione degli investimenti per il completamento della rete di telecomunicazione GSM-R dedicata esclusivamente alla sicurezza ed al controllo del traffico ferroviario, nonché al fine di contenere i costi di realizzazione della rete stessa, all'installazione sul sedime ferroviario ovvero in area immediatamente limitrofa dei relativi impianti ed apparati si procede con le modalità proprie degli impianti di sicurezza e segnalamento ferroviario, nel rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità, stabiliti uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di attuazione.
(comma così sostituito dall'art. 1, comma 560, legge n. 266 del 2005)4. Copia dell'istanza ovvero della denuncia viene inoltrata
contestualmente all'Organismo di cui al comma 1, che si pronuncia entro trenta
giorni dalla comunicazione. Lo sportello locale competente provvede a
pubblicizzare l'istanza, pur senza diffondere i dati caratteristici
dell'impianto.5. Il responsabile del procedimento può richiedere, per una
sola volta, entro quindici giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il
rilascio di dichiarazioni e l'integrazione della documentazione prodotta. Il
termine di cui al comma 9 riprende a decorrere dal momento
dell'avvenuta integrazione documentale.
(comma così modificato dall'art. 14, comma 2, legge n. 221 del 2012)6. Nel caso una Amministrazione interessata abbia espresso
motivato dissenso, il responsabile del procedimento convoca, entro trenta giorni
dalla data di ricezione della domanda, una conferenza di servizi, alla quale
prendono parte i rappresentanti delle Amministrazioni degli Enti locali
interessati, nonché dei soggetti preposti ai controlli di cui all'articolo 14
22 febbraio 2001, n. 36, ed un rappresentante dell'Amministrazione
dissenziente.7. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta
giorni dalla prima convocazione. L'approvazione, adottata a maggioranza dei
presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di competenza delle singole
Amministrazioni e vale altresì come dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità ed urgenza dei lavori. Della convocazione e dell'esito della
conferenza viene tempestivamente informato il Ministero.8. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione
positiva assunta dalla conferenza di servizi, sia espresso da un'Amministrazione
preposta alla tutela ambientale, alla tutela della salute o alla tutela del
patrimonio storico-artistico, la decisione è rimessa al Consiglio dei Ministri
e trovano applicazione, in quanto compatibili con il Codice, le disposizioni di
cui agli articoli 14 e seguenti della legge
7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.9. Le istanze di autorizzazione e le denunce di attività di
cui al presente articolo, nonché quelle relative alla modifica delle
caratteristiche di emissione degli impianti già esistenti, si intendono accolte
qualora, entro novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa
domanda, fatta eccezione per il dissenso di cui al comma 8, non sia stato
comunicato un provvedimento di diniego o un parere negativo da parte dell'organismo competente ad effettuare i controlli, di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36. Gli Enti locali possono prevedere
termini più brevi per la conclusione dei relativi procedimenti ovvero ulteriori
forme di semplificazione amministrativa, nel rispetto delle disposizioni
stabilite dal presente comma.
(comma così modificato dall'art. 35, comma 5, legge n. 111 del 2011)10. Le opere debbono essere realizzate, a pena di decadenza,
nel termine perentorio di dodici mesi dalla ricezione del provvedimento
autorizzatorio espresso, ovvero dalla formazione del silenzio-assenso.
Art. 87-ter. Variazioni non sostanziali degli impianti
(articolo introdotto dall'art. 6, comma 3, legge n. 164 del 2014)
1. Al fine di accelerare la realizzazione degli investimenti per il
completamento delle reti di comunicazione elettronica, nel caso di
modifiche delle caratteristiche degli impianti già provvisti di
titolo abilitativo, che comportino aumenti delle altezze non
superiori a 1 metro e aumenti della superficie di sagoma non
superiori a 1,5 metri quadrati, è sufficiente un'autocertificazione
descrittiva della variazione dimensionale e del rispetto dei limiti,
dei valori e degli obiettivi di cui all'articolo 87, da inviare
contestualmente all'attuazione dell'intervento ai medesimi organismi
che hanno rilasciato i titoli. Art. 88. Opere civili, scavi ed occupazione di
suolo pubblico1. Qualora l'installazione di infrastrutture di comunicazione
elettronica presupponga la realizzazione di opere civili o, comunque,
l'effettuazione di scavi e l'occupazione di suolo pubblico, i soggetti
interessati sono tenuti a presentare apposita istanza conforme ai modelli
predisposti dagli Enti locali e, ove non predisposti, al modello C di cui
all'allegato n. 13, all'Ente locale ovvero alla figura soggettiva pubblica
proprietaria delle aree.2. Il responsabile del procedimento può richiedere, per una
sola volta, entro dieci giorni dalla data di ricezione dell'istanza, il rilascio
di dichiarazioni e la rettifica od integrazione della documentazione prodotta.
Il termine di cui al comma 7 inizia nuovamente a decorrere dal momento
dell'avvenuta integrazione documentale.3. Entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione
dell'istanza, il responsabile del procedimento può convocare, con provvedimento
motivato, una conferenza di servizi, alla quale prendono parte le figure
soggettive direttamente interessate dall'installazione.4. La conferenza di servizi deve pronunciarsi entro trenta
indifferibilità ed urgenza dei lavori.5. Qualora il motivato dissenso, a fronte di una decisione
cui all'articolo 14 e seguenti della legge 7 agosto
1990, n. 241 e successive modificazioni.6. Il rilascio dell'autorizzazione comporta l'autorizzazione
alla effettuazione degli scavi indicati nel progetto, nonché la concessione del
suolo o sottosuolo pubblico necessario all'installazione delle infrastrutture.
Il Comune può mettere a disposizione, direttamente o per il tramite di una
società controllata, infrastrutture a condizioni eque, trasparenti e non
discriminatorie.7. Trascorso il termine di trenta giorni dalla presentazione
della domanda, senza che l'Amministrazione abbia concluso il procedimento con un
provvedimento espresso ovvero abbia indetto un'apposita conferenza di servizi,
la medesima si intende in ogni caso accolta. Nel caso di attraversamenti di
strade e comunque di lavori di scavo di lunghezza inferiore ai duecento metri,
il termine è ridotto a dieci giorni. Nel caso di apertura buche, apertura chiusini per infilaggio cavi o tubi, posa di cavi o tubi aerei su infrastrutture esistente, allacciamento utenti il termine è ridotto a otto giorni.
(comma modificato dall'art. 14, comma 4, legge n. 221 del 2012, poi dall'art. 7, comma 1, d.lgs. n. 33 del 2016)
8. Qualora l'installazione delle infrastrutture di comunicazione elettronica interessi aree di proprietà di più Enti, pubblici o privati, l'istanza di autorizzazione, conforme al modello D di cui all'allegato n. 13, è presentata allo sportello unico individuato nel comune di maggiore dimensione demografica. In tal caso, l'istanza è sempre valutata in una conferenza di servizi convocata dal comune di cui al periodo precedente.
(comma così sostituito dall'art. 7, comma 2, d.lgs. n. 33 del 2016)
9. Nei casi di cui al comma 8, la conferenza di servizi deve
pronunciarsi entro trenta giorni dalla prima convocazione. L'approvazione,
adottata a maggioranza dei presenti, sostituisce ad ogni effetto gli atti di
competenza delle singole amministrazioni e vale altresì come dichiarazione di
pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori, anche ai sensi degli articoli 12 e seguenti del
d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Della
convocazione e dell'esito della conferenza viene tempestivamente informato il
Ministero. Qualora il motivato dissenso sia espresso da un'Amministrazione
cui all'articoli 14 e seguenti della
7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.10. Salve le disposizioni di cui all'articolo 93, nessuna
altra indennità è dovuta ai soggetti esercenti pubblici servizi o proprietari,
ovvero concessionari di aree pubbliche, in conseguenza di scavi ed occupazioni
del suolo, pubblico o privato, effettuate al fine di installare le
infrastrutture di comunicazione elettronica.11. Le figure giuridiche soggettive alle quali è affidata la
cura di interessi pubblici devono rendere noto, con cadenza semestrale, i
programmi relativi a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, al fine
di consentire ai titolari di autorizzazione generale una corretta pianificazione
delle rispettive attività strumentali ed, in specie, delle attività di
installazione delle infrastrutture di comunicazione elettronica. I programmi dei
lavori di manutenzione dovranno essere notificati in formato elettronico al
Ministero, ovvero ad altro Ente all'uopo delegato, con le stesse modalità di
cui all'articolo 89, comma 3, per consentirne l'inserimento in un apposito
archivio telematico consultabile dai titolari dell'autorizzazione generale.12. Le figure soggettive esercenti pubblici servizi o
titolari di pubbliche funzioni hanno l'obbligo, sulla base di accordi
commerciali a condizioni eque e non discriminatorie, di consentire l'accesso
alle proprie infrastrutture civili disponibili, a condizione che non venga
turbato l'esercizio delle rispettive attività istituzionali.
Art. 89. Coubicazione e condivisione di
infrastrutture1. Quando un operatore che fornisce reti di comunicazione elettronica ha il diritto di installare infrastrutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse, oppure può avvalersi di disposizioni in materia di limitazioni legali della proprietà, servitù ed espropriazione di cui al presente Capo, l'Autorità, anche mediante l'adozione di specifici regolamenti, può imporre la condivisione di tali infrastrutture o proprietà, nel pieno rispetto del principio di proporzionalità, ivi compresi tra l'altro edifici o accesso a edifici, cablaggio degli edifici, piloni, antenne, torri e altre strutture di supporto, condotti, guaine, pozzetti e armadi di distribuzione.
(comma così sostituito dall'art. 67, comma 1, d.lgs. n. 70 del 2012)2. Fermo quanto disposto in materia di coubicazione e condivisione di infrastrutture e di coordinamento di lavori dalla legge 1° agosto 2002, n. 166, e dal comma 3 del presente articolo, l'Autorità' può richiedere ed eventualmente imporre ai titolari dei diritti di cui al comma 1 di condividere le strutture o la proprietà, compresa la coubicazione fisica, o di adottare misure volte a facilitare il coordinamento di lavori pubblici per tutelare l'ambiente, la salute pubblica, la pubblica sicurezza o per realizzare obiettivi di pianificazione urbana o rurale e soltanto dopo un adeguato periodo di pubblica consultazione ai sensi dell'articolo 11 nel corso del quale tutte le parti interessate devono poter esprimere il proprio parere. Tali disposizioni su condivisione o coordinamento possono comprendere regole sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà.
(comma così sostituito dall'art. 67, comma 1, d.lgs. n. 70 del 2012)3. Qualora l'installazione delle infrastrutture di
comunicazione elettronica comporti l'effettuazione di scavi all'interno di
centri abitati, gli operatori interessati devono provvedere alla comunicazione
del progetto in formato elettronico al Ministero, o ad altro Ente delegato, per
consentire il suo inserimento in un apposito archivio telematico, affinché sia
agevolata la condivisione dello scavo con altri operatori e la coubicazione dei
cavi di comunicazione elettronica conformi alle norme tecniche UNI e CEI.
L'avvenuta comunicazione in forma elettronica del progetto costituisce un
presupposto per il rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 88.4. Entro il termine perentorio di trenta giorni, a decorrere
dalla data di presentazione e pubblicizzazione del progetto di cui al comma 3,
gli operatori interessati alla condivisione dello scavo o alla coubicazione dei
cavi di comunicazione elettronica, possono concordare, con l'operatore che ha già
presentato la propria istanza, l'elaborazione di un piano comune degli scavi e
delle opere. In assenza di accordo tra gli operatori, l'Ente pubblico competente
rilascia i provvedimenti abilitativi richiesti, in base al criterio della
priorità delle domande.5. Nei casi di cui ai commi 3 e 4 si adottano le disposizioni
e le procedure stabilite all'articolo 88.
5-bis. L'Autorità, previo adeguato periodo di consultazione pubblica nel corso del quale tutte le parti interessate hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni, può imporre obblighi in relazione alla condivisione del cablaggio all'interno degli edifici o fino al primo punto di concentrazione o di distribuzione, qualora esso si trovi al di fuori dell'edificio, ai titolari dei diritti di cui al comma 1 o al proprietario di tale cablaggio, se ciò è giustificato dal fatto che la duplicazione di tale infrastruttura sarebbe economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile. Tra queste disposizioni in materia di condivisione o coordinamento possono rientrare norme sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà, adattate se del caso in funzione dei rischi. (comma aggiunto dall'art. 67, comma 1, d.lgs. n. 70 del 2012)
5-ter. Il Ministero, tenendo informata l'Autorità, può richiedere alle imprese di fornire le informazioni necessarie per elaborare un inventario dettagliato della natura, disponibilità e ubicazione geografica delle strutture di cui al comma 1, e metterlo a disposizione delle parti interessate e dell'Autorità medesima. (comma aggiunto dall'art. 67, comma 1, d.lgs. n. 70 del 2012)
5-quater. I provvedimenti adottati dall'Autorità o dal Ministero conformemente al presente articolo sono obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.
(comma aggiunto dall'art. 67, comma 1, d.lgs. n. 70 del 2012)
Art. 90. Pubblica utilità - Espropriazione1. Gli impianti di reti di comunicazione elettronica ad uso
pubblico, ovvero esercitati dallo Stato, e le opere accessorie occorrenti per la
funzionalità di detti impianti hanno carattere di pubblica utilità, ai sensi
degli articoli 12 e seguenti del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.2. Gli impianti di reti di comunicazioni elettronica e le
opere accessorie di uso esclusivamente privato possono essere dichiarati di
pubblica utilità con decreto del Ministro dello sviluppo economico, ove concorrano
motivi di pubblico interesse.3. Per l'acquisizione patrimoniale dei beni immobili
necessari alla realizzazione degli impianti e delle opere di cui ai commi 1 e 2,
può esperirsi la procedura di esproprio prevista dal d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Tale procedura può
essere esperita dopo che siano andati falliti, o non sia stato possibile
effettuare, i tentativi di bonario componimento con i proprietari dei fondi sul
prezzo di vendita offerto, da valutarsi da parte degli uffici tecnici erariali
Limitazioni legali della proprietà1. Negli impianti di reti di comunicazione elettronica di cui
all'articolo 90, commi 1 e 2, i fili o cavi senza appoggio possono passare,
anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra delle proprietà
pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non vi siano
finestre od altre aperture praticabili a prospetto.2. Il proprietario od il condominio non può opporsi
all'appoggio di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili o
qualsiasi altro impianto, nell'immobile di sua proprietà occorrente per
soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini.3. I fili, cavi ed ogni altra installazione debbono essere
collocati in guisa da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua
destinazione.4. Il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio
nell'immobile di sua proprietà del personale dell'esercente il servizio che
dimostri la necessità di accedervi per l'installazione, riparazione e
manutenzione degli impianti di cui sopra.
4-bis. L'operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione. L'operatore di comunicazione ha l'obbligo, d'intesa con le proprietà condominiali, di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati.
(comma aggiunto dall'art. 14, comma 7, legge n. 221 del 2012)
4-ter. L'operatore di comunicazione, durante la fase di sviluppo
della rete in fibra ottica, può installare a proprie spese gli
elementi di rete, cavi, fili, ripartilinee o simili, nei percorsi
aerei di altri servizi di pubblica utilità sia esterni sia interni
all'immobile e in appoggio ad essi, a condizione che sia garantito
che l'installazione medesima non alteri l'aspetto esteriore
dell'immobile né provochi alcun danno o pregiudizio al medesimo. Si applica in ogni caso l'ultimo periodo del comma 4-bis.
(comma introdotto dall'art. 6-ter, comma 1, legge n. 164 del 2014)5. Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario
non è dovuta alcuna indennità.6. L'operatore incaricato del servizio può agire
direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti e turbative al
passaggio ed alla installazione delle infrastrutture.
Art. 92. Servitù1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 91, le servitù
occorrenti al passaggio con appoggio dei fili, cavi ed impianti connessi alle
opere considerate dall'articolo 90, sul suolo, nel sottosuolo o sull'area
soprastante, sono imposte, in mancanza del consenso del proprietario ed anche se
costituite su beni demaniali, ai sensi del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, e della
1° agosto 2002, n. 166.2. Se trattasi di demanio statale, il passaggio deve essere
consentito dall'autorità competente ed è subordinato all'osservanza delle
norme e delle condizioni da stabilirsi in apposita convenzione.3. La domanda, corredata dal progetto degli impianti e del
piano descrittivo dei luoghi, è diretta all'autorità competente che, ove ne
ricorrano le condizioni, impone la servitù richiesta e determina l'indennità
dovuta ai sensi dell'articolo 44 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.4. La norma di cui al comma 3 è integrata dall'articolo 3,
1° agosto 2002, n. 166.5. Contro il provvedimento di imposizione della servitù è
ammesso ricorso ai sensi dell'articolo 53 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.6. Fermo restando quanto stabilito dal
d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, la servitù deve
essere costituita in modo da riuscire la più conveniente allo scopo e la meno
pregiudizievole al fondo servente, avuto riguardo alle condizioni delle proprietà
vicine.7. Il proprietario ha sempre facoltà di fare sul suo fondo
qualunque innovazione, ancorché essa importi la rimozione od il diverso
collocamento degli impianti, dei fili e dei cavi, né per questi deve alcuna
indennità, salvo che sia diversamente stabilito nella autorizzazione o nel
provvedimento amministrativo che costituisce la servitù.8. Il proprietario che ha ricevuto una indennità per la
servitù impostagli, nel momento in cui ottiene di essere liberato dalla
medesima, è tenuto al rimborso della somma ricevuta, detratto l'equo compenso
per l'onere già subito.9. (comma abrogato dall'art. 4, Allegato 4, del d.lgs. n. 104 del 2010)
Art. 93. Divieto di imporre altri oneri
(articolo così sostituito dall'art. 68 del d.lgs. n. 70 del 2012)1. Le Pubbliche Amministrazioni, le Regioni, le Province ed i Comuni non possono imporre per l'impianto di reti o per l'esercizio dei servizi di comunicazione elettronica, oneri o canoni che non siano stabiliti per legge. 1-bis. Il soggetto che presenta l’istanza di autorizzazione per l’installazione di nuove infrastrutture per impianti radioelettrici ai sensi dell’articolo 87 del presente decreto è tenuto al versamento di un contributo alle spese relative al rilascio del parere ambientale da parte dell’organismo competente a effettuare i controlli di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, purché questo sia reso nei termini previsti dal citato articolo 87, comma 4.
1-ter. Il soggetto che presenta la segnalazione certiﬁcata di inizio attività di cui all’articolo 87-bis del presente decreto è tenuto, all’atto del rilascio del motivato parere positivo o negativo da parte dell’organismo competente a effettuare i controlli di cui all’articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36, purché questo sia reso nei termini previsti dal citato articolo 87-bis, al versamento di un contributo per le spese. 1-quater. Il contributo previsto dal comma 1-bis , per le attività che comprendono la stima del fondo ambientale come previsto dal modello A di cui all’allegato n. 13, e il contributo previsto al comma 1-ter sono calcolati in base a un tariffario nazionale di riferimento adottato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, anche sulla base del principio del miglioramento dell’efﬁcienza della pubblica amministrazione tramite l’analisi degli altri oneri applicati dalle agenzie ambientali delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. In via transitoria, ﬁ no alla data di entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo, i contributi previsti ai commi 1-bis e 1-ter sono pari a 250 euro. 1-quinquies. Le disposizioni dei commi da 1-bis a 1-quater non si applicano ai soggetti di cui all’articolo 14, comma 3, della legge 22 febbraio 2001, n. 36. (commi da 1-bis a 1-quinquies introdotti dall'art. 64 della legge n. 221 del 2015)
(comma interpretato dall'art. 12, comma 3, d.lgs. n. 33 del 2016)
Art. 94.(omissis)
Art. 95. Impianti e condutture di energia elettrica - Interferenze 1. Nessuna conduttura di energia elettrica, anche se subacquea, a qualunque uso destinata, può essere costruita, modificata o spostata senza che sul relativo progetto si sia preventivamente ottenuto il nulla osta del Ministero ai sensi delle norme che regolano la materia della trasmissione e distribuzione della energia elettrica. 2. Il nulla osta di cui al comma 1 è rilasciato dall'ispettorato del Ministero, competente per territorio, per le linee elettriche:
a) di classe zero, di I classe e di II classe secondo le definizioni di classe adottate nel d.P.R. 21 giugno 1968, n. 1062; b) qualunque ne sia la classe, quando esse non abbiano interferenze con linee di comunicazione elettronica; c) qualunque ne sia la classe, nei casi di urgenza previsti dall'articolo 113 del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. 2-bis. Per le condutture aeree o sotterranee di energia elettrica di cui al comma 2, lettera a) realizzate in cavi cordati ad elica, il nulla osta è sostituito da una attestazione di conformità del gestore.
(comma introdotto dall'art. 14, comma 6, legge n. 221 del 2012)
4. Per l'esecuzione di qualsiasi lavoro sulle condutture subacquee di energia elettrica e sui relativi atterraggi, è necessario sempre il preventivo consenso del Ministero che si riserva di esercitare la vigilanza e gli opportuni controlli sulla esecuzione dei lavori stessi. Le relative spese sono a carico dell'esercente delle condutture. 5. Nessuna tubazione metallica sotterrata, a qualunque uso destinata, può essere costruita, modificata o spostata senza che sul relativo progetto sia stato preventivamente ottenuto il nulla osta del Ministero. 6. Le determinazioni su quanto previsto nei commi 3, 4 e 5 possono essere delegate ad organi periferici con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Consiglio superiore delle comunicazioni. 7. Nei casi di tubazioni metalliche sotterrate che non presentano interferenze con impianti di comunicazione elettronica, il relativo nulla osta e' rilasciato dal capo dell'ispettorato del Ministero, competente per territorio. 8. Nelle interferenze tra cavi di comunicazione elettronica sotterrati e cavi di energia elettrica sotterrati devono essere osservate le norme generali per gli impianti elettrici del comitato elettrotecnico italiano del Consiglio nazionale delle ricerche. Le stesse norme generali, in quanto applicabili, devono essere osservate nelle interferenze tra cavi di comunicazione elettronica sotterrati e tubazioni metalliche sotterrate. 9. Qualora, a causa di impianti di energia elettrica, anche se debitamente approvati dalle autorità competenti, si abbia un turbamento del servizio di comunicazione elettronica, il Ministero promuove, sentite le predette autorità, lo spostamento degli impianti od altri provvedimenti idonei ad eliminare i disturbi, a norma dell'articolo 127 del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. Le relative spese sono a carico di chi le rende necessarie. Art. 96. Prestazioni obbligatorie 1. Le prestazioni a fini di giustizia effettuate a fronte di richieste di intercettazioni e di informazioni da parte delle competenti autorità giudiziarie sono obbligatorie per gli operatori; i tempi ed i modi sono concordati con le predette autorità fino all'approvazione del repertorio di cui al comma 2. 2. Con decreto del Ministro della giustizia e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinati:
3. In caso di inosservanza degli obblighi contenuti nel repertorio di cui al comma 2, si applica l'articolo 32, commi 2, 3, 4, 5 e 6. 4. (abrogato dall'art. 1, comma 22, lettera b), legge n. 228 del 2012)
Art. 97. (omissis)
Art. 98. Sanzioni
(si veda anche l'art. 10 del d.lgs. n. 33 del 2016)
2. In caso di installazione e fornitura di reti di comunicazione elettronica od offerta di servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico senza la relativa autorizzazione generale, il Ministero commina, se il fatto non costituisce reato, una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000,00 ad euro 2.500.000,00, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto. Se il fatto riguarda la installazione o l’esercizio di impianti radioelettrici, la sanzione minima è di euro 50.000,00.
3. Se il fatto riguarda la installazione o l’esercizio di impianti di radiodiffusione sonora o televisiva, si applica la pena della reclusione da uno a tre anni. La pena è ridotta alla metà se trattasi di impianti per la radiodiffusione sonora o televisiva in ambito locale.
5. Oltre alla sanzione amministrativa di cui al comma 2, il trasgressore è tenuto, in ogni caso, al pagamento di una somma pari a venti volte i diritti amministrativi e dei contributi, di cui rispettivamente agli articoli 34 e 35, commisurati al periodo di esercizio abusivo accertato e comunque per un periodo non inferiore all’anno.
6. Indipendentemente dai provvedimenti assunti dall’Autorità giudiziaria e fermo restando quanto disposto dai commi 2 e 3, il Ministero, ove il trasgressore non provveda, può provvedere direttamente, a spese del possessore, a suggellare, rimuovere o sequestrare l’impianto ritenuto abusivo.
8. In caso di installazione e fornitura di reti di comunicazione elettronica od offerta di servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico in difformità a quanto dichiarato ai sensi dell’articolo 25, comma 4, il Ministero irroga una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 30.000,00 ad euro 580.000,00.
9. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 32, ai soggetti che commettono violazioni gravi o reiterate più di due volte nel quinquennio delle condizioni poste dall’autorizzazione generale, il Ministero commina una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 30.000,00 ad euro 600.000,00; ai soggetti che non provvedono, nei termini e con le modalità prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei dati e delle notizie richiesti dal Ministero o dall’Autorità, gli stessi, secondo le rispettive competenze, comminano una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000,00 ad euro 1.150.000,00.
10. Ai soggetti che nelle comunicazioni richieste dal Ministero e dall’Autorità, nell’ambito delle rispettive competenze, espongono dati contabili o fatti concernenti l’esercizio delle proprie attività non corrispondenti al vero, si applicano le pene previste dall’articolo 2621 del codice civile.
11. Ai soggetti che non ottemperano agli ordini ed alle diffide, impartiti ai sensi del Codice dal Ministero o dall’Autorità, gli stessi, secondo le rispettive competenze, comminano una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 120.000,00 ad euro 2.500.000,00. Se l’inottemperanza riguarda provvedimenti adottati dall’Autorità in ordine alla violazione delle disposizioni relative ad imprese aventi significativo potere di mercato, si applica a ciascun soggetto interessato una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore al 2 per cento e non superiore al 5 per cento del fatturato realizzato dallo stesso soggetto nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della contestazione, relativo al mercato al quale l’inottemperanza si riferisce.
12. Nei casi previsti dai commi 6, 7, 8 e 9, e nelle ipotesi di mancato pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi di cui agli articoli 34 e 35, nei termini previsti dall’allegato n. 10, se la violazione è di particolare gravità, o reiterata per più di due volte in un quinquennio, il Ministero o l’Autorità, secondo le rispettive competenze e previa contestazione, possono disporre la sospensione dell’attività per un periodo non superiore a sei mesi, o la revoca dell’autorizzazione generale e degli eventuali diritti di uso. Nei predetti casi, il Ministero o l’Autorità, rimangono esonerati da ogni altra responsabilità nei riguardi di terzi e non sono tenuti ad alcun indennizzo nei confronti dell’impresa.
13. In caso di violazione delle disposizioni contenute nel Capo III del presente Titolo, nonché nell’articolo 80, il Ministero o l’Autorità, secondo le rispettive competenze, comminano una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 170.000,00 ad euro 2.500.000,00.
14. In caso di violazione degli obblighi gravanti sugli operatori di cui all’articolo 96, il Ministero commina una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 170.000,00 ad euro 2.500.000,00. Se la violazione degli anzidetti obblighi è di particolare gravità o reiterata per più di due volte in un quinquennio, il Ministero può disporre la sospensione dell’attività per un periodo non superiore a due mesi o la revoca dell’autorizzazione generale. In caso di integrale inosservanza della condizione n. 11 della parte A dell’allegato n. 1, il Ministero dispone la revoca dell’autorizzazione generale.
15. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui ai commi 1, 4, 5 e 8 dell’articolo 95, indipendentemente dalla sospensione dell’esercizio e salvo il promuovimento dell’azione penale per eventuali reati, il trasgressore è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500,00 a euro 5.000,00.
16. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 60, 61, 70, 71, 72 e 79 il Ministero o l’Autorità, secondo le rispettive competenze, comminano una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 58.000,00 ad euro 580.000,00.
17. Restano ferme, per le materie non disciplinate dal Codice, le sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30, 31 e 32 della legge 31 luglio 1997, n. 249.
17 -bis . Alle sanzioni amministrative irrogabili dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non si applicano le disposizioni sul pagamento in misura ridotta di cui all’articolo 16.
Articoli da 99 a 182. (omissis)
Art. 183. Impianto ed esercizio di stazioni radioelettriche a bordo di navi
1. Per le stazioni radioelettriche a bordo delle navi è rilasciata dal Ministero l'autorizzazione all'esercizio, previo esito favorevole del collaudo di cui all'articolo 176. Tutti gli apparati di radiocomunicazione o di ausilio alle radiocomunicazioni di natura obbligatoria e facoltativa, strettamente legati alla sicurezza della vita umana in mare, devono essere elencati nella licenza di esercizio di cui all'articolo 160. Soltanto gli apparati facoltativi legati ai servizi che vanno ad interfacciarsi con una rete pubblica non devono essere elencati nella licenza. L'offerta di un servizio di comunicazione elettronica al pubblico per mezzo di apparati facoltativi che vanno ad interfacciarsi con una rete pubblica è soggetta al conseguimento di un'autorizzazione generale per servizi di comunicazione elettronica. (comma così sostituito dall'art. 3, comma 1, legge n. 115 del 2015)
(comma così sostituito dall'art. 3, comma 1, legge n. 115 del 2015)
3. Per le classi di navi che non rientrano nel comma 2, e che non effettuano servizio di corrispondenza pubblica, l'impianto e l'esercizio delle stazioni radioelettriche è affidato all'armatore.
Articoli da 184 a 234.(omissis)
Allegati da 1 a 7. (omissis)
Allegato 8. (abrogato dal d.lgs. n. 70 del 2012)
Allegato n. 9 (articolo 25)
Dichiarazione per l'offerta al pubblico di reti e servizi di comunicazione elettronica di cui all'articolo 25 del Codice
. Cognome:
. Nome: . Luogo e data di nascita:
. Residenza e domicilio:
. Cittadinanza: . Società/ditta: . Nazionalità:
. Sede legale:
. Codice fiscale e partita IVA:
(tale informazione viene richiesta al fine della compilazione del questionario annuale sui servizi di TLC approntato dalla Commissione europea).
Inoltre per ogni eventuale richiesta di chiarimenti sulla presente dichiarazione e per il riscontro alle future richieste di informazioni previste dal presente decreto, si indica nella persona di ........................ il referente per gli affari istituzionali contattabile ai seguenti recapiti:
. n. telefonico:
. n. fax:
. Cognome e nome:
. Luogo e data di nascita:
. Codice fiscale:
di voler offrire al pubblico il seguente servizio di rete o comunicazione elettronica:
Descrizione tipologia di servizio e l'area di copertura geografica interessata alla fornitura;
Descrizione sistemi/apparati di rete utilizzati con relative norme tecniche e relativa ubicazione;
Data di inizio dell'attività.
A tal fine si impegna a garantire il rispetto della condizione n. 11, parte A dell'allegato n. 1 del Codice delle comunicazioni elettroniche nonché, ove applicabili e giustificate rispetto alla rete o servizio di comunicazione elettronica in questione, delle altre condizioni di cui al predetto allegato n. 1 ed a comunicare tempestivamente al Ministero qualsiasi variazione riguardante le informazioni rese con la presente dichiarazione.
Il dichiarante, per quanto non espressamente menzionato, garantisce l'osservanza delle disposizioni di cui al Capo II del Titolo II del Codice delle comunicazioni elettroniche, nonché il rispetto delle condizioni che possono essere imposte alle imprese in virtù di altre normative non di settore. Si allegano alla presente dichiarazione:
1. autocertificazione redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, da cui risulti che l'impresa e' iscritta alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura comprensiva della dicitura relativa al nullaosta antimafia, ai sensi del decreto legislativo 8 agosto 1994, n. 490, e del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252; oppure certificato equipollente per soggetti dichiaranti con sede in uno dei Paesi dell'Unione europea o in Paesi non appartenente all'Unione europea con i quali vi siano accordi di piena reciprocità;
2. certificato o autocertificazione redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, da cui risulti che gli amministratori che rappresentano legalmente la società o il titolare dell'impresa non sono stati condannati a pena detentiva per delitto non colposo superiore ai sei mesi e non sono sottoposti a misure di sicurezza e di prevenzione.
Allegato n. 10 (articoli 34 e 35)
Determinazione dei diritti amministrativi e dei contributi di cui, rispettivamente, agli articoli 34 e 35, comma 2, del Codice. Art. 1. Diritti amministrativi 1. Al fine di assicurare la copertura degli oneri di cui all'articolo 34 del Codice, le imprese titolari di autorizzazione generale per l'installazione e fornitura di reti pubbliche di comunicazioni, comprese quelle basate sull'impiego di radiofrequenze, e le imprese titolari di autorizzazione generale per l'offerta del servizio telefonico accessibile al pubblico, con esclusione di quello offerto in luoghi presidiati mediante apparecchiature terminali o attraverso l'emissione di carte telefoniche, sono tenute al pagamento di un contributo annuo, compreso l'anno a partire dal quale l'autorizzazione generale. Tale contributo, che per gli anni successivi a quello del conseguimento dell'autorizzazione deve essere versato entro il 31 gennaio di ciascun anno, anche nel caso di rinuncia qualora inviata in data successiva al 31 dicembre dell'anno precedente, è determinato nei seguenti importi: (articolo così sostituito dall'art. 5, comma 1, legge n. 115 del 2015)
a) nel caso di fornitura di reti pubbliche di comunicazioni: 1) sull'intero territorio nazionale: 127.000 euro; 2) su un territorio avente più di 1 milione e fino a 10 milioni di abitanti: 64.000 euro;
4) su un territorio avente fino a 200.000 abitanti: 17.000 euro; 5) per le imprese che erogano il servizio prevalentemente a utenti finali in numero pari o inferiore a 50.000: 500 euro ogni mille utenti. Il numero degli utenti è calcolato sul quantitativo delle linee attivate a ciascun utente finale; b) nel caso di fornitura di servizio telefonico accessibile al pubblico: 1) sull'intero territorio nazionale: 75.500 euro;
3) su un territorio avente più di 200 mila abitanti e fino a 1 milione di abitanti: 12.500 euro;
c) nel caso di fornitura del servizio di comunicazioni mobili e personali, salvo il caso in cui il contributo sia stato determinato in una procedura di selezione competitiva o comparativa: 1) per le imprese che erogano il servizio a un numero di utenti pari o inferiore a 50.000: 1.500 euro ogni mille utenti; 2) per le imprese che erogano il servizio ad un numero di utenti superiore a 50.000: 75.500 euro; d) nel caso di fornitura, anche congiuntamente, di servizi di rete o di comunicazione elettronica via satellite: 1) fino a 10 stazioni: 2.220 euro; 2) fino a 100 stazioni: 5.550 euro; 3) oltre 100 stazioni: 11.100 euro.
Art. 1-bis. Diritti amministrativi in materia di tecnologia digitale terrestre
(articolo introdotto dall'art. 5, comma 1, legge n. 115 del 2015)
1. Al fine di assicurare la copertura degli oneri di cui all'articolo 34, comma 1, del Codice, le imprese titolari di autorizzazione generale per l'attività' di operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre sono tenute al pagamento annuo, compreso l'anno a partire dal quale decorre l'autorizzazione generale, di un contributo che è determinato sulla base della popolazione potenzialmente destinataria dell'offerta. Tale contributo, che per gli anni successivi a quello del conseguimento dell'autorizzazione deve essere versato entro il 31 gennaio di ciascun anno, anche nel caso di rinuncia qualora inviata in data successiva al 31 dicembre dell'anno precedente, è determinato nei seguenti importi nel caso di fornitura di reti televisive digitali terrestri: a) sull'intero territorio nazionale: 111.000 euro; b) su un territorio avente più di 30 milioni e fino a 50 milioni di abitanti: 25.000 euro; c) su un territorio avente più di 15 milioni e fino a 30 milioni di abitanti: 18.000 euro; d) su un territorio avente più di 5 milioni e fino a 15 milioni di abitanti: 9.000 euro; e) su un territorio avente più di 1 milione e fino a 5 milioni di abitanti: 3.000 euro; f) su un territorio avente più di 500.000 e fino a 1 milione di abitanti: 600 euro; g) su un territorio avente fino a 500.000 abitanti: 300 euro.
2. Le imprese titolari di un'autorizzazione generale per l'offerta al pubblico di servizi di comunicazione elettronica non ricompresi tra quelli indicati al comma 1, sono tenute al pagamento annuo, compreso l'anno in cui l'autorizzazione generale decorre, di un contributo di 600,00 euro per ciascuna sede in cui sono installate apparecchiature di commutazione proprie di ciascun servizio offerto. 3. A fini della determinazione del numero delle stazioni componenti una rete VSAT non si considerano le stazioni trasportabili destinate a sostituire le stazioni fisse in situazioni di emergenza. 4. Al fine di consentire l'effettuazione dei controlli amministrativi e le verifiche tecniche, i titolari di autorizzazioni generali sono tenuti, sulla base di un ragionevole preavviso, a consentire l'accesso al personale incaricato di svolgere tali compiti alle sedi ed ai siti oggetto del controllo. Art. 2. (omissis)
Art. 2-bis. Contributi annui per i collegamenti in ponte radio
1. Le imprese titolari di autorizzazione generale per l'attivita' di
operatore di rete televisiva in tecnologia digitale terrestre per
l'utilizzo di frequenze radioelettriche per i collegamenti in ponte
radio sono tenute al pagamento dei contributi di seguito indicati per
ogni collegamento monodirezionale: a) euro 2 per ogni MHz nella gamma di frequenza superiore a 14 GHz; b) euro 4 per ogni MHz nella gamma di frequenza tra un valore pari o inferiore a 14 GHz e un valore pari o superiore a 10 GHz; c) euro 8 per ogni MHz nella gamma di frequenza tra un valore inferiore a 10 GHz e un valore pari o superiore a 6 GHz; d) euro 16 per ogni MHz nella gamma di frequenza inferiore a 6 GHz.
Articoli da 3 a 6. (omissis)
Allegati da 11 a 26-bis. (omissis)