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Timestamp: 2018-03-21 16:49:30+00:00
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Matched Legal Cases: ['art. 1453', 'art. 1223', 'art. 2049', 'art. 2043', 'art. 8', 'art. 1453', 'art. 1223', 'art. 92']

IL CASO - Servizi di telefonia, giudizio ordinario e tentativo di conciliazione analyticstracking.php
Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 1294 - pubb. 27/07/2008
Tribunale Torino 07 aprile 2008 - - Est. Di Capua.
Servizi di telefonia – Controversie tra gestori ed utenti – Tentativo di conciliazione – Domanda in sede ordinaria – Obbligatorietà.
Con riguardo ai servizi di telefonia, è improcedibile la domanda proposta in via ordinaria senza il previo espletamento del tentativo di conciliazione obbligatorio in base alle previsioni della legge n. 249/97 essendo la deroga a tale norma ammissibile solamente qualora venga proposta domanda in via cautelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Con atto di citazione datato 12.12.2005 ritualmente notificato, la società L. S.a.s. di G. C. & C., in persona del socio accomandatario legale rappresentante pro tempore, conveniva in giudizio avanti a questo Tribunale la società *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, esponendo:
· che la società L. S.a.s., dopo essere stata contattata dalla *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in data 8.06.2005 riceveva una proposta di contratto INFOSTRADA con *** come operatore unico (doc. 11);
· che in pari data la società L. S.a.s. sottoscriveva la proposta di contratto con *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., nella quale era specificata la necessità di avere una linea ISDN multinumero ed erano indicati i due predetti numeri telefonici (doc. 12);
· che in data 6.07.2005 la società L. S.a.s. riceveva una lettera della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a. con cui quest’ultima informava che “dal 05 luglio 2005 INFOSTRADA è il Suo operatore telefonico” (doc. 13);
· che, dopo una serie di conversazioni telefoniche e fax con il Servizio Clienti della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., la società L. S.a.s. apprendeva che la *** non era tecnicamente in grado di attivare una linea ISDN multinumero ma esclusivamente linee analogiche (docc. 14, 15, 16, 17, 18);
· che, a causa dell’inadempimento della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., la società L. S.a.s. aveva dovuto sopportare i costi della riattivazione della linea telefonica per € 112,00, i costi per evadere gli ordini via fax per € 74,17, il fermo delle linee telefoniche per il periodo dal 5 al 25.07.2005 con conseguenti minori ricavi per € 16.186,17=(docc. 25, 26 e 27);
· che, inoltre, l’illecito comportamento della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a. aveva causato alla società L. S.a.s. danni da perdita di chance, da perdita di avviamento commerciale, danni relativi alle energie investite, danni all’immagine;
· che, con lettera raccomandata a.r. in data 5.10.2005 la società L. S.a.s., a mezzo del proprio legale, formulava alla *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a. richiesta di risarcimento danni (doc. 28), rimasta senza esito.
· la risoluzione del contratto 08.06.2005 per totale inadempimento della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., ai sensi e per gli effetti dell’art. 1453 c.c., e la conseguente condanna, ai sensi dell’art. 1223 c.c., della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore di parte attrice della somma di € 16.186,17 (sedicimilacentoottantasei/17), o quell’altra veriore determinanda in corso di causa, a titolo di risarcimento dei danni, oltre interessi e rivalutazione legale;
· l’accertamento dell’illegittimità del comportamento della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a. ai sensi e per gli effetti dell’art. 2049 c.c. o, in subordine, dell’art. 2043 c.c. e, conseguentemente, la condanna, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2056 e 2059 c.c., della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore di parte attrice della somma di € 5.000,00 (cinquemila/00), o quell’altra veriore determinanda in corso di causa, determinata anche in via equitativa a titolo di risarcimento dei danni non patrimoniali, oltre interessi e rivalutazione legale.
-Si costituiva ritualmente e tempestivamente in Cancelleria parte convenuta *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, depositando comparsa di costituzione e risposta, eccependo:
Nel merito, la convenuta chiedeva il rigetto delle domande tutte ex adverso formulate, in quanto infondate in fatto e in diritto e, in via subordinata, nella denegata ipotesi di accoglimento, anche parziale, della domanda di risarcimento dei danni avanzata da controparte, l’accertamento dell’inadempimento colposo di M. e l’esclusiva responsabilità di quest’ultima per i disservizi occorsi all’attrice e, per l’effetto, la condanna della M. a tenere indenne e a manlevare *** da qualunque pretesa dell’attrice.
Nel merito, la M. S.r.l. chiedeva l’accertamento dell’esclusiva responsabilità di *** TELECOMUNICAZIONI S.p.A. nella causazione dei fatti per cui è causa, ed il rigetto delle domande tutte formulate dalla *** TELECOMUNICAZIONI S.p.A. nei confronti della M. S.r.l. in quanto infondate in fatto e diritto.
Come si è detto, tanto la convenuta *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a. quanto la terza chiamata M. S.r.l. hanno eccepito, in via pregiudiziale di rito, l’improcedibilità delle domande di parte attrice a causa del mancato esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalla Legge n. 249/1997.
IV. Del resto, il mancato esperimento di tale obbligatorio tentativo di conciliazione era espressamente previsto dall’art. 8, 4° comma, delle Condizioni generali del contratto offerto dalla *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., ai sensi del quale (cfr. doc. 6 di parte convenuta):
“Per controversie tra *** ed il Cliente varranno i criteri, condizioni, i termini e le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie stesse stabili dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; in particolare, per le predette controversie, individuate con provvedimenti dell’Autorità, non potrà essere proposto ricorso in sede giurisdizionale sino a che non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalla Delibera n. 182/02/CONS dell’Autorità. A tal fine, i termini per agire in sede giurisdizionale sono sospesi fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione”.
· in terzo luogo, parte attrice ha invocato, in primis, la “responsabilità contrattuale” della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., avendo chiesto, innanzitutto, la “risoluzione del contratto in data 08.06.2005 per totale inadempimento della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., ai sensi e per gli effetti dell’art. 1453 c.c., e la conseguente condanna, ai sensi dell’art. 1223 c.c., della *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento in favore di parte attrice della somma di € 16.186,17 (sedicimilacentoottantasei/17), o quell’altra veriore determinanda in corso di causa, a titolo di risarcimento dei danni, oltre interessi e rivalutazione legale”.
Le spese processuali devono essere integralmente compensate tra le parti, ai sensi dell’art. 92, 2° comma, c.p.c., tenuto conto della sussistenza di giusti motivi, ravvisabili nella particolare natura della causa, implicante complesse questioni di carattere tecnico-giuridico.
Il TRIBUNALE DI TORINO, Sezione Terza Civile, in composizione monocratica, ogni diversa istanza, eccezione e deduzione disattesa e definitivamente pronunziando nella causa iscritta al n. 37085/06 R.G. promossa dalla società L. S.r.l. (già L. S.a.s. di G. C. & C.), in persona del legale rappresentante pro tempore (parte attrice) contro la società *** TELECOMUNICAZIONI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore (parte convenuta) e contro la società M. S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore (terza chiamata), nel contraddittorio delle parti: