Source: http://www.consulentieassociati.it/circolare-fiscale-gennaio-2015/
Timestamp: 2019-04-19 06:28:19+00:00
Document Index: 132724127

Matched Legal Cases: ['art. 199', 'art. 17', 'art. 17', 'art. 3', 'art. 25', 'art. 12']

CIRCOLARE FISCALE GENNAIO 2015 | Consulenti E Associati
da Consulenti & Associati | 12/01/15 | Circolari | 0 commenti
Sintesi delle principali novità fiscali previste dalla legge di Stabilità 2015.
Nuovo regime dei minimi con imposta sostitutiva al 15% e con notevoli differenze rispetto al regime previgente;
Novità in materia di IRAP;
Reverse Charge: dal 1° gennaio 2015 la fatturazione delle seguenti operazioni, nei rapporti tra soggetti passivi IVA, andrà effettuata applicando il regime dell’inversione contabile (reverse charge): prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici. Il regime dell’inversione contabile (reverse charge) andrà applicato anche per le cessioni di beni effettuate nei confronti della grande distribuzione (ipermercati, supermercati, discount) ma per la definitiva entrata in vigore, in questo caso, sarà necessario attendere l’autorizzazione del Consiglio dell’Unione Europea
Split payment: per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione è introdotto lo split payment. Diversamente dal reverse charge, il sistema dello split payment non incide sulle modalità di fatturazione: il fornitore continuerà ad emettere le fatture con le modalità ordinarie e quindi addebitando l’IVA, ma sarà la P.A. a provvedere al versamento dell’IVA all’erario (e non al fornitore);
Sale dal 10% al 22% l’IVA sul pellet (combustibile);
Sale dal 5% al 77,74%, con effetti dal 1° gennaio 2014, la quota imponibile degli utili distribuiti da fondazioni ed enti non commerciali. Per compensare gli effetti retroattivi della norma, è previsto un credito d’imposta pari alla maggiore imposta dovuta (33,33% per il 2014), utilizzabile dal 2016.
Reverse charge ampio dal 1° gennaio 2015
La Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, pubblicata sul supplemento n. 99 alla G.U. n. 300 del 29 dicembre 2014) ha previsto ulteriori ipotesi di applicazione del reverse charge, che, come noto, prevede il passaggio degli obblighi di assolvimento dell’IVA dal soggetto cedente/prestatore al soggetto cessionario/committente. Per contrastare ulteriormente l’attuazione di comportamenti evasivi, il co. 629, lett. a), della Legge di stabilità 2015 prevede l’estensione del meccanismo del reverse charge a ulteriori cessioni di beni e prestazioni di servizi, compatibilmente a quanto previsto nella Direttiva 2006/112/UE. In recepimento dell’art. 199 par. 1, lettera a), della direttiva n. 2006/112/CE, il Legislatore introduce nel D.P.R. 633/1972 la nuova lettera a-ter) del comma 6 dell’art. 17 prevedendo l’applicazione del reverse charge per le “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”. Per le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici, il reverse charge assume carattere oggettivo, applicandosi indipendentemente: • sia dal rapporto contrattuale; • sia dalla tipologia di attività esercitata. Inoltre, all’art. 17, comma 6, D.P.R. n. 633/1972 sono aggiunte le nuove lettere d-bis), d-ter), d-quater) e d-quinquies) in base alle quali – fino al 31 dicembre 2018 (co. 631) – il meccanismo dell’inversione contabile si applica anche: • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all’art. 3 della direttiva n. 2003/87/CE; • ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva n. 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica; • alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore, ossia ad “un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica […] è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile”; • alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3). L’estensione del meccanismo del reverse charge è efficace a partire dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, l’applicazione del reverse charge alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati,
supermercati e discount alimentari, è subordinata al rilascio, da parte del Consiglio dell’Unione europea, di una misura di deroga ai sensi dell’articolo 395 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006. In sostanza, il nuovo regime partirà solo a via libera ottenuto. In caso di mancato rilascio della suddetta misure di deroga, con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da adottare entro il 30 giugno 2015, si dovranno reperire le risorse finanziarie collegate all’ampliamento del reverse charge tramite l’aumento delle accise sulla benzina. Attraverso, poi, un ulteriore intervento, ma questa volta al settimo comma, dell’articolo 74 del D.P.R. 633/72, il reverse charge troverà applicazione oltreché ai rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi, come già oggi previsto, anche alla cessione di bancali di legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.
CERTIFICAZIONE UNICA E MODELLO 730 PRE – COMPILATO
Gli artt. 1 – 5 del DLgs. 175/2014 prevedono la precompilazione dei modelli 730 da parte dell’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 2015 in via sperimentale, utilizzando i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta, le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria e i dati trasmessi da parte di soggetti terzi.
A tal fine, i sostituti d’imposta debbono trasmettere alla Agenzia delle Entrate le certificazioni delle somme e dei valori corrisposti in via telematica entro il 7 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Pertanto, le certificazioni relative ai redditi corrisposti nel 2014 devono essere consegnate ai contribuenti entro il 2.3.2015 (poiché il 28.2.2015 cade di sabato) e trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro il 9.3.2015 (in quanto il 7.3.2015 cade di sabato).
Nuova “Certificazione Unica”
Al fine di agevolare l’adempimento in esame, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto la nuova “Certificazione Unica” (CU), relativa:
. ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, finora certificati mediante il modello CUD;
. ai redditi di lavoro autonomo, alle provvigioni, ad alcuni redditi diversi (es. compensi di lavoro autonomo occasionale e per attività sportiva dilettantistica) e ai corrispettivi per contratti di appalto (soggetti alla ritenuta dell’art. 25-ter del DPR 600/73), finora certificati in forma “libera”.
Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata viene prevista l’applicazione di una sanzione di 100,00 euro, senza possibilità, in caso di violazioni plurime, di applicare il “cumulo giuridico” ex art. 12 del DLgs. 472/97.
Nei casi di errata trasmissione, la sanzione non si applica se la certificazione corretta viene ritrasmessa entro 5 giorni dalla scadenza (quindi, di regola, entro il 12 marzo, ovvero entro il 14.3.2015 poiché il 7.3.2015 cade di sabato).
LO STUDIO INVIERA’ APPOSITA CIRCOLARE PER L’ORGANIZZAZIONE DEL NUOVO E GRAVOSO ADEMPIMENTO.
LOCAZIONI IMMOBILIARI: DA GENNAIO 2015 MODELLO F24 ELIDE OBBLIGATORIO PER VERSARE L’IMPOSTA DI REGISTRO
Con il Provvedimento n.2014/554 del 3 gennaio 2014 l’Agenzia delle Entrate ha previsto l’estensione della modalità di versamento con F24 ELIDE alle somme dovute in relazione alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili.
In particolare a partire dal 1° febbraio 2014 al 31 dicembre 2014, l’imposta di registro, i tributi speciali e compensi, l’imposta di bollo, le relative sanzioni ed interessi, connesse alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili potevano essere versate utilizzando il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE).
Si trattava di un periodo transitorio in quanto a partire dal 1° gennaio 2015 i suddetti debbono effettuarsi esclusivamente con il modello F24 ELIDE.
Con la Risoluzione n.14/E del 24 gennaio 2014 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo da utilizzare per i versamenti e impartito le istruzioni per la compilazione dei modelli di pagamento.
i codici da “1500” a “1510” riguardano l’imposta di registro (prima registrazione, registrazione annualità successive, cessioni del contratto, risoluzioni del contratto, proroghe del contratto), l’imposta di bollo, i tributi speciali e compensi, sanzioni e interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione e tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi;
il codice identificativo “63” denominato “Controparte” va utilizzato per consentire la corretta identificazione nel modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” del soggetto “controparte” del contratto;
i codici da “A135” ad “A138” consentono il versamento delle somme dovute a seguito degli avvisi di liquidazione dell’imposta e irrogazione delle sanzioni, emessi dagli Uffici.