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Timestamp: 2018-05-25 22:56:00+00:00
Document Index: 119729749

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 3', 'art. 36', 'art. 1', 'art. 57', 'art. 57', 'art. 41', 'art. 26', 'art. 5', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 2', 'art. 26', 'art.50']

Coordinamento Nazionale STRUTTURA DI COMPARTO NAZIONALE DIRIGENTI SCOLASTICI FLC - PDF
Coordinamento Nazionale STRUTTURA DI COMPARTO NAZIONALE DIRIGENTI SCOLASTICI FLC
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1 Dirigenti Scolastici NOTIZIARIO NAZIONALE N. 021/ Marzo 2013 Coordinamento Nazionale STRUTTURA DI COMPARTO NAZIONALE DIRIGENTI SCOLASTICI FLC IN PRIMO PIANO 01. Finanziamenti alle scuole: si assicura la copertura dei contratti 02. Il Ministro Profumo firma direttiva su Edilizia scolastica che coinvolge, attraverso protocolli d intesa, Regioni o Enti locali: MANOVRA E RAPPORTI STATO REGIONI 03. Città della Scienza di Napoli: firmano il Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato interistituzionale 04. Campagna globale per l educazione: carenza di insegnanti e gap educativo 05. Percorsi multimediali. La FLC CGIL e i giovani NOTIZIE NAZIONALI 06. Utilizzazioni scuola : avviata la trattativa per il rinnovo del Ccni 07. TFA speciali: la beffa della prova "non selettiva" SPAZIO FAQ E GIURISPRUDENZA 08. L'AVCP sull'affidamento dei servizi assicurativi nella P.A. e nelle scuole 09. Ma i comandi autonomia scolastica a.s. 2013/14 - L. 448/1998 ci saranno ancora?? NAVIGANDO IN RETE 10. Noi, i nuovi analfabeti traditi dalla tecnologia - repubblica 11. Facciamo i conti. Aumenta la complessità e diminuiscono i finanziamenti - di Mario Piemontese 12. Gli organici al tempo delle vacche magre! OPINIONI A CONFRONTO: VALUTAZIONE DELLE SCUOLE 13. Valutazione delle scuole: il corto-circuito semantico tra risultati e apprendimenti. - di Franco De Anna N.B. TEMPORANEAMENTE, PER MOTIVI TECNICI, IL NOTIZIARIO NAZIONALE E GLI ALLEGATI SONO ARCHIVIATI ED ACCESSIBILI SUL SITO REGIONALE FLC LOMBARDIA
2 Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO: Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato interistituzionale Città della Scienza di Napoli decreto ministeriale del 25 marzo 2013 organizzazione tfa speciale AVCP - Determinazione n_ 2 sull'affidamento dei servizi assicurativi nella P.A. parere dell'autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato del 17 settembre 2012 nota 25 marzo 2013 prot. n chiarimenti assegnazione contingente autonomia per il curiosità : COMANDI IN QUOTA MIUR ANNO *********** IN PRIMO PIANO 01. Finanziamenti alle scuole: si assicura la copertura dei contratti Il MIUR garantisce i finanziamenti per il pagamento dei supplenti. In corso di assegnazione il MOF. Ancora nessuna novità sul pagamento delle funzioni superiori agli assistenti. È continuata oggi, 27 marzo 2013, l informativa al MIUR aggiornata al termine dell incontro del 25 marzo. L informazione del MIUR E in lavorazione l assegnazione alle scuole del saldo del MOF 2012/2013. Sul pagamento delle ferie ai supplenti non ci sono novità dal momento che l ufficio legislativo non ha ancora fornito il suo parere legale Sul pagamento dell indennità di funzioni superiori l IGOP (Ispettorato Generale per gli Ordinamenti del Personale e l'analisi dei costi del lavoro pubblico) sta per emanare una nota di chiarimento per precisare che la retribuzione degli amministrativi facenti funzioni di DSGA non sarà ridotta rispetto a quella già percepita come AA. Il MIUR ci ha comunicato la situazione sull assegnazione dei fondi per le supplenze: 1. relativamente all anno 2012 è ancora in corso la modifica, richiesta dall' Amministrazione ad alcune scuole, dei dati errati inseriti a sistema 2. relativamente all anno 2013 è necessario che i contratti inseriti a sistema siano sempre convalidati, per tutti i contratti inseriti fino al 13 marzo saranno assegnati i fondi
3 necessari. Si procederà più volte al mese ad integrare le assegnazioni di fondi alle scuole e nel futuro si ipotizza una integrazione settimanale. L Amministrazione ritiene che sarà così possibile pagare entro il mese i contratti inseriti entro il 15 dello stesso mese. Sull'emanazione di linee guida nazionali sul ricorso al mercato elettronico il MIUR sta predisponendo un testo che affronterà anche la questione della coerenza del Titolo IV (attività negoziale) del D.I. n..44/2001 sulla gestione amministrativo contabile delle scuole con il Codice dei Contratti (Dlvo 163/2006) e il suo decreto applicativo (DPR 207/2010). Il confronto informativo proseguirà sulla de-materializzazione e potenziamento del sistema informativo nel prossimo incontro previsto per il 4 aprile La nostra posizione Pagamento ferie supplenti: è necessario dare quanto prima istruzioni operative alle scuole. La nostra posizione è nota: la legge di stabilità che per noi presenta profili di illegittimità costituzionale si applica con decorrenza 1 settembre 2013, fino a quella data restano valide le regole contrattuali. In proposito si vedano le osservazioni della FLC inviate dal segretario generale con la lettera del 25 marzo Pagamento supplenti: positivo il superamento dei ritardi che abbiamo continuamente denunciato anche se le rassicurazioni del MIUR non ci fanno stare tranquilli perché continuano ad arrivarci numerose segnalazioni da parte delle scuole e dei diretti interessati che denunciano problemi nel garantire il regolare pagamento degli stipendi. Se sarà effettivamente come ha sostenuto il MIUR si potranno evitare nel futuro le sofferenze che hanno patito i supplenti per vedersi pagare quanto gli spettava. Un risultato positivo che è tutto da attribuire alla pressione sul MIUR della FLC CGIL che ha contribuito a evidenziare i tanti problemi e a suggerire soluzioni. Si tratta di un risultato che mette bene in evidenza l importanza per una buona gestione dello svolgimento di corrette relazioni sindacali. Il confronto e lo scambio con chi conosce i problemi e rappresenta gli interessi dei lavoratori aiuta a cercare le soluzioni migliori. Grazie al lavoro e alla competenza delle segreterie è stato possibile migliorare il sistema e accelerare i pagamenti. Abbiamo insistito sulla necessità di ascoltare le scuole e sull urgenza di dare istruzioni precise. Funzioni superiori: è del tutto insoddisfacente rassicurare gli amministrativi che sostituiscono i Dsga che non guadagneranno di meno e che non si ridurrà il loro stipendio se è più alto dello stipendio iniziale del DSGA. Bisogna interrompere i comportamenti di diverse Ragionerie Territoriali che illegittimamente stanno recuperando le somme pagate fino al 31 dicembre 2012 nel rispetto del contratto nazionale. Si deve modificare l interpretazione sbagliata dell IGOP che applica in modo retroattivo la norma contenute nella legge di stabilità che ha modificato il contratto nazionale. Viola il CCNL l indicazione dell IGOP che pone a carico del FIS la parte fissa dell indennità di direzione per l assistente amministrativo che svolge le funzioni di DSGA su un posto vacante. Abbiamo sollecitato il MIUR a rappresentare al MEF ed ai suoi Ispettorati l insostenibilità, anche davanti ai giudici, di interpretazioni lesive dei diritti contrattuali dei lavoratori. Abbiamo segnalato che né la nota dell IGOP né il MIUR considerano l istituto delle reggenze dei Dsga che pure in alcuni casi sono state attribuite e che debbono essere pagate. Emanazione di linee guida nazionali sul ricorso al mercato elettronico: abbiamo sottolineato la necessità di dare ai Dirigenti scolastici ed ai DSGA i chiarimenti necessari a gestire tutta la tematica degli acquisti. Le norme che sono intervenute su altre già esistenti e con le finalità più varie, dal risparmio al contrasto alla corruzione, hanno creato un quadro estremamente confuso. Vanno chiariti gli obblighi per le scuole del ricorso alle convenzioni CONSIP o alle altre modalità previste dalle norme.
4 Abbiamo infine segnalato la necessità che alle scuole siano al più presto erogati tutti i finanziamenti previsti per l esercizio finanziario 2013 perché sono moltissime quelle che si trovano a non poter pagare i fornitori e in particolare difficoltà sono quelle scuole che debbono rendicontare i pagamenti, ovviamente dopo averli effettuati, per poter ottenere il completamento dell erogazione dei fondi. Per queste scuole si determina un cortocircuito perverso: non ricevono il finanziamento perché non hanno potuto pagare e non possono pagare perché non ricevono il finanziamento. I temi affrontati nel confronto con il MIUR e che stiamo continuamente sollecitando sono parte della generale iniziativa della FLC CGIL per ridare centralità alla scuola pubblica che vede un significativo momento nel presidio sotto il Ministero dell Istruzione il prossimo 10 aprile. Roma, 25 marzo 2013 Al Capo di Gabinetto del MIUR Dott.re Luigi Fiorentino Al Capo Dipartimento per l Istruzione Dott.ssa Lucrezia Stellacci Al Direttore Generale per la politica finanziaria e per il bilancio Dott.re Marco Ugo Filisetti Oggetto: osservazioni bozza di circolare Miur sui trattamenti economici sostitutivi delle ferie non godute del personale della scuola. Di seguito formuliamo le nostre osservazioni sulla bozza di Circolare che a nostro giudizio presenta criticità e punti problematici che sinteticamente si riassumono: 1. La legge di stabilità 2013 intervenuta sulle ferie del personale della scuola (art. 1, commi 54, 55 e 56) ha previsto che le ferie non godute possano essere pagate, ma solo in via residuale. Tale norma introduce, modificando unilateralmente il CCNL 2006/2009, l'obbligo di fruirle anche nei periodi di sospensione delle lezioni. Si tratta di un invasione di campo della sfera contrattuale che, a nostro giudizio, non è esente da profili d incostituzionalità in quanto discrimina i lavoratori nella fruizione di un diritto costituzionale, viola il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) e quello del diritto a una retribuzione proporzionata (art. 36 Cost). Tuttavia detta norma è comunque applicabile dal e non dal come si evince dalla bozza di circolare che ci è stata consegnata. A sostegno della nostra tesi si veda quanto espressamente previsto dallo stesso comma 56 della legge. Fino a quella data valgono e si applicano integralmente gli articoli 13 e 19 del CCNL 2006/ La tabella esplicativa contenuta nella bozza della circolare è priva di fondamento perché introduce una distinzione temporale non prevista da nessuna delle norme e delle disposizioni (spending review, circolare funzione pubblica e legge di stabilità) che sono intervenute sull argomento. 3. La complessità e la lunghezza della circolare, che dispone anche per il passato, rischia di aumentare il contenzioso specie in quelle scuole dove già sono stati liquidati i compensi sostitutivi laddove la brevità del contratto di lavoro e le esigenze di servizio non hanno consentito la fruizione delle ferie. Pertanto formuliamo le seguenti proposte per la riformulazione della circolare in oggetto: a) indicare la data del 1 settembre 2013 quale decorrenza delle nuove disposizioni dei commi 54 e 55 dell art. 1 della legge di stabilità 2013;
5 b) prevedere al sistema NoiPa le funzioni necessarie a disporre il pagamento delle ferie secondo le disposizioni del CCNL artt. 13 e 19 per il periodo 1 settembre 2012/31 - agosto 2013, tenuto conto che la legge di revisione della spesa pubblica cosiddetta spending review, data la sua formulazione generale, non è applicabile nello specifico al comparto scuola. Infatti nella scuola i supplenti vengono chiamati per assicurare i livelli essenziali delle prestazioni. Si inviano con l occasione cordiali saluti. Il Segretario Generale Domenico Pantaleo *********** 02. Il Ministro Profumo firma direttiva su Edilizia scolastica che coinvolge, attraverso protocolli d intesa, Regioni o Enti locali: Edilizia scolastica: 38 milioni di euro per interventi nelle scuole statali attraverso il fondo immobiliare Sono 38 i milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare. Lo prevede la nuova direttiva firmata oggi dal Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Francesco Profumo. Si tratta di una iniziativa volta ad utilizzare la leva del fondo immobiliare per costruire le scuole del futuro. Sono infatti state ridefinite le nuove Linee guida per le architetture interne delle scuole: non più solo aule, ma nuovi spazi di apprendimento in linea con l innovazione nella scuola. Uno sguardo, quindi, verso il futuro strettamente collegato al più ampio piano di innovazione digitale delle scuole, di cui anche il recente DM sui libri di testo costituisce un tassello. La direttiva rappresenta anche un ulteriore passo in avanti nel programma pluriennale per l edilizia scolastica, la sicurezza nelle scuole e la costruzione di plessi altamente tecnologici, così come avvenuto in Emilia Romagna dopo il terremoto. La sinergia e l unione delle risorse tra MIUR, Regioni, edifici conferiti da Comuni, Provincie e Regioni, Fondi europei e beni confiscati dalla mafia può rappresentare un modello di rinascita economica per il Paese. Il fondo immobiliare, da costituire attraverso una Società di Gestione del Risparmio appositamente individuata dall Ente locale/regione tramite procedure ad evidenza pubblica, è uno strumento finanziario destinato a realizzare le nuove strutture grazie alla valorizzazione degli immobili obsoleti, conferiti dall Ente locale/regione, e ad ogni ulteriore eventuale cofinanziamento. Modalità di accesso ai fondi: Per accedere ai contributi gli Enti locali/regioni dovranno presentare richiesta, all indirizzo di PEC: - entro il termine di 15 giorni dalla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, specificando l importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa, nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale. Il contributo è concesso previa valutazione della congruità della domanda, secondo lo stretto ordine cronologico di ricevimento delle richieste, fino ad esaurimento delle risorse disponibili e, per ciascun Ente locale/regione, non può eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi né essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l importo complessivo di 5 milioni di euro. Le risorse verranno modulate in rapporto all entità del fondo.
6 Gli Enti locali e le Regioni che hanno diritto al contributo, dovranno successivamente sottoscrivere formalmente con il MIUR il Protocollo di Intesa. Il protocollo d intesa tra Miur ed Ente locale/regione Con la sottoscrizione del protocollo per poter accedere ai contributi l Ente locale o la Regione si impegna a definire, promuovere ed attivare l esecuzione di un progetto di edilizia scolastica, consistente: nella realizzazione di interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare scolastico di competenza, destinato all istruzione statale, che comprendano anche interventi di costruzione di nuovi edifici scolastici da destinare anch essi all istruzione statale; nell uso dello strumento del fondo immobiliare per la realizzazione dei suddetti interventi, da costituire attraverso una Società di gestione del risparmio, appositamente individuata dall Ente locale/regione tramite procedure ad evidenza pubblica. Al fondo saranno conferiti e/o apportati da parte dell Ente locale /Regione, immobili da valorizzare, aree pubbliche per le nuove costruzioni ed ogni eventuale ulteriore cofinanziamento. Cliccando sui seguenti links possono essere consultate le ultime innovazioni introdotte in materia di edilizia scolastica. Le nuove scuole costruite in Emilia Romagna dopo il sisma: Le architetture della scuola del futuro: *********** MANOVRA - RAPPORTI STATO - REGIONI NOTIZIE DALL ESTERO 03. Città della Scienza di Napoli: firmano il Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato interistituzionale Costituzione del Comitato Interistituzionale per la ricostruzione della struttura, simbolo positivo di cultura e innovazione nazionale, apprezzato in Italia e nel mondo Comunicato stampa MIUR Roma, 28 marzo 2013
7 i Ministri Barca e Profumo firmano il Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato interistituzionale A seguito degli impegni assunti dal Governo per "Città della Scienza", il museo interattivo di Napoli distrutto il 4 marzo scorso da un terribile incendio, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della Ricerca Francesco Profumo e il Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, sentiti la Regione Campania e il Comune di Napoli, hanno siglato oggi il Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato Interistituzionale per la ricostruzione della struttura, simbolo positivo di cultura e innovazione nazionale, apprezzato in Italia e nel mondo. L obiettivo è affrontare in un ottica unitaria i molteplici e articolati aspetti indispensabili per la rapida realizzazione di un progetto per Città della Scienza, che tenga conto anche della necessità di assicurare coerenza agli interventi di sviluppo territoriale e garantire unità di intenti e costante cooperazione fra le Amministrazioni a vario titolo coinvolte. In particolare, il Comitato, composto da otto membri, dovrà effettuare entro il 30 aprile la valutazione comparativa delle possibili opzioni di localizzazione, considerando i diversi aspetti amministrativi, urbanistici, finanziari e funzionali, anche in ragione dei tempi necessari. Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO: Decreto Interministeriale per la costituzione del Comitato interistituzionale Città della Scienza di Napoli *********** 04. Campagna globale per l educazione: carenza di insegnanti e gap educativo Ogni bambino ha bisogno di un insegnante: la carenza di insegnanti a livello mondiale aumenta il gap educativo e rende impraticabile l insegnamento. In una nota relativa alla Campagna Globale per l Educazione, che quest anno ha come slogan Ogni bambino ha bisogno di un insegnante, avevamo fatto notare quanto incida il numero di alunni (o di ragazze/i potenzialmente tali) per insegnante nel raggiungere l obiettivo di una scolarizzazione primaria di qualità per tutti bambini del mondo. E un dato determinato a sua volta dal numero di insegnanti disponibili oltre che dalla quantità di risorse investite nella scuola. E un dato che crea una spirale perversa di inefficienza: la scarsità di risorse, tra cui la scarsità di personale docente, costringe a tenere alto il numero di alunni per classe. Questo a sua volta rende più difficoltoso e qualitativamente inferiore l insegnamento. Un dato quindi, che può ben mettere in luce la distanza tra paesi ricchi e paesi poveri, è il numero di alunni per classe. In particolare possiamo prendere in considerazione i paesi (tra quelli testati dall UNESCO) dove questo numero raggiunge o supera i 40 alunni per classe e quelli dove invece arriva al numero di 20. Parliamo sempre di scuola primaria (pubblica) e di medie nazionali.
8 Paesi con un numero di alunni per classe uguale o superiore a 40. NAZIONE N alunni Ciad 67 Congo 62 Mali 59 Burkina Faso 56 Burundi 55 Mozambico 52 Madagascar 49 Ruanda 47 Benin 46 Togo, Eritrea 45 Guinea 44 Niger, Filippine, Giamaica 42 Egitto, India 40 Come si può vedere su 17 stati censiti 14 sono in Africa (di cui 12 nell Africa Subsahariana, dove tra i paesi censiti, solo il Botswana ha classi di 30 alunni) Paesi con numero di alunni per classe uguale o inferiore a 20 NAZIONE N alunni Perù 14 Lussemburgo, Lituania 15 Lettonia, Russia, Liechtenstein 16 Grecia, Cipro 17 Austria, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Estonia, Malta, Islanda, Romania 18 Italia, Polonia, Svizzera, Macedonia, Finlandia, Thailandia, Paraguay 19 Spagna, Danimarca, Portogallo, Cekia, Messico, Stati Uniti 20 Sono 30 paesi, di cui 26 sono in Europa e due in America settentrionale (Nord del mondo). Dei 26 europei, 11 appartengono alla vecchia Europa orientale (su 13 testati) e 15 alla vecchia Europa occidentale (su 23 testati). Nell insieme oggi 18 fanno parte dell Unione Europea : di quest ultima ne sono stati testati 25 (mancano Belgio e Svezia). I 7 restanti che superano i 20 alunni per classe sono Germania (21), Bulgaria (21), Ungheria (21), Paesi Bassi (22), Francia (23), Irlanda (24), Regno Unito (28). (I dati sono riferiti al 2010 e sono tratti dall UNESCO Atlas of teachers) ***********
9 05. Percorsi multimediali. La FLC CGIL e i giovani Video, testi, immagini. Un lungo lavoro di dialogo tra noi e le nuove generazioni, culminato in un seminario, ora è un percorso multimediale disponibile sul web. Punto di partenza per una politica dalla parte dei giovani. Una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, un precariato talmente diffuso e consolidato da offuscare il futuro di più di una generazione, un lavoro che quando c'è spesso è barattato con i diritti, una formazione finalizzata più alla selezione che alla promozione... Sono dati allarmanti che, purtroppo, accompagnano la vita di troppi giovani e sono dati che la CGIL non intende ignorare. Il seminario Adesso e domani: percorsi, emozioni e diritti di una generazione. I giovani e il sindacato, con le sue idee e le sue proposte, è diventato un percorso multimediale grazie alla collaborazione di Rassegna.it e di Edit. Coop. che lo ha prodotto. L'impegno, preso a novembre, di non lasciare sulla strada delle buone intenzioni quanto emerso in due giorni di discussione e in settimane di lavoro preparatorio e di ascolto di testimonianze di vita è stato rispettato. Non ancora completamente. Ma sono stati messi a punto gli strumenti per far conoscere non solo uno spaccato di vita giovanile, ma anche le strategie che il sindacato intende percorrere. Il banco di prova sarà il prossimo congresso. Dopo la pubblicazione dei materiali del seminario sul n. 2 della rivista Articolo 33, adesso quei materiali è possibile fruirli sul web, rilanciarli e riproporli. È una scelta di coraggio e di trasparenza di un sindacato, la FLC CGIL, che rende pubbliche anche le critiche ricevute e pubblicamente mette in discussione se stesso, come dal percorso multimediale emerge chiaramente. Inizia il percorso multimediale NOTIZIE NAZIONALI 06. Utilizzazioni scuola : avviata la trattativa per il rinnovo del Ccni Si prevede un fitto calendario di incontri e la chiusura della trattativa entro fine aprile.
10 Si è avviata in questi giorni la trattativa al MIUR per il rinnovo del Ccni sulle utilizzazioni del personale della scuola per il Le parti hanno fissato un fitto calendario di incontri ed hanno condiviso l obiettivo di concludere la trattativa entro fine aprile. Questo perché, nonostante i tempi immotivatamente lunghi che da tempo sono necessari per avere l autorizzazione alla sottoscrizione definitiva, si vorrebbe consentire prima possibile la presentazione delle domande. La FLC CGIL ha auspicato la rapida conclusione della trattativa, ma ha anche segnalato l esigenza di ridiscutere alcune parti specifiche del vecchio contratto. Tra queste, in particolare, le modalità di utilizzo degli esuberi, la situazione specifica dei DSGA (in relazione al dimensionamento della rete scolastica, alla perdita di titolarità nelle scuole sottodimensionate con conseguente esubero in alcune province ed al problema della sostituzione nei posti vacanti per tutto l anno) e l utilizzo dei docenti nei licei musicali e coreutici. La trattativa riprenderà dopo le festività pasquali. *********** 07. TFA speciali: la beffa della prova "non selettiva" Una prova spacciata per allineamento in ingresso che invece incide sulla possibilità di abilitarsi e sul relativo voto. Il Decreto presenta profili di illegittimità. Come avevamo anticipato, il Ministro ha deciso di introdurre nel decreto organizzativo dei TFA speciali, una prova preliminare, definita "non selettiva" e che avrebbe dovuto semplicemente regolamentare i tempi di accesso alla procedura, come stabilito dal regolamento. Invece nel testo firmato dal Ministro la prova, valutata oltretutto in maniera molto restrittiva, entra a far parte del punteggio finale di abilitazione incidendo per ben il 35%. Il Decreto organizzativo, va ben oltre quanto previsto dal regolamento, modificando surrettiziamente la tabella 11-bis. Si tratta di un eccesso di delega sul quale stiamo verificando una eventuale impugnativa. La prova preliminare consiste in 70 quesiti a risposta multipla (30 di logica, 30 di comprensione del testo e 10 di lingua straniera [inglese per la primaria]). La valutazione della prova è estremamente restrittiva: fino a 42 risposte esatte il punteggio è 0 (zero), alle risposte esatte oltre le 42 si assegna 1,25 punti, le risposte errate prevedono una penalizzazione di -0,5. Il punteggio massimo è di 35 punti. Sulla base del punteggio ottenuto si effettuerà la ripartizione tra i contingenti del 2013/14 e 2014/15 dei corsi, quando sarebbe stato più semplice e veloce utilizzare l'anzianità di servizio. In effetti l'obiettivo non è solo la regolamentazione degli accessi, ma una pesante ipoteca sul voto finale e perfino sulla possibilità di abilitarsi. Nella modifica alla tabella 11-bis, che come abbiamo detto si configura come illegittima, il punteggio della prova preliminare incide per ben 35 dei 100 punti complessivi previsti. Ancora una volta, prevale il pregiudizio nei confronti dei precari, come se le scuole in questi anni avessero fatto lavorare degli incompetenti che casualmente si sono trovati ad insegnare e che quindi, malgrado il Parlamento abbia espresso pareri concordi sull'opportunità di garantirne l'abilitazione, vadano comunque ostacolati. Se il Ministro, invece degli annunci di improbabili futuri concorsi, si fosse preoccupato di accelerare l'iter di questo provvedimento, attivandolo contestualmente ai primi TFA
11 ordinari, probabilmente non saremmo in questa situazione che determinerà nuove lotte fratricide e notevole contenzioso. C'è anche da sottolineare che l'indicazione degli anni accademici 2013/14 e 2014/15 per i TFA speciali è in aperto contrasto con la scelta di non valutare l'anno scolastico 2012/13 che era stata motivata proprio dall'attivazione a partire dal corrente anno accademico. Questa scelta inciderà anche sull'attivazione dei TFA ordinari che a questo punto probabilmente salteranno un anno e saranno riattivati solo nel 2013/14. Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO: decreto ministeriale del 25 marzo 2013 organizzazione tfa speciale *********** SPAZIO FAQ E GIURISPRUDENZA 08. L'AVCP sull'affidamento dei servizi assicurativi nella P.A. e nelle scuole Questioni interpretative concernenti l affidamento dei servizi assicurativi e di intermediazione assicurativa A seguito di due consultazioni on-line del settembre 2012 e del gennaio scorso, l Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) ha predisposto la Determinazione n. 2 del 13/03/2013 riguardanti "Questioni interpretative concernenti l affidamento dei servizi assicurativi e di intermediazione assicurativa". Il documento nasce dalla necessità di fare chiarezza sullo svolgimento delle gare per l affidamento dei servizi assicurativi e di intermediazione assicurativa. Nell ambito della propria attività istituzionale di vigilanza, l Autorità ha infatti verificato l esistenza di diffuse criticità, quali, ad esempio, l elevato numero di procedure deserte o aggiudicate sulla base di un unica offerta pervenuta, nonché i frequenti casi di recesso unilaterale dal contratto da parte dell affidatario. Fenomeni, questi, che oltre ad incidere sulla spesa pubblica in termini di costi per il rinnovo della procedura di scelta del contraente, possono creare situazioni problematiche per le pubbliche amministrazioni, soprattutto nei casi in cui la copertura assicurativa è obbligatoria o rappresenta un prerequisito fondamentale per lo svolgimento dell attività istituzionale. Nel caso delle scuole, gli importi annuali delle gare per servizi assicurativi sono stati: nel 2009 euro ,42, nel 2010 euro ,52, nel 2011 euro ,99 e nel 2012 euro ,01. La necessità di prevedere tempi idonei per la sottoscrizione di una nuova polizza vale, oltre che per i casi di recesso, anche per il rinnovo delle polizze in scadenza. Una parte consistente
12 delle procedure di gara finisce con l andare deserta e le amministrazioni, non disponendo di tempi sufficienti per indire una nuova procedura ad evidenza pubblica, ricorrono a procedure negoziate per l individuazione dell impresa di assicurazione ai sensi dell art. 57, comma 2, lettera a) del Codice. Tuttavia, nel successivo affidamento, con una prassi non conforme al dettato normativo, vengono riviste profondamente le condizioni del capitolato, con l aggiudicazione del contratto a prezzi maggiori rispetto a quelli posti a base della gara andata deserta, franchigie più elevate e/o modifica di altre condizioni di polizza assai rilevanti. Sul punto, l'avcp ricorda che l'art. 57, comma 2, lettera a), nel disciplinare la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando in caso di gara deserta, stabilisce che nella procedura negoziata non possono essere modificate in modo sostanziale le condizioni iniziali del contratto. Nel caso delle polizze assicurative, non sembra, di regola, potersi applicare neppure la successiva lettera c), che riconosce la possibilità di una procedura negoziata dettata da ragioni di estrema urgenza non imputabili alla stazione appaltante. Ciò in quanto la copertura assicurativa rappresenta, di norma, un acquisto ripetuto nel tempo e le scadenze dei contratti sono note fin dal momento della loro sottoscrizione. Quindi, il suggerimento dell'autorità è che le stazioni appaltanti diano avvio alle procedure di scelta del nuovo contraente con un congruo anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto, provvedendo, nel caso di ripetizione della procedura di gara a seguito di gara deserta, fin dalla redazione del nuovo bando, alla modifica delle condizioni contrattuali in essere che possono assicurare, anche sulla base della pregressa esperienza, una maggiore stabilità al rapporto contrattuale, indicandole nel nuovo bando. In ogni caso, è opportuno che le stazioni appaltanti adottino misure tese a prevenire le conseguenze negative di mancati rinnovi dei contratti assicurativi. Ad esempio, nei bandi di gara potrebbe essere inserita la previsione di eventuale proroga tecnica del contratto, alle condizioni inizialmente pattuite, per il tempo strettamente necessario al conseguimento di una nuova copertura. Così come, nei bandi di gara dovrebbero essere chiaramente indicate sia la data entro cui verrà indetta la successiva procedura di gara per la copertura dei rischi assicurati sia la durata massima per l eventuale proroga. Questioni rilevanti per le scuole: - il recesso dal contratto assicurativo (punto 3.3): mentre di regola la mancata esecuzione del contratto costituisce un grave inadempimento sanzionato con elevate penali, spesso i contratti assicurativi contengono clausole che accordano all'assicuratore la facoltà di recedere dal contratto a seguito del verificarsi di un evento di danno assicurato. Fatte le debite considerazioni, l'avcp consiglia di disciplinare con attenzione gli eventi che consentono il recesso e di prevedere anche casi in cui è prevista solamente la revisione del prezzo o di altre previsioni contrattuali; - indicazioni relative alle procedure di gara (punto 3.4): l'avcp invita all'avvio programmato, con congruo anticipo, delle procedure di gara, in modo da gestire adeguatamente anche l'ipotesi della gara deserta. Si legge inoltre un moderato invito all'inserimento di una clausola relativa alla proroga tecnica del contratto per il tempo necessario alla nuova aggiudicazione: temendo tuttavia una anche più massiccia diserzione delle gare (concretandosi il pericolo, per il privato, di una specie di contratto sine die), si invita all'indicazione, nel bando o lettera di invito, della data entro la quale verrà indetta la successiva procedura di gara e la durata massima dell'eventuale proroga. Infine, si richiama l'attenzione su una più attenta gestione delle franchigie, anche tramite la costituzione di un fondo preventivo dal quale attingere per il saldo delle franchigie, e sulla possibilità di consentire le varianti; - indicazioni sui requisiti di partecipazione (punto 3.5): in breve, l'avcp consiglia di non eccedere nella severità dei requisiti in tema di fatturato, ricordando anche la recente modifica dell'art. 41 del Codice dei Contratti Pubblici, e considera deteriore la scelta di
13 non ammettere alle gare le imprese che abbiano subito perdite, a causa della particolare congiuntura economica. Si consiglia inoltre di sostituire al rating l'indice di solvibilità; - questioni relative al broker (punto 4): l'avcp ricorda che l'accorpamento, in unica gara, dell'incarico di brokeraggio e del servizio assicurativo non è corretto, per via della diversità dei due mercati È inoltre nuovamente affrontata la questione della remunerazione del broker, sottolineando come il pagamento effettuato dalla compagnia assicuratrice rischia di falsare il mercato, finendo per fare ritenere - erroneamente - che l'incarico al broker non debba essere oggetto di gara. Rilevante, in relazione al broker, il parere dell'autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato del 17 settembre Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO: AVCP - Determinazione n_ 2 sull'affidamento dei servizi assicurativi nella P.A. parere dell'autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato del 17 settembre 2012 ************** 09. Ma i comandi autonomia scolastica a.s. 2013/14 - L. 448/1998 ci saranno ancora?? Per gli effetti della legge n. 228/2012, infatti, il contingente di dirigenti scolastici e di docenti da utilizzare per la realizzazione dei compiti connessi con l attuazione dell autonomia scolastica, è stato ridotto della metà. Il Miur ha fornito chiarimenti in materia di contingente di dirigenti scolastici e di docenti da utilizzare per la realizzazione dei compiti connessi con l attuazione dell autonomia scolastica per l anno scolastico 2013/2014. Per gli effetti della legge n. 228/2012, infatti, tale contingente è stato ridotto della metà. Con nota 25 marzo 2013 prot. n. 2980, in attesa dell emanazione del conseguente provvedimento del Ministro che necessariamente dovrà ridistribuire in maniera organica il nuovo contingente a seguito della riduzione delle unità disponibili, il Miur ha comunicato che tutte le posizioni di comando attualmente in essere cesseranno a decorrere dal 31 agosto Ne consegue che il personale comandato ai sensi dell art. 26, comma 8, della legge 23/12/1998, n. 448, a partire dal prossimo anno scolastico 2013/2014, dovrà riprendere servizio nella propria sede di titolarità oppure, nel caso di collocamenti fuori ruolo per periodi superiori a 5 anni, presso la sede determinata in accordo con l U.S.R. competente, fatta salva la possibilità di partecipare alla nuova procedura di selezione indetta dai Dipartimenti e dalle Direzioni generali dell Amministrazione centrale e periferica e di collocarsi in posizione utile all ottenimento del rinnovo del comando.
14 Le domande per il rientro nei ruoli di provenienza sono regolate dall art. 5 commi 1 e 2 del CCNI sottoscritto l sulla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l a.s. 2013/2014. Il personale comandato ai sensi della normativa in oggetto nonché quello collocato fuori ruolo in applicazione di altra normativa, rientrante comunque nelle categorie indicate nell art. 5 commi 1 e 2 del CCNI , deve produrre domanda finalizzata all assegnazione di sede definitiva che verrà disposta con precedenza rispetto alle operazioni di mobilità e con le modalità indicate anche all art. 3 dell O.M. n. 9/13 sulla mobilità. Tale domanda, ai fini dell assegnazione di sede di titolarità sarà necessariamente in forma cartacea e rivolta all Ufficio scolastico regionale Ufficio territorialmente competente rispetto alla provincia scelta, entro le date di scadenza indicate nell art. 3 dell O.M. citata (9 aprile 2013). Nell ipotesi in cui gli interessati non ottengano una delle sedi richieste, per mancanza di disponibilità, potranno presentare domanda di mobilità al predetto Ufficio, che le acquisirà al sistema informativo per l assegnazione della sede definitiva nel corso delle operazioni di movimento. In tale circostanza la domanda di mobilità sarà presentata via web se proposta entro i termini indicati nell art. 2, comma 1, dell O.M. n. 9/2013; in caso contrario, superate tali scadenze, gli interessati saranno riammessi nei termini e la domanda sarà presentata in forma cartacea. Il taglio dovrebbe riguardare sia i comandi IN QUOTA USR che quelli direttamente assegnati dal Miur che quest anno sono stati oggetto di forti critiche. Alcune associazioni avevano richiesto l'elenco nominativo dei comandi disposti dal MIUR in ottemperanza all'art. 26, c. 8 della Legge 23 dicembre 1998, n Non i nomi, ma i numeri sono stati forniti. Abbiamo trovato i dati in rete pubblicati dall ADI. Riportiamo l elenco alfabetico. Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO: nota 25 marzo 2013 prot. n chiarimenti assegnazione contingente autonomia per il curiosità : COMANDI IN QUOTA MIUR ANNO ************** NAVIGANDO IN RETE 10. Noi, i nuovi analfabeti traditi dalla tecnologia - repubblica. La metà degli italiani non capisce un bugiardino o un foglio di istruzioni. È un Paese di illetterati di ritorno. Complice la tecnologia Questi sono i test di «prose literacy» predisposti dall inchiesta All (AdultLiteracyandLife Skills), un progetto di ricerca internazionale che ha sondato le competenze degli adulti tra i 16 a i 65 anni in sette paesi: Bermuda, Canada, Italia, Norvegia, Svizzera, Usa e Messico ( ).
15 Gli esiti dei questionari nel nostro paese? Solo il 20 per cento di italiani è in grado di superare il terzo livello, ossia mostra competenze sufficientemente sicure. Per il resto, il 5 per cento della popolazione non sa rispondere alla domanda sul farmaco, ossia non supera le prove minime di competenza. Quasi la metà degli italiani si smarrisce davanti alla pianta ornamentale, mostrando una competenza alfabetica molto modesta, «al limite dell analfabetismo», recita il rapporto All. E il 33 per cento non è capace di sistemare il sellino della bicicletta, ossia denuncia «un possesso della lingua molto limitato». E le cose non vanno meglio nell esecuzione dei calcoli matematici e nella lettura di grafici o tabelle: anche in quest ambito l 80 per cento degli italiani fa molta fatica. Siamo un popolo di illetterati, che però non sa di esserlo. E forse non vuole neppure saperlo. L analfabeta del nuovo secolo mostra caratteristiche assai diverse dal più malmesso progenitore, che non sapeva leggere né scrivere. La versione più aggiornata può vantare una pur minima scolarizzazione talvolta anche molto più che minima che però è andata polverizzandosi nel tempo, spazzata via da crescenti difficoltà nella comprensione di un testo elementare o nella più semplice delle operazioni. Ma se un tempo l analfabeta assoluto era disposto anche ad uccidere pur di nascondere la sua vergognosa condizione,l illetterato contemporaneo galleggia nella totale incoscienza, includendo nel proprio status categorie sociali al di sopra di ogni sospetto, anche felicemente confortate da buoni redditi. Un illusione di civiltà destinata tra poco a essere infranta dall Ocse, che renderà pubblica in ottobre la grande inchiesta internazionale sull Italia (per la prima volta inclusa la popolazione immigrata) e altri ventiquattro paesi, tra Europa e America, Asia e Australia. Le anticipazioni certo non rallegrano. L indaginepilotapromossa da Piaac-Ocse conferma l alto tasso di illetteralismo italiano più o meno i recenti dati All riportati sopra ma con un nuovo rischio rispetto al passato, ossia la minaccia che il fenomeno possa drammaticamente contagiare le nuove generazioni. Il rapporto reso ora pubblico dall Isfol realizzato tra aprile e giugno 2010 e con un valore ancora parziale ci dice in sostanza che, oltre al tradizionale serbatoio di pensionati e casalinghe (attenzione: non vecchietti e vecchiette, visto che il target va dai 16 ai 65 anni), la fascia più vulnerabile è quella che include i disoccupati dai 26 ai 35 anni. Finita la scuola, le competenze tendono a diminuire, specie quando non vengono avviati nuovi processi di apprendimento legati al lavoro. E l analfabetismo di ritorno minaccia di inghiottire le leve più giovani, proprio quelle a cui è affidato il futuro del paese. Ma chi sono gli illetterati italiani? E dove si concentrano? Lo zoccolo duro coinvolge le fasce anagraficamente più elevate, distribuito soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole, nei piccoli centri più che nelle grandi città. Ma le inchieste condotte da Vittoria Gallina la studiosa che con pazienza certosina da oltre dieci anni monitorizza il popolo italiano ci dicono che gli analfabeti di ritorno si annidano anche tra i piccoli imprenditori del Nord Italia, in Lombardia più che in Piemonte. E se la Campania è certo più in basso rispetto alla media nazionale, l operosa Padania non si innalza più di tanto dalle cifre della vergogna italiana, che nelle zone industrializzate si concentra tra disoccupati e operai con le mansioni più basse ma non esclude i padroncini di aziende con qualche dipendente. Anche un inchiesta del Cede di qualche anno fa disegnava il profilo dell analfabeta benestante, con un reddito personale superiore a 40 mila euro e proprietà di famiglia oltre i 140 mila. Persone che vivono come una minaccia l invito allo studio perché non ne avvertono la necessità. Una tendenza che viene favorita dalla tecnologia, soccorrevole nel colmare e dunque nel nascondere le enormi lacune degli italiani somari. Non siamo più in grado di leggere una mappa stradale o di fare un calcolo? Navigatore e calcolatrice sono lì per aiutarci. «Il benessere economico ti risolve ogni problema», sintetizza Arturo Marcello Allega, autore del documentato saggio Analfabetismo. Il punto di non ritorno (Herald Editore). «Se devo far dei conti, vado dal commercialista. Se devo evadere il fisco, mi consulto con il mio notaio. E per i documenti mi rivolgo a un agenzia di servizi. Questo è il nuovo modello di adulto e di felicità». Che si realizza però quando il reddito lo consente. E l illetteralismo ci aggiornano i sondaggi ai tempi della crisi è un impedimento gravissimo, non più tollerato da una società complessa. Il nuovo analfabetismo «funzionale» ci riporta a quel 70 per cento di analfabetismo assoluto che segnò il principio della nostra storia nazionale, miracolosamente battuto nell arco di un secolo e mezzo. Un trionfale grafico dell Istat disegna il crollo dai livelli altissimi del per cento per le donne, 70 per cento per gli uomini all attuale uno per cento. Sembra
16 definitivamente archiviata l immagine del contadino che firma tracciando una croce. «Ma è molto difficile che un vero analfabeta ammetta di esserlo», obietta la professoressa Gallina, propensa a contenere gli entusiasmi. «Più verosimile che tenda a nasconderlo, affidando ad altri la compilazione del questionario». La letteratura gialla è ricchissima di omicidi perpetrati da analfabeti disposti a tutto pur di celare la propria condizione. Qualche anno fa il linguista Massimo Vedovelli si prese la briga di catalogarli e nella gran parte della storie da Ruth Rendell a Bernard Schlink l analfabetismo assurge a generatore di morte, non solo e non tanto individuale ma del sistema sociale. Quello di nuovo conio è invece socialmente accettato, anche perché protetto all inconsapevolezza. Chi è analfabeta di ritorno, in altre parole, ne è serenamente ignaro, condividendo la sua condizione con l 80 per cento della popolazione. Un emergenza alfabetica causata anche dalla limitatezza della scolarizzazione in Italia: nel 2002, il 63 per cento con più di 15 anni aveva ancora al massimo la licenza media. È questo il dato che trasforma in patologia un fenomeno regressivo comune alla quasi totalità dei paesi avanzati. A ricordarcelo è Tullio De Mauro, lo studioso che più di tutti ha fatto della battaglia all analfabetismo una missione civile e culturale. «Nel nostro paese», denuncia sulla rivista IlMulino, «airesiduimassiccidi mancata scolarità si sommano fenomeni di de-alfabetizzazione propri delle società ricche». La sua sintesi induce allo sconforto. «Solo una percentuale bassissima di italiani è in grado di orientarsi nella società contemporanea, nella vita della società contemporanea, non nei suoi problemi». Un grave deficit che è anche un limite nell esercizio di cittadinanza, e dunque un temibile avversario per la democrazia, inspiegabilmente ignorato dalle nostre classi dirigenti. Quando non viene cavalcato con lucido discernimento. Naturalmente c è anche chi sta peggio di noi, ma per trovarlo bisogna volare in Centro America. È lo Stato di Nuevo León, in Messico. Noi e loro, gli ultimi della classe. *********** 11. Facciamo i conti. Aumenta la complessità e diminuiscono i finanziamenti - di Mario Piemontese Per effetto dell ipotesi di CCNL del sottoscritta definitivamente il 13 marzo dall ARAN e da CISL, UIL, SNALS e GILDA, rispetto all a.s. 2011/2012 il finanziamento complessivo del MOF, pari a circa milioni, sarà ridotto del 35,51% nell a.s. 2012/2013 e del 31,32% nell a.s. 2013/2014. Il MOF (Miglioramento Offerta Formativa) è il fondo che raccoglie tutti i finanziamenti erogati dallo Stato alle Scolastiche per la retribuzione delle attività non obbligatorie svolte dai lavoratori della Scuola. Si tratta quindi di salario accessorio. La parte più consistente del MOF è data dal FIS (Fondo Scolastiche). Con il FIS vengono retribuite le attività straordinarie svolte sia dal personale docente che dal personale ATA. Tali attività non sono superflue, garantiscono infatti il funzionamento delle scuole. Fanno parte inoltre del MOF finanziamenti la cui destinazione è vincolata come per esempio quelli per le funzioni strumentali (personale docente), gli incarichi specifici (personale ATA), le ore
17 eccedenti (personale docente), lo sviluppo della pratica sportiva (scuole secondarie), le aree a rischio e a forte processo immigratorio. Per effetto dell ipotesi di CCNL del 12 dicembre, sottoscritta definitivamente il 13 marzo dall ARAN e da CISL, UIL, SNALS e GILDA, dell intesa del 30 gennaio, sottoscritta dal MIUR e dalla medesime OO.SS., e della Legge di Stabilità 2013, rispetto all a.s. 2011/2012 il finanziamento complessivo del MOF, pari a circa milioni, sarà ridotto del 35,51% nell a.s. 2012/2013 e del 31,32% nell a.s. 2013/2014. A regime del 25%. Se si fa riferimento solo al FIS, pari a circa milioni nell a.s. 2011/2012, le riduzioni saranno rispettivamente del 38,19% e del 31,57%. A regime sempre del 25% circa. Il taglio relativo all a.f è stato caricato interamente sull a.s. 2012/2013, mentre il taglio previsto per l a.f non è stato caricato in proporzione tra l a.s. 2012/2013 (8/12) e l a.s. 2013/2014 (4/12), ma 50 milioni circa di taglio sono stati scaricati dall anno scolastico in corso e caricati sul prossimo. Per questi motivi ci sono evidenti differenze tra la riduzione prevista per l anno scolastico in corso, il prossimo e quelli successivi. Nell anno scolastico in corso il FIS delle singole scuole del primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) subirà una riduzione circa del 42%, mentre per le scuole del secondo ciclo (secondarie di secondo grado) la riduzione sarà del 25% circa. Il finanziamento per i corsi di recupero, previsto solo per le scuole superiori, non è stato ridotto e costituisce più della metà dell intero FIS. Questo giustifica la differenza tra il taglio subito dalle scuole del primo ciclo e quello subito dalle scuole del secondo. Il finanziamento per le funzioni strumentali nelle scuole complesse (Istituti Comprensivi e Istituti di Istruzione Superiore) sarà ridotto del 30% circa, mentre nelle altre del 28% circa. La differenza è dovuta al dimensionamento che ha prodotto come effetto combinato la riduzione del numero di istituzioni ( da a 9.025) e l aumento del numero di istituzioni complesse (da a 7.964). Paradossalmente mentre aumenta la complessità diminuiscono i finanziamenti. Questo non vale solo per le funzioni strumentali, ma in generale per l intero MOF. Il finanziamento per gli incarichi specifici sarà ridotto in tutte le scuole del 31%, non ci sono differenze tra scuola e scuola perché il calcolo non dipende dalla complessità della scuola. Il finanziamento per lo sviluppo della pratica sportiva nelle scuole secondarie sarà ridotto del 32% circa. Il finanziamento per le ore eccedenti dei docenti non sarà ridotto. Di fatto però il finanziamento seppur non ridotto continua a essere insufficiente a garantire il funzionamento delle scuole. Un discorso a parte va fatto in relazione al finanziamento per le aree a rischio e a forte processo immigratorio. Da più di 10 anni tale finanziamento ammonta a 52,2 milioni circa. Nonostante il numero di alunni e studenti immigrati sia aumentato, per esempio tra il 2001 e il 2008 del 283%, il finanziamento non è mai aumentato. A regime la riduzione per le aree a rischio e a forte processo immigratorio sarà di 13,75 milioni, cioè circa del 26,34%. Per l anno scolastico in corso il taglio sarà di 10,14 milioni, cioè del 19,42%. L intesa del 30 gennaio ha infatti previsto che il taglio relativo all a.f debba essere caricato interamente sull a.s. 2013/2014. Il prossimo anno scolastico la riduzione sarà quindi di 22,47 milioni, cioè del 43%. La riduzione del finanziamento del MOF è indice di un idea che punta al continuo impoverimento della Scuola Statale, già messo in atto negli scorsi anni attraverso la riduzione sia del numero di posti di lavoro che del finanziamento per il funzionamento delle scuole, senza trascurare il fatto che tale riduzione produce effetti estremamente negativi sul salario di lavoratori che da più di 5 anni sono in attesa del rinnovo del contratto. A fronte di tutto questo il Governo Monti ha definitivamente approvato negli scorsi giorni il regolamento per il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). È dunque così difficile, senza ricorrere a sofisticate e alquanto inutili e discutibili procedure, stabilire che fine farà nei prossimi anni la Scuola nel nostro Paese? Dubito fortemente.
18 * * * da vivalascuola *********** 12. Gli organici al tempo delle vacche magre! P. Frisone Prima il governo dei tecnici aveva promesso 10mila posti in più, poi con l art.50 della legge n.35 del , quella sulle semplificazioni che gli organici dovevano essere stabili, triennali e funzionali. E per giunta anche in rete! Il regolamento attuativo sull organico funzionale è ancora lì in lista d attesa assieme ad altri 27 provvedimenti in sospeso. Nel frattempo non ci son stati né 10mila posti in più né gli organici triennali! E intanto, le scadenze incombono. Chiuse le iscrizioni on line a fine febbraio, i numeri ci dicono che rispetto allo scorso anno gli alunni son cresciuti di quasi 30mila unità a livello nazionale, di cui la metà nella sola Lombardia. Gli squilibri territoriali confermano il trend degli ultimi anni, con le regioni del sud che confermano un calo consistente della popolazione scolastica che si riflette in tagli altrettanto pesanti degli organici: Sicilia -568, Campania -492, Puglia -353, Calabria -281, tanto per citare i cali più vistosi. Il taglio dei posti in alcune regione serve a compensare l aumento in altre, stabilizzando il blocco degli organici, oramai triennale, a unità. A livello nazionale si registrano solo lievi aumenti nella primaria (+236 ) e nelle superiori (+234), un po di più nell infanzia (+303), tutti a scapito della scuola media (-773). Alla regione Lombardia che aumenta gli alunni di ben unità, i posti in più assegnati dal Miur ammontano complessivamente a +638 cosi distribuiti : + 42 all infanzia, +317 alla primaria, +1 alle medie, +278 alle superiori. 638 posti sarebbero l equivalente di 1 posto ogni 25 alunni, cioè 1 posto per ogni classe.
19 Se l attuale rapporto docenti/alunni è tendenzialmente attorno a 1: 10, i posti di cui la Lombardia avrebbe avuto bisogno per il 2013/14 non sarebbe stato di 638 posti ma almeno il doppio!! Ma tant è. In tempo di vacche magre a farne le spese purtroppo saranno ancora una volta il tempo pieno/prolungato e la qualità stessa dell insegnamento, messa a rischio assieme alla sicurezza, da un sovraffollamento sempre più crescente del numero degli alunni per classe. Tutto ciò ancora nel solco d una continuità neoliberista Tremonti-Monti di attacco permanente alla scuola pubblica e allo stato sociale! Se un nuovo governo vedrà la luce, qualunque sarà il suo mandato politico, stante il perdurare della gravità della crisi economica e sociale in cui versa il nostro Paese, quasi sicuramente non avrà tra le sue priorità né l istruzione né l università né la ricerca. Già adesso sono sparite da tutte le agende o se ne parla sempre meno. Un pessimo segnale che, se non invertito rapidamente, ci allontanerà sempre più dall Europa e renderà inarrestabile il declino economico, sociale e politico dell Italia. *********** OPINIONI A CONFRONTO: VALUTAZIONE DELLE SCUOLE Continuiamo con la rubrica di confronto sulla valutazione delle scuole e dei dirigenti. È più di un anno che la discussione va avanti, avevamo cominciato lo scorso anno con le posizioni della FLC e della struttura di comparto nazionale dei Dirigenti Scolastici FLC. Il documento delle associazioni (notiziario 008/2013) ha di fatto riaperto la discussione. Negli ultimi notiziari abbiamo riportato alcuni interventi : Carlini - Previtali - Sistito De Anna Roman Checchi - G. Fracassi A. Valentino Dacrema - Vertecchi. Abbiamo pubblicato nei numeri precedenti il Dossier FLC CGIL su valutazione scuola febbraio_2013 aggiornato ed il regolamento sul sistema di valutazione definitivo. Al link sottostante in sezione dirigenti scolastici INSIEME AL NOTIZIARIO IN ALLEGATO I SEGUENTI DOCUMENTI: Dossier_FLC_CGIL_su_valutazione_scuola_febbraio_2013 RegolamentoValutazioneMarzo2013 testo definitivo *********** 13. Valutazione delle scuole: il corto-circuito semantico tra risultati e apprendimenti. - di Franco De Anna Nel nostro discorso corrente sulla scuola i termini istruzione, formazione, educazione conoscono un singolare destino semantico. Da un lato vengono utilizzati in modo indifferenziato, quasi fossero sinonimi; dall altro sono oggetto di equivoci.
20 Per esempio, il termine educazione è spesso visto con sospetto: si dice quando si parli di scuola limitiamoci alla istruzione E così si convalida sia la diffidenza laica, sia lo spostamento baricentrico dell educazione verso altre referenze (la famiglia, la tradizione religiosa, ecc.. insomma le appartenenze ereditate, e non quelle deliberate che costituiscono il fondamento sia dell autonomia della persona, sia della polis ). Il termine formazione viene (altro esempio) immediatamente abbinato a professionale : la formazione sarebbe cioè lo specifico intervento per la formazione al lavoro. Si fa così giustizia sommaria, e in un colpo solo di una lunga storia. Da Tommaso (forma hominis juxta propria principia ) a Goethe e Schiller (la formazione dell uomo come bildung, tra aufklärung e kultur) a Marx (il lavoro come processo di umanizzazione dell uomo e la sua alienazione e sfruttamento nella subordinazione ai rapporti di produzione..). Per alcuno, quando si parla di scuola, meglio stare all istruzione. Meno problemi con filosofie, concezioni, valori ecc campo dell incertezza, della non misurabilità, delle inferenze difficili. Il riduzionismo, ed il meccanicismo funzionalista che in genere lo accompagna, sono però cattivi consiglieri per chi voglia o debba dare qualche fondamento di ragione (o meglio di ragioni ) al proprio discorso sulla scuola. Sembrano, le precedenti, questioni filosofiche e come tali andrebbero sviluppate in altro contesto; ma emergono con tutta evidenza quando un prodotto di tale riduzionismo si fa scelta politica, e chiama al confronto culturale, al dibattito politico, alle decisioni pubbliche. Questo è, per esempio, il cortocircuito che viene proposto quando la valutazione delle scuole si vorrebbe parametrare esclusivamente o principalmente alla valutazione degli apprendimenti, e per ottenere tutto ciò, si predispone una macchina rilevativa cui affidare in via esclusiva il compito. Lo sviluppo storico dei sistemi di istruzione come sottoinsiemi istituzionali e sociali (apparati dello Stato nazionale, destinatari di politiche pubbliche rilevanti, strumenti di socializzazione di scale di valori riconosciute) ha accompagnato la storia del consolidamento degli Stati nazionali, e quello dello sviluppo economico, almeno a partire dalla seconda rivoluzione industriale (incorporazione progressiva del sapere nei processi produttivi). Dal secondo dopoguerra tale sviluppo accompagna, come uno dei suoi pilastri, l affermarsi dei modelli di welfare: l istruzione diviene diritto esteso all universo delle generazioni. La funzione sociale che ha accompagnato tale sviluppo si è via via complessificata: dalla riproduzione delle classi dirigenti a alla nazionalizzazione delle masse ; dalla affermazione di un diritto potenzialmente universale ad un elemento connesso allo sviluppo economico; dalla generalizzazione di un set di apprendimenti fondamentali (leggere, scrivere e far di conto) ad uno strumento essenziale per la riproduzione culturale della formazione storico sociale. Non è un caso che oggi, in questa fase storica della terza (per qualcuno quarta) rivoluzione industriale con la destrutturazione sia delle enciclopedie dei saperi, sia delle forme della riproduzione sociale, sia del lavoro e degli strumenti della comunicazione sociale, sia del contenitore degli stati nazionali, il discorso sulla scuola si faccia così complesso, incerto, problematico. La complessità della funzione sociale assegnata storicamente all istruzione pubblica, si è sempre tradotta in complessità dei medesimi apparati preposti, con significati più complessi di quelli delimitati alla coppia istruzione/apprendimenti. E ciò vale sia per i contenuti assegnati a tali funzioni, sia alle forme attraverso le quali sono declinati, sia ai risultati che da tali apparati di riproduzione si richiedono. Neppure nelle fasi iniziali di sviluppo dei sistemi di istruzione la loro finalità era ridotta all apprendimento. (Si pensi al legame tra la Riforma protestante, con la lettura del libro come fondamento, e la precoce alfabetizzazione dei popoli dell Europa settentrionale). Come ovvio la complessità della funzione sociale assegnata ha sempre contenuto discrimini di valore: basti prendere in considerazione alcune coppie di opposizione come selezione