Source: http://comune.castelguelfo.bo.it/ufficio/1/2/30/89/sportello-unico-edilizia/vigilanza-del-territorio-e-repressione-degli-illeciti-edilizi
Timestamp: 2018-02-24 05:56:19+00:00
Document Index: 36509132

Matched Legal Cases: ['art. 19', 'art. 23', 'art. 7', 'art. 13', 'art. 23', 'art. 14', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 15', 'art. 17', 'art 13', 'art. 17', 'art. 44']

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Vigilanza del territorio e repressione degli illeciti edilizi
La vigilanza è volta a far si che gli interventi edilizi rispondano alle norme di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti urbanistici ed edilizi e alle modalità esecutive fissate nei titoli rilasciati.
I compiti di vigilanza spettano al Dirigente o al Responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia secondo le modalità stabilite dalla Legge, Statuto e regolamenti comunali.Gli Agenti di Polizia Giudiziaria hanno l'obbligo di comunicare alla Magistratura penale, alla Regione, alla Provincia, allo Sportello Unico del Comune e alla Soprintendenza ( in caso di beni vincolati) le presunte violazioni.
- Si tratta di un provvedimento dovuto ( dunque obbligatorio) di natura cautelare che ha le seguenti funzioni: a)definire la natura dell'abuso; b)evitare che assuma proporzioni maggiori;
- Si effettua per inosservanza delle norme, prescrizioni degli strumenti urbanistici e modalità esecutive fissate nei titoli abilitativi di cui il Comune sia venuto a conoscenza nel corso dei controlli o a seguito di denunce o su comunicazione da parte di un organo con qualifica di Polizia Giudiziaria (es. Polizia Municipale);
- Entro 15 giorni dall'accertamento dell'illecito edilizio, il Responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia ordina la sospensione dei Lavori;
- La sospensione ha effetto "fino all'esecuzione dei provvedimenti sanzionatori";
- La sospensione non si applica in caso di variazioni minori ossia quelle modalità esecutive che possono essere leggermente difformi dal progetto approvato ( art. 19 della L.R. 31/2002 che a sua volta richiama l'art. 23);
- Lo Sportello Unico ordina la sospensione dei lavori ai possibili responsabili dell'abuso ovvero: titolare del titolo edilizio; committente; costruttore; direttore dei lavori; proprietario;
- L'ordine di sospensione lavori vale quale comunicazione di avvio di procedimento ai sensi dell'art. 7 della l. 241/1990 e ss.mm.ii;
- Eventuali provvedimenti sanzionatori vengono assunti entro 45 giorni dall'ordine di sospensione lavori.
Responsabilità dei vari soggetti
Il titolare del titolo abilitativo, il commitente, il costruttore rispondono della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano e - insieme al direttore dei lavori - del rispetto delle prescrizioni e modalità esecutive stabilite nel titolo.
Essi sono tenuti in solido al pagamento delle sanzioni ( sia pecuniarie che per l'esecuzione in danno ) se non dimostrano la loro estraneità all'abuso.
Le sanzioni per illeciti edilizi, hanno natura ripristinatoria e non afflittiva e dunque non possono essere applicate in misura piena a ciascuno dei soggetti che hanno commesso l'abuso.
Alcuni approfondimenti d'interesse
Interventi di nuova costruzione senza titolo o in totale difformità o con variazioni essenziali (art. 13 L.R. 23/2004)
La legge considera equivalenti mancanza del titolo, totale difformità o variazioni essenziali (art. 23 della L.R: 31/2002) unificandole nella previsione della sanzione demolitoria.
Per totale difformità si indicano difformità qualitative (caratteristiche tipologiche, planivolumetriche, di utilizzazione) e caratteristiche quantitative (volumi edilizi che costituiscono organismo o sua parte autonomamente utilizzabile).
Le variazioni essenziali sono dettate dalla Legge Regionale che ha previsto numerose ipotesi fissando soglie molto rigorose (scostamenti del 10%, aumenti di 100 mq. di su etc...).
La demolizione delle opere abusive (notificata tramite Ordinanza) deve avvenire entro 90 gg. Con il decorso di tale termine, il privato perde la disponibilità giuridica del bene dato che l'acquisizione avviene " di diritto" allo scadere del termine.
Interventi di ristrutturazione abusivi (art. 14 L.R. 23/2004)
Si tratta di interventi finalizzati alla trasformazione di un organismo edilizio attraverso un insieme sistematico di opere in grado di produrre un organismo in tutto o in parte diverse dal precedente (ripristino o sostituzione di elementi costitutivi , eliminazione, modifica o inserimento di nuovi elementi e impianti).
Tali interventi realizzati in assenza di titolo abilitativo, in totale difformità o con variazioni essenziali da esso, sono rimossi o demoliti e gli edifici sono resi conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistico edilizi entro il termine non superiore a centoventi gironi stabilito dallo Sportello unico per l'Edilizia con propria ordinanza.
In determinati casi tali interventi possono essere mantenuti a condizioni sia pagata una sanzione pecuniaria oltre al riconoscimento del relativo contributo di costruzione. (rif art. 14 cc 2-3-4 L.R. 23/2004).
Interventi eseguiti in parziale difformità (art. 15 L.R. 23/2004)
Gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia eseguiti in parziale difformità dal titolo abilitativo sono rimossi o demoliti a cura e spese del responsabile dell'abuso entro il congruo termine, non superiore a centoventi gironi, stabilito dallo Sportello unico per l'Edilizia con propria ordinanza.
In determinati casi tali interventi possono essere mantenuti a condizioni sia pagata una sanzione pecuniaria oltre al riconoscimento del relativo contributo di costruzione. (rif art. 15 cc 2-3 L.R. 23/2004).
La parziale difformità è categoria residuale, che ha un limite "superiore" che è dato dalla "variazione essenziale" e un limite "inferiore" che è dato dalle varianti cd. "minori" realizzate in corso d'opera.
Rispetto alla totale difformità, si ditingue perchè mentre quest'ultima implica la realizzazione di un organismo edilizio completamente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche e di utilizzazione, la parziale difformità richiede un sostanziale rispetto della tipologia edilizia prevista.
La parziale difformità è tale rispetto ad un " titolo abilitativo " legittimamente conseguito.
L'accertamento di conformità (art. 17 della L.R. 23/2004)
In caso interventi edilizi abusivi , se risultano conformi alla disciplina urbanistica vigente, sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda, e fino alla scadenza dei termini di cui agli art 13 e 14 e comunque fino all'irrogazione delle sanzioni amministrative il responsabile dell'abuso o l'attuale proprietario dell'immobile può richiedere il titolo edilizio in sanatoria.
Ai fini del rilascio del titolo edilizio in sanatoria è previsto il pagamento di una somma a titolo di oblazione (rif art. 17 c. 3 lett. a,b,c, della L.R. 23/2004).
Le sanzioni di natura penale sono stabilite dall'art. 44 del D.P.R. 380/2001.