Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=7332020&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=1738045662&IsCorr=False
Timestamp: 2018-05-24 08:19:45+00:00
Document Index: 106077119

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 13', 'art. 13', 'art. 13']

Cassazione civile, 27/04/2018, (ud. 23/01/2018, dep.27/04/2018), n. 10156 Vedi massime correlate
Dott. SPIRITO Angelo                               -  Presidente   -
Dott. ARMANO  Uliana                               -  Consigliere  -
Dott. CIGNA   Mario                           -  rel. Consigliere  -
Dott. GUIZZI  Stefano Giaime                       -  Consigliere  -
Dott. AMBROSI Irene                                -  Consigliere  -
sul ricorso 555/2016 proposto da:
T.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE
36, presso lo studio dell'avvocato AVV. ANGELOZZI STUDIO LEGALE,
rappresentato e difeso dall'avvocato GIOVANNI POLLO POESIO giusta
COMUNE DI AVEZZANO;
avverso la sentenza n. 719/2015 della CORTE D'APPELLO di L'AQUILA,
23/01/2018 dal Consigliere Dott. MARIO CIGNA.
Con sentenza 719/2015 la Corte di appello de L'Aquila ha rigettato il gravame proposto dai coniugi T.; in particolare la Corte, premesso di aderire anch'essa alla concezione unitaria del danno non patrimoniale di cui a Cass. 26972/2008, ha evidenziato che il giudice di primo grado, dopo aver analizzato tutti gli elementi del giudizio offerti da parte attrice (giovane età del danneggiato, modesta incidenza - 5% - dei postumi permanenti, durata e gravità dei singoli periodi di inabilità temporanea: 30 gg di inabilità totale, 25 gg di inabilità parziale al 50% e 25 gg di inabilità parziale al 25%), aveva correttamente ritenuto che siffatti elementi non consentivano di elevare la liquidazione dalla soglia "base" di cui alle "tabelle" del Tribunale di Milano; nello specifico la Corte, nel confermare l'insussistenza del nesso causale tra le lesioni ed il mancato passaggio alle classi superiori, ha rilevato che non erano stati indicati i motivi per i quali doveva ritenersi che il profitto del ragazzo sarebbe migliorato nel secondo quadrimestre.
Il Comune di Avezzano non ha svolto attività difensiva in questa sede.
Con il secondo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 40 e 41 c.p., il ricorrente si duole del "mancato riconoscimento del nesso di causalità tra il fatto illecito e l'evento del danno"; in particolare lamenta che la Corte di appello, a fronte della richiesta di personalizzazione del lamentato danno, abbia ritenuto insussistente la prova del nesso causale tra l'infortunio subito ed il mancato conseguimento del passaggio alla classe superiore.
Detta censura è inammissibile.
In materia di responsabilità extracontrattuale, l'accertamento della sussistenza o meno del nesso di causalità tra l'evento dannoso ed il danno comporta valutazioni di fatto che, come tali, sono riservate al giudice di merito, il cui apprezzamento è insindacabile in sede di legittimità se non nei ristretti limiti di cui all'art. 360 c.p.c., n. 5, ratione temporis vigente.
Nel caso specifico la Corte, con valutazione (come detto) insindacabile in questa sede, ha ampiamente motivato l'insussistenza della mancata prova del nesso causale tra l'incapacità temporanea e la perdita dell'anno scolastico, evidenziando in particolare che la prospettiva di un miglioramento del profitto scolastico era rimasta allo stato di mera allegazione difensiva e che peraltro già agli inizi di gennaio 2009 il ragazzo aveva ripreso a frequentare la scuola calcio, sicchè avrebbe potuto frequentare con profitto anche la scuola ed intensificare lo studio.
Nulla per le spese non avendo il Comune svolto attività difensiva in questa sede.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, poichè il ricorso è stato presentato successivamente al 30-1-2013 ed è stato rigettato, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.
La Corte rigetta il ricorso; dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.