Source: http://studiolegaleferrari.it/content/diritto-anagrafico-dei-senza-fissa-dimora-basta-un-recapito-eo-una-dichiarazione-di
Timestamp: 2019-06-25 10:44:41+00:00
Document Index: 98964366

Matched Legal Cases: ['art. 44', 'art. 32', 'art. 114', 'art. 113', 'art. 27', 'art. 16']

Diritto anagrafico dei senza fissa dimora - basta un recapito e/o una dichiarazione di domicilio | Studio Legale avv. Paola Maddalena Ferrari
•	garantire il diritto all’iscrizione anagrafica di tutti i cittadini;
•	assolvere all’interesse pubblico alla registrazione di tutta la popolazione stabilmente presente sul territorio nazionale
Entro i due giorni successivi alla presentazione della "Dichiarazione di residenza" per le persone senza fissa dimora abituale; in caso di dichiarazione rituale (ricevibile e regolare), l'Ufficiale di anagrafe iscrive il dichiarante nell'anagrafe della popolazione residente (trattasi della iscrizione c.d."preliminare", suscettibile di eventuale conferma in caso di silenzio da parte del Comune decorso il termine di legge di 45 giorni dalla presentazione della" Dichiarazione di residenza".
Sono fatte salve eventuali sospensioni o interruzioni del procedimento.
NEL CASO DI RITARDO DI ISCRIZIONE
INVIARE UNA PEC E/O RACCOMANDATA DI MESSA IN MORA CHIEDENDO IL NOME DEL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO.
L'ARTICOLO DI LEGGE:
2. È fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la
tutela, la iscrizione nell'anagrafe del Comune di dimora abituale e di dichiarare alla stessa i fatti determinanti
imutazione di posizioni anagrafiche, a norma del regolamento, fermo restando, agli effetti dell'art. 44 del Codice
civile, l'obbligo di denuncia del trasferimento anche all'anagrafe del Comune di precedente residenza. L'assenza
temporanea dal Comune di dimora abituale non produce effetti sul riconoscimento della residenza.Ai fini
dell'obbligo di cui al primo comma, la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel Comune ove ha il
domicilio, e in mancanza di questo, nel Comune di nascita. Per i nati all'estero si considera Comune di residenza
quello di nascita del padre o, in mancanza, quello della madre. Per tutti gli altri, soggetti all'obbligo della residenza,
ai quali non possano applicarsi i criteri sopra indicati, è istituito apposito registro presso il Ministero dell'interno.Il
personale diplomatico e consolare straniero, nonché il personale straniero da esso dipendente, non sono soggetti
all'obbligo dell'iscrizione anagrafica.
Art 4. L'ufficiale d'anagrafe provvede alla regolare tenuta dell'anagrafe della popolazione residente ed è
responsabile della esecuzione degli adempimenti prescritti per la formazione e la tenuta degli atti anagrafici. Egli
ordina gli accertamenti necessari ad appurare la verità dei fatti denunciati dagli interessati, relativi alle loro posizioni
anagrafiche, e dispone indagini per accertare le contravvenzioni alle disposizioni della presente legge e del
regolamento per la sua esecuzione. Egli invita le persone aventi obblighi anagrafici a presentarsi all'ufficio per
fornire le notizie ed i chiarimenti necessari alla regolare tenuta della anagrafe. Può interpellare, allo stesso fine, gli
enti, amministrazioni ed uffici pubblici e privati. Il personale dell'anagrafe ha l'obbligo di osservare il segreto su
tutte le notizie di cui viene a conoscenza a causa delle sue funzioni.
Art 11. Chiunque avendo obblighi anagrafici contravviene alle disposizioni della presente legge ed a quelle del
regolamento è punito, se il fatto non costituisce reato più grave, con la sanzione amministrativa da lire 50.000 a lire
250.000 (6).Per le persone residenti nei territori dello Stato in seguito ad immigrazione dall'estero, che non hanno
provveduto a curare la propria iscrizione e quella delle persone sottoposte alla loro patria potestà o tutela
nell'anagrafe del Comune dove dimorano abitualmente o, se non hanno fissa dimora, ai sensi del precedente articolo
2, nonché per chiunque consegue l'iscrizione contemporanea nell'anagrafe di più Comuni, si applica la sanzione
amministrativa da lire 100.000 a lire 500.000 (6). Entro dieci giorni dalla contestazione o notificazione della
contravvenzione, fatta eccezione per le ipotesi previste dal comma precedente, il colpevole è ammesso a fare
oblazione mediante pagamento della somma di lire 500 nelle mani dell'ufficiale d'anagrafe che ha accertato la
contravvenzione (7).Le somme riscosse a titolo di sanzione amministrativa (8) per le contravvenzioni previste nel
presente articolo, sia in seguito a condanna sia per effetto di oblazione, spettano al Comune.
(6) La sanzione originaria dell'ammenda è stata sostituita, da ultimo, con la sanzione amministrativa dall'art. 32, L.
24 novembre 1981, n. 689, riportata alla voce Ordinamento giudiziario. L'importo della sanzione è stato così elevato
dall'art. 114, primo comma, in relazione all'art. 113, secondo comma, della stessa legge, nonché dall'art. 27, D.L. 28
febbraio 1983, n. 55, riportato alla voce Finanza locale.
(7) Vedi, ora, l'art. 16, L. 24 novembre 1981, n. 689, riportata alla voce Ordinamento giudiziario.
(8) In origine "ammenda".