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Timestamp: 2020-08-07 01:10:51+00:00
Document Index: 157409751

Matched Legal Cases: ['art. 96', 'sentenza ', 'art. 6', 'art. 93', 'art. 113', 'art. 120', 'art. 98', 'art. 96', 'art. 96', 'sentenza ', 'art. 96', 'art. 53', 'art. 14', 'art. 72']

Art. 96 legge fallimentare - Formazione ed esecutività dello stato passivo - Brocardi.it
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Articolo 96 Legge fallimentare
Dispositivo dell'art. 96 Legge fallimentare
(1) Il giudice delegato, con decreto succintamente motivato, accoglie in tutto o in parte ovvero respinge o dichiara inammissibile la domanda proposta ai sensi dell'articolo 93. [Il decreto è succintamente motivato se sussiste contestazione da parte del curatore sulla domanda proposta.](2) La dichiarazione di inammissibilità della domanda non ne preclude la successiva riproposizione(3).
[Con il provvedimento di accoglimento della domanda, il giudice delegato indica anche il grado dell'eventuale diritto di prelazione.] (4)
Oltre che nei casi stabiliti dalla legge, sono ammessi al passivo con riserva (5):
3) i crediti accertati con sentenza del giudice ordinario o speciale non passata in giudicato, pronunziata prima della dichiarazione di fallimento. Il curatore può proporre o proseguire il giudizio di impugnazione (6).
Terminato l'esame di tutte le domande, il giudice delegato forma lo stato passivo e lo rende esecutivo con decreto depositato in cancelleria (7).
Il decreto che rende esecutivo lo stato passivo e le decisioni assunte dal tribunale all'esito dei giudizi di cui all'articolo 99, producono effetti soltanto ai fini del concorso (8).
(2) Parole soppresse dal decreto correttivo 169/2007.
(3) Tale comma è stato modificato dall'art. 6 comma 3 lettera a) del D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(4) Comma abrogato dal d.lgs. 169/2007, per accordare la norma all'art. 93.
(5) L'ammissione con riserva è un istituto che mira alla speditezza della verificazione dei crediti: il n. 2 descrive l'ipotesi in cui manchi solo la documentazione del credito, che può essere data in un momento successivo; i nn. 1 e 3 prevedono una condizione per l'ammissione, cioè dipendono da un elemento esterno alla procedura.
(6) L'art. 113 bis della l. fall., introdotto con la riforma del 2006, stabilisce che quando si verifica l'evento che ha determinato l'accoglimento di una domanda con riserva, su istanza del curatore o della parte interessata, il giudice delegato modifica lo stato passivo, con decreto, disponendo che la domanda deve intendersi accolta definitivamente.
(7) Non è più previsto che il giudice delegato possa riservarsi sulla definitiva formazione dello stato passivo: il decreto di esecutività va pronunciato in udienza.
L'efficacia del decreto è comunque collegata al suo deposito in cancelleria.
(8) Si parla di efficacia solo endofallimentare del decreto di esecutività, perché in esso è accertato solo il diritto del creditore a partecipare al concorso. L'art. 120 della l. fall. stabilisce, di conseguenza, che il decreto costituisce solo la prova scritta per poter chiedere l'emissione di decreto ingiuntivo.
Il decreto che rende esecutivo lo stato passivo è un passo fondamentale della procedura fallimentare, perché ad esso si ricollegano numerosi effetti, come la decorrenza dei termini per le impugnazioni.
La modifica – con il comma 3 – dell’articolo 96, primo comma, del r.d. serve a chiarire che il giudice delegato deve provvedere con decreto succintamente motivato ogni volta che vi siano contestazioni, da parte del curatore o di altri legittimati, in funzione delle conseguenti impugnative ex art. 98.
Le ragioni della modifica del secondo comma del medesimo art. 96 sono state già illustrate a commento del novellato articolo 93.
Massime relative all'art. 96 Legge fallimentare
Cass. civ. n. 15796/2015
La sentenza con cui, in primo grado, venga accertato (integralmente o parzialmente) ovvero rigettato un credito nei confronti di un imprenditore dichiarato insolvente e posto, successivamente alla pubblicazione della stessa, in amministrazione straordinaria, è opponibile alla procedura concorsuale, cosicché il commissario o, in caso di rigetto, il creditore che vuole ottenerne la riforma è tenuto ad appellarla nelle forme ordinarie, secondo la previsione dell'art. 96, comma 2, n. 3, legge fall. (nel testo novellato dal d.l.vo n. 5 del 2006 e dal d.l.vo n. 169 del 2007), applicabile all'amministrazione straordinaria in ragione del richiamo di cui all'art. 53 del d.l.vo n. 270 del 1999.
(Cassazione civile, Sez. VI-1, ordinanza n. 15796 del 27 luglio 2015)
Nel sistema della legge fallimentare il procedimento di verificazione dello stato passivo ha natura giurisdizionale e decisoria ed è strutturato sullo schema del processo di cognizione, sia pure con gli adattamenti imposti dal carattere sommario della cognizione e dalla attribuzione al giudice delegato di poteri inquisitori, e di detto procedimento l'eventuale giudizio di opposizione costituisce lo sviluppo in sede contenziosa; pertanto, al fine di stabilire l'applicabilità al giudizio di opposizione allo stato passivo del principio stabilito dall'art. 14, legge n. 218 del 1995, secondo il quale spetta al giudice accertare il contenuto delle norme straniere applicabili alla fattispecie sottoposta al suo esame, avvalendosi, eventualmente di informazioni acquisite attraverso il Ministero della giustizia, concernente, ex art. 72 di detta legge, i soli giudizi iniziati successivamente all'entrata in vigore della stessa legge, occorre fare riferimento alla data in cui è stata proposta la domanda di insinuazione al passivo, non a quella della opposizione allo stato passivo.