Source: https://www.giustizia-amministrativa.it/osservatorio-dell-ufficio-studi
Timestamp: 2020-03-29 08:40:56+00:00
Document Index: 23181836

Matched Legal Cases: ['art. 3', 'art. 12', 'sentenza ', 'art. 120', 'art. 120', 'art. 79', 'art. 24', 'art. 9', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 120', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 8', 'sentenza ']

Edilizia , Sanatoria
Alla Corte costituzionale la disciplina transitoria in materia di misure di accoglienza, di cui al decreto sicurezza n. 113 del 2018
T.a.r. per le Marche sottopone al giudizio della Corte costituzionale, per dedotto contrasto con l’art. 3 Cost., la disposizione transitoria di cui all’art. 12, comma 6, del decreto-legge n. 113 del 2018, convertito in legge n. 132 del 2018 (c.d. decreto sicurezza), la quale – nel mantenere temporaneamente il beneficio della permanenza nel sistema SPRAR per quegli stranieri che, alla data di entrata in vigore del decreto, vi avevano già avuto accesso in quanto titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari – non considera la situazione di tutti coloro che, pur già in possesso del titolo di soggiorno per motivi umanitari prima dell’entrata in vigore del decreto, non avevano potuto accedere al sistema per mancanza di posti disponibili.
Tar Marche sent. non def. 9 marzo 2020, n. 172
Straniero , Permessi umanitari
Caccia , Calendario venatorio
Caccia , Piano faunistico territoriale
Caccia , Piano faunistico venatorio regionale
Dopo il processo di liberalizzazione delle telecomunicazioni non è ancora possibile pretendere il canone di concessione dall’ex monopolista
La Corte di giustizia UE ha dichiarato (ed anzi confermato) che, anche per il periodo immediatamente successivo al processo di liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni, l’ex monopolista non deve più versare canoni di concessione legati al fatturato prodotto ma soltanto corrispettivi dei costi amministrativi connessi al rilascio ed alla gestione delle licenze (autorizzazioni). La giurisprudenza interna che aveva a suo tempo stabilito, anche per il 1998 (anno successivo alla entrata in vigore del suddetto processo di liberalizzazione), l’obbligo di versamento del canone di concessione nella misura anzidetta, deve dunque essere disapplicata, salvo non si sia formato il giudicato sulle statuizioni stesse. In tal caso l’ex monopolista potrà comunque far valere la responsabilità dello Stato per violazione del diritto eurounitario.
Corte giust. comm. ue, sez. I, sentenza 4 marzo 2020, C-34/19
Telecomunicazione , Servizio di telecomunicazione
Alla Corte costituzionale la decorrenza del termine previsto dall’art. 120, comma 5, c.p.a. per proporre motivi aggiunti
Il T.a.r. per la Puglia, Lecce, solleva d’ufficio questione di legittimità costituzionale dell’art. 120, comma 5, c.p.a. nella parte in cui fa decorrere, per il rito appalti, il termine di trenta giorni per la proposizione dei motivi aggiunti dalla ricezione della comunicazione dell’aggiudicazione di cui all’art. 79 del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, per contrasto con il diritto di difesa e con il principio di effettività della tutela giurisdizionale di cui all’art. 24 Cost
Tar Lecce, sez. III, ordinanza 2 marzo 2020, n. 297
Processo amministrativo , Rito appalti
Resiste, davanti alla Corte costituzionale, la norma regionale veneta che prevede la elevazione di edifici sino al 40% della loro originaria altezza.
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale sollevata in relazione alla disposizione della Regione Veneto (art. 9, comma 8-bis, della legge regionale n. 14 del 2009, come introdotto dalla legge regionale n. 32 del 2013) con cui è stato previsto, in deroga ai parametri di cui al d.m. 1444 del 1968, che le altezze degli edifici soggetti a demolizione e ricostruzione possano essere incrementate sino al 40% dell’edificio esistente.
Corte cost., sentenza 21 febbraio 2020, n. 30 – Pres. Cartabia, Red. Barbera
Edilizia , Distanze
L’ente esponenziale in possesso dei requisiti sostanziali è sempre legittimato ad agire dinanzi al giudice amministrativo: la pronuncia della Plenaria
L’Adunanza plenaria, chiamata a risolvere la questione interpretativa se sussista una legittimazione generale degli enti esponenziali di tutela degli interessi collettivi dinanzi al giudice amministrativo in assenza di una legittimazione straordinaria espressamente prevista dal legislatore, ha affermato che essa può discendere dall’iscrizione dell’associazione negli appositi elenchi previsti dalla disciplina di riferimento e che è, comunque, ammessa in presenza, in capo all’ente collettivo, dei requisiti sostanziali elaborati dalla giurisprudenza.
Cons. St., A.P., sentenza 20 febbraio 2020, n. 6
Processo amministrativo , Legittimazione attiva
La Corte costituzionale censura l’automatismo tra misure di sicurezza personali e revoca della patente di guida
La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 120, comma 2, del d.lgs. n. 285 del 1992 (codice della strada) nella parte in cui dispone che il prefetto “provvede” – invece che “può provvedere” – alla revoca della patente di guida nei confronti di coloro che sono sottoposti a misura di sicurezza personale.
Corte cost., sentenza 20 febbraio 2020, n. 24 – Pres. Cartabia, Red. Morelli
Circolazione stradale , Patente di guida
Per l’Ad. plen. il giudicato che obbliga la p.a. a restituire il bene occupato senza titolo non preclude l’imposizione di una servitù ex art. 42-bis TUEs
Secondo l’Adunanza plenaria l’art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, recante il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, si applica a tutte le ipotesi in cui un bene immobile sia occupato dalla p.a. per scopi di interesse pubblico, quale che sia la ragione che abbia determinato l’assenza di titolo che legittima alla disponibilità del bene, e il giudicato avente ad oggetto l’obbligo di restituire un’area al proprietario da parte dell’amministrazione occupante sine titulo non preclude all’amministrazione di emanare un atto di imposizione di una servitù, ai sensi dello stesso art. 42-bis.
Cons. St., A.P., sentenza 18 febbraio 2020, n. 5
Espropriazione per pubblica utilità , Occupazione
Inammissibili le q.l.c. sollevate dal Tar Abruzzo sulla disciplina della revisione dei ruoli delle Forze di polizia
La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili le q.l.c. sollevate dal T.a.r. per l’Abruzzo sull’art. 2, comma 1, lett. t), n. 1), del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle forze di polizia, in riferimento agli artt. 3, 76 e 97 Cost. e in relazione all’art. 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Corte cost., sentenza 14 febbraio 2020, n. 21 – Pres. e Red. Carosi
Militari, forze armate e di polizia , Organizzazione
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