Source: http://www.filcams.cgil.it/legge-1-dicembre-1970-n-898-disciplina-dei-casi-di-scioglimento-del-matrimonio/
Timestamp: 2018-12-10 21:00:13+00:00
Document Index: 97987981

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 252', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 9', 'sentenza ', 'art. 9', 'art. 13', 'art. 3', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 16', 'art. 12', 'art. 17', 'art. 18', 'art. 20', 'art. 570', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 12', 'art. 21', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 3', 'art. 12', 'art. 21']

Legge 1 dicembre 1970, n. 898 “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”
1. 1. Il giudice pronuncia lo scioglimento del matrimonio contratto a norma del codice civile, quando, esperito inutilmente il tentativo di conciliazione di cui al successivo art. 4, accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l’esistenza di una delle cause previste dall’art. 3.
b) è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970 (5).
In tutti i predetti casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale. L’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta (6);
d) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali si fonda la domanda di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, con le relative conclusioni;
e) l’indicazione specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi.
7. 1. Il secondo comma dell’art. 252 del codice civile è così modificato:
“I figli adulterini possono essere riconosciuti anche dal genitore che, al tempo del concepimento, era unito in matrimonio, qualora il matrimonio sia sciolto per effetto della morte dell’altro coniuge ovvero per pronuncia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio celebrato con rito religioso”.
2. In caso di morte dell’ex coniuge e in assenza di un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, il coniuge rispetto al quale è stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e sempre che sia titolare di assegno ai sensi dell’art. 5, alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza (14/cost).
3. Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal tribunale, tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolare dell’assegno di cui all’art. 5. Se in tale condizione si trovano più persone, il tribunale provvede a ripartire fra tutti la pensione e gli altri assegni, nonché a ripartire tra i restanti le quote attribuite a chi sia successivamente morto o passato a nuove nozze (14/cost).
(14/cost) La Corte costituzionale, con sentenza 8-17 marzo 1995, n. 87 (Gazz. Uff. 22 marzo 1995, n. 12, serie speciale), ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma secondo, novellato dall’art. 13 della L. 6 marzo 1987, n. 74, sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Successivamente la stessa Corte, con ordinanza 22-30 marzo 1999, n. 104 (Gazz. Uff. 7 aprile 1999, n. 14, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 9, secondo e terzo comma, come modificato dalla legge 6 marzo 1987, n. 74, sollevata in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione. La stessa Corte, con sentenza 27 ottobre-4 novembre 1999, n. 419 (Gazz. Uff. 10 novembre 1999, n. 45, serie speciale), ha poi dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 9, comma 3, nel testo sostituito, da ultimo, dall’art. 13 della legge 6 marzo 1987, n. 74, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 38 della Costituzione.
2. Su accordo delle parti la corresponsione dell’assegno può avvenire in unica soluzione. Il diritto all’assegno si estingue se il beneficiario passa a nuove nozze o viene meno il suo stato di bisogno. Qualora risorga lo stato di bisogno l’assegno può essere nuovamente attribuito (16).
(16) Aggiunto dall’art. 3, L. 1° agosto 1978, n. 436 (Gazz. Uff. 16 agosto 1978, n. 227).
11. (17).
(17) Soppresso dall’art. 14, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
(18) Così sostituito dall’art. 15, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
2. Tale percentuale è pari al quaranta per cento dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio (19) (19/cost).
(19) Aggiunto dall’art. 16, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
(19/cost) La Corte costituzionale, con ordinanza 16-23 dicembre 1997, n. 437 (Gazz. Uff. 31 dicembre 1997, n. 53, Serie speciale), ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 12-bis, sollevata in riferimento agli artt. 3, 29 e 38 della Costituzione.
(20) Aggiunto dall’art. 17, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
12-quater. 1. Per le cause relative ai diritti di obbligazione di cui alla presente legge è competente anche il giudice del luogo in cui deve essere eseguita l’obbligazione dedotta in giudizio (21).
(21) Aggiunto dall’art. 18, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
(22) Aggiunto dall’art. 20, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
12-sexies. 1. Al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione dell’assegno dovuto a norma degli articoli 5 e 6 della presente legge si applicano le pene previste dall’art. 570 del codice penale (23) (23/cost).
(23) Aggiunto dall’art. 21, L. 6 marzo 1987, n. 74, riportata al n. C/II.
(23/cost) La Corte costituzionale con sentenza 10-17 luglio 1995, n. 325 (Gazz. Uff. 9 agosto 1995, n. 33, Serie speciale) ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12-sexies, aggiunto dall’art. 21 della L. 6 marzo 1987, n. 74, sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione. Con successiva ordinanza 17-27 giugno 1997, n. 209 (Gazz. Uff. 2 luglio 1997, n. 27, Serie speciale), la stessa Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 12-sexies, sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione, in quanto l’ordinanza rimettente non aggiunge argomenti nuovi o diversi rispetto a quelli a suo tempo esaminati. La stessa Corte costituzionale, con successiva ordinanza 27 ottobre-4 novembre 1999, n. 423 (Gazz. Uff. 10 novembre 1999, n. 45, serie speciale), ha dichiarato ancora la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 12-sexies, aggiunto dall’art. 21 della legge 6 marzo 1987, n. 74, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 29 della Costituzione.