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Timestamp: 2018-07-19 20:16:24+00:00
Document Index: 43181928

Matched Legal Cases: ['art. 60', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 60', 'sentenza ', 'art. 52']

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia. Giulia. - PDF
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1 N /2016 REG.PROV.COLL. N /2016 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc. amm.; sul ricorso numero di registro generale 157 del 2016, proposto da: -OMISSIS-, rappresentato e difeso dagli avv. Andrea Andretta e Paola Miotti, con domicilio eletto presso la Segreteria Generale del T.A.R. in Trieste, piazza Unita' D'Italia 7; contro Ministero dell'interno, Questura di Udine, rappresentati e difesi per legge dall'avvocatura Dello Stato, domiciliata in Trieste, piazza Dalmazia 3;
2 per l'annullamento del provvedimento prot. n. Cat. A12/16/Imm. Prot. n. 02/2016 del Questore di Udine di data 13 gennaio 2016, con il quale si disponeva l'irricevibilità della richiesta di conversione del permesso di soggiorno umanitario in permesso per motivi di lavoro subordinato. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno e della Questura di Udine; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 maggio 2016 il dott. Umberto Zuballi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.; Agisce in giudizio il ricorrente, cittadino ghanese, avverso il provvedimento n 2/2016 del Questore di Udine che ha dichiarato irricevibile la sua richiesta di conversione del permesso di soggiorno - rilasciatogli per motivi di protezione umanitaria - in permesso per lavoro subordinato. Dopo aver illustrato la sua vicenda personale, la sua entrata in Italia quale clandestino e la sua dichiarazione di essere cittadino liberiano, rileva come l amministrazione ha iniziato un procedimento di revoca della protezione umanitaria, per cui la domanda di conversione è stata dichiarata irricevibile.
3 A sostegno del ricorso deduce la violazione e falsa applicazione di legge, eccesso di potere e difetto di motivazione. Fa presente che la protezione internazionale gli è stata concessa dall apposita Commissione territoriale, cui spetta altresì disporre un eventuale revoca. Resiste in giudizio il Ministero confutando le tesi attoree. Nella camera di consiglio del 25 maggio 2016 la causa è stata introitata per la decisione. Il Collegio ritiene innanzitutto sussistenti i presupposti di legge per definire il giudizio nella presente sede cautelare con sentenza in forma semplificata ai sensi dell art. 60 del c.p.a., come preannunciato alle parti nel corso della discussione. Il presente ricorso è infondato, in quanto frutto di un sostanziale equivoco. Invero l atto questorile impugnato non rigetta affatto la domanda di conversione del permesso di soggiorno da protezione umanitaria a permesso per lavoro subordinato, ma dichiara irricevibile la domanda stessa in quanto è in corso il procedimento di revoca del permesso umanitario presso la competente Commissione, cui spetta non solo disporre o meno detta revoca ma anche valutare la possibilità di conversione del permesso medesimo. Ed è proprio questo che afferma il ricorrente a pagina 5 del ricorso, dimostrando di avere equivocato il contenuto dell atto gravato, là dove asserisce che la Questura avrebbe travalicato dalle proprie competenze dichiarando irricevibile la domanda
4 senza attendere l esito del procedimento avviato presso la commissione competente. Invero, da una semplice lettura del provvedimento della Questura impugnato emerge come la Questura stessa intende correttamente attendere l esito del procedimento di revoca avviato presso la Commissione, da cui l irricevibilità della domanda. In sostanza le tesi del ricorrente risultano condivise dall amministrazione nell atto impugnato. Va poi aggiunto come il permesso umanitario dello straniero scade il 24 aprile 2017, salvo eventuale sua revoca. In conclusione, il ricorso, palesemente frutto di un equivoco interpretativo relativo all atto gravato, è infondato e va rigettato. Sussistono tuttavia motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto lo rigetta. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
5 Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo ad identificare il ricorrente. Così deciso in Trieste nella camera di consiglio del giorno 25 maggio 2016 con l'intervento dei magistrati: Umberto Zuballi, Presidente, Estensore Manuela Sinigoi, Primo Referendario Alessandra Tagliasacchi, Referendario IL PRESIDENTE, ESTENSORE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 27/05/2016 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)