Source: https://www.notaibrescia.com/cpv-notai-blog/
Timestamp: 2019-09-18 01:58:53+00:00
Document Index: 183441411

Matched Legal Cases: ['art. 28', 'art. 2437', 'art. 47', 'sentenza ', 'art. 1', 'arte 1']

CPV NOTAI BLOG - CPV Notai Associati a Brescia
Incontro sulle nuove tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione
Nell'ambito del ciclo continuativo di eventi ed inziative organizzati dallo Studio Notarile Associato CPV, segnaliamo che
il 26 settembre prossimo p
resso la Sala Vinessa del Palazzo Todeschini (via porto vecchio 36)
si terrà l'incontro
Durante l'incontro il dott. Paolo Cherubini, notaio in Desenzano del Garda, illustrerà le tutele fornite dalla nuova legislazione per gli acquirenti di case in costruzione. Sotto le precise regole dettate dalla normativa, infatti, gli acquirenti godono oggi di più tutele contro eventi avversi come il fallimento o l'inadempienza del costruttore, sempre che i preliminari d'acquisto siano stati correttamente registrati presso un notaio e che siano rispettati i requisiti che verranno approfonditi.
Al termine dell'incontro si terrà un breve rinfresco con spazio per domande e risposte.
La partecipazione è gratuita ma è richiesta prenotazione entro il 20 settembre all'indirizzo email f.avigo@notaicpv.it.
CORSO DI FORMAZIONE PER GESTORI DELLA CRISI CON IL NOTAIO CHERUBINI
Il Notaio Paolo Cherubini, dello studio associato CPV, terrà una lezione durante il corso organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili dal titolo "Le vendite nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento".
Tutte le lezioni del corso si terranno presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia, in via San Faustino, 41, 25122, Brescia.
Il Notaio Cherubini ratifica l'asta area ex Kriotrans - vince l'offerta AF Züst Ambrosetti
AF Züst Ambrosetti rilancia l’ex area Kriotrans: 100 assunzioni
Da Giornale di Brescia, Economia del 28 feb 2019
La AF Züst Ambrosetti opera con una flotta di 700 mezzi
L’asta è durata poco meno di dieci minuti. Il colosso lodigiano della logistica AF Züst Ambrosetti si è aggiudicato l’ormai ex area di Ospitaletto della Kriotrans per 3 milioni di euro.
Un esito scontato, visto che l’unica offerta ricevuta dal curatore fallimentare della società bresciana (il professionista Alberto Consoli) per quel complesso immobiliare da 170mila metri quadrati (110mila quelli edificabili) al confine con il comune di Passirano, proveniva dallo stesso gruppo lombardo.
L’operazione quindi è stata ratificata dal notaio Paolo Cherubini. Il progetto della AF Züst Ambrosetti prevede la realizzazione di uno stabilimento da 55mila metri quadrati, destinato ovviamente a magazzino logistico, in cui verranno impiegati 80-100 addetti.
«Contempliamo tutta una serie di assunzioni nel raggio di 10/15 chilometri» non nasconde il presidente della società lodigiana, Antonio Ferrari. L’imprenditore inoltre riconosce che la posizione dell’area, a ridosso di una delle principale arterie autostradali d’Italia (A4 e Brebemi), rappresenta il «valore aggiunto» di questa acquisizione. Tanto è vero che già in passato altre realtà imprenditoriali (leggi Esselunga), anche di caratura internazionale (come Carrefour), avevano manifestato il loro interesse per quei terreni a nord di Ospitaletto.
Leggi l’articolo originale sul Giornale di Brescia
BANCHE E DIRITTO DI RECESSO:
Assegno postdatato quale garanzia di un'obbligazione e sua illegittimità
"Riforma della Legge Fallimentare sinergie tra professionisti": un estrapolato del convegno tenutasi a Brescia, all'interno dell'Istituto Artigianelli.
NOVITà: NON PAGHI LA RATA DEL MUTUO? ECCO CIò CHE SUCCEDE
Cosa si intende con articolo 48 Bis del Testo Unico Bancario
DONAZIONI: MANOVRA BIS RISCHIO SALASSO PER EREDI E DONATORI
Cosa si intende con donazione
ACCORDO DI SEPARAZIONE?L'AGEVOLAZIONE FISCALE PRIMA CASA RIMANE.
L'emissione di un assegno, mezzo di pagamento, postdatato rispetto al giorno dell'effettiva emissione, quale garanzia posta a favore del creditore per il caso di inadempimento da parte del debitore dell'obbligazione di credito esistente, è illegittima come dichiarato dalla Cassazione in una recente pronuncia (n. 10710, 24 maggio 2016).
Si rileva che l'assegno è una modalità di pagamento immediato del prezzo e non uno strumento di garanzia per il caso di mancato o inesatto adempimento dell'obbligazione. Esso, qualora sottenda lo scopo di garanzia, diventa un assegno illegittimo in quanto contrario alla normativa speciale sugli assegni. Stante l'illegittimità dello stesso ne deriva la nullità della funzione di garanzia ad esso sottesa ed attribuita dalle parti. Queste ultime infatti non possono mutare la natura giuridica dell'assegno in virtù dell'autonomia contrattuale in quanto prevalgono gli interessi pubblicistici sottesi alla normativa che disciplina l'assegno quale modalità di pagamento attuale.
L'assegno postdatato in esame non è un titolo valido e legittimante il pagamento dell'obbligazione tramite decreto ingiuntivo e dunque qualora quest'ultimo fosse emesso il debitore potrà opporsi e chiederne la revoca.
COSA SI INTENDE CON BONIFICO IRREVOCABILE?
VUOI ACQUISTARE CASA, MA NON HAI IMMEDIATA DISPONIBILITÀ? LEGGI COME FARE CON IL BONIFICO IRREVOCABILE.
Nullità di clausole statutarie che determinano la soppressione del diritto di recesso e della sua liquidazione.
Tra i diritti dei soci rientra il diritto di recedere dalla società. Il diritto di recesso, ed alla conseguente liquidazione, è un diritto individuale di ciascun socio e non può mai essere sacrificato in nome di un prevalente interesse della società.
Il tribunale di Napoli in una recentissima pronuncia (marzo 2016) ha sancito la nullità di clausole statutarie che prevedano la possibilità per l'organo amministrativo di una Banca “di limitare o rinviare in tutto o in parte, senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni del socio uscente per recesso” (anche in caso di trasformazione).
Si vieta l'introduzione di clausole che comprimano in modo assoluto il diritto al disinvestimento della partecipazione del socio che si realizza attraverso la liquidazione della partecipazione a seguito dell'esercizio del diritto di recesso. Sono nulle le clausole inserite in uno statuto bancario che attribuiscono agli amministratori la scelta meramente discrezionale circa il rinvio senza limiti di tempo del rimborso della partecipazione del socio uscente.
L'art. 28 del Testo Unico Bancario ammette però la possibilità per le società-istituti di credito, di limitare solamente, e dunque non sopprimere o rinviare senza limiti di tempo ad insindacabile giudizio dell'organo amministrativo, il diritto al rimborso nei confronti del socio recedente, sulla base delle indicazioni della Banca d'Italia.
Il tribunale sostiene la nullità anche di quelle clausole, la cui giustificazione risiederebbe nella disposizione sopra citata del Testo Unico Bancario, che violino in concreto le disposizioni normative che prevedono che il diritto di recesso possa essere limitato ma non escluso e soppresso come sancito dall'art. 2437 sesto comma Codice Civile; ciò in quanto ammetterne la loro validità determinerebbe una lesione ingiustificata ed illegittima di un diritto individuale del socio: il diritto di recesso e della sua liquidazione.
L'attribuzione alla discrezionalità degli amministratori circa il rinvio senza limiti di tempo del rimborso nei confronti del socio recedente determina una lesione di un diritto costituzionalmente garantito ossia l'art. 47 della Costituzione che tutela e favorisce l'investimento azionario in quanto detta attribuzione causerebbe una compressione del diritto individuale del socio di remunerare al meglio il proprio investimento.
INAPPLICABILITA' DELLA DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI FISCALI “PRIMA CASA” IN CASO DI TRASFERIMENTO DELL'ABITAZIONE IN ESECUZIONE DI ACCORDI DI SEPARAZIONE.
Il trasferimento di un immobile in esecuzione di accordi di separazione dei coniugi non si considera quale cessione dello stesso e dunque non rientra nella fattispecie che determina la decadenza dalle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, ottenute in sede di acquisto della stessa da parte del coniuge acquirente, né l'obbligo di successivo acquisto entro l'anno dal trasferimento, di un immobile da adibire a prima casa affinché possa continuare a beneficiare dell'agevolazione.
La mancata revoca dell'agevolazione c.d. prima casa dipende dal fatto che il trasferimento in esecuzione di accordi di separazione non deve essere considerato quale decisione autonoma proveniente dal coniuge contraente, bensì un atto meramente esecutivo di un provvedimento giudiziale, l' omologa della separazione. Detto trasferimento non corrisponde ad una alienazione in quanto volto a stabilizzare gli effetti della separazione. Non è caratterizzato da un corrispettivo al pari della vendita e neppure rientra nello schema donativo in quanto la sua causa è stata definita quale causa familiare volta a definire i rapporti tra i coniugi, patrimoniali ma anche e soprattutto personali. L'assenza di un corrispettivo porta a ritenere che il trasferimento in esecuzione di accordi di separazione coniugale dell'abitazione, acquistata dal coniuge trasferente con le agevolazioni prima casa, non debba essere considerato quale alienazione che determinerebbe la revoca e la decadenza dalle “agevolazioni prima casa” in quanto detto coniuge non otterrebbe, in sede di esecuzione degli accordi di separazione, neanche quel corrispettivo idoneo al reimpiego per l'acquisto di un altro immobile da adibire a prima casa entro l'anno, come richiesto dalla normativa fiscale per non incorrere nella revoca del beneficio.
La Cassazione con sentenza n. 16 marzo 2016, n. 5156 esprimendosi nel merito della questione ha per l'appunto sostenuto che la fattispecie traslativa che rientra nell’ambito di accordi della crisi coniugale resta al di fuori delle fattispecie delineate dall’art. 1, nota 2- bis, Tariffa, Parte 1, n. 4, T.U.R. che determinano la revoca del beneficio, in quanto detti trasferimenti, correlati a giudizi di separazione e divorzio, presentano un' utilità sociale che deriva della natura stessa dei conflitti, personali prima ancora che patrimoniali, che detti atti sono destinati a dirimere e che meritano dunque, in quanto atti “non speculativi”, di un peculiare regime fiscale agevolato.
Diversamente la decadenza del beneficio sarebbe penalizzante nei confronti del coniuge cedente, il quale, oltre a privarsi dell’abitazione, sarebbe esposto al pagamento di maggiori imposte e potrebbe, non avendo percepito alcunché, non essere in grado di riacquistare un altro alloggio entro il termine legale di un anno, con la conseguenza di ostacolare, piuttosto che favorire, la composizione dei rapporti familiari in crisi, meritevoli di tutela.
Si è tenuto a Brescia, presso l'Istituto Artigianelli, il convegno relativo alla procedura per i trasferimenti di proprietà di beni di società o soggetti falliti. L'argomento ha unito più professionisti, tra i quali il Notaio Paolo Cherubini. Il convegno ha dato luogo ad un grande dialogo che ha dato corso ad un congresso ricco di partecipanti, sintomo questo di grande curiosità ed interesse per l'argomento.
Il necessario coinvolgimento di professionalità diverse ha formato argomentazioni approfondite sul tema della Legge Fallimentare. All'interno del link, qui di seguito riportato, si potrà ascoltare e vedere un estrapolato del convegno tratto dal programma "Professionisti in rete", sul canale di Teletutto.
Notai riuniti per discutere, in tempo di crisi, di sinergie professionali tra colleghi.
Si è tenuto a Padova, il 12 settembre scorso, un convegno organizzato da SuperPartes e Notai padovani Associati, basato su un argomento molto "agghiacciante", ma ormai di quotidiana, purtroppo, divulgazione: Il boom dei fallimenti e la gestione d'impresa per arginare i danni!
In Italia, infatti, i fallimenti sono cresciti del 95% in 7 anni e il Veneto non fa eccezione ritagliandosi una fetta dell’8,7%.
«Le difficoltà incontrate negli ultimi anni dalle imprese, di cui siamo stati addolorati e costanti testimoni con la nostra attività, ci hanno portato ad una profonda riflessione sulle risorse attivabili e sui percorsi praticabili per garantire efficienza, legalità e velocità in una fase estremamente delicata come quella di una crisi aziendale – spiega il notaio Luca Sioni, presidente di SuperPartes e vice presidente di FederNotai Triveneto – In questo contesto le collaborazioni tra professionisti e consulenti rappresentano una risorsa preziosa per il territorio. Ed è per questo che abbiamo deciso di promuovere un momento di confronto congiunto sul tema, con la partecipazione attiva di vari rappresentanti di ordini e categorie professionali».
Durante l'evento, il notaio Paolo Cherubini, socio fondatore di CPV notai associati e cofondatore di SuperPartes, ha voluto esprimere il proprio interesse e la propria volontà, nel sviluppare sinergie tra colleghi e professionisti, atte a superare le rigide impostazioni di professionisti in genere. Una visione così più moderna e caratterizzata dalla voglia di aderire ad un concetto professionale di sensibilità verso la crisi e le imprese toccate da questo argomento.
Prima è la dimostrazione, di Notai Padovani associati e Associazione SuperPartesazione , di unirsi in sinergie. Modello di associazione che sta dimostrando la realtà e la fattibilità di un nuovo modo di vedere l'unione tra professionisti e notai.
«L’obiettivo fin da subito è stato di sviluppare, attraverso una consapevolezza congiunta, collaborazioni inter-professionali in vari ambiti compreso quello legato ai trasferimenti di proprietà dei beni aziendali nel momento di crisi della stessa così da rispondere alle esigenze del mercato e soprattutto del tessuto economico del territorio», chiarisce il notaio Laura Mazzari, co-fondatrice di NPA e SuperPartes.
«Siamo convinti che in tempo di difficoltà economica, le sinergie tra competenze diverse possano diventare una risorsa. Nella nostra esperienza bresciana è stato così: l’incrocio, cercato, tra professionalità diverse ha consentito di esprimere un maggiore potenziale nella gestione delle procedure fallimentari per realizzare la soddisfazione dei creditori nel minor tempo e con minori oneri a carico della massa» conferma Paolo Cherubini, notaio di Brescia e cofondatore di SuperPartes.
«Dopo il 2010 le vendite coattive, sia per esecuzione ordinaria che per procedura concorsuale, sono diventate assai frequenti. Ottimizzare prassi e proposte condivise tra professionisti dalle competenze diverse è diventato un terreno fertile di incontro non solo per noi geometri ma anche per chi subisce il fallimento» ribadisce Matteo Negri, CTU del Tribunale di Brescia.
«In particolare l’approccio alle vendite è diventato interdisciplinare e richiede una costante osmosi tra professioni diverse – racconta Giovanni Peli, commercialista lombardo – I dottori commercialisti, ormai motori delle procedure concorsuali, hanno assoluto bisogno sia del notaio per gli aspetti di legalità, sia dell’avvocato per quanto riguarda la tutela giudiziaria anche e soprattutto al fine di evitare che le proprietà vengano svilite sul mercato oppure diventino preda di speculatori».
Nasce così la voglia di avvicinarsi sempre di più ad una politica di supporto professionale a ti collaborazione.
Nuove sfide nella regolamentazione giuridica del trasporto aereo internazionale di merci
Tutela del patrimonio e continuità aziendale: impresa e famiglia che cambiano
Il passaggio generazionale e la tutela del patrimonio è ormai argomento quotidiano e moderno.
In un'epoca nella quale l'evolversi della famiglia e del patrimonio derivante da essa, vivono una crescita comune, dobbiamo iniziare a capire che purtroppo, la famiglia così definita "del Mulino Bianco" lentamente si va disgregando.
Ecco che ad intervento di situazioni spesso emotivamente stressanti e burocraticamente tediose, arriva in supporto alla questione a tutela del patrimonio e trapasso generazionale, alcuni step da non sottovalutare.
Questo il fulcro dell'argomento di stasera, con l'intervento del notaio Giovanni Posio.
Il nuovo articolo 48 bis del Testo Unico Bancario nel caso di inadempimento del debitore (necessariamente un imprenditore) consente che, nei contratti di finanziamento conclusi tra una Banca (o altro soggetto autorizzato dalla legge all'attività creditizia) e un imprenditore possa verificarsi l'acquisto a favore del creditore (Banca o altro soggetto che ha erogato il credito) della proprietà del bene immobile ipotecato a garanzia del finanziamento stesso, in tal modo esdebitando il debitore (cioè liberandolo dal debito) purché:
- il suddetto trasferimento di immobile sia stato oggetto di una specifica clausola del contratto di finanziamento (aggiunta mediante atto notarile ad un contratto già esistente o inserita in un contratto di finanziamento stipulato successivamente all'introduzione del decreto; qualora la clausola sia aggiunta ad un contratto di finanziamento esistente ed abbia per oggetto del trasferimento l'immobile già offerto in ipoteca, essa prevale sulle trascrizioni intercorse tra la data di iscrizione dell'ipoteca e l'inserimento della clausola);
- sussista una perizia da parte di un soggetto terzo e indipendente avente ad oggetto la valutazione, successiva all'inadempimento, del valore del bene immobile concesso in ipoteca alla data dell'inadempimento contrattuale;
- sia restituita l'eccedenza tra l'entità del debito e il valore dell'immobile risultante dalla suddetta perizia;
- il contratto di mutuo non sia condizionato sospensivamente all'introduzione di detta clausola (che legittima il trasferimento della proprietà dal debitore inadempiente al creditore);
- il bene immobile oggetto di trasferimento non sia l'abitazione principale del datore di ipoteca né del proprio coniuge né dei suoi parenti o affini entro il terzo grado.
Il creditore, qualora abbia tollerato l'inadempimento senza aver dichiarato la risoluzione per inadempimento non è tenuto ad esperire la procedura esecutiva (pignoramento e esecuzione forzata) per ottenere la proprietà del bene o il suo equivalente in denaro essendo il contratto di finanziamento nel quale sia presente detta clausola, titolo idoneo al trasferimento della proprietà a seguito dell'inadempimento da parte del debitore.
L'inadempimento che rileva è disciplinato dalla suddetta legge ed in generale si ha in virtù del mancato pagamento protratto per un certo periodo rispetto alle scadenze previste nel contratto.
Il debitore a seguito dell'inadempimento e del conseguente effetto traslativo del bene viene esonerato dal pagamento del debito anche qualora il valore ricavato dalla vendita del bene ipotecato da parte del creditore sia inferiore al debito.
L'effetto traslativo è sospeso all'inadempimento del debitore e si verifica a seguito: della notifica del creditore di volersi avvalere della clausola unitamente alla sussistenza della perizia di stima del bene ipotecato e, qualora sussista, anche a seguito della restituzione dell'eccedenza del valore peritato del bene rispetto all'importo del debito.
La disciplina di recente introdotta rappresenta un'eccezione al generale divieto del patto commissorio che ha ad oggetto il trasferimento della proprietà del bene ipotecato a favore di un solo creditore per il solo fatto dell'inadempimento del debitore; essa si configura come un c.d. patto marciano per mezzo del quale il creditore diviene proprietario del bene dato in garanzia allorchè il debitore non adempia ma purché sussistano i requisiti di cui sopra, e con i correttivi della perizia e soprattutto della restituzione dell'eccedenza di valore al debitore.
La donazione è quell’atto gratuito con intento liberale mediante il quale un soggetto (donante) trasferisce senza corrispettivo ad un altro soggetto (donatario) suoi beni mobili o immobili. Viene normalmente utilizzato in ambito familiare per gestire il trasferimento generazionale dei patrimoni o, verso enti no-profit, per spirito caritatevole.
Sempre in ambito familiare la donazione può essere un ottimo strumento di pianificazione fiscale, che permette considerevoli risparmi di imposta ai futuri eredi. Infatti, poiché attualmente le imposte sulle donazioni e sulle successioni sono in Italia molto basse (tanto che alcuni considerano l’Italia un “paradiso fiscale” per tale tipologia di atti, soprattutto in Europa), si teme nell’immediato futuro un inasprimento dell’imposta sulle donazioni e successioni, con l’ovvia conseguenza che anticipando il trasferimento patrimoniale ai propri discendenti tramite una donazione (magari della nuda proprietà) si gode della tassazione più favorevole attuale, escludendo la possibilità di una maggiore tassazione al momento della morte del donante.
Tuttavia, l’atto di donazione è molto delicato, poiché può comportare conseguenze negative sulla futura possibilità di commercializzare il bene attraverso una vendita da finanziare con un mutuo. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un Notaio per avere ogni tipo di delucidazione utile ad una scelta consapevole in vista di una donazione.
Il Bonifico è una modalità di pagamento che si attua tramite un incarico che il privato conferisce alla banca, presso la quale ha aperto un conto corrente attivo avente disponibilità economica, mediante il quale quest'ultima è tenuta ad accreditare una certa somma a favore di un altro determinato conto corrente.
Esiste la possibilità, qualora un soggetto non abbia immediata o sufficiente disponibilità economica, di realizzare un bonifico irrevocabile da parte della banca alla quale detto soggetto abbia richiesto l'erogazione di un mutuo con accredito differito sul proprio conto corrente della somma mutuata.
La banca, a seguito della richiesta ricevuta dal soggetto mutuatario, ordina l'emissione di un bonifico caratterizzato dall'irrevocabilità in quanto il mutuatario non ha l'immediata disponibilità di denaro (non avendo ancora ricevuto l'accredito del mutuo sul proprio conto corrente) affinchè detto ordine di emissione disposto dalla banca rimanga fermo (ossia non suscettibile di revoca da parte della banca stessa) per un tempo prefissato dal proponente (ossia la banca alla quale è stato richiesto il mutuo e che ha emesso un bonifico irrevocabile).
L'irrevocabilità assicura al venditore l'esistenza di un bonifico già disposto a suo favore al fine del pagamento del prezzo che avverrà in un momento differito. Ciò in quanto la somma oggetto di mutuo non è immediatamente disponibile nel conto corrente del mutuatario acquirente e dunque da quest'ultimo disponibile fin dal trasferimento dell'immobile.
51° Congresso nazionale del notariato: vicini alla famiglia e al cittadino e anche lo studio Cpv è in linea con i concetti del Consiglio nazionale del notariato
Campagna di informazione anno 2016 dello studio associato Cpv: il notaio come figura vicina alla famiglia nelle decisioni in materia di diritto successorio, trapasso generazionale di impresa, ambito donazioni e convivenza. Il notaio anche a Brescia, diventa una figura professionale che racchiude in sé anche una certa sensibilità nei confronti del cittadino e del proprio cliente. La possibilità di dialogare con il proprio notaio su circostanze familiari che possono essere sintomo di disgregazioni tra parenti, fa sì che la figura professionale del notaio diventi parte, anche emotivamente indispensabile, per la razionale presa di decisioni anche in ambito di successioni e convivenza.
IL CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO: IL RUOLO DEL NOTAIO RAPPRESENTATO IN UN VIDEO
Ed è proprio durante il 51° congresso nazionale del notariato che ci viene presentato un simpatico ed intelligente video esplicativo relativo al ruolo del notaio. Conferma questa che ci fa riflettere sempre di più sulle dinamiche che rappresentano la consulenza in ambito notarile. Un incipit che ci da la possibilità di ricordare, anche attraverso la nostra campagna di informazione 2016, che la figura del notaio è vicina non solo ad ogni aspetto pratico per la stesura di atti e scritture, ma ben sì che il notaio è ancor più vicino alle persone per consigliarle in ogni ambito familiare e di impresa.
PARLIAMO DI CONDOMINIO:
CONDOMINIO, SOGGETTO TENUTO AL PAGAMENTO DELLE SPESE PER OPERE STRAORDINARIE URGENTI ASSUNTE DAL SOLO AMMINISTRATORE (In assenza di preventiva delibera dell'assemblea condominiale)
scarica gratis la guida di acquisto all'asta!
Guida Acquisto all'asta.pdf