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Timestamp: 2018-12-11 10:23:52+00:00
Document Index: 43719615

Matched Legal Cases: ['art. 360', 'art. 354', 'art. 354', 'art. 356', 'art. 114', 'art. 182', 'art. 354', 'art. 114', 'art. 354', 'art. 356', 'art. 114', 'art. 182']

Art. 354 cod. proc. penale: Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone. Sequestro
2. Se vi è pericolo che le cose, le tracce e i luoghi indicati nel comma 1 si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose. In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria adottano, altresì, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad assicurarne la conservazione e ad impedirne l’alterazione e l’accesso e provvedono, ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una procedura che assicuri la conformità della copia all’originale e la sua immodificabilità. (1) Se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti.
Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone
In tema di impronte digitali,la coincidenza di più di venti punti costituisce prova certa sull'autore del reato, anche in assenza di ulteriori elementi di prova (nel caso di specie, si trattava di un furto avvenuto presso i locali della direzione territoriale del lavoro in cui venivano rinvenute le impronte papillari e, con l'inserimento nella banca dati veniva identificato l'autore del reato).
Tribunale La Spezia 19 febbraio 2015 n. 69
Cassazione penale sez. II 11 novembre 2014 n. 52619
Il risultato delle indagini dattiloscopiche offre piena garanzia di attendibilità e può costituire fonte di prova senza elementi sussidiari di conferma anche nel caso in cui sia relativo all'impronta di un solo dito, purché evidenzi almeno sedici o diciassette punti caratteristici uguali per forma e posizione, in quanto fornisce la certezza che la persona con riguardo alla quale detta verifica è effettuata si sia trovata sul luogo in cui è stato commesso il reato; ne consegue che legittimamente, in assenza di giustificazioni su detta presenza, viene utilizzato dal giudice ai fini del giudizio di colpevolezza. (Rigetta, App. Palermo, 09/10/2013 )
Cassazione penale sez. V 13 ottobre 2014 n. 48734
Quando si procede per il reato di guida in stato di ebbrezza, l'obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l'attuazione dell'"alcoltest" non ricorre se l'imputato abbia rifiutato di sottoporsi all'accertamento. (Annulla in parte con rinvio, App. Milano, 04/10/2013 )
Cassazione penale sez. IV 26 settembre 2014 n. 43845
Al fine di procedere alle comparazioni tecniche necessarie per individuare colui che è portatore del fattore genetico che identifica l'autore del reato è consentito procedere, nel corso delle indagini, al prelievo di tracce biologiche dell'interessato, in modo non coattivo, però anche attraverso il ricorso a escamotages, senza che sia richiesta l'osservanza delle garanzie difensive; mentre la successiva comparazione dei reperti richiede il previo avviso per la partecipazione del difensore solo se e in quanto comporti la totale distruzione dei campioni utilizzati per la comparazione.
Cassazione penale sez. II 09 maggio 2014 n. 33076
L'attività di prelievo e di evidenziazione delle impronte digitali non costituisce acceltamento tecnico irripetibile assoggettato alla disciplina di garanzia di cui all'art. 360 c.p.p., rientrando piuttosto tra gli accertamenti urgenti previsti e disciplinati dall'art. 354 c.p.p.
Cassazione penale sez. VI 06 febbraio 2013 n. 10350
In tema di guida in stato di ebbrezza, l'accertamento strumentale per l'individuazione dello stato di ebbrezza (cosiddetto alcoltest), costituisce atto urgente sullo stato delle persone disciplinato dall'art. 354 c.p.p. al quale il difensore può assistere in virtù del successivo art. 356, senza diritto a essere previamente avvisato del compimento dell'atto, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia (art. 114 delle disposizioni di attuazione c.p.p.). Se difetta l'avvertimento si verifica una nullità di ordine generale, ma non assoluta, che, ai sensi dell'art. 182, comma 2, c.p.p., deve essere quindi eccepita prima del compimento dell'atto ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo, onde l'eccezione è tardiva quando è dedotta a distanza di parecchi giorni e in occasione di un primo atto successivo del procedimento.
Cassazione penale sez. IV 19 settembre 2012 n. 42485
In tema di guida in stato di ebbrezza, l'accertamento del tasso alcolemico mediante il c.d. alcooltest rientra nel novero degli accertamenti urgenti di cui all'art. 354 cod. proc. pen., ai quali il difensore dell'indagato ha facoltà di assistere, senza diritto di essere preventivamente avvisato, sicchè l'omesso avviso, ex art. 114 disp. att. cod. proc. pen., all'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia dà luogo ad una nullità di ordine generale ma non assoluta. (Fattispecie in cui l'eccezione in questione è stata sollevata solo con i motivi di appello). Rigetta, App. Catania, 30/05/2011
Cassazione penale sez. IV 19 settembre 2012 n. 38003
In tema di guida in stato di ebbrezza, l'accertamento strumentale per l'individuazione dello stato di ebbrezza (cosiddetto alcooltest), costituisce atto urgente sullo stato delle persone disciplinato dall'art. 354 c.p.p. al quale il difensore può assistere in virtù del successivo art. 356, senza diritto a essere previamente avvisato del compimento dell'atto: di questa facoltà la persona sottoposta alle indagini deve essere avvisata (art. 114 delle disposizioni di attuazione c.p.p.), ma non è a tal fine prevista la nomina di un difensore di ufficio. Se difetta l'avvertimento si verifica una nullità a regime intermedio, che deve ritenersi sanata se non è dedotta prima del compimento dell'atto oppure, se ciò non è possibile, immediatamente dopo il compimento dell'atto, ai sensi dell'art. 182, comma 2, c.p.p. (Nella specie, la Corte ha ritenuto sanata l'invalidità in quanto, successivamente al compimento dell'atto, non era stata eccepita la nullità, e ciò anche dopo la nomina del difensore di fiducia e la proposizione da parte di quest'ultimo dell'opposizione a decreto penale).
Cassazione penale sez. IV 26 gennaio 2011 n. 16548