Source: https://www.exeo.it/free/patologia-risarcimento-del-danno-criteri-di-calcolo
Timestamp: 2019-06-19 23:45:34+00:00
Document Index: 150229537

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'art. 2033', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 33', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art.2043', 'art. 55', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 2', 'art.5', 'art. 55', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 42', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 1', 'art. 55', 'art. 43', 'art. 37', 'art. 5', 'art. 3', 'sentenza ', 'art. 5', 'art. 3', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 2', 'art. 37', 'art. 2', 'sentenza ', 'art. 5', 'sentenza ', 'art. 41', 'sentenza ', 'art. 55', 'art. 2', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1499', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 42', 'art. 34', 'art. 42', 'sentenza ', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 1499', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 1499', 'art. 42', 'art. 37', 'art. 42', 'art. 49', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 34', 'art. 42', 'art. 1226', 'art. 5', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 2043', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'art. 42', 'sentenza ']

Il danno per illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene (valore desumibile dalla destinazione urbanistica dell'immobile), per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima deve consistere negli interessi legali calcolati sul valore che il terreno occupato aveva all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima. Detta somma, così determinata, dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno esser corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali in tema di liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
I danni da occupazione illegittima, per il periodo successivo alla scadenza del termine di occupazione temporanea, vanno quantificati in relazione ai frutti perduti, alla diminuzione di valore subita, anno per anno, dal fondo nella sua interezza, alla parziale compromissione della facoltà di godimento della restante parte della proprietà privata, ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e alle perdite subiti o verificabili in un prossimo futuro, secondo serie probabilità connesse alla natura del bene.
Il risarcimento del danno conseguente all'occupazione illegittima va quantificato tenendo presenti il pregiudizio derivante da perdita della proprietà ancorato al valore venale del bene, il pregiudizio derivante dal deprezzamento delle aree acquisite e di quelle residue di proprietà non direttamente occupate; devono altresì riconoscersi i danni collegati alla sussistenza di altre specifiche ragioni di pregiudizio, correlate al soprassuolo ed alle opere da realizzarsi per il corretto ripristino del preesistente stato dei luoghi, relativamente, s'intende, ai quei siti per i quali l'Amministrazione non manifesterà l'interesse di acquisire alla sua proprietà.
In ipotesi di occupazione illegittima, il danno subito dal proprietario va liquidato tenendo conto non della rendita catastale, quale mero valore fiscale impresso dall'Amministrazione agli immobili a meri fini tributari, bensì del valore di mercato (o venale) del bene ablato, da determinarsi attraverso la valutazione delle caratteristiche intrinseche dell'immobile e delle sue eventuali potenzialità edificatorie, la verifica dei ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ltanti da atti di compravendita di immobili finitimi con analoghe caratteristiche ed il valore accertato dal Ministero delle Finanze rivalutato alla data dell'irreversibile trasformazione, mentre sulla somma così determinata andranno calcolate la rivalutazione monetaria e gli interessi al tasso legale.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, nel caso in cui l'Amministrazione proceda alla restituzione del bene previa eventuale riduzione in pristino stato, deve consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'immobile occupato; la somma così determinata deve, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati devono essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Ai fini di una esatta quantificazione dei danni derivanti dall'illegittima procedura espropriativa, occorre tenere conto, ferma restando la qualificazione urbanistica e destinazione legale dei terreni, di altri criteri di determinazione del valore dei beni: consistenza delle aree, durata dell'occupazione,valori di mercato di fondi attigui aventi la stessa destinazione urbanistica e destinazione d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ime connotazioni morfologiche, secondo un criterio sintetico- comparativo e ogni altro criterio utile e ragionevole che possa servire quale elemento complementare di valutazione.
Le tecniche indennitaria e risarcitoria per le espropriazioni ed occupazioni di suoli finalizzati alla realizzazione di opere pubblica, devono necessariamente focalizzare il prezzo di mercato del bene, senza ulteriori applicazioni di coefficienti riduttivi.
Il danno subito per l'occupazione illegittima va liquidato tenendo conto non della rendita catastale quale è un mero valore fiscale impresso dall'Amministrazione agli immobili a meri fini tributari, bensì del valore di mercato (o venale) del bene ablato, da determinarsi attraverso la valutazione delle caratteristiche intrinseche dell'immobile e delle sue eventuali potenzialità edificatorie, la verifica dei prezzi risultanti da atti di compravendita di immobili finitimi con analoghe caratteristiche ed il valore accertato dal Ministero delle Finanze rivalutato alla data dell'irreversibile trasformazione, mentre sulla somma così determinata andranno calcolate la rivalutazione monetaria e gli interessi al tasso legale.
Correttamente la determinazione del risarcimento del danno deri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ivato dall'estinzione del proprio diritto di proprietà è ancorata al "valore venale" del bene, ossia al "valore di mercato" dell'area, in ragione delle sue caratteristiche intrinseche e della sua destinazione in linea con l'insegnamento della Corte costituzionale (sent. 24 ottobre 2007, n. 348) e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (sent. 29 marzo 2006, Scordino).
Il valore del bene ai fini della determinazione del risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima deve essere determinato con riferimento alla concreta possibilità edificatorie del terreno. Le somme così determinate per ciascuna annualità dovranno, poi, essere rivalutate anno per anno e sugli importi rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi in misura pari all'interesse legale, sino all'effettivo soddisfo, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Il danno subito per l'occupazione acquisitiva va liquidato tenendo conto non della rendita catastale quale è un mero valore fiscale impresso dall'Amministrazione agli immobili a meri fini tributari, bensì del valore di mercato (o venale) del bene ablato, da determinarsi attrave... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tazione delle caratteristiche intrinseche dell'immobile e delle sue eventuali potenzialità edificatorie, la verifica dei prezzi risultanti da atti di compravendita di immobili finitimi con analoghe caratteristiche ed il valore accertato dal Ministero delle Finanze rivalutato alla data dell'irreversibile trasformazione, mentre sulla somma così determinata andranno calcolate la rivalutazione monetaria e gli interessi al tasso legale.
Il danno subito per l'occupazione acquisitiva va liquidato tenendo conto non della rendita catastale quale è un mero valore fiscale impresso dall'Amministrazione agli immobili a meri fini tributari, bensì del valore di mercato (o venale) del bene ablato, da determinarsi attraverso la valutazione delle caratteristiche intrinseche dell'immobile e delle sue eventuali potenzialità edificatorie, la verifica dei prezzi risultanti da atti di compravendita di immobili finitimi con analoghe caratteristiche ed il valore accertato dal Ministero delle Finanze rivalutato alla data dell'irreversibile trasformazione, mentre sulla somma così determinata andranno calcolate la rivalutazione monetaria e gli interessi al tasso legale.
In caso di occupazione illegittima del suolo da parte della P.A., ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a è tenuta a corrispondere agli aventi diritto il risarcimento del danno patrimoniale che deve essere determinato sulla base del valore venale di mercato del bene immobile al momento dell'illecito, attraverso la valutazione delle caratteristiche intrinseche dell'immobile e delle sue eventuali potenzialità edificatorie, maggiorato dagli interessi legali e dalla rivalutazione monetaria, trattandosi di un debito di valore.
Dalle somme dovute al proprietario ricorrente, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, devono essere detratte in compensazione, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle già corrisposte agli originari comproprietari a titolo di indennità di esproprio. Come, infatti, affermato dalla giurisprudenza, nel caso di revoca della dichiarazione di pubblica utilità o, comunque, di mancata definizione del procedimento espropriativo, il pagamento dell'indennità - come la protrazione del possesso del bene da parte dell'Amministrazione - risulta privo di caus... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e è, quindi, tenuta alle restituzioni in applicazione delle regole sulla ripetizione dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 c.c., applicabile anche nel caso di sopravvenienza della causa che renda non dovuto il pagamento.
Dalle somme dovute ai proprietari del bene illegittimamente occupato, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, devono esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione.
Premesso che il deposito di somma a titolo di indennità presso la Cassa depositi e prestiti, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, artt. 48 e 49, ha efficacia liberatoria, per l'espropriante debitore, soltanto nell'ambito della procedura espropriativa conclusasi con efficace decreto di esproprio e/o di occupazione temporanea - e, quindi, con riguardo sia all'indennità di espropriazione che a quella di occupazione temporanea - ma non anche allorché l'effetto ablatorio si produca a seguito di occupazione acquisitiva, nel qual caso la somma dovuta a titolo di risarcimento del danno deve essere corr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ettamente all'espropriato, "il giudice può detrarre dal risarcimento dovuto l'importo delle somme eventualmente già depositate a titolo di indennità soltanto se sia accertato che l'espropriato le abbia effettivamente percepite".
Sulla somma determinata a titolo di risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, deve essere operata una compensazione con quanto eventualmente ricevuto a titolo di indennità di occupazione.
Le somme eventualmente già erogate ai proprietari a titolo di indennizzo, maggiorate dell'interesse legale, devono essere detratte da quelle dovute a titolo di risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima.
Dalle somme dovute al privato proprietario del bene occupato senza titolo, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino, che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, devono esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione illegittima, ovvero il valore dei beni già ceduti
In ipotesi di restituzio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... occupato senza titolo, l'Amministrazione dovrà liquidare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo. In quest'ultimo caso, ove le somme già ricevute dal ricorrente si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato deve essere corrisposto al proprietario ricorrente il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto eventualmente già corrisposto a vario titolo al ricorrente medesimo; ove le somme eventualmente già ricevute dal ricorrente si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione del bene occupato senza titolo, l'Amministrazione è tenuta a corrispondere una somma pari al 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...o a vario titolo; ove le somme già ricevute dal proprietario si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino del bene illegittimamente occupato che nel caso di sua acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, dalle some dovute al proprietario devono esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione illegittima.
Dalle somme dovute ai proprietari, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino del bene illegittimamente occupato che nel caso di sua acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, dovranno esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione.
Sia nel caso di restituzione del bene previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, devono essere esser detratte dal risarcimento del danno, secondo i criteri di imputazione di cui agli ar... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...1194 c.c., le somme eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione.
Dalle somme dovute a titolo di risarcimento del danno, debbono essere detratte le somme (maggiorate degli interessi legali maturati), eventualmente già corrisposte a vario titolo dall'amministrazione procedente in relazione alla procedura espropriativa.
Ai fini della quantificazione del risarcimento del danno da occupazione illegittima, si applica l'art. 33, comma 1, del d.p.r. n. 327/2001, che prevede di valorizzare la diminuzione di valore della parte residua.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, nel caso in cui l'amministrazione proceda alla restituzione del bene, dovrà consistere negli interessi del 5% calcolati sul valore della superficie occupata, secondo il criterio indicato dall'art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Le somme così determinate in relazione a ciascuna annualità dovranno, poi, essere rivalutate anno p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ugli importi così rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
L'importo dovuto dall'Amministrazione per l'ipotesi di occupazione sine titulo, dipenderà dall'esercizio o meno del potere di acquisizione ex art. 42 bis DPR 327/2001, la cui scelta di merito è riservata all'ente pubblico. Il contenuto dell'obbligo restitutorio ed anche l'entità del risarcimento dovuto risulterà infatti diversa a seconda che questo debba essere parametrato al solo spossessamento temporaneo ovvero al definitivo acquisto della proprietà.
Il calcolo del risarcimento del danno deve comprendere l'indennizzo da occupazione illegittima da computarsi secondo i criteri di cui all'art. 42 bis del DPR 327/01 sul valore del suolo alla data della scadenza dell'occupazione illegittima e l'indennizzo per danno non patrimoniale/morale, oltre rivalutazione ed interessi dalla domanda al soddisfo.
A seguito della trasformazione irreversibile di suoli di proprietà privata non accompagnata da efficace dichiarazione di pubbl... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...agrave;, e della successiva rinuncia dei proprietari alla loro restituzione, implicita nella proposizione della domanda di risarcimento pari al valore di mercato delle aree, deve essere liquidato il pregiudizio per la perdita del diritto dominicale. La liquidazione del risarcimento per la perdita del compendio occupato ed irreversibilmente trasformato dalla P.A. va operata secondo i principi di diritto comune ex art.2043 c.civ. con riferimento al criterio del valore venale del fondo.
Nella specie in cui si controverte sul risarcimento per l'occupazione appropriativa, il danno è commisurato al valore venale del bene (D.P.R. n. 327 del 2001, art. 55, come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, lett. e), a seguito della sentenza Corte cost. 24.10.2007, n. 349).
La quantificazione del danno in ipotesi di accessione invertita va collegata al valore effettivo del bene, inteso come valore di mercato del bene stesso, in ragione delle sue caratteristiche intrinseche e della sua possibile destinazione.
Per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 349/2007, il risarcimento del danno da occ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...quisitiva è ora commisurato al valore venale del bene (D.P.R. n. 32 del 2001, art. 55 come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, lett. e).
In ipotesi di "occupazione appropriativa" o "accessione invertita", il risarcimento, prima agganciato al criterio di determinazione per l'indennità di espropriazione legittima (D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art.5-bis, conv. in L. 8 agosto 1992, n. 359), è ora commisurato al valore venale del bene (D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 55, come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, lett. e), a seguito della sentenza Corte cost. 24.10.2007, n. 349).
Ai fini del risarcimento del danno (nel caso di specie conseguente ad occupazione acquisitiva), non può farsi applicazione del criterio di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 7 bis, (introdotto dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 65), dovendo trovare applicazione il diverso criterio del valore di mercato (v.Corte cost. n. 349/2007).
Sia che ritenga di restituire l'area occupata (previa rimessione nel pristino stato) sia che... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... poter emanare, sussistendone i presupposti, il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42- bis del d.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., il soggetto occupante è tenuto comunque a provvedere nei confronti dei proprietari al risarcimento del danno da occupazione illegittima, da quantificarsi, in base al combinato disposto dell'art. 34, comma 4, c.p.a. e dell'art. 42-bis, comma 3, del d.P.R. n. 327/2001, nella misura del 5% annuo del valore venale dell'area occupata.
Riguardo alla quantificazione del danno, può farsi applicazione del criterio previsto dal secondo comma dell'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, attribuendo quale risarcimento del danno per l'occupazione senza titolo, un importo pari al 5% annuo del valore del bene, da calcolare con riferimento ai terreni in relazione ai quali vi è stata dichiarazione di pubblica utilità ed è stata autorizzata l'occupazione d'urgenza e dal momento in cui l'occupazione è divenuta illegittima, per scadenza del relativo termine, fino alla restituzione del bene. Le somme così determinate, quindi, dovranno essere incrementate degli interessi dalla data in cui l'occupazione è divenuta illegittima fino alla data di deposito della sentenza.
PATOLOGIA --> RIS... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...EL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> IN OCCUPAZIONE USURPATIVA
In tema di occupazione cosiddetta usurpativa di area edificabile, nei giudizi di risarcimento del danno pendenti alla data dell'1 gennaio 1997, a seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 302, art. 1, comma 1, lett. pp), al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 55, comma 1, (eliminazione del riferimento alla mancanza di provvedimento "dichiarativo di pubblica utilità" e sostituzione del riferimento all'art. 43 del testo unico con quello all'art. 37 del medesimo t.u.), al privato proprietario del bene spetta il risarcimento integrale del danno subito per effetto dell'illecita attività della pubblica amministrazione.
L'occupazione non assistita da dichiarazione di p.u. costituisce fatto illecito permanente generatore di danno; la carenza del potere espropriativo determina l'illegittimità ab origine dell'occupazione e l'illiceità permanente dell'opera pubblica. Il danno va risarcito a valore pieno e ciò indipendentemente dalla dichiarazione d'incostituzionalità del D.L. 333/1992, art. 5-bis, comma 1-bis, conv. in L. n. 359/1992, come introdotto dalla L. n. 662/1996, art. 3, comma 65, (Corte cost.n. 348/2007), che ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... diverso fenomeno dell'occupazione appropriativa, in cui è mancata la conclusione del procedimento a mezzo di rituale decreto di esproprio, in presenza comunque di una valida dichiarazione di p.u.
In ipotesi di occupazione usurpativa, il risarcimento deve esser commisurato all'integrale valore di mercato del suolo occupato. Tale regola, per effetto della sentenza n. 181 del 2011 - emessa a seguito di quelle n. 348 e 349 del 2007 per i suoli edificatori - vale oggi, anche, per il sistema indennitario (l'occupazione acquisitiva risulta parificata in toto a quella usurpativa, cfr. Cass. SU n. 735 del 2015), sistema che risulta, appunto, agganciato al valore venale del bene.
L'astratta qualificazione dell'occupazione come appropriativa ovvero usurpativa può assumere rilievo, in quanto possa incidere sui criteri di liquidazione del danno eventualmente da adottare, come in vigenza del D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, comma 7 bis, convertito in L. 8 agosto 1992, n. 359, ma non anche nell'ipotesi in cui il danno sia stato commisurato al valore venale del bene.
Il c... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...calcolo di cui alla L. n. 662 del 1996, art. 3, comma 65, che, com'è noto, introducendo un comma 7 bis nella L. n. 359 del 1992, art. 5 bis aveva previsto un criterio di calcolo riduttivo e penalizzante per i privati, è stato dichiarato incostituzionale (con sentenza della Corte cost. n. 349 del 2007), con la conseguenza che il criterio legale è oggi quello del valore di mercato a prescindere dalla natura virtualmente acquisitiva o usurpativa della vicenda ablatoria.
La riduzione del 25% del valore dei terreni per l'esecuzione di "interventi di riforma economico-sociale" ex art. 2, commi 89 e 90, L. n. 244/2007 può trovare applicazione soltanto nei casi di espropriazione legittima e non anche con riferimento alle occupazioni illecite.
Al risarcimento del danno conseguente ad illegittima occupazione, non può applicarsi la percentuale di riduzione prevista dall'art. 37 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, come modificato dall'art. 2, comma 89, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, poiché essa riguarda solo ed esclusivamente l'ind... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e; di espropriazione.
Dei miglioramenti derivanti dall'esecuzione delle opere di urbanizzazione può tenersi conto soltanto ai fini della valutazione dei terreni contigui non espropriati, in quanto la perdita del loro valore risulta compensata dai benefici delle vicine opere pubbliche.
La Corte EDU (sentenza 28 ottobre 2008, Guiso-Gallisay), preso atto che in materia di espropriazione delle aree edificabili, a seguito della dichiarazione d'illegittimità costituzionale del D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis, la L. n. 244 del 2007 ha ripristinato il criterio di liquidazione dell'indennità fondato sul valore materiale del bene, ha ritenuto che tale nuovo approccio alla problematica in esame costituisca una risposta adeguata al problema dell'espropriazione indiretta, concludendo che per valutare il pregiudizio subito dal proprietario occorre prendere in considerazione il valore materiale del bene alla data in cui l'interessato ha avuto la certezza giuridica di aver perduto il diritto di proprietà, non potendosi riconoscere alcuna rilevanza al costo di costruzione dell'opera realizzata sul suolo.
... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...criterio di liquidazione del danno da espropriazione indiretta che faceva riferimento al valore attuale del fondo occupato, comprensivo del valore aggiunto risultante dalla presenza dell'opera pubblica, è stato oggetto di revisione ad opera della sentenza 28 ottobre 2008, Guiso-Gallisay. Con tale pronuncia, la Corte EDU ha riconosciuto che l'applicazione del predetto criterio, oltre a poter produrre disuguaglianze di trattamento tra i ricorrenti, in funzione della natura dell'opera eretta dall'Amministrazione, che non ha necessariamente un legame con il potenziale del terreno nella sua qualità originaria, lasciava spazio ad un margine di arbitrarietà, attribuendo all'indennizzo per il danno materiale anche una finalità punitiva o dissuasiva nei riguardi dello Stato, anziché una finalità compensativa a beneficio dei ricorrenti.
Pur avendo gli espropriati il diritto di ottenere il valore pieno e intero dei beni di cui sono stati privati, la Cedu (Grande Camera, 22 dicembre 2009, Guiso-Gallisay) ha ritenuto che, nella quantificazione delle perdite, non deve prendersi in considerazione il costo delle opere realizzate dall'occupante. Diversamente opinando, tra l'altro, si potrebbero favorire ingiustificati arricchimenti e crea... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lianze nel trattamento degli espropriati, dal momento che l'opera pubblica costruita nell'interesse generale non è necessariamente collegata al valore potenziale del bene nella sua qualità originaria.
Non può il risarcimento del danno essere decurtato della utilità conseguita dal fondo a seguito della realizzazione dell'opera pubblica, qualora ciò non si traduca in vantaggio speciale; l'art. 41, primo comma, della L. n. 2359 del 1865 va, infatti, interpretato nel senso che il sacrificio imposto al danneggiato può essere compensato solo con i vantaggi speciali, cioè specifici e immediati, che egli consegue per l'opera pubblica in concreto realizzata, già individuati dalla giurisprudenza a titolo esemplificativo nell'acquisto di un nuovo fronte o di un accesso migliore per il terreno residuato a seguito dei lavori, ovvero in una maggiore possibilità di sfruttamento edificatorio di tale area oppure in una valorizzazione degli edifici e manufatti già esistenti sulla stessa.
Il risarcimento del valore del suolo va computato escludendo quei vantaggi che al privato ha comportato la realizzazione dell'opera pubblica la quale si colloca su un piano causale e degli effetti successivo all'il... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...blazione (tanto che, se si ordinasse la restituzione del terreno, quest'ultimo andrebbe ridotto in pristino stato).
Ai fini del valore dell'area in sede risarcitoria, è da escludersi che possa assumere rilievo l'indennità a suo tempo concordata tra le parti per la cessione volontaria del bene, venuta a caducarsi per mancato perfezionamento del procedimento.
Al creditore di un'obbligazione di valore, come quella di risarcimento del danno spetta anche il risarcimento del danno ulteriore causato dal ritardato adempimento; a tal fine, la base del calcolo è costituito non dal credito in moneta attuale, ma dal "coacervo" del credito originario via via rivalutato anno per anno, non essendo consentito calcolare gli interessi sulle somme integralmente rivalutate dalla data del sinistro.
Al momento del deposito della sentenza l'obbligazione di valore si trasforma in obbligazione di valuta e produce altresì interessi legali fino al pagamento.
PATOLOGIA -->... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...NTO DEL DANNO --> CRITERI DI CALCOLO --> VALORE VENALE
Il risarcimento per la perdita della proprietà di suoli illegittimamente occupati o espropriati va ragguagliato al valore venale effettivo del bene, ricomprendendo anche il valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati e in genere dei beni che insistano sul suolo occupato come risultante dallo stato di consistenza redatto all'atto dell'immissione nel possesso dell'area, comunque con esclusione del plusvalore derivante dalle opere pubbliche realizzate. Devono essere riconosciute anche le potenzialità economiche di terreni, non coincidenti con il loro sfruttamento agricolo, e non formalmente trasfuse negli strumenti urbanistici mediante l'attribuzione di un indice fondiario, ma comunque compatibili con la tipizzazione da questi impressa e inoltre non in contrasto con vincoli inderogabili di legge o da questa discendenti. Pertanto, deve darsi continuità alla regola che consente al proprietario dei terreni espropriati od occupati illegittimamente di offrire la concreta prova di tali potenzialità, avuto riguardo alle obiettive ed intrinseche caratteristiche e attitudini del fondo, ivi compresa la sua ubicazione più o meno interna o esterna a centri abitati, la prese... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e urbanizzative e di altre infrastrutture.
Il risarcimento per l'occupazione appropriativa, è ora commisurato al valore venale del bene (D.P.R. n. 32 del 2001, art. 55 come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 2, comma 89, lett. e), a seguito della sentenza 349/2007).
Il risarcimento del danno che compete al proprietario del fondo illegittimamente occupato e destinato ad opera pubblica non può soffrire alcuna limitazione in dipendenza dei vantaggi che derivano al fondo residuo dalla realizzazione dell'opera (cosiddetta compensatio lucri cum damno), poiché il danno patito dal proprietario spossessato consegue direttamente e immediatamente al fatto illecito costituito dall'occupazione illegittima, in ciò concretandosi ed esaurendosi la fattispecie lesiva del diritto dominicale, mentre il vantaggio, conseguente all'aumento di valore del fondo residuo, si ricollega ad un fatto (qual è l'esecuzione dell'opera pubblica) diverso e successivo rispetto a quello produttivo del danno.
Qualora il vantaggio non riguardi in via diretta il fondo ablato, ma investa tutti gli i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...cati nella zona, essendo analogo a quello goduto da altri soggetti, non è consentita la detrazione da quanto dovuto a titolo indennitario o risarcitorio.
Quanto alla determinazione del valore venale del bene, da valutarsi (unicamente) per definire il parametro per la determinazione del danno patrimoniale da illegittima occupazione (pari al 5% annuo), l'ente occupante deve, tenuto conto della destinazione urbanistica dell'area: utilizzare il metodo di stima diretta (o sintetica); devalutare e rivalutare annualmente i valori medi a mq. indicati per il terreno interessato, secondo gli indici dell'andamento dei prezzi del mercato immobiliare pubblicati nei siti internet delle maggiori e più accreditate società di studi e di osservatori del mercato immobiliare, per comprendere il periodo che va dall'inizio dell'illegittima detenzione fino all'attualità; su tali ultimi valori - devalutati al momento dell'illegittimo possesso e aggiornati all'attualità -, andranno computati, a titolo di risarcimento del danno dovuto, gli interessi nella misura del 5% per ogni anno di occupazione illegittima.
L'Amministrazione ch... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...legittimamente un terreno privato, in uno alla restituzione del bene, è tenuta a risarcire il danno da occupazione illegittima temporanea, da quantificarsi - in mancanza di prova specifica da parte del danneggiato - negli interessi legali compensativi (che rappresentano la commisurazione equitativa dei c.d. frutti civili, in mancanza di una più puntuale dimostrazione dei frutti e di altra utilità perduti) decorrenti dall'inizio dell'occupazione illegittima e sino all'effettivo rilascio nella disponibilità della parte proprietaria, applicati sul valore del bene calcolato al momento dello spossessamento, valore da aggiornarsi annualmente secondo gli indici periodici ISTAT. A tali importi devono aggiungersi poi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, partendo dal primo anno di scadenza dell'occupazione sino al soddisfo. La somma così risultante dovrà essere maggiorata degli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza sino alla restituzione effettiva.
In caso di restituzione del bene illegittimamente occupato, è dovuto il pagamento del risarcimento del danno per il mancato godimento dell'immobile conseguente alla sua occupazione temporanea illegittima, spetta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ncanza di prova specifica da parte del danneggiato dei frutti e di altra utilità perduti - in misura corrispondente agli interessi legali compensativi (in applicazione analogica dell'art. 1499 c.c.) calcolati sul valore del bene al momento in cui l'occupazione è divenuta illegittima (valore da aggiornarsi annualmente secondo gli indici periodici ISTAT) e sino all'effettivo rilascio nella disponibilità della parte proprietaria. A tali importi devono aggiungersi poi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, partendo dal primo anno di scadenza dell'occupazione sino al soddisfo.
Il risarcimento del danno per mancato godimento del bene a cagione dell'occupazione illegittima può essere calcolato - ai sensi dell'art. 34, comma 4, c.p.a., in assenza di opposizione delle parti e in difetto della prova rigorosa di diversi ulteriori profili di danno - facendo applicazione, in via equitativa, dei criteri dettati dall'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, e dunque in una somma pari al 5% annuo del valore del terreno (fermo restando che possono essere utilizzati anche ulteriori criteri, che vanno dall'equità pura con valore attualizzato omnicomprensivo secondo il principio della taxatio rei, al... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ativo del bene).
Al fine di individuare il valore di un immobile oggetto di illegittima occupazione da parte della p.a., occorre valutarne le caratteristiche intrinseche e le eventuali potenzialità edificatorie, in particolare attraverso la verifica dei prezzi risultanti da atti di compravendita di immobili finitimi che presentano caratteristiche analoghe.
In caso di restituzione del bene illegittimamente occupato previa la sua riduzione in pristino stato, l'amministrazione deve risarcire il danno per l'occupazione illegittima a far data dalla scadenza del periodo di occupazione legittima e sino alla restituzione effettiva del bene ai proprietari, consistente negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dei terreni effettivamente occupati. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi cosi rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
È fondata la domanda di risarcimento dei danni derivanti dalla occupazione illegittima del fondo qualora l'occupazione si sia protratta indebitamente dopo la scadenza del titolo che ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ittimata senza che sia stato concluso il procedimento espropriativo e senza che sia stato corrisposto ai proprietari alcun ristoro per il pregiudizio sofferto. Persistendo in capo ai ricorrenti il diritto di proprietà sul bene, l'occupante va condannato a risarcire la mancata disponibilità del terreno arrecata ai proprietari per tutto il periodo in cui l'occupazione si è protratta illegittimamente, ossia a decorrere dalla scadenza del termine di occupazione sino alla effettiva restituzione. Tale danno va determinato applicando analogicamente l'art. 42 bis co. 3 DPR 327/2001 ovvero nella misura del 5% del valore venale del terreno, per ogni anno di occupazione illegittima, a decorrere dallo scadere del termine massimo di occupazione legittima sino al momento della effettiva restituzione del fondo. Trattandosi di un debito di valore, su tale somma dovranno essere corrisposti interessi legali e rivalutazione, anno per anno, sino alla data di liquidazione dell'importo così determinato.
È consentito, al giudice del merito, provvedere alla liquidazione dei danni da occupazione illegittima avvalendosi del consueto criterio degli interessi legali compensativi annualmente calcolati in relazione al valore venale del bene; ciò propri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ute; l'occupazione è illegittima, sicché la perdita del godimento del bene, per il periodo anzidetto, non trova ristoro nella mera indennità di occupazione.
In sede di risarcimento del danno, quanto al valore venale del suolo, e rammentato che, per effetto dell'omessa emanazione del decreto di esproprio non può annettersi rilievo al vincolo d'inedificabilità già finalizzato al medesimo per sostenere l'insussistenza di qualsivoglia valore, esso deve essere ragguagliato alle sue caratteristiche intrinseche e alle eventuali potenzialità edificatorie rivenienti dalla scadenza del vincolo espropriativo, e dal relativo regime urbanistico-edilizio, avuto riguardo altresì ai prezzi risultanti da atti di compravendita di immobili finitimi con analoghe caratteristiche. Ne consegue che la somma dovuta a titolo di risarcimento del danno deve essere determinata con operazione più articolata e complessa che non può risolversi nella mera rivalutazione di un valore accertato trent'anni prima a fini fiscali.
Sia nel caso di acquisizione sanante che nel caso di restitutio in integrum, il provvedimento da emanarsi dovrà contenere la liquidazione, in favore del proprietario ed a titolo risarci... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...na somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'intero bene occupato per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Il danno riposante nella sottrazione del valore d'uso del compendio immobiliare privato illegittimamente occupato dalla pubblica amministrazione, consistente nella sottrazione del valore d'uso dell'immobile, può essere equitativamente mutuato il criterio stabilito dal comma 3 dell'art. 42 bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n.327.
In uno alla restituzione dei beni, il soggetto che occupa illegittimamente un bene privato per finalità di interesse pubblico deve essere condannato a risarcire il danno da occupazione illegittima temporanea, da quantificarsi - in mancanza di una più puntuale dimostrazione da parte del danneggiato dei frutti e di altra utilità perduti - negli interessi legali compensativi decorrenti dall'inizio dell'occupazione illegittima e sino all'effettivo rilascio nella disponibilità della parte proprietaria, sul valore del bene calcolato al momento dello spossessamento, da aggiornarsi annualmente secondo gli indici periodici ISTAT. A tali importi devono ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...oi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, partendo dal primo anno di scadenza dell'occupazione sino al soddisfo. La somma così risultante dovrà essere maggiorata degli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza sino alla restituzione effettiva.
I soggetti (concedente e concessionario) responsabili dell'illegittima occupazione di un bene privato per motivi di interesse pubblico, sia che ritengano di restituire l'area occupata (previa rimessione nel pristino stato) sia che ritengano di poter emanare, sussistendone i presupposti, il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42- bis del d.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., sono tenuti in solido a provvedere nei confronti dei proprietari al risarcimento del danno da occupazione illegittima, da quantificarsi, in base al combinato disposto dell'art. 34, comma 4, c.p.a. e dell'art. 42-bis, comma 3, del d.P.R. n. 327/2001, nella misura del 5% annuo del valore venale dell'area occupata.
In ordine all'occupazione illegittima di terreni privati la domanda risarcitoria è accoglibile nel limite del solo pregiudizio, a carattere permanente, occasionato dalla perdita della materiale disponibilità del fondo, non essendo di contro... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e il danno da perdita della proprietà. In ordine alla sua quantificazione, il danno per illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene, per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza; detto risarcimento deve operare con riferimento al momento in cui l'occupazione dell'area privata è divenuta illegittima, sino al definitivo trasferimento della proprietà ovvero alla sua restituzione al legittimo proprietario.
Il danno da occupazione temporanea illegittima deve essere quantificato negli interessi legali compensativi decorrenti dall'inizio dell'occupazione illegittima (data di immissione in possesso) e sino all'effettivo rilascio del bene nella disponibilità della parte proprietaria. Gli interessi legali dovranno essere computati sul valore del terreno occupato, stimato al momento dell'inizio dell'occupazione illegittima e corrisposti da tale data sino al momento della restituzione effettiva.
In conseguenza dell'occupazione appropriativa, il proprietario ha diritto al controvalore del bene, determinato secondo i criteri di legge (id est, seco... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...re di mercato ex lege n. 2359 del 1986, per i beni in relazione ai quali la dichiarazione di pubblica utilità sia intervenuta prima del 30-6-2003), al quale deve essere aggiunto il danno sofferto per la sua occupazione prima che il fondo venisse trasformato, in teoria corrispondente ai frutti e a ogni altra utilità che il proprietario stesso dimostri di avere perduto durante il periodo in questione, ma suscettibile di liquidazione in via equitativa mediante commisurazione ai cosiddetti frutti civili, ovvero agli interessi legali, per ogni anno di occupazione, calcolati sul controvalore del bene determinato all'epoca della sua irreversibile trasformazione.
Il risarcimento da occupazione illegittima può essere ragguagliato al valore locativo.
Il danno da occupazione illegittima o da spossessamento del bene può essere quantificato nella somma risultante dall'applicazione degli interessi legali compensativi sul valore del bene calcolato al momento dello spossessamento, da aggiornarsi annualmente secondo gli indici periodici ISTAT. In mancanza di prova specifica da parte del danneggiato riguardo i frutti e altre utilità perdute, il tasso di interesse legale è da ritenersi quale presumibile e normale indice di red... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ave; dell'immobile, rappresentando la commisurazione equitativa dei c.d. frutti civili. A tali importi devono aggiungersi poi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, partendo dal primo anno di scadenza dell'occupazione sino al soddisfo, e la somma così risultante dovrà essere maggiorata degli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza sino alla restituzione effettiva.
Per ciascuna annualità di occupazione illegittima risulta equo quantificare il danno in un importo pari ad un ventesimo del valore attuale del fondo, comprensivo della rivalutazione (stante il riferimento al valore attuale del fondo), con l'aggiunta degli interessi legali dovuti per il ritardo.
Nell'ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato previa riduzione in pristino stato, l'Amministrazione deve anche risarcire il danno per l'occupazione illegittima che dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima dell'immobile occupato. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi in tal modo rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...enerali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Sia in caso di acquisizione che di restituzione del bene illegittimamente occupato, il danno da occupazione illegittima è da quantificarsi, in base al combinato disposto dell'art. 34, comma 4, c.p.a. e dell'art. 42-bis, comma 3, del d.P.R. n. 327/2001, nella misura del 5% annuo del valore venale dell'area occupata, da computarsi dalla data di scadenza del decreto di occupazione (legittima) alla data di regolarizzazione della fattispecie.
Il danno da occupazione illegittima di un bene privato per scopi di pubblica utilità, può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, da quantificarsi tenendo conto della destinazione urbanistica dell'area, con riguardo a ciascun anno di occupazione, mediante appropriate rivalutazioni o devalutazioni dei parametri comparativi rinvenuti.
Sia in caso di acquisizione che in ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, il provvedimento da emanarsi deve contenere la liquidazione, in favore del proprietario ricorrente ed a titolo risarcitorio, di una somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinqu... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... annuo sul valore venale dell'intero bene occupato per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Il risarcimento del danno dovuto per l'indebita occupazione nel caso in cui l'Amministrazione opti per la restituzione del bene, deve essere quantificato nel 5% del valore del bene, per ogni anno di occupazione indebita; valore che dovrà essere individuato in ragione dell'ordinario prezzo di mercato di terreni aventi analoghe caratteristiche, desumibile dalle transazioni intervenute. Somma che, per ciascun anno di occupazione, dovrà essere rivalutata ed incrementata degli interessi legali.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, è dovuto il risarcimento del danno da occupazione temporanea illegittima, il quale deve essere computato negli interessi legali sul valore del bene (interessi da qualificarsi compensativi ex art. 1499 c.c.).
Per consolidata giurisprudenza, il danno per l'illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene (valore desumibile dalla destinazione urbanistica dell'immobile), per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ssi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, nel caso in cui l'Amministrazione proceda alla restituzione del bene previa eventuale riduzione in pristino stato, dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'immobile occupato. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e, sugli importi cosi rivalutati, dovranno essere corrisposti al ricorrente gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Il risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, sulla base dei criteri elaborati dalla giurisprudenza, corrispondono agli interessi moratori sul valore del bene, assumendo quale capitale di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato; le somme così calcolate vanno poi incrementate per interessi e rivalutazione monetaria dovuti dalla data di proposizione del ricorso di primo grado fino alla data di deposito della sentenza.
Laddove l'Amministrazione opti per la restituzi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e illegittimamente occupato, libero da persone o cose, nella disponibilità del legittimo proprietario, deve riconoscere a questi il danno da occupazione temporanea illegittima. Il danno conseguente alla mancata disponibilità temporanea del bene può essere liquidato, in difetto di prova specifica circa particolari pregiudizi derivati dalla mancata utilizzazione del bene, in un importo pari agli interessi compensativi coincidenti con gli interessi legali sul valore del bene.
Il danno per illegittima occupazione dei suoli deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene (valore desumibile dalla destinazione urbanistica dell'immobile), per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi.
Per il periodo di occupazione illegittima il danno da risarcire può essere forfettariamente determinato nella misura fissa dell'interesse del 5% annuo sul valore venale del bene attualizzato anno per anno.
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene occupato sine titulo previa riduzione in pristino stato, dovrà anche risarcire il danno per l'occupazione illegittima (a far data dalla scadenza del periodo di occupazione legittima e sino alla ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...e effettiva del bene ai proprietari); tale risarcimento dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'immobile occupato.
In ipotesi di occupazione illegittima, il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene; tale valore d'uso, corrispondente al danno sofferto dalla parte privata ricorrente per l'illecita, prolungata occupazione dei terreni di sua proprietà, può ragionevolmente quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse legale sul valore venale del bene.
Ai fini della quantificazione del ristoro per l'occupazione abusiva, occorre tener conto che l'illecito permanente deve essere risarcito per ogni anno di indebita occupazione. In mancanza d'indicazione e deduzioni più puntuali, deve ritenersi che per il periodo di occupazione senza titolo vada computato a titolo risarcitorio l'interesse legale annuo sul valore venale del bene.
Il danno per il periodo di occupazione illegittima può essere quantificato nel 5% del valore dell'immobile, per ogni anno di indebita occupazione da prendere in considerazione, da determinarsi confrontando i prezzi di mercato di immobi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rovino in condizioni similari, di fatto e di diritto.
L'importo dovuto quale danno da occupazione illegittima deve essere commisurato agli interessi moratori sul valore del bene, assumendo quale "capitale" di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato; le somme così calcolate devono, quindi, essere incrementate degli interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Sia in ipotesi di acquisizione del bene occupato senza titolo che in ipotesi di sua restituzione, il provvedimento da emanarsi deve contenere la liquidazione, in favore del privato ricorrente ed a titolo risarcitorio, di una somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'intero bene occupato per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Ai fini della quantificazione del danno da occupazione illegittima, l'importo deve essere commisurato agli interessi moratori sul valore del bene, assumendo quale "capitale" di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato; le somme così calcolate ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uindi, essere incrementate degli interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Il risarcimento del danno dovuto per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore del danno patrimoniale riportato dalle porzioni del bene in proprietà.
Per la quantificazione del ristoro dovuto per il periodo di occupazione illegittima può farsi riferimento agli interessi legali sul valore venale del bene occupato per ciascun anno di occupazione considerato, tenendo conto della qualificazione urbanistica dell'immobile compensando la somma così determinata con quanto in precedenza percepito dai proprietari a titolo di indennità di espropriazione ed occupazione.
In caso di restituzione del bene illegittimamente occupato, va corrisposto al privato proprietario un importo pari al 5% del valore venale del bene per ogni anno di occupazione illegittima relativamente tanto alla porzione utilizzata per la realizzazione dell'opera quanto a quella residua occupata strumentalmente ma non trasformata, incrementato per interessi e rivalutazione m... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...vuti dalla data di proposizione del ricorso e fino al loro pagamento.
La sottrazione del bene e la manipolazione dello stesso in danno del legittimo proprietario costituiscono un illecito permanente le cui conseguenze dannose, in difetto di diverse allegazioni dei ricorrenti, possono essere liquidate facendo ricorso al criterio equitativo dell'applicazione degli interessi legali sul valore venale del bene in ciascun anno del periodo di occupazione considerato. Le somme così calcolate andranno poi incrementate di interessi e rivalutazione monetaria dovuti dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Il provvedimento con cui è disposta la restituzione del bene illegittimamente occupato, deve contenere la liquidazione, in favore dei proprietari, di una somma in denaro a titolo risarcitorio, pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'intero bene occupato, per tutto il periodo di occupazione illegittima sino alla riconsegna del bene.
Ai fini della quantificazione del risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, in assenza di specifici elementi probatori, può ragionevolmente farsi ri... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lla somma corrispondente all'interesse legale sul valore del bene.
Il risarcimento per il mancato godimento del bene occupato senza titolo, deve calcolarsi assumendo a valore-base quello di mercato del bene e applicando ad esso il tasso d'interesse legale, da ritenersi quale presumibile e normale indice di redditività dell'immobile. D'altra parte, a monte, il valore base del suolo deve essere attualizzato anno per anno con utilizzo dell'indice ISTAT, e solo sul relativo risultato dev'essere computato il danno per la perdita della possibilità di utilizzo del bene, calcolato attraverso il tasso di interesse legale, che rappresenta la commisurazione equitativa dei c.d. frutti civili, in mancanza di una più puntuale dimostrazione dei frutti e di altra utilità perduti. A tali importi devono aggiungersi poi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno, sino al soddisfo.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima va quantificato in base al combinato disposto dell'art. 34 comma 4 c.p.a. e dell'art. 42-bis comma 3 del d.P.R. n. 327/2001, nella misura del 5% annuo del valore venale del bene occupato. Sulle somme così determinate sono dovuti gli interessi e la rivaluta... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...aria.
L'intervenuta occupazione illegittima configura un fatto illecito del quale la mancata disponibilità del bene rappresenta l'evento dannoso; da questo derivano conseguenze pregiudizievoli in capo ai proprietari dalle quali essi debbono essere ristorati. Può ritenersi analogicamente applicabile la previsione di cui all'art. 1499 c.c. secondo cui, in mancanza di avvenuto pagamento del prezzo, la disponibilità della cosa che produce frutti obbliga il compratore ha corrispondere al venditore gli interessi sul valore della res.
Al fine di determinare la voce di danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, deve ritenersi non applicabile il criterio previsto dall'art. 42 bis comma 3 DPR 327/2001 (5% annuo sul valore de bene come determinato nello stesso comma), atteso che trattasi, con tuttavia evidenza, di previsione di natura eccezionale, costituente un ius singulare insuscettibile di applicazione analogica. Viceversa, il criterio della commisurazione del danno da occupazione temporanea illegittima fondato sulla corresponsione degli interessi compensativi è strumento, sicuramente peculiare, ma esportabile al di là della sedes materiae ed utilizzabile in fattispecie similari nelle qua... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...i, in buona sostanza, di compensare il proprietario della mancata disponibilità della cosa utilizzata da altri.
Nell'ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato previa riduzione in pristino, l'Amministrazione è tenuta a risarcire il danno per l'occupazione illegittima consistente negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'area occupata. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, ai fini del risarcimento per il periodo di occupazione illegittima, deve tenersi conto del valore venale in comune commercio del terreno al momento in cui l'occupazione è divenuta illegittima; per la determinazione di tale valore venale non assume rilievo la disciplina di cui all'art. 37 d.p.r. n. 327/2001 (norma richiamata dal successivo art. 42-bis con riferimento all'ipotesi di emanazione di un provvedimento di acquisizione sanante).
Il danno per l'indebita occupazione di immobile deve ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...tificato nel 5%, del valore dello stesso, per ciascun anno di effettiva privazione previo accertamento del momento in cui è avvenuto lo spossessamento dei proprietari.
Nel caso di restituzione del bene occupato illegittimamente non sono dovuti né il riconoscimento del danno non materiale, né gli indennizzi dovuti per i maggiori costi della coltivazione e il minor valore dell'area residua, nonché l'indennità per il coltivatore diretto. Dovrà, invece, essere corrisposta l'indennità di occupazione nella misura indicata dall'art. 49 del DPR 327/2001, dalla data dell'occupazione alla data della restituzione.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, nel caso in cui si proceda alla restituzione del bene illegittimamente occupato, previa eventuale riduzione in pristino, deve consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'immobile occupato. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno essere corrisposti al ricorrente gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Il da... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...iodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, può essere determinato in ragione del canone di locazione che il privato avrebbe potuto percepire in forza di contratto in essere, dovendosi ritenere in via presuntiva che in quell'arco temporale, se non vi fosse stata l'occupazione illegittima, il contratto di locazione sarebbe stato ancora efficace.
Ai fini del risarcimento del danno da occupazione illegittima, non può trovare immediata applicazione quanto disposto dall'art. 42-bis d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327. Infatti, esso si applica esclusivamente nei casi in cui l'amministrazione disponga l'acquisizione sanante del bene, privando così il destinatario del provvedimento del diritto di proprietà; al contrario, la norma non è immediatamente applicabile alla diversa ipotesi - della domanda di risarcimento del danno. La voce di danno de qua va dunque risarcita, secondo l'insegnamento della giurisprudenza, mediante il computo di interessi moratori – determinati nella misura legale - sul valore venale del bene, assumendo quale capitale di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato.
Il risarcimento del danno per indebita occupazione può quant... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ll'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, per la cui quantificazione l'amministrazione dovrà, tenuto conto della destinazione urbanistica dell'area: a. utilizzare il metodo di stima diretta (o sintetica); b. devalutare e rivalutare annualmente i valori medi a mq. indicati per i terreni interessati, secondo gli indici dell'andamento dei prezzi del mercato immobiliare pubblicati nei siti internet delle maggiori e più accreditate società di studi e di osservatori del mercato immobiliare, per comprendere il periodo che va dall'inizio dell'illegittima detenzione, al termine dell'autorizzata occupazione d'urgenza, fino all'attualità.
In alternativa all'acquisizione del bene occupato senza titolo, l'Amministrazione potrà disporne la restituzione, previa riduzione al pristino stato, e risarcire il danno per l'occupazione sine titulo fino all'atto del rilascio, riconoscendo un interesse del cinque per cento per ogni anno di occupazione sul valore venale del bene (soltanto per le cinque annualità precedenti alla proposizione del ricorso), da determinare tenendo conto della destinazione urbanistica dell'area, unitamente al danno non patrimoniale da individuarsi nella misura del dieci per cento sul valore del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...>
Sia in ipotesi di acquisizione che di restituzione del bene illegittimamente occupato il provvedimento, od i provvedimenti, da emanarsi devono contenere la liquidazione, in favore dei ricorrenti ed a titolo risarcitorio, di una somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'intero bene occupato, per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Il danno da mancato godimento del bene deve calcolarsi assumendo a valore-base quello di mercato del bene, attualizzato anno per anno e applicando ad esso il tasso d'interesse legale, da ritenersi quale presumibile e normale indice di redditività dell'immobile in mancanza di una più puntuale dimostrazione dei frutti e di altra utilità perduti. A tali importi devono aggiungersi poi gli interessi legali per il ritardo nell'erogazione delle somme, da computarsi anno per anno.
Il proprietario deve essere risarcito per il periodo di occupazione illegittima fino a che questa perduri, nella misura del 5% annuo, diviso in ratei mensili, fino alla definitiva soluzione della questione con riconduzione a diritto della situazione esistente. Sui singoli ratei,... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... maturazione, andranno poi calcolate la rivalutazione monetaria e gli interessi al tasso legale, secondo i criteri pacifici in giurisprudenza.
L'Amministrazione è tenuta al risarcimento del danno derivante dall'occupazione illegittima. Quanto ai criteri da seguire per la determinazione dei danni cagionati, l'autorità procedente non potrà esimersi dal valutare il valore del fondo al momento dell'immissione in possesso. Valore che dovrà essere ricapitalizzato in ragione degli anni nei quali si è protratta l'attività d'illecita occupazione, alla data di restituzione.
Ai fini della liquidazione del danno conseguente ad occupazione illegittima, in assenza di diverse allegazioni dei ricorrenti, si dovrà fare ricorso al criterio equitativo dell'applicazione degli interessi legali sul valore venale del bene, con decorrenza dal momento in cui è iniziata la consumazione dell'illecito (ovvero dal momento dell'occupazione, o dalla scadenza dei termini di occupazione legittima) e assumendo quale capitale di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato. Le somme così calcolate andranno poi incrementate di interessi e rivalutazione monetaria.
<... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...anno patrimoniale per il periodo di occupazione illegittima è risarcibile nella misura dell'interesse legale applicato, per ciascun anno del periodo di occupazione, sul valore di mercato del bene nell'anno di riferimento (tale valore si ottiene, evidentemente, mediante devalutazione anno per anno del valore attuale).
Ai fini della quantificazione del ristoro per l'indebita occupazione, occorre tener conto che l'illecito permanente deve essere risarcito per ogni anno di abusiva occupazione, determinando il valore di mercato del cespite immobiliare per via analogico-comparativa, devalutando tale valore tramite gli indici di andamento dei prezzi del mercato immobiliare, per ogni singola annualità dall'inizio dell'occupazione illegittima fino a quella della stima e computando, sulla base di tali stime, il risarcimento del danno dovuto per l'occupazione illegittima nella misura del 5% annuo del valore venale corrente.
In ipotesi di restituzione dei terreni illegittimamente occupati deve essere corrisposto un risarcimento del danno pari al 5% calcolato sul valore di mercato delle aree effettivamente occupata e non l'intera superficie del compendio. L'operazione deve essere ripetuta per ogni anno di occupazione illegittima, fino alla data del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ione della domanda giudiziale. Sulla somma così quantificata sono dovuti gli interessi moratori, nella misura del tasso legale, dalla data della domanda al saldo.
Per consolidata giurisprudenza, il danno per illegittima occupazione dei suoli, deve essere liquidato in misura pari agli interessi legali sul valore di mercato del bene, per ciascun anno del periodo di occupazione, con rivalutazione e interessi dalla data di proposizione del ricorso fino alla data di deposito della sentenza.
Sia in ipotesi di acquisizione che in ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, il provvedimento relativo deve contenere la liquidazione, in favore del privato, di una somma in denaro a titolo risarcitorio, pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'intero bene occupato, per tutto il periodo di occupazione illegittima.
Sia nel caso di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR 327/2001 che in ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, il provvedimento da emanarsi deve contenere la liquidazione, in favore del privato ed a titolo risarcitorio, di una somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dell'inte... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...upato per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Nell'ipotesi di restituzione del bene previa riduzione in pristino stato l'amministrazione deve anche risarcire il danno per l'occupazione illegittima sino alla restituzione effettiva dei beni. Il risarcimento dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima – degli immobili. La somma così determinata dovrà, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Per il periodo di occupazione senza titolo va computato, a titolo risarcitorio, l'interesse del cinque per cento annuo sul valore di mercato del bene.
Spetta al proprietario del bene occupato il risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima; dovrà a tal fine essere utilizzato il metodo di stima diretta (o sintetica), che consiste nella determinazione del più probabile valore di mercato di un bene mediante la comparazione di valori di beni della stes... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a di quello oggetto di stima; devalutare i valori medi a mq. indicati per il terreno interessato fino a portarli al momento dell'illegittimo possesso; applicare a questi ultimi gli interessi nella misura del 5% per ogni anno di occupazione.
Ai fini della quantificazione del valore venale, quale parametro per la determinazione del danno patrimoniale da illegittima occupazione, l'amministrazione è tenuta ad utilizzare il metodo di stima diretta (o sintetica), che consiste nella determinazione del più probabile valore di mercato di un bene mediante la comparazione di valori di beni della stessa tipologia di quello oggetto di stima (atti di compravendita di terreni finitimi e simili), devalutando i valori medi a mq. indicati per il terreno interessato fino a portarli al momento della cessazione di efficacia dei decreti di occupazione d'urgenza; una volta stabilito il valore venale del bene vanno computati gli interessi nella misura del 5% per ogni anno di occupazione illegittima.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, deve essere corrisposto al proprietario un importo pari al 5% del valore venale del bene per ogni anno di occupazione illegittima, incrementato per interessi e rivalutazione monetaria dovuti dalla data... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione del ricorso e fino al loro pagamento. Da detto importo andranno detratte le somme (debitamente rivalutate e maggiorate degli interessi), già versate a titolo di acconto sull'indennità di esproprio.
Per il periodo di occupazione illegittima, i danni da risarcire corrispondono agli interessi moratori sul valore del bene, assumendo quale capitale di riferimento il relativo valore di mercato in ciascun anno del periodo di occupazione considerato; le somme così calcolate andranno poi incrementate per interessi e rivalutazione monetaria dovuti dalla data di proposizione del ricorso di primo grado fino alla data di deposito della sentenza.
L'entità del risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, deve essere quantificata con riferimento agli interessi legali sul valore dei terreni occupati, rivalutato per ciascun anno di occupazione al quale viene riferito il risarcimento dovuto, oltre rivalutazione ed interessi legali su tali somme, fino al soddisfo.
Il danno corrispondente al mancato godimento del bene per il periodo di occupazione illegittima precedente la perdita del diritto dominicale, può essere liquidato equitativamente in misura pari agli intere... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sulla somma corrispondente al valore venale del bene che virtualmente sarebbe spettata quale indennità di espropriazione oltre rivalutazione monetaria secondo indici ISTAT ed interessi legali compensativi da computarsi sulle somme capitali di anno in anno rivalutate.
Sia nel caso di acquisizione sanante che in ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, il provvedimento da emanarsi deve contenere la liquidazione, in favore del privato ed a titolo risarcitorio, di una somma in denaro pari all'applicazione del saggio di interesse del cinque per cento annuo sul valore venale della quota occupata, per tutto il periodo di occupazione senza titolo, che decorre dalla scadenza del termine finale per l'espropriazione.
Il danno per il periodo di occupazione illegittima deve essere quantificato nella misura degli interessi moratori sul valore venale; le somme così determinate andranno poi incrementate con interessi e rivalutazione.
A titolo di risarcimento per l'occupazione illegittima è dovuto l'interesse annuo del 5% sul valore venale dell'immobile occupato, stimato alla data di inizio della occupazione illegittima e rivalutato anno per anno.
Per il periodo di occupazione illegittima, va corr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...risarcimento del danno consistente negli interessi legali calcolati sul valore della superficie occupata all'epoca della cessazione dell'occupazione legittima, oltre rivalutazione e interessi. Tale risarcimento copre ogni danno subito, a vario titolo, dalla perdurante abusiva occupazione delle aree di proprietà ed esclude la liquidazione di ulteriori voci di danno (quali ad esempio la perdita di valore d'uso), che costituirebbe un'indebita locupletazione della parte privata.
Ai fini del calcolo del risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima non può essere condivisa la tesi secondo cui si potrebbe applicare la presunzione (laddove la legge parla espressamente di prova), che il danno sarebbe pari a quello corrispondente all'indennità di occupazione legittima. A tale proposito va ricordato, infatti, che l'indennità di occupazione, oltre ad essere dovuta in misura maggiore anche in considerazione della sua durata limitata nel tempo, va, in primo luogo, determinata applicando la percentuale al VAM e non anche al valore di mercato.
Il danno per il periodo di occupazione senza titolo – comunque dovuto per tutto il periodo dalla data di immissione in possesso e fino all'adozione del provvedimento ex ar... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...27/2001 o alla data dell'effettiva restituzione dell'area illegittimamente occupata - ai sensi della citata norma è computato, se dagli atti del procedimento non risulta la prova di una diversa entità del danno, nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore del terreno, per ogni anno di riferimento, determinato sul valore venale del bene. Il danno da mancato godimento va pertanto commisurato al valore economico che il proprietario avrebbe potuto ricavare in ogni anno e ove tale valore non possa essere accertato, deve essere corrisposto il 5% del valore che il bene aveva in ogni anno di riferimento, fatti salvi i periodi coperti dalla prescrizione quinquennale.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, previa riduzione in pristino stato, l'amministrazione deve anche risarcire il danno per l'occupazione illegittima sino alla restituzione effettiva del bene, quindi dalla data di scadenza del quinquennio dall'immissione in possesso; il risarcimento dovrà consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima - dell'immobile occupato. La somma così determinata deve, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno esse... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Il risarcimento per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima, deve consistere negli interessi legali calcolati sul valore - all'epoca in cui ha avuto inizio l'occupazione illegittima – degli immobili occupati. La somma così determinata deve, poi, essere rivalutata anno per anno e sugli importi così rivalutati devono essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima, nel caso di restituzione del bene, deve consistere nel 5% annuo sul valore venale della superficie occupata, mediante accertamento del valore del terreno occupato nel momento in cui l'occupazione illegittima ha avuto inizio. Le somme così determinate in relazione a ciascuna annualità dovranno, poi, essere rivalutare anno per anno e sugli importi così rivalutati dovranno essere corrisposti gli interessi legali, in base ai principi generali sulla liquidazione dell'obbligazione risarcitoria.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, è dovuto il risarcimento ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...er la sua mancata utilizzazione da calcolarsi in misura pari agli interessi moratori sul valore di mercato del bene per ciascun anno di illegittima occupazione. Le somme così calcolate andranno incrementate da interessi e rivalutazione monetaria dalla data di proposizione del ricorso fino al loro pagamento.
In caso di occupazione illegittima di bene privato irreversibilmente trasformato, è dovuto un risarcimento determinato - sulla base di un accordo tra le parti (art. 34, comma 4, cod. proc. amm.) - in applicazione del criterio di cui all'art. 42-bis, comma 3 secondo cpv. del d.P.R. n. 327 del 2001, rimanendo salva ogni ulteriore attività dell'occupante volta a ripristinare la corrispondenza della situazione di fatto a quella di diritto secondo le soluzioni approntate dall'ordinamento, considerato che la permanenza dell'illegittima occupazione è idonea a generare danno erariale.
Nella determinazione del complessivo ammontare del danno dovuto per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittime, occorre procedere anche in applicazione dell'art. 1226 c.c., tenendo conto de... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...omplessivo di occupazione del bene, delle dimensioni della costruzione realizzata e dell'incidenza della stessa sulle possibilità di disporre dell'intero bene, delle dimensioni dell'occupazione stessa, della modifica medio tempore intervenuta sulla destinazione urbanistica dell'area e delle potenzialità in ordine al recupero dell'edificabilità dello stesso, nonché del rapporto tra il valore dell'area e il valore di mercato del bene stesso.
In ipotesi di restituzione del bene occupato sine titulo, il risarcimento del danno deve essere tale da tenere indenni i proprietari dai danni dovuti ad eventuali situazioni d'irreversibilità oggettiva delle trasformazioni operate.
Deve essere risarcito il danno conseguente ad illegittima occupazione che può essere liquidato, per analogia con istituti concernenti situazioni similari, mediante una indennità pari, per l'intero periodo di occupazione illegittima, agli interessi legali prodotti dalla somma corrispondente al valore dell'indennità di esproprio per le aree occupate peraltro comprensiva delle voci indennitarie calc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...lazione alla prevista acquisizione e demolizione di manufatti, anche se in realtà mai avvenuta, dovendo il risarcimento comprendere anche il danno derivante dal mancato uso dei medesimi manufatti per l'intero periodo di protrazione dell'occupazione.
In ipotesi di occupazione illegittima, va risarcito il danno conseguente all'incidenza interferenziale dell'occupazione sulla praticabilità e realizzabilità di un progetto (nel caso di specie) di riqualificazione urbana; appare a tale fine corretta una liquidazione in via equitivativa che abbia tenuto conto di tutti i fattori taluno di segno e valenza contrastante rispetto all'altro (quali la considerazione giuridica unitaria del Programma e il contrastante elemento secondo il quale in via teorica e pratica i detti interventi sarebbero stati realizzabili anche separatamente).
Per effetto dell'espunzione dall'ordinamento del D.L. n. 333 del 1992, art. 5 bis, comma 7-bis l'unico criterio util... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r la liquidazione del danno cagionato dall'occupazione illegittima, tanto per i suoli edificabili quanto per quelli agricoli o inedificabili, resta quello della piena reintegrazione patrimoniale, che impone di commisurare il ristoro dovuto al proprietario al valore di mercato del fondo occupato, da determinarsi in base alle caratteristiche intrinseche ed estrinseche del suolo.
Generando l'occupazione usurpativa un illecito risarcibile, il risarcimento del danno dev'essere commisurato all'integrale valore di mercato del suolo, sulla base delle obiettive ed intrinseche caratteristiche ed attitudini dell'area, in relazione alle utilizzazioni autorizzate dagli strumenti di pianificazione del territorio. Ne consegue perciò che la sua liquidazione in base al VAM è errata, in quanto, pur ammesso che si voglia considerare ai fini della sua determinazione il criterio risarcitorio del valore di mercato, e pur triplicandosi a tal fine il VAM, la liquidazione è basata su un criterio giudicato incostituzionale e non più applicabile.
PATOLOGIA --> RISARCIMENTO DEL DANNO --> OCCUPAZION... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...MA --> CRITERI DI CALCOLO --> SOMME GIÀ' LIQUIDATE/DEPOSITATE
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene occupato senza titolo deve corrispondere il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo al proprietario ricorrente; ove le somme già ricevute dal ricorrente si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Dalle somme dovute ai proprietari ricorrenti, sia nel caso di restituzione del bene illegittimamente occupato, previa riduzione in pristino che nel caso di sua acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis DPR 327/2001, devono esser detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., le somme eventualmente già corrisposte.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato deve essere liquidato il danno da occupazione; in questo caso, ove le somme eventualmente già ricevute da parte del privato ricorrente si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Dalle somme dovute ai p... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...beni illegittimamente occupati, sia nel caso di restituzione previa riduzione in pristino che nel caso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis, DPR 327/2001, devono essere detratte, secondo i criteri di imputazione di cui agli artt. 1993 e 1194 c.c., quelle eventualmente già corrisposte a titolo di indennità di esproprio o di indennità di occupazione illegittima.
Nel caso in cui l'amministrazione opti per la restituzione del bene illegittimamente occupato, deve liquidare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza dell'occupazione legittima (avvenuta per decorrenza del termine quinquennale dall'immissione in possesso) a titolo di occupazione sine titulo; ove le somme già ricevute dal proprietario si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, l'Amministrazione è tenuta a liquidare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza dell'occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto quanto già corrisposto a vario titolo ai ricorrenti. In tal caso, se le somme già ricevute dal ricorrente si rivelassero superiori... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...a occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene occupato senza titolo, deve liquidare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima (avvenuta per decorrenza del termine quinquennale dalla immissione in possesso), a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo alla privato proprietario; ove le somme già ricevute da quest'ultimo si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato deve essere liquidato il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima (avvenuta per decorrenza del termine quinquennale dalla immissione in possesso) a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo. Ove le somme già ricevute dal privato proprietario si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse devono essere restituite per l'eccedenza.
Qualora l'amministrazione decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato, deve corr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima, detratto quanto già corrisposto a vario titolo. In quest'ultimo caso, ove le somme già ricevute dal proprietario ricorrente si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato dovrà corrispondere il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto eventualmente già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute dal proprietario si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato deve corrispondere il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima (avvenuta per decorrenza del termine quinquennale dalla immissione in possesso) a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo al ricorrente. Ove le somme già ricevut... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rente si rivelino superiori al danno da occupazione, esse devono essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione dei terreni illegittimamente occupati il proprietario deve rendere le somme percepite a titolo di acconto dell'indennità di esproprio (e non anche quelle corrisposte per l'occupazione, in quanto compensative del danno effettivamente subito per effetto della legittima sottrazione delle aree alla disponibilità del proprietario).
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato, dovrà liquidare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo; in quest'ultimo caso, ove le somme già ricevute dal privato si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
L'Amministrazione, sia che ritenga di restituire le aree occupate senza titolo sia che ritenga di poter emanare, sussistendone i presupposti, il provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42- bis del d.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., è comunque tenuta a provvedere al risarcimento del danno d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne illegittima, detratte le somme (maggiorate degli interessi legali maturati) eventualmente già corrisposte a vario titolo dall'amministrazione procedente in relazione alla procedura espropriativa.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato deve essere liquidato da parte dell'Amministrazione il 5% del valore annuo sul valore venale del bene occupato per tutto il tempo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo al proprietario o al suo avente causa; ove le somme già ricevute si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
In ipotesi di restituzione del bene illegittimamente occupato, l'Amministrazione dovrà liquidare, a favore del proprietario, il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute dal privato si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
L'Amministrazione, che decida per la restituzione del bene occupato senza titolo, è tenuta al risa... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...l danno nella misura del 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute dal privato si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
L'amministrazione, qualora decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato, dovrà corrispondere il 5% del valore annuo sul valore venale del bene occupato per tutto il tempo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo ai ricorrenti. In quest'ultimo caso, ove le somme già ricevute dai ricorrenti si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Ove decida per la restituzione del bene occupato sine titulo, l'Amministrazione è tenuta a corrispondere il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno es... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uite per l'eccedenza.
Qualora l'Amministrazione decida per la restituzione del bene illegittimamente occupato dovrà liquidare in favore del titolare il 5% del valore che l'immobile aveva in ogni anno successivo alla scadenza della occupazione legittima a titolo di occupazione sine titulo, detratto, ovviamente, quanto già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute dal proprietario si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
Dalla somma determinata a titolo di risarcimento del danno per il periodo di occupazione illegittima, deve essere detratto quanto già corrisposto a vario titolo; ove le somme già ricevute dal privato si rivelassero superiori al danno da occupazione, esse dovranno essere restituite per l'eccedenza.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'Amministrazione non possono, di norma, chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la propr... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della eventuale domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente, sicché il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'Amministrazione non possono chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; ne discende l'inammissibilità della eventuale domanda giudiziale mirante a ottenere il risarcimento dei danni subiti per la perdita dei beni, pari al valore venale degli stessi, sia pure per equivalente, dovendo il risarcimento del danno coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie mediante legittimo trasferimento della proprietà dell'area (vuoi con il consenso della controparte mediante contra... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ediante acquisizione sanante ex art. 42-bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327), quantificabile con valutazione equitativa nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal cit. art. 42-bis, al comma 3, suscettibile di applicazione analogica in quanto espressione di un principio generale.
I privati i cui beni siano stati illegittimamente occupati dall'amministrazione non possono, di norma, chiedere il risarcimento del danno collegato alla perdita della titolarità del bene, pari al suo valore venale, giacché tale perdita, sotto il profilo dominicale, non vi è stata, permanendo la proprietà degli stessi in capo ai privati medesimi; diversamente opinando, si darebbe luogo a un'indebita locupletazione, sicché il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, cioè al momento in cui la Pubblica Amministrazione acquisterà legittimamente la proprietà dell'area, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritativo di acquisizione sanante ex art. 42 bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r /> Il risarcimento del danno da occupazione illegittima deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie.
In relazione alla maggiore superficie occupata rispetto a quanto previsto nel piano particellare afferente al progetto dichiarato di pubblica utilità, è dovuto il risarcimento del danno per illegittima occupazione dalla data di adozione del decreto di esproprio illegittimo a quello della regolarizzazione della fattispecie mediante acquisizione sanante ex art. 42bis tues, acquisto negoziale o restituzione. Tale danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, confluendo peraltro - nell'ipotesi di acquisizione sanante - nell'indennizzo evincibile dal comma 3 del citato art. 42 bis. Tale valore d'uso, corrispondente come detto, al danno sofferto dai ricorrenti per l'illecita, prolungata occupazione del terreno di loro proprietà, può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il cit. art. 42- bis comma 3, cit. suscettibile di applicazione analogica in quanto espressione di un principio... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br />
Il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, cioè al momento in cui la Pubblica Amministrazione acquisterà legittimamente la proprietà dell'area, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritativo di acquisizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.
In caso di occupazione senza titolo di un cespite immobiliare altrui, il pregiudizio subito dall'avente titolo è in re ipsa, discendendo dalla perdita della disponibilità del bene e dalla mancata disponibilità di un reddito immobiliare e la determinazione del risarcimento del danno ben può essere, in tal caso, operata dal giudice sulla base di elementi presuntivi semplici, con riferimento al c.d. danno figurativo e, quindi, con riguardo al valore locativo del bene usurpato. Tale valore d'uso corrisponde al danno sofferto dal proprietario per l'illecita, prolungata occupazione dei terreni, considerando che la condotta illecita dell'amministrazione, incidente sul diritto di proprietà, non può comportare l'acquisizione del fondo e configura ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... permanente ex art. 2043 c.c., suscettibile di essere superato o con l'acquisizione del bene ai sensi dell'art. 42 bis del Dpr 327/2001 o con la restituzione, sussistendo comunque la facoltà del proprietario di optare per una tutela risarcitoria, con un'implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato.
Il risarcimento del danno causato dall'illegittima detenzione di aree private da parte della p.a. deve coprire il solo valore d'uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione, cioè dal momento della scadenza del provvedimento di occupazione d'urgenza e fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ovvero fino alla restituzione dell'area o al suo legittimo acquisto, confluendo peraltro in tale ultima ipotesi la posta risarcitoria, in senso lato, nell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante (cfr. comma 3 del citato art. 42 bis, comma 3 del d.P.R. n. 327 del 2001). Tale valore d'uso può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il citato comma 3 dell'art. 42 bis, oltre gli interessi legali.
In riferimento alle annualit&ag... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rescritte, il risarcimento del danno da occupazione illegittima deve coprire il solo valore d'uso del bene a partire dai cinque anni precedenti la notifica del ricorso fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ovvero fino alla restituzione dell'area o al suo legittimo acquisto, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritativo di acquisizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, confluendo peraltro in tale ultima ipotesi la posta risarcitoria, in senso lato, nell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante, come evincibile dal richiamato disposto del comma 3 del citato art. 42 bis.
Il risarcimento del danno causato dall'illegittima detenzione delle aree private da parte della p.a., non legittimamente espropriate, né altrimenti acquisite al patrimonio dell'ente, ma rimaste nella loro proprietà, deve coprire il solo valore d'uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione (ovvero dalla scadenza del periodo di occupazione legittima), fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ovvero fino alla restituzione dell'area o al suo legittimo acquisto, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del prov... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...utoritativo di acquisizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327. Tale valore d'uso può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il cit. art. 42- bis comma 3, d.P.R. n. 327 del 2001, suscettibile di applicazione analogica in quanto espressione di un principio generale.
Il danno per il periodo di illegittima occupazione deve coprire il solo valore d'uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione e fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie (coincidente con la disposta restituzione, ovvero con l'eventuale acquisizione sanante). Tale valore d'uso, corrispondente al danno sofferto dai proprietari per l'illecita, prolungata occupazione dei terreni di loro proprietà, può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale dei fondi alla data del 31 dicembre di ogni anno di riferimento del periodo di occupazione illecita, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il cit. art. 42- bis comma 3, d.P.R. n. 327 del 2001, suscettibile, in difetto di prova di un danno d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ntità, di applicazione analogica in quanto espressione di un principio generale. Su tali importi devono essere calcolati gli interessi sulla somma rivalutata anno per anno fino alla data della proposta; la somma così risultante sarà poi produttiva di interessi dalla data di deposito della presente decisione fino all'effettivo soddisfo.
Il danno per occupazione illegittima deve coprire il valore d'uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione, fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie. Tale valore d'uso può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il cit. art. 42 - bis comma 3, d.P.R. n. 327 del 2001, suscettibile di applicazione analogica in quanto espressione di un principio generale.
Il danno da occupazione illegittima deve coprire il solo valore d'uso del bene dal momento della sua illegittima occupazione, fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, ovvero fino alla restituzione dell'area o al suo legittimo acquisto, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...isizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327, confluendo peraltro in tale ultima ipotesi la posta risarcitoria, in senso lato, nell'indennizzo dovuto per l'acquisizione sanante, come evincibile dal richiamato disposto del comma 3 del citato art. 42 bis. Tale valore d'uso può quantificarsi, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, in linea con il parametro fatto proprio dal legislatore con il cit. art. 42- bis comma 3, d.P.R. n. 327 del 2001, suscettibile di applicazione analogica in quanto espressione di un principio generale.
Il risarcimento da occupazione illegittima non può consistere nel valore venale del bene, atteso che il proprietario del bene occupato deve reputarsi ancora titolare del bene in questione. Ne consegue che il risarcimento del danno deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione sino alla data della cessazione dell'occupazione illecita. Tale danno può quantificarsi nella sua componente patrimoniale, con valutazione equitativa ex artt. 2056 e 1226 c.c., nell'interesse del cinque per cento annuo sul valore venale del bene, e nella sua componente non patrimoniale, nel 10% del valore ve... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ne, in linea con i parametri di cui all'art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, suscettibili di applicazione analogica in quanto espressione di principi generali.
Il risarcimento del danno da occupazione illegittima del bene privato per scopi di pubblica utilità deve coprire il solo valore d'uso del bene, dal momento della sua illegittima occupazione fino alla giuridica regolarizzazione della fattispecie, cioè al momento in cui la Pubblica Amministrazione acquisterà legittimamente la proprietà dell'area, vuoi con il consenso della controparte mediante contratto, vuoi mediante l'adozione del provvedimento autoritativo di acquisizione sanante ex art. 42- bis, d.P.R. 8 giugno 2001 n. 327.
In caso di occupazione illegittima di un immobile è ravvisabile, secondo una presunzione iuris tantum, l'esistenza di un danno connesso alla perdita della disponibilità del bene ed all'impossibilità di conseguire l'utilità ricavabile dal bene medesimo, in relazione alla sua natura normalmente fruttifera, onde la relativa liquidazione può ben essere operata dal giudice sulla... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...esunzioni semplici, con riferimento al cosiddetto danno figurativo, id est al valore locativo del bene, sempreché la locazione sia astrattamente possibile sull'area occupata.
Il danno da risarcire per il periodo in cui un bene è stato illegittimamente appreso dall'Amministrazione è quello derivante dalla mancata utilizzazione e può essere liquidato in via equitativa. Se il bene è stato locato dall'amministrazione occupante, il criterio di liquidazione può far riferimento al valore locativo dall'inizio dell'occupazione illegittima sino a quando il bene è stato locato, e a far data dall'intervenuta locazione ai frutti civili percepiti dall'amministrazione. Le somme così determinate vanno, poi, maggiorate degli interessi compensativi, nella misura del tasso legale, a partire dalla data in cui furono o avrebbero potuto essere percepiti i singoli canoni di locazione mensili. Su tali somme decorrono, ai sensi dell'articolo 1282, I^ comma, Cod. civ., gli interessi moratori dalla data di pubblicazione della sentenza a quella del soddisfo effettivo del creditore.