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Timestamp: 2018-02-21 10:20:36+00:00
Document Index: 13360358

Matched Legal Cases: ['art. 54', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 31', 'art. 54', 'art. 55', 'art. 69', 'art. 55', 'art. 147', 'art. 148', 'art. 165', 'art. 146', 'art. 54', 'art. 5', 'art. 32', 'art 5', 'art. 1', 'art. 1']

Documento di lavoro. ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. (Versione 1.0) - PDF
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1 ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura R Documento di lavoro T Sintesi Gestione dei terreni ritirati dalla produzione (Versione 1.0) Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura
2 Firenze, 23/05/ SUPERFICI AMMISSIBILI AD ABBINAMENTO CON DIRITTI DI RITIRO [art. 54, reg. (CE) n. 1782/2003] - superfici agricole dell'azienda prese dai seminativi, ad eccezione delle superfici che al 15 maggio 2003 erano destinate a colture permanenti, foreste o utilizzate per attività non agricole o per pascoli permanenti; - superfici ritirate dalla produzione ai sensi degli artt del reg. (CE) n. 1257/1999, (a seguito di una domanda presentata posteriormente al 28 giugno 1995) che non sono adibite né ad uso agricolo, né utilizzate per fini lucrativi diversi da quelli ammessi per i terreni ritirati dalla produzione nel quadro di detto regolamento; - superfici rimboscate a norma dell'art. 31 del reg. (CE) n. 1257/1999 (a seguito di una domanda presentata posteriormente al 28 giugno 1995). 1.1 Colture permanenti abbinabili a diritti di ritiro La regola generale prevede che le colture permanenti non siano ammissibili all abbinamento né con i diritti ordinari né con i diritti di ritiro. Per quanto riguarda l abbinamento ai diritti di ritiro, esistono alcune eccezioni a questa regola generale: - Produzioni no food: è possibile abbinare a diritti di ritiro le superfici utilizzate per la coltivazione di colture permanenti destinate a produzioni no food (l ammissibilità delle superfici per l abbinamento ai diritti di ritiro è comunque limitata alle superfici che al 15 maggio 2003 non erano investite a colture permanenti); - Rimboschimenti realizzati nell ambito delle misure di sviluppo rurale (art. 31, reg. 1257/1999 reg. 2078/92 reg. 2080/92): le colture permanenti generate da tali rimboschimenti si possono abbinare a diritti di ritiro. 1.2 Pioppeti Abbinamento a diritti di ritiro [reg. (CE) n. 1701/2005] I pioppeti si possono abbinare a diritti di ritiro secondo le tre casistiche di ammissibilità sotto riportate: 1. se sono stati impiantati nell ambito di misure di sviluppo rurale (art. 31, reg. 1257/1999 reg. 2078/92 reg. 2080/92) 2. se la produzione è destinata a no-food e la superficie non era investita a pioppeto al 15 maggio se gli agricoltori nel 2003 coltivavano pioppeti e gli stessi sono stati dichiarati a set aside nella domanda PAC del 2003 Abbinamento a diritti ordinari [reg. (CE) n. 1701/2005] I pioppeti si possono abbinare a titoli ordinari secondo le due casistiche di ammissibilità sotto riportate: - se sono stati impiantati tra il 30 aprile 2004 e il 10 marzo se sono stati impiantati prima del 30 aprile 2004 e le superfici oggetto dell impianto sono state acquistate o affittate tra il 30 aprile 2004 e il 10 marzo USI DELLE SUPERFICI RITIRATE DALLA PRODUZIONE AMMISSIBILI AD ABBINAMENTO CON DIRITTI DI RITIRO Superfici ritirate dalla produzione [art. 54, reg. (CE) n. 1782/2003] Tali superfici non devono essere adibite a fini lucrativi né per la produzione di alcuna coltura ad usi commerciali; fanno eccezione le aziende condotte interamente con metodo di produzione biologico e l uso delle superfici ritirate dalla produzione allo scopo di ottenere materie prime (no food).
3 Esenzione dall obbligo di ritiro dalla produzione per le aziende biologiche [art. 55, lettera a), reg. (CE) n. 1782/2003] Tale condizione consente la compatibilità con i premi ex art. 69 seminativi e con i premi di cui al Titolo IV - escluso la frutta a guscio. Per aziende biologiche si intendono sia quelle certificate come tali che quelle in conversione [Circ. Organismo di Coordinamento n. 356 del 5 maggio 2006, par , pag. 37] Esenzione dall obbligo di ritiro per la produzione no food [art. 55, lettera b), reg. (CE) n. 1782/2003] - Con contratto [art. 147, reg. (CE) n. 1973/2004] - Senza contratto (le materie prime riportate all allegato XXII del reg. (CE) n. 1973/2004 non devono necessariamente formare oggetto di un contratto) [art. 148, reg. (CE) n. 1973/2004] Tra le coltivazioni possibili vi è anche quella della canapa [art. 165 del reg. (CE) n. 1973/2004]. Esenzione dall obbligo di ritiro per la produzione di biogas [art. 146, reg. (CE) n. 1973/2004] 3. CONDIZIONI GENERALI APPLICABILI ALLE SUPERFICI UTILIZZATE PER ABBINAMENTO A DIRITTI DI RITIRO I terreni ritirati dalla produzione devono avere estensione minima di almeno metri quadri ed una larghezza di almeno 10 metri. Particelle di almeno 500 metri quadri ed una larghezza di 5 metri possono essere prese in considerazione a condizione che sulle stesse non sia praticato il diserbo chimico [art. 54, par. 4 del reg. (CE) n. 1782/2003; art. 5, par. 1, DM 15 marzo 2005]. E consentito agli agricoltori di provvedere, a partire dal 15 luglio di ogni anno, alle semine per ottenere un raccolto nell anno successivo. [art. 32, par. 1, reg. (CE) n. 795/2004; art 5, par. 2, DM 15 marzo 2005] In tal caso, il coltivatore è tenuto a produrre specifica dichiarazione. Nelle zone in cui è pratica ordinaria la transumanza dei greggi ed è presente il rischio del pascolo casuale, a partire dal 15 luglio, gli agricoltori, titolari dei terreni ritirati dalla produzione ed ubicati nelle zone di passaggio del bestiame, devono segnalare, contestualmente alla presentazione della domanda di pagamento diretto, nell apposito spazio, le particelle di terreno ritirate dalla produzione che potrebbero essere interessate al transito degli animali. L Organismo pagatore competente, sulla base delle indicazioni fornite dai coltivatori, ha la facoltà di richiedere alle competenti Autorità locali la certificazione o la documentazione attestante la veridicità delle dichiarazioni rese dai coltivatori. Qualora l Organismo pagatore competente, entro il 30 giugno di ogni anno, non opponga motivato diniego, la pratica del pascolo casuale si intende riconosciuta. Gli agricoltori devono mantenere le superfici messe a riposo in Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA) [DM 15 dicembre 2005]. Per superfici messe a riposo si intendono: Superfici agricole non seminate soggette all obbligo di ritiro dalla produzione (set aside), ammissibili all associazione con diritti di ritiro; Superfici agricole non seminate (quindi ritirate volontariamente dalla produzione, dette anche terreni disattivati ), ammissibili all associazione con diritti di ritiro. Le norme da rispettare sono: - Norma 3.1 (Difesa della struttura del suolo attraverso il mantenimento in efficienza della rete di sgrondo delle acque superficiali), in quanto riferita a qualsiasi superficie agricola di un'azienda beneficiaria di aiuti diretti - Norma 4.4 (Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio) in quanto riferita a qualsiasi superficie agricola di un'azienda beneficiaria di aiuti diretti
4 - Norma 2.1 (Gestione delle stoppie e dei residui colturali) in quanto riferita anche alle superfici a seminativo soggette all'obbligo del ritiro dalla produzione (set-aside) e altre superfici ritirate dalla produzione ammissibili all'aiuto diretto - Norma 4.2 (Gestione delle superfici ritirate dalla produzione) in quanto riferita specificatamente alle superfici a seminativo soggette all'obbligo del ritiro dalla produzione (set-aside) e altre superfici ritirate dalla produzione ammissibili all'aiuto diretto. NORMA 4.2 GESTIONE DELLE SUPERFICI RITIRATE DALLA PRODUZIONE [DM 15 dicembre 2005] Impegni L agricoltore deve: a. garantire la presenza di una copertura vegetale, naturale o artificiale, durante tutto l anno; b. eseguire, nelle epoche prestabilite, sfalcio, o altre operazioni equivalenti (es: trinciatura), almeno una volta l anno; c. eseguire sfalci e/o lavorazioni del terreno per la realizzazione di fasce antincendio, conformemente a quanto previsto dalle normative in vigore, indipendentemente dai periodi di divieto di sfalcio. Periodo di divieto annuale di sfalcio - compreso fra il 1 marzo e il 31 luglio di ogni anno per le aree individuate ai sensi della direttiva 79/409/CEE (conservazione uccelli selvatici) e della direttiva 92/43/CEE (conservazione habitat naturali) - compreso fra il 15 marzo e il 15 luglio di ogni anno per le altre aree. Deroghe In deroga all impegno a) sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi: 1. pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocidi, 2. terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi; 3. colture a perdere per la fauna [DM 7 marzo 2002, art. 1, lettera c)]; 4. lavorazioni del terreno allo scopo di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria, da effettuarsi non prima del 15 luglio. In ogni caso, se il terreno è destinato alla coltivazione ai fini dell ottenimento di una produzione agricola nell anno successivo, dopo il 31 agosto è ammesso ogni tipo di lavorazione; 5. lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati prima del 1 gennaio di ciascun anno, al solo scopo di favorirne il successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale; in tale circostanza è comunque ammesso un solo intervento agronomico nei periodi di divieto previsti dalla norma; in ogni caso la presente deroga non si applica ai terreni ritirati dalla produzione per più di una annata agraria (ritiro pluriennale dei terreni dalla produzione); 6. lavorazioni funzionali all esecuzione di interventi di miglioramento fondiario. In deroga all impegno b), sono ammesse idonee pratiche agronomiche a basso impatto finalizzate a limitare la disseminazione di essenze infestanti, nonché la propagazione di vegetazione indesiderata, come di seguito specificate: a. operazioni di sfalcio o trinciatura, da eseguirsi in deroga alle epoche prestabilite; tali operazioni devono essere svolte adottando tutte le precauzioni possibili per mitigare gli effetti negativi per la fauna selvatica. E comunque escluso qualsiasi intervento che comporti la rottura del cotico erboso. La produzione erbacea ottenuta a seguito dello sfalcio operato sulle superfici abbinate a titoli di riposo può essere utilizzata in azienda a fini agricoli e per l alimentazione del bestiame dopo il 31 agosto di ciascun anno, mentre può essere destinata alla commercializzazione dopo il 15 gennaio dell anno successivo; b. unicamente per i terreni ritirati volontariamente dalla produzione (per i quali non sussistono gli specifici divieti previsti per il set-aside di utilizzo della copertura vegetale per l alimentazione animale) è ammesso, in deroga alle epoche prestabilite, l intervento di controllo della vegetazione tramite pascolamento, purché sia garantito un equilibrato sfruttamento del cotico erboso.
5 Le disposizioni di cui ai precedenti punti a) e b) non si applicano alle aziende ricadenti nelle aree Natura 2000 nel caso in cui gli interventi agronomici ammessi contrastino con le misure di conservazione o con i piani di gestione prescritti dagli Enti gestori dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale. NORMA 4.2 GESTIONE DELLE SUPERFICI RITIRATE DALLA PRODUZIONE - ATTUAZIONE REGIONALE Entro i limiti previsti dalla legislazione comunitaria e dalle disposizioni nazionali, le Regioni e province Autonome definiscono gli impegni di condizionalità applicabili a livello territoriale. In assenza di provvedimenti regionali, si applicano gli impegni previsti dal Decreto Ministeriale 15 dicembre Le aziende sono obbligate a rispettare le norme in relazione alla localizzazione geografica ed amministrativa dei terreni. Le aziende che gestiscono terreni ritirati dalla produzione in Toscana dovranno conformarsi a quanto previsto dalla Delibera della Giunta Regionale 27 febbraio 2006, n Tale delibera stabilisce quanto segue. Impegni L agricoltore deve: a. garantire una copertura vegetale, naturale o artificiale, durante tutto l anno; b. attuare pratiche agronomiche consistenti in operazioni di sfalcio, o trinciatura, da effettuarsi almeno una volta all anno fermo restando i periodi di divieto sotto riportati; c. eseguire sfalci e/o lavorazioni del terreno per la realizzazione di fasce antincendio conformemente a quanto previsto dalla vigente normativa in materia. Periodo di divieto annuale di sfalcio - non può essere inferiore a 150 giorni consecutivi compresi fra il 15 febbraio e il 30 settembre di ogni anno per le aree individuate ai sensi della direttiva 79/409/CEE e della direttiva 92/43/CEE; in assenza di dichiarazione dell agricoltore tale periodo decorre dal 15 febbraio; - non può essere inferiore a 120 giorni consecutivi compresi fra il 15 marzo e il 15 settembre di ogni anno per le altre aree; in assenza di dichiarazione dell agricoltore tale periodo decorre dal 15 marzo. Deroghe La necessità di avvalersi delle deroghe deve essere comprovata tramite autocertificazione. In deroga all impegno a) copertura vegetale, sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi: 1. sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide; 2. interventi di ripristino di habitat e biotopi; 3. colture a perdere per la fauna [DM 7 marzo 2002, art. 1, lettera c)]; 4. lavorazioni del terreno allo scopo di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria, comunque da effettuarsi non prima del 15 luglio. In ogni caso, se il terreno è destinato alla coltivazione ai fini dell ottenimento di una produzione agricola nell anno successivo, dopo il 31 agosto è ammesso ogni tipo di lavorazione; 5. quando sia necessario effettuare lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati prima del 1 gennaio di ciascun anno, al solo scopo di favorirne il successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale; in tale circostanza è comunque ammesso un solo intervento agronomico nei periodi di divieto previsti dalla norma; in ogni caso la presente deroga non si applica ai terreni ritirati dalla produzione per più di una annata agraria (ritiro pluriennale dei terreni dalla produzione); 6. interventi di miglioramento fondiario. In deroga all impegno b) sfalcio o trinciatura, sono ammesse pratiche a basso impatto finalizzate a limitare la disseminazione di essenze infestanti, nonché la propagazione di vegetazione indesiderata, come di seguito specificate: a. sfalcio o trinciatura, in epoche diverse da quelle prestabilite, al fine di evitare la fioritura delle infestanti e quindi a successiva disseminazione; tali operazioni devono essere svolte
6 adottando tutte le precauzioni possibili per mitigare gli effetti negativi per la fauna selvatica. E comunque escluso qualsiasi intervento che comporti la rottura del cotico erboso. La produzione erbacea ottenuta a seguito dello sfalcio operato sulle superfici abbinate a titoli di riposo può essere utilizzata nei processi produttivi dell azienda, ad esempio per l alimentazione del bestiame, dopo il 31 agosto di ciascun anno, mentre può essere destinata alla commercializzazione dopo il 15 gennaio dell anno successivo; b. in aggiunta o in alternativa alle operazioni di cui alla lettera a), unicamente per i terreni ritirati volontariamente dalla produzione - per i quali non sussistono gli specifici divieti previsti per il set-aside di utilizzo della copertura vegetale per l alimentazione animale -, è ammesso, in deroga alle epoche prestabilite, l intervento di controllo della vegetazione tramite pascolamento, purché sia garantito un equilibrato sfruttamento del cotico erboso. Le suddette disposizioni di cui alla deroga all impegno b) non si applicano alle aziende ricadenti nelle aree Natura 2000, ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CE, nel caso in cui gli interventi agronomici ammessi contrastino con le misure di conservazione o con i piani di gestione prescritti dagli enti gestori dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale. Di seguito un elenco dei provvedimenti regionali aggiornato al 01/06/2006 ed in corso di completamento. REGIONE ATTO Veneto DGR 24 febbraio 2006, n. 347 Sicilia Decreto Dirigente Generale del 23 Febbraio 2006, n. 138 P. A. di Trento Delibera del 23 febbraio 2006, n. 347 Campania Delibera del 26 gennaio 2006, n. 94 Basilicata Determinazione Dirigenziale del 27 febbraio 2006, n. 125 Emilia Romagna Delibera 20 febbraio 2006, n. 207 Lombardia DGR del 25 Gennaio 2006, n DDG del 28 febbraio 2006, n. 2134
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