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Timestamp: 2020-01-25 14:35:39+00:00
Document Index: 52302912

Matched Legal Cases: ['art.2', 'art. 14', 'art. 27', 'art. 143', 'art. 1', 'art. 416', 'art. 143', 'art. 143', 'art. 53', 'art. 141', 'art. 53', 'art. 141', 'art. 7', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 22', 'art. 7', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 23', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 3', 'art. 4', 'art. 45', 'art. 2']

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SOMMARIO Inserzioni nella Gazzetta Ufficiale. PA R T E PR I MA Roma - Marted, 26 febbraio 2002
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Albino Fabriciano Manzoni
1 SERIE GENERALE Spediz.abb.post.45%-art.2,comma20/b Legge , n Filiale di Roma Anno 143ë Ð Numero 48 PA R T E PR I MA Roma - Marted, 26 febbraio 2002 SI PUBBLICA TUTTI I GIORNI NON FESTIVI DIREZIONE E REDAZIONE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - UFFICIO PUBBLICAZIONE LEGGI E DECRETI - VIA ARENULA ROMA AMMINISTRAZIONE PRESSO L'ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO - LIBRERIA DELLO STATO - PIAZZA G. VERDI ROMA - CENTRALINO La Gazzetta Ufficiale, oltre alla Serie generale, pubblica quattro Serie speciali, ciascuna contraddistinta con autonoma numerazione: 1 a Serie speciale: Corte costituzionale (pubblicata il mercoledõá) 2 a Serie speciale: ComunitaÁ europee (pubblicata il lunedõá e il giovedõá) 3 a Serie speciale: Regioni (pubblicata il sabato) 4 a Serie speciale: Concorsi ed esami (pubblicata il martedõá e il venerdõá) AVVISO AGLI ABBONATI Si comunica che e in corso la procedura per l'invio dei bollettini di c/c postale ûpremarcatiý, per il rinnovo degli abbonamenti 2002 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allo scopo di facilitare le operazioni di rinnovo si prega di attendere e di utilizzare i suddetti bollettini. Qualora non si desideri rinnovare l'abbonamento e necessario comunicare, con cortese sollecitudine, la relativa disdetta a mezzo fax al n NUMERI DI C/C POSTALE Abbonamenti e vendite Gazzetta Ufficiale Inserzioni nella Gazzetta Ufficiale SOMMARIO DECRETI PRESIDENZIALI DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 febbraio Scioglimento del consiglio comunale di Santa Maria La Carita e nomina della commissione straordinaria.... Pag. 6 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 febbraio Scioglimento del consiglio comunale di Picinisco.. Pag. 7 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000, recante l'ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri..... Pag. 8 Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della protezione civile DECRETO 20 dicembre Linee guida relative ai piani regionali per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi... Pag. 9 Ministero dell'economia e delle finanze DECRETO 11 febbraio Modalita di emissione dei buoni ordinari del Tesoro Pag. 16
2 DECRETO 23 gennaio Ministero della salute Riconoscimento al dott. Parra Prada Edwin Joban di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di medico-chirurgo.... Pag. 19 DECRETO 31 gennaio Riconoscimento dell'acqua di sorgente ûnovellaý, in Salo,al fine dell'imbottigliamento e della vendita... Pag. 20 DECRETO 31 gennaio Riconoscimento dell'acqua minerale ûnevissimaý, in Vinadio, al fine dell'imbottigliamento e della vendita.... Pag. 20 DECRETO 31 gennaio Riconoscimento dell'acqua di sorgente ûcime biancheý, in Vinadio... Pag. 21 DECRETO 31 gennaio Rettifica delle indicazioni sulle etichette dell'acqua minerale ûfonte della Madonnina della Calabriaý, in Girifalco - Societa Calabria Acqua Minerale S.a.s., di Cristofaro Salvatore & C. Pag. 21 DECRETO 31 gennaio Riconoscimento dell'acqua di sorgente ûieloý, in Pratella, al fine dell'imbottigliamento e della vendita... Pag. 22 DECRETO 31 gennaio Rettifica delle indicazioni sulle etichette dell'acqua minerale ûsvevaý, in Rionero in Vulture... Pag. 22 DECRETO 31 gennaio Rettifica delle indicazioni sulle etichette dell'acqua minerale naturale ûsan Pellegrinoý, in San Pellegrino Terme. Pag. 23 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Jevtovic Bojana di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 23 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Blonska Beata di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 24 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Tiganus Mihalache Mihaela Liliana di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere.. Pag. 24 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento al sig. Dimitrijevic Dusko di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 25 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Terzic Milosevic Milanka di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere Pag. 26 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Marinkovic Radmila di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere pediatrico Pag. 26 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Sikora Teresa di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 27 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Carewicz Alicja di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 27 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Makuch Danuta di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 28 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Ciupala Liliana di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 29 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Babata Daniela di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 29 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Vasiliu Leica Ad-Mihaela di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere Pag. 30 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Rus Carmen di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 31 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento al sig. Podea Ion Alexandru di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 31 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Runa Hoxha Dhurata di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 32 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Jebali Salwa di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 32 ö 2 ö
3 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Husariu Gabriela Mihaela di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere.... Pag. 33 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento al sig. Djurdjevic Zeljko di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 34 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento al sig. Milosevic Dragan di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 34 DECRETO 8 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Tessenova Jana di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 35 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Zemezmi Chedl di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 36 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Timoumi Kamel di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 36 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Cherni Nabil di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere.... Pag. 37 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Mihoub Sami di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 38 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Ghariani Nabil di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 38 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Ghouili Yousra di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 39 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Tabane Rim di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 40 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Khouildi Habiba di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 40 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Mustapha Guedri di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 41 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Chniter Ali di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere.... Pag. 42 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Kacem Ben Ammou Sabeur di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 42 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento alla sig.ra Nahdi Saida di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 43 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Djbali Abdejalil di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 44 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Dridi Fredj di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere.... Pag. 44 DECRETO 11 febbraio Riconoscimento al sig. Khaldi Noureddaher di titolo di studio estero quale titolo abilitante per l'esercizio in Italia della professione di infermiere... Pag. 45 DECRETO 13 febbraio Revoca del decreto di sospensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûfocusý.... Pag. 46 DECRETO 13 febbraio Revoca del decreto di sospensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûatenololo RKý... Pag. 46 DECRETO 15 ottobre Ministero della difesa Soppressione degli uffici di leva, dei consigli di leva e dei gruppi selettori di Genova, Como, Brescia, Verona, Perugia, Ancona, Salerno e Lecce a decorrere dal 31 dicembre Pag. 47 Ministero del lavoro e delle politiche sociali DECRETO 28 gennaio Sostituzione del commissario liquidatore della societa cooperativa edilizia ûsant'agata a r.l.ý, in Monticello Brianza. Pag. 48 ö 3 ö
4 DECRETO 31 gennaio Sostituzione del liquidatore della societa cooperativa ûnuova Habitatý, in Sesto Fiorentino... Pag. 49 DECRETO 31 gennaio Sostituzione del liquidatore della societa cooperativa ûhelikopý, in S. Casciano V. Pesa... Pag. 49 DECRETO 5 febbraio Sostituzione del liquidatore della societa cooperativa ûtrebisondaý, in Firenze... Pag. 49 DECRETO 12 febbraio Scioglimento della societa cooperativa ûil Pentagonoý, in Ostuni... Pag. 50 DECRETO 12 febbraio Scioglimento della societa cooperativa ûedilizia Emme Emmeý, in Brindisi.... Pag. 50 Ministero delle attivita produttive DECRETO 22 gennaio Nomina del commissario governativo della societa cooperativa ûcentro turistico Acliý, in Como... Pag. 51 DECRETO 7 febbraio Ministero dell'istruzione dell'universita e della ricerca Aggiornamento dell'albo dei laboratori esterni pubblici e privati altamente qualificati, di cui all'art. 14 del decreto ministeriale n. 593 dell'8 agosto Pag. 51 PROVVEDIMENTO 6 febbraio Accertamento del periodo di mancato funzionamento dell'ufficio del pubblico registro automobilistico di Cagliari Pag. 55 Agenzia del territorio PROVVEDIMENTO 5 febbraio Accertamento del periodo di irregolare funzionamento dell'ufficio provinciale di Lodi.... Pag. 56 Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo PROVVEDIMENTO 18 febbraio Variazione della denominazione della rappresentanza generale per l'italia della Zu«rich Ru«ckversicherung (Ko«ln) AG, ora Converium Ru«ckversicherung (Deutschland) AG, in Converium Italia rappresentanza generale della Converium Ru«ckversicherung (Deutschland) AG, con sede in Milano. (Provvedimento n.2045)... Pag. 56 TESTI COORDINATI E AGGIORNATI Testo aggiornato del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, recante: ûregolamento recante modalita per la presentazione delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attivita produttive e all'imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n. 662ý, come modificato, da ultimo, dal decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n Pag. 57 DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITAé Consiglio superiore della magistratura DECRETO 13 febbraio Rettifica del primo comma dell'art. 27 del Regolamento interno e della lettera a) della tabella A) circa le attribuzioni della Prima Commissione.... Pag. 54 DECRETO 4 febbraio Agenzia delle entrate Accertamento del periodo di irregolare funzionamento del pubblico registro automobilistico ed ufficio bollo di Potenza. Pag. 55 PROVVEDIMENTO 1 febbraio Accertamento del periodo di mancato funzionamento dell'ufficio del pubblico registro automobilistico di Ragusa Pag. 55 ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI Ministero dell'economia e delle finanze: Cambi di riferimento del 25 febbraio 2002 rilevati a titolo indicativo, secondo le procedure stabilite nell'ambito del Sistema europeo delle Banche centrali e comunicati dalla Banca d'italia Pag. 72 Ministero della salute: Autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûbiofloxoralý..... Pag. 72 Autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûkobacý Pag. 73 Autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûclorifloxý Pag. 73 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûlevicorý. Pag. 74 ö 4 ö
5 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûimmucstý... Pag. 74 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûvaleansý. Pag. 74 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûpentavacý. Pag. 75 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûtetravacý. Pag. 75 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûsaizený. Pag. 75 Revoca dell'autorizzazione all'immissione in commercio di alcune specialita medicinali per uso umano... Pag. 76 Revoca dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso umano ûcefazolina Fagený... Pag. 77 Autorizzazione all'immissione in commercio mediante procedura centralizzata della specialita medicinale per uso veterinarioûibafliný... Pag. 77 Autorizzazione all'immissione in commercio mediante procedura centralizzata della specialita medicinale per uso veterinario ûnobilis IB 4-91ý..... Pag. 77 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûgeamiciný... Pag. 77 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûbio Enfluý... Pag. 78 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûotogentý... Pag. 78 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûgentagilý... Pag. 78 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûboostrixý... Pag. 78 Modificazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialita medicinale per uso veterinario ûexcenelrtuý... Pag. 79 Ministero della difesa: Passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di un immobile sito nei comuni di Solaro e CerianoLaghetto... Pag. 79 Ministero del lavoro e delle politiche sociali: Comunicato relativo al decreto 25 maggio 2001, recante: ûaccreditamento delle sedi formative e delle sedi orientativeý.... Pag. 79 SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 33 MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Accordo istitutivo del Centro consultivo sulla legislazione dell'organizzazione mondiale del commercio, firmato in Seattle il 30 novembre A13279 ö 5 ö
6 DECRETI PRESIDENZIALI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 febbraio Scioglimento del consiglio comunale di Santa Maria La Carita e nomina della commissione straordinaria. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Considerato che il consiglio comunale di Santa Maria La Carita (Napoli), rinnovato nelle consultazioni elettorali del 16 aprile 2000, presenta collegamenti diretti ed indiretti tra parte dei componenti del civico consesso e la criminalita organizzata, rilevati dai competenti organi investigativi; Constatato che tali collegamenti con la criminalita organizzata espongono gli amministratori stessi a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione dell'organo elettivo ed il buon andamento dell'amministrazione comunale di Santa Maria La Carita ; Rilevato, altres, che la permeabilita dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilita degliorganiistituzionali; Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Santa Maria La Carita, per il ripristino dei principi democratici e di liberta collettiva; Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio 2002; Art. 1. Il consiglio comunale di Santa Maria La Carita (Napoli), e sciolto per la durata di diciotto mesi. Art. 2. La gestione del comune di Santa Maria La Carita (Napoli) e affidata alla commissione straordinaria composta da: dott.ssa Mariagabriella Pazzanese, viceprefetto aggiunto; dott.ssa Simonetta Calcaterra, viceprefetto aggiunto; dott.ssa Rosanna Trinchillo, direttore amministrativo contabile; Art. 3. La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche. Dato a Roma, add 8 febbraio 2002 CIAMPI Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Scajola, Ministro dell'interno öööööö Allegato Al Presidente della Repubblica Il consiglio comunale di Santa Maria La Carita (Napoli), rinnovato nelle consultazioni amministrative del 16 aprile 2000, presenta forme di condizionamento da parte della criminalita organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita degli organi elettivi, il buon andamento dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi. Invero, a seguito di rilevate interferenze nella vita amministrativa dell'ente da parte della criminalita organizzata, massicciamente presente nell'area dei comuni vesuviani, alla quale e contiguo il territorio del comune di Santa Maria La Carita, il prefetto di Napoli ha disposto l'accesso presso la suddetta amministrazione, ai sensi dell'art. 1, quarto comma, del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, e successive modificazioni e integrazioni. Gli accertamenti svolti tanto dalle competenti autorita investigative quanto dalla commissione d'accesso avvalorano la sussistenza di fattori di inquinamento dell'azione amministrativa dell'ente locale, a causa dell'influenza della criminalita organizzata fortemente radicata sul territorio che, da tempo, attraverso persone di propria fiducia, si e inserita nella gestione del comune. Risultanze investigative, cui sono pervenute recentemente le competenti autorita giudiziarie, suffragano la sussistenza di una condizione di contiguita tra alcuni amministratori, gia presenti nelle precedenti gestioni, e gli ambienti della locale consorteria. I due candidati alla carica di sindaco cui facevano capo le uniche due liste presentatesi alle ultime consultazioni elettorali, risultano, infatti, aver ricoperto piu volte in passato cariche amministrative ed essere gia stati oggetto di indagini giudiziarie, che hanno messo in rilievo un'amministrazione dell'ente con metodi e procedure finalizzati prioritariamente alla tutela di interessi personali e di personaggi a vario titolo orbitanti intorno alle consorterie malavitose, a discapito degli interessi pubblici. Uno dei due candidati, eletto consigliere comunale alle ultime elezioni amministrative, e stato recentemente raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in quanto ritenuto responsabile a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al voto di scambio, per aver promesso di operare in seno all'ente a vantaggio di imprese legate all'organizzazione criminale in cambio dell'appoggio elettorale. Dalle medesime indagini e emerso, altres, come anche l'altro candidato abbia ottenuto sostegno elettorale da un personaggio di spicco del locale clan camorristico, recentemente raggiunto da ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso. I predetti provvedimenti giudiziari hanno pertanto dimostrato quanto la criminalita organizzata fosse particolarmente ö 6 ö
7 interessata all'esito elettorale per conseguire il controllo e il condizionamento della vita amministrativa dell'ente e come di fatto li avesse determinati. Nel consiglio comunale in carica figurano tra l'altro anche parenti del predetto noto ed influente esponente del clan locale. Come ampiamente esposto nella relazione conclusiva dell'accesso, cui si rinvia integralmente, i settori in cui e emerso segnatamente l'utilizzo della pubblica amministrazione per personali tornaconti affaristici sono quelli dell'edilizia e degli appalti pubblici. I condizionamenti operati dalla criminalita organizzata nel settore edilizio resi ancora piu gravi dai vincoli ambientali cui e sottoposto l'intero territorio comunale di Santa Maria La Carita, emergono, in particolare, dall'accertata omissione dell'attivita di repressione degli abusi edilizi. In particolare, risulta che gli edifici abusivi, la cui titolarita e riconducibile al menzionato esponente mafioso, non siano mai stati demoliti në acquisiti al patrimonio comunale pur in presenza dei presupposti giuridici. Analoga inerzia ha caratterizzato l'atteggiamento dell'ente nei confronti di manufatti per i quali anche il TAR Campania aveva respinto la domanda di sospensiva di efficacia dei dinieghi di concessione di sanatoria. Omissioni e ritardi da parte dell'amministrazione avrebbero pertanto in piu di un occasione consentito all'esponente mafioso di mantenere la disponibilita del manufatto realizzato in difformita dalla normativa vigente e di provvedere perfino alla sua ultimazione. Altre vicende, ampiamente esposte nella relazione commissariale, oltre a quelle attinenti al settore edilizio, evidenziano un'accentuata propensione dell'amministrazione comunale a deviazioni dal sistema di legalita, che la rende particolarmente vulnerabile alle pressioni esercitate dall'esterno. Nel riscontrare una sostanziale paralisi dell'azione amministrativa dell'ente, la commissione d'accesso ha infatti evidenziato che le recenti indagini investigative hanno dimostrato come l'accaparramento degli appalti pubblici da parte dell'organizzazione criminale locale costituisse, in prospettiva, il corrispettivo dell'appoggio elettorale assicurato alle ultime consultazioni. Un chiaro segno dell'incapacita del consesso decidere autonomamente in quanto ingessato dalle pretese e dagli interessi della criminalita,e connesso alla mancata definizione delle procedure relative alla realizzazione dei piani di insediamenti industriali e di altre importanti opere pubbliche, per i quali l'ente attendeva cospicui finanziamenti. Nel primo sommario elenco di ditte interessate alle assegnazioni dei lotti industriali, stilato dall'amministrazione comunale, figurano infatti imprese intestate ad amministratori, dipendenti, malavitosi e loro parenti. Nonostante l'esigua attivita amministrativa, la commissione ha rilevato procedure disinvolte in materia di aggiudicazione di pubbliche forniture e servizi pubblici, evidenziando che la gestione non e stata quasi mai ispirata a principi di tempestivita, correttezza e trasparenza delle scelte al fine di garantire la libera ed efficace concorrenzialita tra gli operatori per il bene pubblico. Emblematici di tale atteggiamento sono la proroga del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani ed il rinnovo tacito dell'appalto del servizio di trasporti funebri, in contrasto con la vigente normativa in materia di attivita negoziale della pubblica amministrazione. L'amministratore della ditta affidataria di quest'ultimo servizio, risulta, fra l'altro, legato da vincoli di parentela a persone rinviate a giudizio perche imputate del reato di cui all'art. 416-bis del codice penale. Un ulteriore segnale della soggezione dell'apparato politico e gestionale a scelte rispondenti ad interessi estranei a quelli dell'ente e dato dal rilascio di autorizzazioni per l'esercizio di rimessa per veicoli e per attivita di commercio, in assenza delle necessarie verifiche istruttorie, in favore di pluripregiudicati contigui alla criminalita organizzata. La penetrazione dell'attivita criminosa nell'ente ha favorito il consolidamento di un sistema di connivenze e collusioni che di fatto priva la comunita delle fondamentali garanzie democratiche e pone, indirettamente, in pericolo lo stato generale della sicurezza pubblica. Il delineato clima di grave condizionamento e degrado in cui versa il comune di Santa Maria La Carita, la cui capacita di determinazione risulta compromessa per le influenze delle locali organizzazioni criminali, l'inosservanza del principio di legalita nella gestione dell'ente e l'uso distorto delle pubbliche funzioni, hanno compromesso le legittime aspettative della popolazione ad essere garantita nella fruizione dei diritti fondamentali, minando la fiducia dei cittadini nella legge e nelle istituzioni. La descritta condizione di assoggettamento esige un intervento risolutore da parte dello Stato, mirato a rimuovere i legami tra esponenti dell'ente locale e la criminalita organizzata, a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Per le suesposte considerazioni si ritiene necessario provvedere, con urgenza, ad eliminare ogni ulteriore motivo di deterioramento e di inquinamento della vita amministrativa e democratica dell'ente, mediante provvedimenti incisivi. Il prefetto di Napoli, con relazione del 14 dicembre 2001, che si intende integralmente richiamata, ha dato avvio alla procedura di scioglimento del consiglio comunale ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto La valutazione della situazione in concreto riscontrata, in relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi. Ritenuto, per quanto esposto, che ricorrano le condizioni indicate nell'art. 143 del decreto legislativo l8 agosto 2000, n. 267, per lo scioglimento del consiglio comunale di Santa Maria La Carita (Napoli), si formula rituale proposta per l'adozione della misura di rigore. 02A02157 Roma, 31 gennaio 2002 Il Ministro dell'interno: Scajola DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 febbraio Scioglimento del consiglio comunale di Picinisco. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto che nelle consultazioni elettorali del 13 giugno 1999 sono stati eletti il consiglio comunale di Picinisco (Frosinone) ed il sindaco nella persona del sig. Erminio Brancatisano; Considerato che, in data 22 dicembre 2001, il predetto amministratore e deceduto; Ritenuto, pertanto, che, ai sensi dell'art. 53, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ricorrano gli estremi per far luogo allo scioglimento della suddetta rappresentanza; Visto l'art. 141, comma 1, lettera b), n. 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Sulla proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Il consiglio comunale di Picinisco (Frosinone), e sciolto. Dato a Roma, add 12 febbraio 2002 CIAMPI Scajola, Ministro dell'interno ö 7 ö
8 Al Presidente della Repubblica Allegato Art. 1. Il consiglio comunale di Picinisco (Frosinone) e stato rinnovato a seguito delle consultazioni elettorali del 13 giugno 1999, con contestuale elezione del sindaco nella persona del sig. Erminio Brancatisano. Il citato amministratore, in data 22 dicembre 2001, e deceduto. Si e configurata, pertanto, una delle fattispecie previste dall'art. 53, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in base al quale il decesso del sindaco costituisce presupposto per lo scioglimento del consiglio comunale. Per quanto esposto si ritiene che, ai sensi dell'art. 141, comma 1, lettera b), n. 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ricorrano gli estremi per far luogo al proposto scioglimento. Mi onoro, pertanto, di sottoporre alla firma della S.V. Ill.ma l'unito schema di decreto con il quale si provvede allo scioglimento del consiglio comunale di Picinisco (Frosinone). 02A02158 Roma, 6 febbraio 2002 Il Ministro dell'interno: Scajola DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 febbraio Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000, recante l'ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplina dell'attivita di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in particolare l'art. 7, commi 1 e 3, secondo cui il Presidente del Consiglio dei Ministri individua con propri decreti le aree funzionali omogenee da affidare alle strutture in cui si articola il Segretariato generale e indica, per tali strutture, il numero massimo degli uffici e dei servizi; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 186 del 10 agosto 2000, e in particolare l'art. 22 concernente l'ufficio del Segretario generale; Considerata la necessita di rivedere il disegno organizzativo dell'ufficio del Segretario generale al fine di assicurare la maggiore aderenza della articolazione strutturale alle esigenze funzionali del Segretario generale; Sentite le organizzazioni sindacali; 1. L'art. 22 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000, e sostituito dal seguente: ûart. 22 (Ufficio del Segretario generale). ö 1. L'Ufficio del Segretario generale fornisce a quest'ultimo il supporto per l'attivita di coordinamento e di raccordo organizzativo e funzionale tra le diverse strutture, nonche per la predisposizione delle iniziative di carattere normativo riguardanti l'organizzazione e il funzionamento della Presidenza. L'Ufficio opera nell'area funzionale della progettazione delle politiche generali e delle decisioni di indirizzo politico-amministrativo generale. Svolge fuzioni di verifica e monitoraggio dell'attuazione del programma di Governo, in base alle direttive del Ministro a cio delegato, sino alla definitiva articolazione delle relative strutture di supporto. In particolare l'ufficio: a) cura l'analisi del programma di Governo e la ricognizione degli impegni assunti in sede parlamentare, nell'ambito della Unione europea ovvero derivanti da accordi internazionali; il monitoraggio degli adempimenti normativi ed amministrativi in coerenza con gli obiettivi delineati dal programma di Governo ed il supporto tecnico per il suo aggiornamento; b) cura la ricerca e lo studio degli elementi conoscitivi funzionali all'elaborazione degli atti di indirizzo generale e di direttiva, anche con riferimento alle tematiche di raccordo tra i diversi livelli di Governo; c) assicura il supporto al Segretario generale per lo svolgimento delle attivita di cui all'art. 7; d) assiste il Segretario generale, in raccordo con le altre strutture della Presidenza, nell'esercizio delle funzioni istituzionali di coordinamento e supporto all'attivita del Presidente del Consiglio dei Ministri nei rapporti con le autorita amministrative indipendenti, con il sistema delle autonomie e con le altre amministrazioni ed enti, assicurando il quadro conoscitivo e l'istruttoria funzionali allo studio delle varie problematiche inerenti alle relazioni in questione; e) provvede all'esame degli atti e dei documenti sottoposti al Segretario generale, e predispone ricerche e analisi di carattere giuridico-amministrativo su questioni specifiche; f) assiste il Segretario generale negli adempimenti connessi alla sicurezza interna e al segreto di Stato, in attuazione della legge 24 ottobre 1977, n. 801; g) assicura, tramite il servizio del medico competente, la sorveglianza sanitaria e il pronto soccorso, in attuazione degli articoli 15 e 16 del decreto legislativo n. 626 del 1994; h) assicura il servizio di segreteria della Conferenzadicuialcomma5; i) coordina le attivita di accettazione e di smistamento della corrispondenza e del settore delle fotocopie; ö 8 ö
9 l) provvede, in collaborazione con gli uffici interessati, alla riorganizzazione dei sistemi archivistici del Segretariato generale e cura la gestione del protocollo informatico integrato della Presidenza. 2. Nell'ambito dell'ufficio operano: la segreteria del Segretario generale e il Centro comunicazioni classificate, deputato alla trattazione di informazioni classificate per mezzo di apparati elettronici. 3. Sono servizi dell'ufficio la Segreteria speciale per le attivita dicuialcomma1,letteraf), e il servizio del medico competente per le attivita di cui al comma 1, lettera g). 4. Nell'ambito dell'ufficio opera, a livello di ufficio dirigenziale generale e in raccordo funzionale con il capo dell'ufficio, l'ufficio studi e rapporti istituzionali, articolato in non piu di tre servizi. Tale Ufficio assiste il Segretario generale nello svolgimento delle funzioni istituzionali di supporto al Presidente del Consiglio in materia di rapporti tra Governo e confessioni religiose, di rapporti con le istituzioni internazionali e comunitarie in raccordo con le altre strutture della Presidenza, nonchë nello svolgimento delle funzioni di coordinamento e raccordo organizzativo delle attivita di organismi e commissioni facenti capo al Segretariato generale, in materie di particolare impatto strategico anche sotto il profilo etico e umanitario. Cura altres gli adempimenti relativi ai rapporti con le magistrature amministrativa e contabile e con l'avvocatura dello Stato. 5. L'Ufficio assicura il supporto organizzativo per la Conferenza dei Capi di Gabinetto dei Ministri, convocata e presieduta dal Segretario generale per l'esame preparatorio delle problematiche inerenti a profili istituzionali di ordine generale e coinvolgenti piu amministrazioni. La Conferenza puo essere convocata, per l'esame di questioni di competenza, dal Ministro per l'attuazione del programma di Governo, che la presiede anche tramite un suo delegato. 6. L'Ufficio si articola in non piu di cinque servizi e si avvale di tre dirigenti con compiti di consulenza, studio e ricerca, nell'ambito del contingente di cui all'art. 5, comma 5, nonche di esperti ai sensi dell'art. 9, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.ý. Art All'art. 23 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 agosto 2000, sono apportate le seguenti modifiche: b) al comma 1, dopo le parole ûin primo grado.ý, sono aggiunte le seguenti: ûcura le relazioni sindacali.ý; c) al comma 3, la parola ûdieciý e sostituita dalla seguente: ûundiciý. 02A02410 Roma, 20 febbraio 2002 Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Dipartimento della protezione civile DECRETO 20 dicembre Linee guida relative ai piani regionali per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. IL MINISTRO DELL'INTERNO Visto l'art. 3 della legge 21 novembre 2000, n. 353, recante ûlegge quadro in materia di incendi boschiviý; Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante ûdisposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attivita di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civileý che, all'art. 3, apportando modificazioni alla predetta legge n. 353/ 2000, ha disposto che tutti i riferimenti al Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile si intendono effettuati al Ministro dell'interno delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed ha contestualmente soppresso l'agenzia di protezione civile; Considerato che il Consiglio dei Ministri si e pronunciato, in via preliminare, in data 16 luglio 2001; Visto il parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata, nella seduta del 19 luglio 2001, repertorio atti 484/CU del 19 luglio 2001; Preso atto che la Conferenza unificata ha anche proposto l'istituzione di un gruppo di lavoro, cui affidare il compito di approfondire il tema dei requisiti minimi psico-attitudinali ed i dispositivi di protezione individuale relativi agli operatori, ivi compresi gli appartenenti alle organizzazioni di volontariato, da adibire allo spegnimento degli incendi boschivi e che il relativo provvedimento e attualmente in corso di elaborazione; Vista la delibera del Consiglio dei Ministri in data 23 luglio 2001; Ritenuto necessario emanare le linee guida di cui alla predetta legge n. 353/2000, adeguando il testo alle modificazioni introdotte con il decreto-legge n. 343/ 2001 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 401/ 2001, relativamente alla soppressione dell'agenzia di protezione civile; ö 9 ö
10 Emana le seguenti linee guida di cui all'art. 3 della legge 21 novembre 2000, n. 353, relative ai piani regionali per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. 1. Premessa. La nuova legge-quadro in materia di incendi boschivi (legge n. 353/2000) nasce dalla diffusa convinzione che l'approccio piu adeguato per perseguire la conservazione del patrimonio boschivo (bene insostituibile per la qualita dalla vita) sia quello di promuovere e incentivare le attivita di previsione e di prevenzione, anzichë privilegiare la fase emergenziale legata allo spegnimento degli incendi. Le innovazioni introdotte dalla legge n. 353/2000 hanno lo scopo di indirizzare verso una costante e radicale riduzione delle cause d'innesco d'incendio, utilizzando sia i sistemi di previsione per localizzare e studiare le caratteristiche del pericolo sia iniziative di prevenzione per realizzare un'organica gestione degli interventi e delle azioni mirate a mitigare le conseguenze degli incendi. L'informazione alla popolazione sull'importanza di mantenere il bosco e le sue funzioni, l'addestramento e la formazione del personale addetto, cos come gli eventuali incentivi elargiti in termini proporzionali alla riduzione delle superfici bruciate rispetto agli anni precedenti concorreranno a rendere piu efficaci le azioni di salvaguardia. Il modello organizzativo che si delinea ö anche tecnologicamente avanzato in virtu dell'utilizzo di tecniche di rilevamento da piattaforma satellitare, di applicazioni GIS e di software per la simulazione del comportamento del fuoco ö deve prevedere altres un'azione di coordinamento tra le varie realta interessate (amministrazioni centrali, regioni, province, comuni, comunita montane, volontariato) affinchë l'azione di contrasto agli incendi risponda ai principi dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicita. Le sinergie da attivare tra il centro di comando e controllo regionale e quello locale devono risultare chiare e codificate. Le regioni promuovono, nelle forme ritenute piu opportune (Conferenza dei servizi, ecc.), apposite riunioni di coordinamento con gli enti locali allo scopo di informare e di discutere sulle problematiche locali nonche di definire gli interventi di pianificazione indicando gli obiettivi prioritari da difendere. La programmazione e la pianificazione delle attivita, in questo nuovo contesto normativo, devono perseguire l'obiettivo della riduzione delle superfici boscate percorse dal fuoco: cio, tra l'altro, comporta la possibilita di acquisire quote di incentivi messe a disposizione dallo Stato proprio allo scopo di promuovere il processo di riorganizzazione incentrato sullo spostamento delle risorse economiche e umane dalle attivita di emergenza verso quelle di prevenzione e di controllo del territorio. Un'accurata e costante attivita di manutenzione dei boschi, delle scarpate stradali e ferroviarie, da effettuare nei periodi a basso pericolo utilizzando eventualmente anche le risorse lavorative degli enti locali e le organizzazioni di volontariato, garantirebbero sia la riduzione delle cause d'innesco d'incendio sia il contenimento dei danni prodotti dagli incendi. Le medesime unita, invece, nei periodi a maggior pericolo potrebbero essere impiegate nelle attivita di controllo e vigilanza del territorio organizzando squadre con compiti di pattugliamento, avvistamento anche con mezzi aerei leggeri, allarme e primo intervento che assicurerebbero quell'azione tempestiva (nella prima mezz'ora) sul fuoco indispensabile a contenere la propagazione delle fiamme. I risultati dell'applicazione di questo modello organizzativo dipendono anche dal livello culturale ed economico del locale contesto sociale che opportunamente informato e formato potra creare le condizioni necessarie per rispettare le limitazioni e i divieti posti nell'uso del territorio. Le linee guida per la predisposizione dei piani sono elaborate per suggerire un'architettura generale del ûpiano regionale per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschiviý che le singole regioni dovranno redigere adattandola alle proprie specifiche strutturazioni operative e realta territoriali, affinche le finalita della normativa in questione possano essere raggiunte in tempibreviconilmassimodeirisultati. Per ûregioniý si intendono quelle a statuto ordinario e speciale nonchë le province autonome; inoltre, per Corpo forestale dello Stato si deve intendere, per le regioni e province autonome, i rispettivi Corpi forestali. Le regioni a statuto autonomo e le province autonome potranno utilizzare i piu ampi margini operativi, organizzativi e di programmazione consentiti dagli statuti di autonomia. Le presenti linee guida esprimono altres indirizzi e suggerimenti per la redazione e l'attuazione (per quanto attiene al rischio incendi boschivi) dei programmi regionali e provinciali di previsione e prevenzione nonche dei piani provinciali e comunali e/o intercomunali di protezione civile e di emergenza. Le regioni sottopongono a revisione annuale il piano per aggiornare le parti suscettibili di modifiche e/o integrazioni. Le linee guida potranno essere modificate o aggiornate, sentita la Conferenza unificata, alla luce dei risultati concreti conseguiti nell'applicazione della legge n. 353/ Schema del piano regionale per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Si riporta di seguito lo schema del ûpiano regionale per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschiviý. Le regioni hanno la facolta di organizzare, nel modo che ritengono piu confacente alle proprie esigenze, i singoli punti dell'articolazione mantenendone i contenuti o, se lo ritengono opportuno, ampliandoli e/o dettagliandoli maggiormente. ö 10 ö
11 I. Parte generale: 1. descrizione del territorio; 2. banche dati; 3. cartografia di base; 4. supporti informatici; 5. analisi storica dei dati AIB; 6. obiettivi prioritari da difendere; 7. modello organizzativo. II. Previsione: 8. Le cause determinanti e i fattori predisponenti l'incendio; 9. Le aree percorse dal fuoco nell'anno precedente, rappresentate a mezzo di apposita cartografia tematica; 10. Le aree a rischio di incendio boschivo rappresentate con apposita cartografia tematica aggiornata, con l'indicazione delle tipologie di vegetazione prevalenti; 11. I periodi a rischio di incendio boschivo, con l'indicazione delle prevalenti caratteristiche anemologiche stagionali; 12. Gli indici di pericolosita fissati su base quantitativa e sinottica; 13. Gli interventi per la previsione e la prevenzione degli incendi boschivi anche attraverso sistemi di monitoraggio satellitare. III. Prevenzione: 14. Contrasto alle azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco di incendio nelle aree e nei periodi a rischio di incendio boschivo di cui alle lettere c) e d) dell'art. 3, comma 3, della legge n. 353/2000; 15. La consistenza e la localizzazione delle vie di accesso e dei tracciati spartifuoco nonchë di adeguate fonti di approvvigionamento idrico; 16. Le operazioni silvicolturali di pulizia e manutenzione del bosco, con facolta di previsione di interventi sostitutivi del proprietario inadempiente in particolare nelle aree a piu elevato rischio; 17. Le esigenze formative e la relativa programmazione; 18. Le attivita informative. IV. Lotta attiva: 19. La consistenza e la localizzazione dei mezzi, degli strumenti e delle risorse umane nonche le procedure per la lotta attiva contro gli incendi boschivi; 20. Ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme, spegnimento; 21. Sale operative unificate permanenti (SOUP); 22. Intervento sostitutivo dello Stato nei confronti delle regioni inadempienti; V. Sezione aree naturali protette regionale. VI. Sezione parchi naturali e riserve naturali dello Stato. VII. Previsione economico-finanziaria delle attivita previste nel piano stesso. 3. Contenuti dello schema di Piano regionale per la programmazione delle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. I. Parte generale: 1. Descrizione del territorio: la descrizione dell'ambito territoriale regionale con la specificazione delle zone boscate, arborate, cespugliate, ecc., concorre a fornire gli elementi indispensabili per definire gli obiettivi prioritari da difendere. 2. Banche dati: le regioni sono tenute a costituire e ad aggiornare con cadenza annuale una base dati relativa a: gli incendi boschivi degli ultimi 5 anni (fonti: schede AIB-FN del CFS; comuni, comunita montane ed enti gestori delle aree protette, VVF); per quanto attiene la procedura per l'archiviazione dei fogli notizia incendi deve essere utilizzata quella del Ministero delle politiche agricole e forestali denominata AIBFNWIN. Il rilascio delle licenze e degli aggiornamenti software alle regioni avverra a titolo gratuito a cura di detto Ministero. Le regioni sono tenute a trasmettere i propri file di dati AIB-FN al Ministero delle politiche agricole e forestali, al Ministero dell'interno e al Dipartimento della protezione civile. Le regioni che abbiano gia una propria procedura di archiviazione ed elaborazione dei fogli notizie incendi boschivi potranno mantenere i propri standard fornendo comunque al Ministero delle politiche agricole e forestali, al Ministero dell'interno e al Dipartimento della protezione civile dati compatibili con le finalita previste; le reti di monitoraggio, avvistamento, telecomunicazione; gli interventi infrastrutturali e selvicolturali gia effettuati; mezzi e materiali disponibili presso tutti i soggetti impegnati; le informazioni relative alle squadre di personale addetto alle attivita di previsione, prevenzione e lotta attiva dislocate sul territorio (centro operativo e ambito territoriale di pertinenza; individuazione responsabile; nominativi, numeri telefonici, turnazione, grado di addestramento, dotazione individuale e settori di impiego degli addetti; mezzi a disposizione delle squadre, ecc.); le procedure per la lotta attiva contro gli incendi boschivi. L'eventuale utilizzo di sistemi GIS per la gestione delle informazioni richiede, ovviamente, che dette banche dati siano opportunamente e adeguatamente georeferenziate. 3. Cartografia di base. Dovra essere predisposta una serie di carte tematiche, di adeguata scala che evidenzino almeno: a) i limiti amministrativi con l'individuazione dei centri operativi, la dislocazione delle squadre (e relativi ambiti di pertinenza) e mappa degli obiettivi da difendere con l'indicazione delle priorita ; b) aree percorse dal fuoco; c) vegetazione; d) uso del suolo; ö 11 ö
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