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Timestamp: 2020-07-10 10:08:00+00:00
Document Index: 134935281

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 219', 'art. 7', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 2', 'art. 8', 'art. 3', 'art. 7']

Lawbrary | LResp - Legge federale su la responsabilità della Confederazione, dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali
Capo I. Campo d'applicazione(1 - 2)
Capo II. Responsabilità per danni(3 - 12)
Capo III. Responsabilità penale(13 - 16)
Capo IV. Responsabilità disciplinare(17 - 18)
Capo V. Responsabilità delle organizzazioni speciali incaricate di compiti per la Confederazione e dei loro componenti(19 - 19)
Responsabilità per danni derivanti dall'utilizzazione del Sistema d'informazione Schengen(19 - 19)
Capo VI. Prescrizione e perenzione(20 - 23)
Capo VII. Disposizioni finali e transitorie(24 - 27)
1La pre­sen­te leg­ge è ap­pli­ca­bi­le a tut­te le per­so­ne cui è con­fe­ri­ta una ca­ri­ca pub­bli­ca del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, qua­li:1
i mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le e il Can­cel­lie­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
i mem­bri e i sup­plen­ti dei Tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
i mem­bri dell'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
i mem­bri e i sup­plen­ti del­le au­to­ri­tà e com­mis­sio­ni fe­de­ra­li che non di­pen­da­no dai tri­bu­na­li fe­de­ra­li né dall'am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le;
i fun­zio­na­ri e le al­tre per­so­ne oc­cu­pa­te dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
tut­te le al­tre per­so­ne, in quan­to sia lo­ro di­ret­ta­men­te com­mes­so un com­pi­to di di­rit­to pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
2So­no ec­cet­tua­te, per quan­to con­cer­ne il lo­ro sta­to mi­li­ta­re e i lo­ro do­ve­ri di ser­vi­zio, le per­so­ne che ap­par­ten­go­no all'eser­ci­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta in n. 2 dell'all. al­la LF del 4 ott. 2002 sul Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° ago. 2003 (RU 2003 2133; FF FF 2001 3764).
2 Abro­ga­ta dal n. II 2 dell'all. al­la L del 13 dic. 2002 sul Par­la­men­to, con ef­fet­to dal 1° dic. 2003 (RU 2003 3543; FF 2001 3097 4867).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 8 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
4 In­tro­dot­ta dal n. II 1 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
1Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti i fun­zio­na­ri so­no ap­pli­ca­bi­li a tut­te le per­so­ne men­zio­na­te nell'ar­ti­co­lo 1, sal­vo che la pre­sen­te leg­ge non di­spon­ga al­tri­men­ti.
2I mem­bri del Con­si­glio fe­de­ra­le e il can­cel­lie­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne non pos­so­no es­se­re chia­ma­ti a ri­spon­de­re dei pa­re­ri da lo­ro espres­si nell'As­sem­blea fe­de­ra­le o nei suoi or­ga­ni.1
3So­no, inol­tre, ri­ser­va­te le di­spo­si­zio­ni del­la leg­ge fe­de­ra­le del 26 mar­zo 19342 sul­le ga­ran­zie po­li­ti­che e di po­li­zia in fa­vo­re del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 dell'all. al­la L del 13 dic. 2002 sul Par­la­men­to, in vi­go­re dal 1° dic. 2003 (RU 2003 3543; FF 2001 3097 4867).
1La Con­fe­de­ra­zio­ne ri­spon­de del dan­no ca­gio­na­to il­le­ci­ta­men­te a ter­zi da un fun­zio­na­rio nell'eser­ci­zio del­le sue fun­zio­ni, sen­za ri­guar­do al­la col­pa del fun­zio­na­rio.
2Quan­do la re­spon­sa­bi­li­tà per de­ter­mi­na­ti fat­ti è di­sci­pli­na­ta in at­ti le­gi­sla­ti­vi spe­cia­li, que­sti so­no ap­pli­ca­bi­li al­la re­spon­sa­bi­li­tà del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
3Il dan­neg­gia­to non ha azio­ne con­tro il fun­zio­na­rio.
4Ove un ter­zo pre­ten­da dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne il ri­sar­ci­men­to dei dan­ni es­sa ne in­for­ma im­me­dia­ta­men­te il fun­zio­na­rio con­tro il qua­le pos­sa ave­re un di­rit­to di re­gres­so.
L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te può ri­dur­re o an­che ne­ga­re il ri­sar­ci­men­to se il dan­neg­gia­to ha con­sen­ti­to all'at­to dan­no­so o se cir­co­stan­ze, per le qua­li egli è re­spon­sa­bi­le, han­no con­tri­bui­to a ca­gio­na­re o a peg­gio­ra­re il dan­no.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. dell'O del 3 feb. 1993 sul­le au­to­ri­tà le cui de­ci­sio­ni pos­so­no es­se­re de­fe­ri­te al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le del­le as­si­cu­ra­zio­ni, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1993 901).
1Nel ca­so di mor­te di un uo­mo, si do­vran­no rim­bor­sa­re le spe­se ca­gio­na­te, in par­ti­co­la­re quel­le di se­pol­tu­ra. Ove la mor­te non se­gua im­me­dia­ta­men­te, do­vran­no ri­sar­cir­si spe­cial­men­te an­che le spe­se di cu­ra e i dan­ni per l'im­pe­di­men­to al la­vo­ro. Se, a ca­gio­ne del­la mor­te, al­tre per­so­ne fos­se­ro pri­va­te del lo­ro so­ste­gno, do­vrà es­se­re ri­sar­ci­to an­che que­sto dan­no.
2Nel ca­so di le­sio­ne cor­po­ra­le, il dan­neg­gia­to ha di­rit­to al rim­bor­so del­le spe­se e al ri­sar­ci­men­to del dan­no de­ri­van­te dal to­ta­le o par­zia­le im­pe­di­men­to al la­vo­ro, avu­to ri­guar­do al­la dif­fi­col­tà ca­gio­na­ta al suo av­ve­ni­re eco­no­mi­co.
3Se al mo­men­to del­la de­ci­sio­ne le con­se­guen­ze del­la le­sio­ne non pos­so­no es­se­re suf­fi­cien­te­men­te ac­cer­ta­te, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te può ri­ser­va­re la mo­di­fi­ca­zio­ne del­la de­ci­sio­ne fi­no a due an­ni a de­cor­re­re dal­la sua da­ta.1
1Nel ca­so di mor­te di una per­so­na o di le­sio­ne cor­po­ra­le, l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te, te­nu­to con­to del­le par­ti­co­la­ri cir­co­stan­ze, po­trà at­tri­bui­re al dan­neg­gia­to o ai con­giun­ti dell'uc­ci­so un'equa in­den­ni­tà pe­cu­nia­ria a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne, in quan­to il fun­zio­na­rio sia col­pe­vo­le.1
2Chi è il­le­ci­ta­men­te le­so nel­la sua per­so­na­li­tà può chie­de­re, in ca­so di col­pa del fun­zio­na­rio, quan­do la gra­vi­tà dell'of­fe­sa lo giu­sti­fi­chi e que­sta non sia sta­ta ri­pa­ra­ta in al­tro mo­do, il pa­ga­men­to di una som­ma a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne mo­ra­le.2
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 2 del­la LF del 16 dic. 1983, in vi­go­re dal 1° lug. 1985 (RU 1984 778; FF 1982 II 628).
La Con­fe­de­ra­zio­ne, ove ab­bia ri­sar­ci­to il dan­no, ha re­gres­so, an­che do­po la ces­sa­zio­ne del rap­por­to d'im­pie­go, con­tro il fun­zio­na­rio che con in­ten­zio­ne o per gra­ve ne­gli­gen­za l'ha ca­gio­na­to.
Il fun­zio­na­rio ri­spon­de ver­so la Con­fe­de­ra­zio­ne dei dan­ni che di­ret­ta­men­te le ha ca­gio­na­to, man­can­do con in­ten­zio­ne o per gra­ve ne­gli­gen­za ai do­ve­ri di ser­vi­zio.
1Al­le pre­te­se del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, fon­da­te su­gli ar­ti­co­li 7 e 8, so­no del re­sto ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 sul­le ob­bli­ga­zio­ni de­ri­van­ti da at­ti il­le­ci­ti.
2Con­tra­ria­men­te all'ar­ti­co­lo 50 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni, se il dan­no è ca­gio­na­to da più fun­zio­na­ri in­sie­me, cia­scu­no di es­si ri­spon­de, ver­so la Con­fe­de­ra­zio­ne, sol­tan­to in ra­gio­ne del­la sua col­pa.
1L'au­to­ri­tà com­pe­ten­te giu­di­ca le pre­te­se li­ti­gio­se che sia­no avan­za­te dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne o con­tro di es­sa. La pro­ce­du­ra di ri­cor­so è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull'am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le.2
2Il Tri­bu­na­le fe­de­ra­le giu­di­ca in istan­za uni­ca, se­con­do l'ar­ti­co­lo 120 del­la leg­ge del 17 giu­gno 20053 sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, le pre­te­se li­ti­gio­se di ri­sar­ci­men­to del dan­no o di in­den­ni­tà a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne mo­ra­le ri­sul­tan­ti dall'at­ti­vi­tà uf­fi­cia­le del­le per­so­ne in­di­ca­te nell'ar­ti­co­lo 1 ca­po­ver­so 1 let­te­re a˗cbis.4 L'azio­ne con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne può es­se­re pro­po­sta di­nan­zi al Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, se l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ha con­te­sta­to la pre­te­sa o non si è pro­nun­cia­ta su di es­sa en­tro tre me­si dal gior­no in cui è sta­ta fat­ta va­le­re.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 4 ott. 1991, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1992 288 337 art. 2 cpv. 1; FF 1991 II 413).
2 Nuo­vo te­sto del per. giu­sta il n. 8 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
1La Con­fe­de­ra­zio­ne, in quan­to agi­sca co­me sog­get­to di di­rit­to pri­va­to, è re­spon­sa­bi­le se­con­do le nor­me di quel di­rit­to.
2Nem­me­no in ta­le ca­so, il dan­neg­gia­to ha azio­ne con­tro il fun­zio­na­rio che ha ca­gio­na­to il dan­no.
3Per il re­gres­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, val­go­no le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 7 e 9.
In un pro­ce­di­men­to per re­spon­sa­bi­li­tà, non può es­se­re rie­sa­mi­na­ta la le­git­ti­mi­tà di prov­ve­di­men­ti, de­ci­sio­ni e sen­ten­ze cre­sciu­ti in giu­di­ca­to.
1Il per­se­gui­men­to pe­na­le con­tro fun­zio­na­ri col­pe­vo­li di cri­mi­ne, o di de­lit­to, com­mes­so nell'eser­ci­zio del­le lo­ro fun­zio­ni, è di­sci­pli­na­to dal­le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li del di­rit­to fe­de­ra­le.
2Ai fun­zio­na­ri sot­to­po­sti al­la giu­ri­sdi­zio­ne mi­li­ta­re so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce pe­na­le mi­li­ta­re1 e del­la leg­ge fe­de­ra­le del 28 giu­gno 18892 sull'or­ga­niz­za­zio­ne giu­di­zia­ria e pro­ce­du­ra pe­na­le per la ar­ma­ta fe­de­ra­le.
2 [CS 3 433; RU 1951 435 n. II, 1968 228 n. III. RU 1979 1059 art. 219]. Ora: Pro­ce­du­ra pe­na­le mi­li­ta­re del 23 mar. 1979 (RS 322.1).
1Nes­sun pro­ce­di­men­to pe­na­le può es­se­re pro­mos­so, sen­za il per­mes­so del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti del­le Ca­me­re fe­de­ra­li, con­tro mem­bri di au­to­ri­tà o ma­gi­stra­ti elet­ti dall'As­sem­blea fe­de­ra­le, per rea­ti di­ret­ta­men­te at­te­nen­ti all'at­ti­vi­tà o al­la con­di­zio­ne uf­fi­cia­le dei me­de­si­mi. Il re­go­la­men­to di cia­scu­na Ca­me­ra de­si­gna la com­mis­sio­ne com­pe­ten­te.
2I pre­si­den­ti del­le Ca­me­re de­si­gna­no, con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 84 del­la leg­ge del 13 di­cem­bre 20022 sul Par­la­men­to (LParl), la Ca­me­ra la cui com­mis­sio­ne trat­ta per pri­ma la ri­chie­sta di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà.
3Gli ar­ti­co­li 17 ca­po­ver­si 2-4 e 17a ca­po­ver­si 2, 3, 5 e 6 LParl si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
4Le com­mis­sio­ni dan­no all'in­col­pa­to l'op­por­tu­ni­tà di pro­nun­ciar­si.
5Le due com­mis­sio­ni, ove de­li­be­ri­no di con­ce­de­re il per­mes­so, pos­so­no riu­nir­si in se­du­ta con­giun­ta co­me com­mis­sio­ne dell'As­sem­blea fe­de­ra­le ple­na­ria e pro­por­re a que­st'ul­ti­ma la so­spen­sio­ne prov­vi­so­ria dell'in­col­pa­to. La com­po­si­zio­ne di ta­le com­mis­sio­ne è ret­ta dall'ar­ti­co­lo 39 ca­po­ver­so 4 LParl. Ove il nu­me­ro dei mem­bri del­la com­mis­sio­ne di una Ca­me­ra non con­sen­ta di ri­spet­ta­re ta­le com­po­si­zio­ne, l'Uf­fi­cio di ta­le Ca­me­ra lo au­men­ta o lo ri­du­ce di con­se­guen­za.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
1È se­gna­ta­men­te ne­ces­sa­rio un per­mes­so per le­va­re il se­gre­to po­sta­le o il se­gre­to del­le te­le­co­mu­ni­ca­zio­ni giu­sta l'ar­ti­co­lo 321ter del Co­di­ce pe­na­le2, ri­guar­do a una per­so­na men­zio­na­ta all'ar­ti­co­lo 14, quan­do si trat­ta di per­se­gui­re o di im­pe­di­re un rea­to.3 Il per­mes­so è sem­pre ne­ces­sa­rio quan­do si pren­do­no prov­ve­di­men­ti nei con­fron­ti di una di que­ste per­so­ne per sor­ve­glia­re un ter­zo con cui es­sa è in rap­por­to in vir­tù del man­da­to uf­fi­cia­le.
2In tal ca­so, una com­mis­sio­ne for­ma­ta dei pre­si­den­ti e dei vi­ce­pre­si­den­ti del­le due Ca­me­re de­ci­de cir­ca la con­ces­sio­ne o il di­nie­go del per­mes­so. Que­st'ul­ti­mo è ne­ga­to se non è ap­pro­va­to da al­me­no cin­que mem­bri del­la com­mis­sio­ne.4
3Le de­li­be­ra­zio­ni e le de­ci­sio­ni del­la com­mis­sio­ne so­no se­gre­te.
4Le di­spo­si­zio­ni che pre­ce­do­no so­no pa­ri­men­te ap­pli­ca­bi­li se, per un pri­mo chia­ri­men­to dei fat­ti o per as­si­cu­ra­re le pro­ve, si ren­do­no ne­ces­sa­ri al­tri prov­ve­di­men­ti d'in­chie­sta o d'istru­zio­ne pe­na­le con­tro una per­so­na men­zio­na­ta nell'ar­ti­co­lo 14. Ap­pe­na ese­gui­ti i prov­ve­di­men­ti au­to­riz­za­ti dal­la com­mis­sio­ne dev'es­se­re chie­sto, per il pro­ce­di­men­to pe­na­le, il per­mes­so del­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti del­le Ca­me­re fe­de­ra­li se­con­do l'ar­ti­co­lo 14, sal­vo che la pro­ce­du­ra ven­ga so­spe­sa. L'in­car­ce­ra­zio­ne è inam­mis­si­bi­le sen­za ta­le per­mes­so.5
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 6 ott. 1972 che mo­di­fi­ca di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il se­gre­to po­sta­le, te­le­fo­ni­co e te­le­gra­fi­co, co­me an­che l'im­mu­ni­tà, in vi­go­re dal 1° lug. 1973 (RU 1973 925; FF 1971 II 53 238).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. del­la LF del 30 apr. 1997 sul­le po­ste, in vi­go­re dal 1° gen. 1998 (RU 1997 2452; FF 1996 III 1141).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
5 Nuo­vo te­sto del per. 2 e 3 giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
Se vi è con­te­sta­zio­ne quan­to al­la ne­ces­si­tà del per­mes­so, la de­ci­sio­ne spet­ta al­le com­mis­sio­ni com­pe­ten­ti per il per­mes­so me­de­si­mo.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 6 ott. 1972 che mo­di­fi­ca di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il se­gre­to po­sta­le, te­le­fo­ni­co e te­le­gra­fi­co, co­me an­che l'im­mu­ni­tà (RU 1973 925; FF 1971 II 53 238). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF 17 giu. 2011 (Ri­chie­ste di sop­pres­sio­ne dell'im­mu­ni­tà), in vi­go­re dal 5 dic. 2011 (RU 2011 4627; FF 2010 6497 6537).
1Nes­sun pro­ce­di­men­to pe­na­le può es­se­re pro­mos­so, sen­za un per­mes­so del Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le di giu­sti­zia e po­li­zia, con­tro un fun­zio­na­rio, per rea­ti at­te­nen­ti all'at­ti­vi­tà o al­la con­di­zio­ne uf­fi­cia­le del me­de­si­mo, pur­ché non trat­ti­si di rea­ti con­cer­nen­ti la cir­co­la­zio­ne stra­da­le. Ta­le per­mes­so è ac­cor­da­to:
per il per­so­na­le dei ser­vi­zi del Par­la­men­to, dal­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va dell'As­sem­blea fe­de­ra­le;
per il per­so­na­le del Tri­bu­na­le fe­de­ra­le, del Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le e del Tri­bu­na­le pe­na­le fe­de­ra­le, dal­la com­mis­sio­ne am­mi­ni­stra­ti­va del tri­bu­na­le in­te­res­sa­to;
per il per­so­na­le del­la pro­pria se­gre­te­ria, dall'au­to­ri­tà di vi­gi­lan­za sul Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne;
per il per­so­na­le del Mi­ni­ste­ro pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne da lui no­mi­na­to, dal pro­cu­ra­to­re ge­ne­ra­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne.3
2Le au­to­ri­tà pe­na­li can­to­na­li, cui sia de­nun­cia­to un ca­so sif­fat­to, de­vo­no do­man­da­re im­me­dia­ta­men­te ta­le per­mes­so e pren­de­re prov­ve­di­men­ti con­ser­va­ti­vi ur­gen­ti.
3Se ap­pa­ia­no av­ve­ra­ti gli estre­mi d'un rea­to e le con­di­zio­ni le­ga­li d'una azio­ne pe­na­le, il per­mes­so può es­se­re ri­cu­sa­to sol­tan­to nei ca­si lie­vi e ove, con­si­de­ra­te tut­te le cir­co­stan­ze, l'in­fli­zio­ne di una mi­su­ra di­sci­pli­na­re4 pos­sa sem­bra­re ba­ste­vo­le.
4La de­ci­sio­ne che ac­cor­da il per­mes­so è de­fi­ni­ti­va.
5Con­tro il di­nie­go dell'au­to­riz­za­zio­ne da par­te del Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le di giu­sti­zia e po­li­zia o del­la De­le­ga­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va dell'As­sem­blea fe­de­ra­le è am­mes­so il ri­cor­so al Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le. Le de­ci­sio­ni dei Tri­bu­na­li del­la Con­fe­de­ra­zio­ne cir­ca l'au­to­riz­za­zio­ne so­no de­fi­ni­ti­ve.5
5bisIl pub­bli­co mi­ni­ste­ro che ha chie­sto il per­mes­so è le­git­ti­ma­to al ri­cor­so.6
1 In­tro­dot­ta dal n. II 1 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
2 In­tro­dot­ta dal n. II 1 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
4 Nuo­va espr. giu­sta l'ap­pen­di­ce n. 1 del­la LF del 19 dic. 1986, in vi­go­re dal 10 lug. 1987 (RU 1987 932; FF 1986 II 189). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 8 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
6 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. del­la LF dell'8 ott. 1999 (RU 2000 273; FF 1999 4178 4961). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 dell'all. al­la L del 19 mar. 2010 sull'or­ga­niz­za­zio­ne del­le au­to­ri­tà pe­na­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2011 (RU 2010 3267; FF 2008 7093).
7 Abro­ga­to dal n. II 2 dell'all. 1 del Co­di­ce di di­rit­to pro­ces­sua­le pe­na­le sviz­ze­ro del 5 ott. 2007, con ef­fet­to dal 1° gen. 2011 (RU 2010 1881; FF 2006 989).
1Se un fun­zio­na­rio ha com­mes­so un rea­to con­tro i do­ve­ri d'uf­fi­cio, è ap­pli­ca­bi­le il di­rit­to sviz­ze­ro, an­cor­ché l'at­to sia sta­to com­mes­so all'este­ro.
2Se un fun­zio­na­rio ha com­mes­so all'este­ro un rea­to di­ver­so, ma at­te­nen­te al­la sua at­ti­vi­tà o con­di­zio­ne uf­fi­cia­le, il di­rit­to sviz­ze­ro è ap­pli­ca­bi­le sol­tan­to se l'at­to sia pu­ni­bi­le an­che nel luo­go in cui fu com­mes­so; in ta­le ca­so, è non­di­me­no ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia l'ar­ti­co­lo 6 ca­po­ver­so 21 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro2.
3È ri­ser­va­to l'ar­ti­co­lo 4 del Co­di­ce pe­na­le sviz­ze­ro.
1 Ve­di ora l'art. 7.
Per la re­spon­sa­bi­li­tà di­sci­pli­na­re del­le per­so­ne as­sog­get­ta­te al­la pre­sen­te leg­ge, val­go­no le di­spo­si­zio­ni spe­cia­li ap­pli­ca­bi­li al­le me­de­si­me.
1L'in­fli­zio­ne di una mi­su­ra di­sci­pli­na­re non mu­ta la re­spon­sa­bi­li­tà per dan­ni né la re­spon­sa­bi­li­tà pe­na­le.
2Or­di­na­ria­men­te, quan­do per uno stes­so fat­to so­no aper­ti un'in­chie­sta di­sci­pli­na­re e un pro­ce­di­men­to pe­na­le, la de­ci­sio­ne sul­la san­zio­ne di­sci­pli­na­re dev'es­se­re dif­fe­ri­ta fin tan­to che non sia esple­ta­to il pro­ce­di­men­to pe­na­le.
1Se un or­ga­no o un im­pie­ga­to di una or­ga­niz­za­zio­ne in­ca­ri­ca­ta di com­pi­ti di di­rit­to pub­bli­co del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, e in­di­pen­den­te dall'am­mi­ni­stra­zio­ne fe­de­ra­le or­di­na­ria, ca­gio­na il­le­ci­ta­men­te, nell'eser­ci­zio di que­sta sua at­ti­vi­tà, un dan­no a ter­zi op­pu­re al­la Con­fe­de­ra­zio­ne:
del dan­no ca­gio­na­to a ter­zi, ri­spon­de l'or­ga­niz­za­zio­ne, con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 3 a 6. Se il dan­no non può es­se­re com­piu­ta­men­te ri­pa­ra­to dall'or­ga­niz­za­zio­ne, la Con­fe­de­ra­zio­ne ri­spon­de del­la som­ma ri­ma­nen­te. Per il re­gres­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o dell'or­ga­niz­za­zio­ne con­tro l'or­ga­no o l'im­pie­ga­to col­pe­vo­le, val­go­no le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 7 e 9;
del dan­no ca­gio­na­to al­la Con­fe­de­ra­zio­ne, ri­spon­do­no, in pri­mo luo­go, l'or­ga­no o l'im­pie­ga­to col­pe­vo­le e, in se­con­do luo­go, l'or­ga­niz­za­zio­ne. So­no ap­pli­ca­bi­li gli ar­ti­co­li 8 e 9.
2Gli ar­ti­co­li 13 e se­guen­ti so­no ap­pli­ca­bi­li per ana­lo­gia nel ca­so di re­spon­sa­bi­li­tà pe­na­le. Non si ap­pli­ca­no tut­ta­via al­la re­spon­sa­bi­li­tà pe­na­le de­gli im­pie­ga­ti e in­ca­ri­ca­ti del­le im­pre­se di tra­spor­to ti­to­la­ri di una con­ces­sio­ne.1
3L'or­ga­niz­za­zio­ne ema­na una de­ci­sio­ne for­ma­le sul­le pre­te­se li­ti­gio­se avan­za­te da ter­zi o dal­la Con­fe­de­ra­zio­ne con­tro di es­sa, co­me an­che sul­le pro­prie pre­te­se con­tro gli or­ga­ni o gli im­pie­ga­ti col­pe­vo­li. La pro­ce­du­ra di ri­cor­so è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni ge­ne­ra­li sull'am­mi­ni­stra­zio­ne del­la giu­sti­zia fe­de­ra­le.2
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 1 del­la LF del 20 mar. 2009 sul­la Ri­for­ma del­le fer­ro­vie 2, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 5597; FF 2005 2183, 2007 2457).
2 In­tro­dot­to dal n. 1 dell'all. al­la LF del 4 ott. 1991 (RU 1992 288; FF 1991 II 413). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 8 dell'all. al­la L del 17 giu. 2005 sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le n vi­go­re dal 1° gen. 2007 (RU 2006 2197; FF 2001 3764).
Capo Va: Responsabilità per danni derivanti dall'utilizzazione del Sistema d'informazione Schengen
1La Con­fe­de­ra­zio­ne ri­spon­de del dan­no cau­sa­to il­le­ci­ta­men­te a ter­zi da una per­so­na al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o di un Can­to­ne in se­gui­to all'uti­liz­za­zio­ne del Si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne Schen­gen.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne, ove ab­bia ri­sar­ci­to il dan­no, ha di­rit­to di re­gres­so con­tro il Can­to­ne al cui ser­vi­zio si tro­va la per­so­na che ha cau­sa­to il dan­no.
La Con­fe­de­ra­zio­ne ri­spon­de del dan­no cau­sa­to a ter­zi sen­za che sia ne­ces­sa­rio pro­va­re l'il­li­cei­tà, se:
l'au­to­ri­tà di un al­tro Sta­to vin­co­la­to da un ac­cor­do di as­so­cia­zio­ne al­la nor­ma­ti­va di Schen­gen1, nell'uti­liz­za­re il Si­ste­ma d'in­for­ma­zio­ne Schen­gen, ha in­se­ri­to da­ti er­ra­ti o me­mo­riz­za­to da­ti in­de­bi­ta­men­te; e
sul­la ba­se di ta­le se­gna­la­zio­ne, una per­so­na al ser­vi­zio del­la Con­fe­de­ra­zio­ne o di un Can­to­ne ha cau­sa­to il dan­no nell'eser­ci­zio del­le sue fun­zio­ni.
1 Acc. del 26 ott. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra, l'Unio­ne eu­ro­pea e la Co­mu­ni­tà eu­ro­pea ri­guar­dan­te l'as­so­cia­zio­ne del­la Sviz­ze­ra all'at­tua­zio­ne, all'ap­pli­ca­zio­ne e al­lo svi­lup­po dell'ac­quis di Schen­gen (RS 0.362.31); Acc. del 20 apr. 2005 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra e il Re­gno di Da­ni­mar­ca ri­guar­dan­te la co­sti­tu­zio­ne di di­rit­ti e di do­ve­ri tra i due Sta­ti in vi­sta del­la coo­pe­ra­zio­ne Schen­gen (RS 0.362.33); Acc. del 17 dic. 2004 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra, la Re­pub­bli­ca d'Islan­da e il Re­gno di Nor­ve­gia sull'at­tua­zio­ne, l'ap­pli­ca­zio­ne e lo svi­lup­po dell'ac­quis di Schen­gen non­ché sui cri­te­ri e i mec­ca­ni­smi per de­ter­mi­na­re lo Sta­to com­pe­ten­te per l'esa­me di una do­man­da di asi­lo pre­sen­ta­ta in Sviz­ze­ra, in Islan­da o in Nor­ve­gia (RS 0.362.32).
L'au­to­ri­tà fe­de­ra­le com­pe­ten­te pro­nun­cia con de­ci­sio­ne for­ma­le sul­le pre­te­se li­ti­gio­se avan­za­te da ter­zi con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne e su quel­le del­la Con­fe­de­ra­zio­ne nei con­fron­ti di un Can­to­ne. L'ar­ti­co­lo 10 ca­po­ver­so 1 è ap­pli­ca­bi­le per ana­lo­gia.
1La re­spon­sa­bi­li­tà del­la Con­fe­de­ra­zio­ne (art. 3 e segg.) si estin­gue, se il dan­neg­gia­to non do­man­da il ri­sar­ci­men­to, o l'in­den­ni­tà pe­cu­nia­ria a ti­to­lo di ri­pa­ra­zio­ne, nel ter­mi­ne di un an­no dal gior­no in cui co­nob­be il dan­no e, in ogni ca­so, nel ter­mi­ne di die­ci an­ni dal gior­no in cui il fun­zio­na­rio com­mi­se l'at­to che l'ha ca­gio­na­to.
2La do­man­da di ri­sar­ci­men­to de­ve es­se­re pre­sen­ta­ta al Di­par­ti­men­to fe­de­ra­le del­le fi­nan­ze1.
3Se, nei ca­si di cui all'ar­ti­co­lo 10 ca­po­ver­so 2, la Con­fe­de­ra­zio­ne con­te­sta la pre­te­sa op­pu­re non si pro­nun­cia su di es­sa nel ter­mi­ne di tre me­si, la per­so­na le­sa de­ve pro­por­re un'azio­ne en­tro un nuo­vo ter­mi­ne di sei me­si, a pe­na di pe­ren­zio­ne.2
1 Nuo­va de­no­mi­na­zio­ne giu­sta l'art. 1 del DCF del 23 apr. 1980 con­cer­nen­te l'adat­ta­men­to del­le di­spo­si­zio­ni di di­rit­to fe­de­ra­le al­le nuo­ve de­no­mi­na­zio­ni dei di­par­ti­men­ti e uf­fi­ci (non pub­bli­ca­to).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 1 dell'all. al­la LF del 4 ott. 1991, in vi­go­re dal 1° gen. 1994 (RU 1992 288 337 art. 2 cpv. 1; FF 1991 II 413).
Il di­rit­to di re­gres­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne con­tro un fun­zio­na­rio si pre­scri­ve in un an­no dal ri­co­no­sci­men­to o dall'ac­cer­ta­men­to giu­di­zia­rio del­la re­spon­sa­bi­li­tà del­la Con­fe­de­ra­zio­ne e, in ogni ca­so, nel ter­mi­ne di die­ci an­ni dal gior­no dell'at­to del fun­zio­na­rio che ha cau­sa­to il dan­no.
1Per la pre­scri­zio­ne dell'azio­ne pe­na­le, val­go­no le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to pe­na­le.
2La re­spon­sa­bi­li­tà di­sci­pli­na­re dei fun­zio­na­ri si estin­gue se­con­do le di­spo­si­zio­ni di­sci­pli­na­ri spe­cia­li, ma, al più tar­di, in un an­no dal­la sco­per­ta dell'at­to in­di­sci­pli­na­to, e, in ogni ca­so, nel ter­mi­ne di tre an­ni dall'ul­ti­ma vio­la­zio­ne dei do­ve­ri di ser­vi­zio.
3La pre­scri­zio­ne è so­spe­sa fin­ché du­ri il prov­ve­di­men­to pe­na­le pro­mos­so per il me­de­si­mo fat­to op­pu­re non si sia pro­nun­cia­to su ri­me­di di di­rit­to eser­ci­ta­ti in un pro­ce­di­men­to di­sci­pli­na­re.
1Il di­rit­to del­la Con­fe­de­ra­zio­ne al ri­sar­ci­men­to del dan­no ca­gio­na­to da un fun­zio­na­rio per la vio­la­zio­ne di do­ve­ri di ser­vi­zio (art. 8 e 19), si pre­scri­ve in un an­no dal gior­no in cui il ser­vi­zio o l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te co­nob­be il dan­no e, in ogni ca­so, nel ter­mi­ne di cin­que an­ni dal gior­no in cui il fun­zio­na­rio com­mi­se l'at­to che l'ha ca­gio­na­to.
2Se pe­rò il di­rit­to al ri­sar­ci­men­to de­ri­va da un rea­to, ri­spet­to al qua­le la le­gi­sla­zio­ne pe­na­le sta­bi­li­sce una pre­scri­zio­ne più lun­ga, que­sta si ap­pli­ca an­che all'azio­ne ci­vi­le.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na le nor­me d'ese­cu­zio­ne ne­ces­sa­rie.
2Se­gna­ta­men­te, es­so di­sci­pli­na la com­pe­ten­za dei Di­par­ti­men­ti e del­le di­vi­sio­ni a sta­tui­re de­fi­ni­ti­va­men­te cir­ca il ri­co­no­sci­men­to o la con­te­sta­zio­ne del­le pre­te­se li­ti­gio­se avan­za­te con­tro la Con­fe­de­ra­zio­ne, co­me pu­re a far va­le­re il di­rit­to al ri­sar­ci­men­to e il re­gres­so con­tro il fun­zio­na­rio e a con­dur­re le li­ti ne­ces­sa­rie (art. 3, 10 cpv. 2, e 11; art. 7, 8, 19 e 20).
Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce la da­ta in cui la pre­sen­te leg­ge en­tra in vi­go­re.
1Al­le do­man­de di per­mes­so di pro­ce­de­re pe­nal­men­te con­tro un fun­zio­na­rio, pen­den­ti al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, so­no ap­pli­ca­bi­li le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to an­te­rio­re.
2La Con­fe­de­ra­zio­ne ri­spon­de pa­ri­men­te, in vir­tù de­gli ar­ti­co­li 3 e se­guen­ti, dei dan­ni ca­gio­na­ti pri­ma dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, sal­va la pre­scri­zio­ne o la pe­ren­zio­ne pre­vi­sta nell'ar­ti­co­lo 20.
3Le do­man­de di per­mes­so d'agi­re ci­vil­men­te con­tro un fun­zio­na­rio, pen­den­ti al mo­men­to dell'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, so­no con­si­de­ra­te pre­te­se li­ti­gio­se con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 10 ca­po­ver­so 2; le me­de­si­me so­no tra­smes­se d'uf­fi­cio al ser­vi­zio com­pe­ten­te.
4Se, per al­tro, su una sif­fat­ta do­man­da fos­se già sta­to de­ci­so, la que­stio­ne è esple­ta­ta con­for­me­men­te al di­rit­to an­te­rio­re.
5Del re­sto, al­la re­spon­sa­bi­li­tà dei fun­zio­na­ri e al re­gres­so del­la Con­fe­de­ra­zio­ne con­tro i col­pe­vo­li è ap­pli­ca­bi­le sol­tan­to la pre­sen­te leg­ge.
A con­ta­re dall'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, so­no abro­ga­te tut­te le di­spo­si­zio­ni a es­sa con­tra­rie, in par­ti­co­la­re:
la leg­ge fe­de­ra­le del 9 di­cem­bre 18501 sul­la re­spon­sa­bi­li­tà del­le au­to­ri­tà e dei fun­zio­na­ri fe­de­ra­li;
l'ar­ti­co­lo 91 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 5 apri­le 19102 sul­le po­ste sviz­ze­re;
gli ar­ti­co­li 29, 35 e 36 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 30 giu­gno 19273 sull'or­di­na­men­to dei fun­zio­na­ri fe­de­ra­li.