Source: https://mybestinvest.it/faqs/
Timestamp: 2020-08-14 16:48:50+00:00
Document Index: 33296382

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 2', 'art. 25', 'art. 11', 'art. 4', 'art. 73', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 1']

FAQs | MyBestInvest
Che cos’è Mybestinvest?
Mybestinvest è la prima piattaforma di Equity Crowdfunding italiana specializzata nel fintech. È un portale innovativo, gestito dalla società Meridian 180 S.r.L, e autorizzato ai sensi del D.L. 179/2012 e del regolamento Consob 18592/2013.
Su Mybestinvest i progetti migliori diventano realtà: offriamo un canale di comunicazione efficace a chi ha un’idea vincente e chi vuole investire sul futuro finanziandola e diventandone socio. Questo è il mondo delle PMI e delle start-up innovative, dei progetti, delle società che vogliono nascere e di quelle che vogliono crescere. Con tutti i vantaggi fiscali che la normativa ha riservato a chi sceglie di investire attraverso il nostro portale.
Gli imprenditori hanno a disposizione un team di professionisti in materia economico-finanziaria e legale che offrono assistenza a 360 gradi in ogni fase delle campagne di equity crowdfunding.
Gli investitori (residenti in Unione Europea) registrandosi sulla piattaforma possono accedere alle informazioni aziendali per comprendere le dinamiche operative, conoscere gli studi di mercato ed investire nelle PMI e start-up innovative di loro interesse.
Le piattaforme di equity crowdfunding sono le uniche abilitate alla ricezione e alla pubblicazione online di offerte di aziende non quotate per la raccolta di capitali di rischio.
Sono piattaforme, vigilate dalla Consob, che permettono la raccolta online di capitale di rischio da parte di PMI e start-up innovative.
I portali di equity crowdfunding non sono solo una porta d’accesso a un investimento democratico, ma svolgono anche un ruolo di “garante”. Prima di presentare al pubblico una campagna di equity crowdfunding, infatti, viene fatta una valutazione a monte dei progetti proposti, e vengono selezionati quelli che potrebbero essere maggiormente remunerativi per i potenziali investitori. Si guardano potenzialità di crescita e sviluppo, mercato di riferimento, validità del modello di business, background e competenze professionali del team.
Meridian 180 S.r.L., società che gestisce il portale Mybestinvest, è regolarmente autorizzata da Consob dal 18 settembre 2019, con delibera n.21046, ed è iscritta nell’apposito Registro dei portali di equity crowdfunding tenuto dalla Consob n. iscrizione: 40 (maggiori informazioni qui).
Chi può effettuare una raccolta di Equity crowdfunding?
Le imprese che possono raccogliere capitali di rischio attraverso i portali di equity crowdfunding sono denominate “offerenti” perché effettuano tale raccolta attraverso un’offerta al pubblico presentata per mezzo di un portale di equity crowdfunding. Esse sono elencate dalla lettera c) del 1° comma dell’art. 2 del Regolamento CONSOB adottato con la Delibera n° 18592 del 2013 e sono le seguenti:
Le Piccole e medie imprese – PMI identificate dalla Raccomandazione CE n° 361 del 2003, vale a dire le società di capitali o cooperative che non siamo controllate da imprese di dimensioni maggiori a quelle della media impresa e che in base al loro ultimo bilancio annuale o consolidato soddisfino almeno due dei tre criteri seguenti: numero medio di dipendenti nel corso dell’esercizio inferiore a 250, totale dello stato patrimoniale non superiore a 43.000.000 di Euro e fatturato netto annuo non superiore a 50.000.000 di Euro. Le azioni o le quote di esse non devono essere quotate in mercati regolamentati;
Le società di capitali o cooperative che sono start-up innovative, comprese le start-up innovative a vocazione sociale – Queste sono le società delle tipologie citate (incluse le cooperative sociali) costituite ed operanti da non più di 48 mesi, non derivanti da fusione, scissione societaria o cessione di azienda o di ramo di azienda, aventi la sede principale dei loro affari ed interessi in Italia, le cui azioni o quote non sono quotate sui mercati regolamentati ed il cui valore della produzione annua non supera i 5 milioni di Euro. Esse possono assumere la qualifica di “start-up innovativa a vocazione sociale” attraverso l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese destinata alle start-up innovative (Sti), se operano in via esclusiva nei settori previsti dall’art. 2, 1° comma, del Dlgs 112/2017 sulla disciplina delle imprese sociali, non hanno scopo di lucro e rispondono ai requisiti previsti dal comma 2° dell’art. 25 del Decreto-Legge 179/2012, convertito in Legge 221/2012. Tra le start-up rientrano anche le start-up innovative turistiche identificate dal comma 1° dell’art. 11-bis del Decreto-Legge 83/2017 la cui attività è la promozione dell’offerta turistica attraverso l’uso di tecnologie e lo sviluppo di software originali;
Le società di capitali o cooperative che sono Piccole e medie imprese (PMI) innovative come definite dal comma 1° dell’art. 4 del Decreto-Legge 3/2015, convertito in Legge 33/2015. Queste sono le società delle tipologie citate residenti in Italia ai sensi del 3° comma dell’art. 73 del TUIR, cioè che per la maggior parte dell’ultimo periodo di imposta hanno avuto la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato Italiano, o in uno degli Stati dell’UE o di quelli aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia, che abbiano fatto certificare l’ultimo bilancio, compreso l’eventuale bilancio consolidato, non siano quotate in un mercato regolamentato, non siano start-up innovative ed abbiamo almeno due tra i requisiti riportati nell’art. 4 citato;
Gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investono prevalentemente in piccole e medie imprese, come definite dalla lettera e) del comma 2° dell’art. 1° del Decreto del Ministero dell’Economia del 30 Gennaio 2014;
Le società di capitali che investono prevalentemente in piccole e medie imprese, come definite dalla lettera f) del comma 2° dell’art. 1° del Decreto del Ministero dell’Economia del 30 Gennaio 2014.
In linea di massima, quindi, tutte le PMI e le start-up italiane possono raccogliere capitali attraverso una campagna di equity crowdfunding. L’unica differenza tra le PMI e le PMI innovative o start-up innovative che effettuano una raccolta di equity crowdfunding è che le PMI tradizionali non godono del 40% di detrazione fiscale sugli investimenti.
Quali sono i benefici dell’equity crowdfunding?
Per le PMI e le start-up il beneficio più evidente è quello di potersi finanziare senza dover ricorrere a un prestito. Con l’equity crowdfunding, l’azienda ottiene infatti fondi che entrano a far parte del patrimonio dell’impresa e che, dunque non devono essere restituiti. Inoltre, dal momento che la raccolta dell’investimento viene fatta online, il bacino di potenziali investitori è teoricamente illimitato e l’investimento avviene in pochi click.
Altri notevoli vantaggi per le aziende sono in ambito marketing: con il lancio di una campagna di equity crowdfunding, infatti, si ha la possibilità di promuovere al meglio il proprio progetto, su numerosi canali e media, sempre in maniera integrata. Il tutto garantisce una risposta anticipata degli investitori che funziona esattamente come una validazione della propria idea di business.
Per gli investitori, invece, i benefici derivati dall’equity crowdfunding rispetto alle altre forme di investimento tradizionali, sono diversi, ovvero:
Sgravi fiscali: Sia per persona fisica che giuridica la detrazione fiscale per investimenti in startup innovative è pari al 40%.
Tali condizioni sono soggette a variazioni normative quindi devono essere verificate dal singolo investitore
Diversificazione del portafoglio d’investimento: Le piattaforme di equity crowdfunding danno la possibilità di investire in aziende che operano su settori molto diversi e con differenti tassi di crescita e rischio. Questo aiuta a bilanciare il proprio investimento pesando in modo adeguato guadagni e perdite.
Investimenti in economia reale: Le aziende che operano raccolta su un portale di equity crowdfunding sono vagliate e validate direttamente dal mercato. Si aprono ad un pool di investitori eterogenei con competenze variegate che decidono o meno di investirci se reputano l’azienda di valore. Questo permette di avere la chance di poter diventare soci di aziende competitive, che creano ricchezza reale e generano valore.
Accesso a realtà estremamente innovative: Di per sé, la scelta di utilizzare uno strumento così digitalizzato per reperire i finanziamenti necessari allo sviluppo del proprio business è un primo indizio del livello d’innovazione di un’azienda. Il fatto che una società acceda al mercato dei finanziamenti aprendo il proprio capitale tramite una piattaforma di equity crowdfunding assicura un buon livello di digitalizzazione e innovazione.
Nessuna spesa di intermediazione: Rivolgersi a una piattaforma di equity crowdfunding per investire su una o più start-up significa investire direttamente in un’azienda la quota che si vuole senza sostenere spese aggiuntive al momento in cui si diventa soci. Basta registrarsi, scegliere la quota da versare ed effettuare un bonifico online, senza la necessità di recarsi in banca.
Regolamentazione chiara e precisa: L’Italia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di una regolamentazione in ambito equity crowdfunding, promulgata da Consob. Grazie alla vigilanza di quest’organo, l’investitore è tutelato sull’attività di investimento e informato dei rischi che lo strumento finanziario comporta, nonché profilato attraverso la verifica di appropriatezza.
Ritorno dell’investimento #1: si può avere un ritorno sugli importi investiti nel caso in cui la società venga venduta a terzi (solitamente grossi competitors che decidono di acquisire le start up o le PMI innovative permettendo agli investitori di cedere le proprie quote e realizzare una plusvalenza).
Ritorno dell’investimento #2: il ritorno sugli importi investiti può essere ottenuto anche a seguito della quotazione in borsa dell’azienda (ciò permette agli investitori di cedere sul mercato le proprie quote/azioni).
Ritorno dell’investimento #3: la terza tipologia di ritorno può essere data dalla distribuzione di dividendi, che però resta comunque a discrezione dell’azienda, e che nel caso delle start up innovative non può avvenire fintanto che viene mantenuto lo status di “start up innovativa” (ovvero 5 anni). Il divieto di distribuire utili esiste quindi solo per le Startup Innovative, che sono obbligate a reinvestirli nell’azienda per spingerne la crescita, per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di Start Up innovativa, e cioè per un massimo di 5 anni dall’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.
Come iniziare una campagna di equity crowdfunding?
Il primo step per creare una campagna di equity crowdfunding è registrarsi su mybestinvest.it. Una volta approvata la registrazione, sarà possibile dare vita al proprio progetto. Ci sono però dei criteri base da rispettare per poter creare una campagna: sono pochi e facili da seguire.
La società – startup, PMI innovativa o tradizionale che sia – deve essere già costituita prima di poter proporre una campagna. Ciò significa che non è possibile presentare un progetto come Privato. È possibile creare una campagna solo iscrivendosi come Azienda e società di capitali, inserendo la Ragione Sociale e la partita Iva. La società deve essere già costituita, ma non per forza deve essere già avviata, anche se è sempre consigliabile possedere già un track record e delle validazioni oggettive, oppure almeno delle Lettere d’Intenti da parte di esterni interessati al progetto.
Il secondo requisito di base è quello di possedere tutta la documentazione necessaria da inserire nell’offerta di una campagna: è fondamentale presentare al team di Mybestinvest una documentazione completa, sia per consentire ai nostri specialisti di eseguire una valutazione corretta, sia per permettere all’investitore di conoscere tutti gli aspetti della campagna. I documenti necessari sono:
la Visura societaria aggiornata
l’ultimo Bilancio depositato e, se esistenti, i Patti parasociali.
Prima di iniziare a ricevere gli investimenti è fondamentale preparare una descrizione dettagliata del progetto, ossia Pitch, Problem e Solution. La descrizione ha lo scopo di attirare gli investitori, perciò è consigliabile utilizzare un linguaggio chiaro e conciso. Importante in questa fase è anche non tralasciare i punti fondamentali del progetto, indicando i problemi che si potrebbero incontrare, le tecniche per risolverli, la composizione del team e i vantaggi competitivi.
Un altro elemento importante è senza dubbio la creazione di un contenuto video. Il video è il biglietto da visita di ogni campagna di equity crowdfunding ed è la primissima cosa che gli investitori guardano per conoscere il progetto in cui potrebbero investire.
Anche fissare un obiettivo minimo monetario da raggiungere è uno degli step da compiere: i finanziamenti, infatti, vengono riscossi solo al raggiungimento dell’obiettivo minimo e la campagna si conclude al termine dei 60 giorni canonici o raggiunto l’obiettivo massimo di raccolta. Fissato l’obiettivo minimo, il punto cardine di ogni campagna di equity crowdfunding, riguarda le Categorie di Quote che si vogliono mettere a disposizione degli investitori. Generalmente le quote partono da un minimo di 500€ ad un massimo di 50.000 o 100.000€, ma le cifre possono variare in base alle esigenze della start-up o PMI. Il team di Mybestinvest affianca le aziende costantemente dopo aver ricevuto la prima bozza della campagna.
Quali documenti sono necessari per la campagna di equity crowdfunding?
I documenti necessari per avere una valutazione della società completa sono i seguenti:
Visura camerale della società che presenta il progetto;
Atto costitutivo e Statuto della società offerente e copia degli eventuali patti parasociali;
Ultimo Bilancio d’esercizio approvato (se esistente);
Situazione contabile (economica e patrimoniale) aggiornata e formalmente approvata dall’Organo amministrativo della società che presenta il progetto;
Business Plan completo del progetto e budget (triennale o quinquennale) economico e finanziario della società Offerente;
Pitch di sintesi del progetto e sito web;
CV delle persone chiave ed operative coinvolte nel progetto della società offerente;
Ogni altro eventuale documento che la società ritiene utile, purché inerente, alla valutazione dello stesso.
Come vengono selezionati i progetti di equity crowdfunding?
Mybestinvest garantisce alle aziende un processo di selezione neutrale e professionale, focalizzato in un’analisi economico-contabile, finanziaria e commerciale. Ogni area d’indagine coinvolge differenti aspetti dell’impresa come: Business Plan, composizione del team, copertura finanziaria, presenza di altri investitori, exit strategy, etc.
La selezione avviene mediante l’utilizzo di una serie di criteri di valutazione, sia di natura “qualitativa” che “quantitativa”. Gli indicatori “qualitativi” servono per comprendere il livello di innovatività dell’idea, lo stadio in cui si trova, la scalabilità e il potenziale mercato. Grande importanza viene data in tal senso anche all’impatto sociale/ambientale del Progetto, sia in termini di posti di lavoro potenzialmente creati che in termini di correlazione con aspetti tipicamente ambientali quali l’inquinamento ed il surriscaldamento globale. Oltre a questi, viene valutata la possibilità dell’impresa di restare sul mercato nel lungo periodo, la sostenibilità finanziaria del Progetto e la preparazione/motivazione del team impegnato nello stesso.
Quanto agli indicatori “quantitativi”, lo scopo è invece quello di verificare la presenza di parametri che misurino in maniera oggettiva lo stato di avanzamento del Progetto (ad esempio, la produzione di ricavi), nonché l’esistenza di un equilibrio finanziario accettabile, in rapporto alla patrimonializzazione ed all’obiettivo di raccolta dell’Offerente.
La valutazione di ogni Progetto avviene mediante l’assegnazione di un punteggio da 1 a 10 ad ognuno dei criteri di valutazione “qualitativi” e “quantitativi” sopra descritti, ai quali è inoltre assegnato un “peso”; il Progetto viene approvato qualora il punteggio complessivo ottenuto, derivante dalla media ponderata di quelli ottenuti su ogni indicatore, sia maggiore o uguale a 6. Il dettaglio degli indicatori ed il relativo peso assegnato è nel seguito rappresentato:
Criteri di valutazione qualitativi
(A) Valutazione
1 Innovazione e originalità dell’idea Da 1 a 10 5
2 Stato di avanzamento Da 1 a 10 10
3 Scalabilità del modello di business Da 1 a 10 10
4 Potenziale di mercato domestico (e non) Da 1 a 10 5
5 Prospettive di lungo termine Da 1 a 10 5
6 Impatto del progetto rispetto a tematiche sociali/ambientali Da 1 a 10 10
7 Coerenza tra fabbisogno finanziario e stato di avanzamento Da 1 a 10 10
8 Credibilità/completezza della valutazione pre-money Da 1 a 10 10
9 Competenze e CV team operativo Da 1 a 10 10
10 Tempo settimanalmente dedicato dal team al progetto Da 1 a 10 10
11 Presenza di ricavi (ultimo bilancio o situazione contabile) Da 1 a 10 10
12 Esistenza di contratti con clienti Da 1 a 10 5
13 Consistenza del Patrimonio netto Da 1 a 10 5
14 Rapporto tra PFN* e Patrimonio netto Da 1 a 10 10
* Per PFN si intende la “Posizione Finanziaria Netta” della società che presenta il progetto, alla data più recente possibile, calcolata come differenza tra (i) debiti finanziari di breve/medio/lungo termine e (ii) liquidità presenti in cassa/banca ovvero crediti/titoli di natura finanziaria (“cash equivalent”).
Il calcolo del punteggio complessivo assegnato ad ogni Progetto sarà il risultato della seguente formula (il numero indicato a pedice si riferisce al “progressivo” di ogni criterio di valutazione):
(A1 ∙ B1) + (A2 ∙ B2) + (A3 ∙ B3) + ……..+ (A14∙ B14)
B1 + B2 + B3 + ……..+ B14
Resta inteso che, in ragione delle evoluzioni del mercato, l’elencazione dei criteri di valutazione sopra riportati potrebbe subire variazioni o integrazioni che non ne modificheranno, tuttavia, l’analiticità, lo scopo ed il senso generale.
Le valutazioni saranno accompagnate da partner tecnici in materia, in base al settore di competenza dell’impresa che vuole raccoglie capitali di equity crowdfunding per avere una visione e una valutazione accurata.
Che tipo di offerta comporta una campagna di Equity crowdfunding?
Budget dell’offerta: consiste nell’obiettivo economico dell’offerta. Deve essere suddiviso in quote (e categorie di quote), che vengono sottoscritte dagli investitori ad un prezzo fisso.
Obiettivo minimo e massimo: l’obiettivo minimo è la somma di denaro minima che si intende raccogliere per avviare l’investimento, l’obiettivo massimo è la somma massima che si ritiene opportuna per il completamento dell’investimento.
Durata: solitamente 30/60/90 giorni, salvo casi specifici con apposita giustificazione in merito.
Quali sono le fasi di una campagna di Equity crowdfunding?
Fase di pre-campagna: in questa fase si definiscono gli obiettivi minimi e la strategia marketing da adottare.
Lancio della campagna.
Durata della campagna: in questa fase viene attuata la campagna marketing e il QeA con potenziali investitori.
Conclusione campagna, adempimenti finali.
entro 14 giorni dall’adesione è sempre possibile recedere senza alcuna spesa inviando una mail a info@mybestinvest.it con oggetto:
“Recesso offerta [Nome campagna Equity Crowdfunding] – [Nome Utente]
entro 14 giorni dalla data in cui nuove informazioni (fatto nuovo o segnalazione di un errore materiale) rispetto a quelle esposte sul portale sono portate a conoscenza degli investitori, è possibile revocare l’adesione all’offerta.
In entrambi i casi gli importi già versati saranno restituiti.
Gli investitori, persone fisiche o società, che scelgono di investire in PMI innovative o start-up innovative possono beneficiare di agevolazioni fiscali nella misura del 30% di quanto investito.
Per le società, il limite massimo di investimento deducibile dalla base imponibile è pari a euro 1.800.000 annui e, così come per le persone fisiche, è richiesto il mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni.
Raccomandiamo a tutti gli interessati ad investire in PMI o in start up innovative una attenta lettura della normativa di riferimento e di rivolgersi ai propri consulenti fiscali per una corretta quantificazione delle agevolazioni spettanti.
Maggiori informazioni: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/07/05/19A04418/sg