Source: http://www.movimento5stelle.it/parlamento/antimafia/2016/06/ostia-in-merito-alla-sentenza-che-non-riconosce-lassociazione-mafiosa.html
Timestamp: 2018-02-22 09:04:16+00:00
Document Index: 8144520

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 416']

Ostia: in merito alla sentenza che non riconosce l'associazione mafiosa - Antimafia 5 Stelle
Ostia: in merito alla sentenza che non riconosce l'associazione mafiosa
Scritto da M5S Camera News pubblicato il 15.06.16 12:42 Commenti:
Le sentenze non si criticano ma si impugnano. E, certamente, questa regola vale anche per la sentenza della Corte d'appello di Roma che, ribaltando la decisione dei giudici di primo grado, ha ritenuto inesistente, ad Ostia, già sciolta per infiltrazioni mafiose, la mafia dei Fasciani e dei Triassi.
O, almeno, così pare in attesa di leggere le motivazioni che saranno depositate.
Tuttavia, già da ora, c'è qualcosa che non quadra. Un'altra parte di questo stesso processo, infatti, ha avuto una diversa sorte. Opposta. Gli imputati che scelsero di essere giudicati con il rito abbreviato sono stati condannati per una serie di delitti commessi con la cd aggravante mafiosa dell'articolo 7 DL 152/91. Il Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Roma, cioè, ritenne che quell'associazione non solo era mafiosa ma era anche ben operativa.
La stessa cosa fu affermata dalla Corte d'appello di Roma e, proprio qualche giorno fa, anche dalla Cassazione. La sentenza dell'abbreviato, che riconosce quella mafia ostiense, è dunque diventata definitiva, cioè, in altri termini, i fatti, come ricostruiti, non sono più modificabili.
Altro esito, invece, per gli imputati giudicati con il rito ordinario: condannati in primo grado e adesso, in appello, assolti o comunque condannati per reati che però con la mafia non c'entrano.
Certo, può verificarsi che un processo diviso in due per la scelta di riti diversi abbia conclusioni differenti. È quanto accaduto, ancora una volta a Roma, per la banda della Magliana: nel giudizio abbreviato si affermò che si trattava di associazione mafiosa mentre nel giudizio ordinario si affermò che si trattava di associazione e basta.
Ma, sicuramente, se questa può ritenersi una fisiologia del sistema, non può non essere una "fisiologia patologica". Anzi, nel caso di Ostia, i giudizi contrapposti per lo stesso fatto (ci si riferisce, ovviamente, al fenomeno e non alle singole responsabilità) stridono un po' di più se si pensa che la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Roma è giunta proprio pochi giorni dopo quella della Cassazione che consacrava l'esistenza di quella associazione mafiosa ad Ostia, quando cioè i Giudici di appello dovevano avere ben chiaro che una diversa realtà giudiziaria era diventata incontrovertibile e che la loro decisione, forse, difficilmente supererà il successivo vaglio della Suprema Corte che, altrimenti, dovrebbe smentire se stessa e ignorare la res iudicata.
E dire che le difficoltà, anche culturali, ad applicare la fattispecie di cui all'art. 416-bis del codice penale fuori dalle regioni meridionali sembravano quasi superate..!".
- GAETTI Luigi