Source: http://www.comune.rosolini.sr.it/rosolini/zf/index.php/atti-generali/index/download-file/voce/4
Timestamp: 2020-04-07 09:20:23+00:00
Document Index: 170869471

Matched Legal Cases: ['art. 7', 'art. 17', 'art. 1', 'art.8', 'art. 10', 'art. 27', 'art. 11', 'art. 40', 'art. 18', 'art. 51', 'art.18']

d) tutela della vita umana, della persona e della famiglia, valorizzazione sociale della genitorialità e dei minori, assicurando sostegno alla corresponsabilità dei genitori nell'impegno della cura e dell'educazione dei figli, anche tramite i servizi sociali ed educativi; garanzia del diritto allo studio e alla formazione culturale e professionale per tutti in un quadro istituzionale ispirato alla libertà di educazione;
6. Il Comune inoltre ispira la propria azione alle seguenti finalità:
a) dare pieno diritto alla effettiva partecipazione dei cittadini, singoli e associati, alla vita organizzativa, politica, amministrativa, economica e sociale del Comune di Rosolini; a tal fine sostiene e valorizza l'apporto costruttivo e responsabile del volontariato e delle libere associazioni;
c) sostegno alla realizzazione di un sistema globale e integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva delle persone disagiate e svantaggiate;
2. Il Palazzo civico, sede comunale, è ubicato in via Roma n. 2. Lo stesso è dedicato a “G. Cartia”.
1. Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di “Comune di Rosolini”.
2. Lo stemma del Comune, giusta deliberazione consiliare n. 281/1991, è raffigurato da un’aquila con ali spiegate, gli artigli adunchi e distesi, sormontata da una corona all’antica d’oro, con lo scudo dello stemma dei principi Moncada - Paternò sul petto e con striscia ai piedi contenente la dicitura “Universitas Rosolinorum Regi beneficio” su fondo azzurro.
3. Le modalità di elezione e il funzionamento del consiglio comunale dei ragazzi, sono stabilite con apposito regolamento.
1.Il Comune riconosce nella biblioteca pubblica una struttura fondamentale per assolvere ai bisogni informativi e culturali della comunità, ed una via attraverso la quale:
2. Il Comune assicura l’autonomia culturale della propria biblioteca e individua, altresì, nella cooperazione bibliotecaria la via attraverso la quale realizza l’integrazione delle risorse e qualificare i propri servizi quale sistema informativo.
3. Il Comune gestirà il servizio di biblioteca pubblica secondo i termini che saranno previsti dall’apposito regolamento.
2. Il Comune ricerca, in modo particolare, la collaborazione e la cooperazione con i Comuni vicini, con la Provincia di Siracusa, con la Regione Sicilia e con l’Unione Europea nel rispetto delle competenze previste nei Trattati, Regolamenti e Direttive.
1.Viene istituito nella sede municipale – in luogo facilmente accessibile al pubblico privo di barriere architettoniche – l’Albo pretorio comunale per la pubblicazione delle deliberazioni, concessioni, ordinanze, atti e manifesti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.
2.Il messo comunale incaricato è responsabile delle affissioni.
3.Il segretario generale del Comune, o il vicario che lo sostituisce, sono responsabili delle pubblicazioni degli atti da affiggere all’albo pretorio, a cura del messo comunale.
4. L’albo pretorio è posto nelle adiacenze dell’”ufficio relazioni con il pubblico”.
1.Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e, rappresentando l'intera comunità, delibera l'indirizzo politico - amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione. La presidenza del consiglio comunale è attribuita a un consigliere comunale, eletto tra i consiglieri nella prima seduta del consiglio. Successivamente è eletto il vice – presidente.
2.L'elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio comunale sono regolati dalla legge.
4. Il consiglio comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all'arco temporale del mandato politico - amministrativo dell'organo consiliare.
5. Il consiglio comunale conforma l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicità, ragionevolezza, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa.
7. Il consiglio comunale è dotato di autonomia funzionale ed organizzativa con propri servizi, attrezzature, risorse finanziarie ed apposite strutture in cui operare. La Giunta, nella redazione del bilancio, annuale e pluriennale, prevede le somme necessarie per assicurarne l’autonomia.
3 bis. Sono straordinarie le sessioni che hanno luogo in qualsiasi periodo dell’anno; sono urgenti le sessioni nelle quali la consegna degli avvisi di convocazione è eseguita almeno 24 ore prima dell’ora stabilita per la seduta consiliare.
5. Per le funzioni di indirizzo e controllo assegnate alla competenza del consiglio su richiesta possono essere portati all’ordine del giorno argomenti su criteri generali cui devono attenersi gli altri organi dell’Ente nell’adozione degli specifici atti di competenza.
8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno quattro giorni prima della seduta nel caso di sessioni ordinarie, almeno due giorni prima nel caso di sessioni straordinarie e almeno dodici ore prima nel caso di eccezionale urgenza.
1.Il presidente del consiglio comunale rappresenta il consiglio , ne tutela la dignità del ruolo e ne assicura l’esercizio delle funzioni.
2.Il presidente in particolare:
a)emana annualmente, ai fini dell’autonomia contabile del consiglio, le direttive tese all’attuazione dei programmi di funzionamento del consiglio, sentita la conferenza dei capigruppo;
b)autorizza i consiglieri comunali in ordine ad incarichi speciali o missioni svolte per ragioni connesse al mandato;
c)rilascia attestazioni o certificazioni su problematiche riguardanti i consiglieri comunali.
4. I poteri di cui ai commi precedenti, in caso di assenza o impedimento del presidente, sono attribuiti al vice presidente e, in caso di assenza di questi, al consigliere anziano per voti.
1. Entro il termine di 60 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico - amministrativo.
3. Con cadenza almeno semestrale, entro il 30 Aprile ed entro il 30 Ottobre, il consiglio provvede, in sessione straordinaria, a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del sindaco e dei rispettivi assessori.
4. Al termine del mandato politico - amministrativo, il sindaco presenta all'organo consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. Detto documento è sottoposto all'approvazione del consiglio, previo esame del grado di realizzazione degli interventi previsti.
3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni, in generale, per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il presidente del consiglio comunale, a seguito dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell'art. 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l'avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché di fornire al presidente eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni venti, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest'ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.
6. I consiglieri comunali godono dell’indennità di carica prevista dalla legge e dettagliatamente disciplinata dal regolamento comunale per il funzionamento del consiglio.
1.I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale unitamente alla indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capigruppo nei consiglieri, non appartenenti alla giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
2.I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti dal numero minimo di membri previsti dal regolamento consiliare.
3.È istituita, presso il Comune di Rosolini, la conferenza dei capigruppo, finalizzata a rispondere alle finalità generali indicate dall'art. 17, comma 3, del presente Statuto e dalla vigente normativa. La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del consiglio comunale.
c) convoca i comizi per i referendum previsti dall'art. 1, lett. b) 6 della L.R. n. 48/1991 e dall’ art.8 del d.lgs. n. 267/2000;
d) nomina il segretario generale, scegliendolo nell'apposito albo;
e) conferisce e revoca al segretario generale, se lo ritiene opportuno e previa deliberazione della giunta comunale, le funzioni di direttore generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione con altri Comuni per la nomina del direttore;
a)stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute della giunta comunale, ne dispone la convocazione e la presiede;
1. Il vice - sindaco nominato tale dal sindaco è l'assessore che ha la delega generale per l'esercizio di tutte le funzioni del sindaco, in caso di assenza o impedimento di quest'ultimo.
2. Il sindaco e la giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessantacinque per cento dei consiglieri assegnati.
3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre 30 giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, ne consegue l’immediata cessazione dalla carica degli organi del Comune secondo le modalità previste dall’art. 10 della L. R. n. 35/1997.
3. La procedura per la verifica dell'impedimento viene attivata dal vice - sindaco o, in mancanza, dall'assessore più anziano di età che vi provvede di intesa con i gruppi consiliari.
2. La giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali approvate dal consiglio comunale. In particolare, la giunta esercita le funzioni di indirizzo politico - amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
1.La giunta è composta dal sindaco, che la preside, e da un numero di assessori, di cui uno investito della carica di vice sindaco, che non deve essere superiore ad un terzo, arrotondato aritmeticamente, del numero dei consiglieri comunali assegnati.
2.Spetta al sindaco, di volta in volta, con propria determinazione stabilire il numero dei componenti della giunta nei limiti di cui sopra.
3.Gli assessori possono partecipare alle sedute del consiglio e intervenire nella discussione ma non hanno diritto di voto.
4. La disposizione si applica, sin dall’entrata in vigore del presente statuto, alla giunta in carica.
o) fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il direttore generale;
3.I pareri devono pervenire all'ente nei termini stabiliti nella richiesta, che in ogni caso non devono essere inferiori a 10 giorni.
6. Se la petizione è sottoscritta da almeno 500 persone, ciascun consigliere può chiedere con apposita istanza che il testo della petizione sia posto in discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, da convocarsi entro 30 giorni.
1.Qualora un numero di elettori del Comune non inferiore a 500 avanzi al sindaco proposte per l'adozione di atti amministrativi di competenza dell'ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell'atto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri all'organo competente e ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 30 giorni dal ricevimento.
1.Un numero di elettori residenti, non inferiore a 1.500 degli iscritti nelle liste elettorali, può chiedere che vengano indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale.
2.Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è già stato indetto un referendum nell'ultimo quinquennio. Sono inoltre escluse dalla potestà referendaria le seguenti materie:
1.Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell'amministrazione comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici.
2.Possono essere sottratti alla consultazione soltanto gli atti che esplicite disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione.
3.La consultazione degli atti di cui al primo comma, deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata dell'interessato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento.
4.In caso di diniego da parte dell'impiegato o funzionario che ha in deposito l'atto, l'interessato può rinnovare la richiesta per iscritto al sindaco del Comune, che deve comunicare le proprie determinazioni in merito entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa.
5.In caso di diniego devono essere esplicitamente citati gli articoli di legge che impediscono la divulgazione dell'atto richiesto.
2. La pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nell'atrio del palazzo comunale e su indicazione del sindaco in appositi spazi, a ciò destinati, situati nelle vie Manzoni 96 bis (Ufficio Servizi Sociali), Solferino (ufficio decentrato), Casa del Fanciullo (Comando della Polizia Municipale), Bellini (Ufficio Tecnico Comunale) e nella piazza Masaniello (Palazzo di Città).
2. Il difensore civico nell'esercizio del suo mandato, può consultare gli atti e i documenti in possesso dell'amministrazione comunale e dei concessionari di pubblici servizi.
4. Il difensore civico riferisce entro trenta giorni sull'esito del proprio operato, verbalmente o per iscritto, al cittadino che gli ha richiesto l'intervento e segnala agli organi comunali o alla Magistratura le disfunzioni, le illegittimità o i ritardi riscontrati.
6. È facoltà del difensore civico, quale garante dell'imparzialità e del buon andamento delle attività della p.a. di presenziare, senza diritto di voto o di intervento, alle sedute pubbliche delle commissioni concorsuali, aste pubbliche, licitazioni private, appalti concorso. A tal fine deve essere informato della data di dette riunioni.
1. Nel caso di procedimenti a istanza di parte il soggetto che ha presentato l’istanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dall’amministratore che deve pronunciarsi in merito.
3. A ogni istanza rivolta a ottenere l’emanazione di un atto o provvedimento amministrativo deve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento, comunque non superiore a sessanta giorni.
1. Nel caso di procedimenti a impulso d’ufficio il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti o interessi legittimi che possono essere pregiudicati dall’adozione dell’atto amministrativo, indicando il termine non minore di quindici giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti.
2. I soggetti interessati possono altresì, nello stesso termine chiedere di essere sentiti personalmente dal funzionario responsabile o dall’amministratore che deve pronunciarsi in merito.
Determinazione del contenuto dell’atto.
Obiettivi dell’attività amministrativa.
3. Il Comune allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione previste dal presente statuto, nonchè forme di cooperazione con altri Comuni e con la provincia.
Servizi pubblici comunali.
1. Il Comune può istituire e gestire servizi pubblici che abbiano per oggetto la produzione di beni e servizi o l’esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile dalla comunità locale.
a) in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno costituire una istituzione o una azienda; b) in concessione a terzi quando esistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale; c) a mezzo di azienda speciale anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica e imprenditoriale; d) a mezzo di istituzione, per l’esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale; e) a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico oppure senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria, qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati; f) a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni nonchè in ogni altra forma consentita dalla Legge.
1. Il Consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia gestionale ed imprenditoriale, e ne approva lo statuto.
2. Le aziende speciali informano la loro attività a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicità e hanno l'obbligo del pareggio finanziario ed economico da conseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i trasferimenti.
Struttura delle aziende speciali.
4. Il direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi in cui la legge consente la chiamata diretta.
1. le istituzioni sono organismi strumentali del Comune per l’esercizio di servizi sociali, dotate di personalità giuridica, di autonomia gestionale e di propri statuti approvati dal consiglio comunale..
5. Il consiglio di amministrazione provvede alla gestione dell'istituzione deliberando nell'ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal consiglio comunale secondo le modalità organizzative e funzionali previste dal regolamento.
6. Il regolamento comunale può anche prevedere forme di partecipazione dei cittadini o degli utenti alla gestione o al controllo dell' istituzione.
Società per azioni o a responsabilità limitata.
1. Il consiglio comunale, su proposta della giunta delibera apposite convenzioni da stipularsi con amministrazioni statali, altri enti pubblici o con privati al fine di fornire in modo coordinato servizi pubblici.
1. Il comune, può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione associata di uno o più servizi secondo le norme previste per le aziende speciali in quanto applicabili.
3. La convenzione deve prevedere l'obbligo a carico del consorzio della trasmissione al Comune degli atti fondamentali che dovranno essere pubblicati con le modalità di cui all'articolo 41, 2° comma del presente statuto.
4. Il Sindaco o un suo delegato, fa parte dell'assemblea del consorzio con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.
2. L'accordo di programma, consiste nel consenso unanime del presidente della Regione, del presidente della Provincia, dei sindaci delle amministrazioni interessate, viene definito in una apposita conferenza la quale provvede altresì alla approvazione formale dell'accordo stesso;
a) una organizzazione del lavoro per progetti, obiettivi e programmi,
c) il superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e il conseguimento della massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima collaborazione tra gli uffici.
2. Gli uffici sono organizzati in settori secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.
Regolamento degli uffici e dei servizi.
1. Il Comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra gli uffici e servizi e tra questi, il direttore e gli organi amministrativi.
2. Il regolamento si uniforma al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al direttore e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità.
Diritti e doveri dei dipendenti.
3. Il regolamento organico determina le condizioni e le modalità con le quali il Comune promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e la integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio della libertà e dei diritti sindacali.
4. L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in rappresentanza dell'Ente dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle singole aree e dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal direttore e degli organi collegiali.
1. Il sindaco previa delibera della Giunta Comunale, può nominare un direttore generale, anche al di fuori della dotazione organica e con un contratto a tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione.
2. Qualora tale funzione venga conferita all’esterno è necessario che la persona interessata sia in possesso di laurea e di professionalità da documentarsi con apposito curriculum.
Compiti del direttore generale.
1. Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente secondo le direttive che a tale riguardo, gli impartirà il sindaco.
3. Il direttore generale promuove e resiste alle liti e ha il potere di conciliare e transigere, tranne che nel caso di cui all’art. 27, comma 3, lett. s), del presente statuto.
4. La durata dell'incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del sindaco, che può precedere alla sua revoca previa delibera della giunta comunale nel caso in cui non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità.
5. Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione generale, le relativi funzioni possono essere conferite dal sindaco al segretario generale.
Funzioni del direttore generale.
a) l’attuazione degli indirizzi e degli obiettivi determinati dagli organi politici, avvalendosi dei dirigenti di settore;
b) la sovraintendenza in generale alla gestione dell’ente garantendo il perseguimento di livelli ottimali di efficienza e efficacia;
c) la proposta di piano esecutivo di gestione di cui all’art. 11 D. Lgs. n. 77/95 da sottoporre all’approvazione della giunta per il tramite del sindaco;
d) la predisposizione del piano dettagliato degli obiettivi di cui all’art. 40, comma II, lett. a), D.Lgs. n. 77/95;
e) il coordinamento e la sovraintendenza dei dirigenti di settore;
f) l’adozione di misure organizzative per l’analisi e la valutazione dei costi dei singoli uffici, ai sensi dell’art. 18, comma I, D. Lgs. n. 29/93;
g) l’adozione delle misure per l’interconnessione sia tra gli uffici della stessa amministrazione, che con altre amministrazioni ai sensi rispettivamente degli artt. 2, I comma, lett. c) e 11, comma I, del D. Lgs. n. 29/93;
h) l’adozione degli atti di competenza dei dirigenti di settore inadempienti, previa diffida;
i) ogni altra competenza attribuitagli dal regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi o delegata dal sindaco.
2) La giunta può assegnare, su proposta del sindaco qualora lo ritenga opportuno in relazione all’intersettorialità o alla particolare complessità, la gestione di uno o più servizi al direttore generale, con ogni effetto conseguente anche ai sensi del D. Lgs. n. 77/95 e successivi modifiche ed integrazioni.
a ) Predispone, sulla base delle direttive stabilite dal sindaco, programmi organizzativi o di attuazione, relazioni o studi particolari; b) organizza e dirige il personale, coerentemente con gli indirizzi funzionali stabiliti dal sindaco e dalla giunta; c) verifica l'efficacia e l'efficienza dell'attività degli uffici e del personale a essi preposto; d) promuove i procedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili degli uffici e dei servizi e adotta le sanzioni sulla base di quanto prescrive il regolamento, in armonia con le previsioni dei contratti collettivi di lavoro; e) autorizza le missioni, le prestazioni di lavoro straordinario, i congedi, i permessi dei responsabili dei servizi; f) emana gli atti di esecuzione delle deliberazioni non demandati alla competenza del sindaco o dei responsabili dei servizi; g) gestisce i processi di mobilità intersettoriale del personale; h) riesamina annualmente, sentiti i responsabili dei settori, l'assetto organizzativo dell'ente e la distribuzione dell'organico effettivo, proponendo alla giunta e al sindaco eventuali provvedimenti in merito; i) promuove i procedimenti e adotta, invia surrogatoria, gli atti di competenza dei responsabili dei servizi nei casi in cui essi siano temporaneamente assenti, previa istruttoria curata dal servizio competente.
Responsabili degli uffici e dei servizi.
Funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi.
2. Essi provvedono altresì al rilascio delle autorizzazioni o concessioni e svolgono inoltre le seguenti funzioni: a) presiedono le commissioni di gara e di concorso, assumono le responsabilità dei relativi procedimenti e propongono alla giunta la designazioni degli altri membri; b) rilasciano le attestazioni e le certificazioni; c) emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide e ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza, ivi compresi, ad esempio, i bandi di gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici; d) provvedono alle autenticazioni e alle legalizzazioni; e) pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne curano l'esecuzione; f) emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'ambito delle direttive impartite dal sindaco; g) pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento a eccezione di quelle riservate alla competenza del sindaco; h) promuovono i procedimenti disciplinari nei confronti del personale a essi sottoposto e adottano le sanzioni nei limiti e con le procedure previste dalla legge e dal regolamento; i) provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della giunta e del consiglio e alle direttive impartite dal sindaco e dal direttore; j) forniscono al direttore nei termini di cui al regolamento di contabilità gli elementi per la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione; k) autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario, le ferie, i recuperi, le missioni del personale dipendente secondo le direttive impartite dal direttore e dal sindaco; l) concedono le licenze agli obiettori di coscienza in servizio presso il comune; m) rispondono, nei confronti del direttore generale del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.
1.E’ istituita la conferenza dei responsabili dei servizi, di cui fanno parte il segretario generale, che la presiede, il direttore generale ed i responsabili dei servizi. E’ convocata dal segretario generale, di sua iniziativa o su richiesta di altro componente.
2.La conferenza svolge attività di programmazione, raccordo e coordinamento a livello di attività di gestione amministrativa di competenza di tutti i settori dell’Ente.
2. La giunta comunale può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a personale assunto con contratto a tempo determinato o incaricato con contratto di lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 51 della L. n. 142/1990 come recepito e modificato dalle LL.RR. nn. 48/1991 e 23/1998.
Ufficio di indirizzo e di controllo.
1. Il regolamento può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente o da collaboratori assunti a tempo determinato purché l'Ente non sia dissestato e/o non versi nelle situazioni strutturate deficitarie di cui agli artt. 242 e 243 del D.Lgs. n. 267/2000.
1. Il Comune istituisce e attua i controlli interni al fine di garantire la regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa.
2. Spetta al regolamento di contabilità e al regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, per le rispettive competenze, la disciplina delle modalità di funzionamento degli strumenti di controllo interno, nonché delle forme di convenzionamento con altri Comuni e di incarichi esterni.
1. Il segretario generale è nominato dal sindaco; da cui dipende funzionalmente, ed è scelto nell’apposito albo.
2. Il consiglio comunale può approvare la stipulazione di convenzioni con altri Comuni per la gestione consortile dell’ufficio del Segretario generale.
3. Lo stato giuridico e il trattamento economico del segretario generale sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
4. Il segretario generale, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, presta consulenza giuridica agli organi del Comune, ai singoli consiglieri e agli uffici.
1. Il segretario generale partecipa alle riunioni di giunta e del consiglio e ne redige i verbali che sottoscrive insieme al sindaco.
2. Il segretario generale può partecipare a commissioni di studi e di lavoro interni all’Ente e, con l’autorizzazione del sindaco, a quelle esterne; egli, su richiesta, formula i pareri ed esprime valutazioni in ordine tecnico – giuridico al consiglio, alla giunta, al sindaco, agli assessori e ai singoli consiglieri.
5. Il segretario generale roga i contratti del Comune, nei quali l’Ente è parte, quando non sia necessaria l’assistenza di un notaio, e autentica le scritture private e gli atti unilaterali nell’interesse dell’Ente, ed esercita infine ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dal regolamento o conferitagli dal sindaco.
1. La dotazione organica del personale potrà prevedere un vice segretario generale individuandolo in uno funzionario apicale dell’Ente in possesso di laurea.
2. Il vice segretario generale collabora con il segretario generale, nello svolgimento delle sue funzioni organizzative e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
3. Al vice segretario spettano compiti di direzione e titolarità della struttura organizzativa di massima dimensione, attinente alle funzioni amministrative - istituzionali degli organi collegiali e degli affari generali.
1. Il Corpo della Polizia Municipale è posto, all’interno dell’Ente, in posizione di autonomia.
2. Il comandante del Corpo della Polizia Municipale è responsabile verso il sindaco – da cui direttamente e funzionalmente dipende – dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico – operativo degli appartenenti del corpo e di tutto quanto previsto dalla L. n. 65/86, L.R. n. 17/90 e del regolamento della Polizia Municipale.
2. Il sindaco, il segretario generale, il responsabile del servizio che vengono a conoscenza direttamente o in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del 1° comma, devono farne denuncia al Procuratore della Corte dei Conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l’accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.
3. Qualora il fatto dannoso sia imputabile al segretario generale o a un responsabile di servizio la denuncia è fatta a cura del sindaco.
3. La responsabilità personale dell’amministratore, del segretario, del direttore o del dipendente che abbia violato diritti di terzi sussiste sia nel caso di adozione di atti o di compimento di operazioni, che nel caso di omissioni o nel ritardo ingiustificato di atti od operazioni al cui compimento l’amministratore o il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.
Attività finanziaria del comune.
1. Le entrate finanziarie del Comune sono costituite da imposte proprie, addizionali e compartecipazione a imposte erariali e regionali, tasse e diritti per servizi pubblici, trasferimenti erariali, trasferimenti regionali, altre entrate proprie anche di natura patrimoniale, risorse per investimenti e da ogni altra entrata stabilita per legge o regolamento.
3. Nell’ambito delle facoltà concesse dalla legge il Comune istituisce, sopprime e regolamenta, con deliberazioni consiliari, imposte, tasse e tariffe.
4. La potestà impositiva in materia tributaria viene svolta dal Comune, nel rispetto dei principi dettati dalla legge 27 luglio 2000 n. 212, mediante adeguamento dei relativi atti amministrativi. In particolare, l’organo competente a rispondere all’istituto dell’interpello è individuato nel dirigente responsabile del tributo.
Amministrazione dei beni culturali.
1. Il sindaco dispone la compilazione dell’inventario dei beni demaniali e patrimoniali del comune da rivedersi annualmente.
2. Il segretario generale ed il ragioniere generale del Comune sono responsabili dell’esattezza dell’inventario, delle successive aggiunte e modificazioni e della conservazione dei titoli, atti, carte e scritture relative al patrimonio.
3. I beni patrimoniali comunali non utilizzati, in proprio e non, destinati a funzioni sociali ai sensi del titolo secondo del presente statuto devono, di regola, essere dati in affitto; i beni demaniali possono essere concessi in uso con canoni la cui tariffa è determinata dalla giunta comunale.
4. Le somme provenienti dall’alienazione di beni, da lasciti, donazioni, riscossioni di crediti o, comunque, da cespiti da investirsi a patrimonio, debbono essere impiegate in titoli nominativi dello Stato o nella estinzione di passività onerose e nel miglioramento del patrimonio o nella realizzazione di opere pubbliche.
2. La gestione finanziaria del Comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal Consiglio comunale entro il termine stabilito dal regolamento, osservando i principi della universalità, unità, annualità, veridicità, pubblicità, dell’integrità e del pareggio economico e finanziario.
1. I fatti gestionali sono rilevati mediante contabilità finanziaria ed economica e dimostrati, nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio.
2. L’organo di revisione ha diritto di accesso agli atti e documenti dell’Ente, dura in carica tre anni, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile per inadempienze nonché quando ricorrono gravi motivi che influiscono negativamente sull’espletamento del mandato.
3. L’organo di revisione collabora con il consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell’Ente e attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare nel rendiconto del bilancio.
4. Nella relazione di cui al precedente comma il collegio dei revisori esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.
6. L’organo di revisione risponde della verità delle sue attestazioni ed adempie ai doveri con la diligenza del mandatario e del buon padre di famiglia.
2. I rapporti del Comune con il tesoriere sono regolate dalla legge, dal regolamento di contabilità nonché da apposita convenzione.
1. I responsabili degli uffici e dei servizi, possono essere chiamati ad eseguire operazioni di controllo economico-finanziario per verificare la rispondenza della gestione dei fondi loro assegnati dal bilancio agli obiettivi fissati dalla giunta e dal consiglio.
2. Le operazioni eseguite e loro risultanze sono descritte in un verbale che, insieme con le proprie osservazioni e rilievi, viene rimesso all'assessore competente che ne riferisce alla giunta per gli eventuali provvedimenti di competenze, da adottarsi sentito il collegio dei revisori.
1.I rapporti tra i contribuenti e l’amministrazione comunale sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.
1.Le disposizioni che prevedono adempimenti a carico dei contribuenti debbono avere scadenza non anteriore al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dall’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.
1.L’amministrazione comunale assicura l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati. A tal fine essa provvede comunque a comunicarli nel luogo di effettivo domicilio del contribuente, quale desumibile dalle informazioni in possesso della stessa Amministrazione o di altre Amministrazione pubbliche indicate dal contribuente, ovvero nel luogo ove il contribuente ha eletto domicilio speciale ai fini dello specifico procedimento cui si riferiscono gli atti da comunicare.
2.Gli atti sono, in ogni caso, comunicati con modalità idonee a garantire che il loro contenuto non sia conosciuto da soggetti diversi dal loro destinatario.
3.Gli atti devono indicare:
1.Al contribuente non possono, in ogni caso, essere richiesti documenti ed informazioni già in possesso dell’Amministrazione comunale o di altre Amministrazioni pubbliche indicate dal contribuente. Tali documenti ed informazioni sono acquisiti ai sensi dell’art.18, commi 2 e3, della Legge 7.8.1990 n. 241, relativi ai casi di accertamento di ufficio di fatti, stati e qualità del soggetto interessato dall’azione amministrativa.
2.Prima di procedere all’iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’Amministrazione comunale deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta.
1.Il contribuente può estinguere l’obbligazione tributaria anche per compensazione secondo le disposizioni vigenti in materia.
2. La medesima facoltà viene riconosciuta all’Ente nei confronti del contribuente moroso.
1.Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto all’Amministrazione comunale, che risponde entro 120 giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l’applicazione delle disposizione tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse.
2.La presentazione dell’istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria.
3.La risposta dell’Amministrazione, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza d’interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l’Amministrazione concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.
4.Nel caso in cui l’istanza d’interpello, formulata da un numero elevata di contribuenti, concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l’Amministrazione può rispondere collettivamente attraverso una circolare.
1.Tutte le norme preesistenti nei vari regolamenti del Comune in contrasto col presente statuto sono automaticamente ed immediatamente abrogate.
2.I regolamenti vanno rivisitati alla luce delle nuove disposizioni statutarie entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente statuto.
1.Le modifiche statutarie e l’entrata in vigore delle stesse sono soggette alla stessa disciplina legislativa prevista per l’approvazione dello statuto.
2.Nessuna iniziativa per la modifica dello statuto è ammessa se non siano trascorsi almeno sei mesi dall’entrata in vigore ed in ogni caso dall’ultima modifica.
3.L’iniziativa di modifica dello statuto respinta dal consiglio comunale non può essere rinnovata nel corso della durata in carica dello stesso consiglio.
1. Lo statuto, dopo la definizione del procedimento previsto dalla legge, entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio del Comune.