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Timestamp: 2017-01-22 18:27:30+00:00
Document Index: 154958441

Matched Legal Cases: ['art. 343', 'art. 10', 'art 346', 'art 343', 'art 392', 'art. 343', 'art. 343', 'art. 2935', 'sentenza ', 'art. 346', 'art. 392', 'art. 354']

Art. 343 cod. proc. penale: Autorizzazione a procedere
HOME Codice proc. penale Articoli Codice proc. penale Agg. il 4 maggio 2015 Codice proc. penale Art. 343 cod. proc. penale: Autorizzazione a procedere L’AUTORE: Redazione
1. Qualora sia prevista l’autorizzazione a procedere, il pubblico ministero ne fa richiesta a norma dell’articolo 344.
2. Fino a quando non sia stata concessa l’autorizzazione, è fatto divieto di disporre il fermo o misure cautelari personali nei confronti della persona rispetto alla quale è prevista l’autorizzazione medesima nonché di sottoporla a perquisizione personale o domiciliare, a ispezione personale, a ricognizione, a individuazione, a confronto, a intercettazione di conversazioni o di comunicazioni. Si può procedere all’interrogatorio solo se l’interessato lo richiede.
3. Gli atti previsti dal comma 2 sono consentiti, anche prima della richiesta di autorizzazione, quando la persona è colta nella flagranza di uno dei delitti indicati nell’articolo 380 commi 1 e 2. Tuttavia, quando l’autorizzazione a procedere o l’autorizzazione al compimento di determinati atti sono prescritte da disposizioni della Costituzione o di leggi costituzionali, si applicano tali disposizioni, nonché, in quanto compatibili con esse, quelle di cui agli articoli 344, 345 e 346.
4. Gli atti compiuti in violazione di quanto stabilito nei commi 2 e 3 non possono essere utilizzati.
5. L’autorizzazione a procedere, una volta concessa, non può essere revocata.
Ai fini della sospensione della prescrizione dell'azione cambiaria, non può essere invocato l'impedimento all'esercizio del diritto derivante dall'intervenuto sequestro dei titoli in sede penale, essendo l'azione stessa esperibile mediante le copie autentiche che, a richiesta dell'interessato, possono essere rilasciate ex art. 343 c.p.p.
Tribunale Ascoli Piceno 02 maggio 2011
In relazione al reato di favoreggiamento dell'ingresso illegale di cittadini extracomunitari commesso in territorio straniero (nella specie libico) non può essere concessa alcuna misura cautelare poiché, ricorrendo gli estremi di cui all'art. 10, c. 2, c.p. (delitto comune dello straniero all'estero), ai fini della punibilità è necessaria la richiesta del Ministro della giustizia, in assenza della stessa soccorre la disciplina dettata dall’art 346 c.p.p. a mente del quale, “fermo restando quanto disposto dall’art 343, in mancanza di una condizione di procedibilità che può ancora sopravvenire, possono essere compiuti gli atti di indagine preliminari necessari ad assicurare le fonti di prova e, quando vi è pericolo nel ritardo, possono essere assunte le prove previste dall’art 392 c.p.p.”.
Tribunale Palermo sez. riesame 10 ottobre 2008
La copia autentica di un titolo di credito sequestrato dal giudice penale, che sia stata rilasciata a norma dell'art. 343 dell'abrogato c.p.p., tiene luogo a tutti gli effetti dell'originale e vale, quindi, al pari di quello, come titolo esecutivo.
Cassazione civile sez. III 15 febbraio 1996 n. 1165 Nel caso di sequestro penale, disposto prima della loro scadenza, di titoli cambiari emessi o girati a favore dell'imputato, questi non poteva, nel vigore dell'art. 343 c.p.p. abrogato, ottenerne il rilascio di copia autentica, essendo detta norma rivolta ad impedire il conseguimento del profitto del reato; ne consegue che l'indisponibilità dei titoli derivante dal provvedimento cautelare configurava nei suoi confronti un impedimento di ordine giuridico all'esercizio del diritto, incidente a norma dell'art. 2935 c.c., sull'inizio del decorso della prescrizione dei diritti derivanti da detti titoli fino al provvedimento di dissequestro disposto con la sentenza definitiva di assoluzione.
Cassazione civile sez. III 18 febbraio 1994 n. 1613 Dal contesto degli artt. 343 e 344 c.p.p., e soprattutto dal combinato disposto degli artt. 50 e 129 stesso codice, si rileva che solo nella fase processuale (e non anche nel corso delle indagini preliminari) può essere dichiarata la mancanza di una condizione di procedibilità. Il giudice delle indagini preliminari, pertanto, non può rilevare la mancanza di una condizione di procedibilità dell'azione, se non nel caso in cui tale mancanza renda inammissibile un suo intervento incidentale. L'art. 346 c.p.p. specifica, poi, che possono essere compiuti atti di indagine preliminare, nonché, in casi particolari, assunte le prove di cui all'art. 392. Pertanto, il sequestro operato ad iniziativa della polizia giudiziaria rientra, ai sensi dell'art. 354 c.p.p., tra gli atti che possono essere compiuti prima della proposizione della richiesta di autorizzazione a procedere.
Cassazione penale sez. I 06 giugno 1991
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