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Timestamp: 2019-04-25 01:59:37+00:00
Document Index: 11583650

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 29', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 2', 'art. 6', 'art. 29', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 19', 'art. 20', 'art. 46', 'art. 55', 'art. 59', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 24', 'art. 24', 'art. 10', 'art. 24', 'art. 9', 'art. 2', 'art. 67', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19']

FAQs :: Competence Center in Digital Law
Le FAQs (domande frequenti) costituiscono una collezione di domande e di problematiche riguardanti le attività quotidiane del personale delle università, delle biblioteche universitarie e dei progetti di ricerca.
Le FAQs offrono risposte semplici a domande precise, rimandando, attraverso numerosi link, a testi di approfondimento maggiormente dettagliati ed esplicativi. In questo modo, le FAQs offrono un'introduzione un primo orientamento nel campo complesso del diritto d'autore.
Attualmente è possibile fare ricerche full-text all'interno delle FAQs; prossimamente verrà integrato uno strumento di ricerca sistematica (tramite tag e categorie).
LISTA DI TUTTE LE FAQs
2.5-1 Singoli numeri di giornali o riviste rappresentano collezioni ai sensi dell’art. 4 LDA?
2.5-2 Un calendario delle lezioni rappresenta una collezione ai sensi dell’art. 4 LDA?
2.6.3-1 Gottfried Keller è deceduto il 15 luglio 1890. Come si calcola la durata della protezione delle sue opere?
Dato che la data del decesso di Gottfried Keller è nota, la sua opera è protetta per 70 anni a partire dalla sua morte (art. 29 cpv. 2 LDA), ossia fino all’anno 1960. Poiché la durata della protezione non si basa sulla data esatta del decesso dell’autore ma si definisce prendendo come riferimento il 31 dicembre dell’anno del decesso (art. 32 LDA), nel caso di Gottfried Keller il 31 dicembre 1890, tutte le sue opere sono state protette fino al 31 dicembre 1960. Dal 1° gennaio 1961, quindi, le opere di Keller sono di dominio pubblico.
2.6.4-1 Quando termina la protezione delle opere che sono state cedute a qualcun altro (ad esempio all’editore)?
Dato che generalmente è composto da diverse opere (articoli, immagini ecc.) che, essendo state selezionate o disposte in un modo specifico, soddisfano le condizioni delle opere protette dal diritto d’autore (art. 2 cpv. 1 in combinato disposto con l’art. 4 cpv. 1 LDA), un giornale rappresenta un’opera protetta dal diritto d’autore in quanto tale (collezione, art. 4 LDA). Anche le opere contenute nel giornale godono di protezione (art. 4 cpv. 2 LDA) a prescindere che a loro volta soddisfino i requisiti di cui all’art. 2 cpv. 1 LDA o meno. Di conseguenza, per stabilire quale sia la durata della protezione occorre differenziare tra il giornale nel suo complesso e gli articoli e le immagini che lo compongono.
Per quanto riguarda la durata della protezione del giornale: l’autore di una collezione è necessariamente una persona fisica (l’autore ai sensi dell’art. 6 LDA), ma tale persona può comunque cedere i suoi diritti a una casa editrice, solitamente dotata di personalità giuridica. Come regola generale la durata della protezione di un’opera si calcola sempre in base alla data del decesso del suo autore (art. 29 segg. LDA). La protezione del giornale ai sensi del diritto d’autore si estingue pertanto 70 anni dopo la morte del redattore capo. Ciononostante, in quanto possibile titolare dei diritti la casa editrice non viene privata di qualsiasi forma di protezione, poiché tutelata dalla legge contro la concorrenza sleale (LCSl). L’art. 5 LCSl protegge infatti la casa editrice del giornale prevedendo che chiunque riproduce, senza prestazione personale appropriata, o sfrutta il risultato del lavoro di un terzo, pronto a essere immesso sul mercato (cioè il giornale), agisce in modo sleale ed è sanzionabile (art. 9 segg. LCSl).
2.6.4-3 Una biblioteca può riprodurre e mettere a disposizione online un giornale che non viene più pubblicato da 50 anni perché la casa editrice è fallita?
3.4.4.2-1 Una docente può pubblicare liberamente sul suo blog privato le dispense delle lezioni che ha realizzato durante l’orario di lavoro?
No, la docente è soggetta a una legge cantonale che prevede che tutti i diritti relativi a opere create durante l’esercizio della sua funzione o in relazione alla stessa appartengono al Cantone. Pertanto, i diritti d’autore (in questo caso il diritto alla riproduzione e alla messa a disposizione) non sono detenuti soltanto dalla docente ma, in virtù della disposizione legale, anche dal Cantone. La docente deve prima ottenere il consenso del Cantone, rappresentato dal suo superiore.
3.4.4.2-2 Nel tempo libero un insegnante di storia ha scritto un resoconto della storia dell’edificio scolastico in cui lavora. La scuola desidera pubblicare tale scritto sul proprio sito web. Può farlo senza il consenso dell’insegnante?
No, la scuola non detiene alcun diritto d’autore sullo scritto. Anche se l’insegnante ha trasferito i suoi diritti d’autore alla scuola per effetto del contratto di lavoro o di specifiche regolamentazioni, questo non vale per le opere che egli crea nel suo tempo libero.
3.4.4.3-1 Una scuola può esporre pubblicamente i lavori artistici (per esempio, fotografie o racconti) dei propri alunni?
No, la scuola non detiene nessun diritto d’autore sulle opere perché gli alunni non hanno trasferito i diritti d’autore alla scuola. La scuola deve ottenere una dichiarazione di consenso dai singoli alunni (nel caso di alunni minorenni, dai loro genitori).
3.4.4.3-2 In occasione del Dies Academicus di un'università, gli studenti hanno scattato alcune fotografie dell’edificio dell’università addobbato; ora l’Università vorrebbe pubblicarle sul proprio sito web. Può farlo?
No, l’università non detiene alcun diritto d’autore, quindi non possiede neppure il diritto alla pubblicazione (riproduzione e messa a disposizione).
E se l'università disponesse di un regolamento che impone agli studenti l’obbligo di cederle i diritti di proprietà intellettuale acquisiti in connessione con lo studio?
Ai sensi del regolamento, l'università avrebbe la possibilità di farlo soltanto se le foto degli studenti fossero state scattate «in connessione con lo studio». La questione non è di univoca interpretazione. Considerando il principio dello scopo, tuttavia, è lecito supporre che la regolamentazione si riferisca soltanto alle opere create effettivamente nell'ambito dello studio; se le foto sono state scattate in occasione del Dies Academicus in modo relativamente casuale e come attività ricreativa degli studenti, non vi è alcuna connessione con lo studio. Per la pubblicazione, l’università deve quindi ottenere il consenso degli studenti.
5.1.1-2 In qualità di autrice come usufruisco dei compensi che gli utilizzatori versano alle società di gestione per effetto della gestione collettiva?
Se, in qualità di autrice, sono membro di una società di gestione, in linea con quanto previsto dal regolamento di distribuzione della società di gestione ricevo un’indennità proporzionale per l’utilizzazione della mia opera.
5.10.4-1 Perché la SSA non è soggetta alla sorveglianza federale quando concede licenze per la rappresentazione di opere teatrali?
Si tratta di fatto di una gestione individuale centralizzata, ossia di un settore in cui la SSA funge da intermediario tra autori e utenti. Diversi titolari svolgono questa attività da soli, senza avvalersi dei servizi della SSA. Quest’ultima quindi non si trova in una posizione di monopolio, cosicché non è giustificato l’intervento dello Stato.
5.10.5-1 L’importo dei compensi previsto dalla tariffa comune 7 per le utilizzazioni a fini didattici è negoziabile?
Sì... e no! Il diritto al compenso previsto dall’art. 19 cpv. 1 lett. b e dall’art. 20 cpv. 2 LDA può essere esercitato esclusivamente dalle società di gestione autorizzate dall’IPI. La gestione di tale diritto è sottoposta alla sorveglianza federale. L’importo dei compensi è fissato dalla tariffa comune 7, gestita da ProLitteris. Quest’ultima rappresenta anche le altre società di gestione. ProLitteris deve negoziare la tariffa comune 7 con le associazioni mantello del settore della formazione e sottoporla poi all’approvazione della Commissione arbitrale federale per la gestione dei diritti d’autore e dei diritti affini (art. 46 cpv. 2 e art. 55 LDA). Una volta approvata, la tariffa vincola il giudice (art. 59 cpv. 3 LDA). È quindi vincolante, e le scuole non possono più mettere in discussione l’importo dei compensi previsti od ottenere l’applicazione di condizioni differenti. In cambio, tuttavia, hanno la garanzia che possono ottenere tutti i diritti rivolgendosi a un unico interlocutore senza eccessive complicazioni.
5.10.5-2 Come si disciplina l’importo dei compensi riscossi dalla SUISA per la messa a disposizione di musica su Internet?
La gestione del diritto di mettere a disposizione brani musicali su Internet per la consultazione on-demand (art. 10 cpv. 2 lett. c LDA) non è sottoposta a sorveglianza federale. In questo ambito la SUISA sottostà alle leggi del mercato e della concorrenza. In altre parole, non gestisce i diritti su tutte le opere. L’utente dovrà quindi realizzare alcune ricerche preventive per scoprire a chi richiedere le licenze necessarie. Laddove fosse competente la SUISA, i compensi non saranno fissati tramite tariffe vincolanti ma attraverso semplici condizioni di licenza di diritto privato. La SUISA calcolerà il prezzo da applicare basandosi su tali accordi, benché in definitiva sarà la libertà contrattuale a prevalere. L’utente e la SUISA potranno concordare liberamente l’importo del compenso, decidendo caso per caso. Quindi, ci sarà un grado di flessibilità maggiore rispetto agli ambiti assoggettati alla sorveglianza della Confederazione. L’intero processo di acquisizione dei diritti sarà però più complicato.
5.2.1-1 La lettura e la visualizzazione di un’opera rientrano nella categoria di uso privato?
No, dal punto di vista giuridico si tratta di un caso di utilizzazione dell’opera non rilevante ai fini del diritto d’autore per le opere pubblicate. La lettura e la visualizzazione di opere pubblicate sono sempre ammesse dal punto di vista del diritto d’autore.
5.3.2-1 Una biblioteca «prestante» può, ai sensi dell’art. 24 cpv. 1bis LDA, copiare un libro o un DVD della sua collezione e consegnare la copia a una biblioteca «ricevente» affinché quest’ultima possa inserirlo nella sua collezione e darlo in prestito?
No. Gli esemplari d’archivio e le copie di sicurezza di cui all'art. 24 cpv. 1bis LDA possono essere realizzati dalle istituzioni soltanto a partire dalla propria collezione.
Sulla base dell’art. 19 cpv. 1 lett. c in combinato disposto con l’art. 19 cpv. 2 LDA, la biblioteca ricevente può chiedere alla biblioteca prestante una copia di un libro o di un DVD per uso privato aziendale; in questo caso andranno tuttavia riprodotti soltanto estratti del libro o del DVD (art. 19 cpv. 3 lett. c LDA). In generale, il prestito agli utenti della biblioteca ricevente non è ammesso.
Per una singola utente della biblioteca, la biblioteca ricevente può comunque chiedere alla biblioteca prestante la copia di alcuni estratti di un’opera.
Se il libro o il DVD non è più disponibile in commercio (ovvero è esaurito), queste opere possono essere copiate integralmente per uso privato (privato in senso stretto, a fini didattici o aziendale; art. 19 cpv. 3 lett. a LDA).
5.3.2-2 La pubblicazione online di una copia d’archivio o di sicurezza è ammessa ai sensi dell’art. 24 cpv. 1bis LDA?
No. Lo scopo perseguito dall'art. 24 LDA è la conservazione di un’opera, non la messa a disposizione del pubblico (art. 10 cpv. 2 lett. c LDA). Tale situazione non è più coperta dall'art. 24 cpv. 1bis LDA. A tal fine è necessario il consenso dell’autore o del titolare dei diritti.
7.4.1.1-1 Vorrei pubblicare sulla mia pagina Facebook un’opera che ho trovato in Internet: ho ottenuto il permesso dall’editore, devo indicare anche il suo nome? Come mi devo comportare se il sito su cui l’ho trovata non cita nessun nome?
Non esiste un regime giuridico particolare per i social media, il che significa che l’autore mantiene il proprio diritto al riconoscimento della qualità d’autore e deve quindi essere menzionato (a meno che non abbia scelto di restare anonimo). Se l’opera viene utilizzata sotto forma di citazione, è necessario effettuare alcune ricerche per citare correttamente la fonte, soprattutto quando è in gioco il rispetto delle buone pratiche scientifiche.
7.4.1.2-1 Ho creato una fan fiction ispirata all’universo e ai codici del mio artista preferito. Posso pubblicarla sulle reti sociali?
Una fan fiction rappresenta solitamente un’opera di seconda mano. Sebbene le opere di seconda mano siano tutelate in quanto tali, l’autore dell’opera originale mantiene i propri diritti e può pertanto opporsi alla pubblicazione dell’opera di seconda mano. È quindi necessario ottenere il consenso relativo all’opera originale prima di pubblicare la fiction sulle reti sociali.
7.4.1.2-2 Ho ritoccato una foto che ho trovato su Flickr: in che misura posso pubblicare il risultato?
L’autore ha il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la modifica, sostanziale o meno, opportuna o meno, della propria opera. Il consenso dell’autore è quindi necessario, anche se si pensa di aver modificato soltanto alcuni piccoli dettagli che rendono la foto più bella.
Allo stesso tempo, molti utenti di Flickr hanno scelto di assoggettare le loro opere alle licenze Creative Commons. L’elemento ND (No Derivatives) significa che non è permesso modificare l’opera. Se l’autore non ha previsto questa clausola per la sua opera, la licenza permette allora la pubblicazione della foto ritoccata.
7.4.1.3-1 Qualcuno ha pubblicato a mia insaputa su una rete sociale i primi capitoli del libro che sto scrivendo. La mia opera va considerata come pubblicata?
La pubblicazione, come previsto dall’art. 9 cpv. 3 LDA, è di competenza dell’autore. Questa disposizione viene violata anche se vengono pubblicate all’insaputa dell’autore parti di un’opera, a condizione che queste parti presentino un carattere originale (art. 2 cpv. 4 LDA). A parte questa violazione, l’opera non si può considerare pubblicata, se la pubblicazione è avvenuta senza il consenso dell’autore.
7.4.1.3-2 Ho inviato ad alcuni amici su Facebook l’articolo che sto scrivendo: così facendo, ho pubblicato la mia opera?
Un’opera viene pubblicata quando l’autore perde il controllo sulla cerchia di persone che vi accedono. Un’opera pubblicata dall’autore sulla propria pagina senza limitazioni di accesso si può considerare pubblicata. D’altra parte, se si tratta di una cerchia di amici selezionati, si può ritenere che l’opera non sia stata pubblicata perché rimane all’interno di una cerchia di persone unite da stretti vincoli. Pertanto, la diffusione dell’opera richiederà il consenso dell’autore.
7.4.1.3-3 Un amico, fotografo per passione, mi ha inviato alcune fotografie. Ha talento ma è timido, e io vorrei aiutarlo pubblicando queste foto sulle reti sociali.
Se l’autore non ha dato il suo consenso, si commetterebbe una violazione del suo diritto di pubblicazione, punibile ai sensi dell’art. 67 LDA. Inoltre, verrebbero violati anche i suoi diritti patrimoniali.
7.4.2.1-1 Ho digitalizzato un’opera per metterla a disposizione di alcuni amici su WhatsApp: è una riproduzione?
Sì, l’esistenza di una riproduzione non dipende dal supporto. L’opera sarà infatti copiata nella memoria di un computer, oltre che sui server remoti di WhatsApp. Queste due copie si dovranno considerare come riproduzioni. Occorre quindi valutare se è necessario richiedere eventuali consensi o se il caso rappresenta un’eccezione al diritto d’autore.
7.4.2.3-1 Posso pubblicare la pagina di Wikipedia che ha scritto un collega, visto che le licenze sono «libere»?
No, gli autori che contribuiscono a formare Wikipedia con le loro opere decidono di sottoporle alla licenza CC-BY-SA, la quale consente agli utenti di condividere e modificare i contenuti a condizione di citarne la fonte e vincolarli alla stessa licenza. Disporre di un esemplare dell’opera non equivale alla possibilità di scavalcare i diritti esclusivi dell’autore.
7.4.2.3-2 Vorrei creare un gruppo WhatsApp per i miei studenti per semplificare la trasmissione dei documenti. Si tratterebbe di una messa disposizione?
Sì, inviando un’opera tramite WhatsApp la si rende fruibile agli studenti, e ciò equivale a una messa a disposizione. Quando l’opera viene copiata sul dispositivo del destinatario, viene effettuata una riproduzione. Questa riproduzione, in ogni caso, sarà autorizzata perché rientrante in un contesto di uso privato. Inoltre, a questo tipo di messa a disposizione si può applicare l’eccezione a scopi didattici.
7.4.2.3-3 Uno dei miei autori preferiti ha messo a disposizione in Internet un’opera accessibile a chiunque. Posso metterla sulla mia pagina Facebook o devo chiedere il consenso all’autore?
Un semplice link al sito che ospita l’opera in questione è ammesso, dato che non costituisce una messa a disposizione. Mettere online un esemplare dell’opera su una rete sociale, invece, equivale effettivamente a una messa a disposizione e quindi è protetta dal diritto d’autore.
7.4.2.3-4 Vorrei ritwittare un contenuto, si tratta di una messa a disposizione?
Dipende tutto dal contenuto in questione: alcuni tweet non si possono considerare opere ai sensi della LDA. Infatti è difficile stabilire se il contenuto di un tweet della lunghezza massima di 140 caratteri possieda o meno la caratteristica dell’originalità. In ogni caso, è consigliabile agire con prudenza. Molti tweet o parti di tweet possono essere classificati come opere, soprattutto quando contengono file GIF, fotografie o video. Ritwittandoli, li si mettono a disposizione.
7.5.1.2.1-1 Posso salvare sul mio computer un’opera disponibile su YouTube per visualizzarla quando voglio?
Sì, la riproduzione è consentita ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 lett. a LDA, indipendentemente dalla legittimità della fonte.
7.5.1.2.1-2 All’interno della mia organizzazione utilizzo un social media per condividere con gli altri ricercatori idee e documenti scientifici relativi al nostro campo di ricerca: è legale?
La questione è complessa: l’eccezione per uso privato va interpretata in modo restrittivo. Non si può applicare all’interno della cerchia di tutti i dipendenti di un’azienda. Tuttavia, se il social media impiegato permette di limitare l’accesso alle persone autorizzate, è possibile che questa eccezione si applichi a un gruppo di dipendenti che si incontrano regolarmente e hanno sviluppato delle relazioni. In ogni caso, è necessario che ci sia un controllo determinante sull’accesso ai dati, che deve essere limitato alla cerchia delle persone unite da stretti vincoli.
7.5.1.2.2-1 Un autore sfrutta le reti sociali per pubblicare un’opera che rappresenterebbe un valido supporto per le mie lezioni. Posso usarla?
Sì, ma soltanto alle condizioni poste dall’art. 19 cpv. 1 lett. b e cpv. 3 LDA e nella misura in cui l’opera si possa ritenere pubblicata.
7.5.1.2.2-2 Si possono usare le reti sociali per inviare ai propri studenti un’opera protetta non disponibile in commercio?
Sì, nella misura in cui tale utilizzazione soddisfa i criteri dell’art. 19 cpv. 1 lett. b LDA. L’eccezione dell’utilizzazione a fini didattici non limita le modalità di trasmissione dell’opera. Tuttavia, è fondamentale limitare l’accesso agli insegnanti e ai loro studenti. Così, un docente che pubblicasse l’opera in questione sulla sua pagina Facebook, accessibile a tutti, rivolgendosi ai suoi studenti, andrebbe oltre i limiti dell’utilizzazione a fini didattici.
7.5.1.2.2-3 Uno studente può mettere a disposizione dei suoi amici sulle reti sociali il contenuto del corso del professore?
Dipende. Se la messa a disposizione è limitata alla sua cerchia di persone unite da stretti vincoli, l’utilizzo è lecito. Se invece i destinatari della messa a disposizione non rientrano in questo contesto, l’utilizzo è illecito.
7.5.2.1-1 Ho appena notato che una mia opera viene riprodotta su un social media senza il mio consenso: cosa posso fare?
Il titolare del diritto d’autore può agire contro chi viola i suoi diritti sui social media ricorrendo a tutta la gamma di azioni (civili e penali) previste dalla LDA. Tuttavia, sui social media la loro efficacia può essere ridotta. In effetti, è possibile che un’opera venga copiata ulteriormente in un tempo brevissimo, portando così a una violazione del diritto d’autore su larga scala.
I gestori dei social media mettono inoltre a disposizione diversi strumenti con cui l’autore può denunciare una violazione dei suoi diritti. A seguito di una verifica, il gestore bloccherà o cancellerà i contenuti in questione. YouTube, ad esempio, va anche oltre, modificando la destinazione degli introiti pubblicitari generati dalla visione dell’opera.
7.5.2.2-1 Ho scritto un articolo su Wikipedia: posso porre regole specifiche per gli utenti?
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