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Timestamp: 2020-06-04 15:16:55+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 2967', 'art. 38', 'sentenza ']

Sentenza Cassazione Civile n. 10533 del 28/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10533 del 28/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 28/04/2017, (ud. 15/03/2017, dep.28/04/2017), n. 10533
sul ricorso 22416/2010 proposto da:
C.P., elettivamente domiciliato in ROMA VIA GIOVANBATTISTA
VICO 40, presso lo studio dell’avvocato GIANFRANCO MONTARETTO
MARULLO, che lo rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 299/2009 della COMM. TRIB. REG. LAZIO,
L’Agenzia delle Entrate ricorre con due motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. del Lazio, n. 299/1/2009 dep. 24.6.2009, che su ricorso avverso silenzio rifiuto sull’istanza di rimborso dell’Irap per l’anno 2002 proposta da C.P., in riforma della sentenza di primo grado ha accolto l’appello del contribuente.
– C.P. si è costituito con controricorso.
– Col primo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce violazione di legge (art. 2967 c.c., D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3) per avere la C.T.R. erroneamente posto a carico dell’Amministrazione l’onere di provare la sussistenza del presupposto impositivo, in ipotesi di imposta versata di cui si chiede il rimborso.
– Col secondo motivo si deduce vizio di motivazione, per avere la C.T.R. genericamente affermato l’esistenza e l’idoneità delle prove offerte dal contribuente, senza alcun riferimento a dati specifici e concreti, pur in presenza di significativi beni strumentali ed altre spese, di studio e dipendenti. Riporta brani delle controdeduzioni dell’Ufficio in appello dalle quali emergono, in base al quadro RE elevate spese per beni strumentali; che il contribuente dispone di studio in (OMISSIS) ed ha operato come sostituto d’imposta.
– La CTR non si è pertanto adeguata al principio di diritto, ribadito dalle SSUU di questa Corte (n. 9451/2016) secondo cui: “Con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446 -, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive. Costituisce onere del contribuente che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta dare la prova dell’assenza delle condizioni sopraelencate”.
Nella specie, non essendosi la CTR attenuta agli indicati principi, gravando illegittimamente l’Agenzia delle entrate dell’onere della prova – la cui prova negativa incombe invece sul contribuente sulla presenza dell’autonoma organizzazione, e non valutando i dati emergenti dal quadro RE della dichiarazione, come prodotti dall’Ufficio, idonei a verificare la presenza o meno del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione alla luce dei principi come chiariti dalla giurisprudenza (SSUU n. 9451/2016 e da ultimo 4235/17), il ricorso va accolto e la sentenza cassata con rinvio alla CTR dell Lazio, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.