Source: https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12795-disciplina-fiscale-delle-cessioni-gratuite-di-merce-alle-onlus-e-altri-enti.html
Timestamp: 2018-05-24 14:14:58+00:00
Document Index: 133944451

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 16', 'art. 85', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 19', 'art. 36', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 100', 'art. 13', 'art. 2', 'art. 1', 'art. 16', 'art. 6', 'art. 16', 'art. 10']

Disciplina fiscale delle cessioni gratuite di merce alle ONLUS e altri enti - FISCOeTASSE.com
Il 2° comma dell'art. 13 del Dlgs 460/1997, modificato dal comma 5° dell'art. 16 della Legge n° 166 del 2016, stabilisce, infatti, che le derrate alimentari, i prodotti farmaceutici e gli altri prodotti da individuare con decreto del Ministro dell'Economia alla cui produzione od al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa, che, in alternativa alla usuale eliminazione dal circuito commerciale, vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS, agli enti pubblici ed agli altri enti privati senza scopo di lucro e con finalità civiche o solidaristiche che promuovono o realizzano attività di interesse generale anche mediante la produzione o lo scambio di beni e servizi di utilità sociale (1) od attraverso forme di mutualità, non si considerano destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa ai sensi del 2° comma dell'art. 85 del TUIR e, pertanto, tali cessioni gratuite non sono considerate ai fini del calcolo del reddito d'impresa tassato con l' IRES o con l'IRPEF.
Ai fini dell' IVA queste cessioni rappresentano operazioni esenti dall'imposta, ai sensi del numero 12 dell'art. 10 del DPR 633/1972, in quanto rientrano nella fattispecie di cui al numero 4 dell'art. 2 dello stesso DPR da esso richiamata dato che i beni ceduti gratuitamente sono quelli la cui produzione o il cui commercio rientra nell'attività propria dell'impresa oppure se per essi non è stata operata, all'atto dell'acquisto o dell'importazione del bene ceduto, la detrazione dell'IVA relativa al prezzo di esso, ai sensi dell'art. 19 del DPR 633/1972 o per effetto dell'esercizio dell'opzione di cui all'art. 36- bis dello stesso DPR. (2)
In particolare, i prodotti alimentari , anche oltre il termine minimo di conservazione e purché integri nell'imballaggio primario ed in idonee condizioni di conservazione, i prodotti farmaceutici e gli altri prodotti individuati con decreto dal Ministro dell'Economia non più commercializzabili a causa di errori o carenza di confezionamento, di etichettatura, di peso od altri motivi similari od anche per prossimità alla data di scadenza che vengono ceduti gratuitamente alle ONLUS oppure ad associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficienza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica od anche agli enti pubblici ed agli altri enti privati senza scopo di lucro e con finalità civiche o solidaristiche che promuovono o realizzano attività di interesse generale anche mediante la produzione o lo scambio di beni e servizi di utilità sociale (quindi, praticamente, a tutti gli enti non profit) od attraverso forme di mutualità, si considerano distrutti ai fini dell'IVA e pertanto sono esenti da essa , ai sensi del 15° comma dell'art. 6 della Legge n° 133 del 1999 modificato dal comma 6° dell'art. 6 della Legge 166/2016.
Queste agevolazioni valgono entro un limite di valore delle cessioni pari al 5% del reddito d'impresa dichiarato dal cedente (3), calcolato attribuendo ai beni ceduti un valore pari al costo specifico (4) sostenuto per la produzione o l'acquisto di essi. Infine, il valore di queste cessioni gratuite di beni non si computa per determinare il limite di deducibilità delle erogazioni liberali in denaro alle ONLUS da parte delle persone giuridiche previsto dalla lettera h ) del 2° comma dell'art. 100 del TUIR. (5)
1) Oneri formali previsti dalla disciplina tributaria di queste cessioni gratuite
Le disposizioni di cui ai commi 2° e 3° dell'art. 13 del Dlgs 460/1997 si applicano a condizione che l'impresa cedente, se il costo dei beni donati in una singola cessione gratuita supera 15.000 Euro oppure se questi non sono beni alimentari facilmente deperibili, dia , ai sensi del combinato disposto dell'art. 2 del DPR n° 441 del 1997 (modificato dal comma 396 dell'art. 1° della Legge n° 208 del 2015) e dei primi quattro commi dell'art. 16 della Legge n° 166 del 2016, preventiva comunicazione della cessione, mediante modalità telematiche stabilite da un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, all'ufficio della stessa Agenzia delle Entrate oppure al comando della Guardia di Finanza competenti per territorio .
Questa comunicazione serve anche a far considerare come distrutti ai fini dell'IVA, quindi come esenti dall'imposta, ai sensi del comma 15° dell'art. 6 della Legge n° 133 del 1999 (modificato dal comma 6° dell'art. 16 della Legge 166/2016) i prodotti alimentari oltre il termine minimo di conservazione purché integri nell'imballaggio primario ed in idonee condizioni di conservazione, i prodotti farmaceutici e gli altri prodotti non idonei alla commercializzazione per difetti vari o per prossimità alla data di scadenza individuati con decreto dal Ministro dell'Economia ceduti gratuitamente per fini di solidarietà sociale ai soggetti indicati nel numero 12 dell'art. 10 del DPR 633/1972 vale a dire alle associazioni riconosciute ed alle fondazioni e ad enti dello stesso tipo o di tipo diverso che hanno la qualifica di ONLUS (comprese le cooperative sociali e, ma non sempre, le organizzazioni di volontariato), agli enti pubblici ed agli altri enti privati senza scopo di lucro e con finalità civiche o solidaristiche che promuovono o realizzano attività di interesse generale anche mediante la produzione o lo scambio di beni e servizi di utilità sociale od attraverso forme di mutualità, quindi anche alle imprese sociali ed alle società cooperative a mutualità prevalente che esercitano queste attività. (6)
In questi casi per ogni singola cessione va emesso il documento di trasporto progressivamente numerato oppure un documento equipollente redatto in forma libera con l'indicazione della data della cessione, delle generalità del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato del trasporto e la descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti ed, ogni tre mesi, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con cui l'ente ricevente , cioè il suo rappresentante legale, attesta l'utilizzo dei beni ceduti (7) con l'indicazione degli estremi del documento di trasporto o di documenti equipollenti corrispondenti ad ogni cessionee con l'impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali, vale a dire quelle previste dallo statuto, senza scopo di lucro dell'ente beneficiario della cessione.
Tutti questi documenti vanno conservati dall'impresa cedente (8).