Source: http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hfaq_prepost.html
Timestamp: 2019-02-18 08:00:59+00:00
Document Index: 55412244

Matched Legal Cases: ['art. 10', 'art. 2047', 'art 2048', 'art. 25', 'art.10', 'art. 350', 'art. 17', 'art. 27', 'art. 2047', 'art. 2048', 'art. 61', 'art. 2043']

http://www.edscuola.it/archivio/handicap/hfaq_sorveglianza.html
La questione delicata della vigilanza sugli alunni affidati alla Scuola.
http://www.gildanapoli.it/kit_rsu/docs/sicurezza/Vigilanza_alunni.pdf
Al riguardo vanno presi in esame diversi riferimenti normativi: norme relative alla natura giuridica, all’organizzazione del sistema scolastico e delle singole Istituzioni, al contratto di lavoro del personale (Testo unico - DLgs 297/94, art. 10; DPR n. 275/99 artt. 3,4,8; CCNL Quadriennio Giuridico 2002-05); norme civilistiche che riguardano le responsabilità connesse alla vigilanza sui minori (Codice Civile: art. 2047; art 2048 – Legge n.312 dell’11/07/80).
Nello specifico, per il Dirigente scolastico l’art. 25 del D.lgs n.165/2001 prevede la sussistenza di obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull'attività degli operatori scolastici, con conseguenti responsabilità in caso di incidente per carenze a lui imputabili, allorché non abbia eliminato le fonti di pericolo, non abbia provveduto alla necessaria regolamentazione dell’ordinato deflusso degli studenti in uscita dalla scuola, ovvero non abbia provveduto a far approvare un Regolamento di Istituto dall’Organo collegiale competente, il Consiglio d’Istituto, previsto dal D.Lgs.297/94, art.10, lett.a
Per quanto riguarda più da vicino gli obblighi di vigilanza del personale insegnante “una regolamentazione non del tutto esaustiva è rinvenibile nel regolamento generale sull'istruzione elementare, R.D. 26 aprile 1928 n. 1297 che prevede (art. 350) l'obbligo di sorvegliare gli alunni durante il tempo destinato agli insegnamenti, alla ricreazione e alla refezione e deve rimanere nella scuola finché gli alunni ne siano usciti. Il regolamento di ciascuna scuola, secondo il regolamento tipo (art. 17, CM n.105 del 16.4.1975, di cui infra) prevede che durante l'intervallo il personale di turno vigila sul comportamento degli alunni in modo da evitare che si arrechi pregiudizio alle persone o alle cose” (cfr. sent. 404/2005, Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Puglia)
Responsabilità dirette sono inoltre previste per il docente dall’art. 27, punto 5 del CCNL 2003: …“Per assicurare l'accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell'inizio delle lezioni e ad assistere all'uscita degli alunni medesimi”.
Ad esempio, sarà da ritenersi illegittimo l’ordine impartito ai docenti della prima ora di “accogliere gli alunni nell’atrio sottostante ed accompagnarli in aula”, così come quello di “adibire i docenti alla sorveglianza interna ed esterna” distogliendoli dall’ordinario orario di lezione.
Legittimo è invece un ordine di servizio col quale il docente sia obbligato a vigilare durante la ricreazione oppure ad accompagnare gli alunni (specialmente se scolari di istruzione primaria) fino al limite di pertinenza della sede scolastica (fino quindi al cancello di ingresso). La responsabilità della vigilanza degli alunni deve considerarsi sussistente fino a quando l’alunno si trovi nelle aule, nei laboratori, ma anche negli spazi comuni e nelle pertinenze.
( Gina Spadaccino)
CM n.105 del 16.4.1975
Art. 17.- Vigilanza sugli alunni
Per la vigilanza sugli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l'uscita
dalla medesima valgono le norme seguenti:
- INDIVIDUAZIONE DEI SERVIZI
- COMPETENZE E MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
- CONVENZIONI LOCALI
- INDIVIDUAZIONE DELL’ENTITÀ DELLE RISORSE
- RAPPORTO DI LAVORO E RELAZIONI SINDACALI
- CONTINUITÀ DEI SERVIZI E REGOLA DI SALVAGUARDIA
OGGETTO: vigilanza degli alunni - responsabilità
Sono circa 200.000 i sinistri che coinvolgono le scuole italiane ogni anno.
Poiché il fenomeno è in continua crescita e dovendosi registrare la frequente soccombenza dell’Amministrazione scolastica nelle cause civili per il risarcimento danni, quest’Ufficio ritiene opportuno richiamare alle Istituzioni Scolastiche il quadro normativo di riferimento e gli orientamenti giurisprudenziali in materia.
Ciò nell’intento di fornire un utile supporto all’adozione delle misure organizzative che le SS.LL. sono tenute ad assumere, anche a superamento di prassi consolidate in contrasto con le disposizioni di legge.
La vigilanza è obbligo che investe tutto il personale scolastico, riguardando in via primaria i docenti, ma anche gli ausiliari e, a diverso titolo, i dirigenti scolastici (omissione rispetto agli obblighi organizzativi).
- art. 2047 c.c. “ in caso di danno cagionato da persona incapace di intendere e volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto”.
- art. 2048 c.c. “i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la vigilanza.
In particolare per quanto riguarda il docente, lo stesso non può essere personalmente citato a giudizio a rispondere del risarcimento del danno (fatta salva la facoltà di un suo intervento volontario nel processo civile) poiché, secondo l’attuale orientamento della Cassazione, legittimata passiva è solo l’Amministrazione scolastica.
Inoltre bisogna ricordare che l’art. 61 della L. 312/80 limita la responsabilità patrimoniale dell’insegnante soltanto ai casi di dolo o colpa grave nell’esercizio della vigilanza, sia per i danni arrecati direttamente all’Amministrazione in connessione a comportamenti degli alunni, sia quando l’Amministrazione risarcisca il terzo dei danni subiti per comportamenti degli alunni sottoposti alla vigilanza.
La scuola, quindi, condannata a risarcire il danno all’infortunato può rivalersi contro il docente ma solo se questi abbia, con dolo o colpa grave, violato obblighi di servizio. La rivalsa ha luogo mediante l’esercizio dell’azione di responsabilità innanzi alla Corte dei Conti.
Vediamo in concreto come si articola l’obbligo di vigilanza.
L’arco temporale di estensione di tale obbligo perdura, senza soluzione di continuità, dal momento in cui ha avuto inizio l’affidamento dello studente alla scuola fino a quando il minore, riconsegnato ai genitori o lasciato in un luogo dove, secondo la normalità, non sussistono situazioni di pericolo, rientra ad ogni effetto giuridico nell’alveo della sorveglianza parentale (Cass. – SS.UU. – 05.09.1986, N. 5424). A tal proposito si pone l’attenzione sulla circostanza che in giurisprudenza è stato affermato che non valgono ad escludere la responsabilità della scuola eventuali disposizioni o consensi impartiti dalla famiglia, ove essi non assicurino l’incolumità dell’alunno al momento della riconsegna.
È appena il caso di rilevare che il periodo di vigilanza non si esaurisce al tempo delle lezioni, ma si estende all’attività scolastica in genere (ivi compresa ricreazione, gite scolastiche o attività di svago che si svolgono nei locali scolastici o in quelli di pertinenza), quindi la responsabilità degli insegnanti non è limitata all’attività didattica in senso stretto, ma riguarda l’intero periodo in cui gli alunni si trovano sotto il loro controllo.
Relativamente poi alla vigilanza durante la pausa di ricreazione, la giurisprudenza ha ritenuto che la mancata sorveglianza costituisce un’ipotesi di colpa grave poiché, in tale periodo, è richiesta una maggiore attenzione per la prevedibile esuberanza degli alunni che determina maggiori rischi di eventi dannosi.
Tuttavia il grado di responsabilità attribuito al docente non è sempre uguale, ma è proporzionato alle circostanze soggettive ed oggettive nelle quali si è verificato l’evento. Essa sarà inversamente proporzionale all’età e al grado di maturità degli alunni.
Ancora riguardo alla vigilanza durante la pausa di ricreazione, è da escludere la legittimità di disposizioni interne all’istituto che comportino la richiesta ai genitori degli alunni minorenni di “autorizzazioni” a far svolgere tale intervallo fuori dall’edificio scolastico e dalle sue pertinenze e, in ogni caso, con modalità che non assicurino la vigilanza degli allievi. Nel gergo in uso tali autorizzazioni sono definite “liberatorie” perché si sostanziano in formule di esonero da responsabilità dell’Amministrazione scolastica per gli eventuali danni conseguenti alla descritta situazione.
Al contrario dette “liberatorie”, non solo non costituiscono cause esimenti la responsabilità dell’Istituzione Scolastica, ma integrano, in un eventuale giudizio risarcitorio, elemento probatorio di responsabilità. Infatti, esse si risolvono in un’implicita ammissione dell’omessa vigilanza sugli alunni.
Presupposto della responsabilità per la cosiddetta culpa in vigilando è l’accertamento che il danno sia l’effetto del comportamento omissivo del sorvegliante nei confronti delle persone affidate alla sorveglianza. Il docente pertanto si ritiene possa liberarsi dalla responsabilità (cd prova liberatoria) solo se riesce a dimostrare che, pur essendo presente, non ha comunque potuto evitare l’evento poiché lo stesso si sarebbe manifestato in modo imprevedibile, repentino e improvviso. Vi è quindi una presunzione di responsabilità a carico dell’insegnante che può essere superata solo dimostrando di aver esercitato correttamente la funzione di sorveglianza sugli alunni.
Nel caso di momentaneo allontanamento dalla classe il docente dovrà provare che l’attività svolta dagli studenti (anche in relazione all’età ed alla maturità) sia tale da non comportare alcun pericolo per loro e non potrà liberarsi se l’assenza non è giustificata o non si sia fatto sostituire da altro personale qualificato. Quindi, l’insegnante che abbandona gli alunni senza seri e validi motivi e senza adottare le opportune cautele è responsabile del danno.
Il dovere di vigilanza, compito che fa capo in via principale al personale docente, è annoverato anche tra gli obblighi spettanti al personale A.T.A.. A riguardo il vigente CCNL del comparto scuola individua nell’allegata tabella A, per il profilo professionale di Area A, rilevanti mansioni di accoglienza e sorveglianza degli alunni nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione; inoltre il dovere di ordinaria vigilanza per detto profilo professionale è esteso dalle norme contrattuali anche ai tempi di somministrazione del pasto nelle mense scolastiche.
Al dirigente scolastico non spettano, invece, compiti di vigilanza sugli alunni, ma obblighi organizzativi di amministrazione e di controllo sull’attività degli operatori scolastici e un’attività di custodia (ex art. 2043 e 2051 c.c.).
Ciò comporta che le scelte organizzative effettuate dalle SS.LL. sono assoggettabili a sindacato giudiziale, volto ad accertare la violazione di regole di diligenza e prudenza imposte dal dovere del neminem laedere (Cass. 6635/1998), di fronte al quale resta irrilevante l’invocare eventuali motivi di economia di spesa o vincoli di bilancio.