Source: https://www.slideshare.net/isolapulita1/priolo-augusta-melilli-decreto-2008-studio-sicurezza-integrato
Timestamp: 2017-09-19 15:43:00+00:00
Document Index: 116051288

Matched Legal Cases: ['art. 13', 'art. 25', 'art. 8', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 6', 'art. 13', 'art. 6']

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1. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare COMMISSIONE ISTRUTTORIA PER LA VALUTAZIONE DELLO STUDIO DI SICUREZZA INTEGRATO DI AREA PRIOLO GARGALLO - AUGUSTA – MELILLI (DECRETO DIRETTORIALE DEC/DSA/2005/00856 DEL 5 AGOSTO 2005) RAPPORTO FINALE 9 Maggio 2008
2. INDICE Premessa......................................................................................................................................... 6 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria ..................................... 9 1.1 Lo Studio di sicurezza integrato d’area............................................................................... 10 1.2 La Commissione istruttoria per la valutazione del SSIA .................................................... 14 1.3 Rapporto Finale I fase: attuazione delle raccomandazioni.................................................. 17 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase............................................................. 22 2.1. Attività del gruppo tecnico ristretto “Sistemi Informativi”................................................ 24 2.2. Attività dei gruppi tecnici ristretti “Infrastrutture” e “Interventi Interni” .......................... 29 3. Approfondimenti sulla tematica delle condotte di sostanze pericolose .............................. 33 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR....................................................................................... 36 4.1 Introduzione ........................................................................................................................ 36 4.2 Commenti ed osservazioni sull’Allegato VI – SSIA (edizione Dicembre 2007), in relazione ai parametri CeA dettati per il trasporto di sostanze pericolose ................................ 39 4.3 Commenti ed osservazioni derivanti dal confronto fra i dati contenuti nel sistema ARIPAR e nei documenti predisposti dai Gestori (Allegati V e VI - SSIA) ............................ 45 4.4 Sperimentazione metodologica dell’analisi di sensitività della ricomposizione del rischio d’area ............................................................................................................................. 48 4.5 Valutazioni preliminari risultanti dalla sovrapposizione delle fasce di isorischio in ARIPAR con gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica ................................... 58 5. Analisi dei fattori di rischio per l’ambiente .......................................................................... 65 6. Gli altri strumenti di intervento per il rischio industriale dell’area................................... 67 6.1 Piano di risanamento DPR 17 gennaio 1995....................................................................... 67 6.2 Pianificazione di emergenza................................................................................................ 71 6.3 Risultanze della prima Commissione ministeriale del 2000 ............................................... 72 6.4 Rapporto Integrato di Sicurezza Portuale............................................................................ 74 6.5 Accordo di Programma per la qualificazione e la reindustrializzazione del polo petrolchimico di Priolo del 21 dicembre 2005 sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ................................................................................................................................ 74 6.6 Protocollo di intesa per la rilevazione ed il contrasto dei fenomeni di inquinamento atmosferico nell’area a rischio di crisi ambientale di Siracusa-Priolo Gargallo-MelilliAugusta-Floridia-Solarino......................................................................................................... 76 7. Ipotesi preliminari di interventi migliorativi e raccomandazioni....................................... 79 7.1 Criticità degli stabilimenti................................................................................................... 80 7.2 Effetto domino..................................................................................................................... 81 7.3 Sistema infrastrutturale ....................................................................................................... 84 7.4 Pianificazione urbanistica e gestione del territorio ............................................................. 93 7.4.1. Considerazioni e raccomandazioni.................................................................................. 98 7.5 Pianificazione di emergenza................................................................................................ 99 7.6 Le attività di supporto per la costituzione di un sistema informativo evoluto d’area presso le amministrazioni pubbliche nel territorio.................................................................. 100 8. Elenco Allegati ....................................................................................................................... 105 Sottoscrizione del rapporto......................................................................................................... 107
3. Il presente rapporto costituisce il prodotto finale dei lavori della Commissione tecnica istituita dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (rif. Cap. 1.2) per l’istruttoria dello Studio di Sicurezza Integrato d’Area (SSIA) di Priolo-Augusta-Melilli. Lo studio è stato prodotto dalle aziende più rappresentative dell’area di Siracusa riunite in consorzio con il coordinamento della Associazione degli industriali, in risposta ad una raccomandazione del 26 febbraio 2001 del Ministero dell’Ambiente, Servizio Inquinamento e Acustico – Industrie a rischio. Lo studio, iniziato nel corso del 2001,è stato consegnato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel Dicembre 2003. La Commissione Istruttoria, che ha operato dal settembre 2005, ha concluso le proprie attività nel mese di maggio 2008. Alla Commissione hanno partecipato rappresentanti del Ministero dell’ambiente, della Prefettura di Siracusa, Comitato Tecnico Regionale e Comando Provinciale dei VV.F. di Siracusa, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, Regione Siciliana e Capitanerie di porto di Augusta e Siracusa e Autorità portuale di Augusta. Oltre ai rappresentanti delle amministrazioni su citate, hanno fatto parte della Commissione anche referenti degli organi tecnici per la Seveso, quali l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro e l’Istituto Superiore di Sanità, nonché l’Istituto Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La durata dei lavori della Commissione Istruttoria, inizialmente prevista in diciotto mesi, è stata prorogata in ragione delle sospensioni delle attività derivanti dalla necessità di acquisire le integrazioni dello studio richieste ai gestori, comprese in particolare quelle riferite alla problematica delle condotte presenti nell’area richieste, anche su indicazione del Prefetto di Siracusa, a seguito dell’evento incidentale occorso nel 2006 presso la raffineria Erg Nord. Si ritiene opportuno sottolineare l’impegno profuso dalle diverse Amministrazioni che, tramite le attività dei propri rappresentanti in seno alla Commissione e ai Gruppi Tecnici Ristretti via via istituiti, hanno consentito la raccolta e la condivisione dei dati presenti presso gli uffici, l’analisi della documentazione a disposizione, e la predisposizione del presente rapporto e dei documenti tecnici allegati, permettendo anche il miglioramento del flusso comunicativo tra gli uffici competenti in materia di rischi rilevanti dei diversi enti. Si sottolineano in particolare i contributi dell’APAT e dell’ARPA Sicilia per l’elaborazione di elaborati tecnici e cartografici, a seguito degli approfondimenti con gli estensori del SSIA, Rapporto finale fase II 4
4. dell’ARPA Toscana per il supporto fornito nell’utilizzo del sistema di ricomposizione dei rischi utilizzato dai gestori (ARIPAR) e nell’analisi degli output di restituzione dei dati, nonché del Comune di Priolo per le informazioni e la disponibilità che hanno consentito di poter effettuare approfondimenti e sopralluoghi anche nelle porzioni di territorio all’intorno degli stabilimenti industriali. Dall’attività istruttoria della peraltro, interessanti spunti metodologici Commissione e dei Gruppi tecnici sono emersi, cui è stato dato corso a titolo sperimentale, arricchendo sicuramente i risultati già conseguiti nello studio. E’ doveroso segnalare come ulteriori contributi siano pervenuti, nell’ambito delle suddette attività, da parte dell’Ufficio “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale” dell’Assessorato Territorio Ambiente della Regione Siciliana, che ha provveduto a fornire utili informazioni di carattere territoriale e cartografico. Da ultimo va sottolineato, nella distinzione dei diversi ruoli, lo spirito di collaborazione espresso dai Gestori e da Confindustria Siracusa che hanno impegnato tempo risorse e professionalità sia nella redazione della prima versione del SSIA sia nel successivo aggiornamento, attivandosi per reperire dati territoriali anche laddove non di loro competenza. Rapporto finale fase II 5
5. Premessa Il presente documento rappresenta la relazione finale della II fase dei lavori della Commissione Istruttoria, nella quale sono esposti i risultati delle attività svolte anche attraverso l’istituzione di specifici gruppi di lavoro: i Gruppi Tecnici Ristretti (GTR). L’esperienza condotta dai Gestori, su base volontaria, nell’area industriale dei comuni di Priolo-Augusta-Melilli è risultata utile per la sperimentazione di uno strumento metodologico finalizzato alla redazione di uno studio di sicurezza d’area ed alla successiva fase di valutazione e predisposizione del piano di intervento. Tuttavia, le attività di valutazione svolte hanno evidenziato diversi limiti del SSIA prodotto dai gestori più rappresentativi dell’area di Siracusa, ed integrato nel corso delle attività suddette; in particolare alcune difformità con il CeA, rilevate nel corso della prima fase, l’adozione di approcci specifici non sempre condivisibili, alcune approssimazioni dell’analisi di rischio integrata, nonché alcuni limiti intrinseci dello strumento utilizzato per la ricomposizione dei rischi, impongono una specifica attenzione e limitazione nell’interpretazione ed uso dei risultati. I risultati dello studio, pur non consentendo la predisposizione di una proposta di piano di intervento per i limiti sintetizzati, permettono comunque di individuare alcune criticità, riguardanti da una parte il territorio, e dall’altra l’esigenza di adeguamento ed integrazione dello studio. In alcuni casi, relativamente a tali criticità, è stato possibile procedere, a seguito delle analisi condotte dalla Commissione, alla definizione di ipotesi di intervento utili al superamento, ovvero al ridimensionamento delle stesse, che sono esposte nel Capitolo 7. Tra le approssimazioni che introducono un elevato livello di incertezza ai fini dei risultati dello studio d’area, non può essere certamente trascurata l’eterogeneità della tipologia e della verosimiglianza degli eventi incidentali riportati negli studi di sicurezza per impianti simili. Tale eterogeneità non appare giustificabile nell’ambito di uno studio integrato di sicurezza di area, come peraltro richiesto dal CeA. Ciò suggerisce di valutare i risultati dello studio con prudenza. Per quanto riguarda lo strumento utilizzato nello studio per la ricomposizione dei rischi, cioè il software ARIPAR nella versione 3.1, già utilizzato con successo negli studi di area di Ravenna e Livorno, gli approfondimenti effettuati in particolare nell’ultima parte delle attività di valutazione hanno evidenziato limitazioni per la applicazione sull’area specifica legateal limite Rapporto finale fase II 6
6. nel numero massimo di sorgenti e punti di calcolo rappresentabili, che sono risultati insufficienti per descrivere una realtà estesa come quella dello studio, limitazione superata dalla suddivisione dello studio in sottoprogetti dedicati (rif. Cap. 2.1). Inoltre, la attività di valutazione ha evidenziato difficoltà di interpretazione nella rappresentazione degli scenari di dispersione di vapori e gase nella considerazione di tali scenari all’interno degli algoritmi di calcolo. Tali problemi sono ulteriori elementi che inducono alla cautela nella interpretazione dei risultati del SSIA. Tra le difformità con il CeA, l’esclusione dall’analisi dei lavoratori presenti sugli impianti e la carenza di informazioni demografiche per alcune aree all’esterno degli stabilimenti (rif. raccomandazione Ib Rapporto finale I fase), non consente una valutazione completa del rischio Individuale e Sociale sull’area. Va osservato, peraltro, che il SSIA, in assenza di una normativa nazionale che definisca un criterio di accettabilità del rischio, può fornire indicazioni per quanto riguarda tipologia ed estensione dei rischi e non consente la formulazione di un giudizio di accettabilità del rischio, in un contesto di informazione della popolazione. L’insieme delle azioni condotte nell’ambito di questa esperienza pilota da parte dei soggetti sia pubblici che privati anticipa quanto previsto dalla norma. Questa attività, anche in considerazione delle esperienze di precedenti studi effettuati sul territorio nazionale, si pone come obiettivo non tanto quello di essere uno studio accademico delle problematiche connesse al rischio d’area, ma di essere uno strumento condiviso tra gestori e Autorità di controllo, che, oltre a consentire di individuare, pur con i limiti segnalati, le criticità al momento esistenti nell’area connesse alla presenza di stabilimenti industriali proponendo alcune ipotesi di intervento volte alla eliminazione o riduzione di tali criticità, possa inserirsi all’interno degli strumenti dello sviluppo economico territoriale, garantendo una lettura condivisa dei dati territoriali, ambientali e delle specifiche criticità in termini di sicurezza. A tal fine si evidenzia l’importanza “strategica” dell’avvio di un flusso informativo di dati ambientali, che, unitamente alle attività di controllo, consenta il monitoraggio, la validazione, l’aggiornamento, l’informatizzazione e l’elaborazione dei dati utili per il controllo dei rischi di incidente rilevante, da parte delle amministrazioni interessate. Pertanto la Commissione istruttoria su mandato del Ministero ha supportato la costituzione, presso l’ARPA Sicilia, di un sistema informativo d’area dotato degli strumenti informatici utili all’analisi e gestione del Rapporto finale fase II 7
7. rischio integrato d’area, ed aperto all’uso da parte delle amministrazioni presenti nel territorio. Tali strumenti, una volta completamente definiti ed ottimizzati, consentiranno anche di facilitare la consultazione del pubblico nei vari procedimenti autorizzativi (NOF, VIA, AIA, strumenti urbanistici, pianificazione di emergenza, ecc). Le attività complessive della Commissione sono quindi riportate in due rapporti: il primo (rif. Cap. 1.3) approvato nella riunione tenutasi presso la Prefettura di Siracusa il 23 febbraio 2007, e il secondo, ossia il presente documento, che si articola nei seguenti capitoli: Capitolo 1: riporta i presupposti dello studio, gli obiettivi della Commissione nonché le conclusioni della I fase della attività; Capitolo 2: descrive le attività della Commissione istruttoria nella II fase nonché la metodologia adottata per lo sviluppo delle stesse e le attività dei diversi gruppi di lavoro; Capitolo 3: tratta la tematica delle condotte di sostanze pericolose presenti nell’area; Capitolo 4: contiene gli esiti dell’aggiornamento dello studio e la ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR; Capitolo 5: riporta gli esiti dell’analisi condotta sui fattori di rischio per l’ambiente; Capitolo 6: riassume gli strumenti ed i piani già esistenti per l’area e riporta le conclusioni e le criticità in essi evidenziati, alla luce dei cambiamenti nel frattempo intervenuti; Capitolo 7: riporta le conclusioni dei lavori della Commissione Istruttoria, che, facendo proprio quanto riportato nei rapporti dei gruppi tecnici, individua le criticità dell’area, in relazione alle singole tematiche affrontate e propone una serie di osservazioni finali e di raccomandazioni, sia a carattere generale che puntuale, in merito alle problematiche emerse. Capitolo 8: riporta l’elenco di tutti gli atti allegati al rapporto medesimo. Appendice: contiene copia dei verbali delle riunioni tenute dalla Commissione Istruttoria e dai Gruppi Tecnici Ristretti (GTR). Si rappresenta infine che il materiale e la documentazione acquisita e/o prodotta nel corso delle attività della Commissione Istruttoria e dei Gruppi Tecnici Ristretti non allegata al presente rapporto, ovvero al Rapporto Finale I fase, è disponibile presso gli Uffici della Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Rapporto finale fase II 8
8. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria L’iniziativa che si conclude con il presente rapporto finale si inserisce nella linea di attività generata dalla prima Commissione ispettiva (rif. Cap. 6.3) nominata dal Ministero con decreto direttoriale del 9 agosto 2000, prot. 192/DG/SIAR/00, di seguito indicata come “Commissione 2000”, che ha operato nell’area industriale dall’agosto 2000 al febbraio 2001 al fine di: - valutare in modo coordinato le cause degli incidenti verificatisi nell’area industriale; - individuare le possibili correlazioni tra i diversi incidenti; - verificare lo stato di efficienza delle misure esistenti per la sicurezza industriale e la protezione del territorio, anche nella prospettiva dell’attuazione delle norme stabilite dal D.Lgs. 334/99. A conclusione dei lavori la Commissione 2000 ha espresso, nella relazione finale del 14 febbraio 2001, otto raccomandazioni generali per la sicurezza dell’area di Priolo-Augusta-Melilli ed alcune prescrizioni per i singoli stabilimenti. Tali raccomandazioni si inserivano in maniera coerente con il sistema dei controlli previsti dal quadro normativo di riferimento, anticipandone alcuni aspetti. Tra le raccomandazioni fatte ai gestori dell’area figurava in particolare l’anticipazione della completa attuazione dei singoli sistemi di gestione della sicurezza e la predisposizione di uno Studio di Sicurezza Integrato d’Area nel quale, anticipando l’attuazione dello strumento previsto dall’art. 13 del DLgs 334/99, fossero effettuate la perimetrazione dell’area e la ricomposizione delle diverse matrici di rischio in funzione dell’individuazione dei possibili “effetti domino”. Ciò anche al fine di una possibile sperimentazione di criteri e strumenti da riproporre eventualmente a livello nazionale nelle diverse aree critiche per la presenza di determinate sostanze pericolose. Già nel 2001 il Ministero dell’Ambiente ha iniziato a predisporre le verifiche ispettive ai sensi dell’art. 25, comma 2 e comma 6 del D.Lgs. 334/99, presso i principali stabilimenti dell’area arrivando, ad oggi, a predisporre il terzo ciclo ispettivo. Le risultanze delle attività ispettive hanno evidenziato, da parte dei gestori dell’area, un Rapporto finale fase II 9
9. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria progressivo aggiornamento e miglioramento dei propri sistemi di gestione della sicurezza. 1.1 Lo Studio di sicurezza integrato d’area In risposta alla raccomandazione dell’anticipazione dello studio integrato d’area, nelle more dell’attuazione di quanto previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 334/99, le aziende più rappresentative dell’area, consorziate e coordinate dall’Associazione degli industriali, hanno aderito all’iniziativa pilota, predisponendo uno Studio di Sicurezza Integrato d’Area (SSIA), trasmesso al MATTM nel dicembre 2003. L’area considerata è situata all’interno dei limiti amministrativi dei Comuni di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e Siracusa. Il SSIA è stato predisposto da SNAMPROGETTI su mandato dell’Associazione degli Industriali di Siracusa quale rappresentante dei gestori dei seguenti stabilimenti operanti nell’area: - Air Liquide Gassificazione (produzione gas tecnici) - Italesplosivi (deposito sostanze esplosive per uso civile) - Polimeri Europa (impianto chimico) - Sasol Italy SpA (impianto chimico) - Esso Raffineria (raffineria prodotti petroliferi) - Esso Deposito (impianto stoccaggio prodotti petroliferi) - Maxcom (impianto stoccaggio prodotti petroliferi) - Enichem (impianto chimico) - Dow (impianto chimico) - Agip (raffineria prodotti petroliferi) - Isab Energy (raffineria prodotti petroliferi). Gli stabilimenti sopra elencati nel periodo di elaborazione dello studio risultavano, in base al tipo e ai quantitativi di sostanze pericolose previste, tutti soggetti all’art. 8 del D.Lgs. 334/99 con l’eccezione di Air Liquide, soggetta agli adempimenti dell’art. 6. Si osserva che, nel corso dello studio elaborato dai gestori, vi è stato un cambiamento societario che ha portato alla fusione degli stabilimenti Agip Petroli e Erg Petroli, dando origine alla nuova società ERG Raffinerie Mediterranee, di cui la ex Agip Petroli rappresenta Rapporto finale fase II 10
10. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria attualmente la “Raffineria Isab Impianti Nord” e la ex ERG Petroli la “Raffineria Isab Impianti Sud”. Inoltre la società Enichem ha mutato denominazione in Syndial S.p.A.. Anche nel corso delle attività della presente Commissione Istruttoria sono intervenuti alcuni cambiamenti: la Syndial S.p.A. e la Dow non rientrano più, ad oggi, nel campo di applicazione del D.Lgs. 334/99 e la Italesplosivi ha cambiato ragione sociale in Pravisani S.p.A.. Attualmente, anche a seguito delle modifiche al D.Lgs. 334/99 introdotte dal D.Lgs. 238/2005, i depositi di prodotti petroliferi Esso e Maxcom sono soggetti ai soli obblighi previsti dall’art. 6. E’ opportuno evidenziare che lo studio non riguarda alcune attività presenti nell’area, soggette agli adempimenti del D.Lgs. 334/99 e s.m.i., che non hanno ritenuto di aderire all’iniziativa o che hanno presentato notifica ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 334/99 in data successiva all’avvio delle attività. Non sono quindi stati considerati i seguenti stabilimenti: - EniMed S.p.A. (deposito oli minerali, notificato per la prima volta a marzo 2006) - ISPE s.r.l. (impianto chimico, notificato per la prima volta a maggio 2004) - Jonica Gas s.r.l. (deposito GPL) - Air Liquide (produzione gas tecnici) Pur tenendo doverosamente conto delle limitazioni segnalate, si ritiene che l’insieme degli impianti considerati nello studio effettuato possa comunque costituire, come già evidenziato nel Rapporto Finale I fase elaborato dalla Commissione, una base conoscitiva sufficiente per una significativa rappresentazione del rischio d’area. Nell’area sono presenti sostanze pericolose la cui tipologia e quantitativi sono variati nel corso degli anni. Si riporta in ALLEGATO I una tabella contenente le sostanze pericolose ad oggi presenti negli stabilimenti estensori dello Studio, suddivise per tipologia. La tabella, aggiornata al mese di dicembre 2007, è stata elaborata sulla base delle ultime informazioni trasmesse dai gestori, con la notifica e l’allegato V di cui all’art. 6 del D.Lgs. 334/99, alle autorità competenti. Si avverte che la nomenclatura e la classificazione delle sostanze sono riportate nel rapporto così come rappresentate nelle schede di informazione presentate dai gestori. Rapporto finale fase II 11
11. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria L’elaborazione del SSIA è stata effettuata in base ai criteri contenuti nel documento “Criteri ed assunzioni per la analisi di rischio di area” - Documento SSIA-01 revisione 01 del Settembre 2002 – (CeA) elaborato dalla Commissione Istruttoria istituita con decreto direttoriale del 18 giugno 2002, prot. N. 18/RIS/SIAR/2002, al fine di predisporre le linee guida utili alla elaborazione del suddetto studio ed altri atti conclusivi e documentazione ad essi connessi. Il documento CeA tiene conto della realtà esistente presso la zona industriale di Siracusa, dello stato di elaborazione delle istruttorie dei Rapporti di Sicurezza e della possibilità di reperimento dei dati per la zona in esame. Il documento CeA contiene le principali metodologie ed assunzioni tecniche da utilizzare per effettuare lo Studio di Sicurezza Integrato dell’Area di Priolo-Augusta-Melilli e riporta i criteri di perimetrazione dell’area, i criteri di censimento, raccolta e validazione dei dati, i criteri di identificazione degli effetti domino ed i criteri e strumenti di calcolo e di ricomposizione dei rischi. Si riporta di seguito l’articolazione generale del CeA: 1. Criteri di perimetrazione dell’area - perimetrazione preliminare (basata sul raggio del massimo effetto per gli impianti fissi e per 2 km attorno alle probabili direttrici di traffico); - perimetrazione definitiva (basata sull’estensione del danno riscontrata durante l’analisi delle sorgenti di rischio e l’identificazione degli effetti domino). 2. Criteri di censimento e raccolta dei dati - individuazione e caratterizzazione delle sorgenti di rischio (il censimento delle fonti di pericolo e dei possibili obiettivi vulnerabili è effettuato dagli enti pubblici e dai gestori); - caratterizzazione meteo-climatica dell’area (prendendo a riferimento la stazione di rilevamento n.12 della rete CIPA); - caratterizzazione demografica dell’area (in relazione alle diverse categorie di popolazione, funzione della probabilità di presenza); - individuazione degli elementi infrastrutturali dell’area e degli altri elementi territoriali vulnerabili (per gli elementi territoriali vulnerabili devono essere individuati almeno quelli definiti nel DM 9 maggio 2001); Rapporto finale fase II 12
12. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria - individuazione degli elementi ambientali vulnerabili (con riferimento al DM 9 maggio 2001); - predisposizione delle basi cartografiche (aggiornate ed in formato digitale e georeferenziate); - predisposizione della banca dati per la mappatura del rischio industriale (utilizzo del programma ARIPAR); - predisposizione delle carte tematiche (aggiornate ed in formato digitale e georeferenziate). 3. Criteri di identificazione degli effetti domino; 4. Criteri e strumenti di calcolo e di ricomposizione dei rischi; - verifica di congruenza dei dati (risolvendo le incongruenze riscontrate tra le informazioni attinenti i differenti stabilimenti oggetto di analisi); - eventi incidentali con conseguenze per l’uomo e per le strutture, per l’ambiente e con conseguenze infrastrutturali (caratterizzazione delle sorgenti di rischio e degli scenari connessi agli stabilimenti o legati al trasporto di sostanze pericolose); - scenari incidentali in corso di evento naturale d’area (considerare l’insieme degli scenari previsti tenendo conto della eventuale contemporaneità); - ricomposizione dei rischi (da effettuare con il programma ARIPAR, mediante rappresentazione del rischio locale e collettivo). Il CeA specifica in ogni capitolo che ogni eventuale esclusione o limitazione delle informazioni riportate nello Studio che comporti una discordanza con i criteri fissati nel CeA deve essere giustificata, anche sulla base di considerazioni qualitative, seppur di prima approssimazione, o di giudizi ingegneristici. Per quanto riguarda i criteri di perimetrazione, occorre osservare che il CeA prevedeva una perimetrazione preliminare dell’area, da trasformare in definitiva in considerazione delle distanze di danno effettivamente riscontrate nel corso dello studio. I limiti del SSIA già evidenziati dal Rapporto finale fase I, con particolare riferimento alla raccomandazione II, hanno di fatto procrastinato l’individuazione della perimetrazione definitiva ad una nuova stesura del SSIA. Rapporto finale fase II 13
13. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria 1.2 La Commissione istruttoria per la valutazione del SSIA La Commissione Istruttoria nominata con D.D. del Ministero dell’Ambiente n. DEC/DSA/2005/856 del 5 agosto 2005 ha ricevuto il mandato di effettuare, in una prima fase di attività, la valutazione tecnica dello Studio di Sicurezza Integrato d’Area e, nella seconda fase, di elaborare una proposta di piano di intervento per la risoluzione delle criticità rilevate. Considerate le carenze riscontrate nella prima fase di attività, viste le tempistiche necessarie per gli ulteriori approfondimenti, è stato necessario riformulare il mandato relativo alla seconda fase (D.D. DEC/DSA/2007/205 del 14 marzo 2007), attribuendo alla Commissione il compito di individuare ipotesi preliminari di interventi migliorativi delle criticità riscontrate. Al fine di conseguire tali risultati la Commissione si è avvalsa di Gruppi Tecnici Ristretti (GTR). La composizione della Commissione è stata modificata, per la sostituzione di alcuni rappresentanti, con i seguenti decreti direttoriali: DEC/DSA/2005/1001 del 28/9/05, DEC/DSA/2006/529 del 7/6/06, DEC/DSA/2006/93 del 6/02/07 e DEC/DSA/2007/813 DEL 24/10/07. In considerazione del prolungarsi delle attività per l’acquisizione delle necessarie integrazioni ed il relativo confronto con i gestori, per l’esame dei suddetti documenti, il completamento delle analisi tecniche avviate e l’espressione delle considerazioni finali, la Commissione ha ritenuto necessario richiedere al Ministero dell’Ambiente tre successive proroghe delle attività: pertanto la costituzione della Commissione è stata rinnovata con decreto direttoriale prot. DSA-DEC-2007-205 del 14/03/2007 con termine delle attività fissato al 5 dicembre 2007, con decreto direttoriale prot. DEC/DSA/2007/1025 DEL 5/12/07 con termine delle attività fissato al 15 febbraio 2008 e con decreto direttoriale prot. DEC/DSA/2008/061 del 11/02/08 con termine delle attività fissato al 15 maggio 2008. La Commissione ed i GTR hanno proceduto secondo due fasi di lavoro di seguito sintetizzate. I Fase : valutazione del SSIA Rapporto finale fase II 14
14. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria Tale fase ha previsto una preliminare verifica della rispondenza dei contenuti dello Studio ai criteri indicati dal documento CeA ed un successivo confronto puntuale ed approfondito con i gestori allo scopo di ottenere da questi ultimi una attualizzazione ed omogenizzazione dei contenuti dello Studio anche con riferimento alla mutata situazione impiantistica e territoriale dell’area intervenuta dal 2003 ad oggi. La valutazione dello Studio a conclusione dei lavori della I fase ha riguardato gli elementi di coerenza con il CeA mediante confronto tra Commissione e gestori, ferma restando per questi ultimi la responsabilità della completezza ed attendibilità dei dati forniti. La Commissione ha espresso le valutazioni di merito puntuali sui vari argomenti dello Studio, specificando, per ciascun punto di riscontro, le seguenti considerazioni: I. se le informazioni presenti nello Studio, nonché le integrazioni pervenute dai gestori, sono state ritenute conformi al CeA; II. se, pur considerando le informazioni presenti nello Studio incomplete, esse sono state ritenute comunque sufficienti per questa prima stesura dello Studio, rimandando una loro descrizione esaustiva al successivo aggiornamento; III. se è stata riscontrata una carenza di informazioni tale da non poter tenere in debito conto uno o più elementi dello Studio. La prima fase delle attività si è conclusa in data 23 febbraio 2007, con la elaborazione del Rapporto Finale I Fase, contenente le osservazioni e le raccomandazioni sul SSIA. Per le attività svolte sono stati istituiti il GTR Scoping e il GTR Sistemi Informativi, per i quali si rimanda al rapporto medesimo. II Fase : Predisposizione di una proposta di piano di intervento La II fase, oggetto del presente documento, a seguito della ridefinizione degli obiettivi a causa dei limiti riscontrati nel SSIA, ha avuto come prodotto l’individuazione delle criticità esistenti nell’area di studio e la elaborazione di ipotesi preliminari di interventi migliorativi all’interno ed all’esterno degli stabilimenti, al fine di eliminare, o quanto meno mitigare o contenere le criticità esistenti emerse dallo Studio anche tenendo conto delle misure già previste, progettate e/o realizzate nell’area e contenute nei piani e programmi esistenti nell’area. Rapporto finale fase II 15
15. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria Questa seconda fase ha previsto come punto di partenza l’individuazione dei fattori di rischio critici dell’area evidenziate dallo Studio e si è basata sulla ricognizione degli interventi interni, infrastrutturali e territoriali previsti dagli eventuali piani di risanamento-disinquinamento esistenti nell’area, nonché sulla ricognizione delle eventuali prescrizioni impartite dal Comitato Tecnico Regionale (CTR), autorità di cui all’articolo 21 del D.Lgs. 334/99, in fase di conclusione delle istruttorie relative alla valutazione dei rapporti di sicurezza, e sull’analisi dei relativi stati di realizzazione. Con riferimento alla raccomandazione della Commissione 2000 relativa alla necessità che i gestori realizzassero uno Studio di sicurezza integrato dell’area, che tenesse quindi conto sia delle installazioni fisse che del trasporto di sostanze pericolose, il documento conclusivo del 14 febbraio 2001, nel riportare alcuni elementi sui possibili effetti domino tra stabilimenti, precisava che le interazioni prese in considerazione erano solo quelle fra gli stabilimenti, in quanto l’analisi condotta dai gestori non si era spinta a prendere in considerazione l’interazione tra stabilimenti e le infrastrutture. La presente Commissione ha provveduto pertanto a richiedere ai gestori una serie di integrazioni volte tra l’altro a completare un quadro conoscitivo di riferimento, anche alla luce dell’evento incidentale accaduto ad un fascio di condotte nel mese di aprile 2006, per quanto attiene la tematica delle pipeline e delle infrastrutture in generale. Al fine di conseguire gli obiettivi della seconda fase, questa Commissione ha ritenuto opportuno integrare lo studio con una valutazione delle conseguenze ambientali di eventuali rilasci incontrollati di sostanze ecotossiche, condotta su un caso studio rappresentativo delle possibili interazioni con bersagli sensibili da un punto di vista ambientale, nonché effettuando una analisi di sensitività della ricomposizione del rischio d’area, riferita ad un gruppo ristretto di elementi vulnerabili. Un’altra raccomandazione della Commissione ministeriale del 2000 aveva evidenziato la necessità, da parte della Prefettura di Siracusa, della predisposizione del Piano di emergenza esterno dell’area. Le informazioni contenute nello Studio di sicurezza dell’area redatto dai gestori, gli elementi forniti da questa Commissione Istruttoria nonché le disposizioni già impartite dalla Prefettura rappresentano utili elementi per la redazione/aggiornamento di tale piano, d’intesa con la Regione e gli enti locali interessati. Oltre agli esiti della prima Commissione ministeriale del 2000, questa Commissione ha operato acquisendo elementi anche da altri strumenti già esistenti per l’area di studio. Tra questi Rapporto finale fase II 16
16. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria figura il Piano di risanamento di cui al DPR 17 gennaio 1995 (rif. Cap. 6) limitatamente a quelle considerazioni e a quelle schede pertinenti con la tematica d’indagine. Si rappresenta inoltre come al fine di poter realizzare uno strumento di controllo ed analisi attivo e completamente integrato nel territorio la Commissione istruttoria su mandato del Ministero ha operato in modo da supportare la costituzione, presso l’ARPA Sicilia, di uno specifico sistema informativo d’area, utilizzando gli strumenti informatici necessari all’analisi e gestione del rischio integrato d’area, ed aperto all’uso da parte delle amministrazioni presenti nel territorio. Tale obiettivo è stato parzialmente raggiunto, tenendo conto dei limiti ad oggi evidenziati dal software di ricomposizione dei rischi d’area utilizzato per lo studio. Tali strumenti, una volta totalmente definiti e perfezionati, consentiranno anche di facilitare la consultazione del pubblico nei vari procedimenti autorizzativi (NOF, VIA, AIA, strumenti urbanistici, pianificazione di emergenza, ecc). Si evidenzia infine come le attività della Commissione ed in particolare le risultanze relative alla ricomposizione dei rischi, ivi comprese gli elementi derivanti dall’analisi di sensitività di cui al paragrafo 4.4, e l’analisi dei fattori di rischio per l’ambiente (rif. cap 5), possono costituire una consistente base di partenza del sistema informativo d’area, che ovviamente dovrà essere da questo estesa ed approfondita. 1.3 Rapporto Finale I fase: attuazione delle raccomandazioni In relazione alla prima fase delle attività della Commissione istruttoria, che si è conclusa in data 23 febbraio 2007, è stato predisposto il Rapporto Finale I fase che costituisce la premessa al presente Rapporto conclusivo. Nelle conclusioni del Rapporto Finale I Fase la Commissione ha espresso diverse osservazioni e tre raccomandazioni ai gestori. Una prima raccomandazione ha richiesto ai gestori la presentazione a media scadenza, al più tardi entro i termini del prossimo aggiornamento quinquennale dei rapporti di sicurezza dei singoli stabilimenti, una nuova versione del SSIA, più completa ed esaustiva, che superasse le carenze riscontrate che non si è ritenuto possibile colmare in tempi brevi in relazione alle tempistiche per la conclusione dei lavori della Commissione. Si riporta nel seguito un estratto del Rapporto finale fase II 17
17. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria Rapporto finale fase I relativo alla prima raccomandazione. I - Si raccomanda ai gestori di provvedere alla predisposizione di una seconda versione del SSIA tenendo conto delle determinazioni di seguito riportate e suddivise secondo i capitoli del CeA, facendo riferimento alla numerazione di cui al documento “Rilievi del GTR scoping e cronoprogramma delle azioni”. Ferme restando le tempistiche di attuazione delle raccomandazioni II e III, la seconda versione del SSIA dovrà essere predisposta almeno entro i termini del prossimo aggiornamento quinquennale dei rapporti di sicurezza dei singoli stabilimenti, ovvero in attuazione dei disposti e secondo le modalità di cui al decreto attuativo previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 334/99. In merito a tale raccomandazione nel Rapporto finale fase I è stata esplicitata l’esigenza di tenere conto in particolare delle seguenti indicazioni puntuali: Ib - Si raccomanda ai gestori che in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA: - nella rappresentazione del rischio individuale e sociale, vengano ricompresi anche i dati relativi ai lavoratori presenti nel polo industriale, secondo la loro suddivisione in turnisti e giornalieri e la loro presenza nelle 24 ore; - nelle rappresentazioni grafiche del rischio vengano tracciati anche gli elementi relativi agli scenari incidentali ricadenti all’interno dell’area industriale, al fine di tratteggiare tutti i potenziali rischi presenti nell’intera area di studio. ……… Ic - Si raccomanda ai gestori che in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA vengano puntualmente argomentate le motivazioni per cui alcuni stabilimenti potrebbero non contribuire alla ricomposizione del rischio d’area. ……… Id - Si raccomanda ai gestori di procedere alla modifica, aggiornamento ed integrazione dei dati relativi al trasporto in condotta, con riferimento a quanto richiesto dal Prefetto di Siracusa e dal MATTM (cfr. Figure 6 e 7), in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA. ……… Ie - Si raccomanda ai gestori di predisporre, in considerazione della vasta estensione dell’area, uno studio specifico finalizzato alla verifica della rappresentatività delle stazioni Rapporto finale fase II 18
18. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria meteorologiche prese a riferimento, ricorrendo anche a dati di altre stazioni ubicate nell’area. In relazione agli esiti di detto studio i gestori dovranno procedere, ove e se necessario, alla modifica, aggiornamento ed integrazione dei dati meteorologici in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA. ……… If - Si raccomanda ai gestori di procedere alla modifica, aggiornamento ed integrazione dei dati relativi alla presenza/distribuzione sul territorio della popolazione in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA. ……… Ig - Si raccomanda ai gestori di tenere conto del documento su citato al fine di approfondire tale problematica in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA. ……… Ih - Si raccomanda ai gestori di tenere conto delle informazioni prodotte dalle Capitanerie e dall’Autorità Portuale nonché degli esiti delle valutazioni dei Rapporti di Sicurezza Integrati Portuali in fase di elaborazione, in occasione della predisposizione della seconda versione del SSIA. La seconda raccomandazione ha richiesto l’aggiornamento, entro la fine di maggio 2007, del DB ARIPAR secondo alcuni criteri fissati dalla Commissione, nonché il relativo running e la restituzione cartografica. Tale aggiornamento è stato ritenuto necessario al fine di consentire la prosecuzione dei lavori della Commissione. A tale raccomandazione i gestori hanno fornito alcune integrazioni che, nel corso della riunione congiunta dei GTR di luglio 2007, hanno poi ritenuto opportuno riverificare e completare ulteriormente. L’aggiornamento richiesto con la suddetta raccomandazione è stato da ultimo fornito da parte dei gestori a dicembre 2007. Si riporta di seguito il testo della seconda raccomandazione: II - Si raccomanda ai gestori di provvedere all’aggiornamento del database ARIPAR, secondo gli elementi di cui sopra, nonché al relativo running e restituzione cartografia in adeguato formato, nei tempi tecnici strettamente necessari e comunque entro 3 mesi dalla sottoscrizione del presente rapporto. Tale attività dovrà essere condotta dai rappresentanti dei gestori in collaborazione con il GTR Sistemi Informativi con il quale si è già provveduto a svolgere l’attività di riallineamento cartografico sul sistema ARIPAR delle sorgenti riportate nell’allegato V del Rapporto finale fase II 19
19. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria SSIA sulla base del quale dovranno proseguire le attività sopra descritte. La determinazione del rischio locale, conseguita con il programma ARIPAR-GIS dovrà essere effettuata sull’intero novero degli eventi incidentali individuati. Di fatto lo slittamento temporale di tali attività a ridosso della scadenza del mandato della Commissione, considerando i dovuti tempi tecnici necessari per l’esame dei suddetti documenti, il completamento delle analisi tecniche avviate e l’espressione delle considerazioni finali, ha reso necessaria da parte della Commissione la richiesta di proroghe ai fini del completamento delle attività della II fase. Da ultimo, è stata formulata una terza raccomandazione che prevedeva, entro marzo 2007, la ricognizione puntuale dei nodi di intersezione tra le condotte e le principali infrastrutture all’esterno degli stabilimenti, in risposta alle specifiche richieste del Sig. Prefetto di Siracusa; i gestori hanno completato la trasmissione di tali informazioni ad aprile 2007, consentendo successivamente alla Commissione l’effettuazione dei relativi sopralluoghi nel mese di luglio 2007. Si riporta di seguito il testo della terza raccomandazione: III - Si raccomanda ai gestori di provvedere alla trasmissione delle informazioni di cui alla citata “ricognizione puntuale dei nodi d’intersezione” entro il termine di marzo 2007 come da impegni formalmente assunti dagli stessi. Le informazioni fornite hanno consentito una disamina ai fini dell’individuazione delle ipotesi preliminari delle linee di intervento limitata solo ad alcuni nodi, intesi come intersezioni tra sorgenti di rischio ed elementi vulnerabili, e ad alcune principali interazioni con le infrastrutture territoriali (rif. Cap. 9). Infine la Commissione, nel Rapporto finale fase I, ha formulato le seguenti proposte rivolte alle pubbliche amministrazioni interessate, finalizzate agli sviluppi a lunga scadenza del lavoro svolto e dei risultati acquisiti: A - In considerazione dell’importanza che i sistemi informativi e le relative implementazioni utilizzati ricoprono nelle attività di monitoraggio e controllo dei rischi industriali presenti sul territorio si ritiene che il loro uso non debba essere limitato ad applicazioni estemporanee relativamente a casi studio. Al fine di mettere in condizione le Autorità e Amministrazioni locali competenti di poter utilizzare tali sistemi informativi quali strumenti a supporto delle proprie Rapporto finale fase II 20
20. Capitolo 1. Presupposti dello Studio ed attività della Commissione Istruttoria attività istituzionali relative alle ordinarie misure di controllo sui rischi di incidenti rilevanti nel territorio di competenza, si ritiene doveroso segnalare al MATTM la necessità che l’APAT, le ARPA, l’ISPESL, ISS, il CTR e gli altri enti interessati avviino le adeguate azioni finalizzate al consolidamento del know-how necessario all’utilizzo degli strumenti citati, nonché al loro mantenimento ed aggiornamento al progresso tecnico e scientifico, in particolare nei casi in cui sono stati già condotti studi di rischio d’area. B – In merito all’utilizzo degli strati informativi territoriali raccolti durante le attività della Commissione (rif. 10) si ritiene doveroso segnalare al MATTM di verificare con l’APAT le modalità per digitalizzare e georeferenziare i tematismi territoriali ed ambientali raccolti e renderli sovrapponibili alle elaborazioni del sistema ARIPAR. Il prodotto finale dovrebbe comunque essere utilizzabile dall’ARPA Sicilia e dal CTR oltre che al fine di renderlo fruibile alle istituzioni coinvolte nella gestione del rischio, delle emergenze e della pianificazione territoriale, che potranno condividerlo e contribuire alla gestione; pertanto, anche in relazione al precedente punto A, quest’ultima potrebbe essere affiancata dall’APAT per l’eventuale training necessario. C – … … … si ritiene doveroso segnalare al MATTM l’opportunità di verificare con la Regione Siciliana le eventuali coperture finanziarie associabili alla proposta del piano di intervento, anche in relazione alle pianificazioni già in corso nell’area oggetto dello studio Rapporto finale fase II 21
21. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase Le attività della Commissione nella II fase, cosi come nella I, sono state rivolte agli effetti/conseguenze immediate per l’uomo e per l’ambiente a seguito di un ipotetico evento incidentale, identificato come rilevante dai parametri definiti a livello comunitario, e hanno preso in considerazione i rischi connessi alla presenza di sostanze pericolose sensu Seveso, siano esse utilizzate e/o stoccate presso gli impianti fissi industriali o trasportate via strada, via ferrovia, via condotta. Non sono quindi oggetto dello studio le problematiche d’inquinamento non connesse con gli incidenti rilevanti, né il trasporto delle sostanze pericolose via mare, in quanto oggetto di studio specifico nell’ambito del Rapporto Integrato di Sicurezza Portuale di cui al D.M. Ambiente n, 293 del 16 maggio 2001. In particolare le attività della Commissione Istruttoria nella II fase, alla luce di quanto già evidenziato in premessa, hanno consentito di individuare alcune criticità, riguardanti da una parte il territorio, e dall’altra l’esigenza di adeguamento ed integrazione dello studio. In alcuni casi, relativamente a tali criticità, è stato inoltre possibile procedere, a seguito di specifiche analisi, alla definizione di ipotesi di intervento utili al superamento, ovvero al ridimensionamento delle stesse. Tali criticità ed ipotesi di intervento sono esposte nel Capitolo 7. L’analisi ha quindi interessato l’area nel suo complesso, approfondendo le scambievoli interazioni tra impianti fissi, elementi vulnerabili infrastrutturali ed ambientali e condotte, utilizzando quale documentazione di base, così come indicato anche nel Rapporto Finale I Fase, quella di seguito riportata, unitamente all’indicazione del suo utilizzo principale: - il SSIA, corredato delle correzioni ed integrazioni richieste e predisposte dai gestori dell’area, nonché le ulteriori elaborazioni e rappresentazioni predisposte dalla Commissione hanno costituito il documento di partenza e di riferimento per l’individuazione delle criticità. La Commissione ha inoltre ritenuto necessario, anche a seguito dell’evento incidentale dell’aprile 2006, richiedere ai gestori una serie di integrazioni volte tra l’altro a completare un quadro conoscitivo di riferimento per quanto attiene la tematica delle pipeline (rif. capitolo 3); - i piani ed i programmi a vario titolo vigenti nell’area, nonché i relativi interventi interni, infrastrutturali e territoriali previsti, anche indipendentemente dal loro stato di Rapporto finale fase II 22
22. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase finanziamento, hanno costituito la base conoscitiva territoriale e di pianificazione per la predisposizione delle ipotesi di intervento relativamente alle possibili “azioni esterne” agli stabilimenti; - le prescrizioni e le osservazioni formulate dal CTR, ed i cronoprogrammi di adeguamento proposti dai Gestori al CTR e da questo valutati, hanno fornito informazioni preliminari alla predisposizione delle ipotesi di intervento relativamente alle possibili “azioni interne” ed “azioni esterne” agli stabilimenti; - le ipotesi di intervento sono state considerate in termini di efficacia e fattibilità tecnica raccomandando, ove necessario, ulteriori verifiche da parte dei gestori; - le ipotesi di intervento, sia di natura impiantisca che gestionale, sono state rivolte ai gestori estensori del SSIA nonché ad altri gestori di infrastrutture che insistono nell’area, e ad amministrazioni pubbliche. La Commissione nell’esecuzione del proprio mandato ed a seguito delle analisi dei risultati prodotti dal SSIA, delle successive integrazioni a questo, nonché delle ulteriori elaborazioni condotte ha svolto le seguenti attività: - approfondimento delle interazioni tra stabilimenti ed aree esterne ad essi, anche mediante sopralluoghi presso gli stabilimenti e sul territorio ad essi circostante; - ricognizione degli interventi interni, infrastrutturali e territoriali previsti dai piani di risanamento-disinquinamento esistenti nell’area; - ricognizione delle prescrizioni impartite dal CTR; - individuazione e descrizione delle criticità individuate sulla base delle analisi sopra citate e elaborazione dei possibili interventi migliorativi (di tipo preventivo/protettivo) da realizzare all’interno ed all’esterno degli stabilimenti dell’area predisponendo una serie di documenti tecnici, allegati al presente rapporto. Nello svolgimento delle proprie funzioni la Commissione si è avvalsa, anche nella seconda fase delle attività, del supporto dei Gruppi Tecnici Ristretti (GTR), in conformità con il comma 1 dell’articolo 3 del decreto di istituzione. Per le attività della seconda fase sono stati istituiti il GTR Interventi Interni e il GTR Infrastrutture, le cui attività sono descritte nei capitoli successivi. Il GTR Sistemi Informativi ha Rapporto finale fase II 23
23. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase continuato ad operare secondo le attività pure di seguito descritte, mentre il GTR Scoping ha cessato le attività con la conclusione della prima fase. La Commissione ha svolto nella seconda fase due riunioni plenarie nei giorni di seguito indicati: - IV Plenaria: 31 ottobre 2007, a Siracusa, presso la Prefettura. - V Plenaria: 8-9 maggio 2008, a Siracusa, presso la Prefettura. Si riportano in appendice i verbali delle riunioni. 2.1. Attività del gruppo tecnico ristretto “Sistemi Informativi” Il Gruppo Tecnico Ristretto “Sistemi Informativi”, istituito con D.D. del 21 ottobre 2005 prot. n. DEC/DSA/2005/01097 del Direttore della Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale del MATTM, e il “Sottogruppo per il riallineamento delle sorgenti” convocato nel suo ambito per lo svolgimento di specifiche operazioni finalizzate all’utilizzo diretto, in stretta collaborazione con gli estensori dello studio, dei dati inseriti su ARIPAR hanno proseguito le attività avviate nella I Fase, come definito al rif. 1 delle conclusioni contenute nel capitolo 5 del Rapporto Finale I Fase, che così riportava: “Tale attività (di aggiornamento del database ARIPAR) dovrà essere condotta dai rappresentanti dei gestori in collaborazione con il GTR Sistemi Informativi con il quale si è già provveduto a svolgere l’attività di riallineamento cartografico sul sistema ARIPAR delle sorgenti riportate nell’allegato V del SSIA sulla base del quale dovranno proseguire le attività sopra descritte. La determinazione del rischio locale, conseguita con il programma ARIPAR-GIS dovrà essere effettuata sull’intero novero degli eventi incidentali individuati” e sottolineato nell’ultimo paragrafo del capitolo 5 “Per quanto attiene alle attività del GTR - Sistemi informativi questo continuerà ad operare in stretta collaborazione sia con i rappresentanti dei gestori che con il CTR al fine predisporre gli aggiornamenti delle sorgenti anche in riferimento ai limiti imposti dal sistema ARIPAR”. A partire dalla data del 23 febbraio 2007, il “Sottogruppo per il riallineamento” ha svolto complessivamente 3 riunioni nei periodi di seguito indicati: - 11-13 aprile 2007 a Milano, presso gli uffici degli estensori dello studio, - 5-7 giugno 2007 a Palermo, presso gli uffici dell’ARPA Sicilia, - 4-6 luglio 2007 a Pisa, presso gli uffici del dipartimento provinciale dell’ARPAT Rapporto finale fase II 24
24. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase i cui rispettivi verbali sono allegati in appendice al presente rapporto. Le attività del gruppo sono comunque proseguite fino al mese di febbraio 2008, in ragione della necessità di verificare i risultati scaturiti dall’ultimo “run” del sistema ARIPAR sulla base delle integrazioni finali fornite dai gestori nel mese di dicembre 2007. Il GTR ha prodotto i seguenti documenti, i quali sono stati redatti in successivi aggiornamenti, fino all’ultima versione la quale, allegata al presente documento, tiene conto delle ultime integrazioni fornite dai gestori: - Cartografia output di ARIPAR riportante la distribuzione puntuale del rischio locale (rappresentazione dei valori di rischio locale associati ai punti della griglia calcolo) (ALLEGATO II); - Cartografia output di ARIPAR riportante la distribuzione del rischio locale mediante fasce di isorischio derivate dall’interpolazione dei valori dei punti della griglia di calcolo (ALLEGATO III); - Cartografia output di ARIPAR riportante la distribuzione puntuale del rischio locale ripartita per tipologia di sorgente (impianti, strade/ferrovie e condotte) (ALLEGATO IV); - Cartografia output di ARIPAR riportante la distribuzione del rischio locale mediante fasce di isorischio e le infrastrutture presenti nel territorio come strade, ferrovie ed elementi territoriali vulnerabili, riportati in ARIPAR e successivamente aggiornati e integrati attraverso le campagne di rilevamento (tramite GPS), acquisizione e editing cartografico dati condotte dai componenti del Gruppo nel corso del 2007 (ALLEGATO V); - Documento contenente la rappresentazione grafica di dettaglio (schede) dei 4 casi studio considerati nell’analisi di sensitività e dei casi di interferenza individuati tra le fasce di isorischio locale e le infrastrutture di cui sopra (ALLEGATO VI.1). L’attività del GTR, svolta in stretta collaborazione con gli estensori dello studio, si è inizialmente focalizzata sulla verifica delle sorgenti di rischio ed il riposizionamento delle stesse rispetto alla cartografia e alle planimetrie di impianto utilizzate nello studio Assindustria SR (fotogrammetria formato raster 2002). Tale attività si è resa necessaria per risolvere le incongruenze riguardanti il mancato allineamento di molte sorgenti con la posizione effettiva degli impianti, probabilmente determinate dall’utilizzo di cartografia di base non più aggiornata Rapporto finale fase II 25
25. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase e non perfettamente georiferita. Si è infatti provveduto alla ricomposizione della cartografia di base con il supporto cartografico messo a disposizione dall’ISPESL (foto satellitari relative agli impianti industriali oscurati nelle ortofoto). La ricomposizione della cartografia è stata eseguita manualmente attraverso l’identificazione di punti di controllo a terra (GCP - Ground Control Points) in zone non criptate delle ortofoto. Si è provveduto altresì alla rettifica dei top event utilizzati nello studio (SSIA) per aggiornarli a quelli presenti nei rapporti di sicurezza (edizione 2005). Di comune accordo con gli estensori dello studio è stata effettuata anche la sostituzione di alcune sorgenti a geometria puntiforme con sorgenti di tipo lineare, ritenute nel caso specifico, più adeguate per la rappresentazione dell’ impianto considerato (condotte interne). In concomitanza con le attività di cui sopra è stata svolta anche la revisione delle sorgenti inserite dagli estensori del lavoro all’interno del sistema ARIPAR. Tale revisione, dato il cospicuo numero di sorgenti caricate sul data base del sistema (500) è stata effettuata a campione ed ha riguardato n. 42 sorgenti. per le quali si è anche provveduto alla verifica delle curve di “fit” elaborate dal sistema ARIPAR. Le richieste di integrazione dei dati avanzate dalla Commissione Plenaria per l’aggiornamento del database di ARIPAR (tra cui anche i dati derivati dallo studio sulle condotte fornito dai gestori) ha reso inevitabile la ricerca di una soluzione operativa che consentisse di superare il problema, già messo in evidenza nel Rapporto I Fase, relativo al raggiungimento del limite massimo di sorgenti supportate dal sistema (500). La soluzione proposta dagli estensori dello studio e condivisa dai componenti del GTR ha portato alla suddivisione dello studio in tre sotto-progetti dedicati specificatamente agli impianti, strade/ferrovie e condotte. Sulla base delle modifiche e delle considerazioni effettuate dagli estensori dello studio il sistema, allo stato attuale, appare così schematizzabile: Impianti. I file ARIPAR degli Impianti riflettono le modifiche fatte nel corso delle riunioni congiunte tra estensori dello studio e i componenti del GTR - SI, dove sono state verificate le localizzazioni delle sorgenti e verificati, a campione, i coefficienti delle curve di “fit”. Strade e Ferrovie. Sono state ricreate tutte le sorgenti in un progetto dedicato. La separazione dalle Condotte è motivata dai limiti operativi di ARIPAR e dalla necessità di recuperare capacità di elaborazione che altrimenti mantenendo accorpato tutto il DB relativo ai trasporti avrebbe reso impossibile l’introduzione di ulteriori dati di input a causa dell’inevitabile superamento della Rapporto finale fase II 26
26. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase quota di 500 sorgenti. Lo spazio recuperato ha reso possibile una migliore segmentazione e conseguente riproduzione del tracciato delle strade e della ferrovia. Le frequenze di rilascio sono state aggiornate tenendo conto del nuovo censimento stradale e della nuova ripartizione dei trasporti nelle tratte stradali (inserite strade nuove: bretella nord e sud). Le sorgenti sulla ferrovia sono state arrestate in corrispondenza della Stazione di Priolo (prima continuavano più a sud fino alla Stazione di Targia) ma sono state prolungate a nord attraverso Augusta. Tutte le conseguenze sono state ricalcolate con codice PHAST 6.51. Le ipotesi di rilascio sono rimaste le stesse ma la rappresentazione dei risultati è cambiata. Per i pool fire si è considerato l’innesco immediato invece dell’innesco ritardato, quindi pozze e irraggiamenti sono caratterizzati da distanze di danno minori. Per i flash fire si è considerata la massima distanza a cui si raggiungono i limiti di infiammabilità (prima si era considerata la distanza a cui le dimensioni della nube infiammabile sono massime): ne consegue che l'estensione delle distanze dei danno dei flash fire risulta superiore. Le motivazioni di questa modellazione (adottata anche per gli scenari da condotta) sono riportate nel nuovo Allegato 6 del SSIA. Condotte. Sono state ricreate tutte le sorgenti in un progetto dedicato. Sono state simulate nuove condotte prima non presenti. A seguito dei problemi di rappresentazione degli scenari riscontrati con le uscite del sistema ARIPAR, e a seguito di accordi tra estensori del rapporto SSIA e gestori, è stata rivista la metodologia per il calcolo delle frequenze e delle conseguenze (Appendice B del nuovo Allegato 6 del SSIA). Le condotte sono state modellate singolarmente (prima erano stati effettuati accorpamenti per sostanze). Le frequenze sono state ricalcolate dopo una riconsiderazione dei dati di letteratura più recenti e introducendo fattori di correzione (condivisi dalle Aziende) che tengono conto di aspetti particolari di esercizio, gestione sicurezza ecc. Riviste anche le probabilità di innesco. Tutte le conseguenze sono state ricalcolate con codice PHAST 6.51. La principale modifica nella modellazione riguarda il calcolo delle portate di rilascio: meno conservativa per gas e GPL (ora si considerano valori medi sui primi 30 sec di efflusso, prima si consideravano le portate di picco); più conservativa per i rilasci liquidi (prima si consideravano rilasci di 10 e 100 m3, ora si usa il minimo tra la portata di efflusso e 1.5 volte la portata operativa, considerando una durata di efflusso di 15 min più l'eventuale svuotamento della sezione intercettata). Per pool e flash fire sono state ripetute le stesse considerazioni effettuate per la rete stradale. Parallelamente al lavoro di ripartizione dello studio nei tre sotto-progetti sopra descritti, svolto dagli estensori dello studio, i componenti del GTR hanno provveduto: Rapporto finale fase II 27
27. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase - alla revisione dei tracciati delle strade e della ferrovia mediante confronto con foto satellitare. - all’estrazione dei tracciati delle condotte contenute nello studio fornito dai gestori ed al loro inserimento all’interno del sistema ARIPAR - alla georeferenziazione di oltre 180 punti vulnerabili presenti nella zona di studio sulla base di cartografia fornita dagli uffici preposti alle attività di Protezione Civile del comune di Priolo . - alla georeferenziazione dei nodi sensibili (circa 90) censiti dai gestori sulla base dei valori di coordinata geografica forniti dagli stessi Sulla base delle integrazioni finali fornite dai gestori nel mese di dicembre 2007 i componenti del GTR hanno provveduto all’accorpamento dei risultati dei “run” di ARIPAR per i tre sottoprogetti sopra considerati, ed al loro successivo trasferimento all’interno della versione più aggiornata del software ArcVIEW (ArcGIS-ArcView ver.9.1) per migliorarne la qualità della restituzione cartografica non adeguatamente resa nella prima versione del SSIA. Sono state quindi generate una serie di mappe in formato pdf che coprono l’intera area di studio dentro le quali sono riportati, suddivisi in classi, i valori del rischio locale associati ai punti delle griglie di calcolo corrispondenti. Tenendo conto della distribuzione territoriale dei valori puntuali del rischio é stato poi applicato un algoritmo di interpolazione, che ha permesso una ricostruzione delle curve di isorischio più regolare e leggibile (rappresentazione mediante fasce di isorischio) rispetto a quella prodotta da ARIPAR (per quanto relativo alle risultanze delle analisi svolte tramite il sistema ARIPAR si veda il successivo capitolo 4). Preme qui osservare che in questa fase non sono state apportate modifiche sulle griglie di calcolo poiché non sono pervenuti dati aggiornati sui punti sensibili della zona e soprattutto non sono stati considerati i lavoratori delle aziende a rischio all’interno dello studio. Ciò, come verrà meglio evidenziato nel successivo capitolo 4, non ha consentito di ottenere una distribuzione del rischio sociale/collettivo completa e pertanto, i relativi elaborati cartografici, pur oggetto di elaborazione, non vengono presentati nel presente Rapporto. Occorre infine evidenziare che a seguito delle verifiche condotte dai GTR e dalla Commissione sull’ultimo set di dati ARIPAR consegnato dai gestori, sono state riscontrate alcune incongruenze per quanto riguarda l’inserimento o la modifica di alcuni dati; in merito al dettaglio relativo a tali aspetti si rimanda al successivo capitolo 4. Rapporto finale fase II 28
28. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase 2.2. Attività dei gruppi tecnici ristretti “Infrastrutture” e “Interventi Interni” Il GTR “Infrastrutture”, istituito a seguito delle determinazioni adottate nella seconda riunione plenaria della Commissione Istruttoria ex D.D. 856/05, avvenuta in data 20 dicembre 2005, ha condotto l’analisi del territorio circostante gli stabilimenti dell’area, per individuare i fattori di rischio critici, anche sulla base dell’analisi dei piani e programmi presenti per l’area di studio. Il GTR “Interventi Interni” è stato istituito, a seguito delle determinazioni adottate nella seconda riunione plenaria della Commissione Istruttoria ex D.D. 856/05, avvenuta in data 20 dicembre 2005, con lo scopo di individuare le misure da attuare all’interno degli stabilimenti dell’area. al fine di ridurre o eliminare i fattori di rischio critici emersi dal SSIA associati al rischio d’area globale ed agli effetti domino ipotizzabili tra gli stabilimenti dell’area. Le attività dei due GTR, condotte sulla base delle risultanze del GTR Scoping che ha operato nella prima fase di attività della Commissione, sono state svolte congiuntamente. In relazione al dettaglio delle informazioni relative agli stabilimenti industriali dell’area, necessario al GTR per lo svolgimento delle proprie attività, è stata necessaria in più occasioni una verifica congiunta dei dati disponibili nel SSIA con i rappresentanti dei gestori. In particolare, nel rispetto dei mandati di cui ai decreti istitutivi sono state condotte le seguenti attività: a) Individuazione dei fattori di rischio critici I GTR Infrastrutture e Interventi interni, nei limiti evidenziati nel presente Rapporto, hanno individuato congiuntamente con il GTR “Sistemi Informativi” i principali fattori di rischio critici nell’area, limitatamente al rischio locale di incidenti rilevanti, tramite la sovrapposizione cartografica dei rischi considerati nel SSIA e degli elementi antropici, infrastrutturali e ambientali vulnerabili e degli impianti industriali presenti all’interno delle fasce di isorischio. In particolare: - è stato effettuato, mediante sopralluogo in campo compiuto con i rappresentanti del Comune di Priolo Gargallo l’aggiornamento degli elementi vulnerabili; - analisi degli output del sistema ARIPAR relativamente al solo rischio locale, individuazione delle criticità presenti ed analisi di sensitività (vedi capitolo 4); - applicazione di criteri sperimentali per l’analisi dei fattori di rischio per l’ambiente Rapporto finale fase II 29
29. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase applicati ad un caso-studio (vedi capitolo 5). b) Analisi dei piani e programmi esistenti nell’area e verifica dell’attualità degli interventi sul territorio ivi previsti, in relazione ai fattori di rischio critici di cui al punto a) I GTR hanno condotto una analisi delle misure previste, all’esterno degli stabilimenti, dai vari piani e programmi presenti nell’area di studio ed inerenti la sicurezza industriale in senso lato e dei relativi stati di realizzazione. Tale analisi, di cui si è successivamente tenuto conto per l’elaborazione delle ipotesi preliminari di intervento, è stata effettuata confrontando le diverse misure già previste con i fattori di rischio critici evidenziati a seguito delle valutazioni descritte al punto a), al fine di fornire elementi valutativi aggiornati alla luce dei dati presenti nello studio; le risultanze dell’attività sono presentate nel successivo capitolo 6. c) Rassegna delle conclusioni delle istruttorie condotte dal Comitato Tecnico Regionale (CTR) per la valutazione dei rapporti di sicurezza I GTR hanno effettuato una ricognizione dei fattori critici riscontrati dal CTR nell’ambito delle istruttorie per la valutazione dei Rapporti di Sicurezza, nonché delle relative prescrizioni impartite. Di tali elementi si è successivamente tenuto conto per l’elaborazione delle ipotesi preliminari di intervento. In relazione ai limiti relativi al SSIA, già sinteticamente esposti in premessa, nonché delle osservazioni al SSIA, di cui al Rapporto Finale I fase, i GTR non hanno avuto dati ed informazioni sufficienti ed affidabili per portare a compimento alcune delle attività previste nei decreti istitutivi; in particolare non è stato possibile: • Analizzare le risultanze delle attività di valutazione effettuate al fine di elaborare una stima degli obiettivi di miglioramento della sicurezza che potrebbero essere raggiunti nell’area; • Predisporre una proposta complessiva di interventi migliorativi sul territorio ed all’interno degli stabilimenti atti ad eliminare o ridurre i fattori di rischio critici. A partire dalla data del 23 febbraio 2007 i GTR “Infrastrutture” e “Interventi Interni” hanno svolto complessivamente due riunioni congiunte nelle date di seguito indicate: - 28-29 maggio 2007 a Siracusa, presso il Comando Provinciale VVF, Rapporto finale fase II 30
30. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase - 10-13 luglio 2007 a Siracusa, presso il Comando Provinciale VVF e gli stabilimenti dell’area, i cui rispettivi verbali sono allegati in appendice al presente rapporto. Le attività dei gruppi sono comunque proseguite fino al mese di febbraio 2008, in ragione della necessità di verificare i risultati scaturiti dall’ultimo “run” del sistema ARIPAR sulla base delle integrazioni finali fornite dai gestori nel mese di dicembre 2007 e delle modifiche ad esso apportate (suddivisione dello studio in tre sotto-progetti). I GTR hanno esaminato, per le proprie attività, oltre che il SSIA ed i relativi aggiornamenti, anche i seguenti documenti: - Rappresentazioni cartografiche degli output di ARIPAR (predisposte dal GTR Sistemi Informativi) (ALLEGATI II-III-IV-V); - Documento contenente la rappresentazione grafica di dettaglio (schede) dei quattro casi studio considerati nell’analisi di sensitività e dei casi di interferenza individuati tra le fasce di isorischio locale e elementi antropici, infrastrutturali e ambientali vulnerabili (cfr. capitolo 4)(ALLEGATO VI.1); - Elenco delle sostanze pericolose presenti nell’area (redatto sulla base delle informazioni fornite dai gestori nella notifica presentata ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 334/99) (ALLEGATO I) - Elenco delle prescrizioni del CTR (espresse nell’ambito delle istruttorie sui Rapporti di Sicurezza degli stabilimenti dell’area); - Integrazioni alle valutazioni effettuate per le condotte, fornite dai gestori . I GTR, in occasione della riunione congiunta del 10-13 luglio 2007, hanno effettuato sopralluoghi congiunti presso alcuni stabilimenti dell’area al fine di prendere visione in sito degli attraversamenti di condotte su strade e ferrovie (nodi sensibili) censiti dai gestori e per i quali si è ritenuto opportuno un approfondimento. Per i nodi sensibili che si è ritenuto opportuno approfondire nel corso dei sopralluoghi è stato elaborato un documento che raccoglie le informazioni fornite dai gestori per i singoli nodi con note prot. n. 045 del 28/03/2007 e prot R.EC.632 del 16/04/2007, nonché i commenti specifici e di carattere generale riferiti ai nodi visionati ed espressi dai rappresentanti dei GTR che hanno partecipato ai sopralluoghi (ALLEGATO VII). In particolare per quanto attiene Rapporto finale fase II 31
31. Capitolo 2. Attività della Commissione Istruttoria nella II fase all’esame specifico della cosiddetta “tematica condotte” si rimanda al successivo capitolo 3. Rapporto finale fase II 32
32. Capitolo 3. Approfondimenti sulla tematica delle condotte di sostanze pericolose 3. Approfondimenti sulla tematica delle condotte di sostanze pericolose Relativamente alla tematica del trasporto di sostanze pericolose in condotta, come già anticipato nel Rapporto finale fase I e nella premessa al presente documento, a seguito delle osservazioni sollevate in merito alla completezza del SSIA ed alla sua conformità al CeA, si è provveduto a richiedere ai gestori, con la raccomandazione III del Rapporto finale fase I già citata nel precedente capitolo 2, una ricognizione puntuale dei nodi d’intersezione tra condotte (contenenti sostanze pericolose ai sensi del D.Lgs. 334/99 e s.m.i.) e gli elementi infrastrutturali, nei casi in cui le condotte d’interconnessione relative alle aziende dell’area di Priolo-AugustaMelilli attraversino suoli pubblici o aree di proprietà diversa da quelle di provenienza e destinazione. La documentazione è stata predisposta dai gestori sia su supporto cartaceo che digitale, come da richiesta. I gestori, con note prot. n. 045 del 28/03/2007 e prot R.EC.632 del 16/04/2007 hanno provveduto ad integrare i dati relativi al trasporto in condotta, trasmettendo la documentazione relativa agli attraversamenti esterni agli stabilimenti delle condotte contenenti sostanze pericolose sensu Seveso. Nello specifico sono state fornite copie cartacee delle planimetrie, l’elenco dei nodi, delle sezioni e delle tubazioni censite, copia informatica della documentazione cartacea e copia informatica della planimetria e delle sezioni con i riferimenti delle caratteristiche delle condotte. Tali informazioni sono state analizzate e discusse dai GTR Infrastrutture ed Interventi Interni. Il GTR Sistemi Informativi ha provveduto a verificarle (a campione) alla luce dei dati presenti nel SSIA e delle relative restituzioni cartografiche. Le analisi condotte hanno consentito di individuare, in base a criteri connessi con: • il numero e la tipologia delle tubazioni presenti in ciascun nodo; • la tipologia delle sostanze trasportate; • le indicazioni sui fattori di rischio risultanti dallo studio e dagli elementi conoscitivi forniti dal CTR; i nodi da sottoporre ad ulteriore verifica mediante sopralluogo in campo (nodi sensibili). Gli esiti dei suddetti approfondimenti, che si riportano nell’ALLEGATO VII già citato, hanno portato all’identificazione di alcune proposte di interventi migliorativi, sia generali che Rapporto finale fase II 33
33. Capitolo 3. Approfondimenti sulla tematica delle condotte di sostanze pericolose puntuali, da adottare al fine di migliorare i livelli di sicurezza; tali proposte sono riportate nel paragrafo 7.2. La necessità di porre particolare attenzione alla tematica condotte è stata peraltro evidenziata, in concreto, a seguito dell’evento incidentale, con impatto all’esterno dello stabilimento e con interessamento di linee appartenenti ad altri gestori, avvenuto il 30 aprile 2006, alle ore 15.40 circa, nella Raffineria Erg impianti Nord di Priolo Gargallo (SR), in corrispondenza del sottopasso stradale della ex SS 114 (CT – SR). L’incendio si è verificato presumibilmente per una perdita, con conseguente innesco, da una tubazione di greggio coibentata del diametro DN 500, ed ha interessato tre punti della trincea tubazioni (a monte del sottopasso – zona SA1 Nord -, incrocio strada interna 8/L e trincea strada L in prossimità dei serbatoi di GPL), provocando la fermata di tutti gli impianti del parco industriale ERG Nord – Polimeri e Società connesse. Il sottopasso e la trincea ospitavano 102 tubazioni di prodotti e servizi (utilities) di cui 63 di proprietà ERG, 23 di proprietà Polimeri Europa, 8 di proprietà Syndial, 8 di proprietà Dow. In occasione dell’evento incidentale sono intervenuti in un primo momento i vigili del fuoco aziendali e successivamente i vigili del fuoco dei Comandi provinciali di Siracusa, Catania, Ragusa e Palermo, che sono stati impegnati per tutta la durata dell’evento (oltre 80 ore). Dall’esame dell’incidente e dell’incendio susseguente sono stati individuati ed evidenziati alcuni accorgimenti tecnici correttivi, successivamente adottati dai gestori coinvolti. Il Comitato Tecnico Regionale, riunitosi in seguito all’incendio, ha richiesto in particolare alla Erg di predisporre un apposito progetto di ripristino e adeguamento della pipeway e del sottopasso, ponendo l’attenzione sulle seguenti misure, finalizzate tra l’altro a rendere marginale la possibilità del verificarsi di un effetto domino: a) Realizzazione di setti di separazione di adeguata resistenza al fuoco all’interno del sottopasso, in modo da segregare le tubazioni in funzione delle seguenti categorie di sostanze trasportate: • servizi; • prodotti tossici; • liquidi infiammabili; Rapporto finale fase II 34
34. Capitolo 3. Approfondimenti sulla tematica delle condotte di sostanze pericolose • gas infiammabili; • GPL; b) Installazione dei seguenti sistemi di rilevazione con allarme in sala controllo e attivazione in automatico di alcuni impianti di protezione (Vedi punto successivo): • rilevazione gas infiammabili nei pertinenti settori • rilevazione gas tossici nel pertinente settore • rilevazione incendi nei pertinenti settori c) Installazione dei seguenti sistemi fissi antincendio: • sistema fisso di estinzione a schiuma del tipo sprinkler nella zona “liquidi infiammabili” • sistema fisso di raffreddamento ad acqua, del tipo sprinkler, nelle zone “GPL” e “gas infiammabili”. d) Installazione valvole di intercettazione di emergenza EIV (Emergency Isolation Valve), in accordo allo Standard Interno Erg, già presentato in sede di Istruttoria (Anno 2001), opportunamente revisionato sulla base dell’aggiornamento della Normativa (D. Lgs. 238/05) e degli Standard di Riferimento (GAP, HSE, ecc.). Allo scopo di limitare l’estensione delle aree di fuoco all’interno della pipeway, sono state previste idonee cordolature. e) A protezione della pipeway è stata prevista l’installazione di un congruo numero di monitori, tale da garantire la copertura dell’intera pipeway. E’ stata inoltre prevista la possibilità di erogare schiuma o solo acqua, in funzione della tipologia di prodotto eventualmente rilasciato nella pipeway. f) Protezione dal fuoco delle linee antincendio. A tal fine, le linee antincendio che attraversano le aree di fuoco o limitrofe, sono state interrate, o dotate di idonea protezione. Rapporto finale fase II 35
35. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR 4.1 Introduzione Lo strumento di calcolo utilizzato dai gestori per la ricomposizione dei rischi nell’area di studio, come indicato nel CeA, è ARIPAR-GIS versione 3.1. Il software ARIPAR-GIS consente la valutazione quantitativa della ricomposizione del rischio d’area in ambiti industriali con elevata concentrazione di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Il codice di calcolo consente di valutare il rischio locale, individuale e collettivo da sorgenti fisse e mobili, quali i sistemi di trasporto. La procedura del software ARIPAR permette di rappresentare, in ambiente GIS, gli scenari incidentali possibili, ed effettua una valutazione quantitativa del rischio in corrispondenza del punto centrale delle celle di una griglia di calcolo sovrapposta all’area di interesse. I parametri necessari per la rappresentazione matematica del rischio (Frequenza prevista per l’evento - f e Magnitudo delle conseguenze – M), utilizzati nell’ambito della metodologia di valutazione probabilistica del rischio, sono combinati ottenendo: • il rischio locale, ovvero il rischio (frequenza attesa di decesso) a cui sarebbe soggetto un individuo permanentemente presente in un determinato luogo (24 ore su 24), in assenza di protezioni o comportamenti auto-protettivi; una rappresentazione del suo andamento è costituita dalle curve ed aree iso-rischio locale; • il rischio individuale, ovvero il rischio (frequenza attesa di decesso) a cui è soggetto un individuo presente in un determinato luogo con data probabilità di presenza, considerando la protezione offerta dalla possibilità di riparo al chiuso; una rappresentazione del suo andamento è costituita dalle curve ed aree iso-rischio individuale; • il rischio collettivo, ovvero la frequenza complessiva degli incidenti considerati nell’area di studio per la quale sia prevedibile il decesso di un numero di persone maggiore od uguale a N (“rischio sociale” secondo altri testi); una sua comune forma di rappresentazione è costituita dalle curve F-N (Frequenza-Numero di vittime). Rapporto finale fase II 36
36. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR La distribuzione del rischio locale nella zona di Augusta, Priolo e Melilli, come scaturisce dall’output di ARIPAR, viene rappresentata mediante uno strato vettoriale costituito da un insieme di punti organizzati in una griglia a maglie quadrate di dimensione pari a 150 m. x 150 m. che copre tutta l’area di studio. In corrispondenza di ciascun punto è associato il valore di rischio locale che viene convenzionalmente esteso a tutta la cella di cui il punto rappresenta il centro (rappresentazione del rischio per punti o celle). La griglia utilizzata per il calcolo del rischio individuale e collettivo è stata impostata con una configurazione geometrica differente rispetto a quella utilizzata per il rischio locale, in quanto i punti di calcolo sono stati posizionati in corrispondenza di elementi territoriali ritenuti maggiormente sensibili (luoghi di culto, ospedali, strutture alberghiere, etc.) e distribuiti, con un passo di 50 metri, su aree caratterizzate da particolari densità di popolazione (centri urbani). Si fa osservare che la rappresentazione del rischio individuale e collettivo non può ritenersi completa e aggiornata per l’assenza di informazioni relative alla presenza di lavoratori all’interno degli stabilimenti e per il mancato aggiornamento del censimento dei punti sensibili (posizione di punti ritenuti sensibili, entità e probabilità di presenza della popolazione ad essi associata), nonostante le richieste avanzate al riguardo dalla Commissione. A causa di ciò si è ritenuto non opportuno utilizzare i risultati forniti, relativamente al rischio collettivo, per la valutazione delle criticità dell’area. In relazione alla definizione della griglia di calcolo per la ricomposizione del rischio, si osserva che la scelta degli analisti non risulta sufficientemente giustificata nel SSIA. Il passo della griglia dovrebbe essere messo in relazione con le distanze di danno degli scenari significativi e, normalmente, dovrebbe essere tale da non influenzare eccessivamente i risultati del calcolo ovvero non variare molto all’interno della maglia di calcolo. Ad es. un autorevole riferimento internazionale come il CPR 18E (Purple Book: Guidelines for quantitative risk assessment), nel caso di distanze di danno stimate per gli scenari significativi inferiori o comparabili a 300 m, suggerisce che la dimensione del passo della griglia di calcolo non dovrebbe essere superiore a 25 x 25 m mentre, per distanze di danno stimate superiori a 300 m, si possono utilizzare maglie di calcolo anche di dimensioni 100 x 100 m. Il passo della griglia di calcolo utilizzato in ARIPAR nell’analisi del rischio locale è 150 x 150 m. La scelta è stata dettata dalle limitazioni del codice di calcolo per quanto riguarda il Rapporto finale fase II 37
37. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR numero massimo di punti di calcolo rappresentabili (al massimo 10000). L’ulteriore limitazione della versione di ARIPAR utilizzata per lo studio relativa al numero massimo di sorgenti rappresentabili (500) ha determinato la necessità di suddividere lo studio in tre sottostudi dedicati rispettivamente ai soli impianti fissi, alle strade e ferrovie ed alle condotte. A fronte di scenari incidentali di incendio (pool fire, jet fire, flash fire, ecc.) con effetti fisici dell’ordine del centinaio di metri la griglia utilizzata potrebbe quindi portare, a seconda della localizzazione dei punti di calcolo, a rappresentazioni del rischio poco affidabili. Sono state infine riscontrate, relativamente ad alcuni scenari di dispersione per le condotte, alcune difformità tra i risultati dei modelli di calcolo ottenuti dagli stessi estensori dello studio e la rappresentazione in ARIPAR tramite curve di danno. Il significato di tali rappresentazioni ed il loro utilizzo nel codice di calcolo (ARIPAR) ai fini della ricomposizione del rischio non risulta chiarito nel SSIA. La rappresentazione del rischio locale mediante una superficie continua (rappresentazione tramite fasce o curve di isorischio) avviene mediante l’interpolazione dei valori di rischio, associati a ciascun punto della griglia, utilizzando algoritmi di interpolazione che consentono la stima dello stesso anche in posizioni non coincidenti con i punti di calcolo. Ciò si può ottenere generando una nuova griglia a celle quadrate e stimando per ciascuna cella un valore derivato dall’interpolazione dei valori di rischio presenti nei punti della griglia di calcolo originale. A tale proposito si è osservato che gli output di ARIPAR-GIS, forniti dai gestori nella prima versione del SSIA, in termini di rappresentazione cartografica delle curve di isorischio, forniscono indicazioni poco precise sulla distribuzione del rischio locale sia per le considerazioni fatte in precedenza in merito alla scelta del passo della griglia di calcolo sia a causa delle limitate funzionalità di gestione per la composizione di mappe implementate sulla versione di ArcView di Esri (ver. 3.x). Al fine di garantire una migliore qualità di elaborazione cartografica e gestione di mappe, successivamente alla presentazione (dicembre 2007) da parte dei gestori dei nuovi elaborati di calcolo utili per la procedura di somma dei valori di rischio locale, scaturiti dal “run” di ciascuno dei tre sottostudi (griglie di calcolo) con cui era stato suddiviso il set originale d’informazioni, tutti i dati di output di ARIPAR sono stati trasferiti sulla versione 9.1 di ArcGIS-ArcView di Esri, più aggiornata e completa di funzionalità rispetto alla versione precedente. Rapporto finale fase II 38
38. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR Le modalità di interpolazione dei dati utilizzate su ArcGIS-ArcView 9.1 sono analoghe a quelle utilizzate per il calcolo delle curve di isorischio in ARIPAR, vale a dire utilizzo dell’algoritmo Inverse Distance Weighted (IDW), con passo della cella pari a 100 metri e potenza pari a 2 (Inverso del quadrato della distanza). La ragione della scelta di una cella di calcolo di tali dimensioni è il risultato di un compromesso tra la necessità di garantire una ragionevole accuratezza di stima e tempi di calcolo brevi. Ai fini di una migliore comprensione degli elaborati cartografici si è scelto di rappresentare la distribuzione del rischio locale mediante fasce di isorischio in luogo delle classiche curve. Il confronto della distribuzione delle fasce di isorischio locale, così generate, con gli strati tematici relativi alla posizione degli elementi vulnerabili (aggiornati e integrati a seguito delle campagne di rilevamento effettuate nel 2007) ha reso più rapido il processo di valutazione dei risultati forniti dai gestori soprattutto per quanto riguarda l’individuazione delle zone ove è possibile l’interazione tra sorgenti di danno ed elementi vulnerabili. 4.2 Commenti ed osservazioni sull’Allegato VI – SSIA (edizione Dicembre 2007), in relazione ai parametri CeA dettati per il trasporto di sostanze pericolose E’ stata effettuata un’analisi dei contenuti dell’Allegato VI-SSIA (Valutazione degli scenari incidentali collegati al trasporto di sostanze pericolose su strada, ferrovia e condotte, edizione Dicembre 2007) predisposto dai gestori, mediante un confronto con i parametri di riferimento indicati nel documento CeA (Criteri e Assunzioni per l’analisi di rischio d’area, documento SSIA-01 rev.01 del Settembre 2002) per l’analisi di rischio associata al trasporto di sostanze pericolose nell’area. In particolare sono stati presi in esame gli aspetti connessi con le assunzioni adottate sui diametri di rottura del foro di efflusso, sulle frequenze di rilascio, sulle probabilità di innesco e sulle tipologie di scenari conseguenti al rilascio. Di seguito vengono esplicitate le considerazioni emerse dalla suddetta analisi. In merito ai rilasci di sostanze pericolose da condotte, partendo dall’analisi dei diametri di rottura, si è osservata da un lato una generale non corrispondenza tra i dati assunti dai gestori e quelli di riferimento indicati nel CeA, dall’altro una possibile disomogeneità dei diametri di rottura assunti dai diversi gestori. Più precisamente si è visto che i diametri di rottura assunti dai gestori risultano maggiori Rapporto finale fase II 39
39. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR (praticamente il doppio) di quelli indicati nel CeA per i casi di “fessurazione”, “rottura grave” e “rottura catastrofica” della condotta; tali diametri, secondo gli estensori, sono derivati dalle classi di rottura definite nelle banche dati europee CONCAWE, UKOPA ed EGIG riportate in appendice B all’Allegato VI, ma non risulta sufficientemente giustificato come, a partire dai dati riportati nelle banche dati, sia stata effettuata la scelta dei diametri associati alle classi di rottura. Nella tabella 1 seguente, si riportano i diametri di rottura del foro di efflusso associati alle classi di rottura e le rispettive percentuali di rappresentatività rispetto al totale secondo il CeA, l’allegato VI-SSIA e le banche dati CONCAWE, UKOPA, EGIG, scelte come riferimento dai gestori. Si precisa che, nel caso del CeA sono state indicate le percentuali stimate sulla base degli stessi valori indicati dalle banche scelte a riferimento dai gestori. A riguardo, si osserva che tali percentuali di rappresentatività risultano non trascurabili e distribuite in modo pressoché uniforme per le 3 classi di rottura, cosa che invece non si riscontra per i dati in Allegato VISSIA. Pertanto ne deriva una generale non corrispondenza tra i dati adottati dai gestori e quelli indicati negli stessi database. Classi di rottura Diametri del foro di efflusso (pollici) CeA Fessuraz. Allegato VISSIA CONCAWE* UKOPA* EGIG* 0,5” 1” (50%) 0,5” (24%) < 0,23” (28%) 1” (48%) 1” (34%) 0,23”- 0,78” (37%) (40-70%**) 0,78” – 2” (21%) Rott. grave 2” 4” (40%) 4” (16%) 2”-FB (9%) 1“-FB (36%) FB (10%) 10” (29%) FB (5%) FB (16%) (16-46%**) Rott. catastrofica (FB) FB (14-20%**) Tabella 1. Confronto valori diametri di efflusso associati alle classi di rottura * CONCAWE (the oil companies European organisation for environment, health and safety in refining and distribution): valuta annualmente una statistica dei rilasci da condotte dell’europa occidentale che trasportano grezzo e prodotti petroliferi UKOPA (organizzazione indipendente sostenuta dai gestori di pipeline, che provvede a meeting tra gli stessi gestori finalizzati alla discussione di aspetti e problematiche connesse con la manutenzione delle pipeline): Rapporto finale fase II 40
40. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR opera in UK, ha un ‘pipeline fault database’ relativo a condotte di gas, GPL e liquidi EGIG (European Gas Pipeline Incident Data Group): valuta periodicamente dati incidentali relativi a condotte di gas naturale con P-progetto>15bar ** di rappresentatività di rottura stimata sulla base di valori di frequenza riportati in allegato 3 del CeA, variabili in funzione del diametro della condotta Si osserva inoltre che le frequenze di rottura riportate in Allegato VI-SSIA sono generalmente inferiori a quelle previste dal CeA, poiché riflettono i valori statistici riportati nelle edizioni 2002 delle Banche Dati prese a riferimento dai gestori (cfr. tabella 2). CeA Fessuraz. 1,7-4,1E-7 Rott. grave Rott. catastrofica (FB) 0,4-3,6E-7 0,4-1,8E-7 Frequenze di rilascio (ev/m-anno) Allegato VI- CONCAWE UKOPA SSIA 1,25E-7 0,6E-7 0,26 E-7 0,85 E-7 0,34 E-7 0,19 E-7 1E-7 0,4 E-7 0,08 E-7 0,25E-7 0,72 E-7 0,046 E-7 EGIG 1 E-7 0,75 E-7 0,33 E-7 Tabella 2. Confronto frequenze di rilascio In aggiunta a quanto sopra, si osserva che SASOL, ERG ed ESSO hanno fornito documenti di approfondimento, riportati in appendice C all’Allegato VI-SSIA, relativi agli approcci seguiti per l’analisi delle condotte nei tratti di attraversamento ferroviario. In tali documenti sono fornite indicazioni sulle classi di rottura e sullo sviluppo degli scenari incidentali associati. Da un esame degli scenari incidentali sviluppati nel documento SASOL (per i cui dettagli si rimanda al paragrafo 4.3) risultano assenti le informazioni relative ai diametri di efflusso associati alle classi di rottura e sembrerebbe che sia stato utilizzato un approccio diverso rispetto a quello indicato nell’Allegato VI-SSIA. Passando all’analisi delle probabilità di innesco associate alle classi di rottura per le condotte, ad alla successiva considerazione degli scenari incidentali conseguenti al rilascio, si è osservata una difformità nelle assunzioni all’interno del documento Allegato VI SSIA redatto dai gestori rispetto a quanto previsto nel CeA. Nel dettaglio si osserva che il CeA indica valori di probabilità di innesco identici per le tre tipologie di trasporto (strada, ferrovia, condotta), prevedendo sia l’innesco immediato che ritardato della sostanza rilasciata, come riportato anche dalle stesse banche dati europee prese a Rapporto finale fase II 41
41. Capitolo 4. Aggiornamento dello studio e ricomposizione dei rischi per l’uomo e per le infrastrutture con il sistema ARIPAR riferimento (cfr. Concawe, ove in quasi tutti i casi incidentali registrati si è avuto innesco ritardato). Nell’Allegato VI-SSIA, per i casi di trasporto stradale e ferroviario si rileva una coerenza con il CeA, mentre si osserva che viene svolta un’analisi a parte per le condotte, per le quali non si considera l’innesco ritardato ed altri scenari possibili (flashfire e UVCE)per il caso delle condotte di GPL (sulla base di considerazioni svolte dai Gestori nello stesso allegato VI – SSIA), come evidenziato nella tabella 3 che mostra le probabilità di innesco associate alle classi di rottura per le condotte. Innesco immediato Innesco ritardato Scenario Probabilità Probabilità Scenario Probabilità Probabilità (CeA) (Allegato (CeA) (Allegato VI - SSIA) VI - SSIA) Poolfire 0.1 0,05 Flashfire 0.05 0.05 Liquidi infiammabili UVCE Fess./Rottura grave Poolfire 0.2 0,05 Flashfire 0.05 0.05 Liquidi infiammabili UVCE Rilascio catastr. Flashfire 0.3 Non Jetfire 0.2 1” 0,1 GPL considerate 4” 0,2 Fess./Rottura grave UVCE Jetlfire 0.4 FB 0,2 Flashfire 0.4 Non GPL considerate Rilascio catastr. UVCE 0.1 Non considerate Tabella 3. Probabilità di innesco associate alle classi di rottura per le condotte. Va tenuto anche presente che l’analisi dell’esperienza storica di incidenti interessanti condotte GPL e similari, estrapolati dai dati disponibili presso l’APAT (banca dati BIRD), evidenzia diversi casi di innesco ritardato, quindi scenari di UVCE e flash-fire successivi al rilascio da condotte. Nel calcolo delle frequenze di rilascio sulle condotte si è riscontrata, nell’Allegato VISSIA, la considerazione di parametri connessi alle caratteristiche delle singole condotte, relative a diametro, posizionamento, spessore, vetustà, interferenze, ecc., pur non essendo questi definiti nel CeA. Tale posizione è senz’altro condivisibile, tanto da valutare l’opportunità di proporre, in occasione della predisposizione di una successiva versione del SSIA, un aggiornamento del documento CeA citato finalizzato ad una migliore categorizzazione delle condotte (e dei tratti di Rapporto finale fase II 42