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Timestamp: 2018-06-21 21:00:20+00:00
Document Index: 85961904

Matched Legal Cases: ['art. 25', 'art. 23', 'art. 84', 'art. 35', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 8', 'sentenza ', 'sentenza ']

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Ambra Clemente
1 Milano Roma News fiscali e societarie Luglio 2011
2 FISCALITA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI La Manovra correttiva 2011 Il Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98, la c.d. Manovra correttiva, da convertire in legge entro il 4 settembre 2011, introduce una serie di novità rispetto all attuale ordinamento tributario, a partire dal periodo d imposta in corso. Di seguito alcune tematiche trattate nel suddetto decreto: variazione dell aliquota Irap di banche, soggetti finanziari ed imprese di assicurazione 1 - la nuova aliquota Irap applicabile alle banche, società ed enti finanziari, risulta essere pari a 4,60%, mentre quella applicabile alle imprese di assicurazione a 5,90%. Rimane invariata l aliquota prevista per gli enti commerciali, nella misura del 3,90%; riduzione della ritenuta dal 10% al 4% sui bonifici relativi alle spese agevolate con le detrazioni del 36% 2 - attualmente applicabile fino al 31 dicembre 2012 per interventi di ristrutturazione di immobili residenziali- e del 55% - attualmente applicabile fino al 31 dicembre 2011 per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Dal 1 luglio 2010 le banche e le Poste Italiane S.p.A., destinatarie dei bonifici di pagamento delle suddette spese, operano una ritenuta a titolo di acconto delle imposte dovute dall impresa destinataria del pagamento. La novità è la riduzione dal 10% al 4% della misura della ritenuta a far data dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore del decreto; modifica della disciplina del riporto delle perdite 3 per i soggetti Ires La nuova normativa stabilisce che le perdite di un periodo d imposta possono essere utilizzate 1 Art. 23, comma 5, D.L. 98/ Disciplina introdotta dall art. 25, D.L. 78/2010, convertito con modifiche dalla L. 122/ L art. 23, comma 9, D.L. 98/2011 ha sostituito l art. 84, commi 1 e 2, D.P.R. 917/
3 in abbattimento del reddito dei periodi di imposta successivi senza limiti temporali, ma solo nella misura dell 80% del reddito realizzato in ciascun esercizio. Ciò sta ad indicare che se le perdite fiscali riportabili sono inferiori all 80% del reddito Ires di un periodo d imposta, sono integralmente utilizzabili; in caso contrario, l imponibile deve essere ridotto solo dell 80% e il restante 20% sarà assoggettato ad imposizione, riportando le ulteriori perdite agli esercizi successivi, sempre nel limite dell 80% del reddito imponibile. Le perdite realizzate invece nei primi tre periodi d imposta dalla data di costituzione della società rimangono illimitatamente riportabili nella misura del 100%. La nuova disciplina riguarda esclusivamente i contribuenti Ires, invece le società di persone e le imprese individuali continuano a riportare le perdite fiscali nel quinquennio e, se realizzate nei primi tre periodi d imposta, senza limiti temporali ed in tutti i casi senza alcuna limitazione. Le nuove disposizioni dovrebbero applicarsi per le perdite formatesi dal periodo d imposta 2012, sebbene la Relazione Illustrativa al D.L. 98/2011 dispone l efficacia delle stesse a partire dal corrente periodo d imposta. Chiusura della partita IVA per inattività 4 e tardiva dichiarazione di cessazione dell attività 5 L attribuzione del numero di partita Iva è revocata d ufficio qualora per tre annualità consecutive il titolare non ha esercitato l attività d impresa o di arte o di professione, ovvero, se obbligato, non ha presentato la dichiarazione annuale Iva. Contro il provvedimento di chiusura è ammesso reclamo davanti alle Commissioni tributarie. In funzione di ciò sarà necessario capire cosa si intende per mancato esercizio dell attività: se sia sufficiente la mancata emissione di fatture attive ovvero di acquisti. I titolari di partita Iva che invece non hanno comunicato la cessazione della propria attività entro 30 giorni, come previsto dall art. 35 del Decreto IVA, possono sanare la violazione pagando entro il 4 ottobre 2011 una sanzione minima pari a Art. 23, comma 22, D.L. 98/ Art. 23, comma 23, D.L. 98/ Somma che equivale al 25%, cioè ¼, della sanzione minima dovuta secondo la normativa vigente. 3
4 Il versamento deve essere fatto mediante F24 indicando il codice tributo 8110, la partita Iva da chiudere e l anno di cessazione dell attività. I contribuenti che non colgono tale opportunità potranno vedersi chiusa d ufficio la partita IVA pagando fino ad un massimo di Nuovo regime dei contribuenti minimi 7 - Definito dal legislatore Regime fiscale di vantaggio per l imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità è volto ad unificare i regimi forfetari in vigore, ossia quello dei minimi e quello delle nuove iniziative produttive. Dal 1 gennaio 2012 il nuovo regime dei minimi si applica per il periodo d imposta in cui l attività è iniziata e per i quattro successivi alle persone fisiche di età non superiore ai 35 anni che: (i) intraprendono un attività d impresa, arte o professione, (ii) l hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007, (iii) non abbiano esercitato nei 3 anni precedenti l inizio dell attività di cui ai punti (i) e (ii) un attività artistica, professionale o imprenditoriale, anche in forma associata o familiare, (iv) l attività non sia una prosecuzione di una svolta in precedenza, salvo il caso in cui sia consistita nel periodo di pratica professionale. E invece ammessa la continuazione dell attività svolta da un altro soggetto qualora l ammontare dei ricavi, realizzati nel periodo d imposta precedente a quello di accesso al beneficio, non sia superiore a L aliquota dell imposta sostitutiva dell Irpef e delle relative addizionali sarà pari al 5% (rispetto al 20% previsto dalla vecchia disciplina). La Manovra Correttiva riserva inoltre un trattamento speciale ai contribuenti che non possiedono tutti i requisiti sopra citati ma possiedono i requisiti dei contribuenti minimi, in particolare prevede che tali soggetti siano esenti dall Irap, dagli obblighi di registrazione e tenuta dalle scritture contabili, ai fini delle imposte dirette e sul valore aggiunto, nonché dalle liquidazioni e dai versamenti periodici Iva. Sono tenuti però a conservare i documenti ricevuti ed emessi e, ove prescritto, l adempimento di fatturazione e certificazione dei corrispettivi. 7 Art. 27, D.L. 98/
5 Ravvedimento c.d. sprint 8 I contribuenti che si dimenticano di pagare le imposte nei termini e rimediano nei giorni successivi possono beneficiare di un terzo tipo di ravvedimento oltre a quello breve o mensile e a quello lungo o annuale : il ravvedimento sprint. In caso di ritardo nel pagamento rispetto alla scadenza del termine è possibile rimediare con: - il ravvedimento c.d. sprint : fino ai 14 giorni successivi, con sanzione pari allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo, perciò fino a 2,8% per i 14 giorni di ritardo; - il ravvedimento breve o mensile : dal quindicesimo al trentesimo giorno successivo alla scadenza, con sanzione pari al 3%; - il ravvedimento lungo o annuale : dal trentunesimo giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione dell anno in cui è commessa la violazione. (D.L. 6 luglio 2011, n. 98, in G.U. 6 luglio 2011, n. 155) DOCUMENTI INTERPRETATIVI Istanza di rimborso delle ritenute sui dividendi La disciplina della distribuzione dei dividendi applicata in Italia fino al 1 gennaio 2008 prevedeva una ritenuta pari all 1,65% (5% di 33% 9 ) sui dividendi erogati a società di capitali italiane e una ritenuta del 27% sui dividendi distribuiti a società stabilite in altri Stati membri dell Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (SEE). 8 Art. 23, comma 31, D.L. 98/ % era l aliquota IRES applicata fino al 1 gennaio
6 Con sentenza del 19 novembre 2009, la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha stabilito che l Italia non aveva rispettato gli obblighi del Trattato Ce, in quanto aveva previsto un regime fiscale meno favorevole per le società stabilite negli Stati membri rispetto a quelle dello Stato italiano. Dal 1 gennaio 2008 è stata introdotta la ritenuta a titolo d imposta dell 1,375% (5% di 27,5% 10 ) sugli utili corrisposti da società partecipate italiane a società di capitali dell Unione Europea, al fine di avere lo stesso prelievo fiscale sui dividendi dei soggetti Ires residenti e dei soggetti esteri comunitari. Tuttavia, a seguito della sentenza comunitaria, sono state presentate numerose istanze di rimborso delle maggiori imposte pagate a fronte della diversità di trattamento ante L Agenzia delle Entrate ha così predisposto una circolare che disciplina le linee guida relative ai criteri di valutazione delle istanze di rimborso sui dividendi in uscita corrisposti a società residenti nella UE e nello SEE prima del 1 gennaio (Agenzia delle Entrate, Circolare 8 luglio 2011, n. 32/E) GIURISPRUDENZA La stabile organizzazione è un centro autonomo di imputazione dei rapporti tributari riferibili alla casa madre La stabile organizzazione di una società non residente in Italia costituisce un autonomo centro di imputazione dei rapporti tributari riferibili alla casa madre. E quanto stabilito dalla Cassazione nella sentenza del 22 luglio, che attribuisce soggettività passiva alla stabile organizzazione italiana e quindi afferma le pretese impositive dell Amministrazione italiana. 10 Nuova aliquota IRES a partire dal 1 gennaio
7 Tale decisione trova giustificazione nel fatto che in materia di Iva, si riconosce alla stabile organizzazione la natura di centro di imputazione dei rapporti tributari riferibili al soggetto non residente e come tale abilitato alla richiesta di rimborso dell imposta assolta in Italia; inoltre, il legislatore ritiene che la stabile organizzazione assuma legittimazione passiva anche nei rapporti con l Amministrazione finanziaria, dovendo nominare un rappresentante per i rapporti tributari in Italia e dovendo presentare la dichiarazione dei redditi italiana (per i redditi prodotti in Italia). (Cassazione, Sez. Trib., sentenza 22 luglio 2011, n ) Costo deducibile se connesso alla produzione del ricavo Un costo è deducibile se inerente all attività dai cui derivano i ricavi: deve sussistere una relazione diretta costo ricavo. A ribadire tale concetto è la C.T. Reg. Milano nella sentenza del 5 luglio Il concetto di inerenza non è però legato al conseguimento immediato dei ricavi, bensì all attività di impresa in senso lato, come attività potenzialmente produttiva di reddito. La deducibilità di un costo deve infatti essere valutata con riferimento allo scopo che si intende perseguire e alla sua sinallagmaticità con la produzione dei ricavi, indipendentemente dal fatto che i ricavi siano concretamente perseguiti. (C.T. Reg. Milano, sentenza 5 luglio 2011, n. 1113/28/11) Condono e richiesta credito d imposta: vale l accertamento Un contribuente che ottiene un credito d imposta non è esente da accertamento nonostante si sia avvalso del condono fiscale. L istituto del condono fiscale elimina il debito fiscale ma non i crediti vantati dal contribuente nei confronti del fisco, che restano soggetti ad accertamento e contestazione da parte dell Amministrazione. L agevolazione del credito d imposta, così come stabilito dall art. 8 della L. 388/2000, è prevista solo a fronte di un nuovo investimento. Nel caso specifico, invece, il contribuente si era limitato ad acquistare un immobile precedentemente detenuto in 7
8 locazione, pertanto mancava il requisito della novità e quindi la concessione del credito d imposta. (Cassazione, Sez. Trib., ordinanza n /2011) La società risponde anche se ammessa al concordato preventivo La Cassazione ha stabilito che una società ammessa al concordato preventivo continua ad essere responsabile degli obblighi fiscali, compresi quelli del sostituto d imposta. Pertanto se il commissario liquidatore eroga dei compensi trattenendo le relative ritenute, ma queste non siano successivamente versate all erario, chi risponde dell omesso versamento delle ritenute è la società ammessa alla procedura concorsuale. La stessa società rimane infatti soggetto passivo di un obbligo di versamento di somme altrui nei confronti dell erario, mentre il liquidatore è solo il soggetto legittimato all adempimento di erogazione dei compensi per effetto della procedura concorsuale. (Cassazione, Sez. Trib., sentenza 8 giugno 2011, n ) SOCIETA E IMPRESA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI E INTERPRETATIVI Gli iscritti agli Albi professionali non obbligati alla Gestione separata INPS Tutti i professionisti che sono iscritti ad un Albo professionale e fanno parte ad una determinata Cassa di previdenza di categoria, sono obbligati, anche se pensionati, ad iscriversi alla propria Cassa professionale. Sono pertanto tenuti ad iscriversi alla Gestione separata INPS solo i soggetti che esercitano una professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo il cui esercizio non sia subordinato all iscrizione ad appositi Albi professionali, ovvero 8
9 coloro che, pur svolgendo attività iscrivibili ad appositi Albi, non siano tenuti al versamento del contributo soggettivo presso le Casse di appartenenza o abbiano esercitato eventuali facoltà di non versamento/iscrizione previste dai rispettivi statuti o regolamenti. (D.L. 6 luglio 2011, n. 98, in G.U. 6 luglio 2011, n. 155 e Circolare INPS 22 luglio 2011, n. 99) GIURISPRUDENZA Lo sciopero ammette la dislocazione dei lavoratori non scioperanti Non è considerato antisindacale il comportamento del datore di lavoro che, per limitare le conseguenze dannose di uno sciopero, adibisce i lavoratori rimasti in servizio alle mansioni del personale scioperante, senza violare le norme a tutela dei lavoratori stessi. Lo sciopero costituisce un disagio per l imprenditore e la legge gli consente di utilizzare gli strumenti a disposizione per ridurne l incidenza negativa. Il datore di lavoro è pertanto legittimato alla sostituzione del personale scioperante, anche affidando ai restanti lavoratori di qualifica superiore mansioni inferiori. Tali mansioni devono però essere disposte eccezionalmente, per specifiche e obiettive esigenze aziendali, solo in tal modo non viene violato l art c.c. in materia di divieto di demansionamento. (Cassazione, Sez. Lav., sentenza 19 luglio 2011, n ) 9
10 S.a.s.: il socio accomandante non può mai essere legale rappresentante Se in una S.a.s. vengono a mancare tutti i soci accomandatari, il socio accomandante rimasto perde il beneficio della responsabilità limitata e quindi, sotto tale profilo, viene equiparato ad un socio accomandatario. Tale assunzione non vale però ad attribuire allo stesso accomandante la legale rappresentanza della società, che spetta esclusivamente a coloro che amministrano la società, ossia ai soci accomandatari. E questo il principio affermato dalla Cassazione con l ordinanza del 6 luglio 2011, che ha giudicato inammissibile il ricorso di una S.a.s. che chiedeva l attribuzione di legale rappresentante al socio accomandante a seguito del decesso del socio accomandatario. (Cassazione, Sez.VI, ordinanza 7 luglio 2011, n ) Questo documento contiene indicazioni generali sugli argomenti trattati, che non sono da considerare esaustive o sufficienti, al fine di adottare decisioni e, in nessun caso, potrà essere considerata consulenza. Simonelli Associati non risponde di eventuali danni derivanti da decisioni adottate o non adottate utilizzando la presente lettera informativa. 10