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Timestamp: 2019-03-19 08:05:43+00:00
Document Index: 45289383

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 92', 'art. 9', 'art. 92', 'art. 9', 'art. 15', 'art. 9']

Home Corte dei Conti Parere n° 65/2012 Riduzione fondo per la contrattazione decentrata - art. 9 comma 2 bis DL 78/2010
Le Sezz. unite della Corte dei Conti con la deliberazione n° 51 del 04/10/2011 , dopo un lungo excursus storico sulle dinamiche retributive che dal 1993 in poi hanno di fatto incrementato la spesa delle pubbliche amministrazioni a livello decentrato aumentando sempre più il divario tra stipendi contrattuali e stipendi percepiti, ha ribadito che l'art. 9, comma 2-bis, non ammette sconti. «Si tratta di una norma volta a rafforzare il limite posto alla crescita della spesa di personale che prescinde da ogni considerazione relativa alla provenienza delle risorse e per questo applicabile anche nel caso in cui l'ente disponga di risorse aggiuntive derivanti da incrementi di entrata».
Le uniche eccezioni che le sezioni unite ammettono alla necessità di interpretare in modo non estensivo la disposizione del dl 78 riguardano come detto gli incentivi ai progettisti e agli avvocati interni. Si tratta infatti di risorse «correlate allo svolgimento di prestazioni professionali specialistiche offerte da personale qualificato in servizio presso la p.a.» che, se acquisite all'esterno, comporterebbero costi aggiuntivi per i bilanci degli enti. «Pertanto», chiariscono le sezioni unite, «in tali ipotesi dette risorse alimentano il fondo in senso solo figurativo dato che esse non sono poi destinate a finanziare gli incentivi spettanti alla generalità del personale dell'amministrazione pubblica».
Gli incentivi per la progettazione (interna) di opere pubbliche e i compensi per l'avvocatura comunale e provinciale restano fuori dalla stretta prevista dalla manovra correttiva 2010. Si tratta delle uniche eccezioni all'applicazione dell'art. 9, comma 2-bis, del dl 78/2010 che ha imposto agli enti locali di cristallizzare, dall'01/01/2011 e fino al 31/12/2013, le risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale in modo che non superino l'importo fatto registrare nel 2010.
Con il parere espresso con la deliberazione n° 65/2012 la sezione del controllo per la Sardegna della Corte dei Conti rispondendo al quesito posto dal comune di Tratalias ha precisato:
Le uniche risorse che si possono ritenere non ricomprese nell’ambito applicativo del citato art. 9, comma 2bis, sono solo quelle destinate a remunerare prestazioni professionali tipiche.
Come affermato dalle Sezioni Riunite con la citata delibera, questa caratteristica ricorre per le risorse finalizzate a incentivare prestazioni poste in essere per la progettazione di opere pubbliche, in quanto in tal caso si tratta all’evidenza di risorse correlate allo svolgimento di prestazioni professionali specialistiche offerte da personale qualificato in servizio presso l’amministrazione pubblica.
In questa ipotesi le predette risorse non sono destinate alla generalità del personale.
La specialità delle prestazioni professionali svolte dal personale interno all’Ente consente di escludere che le risorse di cui all’art. 92, 5 comma, del D.Lgs. n. 163/2006 (Corrispettivi, incentivi per la progettazione e fondi a disposizione delle stazioni appaltanti), rientrino nell’ambito applicativo dell’art. 9, comma 2bis, del D.L. n. 78/2010, non solo con riguardo alla progettazione in senso stretto ma anche alla direzione dei lavori, al collaudo, alla responsabilità del procedimento, alla redazione del piano della sicurezza.
Per le medesime ragioni sopra illustrate, qualora la progettazione in senso stretto sia stata affidata all’esterno, gli incentivi destinati a remunerare le predette altre prestazioni professionali specialistiche affidate a dipendenti interni (responsabile del procedimento, incaricato della redazione del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché ai loro collaboratori – cfr. art. 92, 5 comma, del D.Lgs. n. 163/2006) devono ritenersi ugualmente esclusi dall’ambito applicativo dell’art. 9, comma 2bis, del D.L. n. 78/2010.
Con il parere espresso con la deliberazione n° 66/2012 la sezione del controllo per la Sardegna della Corte dei Conti rispondendo al quesito posto dal comune di Tempio Pausania ribadisce l’inderogabilità del limite a prescindere dalla provenienza delle risorse che alimentano il fondo.
La delibera della G.R. n. 27/44 del 17.7.2007, nel dare attuazione alla L.R. n. 23/2005, destina espressamente i finanziamenti regionali alla copertura di una parte dei costi inerenti la gestione dell’Ufficio di piano quali il distacco del personale dipendente degli Enti coinvolti, la retribuzione di personale appositamente assunto, il rimborso di spese di trasferta.
Secondo la prospettazione dell’Ente richiedente tale elencazione non sarebbe esaustiva e una parte delle risorse che la L.R. n. 23/2005 destina al finanziamento degli Uffici per la programmazione e la gestione associata dei servizi alla persona potrebbe essere assegnata al personale del Comune capo ambito in servizio presso i predetti Uffici di piano, al fine di remunerarne il maggiore carico di lavoro.
Tuttavia, la Sezione deve ribadire che tali risorse, seppure si ritenessero qualificabili ai sensi del citato art. 15, comma 1, lett. k, del C.C.N.L. 1° aprile 1999, come afferma il richiedente, dovrebbero soggiacere ai limiti di cui all’art. 9, comma 2bis, del D.L. n. 78/2010.
Ultimo aggiornamento Martedì 31 Luglio 2012 10:43