Source: http://www.prestito-personale.it/
Timestamp: 2015-03-06 15:57:24+00:00
Document Index: 36010

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 2668', 'art. 679', 'art. 683', 'art. 669', 'art. 683', 'art. 669', 'art. 2668', 'art. 2668']

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sabato 22 novembre 2014 di Prestito personale Con il sequestro conservativo si ha lo scopo di garantire il credito e conservare la garanzia patrimoniale quando ci sia oltre alla ragionevole apparenza del diritto anche il fondato rischio o comunque il pericolo di potere perdere le garanzie che servono per soddisfare il creditore del debito in atto.
In sostanza si procede subito a vincolare giuridicamente i beni pignorabili già prima di iniziare l’azione legale per il recupero crediti.
Il sequestro conservativo può essere su beni mobili, beni immobili, somme o crediti del debitore.
Per fare ciò ovviamente il creditore deve presentare un’istanza.
Successivamente se si avrà la sentenza di condanna esecutiva, il sequestro consevativo verrà convertito in pignoramento.
Infine c’è da ricordare che in alcuni casi si può cancellare la trascrizione del sequestro conservativo tuttavia possono sorgere delle eccezioni.
Di seguito si riporta una circolare dell’Agenzia del Territorio dal quale si evince che anche in presenza del consenso del creditore non viene cancellata la trascrizione di un sequestro conservativo:
CIRCOLARE Numero 5/2004
PROTOCOLLO numero 41097
OGGETTO: Trascrizione di sequestro conservativo – Cancellazione su atto di assenso del creditore – Non eseguibilità
DESTINATARI: Direzioni Centrali, Consiglieri, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali
Pervengono alla Scrivente, da parte delle strutture dipendenti, richieste di chiarimenti in ordine alla eseguibilità o meno della cancellazione di una trascrizione di sequestro conservativo, sulla base di un atto di consenso rilasciato dalle parti interessate.
I dubbi interpretativi segnalati scaturiscono da una serie di pronunce, peraltro non sempre univoche, emanate dai Tribunali o dalle Corti di Appello territorialmente competenti, nell’ambito di giudizi instaurati ai sensi degli articoli 113 e 113-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice civile.
I predetti organi giurisdizionali, in taluni casi, asserendo l’equiparabilità – quanto agli effetti e alla disciplina – tra la trascrizione della domanda giudiziale e quella del sequestro conservativo, hanno ritenuto applicabile all’ipotesi in esame, in via analogica, l’art. 2668 c.c., con particolare riferimento alla possibilità di procedere alla cancellazione sulla base del consenso delle parti interessate.
Tanto premesso, nel merito, si osserva quanto segue.
Il sequestro conservativo immobiliare, come è noto, è uno strumento previsto a garanzia del creditore per il soddisfacimento di un proprio credito. Esso, a norma dell’art. 679 c.p.c., si esegue con la trascrizione del provvedimento presso la competente Conservatoria: sotto tale profilo si ritiene, ormai pacificamente, che l’esecuzione della trascrizione del sequestro conservativo esplichi effetti costitutivi, ravvisabili nella nascita del vincolo di indisponibilità del bene gravato dal sequestro.
A tal proposito diventa rilevante sottolineare come la valenza della formalità di trascrizione del provvedimento cautelare in parola venga ad assumere un’efficacia ancora più ampia nell’ipotesi in cui si verifichi l’eventuale conversione del sequestro in pignoramento (cfr. artt. 686 c.p.c. e 156 disp. att. c.p.c.).
Infatti, come è stato anche chiarito dalla Corte di Cassazione (sent. n. 7218 del 05.08.1997),“…al momento dell’attuazione del provvedimento cautelare, l’operatività del vincolo di indisponibilità è circoscritta in favore del solo creditore procedente, mentre, dal momento della conversione del sequestro in pignoramento, essa andrà ad estendersi anche agli altri creditori intervenuti ed interveniendi…”.
Tale pregnanza e l’assoluta rilevanza della formalità in parola giustifica il fatto che la normativa in materia abbia sempre previsto, come titolo per la cancellazione della trascrizione del sequestro conservativo, un provvedimento giurisdizionale.
Anteriormente alle modifiche apportate dalla legge 26 novembre 1990, n. 353, l’abrogato art. 683 c.p.c. prevedeva, in caso di inefficacia del sequestro, la cancellazione della trascrizione sulla base di un ordine giudiziale; ora, a seguito della succitata riforma, l’art. 669-novies c.p.c. stabilisce che, in caso di inefficacia del sequestro, il giudice che ha emesso il provvedimento “…su ricorso della parte interessata …dà le disposizioni necessarie per ripristinare la situazione precedente.”.
In ordine alla portata del riferimento normativo contenuto nel previgente art. 683 c.p.c., nulla quaestio; per quanto riguarda, invece, la locuzione “disposizioni necessarie” di cui all’art. 669-novies c.p.c., si ritiene che la stessa non possa che fare riferimento ad una iniziativa del giudice – avente, necessariamente, la veste di un provvedimento giurisdizionale – finalizzata ad eliminare dal mondo giuridico la formalità di trascrizione (avente natura costitutiva) da cui era scaturito l’effetto vincolativo tipico correlato al sequestro conservativo.
Alla luce di quanto esposto, non sussiste alcun dubbio sulla idoneità dell’ordine giudiziale a costituire titolo per la cancellazione del sequestro conservativo.
Il problema che si pone è, invece, quello di verificare se, nell’ambito della predetta locuzione, possano ricomprendersi – quale titolo idoneo per ottenere la cancellazione della trascrizione del sequestro conservativo – anche atti aventi natura diversa da quella strettamente giurisdizionale e, quindi, alternativi ai provvedimenti giudiziali strictu sensu considerati.
In altri termini, la questione da affrontare consiste nel verificare se la suddetta trascrizione sia da ritenere soggetta anche ad atti dispositivi del soggetto procedente, cosicché quest’ultimo possa eliminarla dal mondo giuridico con una formale manifestazione di volontà rivolta in tal senso.
Come accennato in epigrafe, alcuni organi giurisdizionali, operando una estensione analogica del dettato dell’art. 2668 c.c., hanno ravvisato in capo al creditore procedente una sorta di potere dispositivo in ordine alle vicende connesse alla trascrizione del sequestro.
A tale proposito, appare rilevante sottolineare che l’art. 2668 c.c. prevede, con esclusivo riferimento alla cancellazione delle domande giudiziali di cui agli artt. 2652 e 2653 c.c., la possibilità – alternativa all’ordine giudiziale passato in giudicato – di ottenere la cancellazione della trascrizione sulla base di un atto in cui sia espresso il consenso delle parti interessate.
In considerazione degli effetti estintivi irreversibili della cancellazione, dottrina e giurisprudenza sono sempre state unanimemente concordi nel ritenere che la rel