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Timestamp: 2018-05-25 07:07:34+00:00
Document Index: 27342868

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 32', 'art. 182', 'art. 160', 'art. 182', 'art. 182', 'sentenza ', 'art. 19', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 1', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 44', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 21', 'sentenza ', 'art. 19', 'art. 19', 'art. 19']

Novità fiscali del 17 marzo 2010: estensione della transazione fiscale ai crediti contributivi; bonus assunzioni: fino al 31 marzo è possibile l’invio delle comunicazioni; sentenza Corte di Giustizia CE sulla detrazione IVA veicoli: come gestire il contenzioso pendente; flusso telematico 730-4
1) Estensione della transazione fiscale ai crediti contributivi
2) Flusso telematico 730-4: Lo scambio di informazioni si allarga a tutta la penisola
3) Bonus assunzioni: Fino al 31 marzo è possibile l’invio delle comunicazioni
4) Sentenza Corte di Giustizia CE sulla detrazione IVA veicoli: Come gestire il contenzioso pendente
L’Inps con la circolare n. 38 del 15 marzo 2010 ha fornito chiarimenti sulle modalità di applicazione, criteri e condizioni di accettazione degli accordi sui crediti contributivi.
L’art. 32, comma 5, del D.L. n.185/2008, convertito in Legge n. 2/2009 ha sostituito il comma 1 dell’art. 182 – ter (transazione fiscale) della Legge fallimentare), prevedendo per l’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza, la possibilità di proporre ai creditori, nel piano di risanamento posto a fondamento del concordato preventivo (art. 160 della legge fallimentare), il pagamento parziale dei contributi amministrati da Enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatoria e dei relativi accessori.
La proposta di pagamento parziale può riguardare sia i debiti contributivi aventi natura chirografaria sia quelli assistiti da privilegio.
La proposta di pagamento parziale dei crediti contributivi può essere avanzata dal debitore anche nell’ambito delle trattative che precedono la stipula dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, disciplinato dall’art. 182-bis della legge fallimentare.
In base alla citata legge n. 2/2009, il Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il Decreto Interministeriale del 4 agosto 2009 (in G.U. n. 251 del 28 ottobre 2009), con il quale sono state definite le modalità di applicazione nonché i criteri e le condizioni di accettazione da parte degli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie degli accordi sui crediti contributivi.
Alla luce di ciò, l’Inps, con la suddetta circolare n. 38 del 2010 ha spiegato le modalità operative concernenti le proposte di accordo sui crediti per contributi di previdenza ed assistenza sociale gestiti dall’Istituto, fatte ai sensi dell’art. 182-ter della legge fallimentare.
Comunque la dilazione dei pagamenti non può superare le 60 rate mensili.
2) Flusso telematico 730-4, datori di lavoro all’appello entro il 31 marzo: Lo scambio di informazioni si allarga a tutta la penisola
I datori di lavoro pubblici e privati hanno tempo fino alla fine del mese per comunicare l’utenza telematica o il nome dell’intermediario presso cui intendono ricevere dall’Agenzia delle Entrate i dati contabili dei modelli 730-4 dei loro dipendenti.
Una mossa indispensabile per effettuare le operazioni di conguaglio sulle retribuzioni, che da quest’anno interessa tutti i sostituti d’imposta e non più soltanto quelli con domicilio fiscale in una delle 44 province coinvolte nella sperimentazione iniziata nel 2008.
Avanti tutta, invece, per gli altri datori di lavoro, che dovranno presentare la comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati sui 730-4 indipendentemente dalla provincia in cui sono domiciliati per il Fisco.
Uno scambio informativo che, muovendosi su quattro binari, Caf – Agenzia – sostituti – professionisti abilitati (da quest’anno), si è allargato a macchia d’olio, passando dalle 22 province del 2008 alle 44 del 2009, fino a coprire da quest’anno tutto il territorio nazionale.
E-mail e sms al debutto nel modello
Per presentare la comunicazione i datori di lavoro devono usare il modello dedicato, disponibile sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it .
Nel modulo, da inviare alle Entrate entro la fine di questo mese, ogni sostituto dovrà indicare il proprio numero di telefono cellulare e/o indirizzo di posta elettronica.
In questo modo l’Agenzia disporrà di un recapito veloce da utilizzare per sollecitare l’acquisizione effettiva delle informazioni.
Un passaggio fondamentale per effettuare correttamente tutte le operazioni di conguaglio, che consentono di calcolare gli importi da trattenere o da rimborsare, tra i quali, per esempio, l’Irpef, riportandoli direttamente nelle procedure utilizzate per preparare le buste paga dei dipendenti.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 16 marzo 2010)
Si avvicina la scadenza per l’invio della comunicazione per la fruizione del “Bonus assunzioni”.
Ai datori di lavoro ammessi a beneficiare del credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate restano, infatti, pochi giorni di tempo, fino al 31 marzo 2010, per presentare in via telematica la comunicazione che attesta il mantenimento del livello occupazionale annuale (mod. C/IAL). Un appuntamento questo non rinviabile, dato che il mancato invio della comunicazione comporta la decadenza dal diritto al credito d’imposta, a partire dall’anno in cui la comunicazione doveva essere presentata.
I soggetti interessati all’invio della comunicazione sono i datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento, anche parziale, dell’istanza di attribuzione del credito d’imposta per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate, trasmessa all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello IAL oppure, in caso di rinnovo della domanda, il modelloR/IAL.
Per la compilazione e l’invio della comunicazione è utilizzabile il prodotto di gestione “COMUNICAZIONE IAL”, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito Internet – www.agenziaentrate.gov.it – a partire dal 29
gennaio 2009 (stessa versione del software pubblicata lo scorso anno).
I soggetti non ammessi al beneficio negli anni 2008 e/o 2009, per esaurimento dei fondi stanziati, potranno rinnovare dal 1° al 20 aprile 2010 la domanda non accolta, presentando istanza di rinnovo redatta sull’apposito modello R/IAL.
Attenzione: Il mancato invio della comunicazione comporta la decadenza dal diritto al credito d’imposta, a partire dall’anno in cui la comunicazione doveva essere presentata.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15 marzo 2010)
Come è noto, con la sentenza del 14 settembre 2006, emessa nel procedimento C-228/05, <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Corte di giustizia delle Comunità europee ha dichiarato il contrasto con il diritto comunitario delle lettere c) e d) dell’art. 19-bis1, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, che limitavano il diritto alla detrazione dell’IVA assolta per l’acquisto di autovetture e motoveicoli, nonché in relazione ad una serie di spese accessorie.
In seguito, per regolare gli effetti della suddetta sentenza, con D.L. 15 settembre 2006, n. 258, convertito in Legge n. 278/2006 e con il relativo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 febbraio 2007, sono state regolate le modalità di recupero da parte dei soggetti passivi dell’IVA non detratta, in relazione agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006.
Tali disposizioni normative hanno individuato due modalità alternative, forfetaria o analitica, per la determinazione dell’IVA non detratta da richiedere a rimborso, stabilendo la forma e i termini di presentazione delle relative istanze.
La circolare n. 28/E del 16 maggio 2007 ha, quindi, illustrato le modalità per la compilazione del modello di rimborso forfetario, anche mediante indicazione semplificata dei dati, nonché i criteri da seguire da parte degli Uffici dell’Agenzia nell’attività di controllo delle istanze.
La successiva circolare n. 51/E del 17 settembre 2007 ha indicato le modalità di presentazione delle istanze di rimborso da parte dei soggetti non residenti, mentre con la circolare n. 55/E del 12 ottobre 2007 sono stati forniti chiarimenti sulla determinazione degli importi da chiedere a rimborso nonché indicazioni in ordine alle controversie tributarie pendenti.
Adesso, l’Agenzia delle Entrate, con la nuova circolare n. 13/E del 15 marzo 2010 ha fornito ulteriori istruzioni per la gestione del contenzioso pendente in materia.
Diritto a maggiore detrazione e rapporti esauriti
Si sono “esauriti” i rapporti che hanno trovato definitiva conclusione sul piano processuale mediante sentenza passata in giudicato ovvero i rapporti rispetto ai quali sia già decorso il termine di prescrizione o di decadenza stabilito dalla legge per l’esercizio dei diritti ad essi relativi.
Pertanto, gli effetti derivanti dall’interpretazione adottata dalla sentenza della Corte di giustizia non si possono svolgere nei confronti dei rapporti tributari per i quali alla data del 14 settembre 2006:
– erano inutilmente decorsi i termini di decadenza previsti dalla legge per la presentazione della richiesta di rimborso ovvero era prescritto il diritto alla restituzione. Sono fatti salvi, in ogni caso, gli specifici termini di decadenza stabiliti dall’art. 1 del D.L. n. 258/2006 e dal provvedimento del 22 febbraio 2007 per la presentazione delle istanze forfetaria o analitica in relazione all’imposta assolta sugli acquisiti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006;
– erano inutilmente decorsi i termini per l’impugnazione innanzi ai giudici tributari del provvedimento di diniego del rimborso dell’IVA oggetto della limitata detraibilità, ovvero dell’atto impositivo emesso a fronte della detrazione operata in violazione della citata norma limitativa;
– era intervenuto il giudicato sulle controversie inerenti alle limitazioni alla detrazione di cui al previgente art. 19-bis1, comma 1, lettere c) e d) del DPR n. 633/1972.
Presentazione delle istanze di rimborso e gestione controversie pendenti
La limitazione del diritto alla detrazione IVA stabilita dal previgente art. 19-bis1 ha dato luogo a numerose controversie innanzi ai giudici tributari.
La presenza di tali controversie pendenti alla data del 14 settembre 2006, non impediva ai contribuenti di avvalersi delle procedure amministrative di rimborso tranne quanto previsto per le controversie su avviso di accertamento o rettifica.
La presentazione dell’istanza di rimborso analitica o forfetaria rendeva necessario l’abbandono della controversia da parte del ricorrente, rinunciando al ricorso ai sensi dell’art. 44 del D.Lgs. n. 546/1992 o rinunciando formalmente ed espressamente ad avvalersi degli effetti della sentenza.
Tale rinuncia non rappresenta una compressione del diritto al rimborso, poiché in caso di rigetto o di parziale accoglimento della successiva istanza presentata ai sensi del D.L. n. 258/2006, il contribuente può in ogni caso impugnare il diniego, sollevando tutte le eccezioni di diritto e di merito relative alla fondatezza della stessa istanza di rimborso.
Per quanto concerne le modalità di rinuncia al contenzioso, vengono individuate le seguenti ipotesi:
1) Assenza di pronuncia (occorre la firma della rinuncia al ricorso );
2) sentenza non definitiva favorevole al contribuente (la integrale rinuncia ad avvalersi degli effetti della sentenza deve essere comunicata all’Ufficio);
3) sentenza non definitiva favorevole all’Ufficio (l’Ufficio, rilevata la presentazione dell’istanza di rimborso, comunica alla parte l’intenzione di non avvalersi degli effetti della sentenza);
4) sentenza non definitiva di parziale accoglimento (ossia in caso di sentenza che abbia accolto solo parzialmente la richieste del ricorrente, entrambe le parti in giudizio, per quanto di competenza, adottano le sopra indicate modalità).
Nel caso in cui il contribuente abbia presentato un’istanza di rimborso senza abbandonare la controversia, gli Uffici curano la coltivazione del contenzioso.
Infine, in relazione ad eventuali sentenze di accoglimento delle richieste dei contribuenti che siano state già depositate alla data di presentazione dell’istanza di rimborso o che vengano depositate prima della conclusione della relativa procedura amministrativa, in assenza di formale rinuncia agli effetti della sentenza medesima da parte del ricorrente, gli Uffici devono adoperarsi al fine di evitare il formarsi di un giudicato contrastante con le determinazioni assunte o da assumersi in sede di liquidazione dell’istanza di rimborso ai sensi
del D.L. n. 258/2006, rappresentando al Giudice del gravame tali elementi di
Prosecuzione del contenzioso
L’Agenzia delle Entrate ha poi illustrato le modalità di gestione delle controversie non interessate dalle procedure di rimborso disciplinate dal D.L. n. 258/2006.
Si tratta delle controversie relative al rimborso dell’IVA oggetto di detrazione che rendono necessaria la coltivazione della controversia innanzi al Giudice tributario perché il ricorrente, insistendo nella originaria pretesa, non ha presentato l’istanza analitica o forfetaria, ovvero perché, pur aderendo alle procedure di rimborso di cui al D.L. n. 258/2006, non ha rinunciato al ricorso.
Le procedure di rimborso in forma analitica o forfetaria riguardano gli acquisti di veicoli e spese accessorie effettuati tra il 1° gennaio 2003 ed il 13 settembre 2006.
Pertanto, il rimborso dell’IVA relativa agli acquisti effettuati in data anteriore al 1° gennaio 2003 non può essere ottenuto tramite le suddette procedure amministrative di rimborso.
Giudizi relativi all’IVA su acquisti effettuati prima del 1° gennaio 2003
In tali giudizi l’oggetto del contendere riguarda rimborsi d’imposta non direttamente disciplinati dal D.L. n. 258/2006, benché siano comunque interessati dagli effetti della sentenza della Corte di giustizia del 14 settembre
In tali casi, proprio perché non immediatamente ricompresi nella disciplina del D.L. n. 258/2006, non si applica lo specifico termine di decadenza previsto per la presentazione della istanza analitica dal relativo provvedimento del 22 febbraio 2007 (due anni decorrenti dal 15 novembre 2006), ma i termini ordinari previsti in materia di detrazione e richiesta di rimborso dell’IVA.
Per dette controversie, gli Uffici territoriali devono preliminarmente valutare la proponibilità delle richieste di rimborso prodotte ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 546/1992, al fine di formulare, se del caso, le opportune eccezioni in giudizio.
La decadenza dal diritto al rimborso per la tardiva presentazione della relativa istanza può essere eccepita dall’Ufficio anche per la prima volta in appello.
In tema di dimostrazione puntuale del requisito dell’inerenza, si esamina la documentazione presentata in giudizio a titolo di prova da parte del contribuente, al fine di valutare l’effettiva spettanza del diritto alla detrazione e, di conseguenza, formulare le opportune difese.
In virtù della stessa sentenza della Corte di giustizia del 14 settembre 2006, la detrazione spetta “nella misura in cui i beni e i servizi sono stati impiegati ai fini di operazioni soggette ad imposta”.
L’onere della prova, per ciò che attiene alla dimostrazione della oggettiva inerenza dell’acquisto all’attività svolta, è a carico del contribuente.
Pertanto, in mancanza di prova del diritto alla detrazione in tali precisi termini, gli Uffici devono formulare le opportune difese.
In proposito, la mancanza di prova in ordine ai presupposti del diritto alla detrazione può essere rilevata in ogni fase del giudizio tributario e, quindi, anche se non introdotta nelle controdeduzioni in primo grado, può legittimamente trovare ingresso in sede di gravame.
In conclusione, secondo l’Agenzia delle Entrate, nei giudizi aventi ad oggetto il diritto alla detrazione conseguente alla sopravvenuta illegittimità dell’art. 19-bis1, comma 1, lettere c) e d) del DPR n. 633/1972, non è preclusa l’allegazione, anche in sede di gravame, delle argomentazioni difensive che, senza mutare i fatti di causa, consentano al Giudice tributario la valutazione di tutti i profili inerenti all’ambito della controversia, inclusa l’eventuale specificazione delle componenti che determinano l’ammontare complessivo del rimborso.
Giudizi relativi all’IVA su acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006
Per il rimborso dell’IVA relativa ad acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006, anche se richiesto prima dell’emanazione del D.L. n. 258/2006, il contribuente aveva la possibilità di accedere alle procedure di rimborso forfetaria o analitica, presentando nei termini la relativa istanza.
Nel caso di mancata presentazione di tale istanza, gli Uffici proseguono la coltivazione delle relative controversie.
Avvisi di accertamento o rettifica
In presenza di controversia su atto impositivo non sorge per il ricorrente il diritto ad ottenere il rimborso, forfetario o analitico, mediante utilizzo delle suddette procedure amministrative.
Dette controversie hanno ad oggetto un avviso di accertamento o di rettifica notificato dall’Amministrazione finanziaria per recuperare un’imposta che il contribuente ha già detratto in sede di dichiarazione in violazione dell’art. 19-bis1, comma 1, lettere c) e d) del DPR n. 633/1972, nella versione successivamente dichiarata in contrasto con l’ordinamento comunitario.
Anche in tale ipotesi, deve essere verificata in concreto la misura dell’inerenza all’attività esercitata degli acquisti per i quali è stata operata la detrazione.
Nell’espletamento dell’attività di verifica è necessario tener conto di quanto stabilito dall’art. 19 del DPR n. 633/1972 e, per ciò che concerne i mezzi idonei a dimostrare la misura dell’inerenza, anche dal D.L. n. 258/2005 e dal provvedimento del 22 febbraio 2007.
In termini generali, è onere del contribuente documentare in sede giudiziale il diritto alla detrazione, dimostrando la misura dell’effettivo utilizzo del veicolo nell’esercizio d’impresa, arte o professione, avvalendosi, per gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006, della documentazione indicata nel provvedimento del 22 febbraio 2007.
Tale documentazione, inoltre, può essere esibita in giudizio anche per le controversie relative a periodi temporali anteriori.
Naturalmente la dimostrazione dell’oggettiva inerenza può essere fornita anche ricorrendo ad ulteriori idonei mezzi di prova.