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Timestamp: 2016-10-28 02:58:30+00:00
Document Index: 85745297

Matched Legal Cases: ['art. 42', 'DTF ', 'art. 99', 'sentenza ', 'art. 95', 'art. 66', 'art. 68']

2C_847/2010 (08.11.2010)
Il 3 luglio 2009 A.________, cittadino italiano (1962), ha chiesto il rilascio di un permesso per confinanti CE/AELS, fornendo all'epoca un certificato della Procura della Repubblica, di cui risultava a suo carico un procedimento penale (lesione personale e ingiuria), nonch� menzionando che era stato condannato nel gennaio del 1995 a 22 anni e 10 mesi di reclusione per, tra l'altro, omicidio continuato. La pratica non � stata tuttavia portata avanti, siccome il contratto di lavoro � stato disdetto il 24 agosto 2009. Trovato un nuovo impiego A.________ ha ripresentato, il 26 gennaio 2010, la sua domanda di permesso per confinanti, dichiarando in quell'occasione di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti pendenti.
Il 10 febbraio 2010 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino ha respinto la richiesta, al motivo che A.________ aveva interessato le autorit� giudiziarie italiane nonch� fornito informazioni inveritiere. La decisione � stata confermata su ricorso dapprima dal Consiglio di Stato ticinese, l'8 giugno 2010, poi dal Tribunale cantonale amministrativo, il 21 settembre successivo. Rievocati i motivi della condanna, la Corte cantonale ha giudicato che il rifiuto del rilascio del permesso per confinanti era giustificato sia dal profilo dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunit� europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) che da quello della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20). Essa ha altres� giudicato che l'interessato, non informando correttamente le autorit� sulla sua situazione dal profilo penale aveva sottaciuto un fatto essenziale, motivo per cui il diniego dell'autorizzazione era giustificato anche da questo aspetto. Infine, ha ritenuto che il provvedimento risultava altres� rispettoso del principio della proporzionalit�.
Il 25 ottobre 2010 A.________ ha presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso in cui contesta di avere rilasciato false informazioni, afferma che un suo fratello residente in Ticino e invalido al 100 %, necessita della presenza assidua dei propri familiari nonch� adduce che non rappresenta pi� alcuna pericolosit� sociale, come addotto dalle autorit� italiane, di cui dichiara allegare la documentazione.
2.1 Giusta l'art. 42 LTF il ricorso deve contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova (cpv. 1) e dev'essere motivato in modo sufficiente, spiegando nei motivi perch� l'atto impugnato viola il diritto (cpv. 2; DTF 134 II 244 consid. 2.1 pag. 245; 133 II 249 consid. 1.4.1 pag. 254). Il Tribunale federale esamina in linea di massima solo le censure sollevate; esso non � tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorit� di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se queste ultime non sono sollevate in sede federale.
2.2 In concreto il ricorso non rispetta i predetti requisiti di motivazione: il ricorrente si limita ad affermazioni generiche sul fatto che attualmente nei suoi confronti non vi sarebbero procedimenti pendenti ma solo una denuncia, che non presenterebbe pi� alcuna pericolosit� oppure che un suo fratello invalido necessiterebbe della sua presenza. Oltre al fatto che parte degli argomenti, sollevati per la prima volta dinanzi a questa Corte, sono inammissibili gi� per tal motivo (art. 99 LTF), va osservato che il ricorrente non si confronta invece con l'esauriente argomentazione sviluppata dalla Corte cantonale (cfr. sentenza impugnata consid. 3 a 5 pag. 6 seg.), segnatamente non sostanzia una qualsiasi violazione del diritto (art. 95 segg. LTF). L'impugnativa, manifestamente non motivata in modo sufficiente, si rivela quindi inammissibile.
3.2 Viste le particolarit� della fattispecie, si rinuncia a prelevare spese giudiziarie (art. 66 cpv. 1 seconda frase LTF). Non si assegnano ripetibili ad autorit� vincenti (art. 68 cpv. 3 LTF).
Comunicazione al ricorrente in via diplomatica, alla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, al Consiglio di Stato e al Tribunale amministrativo del Cantone Ticino nonch� all'Ufficio federale della migrazione.