Source: http://ilgiuslavorista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=1
Timestamp: 2019-06-16 09:09:37+00:00
Document Index: 4071405

Matched Legal Cases: ['art. 1175', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2119', 'CGUE ', 'art. 141', 'art. 141']

20 Maggio 2019 | di Sabrina Apa
La posizione dell'assistito è tutelata ai sensi dell'art. 1175, c.c., come affermato, anche al di fuori dell'esercizio dei poteri certificativi, dalla Corte di cassazione “essendo altresì gli organi degli enti previdenziali privati, per l'attività di amministrazione e gestione svolta, in possesso di dati e conoscenze...
Tempo necessario ad indossare la divisa aziendale ed eterodirezione del datore di lavoro
13 Maggio 2019 | di Sabrina Apa
Tribunale Pavia, sez. lav.
La Corte di cassazione ha chiarito che, nel rapporto di lavoro subordinato, anche alla luce della giurisprudenza comunitaria in tema di orario di lavoro di cui alla direttiva n. 2003/88/CE, il tempo necessario ad indossare la divisa aziendale rientra nell'orario di lavoro se è assoggettato al potere di conformazione del datore di lavoro...
Non sussiste alcuna presunzione di subordinazione che possa farsi derivare dalla tipologia dell’attività lavorativa in sé atteso che ogni attività umana economicamente rilevante può essere oggetto sia di un rapporto di lavoro subordinato che di un rapporto di lavoro autonomo a seconda delle modalità del suo svolgimento...
L'elemento che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato rispetto al rapporto di lavoro autonomo, assumendo la funzione di parametro normativo di individuazione della natura subordinata del rapporto stesso, è il vincolo di soggezione personale del lavoratore - che necessita della prova di idonei indici rivelatori, incombente allo stesso lavoratore - al potere organizzativo, direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia ed inserimento nell'organizzazione aziendale. Pertanto, gli altri elementi, quali l'assenza di rischio, la continuità della prestazione, l'osservanza di un orario e la forma della retribuzione, ed eventuali altri, pur avendo natura meramente sussidiaria e non decisiva, possono costituire gli indici rivelatori, complessivamente considerati e tali da prevalere sull'eventuale volontà contraria manifestata dalle parti, attraverso i quali diviene evidente nel caso concreto l'essenza del rapporto, e cioè la subordinazione, mediante la valutazione non atomistica ma complessiva delle risultanze processuali. La relativa valutazione di fatto di tali elementi è rimessa al giudice del merito, con la conseguenza che essa, se risulta immune da vizi giuridici ed adeguatamente motivata, è insindacabile in sede di legittimità, ove, invece, è censurabile soltanto la determinazione dei criteri generali ed astratti da applicare al caso concreto.
06 Maggio 2019 | di Sabrina Apa
Secondo il Giudice delle leggi, nel rispetto dei limiti, minimo e massimo, dell'intervallo in cui va quantificata l'indennità spettante al lavoratore illegittimamente licenziato, il giudice terrà conto innanzi tutto dell'anzianità di servizio - criterio che è prescritto dal comma 7, lett. c), dell'art. 1, l. n. 184 del 2013...
19 Aprile 2019 | di Sabrina Apa
In una vicenda che coinvolge la persona del lavoratore nel momento traumatico della sua espulsione dal lavoro, la tutela risarcitoria non può essere ancorata all'unico parametro dell'anzianità di servizio.
18 Aprile 2019 | di Sabrina Apa
Una volta accertato che il periodo di prova è già scaduto, licenziare motivando solo sul mancato superamento della prova equivale a licenziare ad nutum, cioè perché si è voluto licenziare e basta, senza alcuna ragione a fondamento della scelta, in violazione di quanto sancito dall'art. 1, l. n. 604 del 1966 (il licenziamento del prestatore di lavoro non può avvenire che per giusta causa ai sensi dell'art. 2119, c.c., o per giustificato motivo).
La CGUE ha affermato il principio che la diversificazione dell'età pensionabile per gli uomini e le donne del settore pubblico costituisce un "regime professionale discriminatorio contrario all'art. 141 CE". Come risulta da una costante giurisprudenza, l'art. 141 CE vieta qualsiasi discriminazione in materia di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile, quale che sia il meccanismo che genera questa ineguaglianza...