Source: https://www.condominioweb.com/spese-di-convocazione-dellassemblea.11857
Timestamp: 2019-07-21 06:46:02+00:00
Document Index: 81110143

Matched Legal Cases: ['art. 66', 'art. 1135', 'art. 1120', 'art. 1117', 'art. 66', 'art. 1120', 'art. 66', 'art. 66']

Convocazione assemblea condominiale straordinaria a seguito di richiesta e spese
Prendiamo spunto da una discussione aperta nel nostro forum (https://www.condominioweb.com/forum/) per affrontare il tema delle spese connesse alla convocazione di un'assemblea condominiale richiesta dai condòmini.
Il dubbio posto dal nostro lettore è il seguente:
Abbiamo richiesto (8 condomini, più di 1/6 dei millesimi) un'assemblea straordinaria. Durante la discussione è stato deliberato che le spese di questa assemblea (spese peraltro mai analiticamente fatte presenti dall' amministratore) saranno a carico dei condomini che hanno chiesto la convocazione di tale assemblea.
Tralasciando la mancanza della dichiarazione dell'entità delle spese all'atto della nomina da parte dell'amministratore, che dovrebbe addirittura renderne nulla la nomina stessa -siamo comunque già in Tribunale per la sua revoca, essendosi lui rifiutato di consegnarci l'anagrafe condominiale) vorrei sapere se tale addebito è legittimo o se occorre fare opposizione.
Soffermiamoci primariamente sulla questione delle spese di convocazione dell'assemblea condominiale e sulle conseguenze di una simile deliberazione.
Che cosa dice la legge in merito? La norma regolatrice della richiesta di convocazione da parte dei condòmini è rappresentata dall'art. 66, primo comma, disp. att. c.c., che recita:
“L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'art. 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio.
Oltre a questa ipotesi, per così dire standard, i condòmini (anche singolarmente) possono chiedere la convocazione di un'assemblea per altri motivi, quali, ad esempio: la discussione su innovazioni di cui all'art. 1120, secondo comma, c.c., la deliberazione in merito alla tutela delle destinazioni d'uso ex art. 1117-quater c.c., ecc.
L'amministratore nei casi succitati è tenuto a convocare l'assemblea (La legge riconosce all'assemblea una serie di competenze in relazione alla gestione e conservazione delle parti comuni dello stabile) salvo il caso di richiesta formulata in modo non conforme alla legge (cfr. art. 66 succitato e art. 1120, terzo comma, c.c.), oppure nell'ipotesi di richiesta palesemente infondata.
L'amministratore è obbligato ad inserire nell'ordine del giorno gli argomenti richiesti ex art. 66 disp. att. c.c. La mancata convocazione dà comunque ai condòmini la facoltà di autoconvocarsi
Ciò che sicuramente non può accadere è l'addebito della spesa di convocazione dell'assemblea ai soli condòmini che la richiedono.
La richiesta convocazione dell'assemblea ex art. 66 disp. att. c.c. è filtrata dall'amministratore, il quale, anche se sostanzialmente vincolato a convocarla, la valuta e ne considera l'utilità rispetto alla gestione della compagine.
L'atto di convocazione, dunque, è fatto nell'interesse di tutti i condòmini sicché la prestazione di questo servizio dev'essere sostenuta da tutti i condòmini, ognuno contribuendo con la spesa dovuta per la spedizione della comunicazione.
Un'eventuale deliberazione di addebito delle spese ai soli richiedenti come nel caso affrontato nel nostro forum, quindi, dovrebbe essere considerata nulla per violazione delle norme disciplinanti la ripartizione delle spese condominiali.
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