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Timestamp: 2020-01-21 06:34:54+00:00
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Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 1', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 1', 'art.3', 'art.1', 'sentenza ', 'art.1', 'art. 2', 'sentenza ', 'art.169', 'art.19', 'art.3', 'art. 23', 'art.3', 'art. 3', 'art. 23', 'art. 700', 'art.3', 'art.3', 'art.169', 'art.19', 'art.3', 'art.23', 'art.3']

Le linee Guida sono riassunte insieme con la scheda anamnestica in questo documento in formato Pdf (60Kb).
ODONTOIATRI: VARATO IL NUOVO ESAME DI ABILITAZIONE
Esami di abilitazione ultimo atto. E con gran finale: Il 10 ottobre scorso, infatti, è stato finalmente trovato un accordo che rimescola le carte nell'accesso alla professione odontoiatrica, dando all'ordine professionale un ruolo di primo piano. Così come era negli intenti della Cao nazionale. Dopo che un decreto firmato dal ministro Moratti, poco prima dello scadere del 2004, nominò una commissione di studio proprio con il compito di formulare proposte nella direzione di una modifica dell'esame di abilitazione, c'è stata una serie di incontri a marce forzate. Ora, finalmente, la Commissione Odontoiatri centra il suo obiettivo e si porta a casa un risultato di estremo riguardo: un risultato che è politico e professionale allo stesso tempo. Ma soprattutto è un risultato condiviso. "E' stato solo grazie al dialogo tra tutte le parti in causa che si è potuto licenziare un testo da tutti completamente condiviso", ha tenuto infatti a ribadire Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Nazionale Odontoiatri, uscendo dalla riunione che ha visto sottoscrivere l'ipotesi definitiva di modifica del Regolamento degli Esami di Stato in Odontoiatria Com'è noto, medici ed odontoiatri, per accedere alla professione, dopo gli studi universitari devono superare un esame di Stato per iscriversi all'Albo, che è l'ultima tappa da raggiungere prima di poter esercitare, appunto, a pieno titolo.
L'accesso alla professione però - è uno storico refrain - nel nostro paese è alquanto farraginoso e imperfetto in molte professioni intellettuali - da quella giornalistica a quella medica, a quella avvocatizia, a quella odontoiatrica, appunto -. E' per questo che i professionisti da tempo hanno segnalato la necessità di volerlo modificare, trovando strade più idonee alla realtà dei nostri tempi, anche coinvolgendo riforme degli organi di tutela.
In sostanza, e ritornando al nostro ambito, perché l'esame di Stato non sia più un mero duplicato della laurea, era ed è importante che gli Ordini siano all'interno dei meccanismi dell'accesso, riportando nell'alveo ordinistico un esame sinora gestito quasi esclusivamente dal mondo universitario. Un mondo che si è detto comunque sostanzialmente d'accordo con l'innovazione. "Questa riforma dell'esame di abilitazione - ci ha detto appunto il professor Giovani Dolci, presidente dei Corsi di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Università di Roma - permetterà di garantire che, immediatamente dopo la laurea, si immetta nel circuito un professionista valido: non è da oggi, del resto, che diciamo che l'Università può garantire la Formazione ma è l'Ordine che deve occuparsi della verifica di Qualità, dall'inizio alla fine della carriera professionale".
Con questa impostazione concorda anche il "terzo in causa", il ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, un cui decreto - come detto - ha messo in pista la Commissione che nei giorni scorsi ha trovato l'accordo. Assunta Cioffi, dirigente del Miur - e molto attiva in tale Commissione - così ci ha detto: "In realtà l'esame di Abilitazione si pone in un crinale: è ancora formazione - e quindi sotto l'egida dell'Università - ma è anche già un po' professione: e allora era indispensabile inserire maggiormente l'ordine. Con questo accordo, per ora solo una bozza, credo si sia raggiunto un maggiore equilibrio". Di fatto, per divenire operante, il nuovo Regolamento dovrà passare il vaglio di un lungo iter: Direzione generale del Miur, Conferenza dei Rettori, ecc. ecc. E in teoria qualche ritocco si potrebbe avere.
Due, in sostanza, le novità. Intanto il tirocinio - attualmente di tre mesi - diviene più "corposo": serviranno ora nove mesi di ulteriore studio post lauream per affrontare l'esame di abilitazione. I primi tre saranno dedicati alla Odontoiatria generale; i secondi tre alla chirurgia; mentre l'ultimo ciclo di tre mesi sarà dedicato alla odontoiatria pediatrica e alla prevenzione.
La seconda novità è corollario di tutta l'operazione: nelle commissioni d'esame per il rilascio dell'Abilitazione professionale sarà ora determinante la presenza dei Professionisti rispetto ai membri universitari.
E in quale ambito si svolgerà il nuovo Tirocinio? A meno di quei ritocchi di cui sopra, ad ospitarlo saranno le sedi universitarie, quelle del Servizio Sanitario Nazionale, gli Studi convenzionati con l'Università, gli studi privati con determinate caratteristiche.
Ora bisognerà attendere l'iter procedurale più squisitamente tecnico per mettere definitivamente in pista gli odontoiatri nuovo formato.
"Vale a dire un professionista che assicuri una sempre migliore qualità della prestazione a tutela e a garanzia della salute di tutti noi": così ha detto a Fnomceo News Claudio Mastrocola, Direttore Generale del ministero della Salute, il quarto polo in causa in questo accordo, che ha tenuto a sottolineare: "E' stato questo il motivo che ci ha portato a siglare l'accordo, ovviamente condiviso, ed è questo lo specifico impegno del nostro ministero: trovare tutte le strade per assicurare ai nostri cittadini dei professionisti altamente formati". E gli odontoiatri hanno evidentemente trovato la strada giusta. Simona Dainotto
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ORDINANZA 6-13 FEBBRAIO 1995?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Impedimento alla contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi - Asserita disparità di?trattamento rispetto ai medici laureati in epoca precedente, autorizzati (in virtù della sentenza della Corte Costituzionale n.100 del 1989) a mantenere la doppia iscrizione, con conseguente possibilità di essere parificati ai medici specialisti in odontoiatria - Manifesta inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1;?- Costituzione, art. 3?Professioni - Laureati in medicina e chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 - Facoltà?di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri ai fini dell'esercizio dell'attività di odontoiatra - Termine?di decadenza fissato al 31 dicembre 1991 - Esercizio dell'opzione condizionato dal conseguimento?dell'abilitazione professionale in odontoiatria in epoca anteriore - Asserita irragionevolezza - Manifesta?inammissibilità della questione per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n. 471, art. 1?- Costituzione, art. 3?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale - Norme censurate - Compatibilità con la disciplina?comunitaria emanata in materia - Verifica da parte del giudice a quo - Necessità, ai fini della valutazione?sulla rilevanza della questione.?-Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Francesco Paolo CASAVOLA; Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio?BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv. Mauro FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI,?dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof. Francesco GUIZZI, prof. Cesare MIRABELLI, prof.?Fernando SANTOSUOSSO, avv.Massimo VARI, dott. Cesare RUPERTO, dott. Riccardo CHIEPPA;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 31ottobre 1988, n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), promossi con?le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 ottobre 1993 dal Tribunale di Salerno nel procedimento civile vertente tra?Sisalli Roberto e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Salerno iscritta?al n. 533 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39,?prima serie speciale, dell'anno 1994;?2) 2) ordinanza emessa il 15 aprile 1994 dal Tribunale di Verona nel procedimento civile vertente tra?Marchesini Annamaria e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Verona?Ordinanza 38/1995?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente CASAVOLA Relatore CAIANIELLO?Camera di Consiglio del 25/01/1995 Decisione del 06/02/1995?Deposito del 13/02/1995 Pubblicazione in G.U. 22/02/1995?Ordinanze di rimessione 533/1994 – 563/1994?Massime: 21226 - 21227?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?iscritta al n. 563 del registro ordinanze 1994 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica?n. 40, prima serie speciale, dell'anno 1994.?Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;?Udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 1995 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Ritenuto che nel corso di un giudizio, instaurato da un medico chirurgo per la dichiarazione del suo?diritto ad ottenere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri, conservando nel contempo l'iscrizione all'albo?dei medici chirurghi, il Tribunale di Salerno, con ordinanza emessa il 12 ottobre 1993, ma pervenuta alla?Corte il 2 agosto 1994 (reg. ord. n. 533 del 1994), ha sollevato, in riferimento all'art.3 della Costituzione,?questione di legittimità costituzionale dell'art.1 della legge 31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti?l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri), che, prevedendo?per i laureati in medicina e chirurgia, immatricolati al relativo corso di laurea negli anni dal 1980-81 fino al?1984-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri entro un determinato periodo di tempo,?impedendo loro la contemporanea iscrizione anche all'albo dei medici chirurghi, determinerebbe un'evidente?disparità di trattamento rispetto ai medici che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28?gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della professione medica, sono stati, in virtù della sentenza n.100 del?1989 di questa Corte, autorizzati a mantenere la doppia iscrizione e a richiedere senza limiti di tempo la?iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo dei medici chirurghi, in ciò parificati ai?medici specialisti in odontoiatria;?che, nel corso di altro giudizio, il Tribunale di Verona con ordinanza del 15 aprile 1994 (reg. ord. n.563 del?1994) ha sollevato questione di legittimità costituzionale del medesimo art.1 della legge 471 del 1988, "nella?parte in cui sottopone al termine di decadenza del 31 dicembre 1991 la facoltà dei laureati in medicina e?chirurgia, immatricolati negli anni accademici 1980/1985 di optare per l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri ai?fini dell'esercizio dell'attività di cui all'art. 2 della legge 24 luglio 1985 n. 409" (ovverosia della professione di?odontoiatra);?che nella seconda ordinanza si sostiene che la fattispecie oggetto del giudizio è diversa da quella decisa?con la sentenza n.100 del 1989, giacchè sarebbe addirittura di ostacolo alla facoltà di opzione la circostanza?del mancato conseguimento dell'abilitazione professionale - richiesta anch'essa dalla norma impugnata - in?epoca anteriore alla scadenza del termine del 31 dicembre 1991, con la conseguenza che l'attrice verrebbe?discriminata, in modo irragionevole rispetto ad altri soggetti, ai quali la legge riconosce un identico beneficio?in relazione ad una medesima situazione di fatto, subordinando poi "il concreto godimento del beneficio?all'esercizio di una opzione entro un determinato termine di decadenza", senza considerare che la?possibilità di esercizio dell'opzione può dipendere da circostanze del tutto estranee alla posizione di fatto?cui è ricollegato il beneficio e del tutto indipendenti dalla volontà del beneficiario;?che è intervenuto in entrambi i giudizi il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell'Avvocatura?generale dello Stato, richiamando le deduzioni esposte in analogo giudizio, conclusosi con l'ord. n.244 del?1994 di questa Corte nel senso della manifesta inammissibilità;?che in particolare la difesa dello Stato - dopo aver ricordato che la professione di dentista, separata ed?autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409 del 1985, emanata in?attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco riconoscimento dei?diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera prestazione dei servizi in?questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la Commissione delle?comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del Trattato, tuttora pendente?dinanzi alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo che "la Commissione contesta?che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate per il fatto di consentire, oltre i?limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 della direttiva 78/686/CEE, l'accesso alla professione di?dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa comunitaria, perchè in?possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di specializzazione)", per cui "questo stato?delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica della costituzionalità, ai sensi dell'art.3?della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio della facoltà di iscrizione all'albo degli?odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata;?Considerato che nella richiamata ordinanza n.244 del 1994, con la quale sono state decise questioni?identiche a quella ora sollevata dal Tribunale di Salerno (reg. ord. n. 533 del 1994), si osservò che nelle?ordinanze di rimessione mancava "ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al momento della?rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche l'Avvocatura?generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata con le?direttive comunitarie del Consiglio nn. 686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle comunità?europee n. L 233 del 24 agosto 1978)" e che "tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto?degli incidenti di costituzionalità, investe la rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel?Corte Costituzionale - Ordinanza 13 Febbraio 1995, n.38?www.omceo.me.it?Pag. n. 3?sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art. 23 della legge 11 marzo 1953 n. 87, pena l'inammissibilità delle?questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991, 450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987)";?che le medesime considerazioni devono essere svolte anche per quanto riguarda la questione sollevata?dal Tribunale di Verona (reg. ord. n. 563 del 1994) che investe la stessa norma legislativa, sotto un profilo?che - seppur relativo al tempo del conseguimento dell'abilitazione e quindi ad una circostanza?temporalmente precedente quella dell'esercizio del diritto di opzione ai fini dell'iscrizione all'albo -?presuppone in ogni caso che il giudice si faccia carico della compatibilità della norma di cui deve fare?applicazione con la disciplina comunitaria e quindi della operatività della stessa;?che, pertanto, mancando nell'ordinanza di rimessione ogni cenno di motivazione sul punto, la questione è?anch'essa manifestamente inammissibile;?Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale;?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge?31 ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Tribunale di Salerno (reg.?ord. n.533 del 1994) e dal Tribunale di Verona (reg. ord. n.563 del 1994) con le ordinanze indicate in?epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 6 febbraio 1995.?Il Presidente: CASAVOLA?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 13 febbraio 1995.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
ORDINANZA 9-16 GIUGNO 1994?Giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale Professioni - Laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio 1980-1985 - Facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri - Conseguente inibizione all'esercizio della professione di medico - Asserita disparità di trattamento, rispetto?ai medici, iscritti al corso di laurea e abilitati alla professione in epoca precedente, e rispetto ai medici specialisti in odontoiatria per i quali sussiste il diritto alla doppia iscrizione (agli albi degli odontoiatri e dei medici chirurghi) - Manifesta inammissibilità della questione, per difetto di motivazione sulla rilevanza.?- Legge 31 ottobre 1988, n.471, articolo unico;?- Costituzione, art. 3.?Rilevanza della questione - Compatibilità della norma impugnata con direttive comunitarie - Profilo relativo?alla operatività della norma - Diretta sua incidenza sulla rilevanza della questione.?- Legge 11 marzo 1953, n. 87, art. 23.?LA CORTE COSTITUZIONALE?composta dai signori:?Presidente: prof. Gabriele PESCATORE;?Giudici: avv. Ugo SPAGNOLI, prof. Antonio BALDASSARRE, prof. Vincenzo CAIANIELLO, avv.Mauro?FERRI, prof. Luigi MENGONI, prof. Enzo CHELI, dott. Renato GRANATA, prof. Giuliano VASSALLI, prof.?Cesare MIRABELLI, prof. Fernando SANTOSUOSSO, avv. Massimo VARI, dott.Cesare RUPERTO;?ha pronunciato la seguente?ORDINANZA?nei giudizi di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31 ottobre 1988, n.471 (Norme?concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri),?promossi con le seguenti ordinanze:?1) 1) ordinanza emessa il 12 gennaio 1993 dal Pretore di Parma nel procedimento civile vertente tra?Manara Massimo e l'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Parma, iscritta al?n.127 del registro ordinanze 1993 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.14, prima?serie speciale, dell'anno 1993;?2) n. 3 ordinanze emesse il 20 ottobre 1993 dal Tribunale di Brescia nei procedimenti civili vertenti tra?Zuaboni Laura ed altra, Sidari Giuseppe ed altri, Pizzamiglio Giovanna e l'Ordine dei medici e chirurghi?e degli odontoiatri della provincia di Brescia, iscritte ai nn. 68, 69 e 70 del registro ordinanze 1994 e?pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n.11, prima serie speciale, dell'anno 1994;?Visto l'atto di costituzione di Pizzamiglio Giovanna nonchè gli atti di intervento del Presidente del Consiglio?dei ministri;?Udito nell'udienza pubblica del 10 maggio 1994 il Giudice relatore Vincenzo Caianiello;?Uditi gli avvocati Cesare Trebeschi e Fausto Cordiano per Pizzamiglio Giovanna e l'Avvocato dello Stato?Pier Giorgio Ferri per il Presidente del Consiglio dei ministri;?Ritenuto che, nel corso di un procedimento ex art. 700 del codice di procedura civile, promosso per?l'accertamento del diritto del ricorrente di rimanere iscritto sia all'albo dei medici chirurghi che a quello degli?Ordinanza 244/1994?Giudizio GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE?Presidente PESCATORE Relatore CAIANIELLO?Udienza Pubblica del 10/051994 Decisione del 09/06/1994?Deposito del 16/06/1994 Pubblicazione in G.U. 22/06/1994?Ordinanze di rimessione 127/1993 – 68/1994 – 69/1994 – 70/1994?Massime: 20369 - 20383?Corte Costituzionale - Ordinanza 16 Giugno 1994, n.244?www.omceo.me.it?Pag. n. 2?odontoiatri senza esercitare alcuna opzione per l'uno o per l'altro, il Pretore di Parma ha sollevato, in?riferimento all'art.3 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge 31?ottobre 1988 n.471 (Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri) che prevede, per i laureati in medicina e chirurgia immatricolati nel quinquennio?1980-85, la facoltà di optare per l'iscrizione all'albo degli odontoiatri, con la conseguenza di impedire?l'esercizio della professione di medico per chi chieda l'iscrizione a quell'albo;?che ad avviso del giudice a quo ciò determinerebbe un'evidente disparità di trattamento rispetto ai medici?che, iscritti al relativo corso di laurea in epoca precedente al 28 gennaio 1980 e abilitati all'esercizio della?professione medica, possono richiedere l'iscrizione nell'albo degli odontoiatri senza perdere quella nell'albo?dei medici chirurghi (reg. ord. n. 127 del 1993);?che, nel corso di altri tre giudizi civili, promossi da soggetti abilitati alla professione di medico-chirurgo,?richiedenti l'accertamento del loro diritto ad essere iscritti (oltrechè nell'albo dei medici) anche nell'albo degli?odontoiatri, il Tribunale di Brescia, con ordinanze di identico tenore emesse il 20 ottobre 1993 (reg. ord. nn.?68, 69 e 70 del 1994), ha sollevato analoga questione di legittimità costituzionale dell'articolo unico della?legge n.471 del 1988 per violazione dell'art.3 della Costituzione, in quanto la norma impugnata creerebbe?una ingiustificata disparità di trattamento tra medici chirurghi specialisti in odontoiatria, che possono essere?iscritti ad entrambi gli albi, e medici chirurghi non specialisti, che, "pur essendo riconosciuti idonei?all'esercizio dell'odontoiatria, debbono optare per l'iscrizione all'uno o all'altro albo";?che in uno di questi giudizi (reg. ord. n. 70 del 1994) si è costituita la parte privata, aderendo alle?considerazioni svolte nell'ordinanza di rimessione;?che negli ultimi tre giudizi (reg. ord. 68, 69 e 70 del 1994) è intervenuto il Presidente del Consiglio dei?Ministri, rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato, la quale - dopo aver ricordato che la professione?di dentista, separata ed autonoma da quella di medico-chirurgo, è stata istituita in Italia con la legge n.409?del 1985, emanata in attuazione della direttive comunitarie nn. 686 e 687 del 1978, relative al reciproco?riconoscimento dei diplomi di dentista, per agevolare l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera?prestazione dei servizi in questo settore professionale - ha osservato che "sulla legge n.471 del 1988 la?Commissione delle comunità europee ha aperto una procedura di infrazione ai sensi dell'art.169 del?Trattato, tuttora pendente dinanze alla Corte di giustizia delle comunità (causa C-40/93)", soggiungendo?che "la Commissione contesta che con questa legge la Repubblica italiana ha violato le direttive citate?per il fatto di consentire, oltre i limiti temporali inderogabilmente fissati dall'art.19 dir. 78/686/CEE, l'accesso?alla professione di dentista a persone prive della formazione professionale richiesta dalla normativa?comunitaria, perchè in possesso della sola laurea in medicina e non anche del diploma di?specializzazione)", per cui "questo stato delle cose è certamente non privo di rilevanza ai fini della verifica?della costituzionalità, ai sensi dell'art.3 della Costituzione, della apposizione di un termine per l'esercizio?della facoltà di iscrizione all'albo degli odontoiatri" e, in generale, della norma impugnata.?Considerato che nelle ordinanze di rinvio manca ogni cenno di motivazione sul profilo, già esistente al?momento della rimessione delle questioni di legittimità costituzionale - e sul quale si sofferma anche?l'Avvocatura generale dello Stato nelle citate deduzioni difensive - della compatibilità della norma impugnata?con le direttive comunitarie del Consiglio nn.686 e 687 del 25 luglio 1978 (in Gazzetta ufficiale delle?comunità europee n. L 233 del 24 agosto 1978);?che tale profilo, attenendo alla operatività della norma oggetto degli incidenti di costituzionalità, investe la?rilevanza delle questioni, onde di esso ogni giudice, nel sollevarle, deve farsi carico ai sensi dell'art.23 della?legge 11 marzo 1953 n.87, pena l'inammissibilità delle questioni medesime (ordd. nn. 269, 79, 8 del 1991,?450, 389, 78 del 1990, 152 del 1987).?Visti gli artt.26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n.87 e 9, secondo comma, delle Norme?integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale.?PER QUESTI MOTIVI?LA CORTE COSTITUZIONALE?Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'articolo unico della legge?31 ottobre 1988 n.471(Norme concernenti l'opzione, per i laureati in medicina e chirurgia, per l'iscrizione?all'albo degli odontoiatri), sollevate, in riferimento all'art.3 della Costituzione, dal Pretore di Parma e dal?Tribunale di Brescia con le ordinanze indicate in epigrafe.?Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 giugno 1994.?Il Presidente: PESCATORE?Il redattore: CAIANIELLO?Il cancelliere: DI PAOLA?Depositata in cancelleria il 16 giugno 1994.?Il direttore della cancelleria: DI PAOLA