Source: http://www.studiocantori.it/2016/12/21/contabilizzatori-di-calore-dal-1-gennaio-2017-sanzioni-per-i-ritardatari/
Timestamp: 2020-05-31 15:23:27+00:00
Document Index: 143260695

Matched Legal Cases: ['art. 9', 'art. 9', 'art. 5', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 9', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 16', 'art. 9', 'art. 16', 'sentenza ']

Contabilizzatori di calore: dal 1° gennaio 2017 sanzioni per i ritardatari - Studio Cantori
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21 Dic Contabilizzatori di calore: dal 1° gennaio 2017 sanzioni per i ritardatari
Posted at 16:58h in Articoli	by	st_ca_dmin 0 Comments
Dal 1° gennaio 2017, per le unità condominiali riscaldate in modo centralizzato, è in vigore l’obbligo (sanzionato) di installare valvole termostatiche e contabilizzatori del calore
Obbligo di installazione entro il 31 dicembre: nessuna proroga
Entro il 31 dicembre 2016, i condomini con riscaldamento centralizzato sono obbligati a installare le valvole termostatiche e contabilizzatori, secondo quanto prescritto dal DLgs n. 102/2014, modificato dal D.Lgs. n. 141/2016.
Dal 1° gennaio 2017, per gli appartamenti dei condomìni dotati di riscaldamento centralizzato va in vigore l’obbligo – corredato di apposite sanzioni – di installare valvole termostatiche e contabilizzatori del calore.
Lo scopo è quello di contenere la spesa energetica delle abitazioni, conformemente al “pacchetto clima-energia 20-20-20” adottato in seno al Protocollo di Kyoto.
Gli ultimi condomìni stanno adeguando gli impianti, dato che i lavori vanno fatti quando sono spenti, tra aprile e ottobre, e si può “sfuggire” all’obbligo di adeguamento solo per impedimenti tecnici motivati e certificati. A luglio, il D.Lgs. n. 102/2014 è stato oggetto di un primo “decreto correttivo” (D.Lgs. n. 141/2016), volto a chiudere una procedura d’infrazione, il quale ha comunque confermato i termini e le sanzioni già previste, senza concedere nessuna proroga.
La misura, peraltro, è solo una di quelle che sono state adottate da provvedimento, il quale, in conformità alla legge n. 96/2013, copre di fatto tutti i settori utili al perseguimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico al 2020 – stimato in una riduzione di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) dei consumi di energia primaria, calcolati dal 2010 – e comprendendo, perciò, disposizioni volte a migliorare la prestazione energetica degli immobili della PA grazie ad appositi interventi di riqualificazione energetica, l’obbligo di rispetto dei CAM (Criteri ambientali minimi) di efficienza energetica e la loro inclusione tra i criteri di valutazione delle offerte relative agli appalti delle pubbliche amministrazioni centrali, nonché disposizioni inerenti le diagnosi energetiche e i sistemi di gestione dell’energia.
Misurazione e fatturazione dei consumi energetici (art. 9)
Nel dettaglio, le disposizioni che hanno introdotto l’obbligo di installazione della valvole termostatiche e contabilizzatori del calore sono contenute nell’art. 9 del D.Lgs. n. 102/2014 (Titolo II – Efficienza nell’uso dell’energia), come successivamente modificato e integrato dall’art. 5 del D.Lgs. 18 luglio 2016, n. 141.
L’intento è quello di introdurre sistemi di misurazione
“intelligenti” in grado di fornire ai “clienti” finali informazioni sulla fatturazione precise, basate sul consumo effettivo e sulle fasce temporali di utilizzo dell’energia,
sicuri dal punto di vista dei contatori, nella comunicazione dei dati e relativamente alla riservatezza dei dati misurati al momento della loro raccolta, conservazione, elaborazione e comunicazione, in conformità alla normativa vigente in materia di privacy.
In particolare, l’art. 9, comma 5, prevede che, per favorire il contenimento dei consumi energetici attraverso la contabilizzazione dei consumi di “ciascuna unità immobiliare” e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi delle medesime, venga installato obbligatoriamente, entro il 31 dicembre 2016,
-a cura degli esercenti l’attività di misura, un contatore di fornitura in corrispondenza dello scambiatore di calore di collegamento alla rete o del punto di fornitura dell’edificio o del condominio, per il caso in cui il riscaldamento, il raffreddamento o la fornitura di acqua calda ad un edificio o a un condominio arrivino tramite allacciamento ad una rete di teleriscaldamento o di teleraffrescamento, o tramite una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata (art. 9, comma 5, lettera a);
-a cura del proprietario, nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici, dei sotto-contatori per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali (art. 9, comma 5, lettera b).
Riepilogando, quindi, l’obbligo di contabilizzare i consumi individuali e suddividere le spese in base ai consumi effettivi di ciascuna utenza è stato introdotto negli edifici dotati di sistemi centralizzati di riscaldamento, di raffreddamento o di fornitura di acqua calda (comprese le reti di teleriscaldamento).
L’art. 9 prevede, tra l’altro, che l’efficienza in termini di costi possa essere valutata con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459, mentre eventuali casi di “impossibilità tecnica” alla installazione dei sistemi di contabilizzazione o di “inefficienza in termini di costi e sproporzione rispetto ai risparmi energetici potenziali”, dovranno essere riportati in un’apposita relazione tecnica del progettista o del tecnico abilitato.
Qualora l’installazione del contatore non sia tecnicamente possibile o risulti inefficiente, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali in grado di misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari, come previsto dalla norma UNI EN 834.
Volendo, il cliente finale può affidare la gestione del servizio di termoregolazione e contabilizzazione del calore ad un operatore differente rispetto all’impresa di fornitura.
Ulteriori disposizioni disciplinano la suddivisione delle spese e la manutenzione dell’impianto.
L’obbligo di installazione, in due parole
A seguito dell’installazione di queste “nuove” apparecchiature – in realtà già da tempo in commercio – e grazie al loro corretto utilizzo, si stima di poter conseguire ottimi risultati in termini di risparmio energetico: il singolo inquilino avrà la possibilità di regolare la temperatura all’interno della propria abitazione in base alle effettive esigenze e pagare così una bolletta commisurata a quanto consumato, a cui si aggiunge solo una quota fissa per la manutenzione dell’impianto comune delle caldaie.
In concreto, non è necessario alcun lavoro di muratura ma i tecnici devono installare sul singolo calorifero un’apposita valvola alla quale viene affidato il compito di regolare il flusso di acqua calda che passa nell’apparecchio.
La valvola, che va installata in posizione orizzontale, è di fatto una sorta di rubinetto sormontato da una testina termostatica sulla quale sono riportati dei numeri che corrispondono a determinati valori in gradi centigradi: ruotando questo rubinetto si indica la temperatura massima superata la quale il calorifero si spegne. In questo modo, il comando termostatico assolve alla funzione di regolare automaticamente la temperatura ambiente.
Altra cosa è la contabilizzazione del calore, il cui fine è quello di misurare i consumi delle diverse unità immobiliari, così da consentire il pagamento differenziato dei singoli inquilini sulla base degli effettivi consumi.
In concreto, viene applicato uno specifico apparecchio, rispettivamente, a seconda della scelta tecnica operata e del tipo di prodotto utilizzato:
su ognuno dei radiatori dell’abitazione, nel caso in cui l’impianto di riscaldamento dell’edificio sia “a colonne montanti” (c.d. “distribuzione verticale”, nella quale vari tubi salgono dalla caldaia su per il fabbricato a prescindere dalle singole unità),
all’ingresso delle tubazioni nell’appartamento, qualora la distribuzione sia “a zona” (c.d. “distribuzione orizzontale”) come ad esempio quella dell’energia elettrica.
Scopo della contabilizzazione del calore è dunque misurare i consumi delle diverse unità immobiliari, così da consentire il pagamento differenziato dei singoli inquilini sulla base degli effettivi consumi: in sintesi, il condomino pagherà quanto consumerà.
Sanzioni e decorrenza dell’obbligo
Come più volte detto, l’installazione del sistema di contabilizzazione del calore incombe, semplificando, sui condomini con riscaldamento centralizzato; l’installazione deve essere realizzata entro il 31 dicembre 2016, altrimenti si è passibili di sanzioni.
Alcune Regioni avevano già provveduto a disciplinare la materia, anticipando il legislatore nazionale, ma prevedendo termini diversi per l’espletamento dell’obbligo discendente dalla normativa comunitaria: adesso tali Regioni (tra queste, la Lombardia e il Lazio), si sono allineate alla scadenza del 31 dicembre 2016.
Le sanzioni che qui ci interessano sono innanzitutto disposte dall’art. 16, comma 6 del D.Lgs n. 102/2014, che richiama espressamente i “casi di cui all’articolo 9, comma 5, lettera b)”, cioè i casi dei condomini e degli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento o da un sistema di fornitura centralizzato che alimenta una pluralità di edifici.
Dunque, in tali ipotesi il proprietario dell’unità immobiliare che non installi, nel termine del 31 dicembre 2016, i “sotto-contatori” per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare, è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2500 euro per ciascuna unità immobiliare. Questa sanzione non si applica quando da una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta che l’installazione del contatore individuale non è tecnicamente possibile o non è efficiente in termini di costi o non è proporzionata rispetto ai risparmi energetici potenziali (art. 16, comma 6 del D.Lgs n. 102/2014).
Qualora l’uso di sotto-contatori non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, per la misura del riscaldamento si deve ricorrere all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali (salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi con riferimento alla metodologia indicata nella norma UNI EN 15459): in tali ipotesi, il proprietario dell’unità immobiliare che non provvede ad installare questi sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza di ciascun corpo scaldante posto all’interno dell’unità immobiliare è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2500 euro per ciascuna unità immobiliare.
Tale disposizione non si applica quando da una relazione tecnica di un progettista o di un tecnico abilitato risulta che l’installazione dei predetti sistemi non è efficiente in termini di costi (art. 16, comma 7 del D.Lgs n. 102/2014).
Un’altra sanzione colpisce il condominio alimentato da teleriscaldamento o da teleraffrescamento o da sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, che però non ripartisce le spese in conformità alle disposizioni di cui all’art. 9, comma 5, lettera d), cioè in base alla normativa tecnica UNI 10200:2015: per tale soggetto si applica la sanzione amministrativa da 500 a 2500 euro (art. 16, comma 8 del D.Lgs n. 102/2014).
Infine, a fronte della decisione dell’assemblea condominiale di procedere – in ottemperanza dell’obbligo di legge – con la installazione delle apparecchiature in questione, gli inquilini non possono opporsi all’esecuzione dei lavori e devono consentire l’ingresso dei tecnici in casa, anche se la delibera assembleare è stata adottata con la maggioranza dei condomini e non all’unanimità (Corte di Appello di Trento, sentenza n. 134/2016).
I proprietari degli appartamenti ritardatari rischiano una sanzione amministrativa da 500 a 2500 euro per unità immobiliare, come confermato anche dalle modifiche al D.Lgs. 102/2014 approvate lo scorso 13 luglio.
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