Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=8
Timestamp: 2020-02-21 11:47:39+00:00
Document Index: 121317317

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'art. 4', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 76', 'art. 1', 'art. 4', 'art. 4', 'art. 3', 'art. 4']

Sentenza 8/2012 (ECLI:IT:COST:2012:8)
Udienza Pubblica del 13/12/2011; Decisione del 11/01/2012
Deposito del 20/01/2012; Pubblicazione in G. U. 25/01/2012 n. 4
Massime: 36032 36033 36034 36035 36036 36037
Massima n. 36032 Massima successiva
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Eccepita inammissibilità della questione per omessa motivazione circa la necessità di non poter definire il giudizio principale senza fare applicazione della norma censurata - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), non è fondata l'eccezione di inammissibilità della questione per omessa motivazione circa la necessità di non poter definire il giudizio principale senza fare applicazione della norma censurata, perché il giudice rimettente ha spiegato chiaramente che, applicando al ricorrente nel giudizio principale i criteri di calcolo in vigore presso la Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR), la quota di pensione spettante all'assicurato sarebbe superiore rispetto a quella determinata dall'ente previdenziale sulla base dei criteri imposti dalla norma censurata.
decreto legislativo 02/02/2006 n. 42 art. 4 co. 3
legge 23/08/2004 n. false art. 1 co. 2
Massima n. 36033 Massima successiva Massima precedente
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Eccepita inammissibilità della questione per omessa motivazione da parte del giudice di appello circa la rilevanza della questione, già negata dal giudice di prime cure - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), promosso dalla Corte d'appello di Torino, non è fondata l'eccezione di inammissibilità della questione per omessa motivazione della rilevanza della questione, negata dal giudice di primo grado, e ora ritenuta sussistente, perché il giudice rimettente, spiegando le ragioni della rilevanza delle questioni ai fini della decisione della controversia, non aveva affatto l'onere di controbattere specificamente agli argomenti sostenuti dal giudice di primo grado.
Massima n. 36034 Massima successiva Massima precedente
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Eccepita inammissibilità della questione in quanto sollevata al solo scopo di sollecitare un intervento della Corte - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), non è fondata l'eccezione di inammissibilità della questione per omessa motivazione, per il fatto che essa sarebbe stata sollevata nel corso di un giudizio instaurato al solo scopo di sollecitare l'intervento della Corte, risultando dall'ordinanza di rimessione che il ricorrente ha proposto il giudizio principale allo scopo di ottenere la riliquidazione della quota di pensione erogatagli dalla Cassa di previdenza dei ragionieri, e quindi un incremento del trattamento pensionistico, e la questione di legittimità costituzionale è solamente una delle questioni che debbono essere risolte per pervenire all'accertamento del diritto rivendicato dalla parte attrice.
Massima n. 36035 Massima successiva Massima precedente
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Eccepita mancata motivazione sul criterio di individuazione del tertium comparationis - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), non è fondata l'eccezione di inammissibilità della questione per omessa motivazione sulla ragione per la quale una, anziché l'altra, delle discipline poste a raffronto sia assunta (non ad oggetto della questione, ma) quale tertium comparationis, poiché è evidente che il rimettente individua il tertium comparationis nella disciplina prevista per gli iscritti agli enti di cui al d.lgs. n. 103 del 1996, essendo conforme il sistema di calcolo per essi stabilito dall'art. 4 del d.lgs. n. 42 del 2006, a quello che, secondo l'opinione del giudice a quo, era il principio direttivo imposto dalla legge delega.
Massima n. 36036 Massima successiva Massima precedente
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Ritenuto eccesso di delega in relazione ai criteri di calcolo della quota di pensione gravante sulle gestioni interessate dalla totalizzazione - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), secondo cui per gli enti previdenziali privatizzati (e tra questi la Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali) la misura del trattamento pensionistico dovuto a seguito di totalizzazione dei periodi assicurativi è determinata con le regole del sistema di calcolo contributivo, sulla base di parametri dettati dallo stesso art. 4, comma 3 - in riferimento all'art. 76 Cost., per violazione del principio direttivo per l'esercizio della delega, dettato dall'art. 1, comma 2, lettera o), della legge 23 agosto 2004, n. 243, secondo il quale ogni ente presso cui sono stati versati i contributi è tenuto pro quota al pagamento del trattamento pensionistico «secondo le proprie regole di calcolo» - perché ciò non esclude che il legislatore delegato fosse autorizzato a determinare esso stesso in base a quali criteri ogni ente previdenziale dovesse liquidare la quota di propria spettanza, tanto più che i criteri di calcolo previsti dal d.lgs. n. 42 del 2006 costituiscono applicazione del sistema contributivo, che ormai ha assunto una valenza generale nel sistema previdenziale italiano.
Massima n. 36037 Massima precedente
Previdenza - Pensioni erogate dalla Cassa Nazionale di previdenza ed Assistenza a favore dei Ragionieri e dei Periti commerciali (CNPR) - Ridefinizione della disciplina in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi - Determinazione della misura del trattamento pensionistico dovuto con le regole del sistema contributivo - Ritenuta irragionevole disparità di trattamento rispetto agli assicurati presso gli enti previdenziali privati - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3, del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 42 (Disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi), secondo cui per gli enti previdenziali privatizzati (e tra questi la Cassa nazionale di previdenza e assistenza a favore dei ragionieri e dei periti commerciali) la misura del trattamento pensionistico dovuto a seguito di totalizzazione dei periodi assicurativi è determinata con le regole del sistema di calcolo contributivo, sulla base di parametri dettati dallo stesso art. 4, comma 3 - in riferimento all'art. 3 Cost., per irragionevole disparità di trattamento con gli assicurati presso gli enti previdenziali privati costituiti ai sensi del d.lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, per i quali, infatti, il successivo comma 6 dello stesso art. 4 stabilisce che la misura del trattamento pensionistico sia determinata sulla base del sistema di calcolo vigente nell'ordinamento degli enti medesimi - sia perché i vari sistemi previdenziali non possono essere comparati tra loro, sia perché anche gli enti costituiti a seguito del d.lgs. n. 103 del 1996 (ovvero successivamente alla svolta in favore del sistema contributivo operata dalla legge 8 agosto 1995, n. 335) hanno dovuto adottare il predetto sistema di calcolo.
Sulla non comparabilità tra i vari sistemi previdenziali, sent. n. 34 del 2011, n. 202 del 2008, n. 83 del 2006.