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Timestamp: 2018-02-23 02:51:01+00:00
Document Index: 926527

Matched Legal Cases: ['art. 627', 'art. 179', 'art. 178', 'art. 33', 'art. 179', 'art. 179', 'art. 183', 'art. 182', 'art. 178', 'art. 179', 'art. 179', 'art. 180', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 180', 'art. 364', 'art. 181', 'art. 182', 'sentenza ', 'art. 182', 'art. 179', 'art. 183', 'art. 184', 'art. 185', 'art. 7', 'sentenza ', 'art. 409', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

nullità assolute, a regime intermedio e relative nel processo penale
Dal 12/06/09 12101813
Nullità assolute, a regime intermedio e relative nel processo penale - casi, regime, effetti, decadenze e sanatorie
il regime delle nullità nel processo penale - le norme
il regime delle nullità nel codice del rito civile
la nullità delle notificazioni penali
inutilizzabilità della prova penale patologica e fisiologica
Nell'ambito del processo penale, in dipendenza degli effetti che l'inosservanza di specifiche diposizioni determinano sull'atto irregolare conseguentemente emesso, si distinguono le nullità assolute, le nullità a regime intermedio e le nullità relative.
La nullità assoluta colpisce, nell'ambito del processo, le irregolarità più gravi che riguardano i soggetti necessari del procedimento. Sono rilevabili, anche d'ufficio in ongi stato e grado del procedimento e sono insanabili (se non per effetto del passaggio in giudicato della sentenza). Anche le nullità assolute non rilevate nel giudizio principale, tuttavia, a mente dell'art. 627 comma 4 non sono rilevabili nel giudizio di rinvio dopo l'annullamento in cassazione.
L'art. 179 cpp indica quali, tra le nullità di ordine generale elencate all'art. 178 cpp sono da qualificarsi come assolute.
Tra le nullità assolute rientrano, dunque, le violazioni delle disposizioni concrenenti "le condizioni di capacità del giudice" (ai sensi dell'art. 33 cpp, tuttavia, "non si considerano attinenti alla capacità del giudice le disposizioni sulla destinazione del giudice agli uffici giudiziari e alle sezioni, sulla formazione dei collegi e sull'assegnazione dei processi a sezioni, collegi e giudici"). Inoltre, secondo l'orientamento della giurisprudenza, motivi concernenti l'incompatibilità del giudice non incidono sulla capacità del giudice ma legittimano solo ricorsi volti alla ricusazione e/o la richiesta di astensione.
Tra le nullità assolute rientra, inoltre, la violazione delle disposizioni concernenti il numero dei giudici necessario per costituire i collegi.
Ulteriore causa di nullità assoluta di ordine generale è la violazione delle disposizioni concernenti l'iniziativa del PM nell'esercizio dell'azione penale.
A mente dell'art. 179 comma 1 del cpp, tra le nullità assolute, rientra l'omessa citazione dell'imputato.
La nullità assoluta colpisce, secondo le precisazioni della giurisprudenza, solo l'omissione della notificazione e non qualsiasi vizio della stessa (cfr. Cass Sez Un 27 ottobre 2004 - 7 gennaio 2005 n 119 Palumbo :"La nullità assoluta per l'omessa citazione dell'imputato, prevista dall'art. 179 c.p.p., ricorre solo nei casi in cui la relativa notificazione sia stata omessa o possa considerarsi tale perché, essendo stata eseguita in forme diverse da quelle prescritte, risulta inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto; quando invece siano violate esclusivamente le regole sulle modalità di effettuazione della notifica, si determina una nullità suscettibile delle sanatorie di cui agli art. 183 e 184 comma 1 del codice di rito, e deducibile nei termini indicati all'art. 182 dello stesso codice. Ne consegue che la notificazione del decreto di citazione a giudizio dell'imputato eseguita presso il domicilio reale a mani di persona convivente, anziché presso il domicilio eletto, implica una nullità di ordine generale a norma dell'art. 178 lett. c), sanabile e deducibile secondo le norme richiamate, salvo che risulti inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto da parte del destinatario, nel qual caso integra la nullità assoluta e insanabile di cui all'art. 179 comma 1, rilevabiLe dal giudice di ufficio in ogni stato e grado del processo". )
Ulteriore motivo di nullità assoluta è l'eventuale assenza del difensore nei casi in cui essa sia prevista come obbligatoria (ad esempio nelle udienze dibattimentali di primo e secondo grado).
Le nullità a regime intermedio sono le nullità di ordine generale non comprese fra quelle assolute ex art. 179 cpp - dall'art. 180 cpp sono indicate come altre nullità.
Per esse è previsto un termine ampio per l'eccezione di parte e per il rilievo officioso da parte del giudice. Se si verificano prima del giudizio devono essere dedotte dalle parti entro la chiusura del dibattimento e rilevate dal giudice al momento della deliberazione della sentenza di primo grado. Se si verificano nel giudizio non possono essere dedotte nè rilevate dopo la sentenza del grado successivo (cfr. art. 180 cpp).
Tra le nullità a regime intermedio rientrano quelle:
attinenti alla partecipazione del pubblico ministero al procedimento ed inoltre l'inosservanza delle disposizioni concernenti: "l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato e delle altre parti private nonchè la citazione in giudizio della persona offesa dal reato e del querelante".
E' affetto da tale vizio, dunque, il compimento di un atto senza previo avviso al difensore delle parti private ove ciò sia imposto dalla legge (cfr. art. 364 cpp).
Le nullità relative sono quelle residue; sono le invalidità, cioè, degli atti proicessuali penali che non rientrano nell'ambito delle nullità assolute o di quelle a regime intermedio (ad esempio l'omissione dell'avviso della facoltà di astenersi dal deporre ai prossimi congiunti dell'imputato).
Il regime delle nullità relative è quello stabilito dall'art. 181 cpp. Esse sono dichiarabili dal giudice solo su eccezione della parte interessata (cfr. art. 182, comma 1).
Ove, per qualsiasi mitivo, il giudice non provveda a rilevare le nullità relative prima del giudizio le parti devono riproporre le eccezioni tra le questioni preliminari all'apertura del dibattimento; ove non siano neppure dichiarate dal giudice nel dibattimento, dovranno essere eccepite con l'impugnazione della sentenza (così anche le nullità relative che si verifichino nella fase del giudizio e che non siano dichiarate dal giudice)
Il codice pone la distinzione tra limiti di deducibilità delle nullità relative e sanatorie generali.
In particolare, le nullità intermedie e quelle relative non possono essere eccepite da chi abbia dato causa o vi abbia concorso nè da colui che non abbia interesse all'osservanza della disposizione violata (cfr. art. 182, comma 1 cpp.
Inoltre, allorchè una parte assista ad un atto, la nullità dello stesso deve essere eccepita prima del suo compimento o, se non è possibile, immediatamente dopo. Quando la parte non assiste al compimento dell'atto, valgono gli ordinari limiti temporali per eccepire e rilevare le nullità intermedie e relative.
La sanatoria delle nullità, ove si verifichi, impedisce a qualsiasi parte di eccepire ed al giudice di rilevare la nullità dell'atto.
Le sanatorie generali si applicano alle nullità di tipo intermnedio o relativo - non alle nullità assolute per espressa disposizione di cui all'art. 179 comma 1 cpp. Ai sensi dell'art. 183 cpp la nullità è sanata se la parte interessata ha rinunciato espressamente ad eccepirla ovvero ha accettato gli effetti dell'atto anche tacitamente.
Altra causa di sanatoria di ordine generale si verifica allorchè la parte si sia avvalsa della facoltà, al cui esercizio l'atto nullo o omesso è preordinato.
Vi è, poi, una causa speciale di sanatoria della nullitàò delle citazioni. L'art. 184, comma 1 cpp prevede la sua sanatoria ove la parte interessata sia comparsa o abbia rinunciato a comparire. La parte, che dichiari che la comparizione sia stata determinata dal solo intento di far rilevare l'irregolarità, ha diritto ad un termine a difesa non inferiore a cinque giorni. Quando la nullità riguarda la citazione a comparire in dibattimento, il termine non può essere inferiore a venti giorni.
Alla luce di quanto esposto, è dunque chiaro che il verificarsi della nullità di un atto processuale non ne determina l'automatica caducazione. Il giudice dichiarerà la nullità dell'atto solo se, nel caso concreto, non si siano verificate decadenze o altri limiti alla deducibilità o se no n si siano verificate sanatorie.
Effetti della nullità
A mente dell'art. 185 cpp: "la nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendano da quello dichiarato nullo"; in tal senso non vengono colpiti gli atti non consecutivi (si pensi all'omissione dell'informazione di garanzia con riferimento ad un atto garantito ed agli altri atti garantiti che non sono consecutivi del primo).
La regola sull'estensione degli effetti della nullità produce conseguenze particolarmente gravi nel caso degli atti propulsivi del procedimento; ove, infatti, la dichiarazione della nullità sia stata emessa in uno stato o grado diverso da quello nel quale la stessa si sia verificata, la dichiarazione della nullità comporterà necessariamente la regressione del procedimento. allo stato o al grado in cui è stato compiuto l'atto nullo.
Nullità delle notificazioni.
1. La notificazione è nulla [177 s.]:
a) se l'atto è notificato in modo incompleto, fuori dei casi nei quali la legge consente la notificazione per estratto [1483];
c) se nella relazione [168] della copia notificata manca la sottoscrizione [110] di chi l'ha eseguita;
e) se non è stato dato l'avvertimento nei casi previsti dall'articolo 161, commi 1, 2 e 3 e la notificazione è stata eseguita mediante consegna al difensore (1);
f) se è stata omessa l'affissione o non è stata data la comunicazione prescritta dall'articolo 157, comma 8;
g) se sull'originale dell'atto notificato manca la sottoscrizione [110] della persona indicata nell'articolo 157, comma 3;
(1) Lettera così modificata dall'art. 7 d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12.
Nullità di ordine generale.
1. È sempre prescritta a pena di nullità l'osservanza delle disposizioni concernenti:
a) le condizioni di capacità del giudice e il numero dei giudici necessario per costituire i collegi stabilito dalle leggi di ordinamento giudiziario [33];
b) l'iniziativa del pubblico ministero nell'esercizio dell'azione penale [405] e la sua partecipazione al procedimento;
c) l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato e delle altre parti private nonché la citazione in giudizio [429 4, 451 2, 456 3, 464, 465 2, 519 3, 552 3] della persona offesa dal reato [90, 91] e del querelante [336 s.] (1).
(1) V. la sentenza interpretativa di rigetto Corte cost. 16 luglio 1991, n. 353, sub art. 409.
Nullità assolute.
1. Sono insanabili e sono rilevate di ufficio in ogni stato e grado del procedimento [627 4] le nullità previste dall'articolo 178, comma 1, lettera a), quelle concernenti l'iniziativa del pubblico ministero nell'esercizio dell'azione penale [1781b] e quelle derivanti dalla omessa citazione dell'imputato o dall'assenza del suo difensore nei casi in cui ne è obbligatoria la presenza [350 3, 391, 401, 420, 484, 598, 666].
ARTICOLO 180
Regime delle altre nullità di ordine generale.
1. Salvo quanto disposto dall'articolo 179, le nullità previste dall'articolo 178 sono rilevate anche di ufficio, ma non possono più essere rilevate né dedotte dopo la deliberazione della sentenza di primo grado [442, 444, 525] ovvero, se si sono verificate nel giudizio, dopo la deliberazione della sentenza del grado successivo.
Nullità relative.
1. Le nullità diverse da quelle previste dagli articoli 178 e 179, comma 2, sono dichiarate su eccezione di parte [274 1a, 292 2; 244 1b trans.].
2. Le nullità concernenti gli atti delle indagini preliminari [326 s.] e quelli compiuti nell'incidente probatorio [392 s.] e le nullità concernenti gli atti dell'udienza preliminare [419 s.] devono essere eccepite prima che sia pronunciato il provvedimento previsto dall'articolo 424. Quando manchi l'udienza preliminare [447, 449, 453, 459, 550], le nullità devono essere eccepite entro il termine previsto dall'articolo 491, comma 1 [2441b trans.].
3. Le nullità concernenti il decreto che dispone il giudizio [429, 450 2, 456, 552] ovvero gli atti preliminari al dibattimento devono essere eccepite entro il termine previsto dall'articolo 491, comma 1. Entro lo stesso termine, ovvero con l'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere [428], devono essere riproposte le nullità eccepite a norma del primo periodo del comma 2, che non siano state dichiarate dal giudice.
4. Le nullità verificatesi nel giudizio [438 s., 444 s., 465 s.] devono essere eccepite con l'impugnazione della relativa sentenza.
Deducibilità delle nullità.
2. Quando la parte vi assiste, la nullità di un atto deve essere eccepita prima del suo compimento ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo. Negli altri casi la nullità deve essere eccepita entro i termini previsti dagli articoli 180 e 181, commi 2, 3 e 4.
3. I termini per rilevare o eccepire le nullità sono stabiliti a pena di decadenza [173].
Sanatorie generali delle nullità.
1. Salvo che sia diversamente stabilito, le nullità [180, 181] sono sanate:
Sanatoria delle nullità delle citazioni, degli avvisi e delle notificazioni.
2. La parte la quale dichiari che la comparizione è determinata dal solo intento di far rilevare l'irregolarità ha diritto a un termine per la difesa non inferiore a cinque giorni.
ARTICOLO 185
Effetti della dichiarazione di nullità.
4. La disposizione del comma 3 non si applica alle nullità concernenti le prove [26, 191].
Inosservanza di norme tributarie.
1. Quando la legge assoggetta un atto a una imposta o a una tassa, l'inosservanza della norma tributaria non rende inammissibile l'atto né impedisce il suo compimento, salve le sanzioni finanziarie previste dalla legge.