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Timestamp: 2020-08-15 19:03:01+00:00
Document Index: 71910297

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'art. 589', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ']

Omicidio colposo plurimo, risarcimento del danno e responsabilità di amministratori pubblici - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica
Omicidio colposo plurimo, risarcimento del danno e responsabilità di amministratori pubblici
All'alba del 10 settembre 2000, le acque del torrente Beltrame, in piena, travolgevano il camping Le Giare, situato nell'alveo del detto corso d'acqua, in territorio del Comune di Soverato.
All'interno della struttura ricettiva vi erano molte persone, diverse delle quali disabili.
A seguito dell'inondazione perdevano la vita 13 persone, tutte per asfissia da annegamento. Tra di esse vi erano anche, per quel che in questa sede rileva, FI e FS
1.2. Questo Tribunale, all'esito del processo penale scaturito dai fatti appena sintetizzati, riconosceva, con sentenza della Prima Sezione Penale depositata in data 14 dicembre 2006, n. 378, la penale responsabilità di VE, SC, PS e CV, colpevoli del reato di omicidio colposo plurimo (art. 589, comma III, c.p.) e disastro colposo (artt. 449 e 434 c.p.).
Essendovi stata costituzione di numerose parti civili, tra cui tutti gli odierni ricorrenti, questo Tribunale condannava i citati VE, SC, PS e CV al risarcimento dei danni in favore dei danneggiati, demandando la liquidazione del danno al giudice civile.
Accanto agli imputati di cui era stata riconosciuta la colpevolezza, venivano condannati al risarcimento del danno anche i responsabili civili citati in giudizio, e cioè la Regione Calabria, in persona del suo Presidente in carica, e l'Agenzia del Demanio, in persona del suo Direttore in carica. La responsabilità di tali soggetti veniva fatta derivare dalla ritenuta immedesimazione organica di PS e SC nell'amministrazione regionale e di CV nell'Agenzia fiscale.
Veniva, infine, concessa una provvisionale, liquidata in euro 10.000,00 per GR e TA ed euro 50.000,00 per FA, FG, FP, FM e FG.
1.3. Con sentenza del 27 febbraio 2008, n. 238, la Corte d'Appello di Catanzaro, dichiarato di non doversi procedere nei confronti di SC - frattanto deceduto -, assolveva VE da uno dei capi di imputazione per cui era stato condannato, rideterminava tutte le pene irrogate e confermava nel resto la sentenza di prime cure.
1.4. La Corte di Cassazione, Sez. IV Penale, con sentenza del 27 marzo 2009, n. 37444, respingeva, perché inammissibili o infondati, i motivi di ricorso proposti dagli imputati. Accoglieva, viceversa, l'impugnazione proposta dall'Agenzia del Demanio, annullando la sentenza gravata limitatamente alle statuizioni relative alla civile responsabilità di detta Agenzia fiscale. In tale porzione, il processo veniva rinviato al giudice civile competente per valore in grado d'appello....
LaPrevidenza.it, 03/04/2012