Source: http://assogestioni.it/index.cfm/1,767,0,0,html/fiscalita
Timestamp: 2019-09-21 03:19:16+00:00
Document Index: 70088149

Matched Legal Cases: ['art. 2', 'art. 73', 'art. 4', 'art. 7', 'art. 10', 'art. 2', 'art. 41', 'art. 32', 'art. 2', 'art. 44', 'art. 67', 'art. 14']

Fiscalità - Assogestioni
L'art. 2, commi da 62 a 79, del decreto legge n. 225/10, ha apportato rilevanti modifiche al regime fiscale dei fondi mobiliari (aperti e chiusi) e delle SICAV italiane nonché dei fondi lussemburghesi c.d. "storici". In particolare, a decorrere dal 1° luglio 2011, i suddetti organismi di investimento non sono più soggetti ad imposta sostitutiva sul risultato maturato della gestione e la tassazione avviene in capo ai partecipanti al momento della percezione dei proventi. Sui redditi di capitale distribuiti in costanza di partecipazione al fondo ovvero su quelli realizzati attraverso il riscatto, la liquidazione o la cessione delle quote o azioni è prevista l'applicazione di una ritenuta alla fonte.
Il nuovo regime di tassazione degli organismi d'investimento di diritto italiano è disciplinato dall'art. 73, comma 5-quinquies del TUIR e si applica a tutti gli OICR istituiti in Italia, diversi dai fondi immobiliari, e ai fondi lussemburghesi storici. Tale regime di tassazione trova applicazione nei confronti di tutte le tipologie di OICR italiani (diversi dai fondi immobiliari) di cui l'art. 4 del d.m. n. 228/99 consente la costituzione e, pertanto, anche nei confronti di OICR che investono il loro attivo in crediti, titoli rappresentativi di crediti e in ogni altro bene per il quale esista un mercato e sia determinabile con certezza il valore con una periodicità almeno semestrale (ad esempio metalli, pietre preziose, beni d'arte, ecc.).
È stato invece mantenuto fermo il regime di tassazione sostitutivo del "risparmio gestito" di cui all'art. 7 del d.lgs. n. 461/97 dei redditi relativi ad attività finanziarie detenute nell'ambito di un rapporto di gestione di portafogli da parte di soggetti non esercenti attività d'impresa commerciale (persone fisiche, enti non commerciali, società semplici ed equiparate). Per consentire un'effettiva tassazione del risultato della gestione maturato nell'anno, la quasi totalità dei redditi di capitale (interessi, dividendi, ecc.) sono percepiti al lordo delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili in via ordinaria. Questo regime consente, pertanto, di compensare le minusvalenze non solo con le plusvalenze, ma anche con i redditi di capitale.
Per quanto attiene al regime di tassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione a OICVM esteri, l'art. 10-ter della legge n. 77/83, come riformulato dall'art. 2, comma 80, del decreto legge n. 225/10, estende il regime di tassazione previsto per i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione agli OICVM comunitari conformi alla direttiva comunitaria 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 a quelli derivanti dalla partecipazione a OICVM non armonizzati il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza prudenziale, situati negli Stati membri dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo (SEE) inclusi nella c.d. white list.
Dal 1° luglio del 2011, pertanto, i proventi periodici e quelli realizzati in sede di riscatto, liquidazione o cessione delle quote o azioni degli OICVM comunitari non armonizzati il cui gestore sia soggetto a vigilanza non concorrono più alla formazione del reddito imponibile dei partecipanti, ma sono soggetti a una ritenuta a titolo d'imposta, se percepiti al di fuori dell'esercizio di un'impresa commerciale. In sostanza, restano assoggettati a tassazione progressiva solo i redditi di capitale derivanti dalla partecipazione a OICVM non armonizzati che non presentino i requisiti sopra indicati.
Anche il regime di tassazione dei fondi immobiliari ha subito diverse e rilevanti modifiche nel corso degli ultimi anni. Il regime fiscale introdotto con il decreto legge n. 351/01 prevedeva l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'1% sul patrimonio del fondo. Tuttavia, per effetto delle modifiche apportate dall'art. 41-bis del decreto legge n. 269/03, a decorrere dal 1° gennaio 2004, sul valore netto contabile del fondo non è più dovuta l'imposta patrimoniale dell'1% e la tassazione avviene in capo ai partecipanti al momento della percezione dei proventi.
Con l'art. 32 del decreto legge n. 78/10 sono state invece apportate rilevanti modifiche al regime di tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari. In particolare, al fine di contrastare la costituzione di fondi immobiliari da parte di un numero ristretto di partecipanti al solo scopo di beneficiare del regime fiscale di favore previsto per tali fondi (che non sono soggetti alle imposte sui redditi e all'IRAP), con la norma in commento è stato introdotto un regime di tassazione differenziato in ragione della natura dell'investitore ("investitori istituzionali" o "investitori non istituzionali") e dell'entità della partecipazione al fondo (superiore o meno al 5%).
Il regime di tassazione dei redditi di natura finanziaria è stato, tra l'altro, oggetto di importanti modifiche a seguito dell'entrata in vigore, a decorrere dal 1° gennaio 2012, delle disposizioni di cui all'art. 2, commi da 6 a 34, del decreto legge n. 138/11 in materia di unificazione al 20% dell'aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale di cui all'art. 44 del TUIR e sui redditi diversi di natura finanziaria di cui all'art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies), del medesimo testo unico.
L'aliquota del 20%, non trova tuttavia applicazione con riferimento alle forme di previdenza complementare di cui al d.lgs. n. 252/05, i cui rendimenti netti maturati continuano, pertanto, ad essere assoggettati a imposizione nella misura dell'11%. Come noto, il regime di tassazione dei fondi pensione disciplinato dall'art. 14 del citato d.lgs. n. 252/05 prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell'11% sul risultato netto di gestione maturato in ciascun periodo d'imposta. I redditi di capitale, a eccezione di taluni casi, sono percepiti dal fondo al lordo delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili.