Source: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0844&tipo=stenografico
Timestamp: 2019-03-20 19:58:50+00:00
Document Index: 85763918

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Seduta n. 844 di venerdì 28 luglio 2017
RICCARDO FRACCARO, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 26 luglio 2017.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Gioacchino Alfano, Alfreider, Alli, Amendola, Amici, Baretta, Dorina Bianchi, Bobba, Boccia, Bonifazi, Michele Bordo, Borletti Dell'Acqua, Brunetta, Capelli, Casero, Castiello, Cicchitto, Coppola, Dambruoso, Damiano, De Menech, De Micheli, Dellai, Faraone, Fedriga, Ferranti, Fioroni, Fontanelli, Garofani, Gelli, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, Gozi, Laforgia, Lauricella, Lorenzin, Losacco, Lupi, Manciulli, Marazziti, Mazziotti Di Celso, Meta, Migliore, Orlando, Pisicchio, Portas, Rampelli, Realacci, Rosato, Domenico Rossi, Rossomando, Sanga, Sani, Scalfarotto, Sereni, Sottanelli, Tabacci, Simone Valente, Valeria Valente, Velo e Vignali sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Seguito della discussione del disegno di legge: S. 2856 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale (Approvato dal Senato) (A.C. 4595) (ore 9,05).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 4595: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.
Ricordo che nella seduta di ieri è stata approvata la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,07).
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 4595)
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, ai sensi dell'articolo 89, comma 1, del Regolamento, l'ordine del giorno Capelli n. 9/4595/1, che, nel prevedere interventi in materia di medici e visite fiscali, concerne materia estranea ai contenuti del provvedimento in esame.
Il deputato Ivan Catalano ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/4595/2.
IVAN CATALANO. Grazie, Presidente. La vaccinazione è una profilassi sanitaria che, come tutte, comporta dei rischi al paziente oltre che dei benefici, è una profilassi raccomandata e promossa per ridurre il rischio di contrarre epidemie, che potrebbero estendersi a tutta la popolazione. In alcuni casi, piuttosto limitati, è riuscita a eradicare i virus, come quello del vaiolo. Se ci fosse un'epidemia in corso, il costo-benefici di una vaccinazione farebbe tendere la scelta di vaccinare di massa in modo obbligatorio, al fine di arrestare l'epidemia, perché porterebbe maggiori benefici rispetto ai costi; non si avrebbe il tempo di valutare gli aspetti clinici e personalizzare la vaccinazione, quindi chi venisse danneggiato dal trattamento obbligatorio verrebbe indennizzato. In una situazione come quella attuale è possibile avere molte più reazioni ed eventi avversi. Per ridurre i rischi occorre personalizzare la vaccinazione, occorre ridurre al minimo coloro che potrebbero essere soggetti ad eventi avversi, perché anche la loro salute ha pari dignità, riconosciuta dall'articolo 32 della Costituzione.
Io sostengo fortemente la personalizzazione della vaccinazione come strumento di riduzione del rischio di reazione avversa. Occorrono veri e propri esami pre e post vaccinali: titolo seriologico anticorpale, immunogramma, analisi delle allergie ai componenti del vaccino, analisi degli anticorpi autoimmuni, determinazione dello stress ossidativo, valutazione della predisposizione genetica, patologie autoimmuni infiammatorie e l'analisi delle citochine infiammatorie.
La letteratura insegna che occorrono più richiami dei vaccini per consentire un'adeguata risposta anticorpale ed effettuare un gran numero di vaccinazioni aumenta il rischio di stimolare il sistema immunitario in modo non appropriato e di determinare l'insorgenza di patologie allergiche autoimmuni di iperimmunizzazione e immunosoppressione. Per questo, con il mio ordine del giorno, chiedo che gli esami pre e post vaccinali vengano inseriti nelle prestazioni gratuite erogate dal Servizio sanitario nazionale, in caso di esplicita richiesta da parte del vaccinando.
Le vaccinazioni, per poter essere personalizzate, devono consentire la somministrazione di vaccini monodose e monovalenti, possibilmente senza adiuvanti e conservanti. La pericolosità di tali sostanze è solo in parte nota per la tutela della salute e va applicato correttamente il principio di precauzione. Per questo, con l'ordine del giorno, chiedo al Governo che inserisca nei bandi la fornitura di vaccini con queste caratteristiche, anche al fine di promuovere la ricerca scientifica in questo campo.
Gli altri impegni che chiedo al Governo sono invece di natura più giuridica che scientifica: riguardano l'assunzione di responsabilità. Io ritengo che, quando si somministra una profilassi sanitaria, occorre il consenso informato del paziente. Ricorrere alla medicina è un atto di responsabilità individuale, mentre mettere il cittadino nelle condizioni di avere accesso ai trattamenti è una garanzia che lo Stato deve dare. Quando però la profilassi è obbligatoria, la responsabilità dello Stato è maggiore, occorre che vi sia una conseguente assunzione di responsabilità per qualsiasi danno che la profilassi possa arrecare al paziente. Per questo chiedo, con l'ordine del giorno, che il Governo emani un provvedimento di natura secondaria per disciplinare il consenso informato, il dissenso informato e che accerti, in caso di danno al paziente, la responsabilità del medico curante e del medico vaccinatore, che rappresentano di fatto lo Stato al momento della profilassi obbligatoria.
Come ultimo impegno, chiedo che venga predisposto un calendario di visite periodiche, al fine di fare farmacovigilanza attiva post vaccinale, da effettuare anche mediante gli esami di cui ho parlato. Grazie.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede d'intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il Governo ad esprimere il parere.
BEATRICE LORENZIN, Ministro della Salute. Ordine del giorno n. 9/4595/2 Catalano, parere contrario; n. 9/4595/3 Quintarelli, parere contrario; n. 9/4595/4 Vargiu, parere favorevole; n. 9/4595/5 Palese, favorevole. Ordine del giorno n. 9/4595/6 Iannuzzi, parere favorevole con riformulazione, aggiungendo “valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/4595/7 Mazziotti Di Celso, parere favorevole con riformulazione “valutare l'opportunità di”.
Ordine del giorno n. 9/4595/8 Marco Di Maio, parere favorevole; n. 9/4595/9 Mucci, parere favorevole; n. 9/4595/10 Marzano, parere favorevole; n. 9/4595/11 Fontanelli, parere favorevole; n. 9/4595/12 Nicchi, parere favorevole con le seguenti riformulazioni: al primo impegno aggiungere “valutare l'opportunità di”; al secondo impegno inserire l'inciso “nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente”; terzo impegno, parere contrario.
PRESIDENTE. La riformulazione è di espungerlo, diciamo.
BEATRICE LORENZIN, Ministro della Salute. Esatto. Ordine del giorno n. 9/4595/13 Murer, parere contrario, n. 9/4595/14 Fossati, parere contrario; n. 9/4595/15 Zaccagnini, favorevole; n. 9/4595/16 Kronbichler, contrario; n. 9/4595/17 Dallai, favorevole; n. 9/4595/18 Plangger, contrario, n. 9/4595/19 Gebhard, contrario; n. 9/4595/20 Carocci, favorevole; n. 9/4595/21 Rocchi, parere favorevole con la riformulazione: “valutare l'opportunità di”; n. 9/4595/22 Sgambato, parere favorevole; n. 9/4595/23 Malpezzi, parere favorevole; n. 9/4595/24 Crimì, parere favorevole,
PRESIDENTE. Il n. 9/4595/25 Piazzoni è stato ritirato.
BEATRICE LORENZIN, Ministro della Salute. Ordine del giorno n. 9/4595/26 Palmieri, parere favorevole; n. 9/4595/27 Bergamini, parere favorevole; n. 9/4595/28 Centemero, parere favorevole; n. 9/4595/29 Mannino, parere contrario; n. 9/4595/30 Binetti, favorevole; n. 9/4595/31 Pastorelli, favorevole; n. 9/4595/32 Rondini, contrario; n. 9/4595/33 Pagano, favorevole con la riformulazione: “valutare l'opportunità di”; n. 9/4595/34 Segoni, favorevole; n. 9/4595/35 Artini, contrario; n. 9/4595/36 Bechis, favorevole; n. 9/4595/37 Galgano, contrario; n. 9/4595/38 Di Vita, contrario; n. 9/4595/39 Burtone, favorevole con riformulazione: “valutare l'opportunità di”; n. 9/4595/40 Rostellato, favorevole con riformulazione: “valutare l'opportunità di”; n. 9/4595/41 Lenzi, favorevole; n. 9/4595/42 Carnevali, favorevole; n. 9/4595/43 Miotto, favorevole; n. 9/4595/44 Boldrini Paola, favorevole; n. 9/4595/45 Quartapelle Procopio, favorevole; n. 9/4595/46 Crimì, contrario; n. 9/4595/47 Fontana, favorevole.
PRESIDENTE. A questo punto sospendiamo la seduta fino alle ore 9,30, così che decorrano i termini previsti dal Regolamento, di cui la Presidenza ha precedentemente informato l'Assemblea. La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle 9,15, è ripresa alle 9,30.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto, poiché sul primo ordine del giorno c'è il parere contrario.
Passiamo all'ordine del giorno Catalano n. 9/4595/2.
IVAN CATALANO. Grazie, Presidente. Mi ero promesso di non intervenire in dichiarazione di voto, ma la passione con cui il Ministro ha dato il parere negativo al mio ordine del giorno mi ha spinto a fare comunque, anche se breve, una dichiarazione di voto.
Io sono profondamente deluso dal fatto che con questo provvedimento si è portato il cinismo in quest'Aula, perché è questo, alla fine, che è successo: si è portato il cinismo della medicina in questo caso, soprattutto nelle vaccinazioni, in un'Aula dove, invece, si dovrebbe usare empatia e si dovrebbe usare un'attenzione maggiore per tutti coloro che possono subire dei danni da una profilassi sanitaria. Presidente, quanti minuti mi restano per parlare?
PRESIDENTE. Quattro, ma la inviterei anche a considerare che c'è la diretta.
IVAN CATALANO. Sì, io volevo dedicare un minuto del mio tempo, Presidente, stando in silenzio, dopodiché mi taccio e concludo l'intervento, perché il silenzio è quello che viene offerto dal Governo e dal Paese a coloro che sono danneggiati dai vaccini. Quindi, volevo dedicare a loro il mio silenzio perché non riesco a trovare le parole per poter esprimere altro.
PRESIDENTE. La ringrazio. Chiaramente resta agli atti il messaggio politico, però questa cosa non è possibile perché non posso lasciare il microfono aperto un minuto ad un collega che non prenda la parola. Però resta agli atti il significato eventualmente politico del suo intervento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lorefice. Invito i colleghi a prendere posto.
Ricordo che la Presidenza dà i cinque e venti minuti di preavviso anche per prendere le tessere. Prego, onorevole.
MARIALUCIA LOREFICE. Grazie, Presidente. Innanzitutto, per annunciare il voto favorevole del MoVimento Cinque Stelle a questo ordine del giorno nei cui impegni ci ritroviamo molto perché riprendono anche gli emendamenti che noi abbiamo presentato in Commissione, che sono stati ignorati dalla maggioranza e dal Governo.
Ne approfitto anche di questa occasione per dire che noi non presenteremo alcun ordine del giorno perché, rispetto ad un decreto fallimentare e medievale come questo, qualsiasi ordine del giorno risulta assolutamente inappropriato, oltre che inefficace, e, soprattutto, è paradossale che a presentarli siano anche esponenti della maggioranza. Abbiamo discusso ampiamente gli emendamenti in Commissione, ma siamo stati completamente ignorati tanto dalla maggioranza, quanto dal disinteressato Ministro della salute.
Gli impegni degli ordini del giorno sappiamo benissimo che possono essere facilmente disattesi, per cui noi annunciamo che presenteremo una risoluzione in cui trasformeremo in impegni tutti i nostri emendamenti e, anche in quel caso, la maggioranza dovrà, poi, prendersi la responsabilità delle proprie azioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zaccagnini. Ne ha facoltà.
ADRIANO ZACCAGNINI. Grazie, Presidente. Io vorrei sottoscrivere questo ordine del giorno: ritengo che gli impegni che vi sono contenuti siano una delle soluzioni migliori, una delle strade migliori per ricreare quel clima di fiducia necessario nel Paese che non può essere fatto soltanto, Ministra, con una campagna comunicativa che inizia ora. Il fatto che voi cerchiate di recuperare terreno, concordando una campagna comunicativa al momento è tardivo, perché, dopo la grande spaccatura che c'è stata nel Paese e le misure di emarginazione sociale che inserite all'interno del decreto, è difficile andare a spiegare ai genitori esitanti o dubbiosi che devono avere nuovamente fiducia nelle istituzioni. In particolare, io vorrei sottolineare la grave contraddizione delle dichiarazioni fatte da tanti esponenti del Governo in questi mesi che hanno creato questo clima di sfiducia.
In particolare, non si capisce perché si additino come cialtroni coloro che espongono non le tesi contro i vaccini, ma semplicemente un confronto nel merito scientifico riguardo a come minimizzare le reazioni avverse che ci sono, quindi attraverso, appunto gli impegni dell'ordine del giorno riguardo ai test pre-vaccinali, post-vaccinali, al reale grado di immunizzazione della popolazione, perché sappiamo che c'è il fenomeno dei non responder e dei low responder.
Ci troviamo in una situazione in cui, invece, le fake news sono state create dagli esponenti stessi del Governo. Io devo ricordare all'Assemblea il caso di Monza, di poche settimane fa, di un bambino purtroppo morto in seguito alle complicazioni avvenute per morbillo, ma che era già in una situazione grave come condizione di salute: la Ministra ed altri esponenti si sono affrettati a dire che la colpa era dei fratellini che l'avevano contagiato. Questo è gravissimo, perché è stata criminalizzata una famiglia...
PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Zaccagnini. Colleghi, se riusciamo ad avere un clima decente, se prendiamo posto. Onorevole Zaccagnini, alle 10 inizia la diretta: io non so lei che indicazioni ha avuto dal suo gruppo. Gli ordini del giorno sono atti individuali, però la diretta sta saltando, quindi la Presidenza prende atto che non si fa la diretta o comunica che la diretta inizia dopo. Quindi, cercate di regolarvi sugli impegni che sono stati presi in capigruppo. Prego.
ADRIANO ZACCAGNINI. Va bene, Presidente. Vado a concludere, dicendo che questa è una delle tantissime situazioni contraddittorie che si sono create e, soprattutto, spiacevoli. La questione di Monza è stata una vergogna, perché criminalizzare una famiglia, Ministra, è una vergogna nel momento in cui lei non verifica cosa è successo. Il primario l'ha smentita il giorno dopo e ci siamo ritrovati in una situazione paradossale in cui, sostanzialmente, il Governo denunciava una famiglia, la criminalizzava mentre non era così.
In questo ordine del giorno noi troviamo molti passaggi che ci possono aiutare a percorrere una strada verso una ricerca pubblica indipendente e per avere strumenti utili alla minimizzazione delle reazioni avverse e, quindi, credo sia importante approvarlo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/2 Catalano, con il parere contrario del Governo.
Intanto comunico che gli ordini del giorno n. 9/4595/18 Plangger e n. 9/4595/19 Gebhard sono stati ritirati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/3 Quintarelli, con il parere contrario del Governo.
Sugli ordini del giorno n. 9/4595/4 Vargiu e n. 9/4595/5 Palese il parere è favorevole.
Ordine del giorno n. 9/4595/6 Cristian Iannuzzi: onorevole Cristian Iannuzzi, accetta la riformulazione? Ci fate un segno? Accetta la riformulazione? Andiamo avanti.
Ordine del giorno n. 9/4595/7 Mazziotti Di Celso: onorevole Mazziotti, accetta la riformulazione? Si.
Sugli ordini del giorno n. 9/4595/8 Marco Di Maio, n. 9/4595/9 Mucci, n. 9/4595/10 Marzano e n. 9/4595/11 Fontanelli, il parere è favorevole.
Ordine del giorno n. 9/4595/12 Nicchi: onorevole Nicchi, accetta la riformulazione? Vuole il voto? Lo mettiamo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/12 Nicchi, con il parere contrario del Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/13 Murer, con il parere contrario del Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/14 Fossati, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno n. 9/4595/15 Zaccagnini, parere favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/16 Kronbichler. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Kronbichler. Ne ha facoltà.
FLORIAN KRONBICHLER. Grazie, Presidente. Voglio solo chiedere la ragione di questo respingimento da parte della signora Ministra, perché si chiede nient'altro che una spiegazione. Dato il carattere punitivo del provvedimento, mi pare che un sospetto sia d'obbligo. Chiedo che gli obblighi vaccinali non siano estesi agli operatori della scuola: mi riferisco all'articolo 3, comma 3-bis, che prevede che gli operatori scolastici socio-sanitari presentino agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie una dichiarazione comprovante la propria situazione vaccinale. Quindi, pensare, sospettare che questo si tratti di un apriporta ad un obbligo di vaccinazione mi sembra doveroso.
PRESIDENTE. Il Governo non intende intervenire.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/16 Kronbichler, con il parere contrario del Governo.
Sugli ordini del giorno n. 9/4595/17 Dallai e n. 9/4595/20 Carocci, il parere è favorevole.
Ordine del giorno n. 9/4595/21 Rocchi: l'onorevole Rocchi accetta la riformulazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/4595/22 Sgambato, n. 9/4595/23 Malpezzi, n. 9/4595/24 Crimì, n. 9/4595/26 Palmieri, n. 9/4595/27 Bergamini e n. 9/4595/28 Centemero, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/29 Mannino.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/29 Mannino, con il parere contrario del Governo.
Sugli ordini del giorno n. 9/4595/30 Binetti e n. 9/4595/31 Pastorelli, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/32 Rondini.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/32 Rondini, con il parere contrario del Governo.
Sull'ordine del giorno n. 9/4595/33 Pagano, la riformulazione è accolta? Onorevole Pagano, va bene? Almeno un cenno. Sull'ordine del giorno n. 9/4595/34 Segoni, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/35 Artini.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/35 Artini, con il parere contrario del Governo.
Sull'ordine del giorno n. 9/4595/36 Bechis, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/37 Galgano.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/37 Galgano, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/4595/38 Di Vita.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Vita. Ne ha facoltà.
GIULIA DI VITA. Grazie, Presidente. Semplicemente perché vorrei almeno sapere le motivazioni che hanno spinto il Ministro dare parere contrario a questo ordine del giorno, dal momento che si tratta di un impegno veramente generico. Lo dico affinché i colleghi siano consapevoli di ciò che stanno per votare. Si parla semplicemente di intervenire su una legge che è stata fatta venticinque anni fa, la legge n. 210 del 1992, in materia di indennizzi, quindi di risarcimenti, a coloro che hanno subito danni o da sangue infetto o da vaccinazioni obbligatorie.
In questi venticinque anni è stato visto come questa legge sembra fatta apposta proprio per non riconoscere il diritto a queste famiglie, perché ci sono dei cavilli burocratici che hanno permesso al Ministero di divincolarsi. L'impegno è molto generico, perché si tratta semplicemente di intervenire con specifici correttivi, che ho citato in premessa, per correggere appunto il testo della legge.
In particolare, vorrei far notare che non sono semplicemente lamentele delle famiglie o degli avvocati di queste famiglie o di me in particolare. Abbiamo il parere del Consiglio di Stato del 2012, che dice chiaramente che: il Ministero ha oltrepassato le proprie competenze - cito testualmente, proprio due secondi e abbiamo finito -, il Ministero è privo del potere di sindacare la discrezionalità tecnica della Commissione in sede di erogazione dell'indennizzo. Quindi, ci sono state famiglie a cui è stato negato l'indennizzo semplicemente per una negligenza del Ministero della salute. E così come ho detto in discussione generale, queste famiglie andrebbero risarcite due volte, mentre quello a cui assistiamo è addirittura un parere contrario all'ordine del giorno, a un impegno così generico che vi lascia anche liberi di intervenire quando e come ritenete più opportuno.
Quindi, io chiedo alla maggioranza di passarsi una mano sulla coscienza e vedere se almeno le famiglie che hanno subito danni, riconosciuti dalla Commissione medico-ospedaliera dello Stato, possono almeno finalmente vedere giustizia o se, ancora una volta, questo Parlamento, questa maggioranza e il Governo devono offenderli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/38 Di Vita, parere contrario.
Prendo atto che l'onorevole Burtone accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4595/39 e che l'onorevole Rostellato accoglie la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/4595/40.
A questo punto abbiamo parere favorevole sugli ordini del giorno n. 9/4595/41 Lenzi, n. 9/4595/42 Carnevali, n. 9/4595/43 Miotto, n. 9/4595/44 Paola Boldrini e n. 9/4595/45 Quartapelle Procopio.
Abbiamo adesso l'ordine del giorno n. 9/4595/46 Crimì. Onorevole Crimì, lo mantiene? Bene, insiste per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/4595/46 Crimì, con parere contrario del Governo.
L'ultimo ordine del giorno n. 9/4595/47 Fontana è accolto.
Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 10 con la diretta televisiva concordata.
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 4595)
Ha facoltà di intervenire per dichiarazione di voto il deputato Oreste Pastorelli.
ORESTE PASTORELLI. Signora Presidente, signora Ministro, troviamo assurdo che nel 2017 si debba ancora spiegare l'utilità delle vaccinazioni che, in realtà, sono indispensabili. La medicina “fai da te” non esiste, né tanto meno quella che si sviluppa sul web. Purtroppo, Internet, se, da una parte, ci ha semplificato la vita, dall'altra, ha contribuito a diffondere convinzioni prive di fondamento che hanno il fine unico di destabilizzare l'utente e di riportarci indietro di decenni. Per una diagnosi o per qualsiasi dubbio inerente alla propria salute occorre avvalersi, solo ed esclusivamente, di fonti certificate. La comunità scientifica internazionale ha comunicato compatta la proprio opinione; l'Italia è tra i Paesi meno virtuosi in tema di vaccinazioni e per questo motivo le coperture stanno, oggi, vivendo un calo preoccupante.
Appare, quindi, condivisibile, oltre che necessaria e urgente, la scelta del Governo di tornare all'obbligo vaccinale. Tuttavia, nei prossimi mesi si potrebbero venire a creare difficoltà di tipo logistico per le aziende sanitarie locali che dovranno far fronte ad un'elevata richiesta di somministrazione di vaccini. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno che prevede la possibilità di utilizzare spazi idonei messi a disposizione da farmacie pubbliche e private, così da contribuire allo smaltimento della grande mole di lavoro.
Detto questo, il decreto costituisce un risultato soddisfacente ed esprimo dunque il parere favorevole della componente socialista.
ELEONORA BECHIS. Signora Presidente, Ministra, nessuno in quest'Aula ha detto di essere contro i vaccini; siamo ben coscienti che dalla fine del Settecento ad oggi milioni di esseri umani si sono salvati da morte certa per vaiolo, poliomielite, morbillo, tetano, difterite, rosolia ed epatite, ma il decreto-legge che oggi ci chiedete di trasformare in legge è inaccettabile. Il professor Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte costituzionale, ci ricorda il capitolo II della Convenzione di Oviedo, con l'articolo 5, che pone, quale regola generale, che ogni intervento, nel campo della salute, abbia quale suo necessario presupposto il libero ed informato consenso della persona interessata, che deve fondarsi innanzitutto su un'informazione adeguata sullo scopo, sulla natura dell'intervento, sulle sue conseguenze e i suoi rischi, e all'articolo 28 della stessa è espressamente previsto che ciascuno Stato firmatario si impegni a che le domande fondamentali poste dallo sviluppo della biologia e della medicina siano oggetto di dibattito pubblico e appropriato, alla luce, in particolare, delle implicazioni mediche, sociali, economiche, etiche e giuridiche pertinenti e che le loro possibili applicazioni siano oggetto di consultazioni appropriate.
Una legge che toglie la libertà di scelta in ordine a un trattamento sanitario deve dichiararsi costituzionalmente illegittima, per mancato rispetto della persona umana, in violazione della libertà di scelta e per irragionevolezza. Per vaccinare a tappeto con un impiego di denaro enorme, invece di un'adeguata campagna di informazione, ci spiegate, Ministra, se c'è contezza dell'efficacia a lungo termine, magari facendo uno studio sui vaccinati dal 1980 ad oggi. Il popolo italiano non vuole credere che tutto dipenda dall'incontro tenuto a Washington nel settembre 2014; le famiglie italiane chiedono solo che i vaccini siano sicuri, testati e scientificamente riconosciuti come innocui alla salute, perché stiamo parlando della vita dei nostri figli ed è troppo importante per metterla a rischio, non possiamo permettervelo. Allora, Presidente, Alternativa Libera vota “no”, perché con le incomprensioni si alimenta la divisione tra fazioni, creando fenomeni di caccia all'untore, come nei periodi di pestilenza.
ELEONORA BECHIS. Votiamo “no” perché i bambini non possono essere oggetto di sperimentazione sia che si siano italiani sia che siano stranieri.
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Gebhard. Ne ha facoltà. Per favore, attenetevi ai tempi, colleghi e colleghe. Prego.
RENATE GEBHARD. Grazie, Presidente. Abbiamo votato la fiducia che il Governo ha posto in quanto al Senato, sono stati apportati miglioramenti che riteniamo significativi, anche se non tutti i problemi sono stati risolti. Avremmo desiderato un provvedimento che mettesse maggior attenzione su informazione e sensibilizzazione e speriamo che, in ordine ai tempi e alle modalità, ci siano ancora spazi. Siamo però convinti che l'intervento dello Stato di per sé sia necessario a tutela della salute e della collettività, in primo luogo dei più deboli della nostra società. La discussione attuale ci fa supporre che vi sia qualcuno che possa pensare sul serio che lo Stato voglia ammalare i cittadini. Ma no, lo Stato ha un interesse primario a tutelare la salute sia sul piano sociale sia su quello economico e proprio per questo la tutela della salute è un dovere costituzionale. Ci troviamo in un'area conflittuale tra un diritto individuale alla libertà del singolo genitore e un diritto collettivo che, a nostro parere, è prioritario. Non siamo tutti esperti o medici e per questo ci dobbiamo fidare degli esperti in materia, dell'Organizzazione mondiale della sanità, della ricerca scientifica. Non possiamo credere e non voglio far credere ai genitori preoccupati che tutti siano in errore. Occorre equilibrio. Non mi piace che alcune forze politiche speculino con le paura dei genitori, il tema è troppo sensibile. Per tali motivi noi voteremo a favore del provvedimento.
PAOLA BINETTI. Presidente, Ministro, come già detto noi esprimeremo voto positivo sul disegno di legge perché crediamo nel valore dei vaccini. Crediamo alla prevenzione come ad una delle forme più alte della medicina perché siamo convinti che la storia dell'umanità e anche la storia della medicina camminano con la sconfitta delle grandi epidemie che sono state la piaga nei secoli precedenti. Siamo convinti, quindi, che questo disegno di legge, nel momento in cui difende la vita individuale ma anche la vita considerata come bene condiviso, come bene che, potremmo dire, appartiene a una collettività, a una comunità, meriti la massima attenzione. Ciò nonostante ci sono due passaggi, a mio avviso, nel disegno di legge che dovrebbero aiutarci a capire l'ostilità peraltro immotivata che si è scatenata nell'opinione pubblica. Uno è il fatto che il disegno di legge, nella misura in cui parla di obbligatorietà, mette il dito sulla piaga di quel senso dell'individualismo, del diritto individuale declinato come un assoluto e ciò in qualche modo va a scartavetrare un po' il sistema nervoso della gente.
PAOLA BINETTI. Ma il secondo aspetto - concludo, Presidente - è che c'è stato un cattivo messaggio laddove è sembrato che il disegno di legge si inserisse come un cuneo nella relazione tra genitori e figli. I genitori italiani che si sono ribellati al disegno di legge lo hanno fatto temendo che li espropriasse del loro diritto a prendersi cura dei propri figli, qualcosa di più del dovere. Ritengo che una campagna di comunicazione intelligente e ben condotta dovrebbe dare risposta sotto questi due obiettivi: la vita è un bene assoluto, essa sì, e la famiglia merita il massimo della tutela, dell'attenzione e del rispetto da parte delle istituzioni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Vargiu. Ne ha facoltà.
PIERPAOLO VARGIU. Grazie Presidente e Ministro, Direzione Italia voterà convintamente a favore del provvedimento. Spiegherò i motivi. I vaccini sono un'attività di prevenzione: in un posto normale il problema sarebbe riuscire a trovare i soldi sufficienti per attuare le campagne di vaccinazione. Qui è il contrario: non ci sono le volontà di farlo e siamo a quello che è un paradosso per un liberale, siamo arrivati a votare un provvedimento in cui lo Stato sa meglio delle famiglie e meglio dei genitori quale è l'interesse dei figli.
È una cosa assolutamente paradossale, dal mio punto di vista, che ci dà l'idea di vivere in un Paese surreale, ma non dobbiamo dimenticarci che questo è il Paese di Vannoni che ha tentato quattro anni fa, schizzando sangue addosso al Ministro e piazzando la tenda della disperazione dei Biviano fuori dal Parlamento, di somministrare una brodaglia, su cui la comunità scientifica internazionale ha dovuto ridere, a spese del Sistema sanitario nazionale. Dunque nei posti normali i sarti fanno i vestiti, i giudici stabiliscono chi è ladro e i cardiochirurghi sostituiscono le valvole: da noi non succede così. Noi siamo controcorrente. Pensiamo che la competenza, il merito, il principio della gerarchia sia ancora la stella polare del Parlamento e siamo d'accordo che ci sono problemi di formazione degli operatori sanitari e di informazione delle famiglie, che ci sono problemi di miglior censimento delle reazioni avverse, di anagrafe vaccinale, di risarcimento dei danni realmente documentati. Siamo anche dell'idea che i No vax che ci hanno fermato fuori dal Parlamento siano assolutamente in buona fede, sono le vittime di una cultura che è quella dei fake che arrivano dentro la cassetta del web associati alla solita frase: fallo girare perché i telegiornali non lo pubblicano come se ci fosse sempre un complotto culturale contro qualcuno. Ma, se sono in buona fede i No vax, non sono in buonafede i mistificatori del web, quelli che Popper chiamerebbe i cattivi maestri. Per questi bisogna istituire un reato specifico che culturalmente sia uno spartiacque, procurato allarme antiscientifico, e siano perseguiti per questo perché non è possibile che in un posto civile si facciano danni economici e si ammazzi la gente come se fosse uno scherzo di carnevale.
GIOVANNI MONCHIERO. Grazie, Presidente. Signor Ministro, sono costretto a ripetere un concetto che lei ha già ascoltato in discussione sulle linee generali ma sono fermamente convinto che il decreto-legge investa un problema che merita una normazione a parte senza entrare nel caso specifico cioè il problema dei rapporti tra i diritti del singolo e i diritti della collettività, tra il diritto di decisione del singolo e il dovere dello Stato di intervenire a tutela della collettività. Ora è chiaro che in materia sanitaria anche in quest'Aula è stata confermata recentemente una legge molto importante, una visione che demanda, che àncora alla volontà del singolo la decisione ultima sulle questioni che riguardano la sua salute. Ma, nelle politiche di sanità pubblica, il singolo deve essere chiamato a collaborare alla salute di tutti e non vaccinare non è soltanto un atto di catastrofica imprudenza per quanto riguarda la propria salute: è un atto di gravissima lesione dei diritti altrui, di avere una tutela della loro salute. Per questo ritengo che lo Stato abbia il diritto-dovere di intervenire ma, nel contesto dialettico in cui viviamo oggi, era opportuna una normativa a parte che astraesse dal contesto di vaccini e che si riferisse a tutte le politiche di sanità pubblica. Per tornare ai vaccini, era inevitabile tuttavia che il decreto-legge non subisse nell'opinione pubblica un dibattito in termini giuridici ma, ahimè, l'opinione pubblica si è divisa tra vaccini sì e vaccini no. Ora è impensabile che, dopo duecento anni da questa fortunatissima scoperta che ha cambiato la storia dell'umanità, ci possa essere una serie di fake news che inducono l'opinione pubblica a pensare che i vaccini non siano sicuri, che i vaccini siano inefficaci, che i vaccini siano pericolosi. Tutte queste obiezioni vanno serenamente contrastate. Auspico anch'io campagne di informazione formali che coinvolgano di nuovo l'opinione pubblica verso l'assunzione di responsabilità collettive: noi siamo stati tutti felicemente vaccinati ed eravamo fieri di essere vaccinati perché in quel momento l'opinione pubblica, le nostre maestre, i nostri genitori ci dicevano che bisognava vaccinarsi. Ora l'esame del provvedimento, se esso non venisse approvato, avrebbe l'effetto di trasmettere nel Paese un dubbio definitivo sui vaccini. È per questo che io ritengo che chi è convinto di stare dalla parte della scienza e non del pregiudizio abbia il dovere di votare questo provvedimento, e a questo dovere intendo attenermi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Civici e Innovatori).
FABIO RAMPELLI. Presidente, colleghi deputati, Ministro Lorenzin, il ragionamento che intendiamo sviluppare è tutto sommato semplice: i nostri nonni e genitori hanno conosciuto epidemie dalle conseguenze tragiche, hanno conseguentemente accolto i vaccini e la loro obbligatorietà, garantita dalla scuola, come vere e proprie pozioni magiche che salvavano la vita a bambini e adolescenti. Quel rigore, certamente accompagnato da campagne informative insistenti, enfatiche e convincenti, che in questo decennio sono letteralmente scomparse, ha totalizzato risultati di copertura e protezione dal contagio elevati, che hanno avuto effetto finché tali vaccinazioni non si sono fortemente ridimensionate, a partire dal 1999.
È stata proprio la sensazione di aver chiuso la partita con alcune patologie a farci abbassare la guardia e, dopo solo diciott'anni, scomparsa quella paura reverenziale, le coperture vaccinali si sono abbassate drasticamente, in alcuni casi anche del 10 per cento, riportandoci in una zona di pericolo epidermico. Il male è tornato insomma a bussare alla porta delle nostre famiglie, dei nostri bambini, dei soggetti fragili della società. La salute di tutti oggi risulta meno tutelata di ieri. La cosiddetta immunità di gregge trova in Italia buchi territoriali sparsi a ogni latitudine geografica, e i soggetti maggiormente a rischio, ribadisco, sono quelli malati, che non possono essere vaccinati e quindi confidano nella vaccinazione degli altri per non subire contagi. Tutti ormai sanno che i tre bambini morti a causa di accertate complicanze del morbillo, se fossero stati vaccinati preventivamente, si sarebbero salvati, proprio perché affetti da altre malattie.
Già, il morbillo, che avevamo debellato, praticamente. Nessuno l'avrebbe mai immaginato, ma in Italia abbiamo 3.842 casi accertati - con i tre decessi citati -, che corrispondono più o meno alla metà dei casi realmente sviluppati. In Europa siamo secondi solo alla Romania, che ha avuto 6.000 casi segnalati e 27 decessi. Morbillo che, a causa della sua alta contagiosità e velocità di trasmissione, è considerato un indicatore dell'andamento generale delle coperture vaccinali, una specie di spia luminosa. Nel caso italiano, l'incremento in un solo anno è stato pari al 500 per cento, e questo ha fatto scattare l'allarme della comunità scientifica, che ha constatato la progressiva distanza dagli standard nostrani rispetto alle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e degli istituti scientifici. La copertura non dovrebbe mai scendere al di sotto del 95 per cento, e invece, per alcuni virus, siamo intorno all'85. L'aumento della mobilità delle popolazioni certamente incide nella diffusione delle malattie, dal momento che è più facile viaggiare, trovarsi in contesti geografici dove non esiste o è carente la profilassi sanitaria; così come occorre prendere atto che alcune malattie praticamente sconfitte in Italia potrebbero riemergere, vista l'ampia diffusione nell'area del Mediterraneo. È il caso della poliomielite in Egitto, in Siria. E gli ingenti flussi migratori degli ultimi anni, di cui portate per intero la responsabilità, rendono molto concreta questa possibilità. Ci lascia perplessi, in questo decreto, l'assenza di vaccinazione per le centinaia di migliaia di migranti che giungono a casa nostra da Paesi che hanno una sanità inesistente, oltre che per gli insegnanti e gli operatori sanitari.
Mancano i soldi, ci dice il Ministro Padoan, ma constatiamo che per salvare le banche che hanno finanziato il Partito Democratico i soldi li trovate sempre. Per quanto attiene alla sicurezza dei vaccini, i rischi sono minimi e ben codificati, come dimostrano i dati molto al di sotto delle controindicazioni che possono dare i farmaci o, prima di un intervento chirurgico, anche una semplice anestesia. Tuttavia, il confronto tra scienza e politica, fra fatti e consenso, rimane critico, e il proliferare di irresponsabili fake news, facilmente reperibili sulla rete, non aiuta a mettere ordine nella discussione, tutt'altro. Stiamo assistendo alla degenerazione di un dibattito, che dovrebbe restare scientifico e comunque equilibrato, in una bagarre ideologica, con argomenti delicati che attengono alla salute dei nostri figli agitati come clave da spregiudicati quanto irresponsabili strumentalizzatori in servizio permanente effettivo.
E ogni riferimento al MoVimento 5 Stelle, che ha soffiato sul fuoco salvo poi fare ampi passi indietro, è voluto. Noi di Fratelli d'Italia non abbiamo mai cambiato idea: non abbiamo mai avuto dubbi sull'utilità dei vaccini per la tutela della salute e della vita, e quindi non siamo pentiti come altri; non abbiamo bisogno di nasconderci dietro questioni procedurali, pregiudiziali di costituzionalità, prerogative regionali. Non cerchiamo un alibi per deludere i No-Vax perché non abbiamo prima deluso i No-TAV. I dubbi che nutriamo sono di altra natura: se è vero che questa recrudescenza c'è, perché avete atteso i mesi finali della legislatura per intervenire? Perché vi siete fatti sorprendere dall'emergenza, fino a costringervi a imporre un odioso decreto-legge per imporre i vaccini? Perché avete creato nella società un parziale rigetto sociale e non avete impegnato risorse per spiegare, divulgare, coinvolgere, convincere adeguatamente i medici di famiglia, i pediatri, gli infettivologi, le istituzioni, le associazioni culturali di questo settore notoriamente molto attive, chiudendovi in una torre d'avorio e poi entrando nelle famiglie a gamba tesa? Avete avuto i dati sul peggioramento degli indicatori da quando vi siete insediati, quattro anni e mezzo fa, con Enrico Letta. Ve lo ricordate? A proposito, non è che esiste per caso un vaccino che protegga dalle pugnalate di Renzi?
È vero che c'è un migliore mondo possibile, e poi c'è la realtà, e con questa occorre fare i conti, ma non è scritto da nessuna parte che si debba rinunciare d'ufficio al primo e arrendersi sempre al secondo. Si può tendere al miglior mondo possibile e contemporaneamente essere pragmatici per non soccombere. La traduzione di questa metafora è che avreste potuto e dovuto fare prevenzione, cercare il consenso delle famiglie sui vaccini e, nel caso in cui non vi fosse riuscito, di riportare la copertura vaccinale ai livelli richiesti per difendere la salute e la vita dei cittadini. Sareste stati giustificati oggi nell'imposizione. Il Governo, sotto questo aspetto, è stato inadempiente: ha contribuito a creare sospetti, ha alimentato quel conflitto ideologico patetico sui vaccini, che pure si è impossessato della società. Non ha saputo o voluto informare, e si è quindi trovato costretto a sanzionare; e ha scritto un'altra pagina del suo fallimento arrivando a dividere il Paese su una materia che pacificamente poteva essere condivisa da tutti, nelle sue soluzioni operative.
Lei, ministro Lorenzin, si è ridotta all'ultimo, è stata costretta a usare la forza di un decreto, l'arroganza di un'imposizione, la minaccia di una sanzione, è questo che ci lascia perplessi. Per questo, noi non la seguiremo, non seguiremo Gentiloni. Siamo favorevoli ai vaccini, perché siamo per la difesa della vita, sempre e comunque. Siamo per la cultura del dono, per l'amore e la cura verso i più deboli, per il principio del mutuo soccorso. Siamo per la tutela del popolo italiano dal rischio di importare malattie da quel Mediterraneo che non controlliamo più e che vi siete fatti scappare dal vostro idolo progressista Macron, che ci ha messo su le mani. Mare di disperazione, morte e sofferenza. Vogliamo per questo dire ai tanti cittadini che stanno manifestando anche qui fuori stamattina, di continuare a essere generosi, perché la protesta è un atto di generosità; di guardare comunque il bicchiere mezzo pieno, se ci riescono, perché questa imposizione consentirà almeno di ridurre il numero delle persone contagiabili, quindi renderà più sicuri i malati oncologici e i pazienti con immunodeficienze. Noi siamo a favore dei vaccini, ma siamo contro le vostre imposizioni, per questo Fratelli d'Italia si asterrà da questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Mario Marazziti. Ne ha facoltà.
MARIO MARAZZITI. Signora Presidente, signora Ministro, onorevoli colleghi: Medioevo, prossimo futuro; l'eccesso di informazioni male utilizzato può creare fantasmi. Nel tempo dell'auto che si guida da sola, si possono preferire gli untori alla scienza e il pregiudizio al giudizio. Credo che se i padri della nostra Repubblica (De Gasperi, Nenni, Togliatti, Einaudi) o grandi scrittori e giornalisti che hanno raccontato l'Italia repubblicana (Montanelli, Pavese, Bocca) avessero visto l'Italia e il dibattito in questo Parlamento sui vaccini, avrebbero pensato di avere sbagliato Paese e Parlamento, o pianeta. Sapevano bene loro che cos'era l'Italia in cui si moriva di malattie infettive prima delle vaccinazioni di massa. Lo sapeva Nelson Mandela, che i vaccini gratis per tutti i bambini sono una benedizione e non una maledizione. Sognava un continente libero dal bisogno e il primo bisogno è non morire di malattie che poi si possono sconfiggere per sempre: grandi sogni, qui sogni piccoli. A volte il massimo sembra essere l'Antitrust, del cui lavoro comunque ringrazio.
C'è un'epidemia di memoria, c'è una spaccatura generazionale, che spinge verso il sogno di vaccini à la carte - questo sì, questo no, questo quando me la sento, questo quando servirà -, come se la prevenzione si potesse fare quando le cose sono già accadute. Libertà di scelta, di coscienza contro obbligatorietà? “L'uomo nel benessere non comprende, è come gli animali che periscono”, dice un antico scritto, il salmo 49. Specialmente in medicina, spesso quello che fa più male è quello che non si vede: ebola, terribile, che sta lì e non sparisce in tre Paesi africani, ma per ebola il bacino sta arrivando. Il fatto che sembri che alcune malattie non colpiscono più ha illuso milioni, anche in Italia, che queste malattie non esistono più e non fanno più male.
Quando ci si rompe il computer, andiamo degli esperti; invece, su questioni complesse, come le epidemie e la sanità pubblica, è cresciuto il numero di chi va dietro a sedicenti esperti o ciarlatani. Lo abbiamo visto con Stamina, molto pericoloso. Una società spaventata, scettica e sospettosa su tutto, diventa credulona. Criticare il potere non può portare a lasciare i cittadini soli, in mano di qualche guru, in nome di un grande “no”, non può portare a privare i cittadini del necessario: è quello che fanno i deputati che voteranno “no” a un decreto, anche se il percorso che lo ha generato può non essere piaciuto ad alcuni.
Oggi aumentare la copertura vaccinale è una necessità prima che sia un'emergenza; oggi, in Italia, in Occidente, la mortalità per malattie infettive - soprattutto anziani e malati cronici, pazienti affetti da patologie che indeboliscono il sistema immunitario -, è di 2 per cento per ogni 100.000 abitanti; erano 280 ogni 100.000 abitanti nel 1926 - più o meno quando nasceva mia madre - 140 volte di più; erano quasi 150 nel 1946, quando si insedia l'Assemblea costituente, 75 volte più di oggi, quando rimbalza in quest'Aula, come una palla, e in Commissione affari sociali il citatissimo articolo 32 della Costituzione, secondo comma, dove si dice che la salute è un bene individuale. Ma pochissimi - e bene ha fatto alle undici di sera l'onorevole Binetti, in quest'Aula - hanno citato il primo comma dello stesso articolo 32, quello che dice che la salute è un bene, un interesse e una responsabilità di tutta la comunità nazionale e della collettività.
In Italia, le prime vaccinazioni obbligatorie, almeno per l'antivaiolosa, sono cominciate nel 1888, poi nel 1930 l'antidifterica, eppure una copertura significativa arrivò per entrambe solo negli anni Sessanta, quando furono rese obbligatorie anche le vaccinazioni antitetanica e antipoliomelitica. Come sappiamo, nel 1981 fu abolita l'antivaiolosa, perché il mondo era riuscito allora, dopo secoli, a eradicare quella malattia. L'obbligatorietà, dieci anni dopo, è stata estesa alla vaccinazione contro l'epatite B. Chi ha qualche anno in più lo sa bene: i vaccini sono una grande arma di emancipazione dell'umanità dalla malattia e dalla morte.
Ai diffusori di dubbi propongo di uscire dall'ambiguità. Voi dite: “qui nessuno è contro le vaccinazioni”, ma abbiate il coraggio di dire “non vaccinatevi”, perché le campagne di vaccinazione di massa con i “se” e con i “ma” non esistono. Informate sì le campagne, ma con i “se” e con i “ma” non ci si vaccina più. Abbiamo ascoltato in Commissione, sui giornali, in piazza, che i vaccini sono utili, ma che non ce n'è davvero bisogno: “casomai fatelo agli altri, ma non a mio figlio”.
Ma c'è un'altra storia raccontata da Margaret Chan, guida dell'OMS, che dice: “I vaccini hanno impedito almeno 10 milioni di morti tra il 2010 e il 2015 e molti altre milioni di vite sono state protette dalla sofferenza e dalla disabilità associata a malattie come polmonite, diarrea, pertosse, morbillo, poliomielite”. Tra il 2010 e il 2015, 10 milioni di morti risparmiati.
Lo dico alle tante mamme, ai miei amici, preoccupati dalla tossicità: i vaccini sono farmaci, ma la loro tossicità è inferiore a quella di qualunque altro farmaco, anche se esiste la possibilità di eventi avversi, a volte terribili - un caso su un milione, quelli terribili -, ma l'aspirina ha molte più controindicazioni, gli antibiotici presi male e troppo, come in Italia, creano resistenza a infezioni facili e mietono 4 mila, 5 mila vittime all'anno per complicazioni. Tutti gli altri farmaci portano più rischi dei vaccini, assieme a dei grandi benefici, ma questo non porta alla paralisi, a non somministrarli e a non assumerli. Mi si è scritto: ma se mio figlio ha già avuto quella malattia, perché si deve prendere quel vaccino dentro l'esavalente o la tetravalente? L'Istituto superiore di sanità e la sanità pubblica mondiale ci ricordano che per chi è già vaccinato è come un richiamo.
Allora: obbligatorietà, sì, no? L'Italia dà a tutti i propri cittadini le vaccinazioni - ce lo invidiano -, dobbiamo esserne orgogliosi. Voi dite: “non c'era bisogno di obbligatorietà, basta più comunicazione e più informazione, come in Veneto”, ma anche in Veneto, un'eccellenza in Italia, il tasso di vaccinazioni era sceso più che in altre parti d'Italia e solo da un paio d'anni la tendenza si è ripresa. Perché cambiare in fondo, se alcuni erano già raccomandati? Ma dal 1999 ad oggi ci si è convinti che quelli obbligatori erano utili e quelli raccomandati non servivano.
Allora, per questo, il gruppo Democrazia solidale-Centro democratico è radicalmente a favore di questo provvedimento, che pure sempre si sarebbe potuto migliorare con più tempo. Lasciamo da parte i “No vax”, però. In una società che rischia un'eterna adolescenza, qualche obbligo può fare bene. Vale per la cintura di sicurezza, per il fumo negli uffici, per l'uso del telefonino in macchina, per il casco in moto: obblighi utili, anche se sgradevoli. Anche la Germania ha appena introdotto una multa di 2.500 euro, se un bambino non è vaccinato contro il morbillo; la California ha introdotto nel 2015 l'obbligatorietà per nove vaccini e il divieto di ingresso a scuola nel 2015, dopo cento casi di morbillo tra Stati Uniti e Messico per un focolaio di morbillo a Disneyland. In Italia: 3.670 settanta casi di morbillo segnalati, con il 40 per cento di ricoveri in ospedale, e la discesa all'87 per cento della copertura nazionale.
Questo significa che dobbiamo fare molto, dobbiamo fare di più. La soglia di tranquillità assoluta - ci dice l'OMS - deve essere il 95 per cento per tutte queste malattie e a questa dobbiamo arrivare in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Se diciamo 87 per cento, vuol dire che da qualche parte è 75 per cento e da un'altra 95 per cento. Il contagio non guarda la media degli italiani; i nostri figli, i figli degli altri, vivono in luoghi reali e non nella media: chi non vaccina il proprio figlio mette a rischio i figli degli altri più deboli, più fragili, che non si possono vaccinare.
Questo provvedimento ha trovato una larga maggioranza in Senato, poteva avere un iter meno drammatico, si poteva aiutare a smussare paure e limare il testo, ma oggi abbiamo una buona occasione. Non c'è una ricetta buona per tutti o per sempre; è molto saggia la norma che fra tre anni chiamerà il Ministero della salute e il Parlamento a valutare se l'obbligatorietà debba rimanere o vada cambiata per alcuni dei vaccini, se la situazione migliorerà. Tutto è perfettibile, fa parte dell'evidenza scientifica. Per questo, oggi, votiamo una pagina importante della sanità pubblica e della salute delle generazioni che verranno. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Ignazio Abrignani. Ne ha facoltà.
IGNAZIO ABRIGNANI. Grazie, gentile Presidente, signora Ministra, onorevoli colleghi. Prima di entrare nel merito del provvedimento, concedetemi una piccola premessa. Un provvedimento così importante, quale quello che stiamo per approvare, avrebbe meritato una trattazione un po' differente. Per la delicatezza dei temi trattati, sarebbe stato opportuno, se non necessario, un surplus di riflessione, di approfondimento, di confronto. Per queste ragioni, infatti, avremmo preferito un disegno di legge, magari in via prioritaria, in luogo del decreto-legge, con tutto ciò però che ne consegue in termini di dibattito, in termini di possibilità emendative e di cambiamenti. Così non è stato, peccato. Per fortuna, comunque, la fiducia è stata posta soltanto qui alla Camera e non anche al Senato: pertanto, nel ramo alto del Parlamento questo testo è stato modificato. Infatti, sarò franco, nella versione originale destava anche a me qualche perplessità: mi riferisco nello specifico al numero di vaccinazioni obbligatorie, alle gravose sanzioni pecuniarie per chi non avesse ottemperato all'obbligo e, soprattutto, all'eccessiva previsione della possibilità di revoca della patria potestà per i genitori che si fossero rifiutati di vaccinare i propri figli. Comunque, il lavoro al Senato è stato proficuo e, pertanto, questi e qualche altro punto, a mio parere, sono stati modificati in meglio: non solo è stato ridotto il numero vaccinazioni obbligatorie, ma è stata introdotta una revisione periodica sugli obblighi di vaccinazioni relativi a quattro patologie; è stato abbassato l'importo delle multe e, ritengo opportunamente, cancellata la revoca della patria potestà.
Modifiche sostanziali che rendono questo provvedimento utile e adeguato alle esigenze del nostro Paese. Fortunatamente non siamo di fronte a clamorose epidemie, ma a recrudescenze che vanno monitorate e contrastate e le campagne vaccinatorie sono - ce lo insegna la storia - la strada maestra per controllare e debellare la diffusione di malattie. Così è stato in passato, così sarà in futuro, checché ne dicano negazionisti, complottisti e populisti antiscientifici. Non sono io a sostenerlo, è la scienza, quella vera; purtroppo complice, spiace dirlo, un deleterio uso di Internet e dei social network, che hanno preso piede su campagne di demonizzazione di vaccini: una sorta di caccia alle streghe supportata da improbabili letterature scientifiche amplificate irresponsabilmente e, talvolta, strumentalizzate.
Quello che è stato alimentato non è stato, infatti, un confronto civile, ma uno sconto ai limiti del manicheismo che porta taluni persino a sostenere che i vaccini sono il male e altri a ritenere l'obbligatorietà una palese violazione dei diritti personali, in una distorta concezione del principio di libertà. La mia libertà finisce dove inizia quella altrui recita una frase attribuita ora a Rousseau, ora a Martin Luther King ora ad altri, ma quel che conta non è l'autore, ma il suo significato e la sua applicazione al contesto. Perché questo è il punto: la libertà è inalienabile, ma non è illimitata, e la libertà dei genitori di non vaccinare i propri figli va a confliggere con il diritto alla tutela della salute dei bambini che non possono essere vaccinati perché immunodepressi o perché il loro organismo non risponde alla vaccinazione.
Dove va a finire la libertà di questi soggetti più deboli se si privilegia quella dei genitori, che, peraltro, facendo leva su pretese antiscientifiche e supportati da dati ampiamente confutati, apoditticamente dicono “no” ai vaccini? Hanno o non hanno questi bambini il diritto di poter frequentare asili e scuole senza timori di contagio, incrementati dalla scomparsa dell'immunità di gregge? È giusto far prevalere l'interesse collettivo, quello alla salute pubblica, o subordinarlo a quello individuale? È una questione delicata lo comprendo e lo sarebbe anche se il contrasto fosse tra due posizioni ugualmente ben supportate.
È il diritto a dirimere la questione e a far prevalere il primo e, a mio avviso, ciò è tanto più giusto quando, da un lato, vi sono strumentalizzazioni e convinzioni errate, ipotesi scientifiche non comprovate. Due sono quelle più utilizzate per i cosiddetti promotori del “No vax”: i vaccini sono causa di patologie gravi, l'introduzione dell'obbligatorietà delle vaccinazioni è un regalo all'industria farmaceutica, all'uopo ribattezzata “Big pharma”.
Vale la pena, allora, ricordare una breve storia: nel 1998, un medico inglese pubblicò su una rivista scientifica uno studio svolto su bambini autistici affetti da malattie gastrointestinali, i cui sintomi - dichiararono i genitori di otto bambini - erano emersi dopo la somministrazione del vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia). Nessuna correlazione, salvo queste dichiarazioni, ma il medico tenne ugualmente una conferenza stampa, in cui affermò che il nesso era probabile, consigliando la sospensione della somministrazione del vaccino trivalente. Ben presto però emerse che lo studio era stato condotto in maniera errata e le conclusioni fraudolente. Durante le indagini si scoprì, infatti, che lo stesso medico aveva brevettato un sistema di vaccini monovalenti e che, in più, la sua ricerca era stata sostanziosamente finanziata da un avvocato, rappresentante di famiglie di bambini autistici interessato a intestare una causa ai produttori di vaccini. Il medico fu licenziato, processato per colpa medica e, successivamente, radiato dall'ordine.
Nonostante questa storia sia una storia di tesi scientifiche false, ha avuto delle conseguenze: l'aspetto, infatti, su cui dobbiamo riflettere ancora più accuratamente è che lo studio dell'ex medico inglese ebbe un'eco mediatica immediata che portò ad un crollo delle vaccinazioni nel Regno Unito e una conseguente epidemia di morbillo. Ed è quello il rischio che potremmo correre noi oggi: il calo delle coperture vaccinali registrato negli ultimi anni ha avuto come conseguenza la recrudescenza di alcune malattie, mentre altre debellate in Italia, ma non in altri Paesi, potrebbero ricomparire. Vogliamo che tutto ciò accada? Mi auguro che almeno su questo si sia tutti d'accordo.
Come agire, dunque? C'è chi punta il dito contro l'obbligatorietà, contestando il principio coercitivo e le sanzioni, ma sappiamo che, laddove è previsto un obbligo naturale, esistono però sanzioni proporzionate e adeguate, così come nel testo che stiamo per votare. L'impianto sanzionatorio adesso è ragionevole e, probabilmente, utile ancor più se integrato con un altro mezzo che speriamo il Ministero porti avanti: quello della comunicazione. Perché se in altri Paesi europei non è prevista l'obbligatorietà è perché il tasso di copertura vaccinale è già alto e ciò grazie ad efficaci campagne informative e di sensibilizzazione ed assenza di strumentalizzazioni.
Ben venga, dunque, questa nuova normativa: come ha detto in discussione generale il bravo collega Gelli, non dobbiamo intervenire in situazioni di emergenza, ma prevenire il loro verificarsi ed in questo senso va a questa legge, da noi, peraltro, auspicata già nel novembre scorso - e il Ministro dovrebbe ricordarselo -, quando presentammo un question-time in cui chiedevamo al Governo se non ritenesse utile una campagna informativa e l'adozione dell'obbligatorietà di alcuni vaccini per l'iscrizione agli asili. La risposta del Ministro Lorenzin fu favorevole e questo provvedimento è coerente con le sue parole, e per questo pubblicamente lo ringraziamo. Fummo precursori, ma quel che conta non è la primogenitura di una proposta, ma il risultato finale a vantaggio della collettività.
Ora siamo a un passo da questo importante traguardo: tagliamolo senza cadere nell'errore di affrontare questa questione così delicata secondo logiche da tifo da stadio e senza alimentare uno scontro sociale tra vaccinisti e negazionisti, categoria, peraltro, diversa da chi legittimamente ha manifestato contrarietà nei confronti del numero di vaccini obbligatori. Riportiamo il confronto su un piano costruttivo senza terrorizzare né colpevolizzare; adottiamo queste norme, seguiamo con attenzione gli effetti, adeguando le norme secondo risultanze scientifiche così come previsto dal testo: sono certo che ed essere grate saranno tutte le famiglie, non solo quelle che oggi sono convinte che sia uno strumento di fondamentale importanza per la collettività, ma anche quelle che oggi, sbagliando, sono contrarie al provvedimento. Per queste ragioni, il gruppo di Scelta Civica-ALA voterà a favore del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto deputata Brignone. Ne ha facoltà.
BEATRICE BRIGNONE. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, votiamo oggi in quest'Aula un provvedimento di cui nel Paese si discute da mesi: se ne discute in TV, per le strade, nei bar, nelle scuole, sui social, negli ospedali, anche nei taxi. Se ne è parlato ovunque tranne che in quest'Aula. Un provvedimento così importante, così sentito, così incisivo nella vita del Paese è stato sottratto al dibattito in questo ramo del Parlamento e ci troviamo oggi ad esprimere frettolosamente un “sì” o un “no” su un provvedimento blindato, certamente migliorato dal dibattito in Senato e che poteva essere ulteriormente perfezionato alla Camera, come peraltro democrazia suggerirebbe.
Da mesi assistiamo attoniti a un dibattito che è diventato un ring tra “Sì-vax” e “No-vax”: un tema così fondamentale è uscito dal suo naturale alveo - quello del dibattito medico-scientifico - per diventare terreno di scontro e propaganda elettorale, in un eterno specchio riflesso tra PD e MoVimento 5 Stelle. Ci preoccupa molto il livello di scontro raggiunto, ma soprattutto ci preoccupa la non cultura antiscientifica che si sta diffondendo in questo Paese e in questo non si può non intravederne un fallimento dello Stato. Se ci troviamo a dover imporre l'assunzione di vaccini - cosa che dovrebbe essere desiderio di ogni genitore - è perché lo Stato ha fallito: ha fallito, minando il rapporto di fiducia con i cittadini, dando adito al sospetto che le sue azioni venissero influenzate anche da lobby e multinazionali del farmaco; ha fallito nel privare i cittadini di un diritto altrettanto cruciale quanto quello alla cultura scientifica e sanitaria; ha fallito, puntando a quel lento, ma inesorabile smantellamento del Sistema sanitario nazionale; ha fallito nello schiacciare sempre più professionisti sanitari sotto valanghe di burocrazia e tagli economici e di personale, andando a minare non solo la qualità del Sistema sanitario nazionale, ma anche uno degli elementi che stanno alla base del suo corretto funzionamento: il delicatissimo e importantissimo rapporto tra medico e paziente. Di tutti questi fallimenti, la maggioranza non ha saputo né ha voluto discostarsi, proseguendo in un solco sempre più grave e questo decreto si insinua esattamente in quel solco. Non possiamo non segnalare che si affronta male e troppo timidamente quanto suggerito dall'OMS, che, intervenendo in tema di vaccini nel nostro Paese, si è raccomandata di intervenire con decisione in tema di terzietà degli organismi di controllo e di un'efficace campagna di comunicazione. Ma in questo decreto manca chiaramente la volontà di investire con decisione in questi campi fondamentali.
E qui veniamo al cuore del problema. Il Governo propone di intervenire in maniera così forte per ripristinare una copertura vaccinale ottimale, ma non intende spendere un euro per farlo. La giustissima e fondamentale introduzione della gratuità dei vaccini, sia obbligatori che consigliati, comporterà impegni di spesa importanti, ma saranno le regioni a doversene far carico, le stesse regioni che chiudono ospedali, reparti e servizi per mancanza di fondi e tagli a trasferimenti sempre più consistenti, e saranno costretti a farlo peggiorando ulteriormente la qualità dei servizi. Quale serietà, quale rigore, se non scientifico, almeno logico, di questa scelta? E non possiamo non denunciare - così come non c'è stato rigore né scientifico, né logico, nel mercanteggiamento del numero dei vaccini da rendere obbligatori - che questo provvedimento introduce l'inquietante possibilità, per le famiglie più abbienti, di decidere di preferire di pagare una multa che vaccinare i propri figli, creando una sorta di libertà di scelta basata sul censo, che non possiamo in alcun modo condividere.
Riteniamo che il diritto alla salute del singolo, così come l'interesse della comunità, siano da garantire sopra ogni cosa, ma sono troppi e troppo importanti gli aspetti che questo provvedimento affronta in maniera insufficiente o negligente. E poiché è stata sottratta al dibattito parlamentare e a tutti noi la possibilità di affrontare e proporre le necessarie modifiche, il gruppo parlamentare di Sinistra Italiana-Possibile non può che dichiarare la sua astensione a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà-Possibile).
MARCO RONDINI. Grazie, Presidente. Innanzitutto, una doverosa precisazione per sgomberare il campo da equivoci: noi non siamo contro i vaccini, né vogliamo prestarci a fare da portavoce o megafono a coloro i quali ritengono i vaccini un veleno. I vaccini sono una delle più grandi conquiste della medicina ed il loro impiego è stato ed è fondamentale per il contenimento sia di epidemie, sia per la scomparsa di malattie infettive che nell'arco della storia hanno causato la morte di milioni di persone. L'utilizzo della pratica vaccinale nella prevenzione di alcune malattie infettive è uno straordinario strumento, che ha contribuito a ridurre drasticamente la mortalità e la morbilità nel mondo occidentale.
Detto questo, passiamo però a ricordare alcune scelte fatte dall'attuale Ministro della salute, che caratterizzano la recente storia in materia di vaccini. Il ministero della salute, in data 19 gennaio 2017, d'intesa con le regioni e le province autonome, ha predisposto il Piano nazionale per la prevenzione vaccinale 2017-2019. Sempre il Ministero della salute, in data 9 marzo 2017, emanava una lettera a tutte le istituzioni interessate, riguardante gli aspetti operativi per l'implementazione del piano, con obiettivi di opportunità e gratuità. Il documento non conteneva nessun accenno a situazioni di necessità, emergenza o urgenza riguardanti imprevisti derivanti dall'aumento di incidenza di malattie infettive prevenibili con vaccino. Quindi sono insussistenti le motivazioni ripetute alla stampa, che vogliono che l'Italia si trovi in una situazione emergenziale tale da imporre l'adozione di un provvedimento come quello di cui oggi si conclude l'esame.
Al luogo di questo decreto, sarebbe stato utile fare tesoro di esperienze virtuose, come quella del Veneto, che magari andava implementata, ma che comunque rimane un esempio che nessuno può mettere in discussione. Si poteva adottare una normativa come quella della regione Veneto, che ha dimostrato che, senza l'obbligatorietà, alla quale è previsto il ricorso in casi eccezionali, si può ottenere comunque una buona copertura vaccinale. L'informazione e la garanzia dell'accesso alla prestazione ha portato anche ad un risultato di indiscutibile importanza: il miglioramento del rapporto fra Servizio sanitario regionale e popolazione.
Ora, questa esperienza potrebbe essere sacrificata per volere di un Ministro e del suo Ministero, che, come ci è stato detto nell'audizione al Senato di regione Veneto, ha sempre manifestato indifferenza, se non ostilità, nei confronti di quel paternalismo libertario, che in quella regione ha trovato una felice applicazione. La preoccupazione di regione Veneto, affidata alle parole del Governatore Zaia, è concreta e la sposiamo: un decreto - ci dice il Governatore - che va oltre l'obbligo e creerà un abbandono, minando quel rapporto di fiducia su cui si regge l'alleanza terapeutica fra medico e paziente.
Se poi il problema è il morbillo, non sembra giustificato generalizzare ad altre vaccinazioni un'urgenza che non c'è. Credo, inoltre, sia importante sottolineare che le percentuali di copertura, indicate dall'OMS per ottenere l'effetto gregge, non sono le stesse per tutti i vaccini e non si dovrebbe più fare riferimento un generico 95 per cento, come semplicisticamente spesso viene fatto. Valido quel 95 per cento di copertura per l'antimorbillo, ma che per altri vaccini è inferiore.
Di questo decreto non condividiamo il carattere coercitivo dell'obbligatorietà, che passa attraverso lo strumento della sanzione amministrativa, né possiamo condividere la prassi legislativa, che con voi è ormai consolidata, del ricorso reiterato all'uso della decretazione d'urgenza, più volte censurata dalla Corte costituzionale, che di fatto svuota e mortifica il ruolo del Parlamento, il tutto aggravato poi, nel caso di questo provvedimento, ma anche di altri decreti, dalla posizione della questione di fiducia, che alla Camera ha, di fatto, blindato il testo. Fiducia, peraltro, preannunciata dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, in capigruppo, già una settimana fa. Si è ridotta, così, la discussione in Commissione ad un mero esercizio di buoni propositi e buone capacità, senza speranza.
Avete introdotto, di fatto, il superamento del bicameralismo: insomma, non vi è bastata la bocciatura popolare dalla vostra pasticciata riforma, che si è schiantata il 4 dicembre; per voi due Camere sono troppe e allora introducete un monocameralismo alternato, dove ad entrare nel merito dei provvedimenti affidati allo strumento del decreto è solo uno dei due rami del Parlamento.
Il passaggio al Senato, ha poi limitato i danni: ora non c'è più la segnalazione al tribunale dei minori per i genitori che non volevano piegarsi alla coercizione dell'obbligo vaccinale, e questa è sicuramente una buona cosa. Rimane, comunque, il fatto che lei, signora Ministro, rispondendo a un question time in Aula il 24 di maggio, quando il decreto era in procinto di approdare al Senato, quella scelta scellerata era venuta a giustificarla in Aula. Buonsenso avrebbe voluto, perlomeno, che ci venisse a dire se oggi ammette che quel passaggio è buona cosa che sia stato superato e che stavate valutando la possibilità di modificare quella norma assurda.
Permane, comunque, nel testo che ci giunge dal Senato la sanzione amministrativa, utile a sostenere l'obbligo delle vaccinazioni previste, sanzione amministrativa che è stata ridotta - ora è prevista nella misura che va dai 100 ai 500 euro, mentre prima dell'esame al Senato lo era nella misura dai 500 ai 7500 euro - ma lascia comunque intatta la certezza di una discriminazione per censo, che si configura come una palese violazione della Costituzione. Dimostra poi scarsa serietà scientifica il passaggio dalle 12 vaccinazioni, previste nel testo originario, alle 10: un tot al chilo! Marcia indietro che attesta una superficialità, che non dovrebbe trovare spazio in un ambito così delicato.
Torniamo indietro di vent'anni con questo provvedimento e i buoni propositi che avevano animato il dibattito allora, vengono cestinati dal suo decreto. Passi falsi, fughe in avanti, superficialità hanno accompagnato la storia di questo decreto, che, come abbiamo più volte detto, non risponde a nessuna emergenza. Il carattere emergenziale, irrintracciabile nella realtà dei fatti, è utile solo alle esigenze mediatiche del Ministro, che così appaga il proprio ego. Noi crediamo che questa fosse l'unica urgenza ed emergenza da risolvere, la visibilità del Ministro, ma non sicuramente la salute dei bambini e delle bambine, che, grazie a questo brutto provvedimento, si vedranno negati diritti sacrosanti garantiti dalla Costituzione.
Complimenti Ministro, l'unico risultato è il solco che è riuscita a scavare fra l'opinione pubblica e il Sistema sanitario nazionale, minando quel rapporto di fiducia che va coltivato con l'informazione, la trasparenza e il dialogo: il nostro voto non lo avrete su questo brutto provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Maurizio Lupi. Ne ha facoltà.
MAURIZIO LUPI. Signora Presidente, signora Ministro, colleghi, dico subito - in modo da poter, poi, svolgere le argomentazioni, i contenuti e le ragioni - che il nostro gruppo parlamentare voterà convintamente “sì” a questo provvedimento e alla conversione di questo decreto-legge. Le ragioni più specifiche le ha spiegate molto bene, ieri sera, nel suo intervento la collega Scopelliti, ma noi vogliamo prendere spunto anche dall'ultimo intervento - che anche chi ci sta seguendo da casa avrà seguito - del collega parlamentare della Lega, proprio perché a noi sembra che questo provvedimento e il modo con cui noi, il Governo e il Ministro Lorenzin, abbiamo scelto la strada della responsabilità, della serietà e della salute, innanzitutto, indichi un modo di fare politica.
Non si tratta di soddisfare l'ego personale di un Ministro; si tratta di dover scegliere tra due strade, quella della verità, della realtà e della responsabilità che deriva alla politica e a chi ricopre cariche di Governo, cioè di governare una comunità e di indicare strade, oppure, la scelta dell'apparenza o quella che, addirittura, oggi, con un neologismo, viene chiamata post verità; verità e post verità, realtà e apparenza, questo è sempre il binomio che ha davanti chi è legislatore, chi è chiamato a governare, chi è chiamato a fare politica, quella con la “P” maiuscola. Questo è il grande discrimine, questa è la grande divisione che abbiamo davanti, anche per chi ci segue da casa.
La verità, lo dico a chi ci ascolta, è soddisfare il proprio ego, l'ego del Ministro Lorenzin? I dati della realtà non li fa la politica, non li dà la politica, i dati di una realtà li dà la realtà e, in questo caso, trattandosi di salute, li dà la comunità scientifica. Piaccia o non piaccia. I dati della realtà, uno su tutti, sono che i casi di morbillo, come è stato più volte citato, ma la realtà è testarda e va ripetuta, in Europa, al maggio del 2017 sono stati 5.483, e il morbillo non è una cosa astratta, riguarda tuo figlio, mio figlio, tuo nipote, quello che va all'asilo, quello che frequenta la scuola, quello che drammaticamente non può vaccinarsi, perché ha una malattia che non gli permette di vaccinarsi, però ha il diritto di andare all'asilo e di stare insieme ad altri bambini e se per caso prende il contagio quello muore, drammaticamente, si spegne una vita.
I dati della realtà dicono che il 43 per cento di questi casi di morbillo avvengono nel nostro Paese; i dati della realtà dicono che, all'11 luglio, solo in Italia, ci sono stati 3.501 casi di morbillo, con due decessi. È soddisfare, caro collega della Lega, il proprio ego o quello del Ministro Lorenzin domandarsi su questa realtà e dire che responsabilità ha la politica? E di questi 3.501 casi, l'89 per cento non era vaccinato e il 6 per cento era vaccinato solo con una dose; siamo arrivati al 95 per cento. Solo la Romania è avanti a noi.
Allora, la scelta che abbiamo davanti e che il Ministro Lorenzin aveva davanti, era esattamente la scelta tra realtà e immaginazione, tra verità e post verità, cioè menzogna, tra il seguire il dramma legittimo e le risposte di speranza che qualcuno cerca o indicare la strada che una legge, un Parlamento o un Governo deve dare per indicare la strada.
È evidente che l'obbligatorietà non è un dogma, ma l'obbligatorietà è un intervento decisivo e determinante che il Ministro Lorenzin ha fatto bene a seguire, per l'idea che ha di politica, sua e di questo Governo, laddove scatta il campanello d'allarme, laddove la soglia della responsabilità si è abbassata, laddove la soglia dell'ignoranza ha colpito nella cultura del Paese, laddove vi è l'irresponsabilità di chi fa campagne “no vaccini”; non capisce che è un'irresponsabilità nei confronti non propri o dei pochi voti che si prendono, ma nei confronti di chi hai davanti, che è una persona umana. E il dovere di tutti noi è la tutela della salute, poi c'è la libertà di scelta, di cura. Non a caso, voi sapete che esiste la possibilità, da parte delle amministrazioni pubbliche, di obbligare ad una cura, laddove è a rischio la vita e la salute di una persona o è a rischio l'incolumità di una comunità.
Allora, che cosa poteva fare il Ministro Lorenzin? E lo ha fatto, lo ricordo, perché la memoria è breve, anche su un altro caso, dove verità e post verità si sono scontrate, scienza e ignoranza si sono scontrate. Doveva andare dietro, anche, alle tante domande delle famiglie - quante mail abbiamo ricevuto, quante proteste abbiamo fatto, ma qual è il compito, dire sempre di sì, per avere magari qualche voto? - o dire e spiegare con responsabilità qual è la strada da seguire?
Se il Ministro Lorenzin avesse seguito il popolo, la comunicazione, le proteste sul caso “Stamina”, oggi dove saremmo, dove saremmo, oggi? Avremmo illuso con una speranza e attuato una menzogna e avremmo tradito il compito della politica, del Parlamento e di chi governa. Questo è il punto, e questa è la grande distinzione che esiste tra chi pensa la politica come responsabilità - e Alternativa Popolare fa questo - e chi, invece, pensa che il problema è sempre dire “sì” a tutti; anche se sono famiglie che conosci, anche se sono persone che ti seguono, anche se sono persone che ti mandano delle mail, la tua responsabilità è spiegare le ragioni, non sempre e solo andare dietro.
Permettetemi un'altra osservazione. A fronte di queste motivazioni che sono oggettive, qual è l'obiezione dell'opposizione o di chi vota contro? Ovviamente, ha capito che la strada del “no vax”, del no vaccino, della post verità era una strada, allora non bisognava fare un decreto; ho sentito frasi, grazie a Dio non in questo Parlamento, ma nell'altra Camera, al Senato, indegne della rappresentanza istituzionale e di un Parlamento; si può essere contro, ma su casi di questo genere mai strumentalizzare, mai appellarsi a complotti nati in America, mai dire che si sta facendo l'interesse delle case farmaceutiche sulla pelle dei cittadini, perché si commette una irresponsabilità ancora più grave, di quella di dire una menzogna, di non rispondere al proprio ruolo, perché mai come in questo caso i due interessi convergono. L'interesse di chi è casa farmaceutica e deve produrre i medicinali per rispondere ad una malattia o ad una prevenzione e l'interesse che è superiore, ovviamente, a quello delle case farmaceutiche e che è quello di dare una risposta a tutti. Convergono! E, allora, non devo dire che c'è un conflitto di interesse, devo verificare se la strada è giusta o sbagliata.
Vorrei leggere, in modo che così sgombriamo il campo da altri ulteriori equivoci, due affermazioni che riguardano due politici con importanti responsabilità di governo. La prima: dal prossimo anno i vaccini per la prima infanzia raccomandati diventeranno obbligatori, la prevenzione sarà il perno della strategia nazionale sulla salute. La seconda: non è tollerabile che ci siano dei bambini che muoiono a causa del morbillo; ci sono stati dieci decessi dal 2008, inoltre, abbiamo lo stesso problema con la meningite. È il Ministro Lorenzin - chi ci sta ascoltando da casa - che fa queste dichiarazioni? No, è il Primo Ministro francese e la seconda dichiarazione è quella del Ministro della Salute che ha detto, esattamente, di voler seguire l'approccio scelto dall'Italia, dal nostro Governo e dal Ministro Lorenzin, proprio riguardo al metodo che è la strada che abbiamo scelto.
Ma ogni tanto - ci dividiamo su tutto - se c'è una strada giusta che stiamo seguendo, abbiamo la coscienza e l'umiltà di dire: stiamo seguendo la strada giusta? Questo dovrebbe essere un provvedimento votato da tutti, da tutti, con le discussioni, con le preoccupazioni, ma correggiamo, ma andiamo insieme, perché abbiamo questa responsabilità, questa idea di politica, questa idea di tutela delle istituzioni.
Concludo, signor Presidente. Io credo e noi crediamo, fino in fondo, che la politica sia servizio in vista del bene comune e mai come in questo caso il bene comune è evidente a tutti, è la salute dei cittadini, è la dignità della persona, è la possibilità di vivere una vita dignitosa nella nostra comunità.
La nostra Costituzione dice: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, aggiungendo che si può, per legge, obbligare il cittadino a sottoporsi a un determinato trattamento sanitario, fatti salvi i limiti imposti dal rispetto della persona umana; io ritengo, quindi, e noi riteniamo - e concludo - che in questo caso siamo esattamente dentro quei limiti e siamo di fronte al problema di tutelare i soggetti più fragili della nostra società, i bambini.
Ringraziamo il Governo e il Ministro Lorenzin per la scelta chiara e netta che hanno fatto e voteremo convintamente “sì” proprio per dare attuazione a quella Costituzione a cui, quando fa comodo per i nostri legittimi interessi politici, tutti noi ci appelliamo (Applausi dei deputati del gruppo Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zoggia. Ne ha facoltà.
DAVIDE ZOGGIA. Signora Presidente, signora Ministro, onorevoli colleghi, devo confessare che c'è molta sorpresa da parte mia nel constatare che un provvedimento come questo ha avuto un iter così complicato e così frastagliato. Perché dico questo? Lo dico perché per me, per noi l'obbligo alle vaccinazioni è una conquista che va difesa e valorizzata e perché mi sarebbe piaciuto che avessimo lavorato più convintamente intorno all'articolo 32 della Costituzione che parla dell'universalità del diritto alla salute.
Tuttavia, devo muovere in premessa alcune critiche. La prima: il decreto-legge è stato inutilmente politicizzato. Quando si parla di salute, in particolare di quella dei bambini, forse bisognerebbe usare altre categorie come quella dell'interesse pubblico e non far prevalere quelle legate all'interesse politico e partitico.
La seconda critica è che bisognava e bisogna lavorare di più dal punto di vista culturale per convincere la popolazione della bontà e dell'utilità delle vaccinazioni. Un esempio è investire di più nella sanità pubblica per convincere che i vaccini sono un avanzamento del principio universalistico del Servizio sanitario del nostro Paese.
Ovviamente, critichiamo aspramente la scelta della fiducia: un confronto fra tutti avrebbe sicuramente garantito un miglioramento dell'articolato e forse avremmo rispettato e valorizzato di più le conquiste della scienza.
Non voglio ripercorrere la storia. L'Inghilterra rese le vaccinazioni antivaiolose universali e gratuite e in seguito obbligatorie con i Vaccination Act del 1840, 1841 e 1853. La scelta di intervenire in modo coatto e organizzato per tutelare la salute pubblica si inseriva in un filone di pensiero, nato in Germania, secondo cui lo Stato si deve occupare attivamente di mantenere nelle migliori condizioni di salute possibile il suo popolo. Proprio la vaccinazione antivaiolosa fu il primo provvedimento coattivo ad essere diffuso in Europa. Questo provvedimento non tardò a trovare una violenta opposizione proprio in Inghilterra, patria delle dottrine liberali avverse a tutto ciò che, partendo dal potere del Governo, poteva interferire con le libere scelte dei cittadini.
In Italia l'obbligo di vaccinare contro il vaiolo tutti i nuovi nati è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981 per i grandi risultati ottenuti dalla scienza medica. Nel frattempo erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite nel 1939, la poliomelite nel 1966, il tetano nel 1968 e l'epatite B nel 1991.
Va detta una cosa: siamo favorevoli ai vaccini. Dal nostro punto di vista, sono uno strumento indispensabile di prevenzione delle malattie infettive e di contenimento della morbilità e della mortalità e va aggiunto che non siamo convinti che la vaccinazione possa essere esclusivamente affidata alla libera scelta dei cittadini. Infatti, soprattutto, nel campo delle malattie trasmissibili, le volontà e le scelte dei singoli hanno inevitabili conseguenze sulla collettività. Per questo molte volte bisogna ricorrere a misure coercitive della libertà personale come possono essere gli obblighi vaccinali.
L'obbligo, tuttavia, non deve però mai essere considerato come l'unico strumento da adottare, nemmeno quando lo si consideri indispensabile in ragione di un alto rischio di contagio. È evidente che c'è ancora un grande lavoro culturale di sana comunicazione da fare.
Inoltre, i grandi spostamenti delle popolazioni di cultura completamente diversa dalla nostra abbisognano di supporti antropologici, vorrei dire forse etnografici. L'integrazione e la virtuosità della coesistenza passa necessariamente attraverso questo tipo di lavoro che va sviluppato e sostenuto.
Per questi motivi condividiamo l'impostazione contenuta nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale del 2017-2019 approvato solo qualche mese fa: una corretta impostazione sviluppata sull'idea di accompagnare i cittadini, attraverso l'educazione sanitaria, l'informazione e la responsabilizzazione, a una adesione il più possibile volontaria e comunque consapevole piuttosto che sull'esercizio di un potere coercitivo.
Purtroppo - su questo muoviamo una forte critica - il decreto-legge che oggi convertiremo non è in continuità con il piano che ho appena citato. La criticità più grande, tuttavia, è legata al fatto di estendere in modo drastico l'obbligo vaccinale caricando tale scelta anche con la previsione di una struttura sanzionatoria che ci appare davvero eccessiva, seppur ridotta. Tuttavia tutti noi abbiamo una grande responsabilità sociale e collettiva, responsabilità che deriva dalla cosiddetta immunità di gregge, immunità con la quale la comunità si autoprotegge dall'insorgenza di malattie perché la circolazione dell'agente patogeno diventa impossibile. Questa soglia di sicurezza raccomandata dall'OMS varia a seconda del tipo di malattia ed è pari al 95 per cento ad esempio nel caso del morbillo. Rifiutare le vaccinazioni, abbassando questa soglia, significa esporre a rischi letali i propri figli e quelli altrui, bambini in età prevaccinale o bambini e adulti con un sistema compromesso a causa di malattie autoimmuni o tumori. Rifiutare le vaccinazioni significa anche lasciare il patogeno libero di infettare le cellule dell'organismo, quindi di modificarsi per dare origine a ceppi più virulenti e mutati per i quali i vaccini attuali potrebbero non funzionare. Quindi un individuo non vaccinato può funzionare da veicolo per la creazione di ceppi resistenti agli attuali vaccini. Il decreto-legge vaccini originario conteneva incoerenze in parte sanate e migliorate nel percorso parlamentare come la mancata estensione dei nuovi obblighi vaccinali a persone quali gli operatori sanitari della scuola che possono contribuire alla trasmissione del contagio. Ci sono state anche altre importanti miglioramenti: mi riferisco per esempio al ridimensionamento dell'apparato sanzionatorio. Resta il gravissimo problema dell'interdizione dell'accesso alle scuole dell'infanzia per i bimbi non vaccinati: su questo punto siamo fortemente contrari anche perché il bilancio fra i costi sociali e personali che può imporre e l'efficacia che ne può scaturire pende drammaticamente a favore dei primi. Altri miglioramenti: l'introduzione dell'anagrafe vaccinale e il coordinamento fra la ASL e le scuole nella predisposizione e trasmissione delle certificazioni. Questa modifica l'abbiamo fortemente richiesta e ottenuta e tutto questo dovrebbe in prospettiva ridurre i costi di adempimento posti in capo ai cittadini. Non siamo invece soddisfatti per il compromesso raggiunto sui vaccini monocomponenti cui si potrà far ricorso solo di norma e nei limiti delle disponibilità del servizio e che rischia di essere solo un palliativo. Positive ma troppo flebili le norme introdotte relativamente alla farmacosorveglianza. Quindi non possiamo negare che al Senato ci sia stato un lavoro di miglioramento del testo. Per questo nel processo di attuazione della norma la nostra vigilanza e il nostro monitoraggio saranno costanti. Siamo profondamente convinti che la riduzione dei costi di adempimento giochi un ruolo importante nel favorire l'adesione volontaria ai vaccini che noi consideriamo prioritaria. Non ci sono sfuggiti al Senato i tentativi di costruire modifiche inaccettabili, frutto di accordi politici trasversali, per fortuna tutte bocciate dalla Commissione bilancio del Senato per onerosità. Si era arrivati addirittura a proporre la somministrazione dei vaccini all'interno delle farmacie: d'altronde, che ci siano interessi delle case farmaceutiche ad alimentare il mercato dei vaccini non è un mistero. Un documento del 2015 dell'Agenzia del farmaco sui costi dei vaccini per il nostro Sistema sanitario nazionale sottolinea come in quell'anno la spesa nazionale per i vaccini fosse stata dell'1,4 per cento della spesa totale del sistema sanitario per i farmaci e la situazione non è diversa in Europa. La preoccupazione è anzi che oggi solo 5 case farmaceutiche producono la maggior parte dei vaccini, mentre negli anni Ottanta erano 17 ed erano ben 26 nel 1967. Concludo esprimendo il voto a favore del decreto-legge da parte del nostro gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista. Devo specificare che alcuni degli elementi critici a cui ho fatto riferimento e, in particolare, la scelta di portare da quattro a dieci il numero di vaccini obbligatori non hanno permesso una totale e piena omogeneità di vedute da parte del mio gruppo. D'altronde si tratta di un provvedimento che coinvolge non solo valutazioni tecniche e scientifiche ma anche convincimenti personali intimi e soggettivi che il nostro gruppo intende rispettare con la massima serietà (Applausi dei deputati del gruppo Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Antonio Palmieri. Ne ha facoltà.
ANTONIO PALMIERI. Gentile Presidente, Ministro Lorenzin, inizio annunciando subito il voto favorevole di Forza Italia a questo provvedimento, e la motivazione fondamentale è solamente una: per come avete condotto questa vicenda - a nostro giudizio, sciaguratamente -, questo provvedimento si è tramutato in un referendum, il referendum tra chi è pro vaccini e chi è contro vaccini. Siccome, non perché lo diciamo noi, ma perché la storia degli ultimi 200-300 anni, in Italia e in Europa, testimonia che i vaccini sono dei farmaci utili per prevenire malattie epidemiche molto gravi, che in tempi passati hanno causato decine di milioni di morti, per questo motivo, noi voteremo favorevolmente a questo provvedimento, perché non è più solamente un provvedimento che riguarda la salute pubblica, ma un provvedimento che ha anche una profonda valenza culturale. Forse per questo, il presidente Brunetta ha scelto me, che sono un deputato della Commissione cultura, per ragionare di questo con voi in quest'Aula, e con chi ci ascolta oggi in televisione.
Noi purtroppo abbiamo avuto a che fare, come ho detto all'inizio, con un atteggiamento del Governo che è stato, lasciatemelo dire, scriteriato, cioè senza criterio, perché avete cercato di costringere invece che cercare di convincere. Avete proposto alle Camere un provvedimento basato sulla repressione invece che sul dialogo. In pratica, sostanzialmente, avete, anziché cercato di ricostituire quell'effetto gregge di cui tutti stiamo parlando in questi giorni, agito come se foste davanti al popolo bue, non tenendo in considerazione che non siamo più nell'era del popolo bue, e che oggi, il combinato disposto dell'era digitale da un lato, e di quest'epoca di relativismo dall'altro, ha prodotto un contesto ostile a questo modo di legiferare e di intervenire - come ha detto prima la collega Binetti - nel delicato rapporto che lega i genitori all'attenzione e alla cura per la vita dei propri figli. Questo è il punto culturale che voi avete clamorosamente mancato e chi vi si ritorce contro, perché non avete considerato appunto che oggi il web favorisce due fenomeni: da un lato, una capacità di mobilitazione a costi molto vicini allo zero e molto più facilitata rispetto a un tempo; dall'altro lato, una ridondanza informativa di notizie vere, false, e soprattutto di quasi verità, cioè di notizie che partono da circostanze reali e poi vengono alimentate e ingrossate, trasformando dei casi singoli in casi epidemici, è il caso di dirlo.
Accanto a questo, appunto, l'era del relativismo. Molti, anche in quest'Aula, hanno sempre rimproverato in questi anni chi veniva portando delle verità: ecco, questo è il risultato, cioè che in questo tempo nessuno considera più ogni autorità degna di rispetto e credibilità, e c'è la sfiducia in ogni tipo di potere costituito, comprese le ambizioni della scienza. Oltretutto, non avete tenuto in conto che, dopo quasi vent'anni di fine dell'obbligatorietà, ci sono coorti di genitori che hanno messo al mondo e crescono figli in questo tipo di contesto culturale, dove il vaccino appunto non era più un obbligo ma una possibilità, e a questo modo di pensare e di ragionare si sono abituati. Non avete tenuto conto che, soprattutto in questi ultimi quattro anni, c'è stata questa enorme diffusione di queste quasi verità, che hanno intaccato la credibilità, come ho detto prima, dell'intero sistema, e hanno indotto molte famiglie, molti genitori, a preoccuparsi.
Invece, come ho detto e come ribadisco, voi avete ritenuto di entrare in tutto questo a gamba tesa. Di fronte a questo atteggiamento, noi abbiamo scelto al Senato - avremmo voluto farlo anche alla Camera - di lavorare a migliorare il provvedimento, perché ci sembrava, come ho detto in premessa, l'unica via per far sì che questo referendum non significasse il “no” a ogni forma di vaccino e di vaccinazione. L'abbiamo fatto e abbiamo ottenuto alcuni risultati, grazie all'azione del nostro gruppo al Senato, anche in concorso con altre forze politiche: la riduzione delle sanzioni; siamo riusciti a far togliere quella cosa veramente incredibile, cioè la perdita della patria potestà per coloro i quali decidessero di non vaccinare i propri figli; siamo riusciti a ottenere l'obbligo della vaccinazione almeno per i minori stranieri non accompagnati, anche questo un elemento di prevenzione molto importante; abbiamo ottenuto che chi è a contatto con i nostri figli, cioè i medici e gli insegnanti, dovessero dichiarare il loro stato vaccinale.
Avremmo voluto raggiungere altri obiettivi e molto di più. Per esempio, in merito alla questione dei vaccini mono-componente, abbiamo sostenuto il diritto a non dover rivaccinare chi è immune alla malattia: la maggioranza ne ha preso atto, ma non ha però fornito gli strumenti perché questa presa d'atto possa tramutarsi in realtà. Abbiamo chiesto un calendario di vaccinazione più elastico, per dare modo alle ASL di potersi preparare a mettere in atto quanto la legge prevede. Abbiamo chiesto che fosse prodotta un'adeguata raccolta delle reazioni avverse, e che fosse affidato ai pediatri di valutare le situazioni particolari che suggerisco di posporre la vaccinazione, come, per esempio, nel caso dei bambini prematuri o comunque sottopeso. A tutto questo ci avete detto di no. Noi l'abbiamo proposto con forza al Senato, lo riproponiamo qui alla Camera, dove c'erano tutti i tempi per poter lavorare ancora appunto per migliorare il provvedimento, ma voi, come estremo atto di questo continuo agire per costringere e non per convincere, avete imposto la fiducia, nonostante avessimo ancora due settimane di tempo per lavorare a migliorare il provvedimento.
Dopo tutto questo, poi - e faccio mie le parole del collega Palese, che è intervenuto due volte in questi giorni su questo tema -, avete messo il tema delle campagne di informazione in questo decreto, quando la legge c'è già, è del 2000. Avreste dovuto farle negli anni scorsi, queste campagne di informazione, e non attendere adesso di inserirle di corsa in questo decreto-legge; così come - Palese lo ha ricordato opportunamente - è venuta meno la cultura della vaccinazione non solo nelle famiglie, ma anche nel personale sanitario. Da qui, è necessaria una potente opera di formazione di tutto il personale sanitario, per recuperare questa cultura che si è persa in questi quasi vent'anni di fine dell'obbligo delle vaccinazioni. E poi rimane il grande tema di non lasciare le regioni a se stesse, per cui abbiamo regioni virtuose e regioni che sono inadempienti e incompetenti su questo come su molti altri temi che riguardano la salute pubblica. Noi vi invitiamo a fare vostre queste considerazioni.
Vado a un ultimo punto, sul quale molti hanno già insistito, che riguarda il tema dell'obbligatorietà. Ci è stato anche rimproverato: voi siete Forza Italia, il partito della libertà, il movimento politico della libertà, e aderite a questo decreto, che impone l'obbligatorietà. La questione per noi è relativamente semplice: lo Stato ha in qualche circostanza il diritto-dovere di misure che costringono tutti per il bene di tutti. Questo è un diritto-dovere di chiunque governi e dello Stato nel suo insieme. Nel nostro caso, abbiamo applicato, tre legislature fa, la legge che impone il divieto di fumo nei locali pubblici, giusto per fare un esempio; e poi abbiamo ben presente il caso, la questione, che il vaccino è l'unico farmaco che riguarda sia la singola persona che lo assume che anche l'intera collettività. Anche in questo caso - un contesto che sarebbe stato favorevole per un'azione di convincimento e non di costrizione - voi avete comunque scelto di entrare a gamba tesa, mettendo questi elementi assolutamente da parte e non valorizzandoli. Oltretutto, avete totalmente messo da parte anche il tema che lo Stato ha il dovere di essere vicino a tutti coloro che, a torto o ragione, pensano di essere stati danneggiati a causa della somministrazione dei vaccini. Noi esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza alle famiglie che in questi anni hanno subito, subiscono e vivono dolori per questo motivo. Accanto a questo - altro motivo di rammarico per come avete agito appunto in modo scriteriato -, lamentiamo il fatto che, per esempio, avete votato “no”, avete dato parere negativo, all'ordine del giorno della collega Di Vita, che invitava a dare finalmente esecuzione alla legge che assicura indennizzi a chi ha avuto danni permanenti a causa dei vaccini. Avete votato “no” al nostro ordine del giorno a firma dei deputati Crimì e Palmieri, che chiedeva semplicemente di valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa per offrire la possibilità ai genitori che lo richiedano di poter effettuare analisi pre-vaccinali sul proprio figlio: ancora una volta un intervento a gamba tesa nel rapporto genitori-figli.
Nonostante tutto questo - nonostante tutto questo -, per il motivo che ho detto all'inizio, perché in questo referendum “vaccini sì, vaccini no”, noi siamo dalla parte del sì, noi ribadiamo il nostro voto convinto, non al provvedimento, non a sostegno della maggioranza, ma semplicemente a sostegno dell'idea che i vaccini siano uno strumento di presidio utile per la salute di tutti. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente – Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Colonnese. Ne ha facoltà. La deputata, chiedo scusa. Infatti, abbiamo anche approvato in Ufficio di Presidenza delle indicazioni in questo senso di rispettare il genere di chi interviene in quest'Aula.
VEGA COLONNESE. Va bene, grazie. Presidente, questo decreto irricevibile, incostituzionale e discriminatorio ha solo il merito di aver portato consapevolezza su come funzionano i lavori qui dentro. Si è capito che più che del merito è il metodo che interessa la politica, anche se si tratta di questioni sanitarie e sociali. Abbiamo assistito a una contrattazione tra parti in Senato; abbiamo deciso se mettere o togliere le farmacie, abbiamo deciso se mantenere le sanzioni, abbiamo poi deciso se ridurle o no, abbiamo deciso se era sufficiente una contrattazione sui vaccini monovalenti, una cosa che doveva essere naturale, e invece no, c'è stato bisogno di una contrattazione anche in quel caso. Intanto i cittadini ci osservavano, stavano assistendo a come il senso di necessità e urgenza sia poi interpretabile.
Mentre il Primo Ministro rassicurava sulla mancanza di epidemia, il Ministro della salute indicava notizie romanzate su epidemie in corso: sono famose, resteranno negli annali, l'epidemia di Gardaland, di morbillo a Gardaland, l'epidemia in un hotel di Vietri, tutte e due smentite a pochi giorni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Il dibattito, più che sanitario diventava politico, e diventava, anzi, di una politica becera, quella che ci avete insegnato a vedere in questi cinque anni, era partitico, non era più nell'interesse del cittadino, ma nell'interesse del singolo partito.
L'emozione è tanta, perché questo decreto porterà a prendere delle decisioni incredibili in ogni famiglia italiana. Avete costretto le famiglie italiane a dover decidere anche sulla formazione dei propri figli, avete costretto i cittadini italiani a decidere quale deve essere la cura preferibile, perché non si fidano di lei, Ministro, non si fidano di questo Governo, ve l'hanno già detto che non si fidano di questo Governo: ve l'hanno detto con il referendum, ma voi, niente, siete rimasti qua; a lei, in particolare, l'hanno detto con la vergognosa compagna del Fertility Day, quando ha insultato le donne italiane (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) che non riescono ad andare avanti e non riescono neanche a trovare un lavoro e lei le ha insultate, ponendo anche una distinzione tra chi è Ministro, e può avere figli nell'età che decide, e chi invece è fuori e non può decidere, deve cercare di decidere in base alle esigenze sociali.
Lei ha deciso anche che dei bambini debbano essere esclusi dall'asilo nido e dalla materna e io non riesco a capire, come madre, come possa essere possibile creare una distinzione così grossa. Ha deciso che era più urgente una lotta fra genitori che un provvedimento reale sulla prevenzione e sulle politiche vaccinali reali. Ha deciso che era più importante fare in modo che venisse a crearsi una guerra fra poveri, invece di decidere quale cura era migliore per il popolo italiano. Lei, invece, ha deciso - e non da donna, ma semplicemente da donna di partito - quale doveva essere la cosa più utile per mantenersi a galla in questa legislatura.
Su che cosa doveva essere ricordata? Sulla prevenzione? No, lei verrà ricordata sulla privazione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), è questo che verrà ricordato. Verrà ricordato che per accedere alla scuola dell'obbligo, una scuola dell'obbligo che già è stata distrutta, dove la formazione non esiste, non esiste più, si deve decidere se bisogna pagare e bisogna decidere se fidarsi di centri vaccinali che non ti danno le risposte adeguate, bisogna decidere se fidarsi di un Ministro, che non riesce neanche ad avere la percezione di che cosa è utile veramente per il proprio Paese.
Perché, Ministro, noi avevamo la possibilità di fare un lavoro utile e io lo dico, perché questa è una delle poche possibilità che abbiamo per poter fare uscire fuori la sua incapacità di poter analizzare anche i lavori parlamentari. Noi avevamo avuto questa possibilità tre anni fa, quando era cominciato il discorso sui vaccini, quando già si parlava di diminuzione delle coperture vaccinali, ma non lo abbiamo voluto fare. Abbiamo iniziato con una risoluzione, noi abbiamo presentato innumerevoli interrogazioni, in cui chiedevamo di migliorare la farmacovigilanza, di avere un sistema in cui fossero garantiti anche i monovalente, in modo tale da poter fare in modo che tutti potessero usufruire di una reale offerta vaccinale, perché questa è l'offerta vaccinale: riuscire a garantire dei vaccini e non delle composizioni che possono essere utili solo per il sistema. Noi su questo dovevamo lavorare, dovevamo lavorare sull'indagine conoscitiva dell'Antitrust.
È strano e curioso come i mass media non abbiano fatto questa domanda, invece erano più interessati a sapere quanti bambini nel MoVimento 5 Stelle fossero o meno vaccinati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), quando c'era un'indagine che parlava di una situazione di controllo del mercato da pochi e noi questo dovevamo fare, questo lavoro dovevamo fare qui dentro e dovevamo fare in modo che fuori tutti i dubbi venissero chiariti. Perché di questo si tratta, si tratta di gente che non si fida delle istituzioni ed ha tutti i diritti di non fidarsi, perché in questo Parlamento è stato approvato il vaccino per l'epatite B ad opera di una tangente e quindi la percezione, fuori, della cura e della tutela della salute è legata a questi ricordi che sono di storia recente.
È storia recente anche il fatto che voi abbiate negato l'esistenza delle reazioni avverse, quando ci sono 631 persone che chiedono un indennizzo e l'avete fatto nel modo più sporco, sostenendo che ci fosse un movimento politico, il MoVimento 5 Stelle, che invece faceva complottismo. Invece no! Se seriamente si fosse affrontato questo discorso - seriamente - seriamente si sarebbe rassicurato anche il genitore che davanti a una febbre altissima di un bambino può avere il sostegno adeguato e corretto dei centri vaccinali e del proprio pediatra. Vi siete intromessi nel rapporto fa pediatra e genitori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), vi siete intromessi nella decisione principale che una famiglia italiana, quando decide di avere un figlio, lo fa tra tremila incertezze e voi ne avete aggiunte altre di incertezze. Non bastava non garantire il lavoro, non garantire le politiche sociali che le donne…lei è un Ministro donna, dovrebbe sostenere politiche sociali in modo tale che tutte le donne riescano ad avere figli e a curare i propri figli senza ingerenza di alcuni. Invece questo, no, è passato in secondo piano. L'importanza era: parlare dei vaccini per distruggere un altro partito politico.
E dato che noi parliamo del merito delle questioni, c'era un modello che di certo non è del MoVimento 5 Stelle, era il modello di una regione che funziona, la regione Veneto; l'avevate il modello, era lì, vi garantiva delle coperture alte, vi garantiva affidabilità, perché se in Campania si raggiungono le coperture alte, mi dice dove si ricoverano poi le persone che si ammalano? Mi dice, se non ci sono gli ospedali, mi dice quale rapporto fiduciario c'è, se lo stesso Governatore viene nominato anche Commissario alla sanità (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? Me lo dice? Però le coperture sanitarie sono alte. Allora distruggiamo un modello che magari funziona, su cui potevamo lavorare, potevamo addirittura migliorare, ma premiamo dei posti dove si garantisce esclusivamente la copertura vaccinale e in questi giorni di discussione abbiamo dimostrato come anche la copertura vaccinale sia un tema che doveva essere discusso qui dentro, in Commissione affari sociali, con degli specialisti, perché è vero che noi non siamo degli specialisti, noi dobbiamo fare politica, però dobbiamo avere il tempo per poter fare politica e questa discussione vergognosa non ci ha dato il tempo.
Abbiamo dovuto assistere al Senato a una discussione che a volte era anche ridicola e ridicolizzava un tema importante. Perché? Perché voi dovevate contrattare il modo migliore per poter far approvare questo decreto. E lei millanta anche un'altra cosa, che questo decreto sia stato approvato senza fiducia: no, lei l'ha dovuta mettere la fiducia, l'ha dovuta mettere perché sta facendo una corsa contro il tempo.
Io concludo. Fuori ci sono tante famiglie che sono state insultate abbastanza e sono state insultate senza aver dato una risposta effettiva, perché questa non è una risposta effettiva. Ci saranno ricorsi, ci saranno persone che, magari costrette, dovranno mettere i figli altrove, non facendogli seguire il percorso formativo degli asili nido, che per la maggior parte sono privati. E lei resterà qui. Però, poi, le cose devono cambiare, perché non è possibile che si ignorano persone che stanno qui fuori chiedendo che lei si alzi da quella sedia e se ne vada come Ministro della salute (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lenzi. Ne ha facoltà.
DONATA LENZI. La ringrazio, Presidente. Colleghi, non è chi protesta e chi urla di più in un tema così delicato che può avere ragione. Questa è una difficile questione di salute pubblica, cioè della salute di tutti, non solo di mio figlio, non solo di mio nipote, non solo dei nostri figli e dei nostri nipoti: è un problema di salute pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). È per questo che io trovo profondamente ipocrita la posizione di chi dice di essere per la libertà vaccinale e, poi, se ascolti tutti gli interventi e li metti in fila, alla fine, viene fuori che, in realtà, la posizione è contro i vaccini, è, quindi, contro la scienza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
E, quindi, per queste ragioni, ricordando che, nel caso del vaiolo, dalla prima vaccinazione introdotta, sono passati 200 anni, però adesso è stata sconfitta la malattia ed eradicato il virus e, quindi, non dobbiamo più vaccinarci, dobbiamo dirci in quest'Aula che quello è l'obiettivo per la poliomelite, per il morbillo, per la rosolia. Sono gli accordi che abbiamo preso a livello internazionale...
DONATA LENZI. ...quegli accordi che qualcuno ha voluto vedere come un grande complotto globale: la lotta alla malattia. Allora sì, non ci sarà bisogno della vaccinazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Congratulazioni)
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazione di voto finale, per le quali è stata disposta la ripresa televisiva diretta. Adesso ho alcuni interventi a titolo personale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Giulia Di Vita. Ne ha facoltà.
GIULIA DI VITA. Grazie, Presidente. Nessuno qui dentro è così incosciente da dire o pensare che vaccinare sia sbagliato o che i vaccini non servono a nulla, anzi il contrario. Ma questo non significa che dobbiamo negare la realtà, che dobbiamo negare, ad esempio, gli eventi avversi che si sono manifestati in seguito a vaccinazioni obbligatorie. Lo Stato ha già risarcito, infatti, a detta del Ministero della Salute, 620 famiglie e non sappiamo quante altre hanno avuto giustizia solo in seguito alle sentenze.
Non possiamo negare che i genitori siano spaventati, che vengano lasciati soli dalle istituzioni nelle delicate scelte che riguardano i loro figli. E come avete pensato di rimediare a questo disorientamento in cui voi li avete gettati? Con la coercizione, con la minaccia di togliere loro i figli. E cosa pensate di ottenere? La copertura vaccinale al 95 per cento? Non otterrete altro che l'effetto contrario. Adesso sì che avete reso il percorso verso la vaccinazione corretta e consapevole ancora più lungo e faticoso, perché lo smarrimento a cui si aggiungono rabbia frustrazione, che sempre voi avete generato, potrà soltanto allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)...
PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Monica Gregori. Ne ha facoltà.
MONICA GREGORI. Grazie, signora Presidente. Intervengo per esprimere un voto in dissenso rispetto a quello del mio gruppo. Voterò contro questo provvedimento, non perché io sia contro i vaccini, sono un'operatrice sanitaria e sono convinta che la prevenzione sia il pilastro del nostro servizio sanitario. Ma certo è che, con lo smantellamento del Sistema sanitario, la prevenzione è stata smantellata, si poteva fare altro, si poteva fare un investimento più corposo, più forte, sulla prevenzione, prevedendo progetti di inclusione e non di esclusione, come quello che è in questo decreto e riguarda i bambini fino a 6 anni, che rischiano di essere esclusi dalle scuole.
L'altra motivazione è l'imposizione, da parte del Governo, a questo Parlamento, nuovamente e per l'ennesima volta, con la questione di fiducia. Ma, certo, queste sono le politiche del Governo...
MONICA GREGORI. Concludo. Sono le politiche per i poteri forti e contro l'Italia (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico - Applausi di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), contro quei 12 milioni che non riescono a curarsi. Io chiedo alla Ministra cosa faccia ancora su quella sedia, dopo il totale...
PRESIDENTE. Grazie. Devo chiedere di attenersi ai tempi, per favore.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zaccagnini. Ne ha facoltà.
ADRIANO ZACCAGNINI. Presidente, presentare un provvedimento su un tema così delicato attraverso un decreto-legge, invece che con un serio approfondimento parlamentare e addirittura con la fiducia alla Camera, è certamente una sconfitta per il Governo. È la certificazione di una sconfitta delle istituzioni, del Ministero, del Governo, che non sono stati capaci di informare correttamente, comunicare, coinvolgere i genitori, aprire senza pregiudizi un confronto pubblico costruttivo. La spaccatura sociale che avete creato e che rafforzate con le misure di emarginazione sociale e non necessarie che vengono introdotte è grave, irresponsabile, difficilmente recuperabile per voi e controproducente per il raggiungimento degli stessi obiettivi di prevenzione sanitaria che ci si pone. Un decreto da ventennio e, soprattutto, con la logica del ventennio. Per questo, il mio voto contrario.
(Votazione finale ed approvazione – A.C. 4595)
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 4595:
S. 2856 - "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale".
La Camera approva (Vedi votazione n. 13 - Applausidei deputati dei gruppiPartito Democratico e Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Federico D'Incà. Ne ha facoltà.
FEDERICO D'INCA'. Grazie Presidente, questo mio intervento...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, se riuscite a uscire senza troppa confusione.
FEDERICO D'INCA'. Grazie, Presidente. Questo mio intervento vuole accendere un riflettore sul caso dei nostri connazionali detenuti dopo i fatti di Amburgo per il summit del G20, caratterizzato ancora, questa volta, purtroppo, da scontri tra manifestanti e agenti. A tal proposito, ho depositato un'interrogazione al Ministro degli affari esteri.
Vi sono dei cittadini italiani tra gli oltre 140 manifestanti fermati dalle forze dell'ordine tedesche, perché coinvolti negli scontri di Amburgo: tredici dei sedici connazionali sono stati rilasciati nella serata di domenica 9 luglio, mentre altri sei sono stati rinviati a giudizio. In particolare, due cittadini italiani, originari di Feltre, Maria Rocco, detenuta ormai da più di due settimane, e Fabio Vettorel, che invece è stato trasferito fin dal primo momento nel carcere minorile di Hahnofersand, dal momento che ha appena diciott'anni, ma in quel Paese si diventa maggiorenni a ventun anni. Anche in questa sede credo che sia stata seguita la vicenda, chiedo dunque quali iniziative diplomatiche siano state prese o si intenda adottare affinché la situazione giunga al più presto alla sua conclusione con il ritorno in patria dei nostri connazionali fermati. E per questo chiedo anche un personale suo intervento, Presidente, perché ci possa essere un interesse nei confronti della vicenda per arrivare a una conclusione.
Nel resoconto stenografico vorrei anche allegare questa dichiarazione di Maria Rocco, che ha rilasciato, nella quale dice: nel momento in cui la polizia ha caricato la suddetta manifestazione per disperderla, io mi stavo allontanando insieme a Fabio Vettorel, ma sono stata costretta a trattenermi in loco per prestare soccorso ad una ragazza tedesca, a me sconosciuta, che, saltando da un muro, nel tentativo di fuga, aveva riportato una frattura esposta alla caviglia sinistra. Fabio Vettorel, già allontanatosi, è tornato indietro per supportarmi nel prestare soccorso. Dichiara, inoltre, sempre, Maria Rocco, di dissociarsi da qualsiasi azione violenta abbia avuto luogo durante la manifestazione di protesta contro il G20. Per questo motivo, chiedo ancora di più il suo intervento, Presidente Boldrini, per poter aiutare questi due giovani che in questo momento sono, appunto, nel carcere minorile e nel carcere penitenziario tedesco (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Vezzali. Ne ha facoltà.
MARIA VALENTINA VEZZALI. Grazie, Presidente. Colleghi, nei giorni scorsi lo sport italiano si è misurato a livello internazionale in diverse discipline. Per citare due eventi importanti, i mondiali di scherma a Lipsia e quelli di nuoto a Budapest. In entrambe le competizioni, il medagliere azzurro è stato significativo, a testimonianza del fatto che lo sport rappresenta una realtà strategica per la visibilità e il prestigio che regala al nostro Paese. Con un pizzico di orgoglio, voglio ricordare l'oro del fioretto femminile a squadre, conosciuto come “Dream Team”, del quale ho fatto parte, che, da anni, vanta una indiscussa superiorità.
Sarebbe impossibile citare tutti gli atleti che hanno centrato i risultati in queste competizioni, ma non posso non ringraziare Federica Pellegrini per l'emozione che ci ha regalato nei 200 stile libero, nei quali ha conquistato il gradino più alto del podio, e ricordare il duo misto del nuoto sincronizzato che ha conquistato uno storico oro, il primo di sempre in questa disciplina, ponendo al centro della sua performance il dramma dei migranti, con un esercizio coinvolgente e dal forte titolo: L'urlo di Lampedusa. Questo, a testimonianza del fatto che lo sport è portatore di valori positivi ed è capace di richiamare l'attenzione su temi quali l'integrazione e la solidarietà (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica-ALA per la Costituente Liberale e Popolare-MAIE).
PRESIDENTE. Onorevole Vezzali, la Presidenza si associa ai complimenti che lei ha fatto agli atleti e alle atlete che hanno vinto tante medaglie e hanno dato al nostro Paese un senso di orgoglio. Ed è vero che lo sport, oltre allo sport, può veicolare anche importanti messaggi.
Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Ferro. Ne ha facoltà.
ANDREA FERRO. Grazie, Presidente. Io intervengo per informare l'Aula che, ieri, c'è stata, dopo le elezioni che si sono tenute a Guidonia Montecelio, in cui ha vinto un sindaco, Michel Barbet del MoVimento 5 Stelle, la prima iniziativa pubblica istituzionale del comune; un'iniziativa a cui sono stati invitati amministratori locali, e questo va benissimo, e, per le istituzioni sovra comunali, due parlamentari del MoVimento 5 Stelle. Tenete conto che Guidonia, e ne abbiamo parlato, anche qui, attraverso mozioni, interrogazioni, è un comune che è stato sciolto perché il sindaco e il vicesindaco di centrodestra sono stati arrestati; la città, i cittadini, le forze politiche non tollerano, per l'ennesima volta, una strumentalizzazione del simbolo della città, del comune e l'uso di fondi pubblici ad uso di un partito politico che è quello del MoVimento 5 Stelle. Legittime le iniziative pubbliche di tutti i partiti ma se le pagano i partiti. Fra l'altro, uno dei presentatori dell'iniziativa era l'onorevole Lombardi, che, come tutti sanno, è la candidata a presidente della regione Lazio per il MoVimento 5 Stelle, sarà ufficializzato nelle prossime settimane.
È per questo che intervengo, per annunciare un esposto alla Corte dei conti, perché non è possibile che si continui, a Guidonia, ad utilizzare fondi pubblici per fini privati. Non lo permetteremo, non permetteremo, né a Guidonia, né in tutti gli altri comuni della provincia, che il MoVimento 5 Stelle che, oggi, governa molti comuni, possa fare la campagna elettorale per il consiglio regionale e per la presidenza della giunta regionale a spese del contribuente e dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Marco Carra. Ne ha facoltà.
MARCO CARRA. Grazie, signora Presidente. Lunedì scorso, si è spento, all'età di 81 anni, Carlo Grazioli, importante personalità della politica mantovana e nazionale. Carlo è stato senatore democristiano eletto nel 1976 e riconfermato nel 1979, con migliaia di preferenze. Della sua attività di senatore andava, giustamente, orgoglioso, come del lavoro che ha condotto quale relatore del provvedimento che ha istituito l'indennità per gli invalidi; è stato, inoltre, componente della Commissione antimafia e, dal 1986 al 1993, del consiglio di amministrazione della RAI. In quegli stessi anni, è stato a capo della segreteria particolare di Mino Martinazzoli, con il quale condivise il percorso che portò alla nascita del Partito Popolare, ed è stato, negli anni successivi, un costruttore del centrosinistra che si candidava a governare il Paese.
Il suo impegno politico attivo si concluse nel 2009, quando terminò il mandato da sindaco nel suo amato comune, Rodigo, alla guida di una lista di centrosinistra.
In questi giorni, gli amici e colleghi Tabacci e Castagnetti hanno espresso, in circostanze diverse da questa, parole molto giuste e totalmente condivisibili nei confronti di Carlo. Carlo è stato un uomo politico di elevato profilo intellettuale e morale, positivamente influenzato dal pensiero alto e vicino ai più deboli di Don Mazzolari, è stato un grande mediatore, nel suo significato più nobile, autorevole e colto. Il suo contributo mancherà alla politica, alla bella e buona politica. Per queste ragioni lo ringraziamo, facendo tesoro del suo impegno e ci stringiamo ai suoi familiari (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Gnecchi. Ne ha facoltà.
MARIALUISA GNECCHI. Grazie, Presidente. Devo intervenire solo per sollecitare delle interrogazioni a risposta scritta. Niente di fondamentale, ma, purtroppo, non ci arrivano le risposte e, quindi, sono costretta a sollecitarle. Una è l'interrogazione 4-16180, un'altra è la 4-16002, poi le interrogazioni 4-15414, 4-08194, 4-08164 e 4-03581.
Lunedì 31 luglio 2017, alle 12:
(ore 12, con votazioni non prima delle ore 15)
1. Discussione del disegno di legge:
S. 2860 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, recante disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno (Approvato dal Senato). (C. 4601)
Relatore: GIAMPAOLO GALLI.
2. Seguito della discussione congiunta dei documenti:
Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2016. (Doc. VIII, n. 9)
Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2017. (Doc. VIII, n. 10)
TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: ELEONORA BECHIS (A.C. 4595)
ELEONORA BECHIS. (Dichiarazione di voto finale – A.C. 4595). Grazie Sig.ra Presidente, Ministra, nessuno in quest'Aula ha detto di essere contro i vaccini. Siamo ben coscienti che dalla fine del 700 ad oggi milioni di esseri umani si sono salvati da morte certa per vaiolo, poliomelite, morbillo, tetano, difterite, rosolia ed epatite.
Ma il decreto legge che oggi ci chiedete di trasformare in legge è inaccettabile.
Il Prof. Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale, ci ricorda il capitolo 2° della Convenzione di Oviedo, con l'articolo 5, che pone quale regola generale che ogni intervento nel campo della salute abbia quale suo necessario presupposto il "libero ed informato consenso della persona interessata", che deve fondarsi "innanzitutto su un'informazione adeguata sullo scopo, sulla natura dell'intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi" e all'articolo 28 della stessa è espressamente previsto che ciascuno Stato firmatario si impegni a che "siano oggetto di dibattito pubblico appropriato alla luce, in particolare, delle implicazioni mediche, sociali, economiche, etiche e giuridiche pertinenti, e che le loro possibili applicazioni siano oggetto di consultazioni appropriate".
Una legge che toglie la libertà di scelta in ordine a un trattamento sanitario, deve dichiararsi costituzionalmente illegittima per "mancato rispetto della persona umana", in violazione della libertà di scelta, e per "irragionevolezza".
Perché vaccinare a tappeto con un impiego denaro enorme invece di un'adeguata
Impiego campagna di informazione? Ci spieghi Ministra se c'è contezza dell'efficacia a lungo termine magari facendo uno studio sui vaccinati dal 1980 ad oggi.
Il popolo italiano non vuole credere che tutto dipenda dall'incontro tenuto a Washington nel settembre 2014 dove lei Ministra, unitamente all'allora rappresentante dell'ALFA partecipative al Global Health Security Agenda, dove il nostro paese "riceveva l'incarico" di guidare nei prossimi cinque anni a livello mondiale le strategie e le campagne vaccinali (cfr. comunicato stampa n. 387 del 29.9.2014 AIFA).
Le famiglie italiane chiedono solo che i vaccini siano sicuri, testati e scientificamente riconosciuti come innocui alla salute perché stiamo parlando della vita dei nostri figli e sono troppo importanti per metterla a rischio, non possiamo permettervelo!
Allora Presidente, AL vota no perché con le incomprensioni si alimenta la divisione tra frazioni creando fenomeni di “caccia all'untore” come nei periodi di pestilenza.
Votiamo no perché, seppur intitolato "disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, il decreto ha visto la luce ben 19 giorni dopo l'annuncio. Se è urgente, urge, si fa subito e se si è lasciato trascorrere quasi 3 settimane, significa due cose: o il pericolo non c'era, oppure se c'è, la condotta del Governo è potenzialmente pericolosa per l'incolumità pubblica.
Votiamo no perché i bambini non possono essere oggetto di "sperimentazione" sia che siano italiani sia stranieri.
Votiamo no per difendere e ribadire il diritto alla libera scelta.
Votiamo no al decreto perché la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 85/2013, ha affermato un importante principio: "la Costituzione italiana, come le altre Costituzioni democratiche e pluraliste contemporanee, richiede un continuo e vicendevole bilanciamento tra principi e diritti fondamentali, senza pretese di assolutezza per nessuno di essi..."
"... Il punto di equilibrio, proprio perché dinamico e non prefissato in anticipo, deve essere valutato - dal legislatore nella statuizione delle norme e dal giudice delle leggi in sede di controllo - secondo criteri di proporzionalità e di ragionevolezza, tali da non consentire un sacrificio del loro nucleo essenziale."
Presidente concludo.
AL vota no al decreto perché non è giusto che il popolo italiano venga messo all'angolo con un obbligo perché il governo, che non riesce più ad essere autorevole, è diventato autoritario.
nella votazione n. 2 la deputata Maria Iacono ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;
nella votazione n. 6 la deputata Vega Colonnese ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;
nelle votazioni dalla n. 8 alla n. 12 la deputata Valentina Paris ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;
nelle votazioni dalla n. 10 alla n. 11 la deputata Milena Santerini ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;
nella votazione n. 13 il deputato Lorenzo Dellai ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole.
1 Nominale Ddl 4595 - odg 9/2 374 331 43 166 87 244 88 Resp.
2 Nominale odg 9/4595/3 375 356 19 179 125 231 87 Resp.
3 Nominale odg 9/4595/12 382 378 4 190 114 264 86 Resp.
4 Nominale odg 9/4595/13 382 354 28 178 113 241 86 Resp.
5 Nominale odg 9/4595/14 380 378 2 190 139 239 86 Resp.
6 Nominale odg 9/4595/16 384 354 30 178 30 324 85 Resp.
7 Nominale odg 9/4595/29 383 373 10 187 109 264 85 Resp.
8 Nominale odg 9/4595/32 382 355 27 178 80 275 85 Resp.
9 Nominale odg 9/4595/35 387 385 2 193 129 256 85 Resp.
10 Nominale odg 9/4595/37 389 360 29 181 121 239 84 Resp.
11 Nominale odg 9/4595/38 395 366 29 184 129 237 83 Resp.
12 Nominale odg 9/4595/46 393 392 1 197 142 250 83 Resp.
13 Nominale Ddl 4595 - voto finale 403 388 15 195 296 92 66 Appr.