Source: https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12326-interpello-le-nuove-regole-dal-1-gennaio-2016.html
Timestamp: 2019-12-14 01:45:28+00:00
Document Index: 106900241

Matched Legal Cases: ['art. 11', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 11', 'art. 63', 'art. 26']

Istanza di interpello: le regole in vigore dal 1° gennaio 2016 - FISCOeTASSE.com
Speciale Pubblicato il 26/08/2016
L'interpello è disciplinato dallo Statuto dei diritti del contribuente, all'art. 11 della L. 212/2000. E' uno strumento che permette al contribuente di inviare quesiti all'Amministrazione Finanziaria, per conoscere preventivamente un parere su determinate operazioni, o sulla portata di disposizioni tributarie per le quali sussistono dubbi interpretativi. In questo modo il contribuente, prima di porre in essere uno specifico comportamento, può conoscere quale sarà il comportamento dell'amministrazione finanziaria in caso di successivo controllo. Il d.lgs. 156/2015, attuativo di alcuni principi contenuti nella Legge n. 23/2014, c.d. “Riforma Fiscale”, ha modificato notevolmente tale istituto, e le novità sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2016.
Ecco in sintesi una panoramica del nuovo interpello alla luce dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 9/E del 1° aprile 2016.
Per approfondimenti e aggiornamenti segui il Dossier: Interpello
Per informazioni sulle regole dell'interpello in vigore fino al 31.12.2015 vai allo speciale "Istanza di interpello in quattro varianti"
1) Interpello: le nuove 4 tipologie
2) Interpello: l'istanza da parte del contribuente
3) Interpello: requisiti dell'istanza
4) Interpello: la risposta dell'amministrazione
Interpello: le nuove 4 tipologie
L'art. 1 del D.lgs. 156/2015 ha modificato l'art. 11 dello Statuto dei diritti del contribuente (L. 212/2000), individuando 4 tipologie di interpello:
Consente al contribuente di chiedere all'amministrazione finanziaria la disapplicazione di specifiche disposizioni tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d’imposta o altre posizioni soggettive dello stesso, fornendo la prova che tali fenomeni non possono verificarsi relativamente alla propria fattispecie concreta. Questa tipologia di interpello è l'unica avente carattere obbligatorio. Resta fermo che il contribuente può, in caso di risposta sfavorevole, fornire la predetta prova anche nelle successive fasi dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa.
Interpello: l'istanza da parte del contribuente
Possono presentare l’istanza di interpello:
il contribuente, anche non residente;
coloro che in base alla Legge sono obbligati a porre in essere gli adempimenti tributari per conto dei contribuenti;
il sostituto/responsabile dell’imposta, a condizione che l’istanza si riferisca a casi concreti e personali.
L’istanza deve essere presentata - a pena di inammissibilità - prima della scadenza dei termini previsti per la presentazione della dichiarazione, o per l’assolvimento di altri obblighi tributari aventi ad oggetto, o comunque connessi, alla fattispecie cui si riferisce l’istanza.
Il contribuente può presentare l'istanza:
spedendola a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento;
presentandola per via telematica attraverso l'impiego della posta elettronica certificata.
Interpello: requisiti dell'istanza
L'istanza per l'interpello deve soddisfare determinati requisiti. Essa deve contenere:
a pena di inammissibilità i dati identificativi dell’istante ed eventualmente del relativo legale rappresentante, compreso il codice fiscale;
l’indicazione della tipologia di interpello tra quelle indicate all' art. 11, Legge n. 212/2000;
a pena di inammissibilità la circostanziata e specifica descrizione della fattispecie;
l’esposizione della soluzione proposta, in modo chiaro e univoco;
l’indicazione del domicilio e dei recapiti, anche telematici, dell’istante/ domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni e resa la risposta;
la sottoscrizione dell’istante/legale rappresentante/procuratore generale/ speciale ex art. 63, DPR n. 600/73. In presenza di procuratore, se la procura non è contenuta in calce o a margine dell’atto, la stessa va allegata a quest’ultimo.
All’istanza bisogna allegare la documentazione rilevante ai fini della risposta, inclusi eventuali pareri concernenti accertamenti di natura tecnica, non di competenza dell’Amministrazione finanziaria.
Interpello: la risposta dell'amministrazione
L'amministrazione deve rispondere entro 90 giorni dalla presentazione dell'istanza - per l'interpello ordinario; entro 120 giorni per le altre tipologie di interpello.
La risposta deve essere scritta e motivata, e vincola “ogni organo della amministrazione”, con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell’istanza, e limitatamente al richiedente.
Quando l'Amministrazione Finanziaria non comunica una risposta al contribuente, entro il termine previsto, tale silenzio si interpreta come condivisione della soluzione prospettata dal contribuente nell'interpello. Si parla di "silenzio-assenso", ed è valido per qualunque tipologia di interpello.
La risposta all’istanza di interpello non è impugnabile, ad eccezione di quella resa in relazione ad un interpello disapplicativo, avverso la quale può essere “proposto ricorso unitamente all’atto impositivo”.
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Commento di Simone (10:12 del 05/04/2016)
Con la presente chiedo di conoscere se è possibile presentare interpello riguardo il Decreto Legislativo 151/2015. Per conoscere la posizione delle dimissioni da socio di cooperativa e contestualmente da lavoratore. La procedura resta invariata e ci si deve attenere all'art. 26 dello stesso D.Lgs.151/2015
Commento di gherardo maria de carlo (20:51 del 10/06/2016)
Ho una problematica all'INPS per una questione di riconoscimento di contributi pensionistici versati in altre casse ed utilizzare alcune leggi che consentono di andare in pensione in anticipo. E' possibile fare l'Interpello e prospettare una mia soluzione a questo Ente?
Commento di Tripodi Consolato (18:19 del 11/10/2017)