Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-27242-del-23-10-2019
Timestamp: 2020-08-04 17:56:10+00:00
Document Index: 24943094

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 39', 'art. 360', 'art. 1', 'art. 7', 'art. 360', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 360', 'art. 61', 'art. 1', 'art. 61', 'sentenza ', 'art. 295', 'art. 337', 'sentenza ', 'art. 337', 'art. 61']

Sentenza Cassazione Civile n. 27242 del 23/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27242 del 23/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 23/10/2019, (ud. 30/05/2019, dep. 23/10/2019), n.27242
sul ricorso 14218-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 3245/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Puglia, sezione staccata di Lecce, di rigetto del suo appello avverso la decisione della CTP di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione del contribuente R.R. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali 2012.
che, col primo, la ricorrente prospetta la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio innanzi al Consiglio di Stato, avente ad oggetto la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce;
che, con il secondo motivo, l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in combinato disposto, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la CTR avrebbe mancato di considerare che la prima norma citata sarebbe stata una norma a carattere speciale, volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà privata, si che il confronto avrebbe dovuto aver luogo non fra i singoli immobili, ma solo fra microzone di uno stesso territorio comunale, con tutti gli immobili in esse presenti, indistintamente;
che, con il terzo motivo, l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61, e della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto erroneamente la CTR aveva ipotizzato una violazione del D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61, che imponeva la necessità di confrontare l’immobile da classificare con le “unità tipo”, mentre la revisione dei classamenti degli immobili urbani era da ritenere esclusivamente disciplinata dalla L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, secondo una scansione predeterminata, che iniziava con una richiesta dell’ente locale e proseguiva con una verifica tecnica, da parte dell’Agenzia del territorio, circa lo scostamento fra il valore medio di mercato e quello medio catastale, rispetto all’analogo rapporto dell’insieme delle microzone comunali, si che era fuor di luogo il riferimento al D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 9 novembre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, di cui all’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (cfr. Cass. n. 29553 del 2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che la norma di legge da ultimo citata non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che anche il terzo motivo di ricorso è infondato, essendo del tutto secondario, nell’ambito complessivo della motivazione, il richiamo fatto dalla CTR al D.P.R. n. 1142 del 1949, art. 61; che la CTR ha in definitiva applicato correttamente alla controversia i principi di diritto vigenti in materia;