Source: http://docplayer.it/827208-Articolo-2401-sostituzione.html
Timestamp: 2018-05-24 21:59:07+00:00
Document Index: 129677424

Matched Legal Cases: ['art. 2325', 'art. 1', 'art. 2402', 'art. 1', 'art. 2403', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2404', 'art. 1', 'art. 2405', 'art. 1', 'art. 2406', 'art. 1', 'art. 2407', 'art. 1', 'art. 2408', 'art. 1', 'art. 2409', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 5', 'art. 14', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 2410', 'art. 1', 'art. 2411', 'art. 1', 'art. 2412', 'art. 1']

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1 Articolo Sostituzione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Sostituzione In caso di morte, di rinunzia o di decadenza di un sindaco, subentrano i supplenti in ordine di età, nel rispetto dell'articolo 2397, secondo comma. I nuovi sindaci restano in carica fino alla prossima assemblea, la quale deve provvedere alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per l'integrazione del collegio, nel rispetto dell'articolo 2397, secondo comma. I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica. In caso di sostituzione del presidente, la presidenza è assunta fino alla prossima assemblea dal sindaco più anziano. Se con i sindaci supplenti non si completa il collegio sindacale, deve essere convocata l'assemblea perché provveda all'integrazione del collegio medesimo. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2325, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "In caso di morte, di rinunzia o di decadenza di un sindaco, subentrano i supplenti in ordine di età. I nuovi sindaci restano in carica fino alla prossima assemblea, la quale deve provvedere alla nomina dei sindaci effettivi e supplenti necessari per l'integrazione del collegio. I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica. In caso di sostituzione del presidente, la presidenza è assunta fino alla prossima assemblea dal sindaco più anziano. Se con i sindaci supplenti non si completa il collegio sindacale, deve essere convocata l'assemblea perché provveda all'integrazione del collegio medesimo." Articolo Retribuzione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Retribuzione La retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilita nello statuto, deve essere determinata dalla assemblea all'atto della nomina per l'intero periodo di durata del loro ufficio. (1)
2 (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2402, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "La retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilita nell'atto costitutivo, deve essere determinata dall'assemblea all'atto della nomina per l'intero periodo di durata del loro ufficio." Articolo Doveri del collegio sindacale LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Doveri del collegio sindacale Il collegio sindacale vigila sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Esercita inoltre il controllo contabile nel caso previsto dall'articolo 2409 bis, terzo comma. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2403, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Il collegio sindacale deve controllare l'amministrazione della società, vigilare sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo ed accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e l'osservanza delle norme stabilite dall'art per la valutazione del patrimonio sociale. Il collegio sindacale deve altresì accertare almeno ogni trimestre la consistenza di cassa e l'esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale o ricevuti dalla società in pegno, cauzione o custodia. I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti d'ispezione e di controllo. Il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nel libro indicato nel n. 5 dell'art " Articolo 2403 Bis - Poteri del collegio sindacale LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale
3 Doveri del collegio sindacale I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo. Il collegio sindacale può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Può altresì scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale. Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro previsto dall'articolo 2421, primo comma, n. 5). Nell'espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo i sindaci sotto la propria responsabilità ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'articolo L'organo amministrativo può rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art bis, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Nell'espletamento di specifiche operazioni attinenti al controllo della regolare tenuta della contabilità e della corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili i sindaci possono avvalersi, sotto la propria responsabilità e a proprie spese, di dipendenti e ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'art La società può rifiutare agli ausiliari l'accesso a informazioni riservate." Articolo Riunioni e deliberazioni del collegio LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Riunioni e deliberazioni del collegio Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni novanta giorni. La riunione può svolgersi, se lo statuto lo consente indicandone le modalità, anche con mezzi di telecomunicazione. (1) Il sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio sociale a due riunioni del collegio decade dall'ufficio. Delle riunioni del collegio deve redigersi verbale, che viene trascritto nel libro previsto dall'articolo 2421, primo comma, n. 5), e sottoscritto dagli intervenuti. Il collegio sindacale è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei sindaci e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Il sindaco dissenziente ha diritto di fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso. (1)
4 (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2404, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni trimestre. Il sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio sociale a due riunioni del collegio decade dall'ufficio. Delle riunioni del collegio deve redigersi processo verbale, che viene trascritto nel libro previsto dal n. 5 dell'art e sottoscritto dagli intervenuti. Le deliberazioni del collegio sindacale devono essere prese a maggioranza assoluta. Il sindaco dissenziente ha diritto di fare iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso." Articolo Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo. I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio d'amministrazione o del comitato esecutivo, decadono dall'ufficio. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2405, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione ed alle assemblee e possono assistere alle riunioni del comitato esecutivo. I sindaci che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze del consiglio di amministrazione, decadono dall'ufficio." Articolo Omissioni degli amministratori LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Omissioni degli amministratori
5 In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori, il collegio sindacale deve convocare l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge. Il collegio sindacale può altresì, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare l'assemblea qualora nell'espletamento del suo incarico ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2406, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Il collegio sindacale deve convocare l'assemblea ed eseguire le pubblicazioni prescritte dalla legge in caso di omissione da parte degli amministratori." Articolo Responsabilita` LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Responsabilita` I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e la diligenza richieste dalla natura dell'incarico; sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica. All'azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 2393, 2393 bis, 2394, 2394 bis e (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2407, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "I sindaci devono adempiere i loro doveri con la diligenza del mandatario, sono responsabili della verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica. L' azione di responsabilità contro i sindaci è regolata dalle disposizioni degli artt.2393 e 2394."
6 Articolo Denunzia al collegio sindacale LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Denunzia al collegio sindacale Ogni socio può denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale deve tener conto della denunzia nella relazione all'assemblea. Se la denunzia è fatta da tanti soci che rappresentino un ventesimo del capitale sociale o un cinquantesimo nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea; deve altresì, nelle ipotesi previste dal secondo comma dell'articolo 2406, convocare l'assemblea. Lo statuto può prevedere per la denunzia percentuali minori di partecipazione. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2408, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Ogni socio può denunziare i fatti che ritiene censurabili al collegio sindacale, il quale deve tener conto della denunzia nella relazione all'assemblea. Se la denunzia è fatta da tanti soci che rappresentino un ventesimo del capitale sociale, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo sui fatti denunziati e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all'assemblea, convocando immediatamente la medesima se la denunzia appare fondata e vi è urgente necessità di provvedere." Articolo Denunzia al tribunale LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO III Del collegio sindacale Denunzia al tribunale Se vi è fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società o a una o più società controllate, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale o, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il ventesimo del capitale
7 sociale possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla società. Lo statuto può prevedere percentuali minori di partecipazione. Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l'ispezione dell'amministrazione della società a spese dei soci richiedenti, subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Il provvedimento è reclamabile. Il tribunale non ordina l'ispezione e sospende per un periodo determinato il procedimento se l'assemblea sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di adeguata professionalità, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le attività compiute. Se le violazioni denunziate sussistono ovvero se gli accertamenti e le attività compiute ai sensi del terzo comma risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l'assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata. L'amministratore giudiziario può proporre l'azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci. Si applica l'ultimo comma dell'articolo Prima della scadenza del suo incarico l'amministratore giudiziario rende conto al tribunale che lo ha nominato; convoca e presiede l'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in liquidazione della società o la sua ammissione ad una procedura concorsuale. I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo della gestione, nonché, nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, del pubblico ministero; in questi casi le spese per l'ispezione sono a carico della società. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2409, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "Se vi è fondato sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci, i soci che rappresentano il decimo del capitale sociale possono denunziare i fatti al tribunale. Il tribunale, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l'ispezione dell'amministrazione della società a spese dei soci richiedenti, subordinandola, se del caso, alla prestazione di una cauzione. Se le irregolarità denunziate sussistono, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti cautelari e convocare l'assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed i sindaci e nomina re un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata. L'amministratore giudiziario può proporre l' azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci. Prima della scadenza del suo incarico l'amministratore giudiziario convoca e presiede l'assemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci o per proporre, se del caso, la messa in liquidazione della società. I provvedimenti previsti da questo articolo possono essere adottati anche su richiesta del pubblico ministero, e in questo caso le spese per l'ispezione sono a carico della società." Articolo 2409 Bis - Controllo contabile LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VI-
8 bis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Controllo contabile Il controllo contabile sulla società è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il controllo contabile è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla disciplina dell'attività di revisione prevista per le società con azioni quotate in mercati regolamentati ed alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa. (1) Lo statuto delle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato può prevedere che il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale. In tal caso il collegio sindacale è costituito da revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della giustizia. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Ter - Funzioni di controllo contabile LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Funzioni di controllo contabile Il revisore o la società incaricata del controllo contabile: a) verifica, nel corso dell'esercizio e con periodicità almeno trimestrale, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione; b) verifica se il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato corrispondono alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e se sono conformi alle norme che li disciplinano; c) esprime con apposita relazione un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto. La relazione sul bilancio è depositata presso la sede della società a norma dell'articolo Il revisore o la società incaricata del controllo contabile può chiedere agli amministratori documenti e notizie utili al controllo e può procedere ad ispezioni; documenta l'attività svolta in apposito libro, tenuto presso la sede della società o in luogo diverso stabilito dallo
9 statuto, secondo le disposizioni dell'articolo 2421, terzo comma. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Quater - Conferimento e revoca dell'incarico LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Conferimento e revoca dell'incarico Salvo quanto disposto dal numero 11 del secondo comma dell'articolo 2328, l'incarico del controllo contabile è conferito dall'assemblea, sentito il collegio sindacale, la quale determina il corrispettivo spettante al revisore o alla società di revisione per l'intera durata dell'incarico. L'incarico ha la durata di tre esercizi, con scadenza alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell'incarico. L'incarico può essere revocato solo per giusta causa, sentito il parere del collegio sindacale. La deliberazione di revoca deve essere approvata con decreto dal tribunale, sentito l'interessato. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Quinquies - Cause di ineleggibilità e di decadenza LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Cause di ineleggibilità e di decadenza Salvo quanto disposto dall'articolo 2409 bis, terzo comma, non possono essere incaricati del controllo contabile, e se incaricati decadono dall'ufficio, i sindaci della società o delle società da questa controllate, delle società che la controllano o di quelle sottoposte a comune controllo, nonché coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2399, primo comma.
10 Lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o di decadenza, nonché cause di incompatibilità; può prevedere altresì ulteriori requisiti concernenti la specifica qualificazione professionale del soggetto incaricato del controllo contabile. Nel caso di società di revisione le disposizioni del presente articolo si applicano con riferimento ai soci della medesima ed ai soggetti incaricati della revisione. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Sexies - Responsabilità LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Responsabilità I soggetti incaricati del controllo contabile sono sottoposti alle disposizioni dell'articolo 2407 e sono responsabili nei confronti della società, dei soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento ai loro doveri. Nel caso di società di revisione i soggetti che hanno effettuato il controllo contabile sono responsabili in solido con la società medesima. L'azione si prescrive nel termine di cinque anni dalla cessazione dell'incarico. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Septies - Scambio di informazioni LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO IV Del controllo contabile Scambio di informazioni Il collegio sindacale e i soggetti incaricati del controllo contabile si scambiano tempestivamente le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti. (1)
11 (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Octies - Sistema basato su un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Sistema basato su un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza Lo statuto può prevedere che l'amministrazione ed il controllo siano esercitati da un consiglio di gestione e da un consiglio di sorveglianza in conformità alle norme seguenti. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Novies - Consiglio di gestione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Consiglio di gestione La gestione dell'impresa spetta esclusivamente al consiglio di gestione, il quale compie le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Può delegare proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi componenti; si applicano in tal caso il terzo, quarto e quinto comma dell'articolo E' costituito da un numero di componenti, anche non soci, non inferiore a due. Fatta eccezione per i primi componenti, che sono nominati nell'atto costitutivo, e salvo quanto disposto dagli articoli 2351, 2449 e 2450, la nomina dei componenti il consiglio di gestione spetta al consiglio di sorveglianza, previa determinazione del loro numero nei limiti stabiliti dallo statuto. I componenti del consiglio di gestione non possono essere nominati consiglieri di sorveglianza, e restano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi, con scadenza
12 alla data della riunione del consiglio di sorveglianza convocato per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica. I componenti del consiglio di gestione sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello statuto, e sono revocabili dal consiglio di sorveglianza in qualunque tempo, anche se nominati nell'atto costitutivo, salvo il diritto al risarcimento dei danni se la revoca avviene senza giusta causa. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più componenti del consiglio di gestione, il consiglio di sorveglianza provvede senza indugio alla loro sostituzione. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Decies - Azione sociale di responsabilità LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Azione sociale di responsabilità L'azione di responsabilità contro i consiglieri di gestione è promossa dalla società o dai soci, ai sensi degli articoli 2393 e 2393 bis. L'azione sociale di responsabilità può anche essere proposta a seguito di deliberazione del consiglio di sorveglianza. La deliberazione è assunta dalla maggioranza dei componenti del consiglio di sorveglianza e, se è presa a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, importa la revoca dall'ufficio dei consiglieri di gestione contro cui è proposta, alla cui sostituzione provvede contestualmente lo stesso consiglio di sorveglianza. L'azione può essere esercitata dal consiglio di sorveglianza entro cinque anni dalla cessazione dell'amministratore dalla carica. Il consiglio di sorveglianza può rinunziare all'esercizio dell'azione di responsabilità e può transigerla, purché la rinunzia e la transazione siano approvate dalla maggioranza assoluta dei componenti del consiglio di sorveglianza e purché non si opponga la percentuale di soci indicata nell'ultimo comma dell'articolo La rinuncia all'azione da parte della società o del consiglio di sorveglianza non impedisce l'esercizio delle azioni previste dagli articoli 2393 bis, 2394 e 2394 bis. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Undecies - Norme applicabili
13 LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Norme applicabili Al consiglio di gestione si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 2380 bis, quinto comma, 2381, sesto comma, 2382, 2383, quarto e quinto comma, 2384, 2385, 2387, 2390, 2392, 2394, 2394 bis, Si applicano alle deliberazioni del consiglio di gestione gli articoli 2388 e 2391, e la legittimazione ad impugnare le deliberazioni spetta anche al consiglio di sorveglianza. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Duodecies - Consiglio di sorveglianza LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Consiglio di sorveglianza Salvo che lo statuto non preveda un maggior numero, il consiglio di sorveglianza si compone di un numero di componenti, anche non soci, non inferiore a tre. Fatta eccezione per i primi componenti che sono nominati nell'atto costitutivo, e salvo quanto disposto dagli articoli 2351, 2449 e 2450, la nomina dei componenti il consiglio di sorveglianza spetta all'assemblea, previa determinazione del loro numero nei limiti stabiliti dallo statuto. I componenti del consiglio di sorveglianza restano in carica per tre esercizi e scadono alla data della successiva assemblea prevista dal secondo comma dell'articolo 2364 bis. La cessazione per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il consiglio di sorveglianza è stato ricostituito. Almeno un componente effettivo del consiglio di sorveglianza deve essere scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia. I componenti del consiglio di sorveglianza sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello statuto, e sono revocabili dall'assemblea in qualunque tempo con deliberazione adottata con la maggioranza prevista dal quarto comma dell'articolo 2393, anche se nominati nell'atto costitutivo, salvo il diritto al risarcimento dei danni, se la revoca avviene senza giusta causa. Lo statuto, fatto salvo quanto previsto da leggi speciali in relazione all'esercizio di
14 particolari attività, può subordinare l'assunzione della carica al possesso di particolari requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più componenti del consiglio di sorveglianza, l'assemblea provvede senza indugio alla loro sostituzione. Il presidente del consiglio di sorveglianza è eletto dall'assemblea. Lo statuto determina i poteri del presidente del consiglio di sorveglianza. Non possono essere eletti alla carica di componente del consiglio di sorveglianza e, se eletti, decadono dall'ufficio: a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382; b) i componenti del consiglio di gestione; c) coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d'opera retribuita che ne compromettano l'indipendenza. (2) Lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o decadenza, nonché cause di incompatibilità e limiti e criteri per il cumulo degli incarichi. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal (2) La presente lettera è stata così sostituita dall'art. 13, D.Lgs , n. 310, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "c) coloro che si trovano nelle condizioni previste dalla lettera c) del primo comma dell'articolo 2399.". Articolo 2409 Terdecies - Competenza del consiglio di sorveglianza LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Competenza del consiglio di sorveglianza Il consiglio di sorveglianza: a) nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione; ne determina il compenso, salvo che la relativa competenza sia attribuita dallo statuto all'assemblea; b) approva il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato; c) esercita le funzioni di cui all'articolo 2403, primo comma; d) promuove l'esercizio dell'azione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di gestione; e) presenta la denunzia al tribunale di cui all'articolo 2409; f) riferisce per iscritto almeno una volta all'anno all'assemblea sull'attività di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati. f bis) se previsto dallo statuto, delibera in ordine alle operazioni strategiche e ai piani, industriali e finanziari della societa' predisposti dal consiglio di gestione, ferma in ogni caso la responsabilita' di questo per gli atti compiuti. (2) Lo statuto può prevedere che in caso di mancata approvazione del bilancio o qualora lo
15 richieda almeno un terzo dei componenti del consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza la competenza per l'approvazione del bilancio di esercizio sia attribuita all'assemblea. I componenti del comitato di sorveglianza devono adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico. Sono responsabili solidalmente con i componenti del consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica. I componenti del consiglio di sorveglianza possono assistere alle adunanze del consiglio di gestione e devono partecipare alle assemblee. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal (2) La presente lettera prima aggiunta dall'art. 1 D.Lgs , n. 6, come modificato dall'art. 5, lett. s), D.Lgs n. 37, è stata, poi, così modificata dall'art. 14, D.Lgs , n. 310, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "f bis) se previsto dallo statuto, delibera in ordine ai piani strategici, industriali e finanziari della societa' predisposti dal consiglio di gestione, ferma in ogni caso la responsabilita' di questo per gli atti compiuti.". Articolo 2409 Quaterdecies - Norme applicabili LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico Norme applicabili Al consiglio di sorveglianza ed ai suoi componenti si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 2388, 2400, terzo comma, 2402, 2403 bis, secondo e terzo comma, 2404, primo, terzo e quarto comma, 2406, 2408 e 2409 septies. Alla deliberazione del consiglio di sorveglianza con cui viene approvato il bilancio di esercizio si applica l'articolo 2434 bis ed essa può venire impugnata anche dai soci ai sensi dell'articolo (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Quinquiesdecies - Controllo contabile LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema dualistico
16 Controllo contabile Il controllo contabile è esercitato a norma degli articoli 2409 bis primo e secondo comma, 2409 ter, 2409 quater, 2409 quinquies, e 2409 sexies, in quanto compatibili. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Sexiesdecies - Sistema basato sul consiglio di amministrazione e un comitato costituito al suo interno LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema monistico Sistema basato sul consiglio di amministrazione e un comitato costituito al suo interno Lo statuto può prevedere che l'amministrazione ed il controllo siano esercitati rispettivamente dal consiglio di amministrazione e da un comitato costituito al suo interno. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Septiesdecies - Consiglio di amministrazione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema monistico Consiglio di amministrazione La gestione dell'impresa spetta esclusivamente al consiglio di amministrazione. Almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione deve essere in possesso
17 dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 2399, primo comma, e, se lo statuto lo prevede, di quelli al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo 2409 Octiesdecies - Comitato per il controllo sulla gestione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema monistico Comitato per il controllo sulla gestione Salvo diversa disposizione dello statuto, la determinazione del numero e la nomina dei componenti del comitato per il controllo sulla gestione spetta al consiglio di amministrazione. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il numero dei componenti del comitato non può essere inferiore a tre. Il comitato è composto da amministratori in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dallo statuto e dei requisiti di indipendenza di cui all'articolo 2409 septiesdecies, che non siano membri del comitato esecutivo ed ai quali non siano attribuite deleghe o particolari cariche e comunque non svolgano, anche di mero fatto, funzioni attinenti alla gestione dell'impresa sociale o di società che la controllano o ne sono controllate. Almeno uno dei componenti del comitato per il controllo sulla gestione deve essere scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. In caso di morte, rinunzia revoca o decadenza di un componente del comitato per il controllo sulla gestione, il consiglio di amministrazione provvede senza indugio a sostituirlo scegliendolo tra gli altri amministratori in possesso dei requisiti previsti dai commi precedenti; se ciò non è possibile, provvede senza indugio a norma dell'articolo 2386 scegliendo persona provvista dei suddetti requisiti. Il comitato per il controllo sulla gestione: a) elegge al suo interno, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il presidente; b) vigila sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile, nonché sulla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione; c) svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano altresì, in quanto compatibili, gli articoli 2404, primo, terzo e quarto comma, 2405, primo comma, e (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal
18 Articolo 2409 Noviesdecies - Norme applicabili e controllo contabile LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VIbis Dell'amministrazione e del controllo - PARAGRAFO V Del sistema monistico Norme applicabili e controllo contabile Al consiglio di amministrazione si applicano, in quanto compatibili, gli articoli da 2380 bis, 2381, 2382, 2383, 2384, 2385, 2386, 2387, 2388, 2389, 2390, 2391, 2392, 2393, 2393 bis, 2394, 2394 bis, Il controllo contabile è esercitato a norma degli articoli 2409 bis primo e secondo comma, 2409 ter, 2409 quater, 2409 quinquies, 2409 sexies, 2409 septies, in quanto compatibili. (1) (1) Il presente articolo è stato così inserito in virtù dell'art. 1, D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Articolo Emissione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VII Delle obbligazioni Limiti dell'emissione di obbligazioni Se la legge o lo statuto non dispongono diversamente, l'emissione di obbligazioni è deliberata dagli amministratori. In ogni caso la deliberazione di emissione deve risultare da verbale redatto da notaio ed è depositata ed iscritta a norma dell'articolo (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2410, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "La società può emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma non eccedente il capitale versato ed esistente secondo l'ultimo bilancio approvato. Tale somma può essere superata: 1) quando le obbligazioni sono garantite da ipoteca su immobili di proprietà sociale, sino a due terzi del valore di questi;
19 2) quando l'eccedenza dell'importo delle obbligazioni rispetto al capitale versato è garantita da titoli nominativi emessi o garantiti dallo Stato, aventi scadenza non anteriore a quella delle obbligazioni, ovvero da equivalente credito di annualità o sovvenzioni a carico dello Stato o di enti pubblici. I titoli devono rimanere depositati e le annualità o sovvenzioni devono essere vincolate presso un istituto di credito, per la parte necessaria a garantire il pagamento degli interessi e l'ammortamento delle relative obbligazioni, fino all'estinzione delle obbligazioni emesse. Quando ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale, la società può essere autorizzata, con provvedimento dell'autorità governativa, ad emettere obbligazioni, anche senza le garanzie previste nel presente articolo, con l'osservanza dei limiti, delle modalità e delle cautele stabilite nel provvedimento stesso. Restano salve le disposizioni di leggi speciali relative a particolari categorie di società." Articolo Diritto degli obbligazionisti LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VII Delle obbligazioni Deposito e iscrizione della deliberazione Il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi può essere, in tutto o in parte, subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società. I tempi e l'entità del pagamento degli interessi possono variare in dipendenza di parametri oggettivi anche relativi all'andamento economico della società. La disciplina della presente sezione si applica inoltre agli strumenti finanziari, comunque denominati, che condizionano i tempi e l'entità del rimborso del capitale all'andamento economico della società. (1) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2411, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente: "I l notaio che ha verbalizzato la deliberazione dell'assemblea, entro trenta giorni, verificato l'adempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne richiede l'iscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste. L'ufficio del registro delle imprese, verificata la regolarità formale della documentazione, iscrive la delibera nel registro. Se il notaio ritiene non adempiute le condizioni stabilite dalla legge, ne dà comunicazione tempestivamente, e comunque non oltre il detto termine, agli amministratori. Gli amministratori, nei trenta giorni successivi e, in mancanza, ciascun socio a spese della società, possono ricorrere al tribunale per il provvedimento di cui ai commi secondo e terzo. Tutti i termini previsti in disposizioni speciali con riferimento all'omologazione della delibera decorrono dalla data dell'iscrizione nel registro delle imprese. Il tribunale, verificato l'adempimento delle condizioni richieste dalla legge e sentito il pubblico ministero, ordina l'iscrizione nel registro delle imprese.
20 Il decreto del tribunale è soggetto a reclamo davanti alla corte di appello entro trenta giorni dalla comunicazione. La deliberazione non può essere eseguita se non dopo l'iscrizione." Articolo Limiti all'emissione LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - CAPO V Società per azioni - SEZIONE VII Delle obbligazioni Riduzione del capitale La società può emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio approvato.i sindaci attestano il rispetto del suddetto limite. Il limite di cui al primo comma può essere superato se le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale a norma delle leggi speciali. In caso di successiva circolazione delle obbligazioni, chi le trasferisce risponde della solvenza della società nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali. Non è soggetta al limite di cui al primo comma, e non rientra nel calcolo al fine del medesimo, l'emissione di obbligazioni garantite da ipoteca di primo grado su immobili di proprietà della società, sino a due terzi del valore degli immobili medesimi. Il primo e il secondo comma non si applicano all'emissione di obbligazioni effettuata da società con azioni quotate in mercati regolamentati, limitatamente alle obbligazioni destinate ad essere quotate negli stessi o in altri mercati regolamentati. (2) Quando ricorrono particolari ragioni che interessano l'economia nazionale, la società può essere autorizzata con provvedimento dell'autorità governativa, ad emettere obbligazioni per somma superiore a quanto previsto nel presente articolo, con l'osservanza dei limiti, delle modalità e delle cautele stabilite nel provvedimento stesso. Restano salve le disposizioni di leggi speciali relative a particolari categorie di società e alle riserve di attività. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle obbligazioni emesse all'estero da società italiane ovvero da loro controllate o controllanti, se negoziate nello Stato, nei limiti stabiliti con regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro della giustizia, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta della Commissione nazionale per le società e la borsa; in questo caso la negoziazione ad opera di investitori professionali nei confronti di soggetti diversi deve, a pena di nullità, avvenire mediante consegna di un prospetto informativo contenente le informazioni stabilite dalla Commissione nazionale per le società e la borsa, anche quando la vendita avvenga su richiesta dell'acquirente. (1) (3) (1) Il presente articolo ha così sostituito l'originario art. 2412, in virtù dell'art. 1 D.Lgs , n. 6, con decorrenza dal Si riporta di seguito il testo previgente:
I MODELLI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO NELLE SOCIETA DI CAPITALI
I MODELLI DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTROLLO NELLE SOCIETA DI CAPITALI di Claudio Venturi Sommario: 1. I principi della legge delega 2. I modelli di amministrazione e di controllo nelle SpA. 2.l. Il sistema