Source: http://lexbrowser.provincia.bz.it/doc/it/dpr-1977-235/decreto_del_presidente_della_repubblica_26_marzo_1977_n_235.aspx?view=1
Timestamp: 2020-04-02 10:16:44+00:00
Document Index: 96423761

Matched Legal Cases: ['art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 1', 'art. 11', 'art. 1', 'art. 12', 'art. 1', 'art. 13', 'art. 14', 'art. 15', 'art. 6', 'art. 17', 'art. 9', 'art. 18', 'art. 19', 'art. 3', 'art. 20']

Norme costituzionali Decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235
(1) Spetta alle Province autonome di Trento e di Bolzano, per il rispettivo territorio, secondo quanto disposto dall'articolo 01 e nel rispetto degli obblighi comunitari, l'esercizio delle funzioni già esercitate dallo Stato in materia di grandi derivazioni a scopo idroelettrico.6)
(4) Gli organi statali competenti consegnano alla Provincia interessata, entro il 31 dicembre 1999, gli archivi e i documenti degli uffici statali concernenti le concessioni di grande derivazione a scopo idroelettrico e le opere ad esse funzionali interessanti il territorio di ciascuna Provincia; si applicano in tal caso, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381.
(13)Al concessionario uscente spetta un'indennità stabilita con le modalità e i criteri di cui all'articolo 25 del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. 10)
(14) Salvo quanto disposto dal comma 15 le concessioni per le grandi derivazioni a scopo idroelettrico scadute entro il 31 dicembre 1998 sono prorogate fino al 31 dicembre 2001 e i titolari di concessione interessati proseguono l'attività senza necessità di alcun atto amministrativo dandone comunicazione alla amministrazione concedente nonché alla Provincia interessata entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente articolo.11)
(15) Le concessioni rilasciate all'Enel S.p.a. e quelle scadute o in scadenza entro il 31 dicembre 2010 rilasciate alle aziende o società degli enti locali per grandi derivazioni a scopo idroelettrico scadono il 31 dicembre 2010 ovvero sono prorogate alla medesima data. Resta fermo quanto previsto dalle convenzioni in atto tra Enel e Province autonome in materia di subingresso nella titolarità di concessioni idroelettriche e nell'esercizio dei relativi impianti acquisiti dall'Enel da autoproduttori, prescindendo dai compiti affidati dalle medesime convenzioni al soppresso Comitato di coordinamento delle attività elettriche di cui all'articolo 9 del presente decreto nel testo previgente alle modifiche introdotte dall'articolo 18 del decreto di approvazione del presente articolo.
(15/bis) Le concessioni diverse da quelle previste dai commi 14 e 15 scadono alla data risultante dai rispettivi provvedimenti di concessione.12)
(16) I proventi derivanti dall'utilizzo delle acque pubbliche, ivi compresi i canoni demaniali di concessione di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, spettano alla Provincia competente per territorio. Le concessioni di grande derivazione a scopo idroelettrico, ivi compresi i canoni demaniali di concessione, sono disciplinati con legge provinciale nel rispetto dell'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, nonché dei principi fondamentali delle leggi dello Stato e degli obblighi comunitari13)14)15)
Il comma 1 è stato sostituito dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
Il comma 2 è stato prima sostituito dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289, e successivamente abrogato dall'art. 1, comma 834, della L. 27 dicembre 2017, n. 205.
Il comma 3 è stato abrogato dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
Abrogati dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
Il comma 13 è stato così modificato dall'art. 1, comma 834, della L. 27 dicembre 2017, n. 205.
Il comma 14 è stato modificato dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
Il comma 15/bis è stato inserito dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
Il comma 16 è stato modificato dall'art. 1 del D.Lgs. 7 novembre 2006, n. 289.
L'art. 1/bis è stato inserito dall'art. 11 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) A decorrere dal 1° gennaio 2000 sono trasferite alle Province autonome le funzioni statali in materia di concessione deI servizio pubblico di distribuzione dell'energia elettrica realizzate o da realizzare nel loro rispettivo territorio, ivi compresa la delimitazione dei relativi ambiti territoriali.
(2) Fermo restando quanto previsto dagli articoli da 2 a 8 e dagli articoli 13 e 14 del presente decreto ed in deroga a quanto previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, nel territorio delle Province di Trento e di Bolzano Ie imprese alle quali sono trasferiti gli impianti di distribuzione dell'Enel S.p.a. ai sensi del presente decreto nonché le imprese operanti alla data di entrata in vigore del presente articolo, ivi compresi i consorzi e le società cooperative di produzione e distribuzione di cui all'articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, esercitano, ovvero continuano, l'attività di distribuzione dell'energia elettrica fino al 31 dicembre 2030, previa concessione rilasciata dalla Provincia competente in conformità a quanto previsto dal piano provinciale di distribuzione dell'energia elettrica, che tiene conto dei servizi di distribuzione esistenti alla data di entrata in vigore del presente articolo. Fino al rilascio della concessione le predette imprese continuano comunque ad esercitare l'attività di distribuzione dell'energia elettrica.
(3) A decorrere dal 1° gennaio 2031 le attività di distribuzione dell'energia elettrica negli ambiti di cui al comma 1 sono affidate in concessione dalla Provincia competente per territorio sulla base di gare da indire non oltre il quinquennio precedente alla predetta data, secondo quanto disposto dalla legge provinciale adottata nel rispetto degli obblighi comunitari e dei principi desumibili dal presente decreto per il rilascio delle concessioni idroelettriche.
(4) Nel caso in cui l'ente locale, o l'ente di cui all'articolo 10, eserciti mediante un'unica azienda o società sia le attività di produzione che quelle di distribuzione dell'energia elettrica, ne assicura la separazione contabile ed amministrativa.
(5) Con effetto dalla data di cui al comma 1 le Province succedono allo Stato nei rapporti giuridici inerenti le funzioni trasferite. Relativamente al trasferimento alle province degli archivi e dei documenti si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 1/bis, comma 4.16)
L'art. 1/ter è stato inserito dall'art. 12 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) In relazione a quanto disposto dall'articolo 2, comma 15, della legge 14 novembre 1995, n. 481, le Province possono destinare per servizi pubblici, da stabilire con legge provinciale, anche l'energia derivante da attività di produzione idroelettrica svolta dagli enti o dalle società di cui all'articolo 10. Le Province possono altresì destinare per i medesimi fini l'energia elettrica prodotta in eccedenza rispetto al fabbisogno dagli enti locali e dalle loro imprese e società, dalle società concessionarie, nonché dai soggetti di cui all'articolo 4, primo comma, numeri 6) e 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, che abbiano stipulato con le Province stesse apposita convenzione avente ad oggetto la cessione dell'energia e le attività correlate e conseguenti. La legge provinciale prevista dall'articolo 13, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, stabilisce altresì i criteri per la determinazione del prezzo dell'energia di cui al presente comma e di quella di cui al medesimo articolo 13, primo comma, ivi compresa quella ceduta alle imprese distributrici, nonché i criteri per le tariffe di utenza, le quali non possono superare quelle fissate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.17)
L'art. 1/quater è stato inserito dall'art. 13 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) Le deliberazioni degli enti locali relative a nuove assunzioni del servizio di distribuzione di energia elettrica sono rese esecutive dal competente organo provinciale previo accertamento della loro rispondenza alle indicazioni contenute in un piano della distribuzione approvato con provvedimento della Provincia territorialmente competente e rispondente a criteri di economicità e di più razionale utilizzazione dell'energia elettrica a disposizione del fabbisogno locale.18)
(2) Le deliberazioni di cui al comma precedente sono trasmesse dal Presidente della giunta provinciale competente per territorio al Ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato.
Il comma 1 è stato modificato dall'art. 14 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) Gli enti locali appartenenti alle categorie di enti determinate al secondo comma del precedente articolo 1, qualora svolgano attività di distribuzione di energia elettrica hanno il compito di esercitarla sull'intero territorio dell'ente, salvo quanto stabilito nei numeri 6 e 8 dell'articolo 4 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643.
(1) Qualora nell'ambito del territorio nel quale il servizio di distribuzione è stato assunto da ente locale ai sensi dei precedenti articoli, vi siano impianti di distribuzione dell'Enel, gli impianti stessi con decreto del Presidente della giunta provinciale territorialmente competente sono trasferiti all'ente locale. A richiesta, sono trasferiti anche i beni relativi agli impianti di produzione dell'Enel qualora dismessi.19)
(2) Il trasferimento di cui al comma precedente comprende i beni mobili ed immobili inerenti all'attività di distribuzione nel territorio dell'ente locale ivi compresi i pertinenti impianti di trasporto e di trasformazione, nonché i relativi rapporti giuridici.
Il comma 1 è stato modificato dall'art. 15 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) In tutti i casi in cui le imprese di cui all'articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, non possano proseguire o comunque cessino la loro attività, gli impianti di produzione e di distribuzione e, a richiesta, i beni ad essi relativi, sono trasferiti con decreto del Presidente della Provincia all'esercente del servizio di distribuzione, operante nel medesimo ambito territoriale, ove si tratti del soggetto di cui all'articolo 10 o di un'azienda speciale o di una società di enti locali.
(2) L'indennizzo relativo ai beni trasferiti è stabilito dal commissario del Governo, sentita la provincia, secondo i criteri di cui all'articolo 5, primo comma, lettera b).
(3) Il personale dipendente dall'impresa ed in servizio alla data del decreto di cui al primo comma, è mantenuto in servizio ed inquadrato nell'organico del personale del beneficiario del trasferimento.23)
L'art. 6 è stato modificato dall'art. 17 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) L'azione dinanzi all'autorità giudiziaria ordinaria nei confronti del provvedimento di liquidazione di cui ai precedenti articoli 5 e 6 deve essere esercitata entro sessanta giorni dalla comunicazione agli interessati.
(1) Nell'ambito della potestà di cui all'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 279, i compiti dei consorzi dei comuni previsti dalla legge 27 dicembre 1953, n. 959, possono essere attribuiti con legge provinciale alle comunità montane o agli altri enti di diritto pubblico previsti nello stesso articolo, qualora esprima il consenso la maggioranza dei comuni consorziati.
(2) I consorzi di cui al primo comma o gli enti che lì sostituiscono possono cedere alle province il diritto alla fornitura di energia elettrica ai sensi dell'articolo 3 della legge citata verso il pagamento di un corrispettivo equivalente al sovracanone stabilito dall'articolo 1 della citata legge n. 959, e successive modificazioni ed integrazioni. Le province dispongono dell'energia così acquisita ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381.
(1) Per quanto concerne il territorio delle Province autonome riguardo lo sviluppo della rete di trasmissione nazionale, si applica quanto disposto dall'articolo 14, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670.24)
L'art. 9 è stato sostituito dall'art. 18 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) Le province costituiscono enti strumentali, dotati di personalità giuridica e di autonomia imprenditoriale ovvero società a prevalente capitale pubblico, provinciale o locale, con i seguenti compiti:
esercizio delle attività elettriche di cui all'articolo 1;
controllo tecnico delle aziende di distribuzione per quanto riguarda l'attuazione delle deliberazioni di cui alla precedente lettera a) ed in ordine all'osservanza delle norme tecniche vigenti;
costruzione e gestione delle linee di interconnessione ad alta tensione comprese le relative sottostazioni di trasformazione per la consegna alle aziende distributrici al fine di assicurare l'interscambio nel territorio provinciale, nonché acquisizione dall'Enel delle linee aventi la stessa funzione estendendosi per tale acquisizione il disposto dei precedenti articoli 4, 5 e 7;
assistenza tecnica ed amministrativa e servizi comuni a favore delle aziende distributrici;
altri compiti attribuiti dalle province. 25)
(2) Con la costituzione dell'azienda provinciale di cui al primo comma è trasferito all'azienda stessa un contingente del personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto presso gli uffici delle rispettive sedi di zona dell'Enel, nonché all'azienda provinciale di Trento un contingente del personale in servizio presso il Distretto Enel di Trento salvo intesa tra le due province in ordine al passaggio di parte di questo personale all'azienda provinciale di Bolzano; i suddetti contingenti sono determinati con decreto del Ministro per l'industria, il commercio e l'artigianato previa intesa tra l'Enel e la provincia interessata.
Il comma 1 è stato modificato dall'art. 19 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463, e dall'art. 3 del D.Lgs. 15 aprile 2003, n. 118.
Art. 11-12 26)
Gli articoli 11 e 12 sono stati abrogati dall'art. 20 del D.Lgs. 11 novembre 1999, n. 463.
(1) Nella prima applicazione del presente decreto ed in attesa della costituzione delle aziende da parte degli enti locali di cui all'articolo 1, allo scopo di assicurare la continuità del servizio attraverso il passaggio unitario e contestuale degli impianti di distribuzione dell'Enel e del relativo personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto nei territori delle province interessate, le aziende provinciali di cui all'articolo 10 possono provvedere transitoriamente per conto dei suddetti enti locali al servizio di distribuzione nelle aree attualmente servite dall'Enel assumendo il relativo personale.
(2) Nella fase di cui al primo comma, al verificarsi della condizione prevista dal primo comma del precedente articolo 6, la distribuzione è assunta dall'azienda provinciale competente.
(3) Ove le aziende provinciali esercitino la facoltà di cui al primo comma o ricorrano le condizioni previste dal secondo comma, le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7 si applicano nei confronti della provincia interessata.
(4) Qualora ricorra l'ipotesi di cui al primo comma, i rapporti conseguenti al successivo passaggio, secondo il piano provinciale di cui al precedente articolo 2, degli impianti e del personale agli enti locali sono regolati in base ad intese tra la provincia interessata e gli enti locali medesimi.
(1) Non si applicano nel territorio delle province di Trento e di Bolzano le disposizioni di legge incompatibili con quanto disposto dal presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi, e dei decreti della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.