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Timestamp: 2019-06-20 13:30:29+00:00
Document Index: 132793805

Matched Legal Cases: ['sentenza ', 'sentenza ', 'art. 360', 'art. 115', 'art. 360', 'sentenza ', 'art. 11', 'art. 35', 'art. 48', 'Cass. Sez. ']

Autorizzazione a stare in giudizio in rappresentanza del Comune - legittimatio ad processum - Delibera autorizzativa della giunta - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
Autorizzazione a stare in giudizio in rappresentanza del Comune - legittimatio ad processum - Delibera autorizzativa della giunta
Autorizzazione a stare in giudizio in rappresentanza del Comune - legitimatio ad processum - Delibera autorizzativa della giunta (Cassazione , sez. V, sentenza 28.07.2004 n. 14220 )
L'Ufficio Tributi del Comune di Ferentino, con provvedimento n. 144 prot. 15155 del 29-9-98, notificava alla CIALONE FINANZIARIA S.p.A. l'avviso di liquidazione dell'ICI per gli anni dal 1994 al 1997, a seguito delle discordanze rilevate tra la rendita dichiarata e quella attribuita, per cui richiedeva la differenza di imposta, con le sanzioni e gli interessi. La società proponeva opposizione, con cui chiedeva l'annullamento dell'avviso, contestando all'Ufficio del Territorio della Provincia di Frosinone (già U.T.E.) di non aver proceduto nei modi di legge alla notifica dell'aggiornamento della rendita catastale ed al Comune di Ferentino di aver basato l'avvisodi liquidazione su una rendita catastale mai notificata e non esatta e di aver recuperato importi illegittimi anche a causa del mancato esercizio del diritto impositivo per gli anni 1994 e 1995 entro il termine stabilito dal D. LVO n. 504/92.
La Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone, con la sentenza n. 229/04/00 del 5-10-2000, respingeva il ricorso, motivando che la notifica della nuova rendita catastale era stata effettuata nei termini e che la notifica dell'avviso di liquidazione della maggiore imposta ICI doveva collocarsi al 31-12-99. La società proponeva gravame, sostenendo, tra l'altro, che l'avviso di liquidazione doveva essere notificato a pena di decadenza entro il 31-12-97. Il Comune di Ferentino e l'Ufficio del Territorio non si costituivano in secondo grado.
Avverso questa decisione il Comune di Ferentino ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 12-7-2002, affidato all'articolazione di due mezzi.
La società ha resistito con controricorso.
Con il secondo motivo, il Comune ha assunto la violazione e falsaapplicazione della L. n. 154/1988 e del D.Lgs. n. 504/1992, in relazione all'art. 360 co. 1^ n. 3 c.p.c.; ha eccepito la violazione del principio dell'onere della prova, in relazione all'art. 115 c.p.c.; ha rilevato la motivazione carente e contraddittoria, in relazione all'art. 360 co. 1 n. 5 c.p.c. In modo specifico, si sottolinea che la violazione di legge va riferita alla parte della sentenza in cui non erano state considerate debitamente pubblicate per affissione le nuove rendite catastali relative agli immobili della CIALONE; l'Ente impositore, ex art. 11 L. n. 154/1988, aveva optato per la pubblicazione dei testi censuari presso il Municipio, come risultava dall'Albo delle pubblicazioni.
2 - La CIALONE FINANZIARIA IMMOBILIARE S.p.A. in controricorso, oltre a replicare nel merito in ordine ai due motivi di ricorso, ha eccepito tre motivi di inammissibilità.
Con il terzo motivo è stato eccepito il difetto di legittimazione passiva della CIALONE FINANZIARIA IMMOBILIARE s.p.a., in quanto questa era ormai estinta dal 22-10-2001, a seguito di fusione per incorporazione, per cui il ricorso notificato il 12-7-2002 era radicalmente nullo, spettando la legittimazione passiva alla società incorporante CIALONE TOUR S.p.A..
Infine, alcun documento relativo all'autorizzazione de qua risulta depositato in allegazione al ricorso. Sia pure tra iniziali contrasti, si sta ormai delineando l'orientamento di questa Corte nel senso che anche nel nuovo quadro normativo rappresentato dall'art. 35 co. 2 L. 8-6-1990 n. 142 (oggi trasfuso nell'art. 48 D.Lgs. 18-8-2000 n. 267), stante il principio generale fissato in tale norma, il potere di deliberare l'azione o la resistenza in giudizio spetta alla Giunta Municipale e l'autorizzazione a stare in giudizio in rappresentanza del Comune, rilasciata al Sindaco dalla Giunta Municipale con riguardo ai procedimenti di merito, non abilita il sindaco al proporre ricorso in Cassazione, occorrendo una distinta autorizzazione (Cass. Sez. Un., ordinanza del 27-6-2002, n. 9434). Da una delle più recenti decisioni di questa Sezione (n. 17584 del 20-11-2003) si può enucleare il principio secondo cui occorre apposita deliberazione della Giunta Comunale che autorizzi il Sindaco a resistere con controricorso davanti alla Corte di Cassazione (a maggior ragione tale autorizzazione è necessaria ove l'Ente sia ricorrente). Quindi, l'autorizzazione a stare in giudizio, necessaria perchè l'Ente possa agire o resistere in causa, attiene alla legitimatio ad processum e cioè all'efficacia e non alla validità della costituzione, per cui può intervenire anche successivamente con effetto convalidante : ma deve, comunque, esserci.
Le spese del presente giudizio, liquidate come da dispositivo, vanno poste a carico del Comune ed a favore soltanto della costituita CIALONE FINANZIARIA S.p.A., non avendo l'Ufficio del Territorio svolto alcuna attività difensiva.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il Comune ricorrente al pagamento in favore della controricorrente CIALONE FINANZIARIA S.p.A. delle spese del presente, liquidate in complessivi Euro 3.000,00, di cui Euro 2.900.00 per onorario.
Depositato in Cancelleria il 28 luglio 2004