Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150187
Timestamp: 2019-10-22 12:11:23+00:00
Document Index: 184768015

Matched Legal Cases: ['e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario', 'e contrario']

Resoconto della seduta n.187 del 02/08/2016
Seduta n.187 del 02/08/2016
CLXXXVII Seduta
COSSA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 26 luglio 2016 (183), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Gianfranco Congiu, Daniela Forma, Giorgio Oppi e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 2 agosto 2016.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 259/A
Discussione dell'articolato e approvazione della proposta di legge Pizzuto - Agus - Cocco Daniele Secondo - Lai: "Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà. Fondo regionale per il reddito minimo di cittadinanza". (5/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 5: "Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà. Fondo regionale per il reddito minimo di cittadinanza".
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 2, che è uguale al 24, i soppressivi parziali numero 43, 44 e 45.
3. Il reddito di inclusione sociale è una misura regionale che integra gli interventi nazionali ed europei inerenti ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali fondamentali.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto, relatore.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Presidente, chiedo un quarto d'ora di sospensione.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58, viene ripresa alle ore17 e 31.)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto, relatore di maggioranza.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Parere contrario all'emendamento numero 24, contrario all'emendamento numero 43, e contrario ai numero 44 e 45.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2, che è uguale al numero 24. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Sono stati ritirati tutti gli emendamenti. Vengono ritirati dall'onorevole Tocco, dall'onorevole Orrù, dall'onorevole Cherchi e dall'onorevole Locci.
Sono stati ritirati gli emendamenti soppressivi parziali numero 43, 44 e 45.
Metto in votazione il testo dell'articolo 1.Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati ritirati gli emendamenti numero 325… onorevole Truzzu, chiedo scusa, ha ritirato anche lei gli emendamenti?
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). I soppressivi sì.
PRESIDENTE. È sopravvissuto l'emendamento sostitutivo totale numero 113, il sostitutivo parziale numero 102 e l'aggiuntivo numero 101.
(Si riporta il testo dell'articolo 2:
4. L'erogazione monetaria diretta previ-sta dal comma 3, lettera a), è corrisposta solo qualora risulti indispensabile e, comunque, sempre insieme a misure idonee al raggiungimento delle finalità previste dalla presente legge.
6. Nell'ipotesi prevista dal comma 3, let-tera b), il costo concernente le prestazioni assi-curative e previdenziali è sostenuto dall'ente fruitore dell'attività lavorativa.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Presidente, sul numero 113 il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 102 il parere è contrario, ma c'è la disponibilità per un emendamento orale. Il parere è contrario sull'emendamento numero 101. C'è poi una proposta di emendamento orale al comma 2, punto c).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 113.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Sarò rapidissimo, però sull'emendamento numero 113 volevo fare due osservazioni nel merito. Al comma 3 il REIS consiste in un patto tra la Regione e il beneficiario esteso all'intero nucleo familiare. A me sembra che qui ci sia una forte dimenticanza perché se poi le domande devono essere presentate nei Comuni forse sarebbe il caso di intervenire e coinvolgere anche gli enti locali. L'altro aspetto che mi preoccupa su questo emendamento, che poi era presente anche nell'articolo, sono le stesse osservazioni che avrei fatto sull'articolo iniziale, è che a mio avviso non è corretto e opportuno limitare il tutto alla sola erogazione di un sussidio economico, nel senso che forse sarebbe più giusto, per evitare di incorrere in distorsioni che ben conosciamo, legare il REIS a un buono per l'acquisto di beni e servizi come succede in tante altre Regioni che danno addirittura la possibilità di stipulare delle convenzioni con le società, per esempio, di gestione dei servizi elettrici e dei servizi idrici che permetterebbero così al cittadino, che ovviamente si trova in una condizione di disagio, di intrattenere un rapporto tramite l'amministrazione con queste società.
RUGGERI LUIGI (PD). Per proporre l'emendamento orale cui faceva riferimento il collega Pizzuto che, recependo parzialmente l'emendamento del collegato Truzzu, riporta sul comma 4: "Il REIS prevede l'erogazione di un sussidio economico o di un suo equivalente".
PRESIDENTE. Poiché non ci sono obiezioni sull'emendamento orale appena formulato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 113 così emendato. Chi lo approva alzi la mano.
L'onorevole Pizzuto aveva preannunciato un emendamento orale all'emendamento numero 113.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Nell'accogliere anche quella che è un'istanza che è arrivata dal consigliere Locci e dalla minoranza, proponiamo di aggiungere al punto c) del secondo comma, dopo "attivazione di misure di sostegno per l'accesso alla casa e per la riqualificazione dei contesti abitativi" aggiungiamo "anche al fine di combattere il fenomeno dello spopolamento e dell'emigrazione giovanile, con particolare riferimento ai giovani di età non superiore ai quarant'anni residenti nei comuni sardi con popolazione non superiore ai 15.000 abitanti".
L'emendamento numero 102 decade.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. Gli emendamenti all'articolo 3 sono stati tutti ritirati, ad eccezione degli emendamenti numero 127 e 114.
3. In ogni caso, possono accedere alla misura prevista dalla presente legge i richiedenti con un reddito, calcolato secondo il metodo dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), inferiore alla soglia indicata dalla deliberazione della Giunta regionale prevista dall'articolo 13 bis.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Sull'emendamento numero 127 c'è un invito al ritiro mentre il parere è favorevole sull'emendamento numero 114.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 127.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, non è che mi coinvolga più di tanto sempre questa conformità, comunque all'articolo 3, comma 1, sostituire 36 mesi con 60 mesi mi sembra un po' un'esagerazione. Per tutte le leggi che vengono approvate qua sono sempre cinque anni che diamo a tutti. Perché a tutti i costi vogliamo forzare la mano e in questo caso particolare scegliamo a 36 mesi? Io credo che uno dei doveri qua dentro di quest'Aula è quello di avere una costanza di comportamento, un'uniformità di comportamento. Fino adesso quasi sempre, anzi sempre, abbiamo utilizzato cinque anni per tutte le leggi e sempre questa è stata la regola. Improvvisamente su questa legge che già, secondo me, potrebbe creare difficoltà, invece scendiamo a tre anni. Mi sembra una buona regola quella di continuare su quello che abbiamo sempre fatto e mantenere la regola dei cinque anni. Non credo che stiamo sconvolgendo il mondo, non mi sembra che stiamo stravolgendo le regole, anzi stiamo continuando nella solita regola.
Metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati ritirati gli emendamenti numero 6, 27, 55, 104 e 56. Rimangono gli emendamenti numero 115, 100, 99, 126 e 116.
2. L'inosservanza dei doveri previsti dal presente articolo determina la sospensione per almeno sei mesi dell'erogazione del reddito.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 115. Il parere è contrario, con invito al ritiro, sugli emendamenti numero 99, 126 e 100. Parere favorevole sull'emendamento numero 116 con una proposta di emendamento orale, "126" invito al ritiro con parere contrario.
PRESIDENTE. Manca il numero 100.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. L'ho detto Presidente, il parere è contrario con invito al ritiro.
PRESIDENTE. Anche il numero 99 è così, ha letto il numero 99, parere contrario e invito al ritiro, invito al ritiro e parere contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano.
Gli emendamenti numero 99 e 100 sono ritirati. Invito al ritiro e parere contrario per l'emendamento numero 126.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Non ho intenzione di ritirarlo. Perché? Ma, io ringrazio anche l'onorevole Pizzuto per la proposta di legge, però ci sono delle cose che alcune volte risultano incomprensibili almeno per me che risiedo all'interno di questa Aula.
L'assioma principale di questa legge è quello di tentare di eliminare o almeno proprio tentare di eliminare alcune situazioni di disagio reale che esistono in alcune fasce della popolazione. Molti di questi disagi sono legati sicuramente alla mancanza di lavoro, allora mi sembra se questo è l'assioma principale e non entro poi nei particolari, che se uno però va a rifiutare per due volte consecutive il lavoro con una proposta intelligente non gli si può dire che rimane fermo per sei mesi anche perché se poi non corrispondono i tempi diventa continuativo o quant'altro. Io credo anche seguendo le normative europee e quant'altro, mantenendo sempre l'impianto della legge che in questo caso i sei mesi vengano sostituiti da un anno perché se a una persona a cui stiamo dando giustamente una mano per uscire da una situazione di precariato e di povertà rinuncia per due volte ovvero per tre come in Germania al lavoro, rimane escluso comunque dai benefici della legge per almeno un anno. Questo non significa che siamo in uno Stato repressivo, significa solamente utilizzare il buon senso dove i furbi la fanno sempre franca e molte volte questo è il caso della situazione italiana, spero che non lo sia della Sardegna.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 126.
All'emendamento numero 116 c'è un emendamento orale annunciato.
PIZZUTO LUCA (SEL). Al punto c) "la Giunta dopo più di due offerte lavorative congrue ai sensi della normativa vigente".
PRESIDENTE. "La Giunta ai sensi della normativa vigente". Poiché non vi sono opposizioni l'emendamento è acquisito.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 116 così emendato. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 4 bis.
All'articolo 4 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 28 e 57 che sono stati ritirati e l'emendamento numero 117.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 bis:
La Giunta regionale, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, istituisce un sistema informativo dei percettori di trattamenti di sostegno al reddito erogati a vario titolo dalla Regione o da soggetti da essa delegati, compresi quelli inerenti alla presente legge.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 117. Chi lo approva alzi la mano.
All'articolo 5 sono stati ritirati tutti gli emendamenti ad esclusione del numero 106.
4. La Regione sovrintende al coordinamento delle misure previste dalla presente legge con analoghi interventi realizzati nel territorio e riferibili agli enti sovracomunali, alle ASL, alle strutture competenti in materia di servizi per il lavoro, agli enti preposti per il controllo e a ogni altra istituzione pubblica che possa utilmente concorrere alla finalità generale prevista nella presente legge.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Luca Pizzuto, relatore.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Anche su quest'emendamento sarò brevissimo e mi ricollego alle parole del collega Manca di poco fa che diceva che poi si corre il rischio quando si mettono in atto provvedimenti di questo tipo che ci siano i furbetti della porta accanto che cerchino di ovviare ad una giusta applicazione di norme giustissime e di regole uguali per tutti. Per cui ho voluto prevedere con quest'emendamento una serie di casi in cui non è possibile godere del beneficio cioè del REIS e del reddito di inclusione sociale nel momento in cui si tratta di soggetti o di nuclei familiari all'interno dei quali ci siano già altre indennità o altri trattamenti economici di natura previdenziale e assistenziale in modo tale che ci sia un'equità e si riesca veramente a dare una mano a chi è in condizioni di totale disagio, ma anche si escluda dal reddito di inclusione sociale tutti quei soggetti e tutti quei nuclei familiari all'interno dei quali ci siano titolari o meglio possessori di auto, per metterla semplice di grossa cilindrata o di imbarcazioni da diporto perché poi se no non riusciremo a comprendere qual è quella giustizia sociale che vogliamo realmente applicare. E lo dico che si tratta di norme e articoli che sono inseriti fra l'altro in provvedimenti di altre regioni italiane, mi riferisco per esempio al Friuli e se non erro alla stessa Emilia-Romagna che sicuramente non possono essere tacciate di appartenere a schieramenti vicino al mio.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Per esprimere intanto il voto favorevole a questo emendamento aggiuntivo anche perché ritengo che sia assolutamente di buon senso vedere anche le cose che visivamente uno osserva anche perché nelle nostre comunità si guarda anche quello che uno ha e quello che uno possiede, per cui qui stiamo parlando di beni di lusso, credo che non sia una cosa esagerata immaginare che chi possiede dei beni di lusso possa e debba essere escluso dalla possibilità di essere aiutato. Ci aggiungerei anche gli iPhone in possesso dei bambini in età scolare perché in effetti vedo anche bambini, figli di famiglie che a volte sono anche (…) questo lo sto dicendo, non intendo fare un emendamento orale, ma per dire che è assolutamente di buon senso questo articolo per cui avrà il mio voto favorevole.
RUGGERI LUIGI (PD). Solo per motivare il voto contrario, nessuno discute la qualità delle osservazioni che sono state elencate in quest'emendamento, ma si tratta di un emendamento a nostro parere pleonastico perché dettaglia una casistica che già ricorre nell'inquadramento generale delle condizioni di povertà, dettaglia delle sotto condizioni che potrebbero comunque essere pure estese e alla fine rappresenta un discreto appesantimento al dettato legislativo senza di fatto incidere a modificare quello che è comunque l'approccio generale e l'inquadramento generale della condizione di povertà. Non è quindi una questione di scarso apprezzamento della casistica così com'è stata proposta dall'onorevole Truzzu, quanto piuttosto una considerazione per cui all'interno dell'equilibrio della legge crediamo che i problemi che sono stati posti dall'onorevole Truzzu siano già ampiamente soddisfatti nella considerazione dei requisiti generali dei soggetti beneficiari.
AGUS FRANCESCO (SEL). Solo per precisare che la nuova normativa riguardante l'ISEE comprende già quella casistica inserita nell'emendamento presentato per cui la legge regionale assumendo la legge nazionale riguardo l'ISEE contiene già all'interno quei parametri che appunto sono indicativi di condizioni di indigenza e di spesa per i beni di prima necessità. La normativa del nuovo ISEE che appunto non soltanto contiene questi temi ma non è derogabile con la legislazione regionale. Quindi noi anche volendo non potremo andare in deroga a quelli che sono i principi della legislazione nazionale.
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati soppressi tutti gli emendamenti presentati, eccetto dell'emendamento numero 118.
6. Il comune può siglare specifici protocolli d'intesa con l'Amministrazione finanziaria per la verifica della rispondenza delle dichiarazioni presentate dai beneficiari rispetto all'effettivo stato di bisogno.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Favorevole!
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 118. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati soppressi tutti gli emendamenti presentati, eccetto l'emendamento numero 119.
2. La procedura è senza oneri per gli aventi diritto ed è pertanto cura dell'amministrazione pubblica acquisire tutti i certificati relativi alla pratica o, comunque, garantire la copertura degli eventuali costi.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme.
Metto in votazione l'emendamento numero 119. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati soppressi tutti gli emendamenti presentati, eccetto gli emendamenti sostitutivi numero 121, 122 e 123; e gli emendamenti aggiuntivi numero 120, 108, 109, 110, 111 e 128.
7. L'accertamento della finalizzazione delle risorse corrisposte al consumo patologico comporta l'immediata revoca del beneficio.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 109, 110, 111
Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 120, 121, 122, 123.
C'è l'invito al ritiro sul emendamento numero 108 e 128 (su cui c'è un invito al ritiro perché è già stato acquisito nell'emendamento quello che veniva richiesto).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 121. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'articolo 122. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 120. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 108, su cui c'è un invito al ritiro.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, io non capisco perché laddove si dice che le amministrazioni comunali istituiscono il comitato locale di garanzia sociale composto da personale dell'amministrazione, delle scuole, delle strutture competenti in materia di servizio per il lavoro, le organizzazioni sindacali e del volontariato, dobbiamo escludere l'università, gli ordini professionali e le associazioni datoriali, quasi che la possibilità di emanciparsi e di avere la capacità di uscire dalla fascia della povertà, attraverso magari la creazione di un'iniziativa imprenditoriale, sia una cosa negativa. Se si vuole fare una cosa veramente equilibrata e coinvolgere tutti i soggetti che operano in questo campo, penso che vadano inclusi sia i rappresentanti degli ordini professionali, i rappresentanti dell'università e i rappresentanti delle associazioni datoriali. Perché dobbiamo renderci conto che si tratta di provvedimenti che riguardano anche soggetti magari laureati che non hanno la possibilità o la capacità di assicurarsi un reddito e vivono in condizioni di estrema povertà. Ci sono anche questi casi, di soggetti che potrebbero intraprendere le professioni, e che non sono nelle condizioni di farlo.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Sì, Presidente, per dire che in Commissione la valutazione che sia fatta rispetto a questo emendamento, probabilmente sbagliata dal punto di vista tecnico, è che questo emendamento decade con l'approvazione del testo sostitutivo, quindi la proposta fatta in Commissione era quella di inserire un emendamento orale, se non è così il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Allora c'è la modifica del parere sull'emendamento numero 108, che è ora favorevole.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano.
Emendamento numero 111, parere contrario della Commissione.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Io volevo leggere il comma 5 di quest'articolo: "Le risorse monetarie non sono utilizzabili per il consumo di tabacco, alcol e qualsiasi prodotto legato al gioco d'azzardo". Ora premesso che ho dei dubbi su chi debba verificare come vengono utilizzati i soldi, e se si possa effettivamente fare una verifica di questo tipo, ma mi chiedo perché a questo punto non escludere anche l'acquisto di riviste di gossip, piuttosto che altre questioni. Oppure l'acquisto e il consumo di sostanze capace di attirare e di alterare l'equilibrio fisiologico e psicologico dell'individuo. Mi si potrà obiettare, si tratta di sostanze apparentemente illegali, perché apparentemente le droghe… ma stato fa che per l'ordinamento italiano ci sono droghe sintetiche che non sono riconosciute dal tabellaio e per cui sono assolutamente legali. E quindi escludiamo l'alcol e il tabacco, ma non queste sostanze.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Per sottolineare il fatto che appunto tutta una serie di sostanze sono illegali. Quelle legali però come minimo se parliamo di sostanze di natura farmaceutica avranno bisogno di adeguati controlli e di adeguate cose, per cui che siano come dire predisposte, insomma è un rafforzativo di un principio che è insito nella legge. Nessuno vuole utilizzare la legge per spacciare sostanze farmacologiche che hanno questi effetti.
RUGGERI LUIGI (PD). Solo per precisare al collega Truzzu che il comma 7 prevede proprio che in casi di consumo patologico ci sia la revoca della corresponsione del beneficio. Consumo patologico significa droghe, significa gioco d'azzardo, significa la dipendenza da fattori vari.
PRESIDENRE. Metto in votazione l'emendamento numero 111. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'emendamento numero 128, su cui c'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISCEDDA VALTER (PD). Ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 128 è ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati degli emendamenti che sono stati ritirati, rimane solo l'emendamento numero 124.
4. Per gli anni successivi, entro il 30 maggio di ogni anno, i comuni presentano alla Regione un prospetto aggiornato delle richieste in atto e un rendiconto dettagliato dell'utilizzo delle risorse assegnate nell'esercizio precedente, dal quale risultino le erogazioni, le misure che le hanno accompagnate, il periodo di erogazione e l'esito dell'intervento.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 124.
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati degli emendamenti. Rimane solo l'emendamento numero 125, tutti gli altri sono ritirati.
3. Entro il semestre successivo a ogni anno di applicazione, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione sulle azioni attivate, ne evidenzia l'efficacia e le eventuali criticità e rendiconta le risorse impiegate.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 125.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12.
3. In sede locale è istituito un analogo fondo comunale costituito dalla quota parte dei trasferimenti regionali e da eventuali ulteriori erogazioni liberali di enti privati o pubblici, ivi comprese le eventuali devoluzioni dello stesso ente locale.)
PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 12.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati degli emendamenti. Sono stati ritirati gli emendamenti numero 16 al 37, rimane l'emendamento aggiuntivo numero 1.
1. La Regione, nell'ambito dei propri programmi ordinari di intervento in materia promozionale delle attività culturali e sociali, favorisce le iniziative volte alla raccolta di risorse private finalizzate a integrare il fondo regionale di solidarietà sociale di cui all'articolo 12.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Presidente, qua c'è una proposta di emendamento orale.
PRESIDENTE. Andiamo per ordine, prima si danno i pareri.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Allora, il parere sull'emendamento era contrario.
PRESIDENTE. C'è un emendamento a che cosa?
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore di maggioranza. C'è un emendamento aggiuntivo orale al testo dell'articolo.
PRESIDENTE. Si tratta di un emendamento aggiuntivo così? Quindi devo mettere in votazione prima il testo e poi si presenta l'emendamento aggiuntivo, se accolto…un attimo: questo risulta un emendamento all'emendamento, quindi è un emendamento all'emendamento numero 1, che è un aggiuntivo, quindi, devo mettere in votazione prima il testo dell'articolo tale e quale, poi chiedere se è accolto l'emendamento all'emendamento, successivamente devo mettere in votazione l'emendamento all'emendamento e poi l'emendamento numero 1. L'emendamento è inammissibile? No, è semplicemente l'articolazione di come deve essere applicato, non c'è nessuna spesa aggiuntiva, si dice semplicemente che deve essere graduato con una delibera di Giunta. Quindi è assolutamente ammissibile. Quindi, andiamo in ordine. Metto in votazione il testo dell'articolo 13.
Passiamo all'emendamento orale all'emendamento numero 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Pizzuto. Ne ha facoltà.
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. L'emendamento numero 1 è sostituito dal seguente: "La Regione sostiene e valorizza i compiti di cura e istruzione dei figli svolti dai genitori e riconosce l'attività di cura e assistenza ai familiari con disabilità grave e corrisponde ai nuclei familiari anche mono genitoriali e uni personali dei quali fanno parte genitori o familiari che siano impossibilitati ad un'attività lavorativa extra domestica. Ai fini della presente legge pertanto l'attività di cura, educazione ed istruzione svolta dai genitori o dall'unico genitore nei nuclei mono genitoriali, sono equiparati all'attività lavorativa. La Giunta, ai sensi del articolo 13 bis adotta i provvedimenti attuativi del presente articolo stabilendo specifiche premialità in funzione dei risultati scolastici conseguiti dai figli".
PRESIDENTE. Poiché non vi sono obiezioni sull'emendamento orale appena formulato, lo metto in votazione.
PITTALIS (FI). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento orale all'emendamento numero 1.
Passiamo all'esame dell'articolo 13 bis. All'articolo 13 sono stati presentati degli emendamenti. Rimane l'emendamento numero 89.
l) l'ammontare delle risorse per le attività previste dall'articolo 13 quater.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 89.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 ter. All'articolo 13 ter sono stati presentati degli emendamenti. Rimane solo l'emendamento numero 90, soppressivo totale.
3. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce le specifiche modalità operative della sperimentazione.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 90.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 quater. All'articolo 13 quater sono stati presentati degli emendamenti. che sono stati ritirati. Rimane solo l'emendamento aggiuntivo numero 22.
1. Una quota dello stanziamento complessivo riservato agli interventi previsti dalla presente legge è destinato ad azioni di contrasto della sindrome da burnout negli operatori che lavorano nel campo delle politiche sociali; l'utilizzo delle risorse è definito annualmente dalla Giunta regionale.)
PIZZUTO LUCA (SEL), relatore. Parere contrario.
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 22.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati degli emendamenti. Sopravvive solo l'emendamento numero 94.
f) euro 15.000.000 di risorse del bilancio regionale (missione 12 - programma 04).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Non riesco a capire se sono 30 milioni per due anni oppure 30 per il 2017 e 30 per il 2018.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore di dare spiegazioni.
PIZZUTO LUCA (SEL). Sono 30 per ogni anno.
PRESIDENTE. Chiarito il problema, metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 14 bis. All'articolo 14 bis resta solo un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 bis:
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 14 bis. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 112. Chi lo approva alzi la mano.
Metto ora in votazione la proposta di legge numero 5.
PIZZUTO LUCA (SEL). Permettetemi di fare una dichiarazione di voto finale ma anche approfitto per fare dei ringraziamenti. Il primo lo voglio fare con veramente con sincerità nei confronti dell'opposizione per l'atteggiamento positivo e costruttivo che ha avuto in questa discussione, anche per l'aiuto che ha dato nei lavori dall'Aula. Poi vorrei ringraziare tutti i componenti della Commissione sanità, l'Assessore alla sanità e al lavoro, il Presidente che hanno contribuito. Però, permettetemi, in particolar modo, di ringraziare i due compagni di viaggio della Commissione con cui questa battaglia si è fatta di più che sono i consiglieri Gigi Ruggeri e Cherchi Augusto. Anche i consiglieri che hanno fatto parte della sottocommissione e hanno lavorato con noi dell'opposizione che sono Pinna Giuseppino e Alberto Randazzo. Poi, non si usa di solito, ma io voglio ringraziare per l'indispensabile aiuto la parte tecnica che ci ha aiutato ad armonizzare questa legge e in particolar modo: la dottoressa Stefania Manca, la dottoressa Gabriella Sirigu, il dottor Luca Galassi, il dottor Antonello Cesare, il dottor Sandro Deidda, la dottoressa Annalisa Cauli, la dottoressa Elisabetta Schirru e il dottor Fabrizio Contu. Però, permettetemi un ringraziamento più che particolare nei confronti di tre funzionari con cui c'è stato un lavoro bello e indispensabile: la dottoressa Noemi Atzei, il dottor Luca Spissu e la dottoressa Ilaria Portas. Permettetemi anche di fare un riferimento e un ricordo a chi questa battaglia l'ha iniziata nel 1999, nella legislatura del 1999-2004, l'onorevole Luigi Cogodi che fu il primo in Sardegna a depositare un testo, a portare il tema in Commissione. Portato poi avanti negli anni dal consigliere Luciano Uras che, nella penultima legislatura, era il nostro Capogruppo.
L'altro elemento, permettetemi di fare una dedica a questa legge, nella speranza che sia provata che non ci siano incidenti di percorso finali, mi piace pensare di poter dedicare alle donne della Sardegna che vivono e reggono spesso in situazioni di solitudine le forme di crisi più aspre e difficili, nella speranza che questo strumento, nelle loro mani, possa creare condizioni di vita migliori per tutti. Alla mia generazione, massacrata nell'altare del libero mercato, che da questa legge possa acquisire la forza per costruire una società di libertà, giustizia sociale e diritto alla felicità per tutti. A tutti coloro che Sardegna e nel mondo si battono ogni giorno per i diritti dei più deboli e per un mondo migliore. A tutti coloro che mi hanno insegnato a battermi per un mondo migliore. E permettetemi, con orgoglio lo dico, a tutti noi che oggi approvando questa legge rimetteremo al centro gli esseri umani e il loro diritto alla felicità, perché con questo voto noi dichiariamo guerra alla povertà e alla condizione di ingiustizia sociale. Qui, permettetemi l'ultima citazione…
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Da questi banchi e da queste minoranze arriverà un voto di astensione, perché ovviamente l'abbiamo detto in apertura, ne condividiamo assolutamente le buone finalità e soprattutto la possibilità che possa diventare uno strumento che davvero va ad intervenire sulle sacche più in difficoltà, soprattutto per ridare dignità a chi oggi ha tante difficoltà quotidiane per affrontare la vita. È un provvedimento che ci auguriamo possa arrivare alle famiglie, ma non rinneghiamo niente di quello che abbiamo detto, lo riteniamo assolutamente evanescente e a tratti inapplicabile con grandi difficoltà di carattere finanziario, quindi sull'impegno e soprattutto poi realmente e materialmente sulle forme di erogazione di questo contributo, reddito, integrazione o come lo vogliamo chiamare. Crediamo che in questa partita i protagonisti dovessero essere, a fianco ai beneficiari, gli enti locali, invece si vuole insistere a coinvolgere i Plus, che io credo, e anche qualche collega che ha più esperienza di me nel settore, ha dato dei risultati importanti in alcune parti del territorio della Sardegna, in alcune aggregazioni di comuni che ne hanno interpretato al meglio la filosofia, ma in tanti altri hanno fallito, Assessore, quindi noi le preoccupazioni continuiamo ad averle. Ci auguriamo che si possano trovare delle formule risolutive, dei miglioramenti però ciò che ci porta all'astensione oggi è un forte senso di responsabilità e anche il contributo che si vuole pensare che questo provvedimento vada e possa andare davvero a risolvere i problemi esistenziali, i problemi di sostenimento ad una vita ormai difficile di tante famiglie e di tante persone della nostra Sardegna.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Quanto detto dalla collega Zedda ovviamente è da noi condiviso, ci asterremo anche noi da questa votazione, e mi permetto di dire che la nostra astensione non significa che siamo in qualche modo contrari all'approvazione di questa legge, che diventa comunque uno strumento, ma è uno strumento che serve per tamponare un'emergenza. Quindi, collega Pizzuto, c'è poco da festeggiare, noi stiamo cercando di tamponare l'emergenza, perché per dare la vera dignità alle famiglie c'è solo uno strumento: si chiama lavoro. Quello che stiamo facendo oggi è tamponare l'emergenza in una situazione di grave difficoltà economica che riversano le nostre famiglie, ma non significa che questo sia la soluzione del problema. La soluzione del problema la troveremo quando questa politica, e la politica di questo Consiglio regionale, questa maggioranza troverà soluzioni per il lavoro.
RUGGERI LUIGI (PD). Credo che sia invece una legge molto importante e una delle leggi più significative di questa legislatura, perché significa un cambio di paradigma. Significa cominciare a riconoscere all'interno della nostra società delle forme di esclusione che vanno aggredite con dei mezzi e con capacità di riconoscimento, che eccede la normalità della lente con cui guardiamo normalmente i fenomeni sociali. È un investimento che probabilmente, in questo momento, è sottodimensionato rispetto all'ampiezza e all'urgenza, al dramma che sta vivendo la nostra società, una risposta non può essere solamente quella del lavoro, perché è un bisogno diverso: quello dell'integrazione. Un bisogno di inclusione, un bisogno di inclusione che abbiamo detto essere multidimensionale, e che abbiamo riassunto precedentemente dicendo che è un bisogno di democrazia. Oggi, riconoscere queste parti di società e riportarle alla dialettica sociale significa fare un esercizio di riformismo, fare un esercizio di democrazia. E il nostro voto è convintamente a favore.
PINNA ROSSELLA (PD). Per illustrare alcune buone ragioni per votare a favore di questa proposta di legge, finalmente, perché il tema della povertà, tema trascurato, è entrato nell'agenda politica di questa Regione.
Chi mi ha preceduto ha ragionato sui dati, io sottolineo un problema che riguarda 1 milione di minori in Italia, non so quanti siano in Sardegna, ma sono segnati non solo dalla carenza di consumi essenziali ma sono soprattutto caratterizzati dalla povertà educativa.
Desidero ringraziare per l'impegno profuso anche l'Alleanza contro la povertà in Italia che ha dato un apporto significativo, formata da un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta, e noi, anche stamattina con la presenza tra il pubblico, ne abbiamo avuto la conferma.
Ringrazio in maniera particolare la sensibilità del collega Pizzuto col quale ho condiviso e condivido molte iniziative legislative, e il Partito Democratico partecipa e ha partecipato con convinzione alla stesura di questa legge e alla lotta alla marginalità, alla povertà, alla disuguaglianza sociale; una lotta alla povertà, come è descritta in questa legge, che è capace di attivare nuove risorse personali e sociali, attraverso percorsi di alfabetizzazione, attraverso attività socio educative, di sostegno alla responsabilità familiare.
La buona ragione per condividere la proposta di legge è che questo modello supera il modello di welfare che si basa quasi esclusivamente su uno Stato che raccoglie e ridistribuisce risorse, è un modello di welfare in grado di rigenerare le risorse disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuto. Lo scopo del welfare generativo è di moltiplicare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell'intera collettività; questa forma di welfare generativo, tanto caro anche alla fondazione Zancan, è promotore di capacità del fare di più rigenerando le risorse senza consumarle, stimolando nei soggetti fragili un nuovo modo di intendere diritti e doveri, a beneficio degli aiutanti e dell'intera collettività. E' su questi principi che si fonda il patto di inclusione sociale, che diventa un vero e proprio contratto tra la Regione e il cittadino…
CARTA ANGELO (PSd'Az). Bastasse una legge a fare la felicità, o a portare la democrazia, ne faremmo uno al giorno: credo che la felicità sia un bene importante è un valore che deve essere assicurato anche in altre maniere o con una legge, anche perché, come canta Luca Carboni, "I soldi non danno la felicità ma immagino come vive chi non li ha", e in questo caso credo che lo strumento che stiamo mettendo a disposizione il proprio in quell'aspetto, perché di sicuro con, mediamente, 200 euro a famiglia non è che andremo molto lontano, quindi mi auguro che in futuro si possano mettere più risorse per dare maggiore risposte.
Il nostro voto sarà di astensione, che significa un "sì" per i principi e pergli obiettivi che la legge si pone, è per quanto riguarda l'efficacia dello strumento che oggi viene esitato da quest'Aula; dubbi che risiedono nel ruolo che all'interno dei Plus dovranno avere i Comuni, e nello stesso Plus che, ricordiamoci, non è ancora uno strumento che viaggia mettendo anche solo gli stessi Comuni sullo stesso livello di servizi, per cui aumentare quelle che sono le competenze e le incombenze che andranno sui Plus credo che sia una cosa tutta da verificare.
Quindi un voto di astensione con l'augurio che si possano in futuro avere maggiori risorse per cercare di efficientare meglio questo strumento, che non è esattamente quello che secondo noi serviva per raggiungere questi obiettivi.
COCCO DANIELE SECONDO (SEL). Per rispondere a chi ci invitava a non festeggiare, noi non festeggiamo ma, con molta sobrietà, stiamo andando ad approvare una legge che noi riteniamo molto importante. Sappiamo benissimo, l'ho detto prima, che non potrà essere la panacea ai troppi mali del nostro popolo, però è uno strumento che non sa di assistenzialismo fine a se stesso, è uno strumento che porta all'inserimento, al reinserimento, all'inclusione di quelle persone che troppe volte sono state allontanate dalla società, con dinamiche quasi ineludibili che portano gli ultimi, i più deboli a starne quasi fuori. Noi con questa legge vogliamo fare qualcosa di importante per dare quelle risposte a cui molti dei cittadini sardi da troppo tempo, rispetto a quelle, avevano delle aspettative.
Questa è una parte importante del nostro programma elettorale ed è una parte che oggi stiamo portando al punto di caduta. Io ringrazio chi ci ha messo l'anima per portare oggi in Aula questa legge, e tutti coloro che hanno partecipato in maniera convinta e attiva, parlo anche degli amici minoranza che in Commissione e in sub Commissione hanno collaborato a poter predisporre questo strumento.
Credo che abbiamo fatto una cosa importante, la Regione Sardegna può vantarsi con questa legge di essere la Regione che mette più risorse a disposizione rispetto al numero di abitanti, forse siamo la terza che adotta un provvedimento di questo genere però come capacità di dare risposta con risorse concrete siamo sicuramente i primi.
Lo abbiamo detto nella relazione, recepiamo le direttive che l'Europa ci indicò da più di vent'anni, lo stiamo facendo con grande serietà, è, ripeto, con grande sobrietà. Sappiamo che non basta una legge per dare la felicità ma forse questa legge potrà donare qualche sorriso in più a chi da troppo tempo non sorride. Grazie.
CIRCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazie e Lavoro). Per dichiarare anche noi il nostro voto convinto a favore di questa legge, e soprattutto per evidenziare in merito che questa legge ha nel suo interno. Qualcuno ha dichiarato di non essere del tutto contento, o soddisfatto, o meglio allegro di questa legge, io mi associo nel fatto di non essere del tutto allegro ma solo per il motivo che non possiamo dare questo contributo tutte le per noi che ne hanno bisogno. Iniziamo un percorso che ci porterà probabilmente, spero, ad un reddito di inclusione sociale allargato a più cittadini di quelli che ci possiamo permettere adesso.
Parlavo di meriti di questa legge, e il merito soprattutto è quello di introdurre un concetto che nei giorni scorsi abbiamo sempre evidenziato quando parlavamo di riforma sanitaria, che sono i LEA, i livelli essenziali di assistenza, in questo caso parliamo di livelli essenziali sociali, che è un concetto altrettanto importante e che deve essere fermo della nostra mente. E' il motivo per cui voteremo convintamente "sì" a questa legge.
ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Per dichiarare il voto non soltanto convinto ma fortemente convinto del nostro Gruppo. Io credo che da domani una parte di Sardegna ci guarderà anche con occhio diverso, perché noi abbiamo assunto con responsabilità un provvedimento, seppur con le diversità che sono state espresse anche negli interventi in Aula, che comunque guarda a elevare la dignità delle persone che nella nostra terra soffrono di più, e credo che questo sia un compito che noi dobbiamo assumere quotidianamente, non so con le leggi che oggi approviamo, con quelle specifiche, ma con i nostri comportamenti. E credo che la giornata di oggi sia una giornata che segna un passo fondamentale per l'intera Aula e in particolar modo per questa maggioranza.
ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Grazie Presidente, per esprimere, intervengo per esprimere il nostro pieno appoggio e sostegno a questa proposta di legge, che è una proposta che va in una direzione da noi fortemente auspicata e che incontra il futuro nel modo migliore. Non è una legge che assiste i più poveri ma è una legge che istituisce un patto tra l'intera società e i soggetti più deboli, che istituisce un patto a delle condizioni di favore, delle condizioni che permettono agli uni e agli altri di presentarsi nel modo più conveniente possibile di fronte alla costruzione del futuro e di mettere gli strumenti in mano perché una parte di questo futuro possiamo costruirlo noi.
È una legge che individua nella famiglia il nucleo, la cellula minima che è in grado da sola di ridistribuire le risorse sociali e di contrattare il patto di sussistenza con le istituzioni, è una battaglia che mira alla salvaguardia di un minimo di dignità per l'individuo, è una legge che propone il principio per cui ogni individuo fa parte della società, si sente protetto dalla società e si sente in grado di proteggerla. I soggetti più forti nei confronti dei soggetti più deboli ma tutti insieme, e sancisce un principio per il quale ognuno si sente pienamente partecipe di ciò che succede nella sua società e nel mondo. È una legge di grande civiltà, è una legge di altissimi ideali. Sappiamo perfettamente che non siamo in grado di rispondere a tutte le esigenze ma sappiamo anche che questo deve essere un principio che dovremmo seguire d'ora in avanti, perché è scattato l'allarme rosso e noi non possiamo far finta di non accorgercene. I fenomeni di emarginazione che stiamo vivendo in questi giorni non li abbiamo mai conosciuti fino adesso, questa una legge che deve pensare in questo senso al futuro ed è un'ottima legge.
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Con questo provvedimento stiamo istituzionalizzando per legge un'elemosina di Stato facendola passare per una legge risolutrice per lo stato di povertà di centinaia di migliaia di persone. Come ho detto nella discussione generale questo provvedimento avrebbe bisogno di 500-600 milioni annui per la Sardegna, la soluzione penso sia quello di creare lavoro e con il patto per la Sardegna possiamo avere la possibilità di intervenire su queste fasce sociali rese povere da questo Stato capitalista. Sessanta milioni per due anni forse fanno fare clientela a qualche amministratore locale ma non riesce ad incidere sullo stato di povertà in cui si trovano i 400.000 poveri sardi. Penso di astenermi da votare questa legge.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Grazie Presidente, il Capogruppo ha già annunciato l'orientamento di voto di noi Sardisti, tengo però a sottolineare che questa legge è informata a principi universali di solidarietà e di civiltà che noi Sardisti condividiamo. Abbiamo una condivisione storica rispetto ad un approccio alla legiferazione di questo Consiglio che ponga al centro finalmente e nuovamente i bisogni delle persone. Io credo che il dibattito di oggi ci consegni soprattutto questo dato importante cioè il ritorno ad una visione, ad una lettura che ci dice che dietro le statistiche, dietro i numeri ci sono donne e uomini che soffrono davvero e questa povertà va aggredita in maniera efficace, caro collega Pizzuto, probabilmente con risorse molto maggiori perché non vorrei che si creasse anche in questo settore quella scandalosa categoria degli idonei non beneficiari che esiste in tanti altri settori, io conosco bene quello del diritto allo studio universitario e so che una delle peggiori cose che possa esistere è fare graduatorie del bisogno. Allora la gente che versa in condizioni di bisogno deve essere aiutata e supportata senza essere messa in una situazione scandalosa di vedere qualcuno che riesce ad ottenere qualcosa e qualcuno no. È stato evocato prima il collega Luigi Cogodi, ricordiamoci che quando in quest'Aula pretese e ottenne con forza il piano straordinario del lavoro portò a casa 1000 miliardi di vecchie lire, 333 milioni l'anno per tre anni la legge numero 37 1998, io credo che questo sia un punto di partenza ma che la partita finanziaria dovrà essere affrontata con maggiore vigore proprio per evitare che in futuro si crei quella graduatoria del bisogno che noi dobbiamo assolutamente evitare.
PITTALIS PIETRO (FI). Un voto di astensione per senso di responsabilità, non senza rimarcare sul piano politico che questa è sicuramente anche una risposta, consentitemelo, all'immobilismo di una Giunta regionale e in questi due anni e mezzo purtroppo ha consentito che i dati sulla povertà, i dati sulla disoccupazione, sulla riduzione dell'occupazione, su quello che è sotto gli occhi di tutti, le sofferenze di tutte le categorie produttive, le sofferenze delle famiglie, soprattutto quelle numerose, non sono problemi che nascono perché c'è qualcuno che li vuole assolutamente eludere, nascono perché non ci sono azioni di contrasto e questa io stamattina l'ho detto è un'azione che abbiamo salutato positivamente perché finalmente Pigliaru e la sua Giunta si sveglino, sappiano che in Sardegna c'è un disagio crescente, c'era bisogno di parlare di povertà oggi per scuotere questa Giunta regionale che sembra assolutamente non rendersi conto di ciò che succede fuori questo palazzo. Voi pensavate che fosse il Job Act di Renzi a risolvere i problemi o che fossero le non meglio precisate azioni keynesiani che state proponendo, sono tutte azioni che ad oggi hanno dimostrato soltanto il vostro fallimento. Ecco perché allora noi convintamente abbiamo salutato che finalmente in questo Consiglio regionale si potesse parlare di povertà. Ma è chiaro che senza azioni adeguate, di politiche attive del lavoro, di contrasto all'emarginazione di alcune categorie produttive sociali la povertà anche con questo provvedimento rischia di aumentare non di diminuire. Questa è una legge importantissima ma da sola non basta. Allora ecco perché noi votiamo oggi dando un'apertura di credito con la nostra astensione ma con un invito caloroso perché si affrontino alla ripresa dei lavori le problematiche che investono il settore produttivo di quest'Isola, il settore economico e sociale e perché si appronti perché no un rilancio delle politiche attive…
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 5/A.
Discussione e approvazione della proposta di legge Lotto - Ledda - Comandini - Gaia - Manca Pier Mario - Moriconi - Tendas: "Modifiche alla legge regionale 11 maggio 2015, n. 11 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della legge regionale n. 18 del 1998)". (337/B)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 337/B. Dichiaro aperta la discussione generale.
COCCO DANIELE (SEL). Approfitto un attimino della presenza dell'assessore Arru. Assessore, sommessamente per ricordare che noi abbiamo assunto un impegno in conferenza di Capigruppo la scorsa settimana per il tavolo tecnico con i rappresentanti dei dipendenti AIAS, per ricordarle questo impegno assunto e chiaramente dobbiamo procedere.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie onorevole Cocco, stiamo organizzando la riunione nei prossimi giorni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore di maggioranza.
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Questa brevissima proposta di legge riguarda una brevissima modifica alla legge regionale numero 11 del 2015 sull'agriturismo. Noi abbiamo varato questa legge quasi un anno fa ormai, che aveva l'obiettivo di promuovere, agevolare e incoraggiare lo sviluppo dell'agriturismo in Sardegna. Ci sono due articoli, il 4 e il 13, uno relativo agli agriturismo e uno relativo agli ittiturismo, dove viene individuata in 85 per cento e 80 per cento la percentuale minima di prodotti sardi aziendali o non che devono essere utilizzati dagli agriturismo. Al comma 2, lettera b) dell'articolo 4, e al comma 1, lettera b) dell'articolo 13, si fa riferimento ai prodotti che vengono acquistati direttamente dalle aziende agricole sarde. Questo crea delle difficoltà oggettive perché ci sono prodotti che vengono prodotti in Sardegna in pochissimi posti, bisogna creare le condizioni perché l'agriturismo che sta a La Maddalena possa benissimo usufruire di un prodotto che si produce a Santadi senza essere obbligato per forza ad andare a Santadi, e così per tanti altri prodotti. Quindi abbiamo inserito la dicitura "non acquistati direttamente dalle aziende sarde, ma prodotti direttamente dalle aziende sarde", ora che stava iniziando a creare qualche difficoltà di troppo in questo momento in cui stanno per essere varate definitivamente le linee guida relative all'agriturismo. Quindi, chiediamo di approvare questa legge che è soltanto una leggina di aggiustamento di un procedimento che comunque avrà i suoi effetti positivi più in là. È stato approvato a maggioranza in discussione, ne abbiamo discusso molto anche con i colleghi dell'opposizione, e chiedo che venga approvato anche dall'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Crisponi, relatore di minoranza.
CRISPONI LUIGI (PD), relatore di minoranza. Inizialmente questa leggina portava anche le firme dei componenti dell'opposizione in seno alla quinta Commissione, che poi via via invece, a seguito dall'approfondimento, hanno deciso di portare via la propria firma, e quindi è stata eliminata dal testo così come presentato poc'anzi dal collega Lotto per un semplicissimo motivo, il testo ha avuto questa necessità non solo per alcuni suggerimenti che sono arrivati, in questo caso legittimi, da parte delle componenti datoriali associative del comparto dell'agricoltura e quindi degli agriturismo, ma parrebbe anche e soprattutto per una certa rigidità da parte degli uffici dell'Assessorato regionale e dei suoi ineffabili funzionari. Davanti ad un'iniziativa di questo tipo, dove le leggi votate con il consenso democratico dell'Aula devono fare marcia indietro perché i dirigenti regionali, i funzionari intravedevano qualcosa che non andava bene. Ma guarda caso ci ha convinto a togliere la nostra firma perché storie di stampa, vicende che hanno riguardato aziende di marcatura sarda, ma operanti guarda caso all'estero, sono perfettamente coerenti con quello che viene scritto in questo testo che viene presentato oggi all'Aula, ovvero quelle vicende maldestre che hanno permesso a quegli operatori sardi di realizzare il proprio prodotto sono a questo punto autorizzati alla vendita al comparto dell'agriturismo, significa che è stata fatta la legge, e trovato anche un inganno pericolosissimo. Togliere quel "direttamente", a mio modesto giudizio, e anche da parte dei colleghi della minoranza, non significava assolutamente che bisognasse andare nel luogo della produzione, ma è evidente che in termini semplici di commercio e di libero mercato stava bene anche a significare che tu lo potevi acquistare anche nella rete commerciale di quel produttore. Invece questo gli Uffici evidentemente lo hanno voluto negare. Allora si è passati addirittura a fare rientrare il testo in Aula e ad apportare una modifica, che così com'è mi pare diventi beffarda e maldestra al tempo stesso, aprendo davvero la possibilità di frodare il commercio e soprattutto di non fare un buon servizio al lavoro serio fatto qui in seno al Consiglio regionale e anche alla stessa quinta Commissione agricoltura, ma soprattutto all'utente finale, il consumatore non credo davvero che ne avrà beneficio. Ed ecco il motivo per il quale non abbiamo voluto votare questa legge, ed ecco il motivo per il quale noi, davanti a una proposta legislativa di questo tipo, andremo certamente ad opporci e a votare naturalmente rosso.
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Solo per dire che respingo l'affiancamento alla questione del prodotto esportato e riportato in Sardegna che non c'entra nulla con questa materia che stiamo trattando, non c'entra assolutamente niente.
CHERCHI OSCAR (FI). La preoccupazione in realtà poteva essere, potrebbe nascere, e lo dico al collega che mi ha appena preceduto, il dubbio è che si possano utilizzare prodotti che non sono realmente di provenienza sarda, ma che entrino direttamente nel nostro territorio e poi rivenduti come prodotto sardo. Io credo che invece questa norma sia una norma, un chiarimento ancora di più alla norma precedente che, a mio avviso, era già abbastanza chiara, ma che probabilmente nell'interpretazione, come spesso succede, aveva necessità di ulteriori chiarimenti. Si tratta di prodotti primari del nostro territorio e della nostra Regione, quindi onestamente non trovo niente di strano se il latte che viene prodotto ad Arborea, e quindi confezionato 3A, possa essere comprato tranquillamente e non direttamente ad Arborea, ma possa essere comprato sia a Sassari, che ad Olbia, che a Cagliari, che in qualsiasi parte del territorio regionale. Questa è semplicemente la spiegazione di questa norma. Quindi io ritengo personalmente, mi permetto di estenderlo anche nei confronti del nostro Gruppo, noi voteremo sicuramente a favore di un chiarimento per il bene delle aziende agricole che hanno necessità di lavorare e di non avere percdite di tempo nella ricerca di prodotti che sono alla portata di tutti nel proprio territorio.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Credo di essere in sintonia con quanto riportato dal presidente della Commissione. Credo che questo aggiustamento con questa leggina sull'agriturismo vada più che bene. In realtà, vorrei tornare però un po' indietro e porre l'accento, se mi permette anche il presidente della Commissione, su un fatto, che mentre la politica si prodiga per trovare soluzioni, fatto sta che molte volte effettivamente c'è una rigidità degli uffici, ovvero degli Assessorati, a trovare soluzioni, costringendo un Consiglio ad essere inchiodato per stabilire quelle che sono comunque delle regole. Dico questo perché? La legge effettivamente non è che improvvisamente è ritornata a noi, la legge era stata vista dai funzionari e dai dirigenti dell'Assessorato, gli stessi non hanno mai detto niente su questo aspetto, e costringono comunque, non si sa per quale motivo, sempre l'organo politico a prendere delle decisioni. Allora, quello che voglio mettere in evidenza non è tanto il voto, che è scontato, ma quanto trovare forse in futuro delle soluzioni per fare in modo che un intero Consiglio venga inchiodato molte volte su motivi sicuramente futili e comunque di lana caprina. Grazie.
CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti su questa legge si era fatta una grande discussione, non su questa modifica, ma sulla legge, nella sua prima stesura si era fatta una discussione approfondita in Commissione, e non è che in quella sede si era deciso di dichiarare che i prodotti andavano acquistati direttamente in azienda, si era deciso così, a cuor leggero, comunque senza tener conto di quelle che erano le problematiche, semplicemente si voleva salvaguardare quella genuinità e quella originalità dei prodotti, in considerazione del fatto che comunque ricordo che parliamo di agriturismi, e cioè di aziende che producono la maggior parte dei prodotti che poi somministrano ai propri clienti, e quindi stiamo parlando di una cosa assolutamente residuale, che con quel 15 per cento che non fa parte dei prodotti di produzione propria, poteva avere il 100 per cento delle materie prime necessarie per poter poi proficuamente e ordinariamente somministrare i pasti. Quindi la previsione dell'acquisto diretto in azienda non era un capriccio della Commissione, non era un qualcosa della quale non si era discusso, e credo che quello salvaguardasse ancora di più l'utente e il cliente dell'agriturismo, per consentire di avere da parte degli agriturismi una somministrazione di elementi effettivamente prodotti in Sardegna. Questa modifica, che di per se stessa se noi parliamo del latte di Arborea credo che stiamo parlando di un qualcosa che normalmente credo che ognuno andasse a comprarselo già al supermercato, non è che se facciamo questa norma, o senza questa norma, per avere il latte di Arborea dovevano andare ad Arborea da La Maddalena, assolutamente no, quindi è una norma di puro e semplice buon senso quella che si era fatta prima, quella che si sta facendo oggi credo che dia l'apertura a quelle reti commerciali che spacciano prodotti sardi, ma di sardo hanno ben poco. Quindi è chiaro che quello che è stato prima detto dal collega Crisponi corrisponde esattamente alla verità ed è esattamente quello che noi pensiamo, e non è un aggravio assolutamente di compiti agli agriturismi, tutt'altro, è semplicemente la salvaguardia del fruitore dell'agriturismo, è la salvaguardia degli agriturismi stessi, ai quali noi diciamo: "Tu, che sei un agriturismo, che produci i prodotti in azienda per somministrarli ai tuoi clienti, sappi che c'è una legge che tutela questa tua originalità e questa tua genuinità", una modifica di questo genere, come quella che oggi si sta proponendo, come è stato anche già ampiamente discusso in Commissione, secondo il nostro punto di vista mina la stessa genuinità degli agriturismi, perché ricordo che stiamo parlando di aziende pastorali, agricole, che fanno anche la somministrazione di pasti e bevande. Per cui non è assolutamente un aggravio, non è assolutamente un qualcosa in più che devono fare, ma è una cosa che normalmente fanno.
PRESIDENTE. Non ho altri iscritti.
passiamo quindi all'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1
1. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 11 maggio 2015, n. 11 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della legge regionale n. 18 del 1998), è così sostituita:
"b) prodotti primari regionali e prodotti derivati da trasformazione di materie prime di origine regionale realizzati da aziende agricole e agro-alimentari sarde singole o associate;".
2. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale n. 11 del 2015 è così sostituita:
"b) prodotti primari regionali e prodotti derivati da trasformazione di materie prime di origine regionale realizzati da imprese ittiche, imprese di acquacoltura e aziende agricole e agro-alimentari sarde singole o associate;".
Passiamo all'esame dell'articolo 2:
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 337/B.
Discussione e approvazione della proposta di legge Desini - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Usula - Anedda - Zanchetta: "Modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). Disposizioni urgenti a sostegno dei territori colpiti da incendi". (349/A)
PRESIDENTE. Passiamo al quinto punto all'ordine del giorno, proposta di legge numero 349 Desini e più: "Disposizioni urgenti a sostegno dei territori colpiti da incendi".
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), relatore di maggioranza. Come abbiamo potuto vedere anche in quest'ultimo fine settimana purtroppo la Sardegna in quest'estate è stata flagellata dagli atti incendiari che hanno devastato interi territori nella nostra Isola, arrecando ingenti danni da un punto di vista ambientale, ma soprattutto per quanto riguarda le numerose attività produttive. Questa proposta di legge, che non è altro che aggiungere un articolo alla legge finanziaria, all'articolo 8 della legge finanziaria, al comma 12 dove, praticamente, nel rispetto della finanza pubblica si chiede di poter utilizzare l'avanzo di amministrazione per far fronte agli aiuti nei confronti delle attività produttive da parte degli enti locali. Spesso accade che paradossalmente gli enti locali hanno ingenti risorse in avanzo di amministrazione, ma che non possono essere utilizzate, e rispettando quello che è dettato nell'articolo 187 della numero 267, dove è consentito il finanziamento delle spese correnti però a carattere non permanente, e precisando, così come è stato condiviso dai componenti della Commissione bilancio, che nel dispositivo legislativo si dispone che questi interventi siano riferiti solo ed esclusivamente all'anno corrente, all'esercizio finanziario 2016, questa proposta di legge appunto vuole dare una risposta agli enti locali che, a loro volta, la possono dare a tutti coloro i quali hanno subito ingenti danni in quest'estate. Colgo l'occasione anche con questa proposta di legge che sì, vuole avere, ha una finalità prettamente finanziaria, ma anche una riflessione per quanto sta accadendo su tutto il territorio regionale. Anche in questo fine settimana, purtroppo, viste le elevate temperature ci sono stati numerosi incendi dolosi, ci sono stati, io vedo qui, colgo l'occasione, la presenza dell'assessore Spano, che al di la di quelle che sono le critiche che sono state mosse, ma dobbiamo riconoscere che fortunatamente gli incendi sono diminuiti statisticamente e che comunque anche gli interventi, l'operato da parte della Protezione civile e del Corpo forestale e dei volontari dei barracelli comunque sono stati fatti dei grandi sforzi e degli ottimi risultati. Sicuramente c'è da fare di più, soprattutto dobbiamo lavorare per quanto riguarda l'aspetto culturale e cercare, e faccio anche i complimenti per la campagna di sensibilizzazione che è stata fatta in questi giorni ho visto da parte della Regione Sardegna ad opera di alcuni bambini, e penso che noi dobbiamo lavorare in questa direzione, oltreché adottare questi provvedimenti legislativi, che sono però degli interventi di somma urgenza, e comunque degli interventi tampone.
CHERCHI OSCAR (FI). Sulla scelta, sulla posizione di dover dare libera possibilità agli enti locali di utilizzare gli avanzi dell'amministrazione niente da dire, anzi, ben vengano anche perché il problema degli incendi soprattutto nell'ultimo periodo hanno creato veramente dei gravi danni, e dei gravi danni non solo ed esclusivamente al nostro territorio, ma soprattutto ad aziende, aziende agricole, a imprenditori che hanno investito magari tutto il resto della loro vita e si sono trovati così, da un giorno all'altro, senza nessun futuro. Ho un problema, che io credo sia necessario sollevare, però. La norma prevede che queste risorse, queste somme possano essere impiegate in interventi di sostegno economico diretto, o contributi, anche questi, diretti al risarcimento dei danni da imprese o aziende in aree rurali a causa di incendi. Io credo che qua ci sia un piccolo problema, lo sollevo, e chiedo magari la risposta anche all'Assessore, sul fatto che questa è una norma che rischia un'infrazione europea, perché non si possono dare degli aiuti diretti, considerando il fatto che gli incendi sono di causa, diciamo così, non vengono considerati dalla Commissione europea un evento straordinario, ma bensì, ahimè, oramai sono considerati di evento ordinario, e di conseguenza non sempre autorizzano il risarcimento, soprattutto diretto alle aziende. Su questo aspetto, per carità, noi siamo perfettamente d'accordo sull'approvazione della legge, lo dico e lo ripeto a voce alta, ma stiamo attenti a non incorrere poi però nell'utilizzare queste risorse in una effrazione europea e quindi la Commissione successivamente dovrà richiamare a far risarcire i danni non alle aziende colpite, ma alle amministrazioni locali.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo una considerazione, la Giunta dà parere positivo sulla norma, precisando che il comma 12 dell'articolo 8 non è stato impugnato, è stato dichiarato legittimo da parte del Governo. Quindi anche questa norma, dato che comunque si inserisce all'interno della legislazione dei vincoli di finanza pubblica dovrebbe, usiamo sempre il condizionale, essere legittima. È importante che i Comuni siano consapevoli che stiamo parlando della quota libera dell'avanzo di amministrazione e non della quota vincolata. Poi, onorevole Desini, non so se è opportuno scriverlo o non scriverlo, non voglio entrare in un provvedimento che è di origine consiliare, però è evidente che la quota vincolata dell'avanzo, può darsi che sia una cosa già implicita nella sua proposta di legge, la quota vincolata è vincolata, quindi stiamo pensando solamente alla quota libera. Può darsi che sia già implicito quindi io non voglio entrare nel merito, però è evidente che i Comuni non possono utilizzare la quota vincolata dell'avanzo di amministrazione. Fatta questa precisazione, anche gli Uffici ritengono che dato che non è stata impugnata la finanziaria su questo punto, all'interno del rispetto delle norme, il provvedimento possa essere licenziato positivamente.
TENDAS GIANMARIO (PD). Da parte mia non esiste difficoltà alcuna a sostenere e supportare questa proposta di legge. Credo comunque sia doveroso, se non altro perché proprio in questi giorni i Comuni si trovano ancora a distribuire quelle scarse risorse che erano state erogate dall'Esecutivo regionale il 29 dicembre dello scorso anno e che, lo ricordo, erano solo 2 milioni di euro a favore dei privati che avevano subito l'alluvione il 13 novembre del 2013 e che ancora non sono stati ristorati i danni che ammontano a oltre 35 milioni e mi riferisco solo a quelli privati. Questo problema era stato oggetto di dibattito che ci aveva inchiodato per un'intera serata mentre stavamo discutendo della finanziaria, mi auguro ovviamente rispetto anche alle considerazioni che ha fatto in maniera molto chiara l'assessore Paci, ovverosia la quota libera dell'avanzo di amministrazione, che si tenga in debito conto anche del discorso dell'alluvione del 2013, anche soprattutto in considerazione del fatto che la somma che è stata erogata dalla Giunta corrisponde esattamente al 5 per cento dei danni superiori ai 10 mila euro e quando un cittadino ha subito 11-12 mila euro di danni ci sono tanti di quegli adempimenti di natura burocratica che portano lo stesso cittadino, il più delle volte, a rinunciare anche all'intervento di 500-600 euro con tutto quello che ne consegue e con una situazione che difficilmente è gestibile da parte dei Comuni. Quindi, l'unica cosa che mi sento di dire che io sosterrò questo provvedimento di legge, però faccio un appello all'Assessore affinché si ricordi anche del problema dell'alluvione del 2013 perché è una ferita ancora aperta che grida vendetta.
MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, naturalmente sono a favore. Anch'io ho un po' di perplessità anche perché da anni non siamo mai riusciti a risarcire danni per gli incendi. La scrittura proposta dall'onorevole Desini mi lascia un po' perplesso, la riprendo: "Possono essere impiegati in interventi di sostegno economico o contributi diretti al risarcimento dei danni subiti da imprese o aziende in aree rurali a causa di incendi, prioritariamente finalizzati al ripristino delle necessarie condizioni per il mantenimento dei livelli produttivi, occupazionali e di sicurezza". Anche secondo me c'è il rischio che questo si possa tramutare comunque in un aiuto di Stato. Il rischio c'è. Io propongo, se è d'accordo l'onorevole Desini (c'erano anche delle mozioni su questo argomento), di cambiare questa dicitura proponendo che ci siano degli aiuti solamente per le esigenze da soddisfare che riguardano l'approvvigionamento di mangimi, foraggio e acqua per il sostentamento del comparto zootecnico. In questo caso, trattando di animali vi ricordo che quando passa un incendio non ci sono più delle risorse alimentari, quindi non si possono costringere neanche i proprietari se non hanno i mezzi a sostentare gli animali e quindi un compito, secondo me, della politica e della comunità è trovare un sistema per dare gli alimenti necessari alla sussistenza e alla sopravvivenza degli animali. In questo modo, secondo me, non incorriamo in nessun pericolo di aiuto di Stato, possiamo dare i soldi, non si generano confusioni, non vengono chiesti risarcimenti per strutture fisse e quant'altro. Non stiamo cercando di modificare il comparto produttivo, ma garantendo la sopravvivenza di tutto il comparto zootecnico. Se vogliamo si potrebbe modificare in questo modo e non si corrono pericoli. Poi lo dico all'onorevole Desini e vediamo.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio l'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
"12 bis. Nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, nell'anno 2016 gli avanzi di amministrazione degli enti locali accertati in sede di approvazione del rendiconto dell'anno 2015 possono essere impiegati in interventi di sostegno economico o contributi diretti al risarcimento dei danni subiti da imprese o aziende in aree rurali a causa di incendi, prioritariamente finalizzati al ripristino delle necessarie condizioni per il mantenimento dei livelli produttivi, occupazionali e di sicurezza.".)
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, accolgo la proposta dell'onorevole Manca, se possiamo fare due minuti di sospensione per mettere nero su bianco la modifica di questo articolo.
PRESIDENTE. Può essere presentato un emendamento orale direttamente all'Aula. Sospendiamo due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 12, viene ripresa alle ore 19 e 14.)
PRESIDENTE. Invito a presentare l'emendamento orale.
DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). L'emendamento orale è il seguente: "all'articolo 1 dopo 2015" l'emendamento orale recita così: "sono atti a soddisfare le impellenti esigenze che riguardano l'approvvigionamento di mangimi, foraggio e acqua per il sostentamento del compendio zootecnico sopravvissuto".
PRESIDENTE. Poiché non vi sono osservazioni l'emendamento orale si intende acquisito.
Metto in votazione l'emendamento orale così come presentato. Chi lo approva alzi la mano.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 349/A.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 21.)
PRESIDENTE. Comunico l'esito dell'incontro della Conferenza dei Capigruppo. Innanzitutto la prima comunicazione riguarda l'Ufficio di Presidenza. L'Ufficio di Presidenza è convocato domani alle ore 10 e 30 dopo una serie di spostamenti alle ore 10 e 30 in forma definitiva. Le Commissioni potranno essere convocate anche nei prossimi due giorni sino al 5 anche in deroga. Il Consiglio è convocato il 1 settembre con all'ordine del giorno la ricapitalizzazione dell'aeroporto di Alghero.
Abbiamo preso atto che non c'è accordo per i due provvedimenti secondo l'articolo 102, quello sul personale e quello sull'aeroporto di Alghero, per cui seguiranno le vie ordinarie. La quinta Commissione è convocata domani alle ore 12. La quarta Commissione è convocata giovedì alle ore 9 e 30, la sesta Commissione è convocata giovedì alle ore 10 e 30. Il Consiglio è convocato per il 1° settembre alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 19 e 29.
Proposta di legge Pizzuto - Agus - Cocco Daniele Secondo - Lai: “Reddito di cittadinanza e contrasto della povertà. Fondo regionale per il reddito minimo di cittadinanza” (5/A). (Discussione dell’articolato e approvazione)
Proposta di legge Lotto - Ledda - Comandini - Gaia - Manca Pier Mario - Moriconi – Tendas: “Modifiche alla legge regionale 11 maggio 2015, n. 11 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della legge regionale n. 18 del 1998)” (337/B). (Discussione e approvazione)
Proposta di legge Desini - Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Usula - Anedda – Zanchetta: “Modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). Disposizioni urgenti a sostegno dei territori colpiti da incendi” (349/A). (Discussione e approvazione)