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Timestamp: 2019-02-23 23:44:38+00:00
Document Index: 129674710

Matched Legal Cases: ['art. 4', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 873', 'sentenza ', 'sentenza ', 'sentenza ', 'art. 890', 'sentenza ', 'sentenza ']

NewsLetter Numero 530
Newsletter 530 del 31 agosto 2017
Terremoto Isola d’Ischia: il report fotografico pre e post sima
Disponibile per il download il nuovo testo unico per l’edilizia (dpr 380/2001) con le novità introdotte dalla legge concorrenza
La legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 124/2017 – legge concorrenza ), entrata in vigore il 29 agosto 2017, ha introdotto una serie di novità anche nel settore dell’edilizia.
Il testo presenta novità che toccano da vicino i professionisti in materia di:
Aggiornamento testo unico edilizia in materia di Catasto ed edilizia libera
La legge concorrenza ha aggiornato il testo unico dell’edilizia, con l’aggiunta del comma 5 all’articolo 6, relativo agli interventi di edilizia libera.
Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale ai sensi dell’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80
Dunque anche per gli interventi da realizzare in edilizia libera (senza alcun titolo abilitativo), l’interessato provvede all’aggiornamento degli atti catastali.
Terremoto Ischia, da Reluis l’ analisi degli edifici relativa ai 2 comuni più colpiti (Casamicciola e Lacco Ameno) con la valutazione degli scenari di danno sismico
Ischia è la maggiore isola dell’Arcipelago Campano, con un’estensione di circa 46 km² e una popolazione di 61.086 abitanti (ISTAT 2011). Il suo territorio è suddiviso in sei comuni: Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. I comuni di Casamicciola Terme e Lacco Ameno sono stati quelli maggiormente interessati dall’evento sismico del 21 agosto 2017, con significativi danni alle costruzioni, talvolta sino al loro crollo, decine di feriti, 2 vittime.
Il gruppo di lavoro Reluis, costituito da Gerardo Verderame, Carlo Del Gaudio, Mariano Di Domenico Mariano, Paolo Ricci, ha pubblicato un interessante documento tecnico “Rapporto relativo ad una preliminare predizione del danno agli edifici residenziali di Casamicciola Terme e Lacco Ameno a seguito del sisma del 21.08. 2017“.
La pubblicazione propone un approccio metodologico per la valutazione degli scenari di danno sismico relativi ai 2 comuni più colpiti, fino a giungere alla definizione della distribuzione di agibilità post sismica delle costruzioni.
Caratteristiche vulcanologiche dell’isola e sismicità del sito
Il documento fornisce dapprima un’introduzione delle principali caratteristiche strutturali e vulcanologiche dell’isola di Ischia, effettuando un’analisi dettagliata della sismicità del sito.
Effetti sulle costruzioni e registrazione dei dati
Il documento ripropone le immagini più significative degli effetti del sisma del 21 agosto tratte da un’altra pubblicazione Reluis.
Accelerazioni al suolo e spettri di risposta
La stazione Ischia – Osservatorio Casamicciola (IOCA) – appartenente alla Rete Sismica Nazionale (RSN) dell’INGV, su un suolo di classe stratigrafica B secondo i criteri dell’Eurocodice 8 e classe topografica T1, ha prodotto la registrazione delle accelerazioni al suolo dovute al terremoto in oggetto riportate nella figura successiva.
La registrazione è costituita da 9980 campioni rilevati ad un intervallo di tempo di 0.005 s. La magnitudo locale (ML) stimata è di 4.3. Alcuni parametri significativi del moto sismico sono riportati nella tabella successiva.
Di seguito si riportano gli spettri di risposta in pseudo-accelerazione, pseudo-velocità e spostamenti di entrambe le componenti orizzontali del moto sismico, insieme al corrispondente spettro di risposta valutato sulla base dei parametri di pericolosità sismica per il comune di Casamicciola, associati ad un evento con periodo di ritorno di 475 anni secondo la normativa vigente (NTC 2008).
Il rapporto di smorzamento è fissato al 5%. Per maggiori dettagli si rimanda al rapporto di Reluis (Iervolino e Baltzopoulos, 2017).
Analisi degli edifici di Casamicciola e Lacco Ameno
La zona portuale del Comune di Casamicciola è costituita nella quasi totalità di edifici in muratura portante, a differenza del Comune di Lacco Ameno in cui si trovano percentuali non trascurabili di edifici in calcestruzzo armato.
Negli anni nelle zone circostanti ai due porti si sono sviluppate delle zone di espansione urbanistica: tali area sono costituite per lo più da edifici in muratura portante e percentuali non trascurabili di edifici in calcestruzzo armato.
La pubblicazione di Reluis procede nella valutazione degli scenari di danno, con la definizione ed assegnazione delle classi di vulnerabilità degli edifici.
Vengono definiti quindi gli scenari di danno, fino a giungere a una distribuzione del danno medio per sezione censuaria.
La definizione di agibilità in emergenza post-sismica è legata alla necessità di utilizzare l’edificio nel corso della crisi sismica, restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni alle persone.
La verifica di agibilità mira, da un lato, alla salvaguardia della vita degli occupanti, valutando, attraverso un rilievo visuale e speditivo fatto da personale qualificato, la capacità della struttura di resistere ad un‘eventuale replica sismica, e, al contempo, al pronto recupero delle normali condizioni di vivibilità delle popolazioni colpite.
La pubblicazione Reluis utilizza l’approccio di Sabetta et al. (2013), ottenuto da un database di circa 80.000 edifici rilevati in seguito al terremoto del 2009 che ha colpito l’Italia centrale.
A valle della procedura adottata si ottenine che:
il 64,6% degli edifici dei Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola Terme risulta “Agibile” ovvero “pienamente utilizzabili restando ragionevolmente protetta la vita umana”
il 18,4% degli edifici risulta “Temporaneamente o Parzialmente Inagibile”
il 17,0% degli edifici dei Comuni indagati risulta “Inagibili” ovvero “lo stesso può essere utilizzato in alcuna delle sue parti neanche a seguito di provvedimenti di pronto intervento
In allegato proponiamo l’interessante pubblicazione Reluis a cura di Reluis, Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura – DiSt Università degli Studi di Napoli Federico II – Gerardo Verderame, Carlo Del Gaudio, Mariano Di Domenico Mariano, Paolo Ricci.
A seguito dell’evento sismico che ha colpito alcuni Comuni dell’Isola di Ischia nella notte di lunedì 21 Agosto 2017, ReLUIS ha pubblicato la documentazione fotografica dei principali danni e meccanismi individuati durante i sopralluoghi con riferimento a edifici in muratura e cemento armato.
L’evento sismico ha interessato in particolare la parte nord dell’isola, l’epicentro è stato infatti individuato in prossimità del Comune di Casamicciola Terme.
Ricordiamo che questa è una zona già colpita in passato dal terremoto, infatti nel 1883 ci fu un evento sisimico di magnitudo pari a 5,8 gradi secondo la scala Richter, che causò 2.313 vittime.
In questa situazione, il sisma, la cui magnitudo è stata stimata in 4,0 gradi secondo la scala Richter, ha causato 2 vittime.
La zona di Casamicciola Terme è quella che ha subito i danni più importanti, con crolli di interi di fabbricati o danni permanenti alle strutture degli stessi.
Di seguito riportiamo una galleria fotografica, con le immagini più significative, in cui è possibile confrontare la situazione antecedente al sisma (foto tratte da Google street view) con quella successiva all’evento sismico.
L’Agenzia delle Entrate ha definito (provvedimento n. 165110/2017) le nuove modalità per la cessione credito ecobonus per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 su parti comuni di edifici.
Il provvedimento, che sostituisce quello dello scorso 8 giugno 2017, fornisce utili chiarimenti a seguito delle modifiche introdotte in materia dall’art. 4-bis del dl 50/2017 al dl 63/2013.
L’ecobonus per lavori condominiali può essere ceduto anche a banche e intermediari finanziari, oltre che a fornitori e imprese edili, per i contribuenti che rientrano nella no tax area, ossia per gli incapienti (possiedono redditi che sono esclusi dall’imposizione Irpef).
Questo il chiarimento più importante del provvedimento.
Ricordiamo che la legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha previsto la possibilità per i condòmini beneficiari della detrazione per interventi di riqualificazione energetica sulle parti comuni di edifici di cedere un credito d’imposta corrispondente alla detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.
Inoltre, ha anche previsto un aumento delle possibili detrazioni Irpef, in funzione della tipologia di intervento.
Il dl 50/2017 ha poi stabilito che per gli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni condominiali, i beneficiari incapienti possono cedere le detrazioni anche alle banche e agli intermediari finanziari.
La detrazione non può essere in nessun caso ceduta alle pubbliche amministrazioni.
Provvedimento n. 165110/2017
Il provvedimento delle Entrate del 28 agosto 2017 individua le nuove modalità con cui:
i soggetti incapienti nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese possono optare per la cessione del credito corrispondente alla detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, in favore dei fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero di altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito.
I soggetti beneficiari della detrazione in luogo della detrazione spettante per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 possono optare per la cessione del corrispondente credito in relazione agli interventi:
di riqualificazione energetica, effettuati sulle parti comuni di edifici che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda
finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva
in favore dei fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero di altri soggetti privati esclusi istituti di credito e intermediari finanziari, con la facoltà di successiva cessione del credito
Credito d’imposta, da chi e a favore di chi può essere ceduto
Il credito può essere ceduto da:
i condòmini, anche non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito (i cosiddetti incapienti), a condizione che siano teoricamente beneficiari delle detrazioni di imposta per gli interventi antisismici e di riqualificazione energetica
i cessionari del credito i quali a loro volta possono effettuare ulteriori cessioni
fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi
altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti (esclusa la cessione del credito in favore delle PA)
istituti di credito e intermediari finanziari, nella sola ipotesi in cui il credito sia ceduto da soggetti incapienti
Il credito d’imposta cedibile da parte di tutti i condòmini corrisponde alla detrazione dall’imposta lorda delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spettante nella misura del:
70% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, se relative ad interventi condominiali che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie
disperdente lorda dell’edificio medesimo
75% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, se relative ad interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva
La detrazione si applica su un ammontare delle spese non superiore a 40.000 euro moltiplicato il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio e deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Inoltre, i soli condòmini incapienti possono cedere sotto forma di credito anche la detrazione spettante per gli altri interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici, nella misura del 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.
Il condòmino che cede il credito, se i dati della cessione non sono già indicati nella delibera condominiale, comunica all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento
la relativa accettazione da parte del cessionario, in cui indica:
il codice fiscale del cessionario
il proprio nome, cognome e codice fiscale
Il proprietario di un immobile aveva realizzato in corrispondenza del confine della proprietà del vicino un nuovo volume per collocarvi la caldaia del riscaldamento, nonché una canna fumaria esterna.
Con la costruzione dei suddetti manufatti erano state violate le distanze legali dai confini, provocando immissioni di fumi ed odori molesti nella proprietà del vicino.
Il vicino conveniva in giudizio il proprietario dell’immobile chiedendo di ripristinare lo stato dei luoghi e cessare immediatamente ogni immissione tossica. Il Tribunale si pronunciava a favore della parte attrice, ordinando la rimozione della canna fumaria e la demolizione degli ampliamenti realizzati al locale caldaia.
Il proprietario dell’immobile presentava ricorso in appello contro la sentenza di primo grado, ma la Corte territoriale respingeva il gravame.
I giudici di secondo grado avevano motivato la sentenza asserendo che nonostante il nuovo PUC del Comune non contemplasse espressamente un regolamento per le canne fumarie, esse potevano essere considerate costruzioni e quindi soggette al rispetto delle distanze legali (art. 873 cc); inoltre non era applicabile il principio di “prevenzione” quando, come nel caso di specie, era prevista una norma di piano regolatore contenente la distanza minima dai confini.
Per la cassazione della sentenza di appello veniva presentato ricorso.
Sentenza Corte di Cassazione n. 20357/2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20357/2017 si esprime sul ricorso presentato dal proprietario dell’immobile.
Il ricorrente contesta la decisione della Corte d’appello, che avrebbe applicato la normativa urbanistica vigente all’epoca dei fatti e non quella, più favorevole, vigente al momento del giudizio.
Gli ermellini ritengono che in tema di distanze legali nelle costruzioni, qualora sopravvenga una disciplina normativa meno restrittiva, l’edificio in contrasto con la regolamentazione in vigore al momento della sua ultimazione, ma conforme alla nuova, non può più essere ritenuto illegittimo, cosicché il confinante non può pretendere l’abbattimento o, comunque, la riduzione alle dimensioni previste dalle norme vigenti al momento della sua costruzione.
Nel momento in cui si è accertato che le norme tecniche di attuazione del PUC, attualmente vigente nel Comune, non contengono una espressa previsione sulla distanza minima delle costruzioni dal confine, risulta fondata la tesi difensiva del ricorrente secondo cui egli avrebbe potuto, in applicazione del principio di “prevenzione temporale”, costruire sul confine “in aderenza”.
Pertanto, da un punto di vista urbanistico, la Corte di Cassazione si esprime a favore del proprietario dell’immobile, cassando la sentenza d’appello.
I giudici, nonostante abbiano accolto il ricorso, colgono l’occasione per ribadire la necessità di applicazione dell’art. 890 cc, secondo cui bisogna preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza.
In difetto di una disposizione regolamentare, come nel caso in esame, si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppure relativa, che può essere superata solo ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo od al danno del fondo vicino.
In pratica colui il quale installa una caldaia o costruisce una canna fumaria in aderenza ad un’altra abitazione deve sempre garantire ai vicini la sicurezza e deve assicurasi che siano rispettati gli standard minimi relativi alla qualità dell’aria.
Una società committente aveva affidato ad un’impresa i lavori di costruzione di un immobile. Dopo aver riscontrato una serie di vizi delle opere eseguite e ritardi nella consegna, il committente conveniva in giudizio la ditta, chiedendo il risarcimento dei danni subiti.
Il Tribunale di primo grado e in secondo luogo la Corte di Appello rigettavano il ricorso, ritenendo l’impresa non responsabile degli errori commessi in fase esecutiva.
La società committente presentava dunque ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello.
Sentenza Cassazione n. 20214/2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20214/2017 si esprime sul ricorso presentato dal committente.
La Corte territoriale aveva ritenuto la sussistenza di un concorso di colpa tra committente ed appaltatore in ordine ai vizi delle opere eseguite per il fatto che tali vizi “dipendono anche dalla direzione dei lavori e/o da scelte della committenza“.
I giudici di Cassazione al contrario ritengono che l’appaltatore, anche quando sia chiamato a realizzare un progetto altrui, è sempre tenuto a rispettare le regole dell’arte ed è soggetto a responsabilità anche in caso di ingerenza del committente.
La responsabilità dell’appaltatore, con il conseguente obbligo risarcitorio, non viene meno neppure in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori, ove egli, accortosi del vizio, non lo abbia tempestivamente denunziato al committente, manifestando formalmente il proprio dissenso, ovvero non abbia rilevato i vizi pur potendo e dovendo riconoscerli in relazione alla perizia ed alla capacità tecnica da lui esigibili nel caso concreto.
Pertanto la Corte di Cassazione ritiene il ricorso fondato accogliendo la tesi della società committente.
A seguito degli eventi sismici del centro Italia nel settembre del 2016, il Governo ha istituito il progetto Casa Italia, un piano pluriennale di promozione della sicurezza del Paese a fronte di rischi naturali.
In questa ottica è stato pubblicato il Rapporto sulla Promozione della sicurezza dai Rischi naturali del Patrimonio abitativo, dedicato in modo specifico agli interventi sull’edilizia privata.
Il documento sintetizza i risultati dell’attività della Struttura di missione, fornendo in particolare:
un quadro sistematico sul tema del miglioramento della sicurezza del patrimonio abitativo a fronte dei rischi di origine naturale e una “visione” delle modalità per affrontarlo
una ricognizione delle principali attività già in corso presso soggetti pubblici e privati, funzionali a questi obiettivi generali, per assicurarne la valorizzazione ed evitare ogni inutile duplicazione
un elenco di Piani d’azione prioritari, costruiti a legislazione e amministrazione ordinaria per assicurarne l’applicabilità sull’intero territorio nazionale, necessari per completare e raccordare le iniziative in atto
Il rischio naturale in Italia
L’Italia è un territorio particolarmente sensibile ai fenomeni naturali, tra questi ricordiamo fenomeni sismici, franosi e alluvionali.
Negli ultimi 70 anni, si sono registrate oltre 10.000 vittime per fenomeni idrogeologici e sismici; i danni economici nello stesso periodo sono stimati in circa 290 miliardi di euro, con una media annuale di circa 4 miliardi di euro.
Gli interventi sulla sicurezza non sono solo mirati a ridurre i danni di eventi futuri, ma hanno implicazioni positive sulla competitività e sulla stessa qualità della vita nel nostro Paese dal punto di vista:
L’obiettivo del progetto Casa Italia è stimolare la domanda e rafforzare l’offerta di “sicurezza”, così che le risorse pubbliche siano utilizzate in modo più efficace ed efficiente.
Occorre invece ricorrere a un approccio di tipo strategico e adattativo, che si concretizza, nel documento redatto, in alcune linee specifiche:
la costruzione di un quadro di riferimento generale, di una “visione nazionale”, che consenta ai soggetti pubblici e privati di comprendere le priorità di sistema cui rapportare la progettazione delle proprie scelte
l’individuazione di interventi specifici, complementari a quanto già esiste e ai progetti in corso per la prevenzione dei rischi naturali, che consentano di stimolare la domanda (attraverso un aumento della consapevolezza sui problemi) e di rafforzare l’offerta (attraverso soluzioni prototipali di tipo procedurale e progettuale), definendo alcuni piani d’azione sostenibili e immediatamente attuabili
l’analisi di come rendere più sinergici interventi che già oggi assorbono risorse pubbliche e che non valorizzano come si potrebbe il problema del rischio naturale (si pensi, a titolo d’esempio, alle politiche urbane)
Il rapporto è diviso in 3 parti per un totale di 9 capitoli.
La I parte del Rapporto analizza il quadro delle informazioni disponibili su pericolosità, vulnerabilità ed esposizione ai rischi naturali ed è articolata in 2 Capitoli:
il Capitolo 1 presenta una analisi delle basi di dati che oggi sono curate da istituti di ricerca ufficiali e nazionali
il Capitolo 2 analizza invece le informazioni disponibili a livello di un singolo edificio
La II parte esamina le politiche per la riduzione della pericolosità dei fenomeni naturali, della vulnerabilità degli edifici di fronte a tale eventi e del livello di esposizione di persone e cose ed è divisa in 3 Capitoli:
il Capitolo 3, in particolare, analizza le politiche per la riduzione della pericolosità dei fenomeni idrogeologici
il Capitolo 4 analizza le politiche per la riduzione della vulnerabilità degli edifici, particolarmente rilevanti a fronte di eventi sismici
il Capitolo 5, infine, analizza le politiche di contenimento e riduzione dell’esposizione, sotto forma di divieto alla localizzazione di edifici residenziali in alcune aree o all’incentivazione al loro abbandono
La III parte analizza alcuni interventi, complementari rispetto a quelli volti a ridurre il rischio da eventi naturali ma altrettanto importanti per assicurare l’efficacia del programma Casa Italia ed è formata da 3 Capitoli:
il Capitolo 6 discute le modalità per rafforzare la resilienza delle comunità, cioè la loro capacità di reagire agli shock determinati da eventi dannosi o catastrofici
il Capitolo 7 analizza alcune esperienze internazionali significative (tra le altre, quelle di Giappone, Nuova Zelanda e California), per individuare possibili progetti formativi
il Capitolo 8 affronta il tema della gestione finanziaria del rischio naturale
Sulmona-Castel di Sangro, Cosenza-San Giovanni in Fiore, Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio sono alcune delle tratte ferroviarie dismesse individuate come “ferrovie turistiche”, in quanto situate in zone di particolare pregio paesaggistico.
La legge 128 del 9 agosto 2017 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.196 del 23-8-2017) definisce le disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.
Sono individuate e classificate come tratte ferroviarie ad uso turistico le tratte, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, suscettibili di essere utilizzate e valorizzate le seguenti linee:
Cosenza-San Giovanni in Fiore
Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio
Castelvetrano-Porto Palo di Menfi
Agrigento Bassa-Porto Empedocle
Le suddette linee sono classificate ad uso turistico a condizione che risultino finanziate nell’ambito del contratto di programma con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale o con risorse alle stesse destinate dalle regioni competenti e che le medesime regioni, per le linee di loro competenza, non ne richiedano l’esclusione con propria delibera.
Rotabili ammessi alla circolazione
Sulle tratte ferroviarie ad uso turistico possono circolare i seguenti rotabili:
i mezzi ferroviari, motori e trainati, non più utilizzati per il normale esercizio commerciale, che abbiano compiuto il cinquantesimo anno dall’entrata in esercizio del primo esemplare o che abbiano compiuto il venticinquesimo anno dall’entrata in servizio del primo esemplare e che, per particolari caratteristiche tecniche, estetiche e industriali, siano testimonianza di significative evoluzioni nel campo del trasporto ferroviario nazionale
le locomotive a vapore circolanti sulle ferrovie regionali, anche a scartamento ridotto
turistici: i mezzi che hanno un utilizzo esclusivamente turistico, quali carrozze panoramiche o scoperte
Le linee ferroviarie, le stazioni e le relative opere d’arte e pertinenze delle ferrovie individuate restano nella disponibilità dei soggetti proprietari o concessionari, che sono responsabili del mantenimento in esercizio nonché della manutenzione, della funzionalità e della sicurezza delle medesime infrastrutture.
Gli interventi di ripristino, nonché quelli relativi al mantenimento in esercizio, alla funzionalità e alla sicurezza dell’infrastruttura sono realizzabili se finanziati nell’ambito del contratto di programma con il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale ovvero nell’ambito delle risorse destinate da ciascuna regione all’infrastruttura ferroviaria regionale di competenza.
Il DGUE è il documento di gara unico europeo che consente alle imprese partecipanti o ad altri operatori economici di attestare la propria idoneità, situazione finanziaria e competenze.
In particolare attesta che le imprese:
Il DGUEe è la versione elettronica di tale autodichiarazione, messa a disposizione dalla Commissione europea sotto forma di modulo online; permette di compilare il modulo online e presentare l’offerta elettronicamente.
Il documento è obbligatorio dall’aprile 2016; nel periodo transitorio fino al 18 aprile 2018 le versioni elettroniche e cartacee del DGUE possono coesistere.
In allegato le FAQ della Commissione europea sul documento di gara unico europeo in formato elettronico.